Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Giacomo Leopardi 0 193 1429705 1428156 2026-10-16T19:42:19Z Traiano91 70758 /* */ 1429705 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File: Giacomo Leopardi Ferrazzi 2.jpg|thumb|upright=1.0|Giacomo Leopardi]] '''Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi''' (1798 – 1837), poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano. ==Citazioni di Giacomo Leopardi== *{{NDR|[[Ultime parole]], rivolte alla sorella di [[Antonio Ranieri]]}} Aprimi quella finestra... fammi veder la luce.<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto'', Hoepli, 1921, p. [https://archive.org/details/chilhadettotesor00fumauoft/page/286 286].</ref> *[[Credere]] una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo.<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000088 Saggio sugli errori popolari degli antichi]'', in ''Tutte le opere'', a cura di Lucio Felici, Lexis Progetti Editoriali, Roma, 1998. ISBN 88-87083-04-5.</ref> *{{NDR|A [[Vittorio Alfieri]]}} ''E tu nemica | la sorte avesti pur: ma ti rimbomba | fama che cresce e un dì fia detta antica.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Puerili (Leopardi)/Letta la vita di V. Alfieri|Letta la vita dell'Alfieri scritta da esso]]''.</ref> *La condizione progressiva della società non mi riguarda affatto. La mia, se non è retrograda, è eminentemente stazionaria.<ref group="fonte">Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in [http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html ''Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato''], ''il Giornale.it'', 20 luglio 2010.</ref> *Non mi dir più che m'abbia cura, perché son [[guarigione|guarito]] e sano come un pesce in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti [...].<ref group="fonte">Da ''Lettere al fratello Carlo'', p. 43.</ref> *{{NDR|La [[catacresi]]}} [...] la qual figura differisce sostanzialmente dalla [[metafora]], in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, connaturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d'uno, raddoppiando o moltiplicando l'idea rappresentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell'antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell'è, s'incorpora seco lui. [...] Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], quantunque la voce «lampade» venga a dimostrare il «sole», non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresentando quello come una figura di questo. E veramente le metafore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate.<ref group="fonte">Da ''Annotazioni alle Canzoni (1824-25)'', in ''Canti'', a cura di [[Leone Ginzburg]], Gius. Laterza & Figli, Bari, 1938, [[s:Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206|p. 200]].</ref> *Molti provano un sentimento d'indignazione vedendo il cenere del [[Torquato Tasso|Tasso]], coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d'una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza e vastità de' monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come della persona ma del monumento. Vicino al [[Tomba di Torquato Tasso|sepolcro del Tasso]] è quello del poeta [[Alessandro Guidi|Guidi]], che volle giacere ''prope magnos Torquati cineres'', come dice l'iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso.<ref group="fonte">Dalla lettera al fratello Carlo, Roma, 20 febbraio 1823; citato in W. Binni, ''Note leopardiane I. La lettera del 20 febbraio 1823'', «La Rassegna della letteratura italiana», a. LXVII, serie VII, n. 2, Firenze, maggio-settembre 1963, pp. 193-199. Disponibile su ''[https://www.ilponterivista.com/ocwb/data/01-Leopardi%201934-1997/13-La%20lettera%20del%2020%20febbraio%201823/13-01.html ilponterivista.com]''.</ref> *{{NDR|Sul [[Epitteto#Manuale|''Manuale di Epitteto'']]}} Non poche sentenze verissime, diverse considerazioni sottili, molti precetti e ricordi sommamente utili, oltre una grata semplicità e dimestichezza del dire, fanno assai prezioso e caro questo libricciuolo.<ref group="fonte">Dal ''Preambolo del volgarizzatore'' al ''Manuale di Epitteto'', in ''Opere di Giacomo Leopardi'', vol. II, Le Monnier, 1865, [https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&pg=213#v=onepage&q&f=false p. 213].</ref> *{{NDR|Al fratello [[Carlo Leopardi|Carlo]]}} Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore, e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima. Veramente non so qual migliore occupazione, si possa trovare al mondo che quella di fare all'amore, sia di primavera o d'autunno; e certo che il parlare ad una bella ragazza vale dieci volte più che girare, come io fo, attorno all'Apollo di Belvedere ed alla Venere Capitolina.<ref group="fonte">Rispondendo, il 5 aprile 1823, ad una lettera del fratello Carlo, che gli aveva narrato di un suo amore non platonico; citato in [[Giovanni Mestica]], ''Studi leopardiani'', [https://archive.org/details/studileopardian01mestgoog/page/105/mode/1up pp. 105-106].</ref> ==''Canti''== ===I – ''All'Italia''=== *''Piangi, che ben hai donde, [[Italia]] mia.'' (v. 18) *''L'armi, qua l'armi: io solo | combatterò, procomberò sol io. | Dammi, o ciel, che sia foco | agl'italici petti il sangue mio''. (vv. 37-40) ===III – ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di [[Cicerone]] della Repubblica''=== *''Italo ardito, a che giammai non posi | di svegliar dalle tombe | i nostri padri? ed a parlar gli meni | a questo secol morto, al quale incombe | tanta nebbia di tedio?'' (vv. 1-5) *''Ahi ahi, ma conosciuto il mondo | non cresce, anzi scema, e assai più vasto | l'etra sonante e l'alma terra e il mare | al fanciullin, che non al saggio appare.'' (vv. 87-90) *''Amore, | amor, di nostra vita ultimo inganno, | t'abbandonava. Ombra reale e salda | ti parve il nulla, e il mondo | inabitata piaggia.'' (vv. 128-132) *''Da te fino a quest'ora uom non è sorto, | o sventurato ingegno, | pari all'italo nome, altro ch'un solo, | solo di sua codarda etate indegno, | allobrogo feroce, a cui dal polo | maschia virtù, non già da questa mia | stanca ed arida terra, | venne nel petto; onde privato, inerme | (memorando ardimento!) in su la scena | mosse guerra a' tiranni: almen si dia | questa misera guerra | e questo vano campo all'ire inferme | del mondo. Ei primo e sol dentro all'arena | scese, e nullo il seguì, che l'ozio e il brutto | silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. || Disdegnando e fremendo, immacolata | trasse la vita intera, | e morte lo scampò dal veder peggio. | [[Vittorio Alfieri|Vittorio]] mio, questa per te non era | età né suolo. Altri anni ed altro seggio | conviene agli alti ingegni.'' (vv. 151-171) ====Citazioni su ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica''==== *È invalsa, a proposito dei sentimenti politici del Leopardi, l'opinione che esso, divenuto scettico, non ebbe più a cuore il [[risorgimento]] d'Italia. Tutt'altro provano gli scritti suoi. Dopo le due prime canzoni, ne fa documento solenne quella ''Ad Angelo Mai'' che compose quando era già pessimista; la quale spira tutta quanta un amore ardente alla patria, e pungendo la viltà degli Italiani, li infiamma ad insorgere; onde l'Austria ne proibì la diffusione nelle province italiane da essa occupate. ([[Giovanni Mestica]]) ===IV – ''Nelle nozze della sorella Paolina''=== *''[[Virtù]] viva sprezziam, lodiamo estinta.'' (v. 30) *''[[Donna|Donne]], da voi non poco | la patria aspetta'' [...] (vv. 31-32) *''Ad atti egregi è sprone | amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto | maestra è la beltà.'' (pp. 46-48) ===IX – ''Ultimo canto di Saffo''=== *''Arcano è tutto, | fuor che il nostro [[dolore|dolor]].'' (vv. 45-46) *''Negletta prole | nascemmo al pianto, e la ragione in grembo | de' celesti si posa.'' (vv. 46-48) *''Virtù non luce in disadorno ammanto''. (v. 53) *''Vivi felice, se felice in terra | visse nato mortal.'' (vv. 60-61) ===X – ''Il primo amore''=== *''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'[[amore]] sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!'' (vv. 1-3) ===XI – ''Il passero solitario''=== *''D'in su la vetta della torre antica, | [[passero]] solitario, alla campagna | cantando vai finché non more il giorno; | ed erra l'[[armonia]] per questa valle.'' (vv. 1-4) *''Tu, [[passero|solingo augellin]], venuto a sera | del viver che daranno a te le stelle, | certo del tuo costume | non ti dorrai; ché di natura è frutto | ogni vostra vaghezza.'' (vv. 45-49) *''A me, se di vecchiezza | la detestata soglia | evitar non impetro, | quando muti questi occhi all'altrui core, | e lor fia vòto il mondo, e il dì futuro | del dì presente più noioso e tetro, | che parrà di tal voglia? | che di quest'anni miei? che di me stesso? | Ahi! pentirommi, e spesso, | ma sconsolato, volgerommi indietro.'' (vv. 50-59) ===XII – ''L'infinito''=== [[File:Infinito.jpg|thumb|Manoscritto de ''L'infinito'']] *''Sempre caro mi fu quest'ermo [[collina|colle]], | e questa siepe, che da tanta parte | dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.'' (vv. 1-3) *''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.'' (vv. 4-8) *''Così tra questa | immensità s'annega il pensier mio; | e il [[naufragio|naufragar]] m'è dolce in questo mare.'' (vv. 13-15) ====Citazioni su ''L'infinito''==== *Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia ''L'infinito'', all'ultimo verso non suonava "''... e naufragar m'è dolce in questo mare''", bensì "''... e naufragar m'è dolce in questa mano''". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. ([[Marcello Marchesi]]) ===XIII – ''La sera del dì di festa''=== *''Dolce e chiara è la notte e senza vento''. (v. 1) *''Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno | appare in vista, a salutar m'affaccio, | e l'antica natura onnipossente, | che mi fece all'[[affanno]]. A te la speme | nego, mi disse, anche la speme; e d'altro | non brillin gli occhi tuoi se non di pianto. '' (v. 10-16) *''Ecco è fuggito | il dì festivo, ed al festivo il giorno | volgar succede, e se ne porta il [[tempo]] | ogni umano accidente.'' (vv. 30-33) ===XIV – ''Alla luna''=== *''Oh come grato occorre | nel tempo [[giovinezza|giovanil]], quando ancor lungo | la speme e breve ha la memoria il corso, | il rimembrar delle passate cose, | ancor che triste, e che l'affanno duri!'' (vv. 12-16) ===XVII – ''Consalvo''=== *''Due cose belle ha il mondo: | [[amore e morte]]''. (vv. 99-100) ===XVIII – ''Alla sua donna''=== *''Ma non è cosa in terra | che ti somigli; e s'anco pari alcuna | ti fosse al volto, agli atti, alla favella, | saria, così conforme, assai men bella.'' (vv. 19-22) ===XXI – ''A Silvia''=== *''[[Silvia]], rimembri ancora | quel tempo della tua vita mortale, | quando beltà splendea | negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, | e tu, lieta e pensosa, il limitare | di gioventù salivi?''. (vv. 1-6) *''Io, gli studi leggiadri | talor lasciando e le sudate carte, | ove il tempo mio primo | e di me si spendea la miglior parte, |'' [...] (vv. 15-18) *''O [[natura]], o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?'' (vv. 35-38) *''All'apparir del vero | tu, misera, cadesti: e con la mano | la fredda morte ed una tomba ignuda | mostravi di lontano''. (vv. 60-63) ====Citazioni su ''A Silvia''==== *Silvia è sorella di certe dolci femminili figure virgiliane ed omeriche, ma è tutt'altro che una reminiscenza classica, è un ritratto di una realtà, d'un'evidenza meravigliosa. La giovanetta da gli occhi ridenti e fuggitivi, lieta e pensosa, percorre con la mano veloce la tela e, immaginando un vago avvenire, riempie del suo canto le quiete stanze e le vie d'intorno, mentre, come la Laura petrarchesca sotto la pioggia di fiori cadente da l'albero, umile continua intenta l'opera femminile, sotto la diffusa luce del maggio, il riso del cielo sereno. Col rimpianto de la fanciulla perduta, il poeta risente più amaro lo sconforto dei soavi perduti pensieri, de le morte speranze; nel cantare Silvia egli risente in sé ''quel suo cuore d'una volta''. Non dimenticò mai la bruna popolana, e, se il canto di una tessitrice solitaria sempre lo commosse, gli è certo che in ogni solinga laboriosa fanciulla, egli rivedeva col pensiero l'immagine adombrata de la candida Teresa {{NDR|Fattorini}}. ([[Emma Boghen Conigliani]]) ===XXII – ''Le ricordanze''=== *''Vaghe stelle dell'[[Orsa Maggiore|Orsa]], io non credea | tornare ancor per uso a contemplarvi | sul paterno giardino scintillanti, | e ragionar con voi dalle finestre | di questo albergo ove abitai fanciullo, | e delle gioie mie vidi la fine. | Quante immagini un tempo, e quante fole | creommi nel pensier l'aspetto vostro | e delle luci a voi compagne! allora | che, tacito, seduto in verde zolla, | delle sere io solea passar gran parte | mirando il cielo, ed ascoltando il canto | della rana rimota alla campagna!'' (vv. 1-13) *''Né mi diceva il cor che l'età verde | sarei dannato a consumare in questo | natio borgo selvaggio, intra una gente | zotica, vil; cui nomi strani, e spesso | argomento di riso e di trastullo, | son dottrina e saper'' [...]. (vv. 28-33) *[...] ''dolce per sé; ma con dolor sottentra | il pensier del presente, un van desio | del passato'' [...]. (vv. 58-60) *''O [[speranza|speranze]], speranze; ameni inganni | della mia prima età!'' (vv. 77-78) ===XXIII – ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''=== *''Che fai tu, [[luna]], in ciel? Dimmi, che fai, | silenziosa luna?'' (vv. 1-2) *''[[Nascita|Nasce]] l'uomo a fatica, | ed è rischio di morte il nascimento. | Prova pena e tormento | per prima cosa; e in sul principio stesso | la madre e il genitore | il prende a consolar dell'esser nato.'' (vv. 39-44) *''Perché reggere in [[vita]] | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' (vv. 53-56) *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia''. (vv. 65-68) *''E tu certo comprendi | il perché delle cose, e vedi il frutto | del mattin, della sera, | del tacito, infinito andar del [[tempo]]''. (vv. 69-72) *''A me la vita è male.'' (v. 104) *''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni [[animale]]; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' (vv. 129-132) *''Forse s'avess'io l'[[Ala|ale]] | da volar su le nubi, | e noverar le stelle ad una ad una, | o come il tuono errar di giogo in giogo, | più felice sarei, dolce mia greggia, | più felice sarei, candida luna.'' (vv. 133-138) *[...] ''forse, in qual forma, in quale | stato che sia, dentro covile o cuna, | è funesto a chi nasce il [[Nascita|dì natale]]''. (vv. 141-143) ====Citazioni sul ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''==== *Si ricordi come Leopardi per un certo tempo abbia amato le falsificazioni filologiche e l'abbia scherzosamente praticate come dilettantismo artistico. Ma ora lo stadio dell'Inno a Nettuno è superato. La mistificazione è divenuta manifestazione del proprio io. Non pel desiderio di travestirsi, ma per conoscere e rappresentare se stesso {{sic|e}} s'immedesima in quel pastore dell'Asia. Il sentimento e la coscienza che il più proprio del suo pensiero, la sua filosofia e la sua religione, sia divenuto del tutto estraneo all'Europa occidentale, che egli sia un anacronista o un ''dépaysé''<ref>Spaesato. {{cfr}} ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 613.</ref>, un arcade emigrato, non viene invero espresso immediatamente, ma costituisce il fondamento della poesia. Perciò fa un effetto di così straniato ed intimo, così artistico e originario, così esotico e leopardiano, così privo di costume e primigenio, moderno e senza tempo. ([[Karl Vossler]]) ===XXIV – ''La quiete dopo la tempesta''=== *''Ecco il sereno | rompe là da ponente, alla montagna: | sgombrasi la campagna, | e chiaro nella valle il fiume appare.''<ref>A proposito del verso «''E chiaro nella valle il fiume appare''», [[Umberto Saba]] scrisse nelle sue ''Scorciatoie'': «{{maiuscoletto|Letteratura italiana}}. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto.»</ref> (vv. 4-7) *''[[Piacere e dolore||Piacer]] figlio d'[[Piacere e dolore|affanno]]; |'' [...]. (v. 32) *''O natura cortese, | son questi i doni tuoi, | questi i diletti sono | che tu porgi ai mortali. Uscir di pena | è diletto fra noi. | Pene tu spargi a larga mano; il duolo | spontaneo sorge e di piacer, quel tanto | che per mostro e miracolo talvolta | nasce d'affanno, è gran guadagno.'' (vv. 42-50) *''Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: [[Beatitudini dalle poesie|beata]] | se te d'ogni dolor morte risana''. (vv. 50-54) ===XXV – ''Il sabato del villaggio''=== [[File:Autografo leopardiano Sabato Villaggio.jpg|thumb|Manoscritto de ''Il sabato del villaggio'']] *''La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole, | col suo fascio dell'erba; e reca in mano | un mazzolin di rose e viole, | onde siccome suole, | ornare ella si appresta | dimani, al dì di festa, il petto e il crine.'' (vv. 1-7) *''[[Sabato|Questo di sette]] è il più gradito giorno, | pien di speme e di gioia: | [[domenica|diman]] tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' (vv. 38-42) *''Garzoncello scherzoso, | cotesta età fiorita | è come un giorno d'allegrezza pieno, | giorno chiaro, sereno, | che precorre alla festa di tua vita. | Godi, fanciullo mio; stato soave, | stagion lieta è cotesta. | Altro dirti non vo'; ma la tua [[festa]] | ch'anco tardi a venir non ti sia grave.'' (vv. 43-51) ====Citazioni su ''Il sabato del villaggio''==== *Mi spiego Fefé, è come un'intima insoddisfazione che tengo dentro. Per esempio tu sai quanto mi piace l'uva, ah? Be', a me l'uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l'uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? [...] Per me non è tanto importante l'uva in se stessa, quanto la voglia che ho d'uva, un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica. (''[[Divorzio all'italiana]]'') *Nel ''Sabato del villaggio'' la scena poetica che avrebbe dovuto suggerire coi suoi stessi tocchi il pensiero della gioia aspettata, che è unica e vera gioia, della gioia di fantasia, è commentata da una critica riflessione e appesantita da un allegorizzamento, che prende forma di rettorica esortazione al «garzoncello scherzoso». ([[Benedetto Croce]]) *Secondo Leopardi, il più bel giorno della settimana non è la domenica, ma il sabato, perché precede la domenica; mentre la domenica si è tristi, pensando al lunedì. Ma ormai tutti han letto l'immortale canto, epperò il venerdì sera dicono: «Che gioia, domani è sabato, il più bel giorno della settimana!», mentre l'indomani pensano con tristezza alla domenica. Ragion per cui siamo più felici il venerdì che il sabato; e invece che Il sabato Leopardi avrebbe fatto meglio a scrivere Il venerdì, o addirittura Il giovedì del villaggio, se si pensa che il giovedì, precedendo il più bel giorno della settimana, viene ad essere esso stesso il più bello, sempre per quella teoria che la vigilia d'un lieto giorno è più bella che il lieto giorno medesimo. ([[Achille Campanile]]) ===XXVI – ''Il pensiero dominante''=== *''Sempre i codardi, e l'alme | ingenerose, abbiette | ebbi in dispregio.'' (vv. 53-55) *''Di questa età superba, | che di vote speranze si nutrica, | vaga di ciance, e di virtù nemica; | stolta, che l'util chiede, | e inutile la vita | quindi più sempre divenir non vede; | maggior mi sento.'' (vv. 59-65) *''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' (vv. 80-81) *''Angelica beltade! | Parmi ogni più bel volto, ovunque io miro, | quasi una finta imago | il tuo volto imitar. Tu sola fonte | d'ogni altra leggiadria, | sola vera beltà parmi che sia.'' (vv. 130-135) ====Citazioni su ''Il pensiero dominante''==== *Perché è evitata la parola {{NDR|"amore"}} e dissimulata la chiave? Evidentemente di fronte alla novità dell'esperienza essa sarebbe apparsa troppo logora, perché ogni appicco a cose già passate e già esistite avrebbe potuto dare l'impressione di uno sminuimento. "Io non ho nome per ciò". ([[Karl Vossler]]) ===XXVII – ''Amore e Morte''=== *''Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte | ingenerò la sorte. | Cose quaggiù sì belle | Altre il mondo non ha, non han le stelle.'' (vv. {{Source|Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXVII._Amore_e_Morte||1-4}}) *''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'[[amore|amor]] vero e possente è il primo effetto.'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|Quando novellamente|27-33}}) *''Poi, quando tutto avvolge | la formidabil possa, | e fulmina nel cor l'invitta cura, | quante volte implorata | con desiderio intenso, | morte, sei tu dall'affannoso amante!'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|poi, quando tutto avvolge|45-50}}) ===XXVIII – ''A se stesso''=== *''Amaro e noia | la [[vita]], altro mai nulla; e fango è il [[mondo]].'' (vv. 8-9) *[...] ''l'infinita [[vanità]] del tutto''. (v. 16) ===XXIX – ''Aspasia''=== *''Torna dinanzi al mio pensier talora | il tuo sembiante, Aspasia.'' (vv. 1-2) *''Raggio divino al mio pensiero apparve, | [[donna]], la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' (vv. 33-35) *''Pur quell'ardor che da te nacque è spento: | perch'io te non amai, ma quella Diva | che già vita, or sepolcro, ha nel mio core.'' (vv. 77-79) *''Già del fato mortale a me bastante | e conforto e vendetta è che su l'erba | qui neghittoso immobile giacendo, | il mar la terra e il ciel miro e sorrido.'' (vv. 109-112) ===XXXI – ''Sopra il ritratto di una bella donna''=== *''Tal fosti: or qui sotterra | polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango | immobilmente collocato invano, | muto, mirando dell'etadi il volo, | sta, di memoria solo | e di dolor custode, il simulacro | della scorsa beltà.'' (vv. 1-7) *''Natura umana, or come, | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? | Se in parte anco gentile, | come i più degni tuoi moti e pensieri | son cosí di leggieri | da sí basse cagioni e desti e spenti?'' (vv. 50-56) ====Citazioni su ''Sopra il ritratto di una bella donna''==== *In uno dei suoi canti estremi, nel canto ''Sopra il ritratto di una bella donna'', vediamo come egli scorga un motivo di dubbio insolubile non già nel contrasto tra la bellezza femminile e l'opera dissolvitrice della morte, bensì nel contrasto fra la distruzione che la morte ha compiuto di quella bella forma corporea e gli ineffabili altissimi sentimenti che quella ispirò un tempo:<br><div style="text-align:center;">Natura umana, or come | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? </div>La nobiltà dell'uomo, così come la sua beatitudine, il Leopardi ripone nella sua capacità di sentire: né è senza significato il fatto che nelle sue pagine, in quelle della giovinezza come in quelle della maturità l'epiteto ''divino'' si accompagni così di frequente alle espressioni che si riferiscono al sentimento. ([[Mario Fubini]]) ===XXXII – ''Palinodia al marchese Gino Capponi''=== *''Errai, candido [[Gino Capponi|Gino]]; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' (vv. 1-4) ===XXXIII – ''Il tramonto della luna''=== *[...] ''scende la [[luna]]; e si scolora il mondo'' [...]. (v. 12) ===XXXIV – ''La ginestra o il fiore del deserto''=== *''Qui su l'arida schiena | del formidabil monte | sterminator [[Vesuvio|Vesevo]], | la qual null'altro allegra arbor né fiore, | tuoi cespi solitari intorno spargi, | odorata [[ginestra]], | contenta dei deserti.'' (vv. 1-7) *''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr città famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrà dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive». | Qui mira e qui ti specchia, | secol superbo e sciocco, | che il calle insino allora | dal risorto pensier segnato innanti | abbandonasti, e vòlti addietro i passi, | del ritornar ti vanti, | e procedere il chiami.'' (vv. 17-58) *[...] ''obblio | preme chi troppo all'età propria increbbe.''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (vv. 68-69) *''Non so se il riso o la pietà prevale.'' (v. 201) *''E tu, lenta [[ginestra]], | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni, | anche tu presto alla crudel possanza | soccomberai del sotterraneo foco, | che ritornando al loco | già noto, stenderà l'avaro lembo | su tue molli foreste.'' (vv. 297-304) ===Citazioni sui ''Canti''=== *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) ==''Epistolario''== ===[[Incipit]]=== ''All'Ab. Francesco Cancellieri, a Roma''.<br />Recanati, 6 aprile 1816.<br />Pregiatissimo signore, Il mio signor zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. Da essa ho appreso ch'ella soffre ancora molti incommodi di salute. L'accerto che io sento di ciò un vivissimo dispiacere, e con ribrezzo m'induco a molestarla, sperando però ch'ella non vorrà prendersi per l'incommodo che le do maggior briga di quella che richiede l'affare per se stesso molto poco interessante. ===Citazioni=== *Così ella vede che il [[Vincenzo Monti|Monti]] è assai più famoso per l'[[Iliade]] che per il ''Persio''. (dalla lettera ad Antonio Fortunato Stella, 6 dicembre 1816; vol. I, p. 8) *[...] quando ho letto qualche [[Classico]], la mia mente tumultua e si confonde. Allora prendo a tradurre il meglio, e quelle bellezze per necessità esaminate e rimenate a una a una piglian posto nella mia mente, e l'arricchiscono e mi lasciano in pace. (dalla lettera a Pietro Giordani, 21 marzo 1817; vol. I, p. 15) *Amico e cugino carissimo, Tengo ben volontieri l'invito che mi fate di lasciar da parte le cerimonie parlando con voi, e però non vi domando scusa dell'errore che ho preso con un giudizio troppo precipitato, non però calunnioso, come voi dite, scambiando un poco i vocaboli, perché oltreché il dir male di me non sarebbe stato pur peccato veniale, lo scherzare così urbanamente come si facea in quell'articolo, e con così poche parole, e sopra cosa da nulla, non potea fare che persona del mondo se ne offendesse. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 5 maggio 1817; vol. I, p. 33) *Signore mio carissimo, L'erudizione che ella ha trovato nelle note all' inno a Nettuno, in verità è molto volgare, e a me è paruto di scrivere quelle note in [[Italia]]; ma in [[Germania]] o in [[Inghilterra]] me ne sarei vergognato. Io sono andato un pezzo in traccia della erudizione più pellegrina e recondita, e dai 13 anni ai 17 ho dato dentro a questo studio profondamente, tanto che ho scritto da sei a sette tomi non piccoli sopra cose erudite (la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato); e qualche letterato straniero che è in Roma e che io non conosco, veduto alcuno degli scritti miei, non li disapprova, e mi facea esortare a divenire, diceva egli, gran filologo. [...] Innamorato della poesia greca, volli fare come [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] che sotterrò il suo Cupido, e a chi dissotterrato lo credea d'antico portò il braccio mancante. (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 maggio 1817; vol. I, pp. 34-35) *Certo che non voglio vivere tra la [[massa|turba]]: la mediocrità mi fa una paura mortale [...]. (dalla lettera a Pietro Giordani, 26 settembre 1817; vol. I, p. 57) *Carissimo cugino, Avendo avuta occasione di pubblicare un inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che voi scriveste sulla medesima divinità per le nozze [[Giulio Perticari|Perticari]] e [[Vincenzo Monti|Monti]], ho voluto mandarvi una copia del mio opuscolo, non già perché lo paragonaste col vostro, ma perché aveste il diletto di vedervi vincitore senza combattere. La copia che vi mando è della seconda edizione molto più corretta della prima, che è stata fatta l'aprile passato. Come vedete, la cosa non è di questi giorni, ed io già ci vedo mille difetti, sì che a voi, che per l' amicizia me li perdonerete, volentieri la mando in segno di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle persone di buon giudizio. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 17 ottobre 1817; vol. I, p. 63) *[...] mi pare d'essermi accorto che il [[tradurre]] così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. (dalla lettera a Pietro Giordani, 29 dicembre 1817; vol. I, p. 78) *{{NDR|Riguardo [[Fulvio Testi]]}} Se fosse venuto in età meno barbara, e avesse avuto agio di coltivare l'ingegno suo più che non fece, sarebbe stato senza controversia il nostro [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], e forse più caldo e veemente e sublime del Latino. (dalla lettera a Pietro Giordani, 19 febbraio 1819; vol. I p. 126) *Io non credo che i tristi vivano meglio di noi. Se la felicità vera si potesse conseguire in qualunque modo, la realtà delle cose non sarebbe così formidabile. Ma [[Bontà e cattiveria|buoni e tristi]] nuotano affannosamente in questo mare di travagli, dove non trovi altro porto che quello de' fantasmi e delle immaginazioni. E per questo capo mi pare che la condizione de' buoni sia migliore di quella de' cattivi, perché le grandi e splendide illusioni non appartengono a questa gente; sicché ristretti alla verità e nudità delle cose, che altro si deggiono aspettare se non tedio infinito ed eterno? (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 giugno 1820; vol. I, p. 187) *La facoltà della [[parola]] aiuta incredibilmente la facoltà del pensiero, e le spiana ed accorcia la strada. Anzi mi sono avveduto per prova, che anche la notizia di più [[Linguaggio|lingue]] conferisce mirabilmente alla facilità, chiarezza e precisione del concepire. (dalla lettera a Pietro Giordani, 20 novembre 1820; vol. I, p. 210) *[...] questo arcano infelice e terribile della vita dell'universo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 6 maggio 1825; vol. I, p. 333) *Ho veduto il [[I promessi sposi|romanzo del Manzoni]], il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno [...]. (dalla lettera ad Antonio Papadopoli, 25 febbraio 1828; vol. II, p. 69) *Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. (dalla lettera a Madama Antonietta Tommasi, 5 luglio 1828; vol. II, p. 94) *[...] il [[fare]] è il miglior modo d'imparare [...]. (dalla lettera al fratello Pier Francesco, 16 ottobre 1828; vol. II, p. 115) *[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''[[massa]]'' felice composta d'individui non felici. (dalla lettera a Fanny Targioni Tozzetti, 5 dicembre 1831<ref group="fonte">''Epistolario di Giacomo Leopardi'', vol. II, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1892, p. [https://books.google.it/books?id=Ay4aAAAAYAAJ&pg=PA443#v=onepage&q&f=false 443].</ref>) *{{NDR|Sui napoletani}} [...] lazzaroni pulcinelli nobili e plebei, tutti ladri e b. f. degnissimi di Spagnuoli e di forche. (dalla lettera al padre, 3 febbraio 1833; vol. II, p. 215) *L'aria di [[Napoli]] mi è di qualche utilità; ma nelle altre cose questo soggiorno non mi conviene molto... Spero che partiremo di qua in breve, il mio amico e io. (dalla lettera alla signora Adelaide Maestri, 5 aprile 1834; vol. II, p. 209<ref group="fonte">Citato in Michele Scherillo, ''Vita di Giacomo Leopardi'', Greco & Greco Editori, Milano, 1991, [//books.google.it/books?id=dRiuzZHM4BMC&pg=PA191 p. 191]. ISBN 88-85387-64-0</ref>) *{{NDR|Su [[Napoli]]}} [...] paese semibarbaro e {{sic|semiaffricano}}, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti. (dalla lettera al padre, 27 novembre 1834; vol. II, p. 214) *Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 12 maggio 1820) *{{NDR|Su [[Roma]]}} Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma. [...] Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. È tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de' telai e d'altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l'immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s'incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d'intrigo, d'impostura e d'inganno, come la massima parte di questa popolazione. (dalla lettera sulla visita alla tomba di Tasso, Roma 20 Febbraio 1823, in: Giacomo Leopardi, Epistolario, vol. I, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1849., pp. 276-278) ===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Epistolario''=== *{{NDR|Ai nobili signori conti Leopardi}} Giacomo vostro fratello, assai chiaro e famoso per la dottrina e per gli scritti suoi, non sarà giudicato men ragguardevole e degno d'altrettanto onore e maraviglia per le sue lettere: le quali, non tanto per libera elezione (nata da stima ed affetto parziale verso di voi, signori ed amici venerati e cari, che per tanto d'ingegno e coltura in voi raccolto stimo una delle più rare e principali famiglie d'Italia), quanto per giusta ragione e gratitudine vi dedico e rimando accresciute. Ed io, che dal punto che primieramente vidi e ammirai gli scritti suoi m'invaghii fortemente di avere piena contezza degli atti, de' costumi, e della vita di lui, reco a mia spezial ventura che per mezzo vostro mi sia conceduta sì maravigliosa opportunità d'adempire questo mio ferventissimo desiderio con le sue lettere famigliari, dove tanto e sì spesso ragiona di se. ([[Prospero Viani]]) *In tanta materia di dolore vi è qualche cosa pur di sereno in queste lettere, nelle quali quanto calcato è più, tanto si rileva più alteramente l'uomo, maggiore della fortuna. Qualità nobilissima ed antica: in questo fiacco secolo, non paziente de' mali e non ardito a' rimedii, ammirata più che imitata. La dignità adorna l'infortunio, come della ricchezza e della potenza è ornamento la temperanza. E questa dignità non è posta solo in quella specie di virtù negativa, ch'è detta «decoro», ed è quel non chinarsi mai per nessuna cagione ad atto men che nobile e gentile; di che ci è esempio la delicata risposta del Leopardi alle profferte del Colletta, e quella lettera, nella quale domanda quasi la carità al padre suo, alteramente supplichevole. Ma vi è una dignità di altra sorte, o meglio direbbesi magnanimità, la quale è quel tener l'animo sempre alto sui casi umani, e non lasciar che altri abbia la gioia di aver potuto anche un istante turbare la tua serenità. Ed il Leopardi alla ferrea necessità che lo preme soprastà in guisa, che spesso, non che risolversi in vane querele, de' suoi mali non parla altrimenti che filosofando con tranquilla ragione, divenuto egli stesso obbietto di meditazione al suo pensiero. ([[Francesco De Sanctis]]) *Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in [[Parma]] nessuno ne abbia avuto fuorché la [[Antonietta Tommasini|Tommasini]], e sua figlia la [[Adelaide Maestri|Maestri]]. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro [[Prospero Viani|Viani]], è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. ([[Pietro Giordani]]) ==''Operette morali''== {{vedi anche|Operette morali}} ==''Pensieri''== ===[[Incipit]]=== Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l'animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d'odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l'esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch'io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l'esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi. ===Citazioni=== *Dico che il [[mondo]] è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Rari sono i birbanti poveri [...]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La [[senilità|vecchiezza]] è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[s:Pensieri (Leopardi)/VI|VI]]) *Bella ed amabile [[illusione]] è quella per la quale i dì [[anniversario|anniversari]] di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno, paiono avere con quello un'attinenza particolare, e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 60 (prima del 1820), 2255 (15 dicembre 1821), 2322-2323 (2 gennaio 1822).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIII|XIII]]) *Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li previene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete che, dimandato da Solone perché non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infortunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di [[Antinatalismo|non volere aumentare]] il numero dei malvagi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIV|XIV]]) *Come le prigioni e le galee sono piene di genti, a dir loro, innocentissime, così gli uffizi pubblici e le dignità d'ogni sorte non sono tenute se non da persone chiamate e costrette a ciò loro mal grado. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XVII|XVII]]) *Se la miglior [[compagnia]] è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 507-508 (15 gennaio 1821) e 4523 (29 luglio 1829).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXI|XXI]]) *Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1252, 30 giugno 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVII|XXVII]]) *Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, [[Gli uomini si_dividono in due categorie|si divide in due parti]]: gli uni usano [[prepotenza]], e gli altri la soffrono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVIII|XXVIII]]) *Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1787-1788, 25 settembre 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVI|XXXVI]]) *Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'[[intolleranza]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVII|XXXVII]]) *Il mondo [...] non crede mai che chi non cede abbia il torto. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *L'uomo è condannato o a consumare la [[gioventù]] senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato; o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *Il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] è forse il solo storico tra i moderni, che abbia e conosciuti molto gli uomini, e filosofato circa gli avvenimenti attenendosi alla cognizione della natura umana, e non piuttosto a una certa scienza politica, separata dalla scienza dell'uomo, e per lo più chimerica, della quale si sono serviti comunemente quegli storici, massime oltramontani ed oltramarini, che hanno voluto pur discorrere intorno ai fatti, non contentandosi, come la maggior parte, di narrarli per ordine, senza pensare più avanti. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LI|LI]]) *La [[schiettezza]] allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVI|LVI]]) *Gli uomini si vergognano non delle [[ingiuria|ingiurie]] che fanno, ma di quelle che ricevono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVII|LVII]]) *I [[timidezza|timidi]] non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVIII|LVIII]]) *Quasi tutti gli uomini grandi sono [[modestia|modesti]]: perché si paragonano continuamente, non cogli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto sieno lontani dal conseguirla.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 612-613, 5 febbraio 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXIV|LXIV]]) *La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4306-4307, 15 maggio 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVII|LXVII]]) *La [[noia]] è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il [[Pluralità dei mondi|numero e la mole maravigliosa dei mondi]], e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVIII|LXVIII]]) *La [[stima]] non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 116-117, 9 giugno 1820.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXII|LXXII]]) *Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4391, 23 settembre 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXVIII|LXXVIII]]) *Rivedendo in capo di qualche anno una persona ch'io avessi conosciuta giovane, sempre alla prima giunta mi è paruto vedere uno che avesse sofferto qualche grande [[sventura]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXX|LXXX]]) *Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande [[Conoscere sé stessi|esperienza di sé]], la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a sé stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXII|LXXXII]]) *Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4482, 4 aprile 1829: «Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non passarli mai.»</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXVI|LXXXVI]]) *Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella [[solitudine]], ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la [[misantropia]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXIX|LXXXIX]]) [[File:Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. Giacomo Leopardi, 1789-1837 - it.svg|thumb|250px|Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.]] *L'uomo onesto, coll'andar degli anni, facilmente diviene insensibile alla lode e all'onore, ma non mai, credo, al biasimo né al disprezzo. Anzi la lode e la stima di molte persone egregie non compenseranno il dolore che gli verrà da un motto o da un segno di noncuranza di qualche uomo da nulla. Forse ai ribaldi avviene al contrario; che, per essere usati al biasimo, e non usati alla lode vera, a quello saranno insensibili, a questa no, se mai per caso ne tocca loro qualche saggio. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCVI|XCVI]]) *Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCIX|XCIX]]) *L'[[astuzia]], la quale appartiene all'[[ingegno]], è usata moltissime volte per supplire la scarsità di esso ingegno, e per vincere maggior copia del medesimo in altri. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CV|CV]]) *[...] nella vita comune è necessario [[dissimulare]] con più diligenza la nobiltà dell'operare, che la viltà: perché la viltà è di tutti, e però almeno è perdonata; la nobiltà è contro l'usanza, e pare che indichi presunzione, o che da sé richiegga lode; la quale il pubblico, e massime i conoscenti, non amano di dare con sincerità. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CVI|CVI]]) *L'uomo è quasi sempre tanto [[malvagità|malvagio]] quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CIX|CIX]]) ==''Storia dell'astronomia''== <!--essendo la fonte priva di pagine si prende come riferimento il numero della nota immediatamente precedente--> *La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'[[Astronomia]]. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. (introduzione) *La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'[[astrologia]]. (cap. I) <!--77--> *Già sospira la mia anima di separarsi da questa creta, che la circonda: libera dalla salma corporea, s'alza di sfera in sfera, e vola in seno agli immensi spazi sovrapposti alla mia abitazione. Questa già non è più che un punto agli occhi miei, essa già dileguossi ed io mi sento con la maggior celerità trasportato in altre regioni. L'astro della notte è sotto i miei piedi, il velo azzurrino dei cieli si squarcia, ed i recessi più lontani dello spazio mi si aprono d'innanzi. Di tratto in tratto mi veggo vicini quei corpi, per i quali sudano gli uomini muniti di quelle armi, che ai loro occhi appresta la scienza. Lascio sotto di me il vostro anello di Saturno, e seguo coraggioso il volo ardito di una cometa. Con essa mi reco in mezzo a que' fulgidissimi soli, che non han d'uopo di altrui luce per splendere e per illuminare spazi infiniti. Ma la mia carriera non è appena cominciata: questo che io veggo non è che il portico del palagio dell'Onnipotente. Posso dir tuttora di serpeggiare sul suolo. Quanto più m'inoltro verso l'Eterno, tanto più egli sembra allontanarsi da me. (cap. II) <!--808--> *L'uomo superiore ai pregiudizi, che rende giustizia al merito ovunque questo si trovi, non fu giammai biasimevole, anzi fu sempre degno di lode. (cap. IV) <!--1478--> ==''Zibaldone''== [[File:Giacomo Leopardi Morelli.jpg|thumb|''Ritratto di Giacomo Leopardi'']] ===[[Incipit]]=== Palazzo bello. Cane di notte dal casolare, al passar del viandante.<br><br> <poem>Era la luna nel cortile, un lato Tutto ne illuminava, e discendea Sopra il contiguo lato obliquo un raggio... Nella (dalla) maestra via s'udiva il carro Del passegger, che stritolando i sassi, Mandava un suon, cui precedea da lungi Il tintinnìo de' mobili sonagli.</poem> ===Citazioni=== *Ne' [[guaio|guai]] non ci vuol pianto ma consiglio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/5|5]]; 1898, vol. I, p. 81) *In molte opere di mano dove c'è qualche pericolo o di fallare o di rompere ec., una delle cose più necessarie perché riescano bene è non pensare al pericolo e portarsi con franchezza. [...] Ma noi timidissimi, non solamente sapendo che si può errare, ma avendo sempre avanti gli occhi l'esempio di chi ha errato e di chi erra, e però pensando sempre al pericolo (e con ragione perché vediamo il gusto corrotto del secolo che facilissimamente ci trasporterebbe in sommi errori, osserviamo le cadute di molti che per certa libertà di pensare e di comporre partoriscono mostri, come sono al presente, per esempio, i romantici) non ci arrischiamo di scostarci, non dirò dall'esempio degli antichi e dei classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in voli bassi, né mai osiamo di alzarci con quella negligente e sicura e non curante e dirò pure ignorante franchezza, che è necessaria nelle somme opere dell'arte, onde pel timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne delle ottime, e ne facciamo delle mediocri, non dico già mediocri di quella mediocrità che riprende Orazio, e che in poesia è insopportabile, ma mediocri nel genere delle buone cioè lavorate, studiate, pulitissime, armonia espressiva, bel verso, bella lingua, Classici ottimamente imitati, belle imagini, belle similitudini, somma proprietà di parole, (la quale soprattutto tradisce l'arte) insomma tutto, ma che non son quelle, non sono quelle cose secolari e mondiali, insomma non c'è più Omero, Dante, l'Ariosto, insomma il Parini, il Monti sono bellissimi ma non hanno nessun difetto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/9|9]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/10|10]]; 1898, vol. I, pp. 86-87) *L'arte di [[Ovidio]] di metter le cose sotto gli occhi, non si chiama efficacia, ma pertinacia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/12|12]]; 1898, vol. I, p. 89) *Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la [[Bibbia]] (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/13|13]]; 1898, vol. I, p. 90) *La [[ragione]] è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/14|14]]; 1898, vol. I, p. 93) *[...] e non si avvedono {{NDR|i [[Romanticismo|romantici]]}} che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette più di parlare se non con arte [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/17|17]]; 1898, vol. I, pp. 97-98) *[...] una [[poesia]] ragionevole, è lo stesso che dire una bestia ragionevole. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/18|18]]; 1898, vol. I, p. 100) *{{NDR|[[Gabriello Chiabrera]]}} Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole, [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/24|24]]; 1898, vol. I, p. 111) *La [[tartaruga]] lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto è proporzionato nella natura; e la pigrizia della tartaruga, di cui si potrebbe accusar la natura, non è veramente pigrizia assoluta, cioè considerata nella tartaruga, ma rispettiva. Da ciò possiamo cavare molte considerazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, p. 124) *È osservabile che in [[Aulo Cornelio Celso|Celso]] nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, pp. 125-126) *Quanto più del [[tempo]] si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/43|43]]; 1898, vol. I, p. 143) *Il più solido [[piacere]] di questa vita è il piacer vano delle [[illusione|illusioni]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *La varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un rimedio o un alleviamento di essa, come vediamo tutto giorno nelle persone di mondo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *Intendo per [[innocenza|innocente]] non uno incapace di [[peccato|peccare]], ma di peccare senza rimorso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 158) *Tutto si è [[perfezionamento|perfezionato]] da [[Omero]] in poi, ma non la poesia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/58|58]]; 1898, vol. I, p. 167) *Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Il sentimento della [[vendetta]] è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72#72/3|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vòto universale, e in un'indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 185) *Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/82|82]]; 1898, vol. I, p. 219) *Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl'intellettuali e metafisici è quello di [[Copernico]], che al pensatore rinnuova interamente l'idea della natura e dell'uomo concepita e naturale per l'antico sistema detto tolemaico; rivela una [[Pluralità dei mondi|pluralità di mondi]], mostra l'uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l'infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d'analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l'idea dell'uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell'esser nostro, dell'onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/84|84]]; 1898, vol. I, p. 194) *Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de' miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch'egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n'hanno più bisogno di lui, che alle volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant'era io, e questi si lasciano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/106|106]], 26 marzo 1820; 1898, vol. I, p. 217) *Mi diedi tutto alla gioia barbara e fremebonda della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/107|107]], 15 aprile 1820; 1898, vol. I, p. 218) *La [[pazienza]] è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/112|112]], 31 maggio 1820; 1898, vol. I, p. 223) *Il [[dolore]] o la disperazione che nasce dalle grandi passioni o illusioni o da qualunque sventura della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal sentimento vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo mondo, e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/140|140]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *Il [[silenzio]] è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *I migliori momenti dell'[[amore]] sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *L'[[immaginazione]] [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/168|168]]; 1898, vol. I, p. 275) *[...] il [[raziocinio]] è un'operazione matematica dell'intelletto e materializza e geometrizza anche le nozioni più astratte. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/181|181]]; 1898, vol. I, p. 286) *L'[[arte]] non può mai uguagliare la [[ricchezza]] della [[natura]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/189|189]]; 1898, vol. I, p. 294) *Ripetono tutto giorno i francesi che [[Jacques Bénigne Bossuet|Bossuet]] ha soggiogato la sua lingua al suo genio. Io dico che il suo genio è stato soggiogato dalla lingua costumi gusti del suo paese. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/217|217]], 20 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 318) *L'abuso e la disubbidienza alla [[legge]], non può essere impedita da nessuna legge. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229|229]], 31 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 327) *L'[[indecisione|irresoluzione]] è peggio della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]], 14 settembre 1820; 1898, vol. I, p. 339) *Il [[Jean-Baptiste Say|Say]] nei Cenni sugli uomini e la società, chiama l'ode, la sonata della letteratura. È un pazzo se stima che l'ode non possa esser altro, ma ha gran ragione e intende parlare delle odi che esistono, massime delle francesi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]]; 1898, vol. I, p. 339) *Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita o nelle più acerbe e ''mortifere'' disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/259|259-260]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 349) *Chi non ha uno [[scopo]] non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/268|268]], 10 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 356) *[...] i beni si disprezzano quando si possiedono sicuramente, e si apprezzano quando sono perduti, o si corre pericolo o si è in procinto di perderli. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 373) *[...] la [[felicità e infelicità|felicità o infelicità]] non si misura dall'esterno ma dall'interno. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 374) *La corruttela de' costumi è mortale alle repubbliche e utile alle tirannie e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/302|302]], 3 novembre 1820; 1898, vol. I, p. 377) *L'amore dell'[[ordine]] o l'idea della necessità dell'ordine, che è quanto dire dell'armonia e convenienza, è innata, assoluta, universale, giacché è il fondamento del raziocinio e il principio della cognizione o del giudizio falso o vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/376|376]]; 1898, vol. I, pp. 428-429) *Dicono che la [[felicità]] dell'uomo non può consistere fuorché nella verità. Così parrebbe, perché qual felicità in una cosa che sia falsa? E come, se il mondo è diretto alla felicità, il vero non deve render felice? Eppure io dico che la felicità consiste nell'ignoranza del vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/326|326]]; 1898, vol. I, p. 393) *[...] ogni felicità si trova falsa e vana, quando l'oggetto suo giunge ad essere conosciuto nella sua realtà e verità. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/352|352]]; 1898, vol. I, p. 410) *Ho detto più volte che la [[letteratura francese]] è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1175|1175]]; 1898, vol. I, p. 461) *Tutti i moderni ideologi hanno stabilito che le idee o credenze le più primitive, le più necessarie all'azione la più vitale, e quindi tutte le idee o credenze moventi del bambino appena nato, (e così d'ogni altro animale), tutte le idee o credenze determinanti o non determinanti, cioè relative o no all'azione, non vengono altro che dall'esperienza e quindi non sono se non tante conseguenze tirate col mezzo di un raziocinio e di un'operazione sillogistica, da una maggiore ec. (e qui osservate la necessità del [[raziocinio]] ne' bruti). ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/443|443]]; 1898, vol. I, pp. 472-473) *Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, [[Roma]] non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l'amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 24 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 2) *{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Ma neppur egli troverete che, sebbene condanna la tirannia, lodi mai la libertà in persona propria. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 28 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 5) *Non punir mai l'[[ingiuria]] che non hai meritata, né lasciare impunita quella che hai meritata. Perdona al tuo [[calunnia]]tore, punisci il tuo detrattore. Non far caso di chi ti ''schernisce'' a torto, ma piglia [[vendetta]] di chi ti ''motteggia'' a ragione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/476#476/2|476]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/477|477]], 7 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 14) *Tutto è [[amor proprio]] nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che [[lusinga]], giova ec. l'amor proprio degli altri. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/508|508]], 15 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 32) *I [[bambino|fanciulli]] trovano il tutto nel [[nulla]], gli uomini il nulla nel tutto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/527|527]], 19 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 43) *[...] la [[felicità]] è impossibile a chi la desidera, perché il desiderio, sí come è desiderio assoluto di felicità e non di una tal felicità, è senza limiti necessariamente, perché la felicità assoluta è indefinita e non ha limiti. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/648|648]]; 1898, vol. II, p. 112) *L'[[egoismo]] è sempre stata la peste della [[società]], e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/670|670]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/671|671]]; 1898, vol. II, p. 123) *Siccome l'amor patrio o nazionale non è altro che una illusione, ma facilmente derivante dalla natura, posta la società, com'é naturale l'amor proprio nell'individuo, e posta la famiglia, l'amor di famiglia, che si vede anche ne' bruti; cosí esso non si mantiene e non produce buon frutto senza le illusioni e i pregiudizi che naturalmente ne derivano o che anche ne sono il fondamento. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/923|923]]; 1898, vol. II, p. 269) *[...] il [[pensatore]] non è cosí. Egli cerca naturalmente e necessariamente un filo nella considerazione delle cose. È impossibile ch'egli si contenti delle nozioni e delle verità del tutto isolate. E se se ne contentasse, la sua filosofia sarebbe trivialissima e meschinissima e non otterrebbe nessun risultato. Lo scopo della filosofia (in tutta l'estensione di questa parola) è il trovar le ragioni delle verità. Queste ragioni non si trovano se non se nelle relazioni di esse verità e col mezzo del generalizzare. Non è ella cosa notissima che la facoltà di generalizzare costituisce il pensatore? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/946|946]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/947|947]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 288) *Per qual ragione è bello il [[Aulo_Cornelio_Celso#De_medicina_libri_octo|Trattato di Celso]], ch'è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949|949]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 290) *Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con [[Punteggiatura|segni]], come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l'arte dello scrivere all'infanzia? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/976|976]]; 1898, vol. II, p. 310) *La [[convenienza]] al suo fine, e quindi l'utilità ec., è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1165|1165]], 13 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 454) *E notate che l'uso della [[denaro|moneta]] quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vo predicando; giacché il detto uso è l'uno de' principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù ec. ec. e l'una delle principalissime cagioni che introducono, e appoco appoco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni, e le nazioni medesime in quanto erano nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]], 16 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 460) *La trattabilità e facilità della [[lingua francese]], ond'ella è così agevole a scriver bene e spiegarsi bene, sì per lo straniero che l'adopra o l'ascolta, sì pel nazionale, non deriva dall'esser ella uno strumento pieghevole e ''souple'' (qualità negatale espressamente dal Thomas) ec., ma dall'essere un piccolo strumento, e quindi manuale, εὐμεταχείριστος, maneggiabile, facile a rivoltarsi per tutti i versi e ad adoprare in ogni cosa ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1232|1232]], 27 giugno 1821; 1898, vol. III, pp. 21-22) *Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di [[Daniello Bartoli]] [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1313|1313]], 13 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 82) *Dividersi perpetuamente i letterati e i poeti, da' filosofi. L'odierna [[filosofia]] che riduce la metafisica, la morale ec. a forma e condizione quasi matematica, non è più compatibile con la [[letteratura]] e la poesia, com'era compatibile quella de' tempi ne' quali fu formata la lingua nostra, la latina, la greca. [...] Ma la filosofia di [[John Locke|Locke]], di [[Gottfried Leibniz|Leibnizio]] ec. non potrà mai stare colla letteratura né colla vera poesia. La filosofia di Socrate partecipava assai della [[natura]], ma questa nulla ne partecipa, ed è tutta ragione. Perciò né essa né la sua lingua è compatibile colla letteratura, a differenza della filosofia di Socrate, e della di lei lingua. La qual filosofia è tale che tutti gli uomini un poco savi ne hanno sempre partecipato più o meno in tutti i tempi e nazioni, anche avanti [[Socrate]]. È una filosofia poco lontana da quello che la natura stessa insegna all'uomo sociale. Si dividano dunque le lingue, e la nostra che tante ne contiene, e così diverse anche dentro uno stesso genere, potrà ben contenere allo stesso tempo una lingua bella, e una lingua filosofica. Ed allora avrà una filosofia, e seguirà ad avere quella poesia, e quella letteratura nella quale ha sempre superato tutte le moderne. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1359|1359]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1360|1360]], 20 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 112) *Il [[languore]] del corpo alle volte è tale, che senza dargli affanno e fastidio, affievolando le facoltà dell'animo, affievola ogni cura e ogni desiderio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1581|1581]], 28 agosto 1821; 1898, vol. III, p. 246) *Le pluralità de' mondi, quasi fisicamente dimostrata, come si può accordare col cristianesimo fuori del mio sistema, il quale dimostra che le creature possono esser d'infinite specie, e che Dio esistendo verso noi, come la religione insegna, esiste ancora in tutti i possibili modi, e può avere avuto ed avere con diversissime creature diversissimi e contrari rapporti, e non averne alcuno? Quante verità fisiche, metafisiche ec. ripugnano alla religione, fuori del mio sistema che nega ogni verità e falsità assoluta, ammettendo le relative, e in queste la religione? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1642|1642]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1643|43]]; 1898, vol. III, pp. 283-84) *[...] la [[memoria]] non è altro che [[assuefazione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1676|1676]], 11 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 303) *Nessuna [[opinione]] vera o falsa, ma contraria all'opinione dominante e generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di [[ripetizione|ripetizioni]] e quindi di assuefazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1720|1720]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Non si vive al mondo che di [[prepotenza]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1721|1721]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Chi più si ama meno può [[amore|amare]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723|1723]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 333) *L'insegnare non è quasi altro che assuefare. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1727|1727]], 18 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 334) *Gli antichi da proposizioni e premesse che conoscevano né più né meno quanto noi deducevano conseguenze contrarissime a quelle che noi ne tiriamo. Ciò mostra ch'essi non conoscevano i rapporti delle proposizioni, altrimenti non potressimo negare le loro conseguenze. Ma chi ci ha detto che noi li conosciamo meglio? come lo sappiamo noi se non a forza di [[Sillogismo|sillogismi]]? Giacché qualunque affermazione o negazione ha bisogno di sillogismo, e ciascun sillogismo contiene tanti sillogismi quanti sono i rapporti delle sue proposizioni fra loro. Cioè bisogna che l'uomo si persuada sempre con un sillogismo, benché tacito, che, se la tal cosa è, anche la tal altra dev'essere. Senza questi sillogismi intermedi nessun sillogismo vale, e siccome questi ordinariamente si omettono o non son giusti, però infiniti sillogismi son falsi, perché non è vero il rapporto che noi, o non sillogizzando punto o falsamente sillogizzando, supponiamo fra la maggiore e la minore, fra queste e la conseguenza. (([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1771|1771]][[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1772|1772]], 22 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 359) *La [[noia]] è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1815|1815]], 30 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 383) *La rapidità e la [[concisione]] dello stile piace, perché presenta all'anima una folla d'idee simultanee o così rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l'anima in una tale abbondanza di pensieri o d'immagini e sensazioni spirituali, ch'ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2041|2041]], 3 novembre 1821; 1898, vol. IV, p. 22) *La [[lingua latina]] così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2288|2288]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2289|2289]], 26 dicembre 1821; 1898, vol. IV, p. 150) *Il p. [[Daniello Bartoli|Dan. Bartoli]] è il [[Dante]] della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2396|2396]], 22 marzo 1822; 1898, vol. IV, p. 215) *Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'[[lingua italiana|italiana]] (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2398|2398]], 29 marzo 1822; 1898, vol. IV, pp. 216-217) *E però [[Plutarco]] [...] non si può recar per modello né di lingua né di stile, essendo però stato forse più filosofo di tutti i filosofi greci, molti de' quali sono esempi di perfettissimo scrivere. Ma non erano così sottili come Plutarco [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2410|2410]], 1 maggio 1822; 1898, vol. IV, p. 224) *[...] quasi tutte le principali [[scoperta|scoperte]] che servono alla vita civile sono state opere del caso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2602|2602]], 10 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 329) *Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio [[Stile (scrittura)|stile]]. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2611|2611]], 27 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 334) *Gl'[[Italia|italiani]] non hanno costumi: essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2923|2923]], 9 luglio 1823; 1898, vol. V, p. 80) *La ''[[Luís de Camões#I Lusiadi|Lusiade]]'' avrà certo interessato ed interesserà forse anche oggidì i lettori portoghesi, né si può bastantemente lodare lo sfortunato Camoens per l'avere scelto un soggetto così strettamente nazionale, e di più per l'aver saputo adattare e far materia di poema epico un argomento allora modernissimo, qualità che per l'una parte produce estreme difficoltà le quali a molti sono sembrate in un poema epico insuperabili, e per l'altra sommamente contribuirebbe a produrre o singolarmente accrescere l'interesse d'un'epopea, come ancora di un dramma e di qualsivoglia poesia. Ma per li lettori dell'altre nazioni non so quanto nella ''Lusiade'' possa essere l'interesse, né se ne' medesimi portoghesi, mancata la recente memoria di quelle imprese, e raffreddato, come per tutta l'Europa, l'amor nazionale e gli altri sentimenti magnanimi, la ''Lusiade'' produca per ancora un interesse abbastanza vivo, continuo e durabile. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3146|3146]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3147|3147]], 5-11 agosto 1823; 1898, vol. V, pp. 209-210) *Una [[Lingua (idioma)|lingua]] strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3253|3253]], 23 agosto 1823; 1898, vol. V, p. 275) *Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l'[[irriflesione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520|3520]], 25 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 2) *Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero [[coraggio]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3531|3531]], 26-7 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 9) *[...] il [[piacere]] è sempre o passato o futuro, non mai presente [...].<ref>Anche in ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare'', in ''[[Operette morali]]'': «Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente».</ref> ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3550|3550]], 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, vol. VI, p. 21) *{{NDR|Su [[Daniello Bartoli]]}} [...] uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e più profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3630|3630]]; 1898, vol. VI, p. 73) *Il [[fuoco]] è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'[[elettricità]], che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3645|3645]], 11 ottobre 1823; 1898, vol. VI) *La [[noia]] è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3715|3715]], 17 ottobre 1823; 1898, vol. VI, p. 127) *La [[Latinismo|novità tolta prudentemente dal latino]], benché novità assolutissima in fatto, è per le nostre lingue piuttosto restituzione dell'antichità che novità, piuttosto peregrino che nuovo; e veramente (anche quando non sia troppo prudente né lodevole) ha più dell'arcaismo che del neologismo. Al contrario dell'altre novità e degli altri stranierismi ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3867|3867]], 11 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 247) *L'[[esistenza]] può essere maggiore senza che lo sia la vita. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3927|3927]], 27 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 301) *Tutto è follia in questo mondo fuorché il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto. Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3990|3990]], 17 dicembre 1823; 1898, vol. VI, p. 361) *Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un [[letto]] duro e incomodo, che sentendovisi stare male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire, ecc. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prendere sonno, finché senz'aver dormito né riposato vien l'ora di alzarsi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4104|4104]], 25 giugno 1824; 1898, vol. VII, p. 23) *Io vivo, dunque io [[speranza|spero]], è un sillogismo giustissimo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145|4145]], 18 ottobre 1824; 1898, vol. VII, p. 70) *Il mezzo più efficace di ottener [[fama]] è quello di far creder al mondo di esser già famoso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4153|4153]], [[Bologna]], 21 novembre 1825; 1898, vol. VII, p. 80) *Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4174|4174]], Bologna, 17 aprile 1826; 1898, vol. VII, pp. 104-105) *[[Tabagismo|Tabacco]]. Sua utilità. Suoi piaceri: più innocenti di tutti gli altri al corpo e all'animo; meno vergognosi a confessarsi, immuni dal lato dell'opinione; più facili a conseguirsi, di poco prezzo e adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4188|4188]], Bologna 13 luglio 1826; 1898, vol. VII, p. 117) *[[Felicità]] non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191|4191]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4192|4192]], 30 agosto 1826; 1898, vol. VII, p. 122) *[[Risata|Ridete]] franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice ''rider alto'' vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed ''awful'' è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4391|4391]], 23 settembre 1828; 1898, vol. VII, p. 330) *Ho veduto io stesso un [[canarino]] domestico e mansuetissimo, appena presentato a uno specchio, stizzirsi colla propria immagine, ed andarle contro colle ali inarcate e col becco alto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4419|4419]]; 1898, vol. VII, p. 353) *È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere [[semplicità|semplici]], e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4524|4524]], Firenze, 31 maggio 1831; 1898, vol. VII, p. 461) *Cosa rarissima nella società, un uomo veramente [[sopportazione|sopportabile]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4525|4525]], 16 settembre 1832; 1898, vol. VII, p. 462) ===Citazioni sullo ''Zibaldone''=== *È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. ([[Giosuè Carducci]]) *A proposito di Leopardi — sia detto senza offesa — trovo che i suoi ''Pensieri di bella letteratura e di varia filosofia'' sono quanto di meglio ci sia per prender sonno ([[Achille Campanile]]). ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Appressamento della morte''=== <poem>Era morta la lampa in Occidente, E queto 'l fumo sopra i tetti e queta De' cani era la voce e de la gente: Quand'i' volto a cercare eccelsa meta, Mi ritrova' in mezzo a una gran landa, Bella, che vinto è 'ngegno di poeta.</poem> ===''Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone''=== Tace la fama al presente di [[Giorgio Gemisto Pletone]] costantinopolitano; non per altra causa se non che la celebrità degli uomini, siccome, si può dire, ogni cosa nostra, dipende più da fortuna che da ragione. E niuno può assicurarsi, non solo di acquistarla per merito, quantunque grande, ma acquistata eziandio che debba durargli. Certo è che Gemisto fu de' maggiori ingegni e de' più pellegrini del tempo suo, che fu il decimoquinto secolo. Visse onorato dalla patria; e poi trovatosi sopravvivere alla patria, ed al nome greco (o, come esso diceva, romano), fu accolto ed avuto caro in Italia, dove stette gran tempo e morì; ed ebbe una splendidissima riputazione in questa sua nuova patria, e medesimamente nelle altre province d'Europa, per quanto si stendeva in quei tempi lo studio delle lettere. ===''Discorso sopra la Batracomiomachia''=== Quando, dopo aver letta qualche opera di autore sconosciuto, la troviamo interessante e degna di osservazione, siamo tosto spinti dalla curiosità a ricercarne lo scrittore. Avendone rilevato il carattere dall'opera stessa, bramiamo avere un nome a cui applicarlo. Ci duole d'ignorar quello di una persona che c'interessa, e di dover lodare e stimare un Essere anonimo e sconosciuto. ===''Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani''=== In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicché ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perché la Francia abbassata dalle sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della coltura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'uguaglianza di riputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto di onore alla Francia che tutte le dispregiava<ref>In vece che adesso la Francia stessa per le dette cagioni è fatta tollerante e disposta a render giustizia agli stranieri fino a un certo segno, e che questa sua disposizione, perocch'ella segue ancora in parte a dare il tuono all'Europa civile, ne cagiona una simile nelle altre nazioni. {{NDR|N.d.A.}}</ref>; ===''La guerra dei topi e delle rane''=== ====(1815)==== <poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro: O Muse, voi dall'Eliconie cime A me scendete, il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia dei topi e delle rane.</poem> ====(1821-1822)==== <poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro, O Muse, voi da l'Eliconie cime Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia de' topi e de le rane.</poem> ====(1826)==== <poem>Sul cominciar del mio novello canto, Voi che tenete l'eliconie cime Prego, vergini Dee, concilio santo, Che 'l mio stil conduciate e le mie rime: Di topi e rane i casi acerbi e l'ire, Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem> ===''Paralipomeni della Batracomiomachia''=== ''1<br />Poi che da' granchi a rintegrar venuti<br />Delle [[rana|ranocchie]] le fugate squadre,<br />Che non gli aveano ancor mai conosciuti,<br />Come volle colui ch'a tutti è padre,<br />Del topo vincitor furo abbattuti<br />Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,<br />Sparse l'aste pel campo e le berrette<br />E le code topesche e le basette;<br /><br />2<br />Sanguinosi fuggian per ogni villa<br />I topi galoppando in su la sera,<br />Tal che veduto avresti anzi la squilla<br />Tutta farsi di lor la piaggia nera:<br />Quale spesso in parete, ove più brilla<br />Del Sol l'autunno la dorata sfera,<br />Vedi un nugol di mosche atro, importuno,<br />Il bel raggio del ciel velare a bruno.'' ===''Storia di un'anima''=== Incomincio a scrivere la mia Vita innanzi di sapere se io farò mai cosa alcuna per la quale debbano gli uomini desiderare di aver notizia dell'essere, dei costumi e dei casi miei. Anzi, al contrario di quello che io aveva creduto sempre per lo passato, tengo oramai per fermo di non avere a lasciar di me in sulla terra alcun vestigio durevole. ==Citazioni su Giacomo Leopardi== *A qual grado fu l'affetto di lui verso l'Italia, nel quale non si stimava secondo ad alcuno?<ref>Lettera del Viesseux, 5 gennaio 1824. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il pessimismo avea inghiottito questo come tutti gli altri affetti. All'infuori dell'orazione agli Italiani nel 1815, tonante contro i tiranni, del progetto sfumato d'un inno alla Grecia, e delle accademiche canzoni civili della prima giovinezza, si potrà spigolare nell'opera leopardiana qualche accenno patriottico; ma i moti del '21 non lo scuotono affatto, nel 1831 quando la provincia fa conto, come notammo, sull'azione politica di lui, egli chiede che se ne scordino<ref>Lettera al padre, 29 marzo 1831. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e conviene col padre nel dar del fanatico all'eroico Broglio D'Ajano, caduto ad Anatolico per l'indipendenza ellenica<ref>Lettera del 22 luglio 1828. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Ad un attento esame [...], l'estetica del Leopardi sembra per un lato confondersi con la ricerca che l'artista fa di sé medesimo, per l'altro, con quella che l'uomo fa di una teoria che lo salvi dalla disperazione e dall'inerzia. Così nelle pagine dello ''Zibaldone'' crediamo di scorgere piuttosto un ideale d'arte che un concetto dell'arte, piuttosto una commossa celebrazione del potere vivificatore della poesia che una soddisfacente definizione dell'attività estetica. ([[Mario Fubini]]) *C'è poi quel lamentoso Leopardi, scrittore garbato, pulito e elegante, te lo concedo; ma come frigido, come diaccio e brullo! ([[Leo Ferrero]]) *C'era, nei muscoli, nei nervi e nel cervello di Giacomo, una dovizia di energia che si esprimeva all'esterno colla predilezione di esercizi fisici e con una personalità vigorosa. Nei giuochi e nelle finte battaglie romane, che si svolgevano entro il recinto del «paterno giardino», egli si dava la parte del leone; nelle rappresentazioni storiche si metteva sempre primo, era sempre il «trionfatore», che menava pugni sonori e ingiurie sul fratello e sugli altri ragazzi, i quali, come finti sudditi o schiavi, seguivano il suo carro. Nelle favole meravigliose, che, fanciullo di otto nove anni, aveva l'abilità di ordire e di raccontare extemporaneamente, e negli attori delle quali soleva personificare i caratteri di quelli che lo attorniavano, la parte eroica del dominatore e prepotente ''Filzèro''<ref>Teresa Teja Leopardi, ''Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia'', pag. 31-33. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che ne dava a tutti e non le buscava da alcuno, la riserbava a se stesso. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Che Giacomo, da fanciullo, non fosse gobbo, né tampoco goffo di spalla, concordano in dire quanti si ricordano di averlo conosciuto. Se, poi, col crescere, incurvò, la ragione dee interamente cercarsi nell'aver egli, nascendo, portato con sé i germi della rachitide.<br>Del resto, chi più e chi meno, tutti i Leopardi, per difetto di nascita, furono rachitici. ([[Camillo Antona Traversi]]) *Con un po' di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi. ([[Gianni Rodari]]) *È stato considerato talvolta il Leopardi come un poeta filosofo, cosa che, per le spiegazioni ora date, si dimostra non esatta per lui come è sempre inesatta per ogni poeta. La sua fondamentale condizione di spirito non solo era sentimentale e non già filosofica, ma si potrebbe addirittura definirla un ingorgo sentimentale, un vano desiderio e una disperazione cosi condensata e violenta, cosi estrema, da riversarsi nella sfera del pensiero e determinarne i concetti e i giudizi. ([[Benedetto Croce]]) *Fra i poeti italiani, [[Dante Alighieri|Dante]] compreso, è il solo che manifesta nell'opera sua, fuse in un equilibrio quasi perfetto, le tre virtù tecniche essenziali: la virtù pittorica, la musicale e la scultorea. Se si volesse sottilizzare e compiere uno studio dettagliato sul genio leopardiano, noi vedremmo che egli è singolarmente un poeta pittore, ma questa sua virtù innata soverchia di poco la virtù musicale e la scultorea per cui si può asserire senza esitazione che Giacomo Leopardi, riguardo alla tecnica della poesia, non è il genio più vasto, ma il più equilibrato che vanti la nostra letteratura, più equilibrato dello stesso Dante che pur lo soverchia di tanto nella forza e nell'immediatezza della rappresentazione. ([[Adolfo Padovan]]) *{{NDR|Sul rapporto fra Giacomo e il padre Monaldo}} Giacomo era il suo doppio: il suo doppio compiuto. Era un sogno terribile. Pretendere che un figlio – un figlio che il destino gli aveva affidato come una persona diversa da lui, composta di qualità a cui mille casi contribuivano, un figlio che avrebbe dovuto abitare nella sua casa come un estraneo avventuroso e felice – diventasse la persona che lui non era riuscito ad essere. ([[Pietro Citati]]) *Il credo estetico del Leopardi si ricongiunge al suo credo morale, anzi, in certo senso, non è che una diversa formulazione: ciò ha ben veduto il [[Giulio Augusto Levi|Levi]], il quale crede che l'abbandono della teoria della poesia come imitazione derivi da quella che è per lui la filosofia propria del Leopardi, un ragionato e conscio individualismo, per cui il poeta supererebbe la negazione del suo pessimismo con l'affermazione del valore intrinseco della personalità umana. ([[Mario Fubini]]) *Il {{maiuscoletto|Leopardi}} e il [[Alessandro Manzoni|{{maiuscoletto|Manzoni}}]] {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]]) *Il Leopardi è sempre solo ne' suoi scritti. Da quando la sua arte poetica, le sue lettere, le prose sue incominciano ad essere quello che sono nell'alta stima del pubblico letterato e non letterato, tutta la produzione leopardiana è la produzione dell'''uomo solo''. ([[Paolo Orano]]) *Il Leopardi rimane il primo vero paesista nella lirica italiana. Mentre nell'arte la pittura del paesaggio cominciava, e tentava di renderne la poesia col colore, con le sfumature del colore, il Leopardi rendeva squisitamente, nel verso, la poesia del paesaggio, con la limpida frase precisa e con la sfumatura della frase, raggiungendo la perfezione. ([[Raffaello Barbiera]]) *Il Leopardi stimava, che la vita per sé sola non fosse un bene; unico bene la felicità. E perché la felicità, secondo che egli scrive in più luoghi, non solo non è {{sic|raggiugnibile}}, anzi non è dato all'uomo di scampare in veruna guisa, né per verun tempo {{sic|ancoraché}} brevissimo, dalle strette del dolore, ne conseguita, che la vita, la quale era per ciò, come a dire, il campo e la materia su cui esercitavisi e regnava esso il dolore, dovesse egli infine venire a giudicarla un male, e che la morte, la quale spegnendo la vita, cessava il dolore, altresì dovesse per necessaria conseguenza stimarla un bene. ([[Paolo Emilio Castagnola]]) *Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («''O natura, o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?''») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. ([[Massimiliano Parente]]) *Infallibile, Leopardi chiama canto la voce notturna della rana; e Leopardi era un angelo disceso, un messaggero. ([[Guido Ceronetti]]) *Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza [[Monaldo Leopardi|Monaldo {{NDR|Leopardi}}]] non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo. ([[Carlo Pascal]] *Io per me rido di tutti...; ma quel povero Giacomo, che vivo non toccò mai nessuno, e morto non si può difendere! ([[Pietro Giordani]]) *Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>[[Dante Alighieri|Dante]] è capito con le prime [...]. Leopardi con la seconda; è inutile che vogliate servirvi di storia contemporanea e di vita pubblica. L'arte, la grandezza, dite pure il genio di Leopardi, sono spiegabili soltanto con l'individuo Giacomo Leopardi. ([[Paolo Orano]]) *L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del [[Benedetto Croce|Croce]]. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. ([[Aldo Capitini]]) *Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. ([[Antonio Gramsci]]) *Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il [[Antonio Ranieri|Ranieri]] parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. ([[Luigi Settembrini]]) *Noi, fatta qualche eccezione per la seconda metà del settecento, se pur c'è da farla, non abbiamo avuto fino al Leopardi un solo lirico intimo, nel vero senso della parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C'è in essa dell'arido, c'è della prosa, c'è del formalmente letterario, e c'è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima ; e forse quell'impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica. ([[Benedetto Croce]]) *Nonostante la sua filosofia negativa, il Leopardi quanto a cose d'ordine estetico fu, come ho notato dianzi, tutt'altro che pessimista, quanto a cose d'ordine morale e civile non fu pessimista in tutto. E se, esagerando, disse «che il mondo è una lega di birbanti contro i buoni», non però disamava gli uomini, e anzi augurava che si collegassero fraternamente insieme, per opporsi ai mali inerenti alla vita e per mitigarli. Nella negazione troppo assoluta del progresso, rispetto alla felicità delle masse tanto vantata ne' suoi tempi, esprime un concetto profondamente umanitario e moderno, e possiamo dire insito nei principii del socialismo, dicendo di non saper comprendere come quella felicità si possa conseguire senza la felicità degl'individui. ([[Giovanni Mestica]]) *Per Leopardi scrivere una pagina sola, o comporre una strofa, non era un'avventura, così neppure era un'avventura vivere. Alla vita sapeva sopra tutto quello che non poteva chiedere, e di quali pericoli era gravato quel poco bene. Gli mancava la bella confidenza: ma, in compenso, gli era stato dato in sorte un dono: quello di sorridere e fantasticare. ([[Giuseppe De Robertis]]) *Questa {{NDR|per [[Fanny Targioni Tozzetti]]}} fu la più vera e terribile passione del Leopardi, e si ricollega a gl'impeti del primo amore, ai deliri per la [[Teresa Carniani|Malvezzi]]; è una passione pura, ma tutta umana, che probabilmente il poeta, sempre riserbatissimo e timido, perché conscio de la propria inferiorità materiale e dei doveri de l'ospitalità, non palesò mai a la donna cara, ma ch'ella dovette comprender benissimo, poiché il Leopardi stesso aveva certa coscienza di esser stato capito.<br>Le debolezze, cui per tale passione egli si lasciò andare, furon tali che non la donna soltanto, ma anche gli amici di lui compresero il suo secreto e si dolsero e del suo soffrire e del suo non saper resistere a quel disgraziato affetto. ([[Emma Boghen Conigliani]]) *Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi. ([[Renato Poggioli]]) *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il Leopardi ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Sono convinto che Giacomo Leopardi sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. ([[Giancarlo Giannini]]) *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) *Tutto Leopardi è un momento della polemica tra Socrate e i Dicasti, tra Gesù e i Farisei, tra Bruno e Bellarmino: la gran battaglia tra Lao-tse e Confucio, cioè tra l'uomo spontaneo e il funzionario. ([[Massimo Bontempelli]]) *Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo. ([[Pietro Citati]]) *Venuto a contatto con gli intellettuali progressisti del gabinetto Vieusseux, Leopardi invece di rifiorire a nuova vita, si chiuse, dopo il primo entusiasmo, ancora di più nella propria solitudine. ([[Giacinto Spagnoletti]]) ===[[Giulio Bertoni]]=== *L'arte del Leopardi [...] parla un linguaggio che non è la lingua usata, quella del nostro quotidiano consorzio con gli uomini, ma appartiene a una vita diversa più alta e pura, la quale, una volta conosciuta, illumina e profuma quest'altra vita terrena e la rende più ricca e vibrante e migliore.<br>Non c'è che la musica che possa immergere il cuore in un'estasi di luce pari a quella di certi versi sospesi come nell'incantesimo radioso di un sogno. *La poesia del Leopardi, dagli {{sic|idillii}} alle odi, agli inni, alle canzoni, è una vibrazione musicale, un'armonia d'accordi e di toni. Nella più profonda anima di questo poeta, innamorato della musica, c'era tutto un tesoro di soavi melodie da prodigare al mondo. *Tutta musica era la sua lingua poetica, nei momenti più felici, flautata e armonizzata con un magistero sottile di variazioni vocaliche e con un giuoco originalissimo di accenti, di pause, di rime, che i metri e le strofe usate non bastavano più a sostenere. E fu mestieri crearne altri nuovi, capaci di accogliere tanta ricchezza di occulte melodie. E il vocabolario, invece, si fece sobrio, trasparente: una dovizia di suoni servita da un parsimonioso ma eletto lessico, nuovo, personalissimo nella sua vigorosa e gentile esiguità e levità. ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Leopardi e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Arcano è tutto fuorché il nostro dolor. Il perché l'ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille. *Leopardi ragiona col senso comune, dimostra così alla buona come gli viene, non pensa a fare effetto, è troppo modesto, troppo sobrio. Lo squallore della vita che volea rappresentare si riflette come in uno specchio in quella scarna prosa; il suo stile è come il suo mondo, un deserto inamabile dove invano cerchi un fiore. *Leopardi s'incontra ne' punti sostanziali della sua dottrina con Schopenhauer; ma gli sta di sotto per molti rispetti. Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori. *Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. È scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita. E se il destino gli avesse prolungata la vita infino al quarantotto, senti che te l'avresti trovato accanto, confortatore e combattitore. Pessimista od anticosmico, come Schopenhauer, non predica l'assurda negazione del Wille, l'innaturale astensione e mortificazione del cenobita: filosofia dell'ozio che avrebbe ridotta l'Europa all'evirata immobilità orientale, se la libertà e l'attività del pensiero non avesse vinto la ferocia domenicana e la scaltrezza gesuitica. Ben contrasta Leopardi alle passioni, ma solo alle cattive; e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande. L'ozio per Leopardi è un'abdicazione dell'umana dignità, una vigliaccheria; Schopenhauer richiede l'occupazione come un mezzo di conservarsi in buona salute. ===[[Arturo Farinelli]]=== *La sensibilità per ogni suono era nel Leopardi inaudita, e l'anima come da un vivido raggio tutta ne rimaneva penetrata. Forse quelle voci, quei suoni che lontanando morivano, la mesta melodia che salutava la luce estrema, fuggente, agivano con forza arcana perché risonanti nell'alta quiete e nel silenzio, e popolavano d'un tratto le solitudini che rendevano più misteriose e profonde; poi si estinguevano e il silenzio raddoppiava. *Non conveniva un gran mondo a questo poeta assorto nell'eremo dell'anima, tutto intimità e fervoroso e doloroso raccoglimento. Lo sbigottisce lo strepito; lo spaurano i grandi spettacoli; dove è solitudine, alto silenzio, profonda quiete si ritrae pensoso, e pende, attiva lo spirito. Ad ogni più lieve stimolo il sentimento è desto; ogni più minuta cosa colpisce il suo sguardo che l'afferra limpidissima. Fuori della sua concentratissima sfera di vita la visione gli si turba, il dilettoso fantasma gli {{sic|vanisce}}. Non distoglietelo; preservatelo dalla folla; lasciategli la sua piccola isola di contemplazione, dove si rifugia e dove giungon morte le onde dei rumori mondani. Idillica l'anima, all'idillio si atteggia la natura che lo attrae, lo commuove e gli divien famigliare. Il suo ermo colle, la sua siepe, il suo rialto sovra l'erbe, dove ama sedere e assorbirsi, solingo e muto, la sua distesa di prato che verdeggia, il suo ciel sereno, il suo sole che indora le vie e gli orti, la sua tacita, chiara e bianca luna, quei suoi lembi di campagna che dischiudono un ampio orizzonte, il mar da lungi, il monte; che altro occorreva al «promeneur solitaire» di Recanati, per suscitare fantasmi allo spirito, affetti al cuore? *Se badate, sono le piccole, tenuissime cose, le scene più intime e romite quelle a cui più si affeziona. Il paesaggio più semplice e disadorno può suscitargli la commozione più viva e più dolce; la vibrazione dell'anima più intensa muove talora da una immagine lieve, tenerissima, da un fuggevole tocco, da un suono leggerissimo, da un minimo ricordo, soave o doloroso. Ai superlativi del sentimento nella lirica che gli sgorga nella pienezza del cuore fanno riscontro i diminutivi che trasceglie e vezzeggia: la gallinella, il villanello, la donzelletta, il vecchierello, i mugoletti, la finestrella sopra la scaletta. Questa risonanza profonda nell'anima dei più minuti, o comuni spettacoli forma l'incanto maggiore della poesia del Leopardi. ===[[Giulio Augusto Levi]]=== *Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. *Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La madre governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il padre era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. *Il Leopardi, come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ===[[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]=== *Leopardi è ancora solo. La sua poesia sarà sempre in alto e sola, nell'eternità.<br>Che grande errore imporla nelle scuole, trascinare la dolente pensosa figura del poeta per le chiuse aule scolastiche dove è appena lecito declamare per esercitazioni mnemoniche e oratorie: ''Ancor dal monte...''<ref>Carducci, ''Alle fonti del Clitumno''.</ref> o ''Agile e solo vien di colle in colle...''<ref>Carducci, ''La chiesa di Polenta''.</ref> Habent sua fata pöetae. Non c'è al mondo altra poesia più della leopardiana lontana dalla scuola e dalla mentalità scolastica, se togli la canzone all'Italia e l'altra per il monumento di Dante; eppure il destino del Leopardi è stato questo: che il riconoscimento della grandezza della sua poesia dovesse essere ufficiale, incominciando dalla scuola, sulla cui soglia la si abbandona quando si entra nella vita. *Nessun amore del Leopardi risulta poeticamente giustificato. Fantasie, sogni torbidi, vaneggiamenti: amore no. Nessuna figura di donna ha lasciato nell'anima e nel corpo del poeta un solco profondo. Non possiamo immaginare che vergine il Leopardi: vergine nella carne e nell'anima, con le labbra sottilissime immuni di contatto carnale. In poesia figure di donne passano fugacemente e vaniscono: Silvia, Nerina, Geltrude Cassi e qualche altra. Apparizioni. Dico che questi amori, vissuti forse realmente ma non poeticamente appieno, e passati così, inani, non giustificano empiricamente questo inabissamento e {{sic|annihilamento}} del mondo, dello spazio, del tempo, della propria personalità e del mondo esteriore, ridotti al nulla eterno, alla indifferenza assoluta, alla non esistenza. Che diventa materia di poesia. Nella distruzione tragica del mondo circostante, tempo e spazio, qualche cosa si salva, vien su da tanta feroce e voluttuosa rovina, la coscienza di sé, la coscienza dell'intimo individuale dolore. *Tolte le canzoni di carattere patriottico ed encomiastico, il mondo poetico del Leopardi si riduce a quello morale e a quello sentimentale - critico che è assorbito dal primo perché le donne amate dal poeta sono come foglie cadute, figure di cose passate, travolte dalla morte, tornate nel nulla. E queste figure di donne senza contorni, senza qualità speciali, inindividuate, non sono mai il centro di una rappresentazione di arte, ma pure entrando direttamente nella emozione e nella ispirazione del poeta, restano poi fuori della poesia alla quale non importa che cantare il pensiero dominante: il nulla, il vuoto, nulla l'amore, nulla l'illusione, nulla la gloria. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/appressamento-della-morte/ Appressamento della morte]'', Book editore, Castel Maggiore (Bo), 1998. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Canti (Leopardi - Donati)|Canti]]'', edizione critica, a cura di Alessandro Donati, Bari, Laterza, 1917. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone|Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone]]'', in ''Pensieri, Moralisti greci'', a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari, 1932. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-la-batracomiomachia/ Discorso sopra la Batracomiomachia]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1969. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=5xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. I], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=_xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. II], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-de-topi-e-delle-rane-1821-1822/ Guerra de' topi e delle rane (1821-1822)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/la-guerra-dei-topi-e-delle-rane-poema-1815/ La guerra dei topi e delle rane. Poema (1815)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-dei-topi-e-delle-rane-1826/ Guerra dei topi e delle rane (1826)]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''Lettere al fratello Carlo'', Edizioni Osanna Venosa, Venosa, 1997. ISBN 88-8167-189-1 *Giacomo Leopardi, ''[[s:Pensieri (Leopardi)|Pensieri]]'', a cura di Marilena Salvarezza, Biblioteca Italiana Tascabile, Milano, 1995. *Giacomo Leopardi, ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit001598/bibit001598.xml&chunk.id=d52e212&toc.id=d52e212&brand=newlook Storia dell'astronomia]'', BibliotecaItaliana.it. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/storia-di-unanima-memorie/ Storia di un'anima]'', a cura di Plinio Perilli, Carlo Mancosu Editore, Roma, 1993. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu|Zibaldone]]'' (col titolo di ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''), a cura di [[Giosuè Carducci]], Volumi I-VII, Le Monnier, Firenze, 1898. ==Voci correlate== *[[Adelaide Antici Leopardi]] – madre *[[Carlo Leopardi]] – fratello *[[Monaldo Leopardi]] – padre *[[Paolina Leopardi]] – sorella *[[Pierfrancesco Leopardi]] – fratello ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Canti (Giacomo Leopardi)|''Canti''}} {{Pedia|Operette morali}} {{Pedia|Paralipomeni della Batracomiomachia}} {{Pedia|Pensieri (Leopardi)|''Pensieri''}} {{Pedia|Zibaldone}} {{vetrina|15|ottobre|2005|poeti|scrittori}} {{DEFAULTSORT:Leopardi, Giacomo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Glottologi italiani]] [[Categoria:Linguisti italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] nsiabxee6tusx2vgyxuum720cp02qpv 1429706 1429705 2026-10-16T19:43:26Z Traiano91 70758 /* Zibaldone */ 1429706 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File: Giacomo Leopardi Ferrazzi 2.jpg|thumb|upright=1.0|Giacomo Leopardi]] '''Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi''' (1798 – 1837), poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano. ==Citazioni di Giacomo Leopardi== *{{NDR|[[Ultime parole]], rivolte alla sorella di [[Antonio Ranieri]]}} Aprimi quella finestra... fammi veder la luce.<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto'', Hoepli, 1921, p. [https://archive.org/details/chilhadettotesor00fumauoft/page/286 286].</ref> *[[Credere]] una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo.<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000088 Saggio sugli errori popolari degli antichi]'', in ''Tutte le opere'', a cura di Lucio Felici, Lexis Progetti Editoriali, Roma, 1998. ISBN 88-87083-04-5.</ref> *{{NDR|A [[Vittorio Alfieri]]}} ''E tu nemica | la sorte avesti pur: ma ti rimbomba | fama che cresce e un dì fia detta antica.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Puerili (Leopardi)/Letta la vita di V. Alfieri|Letta la vita dell'Alfieri scritta da esso]]''.</ref> *La condizione progressiva della società non mi riguarda affatto. La mia, se non è retrograda, è eminentemente stazionaria.<ref group="fonte">Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in [http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html ''Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato''], ''il Giornale.it'', 20 luglio 2010.</ref> *Non mi dir più che m'abbia cura, perché son [[guarigione|guarito]] e sano come un pesce in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti [...].<ref group="fonte">Da ''Lettere al fratello Carlo'', p. 43.</ref> *{{NDR|La [[catacresi]]}} [...] la qual figura differisce sostanzialmente dalla [[metafora]], in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, connaturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d'uno, raddoppiando o moltiplicando l'idea rappresentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell'antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell'è, s'incorpora seco lui. [...] Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], quantunque la voce «lampade» venga a dimostrare il «sole», non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresentando quello come una figura di questo. E veramente le metafore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate.<ref group="fonte">Da ''Annotazioni alle Canzoni (1824-25)'', in ''Canti'', a cura di [[Leone Ginzburg]], Gius. Laterza & Figli, Bari, 1938, [[s:Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206|p. 200]].</ref> *Molti provano un sentimento d'indignazione vedendo il cenere del [[Torquato Tasso|Tasso]], coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d'una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza e vastità de' monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come della persona ma del monumento. Vicino al [[Tomba di Torquato Tasso|sepolcro del Tasso]] è quello del poeta [[Alessandro Guidi|Guidi]], che volle giacere ''prope magnos Torquati cineres'', come dice l'iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso.<ref group="fonte">Dalla lettera al fratello Carlo, Roma, 20 febbraio 1823; citato in W. Binni, ''Note leopardiane I. La lettera del 20 febbraio 1823'', «La Rassegna della letteratura italiana», a. LXVII, serie VII, n. 2, Firenze, maggio-settembre 1963, pp. 193-199. Disponibile su ''[https://www.ilponterivista.com/ocwb/data/01-Leopardi%201934-1997/13-La%20lettera%20del%2020%20febbraio%201823/13-01.html ilponterivista.com]''.</ref> *{{NDR|Sul [[Epitteto#Manuale|''Manuale di Epitteto'']]}} Non poche sentenze verissime, diverse considerazioni sottili, molti precetti e ricordi sommamente utili, oltre una grata semplicità e dimestichezza del dire, fanno assai prezioso e caro questo libricciuolo.<ref group="fonte">Dal ''Preambolo del volgarizzatore'' al ''Manuale di Epitteto'', in ''Opere di Giacomo Leopardi'', vol. II, Le Monnier, 1865, [https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&pg=213#v=onepage&q&f=false p. 213].</ref> *{{NDR|Al fratello [[Carlo Leopardi|Carlo]]}} Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore, e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima. Veramente non so qual migliore occupazione, si possa trovare al mondo che quella di fare all'amore, sia di primavera o d'autunno; e certo che il parlare ad una bella ragazza vale dieci volte più che girare, come io fo, attorno all'Apollo di Belvedere ed alla Venere Capitolina.<ref group="fonte">Rispondendo, il 5 aprile 1823, ad una lettera del fratello Carlo, che gli aveva narrato di un suo amore non platonico; citato in [[Giovanni Mestica]], ''Studi leopardiani'', [https://archive.org/details/studileopardian01mestgoog/page/105/mode/1up pp. 105-106].</ref> ==''Canti''== ===I – ''All'Italia''=== *''Piangi, che ben hai donde, [[Italia]] mia.'' (v. 18) *''L'armi, qua l'armi: io solo | combatterò, procomberò sol io. | Dammi, o ciel, che sia foco | agl'italici petti il sangue mio''. (vv. 37-40) ===III – ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di [[Cicerone]] della Repubblica''=== *''Italo ardito, a che giammai non posi | di svegliar dalle tombe | i nostri padri? ed a parlar gli meni | a questo secol morto, al quale incombe | tanta nebbia di tedio?'' (vv. 1-5) *''Ahi ahi, ma conosciuto il mondo | non cresce, anzi scema, e assai più vasto | l'etra sonante e l'alma terra e il mare | al fanciullin, che non al saggio appare.'' (vv. 87-90) *''Amore, | amor, di nostra vita ultimo inganno, | t'abbandonava. Ombra reale e salda | ti parve il nulla, e il mondo | inabitata piaggia.'' (vv. 128-132) *''Da te fino a quest'ora uom non è sorto, | o sventurato ingegno, | pari all'italo nome, altro ch'un solo, | solo di sua codarda etate indegno, | allobrogo feroce, a cui dal polo | maschia virtù, non già da questa mia | stanca ed arida terra, | venne nel petto; onde privato, inerme | (memorando ardimento!) in su la scena | mosse guerra a' tiranni: almen si dia | questa misera guerra | e questo vano campo all'ire inferme | del mondo. Ei primo e sol dentro all'arena | scese, e nullo il seguì, che l'ozio e il brutto | silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. || Disdegnando e fremendo, immacolata | trasse la vita intera, | e morte lo scampò dal veder peggio. | [[Vittorio Alfieri|Vittorio]] mio, questa per te non era | età né suolo. Altri anni ed altro seggio | conviene agli alti ingegni.'' (vv. 151-171) ====Citazioni su ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica''==== *È invalsa, a proposito dei sentimenti politici del Leopardi, l'opinione che esso, divenuto scettico, non ebbe più a cuore il [[risorgimento]] d'Italia. Tutt'altro provano gli scritti suoi. Dopo le due prime canzoni, ne fa documento solenne quella ''Ad Angelo Mai'' che compose quando era già pessimista; la quale spira tutta quanta un amore ardente alla patria, e pungendo la viltà degli Italiani, li infiamma ad insorgere; onde l'Austria ne proibì la diffusione nelle province italiane da essa occupate. ([[Giovanni Mestica]]) ===IV – ''Nelle nozze della sorella Paolina''=== *''[[Virtù]] viva sprezziam, lodiamo estinta.'' (v. 30) *''[[Donna|Donne]], da voi non poco | la patria aspetta'' [...] (vv. 31-32) *''Ad atti egregi è sprone | amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto | maestra è la beltà.'' (pp. 46-48) ===IX – ''Ultimo canto di Saffo''=== *''Arcano è tutto, | fuor che il nostro [[dolore|dolor]].'' (vv. 45-46) *''Negletta prole | nascemmo al pianto, e la ragione in grembo | de' celesti si posa.'' (vv. 46-48) *''Virtù non luce in disadorno ammanto''. (v. 53) *''Vivi felice, se felice in terra | visse nato mortal.'' (vv. 60-61) ===X – ''Il primo amore''=== *''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'[[amore]] sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!'' (vv. 1-3) ===XI – ''Il passero solitario''=== *''D'in su la vetta della torre antica, | [[passero]] solitario, alla campagna | cantando vai finché non more il giorno; | ed erra l'[[armonia]] per questa valle.'' (vv. 1-4) *''Tu, [[passero|solingo augellin]], venuto a sera | del viver che daranno a te le stelle, | certo del tuo costume | non ti dorrai; ché di natura è frutto | ogni vostra vaghezza.'' (vv. 45-49) *''A me, se di vecchiezza | la detestata soglia | evitar non impetro, | quando muti questi occhi all'altrui core, | e lor fia vòto il mondo, e il dì futuro | del dì presente più noioso e tetro, | che parrà di tal voglia? | che di quest'anni miei? che di me stesso? | Ahi! pentirommi, e spesso, | ma sconsolato, volgerommi indietro.'' (vv. 50-59) ===XII – ''L'infinito''=== [[File:Infinito.jpg|thumb|Manoscritto de ''L'infinito'']] *''Sempre caro mi fu quest'ermo [[collina|colle]], | e questa siepe, che da tanta parte | dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.'' (vv. 1-3) *''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.'' (vv. 4-8) *''Così tra questa | immensità s'annega il pensier mio; | e il [[naufragio|naufragar]] m'è dolce in questo mare.'' (vv. 13-15) ====Citazioni su ''L'infinito''==== *Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia ''L'infinito'', all'ultimo verso non suonava "''... e naufragar m'è dolce in questo mare''", bensì "''... e naufragar m'è dolce in questa mano''". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. ([[Marcello Marchesi]]) ===XIII – ''La sera del dì di festa''=== *''Dolce e chiara è la notte e senza vento''. (v. 1) *''Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno | appare in vista, a salutar m'affaccio, | e l'antica natura onnipossente, | che mi fece all'[[affanno]]. A te la speme | nego, mi disse, anche la speme; e d'altro | non brillin gli occhi tuoi se non di pianto. '' (v. 10-16) *''Ecco è fuggito | il dì festivo, ed al festivo il giorno | volgar succede, e se ne porta il [[tempo]] | ogni umano accidente.'' (vv. 30-33) ===XIV – ''Alla luna''=== *''Oh come grato occorre | nel tempo [[giovinezza|giovanil]], quando ancor lungo | la speme e breve ha la memoria il corso, | il rimembrar delle passate cose, | ancor che triste, e che l'affanno duri!'' (vv. 12-16) ===XVII – ''Consalvo''=== *''Due cose belle ha il mondo: | [[amore e morte]]''. (vv. 99-100) ===XVIII – ''Alla sua donna''=== *''Ma non è cosa in terra | che ti somigli; e s'anco pari alcuna | ti fosse al volto, agli atti, alla favella, | saria, così conforme, assai men bella.'' (vv. 19-22) ===XXI – ''A Silvia''=== *''[[Silvia]], rimembri ancora | quel tempo della tua vita mortale, | quando beltà splendea | negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, | e tu, lieta e pensosa, il limitare | di gioventù salivi?''. (vv. 1-6) *''Io, gli studi leggiadri | talor lasciando e le sudate carte, | ove il tempo mio primo | e di me si spendea la miglior parte, |'' [...] (vv. 15-18) *''O [[natura]], o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?'' (vv. 35-38) *''All'apparir del vero | tu, misera, cadesti: e con la mano | la fredda morte ed una tomba ignuda | mostravi di lontano''. (vv. 60-63) ====Citazioni su ''A Silvia''==== *Silvia è sorella di certe dolci femminili figure virgiliane ed omeriche, ma è tutt'altro che una reminiscenza classica, è un ritratto di una realtà, d'un'evidenza meravigliosa. La giovanetta da gli occhi ridenti e fuggitivi, lieta e pensosa, percorre con la mano veloce la tela e, immaginando un vago avvenire, riempie del suo canto le quiete stanze e le vie d'intorno, mentre, come la Laura petrarchesca sotto la pioggia di fiori cadente da l'albero, umile continua intenta l'opera femminile, sotto la diffusa luce del maggio, il riso del cielo sereno. Col rimpianto de la fanciulla perduta, il poeta risente più amaro lo sconforto dei soavi perduti pensieri, de le morte speranze; nel cantare Silvia egli risente in sé ''quel suo cuore d'una volta''. Non dimenticò mai la bruna popolana, e, se il canto di una tessitrice solitaria sempre lo commosse, gli è certo che in ogni solinga laboriosa fanciulla, egli rivedeva col pensiero l'immagine adombrata de la candida Teresa {{NDR|Fattorini}}. ([[Emma Boghen Conigliani]]) ===XXII – ''Le ricordanze''=== *''Vaghe stelle dell'[[Orsa Maggiore|Orsa]], io non credea | tornare ancor per uso a contemplarvi | sul paterno giardino scintillanti, | e ragionar con voi dalle finestre | di questo albergo ove abitai fanciullo, | e delle gioie mie vidi la fine. | Quante immagini un tempo, e quante fole | creommi nel pensier l'aspetto vostro | e delle luci a voi compagne! allora | che, tacito, seduto in verde zolla, | delle sere io solea passar gran parte | mirando il cielo, ed ascoltando il canto | della rana rimota alla campagna!'' (vv. 1-13) *''Né mi diceva il cor che l'età verde | sarei dannato a consumare in questo | natio borgo selvaggio, intra una gente | zotica, vil; cui nomi strani, e spesso | argomento di riso e di trastullo, | son dottrina e saper'' [...]. (vv. 28-33) *[...] ''dolce per sé; ma con dolor sottentra | il pensier del presente, un van desio | del passato'' [...]. (vv. 58-60) *''O [[speranza|speranze]], speranze; ameni inganni | della mia prima età!'' (vv. 77-78) ===XXIII – ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''=== *''Che fai tu, [[luna]], in ciel? Dimmi, che fai, | silenziosa luna?'' (vv. 1-2) *''[[Nascita|Nasce]] l'uomo a fatica, | ed è rischio di morte il nascimento. | Prova pena e tormento | per prima cosa; e in sul principio stesso | la madre e il genitore | il prende a consolar dell'esser nato.'' (vv. 39-44) *''Perché reggere in [[vita]] | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' (vv. 53-56) *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia''. (vv. 65-68) *''E tu certo comprendi | il perché delle cose, e vedi il frutto | del mattin, della sera, | del tacito, infinito andar del [[tempo]]''. (vv. 69-72) *''A me la vita è male.'' (v. 104) *''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni [[animale]]; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' (vv. 129-132) *''Forse s'avess'io l'[[Ala|ale]] | da volar su le nubi, | e noverar le stelle ad una ad una, | o come il tuono errar di giogo in giogo, | più felice sarei, dolce mia greggia, | più felice sarei, candida luna.'' (vv. 133-138) *[...] ''forse, in qual forma, in quale | stato che sia, dentro covile o cuna, | è funesto a chi nasce il [[Nascita|dì natale]]''. (vv. 141-143) ====Citazioni sul ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''==== *Si ricordi come Leopardi per un certo tempo abbia amato le falsificazioni filologiche e l'abbia scherzosamente praticate come dilettantismo artistico. Ma ora lo stadio dell'Inno a Nettuno è superato. La mistificazione è divenuta manifestazione del proprio io. Non pel desiderio di travestirsi, ma per conoscere e rappresentare se stesso {{sic|e}} s'immedesima in quel pastore dell'Asia. Il sentimento e la coscienza che il più proprio del suo pensiero, la sua filosofia e la sua religione, sia divenuto del tutto estraneo all'Europa occidentale, che egli sia un anacronista o un ''dépaysé''<ref>Spaesato. {{cfr}} ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 613.</ref>, un arcade emigrato, non viene invero espresso immediatamente, ma costituisce il fondamento della poesia. Perciò fa un effetto di così straniato ed intimo, così artistico e originario, così esotico e leopardiano, così privo di costume e primigenio, moderno e senza tempo. ([[Karl Vossler]]) ===XXIV – ''La quiete dopo la tempesta''=== *''Ecco il sereno | rompe là da ponente, alla montagna: | sgombrasi la campagna, | e chiaro nella valle il fiume appare.''<ref>A proposito del verso «''E chiaro nella valle il fiume appare''», [[Umberto Saba]] scrisse nelle sue ''Scorciatoie'': «{{maiuscoletto|Letteratura italiana}}. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto.»</ref> (vv. 4-7) *''[[Piacere e dolore||Piacer]] figlio d'[[Piacere e dolore|affanno]]; |'' [...]. (v. 32) *''O natura cortese, | son questi i doni tuoi, | questi i diletti sono | che tu porgi ai mortali. Uscir di pena | è diletto fra noi. | Pene tu spargi a larga mano; il duolo | spontaneo sorge e di piacer, quel tanto | che per mostro e miracolo talvolta | nasce d'affanno, è gran guadagno.'' (vv. 42-50) *''Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: [[Beatitudini dalle poesie|beata]] | se te d'ogni dolor morte risana''. (vv. 50-54) ===XXV – ''Il sabato del villaggio''=== [[File:Autografo leopardiano Sabato Villaggio.jpg|thumb|Manoscritto de ''Il sabato del villaggio'']] *''La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole, | col suo fascio dell'erba; e reca in mano | un mazzolin di rose e viole, | onde siccome suole, | ornare ella si appresta | dimani, al dì di festa, il petto e il crine.'' (vv. 1-7) *''[[Sabato|Questo di sette]] è il più gradito giorno, | pien di speme e di gioia: | [[domenica|diman]] tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' (vv. 38-42) *''Garzoncello scherzoso, | cotesta età fiorita | è come un giorno d'allegrezza pieno, | giorno chiaro, sereno, | che precorre alla festa di tua vita. | Godi, fanciullo mio; stato soave, | stagion lieta è cotesta. | Altro dirti non vo'; ma la tua [[festa]] | ch'anco tardi a venir non ti sia grave.'' (vv. 43-51) ====Citazioni su ''Il sabato del villaggio''==== *Mi spiego Fefé, è come un'intima insoddisfazione che tengo dentro. Per esempio tu sai quanto mi piace l'uva, ah? Be', a me l'uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l'uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? [...] Per me non è tanto importante l'uva in se stessa, quanto la voglia che ho d'uva, un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica. (''[[Divorzio all'italiana]]'') *Nel ''Sabato del villaggio'' la scena poetica che avrebbe dovuto suggerire coi suoi stessi tocchi il pensiero della gioia aspettata, che è unica e vera gioia, della gioia di fantasia, è commentata da una critica riflessione e appesantita da un allegorizzamento, che prende forma di rettorica esortazione al «garzoncello scherzoso». ([[Benedetto Croce]]) *Secondo Leopardi, il più bel giorno della settimana non è la domenica, ma il sabato, perché precede la domenica; mentre la domenica si è tristi, pensando al lunedì. Ma ormai tutti han letto l'immortale canto, epperò il venerdì sera dicono: «Che gioia, domani è sabato, il più bel giorno della settimana!», mentre l'indomani pensano con tristezza alla domenica. Ragion per cui siamo più felici il venerdì che il sabato; e invece che Il sabato Leopardi avrebbe fatto meglio a scrivere Il venerdì, o addirittura Il giovedì del villaggio, se si pensa che il giovedì, precedendo il più bel giorno della settimana, viene ad essere esso stesso il più bello, sempre per quella teoria che la vigilia d'un lieto giorno è più bella che il lieto giorno medesimo. ([[Achille Campanile]]) ===XXVI – ''Il pensiero dominante''=== *''Sempre i codardi, e l'alme | ingenerose, abbiette | ebbi in dispregio.'' (vv. 53-55) *''Di questa età superba, | che di vote speranze si nutrica, | vaga di ciance, e di virtù nemica; | stolta, che l'util chiede, | e inutile la vita | quindi più sempre divenir non vede; | maggior mi sento.'' (vv. 59-65) *''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' (vv. 80-81) *''Angelica beltade! | Parmi ogni più bel volto, ovunque io miro, | quasi una finta imago | il tuo volto imitar. Tu sola fonte | d'ogni altra leggiadria, | sola vera beltà parmi che sia.'' (vv. 130-135) ====Citazioni su ''Il pensiero dominante''==== *Perché è evitata la parola {{NDR|"amore"}} e dissimulata la chiave? Evidentemente di fronte alla novità dell'esperienza essa sarebbe apparsa troppo logora, perché ogni appicco a cose già passate e già esistite avrebbe potuto dare l'impressione di uno sminuimento. "Io non ho nome per ciò". ([[Karl Vossler]]) ===XXVII – ''Amore e Morte''=== *''Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte | ingenerò la sorte. | Cose quaggiù sì belle | Altre il mondo non ha, non han le stelle.'' (vv. {{Source|Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXVII._Amore_e_Morte||1-4}}) *''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'[[amore|amor]] vero e possente è il primo effetto.'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|Quando novellamente|27-33}}) *''Poi, quando tutto avvolge | la formidabil possa, | e fulmina nel cor l'invitta cura, | quante volte implorata | con desiderio intenso, | morte, sei tu dall'affannoso amante!'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|poi, quando tutto avvolge|45-50}}) ===XXVIII – ''A se stesso''=== *''Amaro e noia | la [[vita]], altro mai nulla; e fango è il [[mondo]].'' (vv. 8-9) *[...] ''l'infinita [[vanità]] del tutto''. (v. 16) ===XXIX – ''Aspasia''=== *''Torna dinanzi al mio pensier talora | il tuo sembiante, Aspasia.'' (vv. 1-2) *''Raggio divino al mio pensiero apparve, | [[donna]], la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' (vv. 33-35) *''Pur quell'ardor che da te nacque è spento: | perch'io te non amai, ma quella Diva | che già vita, or sepolcro, ha nel mio core.'' (vv. 77-79) *''Già del fato mortale a me bastante | e conforto e vendetta è che su l'erba | qui neghittoso immobile giacendo, | il mar la terra e il ciel miro e sorrido.'' (vv. 109-112) ===XXXI – ''Sopra il ritratto di una bella donna''=== *''Tal fosti: or qui sotterra | polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango | immobilmente collocato invano, | muto, mirando dell'etadi il volo, | sta, di memoria solo | e di dolor custode, il simulacro | della scorsa beltà.'' (vv. 1-7) *''Natura umana, or come, | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? | Se in parte anco gentile, | come i più degni tuoi moti e pensieri | son cosí di leggieri | da sí basse cagioni e desti e spenti?'' (vv. 50-56) ====Citazioni su ''Sopra il ritratto di una bella donna''==== *In uno dei suoi canti estremi, nel canto ''Sopra il ritratto di una bella donna'', vediamo come egli scorga un motivo di dubbio insolubile non già nel contrasto tra la bellezza femminile e l'opera dissolvitrice della morte, bensì nel contrasto fra la distruzione che la morte ha compiuto di quella bella forma corporea e gli ineffabili altissimi sentimenti che quella ispirò un tempo:<br><div style="text-align:center;">Natura umana, or come | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? </div>La nobiltà dell'uomo, così come la sua beatitudine, il Leopardi ripone nella sua capacità di sentire: né è senza significato il fatto che nelle sue pagine, in quelle della giovinezza come in quelle della maturità l'epiteto ''divino'' si accompagni così di frequente alle espressioni che si riferiscono al sentimento. ([[Mario Fubini]]) ===XXXII – ''Palinodia al marchese Gino Capponi''=== *''Errai, candido [[Gino Capponi|Gino]]; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' (vv. 1-4) ===XXXIII – ''Il tramonto della luna''=== *[...] ''scende la [[luna]]; e si scolora il mondo'' [...]. (v. 12) ===XXXIV – ''La ginestra o il fiore del deserto''=== *''Qui su l'arida schiena | del formidabil monte | sterminator [[Vesuvio|Vesevo]], | la qual null'altro allegra arbor né fiore, | tuoi cespi solitari intorno spargi, | odorata [[ginestra]], | contenta dei deserti.'' (vv. 1-7) *''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr città famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrà dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive». | Qui mira e qui ti specchia, | secol superbo e sciocco, | che il calle insino allora | dal risorto pensier segnato innanti | abbandonasti, e vòlti addietro i passi, | del ritornar ti vanti, | e procedere il chiami.'' (vv. 17-58) *[...] ''obblio | preme chi troppo all'età propria increbbe.''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (vv. 68-69) *''Non so se il riso o la pietà prevale.'' (v. 201) *''E tu, lenta [[ginestra]], | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni, | anche tu presto alla crudel possanza | soccomberai del sotterraneo foco, | che ritornando al loco | già noto, stenderà l'avaro lembo | su tue molli foreste.'' (vv. 297-304) ===Citazioni sui ''Canti''=== *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) ==''Epistolario''== ===[[Incipit]]=== ''All'Ab. Francesco Cancellieri, a Roma''.<br />Recanati, 6 aprile 1816.<br />Pregiatissimo signore, Il mio signor zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. Da essa ho appreso ch'ella soffre ancora molti incommodi di salute. L'accerto che io sento di ciò un vivissimo dispiacere, e con ribrezzo m'induco a molestarla, sperando però ch'ella non vorrà prendersi per l'incommodo che le do maggior briga di quella che richiede l'affare per se stesso molto poco interessante. ===Citazioni=== *Così ella vede che il [[Vincenzo Monti|Monti]] è assai più famoso per l'[[Iliade]] che per il ''Persio''. (dalla lettera ad Antonio Fortunato Stella, 6 dicembre 1816; vol. I, p. 8) *[...] quando ho letto qualche [[Classico]], la mia mente tumultua e si confonde. Allora prendo a tradurre il meglio, e quelle bellezze per necessità esaminate e rimenate a una a una piglian posto nella mia mente, e l'arricchiscono e mi lasciano in pace. (dalla lettera a Pietro Giordani, 21 marzo 1817; vol. I, p. 15) *Amico e cugino carissimo, Tengo ben volontieri l'invito che mi fate di lasciar da parte le cerimonie parlando con voi, e però non vi domando scusa dell'errore che ho preso con un giudizio troppo precipitato, non però calunnioso, come voi dite, scambiando un poco i vocaboli, perché oltreché il dir male di me non sarebbe stato pur peccato veniale, lo scherzare così urbanamente come si facea in quell'articolo, e con così poche parole, e sopra cosa da nulla, non potea fare che persona del mondo se ne offendesse. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 5 maggio 1817; vol. I, p. 33) *Signore mio carissimo, L'erudizione che ella ha trovato nelle note all' inno a Nettuno, in verità è molto volgare, e a me è paruto di scrivere quelle note in [[Italia]]; ma in [[Germania]] o in [[Inghilterra]] me ne sarei vergognato. Io sono andato un pezzo in traccia della erudizione più pellegrina e recondita, e dai 13 anni ai 17 ho dato dentro a questo studio profondamente, tanto che ho scritto da sei a sette tomi non piccoli sopra cose erudite (la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato); e qualche letterato straniero che è in Roma e che io non conosco, veduto alcuno degli scritti miei, non li disapprova, e mi facea esortare a divenire, diceva egli, gran filologo. [...] Innamorato della poesia greca, volli fare come [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] che sotterrò il suo Cupido, e a chi dissotterrato lo credea d'antico portò il braccio mancante. (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 maggio 1817; vol. I, pp. 34-35) *Certo che non voglio vivere tra la [[massa|turba]]: la mediocrità mi fa una paura mortale [...]. (dalla lettera a Pietro Giordani, 26 settembre 1817; vol. I, p. 57) *Carissimo cugino, Avendo avuta occasione di pubblicare un inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che voi scriveste sulla medesima divinità per le nozze [[Giulio Perticari|Perticari]] e [[Vincenzo Monti|Monti]], ho voluto mandarvi una copia del mio opuscolo, non già perché lo paragonaste col vostro, ma perché aveste il diletto di vedervi vincitore senza combattere. La copia che vi mando è della seconda edizione molto più corretta della prima, che è stata fatta l'aprile passato. Come vedete, la cosa non è di questi giorni, ed io già ci vedo mille difetti, sì che a voi, che per l' amicizia me li perdonerete, volentieri la mando in segno di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle persone di buon giudizio. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 17 ottobre 1817; vol. I, p. 63) *[...] mi pare d'essermi accorto che il [[tradurre]] così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. (dalla lettera a Pietro Giordani, 29 dicembre 1817; vol. I, p. 78) *{{NDR|Riguardo [[Fulvio Testi]]}} Se fosse venuto in età meno barbara, e avesse avuto agio di coltivare l'ingegno suo più che non fece, sarebbe stato senza controversia il nostro [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], e forse più caldo e veemente e sublime del Latino. (dalla lettera a Pietro Giordani, 19 febbraio 1819; vol. I p. 126) *Io non credo che i tristi vivano meglio di noi. Se la felicità vera si potesse conseguire in qualunque modo, la realtà delle cose non sarebbe così formidabile. Ma [[Bontà e cattiveria|buoni e tristi]] nuotano affannosamente in questo mare di travagli, dove non trovi altro porto che quello de' fantasmi e delle immaginazioni. E per questo capo mi pare che la condizione de' buoni sia migliore di quella de' cattivi, perché le grandi e splendide illusioni non appartengono a questa gente; sicché ristretti alla verità e nudità delle cose, che altro si deggiono aspettare se non tedio infinito ed eterno? (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 giugno 1820; vol. I, p. 187) *La facoltà della [[parola]] aiuta incredibilmente la facoltà del pensiero, e le spiana ed accorcia la strada. Anzi mi sono avveduto per prova, che anche la notizia di più [[Linguaggio|lingue]] conferisce mirabilmente alla facilità, chiarezza e precisione del concepire. (dalla lettera a Pietro Giordani, 20 novembre 1820; vol. I, p. 210) *[...] questo arcano infelice e terribile della vita dell'universo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 6 maggio 1825; vol. I, p. 333) *Ho veduto il [[I promessi sposi|romanzo del Manzoni]], il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno [...]. (dalla lettera ad Antonio Papadopoli, 25 febbraio 1828; vol. II, p. 69) *Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. (dalla lettera a Madama Antonietta Tommasi, 5 luglio 1828; vol. II, p. 94) *[...] il [[fare]] è il miglior modo d'imparare [...]. (dalla lettera al fratello Pier Francesco, 16 ottobre 1828; vol. II, p. 115) *[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''[[massa]]'' felice composta d'individui non felici. (dalla lettera a Fanny Targioni Tozzetti, 5 dicembre 1831<ref group="fonte">''Epistolario di Giacomo Leopardi'', vol. II, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1892, p. [https://books.google.it/books?id=Ay4aAAAAYAAJ&pg=PA443#v=onepage&q&f=false 443].</ref>) *{{NDR|Sui napoletani}} [...] lazzaroni pulcinelli nobili e plebei, tutti ladri e b. f. degnissimi di Spagnuoli e di forche. (dalla lettera al padre, 3 febbraio 1833; vol. II, p. 215) *L'aria di [[Napoli]] mi è di qualche utilità; ma nelle altre cose questo soggiorno non mi conviene molto... Spero che partiremo di qua in breve, il mio amico e io. (dalla lettera alla signora Adelaide Maestri, 5 aprile 1834; vol. II, p. 209<ref group="fonte">Citato in Michele Scherillo, ''Vita di Giacomo Leopardi'', Greco & Greco Editori, Milano, 1991, [//books.google.it/books?id=dRiuzZHM4BMC&pg=PA191 p. 191]. ISBN 88-85387-64-0</ref>) *{{NDR|Su [[Napoli]]}} [...] paese semibarbaro e {{sic|semiaffricano}}, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti. (dalla lettera al padre, 27 novembre 1834; vol. II, p. 214) *Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 12 maggio 1820) *{{NDR|Su [[Roma]]}} Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma. [...] Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. È tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de' telai e d'altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l'immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s'incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d'intrigo, d'impostura e d'inganno, come la massima parte di questa popolazione. (dalla lettera sulla visita alla tomba di Tasso, Roma 20 Febbraio 1823, in: Giacomo Leopardi, Epistolario, vol. I, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1849., pp. 276-278) ===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Epistolario''=== *{{NDR|Ai nobili signori conti Leopardi}} Giacomo vostro fratello, assai chiaro e famoso per la dottrina e per gli scritti suoi, non sarà giudicato men ragguardevole e degno d'altrettanto onore e maraviglia per le sue lettere: le quali, non tanto per libera elezione (nata da stima ed affetto parziale verso di voi, signori ed amici venerati e cari, che per tanto d'ingegno e coltura in voi raccolto stimo una delle più rare e principali famiglie d'Italia), quanto per giusta ragione e gratitudine vi dedico e rimando accresciute. Ed io, che dal punto che primieramente vidi e ammirai gli scritti suoi m'invaghii fortemente di avere piena contezza degli atti, de' costumi, e della vita di lui, reco a mia spezial ventura che per mezzo vostro mi sia conceduta sì maravigliosa opportunità d'adempire questo mio ferventissimo desiderio con le sue lettere famigliari, dove tanto e sì spesso ragiona di se. ([[Prospero Viani]]) *In tanta materia di dolore vi è qualche cosa pur di sereno in queste lettere, nelle quali quanto calcato è più, tanto si rileva più alteramente l'uomo, maggiore della fortuna. Qualità nobilissima ed antica: in questo fiacco secolo, non paziente de' mali e non ardito a' rimedii, ammirata più che imitata. La dignità adorna l'infortunio, come della ricchezza e della potenza è ornamento la temperanza. E questa dignità non è posta solo in quella specie di virtù negativa, ch'è detta «decoro», ed è quel non chinarsi mai per nessuna cagione ad atto men che nobile e gentile; di che ci è esempio la delicata risposta del Leopardi alle profferte del Colletta, e quella lettera, nella quale domanda quasi la carità al padre suo, alteramente supplichevole. Ma vi è una dignità di altra sorte, o meglio direbbesi magnanimità, la quale è quel tener l'animo sempre alto sui casi umani, e non lasciar che altri abbia la gioia di aver potuto anche un istante turbare la tua serenità. Ed il Leopardi alla ferrea necessità che lo preme soprastà in guisa, che spesso, non che risolversi in vane querele, de' suoi mali non parla altrimenti che filosofando con tranquilla ragione, divenuto egli stesso obbietto di meditazione al suo pensiero. ([[Francesco De Sanctis]]) *Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in [[Parma]] nessuno ne abbia avuto fuorché la [[Antonietta Tommasini|Tommasini]], e sua figlia la [[Adelaide Maestri|Maestri]]. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro [[Prospero Viani|Viani]], è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. ([[Pietro Giordani]]) ==''Operette morali''== {{vedi anche|Operette morali}} ==''Pensieri''== ===[[Incipit]]=== Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l'animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d'odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l'esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch'io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l'esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi. ===Citazioni=== *Dico che il [[mondo]] è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Rari sono i birbanti poveri [...]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La [[senilità|vecchiezza]] è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[s:Pensieri (Leopardi)/VI|VI]]) *Bella ed amabile [[illusione]] è quella per la quale i dì [[anniversario|anniversari]] di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno, paiono avere con quello un'attinenza particolare, e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 60 (prima del 1820), 2255 (15 dicembre 1821), 2322-2323 (2 gennaio 1822).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIII|XIII]]) *Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li previene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete che, dimandato da Solone perché non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infortunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di [[Antinatalismo|non volere aumentare]] il numero dei malvagi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIV|XIV]]) *Come le prigioni e le galee sono piene di genti, a dir loro, innocentissime, così gli uffizi pubblici e le dignità d'ogni sorte non sono tenute se non da persone chiamate e costrette a ciò loro mal grado. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XVII|XVII]]) *Se la miglior [[compagnia]] è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 507-508 (15 gennaio 1821) e 4523 (29 luglio 1829).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXI|XXI]]) *Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1252, 30 giugno 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVII|XXVII]]) *Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, [[Gli uomini si_dividono in due categorie|si divide in due parti]]: gli uni usano [[prepotenza]], e gli altri la soffrono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVIII|XXVIII]]) *Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1787-1788, 25 settembre 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVI|XXXVI]]) *Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'[[intolleranza]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVII|XXXVII]]) *Il mondo [...] non crede mai che chi non cede abbia il torto. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *L'uomo è condannato o a consumare la [[gioventù]] senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato; o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *Il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] è forse il solo storico tra i moderni, che abbia e conosciuti molto gli uomini, e filosofato circa gli avvenimenti attenendosi alla cognizione della natura umana, e non piuttosto a una certa scienza politica, separata dalla scienza dell'uomo, e per lo più chimerica, della quale si sono serviti comunemente quegli storici, massime oltramontani ed oltramarini, che hanno voluto pur discorrere intorno ai fatti, non contentandosi, come la maggior parte, di narrarli per ordine, senza pensare più avanti. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LI|LI]]) *La [[schiettezza]] allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVI|LVI]]) *Gli uomini si vergognano non delle [[ingiuria|ingiurie]] che fanno, ma di quelle che ricevono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVII|LVII]]) *I [[timidezza|timidi]] non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVIII|LVIII]]) *Quasi tutti gli uomini grandi sono [[modestia|modesti]]: perché si paragonano continuamente, non cogli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto sieno lontani dal conseguirla.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 612-613, 5 febbraio 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXIV|LXIV]]) *La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4306-4307, 15 maggio 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVII|LXVII]]) *La [[noia]] è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il [[Pluralità dei mondi|numero e la mole maravigliosa dei mondi]], e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVIII|LXVIII]]) *La [[stima]] non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 116-117, 9 giugno 1820.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXII|LXXII]]) *Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4391, 23 settembre 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXVIII|LXXVIII]]) *Rivedendo in capo di qualche anno una persona ch'io avessi conosciuta giovane, sempre alla prima giunta mi è paruto vedere uno che avesse sofferto qualche grande [[sventura]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXX|LXXX]]) *Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande [[Conoscere sé stessi|esperienza di sé]], la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a sé stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXII|LXXXII]]) *Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4482, 4 aprile 1829: «Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non passarli mai.»</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXVI|LXXXVI]]) *Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella [[solitudine]], ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la [[misantropia]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXIX|LXXXIX]]) [[File:Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. Giacomo Leopardi, 1789-1837 - it.svg|thumb|250px|Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.]] *L'uomo onesto, coll'andar degli anni, facilmente diviene insensibile alla lode e all'onore, ma non mai, credo, al biasimo né al disprezzo. Anzi la lode e la stima di molte persone egregie non compenseranno il dolore che gli verrà da un motto o da un segno di noncuranza di qualche uomo da nulla. Forse ai ribaldi avviene al contrario; che, per essere usati al biasimo, e non usati alla lode vera, a quello saranno insensibili, a questa no, se mai per caso ne tocca loro qualche saggio. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCVI|XCVI]]) *Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCIX|XCIX]]) *L'[[astuzia]], la quale appartiene all'[[ingegno]], è usata moltissime volte per supplire la scarsità di esso ingegno, e per vincere maggior copia del medesimo in altri. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CV|CV]]) *[...] nella vita comune è necessario [[dissimulare]] con più diligenza la nobiltà dell'operare, che la viltà: perché la viltà è di tutti, e però almeno è perdonata; la nobiltà è contro l'usanza, e pare che indichi presunzione, o che da sé richiegga lode; la quale il pubblico, e massime i conoscenti, non amano di dare con sincerità. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CVI|CVI]]) *L'uomo è quasi sempre tanto [[malvagità|malvagio]] quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CIX|CIX]]) ==''Storia dell'astronomia''== <!--essendo la fonte priva di pagine si prende come riferimento il numero della nota immediatamente precedente--> *La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'[[Astronomia]]. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. (introduzione) *La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'[[astrologia]]. (cap. I) <!--77--> *Già sospira la mia anima di separarsi da questa creta, che la circonda: libera dalla salma corporea, s'alza di sfera in sfera, e vola in seno agli immensi spazi sovrapposti alla mia abitazione. Questa già non è più che un punto agli occhi miei, essa già dileguossi ed io mi sento con la maggior celerità trasportato in altre regioni. L'astro della notte è sotto i miei piedi, il velo azzurrino dei cieli si squarcia, ed i recessi più lontani dello spazio mi si aprono d'innanzi. Di tratto in tratto mi veggo vicini quei corpi, per i quali sudano gli uomini muniti di quelle armi, che ai loro occhi appresta la scienza. Lascio sotto di me il vostro anello di Saturno, e seguo coraggioso il volo ardito di una cometa. Con essa mi reco in mezzo a que' fulgidissimi soli, che non han d'uopo di altrui luce per splendere e per illuminare spazi infiniti. Ma la mia carriera non è appena cominciata: questo che io veggo non è che il portico del palagio dell'Onnipotente. Posso dir tuttora di serpeggiare sul suolo. Quanto più m'inoltro verso l'Eterno, tanto più egli sembra allontanarsi da me. (cap. II) <!--808--> *L'uomo superiore ai pregiudizi, che rende giustizia al merito ovunque questo si trovi, non fu giammai biasimevole, anzi fu sempre degno di lode. (cap. IV) <!--1478--> ==''Zibaldone''== [[File:Giacomo Leopardi by Domenico Morelli.jpg|thumb|''Ritratto di Giacomo Leopardi'']] ===[[Incipit]]=== Palazzo bello. Cane di notte dal casolare, al passar del viandante.<br><br> <poem>Era la luna nel cortile, un lato Tutto ne illuminava, e discendea Sopra il contiguo lato obliquo un raggio... Nella (dalla) maestra via s'udiva il carro Del passegger, che stritolando i sassi, Mandava un suon, cui precedea da lungi Il tintinnìo de' mobili sonagli.</poem> ===Citazioni=== *Ne' [[guaio|guai]] non ci vuol pianto ma consiglio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/5|5]]; 1898, vol. I, p. 81) *In molte opere di mano dove c'è qualche pericolo o di fallare o di rompere ec., una delle cose più necessarie perché riescano bene è non pensare al pericolo e portarsi con franchezza. [...] Ma noi timidissimi, non solamente sapendo che si può errare, ma avendo sempre avanti gli occhi l'esempio di chi ha errato e di chi erra, e però pensando sempre al pericolo (e con ragione perché vediamo il gusto corrotto del secolo che facilissimamente ci trasporterebbe in sommi errori, osserviamo le cadute di molti che per certa libertà di pensare e di comporre partoriscono mostri, come sono al presente, per esempio, i romantici) non ci arrischiamo di scostarci, non dirò dall'esempio degli antichi e dei classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in voli bassi, né mai osiamo di alzarci con quella negligente e sicura e non curante e dirò pure ignorante franchezza, che è necessaria nelle somme opere dell'arte, onde pel timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne delle ottime, e ne facciamo delle mediocri, non dico già mediocri di quella mediocrità che riprende Orazio, e che in poesia è insopportabile, ma mediocri nel genere delle buone cioè lavorate, studiate, pulitissime, armonia espressiva, bel verso, bella lingua, Classici ottimamente imitati, belle imagini, belle similitudini, somma proprietà di parole, (la quale soprattutto tradisce l'arte) insomma tutto, ma che non son quelle, non sono quelle cose secolari e mondiali, insomma non c'è più Omero, Dante, l'Ariosto, insomma il Parini, il Monti sono bellissimi ma non hanno nessun difetto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/9|9]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/10|10]]; 1898, vol. I, pp. 86-87) *L'arte di [[Ovidio]] di metter le cose sotto gli occhi, non si chiama efficacia, ma pertinacia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/12|12]]; 1898, vol. I, p. 89) *Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la [[Bibbia]] (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/13|13]]; 1898, vol. I, p. 90) *La [[ragione]] è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/14|14]]; 1898, vol. I, p. 93) *[...] e non si avvedono {{NDR|i [[Romanticismo|romantici]]}} che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette più di parlare se non con arte [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/17|17]]; 1898, vol. I, pp. 97-98) *[...] una [[poesia]] ragionevole, è lo stesso che dire una bestia ragionevole. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/18|18]]; 1898, vol. I, p. 100) *{{NDR|[[Gabriello Chiabrera]]}} Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole, [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/24|24]]; 1898, vol. I, p. 111) *La [[tartaruga]] lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto è proporzionato nella natura; e la pigrizia della tartaruga, di cui si potrebbe accusar la natura, non è veramente pigrizia assoluta, cioè considerata nella tartaruga, ma rispettiva. Da ciò possiamo cavare molte considerazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, p. 124) *È osservabile che in [[Aulo Cornelio Celso|Celso]] nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, pp. 125-126) *Quanto più del [[tempo]] si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/43|43]]; 1898, vol. I, p. 143) *Il più solido [[piacere]] di questa vita è il piacer vano delle [[illusione|illusioni]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *La varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un rimedio o un alleviamento di essa, come vediamo tutto giorno nelle persone di mondo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *Intendo per [[innocenza|innocente]] non uno incapace di [[peccato|peccare]], ma di peccare senza rimorso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 158) *Tutto si è [[perfezionamento|perfezionato]] da [[Omero]] in poi, ma non la poesia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/58|58]]; 1898, vol. I, p. 167) *Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Il sentimento della [[vendetta]] è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72#72/3|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vòto universale, e in un'indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 185) *Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/82|82]]; 1898, vol. I, p. 219) *Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl'intellettuali e metafisici è quello di [[Copernico]], che al pensatore rinnuova interamente l'idea della natura e dell'uomo concepita e naturale per l'antico sistema detto tolemaico; rivela una [[Pluralità dei mondi|pluralità di mondi]], mostra l'uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l'infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d'analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l'idea dell'uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell'esser nostro, dell'onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/84|84]]; 1898, vol. I, p. 194) *Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de' miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch'egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n'hanno più bisogno di lui, che alle volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant'era io, e questi si lasciano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/106|106]], 26 marzo 1820; 1898, vol. I, p. 217) *Mi diedi tutto alla gioia barbara e fremebonda della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/107|107]], 15 aprile 1820; 1898, vol. I, p. 218) *La [[pazienza]] è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/112|112]], 31 maggio 1820; 1898, vol. I, p. 223) *Il [[dolore]] o la disperazione che nasce dalle grandi passioni o illusioni o da qualunque sventura della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal sentimento vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo mondo, e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/140|140]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *Il [[silenzio]] è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *I migliori momenti dell'[[amore]] sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *L'[[immaginazione]] [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/168|168]]; 1898, vol. I, p. 275) *[...] il [[raziocinio]] è un'operazione matematica dell'intelletto e materializza e geometrizza anche le nozioni più astratte. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/181|181]]; 1898, vol. I, p. 286) *L'[[arte]] non può mai uguagliare la [[ricchezza]] della [[natura]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/189|189]]; 1898, vol. I, p. 294) *Ripetono tutto giorno i francesi che [[Jacques Bénigne Bossuet|Bossuet]] ha soggiogato la sua lingua al suo genio. Io dico che il suo genio è stato soggiogato dalla lingua costumi gusti del suo paese. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/217|217]], 20 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 318) *L'abuso e la disubbidienza alla [[legge]], non può essere impedita da nessuna legge. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229|229]], 31 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 327) *L'[[indecisione|irresoluzione]] è peggio della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]], 14 settembre 1820; 1898, vol. I, p. 339) *Il [[Jean-Baptiste Say|Say]] nei Cenni sugli uomini e la società, chiama l'ode, la sonata della letteratura. È un pazzo se stima che l'ode non possa esser altro, ma ha gran ragione e intende parlare delle odi che esistono, massime delle francesi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]]; 1898, vol. I, p. 339) *Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita o nelle più acerbe e ''mortifere'' disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/259|259-260]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 349) *Chi non ha uno [[scopo]] non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/268|268]], 10 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 356) *[...] i beni si disprezzano quando si possiedono sicuramente, e si apprezzano quando sono perduti, o si corre pericolo o si è in procinto di perderli. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 373) *[...] la [[felicità e infelicità|felicità o infelicità]] non si misura dall'esterno ma dall'interno. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 374) *La corruttela de' costumi è mortale alle repubbliche e utile alle tirannie e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/302|302]], 3 novembre 1820; 1898, vol. I, p. 377) *L'amore dell'[[ordine]] o l'idea della necessità dell'ordine, che è quanto dire dell'armonia e convenienza, è innata, assoluta, universale, giacché è il fondamento del raziocinio e il principio della cognizione o del giudizio falso o vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/376|376]]; 1898, vol. I, pp. 428-429) *Dicono che la [[felicità]] dell'uomo non può consistere fuorché nella verità. Così parrebbe, perché qual felicità in una cosa che sia falsa? E come, se il mondo è diretto alla felicità, il vero non deve render felice? Eppure io dico che la felicità consiste nell'ignoranza del vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/326|326]]; 1898, vol. I, p. 393) *[...] ogni felicità si trova falsa e vana, quando l'oggetto suo giunge ad essere conosciuto nella sua realtà e verità. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/352|352]]; 1898, vol. I, p. 410) *Ho detto più volte che la [[letteratura francese]] è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1175|1175]]; 1898, vol. I, p. 461) *Tutti i moderni ideologi hanno stabilito che le idee o credenze le più primitive, le più necessarie all'azione la più vitale, e quindi tutte le idee o credenze moventi del bambino appena nato, (e così d'ogni altro animale), tutte le idee o credenze determinanti o non determinanti, cioè relative o no all'azione, non vengono altro che dall'esperienza e quindi non sono se non tante conseguenze tirate col mezzo di un raziocinio e di un'operazione sillogistica, da una maggiore ec. (e qui osservate la necessità del [[raziocinio]] ne' bruti). ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/443|443]]; 1898, vol. I, pp. 472-473) *Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, [[Roma]] non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l'amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 24 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 2) *{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Ma neppur egli troverete che, sebbene condanna la tirannia, lodi mai la libertà in persona propria. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 28 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 5) *Non punir mai l'[[ingiuria]] che non hai meritata, né lasciare impunita quella che hai meritata. Perdona al tuo [[calunnia]]tore, punisci il tuo detrattore. Non far caso di chi ti ''schernisce'' a torto, ma piglia [[vendetta]] di chi ti ''motteggia'' a ragione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/476#476/2|476]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/477|477]], 7 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 14) *Tutto è [[amor proprio]] nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che [[lusinga]], giova ec. l'amor proprio degli altri. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/508|508]], 15 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 32) *I [[bambino|fanciulli]] trovano il tutto nel [[nulla]], gli uomini il nulla nel tutto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/527|527]], 19 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 43) *[...] la [[felicità]] è impossibile a chi la desidera, perché il desiderio, sí come è desiderio assoluto di felicità e non di una tal felicità, è senza limiti necessariamente, perché la felicità assoluta è indefinita e non ha limiti. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/648|648]]; 1898, vol. II, p. 112) *L'[[egoismo]] è sempre stata la peste della [[società]], e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/670|670]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/671|671]]; 1898, vol. II, p. 123) *Siccome l'amor patrio o nazionale non è altro che una illusione, ma facilmente derivante dalla natura, posta la società, com'é naturale l'amor proprio nell'individuo, e posta la famiglia, l'amor di famiglia, che si vede anche ne' bruti; cosí esso non si mantiene e non produce buon frutto senza le illusioni e i pregiudizi che naturalmente ne derivano o che anche ne sono il fondamento. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/923|923]]; 1898, vol. II, p. 269) *[...] il [[pensatore]] non è cosí. Egli cerca naturalmente e necessariamente un filo nella considerazione delle cose. È impossibile ch'egli si contenti delle nozioni e delle verità del tutto isolate. E se se ne contentasse, la sua filosofia sarebbe trivialissima e meschinissima e non otterrebbe nessun risultato. Lo scopo della filosofia (in tutta l'estensione di questa parola) è il trovar le ragioni delle verità. Queste ragioni non si trovano se non se nelle relazioni di esse verità e col mezzo del generalizzare. Non è ella cosa notissima che la facoltà di generalizzare costituisce il pensatore? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/946|946]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/947|947]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 288) *Per qual ragione è bello il [[Aulo_Cornelio_Celso#De_medicina_libri_octo|Trattato di Celso]], ch'è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949|949]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 290) *Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con [[Punteggiatura|segni]], come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l'arte dello scrivere all'infanzia? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/976|976]]; 1898, vol. II, p. 310) *La [[convenienza]] al suo fine, e quindi l'utilità ec., è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1165|1165]], 13 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 454) *E notate che l'uso della [[denaro|moneta]] quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vo predicando; giacché il detto uso è l'uno de' principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù ec. ec. e l'una delle principalissime cagioni che introducono, e appoco appoco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni, e le nazioni medesime in quanto erano nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]], 16 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 460) *La trattabilità e facilità della [[lingua francese]], ond'ella è così agevole a scriver bene e spiegarsi bene, sì per lo straniero che l'adopra o l'ascolta, sì pel nazionale, non deriva dall'esser ella uno strumento pieghevole e ''souple'' (qualità negatale espressamente dal Thomas) ec., ma dall'essere un piccolo strumento, e quindi manuale, εὐμεταχείριστος, maneggiabile, facile a rivoltarsi per tutti i versi e ad adoprare in ogni cosa ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1232|1232]], 27 giugno 1821; 1898, vol. III, pp. 21-22) *Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di [[Daniello Bartoli]] [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1313|1313]], 13 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 82) *Dividersi perpetuamente i letterati e i poeti, da' filosofi. L'odierna [[filosofia]] che riduce la metafisica, la morale ec. a forma e condizione quasi matematica, non è più compatibile con la [[letteratura]] e la poesia, com'era compatibile quella de' tempi ne' quali fu formata la lingua nostra, la latina, la greca. [...] Ma la filosofia di [[John Locke|Locke]], di [[Gottfried Leibniz|Leibnizio]] ec. non potrà mai stare colla letteratura né colla vera poesia. La filosofia di Socrate partecipava assai della [[natura]], ma questa nulla ne partecipa, ed è tutta ragione. Perciò né essa né la sua lingua è compatibile colla letteratura, a differenza della filosofia di Socrate, e della di lei lingua. La qual filosofia è tale che tutti gli uomini un poco savi ne hanno sempre partecipato più o meno in tutti i tempi e nazioni, anche avanti [[Socrate]]. È una filosofia poco lontana da quello che la natura stessa insegna all'uomo sociale. Si dividano dunque le lingue, e la nostra che tante ne contiene, e così diverse anche dentro uno stesso genere, potrà ben contenere allo stesso tempo una lingua bella, e una lingua filosofica. Ed allora avrà una filosofia, e seguirà ad avere quella poesia, e quella letteratura nella quale ha sempre superato tutte le moderne. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1359|1359]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1360|1360]], 20 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 112) *Il [[languore]] del corpo alle volte è tale, che senza dargli affanno e fastidio, affievolando le facoltà dell'animo, affievola ogni cura e ogni desiderio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1581|1581]], 28 agosto 1821; 1898, vol. III, p. 246) *Le pluralità de' mondi, quasi fisicamente dimostrata, come si può accordare col cristianesimo fuori del mio sistema, il quale dimostra che le creature possono esser d'infinite specie, e che Dio esistendo verso noi, come la religione insegna, esiste ancora in tutti i possibili modi, e può avere avuto ed avere con diversissime creature diversissimi e contrari rapporti, e non averne alcuno? Quante verità fisiche, metafisiche ec. ripugnano alla religione, fuori del mio sistema che nega ogni verità e falsità assoluta, ammettendo le relative, e in queste la religione? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1642|1642]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1643|43]]; 1898, vol. III, pp. 283-84) *[...] la [[memoria]] non è altro che [[assuefazione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1676|1676]], 11 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 303) *Nessuna [[opinione]] vera o falsa, ma contraria all'opinione dominante e generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di [[ripetizione|ripetizioni]] e quindi di assuefazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1720|1720]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Non si vive al mondo che di [[prepotenza]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1721|1721]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Chi più si ama meno può [[amore|amare]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723|1723]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 333) *L'insegnare non è quasi altro che assuefare. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1727|1727]], 18 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 334) *Gli antichi da proposizioni e premesse che conoscevano né più né meno quanto noi deducevano conseguenze contrarissime a quelle che noi ne tiriamo. Ciò mostra ch'essi non conoscevano i rapporti delle proposizioni, altrimenti non potressimo negare le loro conseguenze. Ma chi ci ha detto che noi li conosciamo meglio? come lo sappiamo noi se non a forza di [[Sillogismo|sillogismi]]? Giacché qualunque affermazione o negazione ha bisogno di sillogismo, e ciascun sillogismo contiene tanti sillogismi quanti sono i rapporti delle sue proposizioni fra loro. Cioè bisogna che l'uomo si persuada sempre con un sillogismo, benché tacito, che, se la tal cosa è, anche la tal altra dev'essere. Senza questi sillogismi intermedi nessun sillogismo vale, e siccome questi ordinariamente si omettono o non son giusti, però infiniti sillogismi son falsi, perché non è vero il rapporto che noi, o non sillogizzando punto o falsamente sillogizzando, supponiamo fra la maggiore e la minore, fra queste e la conseguenza. (([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1771|1771]][[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1772|1772]], 22 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 359) *La [[noia]] è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1815|1815]], 30 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 383) *La rapidità e la [[concisione]] dello stile piace, perché presenta all'anima una folla d'idee simultanee o così rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l'anima in una tale abbondanza di pensieri o d'immagini e sensazioni spirituali, ch'ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2041|2041]], 3 novembre 1821; 1898, vol. IV, p. 22) *La [[lingua latina]] così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2288|2288]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2289|2289]], 26 dicembre 1821; 1898, vol. IV, p. 150) *Il p. [[Daniello Bartoli|Dan. Bartoli]] è il [[Dante]] della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2396|2396]], 22 marzo 1822; 1898, vol. IV, p. 215) *Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'[[lingua italiana|italiana]] (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2398|2398]], 29 marzo 1822; 1898, vol. IV, pp. 216-217) *E però [[Plutarco]] [...] non si può recar per modello né di lingua né di stile, essendo però stato forse più filosofo di tutti i filosofi greci, molti de' quali sono esempi di perfettissimo scrivere. Ma non erano così sottili come Plutarco [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2410|2410]], 1 maggio 1822; 1898, vol. IV, p. 224) *[...] quasi tutte le principali [[scoperta|scoperte]] che servono alla vita civile sono state opere del caso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2602|2602]], 10 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 329) *Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio [[Stile (scrittura)|stile]]. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2611|2611]], 27 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 334) *Gl'[[Italia|italiani]] non hanno costumi: essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2923|2923]], 9 luglio 1823; 1898, vol. V, p. 80) *La ''[[Luís de Camões#I Lusiadi|Lusiade]]'' avrà certo interessato ed interesserà forse anche oggidì i lettori portoghesi, né si può bastantemente lodare lo sfortunato Camoens per l'avere scelto un soggetto così strettamente nazionale, e di più per l'aver saputo adattare e far materia di poema epico un argomento allora modernissimo, qualità che per l'una parte produce estreme difficoltà le quali a molti sono sembrate in un poema epico insuperabili, e per l'altra sommamente contribuirebbe a produrre o singolarmente accrescere l'interesse d'un'epopea, come ancora di un dramma e di qualsivoglia poesia. Ma per li lettori dell'altre nazioni non so quanto nella ''Lusiade'' possa essere l'interesse, né se ne' medesimi portoghesi, mancata la recente memoria di quelle imprese, e raffreddato, come per tutta l'Europa, l'amor nazionale e gli altri sentimenti magnanimi, la ''Lusiade'' produca per ancora un interesse abbastanza vivo, continuo e durabile. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3146|3146]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3147|3147]], 5-11 agosto 1823; 1898, vol. V, pp. 209-210) *Una [[Lingua (idioma)|lingua]] strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3253|3253]], 23 agosto 1823; 1898, vol. V, p. 275) *Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l'[[irriflesione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520|3520]], 25 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 2) *Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero [[coraggio]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3531|3531]], 26-7 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 9) *[...] il [[piacere]] è sempre o passato o futuro, non mai presente [...].<ref>Anche in ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare'', in ''[[Operette morali]]'': «Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente».</ref> ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3550|3550]], 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, vol. VI, p. 21) *{{NDR|Su [[Daniello Bartoli]]}} [...] uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e più profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3630|3630]]; 1898, vol. VI, p. 73) *Il [[fuoco]] è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'[[elettricità]], che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3645|3645]], 11 ottobre 1823; 1898, vol. VI) *La [[noia]] è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3715|3715]], 17 ottobre 1823; 1898, vol. VI, p. 127) *La [[Latinismo|novità tolta prudentemente dal latino]], benché novità assolutissima in fatto, è per le nostre lingue piuttosto restituzione dell'antichità che novità, piuttosto peregrino che nuovo; e veramente (anche quando non sia troppo prudente né lodevole) ha più dell'arcaismo che del neologismo. Al contrario dell'altre novità e degli altri stranierismi ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3867|3867]], 11 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 247) *L'[[esistenza]] può essere maggiore senza che lo sia la vita. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3927|3927]], 27 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 301) *Tutto è follia in questo mondo fuorché il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto. Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3990|3990]], 17 dicembre 1823; 1898, vol. VI, p. 361) *Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un [[letto]] duro e incomodo, che sentendovisi stare male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire, ecc. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prendere sonno, finché senz'aver dormito né riposato vien l'ora di alzarsi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4104|4104]], 25 giugno 1824; 1898, vol. VII, p. 23) *Io vivo, dunque io [[speranza|spero]], è un sillogismo giustissimo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145|4145]], 18 ottobre 1824; 1898, vol. VII, p. 70) *Il mezzo più efficace di ottener [[fama]] è quello di far creder al mondo di esser già famoso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4153|4153]], [[Bologna]], 21 novembre 1825; 1898, vol. VII, p. 80) *Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4174|4174]], Bologna, 17 aprile 1826; 1898, vol. VII, pp. 104-105) *[[Tabagismo|Tabacco]]. Sua utilità. Suoi piaceri: più innocenti di tutti gli altri al corpo e all'animo; meno vergognosi a confessarsi, immuni dal lato dell'opinione; più facili a conseguirsi, di poco prezzo e adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4188|4188]], Bologna 13 luglio 1826; 1898, vol. VII, p. 117) *[[Felicità]] non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191|4191]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4192|4192]], 30 agosto 1826; 1898, vol. VII, p. 122) *[[Risata|Ridete]] franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice ''rider alto'' vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed ''awful'' è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4391|4391]], 23 settembre 1828; 1898, vol. VII, p. 330) *Ho veduto io stesso un [[canarino]] domestico e mansuetissimo, appena presentato a uno specchio, stizzirsi colla propria immagine, ed andarle contro colle ali inarcate e col becco alto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4419|4419]]; 1898, vol. VII, p. 353) *È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere [[semplicità|semplici]], e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4524|4524]], Firenze, 31 maggio 1831; 1898, vol. VII, p. 461) *Cosa rarissima nella società, un uomo veramente [[sopportazione|sopportabile]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4525|4525]], 16 settembre 1832; 1898, vol. VII, p. 462) ===Citazioni sullo ''Zibaldone''=== *È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. ([[Giosuè Carducci]]) *A proposito di Leopardi — sia detto senza offesa — trovo che i suoi ''Pensieri di bella letteratura e di varia filosofia'' sono quanto di meglio ci sia per prender sonno ([[Achille Campanile]]). ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Appressamento della morte''=== <poem>Era morta la lampa in Occidente, E queto 'l fumo sopra i tetti e queta De' cani era la voce e de la gente: Quand'i' volto a cercare eccelsa meta, Mi ritrova' in mezzo a una gran landa, Bella, che vinto è 'ngegno di poeta.</poem> ===''Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone''=== Tace la fama al presente di [[Giorgio Gemisto Pletone]] costantinopolitano; non per altra causa se non che la celebrità degli uomini, siccome, si può dire, ogni cosa nostra, dipende più da fortuna che da ragione. E niuno può assicurarsi, non solo di acquistarla per merito, quantunque grande, ma acquistata eziandio che debba durargli. Certo è che Gemisto fu de' maggiori ingegni e de' più pellegrini del tempo suo, che fu il decimoquinto secolo. Visse onorato dalla patria; e poi trovatosi sopravvivere alla patria, ed al nome greco (o, come esso diceva, romano), fu accolto ed avuto caro in Italia, dove stette gran tempo e morì; ed ebbe una splendidissima riputazione in questa sua nuova patria, e medesimamente nelle altre province d'Europa, per quanto si stendeva in quei tempi lo studio delle lettere. ===''Discorso sopra la Batracomiomachia''=== Quando, dopo aver letta qualche opera di autore sconosciuto, la troviamo interessante e degna di osservazione, siamo tosto spinti dalla curiosità a ricercarne lo scrittore. Avendone rilevato il carattere dall'opera stessa, bramiamo avere un nome a cui applicarlo. Ci duole d'ignorar quello di una persona che c'interessa, e di dover lodare e stimare un Essere anonimo e sconosciuto. ===''Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani''=== In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicché ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perché la Francia abbassata dalle sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della coltura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'uguaglianza di riputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto di onore alla Francia che tutte le dispregiava<ref>In vece che adesso la Francia stessa per le dette cagioni è fatta tollerante e disposta a render giustizia agli stranieri fino a un certo segno, e che questa sua disposizione, perocch'ella segue ancora in parte a dare il tuono all'Europa civile, ne cagiona una simile nelle altre nazioni. {{NDR|N.d.A.}}</ref>; ===''La guerra dei topi e delle rane''=== ====(1815)==== <poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro: O Muse, voi dall'Eliconie cime A me scendete, il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia dei topi e delle rane.</poem> ====(1821-1822)==== <poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro, O Muse, voi da l'Eliconie cime Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia de' topi e de le rane.</poem> ====(1826)==== <poem>Sul cominciar del mio novello canto, Voi che tenete l'eliconie cime Prego, vergini Dee, concilio santo, Che 'l mio stil conduciate e le mie rime: Di topi e rane i casi acerbi e l'ire, Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem> ===''Paralipomeni della Batracomiomachia''=== ''1<br />Poi che da' granchi a rintegrar venuti<br />Delle [[rana|ranocchie]] le fugate squadre,<br />Che non gli aveano ancor mai conosciuti,<br />Come volle colui ch'a tutti è padre,<br />Del topo vincitor furo abbattuti<br />Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,<br />Sparse l'aste pel campo e le berrette<br />E le code topesche e le basette;<br /><br />2<br />Sanguinosi fuggian per ogni villa<br />I topi galoppando in su la sera,<br />Tal che veduto avresti anzi la squilla<br />Tutta farsi di lor la piaggia nera:<br />Quale spesso in parete, ove più brilla<br />Del Sol l'autunno la dorata sfera,<br />Vedi un nugol di mosche atro, importuno,<br />Il bel raggio del ciel velare a bruno.'' ===''Storia di un'anima''=== Incomincio a scrivere la mia Vita innanzi di sapere se io farò mai cosa alcuna per la quale debbano gli uomini desiderare di aver notizia dell'essere, dei costumi e dei casi miei. Anzi, al contrario di quello che io aveva creduto sempre per lo passato, tengo oramai per fermo di non avere a lasciar di me in sulla terra alcun vestigio durevole. ==Citazioni su Giacomo Leopardi== *A qual grado fu l'affetto di lui verso l'Italia, nel quale non si stimava secondo ad alcuno?<ref>Lettera del Viesseux, 5 gennaio 1824. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il pessimismo avea inghiottito questo come tutti gli altri affetti. All'infuori dell'orazione agli Italiani nel 1815, tonante contro i tiranni, del progetto sfumato d'un inno alla Grecia, e delle accademiche canzoni civili della prima giovinezza, si potrà spigolare nell'opera leopardiana qualche accenno patriottico; ma i moti del '21 non lo scuotono affatto, nel 1831 quando la provincia fa conto, come notammo, sull'azione politica di lui, egli chiede che se ne scordino<ref>Lettera al padre, 29 marzo 1831. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e conviene col padre nel dar del fanatico all'eroico Broglio D'Ajano, caduto ad Anatolico per l'indipendenza ellenica<ref>Lettera del 22 luglio 1828. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Ad un attento esame [...], l'estetica del Leopardi sembra per un lato confondersi con la ricerca che l'artista fa di sé medesimo, per l'altro, con quella che l'uomo fa di una teoria che lo salvi dalla disperazione e dall'inerzia. Così nelle pagine dello ''Zibaldone'' crediamo di scorgere piuttosto un ideale d'arte che un concetto dell'arte, piuttosto una commossa celebrazione del potere vivificatore della poesia che una soddisfacente definizione dell'attività estetica. ([[Mario Fubini]]) *C'è poi quel lamentoso Leopardi, scrittore garbato, pulito e elegante, te lo concedo; ma come frigido, come diaccio e brullo! ([[Leo Ferrero]]) *C'era, nei muscoli, nei nervi e nel cervello di Giacomo, una dovizia di energia che si esprimeva all'esterno colla predilezione di esercizi fisici e con una personalità vigorosa. Nei giuochi e nelle finte battaglie romane, che si svolgevano entro il recinto del «paterno giardino», egli si dava la parte del leone; nelle rappresentazioni storiche si metteva sempre primo, era sempre il «trionfatore», che menava pugni sonori e ingiurie sul fratello e sugli altri ragazzi, i quali, come finti sudditi o schiavi, seguivano il suo carro. Nelle favole meravigliose, che, fanciullo di otto nove anni, aveva l'abilità di ordire e di raccontare extemporaneamente, e negli attori delle quali soleva personificare i caratteri di quelli che lo attorniavano, la parte eroica del dominatore e prepotente ''Filzèro''<ref>Teresa Teja Leopardi, ''Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia'', pag. 31-33. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che ne dava a tutti e non le buscava da alcuno, la riserbava a se stesso. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Che Giacomo, da fanciullo, non fosse gobbo, né tampoco goffo di spalla, concordano in dire quanti si ricordano di averlo conosciuto. Se, poi, col crescere, incurvò, la ragione dee interamente cercarsi nell'aver egli, nascendo, portato con sé i germi della rachitide.<br>Del resto, chi più e chi meno, tutti i Leopardi, per difetto di nascita, furono rachitici. ([[Camillo Antona Traversi]]) *Con un po' di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi. ([[Gianni Rodari]]) *È stato considerato talvolta il Leopardi come un poeta filosofo, cosa che, per le spiegazioni ora date, si dimostra non esatta per lui come è sempre inesatta per ogni poeta. La sua fondamentale condizione di spirito non solo era sentimentale e non già filosofica, ma si potrebbe addirittura definirla un ingorgo sentimentale, un vano desiderio e una disperazione cosi condensata e violenta, cosi estrema, da riversarsi nella sfera del pensiero e determinarne i concetti e i giudizi. ([[Benedetto Croce]]) *Fra i poeti italiani, [[Dante Alighieri|Dante]] compreso, è il solo che manifesta nell'opera sua, fuse in un equilibrio quasi perfetto, le tre virtù tecniche essenziali: la virtù pittorica, la musicale e la scultorea. Se si volesse sottilizzare e compiere uno studio dettagliato sul genio leopardiano, noi vedremmo che egli è singolarmente un poeta pittore, ma questa sua virtù innata soverchia di poco la virtù musicale e la scultorea per cui si può asserire senza esitazione che Giacomo Leopardi, riguardo alla tecnica della poesia, non è il genio più vasto, ma il più equilibrato che vanti la nostra letteratura, più equilibrato dello stesso Dante che pur lo soverchia di tanto nella forza e nell'immediatezza della rappresentazione. ([[Adolfo Padovan]]) *{{NDR|Sul rapporto fra Giacomo e il padre Monaldo}} Giacomo era il suo doppio: il suo doppio compiuto. Era un sogno terribile. Pretendere che un figlio – un figlio che il destino gli aveva affidato come una persona diversa da lui, composta di qualità a cui mille casi contribuivano, un figlio che avrebbe dovuto abitare nella sua casa come un estraneo avventuroso e felice – diventasse la persona che lui non era riuscito ad essere. ([[Pietro Citati]]) *Il credo estetico del Leopardi si ricongiunge al suo credo morale, anzi, in certo senso, non è che una diversa formulazione: ciò ha ben veduto il [[Giulio Augusto Levi|Levi]], il quale crede che l'abbandono della teoria della poesia come imitazione derivi da quella che è per lui la filosofia propria del Leopardi, un ragionato e conscio individualismo, per cui il poeta supererebbe la negazione del suo pessimismo con l'affermazione del valore intrinseco della personalità umana. ([[Mario Fubini]]) *Il {{maiuscoletto|Leopardi}} e il [[Alessandro Manzoni|{{maiuscoletto|Manzoni}}]] {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]]) *Il Leopardi è sempre solo ne' suoi scritti. Da quando la sua arte poetica, le sue lettere, le prose sue incominciano ad essere quello che sono nell'alta stima del pubblico letterato e non letterato, tutta la produzione leopardiana è la produzione dell'''uomo solo''. ([[Paolo Orano]]) *Il Leopardi rimane il primo vero paesista nella lirica italiana. Mentre nell'arte la pittura del paesaggio cominciava, e tentava di renderne la poesia col colore, con le sfumature del colore, il Leopardi rendeva squisitamente, nel verso, la poesia del paesaggio, con la limpida frase precisa e con la sfumatura della frase, raggiungendo la perfezione. ([[Raffaello Barbiera]]) *Il Leopardi stimava, che la vita per sé sola non fosse un bene; unico bene la felicità. E perché la felicità, secondo che egli scrive in più luoghi, non solo non è {{sic|raggiugnibile}}, anzi non è dato all'uomo di scampare in veruna guisa, né per verun tempo {{sic|ancoraché}} brevissimo, dalle strette del dolore, ne conseguita, che la vita, la quale era per ciò, come a dire, il campo e la materia su cui esercitavisi e regnava esso il dolore, dovesse egli infine venire a giudicarla un male, e che la morte, la quale spegnendo la vita, cessava il dolore, altresì dovesse per necessaria conseguenza stimarla un bene. ([[Paolo Emilio Castagnola]]) *Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («''O natura, o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?''») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. ([[Massimiliano Parente]]) *Infallibile, Leopardi chiama canto la voce notturna della rana; e Leopardi era un angelo disceso, un messaggero. ([[Guido Ceronetti]]) *Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza [[Monaldo Leopardi|Monaldo {{NDR|Leopardi}}]] non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo. ([[Carlo Pascal]] *Io per me rido di tutti...; ma quel povero Giacomo, che vivo non toccò mai nessuno, e morto non si può difendere! ([[Pietro Giordani]]) *Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>[[Dante Alighieri|Dante]] è capito con le prime [...]. Leopardi con la seconda; è inutile che vogliate servirvi di storia contemporanea e di vita pubblica. L'arte, la grandezza, dite pure il genio di Leopardi, sono spiegabili soltanto con l'individuo Giacomo Leopardi. ([[Paolo Orano]]) *L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del [[Benedetto Croce|Croce]]. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. ([[Aldo Capitini]]) *Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. ([[Antonio Gramsci]]) *Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il [[Antonio Ranieri|Ranieri]] parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. ([[Luigi Settembrini]]) *Noi, fatta qualche eccezione per la seconda metà del settecento, se pur c'è da farla, non abbiamo avuto fino al Leopardi un solo lirico intimo, nel vero senso della parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C'è in essa dell'arido, c'è della prosa, c'è del formalmente letterario, e c'è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima ; e forse quell'impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica. ([[Benedetto Croce]]) *Nonostante la sua filosofia negativa, il Leopardi quanto a cose d'ordine estetico fu, come ho notato dianzi, tutt'altro che pessimista, quanto a cose d'ordine morale e civile non fu pessimista in tutto. E se, esagerando, disse «che il mondo è una lega di birbanti contro i buoni», non però disamava gli uomini, e anzi augurava che si collegassero fraternamente insieme, per opporsi ai mali inerenti alla vita e per mitigarli. Nella negazione troppo assoluta del progresso, rispetto alla felicità delle masse tanto vantata ne' suoi tempi, esprime un concetto profondamente umanitario e moderno, e possiamo dire insito nei principii del socialismo, dicendo di non saper comprendere come quella felicità si possa conseguire senza la felicità degl'individui. ([[Giovanni Mestica]]) *Per Leopardi scrivere una pagina sola, o comporre una strofa, non era un'avventura, così neppure era un'avventura vivere. Alla vita sapeva sopra tutto quello che non poteva chiedere, e di quali pericoli era gravato quel poco bene. Gli mancava la bella confidenza: ma, in compenso, gli era stato dato in sorte un dono: quello di sorridere e fantasticare. ([[Giuseppe De Robertis]]) *Questa {{NDR|per [[Fanny Targioni Tozzetti]]}} fu la più vera e terribile passione del Leopardi, e si ricollega a gl'impeti del primo amore, ai deliri per la [[Teresa Carniani|Malvezzi]]; è una passione pura, ma tutta umana, che probabilmente il poeta, sempre riserbatissimo e timido, perché conscio de la propria inferiorità materiale e dei doveri de l'ospitalità, non palesò mai a la donna cara, ma ch'ella dovette comprender benissimo, poiché il Leopardi stesso aveva certa coscienza di esser stato capito.<br>Le debolezze, cui per tale passione egli si lasciò andare, furon tali che non la donna soltanto, ma anche gli amici di lui compresero il suo secreto e si dolsero e del suo soffrire e del suo non saper resistere a quel disgraziato affetto. ([[Emma Boghen Conigliani]]) *Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi. ([[Renato Poggioli]]) *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il Leopardi ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Sono convinto che Giacomo Leopardi sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. ([[Giancarlo Giannini]]) *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) *Tutto Leopardi è un momento della polemica tra Socrate e i Dicasti, tra Gesù e i Farisei, tra Bruno e Bellarmino: la gran battaglia tra Lao-tse e Confucio, cioè tra l'uomo spontaneo e il funzionario. ([[Massimo Bontempelli]]) *Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo. ([[Pietro Citati]]) *Venuto a contatto con gli intellettuali progressisti del gabinetto Vieusseux, Leopardi invece di rifiorire a nuova vita, si chiuse, dopo il primo entusiasmo, ancora di più nella propria solitudine. ([[Giacinto Spagnoletti]]) ===[[Giulio Bertoni]]=== *L'arte del Leopardi [...] parla un linguaggio che non è la lingua usata, quella del nostro quotidiano consorzio con gli uomini, ma appartiene a una vita diversa più alta e pura, la quale, una volta conosciuta, illumina e profuma quest'altra vita terrena e la rende più ricca e vibrante e migliore.<br>Non c'è che la musica che possa immergere il cuore in un'estasi di luce pari a quella di certi versi sospesi come nell'incantesimo radioso di un sogno. *La poesia del Leopardi, dagli {{sic|idillii}} alle odi, agli inni, alle canzoni, è una vibrazione musicale, un'armonia d'accordi e di toni. Nella più profonda anima di questo poeta, innamorato della musica, c'era tutto un tesoro di soavi melodie da prodigare al mondo. *Tutta musica era la sua lingua poetica, nei momenti più felici, flautata e armonizzata con un magistero sottile di variazioni vocaliche e con un giuoco originalissimo di accenti, di pause, di rime, che i metri e le strofe usate non bastavano più a sostenere. E fu mestieri crearne altri nuovi, capaci di accogliere tanta ricchezza di occulte melodie. E il vocabolario, invece, si fece sobrio, trasparente: una dovizia di suoni servita da un parsimonioso ma eletto lessico, nuovo, personalissimo nella sua vigorosa e gentile esiguità e levità. ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Leopardi e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Arcano è tutto fuorché il nostro dolor. Il perché l'ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille. *Leopardi ragiona col senso comune, dimostra così alla buona come gli viene, non pensa a fare effetto, è troppo modesto, troppo sobrio. Lo squallore della vita che volea rappresentare si riflette come in uno specchio in quella scarna prosa; il suo stile è come il suo mondo, un deserto inamabile dove invano cerchi un fiore. *Leopardi s'incontra ne' punti sostanziali della sua dottrina con Schopenhauer; ma gli sta di sotto per molti rispetti. Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori. *Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. È scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita. E se il destino gli avesse prolungata la vita infino al quarantotto, senti che te l'avresti trovato accanto, confortatore e combattitore. Pessimista od anticosmico, come Schopenhauer, non predica l'assurda negazione del Wille, l'innaturale astensione e mortificazione del cenobita: filosofia dell'ozio che avrebbe ridotta l'Europa all'evirata immobilità orientale, se la libertà e l'attività del pensiero non avesse vinto la ferocia domenicana e la scaltrezza gesuitica. Ben contrasta Leopardi alle passioni, ma solo alle cattive; e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande. L'ozio per Leopardi è un'abdicazione dell'umana dignità, una vigliaccheria; Schopenhauer richiede l'occupazione come un mezzo di conservarsi in buona salute. ===[[Arturo Farinelli]]=== *La sensibilità per ogni suono era nel Leopardi inaudita, e l'anima come da un vivido raggio tutta ne rimaneva penetrata. Forse quelle voci, quei suoni che lontanando morivano, la mesta melodia che salutava la luce estrema, fuggente, agivano con forza arcana perché risonanti nell'alta quiete e nel silenzio, e popolavano d'un tratto le solitudini che rendevano più misteriose e profonde; poi si estinguevano e il silenzio raddoppiava. *Non conveniva un gran mondo a questo poeta assorto nell'eremo dell'anima, tutto intimità e fervoroso e doloroso raccoglimento. Lo sbigottisce lo strepito; lo spaurano i grandi spettacoli; dove è solitudine, alto silenzio, profonda quiete si ritrae pensoso, e pende, attiva lo spirito. Ad ogni più lieve stimolo il sentimento è desto; ogni più minuta cosa colpisce il suo sguardo che l'afferra limpidissima. Fuori della sua concentratissima sfera di vita la visione gli si turba, il dilettoso fantasma gli {{sic|vanisce}}. Non distoglietelo; preservatelo dalla folla; lasciategli la sua piccola isola di contemplazione, dove si rifugia e dove giungon morte le onde dei rumori mondani. Idillica l'anima, all'idillio si atteggia la natura che lo attrae, lo commuove e gli divien famigliare. Il suo ermo colle, la sua siepe, il suo rialto sovra l'erbe, dove ama sedere e assorbirsi, solingo e muto, la sua distesa di prato che verdeggia, il suo ciel sereno, il suo sole che indora le vie e gli orti, la sua tacita, chiara e bianca luna, quei suoi lembi di campagna che dischiudono un ampio orizzonte, il mar da lungi, il monte; che altro occorreva al «promeneur solitaire» di Recanati, per suscitare fantasmi allo spirito, affetti al cuore? *Se badate, sono le piccole, tenuissime cose, le scene più intime e romite quelle a cui più si affeziona. Il paesaggio più semplice e disadorno può suscitargli la commozione più viva e più dolce; la vibrazione dell'anima più intensa muove talora da una immagine lieve, tenerissima, da un fuggevole tocco, da un suono leggerissimo, da un minimo ricordo, soave o doloroso. Ai superlativi del sentimento nella lirica che gli sgorga nella pienezza del cuore fanno riscontro i diminutivi che trasceglie e vezzeggia: la gallinella, il villanello, la donzelletta, il vecchierello, i mugoletti, la finestrella sopra la scaletta. Questa risonanza profonda nell'anima dei più minuti, o comuni spettacoli forma l'incanto maggiore della poesia del Leopardi. ===[[Giulio Augusto Levi]]=== *Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. *Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La madre governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il padre era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. *Il Leopardi, come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ===[[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]=== *Leopardi è ancora solo. La sua poesia sarà sempre in alto e sola, nell'eternità.<br>Che grande errore imporla nelle scuole, trascinare la dolente pensosa figura del poeta per le chiuse aule scolastiche dove è appena lecito declamare per esercitazioni mnemoniche e oratorie: ''Ancor dal monte...''<ref>Carducci, ''Alle fonti del Clitumno''.</ref> o ''Agile e solo vien di colle in colle...''<ref>Carducci, ''La chiesa di Polenta''.</ref> Habent sua fata pöetae. Non c'è al mondo altra poesia più della leopardiana lontana dalla scuola e dalla mentalità scolastica, se togli la canzone all'Italia e l'altra per il monumento di Dante; eppure il destino del Leopardi è stato questo: che il riconoscimento della grandezza della sua poesia dovesse essere ufficiale, incominciando dalla scuola, sulla cui soglia la si abbandona quando si entra nella vita. *Nessun amore del Leopardi risulta poeticamente giustificato. Fantasie, sogni torbidi, vaneggiamenti: amore no. Nessuna figura di donna ha lasciato nell'anima e nel corpo del poeta un solco profondo. Non possiamo immaginare che vergine il Leopardi: vergine nella carne e nell'anima, con le labbra sottilissime immuni di contatto carnale. In poesia figure di donne passano fugacemente e vaniscono: Silvia, Nerina, Geltrude Cassi e qualche altra. Apparizioni. Dico che questi amori, vissuti forse realmente ma non poeticamente appieno, e passati così, inani, non giustificano empiricamente questo inabissamento e {{sic|annihilamento}} del mondo, dello spazio, del tempo, della propria personalità e del mondo esteriore, ridotti al nulla eterno, alla indifferenza assoluta, alla non esistenza. Che diventa materia di poesia. Nella distruzione tragica del mondo circostante, tempo e spazio, qualche cosa si salva, vien su da tanta feroce e voluttuosa rovina, la coscienza di sé, la coscienza dell'intimo individuale dolore. *Tolte le canzoni di carattere patriottico ed encomiastico, il mondo poetico del Leopardi si riduce a quello morale e a quello sentimentale - critico che è assorbito dal primo perché le donne amate dal poeta sono come foglie cadute, figure di cose passate, travolte dalla morte, tornate nel nulla. E queste figure di donne senza contorni, senza qualità speciali, inindividuate, non sono mai il centro di una rappresentazione di arte, ma pure entrando direttamente nella emozione e nella ispirazione del poeta, restano poi fuori della poesia alla quale non importa che cantare il pensiero dominante: il nulla, il vuoto, nulla l'amore, nulla l'illusione, nulla la gloria. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/appressamento-della-morte/ Appressamento della morte]'', Book editore, Castel Maggiore (Bo), 1998. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Canti (Leopardi - Donati)|Canti]]'', edizione critica, a cura di Alessandro Donati, Bari, Laterza, 1917. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone|Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone]]'', in ''Pensieri, Moralisti greci'', a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari, 1932. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-la-batracomiomachia/ Discorso sopra la Batracomiomachia]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1969. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=5xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. I], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=_xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. II], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-de-topi-e-delle-rane-1821-1822/ Guerra de' topi e delle rane (1821-1822)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/la-guerra-dei-topi-e-delle-rane-poema-1815/ La guerra dei topi e delle rane. Poema (1815)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-dei-topi-e-delle-rane-1826/ Guerra dei topi e delle rane (1826)]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''Lettere al fratello Carlo'', Edizioni Osanna Venosa, Venosa, 1997. ISBN 88-8167-189-1 *Giacomo Leopardi, ''[[s:Pensieri (Leopardi)|Pensieri]]'', a cura di Marilena Salvarezza, Biblioteca Italiana Tascabile, Milano, 1995. *Giacomo Leopardi, ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit001598/bibit001598.xml&chunk.id=d52e212&toc.id=d52e212&brand=newlook Storia dell'astronomia]'', BibliotecaItaliana.it. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/storia-di-unanima-memorie/ Storia di un'anima]'', a cura di Plinio Perilli, Carlo Mancosu Editore, Roma, 1993. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu|Zibaldone]]'' (col titolo di ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''), a cura di [[Giosuè Carducci]], Volumi I-VII, Le Monnier, Firenze, 1898. ==Voci correlate== *[[Adelaide Antici Leopardi]] – madre *[[Carlo Leopardi]] – fratello *[[Monaldo Leopardi]] – padre *[[Paolina Leopardi]] – sorella *[[Pierfrancesco Leopardi]] – fratello ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Canti (Giacomo Leopardi)|''Canti''}} {{Pedia|Operette morali}} {{Pedia|Paralipomeni della Batracomiomachia}} {{Pedia|Pensieri (Leopardi)|''Pensieri''}} {{Pedia|Zibaldone}} {{vetrina|15|ottobre|2005|poeti|scrittori}} {{DEFAULTSORT:Leopardi, Giacomo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Glottologi italiani]] [[Categoria:Linguisti italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] er5jko1e2sx9bwep4658y8e4qmdgd5z Niccolò Machiavelli 0 346 1429722 1414007 2026-10-16T23:12:21Z Udiki 86035 Sistemo la [[speciale:diff/1320203|modifica 1320203]] e successiva (non si riesce a linkare la pagina precisa), rimuovo due spaziature doppie 1429722 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Santi di Tito - Niccolo Machiavelli's portrait.jpg|thumb|Niccolò Machiavelli]] '''Niccolò Machiavelli''' (1469 – 1527), politico, filosofo, scrittore, storico e drammaturgo italiano. {{indicedx}} ==Citazioni di Niccolò Machiavelli== {{vedi anche|La mente di un uomo di Stato}} *I [[Francia|franzesi]] sono per natura più fieri che gagliardi o dextri; et in uno primo impeto chi può resistere alla ferocità loro, diventano tanto umili, e perdono in modo l'animo che divengono vili come femmine. Ed anche sono insoportabili de' disagi ed incommodi loro, e col tempo stracurano le cose in modo che è facile, col trovargli in disordine, superarli.<ref>Da ''[[s:Ritratto di cose di Francia|Ritratto di cose di Francia]]''.</ref> *''La notte che morì [[Pier Soderini]]. | L'anima andò dell'inferno alla bocca. | Gridò Pluton: Che inferno! anima sciocca, | Va su nel limbo fra gli altri bambini''.<ref>Da ''[[s:Rime varie/Epigrammi|Epigrammi]]''. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 506.</ref> *Perché li popoli in privato sieno ricchi, la ragione è questa, che vivono come poveri; non edificano, non vestono, e non hanno masserizie in casa. Basta loro lo abbondare di pane, di carne, ed avere una stufa, dove rifuggire il freddo: e chi non ha dell'altre cose fa senza esse, e non le cerca. Spendonsi in dosso duoi forini in dieci anni, ed ognuno vive secondo il grado suo a questa proporzione, e nissuno fa conto di quello gli manca, ma di quello che ha di necessità, e le loro necessitadi sono assai minori che le nostre.<ref>Da ''[[s:Ritratto delle cose della Magna|Ritratto delle cose della Magna]]''.</ref> ===Attribuite=== *Il [[scopo|fine]] giustifica i [[mezzo|mezzi]]. :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa citazione non è attestata in nessuna delle opere machiavelliane. Nel capitolo XVIII de ''Il principe'' tuttavia è presente una citazione simile e il famoso motto potrebbe essere considerato una sintesi di questa citazione: «[...] nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati; [...].».<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 478.</ref> ==''Clizia''== ===[[Incipit]]=== {{centrato|''Palamede, Cleandro''}} '''Palamede''': Tu esci sì a buon'ora di casa?<br> '''Cleandro''': Tu, donde vieni sì a buon'ora?<br> '''Palamede''': Da fare una mia faccenda.<br> '''Cleandro''': Ed io vo a farne un'altra, o, a dire meglio, a cercarla di fare, perché s'io la farò, non ne ho certezza alcuna. ===Citazioni=== *Se nel mondo tornassino i medesimi uomini, come tornano i medesimi casi, non passerebbono mai cento anni, che noi non ci trovassimo un'altra volta insieme a fare le medesime cose che ora. ([[s:Clizia/Prologo|Prologo]]) *[...] quanto è più propinquo l'uomo ad un suo [[desiderio]] più lo desidera, e, non lo avendo, maggior [[dolore]] sente. (Cleandro: [[s:Clizia/Atto primo/Scena seconda|atto I, scena II]]) ==''Decennali''== ===[[Incipit]]=== <poem>Io canterò l'italiche fatiche, seguìte già ne' duo passati lustri sotto le stelle al suo bene inimiche. Quanti alpestri sentier, quanti palustri narrerò io, di sangue e morti pieni, pe 'l variar de' regni e stati illustri!</poem> ===Citazioni=== *''Lo strepito dell'armi e de' cavalli | non poté far, che non fosse sentita | la voce di un Cappon fra cento Galli; | tanto che il [[Carlo VIII di Francia|Re superbo]] fe' partita, |'' [...]. ([[s:Decennali/Decennale primo|Decennale primo]], vv. 34-38) *''Ma quel ch'a molti molto più non piacque; | e vi fe' disunir, fu quella scuola | sotto 'l cui segno vostra Città giacque: | i' dico di quel gran [[Girolamo Savonarola|Savonarola]], | il quale afflato da virtù divina | vi tenne involti con la sua parola.'' ([[s:Decennali/Decennale primo|Decennale primo]], vv. 154-159) ==''Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati''== *Puossi per questa deliberazione considerare, come i Romani nel giudicare di queste loro terre ribellate pensarono, che bisognasse o guadagnare la fede loro con i benefizj, o trattargli in modo, che mai più ne potessero dubitare, e per questo giudicarono dannosa ogni altra via di mezzo che si pigliasse. (p. 124) *[...] la [[storia|istoria]] è la maestra delle azioni nostre, [...]. (p. 125) *[...] il mondo fu sempre ad un modo abitato da uomini che hanno avuto sempre le medesime passioni, e sempre fu chi serve e chi comanda, e chi serve mal volentieri, e chi serve volentieri, e chi si ribella ed è ripreso. (p. 125) ==''Dell'arte della guerra''== ===[[Incipit]]=== Perché io credo che si possa lodare dopo la morte ogni uomo, senza carico, sendo mancata ogni cagione e sospetto di adulazione, non dubiterò di lodare Cosimo Rucellai nostro, il nome del quale non fia mai ricordato da me senza lagrime, avendo conosciute in lui quelle parti le quali, in uno buono amico dagli amici, in uno cittadino dalla sua patria si possono disiderare. ===Citazioni=== *Può ancora lo [[Assedio|assediato]] essere vinto in tutto, quello di fuora non può essere se non ributtato [...]. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 377) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} [...] Quello che giova al [[nemico]] nuoce a te, e quel che giova a te nuoce al nemico. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Colui che sarà nella [[guerra]] più vigilante a osservare i disegni del nemico e più durerà fatica ad esercitare il suo [[esercito]], in minori pericoli incorrerà e più potrà sperare della vittoria. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Non condurre mai a giornata i tuoi [[soldato|soldati]], se prima non hai confermato l'animo loro e conosciutogli senza paura e ordinati, né mai ne farai pruova, se non quando vedi ch'egli sperano di vincere. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Meglio è vincere il nemico con la [[fame]] che col ferro, nella vittoria del quale può molto più la fortuna che la virtù. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Niuno partito è migliore che quello che sta nascoso al nemico infino che tu lo abbia eseguito. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Sapere nella guerra conoscere l'occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e l'esercizio ne fa assai. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Può la disciplina nella [[guerra]] più che il furore. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Quando si partono alcuni dalla parte nemica per venire a' servizj tuoi, quando sieno fedeli vi sarà sempre grandi acquisti; perché le forze degli avversari più si minuiscono con la perdita di quegli che si fuggono, che di quegli che sono ammazzati, ancora che il nome de' fuggitivi sia a' nuovi amici sospetto, a' vecchi odioso. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Meglio è, nell'ordinare la giornata, riserbare dietro alla prima fronte assai aiuti, che, per fare la fronte maggiore, disperdere i suoi soldati. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], pp. 378-379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Difficilmente è vinto colui che sa conoscere le forze sue e quelle del nemico. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Più vale la virtù de' soldati che la moltitudine; più giova alcuna volta il sito che la virtù. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Le cose nuove e subite sbigottiscono gli eserciti; le cose consuete e lente sono poco stimate da quegli; però farai al tuo esercito praticare e conoscere con piccole zuffe un nemico nuovo, prima che tu venga alla giornata con quello. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Colui che seguita con disordine il nemico poi ch'egli è rotto, non vuole fare altro che diventare, di vittorioso, perdente. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Quello che non prepara le vettovaglie necessarie al vivere è vinto senza ferro. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Chi confida più ne' cavalli che ne' fanti, o più ne' fanti che ne' cavalli, si accomodi col sito. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Quando tu vuoi vedere se, il giorno, alcuna spia è venuta in campo, fa' che ciascuno ne vadia al suo alloggiamento. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Muta partito, quando ti accorgi che il nemico l'abbia previsto. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Consigliati, delle cose che tu dèi fare, con molti; quello che dipoi vuoi fare conferisci con pochi. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} I soldati, quando dimorano alle stanze, si mantengano col timore e con la pena; poi, quando si conducono alla guerra, con la speranza e col premio. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} I buoni [[Capitano|capitani]] non vengono mai a giornata se la necessità non gli strigne o la occasione non gli chiama. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Fa' che i tuoi nemici non sappiano come tu voglia ordinare l'esercito alla zuffa: e in qualunque modo l'ordini, fa' che le prime squadre possano essere ricevute dalle seconde e dalle terze. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Nella zuffa non adoperare mai una battaglia ad un'altra cosa che a quella per che tu l'avevi deputata, se tu non vuoi fare disordine. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Agli accidenti subiti con difficoltà si rimedia, a' pensati con facilità. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Gli uomini, il ferro, i danari e il pane sono il nervo della guerra; ma di questi quattro sono più necessarj i primi due, perché gli uomini e il ferro truovano i danari e il pane, ma il pane e i danari non truovano gli uomini e il ferro. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Il disarmato ricco è premio del soldato povero. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], pp. 379-380) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Avvezza i tuoi soldati a spregiare il vivere delicato e il vestire lussurioso. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 380) *[...] niuno senza invenzione fu mai grande uomo nel mestiero suo; [...]. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 381) ===[[Explicit]]=== Ma quanto a me si aspetta, per essere in là con gli anni, me ne diffido. E veramente, se la fortuna mi avesse conceduto per lo addietro tanto stato quanto basta a una simile impresa, io crederei, in brevissimo tempo, avere dimostro al mondo quanto gli antichi ordini vagliono; e senza dubbio o io l'arei accresciuto con gloria o perduto senza vergogna. ==''Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio''== ===[[Incipit]]=== Ancora che, per la invida natura degli uomini, sia sempre suto non altrimenti periculoso trovare modi ed ordini nuovi, che si fusse cercare acque e terre incognite, per essere quelli più pronti a biasimare che a laudare le azioni d'altri; nondimanco, spinto da quel naturale desiderio che fu sempre in me di operare, sanza alcuno respetto, quelle cose che io creda rechino comune benefizio a ciascuno, ho deliberato entrare per una via, la quale, non essendo suta ancora da alcuno trita, se la mi arrecherà fastidio e difficultà, mi potrebbe ancora arrecare premio, mediante quelli che umanamente di queste mie fatiche il fine considerassino. ===Citazioni=== *Né si può chiamare in alcun modo con ragione una republica inordinata, dove siano tanti esempli di virtù; perché li buoni esempli nascano dalla buona educazione<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. V, IX: «Dalla buona educazione nascono i buoni esempi.»</ref>, la buona educazione, dalle buone leggi<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. V, VIII: «Dalle buone leggi nasce la buona educazione.»</ref>; e le buone leggi, da quelli tumulti che molti inconsideratamente dannano: perché, chi esaminerà bene il fine d'essi, non troverrà ch'egli abbiano partorito alcuno esilio o violenza in disfavore del commune bene, ma leggi e ordini in beneficio della publica libertà. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 4|libro I, cap. IV]]) *Ed in tutte le cose umane si vede questo, chi le esaminerà bene: che non si può mai cancellare uno [[inconveniente]], che non ne surga un altro. [...] E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 6|libro I, cap. VI]]) *E veramente, mai fu alcuno ordinatore di leggi straordinarie in uno popolo che non ricorresse a Dio; perché altrimente non sarebbero accettate: perché sono molti i beni conosciuti da uno prudente, i quali non hanno in sé ragioni evidenti da poterli persuadere a altrui. Però gli uomini savi, che vogliono tôrre questa difficultà, ricorrono a Dio. Così fece [[Licurgo]], così [[Solone]], così molti altri che hanno avuto il medesimo fine di loro. [...] E come la osservanza del culto divino è cagione della grandezza delle republiche, così il dispregio di quello è cagione della rovina d'esse. Perché, dove manca il timore di Dio, conviene o che quel regno rovini, o che sia sostenuto dal timore d'uno principe che sopperisca a' difetti della religione. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 11|libro I, cap. XI]]) *Quelli principi o quelle republiche, le quali si vogliono mantenere incorrotte, hanno sopra ogni altra cosa a mantenere incorrotte le cerimonie della loro religione, e tenerle sempre nella loro venerazione; perché nessuno maggiore indizio si puote avere della rovina d'una provincia, che vedere dispregiato il culto divino. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 12|libro I, cap. XII]]) *Abbiamo, adunque, con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati sanza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra. Questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 12|libro I, cap. XII]]) *La cagione è, perché la [[natura]] ha creati gli uomini in modo che possono desiderare ogni cosa, e non possono conseguire ogni cosa: talché, essendo sempre maggiore il desiderio che la potenza dello acquistare, ne risulta la mala contentezza di quello che si possiede, e la poca sodisfazione d'esso. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 37|libro I, cap. XXXVII]]) *[...] qualunque volta è tolto agli uomini il combattere per necessità, combattono per [[ambizione]]; [...]. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 37|libro I, cap. XXXVII]]) *[...] gli uomini nelle cose generali s'ingannono assai, nelle particulari non tanto. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 47|libro I, cap. XLVII]]) *Dopo il 1494, sendo stati i principi della città cacciati da Firenze, e non vi essendo alcuno governo ordinato, ma più tosto una certa licenza ambiziosa, ed andando le cose publiche di male in peggio; molti popolari, veggendo la rovina della città, e non ne intendendo altra cagione, ne accusavano la ambizione di qualche potente che nutrisse i disordini, per potere fare uno stato a suo proposito, e tôrre loro la libertà; e stavano questi tali per le logge e per le piazze, dicendo male di molti cittadini, minacciandogli che, se mai si trovassino de' Signori, scoprirebbero questo loro inganno, e gli gastigarebbero. Occorreva spesso che di simili ne ascendeva al supremo magistrato; e come egli era salito in quel luogo, e che vedeva le cose più da presso, conosceva i disordini donde nascevano, ed i pericoli che soprastavano, e la difficultà del rimediarvi. E veduto come i tempi, e non gli uomini, causavano il disordine, diventava subito d'un altro animo, e d'un'altra fatta; perché la cognizione delle cose particulari gli toglieva via quello inganno che nel considerarle generalmente si aveva presupposto. Dimodoché, quelli che lo avevano prima, quando era privato, sentito parlare, e vedutolo poi nel supremo magistrato stare quieto, credevono che nascessi, non per più vera cognizione delle cose, ma perché fusse stato aggirato e corrotto dai grandi. Ed accadendo questo a molti uomini, e molte volte, ne nacque tra loro uno proverbio che diceva: Costoro hanno uno animo in piazza, ed uno in palazzo. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 47|libro I, cap. XLVII]]) *Il [[popolo]] molte volte desidera la rovina sua, ingannato da una falsa specie di bene: e come le grandi [[speranza|speranze]] e gagliarde [[promessa|promesse]] facilmente lo muovono. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 53|libro I, cap. LIII]]) *[...] dice [[Tito Livio]] [...] che tutti insieme sono gagliardi, e, quando ciascuno poi comincia a pensare al proprio pericolo, diventa vile e debole. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 57|libro I, cap. LVII]]) *Nessuna cosa essere più vana e più incostante che la [[moltitudine]], così Tito Livio nostro, come tutti gli altri istorici, affermano. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 58|libro I, cap. LVIII]]) *Laudano sempre gli uomini, ma non sempre ragionevolmente, gli antichi tempi e gli presenti accusano; e in modo sono delle cose passate partigiani che non solamente celebrano quelle etadi che da loro sono state, per la memoria che ne hanno lasciata gli scrittori, conosciute, ma quelle ancora che sendo già vecchi si ricordano nella loro giovanezza avere vedute. E quando questa loro opinione sia falsa, come il più delle volte è, mi persuado varie essere le cagioni che a questo inganno gli conducono. E la prima credo sia che delle cose antiche non s'intenda al tutto la verità; e che di quelle il più delle volte si nasconda quelle cose che recherebbono a quelli tempi infamia, e quelle altre che possano partorire loro gloria si rendino magnifiche e amplissime. [...] Oltra di questo, odiando gli uomini le cose o per timore o per invidia, vengono a essere spente due potentissime cagioni dell'odio nelle cose passate, non ti potendo quelle offendere e non ti dando cagione d'invidiarle. Ma al contrario interviene di quelle cose che si maneggiano e veggono, le quali per la intera cognizione di esse non ti essendo in alcuna parte nascoste e conoscendo in quelle insieme con il bene molte altre cose che ti dispiacciono, sei forzato a giudicarle alle antiche molto inferiori, ancora che in verità le presenti molto più di quelle di gloria e di fama meritassoro; [...]. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Introduzione|libro II, Introduzione]]) *[...] gli è offizio di uomo [[buono]], quel bene che per la malignità de' tempi e della fortuna tu non hai potuto operare, insegnarlo ad altri, acciocché, sendone molti capaci, alcuno di quelli, più amato dal Cielo, possa operarlo. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Introduzione|libro II, Introduzione]]) *Se la religione nostra richiede che tu abbi in te fortezza, vuole che tu sia atto a patire più che a fare una cosa forte. Questo modo di vivere, adunque, pare che abbi renduto il mondo debole, e datolo in preda agli uomini scelerati; i quali sicuramente lo possono maneggiare, veggendo come l'università degli uomini, per andarne in Paradiso, pensa più a sopportare le sue battiture che a vendicarle. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 2|libro II, cap. II]]) *Dico pertanto, non l'oro, come grida la comune opinione, essere il nervo della guerra, ma i buoni soldati: perché l'oro non è sufficiente a trovare i buoni soldati, ma i buoni soldati sono bene sufficienti a trovare l'oro. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 10|libro II, cap. X]]) *E benché in [[Guerra del Peloponneso|tale guerra]] gli Ateniesi prosperassino qualche volta, in ultimo la perderono; e valson più il consiglio e li buoni soldati di Sparta, che la industria ed il danaio di Atene. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 10|libro II, cap. X]]) *[...] l'[[artiglieria]] ha bisogno di essere guardata, a volere che la operi, o da mura o da fossi o da argini; e come le mancherà una di queste guardie, ella è prigione, o la diventa inutile: come le interviene quando la si ha a difendere con gli uomini; il che le interviene nelle giornate e zuffe campali. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 17|libro II, cap. XVII]]) *[...] l'impeto delle artiglierie è tale che non truova muro, ancoraché grossissimo, che in pochi giorni ei non abbatta [...]. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 17|libro II, cap. XVII]]) *Conchiuggo pertanto, venendo al fine di questo discorso, l'artiglieria essere utile in uno esercito quando vi sia mescolata l'antica virtù; ma, sanza quella, contro a uno esercito virtuoso è inutilissima. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 17|libro II, cap. XVII]]) *Non è per questo che io giudichi che non si abbia adoperare l'armi e le forze; ma si debbono riservare in ultimo luogo dove e quando gli altri modi non bastino.<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. II, III: «Le armi si debbono riservare in ultimo luogo, dove, e quando gli altri modi non bastino.»</ref> ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 21|libro II, cap. 21]]) *[...] principi non buoni temono sempre che altri non operi, contro a loro, quello che par loro meritare [...].<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. XI, XX: «Gli uomini non buoni temono sempre che altri non operi contro di loro quello che pare loro meritare.»</ref> ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 6|libro III, cap. 6]]) *[...] le cose che hanno in sé utilità, quando l'uomo n'è privo, non le dimentica mai, ed ogni minima necessità te ne fa ricordare; e perché le necessità vengono ogni giorno, tu te ne ricordi ogni giorno. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 23|libro III, cap. 23]]) *Una republica sanza i cittadini riputati non può stare, né può governarsi in alcuno modo bene. Dall'altro canto, la riputazione de' cittadini è cagione della tirannide delle republiche. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 28|libro III, cap. 28]]) *[...] dove si dilibera al tutto della salute della patria, non vi debbe cadere alcuna considerazione né di giusto né d'ingiusto, né di piatoso né di crudele, né di laudabile né d'ignominioso; anzi, posposto ogni altro rispetto, seguire al tutto quel partito che le salvi la vita e mantenghile la libertà. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 41|libro III, cap. 41]]) ===[[Explicit]]=== Erano in Roma, per la liberalità che i Romani usavano di donare la civiltà a' forestieri, nate tante genti nuove, che le cominciavano avere tanta parte ne' suffragi, che il governo cominciava variare, e partivasi da quelle cose e da quelli uomini dove era consueto andare. Di che accorgendosi Quinto Fabio, che era Censore, messe tutte queste genti nuove, da chi dipendeva questo disordine, sotto quattro Tribù acciocché non potessono, ridutti in sì piccoli spazi, corrompere tutta Roma. Fu questa cosa bene conosciuta da Fabio, e postovi, sanza alterazione, conveniente rimedio; il quale fu tanto accetto a quella civiltà, ch'e' meritò di essere chiamato Massimo. ==''Discorso intorno alla nostra lingua''== ===[[Incipit]]=== {{centrato|DISCORSO O DIALOGO ''In cui si esamina, se la lingua, in cui scrissero Dante, il Boccaccio,<br />e il Petrarca, si debba chiamare'' ITALIANA, TOSCANA, O FIORENTINA}} Sempreché io ho potuto onorare la [[patria]] mia, eziandio con mio carico e pericolo, l'ho fatto volentieri, perché l'uomo non ha maggiore obbligo nella vita sua, che con quella, dependendo prima da essa l'essere, e dipoi tutto quello che di buono la fortuna, e la natura ci hanno conceduto; e tanto viene a esser maggiore in coloro che hanno sortito patria più nobile. E veramente colui il quale con l'animo e con le opere si fa nimico della sua patria, meritamente si può chiamare parricida, ancora che da quella fosse suto offeso. ===Citazioni=== *[...] mi fermerò sopra di [[Dante Alighieri|Dante]], il quale in ogni parte mostrò d'essere per ingegno, per dottrina, e per giudizio uomo eccellente, eccettoché dove egli ebbe a ragionar della patria sua, la quale fuori di ogni umanità e filosofico istituto perseguitò con ogni specie d'ingiuria, e non potendo altro fare che infamarla, accusò quella di ogni vizio, dannò gli uomini, biasimò il sito, disse male de' costumi, e delle leggi di lei, e questo fece non solo in una parte della sua Cantica, ma in tutta, e diversamente, e in diversi modi; tanto l'offese l'ingiuria dell'esilio, tanta vendetta ne desiderava, e però ne fece tanta quanta egli poté; e se per sorte de' mali ch'egli le predisse, le ne fosse accaduto alcuno, Firenze arebbe più da dolersi d'aver nutrito quell'uomo, che d'alcuna altra sua rovina. (p. 119) *Dante mio, io voglio che tu t'emendi e che tu consideri meglio il parlar Fiorentino, e la tua opera, e vedrai, che se alcuno s'arà da vergognare, sarà piuttosto Firenze, che tu; perché se considererai bene a quel che tu hai detto, tu vedrai come ne' tuoi versi non hai fuggito il goffo, come quello: ''Poi ci partimmo, e n'andavamo introque''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XX canto, v. 130.</ref>; non hai fuggito il porco, com'è quello: ''Che merda fa di quel che si trangugia''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXVIII canto, v. 27.</ref>; non hai fuggito l'osceno, come è: ''Le mani alzò con ambedue le fiche''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXV canto, v. 2.</ref>; e non avendo fuggito questo che disonora tutta l'opera tua, tu non puoi aver fuggito infiniti vocaboli patrj, che non s'usano altrove, che in quella, perché l'arte non può mai in tutto repugnare alla natura. (pp. 125-126) *[...] ma quella [[linguaggio|lingua]] si chiama d'una patria, la quale converte i vocaboli ch'ella ha accattati da altri, nell'uso suo, ed è sì potente, che i vocaboli accattati non la disordinano ma la disordina loro, perché quello ch'ella reca da altri, lo tira a se in modo, che par suo, [...]. (p. 126) ==''I capitoli''== ===''Dell'Occasione''=== ====[[Incipit]]==== <poem>– Chi sei tu, che non par donna mortale? Di tanta grazia il Ciel t'adorna e dota! Perché non posi? Perché a' piedi hai l'ale? Io sono l'[[Occasione]], a pochi nota; e la cagion, che sempre mi travagli, è, perché io tengo un piè sopra una rota.</poem> ====Citazioni==== *''E tu mentre parlando il tempo spendi, | occupato da molti pensier vani, | già non t'avvedi, lasso, e non comprendi | com'io ti son fuggita dalle mani!'' (vv. 19-22) ===''Di Fortuna''=== ====[[Incipit]]==== <poem>Con che rime giammai, o con che versi canterò io del regno di [[Fortuna]], e de' suoi casi prosperi, ed avversi? E come ingiuriosa, ed importuna, secondo è giudicata quì da noi, sotto il suo seggio tutto il mondo aduna?</poem> ====Citazioni==== *''Questa incostante Dea, e mobil Diva | gl'indegni spesso sopra un seggio pone, | dove chi degno n'è mai non arriva. | Costei il tempo a modo suo dispone; | questa ci esalta, questa ci disface, | senza pietà, senza legge, o ragione.'' (vv. 34-39) ===''Dell'Ingratitudine''=== ====[[Incipit]]==== <poem>Giovanni Folchi, il viver mal contento, pel dente dell'Invidia, che mi morde, mi darebbe più doglia, e più tormento; se non fusse che ancor le dolci corde d'una mia cetra, che soave suona, fanno le muse al mio cantar non sorde. Non sì ch'io speri averne altra corona; non sì ch'io creda, che per me s'aggiunga una gocciola d'acqua d'Elicona.</poem> ====Citazioni==== *[...] ''dove men si sa, più si [[sospetto|sospetta]].'' (v. 66) *''Dunque, non sendo Ingratitudin morta | ciascun fuggir le Corti e' stati debbe; | che non c'è via che guidi l'uom più corta | a pianger quel che volle, poi che l'ebbe.'' (vv. 184-187) ===''Dell'Ambizione''=== ====[[Incipit]]==== <poem>Luigi, poi che tu ti maravigli di questo caso, che a Siena è seguito, non mi par che pel verso il mondo pigli. E se nuovo ti par quel c'hai sentito, come tu m'hai certificato, e scritto, pensa un po' meglio all'umano appetito.</poem> ====Citazioni==== *''Qual regione, o qual Città n'è priva? | Qual bosco, qual tugurio? In ogni lato | l'Ambizione, e l'[[Avarizia]] arriva. | Queste nel mondo, come l'uom fu nato, | nacquero ancora, e se non fusser quelle, | sarebbe assai felice il nostro stato.'' (vv. 10-15) ==''Il principe''== ===[[Incipit]]=== Tutti gli Stati, tutti i dominii che hanno avuto, e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o Repubbliche o Principati. I principati sono o ereditari, de' quali il sangue del loro Signore ne sia stato lungo tempo [[Principe]], o e' sono nuovi. I nuovi o sono nuovi tutti, come fu Milano a Francesco Sforza, o sono come membri aggiunti allo stato ereditario del Principe che gli acquista, come è il Regno di Napoli al Re di Spagna. Sono questi dominii, così acquistati, o consueti a vivere sotto un Principe, o usi ad esser liberi; ed acquistansi o con le armi di altri o con le proprie, o per fortuna o per virtù. ===Citazioni=== *[...] così come coloro che disegnano e paesi si pongono bassi nel piano a considerare la natura de' monti e de' luoghi alti, e per considerare quella de' bassi si pongono alti sopra e monti, similmente, a conoscere bene la natura de' popoli bisogna essere principe, e a conoscere bene quella de' principi bisogna essere popolare. ([[s:Il Principe/Dedica|dedica]]) *[...] gli uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere, perché si vendicano delle leggieri offese; delle gravi non possono: sicché l'offesa che si fa all'uomo, deve essere in modo, che ella non tema la vendetta.<ref>Citato in ''[[Criminal Minds]]'', stagione 6, episodio 6, La notte del diavolo: «Niccolò Machiavelli ha scritto: "L'offesa che si fa all'uomo deve essere tanto grande da non temere la vendetta".»</ref> ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *[...] la [[guerra]] non si leva, ma si differisce con vantaggio d'altri; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *[...] chi è cagione che uno diventi potente, rovina; perché quella potenza è causata da colui o con industria, o con forza, e l'una e l'altra di queste due è sospetta a chi è diventato potente. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *È cosa veramente molto naturale e ordinaria desiderare di acquistare, e sempre, quando gli uomini lo fanno che possino, ne saranno laudati e non biasimati; ma quando non possono e vogliono farlo in ogni modo, qui è il biasimo e l'errore. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *Non si debba mai lasciar seguire uno disordine per fuggire una guerra; perchè ella non si fugge, ma si differisce a tuo disavvantaggio. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *Chi diviene padrone di una città consueta a vivere libera, e non la disfaccia, aspetti di essere disfatto da quella. ([[s:Il Principe/Capitolo V|cap. V]]) *[...] camminando gli [[uomo|uomini]] quasi sempre per le vie battute da altri, e procedendo nelle azioni loro con le imitazioni, né si potendo le vie di altri al tutto tenere, né alla [[virtù]] di quelli che tu imiti aggiugnere, debbe uno uomo prudente intrare sempre per vie battute da uomini grandi, e quelli che sono stati eccellentissimi imitare; acciò che, se la sua virtù non vi arriva, almeno ne renda qualche odore: e fare come gli [[arciere|arcieri]] prudenti, a' quali parendo el loco dove disegnano ferire troppo lontano e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per poter con l'aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *[...] e senza quella occasione la virtù dell'animo loro si saria spenta, e senza quella virtù l'occasione sarebbe venuta invano. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *Tutti li Profeti armati vinsono, e li disarmati rovinarono. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *[...] la natura de' popoli è varia, ed è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermargli in quella [[persuasione]]. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *A sì alti esempi io voglio aggiugnere uno esempio minore; ma bene arà qualche proporzione con quelli, e voglio mi basti per tutti li altri simili: e questo è Ierone Siracusano {{NDR|[[Gerone II]]}}. Costui di privato diventò Principe di Siracusa; nè ancor egli cognobbe altro dalla fortuna che l'occasione: perché essendo i Siracusani oppressi l'elessono per loro capitano, donde meritò d'essere fatto loro Principe; e fu di tanta virtù ancora in privata fortuna, che chi ne scrive dice, che niente gli mancava a regnare eccetto il Regno. Costui spense la milizia vecchia, ordinò della nuova; lasciò le amicizie antiche, prese delle nuove; e come ebbe amicizie e soldati che fussino suoi, possé in su tale fondamonto edificare ogni edifizio: tanto che lui durò assai fatica in acquistare e poca in mantenere. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) [[Immagine:Cesareborgia.jpg|thumb|Su Cesare Borgia: «Raccolte adunque tutte queste azioni del Duca, non saprei riprenderlo, anzi mi pare, come io ho fatto, di proporlo ad imitare a tutti coloro, che per fortuna e con l'armi d'altri sono saliti all'imperio. Perché egli avendo l'animo grande, e la sua intenzione alta, non si poteva governare altrimente; e solo si oppose alli suoi disegni la brevità della vita di Alessandro, e la sua infirmità.»]] *Dall'altra parte [[Cesare Borgia]], chiamato dal vulgo Duca Valentino, acquistò lo Stato con la fortuna del Padre, e con quella lo perdette, non ostante che per lui si usasse ogni opera, e facessinsi tutte quelle cose che per un prudente e virtuoso uomo si dovevano fare, per mettere le radici sue in quelli Stati, che l'armi e fortuna di altri gli aveva concessi. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|Su [[Cesare Borgia]]}} Se adunque si considererà tutti i progressi del Duca, si vedrà quanto lui avesse fatto gran fondamenti alla futura potenzia, li quali non giudico superfluo discorrere, perché io non saprei quali precetti mi dare migliori ad un Principe nuovo, che lo esempio delle azioni sue; e se gli ordini suoi non gli giovarono, non fu sua colpa, perché nacque da una straordinaria ed estrema malignità di fortuna. Aveva Alessandro VI nel voler fare grande il Duca suo figliuolo assai difficultà presenti e future. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|Su [[Cesare Borgia]]}} Raccolte adunque tutte queste azioni del Duca, non saprei riprenderlo, anzi mi pare, come io ho fatto, di proporlo ad imitare a tutti coloro, che per fortuna e con l'armi d'altri sono saliti all'imperio. Perché egli avendo l'animo grande, e la sua intenzione alta, non si poteva governare altrimente; e solo si oppose alli suoi disegni la brevità della vita di Alessandro, e la sua infirmità. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *[...] gli uomini [[offesa|offendono]] o per paura, o per odio. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *Le ingiurie si debbono fare tutte insieme, acciocchè assaporandosi meno, offendino meno; li beneficii si debbono fare a poco a poco, acciocchè si assaporino meglio. ([[s:Il Principe/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Perché in ogni città si trovano questi duoi umori diversi, e nascono da questo, che il [[popolo]] desidera non esser comandato nè oppresso da' grandi, e i grandi desiderano comandare e opprimere il popolo; e da questi duoi appetiti diversi surge nelle città uno de' tre effetti, o Principato, o Libertà, o Licenza. ([[s:Il Principe/Capitolo IX|cap. IX]]) *[...] quello del popolo è più onesto fine che quel de' grandi, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso. ([[s:Il Principe/Capitolo IX|cap. IX]]) *Ma la poca [[prudenza]] degli uomini comincia una cosa, che per sapere allora di buono non manifesta il [[veleno]] che v'è sotto, [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Essendo l'intento mio scrivere cosa utile a chi l'intende, mi è parso più conveniente andare dietro alla verità effettuale della cosa, che all'immaginazione di essa. ([[s:Il Principe/Capitolo XV|cap. XV]]) *Non ci è cosa che consumi sè stessa quanto la liberalità, la quale mentre che tu usi, perdi la facultà di usarla, e diventi o povero o vile, o, per fuggire la povertà, rapace e odioso. ([[s:Il Principe/Capitolo XVI|cap. XVI]]) *Nasce da questo una disputa: ''s'egli è meglio essere amato che [[timore|temuto]], o temuto che amato''. Rispondesi, che si vorrebbe essere l'uno e l'altro; ma perché egli è difficile, che e' stiano insieme, è molto più sicuro l'esser temuto che amato, quando s'abbi a mancare dell'un de' duoi. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *E gli uomini hanno men rispetto di offendere uno che si facci amare, che uno che si facci temere; perchè l'amore è tenuto da un vincolo di obbligo, il quale, per essere gli uomini tristi, da ogni occasione di propria utilità è rotto; ma il timore è tenuto da una paura di pena, che non abbandona mai. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *Deve nondimeno il Principe farsi temere in modo, che, se non acquista l'amore, e' fugga l'odio, perché può molto bene stare insieme esser temuto, e non odiato; il che farà, sempreché s'astenga dalla roba de' suoi cittadini, e de' suoi sudditi, e dalle donne loro. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *[...] gli uomini dimenticano piuttosto la morte del padre, che la perdita del patrimonio. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *Quanto sia laudabile in un Principe mantenere la [[fiducia|fede]], e vivere con integrità, e non con astuzia, ciascuno lo intende. Nondimeno si vede per esperienzia, ne' nostri tempi, quelli Principi aver fatto gran cose, che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con astuzia aggirare i cervelli degli uomini, ed alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in su la lealtà. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Pertanto ad un Principe è necessario saper ben usare la bestia e l'uomo. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Essendo adunque un Principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quella pigliare la [[volpe]] e il [[leone|lione]]; perché il lione non si defende da' lacci, la volpe non si defende da' [[lupo|lupi]]. Bisogna adunque essere volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Non può pertanto un Signore prudente, nè debbe osservare la fede, quando tale osservanzia gli torni contro, e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Né mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l'inosservanza. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessità presenti, che colui che [[inganno|inganna]], troverà sempre chi si lascerà ingannare. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] gli uomini in universale [[giudizio|giudicano]] più agli occhi che alle mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a' pochi. Ognuno vede quel che tu [[apparenza|pari]]; pochi sentono quel che tu sei [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al [[scopo|fine]]. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i [[mezzo|mezzi]] saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] in [[Settimio Severo|Severo]] fu tanta virtù, che, mantenendosi i soldati amici, ancorché i popoli fossero da lui gravati, poté sempre regnare felicemente; perché quelle sue virtù lo facevano nel cospetto de' soldati e de' popoli sì mirabile, che questi rimanevano in un certo modo attoniti e stupidi, e quelli altri riverenti e satisfatti. ([[s:Il Principe/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *[...] quelle [[Difesa|difese]] solamente sono buone, certe, e durabili, che dipendono da te proprio, e dalla virtù tua. ([[s:Il Principe/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *Nondimanco, perché il nostro [[libero arbitrio]] non sia spento, giudico potere esser vero, che la [[fortuna]] sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ancora ella ne lasci governare l'altra metà, o poco meno, a noi. Ed assomiglio quella ad fiume rovinoso, che quando ei si adira, allaga i piani, rovina gli arbori e gli edifici, lieva da questa parte terreno, ponendolo a quell'altra; ciascuno gli fugge davanti, ognuno cede al suo furore, senza potervi ostare; e benché sia così fatto, non resta però che gli uomini, quando sono tempi quieti, non vi possino fare provvedimenti e con ripari, e con argini, immodoché crescendo poi, o egli andrebbe per un canale, o l'impeto suo non sarebbe sì licenzioso, né sì dannoso.<br />Similmente interviene della fortuna, la quale dimostra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resistere, e quivi volta i suoi impeti, dove la sa che non sono fatti gli argini, né i ripari a tenerla. ([[s:Il Principe/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] se a uno, che si governa con rispetto e pazienza, i tempi e le cose girano in modo che il [[governo]] suo sia buono, esso viene felicitando; ma se li tempi e le cose si mutano, egli rovina, perché non muta modo di procedere. ([[s:Il Principe/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] la [[Fortuna]] è donna; ed è necessario, volendola tener sotto, batterla, ed urtarla; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] era necessario che l'Italia si conducesse ne' termini presenti, e che la fusse più schiava che gli Ebrei, più serva che i Persi, più dispersa che gli Ateniesi, senza capo, senz'ordine, battuta, spogliata, lacera, corsa, ed avesse sopportato di ogni sorta rovine. ([[s:Il Principe/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) *[...] né può essere, dove è grande disposizione, grande difficultà; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) ===[[Explicit]]=== Quali porte se gli serrerebbono? Quali popoli li negherebbono la obbidienza? Quale invidia se gli opporrebbe? Quale Italiano gli negherebbe l'ossequio? Ad ognuno puzza questo barbaro dominio. Pigli adunque la illustre Casa Vostra questo assunto con quello animo, e con quelle speranze che si pigliano l'imprese giuste, acciocché sotto la sua insegna questa patria ne sia nobilitata, e sotto i suoi auspicii si verifichi quel detto del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: <br />''Virtù contro al furore<br />Prenderà l'armi; e fia il combatter corto,<br />Chè l'antico valore<br />Negli italici cuor non è ancor morto.''<ref>{{cfr}} [[Francesco Petrarca]], ''Canzoniere'', CXXVII, ''Italia mia, benché 'l parlar sia indarno'': «''Vertú contra furore | prenderà l'arme, et fia 'l combatter corto: | ché l'antiquo valore | ne gli italici cor' non è anchor morto.''»</ref> ===Citazioni su ''Il principe''=== *Il carattere fondamentale del ''Principe'' è quello di non essere una trattazione sistematica ma un libro «vivente», in cui l'ideologia politica e la scienza politica si fondono nella forma drammatica del «mito». Tra l'utopia e il trattato scolastico, le forme in cui la scienza politica si configurava fino al Machiavelli, questi dette alla sua concezione la forma fantastica e artistica, per cui l'elemento dottrinale e razionale si impersona in un condottiero, che rappresenta plasticamente e «antropomorficamente» il simbolo della «volontà collettiva». ([[Antonio Gramsci]]) *Il ''Principe'' di Machiavelli ha una concezione e visione volgare del desiderio. ([[Aldo Busi]]) *In questo manuale matematicamente limpido di una spregiudicata politica di potenza e di successo, il pensiero antitetico a quello [[Erasmo da Rotterdam|erasmico]] trova la sua formula precisa, quasi come in un catechismo. ([[Stefan Zweig]]) *Machiavelli è quel gigante di pensiero che tutti sappiamo. Tuttavia il suo ammiratissimo e giustamente celeberrimo libro ''Il principe'' non è a mio avviso un'opera così inappuntabile, così incredibilmente sottile, così perfettamente completa come la critica ha stimato e stima. Anzi, considerandola dal punto di vista dell'esattezza e dell'indagine e della compiutezza filosofica, mi risulta qua e là mancante, qua e là deludente. ([[Dario Bernazza]]) *Machiavelli sa troppo bene che un [[Marco Aurelio]] è un fenomeno raro, anzi unico, che è un'eccezione di cui è inutile tenere conto. I [[Tiberio]], i [[Nerone]], i [[Caligola]], ecco la materia della storia. Ogni principe degno di questo nome si avvicina più o meno a loro; ogni principe che conosca il proprio mestiere è un mostro dichiarato o attenuato e corretto. I suoi sudditi lo meritano. Per questo Machiavelli lo mette in guardia contro i ''pericoli della bontà''. Uno Stato non si compone né di angeli, né di agnelli: è la giungla ''organizzata''. Tale è l'idea, talora espressa, talora sottintesa, del ''Principe''. ([[Emil Cioran]]) *Sono sempre tantissimi i pirla politici che interpretano Il Principe come un trattato scientifico e non come un vaudeville rinascimentale steso da un depresso cortigiano di seconda segata. ([[Aldo Busi]]) ==''Istorie fiorentine''== ===[[Incipit]]=== I popoli i quali nelle parti settentrionali di là dal fiume del Reno e del Danubio abitano, sendo nati in regione generativa e sana, in tanta moltitudine molte volte crescono, che parte di loro sono necessitati abbandonare i terreni patrii e cercare nuovi paesi per abitare. L'ordine che tengono, quando una di quelle provincie si vuole sgravare di abitatori, è dividersi in tre parti, compartendo in modo ciascuno, che ogni parte sia di nobili e ignobili, di ricchi e poveri ugualmente ripiena; di poi quella parte alla quale la sorte comanda va a cercare suo fortuna, e le due parti sgravate del terzo di loro si rimangono a godere i beni patrii. ===Citazioni=== *[...] non fu mai savio partito fare [[disperazione|disperare]] gli uomini, perché chi non spera il [[bene e male|bene]] non teme il [[bene e male|male]] [...]. ([[s:Istorie fiorentine/Libro secondo/Capitolo 14|libro secondo, cap. XIV]]) *Comincionsi le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono.<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. II, XII: «Si ricordino i prìncipi, che si cominciano le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono.»</ref> ([[s:Istorie fiorentine/Libro terzo/Capitolo 7|libro terzo, cap. VII]]) *[...] coloro che [[vittoria|vincono]], in qualunque modo vincono, mai non ne riportono [[vergogna]]. ([[s:Istorie fiorentine/Libro terzo/Capitolo 13|libro terzo, cap. XIII]]) *[...] sempre quelle [[Impresa (gesta)|imprese]] che con pericolo si cominciono si finiscono con premio, e di uno [[pericolo]] mai si uscì sanza pericolo [...]. {{NDR|[[Truismi|truismo]]}} ([[s:Istorie fiorentine/Libro terzo/Capitolo 13|libro terzo, cap. XIII]]) *Sono solamente quelle guerre giuste che sono necessarie, e quelle [[arma|armi]] sono pietose dove non è alcuna speranza fuora di quelle.<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. II, IX: «Quella guerra è giusta, che è necessaria.»</ref> ([[s:Istorie fiorentine/Libro quinto/Capitolo 8|libro quinto, capitolo VIII]]) *[...] meglio [[città]] guasta che perduta [...]. ([[s:Istorie fiorentine/Libro settimo/Capitolo 6|libro settimo, capitolo VI]]) ===Citazioni sulle ''Istorie fiorentine''=== *Il capolavoro storico di Machiavelli, la parte veramente geniale della sua opera, è la sezione sulla storia interna di Firenze, dagli inizi fino a circa il 1420 (2° e 3° libro) [...] nell'esposizione della storia più antica, tenuta più nella forma di uno sguardo generale che in quella di una narrazione, ebbe occasione di far fruttare per la storia le qualità che, anche tra i Fiorentini, possiede lui solo: lo sguardo ampio ed il dono di riconoscere i grandi nessi storici, e di inquadrare i fatti singoli in uno sviluppo generale. [...] basandosi sulle sue riflessioni circa i motivi che avevano prodotto l'inferiorità militare dell'Italia, ha mostrato nessi esistenti fra cose molto distanti le une dalle altre, i quali giacciono al di là dei calcoli, e perciò anche al di là dei pensieri, degli uomini della politica pratica assorbiti per lo più dalle cure del giorno. Qui Machiavelli ha pensato come storico, e non solo come politico o diplomatico.<br/>Perciò diminuì fortemente l'influenza degli individui, per lo meno l'influenza cosciente. ([[Eduard Fueter]]) *Persino la forma è qui completamente originale, tolte alcune esteriorità. Machiavelli è ancor più moderno degli umanisti. Elimina gli ultimi residui della maniera cronachistica [...] Tentò una composizione reale: i suoi libri corrispondono a raggruppamenti naturali e non sono più sezioni divise in modo puramente esteriore. Le sue introduzioni non sono più pezzi di parata appiccicati, pieni di banalità. La lingua spietatamente realistica rinunzia per lo più alle frasi di abbellimento della rettorica e dice quel che ha da dire senza circonlocuzioni. E dove il suo cuore batte, si eleva ad una eloquenza che fa apparire in tuta la loro nudità le pietose tirate dei letterati. ([[Eduard Fueter]]) ==''La mandragola''== ===[[Incipit]]=== '''Callimaco''': Siro, non ti partire, io ti voglio un poco.<br> '''Siro''': Eccomi.<br> '''Callimaco''': Io credo che tu ti maravigliassi assai della mia subita partita da Parigi; ed ora ti maravigli sendo io stato qui già un mese senza fare alcuna cosa.<br> '''Siro''': Voi dite il vero. ===Citazioni=== *''Perché la vita è brieve | e molte son le pene | che vivendo e stentando ognun sostiene; || dietro alle nostre voglie, | andiam passando e consumando gli anni, | ché chi il piacer si toglie | per viver con angosce e con affanni, | non conosce gli inganni | del mondo; o da quai mali | e da che strani casi | oppressi quasi sian tutti i mortali.'' ([[s:La mandragola/Canzone da dirsi innanzi alla commedia, cantata da ninfe e pastori insieme|Canzone {{small|da dirsi innanzi alla commedia, cantata da ninfe e pastori insieme}}]]) *E' non è mai alcuna cosa sì desperata, che non vi sia qualche via da poterne [[speranza|sperare]]; e benché la fussi debole e vana, e la voglia e il desiderio, che l'uomo ha di condurre la cosa, non la fa parere così. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto primo/Scena prima|atto I, scena I]]) *[...] quando una cosa fa per uno, si ha a credere, quando tu gliene communichi, che ti serva con fede. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto primo/Scena prima|atto I, scena I]]) *[...] le [[donna|donne]] si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole. (Siro: [[s:La mandragola/Atto secondo/Scena quinta|atto II, scena V]]) *Voi avete ad intender questo, che non è cosa più certa ad ingravidare una donna che dargli bere una pozione fatta di [[mandragora|mandragola]]. Questa è una cosa esperimentata da me dua paia di volte, e trovata sempre vera; e, se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, ed infinite altre principesse di quello stato. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto secondo/Scena sesta|atto II, scena VI]]) *Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene, ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche. (Timoteo: [[s:La mandragola/Atto terzo/Scena quarta|atto III, scena IV]]) *[...] tutte le donne hanno poco cervello; e come ne è una che sappi dire dua parole, e' se ne predica, perché in terra di ciechi chi v'ha un occhio è signore. (Timoteo: [[s:La mandragola/Atto terzo/Scena nona|atto III, scena IX]]) *[...] chi dice che gli è dura cosa l'[[attesa|aspettare]], dice el vero. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto quarto/Scena quarta|atto IV, scena IV]]) *E' dicono el vero quelli che dicono che le cattive compagnie conducono gli uomini alle forche, e molte volte uno càpita male cosí per essere troppo facile e troppo buono, come per essere troppo tristo. (Timoteo: [[s:La mandragola/Atto quarto/Scena sesta|atto IV, scena VI]]) *''Oh dolce [[notte]], oh sante | ore notturne e quete, | ch'i disïosi amanti accompagnate; | in voi s'adunan tante | letizie, onde voi siete | sole cagion di far l'alme beate.'' ([[s:La mandragola/Canzone dopo il quarto atto|Canzone dopo il quarto atto]]) ===[[Explicit]]=== '''Timoteo''': Andianne tutti in chiesa, e quivi direno l'orazione ordinaria; dipoi, doppo l'uficio, ne andrete a desinare a vostra posta. Voi, aspettatori, non aspettate che noi usciàno piú fuora: l'uficio è lungo, io mi rimarrò in chiesa, e loro, per l'uscio del fianco, se n'andranno a casa. Valète! ===Citazioni su ''La mandragola''=== *La ''Mandragola'' di Machiavelli vale da sola forse più di tutte le commedie di Aristofane. ([[Voltaire]]) *''La Mandragola'' è la base di tutta una nuova letteratura. È un mondo mobile e vivace, che ha varietà, sveltezza, curiosità, come un mondo governato dal caso. Ma sotto queste apparenze frivole si nascondono le più profonde combinazioni della vita interiore. L'impulso dell'azione viene da forze spirituali, inevitabili, come il fato. Basta conoscere i personaggi, per indovinare la fine. Il mondo è rappresentato come una conseguenza, le cui premesse sono nello spirito o nel carattere, nelle forze che lo movono. E chi meglio sa calcolarle, colui vince. Il soprannaturale, il maraviglioso, il caso sono detronizzati. Succede il carattere. Quello che Machiavelli è nella storia e nella politica, è ancora nell'arte. ([[Francesco De Sanctis]]) *Questo frammento appartiene alla ''Mandragola'' d'Alesside (142, KOCK), dalla quale, non sapremmo per qual tramite, deve pure aver derivata qualche cosa il capolavoro del Machiavelli. Anche in essa, infatti, si trattava di una donna fatturata con la mandragola; e chi compieva l'operazione poté ben essere un antenato di Callimaco. ([[Ettore Romagnoli]]) ==''La vita di Castruccio Castracani da Lucca''== ===[[Incipit]]=== E' pare, Zanobi e Luigi carissimi, a quegli che la considerano cosa maravigliosa, che tutti coloro o la maggiore parte di essi, che hanno in questo mondo operato grandissime cose, e intra gli altri della loro età siano stati eccellenti, abbino avuto il principio e il nascimento loro basso e oscuro, ovvero dalla fortuna fuora d'ogni modo travagliato; perché tutti o e' sono stati esposti alle fiere, o egli hanno avuto sì vile padre, che vergognatisi di quello si sono fatti figliuoli di Giove, o di qualche altro Dio. ===Citazioni=== *Sendo invitato a cena da Taddeo Bernardi lucchese, uomo ricchissimo e splendidissimo, e, arrivato in casa, mostrandogli Taddeo una camera parata tutta di drappi e che aveva il pavimento composto di pietre fine, le quali, di diversi colori diversamente tessute, fiori e fronde e simili verzure rappresentavano, ragunatosi Castruccio assai umore in bocca, lo sputò tutto in sul volto a Taddeo. Di che turbandosi quello, disse Castruccio: – Io non sapevo dove mi sputare che io ti offendessi meno. (pp. 277-278) *[...] la via dello andare allo [[inferno]] era facile, poiché si andava allo ingiù e a chiusi occhi. (p. 278) *Vedendo che uno aveva scritto sopra alla casa sua in lettere latine che Dio la guardasse dai cattivi, disse: E' bisogna che non vi entri egli. (p. 280) ==''Lettere''== *[...] nacqui [[povertà|povero]], ed imparai prima a stentare che a godere. (dalla [[s:Lettere (Machiavelli)/Lettera II a Francesco Vettori|lettera II a Francesco Vettori]], 18 marzo 1512) *Io ho letto ad questi dì ''Orlando Furioso'' dello [[Ludovico Aristo|Ariosto]], et veramente el poema è bello tucto, et in di molti luoghi è mirabile. Se si truova costì, raccomandatemi ad lui, et ditegli che io mi dolgo solo che, havendo ricordato tanti poeti, che m'habbi lasciato indreto come un cazo, et ch'egli ha facto ad me quello in sul suo ''Orlando'', che io non farò a lui in sul mio ''Asino''. (dalla lettera a Lodovico Alamanni, 17 dicembre 1517)<ref>In Niccolò Machiavelli, ''[https://books.google.it/books?id=JQoOAAAAQBAJpg=PA0 Tutte le opere storiche, politiche e letterarie]'', a cura di Alessandro Capata, con un saggio di Nino Borsellino, Newton Compton, Roma, 2013. ISBN 9788854155220</ref> {{int|''[[s:Lettere (Machiavelli)/Lettera XI a Francesco Vettori|Lettera XI a Francesco Vettori]]''|10 dicembre 1513}} *Magnifico ambasciatore. Tarde non furon mai grazie divine. Dico questo, perché mi pareva haver perduta no, ma smarrita la grazia vostra, sendo stato voi assai tempo senza scrivermi; ed ero dubbio donde potessi nascere la cagione. E di tutte quelle mi venivono nella mente tenevo poco conto, salvo che di quella quando io dubitavo non vi havessi ritirato da scrivermi, perché vi fussi suto scritto che io non fussi buon massaio delle vostre lettere; e io sapevo che, da Filippo e Pagolo in fuora, altri per mio conto non le haveva viste. *E poiché la [[fortuna]] vuol fare ogni cosa, ella si vuole lasciarla fare, stare quieto e non le dare briga, e aspettar tempo che la lasci fare qualche cosa agl'huomini; e all'hora starà bene a voi durare più fatica, vegliar più le cose, e a me partirmi di villa e dire: eccomi. *Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch'io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro. *E della fede mia non si doverrebbe dubitare, perché, havendo sempre observato la fede, io non debbo imparare hora a romperla; e chi è stato fedele e buono quarantatré anni, che io ho, non debbe poter mutare natura; e della fede e bontà mia ne è testimonio la povertà mia. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Favola di Belfagor arcidiavolo''=== Leggesi nelle antiche memorie delle Fiorentine cose come già s'intese per relazione d'alcuno santissimo uomo, la cui vita appresso qualunque in quelli tempi viveva era celebrata, che, standosi astratto nelle sue orazioni vide, mediante quelle, come andando infinite anime di quelli miseri mortali, che nella disgrazia di Dio morivano, allo [[Inferno]], tutte o la maggior parte si dolevono, non per altro che per aver [[matrimonio|tolta moglie]], essersi a tanta infelicità condotte. Donde che Minos, e Radamanto, insieme con gli altri Infernali Giudici n'avevano maraviglia grandissima; e non potendo credere queste calunnie, che costoro al sesso femmineo davano, esser vere, e crescendo ogni giorno le querele, ed avendo di tutto fatto a Plutone conveniente rapporto, fu deliberato d'aver sopra questo caso con tutti gli Infernali Principi maturo esamine, e pigliarne dipoi quel partito, che fusse giudicato migliore per iscuoprire questa fallacia, e conoscerne in tutto la verità. ===''Asino''=== ''I varj casi, la pena e la doglia<br />che sotto forma d'un [[asino|Asin]] soffersi,<br />canterò io, purché fortuna voglia.<br />Non cerco ch'Elicona altr'acqua versi,<br />e Febo posi l'arco, e la faretra,<br />e con la lira accompagni i miei versi;<br />sì perché questa grazia non s'impetra<br />in questi tempi; sì perch'io son certo,<br />che al suon d'un raglio non bisogna cetra.<br />Né cerco averne prezzo, premio o merto;<br />ed ancor non mi curo, che mi morda<br />un detrattore, o palese, o coperto,<br />ch'io so ben quanto gratitudo è sorda<br />a' preghi di ciascuno; e so ben quanto<br />de' benefizj un Asin si ricorda.'' ===''Legazione al duca Valentino''=== Trovandomi io al partire di costì non molto bene a cavallo, e parendomi che la commissione mia ricercasse celerità, montai a Scarperia in poste, e ne venni senza intermissione a questa volta.<br>{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ==Citazioni su Niccolò Machiavelli== *A tanto nome, nessun elogio adeguato. :''Tanto nomini nullum par elogium''. (inciso nel monumento eretto a Machiavelli nel 1787 in Santa Croce<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, 1921, pp. 52-53.</ref>) *[[Gesù|Cristo]] ha ragione e Machiavelli vince. ([[Clemente Rebora]]) *Di Machiavelli si ricorda con proterva inesattezza l'adagio di comodo maneggio individuale secondo cui il fine giustifica i mezzi, ma si ignora che l'intero corpo della sua riflessione fa perno sulla necessità di un elemento fiduciario fra governanti e governati e sulla convinzione che solo un solido apparato militare nazionale ne sia il garante interno ed esterno. ([[Walter Barberis]]) *Dopo [[Aristotele]] e [[Polibio]], Machiavelli è il primo in cui si trovi l'avviamento ad una considerazione storico-naturale della storia. ([[Eduard Fueter]]) *Due piaghe che oggi pur troppo, spero per breve tempo, contaminano le classi più agiate e minacciano di sviare il progresso Italiano: il ''Machiavellismo'' e il ''Materialismo''. Il primo, travestimento meschino della scienza d'un Grande infelice<ref>Il Machiavelli per le disavventure incontrate come uomo «pubblico». {{NDR|Nota del curatore del libro}}</ref>, v'allontana dall'amore e dall'adorazione schietta e lealmente audace della Verità. ([[Giuseppe Mazzini]]) *Fra tutti coloro che s'immaginavano di poter costruire uno Stato, il Machiavelli è senza paragone il più grande. Egli usa delle forze esistenti come di forze vive ed attive, le alternative che ci pone dinanzi sono giuste e grandiose, e non cerca mai d'illudere né sé stesso, né gli altri. ([[Jacob Burckhardt]]) *Il mondo è divenuto più simile a quello di Machiavelli. ([[Bertrand Russell]]) *Lo snobismo è ed è sempre stato una debolezza umana di tutti i tempi e di tutti i paesi. Quando il Machiavelli era ospite di casa Gismondi, vedendo che era tenuto in poco conto, si fece mandare, a mezzo del Guicciardini, un pacco di lettere coi suggelli papali, alla vista dei quali i suoi ospiti cambiarono subito linguaggio e maniere e lo trattarono con ogni riguardo e deferenza. ([[Mario Borsa]]) *Machiavelli, che passa per il genio della politica, per me è il contrario, in quanto ritiene possibile costruire lo Stato sul delitto, è l'incarnazione del nostro infantilismo politico. ([[Augusto Guerriero]]) *Machiavelli, che riconosce l'uomo come soggetto storico responsabile, capace di agire entro le leggi della realtà, sviluppando un'analisi del potere che non giustifica la tirannide, bensì smaschera le illusioni che permettono al potere arbitrario di perpetuarsi. [[Miguel de Cervantes|Cervantes]], che, con [[Don Chisciotte]], rivendica la libertà interiore e la dignità dell'ideale, anticipando una concezione europea della [[dignità umana]] come valore intrinseco, indipendente dal successo o dal riconoscimento sociale. Entrambi gli autori, pur con strumenti diversi, contribuiscono alla nascita di una coscienza moderna dell'uomo, fondata sulla responsabilità individuale e sulla consapevolezza del conflitto tra ideale e realtà. ([[Sergio Mattarella]]) *Machiavelli è il primo grande pensatore politico italiano completamente e definitivamente affrancato da ogni dipendenza culturale dalla teologia e dalla cultura cattolica: è anche il primo pensatore politico europeo interamente laico, che non fa più ricorso alle sacre scritture, cui si riferiranno ancora [[Thomas Hobbes|Hobbes]] e [[John Locke|Locke]]. ([[Umberto Cerroni]]) *Machiavelli è un grande, solitario testimone del tramonto politico di una civiltà intellettuale altissima. Ha in sé qualcosa di [[Dante Alighieri|Dante]], appassionato politico e sdegnoso esule, e di [[Martin Lutero|Lutero]]. È l'ultima grande voce della nostra tradizione realistica e il primo riformatore moderno della coscienza italiana. ([[Umberto Cerroni]]) *Machiavelli scriveva rivolgendosi solo a un certo numero di iniziati. I dottrinari del realismo politico parlano al pubblico. ([[Georges Bernanos]]) *Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il Machiavelli del «fine che giustifica i mezzi» ma il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] del «''proprio particulare''». ([[Roberto Gervaso]]) *''Quel grande | che temprando lo scettro a' regnatori | gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela | di che lagrime grondi e di che sangue.'' ([[Ugo Foscolo]]) *Teorico politico; uomo moderno perché esterna una concezione dello [[Stato]] ribelle alla trascendenza e pensa un'arte politica organizzatrice della pratica. ([[Piero Gobetti]]) *Un'asinina lettura del Machiavelli gli attribuisce la formula: il fine giustifica i mezzi. In realtà, per Machiavelli è il fine a imporre la sua forma ai mezzi. ([[Renato Farina]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Fra tanto infuriare di prose rettoriche e poetiche comparve la prosa del Machiavelli, presentimento della prosa moderna. Qui l'uomo è tutto, e non ci è lo scrittore, o ci è solo in quanto uomo. Il Machiavelli sembra quasi ignori che ci sia un'arte dello scrivere, ammessa generalmente e divenuta moda o convenzione. Talora ci si prova, e ci riesce maestro: ed è, quando vuol fare il letterato anche lui. L'uomo è in lui tutto. Quello che scrive, è una produzione immediata del suo cervello, esce caldo caldo dal di dentro, cose e impressioni spesso condensate in una parola. Perché è un uomo che pensa e sente, distrugge e crea, osserva e riflette, con lo spirito sempre attivo e presente. Cerca la cosa, non il suo colore; pur la cosa vien fuori insieme con le impressioni fatte nel suo cervello, perciò naturalmente colorita, traversata d'ironia, di malinconia, d'indignazione, di dignità, ma principalmente lei nella sua chiarezza plastica. *Il Machiavelli va più in là. Egl'intravede una specie di fisica sociale, come si direbbe oggi, un complesso di leggi che regolano non solo gl'individui, ma la società e il genere umano. Perciò patria, libertà, nazione, umanità, classi sociali sono per lui fatti non meno interessanti che le passioni, gl'interessi, le opinioni, le forze che movono gl'individui. E se vogliamo trovare lo spirito o il significato di questa epoca, molto abbiamo ad imparare nelle sue opere. Indi è che come carattere morale, il segretario fiorentino ispira anche oggi vive simpatie in tutti gl'intelletti elevati, che sanno mirare al di là della scorza nel fondo delle sue dottrine, e come forza intellettuale, unisce alla profonda analisi del [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] una virtù sintetica, una larghezza di vista, che manca in quello. Lui, è un punto di partenza nella storia, destinato a svilupparsi; l'altro è un bel quadro, finito e chiuso in sé. *Quando Machiavelli scrivea queste cose, l'Italia si trastullava ne' romanzi e nelle novelle, con lo straniero a casa. Era il popolo meno serio del mondo e meno disciplinato. La tempra era rotta. Tutti volevano cacciar lo straniero, a tutti ''puzzava il barbaro dominio'', ma erano velleità. E si comprende come il Machiavelli miri principalmente a ristorare la tempra attaccando il male nella sua radice. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Clizia|Clizia]]'', in ''Niccolò Machiavelli: Tutte le opere'', Sansoni editore, 1971. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Decennali|Decennali]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 351-376. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati|Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume II, pp. 123-127. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Dell'arte della guerra|Dell'arte della guerra]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume II, pp. 177-387. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio|Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio]]'', in ''Tutte le opere di Niccolò Machiavelli'', a cura di Mario Martelli, Sansoni Editore, Firenze, 1971. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Discorso intorno alla nostra lingua|Discorso intorno alla nostra lingua]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 115-130. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Favola di Belfagor arcidiavolo|Favola di Belfagor arcidiavolo]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 131-141. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:I capitoli|I capitoli]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 412-431. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Il Principe|Il Principe]]'', Italia, 1814. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Istorie fiorentine|Istorie fiorentine]]'', in ''Niccolò Machiavelli: Tutte le opere'', Sansoni editore, 1971. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:L'Asino (Machiavelli)|L'Asino]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 377-411. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:La mandragola|La mandragola]]'', a cura di Guido Davico Bonino, Einaudi, Torino, 1964. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:La vita di Castruccio Castracani da Lucca|La vita di Castruccio Castracani da Lucca]]'', in ''Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio'', Nicolò Bettoni, Milano, 1824, pp. 243-282. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Lettere (Machiavelli)|Lettere]]'', in ''Opere'', a cura di Mario Bonfantini, R. Ricciardi Editore, Milano-Napoli, 2006. ==Altri progetti== {{Interprogetto|b=Il_Principe|w|s=Autore:Niccolò Machiavelli}} ===Opere=== {{Pedia|Decennali|''Decennali''|(1509)}} {{Pedia|Il Principe|''Il principe''|(1513)}} {{Pedia|La Mandragola|''La Mandragola''|(1513)}} {{Pedia|Lettera a Francesco Vettori|''Lettera a Francesco Vettori''|(1513)}} {{Pedia|L'asino d'oro (Machiavelli)|''L'asino''|(1517)}} {{Pedia|Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio|''Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio''|(1519)}} {{Pedia|Dell'arte della guerra|''Dell'arte della guerra''|(1520)}} {{Pedia|La vita di Castruccio Castracani da Lucca|''La vita di Castruccio Castracani da Lucca''|(1520)}} {{Pedia|Clizia (Machiavelli)|''Clizia''|(1525)}} {{Pedia|Istorie Fiorentine|''Istorie Fiorentine''|(1525)}} {{Pedia|Belfagor arcidiavolo|''Belfagor arcidiavolo''|(1527)}} {{DEFAULTSORT:Machiavelli, Niccolò}} [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 0gni9w3ogh9hi0q9ojlqchu3x8a1kr3 1429723 1429722 2026-10-16T23:16:08Z Udiki 86035 Collegamento interno alla prima occorrenza 1429723 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Santi di Tito - Niccolo Machiavelli's portrait.jpg|thumb|Niccolò Machiavelli]] '''Niccolò Machiavelli''' (1469 – 1527), politico, filosofo, scrittore, storico e drammaturgo italiano. {{indicedx}} ==Citazioni di Niccolò Machiavelli== {{vedi anche|La mente di un uomo di Stato}} *I [[Francia|franzesi]] sono per natura più fieri che gagliardi o dextri; et in uno primo impeto chi può resistere alla ferocità loro, diventano tanto umili, e perdono in modo l'animo che divengono vili come femmine. Ed anche sono insoportabili de' disagi ed incommodi loro, e col tempo stracurano le cose in modo che è facile, col trovargli in disordine, superarli.<ref>Da ''[[s:Ritratto di cose di Francia|Ritratto di cose di Francia]]''.</ref> *''La notte che morì [[Pier Soderini]]. | L'anima andò dell'inferno alla bocca. | Gridò Pluton: Che inferno! anima sciocca, | Va su nel limbo fra gli altri bambini''.<ref>Da ''[[s:Rime varie/Epigrammi|Epigrammi]]''. Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 506.</ref> *Perché li popoli in privato sieno ricchi, la ragione è questa, che vivono come poveri; non edificano, non vestono, e non hanno masserizie in casa. Basta loro lo abbondare di pane, di carne, ed avere una stufa, dove rifuggire il freddo: e chi non ha dell'altre cose fa senza esse, e non le cerca. Spendonsi in dosso duoi forini in dieci anni, ed ognuno vive secondo il grado suo a questa proporzione, e nissuno fa conto di quello gli manca, ma di quello che ha di necessità, e le loro necessitadi sono assai minori che le nostre.<ref>Da ''[[s:Ritratto delle cose della Magna|Ritratto delle cose della Magna]]''.</ref> ===Attribuite=== *Il [[scopo|fine]] giustifica i [[mezzo|mezzi]]. :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa citazione non è attestata in nessuna delle opere machiavelliane. Nel capitolo XVIII de ''Il principe'' tuttavia è presente una citazione simile e il famoso motto potrebbe essere considerato una sintesi di questa citazione: «[...] nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i mezzi saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati; [...].».<ref>{{Cfr}} [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 478.</ref> ==''Clizia''== ===[[Incipit]]=== {{centrato|''Palamede, Cleandro''}} '''Palamede''': Tu esci sì a buon'ora di casa?<br> '''Cleandro''': Tu, donde vieni sì a buon'ora?<br> '''Palamede''': Da fare una mia faccenda.<br> '''Cleandro''': Ed io vo a farne un'altra, o, a dire meglio, a cercarla di fare, perché s'io la farò, non ne ho certezza alcuna. ===Citazioni=== *Se nel mondo tornassino i medesimi uomini, come tornano i medesimi casi, non passerebbono mai cento anni, che noi non ci trovassimo un'altra volta insieme a fare le medesime cose che ora. ([[s:Clizia/Prologo|Prologo]]) *[...] quanto è più propinquo l'uomo ad un suo [[desiderio]] più lo desidera, e, non lo avendo, maggior [[dolore]] sente. (Cleandro: [[s:Clizia/Atto primo/Scena seconda|atto I, scena II]]) ==''Decennali''== ===[[Incipit]]=== <poem>Io canterò l'italiche fatiche, seguìte già ne' duo passati lustri sotto le stelle al suo bene inimiche. Quanti alpestri sentier, quanti palustri narrerò io, di sangue e morti pieni, pe 'l variar de' regni e stati illustri!</poem> ===Citazioni=== *''Lo strepito dell'armi e de' cavalli | non poté far, che non fosse sentita | la voce di un Cappon fra cento Galli; | tanto che il [[Carlo VIII di Francia|Re superbo]] fe' partita, |'' [...]. ([[s:Decennali/Decennale primo|Decennale primo]], vv. 34-38) *''Ma quel ch'a molti molto più non piacque; | e vi fe' disunir, fu quella scuola | sotto 'l cui segno vostra Città giacque: | i' dico di quel gran [[Girolamo Savonarola|Savonarola]], | il quale afflato da virtù divina | vi tenne involti con la sua parola.'' ([[s:Decennali/Decennale primo|Decennale primo]], vv. 154-159) ==''Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati''== *Puossi per questa deliberazione considerare, come i Romani nel giudicare di queste loro terre ribellate pensarono, che bisognasse o guadagnare la fede loro con i benefizj, o trattargli in modo, che mai più ne potessero dubitare, e per questo giudicarono dannosa ogni altra via di mezzo che si pigliasse. (p. 124) *[...] la [[storia|istoria]] è la maestra delle azioni nostre, [...]. (p. 125) *[...] il mondo fu sempre ad un modo abitato da uomini che hanno avuto sempre le medesime passioni, e sempre fu chi serve e chi comanda, e chi serve mal volentieri, e chi serve volentieri, e chi si ribella ed è ripreso. (p. 125) ==''Dell'arte della guerra''== ===[[Incipit]]=== Perché io credo che si possa lodare dopo la morte ogni uomo, senza carico, sendo mancata ogni cagione e sospetto di adulazione, non dubiterò di lodare Cosimo Rucellai nostro, il nome del quale non fia mai ricordato da me senza lagrime, avendo conosciute in lui quelle parti le quali, in uno buono amico dagli amici, in uno cittadino dalla sua patria si possono disiderare. ===Citazioni=== *Può ancora lo [[Assedio|assediato]] essere vinto in tutto, quello di fuora non può essere se non ributtato [...]. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 377) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} [...] Quello che giova al [[nemico]] nuoce a te, e quel che giova a te nuoce al nemico. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Colui che sarà nella [[guerra]] più vigilante a osservare i disegni del nemico e più durerà fatica ad esercitare il suo [[esercito]], in minori pericoli incorrerà e più potrà sperare della vittoria. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Non condurre mai a giornata i tuoi [[soldato|soldati]], se prima non hai confermato l'animo loro e conosciutogli senza paura e ordinati, né mai ne farai pruova, se non quando vedi ch'egli sperano di vincere. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Meglio è vincere il nemico con la [[fame]] che col ferro, nella vittoria del quale può molto più la fortuna che la virtù. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Niuno partito è migliore che quello che sta nascoso al nemico infino che tu lo abbia eseguito. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Sapere nella guerra conoscere l'occasione e pigliarla, giova più che niuna altra cosa. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e l'esercizio ne fa assai. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Può la disciplina nella [[guerra]] più che il furore. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Quando si partono alcuni dalla parte nemica per venire a' servizj tuoi, quando sieno fedeli vi sarà sempre grandi acquisti; perché le forze degli avversari più si minuiscono con la perdita di quegli che si fuggono, che di quegli che sono ammazzati, ancora che il nome de' fuggitivi sia a' nuovi amici sospetto, a' vecchi odioso. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 378) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Meglio è, nell'ordinare la giornata, riserbare dietro alla prima fronte assai aiuti, che, per fare la fronte maggiore, disperdere i suoi soldati. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], pp. 378-379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Difficilmente è vinto colui che sa conoscere le forze sue e quelle del nemico. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Più vale la virtù de' soldati che la moltitudine; più giova alcuna volta il sito che la virtù. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Le cose nuove e subite sbigottiscono gli eserciti; le cose consuete e lente sono poco stimate da quegli; però farai al tuo esercito praticare e conoscere con piccole zuffe un nemico nuovo, prima che tu venga alla giornata con quello. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Colui che seguita con disordine il nemico poi ch'egli è rotto, non vuole fare altro che diventare, di vittorioso, perdente. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Quello che non prepara le vettovaglie necessarie al vivere è vinto senza ferro. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Chi confida più ne' cavalli che ne' fanti, o più ne' fanti che ne' cavalli, si accomodi col sito. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Quando tu vuoi vedere se, il giorno, alcuna spia è venuta in campo, fa' che ciascuno ne vadia al suo alloggiamento. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Muta partito, quando ti accorgi che il nemico l'abbia previsto. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Consigliati, delle cose che tu dèi fare, con molti; quello che dipoi vuoi fare conferisci con pochi. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} I soldati, quando dimorano alle stanze, si mantengano col timore e con la pena; poi, quando si conducono alla guerra, con la speranza e col premio. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} I buoni [[Capitano|capitani]] non vengono mai a giornata se la necessità non gli strigne o la occasione non gli chiama. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Fa' che i tuoi nemici non sappiano come tu voglia ordinare l'esercito alla zuffa: e in qualunque modo l'ordini, fa' che le prime squadre possano essere ricevute dalle seconde e dalle terze. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Nella zuffa non adoperare mai una battaglia ad un'altra cosa che a quella per che tu l'avevi deputata, se tu non vuoi fare disordine. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Agli accidenti subiti con difficoltà si rimedia, a' pensati con facilità. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Gli uomini, il ferro, i danari e il pane sono il nervo della guerra; ma di questi quattro sono più necessarj i primi due, perché gli uomini e il ferro truovano i danari e il pane, ma il pane e i danari non truovano gli uomini e il ferro. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 379) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Il disarmato ricco è premio del soldato povero. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], pp. 379-380) *{{NDR|[[Regole dai libri|Regola]]}} Avvezza i tuoi soldati a spregiare il vivere delicato e il vestire lussurioso. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 380) *[...] niuno senza invenzione fu mai grande uomo nel mestiero suo; [...]. (Fabrizio: [[s:Dell'arte della guerra/Libro settimo|libro settimo]], p. 381) ===[[Explicit]]=== Ma quanto a me si aspetta, per essere in là con gli anni, me ne diffido. E veramente, se la fortuna mi avesse conceduto per lo addietro tanto stato quanto basta a una simile impresa, io crederei, in brevissimo tempo, avere dimostro al mondo quanto gli antichi ordini vagliono; e senza dubbio o io l'arei accresciuto con gloria o perduto senza vergogna. ==''Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio''== ===[[Incipit]]=== Ancora che, per la invida natura degli uomini, sia sempre suto non altrimenti periculoso trovare modi ed ordini nuovi, che si fusse cercare acque e terre incognite, per essere quelli più pronti a biasimare che a laudare le azioni d'altri; nondimanco, spinto da quel naturale desiderio che fu sempre in me di operare, sanza alcuno respetto, quelle cose che io creda rechino comune benefizio a ciascuno, ho deliberato entrare per una via, la quale, non essendo suta ancora da alcuno trita, se la mi arrecherà fastidio e difficultà, mi potrebbe ancora arrecare premio, mediante quelli che umanamente di queste mie fatiche il fine considerassino. ===Citazioni=== *Né si può chiamare in alcun modo con ragione una republica inordinata, dove siano tanti esempli di virtù; perché li buoni esempli nascano dalla buona educazione<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. V, IX: «Dalla buona educazione nascono i buoni esempi.»</ref>, la buona educazione, dalle buone leggi<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. V, VIII: «Dalle buone leggi nasce la buona educazione.»</ref>; e le buone leggi, da quelli tumulti che molti inconsideratamente dannano: perché, chi esaminerà bene il fine d'essi, non troverrà ch'egli abbiano partorito alcuno esilio o violenza in disfavore del commune bene, ma leggi e ordini in beneficio della publica libertà. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 4|libro I, cap. IV]]) *Ed in tutte le cose umane si vede questo, chi le esaminerà bene: che non si può mai cancellare uno [[inconveniente]], che non ne surga un altro. [...] E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 6|libro I, cap. VI]]) *E veramente, mai fu alcuno ordinatore di leggi straordinarie in uno popolo che non ricorresse a Dio; perché altrimente non sarebbero accettate: perché sono molti i beni conosciuti da uno prudente, i quali non hanno in sé ragioni evidenti da poterli persuadere a altrui. Però gli uomini savi, che vogliono tôrre questa difficultà, ricorrono a Dio. Così fece [[Licurgo]], così [[Solone]], così molti altri che hanno avuto il medesimo fine di loro. [...] E come la osservanza del culto divino è cagione della grandezza delle republiche, così il dispregio di quello è cagione della rovina d'esse. Perché, dove manca il timore di Dio, conviene o che quel regno rovini, o che sia sostenuto dal timore d'uno principe che sopperisca a' difetti della religione. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 11|libro I, cap. XI]]) *Quelli principi o quelle republiche, le quali si vogliono mantenere incorrotte, hanno sopra ogni altra cosa a mantenere incorrotte le cerimonie della loro religione, e tenerle sempre nella loro venerazione; perché nessuno maggiore indizio si puote avere della rovina d'una provincia, che vedere dispregiato il culto divino. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 12|libro I, cap. XII]]) *Abbiamo, adunque, con la Chiesa e con i preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati sanza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra. Questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 12|libro I, cap. XII]]) *La cagione è, perché la [[natura]] ha creati gli uomini in modo che possono desiderare ogni cosa, e non possono conseguire ogni cosa: talché, essendo sempre maggiore il desiderio che la potenza dello acquistare, ne risulta la mala contentezza di quello che si possiede, e la poca sodisfazione d'esso. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 37|libro I, cap. XXXVII]]) *[...] qualunque volta è tolto agli uomini il combattere per necessità, combattono per [[ambizione]]; [...]. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 37|libro I, cap. XXXVII]]) *[...] gli uomini nelle cose generali s'ingannono assai, nelle particulari non tanto. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 47|libro I, cap. XLVII]]) *Dopo il 1494, sendo stati i principi della città cacciati da Firenze, e non vi essendo alcuno governo ordinato, ma più tosto una certa licenza ambiziosa, ed andando le cose publiche di male in peggio; molti popolari, veggendo la rovina della città, e non ne intendendo altra cagione, ne accusavano la ambizione di qualche potente che nutrisse i disordini, per potere fare uno stato a suo proposito, e tôrre loro la libertà; e stavano questi tali per le logge e per le piazze, dicendo male di molti cittadini, minacciandogli che, se mai si trovassino de' Signori, scoprirebbero questo loro inganno, e gli gastigarebbero. Occorreva spesso che di simili ne ascendeva al supremo magistrato; e come egli era salito in quel luogo, e che vedeva le cose più da presso, conosceva i disordini donde nascevano, ed i pericoli che soprastavano, e la difficultà del rimediarvi. E veduto come i tempi, e non gli uomini, causavano il disordine, diventava subito d'un altro animo, e d'un'altra fatta; perché la cognizione delle cose particulari gli toglieva via quello inganno che nel considerarle generalmente si aveva presupposto. Dimodoché, quelli che lo avevano prima, quando era privato, sentito parlare, e vedutolo poi nel supremo magistrato stare quieto, credevono che nascessi, non per più vera cognizione delle cose, ma perché fusse stato aggirato e corrotto dai grandi. Ed accadendo questo a molti uomini, e molte volte, ne nacque tra loro uno proverbio che diceva: Costoro hanno uno animo in piazza, ed uno in palazzo. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 47|libro I, cap. XLVII]]) *Il [[popolo]] molte volte desidera la rovina sua, ingannato da una falsa specie di bene: e come le grandi [[speranza|speranze]] e gagliarde [[promessa|promesse]] facilmente lo muovono. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 53|libro I, cap. LIII]]) *[...] dice [[Tito Livio]] [...] che tutti insieme sono gagliardi, e, quando ciascuno poi comincia a pensare al proprio pericolo, diventa vile e debole. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 57|libro I, cap. LVII]]) *Nessuna cosa essere più vana e più incostante che la [[moltitudine]], così Tito Livio nostro, come tutti gli altri istorici, affermano. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro primo/Capitolo 58|libro I, cap. LVIII]]) *Laudano sempre gli uomini, ma non sempre ragionevolmente, gli antichi tempi e gli presenti accusano; e in modo sono delle cose passate partigiani che non solamente celebrano quelle etadi che da loro sono state, per la memoria che ne hanno lasciata gli scrittori, conosciute, ma quelle ancora che sendo già vecchi si ricordano nella loro giovanezza avere vedute. E quando questa loro opinione sia falsa, come il più delle volte è, mi persuado varie essere le cagioni che a questo inganno gli conducono. E la prima credo sia che delle cose antiche non s'intenda al tutto la verità; e che di quelle il più delle volte si nasconda quelle cose che recherebbono a quelli tempi infamia, e quelle altre che possano partorire loro gloria si rendino magnifiche e amplissime. [...] Oltra di questo, odiando gli uomini le cose o per timore o per invidia, vengono a essere spente due potentissime cagioni dell'odio nelle cose passate, non ti potendo quelle offendere e non ti dando cagione d'invidiarle. Ma al contrario interviene di quelle cose che si maneggiano e veggono, le quali per la intera cognizione di esse non ti essendo in alcuna parte nascoste e conoscendo in quelle insieme con il bene molte altre cose che ti dispiacciono, sei forzato a giudicarle alle antiche molto inferiori, ancora che in verità le presenti molto più di quelle di gloria e di fama meritassoro; [...]. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Introduzione|libro II, Introduzione]]) *[...] gli è offizio di uomo [[buono]], quel bene che per la malignità de' tempi e della fortuna tu non hai potuto operare, insegnarlo ad altri, acciocché, sendone molti capaci, alcuno di quelli, più amato dal Cielo, possa operarlo. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Introduzione|libro II, Introduzione]]) *Se la religione nostra richiede che tu abbi in te fortezza, vuole che tu sia atto a patire più che a fare una cosa forte. Questo modo di vivere, adunque, pare che abbi renduto il mondo debole, e datolo in preda agli uomini scelerati; i quali sicuramente lo possono maneggiare, veggendo come l'università degli uomini, per andarne in Paradiso, pensa più a sopportare le sue battiture che a vendicarle. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 2|libro II, cap. II]]) *Dico pertanto, non l'oro, come grida la comune opinione, essere il nervo della guerra, ma i buoni soldati: perché l'oro non è sufficiente a trovare i buoni soldati, ma i buoni soldati sono bene sufficienti a trovare l'oro. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 10|libro II, cap. X]]) *E benché in [[Guerra del Peloponneso|tale guerra]] gli Ateniesi prosperassino qualche volta, in ultimo la perderono; e valson più il consiglio e li buoni soldati di Sparta, che la industria ed il danaio di Atene. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 10|libro II, cap. X]]) *[...] l'[[artiglieria]] ha bisogno di essere guardata, a volere che la operi, o da mura o da fossi o da argini; e come le mancherà una di queste guardie, ella è prigione, o la diventa inutile: come le interviene quando la si ha a difendere con gli uomini; il che le interviene nelle giornate e zuffe campali. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 17|libro II, cap. XVII]]) *[...] l'impeto delle artiglierie è tale che non truova muro, ancoraché grossissimo, che in pochi giorni ei non abbatta [...]. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 17|libro II, cap. XVII]]) *Conchiuggo pertanto, venendo al fine di questo discorso, l'artiglieria essere utile in uno esercito quando vi sia mescolata l'antica virtù; ma, sanza quella, contro a uno esercito virtuoso è inutilissima. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 17|libro II, cap. XVII]]) *Non è per questo che io giudichi che non si abbia adoperare l'armi e le forze; ma si debbono riservare in ultimo luogo dove e quando gli altri modi non bastino.<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. II, III: «Le armi si debbono riservare in ultimo luogo, dove, e quando gli altri modi non bastino.»</ref> ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro secondo/Capitolo 21|libro II, cap. 21]]) *[...] principi non buoni temono sempre che altri non operi, contro a loro, quello che par loro meritare [...].<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. XI, XX: «Gli uomini non buoni temono sempre che altri non operi contro di loro quello che pare loro meritare.»</ref> ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 6|libro III, cap. 6]]) *[...] le cose che hanno in sé utilità, quando l'uomo n'è privo, non le dimentica mai, ed ogni minima necessità te ne fa ricordare; e perché le necessità vengono ogni giorno, tu te ne ricordi ogni giorno. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 23|libro III, cap. 23]]) *Una republica sanza i cittadini riputati non può stare, né può governarsi in alcuno modo bene. Dall'altro canto, la riputazione de' cittadini è cagione della tirannide delle republiche. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 28|libro III, cap. 28]]) *[...] dove si dilibera al tutto della salute della patria, non vi debbe cadere alcuna considerazione né di giusto né d'ingiusto, né di piatoso né di crudele, né di laudabile né d'ignominioso; anzi, posposto ogni altro rispetto, seguire al tutto quel partito che le salvi la vita e mantenghile la libertà. ([[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio/Libro terzo/Capitolo 41|libro III, cap. 41]]) ===[[Explicit]]=== Erano in Roma, per la liberalità che i Romani usavano di donare la civiltà a' forestieri, nate tante genti nuove, che le cominciavano avere tanta parte ne' suffragi, che il governo cominciava variare, e partivasi da quelle cose e da quelli uomini dove era consueto andare. Di che accorgendosi Quinto Fabio, che era Censore, messe tutte queste genti nuove, da chi dipendeva questo disordine, sotto quattro Tribù acciocché non potessono, ridutti in sì piccoli spazi, corrompere tutta Roma. Fu questa cosa bene conosciuta da Fabio, e postovi, sanza alterazione, conveniente rimedio; il quale fu tanto accetto a quella civiltà, ch'e' meritò di essere chiamato Massimo. ==''Discorso intorno alla nostra lingua''== ===[[Incipit]]=== {{centrato|DISCORSO O DIALOGO ''In cui si esamina, se la lingua, in cui scrissero Dante, il Boccaccio,<br />e il Petrarca, si debba chiamare'' ITALIANA, TOSCANA, O FIORENTINA}} Sempreché io ho potuto onorare la [[patria]] mia, eziandio con mio carico e pericolo, l'ho fatto volentieri, perché l'uomo non ha maggiore obbligo nella vita sua, che con quella, dependendo prima da essa l'essere, e dipoi tutto quello che di buono la fortuna, e la natura ci hanno conceduto; e tanto viene a esser maggiore in coloro che hanno sortito patria più nobile. E veramente colui il quale con l'animo e con le opere si fa nimico della sua patria, meritamente si può chiamare parricida, ancora che da quella fosse suto offeso. ===Citazioni=== *[...] mi fermerò sopra di [[Dante Alighieri|Dante]], il quale in ogni parte mostrò d'essere per ingegno, per dottrina, e per giudizio uomo eccellente, eccettoché dove egli ebbe a ragionar della patria sua, la quale fuori di ogni umanità e filosofico istituto perseguitò con ogni specie d'ingiuria, e non potendo altro fare che infamarla, accusò quella di ogni vizio, dannò gli uomini, biasimò il sito, disse male de' costumi, e delle leggi di lei, e questo fece non solo in una parte della sua Cantica, ma in tutta, e diversamente, e in diversi modi; tanto l'offese l'ingiuria dell'esilio, tanta vendetta ne desiderava, e però ne fece tanta quanta egli poté; e se per sorte de' mali ch'egli le predisse, le ne fosse accaduto alcuno, Firenze arebbe più da dolersi d'aver nutrito quell'uomo, che d'alcuna altra sua rovina. (p. 119) *Dante mio, io voglio che tu t'emendi e che tu consideri meglio il parlar Fiorentino, e la tua opera, e vedrai, che se alcuno s'arà da vergognare, sarà piuttosto Firenze, che tu; perché se considererai bene a quel che tu hai detto, tu vedrai come ne' tuoi versi non hai fuggito il goffo, come quello: ''Poi ci partimmo, e n'andavamo introque''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XX canto, v. 130.</ref>; non hai fuggito il porco, com'è quello: ''Che merda fa di quel che si trangugia''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXVIII canto, v. 27.</ref>; non hai fuggito l'osceno, come è: ''Le mani alzò con ambedue le fiche''<ref>{{cfr}} ''[[Divina Commedia]]'', ''Inferno'', XXV canto, v. 2.</ref>; e non avendo fuggito questo che disonora tutta l'opera tua, tu non puoi aver fuggito infiniti vocaboli patrj, che non s'usano altrove, che in quella, perché l'arte non può mai in tutto repugnare alla natura. (pp. 125-126) *[...] ma quella [[linguaggio|lingua]] si chiama d'una patria, la quale converte i vocaboli ch'ella ha accattati da altri, nell'uso suo, ed è sì potente, che i vocaboli accattati non la disordinano ma la disordina loro, perché quello ch'ella reca da altri, lo tira a se in modo, che par suo, [...]. (p. 126) ==''I capitoli''== ===''Dell'Occasione''=== ====[[Incipit]]==== <poem>– Chi sei tu, che non par donna mortale? Di tanta grazia il Ciel t'adorna e dota! Perché non posi? Perché a' piedi hai l'ale? Io sono l'[[Occasione]], a pochi nota; e la cagion, che sempre mi travagli, è, perché io tengo un piè sopra una rota.</poem> ====Citazioni==== *''E tu mentre parlando il tempo spendi, | occupato da molti pensier vani, | già non t'avvedi, lasso, e non comprendi | com'io ti son fuggita dalle mani!'' (vv. 19-22) ===''Di Fortuna''=== ====[[Incipit]]==== <poem>Con che rime giammai, o con che versi canterò io del regno di [[Fortuna]], e de' suoi casi prosperi, ed avversi? E come ingiuriosa, ed importuna, secondo è giudicata quì da noi, sotto il suo seggio tutto il mondo aduna?</poem> ====Citazioni==== *''Questa incostante Dea, e mobil Diva | gl'indegni spesso sopra un seggio pone, | dove chi degno n'è mai non arriva. | Costei il tempo a modo suo dispone; | questa ci esalta, questa ci disface, | senza pietà, senza legge, o ragione.'' (vv. 34-39) ===''Dell'Ingratitudine''=== ====[[Incipit]]==== <poem>Giovanni Folchi, il viver mal contento, pel dente dell'Invidia, che mi morde, mi darebbe più doglia, e più tormento; se non fusse che ancor le dolci corde d'una mia cetra, che soave suona, fanno le muse al mio cantar non sorde. Non sì ch'io speri averne altra corona; non sì ch'io creda, che per me s'aggiunga una gocciola d'acqua d'Elicona.</poem> ====Citazioni==== *[...] ''dove men si sa, più si [[sospetto|sospetta]].'' (v. 66) *''Dunque, non sendo Ingratitudin morta | ciascun fuggir le Corti e' stati debbe; | che non c'è via che guidi l'uom più corta | a pianger quel che volle, poi che l'ebbe.'' (vv. 184-187) ===''Dell'Ambizione''=== ====[[Incipit]]==== <poem>Luigi, poi che tu ti maravigli di questo caso, che a Siena è seguito, non mi par che pel verso il mondo pigli. E se nuovo ti par quel c'hai sentito, come tu m'hai certificato, e scritto, pensa un po' meglio all'umano appetito.</poem> ====Citazioni==== *''Qual regione, o qual Città n'è priva? | Qual bosco, qual tugurio? In ogni lato | l'Ambizione, e l'[[Avarizia]] arriva. | Queste nel mondo, come l'uom fu nato, | nacquero ancora, e se non fusser quelle, | sarebbe assai felice il nostro stato.'' (vv. 10-15) ==''Il principe''== ===[[Incipit]]=== Tutti gli Stati, tutti i dominii che hanno avuto, e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o Repubbliche o Principati. I principati sono o ereditari, de' quali il sangue del loro Signore ne sia stato lungo tempo [[Principe]], o e' sono nuovi. I nuovi o sono nuovi tutti, come fu Milano a Francesco Sforza, o sono come membri aggiunti allo stato ereditario del Principe che gli acquista, come è il Regno di Napoli al Re di Spagna. Sono questi dominii, così acquistati, o consueti a vivere sotto un Principe, o usi ad esser liberi; ed acquistansi o con le armi di altri o con le proprie, o per fortuna o per virtù. ===Citazioni=== *[...] così come coloro che disegnano e paesi si pongono bassi nel piano a considerare la natura de' monti e de' luoghi alti, e per considerare quella de' bassi si pongono alti sopra e monti, similmente, a conoscere bene la natura de' popoli bisogna essere principe, e a conoscere bene quella de' principi bisogna essere popolare. ([[s:Il Principe/Dedica|dedica]]) *[...] gli uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere, perché si vendicano delle leggieri offese; delle gravi non possono: sicché l'offesa che si fa all'uomo, deve essere in modo, che ella non tema la vendetta.<ref>Citato in ''[[Criminal Minds]]'', stagione 6, episodio 6, La notte del diavolo: «Niccolò Machiavelli ha scritto: "L'offesa che si fa all'uomo deve essere tanto grande da non temere la vendetta".»</ref> ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *[...] la [[guerra]] non si leva, ma si differisce con vantaggio d'altri; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *[...] chi è cagione che uno diventi potente, rovina; perché quella potenza è causata da colui o con industria, o con forza, e l'una e l'altra di queste due è sospetta a chi è diventato potente. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *È cosa veramente molto naturale e ordinaria desiderare di acquistare, e sempre, quando gli uomini lo fanno che possino, ne saranno laudati e non biasimati; ma quando non possono e vogliono farlo in ogni modo, qui è il biasimo e l'errore. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *Non si debba mai lasciar seguire uno disordine per fuggire una guerra; perchè ella non si fugge, ma si differisce a tuo disavvantaggio. ([[s:Il Principe/Capitolo III|cap. III]]) *Chi diviene padrone di una città consueta a vivere libera, e non la disfaccia, aspetti di essere disfatto da quella. ([[s:Il Principe/Capitolo V|cap. V]]) *[...] camminando gli [[uomo|uomini]] quasi sempre per le vie battute da altri, e procedendo nelle azioni loro con le imitazioni, né si potendo le vie di altri al tutto tenere, né alla [[virtù]] di quelli che tu imiti aggiugnere, debbe uno uomo prudente intrare sempre per vie battute da uomini grandi, e quelli che sono stati eccellentissimi imitare; acciò che, se la sua virtù non vi arriva, almeno ne renda qualche odore: e fare come gli [[arciere|arcieri]] prudenti, a' quali parendo el loco dove disegnano ferire troppo lontano e conoscendo fino a quanto va la virtù del loro arco, pongono la mira assai più alta che il loco destinato, non per aggiugnere con la loro freccia a tanta altezza, ma per poter con l'aiuto di sì alta mira pervenire al disegno loro. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *[...] e senza quella occasione la virtù dell'animo loro si saria spenta, e senza quella virtù l'occasione sarebbe venuta invano. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *Tutti li Profeti armati vinsono, e li disarmati rovinarono. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *[...] la natura de' popoli è varia, ed è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermargli in quella [[persuasione]]. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) *A sì alti esempi io voglio aggiugnere uno esempio minore; ma bene arà qualche proporzione con quelli, e voglio mi basti per tutti li altri simili: e questo è Ierone Siracusano {{NDR|[[Gerone II]]}}. Costui di privato diventò Principe di Siracusa; nè ancor egli cognobbe altro dalla fortuna che l'occasione: perché essendo i Siracusani oppressi l'elessono per loro capitano, donde meritò d'essere fatto loro Principe; e fu di tanta virtù ancora in privata fortuna, che chi ne scrive dice, che niente gli mancava a regnare eccetto il Regno. Costui spense la milizia vecchia, ordinò della nuova; lasciò le amicizie antiche, prese delle nuove; e come ebbe amicizie e soldati che fussino suoi, possé in su tale fondamonto edificare ogni edifizio: tanto che lui durò assai fatica in acquistare e poca in mantenere. ([[s:Il Principe/Capitolo VI|cap. VI]]) [[Immagine:Cesareborgia.jpg|thumb|Su Cesare Borgia: «Raccolte adunque tutte queste azioni del Duca, non saprei riprenderlo, anzi mi pare, come io ho fatto, di proporlo ad imitare a tutti coloro, che per fortuna e con l'armi d'altri sono saliti all'imperio. Perché egli avendo l'animo grande, e la sua intenzione alta, non si poteva governare altrimente; e solo si oppose alli suoi disegni la brevità della vita di Alessandro, e la sua infirmità.»]] *Dall'altra parte [[Cesare Borgia]], chiamato dal vulgo Duca Valentino, acquistò lo Stato con la fortuna del Padre, e con quella lo perdette, non ostante che per lui si usasse ogni opera, e facessinsi tutte quelle cose che per un prudente e virtuoso uomo si dovevano fare, per mettere le radici sue in quelli Stati, che l'armi e fortuna di altri gli aveva concessi. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|Su [[Cesare Borgia]]}} Se adunque si considererà tutti i progressi del Duca, si vedrà quanto lui avesse fatto gran fondamenti alla futura potenzia, li quali non giudico superfluo discorrere, perché io non saprei quali precetti mi dare migliori ad un Principe nuovo, che lo esempio delle azioni sue; e se gli ordini suoi non gli giovarono, non fu sua colpa, perché nacque da una straordinaria ed estrema malignità di fortuna. Aveva Alessandro VI nel voler fare grande il Duca suo figliuolo assai difficultà presenti e future. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *{{NDR|Su [[Cesare Borgia]]}} Raccolte adunque tutte queste azioni del Duca, non saprei riprenderlo, anzi mi pare, come io ho fatto, di proporlo ad imitare a tutti coloro, che per fortuna e con l'armi d'altri sono saliti all'imperio. Perché egli avendo l'animo grande, e la sua intenzione alta, non si poteva governare altrimente; e solo si oppose alli suoi disegni la brevità della vita di Alessandro, e la sua infirmità. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *[...] gli uomini [[offesa|offendono]] o per paura, o per odio. ([[s:Il Principe/Capitolo VII|cap. VII]]) *Le ingiurie si debbono fare tutte insieme, acciocchè assaporandosi meno, offendino meno; li beneficii si debbono fare a poco a poco, acciocchè si assaporino meglio. ([[s:Il Principe/Capitolo VIII|cap. VIII]]) *Perché in ogni città si trovano questi duoi umori diversi, e nascono da questo, che il [[popolo]] desidera non esser comandato nè oppresso da' grandi, e i grandi desiderano comandare e opprimere il popolo; e da questi duoi appetiti diversi surge nelle città uno de' tre effetti, o Principato, o Libertà, o Licenza. ([[s:Il Principe/Capitolo IX|cap. IX]]) *[...] quello del popolo è più onesto fine che quel de' grandi, volendo questi opprimere, e quello non essere oppresso. ([[s:Il Principe/Capitolo IX|cap. IX]]) *Ma la poca [[prudenza]] degli uomini comincia una cosa, che per sapere allora di buono non manifesta il [[veleno]] che v'è sotto, [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XIII|cap. XIII]]) *Essendo l'intento mio scrivere cosa utile a chi l'intende, mi è parso più conveniente andare dietro alla verità effettuale della cosa, che all'immaginazione di essa. ([[s:Il Principe/Capitolo XV|cap. XV]]) *Non ci è cosa che consumi sè stessa quanto la liberalità, la quale mentre che tu usi, perdi la facultà di usarla, e diventi o povero o vile, o, per fuggire la povertà, rapace e odioso. ([[s:Il Principe/Capitolo XVI|cap. XVI]]) *Nasce da questo una disputa: ''s'egli è meglio essere amato che [[timore|temuto]], o temuto che amato''. Rispondesi, che si vorrebbe essere l'uno e l'altro; ma perché egli è difficile, che e' stiano insieme, è molto più sicuro l'esser temuto che amato, quando s'abbi a mancare dell'un de' duoi. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *E gli uomini hanno men rispetto di offendere uno che si facci amare, che uno che si facci temere; perchè l'amore è tenuto da un vincolo di obbligo, il quale, per essere gli uomini tristi, da ogni occasione di propria utilità è rotto; ma il timore è tenuto da una paura di pena, che non abbandona mai. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *Deve nondimeno il Principe farsi temere in modo, che, se non acquista l'amore, e' fugga l'odio, perché può molto bene stare insieme esser temuto, e non odiato; il che farà, sempreché s'astenga dalla roba de' suoi cittadini, e de' suoi sudditi, e dalle donne loro. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *[...] gli uomini dimenticano piuttosto la morte del padre, che la perdita del patrimonio. ([[s:Il Principe/Capitolo XVII|cap. XVII]]) *Quanto sia laudabile in un Principe mantenere la [[fiducia|fede]], e vivere con integrità, e non con astuzia, ciascuno lo intende. Nondimeno si vede per esperienzia, ne' nostri tempi, quelli Principi aver fatto gran cose, che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con astuzia aggirare i cervelli degli uomini, ed alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in su la lealtà. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Pertanto ad un Principe è necessario saper ben usare la bestia e l'uomo. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Essendo adunque un Principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quella pigliare la [[volpe]] e il [[leone|lione]]; perché il lione non si defende da' lacci, la volpe non si defende da' [[lupo|lupi]]. Bisogna adunque essere volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Non può pertanto un Signore prudente, nè debbe osservare la fede, quando tale osservanzia gli torni contro, e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *Né mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l'inosservanza. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessità presenti, che colui che [[inganno|inganna]], troverà sempre chi si lascerà ingannare. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] gli uomini in universale [[giudizio|giudicano]] più agli occhi che alle mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a' pochi. Ognuno vede quel che tu [[apparenza|pari]]; pochi sentono quel che tu sei [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de' Principi, dove non è giudizio a chi reclamare, si guarda al [[scopo|fine]]. Facci adunque un Principe conto di vivere e mantenere lo Stato; i [[mezzo|mezzi]] saranno sempre giudicati onorevoli, e da ciascuno lodati; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XVIII|cap. XVIII]]) *[...] in [[Settimio Severo|Severo]] fu tanta virtù, che, mantenendosi i soldati amici, ancorché i popoli fossero da lui gravati, poté sempre regnare felicemente; perché quelle sue virtù lo facevano nel cospetto de' soldati e de' popoli sì mirabile, che questi rimanevano in un certo modo attoniti e stupidi, e quelli altri riverenti e satisfatti. ([[s:Il Principe/Capitolo XIX|cap. XIX]]) *[...] quelle [[Difesa|difese]] solamente sono buone, certe, e durabili, che dipendono da te proprio, e dalla virtù tua. ([[s:Il Principe/Capitolo XXIV|cap. XXIV]]) *Nondimanco, perché il nostro [[libero arbitrio]] non sia spento, giudico potere esser vero, che la [[fortuna]] sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ancora ella ne lasci governare l'altra metà, o poco meno, a noi. Ed assomiglio quella ad fiume rovinoso, che quando ei si adira, allaga i piani, rovina gli arbori e gli edifici, lieva da questa parte terreno, ponendolo a quell'altra; ciascuno gli fugge davanti, ognuno cede al suo furore, senza potervi ostare; e benché sia così fatto, non resta però che gli uomini, quando sono tempi quieti, non vi possino fare provvedimenti e con ripari, e con argini, immodoché crescendo poi, o egli andrebbe per un canale, o l'impeto suo non sarebbe sì licenzioso, né sì dannoso.<br />Similmente interviene della fortuna, la quale dimostra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resistere, e quivi volta i suoi impeti, dove la sa che non sono fatti gli argini, né i ripari a tenerla. ([[s:Il Principe/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] se a uno, che si governa con rispetto e pazienza, i tempi e le cose girano in modo che il [[governo]] suo sia buono, esso viene felicitando; ma se li tempi e le cose si mutano, egli rovina, perché non muta modo di procedere. ([[s:Il Principe/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] la [[Fortuna]] è donna; ed è necessario, volendola tener sotto, batterla, ed urtarla; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XXV|cap. XXV]]) *[...] era necessario che l'Italia si conducesse ne' termini presenti, e che la fusse più schiava che gli Ebrei, più serva che i Persi, più dispersa che gli Ateniesi, senza capo, senz'ordine, battuta, spogliata, lacera, corsa, ed avesse sopportato di ogni sorta rovine. ([[s:Il Principe/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) *[...] né può essere, dove è grande disposizione, grande difficultà; [...]. ([[s:Il Principe/Capitolo XXVI|cap. XXVI]]) ===[[Explicit]]=== Quali porte se gli serrerebbono? Quali popoli li negherebbono la obbidienza? Quale invidia se gli opporrebbe? Quale Italiano gli negherebbe l'ossequio? Ad ognuno puzza questo barbaro dominio. Pigli adunque la illustre Casa Vostra questo assunto con quello animo, e con quelle speranze che si pigliano l'imprese giuste, acciocché sotto la sua insegna questa patria ne sia nobilitata, e sotto i suoi auspicii si verifichi quel detto del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]: <br />''Virtù contro al furore<br />Prenderà l'armi; e fia il combatter corto,<br />Chè l'antico valore<br />Negli italici cuor non è ancor morto.''<ref>{{cfr}} [[Francesco Petrarca]], ''Canzoniere'', CXXVII, ''Italia mia, benché 'l parlar sia indarno'': «''Vertú contra furore | prenderà l'arme, et fia 'l combatter corto: | ché l'antiquo valore | ne gli italici cor' non è anchor morto.''»</ref> ===Citazioni su ''Il principe''=== *Il carattere fondamentale del ''Principe'' è quello di non essere una trattazione sistematica ma un libro «vivente», in cui l'ideologia politica e la scienza politica si fondono nella forma drammatica del «mito». Tra l'utopia e il trattato scolastico, le forme in cui la scienza politica si configurava fino al Machiavelli, questi dette alla sua concezione la forma fantastica e artistica, per cui l'elemento dottrinale e razionale si impersona in un condottiero, che rappresenta plasticamente e «antropomorficamente» il simbolo della «volontà collettiva». ([[Antonio Gramsci]]) *Il ''Principe'' di Machiavelli ha una concezione e visione volgare del desiderio. ([[Aldo Busi]]) *In questo manuale matematicamente limpido di una spregiudicata politica di potenza e di successo, il pensiero antitetico a quello [[Erasmo da Rotterdam|erasmico]] trova la sua formula precisa, quasi come in un catechismo. ([[Stefan Zweig]]) *Machiavelli è quel gigante di pensiero che tutti sappiamo. Tuttavia il suo ammiratissimo e giustamente celeberrimo libro ''Il principe'' non è a mio avviso un'opera così inappuntabile, così incredibilmente sottile, così perfettamente completa come la critica ha stimato e stima. Anzi, considerandola dal punto di vista dell'esattezza e dell'indagine e della compiutezza filosofica, mi risulta qua e là mancante, qua e là deludente. ([[Dario Bernazza]]) *Machiavelli sa troppo bene che un [[Marco Aurelio]] è un fenomeno raro, anzi unico, che è un'eccezione di cui è inutile tenere conto. I [[Tiberio]], i [[Nerone]], i [[Caligola]], ecco la materia della storia. Ogni principe degno di questo nome si avvicina più o meno a loro; ogni principe che conosca il proprio mestiere è un mostro dichiarato o attenuato e corretto. I suoi sudditi lo meritano. Per questo Machiavelli lo mette in guardia contro i ''pericoli della bontà''. Uno Stato non si compone né di angeli, né di agnelli: è la giungla ''organizzata''. Tale è l'idea, talora espressa, talora sottintesa, del ''Principe''. ([[Emil Cioran]]) *Sono sempre tantissimi i pirla politici che interpretano Il Principe come un trattato scientifico e non come un vaudeville rinascimentale steso da un depresso cortigiano di seconda segata. ([[Aldo Busi]]) ==''Istorie fiorentine''== ===[[Incipit]]=== I popoli i quali nelle parti settentrionali di là dal fiume del Reno e del Danubio abitano, sendo nati in regione generativa e sana, in tanta moltitudine molte volte crescono, che parte di loro sono necessitati abbandonare i terreni patrii e cercare nuovi paesi per abitare. L'ordine che tengono, quando una di quelle provincie si vuole sgravare di abitatori, è dividersi in tre parti, compartendo in modo ciascuno, che ogni parte sia di nobili e ignobili, di ricchi e poveri ugualmente ripiena; di poi quella parte alla quale la sorte comanda va a cercare suo fortuna, e le due parti sgravate del terzo di loro si rimangono a godere i beni patrii. ===Citazioni=== *[...] non fu mai savio partito fare [[disperazione|disperare]] gli uomini, perché chi non spera il [[bene e male|bene]] non teme il [[bene e male|male]] [...]. ([[s:Istorie fiorentine/Libro secondo/Capitolo 14|libro secondo, cap. XIV]]) *Comincionsi le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono.<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. II, XII: «Si ricordino i prìncipi, che si cominciano le guerre quando altri vuole, ma non quando altri vuole si finiscono.»</ref> ([[s:Istorie fiorentine/Libro terzo/Capitolo 7|libro terzo, cap. VII]]) *[...] coloro che [[vittoria|vincono]], in qualunque modo vincono, mai non ne riportono [[vergogna]]. ([[s:Istorie fiorentine/Libro terzo/Capitolo 13|libro terzo, cap. XIII]]) *[...] sempre quelle [[Impresa (gesta)|imprese]] che con pericolo si cominciono si finiscono con premio, e di uno [[pericolo]] mai si uscì sanza pericolo [...]. {{NDR|[[Truismi|truismo]]}} ([[s:Istorie fiorentine/Libro terzo/Capitolo 13|libro terzo, cap. XIII]]) *Sono solamente quelle guerre giuste che sono necessarie, e quelle [[arma|armi]] sono pietose dove non è alcuna speranza fuora di quelle.<ref>{{cfr}} ''[[La mente di un uomo di Stato]]'', cap. II, IX: «Quella guerra è giusta, che è necessaria.»</ref> ([[s:Istorie fiorentine/Libro quinto/Capitolo 8|libro quinto, capitolo VIII]]) *[...] meglio [[città]] guasta che perduta [...]. ([[s:Istorie fiorentine/Libro settimo/Capitolo 6|libro settimo, capitolo VI]]) ===Citazioni sulle ''Istorie fiorentine''=== *Il capolavoro storico di Machiavelli, la parte veramente geniale della sua opera, è la sezione sulla storia interna di Firenze, dagli inizi fino a circa il 1420 (2° e 3° libro) [...] nell'esposizione della storia più antica, tenuta più nella forma di uno sguardo generale che in quella di una narrazione, ebbe occasione di far fruttare per la storia le qualità che, anche tra i Fiorentini, possiede lui solo: lo sguardo ampio ed il dono di riconoscere i grandi nessi storici, e di inquadrare i fatti singoli in uno sviluppo generale. [...] basandosi sulle sue riflessioni circa i motivi che avevano prodotto l'inferiorità militare dell'Italia, ha mostrato nessi esistenti fra cose molto distanti le une dalle altre, i quali giacciono al di là dei calcoli, e perciò anche al di là dei pensieri, degli uomini della politica pratica assorbiti per lo più dalle cure del giorno. Qui Machiavelli ha pensato come storico, e non solo come politico o diplomatico.<br/>Perciò diminuì fortemente l'influenza degli individui, per lo meno l'influenza cosciente. ([[Eduard Fueter]]) *Persino la forma è qui completamente originale, tolte alcune esteriorità. Machiavelli è ancor più moderno degli umanisti. Elimina gli ultimi residui della maniera cronachistica [...] Tentò una composizione reale: i suoi libri corrispondono a raggruppamenti naturali e non sono più sezioni divise in modo puramente esteriore. Le sue introduzioni non sono più pezzi di parata appiccicati, pieni di banalità. La lingua spietatamente realistica rinunzia per lo più alle frasi di abbellimento della rettorica e dice quel che ha da dire senza circonlocuzioni. E dove il suo cuore batte, si eleva ad una eloquenza che fa apparire in tuta la loro nudità le pietose tirate dei letterati. ([[Eduard Fueter]]) ==''La mandragola''== ===[[Incipit]]=== '''Callimaco''': Siro, non ti partire, io ti voglio un poco.<br> '''Siro''': Eccomi.<br> '''Callimaco''': Io credo che tu ti maravigliassi assai della mia subita partita da Parigi; ed ora ti maravigli sendo io stato qui già un mese senza fare alcuna cosa.<br> '''Siro''': Voi dite il vero. ===Citazioni=== *''Perché la vita è brieve | e molte son le pene | che vivendo e stentando ognun sostiene; || dietro alle nostre voglie, | andiam passando e consumando gli anni, | ché chi il piacer si toglie | per viver con angosce e con affanni, | non conosce gli inganni | del mondo; o da quai mali | e da che strani casi | oppressi quasi sian tutti i mortali.'' ([[s:La mandragola/Canzone da dirsi innanzi alla commedia, cantata da ninfe e pastori insieme|Canzone {{small|da dirsi innanzi alla commedia, cantata da ninfe e pastori insieme}}]]) *E' non è mai alcuna cosa sì desperata, che non vi sia qualche via da poterne [[speranza|sperare]]; e benché la fussi debole e vana, e la voglia e il desiderio, che l'uomo ha di condurre la cosa, non la fa parere così. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto primo/Scena prima|atto I, scena I]]) *[...] quando una cosa fa per uno, si ha a credere, quando tu gliene communichi, che ti serva con fede. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto primo/Scena prima|atto I, scena I]]) *[...] le [[donna|donne]] si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole. (Siro: [[s:La mandragola/Atto secondo/Scena quinta|atto II, scena V]]) *Voi avete ad intender questo, che non è cosa più certa ad ingravidare una donna che dargli bere una pozione fatta di [[mandragora|mandragola]]. Questa è una cosa esperimentata da me dua paia di volte, e trovata sempre vera; e, se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, ed infinite altre principesse di quello stato. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto secondo/Scena sesta|atto II, scena VI]]) *Le più caritative persone che sieno sono le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e fastidii e l'utile; chi le intrattiene, ha l'utile ed e fastidii insieme. Ed è 'l vero che non è el mele sanza le mosche. (Timoteo: [[s:La mandragola/Atto terzo/Scena quarta|atto III, scena IV]]) *[...] tutte le donne hanno poco cervello; e come ne è una che sappi dire dua parole, e' se ne predica, perché in terra di ciechi chi v'ha un occhio è signore. (Timoteo: [[s:La mandragola/Atto terzo/Scena nona|atto III, scena IX]]) *[...] chi dice che gli è dura cosa l'[[attesa|aspettare]], dice el vero. (Callimaco: [[s:La mandragola/Atto quarto/Scena quarta|atto IV, scena IV]]) *E' dicono el vero quelli che dicono che le cattive compagnie conducono gli uomini alle forche, e molte volte uno càpita male cosí per essere troppo facile e troppo buono, come per essere troppo tristo. (Timoteo: [[s:La mandragola/Atto quarto/Scena sesta|atto IV, scena VI]]) *''Oh dolce [[notte]], oh sante | ore notturne e quete, | ch'i disïosi amanti accompagnate; | in voi s'adunan tante | letizie, onde voi siete | sole cagion di far l'alme beate.'' ([[s:La mandragola/Canzone dopo il quarto atto|Canzone dopo il quarto atto]]) ===[[Explicit]]=== '''Timoteo''': Andianne tutti in chiesa, e quivi direno l'orazione ordinaria; dipoi, doppo l'uficio, ne andrete a desinare a vostra posta. Voi, aspettatori, non aspettate che noi usciàno piú fuora: l'uficio è lungo, io mi rimarrò in chiesa, e loro, per l'uscio del fianco, se n'andranno a casa. Valète! ===Citazioni su ''La mandragola''=== *La ''Mandragola'' di Machiavelli vale da sola forse più di tutte le commedie di Aristofane. ([[Voltaire]]) *''La Mandragola'' è la base di tutta una nuova letteratura. È un mondo mobile e vivace, che ha varietà, sveltezza, curiosità, come un mondo governato dal caso. Ma sotto queste apparenze frivole si nascondono le più profonde combinazioni della vita interiore. L'impulso dell'azione viene da forze spirituali, inevitabili, come il fato. Basta conoscere i personaggi, per indovinare la fine. Il mondo è rappresentato come una conseguenza, le cui premesse sono nello spirito o nel carattere, nelle forze che lo movono. E chi meglio sa calcolarle, colui vince. Il soprannaturale, il maraviglioso, il caso sono detronizzati. Succede il carattere. Quello che Machiavelli è nella storia e nella politica, è ancora nell'arte. ([[Francesco De Sanctis]]) *Questo frammento appartiene alla ''Mandragola'' d'Alesside (142, KOCK), dalla quale, non sapremmo per qual tramite, deve pure aver derivata qualche cosa il capolavoro del Machiavelli. Anche in essa, infatti, si trattava di una donna fatturata con la mandragola; e chi compieva l'operazione poté ben essere un antenato di Callimaco. ([[Ettore Romagnoli]]) ==''La vita di Castruccio Castracani da Lucca''== ===[[Incipit]]=== E' pare, Zanobi e Luigi carissimi, a quegli che la considerano cosa maravigliosa, che tutti coloro o la maggiore parte di essi, che hanno in questo mondo operato grandissime cose, e intra gli altri della loro età siano stati eccellenti, abbino avuto il principio e il nascimento loro basso e oscuro, ovvero dalla fortuna fuora d'ogni modo travagliato; perché tutti o e' sono stati esposti alle fiere, o egli hanno avuto sì vile padre, che vergognatisi di quello si sono fatti figliuoli di Giove, o di qualche altro Dio. ===Citazioni=== *Sendo invitato a cena da Taddeo Bernardi lucchese, uomo ricchissimo e splendidissimo, e, arrivato in casa, mostrandogli Taddeo una camera parata tutta di drappi e che aveva il pavimento composto di pietre fine, le quali, di diversi colori diversamente tessute, fiori e fronde e simili verzure rappresentavano, ragunatosi Castruccio assai umore in bocca, lo sputò tutto in sul volto a Taddeo. Di che turbandosi quello, disse Castruccio: – Io non sapevo dove mi sputare che io ti offendessi meno. (pp. 277-278) *[...] la via dello andare allo [[inferno]] era facile, poiché si andava allo ingiù e a chiusi occhi. (p. 278) *Vedendo che uno aveva scritto sopra alla casa sua in lettere latine che Dio la guardasse dai cattivi, disse: E' bisogna che non vi entri egli. (p. 280) ==''Lettere''== *[...] nacqui [[povertà|povero]], ed imparai prima a stentare che a godere. (dalla [[s:Lettere (Machiavelli)/Lettera II a Francesco Vettori|lettera II a Francesco Vettori]], 18 marzo 1512) *Io ho letto ad questi dì ''[[Lodovico Ariosto#Orlando furioso|Orlando Furioso]]'' dello Ariosto, et veramente el poema è bello tucto, et in di molti luoghi è mirabile. Se si truova costì, raccomandatemi ad lui, et ditegli che io mi dolgo solo che, havendo ricordato tanti poeti, che m'habbi lasciato indreto come un cazo, et ch'egli ha facto ad me quello in sul suo ''Orlando'', che io non farò a lui in sul mio ''Asino''. (dalla lettera a Lodovico Alamanni, 17 dicembre 1517)<ref>In Niccolò Machiavelli, ''[https://books.google.it/books?id=JQoOAAAAQBAJpg=PA0 Tutte le opere storiche, politiche e letterarie]'', a cura di Alessandro Capata, con un saggio di Nino Borsellino, Newton Compton, Roma, 2013. ISBN 9788854155220</ref> {{int|''[[s:Lettere (Machiavelli)/Lettera XI a Francesco Vettori|Lettera XI a Francesco Vettori]]''|10 dicembre 1513}} *Magnifico ambasciatore. Tarde non furon mai grazie divine. Dico questo, perché mi pareva haver perduta no, ma smarrita la grazia vostra, sendo stato voi assai tempo senza scrivermi; ed ero dubbio donde potessi nascere la cagione. E di tutte quelle mi venivono nella mente tenevo poco conto, salvo che di quella quando io dubitavo non vi havessi ritirato da scrivermi, perché vi fussi suto scritto che io non fussi buon massaio delle vostre lettere; e io sapevo che, da Filippo e Pagolo in fuora, altri per mio conto non le haveva viste. *E poiché la [[fortuna]] vuol fare ogni cosa, ella si vuole lasciarla fare, stare quieto e non le dare briga, e aspettar tempo che la lasci fare qualche cosa agl'huomini; e all'hora starà bene a voi durare più fatica, vegliar più le cose, e a me partirmi di villa e dire: eccomi. *Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio; e in sull'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente, entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch'io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro. *E della fede mia non si doverrebbe dubitare, perché, havendo sempre observato la fede, io non debbo imparare hora a romperla; e chi è stato fedele e buono quarantatré anni, che io ho, non debbe poter mutare natura; e della fede e bontà mia ne è testimonio la povertà mia. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Favola di Belfagor arcidiavolo''=== Leggesi nelle antiche memorie delle Fiorentine cose come già s'intese per relazione d'alcuno santissimo uomo, la cui vita appresso qualunque in quelli tempi viveva era celebrata, che, standosi astratto nelle sue orazioni vide, mediante quelle, come andando infinite anime di quelli miseri mortali, che nella disgrazia di Dio morivano, allo [[Inferno]], tutte o la maggior parte si dolevono, non per altro che per aver [[matrimonio|tolta moglie]], essersi a tanta infelicità condotte. Donde che Minos, e Radamanto, insieme con gli altri Infernali Giudici n'avevano maraviglia grandissima; e non potendo credere queste calunnie, che costoro al sesso femmineo davano, esser vere, e crescendo ogni giorno le querele, ed avendo di tutto fatto a Plutone conveniente rapporto, fu deliberato d'aver sopra questo caso con tutti gli Infernali Principi maturo esamine, e pigliarne dipoi quel partito, che fusse giudicato migliore per iscuoprire questa fallacia, e conoscerne in tutto la verità. ===''Asino''=== ''I varj casi, la pena e la doglia<br />che sotto forma d'un [[asino|Asin]] soffersi,<br />canterò io, purché fortuna voglia.<br />Non cerco ch'Elicona altr'acqua versi,<br />e Febo posi l'arco, e la faretra,<br />e con la lira accompagni i miei versi;<br />sì perché questa grazia non s'impetra<br />in questi tempi; sì perch'io son certo,<br />che al suon d'un raglio non bisogna cetra.<br />Né cerco averne prezzo, premio o merto;<br />ed ancor non mi curo, che mi morda<br />un detrattore, o palese, o coperto,<br />ch'io so ben quanto gratitudo è sorda<br />a' preghi di ciascuno; e so ben quanto<br />de' benefizj un Asin si ricorda.'' ===''Legazione al duca Valentino''=== Trovandomi io al partire di costì non molto bene a cavallo, e parendomi che la commissione mia ricercasse celerità, montai a Scarperia in poste, e ne venni senza intermissione a questa volta.<br>{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ==Citazioni su Niccolò Machiavelli== *A tanto nome, nessun elogio adeguato. :''Tanto nomini nullum par elogium''. (inciso nel monumento eretto a Machiavelli nel 1787 in Santa Croce<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, 1921, pp. 52-53.</ref>) *[[Gesù|Cristo]] ha ragione e Machiavelli vince. ([[Clemente Rebora]]) *Di Machiavelli si ricorda con proterva inesattezza l'adagio di comodo maneggio individuale secondo cui il fine giustifica i mezzi, ma si ignora che l'intero corpo della sua riflessione fa perno sulla necessità di un elemento fiduciario fra governanti e governati e sulla convinzione che solo un solido apparato militare nazionale ne sia il garante interno ed esterno. ([[Walter Barberis]]) *Dopo [[Aristotele]] e [[Polibio]], Machiavelli è il primo in cui si trovi l'avviamento ad una considerazione storico-naturale della storia. ([[Eduard Fueter]]) *Due piaghe che oggi pur troppo, spero per breve tempo, contaminano le classi più agiate e minacciano di sviare il progresso Italiano: il ''Machiavellismo'' e il ''Materialismo''. Il primo, travestimento meschino della scienza d'un Grande infelice<ref>Il Machiavelli per le disavventure incontrate come uomo «pubblico». {{NDR|Nota del curatore del libro}}</ref>, v'allontana dall'amore e dall'adorazione schietta e lealmente audace della Verità. ([[Giuseppe Mazzini]]) *Fra tutti coloro che s'immaginavano di poter costruire uno Stato, il Machiavelli è senza paragone il più grande. Egli usa delle forze esistenti come di forze vive ed attive, le alternative che ci pone dinanzi sono giuste e grandiose, e non cerca mai d'illudere né sé stesso, né gli altri. ([[Jacob Burckhardt]]) *Il mondo è divenuto più simile a quello di Machiavelli. ([[Bertrand Russell]]) *Lo snobismo è ed è sempre stato una debolezza umana di tutti i tempi e di tutti i paesi. Quando il Machiavelli era ospite di casa Gismondi, vedendo che era tenuto in poco conto, si fece mandare, a mezzo del Guicciardini, un pacco di lettere coi suggelli papali, alla vista dei quali i suoi ospiti cambiarono subito linguaggio e maniere e lo trattarono con ogni riguardo e deferenza. ([[Mario Borsa]]) *Machiavelli, che passa per il genio della politica, per me è il contrario, in quanto ritiene possibile costruire lo Stato sul delitto, è l'incarnazione del nostro infantilismo politico. ([[Augusto Guerriero]]) *Machiavelli, che riconosce l'uomo come soggetto storico responsabile, capace di agire entro le leggi della realtà, sviluppando un'analisi del potere che non giustifica la tirannide, bensì smaschera le illusioni che permettono al potere arbitrario di perpetuarsi. [[Miguel de Cervantes|Cervantes]], che, con [[Don Chisciotte]], rivendica la libertà interiore e la dignità dell'ideale, anticipando una concezione europea della [[dignità umana]] come valore intrinseco, indipendente dal successo o dal riconoscimento sociale. Entrambi gli autori, pur con strumenti diversi, contribuiscono alla nascita di una coscienza moderna dell'uomo, fondata sulla responsabilità individuale e sulla consapevolezza del conflitto tra ideale e realtà. ([[Sergio Mattarella]]) *Machiavelli è il primo grande pensatore politico italiano completamente e definitivamente affrancato da ogni dipendenza culturale dalla teologia e dalla cultura cattolica: è anche il primo pensatore politico europeo interamente laico, che non fa più ricorso alle sacre scritture, cui si riferiranno ancora [[Thomas Hobbes|Hobbes]] e [[John Locke|Locke]]. ([[Umberto Cerroni]]) *Machiavelli è un grande, solitario testimone del tramonto politico di una civiltà intellettuale altissima. Ha in sé qualcosa di [[Dante Alighieri|Dante]], appassionato politico e sdegnoso esule, e di [[Martin Lutero|Lutero]]. È l'ultima grande voce della nostra tradizione realistica e il primo riformatore moderno della coscienza italiana. ([[Umberto Cerroni]]) *Machiavelli scriveva rivolgendosi solo a un certo numero di iniziati. I dottrinari del realismo politico parlano al pubblico. ([[Georges Bernanos]]) *Non siamo un popolo né di santi né di poeti né di artisti né di navigatori: siamo un popolo di pesci in barile. Il nostro modello non è il Machiavelli del «fine che giustifica i mezzi» ma il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] del «''proprio particulare''». ([[Roberto Gervaso]]) *''Quel grande | che temprando lo scettro a' regnatori | gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela | di che lagrime grondi e di che sangue.'' ([[Ugo Foscolo]]) *Teorico politico; uomo moderno perché esterna una concezione dello [[Stato]] ribelle alla trascendenza e pensa un'arte politica organizzatrice della pratica. ([[Piero Gobetti]]) *Un'asinina lettura del Machiavelli gli attribuisce la formula: il fine giustifica i mezzi. In realtà, per Machiavelli è il fine a imporre la sua forma ai mezzi. ([[Renato Farina]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Fra tanto infuriare di prose rettoriche e poetiche comparve la prosa del Machiavelli, presentimento della prosa moderna. Qui l'uomo è tutto, e non ci è lo scrittore, o ci è solo in quanto uomo. Il Machiavelli sembra quasi ignori che ci sia un'arte dello scrivere, ammessa generalmente e divenuta moda o convenzione. Talora ci si prova, e ci riesce maestro: ed è, quando vuol fare il letterato anche lui. L'uomo è in lui tutto. Quello che scrive, è una produzione immediata del suo cervello, esce caldo caldo dal di dentro, cose e impressioni spesso condensate in una parola. Perché è un uomo che pensa e sente, distrugge e crea, osserva e riflette, con lo spirito sempre attivo e presente. Cerca la cosa, non il suo colore; pur la cosa vien fuori insieme con le impressioni fatte nel suo cervello, perciò naturalmente colorita, traversata d'ironia, di malinconia, d'indignazione, di dignità, ma principalmente lei nella sua chiarezza plastica. *Il Machiavelli va più in là. Egl'intravede una specie di fisica sociale, come si direbbe oggi, un complesso di leggi che regolano non solo gl'individui, ma la società e il genere umano. Perciò patria, libertà, nazione, umanità, classi sociali sono per lui fatti non meno interessanti che le passioni, gl'interessi, le opinioni, le forze che movono gl'individui. E se vogliamo trovare lo spirito o il significato di questa epoca, molto abbiamo ad imparare nelle sue opere. Indi è che come carattere morale, il segretario fiorentino ispira anche oggi vive simpatie in tutti gl'intelletti elevati, che sanno mirare al di là della scorza nel fondo delle sue dottrine, e come forza intellettuale, unisce alla profonda analisi del [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] una virtù sintetica, una larghezza di vista, che manca in quello. Lui, è un punto di partenza nella storia, destinato a svilupparsi; l'altro è un bel quadro, finito e chiuso in sé. *Quando Machiavelli scrivea queste cose, l'Italia si trastullava ne' romanzi e nelle novelle, con lo straniero a casa. Era il popolo meno serio del mondo e meno disciplinato. La tempra era rotta. Tutti volevano cacciar lo straniero, a tutti ''puzzava il barbaro dominio'', ma erano velleità. E si comprende come il Machiavelli miri principalmente a ristorare la tempra attaccando il male nella sua radice. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Clizia|Clizia]]'', in ''Niccolò Machiavelli: Tutte le opere'', Sansoni editore, 1971. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Decennali|Decennali]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 351-376. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati|Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume II, pp. 123-127. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Dell'arte della guerra|Dell'arte della guerra]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume II, pp. 177-387. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio|Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio]]'', in ''Tutte le opere di Niccolò Machiavelli'', a cura di Mario Martelli, Sansoni Editore, Firenze, 1971. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Discorso intorno alla nostra lingua|Discorso intorno alla nostra lingua]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 115-130. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Favola di Belfagor arcidiavolo|Favola di Belfagor arcidiavolo]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 131-141. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:I capitoli|I capitoli]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 412-431. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Il Principe|Il Principe]]'', Italia, 1814. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Istorie fiorentine|Istorie fiorentine]]'', in ''Niccolò Machiavelli: Tutte le opere'', Sansoni editore, 1971. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:L'Asino (Machiavelli)|L'Asino]]'', in ''Opere di Niccolò Machiavelli'', Firenze, Gaetano Cambiagi, 1782, volume VI, pp. 377-411. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:La mandragola|La mandragola]]'', a cura di Guido Davico Bonino, Einaudi, Torino, 1964. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:La vita di Castruccio Castracani da Lucca|La vita di Castruccio Castracani da Lucca]]'', in ''Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio'', Nicolò Bettoni, Milano, 1824, pp. 243-282. *Niccolò Machiavelli, ''[[s:Lettere (Machiavelli)|Lettere]]'', in ''Opere'', a cura di Mario Bonfantini, R. Ricciardi Editore, Milano-Napoli, 2006. ==Altri progetti== {{Interprogetto|b=Il_Principe|w|s=Autore:Niccolò Machiavelli}} ===Opere=== {{Pedia|Decennali|''Decennali''|(1509)}} {{Pedia|Il Principe|''Il principe''|(1513)}} {{Pedia|La Mandragola|''La Mandragola''|(1513)}} {{Pedia|Lettera a Francesco Vettori|''Lettera a Francesco Vettori''|(1513)}} {{Pedia|L'asino d'oro (Machiavelli)|''L'asino''|(1517)}} {{Pedia|Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio|''Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio''|(1519)}} {{Pedia|Dell'arte della guerra|''Dell'arte della guerra''|(1520)}} {{Pedia|La vita di Castruccio Castracani da Lucca|''La vita di Castruccio Castracani da Lucca''|(1520)}} {{Pedia|Clizia (Machiavelli)|''Clizia''|(1525)}} {{Pedia|Istorie Fiorentine|''Istorie Fiorentine''|(1525)}} {{Pedia|Belfagor arcidiavolo|''Belfagor arcidiavolo''|(1527)}} {{DEFAULTSORT:Machiavelli, Niccolò}} [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] cofzmt7hiobfohiz4p9zpvws29v1s01 Iliade 0 788 1429725 1417303 2026-10-16T23:31:22Z Udiki 86035 /* Citazioni */ 1429725 wikitext text/x-wiki {{torna a|Omero}} [[Immagine:Achilles by Lycomedes Louvre Ma2120.jpg|thumb|right|Achille]] '''''Iliade''''', poema epico attribuito al poeta greco [[Omero]]. ==[[Incipit]]== ===Rosa Calzecchi Onesti=== <poem>Canta, o dea, l'ira d'Achille Pelide, rovinosa, che infiniti dolori inflisse agli Achei, gettò in preda all'Ade molte vite gagliarde d'eroi, ne fece il bottino dei cani, di tutti gli uccelli — consiglio di Zeus si compiva — da quando prima si divisero contendendo l'Atride signore d'eroi e Achille glorioso. Ma chi fra gli dèi li fece lottare in contesa? Il figlio di Zeus e Latona; egli, irato col re, mala peste fe' nascer nel campo, la gente moriva, perché Crise l'Atride trattò malamente.</poem> {{NDR|Omero, ''Iliade'', traduzione di Rosa Calzecchi Onesti, Einaudi, 1990}} ===Giovanni Cerri=== <poem>Canta, o dea, l'ira di Achille figlio di Peleo, rovinosa, che mali infiniti provocò agli Achei e molte anime forti di eroi sprofondò nell'Ade, e i loro corpi fece preda dei cani e di tutti gli uccelli; si compiva il volere di Zeus, dal primo istante in cui una lite divise l'Atride, signore di popoli, ed Achille divino. Ma chi fu, tra gli dèi, colui che li spinse a contesa? Fu il figlio di Leto e di Zeus: adiratosi contro il re, scatenò sull'esercito un morbo maligno, e la gente moriva, perché il figlio di Atreo non aveva fatto onore a Crise.</poem> {{NDR|Omero, ''Iliade'', traduzione di Giovanni Cerri, Rizzoli, 1999}} ===Franco Ferrari=== <poem>Canta, Musa, l'ira di Achille Pelide, l'ira sciagurata che lutti innumerevoli impose agli Achei precipitando alla casa dei morti molte anime forti di eroi e facendo dei loro corpi la preda di cani, il banchetto di rapaci: si attuava il piano di Zeus da quando, scontratisi, si separarono l'Atride capo di genti e Achille divino. Quale dio li spinse a scendere in lotta? Il figlio di Latona e di Zeus che sdegnatosi con il comandante supremo seminò fra i soldati un morbo maligno e la gente moriva dopo che il figlio di Atreo offese Crise, il sacerdote venuto alle navi degli Achei per riscattare la figlia con doni infiniti.</poem> {{NDR|Omero, ''Iliade'', traduzione di Franco Ferrari, Mondadori, 2018}} ===Nicola Festa=== Canta, o dea, l'ira del Peleiade Achille, l'ira funesta che innumerevoli affanni diede agli Achei, molte gagliarde anime di prodi gettò ad Aide; e rendeva essi stessi preda a cani e uccelli rapaci, compiendosi il disegno di Dia, fin da quando vennero da prima in discordia e contesa l'Atreide signore di uomini e il divo Achille. {{NDR|Omero, ''Iliade'', traduzione di Nicola Festa, Sandron, Palermo-Milano, 1919}} ===Vincenzo Monti=== <poem>Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi, e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de' prodi Atride e il divo Achille. E qual de' numi inimicolli? Il figlio di Latona e di Giove. Irato al Sire destò quel Dio nel campo un feral morbo, e la gente perìa: colpa d'Atride che fece a Crise sacerdote oltraggio.</poem> {{NDR|Omero, ''Iliade'', traduzione di Vincenzo Monti, Società Tipografica de' Classici Italiani, 1825}} ==Citazioni== *''Il sogno viene da Zeus.'' (lib. I, v. 63) :Ὄναρ ἐκ Διός ἐστιν. *{{NDR|Descrivendo la [[peste|pestilenza]] scatenata da Apollo sul campo dei greci}} ''Prima i giumenti e i presti veltri assalse, | poi le schiere a ferir prese, vibrando | le mortifere punte; onde per tutto | degli esanimi corpi ardean le pire.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro I|I]], vv. 65-69; 1825) *''Crise, il re sommo Agamennón mi manda | a ti render la figlia, e offrir solenne | un'ecatombe a Febo, onde gli sdegni | placar del nume che gli Achei percosse | d'acerbissima piaga.'' ([[Ulisse]] al padre di Criseide: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro I|I]], vv. 584-588; 1825) *''Tutti ancora dormìan per l'alta notte | i guerrieri e gli Dei; ma il dolce sonno | già le pupille abbandonato avea | di Giove che pensoso in suo segreto | divisando venìa come d'Achille, | con molta strage delle vite argive, | illustrar la vendetta.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro II|II]], vv. 1-7; 1825) *''S'alzò, si mise a sedere, indossò il [[chitone]] delicato, | bello, pulito, intorno si mise un largo mantello, | ai piedi vigorosi calzò i sandali belli, | alle spalle si appese la spada con le borche d'argento; | prese infine lo scettro paterno, per sempre durevole; | e si recò con questo alle navi degli Achei vestiti di bronzo.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro II|II]], vv. 42-47; 1999) *''Tu codardo, tu imbelle, e nei consigli | nullo e nell'armi.'' {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} (Ulisse a un uomo del popolo: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro II|II]], vv. 262-263; 1825) *''Poiché sotto i lor duci ambo schierati | gli eserciti si fur, mosse il troiano | come stormo d'augei, forte gridando | e schiamazzando, col romor che mena | lo squadron delle [[gru]], quando del verno | fuggendo i nembi l'oceàn sorvola | con acuti clangori, e guerra e morte | porta al popol [[pigmei|pigmeo]].'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro III|III]], vv. 1-8; 1825) *''Incostante, com'aura, è per natura | de' giovani il pensier.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro III|III]], vv. 142-143; 1825) *''Nell'auree sale dell'Olimpo accolti | intorno a Giove si sedean gli Dei | a consulta. Fra lor la veneranda | Ebe versava le nettaree spume, | e quelli a gara con alterni inviti | l'auree tazze vôtavano mirando | la troiana città.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro IV|IV]], vv. 1-7; 1825) *''Allor Palla Minerva a [[Diomede|Dïomede]] | forza infuse ed ardire, onde fra tutti | gli Achei splendesse glorïoso e chiaro. | Lampi gli uscìan dall'elmo e dallo scudo | d'inestinguibil fiamma, al tremolìo | simigliante del vivo astro d'autunno, | che lavato nel mar splende più bello.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro V|V]], vv. 1-7; 1825) *''Soli senz'alcun Dio Teucri ed Achei | così restaro a battagliar. Più volte | tra il Simoenta e il Xanto impetuosi | si assaliro; più volte or da quel lato | ed or da questo con incerte penne | la Vittoria volò.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro VI|VI]], vv. 1-6; 1825) *''Siede nel fondo del paese argivo | Efira, una città, natìa contrada | di [[Sisifo]] che ognun vincea nel senno.'' (Glauco a Diomede: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro VI|VI]], vv. 187-189; 1825) *''Quale delle foglie, | tale è la [[generazione|stirpe]] degli umani. Il vento | brumal le sparge a terra, e le ricrea | la germogliante selva a primavera.'' (lib. [[s:Iliade/Libro VI|VI]], vv. 180-183; 1825) *''Quando in [[Cielo notturno|ciel]] tersa è la Luna, | e tremole e vezzose a lei dintorno | sfavillano le stelle, allor che l'aria | è senza vento, ed allo sguardo tutte | si scuoprono le torri e le foreste | e le cime de' monti; immenso e puro | l'etra si spande, gli astri tutto il volto | rivelano ridenti, e in cor ne gode | l'attonito pastor.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro VIII|VIII]], vv. 762-770) *''Odio al par della porte atre di Pluto | colui ch'altro ha sul labbro, altro nel core.'' ([[Achille]]: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro IX|IX]], vv. 400-401; 1825) *''Se d'un compagno | mi comandate a senno mio l'eletta, | come scordarmi del divino Ulisse, | di cui provato è il cor, l'alma costante | nelle fatiche, e che di Palla è amore? | S'ei meco ne verrà, di mezzo ancora | alle fiamme uscirem; cotanto è saggio.'' (Diomede a [[Menelao]]: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro X|X]], vv. 311–317; 1825) *''Oltre sua possa, | benché abbondi il voler, nessuno è forte.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XIII|XIII]], vv. 1015-1016; 1825) *''È dolce e bello | morir pugnando per la [[patria]].'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XV|XV]], vv. 617-618; 1825) *''Stretti insieme | resistono gli Achei siccome aprico | immane scoglio che nel mar si sporge, | e de' venti sostiene e del gigante | flutto la furia che si spezza e mugge: | tali a piè fermo sostenean gli Achei | l'urto de' Teucri.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XV|XV]], vv. 782-785; 1825) *{{NDR|[[Ultime parole dai libri|Ultime parole]]}} ''Or puoi | menar gran vampo, [[Ettore (mitologia)|Ettorre]], or che ti diero | di mia morte la palma Apollo e Giove. | Essi, non tu, m'han domo; essi m'han tratto | l'armi di dosso. Se pur venti a fronte | tuoi pari in campo mi venìan, qui tutti | questo braccio gli avrìa prostrati e spenti. | Ma me per rio destin qui Febo uccide | fra gl'Immortali, e tra' mortali [[Euforbo]], | tu terzo mi dispogli. Or io vo' dirti | cosa che in mente collocar ben devi: | breve corso a te pur resta di vita: | già t'incalza la Parca, e tu cadrai | sotto la destra dell'invitto Achille.'' ([[Patroclo]] a Ettore: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XVI|XVI]], vv. 1190-1203; 1825) *''L'evento | su le ginocchia degli Dei s'asside.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XVII|XVII]], vv. 646-647; 1825) :'Aλλ' ήτοι μέν ταύτα Θεών έν γούνασι κείται *'' Non parlarmi d'accordi, abbominato | [[nemico]], ripigliò torvo il Pelìde: | nessun patto fra l'uomo ed il lïone, | nessuna pace tra l'eterna guerra | dell'agnello e del lupo, e tra noi due | né giuramento né amistà nessuna, | finché l'uno di noi steso col sangue | l'invitto Marte non satolli.'' ([[Achille]] a Ettore: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXII|XXII]], vv. 329-336; 1825) *''Ma non fia per questo | che da codardo io cada: periremo, | ma glorïosi, e alle future genti | qualche bel fatto porterà il mio nome.'' ([[Ettore (mitologia)|Ettore]]: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXII|XXII]], vv. 383-386; 1825) *{{NDR|[[Ultime parole dai libri|Ultime parole]]}} ''Ben lo previdi che pregato indarno | t'avrei, riprese il moribondo Ettorre. | Hai cor di ferro, e lo sapea. Ma bada | che di qualche celeste ira cagione | io non ti sia quel dì che Febo Apollo | e Paride, malgrado il tuo valore, | t'ancideranno su le porte Scee.'' (Ettore ad Achille: lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXII|XXII]], vv. 456-462; 1825) *Con l'[[astuzia]] riesce il {{sic|taglialegne}} molto più bravo che colla forza, con l'astuzia pure il pilota sul mare purpureo dirige la nave sbattuta dai venti, e con l'astuzia un auriga vince un auriga. Un altro, fidando nella bontà dei cavalli e del carro, gira in tondo sbadatamente di qua e di là, fa sbandare nella corsa i cavalli e non riesce a frenarli; quegli invece che sa badare al suo vantaggio, anche guidando cavalli inferiori, ha sempre di mira la meta e fa la voltata stretta, né si svia da come da principio prese a guidare con le redini di cuoio, ma tiene sicuro il suo cammino e tiene d'occhio il competitore che lo precede. (lib. XIII, 1919<!--, p. 525-->) *''Tu d'anni e di virtù mi vinci, | e dell'etade giovanil ben sai | i difetti: cuor caldo e poco senno.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXIII|XXIII]], vv. 746-748; 1825) *''Nell'uom pose il Fato alma soffrente.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXIV|XXIV]], v. 66; 1825) *''Si rivolga adesso | alla mensa il pensier, ch'anco l'afflitta | Nìobe del [[cibo]] ricordossi il giorno | che dodici figliuoi morti le furo.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXIV|XXIV]], vv. 762-765; 1825) *''Esaudì Giove il prego, e il più perfetto | degli augurii mandò, l'[[aquila]] fosca, | cacciatrice, che detta è ancor la Bruna.'' (lib. [[s:Iliade (Monti)/Libro XXIV|XXIV]], vv. 402-404; 1825) ==Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Iliade''== *In altri tempi mi dieder da bere che nel leggerlo ci provavo gusto, ma quel continuo ripeter battaglie simili tutte, quegli dei che sempre si adoperano per non concluder mai nulla, quell'Elena causa della guerra e che riesce appena ad essere un'attrice della commedia, quella Troia assediata e non presa, tutto ciò mi annoiava a morte. Qualche volta ho chiesto a gente dotta, se quella lettura li annoiasse quanto me: tutti i sinceri mi hanno confessato che il libro cadeva loro di mano, ma che tuttavia conviene averlo in biblioteca come un monumento dell'antichità e come quelle medaglie arrugginite che non possono aver corso. ([[Voltaire]]) *Io non discuterò se l'Iliade e l'Odissea siano dello stesso autore, in quanto, se io convinco il lettore che l'Odissea fu scritta da una donna e in Sicilia, va da sé che non fu scritta da Omero, giacché non vi può essere dubbio sul sesso dello scrittore dell'Iliade. Gli stessi criteri che ci obbligheranno ad attribuire l'Odissea a una donna, vietano qualsiasi altra conclusione, eccetto quella che l'Iliade fu scritta da un uomo. ([[Samuel Butler]]) *L<nowiki>'</nowiki>''Iliade'' e l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' [...] {{NDR|sono}} rimasti esemplari per tutta l'epopea occidentale sino ai tempi più recenti, sino al Goethe e al Pascoli. ([[Giorgio Pasquali]]) *L'Iliade fu sempre il poema de' valorosi. Sono ancor celebri le generose lagrime d'[[Alessandro Magno|Alessandro]] sulla tomba di Achille; ed è pure fra gli uomini divulgato che quel grande conquistatore solea chiamare l'Iliade il viatico delle sue spedizioni. ([[Vincenzo Monti]]) *Omero descrive amicizie maschili di intensità affettiva così forte da far inevitabilmente pensare a legami ben diversi da una semplice solidarietà fra compagni d'arme: e l'amicizia che a questo punto è quasi di prammatica citare è quella fra Achille e Patroclo. Un rapporto così forte da far sì che Achille, dopo la morte di Patroclo, dichiari di avere un solo scopo di vita: dopo aver vendicato l'amico, giacere con lui nella stessa fossa, per sempre, unito a lui nella morte come gli era stato in vita. Un rapporto assai diverso da quello che Achille aveva avuto con Briseide, la schiava concubina che Agamennone gli aveva sottratto quando era stato privato della schiava Criseide. Le schiave erano compagne intercambiabili: come dimostra, appunto, il gesto di Agamennone che si consola immediatamente sostituendola con un'altra, della perdita di Criseide. Il legame tra Achille e Patroclo, invece, era insostituibile. ([[Eva Cantarella]]) *Tutta l<nowiki>'</nowiki>''Iliade'' è impregnata di luce cristiana. ([[Simone Weil]]) ==Bibliografia== *Omero, ''[[s:Iliade (Monti)|Iliade]]'', traduzione di Vincenzo Monti, Società Tipografica de' Classici Italiani, Milano, 1825. *Omero, ''[https://archive.org/details/homer_iliade_1919 Iliade]'', traduzione di Nicola Festa, Sandron, Palermo-Milano, 1919. *Omero, ''Iliade'', traduzione di Giovanni Cerri, Rizzoli, Milano, 1999. ==Voci correlate== *''[[Odissea]]'' *[[Quinto Smirneo|''Posthomerica'']] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Iliade''|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'|v|v_oggetto=una lezione|testo|testo_lingua=italiana|testo_preposizione=dell'|testo2=el:Ιλιάς|testo2_lingua=greca antica|testo2_preposizione=dell'}} [[Categoria:Iliade| ]] [[Categoria:Poemi epici]] 5n3p5eoqi8alvtm36i9p268gr5xcecl Massimo Carlotto 0 1530 1429645 1295598 2026-10-16T12:10:16Z Spinoziano 2297 wlink 1429645 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Massimo Carlotto in Trento 2009 01.jpg|thumb|Massimo Carlotto alla Libreria Ubik di Trento, 17 gennaio 2009]] '''Massimo Carlotto''' (1956 – vivente), scrittore italiano. ==Citazioni di Massimo Carlotto== *Il senso di colpa di essere [[gringo]] era più efficace di un corso Weight Watchers.<ref>Da ''Il fuggiasco'', p. 69.</ref> *La [[latitanza]] è come il blues: uno stato dell'anima.<ref>Da ''Il fuggiasco'', p. 22.</ref> *Se non avessi letto [[Leonardo Sciascia|Sciascia]] probabilmente non avrei cominciato a scrivere. Sono rimasto folgorato dalla sua frase «Io scrivo per impedire che la menzogna trionfi». Per me ''«Il giorno della civetta»'' resta un faro, è sconvolgente, dopo averlo letto ti cambia il pensiero.<ref>Citato in Eleonora Lombardo, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/04/16/carlotto-e-la-sicilia-un-amore-noir-il-filo-giallo-da-capuana-a-camilleriPalermo09.html Carlotto e la Sicilia, un amore noir "Il filo giallo da Capuana a Camilleri"]'', ''la Repubblica'', 16 aprile 2015, p. 9.</ref> ==''Il mistero di Mangiabarche''== ===[[Incipit]]=== Il primo raggio di sole riuscì a penetrare il fitto intreccio di rami di pini, lecci secolari e illuminò debolmente la sagoma di un capriolo finemente cesellata sulla culatta di un fucile. L'uomo che lo imbracciava vi batté sopra l'unghia dell'indice per attirare la mia attenzione. "Se il cervo rappresenta la maestosità e il cinghiale la forza" sussurrò, "il [[capriolo]] è il simbolo della grazia e della delicatezza... La [[caccia]] a palla per eccellenza, la più difficile ed emozionante, perché si tratta dell'animale più diffidente del bosco: l'udito il suo senso più sviluppato, poi l'olfatto, quindi la vista. Se il frastuono di un aereo lo lascia del tutto indifferente, il "crac" di un ramo spezzato lo mette immediatamente in allarme." ===Citazioni=== *Bere, fumare e ascoltare blues sono le cose che preferisco in assoluto. Subito dopo ci metto [[fare l'amore]]. *Nel dormiveglia mi accorsi che stavo pensando che mi sarebbe piaciuto addormentarmi con lei al mio fianco tutte le sere. Dallo spavento feci un balzo sul letto. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''L'amore del bandito''=== ''Martedì 31 ottobre 2006'' Lo straniero ripassò per la terza volta davanti alla vetrina dell'elegante parrucchiere per signora. La donna dava le spalle allo specchio e stava scegliendo uno smalto, annuendo distrattamente ai consigli della manicure mentre un uomo sui cinquant'anni la pettinava con gesti sicuri e precisi.<br> Lo straniero si allontanò pensando che entro breve sarebbe uscita. Seguiva la donna da una settimana esatta e aveva deciso che quello sarebbe stato il giorno giusto. Si aggiustò il bavero del lungo cappotto scuro e si fermò davanti a un'altra vetrina per ammirare alcuni mobili d'antiquariato, in particolare un tavolo di fattura veneziana della seconda metà del Settecento. ===''Le irregolari-Buenos Aires Horror Tour''=== «Quanto costa a notte?»<br>«Trentacinque pesos o dollari, è la stessa cosa» rispose il portiere dell'hotel N'ounte al numero tremilatrecentoventuno di avenida Corrientes.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Storia di Gabriella, vedova di mala''=== «Una tizia mi ha dato due pezzi da dieci per avvertirti che ti aspetta fuori» mi sussurrò all'orecchio il cameriere, rabboccando il mio bicchiere di calvados.<br> Annuii stancamente: sapevo di chi si trattava. «Dille che aspetti la fine del concerto» tagliai corto.<br> Johnny Shines aveva appena iniziato a cantare ''So Glad I Found You'', accompagnato da Bart Pate all'armonica e da Gloria Sitz al piano. Vecchio e malato era tornato in Europa per l'ultima tournée. Erano ormai mesi che attendevo con impazienza di poter ascoltare quella voce roca e profonda.<br> Alla fine andai in camerino a salutarlo; lo coprii di complimenti e gli regalai una bottiglia di Old Turkey. ==Citazioni su Massimo Carlotto== *Massimo è un Maestro, sia di letteratura che di umanità e professionalità. Ciò che mi ha sempre colpito di lui, una sua dote che spesso rimane sottotraccia, nascosta dietro altre più evidenti, è la profonda curiosità intellettuale. È una persona sempre vigile, costantemente in cerca di stimoli e di nuovi territori da esplorare a livello narrativo. Ciò lo rende un autore profondamente legato ai nostri tempi e abile a leggere la realtà corrente, perché ci si immerge con maestria, intingendo la propria penna di quel magma di sentimenti umani, fatti, devianze, desideri e bisogni, che sono la realtà. ([[Piergiorgio Pulixi]]) *Perché scrivere significa ricoprire il veleno per topi con il cioccolato: amo scrittori come [[Jim Thompson]] e [[James Ellroy]] esattamente per questo. Ma l'autore che più di tutti riesce a essere privo di sentimentalismo è un italiano, che vorrei fosse tradotto di più in inglese: Massimo Carlotto. È uno scrittore di noir al quadrato, di quelli che ti mettono alla prova. In America uno come lui non c'è. Neanch'io potrei leggere Carlotto tutto il tempo. Non ce la farei. ([[Josh Bazell]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Massimo Carlotto, ''Il fuggiasco'', Edizioni e/o, Roma, 1996. ISBN 8876412972 *Massimo Carlotto, ''Il mistero di Mangiabarche'', Edizioni e/o, Roma, 1997. ISBN 88-7641-309-X *Massimo Carlotto, ''L'amore del bandito'', Edizioni e/o, Roma, 2009. ISBN 978-88-7641-873-0 *Massimo Carlotto, ''Storia di Gabriella, vedova di mala'', ne ''L'alligatore'', Edizioni e/o (I super e/o), Roma, 2007. ISBN 978-88-7641-795-5 ==Film== *''[[Arrivederci amore, ciao]]'' (2006) – soggetto ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Carlotto, Massimo}} [[Categoria:Scrittori italiani]] 78icfi9hinivr2alp3750zrqhzzjz38 Bruno Munari 0 1573 1429787 1417461 2026-10-17T10:21:14Z Simonsegni 106283 [[Teorema di Pitagora]] 1429787 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Bruno Munari 1.jpg|thumb|Bruno Munari]] '''Bruno Munari''' (1907 − 1998), grafico e designer italiano. *C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i [[bambini]] facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. (da ''Fantasia'') *Il [[sogno]] dell'artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali. (da ''Artista e designer'') *L'[[arte]] è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nelle forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi. (da ''Munari 80'') *Mentre i negativi-positivi sono costruiti con tinte sature piatte, senza alcun segno "espressionista", in uno spazio geometrico organizzato da ritmi rigidi, e dove tutto lo spazio è significante; i segni sono invece delle forme appoggiate sul fondo, senza problemi di ambiguità percettiva, dove il valore è dato dall'energia, dal colore materico, dalle dimensioni, dai collegamenti, dagli spazi vuoti. (da ''Simultaneità degli opposti'') *L'[[uovo]] ha una forma perfetta benché sia fatto col culo. (Da ''Verbale scritto''. Citato in Giorgio Maffei, ''Munari: i libri'', Bonnard, 2007, p. 174) *Nelle pitture di [[Michelangelo Merisi da Caravaggio|Caravaggio]] ci sono effetti di [[luce]]. L'interruttore non so dov'è. (da ''Occhio alla luce'') *Perché non facciamo una fantasia sull'alfabeto... fantastico, imprevisto, con lettere tutte diverse di dimensioni, di forma, di materia, di colore; buttate per aria con allegria... (da ''Alfabeto Lucini'') *Quando tutto è arte niente è arte. (da ''Munari 80'') *Struttura montabile e smontabile in varie combinazioni. Abitacolo è una struttura abitabile, un supporto quasi invisibile per il proprio microcosmo. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone. (da ''Artista e designer'') *Un dizionario dei gesti italiani è divertente e utile, tanto più se pensiamo che gli italiani, appunto, sono conosciuti in tutto il mondo perché si esprimono, oltre che con le parole, anche con i gesti. (da ''Il dizionario dei gesti italiani'') *Un esempio di forma spontanea è la [[lampada]] di maglia Falkland. Il materiale è un tubo di filanca. Da molto tempo pensavo all'elasticità come componente formale di oggetti e un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada. – Noi non facciamo lampade, signore. – Vedrete che le farete. E così fu. (da ''Fantasia'') *[...] cos'è l'arte concreta? Prendiamo come esempio il [[teorema di Pitagora]]. Questa figura [...], prima era nella mente di Pitagora e nessuno la vedeva e la poteva conoscere. Disegnandolo su di una superficie piana, questo pensiero prende corpo, diventa concreto, è lui, non “rappresenta” altro che se stesso. Questo vuol dire poter vedere un pensiero, ora questo pensiero può essere scientifico come quello di Pitagora o artistico come quello di Mondrian, di Arp, di Bill, di... può essere a due dimensioni, a tre, a quattro, con colore o senza, con movimento per mostrare come una forma può trasformarsi in un'altra.<ref>Da ''Costruttivismo, concretismo, cinevisualismo + nuova visualità internazionale'', catalogo della mostra (Sanremo), a cura di Anna Canali, Arte Struktura, Milano, 1997, pp. 100-101.</ref> *{{NDR|Su [[Víctor Simonetti]]}} ''Ecco quindi che l’interesse di Víctor si orienta su “come una cosa'' | ''diventa un’altra”. Vuole capire come si comportano i vettori e'' | ''crea modelli di esplorazione dei fenomeni naturali.'' | ''Da quel momento gli amici lo chiamano Vector invece di Víctor.'' | ''Nelle sue opere insolite come aspetto, le immagini si formano e si'' | ''disfano a piacere, come le nuvole, come nella natura.''<ref name="Ciao Pitagora">Da [[Víctor Simonetti]], ''Ciao Pitagora'', Corraini Edizioni, Mantova, 1995. p. 3.</ref> *''Effettivamente, come dicono i cinesi, l’unica costante della realtà è la mutazione.''<ref name="Ciao Pitagora" /> ==''Arte come mestiere''== *Occorre far capire che finché l'arte resta estranea ai problemi della vita, interessa solo a poche persone. *Non ci deve essere un'arte staccata dalla vita: cose belle da guardare e cose brutte da usare. *Se volete poi sapere qualcosa di più sulla [[bellezza]], che cos'è esattamente, consultate una storia dell'arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri (o apolli) messi assieme e confrontati, fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quello che è bello, disse il [[rospo]] alla rospa, ma è bello quello che piace. ==Versi== *''Ogni [[libro]] è letto | ma ogni letto non è anche un libro.'' (da ''Domus'', n. 760, 1994) *''ALBERO | l'esplosione | lentissima | di | un | seme.'' (da ''Verbale scritto'', Il melangolo, 1992) *''ALBERO | l'esplosione lentissima | di un seme.'' (da ''Fenomeni bifronti'', Etra/Arte, 1993) *''Quando qualcuno dice: | questo lo so fare anch'io, | vuol dire | che lo sa rifare | altrimenti | lo avrebbe già fatto prima.'' (da ''Verbale scritto'', Il melangolo, 1992) ==Citazioni su Bruno Munari== *Non parlo poi di Munari. Munari o della Follia. Follia con F maiuscola: l'inventore delle macchine inutili (che hanno avuto l'alto onore di essere illustrate da ''La Lettura'', l'inventore dei grafici della pazzia, si convinca che il suo spirito è fuori fase. Gli schizofrenici i quali si credono la Svizzera, capaci di produrre perciò formaggi e orologi ottimi, sono più vicini all'equilibrio mentale. Non avveleniamo il pubblico, che è per lo più massa, con questi contorcimenti del pensiero. Ridiamo e facciamo ridere, ma in altro modo. ([[Anonimo]], 1931) *[...] una delle maggiori intelligenze creative del Novecento [...]. ([[Germano Beringheli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruno Munari, ''Arte come mestiere'', Economica Laterza 1966. *Bruno Munari, ''Artista e designer'', Economica Laterza 1971. *Bruno Munari, ''Fantasia'', Universale Laterza 1977. *Bruno Munari, ''Munari 80 a un millimetro da me'', Scheiwiller 1987. *Bruno Munari, ''Simultaneità degli opposti'', Edizioni Corraini 1989. *Bruno Munari, ''Verbale scritto'', Il melangolo 1992. *Bruno Munari, ''Il dizionario dei gesti italiani'', Adnkronos Libri 1994. == Altri progetti== {{interprogetto|w}} {{DEFAULTSORT:Munari, Bruno}} [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] sc7o7zgcy30seq96lz1j72xr89lgpeg Coraggio 0 1577 1429785 1399761 2026-10-17T09:10:25Z Spinoziano 2297 +1 1429785 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Jean-Jacques-François Le Barbier - Courage des femmes de Sparte.jpg|thumb|upright=1.4|''Il coraggio delle donne spartane'' (J.J.F. Le Barber)]] Citazioni sul '''coraggio'''. ==Citazioni== *A casa credono spesso che siamo così coraggiosi da non tenere la vita in alcun conto; io però ho vissuto abbastanza a lungo tra i combattenti per sapere che non esiste un uomo senza paura. Senza la paura anche il coraggio sarebbe privo di senso; essa è l'ombra scura contro cui il rischio appare più vivace e più attraente. ([[Ernst Jünger]]) *''Abbi coraggio, ma non per dimostrarlo.'' ([[Joachim Ringelnatz]]) *Che cos'è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l'umile mosca nella foschia fosca nella notte losca... e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l'esploratore non teme l'avventura? Perché ha coraggio! (''[[Il mago di Oz (film 1939)|Il mago di Oz]]'') *Che la Fortuna ajuta i coraggiosi. ([[Niccolò Forteguerri]]) *Che poi definire il coraggio non è facile. A me viene in mente la parola "responsabilità". Vale a dire prendersi carico, prendere in carico ciò che ci sta attorno, a cominciare dal proprio destino. Autenticamente, quotidianamente, per quello che è. ([[Giorgio Terruzzi]]) *Chi manca di coraggio è esuberante d'astuzia. ([[William Blake]]) *Chi possiede coraggio e carattere, è sempre molto inquietante per chi gli sta vicino. ([[Herman Hesse]]) *Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero coraggio. ([[Giacomo Leopardi]]) *Ci vuole coraggio per guardarsi dentro, e più coraggio per scriverlo e farlo leggere dagli altri. ([[Benjamin Sisko]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'') *Coraggio?!? Anche un cane ha coraggio. (''[[Braveheart - Cuore impavido]]'') *Coraggio è fare quello che hai paura di fare. Non può esserci coraggio se non sei spaventato. ([[Eddie Rickenbacker]]) *Da dove prendere il coraggio? I coraggiosi non lo restituiscono. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *''Dal coraggio nell'andare a cavallo vengono | le prime scintille di una risoluzione crescente, | che eleva l'anima ad azioni nobili''. ([[John Webster]]) *Dev'essere necessario un grande coraggio per donare a molti quel che spesso non si dà che all'amato. ([[Anaïs Nin]]) *E con questo sembrava intendere non soltanto che il coraggio più degno di fiducia e più utile è quello che sorge dalla giusta stima del pericolo da affrontare, ma anche che un uomo che non abbia nessuna paura è un compagno di gran lunga più pericoloso di un vigliacco. ([[Herman Melville]]) *È coraggioso colui che teme quel che deve temersi, e non teme quel che non deve temersi. ([[Lev Tolstoj]]) *È di sicuro più semplice che ci sia un eroe disposto a calarsi in un pozzo dentro cui tutti sanno che vive un drago, piuttosto che trovare un uomo che mostri il coraggio di scendere in un pozzo le cui profondità celano un mistero. ([[Sabahattin Ali]]) *È questo in fondo l'unico coraggio che si richieda a noi: essere coraggiosi verso quanto di più strano, prodigioso e inesplicabile ci possa accadere. ([[Rainer Maria Rilke]]) *E un cane, un cavallo, qualsiasi essere vivente potrà mai essere coraggioso se non ha anche istinto aggressivo? ([[Platone]], ''[[La Repubblica (dialogo)|La Repubblica]]'') *Ecco cos'è il coraggio. Non è solo sopravvivere all'incubo, ma farne qualcosa, dopo. Essere abbastanza coraggiosi da parlarne ad altri. Cercare di organizzarsi per cambiare le cose. E improvvisamente fui così nauseata dal mio silenzio che sentii il bisogno di parlare anch'io. ([[Leslie Feinberg]]) *Essere coraggiosi non significa non avere paura. Significa avere paura ma non mollare. (''[[The Conjuring - Per ordine del diavolo]]'') *Già, ma scattare è muoversi; rimanere ben saldi sulle gambe, quello è coraggio. ([[William Shakespeare]], ''[[Romeo e Giulietta]]'') *Gli uomini coraggiosi sono tutti dei vertebrati: sono morbidi in superficie e duri nel mezzo. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *Ho un cuore coraggiosissimo... Sono le gambe che mi fregano. (''[[Il viaggio fantastico di Sinbad]]'') *I capi aggiungeranno al popolo: C'è qualcuno che abbia paura e cui venga meno il coraggio? Vada, torni a casa, perché il coraggio dei suoi fratelli non venga a mancare come il suo. (''[[Deuteronomio]]'') *I coraggiosi sono semplicemente coloro che hanno chiara la visione di ciò che gli sta dinanzi, gloria o pericolo che sia, e pur tuttavia gli corrono incontro. (''[[Kate & Leopold]]'') *I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui. ([[Ennio Flaiano]]) *I [[Temerarietà|temerari]] fanno ogni cosa senza riflessione; ma i coraggiosi riflettono sui pericoli al loro sopraggiungere e li affrontano intrepidamente. ([[Iperide]]) *Il coraggio che rimuove troppo radicalmente il dolore avvelena questo e noi stessi. ([[Marguerite Yourcenar]]) *Il coraggio che va contro l'opportunità militare è stupidità, oppure, se c'è l'insistenza di un comandante, irresponsabilità. ([[Erwin Rommel]]) *Il coraggio è abitudine. ([[Slogan fascisti|slogan fascista]]) *Il coraggio e l'[[amore]] sono le uniche virtù indispensabili; esse manterranno vive l'anima anche se tutte le altre dovessero addormentarsi o venire eclissate. ([[Sri Aurobindo]]) *Il coraggio è l'unica magia che val la pena di possedere. ([[Erica Jong]]) *Il coraggio e la [[perseveranza]] possiedono un talismano magico di fronte al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nel nulla. ([[John Quincy Adams]]) *Il coraggio è sempre rispettato, anche in un nemico. ([[Alexandre Dumas padre]]) *Il coraggio è una follia, ma una follia piena di grandezza. ([[Reinaldo Arenas]]) *Il coraggio non è mai stato non avere paura. Le persone coraggiose sono quelle che affrontano i loro timori e le loro incertezze, sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio usandole per diventare ancora più forti. ([[Fabio Caressa]]) *Il coraggio non è punto nemico della tenerezza; ed anzi gli uomini, come pure le donne, che furono capaci di atti coraggiosissimi, ebbero di consueto carattere affettuoso e gentile. ([[Samuel Smiles]]) *Il coraggio, non è semplicemente una delle virtù, ma la forma di ogni virtù quando giunge alla prova, vale a dire, nel punto della più alta realtà. ([[Clive Staples Lewis]]) *Il coraggio non sempre equivale a prodezza. Il coraggio è avere l'ardire di fare ciò che è giusto, malgrado la debolezza della nostra carne. (''[[The Help]]'') *Il coraggio non teme il delitto e l'onestà non teme l'autorità. ([[Victor Hugo]]) *Il coraggio percorre una distanza breve; dal cuore alla testa, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma; in un'emorragia, forse, o in una donna, ed è un guaio essere nella corrida quando se n'è andato, dovunque sia andato. ([[Ernest Hemingway]]) *Il coraggio più difficile, e a' deboli specialmente più necessario, è il coraggio di saper soffrire al bisogno. ([[Niccolò Tommaseo]]) *Il coraggio può vincere anche l'amore. (''[[La falena d'argento]]'') *Il coraggio rende sorda la coscienza, affinché non senta le parole di una visione di morte ma quando quel coraggio finisce, le sue orecchie si spalancano udendo il suono di un'idiozia. ([[Isabella Santacroce]]) *Il coraggio s'impara a gustare col tempo. ([[Erica Jong]]) *Il coraggio uno non se lo può dare. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Il diamante prezioso, racchiuso con dieci sbarre di ferro in uno scrigno, è il coraggio in un cuor leale. ([[William Shakespeare]]) *Il forte non può essere coraggioso. Solo il debole può esserlo. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *Il [[sangue]] e il coraggio s'infiammano di più a risvegliar un leone, cha a dar la caccia a un timido daino. ([[William Shakespeare]]) *Il vero coraggio consiste nel vivere e soffrire per ciò in cui credi. ([[Christopher Paolini]]) *Il vero coraggio è ammettere le proprie debolezze, rialzarsi e continuare. Non è affatto coraggioso chi sopprime i propri sentimenti e le proprie fragilità. ([[Malala Yousafzai]]) *Il vero coraggio è la quantità di simulazione disponibile. ([[Paul Valéry]]) *L'identificazione del coraggio con la verità è un fatto comune nella storia, anche ai giorni nostri: il presentatore televisivo americano Bill Maher fu cacciato dal canale per cui lavorava per aver notato che gli attentatori suicidi dell'11 settembre erano stati coraggiosi. Il buon senso impone che nessun tratto positivo venga associato a persone le cui azioni e idee sono ripugnanti. Sfortunatamente, questa equazione permette alla gente di dare valore a idee discutibili ammantandole di coraggio, come se un codardo non potesse dire qualcosa di vero o un uomo coraggioso qualcosa di falso. ([[Tamim Ansary]]) *L'importante nella vita è il coraggio. [...] Sentite questo esempio che vi faccio: se noi quattro stessimo camminando sopra un ponte e se ci fosse una persona che stesse affogando nel fiume, noi avremmo il coraggio di... Chi di noi avrebbe il coraggio di gettarsi nell'acqua e salvare quella persona dalla morte? Perché... questa, questa è una domanda chiave. Ecco, io, io... io proprio non so nuotare quindi non dovrò mai farmela. (''[[Manhattan (film)|Manhattan]]'') *L'uomo coraggioso può meglio che altri mostrare generosità; o piuttosto è a lui naturale di esercitarla. ([[Samuel Smiles]]) *L'uomo è mortale, e v'è un punto oltre il quale il coraggio umano non può giungere. ([[Charles Dickens]]) *Le persone coraggiose e di carattere riescono sempre sospette agli altri. ([[Herman Hesse]]) *Mi sono imposto di avere il coraggio di dire tutto quello che ho il coraggio di fare. ([[Michel de Montaigne]]) *Molte volte più nelle cose piccole che nelle grandi si conoscono i coraggiosi. ([[Baldassarre Castiglione]]) *Non c'è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare. ([[Giuseppe Diana]]) *Non è coraggio senza pazienza. ([[Niccolò Tommaseo]]) *Non ha nulla nello stomaco. Soltanto coraggio. (''[[Un dollaro d'onore]]'') *Non serve fegato per fare qualcosa quando non puoi fare nient'altro. ([[John Steinbeck]]) *Non sono mai tanto coraggioso come quando è necessaria la forza. ([[Klemens von Metternich]]) *Parole, perché tra il "dire" e il "fare" c'è di mezzo il coraggio! ([[Pino Roveredo]]) *Per la politica il carattere conta molto più dell'intelligenza: è il coraggio che conquista il mondo. ([[Joseph Göbbels]]) *Qualcuno non ha preso la spremuta di coraggio stamattina. (''[[Psych (seconda stagione)|Psych]]'') *Quello che ho dentro va dritto fino al cuore e si chiama coraggio. (''[[Wolverine Saga]]'') *Rifiutarsi di riconoscere un pericolo quando ci pende sulla testa è da stupidi, non da coraggiosi. ([[Arthur Conan Doyle]]) *Se è una rondine a parlare su questo tema {{NDR|il coraggio}}, mi viene da ridere; ma se fosse un'aquila, ascolterei con la massima attenzione. ([[Cleomene I]]) *''Se il Coraggio, ti è negato – | va oltre il Coraggio – | può appoggiarsi alla Tomba, | se ha paura di deviare.'' ([[Emily Dickinson]]) *Se l'[[angoscia]] viene definita la coscienza di essere finiti, [[Dio]] lo dobbiamo chiamare il fondamento infinito del coraggio. ([[Paul Tillich]]) *Senza un po' di coraggio non si può scrivere nemmeno un'osservazione sensata su se stessi. ([[Ludwig Wittgenstein]]) *Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gloria come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. ([[Tucidide]]) *Solo i coraggiosi sanno perdonare. ([[Laurence Sterne]]) *Sono sempre rimasto impressionato dal fatto che siamo qui, su questo pianeta, e siamo sopravvissuti, grazie all'indomabile coraggio di persone normali, che lottano, quasi alla cieca, contro ostacoli quasi insormontabili: giungle, vulcani, animali selvaggi... ([[J. R. R. Tolkien]]) *''Sostienmi, o mio coraggio. Ecco l'orrendo | volto di [[morte]]! Arricciasi ogni pelo, | e l'[[Anima|alma]] al cor precipita fremendo''. ([[Vincenzo Monti]]) *Una visione chiara del possibile e dell'impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera, basta a cancellare i desideri insaziabili ed i vani timori: da questo, e non da altro derivano la [[temperanza]] ed il coraggio, virtù senza le quali la [[vita]] è solo un vergognoso delirio. ([[Simone Weil]]) *Vi è, non è vero? un certo coraggio ''sui generis'', così detto della paura, il quale, alle volte, spinge anche i timidi a compiere prodigi di valore... ([[Gerolamo Rovetta]]) *Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede. ([[Harper Lee]]) ===[[Oriana Fallaci]]=== *Il coraggio cieco e sordo e illimitato e suicida, che nasce dall'amore. Non ha confini il coraggio che nasce dall'amore e per amore si realizza. Non tiene conto di alcun pericolo, non ascolta nessuna forma di raziocinio. Pretende di muovere le montagne e spesso le muove. *Il coraggio è fatto di paura. *La storia dell'Uomo è anzitutto e soprattutto una storia di coraggio: la prova che senza il coraggio non fai nulla, che se non hai coraggio nemmeno l'intelligenza ti serve. E il coraggio ha molti volti: il volto della generosità, della vanità, della curiosità, della necessità, dell'orgoglio, dell'innocenza, dell'incoscienza, dell'odio, dell'allegria, della disperazione, della rabbia, e perfino della paura cui rimane spesso legato da un vincolo quasi filiale. ===[[Ugo Foscolo]]=== *Cos'è il coraggio voto di forza? *Il coraggio fu sempre dominatore dell'universo perché tutto è debolezza e paura. *Il coraggio non deve dare diritto per opprimere il debole. ===[[Jean Jaurès]]=== *L'umanità è maledetta se per dare prova di coraggio è condannata a uccidere eternamente. *Il coraggio è comprendere la propria vita, precisarla, approfondirla. *Il coraggio è dominare le proprie mancanze, soffrirne ma non esserne schiacciati. ===''[[Pretty Cure]]''=== *Bisogna avere coraggio nella vita. Più si ha coraggio, più facilmente si superano tutte le difficoltà. *Il coraggio senza il potere è più debole del male. *Non è la forza, no, ciò che attrae il potere della Rosa non è l'arroganza dei forti, ma il coraggio. Il potere si allea con chi dimostra di avere più coraggio! ===[[Publilio Siro]]=== *Ciò che si fa con coraggio, si fa anche con gloria. *Il coraggio non sa cedere alle disgrazie. *Non è vergognosa la cicatrice che deriva da un atto di coraggio. ==[[Proverbi italiani]]== *Amante non sia chi coraggio non ha. ([[proverbi toscani|toscano]]) *Chi ha coraggio, ha vantaggio. *Chi non ha coraggio abbia gambe. *Coraggio e risoluzione sono lo spirito e l'anima della virtù. *Il coraggio non deve mai essere scompagnato dalla ragione. *L'uomo più ha coraggio, più è [[Magnanimità|magnanimo]]. *Nobile coraggio fa il bene senza esserci costretto. *Non chiamar coraggio lo stolto ardimento. *Non tutte le volte che si vedono i denti, si deve aver paura dei morsi. *Più grande è il coraggio, più tranquillo è il sangue. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== {{MultiCol}} *[[Audacia]] *[[Avventura]] *[[Coraggio e paura]] *[[Coraggio e viltà]] *[[Eroismo]] *[[Osare]] {{ColBreak}} *[[Paura]] *[[Prodezza]] *[[Rischio]] *[[Timore]] *[[Temerarietà]] *[[Viltà]] {{EndMultiCol}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|wikt}} [[Categoria:Virtù]] 95dpfozn2z3gufb5cj3u1t55o5h9fgw Ludovico Ariosto 0 1659 1429724 1428142 2026-10-16T23:17:49Z Udiki 86035 /* Citazioni sull'opera */ Niccolò Machiavelli 1429724 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Titian_-_Portrait_of_a_man_with_a_quilted_sleeve.jpg|thumb|right|Ludovico Ariosto]] '''Ludovico Ariosto''' (1474 – 1533), poeta italiano. ==Citazioni di Ludovico Ariosto== *[...] ''chi fa sua [[vendetta]], oltra che offende | chi offeso l'ha, da molti si difende.''<ref>Da ''I Cinque Canti'', [[s:Opere minori 1 (Ariosto)/I Cinque Canti/Canto I|canto I]], ottava 17, vv. 7-8.</ref> *Piccola è questa casa, ma sufficiente per me, nessuno vi ha ragioni sopra, è pulita, infine è stata fatta con i miei denari.<ref>Iscrizione nella casa di Ariosto a Mirasole, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> :''Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non | Sordida: parta meo sed tamen aere domus''. ==''Orlando furioso''== ===[[Incipit]]=== Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, <br> le cortesie, l'audaci imprese io canto, <br> che furo al tempo che passaro i Mori <br> d'Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, <br> seguendo l'ire e i giovenil furori <br> d'Agramante lor re, che si diè vanto <br> di vendicar la morte di Troiano <br> sopra re Carlo imperator romano. ===Citazioni=== <!--In ordine di canto--> *''Né che poco io vi dia da imputar sono, | che quanto io posso dar, tutto vi dono''. (I, 3) *''Ecco il giudicio uman come spesso erra!'' (canto I, ottava [[s:Orlando furioso/Canto_1#7|VII]], verso 2) *''Oh gran bontà de' cavalieri antiqui!'' (I, 22) *''Pel bosco Ferraú molto s'avvolse,| e ritrovossi al fine onde si tolse.'' (canto I, ottava XXIII, versi 7-8) *''Né tempo avendo a pensar altra scusa, | e conoscendo ben che 'l ver gli disse, | restò senza risposta a bocca chiusa'' (canto I, ottava 30, versi 1-2) *''La verginella è simile alla rosa | Ch'in bel giardin su la nativa spina | Mentre sola e sicura si riposa, | Né gregge né pastor se le avvicina: | L'aura soave e l'alba rugiadosa, | L'acqua, la terra al suo favor s'inchina: | Gioveni vaghi e donne innamorate | Amano averne e seni e tempie ornate''. (I, 42) *''Che chi ne l'acqua sta fin alla gola | ben è ostinato se mercé non grida''. (canto I, ottava 50, versi 3-4) *''Forse era ver, ma non però credibile, | a chi del senso suo fosse signore; | ma parve facilmente a lui possibile, | ch'era perduto in via più grave errore. | Quel che l'uom vede, Amor gli fa invisibile, | e l'invisibil fa vedere Amore. | Questo creduto fu; che 'l miser suole | dar facile [[Credere|credenza]] a quel che vuole''. (canto I, ottava 56) *''Corro la fresca e matutina rosa | Che tardando stagion perder potria''. (canto I, ottava 58) *''Ingiustissimo amor, perché sì raro | corrispondenti fai nostri desiri? ... da chi disia il mio amor tu mi richiami, | e chi m'ha in odio vuoi ch'adori ed ami''. (canto II, ottava I, versi 1-2 e 7-8) *''Questo disir, ch'a tutti sta nel core, | de' fatti altrui sempre cercar novella...'' (canto II, ottava 36, versi 1-2) *''Ma ne li vizi abominandi e brutti | non pur gli altri adeguò, ma passò tutti.'' (canto II, ottava 58, versi [[s:Orlando_furioso/Canto_2#Vizi|7-8]]) *''La bella terra che siede sul fiume, | Dove chiamò con lacrimoso plettro | Febo il figliuol ch'avea mal retto il lume''. (canto III, ottava 34, versi 2-4) *''Quantunque il [[Simulazione (qualità)|simular]] sia le più volte | ripreso, e dia di mala mente indici, | si trova pur in molte cose e molte | aver fatti evidenti benefici, | e danni e biasmi e morti aver già tolte; | che non conversiam sempre con gli amici | in questa assai più oscura che serena | vita mortal, tutta d'invidia piena''. (canto IV, ottava 1) *''Perché si de' punir donna o biasmare, | che con uno o più d'uno abbia commesso | quel che l'uom fa con quante n'ha appetito, | e lodato ne va, non che impunito?'' (canto IV, ottava 66, versi 5-8) *''Tutti gli altri animai che sono in terra, | o che vivon quïeti e stanno in pace, | o se vengono a rissa e si fan guerra, | alla femina il maschio non la face: | l'orsa con l'orso al bosco sicura erra, | la leonessa appresso il leon giace; | col lupo vive la lupa sicura, | né la iuvenca ha del torel paura. || Ch'[[Violenza contro le donne|abominevol peste]], che Megera | è venuta a turbar gli umani petti? | che si sente il marito e la mogliera | sempre garrir d'ingiurïosi detti, | stracciar la faccia e far livida e nera, | bagnar di pianto i genïali letti; | e non di pianto sol, ma alcuna volta | di sangue gli ha bagnati l'ira stolta. || Parmi non sol gran mal, ma che l'uom faccia | contra natura e sia di Dio ribello, | che s'induce a percuotere la faccia | di bella donna, o romperle un capello: | ma chi le dà veneno, o chi le caccia | l'alma del corpo con laccio o coltello, | ch'uomo sia quel non crederò in eterno, | ma in vista umana un spirto de l'inferno.'' (V, 1-3) *''Ben s'ode il ragionar, si vede il volto: | Ma dentro il petto mal giudicar puossi''. (V, 8) *''Oh Dio, che disse e fece, poi che sola | si ritrovò nel suo fidato letto! | percosse il seno, e si stracciò la [[stola (indumento)|stola]], | e fece all'aureo crin danno e dispetto.'' (canto V, ottava LX, versi 1-4) *''Miser chi mal oprando si confida | Ch'ognor star debbia il maleficio occulto; | Che quando ogn'altro taccia, intorno grida | L'aria e la terra istessa in ch'è sepulto: | E Dio fa spesso che 'l peccato guida | Il peccator, poi ch'alcun dì gli ha indulto, | Che sé medesmo, senza altrui richiesta, | Inavvedutamente manifesta''. (VI, 1) *''Come aviene a un disperato spesso, | che da lontan brama e disia la [[morte]], | e l'odia poi che se la vede appresso, | tanto gli pare il passo acerbo e forte''. (canto VI, ottava 5, versi 1-4) *''Pareami aver qui tutto il ben raccolto | che fra i mortali in piú parti si smembra, | a chi piú et a chi meno e a nessun molto'' (canto VI, ottava 47, versi 2-4) *''Donna sì laida, che la terra tutta | né la più vecchia avea né la più [[bruttezza|brutta]]''. (canto VII, ottava 77, versi 7-8) *''Ho perduto l'onor, ch'è stato peggio; | che, se ben con effetto io non peccai, | io do però materia ch'ognun dica, | ch'essendo vagabonda, io sia [[impudicizia|impudica]]''. (canto VIII, ottava 41, versi 6-8) *''Non comincia Fortuna mai per poco, | quando un mortal si piglia a scherno e a gioco'' (canto VIII, ottava L, versi 7-8) *''Ben ch'esser [[donna]] sia in tutte le bande | danno e sciagura, quivi era pur grande''. (canto VIII, ottava LVIII, versi 7-8) *''Io credea e credo, e creder credo il vero''. (IX, 23) *[...] ''la [[vendetta]] sfoga l'odio assai'' [...]. (IX, 45, v. 4; 1928, vol. I, p. [[s:Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/187|181]]) *''L'amante, per aver quel che desia, | senza guardar che Dio tutto ode e vede, | aviluppa promesse e giuramenti, | che tutti spargon poi per l'aria i venti''. (canto X, ottava 5, versi 5-8) *''Bene è felice quel, donne mie care, | ch'essere accorto all'altrui spese impare''. (canto X, ottava [[s:Orlando_furioso/Canto_10#6|6]], versi 7-8) *''Che fossi fatto in quarti, arso o impiccato, | brutto ladron, villan, superbo, ingrato''. (canto X, ottava 41, versi 7-8) *''Natura il fece, e poi roppe la stampa''. (X, 84) *''Che ben fu il più crudele e il più di quanti | mai furo al mondo ingegni empi e maligni, | ch'imaginò sì abominosi ordigni''. (canto XI, ottava 27, versi 7-8) *''E spenta ogni pietà, strage nefanda | di quel popul facean per tutti i liti: | fosse iustizia, o fosse crudeltade, | né sesso riguardavano né etade''. (canto XI, ottava 52, versi 5-8) *''Dirò insomma, ch'in lei dal capo al piede, | quant'esser può [[bellezza|beltà]], tutta si vede''. (canto XI, ottava 69, versi 7-8) *''A tutti par che quella cosa sia, | che piú ciascun per sé brama e desia'' (canto XII, ottava 20, versi 7-8) *''E [[Ludovico il Moro|Moro]] e Sforza e Viscontei colubri, | lei {{NDR|[[Beatrice d'Este]]}} viva, formidabili saranno | da l'iperboree nievi ai lidi rubri, | da l'Indo ai monti ch'al tuo mar via danno: | lei morta, andran col regno degl'Insubri, | e con grave di tutta Italia danno, | in servitute; e fia stimata, senza | costei, ventura la somma prudenza.'' (canto XIII, ottava 63) *{{NDR|Sulla [[frode]]}} '' Avea piacevol viso, abito onesto, | un umil volger d'occhi, un andar grave, | un parlar sì benigno e sì modesto, | che parea Gabriel che dicesse: Ave. | Era brutta e deforme in tutto il resto: | ma nascondea queste fattezze prave | con lungo abito e largo; e sotto quello, | attosicato avea sempre il coltello.'' (canto XIV, ottava 87) *''Fu il [[vittoria|vincer]] sempre mai laudabil cosa | Vincasi o per fortuna o per ingegno''. (XV, 1) *{{NDR|[[Melfi]]}} ''[...] la ricca terra ch'ai Normandi | sarà principio a farli in Puglia grandi.'' (canto XV, ottava 34, verso 7-8) *''O d'ogni vizio fetida sentina, | dormi, Italia imbriaca, e non ti pesa | ch'ora di questa gente, ora di quella | che già serva ti fu, sei fatta ancella?'' (canto XVII, ottava 76) *''Che l'uomo il suo destin fugge di raro''. (XVIII, 58) *''[[Orazio Coclite|Orazio]] sol contra Toscana tutta''. (XVIII, 65) *[...] ''non è il ribaldo questo, | che si fa laude con l'altrui buone opre? | e la virtú di chi non è ben desto, | con la sua infamia e col suo obbrobrio copre?'' {{NDR|[[Insulti dai libri|insulto]]}} (XVIII, 88) *[...] ''Che sarebbe pensier non troppo accorto | perder duo vivi per salvare un morto''. (canto XVIII, 189) *''Alcun non può saper da chi sia amato | quando felice in su la ruota siede; | però c'ha i veri e i [[Falsa amicizia|finti amici]] a lato, | che mostran tutti una medesma fede. | Se poi si cangia in tristo il lieto stato, | volta la turba adulatrice il piede; | e quel che di cor ama, riman forte, | et ama il suo Signor dopo la morte''. (XIX, 1) *''Se, come il viso, si mostrasse il core''. (XIX, ottava 2, 1) *''Le [[Donna|donne]] son venute in eccellenza | di ciascun'arte ove hanno posto cura''. (canto XX, ottava [[s:Orlando_furioso/Canto_20#2|2]]) *''Che non è soma da portar sí grave, | come aver donna, quando a noia s'have''. (XX, 20) *''Credo che t'abbia la Natura e Dio | produtto, o scelerato sesso, al mondo | per una soma, per un grave fio | de l'uom, che senza te saria giocondo''. (XXVII, 119) *''A donna non si fa maggior dispetto, | che quando o vecchia o brutta le vien detto.'' (XX, 120) *''Il consiglio del mal va raro invano.'' (canto XXI, ottava 48, verso 6) *''Amor, con che miracolo lo fai, | che 'n fuoco li tenghi, e nol consumi mai?" (canto XXIII, 127)'' *''Chi mette il piè su l'amorosa pania, | cerchi ritrarlo, e non v'inveschi l'ale; | che non è in somma amor, se non insania, | a giudizio de' savi universale: | e se ben come Orlando ognun non smania, | suo furor mostra a qualch'altro segnale. | E quale è di [[pazzia]] segno più espresso | che, per altri voler, perder sé stesso? | Vari gli effetti son, ma la pazzia | è tutt'una però, che li fa uscire. | Gli è come una gran selva, ove la via | conviene a forza, a chi va, fallire: | chi su, chi giù, chi qua, chi là travia. | Per concludere in somma, io vi vo' dire: | a chi in amor s'invecchia, oltr'ogni pena, | si convengono i ceppi e la catena''. (canto XXIV, ottave 1-2) *''Senza il pane discerner da le giande, | dal digiuno e da l'impeto cacciato, | le mani e il dente lasciò andar di botto | in quel che trovò prima, o crudo o cotto''. (canto XXIV, ottava 12) *''L'animo è pronto, ma il potere è zoppo''. (XXV, 76) *''Di più direi; ma di men dir bisogna''. (XXVI, 22) *''Io sua non son, né d'altri son che mia: | dunque me tolga a me chi mi desia''. (XXVI, 79) *''Gli è teco cortesia l'esser villano''. (XXVII, 77) *''Non siate però tumide e fastose, | donne, per dir che l'uom sia vostro figlio; | che de le spine ancor nascon le rose, | e d'una fetida erba nasce il giglio''. (XXVII, 121) *''Mettendolo Turpino, anch'io l'ho messo''. (XXVIII, 2) *''Se piú che crini avesse occhi il marito, | non potria far che non fosse tradito.'' (canto XXVIII, ottava LXXII, versi 7-8) *''Non conosce la [[pace e guerra|pace]] e non l'estima | chi provato non ha la [[pace e guerra|guerra]] prima.'' (canto XXXI, ottava II, versi 7-8) *''[[Michelangelo Buonarroti|Michel]], più che mortale, Angel divino'' (XXXIII, 2, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, Milano, 1921, p. 412) *''Vide gran copia di panie con visco, | ch'erano, o donne, le bellezze vostre''. (Canto XXXIV, ottava 81) *''Altri in amar lo'' [il senno] ''perde, altri in onori, | altri in cercar, scorrendo il mar, richezze; | altri ne le speranze de' signori, | altri dietro alle magiche sciocchezze; | altri in gemme, altri in opre di pittori, | et altri in altro che piú d'altro aprezze''. (XXXIV, 85) *''Del re de' fiumi tra l'altiere corna | or siede umile (diceagli) e piccol borgo: | dinanzi il [[Po]], di dietro gli soggiorna | d'alta palude un nebuloso gorgo; | che, volgendosi gli anni, la più adorna | di tutte le città d'Italia scorgo, | non pur di mura e d'ampli tetti regi, | ma di bei studi e di costumi egregi''. {{NDR|Ariosto descrive la sua amata città [[Ferrara]]}} (canto XXXV, ottava VI) *[...] ''voglion tutti gli ordini e le leggi, | Che [[Assassino|chi dà morte altrui]], debb'esser morto.'' (canto XXXVI, ottava XXXIII) *''Che s'abbia a ritrovar con numer pare | Di cavallieri armati in Lipadusa. | Una isoletta è questa, che dal mare | Medesmo che li cinge, è circonfusa.'' (canto XL, ottava 55) *''Temerità per certo e pazzia vera | è la tua, e di qualunque che si pose | a consigliar mai cosa buona o ria, | ove chiamato a consigliar non sia''. (canto XLI, ottava XLII) *{{NDR|[[Lampedusa]]}} ''Che con l'armata avendo la riviera | Di Barberia trascorsa in ogni canto, | Capitò quivi, e l'isola sì fiera, | Montuosa e inegual ritrovò tanto, | Che non è, dice, in tutto il luogo strano, | Ove un sol piè si possa metter piano:'' (canto XLII, ottava XX) *[...] ''[[Beatrice d'Este|Beatrice]] bea, vivendo, il suo consorte, | e lo lascia infelice alla sua morte; | anzi tutta l'Italia, che con lei | fia triunfante, e senza lei, captiva.'' (Gius. Laterza & Figli, Bari, 1928,canto XLII, ottave 91-92, [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Ariosto,_Ludovico_%E2%80%93_Orlando_furioso,_Vol._III,_1928_%E2%80%93_BEIC_1739118.djvu/252 pp. 246-247]) *''L'incarco de le corna, e lo più lieve | Ch'al mondo sia, se ben l'huom tanto inſama | Lo vede quasi tutta l'altra gente | E chi l'ha in capo mai non se lo sente''. (XLII, ottava 100) *''Ove femine son, son liti e risse''. (canto XLIII, ottava 120, verso 8) *''Bestemmiando fuggì l'alma sdegnosa | Che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa''. (XLVI, 140) *''E levar questa donna anco ti voglio; ché sarebbe a lasciartela gran fallo.'' *''E quel che non si sa non si de' dire, | e tanto men, quando altri n'ha a patire''. *''Ma 'l popolo facea, come i più fanno, | ch'ubbidiscon più a quei che più in odio hanno.'' *''[[Natura]] il fece, e poi ruppe la stampa.'' *''O città bene avventurosa... | ...la [[gloria]] tua salirà tanto | ch'avrai di tutta Italia il pregio e 'l vanto''. *''Or che s'aspetta? Soccorrer qui, non lacrimare accade''. ===[[Explicit]]=== E due e tre volte ne l'orribil fronte,<br>alzando, più ch'alzar si possa, il braccio,<br>il ferro del pugnale a Rodomonte<br>tutto nascose, e si levò d'impaccio.<br>Alle squalide ripe d'[[Acheronte]],<br>sciolta dal corpo più freddo che giaccio,<br>bestemmiando fuggì l'alma sdegnosa,<br>che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa. ===Citazioni sull{{'}}''Orlando furioso''=== *Cose che in lui lodar si debbano, veggio io tante e tante, che alcuna non ce n'è che d'essere infinitamente esaltata non meriti. Et tra l'altre questa da tacere non è, ch'egli tanto leggiadramente ha saputo con le gravi cose le piacevoli mescolare; e con le travagliate le quiete; e con le affettuose quelle che nell'azione consistono; che con meraviglioso stupore dà diletto incredibile a chi il legge. {{sic|La}} ove molti sono che o in doglianze, o in feste; o in guerra, o in pace; o in ire, o in amori con noia di ciascuno infinita sopra una sola parte di queste troppo si trattengono: e niente avveduti sono nel temperare l'una con l'altra. ([[Giovan Battista Pigna]]) *Io ho letto ad questi dì ''Orlando Furioso'' dello Ariosto, et veramente el poema è bello tucto, et in di molti luoghi è mirabile. Se si truova costì, raccomandatemi ad lui, et ditegli che io mi dolgo solo che, havendo ricordato tanti poeti, che m'habbi lasciato indreto come un cazo, et ch'egli ha facto ad me quello in sul suo ''Orlando'', che io non farò a lui in sul mio ''Asino''. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Ma che dirò delle {{sic|Comparazioni}}, che tutte ad una ad una divinissime sono? Chi meglio le usate in altra lingua in {{sic|Volgar}} verso riduce? Chi meglio formane da se stesso di nuove? Chi più a tempo di loro si serve? Chi più con esse ogni qualità altera, e in accrescere e in diminuire, e in far leggere le cose gravi, e in far alte le basse, e in recare ornamento e a queste e a quelle? È {{sic|mestiero}} in lui solo talmente a perfezione ridotto, ch'a volere una magnifica cosa comprendere in proverbio s'è tratto: le comparazioni dell'Ariosto. ([[Giovan Battista Pigna]]) *''Prof Citterio glielo confesso | a me l'Orlando Furioso | è sempre sembrato tutto fumo e niente Ariosto.'' ([[Pinguini Tattici Nucleari]]) *Solo menti borghesi di esemplare educazione filistea hanno potuto leggere nell'''Orlando Furioso'' il poema dell'ordine elevato ad "armonia" universale, senza scorgere, dietro la poderosa sistemazione poetica, il corredo immenso d'inquietanti bagliori sotterranei e di dolorose percezioni della tragicità dell'esistenza umana, che quel poema ospita nel suo seno. ([[Alberto Asor Rosa]]) *Soverchia nel Furioso, la materia d'amore, perché soverchia nel cuore dell'Ariosto, nel quale essa agevolmente trapassava a sentimenti gentili, alla pietà che va oltre le tombe, alla rivendicazione dell'innocenza calunniata e della gratitudine brutalmente violata, al fervido culto pel santo nodo dell'amicizia. ([[Benedetto Croce]]) ==''Satire''== ===[[Incipit]]=== <poem>Io desidero intendere da voi, Alessandro fratel, compar mio Bagno, s'in corte è ricordanza più di noi; se più il signor me accusa; se compagno per me si lieva e dice la cagione per che, partendo gli altri, io qui rimagno; o, tutti dotti ne la adulazione (l'arte che più tra noi si studia e cole), l'aiutate a biasmarme oltra ragione.</poem> ===Citazioni=== *''Pazzo chi al suo signor contradir vole, | se ben dicesse c'ha veduto il giorno | pieno di stelle e a mezzanotte il sole''. (I, 10-12) *{{NDR|Su [[Ippolito d'Este]]}} ''S'io l'ho con laude ne' miei versi messo, | dice, ch'io l'ho fatto a piacere, e in ocio; | più grato fòra essergli stato appresso''. ([[s:Satire_(Ariosto)/Satira I|I]], 106-109) *''Più tosto che arricchir, voglio quïete''. (I, 160) *''più tosto ch'esser servo | torrò la povertade in pazïenza''. (I, 245-246) *''Non si adatta una sella o un basto solo | ad ogni dosso; ad un non par che l'abbia, | all'altro stringe e preme e gli dà duolo''. (III, 34-36) *''In casa mia mi sa meglio una rapa | ch'io cuoca, e cotta s'un stecco me inforco | e mondo, e spargo poi di acetto e sapa, | che all'altrui mensa tordo, starna o porco | selvaggio; e così sotto una vil coltre, | come di seta o d'oro, ben mi corco.'' ([[s:Satire_(Ariosto)/Satira III|III]], 43-48) *''Degli uomini son varii li appetiti: | a chi piace la chierca, a chi la spada, | a chi la patria, a chi li strani liti''. (III, 52-54) *''Chi vuole andare a torno, a torno vada: | vegga Inghelterra, Ongheria, Francia e Spagna; | a me piace abitar la mia contrada.'' (III, 55-57) *[...] ''la terra, | senza mai pagar l'oste, andrò cercando | con Ptolomeo, sia il mondo in pace o in guerra; || e tutto il mar, senza far voti quando | lampeggi il ciel, sicuro in su le [[Carta geografica|carte]] | verrò, più che sui legni, volteggiando.'' (III, 64-66) ==[[Incipit]] de ''La Lena''== <poem>Ecco ''La Lena'', che vuol far spettacolo un'altra volta di sé, né considera che se l'altr'anno piacque, contentarsene dovrebbe, né si por ora a pericolo di non piacervi: che 'l parer de gli uomini molte volte si muta, et il medesimo che la matina fu, non è da vespero. E s'anco ella non piacque, che piú giovane era alora e piú fresca, men dovrebbevi ora piacer. Ma la sciocca s'imagina d'esser piú bella, or che s'ha fatto mettere la coda dietro; e parle che, venendovi con quella inanzi, abbi d'aver piú grazia che non ebbe l'altr'anno, che lasciòvisi veder senz'essa, in veste tonda e in abito da questo, ch'oggi s'usa, assai dissimile.</poem> ==Citazioni su Ludovico Ariosto== *Il [[Torquato Tasso|Tasso]] piacerà sempre più alle anime romantiche, mentre l'Ariosto sarà sempre più ammirato dagli spiriti classici. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *L'Ariosto significò la commedia umana quale la veggiamo rappresentarsi nel mondo, laddove [[Dante]] fece primo subbietto suo il soprammondano, e in esso figurò e simboleggiò le cose terrene. E come il gran Fiorentino nelle fogge variatissime de' tormenti e delle espiazioni dipinse i variatissimi aspetti delle indoli e delle passioni, il simile adempiva l'Ariosto sotto il velo dei portenti magici e delle strane avventure. Ma certo qual narrazione di fatti umani riuscirà più vasta, più immaginosa e più moltiforme di quella dell' ''Orlando furioso''? Quivi sono guerre tra più nazioni, nascimenti e ruine di molti regni, conflitto sanguinoso di religione e di culto, infinita diversità e singolarità di costumi, e tutto il Ponente e il Levante offrono larga scena e strepitoso teatro a cotali imprese e catastrofi. Quivi sono dipinte la vita privata e la pubblica, le corti e le capanne, i castelli ed i romitaggi; quivi s'intrecciano gradevolmente la cronica, la novella e la storia, e ciò che il dramma à di patetico, l'epopeia di maestoso, il romanzo di fantastico. ([[Terenzio Mamiani]]) *Poeta grandissimo, Ariosto non fu certo un precursore della sinistra. ([[Geno Pampaloni]]) *Questa fuga dal mondo, questa oscillazione fra il sogno e la realtà, è uno dei tratti salienti del suo temperamento. La sua vita appariva ai coetanei e al figlio Virgilio come sdoppiata, quasi che due fossero le sue esistenze: una ideale e poetica, l'altra pratica e terrena, e l'una senza rapporto con l'altra. C'era, insomma, un'esistenza dell'Ariosto fatta tutta di cure familiari, di assistenza ai fratelli e alle sorelle, di sollecitudine per gli incarichi affidatigli dal [[Alfonso I d'Este|Duca]] (e in questa esistenza si inserisce il poeta delle ''Satire'') e c'era un'altra vita compiutamente poetica, fatta di sogni romanzeschi e tessuta dei fili d'oro della fantasia; ma al disotto dell'una e dell'altra stava l'intimità calda e segreta dell'uomo, il centro vivo della sua anima, onde tutto traeva origine e alimento, così nel sogno, come nella realtà. ([[Giulio Bertoni]]) *Se l'Ariosto fosse stato un filosofo, o un poeta filosofo, avrebbe sciolto un inno all'Armonia, come non pochi se ne posseggono nella storia della letteratura, cantando quell'alta Idea che gli rendeva comprensibile la discorde concordia delle cose e, appagandogli l'intelletto, infondeva pace e gioia nell'animo. ([[Benedetto Croce]]) *«Signore e signori, c'era una volta un critico il quale, affermando con straordinario calore la superiorità della Gerusalemme liberata di [[Torquato Tasso]] sull'Orlando furioso di Lodovico Ariosto, attaccò molte liti con le persone che non la pensavano come lui, e sostenne perciò uno dopo l'altro non meno di quattordici fortunati duelli; ma al quindicesimo, cadde finalmente col petto trapassato dalla lama nemica. Allora i padrini che afflittissimi lo sorreggevano e aspettavano di raccogliere le sue ultime volontà, lo udirono uscire in questa confessione suprema: "E dire che io non ho ancora letto né l'Orlando furioso né la Gerusalemme liberata!...".» ([[Federico De Roberto]]) *Tutti gli altri nostri poeti o moderni o antichi tanto sono inferiori all'Ariosto quanto lo è uno scrittore ad un genio. Genio faceto nelle commedie, genio critico nelle satire, genio amabile nel lirico italiano e latino; ma genio grande nell'epica. Niuno aspiri al suo sublime, se non ha la forza della sua anima. ([[Andrea Rubbi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ludovico Ariosto, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/ludovico-ariosto/la-lena/ La Lena]'', in ''Il teatro Italiano'', volume II, La commedia del Cinquecento, tomo primo, Einaudi, 1977. ISBN 8806465325 *Ludovico Ariosto, ''[[s:Orlando furioso (1928)|Orlando furioso]]'', a cura di Santorre Debenedetti, 3 voll., Laterza, Bari, 1928. *Ludovico Ariosto, ''[[s:Satire (Ariosto)|Satire]]'', Rizzoli, 1990. ISBN 8817167614 ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|La Lena}} {{Pedia|Orlando furioso||(1516-1532)}} {{Pedia|Satire (Ariosto)|''Satire''}} ==Collegamenti esterni== *[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/ludovico-ariosto/ Vita e opere di Ludovico Ariosto su LiberLiber] {{DEFAULTSORT:Ariosto, Ludovico}} [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 0h8q0ei4u090vw3fvtd3f89rhzihgip Sport 0 2705 1429739 1428262 2026-10-17T03:25:33Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429739 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:SFEC BritMus Roman 022.JPG|thumb|upright=1.4|Statua di un discobolo]] Citazioni sullo '''sport''' e sugli '''sportivi'''. ==Citazioni== *A me ha aiutato molto. Mi ha fatto crescere come persona e come uomo, mi ha aiutato ad accettare delle regole. ([[Patrizio Sala]]) *{{NDR|«Cosa le ha insegnato lo sport?»}} A ragionare in un contesto di squadra, a mettersi nei panni dell'altro, a tenere le antenne costantemente dritte, a gestire le emozioni. E poi a confrontarmi, a dialogare con i giovani, trasferendo loro quei valori che io stesso avevo appreso, andando oltre la dimensione sportiva. ([[Luca Vettori]]) *Al lavoro si contrappone un altro tipo di sforzo che non nasce da un'imposizione, ma da un impulso veramente libero e generoso della potenza vitale: lo sport [...] Si tratta di uno sforzo lussuoso, che si dà a mani piene senza speranza di ricompensa, come il traboccare di un'intima energia. Perciò la qualità dello sforzo sportivo è sempre egregia, squisita. ([[José Ortega y Gasset]]) *Amo i valori dello sport, di squadra e individuali. Ti permette di vivere una vita incredibile, anche se fatta di sacrifici. ([[Luca Marini]]) *Amo il sacrificio dell'allenamento, l'alchimia dello spogliatoio e il valore mistico della sconfitta. Amavo soprattutto accompagnare l'opportunità che lo sport offre ad ognuno di poter crescere sul piano umano. Oggi questo concetto di sport propedeutico alla vita si è molto perduto, il guadagno è divenuto l'unico motore, la priorità invece della conseguenza. ([[Giovanni Branchini]]) *Andando avanti, purtroppo o per fortuna, lo sport diventa sempre più intrattenimento, affiancato al lato sportivo che noi tutti amiamo, con le gare e la competizione, la sfida [...]. Questo non ce lo toglie nessuno, ma allo stesso tempo lo sport per poter vivere e continuare in modo sempre più brillante e sostenibile ha bisogno anche di diventare un intrattenimento. C'è una parte un po' business ma non bisogna scandalizzarsi, altrimenti non esisterebbe [...] col solo cuore ed il romanticismo. ([[Davide Brivio (dirigente sportivo)|Davide Brivio]]) *Appartengo all'unico sistema meritocratico presente in Italia: lo sport. Il cronometro parte da zero per tutti e non si ferma per colpa di chi conosci, solo per la tua forza. ([[Sofia Goggia]]) *C'è un circolo virtuoso nello sport: più ti diverti più ti alleni; più ti alleni più migliori; più migliori più ti diverti. ([[Pancho Gonzales]]) *Ci sono sempre aspetti che si possono migliorare: questa è la vera bellezza dello sport per me. ([[Sami Khedira]]) *Ciò che disgusta nella moderna attività sportiva è l'eccessiva importanza che si dà alle esteriorità e alle tensioni della pura emulazione fisica, assolutamente sproporzionata agli scopi di questa emulazione: non ci si vergogna di dedicare a cose spesso del tutto insulse, la stessa grande serietà che in altri tempi si rivolgeva soltanto a scopi veramente eroici. ([[Friedrich Wilhelm Foerster]]) *Come il potere deve essere delle masse, anche lo sport deve essere delle masse. Come la ricchezza deve essere di tutte le masse e le armi del popolo, anche lo sport, per la sua qualità di attività sociale, deve essere delle masse. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Con i grandi mezzi di comunicazione, lo sport si è trasformato in un grande spettacolo. [...] Sotto questa nuova luce si è avuta una trasformazione generale e tutti sono diventati professionisti al servizio del diletto del pubblico. Del resto ora lo sport è un prodotto da commercializzare. ([[Julio Velasco]]) *Con lo sport non puoi sognare come puoi fare se scrivi, se reciti, se dipingi o se fai carriera come dirigente: l'ho capito a undici anni che non avrei mai giocato per l'[[Arsenal Football Club|Arsenal]]. Undici anni sono davvero pochi per scoprire una così amara verità. ([[Nick Hornby]]) *Credo che ad avermi fregato sia stato [[Muhammad Ali]]. L'idea che, oltre al grande sportivo, potesse esistere al contempo un grande uomo. Non sempre condivisibile, ma coraggioso e pienamente inserito nel suo presente. Purtroppo lo sport non è più quello degli Ali e dei Gigi Meroni. Lo dimostra la letteratura sportiva: un libro su [[Gilles Villeneuve]] o [[Ayrton Senna]] puoi scriverlo, uno su [[Michael Schumacher]] o [[Roger Federer]] (sinonimi) no. Perché, a parte i numeri, aridi numeri, non c'è nulla. ([[Andrea Scanzi]]) *Credo che lo sport dia lezioni di vita a qualunque livello lo si pratichi. Ti insegna a non rinunciare, a dare il massimo, a mantenere gli impegni presi, a raggiungere degli obiettivi. ([[Valentina Greggio]]) *Da sempre si disquisisce se lo sport sia soltanto un momento ludico o anche strumento di formazione. La cultura ufficiale ha sempre considerato poco, e male, lo sport catalogandolo come puro fatto circense. Grave errore. Lo stesso che ha commesso chi giudica lo sport come somma di fatti muscolari e di pulsioni emotive. Inaccettabile l'uso dell'iperbole, della metafora guerresca, di una esaltazione madre di tante violenze. ([[Domenico Morace]]) *Di solito riesco a convincermi che lo sport in televisione possa offrire tutto ciò che offre la letteratura e anche di più, ma, dopo l'esperimento di verifica, la mia fede in questa tesi ha cominciato a vacillare. ([[Nick Hornby]]) *Dico sempre che lo sport è uno straordinario simulatore di lusso della vita, perché ti dà la fortuna di vivere un'esperienza che in un certo senso è anche fuori dalla realtà, in un ambito che spesso è considerato lontano dalla quotidianità. In un certo senso io e le mie compagne di squadra siamo state privilegiate, abbiamo vissuto esperienze non nella norma, viaggiato tanto, conosciuto tante persone. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Direi che lo sport in sè [...] è un gioco, è divertente, ma a certi livelli cambia se hai certe ambizioni di vincere [...]. Hai addosso tanta voglia di fare bene. Non sono mai stata una grande estimatrice della frase "bisogna divertirsi". Ti diverti quando fai le cose bene, quindi bisogna far le cose bene per divertirsi. ([[Valentina Arrighetti]]) *Dunque, gli appassionati di uno sport sostengono che quello sport è intrinsecamente migliore di un altro. Per me, tutti gli sport sono occasioni in cui altri esseri umani ci spingono ad eccellere. (''[[L'attimo fuggente]]'') *È a questo che serve lo sport: a farti arrabbiare nel posto giusto, a prenderti rivincite, a capovolgere quel misto di sentimenti neri che hai dentro quando sei adolescente e non hai ancora mezzi per farti valere. Orgoglio e ribellione. ([[Nadia Comăneci]]) *È uno specchio formidabile. Ma solo se non ti travesti. E mostri la tua vulnerabilità. ([[Andre Agassi]]) *Fare sport ad alto livello è gratificante, ma per l'atleta è anche complicato: negli anni della gioventù la cosa più importante sono gli allenamenti e le gare. È molto difficile conseguire un titolo di studio o coltivare degli interessi; per me era faticosissimo anche mantenere i rapporti con le persone, dato che avevamo la giornata tutta programmata. Si vive fuori dal mondo per molto tempo, in un ambiente bellissimo che ti fa continuare a giocare anche da adulti, ma che è lontano dalla realtà. ([[Annamaria Marasi]]) *Gli sport sono un'estesa conversazione, un monologo del corpo sociale con se stesso; non un'immagine o un semplice riflesso, ma un discorso autoreferenziale. ([[André Scala]]) *Gli sportivi si dividono in due categorie: quelli che amano vincere e quelli che odiano perdere. Sembra la stessa cosa, ma non la è. ([[Karch Kiraly]]) *Ho una gran voglia di dirle che lo sport è dannoso. L'ho affermato molte volte parlando a gente che era venuta alle mie conferenze per sentir dire il contrario. L'esempio infinitamente più agevole mi veniva offerto delle ore di ginnastica godute o sofferte alla scuola media. ([[Gianni Brera]]) *I campioni sono quelli che vogliono lasciare il loro sport in condizioni migliori rispetto a quando hanno iniziato a praticarlo. ([[Arthur Ashe]]) *I valori dello sport – di quello [[sport paralimpici|paralimpico]], particolarmente – sono valori universali, che riguardano tutti: il coraggio, la determinazione, l'ispirazione. Sono valori che riguardano ogni persona umana. ([[Sergio Mattarella]]) *Il problema dello sport è che nessuno ti prepara al dopo. Non sai che è tutto molto breve, non sai che non ne avrai tante di giornate più belle della tua vita da goderti. ([[Domenico Fioravanti]]) *In situazioni difficili o di emergenza uno sportivo reagisce in modo diverso, certamente migliore. È tre passi avanti! ([[Bebe Vio]]) *Io penso che lo sport sia una possibilità, un'esperienza importante per la crescita personale, per lo sviluppo sociale, i benefici che apporta nel suo complesso (dall’educazione motoria, all'avviamento allo sport, allo stile di vita) sono tali per cui andrebbe considerato come un diritto costituzionale. ([[Antonella Bellutti]]) *La continuazione di quel realismo di guerra che eternamente reca l'impronta di Roma. ([[Henry de Montherlant]]) *La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell'affermare che la forma superiore dell'esistenza umana è proprio lo sport. ([[José Ortega y Gasset]]) *Le medaglie [...] restano chiuse nei cassetti, quello che rimane davvero è essere diventata una persona diversa grazie allo sport. ([[Diana Bianchedi]]) *Le motivazioni del successo nello sport sono disperazione, o smisurata ambizione, o la bella vita. ([[Giovanni Branchini]]) *Lo spettacolo sportivo si dimostra ancora una sede particolarmente adatta per inscenare i drammi formali che assillano i sogni di una comunità, perché ogni singola gara rappresenta un paradigma, più o meno riuscito, che serve a regolare e conciliare le molte contraddizioni che attraversano la società in cui viviamo. Succede però che ora, specie con la Tv, lo sport rimanga sovente vittima della sua stessa messa in scena, del suo simulacro. ([[Aldo Grasso]]) *Lo sport ad alti livelli ti aiuta moltissimo. In primis metterei il rispetto delle regole, un qualcosa che al giorno d'oggi viene sempre meno. Ti insegna anche l'importanza dell'organizzazione, il rispetto versi gli altri, verso il tuo avversario. Sono valori che trovo fondamentali per la nostra società: lo sport, sotto questo punto di vista, è stata un'ottima palestra di vita. ([[Tommaso Marini]]) *Lo sport ai suoi grandi livelli è labilità, ma senza apostrofo. Immaterialità! Eccedenza pura! ([[Carmelo Bene]]) *Lo sport coincide coi costumi. ([[Henry de Montherlant]]) *Lo sport, come la scuola e la famiglia, è determinante nella formazione dei ragazzi. Sport non è solo competizione, ma anche educazione e socialità. ([[Marcel Desailly]]) *Lo sport crea un corpo sano in una mente sana. Naturalmente, le persone dotate di corpi e menti sani sono certi di diventare buoni cittadini. Un buon spirito sportivo crea un cameratismo che, a suo turno, crea un'atmosfera in cui i mali sociali come il tribalismo e il regionalismo non possono fiorire. ([[Mohammed Siad Barre]]) *Lo sport è anche formazione. Ti aiuta a lavorare in gruppo e a crescere. A tirare fuori quelle cose che forse non sai neppure di avere. E poi ti cambia proprio come persona, anche nel modo di relazionarti con gli altri. ([[Francesca Piccinini]]) *Lo sport è come il pregare, il mangiare, il riscaldare ed il ventilare. Sarebbe sciocco che le masse entrassero in un ristorante per stare a guardare una persona o un gruppo che mangia! Oppure che la gente lasciasse che una persona o un gruppo godessero fisicamente del riscaldamento e dell'aria in sua vece! Allo stesso modo è irrazionale che si permetta ad un individuo o ad una squadra di monopolizzare lo sport escludendo la società, mentre essa sopporta gli oneri di tale monopolizzazione a vantaggio di detto individuo o detta squadra. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Lo sport è il motore dell'uomo, lo è stato sin dagli Antichi Greci e lo sarà sempre. ([[Elisabetta Dessy]]) *Lo sport è la vita e dalla vita si impara. ([[Manuela Leggeri]]) *Lo sport è noioso se tutti sono amichevoli e si vogliono bene. Deve esserci una rivalità che susciti un vero interesse. La cosa peggiore è se tutti sono troppo gentili e amichevoli. ([[Christian Horner]]) *Lo sport è onesto: vinci o perdi, senza compromessi. E io ho sempre avuto problemi ad accettare i compromessi. ([[Boris Becker]]) *Lo sport è un ambiente in cui tutto è più facile, sia per le donne che per la gente di colore. Nella vita normale è piuttosto difficile. ([[Fiona May]]) *Lo sport è un equilibrio instabile, nel quale non appena hai capito di cosa sei davvero capace, il tempo ti chiede indietro una vita non tua. Quella dell'atleta è un'esistenza in prestito. ([[Massimo Colaci]]) *Lo sport è un'espressione positiva della vita. ([[Leni Riefenstahl]]) *Lo sport è una delle cose che mi fa piangere, mi fa gioire. Cioè, io quando guardo le [[Olimpiadi]] e riprendono la medaglia con gli atleti sul podio... Io piango. Perché penso alla vita che fanno, una vita dedicata completamente a questo. Gli sta passando davanti tutto il film. Non c'è cosa più epica di una medaglia o di una coppa. ([[Francesco Mandelli]]) *Lo sport è una delle poche cose che azzera le differenze sociali. ([[Alessandra De Stefano]]) *Lo sport è vita, ma è ancor più appagante se fatto lealmente, senza scorciatoie, senza inganni. Che senso ha vincere sapendo che hai barato? ([[Ivan Basso]]) *Lo sport fa bene alla salute ma a livello agonistico ti logora, ti consuma. Gli atleti hanno tante rughe [...]. Quando mi alleno ho una faccia contratta e contrita in un'espressione di [[fatica]]. Che, però, porto con molta gioia. [...] [[Platone]] diceva: "Per le cose belle bisogna soffrire". ([[Sofia Goggia]]) *Lo sport ha occupato sempre un posto importante nella mia vita. Tiene unite le persone e così diventa anche più facile parlare di argomenti come l'HIV. Lo sport infatti ti spinge ad andare avanti nella vita ed è importante parlare insieme se si sta giocando uno sport di squadra. ([[Roger Federer]]) *Lo sport ha, tutto lo sport, tre caratteristiche fondamentali: la semplicità delle regole (il calcio è nato con 17 norme, il basket con 13), che rischia oggi artificiose sovrastrutture che lo rendono spesso difficilmente fruibile; l'universalità del linguaggio (ferme restando le differenze geografiche e socio-economiche, una partita di calcio è la stessa da noi o in Angola); infine, la certezza del risultato, che è oggi la più minacciata. Se lascio uno stadio o una pedana dopo aver applaudito il vincitore, non devo essere sottoposto all'alea di ricorsi in Tribunale, di revisioni a tavolino, e soprattutto di dubbi sulla liceità dei mezzi impiegati dal vincitore: ciò, invece, accade sempre più frequentemente. E rischia di inquinare il concetto stesso di sport, la sua immediatezza, la sua capacità di attrarre ed emozionare. ([[Elio Trifari]]) *Lo sport ha un contorno. Un codazzo di uomini e donne che anche non centrando con esso, lo modellano, lo incartano. Lo modificano. Sponsor, tifosi, giornalisti. Soprattutto giornalisti. Persone che fanno soltanto il loro lavoro, ma che nel fare il loro lavoro, spesso, scavano alla ricerca del cadavere, della nota stonata, della risposta che stai cercando anche tu. ([[Lisa Vittozzi]]) *Lo sport impartisce delle lezioni. Lo spettacolo sportivo è educativo, diverte a mala pena, non è fatto per cambiare le nostre idee ma per appagarci di quelle che offre. ([[André Scala]]) *Lo sport, in quarto portatore di valori quali il rispetto, la collaborazione, l'integrazione, la gestione delle emozioni, la disciplina, la costanza, l'impegno, l'etica, la cura di sé, la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta, naturali veicoli di inclusione sociale e di superamento degli [[sessismo|stereotipi di genere]]. ([[Martina Semenzato]]) *Lo sport mi ha insegnato la verità più semplice: puoi vincere o perdere, ma l'importante è alzarsi ogni giorno e continuare. ([[Gabriela Guimarães]]) *Lo sport mostra, in tutti gli aspetti della vita, i tratti positivi degli uomini e delle donne: il loro carattere forte, la loro volontà di andare avanti fino alla fine, qualunque cosa accada. ([[Jaroslava Mahučich]]) *Lo sport non ammette scorciatoie. Più tempo dedichi a quello che fai, più riuscirai a migliorarti. ([[Attilio Caja]]) *Lo sport non dovrebbe essere considerato una battaglia fra due forze ostili, ma come un gioco che mette alla prova la resistenza della squadra senza rancore. ([[Mohammed Siad Barre]]) *Lo sport non è nuovo al popolo [[Etiopia|etiope]]; corse di cavalli, nuoto, "gougs", lancio del giavellotto, "gittee", "meket", "genna", corse, salto in alto e in lungo, caccia, sono sempre stati considerati contributi allo sviluppo fisico e morale della Nostra gente. "Senterej", "gebetta" e "akandoura", sono alcuni tra i giochi etiopici che hanno attirato l'interesse degli Etiopi. ([[Haile Selassie]]) *Lo sport [...] si potrebbe definire il sedimento di un odio universale finissimamente diffuso, che precipita nelle competizioni sportive. ([[Robert Musil]]) *Lo sport ti arricchisce sempre, non c'è un'altra scuola di vita così importante in Italia. Ti sbatte in faccia la meritocrazia, il valore del fair play, il fatto che per un centesimo si perde o si vince, e non ci sono scuse. ([[Federica Pellegrini]]) *Lo sport ti insegna ad essere umile quando vinci. Non siamo i più forti, siamo stati i più forti in quel momento. ([[Ferdinando De Giorgi]]) *Ma che lo sport agonistico sia pericoloso e quindi portatore di possibili danni è innegabile. Quando sento qualche attempato ex vantarsi pubblicamente della propria vigoria, dovuta secondo lui all'esercizio sportivo, io quasi sempre avrei voglia di dimostrargli giusto il contrario: che lui non è vigoroso agile e aitante perché fa sport, bensì fa sport in quanto è vigoroso agile e aitante. Quando è morto d'infarto sul suo pretenzioso lavoro l'inventore del Jogging, io non ho riso da jena perché non appartengo a quella specie animale, però mi sono affrettato a ritagliare la notizia ripromettendomi di sottoporla al mio amico [[Ottavio Missoni]]: che imparasse a fare il bullo come so che gli piaceva e gli piace. ([[Gianni Brera]]) *Mi piace lo sport come gioco. I bambini che fanno agonismo mi mettono tristezza. ([[Massimiliano Alajmo]]) *Nello sport c'è tutto, c'è la vita, i sacrifici per raggiungere un obiettivo, il fallimento o la sconfitta, e poi la rivincita. ([[Gianluca Gazzoli]]) *Nello sport il gioco deve essere una costante. Quando questa componente viene a mancare è ora di smettere. ([[Josefa Idem]]) *Nello sport non è una partita che ti dà la verità. È chiaro che vincere e giocare al top fa bene al morale, ma ogni atleta deve ricordarsi che nello sport l'alternanza di rendimento è un fatto naturale. Bisogna sempre guardare avanti anche quando i colpi non girano come dovrebbero. ([[Angelo Lorenzetti]]) *Nello sport non esistono mezze misure. Se si partecipa bisogna farlo nel modo migliore. Nei motori poi è ancora più marcato questo aspetto: l'imperativo è essere superiori alla concorrenza. ([[Cesare Fiorio]]) *Nello sport puoi scegliere tra il piacere della vittoria e il piacere della sconfitta. ([[George Gordon Byron]]) *Nello sport chiunque punta a vincere. (''[[Death Note]]'') *Non esistono sport maschili o femminili. Esistono gli sport e, piuttosto, modi diversi di interpretarli, praticarli, viverli. ([[Beatrice Veronese]]) *Non si tiene per nulla conto della funzione sociale dello sport. Praticare lo sport significa vincere la paura. Permette di amare il proprio corpo, che è una cosa importante. È una educazione alla vita. ([[Stefania Casini]]) *Partecipare a uno sport nel suo significato più autentico richiede la volontaria partecipazione da parte di tutti i concorrenti. Ecco perché il baseball, il calcio e il golf sono sport, mentre non lo era il massacro dei cristiani nel Colosseo. ([[Tom Regan]]) *Penso che lo sport sia un eccezionale strumento per rendere più aperte le prospettive: può aiutarti a vivere una quantità incredibile di esperienze, avendo a che fare con persone che in circostanze normali non avresti mai incontrato. Così sei costretto a imparare come creare relazioni con persone diverse e culture diverse. È questo che rende lo sport così speciale: la fusione di persone e culture che crescono con te, allo stesso tempo. ([[Khalia Lanier]]) *Per anni ho sottovalutato il potenziale culturale dello sport. Sperando di comprenderlo meglio oggi, credo che vada prima fissato nei suoi princípi costitutivi e poi declinato nella società. Lo sport oggi è intrattenimento, coinvolgimento emotivo e fitness, tutti ottimi concetti. Manca però paurosamente la parte relativa al suo immenso potenziale valoriale, quella che farebbe di questa attività il miglior veicolo di educazione alla legalità, crescita della personalità, accettazione consapevole dell'altro e molto di più. Di questi valori, nella fase educativo-formativa, non può che farsi garante lo Stato (cioè noi in una dimensione di comunità), in analogia con quello che avviene per la Scuola, che è peraltro il luogo in cui fisicamente dovrebbe dispiegarsi questa modalità di Sport-Cultura. ([[Flavio Tranquillo]]) *Per sfondare nel mondo professionistico devi dimostrare di poterlo fare. Lo sport è una prova continua, fino a quando smetti sei sotto esame, sempre valutato. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *Puoi controllare tutto, ma lo sport non è matematica. ([[Alessia Filippi]]) *Praticare sport aiuta in tutti sensi a crescere, ti fa conoscere lati di te nuovi, ti fa superare i tuoi limiti, ti proietta in un mondo nuovo. Scopri di essere una persona che non sapevi di essere. ([[Elena Micheli]]) *{{NDR|Lo sport}} Può mostrarti chi sei veramente. Lo sport ti offre momenti belli, ma le delusioni sono più numerose. Ogni obiettivo raggiunto è frutto di fatica e ti fa capire il tuo carattere e la tua voglia di farcela nella vita. Si imparano inoltre l'educazione e il rispetto verso l'avversario e i propri compagni. In campo sono più esuberante di quanto sono nella vita ordinaria, mi lascio guidare di più dall'istinto, senza troppe barriere. ([[Miriam Sylla]]) *Qual è la funzione dello sport in una società? Ci vuole la musica per un popolo, così è lo sport. Lo sport è simulazione di altre avventure, è orgoglio, è conoscenza di sé: è importante anche in una società consumistica [...]. La felicità è un mistero. Ma lo sport può dare sensazioni che non danno i soldi. Giocarsi tutto è una sensazione unica. ([[Julio Velasco]]) *{{NDR|«Qual è il più bel mestiere del mondo?»}} Quello dello sportivo, specie se è remunerato: anche se bisogna essere fin troppo all'altezza, cioè non ti puoi mai permettere un momento di rilassamento, c'è l'obbligo di far sempre contenti quelli che ti guardano. ([[Gianluca Vialli]]) *Ricordiamoci sempre che facciamo sport, non andiamo in miniera. ([[Ferdinando De Giorgi]]) *Sapete perché la gente ama lo sport? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. ([[Marco Pastonesi]]) *Scopo degli sport agonistici non è la [[bellezza]], anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. I maschi possono professare il loro «amore» per gli sport ma è un amore che deve sempre improntato e applicato alla simbologia della guerra: eliminazione contro promozione, gerarchia di rango e livello, statistiche ossessive, analisi tecniche, fervore tribale e/o nazionalista, uniformi, rumore di massa, striscioni, pugni battuti sul petto, facce dipinte, eccetera. Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell'amore. ([[David Foster Wallace]]) *Se alla fine sei innamorato di uno sport, i sacrifici che devi fare non ti pesano, sono normali. Credo che i sacrifici li abbiano fatti più i miei genitori. ([[Giulia Dragoni]]) *Se frequenti da vicino alcuni sport minori vedi ancora l'abnegazione, il sacrificio, la voglia di mettercela tutta... per esempio l'atletica, la [[ginnastica]], la [[scherma]]. Ai grandi livelli tutto diventa show e business, mentre solo nello sport di base ci sono ancora valori di riferimento. Lì il premio è semplicemente divertirsi, mettersi in gioco con passione in una competizione leale. Il senso vero dello sport sta nel piacere di poterlo fare, una cosa bellissima che mi emoziona ancora. ([[Massimo De Luca]]) *Se lo sport, sotto forma delle discipline collettive e soprattutto del [[Calcio (sport)|calcio]], ha potuto assurgere al primo posto, non è tanto, senza dubbio, per il suo valore atletico, quanto perché si è rifatto carico, anche se in modo impoverito, della funzione che Aristotele attribuiva alla tragedia greca: la [[Catarsi|purificazione]] delle passioni, che negli spettatori, durante la rappresentazione, erano portate al parossismo. Da ciò deriva lo scatenarsi delle violenze partigiane che riproducono quelle delle lotte tra fazioni nella vita pubblica: è impossibile assistere a un incontro per la pura bellezza del fatto sportivo, da spettatori neutrali. Da ciò deriva anche la celebrazione della vittoria, ricalcata sul modello del trionfo: tutta la città si identifica allora, del resto per un tempo molto breve, con la sua squadra. ([[Maurice Aymard]]) *Si dice che la [[poesia]] sia cominciata con lo sport. ([[André Scala]]) *Si vede che lo sport rende gli uomini cattivi, facendoli parteggiare per il più forte e odiare il più debole. ([[Alberto Moravia]]) *So che rimpiangerò lo sport, ma sono a pezzi. Stanca di soffrire. Smetto per questo, perché è un fuoco che riscalda, ma che consuma anche. Non solo te, ma anche quelli che ti stanno attorno. ([[Tania Cagnotto]]) [[File:Charles de Coubertin - Allégorie aux sports - Google Art Project.jpg|thumb|upright=1.4|''Allegoria dello sport'' (C. de Coubertin, 1896)]] *Tutti vanno al limite in qualsiasi sport quando si lotta per la vittoria, altrimenti non si riuscirà mai a ottenere il successo. ([[Giacomo Agostini]]) *Un importante veicolo di inclusione sociale, capace di valorizzare valori quali il rispetto, la collaborazione, l'inclusione, la costanza, l'impegno, la cura di sé e la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta è lo sport, essenziale mezzo per superare le discriminazioni e il rafforzamento dei grandi valori che esso rappresenta, anche attraverso l'introduzione di misure di sostegno al ruolo dello stesso quale veicolo di inclusione sociale e di superamento di ogni forma di [[discriminazione]]. Lo sport, tra l'altro, è anche un mezzo per apprendere le tecniche di autodifesa al fine di sopperire a una maggiore forza fisica degli uomini, pratiche di autodifesa che andrebbero offerte in forma gratuita. ([[Elisabetta Christiana Lancellotta]]) *Una componente importante dello sport è lo spirito di emulazione. ([[Sandro Ciotti]]) *Vedere lo sport come un lavoro implica, a mio parere, che manchi almeno in parte quella componente di passione che lo caratterizza. Ci metti la tecnica, la tattica, ma non il cuore: è quella la differenza, secondo me. ([[Manuela Leggeri]]) ===[[Mauro Berruto]]=== *Il mondo dello sport è un generatore di benessere, di senso civico, di qualità della vita e anche – sì! – di economia. *Lo sport è forse uno degli ultimi ambienti rimasti che ti insegna come la piena trasformazione del tuo potenziale non passa da scorciatoie. C'è l'allenamento e il sudore. Viviamo in un mondo in cui ci insegnano a fare meno fatica possibile, qualunque strumento elettronico deve esser intuitivo, devi essere in grado di usarlo fin da subito senza un libretto di istruzioni. Abbiamo smarrito il senso della necessità di fare fatica per entrare nel rapporto tra potenziale e prestazione. *Lo sport e la cultura del movimento sono un'agenzia educativa capace di insegnare valori come inclusione, solidarietà e rispetto e sono capaci di formare cittadini e cittadine più consapevoli, più rispettosi del proprio corpo, della propria salute e dell'ambiente. *Lo sport insegna, soprattutto nei momenti complicati, che perdere è parte naturale, fisiologica, necessaria del percorso di apprendimento e miglioramento. Verrebbe da estremizzare: lo sport è utile soprattutto perché insegna a perdere e a fare i conti con la necessità di analizzare i motivi di una sconfitta, capire cosa potevi fare meglio tu, cosa hanno fatto meglio i tuoi avversari, razionalizzare quali siano i punti di forza, ma anche i margini di miglioramento. Ve lo assicuro: tutto questo lavoro, quando si vince, lo si fa molto meno. Perdere, dunque, è necessario per poter vincere la volta successiva o almeno per prepararsi a farlo. ===[[Cristina Chirichella]]=== *Lo sport è un veicolo di valori per ricordarci di prenderci cura di noi stessi e accettarci così come siamo. *Lo sport premia il merito: le medaglie bisogna guadagnarsele. *Un grande sportivo [...] si riconosce dalla disciplina. ===[[Lara Gut-Behrami]]=== *Nello sport c'è così tanta ipocrisia che per una delle tenniste migliori {{NDR|Naomi Ōsaka}} è più importante che rilasci un'intervista piuttosto che scenda in campo. Quando lo sport diventa un lavoro ti dicono che ci sono delle cose che devi fare. Ma chi l'ha deciso? Sei un'atleta e già per allenarti, nutrirti e riposarti c'è una scienza. Poi ci sono le cose attorno che, ti dicono, "fanno parte del gioco". Ok, ma cosa succede se fanno così parte del gioco che non riesco più a fare quel gioco? *Nello sport non è facile mostrare le proprie debolezze. Ti crei un'aura di invincibilità, ti mostri sicuro ma dentro sei a pezzi. "Se inizio a dire che sono in difficoltà crolla tutto", pensi, "e gli altri se ne approfitteranno". Ma bisogna fare il processo inverso. Penso che imparare a non sentirsi deboli o in pericolo, se lo si riconosce, sia la chiave per approcciarsi allo sport in modo più "sano". *Nello sport vendiamo tanto il mito degli eroi e dimentichiamo il lato umano. ===[[C. S. Lewis]]=== *E ricordate che [...] una giornata di scuola non lascia quasi tempo libero a un ragazzo che non ama gli sport. Per lui, passare dalla classe al campo di gioco significa semplicemente passare da un lavoro di un certo interesse ad un altro di nessun interesse, in cui se si fallisce si viene puniti più severamente, e (ciò che è peggio) per il quale si deve fingere interesse. *La mia innata goffaggine, aggiunta alla mancanza di allenamento di cui {{NDR|la scuola di}} Belsen era responsabile, mi aveva tolto per sempre ogni possibilità di giocare abbastanza bene da divertire me stesso, per non parlare degli altri giocatori. Accettavo gli sport (come molti ragazzi) come uno dei mali inevitabili della vita, paragonabile alla tassa sul reddito e al dentista. *La verità è che, ai miei tempi {{NDR|nell'Inghilterra del primo Novecento}}, gli sport organizzati e obbligatori avevano quasi completamente bandito dalla vita scolastica l'elemento giocoso. Non c'era tempo per giocare (nel senso vero e proprio della parola). La rivalità era troppo accesa, il premio troppo allettante, l'«inferno dell'insuccesso» troppo duro. *Non vorrei mi si accusasse di credere (o incoraggiare il lettore a credere) che questa invincibile ripugnanza a toccare una mazza o una palla non fosse una sfortuna. Non che, in realtà, io attribuissi agli sport quelle virtù morali e quasi mistiche che gli insegnanti rivendicano loro; ho l'impressione che spingano tra l'altro all'ambizione, all'invidia, e ad amare i sentimenti di parte. Eppure non amarli è una sfortuna, perché vi escludono dalla compagnia di molte persone eccellenti che non è possibile avvicinare in altro modo. Una sfortuna, non un vizio; perché non dipende dalla nostra volontà. Avevo cercato di amare gli sport senza riuscirci. Quell'istinto non faceva parte della mia natura; tra me e gli sport correva, come dice il proverbio, la stessa inimicizia che tra cani e gatti. ===[[Pietro Mennea]]=== *Lo sport è bello perché non è sufficiente l'abito. Chiunque può provarci. *Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita. *Nello sport gli obiettivi importanti non possono essere tanti e in fila l'uno con l'altro. Bisogna scegliere e io avevo scelto il Messico. ===[[Alessandro Zanardi]]=== *Ci si può drogare di cose buone... E una di queste è certamente lo sport. *Questa è la chiave. Lo dico ai giovani che vogliono avventurarsi nello sport: se vuoi diventare numero uno per i soldi o le veline non ce la farai mai, forse ce la farai se lo fai per divertirti. *Spero che questi successi convincano qualche ragazzo disabile ad uscire di casa a riprendere a vivere con lo sport. La [[vita]] è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni. ===[[Dino Zoff]]=== *Ho sempre creduto nei valori dello sport, inteso come miglioramento dell'uomo. *Io parto dal presupposto che nello sport contano i numeri, i risultati, il tempo che fa un centometrista. Poi magari l'alone che la stampa cerca di dare a determinate situazioni le fa ricordare meglio di altre. *Niente come lo sport sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. ==Voci correlate== *[[Atleta]] *[[Campione]] *[[Competizione sportiva]] *[[Sport in Italia]] *[[Sport per disabili]] *[[Squadra (sport)]] *[[Underdog (termine)]] *[[Vittoria e sconfitta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo|wikt|b=Ripiano:Sport|b_preposizione=di}} [[Categoria:Hobby]] [[Categoria:Sport| ]] rszi8yz3f0k0nkp64tdmgtyp0pepg7t 1429740 1429739 2026-10-17T03:26:36Z Danyele 19198 /* Citazioni */ correzione ordine alfabetico 1429740 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:SFEC BritMus Roman 022.JPG|thumb|upright=1.4|Statua di un discobolo]] Citazioni sullo '''sport''' e sugli '''sportivi'''. ==Citazioni== *A me ha aiutato molto. Mi ha fatto crescere come persona e come uomo, mi ha aiutato ad accettare delle regole. ([[Patrizio Sala]]) *{{NDR|«Cosa le ha insegnato lo sport?»}} A ragionare in un contesto di squadra, a mettersi nei panni dell'altro, a tenere le antenne costantemente dritte, a gestire le emozioni. E poi a confrontarmi, a dialogare con i giovani, trasferendo loro quei valori che io stesso avevo appreso, andando oltre la dimensione sportiva. ([[Luca Vettori]]) *Al lavoro si contrappone un altro tipo di sforzo che non nasce da un'imposizione, ma da un impulso veramente libero e generoso della potenza vitale: lo sport [...] Si tratta di uno sforzo lussuoso, che si dà a mani piene senza speranza di ricompensa, come il traboccare di un'intima energia. Perciò la qualità dello sforzo sportivo è sempre egregia, squisita. ([[José Ortega y Gasset]]) *Amo i valori dello sport, di squadra e individuali. Ti permette di vivere una vita incredibile, anche se fatta di sacrifici. ([[Luca Marini]]) *Amo il sacrificio dell'allenamento, l'alchimia dello spogliatoio e il valore mistico della sconfitta. Amavo soprattutto accompagnare l'opportunità che lo sport offre ad ognuno di poter crescere sul piano umano. Oggi questo concetto di sport propedeutico alla vita si è molto perduto, il guadagno è divenuto l'unico motore, la priorità invece della conseguenza. ([[Giovanni Branchini]]) *Andando avanti, purtroppo o per fortuna, lo sport diventa sempre più intrattenimento, affiancato al lato sportivo che noi tutti amiamo, con le gare e la competizione, la sfida [...]. Questo non ce lo toglie nessuno, ma allo stesso tempo lo sport per poter vivere e continuare in modo sempre più brillante e sostenibile ha bisogno anche di diventare un intrattenimento. C'è una parte un po' business ma non bisogna scandalizzarsi, altrimenti non esisterebbe [...] col solo cuore ed il romanticismo. ([[Davide Brivio (dirigente sportivo)|Davide Brivio]]) *Appartengo all'unico sistema meritocratico presente in Italia: lo sport. Il cronometro parte da zero per tutti e non si ferma per colpa di chi conosci, solo per la tua forza. ([[Sofia Goggia]]) *C'è un circolo virtuoso nello sport: più ti diverti più ti alleni; più ti alleni più migliori; più migliori più ti diverti. ([[Pancho Gonzales]]) *Ci sono sempre aspetti che si possono migliorare: questa è la vera bellezza dello sport per me. ([[Sami Khedira]]) *Ciò che disgusta nella moderna attività sportiva è l'eccessiva importanza che si dà alle esteriorità e alle tensioni della pura emulazione fisica, assolutamente sproporzionata agli scopi di questa emulazione: non ci si vergogna di dedicare a cose spesso del tutto insulse, la stessa grande serietà che in altri tempi si rivolgeva soltanto a scopi veramente eroici. ([[Friedrich Wilhelm Foerster]]) *Come il potere deve essere delle masse, anche lo sport deve essere delle masse. Come la ricchezza deve essere di tutte le masse e le armi del popolo, anche lo sport, per la sua qualità di attività sociale, deve essere delle masse. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Con i grandi mezzi di comunicazione, lo sport si è trasformato in un grande spettacolo. [...] Sotto questa nuova luce si è avuta una trasformazione generale e tutti sono diventati professionisti al servizio del diletto del pubblico. Del resto ora lo sport è un prodotto da commercializzare. ([[Julio Velasco]]) *Con lo sport non puoi sognare come puoi fare se scrivi, se reciti, se dipingi o se fai carriera come dirigente: l'ho capito a undici anni che non avrei mai giocato per l'[[Arsenal Football Club|Arsenal]]. Undici anni sono davvero pochi per scoprire una così amara verità. ([[Nick Hornby]]) *Credo che ad avermi fregato sia stato [[Muhammad Ali]]. L'idea che, oltre al grande sportivo, potesse esistere al contempo un grande uomo. Non sempre condivisibile, ma coraggioso e pienamente inserito nel suo presente. Purtroppo lo sport non è più quello degli Ali e dei Gigi Meroni. Lo dimostra la letteratura sportiva: un libro su [[Gilles Villeneuve]] o [[Ayrton Senna]] puoi scriverlo, uno su [[Michael Schumacher]] o [[Roger Federer]] (sinonimi) no. Perché, a parte i numeri, aridi numeri, non c'è nulla. ([[Andrea Scanzi]]) *Credo che lo sport dia lezioni di vita a qualunque livello lo si pratichi. Ti insegna a non rinunciare, a dare il massimo, a mantenere gli impegni presi, a raggiungere degli obiettivi. ([[Valentina Greggio]]) *Da sempre si disquisisce se lo sport sia soltanto un momento ludico o anche strumento di formazione. La cultura ufficiale ha sempre considerato poco, e male, lo sport catalogandolo come puro fatto circense. Grave errore. Lo stesso che ha commesso chi giudica lo sport come somma di fatti muscolari e di pulsioni emotive. Inaccettabile l'uso dell'iperbole, della metafora guerresca, di una esaltazione madre di tante violenze. ([[Domenico Morace]]) *Di solito riesco a convincermi che lo sport in televisione possa offrire tutto ciò che offre la letteratura e anche di più, ma, dopo l'esperimento di verifica, la mia fede in questa tesi ha cominciato a vacillare. ([[Nick Hornby]]) *Dico sempre che lo sport è uno straordinario simulatore di lusso della vita, perché ti dà la fortuna di vivere un'esperienza che in un certo senso è anche fuori dalla realtà, in un ambito che spesso è considerato lontano dalla quotidianità. In un certo senso io e le mie compagne di squadra siamo state privilegiate, abbiamo vissuto esperienze non nella norma, viaggiato tanto, conosciuto tante persone. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Direi che lo sport in sè [...] è un gioco, è divertente, ma a certi livelli cambia se hai certe ambizioni di vincere [...]. Hai addosso tanta voglia di fare bene. Non sono mai stata una grande estimatrice della frase "bisogna divertirsi". Ti diverti quando fai le cose bene, quindi bisogna far le cose bene per divertirsi. ([[Valentina Arrighetti]]) *Dunque, gli appassionati di uno sport sostengono che quello sport è intrinsecamente migliore di un altro. Per me, tutti gli sport sono occasioni in cui altri esseri umani ci spingono ad eccellere. (''[[L'attimo fuggente]]'') *È a questo che serve lo sport: a farti arrabbiare nel posto giusto, a prenderti rivincite, a capovolgere quel misto di sentimenti neri che hai dentro quando sei adolescente e non hai ancora mezzi per farti valere. Orgoglio e ribellione. ([[Nadia Comăneci]]) *È uno specchio formidabile. Ma solo se non ti travesti. E mostri la tua vulnerabilità. ([[Andre Agassi]]) *Fare sport ad alto livello è gratificante, ma per l'atleta è anche complicato: negli anni della gioventù la cosa più importante sono gli allenamenti e le gare. È molto difficile conseguire un titolo di studio o coltivare degli interessi; per me era faticosissimo anche mantenere i rapporti con le persone, dato che avevamo la giornata tutta programmata. Si vive fuori dal mondo per molto tempo, in un ambiente bellissimo che ti fa continuare a giocare anche da adulti, ma che è lontano dalla realtà. ([[Annamaria Marasi]]) *Gli sport sono un'estesa conversazione, un monologo del corpo sociale con se stesso; non un'immagine o un semplice riflesso, ma un discorso autoreferenziale. ([[André Scala]]) *Gli sportivi si dividono in due categorie: quelli che amano vincere e quelli che odiano perdere. Sembra la stessa cosa, ma non la è. ([[Karch Kiraly]]) *Ho una gran voglia di dirle che lo sport è dannoso. L'ho affermato molte volte parlando a gente che era venuta alle mie conferenze per sentir dire il contrario. L'esempio infinitamente più agevole mi veniva offerto delle ore di ginnastica godute o sofferte alla scuola media. ([[Gianni Brera]]) *I campioni sono quelli che vogliono lasciare il loro sport in condizioni migliori rispetto a quando hanno iniziato a praticarlo. ([[Arthur Ashe]]) *I valori dello sport – di quello [[sport paralimpici|paralimpico]], particolarmente – sono valori universali, che riguardano tutti: il coraggio, la determinazione, l'ispirazione. Sono valori che riguardano ogni persona umana. ([[Sergio Mattarella]]) *Il problema dello sport è che nessuno ti prepara al dopo. Non sai che è tutto molto breve, non sai che non ne avrai tante di giornate più belle della tua vita da goderti. ([[Domenico Fioravanti]]) *In situazioni difficili o di emergenza uno sportivo reagisce in modo diverso, certamente migliore. È tre passi avanti! ([[Bebe Vio]]) *Io penso che lo sport sia una possibilità, un'esperienza importante per la crescita personale, per lo sviluppo sociale, i benefici che apporta nel suo complesso (dall’educazione motoria, all'avviamento allo sport, allo stile di vita) sono tali per cui andrebbe considerato come un diritto costituzionale. ([[Antonella Bellutti]]) *La continuazione di quel realismo di guerra che eternamente reca l'impronta di Roma. ([[Henry de Montherlant]]) *La cultura non è figlia del lavoro ma dello sport. Si sa bene che attualmente mi trovo solo tra i miei contemporanei nell'affermare che la forma superiore dell'esistenza umana è proprio lo sport. ([[José Ortega y Gasset]]) *Le medaglie [...] restano chiuse nei cassetti, quello che rimane davvero è essere diventata una persona diversa grazie allo sport. ([[Diana Bianchedi]]) *Le motivazioni del successo nello sport sono disperazione, o smisurata ambizione, o la bella vita. ([[Giovanni Branchini]]) *Lo spettacolo sportivo si dimostra ancora una sede particolarmente adatta per inscenare i drammi formali che assillano i sogni di una comunità, perché ogni singola gara rappresenta un paradigma, più o meno riuscito, che serve a regolare e conciliare le molte contraddizioni che attraversano la società in cui viviamo. Succede però che ora, specie con la Tv, lo sport rimanga sovente vittima della sua stessa messa in scena, del suo simulacro. ([[Aldo Grasso]]) *Lo sport ad alti livelli ti aiuta moltissimo. In primis metterei il rispetto delle regole, un qualcosa che al giorno d'oggi viene sempre meno. Ti insegna anche l'importanza dell'organizzazione, il rispetto versi gli altri, verso il tuo avversario. Sono valori che trovo fondamentali per la nostra società: lo sport, sotto questo punto di vista, è stata un'ottima palestra di vita. ([[Tommaso Marini]]) *Lo sport ai suoi grandi livelli è labilità, ma senza apostrofo. Immaterialità! Eccedenza pura! ([[Carmelo Bene]]) *Lo sport coincide coi costumi. ([[Henry de Montherlant]]) *Lo sport, come la scuola e la famiglia, è determinante nella formazione dei ragazzi. Sport non è solo competizione, ma anche educazione e socialità. ([[Marcel Desailly]]) *Lo sport crea un corpo sano in una mente sana. Naturalmente, le persone dotate di corpi e menti sani sono certi di diventare buoni cittadini. Un buon spirito sportivo crea un cameratismo che, a suo turno, crea un'atmosfera in cui i mali sociali come il tribalismo e il regionalismo non possono fiorire. ([[Mohammed Siad Barre]]) *Lo sport è anche formazione. Ti aiuta a lavorare in gruppo e a crescere. A tirare fuori quelle cose che forse non sai neppure di avere. E poi ti cambia proprio come persona, anche nel modo di relazionarti con gli altri. ([[Francesca Piccinini]]) *Lo sport è come il pregare, il mangiare, il riscaldare ed il ventilare. Sarebbe sciocco che le masse entrassero in un ristorante per stare a guardare una persona o un gruppo che mangia! Oppure che la gente lasciasse che una persona o un gruppo godessero fisicamente del riscaldamento e dell'aria in sua vece! Allo stesso modo è irrazionale che si permetta ad un individuo o ad una squadra di monopolizzare lo sport escludendo la società, mentre essa sopporta gli oneri di tale monopolizzazione a vantaggio di detto individuo o detta squadra. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Lo sport è il motore dell'uomo, lo è stato sin dagli Antichi Greci e lo sarà sempre. ([[Elisabetta Dessy]]) *Lo sport è la vita e dalla vita si impara. ([[Manuela Leggeri]]) *Lo sport è noioso se tutti sono amichevoli e si vogliono bene. Deve esserci una rivalità che susciti un vero interesse. La cosa peggiore è se tutti sono troppo gentili e amichevoli. ([[Christian Horner]]) *Lo sport è onesto: vinci o perdi, senza compromessi. E io ho sempre avuto problemi ad accettare i compromessi. ([[Boris Becker]]) *Lo sport è un ambiente in cui tutto è più facile, sia per le donne che per la gente di colore. Nella vita normale è piuttosto difficile. ([[Fiona May]]) *Lo sport è un equilibrio instabile, nel quale non appena hai capito di cosa sei davvero capace, il tempo ti chiede indietro una vita non tua. Quella dell'atleta è un'esistenza in prestito. ([[Massimo Colaci]]) *Lo sport è un'espressione positiva della vita. ([[Leni Riefenstahl]]) *Lo sport è una delle cose che mi fa piangere, mi fa gioire. Cioè, io quando guardo le [[Olimpiadi]] e riprendono la medaglia con gli atleti sul podio... Io piango. Perché penso alla vita che fanno, una vita dedicata completamente a questo. Gli sta passando davanti tutto il film. Non c'è cosa più epica di una medaglia o di una coppa. ([[Francesco Mandelli]]) *Lo sport è una delle poche cose che azzera le differenze sociali. ([[Alessandra De Stefano]]) *Lo sport è vita, ma è ancor più appagante se fatto lealmente, senza scorciatoie, senza inganni. Che senso ha vincere sapendo che hai barato? ([[Ivan Basso]]) *Lo sport fa bene alla salute ma a livello agonistico ti logora, ti consuma. Gli atleti hanno tante rughe [...]. Quando mi alleno ho una faccia contratta e contrita in un'espressione di [[fatica]]. Che, però, porto con molta gioia. [...] [[Platone]] diceva: "Per le cose belle bisogna soffrire". ([[Sofia Goggia]]) *Lo sport ha occupato sempre un posto importante nella mia vita. Tiene unite le persone e così diventa anche più facile parlare di argomenti come l'HIV. Lo sport infatti ti spinge ad andare avanti nella vita ed è importante parlare insieme se si sta giocando uno sport di squadra. ([[Roger Federer]]) *Lo sport ha, tutto lo sport, tre caratteristiche fondamentali: la semplicità delle regole (il calcio è nato con 17 norme, il basket con 13), che rischia oggi artificiose sovrastrutture che lo rendono spesso difficilmente fruibile; l'universalità del linguaggio (ferme restando le differenze geografiche e socio-economiche, una partita di calcio è la stessa da noi o in Angola); infine, la certezza del risultato, che è oggi la più minacciata. Se lascio uno stadio o una pedana dopo aver applaudito il vincitore, non devo essere sottoposto all'alea di ricorsi in Tribunale, di revisioni a tavolino, e soprattutto di dubbi sulla liceità dei mezzi impiegati dal vincitore: ciò, invece, accade sempre più frequentemente. E rischia di inquinare il concetto stesso di sport, la sua immediatezza, la sua capacità di attrarre ed emozionare. ([[Elio Trifari]]) *Lo sport ha un contorno. Un codazzo di uomini e donne che anche non centrando con esso, lo modellano, lo incartano. Lo modificano. Sponsor, tifosi, giornalisti. Soprattutto giornalisti. Persone che fanno soltanto il loro lavoro, ma che nel fare il loro lavoro, spesso, scavano alla ricerca del cadavere, della nota stonata, della risposta che stai cercando anche tu. ([[Lisa Vittozzi]]) *Lo sport impartisce delle lezioni. Lo spettacolo sportivo è educativo, diverte a mala pena, non è fatto per cambiare le nostre idee ma per appagarci di quelle che offre. ([[André Scala]]) *Lo sport, in quarto portatore di valori quali il rispetto, la collaborazione, l'integrazione, la gestione delle emozioni, la disciplina, la costanza, l'impegno, l'etica, la cura di sé, la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta, naturali veicoli di inclusione sociale e di superamento degli [[sessismo|stereotipi di genere]]. ([[Martina Semenzato]]) *Lo sport mi ha insegnato la verità più semplice: puoi vincere o perdere, ma l'importante è alzarsi ogni giorno e continuare. ([[Gabriela Guimarães]]) *Lo sport mostra, in tutti gli aspetti della vita, i tratti positivi degli uomini e delle donne: il loro carattere forte, la loro volontà di andare avanti fino alla fine, qualunque cosa accada. ([[Jaroslava Mahučich]]) *Lo sport non ammette scorciatoie. Più tempo dedichi a quello che fai, più riuscirai a migliorarti. ([[Attilio Caja]]) *Lo sport non dovrebbe essere considerato una battaglia fra due forze ostili, ma come un gioco che mette alla prova la resistenza della squadra senza rancore. ([[Mohammed Siad Barre]]) *Lo sport non è nuovo al popolo [[Etiopia|etiope]]; corse di cavalli, nuoto, "gougs", lancio del giavellotto, "gittee", "meket", "genna", corse, salto in alto e in lungo, caccia, sono sempre stati considerati contributi allo sviluppo fisico e morale della Nostra gente. "Senterej", "gebetta" e "akandoura", sono alcuni tra i giochi etiopici che hanno attirato l'interesse degli Etiopi. ([[Haile Selassie]]) *Lo sport [...] si potrebbe definire il sedimento di un odio universale finissimamente diffuso, che precipita nelle competizioni sportive. ([[Robert Musil]]) *Lo sport ti arricchisce sempre, non c'è un'altra scuola di vita così importante in Italia. Ti sbatte in faccia la meritocrazia, il valore del fair play, il fatto che per un centesimo si perde o si vince, e non ci sono scuse. ([[Federica Pellegrini]]) *Lo sport ti insegna ad essere umile quando vinci. Non siamo i più forti, siamo stati i più forti in quel momento. ([[Ferdinando De Giorgi]]) *Ma che lo sport agonistico sia pericoloso e quindi portatore di possibili danni è innegabile. Quando sento qualche attempato ex vantarsi pubblicamente della propria vigoria, dovuta secondo lui all'esercizio sportivo, io quasi sempre avrei voglia di dimostrargli giusto il contrario: che lui non è vigoroso agile e aitante perché fa sport, bensì fa sport in quanto è vigoroso agile e aitante. Quando è morto d'infarto sul suo pretenzioso lavoro l'inventore del Jogging, io non ho riso da jena perché non appartengo a quella specie animale, però mi sono affrettato a ritagliare la notizia ripromettendomi di sottoporla al mio amico [[Ottavio Missoni]]: che imparasse a fare il bullo come so che gli piaceva e gli piace. ([[Gianni Brera]]) *Mi piace lo sport come gioco. I bambini che fanno agonismo mi mettono tristezza. ([[Massimiliano Alajmo]]) *Nello sport c'è tutto, c'è la vita, i sacrifici per raggiungere un obiettivo, il fallimento o la sconfitta, e poi la rivincita. ([[Gianluca Gazzoli]]) *Nello sport il gioco deve essere una costante. Quando questa componente viene a mancare è ora di smettere. ([[Josefa Idem]]) *Nello sport non è una partita che ti dà la verità. È chiaro che vincere e giocare al top fa bene al morale, ma ogni atleta deve ricordarsi che nello sport l'alternanza di rendimento è un fatto naturale. Bisogna sempre guardare avanti anche quando i colpi non girano come dovrebbero. ([[Angelo Lorenzetti]]) *Nello sport non esistono mezze misure. Se si partecipa bisogna farlo nel modo migliore. Nei motori poi è ancora più marcato questo aspetto: l'imperativo è essere superiori alla concorrenza. ([[Cesare Fiorio]]) *Nello sport puoi scegliere tra il piacere della vittoria e il piacere della sconfitta. ([[George Gordon Byron]]) *Nello sport chiunque punta a vincere. (''[[Death Note]]'') *Non esistono sport maschili o femminili. Esistono gli sport e, piuttosto, modi diversi di interpretarli, praticarli, viverli. ([[Beatrice Veronese]]) *Non si tiene per nulla conto della funzione sociale dello sport. Praticare lo sport significa vincere la paura. Permette di amare il proprio corpo, che è una cosa importante. È una educazione alla vita. ([[Stefania Casini]]) *Partecipare a uno sport nel suo significato più autentico richiede la volontaria partecipazione da parte di tutti i concorrenti. Ecco perché il baseball, il calcio e il golf sono sport, mentre non lo era il massacro dei cristiani nel Colosseo. ([[Tom Regan]]) *Penso che lo sport sia un eccezionale strumento per rendere più aperte le prospettive: può aiutarti a vivere una quantità incredibile di esperienze, avendo a che fare con persone che in circostanze normali non avresti mai incontrato. Così sei costretto a imparare come creare relazioni con persone diverse e culture diverse. È questo che rende lo sport così speciale: la fusione di persone e culture che crescono con te, allo stesso tempo. ([[Khalia Lanier]]) *Per anni ho sottovalutato il potenziale culturale dello sport. Sperando di comprenderlo meglio oggi, credo che vada prima fissato nei suoi princípi costitutivi e poi declinato nella società. Lo sport oggi è intrattenimento, coinvolgimento emotivo e fitness, tutti ottimi concetti. Manca però paurosamente la parte relativa al suo immenso potenziale valoriale, quella che farebbe di questa attività il miglior veicolo di educazione alla legalità, crescita della personalità, accettazione consapevole dell'altro e molto di più. Di questi valori, nella fase educativo-formativa, non può che farsi garante lo Stato (cioè noi in una dimensione di comunità), in analogia con quello che avviene per la Scuola, che è peraltro il luogo in cui fisicamente dovrebbe dispiegarsi questa modalità di Sport-Cultura. ([[Flavio Tranquillo]]) *Per sfondare nel mondo professionistico devi dimostrare di poterlo fare. Lo sport è una prova continua, fino a quando smetti sei sotto esame, sempre valutato. ([[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]]) *Praticare sport aiuta in tutti sensi a crescere, ti fa conoscere lati di te nuovi, ti fa superare i tuoi limiti, ti proietta in un mondo nuovo. Scopri di essere una persona che non sapevi di essere. ([[Elena Micheli]]) *{{NDR|Lo sport}} Può mostrarti chi sei veramente. Lo sport ti offre momenti belli, ma le delusioni sono più numerose. Ogni obiettivo raggiunto è frutto di fatica e ti fa capire il tuo carattere e la tua voglia di farcela nella vita. Si imparano inoltre l'educazione e il rispetto verso l'avversario e i propri compagni. In campo sono più esuberante di quanto sono nella vita ordinaria, mi lascio guidare di più dall'istinto, senza troppe barriere. ([[Miriam Sylla]]) *Puoi controllare tutto, ma lo sport non è matematica. ([[Alessia Filippi]]) *Qual è la funzione dello sport in una società? Ci vuole la musica per un popolo, così è lo sport. Lo sport è simulazione di altre avventure, è orgoglio, è conoscenza di sé: è importante anche in una società consumistica [...]. La felicità è un mistero. Ma lo sport può dare sensazioni che non danno i soldi. Giocarsi tutto è una sensazione unica. ([[Julio Velasco]]) *{{NDR|«Qual è il più bel mestiere del mondo?»}} Quello dello sportivo, specie se è remunerato: anche se bisogna essere fin troppo all'altezza, cioè non ti puoi mai permettere un momento di rilassamento, c'è l'obbligo di far sempre contenti quelli che ti guardano. ([[Gianluca Vialli]]) *Ricordiamoci sempre che facciamo sport, non andiamo in miniera. ([[Ferdinando De Giorgi]]) *Sapete perché la gente ama lo sport? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. ([[Marco Pastonesi]]) *Scopo degli sport agonistici non è la [[bellezza]], anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. I maschi possono professare il loro «amore» per gli sport ma è un amore che deve sempre improntato e applicato alla simbologia della guerra: eliminazione contro promozione, gerarchia di rango e livello, statistiche ossessive, analisi tecniche, fervore tribale e/o nazionalista, uniformi, rumore di massa, striscioni, pugni battuti sul petto, facce dipinte, eccetera. Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell'amore. ([[David Foster Wallace]]) *Se alla fine sei innamorato di uno sport, i sacrifici che devi fare non ti pesano, sono normali. Credo che i sacrifici li abbiano fatti più i miei genitori. ([[Giulia Dragoni]]) *Se frequenti da vicino alcuni sport minori vedi ancora l'abnegazione, il sacrificio, la voglia di mettercela tutta... per esempio l'atletica, la [[ginnastica]], la [[scherma]]. Ai grandi livelli tutto diventa show e business, mentre solo nello sport di base ci sono ancora valori di riferimento. Lì il premio è semplicemente divertirsi, mettersi in gioco con passione in una competizione leale. Il senso vero dello sport sta nel piacere di poterlo fare, una cosa bellissima che mi emoziona ancora. ([[Massimo De Luca]]) *Se lo sport, sotto forma delle discipline collettive e soprattutto del [[Calcio (sport)|calcio]], ha potuto assurgere al primo posto, non è tanto, senza dubbio, per il suo valore atletico, quanto perché si è rifatto carico, anche se in modo impoverito, della funzione che Aristotele attribuiva alla tragedia greca: la [[Catarsi|purificazione]] delle passioni, che negli spettatori, durante la rappresentazione, erano portate al parossismo. Da ciò deriva lo scatenarsi delle violenze partigiane che riproducono quelle delle lotte tra fazioni nella vita pubblica: è impossibile assistere a un incontro per la pura bellezza del fatto sportivo, da spettatori neutrali. Da ciò deriva anche la celebrazione della vittoria, ricalcata sul modello del trionfo: tutta la città si identifica allora, del resto per un tempo molto breve, con la sua squadra. ([[Maurice Aymard]]) *Si dice che la [[poesia]] sia cominciata con lo sport. ([[André Scala]]) *Si vede che lo sport rende gli uomini cattivi, facendoli parteggiare per il più forte e odiare il più debole. ([[Alberto Moravia]]) *So che rimpiangerò lo sport, ma sono a pezzi. Stanca di soffrire. Smetto per questo, perché è un fuoco che riscalda, ma che consuma anche. Non solo te, ma anche quelli che ti stanno attorno. ([[Tania Cagnotto]]) [[File:Charles de Coubertin - Allégorie aux sports - Google Art Project.jpg|thumb|upright=1.4|''Allegoria dello sport'' (C. de Coubertin, 1896)]] *Tutti vanno al limite in qualsiasi sport quando si lotta per la vittoria, altrimenti non si riuscirà mai a ottenere il successo. ([[Giacomo Agostini]]) *Un importante veicolo di inclusione sociale, capace di valorizzare valori quali il rispetto, la collaborazione, l'inclusione, la costanza, l'impegno, la cura di sé e la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta è lo sport, essenziale mezzo per superare le discriminazioni e il rafforzamento dei grandi valori che esso rappresenta, anche attraverso l'introduzione di misure di sostegno al ruolo dello stesso quale veicolo di inclusione sociale e di superamento di ogni forma di [[discriminazione]]. Lo sport, tra l'altro, è anche un mezzo per apprendere le tecniche di autodifesa al fine di sopperire a una maggiore forza fisica degli uomini, pratiche di autodifesa che andrebbero offerte in forma gratuita. ([[Elisabetta Christiana Lancellotta]]) *Una componente importante dello sport è lo spirito di emulazione. ([[Sandro Ciotti]]) *Vedere lo sport come un lavoro implica, a mio parere, che manchi almeno in parte quella componente di passione che lo caratterizza. Ci metti la tecnica, la tattica, ma non il cuore: è quella la differenza, secondo me. ([[Manuela Leggeri]]) ===[[Mauro Berruto]]=== *Il mondo dello sport è un generatore di benessere, di senso civico, di qualità della vita e anche – sì! – di economia. *Lo sport è forse uno degli ultimi ambienti rimasti che ti insegna come la piena trasformazione del tuo potenziale non passa da scorciatoie. C'è l'allenamento e il sudore. Viviamo in un mondo in cui ci insegnano a fare meno fatica possibile, qualunque strumento elettronico deve esser intuitivo, devi essere in grado di usarlo fin da subito senza un libretto di istruzioni. Abbiamo smarrito il senso della necessità di fare fatica per entrare nel rapporto tra potenziale e prestazione. *Lo sport e la cultura del movimento sono un'agenzia educativa capace di insegnare valori come inclusione, solidarietà e rispetto e sono capaci di formare cittadini e cittadine più consapevoli, più rispettosi del proprio corpo, della propria salute e dell'ambiente. *Lo sport insegna, soprattutto nei momenti complicati, che perdere è parte naturale, fisiologica, necessaria del percorso di apprendimento e miglioramento. Verrebbe da estremizzare: lo sport è utile soprattutto perché insegna a perdere e a fare i conti con la necessità di analizzare i motivi di una sconfitta, capire cosa potevi fare meglio tu, cosa hanno fatto meglio i tuoi avversari, razionalizzare quali siano i punti di forza, ma anche i margini di miglioramento. Ve lo assicuro: tutto questo lavoro, quando si vince, lo si fa molto meno. Perdere, dunque, è necessario per poter vincere la volta successiva o almeno per prepararsi a farlo. ===[[Cristina Chirichella]]=== *Lo sport è un veicolo di valori per ricordarci di prenderci cura di noi stessi e accettarci così come siamo. *Lo sport premia il merito: le medaglie bisogna guadagnarsele. *Un grande sportivo [...] si riconosce dalla disciplina. ===[[Lara Gut-Behrami]]=== *Nello sport c'è così tanta ipocrisia che per una delle tenniste migliori {{NDR|Naomi Ōsaka}} è più importante che rilasci un'intervista piuttosto che scenda in campo. Quando lo sport diventa un lavoro ti dicono che ci sono delle cose che devi fare. Ma chi l'ha deciso? Sei un'atleta e già per allenarti, nutrirti e riposarti c'è una scienza. Poi ci sono le cose attorno che, ti dicono, "fanno parte del gioco". Ok, ma cosa succede se fanno così parte del gioco che non riesco più a fare quel gioco? *Nello sport non è facile mostrare le proprie debolezze. Ti crei un'aura di invincibilità, ti mostri sicuro ma dentro sei a pezzi. "Se inizio a dire che sono in difficoltà crolla tutto", pensi, "e gli altri se ne approfitteranno". Ma bisogna fare il processo inverso. Penso che imparare a non sentirsi deboli o in pericolo, se lo si riconosce, sia la chiave per approcciarsi allo sport in modo più "sano". *Nello sport vendiamo tanto il mito degli eroi e dimentichiamo il lato umano. ===[[C. S. Lewis]]=== *E ricordate che [...] una giornata di scuola non lascia quasi tempo libero a un ragazzo che non ama gli sport. Per lui, passare dalla classe al campo di gioco significa semplicemente passare da un lavoro di un certo interesse ad un altro di nessun interesse, in cui se si fallisce si viene puniti più severamente, e (ciò che è peggio) per il quale si deve fingere interesse. *La mia innata goffaggine, aggiunta alla mancanza di allenamento di cui {{NDR|la scuola di}} Belsen era responsabile, mi aveva tolto per sempre ogni possibilità di giocare abbastanza bene da divertire me stesso, per non parlare degli altri giocatori. Accettavo gli sport (come molti ragazzi) come uno dei mali inevitabili della vita, paragonabile alla tassa sul reddito e al dentista. *La verità è che, ai miei tempi {{NDR|nell'Inghilterra del primo Novecento}}, gli sport organizzati e obbligatori avevano quasi completamente bandito dalla vita scolastica l'elemento giocoso. Non c'era tempo per giocare (nel senso vero e proprio della parola). La rivalità era troppo accesa, il premio troppo allettante, l'«inferno dell'insuccesso» troppo duro. *Non vorrei mi si accusasse di credere (o incoraggiare il lettore a credere) che questa invincibile ripugnanza a toccare una mazza o una palla non fosse una sfortuna. Non che, in realtà, io attribuissi agli sport quelle virtù morali e quasi mistiche che gli insegnanti rivendicano loro; ho l'impressione che spingano tra l'altro all'ambizione, all'invidia, e ad amare i sentimenti di parte. Eppure non amarli è una sfortuna, perché vi escludono dalla compagnia di molte persone eccellenti che non è possibile avvicinare in altro modo. Una sfortuna, non un vizio; perché non dipende dalla nostra volontà. Avevo cercato di amare gli sport senza riuscirci. Quell'istinto non faceva parte della mia natura; tra me e gli sport correva, come dice il proverbio, la stessa inimicizia che tra cani e gatti. ===[[Pietro Mennea]]=== *Lo sport è bello perché non è sufficiente l'abito. Chiunque può provarci. *Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita. *Nello sport gli obiettivi importanti non possono essere tanti e in fila l'uno con l'altro. Bisogna scegliere e io avevo scelto il Messico. ===[[Alessandro Zanardi]]=== *Ci si può drogare di cose buone... E una di queste è certamente lo sport. *Questa è la chiave. Lo dico ai giovani che vogliono avventurarsi nello sport: se vuoi diventare numero uno per i soldi o le veline non ce la farai mai, forse ce la farai se lo fai per divertirti. *Spero che questi successi convincano qualche ragazzo disabile ad uscire di casa a riprendere a vivere con lo sport. La [[vita]] è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni. ===[[Dino Zoff]]=== *Ho sempre creduto nei valori dello sport, inteso come miglioramento dell'uomo. *Io parto dal presupposto che nello sport contano i numeri, i risultati, il tempo che fa un centometrista. Poi magari l'alone che la stampa cerca di dare a determinate situazioni le fa ricordare meglio di altre. *Niente come lo sport sa dare gioie pazzesche che durano un attimo, e bisogna farlo durare nel cuore. ==Voci correlate== *[[Atleta]] *[[Campione]] *[[Competizione sportiva]] *[[Sport in Italia]] *[[Sport per disabili]] *[[Squadra (sport)]] *[[Underdog (termine)]] *[[Vittoria e sconfitta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo|wikt|b=Ripiano:Sport|b_preposizione=di}} [[Categoria:Hobby]] [[Categoria:Sport| ]] nli6mebyri6cb04mzyuxkz5p2ucw5zf Recitazione 0 2755 1429747 1426313 2026-10-17T04:13:15Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429747 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:The Actor, 1893.jpg|thumb|''L'attore'' (F. von Uhde, 1893)]] Citazioni sulla '''recitazione'''. ==Citazioni== *A me non interessa recitare, ma sedurre. ([[Giorgio Albertazzi]]) *Ah, il teatro! Come non mi è mai piaciuto! Viva il cinema, dove basta recitare una volta, non a ogni spettacolo! (''[[Dylan Dog]]'') *Bisogna cambiare sempre, è questa la gioia del nostro mestiere. ([[Denise Capezza]]) *C'è chi nasce per recitare: gente che ha la passione per il teatro nel sangue, e si applica per tutta la vita a perfezionare la propria arte, raggiungendo talvolta la grandezza. Altri iniziano a recitare per puro caso, dopo anni di ricerca di un mezzo per esprimere la propria personalità, anche fra questi qualcuno raggiunge la grandezza. Stroheim appartiene alla seconda categoria. ([[Peter Noble]]) *Cercare dentro di sè quei sentimenti che si devono esprimere attraverso il personaggio. Offrire al pubblico la propria verità e non accettare di offrire al pubblico la propria capacità tecnica. ([[Pupella Maggio]]) *{{NDR|«Quale é il valore più importante che ti ha insegnato la recitazione?»}} Credo un amore profondo verso l'essere umano, una comprensione maggiore delle persone e un rispetto verso le loro vite e le loro scelte. Quando studi per interpretare e metterti nei panni e nelle personalità dei più diversi personaggi, senza giudicarli, hai la possibilità di scoprire quanto sia sottile, debole, bisognoso, infinito e meraviglioso l'animo umano. Studiando i meccanismi per cui una persona si comporta in un modo piuttosto che in un altro a me ha aperto il cuore ancora di più alla tenerezza. Certo questo non rende nessuno immune dall'arrabbiarsi o ad essere tendente a giustificare qualsiasi comportamento, ma ti permette di conoscere meglio te stesso e gli altri. Sostengo fortemente che la recitazione sia la miglior terapia per essere indipendenti nel comprendersi. ([[Federica Sabatini]]) *{{NDR|«Quando e come è iniziato il tuo rapporto con la recitazione?»}} Da bambina mio padre mi raccontava storie, favole della buonanotte. Io chiudevo gli occhi, ma non riuscivo a fermare la testa, che rincorreva il profilo dei personaggi e la trama della storia. Invece di dormire, fantasticavo all'infinito. Con il senno di poi, posso dire che quello è stato il vero inizio della mia passione. ([[Elena Cucci]]) *"Entrare" nelle vite degli altri: "staccarsi" per un certo tempo da se stessi avendo la possibilità di vivere storie nuove e distanti da me, con la consapevolezza di affrontarle come un gioco, da approcciare seriamente però, perché implica anche delle responsabilità. Sono sempre stata stimolata da questo aspetto dell'essere attore/attrice. ([[Serena Iansiti]]) *Esistono varie scuole di pensiero: alcune prevedono il totale trasfigurarsi dell'io nel personaggio, altre il contrario. Io sostengo e difendo la grande personalità dell'attore. ([[Enzo Garinei]]) *{{NDR|A proposito della recitazione cinematografica}} Fissa l'attore che hai di fronte nell'occhio più vicino alla macchina da presa, e dì la verità! ([[James Cagney]]) *Ho letto con avidita tutto ciò che riguarda l'arte drammatica. E soprattutto ho visto la recitazione di tutti gli attori grandi e piccoli, buoni e cattivi, compatrioti e stranieri. Dalla loro attività scenica, dalla loro recitazione abbiamo staccato analiticamente le esigenze più imperative dell'arte dell'attore, e abbiamo percepito la validità o la falsità delle interpretazioni, delle intonazioni e delle procedure. Ho capito che sia la cultura senza talento che il talento senza cultura non possono fare un attore perfetto. ([[Lucia Sturdza-Bulandra]]) *Ho qualche teoria radicale sulla differenza tra recitare sul palcoscenico e recitare davanti alla macchina da presa. [...] In uno spettacolo teatrale il punto focale – e l'obiettivo in ogni momento – consiste nel privare l'attore della dipendenza dal suo regista, perché il regista è inutile una volta alzato il sipario. Al cinema è il contrario. Nel momento veramente importante, è il regista che si ritrova solo, con le sue bobine, al momento del montaggio finale. [...] Non penso che si possa parlare di una vera e propria performance di attori durante le riprese cinematografiche. Ci sono solo delle ripetizioni, è meccanico, frammentario, perché si può sempre rifare e rifare ancora. ([[Sydney Pollack]]) *Il comico ti da una soddisfazione immediata perché vedi il risultato subito, se porti il pubblico dalla tua parte facendolo ridere. Con il drammatico senti la tensione, ma non avverti in realtà il contatto con il pubblico. ([[Paola Gassman]]) *Il mestiere dell'attore mette insieme logica e ricerca: è un processo intimo, che ha bisogno di curiosità. ([[Ella Rumpf]]) *Il modo migliore per recitare una parte è quello di viverla. ([[Arthur Conan Doyle]]) *Io credo che un po' di scuola faccia bene, però credo anche che l'istinto è quello che vince. ([[Gina Lollobrigida]]) *Io credo molto a un metodo di prova di recitazione che consiste nel domandare agli attori di pronunciare le parole senza recitarle, nel non permettere loro di pensarci, se non dopo numerose letture del testo, in modo tale che nel momento in cui applicano certe teorie, o in cui hanno certe reazioni davanti al testo, essi li abbiamo per un testo che conoscono e non per uno che potrebbero non aver compreso, perché una frase si capisce solo dopo averla ripetuta molte volte. Anche il modo di recitare deve essere scoperto dagli attori e quando l'hanno scoperto, io chiedo loro di frenarsi, di non recitare tutto subito, di procedere con prudenza, di non aggiungere gesti se non più tardi, di possedere tutto il senso della scena prima di permettersi di spostare un posacenere, afferrare una matita o accendere una sigaretta. ([[Jean Renoir]]) *Io non ho un metodo perché non ci credo: per me il metodo è un qualcosa che ci identifica, attraverso il quale si è universalmente riconosciuti e che, alla fine, può trasformarsi in una prigione. ([[Mamadou Dioume]]) *John, [[Flash Gordon]] è colui che ha influito maggiormente nella nostra formazione. Ci ha insegnato il giusto e lo sbagliato, il bene e il male, e che la parola "recitare" ha una definizione estremamente ampia. (''[[Ted]]'') *L'aspetto più divertente di questo mestiere sta nello sforzo di calarsi in qualcosa di completamente distante dalla mia personalità e dal mio mondo interiore. ([[Stella Egitto]]) *L'atto dell'attore, questo rifiuto delle mezze misure, la penetrazione, l'apertura, l'uscir fuori da se stesso invece di chiudercisi, costituisce un invito rivolto allo spettatore. ([[Jerzy Grotowski]]) *L'immagine suscitata nella mente dello spettatore dalla recitazione si realizza con l'espressione; nasce attraverso l'espressione visiva, si chiarisce attraverso l'espressione uditiva, diventando più forte. ([[Lucia Sturdza-Bulandra]]) *La cosa bella del nostro lavoro è la testimonianza di quello che realizziamo [...]. Non solo non invecchi, ma non muori mai. È come una sospensione senza tempo. ([[Massimiliano Gallo]]) *La cosa più difficile è far sorridere il pubblico in modo intelligente e importante, per i ruoli brillanti ci vuole una proprietà di tempi e di tecnica. ([[Erika Blanc]]) *La recitazione è un'arte collettiva, non è un lavoro che si fa da soli. Si esce di casa per incontrare una nuova squadra con cui creare un'intesa comune. Un progetto è interessante quando quest'incontro è sorprendente e inatteso. ([[Irène Jacob]]) *La recitazione è una grande forma d'arte e una professione di merda! ([[Montgomery Clift]]) *Ma vanno così le cose della vita: uno pensa di recitare la sua parte in uno spettacolo e nemmeno si immagina che sul palcoscenico nel frattempo, di soppiatto, hanno cambiato lo scenario e senza saperlo si ritrova nel bel mezzo di uno spettacolo completamente diverso. ([[Milan Kundera]]) *Mamma mia con questa storia della recitazione naturalistica, Alfredo! Alfredo! Due attori si devono guardare negli occhi e dire le battute chiare. Non mi fare cazzate politiche! Alfredo, li mortacci tua! Che poi me la rimandano indietro e mi tocca rigirarla. La gente la vuole così e tu me la fai così. Chiaro? ([[René Ferretti]], ''[[Boris (prima stagione)|Boris]]'') *Molti, quando dico che ho venticinque anni e lavoro da venti, fanno molta fatica a crederci; alle elementari venivo persino sgridata, le maestre mi dicevano che dovevo lasciare il lavoro, che non era giusto lavorare a quell'età e che loro erano contrarie. Se gli avessi dato retta non avrei mai appreso la tecnica come solo i bambini fanno: per me è automatico. Chi incomincia tardi si distrae dalla recitazione per stare attento agli attacchi, alle lunghezze, alla cuffia, al copione o allo schermo. ([[Elena Perino]]) *Non ho scelto di fare l'attore per recitare con belle donne e vivere nel lusso. La recitazione mi dà equilibrio, mi ha insegnato a studiare i personaggi ed entrare nelle loro anime. Sono grato al mio mestiere, che ancora oggi mi riempie di interessi, mi arricchisce con gli incontri e mi ha permesso di essere diretto da uomini straordinari. ([[Clive Owen]]) *Non occorre essere intelligenti per recitare – prendete l'[[Ronald Reagan|ex presidente]] degli Stati Uniti. ([[Cher]]) *Non puoi fare questo lavoro se hai giudizio, perché ti lasci andare e non ti frega più niente di come vieni visto, è una libertà. ([[Carlotta Antonelli]]) *Non recito per dimostrare che sono bravo, ma sono convinto di poter essere d'aiuto a qualcuno: tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte, quella di vivere. Con i capelli bianchi e gli acciacchi mi sento ricco di quest'arte che mi fa giocare con la fantasia. ([[Glauco Mauri]]) *Non ricordo chi ha detto: grande è la conoscenza, infinito è il dolore. [[Herman Melville|Melville]] ci ha messo di fronte a questo. E la balena è la nostra ossessione dell'abisso, la nostra paura di perderci. L'esorcizzo recitando, fino in fondo appunto. ([[Arnoldo Foà]]) *Non so, questa cosa della [[televisione|tv]] non mi convince: gente che recita tutto il tempo, ti rendi conto? Girano un bottone, e tac, c'è qualcuno che recita per loro. Mah. Farà bene, alla gente, tutto questo recitare? ([[James Stewart]]) *Oggi spesso la gente chiede a mia moglie Joan: "Come fa a capire quando Larry sta recitando e quando no?" e mia moglie risponde sempre: "Larry? Oh, ma lui recita sempre". In fondo al cuore so soltanto di non capire bene quando recito e quando no o meglio, per essere ancora più sincero, quando mento e quando no. Perché, cosa è la recitazione se non menzogna e cosa è la buona recitazione se non menzogna convincente? ([[Laurence Oliver]]) *Oh, recitare non è poi una cosa tanto difficile, basta alzarsi e cominciare. ([[Dan O'Herlihy]]) *Per me è come dragare un fiume. È un'esperienza penosa. Io semplicemente non ho talento intuitivo. Recitare mi è sempre faticoso e compiango sempre me stesso per le mie interpretazioni. ([[Paul Newman]]) *Per me, il cinema è recitazione. Quando tiri le somme, la qualità di un film è tutta questione di quali attori hai, e di come recitano. ([[Orson Welles]]) *Per me questo mestiere è come una di quelle storie d'amore e pazzia, in alcuni momenti tutta dolcezza e in altri una brutalità che annienta. ([[Juno Temple]]) *Per me recitare è diventare qualcuno che non sono. ([[Chloë Grace Moretz]]) *Per me recitare significa recitare, indipendentemente dal genere che vado ad affrontare: che tu interpreti un'adolescente, una moglie, una donna asburgica, devi essere dentro il personaggio. Non è questione dell'involucro-film: hai l'indicazione di un regista che ti porta in una certa strada, certo, ma la concentrazione e la professionalità rimangono le stesse. ([[Carolina Crescentini]]) *Per recitare bisogna usare la fantasia... è reinventarsi in ogni ruolo che ci viene proposto. È divertente interpretare una regina, o credersi di essere [[Cameron Diaz]], o [[Marisa Tomei]] per qualche ora e poi tornare alla propria vita di tutti i giorni. ([[Francesca Guadagno]]) *Per recitare bene devi imparare l'arte di vivere. Sei obbligato. ([[Sabina Guzzanti]]) *Quando mi trovo nel mondo reale, anche a me sembra di interpretare un ruolo diverso, di non essere me stessa. Non volevo che papà e mamma fossero tristi, così ho deciso che dovevo essere felice in ogni momento. Comunque, secondo me, non c'è nulla di male nel recitare una parte: se questo aumenta il numero di occasioni in cui puoi sorridere, va benissimo così. ([[Yūki (Sword Art Online)|Yūki]], ''[[Sword Art Online II]]'') *Quando reciti da un po' di tempo, diventa piuttosto facile accendersi e spegnersi! Quando sei all'inizio, senti il bisogno di rimanere nel personaggio il più a lungo possibile. Come attore devi pagare un certo prezzo per tornare al mondo reale, tanto che diventa quasi più facile rimanere nella parte per tutto il tempo. ([[Al Pacino]]) *Quando reciti, devi imparare a fidarti degli istinti. Devi imparare ad ascoltare una parte di te che in qualche modo è più intelligente e presente, e che sa, quasi intimamente, dove andare. In scena, vince quello ciò che questa parte nascosta ti dice di fare. ([[Lucia Mascino]]) *Quando recito sono felice perché è liberatorio, fa stare bene, direi quasi che mi rilassa. Essere un altro per una buona parte della giornata aiuta a stare in pace e andare d'accordo con se stessi. ([[Jean Dujardin]]) *Quanto coraggio ci vuole per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recita il fiume. ([[Boris Pasternak]]) *Questo è il tuo compito, recitare nobilmente la parte che ti è stata assegnata; quanto alla scelta di essa, questo è compito di un Altro. ([[Epitteto]]) *Questo lavoro io lo faccio non per manie di protagonismo ma per raccontare storie. ([[Ludovica Martino]]) *Questo lavoro si fonda sullo studio, il talento e l'esperienza sul set. [...] Con l'esperienza impari a nasconderti perfettamente dietro il personaggio, anche attraverso il trucco e i capelli. ([[Ludovica Martino]]) *"Recita come un cane." Ma tutti i cani che ho visto recitare erano bravissimi. ([[Roberto Gervaso]]) *''Recitar! Mentre preso dal delirio | non so più quel che dico e quel che faccio!'' (''[[Pagliacci (opera)|Pagliacci]]'') *Recitare consiste in gran parte nel liberarsi dell'insicurezza e della coscienza di sé. Quando devi saltare da un aereo o su una macchina in corsa, è molto più facile lasciarsi andare. ([[Phoebe Waller-Bridge]]) *Recitare costringe alla sincerità: a riprodurre sentimenti vissuti. ([[Ilenia Pastorelli]]) *Recitare è come fare i pugili. Puoi studiare la storia della boxe, chi ha combattuto prima di te, i grandi commentatori, ma non ti rendi conto di cosa voglia dire finché non vieni presa a pugni in faccia e capisci cosa devi fare. ([[Mia Goth]]) *Recitare è dolore, estasi del movimento, affettazione del divenire, occultazione del presentare. Recitare è entrare nel personaggio e uscire, entrare e uscire, avanti e indietro, e non vorrei andare oltre in questa similitudine... ([[Roberto Benigni]]) *Recitare è giocare. A tutti gli effetti. Un gioco meraviglioso, con regole ben precise. Imparare quelle regole è fondamentale, ma se non ci si diverte, è meglio lasciar stare. ([[Daniele Giuliani]]) *Recitare è il contrario della menzogna, è cogliere la verità. ([[Daisy Edgar-Jones]]) *Recitare è un affondo nello spirito, è un atto religioso, come... una specie di liberazione subcosciente. Un poema visuale. (''[[Io e Annie]]'') *Recitare in [[teatro]] significa essere votati al martirio. ([[Renzo Montagnani]]) *Recitare significa iniziare una ricerca dentro di sé. ([[Andy Serkis]]) *Se recitare significa raccontare storie sulla vita, è importante viverla pienamente. ([[Sasha Alexander]]) *Sono favorevole a qualsiasi tipo di teatro purché sia conoscenza di vita. La mia preferenza va al teatro della tradizione, ma quando è fatto bene. Il teatro di innovazione non sempre è comprensibile. ([[Luigi De Filippo]]) *{{NDR|«Che consiglio daresti a un giovane che vuole recitare?»}} Studiare, mettersi alla prova, rischiare. E poi non si può fare questo mestiere se non si prova calore umano, se non si ha empatia verso gli altri. È un sopralluogo emotivo continuo. Tutto quello che si vive, gli incontri, le persone, per l'attore diventano materiale utile. ([[Valentina Lodovini]]) *Talvolta si può sapere che parte si è recitata solo dopo essere usciti di scena. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Tutti pensano che gli attori sono dei bugiardi. Si dice: "smettila di recitare". Ma io credo che si reciti solo nella vita, mentre nell'arte si persegue solo la verità. ([[Al Pacino]]) *Tutti tendono a recitare di cervello, pochi pensano al cuore. Ma è lì la strada, la grande strada: l'uomo non è mica una scrivania od una macchina, perdio. ([[Renzo Ricci]]) *– Un momento. Così io non sono un attore. La pantomima per lei non è recitare.<br>– Neanche per sogno! Recitare è parlare, declamare parole immortali. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'') *Un tempo sia il doppiaggio che la recitazione erano discipline che venivano studiate molto e la voce aveva un ruolo importante, infatti veniva "lavorata", "elaborata", perché non c'era solo bisogno di fisicità, ma forte era la necessità di una vocalità; a testimonianza di questo basta risentire i grandi sceneggiati di una volta in cui gli attori erano tutti dotati vocalmente, a differenza di oggi, periodo in cui talvolta non capisci nemmeno quello che dicono. Per me è sempre stato fondamentale il lavoro sulla voce, sia nel doppiaggio, per assecondare la mimica dell'attore, sia nella recitazione, e lo è tuttora. ([[Luca Ward]]) ===[[Gary Cooper]]=== *Ho sviluppato un stile, qualunque esso sia, solo perché recitare mi imbarazzava. Per me era doloroso fare un gesto più ampio del minimo indispensabile. Ma un attore deve enfatizzare i propri movimenti se vuole "farli arrivare"" al pubblico. Ero così timido che persino alzare un braccio per indicare qualcosa richiedeva tutto il mio coraggio. *La voglia di recitare non ti abbandona. A volte nel bel mezzo di una scena mi sorprendo a dire battute di dialogo di quindici anni fa. Le situazioni tendono a ripetersi, e c'è un limite alle cose che puoi fare con una faccia e una carcassa. Per un po' ho pensato di ritirarmi. A volte lo penso ancora, di solito verso le cinque del pomeriggio. Ma darei di matto. *Lo chiamavano ''"underplaying"''. Non voglio dire che stessi facendo qualcosa di nuovo nel campo della recitazione. Dal momento che non mi ero mai trovato a dover raggiungere l'ultima fila di un teatro, non avevo mai imparato a iperenfatizzare un gesto o a urlare una battuta. *Vorrei tanto aver studiato recitazione, dopo tutti questi anni passati a brancicare in quest'arte. [...] Gli studenti di mister Strasberg danno delle interpretazioni realistiche perché credono in quello che fanno. Alcuni attori del Metodo caricano le loro performance di infiorettature. [...] Ma trucchetti del genere sono irrilevanti in confronto all'effetto che ha il Metodo sui ragazzi di talento. Quei giovani si emancipano da quei trucchi. ===[[Gael García Bernal]]=== *Con la recitazione ho trovato la mia libertà. Ho trovato il modo di essere libero. E adesso non riesco più a farne a meno. *Mettete in discussione le vostre certezze. Siate aperti e interessati alle idee degli altri senza innervosirvi. Prendetele in considerazione senza che vi sentiate aggrediti. Perché, davvero, è questa la natura della recitazione. *Recitare ti obbliga a un'empatia emotiva con l'altro, questo grande "altro". Gli attori devono partire dall'amore. *Questa parola, empatia, è forse l'unica ragione per cui continuo a recitare. [...] Se sono chiamato a interpretare una persona che ha uscciso qualcuno, non posso identificarmi con lei ma posso empatizzare emotivamente. Qualsiasi sia la sua motivazione ho il compito di trovarla. ===[[Eva Green]]=== *Ho veramente bisogno di questo lavoro, è molto importante per la mia salute mentale: recitare mi permette di esprimermi e tirare fuori in modo catartico quello che ho dentro, ma in un ambiente protetto. Le parti che interpreto sono una corazza, una maschera dietro cui mi nascondo. *Una danza in continua evoluzione. Ci offre la possibilità di usare il corpo per esplorare le emozioni umane e comprendere la nostra identità e tutto quanto contiene, di buono e anche di cattivo. *Vivo la recitazione come una specie di terapia, è il modo in cui tiro fuori tutto quello che mi tormenta e angoscia. Urlare, piangere e ridere davanti alle telecamere è come la magia nera. Sono davvero me stessa solo sul set. E anche quando torno a casa, continuo a vivere nel mio mondo di fantasia dove immagino di essere altre persone. Sono una sognatrice. E ho scelto l'unico mestiere adatto a me. ==Voci correlate== *[[Attore]] *[[Attore cinematografico]] *[[Attrice]] *[[Method acting]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Azioni]] [[Categoria:Cinema]] [[Categoria:Hobby]] [[Categoria:Teatro]] e2lrhsdbc3p73o0lq4fwc39pqlp7kys Enzo Ferrari 0 4119 1429713 1411456 2026-10-16T22:34:11Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enzo Ferrari */ +1 1429713 wikitext text/x-wiki [[File:Enzo Ferrari giovane.jpg|thumb|Enzo Ferrari]] '''Enzo Anselmo Ferrari''' (1898 – 1988), imprenditore, industriale e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Enzo Ferrari== *A Maranello vengono spesso musicisti di un genere che è difficile immaginare appassionati di automobili tipo Ferrari. [[Arturo Benedetti Michelangeli]], per esempio, è nostro cliente abituale: adesso è in attesa di una nuova macchina. La prima volta mi chiese, con un leggero imbarazzo, una berlinetta Mille Miglia usata, dichiarandosi non sufficientemente ricco per poter comperarne una nuova. Poi ci rimase fedele, e ogni tanto viene qui, silenzioso, quasi diafano, con quella sua cortesia fredda, quell'espressione sconcertante. Uno strano signore a colazione tra le nuvole.<ref group="fonte">Da ''Le mie gioie terribili''; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.repubblica.it/online/auto_prima/suono/suono/suono.html Il suono dei motori]'', ''repubblica.it''.</ref> *All'[[Alfa Romeo|Alfa]] sanno fare i guanti alle mosche.<ref group="fonte">Citato in Rita Querzé, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_luglio_26/museo-alfa-romeo-querze-1703461022699.shtml Il museo dell'Alfa Romeo «patrimonio culturale»]'', ''milano.corriere.it'', 26 luglio 2010.</ref> *Ci asteniamo dal precisare il numero di cavalli che hanno i nostri motori. Quando le nostre macchine vincono vuol dire che hanno più cavalli, quando perdono vuol dire che ne hanno di meno.<ref group="fonte" name=LIV>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 54.</ref> *Cinque anni dopo [[Tazio Nuvolari]] entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.<ref group="fonte" name=tazio>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Con la sua capacità distruttiva che macinava semiassi, cambi, frizioni, freni ci insegnava anche cosa fare perché un pilota potesse difendersi in un momento di necessità. È stato un campione di combattività, ha aggiunto notorietà a quella che la Ferrari già aveva, gli volevo bene.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/05/08/zolder-82-ultimo-volo-di-gilles-ventanni.html Zolder '82, l'ultimo volo di Gilles. Vent'anni con il mito Villeneuve]'', ''la Repubblica'', 8 maggio 2002.</ref> *Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fin che ho potuto ho dato. È dal 1929 che do qualcosa.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fra cent'anni diranno che sono uno che ha scoperto l'acqua calda.<ref group="fonte" name=LIV/> *Giù le mani dalla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]: di me dite quello che volete.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho imparato che è inutile protestare. Bisogna fare come i cani quando hanno una ferita.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l'automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa. Io non ho alcun diverso interesse dalla macchina da corsa.<ref group="fonte" name=sessanta>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/prima.html Il Drake comincia la sua avventura]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 1ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *I [[motore|motori]] sono come le [[donna|donne]]: bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.<ref group="fonte" name=LIII>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 53.</ref> *I piloti io li scelgo a seguito di [[emozioni]] che provo, non di freddo [[ragionamento]].<ref group="fonte">Da una dichiarazione pubblica contenuta nel documentario ''I Ferrarissimi'', Avofilm, 1996.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-86]]}} [...] i risultati sono quelli che sono e voi giornalisti li commentate aspramente tutte le settimane. Vede, del motore non mi posso lamentare: è il più potente che ci sia. Quando lo presentammo all'inizio di stagione avevamo scritto nella brochure: 840 cavalli. Oggi in gara ne fornisce 900. I collaboratori che avevamo scelto per questo lavoro hanno, dunque, lavorato molto bene [...]. Sappiamo benissimo cosa è sbagliato. Questa è una macchina che non ha stabilità in curva, che quando è in fase di accelerazione pattina perchè non ha aderenza. È inutile cambiare sospensioni o altre cose. È una macchina sbagliata che va rifatta completamente, ma questo è impossibile nel pieno della stagione agonistica. Ecco perchè [...] non possiamo fare altro che buttare via questo 1986.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/10/ferrari-scoperto-il-colpevole.html Ferrari, scoperto il colpevole]'', ''la Repubblica'', 10 luglio 1986.</ref> *Il [[sessualità|sesso]]? A una certa età diventa un disturbo.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} In fin dei conti la Ferrari ha fatto doppietta, e questo è l'importante.<ref group="fonte">Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> *Io mi ero illuso che le nostre cure potessero ridargli la salute perché un padre si illude sempre. M'ero convinto che egli fosse come una mia macchina, uno dei motori. E così mi ero fatto una tabella delle calorie di tutti gli alimenti che Dino doveva ingerire e che non avrebbero nuociuto ai suoi reni, tenevo un aggiornatissimo diagramma quotidiano delle albumine, del peso specifico dell'urina, del tasso azotemico del sangue, della diuresi eccetera, che mi dava l'indice dell'andamento della malattia. La realtà, tristissima, era ben altra: mio figlio deperiva costantemente perché colpito da [[distrofia muscolare]] progressiva. Si spegneva per questa terribile malattia che nessuno ha mai potuto individuare né curare, che nessuna difesa consente all'infuori della profilassi genetica. Fin quando una sera, in quella agenda dove annotavo tutti questi dati, scrissi: la partita è perduta.<ref group="fonte" name=sessanta/> *Io non ammaino niente. Deciderà il Padreterno.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'automobile è un'espressione di libertà, e il rischio che stiamo correndo è quello di ammazzarci perché ce n'è troppa. Del resto, ci sono due modi classici di morire: di fame e di indigestione.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'azienda conta più di qualunque collaboratore, fosse anche il migliore dei piloti.<ref group="fonte">Citato in [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/i-75-anni-di-piero-un-ferrari-vero-5.6358 I 75 anni di Piero, un Ferrari vero]'', ''quotidiano.net'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} La corsa più bella del mondo.<ref group="fonte" name=Enzo>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/r/Pub/AdnKronos/Assets/PDF/02-CosaelaMilleMiglia.pdf Cos'è la Mille Miglia]'', ''adnkronos.com''.</ref> *La [[fortuna]] e la sfortuna non esistono.<ref group="fonte">Citato nell'edizione delle 20:00 del TG1, Rai 1, 9 maggio 2010.</ref> *La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo.<ref group="fonte">Citato da [[Valentino Rossi]] in Alessandro Pasini, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/12/Vale_conquista_deserto_del_Qatar_co_8_100412010.shtml Vale conquista il deserto del Qatar]'', ''Corriere della Sera'', 12 aprile 2010.</ref> *La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/quattordicesima.html Debutta la Galleria Ferrari, "l'anti-museo"]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 14ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *[[Niki Lauda|Lauda]] è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Le mie auto non fumano.<ref>In seguito all'offerta della Marlboro di sponsorizzare le vetture Ferrari in Formula 1.</ref><ref group="fonte">Citato in ''Enzo Ferrari. Una leggenda a fumetti'', supplemento allo speciale Formula 1 di ''Quattroruote'', marzo 2005.</ref> *{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Meglio solo, attardato, a rimontare. Come a Monza nel '67, quando fece impazzire d'entusiasmo gli appassionati. Mi sarebbe piaciuto affidargli una Ferrari. Qualcuno mi disse che potevo portarlo nella mia squadra. Io non ci ho mai creduto. Clark non avrebbe mai corso su una macchina non inglese.<ref group="fonte">Citato in [[Giorgio Terruzzi]], ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref> *Metto le [[Occhiali da sole|lenti scure]] perché non voglio dare agli altri la sensazione di come sono fatto dentro.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mio padre mi diceva sempre: i [[stupidità|coglioni]] sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.<ref group="fonte" name=tazio/> *Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Non accetto e non dimentico che mi hanno chiamato Saturno ammodernato che mette al mondo i figli e poi li divora.<ref group="fonte" name=LIV/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d'essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più"<ref group="fonte" name=tazio/> *{{NDR|Rivolto ai giornalisti}} Non commetteremo gli errori di quest'anno: ne faremo dei nuovi perché soltanto quelli che lavorano sbagliano. Quelli che scrivono il lunedì invece non sbagliano mai.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa di presentazione della Ferrari 312 T; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.formulapassion.it/editoriale/presentazioni-f1-ieri-e-oggi-due-pianeti-lontanissimi Presentazioni F1 ieri e oggi, due pianeti lontanissimi]'', ''formulapassion.it'', 5 marzo 2025.</ref> *Ogni singolo pezzo della pista, deve poter mettere a dura prova il comportamento dinamico dell'auto in modo tale da rendere facile l'individuazione dei problemi di ogni macchina. Da questo momento in poi, voglio che nessuna Ferrari affronti la pista o la produzione di serie senza che abbia superato a pieni voti l'esame [[Circuito di Fiorano|Fiorano]].<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 11ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *Preferisco essere chiamato semplicemente Ferrari ed è quello che ho ottenuto entrando ogni mattina dal mio barbiere, Antonio.<ref group="fonte" name=LIV/> *Quando un pilota muore, almeno due donne svengono.<ref group="fonte" name=LIII/> *Quello che conta è non dare fastidio agli altri: ma chi ci riesce?<ref group="fonte" name=LIII/> *Signore dei cieli, fatemi diventare buono.<ref group="fonte" name=LIV/> *Sono l'espressione vivente della fantasia dei giornalisti.<ref group="fonte" name=LIV/> *Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.<ref group="fonte" name=tazio/> *Sul famoso stile di guida di [[Tazio Nuvolari]] se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.<ref group="fonte" name=taz>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/nuvolari.html Tazio Nuvolari - La leggenda Nivola]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} Un museo viaggiante unico e affascinante, allestito in una straordinaria cornice di pubblico festante.<ref <ref group="fonte" name=Enzo/> *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.<ref group="fonte" name=taz/> *{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} Uno sport che produce [[sudore]].<ref group="fonte">Citato in Mario Fossati, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/02/14/amava-il-coraggio-ma-ai-campioni-preferiva.html Amava il coraggio ma ai campioni preferiva i gregari]'', ''la Repubblica'', 14 febbraio 2003.</ref> {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mH_t0-cB5VQ Rosso Ferrari]''|2=Regia di Gianpaolo Tescari, Politecne Cinematografica, 1984; disponibile in YouTube, Archivio Nazionale Cinema Impresa, 5 marzo 2019.}} *Ricordo che nel 1912 vidi una fotografia sulla ''Stampa Illustrata'' che si pubblicava allora a Torino, di [[Ralph De Palma|{{Sic|Raffaele Di Palma}}]], che mi sembra avesse vinto in quell'epoca la 500 Miglia di Indianapolis. Mi dissi: questo è un italiano, perché un giorno non potrei anch'io essere un pilota d'automobili? E tutti gli atti sono stati una conseguenza di questo sogno dell'adolescenza. (min. 01:03-01:43) *La macchina da corsa per me è come un figlio. [...] il figlio rappresenta la continuità di noi stessi, [...] quello che [...] un costruttore realizza trasformando una materia informe, dei forgiati, in una meccanica vivente, in una armonia di suoni. (min. 03:17-04:00) *[...] il rapporto macchina e pilota è molto semplice: io ho sempre pensato che potesse essere fissato in una percentuale media del 50 per cento [...]. Ora stiamo vivendo un periodo nel quale intravediamo uno spostamento di questa percentuale di merito alla macchina, con le nuove costruzioni, cioè l'affidabilità del mezzo sta prendendo una preponderanza sulle capacità del pilota. (min. 05:12-05:58) *Non ricordo niente che valga più della prima [[vittoria]]... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. Noi siamo dei costruttori che ogni 15 giorni dobbiamo offrirci all'esame di maturità. (min. 06:19-06:45) *Io non ho avuto la possibilità di studiare [...] però nella vita mi sono sempre contornato di persone molto colte, capaci e soprattutto pervase dal desiderio di avere successo, di amare l'automobile; era la prima qualità, la prima dote che dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo. A me è restato un compito: quello di agitare dei problemi e di provocare delle riunioni e assistendo ai contrastanti pareri dei miei collaboratori, col modesto potere di sintesi di cui ho sempre risposto, prendere delle decisioni. (min. 08:28-09:43) *È ovvio che la macchina bisogna prima sognarla, per poi chiedere ai propri collaboratori se si sentono in grado di realizzarla, se condividono il sogno di chi vuole ottenere successo. (min. 10:20-10:45) *Prima di tutto la [[Gran Turismo (automobile)|Gran Turismo]] la prende uno che vuole differenziarsi dagli altri, chiedere alla vettura delle prestazioni istantanee che non può avere su altre macchine. Oggi non si va alla ricerca della velocità assoluta, oggi si va alla ricerca di velocità istantanee. (min. 19:24-19:50) *Il 12 cilindri resta sempre la macchina originale per la [[Ferrari]]. [...] tutto il resto è una derivazione del modello originale. (min. 21:43-22:11) *Lei trova nelle nostre macchine qualcosa di diverso. Non dico che sia sempre in meglio, no!, ma qualche cosa di diverso. Perché? Perché c'è l'apporto intellettivo dell'uomo. (min. 25:34-25:47) ==''Piloti, che gente...''== *{{NDR|Su [[Tony Brooks]]}} Abbandonò le corse per fare non so se il commerciante di automobili o il dentista. Si era presentato in Italia come intelligente stilista. Si dimostrò in seguito uomo capace, ma tanto prudente, anche quando la prudenza poteva essere intesa come intenzione di non nuocere, non soltanto a se stesso, ma anche agli altri.<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/addio-tony-brooks-1959-ferrari-615994.html Addio a Tony Brooks, 2º nel 1959 con la Ferrari]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Reutemann]]}} Atletico, pilota di ottime capacità, condizionato da un temperamento tormentato e tormentoso. Capace di risolvere situazioni difficili, supplendo anche a occasionali deficienze meccaniche, ma labile a sciupare, per emotività congenita, risultati acquisibili in partenza.<ref group="fonte">Citato in Rüdiger Franz Gaetano Herberhold, ''[https://www.guerinsportivo.it/news/formula1/2021/07/11-4481757/ricordando_carlos_reutemann Ricordando Carlos Reutemann]'', ''guerinsportivo.it'', 11 luglio 2021.</ref> *[[Jacky Ickx|Ickx]]: un connubio di ardimento e di calcolo. Nel primo anno in cui corse con le mie macchine maturò un'esperienza che prometteva grandi frutti. Poi, dopo una stagione di intervallo con la Brabham, per quattro anni abbiamo inseguito un titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Se facciamo una graduatoria dei piloti Ferrari vincitori di Gran Premi valevoli per il campionato mondiale, Ickx è terzo, insieme a Villeneuve, con sei affermazioni, dietro ad Alberto Ascari con tredici e a Lauda con quindici. Qualche suo atteggiamento, che gli valse fra i miei collaboratori l'appellativo di Pierino il terribile, non mi ha cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l'impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia. (pp. 99-100) *[[Nino Farina]] era l'uomo dal coraggio che rasentava l'inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando mancavano uno o due giri all'arrivo. Alla partenza era un poco come un purosangue ai nastri, che nella foga della prima folata può rompere; in prossimità del traguardo era capace di fare pazzie, ma, bisognava pur dire, rischiando solo del proprio, senza scorrettezze a danno di altri. Così, aveva un abbonamento alle corsie dell'ospedale. (p. 47-48) *[[Riccardo Patrese|Patrese]] alterna corse molto belle a prestazioni criticate dai suoi colleghi. È un pilota molto capace e nessuno, sia in prova che in gara, gli mette soggezione. Ha accumulato una lunga esperienza, ma fino ad ora, anche in squadre di prima grandezza, ha ottenuto meno successo di quanto meriterebbe. (p. 120) *[[Nelson Piquet|Piquet]] [...] si è dimostrato fin dalle prime esibizioni capace di imprese bellissime con qualche minima lacuna che talvolta lascia perplessi. Ha le caratteristiche del campione. Ogni tanto si fa notare per qualche simpatica spregiudicatezza nei suoi scherzi, nei comportamenti in gara e nelle dichiarazioni a ruota libera, del tipo che ai giornalisti non par vero di poter riprodurre [...]. Un avventuriero di lusso, che conduce la vita a modo suo, come le corse, ma è un campione, ripeto [...]<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/zoom/nelson-piquet-putiferio-intervista-playboy-1988-f1 Nelson Piquet e il putiferio sull’intervista a Playboy del 1988]'', ''formulapassion.it'', 29 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Ludovico Scarfiotti]]}} Salito sulla [[Formula 1]] non voleva scenderne, anche se il suo stile non si conciliava con il necessario affinamento. Qualcuno parlò di divorzio quando Ludovico chiese, per il Gran Premio d’Italia dell’anno dopo, di cercarsi un’altra vettura. Ebbi una lettera di [[Gianni Agnelli]], che si era interessato all’attività sportiva di Ludovico, suo cugino. Mi diceva: "Sta bene, anche Ludovico è d’accordo di smettere con la Formula 1". La sua ansia di sentirsi completo al volante di una macchina da corsa ebbe invece il sopravvento. Lasciò la [[Ferrari]] e cercò altrove, in Inghilterra, in Germania, ma non era soddisfatto. Lo seppi: avevamo già gettato le basi di un ritorno, di una nuova stagione con le rosse vetture Sport che non dimenticava. Lo sapevano in pochi. Ma l’agguato di Rossfeld, lo spuntone di roccia che gli fu fatale nella caduta fuori dalla bianca Porsche impazzita, doveva impedire la soluzione dell’equivoco. Il pilota generoso, corretto, soprattutto ubbidiente anche se ebbe la sua fiammata d’orgoglio, non poté ritrovare la spensieratezza di tante famose gare di durata, quella felicità che la sua vita sentimentale gli aveva avaramente dosato in un’altalena di affetti.<ref group="fonte">Citato in Silvano Lonardo, ''[https://www.f1world.it/amarcord/ludovico-scarfiotti-lultimo-pilota-italiano-a-trionfare-a-monza/ Ludovico Scarfiotti: l'ultimo pilota italiano a trionfare a Monza]'', ''f1world.it''.</ref> *{{NDR|Su Nino Farina}} Sarà storicamente ricordato come il pilota che per primo si è fregiato del titolo mondiale quando, nel 1950, fu istituito il Campionato del mondo di Formula 1. (p. 48) *Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito [[Clay Regazzoni]], il brillante, intramontabile Clay, ospite d'onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 [...]. L'anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d'Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato. (p. 118) ==Citazioni su Enzo Ferrari== *Anche dopo gli "ottanta" Enzo Ferrari non aveva abbandonato quello spirito che lo accompagnava già dai tempi in cui gareggiava come pilota. [...] Un aneddoto rivelatore: Ferrari, per l'uso quotidiano, acquistava auto di serie, generalmente berline a quattro porte di media cilindrata. Ricordo una Fiat 124, una Fiat Ritmo, un'Alfa 164. Aveva poi il vezzo di farle elaborare. Allo scopo, le affidava ai tecnici del Reparto Esperienze della FIAT: faceva sostituire i carburatori, altri componenti del motore e non dimenticava l'impianto frenante [...] così come le sospensioni. Per queste elaborazioni [...] Ferrari era in contatto da anni con tre tecnici del Reparto, da noi soprannominati "i cavalieri", che regolarmente venivano a Maranello da Torino per consegnare una vettura "rivista e corretta" [...]. Una volta ricevute le nuove "belve" della strada, sempre celate sotto l'originale veste di banali vetture di tutti i giorni, Ferrari le utilizzava per i suoi brevi spostamenti tra l'abitazione e la fabbrica. Quasi sempre, le vetture erano condotte dai suoi fedeli autisti: il factotum Dino e un ex agente della Polizia Stradale. A volte capitava di doversi fermare a un incrocio a causa di un semaforo rosso. Se, nel frattempo, sopraggiungeva un'auto supersportiva, all'accensione della luce verde, Enzo Ferrari incitava il suo autista dicendogli "Accellera! Accellera!". [...] Il rumore del motore in piena accelerazione copriva le risate di Ferrari e del suo autista. Ecco, quel modo di sfilare via al semaforo non era certo una sfida contro il malcapitato di turno, ma puro divertimento. ([[Marco Piccinini]]) *Aveva della sua attività quasi un'idea poetica, chiedeva macchine che venissero utilizzate tutti i giorni e che potessero diventare vetture da gara. ([[Nicola Materazzi]]) *{{NDR|«Che cosa le chiedeva il Commendatore quando si accingeva a progettare la macchina per l'anno successivo?»}} Da persona estremamente intelligente e furba, se ne guardava bene dall'esprimersi. Per farci sorridere delle volte mi diceva "fa na machina c'venz", fai una macchina vincente. ([[Mauro Forghieri]]) *Dobbiamo metterci in mente tutti, senza dimenticarlo, che se non ci fosse stato Enzo Ferrari, l'Italia, sotto il punto di vista dell'automobilismo da competizione, sarebbe allo stesso livello del Belgio o della Spagna. L'autombilismo da competizione in Italia lo ha inventato Enzo Ferrari anche se in realtà si correva da ben prima. Ma per la posizione di sfida lanciata al resto del mondo, per la sfida alla Mercedes, per quella alla Ford, come appassionati gli dobbiamo tutta la nostra riconoscenza. [...] Sebbene, secondo me, nel nostro Paese, mai si è dato il rilievo che la figura di Enzo Ferrari meritava. ([[Gian Paolo Dallara]]) *È un uomo eccezionale. La sua vita non è stata facile. Quando siamo insieme si scherza, ci si diverte, ma quando si abbordano degli argomenti seri egli evita la discussione. Non è molto facile da capire e inoltre gli piacciono i machiavelli. ([[Clay Regazzoni]]) *Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie. ([[Gigi Villoresi]]) *Enzo Ferrari era intelligente, molto duro e avevano tutti paura di lui. Ricordo che ero in ufficio, un ambiente buio, con i mobili chiari, e mi fu chiesto: "Quanti soldi vuoi?". Risposi che ero troppo giovane per pensare ai soldi; credo che Enzo mi stesse mettendo alla prova, per vedere quale fosse la mia motivazione. ([[Jody Scheckter]]) *Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ([[Carlo Cavicchi]]) *Era un personaggio molto duro, che ha fatto del motorsport la sua vita, indole che condivido. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Ferrari? [[Benito Mussolini|Mussolini]] sarebbe un bambino di fronte a lui. ([[Olivier Gendebien]]) *Ferrari era un uomo di intuito. Mi ha creato e, a differenza di quanto accaduto con altri, non mi ha distrutto. Un uomo eccezionale, aggrappato alla concretezza della nostra terra. Abbiamo avuto discussioni accese. Lui urlava e io più di lui, ma alla fine ci si intendeva. Lui dava ai suoi collaboratori la massima libertà, spronando sull'innovazione. Noi due simili? No. Io sono un tecnico che ragiona sulla base di dati, lui lo faceva sulle sensazioni, peraltro spesso azzeccate. ([[Mauro Forghieri]]) *Grazie a Ferrari ho anche iniziato a costruire la forcella diritta. Fino ad allora eravamo convinti che quella curva ammortizzasse meglio. Lui mi portò nei laboratori dove si progettava con l’aiuto del computer, per me era una cosa straordinaria. E mi dimostrò che aveva ragione. ([[Ernesto Colnago]]) *Il commendatore, è difficile dirlo se è un mago, certamente è uno che sa cosa vuole e dove vuole arrivare. ([[Carlos Reutemann]]) *Il Vecchio aveva una sua idea tutta particolare. Chiamava ed accettava un pilota se, secondo lui, il "prescelto" donava a cuore aperto tutta la sua bravura. E guai a contrastarlo. Eravamo due caratteri distanti un mondo. Ma non ho mai denigrato il successo, la bravura, il coraggio del re di Maranello. ([[Graham Hill]]) *Molte persone quando parlano di Enzo Ferrari, dicono: un grande uomo ma... Lasciano intendere qualche elemento negativo. Io non sono tra questi. Di Ferrari ricordo la tenerezza nei miei confronti, le opportunità e gli insegnamenti che mi ha regalato. Ho compreso più tardi quanto fosse necessario per lui tenere una distanza dai suoi piloti. Molti ragazzi che avevano corso per la Ferrari erano morti in pista, doveva proteggersi, guardare le gare dal suo ufficio, lontano da quelle gioie terribili che conosceva bene. Che uomo, altro che puntini di sospensione. ([[Jacky Ickx]]) *Particolare che certo ricorderete, l'abitudine di Ferrari di indossare gli occhiali scuri per difendersi dalla luce. Una necessità. Un vezzo. Una furbizia. Tutti si sentivano scrutati, osservati, esaminati. Era difficile capire dove stesse guardando, ed era come fissasse indistintamente ognuno di noi. ([[Ivan Capelli]]) *Per me, Enzo Ferrari aveva la stessa simbologia del Papa: quando la Rossa vince una corsa suonano le campane in chiesa. Non esiste nulla di nemmeno paragonabile al mondo. ([[Nigel Mansell]]) *Pranzando una volta a Fiorano mi disse: "Io so che lei sta facendo carriera e sarà un uomo di grande successo. Ma si ricordi che accanto a un uomo di successo ci deve essere sempre una donna". Io lo guardai, lui si fermò un attimo e poi aggiunse: "Naturalmente cambiandola ogni tanto". ([[Cesare Romiti]]) *Quando, stanco morto, andavo a letto sempre pensando al lavoro, alle corse, a un certo punto spegnevo la luce e allora il pensiero diventava fisso: Enzo Ferrari. Cosa pensava, il Drake, quando si trovava nel buio, da solo? Chissà che tipo di pensieri notturni gli aveva consentito di diventare Ferrari... ([[Frank Williams]]) *Quando Ferrari discorreva sembrava stesse leggendo un libro dato che in ogni sua parola non c'era la benché minima ombra d'esitazione. ([[Ivan Capelli]]) *Se penso a Enzo Ferrari penso ai suoi occhiali scuri, a quello sguardo bruno con cui decise di guardare e farsi guardare dal mondo. Un vetro scuro che modifica tutto ciò che lo circonda: il rosso delle sue macchine, i piloti, le donne, i suoi figli. Ma anche l'abbigliamento della gloria e la polvere dell'insuccesso. Ecco, se penso ad Enzo, penso a quel vetro che lo protesse, ma che gli impose una solitudine che solo gli uomini di grande carattere sono in grado di sopportare. Quando si muore ci si toglie gli occhiali e in quel margine di luce che resta si dice finalmente la verità. Credo che Enzo, la verità se la sia sempre detta, con o senza gli occhiali, con o senza le sue macchine, con o senza i suoi figli.<ref>In occasione della fiction in cui ha interpretato Enzo Ferrari.</ref> ([[Sergio Castellitto]]) *Sempre con gli occhialoni scuri impenetrabili, era un uomo incredibile, un uomo carismatico nel vero senso del termine. A lui non interessava il consenso, lui voleva solo una cosa: vincere. ([[Oliviero Toscani]]) *Stavamo allestendo le Barchette per la Mille Miglia [...] e Ferrari ogni momento ne aumentava il numero... Una mattina, Ferrari si presenta alla Carrozzeria Touring, vuole vedere la linea di queste vetture in lavorazione, non è soddisfatto [...], ha dato in escandescenze, mi ha dichiarato che avrebbe mandato subito il camion a ritirare tutto quanto e che il rapporto con noi della Touring era finito. Potete immaginare com'ero rimasto, com'era rimasto con me il mio socio Ponzoni [...]. Abbiamo pensato un po' [...] come affrontare il problema; un bel momento dico: "Senti Gaetano, qui l'unica cosa è che io mi presenti a lui al più presto e cerchi di aggiustare la questione. Al più presto, significa domani mattina [...] davanti al suo studio [...]". Non dimentichiamo che a quell'epoca c'erano degli americani che facevano una settimana di anticamera prima di essere ricevuti da Ferrari [...]. Per farla breve, arrivo alla mattina alle otto, ancora quando le fabbriche erano a Modena, l'ingresso era miserino [...]. Entro e il Commendatore mi dice: "Cosa fa ingegnere a quest'ora qui da me?". "Cosa faccio, sono qui per parlare con lei di quello che è successo ieri". "Ingegnere, ma lei ha creduto a quello che ho detto ieri?". Sono veramente rimasto di sasso, ma la cosa non è finita. Alle cinque del pomeriggio ero ancora lì, dopo aver chiacchierato, fatto colazione con lui [...]. Abbiamo parlato di operai, sindacati di produzione, di automobili, di arte, di tutti gli argomenti possibili per tirare tardi. Però il fatto che più mi ha colpito è stata la frase: "Ma lei ha creduto a quello che ho detto?". Enzo Ferrari più imprevedibile di così, non si può immaginare... ([[Carlo Felice Bianchi Anderloni]]) *Tutte le mie [[Ferrari]] hanno avuto problemi alla frizione. Quando tu guidavi normalmente, tutto andava bene. Ma quando si andava forte, la frizione scivolava in accelerazione; semplicemente non era all'altezza del compito. [...] Sono andato a Maranello regolarmente per avere una frizione ricostruita o rinnovata, e ogni volta la vettura è stata portata via per diverse ore e non mi hanno permesso di guardarli ripararla. Il problema con la frizione non è mai guarito, così ho deciso di parlare con Enzo Ferrari. Ho dovuto aspettare per lui un tempo molto lungo. "Ferrari, la vostra auto è spazzatura!", mi sono lamentato. Il Commendatore era furioso: "Lamborghini, si può essere in grado di guidare un trattore, ma non si sarà mai in grado di gestire una Ferrari correttamente". ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un giorno a Modena stavo entrando in un ristorante quando ho riconosciuto Ferrari seduto a uno dei tavoli. Mentre passavo ho cercato di salutarlo, ma lui girò la testa dall'altra parte fingendo di parlare con la persona accanto a lui. Mi stava ignorando! ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un uomo straordinario, coraggioso, visionario. Molto difficile, ma sempre leale. Gli devo molto. E non è un caso che [[Ferrari|il suo marchio]] e [[Formula 1|il mio]] siano due realtà indissolubili. ([[Bernie Ecclestone]]) *{{NDR|Vive in un ufficio che mette soggezione}}, una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi. ([[Niki Lauda]]) ===[[Enzo Biagi]]=== *Non gli andava bene che, in caso di vittoria, la maggior parte del merito andasse al pilota. Ciò che contava, prima di tutto, erano i suoi motori. Villoresi un giorno disse: Ferrari non conosce la parola gratitudine. E ogni incontro con Lauda era uno scontro fra due uomini che curavano ciascuno il proprio interesse. *Non ho mai avuto una particolare predisposizione per i motori, però Ferrari mi ha costantemente affascinato. L'ho sempre visto come un eroe del West: solitario, scontroso, difficile, ma ricco di umanità. *Per lui esistevano solo il rumore delle sue macchine e il silenzio delle sue riflessioni. Non era un emiliano buontempone, era un uomo che viveva con se stesso e che si faceva ragionevole compagnia. *Un giovane che aveva sognato di diventare Ferrari e lo è diventato. ===[[Piero Ferrari]]=== *Aveva abitudini e manie alle quali non è mai venuto meno. Come l'odio per gli ascensori. E per gli aerei. Diceva: «Non ho paura di volare, ho paura di non tornare a volare». Da qualunque parte andasse, doveva sempre rientrare a dormire nel suo letto. Non lasciava mai Maranello, lì si sentiva il re. Erano gli altri che venivano a trovarlo e a riverirlo. *Ho avuto un grande papà, terribilmente esigente, duro ma anche tenero. Nel carattere conservo tanti punti in comune, soprattutto quando mi arrabbio. Ma ciò che lo differenziava da tutti era il carisma, quel fascino misterioso che lo elevava sempre rispetto agli altri. Una sensazione che ho sentito solo al cospetto di [[Papa Giovanni Paolo II]]. Gente che ti fa sentire piccolo. *Mio padre ha lasciato in noi che gli eravamo vicini e nel DNA dell'azienda la volontà di guardare avanti, di cambiare giorno dopo giorno. Era una persona che non s'interessava mai al passato, se non per evitare errori fatti e cancellare esperienze negative. *Mio padre non diceva niente, approvava: "Tu fai, se va bene ti dico bravo". Lui però era così, voleva che la gente fosse libera di dimostrare di avere ragione e che le loro idee fossero giuste. Se però erano sbagliate, non la faceva passare liscia. Non è che non approvasse in partenza, nessuno avrebbe potuto recriminare che Ferrari non lasciasse libertà di esprimere le loro idee, perché mio padre lasciava fare. *Negli anni del fascismo aveva conquistato la celebrità con la sua Scuderia. Faceva correre le macchine dell'Alfa Romeo, per capirci. Ma da tempo era pronto per mettersi in proprio, per trasformarsi in imprenditore. [...] E [...] qui c'è un passaggio che io ho sempre trovato illuminante, a proposito della personalità di papà. Lui era del 1898, aveva alle spalle due guerre e stava per compiere cinquant'anni. [...] nel 1947, un uomo di mezzo secolo era quasi considerato un vecchio, l'età media della popolazione superava sì e no le sessanta primavere, insomma ci voleva un bel coraggio a buttarsi in un'attività nuova, con tutti i rischi del caso. [...] Ho saputo che tanti amici gli diedero del matto. Ma chi glielo faceva fare? Di soldi ne aveva e non sarebbe stato un problema, per lui, godersi la vita senza esporsi al pericolo del fallimento. Invece, a cinquant'anni, in quel contesto là, è ripartito da zero. Per questo [...] quando oggi leggo della crisi di molti quarantenni, della paura di invecchiare e cose così, be', penso a papà come a una terapia. *{{NDR|«Piero, è stato difficile convivere con l'ombra di un genitore così prestigioso e così ingombrante?»}} Non più di tanto. Vede, io ho capito in fretta che non dovevo pretendere di confrontarmi con la sua immagine, era una sfida impossibile, persa in partenza. Quindi ho seguito una mia strada, senza ascoltare chi avrebbe voluto insegnarmi chi fosse Enzo Ferrari. {{NDR|«E per lei chi è stato, Enzo Ferrari?»}} Il papà che quando ero piccolino al sabato mi comprava l'ultimo numero di Topolino e poi mi leggeva ad alta voce le storie di Paperino. Era Enzo Ferrari il Mito per tutti, giustamente. Ma per me era papà. ===[[Romolo Tavoni]]=== *Direi che, forse, Ferrari non aveva studiato letteratura ma era uno che diceva: "Volli, sempre volli fortissimamente volli". Voleva costruire un'azienda che durasse nel tempo e, forse, a questa intenzione che anteponeva a tutti gli avvenimenti, ha contribuito, almeno dal 1953 in poi, anche il sapere che il figlio che gli assomigliava in tutto e per tutto, come carattere, come volontà, gli sarebbe venuto a mancare di lì a poco: quando l'ematologo, il più grande ematologo di Modena, il professor Coppo, gli disse: "In queste condizioni, Ferrari lei non ha molte speranze". Il suo imperativo era quello di vincere perché vincendo toglieva la promozione alla concorrenza, ma doveva trovare in ogni modo uno spunto positivo, anche quando perdeva, perché lui doveva continuare. *In America mi ricordo che alle 12 Ore di Sebring, Henry Ford II chiese di venire ai box a conoscere la squadra. Noi siamo stati molto onorati e Ford disse: "Salutatemi il signor Ferrari, io non posso chiedere la rappresentanza della Ferrari, però vorrei che mi mandasse una macchina tramite Chinetti [...], io vorrei veramente sentirmi ambasciatore delle Ferrari", e poi gli scrisse una lettera con queste parole che io avevo riferito. Questo per dire la dimensione del personaggio. Gli scrive: "Io per propagandare un mio modello devo investire capitali enormi, lei viene a fare una gara qui due volte all'anno e sui giornali è in prima pagina, qual è il segreto per il quale lei ha i giornali a sua disposizione?" Ferrari risponde: "Io vorrei che lei comprasse una mia macchina e che poi la giudicasse, perché io sono un piccolo costruttore artigiano, faccio il sarto su misura". Henry Ford comprò una macchina da Chinetti pagandola. *Io credo che dal punto di vista umano e personale, Ferrari abbia pagato i suoi successi a caro prezzo. Io non lo invidio. Ha avuto degli onori che nessuno forse ha avuto, ma dal punto personale ha pagato con sacrifici non indifferenti. *Le auto Ferrari avevano un prezzo stabilito, ognuno pagava questo prezzo in Italia, ma non valeva altro che in Italia, perché i clienti parlano la stessa lingua che parlava lui, ma all'estero le macchine avevano il valore della gente che comprava. Il re Leopoldo del Belgio viene con Liliana de Rethy e gli ordina un bellissimo coupé per un regalo da fare alla principessa [...]. Ferrari dice senz'altro e la manda a Pininfarina, al quale aveva chiesto di carrozzarla. Quando ritorna l'addetto della casa reale gli dice che gli sarebbe piaciuto [...] un bellissimo foulard di quelli che aveva Ferrari con lo stemma Ferrari, con una spilla. Allora chiama Gardini: "Vai da Blundi ordina una spilla con brillanti. Che ci sia il Cavallino, mi raccomando d'oro ecc". "E quanto posso spendere?" "Cento mila, dovresti cavartela". Gardini torna indietro e dice: "Centocinquantamila". "Va bene, comprala lo stesso". La macchina costava 10 milioni di lire. Gardini dice: "Viene l'addetto della casa reale e devo dare la fattura". "Si dagliela, quanto 10 milioni? No, non c'è la spilla". "Allora 10 milioni 150 mila". "No mettici 10 milioni 500 mila, che siamo più sicuri". Ferrari era capace di tradurre qualsiasi cosa in vantaggio per la Ferrari Automobili. *L'uomo Ferrari era il primo dipendente di se stesso, era molto esigente con gli altri, era padrone degli altri, almeno con me credo che mi avesse considerato come il tavolo, la scrivania o la macchina da scrivere. I suoi collaboratori dovevano essere suoi, non si poteva stare a mezza strada. Vi racconto un episodio che chiarisce meglio le cose. Io ho avuto il piacere di lavorare dalla fine del 1945 al luglio del 1949 alle Officine Alfieri Maserati [...]. La prima a partire con l'attività sportiva nel dopoguerra fu la Maserati, la Ferrari stava elaborando ancora il suo 125 [...]. Quando mi sono trovato in Ferrari e ho detto che ero stato alla Maserati, dopo una settimana non mi voleva più, perché ero di quelli che erano al di là della via Emilia; Modena è divisa in due dalla via Emilia, quindi di qui o di là, ma un altro al mio posto, in quel momento, non c'era, quindi si è adattato. Mi ha detto: "D'ora in poi, lei deve avere in testa una cosa sola: la Ferrari. È la sua famiglia, il suo lavoro e la sua attività". *Per sapere se gli uomini potevano essergli vicino fino in fondo, per sapere tutto dei suoi uomini, un lunedì mattina mi disse: "Ma ieri come è andata?" "Sono andato a Bologna a vedere il Modena giocare con il Bologna, abbiamo anche perso". "Con chi è andato?" "Sono andato con Maletti, Montagnani, Zanasi, gli atri amici, con due macchine, mi hanno portato". "E dopo?" "E dopo ci siamo fermati a Modena al Nazionale, loro hanno fatto una partita a boccette e io ho preso un caffè guardando". E ha tirato fuori una busta gialla e dice: "Ah si è vero". Non era una bugia. Il Sifar credo l'abbia inventato lui per conoscere la gente. [...] Ferrari con l'Arma dei Carabinieri, la Benemerita, aveva un rapporto tale che sapeva se i suoi uomini mangiavano, se non mangiavano, se dormivano, chi vedevano, chi frequentavano. Ecco il possesso dell'azienda era totale. *Quando non aveva la macchina vincente, voleva essere pagato di più come premio di partenza perché diceva: "Vengo per farmi battere, altrimenti voi non avete nessuno che possa avere un certo prestigio per essere battuto, quindi la vostra gara non ha importanza". *Se ero in America al GP degli Stati Uniti e i nostri piloti erano l'inglese Hawthorn o Tony Brooks che facevano tempi migliori dei nostri, lui mi faceva, al telefono, un discorso di questo tipo: "Guarda che sono convinto che Phil Hill domani farà meglio, forse li batte tutti e due". Un discorso così per un ingenuo come me inizialmente era difficile da capire, però il significato era: "In America, se è possibile io vendo 10 macchine di più se vince un americano". Andavamo in Inghilterra a fare il Tourist Trophy con le vetture sport e avevamo Phil Hill che andava benissimo su quel circuito ed aveva il miglior tempo e gli altri venivano dopo. Lui diceva: "Fate attenzione durante i rifornimenti vedrete che quel pilota inglese vincerà lui". Aveva questa abilità di gestire le corse anche stando a casa. Lui è sempre stato il vero Direttore Sportivo della scuderia, credo almeno fino al 1980, perché era la sua vita, le corse erano la sua vita. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2. *Enzo Ferrari, ''Piloti, che gente...'', Conti Editore, 2003. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Piero Ferrari]] – figlio *[[Scuderia Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Enzo}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Industriali]] [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] 3sq9y3ld0k44sdp5ah8iqj4nf7tt0r6 1429714 1429713 2026-10-16T22:35:19Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enzo Ferrari */ fix 1429714 wikitext text/x-wiki [[File:Enzo Ferrari giovane.jpg|thumb|Enzo Ferrari]] '''Enzo Anselmo Ferrari''' (1898 – 1988), imprenditore, industriale e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Enzo Ferrari== *A Maranello vengono spesso musicisti di un genere che è difficile immaginare appassionati di automobili tipo Ferrari. [[Arturo Benedetti Michelangeli]], per esempio, è nostro cliente abituale: adesso è in attesa di una nuova macchina. La prima volta mi chiese, con un leggero imbarazzo, una berlinetta Mille Miglia usata, dichiarandosi non sufficientemente ricco per poter comperarne una nuova. Poi ci rimase fedele, e ogni tanto viene qui, silenzioso, quasi diafano, con quella sua cortesia fredda, quell'espressione sconcertante. Uno strano signore a colazione tra le nuvole.<ref group="fonte">Da ''Le mie gioie terribili''; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.repubblica.it/online/auto_prima/suono/suono/suono.html Il suono dei motori]'', ''repubblica.it''.</ref> *All'[[Alfa Romeo|Alfa]] sanno fare i guanti alle mosche.<ref group="fonte">Citato in Rita Querzé, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_luglio_26/museo-alfa-romeo-querze-1703461022699.shtml Il museo dell'Alfa Romeo «patrimonio culturale»]'', ''milano.corriere.it'', 26 luglio 2010.</ref> *Ci asteniamo dal precisare il numero di cavalli che hanno i nostri motori. Quando le nostre macchine vincono vuol dire che hanno più cavalli, quando perdono vuol dire che ne hanno di meno.<ref group="fonte" name=LIV>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 54.</ref> *Cinque anni dopo [[Tazio Nuvolari]] entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.<ref group="fonte" name=tazio>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Con la sua capacità distruttiva che macinava semiassi, cambi, frizioni, freni ci insegnava anche cosa fare perché un pilota potesse difendersi in un momento di necessità. È stato un campione di combattività, ha aggiunto notorietà a quella che la Ferrari già aveva, gli volevo bene.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/05/08/zolder-82-ultimo-volo-di-gilles-ventanni.html Zolder '82, l'ultimo volo di Gilles. Vent'anni con il mito Villeneuve]'', ''la Repubblica'', 8 maggio 2002.</ref> *Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fin che ho potuto ho dato. È dal 1929 che do qualcosa.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fra cent'anni diranno che sono uno che ha scoperto l'acqua calda.<ref group="fonte" name=LIV/> *Giù le mani dalla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]: di me dite quello che volete.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho imparato che è inutile protestare. Bisogna fare come i cani quando hanno una ferita.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l'automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa. Io non ho alcun diverso interesse dalla macchina da corsa.<ref group="fonte" name=sessanta>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/prima.html Il Drake comincia la sua avventura]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 1ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *I [[motore|motori]] sono come le [[donna|donne]]: bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.<ref group="fonte" name=LIII>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 53.</ref> *I piloti io li scelgo a seguito di [[emozioni]] che provo, non di freddo [[ragionamento]].<ref group="fonte">Da una dichiarazione pubblica contenuta nel documentario ''I Ferrarissimi'', Avofilm, 1996.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-86]]}} [...] i risultati sono quelli che sono e voi giornalisti li commentate aspramente tutte le settimane. Vede, del motore non mi posso lamentare: è il più potente che ci sia. Quando lo presentammo all'inizio di stagione avevamo scritto nella brochure: 840 cavalli. Oggi in gara ne fornisce 900. I collaboratori che avevamo scelto per questo lavoro hanno, dunque, lavorato molto bene [...]. Sappiamo benissimo cosa è sbagliato. Questa è una macchina che non ha stabilità in curva, che quando è in fase di accelerazione pattina perchè non ha aderenza. È inutile cambiare sospensioni o altre cose. È una macchina sbagliata che va rifatta completamente, ma questo è impossibile nel pieno della stagione agonistica. Ecco perchè [...] non possiamo fare altro che buttare via questo 1986.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/10/ferrari-scoperto-il-colpevole.html Ferrari, scoperto il colpevole]'', ''la Repubblica'', 10 luglio 1986.</ref> *Il [[sessualità|sesso]]? A una certa età diventa un disturbo.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} In fin dei conti la Ferrari ha fatto doppietta, e questo è l'importante.<ref group="fonte">Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> *Io mi ero illuso che le nostre cure potessero ridargli la salute perché un padre si illude sempre. M'ero convinto che egli fosse come una mia macchina, uno dei motori. E così mi ero fatto una tabella delle calorie di tutti gli alimenti che Dino doveva ingerire e che non avrebbero nuociuto ai suoi reni, tenevo un aggiornatissimo diagramma quotidiano delle albumine, del peso specifico dell'urina, del tasso azotemico del sangue, della diuresi eccetera, che mi dava l'indice dell'andamento della malattia. La realtà, tristissima, era ben altra: mio figlio deperiva costantemente perché colpito da [[distrofia muscolare]] progressiva. Si spegneva per questa terribile malattia che nessuno ha mai potuto individuare né curare, che nessuna difesa consente all'infuori della profilassi genetica. Fin quando una sera, in quella agenda dove annotavo tutti questi dati, scrissi: la partita è perduta.<ref group="fonte" name=sessanta/> *Io non ammaino niente. Deciderà il Padreterno.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'automobile è un'espressione di libertà, e il rischio che stiamo correndo è quello di ammazzarci perché ce n'è troppa. Del resto, ci sono due modi classici di morire: di fame e di indigestione.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'azienda conta più di qualunque collaboratore, fosse anche il migliore dei piloti.<ref group="fonte">Citato in [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/i-75-anni-di-piero-un-ferrari-vero-5.6358 I 75 anni di Piero, un Ferrari vero]'', ''quotidiano.net'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} La corsa più bella del mondo.<ref group="fonte" name=Enzo>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/r/Pub/AdnKronos/Assets/PDF/02-CosaelaMilleMiglia.pdf Cos'è la Mille Miglia]'', ''adnkronos.com''.</ref> *La [[fortuna]] e la sfortuna non esistono.<ref group="fonte">Citato nell'edizione delle 20:00 del TG1, Rai 1, 9 maggio 2010.</ref> *La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo.<ref group="fonte">Citato da [[Valentino Rossi]] in Alessandro Pasini, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/12/Vale_conquista_deserto_del_Qatar_co_8_100412010.shtml Vale conquista il deserto del Qatar]'', ''Corriere della Sera'', 12 aprile 2010.</ref> *La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/quattordicesima.html Debutta la Galleria Ferrari, "l'anti-museo"]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 14ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *[[Niki Lauda|Lauda]] è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Le mie auto non fumano.<ref>In seguito all'offerta della Marlboro di sponsorizzare le vetture Ferrari in Formula 1.</ref><ref group="fonte">Citato in ''Enzo Ferrari. Una leggenda a fumetti'', supplemento allo speciale Formula 1 di ''Quattroruote'', marzo 2005.</ref> *{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Meglio solo, attardato, a rimontare. Come a Monza nel '67, quando fece impazzire d'entusiasmo gli appassionati. Mi sarebbe piaciuto affidargli una Ferrari. Qualcuno mi disse che potevo portarlo nella mia squadra. Io non ci ho mai creduto. Clark non avrebbe mai corso su una macchina non inglese.<ref group="fonte">Citato in [[Giorgio Terruzzi]], ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref> *Metto le [[Occhiali da sole|lenti scure]] perché non voglio dare agli altri la sensazione di come sono fatto dentro.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mio padre mi diceva sempre: i [[stupidità|coglioni]] sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.<ref group="fonte" name=tazio/> *Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Non accetto e non dimentico che mi hanno chiamato Saturno ammodernato che mette al mondo i figli e poi li divora.<ref group="fonte" name=LIV/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d'essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più"<ref group="fonte" name=tazio/> *{{NDR|Rivolto ai giornalisti}} Non commetteremo gli errori di quest'anno: ne faremo dei nuovi perché soltanto quelli che lavorano sbagliano. Quelli che scrivono il lunedì invece non sbagliano mai.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa di presentazione della Ferrari 312 T; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.formulapassion.it/editoriale/presentazioni-f1-ieri-e-oggi-due-pianeti-lontanissimi Presentazioni F1 ieri e oggi, due pianeti lontanissimi]'', ''formulapassion.it'', 5 marzo 2025.</ref> *Ogni singolo pezzo della pista, deve poter mettere a dura prova il comportamento dinamico dell'auto in modo tale da rendere facile l'individuazione dei problemi di ogni macchina. Da questo momento in poi, voglio che nessuna Ferrari affronti la pista o la produzione di serie senza che abbia superato a pieni voti l'esame [[Circuito di Fiorano|Fiorano]].<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 11ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *Preferisco essere chiamato semplicemente Ferrari ed è quello che ho ottenuto entrando ogni mattina dal mio barbiere, Antonio.<ref group="fonte" name=LIV/> *Quando un pilota muore, almeno due donne svengono.<ref group="fonte" name=LIII/> *Quello che conta è non dare fastidio agli altri: ma chi ci riesce?<ref group="fonte" name=LIII/> *Signore dei cieli, fatemi diventare buono.<ref group="fonte" name=LIV/> *Sono l'espressione vivente della fantasia dei giornalisti.<ref group="fonte" name=LIV/> *Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.<ref group="fonte" name=tazio/> *Sul famoso stile di guida di [[Tazio Nuvolari]] se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.<ref group="fonte" name=taz>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/nuvolari.html Tazio Nuvolari - La leggenda Nivola]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} Un museo viaggiante unico e affascinante, allestito in una straordinaria cornice di pubblico festante.<ref group="fonte" name=Enzo/> *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.<ref group="fonte" name=taz/> *{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} Uno sport che produce [[sudore]].<ref group="fonte">Citato in Mario Fossati, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/02/14/amava-il-coraggio-ma-ai-campioni-preferiva.html Amava il coraggio ma ai campioni preferiva i gregari]'', ''la Repubblica'', 14 febbraio 2003.</ref> {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mH_t0-cB5VQ Rosso Ferrari]''|2=Regia di Gianpaolo Tescari, Politecne Cinematografica, 1984; disponibile in YouTube, Archivio Nazionale Cinema Impresa, 5 marzo 2019.}} *Ricordo che nel 1912 vidi una fotografia sulla ''Stampa Illustrata'' che si pubblicava allora a Torino, di [[Ralph De Palma|{{Sic|Raffaele Di Palma}}]], che mi sembra avesse vinto in quell'epoca la 500 Miglia di Indianapolis. Mi dissi: questo è un italiano, perché un giorno non potrei anch'io essere un pilota d'automobili? E tutti gli atti sono stati una conseguenza di questo sogno dell'adolescenza. (min. 01:03-01:43) *La macchina da corsa per me è come un figlio. [...] il figlio rappresenta la continuità di noi stessi, [...] quello che [...] un costruttore realizza trasformando una materia informe, dei forgiati, in una meccanica vivente, in una armonia di suoni. (min. 03:17-04:00) *[...] il rapporto macchina e pilota è molto semplice: io ho sempre pensato che potesse essere fissato in una percentuale media del 50 per cento [...]. Ora stiamo vivendo un periodo nel quale intravediamo uno spostamento di questa percentuale di merito alla macchina, con le nuove costruzioni, cioè l'affidabilità del mezzo sta prendendo una preponderanza sulle capacità del pilota. (min. 05:12-05:58) *Non ricordo niente che valga più della prima [[vittoria]]... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. Noi siamo dei costruttori che ogni 15 giorni dobbiamo offrirci all'esame di maturità. (min. 06:19-06:45) *Io non ho avuto la possibilità di studiare [...] però nella vita mi sono sempre contornato di persone molto colte, capaci e soprattutto pervase dal desiderio di avere successo, di amare l'automobile; era la prima qualità, la prima dote che dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo. A me è restato un compito: quello di agitare dei problemi e di provocare delle riunioni e assistendo ai contrastanti pareri dei miei collaboratori, col modesto potere di sintesi di cui ho sempre risposto, prendere delle decisioni. (min. 08:28-09:43) *È ovvio che la macchina bisogna prima sognarla, per poi chiedere ai propri collaboratori se si sentono in grado di realizzarla, se condividono il sogno di chi vuole ottenere successo. (min. 10:20-10:45) *Prima di tutto la [[Gran Turismo (automobile)|Gran Turismo]] la prende uno che vuole differenziarsi dagli altri, chiedere alla vettura delle prestazioni istantanee che non può avere su altre macchine. Oggi non si va alla ricerca della velocità assoluta, oggi si va alla ricerca di velocità istantanee. (min. 19:24-19:50) *Il 12 cilindri resta sempre la macchina originale per la [[Ferrari]]. [...] tutto il resto è una derivazione del modello originale. (min. 21:43-22:11) *Lei trova nelle nostre macchine qualcosa di diverso. Non dico che sia sempre in meglio, no!, ma qualche cosa di diverso. Perché? Perché c'è l'apporto intellettivo dell'uomo. (min. 25:34-25:47) ==''Piloti, che gente...''== *{{NDR|Su [[Tony Brooks]]}} Abbandonò le corse per fare non so se il commerciante di automobili o il dentista. Si era presentato in Italia come intelligente stilista. Si dimostrò in seguito uomo capace, ma tanto prudente, anche quando la prudenza poteva essere intesa come intenzione di non nuocere, non soltanto a se stesso, ma anche agli altri.<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/addio-tony-brooks-1959-ferrari-615994.html Addio a Tony Brooks, 2º nel 1959 con la Ferrari]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Reutemann]]}} Atletico, pilota di ottime capacità, condizionato da un temperamento tormentato e tormentoso. Capace di risolvere situazioni difficili, supplendo anche a occasionali deficienze meccaniche, ma labile a sciupare, per emotività congenita, risultati acquisibili in partenza.<ref group="fonte">Citato in Rüdiger Franz Gaetano Herberhold, ''[https://www.guerinsportivo.it/news/formula1/2021/07/11-4481757/ricordando_carlos_reutemann Ricordando Carlos Reutemann]'', ''guerinsportivo.it'', 11 luglio 2021.</ref> *[[Jacky Ickx|Ickx]]: un connubio di ardimento e di calcolo. Nel primo anno in cui corse con le mie macchine maturò un'esperienza che prometteva grandi frutti. Poi, dopo una stagione di intervallo con la Brabham, per quattro anni abbiamo inseguito un titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Se facciamo una graduatoria dei piloti Ferrari vincitori di Gran Premi valevoli per il campionato mondiale, Ickx è terzo, insieme a Villeneuve, con sei affermazioni, dietro ad Alberto Ascari con tredici e a Lauda con quindici. Qualche suo atteggiamento, che gli valse fra i miei collaboratori l'appellativo di Pierino il terribile, non mi ha cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l'impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia. (pp. 99-100) *[[Nino Farina]] era l'uomo dal coraggio che rasentava l'inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando mancavano uno o due giri all'arrivo. Alla partenza era un poco come un purosangue ai nastri, che nella foga della prima folata può rompere; in prossimità del traguardo era capace di fare pazzie, ma, bisognava pur dire, rischiando solo del proprio, senza scorrettezze a danno di altri. Così, aveva un abbonamento alle corsie dell'ospedale. (p. 47-48) *[[Riccardo Patrese|Patrese]] alterna corse molto belle a prestazioni criticate dai suoi colleghi. È un pilota molto capace e nessuno, sia in prova che in gara, gli mette soggezione. Ha accumulato una lunga esperienza, ma fino ad ora, anche in squadre di prima grandezza, ha ottenuto meno successo di quanto meriterebbe. (p. 120) *[[Nelson Piquet|Piquet]] [...] si è dimostrato fin dalle prime esibizioni capace di imprese bellissime con qualche minima lacuna che talvolta lascia perplessi. Ha le caratteristiche del campione. Ogni tanto si fa notare per qualche simpatica spregiudicatezza nei suoi scherzi, nei comportamenti in gara e nelle dichiarazioni a ruota libera, del tipo che ai giornalisti non par vero di poter riprodurre [...]. Un avventuriero di lusso, che conduce la vita a modo suo, come le corse, ma è un campione, ripeto [...]<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/zoom/nelson-piquet-putiferio-intervista-playboy-1988-f1 Nelson Piquet e il putiferio sull’intervista a Playboy del 1988]'', ''formulapassion.it'', 29 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Ludovico Scarfiotti]]}} Salito sulla [[Formula 1]] non voleva scenderne, anche se il suo stile non si conciliava con il necessario affinamento. Qualcuno parlò di divorzio quando Ludovico chiese, per il Gran Premio d’Italia dell’anno dopo, di cercarsi un’altra vettura. Ebbi una lettera di [[Gianni Agnelli]], che si era interessato all’attività sportiva di Ludovico, suo cugino. Mi diceva: "Sta bene, anche Ludovico è d’accordo di smettere con la Formula 1". La sua ansia di sentirsi completo al volante di una macchina da corsa ebbe invece il sopravvento. Lasciò la [[Ferrari]] e cercò altrove, in Inghilterra, in Germania, ma non era soddisfatto. Lo seppi: avevamo già gettato le basi di un ritorno, di una nuova stagione con le rosse vetture Sport che non dimenticava. Lo sapevano in pochi. Ma l’agguato di Rossfeld, lo spuntone di roccia che gli fu fatale nella caduta fuori dalla bianca Porsche impazzita, doveva impedire la soluzione dell’equivoco. Il pilota generoso, corretto, soprattutto ubbidiente anche se ebbe la sua fiammata d’orgoglio, non poté ritrovare la spensieratezza di tante famose gare di durata, quella felicità che la sua vita sentimentale gli aveva avaramente dosato in un’altalena di affetti.<ref group="fonte">Citato in Silvano Lonardo, ''[https://www.f1world.it/amarcord/ludovico-scarfiotti-lultimo-pilota-italiano-a-trionfare-a-monza/ Ludovico Scarfiotti: l'ultimo pilota italiano a trionfare a Monza]'', ''f1world.it''.</ref> *{{NDR|Su Nino Farina}} Sarà storicamente ricordato come il pilota che per primo si è fregiato del titolo mondiale quando, nel 1950, fu istituito il Campionato del mondo di Formula 1. (p. 48) *Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito [[Clay Regazzoni]], il brillante, intramontabile Clay, ospite d'onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 [...]. L'anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d'Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato. (p. 118) ==Citazioni su Enzo Ferrari== *Anche dopo gli "ottanta" Enzo Ferrari non aveva abbandonato quello spirito che lo accompagnava già dai tempi in cui gareggiava come pilota. [...] Un aneddoto rivelatore: Ferrari, per l'uso quotidiano, acquistava auto di serie, generalmente berline a quattro porte di media cilindrata. Ricordo una Fiat 124, una Fiat Ritmo, un'Alfa 164. Aveva poi il vezzo di farle elaborare. Allo scopo, le affidava ai tecnici del Reparto Esperienze della FIAT: faceva sostituire i carburatori, altri componenti del motore e non dimenticava l'impianto frenante [...] così come le sospensioni. Per queste elaborazioni [...] Ferrari era in contatto da anni con tre tecnici del Reparto, da noi soprannominati "i cavalieri", che regolarmente venivano a Maranello da Torino per consegnare una vettura "rivista e corretta" [...]. Una volta ricevute le nuove "belve" della strada, sempre celate sotto l'originale veste di banali vetture di tutti i giorni, Ferrari le utilizzava per i suoi brevi spostamenti tra l'abitazione e la fabbrica. Quasi sempre, le vetture erano condotte dai suoi fedeli autisti: il factotum Dino e un ex agente della Polizia Stradale. A volte capitava di doversi fermare a un incrocio a causa di un semaforo rosso. Se, nel frattempo, sopraggiungeva un'auto supersportiva, all'accensione della luce verde, Enzo Ferrari incitava il suo autista dicendogli "Accellera! Accellera!". [...] Il rumore del motore in piena accelerazione copriva le risate di Ferrari e del suo autista. Ecco, quel modo di sfilare via al semaforo non era certo una sfida contro il malcapitato di turno, ma puro divertimento. ([[Marco Piccinini]]) *Aveva della sua attività quasi un'idea poetica, chiedeva macchine che venissero utilizzate tutti i giorni e che potessero diventare vetture da gara. ([[Nicola Materazzi]]) *{{NDR|«Che cosa le chiedeva il Commendatore quando si accingeva a progettare la macchina per l'anno successivo?»}} Da persona estremamente intelligente e furba, se ne guardava bene dall'esprimersi. Per farci sorridere delle volte mi diceva "fa na machina c'venz", fai una macchina vincente. ([[Mauro Forghieri]]) *Dobbiamo metterci in mente tutti, senza dimenticarlo, che se non ci fosse stato Enzo Ferrari, l'Italia, sotto il punto di vista dell'automobilismo da competizione, sarebbe allo stesso livello del Belgio o della Spagna. L'autombilismo da competizione in Italia lo ha inventato Enzo Ferrari anche se in realtà si correva da ben prima. Ma per la posizione di sfida lanciata al resto del mondo, per la sfida alla Mercedes, per quella alla Ford, come appassionati gli dobbiamo tutta la nostra riconoscenza. [...] Sebbene, secondo me, nel nostro Paese, mai si è dato il rilievo che la figura di Enzo Ferrari meritava. ([[Gian Paolo Dallara]]) *È un uomo eccezionale. La sua vita non è stata facile. Quando siamo insieme si scherza, ci si diverte, ma quando si abbordano degli argomenti seri egli evita la discussione. Non è molto facile da capire e inoltre gli piacciono i machiavelli. ([[Clay Regazzoni]]) *Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie. ([[Gigi Villoresi]]) *Enzo Ferrari era intelligente, molto duro e avevano tutti paura di lui. Ricordo che ero in ufficio, un ambiente buio, con i mobili chiari, e mi fu chiesto: "Quanti soldi vuoi?". Risposi che ero troppo giovane per pensare ai soldi; credo che Enzo mi stesse mettendo alla prova, per vedere quale fosse la mia motivazione. ([[Jody Scheckter]]) *Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ([[Carlo Cavicchi]]) *Era un personaggio molto duro, che ha fatto del motorsport la sua vita, indole che condivido. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Ferrari? [[Benito Mussolini|Mussolini]] sarebbe un bambino di fronte a lui. ([[Olivier Gendebien]]) *Ferrari era un uomo di intuito. Mi ha creato e, a differenza di quanto accaduto con altri, non mi ha distrutto. Un uomo eccezionale, aggrappato alla concretezza della nostra terra. Abbiamo avuto discussioni accese. Lui urlava e io più di lui, ma alla fine ci si intendeva. Lui dava ai suoi collaboratori la massima libertà, spronando sull'innovazione. Noi due simili? No. Io sono un tecnico che ragiona sulla base di dati, lui lo faceva sulle sensazioni, peraltro spesso azzeccate. ([[Mauro Forghieri]]) *Grazie a Ferrari ho anche iniziato a costruire la forcella diritta. Fino ad allora eravamo convinti che quella curva ammortizzasse meglio. Lui mi portò nei laboratori dove si progettava con l’aiuto del computer, per me era una cosa straordinaria. E mi dimostrò che aveva ragione. ([[Ernesto Colnago]]) *Il commendatore, è difficile dirlo se è un mago, certamente è uno che sa cosa vuole e dove vuole arrivare. ([[Carlos Reutemann]]) *Il Vecchio aveva una sua idea tutta particolare. Chiamava ed accettava un pilota se, secondo lui, il "prescelto" donava a cuore aperto tutta la sua bravura. E guai a contrastarlo. Eravamo due caratteri distanti un mondo. Ma non ho mai denigrato il successo, la bravura, il coraggio del re di Maranello. ([[Graham Hill]]) *Molte persone quando parlano di Enzo Ferrari, dicono: un grande uomo ma... Lasciano intendere qualche elemento negativo. Io non sono tra questi. Di Ferrari ricordo la tenerezza nei miei confronti, le opportunità e gli insegnamenti che mi ha regalato. Ho compreso più tardi quanto fosse necessario per lui tenere una distanza dai suoi piloti. Molti ragazzi che avevano corso per la Ferrari erano morti in pista, doveva proteggersi, guardare le gare dal suo ufficio, lontano da quelle gioie terribili che conosceva bene. Che uomo, altro che puntini di sospensione. ([[Jacky Ickx]]) *Particolare che certo ricorderete, l'abitudine di Ferrari di indossare gli occhiali scuri per difendersi dalla luce. Una necessità. Un vezzo. Una furbizia. Tutti si sentivano scrutati, osservati, esaminati. Era difficile capire dove stesse guardando, ed era come fissasse indistintamente ognuno di noi. ([[Ivan Capelli]]) *Per me, Enzo Ferrari aveva la stessa simbologia del Papa: quando la Rossa vince una corsa suonano le campane in chiesa. Non esiste nulla di nemmeno paragonabile al mondo. ([[Nigel Mansell]]) *Pranzando una volta a Fiorano mi disse: "Io so che lei sta facendo carriera e sarà un uomo di grande successo. Ma si ricordi che accanto a un uomo di successo ci deve essere sempre una donna". Io lo guardai, lui si fermò un attimo e poi aggiunse: "Naturalmente cambiandola ogni tanto". ([[Cesare Romiti]]) *Quando, stanco morto, andavo a letto sempre pensando al lavoro, alle corse, a un certo punto spegnevo la luce e allora il pensiero diventava fisso: Enzo Ferrari. Cosa pensava, il Drake, quando si trovava nel buio, da solo? Chissà che tipo di pensieri notturni gli aveva consentito di diventare Ferrari... ([[Frank Williams]]) *Quando Ferrari discorreva sembrava stesse leggendo un libro dato che in ogni sua parola non c'era la benché minima ombra d'esitazione. ([[Ivan Capelli]]) *Se penso a Enzo Ferrari penso ai suoi occhiali scuri, a quello sguardo bruno con cui decise di guardare e farsi guardare dal mondo. Un vetro scuro che modifica tutto ciò che lo circonda: il rosso delle sue macchine, i piloti, le donne, i suoi figli. Ma anche l'abbigliamento della gloria e la polvere dell'insuccesso. Ecco, se penso ad Enzo, penso a quel vetro che lo protesse, ma che gli impose una solitudine che solo gli uomini di grande carattere sono in grado di sopportare. Quando si muore ci si toglie gli occhiali e in quel margine di luce che resta si dice finalmente la verità. Credo che Enzo, la verità se la sia sempre detta, con o senza gli occhiali, con o senza le sue macchine, con o senza i suoi figli.<ref>In occasione della fiction in cui ha interpretato Enzo Ferrari.</ref> ([[Sergio Castellitto]]) *Sempre con gli occhialoni scuri impenetrabili, era un uomo incredibile, un uomo carismatico nel vero senso del termine. A lui non interessava il consenso, lui voleva solo una cosa: vincere. ([[Oliviero Toscani]]) *Stavamo allestendo le Barchette per la Mille Miglia [...] e Ferrari ogni momento ne aumentava il numero... Una mattina, Ferrari si presenta alla Carrozzeria Touring, vuole vedere la linea di queste vetture in lavorazione, non è soddisfatto [...], ha dato in escandescenze, mi ha dichiarato che avrebbe mandato subito il camion a ritirare tutto quanto e che il rapporto con noi della Touring era finito. Potete immaginare com'ero rimasto, com'era rimasto con me il mio socio Ponzoni [...]. Abbiamo pensato un po' [...] come affrontare il problema; un bel momento dico: "Senti Gaetano, qui l'unica cosa è che io mi presenti a lui al più presto e cerchi di aggiustare la questione. Al più presto, significa domani mattina [...] davanti al suo studio [...]". Non dimentichiamo che a quell'epoca c'erano degli americani che facevano una settimana di anticamera prima di essere ricevuti da Ferrari [...]. Per farla breve, arrivo alla mattina alle otto, ancora quando le fabbriche erano a Modena, l'ingresso era miserino [...]. Entro e il Commendatore mi dice: "Cosa fa ingegnere a quest'ora qui da me?". "Cosa faccio, sono qui per parlare con lei di quello che è successo ieri". "Ingegnere, ma lei ha creduto a quello che ho detto ieri?". Sono veramente rimasto di sasso, ma la cosa non è finita. Alle cinque del pomeriggio ero ancora lì, dopo aver chiacchierato, fatto colazione con lui [...]. Abbiamo parlato di operai, sindacati di produzione, di automobili, di arte, di tutti gli argomenti possibili per tirare tardi. Però il fatto che più mi ha colpito è stata la frase: "Ma lei ha creduto a quello che ho detto?". Enzo Ferrari più imprevedibile di così, non si può immaginare... ([[Carlo Felice Bianchi Anderloni]]) *Tutte le mie [[Ferrari]] hanno avuto problemi alla frizione. Quando tu guidavi normalmente, tutto andava bene. Ma quando si andava forte, la frizione scivolava in accelerazione; semplicemente non era all'altezza del compito. [...] Sono andato a Maranello regolarmente per avere una frizione ricostruita o rinnovata, e ogni volta la vettura è stata portata via per diverse ore e non mi hanno permesso di guardarli ripararla. Il problema con la frizione non è mai guarito, così ho deciso di parlare con Enzo Ferrari. Ho dovuto aspettare per lui un tempo molto lungo. "Ferrari, la vostra auto è spazzatura!", mi sono lamentato. Il Commendatore era furioso: "Lamborghini, si può essere in grado di guidare un trattore, ma non si sarà mai in grado di gestire una Ferrari correttamente". ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un giorno a Modena stavo entrando in un ristorante quando ho riconosciuto Ferrari seduto a uno dei tavoli. Mentre passavo ho cercato di salutarlo, ma lui girò la testa dall'altra parte fingendo di parlare con la persona accanto a lui. Mi stava ignorando! ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un uomo straordinario, coraggioso, visionario. Molto difficile, ma sempre leale. Gli devo molto. E non è un caso che [[Ferrari|il suo marchio]] e [[Formula 1|il mio]] siano due realtà indissolubili. ([[Bernie Ecclestone]]) *{{NDR|Vive in un ufficio che mette soggezione}}, una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi. ([[Niki Lauda]]) ===[[Enzo Biagi]]=== *Non gli andava bene che, in caso di vittoria, la maggior parte del merito andasse al pilota. Ciò che contava, prima di tutto, erano i suoi motori. Villoresi un giorno disse: Ferrari non conosce la parola gratitudine. E ogni incontro con Lauda era uno scontro fra due uomini che curavano ciascuno il proprio interesse. *Non ho mai avuto una particolare predisposizione per i motori, però Ferrari mi ha costantemente affascinato. L'ho sempre visto come un eroe del West: solitario, scontroso, difficile, ma ricco di umanità. *Per lui esistevano solo il rumore delle sue macchine e il silenzio delle sue riflessioni. Non era un emiliano buontempone, era un uomo che viveva con se stesso e che si faceva ragionevole compagnia. *Un giovane che aveva sognato di diventare Ferrari e lo è diventato. ===[[Piero Ferrari]]=== *Aveva abitudini e manie alle quali non è mai venuto meno. Come l'odio per gli ascensori. E per gli aerei. Diceva: «Non ho paura di volare, ho paura di non tornare a volare». Da qualunque parte andasse, doveva sempre rientrare a dormire nel suo letto. Non lasciava mai Maranello, lì si sentiva il re. Erano gli altri che venivano a trovarlo e a riverirlo. *Ho avuto un grande papà, terribilmente esigente, duro ma anche tenero. Nel carattere conservo tanti punti in comune, soprattutto quando mi arrabbio. Ma ciò che lo differenziava da tutti era il carisma, quel fascino misterioso che lo elevava sempre rispetto agli altri. Una sensazione che ho sentito solo al cospetto di [[Papa Giovanni Paolo II]]. Gente che ti fa sentire piccolo. *Mio padre ha lasciato in noi che gli eravamo vicini e nel DNA dell'azienda la volontà di guardare avanti, di cambiare giorno dopo giorno. Era una persona che non s'interessava mai al passato, se non per evitare errori fatti e cancellare esperienze negative. *Mio padre non diceva niente, approvava: "Tu fai, se va bene ti dico bravo". Lui però era così, voleva che la gente fosse libera di dimostrare di avere ragione e che le loro idee fossero giuste. Se però erano sbagliate, non la faceva passare liscia. Non è che non approvasse in partenza, nessuno avrebbe potuto recriminare che Ferrari non lasciasse libertà di esprimere le loro idee, perché mio padre lasciava fare. *Negli anni del fascismo aveva conquistato la celebrità con la sua Scuderia. Faceva correre le macchine dell'Alfa Romeo, per capirci. Ma da tempo era pronto per mettersi in proprio, per trasformarsi in imprenditore. [...] E [...] qui c'è un passaggio che io ho sempre trovato illuminante, a proposito della personalità di papà. Lui era del 1898, aveva alle spalle due guerre e stava per compiere cinquant'anni. [...] nel 1947, un uomo di mezzo secolo era quasi considerato un vecchio, l'età media della popolazione superava sì e no le sessanta primavere, insomma ci voleva un bel coraggio a buttarsi in un'attività nuova, con tutti i rischi del caso. [...] Ho saputo che tanti amici gli diedero del matto. Ma chi glielo faceva fare? Di soldi ne aveva e non sarebbe stato un problema, per lui, godersi la vita senza esporsi al pericolo del fallimento. Invece, a cinquant'anni, in quel contesto là, è ripartito da zero. Per questo [...] quando oggi leggo della crisi di molti quarantenni, della paura di invecchiare e cose così, be', penso a papà come a una terapia. *{{NDR|«Piero, è stato difficile convivere con l'ombra di un genitore così prestigioso e così ingombrante?»}} Non più di tanto. Vede, io ho capito in fretta che non dovevo pretendere di confrontarmi con la sua immagine, era una sfida impossibile, persa in partenza. Quindi ho seguito una mia strada, senza ascoltare chi avrebbe voluto insegnarmi chi fosse Enzo Ferrari. {{NDR|«E per lei chi è stato, Enzo Ferrari?»}} Il papà che quando ero piccolino al sabato mi comprava l'ultimo numero di Topolino e poi mi leggeva ad alta voce le storie di Paperino. Era Enzo Ferrari il Mito per tutti, giustamente. Ma per me era papà. ===[[Romolo Tavoni]]=== *Direi che, forse, Ferrari non aveva studiato letteratura ma era uno che diceva: "Volli, sempre volli fortissimamente volli". Voleva costruire un'azienda che durasse nel tempo e, forse, a questa intenzione che anteponeva a tutti gli avvenimenti, ha contribuito, almeno dal 1953 in poi, anche il sapere che il figlio che gli assomigliava in tutto e per tutto, come carattere, come volontà, gli sarebbe venuto a mancare di lì a poco: quando l'ematologo, il più grande ematologo di Modena, il professor Coppo, gli disse: "In queste condizioni, Ferrari lei non ha molte speranze". Il suo imperativo era quello di vincere perché vincendo toglieva la promozione alla concorrenza, ma doveva trovare in ogni modo uno spunto positivo, anche quando perdeva, perché lui doveva continuare. *In America mi ricordo che alle 12 Ore di Sebring, Henry Ford II chiese di venire ai box a conoscere la squadra. Noi siamo stati molto onorati e Ford disse: "Salutatemi il signor Ferrari, io non posso chiedere la rappresentanza della Ferrari, però vorrei che mi mandasse una macchina tramite Chinetti [...], io vorrei veramente sentirmi ambasciatore delle Ferrari", e poi gli scrisse una lettera con queste parole che io avevo riferito. Questo per dire la dimensione del personaggio. Gli scrive: "Io per propagandare un mio modello devo investire capitali enormi, lei viene a fare una gara qui due volte all'anno e sui giornali è in prima pagina, qual è il segreto per il quale lei ha i giornali a sua disposizione?" Ferrari risponde: "Io vorrei che lei comprasse una mia macchina e che poi la giudicasse, perché io sono un piccolo costruttore artigiano, faccio il sarto su misura". Henry Ford comprò una macchina da Chinetti pagandola. *Io credo che dal punto di vista umano e personale, Ferrari abbia pagato i suoi successi a caro prezzo. Io non lo invidio. Ha avuto degli onori che nessuno forse ha avuto, ma dal punto personale ha pagato con sacrifici non indifferenti. *Le auto Ferrari avevano un prezzo stabilito, ognuno pagava questo prezzo in Italia, ma non valeva altro che in Italia, perché i clienti parlano la stessa lingua che parlava lui, ma all'estero le macchine avevano il valore della gente che comprava. Il re Leopoldo del Belgio viene con Liliana de Rethy e gli ordina un bellissimo coupé per un regalo da fare alla principessa [...]. Ferrari dice senz'altro e la manda a Pininfarina, al quale aveva chiesto di carrozzarla. Quando ritorna l'addetto della casa reale gli dice che gli sarebbe piaciuto [...] un bellissimo foulard di quelli che aveva Ferrari con lo stemma Ferrari, con una spilla. Allora chiama Gardini: "Vai da Blundi ordina una spilla con brillanti. Che ci sia il Cavallino, mi raccomando d'oro ecc". "E quanto posso spendere?" "Cento mila, dovresti cavartela". Gardini torna indietro e dice: "Centocinquantamila". "Va bene, comprala lo stesso". La macchina costava 10 milioni di lire. Gardini dice: "Viene l'addetto della casa reale e devo dare la fattura". "Si dagliela, quanto 10 milioni? No, non c'è la spilla". "Allora 10 milioni 150 mila". "No mettici 10 milioni 500 mila, che siamo più sicuri". Ferrari era capace di tradurre qualsiasi cosa in vantaggio per la Ferrari Automobili. *L'uomo Ferrari era il primo dipendente di se stesso, era molto esigente con gli altri, era padrone degli altri, almeno con me credo che mi avesse considerato come il tavolo, la scrivania o la macchina da scrivere. I suoi collaboratori dovevano essere suoi, non si poteva stare a mezza strada. Vi racconto un episodio che chiarisce meglio le cose. Io ho avuto il piacere di lavorare dalla fine del 1945 al luglio del 1949 alle Officine Alfieri Maserati [...]. La prima a partire con l'attività sportiva nel dopoguerra fu la Maserati, la Ferrari stava elaborando ancora il suo 125 [...]. Quando mi sono trovato in Ferrari e ho detto che ero stato alla Maserati, dopo una settimana non mi voleva più, perché ero di quelli che erano al di là della via Emilia; Modena è divisa in due dalla via Emilia, quindi di qui o di là, ma un altro al mio posto, in quel momento, non c'era, quindi si è adattato. Mi ha detto: "D'ora in poi, lei deve avere in testa una cosa sola: la Ferrari. È la sua famiglia, il suo lavoro e la sua attività". *Per sapere se gli uomini potevano essergli vicino fino in fondo, per sapere tutto dei suoi uomini, un lunedì mattina mi disse: "Ma ieri come è andata?" "Sono andato a Bologna a vedere il Modena giocare con il Bologna, abbiamo anche perso". "Con chi è andato?" "Sono andato con Maletti, Montagnani, Zanasi, gli atri amici, con due macchine, mi hanno portato". "E dopo?" "E dopo ci siamo fermati a Modena al Nazionale, loro hanno fatto una partita a boccette e io ho preso un caffè guardando". E ha tirato fuori una busta gialla e dice: "Ah si è vero". Non era una bugia. Il Sifar credo l'abbia inventato lui per conoscere la gente. [...] Ferrari con l'Arma dei Carabinieri, la Benemerita, aveva un rapporto tale che sapeva se i suoi uomini mangiavano, se non mangiavano, se dormivano, chi vedevano, chi frequentavano. Ecco il possesso dell'azienda era totale. *Quando non aveva la macchina vincente, voleva essere pagato di più come premio di partenza perché diceva: "Vengo per farmi battere, altrimenti voi non avete nessuno che possa avere un certo prestigio per essere battuto, quindi la vostra gara non ha importanza". *Se ero in America al GP degli Stati Uniti e i nostri piloti erano l'inglese Hawthorn o Tony Brooks che facevano tempi migliori dei nostri, lui mi faceva, al telefono, un discorso di questo tipo: "Guarda che sono convinto che Phil Hill domani farà meglio, forse li batte tutti e due". Un discorso così per un ingenuo come me inizialmente era difficile da capire, però il significato era: "In America, se è possibile io vendo 10 macchine di più se vince un americano". Andavamo in Inghilterra a fare il Tourist Trophy con le vetture sport e avevamo Phil Hill che andava benissimo su quel circuito ed aveva il miglior tempo e gli altri venivano dopo. Lui diceva: "Fate attenzione durante i rifornimenti vedrete che quel pilota inglese vincerà lui". Aveva questa abilità di gestire le corse anche stando a casa. Lui è sempre stato il vero Direttore Sportivo della scuderia, credo almeno fino al 1980, perché era la sua vita, le corse erano la sua vita. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2. *Enzo Ferrari, ''Piloti, che gente...'', Conti Editore, 2003. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Piero Ferrari]] – figlio *[[Scuderia Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Enzo}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Industriali]] [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] b7rtg2pkwollpkumqabj362ejlen6tb Template:SelezioneNuove 10 4465 1429648 1429622 2026-10-16T12:29:12Z Spinoziano 2297 + 1429648 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Alessia Filippi]]{{,}} [[Harvey Postlethwaite]]{{,}} [[Donizone di Canossa]]{{,}} [[Gringo]]{{,}} [[Pay driver]]{{,}} [[Eddie Jordan (dirigente sportivo)]]{{,}} [[Miniatura]]{{,}} [[Le avventure della dolce Kati]]{{,}} [[La falena d'argento]]{{,}} [[Basilica di Santa Pudenziana]]{{,}} [[Duello al Rio d'argento]]{{,}} [[Attacco di Hamas a Israele del 2023]]{{,}} [[Realizzazione spirituale]]{{,}} [[Johann Peter Kirsch]]{{,}} [[Vittorio Oreggia]]{{,}} [[Gentile de' Becchi]]{{,}} [[Emilio Santini]]{{,}} [[Il ponte dei senza paura]]{{,}} [[Margaret Hamilton (scienziata)]]{{,}} [[Celso Costantini]]{{,}} [[Iperturismo]]{{,}} [[Ada Colau]]{{,}} [[Cittadinanza italiana]]{{,}} [[Giro delle Fiandre]]{{,}} [[HIV]]{{,}} [[Virus del papilloma umano]]{{,}} [[Eleazaro Rossi]]{{,}} [[Sam il selvaggio]]{{,}} [[Musica nell'antica Grecia]]{{,}} [[Robustiano Gironi]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> ft1jkpm8eb3rut9z82t3xlciq5tfxhb 1429776 1429741 2026-10-17T08:44:05Z Spinoziano 2297 + 1429776 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Pony Express (film)]]{{,}} [[Alessia Filippi]]{{,}} [[Harvey Postlethwaite]]{{,}} [[Donizone di Canossa]]{{,}} [[Gringo]]{{,}} [[Pay driver]]{{,}} [[Eddie Jordan (dirigente sportivo)]]{{,}} [[Miniatura]]{{,}} [[Le avventure della dolce Kati]]{{,}} [[La falena d'argento]]{{,}} [[Basilica di Santa Pudenziana]]{{,}} [[Duello al Rio d'argento]]{{,}} [[Attacco di Hamas a Israele del 2023]]{{,}} [[Realizzazione spirituale]]{{,}} [[Johann Peter Kirsch]]{{,}} [[Vittorio Oreggia]]{{,}} [[Gentile de' Becchi]]{{,}} [[Emilio Santini]]{{,}} [[Il ponte dei senza paura]]{{,}} [[Margaret Hamilton (scienziata)]]{{,}} [[Celso Costantini]]{{,}} [[Iperturismo]]{{,}} [[Ada Colau]]{{,}} [[Cittadinanza italiana]]{{,}} [[Giro delle Fiandre]]{{,}} [[HIV]]{{,}} [[Virus del papilloma umano]]{{,}} [[Eleazaro Rossi]]{{,}} [[Sam il selvaggio]]{{,}} [[Musica nell'antica Grecia]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 5u7yt4o6fq5kn9iz50xgvperduty537 Lo chiamavano Trinità... 0 4540 1429646 1423066 2026-10-16T12:24:12Z Spinoziano 2297 forma; wlink 1429646 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Lo chiamavano Trinità... |immagine=Lo chiamavano Trinità.png |didascalia=[[Bud Spencer]] e [[Terence Hill]] nel film |paese=Italia |anno=1970 |genere=western |regista=[[E.B. Clucher]] |soggetto= E.B. Clucher |sceneggiatore=E.B. Clucher |attori= *[[Terence Hill]]: Trinità *[[Bud Spencer]]: Bambino *[[Farley Granger]]: maggiore Harriman *[[Elena Pedemonte]]: Judith *[[Steffen Zacharias]]: Jonathan *[[Dan Sturkie]]: Tobias *[[Gisela Hahn]]: Sarah *[[Ezio Marano]]: Faina *[[Luciano Rossi]]: Timido *[[Ugo Sasso]]: Sceriffo *[[Michele Cimarosa]]: il messicano *[[Remo Capitani]]: Mezcal *[[Riccardo Pizzuti]]: Jeff |doppiatoriitaliani= *[[Pino Locchi]]: Trinità *[[Glauco Onorato]]: Bambino *[[Sergio Graziani]]: maggiore Harriman *[[Liliana Sorrentino]]: Judith *[[Ferruccio Amendola]]: Jonathan *[[Arturo Dominici]]: Tobias *[[Serena Verdirosi]]: Sarah *[[Gianni Marzocchi]]: Faina *[[Gianfranco Bellini]]: Timido *Mario Lombardini: Sceriffo *[[Vinicio Sofia]]: Mezcal *[[Michele Gammino]]: Jeff, Oste |note= }} '''''Lo chiamavano Trinità...''''', film italiano del 1970 con [[Bud Spencer]] e [[Terence Hill]], regia di [[E.B. Clucher]]. == Frasi == {{cronologico}} *I fagioli comunque erano uno schifo! ('''Trinità''') {{NDR|dopo aver ripulito una pentola di fagioli}} *Trinità... la mano destra del Diavolo. ('''Cacciatori di taglie''') *La mia esposa stava al fiume, señor, a lavare... un gringo l'aggredì e la voleva... e ho corso in suo aiuto... avevo il coltello... quello mi guarda con gli occhi spalancati e muore... nel cadere avrà battuto la testa... io gli ho dato solo qualche coltellata... ('''Messicano''') *Ragazzi, ho l'impressione che dovremmo eleggere un nuovo sceriffo! ('''Il Maggiore''') *Voi [[gringo]]s siete dei bastardi: volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete. ('''Messicano''') *Anche lui puzzava come te quando arrivò qui; ci vollero tre pezzi di sapone per vedere il colore della pelle. Quindi, giovanotto, se vuoi che ti stringa la mano devi farti un bagno: non vorrei prendermi il tetano. ('''Jonathan''') {{NDR| a Trinità}} *Gli uomini del Maggiore hanno pestato due agricoltori, e credo che d'ora in poi quei due potranno mangiare solo budino, perché i denti li hanno lasciati sul pavimento. ('''Jonathan''') *Su, degno fratello, ti accompagno a casa, così potrai finalmente farci vedere la tua faccia. ('''Jonathan''') {{NDR|a Trinità}} *È dallo straripamento del Pecos che non vedevo tanto sudiciume! ('''Jonathan''') {{NDR|a Trinità che sta facendo il bagno nella tinozza di acqua diventata marrone}} *Nessuno è meno sopportabile di un [[ipocrisia|ipocrita]]... ('''Maggiore''') {{NDR|a Tobia}} *O lasciate questa valle o ne farò la vostra tomba, la scelta è vostra. ('''Maggiore''') {{NDR|a Tobia}} *Questo era un paese tranquillo prima che arrivassi tu. Uno schifo di paese, ma tranquillo! ('''Jonathan''') {{NDR| a Trinità}} *Sceriffo, che ne facciamo dei prigionieri? O li impicchiamo o li buttiamo fuori... Ma io non posso mica stare a lavorare per loro! ('''Jonathan''') *Ma non hai uno scopo nella vita? Fai qualcosa... ruba del bestiame... assalta una diligenza... rimettiti a giocare, magari... una volta eri un ottimo baro! Ma fa' qualcosa. ('''Bambino''') {{NDR|a Trinità}} *Come ti permetti lurido ladrone?! Questi sono i miei [[fratelli]] e i miei fratelli li picchio solo io! ('''Mescal''') {{NDR|all'uomo che picchia i [[Mormonismo|mormoni]] senza il suo permesso}} *Questo mi è nuovo, non l'ho mai picchiato prima. ('''Mescal''') {{NDR|guardando Bambino}} *È una giornata tranquilla, oggi: falla finire com'è cominciata. ('''Bambino''') {{NDR|a Trinità}} *Sei peggio della febbre gialla in una colonia di lebbrosi. ('''Bambino''') {{NDR|a Trinità}} *Cosa sarebbe stato dell'umanità senza il [[cavallo]]? Il grande [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], [[Alessandro Magno|Alessandro il Grande]], i grandi di Spagna... sarebbero stati veramente grandi senza il cavallo? Questa nazione sarebbe mai nata senza il generoso aiuto di questo nobile animale? E qual è il miglior modo per sdebitarsi se non quello di offrir loro un [[pascolo]] grasso e tranquillo dove potersi nutrire e procreare in pace? ('''Maggiore''') *Ma perché non ti dai alla vita onesta? Torna a New Orleans dalla mamma... portale un paio di ragazze e mettiti in affari con lei! ('''Bambino''') {{NDR|a Trinità}} *Ma tu che ci fai attaccato a quella stella? ('''Faina''') {{NDR|a Bambino}} *Lavorare per essere pagati è umiliante. Meglio rubare: c'è più emozione! ('''Mescal''') {{NDR|al Maggiore}} *Ricordatevi: non dovete mai fidarvi di nessuno, nemmeno degli amici. ('''Faina''') {{NDR|insegnando ai mormoni}} *Non potevo lasciarlo in paese, ha il vizio di dire la verità... è un tipico alcolizzato. ('''Jonathan''') {{NDR|riferendosi al Messicano}} *L'opinione degli altri, anche se sciocca, deve essere rispettata. ('''Maggiore''') *Riprendi nel tuo gregge questa pecorella smarrita, che trasformerà le sue armi in strumenti di pace e lavoro. In Tua gloria, sarà circonciso per rispettare la tua legge. Dagli la forza di creare un tempio nel quale cantare i Tuoi inni. Lavorerà fino a rompersi la schiena, dissoderà i campi, seminerà e raccoglierà il frutto del suo lavoro, taglierà boschi, costruirà case, e alleverà bestiame. Quando al calar della notte tornerà a casa distrutto dalla fatica, giulivo e felice verrà nel Tuo tempio a cantare la Tua gloria. Grazie per avere ripreso il nostro nuovo fratello nel Tuo gregge. Rendilo meritevole della Tua pietà ...e illumina la sua esistenza con la luce del Tuo spirito. Amen. ('''Tobia''') == Dialoghi == {{cronologico}} *'''1° Cacciatore di taglie''' {{NDR|guardando Trinità}}: Hai proprio fame amico... come uno che ha attraversato il deserto di corsa.</br>'''2° Cacciatore di taglie''': Già, e chiunque attraversa il deserto di corsa ha qualcosa sulla coscienza. {{NDR|sfoglia alcune taglie per vedere se riconosce Trinità, ma non lo trova}}</br>'''1° Cacciatore di taglie''': Hai avuto fortuna, sei solo un animale affamato. {{NDR|rivolto al messicano che è gravemente ferito}} E tu non farci scherzi, cerca di campare un'altra mezza giornata. Morto non vali un cent!</br>'''2° Cacciatore di taglie''' {{NDR|controllando lo stato di salute del messicano}}: A domani ci arriva. *'''Cacciatore di taglie''': Senti affamato, ne ho ammazzati per molto meno di animali come te, ma se vuoi una croce con un nome sulla fossa dimmi come ti chiami!<br /> '''Trinità''': Mi chiamano Trinità.<br /> '''Cacciatore di taglie''' {{NDR|spaventato}}: Trinità? La mano destra del diavolo? *'''Cacciatore di taglie''': Ehi Trinità! Dicono che sei un fulmine con la pistola, è vero?<br /> '''Trinità''': Dicono così? *'''Bambino''': Io personalmente non ho niente contro chi si infila nel letto di una donna, ma se quella non è d'accordo e non ci sta, dicono che è violenza carnale, e a questo ci penserà il giudice.<br /> '''Uomini del maggiore''': Il giudice non può essere obbiettivo: quella bagascia era sua moglie! E ci sarebbe anche stata, ma è arrivato il vecchio all'improvviso e s'è messa a starnazzare.<br /> '''Bambino''': Sentite ragazzi, il vostro amico ha scelto la gallina sbagliata e mi dispiace, ma la legge è legge, e per quanto possa sembrar strano va rispettata. Avete un minuto di tempo per lasciare il paese. *'''Pistolero''': Ehi tu, elegantone!<br /> '''Trinità''': Dici a me?<br /> '''Pistolero''': Sì, dico a te, pezzente!<br /> '''Messicano''': Ha detto a lei, señor!<br /> '''Pistolero''': Butta il cinturone! {{NDR|Trinità butta il cinturone e si siede accanto al messicano; e si rivolge a Bambino}} E adesso a lei, sceriffo! {{NDR|Bambino si mette in posizione al duello}} <br />'''Trinità''' {{NDR|al messicano}}: Se ci provano li fa secchi. {{NDR|Bambino uccide i tre pistoleri}} Che ti avevo detto? <br /> '''Messicano''': Madre de Dios, chi è quel hombre, señor? <br /> '''Trinità''': La mano sinistra del diavolo. *'''Messicano''': La mia esposa era al fiume, señor, a lavare... un gringo l'aggredì e la voleva... <br />'''Bambino''': E piantala! *'''Bambino''': E nostra madre come sta?<br /> '''Trinità''': Al solito, ha qualche acciacco.<br /> '''Bambino''' {{NDR|mentre cerca di estrarre il proiettile dal braccio del messicano}}: Dove diavolo sta?<br /> '''Trinità''': A New Orleans. Dirige un bordello.<br /> '''Bambino''': Parlavo della pallottola. *'''Bambino''': Ti lavi, dormi, e domani parti.<br /> '''Trinità''': Eh, ne parliamo dopo...<br /> '''Bambino''': No! Ne abbiamo già parlato!!! *'''Bambino''': Sentite Maggiore, ne ho le scatole piene dei vostri uomini. Se molesteranno ancora gli agricoltori sarò costretto a disarmarli.<br />'''Maggiore''': Perché non lo fate?<br />'''1° pistolero''': Già, perché non lo fate, sceriffo? {{NDR|Bambino rifila un potente pugno in testa al pistolero facendolo svenire, e lo disarma}}<br />'''Maggiore''' {{NDR|ridacchia}}: Sono bravi ragazzi, sceriffo. Gente onesta, lavorano come bestie tutta la settimana. Sapete com'è? Oggi è stato un giorno di paga, e un bicchiere in più li ha messi di buon umore. Ma se gli agricoltori attaccano briga non si tirano indietro. È volato qualche pugno: ecco tutto. Quindi, sceriffo, sarà bene che lasciate in pace me e i miei uomini.<br />'''Bambino''': Mettetela come volete Maggiore, questo è l'ultimo avviso per voi e i vostri rubagalline. <br />'''2° pistolero''' {{NDR|alzandosi}}: Che avete detto? <br />'''Bambino''' {{NDR|armando e puntandogli contro il fucile}}: Rubagalline.<br />'''2° pistolero''' {{NDR|sedendosi}}: Aaha.<br />'''Maggiore''': Avete uno strano modo di fare il vostro lavoro, sceriffo... e non mi piace. *'''Maggiore''' {{NDR|riferendosi al solitario che sta giocando, dopo che Trinità sposta un fante}}: Qui c'è un fante di troppo.<br /> '''Trinità''': No, qui c'è un Maggiore di troppo... *'''Bambino''': Un magazzino devastato, due teste spaccate come zucche al sole, un ferito e un uomo castrato. Il tutto in due ore, due ore che ti ho lasciato solo! Due ore! <br />'''Trinità''': Be'... non mi avevi chiesto di darti una mano? <br />'''Bambino''': Ma non così, maledetto pazzo! <br />'''Trinità''': Se avessi visto gli occhi di quelle ragazze.. sembravano due cerbiatte impaurite...<br />'''Bambino''': Due cerbiatte impaurite... magari saranno state due bagasce in cerca di clienti! *'''Trinità''': Senti Bambino, non prendertela per così poco... <br />'''Bambino''': Non chiamarmi Bambino! <br />'''Trinità''': Ah no? E come dovrei chiamarti? <br />'''Bambino''': Non chiamarmi proprio, neanche se stai per affogare! *'''1° pistolero''': Alla prima occasione lo sistemerò per sempre, quel figlio di una vecchia baga... <br />'''2° pistolero''': Non provarci, è più veloce di un serpente! <br />'''Trinità''': Il tuo stupido amico ha ragione: non ci provare... *'''Jonathan''' {{NDR|bussando alla porta}}: Sceriffo, svegliati, svegliati! Apri! Sono io, Jonathan! Devi andare subito al saloon! <br />'''Bambino''' {{NDR|sbadigliando}}: Ma che diavolo succede? <br />'''Jonathan''': C'è tuo fratello laggiù! <br />'''Bambino''' {{NDR|rallegrandosi}}: Eh? L'hanno ammazzato? <br />'''Jonathan''': Non ancora, ma presto, o ne faranno un colabrodo! *'''Pistolero''': Noi siamo in 7, sbirro, e nella tua pistola ci sono soltanto sei colpi... non so se ti ho reso bene l'idea, sbirro!<br /> '''Trinità''': Be', se paghi prima, scommetto che non sarai tu quello che resterà in piedi... non so se ho reso bene l'idea...<br /> '''Bambino''' {{NDR|entra nel saloon sbadigliando}}: Che sta succedendo qui?<br /> '''Trinità''': Hanno offeso la legge.<br /> '''Bambino''': No!<br /> '''Trinità''': Sì. Hanno detto che io sono un figlio di una vecchia bagascia.<br /> '''Bambino''': Questo è grave. Ora come la mettiamo, ragazzi?<br /> '''Pistolero''': Se non vi riparaste sempre dietro quel pezzo di latta, potremmo risolverla da uomini.<br /> '''Trinità''' {{NDR|guardando la stella sul petto, rivolto a Bambino}}: Ce la togliamo? Non sono mica tanti. <br /> '''Bambino''': Jonathan! Porta via le armi! E chiudi la porta... A chiave!<br /> '''Trinità''': Te li fai da solo?<br /> '''Bambino''': Dammi una mano, mi sono svegliato adesso. *'''Bambino''' {{NDR|finita la scazzottata}}: Posso andare a letto o hai ancora qualcosa in programma?<br /> '''Trinità''': Be', quando ha detto che nostra madre è una vecchia bagascia... <br />'''Bambino''': Ma è la verità! <br />'''Trinità''': Sì, ma non è vecchia! *'''Trinità''': Chi è quella gente?<br />'''Bambino''': Sono gli agricoltori.<br />'''Trinità''': E com'è che sono disarmati?<br />'''Bambino''': Fa parte della loro religione, non concepiscono la violenza. O qualcosa del genere.<br />'''Trinità''': E come se la cavano col Maggiore?<br />'''Bambino''': Con qualche preghiera e le ossa rotte.<br />'''Tobia''': Salve, fratelli!<br />'''Bambino''': Salve! {{NDR|rivolto a Trinità}} Glielo hai detto tu che siamo fratelli?.<br />'''Trinità''': Io? E chi lo conosce?<br />'''Tobia''': È il Signore che vi manda da noi!<br />'''Bambino''': No, passavamo di qui per caso! *'''Tobia''': Vi dobbiamo molto per aver aiutato le nostre sorelle, Sara e Giuditta. Erano preda del demonio, ma il Signore inviò l'arcangelo e Satana fu sconfitto.<br />'''Bambino''': Sì sì, è stato pressappoco così... *'''Mescal''': Mescal non dimentica!!!<br />'''Trinità''': Lo credo bene. *'''Giuditta''': ...Dal mio ventre avrai calore che ti scalderà il sangue... <br />'''Sarah''': ...Dal mio seno suggerà il nettare che placherà la tua sete...<br />'''Giuditta''': ...Dalle mie labbra udrai solo parole che ti avvicineranno al Signore.<br />'''Tobia''': Così ha detto Ezechiele. <br />'''Trinità''': Eh, e ha detto bene! *'''Trinità''': Però! Duecento dollari, eh! {{NDR|Guardando la taglia del fratello}} <br />'''Bambino''': Stai pensando di vendere tuo fratello? <br />'''Trinità''': Mi offendi, non farei mai una cosa del genere per soli duecento dollari. *'''Trinità''': Ciao Bambino, spero di rivederti presto.<br /> '''Bambino''': Io no! *'''Tobia''': Benvenuto, fratello. Qual buon vento? <br />'''Trinità''': Be', veramente non è stato il vento, passavo di qui e ho pensato di venire a salutarvi prima di partire. *'''Tobia''': Non lo temiamo, il Signore è dalla nostra parte. <br />'''Trinità''': Sì, ma anche lui va in giro disarmato e non potrà esserci di grande aiuto... Senti, io credo che il Signore non se l'avrà a male se vi difendete...<br /> '''Tobia''': Ma noi non possiamo uccidere i nostri simili!<br /> '''Trinità''': Ma quelli non sono vostri simili, sono dei bastardi, non potete seguitare a porgere l'altra guancia per tutta la vita...<br /> '''Tobia''': Accettiamo quello che il Signore ci manda!<br /> '''Trinità''': Be', se ci mandasse due o tre pistoleri in gamba, potremmo farli fuori tutti... Beh, un po' alla volta s'intende! *'''Tobia''': Anche il Signore vagò per il deserto.<br /> '''Trinità''': Eh, ma non aveva i rangers alle calcagna! {{NDR|Guardando Faina e il Timido arrivare}} *'''Trinità''': Se mi aiuti a far fuori il Maggiore io mi sposo... <br />'''Bambino''': Con chi? <br /> '''Trinità''': Con Sara. O Giuditta. Non ho deciso ancora. Comunque ho intenzione di sistemarmi con loro. Per sempre. Voglio dare un calcio al passato. <br />'''Bambino''': Giuralo su nostra madre! <br />'''Trinità''': Che possa bruciare nel bordello con tutte le sue ragazze se dico il falso!<br />'''Bambino''': D'accordo. Ti aiuterò. Ma poi ognuno per la sua strada, altrimenti sarò io a dare calci, e non al passato! <br /> '''Trinità''': Grazie, non te ne pentirai! Ah, senti, per sistemare il Maggiore io ho pensato...<br /> '''Bambino''' {{NDR|innervosito}}: Tu non devi pensare, sono io quello che pensa!!! <br /> '''Trinità''': È proprio quello che stavo pensando! *'''Mescal''': Come sta il mio peggior nemico?<br /> '''Maggiore''': Vuol dire il suo miglior amico, ora.<br /> '''Mescal''': Ma se ci avete sparato fino a ieri?<br /> '''Maggiore''': Vede signor Mescal, se lei viene a rubarmi i cavalli io sono costretto a farle sparare... Ma se lavora per me sono disposto a darglieli. Venti dei più belli, se riesce a cacciare i mormoni dalla valle.<br /> '''Mescal''': Eheheh. Maggiore, per venti stalloni Mescal vi conquista il Texas. Affare fatto. È chiaro che mi lascerete il piacere di schiacciare quegli insetti, vero?<br /> '''Maggiore''': Non sono affari miei.<br /> '''Mescal''': C'è una sola cosa che non mi piace, Maggiore...<br /> '''Maggiore''': E sarebbe?<br /> '''Mescal''': Ecco, io per principio preferisco rubarli i cavalli... Sì, io ti faccio il lavoro e tu te li fai rubare... Lavorare per essere pagati è umiliante. Meglio rubare: c'è più emozione! *'''Bambino''': Senti Emiliano, ce lo faresti un favore in cambio della tua schifosa pellaccia? <br />'''Emiliano''': Claro que sì, hombre. <br />'''Bambino''': Bravo, Emiliano! *'''Maggiore''': Jeff, Jeff...<br />'''Jeff''': Sì, capo.<br />'''Maggiore''': Tornate indietro.<br />'''Jeff''': Aspettate ragazzi.<br />'''Maggiore''': C'è stata una modifica nei miei piani.<br />'''Jeff''': Dobbiamo cominciare a buttar giù i carri?<br />'''Maggiore''': No, non credo proprio.<br />'''Jeff''': Allora disperdiamo le vacche?<br />'''Maggiore''': Oh, ma che male vi hanno fatto quelle povere bestie...<br />'''Jeff''': Mmm, allora non ho capito niente! Che diavolo devo fare?<br />'''Maggiore''': Rispettare i principi di queste brave persone; e noi siamo in casa loro: posate subito le armi.<br />'''Jeff''': Come???<br />'''Maggiore''': Fate quello che vi ho detto.<br />'''Mescal''': {{NDR|risate dei messicani}} Che sia hombre, farete molto felice il fratello Tobia, lui odia le armi. {{NDR|ancora risate...}}<br />'''Jeff''': Scusate maggiore, ma ci dev'essere una ragione per questo cambiamento. E anche solida.<br />'''Maggiore''': Ma certo amico mio, una ragione di piombo! *{{NDR|dopo aver disarmato gli uomini del maggiore}} <br />'''Tobia''': Fratello, visto che cosa può fare la fede?<br /> '''Bambino''': Può fare miracoli, specialmente se la metti nella canna di un fucile! *'''Tobia''': Grazie, Signore... <br />'''Bambino''': Ahh, lascia perdere. <br />'''Tobia''': ...Stavo rendendo grazie al Signore, sceriffo. <br />'''Bambino''': Ah be'... *'''Trinità''': Grazie, fratello.<br />'''Bambino''': Grazie un cavolo. Andate a prendere i cavalli e filiamo.<br />'''Faina e Timido''': Sì, capo.<br />'''Maggiore''': E va bene, la valle è vostra, ma ridatemi i miei cavalli.<br />'''Trinità''': Quali cavalli?<br />'''Maggiore''': Quelli che mi avete razziato.<br />'''Bambino''': Ehi dico, come vi permettete?<br />'''Maggiore''': Siete dei ladri, ecco cosa siete.<br />'''Jonathan''': Una cosa debbo dire del maggiore: non mente mai.<br />'''Trinità''': Maggiore, siete mai stato nel [[Nebraska]]? Sembra che ci siano dei pascoli meravigliosi.<br />'''Maggiore''': Penso che, che quest'idea del Nebraska non sia affatto male. *'''Bambino''' {{NDR|Rivolto a Trinità}} Io non ce l'ho con te, ce l'ho con nostra madre: non capisco perché non ti abbia affogato quando eri in fasce e ti faceva il bagno. Ma forse non te l'ha mai fatto il bagno, per questo sei uno sporco figlio di un vecchia...<br /> '''Tobia''': Non ve la prendete, sceriffo, così era scritto!<br /> '''Bambino''' {{NDR|Ora rivolto a Tobia}} Un momento. Va al diavolo tu, i tuoi fratelli, le tue sorelle, i tuoi antenati, le tue vacche, il tuo destino e tutto il resto. ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} {{NDR|Parlando al suo cavallo}} In California! ('''Trinità''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] 3tan5cy3y4p21l6rpb5tlenu6s5rwpa Yasser Arafat 0 5820 1429702 1379788 2026-10-16T19:20:15Z Piccionaia 104061 tolta sezione infame 1429702 wikitext text/x-wiki [[File:Arafat saluda 3.jpg|thumb|Yasser Arafat]] {{Premio|Nobel|la pace '''(1994)'''}} {{indicedx}} '''Muhammad Abd al-Rahman ar-Rauf al-Qudwah al-Husayni''' (1929 – 2004), politico palestinese, premio Nobel per la pace. ==Citazioni di Yasser Arafat== *La differenza tra il [[rivoluzione|rivoluzionario]] e il [[terrorismo|terrorista]] risiede nella ragione per cui combatte. Per chi sta da una causa giusta e combatte per la libertà e la liberazione della sua terra dagli invasori, i coloni e colonialisti, non può essere chiamato terrorista, altrimenti gli americani nella loro lotta per la liberazione dai colonialisti britannici sarebbero stati terroristi; la resistenza europea contro il nazismo sarebbe stato terrorismo, la lotta dei popoli asiatici, africani e latino-americani sarebbe terrorismo, e molti di voi che sono in questa Assemblea sono stati considerati terroristi.<ref>Da un [http://unispal.un.org/unispal.nsf/0/D442111E70E417E3802564740045A309 discorso all'assemblea generale delle Nazioni Unite], 30 giugno 1979; citato in ''unispal.un.org''.</ref> {{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}} *Di me c'è solo da dire che sono un umile combattente palestinese. Da molto tempo. Lo divenni nel 1947, insieme a tutta la mia famiglia. Sì, fu quell'anno che la mia coscienza si svegliò e compresi quale barbara invasione fosse avvenuta nel mio paese. Mai una simile nella storia del mondo. *È probabile invece che io sia molto più utile da morto che da vivo. Eh, sì: la mia morte servirebbe molto alla causa, come incentivo. Aggiungerò anzi che io ho molte probabilità di morire: potrebbe accadere stanotte, domani. Se muoio, non è una tragedia: un altro andrà in giro pel mondo a rappresentare Al Fatah, un altro dirigerà le battaglie... Sono più che pronto a morire. *Ciò che lei chiama [[Israele]] è casa mia. *Siamo soltanto all'inizio di questa guerra. Incominciamo solo ora a prepararci per quella che sarà una lunga, lunghissima guerra. Certo una guerra destinata a prolungarsi per generazioni. *Lei chiede quanto potremo resistere: la domanda è sbagliata. Lei deve chiedere quanto potranno resistere gli israeliani. Giacché non ci fermeremo mai fino a quando non saremo tornati a casa nostra e avremo distrutto Israele. *Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni. *Conosciamo le intenzioni di alcuni capi arabi: risolvere il conflitto con un accordo pacifico. Quando questo accadrà, ci opporremo. *Non vogliamo la pace. Vogliamo la guerra, la vittoria. La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro. *Noi non ci poniamo il problema dei confini. Nella nostra Costituzione non si parla dei confini perché a porre i confini furono i colonialisti occidentali che ci invasero dopo i turchi. Da un punto di vista arabo, non si può parlare di confini: la Palestina è un piccolo punto nel grande oceano arabo. E la nostra nazione è quella araba, è una nazione che va dall'Atlantico al Mar Rosso e oltre. Ciò che vogliamo da quando la catastrofe esplose nel 1947 è liberare la nostra terra e ricostruire lo Stato democratico palestinese. *Civili o militari, sono tutti ugualmente colpevoli di voler distruggere il nostro popolo. *I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo. *{{NDR|Su [[Moshe Dayan]]}} Diciamo così: io spero che un giorno egli sia giudicato come criminale di guerra: sia che si tratti di un leader geniale sia che la patente di leader geniale se la sia attribuita da sé. *{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità. *{{NDR|Sugli israeliani}} Non hanno mai vinto pei loro lati positivi, hanno sempre vinto pei lati negativi degli arabi. *{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio. *È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa? *{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano. *Non c'è differenza fra palestinesi ed egiziani. Entrambi facciamo parte della nazione araba. *Le perdite per noi non contano, a noi non importa di morire. *{{NDR|Sugli europei e gli ebrei}} Voi dovete pagare i vostri conti con loro. E volete pagarli col nostro sangue, con la nostra terra. Continuate a ignorare perfino che noi non abbiamo nulla contro gli ebrei, noi ce l'abbiamo con gli israeliani. Gli ebrei saranno i benvenuti nello Stato democratico palestinese: gli offriremo la scelta di restare in Palestina, quando il momento verrà. *Se ci tenete tanto a dare una patria agli ebrei, dategli la vostra: avete un mucchio di terra in Europa, in America. Non pretendete di dargli la nostra. Su questa terra noi ci abbiamo vissuto per secoli e secoli, non la cederemo per pagare i vostri debiti. {{Int|Dall'intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0956_01_1988_0036_0001_24934912/ ''Arafat: Caschi blu a Gaza''], ''La Stampa'', 16 febbraio 1988}} *La intifhada (l'insurrezione) ha dimostrato, per l'ennesima volta, come esista un solo popolo palestinese: noi della diaspora e i fratelli sotto occupazione. Siamo tutti figli della stessa ingiustizia storica. *La nostra posizione non è cambiata, altro che distruggere Israele! Sono loro, i centurioni sionisti truccati da bempensanti uomini politici, che vogliono distruggere la nazione palestinese. Noi vogliamo una Patria là dove e come ho detto. Non basta: per calmare le supposte apprensioni di Israele (che possiede uno dei più forti eserciti del mondo, con atomiche, missili a lunghissima gittata, etc.) e dei suoi benefattori, dico d'esser pronto ad accettare il controllo delle forze dell'Onu non solo ai confini tra Israele e il nostro futuro Stato ma financo entro i nostri territori, all'interno del futuro Stato! *Il mio cuore è gonfio di ira dolorosa tuttavia mi soccorre la fiducia: per fare la pace ci vogliono uomini coraggiosi, non mediocri ex spioni sanguinari. Siamo al punto di non ritorno: prima o poi anche in Israele si leveranno i coraggiosi e in Medio Oriente rifiorirà, in coesistenza pacifica tra arabi palestinesi ed ebrei. ==Citazioni su Yasser Arafat== *Arafat è un bugiardo, non fidatevi di Arafat, non confondete il sostegno a lui con il sostegno al popolo palestinese, per noi è un morto che cammina, lo vogliono morto gli israeliani, lo vogliono morto i palestinesi. ([[Bashar al-Assad]]) *Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò ''Striscia la notizia''. ([[Silvio Berlusconi]]) *[[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]] e Arafat si somigliavano in modo impressionante, non solo per ragioni politiche, o per il naturale bagaglio di antisemitismo, che in Ceausescu non era minore che in Arafat. Se non fosse stato per la barba e la pelle più scura di Arafat, non avrei potuto distinguerli: la forma della faccia era identica, atteggiavano le labbra e sorridevano allo stesso modo, entrambi avevano occhi profondamente penetranti, pensavano e agivano in modo identico, erano allo stesso modo loquaci, irascibili, impulsivi, violenti, isterici. Quella forte somiglianza li aveva colpiti reciprocamente fin dal loro primo incontro, ed aveva avuto un ruolo importante nello sviluppare la loro amicizia. ([[Ion Mihai Pacepa]]) *È un idiota stupido e incompetente! [...] Lo stupido idiota è un fanatico, un guerriero, e un astuto. Ma non compie niente. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Oltre a un'organizzazione politica, Arafat amministra grossi interessi finanziari sotto le bandiere dei petrodollari, degli sceicchi e, in generale, di Stati arabi tutt'altro che democratici. [[Israele]] lo è assai di più. ([[Leo Valiani]]) *Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da Yasser Arafat, il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con Hamas e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa. ([[Marco Travaglio]]) *Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera [[Bettino Craxi|Craxi]], che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano Yasser Arafat con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! ([[Marco Travaglio]]) ===[[Tahar Ben Jelloun]]=== *Arafat era più di un capo di truppe, più di un politico che dialoga con i grandi del mondo. Era un simbolo, cioè un'immagine in cui milioni di persone si identificano e gli delegano il potere di parlare a nome loro. Il destino del simbolo è di trasformarsi in mito. Il mito si sfasa dalla realtà ed esce dal processo razionale che fonda le relazioni tra i cittadini e i loro rappresentanti. *Dopo [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], il mondo arabo non ha più avuto un leader carismatico, amato e rispettato (Gheddafi sogna di accedere a quella posizione ma non ci riesce). Solo Arafat ha avuto il ruolo riconosciuto di guida al punto che certi palestinesi lo considerano come un profeta; il fatto che sia sfuggito a 17 tentativi di assassinio e a un incidente aereo lo rendeva intoccabile, forse perfino immortale. È per questo che lo piangono. *Si è adoperato per inscrivere il popolo palestinese nella Storia, per dargli un'esistenza e una visibilità. Per ottenerlo ha fatto ricorso a tutti i mezzi, anche i più contestabili. Si dice che fosse autoritario, poco democratico, scaltro e astuto. Amava il segreto e coltivava le sue relazione come un feudatario. Era un oratore eccellente, qualità che nel mondo arabo è particolarmente apprezzata. Chi possiede il verbo seduce e conquista i voti dei più esitanti. ===[[Indro Montanelli]]=== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1993}} Non ho mai conosciuto Arafat, né mai ho cercato di conoscerlo: non mi pare che il suo aspetto inviti alla simpatia. Però non l'ho mai considerato un criminale anche se si trovava alla testa di un'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|organizzazione]] in cui di criminali ce ne sono molti. E oggi non lo considero affatto un eroe, ma un uomo coraggioso sì, perché lo ritengo in costante pericolo di vita. La lotta per il potere, dentro l'Olp, è a coltello: e i nemici di Arafat sono quelli che il coltello lo maneggiano meglio di tutti. Stringendo la mano a [[Yitzhak Rabin|Rabin]], Arafat ha moltiplicato i suoi nemici e li ha resi ancora più rabbiosi. È un uomo a rischio, non c'è dubbio. E se muore lui, addio pace in Medio Oriente. *{{NDR|Nel 1994}} Certo che il passato dell'Olp, carico di bombe e di sangue, non è la migliore referenza per un Nobel, ma Arafat è però anche l'unico interlocutore palestinese: dopo di lui c'è il nulla, o meglio soltanto gruppi di fanatici votati alla violenza e alla distruzione di [[Israele]]. Una volta presa la decisione di premiare i protagonisti del tormentato processo di pace in Medioriente [...] si è dovuto fare di necessità virtù e dare il riconoscimento anche all'uomo che per molti anni è stato un simbolo del terrorismo, nonché l'ispiratore di tante altre «lotte armate»: premiare solo Rabin e [[Shimon Peres|Peres]] sarebbe stato uno schiaffo ai palestinesi, un'iniziativa controproducente. [...] Forse più che il Nobel per la pace meriterebbe quello per il ravvedimento... *{{NDR|Nel 2000}} Arafat non ha mai avuto né uno Stato, né un esercito, né un titolo che lo qualificassero a parlare a nome del suo popolo. Erano il carisma, l'autorità, il prestigio suoi personali che gli permettevano di svolgere questo compito. Ma questo dipendeva dal fatto che il suo popolo glieli riconosce in quanto si sente da lui «rappresentato». [...] Io sono e mi sento profondamente filo-israeliano perché negli ebrei riconosco i miei fratelli e in molte cose anche i miei maestri (anche se non sempre facili). Ma appunto per questo apprezzo ed ammiro gli Hussein, i Sadat e gli Arafat. Ai quali si possono anche rimproverare degli errori nella conduzione della loro politica. Ma non certo le intenzioni e il coraggio. Arafat è brutto [...] e non so come facciano i suoi amici (e i suoi nemici) [...] a ricambiarne i baci. Ma di quelli suoi credo proprio che ci si possa fidare. Che Dio, anzi Allah, ce lo mantenga ancora per molti anni. ===[[Ariel Sharon]]=== *Arafat dica quel che gli pare: non conta. Sono i fatti che contano, e gli sviluppi, le conseguenze che tali fatti avranno in futuro. Forse lui crede sul serio d'aver vinto politicamente, ma il tempo gli dimostrerà che la sua sconfitta è soprattutto politica. *Arafat ha detto che continuerà come prima? Al posto suo non ci proverei nemmeno. Gli ho regalato la vita, a quegli assassini. Sono vivi perché io ho scelto di lasciarli vivi. Ma tanta fortuna non costituisce affatto una garanzia per il futuro. Guai a loro se riprenderanno le loro attività sanguinose, anche in paesi lontani da Israele. Guai a loro. *Combattenti, soldati? Nossignora, quelli non erano combattenti e soldati. Neanche a Beirut. Chi entra nella sala chirurgica di un ospedale dove i medici stanno operando un ferito e disconnettendo i tubi dell'ossigeno ordina di buttar via il ferito, sostituirlo con quello che portano loro, non è un soldato. È un terrorista, un assassino. Chi confisca un convoglio della Croce Rossa e ruba il latte in polvere destinato ai bambini, sghignazzando, non è un soldato. È un terrorista, un ladro. Ecco come si comportava la marmaglia di Arafat a Beirut. *I terroristi di Arafat [...] hanno combattuto quel poco che bastava per dare l'impressione di combattere. Non hanno mai combattuto fino in fondo. Mai! Spesso non hanno combattuto per niente. [...] Per questo io non li rispetto, non rispetto Arafat. Rispetto gli egiziani per come si sono battuti in tutte le guerre contro di noi, rispetto i giordani per come si sono battuti nel 1967 a Gerusalemme, rispetto i siriani per come si sono battuti in molte occasioni e anche in questa. Ma non rispetto i terroristi di Arafat perché non si sono battuti in Libano e a Beirut. *Non ci si può mai fidare di lui, di loro. Vivono sulla furbizia, tradiscono sempre i giuramenti, gli impegni. Anche ora. *Per sviluppare il suo espansionismo l'[[Unione Sovietica]] ha bisogno dell'OLP, di Arafat. E se lei replica che Arafat non è comunista, io le rispondo: ai sovietici che importa? A loro importa soltanto che egli sia uno strumento del gioco, che rimanga nelle loro mani. ===[[Bernardo Valli]]=== *Arafat è il protagonista di una lotta tra due popoli che si contendono la stessa terra, in nome di antichi valori, avendo sullo sfondo la strage europea degli ebrei, i cui superstiti sono venuti a rifugiarsi, a recuperare i luoghi biblici degli antenati, su cui vivevano da secoli degli arabi musulmani: i palestinesi diventati vittime delle nostre vittime. *Corrotto? Non certo personalmente, ma pronto a corrompere gli altri per comperarne la fedeltà. Il solo ruolo che gli calzava era quello di tenace, dignitoso prigioniero, capace di resistere alle angherie e ai soprusi. Il suo potere era in larga parte formale, poiché il Paese era occupato, spezzettato o isolato. In questa veste di recluso finiva con l'incarnare, ancora una volta, la Palestina, anch'essa repressa.</br>Ma era un ruolo improduttivo. Sterile. Meglio che ne sia uscito. Meglio anche per la sua gente, che ha bisogno di uomini nuovi. E speriamo che fuori, con la libertà, Arafat possa anche recuperare la salute. *[[George W. Bush]], come Ariel Sharon, rifiutava di parlare con Arafat. Lo riteneva responsabile del terrorismo e non lo considerava un interlocutore valido. La scomparsa del raìs dalla scena politica e la simultanea supposta disponibilità di Bush potrebbero consentire una ripresa non solo del dialogo ma anche di veri negoziati. L' ostacolo del logoro, tenace Arafat è caduto. E i dirigenti che dovrebbero succedergli sono più che disponibili. *I due uomini si detestano. Arafat chiama [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]] principe delle chiacchiere. Gheddafi accusa Arafat di svendere a Israele la terra araba. La Palestina non è soltanto tua, è di tutti noi arabi, gli ha detto in faccia durante un banchetto ufficiale, a Tunisi, davanti agli ambasciatori occidentali, nel dicembre scorso, dopo che il capo dell'Olp aveva accettato a Ginevra l'esistenza dello Stato ebraico. *L'uscita dalla ribalta politica di Yasser Arafat apre un grande vuoto in Medio Oriente: spalanca uno spazio in cui possono maturare opportunità per una ripresa del dialogo, ma in cui si può anche scatenare un ciclo di violenze ancora più tragico di quello che ogni giorno insanguina una terra troppe volte santa per essere pacifica. *Lui è stato il creatore dell'identità palestinese. E la sua gente lo sa, lo sente. La sua malattia, la morte che lo minaccia, la sua partenza, l'eventuale non ritorno suscitano emozioni collettive. Hanno implicazioni politiche. E quindi anche questa sua ultima vicenda – che lo mette a confronto con una morte naturale, comune a tutti gli esseri umani – va analizzata con impietosa freddezza, come appunto va analizzato un avvenimento politico. *Nella sua lunga vita politica è stato tutto: è stato il creatore dell'identità palestinese (che prima di lui non era riconosciuta); è stato il terrorista; il premio Nobel per la Pace; l'uomo di Stato rispettato; poi di nuovo il sospettato di terrorismo; e infine il reietto, al quale Gerusalemme e Washington (e i suoi lacchè) rifiutavano di parlare. E lui stesso Arafat sembrava paralizzato, avvinghiato al potere, incapace di trasferirne almeno una parte a personaggi meno condizionati dal lungo passato. *Se [[Ariel Sharon]] persiste nel rifiutare al raìs una tomba a Gerusalemme, nella moschea di Al Aqsa, dove lui voleva essere sepolto, ci potrebbe essere la prima fiammata del dopo Arafat. *Yasser Arafat è stato – è ancora – uno dei principali personaggi pubblici dell'ultimo mezzo secolo. È stato tra i più amati e tra i più detestati. Negli ultimi tempi la sua immagine si è annebbiata, ma egli non è certamente "fuori gioco", come sostengono Gerusalemme e Washington. Nelle memorie arabe Arafat è la Palestina, e la Palestina è per loro la prova concreta dei soprusi compiuti dagli occidentali in terra araba. O musulmana. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arafat, Yasser}} [[Categoria:Politici palestinesi]] 2gbq61ns3l7p91lrmjypvzbu358on1e 1429703 1429702 2026-10-16T19:34:47Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1429702|1429702]] di [[Special:Contributions/Piccionaia|Piccionaia]] ([[User talk:Piccionaia|discussione]]) Vandalismo 1429703 wikitext text/x-wiki [[File:Arafat saluda 3.jpg|thumb|Yasser Arafat]] {{Premio|Nobel|la pace '''(1994)'''}} {{indicedx}} '''Muhammad Abd al-Rahman ar-Rauf al-Qudwah al-Husayni''' (1929 – 2004), politico palestinese, premio Nobel per la pace. ==Citazioni di Yasser Arafat== *La differenza tra il [[rivoluzione|rivoluzionario]] e il [[terrorismo|terrorista]] risiede nella ragione per cui combatte. Per chi sta da una causa giusta e combatte per la libertà e la liberazione della sua terra dagli invasori, i coloni e colonialisti, non può essere chiamato terrorista, altrimenti gli americani nella loro lotta per la liberazione dai colonialisti britannici sarebbero stati terroristi; la resistenza europea contro il nazismo sarebbe stato terrorismo, la lotta dei popoli asiatici, africani e latino-americani sarebbe terrorismo, e molti di voi che sono in questa Assemblea sono stati considerati terroristi.<ref>Da un [http://unispal.un.org/unispal.nsf/0/D442111E70E417E3802564740045A309 discorso all'assemblea generale delle Nazioni Unite], 30 giugno 1979; citato in ''unispal.un.org''.</ref> {{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.}} *Di me c'è solo da dire che sono un umile combattente palestinese. Da molto tempo. Lo divenni nel 1947, insieme a tutta la mia famiglia. Sì, fu quell'anno che la mia coscienza si svegliò e compresi quale barbara invasione fosse avvenuta nel mio paese. Mai una simile nella storia del mondo. *È probabile invece che io sia molto più utile da morto che da vivo. Eh, sì: la mia morte servirebbe molto alla causa, come incentivo. Aggiungerò anzi che io ho molte probabilità di morire: potrebbe accadere stanotte, domani. Se muoio, non è una tragedia: un altro andrà in giro pel mondo a rappresentare Al Fatah, un altro dirigerà le battaglie... Sono più che pronto a morire. *Ciò che lei chiama [[Israele]] è casa mia. *Siamo soltanto all'inizio di questa guerra. Incominciamo solo ora a prepararci per quella che sarà una lunga, lunghissima guerra. Certo una guerra destinata a prolungarsi per generazioni. *Lei chiede quanto potremo resistere: la domanda è sbagliata. Lei deve chiedere quanto potranno resistere gli israeliani. Giacché non ci fermeremo mai fino a quando non saremo tornati a casa nostra e avremo distrutto Israele. *Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni. *Conosciamo le intenzioni di alcuni capi arabi: risolvere il conflitto con un accordo pacifico. Quando questo accadrà, ci opporremo. *Non vogliamo la pace. Vogliamo la guerra, la vittoria. La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro. *Noi non ci poniamo il problema dei confini. Nella nostra Costituzione non si parla dei confini perché a porre i confini furono i colonialisti occidentali che ci invasero dopo i turchi. Da un punto di vista arabo, non si può parlare di confini: la Palestina è un piccolo punto nel grande oceano arabo. E la nostra nazione è quella araba, è una nazione che va dall'Atlantico al Mar Rosso e oltre. Ciò che vogliamo da quando la catastrofe esplose nel 1947 è liberare la nostra terra e ricostruire lo Stato democratico palestinese. *Civili o militari, sono tutti ugualmente colpevoli di voler distruggere il nostro popolo. *I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo. *{{NDR|Su [[Moshe Dayan]]}} Diciamo così: io spero che un giorno egli sia giudicato come criminale di guerra: sia che si tratti di un leader geniale sia che la patente di leader geniale se la sia attribuita da sé. *{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità. *{{NDR|Sugli israeliani}} Non hanno mai vinto pei loro lati positivi, hanno sempre vinto pei lati negativi degli arabi. *{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio. *È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa? *{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano. *Non c'è differenza fra palestinesi ed egiziani. Entrambi facciamo parte della nazione araba. *Le perdite per noi non contano, a noi non importa di morire. *{{NDR|Sugli europei e gli ebrei}} Voi dovete pagare i vostri conti con loro. E volete pagarli col nostro sangue, con la nostra terra. Continuate a ignorare perfino che noi non abbiamo nulla contro gli ebrei, noi ce l'abbiamo con gli israeliani. Gli ebrei saranno i benvenuti nello Stato democratico palestinese: gli offriremo la scelta di restare in Palestina, quando il momento verrà. *Se ci tenete tanto a dare una patria agli ebrei, dategli la vostra: avete un mucchio di terra in Europa, in America. Non pretendete di dargli la nostra. Su questa terra noi ci abbiamo vissuto per secoli e secoli, non la cederemo per pagare i vostri debiti. {{Int|Dall'intervista di [[Igor Man]]|in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0956_01_1988_0036_0001_24934912/ ''Arafat: Caschi blu a Gaza''], ''La Stampa'', 16 febbraio 1988}} *La intifhada (l'insurrezione) ha dimostrato, per l'ennesima volta, come esista un solo popolo palestinese: noi della diaspora e i fratelli sotto occupazione. Siamo tutti figli della stessa ingiustizia storica. *La nostra posizione non è cambiata, altro che distruggere Israele! Sono loro, i centurioni sionisti truccati da bempensanti uomini politici, che vogliono distruggere la nazione palestinese. Noi vogliamo una Patria là dove e come ho detto. Non basta: per calmare le supposte apprensioni di Israele (che possiede uno dei più forti eserciti del mondo, con atomiche, missili a lunghissima gittata, etc.) e dei suoi benefattori, dico d'esser pronto ad accettare il controllo delle forze dell'Onu non solo ai confini tra Israele e il nostro futuro Stato ma financo entro i nostri territori, all'interno del futuro Stato! *Il mio cuore è gonfio di ira dolorosa tuttavia mi soccorre la fiducia: per fare la pace ci vogliono uomini coraggiosi, non mediocri ex spioni sanguinari. Siamo al punto di non ritorno: prima o poi anche in Israele si leveranno i coraggiosi e in Medio Oriente rifiorirà, in coesistenza pacifica tra arabi palestinesi ed ebrei. ==Citazioni su Yasser Arafat== *Arafat è un bugiardo, non fidatevi di Arafat, non confondete il sostegno a lui con il sostegno al popolo palestinese, per noi è un morto che cammina, lo vogliono morto gli israeliani, lo vogliono morto i palestinesi. ([[Bashar al-Assad]]) *Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò ''Striscia la notizia''. ([[Silvio Berlusconi]]) *[[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]] e Arafat si somigliavano in modo impressionante, non solo per ragioni politiche, o per il naturale bagaglio di antisemitismo, che in Ceausescu non era minore che in Arafat. Se non fosse stato per la barba e la pelle più scura di Arafat, non avrei potuto distinguerli: la forma della faccia era identica, atteggiavano le labbra e sorridevano allo stesso modo, entrambi avevano occhi profondamente penetranti, pensavano e agivano in modo identico, erano allo stesso modo loquaci, irascibili, impulsivi, violenti, isterici. Quella forte somiglianza li aveva colpiti reciprocamente fin dal loro primo incontro, ed aveva avuto un ruolo importante nello sviluppare la loro amicizia. ([[Ion Mihai Pacepa]]) *È un idiota stupido e incompetente! [...] Lo stupido idiota è un fanatico, un guerriero, e un astuto. Ma non compie niente. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Oltre a un'organizzazione politica, Arafat amministra grossi interessi finanziari sotto le bandiere dei petrodollari, degli sceicchi e, in generale, di Stati arabi tutt'altro che democratici. [[Israele]] lo è assai di più. ([[Leo Valiani]]) *Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da Yasser Arafat, il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con Hamas e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa. ([[Marco Travaglio]]) *Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera [[Bettino Craxi|Craxi]], che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano Yasser Arafat con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! ([[Marco Travaglio]]) ===[[Oriana Fallaci]]=== *Egli reagì {{NDR|all'intervista}} quasi sempre con discorsi allusivi o evasivi, giri di frase che non contenevano nulla fuorché la sua intransigenza retorica, il suo costante timore di non persuadermi. E nessuna volontà di considerare, sia pure in un gioco dialettico, il punto di vista altrui. Né basta osservare come l'incontro tra un arabo che crede alla guerra e un'europea che non ci crede più sia un incontro immensamente difficile. Anche perché quest'ultima resta imbevuta del suo cristianesimo, del suo odio per l'odio, e l'altro invece resta infagottato dentro la sua legge dell'occhio-per-occhio-dente-per-dente: epitome di ogni orgoglio. *Io trovo vergognoso che tanti italiani e tanti europei abbiano scelto come vessillo il signor (si fa così per dire) Arafat. Questa nullità che grazie ai soldi della Famiglia Reale Saudita fa il Mussolini ''ad perpetuum'' e che nella sua megalomania credi di passare alla Storia come il George Washington della Palestina. Questo sgrammaticato che quando lo intervisti non riesce nemmeno a compilare una frase completa, un discorso articolato. Sicché per ricomporre il tutto, scriverlo, pubblicarlo, duri una fatica tremenda e concludi che paragonato a lui perfino [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]] diventa Leonardo da Vinci. Questo falso guerriero che va sempre in uniforme come Pinochet, mai che indossi un abito civile, e che tuttavia non ha mai partecipato ad una battaglia. La guerra la fa fare, l'ha sempre fatta fare, agli altri. Cioè ai poveracci che credono in lui. Questo pomposo incapace che recitando la parte del Capo di Stato ha fatto fallire i negoziati di Camp David, la mediazione di Clinton. No-no-Gerusalemme-la-voglio-tutta-per-me, Questo eterno bugiardo che ha uno sprazzo di sincerità soltanto quando (en privè) nega a Israele il diritto di esistere, e che come dico nel mio libro si smentisce ogni cinque secondi. Fa sempre il doppio gioco, mente perfino se gli chiedi che ora è, sicché di lui non puoi fidarti mai. Mai! Da lui finisci sistematicamente tradito. Questo eterno terrorista che sa fare solo il terrorista (stando al sicuro) e che negli Anni Settanta cioè quando lo intervistai addestrava pure i terroristi della Baader-Meinhof. Con loro, i bambini di dieci anni. Poveri bambini. (Ora li addestra per farne kamikaze. Cento baby-kamikaze sono in cantiere: cento!). Questa banderuola che la moglie la tiene a Parigi, servita e riverita come una regina, e che il suo popolo lo tiene nella merda. Dalla merda lo toglie soltanto per mandarlo a morire, a uccidere e a morire, come le diciottenni che per meritarsi l'uguaglianza con gli uomini devono imbottirsi d'esplosivo e disintegrarsi con le loro vittime. Eppure tanti italiani lo amano, sì. Proprio come amavano Mussolini. Tanti altri europei, lo stesso. *Quando un uomo ha un passato clamoroso lo senti anche se lo nasconde: perché il passato resta scritto sul volto, negli occhi. Sul volto di Arafat, invece, non trovi che quella maschera impostagli da madre natura: non da esperienze pagate. V'è qualcosa di verde in lui, di non ancora fatto. Se ci pensi bene, del resto, ti accorgi che la sua fama esplose più per la stampa che per le sue gesta: dall'ombra lo tirarono fuori i giornalisti occidentali e in particolare americani, sempre bravissimi nell'inventar personaggi o montarli. *Se ci pensi bene, del resto, ti accorgi che la sua fama esplose più per la stampa che per le sue gesta: dall'ombra lo tirarono fuori i giornalisti occidentali e in particolare americani, sempre bravissimi nell'inventar personaggi o montarli. [...] Della resistenza palestinese è davvero un artefice, o uno degli artefici, e uno stratega. O uno degli strateghi. Il portavoce di Al-Fatah lo fa per davvero a Mosca. A Rabat e al Cairo ci va per davvero. Ma ciò non significa, tantomeno significava, che egli fosse il leader dei palestinesi in guerra. E, comunque, fra tutti i palestinesi che incontrai, Arafat resta quello che mi impressionò meno di tutti.<br />O dovrei dire quello che mi piacque meno di tutti? Una cosa è certa: egli non è un uomo nato per piacere. È un uomo nato per irritare. Avvertire simpatia per lui è difficile. Anzitutto per il silenzioso rifiuto che oppone a chiunque tenti un approccio umano: la sua cordialità è superficiale, la sua gentilezza è formale, e un nulla basta a renderlo ostile, freddo, arrogante. Si scalda solo quando si arrabbia. ===[[Tahar Ben Jelloun]]=== *Arafat era più di un capo di truppe, più di un politico che dialoga con i grandi del mondo. Era un simbolo, cioè un'immagine in cui milioni di persone si identificano e gli delegano il potere di parlare a nome loro. Il destino del simbolo è di trasformarsi in mito. Il mito si sfasa dalla realtà ed esce dal processo razionale che fonda le relazioni tra i cittadini e i loro rappresentanti. *Dopo [[Gamal Abd el-Nasser|Nasser]], il mondo arabo non ha più avuto un leader carismatico, amato e rispettato (Gheddafi sogna di accedere a quella posizione ma non ci riesce). Solo Arafat ha avuto il ruolo riconosciuto di guida al punto che certi palestinesi lo considerano come un profeta; il fatto che sia sfuggito a 17 tentativi di assassinio e a un incidente aereo lo rendeva intoccabile, forse perfino immortale. È per questo che lo piangono. *Si è adoperato per inscrivere il popolo palestinese nella Storia, per dargli un'esistenza e una visibilità. Per ottenerlo ha fatto ricorso a tutti i mezzi, anche i più contestabili. Si dice che fosse autoritario, poco democratico, scaltro e astuto. Amava il segreto e coltivava le sue relazione come un feudatario. Era un oratore eccellente, qualità che nel mondo arabo è particolarmente apprezzata. Chi possiede il verbo seduce e conquista i voti dei più esitanti. ===[[Indro Montanelli]]=== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1993}} Non ho mai conosciuto Arafat, né mai ho cercato di conoscerlo: non mi pare che il suo aspetto inviti alla simpatia. Però non l'ho mai considerato un criminale anche se si trovava alla testa di un'[[Organizzazione per la Liberazione della Palestina|organizzazione]] in cui di criminali ce ne sono molti. E oggi non lo considero affatto un eroe, ma un uomo coraggioso sì, perché lo ritengo in costante pericolo di vita. La lotta per il potere, dentro l'Olp, è a coltello: e i nemici di Arafat sono quelli che il coltello lo maneggiano meglio di tutti. Stringendo la mano a [[Yitzhak Rabin|Rabin]], Arafat ha moltiplicato i suoi nemici e li ha resi ancora più rabbiosi. È un uomo a rischio, non c'è dubbio. E se muore lui, addio pace in Medio Oriente. *{{NDR|Nel 1994}} Certo che il passato dell'Olp, carico di bombe e di sangue, non è la migliore referenza per un Nobel, ma Arafat è però anche l'unico interlocutore palestinese: dopo di lui c'è il nulla, o meglio soltanto gruppi di fanatici votati alla violenza e alla distruzione di [[Israele]]. Una volta presa la decisione di premiare i protagonisti del tormentato processo di pace in Medioriente [...] si è dovuto fare di necessità virtù e dare il riconoscimento anche all'uomo che per molti anni è stato un simbolo del terrorismo, nonché l'ispiratore di tante altre «lotte armate»: premiare solo Rabin e [[Shimon Peres|Peres]] sarebbe stato uno schiaffo ai palestinesi, un'iniziativa controproducente. [...] Forse più che il Nobel per la pace meriterebbe quello per il ravvedimento... *{{NDR|Nel 2000}} Arafat non ha mai avuto né uno Stato, né un esercito, né un titolo che lo qualificassero a parlare a nome del suo popolo. Erano il carisma, l'autorità, il prestigio suoi personali che gli permettevano di svolgere questo compito. Ma questo dipendeva dal fatto che il suo popolo glieli riconosce in quanto si sente da lui «rappresentato». [...] Io sono e mi sento profondamente filo-israeliano perché negli ebrei riconosco i miei fratelli e in molte cose anche i miei maestri (anche se non sempre facili). Ma appunto per questo apprezzo ed ammiro gli Hussein, i Sadat e gli Arafat. Ai quali si possono anche rimproverare degli errori nella conduzione della loro politica. Ma non certo le intenzioni e il coraggio. Arafat è brutto [...] e non so come facciano i suoi amici (e i suoi nemici) [...] a ricambiarne i baci. Ma di quelli suoi credo proprio che ci si possa fidare. Che Dio, anzi Allah, ce lo mantenga ancora per molti anni. ===[[Ariel Sharon]]=== *Arafat dica quel che gli pare: non conta. Sono i fatti che contano, e gli sviluppi, le conseguenze che tali fatti avranno in futuro. Forse lui crede sul serio d'aver vinto politicamente, ma il tempo gli dimostrerà che la sua sconfitta è soprattutto politica. *Arafat ha detto che continuerà come prima? Al posto suo non ci proverei nemmeno. Gli ho regalato la vita, a quegli assassini. Sono vivi perché io ho scelto di lasciarli vivi. Ma tanta fortuna non costituisce affatto una garanzia per il futuro. Guai a loro se riprenderanno le loro attività sanguinose, anche in paesi lontani da Israele. Guai a loro. *Combattenti, soldati? Nossignora, quelli non erano combattenti e soldati. Neanche a Beirut. Chi entra nella sala chirurgica di un ospedale dove i medici stanno operando un ferito e disconnettendo i tubi dell'ossigeno ordina di buttar via il ferito, sostituirlo con quello che portano loro, non è un soldato. È un terrorista, un assassino. Chi confisca un convoglio della Croce Rossa e ruba il latte in polvere destinato ai bambini, sghignazzando, non è un soldato. È un terrorista, un ladro. Ecco come si comportava la marmaglia di Arafat a Beirut. *I terroristi di Arafat [...] hanno combattuto quel poco che bastava per dare l'impressione di combattere. Non hanno mai combattuto fino in fondo. Mai! Spesso non hanno combattuto per niente. [...] Per questo io non li rispetto, non rispetto Arafat. Rispetto gli egiziani per come si sono battuti in tutte le guerre contro di noi, rispetto i giordani per come si sono battuti nel 1967 a Gerusalemme, rispetto i siriani per come si sono battuti in molte occasioni e anche in questa. Ma non rispetto i terroristi di Arafat perché non si sono battuti in Libano e a Beirut. *Non ci si può mai fidare di lui, di loro. Vivono sulla furbizia, tradiscono sempre i giuramenti, gli impegni. Anche ora. *Per sviluppare il suo espansionismo l'[[Unione Sovietica]] ha bisogno dell'OLP, di Arafat. E se lei replica che Arafat non è comunista, io le rispondo: ai sovietici che importa? A loro importa soltanto che egli sia uno strumento del gioco, che rimanga nelle loro mani. ===[[Bernardo Valli]]=== *Arafat è il protagonista di una lotta tra due popoli che si contendono la stessa terra, in nome di antichi valori, avendo sullo sfondo la strage europea degli ebrei, i cui superstiti sono venuti a rifugiarsi, a recuperare i luoghi biblici degli antenati, su cui vivevano da secoli degli arabi musulmani: i palestinesi diventati vittime delle nostre vittime. *Corrotto? Non certo personalmente, ma pronto a corrompere gli altri per comperarne la fedeltà. Il solo ruolo che gli calzava era quello di tenace, dignitoso prigioniero, capace di resistere alle angherie e ai soprusi. Il suo potere era in larga parte formale, poiché il Paese era occupato, spezzettato o isolato. In questa veste di recluso finiva con l'incarnare, ancora una volta, la Palestina, anch'essa repressa.</br>Ma era un ruolo improduttivo. Sterile. Meglio che ne sia uscito. Meglio anche per la sua gente, che ha bisogno di uomini nuovi. E speriamo che fuori, con la libertà, Arafat possa anche recuperare la salute. *[[George W. Bush]], come Ariel Sharon, rifiutava di parlare con Arafat. Lo riteneva responsabile del terrorismo e non lo considerava un interlocutore valido. La scomparsa del raìs dalla scena politica e la simultanea supposta disponibilità di Bush potrebbero consentire una ripresa non solo del dialogo ma anche di veri negoziati. L' ostacolo del logoro, tenace Arafat è caduto. E i dirigenti che dovrebbero succedergli sono più che disponibili. *I due uomini si detestano. Arafat chiama [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]] principe delle chiacchiere. Gheddafi accusa Arafat di svendere a Israele la terra araba. La Palestina non è soltanto tua, è di tutti noi arabi, gli ha detto in faccia durante un banchetto ufficiale, a Tunisi, davanti agli ambasciatori occidentali, nel dicembre scorso, dopo che il capo dell'Olp aveva accettato a Ginevra l'esistenza dello Stato ebraico. *L'uscita dalla ribalta politica di Yasser Arafat apre un grande vuoto in Medio Oriente: spalanca uno spazio in cui possono maturare opportunità per una ripresa del dialogo, ma in cui si può anche scatenare un ciclo di violenze ancora più tragico di quello che ogni giorno insanguina una terra troppe volte santa per essere pacifica. *Lui è stato il creatore dell'identità palestinese. E la sua gente lo sa, lo sente. La sua malattia, la morte che lo minaccia, la sua partenza, l'eventuale non ritorno suscitano emozioni collettive. Hanno implicazioni politiche. E quindi anche questa sua ultima vicenda – che lo mette a confronto con una morte naturale, comune a tutti gli esseri umani – va analizzata con impietosa freddezza, come appunto va analizzato un avvenimento politico. *Nella sua lunga vita politica è stato tutto: è stato il creatore dell'identità palestinese (che prima di lui non era riconosciuta); è stato il terrorista; il premio Nobel per la Pace; l'uomo di Stato rispettato; poi di nuovo il sospettato di terrorismo; e infine il reietto, al quale Gerusalemme e Washington (e i suoi lacchè) rifiutavano di parlare. E lui stesso Arafat sembrava paralizzato, avvinghiato al potere, incapace di trasferirne almeno una parte a personaggi meno condizionati dal lungo passato. *Se [[Ariel Sharon]] persiste nel rifiutare al raìs una tomba a Gerusalemme, nella moschea di Al Aqsa, dove lui voleva essere sepolto, ci potrebbe essere la prima fiammata del dopo Arafat. *Yasser Arafat è stato – è ancora – uno dei principali personaggi pubblici dell'ultimo mezzo secolo. È stato tra i più amati e tra i più detestati. Negli ultimi tempi la sua immagine si è annebbiata, ma egli non è certamente "fuori gioco", come sostengono Gerusalemme e Washington. Nelle memorie arabe Arafat è la Palestina, e la Palestina è per loro la prova concreta dei soprusi compiuti dagli occidentali in terra araba. O musulmana. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arafat, Yasser}} [[Categoria:Politici palestinesi]] 2zr4pif7dnscs1fy5jjr3ewti5e4216 Anne Dickson 0 5861 1429661 1429644 2026-10-16T14:41:04Z Alpa1947000 101656 1429661 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' psicologa e scrittrice britannica (autrice del best-seller sull'assertività A Woman in Your Own Right), è nata a Brighton nel 1946. ==Senza fonte== {{senza fonte}} *Dipendere da una qualsiasi forma di approvazione è come una [[schiavitù]] che diventa ben presto un'abitudine ed è terribilmente difficile da vincere.<ref>In Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, Chapter 5, p. 23. Testo originale: ''«This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.»''</ref> *Iniziate sommessamente, siatene felici, e cominciate a costruire.<ref>Anne Dickson, A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You, 1982, Chapter 3, pp. 12-13. Concetto originale: «Start with the easiest first... build up your self-confidence.»</ref> *La paura della [[solitudine]] impedisce di entrare completamente in contatto con il proprio [[potere]] personale. *La [[sesso|sessualità]] è una componente fondamentale del nostro essere, anche nei momenti in cui non esercitiamo alcuna attività sessuale. *Momenti di solitudine totale sono vitali per il proprio benessere almeno quanto il sonno. *Può sempre succedere di dare troppo agli altri, per quanto lo si faccia con [[amore]], cura e attenzione. *Quando qualcuno si offre con sincerità di darci una mano, accettiamo volentieri, anche se l'[[aiuto]] non si presenta come vorremmo. *Ridiamo quando ne abbiamo voglia, e non per sentirci uguali agli altri. *Si può godere dell'attrazione sessuale verso un'altra persona senza per questo sentirsi costretti a fare qualcosa in proposito. *Solo l'amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto. *Solo perché ci troviamo in minoranza non vuole per forza dire che abbiamo torto. *Una [[vita]] trascorsa cercando continuamente di ottenere l'approvazione degli altri è come una vita passata in prigione. *Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anne Dickson|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Scrittori britannici]] c9p05shrgirj1yhbnh83dixrs3xjok6 1429789 1429661 2026-10-17T11:36:28Z Alpa1947000 101656 1429789 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' psicologa e scrittrice britannica (autrice del best-seller sull'assertività A Woman in Your Own Right), è nata a Brighton nel 1946. ==Senza fonte== {{senza fonte}} *Dipendere da una qualsiasi forma di approvazione è come una [[schiavitù]] che diventa ben presto un'abitudine ed è terribilmente difficile da vincere.<ref>In Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, Chapter 5, p. 23. Testo originale: ''«This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.»''</ref> *Iniziate sommessamente, siatene felici, e cominciate a costruire.<ref>Anne Dickson, A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You, 1982, Chapter 3, pp. 12-13. Concetto originale: «Start with the easiest first... build up your self-confidence.»</ref> *La paura della [[solitudine]] impedisce di entrare completamente in contatto con il proprio [[potere]] personale.<ref>Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, pp. 94, 96, 100. La frase in italiano è una sintesi concettuale dell'opera che unisce le espressioni originali dell'autrice: il timore dell'isolamento (''«anxiety»'' e ''«feeling lonely»'') che frena l'azione (''«holds us back»'', p. 94) blocca la capacità di essere in contatto (''«being in touch»'', p. 100) con la propria forza interiore (''«personal power»'', pp. 94, 96).</ref> *La [[sesso|sessualità]] è una componente fondamentale del nostro essere, anche nei momenti in cui non esercitiamo alcuna attività sessuale. *Momenti di solitudine totale sono vitali per il proprio benessere almeno quanto il sonno. *Può sempre succedere di dare troppo agli altri, per quanto lo si faccia con [[amore]], cura e attenzione. *Quando qualcuno si offre con sincerità di darci una mano, accettiamo volentieri, anche se l'[[aiuto]] non si presenta come vorremmo. *Ridiamo quando ne abbiamo voglia, e non per sentirci uguali agli altri. *Si può godere dell'attrazione sessuale verso un'altra persona senza per questo sentirsi costretti a fare qualcosa in proposito. *Solo l'amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto. *Solo perché ci troviamo in minoranza non vuole per forza dire che abbiamo torto. *Una [[vita]] trascorsa cercando continuamente di ottenere l'approvazione degli altri è come una vita passata in prigione. *Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anne Dickson|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 6n90b4hx3a9us5nqwzprb684unkrm35 Wisława Szymborska 0 6291 1429786 1415110 2026-10-17T10:21:07Z Simonsegni 106283 Omaggio al [[teorema di Pitagora]]) (Lí: accento acuto come da testo. 1429786 wikitext text/x-wiki [[File:Szymborska.jpg|thumb|Wisława Szymborska nel 2005]] {{Premio|Nobel|la letteratura ('''1996''')}} {{indicedx}} '''Wisława Szymborska''' (1923 – 2012), poetessa e saggista polacca. ==Citazioni di Wisława Szymborska== *''Coerente è la [[cipolla]], | riuscita è la cipolla. | Nell'una ecco sta l'altra, | nella maggiore la minore, | nella seguente la successiva, | cioè la terza e la quarta. | Una centripeta fuga. | Un'eco in coro composta.''<ref name="cipolla">Da ''La cipolla''; in ''Grande numero. Testo polacco a fronte'', a cura di P. Marchesani, Libri Scheiwiller, 2009, [https://books.google.it/books?id=ApAGGU8u5CcC&pg=PT9 p. 9]. ISBN 8876445870</ref> *''Devo molto | a quelli che non amo. | Il sollievo con cui accetto | che siano più vicini a un altro. || La gioia di non essere io | il lupo dei loro agnelli. || Mi sento in pace con loro | e in libertà con loro, | e questo l'[[amore]] non può darlo, | né riesce a toglierlo.''<ref>Da ''Ringraziamento''.</ref> *''Giorno afoso, una cuccia e un cane alla [[catena]]. | Poco più in là una ciotola ricolma d'acqua. | Ma la catena è corta e il cane non ci arriva. | Aggiungiamo al quadretto ancora un elemento: | le nostre sono molto più lunghe | e meno visibili catene | che ci fanno passare accanto disinvolti.''<ref>Da ''Basta così'', Adelphi, Milano, 2012; citato nel [http://www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/articoli/ContentItem-2c15b9c8-250a-40b4-83e4-47b891d83ee7.html sito] della trasmissione ''Con parole mie'' di Radio 1.</ref> *''Ho dei nomi da darvi: | acero, bardana, epatica | erica, [[ginepro]], vischio, nontiscordardimé, | ma voi per me non ne avete nessuno.'' <ref>Da ''Il silenzio delle piante''; in ''Attimo'', a cura di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, Milano, 2007, p. 33. ISBN 978-88-7644-409-8</ref> *''La [[cipolla]], d'accordo: | il più bel ventre del mondo. | A propria lode di aureole | da sé si avvolge in tondo. | In noi – grasso, nervi, vene, | muchi e secrezione. | E a noi resta negata | l'idiozia della perfezione.''<ref name=cipolla/> *''La [[cipolla]] è un'altra cosa. | Interiora non ne ha. | Completamente cipolla | fino alla cipollità. | Cipolluta di fuori, | cipollosa fino al cuore, | potrebbe guardarsi dentro | senza provare timore.''<ref name=cipolla/> *''Nulla è cambiato. | Il corpo trema, come tremava | prima e dopo la fondazione di Roma, | nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo, | le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola | e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.''<ref>Da ''Torture'', in ''Elogio dei sogni'', RCS, 2011, pp. 144-145.</ref> *''Preferisco il [[ridicolo]] di scrivere [[poesia|poesie]] | al ridicolo di non scriverne.''<ref>Da ''Possibilità'', in ''Gente sul ponte'', traduzione di Pietro Marchesani, Scheiwiller, 2009².</ref> *''Li amavo. | Ma amavo dall'alto. | Da sopra la vita. | Dal futuro. Dove è sempre vuoto | e da dove nulla è più facile del vedere la morte. | Mi dispiace che la mia voce fosse dura. | Guardatevi dall'alto delle stelle – gridavo – | guardatevi dall'alto delle stelle.| Sentivano e abbassavano gli occhi. || Vivevano nella vita. | Permeati da un grande vento. | Con sorti già decise. | Fin dalla nascita in corpi da commiato. | Ma c'era in loro un'umida speranza, | una fiammella nutrita del proprio luccichio. | Loro sapevano cos'è davvero un istante, | oh, almeno uno, uno qualunque | prima di – || È andata come dicevo io. | Però non ne viene nulla. | E questa è la mia veste bruciacchiata. | E questo è il mio ciarpame di profeta. | E questo è il mio viso stravolto. | Un viso che non sapeva di poter essere bello.''<ref>Da ''Monologo per [[Cassandra (mitologia)|Cassandra]]'', in ''Uno spasso'', traduzione e cura di Pietro Marchesani, Scheiwiller, Milano, 2009, [https://books.google.it/books?id=XMgcRujlBoQC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT51&dq=&pg=PT51#v=onepage&q&f=false pp. 51-53]. ISBN 978-88-7644-585-9</ref> ===[[Riflessione|Riflessioni]]=== *Non ho difficoltà a immaginare un'antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il [[teorema di Pitagora]]. Perché no? Lí c'è quella folgorazione che è connaturata alla grande poesia, e una forma sapientemente ridotta ai termini più indispensabili, e una grazia che non a tutti i poeti è stata concessa.<ref>Da ''Letture facoltative'', Adelphi, Milano, 2006, p. 209; citato in ''Racconti matematici'', a cura di Claudio Bartocci, Einaudi, Torino, 2006, p. XXVIII. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> ==''25 poesie''== ===[[Incipit]]=== <poem>Hanno scoperto una nuova [[stella]], ma non vuol dire che vi sia più luce e qualcosa che prima mancava.<ref>Da ''Eccesso''; 1998.</ref></poem> ===Citazioni=== *''Lo chiamiamo granello di sabbia. | Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia | Fa a meno di nome | generale, individuale, | instabile, stabile, | scorretto o corretto.'' (da ''Vista con granello di sabbia''; 1998) *''Ti togli, ci togliamo, vi togliete | cappotti, giacche, gilè, camicette | di lana, di cotone, di terital, | gonne, calzoni, calze, biancheria, | posando, appendendo, gettando su | schienali di sedie, ante di paraventi.'' (da ''Vestiario''; 1998) *''Non si intende di scherzi, | stelle, ponti, | tessitura, miniere, lavoro dei campi, | costruzione di navi e cottura di dolci.'' (da ''Sulla morte senza esagerare''; 1998) *''Hanno scritto nel marmo a lettere d'oro: | Qui abitò lavorò e morì un grande uomo. | Questi viottoli li ha cosparsi di ghiaia lui. | Questa panchina – non toccare – l'ha scolpita lui. | E – attenzione, tre gradini – entriamo dentro.'' (da ''La casa d'un grande uomo''; 1998) *''In una pensione di montagna andrebbe, | nella sala da pranzo scenderebbe, | i quattro abeti di ramo in ramo, | senza scuoterne la neve fresca, | dal tavolino accanto alla finestra guarderebbe.'' (da ''In pieno giorno''; 1998) *''Non arrivavano in molti fino a [[trentenne|trent'anni]]. | La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre. | L'infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo. | Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere | prima che tramontasse il sole, | prima che cadesse la neve.'' (da ''La breve vita dei nostri antenati''; 1998) *''E chi è questo pupo in vestina? | Ma è Adolfino, il figlio dei signori Hitler! | Diventerà forse un dottore in legge | o un tenore dell'opera di Vienna? | Di chi è questa manina, di chi, e gli occhietti, il nasino? | Di chi il pancino pieno di latte, ancora non si sa: | d'un tipografo, d'un mercante, d'un prete? | Dove andranno queste buffe gambette, dove? | Al giardinetto, a scuola, in ufficio, alle nozze | magari con la figlia del sindaco?'' (da ''La prima fotografia di Hitler''; 1998) *''Doveva essere migliore degli altri il nostro XX secolo. | Non farà più in tempo a dimostrarlo, | ha gli anni contati, | il passo malfermo, | il fiato corto.'' (da ''Scorcio di secolo''; 1998) *''Siamo figli dell'[[epoca]], | l'epoca è politica. | Tutte le tue, nostre, vostre | faccende diurne, notturne | sono faccende politiche.'' (da ''Figli dell'epoca''; 1998) *''Cos'è necessario? | E necessario scrivere una domanda, | e alla domanda allegare il [[curriculum vitae|curriculum]]. | A prescindere da quanto si è vissuto | il curriculum dovrebbe essere breve.'' (da ''Scrivere il curriculum''; 1998) *''Non c'è dissolutezza peggiore del [[pensiero|pensare]]. | Questa licenza si moltiplica come gramigna | su un'aiuola per le margheritine.'' (da ''Un parere in merito alla pornografia''; 1998) *''Alla nascita d'un bimbo | il mondo non è mai pronto.'' (da ''Un racconto iniziato''; 1998) *''Preferisco il cinema. | Preferisco i gatti. | Preferisco le querce sul fiume Warta. | Preferisco [[Charles Dickens|Dickens]] a [[Fëdor Michajlovič Dostoevskij|Dostoevskij]].'' (da ''Possibilità''; 1998) *''Strano pianeta e strana la gente che lo abita. | Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo. | Hanno modi per esprimere la loro protesta. | Fanno quadretti, ad esempio questo''. (da ''Gente sul ponte''; 1998) *''Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero, | sulla sponda d'un fiume | in un mattino assolato. | È un evento futile | e non passerà alla storia. | Non si tratta di battaglie e patti | di cui si studiano le cause, | né di tirannicidi degni di memoria.'' (da ''Non occorre titolo''; 1998) *''Ad alcuni – | cioè non a tutti. | E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. | Senza contare le scuole, dove è un obbligo, | e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille.'' (da ''Ad alcuni piace la poesia''; 1998) *''Dopo ogni guerra | c'è chi deve ripulire. | In fondo un po' d'ordine | da solo non si fa.'' (da ''La fine e l'inizio''; 1998) *''Guardate com'è sempre efficiente, | come si mantiene in forma | nel nostro secolo l'odio. | Con quanta facilità supera gli ostacoli. | Come gli è facile avventarsi, agguantare.'' (da ''L'odio''; 1998) *''La veglia non svanisce | come svaniscono i sogni. | Nessun brusio, nessun campanello | la scaccia, | nessun grido né fracasso | può strapparci da essa.'' (da ''La veglia''; 1998) *''Morire – questo a un gatto non si fa. | Perché cosa può fare il gatto | in un appartamento vuoto? | Arrampicarsi sulle pareti. | Strofinarsi contro i mobili. | Qui niente sembra cambiato, | eppure tutto è mutato. | Niente sembra spostato, | eppure tutto è fuori posto. | E la sera la lampada non brilla più.'' (da ''Il gatto di un appartamento vuoto''; 1998) *''Non ce l'ho con la primavera | perché è tornata. | Non la incolpo | perché adempie come ogni anno | ai suoi doveri.'' (da ''Addio a una vista''; 1998) *''Sono entrambi convinti | che un sentimento improvviso li unì. | È bella una tale certezza | ma l'[[incertezza]] è più bella.'' (da ''Amore a prima vista''; 1998) *''Forse tutto questo | avviene in un [[laboratorio]]? | Sotto una sola lampada di giorno | e miliardi di lampade la notte?'' (da ''Forse tutto questo''; 1998) *''Nulla è in regalo, tutto è in prestito. | Sono indebitata fino al collo. | Sarò costretta a pagare per me | con me stessa, | a rendere la vita in cambio della vita.'' (da ''Nulla è in regalo!''; 1998) *''Ascolta | come mi batte forte il tuo cuore.'' (da ''Ogni caso'') *''Non c'è vita | che almeno per un attimo | non sia immortale.'' (da ''Sulla morte, senza esagerare'') ==Citazioni su Wislawa Szymborska== *Sua caratteristica rimane la capacità di coniugare la densità della riflessione intellettuale con uno straordinario senso della lievità, della misura e dell'ironia, insieme a quella di interrogarsi sui grandi temi dell'esistere – l'altro, la vita, l'amore, la morte – calandosi nella concretezza delle cose, dei sentimenti e delle situazioni. ([[Pietro Marchesani]]) *Un giorno, una ventina di anni fa, ero a Cracovia nel solito caffè dove mi vedevo con gli amici. A un certo punto vedo seduta in un piccolo tavolino proprio lei, Wislawa Szymborska. Per timidezza e per la grande emozione ho fatto finta di non riconoscerla. Pur amandola molto non volevo disturbarla. Dopo un po' ho sentito una mano sulla spalla, era lei che si veniva a presentare. Non è incredibile? Io allora ero ancora una giovane scrittrice e lei si avvicinava per conoscermi. Mi disse: Olga voglio congratularmi con te per i tuoi libri. ([[Olga Tokarczuk]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Wisława Szymborska, ''25 poesie'', traduzione di Pietro Marchesani, Mondadori, 1998. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Szymborska, Wisława}} [[Categoria:Poeti polacchi]] [[Categoria:Premi Nobel]] [[Categoria:Saggisti polacchi]] exxjs9e1fztop8iwyimah5azo4j9dg4 Hans Christian Andersen 0 7182 1429771 1374719 2026-10-17T08:29:50Z Spinoziano 2297 /* Opere */ fix link, typo 1429771 wikitext text/x-wiki [[File:HCAndersen.jpeg|thumb|Hans Christian Andersen nel 1869]] {{indicedx}} '''Hans Christian Andersen''' (1805 – 1875), scrittore danese. ==Citazioni di Hans Christian Andersen== *Al di fuori della cancellata, sull'orlo del fossetto, tra l'erba verde e folta, c'era una volta una [[pratolina|margheritina]], – sai bene, una piccola pratellina. Il sole splendeva su di essa tiepido e chiaro come sui grandi fiori di lusso dentro della cancellata; e così la pratellina cresceva a vista d'occhio, sin che una mattina si trovò in piena fioritura, con tutte le foglioline bianche e lucenti spiegate come raggi intorno al piccolo sole giallo del centro. A lei nemmeno passava per la mente d'essere un povero fiorellino disprezzato, cui nessuno avrebbe degnato di uno sguardo, là, tra mezzo l'erba; [...].<ref name=mar>Da ''[[s:Quaranta novelle/La margheritina|La margheritina]]'', in ''Quaranta novelle'', traduzione di Maria Pezzè Pascolato, Hoepli, Milano, 1941.</ref> *"Ci sputo sopra io, al mondo. Non merita nulla: non è affar mio. Continua a dar rose tu, se vuoi: tu non puoi fare di meglio. E diano i nocciuoli il loro frutto, e le mucche e le pecore il latte; essi hanno il loro pubblico; ma io ho il mio, dentro di me. Io rientro in me, e vi rimango: il mondo per me è meno di nulla."<br>E così dicendo, la [[chiocciola]], rientrò nella sua casetta e si chiuse l'uscio dietro.<ref>Da ''[[s:Quaranta novelle/La chiocciola e il rosaio|La chiocciola e il rosaio]]''.</ref> *[...] ci stabilimmo a [[Borgo Santa Lucia|Santa Lucia]], il mare era di fronte, il [[Vesuvio]] lampeggiava; erano splendide serate, notti di luna, era come se il cielo fosse stato alzato e le stelle si fossero allontanate. Che effetti di luce! Al Nord la luna spande argento sull'acqua, qui era oro; la lanterna girevole del faro ora mostrava la luce accesa, ora sembrava del tutto spenta. Le lampade delle barche da pesca gettavano il loro fascio di luce a forma di obelisco sulla superficie dell'acqua, oppure la barca le nascondeva come un'ombra sotto la quale erano illuminate le profondità del mare, sembrava di vedere il fondo, dove si muovevano pesci e piante. Sulla strada ardevano migliaia di luci davanti ai negozi; arrivò una schiera di bambini con le candele e andarono in processione fino alla chiesa di Santa Lucia; un paio dei più piccoli inciamparono e caddero con la candela e nel frattempo, sopra tutto questo, come un eroe nel grande dramma di luce, c'era il Vesuvio con le sue fiamme rosso sangue e le nubi di fumo illuminate.<ref>Da ''La fiaba della mia vita'', Donzelli Editore, Roma, 2015, [https://books.google.it/books?id=NU0AEAAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT305&dq=&pg=PT305#v=onepage&q&f=false p. 305]. ISBN 9788868434427</ref> *Dietro alle sbarre della cancellata, stavano molti fiori impettiti ed aristocratici; tanto meno profumo mandavano, tanto più alto levavano il capo, superbamente. Le [[peonia|peonie]] si gonfiavano per parer più grandi delle rose: ma non è la grandezza esteriore quella che importa. I [[tulipano|tulipani]] avevano i più splendidi colori, e lo sapevano bene, e si tenevano sempre ritti per farsi meglio vedere.<ref name=mar/> *{{NDR|Il [[Lago di Nemi]]}} Il lago giaceva immobile giù in fondo al cratere rotondo da dove una volta zampilli di fuoco si erano lanciati verso le nuvole. Scendemmo per il pendio a forma di anfiteatro attraverso vaste vigne e fitti boschi di platani dove i tralci delle viti si snodavano tra i rami. Sul versante opposto c'era Nemi che si specchiava nel lago azzurro. Camminando preparavamo le ghirlande: i rami verde scuro degli ulivi e i tralci più chiari delle viti venivano intrecciati alle gialle violacciocche selvatiche. Il lago azzurro sotto di noi e il cielo sereno al disopra ora venivano nascosti dai rami fitti delle viti, ora riapparivano per formare un'unica infinita chiazza di azzurro. Tutto era per me nuovo e splendido. La mia anima palpitava di silenziosa beatitudine. Vi sono ancora momenti in cui il ricordo fa riaffiorare in me le sensazioni di allora, come i bei pezzi di mosaico di una città sommersa.<ref>Da ''L'improvvisatore'', a cura di Bruno Berni, traduzione e introduzione di Alda Castagnoli Manghi, postfazione di Riccardo Reim, Elliot, Roma, 2013, [https://books.google.it/books?id=l2i4BgAAQBAJ&lpg=PT73&dq=&pg=PT73#v=onepage&q&f=false pp. 73-74]. ISBN 9788861926486</ref> *Non importa essere nati nel cortile delle [[anatra|anatre]] quando si è usciti da un uovo di [[cigno]]!<ref>Da ''Il brutto anatroccolo'', in ''Fiabe e storie''.</ref> *Quando sarò morto tornerò a [[Napoli]] a fare il fantasma, perché qui la notte è indicibilmente bella.<ref>Citato in Antonio Emanuele Piedimonte e Anna Scognamiglio, ''Napoli. {{small|Uomini, luoghi e storie della città smarrita}}'' Intra Moenia, Napoli, 2013, p. 359. ISBN 978-88-95178-77-6</ref> ==''La favola della mia vita''== *Lo stesso amore che il montanaro porta ai suoi monti abbiamo innegabilmente noi [[Danimarca|danesi]] per il [[mare]]. Contemplai dal mio balcone quella distesa azzurro cupa, nuova eppur conosciuta da sempre. (p. 156) *La sera dovevo andare a teatro {{NDR|il [[Teatro Carlo Felice|Carlo Felice]]}}, nella via principale, l'unica che Genova possiede; si trattava di un grosso edificio pubblico, perciò avrei dovuto trovarlo facilmente, ma non fu così; i palazzi stavano a fianco a fianco uno più splendido dell'altro, ma infine un maestoso Apollo di marmo, candido come la neve contro il cielo azzurro, mi indicò il luogo. (p. 156) *Per la prima giornata, il viaggio da [[Genova]] verso sud, lungo il mare, è uno dei più belli che si possano fare. Genova poi sorge sulle colline, in mezzo ad oliveti verdi-azzurri. Nei giardini crescevano aranci e melograni, e i lucenti limoni verde pallido facevano pensare alla primavera, proprio allora che noi scandinavi ci approssimiamo all'inverno. I temi degni d'un quadro succedevano l'uno all'altro; per me tutto era nuovo e indimenticabile, e vedo ancora adesso gli antichi ponti ricoperti d'edera, i cappuccini per la strada e le schiere di pescatori genovesi con i berretti rossi in testa. La costa era tutto uno splendore, con le belle ville e il mare costellato di velieri e vapori dai camini fumanti [...] (pp. 157-158) *Raggiungemmo [[Napoli]], proprio mentre il [[Vesuvio]] era in piena attività: la [[lava]] scendeva dal monte oscuro, tracciando radici di fuoco al pino di fumo. Andai a vedere l'eruzione con Hertz e qualche altro scandinavo: la strada sale tra i vigneti e oltrepassa edifici isolati. Ben presto la vegetazione diede luogo ad arboscelli non più grandi di giunchi, e il crepuscolo era una meraviglia per gli occhi.<ref name=ilvesuvio>Citato in ''Il Vesuvio'', Pierro Gruppo Editori Riuniti Campani, Napoli, 2000.</ref> *''Tra i monti viola dorme | Napoli bianco vestita, | [[Ischia]] sul mare fluttua | Come nube purpurea; | La neve tra i crepacci | Sta come studio candido di cigni; | Il nero Vesuvio leva il capo | Cinto di rossi riccioli''.<ref name=ilvesuvio/> *Il tempo era calmo e bellissimo: la lava splendeva contro il suolo buio come un'immensa costellazione, e la luna diffondeva più luce che al Nord il mezzogiorno in una giornata coperta d'autunno.<ref name=ilvesuvio/> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''I cigni selvatici''=== ====Anna Cambieri==== Molto lontano da qui, dove le rondini volano quando qui viene l'inverno, viveva un re con undici figli e una figlia, Elisa. Gli undici fratelli, che erano principi, andavano a scuola con la stella sul petto e la spada al fianco; scrivevano su una lavagna d'oro usando punte di diamante e sapevano leggere bene i libri e recitare a memoria: si capiva subito che erano principi. La loro sorella, Elisa, stava seduta su uno sgabellino di cristallo e guardava un libro di figure che valeva metà del regno.<br /> Oh! quei bambini stavano proprio bene, ma la loro felicità non poteva durare per sempre!<br /> Il padre, re dell'intero paese, si risposò con una principessa cattiva che non amava affatto quei poveri bambini, e loro dovettero accorgersene fin dal primo giorno.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', Mondadori, traduzione di Anna Cambieri}} ====Marcella Rinaldi==== Molto lontano di qui, dove volano le rondini quando da noi è inverno, abitava un re, che aveva undici figli e una figlia, Elisa. Gli undici fratelli, che erano principi, andavano a scuola con la stella sul petto e la spada al fianco; scrivevano con mine di diamante sulla lavagna d'oro, e sapevano leggere nei libri e altrettanto bene sapevano recitare a memoria: si capiva subito, ascoltandoli, che erano veri principi. Seduta su un piccolo sgabello di cristallo, la sorellina Elisa sfogliava un libro illustrato, che valeva quanto la metà del regno.<br> Questi fanciulli stavano tanto bene, ma la loro felicità non doveva durare a lungo!<br> Il padre loro, che era re dell'intero paese, si risposò con una regina malvagia che non era affatto buona verso i poveri bambini; e loro se ne accorsero fin dal primo giorno.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi, Einaudi, 1954}} ===''Il brutto anatroccolo''=== ====Anna Cambieri==== Era così bello in campagna, era estate! Il grano era bello giallo, l'avena era verde e il fieno era stato ammucchiato nei prati; la cicogna passeggiava sulle sue slanciate zampe rosa e parlava egiziano, perché aveva imparato quella lingua da sua madre. Intorno ai campi e al prato c'erano grandi boschi, e in mezzo ai boschi si trovavano laghi profondi; era proprio bello in campagna! Esposto al sole si trovava un vecchio maniero circondato da profondi canali, e tra il muro e l'acqua crescevano grosse foglie di farfaraccio, e erano così alte che i bambini più piccoli potevano stare dritti all'ombra delle più grandi. Quel luogo era selvaggio come un profondo bosco; lì si trovava un'anatra col suo nido.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', Mondadori, traduzione di Anna Cambieri}} ====Marcella Rinaldi==== Com'era bello, fuori, in campagna! Era estate! Il grano era giallo, l'avena verde, il fieno era stato raccolto in mucchi nei prati, dove la cicogna passeggiava con le sue lunghe zampe rosse biascicando egiziano, la lingua che le aveva insegnato sua madre. Intorno ai campi e al prato c'erano grandi boschi, e in mezzo ai boschi, laghi profondi; certo, la campagna era d'una meravigliosa bellezza. C'era là un vecchio castello, bagnato dal sole, circondato di profondi fossati, e tra il muro fin giù nell'acqua crescevano grandi piante di farfaraccio, così alte che i bambini piccoli potevano stare in piedi sotto le foglie più alte. Quel luogo era selvaggio come un fitto bosco, e lì stava un'anatra sul nido.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi, Einaudi, 1954}} ====Maria Pezzé-Pascolato==== Che bellezza, fuori, in campagna! Piena estate: il grano tutto giallo come l'oro, l'avena verde; il fieno ammucchiato già nei prati, e la cicogna dalle lunghe gambe rosse che gli passeggia attorno, chiacchierando in Egiziano... — perché l'Egiziano è la lingua che le ha insegnato mamma Cicogna. — Di là dai campi e dai prati, ecco i boschi folti e neri; e in mezzo ai boschi, i bei laghi azzurri e profondi. Oh, fuori, in campagna, è una vera bellezza!<br> Sotto al sole caldo, c'era una volta un vecchio castello, circondato da profondi fossati; e dal muro di cinta giù giù sino all'acqua crescevano alte le bardane, così alte e folte, che un bambino sarebbe potuto star ritto sotto alle foglie più grandi. Pareva d'essere nel cuore della foresta, là sotto. E là appunto stava un'anitra, nel nido, a covare i suoi piccoli.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/hans-christian-andersen/40-novelle/ Il brutto anatroccolo]'', in "40 Novelle", traduzione di Maria Pezzé-Pascolato, Ulrico Hoepli, 1941}} ===''La piccola fiammiferaia''=== ====Anna Cambieri==== C'era un freddo terribile, nevicava e cominciava a diventare buio; e era la sera dell'ultimo dell'anno. Nel buio e nel freddo una povera bambina, scalza e a capo scoperto, camminava per la strada; aveva le ciabatte quando era uscita da casa, ma a che cosa le sarebbero servite? erano troppo grandi per lei, tanto grandi che negli ultimi tempi le aveva usate la mamma. E ora la piccola le aveva perdute subito, quando due carri che passavano a forte velocità l'avevano costretta a attraversare la strada di corsa. Una ciabatta non riuscì più a ritrovarla, e l'altra se la prese un ragazzo, dicendo che l'avrebbe usata come culla quando avesse avuto dei figli.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', Mondadori, traduzione di Anna Cambieri}} ====Marcella Rinaldi==== Faceva un freddo tremendo; nevicava, e saliva la buia notte; era anche l'ultima sera dell'anno, la vigilia di Capodanno. In quell'oscurità e con quel freddo, una bambina povera camminava per la strada, col capo scoperto e i piedi nudi; a dire il vero, aveva le pantofole quando era uscita di casa; ma a che servivano! Erano pantofole enormi, che fino a poco tempo prima usava sua madre, erano larghissime, e la piccola le aveva perdute attraversando in fretta la strada, mentre due carri passavano a corsa pazza; una ciabatta non si trovò più, e un ragazzo era scappato via con l'altra, dicendo che ne avrebbe fatto una culla per quando gli fossero nati dei bambini.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi, Einaudi, 1954<ref>Nella versione Einaudi il titolo della fiaba è "La bambina dei fiammiferi".</ref>}} ====Maria Pezzé-Pascolato==== Faceva un freddo terribile, nevicava e calava la sera — l'ultima sera dell'anno, per l'appunto, la sera di San Silvestro. In quel freddo, in quel buio, una povera bambinetta girava per le vie, a capo scoperto, a piedi nudi. Veramente, quand'era uscita di casa, aveva certe babbucce; ma a che le eran servite? Erano grandi grandi — prima erano appartenute a sua madre, — e così larghe e sgangherate, che la bimba le aveva perdute, traversando in fretta la via, per iscansare due carrozze, che s'incrociavano con tanta furia... Una non s'era più trovata, e l'altra se l'era presa un monello, dicendo che ne avrebbe fatto una culla per il suo primo figliuolo.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/hans-christian-andersen/40-novelle/ La piccina dei fiammiferi]'', in "40 Novelle", traduzione di Maria Pezzé-Pascolato, Ulrico Hoepli, 1941}} ===''La principessa sul pisello''=== ====Anna Cambieri==== C'era una volta un principe che voleva avere per sé una principessa, ma doveva essere una vera principessa. Perciò viaggiò per tutto il mondo per trovarne una, ma ogni volta c'era qualcosa di strano: di principesse ce n'erano molte, ma non poteva mai essere certo che fossero vere principesse; infatti sempre qualcosa andava storto. Così se ne tornò a casa e era veramente molto triste, perché desiderava di cuore trovare una vera principessa.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', Mondadori, traduzione di Anna Cambieri}} ====Alda Manghi==== C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva essere una vera principessa. Girò così tutto il mondo in lungo e in largo per trovarne una, ma dovunque c'era sempre un non so che di poco convincente; le principesse non mancavano davvero, ma se poi fossero principesse vere non riusciva mai a saperlo con sicurezza; c'era sempre qualcosa che lo lasciava perplesso. Così tornò a casa sua, ma era molto triste, dato che gli sarebbe tanto piaciuto di trovare una principessa vera.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi, Einaudi, 1954}} ====Maria Pezzé-Pascolato==== C'era una volta un principe, che voleva sposare una principessa; ma aveva ad essere proprio una principessa vera. Fece dunque il giro del mondo per trovarla: — né di principesse c'era penuria: ma non poteva mai sincerarsi se fossero vere principesse; sempre qualche cosa in esse gli pareva sospetto. E così se ne tornò a casa, afflittissimo per non aver trovato quello che desiderava.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/hans-christian-andersen/40-novelle/ La principessina sul pisello]'', in "40 Novelle", traduzione di Maria Pezzé-Pascolato, Ulrico Hoepli, 1941}} ===''La pulce e il professore''=== C'era una volta un aeronauta: gli andò a finir male, il pallone crepò, lui cadde giù, e andò in pezzi.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La sirenetta''=== ====Anna Cambieri==== In mezzo al mare l'acqua è azzurra come i petali dei più bei fiordalisi e trasparente come il cristallo più puro; ma è molto profonda, così profonda che un'anfora non potrebbe raggiungere il fondo; bisognerebbe mettere molti campanili, uno sull'altro, per arrivare dal fondo fino alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare.<br /> Non si deve credere che ci sia solo sabbia bianca, no! Crescono alberi stranissimi, e piante con gli steli e i petali così sottili che si muovono al minimo movimento dell'acqua, come fossero esseri viventi. Tutti i pesci, grandi e piccoli, nuotano tra i rami, proprio come fanno gli uccelli nell'aria.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', Mondadori, traduzione di Anna Cambieri}} ====Piero Malvano==== Lontano, al largo dell'oceano, dove è azzurra come il più bello dei fiordalisi e limpida come cristallo, l'acqua è profondissima... così profonda che in realtà nessuna sonda può raggiungerla: occorrerebbero dal fondo molti campanili l'uno sull'altro per arrivare alla superficie dell'acqua sovrastante. Laggiù vive Re Mare, come pure i suoi sudditi.<br> Non dobbiamo immaginare che in fondo al mare non ci sia nient'altro che nuda sabbia gialla. No, là in realtà crescono i fiori e le piante più singolari, le cui foglie e gemme sono così flessibili che il più lieve agitarsi dell'acqua le fa muovere quasi fossero vive, come degli uccellini qui sulla terra. Pesci, sia grandi che piccoli, guizzano in mezzo ai rami.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''La Sirenetta seguita dalla Piccola Fiammiferaia'', traduzione di Piero Malvano, Edizioni Angolo Manzoni, 2012. ISBN 9788862041164}} ====Maria Pezzé-Pascolato==== Lontano lontano, in alto mare, l'acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso, e limpida come il più puro cristallo. Ma è molto profonda, più profonda di ogni scandaglio; bisognerebbe mettere molti e molti campanili l'uno sopra l'altro per arrivare dal fondo sino alla superficie dell'acqua. E laggiù, nel fondo, vive la gente del mare.<br> Ma non dovete già credere che laggiù non ci sia altro che la nuda sabbia; no, là crescono le più strane piante, dal fusto, dal fogliame così flessibile, che si agitano al più lieve moto dell'acqua, come se fossero vive; e tutti i pesci, grandi e piccini, guizzano tra i rami come da noi fanno gli uccelli tra gli alberi. {{NDR|Hans Christian Andersen, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/hans-christian-andersen/40-novelle/ La sirenetta]'', in "40 Novelle", traduzione di Maria Pezzé-Pascolato, Ulrico Hoepli, 1941}} ====Marcella Rinaldi==== Lontano, in alto mare, l'acqua è azzurra come petali di bellissimi fiordalisi e trasparente come cristallo purissimo, ma è molto profonda, così profonda che un'anfora non potrebbe mai toccarne il fondo, e bisognerebbe mettere uno sopra l'altro molti campanili prima di arrivare alla superficie. Laggiù abitano le genti del mare.<br> Non si deve pensare, ora, che vi sia soltanto nuda sabbia bianca da vedere! Oh, no! Alberi stupendi vi crescono, e piante con foglie e steli talmente flessibili che tremano come esseri viventi al più piccolo moto dell'acqua. Tutti i pesci, piccoli e grandi, guizzano tra i rami, come, qui da noi, gli uccelli dell'aria.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi, Einaudi, 1954}} ===''Le scarpette rosse''=== ====Anna Cambieri==== C'era una volta una bambina tanto graziosa e delicata, ma che d'estate andava in giro sempre a piedi nudi, perché era povera, e d'inverno calzava zoccoli di legno così grandi che il collo dei suoi piedini diventava tutto rosso e faceva pena a guardarlo.<br /> Nel centro della città abitava la vecchia madre del calzolaio, che cucì, come meglio poté, un paio di scarpette con vecchie strisce di cuoio rosso. Le scarpe erano un po' goffe, ma l'intenzione era buona: le avrebbe date alla bambina, che si chiamava Karen.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', Mondadori, traduzione di Anna Cambieri}} ====Alda Manghi==== C'era una volta una bambina molto graziosa e sottile, che d'estate doveva sempre andare a piedi nudi, perché era povera, e d'inverno portava degli zoccoloni di legno, così che il collo dei suoi poveri piedini delicati diventava rosso rosso che faceva pena a vederlo.<br> Sulla piazza del villaggio abitava la vecchia calzolaia, che seduta al suo deschetto mise assieme, meglio che poteva, un paio di scarpette, cucendo delle vecchie strisce di panno rosso; erano un po' goffe, ma l'intenzione era buona: le avrebbe date alla piccola. Essa si chiamava Karen.<br> {{NDR|Hans Christian Andersen, ''Fiabe'', traduzione di Alda Manghi e Marcella Rinaldi, Einaudi, 1954}} ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Hans Christian Andersen, ''La favola della mia vita'', traduzione di Mario Carpitella, Edizioni Paoline, Milano, 1959 *Hans Christian Andersen, ''Fiabe e storie'', traduzione e cura di Bruno Berni, Feltrinelli, Milano, 2012. ==Voci correlate== *''[[La sirenetta (film)|La sirenetta]]'' (1989) *''[[La sirenetta II: ritorno agli abissi]]'' (2000) ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|I cigni selvatici||(1838)}} {{Pedia|Il brutto anatroccolo||(1843)}} {{Pedia|La piccola fiammiferaia (fiaba)|''La piccola fiammiferaia''|(1848)}} {{Pedia|La principessa sul pisello||(1835)}} {{Pedia|La sirenetta||(1837)}} {{Pedia|Le scarpette rosse||(1845)}} {{DEFAULTSORT:Andersen, Hans Christian}} [[Categoria:Poeti danesi]] [[Categoria:Scrittori danesi]] sc8xjnacwtll1lwua34owgbo7tcwkt9 Scoop (film 2006) 0 10396 1429709 1247799 2026-10-16T21:39:20Z ~2026-55591-00 108710 dialoghi nuovi 1429709 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Scoop |titolooriginale=Scoop |paese = Stati Uniti d'America |anno=2006 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=[[Woody Allen]] |attori= *[[Woody Allen]]: Sid Waterman *[[Scarlett Johansson]]: Sandra Pransky *[[Hugh Jackman]]: Peter Lyman *[[Romola Garai]]: Vivian *[[Kevin McNally]]: Mike Tinsley *[[Ian McShane]]: Joe Strombel *[[Jim Dunk]]: Oratore |doppiatori italiani= *[[Oreste Lionello]]: Sid Waterman *[[Ilaria Stagni]]: Sandra Pransky *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Peter Lyman *[[Georgia Lepore]]: Vivian *[[Pasquale Anselmo]]: Mike Tinsley *[[Francesco Pannofino]]: Joe Strambel |note= }} '''''Scoop''''', film statunitense del 2006 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Come nascita sono di confessione ebraica, ma poi crescendo mi sono convertito al [[narcisismo]]. ('''Sid''') *Sei mai stata smaterializzata prima d'ora? ('''Sid''') *Se fossi in te non racconterei questo episodio a nessuno perché c'è il rischio che ti levino la patente. ('''Sid''') *Mia moglie mi ha lasciato, che tu ci creda o no. Diceva che ero immaturo e non sarei mai cresciuto. Io avrei potuto confutare, sai, ma ho alzato la mano e lei non mi ha interrogato. ('''Sid''') *Ho un gran sistema per ricordarmi le cose: uso le immagini. Se voglio ricordarmi questo [[portacenere|posacenere]] penso a un mucchio di posaceneri su un'isola deserta che danzano col gonnellino di palma. ('''Sid''') *Io non ho mai voluto dei figli, sul serio, perché uno fa i figli e poi che succede? Cioè, tu sei carino con loro, li allevi, soffri, ti occupi di loro e alla fine crescono e... ti accusano di avere l'Alzheimer. ('''Sid''') *Sto nell'immobiliare, no cioè sto nel petrolio. Ero nell'immobiliare, ma poi sapete come è difficile oggi trovare la terra, specialmente all'aperto. ('''Sid''') *Cosa speri di ottenere guardandolo? A meno che Dio ci assista e strangoli qualcuno per strada. ('''Sid''') *Le donne dopo l'amore sono sempre così complicate. ('''Peter''') *Ma che ti prende? Sono aristocratici! Quelli ci portano nella Torre di Londra e ci decapitano! ('''Sid''') *Oh grazie a Dio, credevo di diventare uno di quegli [[scheletro|scheletri]] che la gente trova quando vende la casa! ('''Sid''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Joe Strombel''': Sarebbe uno scoop alla dinamite, sarei il primo!<br>'''Segretaria di Lyman''': Già, purtroppo dov'è diretto adesso non ci sono primi, ma solo ultimi. {{NDR|sotto forma di fantasmi, in viaggio per l'oltretomba}} *'''Sid''': Io dovrei essere a casa a lavorare alle mie magie.<br>'''Sandra''': Ehi, perché non la prendi come una cosa che aggiunge emozione alla tua vita?<br/>'''Sid''': Ehi, piccola, emozione nella mia vita è una cena senza bruciore di stomaco. *'''Sid''': Mi ricorda ''Casa di Bambola''! <br>'''Peter''': Oh, anche a lei piace [[Henrik Ibsen|Ibsen]]? <br>'''Sid''': No Ibsen, era una che frequentavo! *'''Peter''': Voi suonate qualche strumento? Noi organizziamo incontri musicali.<br>'''Sandra''': Io? Sì, io suono il... be', vari classici: [[Thelonious Monk|Monk]], Howard, [[William Shakespeare|Shakespeare]]...<br/>'''Peter''': Ah, ecco...<br/>'''Sid''': Be', l'abbiamo mandata a lezione di piano quand'era piccola, ma aveva le dita tozze purtroppo. È cosi.<br/>'''Peter''': Già. E invece lei, Mr. Spence?<br/>'''Sid''': Io suono lo [[scacciapensieri]]. È un affarino di metallo, si mette in bocca e fa un suono nasale, una musica. Una volta si chiamava "l'arpa giudea", ma si sa come sono quelle persone, basta un minimo accenno di [[antisemitismo]] e scrivono lettere. *'''Sandra''': Tu sei un cinico catastrofista che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto!<br />'''Sid''': No, ti sbagli! Io il bicchiere lo vedo mezzo pieno, ma di veleno! *'''Sid''': Io ho comprato il mio primo [[carpaccio (gastronomia)|carpaccio]] con le vincite a poker.<br>'''Altro giocatore''': Lei ha comprato una tela di Carpaccio? <br>'''Sid''': No di tela, di tonno!<br>'''Peter''': Ho bisogno di bere. *'''Sid''': Io posso fare un intero pasto a base di pane, giuro, un intero pasto con nient'altro che pane.<br/>'''Sandra''': Io se mangiassi tutto quel pane peserei dieci chili di più.<br>'''Sid''': Sai, io non ingrasso di un grammo, perché... ecco, la mia ansia funziona come l'aerobica, faccio ginnastica così. == [[Explicit]] == *'''Defunta''': Tu come sei arrivato qui?<br />'''Sid''': Io? Non sono riuscito ad abituarmi a guidare sullo stramaledetto lato sbagliato! Cioè sta-stavo andando in campagna... eh sì... negli Stati Uniti sarei stato un eroe, l'avrei salvata, l'avrei, chi lo sa, ma qui invece è uno dei limiti di vivere a Londra, chiaro! Certo, il teatro è migliore, ci sono parecchi buoni ristoranti indiani.<br />'''Defunta''': Ma tu che cosa facevi?<br />'''Sid''': Che cosa faccio! Io sono Splendini, il mago. Già. Volete vedere qualcosina? Abbiamo tempo per un giochetto con le carte?<br />'''Defunto''': Ho l'impressione che abbiamo tutta l'eternità.<br />'''Sid''': E be', adesso vi faccio vedere un trucchetto... ve lo voglio dire col cuore in mano e parlo sinceramente, lo dico con tutto il dovuto rispetto siete un gruppo meraviglioso, un fantastico gruppo di persone, vi adoro e sento che emanate lo stesso sentimento ecco e voi potete anche essere defunti ma non dovete essere depressi. Perché guardate che... non pensate che essere morti sia un handicap, per esempio io da piccolo balbettavo, ma con ostinazione e perseveranza vi giuro che non si può mai dire che può succedere... {{NDR|rivolgendosi ad una giovane defunta}} Ora voglio che tu prenda una carta.<br/>'''Giovane defunta''': Ok.<br/>'''Sid''': Coraggio, prendila, coraggio, piccola, ti voglio bene, piccola. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 1dcgc7jdzh2grvnxueootvedfudfjif 1429720 1429709 2026-10-16T22:46:32Z Udiki 86035 Non c'era nessun bisogno di ampliare in questo caso 1429720 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Scoop |titolooriginale=Scoop |paese = Stati Uniti d'America |anno=2006 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=[[Woody Allen]] |attori= *[[Woody Allen]]: Sid Waterman *[[Scarlett Johansson]]: Sandra Pransky *[[Hugh Jackman]]: Peter Lyman *[[Romola Garai]]: Vivian *[[Kevin McNally]]: Mike Tinsley *[[Ian McShane]]: Joe Strombel *[[Jim Dunk]]: Oratore |doppiatori italiani= *[[Oreste Lionello]]: Sid Waterman *[[Ilaria Stagni]]: Sandra Pransky *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Peter Lyman *[[Georgia Lepore]]: Vivian *[[Pasquale Anselmo]]: Mike Tinsley *[[Francesco Pannofino]]: Joe Strambel |note= }} '''''Scoop''''', film statunitense del 2006 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Come nascita sono di confessione ebraica, ma poi crescendo mi sono convertito al [[narcisismo]]. ('''Sid''') *Sei mai stata smaterializzata prima d'ora? ('''Sid''') *Se fossi in te non racconterei questo episodio a nessuno perché c'è il rischio che ti levino la patente. ('''Sid''') *Un'emozione nella mia vita è una cena senza bruciori di stomaco. ('''Sid''') *Mia moglie mi ha lasciato, che tu ci creda o no. Diceva che ero immaturo e non sarei mai cresciuto. Io avrei potuto confutare, sai, ma ho alzato la mano e lei non mi ha interrogato. ('''Sid''') *Ho un gran sistema per ricordarmi le cose: uso le immagini. Se voglio ricordarmi questo [[portacenere|posacenere]] penso a un mucchio di posaceneri su un'isola deserta che danzano col gonnellino di palma. ('''Sid''') *Io non ho mai voluto dei figli, sul serio, perché uno fa i figli e poi che succede? Cioè, tu sei carino con loro, li allevi, soffri, ti occupi di loro e alla fine crescono e... ti accusano di avere l'Alzheimer. ('''Sid''') *Sto nell'immobiliare, no cioè sto nel petrolio. Ero nell'immobiliare, ma poi sapete come è difficile oggi trovare la terra, specialmente all'aperto. ('''Sid''') *Cosa speri di ottenere guardandolo? A meno che Dio ci assista e strangoli qualcuno per strada. ('''Sid''') *Le donne dopo l'amore sono sempre così complicate. ('''Peter''') *Ma che ti prende? Sono aristocratici! Quelli ci portano nella Torre di Londra e ci decapitano! ('''Sid''') *Oh grazie a Dio, credevo di diventare uno di quegli [[scheletro|scheletri]] che la gente trova quando vende la casa! ('''Sid''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Joe Strombel''': Sarebbe uno scoop alla dinamite, sarei il primo!<br>'''Segretaria di Lyman''': Già, purtroppo dov'è diretto adesso non ci sono primi, ma solo ultimi. {{NDR|sotto forma di fantasmi, in viaggio per l'oltretomba}} *'''Sid''': Mi ricorda ''Casa di Bambola''! <br>'''Peter''': Oh, anche a lei piace [[Henrik Ibsen|Ibsen]]? <br>'''Sid''': No Ibsen, era una che frequentavo! *'''Peter''': Voi suonate qualche strumento? Noi organizziamo incontri musicali.<br>'''Sandra''': Io? Sì, io suono il... be', vari classici: [[Thelonious Monk|Monk]], Howard, [[William Shakespeare|Shakespeare]]...<br/>'''Peter''': Ah, ecco...<br/>'''Sid''': Be', l'abbiamo mandata a lezione di piano quand'era piccola, ma aveva le dita tozze purtroppo. È cosi.<br/>'''Peter''': Già. E invece lei, Mr. Spence?<br/>'''Sid''': Io suono lo [[scacciapensieri]]. È un affarino di metallo, si mette in bocca e fa un suono nasale, una musica. Una volta si chiamava "l'arpa giudea", ma si sa come sono quelle persone, basta un minimo accenno di [[antisemitismo]] e scrivono lettere. *'''Sandra''': Tu sei un cinico catastrofista che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto!<br />'''Sid''': No, ti sbagli! Io il bicchiere lo vedo mezzo pieno, ma di veleno! *'''Sid''': Io ho comprato il mio primo [[carpaccio (gastronomia)|carpaccio]] con le vincite a poker.<br>'''Altro giocatore''': Lei ha comprato una tela di Carpaccio? <br>'''Sid''': No di tela, di tonno!<br>'''Peter''': Ho bisogno di bere. *'''Sid''': Io posso fare un intero pasto a base di pane, giuro, un intero pasto con nient'altro che pane.<br/>'''Sandra''': Io se mangiassi tutto quel pane peserei dieci chili di più.<br>'''Sid''': Sai, io non ingrasso di un grammo, perché... ecco, la mia ansia funziona come l'aerobica, faccio ginnastica così. == [[Explicit]] == '''Defunta''': Tu come sei arrivato qui?<br />'''Sid''': Io? Non sono riuscito ad abituarmi a guidare sullo stramaledetto lato sbagliato! Cioè sta-stavo andando in campagna... eh sì... negli Stati Uniti sarei stato un eroe, l'avrei salvata, l'avrei, chi lo sa, ma qui invece è uno dei limiti di vivere a Londra, chiaro! Certo, il teatro è migliore, ci sono parecchi buoni ristoranti indiani.<br />'''Defunta''': Ma tu che cosa facevi?<br />'''Sid''': Che cosa faccio! Io sono Splendini, il mago. Già. Volete vedere qualcosina? Abbiamo tempo per un giochetto con le carte?<br />'''Defunto''': Ho l'impressione che abbiamo tutta l'eternità.<br />'''Sid''': E be', adesso vi faccio vedere un trucchetto... ve lo voglio dire col cuore in mano e parlo sinceramente, lo dico con tutto il dovuto rispetto siete un gruppo meraviglioso, un fantastico gruppo di persone, vi adoro e sento che emanate lo stesso sentimento ecco e voi potete anche essere defunti ma non dovete essere depressi. Perché guardate che... non pensate che essere morti sia un handicap, per esempio io da piccolo balbettavo, ma con ostinazione e perseveranza vi giuro che non si può mai dire che può succedere... {{NDR|rivolgendosi ad una giovane defunta}} Ora voglio che tu prenda una carta.<br/>'''Giovane defunta''': Ok.<br/>'''Sid''': Coraggio, prendila, coraggio, piccola, ti voglio bene, piccola. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] ng2l3q83rbva2sbamhivs0g17wr9woe 1429721 1429720 2026-10-16T22:50:31Z Udiki 86035 Rimuovo parametro superfluo nella scheda, ripristino i puntini di sospensione e aggiungo {{explicit film}} 1429721 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Scoop |paese = Stati Uniti d'America |anno=2006 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=[[Woody Allen]] |attori= *[[Woody Allen]]: Sid Waterman *[[Scarlett Johansson]]: Sandra Pransky *[[Hugh Jackman]]: Peter Lyman *[[Romola Garai]]: Vivian *[[Kevin McNally]]: Mike Tinsley *[[Ian McShane]]: Joe Strombel *[[Jim Dunk]]: Oratore |doppiatori italiani= *[[Oreste Lionello]]: Sid Waterman *[[Ilaria Stagni]]: Sandra Pransky *[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]]: Peter Lyman *[[Georgia Lepore]]: Vivian *[[Pasquale Anselmo]]: Mike Tinsley *[[Francesco Pannofino]]: Joe Strambel |note= }} '''''Scoop''''', film statunitense del 2006 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Come nascita sono di confessione ebraica, ma poi crescendo mi sono convertito al [[narcisismo]]. ('''Sid''') *Sei mai stata smaterializzata prima d'ora? ('''Sid''') *Se fossi in te non racconterei questo episodio a nessuno perché c'è il rischio che ti levino la patente. ('''Sid''') *Un'emozione nella mia vita è una cena senza bruciori di stomaco. ('''Sid''') *Mia moglie mi ha lasciato, che tu ci creda o no. Diceva che ero immaturo e non sarei mai cresciuto. Io avrei potuto confutare, sai, ma ho alzato la mano e lei non mi ha interrogato. ('''Sid''') *Ho un gran sistema per ricordarmi le cose: uso le immagini. Se voglio ricordarmi questo [[portacenere|posacenere]] penso a un mucchio di posaceneri su un'isola deserta che danzano col gonnellino di palma. ('''Sid''') *Io non ho mai voluto dei figli, sul serio, perché uno fa i figli e poi che succede? Cioè, tu sei carino con loro, li allevi, soffri, ti occupi di loro e alla fine crescono e... ti accusano di avere l'Alzheimer. ('''Sid''') *Sto nell'immobiliare, no cioè sto nel petrolio. Ero nell'immobiliare, ma poi sapete come è difficile oggi trovare la terra, specialmente all'aperto. ('''Sid''') *Cosa speri di ottenere guardandolo? A meno che Dio ci assista e strangoli qualcuno per strada. ('''Sid''') *Le donne dopo l'amore sono sempre così complicate... ('''Peter''') *Ma che ti prende? Sono aristocratici! Quelli ci portano nella Torre di Londra e ci decapitano! ('''Sid''') *Oh grazie a Dio, credevo di diventare uno di quegli [[scheletro|scheletri]] che la gente trova quando vende la casa! ('''Sid''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Joe Strombel''': Sarebbe uno scoop alla dinamite, sarei il primo!<br>'''Segretaria di Lyman''': Già, purtroppo dov'è diretto adesso non ci sono primi, ma solo ultimi. {{NDR|sotto forma di fantasmi, in viaggio per l'oltretomba}} *'''Sid''': Mi ricorda ''Casa di Bambola''! <br>'''Peter''': Oh, anche a lei piace [[Henrik Ibsen|Ibsen]]? <br>'''Sid''': No Ibsen, era una che frequentavo! *'''Peter''': Voi suonate qualche strumento? Noi organizziamo incontri musicali.<br>'''Sandra''': Io? Sì, io suono il... be', vari classici: [[Thelonious Monk|Monk]], Howard, [[William Shakespeare|Shakespeare]]...<br/>'''Peter''': Ah, ecco...<br/>'''Sid''': Be', l'abbiamo mandata a lezione di piano quand'era piccola, ma aveva le dita tozze purtroppo. È cosi.<br/>'''Peter''': Già. E invece lei, Mr. Spence?<br/>'''Sid''': Io suono lo [[scacciapensieri]]. È un affarino di metallo, si mette in bocca e fa un suono nasale, una musica. Una volta si chiamava "l'arpa giudea", ma si sa come sono quelle persone, basta un minimo accenno di [[antisemitismo]] e scrivono lettere. *'''Sandra''': Tu sei un cinico catastrofista che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto!<br />'''Sid''': No, ti sbagli! Io il bicchiere lo vedo mezzo pieno, ma di veleno! *'''Sid''': Io ho comprato il mio primo [[carpaccio (gastronomia)|carpaccio]] con le vincite a poker.<br>'''Altro giocatore''': Lei ha comprato una tela di Carpaccio? <br>'''Sid''': No di tela, di tonno!<br>'''Peter''': Ho bisogno di bere. *'''Sid''': Io posso fare un intero pasto a base di pane, giuro, un intero pasto con nient'altro che pane.<br/>'''Sandra''': Io se mangiassi tutto quel pane peserei dieci chili di più.<br>'''Sid''': Sai, io non ingrasso di un grammo, perché... ecco, la mia ansia funziona come l'aerobica, faccio ginnastica così. ==[[Explicit]]== {{explicit film}} '''Defunta''': Tu come sei arrivato qui?<br />'''Sid''': Io? Non sono riuscito ad abituarmi a guidare sullo stramaledetto lato sbagliato! Cioè sta-stavo andando in campagna... eh sì... negli Stati Uniti sarei stato un eroe, l'avrei salvata, l'avrei, chi lo sa, ma qui invece è uno dei limiti di vivere a Londra, chiaro! Certo, il teatro è migliore, ci sono parecchi buoni ristoranti indiani.<br />'''Defunta''': Ma tu che cosa facevi?<br />'''Sid''': Che cosa faccio! Io sono Splendini, il mago. Già. Volete vedere qualcosina? Abbiamo tempo per un giochetto con le carte?<br />'''Defunto''': Ho l'impressione che abbiamo tutta l'eternità.<br />'''Sid''': E be', adesso vi faccio vedere un trucchetto... ve lo voglio dire col cuore in mano e parlo sinceramente, lo dico con tutto il dovuto rispetto siete un gruppo meraviglioso, un fantastico gruppo di persone, vi adoro e sento che emanate lo stesso sentimento ecco e voi potete anche essere defunti ma non dovete essere depressi. Perché guardate che... non pensate che essere morti sia un handicap, per esempio io da piccolo balbettavo, ma con ostinazione e perseveranza vi giuro che non si può mai dire che può succedere... {{NDR|rivolgendosi ad una giovane defunta}} Ora voglio che tu prenda una carta.<br/>'''Giovane defunta''': Ok.<br/>'''Sid''': Coraggio, prendila, coraggio, piccola, ti voglio bene, piccola. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 4rbg4dpt1wihlkyoc2vuoxxr14exn9s Camera Café 0 15471 1429710 1417408 2026-10-16T21:47:07Z LorenzoF06 79816 1429710 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titolo= Camera Café |tipofiction= Serie TV |immagine= |dimensioneimmagine= |titolooriginale= |paese= Italia |anno= 2003-2012<br>dal 2017 |genere= sitcom |stagioni= 6 |episodi= 1643 |regista= Fabrizio Gasparetto |soggetto= Lorenzo De Marinis, Carlo Giuseppe Gabardini, Massimo Chiellini, Matteo Levati |sceneggiatore= |ideatore= Yvan Le Bolloc'h, Bruno Solo, Alain Kappauf |attori= * [[Luca Bizzarri]]: Luca Nervi * [[Paolo Kessisoglu]]: Paolo Bitta |doppiatorioriginali= |doppiatoriitaliani= |note= }} '''''Camera Café''''', sitcom trasmessa dal 2003 al 2012 su Italia 1 e dal 2017 su Rai 2. ==Stagioni== *[[Camera Café (prima stagione)|Prima stagione]] *[[Camera Café (seconda stagione)|Seconda stagione]] *[[Camera Café (terza stagione)|Terza stagione]] *[[Camera Café (quarta stagione)|Quarta stagione]] *[[Camera Café (quinta stagione)|Quinta stagione]] *[[Camera Café (sesta stagione)|Sesta stagione]] *[[Camera Café (episodi speciali)|Episodi speciali]] ==Frasi ricorrenti durante la serie== *Stavate parlando di me? ('''Paolo Bitta''') *Questo sì che romperà i maroni alla direzione! ('''Luca Nervi''') *Paolo Bitta! L'uomo chiamato contratto. ('''Paolo Bitta''') *Al lavoro, cretino! ('''Augusto de Marinis''') *Se ti faccio male, dimmelo. ('''Andrea''') *Venere son io, meravigliosa Venere per te! ('''Pippo''') *Nella lontana regione di Lu... ('''Guido Geller''') {{NDR|l'inizio dei suoi racconti}} *Togo! ('''Silvano Rogi''') *Le scale! ('''Augusto De Marinis''') *Pippo, non dovevi andare in bagno? Vai in bagno! ('''chiunque''' a Pippo) == Dialoghi == *{{NDR|Luca e Paolo sbattono la testa di Silvano contro la macchinetta del [[caffè]] per farla sbloccare}} <br /> '''Luca''': Silvano sei una delusione. <br /> '''Silvano''': Non è vero. <br /> '''Paolo''': Eh già, una volta quando ti sbattevamo la testa contro la macchinetta si sbloccava subito! {{NDR|dialogo di apertura durante la sigla}} *'''Luca''': Tu non sai cosa ho trovato nel cucinino. <br /> '''Paolo''': Tu non sai quello che ho lasciato in bagno... *'''Paolo''': Come al solito! Era di un salato quel baccalà in mensa, è tutto il giorno che bevo come un cammello! <br /> '''Luca''': Come un dromedario... <br /> '''Paolo''': Perché? <br /> '''Luca''': Il cammello ha due gobbe, tu una sola! {{NDR|Riferendosi al fatto che Paolo ha un solo testicolo}} *'''Paolo''': Ero sulla corsia di sorpasso e a un certo punto uno mi ha passato così ''vrooooom''! Sulla destra, così!.<br />'''Luca''': Dovresti essere contento hai trovato uno più disgraziato di te!<br />'''Paolo''': Era un'Alfa uguale identica alla mia! Ti rendi conto?!<br />'''Luca''': Ahia... e adesso cosa pensi di fare?<br />'''Paolo''': Non lo so, pensavo di lasciare mia moglie...<br />'''Luca''': Cosa c'entra tua moglie con L'Alfa?<br />'''Paolo''': Allora sei scemo! È tutto collegato! Se l'Alfa mi ha tradito una volta chissà quante volte mi ha tradito Valeria! ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Camera Café}} [[Categoria:Camera Café| ]] mi636g7ttz7qzcq97w75cpy5jp58d0d Vangelo secondo Luca 0 27839 1429763 1341653 2026-10-17T07:07:09Z Spinoziano 2297 +1 1429763 wikitext text/x-wiki {{Nuovo Testamento}} '''''Vangelo secondo Luca''''', testo contenuto nella Bibbia cristiana e attribuito a [[Luca evangelista]]. ==[[Incipit]]== Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre [[Teofilo (Bibbia)|Teòfilo]], perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. ==Citazioni== *Al tempo di [[Erode il Grande|Erode]], re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato [[Zaccaria (Nuovo Testamento)|Zaccaria]], della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di [[Aronne]] chiamata [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]]. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. (1, 5 – 7) *Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai [[Giovanni Battista|Giovanni]]. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di [[Elia]], ''per ricondurre i cuori dei padri verso i figli''<ref>{{cfr}} ''[[Libro di Malachia]]'': «''Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga | il giorno grande e terribile del Signore, | perché converta il cuore dei padri verso i figli | e il cuore dei figli verso i padri''».</ref> e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". (1, 8 – 17) *Zaccaria disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io sono [[Arcangelo Gabriele|Gabriele]] che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo". Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. (1, 18 – 22) *Nel sesto mese, l'angelo [[Arcangelo Gabriele|Gabriele]] fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata [[Nazareth|Nazaret]], a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di [[Davide]], chiamato [[San Giuseppe|Giuseppe]]. La vergine si chiamava [[Maria]]. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di [[Grazia divina|grazia]], il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai [[Gesù]]. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche [[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]], tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". (1, 26 – 38) *In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". (1, 39 – 45) *''L'anima mia magnifica il Signore | e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, | perché ha guardato l'umiltà della sua serva. | D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. | Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente | e Santo è il suo nome: | di generazione in generazione la sua misericordia | si stende su quelli che lo temono. | Ha spiegato la potenza del suo braccio, | ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; | ha rovesciato i potenti dai troni, | ha innalzato gli umili; | ha ricolmato di beni gli affamati, | ha rimandato a mani vuote i ricchi. | Ha soccorso Israele, suo servo, | ricordandosi della sua misericordia, | come aveva promesso ai nostri padri, | ad [[Abramo]] e alla sua discendenza, | per sempre.'' ([[Maria]]: 1, 46 – 55) *Maria rimase con lei {{NDR|[[Elisabetta (madre del Battista)|Elisabetta]]}} circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei. (1, 56 – 58) *All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: "No, si chiamerà [[Giovanni Battista|Giovanni]]". Le dissero: "Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome". Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: "Giovanni è il suo nome". Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: "Che sarà mai questo bambino?" si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. (1, 59 – 66) *''Benedetto il Signore Dio d'Israele, | perché ha visitato e redento il suo popolo, | e ha suscitato per noi una salvezza potente | nella casa di Davide, suo servo, | come aveva promesso | per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: | salvezza dai nostri nemici, | e dalle mani di quanti ci odiano. | Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri | e si è ricordato della sua santa alleanza, | del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, | di concederci, liberati dalle mani dei nemici, | di servirlo senza timore, | in santità e giustizia | al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.'' ([[Zaccaria (Nuovo Testamento)|Zaccaria]]: 1, 68 – 75) *''E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo | perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, | per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza | nella remissione dei suoi peccati, | grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, | per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge | per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre | e nell'ombra della morte | e dirigere i nostri passi sulla via della pace.'' ([[Zaccaria (Nuovo Testamento)|Zaccaria]]: 1, 76 – 79) *C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco [[Annuncio ai pastori|vi annunzio]] una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: "''Gloria a Dio nel più alto dei cieli | e pace in terra agli uomini che egli ama''". Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a [[Betlemme]], vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". [[Adorazione dei pastori|Andarono dunque]] senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. (2, 8 – 20) *Quando furon passati gli otto giorni prescritti per [[Circoncisione di Gesù|la circoncisione]], gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per [[Presentazione al Tempio|offrirlo al Signore]], come è scritto nella Legge del Signore: ''ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore'';<ref>Cfr. ''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]'': «Il Signore disse a Mosè: "Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti – di uomini o di animali –: esso appartiene a me"».</ref> e per offrire in sacrificio ''una coppia di tortore o di giovani colombi'',<ref>Cfr. ''[[Levitico]]'': «Questa è la legge relativa alla donna, che partorisce un maschio o una femmina. Se non ha mezzi da offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l'olocausto e l'altro per il sacrificio espiatorio».</ref> come prescrive la Legge del Signore. (2, 21 – 24) *Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome [[Simeone il Vecchio|Simeone]], uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: "''Ora lascia, o Signore, che il tuo servo | vada in pace secondo la tua parola; | perché i miei occhi han visto la tua salvezza, | preparata da te davanti a tutti i popoli, | luce per illuminare le genti | e gloria del tuo popolo Israele''". (2, 25 – 32) *{{NDR|Parlando di [[Gesù]] a [[Maria]]}} Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima. ([[Simeone il Vecchio|Simeone]]: 2, 34 – 35) *C'era anche una profetessa, [[Anna (profetessa)|Anna]], figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. (2, 36 – 38) *Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. ([[Maria]]: 2, 48) *Partì {{NDR|Gesù}} dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. (2, 51) *Le folle lo interrogavano: "Che cosa dobbiamo fare?". Rispondeva {{NDR|[[Giovanni Battista|Giovanni]]}}: "Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto". Vennero anche dei [[pubblicano|pubblicani]] a farsi battezzare, e gli chiesero: "Maestro, che dobbiamo fare?". Ed egli disse loro: "Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato". Lo interrogavano anche alcuni soldati: "E noi che dobbiamo fare?". Rispose: "Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe". (3, 10 – 14) *Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, [[Battesimo di Gesù|ricevuto anche lui il battesimo]], stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto". (3, 21 – 22) *Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent'anni ed era figlio, come si credeva, di [[San Giuseppe|Giuseppe]], figlio di Eli, figlio di Mattat, figlio di Levi, [….], figlio di Natam, figlio di [[Davide]], figlio di Iesse, […], figlio di Giuda, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, […], figlio di Noè, figlio di Lamech, figlio di Matusalemme, figlio di Enoch, […], figlio di Set, figlio di [[Adamo]], figlio di Dio. (3, 23 – 38) *Il [[Satana|diavolo]] lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: "Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo". (4, 5 – 7) *Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non è il figlio di [[San Giuseppe|Giuseppe]]?". Ma egli rispose: "Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a [[Cafarnao]], fàllo anche qui, nella tua patria!". Poi aggiunse: "[[Nemo propheta in patria|Nessun profeta è bene accetto in patria]]. Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di [[Elia]], quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in [[Sarepta]] di [[Sidone]]. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta [[Eliseo (profeta)|Eliseo]], ma nessuno di loro fu risanato se non [[Naaman]], il Siro". (4, 22 – 27) *Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il [[Lago di Tiberiade|lago di Genèsaret]] e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di [[Pietro apostolo|Simone]], e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e calate le reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". E avendolo fatto, [[Pesca miracolosa|presero una quantità enorme di pesci]] e le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore". Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure [[Giacomo il Maggiore|Giacomo]] e [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]], figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. (5, 1 – 11) *Un giorno Gesù si trovava in una città e un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò ai piedi pregandolo: "Signore, se vuoi, puoi sanarmi". Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii risanato!". E subito [[Guarigione del lebbroso|la lebbra scomparve]] da lui. Gli ingiunse di non dirlo a nessuno: "Va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come ha ordinato [[Mosè]], perché serva di testimonianza per essi". La sua fama si diffondeva ancor più; folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermità. Ma Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare. (5, 12 – 16) *Dopo ciò egli uscì e vide un pubblicano di nome [[Matteo apostolo ed evangelista|Levi]] seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi!". Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: "Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?". Gesù rispose: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi". (5, 27 – 32) *Un altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c'era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui. Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano inaridita: "Alzati e mettiti nel mezzo!". L'uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato. Poi Gesù disse loro: "Domando a voi: È lecito in giorno di [[Shabbat|sabato]] fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?". E volgendo tutt'intorno lo sguardo su di loro, disse all'uomo: "Stendi la mano!". Egli lo fece e [[Guarigione dell'uomo con la mano paralizzata|la mano guarì]]. Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. (6, 6 – 11) *Beati voi [[povertà|poveri]], perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete [[fame]], perché sarete saziati. Beati voi che ora [[pianto|piangete]], perché riderete. ([[Gesù]]: 6, 20 – 21) *Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi [[profeta|profeti]]. (Gesù: 6, 26) *Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. (Gesù: 6, 27 – 35) *Siate [[Misericordia|misericordiosi]], come è misericordioso il Padre vostro. Non [[Giudizio|giudicate]] e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio. (Gesù: 6, 36 – 38) *Il [[maestro e discepolo|discepolo]] non è da più del [[maestro e discepolo|maestro]]; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. (Gesù: 6, 40) *Perché guardi la pagliuzza che è nell'[[occhio]] del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. (Gesù: 6, 41 – 42) *L'uomo [[Bontà e cattiveria|buono]] trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo [[Bontà e cattiveria|cattivo]] dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore. (Gesù: 6, 45) *Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l'aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: "Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano, perché ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga". Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: "Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito. Anch'io infatti sono uomo sottoposto a un'autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all'uno: Và ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa". All'udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: "Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!". E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono [[Guarigione del servo del centurione|il servo guarito]]. (7, 2 – 10) *In seguito si recò in una città chiamata [[Nein|Nain]] e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: "Non piangere!". E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: "Giovinetto, dico a te, alzati!". Il morto [[Risurrezione del figlio della vedova di Nain|si levò a sedere]] e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: "Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo". La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione. (7, 11 – 17) *Tutto il popolo che lo ha ascoltato, e anche i [[pubblicano|pubblicani]], hanno riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di [[Giovanni Battista|Giovanni]]. Ma i [[farisei]] e i dottori della legge non facendosi battezzare da lui hanno reso vano per loro il disegno di Dio. (Gesù: 7, 29 – 30) *È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli. (Gesù: 7, 33 – 35) *Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i [[piede|piedi]]; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto [[amore|amato]]. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco. (Gesù: 7, 44 – 47) *C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: [[Maria Maddalena|Maria di Màgdala]], dalla quale erano usciti sette demòni, [[Giovanna la Mirofora|Giovanna]], moglie di Cusa, amministratore di [[Erode Antipa|Erode]], Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni. (8, 2 – 3) *Un giorno andarono a trovarlo la madre e [[Fratelli di Gesù|i fratelli]], ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: "Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti". Ma egli rispose: "Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". (8, 19 – 21) *Un giorno salì su una barca con i suoi discepoli e disse: "Passiamo all'altra riva del lago". Presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Un turbine di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: "Maestro, maestro, siamo perduti!". E lui, destatosi, sgridò il vento e i flutti minacciosi; essi cessarono e [[Tempesta sedata|si fece bonaccia]]. Allora disse loro: "Dov'è la vostra fede?". Essi intimoriti e meravigliati si dicevano l'un l'altro: "Chi è dunque costui che dà ordini ai venti e all'acqua e gli obbediscono?". (8, 22 – 25) *Ed ecco venne un uomo di nome [[Giairo|Giàiro]], che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, perché aveva un'unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. (8, 41 – 42) *Una donna che soffriva di emorragia da dodici anni, e che nessuno era riuscito a guarire, gli si avvicinò alle spalle e gli toccò il lembo del mantello e subito [[Guarigione dell'emorroissa|il flusso di sangue si arrestò]]. Gesù disse: "Chi mi ha toccato?". Mentre tutti negavano, Pietro disse: "Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia". Ma Gesù disse: "Qualcuno mi ha toccato. Ho sentito che una forza è uscita da me". Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, si fece avanti tremando e, gettatasi ai suoi piedi, dichiarò davanti a tutto il popolo il motivo per cui l'aveva toccato, e come era stata subito guarita. Egli le disse: "Figlia, la tua fede ti ha salvata, va' in pace!". (8, 43 – 48) *Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: "Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro". Ma Gesù che aveva udito rispose: "Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata". Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: "Non piangete, perché non è morta, ma dorme". Essi lo deridevano, sapendo che era morta, ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: "Fanciulla, alzati!". Il suo spirito ritornò in lei ed ella [[Risurrezione della figlia di Giairo|si alzò all'istante]]. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto. (8, 49 – 56) *Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata [[Betsaida|Betsàida]]. Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: "Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta". Gesù disse loro: "Dategli voi stessi da mangiare". Ma essi risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente". C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: "Fateli sedere per gruppi di cinquanta". Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti. Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla. [[Moltiplicazione dei pani e dei pesci|Tutti mangiarono e si saziarono]] e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste. (9, 10 – 17) *Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano [[Mosè]] ed [[Elia]], apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". (9, 30 – 33) *Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: "Ti seguirò dovunque tu vada". Gesù gli rispose: "Le [[Volpe|volpi]] hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". A un altro disse: "Seguimi". E costui rispose: "Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre". Gesù replicò: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va' e annunzia il regno di Dio". Un altro disse: "Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa". Ma Gesù gli rispose: "Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio". (9, 57 – 62) *Dopo questi fatti il Signore designò altri [[Settanta discepoli|settantadue discepoli]] e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno [[Sodoma|Sòdoma]] sarà trattata meno duramente di quella città". (10, 1 – 12) *Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato. (Gesù: 10, 16) *I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: "Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome". Egli disse: "Io vedevo [[satana]] cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli". (10, 17 – 20) *Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. (Gesù: 10, 21 – 22) *E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: "Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono". (10, 23 – 24) *Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?". Costui rispose: "''Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza''<ref>Cfr. ''[[Deuteronomio]]'': «Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze».</ref> e con tutta la tua mente e ''il prossimo tuo come te stesso''<ref>Cfr. ''[[Levitico]]'': «Amerai il tuo prossimo come te stesso».</ref>". E Gesù: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai". Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: "E chi è il mio prossimo?". Gesù riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece [[Parabola del buon samaritano|un Samaritano]], che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?". Quegli rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Va' e anche tu fa' lo stesso". (10, 25 – 37) *Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome [[Marta di Betania|Marta]], lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome [[Maria di Betania|Maria]], la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta". (10, 38 – 42) *Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo [[Spirito Santo]] a coloro che glielo chiedono! (Gesù: 11, 13) *Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. (Gesù: 11, 23) *Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorché il segno di [[Giona (profeta)|Giona]]. Poiché come Giona fu un segno per quelli di [[Ninive|Nìnive]], così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. La [[Regina di Saba|regina del sud]] sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di [[Salomone]]. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui. (Gesù: 11, 29 – 32) *Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! Guai a voi, che costruite i sepolcri dei [[profeta|profeti]], e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri. Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo, dal sangue di [[Abele]] fino al sangue di [[Zaccaria (figlio di Ioiadà)|Zaccaria]], che fu ucciso tra l'altare e il santuario. (Gesù: 11, 46 – 51) *Guardatevi dal lievito dei [[farisei]], che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di [[segreto]] che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti. (Gesù: 12, 1 – 3) *A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella [[Geenna]]. Sì, ve lo dico, [[Timore di Dio|temete Costui]]. (Gesù: 12, 4 – 5) *Cinque [[Passero|passeri]] non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri. (Gesù: 12, 6 – 7) *Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo [[Spirito Santo]] non gli sarà perdonato. Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire. (Gesù: 12, 10 – 12) *E disse loro: "Guardatevi e tenetevi lontano da ogni [[cupidigia]], perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni". Disse poi [[Parabola del ricco stolto|una parabola]]: "La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio". (12, 15 – 21) *Guardate i [[corvo|corvi]]: non seminano e non mietono, non hanno ripostiglio né granaio, e Dio li nutre. Quanto più degli uccelli voi valete! Chi di voi, per quanto si [[affanno|affanni]], può aggiungere un'ora sola alla sua vita? Se dunque non avete potere neanche per la più piccola cosa, perché vi affannate del resto? Guardate i [[giglio|gigli]], come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche [[Salomone]], con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. (Gesù: 12, 24 – 27) *Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno. (Gesù: 12, 32) *Vendete ciò che avete e datelo in [[elemosina]]; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la [[tarma|tignola]] non consuma. (Gesù: 12, 33) *Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate. (Gesù: 12, 39 – 40) *Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte [[percosse]]; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più. (Gesù: 12, 47 – 48) *Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo [[scirocco]], dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? (Gesù: 12, 54 – 56) *In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue [[Ponzio Pilato|Pilato]] aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la [[Torre di Siloam|torre di Sìloe]] e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo". (13, 1 – 5) *Disse anche [[Parabola del fico sterile|questa parabola]]: "Un tale aveva un [[fico]] piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest'anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai". (13, 6 – 9) *Una volta stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C'era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: "Donna, sei libera dalla tua infermità", e le impose le mani. Subito quella [[Guarigione della donna curva|si raddrizzò]] e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: "Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato". Il Signore replicò: "Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott'anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?". Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute. (13, 10 – 17) *Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'[[iniquità]]! (Gesù: 13, 24 – 27) *In quel momento si avvicinarono alcuni farisei a dirgli: "Parti e vattene via di qui, perché [[Erode Antipa|Erode]] ti vuole uccidere". Egli rispose: "Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di [[Gerusalemme]]". (13, 31 – 33) *Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! (Gesù: 13, 34) *Un [[Shabbat|sabato]] era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico. Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: "È lecito o no curare di sabato?". Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, [[Guarigione dell'idropico|lo guarì]] e lo congedò. Poi disse: "Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?". E non potevano rispondere nulla a queste parole. (14, 1 – 6) *Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà [[Umiliazione|umiliato]], e chi si umilia sarà esaltato. (Gesù: 14, 8 – 11) *Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire [[Parabola della torre incompiuta|una torre]], non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo". (14, 25 – 33) *Chi di voi se ha cento [[pecora|pecore]] e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatola, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: "Rallegratevi con me perché ho trovato la mia pecora che era perduta". Così vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un [[Peccato|peccatore]] convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di [[conversione]]. (Gesù: 15, 4 – 7) *Chi è [[fedeltà|fedele]] nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è [[disonestà|disonesto]] nel poco, è disonesto anche nel molto. (Gesù: 16, 10) *Nessun servo può servire a due [[padrone|padroni]]: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a [[mammona]]. (Gesù: 16, 13) *[[Parabola di Lazzaro e del ricco epulone|C'era un uomo ricco]], che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome [[Lazzaro mendicante|Lazzaro]], giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di [[Abramo]]. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'[[inferno]] tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. (Gesù: 16, 19 – 31) *Se un tuo fratello [[peccato|pecca]], rimproveralo; ma se si pente, [[perdono|perdonagli]]. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai. (Gesù: 17, 3 – 4) *Gli apostoli dissero al Signore: "Aumenta la nostra [[fede]]!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto un granellino di [[senape|senapa]], potreste dire a questo [[gelso]]: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe". (17, 5 – 6) *Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù maestro, abbi pietà di noi!". Appena li vide, Gesù disse: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre essi andavano, [[Guarigione dei dieci lebbrosi|furono sanati]]. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un [[Samaritani|Samaritano]]. Ma Gesù osservò: "Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?". E gli disse: "Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!". (17, 11 – 19) *Il [[Regno dei cieli|regno di Dio]] non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi! (Gesù: 17, 21) *Come avvenne al tempo di [[Noè]], così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il [[Diluvio universale|diluvio]] e li fece perire tutti. Come avvenne anche al tempo di [[Lot]]: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot uscì da [[Sodoma|Sòdoma]] piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rivelerà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle; così chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della [[moglie di Lot]]. (Gesù: 17, 26 – 32) *Dove sarà il cadavere, là si raduneranno anche gli [[avvoltoio|avvoltoi]]. (Gesù: 17, 37) *Disse loro [[Parabola del giudice iniquo|una parabola]] sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: "C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi". E il Signore soggiunse: "Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?". (18, 1 – 8) *Un notabile lo interrogò: "Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?". Gesù gli rispose: "Perché mi dici [[Bontà|buono]]? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio". (18, 18 – 19) *Ciò che è [[Impossibilità|impossibile]] agli uomini, è possibile a Dio. (Gesù: 18, 27) *Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome [[Zaccheo]], capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È andato ad alloggiare da un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto". (19, 1 – 10) *Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno. [...] Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città. Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine. Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città. Venne poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato. Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi. Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci. Gli risposero: Signore, ha già dieci mine! Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. (Gesù: 19, 12 – 27) *Con la vostra [[perseveranza]] [[Salvezza (religione)|salverete]] le vostre anime. (Gesù: 21, 19) *Allora [[satana]] entrò in [[Giuda Iscariota|Giuda]], detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. Egli fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla. (22, 3 – 6) *E preso un [[Calice (liturgia)|calice]], [[Eucaristia|rese grazie]] e disse: "Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio". Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi". (22, 17 – 20) *I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che [[Servire|serve]]. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele. (Gesù: 22, 25 – 30) *"[[Pietro apostolo|Simone]], Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta [[ravvedimento|ravveduto]], conferma i tuoi fratelli". E Pietro gli disse: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte". Gli rispose: "Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi". (22, 31 – 34) *[[Preghiera|Pregate]], per non entrare in tentazione. (Gesù: 22, 40) *Gli apparve allora {{NDR|[[Agonia di Gesù al Getsemani|nel Getsemani]]}} un angelo dal cielo a confortarlo. In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. (22, 43 – 44) *Gesù gli disse: "[[Giuda Iscariota|Giuda]], con un [[bacio]] tradisci il Figlio dell'uomo?". (22, 48) *Vedendo Gesù, [[Erode Antipa|Erode]] si rallegrò molto, perché da molto tempo desiderava vederlo per averne sentito parlare e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò con molte domande, ma Gesù non gli rispose nulla. C'erano là anche i sommi sacerdoti e gli scribi, e lo accusavano con insistenza. Allora Erode, con i suoi soldati, lo insultò e lo schernì, poi lo rivestì di una splendida veste e lo rimandò a [[Ponzio Pilato|Pilato]]. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici; prima infatti c'era stata inimicizia tra loro. (23, 8 – 12) *Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, disse: "Mi avete portato quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui lo accusate; e neanche Erode, infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò". Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "A morte costui! Dacci libero [[Barabba]]!". Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà. (23, 13 – 25) *{{NDR|Sulla croce}} Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno. (Gesù: 23, 34) *[[Gesta|Uno dei malfattori]] appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!". Ma [[Disma|l'altro]] lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male". E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". Gli rispose: "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso". Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, ''nelle tue mani consegno il mio spirito''". Detto questo spirò. Visto ciò che era accaduto, [[Longino|il centurione]] glorificava Dio: "Veramente quest'uomo era giusto". (23, 39 – 47) *C'era un uomo di nome [[Giuseppe di Arimatea|Giuseppe]], membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. (23, 50 – 56) *Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è [[Risurrezione di Gesù|risuscitato]]. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno". Ed esse si ricordarono delle sue parole. E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano [[Maria Maddalena|Maria di Màgdala]], [[Giovanna la Mirofora|Giovanna]] e [[Maria di Cleofa|Maria di Giacomo]]. (24, 1 – 10) *Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome [[Emmaus]], e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, [[Apparizione di Gesù sulla via di Emmaus|Gesù in persona si accostò]] e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?". Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome [[Cleofa|Clèopa]], gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?". (24, 13 – 18) *Ed egli disse loro: "Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?". (24, 25 – 32) ==[[Explicit]]== Poi li condusse fuori verso [[Betania|Betània]] e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu [[Ascensione di Gesù|portato verso il cielo]]. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''La Bibbia di Gerusalemme'', Edizioni Dehoniane, Bologna, 1999. ISBN 88-10-80526-7 (fonte utilizzata per le note, per i rimandi e i corsivi; la traduzione è la stessa dell'edizione CEI 1974) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Nuovo Testamento]] 410t1i47qs09mgncm2sfkhomrungiew Timore di Dio 0 67978 1429764 1426369 2026-10-17T07:07:32Z Spinoziano 2297 +1 1429764 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sul '''timore di Dio'''. ==Citazioni== *A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Attraverso il dono del timore di Dio, Maria ama la sua piccolezza, la sua nullità, perché solo Dio è degno di ricevere tutte la gloria. ([[Marie-Dominique Philippe]]) *Felix Nurroi era un uomo grandemente timorato di Dio. Teneva il suo ovile vicino al fiume Tirso, nelle tancas del suo padrone, un giovine cavaliere del Marghine. Felix era un uomo sui cinquant'anni, piccolo, sbarbato e calvo. Siccome soffriva mal d'occhi, teneva un paio d'occhiali neri a reticella; inoltre indossava quasi sempre un gabbano turchino, da soldato, stretto alla vita da una corda. Pareva un frate. Egli era uno di quegli uomini ai quali il timor di Dio impedisce di far fortuna. Lavorava come un cane e dava scrupolosamente la metà, e forse più, al padrone. ([[Grazia Deledda]]) *''I monti sulle loro basi insieme con le acque sussulteranno, | davanti a te le rocce si struggeranno come cera; | ma a coloro che ti temono | tu sarai sempre propizio. | Poca cosa è per te ogni sacrificio in soave odore, | non basta quanto è pingue per farti un olocausto; | ma chi teme il Signore è sempre grande.'' (''[[Libro di Giuditta]]'') *Il timore del Signore è il principio della scienza. (''[[Libro dei Proverbi]]'') *''Il timore del Signore'': nella Bibbia (cf. [[Libro dell'Esodo|Es]] 20,20+; [[Deuteronomio|Dt]] 6,2+) corrisponde quasi a ciò che noi chiamiamo religione o pietà verso Dio. Esso è, nello stesso tempo, l'inizio ({{NDR|[[Libro dei Proverbi|Pr]]}} 9,10; 15,33; [[Libro di Giobbe|Gb]] 28,28; [[Salmi|Sal]] 111,10; [[Siracide|Sir]] 1,14.20) e il coronamento (Sir 1,18; 19,20; 25,10-11; 40,25-27) di una saggezza profondamente religiosa, in cui si sviluppa una relazione interpersonale con il Dio dell'alleanza, in modo tale che timore e amore, sottomissione e confidenza coincidono (cf. Sal 25,12-14; 112,1; 128,1; [[Qoelet|Qo]] 12,13; Sir 1,27-28; 2,7-9.15-18, ecc.). (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'') *La religione è un freno soltanto per coloro che sono stati già ridotti alla ragione, o dal loro temperamento o dalle circostanze della vita. Il timore di Dio non impedisce di peccare se non a quelli che non hanno una forte volontà di peccare, o che non sono più in grado di farlo. ([[Paul Henri Thiry d'Holbach]]) *''Nel timore del Signore sta la fiducia del forte; | anche per i suoi figli egli sarà un rifugio. | Il timore del Signore è fonte di vita | per sfuggire ai lacci della morte.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'') *Niente manca a coloro che hanno il timor di Dio. ([[Francesco di Paola]]) *''Principio di ogni educazione è il timor di Dio.'' ([[Dante Leonardi]]) *Si attenda non solo alle lettere ma, principalmente, al santo timor di Dio. ([[Giuseppe Calasanzio]]) *Si dice timor di Dio ma non si dice timor della Ragione. ([[Luigi Pintor]]) *Vedi tu: costoro si sonno levati con timore servile dal bòmico del peccato mortale; ma se essi non si levano con amore della virtù, non è sufficiente il timore servile a dar lo' vita durabile. Ma l'amore col sancto timore è sufficiente, perché la legge è fondata in amore con timore sancto. ([[Caterina da Siena]]) ===''[[Libro di Giobbe]]''=== *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici, | anche se ha abbandonato il timore di Dio.'' *''Ecco, temere Dio, questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' *''Perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' ===''[[Siracide]]''=== *''Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; | e coloro che lo amano seguono le sue vie. | Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; | e coloro che lo amano si saziano della legge. | Coloro che temono il Signore tengono pronti i loro cuori | e umiliano l'anima loro davanti a lui.'' *''Il timore del Signore è gloria e vanto, | gioia e corona d'esultanza. | Il timore del Signore allieta il cuore, | dà gioia, diletto e lunga vita. | Il timore del Signore è dono del Signore, | esso conduce sui sentieri dell'amore. | Chi teme il Signore avrà un esito felice, | nel giorno della sua morte sarà benedetto. | Principio di sapienza è temere il Signore.'' *''Il timore del Signore è sapienza e istruzione, | si compiace della fiducia e della mansuetudine. | Non essere disobbediente al timore del Signore | e non avvicinarti ad esso con doppiezza di cuore.'' *''Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà, | perché la loro speranza è posta in colui che li salva. | Chi teme il Signore non ha paura di nulla, | e non teme perché egli è la sua speranza.'' *''Quanto è grande chi ha trovato la sapienza, | ma nessuno supera chi teme il Signore.'' *''Quelli che temono il Signore sanno giudicare, | i loro giudizi brillano come luce.'' ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Concetti del cristianesimo]] [[Categoria:Concetti dell'ebraismo]] [[Categoria:Virtù]] chh4io7q1p8b4z0lfbip3wndz4jk06q Il Mereghetti 0 81416 1429774 1429479 2026-10-17T08:36:10Z Spinoziano 2297 /* P */ 1429774 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250) *[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore [[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da [[Richard Fleischer|Fleischer]] per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) *Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *Western di impianto classico, raccontato con precisione meccanica ma incapace di allargarsi su una visione morale o sociale delle cose. (''[[Duello al Rio d'argento]]''; 2003, p. 746) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== *[...] un melodramma in bilico tra voglie di emancipazione femminista e inevitabile condanna moralistica. Da dimenticare l'interpretazione della [[Katharine Hepburn|Hepburn]]. (''[[La falena d'argento]]''; 2003, p. 830) *Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834) *Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836) [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) *Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Western di ambizioni epiche, ma scolorito nella realizzazione. (''[[Pony Express (film)|Pony Express]]''; 2003, p. 1802) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *[...] inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Il migliore dei film rurali in voga nel cinema americano della metà degli anni Ottanta: [[Robert Benton|Benton]] si ispira a ricordi personali, evoca il mondo di [[William Faulkner]] e di [[Thornton Wilder]], non perde le fila dell'intreccio e sa bilanciare l'obbligatoria spettacolarità con notazioni toccanti che vanno al di là del bozzettismo. E sa rischiare nel finale mistico, dove vivi e morti, bianchi e neri, uccisi e uccisori si trovano in chiesa: di certo non quello che ci si aspetta da un film di consumo. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2003, p. 2233) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===W=== *Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631) ===Z=== *Primo film di fiction prodotto dalla Disney, tra i migliori del suo genere e meno sdolcinato del solito. (''[[Zanna Gialla]]''; 2003, p. 2640) *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] jys64onzon5094pzk7q7pmmtfcumehz Il Morandini 0 86658 1429772 1429477 2026-10-17T08:30:31Z Spinoziano 2297 /* P */ +1, typo 1429772 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *Uno dei 4 western di [[Don Siegel|Siegel]], basato su una storia di poco conto in cui il regista non credeva e che non poté modificare. Prologo ed epilogo appiccicati in fretta per allungare il brodo. (''[[Duello al Rio d'argento]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== *2º e poco soddisfacente film di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]], guidata da [[Dorothy Arzner|D. Arzner]], una delle rare donne registe di Hollywood, attiva tra il '27 e il '43. Tratto dal romanzo di [[Gilbert Frankau]], è un dramma goffo che solo qua e là riesce a essere interessante. (''[[La falena d'argento]]''; 2000, p. 454) [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *Il dolce sapore della vendetta è il succo di questo robusto western violento. [...] la sceneggiatura convenzionale è migliorata da una regia competente e da una buona squadra di attori. (''[[Nevada Smith]]''; 2000, p. 868) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) [[File:Stagecoach-05 - Claire Trevor.jpg|miniatura|[[Claire Trevor]] in ''[[Ombre rosse]]'']] *[...] è forse – almeno in Italia per due generazioni di critici e di cinefili – il western più famoso e amato di tutti i tempi. Questo "Grand Hotel" su ruote, come fu definito sul ''New Yorker'', si presta a letture di ogni genere, come ogni classico. (''[[Ombre rosse]]''; 2000, p. 917) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Tipico western di fattura media, di quelli che si vedono volentieri e si dimenticano subito. Non manca un romanzetto d'amore con la rubensiana [[Rhonda Fleming|R. Fleming]]. Inferiore all'omonimo film muto del 1925 diretto da [[James Cruze]]. (''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[Hans Christian Andersen#La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente – all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) *Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2000, p. 1066) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']] *Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[Silverado]]''; 2000, p. 1226) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Prodotto dalla Walt Disney, è un robusto, edificante dramma contro l'ignoranza, l'intolleranza e i pregiudizi razziali, sostenuto da una sceneggiatura non priva di finezza e da una bella compagnia di attori. (''[[Smith, un cowboy per gli indiani]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *[...] [[Robert Benton|R. Benton]] [...] ha fatto un film autobiografico, raccontando la città natia del Texas, un piccolo mondo che ama e idealizza. Un po' leccato, ma la fotografia di [[Néstor Almendros|Nestor Almendros]] è stupenda. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2000, p. 1271) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403) *Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) *Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *La Disney cominciò nel 1950 a produrre lungometraggi per ragazzi con attori. Questo è il 1º imperniato su un bambino e un cane. Tratto da un romanzo di Fred Gipson, è uno dei migliori e dei meno zuccherosi. (''[[Zanna Gialla]]''; 2000, p. 1509) *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E un altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] mpmu0t4qwfmpccj5gkex1bd3a1xi7rk Libro di Giobbe 0 87170 1429759 1429632 2026-10-17T06:48:17Z Spinoziano 2297 +1 1429759 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Giobbe''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. ==[[Incipit]]== C'era nella terra di Uz un uomo chiamato [[Giobbe]]: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente. Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche [[Satana]]. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dal percorrere la terra e dall'aggirarmi su di essa». (1, 6 – 7; 2010) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». (1, 8 – 12; 2008) *''[[Nudità |Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!'' ([[Giobbe]]: 1, 21; 1974) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». (2, 3 – 6; 2008) *Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il [[Bene e male|bene]], perché non dovremmo accettare il male?». (2, 7 – 10; 2008) *Allora Giobbe aprì la bocca e [[Maledizioni dai libri|maledisse]] il suo giorno. Prese a dire: «''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''. (3, 1 – 3; 2008) *''[[Oltretomba|Laggiù]] i malvagi cessano d'agitarsi, | laggiù riposano gli sfiniti di forze. | I prigionieri hanno pace insieme, | non sentono più la voce dell'aguzzino. | Laggiù è il piccolo e il grande, | e lo schiavo è libero dal suo padrone.'' (Giobbe: 3, 17 – 19; 1974) *''Per quanto io ho visto, chi coltiva [[iniquità]], | chi semina affanni, li raccoglie.'' (Elifaz: 4, 8; 1974) *''Poiché allo [[stoltezza|stolto]] dà morte lo sdegno | e la collera fa morire lo sciocco. | Io ho visto lo stolto metter radici, | ma imputridire la sua dimora all'istante.'' (Elifaz: 5, 2 – 3; 1974) *''Infatti, la sventura non spunta dalla terra, | né il dolore germina dal suolo; | ma l'uomo nasce per [[sofferenza|soffrire]], | come la favilla per volare in alto.'' (Elifaz: 5, 6 – 7; 1994) :''L'uomo nasce al [[travaglio]], | come l'uccello per il volo.'' (5, 7; 1959) *''Beato l'uomo che Dio corregge! | Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente; | perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; | egli ferisce, ma le sue mani guariscono.'' (Elifaz: 5, 17 – 18; 1994) *''Si mangia forse un cibo insipido, senza sale? | O che gusto c'è nel succo di [[malva]]?'' (Giobbe: 6, 6; 2008) *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli [[amicizia|amici]], | anche se ha abbandonato il [[timore di Dio]].'' (Giobbe: 6, 14; 1974) *''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (Giobbe: 7, 1 – 3; 1974) *''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella [[polvere]], | mi cercherai, ma più non sarò!'' (Giobbe: 7, 20 – 21; 1974) *''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].'' (Giobbe: 9, 13; 1974) *''L'uomo insensato si leva in superbia, | e qual giovane [[onagro]] si stima nato indipendente''. (11, 12; 1959) *''Le tende dei ladri sono tranquille, | c'è sicurezza per chi provoca Dio, | per chi vuol ridurre Dio in suo potere. | Ma interroga pure le [[animale|bestie]], perché ti ammaestrino, | gli uccelli del cielo, perché ti informino, | o i rettili della terra, perché ti istruiscano | o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. | Chi non sa, fra tutti questi esseri, | che la mano del Signore ha fatto questo? | Egli ha in mano l'anima di ogni vivente | e il soffio d'ogni carne umana.'' (12, 6 – 10; 1974) *''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.'' (Giobbe: 13, 3; 1974) *''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!'' (Giobbe: 19, 25 – 27; 1994) *''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'[[oro]] | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (22, 23 – 25; 1974) *''Come può giustificarsi un [[uomo]] davanti a Dio | e apparire [[purezza|puro]] un nato di donna? | Ecco, la luna stessa manca di chiarore | e le stelle non sono pure ai suoi occhi: | quanto meno l'uomo, questo verme, | l'essere umano, questo bruco!'' (25, 4 – 6; 1974) *''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma [[Raab (mitologia)|Raab]]. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.'' (Giobbe: 26, 12-13; 1974) *''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.'' (Giobbe: 28, 12 – 15; 1994) *''Ecco, [[Timore di Dio|temere Dio]], questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' (Giobbe: 28, 28; 1974) *''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.'' (Giobbe: 30, 29; 1974) *''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.'' (Giobbe: 30, 31; 1994) *[...] ''perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' (Giobbe: 31, 23; 1974) *''Chi ha chiuso tra due porte il [[mare]], | quando erompeva uscendo dal seno materno, | quando lo circondavo di nubi per veste | e per fasce di caligine folta? | Poi gli ho fissato un limite | e gli ho messo chiavistello e porte | e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre | e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".'' ([[Yahweh]]: 38, 8 – 11; 1974) *''Da quando vivi, hai mai comandato al mattino | e assegnato il posto all'[[aurora]], | perché essa afferri i lembi della terra | e ne scuota i malvagi? | Si trasforma come creta da sigillo | e si colora come un vestito.'' (Yahweh: 38, 12 – 14; 1974) *''Sai tu quando figliano le [[camoscio|camozze]] | e assisti al parto delle [[cervo|cerve]]? | Conti tu i mesi della loro gravidanza | e sai tu quando devono figliare? | Si curvano e depongono i figli, | metton fine alle loro doglie. | Robusti sono i loro figli, crescono in campagna, | partono e non tornano più da esse.'' (Yahweh: 39, 1 – 4; 1974) *''Chi ha mandato libero l'[[onagro]], | e i suoi legami chi li ha sciolti? | Ad esso io diedi il deserto quale casa | e qual sua dimora la terra di salsuggine. | Disprezza egli il tumulto della città, | e urla di mandriano non ascolta; | visita torno torno i monti del suo pascolo, | e ogni verde zolla egli ricerca.'' (Yahweh: 39, 5 – 8; 1959) *''Il [[bufalo]] si lascerà piegare a servirti | o a passar la notte presso la tua greppia? | Potrai legarlo con la corda per fare il solco | o fargli erpicare le valli dietro a te? | Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande | e a lui affiderai le tue fatiche? | Conterai su di lui, che torni | e raduni la tua messe sulla tua aia?'' (Yahweh: 39, 9 – 12; 1974) *''L'ala dello [[struzzo]] batte festante, | ma è forse penna e piuma di cicogna? | Abbandona infatti alla terra le uova | e sulla polvere le lascia riscaldare. | Dimentica che un piede può schiacciarle, | una bestia selvatica calpestarle. | Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi, | della sua inutile fatica non si affanna, | perché Dio gli ha negato la saggezza | e non gli ha dato in sorte discernimento. | Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali: | si beffa del cavallo e del suo cavaliere.'' (Yahweh: 39, 13 – 18; 1974) *''È forse al tuo comando che l'[[aquila]] si alza in alto | e fa il suo nido nei luoghi elevati? | Abita nelle rocce e vi pernotta; | sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; | di là spia la preda | e i suoi occhi mirano lontano. | I suoi piccini si abbeverano di sangue, | e dove sono i corpi morti, là essa si trova.'' (Yahweh: 39, 27 – 30; 1994) *''Ecco, l'[[ippopotamo]], che io ho creato al pari di te, | mangia l'erba come il bue. | Guarda, la sua forza è nei fianchi | e il suo vigore nel ventre. | Rizza la coda come un cedro, | i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi, | le sue vertebre, tubi di bronzo, | le sue ossa come spranghe di ferro. | Esso è la prima delle opere di Dio; | il suo creatore lo ha fornito di difesa. | I monti gli offrono i loro prodotti | e là tutte le bestie della campagna si trastullano. | Sotto le piante di [[fior di loto|loto]] si sdraia, | nel folto del canneto della palude. | Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici, | lo circondano i salici del torrente. | Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema, | è calmo, anche se il [[Giordano (fiume)|Giordano]] gli salisse fino alla bocca. | Chi potrà afferrarlo per gli occhi, | prenderlo con lacci e forargli le narici?'' (Yahweh: 40, 15 – 24; 1974) *''Puoi tu pescare il [[Leviatano|Leviatan]] con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1974) *''Prenderai forse il [[coccodrillo]] all'amo? | Gli assicurerai la lingua con la corda? | Gli passerai un giunco per le narici? | Gli forerai le mascelle con l'uncino? | Ti rivolgerà esso molte suppliche? | Ti dirà delle parole dolci? | Farà esso alleanza con te, | perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? | Scherzerai con lui come fosse un uccello? | Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze? | Ne trafficheranno forse i pescatori? | Lo spartiranno essi fra i negozianti? | Gli coprirai la pelle di frecce | e la testa di ramponi? | Mettigli un po' le mani addosso! | Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1994) ==[[Explicit]]== Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul Libro di Giobbe== *Animato da ansiosa ricerca di verità e da umanità profonda, è giudicato concordemente un vero capolavoro di tutti i tempi e di tutti i paesi, ed è cosparso di sublimi bellezze letterarie. [...] Il poema fu sempre di conforto agli afflitti dalle miserie della vita. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *''Giobbe'' è un'opera formidabile della letteratura ebraica. Con la sola eccezione di ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', nessun altro libro della Bibbia è scritto con un tale altissimo livello di potente eloquenza, come del resto si addice al suo argomento, la giustizia di Dio. Come opera di teologia morale, il libro è un fallimento perché l'autore, come tutti gli altri, è sconcertato dal problema della teodicea. ([[Paul Johnson]]) *Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. ([[Søren Kierkegaard]]) *Il ''Libro di Giobbe'' è ricco di storia naturale in forma poetica: presenta un catalogo affascinante di fenomeni organici, cosmici e meteorologici. Nel capitolo 28, per esempio, c'è una straordinaria descrizione di una miniera. Attraverso questa immagine, ci viene presentata una visione del potenziale scientifico e tecnologico quasi illimitato del genere umano, in contrasto con le capacità morali incorreggibilmente deboli dell'uomo. ([[Paul Johnson]]) *Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia Giobbe, che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. ([[Una carezza per guarire|Umberto Veronesi e Mario Pappagallo]]) ===[[Antonio Girlanda]]=== *''Giobbe'': il poema grandioso dell'innocente oppresso dalla sofferenza immeritata, ma che non cessa di cercare Dio. *Il libro di Giobbe è un capolavoro della letteratura universale, sia per l'eterno problema che agita, il dolore dell'innocente, ma anche per la smagliante veste letteraria che l'anonimo autore ebreo del V secolo ha saputo dargli. *L'autore di Giobbe non accetta un Dio automa che garantisce disgrazie ai malvagi e successo ai buoni. Egli ha assunto il problema del dolore innocente come il caso limite per scuotere certezze che non rispondono alla realtà né stimolano quella fede che si affida a Dio, certa che la sua ultima volontà è la felicità della creatura che lo cerca. L'epilogo lo dimostra. ===[[Simone Weil]]=== *È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe. *Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza. *La sventura ha costretto Cristo a supplicare di essere risparmiato, a cercare conforto fra gli uomini, a credersi abbandonato dal Padre. Ha costretto un giusto a imprecare contro Dio, un giusto perfetto, quanto almeno può esserlo una natura soltanto umana, e forse anche di più, se Giobbe non è tanto un personaggio storico quanto una immagine di Cristo. «Egli si fa gioco della sventura degli innocenti». Non è una bestemmia, è un autentico grido strappato al dolore. Il libro di Giobbe è dall'inizio alla fine una pura meraviglia di verità e di autenticità. Se si parla di sventura, tutto ciò che si discosta da quell'esempio è, più o meno, macchiato di menzogna. ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=giobbe&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Giobbe]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gb/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Giobbe]] qnpot4xq0k3l7fmaobd4rzsdeto4mjm Adrian Newey 0 91408 1429726 1395454 2026-10-16T23:37:31Z Danyele 19198 recupero dead link 1429726 wikitext text/x-wiki [[File:AAdrian Newey OBE (13994115621) (cropped).jpg|thumb|Adrian Newey nel 2009] '''Adrian Newey''' (1958 – vivente), ingegnere britannico. ==Citazioni di Adrian Newey== {{cronologico}} *Ayrton {{NDR|[[Ayrton Senna|Senna]]}} aveva grande talento e determinazione. Portava la macchina ai limiti, cercando di farle fare anche quello che non era in grado di fare. Una delle cose che più mi ossessiona è che venne da noi convinto che fossimo i migliori perché da tre anni lo eravamo. Ma la vettura del 1994, sfortunatamente, non fu una buona macchina.<ref>Da un'intervista alla BBC; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Sport-Motori/Formula1/02-10-2013/newey-senna-imola-f1-201279842659.shtml Newey e il tormento Senna: "Si fidava di noi. E invece..."]'', ''gazzetta.it'', 2 ottobre 2013.</ref> *[...] sono l'ultimo dinosauro dell'industria, sono cresciuto sul tavolo da disegno e per me è come una lingua. È quello in cui sono competente. Il CAD rispetto alle tavole da disegno è come un'altalena contro le giostre. Per me, rappresenta semplicemente un modo di comunicare quello che hai in testa tramite un mezzo. La mia prima lingua è il tavolo da disegno e lo schizzo. Per i giovani, il loro primo linguaggio è il CAD. Sono cavalli di battaglia e di età.<ref name="Senatore">Da un'intervista al Goodwood Festival of Speed; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/newey-sono-ultimo-dinosauro-f1-red-bull-versappen-tyrrell-goodwood Newey: "Sono l'ultimo dinosauro"]'', ''formulapassion.it'', 13 luglio 2021.</ref> *[...] la prima auto che ho costruito con i kit di modelli [[Tamiya]] – quando avevo circa 10 o 11 anni – era di una Lotus 49, che ora ho la fortuna di possedere. [...] Quei kit sono stati importanti perché ti insegnano come l'auto va insieme. Come si muove la sospensione, come funziona una vettura di Formula 1 da un punto di vista del telaio.<ref name="Senatore"/> *{{NDR|Nel 2022, sulla svolta "ecologista" della Formula 1}} La F1 può e deve svolgere un ruolo in questo senso ma c'è tutta questa discussione su quale debba essere la fonte di energia: elettrica, biocarburante, carburante sintetico, idrogeno. C'è molta disinformazione in giro sull'argomento, soprattutto per quanto riguarda il lato elettrico. La gente comincia a rendersi conto che l'impronta di carbonio della produzione di un veicolo elettrico è molto più grande di quella di un veicolo a benzina. L'ipotesi che l'elettricità prodotta dall'energia eolica o solare sia priva di emissioni non è corretta. {{NDR|proseguendo il discorso, tirando il ballo il peso eccessivo raggiunto dalle vetture di Formula 1}} Le nostre auto sono diventate più grandi e più pesanti e non sono particolarmente efficienti dal punto di vista aerodinamico perché hanno molta resistenza. Purtroppo la F1 ha ottenuto l'esatto contrario con queste nuove regole. È chiaro che per il Circus come per l'industria automobilistica in generale, auto più grandi e pesanti e l'ossessione della gente per l'alimentazione a batterie o a benzina sono la direzione sbagliata. Il problema più grande è la quantità di energia necessaria per muovere questo affare, indipendentemente dalla provenienza. [...] Sembra che le regole tecniche della Formula 1 non lo riconoscano, perché ovviamente le grandi case automobilistiche non vogliono. Almeno questo è ciò che penso.<ref>Da un'intervista a ''motorsport-magazin.com''; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/newey-contro-la-f1-ecologica-molta-disinformazione-elettrico-idrogeno-red-bull Newey contro la F1 'ecologica': "C'è molta disinformazione"]'', ''formulapassion.it'', 20 dicembre 2022.</ref> *Quando vengono fuori nuove regole {{NDR|in Formula 1}}, come in quel periodo di transizione tra i motori turbo e i normali aspirati, io passo molto tempo a ragionare su quali opportunità ti offrono [...]. Cerco sempre delle scappatoie, situazioni in cui le regole ti chiedono di fare una cosa ma non ti obbligano, permettendoti un modo originale di procedere.<ref name="Capelli">Dall'intervista di [[Ivan Capelli]], ''The Special One'', Sky Sport F1, 2 giugno 2023; citato in ''[https://sport.sky.it/formula-1/2023/06/02/f1-red-bull-adrian-newey-intervista F1, Adrian Newey (Red Bull) a Sky: "In passato sono stato vicino alla Ferrari"]'', ''sport.sky.it''.</ref> *Pensando al 1998, quando ero responsabile della mia prima McLaren {{NDR|[[McLaren MP4/13|MP4/13]]}}, la novità era il cambio agli pneumatici stretti scanalati. La stabilità in entrata di curva quando la macchina tende ad andare in avanti e diventa un po' nervosa perché la carreggiata era più stretta. Molti hanno cercato di mantenere il rapporto dell'interasse della vettura uguale, mentre noi abbiamo cercato di fare l'opposto senza sovraccaricare il pneumatico anteriore esterno e mantenere il carico sul posteriore interno. Il miglior modo per fronteggiare la carreggiata stretta era abbassare il centro di gravità, disegnando una macchina che avesse un centro più basso, allungando il passo e cercando di limitare il sovraccarico di peso.<ref name="Capelli"/> *{{NDR|Sull'organizzazione di un team di Formula 1}} Se stabilisci un organigramma è tutto più chiaro a tutti ma io non ho mai cercato questo. Vogliamo una struttura orizzontale, dove cerchiamo di incoraggiare e la comunicazione tra tutti quanti per minimizzare l'utilizzo delle mail e permettere alle persone di parlare tra loro. Sta tutto nell'avere un ambiente di lavoro coinvolgente ed avere un bel gruppo di ingegneri senior, con figure forti a capo dei vari dipartimenti – tecnico, design e tutti gli altri – che possano supervisionare il lavoro in fabbrica. Penso che in questo modo le cose funzionino veramente bene e si lavori alla grande.<ref>Dall'intervista di Ivan Capelli, ''The Special One'', Sky Sport F1, 2 giugno 2023; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/il-metodo-newey-f1-red-bull Il metodo Newey: "Mi piace una struttura orizzontale, deve esserci comunicazione"]'', ''formulapassion.it''.</ref> *{{NDR|Sull'[[Effetto suolo (automobilismo)|effetto suolo]]}} Il problema del rimbalzo aerodinamico è multidimensionale, si tratta ovviamente della forma aerodinamica della vettura stessa, che poi è accoppiata con le sospensioni e forse con la rigidità della carrozzeria e ogni sorta di cose [...]. Bisogna quindi considerare tutti i fattori che entrano in gioco, non ci si può concentrare solo su un singolo aspetto. Ricordo che quando ero alla Fittipaldi Harvey Postlethwaite aveva una passione per le sospensioni in gomma a tasso crescente e decise che, per risparmiare un po' di peso sulla vettura, avrebbe buttato via le molle e gli ammortizzatori e si sarebbe limitato ad appoggiare la macchina su un set di gommini. Era la prima volta che andavo in un circuito e nei vecchi box di Silverstone è passato Keke Rosberg e la macchina rimbalzava così tanto che si vedeva addirittura chiaramente che le ruote anteriori si sollevavano da terra. Keke è tornato ai box con gli occhi spalancati dicendo "non funziona". È stata la prima volta che ho capito che il porpoising non era un problema puramente aerodinamico.<ref>Da un'intervista a ''the-race.com''; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/porpoising-newey-retroscena-esperienza-silverstone-fittipaldi-rosberg-1980 Newey: "Porpoising problema multidimensionale, l'ho capito alla Fittipaldi con Rosberg negli anni '80"]'', ''formulapassion.it'', 4 gennaio 2024.</ref> *La [[Team Lotus|Lotus]] è diventata la squadra per cui tifavo o per cui la mia famiglia tifava quando si guardava un gran premio, oltre al modellino in scala Lotus 49 Tamiya 12 che avevo costruito da bambino, ma anche leggendo i libri è diventato evidente che la Lotus è stata, in ogni caso, forse la più grande innovatrice in Formula 1, anno dopo anno.<ref>Da un'intervista ad ''Auto Motor und Sport''; citato in Alessandro Prada, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-team-che-mi-ha-ispirato-di-piu-lotus Newey: "Il team che mi ha ispirato di più? La Lotus, forse la più grande innovatrice in F1"]'', ''formulapassion.it'', 2 marzo 2025.</ref> *Parte della motivazione è la paura di [[Fallimento|fallire]]. Ho cercato di imparare a usarla in modo costruttivo, perché è la differenza tra troppa pressione, o una pressione mal gestita che causa errori, e uno stato di concentrazione e visione lucida e creativa.<ref name="Belloro">Da un'intervista patrocinata da Maaden; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-aston-martin-moglie-trance-progettuale-paura-fallire-2026 Newey: "Mia moglie si lamenta perché sono in 'trance' progettuale, parte della motivazione arriva dalla paura di fallire"]'', ''formulapassion.it'', 13 novembre 2025.</ref> *Non ho mai creduto al fatto di fissare obiettivi, ciò che dà soddisfazione è lavorare insieme per progredire [...].<ref name="Belloro"/> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} Abbiamo progettato il telaio con l'idea di avvolgerlo il più possibilmente stretto attorno al pilota. Ho realizzato che, poiché il pilota si sedeva con i talloni in dentro e le punte dei piedi in fuori, avremmo potuto disegnare una sezione a V per la scocca, più stretta nella parte bassa.<ref name="Platella">Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-analisi-tecnica/leyton-house-red-bull-vettel-verstappen-adrian-newey Dalla Leyton House alle Red Bull di Vettel e Verstappen: i telai a V di Newey]'', ''formulapassion.it'', 12 gennaio 2024.</ref> *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/13]]}} Il cambio di regolamenti comportava che avessimo molto meno spazio laterale tra il telaio, ora più largo, e le ruote anteriori, che con la carreggiata ridotta erano state spostate verso l'interno. Questo implicava che, impedire alla scia turbolenta delle ruote anteriori di impattare sulle pance e sul diffusore, sarebbe stato molto più difficile e che sarebbe stata una grande area di sviluppo. Il telaio a V avrebbe aiutato.<ref name="Platella"/> *In qualsiasi organizzazione serve un organico con una sorta di struttura gerarchica piramidale. All'interno del reparto ingegneristico, però, cerchiamo di avere un'organizzazione piatta, nella quale le persone debbano comunicare il più possibile le une con le altre. Proviamo a ridurre il numero di riunioni. La cultura dei meeting può essere un enorme spreco di tempo. Allo stesso tempo, però, incoraggiamo le persone a non parlare solamente attraverso le email. Un bar o un luogo di ristoro può aiutare in questo.<ref>Citato in Diego Catalano, ''[https://www.funoanalisitecnica.com/2023/08/red-bull-newey-orizzontale.html Red Bull: il segreto è "l'orizzontalità" di Newey]'', ''funoanalisitecnica.com'', 21 agosto 2023.</ref> *La mente dell'[[ingegnere]], ancor più di quella del matematico e del fisico, combina il lato artistico e immaginativo del cervello – l'approccio del "e se" oppure "non sarebbe interessante provare così?" – con il lato più pragmatico, l'attitudine secondo cui tutto debba essere definito per uno scopo.<ref>Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-scarichi-soffiati-capolavoro-record-redbull Scarichi soffiati: il capolavoro dietro al record della RB9]'', ''formulapassion.it'', 12 settembre 2023.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20240619231122/https://autosprint.corrieredellosport.it/news/mondo-racing/2013/01/15-201132/memorie_di_adrian Memorie di Adrian]''|Citato in ''autosprint.corrieredellosport.it'', 15 gennaio 2013.|h=4}} *{{NDR|Sugli anni in [[Leyton House Racing]]}} In quei giorni la F.1 era una categoria divisa. Tutti i top team avevano motori turbo mentre negli ultimi posti in griglia si trovavano le monoposto con motori 3,5 litri aspirati, con una potenza di almeno 150 cavalli in meno. In quel periodo le vetture turbo erano veramente sgraziate. La gente era diventata veramente pigra in fatto di design, avevano così tanta potenza che per trovare più deportanza si applicavano semplicemente alettoni sempre più grandi. Si trattava solo di contenere tutta quella potenza. Noi, con il nostro V8 Judd da 650 cavalli dovevamo trovare velocità altrove, cercandola attraverso una maggior efficienza aerodinamica. Così abbiamo indirizzato la progettazione in quel senso scendendo a piccoli compromessi nel pacchetto meccanico per ottenere il risultato. E in questo senso, queste sono le vetture di cui personalmente, mi sento più orgoglioso. Penso di non sbagliare se dico che questo approccio ha cambiato la direzione della progettazione in F1. *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} In quell'anno abbiamo introdotto molte novità aerodinamiche su quella vettura, per esempio sollevando la parte inferiore del telaio per gestire l'alettone anteriore, il muso e il telaio come un unico dispositivo aerodinamico; poi abbiamo sagomato le paratie dell'alettone anteriore e realizzato un diffusore molto speciale, tutto allo scopo di realizzare una vettura più piccola e compatta possibile. Queste innovazioni attirarono molta attenzione, furono tutte cose che non passarono inosservate. *Sono stato alla Leyton House praticamente dall'inizio e anche se abbiamo commesso errori pensavo che come team stessimo facendo progressi. Se la Leyton House avesse continuato a godere dei finanziamenti necessari avremmo potuto fare un lavoro soddisfacente, forse – chi lo sa – avremmo iniziato a vincere qualche gara. Ma era chiaro che Akagi aveva problemi economici ed era evidente come sarebbero andate a finire le cose. Questa è la ragione per cui me ne sono andato. Francamente, poi, ho avuto un grosso litigio con l'amministratore {{NDR|Simon Keeble}} cui Akagi aveva affidato la gestione del team e con cui non andavo affatto d'accordo. Non si può affidare a un ragioniere la gestione di una squadra corse, non funzionerà mai. *In effetti la [[Leyton House CG901|CG901]] è molto comoda, strano a dirsi [...]. Ha una buona visibilità tutt'intorno grazie al basso abitacolo. Dal punto di vista della sicurezza, si potrebbe dire che lasciava i piloti piuttosto esposti. Ha un motore, il V8 Judd, molto docile e l'atto fisico di guidare l'auto è semplice [...]: sterzo diretto, buoni freni e pochissimi sballottamenti violenti, cosa sorprendente. *Di certo dalla Leyton House alla Williams, la filosofia aerodinamica era molto simile. Quando sono andato alla Williams nel luglio del 1990, avevo relativamente poco tempo per progettare l'auto dell'anno successivo. Fondamentalmente ho portato con me, nella mia testa non certo i disegni ma l'idea di come sarebbe stata la Leyton House dell'anno successivo se fossi rimasto là. Ovviamente la Williams aveva risorse molto maggiori rispetto alla Leyton House e tutta l'esperienza, in particolare dal punto di vista meccanico. Penso, però, onestamente, di dover dire che ciò che stavamo facendo alla Leyton House dal punto di vista aerodinamico fosse molto più evoluto rispetto a quanto stavano facendo, all'epoca, alla Williams. Quindi se si mette una [[Williams FW14|FW14]] di fianco a una 901 si noterà più di una semplice somiglianza. *[...] penso che l'era dell'elettronica, fosse un bellissimo periodo, e non parlo solo delle sospensioni attive. Alla fine del 1993 avevamo gli Abs a quattro canali, il servosterzo elettronico, il controllo della trazione, le sospensioni attive e avevamo costruito e usato il cambio a variazione continua Cvt, che in effetti era un sistema di trasmissione tipo Daf Variomatic. [...] Era molto strano sentire un motore con giri praticamente costanti. Ma anche quello è stato vietato. Sfortunatamente si trattava di un caso di "Aiuto Internazionale Ferrari".<ref group="N">Gioco di parole in lingua inglese, ottenuto modificando il significato della sigla della Federazione Internazionale dell'Automobile – FIA – in "Ferrari International Aid", cioè "Aiuto Internazionale Ferrari" come i britannici definiscono maliziosamente tutti i casi in cui una norma regolamentare viene in aiuto della Ferrari.</ref> [...] La Ferrari e la Fia si sono riunite, il consueto modus operandi Ferrari: se non riuscivano a far funzionare qualcosa, lo facevano vietare. Non erano in grado di far funzionare le sospensioni attive e certamente non sarebbero riusciti, in poco tempo, a far funzionare il Cvt e così, di conseguenza, tutto l'insieme è stato messo da parte. *{{NDR|Sulla [[Williams FW16]]}} È stato un grande passo indietro per noi. Avevamo usato le {{NDR|sospensioni}} "attive" per due anni, avevamo almeno un anno di vantaggio rispetto ai nostri concorrenti e naturalmente avevamo sviluppato attorno a questo sistema tutta l'aerodinamica. Così, quando siamo dovuti tornare indietro {{NDR|a fine 1993}}, ci è voluto in effetti del tempo per renderci conto dei problemi che ci causava un telaio che si muoveva molto di più. Di conseguenza devo dire francamente che la Fw16 era aerodinamicamente instabile. Le fiancate erano troppo lunghe, si sarebbe verificato un enorme stallo del fondo e non c'era via d'uscita. Mantenendo alta la vettura si poteva evitare lo stallo del fondo ma si perdeva deportanza. Se la vettura era bassa, diventava instabile. All'inizio della stagione era un po' uno schifo e solo dopo aver accorciato le pance a Magny-Cours, in luglio, siamo riusciti finalmente a risolvere il problema. *Lavorare alla McLaren rispetto alla Williams era molto diverso. La Williams assomiglia molto all'officina amatoriale di Frank e Patrick, cosa che talvolta potrebbe risultare frustrante. D'altro canto, però, dava una sensazione di familiarità e Patrick era molto buono con me e mi lasciava molta libertà. La McLaren è un po' più simile alla IBM, [...] ci si sente come in una grossa azienda che ha metodi e standard ed è in questo modo che bisogna muoversi. *[...] ho sempre iniziato il layout di una [[Vettura di Formula 1|macchina]] considerando prima di tutto l'aerodinamica e cercando, poi, di aggiungere attorno ad essa le parti meccaniche. Non sono mai riuscito a capire come fa la gente a procedere in modo diverso. [...] non ho mai veramente capito come sia possibile avere un reparto meccanico che non lavora a strettissimo contatto con il reparto aerodinamico. E si vede. Si vedono macchine per le quali è chiaro che l'ingegnere aerodinamico non ha comunicato con il progettista capo e il risultato assomiglia a un... cammello. Mi sono laureato nel 1980, molto prima che i sistemi Cad {{NDR|computer-aided design}} fossero perfino immaginati nell'ambiente del motor racing. [...] Probabilmente, ad eccezione del mio, tutti i tavoli da disegno erano già scomparsi dalla F.1 alla metà degli Anni '90. Il passaggio è stato veloce. Ma in un certo senso non è importante il tavolo da disegno, per me è solo un modo per afferrare i pensieri, buttarli giù con uno strumento, svilupparli con quello stesso strumento e poi, se si tratta di un'idea aerodinamica passarla al Cad e alla galleria del vento. *La [[Red Bull RB5|RB5]] del 2009 in effetti era piuttosto buona per la nuova normativa di quella stagione che doveva apparentemente ridurre la deportanza ed era inferiore solo alla BrawnGP col suo controverso doppio diffusore doppio. Sfortunatamente non ci sono classi in F.1, ma la Rb5 era l'auto più veloce... di tutte quelle con un singolo diffusore. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-dopo-morte-senna-pensai-smettere-williams-fw16-piantone-sterzo-imola-1994 Newey: "Williams FW16 aerodinamicamente instabile, le pole erano solo merito di Senna"]''|Citato in Alessandro Prada, ''formulapassion.it'', 1º maggio 2024.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Williams FW16]]}} La macchina era molto, molto difficile da guidare, e più una pista era accidentata, peggio era. *Dopo la morte di Senna ho pensato di smettere, se non hai questi pensieri, se non ti metti in discussione dopo una simile tragedia, c'è qualcosa di sbagliato in te. Ma se io e il direttore tecnico Patrick Head ci fossimo fermati, tutto alla Williams sarebbe crollato. *{{NDR|Sull'incidente di Senna al [[Gran Premio di San Marino 1994]]}} Non avremmo mai dovuto apportare modifiche del genere allo sterzo in pista, sento ancora un certo grado di responsabilità per la morte di Ayrton, ma nessun senso di colpa. Per me è molto probabile che la vettura non sia uscita di strada a causa della rottura del piantone dello sterzo. La gomma posteriore destra probabilmente aveva una foratura lenta a causa del passaggio sui detriti. Se dovessi scegliere una causa dell'incidente, indicherei quella gomma. Ayrton restò a tutto gas per mezzo secondo, poi ha ridotto al 50%, successivamente ha tolto il piede dal gas e ha frenato. La logica direbbe che se si fosse rotto lo sterzo, avrebbe frenato immediatamente. *{{NDR|Sulla Williams FW16}} Avevo calcolato male l'aerodinamica della vettura. La finestra in cui la vettura lavorava era troppo piccola. Mi sono fermato in pista {{NDR|durante i test precampionato a Nogaro}} e ho osservato la nostra macchina. [...] I fianchetti erano troppo lunghi. Di conseguenza, il flusso d'aria nel diffusore si strappava quando la vettura si abbassava all'anteriore, perché l'estremità anteriore dei sidepods era troppo vicina alla pista. Oggi sembra ridicolo, ma all'epoca non avevamo gli strumenti per riconoscere in anticipo il problema nella galleria del vento. *{{NDR|Sulla Williams FW16}} La nostra vettura è stata in pole position in tutte e tre le gare {{NDR|d'inizio stagione 1994}}, ma dobbiamo ringraziare solo Ayrton per questo. Nessun altro pilota avrebbe potuto farlo con questa vettura. ==Citazioni su Adrian Newey== *Ad un certo punto della stagione può capitare che si siano esaurite le idee per evolvere un concetto e la macchina non cresce più. Quello che sorprende di Adrian Newey è che ne ha sempre una pronta nel cappello. ([[Jarno Trulli]]) *Adrian va in ogni area in cui vuole essere in grado di interagire con tutti. È un'opportunità per lui di essere in grado di entrare in piccoli dettagli in alcune aree. Quando fai il tuo lavoro e hai qualcuno al fianco che conosci bene, se fai quel passo indietro può essere un enorme vantaggio. ([[Pierre Waché]]) ===[[Ivan Capelli]]=== *Adrian è il migliore. Cosa lo rende il migliore? La sua continuità. Lui è il migliore di tutti perché è il più continuo. È la caratteristica che distingue i migliori, ovvero restare in alto per più tempo possibile e Newey lo sta facendo. Se pensiamo che con Williams ha vinto, è andato alla McLaren ed ha vinto, è passato alla Red Bull... Ed ha vinto! I risultati parlano per lui e stiamo parlando di più di una decade di vittorie. *Newey era votato all'aerodinamica e qualsiasi elemento della vettura, pilota compreso, doveva essere votato e perfino sacrificato ad essa. Faccio un esempio su tutti: per quanto riguarda i volanti, nei Gp lo stato dell'arte era rappresentato dalla McLaren, che ne usava una padella da 28 centimetri di diametro. Roba bella comoda da manovrare. Ebbene, noi con Newey, visto l'abitacolo angusto e al limite dell’abitabilità, eravamo costretti a usare un volante da 25 centimetri, che, senza servosterzo, doveva essere azionato in tutto e per tutto con la forza delle sole braccia ed era una vera tortura. *Per quanto mi riguarda, Adrian Newey è un genialoide. Perchè solo lui può pensare a determinate soluzioni e le vetture che ha progettato lo stanno a dimostrare. [...] In più è maniacale: ad ogni parco chiuso è sempre lì a guardare le proprie monoposto per cercare di studiarne dettagli ed il comportamento in pista. È anche in queste cose che si può comprendere quanto sia davvero un grande. *Ricordo nel 1988, ai primi giri con la sua monoposto, capii d'essere di fronte a una filosofia costruttiva nuova e ben diversa dalle altre. Ebbi la sensazione da lì in poi di guidare vetture pensate da uno che aveva qualcosa in più degli altri. La sua grande fortuna, chiusa la parentesi con la Leyton House [...], fu l'ingaggio da parte della Williams, dove incontrò Patrick Head, che seppe razionalizzare e ricondurre sul piano della sostenibilità pratica gli orientamenti estremi dello stesso Newey. ==Note== <references group="N"/> ===Fonti=== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Newey, Adrian}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] 4d7bi91ezfl8mnoe1069yft2lb66lu0 1429727 1429726 2026-10-16T23:37:47Z Danyele 19198 typo 1429727 wikitext text/x-wiki [[File:Adrian Newey OBE (13994115621) (cropped).jpg|thumb|Adrian Newey nel 2009] '''Adrian Newey''' (1958 – vivente), ingegnere britannico. ==Citazioni di Adrian Newey== {{cronologico}} *Ayrton {{NDR|[[Ayrton Senna|Senna]]}} aveva grande talento e determinazione. Portava la macchina ai limiti, cercando di farle fare anche quello che non era in grado di fare. Una delle cose che più mi ossessiona è che venne da noi convinto che fossimo i migliori perché da tre anni lo eravamo. Ma la vettura del 1994, sfortunatamente, non fu una buona macchina.<ref>Da un'intervista alla BBC; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Sport-Motori/Formula1/02-10-2013/newey-senna-imola-f1-201279842659.shtml Newey e il tormento Senna: "Si fidava di noi. E invece..."]'', ''gazzetta.it'', 2 ottobre 2013.</ref> *[...] sono l'ultimo dinosauro dell'industria, sono cresciuto sul tavolo da disegno e per me è come una lingua. È quello in cui sono competente. Il CAD rispetto alle tavole da disegno è come un'altalena contro le giostre. Per me, rappresenta semplicemente un modo di comunicare quello che hai in testa tramite un mezzo. La mia prima lingua è il tavolo da disegno e lo schizzo. Per i giovani, il loro primo linguaggio è il CAD. Sono cavalli di battaglia e di età.<ref name="Senatore">Da un'intervista al Goodwood Festival of Speed; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/newey-sono-ultimo-dinosauro-f1-red-bull-versappen-tyrrell-goodwood Newey: "Sono l'ultimo dinosauro"]'', ''formulapassion.it'', 13 luglio 2021.</ref> *[...] la prima auto che ho costruito con i kit di modelli [[Tamiya]] – quando avevo circa 10 o 11 anni – era di una Lotus 49, che ora ho la fortuna di possedere. [...] Quei kit sono stati importanti perché ti insegnano come l'auto va insieme. Come si muove la sospensione, come funziona una vettura di Formula 1 da un punto di vista del telaio.<ref name="Senatore"/> *{{NDR|Nel 2022, sulla svolta "ecologista" della Formula 1}} La F1 può e deve svolgere un ruolo in questo senso ma c'è tutta questa discussione su quale debba essere la fonte di energia: elettrica, biocarburante, carburante sintetico, idrogeno. C'è molta disinformazione in giro sull'argomento, soprattutto per quanto riguarda il lato elettrico. La gente comincia a rendersi conto che l'impronta di carbonio della produzione di un veicolo elettrico è molto più grande di quella di un veicolo a benzina. L'ipotesi che l'elettricità prodotta dall'energia eolica o solare sia priva di emissioni non è corretta. {{NDR|proseguendo il discorso, tirando il ballo il peso eccessivo raggiunto dalle vetture di Formula 1}} Le nostre auto sono diventate più grandi e più pesanti e non sono particolarmente efficienti dal punto di vista aerodinamico perché hanno molta resistenza. Purtroppo la F1 ha ottenuto l'esatto contrario con queste nuove regole. È chiaro che per il Circus come per l'industria automobilistica in generale, auto più grandi e pesanti e l'ossessione della gente per l'alimentazione a batterie o a benzina sono la direzione sbagliata. Il problema più grande è la quantità di energia necessaria per muovere questo affare, indipendentemente dalla provenienza. [...] Sembra che le regole tecniche della Formula 1 non lo riconoscano, perché ovviamente le grandi case automobilistiche non vogliono. Almeno questo è ciò che penso.<ref>Da un'intervista a ''motorsport-magazin.com''; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/newey-contro-la-f1-ecologica-molta-disinformazione-elettrico-idrogeno-red-bull Newey contro la F1 'ecologica': "C'è molta disinformazione"]'', ''formulapassion.it'', 20 dicembre 2022.</ref> *Quando vengono fuori nuove regole {{NDR|in Formula 1}}, come in quel periodo di transizione tra i motori turbo e i normali aspirati, io passo molto tempo a ragionare su quali opportunità ti offrono [...]. Cerco sempre delle scappatoie, situazioni in cui le regole ti chiedono di fare una cosa ma non ti obbligano, permettendoti un modo originale di procedere.<ref name="Capelli">Dall'intervista di [[Ivan Capelli]], ''The Special One'', Sky Sport F1, 2 giugno 2023; citato in ''[https://sport.sky.it/formula-1/2023/06/02/f1-red-bull-adrian-newey-intervista F1, Adrian Newey (Red Bull) a Sky: "In passato sono stato vicino alla Ferrari"]'', ''sport.sky.it''.</ref> *Pensando al 1998, quando ero responsabile della mia prima McLaren {{NDR|[[McLaren MP4/13|MP4/13]]}}, la novità era il cambio agli pneumatici stretti scanalati. La stabilità in entrata di curva quando la macchina tende ad andare in avanti e diventa un po' nervosa perché la carreggiata era più stretta. Molti hanno cercato di mantenere il rapporto dell'interasse della vettura uguale, mentre noi abbiamo cercato di fare l'opposto senza sovraccaricare il pneumatico anteriore esterno e mantenere il carico sul posteriore interno. Il miglior modo per fronteggiare la carreggiata stretta era abbassare il centro di gravità, disegnando una macchina che avesse un centro più basso, allungando il passo e cercando di limitare il sovraccarico di peso.<ref name="Capelli"/> *{{NDR|Sull'organizzazione di un team di Formula 1}} Se stabilisci un organigramma è tutto più chiaro a tutti ma io non ho mai cercato questo. Vogliamo una struttura orizzontale, dove cerchiamo di incoraggiare e la comunicazione tra tutti quanti per minimizzare l'utilizzo delle mail e permettere alle persone di parlare tra loro. Sta tutto nell'avere un ambiente di lavoro coinvolgente ed avere un bel gruppo di ingegneri senior, con figure forti a capo dei vari dipartimenti – tecnico, design e tutti gli altri – che possano supervisionare il lavoro in fabbrica. Penso che in questo modo le cose funzionino veramente bene e si lavori alla grande.<ref>Dall'intervista di Ivan Capelli, ''The Special One'', Sky Sport F1, 2 giugno 2023; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/il-metodo-newey-f1-red-bull Il metodo Newey: "Mi piace una struttura orizzontale, deve esserci comunicazione"]'', ''formulapassion.it''.</ref> *{{NDR|Sull'[[Effetto suolo (automobilismo)|effetto suolo]]}} Il problema del rimbalzo aerodinamico è multidimensionale, si tratta ovviamente della forma aerodinamica della vettura stessa, che poi è accoppiata con le sospensioni e forse con la rigidità della carrozzeria e ogni sorta di cose [...]. Bisogna quindi considerare tutti i fattori che entrano in gioco, non ci si può concentrare solo su un singolo aspetto. Ricordo che quando ero alla Fittipaldi Harvey Postlethwaite aveva una passione per le sospensioni in gomma a tasso crescente e decise che, per risparmiare un po' di peso sulla vettura, avrebbe buttato via le molle e gli ammortizzatori e si sarebbe limitato ad appoggiare la macchina su un set di gommini. Era la prima volta che andavo in un circuito e nei vecchi box di Silverstone è passato Keke Rosberg e la macchina rimbalzava così tanto che si vedeva addirittura chiaramente che le ruote anteriori si sollevavano da terra. Keke è tornato ai box con gli occhi spalancati dicendo "non funziona". È stata la prima volta che ho capito che il porpoising non era un problema puramente aerodinamico.<ref>Da un'intervista a ''the-race.com''; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/porpoising-newey-retroscena-esperienza-silverstone-fittipaldi-rosberg-1980 Newey: "Porpoising problema multidimensionale, l'ho capito alla Fittipaldi con Rosberg negli anni '80"]'', ''formulapassion.it'', 4 gennaio 2024.</ref> *La [[Team Lotus|Lotus]] è diventata la squadra per cui tifavo o per cui la mia famiglia tifava quando si guardava un gran premio, oltre al modellino in scala Lotus 49 Tamiya 12 che avevo costruito da bambino, ma anche leggendo i libri è diventato evidente che la Lotus è stata, in ogni caso, forse la più grande innovatrice in Formula 1, anno dopo anno.<ref>Da un'intervista ad ''Auto Motor und Sport''; citato in Alessandro Prada, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-team-che-mi-ha-ispirato-di-piu-lotus Newey: "Il team che mi ha ispirato di più? La Lotus, forse la più grande innovatrice in F1"]'', ''formulapassion.it'', 2 marzo 2025.</ref> *Parte della motivazione è la paura di [[Fallimento|fallire]]. Ho cercato di imparare a usarla in modo costruttivo, perché è la differenza tra troppa pressione, o una pressione mal gestita che causa errori, e uno stato di concentrazione e visione lucida e creativa.<ref name="Belloro">Da un'intervista patrocinata da Maaden; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-aston-martin-moglie-trance-progettuale-paura-fallire-2026 Newey: "Mia moglie si lamenta perché sono in 'trance' progettuale, parte della motivazione arriva dalla paura di fallire"]'', ''formulapassion.it'', 13 novembre 2025.</ref> *Non ho mai creduto al fatto di fissare obiettivi, ciò che dà soddisfazione è lavorare insieme per progredire [...].<ref name="Belloro"/> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} Abbiamo progettato il telaio con l'idea di avvolgerlo il più possibilmente stretto attorno al pilota. Ho realizzato che, poiché il pilota si sedeva con i talloni in dentro e le punte dei piedi in fuori, avremmo potuto disegnare una sezione a V per la scocca, più stretta nella parte bassa.<ref name="Platella">Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-analisi-tecnica/leyton-house-red-bull-vettel-verstappen-adrian-newey Dalla Leyton House alle Red Bull di Vettel e Verstappen: i telai a V di Newey]'', ''formulapassion.it'', 12 gennaio 2024.</ref> *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/13]]}} Il cambio di regolamenti comportava che avessimo molto meno spazio laterale tra il telaio, ora più largo, e le ruote anteriori, che con la carreggiata ridotta erano state spostate verso l'interno. Questo implicava che, impedire alla scia turbolenta delle ruote anteriori di impattare sulle pance e sul diffusore, sarebbe stato molto più difficile e che sarebbe stata una grande area di sviluppo. Il telaio a V avrebbe aiutato.<ref name="Platella"/> *In qualsiasi organizzazione serve un organico con una sorta di struttura gerarchica piramidale. All'interno del reparto ingegneristico, però, cerchiamo di avere un'organizzazione piatta, nella quale le persone debbano comunicare il più possibile le une con le altre. Proviamo a ridurre il numero di riunioni. La cultura dei meeting può essere un enorme spreco di tempo. Allo stesso tempo, però, incoraggiamo le persone a non parlare solamente attraverso le email. Un bar o un luogo di ristoro può aiutare in questo.<ref>Citato in Diego Catalano, ''[https://www.funoanalisitecnica.com/2023/08/red-bull-newey-orizzontale.html Red Bull: il segreto è "l'orizzontalità" di Newey]'', ''funoanalisitecnica.com'', 21 agosto 2023.</ref> *La mente dell'[[ingegnere]], ancor più di quella del matematico e del fisico, combina il lato artistico e immaginativo del cervello – l'approccio del "e se" oppure "non sarebbe interessante provare così?" – con il lato più pragmatico, l'attitudine secondo cui tutto debba essere definito per uno scopo.<ref>Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-scarichi-soffiati-capolavoro-record-redbull Scarichi soffiati: il capolavoro dietro al record della RB9]'', ''formulapassion.it'', 12 settembre 2023.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20240619231122/https://autosprint.corrieredellosport.it/news/mondo-racing/2013/01/15-201132/memorie_di_adrian Memorie di Adrian]''|Citato in ''autosprint.corrieredellosport.it'', 15 gennaio 2013.|h=4}} *{{NDR|Sugli anni in [[Leyton House Racing]]}} In quei giorni la F.1 era una categoria divisa. Tutti i top team avevano motori turbo mentre negli ultimi posti in griglia si trovavano le monoposto con motori 3,5 litri aspirati, con una potenza di almeno 150 cavalli in meno. In quel periodo le vetture turbo erano veramente sgraziate. La gente era diventata veramente pigra in fatto di design, avevano così tanta potenza che per trovare più deportanza si applicavano semplicemente alettoni sempre più grandi. Si trattava solo di contenere tutta quella potenza. Noi, con il nostro V8 Judd da 650 cavalli dovevamo trovare velocità altrove, cercandola attraverso una maggior efficienza aerodinamica. Così abbiamo indirizzato la progettazione in quel senso scendendo a piccoli compromessi nel pacchetto meccanico per ottenere il risultato. E in questo senso, queste sono le vetture di cui personalmente, mi sento più orgoglioso. Penso di non sbagliare se dico che questo approccio ha cambiato la direzione della progettazione in F1. *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} In quell'anno abbiamo introdotto molte novità aerodinamiche su quella vettura, per esempio sollevando la parte inferiore del telaio per gestire l'alettone anteriore, il muso e il telaio come un unico dispositivo aerodinamico; poi abbiamo sagomato le paratie dell'alettone anteriore e realizzato un diffusore molto speciale, tutto allo scopo di realizzare una vettura più piccola e compatta possibile. Queste innovazioni attirarono molta attenzione, furono tutte cose che non passarono inosservate. *Sono stato alla Leyton House praticamente dall'inizio e anche se abbiamo commesso errori pensavo che come team stessimo facendo progressi. Se la Leyton House avesse continuato a godere dei finanziamenti necessari avremmo potuto fare un lavoro soddisfacente, forse – chi lo sa – avremmo iniziato a vincere qualche gara. Ma era chiaro che Akagi aveva problemi economici ed era evidente come sarebbero andate a finire le cose. Questa è la ragione per cui me ne sono andato. Francamente, poi, ho avuto un grosso litigio con l'amministratore {{NDR|Simon Keeble}} cui Akagi aveva affidato la gestione del team e con cui non andavo affatto d'accordo. Non si può affidare a un ragioniere la gestione di una squadra corse, non funzionerà mai. *In effetti la [[Leyton House CG901|CG901]] è molto comoda, strano a dirsi [...]. Ha una buona visibilità tutt'intorno grazie al basso abitacolo. Dal punto di vista della sicurezza, si potrebbe dire che lasciava i piloti piuttosto esposti. Ha un motore, il V8 Judd, molto docile e l'atto fisico di guidare l'auto è semplice [...]: sterzo diretto, buoni freni e pochissimi sballottamenti violenti, cosa sorprendente. *Di certo dalla Leyton House alla Williams, la filosofia aerodinamica era molto simile. Quando sono andato alla Williams nel luglio del 1990, avevo relativamente poco tempo per progettare l'auto dell'anno successivo. Fondamentalmente ho portato con me, nella mia testa non certo i disegni ma l'idea di come sarebbe stata la Leyton House dell'anno successivo se fossi rimasto là. Ovviamente la Williams aveva risorse molto maggiori rispetto alla Leyton House e tutta l'esperienza, in particolare dal punto di vista meccanico. Penso, però, onestamente, di dover dire che ciò che stavamo facendo alla Leyton House dal punto di vista aerodinamico fosse molto più evoluto rispetto a quanto stavano facendo, all'epoca, alla Williams. Quindi se si mette una [[Williams FW14|FW14]] di fianco a una 901 si noterà più di una semplice somiglianza. *[...] penso che l'era dell'elettronica, fosse un bellissimo periodo, e non parlo solo delle sospensioni attive. Alla fine del 1993 avevamo gli Abs a quattro canali, il servosterzo elettronico, il controllo della trazione, le sospensioni attive e avevamo costruito e usato il cambio a variazione continua Cvt, che in effetti era un sistema di trasmissione tipo Daf Variomatic. [...] Era molto strano sentire un motore con giri praticamente costanti. Ma anche quello è stato vietato. Sfortunatamente si trattava di un caso di "Aiuto Internazionale Ferrari".<ref group="N">Gioco di parole in lingua inglese, ottenuto modificando il significato della sigla della Federazione Internazionale dell'Automobile – FIA – in "Ferrari International Aid", cioè "Aiuto Internazionale Ferrari" come i britannici definiscono maliziosamente tutti i casi in cui una norma regolamentare viene in aiuto della Ferrari.</ref> [...] La Ferrari e la Fia si sono riunite, il consueto modus operandi Ferrari: se non riuscivano a far funzionare qualcosa, lo facevano vietare. Non erano in grado di far funzionare le sospensioni attive e certamente non sarebbero riusciti, in poco tempo, a far funzionare il Cvt e così, di conseguenza, tutto l'insieme è stato messo da parte. *{{NDR|Sulla [[Williams FW16]]}} È stato un grande passo indietro per noi. Avevamo usato le {{NDR|sospensioni}} "attive" per due anni, avevamo almeno un anno di vantaggio rispetto ai nostri concorrenti e naturalmente avevamo sviluppato attorno a questo sistema tutta l'aerodinamica. Così, quando siamo dovuti tornare indietro {{NDR|a fine 1993}}, ci è voluto in effetti del tempo per renderci conto dei problemi che ci causava un telaio che si muoveva molto di più. Di conseguenza devo dire francamente che la Fw16 era aerodinamicamente instabile. Le fiancate erano troppo lunghe, si sarebbe verificato un enorme stallo del fondo e non c'era via d'uscita. Mantenendo alta la vettura si poteva evitare lo stallo del fondo ma si perdeva deportanza. Se la vettura era bassa, diventava instabile. All'inizio della stagione era un po' uno schifo e solo dopo aver accorciato le pance a Magny-Cours, in luglio, siamo riusciti finalmente a risolvere il problema. *Lavorare alla McLaren rispetto alla Williams era molto diverso. La Williams assomiglia molto all'officina amatoriale di Frank e Patrick, cosa che talvolta potrebbe risultare frustrante. D'altro canto, però, dava una sensazione di familiarità e Patrick era molto buono con me e mi lasciava molta libertà. La McLaren è un po' più simile alla IBM, [...] ci si sente come in una grossa azienda che ha metodi e standard ed è in questo modo che bisogna muoversi. *[...] ho sempre iniziato il layout di una [[Vettura di Formula 1|macchina]] considerando prima di tutto l'aerodinamica e cercando, poi, di aggiungere attorno ad essa le parti meccaniche. Non sono mai riuscito a capire come fa la gente a procedere in modo diverso. [...] non ho mai veramente capito come sia possibile avere un reparto meccanico che non lavora a strettissimo contatto con il reparto aerodinamico. E si vede. Si vedono macchine per le quali è chiaro che l'ingegnere aerodinamico non ha comunicato con il progettista capo e il risultato assomiglia a un... cammello. Mi sono laureato nel 1980, molto prima che i sistemi Cad {{NDR|computer-aided design}} fossero perfino immaginati nell'ambiente del motor racing. [...] Probabilmente, ad eccezione del mio, tutti i tavoli da disegno erano già scomparsi dalla F.1 alla metà degli Anni '90. Il passaggio è stato veloce. Ma in un certo senso non è importante il tavolo da disegno, per me è solo un modo per afferrare i pensieri, buttarli giù con uno strumento, svilupparli con quello stesso strumento e poi, se si tratta di un'idea aerodinamica passarla al Cad e alla galleria del vento. *La [[Red Bull RB5|RB5]] del 2009 in effetti era piuttosto buona per la nuova normativa di quella stagione che doveva apparentemente ridurre la deportanza ed era inferiore solo alla BrawnGP col suo controverso doppio diffusore doppio. Sfortunatamente non ci sono classi in F.1, ma la Rb5 era l'auto più veloce... di tutte quelle con un singolo diffusore. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-dopo-morte-senna-pensai-smettere-williams-fw16-piantone-sterzo-imola-1994 Newey: "Williams FW16 aerodinamicamente instabile, le pole erano solo merito di Senna"]''|Citato in Alessandro Prada, ''formulapassion.it'', 1º maggio 2024.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Williams FW16]]}} La macchina era molto, molto difficile da guidare, e più una pista era accidentata, peggio era. *Dopo la morte di Senna ho pensato di smettere, se non hai questi pensieri, se non ti metti in discussione dopo una simile tragedia, c'è qualcosa di sbagliato in te. Ma se io e il direttore tecnico Patrick Head ci fossimo fermati, tutto alla Williams sarebbe crollato. *{{NDR|Sull'incidente di Senna al [[Gran Premio di San Marino 1994]]}} Non avremmo mai dovuto apportare modifiche del genere allo sterzo in pista, sento ancora un certo grado di responsabilità per la morte di Ayrton, ma nessun senso di colpa. Per me è molto probabile che la vettura non sia uscita di strada a causa della rottura del piantone dello sterzo. La gomma posteriore destra probabilmente aveva una foratura lenta a causa del passaggio sui detriti. Se dovessi scegliere una causa dell'incidente, indicherei quella gomma. Ayrton restò a tutto gas per mezzo secondo, poi ha ridotto al 50%, successivamente ha tolto il piede dal gas e ha frenato. La logica direbbe che se si fosse rotto lo sterzo, avrebbe frenato immediatamente. *{{NDR|Sulla Williams FW16}} Avevo calcolato male l'aerodinamica della vettura. La finestra in cui la vettura lavorava era troppo piccola. Mi sono fermato in pista {{NDR|durante i test precampionato a Nogaro}} e ho osservato la nostra macchina. [...] I fianchetti erano troppo lunghi. Di conseguenza, il flusso d'aria nel diffusore si strappava quando la vettura si abbassava all'anteriore, perché l'estremità anteriore dei sidepods era troppo vicina alla pista. Oggi sembra ridicolo, ma all'epoca non avevamo gli strumenti per riconoscere in anticipo il problema nella galleria del vento. *{{NDR|Sulla Williams FW16}} La nostra vettura è stata in pole position in tutte e tre le gare {{NDR|d'inizio stagione 1994}}, ma dobbiamo ringraziare solo Ayrton per questo. Nessun altro pilota avrebbe potuto farlo con questa vettura. ==Citazioni su Adrian Newey== *Ad un certo punto della stagione può capitare che si siano esaurite le idee per evolvere un concetto e la macchina non cresce più. Quello che sorprende di Adrian Newey è che ne ha sempre una pronta nel cappello. ([[Jarno Trulli]]) *Adrian va in ogni area in cui vuole essere in grado di interagire con tutti. È un'opportunità per lui di essere in grado di entrare in piccoli dettagli in alcune aree. Quando fai il tuo lavoro e hai qualcuno al fianco che conosci bene, se fai quel passo indietro può essere un enorme vantaggio. ([[Pierre Waché]]) ===[[Ivan Capelli]]=== *Adrian è il migliore. Cosa lo rende il migliore? La sua continuità. Lui è il migliore di tutti perché è il più continuo. È la caratteristica che distingue i migliori, ovvero restare in alto per più tempo possibile e Newey lo sta facendo. Se pensiamo che con Williams ha vinto, è andato alla McLaren ed ha vinto, è passato alla Red Bull... Ed ha vinto! I risultati parlano per lui e stiamo parlando di più di una decade di vittorie. *Newey era votato all'aerodinamica e qualsiasi elemento della vettura, pilota compreso, doveva essere votato e perfino sacrificato ad essa. Faccio un esempio su tutti: per quanto riguarda i volanti, nei Gp lo stato dell'arte era rappresentato dalla McLaren, che ne usava una padella da 28 centimetri di diametro. Roba bella comoda da manovrare. Ebbene, noi con Newey, visto l'abitacolo angusto e al limite dell’abitabilità, eravamo costretti a usare un volante da 25 centimetri, che, senza servosterzo, doveva essere azionato in tutto e per tutto con la forza delle sole braccia ed era una vera tortura. *Per quanto mi riguarda, Adrian Newey è un genialoide. Perchè solo lui può pensare a determinate soluzioni e le vetture che ha progettato lo stanno a dimostrare. [...] In più è maniacale: ad ogni parco chiuso è sempre lì a guardare le proprie monoposto per cercare di studiarne dettagli ed il comportamento in pista. È anche in queste cose che si può comprendere quanto sia davvero un grande. *Ricordo nel 1988, ai primi giri con la sua monoposto, capii d'essere di fronte a una filosofia costruttiva nuova e ben diversa dalle altre. Ebbi la sensazione da lì in poi di guidare vetture pensate da uno che aveva qualcosa in più degli altri. La sua grande fortuna, chiusa la parentesi con la Leyton House [...], fu l'ingaggio da parte della Williams, dove incontrò Patrick Head, che seppe razionalizzare e ricondurre sul piano della sostenibilità pratica gli orientamenti estremi dello stesso Newey. ==Note== <references group="N"/> ===Fonti=== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Newey, Adrian}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] c7jhilwt4hqzfpzgq4u37pm2yi1gnsj 1429728 1429727 2026-10-16T23:37:56Z Danyele 19198 typo 1429728 wikitext text/x-wiki [[File:Adrian Newey OBE (13994115621) (cropped).jpg|thumb|Adrian Newey nel 2009]] '''Adrian Newey''' (1958 – vivente), ingegnere britannico. ==Citazioni di Adrian Newey== {{cronologico}} *Ayrton {{NDR|[[Ayrton Senna|Senna]]}} aveva grande talento e determinazione. Portava la macchina ai limiti, cercando di farle fare anche quello che non era in grado di fare. Una delle cose che più mi ossessiona è che venne da noi convinto che fossimo i migliori perché da tre anni lo eravamo. Ma la vettura del 1994, sfortunatamente, non fu una buona macchina.<ref>Da un'intervista alla BBC; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Sport-Motori/Formula1/02-10-2013/newey-senna-imola-f1-201279842659.shtml Newey e il tormento Senna: "Si fidava di noi. E invece..."]'', ''gazzetta.it'', 2 ottobre 2013.</ref> *[...] sono l'ultimo dinosauro dell'industria, sono cresciuto sul tavolo da disegno e per me è come una lingua. È quello in cui sono competente. Il CAD rispetto alle tavole da disegno è come un'altalena contro le giostre. Per me, rappresenta semplicemente un modo di comunicare quello che hai in testa tramite un mezzo. La mia prima lingua è il tavolo da disegno e lo schizzo. Per i giovani, il loro primo linguaggio è il CAD. Sono cavalli di battaglia e di età.<ref name="Senatore">Da un'intervista al Goodwood Festival of Speed; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/newey-sono-ultimo-dinosauro-f1-red-bull-versappen-tyrrell-goodwood Newey: "Sono l'ultimo dinosauro"]'', ''formulapassion.it'', 13 luglio 2021.</ref> *[...] la prima auto che ho costruito con i kit di modelli [[Tamiya]] – quando avevo circa 10 o 11 anni – era di una Lotus 49, che ora ho la fortuna di possedere. [...] Quei kit sono stati importanti perché ti insegnano come l'auto va insieme. Come si muove la sospensione, come funziona una vettura di Formula 1 da un punto di vista del telaio.<ref name="Senatore"/> *{{NDR|Nel 2022, sulla svolta "ecologista" della Formula 1}} La F1 può e deve svolgere un ruolo in questo senso ma c'è tutta questa discussione su quale debba essere la fonte di energia: elettrica, biocarburante, carburante sintetico, idrogeno. C'è molta disinformazione in giro sull'argomento, soprattutto per quanto riguarda il lato elettrico. La gente comincia a rendersi conto che l'impronta di carbonio della produzione di un veicolo elettrico è molto più grande di quella di un veicolo a benzina. L'ipotesi che l'elettricità prodotta dall'energia eolica o solare sia priva di emissioni non è corretta. {{NDR|proseguendo il discorso, tirando il ballo il peso eccessivo raggiunto dalle vetture di Formula 1}} Le nostre auto sono diventate più grandi e più pesanti e non sono particolarmente efficienti dal punto di vista aerodinamico perché hanno molta resistenza. Purtroppo la F1 ha ottenuto l'esatto contrario con queste nuove regole. È chiaro che per il Circus come per l'industria automobilistica in generale, auto più grandi e pesanti e l'ossessione della gente per l'alimentazione a batterie o a benzina sono la direzione sbagliata. Il problema più grande è la quantità di energia necessaria per muovere questo affare, indipendentemente dalla provenienza. [...] Sembra che le regole tecniche della Formula 1 non lo riconoscano, perché ovviamente le grandi case automobilistiche non vogliono. Almeno questo è ciò che penso.<ref>Da un'intervista a ''motorsport-magazin.com''; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/newey-contro-la-f1-ecologica-molta-disinformazione-elettrico-idrogeno-red-bull Newey contro la F1 'ecologica': "C'è molta disinformazione"]'', ''formulapassion.it'', 20 dicembre 2022.</ref> *Quando vengono fuori nuove regole {{NDR|in Formula 1}}, come in quel periodo di transizione tra i motori turbo e i normali aspirati, io passo molto tempo a ragionare su quali opportunità ti offrono [...]. Cerco sempre delle scappatoie, situazioni in cui le regole ti chiedono di fare una cosa ma non ti obbligano, permettendoti un modo originale di procedere.<ref name="Capelli">Dall'intervista di [[Ivan Capelli]], ''The Special One'', Sky Sport F1, 2 giugno 2023; citato in ''[https://sport.sky.it/formula-1/2023/06/02/f1-red-bull-adrian-newey-intervista F1, Adrian Newey (Red Bull) a Sky: "In passato sono stato vicino alla Ferrari"]'', ''sport.sky.it''.</ref> *Pensando al 1998, quando ero responsabile della mia prima McLaren {{NDR|[[McLaren MP4/13|MP4/13]]}}, la novità era il cambio agli pneumatici stretti scanalati. La stabilità in entrata di curva quando la macchina tende ad andare in avanti e diventa un po' nervosa perché la carreggiata era più stretta. Molti hanno cercato di mantenere il rapporto dell'interasse della vettura uguale, mentre noi abbiamo cercato di fare l'opposto senza sovraccaricare il pneumatico anteriore esterno e mantenere il carico sul posteriore interno. Il miglior modo per fronteggiare la carreggiata stretta era abbassare il centro di gravità, disegnando una macchina che avesse un centro più basso, allungando il passo e cercando di limitare il sovraccarico di peso.<ref name="Capelli"/> *{{NDR|Sull'organizzazione di un team di Formula 1}} Se stabilisci un organigramma è tutto più chiaro a tutti ma io non ho mai cercato questo. Vogliamo una struttura orizzontale, dove cerchiamo di incoraggiare e la comunicazione tra tutti quanti per minimizzare l'utilizzo delle mail e permettere alle persone di parlare tra loro. Sta tutto nell'avere un ambiente di lavoro coinvolgente ed avere un bel gruppo di ingegneri senior, con figure forti a capo dei vari dipartimenti – tecnico, design e tutti gli altri – che possano supervisionare il lavoro in fabbrica. Penso che in questo modo le cose funzionino veramente bene e si lavori alla grande.<ref>Dall'intervista di Ivan Capelli, ''The Special One'', Sky Sport F1, 2 giugno 2023; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/il-metodo-newey-f1-red-bull Il metodo Newey: "Mi piace una struttura orizzontale, deve esserci comunicazione"]'', ''formulapassion.it''.</ref> *{{NDR|Sull'[[Effetto suolo (automobilismo)|effetto suolo]]}} Il problema del rimbalzo aerodinamico è multidimensionale, si tratta ovviamente della forma aerodinamica della vettura stessa, che poi è accoppiata con le sospensioni e forse con la rigidità della carrozzeria e ogni sorta di cose [...]. Bisogna quindi considerare tutti i fattori che entrano in gioco, non ci si può concentrare solo su un singolo aspetto. Ricordo che quando ero alla Fittipaldi Harvey Postlethwaite aveva una passione per le sospensioni in gomma a tasso crescente e decise che, per risparmiare un po' di peso sulla vettura, avrebbe buttato via le molle e gli ammortizzatori e si sarebbe limitato ad appoggiare la macchina su un set di gommini. Era la prima volta che andavo in un circuito e nei vecchi box di Silverstone è passato Keke Rosberg e la macchina rimbalzava così tanto che si vedeva addirittura chiaramente che le ruote anteriori si sollevavano da terra. Keke è tornato ai box con gli occhi spalancati dicendo "non funziona". È stata la prima volta che ho capito che il porpoising non era un problema puramente aerodinamico.<ref>Da un'intervista a ''the-race.com''; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/porpoising-newey-retroscena-esperienza-silverstone-fittipaldi-rosberg-1980 Newey: "Porpoising problema multidimensionale, l'ho capito alla Fittipaldi con Rosberg negli anni '80"]'', ''formulapassion.it'', 4 gennaio 2024.</ref> *La [[Team Lotus|Lotus]] è diventata la squadra per cui tifavo o per cui la mia famiglia tifava quando si guardava un gran premio, oltre al modellino in scala Lotus 49 Tamiya 12 che avevo costruito da bambino, ma anche leggendo i libri è diventato evidente che la Lotus è stata, in ogni caso, forse la più grande innovatrice in Formula 1, anno dopo anno.<ref>Da un'intervista ad ''Auto Motor und Sport''; citato in Alessandro Prada, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-team-che-mi-ha-ispirato-di-piu-lotus Newey: "Il team che mi ha ispirato di più? La Lotus, forse la più grande innovatrice in F1"]'', ''formulapassion.it'', 2 marzo 2025.</ref> *Parte della motivazione è la paura di [[Fallimento|fallire]]. Ho cercato di imparare a usarla in modo costruttivo, perché è la differenza tra troppa pressione, o una pressione mal gestita che causa errori, e uno stato di concentrazione e visione lucida e creativa.<ref name="Belloro">Da un'intervista patrocinata da Maaden; citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-aston-martin-moglie-trance-progettuale-paura-fallire-2026 Newey: "Mia moglie si lamenta perché sono in 'trance' progettuale, parte della motivazione arriva dalla paura di fallire"]'', ''formulapassion.it'', 13 novembre 2025.</ref> *Non ho mai creduto al fatto di fissare obiettivi, ciò che dà soddisfazione è lavorare insieme per progredire [...].<ref name="Belloro"/> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} Abbiamo progettato il telaio con l'idea di avvolgerlo il più possibilmente stretto attorno al pilota. Ho realizzato che, poiché il pilota si sedeva con i talloni in dentro e le punte dei piedi in fuori, avremmo potuto disegnare una sezione a V per la scocca, più stretta nella parte bassa.<ref name="Platella">Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-analisi-tecnica/leyton-house-red-bull-vettel-verstappen-adrian-newey Dalla Leyton House alle Red Bull di Vettel e Verstappen: i telai a V di Newey]'', ''formulapassion.it'', 12 gennaio 2024.</ref> *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/13]]}} Il cambio di regolamenti comportava che avessimo molto meno spazio laterale tra il telaio, ora più largo, e le ruote anteriori, che con la carreggiata ridotta erano state spostate verso l'interno. Questo implicava che, impedire alla scia turbolenta delle ruote anteriori di impattare sulle pance e sul diffusore, sarebbe stato molto più difficile e che sarebbe stata una grande area di sviluppo. Il telaio a V avrebbe aiutato.<ref name="Platella"/> *In qualsiasi organizzazione serve un organico con una sorta di struttura gerarchica piramidale. All'interno del reparto ingegneristico, però, cerchiamo di avere un'organizzazione piatta, nella quale le persone debbano comunicare il più possibile le une con le altre. Proviamo a ridurre il numero di riunioni. La cultura dei meeting può essere un enorme spreco di tempo. Allo stesso tempo, però, incoraggiamo le persone a non parlare solamente attraverso le email. Un bar o un luogo di ristoro può aiutare in questo.<ref>Citato in Diego Catalano, ''[https://www.funoanalisitecnica.com/2023/08/red-bull-newey-orizzontale.html Red Bull: il segreto è "l'orizzontalità" di Newey]'', ''funoanalisitecnica.com'', 21 agosto 2023.</ref> *La mente dell'[[ingegnere]], ancor più di quella del matematico e del fisico, combina il lato artistico e immaginativo del cervello – l'approccio del "e se" oppure "non sarebbe interessante provare così?" – con il lato più pragmatico, l'attitudine secondo cui tutto debba essere definito per uno scopo.<ref>Citato in Carlo Platella, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/f1-scarichi-soffiati-capolavoro-record-redbull Scarichi soffiati: il capolavoro dietro al record della RB9]'', ''formulapassion.it'', 12 settembre 2023.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/20240619231122/https://autosprint.corrieredellosport.it/news/mondo-racing/2013/01/15-201132/memorie_di_adrian Memorie di Adrian]''|Citato in ''autosprint.corrieredellosport.it'', 15 gennaio 2013.|h=4}} *{{NDR|Sugli anni in [[Leyton House Racing]]}} In quei giorni la F.1 era una categoria divisa. Tutti i top team avevano motori turbo mentre negli ultimi posti in griglia si trovavano le monoposto con motori 3,5 litri aspirati, con una potenza di almeno 150 cavalli in meno. In quel periodo le vetture turbo erano veramente sgraziate. La gente era diventata veramente pigra in fatto di design, avevano così tanta potenza che per trovare più deportanza si applicavano semplicemente alettoni sempre più grandi. Si trattava solo di contenere tutta quella potenza. Noi, con il nostro V8 Judd da 650 cavalli dovevamo trovare velocità altrove, cercandola attraverso una maggior efficienza aerodinamica. Così abbiamo indirizzato la progettazione in quel senso scendendo a piccoli compromessi nel pacchetto meccanico per ottenere il risultato. E in questo senso, queste sono le vetture di cui personalmente, mi sento più orgoglioso. Penso di non sbagliare se dico che questo approccio ha cambiato la direzione della progettazione in F1. *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} In quell'anno abbiamo introdotto molte novità aerodinamiche su quella vettura, per esempio sollevando la parte inferiore del telaio per gestire l'alettone anteriore, il muso e il telaio come un unico dispositivo aerodinamico; poi abbiamo sagomato le paratie dell'alettone anteriore e realizzato un diffusore molto speciale, tutto allo scopo di realizzare una vettura più piccola e compatta possibile. Queste innovazioni attirarono molta attenzione, furono tutte cose che non passarono inosservate. *Sono stato alla Leyton House praticamente dall'inizio e anche se abbiamo commesso errori pensavo che come team stessimo facendo progressi. Se la Leyton House avesse continuato a godere dei finanziamenti necessari avremmo potuto fare un lavoro soddisfacente, forse – chi lo sa – avremmo iniziato a vincere qualche gara. Ma era chiaro che Akagi aveva problemi economici ed era evidente come sarebbero andate a finire le cose. Questa è la ragione per cui me ne sono andato. Francamente, poi, ho avuto un grosso litigio con l'amministratore {{NDR|Simon Keeble}} cui Akagi aveva affidato la gestione del team e con cui non andavo affatto d'accordo. Non si può affidare a un ragioniere la gestione di una squadra corse, non funzionerà mai. *In effetti la [[Leyton House CG901|CG901]] è molto comoda, strano a dirsi [...]. Ha una buona visibilità tutt'intorno grazie al basso abitacolo. Dal punto di vista della sicurezza, si potrebbe dire che lasciava i piloti piuttosto esposti. Ha un motore, il V8 Judd, molto docile e l'atto fisico di guidare l'auto è semplice [...]: sterzo diretto, buoni freni e pochissimi sballottamenti violenti, cosa sorprendente. *Di certo dalla Leyton House alla Williams, la filosofia aerodinamica era molto simile. Quando sono andato alla Williams nel luglio del 1990, avevo relativamente poco tempo per progettare l'auto dell'anno successivo. Fondamentalmente ho portato con me, nella mia testa non certo i disegni ma l'idea di come sarebbe stata la Leyton House dell'anno successivo se fossi rimasto là. Ovviamente la Williams aveva risorse molto maggiori rispetto alla Leyton House e tutta l'esperienza, in particolare dal punto di vista meccanico. Penso, però, onestamente, di dover dire che ciò che stavamo facendo alla Leyton House dal punto di vista aerodinamico fosse molto più evoluto rispetto a quanto stavano facendo, all'epoca, alla Williams. Quindi se si mette una [[Williams FW14|FW14]] di fianco a una 901 si noterà più di una semplice somiglianza. *[...] penso che l'era dell'elettronica, fosse un bellissimo periodo, e non parlo solo delle sospensioni attive. Alla fine del 1993 avevamo gli Abs a quattro canali, il servosterzo elettronico, il controllo della trazione, le sospensioni attive e avevamo costruito e usato il cambio a variazione continua Cvt, che in effetti era un sistema di trasmissione tipo Daf Variomatic. [...] Era molto strano sentire un motore con giri praticamente costanti. Ma anche quello è stato vietato. Sfortunatamente si trattava di un caso di "Aiuto Internazionale Ferrari".<ref group="N">Gioco di parole in lingua inglese, ottenuto modificando il significato della sigla della Federazione Internazionale dell'Automobile – FIA – in "Ferrari International Aid", cioè "Aiuto Internazionale Ferrari" come i britannici definiscono maliziosamente tutti i casi in cui una norma regolamentare viene in aiuto della Ferrari.</ref> [...] La Ferrari e la Fia si sono riunite, il consueto modus operandi Ferrari: se non riuscivano a far funzionare qualcosa, lo facevano vietare. Non erano in grado di far funzionare le sospensioni attive e certamente non sarebbero riusciti, in poco tempo, a far funzionare il Cvt e così, di conseguenza, tutto l'insieme è stato messo da parte. *{{NDR|Sulla [[Williams FW16]]}} È stato un grande passo indietro per noi. Avevamo usato le {{NDR|sospensioni}} "attive" per due anni, avevamo almeno un anno di vantaggio rispetto ai nostri concorrenti e naturalmente avevamo sviluppato attorno a questo sistema tutta l'aerodinamica. Così, quando siamo dovuti tornare indietro {{NDR|a fine 1993}}, ci è voluto in effetti del tempo per renderci conto dei problemi che ci causava un telaio che si muoveva molto di più. Di conseguenza devo dire francamente che la Fw16 era aerodinamicamente instabile. Le fiancate erano troppo lunghe, si sarebbe verificato un enorme stallo del fondo e non c'era via d'uscita. Mantenendo alta la vettura si poteva evitare lo stallo del fondo ma si perdeva deportanza. Se la vettura era bassa, diventava instabile. All'inizio della stagione era un po' uno schifo e solo dopo aver accorciato le pance a Magny-Cours, in luglio, siamo riusciti finalmente a risolvere il problema. *Lavorare alla McLaren rispetto alla Williams era molto diverso. La Williams assomiglia molto all'officina amatoriale di Frank e Patrick, cosa che talvolta potrebbe risultare frustrante. D'altro canto, però, dava una sensazione di familiarità e Patrick era molto buono con me e mi lasciava molta libertà. La McLaren è un po' più simile alla IBM, [...] ci si sente come in una grossa azienda che ha metodi e standard ed è in questo modo che bisogna muoversi. *[...] ho sempre iniziato il layout di una [[Vettura di Formula 1|macchina]] considerando prima di tutto l'aerodinamica e cercando, poi, di aggiungere attorno ad essa le parti meccaniche. Non sono mai riuscito a capire come fa la gente a procedere in modo diverso. [...] non ho mai veramente capito come sia possibile avere un reparto meccanico che non lavora a strettissimo contatto con il reparto aerodinamico. E si vede. Si vedono macchine per le quali è chiaro che l'ingegnere aerodinamico non ha comunicato con il progettista capo e il risultato assomiglia a un... cammello. Mi sono laureato nel 1980, molto prima che i sistemi Cad {{NDR|computer-aided design}} fossero perfino immaginati nell'ambiente del motor racing. [...] Probabilmente, ad eccezione del mio, tutti i tavoli da disegno erano già scomparsi dalla F.1 alla metà degli Anni '90. Il passaggio è stato veloce. Ma in un certo senso non è importante il tavolo da disegno, per me è solo un modo per afferrare i pensieri, buttarli giù con uno strumento, svilupparli con quello stesso strumento e poi, se si tratta di un'idea aerodinamica passarla al Cad e alla galleria del vento. *La [[Red Bull RB5|RB5]] del 2009 in effetti era piuttosto buona per la nuova normativa di quella stagione che doveva apparentemente ridurre la deportanza ed era inferiore solo alla BrawnGP col suo controverso doppio diffusore doppio. Sfortunatamente non ci sono classi in F.1, ma la Rb5 era l'auto più veloce... di tutte quelle con un singolo diffusore. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/newey-dopo-morte-senna-pensai-smettere-williams-fw16-piantone-sterzo-imola-1994 Newey: "Williams FW16 aerodinamicamente instabile, le pole erano solo merito di Senna"]''|Citato in Alessandro Prada, ''formulapassion.it'', 1º maggio 2024.|h=4}} *{{NDR|Sulla [[Williams FW16]]}} La macchina era molto, molto difficile da guidare, e più una pista era accidentata, peggio era. *Dopo la morte di Senna ho pensato di smettere, se non hai questi pensieri, se non ti metti in discussione dopo una simile tragedia, c'è qualcosa di sbagliato in te. Ma se io e il direttore tecnico Patrick Head ci fossimo fermati, tutto alla Williams sarebbe crollato. *{{NDR|Sull'incidente di Senna al [[Gran Premio di San Marino 1994]]}} Non avremmo mai dovuto apportare modifiche del genere allo sterzo in pista, sento ancora un certo grado di responsabilità per la morte di Ayrton, ma nessun senso di colpa. Per me è molto probabile che la vettura non sia uscita di strada a causa della rottura del piantone dello sterzo. La gomma posteriore destra probabilmente aveva una foratura lenta a causa del passaggio sui detriti. Se dovessi scegliere una causa dell'incidente, indicherei quella gomma. Ayrton restò a tutto gas per mezzo secondo, poi ha ridotto al 50%, successivamente ha tolto il piede dal gas e ha frenato. La logica direbbe che se si fosse rotto lo sterzo, avrebbe frenato immediatamente. *{{NDR|Sulla Williams FW16}} Avevo calcolato male l'aerodinamica della vettura. La finestra in cui la vettura lavorava era troppo piccola. Mi sono fermato in pista {{NDR|durante i test precampionato a Nogaro}} e ho osservato la nostra macchina. [...] I fianchetti erano troppo lunghi. Di conseguenza, il flusso d'aria nel diffusore si strappava quando la vettura si abbassava all'anteriore, perché l'estremità anteriore dei sidepods era troppo vicina alla pista. Oggi sembra ridicolo, ma all'epoca non avevamo gli strumenti per riconoscere in anticipo il problema nella galleria del vento. *{{NDR|Sulla Williams FW16}} La nostra vettura è stata in pole position in tutte e tre le gare {{NDR|d'inizio stagione 1994}}, ma dobbiamo ringraziare solo Ayrton per questo. Nessun altro pilota avrebbe potuto farlo con questa vettura. ==Citazioni su Adrian Newey== *Ad un certo punto della stagione può capitare che si siano esaurite le idee per evolvere un concetto e la macchina non cresce più. Quello che sorprende di Adrian Newey è che ne ha sempre una pronta nel cappello. ([[Jarno Trulli]]) *Adrian va in ogni area in cui vuole essere in grado di interagire con tutti. È un'opportunità per lui di essere in grado di entrare in piccoli dettagli in alcune aree. Quando fai il tuo lavoro e hai qualcuno al fianco che conosci bene, se fai quel passo indietro può essere un enorme vantaggio. ([[Pierre Waché]]) ===[[Ivan Capelli]]=== *Adrian è il migliore. Cosa lo rende il migliore? La sua continuità. Lui è il migliore di tutti perché è il più continuo. È la caratteristica che distingue i migliori, ovvero restare in alto per più tempo possibile e Newey lo sta facendo. Se pensiamo che con Williams ha vinto, è andato alla McLaren ed ha vinto, è passato alla Red Bull... Ed ha vinto! I risultati parlano per lui e stiamo parlando di più di una decade di vittorie. *Newey era votato all'aerodinamica e qualsiasi elemento della vettura, pilota compreso, doveva essere votato e perfino sacrificato ad essa. Faccio un esempio su tutti: per quanto riguarda i volanti, nei Gp lo stato dell'arte era rappresentato dalla McLaren, che ne usava una padella da 28 centimetri di diametro. Roba bella comoda da manovrare. Ebbene, noi con Newey, visto l'abitacolo angusto e al limite dell’abitabilità, eravamo costretti a usare un volante da 25 centimetri, che, senza servosterzo, doveva essere azionato in tutto e per tutto con la forza delle sole braccia ed era una vera tortura. *Per quanto mi riguarda, Adrian Newey è un genialoide. Perchè solo lui può pensare a determinate soluzioni e le vetture che ha progettato lo stanno a dimostrare. [...] In più è maniacale: ad ogni parco chiuso è sempre lì a guardare le proprie monoposto per cercare di studiarne dettagli ed il comportamento in pista. È anche in queste cose che si può comprendere quanto sia davvero un grande. *Ricordo nel 1988, ai primi giri con la sua monoposto, capii d'essere di fronte a una filosofia costruttiva nuova e ben diversa dalle altre. Ebbi la sensazione da lì in poi di guidare vetture pensate da uno che aveva qualcosa in più degli altri. La sua grande fortuna, chiusa la parentesi con la Leyton House [...], fu l'ingaggio da parte della Williams, dove incontrò Patrick Head, che seppe razionalizzare e ricondurre sul piano della sostenibilità pratica gli orientamenti estremi dello stesso Newey. ==Note== <references group="N"/> ===Fonti=== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Newey, Adrian}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] 04u5rtu4427aw9kuiudc4fkyffzzet4 Cucina 0 99778 1429695 1428073 2026-10-16T18:00:30Z Duino.rosa 108544 1429695 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua}} {{voce tematica}} [[File:17-alimenti, umido,Taccuino Sanitatis, Casanatense 4182..jpg|thumb|''Cucinare'' da un manuale del XIV secolo]] Citazioni sulla '''cucina''' intesa come pratica di preparazione del cibo. ==Citazioni== *Considero la cucina una delle più alte forme di comunicazione, è una cosa serissima. Siamo abituati a consideralo uno show e invece [...] attraverso il cibo si conoscono popoli e culture. È un arricchimento culturale. La casa, la famiglia e la cucina sono preziosissime per una donna. E non me ne vergogno. ([[Francesca Barra]]) *Cucinare, soprattutto saperlo fare, è una forma di libertà che sta cambiando il mondo, in modo più efficace di qualsiasi rivoluzione. Scegliendo gli ingredienti giusti e abbinandoli correttamente facciamo il nostro bene e quello degli altri. ([[Pietro Leemann]]) *È la cucina che ha scelto me. Mi ha aperto una porta e io ci sono entrato. In quel momento sentivo l’urgenza di togliermi di dosso una tristezza che sembrava invincibile. ([[Massimo Bottura]]) *Grassa cucina, malanno e medicina. ([[Carlo Dossi]]) *I baci non durano; saper cucinare sì! ([[George Meredith]]) *Il mondo della ristorazione è fortemente maschilista, ma la vera cucina rimane quella delle donne. Cucinano per nutrire, hanno l'ospitalità nel dna, nessuno chef uomo potrà mai fare altrettanto. ([[Joe Bastianich]]) *In un certo senso cucinare è un po' come la musica: diversi elementi si combinano per comporre una sinfonia. (''[[Dr. House - Medical Division (sesta stagione)|Dr. House - Medical Division]]'') *Io in cucina sono felice, sto bene. Dico sempre di voler andare in vacanza, ma quando stacco dopo tre giorni sono già lì a pensare a nuove ricette, a sperimentare. Ci sono tanti che lo fanno per moda e si fermano ai tavoli pieni. Ma quello non aiuta. È una lettura superficiale, che può essere legato a un momento. La cucina è molto di più. ([[Antonino Cannavacciuolo]]) *Io sono convinto che il rispetto reciproco tra i popoli possa passare proprio attraverso questa pratica sì umile. Perché tutti mangiamo, e tutti possiamo apprezzare e capire la cucina altrui. Se mi metteste di fronte un turco, o un cinese, che mi declamano nella loro lingua i poemi più elevati, ebbene, non capirei nulla; ma se mi mettete di fronte un loro piatto, sia esso di carne o di pesce o di erbaggi, sono benissimo in grado di mangiarne e di trarne nutrimento, e forse anche gusto. La cucina è un linguaggio universale, che ha bisogno di essere capito solo da chi lo pratica: forse solo la musica può stargli a pari. Eppure, si può stare per giorni, settimane e mesi interi senza ascoltare melodie, ma provatevi a stare un giorno senza mangiare! ([[Marco Malvaldi]]) *L'alta cucina non è una cosa per pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l'impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. (''[[Ratatouille]]'') *L'arte di cucinare è maschile come tutti gli altri corsi: judo, tiro al bersaglio, kick boxing... Chiunque può combattere, ma ci vuole un uomo speciale per fare un ragù alla bolognese veramente buono! (''[[Malcolm (seconda stagione)|Malcolm]]'') *L'unico utensile indispensabile in cucina sono le mani... Io le uso per tutto! ([[Isa Chandra Moskowitz]]) *La cucina è come la letteratura: il contenuto non conta, conta come si racconta. ([[Gaetano Savatteri]]) *La cucina è come la musica e non conosce invalicabili barriere lessicali e fonetiche. A differenza della lingua. Basta avere gli strumenti giusti e gli ingredienti necessari. ([[Bruno Morchio]]) *La cucina è fatta di persone, luoghi e storie, prima ancora che di ricette. ([[Peppone Calabrese]]) *La cucina è un'abilità che richiede solo tempo e pazienza. (''[[Sword Art Online: Lost Song]]'') *La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria. ([[Pellegrino Artusi]]) *La cucina era ed è qualcosa che mi brucia dentro, un fuoco inspiegabile. Non è lavoro, è divertimento, è qualcosa che mi fa stare bene. Posso stare dieci ore filate in cucina e non sentire la fatica. Cibo, tavola, condivisione, mi appartengono: ci sono nato con questo amore assoluto, è come se lo avessi nel dna. ([[Antonino Cannavacciuolo]]) *La cucina futura, vostra, sarà sempre in difficoltà se buttate le aragoste vive nell'acqua bollente e se chiudete le galline nelle gabbie, senza che abbiano commesso un delitto, di trenta centimetri [...] Bisognerebbe fare una cucina senza crudeltà. ([[Elio Fiorucci]]) *La grande cucina non esiste senza evoluzione, erosione e oblio. La cucina è diventata arte grazie a una continua elaborazione, alla mescolanza di passato e futuro, qui e altrove, crudo e cotto, salato e dolce, e può continuare a vivere solo liberandosi dall'ossessione di chi non vuole morire. ([[Muriel Barbery]]) *La preparazione del cibo è l'unica forma d'arte che ci permette di incorporare letteralmente ciò che creiamo ed è anche l'unica che coinvolge completamente tutti e cinque i sensi. ([[Will Tuttle]]) *Lo scultore Arturo Martini ebbe un'infanzia poverissima. Studiò cinque anni: due anni ripeté la prima elementare e tre la seconda. Figlio di un [[cuoco]], ha detto sulla cucina una cosa giustissima: «La cucina si fa per istinto. Un altro deve assaggiare la [[minestra]], io, alla vista, avverto se ha il sale. C'è l'[[Pellegrino Artusi|Artusi]] e poi c'è anche l'inafferrabile». È così. Il vero cuoco non assaggia, è un po' come il pianista che suona senza guardare la tastiera. ([[Aldo Buzzi]]) *Nei periodi di decadenza il culto della cucina diventa eccessivo. [[Plinio]] lamentava che un cuoco costasse più di un cavallo. «Clitone» scrisse [[La Bruyère]] «ebbe in vita due sole occupazioni: desinare la mattina, cenare la sera». ([[Aldo Buzzi]]) *Nel lavoro come nella cucina è la preparazione che più di tutto richiede tempo e cura. (''[[Bakuretsu Hunter]]'') *{{NDR|Sui programmi televisi dedicati alla cucina}} Non deve passare il messaggio che fare lo chef è facile e porta successo, soldi, popolarità. Ai ragazzi dico che a volte è più interessante spegnere la tv, leggere un libro, raccogliere un radicchio e sporcarsi le mani di terra. La cucina va vissuta non guardata. ([[Massimiliano Alajmo]]) *«[...] Possibile che nessuno si renda conto che la cucina è solo un orpello rituale per mascherare un sordido commercio con la morte?»<br/>«Non ci vedo niente di sordido.»<br/>«Cucinare comporta trattare materiale morto: cuocere, aromatizzare e camuffare materia organica destinata ad andare in putrefazione. I cuochi altro non sono che degli esorcisti senza dio.» ([[Bruno Morchio]]) *Quando si va in cucina, bisogna pur cucinare con gli ingredienti che si trovano. ([[Giovanni Giolitti]]) *Quanto tempo ci vuole per creare una nuova cucina? Non molto: meno di cinquant'anni, a giudicare dalle esperienze del passato. ([[Rachel Laudan]]) *Se c'è un'arte refrattaria al futurismo, è l'arte del cucinare. Cercano, è vero, i cuochi di illudere il palato con vari condimenti, salse e nomenclature stravaganti, delicatezze lusingatrici e aromi stimolatori, ma la materia da trattare è sempre quella. L'arte della cucina è conservatrice e passatista. ([[Olindo Guerrini]]) *"Se stai attento, se usi buoni ingredienti," scrive Garp, "e se non prendi scorciatoie, riesci di solito a cucinare qualcosa di molto buono. Talvolta è l'unica soddisfazione che ti resta, per salvare una giornata. Quando scrivi, invece, puoi adoperare tutti gli ingredienti giusti, metterci tutto il tempo e tutta la cura necessaria e non cavar fuori nulla lo stesso. Ciò vale anche per l'amore. La cucina, quindi, può mantener sana di mente una persona che ce la mette tutta." ([[John Irving]]) *Si dice che chi è bravo a cucinare non possa essere una persona cattiva. (''[[Inuyasha]]'') *Sono esistite culture alle quali era estranea l'espressione figurativa, ma che si sono manifestate in altri modi: fra questi la cucina, la preparazione dei cibi, può avere un ruolo primario. A volte può essere significativa la sola ricetta di un cibo. Ma la preparazione dei [[Dolce (cucina)|dolci]], come accadde nell'Italia barocca, ha costituito un fatto artistico di prim'ordine. ([[Federico Zeri]]) *Ti piace cucinare, eh? Buon per te. [...] Il segreto per cucinare bene, però, è tenere in mente chi mangerà. (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'') *Titolo singolare assai, "Chiunque può cucinare", e ciò che lo rende ancor più singolare è che Gusteau sembra crederlo davvero! Io prendo la cucina seriamente e no! Non credo che chiunque sia in grado di cucinare! (''[[Ratatouille]]'') ===[[Carlo Cracco]]=== *Cucinare è come comporre musica: quando hai scritto ognuno esegue con la sua sensibilità. E la musica può piacere o no. La frustrazione è che, a volte, il pezzo più forte per te non viene capito, o il più apprezzato è quello in cui ti riconosci meno. *Cucinare è un atto d'amore perché lo fai per gli altri. *La cucina è come l'iPhone: puoi limitarti a telefonare o entrare in un mondo in cui è tutto facile. *La cucina non è fashion, la cucina è cultura. ==Voci correlate== *[[Cibo]] *[[Cucina (architettura)]] *[[Cuoco]] *[[Gastronomia]] *[[Pasto]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|b=Libro_di_cucina|preposizione=sulla}} [[Categoria:Cucina| ]] cchwqvee6k7dt9e1o0bqhf5aehtytnm Brindisi dai film 0 104701 1429784 1429235 2026-10-17T09:08:19Z Spinoziano 2297 +2 1429784 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:La cena delle beffe (1942) Nazzari e Valenti.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Amedeo Nazzari]] e [[Osvaldo Valenti]] nel film ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)]] Raccolta di '''brindisi''' tratti '''dai film'''. ==Brindisi dai film== *A Bridget... che non sa cucinare, ma che ci piace così com'è! (''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'') *– A che cosa beviamo?<br>– A noi stessi.<br>– Mmh, porta sfortuna.<br>– Agli amici lontani.<br>– Agli amici lontani! (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]'') [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò brinda.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Totò]] nel film ''[[San Giovanni decollato]]'' (1940)]] *A domani {{sic|a mattina}}, bevo alla salute di mia figlia Serafina. E più bevo e più divento tenero, alla salute del mio caro genero. Però ricordatelo, eh, e tenetelo bene in mente, che io sono sempre dissidente. (''[[San Giovanni decollato]]'') *A Frank Castle. Il miglior soldato, il miglior infiltrato, il miglior compagno del mondo. (''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'') *A Lorraine! Che trovi finalmente la pace! (''[[Una canzone per Bobby Long]]'') *A me e alla mia preziosissima squadra!! (''[[Spider-Man: Far from Home]]'') *A quella che potrebbe diventare una bella squadra. (''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'') *A te e a me, Nellie. E ad un comune monopolio delle cose più belle. (''[[Gli implacabili]]'') *A te, padre! (''[[Il figlio di Frankenstein]]'') *A un molto, molto più affettuoso futuro. Affettuoso e immediato. (''[[Strategia di una rapina]]'') *A una vista d'aquila e tanti capelli. (''[[Star Trek Beyond]]'') *Agli estranei. (''[[Blade Runner 2049]]'') *– Agli uccelli.<br>– Alleluja! (''[[The Nice Guys]]'') *Agli uomini che abbiamo amato. Peste. (''[[Il romanzo di Mildred]]'') *– Ai fiori di campo!<br />– E al vino e alle bistecche! (''[[Dallas Buyers Club]]'') *Ai formidabili amici che siete. (''[[Doppio sospetto]]'') *Ai mutilati e ai fallimenti! (''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'') *Ai nostri amici assenti. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]'') *Ai nuovi amici! (''[[28 giorni dopo]]'') *Ai ricordi più felici... e ai più tristi. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'') *Ai vecchi amici che non si dimenticano. (''[[La città del piacere]]'') *Al maresciallo Herring. All'invasione dell'Ostria. (''[[Il grande dittatore]]'') *Al nostro futuro. (''[[La rapina perfetta]]'') *– Al nostro segreto.<br>– E alla nostra amicizia.<br>– Marito e moglie possono essere amici?<br>– Oh, sì! (''[[Yentl]]'') *– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. (''[[Marie Antoinette]]'') *Al principio. (''[[I comanceros]]'') *Al sapere. (''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'') *Al vero amore, in qualunque forma o dimensioni si presenti a voi. Con l'augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: "Anch'io una volta sono stato amato follemente!" (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'') *All'avere una vita tra tre ore! (''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'') [[File:Anna perdonami (film 1953) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Tamara Lees]], Cesare Fantoni e Aldo Fiorelli in ''[[Anna perdonami]]'' (1953)]] *– All'imprevisto di quest'incontro.<br>– A te e a me.<br>– E a me no? (''[[Anna perdonami]]'') *Alla faccia dei mariti in genere e dei nostri in particolare. (''[[Così fan tutte (film)|Così fan tutte]]'') *Alla giornata! (''[[Charlot soldato]]'') *Alla lealtà. (''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'') *Alla memoria! (''[[Dopo divorzieremo]]'') *Alla mia nuova sorella! Bella, spero che tu abbia dormito abbastanza in questi diciotto anni, perché non dormirai più per un pezzo! (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'') *Alla mia unica rivale: la cavalleria degli Stati Uniti. (''[[Rio Bravo]]'') *Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! (''[[Coco]]'') *– Alla nostra prima cliente!<br>– Alla nostra prima e sola cliente! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'') *Alla notte del Diavolo. Alla mia festa preferita. (''[[Il corvo - The Crow]]'') *Alla nuova generazione. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'') *Alla più bella storia ch'abbia mai udita. (''[[Ninotchka]]'') *Alla prossima estate. (''[[Storia di una capinera]]'') *– Alla salute.<br>– Allacciare le cinture!<br>– Buon atterraggio! (''[[Avventurieri dell'aria]]'') *Alla salute del capo. Ha dovuto rinunciare a uno di noi ed è stato un peccato. Se non faceva così, parecchi ci avrebbero lasciato certamente la pelle. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'') *Alla salute delle donne con le gambe storte! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'') *Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà, all'annullamento del suo matrimonio, all'annullamento di suo marito, all'annullamento di tutto! (''[[La dolce vita]]'') *Alla scopata telefonica. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'') *– Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!<br>– Sì, ci credo. Sono io!<br>– Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato. (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'') *– Alla tua gamba!<br>– Io brindo alla tua!<br>– Ok, brindiamo alle nostre gambe! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'') *– Alla tua, maniscalco!<br>– E al futuro!<br>– Amen.<br>– Amen. (''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'') *Alle antiche sere e alla musica lontana. (''[[I ponti di Madison County]]'') *– Alle brave persone andate via troppo presto. Ricordiamole sempre.<br>– Sempre! (''[[Alien: Covenant]]'') *Alle donne, spina nel fianco e consolazione di tutti i tempi. (''[[Miss prima pagina]]'') *Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero. (''[[La mia Africa]]'') *– Allora, alla società!<br>– Alla società. Ma senza trucchi.<br>– Senza trucchi. (''[[Per qualche dollaro in più]]'') *– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'') *– Aspetta, brindiamo alle future esperienze.<br />– Alle future esperienze. (''[[Velluto blu]]'') *Auguri e figli mosci! (''[[Monella]]'') *Beviamo ai compagni leali! (''[[Addio Kira!]]'') *– Beviamo al nostro patto: né approcci amorosi né bisticci.<br>– Proprio come coniugi normali.<br>– Ho detto niente bisticci. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'') *– Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.<br>– Al mio avvenire! (''[[Il cervello che non voleva morire]]'') *– Beviamo, mister Engle, beviamo al suo domani.<br>– Al domani! (''[[Angeli del peccato]]'') *Bevo a questo puro sentimento, e all'amore, ma soprattutto io bevo all'oro! (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'') *Bevo al delitto. (''[[La signora di Shanghai]]'') *Bevo all'uomo che ho ucciso. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'') *Bevo alla barba di chi non ha debiti. Bevo alla barba di tutti i capri, gli asini, e i santi soltanto in agonia. E chi non beve con me, peste lo colga! (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'') *Brindiamo a te che la dai. (''[[Un nuovo futuro]]'') *Brindiamo alla nostra nuova presidentessa. Salute! (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'') *Brindo a me che ho avuto la grande fortuna di conoscervi. (''[[Creed - Nato per combattere]]'') [[File:Miseria e nobiltà (film 1954) Gianni Cavalieri.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Gianni Cavalieri]] in ''[[Miseria e nobiltà]]'' (1954)]] *Brindo alla felicità di questa bella nobiltà. (''[[Miseria e nobiltà]]'') *Brindo alla fiducia! (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'') *– Brindo alla roba di lusso.<br>– Che possa non mancarci mai più. (''[[Silverado]]'') *– Brindo alla sposa: alla più affascinante sposa che io abbia mai avuto. E al miglior matrimonio che io abbia mai fatto.<br>– E che sia anche l'ultimo. (''[[La falena d'argento]]'') *C'è qualcosa nella vita che non merita un brindisi? Questa è la nuova Karnak, rappresenta il culmine di un grande sogno vecchio più di duemila anni, un sogno ora avveratosi grazie alla vostra incondizionata assistenza... E per questo, è una vergogna per me... Che voi dobbiate condividere una ricompensa così inadeguata. Ai faraoni... I cui più grandi segreti erano affidati ai servitori, sepolti vivi con loro in sale inondate nella sabbia... Buon sonno, signori. Il nuovo mondo di pace sarà in debito con voi per il vostro estremo sacrificio. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'') *Cent'anni! (''[[Il padrino - Parte II]]'') [[File:Profondo rosso (1975) brindisi.png|miniatura|upright=1.4|La scena del brindisi con [[Gabriele Lavia]] in ''[[Profondo rosso]]'' (1975)]] *– Che cos'era?<br>– Un urlo, direi. Mah, chi lo sa, magari uno stupro. Brindo a te, vergine stuprata! (''[[Profondo rosso]]'') *– Che cosa si dice in questi casi? <br />– Che sa di tappo! (''[[Roba da ricchi]]'') *– Che Dio benedica i tuoi occhi.<br>– E i tuoi. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'') *Che fra dieci anni si possa essere uniti come stasera. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]'') *Che possiate fare vedere all'intera Germania il vero volto della DDR. Alla nostra. Brindamo a noi e a un mondo migliore. (''[[Le vite degli altri]]'') *Dato che il liquore mi appartiene e offro io, alla mia salute! (''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'') *– Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. Brindiamo a questo?<br />– Con tutto il cuore. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'') *E allora, brindiamo: a una lunga vita, colma di felicità, allietata da molta prole, fama e virtuosa, in un avvenire di pace e di libertà. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'') *– È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>– Mi prendi in giro?<br>– No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! (''[[10 Cloverfield Lane]]'') *E io brindo... a non mandare tutto a puttane! (''[[L'ora più buia]]'') *E ora, beviamo alla mia coscienza! (''[[La signora Skeffington]]'') [[File:Zazà (1944) Isa Miranda (3).png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)]] *Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'') [[File:Miseria e nobiltà (1940) Vincenzo Scarpetta.jpg|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Vincenzo Scarpetta]] in ''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940)]] *Ed ora sia permesso anche a me di fare un brindisi di tutto cuore all'illustrissimo signor amore. (''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'') [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani, Virgilio Riento e Marisa Vernati.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Anna Magnani]], [[Virgilio Riento]] e [[Marisa Vernati]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]] *– Evviva la musica!<br>– Evviva l'amicizia!<br>– Abbasso la tristezza!<br>– Evviva l'abbondanza!<br>– Abbasso la miseria, famo la costituente! (''[[Abbasso la miseria!]]'') *Facciamo un brindisi: alla riuscita di... quello che non so. (''[[La via dei giganti]]'') *– Facciamo un brindisi per Harry Cole. Ecco qua. Te lo sarai sentito dire mille volte, Harry, ma lasciamelo dire ancora. Bevo a Harry, il migliore, il primo di tutti. Alla sua salute.<br>– Il migliore cosa?<br>– Il migliore intercettatore della costa occidentale.<br>– E chi è il migliore della costa orientale?<br>– Io. Brindo anche alla mia salute!<br>(''[[La conversazione]]'') *– Felicità.<br>– Felicità. (''[[Ritorna l'amore]]'') *Giù i pensieri, su i bicchieri! (''[[Stealth - Arma suprema]]'') *Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! (''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'') *In barba alla guerra, a Tullio e Ginetta, noi auguriamo una pace perfetta! (''[[Due lettere anonime]]'') *Io propongo un brindisi per i nostri eroici amici che hanno attraversato il Bronx e superato due dozzine di caselli per essere qui con noi, il successo corra sempre con voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'') [[File:Il suo destino (1938) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Luisa Ferida]] ne ''[[Il suo destino]]'' (1938)]] *Io vi auguro che siate felici, lontani dalle passioni e dai desideri violenti: la felicità è soltanto in questo. Vi ringrazio, amici, alla salute! (''[[Il suo destino]]'') *Lancillotto era un agente straordinario e un vero Kingsman. Ci mancherà molto. A Lancillotto. (''[[Kingsman - Secret Service]]'') *Lunga vita al crimine! (''[[Il mistero del falco]]'') *Nel frattempo brindiamo al vero assassino. (''[[Omicidio!]]'') *Non posso perdere l'occasione di proporre un brindisi a un protagonista della nostra vita culturale. Un grande socialista di cui non ricordo il nome ha detto "Lo scrittore è l'ingegnere dell'anima" e Georg Dreyman è uno dei migliori ingegneri del nostro paese. [...] E ovviamente a Christa-Maria Sieland, la più bella perla della Repubblica Democratica Tedesca. E guai a chi dice il contrario. Propongo quindi di brindare a Christa-Maria Sieland, stupenda donna e stupenda attrice. (''[[Le vite degli altri]]'') *Non siamo in prima linea, ma noi conosciamo il valore di un soldato che avanza sprezzante del nemico e della morte. Signori, brindiamo: a mio figlio. Prosit! (''[[All'ovest niente di nuovo]]'') *Per la donna che amo oggi e che domani avrò già dimenticato. (''[[Il cavaliere della croce]]'') *Perciò vorrei proporre un brindisi alla mia bellissima sposa. Nessuna misura del tempo è abbastanza con te. Ma cominceremo con per sempre. (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'') *Potrei diventare miliardario in un mese preparando questo piatto per gli altri. Invece gli altri non sapranno mai cosa si perdono. Invece noi e i nostri amici alziamo il bicchiere. (''[[La grande abbuffata]]'') *Propongo un brindisi: al territorio inesplorato... Al futuro. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]'') *Quelli bravi muoiono tutti. Agli amici! (''[[Porco Rosso]]'') *Questo è un brindisi per un figlio della famiglia Frankenstein. Evviva lo sposo! Un lieto brindisi in onore del giovane Frankenstein! (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'') *Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose e il fegato gli esplose. (''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'') *Questo vino Malvasìa, alla salute di Gina mia! (''[[Due lettere anonime]]'') *– Ragazzi, un brindisi al prossimo passo!<br/>– Ma la vuoi piantare con questi passi! Che palle<br/>– No, ma quale passo, noi non lo facciamo, metti giù quel bicchiere!<br>(''[[American Pie - Il matrimonio]]'') *Salute! Conosco almeno venti motivi per cui non dovreste essere mai felici. (''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'') *– Salute e fiji maschi! {{NDR|brindando al Papa}}<br>– "Fiji maschi"?<br> (''[[Nell'anno del Signore]]'') *Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un nuovo inizio. (''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'') *– Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! Così ogni singolo giorno ha il suo valore.<br />– Ben detto, Jack!<br />– Udite, udite!<br />– Al valore di ogni singolo giorno.<br />– {{NDR|In coro}} Al valore di ogni singolo giorno! (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'') *Signori, alla profonda esperienza religiosa che si vive nel far bene il proprio lavoro, seppur tragicamente sottopagati. (''[[The Big Kahuna]]'') *– Signori miei, all'Inghilterra. <br />– All'umanità. <br />– Al [[Manchester United Football Club|Manchester United]]!<br>(''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'') *Signorina, a lei! Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare! (''[[La dolce vita]]'') *Stretta è la foglia, larga è la via, beviamoci sopra e così sia. (''[[L'ultimo buscadero]]'') *Su, coraggio, coraggio, facciamo un brindisi. Beviamo insieme alla salute del mare. (''[[Anna Christie]]'') *Un brindisi a Emily! Sempre la damigella, e mai la sposa. (''[[La sposa cadavere]]'') *Un brindisi. Ai fratelli! (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'') *[[Uva]]! {{NDR|bevendo [[vino]]}} (''[[Il ferroviere]]'') *– Vaffanculo domenica!<br />– Vaffanculo domenica!<br>(''[[La 25ª ora]]'') *Voglio fare un brindisi. A Evelyn Mercer, la madre migliore che quattro bastardi degenerati potessero mai avere. (''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'') *Voglio fare un brindisi a questa bella crociera e a tutti gli amici che sono qui con me, e alla vittoria di Ran al torneo regionale di Karate. (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'') *Voglio fare un brindisi a voi, ragazzi. E all'Italia, naturalmente. Al cibo, naturalmente. E all'amore. (''[[Speak No Evil (film 2022)|Speak No Evil]]'') *– Vorrei proporre un brindisi. Alla vita.<br />– "Alla vita"? Che significa "alla vita"? (''[[Melancholia]]'') ===''[[C'era una volta in America]]''=== *Al consolatore degli afflitti! *Ragazzi, alla nostra ultima gita, sul camion di stanotte non c'è solo whisky, ci sono dieci anni di vita che è valsa la pena di vivere. *Signore e signori, io brindo alla morte di questo locale, il Fat Moe's anche perché qui a bere legalmente non ci verrà più nessuno. ===''[[Fantastic Mr. Fox]]''=== *Quando guardo questa tavolata imbandita di squisite prelibatezze, io vedo due grandi avvocati, un abile pediatra, uno chef eccezionale, un bravo agente immobiliare, un sarto eccellente, una valente commercialista, un musicista di talento, un pescatore di sanguinerole quasi capace e forse la migliore paesaggista dei nostri giorni, alcuni di voi magari leggono la mia rubrica di tanto in tanto, ma tendo a dubitarne... Vedo anche una stanza piena di animali selvatici. Animali selvatici genuini e forniti di grande talento! Animali selvatici con nomi scientifici latineggianti che raccontano il nostro DNA. Animali selvatici, ognuno con punti di forza e debolezze derivanti dalla specie. Comunque sia, credo che possano essere proprio le bellissime differenze che ci distinguono a forse offrirci un barlume di speranza di salvare mio nipote e a darmi la possibilità di farmi perdonare per aver messo tutti noi in questa pazzesca cosa. Non lo so, è una sensazione. Grazie per l'attenzione, salute a tutti. *Dicono che tutte le volpi siano allergiche al linoleum, ma al tatto risulta fresco! Dicono che la mia coda deve essere lavata a secco due volte al mese, ma ora è totalmente removibile! Dicono che il nostro albero potrebbe non ricrescere mai, ma un giorno qualcosa ricrescerà! Sì, questi ciccioli sono di oca sintetica, e queste rigaglie secche vengono da colombacci artificiali e queste mele sembrano finte, ma almeno hanno le stelline! Quello che voglio dire è che stasera mangeremo e mangeremo tutti insieme e anche sotto questa luce non particolarmente accattivante, voi siete senza alcun dubbio i cinque animali selvatici e mezzo più straordinari che io abbia mai conosciuto in vita mia! Quindi alziamo i nostri cartoni... Alla nostra sopravvivenza! ===''[[Marie Antoinette]]''=== *Al Delfino e alla Delfina di Francia. Abbiate molti figli sani e robusti e procreateci un erede al trono. *– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. *– Alla nostra regina!<br>– Salut!<br>– Salut!<br>– A una bella serata!<br>– E a Raumont che ha portato le ostriche!<br>– A Raimond per le ostriche!<br>– E Lamballe che ha portato i fiori!<br>– Per i fiori, per questi bei fiori...<br>– E a Fersen, che è venuto qui dalla lontana Svezia! {{Raccolte dai media|Brindisi|dai film}} [[Categoria:Brindisi dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] alfhxe53o90j1vf4st7pmwd4t20al6k Ponyo sulla scogliera 0 116614 1429773 1015404 2026-10-17T08:31:59Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su Ponyo sulla scogliera */ typo 1429773 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Ponyo sulla scogliera |titolooriginale = 崖の上のポニョ |titolotraslitterato = Gake no ue no Ponyo |immagine = Gake no ue no Ponyo title.jpg |genere = animazione/fantastico |regista = [[Hayao Miyazaki]] |soggetto = Hayao Miyazaki |sceneggiatore = Hayao Miyazaki |produttore = [[Toshio Suzuki (produttore)|Toshio Suzuki]] |doppiatorioriginali = * [[Yuria Nara]]: Ponyo * [[Hiroki Doi]]: Sōsuke * [[Jôji Tokoro]]: Fujimoto * [[Tomoko Yamaguchi]]: Risa * [[Yuki Amami]]: Gran Mammare * [[Kazushige Nagashima]]: Koichi * [[Akiko Yano]]: Sorelline di Ponyo * [[Kazuko Yoshiyuki]]: Toki * [[Tomoko Naraoka]]: Yoshie |doppiatoriitaliani = * [[Agnese Marteddu]]: Ponyo * [[Ruggero Valli]]: Sōsuke * [[Massimo Corvo]]: Fujimoto * [[Laura Romano]]: Risa * [[Sabrina Duranti]]: Gran Mammare * [[Carlo Scipioni]]: Koichi * [[Franca Lumachi]]: Toki * [[Ludovica Modugno]]: Yoshie }} '''''Ponyo sulla scogliera''''', film d'animazione giapponese del 2008, regia di [[Hayao Miyazaki]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Che?! Catturata da un essere umano?! Sconveniente, oltremodo sconveniente! ('''Fujimoto''') *A qual punto l'acqua e il fiato degli esseri umani possano essere luridi, non ve l'ho spiegato forse innumerevoli volte? ('''Fujimoto''') *Gli umani non fanno che depredare la vita dal mare. Anch'io un tempo fui un essere umano. Se sapeste per cessare di essere umano cosa ho dovuto fare! ('''Fujimoto''') *Oh sangue che si fa maligno, placati ordunque! Indietro, indietro, indietro, indietro! ('''Fujimoto''') {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} *Il potere del mare mi si dispiega lungo tutta la spirale del DNA. Quando questo pozzo si sarà colmato, l'era del mare avrà nuovamente inizio: un'esplosione di vita paragonabile al periodo Cambriano! ('''Fujimoto''') ==Citazioni su ''Ponyo sulla scogliera''== *All'ultima Mostra di Venezia suscitò l'applauso più vibrante, ma la giuria lo ignorò perché Hayao Miyazaki era già titolare di un Leone d'oro alla carriera. «Ponyo sulla scogliera» rappresenta comunque una svolta nell'opera del maestro dell'animazione giapponese: la tecnica resta quella artigianale del disegno a mano, ma la vicenda assume un carattere più infantile e favolistico rispetto ai capolavori precedenti («[[La città incantata]]», «[[Il castello errante di Howl]]»). ([[Valerio Caprara]]) *Contro il riduzionismo che colpisce tutto il cinema di animazione, definito sbrigativamente dai senza ''anima'' "cartoni animati", si leva in alto e sopra e sotto la superficie del mare ''Ponyo on the Cliff by the Sea'' di Hayao Miyazaki. Mai rassegnato all'impiego della tecnologia digitale, il regista nipponico "sospende" la ''computer graphic'' e restituisce la complessità salata del mare con la matita e settanta artisti che hanno realizzato a mano centosettantamila disegni. (''[[il Farinotti]]'') *Ispirata alla ''[[Hans Christian Andersen#La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''La città incantata'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente – all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[il Morandini]]'') *La delicatezza del tocco è fuori discussione, i personaggi sono deliziosi, la colonna sonora vanta ispirazioni colte (anche se esagera con le vezzose canzoncine) e non mancano le stoccate ambientaliste. Il buon Miyazaki tiene a trasmettere agli adulti il suo senso anti-fondamentalistico della "giapponesità" e a rivendicare una visionarietà svincolata dai canoni occidentali, correndo peraltro il pericolo di essere percepito solo dai bambini. ([[Valerio Caprara]]) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Ponyo sulla scogliera''}} [[Categoria:Anime]] [[Categoria:Film d'animazione]] rxh1gseh8o6tp0q2ralh2aamie4jd8x Simone Zaza 0 123480 1429651 858784 2026-10-16T12:39:40Z ~2026-54313-84 108629 1429651 wikitext text/x-wiki [[File:Simone Zaza.jpg|thumb|Simone Zaza nel 2014]] '''Simone Zaza''' (1991 – vivente), ex calciatore italiano. ==Citazioni di Simone Zaza== {{cronologico}} *Il nostro lavoro è fatto così: gente che parte, gente che arriva. Nella mia vita sono poche le persone che ho voluto rimanessero per sempre a far parte di me e tu sei una di queste. Con alcuni ci si conosce appena.<br/>Con altri nascono invece amicizie vere e profonde. Con te [[Álvaro Morata|Alvaro]] è stato così: compagno di squadra e di vita. La competizione per una maglia da titolare ci ha reso fratelli. Ecco perché tra tanti addii questo è così difficile da dire.<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/SimoneZaza/posts/280518422302607 post]'' pubblicato sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook'', 24 giugno 2016.</ref> {{NDR|dopo la cessione dell'attaccante spagnolo dalla Juventus al Real Madrid}} *{{NDR|Dopo la sfida Germania-Italia, valevole per i quarti di finale degli europei 2016 in Francia, conclusasi con l'eliminazione degli italiani ai tiri di rigore}} Oltre a chiedere scusa, aggiungo che mi dispiace aver deluso tutte le persone che hanno vissuto, gioito, creduto e alla fine sofferto per questa Squadra. Io mi assumo le mie responsabilità come ho sempre fatto, e vado avanti, consapevole che questo gruppo ha reso fieri gli italiani...quelli VERI. Quelli che hanno sempre tifato per Noi, indipendentemente dal valore della squadra. Quelli che prima di ogni partita cercavo di "spiare" e guardare negli occhi, per capire che non eravamo solo 23 in campo, ma un popolo intero..... Mi sento di ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto dopo questo episodio, coscienti che la mia non era presunzione, e ci tengo a sottolinearlo questo.<ref>Riferendosi al suo tiro di rigore calciato sopra la traversa, dopo aver preso una lenta rincorsa; questo fatto è stato oggetto di critiche e di ironia, sia da parte dei media che degli utenti sui vari social network. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/calcio/europei/2016/italia/04-07-2016/germania-italia-ecco-gif-rigore-sbagliato-zaza-160224600932.shtml Germania-Italia, ecco le gif sul rigore sbagliato da Zaza]'', ''Gazzetta.it'', 4 luglio 2016.</ref> E soprattutto voglio dire che sono anche io un tifoso di questa nazionale, perciò oltre ad essere deluso, triste e incazzato con me stesso, sono anche orgoglioso di aver visto risvegliata una nazione differente da tutte le altre. Ciò che è successo me lo porterò dentro per tutta la vita. Era il momento più importante della squadra, anche ovviamente mio. Ed io l'ho fallito. Forse tra qualche anno si ricorderanno solo alcuni episodi e non di quei 23 che hanno dato l'anima in ogni allenamento per essere pronti partita dopo partita. Ma questo è il calcio, ed è così.<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/SimoneZaza/posts/284990998522016 post]'' pubblicato sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook'', 4 luglio 2016.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Zaza, Simone}} [[Categoria:Calciatori italiani]] fyx8qjrb4xodudlu5usmjry4jls0jw6 1429653 1429651 2026-10-16T12:40:34Z ~2026-54313-84 108629 /* Citazioni di Simone Zaza */ 1429653 wikitext text/x-wiki [[File:Simone Zaza.jpg|thumb|Simone Zaza nel 2014]] '''Simone Zaza''' (1991 – vivente), ex calciatore italiano. ==Citazioni di Simone Zaza== {{cronologico}} *Il nostro lavoro è fatto così: gente che parte, gente che arriva. Nella mia vita sono poche le persone che ho voluto rimanessero per sempre a far parte di me e tu sei una di queste. Con alcuni ci si conosce appena. Con altri nascono invece amicizie vere e profonde. Con te [[Álvaro Morata|Alvaro]] è stato così: compagno di squadra e di vita. La competizione per una maglia da titolare ci ha reso fratelli. Ecco perché tra tanti addii questo è così difficile da dire.<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/SimoneZaza/posts/280518422302607 post]'' pubblicato sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook'', 24 giugno 2016.</ref> {{NDR|dopo la cessione dell'attaccante spagnolo dalla Juventus al Real Madrid}} *{{NDR|Dopo la sfida Germania-Italia, valevole per i quarti di finale degli europei 2016 in Francia, conclusasi con l'eliminazione degli italiani ai tiri di rigore}} Oltre a chiedere scusa, aggiungo che mi dispiace aver deluso tutte le persone che hanno vissuto, gioito, creduto e alla fine sofferto per questa Squadra. Io mi assumo le mie responsabilità come ho sempre fatto, e vado avanti, consapevole che questo gruppo ha reso fieri gli italiani...quelli VERI. Quelli che hanno sempre tifato per Noi, indipendentemente dal valore della squadra. Quelli che prima di ogni partita cercavo di "spiare" e guardare negli occhi, per capire che non eravamo solo 23 in campo, ma un popolo intero..... Mi sento di ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto dopo questo episodio, coscienti che la mia non era presunzione, e ci tengo a sottolinearlo questo.<ref>Riferendosi al suo tiro di rigore calciato sopra la traversa, dopo aver preso una lenta rincorsa; questo fatto è stato oggetto di critiche e di ironia, sia da parte dei media che degli utenti sui vari social network. {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/calcio/europei/2016/italia/04-07-2016/germania-italia-ecco-gif-rigore-sbagliato-zaza-160224600932.shtml Germania-Italia, ecco le gif sul rigore sbagliato da Zaza]'', ''Gazzetta.it'', 4 luglio 2016.</ref> E soprattutto voglio dire che sono anche io un tifoso di questa nazionale, perciò oltre ad essere deluso, triste e incazzato con me stesso, sono anche orgoglioso di aver visto risvegliata una nazione differente da tutte le altre. Ciò che è successo me lo porterò dentro per tutta la vita. Era il momento più importante della squadra, anche ovviamente mio. Ed io l'ho fallito. Forse tra qualche anno si ricorderanno solo alcuni episodi e non di quei 23 che hanno dato l'anima in ogni allenamento per essere pronti partita dopo partita. Ma questo è il calcio, ed è così.<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/SimoneZaza/posts/284990998522016 post]'' pubblicato sulla sua pagina ufficiale di ''Facebook'', 4 luglio 2016.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Zaza, Simone}} [[Categoria:Calciatori italiani]] 6qjf297vah853dd47lshcyapnqwqolr Malva 0 131856 1429760 841203 2026-10-17T06:50:07Z Spinoziano 2297 +1, typo, categoria 1429760 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{voce tematica}} [[File:Lavatera arborea2.jpg|thumb|''Malva arborea'']] Citazioni sulla '''malva'''. *'A marvə d'ognə malə sarvə. ([[Proverbi tarantini|proverbio tarantino]]) :''La malva salva da ogni male''. *''Centocinquanta stelle in fila indiana | in questa notte umida che sa di maggiorana, | in questa notte splendida che sa di malva.'' ([[Francesco De Gregori]]) *''È rimasto l'odore | della tua carne nel mio letto. | È calda così la malva | che ci teniamo ad essiccare | per i dolori dell'inverno.'' ([[Rocco Scotellaro]]) *''Si mangia forse un cibo insipido, senza sale? | O che gusto c'è nel succo di malva?'' (''[[Libro di Giobbe]]'') ==Voci correlate== *[[Malva (colore)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|etichetta=malva}} [[Categoria:Piante medicinali e officinali]] lv65ehur9gzhce9thtrhg1db1b0emen Lucky Luke 0 133560 1429650 1377372 2026-10-16T12:39:16Z Spinoziano 2297 wlink 1429650 wikitext text/x-wiki '''''Lucky Luke''''', fumetto francese ideato da [[Morris (fumettista)|Morris]]. ==Frasi ricorrenti== *''I'm a poor lonsome cowboy; far away from home...'' {{NDR|[[Canzoni dai fumetti|Canzone]] cantata alla fine di ogni avventura}} ('''Lucky Luke''') *Non lo sopporto! ('''Joe Dalton''') *Calmati, Joe! ('''William Dalton''') *Joe, calmati! ('''Jack Dalton''') *Quando si mangia? ('''Averell Dalton''') ==Albi== ===La miniera d'oro di Dick Digger<ref>''La miniera d'oro di Dick Digger'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 62, 2015-2016.</ref>=== *'''Mad Jim''': Miseria! Come mi sono rasato male!<br>'''Lucky Luke''': Non importa, Mad Jim! Nella bara non si vede! ===Lucky Luke contro Pat Poker<ref>''Lucky Luke contro Pat Poker'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 52, 2015-2016.</ref>=== *Detesto l'accusa di essere un baro... specialmente se viene da uno sceriffo! ('''Pat Poker''') *Chi perde paga... ('''Pat Poker''') ===Fuorilegge<ref>''Fuorilegge'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 46, 2015-2016.</ref>=== *{{NDR|calcolando quanto dividersi i 10.000 $ appena rubati}} 10.000 diviso 4, scrivo 2 col riporto di 5... Ora la radice quadrata della somma dei prodotti mi dà un equazione a due incognite ''X'' e ''Y''... Posso semplificare numeratore e denominatore della frazione il che mi dà 145733333... Eccetera... Troppo lungo... Qui metto una virgola che va sempre bene. ('''Bob Dalton''') *'''Bob Dalton''': La piega dei tuoi pantaloni non mi piace!<br>'''Lucky Luke''': E a me non piace il tuo alito da whisky adulterato...<br>'''Bob Dalton''': Meglio che senza alito del tutto, cowboy... *È alla forgia che si diventa fabbri, Doc. ('''Bob Dalton''') *{{NDR|[[Ultime parole dai fumetti|Ultime Parole]]}} Razza di sporchi sbirri! Non prenderete mai Bob Dalton! Mai! MAI! {{NDR|Viene trafitto da una pallottola. Solo nella versione integrale}} Mamma... ('''Bob Dalton''') *Qui sono sepolti i Fratelli Dalton<br>Morti senza togliersi gli stivali<br>5 ottobre 1892 {{NDR|[[Epitaffi dai fumetti|epitaffio]]}} ===Lucky Luke e Phil Defer<ref>''Lucky Luke e Phil Defer'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 50, 2015-2016.</ref>=== *{{NDR|Prendendo la vecchia colt}} Rieccoti compagno di gioventù, ricordo del mio passato! Rivedendoti, sento che gli anni non mi hanno alterato il coraggio... {{NDR|Mettendosi il cinturone a fatica}}... solo il girovita. ('''O'Hara''') ===Attenti ai Piediblu<ref>''Attenti ai Piediblu'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 48, 2015-2016.</ref>=== *A carte io non ho mai perso un centesimo! E non intendo cambiare questa buona abitudine! ('''Pedro Cucaracha''') ===Lucky Luke contro Joss Jamon<ref>''Lucky Luke contro Joss Jamon'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 32, 2015-2016.</ref>=== *LOS PALITOS CITY<br>Città della gioia e della pace. Straniero, se hai cattive intenzioni, ti metteremo del piombo nel cervello. {{NDR|cartello}} *'''Joss Jamon''': Lei è il banchiere?<br>'''Mr. Smith''': Sì, Mr. Smith, presidente, procuratore, cassiere e impiegato della banca, per servirvi...<br>'''Joss Jamon {{NDR|Puntandogli contro la pistola}}''': Se il presidente e il procuratore volessero dire al cassiere di aprire la cassaforte... altrimenti sarò costretto a maltrattare l'impiegato... *'''Pete l'indeciso''': {{NDR|Minacciando gli elettori}} Niente domande! Tutti al saloon! Chi preferisce astenersi devierà verso il becchino!<br>'''Becchino''': Ma il becchino sono io... *'''Joe Dalton''': Se i nostri cugini fossero ancora qui, si sarebbero divertiti, in questa città... <br>'''Averell Dalton''': Spetta noi rendere imperituro il loro nome.<br>{{NDR|Prime parole}} ===I cugini Dalton<ref>''I cugini Dalton'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 34, 2015-2016.</ref>=== *'''Joe Dalton''': Cercheremo di essere degni dei nostri cugini...<br>'''William Dalton''': ...che un destino tragico ha rapito all'odio dei loro concittadini...<br>'''Jack Dalton''': Dovremo lavorare sodo, ma i nostri padri saranno fieri di noi. <br>'''Averell Dalton''': Quando si mangia? *{{NDR|Credendo che Joe, Jack, William e Averell siano Bob, Grat, Bill ed Emmett ritornati in vita}} Se avessi dell'alcol, potrei anche avere delle visioni sgradevoli, ma dal momento che è [[Coca-Cola|Cola]], non credo proprio... ('''Lucky Luke''') *{{NDR|Dopo essere stati stesi da Luke}} Questa volta eravamo inferiori di numero. ('''Joe Dalton''') *'''Averell Dalton''': Lo ammazzo io con la mia forza!<br>'''William Dalton<ref name="Williamèjack">Erroneamente, William è indicato come Jack.</ref>''': Lo ammazzo io con la mia furbizia!<br>'''Jack Dalton'''<ref name="Jackèwilliam">Erroneamente, Jack è indicato come William.</ref>: Lo ammazzo io grazie alla mia bravura con le armi!<br>'''Joe Dalton''': Io lo ammazzo semplicemente con la forza dell'odio... *FRIGHTFULL GULCH<br>Se sei così fesso da andarci, o viandante, devi fare ancora 5 miglia {{NDR|cartello}} *KILLER GULCH<br>A 10 miglia da qui, ma vi sconsigliamo di andarci {{NDR|cartello}} *DEAD MAN GULCH<br>A 15 miglia da qui, ma potete ancora ripensarci {{NDR|cartello}} *COYOTE GULCH<br>20 miglia (fino al cimitero) {{NDR|cartello}} ===Il Giudice<ref>''Il Giudice'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 35, 2015-2016.</ref>=== *'''Cicca''': Smith ha torto a dire che a ovest del Pecos non c'è legge... la legge c'è, ed è quella dei guai!<br>'''Lucky Luke''': Non ti capisco, Cicca!<br>'''Cicca''': È la legge di [[Roy Bean]]... la esercita nella città di Langtry, che dovremo attraversare...<br>'''Lucky Luke''': Roy Bean? E chi è?...<br>'''Cicca''': Roy Bean, alias "Il Giudice", ha iniziato la sua carriera in maniera molto strana... ...fu impiccato... *'''Roy Bean''': Ma dove vai Jacinto?<br>'''Jacinto''': A casa Senior Giudice... mi ha condannato a un mese di lavori forzati, perché le ho fatto ombra passando... la pena è scontata... e quindi me ne vado...<br>'''Roy Bean''': Ah! Bene... E sei contento di partire?<br>'''Jacinto''': Oh! sì, Senior Giudice!<br>'''Roy Bean''': UN MESE DI LAVORI FORZATI PER INSULTO AL TRIBUNALE! Hai osato dire che sei felice di lasciarmi! Il testimone Lucky Luke è d'accordo: c'è stato un ''Corpus Delicti et praetium doloris''! *'''Bad Ticket''': Non uscirete di lì che per essere impiccati!<br>'''Roy Bean''': È illegale! Non sei un giudice più di quanto lo sia io! Esigo un vero giudice! *'''Lucky Luke''': Ha dei fiammiferi, Giudice?<br>'''Roy Bean''': Ho addirittura una candela, ma avrei bisogno di luce per trovarla... *{{NDR|Sfogliando il Codice Civile}} Avrei dovuto leggere prima questo Codice Civile! È pieno di cose interessanti e perfino utili, per un giudice! ('''Roy Bean''') *'''Roy Bean''' {{NDR|Pronto a processare Bad Ticket e il Becchino}}: Signori, propongo, prima di dare il via al processo, che beviate a vostre spese e alla mia salute, per festeggiare il mio ritorno...<br>'''Becchino''' {{NDR|Porgendo una banconota da 20}}: Mi dia una birra, Giudice! {{NDR|Il Giudice porge la birra e si mette in tasca la banconota}} Ehm... Giudice... Il resto... Le ho dato un biglietto da 20 $, e la birra costa 25 cent...<br>'''Roy Bean''': Sì, ma devi 19,75 $ per aver osato presentarti al Giudice senza spiccioli... *'''Roy Bean''': Sarò giudicato? IO?<br>'''Lucky Luke''': Eh, sì!<br>'''Roy Bean''': Impossibile! A parte me, non ci sono giudici a Langtry!<br>'''Lucky Luke''': Okay, Giudice! Si giudichi da solo!<br>'''Roy Bean''': EEEH? Accetto, ma è una vergogna essere giudicato da un barbone ignorante. Signori, l'udienza è aperta! L'accusato si alzi! Cognome, nome e professione...<br>{{NDR|Cambiando posto in base al ruolo}} Bean Roy, giudice...<br>Bean, l'accuso di essere una vecchia canaglia e di aver oltraggiosamente approfittato dei suoi concittadini! Cosa dice a sua difesa?<br>Mi dichiaro colpevole, Vostro Onore, ma invoco le circostanze attenuanti! Se ho approfittato dei miei concittadini, li ho fatto anche ridere e non poco! Le mie avventure forniranno loro delle storie che potranno raccontare ai loro nipoti, e questi ai loro figli! Potranno dire: "io ho conosciuto Roy Bean, la legge a Ovest del Pecos".<br>Che ne pensa la giuria?<br>'''Lucky Luke''': La giuria lascia che il Giudice pronunci il verdetto...<br>'''Roy Bean''': Roy Bean, la condanno a non esercitare più il mestiere di giudice e a restare nel suo saloon a servire da bere e a raccontar storie. Tale è la decisione di questa corte! la causa e terminata e la seduta è tolta! Pago un giro a tutti per la prima e ultima volta! ===Corsa per l'Oklahoma<ref>''Corsa per l'Oklahoma'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 37, 2015-2016.</ref>=== *L'[[Oklahoma]], Jolly Jumper... desolato come posto! E la cosa più brutta è che se trovo qualcuno lo devo anche scacciare! ('''Lucky Luke''') *PROPRIETÀ DI KID BULLET<br>Chi cammina sul prato muore! {{NDR|cartello}} *PROPRIETÀ DI DIGGER THOMPSON<br>Straniero, mettici un piede sopra e ti ritroverai sei piedi sotto {{NDR|cartello}} *PROPRIETÀ DI PISTOL PETE<br>Si pianta grano nei campi e piombo negli intrusi {{NDR|cartello}} *Votate Old Timer<br>Per un governo giovane {{NDR|cartello}} *Votate Fat Williams<br>Più pasti per tutti! {{NDR|cartello}} *Per una grande città votate Tom Thumb! {{NDR|cartello}} *Ho già visto città perdere il loro sindaco, ma un sindaco che perde la sua città... ('''Dopey''') *'''Funzionario governativo''': Oh grandi capi! È senza gioia che ci avete venduto l'Oklahoma... ed è con letizia che noi ve lo rivendiamo...<br>'''Grandi Capi''': Ugh!<br>'''Capo Seminole''': Bah! Non è che poi ci teniamo poi moltissimo a quelle terre... Ecco, possiamo offrire questa collanina... prendere o lasciare, ho detto!<br>'''Funzionario governativo''': Be', meglio che niente... del resto, è quello che vale. {{NDR|[[Ultime parole famose dai fumetti|Ultime parole famose]]}} ===L'evasione dei Dalton<ref>''L'evasione dei Dalton'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 38, 2015-2016.</ref>=== *'''Joe Dalton''': {{NDR|Organizzando un'evasione}} Mamma è stata gentile a mandarci questa lima.<br>'''William Dalton''': Già. soprattutto perché era un ricordo di una delle sue evasioni.<br>'''Jack Dalton''': Già, un cimelio di famiglia.<br>'''Averell Dalton''': {{NDR|Con un dente rotto}} Però avrebbe dovuto avvertirmi che l'aveva nascosta nella torta. *Su! Buona notte, ragazzi! Fra 19.000 settimane sarete liberi! ('''Carceriere''') *'''Joe Dalton''': Lucky Luke! LUCKY LUKE! LUCKY LUKE! LUCKY LUKE!<br>'''William Dalton''': Calmati, Joe...<br>'''Jack Dalton''': Joe! Lo sai che ti fa male ridurti in questo stato!<br>'''Joe Dalton''': DOBBIAMO EVADERE AL PIÙ PRESTO! NON POSSIAMO PERDERE UNA COSÌ BELLA OCCASIONE PER VENDICARCI!<br>'''William Dalton''': Ma sì, Joe...<br>'''Jack Dalton''': Va bene, Joe...<br>'''Averell Dalton''': Ma... Ehm... Qui siamo ben nutriti. E poi è l'unico posto in cui non abbiamo grane con lo sceriffo... *'''Armaiolo''': Sì! Questa mattina dei ladri hanno spaccato la mia vetrina e hanno portato via armi e munizioni...<br>'''Lucky Luke''': Avrà sentito il fracasso... Perché non è intervenuto?<br>'''Armaiolo''': È che io personalmente non porto armi. Mi fanno paura... *'''Lucky Luke''' {{NDR|Incappando in un messicano nudo coperto dentro un barile}}: Holà, hombre! Cosa ti è successo?<br>'''Messicano''': Sono stato attaccato dai Dalton, señor, mentre a dorso d'asino trasportavo una tonnellata di tequila. Hanno bevuto la tequila e mi hanno spogliato de todos!<br>'''Lucky Luke''': E l'asino?<br>'''Messicano''': Se lo sono mangiato, señor. Mi hanno detto che non gli piace bere a stomaco vuoto... *'''Bambino''': Bwaaaah!<br>'''Lucky Luke''': Che c'è, piccolo?<br>'''Bambino''': BUAAAAH! Quattro uomini cattivi hanno svaligiato la banca! BUAAAAHHH!<br>'''Lucky Luke''': Non piangere più, piccolo! Ritroveranno quei furfanti saccheggiatori di banche...<br>'''Bambino''': BUAAAHH! Non so piangendo per la banca! Passando, hanno rubato anche il mio lecca lecca! BUAAAHH!<br>'''Sceriffo di Smulch Gulch''': Fermo lì e mani in alto! Forza! Mani bene in vista!<br>'''Lucky Luke''': Che vuole da me?<br>'''Sceriffo di Smulch Gulch''': Dopo il passaggio dei Dalton, qui a Smulch Gulch non ci fidiamo di nessuno straniero!<br>'''Lucky Luke''': Ma io sono proprio all'inseguimento dei Dalton, per riportarli in prigione!<br>'''Sceriffo di Smulch Gulch''': [...] Non so se stai dicendo la verità, ma a me sembra più sicuro [[Impiccagione|impiccarti]] in ogni caso!<br>'''Cittadino 1''': Sì! Lo sceriffo ha ragione!<br>'''Cittadino 2''': Già! Basta chiacchiere! Impicchiamolo!<br>'''Cittadino 3''': Ecco la corda!<br>'''Lucky Luke''': Ma se io non appartengo alla banda dei Dalton, voi impicchereste un innocente!<br>'''Sceriffo di Smulch Gulch''': Bah! Se si impiccassero solo i colpevoli, non ci divertirebbe spesso, in [[Texas]]!<br>'''Lucky Luke''': E va bene! Ma se io sono amico dei Dalton, loro tornerebbero per vendicarmi!<br>'''Sceriffo di Smulch Gulch''': Hmm... {{NDR|Dopo una veloce discussione con i cittadini}} Okay! Vai a farti impiccare altrove!<br>'''Lucky Luke''': Se penso che devo la vita ai Dalton...! *Bisogna dire una [[Preghiere dai fumetti|preghiera]] per questo manigoldo! È morto con gli stivali ai piedi. ('''Joe Dalton''') *'''Joe Dalton''' {{NDR|Dopo aver costretto Lucky ad essere il loro servo}}: Il risvolto migliore della mia idea è che la vita di Lucky Luke dipende da un nostro capriccio! Lui vive nel terrore! {{NDR|Lucky ride}} LA COSA TI FA RIDERE? {{NDR|Gli punta contro la pistola}}<br>'''William Dalton''': JOE! ASPETTA! Ci sono ancora parecchi calzini da rammendare!<br>'''Jack Dalton''': La mia camicia non è stata ancora stirata!<br>'''Averell Dalton''': Cucina bene!<br>'''Joe Dalton''': E va bene! Va bene! Gli concedo ancora un po' di tempo! *C'è soltanto una linea che attraversa la nazione, e tutti i banditi vogliono attaccarla. Sono davvero privi di immaginazione! ('''Macchinista''') *'''Averell Dalton''': Dicono che io sia il più cretino, ma Joe, con il suo treno...<br>'''Jack Dalton''': Già, sei cretino, ma Joe lo è ancora di più!<br>'''William Dalton''': Già. Per una volta, quello che dici non è cretino!<br>'''Joe Dalton''': Siete tutti dei cretini! *La cavalleria arriva sempre appena in tempo! ('''Tenente''') ===Risalendo il Mississippi<ref>''Risalendo il Mississippi'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 30, 2015-2016.</ref>=== *Il "Daisy Belle"! 80 metri di lunghezza per 15 di larghezza! Meno di un metro di pescaggio! Galleggerebbe su un campo di grano umido! ('''Capitan Barrows''') *'''Capitan Barrows''': Bang, è sufficiente la pressione delle caldaie?<br>'''Bang''': La caldaia? Pronta a esplodere!<br>'''Lucky Luke''': Bang?<br>'''Capitan Barrows''': Sì, è il soprannome del mio fuochista-meccanico... Nella sua carriera, gli è capitato di far esplodere alcune caldaie... *'''Lucky Luke''': Lei pilota con i piedi?<br>'''Ned''': Bah, conosco questo vecchio fiume come le mie tasche! Sono stato allevato a pesci-gatto. Il [[Mississippi (fiume)|Mississippi]]! 3.700 km di acqua sporca! Troppo densa per navigare bene. Troppo liquida per coltivare... ...il fiume più capriccioso del mondo! O è talmente bagnato da inondare cinque stati alla volta, o talmente in secca da doverlo bere con la forchetta! SAM! CAFFÈ! *'''Bang''': Brutte notizie, capitano... Testadiferro ha danneggiato la caldaia! Prima di partire dobbiamo ripararla, altrimenti rischia di esplodere...<br>'''Capitan Barrows''': Ne è sicuro?<br>'''Bang''': So di cosa parlo... Ho lavorato sul "Mississippi Queen I", sul "Mississippi Queen II" e sul "Mississippi Queen III". In breve, ce ne sono stati 14, di nomi, e le caldaie sono esplose tutte! *Quest'anno il Mississippi era talmente in secca che i pesci si tenevano dritti sulla testa per non annegare nell'aria! ('''Ned''') *Le ho mai raccontato di quella volta che il Mississippi era talmente in secca che si poteva navigare solo al mattino, grazie alla rugiada? ('''Ned''') *'''Ned''': Mi pare che addirittura il livello salga troppo veloce!<br>'''Lucky Luke''': Non mi dirà che avremo delle inondazioni, adesso!<br>'''Ned''': Il Mississippi è buffamente capriccioso... Una volta l'ho visto salire e scendere di livello così in fretta che i pesci sono rimasti un momento per aria, prima di ripiombare a rompersi la testa sul letto secco del fiume!<br>'''Sam''': Caffè, capo? Dopo una storia come questa, deve aver sete! *'''Lucky Luke''': Ned! Le sponde sono scomparse!<br>'''Ned''': Sì! È l'inondazione! Il vecchio Mississippi fa le sue bizze...<br>'''Lucky Luke''': Ma come sa che ci troviamo sempre sul Mississippi, senza le sponde a guidarla?<br>'''Ned''': Non lo so... Magari stiamo galleggiando sopra un campo di barbabietole! Guardi, mi ricordo, una volta...<br>'''Sam''': Caffè, capo? *'''Oldtimer''': Uscite dalla mia proprietà con quella sporca barca! A ogni inondazione sempre la stessa solfa!<br>'''Ned''': Salve, Oldtimer! Mi sai dire dove si trova il Mississippi? Vado a Cairo!<br>'''Oldtimer''': È dappertutto il Mississippi! Per andare a Cairo, segua la ferrovia fino a Riverville, e da lì... sempre dritto! E ora filate, o vi aizzo il cane!<br>'''Lucky Luke''': Navigare lungo i binari! È la migliore dell'anno! *'''Ned''': Ci siamo! Rieccoci sul buon vecchio Mississippi!<br>'''Lucky Luke''': Come fa a sapere che siamo sul Mississippi?<br>'''Ned''': Da un'ora non troviamo case, né ci sparano addosso. È una prova sufficiente! *'''Ned''': Dopo una grande piena, il Mississippi trasporta molti rottami, specie tronchi d'albero, chiamati "snag". Pericolosissimi per la navigazione... bucano le chiglie delle navi. Per fortuna che ci sono dei battelli da snag, come quello, per liberare il fiume.<br>'''Lucky Luke''': E quel relitto laggiù?<br>'''Ned''': È il relitto di un battello anti-snag affondato da uno snag...<br>'''Lucky Luke''': Senta, non mi pare molto preoccupato da questi famosi snag!<br>'''Ned''': Non dimentichi, ragazzo mio, che io sono il miglior pilota del Mississippi... se le dicessi che conosco tutti gli alligatori col loro nome e soprannome, io...<br>'''Sam''': Caffè, capo? *'''Capitan Lowriver''': Ehi, Joe! Sai dirmi se Pistol Pete è ancora a Saint Louis?<br>'''Joe''': Mio nome "Capra Muta", me non parlare...<br>'''Capitan Lowriver {{NDR|Gli offre una bottiglia di whisky}}''': E se te lo chiedo gentilmente?<br>'''Joe''': Ugh... Mio soprannome "Gazza Ciarlante"... Visto pallido troverà Pistol Pete a hotel Placide Palace. *'''Pistol Pete''': Lucky Luke? Molto piacere... Sono qui per trasformati in colabrodo.<br>'''Lucky Luke''': Tu? Hai la faccia di uno che sa usare il revolver quanto io un trombone!<br>'''Pistole Pete''': Ma... io sono Pistol Pete!<br>'''Lucky Luke''': Pistol Pete? Mai sentito... E cosa fai, nella vita?<br>'''Pistole Pete''': Ti faccio vedere io, cosa faccio! [...] Guarda! '''{{NDR|Lancia in aria una moneta e la centra con la pistola}}'''<br>'''Lucky Luke''': Banale?<br>'''Pistole Pete''': Banale? E questo? '''{{NDR|Lancia in aria quattro monete e le centra tutte a mezz'aria}}'''<br>'''Lucky Luke''': Lo stesso. Solo uno spreco di soldi!<br>'''Pistole Pete''': E questo? '''{{NDR|Lancia in aria una carta e la taglia a metà e a mezz'aria con il proiettile}}''' Eh? Sempre banale?<br>'''Lucky Luke''': No, ma era il tuo ultimo colpo! Ce ne sono soltanto sei in un caricatore, coyote! {{NDR|Gli punta contro la pistola}} Su le mani, coyote! Altrimenti è il mio turno, con l'indice!<br>'''Pistole Pete''': Mi ha rovinato non aver imparato l'[[aritmetica]] alle elementari! Sapessi contare fino a sei, non avrei sprecato il mio ultimo colpo! *{{NDR|Pistole Joe fugge in acqua}}<br>'''Lucky Luke''': Che liberazione! Lasciamolo perdere... Ma... non ci sono alligatori, da queste parti?<br>'''Capitan Barrows''': Sì, peggio per loro! Pistol Pete è coriaceo.<br>'''Alligatore 1 {{NDR|pieno di ferite}}''': Un uomo mi ha morso!<br>'''Alligatore 2''': Che vergogna, per la famiglia dei coccodrilli! ===All'inseguimento dei Dalton<ref>''All'inseguimento dei Dalton'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 31, 2015-2016.</ref>=== *'''Guardia 1''': Ma sentite un po': non ci sono sentinelle fuori?<br>'''Guardia 2''': Si vede che sei nuovo...<br>'''Guardia 3''': Già...<br>'''Guardia 2''': Non c'è bisogno di sentinelle quando c'è Rantanplan!<br>'''Guardia 1''': Rantanplan? E cos'è?<br>'''Guardia 2''': Ehi! Ragazzi, non sa chi è Rantanplan!<br>'''Guardia 4''': Rantanplan è un cane cresciuto nel penitenziario...<br>'''Guardia 5''': Perspicace!<br>'''Guardia 6''': Intelligente!<br>'''Guardia 7''': Capace!<br>'''Guardia 1''': Cosa ha fatto di straordinario?<br>'''Guardia 2''': Ehm... Ancora niente, ma solo perché gli è mancata l'occasione. *{{NDR|Evadendo scavando un tunnel}}<br>'''William Dalton''': Non spedirmi la terra negli occhi, Joe!<br>'''Joe Dalton''': Cosa vuoi che ti spedisca, biglietti d'auguri? *Quanto mi piacciono gli ossi! Deve essere di famiglia, perché anche a mia madre piacevano tanto! Quello che non sopporto, invece, è il pesce... Roba simile può piacere giusto ai gatti: luride bestiacce! ('''Rantanplan''') *Un [[cane]]! Non mi sono mai piaciute quelle bestiacce... ('''Jolly Jumper''') *'''Lucky Luke''': Cosa state cercando?<br>'''Guardia 2''': Che sorpresa! È tornato Lucky Luke! C'è stata una piccola evasione...<br>'''Guardia 8''': Quattro piccole evasioni...<br>'''Guardia 9''': I Dalton sono un po' evasi...<br>'''Lucky Luke''': I Dalton! Non posso passare la vita a rimetterli al fresco! *'''Joe Dalton''': LUCKY LUKE! AVETE VISTO? ERA LUCKY LUKE!<br>'''William Dalton''': Suvvia, Joe, calmati!<br>'''Jack Dalton''': Andiamo, Joe, calmati!<br>'''Averell Dalton''': Forza, Joe, calmati!<br>'''Wlliam Dalton''': Ci occuperemo più tardi di Lucky Luke.<br>'''Jack Dalton''': Ora ci occorrono armi e cavalli...<br>'''Averell Dalton''': ...e qualcosa da mangiare. Scavare gallerie mette appetito! *'''Jerry Spring''': Capo! Hanno rubato dei cavalli, capo!<br>'''Lucky Luke''': Quanti?<br>'''Jerry Spring''': Tre.<br>'''Lucky Luke''': Tre cavalli? Allora non sono loro...<br>'''Pancho''': Padroncito! Hanno rubato una vacca, caramba!<br>'''Lucky Luke''': Tre e uno quattro! Il conto torna! Sono stati i Dalton!<br>'''Tex Thompson''': Te ne vai, Lucky?<br>'''Lucky Luke''': Addio riposo, Tex! I Dalton hanno incrociato di nuovo la mia strada! Il West non è abbastanza grande per noi cinque! *{{NDR|Cavalcando i cavalli rubati con Averell sulla mucca}}<br>'''Jack Dalton''': La tua ridicola cavalcatura ci sta rallentando!<br>'''Averell Dalton''': Non è una cavalcatura, è un pasto completo! Latte e carne, e con le corna potremmo farci delle posate! Comunque, è meglio fermarci a mangiare una vacca. Non sopporto di starmene seduto su un simile banchetto!<br>'''Joe Dalton''': E con cosa lo farai fuori, il tuo banchetto?<br>'''Averell Dalton''': Me la caverò. Sai bene che me la cavo sempre.<br>{{NDR|Nel giro di poco, la mucca li sta rincorrendo furiosa}}<br>'''Jack Dalton''': Sei tu quello che bisognerebbe far fuori! Quello che se la cava sempre! *'''Rantanplan''': È in gioco la mia reputazione! Dimostrerò che sono l'amico più fedele dell'uomo! Gli farò vedere che sono capace di cercare i nemici dell'ordine costituito! Glielo farò vedere...<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|Offrendogli una ciotola di carne}}: Vieni a mangiare Rantanplan!<br>'''Rantanplan''': Glielo farò vedere... Gnam, gnam... più tardi...<br>'''Jolly Jumper''': Mangione! *'''Lucky Luke''': Cerca, Rantanplan, cerca!<br>'''Jolly Jumper''': Ridicolo!<br>'''Lucky Luke''': Non è intelligente, Jolly Jumper, però è volenteroso e ci prova...<br>'''Jolly Jumper''': È un cane! *{{NDR|Scendendo dall'albero in cui si sono nascosti}}<br>'''Jack Dalton''': Era il cane del penitenziario.<br>'''William Dalton''': Già... non ha un gran fiuto!<br>'''Joe Dalton''': E il suo livello di intelligenza mi ricorda Averell...<br>'''Averell Dalton''' {{NDR|Ancora sull'albero}}: Scruuuuuch... Gnam... Glop... Scruuuunch...<br>'''Jack Dalton''': A proposito di Averell... cosa stai facendo?<br>'''William Dalton''': Mangia le foglie...<br>'''Joe Dalton''': Scuoti l'albero! {{NDR|Jack e William scuotono l'albero facendo cadere Averell}} Questo albero ha dei frutti disgustosi! *HORSE GULCH<br>205 anime e un becchino benestante {{NDR|cartello}} *In questo cane l'appetito ha rimpiazzato l'intelligenza! ('''Lucky Luke''') *Non so cosa tu stia pensando, Averell, ma sarebbe meglio che tu pensassi a qualcos'altro, o meglio ancora che tu facessi come al solito: che non pensassi affatto! ('''Joe Dalton''') *'''Lucky Luke''' {{NDR|Cacciando Rantanplan}}: Ah, no! Ne hai già fatte abbastanza di cavolate! Vattene via!<br>'''Jolly Jumper''': Bravo così si parla ai cani!<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|Dopo aver visto quanto deluso ci è rimasto}}: Su, vieni, Rantanplan, sono stato un po' duro con te...<br>'''Jolly Jumper''': Mammoletta!<br>'''Rantanplan''': Ah, lo sapevo che non potevano cavarsela senza di me. *Di' un po', Joe, le conoscevi queste caramelle alla naftalina? Sono buone... ('''Averell Dalton''') *Due fratelli che bevono e uno che mangia... stiamo freschi! ('''Joe Dalton''') *'''Jack Dalton''' {{NDR|Dopo che Joe ha mandato a monte la loro imboscata con uno sparo preventivo}}: Joe, non era ancora il momento...<br>'''Joe Dalton''': Lo so, ma è stato più forte di me! Quando vedo Lucky Luke, devo sparargli! *RIGHTFUL BEND<br>Stranieri, il nostro cimitero è pieno di stranieri! {{NDR|cartello}} *'''Averell Dalton''': Mi vuole bene! Questo cane mi vuole bene! È la prima volta che qualcuno mi vuole bene!<br>'''Jack Dalton''': Non devi rimproverare quella bestia, se non ha gusto né intelligenza! *'''Cittadino 1''': I tre Dalton sono scappati, ce ne rimane uno: impicchiamolo!<br>'''Cittadino 2''': Vogliamo Dalton!<br>'''Lucky Luke''': Vi proibisco di toccare Joe Dalton! Intendo portarlo vivo al penitenziario! Lo sceriffo ne è responsabile! A proposito... dov'è il vostro sceriffo? non l'ho ancora visto!<br>'''Sceriffo di Rightful Bend''' {{NDR|Nascosto nella botte sopra il quale stava Lucky}}: Qui! Ehm... Quando ho saputo che i Dalton erano in città, ho pensato che sarebbe stato meglio nascondersi...<br>'''Lucky Luke''': Allora, mi avete capito bene? Nessuna possibilità di impiccare Joe Dalton! D'accordo?<br>'''Joe Dalton''': SÌ!<br>'''Lucky Luke''': Quanto a lei, la rendo responsabile personalmente della sicurezza di Joe Dalton...<br>'''Sceriffo di Rightful Bend''': B... bene...<br>'''Joe Dalton''' {{NDR|Spaventato dalla folla inferocita, dentro la cella della caserma}}: Sia vigile! È suo dovere!<br>'''Sceriffo di Rightful Bend''': Se solo penso che sto rischiando la vita per salvare quella di un Dalton... *Capisco che i Dalton terrorizzino la città, ma che mi si venga a rubare un cosciotto non appena ho le spalle girate, è un crimine contro la civiltà! ('''Macellaio''') *'''Cittadino 3''': Checché ne dica Lucky Luke, bisognerebbe impiccare Joe Dalton!<br>'''Macellaio''': Già! Un paese dove si rubano cosciotti è un paese senza legge!<br>'''Cittadino 4''': D'altronde a me i Dalton non hanno mai fatto paura... Se vedessi un Dalton, sapete cosa gli direi? {{NDR|Gli altri scappano, l'uomo si volta e si ritrova davanti Averell, diventando verde dalla paura}} B... Buongiorno, signor Dalton...<br>'''Averell Dalton''': La prigione, per favore?<br>'''Cittadino 4''': L... lag... laggiù... {{NDR|Sviene}}<br>'''Averell Dalton''': Grazie. {{NDR|Bussa alla caserma}}<br>'''Joe Dalton''' {{NDR|Allo sceriffo, preoccupato}} Bussano! Non li lasci entrare! Si svegli! Sia vigile! Che vergogna! Sceriffi come lei a difendere le pesone oneste! Sono sceriffi come lei a produrre gente come me!<br>'''Averell Dalton''': Aprite! Sono Averell Dalton! Lucky Luke è nostro ostaggio! Vengo a proporvi uno scambio!<br>'''Joe Dalton''' {{NDR|Estasiato}}: INSOMMA! VUOLE APRIRE O NO!?<br>'''Sceriffo di Rightful Bend''': Entri... {{NDR|Poco dopo, ai cittadini}} Ascoltatemi tutti! I Dalton hanno preso Lucky Luke e ci propongono di scambiarlo con Joe Dalton! Che ne pensate?<br>'''Cittadini''': IMPICCHIAMO I DALTON!<br>'''Joe Dalton''' {{NDR|Furibondo}}: Sceriffo! Mi faccia uscire di qui e lasci che parli con loro! Sono indignato dall'ingratitudine che dimostrate verso un eroe come Lucky Luke! Gli uomini come lui sono rari! Ha passato la vita a difendere la legge, senza mai chiedere nulla in cambio... ...e adesso voi accettereste di sacrificare la vita di questo eroe per ottenere quella di due ignobili banditi? Siete degli infami!<br>'''Cittadini''': BRAVO! LIBERIAMOLI! FACCIAMOCI RESTITUIRE LUCKY LUKE!<br>'''Averell Dalton''': Joe, sei stato meraviglioso! Sono emozionato!<br>'''Joe Dalton''' {{NDR|Piangendo}}: Se solo penso che ho dovuto glorificare Lucky Luke! Che disonore...<br>'''Averell Dalton''': Su, Joe, calmati! Sei troppo sensibile!<br>'''Sceriffo di Rightful Bend''': Sono tutti matti! *Questo cane è il più stupido amico dell'uomo! ('''Lucky Luke''') *Dunque, siccome hanno tutta l'aria di volersi sparare... con chi devo andare io per non offendere nessuno? ('''Rantanplan''') *'''Lucky Luke''': Hai fatto la solita gaffe quotidiana, Rantanplan!<br>'''Rantanplan''': Mi ammira! *"Il paese è stato piegato da quattro banditi che assommano la stupidaggine alla cattiveria..." ('''Joe Dalton''' leggendo il giornale) *Benvenuti a SINFUL GULCH<br>Specialità corde di canapa {{NDR|cartello}} *'''Oste''' {{NDR|Preoccupato dalle minaccia dei Dalton circa l'accogliere Lucky Luke}}: No, no e poi no! Non ci sono camere libere!<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|Estraendo la pistola}}: Voglio una camera per alloggiarvi la pistola e non mi piace dormire lontano dal mio revolver... *'''Messicano''': Amigo!<br>'''Averell Dalton''': Non ho amici, io! Scendi da cavallo con le mani bene in alto!<br>'''Messicano''': Ma, señor...<br>'''Averell Dalton''': Forza, sbrigati!<br>'''Messicano''' {{NDR|Cadendo}}: Non è facile, señor, scendere da cavallo con le mani in alto...<br>'''Averell Dalton''': Va bene, va bene... dimmi cosa vuoi!<br>'''Messicano''': Ho visto il cane, señor, a Sinful Gulch...<br>'''Averell Dalton''': Il cane? Proprio lui?<br>'''Messicano''': Señor, non mi permetterei mai di ingannare un Dalton!<br>'''Averell Dalton''': Questo è logico... Bene! E adesso dammi il portafoglio, lasciami il cavallo e vattene!<br>'''Messicano''': Ma, señor, la ricompensa che aveva promesso a chi le avesse fornito notizie del cane?<br>'''Averell Dalton''': Ti lascio partire vivo! non è abbastanza come ricompensa? Fila!<br>'''Messicano''': Per mille barili di tequila! Così imparo a fidarmi dei gringos disonesti! *Finalmente rivedrò il cane a cui voglio tanto bene! È la prima volta che mi piace qualcosa che non si mangia... ('''Averell Dalton''') *'''Sindaco di Sinful Gulch''': La presenza di Lucky Luke a Sinful Gulch è intollerabile! Una provocazione per i Dalton! Bisogna mandar via Lucky Luke!<br>'''Cittadini''': BRAVO! Lucky Luke go home!<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|Sorprendendo i presenti}}: Sono d'accordo per mandare via Lucky Luke, ma chi se ne occuperà? {{NDR|Lancia in aria una moneta e le spara ripetutamente, creando coi buchi la forma di un teschio}} Ascoltatemi bene, banda di conigli! Sono venuto per catturare i Dalton! E se la mia presenza li attirasse qui, tanto meglio! E il primo che tenta di impedirmi di fare il mio dovere, lo riduco come quella moneta... Se solo penso che spreco tutti i miei spiccioli in queste ridicole dimostrazioni... *Sei formidabile, Rantanplan, corri dietro a un gatto e catturi un coyote! ('''Lucky Luke''') *'''Lucky Luke''': Ehi! Becchino! Che succede?<br>'''Becchino''': Scappiamo tutti dalla città! I Dalton verranno sicuramente a liberare Averell! Io tornerò domani quando ci sarà bisogno di me! ===All'ombra dei pozzi<ref>''All'ombra dei pozzi'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 13, 2015-2016.</ref>=== *'''Edwin Drake''': Il mio nome è Drake, Colonnello Drake. Vorrei una camera...<br>'''Oste''': Scriva qui le sue generalità, Colonnello. {{NDR|Sbirciando}} "Cercatore di [[petrolio]]"?!<br>'''Edwin Drake''': Sì, sono stato incaricato da una compagnia di cercare il petrolio e io ho avuto un'idea: scavare dei pozzi per trovarlo!<br>'''Oste''': Scavare pozzi per trovare il petrolio?!<br>'''Edwin Drake''': Precisamente. Buonanotte...<br>'''Oste''': È matto... *'''Sindaco di Titusville''': Signori, stiamo assistendo ad una corsa senza precedenti, molto più impetuosa della corsa all'oro. La nostra città diventerà un inferno se non faremo tutto il possibile per mantenere l'ordine... ...E io conosco una sola persona in grado di assolvere un tal compito: Lucky Luke!<br>'''Consiglio cittadino''': BRAVO! VIVA IL SINDACO!<br>'''Sindaco di Titusville''': Manderemo dunque un telegramma a Lucky Luke. Mi compiaccio, comunque, di vedere che i cittadini responsabili di Titusville conservano dignità e sangue freddo...<br>'''Figlio del sindaco''': Papà! Hanno trovato il petrolio nella nostra cantina!<br>'''Sindaco di Titusville''' {{NDR|Correndo a casa}}: YUPPEEE! *'''Messicano''': [[Telegrammi dai fumetti|Telegramma]] urgente per lei, señor Luke!<br>'''Lucky Luke''': Di chi potrà essere?... "''Corsa al petrolio a Titusville. Venga a controllare la situazione. Stop. Se accetta, la nomino sceriffo della città. Stop.''" No, l'Est non mi interessa... e poi esagerano, l'epoca delle grandi corse è tramontata. Vado a telegrafare il mio rifiuto.<br>'''Messicano''': Impossibile, señor Luke... Dopo aver letto il suo telegramma, il telegrafista ha lasciato il posto e ha preso il primo treno per l'Est... Ha detto "Yuppee, il petrolio", ed è partito... sono matti questi [[gringo]]s!<br>'''Lucky Luke''': Senti senti. Sembra proprio che l'epoca delle grandi corse non sia ancora terminata... Partiamo verso l'Est, Jolly Jumper. Hanno bisogno di noi...<br>'''Jolly Jumper''': Verso l'Est? Tra i selvaggi? *TITUSVILLE<br>Capitale del petrolio<br>Straniero che vieni a cercare il petrolio, se non agirai secondo la legge troverai solo piombo. {{NDR|cartello}} *'''Lucky Luke''': Senta, questo bicchiere ha un cattivo odore!<br>'''Barista''': Che?! Ma se l'ho appena lavato con l'acqua del mio pozzo?!<br>'''Lucky Luke''': Be', lo annusi lei stesso!<br>'''Barista''' {{NDR|Annusa, poi prende un piccone e imbocca la porta}} YUPPEEE! È profumo di petrolio! *'''Bingle''': Tu sei il nuovo sceriffo?<br>'''Lucky Luke''': Per servirvi...<br>'''Bingle''': Non abbiamo bisogno di sceriffi qui, quello che c'era prima ha dato le dimissioni e si è messo a trivellare. Non accettiamo nessuna legge a Titusville! Se ci tieni alla tua pelle, sgombra!<br>'''Lucky Luke''': Tengo alla mia pelle, rimango e ti arresto per oltraggio a pubblico ufficiale...<br>'''Bingle''' {{NDR|Raggiungendo la pistola}}: Come è vero che mi chiamo Bingle, quelle che hai pronunciato erano le tue ultime parole<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|In un attimo sfodera e spara ai piedi di Bingle, facendolo inciampare e disarmare}}: Devo dunque dedurre che non ti chiami Bingle? Sono nuovo di qui, mostrami la strada per la prigione...<br>'''Bingle''': Con gioia... *'''Sam Jigs''': Ai bei vecchi tempi, queste celle erano piene di prigionieri...<br>'''Lucky Luke''': Be', in ogni caso ora un prigioniero ce l'hai! Te lo affido!<br>'''Sam Jigs''': Lo registro subito... {{NDR|Bingle viene messo dietro le sbarre}}<br>'''Bingle''': Senti, sceriffo, non puoi rinchiudermi. Devo andare a trivellare! SCERIFFO! NON FARE SCHERZI!<br>'''Lucky Luke''': Arrivederci, Jigs...<br>'''Bingle''': SCERIFFO! SE TROVO IL PETROLIO, FACCIAMO A METÀ! SCERIFFO! *'''Edwin Drake''': Io e il mio compare, Billy Smith, trovando il petrolio abbiamo provocato tutto questo caos...<br>'''Billy Smith''': Già!<br>'''Edwin Drake''': La gente ha perduto la testa! Tutti cercano il petrolio, trascurando ogni cosa. Anche l'acqua comincia a scarseggiare nella regione! E mi hanno chiamato "pazzo" quando sono arrivato!<br>'''Billy Smith''': Già...<br>'''Edwin Drake''': Queste impalcature si chiamano "Derricks", un termine irlandese che significa "potenza". Ma, invece di diventare potenti, molti rischiano la pelle!<br>'''Billy Smith''': Già...<br>'''Edwin Drake''': [...] Quando penso che sono io il responsabile di tutto questo... *'''Bingle''': YUPPEEE! Stavo scavando un tunnel per evadere quando ha iniziato a uscire il petrolio! SONO RICCO!<br>'''Lucky Luke''': Sei libero, Bingle! Barry Blunt ha pagato la tua cauzione!<br>'''Bingle''': Libero?! Ma io non voglio affatto lasciare questa meravigliosa cella!<br>'''Sam Jigs''': La legge è legge!<br>'''Bingle''' {{NDR|Venendo portato a forza fuori dalla cella e la prigione}}: NO! NO! Sono un criminale incallito! Sono anche recidivo!<br>'''Sam Jigs''': Fuori di qui!<br>'''Bingle''': PICCHIAVO I MIEI FRATELLINI!<br>'''Lucky Luke''': Uffa! E adesso copri quel buco, Jigs!<br>'''Sam Jigs''': Con piacere... questo liquido è veramente imbevibile! Ho già provato una volta. *'''Lucky Luke''': Ha visto passare quattro tipi a cavallo?<br>'''Smith''': Se li ho visti?... HANNO APPENA RUBATO IL MIO POZZO DI PETROLIO!<br>'''Lucky Luke''': Accompagnami al tuo pozzo...<br>'''Smith''': Non se ne parla! Ci tengo alla mia pelle.<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|Puntandogli la pistola contro}}: Accompagnami, ti ho detto!<br>'''Smith''': Ci sono giorni in cui tutto il mondo vuole spararti addosso! *{{NDR|Per tornare in prigione, Bingle comincia con lo sfasciare l'intero saloon}}<br>'''Barista''': Sceriffo! Si è messo a sfasciare tutto senza motivo!<br>'''Bingle''': È vero, sceriffo! Ho fatto io tutto questo. Mettimi in prigione, sono un malfattore!<br>'''Lucky Luke''': Non credo che tu sia tanto cattivo, Bingle! La legge ti perdona!<br>'''Bingle''': Ma, sì, io sono cattivo. Tutti sanno che sono il più cattivo. Parola d'onore.<br>'''Lucky Luke''': Proibiscigli di entrare nel tuo saloon, amico!<br>'''Bingle''': Ma, sceriffo... Non c'è più giustizia! *{{NDR|Il pozzo di Jasper è stato incendiato}}<br>'''Barry Blunt''': È una disgrazia! Io e i miei uomini siamo dei buoni cittadini: siamo a vostra disposizione per aiutarvi a spegnere l'incendio...<br>'''Jasper''': Bastava non appiccare il fuoco!<br>'''Lucky Luke''': Discuteremo dopo, ora pensiamo a spegnere l'incendio... Ci vorrebbe dell'acqua!<br>'''Cittadino''': Oh, no! Mai usare acqua per spegnere un pozzo di petrolio! Quello che ci vorrebbe è la dinamite! L'esplosione soffocherebbe l'incendio... il mio amico Joe si occupava di questo genere di cose!<br>'''Lucky Luke''': Bene, allora cerchiamo questo Joe!<br>'''Cittadino''': Joe è saltato in aria insieme al suo magazzino di dinamite... Che vuole? Il medico gli aveva detto di smettere di fumare, ma Joe non l'ha ascoltato... *Voglio andarmene lontano. Tanto lontano da non sentire più parlare di petrolio! Vado in Arabia! ('''Jasper''') *'''Bingle''': Ehi, sceriffo! Arrestami: sono stato io ad appiccare l'incendio!<br>'''Giocatore''': Ma no, Bingle! Sai bene che abbiamo giocato a poker tutta la notte!<br>'''Bingle''' {{NDR|Colpendolo in testa}}: Quando avrò bisogno di un alibi, te lo chiederò! *'''Lucky Luke''': Barry Blunt, in virtù dell'articolo 2 bis della legge del 15 aprile 1855, in nome della legge, ti dichiaro in arresto per porto d'armi abusivo.<br>'''Barry Blunt''' {{NDR|Tirando fuori una montagna di documenti}}: Ecco qui il mio porto d'armi... tutti i miei uomini ne hanno uno... ...ed ecco la mia carta d'identità, il mio certificato di nascita, la mia licenza di caccia e quella di pesca, il mio libretto militare, il mio certificato medico che mi autorizza a bere alcol e il permesso di aprire una sala da gioco... Come vedi, sono in regola! {{NDR|Lucky se ne va furibondo, mentre Bingle arriva, indossando un sacco di cinturoni pieni di armi di ogni tipo}}<br>'''Bingle''': Ehi, sceriffo! Io non ho il porto d'armi! EHI, SCERIFFO! *'''Edwin Drake''': Perché invece di rubare i pozzi non cerca il petrolio come tutti gli altri, Mister Blunt?<br>'''Barry Blunt''': Il fatto è che io non voglio un po' di petrolio! Io voglio tutto il petrolio! E i treni e i battelli per trasportarlo, e le raffinerie per lavorarlo... tutto il paese diventerà mio!<br>'''Edwin Drake''': Povero pazzo... *'''Billy Smith''' {{NDR|Nella notte qualcuno tenta di bruciare il pozzo di Drake, ma Lucky lo coglie sul fatto}}: Sveglia! Abbiamo visite!<br>'''Billy Smith e Edwin Drake''': Bingle!<br>'''Bingle''': Io... io volevo dare fuoco al pozzo e poi autodenunciarmi... così sareste stati costretti a riportarmi in prigione, dal mio petrolio...<br>'''Billy Smith''': Che ne facciamo?<br>'''Edwin Drake''': Diamogli una lezione e poi lasciamolo andare!<br>'''Bingle''': Noooo! Datemi pure una lezione, ma non lasciatemi libero!<br>'''Lucky Luke''': Ho un'idea migliore... Ho un affare da proporti, Bingle. Provocherai Barry Blunt, facendo in modo che si cacci in una situazione illegale! Dopodiché testimonierai contro di lui, e io ti spedirò al fresco...<br>'''Bingle''': Noooo! È in prigione che voglio andare, non al cimitero!<br>'''Lucky Luke''': In questo caso, sei libero! Se invece vuoi aiutare la giustizia, ti metterò in carcere!<br>'''Bingle''': D... d'accordo... A... accetto... *Ecco le mie [[Testamenti dai fumetti|ultime volontà]]... Se mi succedesse qualcosa, voglio essere sepolto dentro un barile di petrolio... ('''Bingle''') *Al diavolo il petrolio! Me ne vado e divento onesto: è più salutare! ('''Bingle''') *'''Lucky Luke''': Poveraccio! Il solo petrolio che è riuscito a trovare è stato anche la causa della sua sconfitta!<br>'''Barry Blunt''': NON MI PARLATE PIÙ DI QUEL {{NDR|imprecazione}} LIQUIDO! *{{NDR|Lucky viene acclamato da Titusville per aver sgominato Blunt e la sua banda}}<br>'''Neo-sindaco di Titusville''': A nome di tutta la cittadinanza, io, nuovo sindaco di Titusville, le consegno questo barile in oro massiccio per ringraziarla di aver ripristinato l'ordine e la moralità nella nostra città e...<br>'''Figlio del neo-sindaco''': PAPÀ! PAPÀ! Papà! Hanno trovato il petrolio nella nostra cantina {{NDR|Il sindaco corre a casa e i cittadini lo seguono}}!<br>'''Neo-sindaco di Titusville''': YAHUUU! YUUPPEEE!<br>'''Edwin Drake''': Incorreggibili! Sono proprio incorreggibili! Non so ancora se sia stato un bene o un male aver intento la trivellazione!<br>'''Lucky Luke''': Sono sicuro che fra cento anni lei sarà considerato un benefattore dell'umanità! {{NDR|Andandosene}} Un'ultima occhiata, vecchio mio...<br>'''Jolly Jumper''': Puah!<br>'''Lucky Luke''': E ora, verso il Texas, dove non c'è una sola goccia di petrolio!<br>'''Jolly Jumper''': Di corsa! Di corsa! ===La carovana<ref>''La carovana'', Lucky Comics, ristampa Corriere della sera, vol. 24, 2015-2016.</ref>=== *'''Frank Malone''': CAROVAAANA... ALT! Mr. Boston, non la condurrò oltre se non mi paga altri 1.000$<br>'''Mr. Boston''': Frank Malone, lei è un ladro! L'abbiamo già pagata per condurci fino in California! E aggiungo che lei è un ubriacone e un bugiardo!<br>'''Frank Malone''': Sono le sue ultime parole, Boston! {{NDR|Afferra la pistola, ma Luke lo disarma, ancora nel mezzo della sua siesta}} Non finirà così!<br>'''Mr. Boston''': Voglio ringraziarla per il suo intervento, giovanotto. Mi ha salvato la vita!<br>'''Lucky Luke''': Niente di che. Mi dà fastidio essere disturbato durante la siesta da gente che vuole sparare alle persone disarmate... *'''Padre di Phineas''': Vai, Phineas! Tocca a te! E ricorda bene quello che hai imparato!<br>'''Phineas''': Non voglio andare!<br>'''Padre di Phineas''': Ma eri d'accordo di farlo per dodici lecca lecca!<br>'''Phineas''': Non voglio andare!<br>'''Padre di Phineas''': Se non ci vai, ti prendi una dozzina di scapaccioni!<br>'''Phineas''': E va bene, non ci innervosiamo!<br>'''Mr. Boston''' {{NDR|Con fare innocente}}: E adesso... che vuole questo ragazzino?<br>'''Phineas''' {{NDR|Drammaticamente}}: Signor Luke, ci porti in California! E l'unica speranza per i miei poveri genitori che non hanno più niente, a Est! Pietà, Lucky Luke! Pietà per il mio sventurato papà, pietà per la mia povera mamma!<br>'''Mr. Boston''': Sono estremamente commosso e sorpreso da questa...<br>'''Phineas''' {{NDR|Interrompendolo}}: NON CI ABBANDONI, LUCKY LUKE! È UN BAMBINO A CHIEDERGLIELO!<br>'''Mr. Boston''': ...e io...<br>'''Phineas''': Siamo così sfortunati, e abbiamo bisogno di una guida come lei, che...<br>'''Mr. Boston''': Va bene, va bene, Phineas...<br>'''Phineas''' {{NDR|Uscendo dal personaggio}}: Reciterò fino in fondo la mia parte, altrimenti rischio di non avere i miei dodici lecca lecca! {{NDR|Riprendendo}} Senza la sua protezione, gli avvoltoi presto si pasceranno del mio piccolo, tenero corpicino...<br>'''Lucky Luke''' {{NDR|Ridendo}}: Avanti gli dia i suoi lecca lecca! Se li è meritati! E dal momento che ci tenete così tanto, vi condurrò in California!<br>'''Pionieri''': YUPPEE! URRÀ!<br>'''Phineas''': [...] Pietà per i nostri miseri... {{NDR|Il padre lo tira via, ma dopo un po', Phineas sta ancora continuando il suo teatrino inseguendo il padre}} ...non può lasciarci avventurare da soli in quelle pianure selvagge!<br>'''Padre di Phineas''': I lecca lecca! Non trovo più i lecca lecca! Aiutatemi! Si rifiuta di smettere finché non lo avrò ricompensato! *'''Mr. Boston''' {{NDR|Mostrando i carri}}: Questa è la scuola, e Miss Littletown è l'istitutrice. Tiene le lezioni durante il cammino...<br>'''Miss Littletown''': La scuola è piccola, Mr. Luke, ma il cortile per la ricreazione è il più grande al mondo...<br>'''Mr. Boston''': Ed ecco il signor Pierre, il barbiere. Il signor Pierre è francese...<br>'''Pierre''': Enchanté.<br>'''Mr. Boston''': Quello è Soffieria Johns, la tromba che lancia i segnali alla carovana... Ugly Barrow, il miglior conduttore di muli della carovana. E come tutti i conduttori di muli, ha un linguaggio alquanto colorito...<br>'''Mr. Barrow''': {{NDR|Imprecazione}} *'''Lucky Luke''': Andiamo verso l'Ovest, Jolly Jumper! Verso la California! Andiamo a vedere il Pacifico!<br>'''Jolly Jumper''': Sì, ma quello che ci va a piedi sono io! *'''Padre di Phineas''': Phineas! Torna da tua madre!<br>'''Lucky Luke''': Ha paura che il piccolo si faccia calpestare dagli animali?<br>'''Pioniere''': No! Teme che senta Ugly Barrow chiamare i suoi muli. Non è un linguaggio adatto ai bambini, nemmeno a un bambino come quello! *'''Becchino''': ASPETTATEMI! VOGLIO UNIRMI ALLA CAROVANA! VOGLIO FARE FORTUNA IN CALIFORNIA!<br>'''Cittadino di Nothing Gulch''': Il becchino si sbaglia. Il viaggio è pericoloso... rischia di diventare il passeggero del suo stesso carro... *'''Lucky Luke''': Questo asse è stato segato!<br>'''Signora Peters''': Chi avrebbe potuto fare una cosa simile?! {{NDR|Phineas passa di lì fischiettando}}<br>'''Signor Peters''': PHINEAS! DISCOLACCIO! Questo è un altro dei tuoi tiri mancini! {{NDR|Gli tira l'orecchio}} Confessa!<br>'''Phineas''': Ahia! Ahia! Sì, sono stato io a mettere la colla nell'impasto del pane della signora Peters!<br>'''Signor Peters''': La colla nell'impasto del pane? Ecco perché mi sembrava migliore del solito! *Eh, sì, il mio mestiere non m'impedisce di godermi la vita! ('''Becchino''') *'''Zacharia Martins''': Mio caro, per ringraziarla della sua ospitalità, renderò il suo carro funebre il più veloce degli Stati Uniti...<br>'''Becchino''': Sa, i miei clienti non hanno mai fretta... *'''Pioniere''': Qualcuno ha praticato un foro nel fondo di tutti i miei barili. La mia scorta d'acqua è andata!<br>'''Pioniere 2''': Anche i miei barili sono stati bucati!<br>'''Pioniere 3''': E anche i miei!<br>'''Lucky Luke''': Deve essere accaduto mentre noi eravamo al saloon, ieri! Chi non è andato al saloon?<br>'''Pioniere''': Il becchino non c'era!<br>'''Becchino''': E allora?! Per me i saloon sono dei grandi fornitori di clientela a lungo e a breve termine! Ma li frequento esclusivamente per ragioni professionali! *'''Pioniere 1''': Un buon espediente contro la sete è succhiare un sassolino...<br>'''Pioniere 2''': E dove lo trovi un sassolino, qui? Ci sono soltanto rocce e sabbia!<br>'''Pioniere 1''': Hai ragione... se ci fosse un ruscello, saremmo salvi. Ci sono sempre dei sassolini, sul fondo dei ruscelli... *'''Pioniere''': Acqua, acqua!<br>'''Pierre''': Du vin!<br>'''Mr. Barrow''': {{NDR|Imprecazione}}<br>'''Lucky Luke''': Devo trovare il modo per calmarli! [...] Ascoltatemi tutti! Avete deciso di proseguire, a qualsiasi costo! Non voglio più scene di panico! Quindi, avanti e cantate! Cantate per farvi coraggio! Per dimenticare la vostra sete!<br>'''Pionieri''': ''Da bere, da bere, da bere è quello che vogliam...'' *Ancora una giornata come questa e gli occupanti di tutti i carri si ritroveranno sul mio! ('''Becchino''') *'''Cittadino di Crazy Town 1''' {{NDR|Puntando al carro funebre}}: Visto? Ti avevo detto che all'Est li portano in carrozza!<br>'''Cittadino di Crazy Town 2''': Miseria! Non si fanno mancare niente! *'''Lucky Luke''' {{NDR|Investigando su del fumo}}: Sono stati i sioux a bruciare la vostra capanna?<br>'''Cercatore d'oro 1''': No! È stato questo imbecille che ha avuto la bella idea di fare delle frittelle flambée!<br>'''Cercatore d'oro 2''': Ero stufo di mangiare fagioli da mattina a sera!<br>'''Lucky Luke''': Dal momento che non avete più una casa, unitevi alla carovana... stiamo andando in California.<br>'''Cercatore d'oro 1''': In California? Perché no? Siamo cercatori, e laggiù c'è dell'oro...<br>'''Cercatore d'oro 2''': Sicuramente più di qui, in ogni caso!<br>{{NDR|Si sente un esplosione}}<br>'''Lucky Luke''': Un'esplosione! Proviene dal convoglio!<br>'''Cercatore d'oro 2''': Toh? Qualcuno prepara delle frittelle flambée anche da voi? *'''Lucky Luke''': Becchino, prenda questi due cercatori d'oro a bordo del suo carro funebre...<br>'''Becchino''': Non ha mai trasportato così tanta gente tutta in una volta, il mio veicolo... *'''Cavalleggeri''': ALT! Non attraversate il fiume! Dall'altra parte, i temibili sioux di Cane Rabbioso sono sul sentiero di guerra!<br>'''Mr. Boston''': Peggio per loro, perché noi passiamo!<br>'''Cavalleggeri''': Rendo omaggio alla vostra temerarietà! Trombettiere! Suona il silenzio! {{NDR|Il trombettiere suona un saluto funebre}}<br>'''Lucky Luke''': Gentile da parte loro, ma tutt'altro che allegro...<br>'''Becchino''': Io lo trovo bello con il sole... *{{NDR|I sioux mandano un messaggio via fumo}}<br>'''Cane Rabbioso''': Che succede?<br>'''Piccola Mente''': Fumo all'orizzonte, o grande capo Cane Rabbioso!<br>'''Cane Rabbioso''': Lo vedo che c'è fumo all'orizzonte, Piccola Mente. Ma che dice?<br>'''Piccola Mente''': C'è del fumo all'orizzonte!<br>'''Cane Rabbioso''': Vuoi un colpo di tomahawk sullo scalpo?<br>'''Piccola Mente''': Che colpa ne ho io, se c'è del fumo all'orizzonte che dice che c'è del fumo all'orizzonte? *'''Cane Rabbioso''': Ugh!<br>'''Lucky Luke''': Non male, e tu? *{{NDR|Lucky scopre che una vecchietta che hanno accompagnato era Frank Malone, che ha sabotato la spedizione e ora gli sta tendendo un agguato}}<br>'''Mr. Boston''': Non vada da solo, Luke...<br>'''Lucky Luke''': Frank Malone mi starà sicuramente aspettando... e io non manco mai agli appuntamenti! Se non torno, proseguito verso la California. Siete quasi arrivati... {{NDR|Lucky si dirige ad affrontarlo}}<br>'''Becchino''' {{NDR|Ai suoi passeggeri}}: Signori, credo che dovrete cambiare carro... il mio rischia di ritornare presto al suo scopo originario...<br>{{NDR|In lontananza si sentono degli spari}}<br>'''Mr. Boston''': Avete sentito? Sei spari! Temo che il nostro eroico amico...<br>'''Soffieria Johns''': No! Guardi laggiù, in lontananza! {{NDR|Lucky è di ritorno, con Frank legato}}<br>'''Lucky Luke''': Mai visto un tiratore più maldestro!<br>'''Frank Malone''': Se tu avessi fatto tutto il viaggio lavorando a maglia seduto su uno di quei carri, avresti perso la mano! *'''Lucky Luke''': Come si chiama questo posto, amigo?<br>'''Messicano''': [[Hollywood]], señor. Ed è la prima volta che qui si vede un cowboy! *'''Mr. Boston''': Amici miei, se siamo arrivati fin qui sani e salvi, lo dobbiamo a Lucky Luke!<br>'''Pionieri''': VIVA LUCKY LUKE! YUPPEE!<br>'''Mr. Boston''': Perciò è in suo onore, e a nome di tutti noi, che il giovane Phineas tiene a recitare un piccolo ringraziamento...<br>'''Padre di Phineas''' {{NDR|Rincorrendolo}}: Qui, Phineas! L'hai promesso! Ti ho pagato in anticipo i lecca lecca! Phineas! Per l'ultima volta! Phineas! Esci da là sotto!<br>'''Mr. Boston''': Eh! Eh! Un piccolo incidente tecnico, temo...<br>'''Soffieria Johns''': In sostituzione di Phineas, Ugly Barrow propone di cantare una canzone da lui composta...<br>'''Mr. Boston''': Ugly Barrow? No! Non davanti a donne e bambini! {{NDR|Barrow si prepara}}<br>'''Donna 1''': Vai a nanna, Adlai!<br>'''Donna 2''': Douglas, quando avrà finito, fammi un cenno.<br>'''Pioniere''': I bambini a letto!<br>'''Ugly Barrow''': ''Le rose son rosse, le viole son blu, chi fatto arrivare la carovana, prode Lucky Luke, sei tu!'' {{NDR|Tutti rimangono stupiti e poi lo applaudono}}<br>'''Mr. Boston''': Bravo Ugly! Quando mi hanno detto che stavi per cantare, ero {{NDR|Imprecazione}} preoccupato!<br>'''Ugly Barrow''' {{NDR|indignato}}: Tsk, tsk, tsk... che linguaggio! == Film == * ''[[Lucky Luke - La ballata dei Dalton]]'' ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{Interprogetto|etichetta=''Lucky Luke''}} [[Categoria:Fumetti francesi]] 947i65pwurgyk9v6ivxur0vji66f4pu Personaggio immaginario 0 139040 1429745 1427529 2026-10-17T04:10:20Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +2 1429745 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Robinson Crusoe Wyeth 1920.jpg|miniatura|Robinson Crusoe, personaggio di [[Daniel Defoe]] (Newell Convers Wyeth, 1920)]] Citazioni sui '''personaggi immaginari'''. ==Citazioni== *Alzarsi ogni mattina colle immagini vive del giorno innanzi davanti alla mente, scendere nello studio, tirar fuori dal cassetto dello scrittorio qualcuno di quei soliti personaggi {{NDR|de ''[[I promessi sposi]]''}}, disporli davanti a me come tanti burattini, osservarne le mosse, ascoltarne i discorsi, poi mettere in carta e rileggere, era per me un godimento così vivo come quello di una ''curiosità soddisfatta''. ([[Alessandro Manzoni]]) *Creare dei personaggi e abbandonarli al proprio destino! Ne è capace solo uno scrittore di gran classe! ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *Creare dei personaggi vuol dire spalancare la porta alle contraddizioni, agli eccessi, alla malafede. Si sperimentano altre logiche. La letteratura pone domande. Raramente risponde. ([[Yasmina Reza]]) *Credo che solo l'assunzione totale e incondizionata del punto di vista di questo o quell'altro personaggio possa attivare il nucleo tragico del libro, e quindi il suo significato più profondo. ([[Danilo Soscia]]) *È dai fatti e dai gesti più banali che si deve cominciare a delineare un personaggio, come uno schizzo a grandi linee. ([[Marguerite Yourcenar]]) *È difficile interpretare un personaggio femminile che fa errori: ti odiano immediatamente. Non tutti i personaggi femminili devono essere simpatici. Tutti si chiedono sempre come rendere gradevole un personaggio femminile, invece siamo pieni di personaggi maschili sgradevoli. [...] anche le donne hanno dei difetti, fanno errori, tradiscono e non c'è niente di male, possiamo ancora amare questi personaggi, che anzi sono più interessanti, hanno grandi storie da raccontare. ([[Kaley Cuoco]]) *È la forza dei personaggi inventati, no? Non muoiono mai davvero, non se ne vanno per sempre. Ritornano, ogni volta che riprendiamo in mano le loro storie, restano con noi, perché hanno contribuito a renderci ciò che siamo. Ma è solo un'illusione: possiamo ripetere all'infinito la loro storia, rileggendola, e amandola ogni volta come la prima, ma una conclusione ce l'hanno anche loro. ([[Licia Troisi]]) *{{NDR|«Ha mai paura di essere troppo legata al suo personaggio?»}} È un rischio [...] ma bisogna saper stare al gioco anche su questo. Poi deve essere bravo tu a dimostrare che hai tanto altro da offrire. [...] l'importante è che sia io a scindere la Valentina persona dalla Valentina attrice: il mio è un mestiere spinoso che ti coinvolge tanto, ed è per questo che devi sempre tenerti stretta una fetta di realtà e di identità molto integra. {{NDR|«Le è mai capitato di portarsi un personaggio a casa?»}} Quando succede, non te ne rendi conto. È difficile essere lucidi in questo senso. ([[Valentina Romani]]) *I personaggi non devono essere altro che punti di vista: bisogna evitare la personalità a qualunque costo. [...] Appena si specifica l'età, i capelli ecc., s'insinua nel libro qualcosa di frivolo o di trascurabile. ([[Virginia Woolf]]) *I personaggi sono una estensione della personalità dell'autore. Rispecchiano molto spesso un lato che egli cerca di celare a se stesso. (''[[La casa che grondava sangue]]'') *Il momento più divertente, ma anche più delicato, è la parte di approccio al personaggio, quando leggi per la prima volta la sceneggiatura, quando incontri il regista, gli altri attori, quando cominci a dare un volto alle battute. È il momento in cui cominci a capire cosa può raccontarti il personaggio, e cosa puoi dare tu in prestito. È come quando conosci una persona nuova e sei mosso dalla curiosità di conoscere la sua storia. ([[Valentina Romani]]) *In quanto ai miei personaggi, cerco di dare loro quello che darebbe una madre amorosa: prima di tutto rispetto per la loro libertà e il loro carattere, poi affetto, attenzione, ma sempre tenendo presente che sono esseri diversi da noi e anche un poco misteriosi. ([[Dacia Maraini]]) *Interpretare un personaggio che ci somigli può essere comodo ma la vera sfida è il divertimento, lo scomporsi in mille pezzettini per ricomporsi in qualcosa che non è minimamente avvicinabile alla nostra personalità. ([[Carlotta Antonelli]]) *Interpretiamo personaggi che non sono uguali a noi stessi. La vera bravura consiste nel non sapere nulla della vita di queste persone, del loro contesto sociale o del background, ma riuscire a trovare un modo per entrarci in sintonia e creare dei ritratti autentici. Ho interpretato prostitute, assassine, un uomo che vive nel corpo di una donna. Devo solo ricordare ciò che faccio. ([[Eve Hewson]]) *Io sono continuamente dentro il personaggio. Il giorno dopo penso ancora alle riprese del giorno precedente: avrei dovuto fare questo o quello in modo diverso? Perché il personaggio si comporta così, cosa sta pensando? Non riesco a lasciarlo andare. Almeno durante il periodo delle riprese, per me è estremamente difficile farlo. ([[Sibel Kekilli]]) *Mi affeziono a ogni personaggio, molto spesso sono distanti dal mio modo di essere, dai miei valori e dai miei modi di pensare e agire, per questo diventano importanti per me, diventano mie amiche. ([[Elisabetta Pellini]]) *Non si può creare un personaggio basandosi sulla semplice osservazione: se vogliamo che prenda vita dev'essere almeno in qualche misura una rappresentazione di noi stessi. ([[William Somerset Maugham]]) *Ogni personaggio è una nuova storia, un nuovo percorso, una nuova avventura. Di recente mi sono ritrovata a piangere di gioia per la contentezza di fare questo mestiere {{NDR|l'attrice}}. ([[Matilda Lutz]]) *Penso che non si possano creare dei personaggi senza aver studiato a fondo gli uomini, come non si può parlare una lingua che a patto di averla imparata seriamente. ([[Alexandre Dumas (figlio)|Alexandre Dumas, figlio]]) *Penso che siamo noi che lasciamo qualcosa ai personaggi, se ci portassimo dietro qualcosa di loro potrebbe essere un problema {{NDR|ride}}. ([[Carlotta Antonelli]]) *Quando finisci di lavorare, dopo aver passato ore e ore a interpretare un personaggio, te lo devi dimenticare subito. Se menti nella vita la gente non te lo perdona. ([[Juno Temple]]) *Quando interpreti un personaggio, devi essere mentalmente libero e quindi devi mettere da parte i tuoi giudizi personali. Può essere pericoloso perché si possono perdere alcuni aspetti, caratteristiche, anche solo sfumature, del personaggio. ([[Philip Seymour Hoffman]]) *Quando le chiedono come nasce un suo romanzo, la donna dai capelli corti risponde che tutto comincia con un personaggio che bussa alla sua porta. Lei apre. Il personaggio entra, si siede. Lei prepara un caffè; qualche volta ci saranno pure dei biscotti appena fatti o del pane e burro con un poco di sale spruzzato sopra, per chi preferisce il salato al dolce. Il personaggio berrà il caffè che gli viene offerto. Sgranocchierà un biscotto o due. Alcuni fra di loro timidamente dicono di preferire un tè a quell'ora del pomeriggio e vorrebbero assaggiare quella marmellata di albicocche per cui è conosciuta fra gli amici. L'autrice preparerà un tè che potrà essere alla menta, o al gelsomino, con il limone o col latte, secondo i gusti. Aprirà il barattolo della marmellata di albicocche e ci infilerà dentro un cucchiaio perché il visitatore si serva a suo piacere. Il personaggio sorbirà il tè, guardandosi intorno e poi racconterà la sua storia. Qualcuno pretenderà di accendersi una sigaretta. E la donna dai capelli corti, per non essere sgarbata con l'ospite, si limiterà ad allontanare la sedia o ad aprire un poco la finestra.<br>Dopo avere bevuto, mangiato e raccontato le sue vicende, il personaggio di solito saluta e se ne va. La donna dai capelli corti lo contempla mentre si dilegua, con una precoce nostalgia per la sua lontananza. Ma qualcosa non ha quagliato in quell'incontro e lei si limiterà a pensare: peccato, avrei potuto conoscerlo meglio! Non ne farà una malattia.<br>Se invece il personaggio in visita, finito di bere il suo tè, di mangiare il suo pane e burro e la sua marmellata di albicocche, la pregherà di poter restare ancora un poco; se, essendosi sgranchito le gambe camminando per la stanza, le chiederà un divano su cui distendersi; e se, avendo riposato una mezz'ora, pretenderà un bicchiere d'acqua fresca e poi riprenderà a narrarle i dettagli della sua storia; e se verso le nove di sera troverà naturale cenare al suo tavolo, e quindi, dopo avere diviso con lei un piatto di spaghetti all'olio e parmigiano, avere bevuto un bicchiere di vino rosso e avere sbucciato e rosicchiato una mela, le chiederà anche un letto per dormire, be', vuol dire che quel personaggio si è accampato stabilmente nella casa della sua immaginazione e non intende andare via. La mattina dopo infatti reclamerà una tazza di latte e caffè, del pane spalmato di quella marmellata che piace tanto agli amici, forse perché non è troppo dolce e ha un sapore delicato di albicocche e ginepro. Continuerà a narrarle i particolari di una storia che diventerà man mano più complicata e dettagliata. A questo punto sarà chiaro che è venuto il momento di scrivere un nuovo romanzo. ([[Dacia Maraini]]) *Quello che cerco è l'autenticità. E ne trovo molta di più tra la gente per strada che tra gli attori professionisti. In Svezia ci sono dieci milioni di abitanti, quindi ci sono anche dieci milioni di personaggi. ([[Roy Andersson (regista)|Roy Andersson]]) *Se ti eserciterai ad essere immaginario per qualche tempo, capirai che i personaggi immaginari sono talora più reali delle persone con un corpo e i battiti cardiaci. ([[Richard Bach]]) ===[[Luigi Pirandello]]=== *Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo, può ridersi anche della morte. Non muore più! [...] Chi era Sancho Panza? Chi era don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché – vivi germi – ebbero la ventura di trovare una matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità! *Ogni fantasma, ogni creatura d'arte, per essere, deve avere il suo dramma, cioè un dramma di cui esso sia personaggio e per cui è personaggio. Il dramma è la ragion d'essere del personaggio; è la sua funzione vitale: necessaria per esistere. *Quando un personaggio è nato, acquista subito una tale indipendenza anche dal suo stesso autore, che può esser da tutti immaginato in tant'altre situazioni in cui l'autore non pensò di metterlo, e acquistare anche, a volte, un significato che l'autore non si sognò mai di dargli! ==Voci correlate== *[[Immaginazione]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt=personaggio|wikt_etichetta=personaggio|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|w_etichetta=personaggio immaginario|commons_etichetta=personaggi immaginari|commons_preposizione=di}} [[Categoria:Personaggi tipo]] phh9vjrsr79pjfk19n0wa1ceqkb3ta0 Suburra - La serie 0 144614 1429744 1109222 2026-10-17T04:08:19Z Danyele 19198 +1 1429744 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titolo italiano = Suburra - La serie |immagine = |titolo originale = |paese = Italia |anno = 2017 – in produzione |tipo fiction = serie TV |genere = thriller, drammatico |lingua originale = italiano |ideatore = [[Daniele Cesarano]], [[Barbara Petronio]], Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli, Nicola Guaglianone |regista = [[Michele Placido]], [[Andrea Molaioli]], [[Giuseppe Capotondi]] |sceneggiatore = Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli, Daniele Cesarano, Nicola Guaglianone, Barbara Petronio |attori = *[[Alessandro Borghi (attore)|Alessandro Borghi]]: Aureliano Adami *[[Giacomo Ferrara]]: Alberto "Spadino" Anacleti *[[Eduardo Valdarnini]]: Gabriele "Lele" Marchilli *[[Claudia Gerini]]: Sara Monaschi *[[Filippo Nigro]]: Amedeo Cinaglia *[[Francesco Acquaroli]]: "Samurai" *[[Adamo Dionisi]]: Manfredi Anacleti *[[Federico Tocci]]: Tullio Adami *[[Barbara Chichiarelli]]: Livia Adami *[[Carlotta Antonelli]]: Angelica Sale *[[Elisabetta De Palo]]: Contessa *[[Gerasimos Skiadaressis]]: Monsignore Theodosiou *[[Stefano Santospago]]: Sandro Monaschi *[[Alessandro Rossi]]: Giacomo Finucci *[[Pietro Ragusa]]: Gianni Taccon *[[Diego Ribon]]: Stefano Forzini *[[Lorena Cesarini]]: Isabelle *[[Lucia Mascino]]: Gabriella *[[Renato Marchetti]]: Franco Marchilli *[[Mario Sgueglia]]: Quirino *[[Rosa Diletta Rossi]]: Alice *[[Alessandro Bernardini]]: Boiardo *[[Paola Sotgiu]]: Donna Anacleti *[[Daniele Amendola]]: Aldo *[[Emmanuele Aita]]: Ferdinando Badali *[[Valentino Campitelli]]: Pappone }} '''''Suburra - La serie''''', serie televisiva italiana trasmessa dal 2017. ==Stagione 1== {{cronologico}} ===Episodio 1, ''21 giorni''=== *'''Samurai''': Hai mannato un coglione a rompe il cazzo a un locale degli Adami ieri sera, eh? Che c'è? Te vuoi allarga?<br>'''Manfredi''': E come osa? Mica so zone tue quelle?<br>'''Samurai''': Tutta Roma è zona mia!<br>'''Manfredi''': Boris è un pischello, stava lì pe' divertisse. Sò 'sti cazzo de Adami che c'hanno er minimo alto, vai a domanna' a loro come sono annate le cose.<br>'''Samurai''': Forse tu non capisci bene l'italiano, io il Sinti non lo parlo e manco mi interessa di impararlo. Questa è la prima e l'ultima volta che vengo in questo posto de merda a dirtelo: attento a far scoppiare la guerra, la perdi. E lo sai. *'''Samurai''': Un politico che prende l'autobus... Di solito ce salite in campagna elettorale a caccia de voti!<br>'''Cinaglia''': Io lo prendo tutti i giorni.<br>'''Samurai''': Perché lei è un vero rappresentante del popolo.<br>'''Cinaglia''': Esatto. Solo che non rappresento quelli come lei.<br>'''Samurai''': Dice? Pensa che io posso anche averla votata!<br>'''Cinaglia''': Lo escludo.<br>'''Samurai''': Roma ha bisogno di politici come lei, politici che stanno in mezzo alla gente, che amano questa città... e vanno valorizzati questi uomini, perché ce ne sono sempre di meno.<br>'''Cinaglia''': E certo e lei sa come valorizzarli... Ma in cambio... cosa vuole?<br>'''Samurai''': Io e lei vogliamo la stessa cosa: il bene di Roma. *'''Donna Anacleti''': Te voglio vede felice, Albe' e na donna è l'unico modo.<br>'''Spadino''': Perché, chi lo dice?<br>'''Donna Anacleti''': Albe'! Lo dico io. Io lo so cosa sei. L'ho capito.<ref name=sinti>Dai sottotitoli ufficiali. Frase pronunciata in sinti nel doppiaggio originale.</ref><br>'''Spadino''': E che so?<br>'''Donna Anacleti''': Quello che sei, qualsiasi cosa tu sia non puoi esserlo qui. Dentro questa casa e questa famiglia, non puoi.<ref name=sinti/> *'''Contessa''': I terreni di Ostia. Prima li volevano tutti, adesso c'è una persona che li pretende, una persona che fa paura a tutta Roma, per quello che può fare e soprattutto per quello che può dire. {{NDR|riferita a Samurai}}<br>'''Sara''': Credo di averla incontrata oggi.<br>'''Contessa''': Lo immaginavo. Stai trattando con la persona che a Roma ha sempre deciso tutto. Sta a te scegliere se passare la mano oppure rischiare. *''Ma quando viene sera | tu mi parli d'amore | e guardandomi negli occhi | mi fai sentire davvero una donna un po' porno, | pop porno, | pop porno.'' ('''Boris''') {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]] cantando ''[[w:Pop porno|Pop porno]]'', prima di essere speronato dall'auto di Aureliano e quindi ucciso a pugni da quest'ultimo}} ===Episodio 2, ''Patrizi e plebei''=== *La Suburra... Sto posto non cambia da duemila anni: patrizi e plebei, politici e criminali, mignotte e preti... [[Roma]]. ('''Samurai''') {{NDR|a Cinaglia}} *Lei è come un bambino che vuol essere apprezzato ma scopre che il mondo dei grandi ha altre regole, altri interessi e per questo è qua, per capire come funziona. Non è così? ('''Samurai''') {{NDR|a Cinaglia}} ===Episodio 3, ''Cani arrabbiati''=== *La colpa è a mia. Me metto a fa l'impicci co questo che è fijo de na guardia {{NDR|Gabriele}} e co te che sei no zingardo de merda! ('''Aureliano''') {{NDR|a Spadino}} *'''Samurai''' {{NDR|riferito a un'auto}}: Parlamo qui dentro che questa l'hanno portata oggi, magari nun hanno fatto in tempo a metterci le cimici. Perché a noi non piace finire sulla bocca di tutti.<br>'''Finucci''': Guarda che io non dico niente. Non ho mai fatto l'infame.<br>'''Samurai''': Eh ma sei sotto pressione, la gente sotto pressione cambia. Non fa il cojone, Giacomi'! Io nun te manno l'avviso de garanzia. ===Episodio 4, ''Buon appetito''=== *'''Tullio''': M'hai fatto preoccupà Aurelià!<br>'''Aureliano''': C'era bisogno che me sparavano pe fatte preoccupa! *'''Tullio''': Hanno provato a farme fuori un fijo quindi adesso un artro zingaro de merda deve morì, e basta! A me nun me ne frega un cazzo de l'affari e manco de fa sta tranquillo a te!<br>'''Samurai''': È la tua ultima parola?<br>'''Tullio''': A Samura', pensa si avevano provato a ammazzà un fijo tuo.<br>'''Samurai''': Nun li ho fatti apposta. *Guarda questo [[cavallo]]! A nessuno piace farsi domare, ma alla fine sai che c'è? Si campa meglio da sudditi: hai da mangiare, non hai pensieri, basta che fai quello che ti dicono. I cavalli che so animali intelligenti questo l'hanno capito. ('''Samurai''') {{NDR|a Gabriele}} *Pezzo de merda! ('''Tullio''') {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]] prima di essere sparato e ucciso da Gabriele}} ===Episodio 5, ''La lupa''=== *'''Gabriele''': E tu come stai? {{NDR|in riferimento alla morte del padre di Aureliano}}<br>'''Aureliano''': Come quando [[odio|odi]] qualcuno... e all'improvviso nun ce sta più... e t'accorgi che te manca... perché nun lo puoi manco più odià. *'''Sara''': Perché vuole fregare Samurai?<br>'''Contessa''': Perché lui ha rovinato me e mio marito.<br>'''Sara''': E come?<br>'''Contessa''': Ricordi la famosa rapina di Samurai?<br>'''Sara''' {{NDR|perplessa}}: Sì...<br>'''Contessa''': Il vero obiettivo non erano gioielli, ma certi documenti. Coi gioielli ti compri mezza Roma, ma coi segreti te la prendi tutta. E lui se l'è presa... E si è preso pure le aziende di mio marito... che alla fine si è ammazzato. *'''Aureliano''' {{NDR|riferito alla foto del padre sopra la lapide}}: Pare che me sta a fissà pure da là dentro. Me vorrebbe fa a predica come al solito.<br>'''Livia''': Stavolta la farebbe a tutti e due.<br>'''Aureliano''': No, sarebbe contento.<br>'''Livia''': Perché è giusto così.<br>'''Aureliano''': È giusto pe te. ===Episodio 6, ''Ajo, oio e peperoncino''=== *'''Stefano Forzini''': Ma veramente ti sei venduto l'anima al diavolo per due terreni ad Ostia?<br>'''Cinaglia''': Il diavolo c'ha pure la tua. *'''Livia''': Mi dispiace che te ne sei annato.<br>'''Aureliano''': Non me ne so annato. M'hai cacciato... e te sei messa vicino quer cojone! {{NDR|Quirino}} *{{NDR|Monsignore Theodosiou si sta sporgendo da una finestra all'ultimo piano e sembra avere intenzione di buttarsi}}<br>'''Sara''': Puoi tornare a casa tua in Grecia. Dammi la mano. Dai, dammi la mano.<br>'''Monsignore Theodosiou''' {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]]}}: ''Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen'' {{NDR|si butta dalla finestra del campanile}}<br>'''Sara''' {{NDR|urlando}}: Nooo!! ===Episodio 7, ''Ultimo cliente''=== *'''Angelica''': Nun te piacio, Spadì? Guarda che me o puoi dì, mica m'offendo piacio a un sacco de gente. {{NDR|Spadino non risponde}} Si nun la fai con me 'a parte tua, almeno in famija 'a devi fà.<br>'''Spadino''': So io quello che devo fà in famija!<br>'''Angelica''': E nun me pare, te fai parlà dietro, Spadì. E io non vojo scoprì d'esserme sposata co un pupazzo!<br>'''Spadino''': Hai sposato n'omo! E ji devi porta rispetto, chiaro?! E mo mettete a dormì! *Padre Theodosiou era un uomo molto complesso, contraddittorio. E se si dovesse venire a scoprire qualcosa sulla sua morte che ne mettesse in dubbio la sua integrità... per esempio, che si fosse suicidato... [...] Stiamo parlando di un uomo di Chiesa, dottore. Mi chiedevo se potevamo fare qualcosa assieme per farlo riposare in pace. Un gesto di umanità che ne salvi la memoria. ('''Sara''') {{NDR|al medico legale che si sta occupando dell'autopsia del monsignor Theodosiou}} *'''Cinaglia''': Mi ricordo certe riunioni anni fa... con le sale... che erano camere a gas.<br>'''Taccon''': Fumare e appassionarsi alla politica erano piaceri ancora concessi.<br>'''Cinaglia''': La politica non l'appassiona più? {{NDR|Taccon fa capire di no}} Posso capirla. Io e lei siamo stati usati come ruote di scorta. Piazzati lì dove serviva al momento. Ma la politica, quella vera, la facevano gli altri. *Basta, basta. ('''Pappone''') {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]] prima di essere ucciso da Aureliano}} ===Episodio 8, ''Un altro''=== *'''Ferdinando Badali''': Che minchia di città, eh? Non si ferma mai. Dev'essere sfiancante.<br>'''Samurai''': Non potrei vivere da nessuna altra parte. *'''Samurai''': Ne ho fatte tante in vita mia, ma una fine così der cazzo non me 'a sarei mai immaginata. <br>'''Boiardo''': Meno male che non è successo niente.<br>'''Samurai''': Ma poteva succede. Questo è il problema. E stava a succede proprio a me.{{NDR|riferito all'incidente stradale sullo scooter che lo ha visto coinvolto in seguito ad un colpo di sonno}}<br>'''Boiardo''': Allora mo te vuoi decide sì o no?<br>'''Samurai''': A fa che?<br>'''Boiardo''': A prende i sonniferi, a riposà un po', a dormì. *'''Isabel''': Sì? <br>'''Livia''': Aureliano? <br>'''Isabel''': È uscito. <br>'''Livia''': Te devi esse 'a donna delle pulizie, ve? <br>'''Isabel''': No, veramente io qua ce abito. Te che voi, chi sei? <br>'''Livia''': No, la domanda è chi sei tu e sopratutto che ce fai qua... <br>'''Isabel''': Senti bella vedi d'ascì, già m'hai stufato. <br>'''Livia''': Leva 'sta mano, ah ah. Te lo dico io chi sei: la zoccola, e pure negra. Quindi mo prendi tutte le tue belle cosette africane demmerda e te ne vai, perché questa è casa mia. <br>'''Isabel''': Ho capito chi sei, sei 'a sorella de Aureliano. <br>'''Livia''': Livia, e basta. <br> '''Isabel''': E io invece so' la donna sua. <br>'''Livia''': Questo t'ha detto?, e che altro t'ha raccontato pe portatte qua? <br>'''Isabel''': Che ce vole venì a vive nsieme a me. <br>'''Livia''': Pure mi padre ce stava in fissa ch'e negre. Je faceva crede chissà che. Diceva che l'amava. Je trovava pure casa. Ma sempre zoccole rimanevano. Si nun le pagava nun je piaceva, capisci <br>'''Isabelle''': Te sbagli, perché a me tuo fratello nun me paga.<br>'''Livia''' {{NDR|ride}}: E se vede che è più furbo de suo padre. Te se sta a scopà gratis. *'''Angelica''': Mi bast dì tutto a Manfredi e sei morto. Ma io so disposta pure a annà avanti come 'na coppia vera.<br>'''Spadino''': Che vorresti dì?<br>'''Angelica''': Che me te so sposata pe' diventà 'a principessa de sta famija, invece sto qua a fa 'a sguattera. Voglio un fijo. Un principe senza n'erede non conta 'n cazzo... e io senza n'erede me ne vado. Che vuoi fa? *Ma... senti un po'. Quanto lontano dovrei arrivà... secondo te? ('''Finucci''') {{NDR|a Samurai, [[ultime parole da Suburra|ultime parole]] prima di essere strangolato e ucciso}} *Devi sta zitto! ('''Franco Marchilli''') {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]] a Spadino, prima di essere ucciso da Aureliano}} ===Episodio 9, ''Il buio''=== *'''Samurai''': Onore al merito. Ti sei battuta fino alla fine, ma purtroppo per te hai sbagliato avversario.<br>'''Sara''': Mi sono messa contro uno pronto ad uccidere. Vuoi ammazzare anche me adesso dopo Finucci?<br>'''Samurai''': Le donne non si toccano neanche con un fiore. *Vengo per dirle che la sua relazione con mia moglie è finita, non la vedrà più, e che lei ha ceduto i terreni a Samurai. I nostri affari finiscono qui e credo anche i suoi. Lei è giovane. Si trovi una ragazza della sua età che le voglia bene, senza pretese. Sara non le darà mai quello che cerca, non è in grado. Si fidi. ('''Sandro Monaschi''') {{NDR|a Gabriele}} *'''Alice''': Amedeo, guarda che li leggo anch'io i giornali. Giacomo Finucci... è quello che lavorava con te.<br>'''Cinaglia''': Eh...<br>'''Alice''': E... hai paura di qualcosa?<br>'''Cinaglia''': Sono cose complicate da spiegare.<br>'''Alice''': Non mi devi spiegare niente. Io voglio solo sapere se hai paura.<br>'''Cinaglia''': No. Non c'ho paura.<br>'''Alice''': Bene. E allora te la voglio dire io una cosa. Tu sei sempre stato un bravo politico, un brav'uomo però questo non è bastato ad ottenere quello che volevi. Io non ti voglio più vedere insoddisfatto. Voglio che tu sia felice. Per me e per i tuoi figli questa è l'unica cosa che conta. Quindi fai quello che devi fare! Qualsiasi cosa sia. {{NDR|lo bacia}} Devo lavorare. Ti amo. {{NDR|Cinaglia esce dal negozio della moglie}} *'''Spadino''': Ma nun te sei visto? Nun sei bono a tenè a bada tuo fratello, figurate se sei bono a commannà. {{NDR|intanto tutta la famiglia è uscita per assistere alla conversazione, dopo aver sentito le urla}}<br>'''Manfredi''': Che te sei messo in testa?<br>'''Spadino''': De famme li cazzi mia! Senza dovè rende' conto a te e a 'sta famija de merda! Da oggi in poi io so n'omo libero e decido io d'a vita mia, chiaro?! Saluti a tutti, Spadino se ne va. {{NDR|fa un applauso e si allontana}} *Dovresti fa un fijo pe na donna importante. Mo vedrai c'ariva. {{NDR|la bacia}} Te ne facevo fa cinquanta de fiji io a te. ('''Manfredi''') {{NDR|ad Angelica}} *Un [[padre]] non le vuole le scuse di un figlio. ('''Sara''') {{NDR|a Gabriele}} *Rimettiti le scarpe di prima. Queste non te vanno bene. ('''Samurai''') {{NDR|a Cinaglia}} *Non sparare!<ref name=sinti/> ('''Aldo''') {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]] prima di essere ucciso da Manfredi}} *'''Livia''': Tu solo na cosa nun dovevi fa a casa mia: torce un capello a mi fratello.<br>'''Quirino''' {{NDR|[[ultime parole da Suburra|ultime parole]]}}: Lo so. Ma era l'unica cosa da fa pe me e pe te. T'ho voluto bene, Li'. Tanto. Me dispiace solo de nun avé capito che dentro sta storia ero da solo.<br>'''Livia''': Si nasce soli e se more soli. 'O dovresti sapé. {{NDR|esce dalla stanza e poco dopo Quirino viene freddato con un colpo di pistola alla testa da un suo scagnozzo}} ===Episodio 10, ''Chiamalo dormire''=== *'''Gabriele''': Torna a letto, è presto.<br>'''Sara''': Torno a casa.<br>'''Gabriele''': A casa? Che vuol dire? Perché?<br>'''Sara''': Perché sì. Perché mi sento di fare così. Guardati, Lele. Sei solo un ragazzo.<br>'''Gabriele''': Sara, ma che cazzo dici? Eri con me a letto un minuto fa!<br>'''Sara''': Sì, lo so.<br>'''Gabriele''': Mi stai lasciando di nuovo?<br>'''Sara''': È meglio così.<br>'''Gabriele''': No. È meglio per te. Solo per te. Tu sei una povera egoista del cazzo, capace di stare soltanto con chi le fa più comodo.<br>'''Sara''': Infatti torno da Sandro. Solo con lui posso ottenere quello che voglio, hai capito? Tu lo sai perché stai qui? Perché non hai un altro posto dove andare. Tu non sei meglio di me. Tu sei come me.<br>'''Gabriele''' {{NDR|fermandola}}: Dimmi una cosa: a me e te, almeno per un attimo ci hai creduto?<br>'''Sara''': Per un attimo. {{NDR|esce dalla porta}} *'''Cinaglia''': Ormai sei dentro, ti credi così furbo da poterti tirare indietro? A me non me sembri furbo, per niente. Finucci. Finucci era furbo. Guarda che fine ha fatto. Firma quelle carte, fidati.<br>'''Taccon''': Ma come dorme la notte?<br>'''Cinaglia''': Come un pupo. *{{NDR|Aureliano si presenta in un parcheggio, accompagnato da alcuni scagnozzi armati, dove Samurai ha appena posteggiato il motorino}}<br>'''Samurai''': Credevo venissi da solo.<br>'''Aureliano''': E invece me piace girà in compagnia.<br>'''Samurai''': Che vuoi?<br>'''Aureliano''': A Ostia mo comanno io. Quindi se vuoi fà gli impicci li fai con me, se no non li fai pe' niente.<br>'''Samurai''': Il ragazzo s'è fatto uomo.<br>'''Aureliano''': Te te sei invecchiato invece, guarda. Forse è ora che te levi dar cazzo, Samurà.<br>'''Samurai''' {{NDR|annuisce sarcastico}}: Dici? {{NDR|da un furgone escono mezza dozzina di uomini del Samurai armati}} Mi credevi così coglione da non immaginare quello che avresti fatto? Io non c'ho paura de morì. Tu? *{{NDR|I due stanno parlando su una terrazza che affaccia sul [[Vittoriano]]}}<br>'''Samurai''': Ti piace guardarla dall'alto.<br>'''Cinaglia''': Mi piace guardarla da qua.<br>'''Samurai''': Non devi dimenticarti da dove vieni, soprattutto quando non sai ancora dove stai andando.<br>'''Cinaglia''': So esattamente dove sto andando.<br>'''Samurai''': E dove?<br>'''Cinaglia''': Io non sarò mai il sindaco di questa città. Non sarò mai un politico di primo livello, uno di quelli che vanno in televisione. Il mio destino è stare dietro le quinte, esattamente come te.<br>'''Samurai''': Io Roma la governo.<br>'''Cinaglia''': Roma non si governa, al massimo si amministra. Tu sei il mondo di mezzo, il luogo dove gli interessi si incontrano, quelli leciti, quelli illeciti. Di fatto sei l'amministratore di Roma, non il re.<br>'''Samurai''': E tu chi saresti?<br>'''Cinaglia''': Il tuo socio.<br>'''Samurai''': Non ti rilassare troppo allora, abbiamo solo tre mesi per far eleggere il sindaco che vogliamo noi. *'''Contessa''': Buongiorno.<br>'''Sara''': Sono passata a ringraziarla.<br>'''Contessa''': Ringraziarmi?<br>'''Sara''': Sì. Ho imparato molto da lei: a non cedere ai sentimenti, a guardarmi le spalle, ma soprattutto a conservare l'odio per le persone che ti hanno fatto del male. Una lezione che non dimenticherò. Stia bene. {{NDR|fa per andarsene, poi torna indietro}} Ah, un'altra cosa ho imparato da lei: a voler bene ai poveri. *'''Spadino''' {{NDR|sorprendendo da dietro Aureliano e puntandogli il coltello alla gola}}: Per farli felici te dovrei ammazzà, per farje vedè chi so'. Ma io nun c'ho bisogno d'ammazzatte pe capì chi so'. Non c'ho niente da dimostra a nessuno, nemmeno a te.<br>'''Aureliano''': E chi sei, a Spadi'? No zingaro de merda!<br>'''Spadino''': Zingaro e frocio. Però mo a casa mia comanno io. La musica cambia.<br>'''Aureliano''': Ala fine comannamo noi, ha' visto? L'affare co Samurai lo faccio da solo però. Nun c'è posto pe te.<br>'''Spadino''': Questo non lo decidi né te, né Samurai. Tiello a mente, Aurelia', magari un giorno cambi idea e ti ricordi chi sò gli amici veri. Altrimenti la prossima volta te devo ammazzà. {{NDR|fa un inchino e se ne va voltandogli le spalle}}<br>'''Aureliano''' {{NDR|gli punta la pistola contro ma non lo spara, poi tra sé e sé}}: La prossima volta, Spadi'... ==Citazioni su ''Suburra - La serie''== *Si tratta di una storia forte, che scava a fondo delle cose. Suburra non ha una via di mezzo. E questo a livello personale, come attrice, è una cosa che non vedo l'ora di fare. Perché così ho la possibilità di esagerare. ([[Carlotta Antonelli]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[Suburra (film)|Suburra]]'' – film (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} m1we7fqgpmvrtcewpg2dz9ftwr1alqx Template:Lingue/Dati 10 148341 1429711 1429599 2026-10-16T21:58:19Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1429711 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 72430 |lingua2 = it |voci2 = 56131 |lingua3 = pl |voci3 = 31893 |lingua4 = ru |voci4 = 18093 |lingua5 = cs |voci5 = 16918 |lingua6 = et |voci6 = 13709 |lingua7 = uk |voci7 = 12498 |lingua8 = pt |voci8 = 12089 }} ijooollsq54ebil34tr6ibgog6yk7ng Luigi Tosti 0 156271 1429655 1388856 2026-10-16T14:11:14Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Tosti */ Donizone di Canossa 1429655 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|Matilde di Canossa}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi!<ref>Da ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', p. 257.</ref> *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] og5jss7p8r6trc1de7jhdf8edfm2of0 1429656 1429655 2026-10-16T14:15:04Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Tosti */ riferimenti bibliografici e altro 1429656 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi!<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico, p. 257.</ref> *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] t4av4yxpry8dt95gauu6fbemzzoea1y 1429662 1429656 2026-10-16T14:47:11Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Tosti */ ltra su Donizone 1429662 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi!<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico, p. 257.</ref> *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> *La resa di Mantua dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei Mantuani si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a Troia, avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.»<ref>Da ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', cit., p. 299.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] twaa6uvton9834m3g7x5lj4b4wdgfdz 1429663 1429662 2026-10-16T14:50:23Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Tosti */ wlink 1429663 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi!<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico, p. 257.</ref> *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.»<ref>Da ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', cit., p. 299.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ieqc0bzgwsta2gj8x6spuglpr7mb3dy 1429666 1429663 2026-10-16T15:18:15Z Gaux 18878 /* Citazioni di Luigi Tosti */ Matilde da Canossa: degna delle più alte meditazioni del filosofo 1429666 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della romana Chiesa, essa sarebbe stata mirabile e reverenda sofo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo.<ref>Da ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', cit., pp. 378-379.</ref> *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi!<ref>Da ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico, p. 257.</ref> *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.»<ref>Da ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', cit., p. 299.</ref> ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] fa6zjx8ls18diyvrgc0nfqbl9h6vaud 1429667 1429666 2026-10-16T15:24:35Z Gaux 18878 nuova sezione 1429667 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (p. 299) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della romana Chiesa, essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 8ccash1nwki33ap6t2kobj8xvl8b2bp 1429668 1429667 2026-10-16T15:29:37Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ riferimenti 1429668 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della romana Chiesa, essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] lhtlqwcnohnuaesxoqpqiwinv2h5oah 1429669 1429668 2026-10-16T15:30:56Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ wlink 1429669 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] jy30x8w68g9h9da3zsv0wu8slcxww1o 1429671 1429669 2026-10-16T15:41:59Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ Matilde: edificazione di castelli, ospedali, ecc. 1429671 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Il Fiorentini ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un Leon X; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. (Libro sesto, pp. 377-378) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] o37r5lzy465iqgb0jaws12ooamcfi88 1429672 1429671 2026-10-16T15:43:03Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ wlink 1429672 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Il Fiorentini ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. (Libro sesto, pp. 377-378) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 3jflfcg6g71exj122dpbp7hihrbmb2e 1429673 1429672 2026-10-16T15:46:29Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ Matilde aveva raccolto un grande numero di libri 1429673 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Il Fiorentini ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. (Libro sesto, pp. 377-378) *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. (Libro sesto, p. 378) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 1vvhc6tp0qkaw86e78dh6sk02uxjvri 1429674 1429673 2026-10-16T15:48:17Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ nota alluminati 1429674 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Il Fiorentini ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. (Libro sesto, pp. 377-378) *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati<ref>Manoscritti miniati.</ref>. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. (Libro sesto, p. 378) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ev6j61ujpwphxuc48perfh26p9ljerq 1429675 1429674 2026-10-16T15:50:25Z Gaux 18878 /* La contessa Matilde e i romani pontefici */ Francesco Maria Fiorentini 1429675 wikitext text/x-wiki [[File:Il padre Luigi Tosti.jpg|thumb|upright=0.7|Luigi Tosti da ''L'illustrazione popolare'', 1897]] '''Luigi Tosti''' (1811 – 1897), abate, patriota e storico italiano. ==Citazioni di Luigi Tosti== *La [[Presa di Roma|breccia di Porta Pia]] nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il ''Non possumus'' di [[Papa Pio IX|Pio IX]] fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.<ref>Da ''[https://archive.org/details/laconciliazione00tostgoog/page/n5 La conciliazione]'', terza edizione, L. Pasqualucci Editore, Roma, 1887, p. 10.</ref> ==''La contessa Matilde e i romani pontefici''== *Certo che molte cose ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]] della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299) *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. (Libro sesto, pp. 377-378) *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati<ref>Manoscritti miniati.</ref>. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. (Libro sesto, p. 378) *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò Donizone, basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. (Libro sesto, pp. 378-379) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''S. Benedetto al Parlamento nazionale''=== I decreti del [[Gioacchino Napoleone Pepoli|Pepoli]] e del Valerio, che hanno sciolti nell’Umbria e nelle Marche i sodalizî religiosi, hanno gravemente turbata la Badia di Montecassino. ===''Storia della Lega lombarda''=== Dovendo io narrare dei fatti avvenuti in Italia, essendo Imperadore di Germania [[Federico Barbarossa|Federigo]] soprannominato Barbarossa, e specialmente in quella superiore regione, che molto e fortemente operò contro di lui a francarsi del suo imperio; è mestieri aprir la via al racconto colla esposizione delle morali e politiche condizioni di questo nostro paese, che prepararono la ragione di que' fatti, ed educarono lo spirito degl'Italiani a generosamente operarli. ==Citazioni su Luigi Tosti== *Tosti si era foggiata la propria figura, da artista, e, sentendo battere il suo cuore d'italiano e facendo scorrere lo sguardo sulla sua nera veste di benedettino, provava il sentimento della realtà di quella figura, e operava e parlava in accordo con essa, non per calcolo politico o oratorio, ma sinceramente, per darle forma nei fatti. ([[Benedetto Croce]]) ===[[Ermenegildo Pistelli]]=== *A chi si lasciasse ingannare dalla struttura un po' antiquata e dalla forma, come dicevo, accademica de' suoi lavori, senza cercare di penetrarne lo spirito, sfuggirebbe quella che a me sembra la sua qualità essenziale, voglio dire una modernità di pensiero e di intenti, che, tenuto conto dei tempi e della condizione dello scrittore, è addirittura straordinaria. È un appassionato cultore della storia medievale, è innamorato delle vecchie glorie italiane, è fedele sempre fino allo scrupolo alla parola e allo spirito della Chiesa, ma tutto questo non impedisce che egli sia un fervidissimo amante d'ogni progresso buono e d'ogni ragionevole libertà. *La ricchezza della lingua, la solennità del periodare, l'eloquenza di molte pagine, insomma il lungo e accurato studio della forma, son doti innegabili del Tosti, eppure non bastano a farne uno scrittore nel senso più alto della parola. La ricchezza c'è, ma frammista a scorie e vecchiumi; la solenne eloquenza ha la sua efficacia nelle narrazioni più drammatiche, ma altre volte è faticosa ed enfatica. Dove vorresti che il racconto procedesse snello e semplice, capiti a ogni piè sospinto in quel periodare prolisso, in quelle forme viete che ti fermano e ti impacciano. *Ognuno che giudichi gli scrittori senza gli occhiali da miope della ipercritica, senza commuoversi alle declamazioni di chi badando al suono delle parole non cura la verità delle cose, senza dimenticare i tempi in che scrissero e la mira che si prefissero, senza spezzarne in frantumi l'unità della figura, senza lasciarsi fuorviare da preconcetti settari, riconoscerà nel Tosti, oltreché un insigne scrittore, un gran cristiano e un gran cittadino. *Una delle singolarità che più colpiscono leggendo il Tosti è quel suo continuo studio di riavvicinare, di paragonare, di confrontare quello che sembra più lontano ed opposto; e da questa singolarità è fatta anche più manifesta l'indole sua come scrittore e come uomo. Ogni carattere fiero, ogni cuore buono, ogni alta intelligenza lo attira; e se accade che quei caratteri, quei cuori, quelle intelligenze si siano trovati in conflitto, egli ne soffre visibilmente e si affanna a metter tutti nella miglior luce possibile. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Luigi Tosti, ''[https://archive.org/details/lacontessamatil00tostgoog/page/n8/mode/1up La contessa Matilde e i romani pontefici]'', Barbera, Bianchi e C., Firenze, 1859, vol. unico. *Luigi Tosti, ''S. Benedetto al Parlamento nazionale'', Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Gioja, 1861. *Luigi Tosti, ''Storia della Lega lombarda'', Montecassino, pe' tipi di Monte-Cassino, 1848. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tosti, Luigi}} [[Categoria:Abati italiani]] [[Categoria:Patrioti italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] dsw34kplpgninsd9witwuqbcmssui7f Volodymyr Zelens'kyj 0 159581 1429701 1427277 2026-10-16T19:18:17Z Skekzilla 17056 /* 2026 */ 1429701 wikitext text/x-wiki [[File:Volodymyr Zelensky 2022 official portrait (cropped).jpg|thumb|Zelens'kyj nel 2022]] '''Volodymyr Oleksandrovyč Zelens'kyj''' (1978 – vivente), politico, attore, sceneggiatore, regista e comico ucraino. ==Citazioni di Volodymyr Zelens'kyj== {{cronologico}} ===2019=== [[File:Volodymyr Zelensky 2019 presidential inauguration 15.jpg|thumb|Zelens'kyj durante la sua inaugurazione]] *Immaginatevi dei titoli di giornale come "Il presidente non paga le tasse", "Il presidente è passato con il rosso in stato di ebbrezza", "Il presidente ruba, 'perché così fan tutti'". Siete d’accordo con me che questa è una vergogna? Ecco cosa intendo quando dico che ognuno di noi è Presidente. Da oggi ognuno di noi è responsabile dell’Ucraina che lasceremo ai nostri figli.<ref group="fonte" name="farviridere">Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref> *Sì, abbiamo scelto la via dell'Europa. Ma l'Europa non è lì da qualche parte, l'Europa è proprio qui {{NDR|indica la testa con il dito}}. E una volta che l'Europa sarà qui, allora sarà in tutta l'Ucraina. E questo è il nostro sogno comune.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Ognuno di noi è morto nel [[guerra del Donbass|Donbass]] – ogni giorno perdiamo qualcuno di noi – e ognuno di noi è sfollato – sia colui che ha perso la casa, sia coloro che hanno aperto le porte della propria casa, per condividere il dolore.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Siamo tutti ucraini, non ci sono  maggioranze, minoranze, giusti, non-giusti. Da Užhorod a [[Luhans'k]], da Černihiv a Sinferopoli, a [[Leopoli]], Charkiv, Donetsk, Dnipro, [[Odessa]], siamo tutti ucraini. E dobbiamo essere uniti, perché solo così siamo forti. [...] Siamo 65 milioni. Sì, non stupitevi, siamo in 65 milioni noi, nati dalla terra ucraina. Ucraini in Europa e Asia, in America settentrionale e latina, in Australia e Africa, mi rivolgo a tutti gli ucraini sul pianeta. Noi abbiamo molto bisogno di voi. A tutti coloro che sono pronti a costruire una nuova Ucraina forte e di successo garantirò con gioia la cittadinanza ucraina. Voi non dovete venire come ospiti in Ucraina, ma come se tornaste a casa vostra; vi aspettiamo. Non occorrono souvenir dall'estero. Portateci il vostro sapere, la vostra esperienza e le vostre qualità intellettuali. Tutto ciò ci aiuterà a dare inizio a una nuova epoca. Gli scettici diranno che è tutta fantasia, che non è possibile. Mentre invece questa può proprio essere la nostra idea nazionale: una volta uniti, realizzare l'impossibile. Contro ogni aspettativa.<br>Ricordate la nazionale islandese di calcio al campionato europeo, quando un dentista, un regista, un pilota, uno studente e un custode hanno difeso l'onore del proprio paese e hanno fatto quello che tutti credevano impossibile. Questa è la nostra strada. Dobbiamo divenire islandesi nel calcio, israeliani nella difesa della nostra terra, giapponesi nella tecnologia, svizzeri nella convivenza felice e a prescindere da qualsiasi diversità.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *La nostra sfida seguente è la riacquisizione dei territori perduti. Onestamente mi pare che non sia corretta questa formulazione, visto che non è possibile perdere ciò che è nostro. Sia la Crimea che il Donbass sono terra ucraina. E lì abbiamo perso la cosa più importante: le persone.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *In questi anni il governo non ha fatto nulla perché loro {{NDR|gli abitanti russofoni del Donbass}} si sentissero di nuovo ucraini. Non sono stranieri, sono dei nostri. Sono ucraini. Capiscono l'ucraino. Siamo tutti ucraini, a prescindere da dove viviamo. Perché "ucraino" non è una scritta sul passaporto; l'Ucraina è qui {{NDR|indica il cuore}}. Questo lo so per certo, lo so attraverso le parole di chi lotta per difendere l'Ucraina, attraverso i nostri eroi, sia ucrainofoni che russofoni.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *Voglio che nei vostri uffici non ci siano mie immagini, che non ci siano miei ritratti, perché il presidente non è un'icona, non è un idolo. Il presidente non è un ritratto. Appendete piuttosto le fotografie dei vostri figli e prima di prendere qualsiasi decisione guardateli negli occhi.<ref group="fonte" name="farviridere"/> *{{NDR|A seguito delle elezioni presidenziali del 2019}} Questo risultato mostra la grande fiducia che il popolo ucraino ripone nel nostro partito. [...] Ora le maggiori priorità per noi e per ogni ucraino sono mettere fine alla guerra, far tornare i nostri prigionieri e sconfiggere la corruzione che persiste nell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in Giulia Giacobini, ''[https://www.wired.it/attualita/politica/2019/07/22/elezioni-ucraina-risultati-zelensky/?utm_medium=marketing&utm_campaign=wired&utm_source=Twitter&refresh_ce=#Echobox=1563835627 Come sono andate le elezioni in Ucraina]'', ''Wired.it'', 22 luglio 2019.</ref> ===2020=== *Ciò che è molto importante per me è che quando non sarò più presidente dell'Ucraina potrò ancora camminare a testa alta per le strade non solo di Kiev, ma di tutta l'Ucraina. Il miglior risultato sarebbe se la gente fosse orgogliosa di me, ma almeno che la gente mi saluti. Spero che non abbiano voglia di dirmi qualcosa di spiacevole o, peggio, spero che la gente non voglia di sputarmi in faccia.<ref group="fonte" name="vakulina">Dall'intervista di Sasha Vakulina, 26 agosto 2020; da ''[https://it.euronews.com/2020/08/25/euronews-intervista-zelensky-presidente-dell-ucraina-donbass-crimea-ue-trump-lukashenko Donbass, Crimea, UE, Trump, Lukashenko...]'', ''It.euronews.com'', 26 agosto 2020</ref> *Quando si tratta della Crimea la situazione è ancora più complicata. Vi dirò onestamente, ci ho pensato molto, che nel formato Normandia nessuno vuole parlare della Crimea, soprattutto la Russia. Ho sollevato la questione. Ma abbiamo dedicato tutto il tempo al Donbass. La Russia non ne vuole parlare e non ho paura di dirlo.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *La Crimea è il nostro territorio. Noi la riporteremo indietro.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Gli Stati Uniti stanno facendo molto per l'Ucraina. E io sono davvero grato a loro come cittadino ucraino, prima di tutto, e poi come presidente. Ecco perché intervenire alle elezioni presidenziali americane è il più grande errore che un leader di qualsiasi altro Stato indipendente possa commettere. È una loro scelta.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Credo che l'Unione Europea voglia l'Ucraina come partner e che voglia l'Ucraina nell'UE. Non tutti gli Stati membri dell'UE lo vogliono, è vero, non tutti i paesi. Mi sembra che non siano sicuri al 100% dell'Ucraina. In secondo luogo, penso che l'Europa sia cauta nei confronti della Russia, perché la Russia dimostra di non volere che l'Ucraina sia pro-Europa. Hanno i loro affari in corso, le loro relazioni, i loro paesi amici. Ma oggi vediamo come l'Europa agisca con le sanzioni, come l'Europa ci sostenga. Anche se significa perdere soldi a causa delle sanzioni contro la Russia. Sono grato a loro per questo.<ref group="fonte" name="vakulina"/> *Se l'Europa ci vuole, se vogliamo stare con l'Europa, penso che dobbiamo semplicemente diventare il paese che l'Europa vorrebbe davvero con sé. E poi nessuno avrà più dubbi sull'Ucraina.<ref group="fonte" name="vakulina"/> ===2021=== *La Russia ha iniziato questa guerra nel 2014 e da allora siamo abituati a qualsiasi scenario.<ref group="fonte" name="pietrodelre">Dall'intervista di Pietro del Re, 14 dicembre 2021; da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2021/12/13/news/zelenskyy_la_russia_minaccia_l_ucraina_per_ricattare_l_occidente_fateci_entrare_nella_nato_-330093350/ "La Russia minaccia l'Ucraina per ricattare l'Occidente. Fateci entrare nella Nato"]'', ''Repubblica.it'', 14 dicembre 2021</ref> *La Germania [...] ci ha recentemente impedito di ottenere dalla Nato fucili anti-drone e sistemi anti-cecchino, che sono armi esclusivamente difensive. Qualsiasi democrazia sotto aggressione dovrebbe avere il diritto di acquistare tali armi. Purtroppo in alcune capitali europee la paura prevale.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *Proteggeremo la nostra terra e la nostra gente in ogni circostanza e da ogni invasione. Gli ucraini non rinunceranno mai alla loro libertà. A Mosca, intanto, si potrebbe aprire un museo per le tante condanne ricevute dal Cremlino.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *Centinaia di persone sono tenute prigioniere nei territori occupati, dove la Russia aveva promesso di garantire l’ingresso delle organizzazioni internazionali. Ma ciò non accade perché i prigionieri ucraini sono in condizioni così spaventose che la Russia non osa mostrarli alla Croce Rossa.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *{{NDR|Sulla [[guerra del Donbass]]}} L'Ucraina è pronta a fare tutti gli sforzi necessari per ottenere una pace giusta e duratura. Questa intervista si trasformerebbe in un grosso libro se cominciassi a elencare tutte le proposte che abbiamo rivolto alla Russia per intensificare i negoziati. Ma un solo capitolo conterrebbe tutte le risposte della Russia, che continua a non riconoscersi come parte in causa. La sua astuzia al tavolo dei negoziati è di insistere sulla necessità di parlare con i separatisti del Donbass. Ma chi sono questi separatisti? Nei territori occupati tutto è gestito da militari e funzionari del governo russo.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> *{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Il nostro Stato ha rinunciato alla sua parte dell'arsenale nucleare sovietico, il terzo più grande al mondo, e in cambio ha ricevuto assicurazioni, anche dalla Russia, di rispettare i nostri confini e la nostra sicurezza. Il che non è accaduto. È quindi strano sentire da parte russa una richiesta di garanzie, quando ha lei stessa violato già tante promesse fatte.<ref group="fonte" name="pietrodelre"/> ===2022=== *Oggi, al contrario di quanto è accaduto con l'epidemia di due anni fa, siamo in grado di capire meglio con quali minacce abbiamo a che fare e come dobbiamo comportarci per porvi rimedio. Siamo perciò fiduciosi, anche se non ci sentiamo del tutto sicuri. Scorgiamo ogni rischio. Seguiamo la situazione da vicino, lavoriamo su scenari diversi, prepariamo risposte razionali alle possibili iniziative dell'aggressore. Conosciamo esattamente la posizione del nemico in prossimità delle nostre frontiere, i suoi effettivi, i suoi movimenti, i suoi armamenti, i suoi piani. E abbiamo tutti i mezzi per rispondergli. Possiamo contare su un grande esercito, i nostri uomini dispongono di un'esperienza unica nel combattimento e nell'impiego di armi moderne. Il nostro è un esercito molto più forte di quello di otto anni fa.<ref group="fonte" name="sull'unità">Da ''Sull'unità della società ucraina'', pubblicato sui social network dieci giorni prima dell'invasione, 14 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Come non usurpiamo ciò che non è nostro, così non lasceremo mai agli altri la nostra terra.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *Oggi tutti si stanno misurando con l'onere della cittadinanza, dell'appartenenza. Affrontate il vostro compito con dignità. Fate capire al mondo per chi l'Ucraina rappresenta una patria e per chi rappresenta soltanto un mezzo per arricchirsi.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *Non abbiamo mai saputo che cosa significhi abbandonare il proprio posto, e non lo impareremo certo ora.<ref group="fonte" name="sull'unità"/> *L'Ucraina vuole la pace. L'Europa vuole la pace. Il mondo dice che non vuole combattere e la Russia dice di non volere scatenare l'attacco. Qualcuno sta mentendo.<ref group="fonte" name="conosciamo">Da ''Conosciamo chi sta mentendo'', alla 58ª Conferenza di Monaco sulla sicurezza cinque giorni prima dell'invasione, 19 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *L'architettura della sicurezza mondiale è precaria e ha bisogno di rinnovarsi. Le regole in merito alle quali il mondo, decenni fa, aveva trovato un accordo non funzionano più. Non possono far fronte alle nuove minacce, riuscire a padroneggiarle. È come usare uno sciroppo per la tosse, quando invece sarebbe indispensabile un vaccino, come contro il Coronavirus.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Non si tratta soltanto di una guerra in Ucraina, si tratta anche di una guerra in Europa. L'ho detto in occasione di tanti summit e di tanti forum. Nel 2019, nel 2020, nel 2021. Il mondo, in questo 2022, mi ascolterà?<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Difenderemo la nostra terra con o senza il sostegno dei nostri partner, ci diano centinaia di armi moderne oppure cinquemila caschi.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Otto anni fa, l'Ucraina ha fatto la sua scelta e sono molti coloro che hanno dato la vita per tale scelta. E otto anni dopo l'Ucraina deve continuare a fare appello al riconoscimento di una sua prospettiva europea? A partire dal 2014 la Russia è convinta che noi ucraini abbiamo scelto la via sbagliata, che in Europa non ci aspetta nessuno. Ebbene, l'Europa non dovrebbe provare di continuo con atti e parole che non è vero?<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *La Russia afferma che l'Ucraina si propone di entrare nell'Alleanza per riprendersi la Crimea con la forza. È sconfortante comprendere come le parole "ritorno della Crimea" facciano parte della loro retorica, e scoprire che non hanno letto con attenzione l'articolo 5 della Carta della NATO, secondo il quale l'azione collettiva serve alla difesa e non all'attacco.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Mi auguro che nessuno pensi all'Ucraina come a una zona cuscinetto da mantenere in eterno, di interesse pratico, tra l'Occidente e la Russia. È una cosa che non accadrà mai. Nessuno potrà accettarla.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *L'Ucraina ha ricevuto garanzia in materia di sicurezza in cambio della rinuncia al proprio arsenale nucleare, il terzo al mondo. Esso non ci fa più da scudo. E così abbiamo perduto la nostra sicurezza. Abbiamo perduto una parte della nostra terra, un territorio più esteso della Svizzera, dei Paesi Bassi o del Belgio. E abbiamo perduto – ecco l'essenziale – milioni di nostri cittadini. Abbiamo perso tutto questo.<ref group="fonte" name="conosciamo"/> *Cittadini dell'Ucraina,<br>che cosa stiamo sentendo oggi? Non si tratta solo di esplosioni, missili, combattimenti, boati di aerei. Si tratta anche del rumore di una nuova cortina di ferro che si abbatte e separa la Russia dal mondo civilizzato. Il nostro dovere nazionale è far sì che questa cortina non attraversi il territorio ucraino, e che resti in Russia, dalla loro parte.<ref group="fonte" name="toccheràavoi">Da ''Se oggi tocca a noi, domani toccherà a voi'', pubblicato sui social network all'alba dell'invasione russa, 24 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Siamo ucraini. Siamo sulla nostra terra. Voi siete russi. Il vostro esercito ha appena scatenato una guerra. Una guerra sul territorio del nostro Stato. Mi farebbe molto piacere se voi denunciaste tutto ciò sulla Piazza Rossa o in qualunque altra strada della vostra capitale, a Mosca, a San Pietroburgo e in altre città della Russia. Non solo su Instagram. È molto importante.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Nessuno potrà convincere o obbligare noi ucraini, a rinunciare alla nostra libertà, alla nostra indipendenza, alla nostra sovranità. Sembra che i leader russi stiano cercando di spingerci a farlo distruggendo il potenziale stesso del loro paese. Tutto quello che ha accumulato la Russia a partire dagli anni 2000 può adesso essere bruciato vivo davanti al mondo.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Se voi, cari leader europei, cari leader mondiali, leader del mondo libero, non ci aiutate oggi, domani la guerra busserà alla vostra porta.<ref group="fonte" name="toccheràavoi"/> *Il popolo russo dovrà scegliere che sentiero intraprendere. Tutti i cittadini russi che non hanno perso il loro onore possono protestare contro la guerra in Ucraina.<ref group="fonte" name="russiaèilmale">Da ''[https://www.ilgiorno.it/esteri/guerra-ucraina-discorso-zelensky-1.7399553 "La Russia è il male. Difenderemo la nostra libertà"]'', ''Ilgiorno.it'', 24 febbraio 2022</ref> *Questa decisione potrebbe rappresentare l'inizio di una grande guerra. La causa potrebbe sorgere in qualsiasi momento, qualsiasi provocazione, qualsiasi scintilla, una sola e potrebbe bruciare tutto.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Si dice che questa fiamma libererà il popolo ucraino, ma il gli ucraini sono già liberi. Vi hanno detto che siamo nazisti, ma come fa un popolo a essere nazista quando ha perso oltre 8 milioni di vite nella vittoria contro il nazismo? Come posso essere io accusato di essere un nazista? Chiedetelo a mio nonno che ha combattuto tutta la Seconda guerra mondiale nella fanteria dell'Armata Rossa ed è morto con i gradi di colonnello dell'Ucraina indipendente.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Chi ne soffrirà di più? Le persone. Chi lo desidera di meno? Le persone. Chi non può permettere che ciò accada? Le persone. Ci sono queste persone tra voi, ne sono sicuro. Guerra significa dolore, fango, sangue e la morte di migliaia - decine di migliaia di morti. Vi è stato detto che l'Ucraina è una minaccia per la Russia. Non era in passato, non è ora e non sarà in futuro.<ref group="fonte" name="russiaèilmale"/> *Mi servono munizioni, non un passaggio.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-missili-russi-colpiscono-kiev-zelensky-io-resto-qua-AEpzY9FB ''Zelensky respinge offerta Usa per evacuare, voglio munizioni''], ''Ilsole24ore.com'', 25 febbraio 2022.</ref> *Questa potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete vivo. [...] Siamo tutti qui. I nostri militari sono qui. I cittadini sono qui. Siamo tutti qui a difendere la nostra indipendenza, il nostro Paese, e così continueremo a essere.<ref group="fonte" name="videoconferenza">Dalla videoconferenza al consiglio europeo del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/02/25/dramma-zelenskyforse-ultima-volta-mi-vedete-vivo_cfe86372-fe70-4da3-8420-a2f944df6e89.html Dramma Zelensky,'forse ultima volta mi vedete vivo']'', ''Ansa.it'', 25 febbraio 2022.</ref> *Invito tutti i cittadini europei che hanno un'esperienza di combattimento in Europa, e non vogliono assistere all'indecisione dei politici, a venire nel nostro Paese e unirvi a noi nella difesa dell'Europa, dove ora è molto necessario. Chiedete ai vostri governi che l'Ucraina riceva più aiuti finanziari e militari.<ref group="fonte" name="videoconferenza"/> *Oggi alle 10:30 agli ingressi di Černihiv, Hostomel' e Melitopol' ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica per parlare con #MarioDraghi ad un'ora precisa. Nel frattempo, l'Ucraina continua a lottare per il suo popolo.<ref group="fonte">Da un ''[https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1497173609957236738 tweet]'' del 25 febbraio 2022; citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-la-prossima-volta-cercher-di-spostare-lagenda-bellica-per-parlare-con-mario-draghi-4977457c-caf9-485c-a28f-76caf2f8a5cd.html Zelensky replica a Mario Draghi: "La prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica"]'', ''RaiNews.it'', 25 febbraio 2022.</ref> *Il nemico non colpisce solo le installazioni militari, come sostiene, colpisce anche i civili. Uccide esseri umani e trasforma pacifiche città in obiettivi militari. È un comportamento vigliacco, e non verrà mai perdonato.<ref group="fonte" name="bersaglio">Da ''Il bersaglio n. 1'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *So che vengono diffuse molte [[fake news]], secondo le quali me ne sarei già andato da Kiev. No, io resto nella capitale, io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="bersaglio"/> *Non abbiamo paura di parlare di uno status di neutralità. Non facciamo parte della NATO. Ma il punto è: quali garanzie di sicurezza avremo? E quali paesi in particolare ce le daranno?<ref group="fonte" name="bersaglio"/> *Come ieri, militari e civili sono, senza distinzione, bersaglio degli attacchi russi. Il cui scopo è tenere sotto pressione voi, cittadini ucraini, tenere sotto pressione la nostra intera società. Lo sottolineo: tenere sotto pressione non soltanto il governo ma tutti gli ucraini.<ref group="fonte" name="battetevi">Da ''Battetevi contro la guerra'', pubblicato sui social network, 25 febbraio 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Oggi, come ieri, stiamo difendendo da soli il nostro Stato. Le potenze mondiali stanno a guardare. Le sanzioni decise ieri indeboliranno la Russia? Noi sappiamo, sotto i nostri cieli e sulla nostra terra, che tutto questo non basta. Le truppe straniere continuano a estendere la loro avanzata nel nostro territorio.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Prendetevi cura delle vostre famiglie e dei vostri cari, non dimenticate le persone che vi circondano. Chi è solo in famiglia. Chi è anziano. Aiutateli procurando loro del cibo. Aiutateli a trovare un rifugio in caso di allarme aereo. Aiutateli ad avere accesso alle informazioni ufficiali verificate.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Il destino dell'Ucraina dipende unicamente dagli ucraini. Nessun altro, salvo noi, può sorvegliare le nostre vite. Ci troviamo sulla nostra terra, la verità è dalla nostra parte.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *A tutti i cittadini della Federazione Russa che scendono a manifestare voglio dire grazie, noi vi stiamo vedendo. Il che significa che voi avete visto noi. Il che significa che voi cominciate a crederci. Battetevi per noi. Battetevi contro la guerra.<ref group="fonte" name="battetevi"/> *Questa non è solo l'invasione russa dell'Ucraina, è l'inizio di una guerra contro l'Europa. Contro l'unità dell'Europa. Contro i diritti umani elementari dell'Europa. Contro ogni regola di convivenza nel continente. Contro il fatto che gli stati europei si rifiutano di tracciare, sì, di tracciare i confini con l'uso della forza. Le città dell'Ucraina subiscono già il secondo giorno di bombardamenti missilistici. Le colonne di carri armati e gli attacchi aerei sono simili a qualcosa che l'Europa ha già visto molto tempo fa, durante la Seconda guerra mondiale, archiviandolo come qualcosa che non sarebbe dovuto succedere «[[mai più]]». Ma invece eccolo di nuovo adesso, nel 2022, oltre settantacinque anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="combatteremo1">Da ''Le bombe che cadono su Kyiv cadono sull'Europa'', 25 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *L'Europa avrebbe forza sufficiente per fermare questa aggressione. Cos'altro potrebbero fare gli stati europei? Cancellare i visti per i russi? Espellere Mosca dello Swift? Isolare completamente la Russia? Richiamare in patria gli ambasciatori? Attuare l'embargo petrolifero? Chiudere lo spazio aereo? Oggi tutte queste iniziative dovrebbero essere prese in considerazione, perché siamo di fronte a una minaccia per noi, per tutti noi, e per l'Europa intera.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/> *Se avete esperienza di lotta in Europa e non intendete restare a guardare l'indecisione dei politici, potete venire nel nostro stato e proteggere l'Europa insieme a noi là dove di volta in volta è più necessario.<ref group="fonte" name="combatteremo1"/> *L'Ucraina sta combattendo contro l'invasore armi in pugno, difendendo la sua [[libertà]] e il futuro europeo.<ref group="fonte">Citato in Antonella Alba, ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/02/zelensky-chiudere-lunga-discussione-su-adesione-a-ue-b26b9e91-8e35-4289-afe3-c17116cc045b.html Zelensky chiama gli alleati: "Controlliamo Kiev", ma aiutateci con armi e sanzioni]'', ''Rainews.it'', 26 febbraio 2022.</ref> *Che razza di guerra è questa che prende di mira i bambini ucraini in un asilo? Sono neonazisti anche i bambini dell'asilo? O forse soldati Nato che minacciano la Russia?<ref group="fonte" name="combatteremo2">Da ''Niente giustifica i missili sugli asili'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Gli europei non immaginano ancora com'è vivere quando c'è un conflitto alla propria porta.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/> *Bruciate l'equipaggiamento nemico con tutto ciò che potete. Se anche gli asili nido sono un obiettivo lecito per gli invasori, non dovete lasciare loro alcuna possibilità.<ref group="fonte" name="combatteremo2"/> *Gli invasori volevano assediare il centro del nostro stato e mettere i loro burattini qui, come a Donetsk. Abbiamo infranto il loro piano.<ref group="fonte" name="combatteremo3">Da ''Il popolo ucraino si è guadagnato il diritto di entrare nell'Ue'', 26 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Lo dico ora con la massima franchezza: il popolo ucraino si è già guadagnato e ha il diritto di diventare membro dell'Unione europea. Sarà la prova tangibile del sostegno dell'Ue al nostro paese.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/> *Sappiamo che molti in Russia sono scioccati dalla meschinità e dalla crudeltà della classe dirigente. Questa è una reazione giusta, di cui vi ringrazio. Grazie a [[Leonid Parfënov|Leonid Parfyonov]], [[Dmitrij Muratov|Dmitry Muratov]], [[Jurij Dud'|Yury Dud]], [[Lijia Achedžakova|Liya Akhedzhakova]], [[Valerij Meladze|Valery Meladze]] e migliaia e migliaia di altri russi che danno voce alla loro coscienza. Fermate quelli che mentono a voi, a noi, al mondo intero.<ref group="fonte" name="combatteremo3"/> *Gli attacchi della Russia alla popolazione civile e alle infrastrutture hanno le caratteristiche di un genocidio e meritano un tribunale internazionale.<ref group="fonte">Citato in [https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-russia-sta-mettendo-in-atto-un-genocidio/409332/410037?ref=RHTP-BS-I339021822-P6-S3-T1 ''Guerra in Ucraina, il presidente Zelensky: "Russia sta mettendo in atto un genocidio"''], ''Video.repubblica.it'', 27 febbraio 2022.</ref> *Hanno mentito dicendo che non avrebbero toccato la popolazione civile. Ma sin dalle prime ore dell'invasione le trppe russe non hanno fatto altro. Hanno scelto volontariamente tattiche che mirano a colpire le persone e tutto ciò che consente loro di vivere una vita normale.<ref group="fonte" name="combatteremo4">Da ''Genocidio'', 27 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Le forze armate ucraine sono straordinarie. Respingono gli attacchi infrangendo i piani del nemico. Fanno il loro lavoro egregiamente. Sì, un grande lavoro. Un lavoro duro, fondamentale e soprattutto giusto. Un lavoro che merita la massima stima e la massima gratitudine.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/> *Dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Le azioni criminali della Russia contro l'Ucraina presentano tutti i tratti di un genocidio. Ne ho parlato con il segretario generale delle Nazioni Unite. La Russia ha intrapreso la strada del male. Il mondo deve privare la Russia del diritto di voto al Consiglio di sicurezza dell'Onu.<ref group="fonte" name="combatteremo4"/> *Ci appelliamo all'Unione Europea per l'[[Allargamento dell'Unione europea#Ucraina|adesione immediata dell'Ucraina]] con una nuova procedura speciale. Siamo grati ai nostri partner per essere stati con noi, ma il nostro sogno è stare con tutti gli europei e, soprattutto, di essere uguali a loro. [...] Gli europei capiscono che i nostri soldati stanno combattendo per il nostro Stato, e quindi per l'intera Europa, per la pace, per tutti i paesi dell'Ue, per la vita dei bambini, l'uguaglianza, la democrazia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/02/lappello-di-zelensky-chiediamo-adesione-immediata-allue-con-procedura-speciale-5f98af29-52f1-48e0-b7af-dd621fc4b2ac.html ''Zelensky firma la richiesta di adesione all'Ue, ma Bruxelles frena''], ''Rainews.it'', 28 febbraio 2022.</ref> *Ci è stato a lungo detto che noi ucraini sbagliamo su vari fronti. Ci è stato ripetuto per decenni che dobbiamo «fare i compiti». Per questo motivo, spesso non ci siamo accorti di cosa siamo veramente capaci. Ora ci siamo mostrati per quello che siamo. Ed è stimolante, per tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo5">Da ''Ognuno di noi è guerriero'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Sotto la legge marziale, gli ucraini con esperienza di combattimento sul campo saranno rilasciati dalla custodia e potranno espiare la loro pena nei fronti più caldi del conflitto. Saranno revocate tutte le sanzioni ad alcuni cittadini che hanno preso parte all'operazione antiterrorismo. Ora la cosa più importante è la difesa.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/> *Quando mi sono candidato alla presidenza ho detto che ognuno di noi è presidente. Perché siamo tutti responsabili del nostro stato, della nostra bella Ucraina. Ora scopriamo che ognuno di noi è guerriero. Guerriero o guerriera nella sua città. E sono convinto che ognuno di noi vincerà.<ref group="fonte" name="combatteremo5"/> *Oggi le forze russe hanno bombardato brutalmente Kharkiv con l'artiglieria missilistica. Questo è sicuramente un crimine di guerra, contro una città pacifica e zone residenziali pacifiche, senza alcun presidio militare. In base a decine di testimonianze dirette è chiaro che non è stato un passo falso isolato, ma un attacco deliberato ai danni dei civili. I russi sapevano dove stavano sparando.<ref group="fonte" name="combatteremo6">Da ''Non perdoniamo il bombardamento della pacifica Kharkiv'', 28 febbraio 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Uno stato che commette crimini militari contro i civili non può essere membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli deve essere precluso l'ingresso a tutti i porti, canali, aeroporti del mondo. Non deve ricevere centinaia di miliardi per le esportazioni di energia. Oggi acquistare merci russe significa finanziare l'uccisione di persone.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Per il nemico Kyiv è l'obiettivo chiave. I russi vogliono distruggere la nostra statualità nazionale. Pertanto la capitale è costantemente in pericolo.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Oggi, su iniziativa della parte russa, si è svolto il primo giro di negoziati tra Ucraina e Russia mentre proseguivano i bombardamenti sul nostro territorio e sulle nostre città. Dietro questa sincronizzazione tra i bombardamenti e i negoziati si può leggere la volontà dei russi di metterci pressione. Ma è inutile che perdano tempo. Noi non abbocchiamo a queste strategie. Trattative leali sono possibili solo se una parte non colpisce l'altra con l'artiglieria missilistica nel bel mezzo dei negoziati.<ref group="fonte" name="combatteremo6"/> *Mi è difficile parlare a lungo perché ci sono continue interruzioni causate dai bombardamenti e dai missili come quelli che si sono abbattuti su Kharkiv questa mattina, la città al confine con la Federazione russa. Lì ci sono stati sempre tanti russi e le relazioni sono ottime: più di venti università si trovano in quella zona, in quella città. È la città che ha il più alto numero di università nel nostro Paese. C'è una gioventù brillante lì, effervescente, intelligente, che spesso si è riunita per celebrare insieme molti eventi. C'è una grande piazza, la piazza della Libertà, ed è la più grande piazza europea, davvero, è la grande piazza della Libertà: immaginatevela questa mattina – questo posto con questo nome – colpito da due missili, sono morte decine di persone: eccolo il prezzo che dobbiamo pagare per avere la libertà.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/03/01/video/il-discorso-del-presidente-ucraino-zelensky-alla-plenaria-del-parlamento-ue-3754762/ Il discorso del presidente ucraino Zelensky alla plenaria del Parlamento Ue]'', ''Ilfoglio.it'', 1º marzo 2022</ref> *Sedici bambini sono stati uccisi ieri e ancora una volta il presidente Putin ci ripete che la sua è un'operazione che mira alle infrastrutture militari. Quali infrastrutture militari sono state presidiate dai nostri bambini? Forse i nostri figli guidano i carri armati? Sedici bambini sono stati uccisi.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/> *Noi stiamo lottando per i nostri diritti, per la nostra libertà, per la nostra vita e adesso lottiamo per la sopravvivenza e questa è la più forte delle motivazioni. Ma siamo anche di fronte al nostro destino, e vogliamo essere uguali a voi, vogliamo essere dei membri dell'Unione europea. Oggi lottiamo anche per questo, perché vediate che assieme a noi l'Ue sarà più forte. Senza di voi invece l'Ucraina sarà sola.<ref group="fonte" name="discorsoplenariaparlamentoue"/> *Invitiamo tutti i paesi del mondo a rispondere immediatamente ed efficacemente alle tattiche criminali degli aggressori e a dichiarare che la Russia è colpevole di terrorismo di stato.<ref group="fonte" name="terrorismodistato">Da ''Un terrorismo di stato'', pubblicato sui social network, 1º marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se proteggiamo Kiev proteggiamo il nostro Stato. Kiev è il cuore del nostro paese. E deve continuare a battere. E continuerà a battere affinché la vita trionfi.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/> *Mi piacerebbe rivolgermi a coloro la cui condotta costituisce un esempio del più alto prestigio morale: i medici. Voi salvate vite umane ogni minuto. Sempre. Anche adesso. La vostra dedizione rappresenta una delle nostre principali linee di difesa. Siete formidabili.<ref group="fonte" name="terrorismodistato"/> *{{NDR|Sulla [[Battaglia di Charkiv (2022)|battaglia di Charkiv]]}} I russi hanno lanciato un razzo contro la piazza centrale di Kharkiv: un palese atto di terrorismo. Dopo questo la Russia è diventata uno Stato terrorista. Nessuno perdonerà. Nessuno dimenticherà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/01/news/ucraina_russia_news_oggi_diretta-339754153/ ''12.01 Zelensky su Facebook: "Bombardamento di Kharkiv crimine di guerra"''], ''Repubblica.it'', 1 marzo 2022.</ref> *Che senso ha dire "[[mai più]]" per 80 anni, se il mondo rimane in silenzio quando una bomba cade sullo stesso sito di [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]]? [...] La Storia si ripeterà.<ref group="fonte">Citato in [https://www.askanews.it/esteri/2022/03/01/zelensky-a-kiev-colpito-il-babyn-yar-memoriale-della-shoah-top10_20220301_190124/ ''Zelensky: a Kiev colpito il Babyn Yar, memoriale della Shoah''], ''Askanews.it'', 1 marzo 2022.</ref> *Durante questo periodo abbiamo avuto più unità di quanta ne abbiamo mai avuta in trent'anni. All'inizio eravamo spaventati allo stesso modo, poi ci siamo sentiti addolorati allo stesso modo. E ora non ci interessa nient'altro tranne la vittoria. Tranne la verità. Tranne la pace. Tranne la tranquillità che vogliamo raggiungere. Tranne la vita della nostra gente che tanto ci sta a cuore. Tranne l'Ucraina.<ref group="fonte" name="combatteremo7">Da ''Siamo diventati una cosa sola'', 2 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Per qualsiasi persona normale che conosca la storia, [[Massacro di Babij Jar|Babyn Yar]] è un luogo di preghiera. Un luogo della memoria per le centomila persone uccise dai nazisti. Il luogo dei cimiteri della vecchia Kyiv. Che cosa dovete essere per renderla bersaglio dei missili? State uccidendo le vittime dell'Olocausto per la seconda volta.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Per molte persone in Russia la nostra Kyiv è del tutto sconosciuta. Non sanno nulla della nostra capitale, della nostra storia. Ma hanno l'ordine di cancellare la nostra storia, di cancellare il nostro paese. Cancellarci tutti.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Il primo giorno di guerra, Uman, dove centinaia di migliaia di ebrei vengono a pregare ogni anno, è stata brutalmente bombardata. Poi è stata la volta di Babyn Yar, dove furono giustiziati migliaia di ebrei. Ora mi rivolgo a tutti gli ebrei del mondo: vedete cosa sta succedendo? Ecco perché è importante che i milioni di ebrei in tutto il mondo non rimangano in silenzio in questo momento. Il nazismo nasce dal silenzio.<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *Per che cosa è stato attaccato Babyn Yar? Quali strutture militari minacciano la Russia? Quali «basi Nato» ci sono? E la cattedrale di Santa Sofia? Il ''lavra''? La chiesa di Sant'Andrea? Qualunque ragione li spinga, che siano maledetti! Perché Dio è con noi!<ref group="fonte" name="combatteremo7"/> *In Ucraina, stiamo subendo una guerra terribile. L'Europa non vede un tale conflitto dalla seconda guerra mondiale. Non siamo stati noi a scatenare la guerra. Si tratta di un'invasione cinica e brutale del territorio ucraino. È una guerra contro il popolo ucraino, contro le persone oneste e pacifiche che, ne sono sicuro, avete conosciuto bene durante i nostri anni d'indipendenza. E avete visto fino a che punto siamo simili a voi. Come attribuiamo un identico valore alla libertà. Come attribuiamo un identico valore all'uguaglianza. Come vogliamo vivere come voi. Vogliamo, come voi, il meglio, quanto di meglio possibile, per i nostri figli e per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="settantanove">Da ''Settantanove'', al Parlamento italiano e a tutti gli europei, 2 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Voi e i vostri cari avete la certezza di avere un lungo futuro davanti a voi, un futuro normale. Ebbene, anche noi lo desideriamo, in pari misura. E noi siamo assolutamente felici per voi. Ma noi, quello che abbiamo, lo abbiamo forse per l'ultima volta.<ref group="fonte" name="settantanove"/> *A Mariupol i soldati russi lanciano bombe e missili, hanno bombardato un reparto maternità e un ospedale pediatrico. È la manifestazione di un odio rivolto contro tutta l'umanità. Uccidono bambini, distruggono reparti maternità e ospedali pediatrici. Perché? Perché le donne ucraine non possano più partorire?<ref group="fonte" name="settantanove"/> *Noi siamo in tutto somiglianti a voi. Siamo esattamente gli stessi. Lo sapete. Lo sentite. Mi vedete e lo capite. E sapete che dobbiamo essere insieme nella Comunità Europea. È molto importante per l'Ucraina. Ed è molto importante per voi. Per l'Europa. Perché la rafforzerà. La proteggerà. Porrà per sempre fine alla guerra. Dimostrerà che le vite dei settantanove bambini uccisi dalla guerra per la salvaguardia della libertà non saranno state spese invano. Loro sono ancora vivi. Vivono tra noi, tra i bambini dell'Ucraina e dell'Europa che potranno essere liberi, che potranno sognare, che potranno vivere come meglio sapranno. In pace.<ref group="fonte" name="settantanove"/> *Se l'Ucraina cade, che Dio ci protegga, la Russia passerà ai Paesi baltici, alla [[Georgia]] e a ai Paesi dell’Est europeo, per arrivare fino al [[muro di Berlino]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-se-lucraina-cade-la-russia-attaccher-poi-paesi-baltici-e-quelli-dellest-europeo-bd363eb2-d1a4-43cf-a31f-f0c7b1f62aa5.html Zelensky: "Se l'Ucraina cade la Russia attaccherà poi i Paesi baltici e quelli dell'Est europeo"]'', ''Rainews.it'', 3 marzo 2022.</ref> *Esattamente due anni fa, è stato scoperto in Ucraina il primo caso di COVID-19. Il primo giorno della battaglia contro il virus è stato alquanto difficile. Tuttavia eravamo uniti, dunque forti, e così abbiamo resistito. Esattamente una settimana fa l'Ucraina è stata attaccata da un altro virus. Un'altra sciagura. Che, nella sua fase acuta, sta per annessione, occupazione da parte di un nemico esterno.<ref group="fonte" name="hannofallito">Da ''Tante volte hanno tentato di distruggere l'Ucraina e altrettante volte hanno fallito'', pubblicato sui social network, 3 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *{{NDR|Sulla [[Cattedrale dell'Annunciazione (Charkiv)|cattedrale dell'Annunciazione di Charkiv]]}} Durante la guerra la cattedrale funge da rifugio ai residenti di Kharkiv. Un rifugio per tutti, credenti e non credenti. Per tutti, sì, perché tutti sono uguali. Un luogo sacro. Ora in rovina a causa della guerra. Non ne hanno nemmeno paura! A loro piace che Dio non mandi istantaneamente la Sua punizione. Ma Dio vede. E risponde. Risposte impossibili da tener nascoste. Non esiste bunker per proteggersi dalla risposta divina.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Ricordate, uomini senza Dio: dal momento in cui milioni di persone vi maledicono, nulla potrà più salvarvi.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Sulla nostra terra e nella nostra Storia siamo sopravvissuti a due guerre mondiali, a due Holodomor, all'Olocausto, a Babi Yar, al Grande Terrore, all'esplosione di Černobyl, all'occupazione della Crimea e alla guerra a Est. Il nostro territorio non è immenso – non si estende da un oceano all'altro, non dispone di armamenti nucleari, non è un epicentro del mercato mondiale del petrolio e del gas. Ma abbiamo la nostra terra e il nostro popolo, che per noi vale oro.<ref group="fonte" name="hannofallito"/> *Li cacceremo con vergogna, come fanno quelle persone comuni che cacciano gli occupanti dai negozi di alimentari quando i soldati russi provano a procurarsi del cibo. Quelli non sono soldati di una superpotenza, sono bambini confusi che sono stati usati. Riportateli a casa.<ref group="fonte" name="combatteremo8">Da ''Gli ucraini stanno battendo il nemico anche senza armi'', 3 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Qui non avranno pace, non avranno cibo, non avranno un un minuto tranquillo. Gli occupanti riceveranno solo una cosa dagli ucraini: il rispingimento. Un rispingimento feroce! Un rispingimento tale che ricorderanno per sempre che noi non cediamo ciò che è nostro, che ricorderanno per sempre che cos'è una guerra patriottica. Perché sì, per noi ucraini questa è una guerra patriottica. Noi ricordiamo come iniziano le guerre patriottiche. E sappiamo come finiscono per gli invasori.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/> *Sono stati uccisi quasi novemila russi in una settimana. Sul fronte di Mykolaiv gli occupanti li devono portare via a duecento o trecento alla volta con decine di elicotteri. Hanno diciannove, vent'anni... Che cosa hanno visto nella vita a parte questa invasione? La maggior parte di loro resta senza sepoltura. L'Ucraina non vuole essere ricoperta di cadaveri di soldati. Tornate a casa, voi e tutto l'esercito.<ref group="fonte" name="combatteremo8"/> *{{NDR|Sul bombardamento della centrale nucleare di Zaporižžja}} Nessun paese diverso dalla Russia ha mai sparato contro le centrali nucleari. Questa è la prima volta nella nostra storia. Nella storia dell’umanità. Lo stato terrorista ora ha fatto ricorso al terrore nucleare.<ref group="fonte">Citato in [https://www.open.online/2022/03/04/guerra-ucraina-russia-centrale-nucleare-zaporizhzhia-video/ ''Guerra in Ucraina, l’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Zelensky: «La Russia vuole il terrore atomico»''], ''Open.online'', 4 marzo 2022.</ref> *I soldati russi hanno attaccato la centrale nucleare di Zaporižžja. La più grande d'Europa. Un incidente che, da solo, poteva rivelarsi sei volte più grave di quello di Černobyl. I blindati russi sapevano su quale obiettivo stavano sparando. Sparavano direttamente sulla centrale. Un atto terroristico che non ha precedenti.<ref group="fonte" name="notte">Da ''La notte che avrebbe potuto fermare la Storia'', pubblicato sui social network, 4 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *I soldati russi hanno completamente dimenticato Černobyl. Hanno dimenticato quella tragedia mondiale.<ref group="fonte" name="notte"/> *Le radiazioni ignorano dove si trovi il confine tra Russia e Ucraina.<ref group="fonte" name="notte"/> *Abbiamo sopportato nove giorni di oscurità, nove giorni di male. Questo è tre volte di più quanto l'oscurità e il male si aspettassero.<ref group="fonte" name="combatteremo9">Da ''Nono giorno di oscurità'', 4 marzo 2022; Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0</ref> *Gli occupanti pensavano di poter spegnere agli ucraini la televisione, togliere loro la connessione, il cibo, l'elettricità. Pensavano che questo li avrebbe costretti a sottomettersi. Ma anche se ci toglierete l'ossigeno, tireremo un profondo respiro per dire: via dalla nostra terra!<ref group="fonte" name="combatteremo9"/> *Anche nella completa oscurità noi vediamo la verità. E combatteremo finché non calerà il buio sui nostri occhi. Perché siamo guerrieri della luce. E oggi nessuno sulla Terra potrà dire che la nostra linea sia il pathos.<ref group="fonte" name="combatteremo9"/> *Un colloquio con [[Elon Musk]] è stato fonte d'ispirazione. Con un uomo che crea missili per il futuro, non missili impiegati per uccidere in nome del passato.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo">Da ''Abbiamo conquistato il nostro futuro'', pubblicato sui social network, 6 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Abbiamo già conquistato il nostro futuro. Anche se stiamo ancora lottando per il presente.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *Malgrado tutto, trattiamo i prigionieri nel rispetto della [[Convenzioni di Ginevra|Convenzione di Ginevra]]. Malgrado tutto, i nostri missili non colpiscono per rappresaglia le infrastrutture civili russe o bielorusse. Né le postazioni da cui ogni giorno vengono lanciati missili destinati a colpire il nostro territorio.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *I russi sono sempre venuti a Odessa. A Odessa hanno goduto del suo calore. Della sua sincerità. E adesso che cosa succede? Bombardano Odessa? L'artiglieria contro Odessa? Missili contro Odessa?<br>L'atto verrà giudicato crimine di guerra.<br>E segnerà un momento storico.<ref group="fonte" name="conquistatoilnostrofuturo"/> *Siamo persone ed è vostro dovere umanitario proteggerci, proteggere le persone. Voi potete farlo. Se non lo fate, se non ci fornite almeno gli aerei per proteggerci da soli, allora vuol dire solo una cosa: volete che ci uccidano lentamente. Questa è anche responsabilità dei politici del mondo, i leader occidentali. Oggi e per sempre. [...] Chiudere il cielo sull'Ucraina, chiudetelo a tutti i missili russi, agli aerei da combattimento russo, a tutti questi terroristi. Istituite una zona aerea umanitaria.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2022/03/06/ucraina-zelensky-a-occidente-volete-che-ci-uccidano-lentamente-2/ Ucraina, Zelensky a Occidente: “Volete che ci uccidano lentamente”]'', ''lapresse.it'', 6 marzo 2022.</ref> *Dobbiamo sopportare ciò che nessun altro paese europeo ha vissuto negli ultimi ottant'anni. Ed è proprio sulla nostra terra che si deciderà se un'aggressione analoga, in Europea, dovrà contare altre vittime come le nostre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra">Da ''Lasciate che si cibino di guerra'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se i russi non vogliono applicare le norme del mondo civile, non devono nemmeno ricevere i beni e i servizi del mondo civile. Lasciate che si cibino di guerra.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Quando qualcuno perde la testa, dobbiamo mettere da parte le nostre paure e dimenticare gli interessi commerciali.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Difenderemo la nostra bandiera perché rappresenta la nostra visione del mondo. Sotto quel blu e quel giallo abbiamo conquistato vittorie alle Olimpiadi. Abbiamo dispiegato la nostra bandiera nello spazio e in Antartide. Sotto la nostra bandiera, i nostri soccorritori, vigili del fuoco, operatori di pace, medici e tutti coloro che sono andati ad aiutare la Turchia, la Grecia, Israele, la Georgia, l'Afghanistan, il Montenegro, l'India, l'Italia, il Congo e di tanti altri paesi.<br>Una cosa non abbiamo mai fatto sotto quella bandiera: attaccare altri paesi, appropriarci di terre non nostre, uccidere persone, popoli pacifici di altre nazioni. Noi e il terrore apparteniamo a universi differenti.<br>Ecco perché non c'è sangue sulla nostra bandiera. Non ci sono e non ci saranno mai macchie nere capaci d'insozzarla. Non ci sono e non ci saranno mai svastiche. La bandiera dell'Ucraina è la nostra terra. Pacifica, fertile, dorata e senza carri armati. È il cielo. Pacifico, limpido, azzurro, e senza missili. È così. È così sarà per sempre.<ref group="fonte" name="cibinodiguerra"/> *Una volta si diceva: è duro il [[lunedì]]. Nel paese infuria una guerra. Così, è lunedì tutti i giorni.<ref group="fonte" name="resterròqui">Da ''Resterò qui'', pubblicato sui social network, 7 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Nel sud del nostro paese, ha preso forma un movimento nazionale, una manifestazione della "ucrainità" di dimensioni mai viste fino a oggi. Per la Russia è come un incubo. Hanno dimenticato che noi non temiamo né i furgoni della polizia né i bastoni. Che non temiamo i blindati e le mitragliatrici, quando l'essenziale è dalla nostra parte: la verità.<ref group="fonte" name="resterròqui"/> *Sappiamo che l'odio alimentato dal nemico nelle nostre città, con le bombe e i bombardamenti, non durerà. Non lascerà tracce. L'odio non ci appartiene. Il nemico non lascerà tracce. Ricostruiremo tutto. Rifaremo da capo le nostre città distrutte, più belle di qualunque altra città russa.<ref group="fonte" name="resterròqui"/> *Combatteremo poiché non desideriamo perdere ciò che ci appartiene ed è solo nostro – l'Ucraina. Così come voi non avete voluto perdere la vostra isola quando i nazisti si preparavano ad aggredirvi per sottomettere il vostro grande paese, la Battaglia d'Inghilterra.<ref group="fonte" name="diventatagrande">Da ''L'Ucraina è diventata grande'', al Parlamento del Regno Unito, 8 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Sull'isola di Zmiinyi, sul mar Nero, le nostre eroiche guardie di frontiera hanno fatto sapere al mondo intero di quale natura sarà la fine della guerra, vale a dire la sconfitta del nemico. Quando da una nave è arrivata la richiesta ai nostri uomini di gettare le armi, loro hanno risposto in termini talmente energici da non poter essere ripetuti qui davanti al parlamento. E abbiamo sentito la forza di questo grande popolo che inseguirà l'avversario fino alla sua fine.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *I russi non consentono agli abitanti di approvvigionarsi di acqua e cibo. Addirittura li hanno bloccati mentre cercavano di raggiungere i rifugi. Tutti devono prendere coscienza di questo fatto: le persone, a Mariupol, non hanno più acqua.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *Non cederemo, non perderemo!<br>Andremo fino in fondo.<br>Combatteremo in mare, combatteremo nell'aria, difenderemo la nostra terra a qualsiasi costo.<br>Combatteremo nei boschi, nei campi, sulle spiagge, nelle città e nei villaggi, nelle strade, combatteremo sui monti. E vorrei aggiungere: combatteremo sulle discariche, sulle rive del Kalmius e del Dnepr! E non ci arrenderemo.<ref group="fonte" name="diventatagrande"/> *Non vogliamo perdere quello che è nostro, non vogliamo perdere il nostro Paese.<ref group="fonte" name="britannico">Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/03/zelensky-parla-al-parlamento-britannico-noi-non-perderemo-combatteremo-fino-alla-fine-f6a6bf57-d46d-404d-98a1-e3f7810edd39.html Zelensky parla al Parlamento britannico: "Noi non perderemo, combatteremo fino alla fine"]'', ''rainews.it'', 8 marzo 2022.</ref> *Continueremo a combattere per la nostra terra, a qualunque costo. Combatteremo nelle foreste, nei campi, sulle coste e nelle strade.<ref group="fonte" name="britannico"/> *Un ospedale pediatrico. Un reparto maternità. In che modo potevano aver minacciato la Federazione Russa? Che razza di paese è mai la Federazione Russa? Un paese che ha paura degli ospedali e dei reparti maternità, e li distrugge? Hanno preso di mira banderisti in tenera età? Oppure le donne incinte si stavano preparando a far fuoco su Rostov? Si è mai trovato qualcuno, nelle maternità, che abbia maltrattato dei russofoni? Che cosa è accaduto? È stata la denazificazione di un ospedale?<ref group="fonte" name="ridarefiducia">Da ''Dobbiamo ridare fiducia agli occidentali'', pubblicato sui social network, 9 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Gli ospedali distrutti. Le scuole distrutte, le chiese, le case. E tutte le persone uccise. Tutti i bambini uccisi. Le bombe cadute sul reparto maternità sono la prova definitiva. La prova che è in corso il genocidio del popolo ucraino.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/> *Mosca sa molto bene che Mariupol fa parte della regione del Donetsk. I russi ci hanno tanto parlato degli abitanti della regione del Donetsk. Ci sono state tante accuse, sono state avanzate tante pretese... e adesso vediamo bene come la Russia tratta gli abitanti della regione del Donetsk, come tratta la gente comune che vive nelle case di Mariupol, che lavora nelle aziende di Mariupol, le persone curate negli ospedali di Mariupol e le donne incinte. Immaginatevi dare alla luce bambini nel reparto maternità di mariupol.<ref group="fonte" name="ridarefiducia"/> *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti.<ref group="fonte" name="gilbert">Da un'intervista, via WhatsApp, di Catherin Gilbert, ''[https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_10/intervista-zelensky-non-ho-paura-7eebd85e-a007-11ec-82d5-6f137f6a69fd.shtml «Non ho paura per la vita: mi protegge la mia gente»]'', ''Corriere.it'', 10 marzo 2022</ref> *Gli americani si sono sbagliati su di me. Io resto accanto al mio popolo.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Le forze russe dovevano occupare Kiev già nei primi giorni di guerra. A che punto sono adesso?<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all’orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *L’invasione non è stata una sorpresa, ma la brutalità sì.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Noi non disponiamo di altrettanti soldati come la Russia. Nè possiamo misurarci con i loro mezzi e i loro missili. Ma abbiamo qualcosa che loro non hanno: un popolo che ama la libertà ed è pronto a combattere per difenderla.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«L'Occidente ha colpito la Russia con sanzioni durissime: le ritiene sufficienti?»}} Se lo fossero, l’offensiva sarebbe stata già fermata. Ma si continua a comprare petrolio e gas dalla Russia. Le imprese occidentali sono ancora attive nel mercato russo, nascondendosi dietro varie scuse. Sì, sono state imposte le sanzioni, e ve ne siamo grati. Ma noi in questo momento siamo bersaglio di un attacco che ci riporta alla mente i momenti peggiori della Seconda guerra mondiale. È per questo che le sanzioni devono essere ulteriormente inasprite.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Credo che la minaccia di [[guerra nucleare]] non è altro che un bluff. Una cosa è agire da assassino criminale, un’altra scegliere il suicidio. L’utilizzo di armi nucleari significa la fine per tutte le parti in causa, non solo per chi schiaccia il bottone per primo. A mio avviso, le minacce di Putin sono un segnale di debolezza. Ricorre alla minaccia delle armi nucleari perché i suoi piani non stanno funzionando. Sono certo che la Russia è ben consapevole delle conseguenze catastrofiche di qualunque tentativo di far uso delle armi nucleari.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|Sul [[memorandum di Budapest]]}} Se l’accordo avesse ottenuto il suo scopo, si potrebbe dire ai Paesi che vogliono dotarsi di armi nucleari: ecco le garanzie per la vostra sicurezza, rinunciate alle armi nucleari. L’aggressione di Putin, invece, ha inviato ben altro segnale a tutto il mondo: quelle garanzie sono carta straccia, anche se recano la firma delle superpotenze. Persino la Russia si dichiarò garante della nostra sicurezza e adesso fa di tutto per annientarci. Chi ci crederà più, al potere dei trattati? Perciò punire severamente la Russia è l’unico modo per riconfermare la legittimità dei trattati internazionali. E l’Occidente può farlo.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«Se la Russia sconfigge l’Ucraina, che farà Putin del vostro Paese?»}} È chiarissimo: chiunque, come i russi, è capace di bombardare gli asili o sparare missili Cruise contro case e palazzi è anche pronto a compiere le azioni più efferate.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *{{NDR|«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»}} Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino.<ref group="fonte" name="gilbert"/> *Fare pressioni sui sindaci o farli prigionieri non cambierà nulla. Anzi, non potrà che aggravare la situazione per l'invasore. [...] Se vi riducete ad agire come i terroristi dell'[[Stato Islamico|Isis]], che interesse abbiamo a parlare con voi di qualsivoglia argomento?<ref group="fonte" name="madrirusse">Da ''Alle madri russe'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Il numero di soldati russi uccisi in territorio ucraino supera ormai le dodicimila unità. Dodicimila! E il numero dei feriti è molte volte più grande. Non erano invitati. Ripetiamo a ciascun invasore: potete ancora salvare la pelle. In qualsiasi momento. Deponete le armi e rientrate in patria, lasciate la nostra terra. Il numero d'invasori catturati ha ormai raggiunto un livello tale da non poter più essere gestito dalle strutture disposte prima della guerra.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Voglio rivolgermi ancora una volta alle madri russe. In particolare alle madri delle reclute. Non mandate i vostri figli in guerra in territorio straniero. Non credete alle loro promesse quando vi dicono che i vostri figli saranno unicamente impegnati in manovre o in compiti che non sono di combattimento. Verificate dove si trovano. E se avete il minimo sospetto che siano stati mandati in guerra in Ucraina, agite immediatamente. Non abbandonate vostro figlio in balia della morte o della prigionia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Le grandi multinazionali stanno già lasciando il mercato russo. Il governo russo, scatenando una guerra contro di noi, ha escluso di fatto il proprio paese dal mondo globalizzato. Scatenare un'invasione del genere è un modo per richiudersi in se stessi. Un'umiliazione rivolta a se stessi. La distruzione di se stessi.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Ogni cittadino russo capirà che la mancanza di pace è una minaccia personale. Nessun paese al mondo vuol male ai comuni cittadini della Russia. Nessuno ha voluto causarvi danni fino a che il vostro governo non ha fatto scoppiare una guerra contro i vostri vicini, un popolo pacifico. Una guerra di annientamento.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Il mio consiglio, ai russi in grado di riflettere, è quello di trovare i mezzi per acquisire informazioni veritiere. E di provare a nascondere, per strada, alle forze dell'ordine, i loro smartphone e i loro computer. Gli agenti controllano che cosa c'è nei telefoni delle persone. Che cosa c'è nei loro computer. Vi avverto con un'ansia tutta particolare: imparate a resistere alla repressione, perché il vostro governo ha intenzione di accrescerla. Perché in ogni paese devono esistere persone in grado di riflettere. Anche in Russia.<ref group="fonte" name="madrirusse"/> *Se duemila persone manifestano contro l'occupazione di Melitopol, quante persone, a Mosca, dovranno opporsi alla guerra?<ref group="fonte" name="moscamisenti">Da ''Mosca, mi senti?'', pubblicato sui social network, 12 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le perdite delle truppe russe sono enormi. La curva ascendente delle perdite dell'invasore nell'arco di questi diciassette giorni è tale che, possiamo dirlo con certezza, si tratta del colpo più grave inflitto all'esercito russo da decenni. Non ha mai registrato tante vittime in un periodo così breve.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/> *La maggior parte degli eserciti del mondo non ha tanto equipaggiamento quanto quello che la Russia ha già perso durante questa invasione.<ref group="fonte" name="moscamisenti"/> *L'anno scorso ho lanciato un chiaro avvertimento ai leader dei paesi membri della NATO: se non si fossero adottate pesanti sanzioni contro la Russia, sarebbe scoppiata una guerra. Avevamo ragione. Dico da tempo che Nord Stream è un'arma che colpirà l'Europa. Adesso è perfettamente chiaro.<ref group="fonte" name="monasteri">Da ''Loro bombardano i nostri monasteri, noi curiamo i loro prigionieri'', pubblicato sui social network, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se non chiudete il nostro spazio aereo, è solo questione di tempo prima che i missili russi colpiscano il vostro territorio. Il territorio della NATO. Le case dei cittadini dei paesi della NATO.<ref group="fonte" name="monasteri"/> *Pensate, un militare russo di Riazan si sta facendo curare nello stesso ospedale e nello stesso reparto dei nostri difensori rimasti feriti. Riceve le medesime cure. Dagli stessi medici. Nonostante abbia combattuto contro di noi. Contro l'Ucraina. Ebbene, i medici ucraini lo hanno salvato. Ed è ovvio. Perché sono uomini. Non selvaggi. E dobbiamo superare questa guerra per rimanere tutti umani.<ref group="fonte" name="monasteri"/> [[File:Address by President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy to the US Congress. (51942801840).jpg|thumb|Zelens'kyj durante l'intervento al Congresso degli Stati Uniti]] *Ricordatevi di Pearl Harbor, di quella terribile mattina del 7 dicembre 1941, quando il vostro cielo si annerì di colpo a causa degli attacchi aerei. Ricordatevi solo questo. E ricordatevi dell'11 settembre, di quel giorno terribile del 2001, quando il Male ha tentato di trasformare le vostre città in un campo di battaglia. Quando degli innocenti sono stati attaccati, attaccati dal cielo, in un modo che nessuno si aspettava.<br>Un attacco che, in un certo senso, non potevate fermare. Ebbene, il nostro Stato sta vivendo attacchi del genere ogni giorno, ogni notte, da tre settimane, in diverse città ucraine: Odessa e Kharkiv, Černivci e Sumy, Žytomyr e Lviv, Mariupol e Dnipro. La Russia ha fatto del cielo ucraino un dispensatore di morte per migliaia di persone.<ref group="fonte" name="troppo">Da ''È chiedere troppo?'', al Congresso degli Stati Uniti, 14 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *"I have a dream" – conoscete tutti queste parole. Oggi io posso dire: "Ho un bisogno". Il bisogno di proteggere il nostro cielo, il bisogno della vostra decisione, del vostro aiuto, e vorrà dire esattamente la stessa cosa, la stessa cosa che sentite quando sentire dire: "I have a dream".<ref group="fonte" name="troppo"/> *Sono riconoscente al presidente Biden per il suo impegno personale, per il suo impegno nella difesa dell'Ucraina e delle democrazie mondiali.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Tutti i porti americani vanno chiusi al commercio e alle navi russe. La pace è più importante del profitto.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Ricordate con quali difficoltà il mondo sia giunto a fare la cosa più semplice: somministrare vaccini a tutti, vaccini contro il Covid per salvare vite, prevenire nuove varianti. Il mondo ha trascorso mesi e anni a far cose che si sarebbero potute fare molto più in fretta, e ha quindi causato innumerevoli perdite umane.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Oggi non basta essere il capo di Stato di una nazione. Oggi bisogna essere il leader del mondo. Essere il leader del mondo significa essere il leader della pace. La pace, nel vostro paese, non dipende solo da voi e dal vostro popolo. Dipende da chi vi sta a fianco, da chi è forte. Forte non vuol dire grande. Essere forte vuol dire essere coraggioso e pronto a battersi per la vita dei vostri cittadini e dei cittadini del mondo. Per i diritti umani, per la pace, per il diritto di vivere decentemente e di morire a tempo debito, non nel momento voluto da qualcun altro, dai vostri vicini.<ref group="fonte" name="troppo"/> *Ho quasi quarantacinque anni. Oggi la mia età si è fermata quando i cuori di più di cento bambini hanno cessato di battere.<ref group="fonte" name="troppo"/> *{{NDR|Rivolgendosi in russo agli ufficiali russi}} Ascoltatemi attentamente: sappiamo che volete vivere. Ascoltiamo le vostre conversazioni. Sappiamo cosa pensate di questa [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra senza senso]]. Vi offriamo una chance: vi diamo la possibilità di vivere. Se vi arrendete alle nostre forze militari, vi tratteremo come devono essere trattati gli esseri umani: con dignità. Nel modo in cui non siete stati trattati dal vostro [[esercito]]. E il modo in cui il vostro esercito non tratta la nostra gente. Scegliete.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/03/15/zelensky-parla-in-russo-a-ufficiali-mosca-arrendetevi_dfb71061-a555-4c4b-8474-8dd19cdac6c3.html Zelensky parla in russo a ufficiali Mosca, arrendetevi]'', ''Ansa.it'', 15 marzo 2022.</ref> *Abbiamo una possibilità. Quella di mostrare, non soltanto alla Russia, ma anche a qualunque altro aggressore, a qualunque Stato terrorista, che la guerra non distruggerà chi ne è vittima, ma chi la conduce.<ref group="fonte" name="bambini">Da ''Bambini anziché affari'', discorso al Parlamento svizzero, 19 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *È necessario congelare completamente i depositi di queste persone, bloccarne i conti. Si tratta di una grande battaglia e voi la potete combattere. Se provaste il dolore degli ucraini, che vedono intere città distrutte, città pacifiche, distrutte su ordine di individui a cui piace tanto vivere in comunità diverse dalla loro, europee, come le belle comunità svizzere. Quante proprietà immobiliari possiedono nel vostro paese. Non sarebbe giusto privarli dei loro privilegi? Privarli di quanto prendono a noi?<ref group="fonte" name="bambini"/> *Quando la Svizzera è al tuo fianco, vincerai a colpo sicuro; [...] quando l'Ucraina è al tuo fianco, diventi forte a colpo sicuro.<ref group="fonte" name="bambini"/> *Dopo otto anni di aggressione, gli ucraini hanno dimostrato di saper combattere in modo più professionale di un esercito che lo fa da decenni in diverse regioni e in diverse condizioni.<ref group="fonte" name="sospese">Discorso alla nazione, 20 marzo 2022; citato in [https://www.rainews.it/articoli/2022/03/ucraina-zelensky-sospese-le-attivit-dei-partiti-politici-filo-russi-1f9be919-5786-4f55-89a7-0f339f30028e.html ''Zelensky: "Sospese le attività dei partiti politici filo russi"''], ''Rainews.it'', 20 marzo 2022.</ref> *La resistenza ucraina passerà alla storia della guerra. Questo è un luogo in cui l'esercito russo e i suoi comandanti si sono mostrati completamente come sono: incompetenti, in grado di spingere semplicemente il loro popolo al massacro.<ref group="fonte" name="sospese"/> *I russi hanno usato dei termini che usavano i nazisti quando volevano soggiogare il vostro popolo, quando volevano distruggere voi come vogliono distruggere noi. Per la questione ebraica parlano di soluzione finale e anche oggi i russi parlano di soluzione finale per la questione ucraina. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti">Da ''[https://www.adnkronos.com/guerra-ucraina-zelensky-alla-knesset-russia-parla-di-soluzione-finale_5Vq2863R08U5NFlwh4GCaV "Russia come i nazisti"]'', ''Ilgiorno.it'', 20 marzo 2022</ref> *So che quello che sto dicendo mette paura. Ma perché noi che stiamo chiedendo aiuto a voi, alla comunità internazionale, perché non dovremmo riceverlo? Che cos'è questo da parte vostra? È indifferenza? O qualcos'altro? Lascio a voi la risposta. Sapete cosa succede quando c'è indifferenza. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/> *Israele è quel Paese che ha messo a punto il sistema di difesa missilistico più potente e sofisticato del mondo, sapete cosa significa ricevere una minaccia dal cielo e difendere i propri cittadini. Difendete anche le vite degli ucraini, degli ebrei ucraini. (Discorso in collegamento con la Knesset)<ref group="fonte" name="russianazisti"/> *Immaginate [[Assedio di Mariupol|Mauriupol]] come una [[Genova]] completamente bruciata. Come una città da cui scappano le persone per raggiungere i pullman per stare al sicuro. Il prezzo della guerra è questo: 117 bambini uccisi. Non accogliete i russi in vacanza in Italia, inasprite le sanzioni.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/politica/2022/03/22/news/discorso_zelensky_parlamento_draghi-342366535/?ref=RHTP-BL-I341773210-P2-S1-T1 ''Zelensky parla alla Camera: "Immaginate Genova come Mariupol. 117 bambini uccisi: questo è il prezzo della guerra". Draghi: "Resistenza ucraina è eroica"''], ''Repubblica.it'', 22 marzo 2022.</ref> *Conoscete il significato di una tragedia come quella di Černobyl. La centrale nucleare in Ucraina dove, nel 1986, si è verificata una fortissima esplosione. Con conseguente emissione di radiazioni i cui effetti hanno interessato varie parti del mondo. Oggi la zona attorno alla centrale, per un'estensione di trenta chilometri, continua a essere interdetta. Rimane pericolosa. Per eliminare le ricadute dell'esplosione della centrale, migliaia di tonnellate di materiali contaminati e di detriti sono stati sepolti nelle foreste nelle vicinanze. Il 24 febbraio veicoli armati russi hanno valicato i limiti della zona. Disperdendo nell'aria polveri radioattive. La centrale di Černobyl è stata conquistata con le armi. Immaginate una zona nucleare disastrata. Il confinamento che chiude la zona del reattore distrutto. Le strutture che contengono rifiuti radioattivi. La Russia ha trasformato questa zona in una zona di guerra.<ref group="fonte" name="irradiazione">Da ''L'irradiazione russa'', al Parlamento giapponese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le turbolenze del mercato mondiale sono un problema per tutti i paesi che dipendono dalle importazioni. Le sfide ambientali e alimentari sono senza precedenti. E, la cosa più importante, si sta decidendo ora se gli aggressori del pianeta, anche i potenziali, si convinceranno o no del fatto che l'iniziare una guerra porterebbe ad una serie di sanzioni e punizioni così grandi da non dover essere iniziata. Che non si deve distruggere il mondo.<ref group="fonte" name="irradiazione"/> *Dobbiamo studiare nuove garanzie per la sicurezza, perché si possa agire in maniera preventiva e decisiva contro qualsiasi minaccia alla pace. È possibile questo, oggi come oggi? Visto l'inizio di una guerra del genere, evidentemente no. Dobbiamo creare strumenti nuovi, garanzie nuove, che funzionino in misura preventiva ed efficace contro ogni aggressione. Una leadership giapponese sarebbe ideale alla loro elaborazione.<ref group="fonte" name="irradiazione"/> *Dopo settimane passate a contrastare l'invasione russa, Mariupol e altre città ucraine attaccate dall'occupante somigliano alle rovine di Verdun.<ref group="fonte" name="principi">Da ''I principi valgono più dei profitti'', al Parlamento francese, 23 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Le imprese francesi devono lasciare il mercato russo. Renault, Auchan, Leroy Merlin e altri. Devono smettere di sovvenzionare la macchina militare russa, di sovvenzionare gli assassini di donne e bambini, di sovvenzionare gli stupri, i furti, i saccheggi perpetrati dall'esercito russo.<ref group="fonte" name="principi"/> *Tutte le aziende devono ricordare una volta per tutte che i principi valgono più dei profitti. In particolare il profitto acquisito a prezzo del sangue.<ref group="fonte" name="principi"/> *L’Ucraina non tenterà di riconquistare la Crimea con la forza, perché gli ucraini sono stufi della guerra e della distruzione. Non ho mai preso in considerazione l’invio di truppe nel Donbass o in Crimea, perché la perdita di vite umane sarebbe stata semplicemente inaccettabile. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza">Da ''[https://www.open.online/2022/03/27/zelensky-intervista-media-russi-video/ «Hanno provato a uccidermi più volte. Sulla neutralità si pensi a un referendum»]'', ''Open.online'', 27 marzo 2022</ref> *La guerra finirà quando i russi accetteranno che questa è stata una catastrofe per la nazione e per le relazioni con i loro vicini in Ucraina. Gli adulti di oggi non perdoneranno mai quello che è successo, ma vale comunque la pena lottare per i bambini e le generazioni future. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *La città di Mariupol' sta vivendo una catastrofe umanitaria. La città è bloccata dall'esercito russo. Tutti gli accessi e le uscite dalla città sono bloccati, il porto è minato. È impossibile arrivarci per portare cibo, medicine e acqua, anche a causa del fuoco dei militari russi sui convogli umanitari, con i conducenti che vengono uccisi. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *La Russia non cambierà idea perché teme di rivelare il vero numero di soldati che muoiono in Ucraina. I russi hanno offerto delle sacche per i cadaveri dei soldati che non sono adatte neanche per gli animali. (Da un'intervista di ''Meduza'')<ref group="fonte" name="meduza"/> *Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale.<ref group="fonte" name="realta">Citato in [https://www.adnkronos.com/ucraina-russia-zelensky-visione-putin-non-corrisponde-a-realta_4g8xJWAdPmO8sAoAZ7zDDF?refresh_ce ''Ucraina-Russia, Zelensky: "Visione Putin non corrisponde a realtà"''], ''Adnkronos.com'', 28 marzo 2022.</ref> *Ad essere onesti, [[Boris Johnson|Johnson]] è il leader che sta aiutando di più. I leader dei Paesi reagiscono in base a come agiscono i loro elettori. In questo caso, Johnson è un esempio.<ref group="fonte" name="realta"/> *Non crediamo a nessuno. Non ci fidiamo delle belle parole. Solo della reale situazione sul campo di battaglia.<ref group="fonte" name="armatameglio">Da ''La libertà deve essere armata meglio della tirannia'', pubblicato sui social network dopo trentasei giorni di guerra, 30 marzo 2022; citato in Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751</ref> *Se vogliamo lottare tutti insieme per la libertà. non possiamo che chiedere aiuto ai nostri partner. Se vogliamo davvero lottare tutti insieme per la libertà e la salvaguardia della democrazia, abbiamo tutto il diritto di chiedere il loro aiuto, in questo momento cruciale e difficile. Carri armati, aerei, sistemi di artiglieria: la libertà deve essere armata meglio della tirannia.<ref group="fonte" name="armatameglio"/> *C'è chi perde tempo e lavora solo il necessario per mantenere il proprio posto. Oggi ho firmato il primo decreto per richiamare personaggi del genere, tipo l'ambasciatore ucraino in Marocco e l'ambasciatore in Georgia. Con tutto il rispetto che devo loro, non si sono mai adoperati né per l'invio di armi né per la delibera di sanzioni e di restrizioni all'attività delle imprese russe. Si trovino un altro lavoro!<ref group="fonte" name="armatameglio"/> *Vorrei che ogni madre russa vedesse i corpi delle persone uccise a Bucha, Irpin, Hostomel. Cosa hanno fatto quelle persone ai russi? Perché torturavano dei semplici civili in una città pacifica? Come si può stuprare e uccidere le donne davanti agli occhi dei loro figli? (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy">Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/mondo/zelensky-merkel-e-sarkozy-andate-bucha-vedere-cosa-hanno-2023242.html Zelensky attacca Merkel e Sarkozy: "Andate a Bucha a vedere..."]'', ''Ilgiornale.it'', 3 aprile 2022</ref> *Madri russe, anche se voi avete cresciuto dei saccheggiatori, come è che sono diventati anche dei boia? Voi non potevate non sapere che i vostri figli non hanno anima, non hanno cuore. Loro hanno ucciso consapevolmente. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/> *{{NDR|I responsabili delle stragi di Buča, Irpin' e Hostomel'}} si meritano soltanto la morte dopo quello che hanno fatto. Sulla nostra terra c'è stato il male assoluto: assassini, boia, stupratori e saccheggiatori che si finiscono un esercito. (Da un'intervista alla ''Cbs'' sul [[massacro di Buča]])<ref group="fonte" name="merkelesarkozy"/> *I nostri musicisti mettono il giubbotto antiproiettile invece dello smoking. Cantano per i feriti. Negli ospedali. Anche per quelli che non li possono sentire. Ma la musica riesce a sfondare comunque. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_04/zelensky-interviene-grammy-2022-aiutateci-ma-non-il-silenzio-3d0400e6-b3bd-11ec-ba33-d1bb8d793193.shtml Zelensky interviene ai Grammy 2022: «Riempite il silenzio della guerra con la musica»]'', ''Corriere.it'', 4 aprile 2022.</ref> *Sulla nostra terra combattiamo la Russia che ha portato un orribile silenzio con le sue bombe. Riempite il silenzio con la vostra musica. Riempitelo oggi con la vostra storia. Aiutateci in ogni modo, in ogni modo ma non con il silenzio. E verrà la pace. (Intervento ai Grammy 2022)<ref group="fonte" name="grammy"/> *Quando le persone non hanno il coraggio di ammettere i propri [[Errore|errori]], scusarsi, adattarsi alla realtà, imparare, diventano [[Mostro|mostri]]. E quando il mondo lo ignora, i mostri decidono che il mondo si debba adattare a loro.<ref group="fonte">Citato in [https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/11/guerra-ucraina-zelensky ''Guerra Ucraina, Zelensky: "A Mariupol decine di migliaia di morti, la città è distrutta"''], ''Tg24.sky.it'', 11 aprile 2022.</ref> *{{NDR|Sulle [[Forze terrestri russe]]}} L’esercito russo passerà alla storia come l’esercito più barbaro e disumano del mondo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/zelensky-se-avessimo-avuto-piu-armi-dall-occidente-guerra-sarebbe-gia-finita/8da7c8ac-c074-11ec-a9eb-2524bc1194db Zelensky: «Se avessimo avuto più armi dall’Occidente la guerra sarebbe già finita»]'', ''Corriere.it'', 20 aprile 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Sergej Viktorovič Lavrov]]}} Il ministro degli Esteri russo ha detto apertamente e senza esitazioni che i più grandi antisemiti stavano proprio tra gli ebrei. E che Hitler aveva sangue ebreo. Come si può dire una cosa del genere alla vigilia dell'anniversario della vittoria sul nazismo? [...] Queste parole significano che il più alto diplomatico russo sta dando la colpa al popolo ebraico dei crimini nazisti. Non ci sono parole. [...] Dopo la morte di persone sopravvissute all'occupazione nazista ed ai campi di concentramento nazisti a causa dei bombardamenti russi {{NDR|in Ucraina}}, questo impulso antisemita del ministro significa che la Russia ha dimenticato tutte le lezioni della Seconda guerra mondiale.<ref group="fonte" name="lavrov">Citato in [https://www.adnkronos.com/lavrov-zelensky-russia-ha-dimenticato-lezione-seconda-guerra-mondiale_12DU0oaUFeilJQFW6IOqdu ''Lavrov, Zelensky: "Russia ha dimenticato lezione Seconda guerra mondiale"''], ''Adnkronos.com'', 3 maggio 2022.</ref> *Questa non è una guerra tra due eserciti. Questa è una guerra tra due visioni del mondo. La guerra condotta dai barbari che bombardano il Museo Skovoroda e credono che i loro missili possano distruggere la nostra filosofia. Li infastidisce. Non è loro familiare. Li spaventa. La sua essenza è che siamo persone libere che hanno il proprio percorso.<ref group="fonte" name="vinceremo">Dal discorso per l'anniversario della vittoria sul nazismo; da ''[https://ilmanifesto.it/il-discorso-di-zelensky-vinceremo-perche-combattiamo-per-la-nostra-liberta "Vinceremo perché combattiamo per la nostra libertà"]'', ''ilmanifesto.it'', 10 maggio 2022</ref> *Non ci sono catene che possono legare il nostro spirito libero. Non c’è occupante che possa mettere radici nella nostra terra libera. Non c’è invasore che possa governare il nostro popolo libero.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Prima o poi si vince. Nonostante l’orda, nonostante il nazismo, nonostante la mescolanza del primo e del secondo, che è l’attuale nemico, vinciamo, perché questa è la nostra terra. Perché qualcuno sta combattendo per il padre zar, il führer, il partito e il capo, mentre noi stiamo combattendo per la Patria. Non abbiamo mai combattuto contro nessuno. Combattiamo sempre per noi stessi. Per la nostra libertà. Per la nostra indipendenza. In modo che la vittoria dei nostri antenati non sia stata vana. Hanno combattuto per la libertà per noi e hanno vinto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Non dimenticheremo mai cosa fecero i nostri antenati durante la seconda guerra mondiale. Dove sono morti più di otto milioni di ucraini. E un ucraino su cinque non è tornato a casa. In totale, la guerra ha causato almeno 50 milioni di vittime. Non diciamo “possiamo ripeterlo”. Perché solo un pazzo può desiderare di ripetere i 2194 giorni di guerra. È un altro quello che oggi sta ripetendo gli orribili crimini del regime di Hitler, seguendo la filosofia nazista, copiando tutto ciò che hanno fatto. È condannato. Perché è stato maledetto da milioni di antenati quando ha iniziato a imitare il loro assassino. E quindi perderà tutto.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Molto presto ci saranno due Giorni della Vittoria in Ucraina. Mentre a qualcuno non ne rimarrà nemmeno uno.<ref group="fonte" name="vinceremo"/> *Noi non dobbiamo cercare una via d'uscita per la Russia. So che Putin voleva portare a casa qualche risultato ma non lo ha trovato.<ref group="fonte" name="vespa">Dall'intervista di [[Bruno Vespa]] in ''Porta a porta''; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/attualit/spettacolo/2022/05/12-92759708/zelensky_vespa_intervista_il_presidente_ucraino_a_porta_a_porta Zelensky, Vespa intervista il presidente ucraino a Porta a Porta]'', ''corrieredellosport.it'', 12 maggio 2022</ref> *Proporre a noi di cedere qualcosa per salvare la faccia del presidente russo non è corretto da parte di alcuni leader, non siamo pronti a salvare la faccia a qualcuno pagando con i nostri territori, non penso sia una cosa giusta.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Le forze armate russe sono quattro volte più grandi, il loro Stato è otto volte più grande, ma noi siamo dieci volte più forti come persone perché siamo sulla nostra terra. Per noi la vittoria è solo restituire le cose nostre, per loro è rubare qualcosa degli altri.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Non siamo in condizioni di parità, la Russia è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi, e sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo.<ref group="fonte" name="vespa"/> *Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l'[[Eurovision Song Contest|Europa]]! Per la terza volta nella sua storia. E credo non per l'ultima volta. ... Faremo di tutto per accogliere i partecipanti e gli ospiti dell'[[Eurovision]] a [[Mariupol]]. Libera, tranquilla, restaurata! Grazie per la vittoria della [[Kalush (gruppo mudicale)|Kalush Orchestra]] e a tutti quelli che ci hanno votato<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/eurovision-2022-trionfa-kalush-orchestra-zelensky-prossima-edizione-in-ucraina_6Szuj99D8U5tgOaTaOQUa Eurovision 2022, trionfa Kalush Orchestra. Zelensky: "Nel 2023 a Mariupol"]'', ''adnkronos'', 15 maggio 2022.</ref> *Sarò molto onesto e forse non particolarmente diplomatico: il gas non è niente. Anche il covid non è niente, se lo si confronta con quello che sta succedendo in Ucraina. Provate a immaginare che quello di cui sto parlando accada a casa vostra, nel vostro Paese. Vi preoccupereste ancora del prezzo del gas o di quello dell'elettricità?<ref group="fonte" name="donadio">Dall'intervista di Rachel Donadio; da ''[https://www.vogue.it/news/article/olena-zelenska-ucraina-intervista-esclusiva «Olena è la donna che amo, ma è anche la mia più grande amica»]'', ''vogue.it'', 26 luglio 2022</ref> *Come qualsiasi uomo di questo Paese, ero preoccupatissimo per la sicurezza dei miei famigliari. Non volevo che corressero dei rischi. Non si tratta di romanticismo. Si tratta degli orrori che stavano accadendo qui, nella periferia di Kiev, e di tutti gli orrori che stanno avendo luogo ora nel nostro Paese, nei territori occupati. Ma, ovviamente, mi sono mancati. Desideravo tanto poterli abbracciare, toccare.<ref group="fonte" name="donadio"/> *{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Ha una personalità forte, probabilmente è più forte di quanto pensasse lei stessa. Questa guerra... beh, qualsiasi guerra è destinata a far emergere qualità che non si pensava di possedere.<ref group="fonte" name="donadio"/> *{{NDR|Su [[Olena Zelens'ka]]}} Le mie battute non funzionano sempre con lei. È un'ottima editor.<ref group="fonte" name="donadio"/> *Quando qualcuno inizia a dire che gli ucraini non esistono e che un ucraino è solo un cattivo russo, noi non ci stiamo. Le persone nate nell'Ucraina indipendente hanno ormai trent'anni. È una nuova generazione. Quindi nessuno, qui, condivide le ragioni pretestuose che hanno addotto per invaderci.<ref group="fonte" name="donadio"/> *Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti. L’efficacia di una democrazia si misura in parte dal modo in cui essa riesce a difendere i diritti dei propri cittadini, riconoscendo che ciascuno di essi è una parte indispensabile della società civile.<ref group="fonte">Citato in Francesca Di Feo, ''[https://www.gay.it/unioni-civili-ucraina Zelensky apre alle unioni civili in Ucraina: "Tutte le persone sono uguali nella dignità e nei diritti"]'', ''Gay.it'', 3 agosto 2022.</ref> *Questa guerra russa contro l’Ucraina, contro tutta l’Europa libera, è iniziata con la Crimea e dovrebbe finire con la Crimea, con la sua liberazione. Oggi è impossibile dire quando ciò accadrà ma aggiungiamo costantemente elementi necessari per la preparazione della liberazione della Crimea.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/10/ucraina-zelensky-la-guerra-dovra-finire-con-la-liberazione-della-crimea-non-ci-puo-essere-pace-stabile-finche-la-russia-la-usera-come-base/6758369/ ''Ucraina, Zelensky: "La guerra dovrà finire con la liberazione della Crimea. Non ci può essere pace stabile finché la Russia la userà come base"''], ''Ilfattoquotidiano.it'', 10 agosto 2022.</ref> *Il 24 febbraio ci è stato detto: "Non avete possibilità". Il 24 agosto diciamo: "Buona festa dell'indipendenza, Ucraina!" (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine">Da [https://www.youtube.com/watch?v&#61ERaWlqMx46Q ''"Ci batteremo fino alla fine, nessun compromesso"''], ''YouTube'', 24 agosto 2022</ref> *Non importa per noi che tipo di esercito hai, ciò che conta per noi è la nostra terra. Lotteremo per questo fino alla fine. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/> *Alzeremo le mani solo una volta, quando celebreremo la nostra vittoria l'intera Ucraina. Perché non commerciamo le nostre terre e la nostra gente. Per noi l'Ucraina è tutta l'Ucraina. Tutte e 25 le regioni, senza concessioni o compromessi. Non conosciamo queste parole, sono state distrutte dai missili il 24 febbraio. (Messaggio per il Giorno Indipendenza dell'Ucraina)<ref group="fonte" name="finoallafine"/> *[[Liz Truss]] è sempre stata dal lato giusto della politica europea, insieme saremo in grado di fare molto di più per proteggere i nostri popoli e contrastare la politica distruttiva della Russia.<ref group="fonte">Citato in [https://www.iltempo.it/video-news-by-vista/2022/09/06/video/zelensky-alla-nuova-premier-britannica-truss-restiamo-uniti-contro-russia-32967180/ ''Zelensky alla nuova premier britannica Truss: Restiamo uniti contro Russia''], ''Iltempo.it'', 6 settembre 2022.</ref> *Senza gas o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza luce o senza di voi? Senza di voi.<br>Senz'acqua o senza di voi? Senza di voi.<br>Senza cibo o senza di voi? Senza di voi.<br>Per noi il freddo, la fame, l'oscurità e la sete non sono spaventose e mortali come la vostra "amicizia e fratellanza". (Messaggio ai russi su ''Telegram'', 11 settembre 2022)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2022/09/12/zelensky-discorso-russia/ La tenacia degli ucraini secondo Zelensky]'', ''Ilpost.it'', 12 settembre 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[controffensiva Ucraina in Charkiv del 2022]]}} Nelle aree liberate della regione di Kharkiv, sono state trovate oltre dieci stanze della tortura in città e villaggi. Quando gli occupanti sono fuggiti hanno lasciato gli strumenti di tortura. Anche in una comune stazione ferroviaria, a Kozacha Lopan, è stata trovata una stanza della tortura, con strumenti per choc elettrici. Era solo una stazione ferroviaria! La tortura era pratica comune nei territori occupati. Sono cose che facevano i nazisti. È quello che ora fanno i "[[Rascismo|ruscisti]]". E ne dovranno rendere conto nello stesso modo, sul campo di battaglia e nei tribunali.<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/kharkiv-zelensky-oltre-10-stanze-tortura-trovate-in-regione_5oEfWoGgbcjWH4ZzSIaozs?refresh_ce ''Kharkiv, Zelensky: "Oltre 10 stanze tortura trovate in regione"''], ''Adnkronos.com'', 18 settembre 2022.</ref> *Siamo alleati di fatto. Abbiamo già completato il nostro percorso in direzione della [[Nato]]. Abbiamo già dimostrato capacità di interazione con gli standard dell'Alleanza, sono reali per l'[[Ucraina]], reali sul campo di battaglia e in tutti i settori della nostra interazione. Abbiamo fiducia gli uni negli altri, ci aiutiamo a vicenda e ci proteggiamo a vicenda. Questa è l'Alleanza. De facto. Oggi l'[[Allargamento dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Ucraina sta presentando domanda per farlo diventare "de jure"]]. Con una procedura in linea con l'importanza per noi della tutela della nostra intera comunità. In base ad una procedura accelerata<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/annessioni-russia-zelensky-non-daremo-mai-nostra-terra-a-occupanti_2e1kYhKAXTk1341mVMAsbJ Ucraina, Zelensky: "Domanda per adesione rapida a Nato"]'', ''Adnkronos.com'', 30 settembre 2022.</ref> *L'Ucraina è e resta un leader negli sforzi di negoziazione. Abbiamo sempre offerto alla Russia un accordo sulla convivenza a condizioni eque, oneste e dignitose. Ma è ovvio che questo è impossibile con questo presidente russo. Non sa cosa siano la dignità e l'onestà. Pertanto, siamo pronti per un dialogo con la Russia, ma quando avrà un altro presidente.<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/09/30/zelensky-non-negoziamo-con-mosca-finche-putin-presidente_2da20fd6-83ad-4208-9a4c-2c96da6d0d10.html ''Zelensky, non negoziamo con Mosca finché Putin presidente''], ''Ansa.it'', 30 settembre 2022.</ref> *L'intero territorio del nostro Paese sarà liberato dal nemico, il nemico non solo dell'[[Ucraina]], ma della vita stessa, dell'umanità, della legge e della verità. Se non la fermiamo, la [[Russia]] non si fermerà ai nostri confini. Altri sarebbero sotto attacco: Stati baltici, [[Polonia]], [[Moldova]] e [[Georgia]], [[Kazakistan]]<ref group="fonte" name="libereremo">Citato in ''[https://finanza.repubblica.it/News/2022/09/30/zelensky_nessun_negoziato_con_putin_libereremo_tutta_lucraina_accelerare_adesione_nato_-173/ Zelensky: "Nessun negoziato con Putin, libereremo tutta l'Ucraina. Accelerare adesione Nato"]'', ''finanza.repubblica.it'', 30 settembre 2022.</ref> *Mosca cerca di [[Annessione dell'Ucraina meridionale e orientale alla Russia|rubare qualcosa che non le appartiene]], vuole riscrivere la storia e ridisegnare i confini con omicidi, abusi, ricatti e bugie. L'Ucraina non lo permetterà.<ref group="fonte" name="libereremo"/> *Berlusconi ha persino utilizzato le stesse espressioni e la narrativa di Putin. Non ho visto in quelle frasi le opinioni personali di Berlusconi, si è limitato a ripetere quelle di Putin e ciò mi spaventa meno. Lo vota solo l’8 per cento degli italiani e questa è la risposta confortante del vostro elettorato, ciò mi basta... (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi">Da [https://www.corriere.it/esteri/22_ottobre_25/zelensky-intervista-475016ca-53d6-11ed-a67a-b07760455bf9.shtml ''«Piena intesa con Meloni, all’Italia chiedo armi di difesa aerea. Non parlo a Putin con la pistola alla tempia»''], ''Corriere.it'', 22 ottobre 2022</ref> *So che è difficile rinunciare a fare affari facili con la Russia nel breve periodo, si rischia una certa instabilità economica, ma è per il futuro della stessa stabilità, democrazia, civiltà e libertà europea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Con [[Giorgia Meloni|Giorgia]] abbiamo condiviso gli stessi concetti e non vedo come l’Italia possa diventare nel prossimo futuro il cavallo di Troia della Russia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Non abbiamo il tempo per avere paura, siamo cambiati, questa guerra ha cambiato un mucchio di cose. Si deve combattere per tutto, anche per avere buoni rapporti diplomatici, per le alleanze, per le sanzioni, per le risoluzioni Onu e per non avere paura. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Io ho sempre voluto parlare, ma non con la pistola puntata alla tempia. Sin dall’inizio non è stato un dialogo, ma una lunga serie di ultimatum imposti con la forza da Putin. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Non è nelle mie mani di fermare la guerra: ciò che posso fare è non perderla, combattere per difendermi, sono loro che hanno invaso la nostra terra per massacrarci e lo hanno iniziato sin dal 2014 occupando la Crimea. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *I russi non vogliono fermarsi, sin dall’inizio hanno avuto lo stesso piano di occupare tutta l’Ucraina. E noi centinaia di volte abbiamo proposto di parlare: da quando sono diventato presidente nel 2019 sono stato pronto a negoziare sfruttando ogni canale, qualsiasi emissario. Da Mosca dicevano che non volevano trattare della Crimea, bene rispondevo, allora parliamo del Donbass, ma non perdiamo tempo. Tuttavia, non ha mai funzionato neppure il [[Accordi di Minsk|documento di Minsk del 2015]], loro volevano solo congelare la situazione, non risolvere i problemi. Mosca non ha mai voluto un vero dialogo nel rispetto reciproco, ha imposto soltanto che noi riconoscessimo situazioni raggiunte con la forza. Gli unici successi parziali sono stati gli scambi di prigionieri e anche in quel caso Putin non ha mantenuto la parola data. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *I russi vogliono spaventare, intimidire, possono preparare una provocazione. Potrebbero colpire infrastrutture nelle centrali nucleari per poi dire che in quel luogo si stava producendo materiale atomico. Mosca cerca giustificazioni nei confronti del mondo e della società russa. Non sappiamo bene cosa vogliano fare, ma certamente puntano il dito sulla nostra pericolosità per giustificare le aggressioni. Ecco perché noi insistiamo anche per la presenza degli ispettori internazionali alla centrale atomica di Zaporizhzhia e vorremmo lo stesso negli altri impianti del Paese. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Se la Russia ha deciso di usare l’atomica lo farà, indipendentemente da ciò che avviene sul campo di battaglia. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Le nostre informazioni e i servizi di intelligence alleati ci dicono con certezza che i russi non intendono assolutamente fermarsi. Mosca esige che noi si riconosca la Crimea parte integrante della Russia e si accetti le repubbliche cosiddette indipendenti di Lugansk e Donetsk, inoltre vogliono tenersi Mariupol, tutta l’area lungo il Mare di Azov che hanno occupato. Sono condizioni che la società ucraina non può accettare: a Mosca lo sanno e quindi insistono per accusarci di boicottare il dialogo. La Russia tratterà solo quando avrà capito che non può vincere militarmente. Noi siamo sempre pronti a negoziare. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Noi tutti all’inizio volevamo fermare la guerra. Ma poi abbiamo visto gli orrori di Bucha, a Irpin, la gravità dell’occupazione a Mariupol. I russi sono diventati non solo aggressori, ma anche terroristi. Impossibile parlare con i terroristi. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> *Mosca nel passato ha già usato l’arma dell’energia, detesta che voi europei possiate diventare indipendenti dal gas russo. E comunque già l’anno prossimo avrete trovato fonti alternative. Se cadete vittime del ricatto russo oggi spenderete meno, ma nel futuro a farne le spese saranno i vostri figli. Paghiamo tutti un prezzo per la nostra libertà, altrimenti sarà Putin a dettare le regole. (Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi)<ref group="fonte" name="cremonesi"/> [[File:Ukraine has always been a leader in peacemaking efforts; if Russia wants to end this war, let it prove it with actions - speech by the President of Ukraine at the G20 Summit. (52501968305).jpg|thumb|Zelensk'kyj al G20]] *La Russia deve ritirare immediatamente tutti i suoi militanti dal territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. La stazione deve essere immediatamente trasferita sotto il controllo dell'AIEA e del personale ucraino. Il normale collegamento della stazione alla rete elettrica deve essere ripristinato immediatamente in modo che nulla minacci la stabilità dei reattori. Abbiamo proposto che le missioni dell'AIEA vengano inviate a tutte le centrali nucleari ucraine - quattro di esse, 15 unità nucleari in totale. Inoltre l'impianto di Chernobyl, che è stato chiuso ed è sotto tutela. Tali missioni possono verificare che qualsiasi attività ostile contro gli impianti nucleari ucraini sia effettivamente cessata. Quanto tempo ci vuole per implementarlo? La Russia può iniziare la smilitarizzazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia già da domani se è davvero pronta a ripristinare la sicurezza radioattiva che ha violato. Lo stesso vale per le folli minacce di armi nucleari a cui ricorrono i funzionari russi. Non ci sono e non possono esserci scuse per il ricatto nucleare. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20">Da [http://www.pmli.it/articoli/2022/20221123_43_Zelensky10punti.html ''I dieci punti di Zelensky per la pace''], ''Pmli.it'', 23 novembre 2022</ref> *Credo che la nostra iniziativa per l'esportazione di grano meriti un'estensione indefinita, non importa quando la guerra finirà. Il diritto al cibo è un diritto fondamentale di ogni persona al mondo. [...] Abbiamo già lanciato l'iniziativa "Grano dall'Ucraina". E la prima nave - Nord Vind - parte per l'Etiopia con a bordo 27mila tonnellate di grano. Questa è la quantità che può sfamare quasi 100.000 persone all'anno. Possono esserci molte di queste navi dall'Ucraina, e quindi ci saranno molte persone nei paesi poveri che verranno salvate dalla fame. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Circa il 40% delle nostre infrastrutture energetiche è stata distrutta dagli attacchi dei missili russi e dei droni iraniani utilizzati dagli occupanti. Ogni settimana la Russia fa saltare in aria le nostre centrali elettriche, i trasformatori e le linee di alimentazione elettrica. Un obiettivo correlato di questo terrore è impedire l'esportazione della nostra elettricità nei paesi vicini, il che potrebbe aiutarli in modo significativo a stabilizzare la situazione energetica ea ridurre i prezzi per i consumatori. La Russia è interessata alla crisi energetica. E dovremmo essere tutti interessati a porre fine al terrore. [...] Se la Russia sta cercando di privare l'Ucraina, l'Europa e tutti i consumatori di energia nel mondo della prevedibilità e della stabilità dei prezzi, la risposta dovrebbe essere una limitazione forzata dei prezzi all'esportazione per la Russia. In modo che il prezzo all'esportazione non fosse superiore al costo di produzione. È giusto. Se togli qualcosa, il mondo ha il diritto di toglierti. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Migliaia di persone - militari e civili - sono prigioniere dei russi. Sono sottoposti a torture brutali: questo è un abuso di massa! Inoltre, conosciamo per nome 11mila bambini deportati con la forza in Russia. Sono separati dai loro genitori nella piena consapevolezza di avere una famiglia. [...] Dobbiamo rilasciare tutte queste persone! Voglio sottolineare che non abbiamo trovato il sostegno del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Non vediamo che stanno combattendo completamente per ottenere l'accesso ai campi, dove sono detenuti prigionieri di guerra ucraini e prigionieri politici. Né stanno aiutando a trovare gli ucraini deportati. Questo auto-ritiro è l'autodistruzione della Croce Rossa come organizzazione che una volta era rispettata. Non possiamo aspettare. Pertanto, dobbiamo unirci per il bene dell'unico modello realistico di liberazione dei prigionieri: "tutto per tutti". E anche per il rilascio di tutti i bambini e gli adulti deportati in Russia. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *La Russia deve riaffermare l'integrità territoriale dell'Ucraina nel quadro delle pertinenti risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dei documenti internazionali giuridicamente vincolanti applicabili. Non spetta ai negoziati. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *La Russia deve ritirare tutte le sue truppe e formazioni armate dal territorio dell'Ucraina. Il controllo dell'Ucraina su tutte le sezioni del nostro confine di stato con la Russia deve essere ripristinato. Ciò si tradurrà in una vera e completa cessazione delle ostilità. Ogni giorno di ritardo significa nuove morti di ucraini, nuove minacce per il mondo e un folle aumento delle perdite dovuto alla continuazione dell'aggressione russa: perdite per tutti nel mondo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Il mondo dovrebbe sostenere l'istituzione del Tribunale speciale per quanto riguarda il crimine dell'aggressione della Russia contro l'Ucraina e la creazione di un meccanismo internazionale per compensare tutti i danni causati da questa guerra. Risarcimento a spese dei beni russi, perché è l'aggressore che deve fare di tutto per ripristinare la giustizia da esso violata. Abbiamo già proposto una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite riguardante un meccanismo internazionale di risarcimento per i danni causati dalla guerra russa. È approvato. Vi chiediamo di implementarlo. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Milioni di ettari di foresta sono stati bruciati dai bombardamenti. Quasi duecentomila ettari della nostra terra sono contaminati da mine e proiettili inesplosi. [...] È impossibile calcolare con precisione la quantità di inquinamento atmosferico da depositi di petrolio bruciato e altri incendi... Così come da impianti fognari esplosi, impianti chimici bruciati, innumerevoli luoghi di sepoltura di animali uccisi. Immagina solo questo: a causa dell'aggressione russa, 6 milioni di animali domestici sono morti. 6 milioni! Questi sono i numeri ufficiali. Almeno 50.000 delfini sono stati uccisi nel Mar Nero. Migliaia di ettari di terreno sono contaminati da sostanze nocive, la maggior parte dei quali sono terreni fertili. Erano terreni fertili. [...] Ringrazio tutti i Paesi che già ci stanno aiutando con lo sminamento. Vi è un urgente bisogno di un numero maggiore di attrezzature ed esperti per queste operazioni. Sono necessari fondi e tecnologie anche per il ripristino degli impianti di trattamento delle acque. Questo non è solo un problema ucraino. Questa è una sfida per il mondo intero. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *L'Ucraina non è membro di alcuna alleanza. E la Russia è stata in grado di iniziare questa guerra proprio perché l'Ucraina è rimasta nella zona grigia, tra il mondo euro-atlantico e l'[[imperialismo russo]]. Ora non abbiamo nemmeno alcuna garanzia di sicurezza. Quindi, come possiamo impedire il ripetersi di tale aggressione della Russia contro di noi? Abbiamo bisogno di efficaci garanzie di sicurezza. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Quando tutte le misure contro la guerra saranno attuate, quando la sicurezza e la giustizia inizieranno a essere ripristinate, dovrebbe essere firmato dalle parti un documento che confermi la fine della guerra. Vorrei sottolineare che nessuno dei passaggi precedenti può richiedere molto tempo. Un mese per un passo al massimo. Per alcuni passaggi bastano un paio di giorni. (Dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="g20"/> *Non vale la pena offrire all'Ucraina compromessi su sovranità, territorio e indipendenza. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula">Citato in [https://www.avvenire.it/mondo/pagine/zelensky-la-formula-ucraina-per-la-pace-in-10-punti-g20 ''Al G20. Zelensky: in 10 punti la formula ucraina per la pace. Lavrov: irrealistico''], ''Avvenire.it'', 15 novembre 2022.</ref> *Se la Russia dice che vuole porre fine a questa guerra, lo dimostri con le azioni. [...] Non permetteremo alla Russia di aspettare, costruire le sue forze e quindi iniziare una nuova serie di terrore e destabilizzazione globale. Non ci sarà una Minsk-3 che la Russia violerà subito dopo l'accordo. (dal discorso al G20, 15 novembre 2022)<ref group="fonte" name="formula"/> *{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} È accaduto ciò che avevamo previsto tanto tempo fa. Il terrore non si limita ai nostri confini nazionali. I missili russi hanno colpito la Polonia. Quante volte l’Ucraina ha detto che lo stato di terrore non si sarebbe limitato al nostro paese? Più a lungo la Russia si sente protetta da punizioni, più cresceranno le minacce per tutti coloro che possono essere colpiti da missili russi. Colpire il territorio Nato con missili: questo è un attacco missilistico russo alla sicurezza collettiva. C’è un’escalation significativa, bisogna agire.<ref group="fonte" name="polonia">Citato in [https://www.adnkronos.com/missili-russia-caduti-in-polonia-zelensky-escalation-significativa_1ybHzFn6D0gETrCMmJK4HC ''Zelensky: "Missili Russia hanno colpito Polonia, territorio Nato"''], ''Adnkronos.com'', 15 novembre 2022.</ref> *{{NDR|Sull'[[esplosione missilistica in Polonia del 2022]]}} Voglio dire ai nostri fratelli e alle nostre sorelle della [[Polonia]]: l'Ucraina vi sosterrà sempre. Il terrore non spezzerà le persone libere. La vittoria è possibile quando non c’è paura. Noi non ne abbiamo. E nemmeno voi. La Russia si contrappone al mondo. La Russia terrorizza noi e chiunque sia in grado di colpire. Facciamo di tutto per fermarla.<ref group="fonte" name="polonia"/> *Gli ucraini hanno attraversato cose molto terribili. E nonostante tutto, hanno conservato la capacità di non sottomettersi e il loro amore per la libertà. Una volta volevano distruggerci con la fame<ref>Il riferimento è all'[[Holodomor]], lo sterminio per fame provocato dall'[[Unione sovietica]] di [[Iosif Stalin|Stalin]] in Ucraina dal 1932 al 1933, che causò diversi milioni di morti.</ref>, ora con l'oscurità e il freddo. Noi non possiamo essere spezzati. Il nostro fuoco non si spegnerà. Sconfiggeremo di nuovo la morte.<ref group="fonte">Da un post su Twitter; citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2022/11/26/kiev-una-volta-volevano-ucciderci-con-fame-ora-col-freddo_80176910-d30e-4b73-8642-39ffea20edab.html Kiev, una volta volevano ucciderci con fame, ora col freddo]'', ''Ansa.it'', 26 novembre 2022.</ref> *{{NDR|Sulla [[bandiera dell'Ucraina]]}} I due colori rappresentano la terra e il cielo. La nostra terra, il nostro pane. Il nostro giallo. E il cielo. Il nostro cielo. Per me, il [[blu]] è il colore della vita, del cielo, dello spazio e della libertà. E non è un caso che la bandiera non mostri immagini di aerei né di missili in quel cielo, né tanto meno scie di proiettili. Quindi, per me, questi due colori sono i colori del Paese in cui sono nato, del Paese per cui combattiamo. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman">Da ''Non c'è bisogno di presentazioni – Con David Letterman e Volodymyr Zelenskyy'', ''Netflix'', 12 dicembre 2022</ref> *Le sirene ci ricordano che qualcuno sta sacrificando la vita per noi. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Non so se la [[guerra]] ci cambi. Credo che potremo capirlo solo quando sarà finita. È solo che la guerra ci mette in condizioni diverse. Diverse condizioni di esistenza. Condizioni in cui bisogna scegliere se rimanere umani o trasformarsi in bestie, terroristi, saccheggiatori, stupratori. Sono cose che ho visto. Abbiamo visto tutti le conseguenze dell'occupazione russa. È così. La guerra è una scelta. Ed è una scelta difficile da fare, perché l'odio verso i nemici ci opprime costantemente. L'odio verso i nemici che ci hanno tolto la vita che avevamo. [...] Ma bisogna reprimere quest'odio. Affrontare il nemico, ma combattere secondo le regole. Ovvero rimanendo umani. È una scelta difficile. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *L'[[umorismo]] fa parte dell'essere. Il senso dell'umorismo è molto importante. È importante perché aiuta a non andare fuori di testa. Sa che c'è un genere in cui si intrecciano tragedia e commedia. È la tragicommedia. Tutte le persone in trincea, quelle presenti qui, nei vagoni della metro, che stanno andando al lavoro, tutti lavoriamo affinché la vita continui. E ricorriamo all'umorismo per risollevarci il morale. Credo che in epoca sovietica sia stato piuttosto difficile per tutti noi. E credo che l'umorismo ci abbia dato motivazione, il desiderio di continuare a vivere, di crescere dei figli. Proprio come adesso. Sono tempi duri, ma la gente continua a scherzare. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Due ebrei di Odessa si incontrano. Uno chiede all'altro: "Allora, com'è la situazione? Cosa si dice in giro?" E l'altro: "Cosa si dice? Si dice che c'è la guerra".<br>"Che guerra?"<br>"La Russia combatte la NATO."<br>"Dici sul serio?"<br>"Sì! La Russia combatte la NATO."<br>"E come sta andando?"<br>"Come vuoi che vada? Sono morti 70.000 soldati russi. Le scorte di missili sono quasi esaurite. Molte attrezzature sono state danneggiate, distrutte sotto le bombe. Questa è la situazione."<br>"E la NATO?"<br>"E la NATO? La NATO non è ancora arrivata." (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Non ci sarebbe la guerra {{NDR|se Putin morisse}}. No. Il regime [[Autoritarismo|autoritario]] è pericoloso perché comporta grandi rischi. Non si può permettere a un solo di avere il controllo su tutto. Perché, quando lui viene a mancare, le istituzioni si fermano. È andata così nell'Unione Sovietica. È crollato tutto. Per questo penso che, se lui non ci sarà più, {{NDR|i russi}} avranno vita dura. Dovranno occuparsi della politica interna, anziché di questioni estere. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *{{NDR|I russi}} combatteranno per la democrazia solo quando capiranno di essere isolati su larga scala. Sono isolati dal mondo civilizzato. C'è una sola via d'uscita da questo isolamento: rispettare il diritto internazionale. Questa è già democrazia. Riconoscere la sovranità, l'integrità territoriale... Non solo dell'Ucraina. Di tutti i Paesi post-sovietici. Georgia, Moldavia... Hanno lasciato impronte ovunque. Il mondo non vuole più dare la mano ai leader russi di oggi. In tutti i sensi. Non solo una stretta di mano. Mi riferisco a questioni serie. Non possono partecipare a competizioni, campionati mondiali, eventi culturali, cerimonie degli Oscar, niente. Ecco cos'è l'isolamento. Nessuno ti dà più la mano. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *I funzionari del Cremlino dovrebbero decidere chi sono. Se sono dei barbari o solo dei pazzi. Purtroppo, né l'una né l'altra cosa funzionano per l'Ucraina. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Esiste la minaccia di un attacco nucleare da parte di Putin? L'ho incontrato e in lui ho visto il desiderio di vivere. Ama la propria vita. Ha persino voluto sedersi a quel tavolo lunghissimo. Ha paura di contrarre il COVID-19 o qualche altra infezione. Ciò indica che ha paura della morte e che ama la vita. Quindi non so se sia pronto a usare un'arma nucleare. Perché sa che, se premerà il pulsante, il passo successivo sarà una risposta degli altri Paesi indirizzata a lui. A lui personalmente. (Dall'intervista di [[David Letterman]])<ref group="fonte" name="letterman"/> *Oggi assisteremo alla celebrazione della natura umana dello sport. Questi Mondiali hanno dimostrato più volte che diversi Paesi e nazionalità possono decidere chi è il più forte nel ''fair play'', ma non giocando con il fuoco. Si deve giocare sul campo verde, non sul campo di battaglia rosso. Questo è il sogno di tante persone, quando le squadre scendono in campo circondate da persone che vivono in pace. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ «In guerra non ci sono campioni o pareggio»]'', ''Open.online'', 18 dicembre 2022</ref> *Ogni padre del mondo vorrebbe portare i propri figli allo stadio a guardare una partita e ogni madre vorrebbe vedere tornare indietro i propri figli indietro dalla guerra: l’Ucraina vuole la pace più di qualsiasi altra cosa al mondo. Abbiamo offerto la formula della pace al mondo, perché non ci sono campioni in guerra e non ci può essere un pareggio. (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/> *Gli stadi restano vuoti dopo le partite, le città restano vuote dopo le guerre: per questo la guerra deve finire e la pace deve vincere. Un Mondiale, non una guerra mondiale. È possibile! (Dal discorso sul [[campionato mondiale di calcio 2022]])<ref group="fonte" name="campionato"/> [[File:Zelensky Congress Speech.png|thumb|Zelens'kyj durante il suo discorso al Congresso americano]] *Da febbraio, 184 atleti ucraini sono morti a causa delle azioni della Russia, e la stessa Russia usa lo sport per scopi di propaganda [...] Una risposta equa per uno stato terrorista non può che essere il completo isolamento nell’arena internazionale, in particolare, questo vale per gli eventi sportivi internazionali.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-ultime-notizie-conferenza-parigi-raccoglie-miliardo-kiev-esplosioni-centro-capitale-AEKzc5OC Ucraina, ultime notizie. Casa Bianca non conferma consegna Patriot all’Ucraina]'', ''Il Sole 24 ore.it'', 14 dicembre 2022.</ref> *Contro tutte le previsioni e gli scenari funesti, l'Ucraina non è caduta. L'Ucraina è viva e vegeta. Grazie. E questo mi dà una buona ragione per condividere con voi la nostra prima vittoria comune: abbiamo sconfitto la Russia nella battaglia per i cuori e le menti del mondo. Non abbiamo paura, né dovrebbe averla nessuno al mondo. Gli ucraini hanno ottenuto questa vittoria, che ci dà il coraggio di ispirare il mondo intero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/12/22/video/zelensky-al-congresso-l-ucraina-e-viva-e-combatte-state-investendo-in-democrazia-il-discorso-integrale-4786933/ "L'Ucraina è viva e combatte. State investendo in democrazia"]'', ''Ilfoglio.it'', 22 dicembre 2022</ref> *Gli americani hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che siete riusciti a unire la comunità internazionale per proteggere la libertà e il diritto internazionale. Gli europei hanno ottenuto questa vittoria, ed è per questo che l'Europa è ora più forte e più indipendente che mai. La tirannia russa ha perso il controllo su di noi. E non influenzerà mai più le nostre menti. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *I russi avranno la possibilità di essere liberi solo quando sconfiggeranno il [[Cremlino di Mosca|Cremlino]] nella loro mente. Tuttavia, la battaglia continua e dobbiamo sconfiggere il Cremlino sul campo di battaglia, sì. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Questa battaglia non può essere congelata o rimandata. Non può essere ignorata, sperando che l'oceano o qualcos'altro fornisca una protezione. Dagli Stati Uniti alla Cina, dall'Europa all'America Latina, dall'Africa all'Australia, il mondo è troppo interconnesso e interdipendente per permettere a qualcuno di rimanere in disparte e allo stesso tempo di sentirsi al sicuro quando questa battaglia continua. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} L'anno scorso, 70.000 persone vivevano a Bakhmut, in questa città, e ora rimangono solo pochi civili. Ogni centimetro di quella terra è intriso di sangue; i cannoni suonano ogni ora. Le trincee nel Donbas cambiano di mano più volte al giorno in combattimenti feroci e persino in scontri a mani nude. Ma il Donbas ucraino resiste. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *La tattica dei russi è primitiva. Bruciano e distruggono tutto ciò che vedono. Hanno mandato dei delinquenti in prima linea. Hanno mandato dei detenuti in guerra. Hanno gettato tutto contro di noi, come l'altra tirannia, che si trova nella [[Offensiva delle Ardenne|battaglia del Bulge]], ha lanciato tutto ciò che aveva contro il mondo libero- E proprio come i coraggiosi soldati americani che hanno tenuto il fronte e hanno combattuto le forze di Hitler durante il Natale del 1944, i coraggiosi soldati ucraini stanno facendo lo stesso con le forze di Putin in questo Natale. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Quando la Russia non riesce a raggiungere le nostre città con l'artiglieria, cerca di distruggerle con attacchi missilistici. Inoltre, la Russia ha trovato un alleato in questa politica genocida: l'Iran. I droni letali iraniani inviati in Russia a centinaia sono diventati una minaccia per le nostre infrastrutture. È così che un terrorista ha trovato l'altro. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Il vostro denaro non è beneficenza. È un investimento nella sicurezza globale e nella democrazia che gestiamo nel modo più responsabile. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Sarebbe ingenuo aspettare passi verso la pace dalla Russia, che si diverte ad essere uno stato terrorista. I russi sono ancora avvelenati dal Cremlino. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Signore e signori - signore e signori americani, tra due giorni festeggeremo il Natale. Forse a lume di candela. Non perché sia più romantico, no, ma perché non ci sarà elettricità. Milioni di persone non avranno né riscaldamento né acqua corrente. Tutto questo è il risultato degli attacchi russi con missili e droni alle nostre infrastrutture energetiche. Ma noi non ci lamentiamo. Non giudichiamo e non ci paragoniamo a chi ha una vita più facile. Il vostro benessere è il prodotto della vostra sicurezza nazionale, il risultato della vostra lotta per l'indipendenza e delle vostre numerose vittorie. Anche noi ucraini affronteremo la nostra guerra per l'indipendenza e la libertà con dignità e successo. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Questa bandiera è il simbolo della nostra vittoria in questa guerra. Siamo in piedi, combattiamo e vinceremo perché siamo uniti: l'Ucraina, l'America e tutto il mondo libero. (Intervento al Congresso americano)<ref group="fonte" name="vivaecombatte"/> *Mentre la [[Libertà e schiavitù|libertà]] ha un prezzo elevato, la [[Libertà e schiavitù|schiavitù]] costa ancora di più. Anche nella completa oscurità, ci ritroveremo per abbracciarci forte. E se non c’è calore, ci abbracceremo a lungo per scaldarci l’un l’altro. Sorrideremo e saremo felici, come sempre. C’è una differenza: non aspetteremo un miracolo, dal momento che lo stiamo creando noi stessi. (discorso di Natale)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.globalist.it/world/2022/12/25/zelensky-il-nostro-miracolo-di-natale-restare-indomiti-davanti-agli-attacchi-russi/ Zelensky: "Il nostro miracolo di Natale? Restare indomiti davanti agli attacchi russi"]'', ''Globalist.it'', 25 dicembre 2022.</ref> *Non sappiamo con certezza cosa ci porterà il nuovo 2023. Voglio augurare a tutti noi una cosa: la vittoria. E questa è la cosa principale. Che quest’anno sia l’anno del ritorno. Il ritorno del nostro popolo. Soldati - alle loro famiglie. Prigionieri – alle loro case. Immigrati - nella loro Ucraina. Il ritorno delle nostre terre. E i temporaneamente occupati diventeranno per sempre liberi. Ritorna alla vita normale. A momenti felici senza coprifuoco. Alle gioie terrene senza avvisi aerei. Il ritorno di ciò che ci è stato rubato. L’infanzia dei nostri figli, la tranquilla vecchiaia dei nostri genitori. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà">Citato in [https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_gennaio_01/ucraina-russia-news-guerra-7a5a13fc-8961-11ed-b654-607fcc53bc38.shtml ''Zelensky, il discorso in russo: «L’Ucraina non perdonerà»''], ''Corriere.it'', 1 gennaio 2023.</ref> *{{NDR|Rivolto al popolo russo}} Il tuo leader vuole dimostrare di avere le truppe dietro di sé, è avanti. Ma si sta nascondendo. Si nasconde dietro le truppe, i missili, le sue residenze, i palazzi. Si nasconde dietro di te, brucia il tuo paese, il tuo futuro. [...] Nessuno perdonerà per il terrore. Nessuno al mondo ti perdonerà. L’Ucraina non perdonerà. (dal discorso di fine anno)<ref group="fonte" name="nonperdonerà"/> ===2023=== *I terroristi russi si sono dimostrati patetici, hanno iniziato l'anno nuovo nel solito modo. Il nostro senso di unità, autenticità, di vita stessa: tutto ciò contrasta drammaticamente con la paura che prevale in Russia. Sono spaventati, si sente. E hanno ragione ad avere paura. Perché stanno perdendo. Droni, missili, qualsiasi altra cosa non li aiuterà. Perché noi siamo uniti. E loro stanno insieme solo con la paura.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/ucraina-zelensky-russia-sta-perdendo-e-ha-paura_6Se7KkNpiC2r49ldo53iDa Ucraina, Zelensky: "Russia sta perdendo e ha paura"]'', ''Adnkronos.com'', 1 gennaio 2023.</ref> *Le autorità russe vogliono usare il Natale come copertura per fermare l’avanzata dei nostri ragazzi nel Donbass, anche solo per un po’, e portare attrezzature, munizioni e mobilitarsi più vicino alle nostre posizioni. [...] Questo porterà solo un altro aumento del numero delle vittime. Tutti nel mondo sanno come il Cremlino usa le pause della guerra per continuare la guerra con rinnovato vigore.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/06/ucraina-zelensky-russi-usano-tregua-di-natale-per-preparare-nuovi-attacchi/6927479/ Ucraina, Zelensky: "Russi usano tregua di Natale per preparare nuovi attacchi"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'', 6 gennaio 2023.</ref> *Il [[male]] è molto sensibile alla [[codardia]]. Il male ricorda sempre chi lo teme o cerca di mercanteggiare. E quando verrà per te, non ci sarà nessuno a proteggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/zelensky-accusa-silenzio-codardo-popolo-russo/AE4PtFXC Zelensky accusa: "Silenzio codardo del popolo russo"]'', ''Stream24.ilsole24ore.com'', 16 gennaio 2023.</ref> [[File:Volodymyr Zelenskyy addresses Parliament (52676732611).jpg|thumb|Zelens'kij a Westminster Hall]] *{{NDR|Sulla sua prima visita statale al Regno Unito nel 2020}} Nella sala della guerra c’è una poltrona. La famosa poltrona di Churchill. Una guida mi ha sorriso e mi ha offerto di sedermi sulla poltrona da cui erano stati impartiti gli ordini di guerra. Mi ha chiesto come mi sentivo. E io ho risposto che sicuramente provavo qualcosa.<br>Ma solo adesso so cosa ho provato. E anche tutti gli ucraini lo sanno perfettamente. È la sensazione di come il coraggio ti accompagni – attraverso le difficoltà più inimmaginabili – per poi ricompensarti con la vittoria.<ref group="fonte" name="westminster">Discorso a Westminster Hall, 8 febbraio 2023; citato in ''[https://dangelodario.it/2023/02/09/zelensky-a-westminster-hall-il-discorso-integrale-da-libri-di-storia/ Zelensky a Westminster Hall]'', ''Dangelodario.it'', 9 febbraio 2023</ref> *La Gran Bretagna ha teso la mano quando il mondo non aveva ancora capito come reagire. [[Boris Johnson|Boris]], hai unito gli altri quando sembrava assolutamente impossibile. Grazie! *A prescindere da ciò che abbiamo incontrato nelle diverse fasi della nostra e della vostra formidabile storia, voi, noi e l’intera umanità abbiamo raggiunto un risultato simile: il male ha perso.<br>Noi saremo sempre in grado di vincere sul male. Questo è il cuore delle nostre – ma anche delle vostre – tradizioni.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Dopo che avremo vinto insieme, qualsiasi aggressore – grande o piccolo – saprà cosa lo aspetta se attacca l’ordine internazionale.<br>Qualsiasi aggressore che cercherà di superare i confini con la forza. Che infliggerà distruzione e morte ad altri popoli. Che cercherà di perpetuare la sua dittatura a spese del sangue altrui in guerre criminali e non provocate, come fa il Cremlino. Qualunque aggressore perderà. *Chiunque investa nel terrore deve essere ritenuto responsabile. Chiunque investa nella violenza deve risarcire coloro che hanno sofferto a causa del terrore, dell’aggressione o di altre forme di violenza di Stato.<br>Le nostre proposte per la creazione di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione russa contro l’Ucraina e di un Meccanismo speciale di compensazione, che risarcirà le perdite di guerra a spese dei beni russi, si basano su tali principi.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Abbiamo dimostrato insieme che il mondo aiuta davvero chi è coraggioso nel difendere la libertà. E così, si apre la strada a una nuova storia. La storia di un mondo che sa essere veloce nell’aiutare. Che sa essere efficace nella difesa. Che sa rimanere fedele ai propri principi nelle ore più buie. Che attua i suoi trattati e accordi in buona fede. Che non permette ai colpevoli di godere dell’impunità. Che sa come superare il veto quando se ne abusa. Che non conosce la paura. E che sa come vincere.<ref group="fonte" name="westminster"/> *In Gran Bretagna, il Re è un pilota dell’aeronautica. E in Ucraina, oggi, ogni pilota dell’aeronautica è il re per noi, per le nostre famiglie.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Non sto dicendo che non ci saranno più guerre dopo la fine di questa guerra. È impossibile cancellare completamente il male dalla natura umana. Tuttavia, è in nostro potere garantire con parole e azioni che il lato chiaro della natura umana prevalga. Il lato che voi e noi condividiamo. E questo sta al di sopra di ogni altra cosa.<ref group="fonte" name="westminster"/> *Lasciando il Parlamento britannico due anni fa, vi ho ringraziato per il delizioso tè inglese. Oggi lascerò il Parlamento ringraziando tutti voi in anticipo – per i potenti aerei inglesi.<ref group="fonte" name="westminster"/> [[File:President Zelenskyy says Russia is a grave threat to the European way of life (52678962898).jpg|thumb|Zelens'kij al Parlamento europeo]] *Tutti noi, europei, ognuno delle centinaia di milioni di persone che vivono nel nostro continente, combiniamo questi due status: rappresentanti dell'Europa e leader dell'Europa. Questa combinazione riflette ciò che la nostra Europa, un'Europa moderna, un'Europa pacifica, offre al mondo. Un modo di vivere europeo. Un percorso di vita europeo. Uno stile di vita europeo. Regole di vita europee. Quando tutti contano. Quando è la legge a comandare. Quando gli stati si sforzano di essere sociali e le società di essere aperte. Quando la diversità è un valore e i valori dei diversi sono uniti da una giusta uguaglianza. Quando i confini sono inviolabili, ma non si avverte il loro attraversamento. Quando le persone credono nel domani e sono disposte a scendere in piazza per lottare per il loro domani. Quando c'è un'unica barriera tra il presidente e i manifestanti, ovvero elezioni eque. Questa è la nostra Europa. Queste sono le nostre regole. Questo è il nostro modo di vivere. E per l'Ucraina è un modo per tornare a casa. Ora sono qui per proteggere la strada di casa per il nostro popolo.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo">Discorso al Parlamento europeo; citato in ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/02/09/news/zelensky-al-parlamento-europeo-l-ucraina-sara-un-membro-dell-ue-un-ucraina-vittoriosa-4939687/ "L'Ucraina sarà un membro dell'Ue, un'Ucraina vittoriosa"]'', ''Ilfoglio.it'', 9 febbraio 2023</ref> *Nessuno conta per le autorità di quel paese, tranne coloro che si trovano all'interno delle mura del Cremlino, i loro parenti e i loro portafogli. Per loro, per il Cremlino, tutti gli altri, tutti i centoquaranta milioni di cittadini sono solo corpi in grado di portare armi – portare armi in Ucraina, portare armi sul campo di battaglia, mettere in riga gli altri o essere messi in riga loro stessi. Le regole della violenza e dell'obbedienza sono le regole lì, invece della legge. Il regime russo non solo odia ogni cosa, ogni socialità e diversità, ma investe deliberatamente nella xenofobia e cerca di rendere normali tutte le cose disumane accadute negli anni Trenta e Quaranta nel nostro continente. Ma durerà per sempre? Questa è una domanda per tutti noi. La risposta è no! No!<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *Ricordo i primi giorni dell'invasione su larga scala, quando l'ambizione della Russia di distruggere noi e l'intera Europa era ancora audace. Quando l'aggressione russa stava appena iniziando a rompere i denti alla nostra difesa. Già allora, il primo marzo, al sesto giorno della guerra totale, il Parlamento europeo adottò una risoluzione a sostegno non solo del nostro paese, ma anche dello status di candidato all'adesione all'Unione europea per il nostro paese. È stata una visione che ci ha motivato a essere resilienti e a rimanere sulla nostra strada.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *L'Europa si sta finalmente liberando dalla dipendenza distruttiva dai combustibili fossili russi. L'Europa si sta ripulendo dall'influenza corrotta degli affari oligarchici russi. L'Europa si sta difendendo dall'infiltrazione di agenti dei servizi speciali russi, che hanno persino considerato l'Europa come un luogo dove dare la caccia agli oppositori della dittatura russa. Per la prima volta nella sua storia, l'Unione europea fornisce un'assistenza militare di tale portata. E per la prima volta nella storia, credo, sta preparando un bilancio positivo delle riforme interne in un paese europeo che in questa guerra totale si sta difendendo e al tempo stesso – mentre combatte – sta modernizzando le sue istituzioni.<ref group="fonte" name="parlamentoeuropeo"/> *Il [[festival di Sanremo]] si sente in tutto il mondo, si sente la sua voce, la sua bellezza, la sua magia, la sua vittoria. Ogni anno, sulle rive del mar ligure, vince la canzone: vincono la cultura e l'arte, la musica vince, e questa è una delle migliori creazioni della civiltà umana. Sfortunatamente, per tutto il tempo della sua esistenza l'umanità crea non solo cose belle, e purtroppo oggi nel mio paese si sentono spari ed esplosioni. [...] Auguro successo a tutti i finalisti e dal profondo del mio cuore voglio invitare i vincitori di quest'anno a Kyiv, in Ucraina, nel giorno della vittoria, nel giorno della nostra vittoria. Questa vittoria oggi viene creata e ottenuta in condizioni estremamente difficili. Grazie ai nostri difensori, grazie al loro coraggio, indomabilità, invincibilità. Centinaia di canzoni sono state già scritte su questo e ne ascolterete una oggi. E sono sicuro che un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria. (lettera al [[Festival di Sanremo 2023]])<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.marieclaire.it/attualita/news-appuntamenti/a42838634/zelensky-lettera-sanremo-2023/ "Un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria", la lettera di Zelensky a #Sanremo73]'', ''Marieclaire.it'', 12 febbraio 2023.</ref> *Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve vincere. Non c'è nessuna alternativa, l'Ucraina deve diventare membro dell'Ue. Non c'è alternativa: l'Ucraina deve entrare nella Nato. (dichiarazione alla Conferenza di Monaco, 17 febbraio 2023)<ref group="fonte">Da un intervento alla ''Conferenza di Monaco sulla sicurezza 2023''; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/02/17/zelensky-non-ce-alternativa-a-vittoria-e-kiev-in-ue-nato_18d12468-2c60-43f5-98f2-2caf8395c699.html Zelensky, non c'è alternativa a vittoria e Kiev in Ue-Nato]'', ''Ansa.it'', 17 febbraio 2023.</ref> *Noi riteniamo che sia centrale mantenere il sostegno italiano per garantire quello degli altri Paesi e ciò vale anche per la compattezza dell’Europa, dove l’Italia ha un ruolo trainante in campo economico, sociale e politico. Sono comunque fiducioso: Giorgia è una donna forte che può tenere compatto il suo governo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia">Da un'intervista di Lorenzo Cremonesi, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_febbraio_19/zelensky-intervista-italia-meloni-ucraina-48025496-b080-11ed-bbef-91b6ba0d81d3.shtml «Grato all’Italia per la scelta di mandarci armi. Berlusconi? Meloni è forte e terrà compatto il suo governo a sostegno di Kiev»]'', ''Corriere.it'', 19 febbraio 2023</ref> *Ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi. Non lo conosco personalmente. Ma forse anche noi dobbiamo mandargli qualche cosa. Gli piace la Vodka? Noi ne abbiamo di ottima qualità in Ucraina, se chiede gliela regaliamo.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Io personalmente mi sono rivolto ai dirigenti cinesi per canali diretti e pubblicamente affinché non offrano alcun sostegno ai russi in questa guerra. La mia speranza è che Pechino mantenga un atteggiamento pragmatico, si rischia altrimenti la Terza Guerra Mondiale, credo ne siano ben consapevoli.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Quando si erano imposte le sanzioni economiche c’era chi ci aveva accusato di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Gli [[accordi di Minsk]] hanno dato a Putin il tempo per preparare l’attacco improvviso dell’anno scorso, non cadremo più nella stessa trappola.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *{{NDR|Sulla [[battaglia di Bachmut]]}} Per noi è importante difenderla, ma non a ogni prezzo e per morire tutti. Combatteremo sino a che sarà ragionevole, i russi vogliono poi continuare per Kramatorsk e Sloviansk, sino ai confini del Donbass e sino a Dnipro se possono. Noi resistiamo e intanto prepariamo il prossimo contrattacco.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Non siamo i trecento spartani<ref>In riferimento alla [[battaglia delle Termopili]]</ref>, neppure ci sentiamo eroi, ma dietro di noi sappiamo che c’è l’Europa e chi comprende il pericolo della minaccia russa.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *{{NDR|«Lo sa che un recente sondaggio rileva che soltanto il 50 per cento degli italiani ritiene che Putin sia l'aggressore?»}} Ciò non significa che l’altro 50 per cento sia filorusso. Credo vi sia una parte significativa della popolazione che è indifferente, che teme la guerra, teme il costo dell’energia, l’inflazione. Insomma, gente normale che non vuole fastidi.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *La Moldavia non confina con la Russia, ma i russi possono utilizzare gli aeroporti locali e i loro militari in [[Transnistria]].<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *I problemi energetici provocati dai bombardamenti russi, le carenze idriche, ci pungolano e esplorare la ricerca dell’energia verde e rinnovabile a partire dall’elettrico.<ref group="fonte" name="gratoall'italia"/> *Mia figlia è grande e mio figlio ha 10 anni, è lui che mi dà una grande energia. Sono loro i miei superpoteri.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve">Da un'intervista di Maurizio Molinari e Fabio Tonacci, ''[https://www.repubblica.it/esteri/2023/02/19/news/ucraina_zelensky_intervista-388626257/ Zelensky, l'intervista: "La guerra sarà breve, non possiamo perdere il sostegno italiano"]'', ''Repubblica.it'', 19 febbraio 2023</ref> *C’è nervosismo. Alcune zone dell'Ucraina vivono così dal 2014. Ma i russi non sono così potenti come lo erano un anno fa, quando comunque non hanno avuto abbastanza risorse per occupare il nostro Paese. Oggi loro sono più deboli e noi, invece, siamo più forti. Inoltre, non hanno la stessa motivazione dei nostri soldati. Noi combattiamo nel nostro Paese, per difendere le nostre case, famiglie. Se noi perdiamo, perdiamo tutto: la casa, i nostri famigliari. Noi qui ci viviamo.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *La Russia sa perfettamente che Bakhmut le aprirà la strada verso Sloviansk e Kramatorsk. Sloviansk non è una metropoli, Kramatorsk è una grande città. Ed è questo per loro il più grande obiettivo nell’Est dell’Ucraina. E ogni piccola città come Bakhmut che i russi conquistano li rende più vicini alle grandi città. Non sto dicendo che la gente di Kramatorsk sia meglio della gente di Bakhmut, no. Ma ogni piccola città che perdiamo è un passo avanti per i russi, che come ormai sappiamo, vogliono prendersi i confini amministrativi delle regioni di Donetsk e Lugansk. Ecco perché stiamo resistendo così a Bakhmut.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *A volte bisogna comportarsi come nel calcio: puoi vincere una volta ma non puoi vincere tutte le partite se non sei un Paese con una solida tradizione calcistica. E’ impossibile. E qui è la stessa cosa. L’Ucraina ha una storia. Da sempre combattiamo per la nostra indipendenza. L’Occidente può smettere di aiutarci e il nostro Paese sarà distrutto e non esisterà più, ma alla fine, secondo voi, gli occupanti riusciranno a renderlo come la Russia? Impossibile. Gli ucraini odiano la politica di Putin e lui non può farci niente.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *La guerra dell'informazione è il problema numero uno. I russi hanno fatto disinformazione sulla Crimea e poi sul Donbass, per molti anni. Sull’Ucraina ci sono riusciti in parte.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Sono stato in Italia più volte: italiani e ucraini hanno gli stessi valori familiari. Gli italiani sono molto sentimentali per le cose di famiglia e hanno famiglie molto numerose, amano riunire tutta la famiglia. Non ho mai sentito silenzio nelle famiglie italiane a tavola. E se silenzio dev'essere, che sia contro la Russia. Fregarsene significa silenzio.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Sono arrivato alla conclusione che non siamo in grado di cambiare l’atteggiamento russo. Se hanno deciso di isolarsi dal resto del mondo nel sogno della ricostruzione del vecchio impero sovietico non possiamo farci nulla, sta a loro scegliere o meno di cooperare con la comunità delle nazioni sulla base del rispetto reciproco. Quando vennero imposte le sanzioni economiche ci fu chi ci accusò di isolare la Russia, ma non era la verità: è stata invece la decisione di lanciare la guerra che ha marginalizzato Putin.<ref group="fonte" name="guerrasaràbreve"/> *Il [[Silvio Berlusconi|signor Berlusconi]] mi sembra non abbia mai avuto la sua casa bombardata dai missili ogni giorni. Il suo partner della Federazione Russa non ha guidato un carro armato in casa sua e ha distrutto i suoi parenti e i suoi cari. Penso che Berlusconi non si sia dovuto alzare alle tre del mattino a causa dei blackout per iniziare a lavare i panni e preparare da mangiare ai suoi figli due giorni di anticipo perché non potrebbe esserci energia elettrica per i prossimi due-tre giorni a causa del grande amore per il fraterno popolo russo. (dichiarazione a una conferenza stampa a Kyiv con Giorgia Meloni, 21 febbraio 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/zelensky_duro_su_berlusconi_gela_giorgia_meloni_i_russi_non_gli_hanno_bombardato_casa-12655171/ ''Zelensky duro su Berlusconi gela Giorgia Meloni: "I russi non gli hanno bombardato casa"''], ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.</ref> *Il 24 febbraio 2022 milioni di noi hanno fatto una scelta: non una bandiera bianca ma una blu e gialla. Non fuggire, ma affrontare. Resistendo e combattendo. È stato un anno di dolore, di lacrime, di fede e di unità. E durante quest'anno siamo rimasti invincibili. E sappiamo che il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria! ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1628983721507299333?cxt=HHwWioCxlYyEqJstAAAA tweet] il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/mondo/1384651/ucraina-il-messaggio-di-zelensky-gloria-a-chi-combatte-il-2023-sara-l-anno-della-vittoria.html ''Ucraina, il messaggio di Zelensky: «Gloria a chi combatte, il 2023 sarà l'anno della vittoria»''], ''lagazzettadelmezzogiorno.it'', 24 febbraio 2023.</ref> *Quando ho visto [[Massacro di Buča|Bucha]] dopo la liberazione ho pensato che il diavolo camminasse sulla terra. (da una conferenza stampa il 1° anniversario dell'invasione russa)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2023/02/24/ucraina-zelensky-un-anno-di-dolore-ma-il-2023-sara-lanno-della-vittoria_fb110129-e0e8-4e59-ac3a-808fa0925556.html ''Ucraina, Zelensky: "Apprezziamo le parole della Cina, aspettiamo i fatti"''], ''Ansa.it'', 24 febbraio 2023.</ref> *Un anno fa, in questo giorno, da questo stesso luogo, verso le sette del mattino, mi sono rivolto a voi con una breve dichiarazione. Durava solo 67 secondi. Conteneva le due cose più importanti, allora e oggi. Che la Russia ha iniziato una guerra su larga scala contro di noi. E che noi siamo forti. Siamo pronti a tutto. Sconfiggeremo tutti. Perché noi siamo l'Ucraina! Così è iniziato il 24 febbraio 2022. Il giorno più lungo della nostra vita. Il giorno più difficile della nostra storia moderna. Ci siamo svegliati presto e non ci siamo più addormentati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria">Da un discorso alla nazione, ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/02/24/news/zelensky_il_2023_sara_lanno_della_nostra_vittoria-11421119/ "Il 2023 sarà l'anno della nostra vittoria"]'', ''Huffingtonpost.it'', 24 febbraio 2023</ref> *Alcuni avevano paura, altri erano scioccati, altri ancora non sapevano cosa dire, ma tutti sentivano cosa fare. C'erano ingorghi sulle strade, ma molte persone andavano a prendere le armi. Si formavano code. Alcuni si fermavano alle frontiere, ma molti si recavano agli uffici di registrazione e arruolamento militare e alle unità di difesa territoriale.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *La guerra ha cambiato il destino di molte famiglie. Ha riscritto la storia delle nostre famiglie. Ha cambiato i nostri costumi e le nostre tradizioni. I nonni raccontavano ai nipoti come avevano sconfitto i nazisti. Ora i nipoti raccontano ai loro nonni come hanno sconfitto i russi. Le madri e le nonne lavoravano a maglia le sciarpe, ora tessono reti mimetiche. I bambini chiedevano a Babbo Natale smartphone e gadget, ma ora regalano paghette e raccolgono fondi per i nostri soldati.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *Tutti hanno visto la vera natura del nostro nemico. Il bombardamento dell'ospedale materno e del teatro a Mariupol, dell'Amministrazione regionale a Mykolaiv, di Piazza Svobody a Kharkiv, della stazione ferroviaria a Kramatorsk. Abbiamo visto Bucha, Irpin, Borodyanka. Il mondo intero si è reso conto chiaramente di cosa significhi veramente il [[Russkij mir|mondo russo]]. Di cosa è capace la Russia. Allo stesso tempo, il mondo ha visto di cosa è capace l'Ucraina. Questi sono i nuovi eroi. Difensori di Kiev, difensori di Azovstal. Nuove imprese compiute da intere città. Charkiv, Chernihiv, Mariupol, Kherson, Mykolaiv, Hostomel, Volnovakha, Bucha, Irpin, Okhtyrka. Città eroiche. Le capitali dell'invincibilità. Nuovi simboli. E con essi, nuove valutazioni e previsioni per l'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *È stato un anno di resilienza. Un anno di cura. Un anno di coraggio. Un anno di dolore. Un anno di speranza. Un anno di resistenza. Un anno di unità. L'anno dell'invincibilità. L'anno furioso dell'invincibilità. Il risultato principale è che abbiamo resistito. Non siamo stati sconfitti. E faremo di tutto per ottenere la vittoria quest'anno. Gloria all'Ucraina.<ref group="fonte" name="2023saràvittoria"/> *Se accadesse che l'Ucraina, a causa di varie opinioni, e l'indebolimento e l'esaurimento dell'assistenza, perda, la Russia entrerà negli Stati baltici, negli Stati membri della Nato, e quindi gli Stati Uniti dovranno inviare i loro figli e le loro figlie esattamente allo stesso modo come noi mandiamo i nostri figli e le nostre figlie in guerra, e dovranno combattere perché è della Nato che stiamo parlando. E moriranno, Dio non voglia, perché è una cosa orribile. (da una conferenza stampa il 1 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://facta.news/antibufale/2023/03/02/zelensky-soldati-stati-uniti/ ''No, Zelensky non ha chiesto agli Stati Uniti soldati per la guerra in Ucraina''], ''Facta.news'', 2 marzo 2023.</ref> *{{NDR|Sull'[[esecuzione di Oleksandr Macievskyj]]}} Oggi è stato pubblicato un video degli invasori che uccidono brutalmente un guerriero che coraggiosamente gli ha detto in faccia: «Gloria all'Ucraina!» [...] Troveremo questi assassini. (dichiarazione del 6 marzo 2023)<ref group="fonte">Citato in [https://www.ilpost.it/2023/03/07/prigioniero-di-guerra-ucciso-video/ ''La storia del video che sta diventando un simbolo della resistenza ucraina''], ''Ilpost.it'', 7 marzo 2023.</ref> *Posso solo augurare al presidente della Russia di passare il resto dei suoi giorni in un seminterrato con un secchio come bagno. (dichiarazione dopo una visita a una scuola usata dai russi come prigione a Yahidne, nella regione di Černihiv)<ref group="fonte">Citato in [https://www.adnkronos.com/zelensky-e-laugurio-a-putin-spero-muoia-in-un-seminterrato-video_1jGsYbdudIiUBhPswFcv27 ''Zelensky e l'augurio a Putin: "Spero muoia in un seminterrato"''], ''Adnkronos.com'', 3 aprile 2023.</ref> *Il popolo tartaro di Crimea rispetta il Ramadan. Il rispetto dovrebbe essere sempre reciproco. Pertanto, a partire da quest’anno, un evento di rispetto così speciale si terrà ogni anno in Ucraina con la partecipazione del Capo dello Stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2023/04/08/ucraina-zelensky-partecipa-alliftar-con-soldati-musulmani/ Ucraina, Zelensky partecipa all'Iftar con soldati musulmani]'', ''Lapresse.it'', 8 aprile 2023.</ref> *Due giorni fa ho condiviso un iftar con i musulmani dell'Ucraina. Presto mi congratulerò con gli ebrei ucraini per la fine di Pesach. E tra una settimana esatta mi congratulerò con tutti coloro che celebrano la Pasqua quest'anno il 16 aprile. [...] Possiamo praticare diverse religioni, ma crediamo ugualmente nella libertà. Potremmo avere tradizioni diverse, ma ce n'è una comune per tutti noi: è la protezione della nostra terra natale.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2023-04-09/ucraina-pasqua-zelensky-20885577/ La Pasqua di Zelensky: "L'Ucraina combatte per un mondo libero"]'', ''Agi.it'', 9 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Sulla [[decapitazione di Serhij Pataki]]}} C'è qualcosa che nessuno al mondo può ignorare: con quanta facilità queste bestie uccidono. Questo video, l'esecuzione di un prigioniero ucraino. Il mondo deve vederlo. Questo è un video che mostra come è la Russia. Che tipo di persone sono. Non esistono persone per loro. Un figlio, un fratello, un marito. Il figlio di qualcuno... Questo è un video della Russia che cerca di rendere normale tutto questo. L'abitudine di distruggere la vita. Questo non è un incidente. Questo non è un episodio. È successo in precedenza. È successo a Bucha. Migliaia di volte. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1646067913932132352?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1646067913932132352%7Ctwgr%5E8983fb92d7d6fd5cd87594385a0b8e56796dbcc4%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2023%2F04%2Fin-rete-video-di-soldati-ucraini-decapitati-onu-i-responsabili-ne-rispondano-eaf6e5f6-d22e-44a4-95bb-af4ab0799e70.html tweet] del 12 aprile 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://video.repubblica.it/dossier/crisi_in_ucraina_la_russia_il_donbass_i_video/soldati-decapitati-messaggio-zelensky-bestie/442300/443262?rpl=1 Zelensky sulla decapitazione del prigioniero ucraino: "Non è un caso isolato, i russi sono bestie che uccidono con facilità"]'', ''Repubblica.it'', 12 aprile 2023.</ref> *{{NDR|Bisogna}} fare tutto il possibile per far sì che le [[guerra|guerre]] lascino solo ombre sulle pietre della storia e che queste possano essere viste solo nei musei.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.altoadige.it/foto/zelensky-grazie-hiroshima-per-bandiere-ucraine-in-strada-1.3504995 Zelensky, "Grazie Hiroshima per bandiere ucraine in strada"]'', ''altoadige.it'', 21 maggio 2023.</ref> *Ad oggi Bakhmut esiste solo nei nostri cuori, non c'è più niente in quel posto. Molti russi sono morti, ma ci hanno invaso loro. I nostri difensori si sono battuti, hanno fatto un grande lavoro e li apprezziamo per questo. (dichiarazione durante il giorno conclusivo del G7 a Hiroshima)<ref group="fonte">Citato in ''[https://tg.la7.it/esteri/zelensky-bakhmut-resta-solo-nei-nostri-cuori-21-05-2023-184382 Zelensky: "Bakhmut resta solo nei nostri cuori"]'', ''Tg.la7.it'', 21 maggio 2023.</ref> *Questa è la verità: con circa 50 Patriot, per la maggior parte si eviterebbero i morti. Immaginate la sensazione di un soldato che sa di non avere un tetto di protezione sulla testa, e non capisce perché i Paesi confinanti ce l'hanno.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva">Da un'intervista di Emma Tucker, ''Wall Street Journal'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''[https://www.fanpage.it/esteri/guerra-in-ucraina-il-presidente-zelensky-siamo-pronti-alla-controffensiva-ce-la-faremo/ "Siamo pronti alla controffensiva, ce la faremo"]'', ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023; citato e tradotto in ''Fanpage.it'', 3 giugno 2023</ref> *Se tutti sanno che è importante la difesa aerea, perché c'è un problema a darci aerei moderni? Qual è il problema?<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/> *[[Joe Biden|Biden]] ci ha aiutato più di [[Donald Trump|Trump]]{{NDR|, anche se}} devo riconoscere che durante il mandato di Trump non c'era una vera e propria guerra e non so come lui avrebbe reagito. [...] Non l'ho capito quando ha detto "in 24 ore porterei Putin e Zelensky a un tavolo di trattative". Avrebbe potuto farlo, già durante la sua presidenza i nostri territori erano occupati. Ma non è successo.<ref group="fonte" name="pronticontroffensiva"/> *{{NDR|Sulla [[distruzione della centrale idroelettrica di Kachovka]]}} Oggi i terroristi russi hanno dimostrato ancora una volta di essere una minaccia per tutto ciò che vive. La scorsa notte hanno fatto saltare in aria la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, l'esplosione è avvenuta alle 2:50. È stata un'esplosione assolutamente deliberata e preparata. Sapevano esattamente cosa stavano facendo. Immaginate solo il volume d'acqua trattenuto da questa diga. Era uno dei più grandi bacini idrici dell'Ucraina. Da questa notte è in corso l'allagamento delle regioni meridionali del nostro paese. Almeno 100mila persone vivevano in queste zone prima dell'invasione russa. Almeno decine di migliaia sono ancora lì. 80 città e villaggi sono sott'acqua. L'evacuazione è già iniziata. E queste sono solo le prime conseguenze. Sfortunatamente, la tragedia è molto più ampia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2023/06/06/ucraina-zelensky-mosca-ha-fatto-saltare-la-diga-di-kakhovka-deliberatamente_76a20486-6ce2-41ae-8e54-c86cc00f502b.html Ucraina, Zelensky: "Mosca ha fatto saltare la diga di Kakhovka deliberatamente"]'', ''Ansa.it'', 6 giugno 2023.</ref> *Tutto il mondo conoscerà questo crimine di guerra russo, il crimine di ecocidio. La distruzione deliberata della diga e delle altre strutture dell'HPP da parte degli occupanti russi è una bomba ambientale di distruzione di massa. Per il bene della propria sicurezza, il mondo dovrebbe ora dimostrare che la Russia non la passerà liscia con questo terrore.<ref group="fonte" name="diga">Citato in ''[https://video.corriere.it/esteri/ucraina-zelensky-attacco-diga-bomba-ambientale-distruzione-massa/f49d2bd0-050e-11ee-874a-78fbf24a95c4 Ucraina, Zelensky: «Attacco diga è bomba ambientale di distruzione massa»]'', ''Corriere.it'', 7 giugno 2023.</ref> *Il fatto che la Russia abbia deliberatamente distrutto il bacino di Kakhovka che è di importanza critica, in particolare, per fornire acqua alla Crimea, indica che gli occupanti russi hanno già capito che dovranno abbandonare anche la Crimea.<ref group="fonte" name="diga"/> *Putin ora è più in pericolo di me. Ci sono più persone che vogliono ucciderlo. [...] Ma come si può valutare da 1 a 10 il livello di follia di Vladimir Putin? È una persona fuori controllo anche sul proprio territorio.<ref group="fonte" name="pericolo">Da un'intervista di Alberto Rojas, ''[https://www.corriere.it/esteri/23_giugno_30/intervista-zelensky-98eee234-1764-11ee-9d3b-d6c83e3af955.shtml «Oggi Putin è più in pericolo di me»]'', ''Corriere.it'', 23 giugno 2023</ref> *Cosa significa ottenere risultati significativi? Ogni chilometro avanzato costa vite umane. Il risultato che desideriamo ottenere è la liberazione del nostro territorio, salvando però la nostra gente. Se i campi sono minati non possiamo mandare a morire i nostri soldati. Nella vita reale, purtroppo, il prezzo è molto alto e le vite dei nostri militari sono molto preziose. Le persone non sono una risorsa, come lo sono per la Russia, ma il nostro più grande tesoro.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Meglio che l’offensiva duri due mesi e che muoiano migliaia di persone, oppure che duri quattro mesi e che muoiano meno persone? La vita umana è la cosa più importante.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Per quanto riguarda i civili non possiamo mentire, perché non sappiamo quante persone sono morte nei territori occupati dalla Russia. Non sappiamo se le informazioni che danno sono vere. Fino alla fine della guerra non sapremo cos’è successo. Quante persone sono sepolte a Mariupol? Mi dispiace usare queste parole, ma è un dato di fatto: non sappiamo quanti sono i morti di Mariupol né quelli del Donbass. In tutti i luoghi occupati dalla Russia, noi siamo ciechi. Ma abbiamo già visto cos’hanno fatto, ad esempio, quando abbiamo liberato Kiev. Bucha, Irpin, Borodyanka... Non fanno eccezione. Fino a ora, fino a oggi, continuiamo a trovare fosse e tombe, così come persone torturate negli scantinati.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Il fenomeno Wagner, terrorista tanto quanto l’esercito russo, è molto importante per capire alcune cose. Il gruppo più numeroso della brigata era nell’Ucraina orientale e usava i prigionieri negli attacchi. Erano forti perché non avevano altra via d’uscita che attaccare. Non avevano altra scelta, avanzare o cadere, non potevano fermarsi o ritirarsi perché i loro stessi compagni avrebbero sparato contro di loro. Per i prigionieri era impossibile tornare senza aver compiuto la missione. I membri della Wagner hanno ucciso molti dei loro compagni. Dovevano avanzare sì o sì: era quello il segreto della loro forza. Il resto dell’esercito russo non ha motivazioni ed è più debole di noi.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Nella Wagner c’erano due categorie: i mercenari professionisti e i carcerati, la loro carne da macello. Le nostre truppe ne hanno uccisi 21.000 e feriti 80.000. Sono perdite colossali, che danno un’idea delle dimensioni di questi gruppi nell’Ucraina orientale. La buona notizia è che abbiamo distrutto la parte più motivata dello sforzo russo. *I nostri soldati sono motivati perché vogliono sopravvivere e salvare le vite dei loro figli e dei loro genitori.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Durante la rivolta molti russi hanno sostenuto Prigozhin sui social media, e questo significa che stanno perdendo la guerra e si incolpano a vicenda. Stanno cercando i colpevoli per le loro sconfitte in Ucraina. Dobbiamo approfittare di questa situazione per cacciare i nostri nemici dalla nostra terra.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Il presidente Biden e io potremmo avere opinioni diverse sull’uso di questa o quell’arma, ma Biden è dalla nostra parte, così come il Congresso nel suo insieme.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *Credo che la Nato non possa stare senza l’Ucraina, perché ora possiamo contribuire molto e perché i modelli e le strategie della Nato sono già stati testati e valutati dai nostri militari in una situazione di guerra reale. Le nostre informazioni saranno molto utili per tutti i partner dell’Alleanza, ad esempio su come difendere le città dai missili russi. Nessuno ha la nostra esperienza.<ref group="fonte" name="pericolo"/> *{{NDR|Sulla [[ribellione del Gruppo Wagner]]}} Ora c'è così tanto caos che nessuna menzogna può nasconderlo. La debolezza della Russia è evidente. [...] Per molto tempo la Russia ha fatto ricorso alla propaganda per mascherare la sua debolezza e la stupidità del suo governo. E ora c'è così tanto caos che nessuna bugia può nasconderlo. ([https://twitter.com/ZelenskyyUa/status/1672543858863767552 tweet] del 24 giugno 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lidentita.it/zelensky-esulta-mosca-non-puo-piu-nascondere-la-sua-debolezza/ Zelensky esulta: "Mosca non può più nascondere la sua debolezza"]'', ''Lidentita.it'', 24 giugno 2023.</ref> *Affinché tutti i nostri cittadini non debbano sopportare il dolore, lo stress e il trauma della guerra dobbiamo finalmente legalizzare onestamente i medicinali a base di [[cannabis]], la ricerca scientifica pertinente e la produzione ucraina controllata per tutti coloro che ne hanno bisogno.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.huffingtonpost.it/esteri/2023/06/29/news/ucraina-12532935/ Inglese obbligatorio: Zelensky progetta un'Ucraina sempre meno russa e sempre più europea]'', ''Huffingtonpost.it'', 29 giugno 2023.</ref> *È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l’invito né per l’adesione dell’[[Ucraina]]. E che allo stesso tempo si aggiungano strane formulazioni sulle “condizioni” anche solo per invitare l’Ucraina. Sembra che non ci sia alcuna disponibilità né a invitare l’Ucraina alla [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]] né a renderla membro dell’alleanza. (11 luglio 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2023/07/11/zelensky-invito-ucraina-nato/ A Zelensky non stanno bene i negoziati in corso alla riunione NATO di Vilnius]'', ''Il Post'', 11 luglio 2023</ref> *{{NDR|Sulla morte di [[Evgenij Prigožin]]}} Quando ho chiesto ai partner il supporto aereo, non era quello che pensavo.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2023/08/prigozhin-e-ufficialmente-morto-76959038-8975-445a-8c70-e17db5f33036.html#fdcea8dc-785c-4b59-a886-5a0c43549575 Volodymyr Zelensky: la morte di Yevgeny Prigozhin, se confermata, è "certamente positiva per l'Ucraina"]'', ''Rainews.it'', 24 agosto 2023</ref> *{{NDR|Sulla morte di Evgenij Prigožin}} Non abbiamo nulla a che fare con quanto successo. Tutti sanno chi è stato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/23_agosto_24/putin-prigozhin-condoglianze-jet-4c3e7428-42ab-11ee-8abd-2f7c5775f60e.shtml Jet caduto, le condoglianze di Putin alle vittime. Lo zar conferma indirettamente la morte di Prigozhin: «Ha sbagliato»]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2023</ref> *{{NDR|Sul [[rapimento dei minori durante l'invasione russa dell'Ucraina]]}} Diversi gruppi terroristici rapiscono i bambini, ma mai prima d'ora i rapimenti e le deportazioni di massa erano diventati parte della politica di un governo. Non fino a ora. Ai bambini ucraini rapiti in Russia viene insegnato a odiare l'Ucraina, tutti i legami con le loro famiglie sono spezzati. Questo è un genocidio, l'odio è usato come un'arma. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin">Citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/genocidio-nuove-accuse-zelensky-putin-2213228.html "Un genocidio contro i bimbi ucraini". Dall'Onu le accuse di Zelensky a Putin]'', ''Ilgiornale.it'', 19 settembre 2023.</ref> *Non si può credere al diavolo, chiedete a Evgenij Prigozhin. (dal discorso all'Onu, 19 settembre 2023)<ref group="fonte" name="accuseputin"/> *Noi ci impegniamo al massimo per far sì che questa guerra diventi l'ultima guerra non soltanto in Ucraina, ma in tutto il mondo, per assicurare il rispetto dell'integrità territoriale e il rispetto alla vita delle persone.<ref group="fonte" name="invitoakiev">Da un'intervista di Michele Cagiano de Azevedo, ''[https://tg24.sky.it/mondo/2023/10/04/guerra-ucraina-zelensky-sky-20-anni "Grazie a Meloni, invito a Kiev il Papa"]'', ''Tg24.sky.it'', 4 ottobre 2023</ref> *Tutti vorrebbero vedere dei risultati veloci sul campo di battaglia però voi sapete che la guerra sul campo è una guerra su vasta scala che sta andando avanti da quasi due anni. Siamo stanchi, ma molto motivati. Faremo di tutto per vincere contro il nostro nemico e la nostra controffensiva va avanti, anche se lentamente. Passo dopo passo, facciamo di tutto per respingere il nemico. La difficoltà è data dal fatto che ci sono campi minati, c'è mancanza di proiettili, mancanza di difesa antiaerea.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Rispetto alla lentezza della controffensiva, noi non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci mentre la Federazione russa è più debole rispetto a come era all'inizio di questa guerra. La loro intenzione è congelare il conflitto, però questo non sarà di aiuto all’Ucraina. Qualsiasi pausa significa aiutare la Federazione russa.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Le dimostrazioni che coinvolgono le armi nucleari nei media, nei messaggi mediatici, o anche nelle esercitazioni stesse non sono manifestazione di forza ma di debolezza: significa che altri metodi, come la battaglia sul campo o i metodi diplomatici, non hanno portato il risultato che loro volevano.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Voglio esprimere la mia gratitudine a [[Giorgia Meloni]]: con lei c’è una relazione umana è basata su valori in comune e io sono convinto che i nostri rapporti, quelli tra i nostri team, siano basati sui principi di onestà e correttezza. Vorrei non perderli. So che l'Italia ha le proprie sfide e che subisce anche una forte campagna di informazione dalla Federazione russa, che spende milioni per distruggere le relazioni tra le nazioni dell'Europa e del mondo.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Quando qualcuno offre un'iniziativa di pace con la Russia, vorrei dire che Mosca non è interessata. Alcuni contatti sono stati messi in atto con il Vaticano, la Turchia è stata coinvolta cercando una considerazione diplomatica però il risultato è sempre lo stesso. Nessuno ci è riuscito: non perché quei leader non siano forti, ma perché il presidente della Russia non vuole porre fine alla guerra. Ha deciso di occupare l’Ucraina e di andare avanti. Qualsiasi accordo con questa persona per definizione sarà perciò bloccato. Prendete come esempio l'accordo sul grano che non ha niente a che fare con la guerra, con le armi, con il petrolio. Ha bloccato il Mar Nero violando il diritto internazionale. Ma parliamo del pane per le famiglie in Asia e in Africa. Anche quando Putin ha dato la sua parola e ha fatto un accordo con il presidente Erdogan, alla fine ha bloccato questo corridoio del grano lo stesso. Questa persona, il presidente della Federazione russa, non è capace di fare un accordo con nessuno e su niente.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Rispetto alle elezioni, sì la situazione è difficile. Però, se il Parlamento riesce a risolvere tutte le sfide per assicurare l’accesso di tutti i cittadini alla sicurezza, sarà possibile condurre le elezioni. Bisogna assicurare il diritto di voto per chi si trova al fronte o all'estero.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *Vorrei dire che è molto difficile inviare dei messaggi alla Federazione russa. Alle persone che sono in opposizione alla tirannia di Putin posso solo dire che devono continuare ad andare avanti, non c'è un'altra via d'uscita.<ref group="fonte" name="invitoakiev"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Israele-Hamas]]}} Chi c'è dietro Hamas? Credo che la risposta sia molto semplice: chi li sostiene pubblicamente, li sostiene con le armi. E non si tratta di un solo giorno. È una cosa che va avanti da molto tempo. Credo che qui ci sia una risposta dettagliata che potete trovare da soli. E anche sui social media, si può vedere attraverso le griglie chi sta dando i segnali rilevanti. Crediamo che la Russia sia uno di quelli che ha aiutato e che sta dietro.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_ottobre_10/ucraina-russia-notizie-oggi-ondate-droni-missili-odessa-colpite-anche-scorte-grano-2a511f96-66e6-11ee-aea2-f54ec62808b3.shtml Ucraina-Russia, le notizie del 10 ottobre]'', ''corriere.it'', 10 ottobre 2023.</ref> *{{NDR|Sull'apertura dei negoziati di adesione dell'Ucraina all'Ue}} Questa è una vittoria per l'Ucraina. Una vittoria per tutta l'Europa. Una vittoria che motiva, ispira e rafforza. (tweet, 15 dicembre 2023)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/14/zelensky-negoziati-ue-una-vittoria-per-ucraina-e-leuropa_97287959-fc03-43ae-8b6d-1353f3d3c95d.html Zelensky, negoziati Ue una vittoria per Ucraina e l'Europa]'', ''ansa.it'', 15 dicembre 2023.</ref> *Le notti prima di Natale sono le più lunghe dell'anno. Ma la giornata ha già cominciato ad allungarsi e la luce ha cominciato a prevalere. La luce diventa più forte. Giorno dopo giorno e passo dopo passo, l'oscurità si ritira. L'oscurità alla fine perderà. Il male sarà sconfitto. Oggi, questo è il nostro obiettivo comune, il nostro desiderio comune e ciò per cui preghiamo.<ref group="fonte" name="malesconfitto">Discorso di Natale alla nazione, citato in ''[https://www.rainews.it/video/2023/12/il-male-sara-sconfitto-dice-zelenskij-allucraina-nel-messaggio-di-natale-15c5ec88-6ea6-4e3f-87c2-7ccda37bde88.html "Il male sarà sconfitto"]'', ''Rainews.it'', 25 dicembre 2023</ref> *Questo Natale ha uno stato d'animo diverso, un contesto diverso, un gusto diverso. [...] Oggi tutti gli ucraini sono insieme. Celebriamo il Natale tutti insieme. Nella stessa data, come una grande famiglia, come una nazione, come un Paese unito.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/> *I nostri doni, valori e tradizioni sono cambiati. Oggi non si tratta tanto di come decorare le nostre case, ma piuttosto di come proteggerle e ripulirle, spazzando via il nemico.<ref group="fonte" name="malesconfitto"/> ===2024=== *Un uomo, Vladimir Putin, ha rubato 13 anni di pace sostituendola con dolore, dolore, dolore che colpisce tutto il mondo. Putin incarna la guerra, è lui la sola ragione perché certe guerre e conflitti persistono e tutti i tentativi di riportare la pace sono falliti, e lui non cambierà.<ref group="fonte" name="rubatopace">Discorso al Forum economico mondiale di Davos, 16 gennaio 2024; da ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/putin-ha-rubato-la-pace-per-sostituirla-con-il-dolore-339910 «Putin ha rubato la pace per sostituirla con il dolore»]'', ''cdt.ch'', 16 gennaio 2024</ref> *Vi ricordo che dopo il 2014 c'è stato un tentativo di congelare la guerra in Donbass. C'erano garanti influenti, tra cui la cancelliera della Germania e il presidente francese. Ma Putin è un predatore non soddisfatto dai prodotti congelati.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Ogni riduzione della pressione sull'aggressore aggiunge anni alla guerra, ma ogni investimento nella fiducia dei difensori accorcia il conflitto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Come possiamo essere soddisfatti di sanzioni che nemmeno bloccano la produzione di missili russi? In ogni razzo russo ci sono componenti chiave di Paesi occidentali, è un fatto.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *È una debolezza occidentale che l'industria nucleare russa non sia ancora oggetto sanzioni, anche se Putin è l'unico terrorista che ha preso in ostaggio una centrale nucleare.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *La risposta di Putin alle richieste di pace sono state forniture di sempre più armi da Corea del Nord e Iran.<ref group="fonte" name="rubatopace"/> *Oggi l'Ucraina ha un esercito più forte, è dotata di mezzi occidentali. Siamo più esperti. A volte siamo un po' stanchi, a volte forse arroganti, ma non possiamo concedere alla Russia la possibilità di prevalere grazie ai suoi strumenti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi">Intervista di Gian Marco Chiocchi, ''[https://www.rainews.it/video/2024/02/intervista-in-esclusiva-al-presidente-zelensky-non-possiamo-permettere-che-la-russia-avanzi-01bacc62-6706-460a-b3e7-df40839d8929.html Intervista in esclusiva al presidente Zelensky: "Non possiamo permettere che la Russia avanzi"]'', ''rainews.it'', 4 febbraio 2024.</ref> *Una parte degli ucraini inizia ad abituarsi alla guerra, e questo è un grande errore. Se ho sbagliato qualcosa? Sì, sono un essere umano. Ma credo siano stati di più i passi avanti.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Per quanto riguarda la guerra sul terreno c'è uno stallo, è un dato di fatto. [...] ci sono stati ritardi negli equipaggiamenti e i ritardi significano errori.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Combattiamo contro terroristi che hanno uno dei più grandi eserciti del mondo, non bastano le munizioni ma servono mezzi tecnici moderni.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *La Russia ha perso molte navi e nel Mar Nero siamo riusciti a costruire un corridoio per i cereali, perciò questa parte pragmatica dell'operazione con effetti sull'economia è stata condotta in maniera positiva.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *{{NDR|Sulla destituzione di [[Valerij Zalužnyj]]}} È una questione che riguarda le persone che devono guidare l'Ucraina, sicuramente un reset, un nuovo inizio è necessario, ho in mente qualcosa di serio, che non riguarda una singola persona ma la direzione della leadership del paese.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Se vogliamo vincere dobbiamo spingere tutti nella stessa direzione, convinti della vittoria, non possiamo essere scoraggiati, farci cadere le braccia, dobbiamo avere le energie giuste positive... per questo parlo di ripartenza.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Nel partito repubblicano ci sono voci radicali, ma anche tante persone che supportano l'Ucraina. È il popolo degli Stati Uniti che decide, ma se intendono diminuire l'assistenza all'Ucraina allora ci sarà un nuovo assetto geopolitico. Putin sfonderà la nostra difesa, andrà avanti e non si fermerà così facilmente.<ref group="fonte" name="russiaavanzi"/> *Se ci fosse stata Giorgia Meloni ieri a Odessa, al posto del premier greco, cosa avrebbe detto quella parte di società italiana che non sostiene l'Ucraina? Sarebbe stata indifferente? Credo di no.<ref group="fonte" name="odessa">Intervento a ''Cinque minuti'' su Rai 1; citato in ''[https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/zelensky-allattacco-dei-filorussi-italiani-se-odessa-ci-2293471.html Zelensky attacca i filorussi italiani: "Se nell'attentato di Odessa ci fosse stata Meloni?"]'', ''ilgiornale.it'', 7 marzo 2024</ref> *Capisco che in tutte le società ci siano persone che non ci sostengono ma loro non capiscono chi è Putin e cosa sia la guerra. Non la sentono sulla propria pelle.<ref group="fonte" name="odessa"/> *Putin è una persona malata e non si rende conto delle proprie azioni oppure non controlla i suoi militari che sparano contro i diplomatici o i civili di altri Paesi.<ref group="fonte" name="odessa"/> *Ringrazio ogni cappellano ucraino che è nell'esercito, nelle Forze di Difesa. Sono in prima linea, proteggendo la vita e l'umanità, sostenendo con la preghiera, il dialogo e le azioni. Questo è ciò che è la Chiesa: sta insieme alle persone, non da qualche parte, a duemilacinquecento chilometri di distanza, mediando virtualmente tra qualcuno che vuole vivere e qualcuno che vuole distruggerti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/03/11/zelensky-chiesa-e-al-fronte-non-a-mediare-virtualmente_4cd42359-fe4d-43d2-85a2-78267302ad4e.html Zelensky, 'Chiesa è al fronte, non a mediare virtualmente']'', ''Ansa.it'', 11 marzo 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} È evidente che Putin e altri mascalzoni stanno solo provando a incolpare qualcun altro per quanto accaduto. Ricorrono sempre gli stessi metodi. È già stato fatto prima. Ci sono state case distrutte, sparatorie, ed esplosioni. E loro hanno sempre incolpato altri. Sono venuti in Ucraina, bruciato le nostre città e stanno cercando di dare la colpa all'Ucraina. Torturano, violentano il nostro popolo e li accusano. Hanno portato centinaia di migliaia dei loro terroristi qui, nel territorio ucraino, combattono contro di noi, e non si interessano di ciò che succede all'interno del loro paese. Ieri è successo questo, e questo abbietto Putin, invece di assistere i suoi cittadini e rivolgersi a loro è rimasto in silenzio per un giorno pensando come riuscire a collegare quanto è successo con l'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.quotidiano.net/video/zelensky-putin-vuole-scaricare-la-colpa-sullucraina-e1n63ocs Zelensky: "Putin vuole scaricare la colpa sull'Ucraina"]'', ''Quotidiano.net'', 24 marzo 2024.</ref> *Un’Europa divisa non è mai stata pacifica. E una Germania divisa non è mai stata felice. Tutto questo non lo sapete da me, ma dalla vostra esperienza personale. Pertanto, potete capire noi ucraini.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2024/06/12/news/cosi-kyiv-e-la-nuova-berlino-il-discorso-di-zelensky-al-bundestag-6645111/ Così Kyiv è la nuova Berlino. Il discorso di Zelensky al Bundestag]'', ''ilfoglio.it'', 12 giugno 2024.</ref> *Nessun paese dovrebbe essere condannato ad avere il filo spinato che gli attraversa il corpo per decenni.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Gli ucraini meritano la pace, semplicemente la pace dopo questa guerra. E tutti coloro che hanno difeso la propria casa; tutti coloro che hanno perso i propri cari; tutti coloro i cui fratelli e sorelle in armi sono rimasti per sempre sui campi di battaglia – tutti loro meritano una degna fine della guerra, che non lasci dubbi su chi ha vinto.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Tutto è finito esattamente quando Putin ha iniziato a bruciare città e a premiare i suoi assassini. Quando ha preferito gli omicidi agli accordi. L’esercito russo si lascia alle spalle decine di nuovi cimiteri, e questo significa che nessuno di noi ha il diritto di lasciarsi alle spalle una carenza di protezione da parte dell’esercito russo. La parola di qualcuno a Mosca non può essere tale protezione.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Gli assassini russi erano ad Aleppo e sono in Africa. Hanno imparato la guerra distruggendo Grozny e distruggendo la Georgia. Hanno lasciato la Moldavia divisa. Hanno messo in ginocchio la Bielorussia. Permetteremo alla Russia di continuare questa marcia attraverso l’Europa? Questa marcia di disprezzo per la vita e le nazioni. Assolutamente no.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Probabilmente ricorderete che solo un anno o due prima della caduta del Muro di Berlino, nessuno avrebbe potuto prevedere la rapidità con cui sarebbe avvenuta. Alcuni pensavano che il muro sarebbe rimasto lì per sempre. Ma non c’era più. E dipendeva dalla leadership dei politici e dalla volontà della gente. Solo da questo. Allo stesso modo, alcuni ora pensano che Putin rimanga lì per sempre e che non ci sia fine alla guerra. Ma non è vero, tutto questo è un’illusione. Un’illusione che può essere dissipata dalla leadership. Può essere dissipata dalle decisioni. Può essere dissipata dal successo. E noi lo stiamo facendo!<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Abbiamo dimostrato che la Russia può fallire ed essere sconfitta. Abbiamo dimostrato che, insieme ai nostri partner, abbiamo tutto il necessario per proteggere la vita. Abbiamo dimostrato che, grazie alla nostra cooperazione, possiamo espandere lo spazio di sicurezza. E lo spazio di sicurezza non cresce da solo: si espande solo attraverso decisioni comuni e coraggio collettivo.<ref group="fonte" name="kyivnuovaberlino"/> *Vi ringrazio per l'apertura dei negoziati di adesione, l'Ucraina è pronta ad affrontare tutti i passaggi dell'[[Allargamento dell'Unione europea|allargamento]]. [...] È una scelta che siede dal lato giusto della storia, così come per la [[Moldova]], i Balcani e sono certo anche per la [[Georgia]]. E pure la [[Bielorussia]] in futuro dovrebbe entrare a far parte dell'Europa unita.<ref group="fonte">Dichiarazione resa al Consiglio Europeo del 27 giugno 2024; citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/06/27/zelensky-anche-la-bielorussia-un-giorno-sia-nellue_89ad0569-6504-4161-92fd-12633f8d0138.html Zelensky: 'Anche la Bielorussia un giorno sia nell'Ue']'', ''Ansa.it'', 27 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} La Russia ha portato avanti la guerra la nostra terra e dovrà sentire cosa ha fatto.<ref group="fonte">Da ''[https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2024/08/08/zelensky-la-russia-deve-sentire-le-conseguenze-della-guerra_a877699e-932f-47d2-ac59-b2cf7ade8365.html Zelensky: "La Russia deve sentire le conseguenze della guerra"]'', ''Ansa.it'', 8 agosto 2024.</ref> *{{NDR|Sull'[[offensiva di Kursk del 2024]]}} Stiamo assistendo a un significativo cambiamento ideologico: il concetto ingenuo e illusorio delle cosiddette linee rosse nei confronti della Russia, che ha dominato la valutazione della guerra da parte di alcuni partner, si è sgretolato in questi giorni [...]. Il mondo vede che tutto in questa guerra dipende solo dal coraggio – il nostro coraggio, il coraggio dei nostri partner. Da decisioni coraggiose per l'Ucraina, dal coraggio nel sostenere l'Ucraina [...].<ref group="fonte">Da ''[https://euractiv.it/section/capitali/news/zelensky-il-nostro-attacco-a-kursk-dimostra-che-le-linee-rosse-del-cremlino-sono-un-bluff/ Zelensky: Il nostro attacco a Kursk dimostra che le linee rosse del Cremlino sono un bluff]'', ''Euractiv.it'', 20 agosto 2024.</ref> *Novecentotredici giorni fa, anche attraverso la regione di Sumy, la Russia è entrata in guerra contro di noi. Ha violato non solo i confini sovrani, ma anche i limiti della crudeltà e del buon senso. Cercando infinitamente una cosa: distruggerci [...]. E ciò che il nemico ha portato nella nostra terra ora è tornato a casa sua. E chi voleva trasformare la nostra terra in una zona cuscinetto dovrebbe riflettere affinché il Paese non diventi una federazione cuscinetto.<ref group="fonte" name="nonnomalato">Videomessaggio in occasione del giorno dell'indipendenza dell'Ucraina; citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2024/08/24/indipendenza-ucraina-zelensky-discorso Indipendenza Ucraina, Zelensky: “Nonno malato della Piazza Rossa non detterà linee rosse”]'', ''tg24.sky.it'', 24 agosto 2024.</ref> *[...] il nostro nemico saprà cos'è la punizione in stile ucraino [...]. Gli occhi sbiaditi dei loro capi percepiscono il mondo intero come una zona grigia. Ma noi non permetteremo che si trasformi in una zona grigia la terra dove di diritto dovrebbe esserci una bandiera blu e gialla.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/> *Non sarà il nonno malato della Piazza Rossa, che minaccia costantemente tutti con un bottone rosso, a dettarci le sue linee rosse. Solo l'Ucraina e gli ucraini stabiliranno da soli come vivere, quale strada seguire e quale scelta fare, perché è così che funziona l'indipendenza.<ref group="fonte" name="nonnomalato"/> *Putin non dà valore alle persone o alle regole. Dà valore solo al denaro e al potere. Sono queste le cose che dobbiamo togliergli per ripristinare la pace.<ref group="fonte" name="spogliareputin">Videomessaggio al Parlamento europeo in occasione del millesimo giorno della guerra; citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2024/11/19/zelensky-al-parlamento-ue-spogliare-putin-dei-suoi-soldi-e-del-suo-potere-per-ristabilire- Zelensky al Parlamento Ue: Spogliare Putin dei suoi "soldi e del suo potere" per ristabilire la pace]'', ''euronews.com'', 19 novembre 2024.</ref> *Mentre alcuni leader europei pensano, come dire, a qualche elezione o qualcosa del genere a spese dell'Ucraina, Putin è concentrato a vincere questa guerra. Non si fermerà da solo.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *Ogni "oggi" è il momento migliore per spingere ancora di più sulla Russia.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *I valori europei e lo stile di vita europeo, se trasformati in azione, proteggono la vita delle persone reali.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *Anche con [[Kim Jong-un]] della Corea del Nord al suo fianco, Putin rimane più piccolo della forza unita dell'Europa.<ref group="fonte" name="spogliareputin"/> *{{NDR|Sulla [[Caduta di Damasco (2024)|caduta di Damasco]]}} Gli eventi in Siria sono l'esempio concreto che spiega perché l'Ucraina ha bisogno del fermo sostegno e della fiducia dei nostri partner. Il regime di Assad è caduto non solo a causa della forza dell'opposizione. Quello che è successo è legato anche all'assenza di truppe russe lì. [...] Perché? Perché l'intero esercito russo pronto al combattimento è sul territorio dell'Ucraina. E questo significa esattamente che l'intero esercito di questo pseudo-impero sta combattendo contro il popolo ucraino oggi. Ecco perché oggi è molto importante che tutti i paesi che vogliono un mondo senza guerra e che giudicano importante la sicurezza - i paesi europei, gli Stati Uniti, gli altri paesi del mondo, i leader mondiali - capiscano questa prospettiva: qui e ora, si stanno decidendo molte cose.<ref group="fonte" name="messaggiotrump">Citato in ''[https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/zelensky-messaggio-a-trump-cosa-ha-detto_5Sv3SsYTNLHan0RaQFE0ET Ucraina-Russia, Zelensky: "Tregua non basta per fermare Putin"]'', ''adnkronos.com'', 10 dicembre 2024.</ref> *La forza dell'esercito russo dipende dalla forza dell'Ucraina. Perché se l'Ucraina cade, Putin tornerà in Siria per vendicarsi, in Africa e in molte altre regioni che gli interessano. E mi sembra che questa sia la cosa più importante che tutti dovrebbero capire: in questa unione attorno all'Ucraina, il successo è il successo generale del mondo. E' il successo che unisce. E l'unità che dà successo.<ref group="fonte" name="messaggiotrump"/> *Due anni fa, mentre i russi si ritiravano, hanno rapito 48 bambini.<br>Nessuno di loro aveva nemmeno tre anni.<br>La maggior parte di questi bambini è stata trasferita forzatamente più in profondità nel territorio occupato, in Crimea, mentre altri sono stati deportati in Russia. [...] i bambini ucraini non sono giocattoli, anche se per le élite e i funzionari russi sembra che lo siano.<br>Dietro ognuno di questi bambini c'è una vita che non deve essere persa, un futuro che non deve essere rovinato.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/12/24/zelensky-per-le-elite-russe-i-nostri-bambini-sono-giocattoli_739322a8-be9b-4dc2-8670-767a3470c3db.html Zelensky, per le élite russe i nostri bambini sono giocattoli]'', ''ansa.it'', 24 dicembre 2024.</ref> *Ogni massiccio attacco russo richiede tempo per la preparazione. Non è mai una decisione spontanea. È una scelta deliberata, non solo di obiettivi ma anche di tempi e date. Oggi, Putin ha deliberatamente scelto il Natale per un attacco. Cosa potrebbe essere più disumano?<ref group="fonte">Citato in ''[https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/zelensky-putin-attacca-natale-nulla-pia-disumano-00001/#google_vignette Zelensky, "Putin attacca a Natale, nulla di più disumano"]'', ''tiscali.it'', 25 dicembre 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[volo Azerbaijan Airlines 8243]]}} Non ho dubbi che la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines potrà essere stabilita e che la Russia non riuscirà a nascondere nulla. [...] Invitiamo ogni Paese a fare pressione sulla Russia affinché smetta di mentire su questo schianto, le stesse bugie raccontate sul [[Volo Malaysia Airlines 17|volo MH-17]].<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/mondo/zelensky-mosca-non-potra-nascondere-la-verita-sullo-schianto-dellaereo-della-azerbaijan-airlines-380845 Zelensky: «Mosca non potrà nascondere la verità sullo schianto dell'aereo della Azerbaijan Airlines»]'', ''cdt.ch'', 28 dicembre 2024.</ref> ===2025=== *Quando Putin ottenne il potere in Russia più di 25 anni fa, il pompaggio annuale di gas attraverso l'Ucraina verso l'Europa era di oltre 130 miliardi di metri cubi. Oggi il transito del gas russo è pari a 0. Questa è una delle più grandi sconfitte di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.rainews.it/maratona/2025/01/kiev-conferma-stop-del-gas-russo-da-oggi-zelensky-il-2025-sia-il-nostro-anno-fermiamo-putin-9c3c649d-8695-44a1-99fc-478a035cf6cd.html#07881517-f31f-4e2e-ab50-c8821e234752 Zelensky: "Lo stop al gas è una delle più grandi sconfitte di Putin"]'', ''rainews.it'', 1 gennaio 2025.</ref> *[...] quando parli con Elon Musk [...] parli di razzi con un innovatore, uno scienziato. Discuti di come tagliare i costi, di come farli atterrare. Invece Putin non lancia razzi per risparmiare soldi, ma per uccidere persone.<ref group="fonte" name="lexfridman1">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; citato in ''[https://startupitalia.eu/tech/zelenskyy-lex-fridman-critica-putin/ Zelenskyy ospite al podcast di Lex Fridman: «Con Musk parli di tecnologia, Marte, AI. Con Putin no: è un mammuth»]'', ''startupitalia.eu'', 7 gennaio 2025.</ref> *Pensi che Putin sia in grado di parlare di tecnologia? [...] {{NDR|Durante la sua [[Vladimir Putin#Da La versione di Putin|intervista con Tucker Carlson]],}} ha parlato di storia tribale. Capisci? Immagina un russo che lo ascolta. Di cosa si parla quando si tratta di Musk? Tecnologia, Marte, AI. Mentre Putin sta pontificando sulle tribù. [...] è semplicemente differente: è un mammuth.<ref group="fonte" name="lexfridman1"/> *Prima di tutto Trump e io dobbiamo trovare un accordo e concordare forti garanzie di sicurezza per fermare la guerra, per fermare Putin. E sono sicuro che lui, insieme all'Europa, possa garantire delle forti condizioni di sicurezza. Dopodiché si può parlare con i russi [...]. Penso che il presidente Trump non solo abbia la volontà, ma ha anche la possibilità di farlo. Conto davvero su di lui, e penso che la nostra gente conti davvero su di lui, quindi ha abbastanza potere per fare pressione su Putin.<ref group="fonte" name="lexfridman2">Dall'intervista di Lex Fridman, 5 gennaio 2025; da ''[https://www.linkiesta.it/2025/01/zelensky-lex-fridman-ucraina-guerra-negoziati/ La straordinaria intervista di Zelensky al podcast di Lex Fridman]'', ''linkiesta.it'', 7 gennaio 2025</ref> *Non serve a niente dire "Se {{NDR|Putin}} si muove in questa direzione, se attraversa i confini, se uccide, allora imponiamo sanzioni", questa è una stronzata enorme. Mi dispiace, ma è così. [...] Se parliamo di un accordo, dobbiamo capire esattamente quali garanzie di sicurezza sono in atto per la parte di Ucraina che controlliamo. Ci devono essere garanzie che lui {{NDR|Putin}} non tornerà ad attaccare. Questo è un punto fondamentale.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *{{NDR|Su Vladimir Putin}} Non ama il suo popolo. Ama solo la sua [[Siloviki|cerchia ristretta]].<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *Il fatto che lui {{NDR|Putin}} non sia in prigione dopo tutti le morti di cui è responsabile, il fatto che nessuno al mondo sia in grado di metterlo al suo posto, di mandarlo in prigione, sembra un piccolo compromesso? [...] Nessuno lo perdonerà. È assolutamente impossibile perdonarlo. Parliamo di una persona che ha portato via alle famiglie ucraine la cosa più preziosa di tutte, i loro figli. Nessuno può dimenticare ciò che ha fatto.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *{{NDR|Su [[Aljaksandr Lukašėnka]]}} Ha detto "Non sono stato io, è stato Putin a lanciare missili dal mio territorio". Si è scusato, ha detto anche che gli ha chiesto di non farlo.<ref group="fonte" name="lexfridman2"/> *Mi fido di Meloni, abbiamo un rapporto particolare. L’Italia a capo del G7 ha spinto per adottare decisioni importanti sui beni russi congelati e sulla difesa aerea, non siete mai stati indecisi nel sostegno a Kiev e all’ingresso dell’Ucraina in Europa. Per noi è molto importante il sostegno degli Stati Uniti ma ho sempre detto che l’Ue deve avere la sua autonomia.<ref group="fonte" name="rainews24">Da un'intervista di ''Rainews24''; ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/10/news/presidente_zelensky_mattarella_meloni_paceucraina-423930120/ Zelensky: "Ho invitato Mattarella a Kiev. La pace? Servono garanzie di sicurezza"]'', ''repubblica.it'', 10 gennaio 2025</ref> *Noi vogliamo la pace più di tutti perché stiamo perdendo più di tutti, ma prima di mettersi d’accordo su qualcosa abbiamo bisogno della garanzie di sicurezza, non si può semplicemente riconoscere l’occupazione di territori, servono garanzie di sicurezza per l’Ucraina e per l’Europa, che evitino una nuova aggressione russa come è successo dopo il 2014 e l’annessione della Crimea. All’epoca si disse che il conflitto era congelato, ma Putin mentiva e ha lanciato una guerra su larga scala uccidendo decine di miglia di persone. Vogliamo che non si ripeta ma più. Putin ha sempre voluto annientarci del tutto, occupare tutta l’Ucraina, non bisogna credere alle leggende: bisogna avere queste garanzie di sicurezza entro l’anno e chiudere il conflitto.<ref group="fonte" name="rainews24"/> *I miei figli stanno passando attraverso questa guerra come tutti gli altri ucraini, scendono nei rifugi nelle scuole quando ci sono i bombardamenti, questa è la nostra realtà. E sono contento che stiano in Ucraina perché è d’esempio per gli altri e perché se non ci sono i giovani per le strade si pone la domanda: "perché stiamo combattendo?" Stiamo combattendo per il futuro.<ref group="fonte" name="rainews24"/> *Quando in Europa guardiamo agli Stati Uniti come nostro alleato, è chiaro che sono un alleato indispensabile.<br>In tempi di guerra, tutti si preoccupano: gli Stati Uniti resteranno con loro? Ogni alleato si preoccupa di questo. Ma qualcuno negli Stati Uniti si preoccupa che l'Europa possa abbandonarli un giorno, che possa smettere di essere un loro alleato? La risposta è no.<br>Washington non crede che l'Europa possa portare loro qualcosa di veramente sostanziale.<ref group="fonte" name="davos">Dal discorso al World Economic Forum di Davos; Da ''[http://www.libertaeguale.it/il-memorabile-discorso-di-zelensky-sul-destino-delleuropa/ Il memorabile discorso di Zelensky sul destino dell'Europa]'', ''libertaeguale.it'', 21 gennaio 2025</ref> *L'Europa non può permettersi di essere in seconda o terza fila rispetto ai suoi alleati. Se ciò accade, il mondo inizierà ad andare avanti senza l'Europa, e questo è un mondo che non sarà comodo o vantaggioso per tutti gli europei.<ref group="fonte" name="davos"/> *Non dimentichiamo che non c'è un oceano che separa i Paesi europei dalla Russia. E i leader europei dovrebbero ricordarsi di questo: le battaglie che coinvolgono i soldati nordcoreani stanno avvenendo in luoghi geograficamente più vicini a Davos che a Pyongyang.<ref group="fonte" name="davos"/> *La Russia si sta trasformando in una versione della Corea del Nord: un Paese in cui la vita umana non conta nulla, ma che dispone di armi nucleari e di un desiderio ardente di rendere la vita dei suoi vicini miserabile.<ref group="fonte" name="davos"/> *Putin ha firmato il nuovo accordo strategico con l'Iran. Ha già un trattato globale con la Corea del Nord. Contro chi fanno questi accordi? Contro di voi, contro di noi. Contro l'Europa, contro l'America. Non dobbiamo dimenticarlo.<ref group="fonte" name="davos"/> *La Russia può schierare circa 1,3, forse 1,5 milioni di soldati. Noi abbiamo più di 800.000 militari. Al secondo posto dopo di noi c'è la Francia, con oltre 200.000 uomini. Poi la Germania, l'Italia e il Regno Unito. Tutti gli altri hanno meno. Non si tratta di una situazione in cui un Paese può mettersi al sicuro da solo. Si tratta di stare tutti insieme per fare qualcosa.<ref group="fonte" name="davos"/> *L'Europa deve imparare a prendersi cura di se stessa, in modo che il mondo non possa permettersi di ignorarla.<br>È fondamentale mantenere l'unità in Europa, perché al mondo non interessa solo Budapest o Bruxelles, ma l'Europa nel suo complesso.<ref group="fonte" name="davos"/> *Abbiamo bisogno di una politica di sicurezza e di difesa europea unita, e tutti i Paesi europei devono essere disposti a spendere per la sicurezza quanto è veramente necessario, non solo quanto si sono abituati a spendere in anni di negligenza. Se è necessario il 5% del PIL per coprire la difesa, allora che sia il 5%. E non c'è bisogno di giocare con le emozioni delle persone che pensano che la difesa debba essere compensata a spese della medicina o delle pensioni o di qualcos'altro – non è affatto giusto.<ref group="fonte" name="davos"/> *L'Europa ha bisogno di una propria versione di Iron Dome, in grado di affrontare qualsiasi tipo di minaccia.<ref group="fonte" name="davos"/> *[...] l'Europa deve farsi avanti e lavorare di più a lungo termine per garantire una vera indipendenza energetica. Non si può continuare ad acquistare gas da Mosca, aspettandosi anche garanzie di sicurezza, aiuto e sostegno da parte degli americani. È semplicemente sbagliato.<ref group="fonte" name="davos"/> *{{NDR|Su [[Robert Fico]]}} [...] il Primo Ministro della Slovacchia non vuole accedere al gas statunitense, ma non perde la speranza di godere dell'ombrello di sicurezza degli Stati Uniti.<ref group="fonte" name="davos"/> *Gli algoritmi di TikTok sono già più potenti di alcuni governi. Il destino dei piccoli Paesi dipende più dai proprietari delle aziende tecnologiche che dalle loro leggi.<ref group="fonte" name="davos"/> *Centinaia di milioni di persone visitano l'Europa per vedere i suoi monumenti, per imparare dal suo patrimonio culturale. Milioni di persone nel mondo sognano di vivere come gli europei. Saremo in grado di conservarlo e di trasmetterlo ai nostri figli? Se noi in Europa possiamo rispondere positivamente, l'America avrà bisogno dell'Europa e di altri attori globali.<ref group="fonte" name="davos"/> *Abbiamo scoperto a nostre spese quanto sia pericoloso scambiare qualcosa di reale – le armi atomiche – con parole scritte sull’acqua. Avremmo dovuto scambiare le nostre armi per garanzie di sicurezza concrete, che a quel tempo significavano una cosa sola, la Nato, e che oggi significano una cosa sola, la Nato. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala">Da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/01/25/news/a-tu-per-tu-con-zelensky-trump-la-pace-e-le-garanzie-che-servono-all-ucraina-7361518/ A tu per tu con Zelensky: Trump, la pace e le garanzie che servono all'Ucraina]'', ''ilfoglio.it'', 25 gennaio 2025</ref> *La nostra storia recente è il motivo per cui non siamo più disposti a cedere qualcosa che ci appartiene senza avere in cambio un’assicurazione seria di pace. In cambio della cessione delle nostre armi nucleari, abbiamo avuto la guerra. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *Con il presidente Trump ho parlato nel dettaglio delle riunioni del 2019, di quando Putin dà la sua parola e poi non la mantiene. Penso che questa sia la cosa più importante da tenere a mente ora che discutiamo di possibili negoziati. Se l’altra parte non mantiene la parola e spesso mente, allora hai bisogno di condizioni eccezionali per creare un’atmosfera tale attorno a Vladimir Putin che – oltre agli accordi sulla carta – gli faccia capire che è impossibile nella pratica infrangere di nuovo le promesse e tornare a fare la guerra all’Ucraina e agli ucraini. (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *Se potessi tornare indietro al 1994, scambierei le mie armi nucleari soltanto con qualcosa che possa davvero fermare qualsiasi aggressore, indipendentemente dal suo peso politico, dalle dimensioni del suo territorio, dai numeri del suo esercito. Trump mi ha risposto: "Sì, capisco cosa stai dicendo". (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Io ho un bellissimo rapporto con lei, la considero una persona leale e un’amica. So che Donald Trump ha un buon rapporto e si fida di lei. Spero soltanto che la relazione di Meloni con il presidente americano non sia ancora migliore di quella che ha con me! (Dall'intervista di [[Cecilia Sala]], 25 gennaio 2025)<ref group="fonte" name="ceciliasala"/> [[File:Secretary Rubio Attends Talks Between U.S. VP and Ukrainian President (54327589258).jpg|thumb|Zelenk'kyj durante la Conferenza di Monaco]] *Proprio di recente, in Ucraina, abbiamo discusso il ruolo cruciale dell'energia nucleare nel mantenere in funzione il paese, nonostante gli attacchi costanti della Russia contro la nostra infrastruttura energetica. [...] E di recente abbiamo anche parlato con il Presidente Trump e il suo team dell'energia nucleare e della più grande centrale nucleare d'Europa – la nostra centrale di Zaporižžja, attualmente occupata dalla Russia.<br>E la Russia ha risposto inviando un drone a colpire il sarcofago di Černobyl', che trattiene polveri e detriti radioattivi.<br>E questo non è solo follia. Questa è la posizione della Russia.<br>Un paese che lancia tali attacchi non vuole la pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco">Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/02/zelensky-e-gli-ucraini-sono-gia-il-leader-e-lesercito-di-cui-leuropa-ha-bisogno/ Zelensky e gli ucraini sono già il leader e l'esercito di cui l'Europa ha bisogno]'', ''linkiesta.it'', 15 febbraio 2025</ref> *[...] abbiamo informazioni precise che questa estate la Russia prevede di inviare truppe in Bielorussia con il pretesto di "esercitazioni". Ma è esattamente così che avevano ammassato le forze prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina tre anni fa.<br>Questa forza russa in Bielorussia è destinata ad attaccare l'Ucraina?<br>Forse. O forse no. O forse… è destinata a voi.<br>Vi ricordo: la Bielorussia confina con tre paesi della NATO. È diventata di fatto una base operativa per le operazioni militari russe.<br>Secondo Putin e Lukashenko, la Bielorussia ora ospita armi vietate – missili a medio raggio e persino armi nucleari.<br>Putin ormai considera chiaramente la Bielorussia solo un'altra provincia russa.<br>E dobbiamo essere realisti: se qualcuno sta preparando una base militare, dobbiamo chiederci: cosa dobbiamo fare?<br>E, ancora più importante: cosa possiamo fare prima del prossimo attacco, prima della prossima invasione? (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Non fate errori di valutazione – i nordcoreani non sono deboli. Stanno imparando a combattere ora, a combattere una guerra moderna. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *[...] l'Europa deve diventare autosufficiente – unita da una forza comune, ucraina ed europea. [...] Diciamocelo chiaramente: non possiamo più escludere che l'America possa dire "No" all'Europa su questioni che la minacciano. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Molti leader hanno parlato di un'Europa che ha bisogno di un proprio esercito.<br>E io credo davvero che sia giunto il momento. Devono nascere le Forze Armate d'Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Tre anni di guerra su larga scala hanno dimostrato che abbiamo già le basi per una forza militare europea unita. E ora, mentre combattiamo questa guerra e gettiamo le fondamenta per la pace e la sicurezza, dobbiamo costruire le Forze Armate d'Europa.<br>Così il futuro dell'Europa dipenderà solo dagli europei e le decisioni sull'Europa verranno prese in Europa. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Tutto ciò che serve per proteggere vite in una guerra moderna dovrebbe essere prodotto interamente in Europa. L'Europa ha tutto ciò che serve. L'Europa deve solo unirsi e agire in modo che nessuno possa dire "No" all'Europa, comandarla o trattarla come un soggetto debole. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Se gli americani stessi decidessero di ridurre la loro presenza – non sarebbe una buona cosa, ovviamente, sarebbe molto pericoloso – ma tutti noi in Europa dobbiamo essere pronti. E ho iniziato a discutere di questo già prima delle elezioni americane, perché vedevo chiaramente dove stava andando la politica statunitense. Ma l'America deve anche vedere dove sta andando l'Europa.<br>E questa direzione della politica europea non deve solo sembrare promettente – deve rendere l'America desiderosa di stare al fianco di un'Europa forte. Questo è assolutamente possibile. Ne sono certo. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Abbiamo bisogno di fiducia nella nostra forza, affinché gli altri non abbiano scelta se non rispettare la potenza dell'Europa. E senza un esercito europeo, questo è impossibile. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Nessuna decisione sull'Ucraina senza l'Ucraina. Nessuna decisione sull'Europa senza l'Europa. L'Europa deve avere un posto al tavolo quando si prendono decisioni sull'Europa. Tutto il resto è zero. Se siamo esclusi dai negoziati sul nostro stesso futuro, allora perdiamo tutti. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *L'America ha bisogno dell'Europa? Come mercato – sì. Ma come alleato? Non lo so.<br>Perché la risposta sia "Sì", l'Europa deve avere una voce unica – non una dozzina di voci diverse.<br>Anche coloro che vanno regolarmente a Mar-a-Lago devono far parte di un'Europa forte – perché il Presidente Trump non ama gli amici deboli. Lui rispetta la forza. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Mosca farà a pezzi l'Europa se noi, come europei, non ci fidiamo l'uno dell'altro. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Qualche giorno fa, il Presidente Trump mi ha parlato della sua conversazione con Putin. Non ha mai detto che l'America ha bisogno dell'Europa a quel tavolo. Questo dice molto. I vecchi tempi sono finiti – quando l'America sosteneva l'Europa solo perché l'aveva sempre fatto. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *[...] oggi, il membro più influente della NATO sembra essere Putin – perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. E questo nonostante il fatto che sia stato l'esercito ucraino a fermare la Russia – non un paese della NATO, non le truppe della NATO, ma solo il nostro popolo e il nostro esercito. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Solo nella battaglia di Kursk, le nostre truppe hanno eliminato quasi 20.000 soldati russi. Abbiamo completamente distrutto le unità nordcoreane che Putin ha dovuto portare perché le sue forze non erano sufficienti a fermare la nostra controffensiva.<br>Sono orgoglioso dell'Ucraina. Sono orgoglioso del nostro popolo.<br>Ma ora vi chiedo – ognuno di voi – di rispondere onestamente a questa domanda: se la Russia venisse per voi, il vostro esercito sarebbe in grado di combattere allo stesso modo?<br>Non voglio che nessuno debba mai scoprirlo. – Dio non voglia.<br>Ecco perché crediamo che il fulcro di qualsiasi garanzia di sicurezza per l'Ucraina debba essere l'adesione alla NATO.<br>Perché a un certo punto, ci sarà un confine tra guerra e pace. E dove verrà tracciato quel confine, e quanto sarà forte, dipenderà da noi.<br>L'Europa ha bisogno di un nuovo anno di forza, di unità e di pace. (Dal discorso alla Conferenza di Monaco)<ref group="fonte" name="monaco"/> *Purtroppo, il presidente Trump, per il quale ho grande rispetto come leader di una nazione che rispettiamo molto, per il popolo americano che ci ha sempre sostenuto, vive in una bolla di disinformazione [...]. Abbiamo visto questa disinformazione. Capiamo che proviene dalla Russia.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2025/02/19/zelensky-trump-vive-nella-bolla-di-disinformazione-di-putin/ Zelensky: "Trump vive nella bolla di disinformazione di Putin"]'', ''lapresse.it'', 19 febbraio 2025.</ref> *Se serve che lasci questa sedia, sono pronto a farlo e posso anche scambiare la mia posizione con l'adesione dell'Ucraina alla Nato: sarei felice di rinunciare alla presidenza se fosse per la pace dell'Ucraina.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.open.online/2025/02/23/guerra-ucraina-zelensky-dimissioni-presidente-kiev-nato-garanzie-trump/ Guerra in Ucraina, l’annuncio di Zelensky: «Pronto a dimettermi se Kiev entra nella Nato. Da Trump mi aspetto garanzie»]'', ''open.online'', 23 febbraio 2025.</ref> *Perché dovrei offendermi se Trump mi dà del dittatore? Se mi offendessi, ammetterei di esserlo. (dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv, 23 febbraio 2025)<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.radiortm.it/2025/02/27/zelensky-a-washingtonlopinione-di-rita-faletti/ Zelensky a Washington... l'opinione di Rita Faletti]'', ''radiortm.it'', 27 febbraio 2025.</ref> [[File:President Trump and Ukrainian President Zelenskyy Clash During Meeting in Oval Office, Feb. 28, 2025.jpg|thumb|Zelens'kyj con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale]] *[...] dal 2014 al 2022, la situazione è rimasta la stessa: la gente moriva sulla linea del fronte. Nessuno lo ha fermato. Sai che abbiamo avuto molte conversazioni con lui {{NDR|Vladimir Putin}}, conversazioni multilaterali. E io ho firmato con lui, io, da nuovo presidente nel 2019, ho firmato con lui un accordo. Ho firmato con lui, Macron e Merkel, un cessate il fuoco. Tutti mi dicevano che non avrebbe mai attaccato, abbiamo firmato con lui un contratto per il gas... Sì, ma dopo ha violato il cessate il fuoco, ha ucciso la nostra gente e non ha scambiato prigionieri. Abbiamo firmato per lo scambio di prigionieri, ma non lo ha fatto. Di che tipo di diplomazia, JD, stai parlando? Cosa intendi? (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale">Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/28/trump-zelensky-vance-trascrizione-scontro/7896301/ Trump-Vance-Zelensky, ecco la trascrizione dello scontro nello Studio Ovale: "La gente muore". "Tu irrispettoso, hai mai detto grazie?". "Giochi con la Terza Guerra mondiale"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 28 febbraio 2025</ref> *[...] durante la guerra, tutti hanno problemi. Anche voi, ma avete un bell’oceano e non lo sentite ora, ma lo sentirete in futuro. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/> *{{NDR|«Non siete in una buona posizione. Non avete le carte giuste. Con noi, iniziate ad avere carte».}} Non sto giocando a carte. (Dallo scambio con [[Donald Trump]] e [[J. D. Vance]] allo Studio ovale)<ref group="fonte" name="ovale"/> *La pace, come diceva il [[Ronald Reagan|presidente Reagan]], non è una semplice assenza di pace. Serve una pace solida e duratura, con diritti civili e libertà garantita. Vladimir Putin ha violato il cessate il fuoco 25 volte dal 2014, non ci si può fidare. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox">Da ''[https://www.vanityfair.it/article/zelensky-lite-trump-intervista-fox-news Zelensky: «Non credo di aver sbagliato, ma Trump con chi sta? Perché dice che l'Ucraina è distrutta?». L'intervista di Fox News cerca di incastrare il leader ucraino, che dà lezioni di civiltà a tutti]'', ''vanityfair.it'', 1 marzo 2025</ref> *[...] rispetto il presidente e gli americani, ma non so, penso che dobbiamo essere onesti. Non credo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Certo, ci sono delle cose da discutere, ma forse è meglio farlo non davanti ai media - con tutto il rispetto per la democrazia e la stampa libera. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Siamo pronti a firmare ma per noi è molto importante che ci siano delle garanzie. Magari non so delle cose, per questo volevo parlare con il presidente dei dettagli, in separata sede, per poter capire. Magari ha un suo piano per fermare Putin. Le garanzie sono un tema molto sensibile per la mia gente, perché siamo stati tre anni in guerra e la sola cosa che vogliamo sentirci dire è che è finita e che gli Stati Uniti stanno dalla nostra parte, insieme ai partner europei e insieme alla Nato. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *[...] non posso cambiare quello che pensano gli ucraini dei russi: per loro sono dei killer. Gli Usa e l'Europa sono i nostri migliori amici mentre Putin è il nemico. Non è che non voglio la pace ma bisogna raccontare la realtà. La situazione reale. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Sarebbe molto difficile per noi {{NDR|vincere la guerra senza l'appoggio statunitense}}. Ecco perché sono venuto negli Usa e perché l'accordo sulle terre rare era solo il primo passo per arrivare alla pace, ma non possiamo cancellare tutte le immagini che la nostra gente ha visto, i russi sono entrati nelle loro case, non possiamo dire che Putin è un"bravo ragazzo". Non possiamo dimenticare i primi giorni di guerra, l'invasione, non vogliamo che succeda di nuovo che ritornino. Io ho ceduto sull'ingresso dell'Ucraina nella Nato, ma allora chiedo: qual è la nostra garanzia di pace? Non voglio fare pressioni, sto solo chiedendo. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Quando sei negli Stati Uniti, e ad esempio il presidente, o il vice, o dei senatori, o comunque dei grossi politici dicono che l'Ucraina è praticamente distrutta, che i nostri soldati sono scappati, che non sono eroi, che l'Ucraina ha perso milioni di civili, che il loro presidente è un dittatore: qual è la reazione? Non si tratta di me, ma viene da chiedersi: dov'è l'amicizia tra Usa e Ucraina? Ho chiesto molte volte, per telefono, in altre occasioni, di fare attenzione con i numeri, se dici che abbiamo un milione di morti non è vero, parli di vite umane, sono persone, padri... se parli di territori quando sono case... I buoni partner non dicono questo, i buoni partner sono amici. (Da un'intervista di [[Fox News]])<ref group="fonte" name="fox"/> *Proprio la scorsa notte {{NDR|la Russia}} ha lanciato un altro massiccio attacco contro l’Ucraina – prendendo principalmente di mira la nostra capitale, Kyjiv. L’attacco ha coinvolto droni russi-iraniani Shahed. Questi droni sono stati pesantemente potenziati per causare più distruzione e per essere più difficili da abbattere. Gli ucraini ora subiscono attacchi con centinaia di questi droni ogni singola notte. Questo è puro terrorismo.<ref group="fonte" name="pianomarshall">Dall'intervento alla conferenza di Roma; ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/discorso-zelensky-conferenza-ricostruzione-ucraina/ Piano Marshall europeo]'', ''linkiesta.it'', 10 luglio 2025.</ref> *Ricordate, solo un anno fa, molti pensavano che la Russia volesse veri colloqui di pace e un cessate il fuoco. Mosca inviava quei segnali, ma era tutto parte della propaganda. Cercavano di far passare l’idea che l’Ucraina non volesse la pace. Ma allora avevamo detto che bisognava fare pressione sulla Russia, perché non si stava preparando alla pace. E ora tutti vedono che Putin ha rifiutato ogni proposta di pace e sta intensificando la violenza.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *L’Ucraina possiede alcune delle tecnologie più avanzate al mondo per i droni, sia offensivi che difensivi. Siamo pronti a condividere questa esperienza e queste tecnologie con i nostri partner. L’Ucraina ha bisogno di investimenti – voi avete bisogno di competenze e tecnologie. Tutto ciò che stiamo costruendo ora per proteggere l’Ucraina, aiuterà anche a proteggere voi.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Nessun altro paese è passato così rapidamente dagli aerei sovietici agli F-16 e ai Mirage.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ricostruire l’Ucraina non riguarda solo il nostro Paese, riguarda anche i vostri Paesi, le vostre aziende, la vostra tecnologia, i vostri posti di lavoro – il modo in cui ricostruiamo il nostro Paese può anche modernizzare le vostre infrastrutture e industrie.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Dobbiamo accordarci chiaramente sul fatto che i beni russi congelati devono essere destinati alla ricostruzione dell’Ucraina. Non solo i proventi, ma anche i beni stessi devono essere utilizzati – e in modo molto più attivo di quanto non lo siano ora – per salvare vite umane.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Putin ha solo due veri “alleati” – il terrore e l’inverno.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ogni giorno, dobbiamo restare concentrati. Dobbiamo continuare a fare pressione sulla Russia. Dobbiamo continuare a lavorare per la difesa. Così da poter ottenere un vero cessate il fuoco il prima possibile. Così che i nostri droni entrino nei nostri arsenali comuni. Che le nostre tecnologie servano alla ricostruzione e alla vita reale. Che creiamo e iniziamo a implementare un piano di ricostruzione affidabile. Che i nostri bambini e il nostro popolo tornino a casa – in Ucraina.<ref group="fonte" name="pianomarshall"/> *Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. Il popolo ucraino merita la pace. Ma tutti i partner devono capire cosa sia una pace dignitosa. Questa guerra deve finire, e la Russia deve porvi fine. La Russia l'ha iniziata e la sta trascinando, senza rispettare alcuna scadenza, e questo è il problema, non altro [...]. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell'Ucraina. Nessuno si discosterà da questo e nessuno potrà farlo. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all'occupante. L'Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare alla pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che escluda l'Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace e non porterà a nulla. Sono decisioni morte, non funzioneranno mai [...]. E noi tutti abbiamo bisogno di una pace reale, viva, che le persone rispettino. Siamo pronti a lavorare insieme al presidente Trump e a tutti i nostri partner per una pace reale e, soprattutto, duratura, una pace che non crollerà a causa dei desideri di Mosca.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/09/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424780251/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-r109#424780251_event9 Zelensky: "Ogni decisione senza Kiev non porterà a nulla"]'', ''repubblica.it'', 9 agosto 2025.</ref> *Io non posso andare a Mosca quando il mio Paese è sotto attacco missilistico, ogni giorno. Non posso andare nella capitale di questo terrorista. Putin lo capisce.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/06/diretta/guerra_ucraina_russia_trump_news_oggi-424829643/?ref=RHLF-BG-P6-S3-T1-r620#424829643_event4 Zelensky: “Non andrò a Mosca, Putin invece venga a Kiev”]'', ''repubblica.it'', 6 settembre 2025.</ref> *Cosa possono aspettarsi il Sudan, la Somalia o la Palestina o qualsiasi altro popolo che vive in guerra dalle Nazioni Unite? Per decenni, solo dichiarazioni.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza">Dall'intervento all'Onu; citato in ''[https://it.euronews.com/2025/09/24/lappello-di-zelensky-allonu-da-nazioni-unite-solo-dichiarazioni-armi-determinano-sopravviv L'appello di Zelensky all'Onu: "Da Nazioni Unite solo dichiarazioni, armi determinano sopravvivenza"]'', ''euronews.com'', 24 settembre 2025.</ref> *Ora ci sono decine di migliaia di persone che sanno come uccidere professionalmente usando i droni. Fermare questo tipo di attacco è più difficile che fermare qualsiasi pistola, coltello o bomba, questo è ciò che la Russia ha portato con la sua guerra.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *La tecnologia bellica non si preoccupa più della geografia, ora la sta rimodellando.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *È solo questione di tempo prima che i droni combattano contro i droni, attacchino le infrastrutture critiche e da soli prendano di mira le persone. Completamente autonomi e senza alcun coinvolgimento umano, a parte i pochi che controllano i sistemi di intelligenza artificiale. Stiamo vivendo la corsa agli armamenti più distruttiva della storia dell'umanità, perché questa volta include l'intelligenza artificiale.<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *Fermare Putin ora è più economico che cercare di proteggere ogni porto e ogni nave dai terroristi con i droni marini. Fermare la Russia ora è più economico che chiedersi chi sarà il turista che creerà un semplice drone con una testata nucleare,<ref group="fonte" name="armideterminanosopravvivenza"/> *Ho parlato con il presidente Trump. Una buona conversazione, molto produttiva. Mi sono congratulato per il successo e l'accordo per il Medio Oriente che ha effettivamente ottenuto, ed è un risultato forte. E se si riesce a fermare la guerra in quella regione, sicuramente altre guerre possono essere fermate, compresa questa guerra russa.<ref group="fonte">Citato in [https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/11/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-424905614/?ref=RHLF-BG-P4-S1-T1-r110#424905614_event15 Zelensky a Trump: "Se fermi la guerra a Gaza, puoi fermare anche Mosca"], ''repubblica.it'', 11 ottobre 2025.</ref> *Oggi viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia. La pressione sull’Ucraina è enorme. E il nostro Paese potrebbe trovarsi presto davanti a una scelta durissima: sacrificare la nostra dignità, oppure rischiare di perdere un partner fondamentale. Accettare una lista complicata di 28 richieste, oppure affrontare un inverno che potrebbe essere il più duro, con tutti i pericoli che comporta. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. Una vita in cui ci si chiede di fidarsi di chi ci ha già attaccati due volte.<ref group="fonte" name="dignita">Citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/ucraina-discorso-integrale-zelensky-AHhw4StD Ucraina, il discorso integrale di Zelensky]'', ''ilsole24ore.com'', 21 novembre 2025.</ref> *Discuterò, cercherò di convincere, proporrò alternative. Ma non daremo al nemico nessun pretesto per dire che l’Ucraina non vuole la pace o che sta sabotando la diplomazia. Questo non succederà.<ref group="fonte" name="dignita"/> *Senza sosta, farò di tutto per assicurare che tra tutti i punti in discussione ce ne siano almeno due non negoziabili: la dignità e la libertà del popolo ucraino. Perché tutto il resto — la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra terra, il nostro popolo, il nostro futuro — si regge su questi due fondamenti.<ref group="fonte" name="dignita"/> *Sì, ho paura [...]. Temo che qualcuno dei nostri alleati sia stanco. L'obiettivo della Russia è che l'America si disimpegni.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2025/12/03/news/zelensky_rischio_isolamento_usa_disimpegno-425017957/ Zelensky a rischio isolamento: "Temo che gli Usa ci mollino"]'', ''repubblica.it'', 3 dicembre 2025.</ref> *Celebriamo il Natale in un momento difficile. Purtroppo, non tutti siamo a casa stasera. Purtroppo, non tutti hanno ancora una casa. E purtroppo, non tutti sono con noi stasera. Ma nonostante tutte le sofferenze portate dalla Russia, non è in grado di occupare o bombardare ciò che più conta. Questo è il nostro cuore ucraino, la nostra fiducia reciproca e la nostra unità [...]. Oggi condividiamo tutti un sogno. Ed esprimiamo un desiderio, per tutti noi. "Che muoia", ognuno di noi potrebbe pensare tra sé e sé. Ma quando ci rivolgiamo a Dio, ovviamente, chiediamo qualcosa di più grande. Chiediamo la pace per l'Ucraina. Lottiamo per essa. E preghiamo per essa. E la meritiamo. [...] Per tutti coloro che sono prigionieri: che tornino a casa. Per tutti i nostri eroi caduti che hanno difeso l'Ucraina a costo della loro vita. Per tutti coloro che la Russia ha costretto all'occupazione e alla fuga. Per coloro che stanno lottando ma non hanno perso l’Ucraina dentro di sé, e quindi l’Ucraina non li perderà mai.<ref group="fonte">Discorso alla vigilia di Natale, 2025; citato in ''[https://www.ilsole24ore.com/art/zelensky-discorso-natale-augura-putin-morire-bombardieri-russi-mari-barents-e-norvegia-AIBdPcZ Zelensky nel discorso di Natale augura a Putin di morire. Bombardieri russi sui mari Barents e Norvegia]'', ''ilsole24ore.com'', 25 dicembre 2025.</ref> [[File:New Year's Eve from President of Ukraine Volodymyr Zelensky (31-12-2025).jpg|thumb|Zelens'kij durante il discorso di fine anno]] *L'accordo di pace è pronto al 90 per cento. Ne rimane ancora il 10 per cento. E questo è molto più che semplici numeri. Quel 10 per cento contiene, in effetti, tutto. È il 10 per cento che determinerà il destino della pace, il destino dell'Ucraina e dell'Europa, il modo in cui vivranno le persone. Il 10 per cento per salvare milioni di vite. Il 10 per cento della determinazione necessaria affinché la pace funzioni al 100 per cento. Il 10 per cento dell'unità e della saggezza così disperatamente necessarie – ucraine, americane, europee, da tutto il mondo. Il 10 per cento per la pace.<ref group="fonte" name="fineanno2025">Discorso di fine anno, 31 dicembre 2025; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/01/video/vogliamo-la-fine-della-guerra-non-dell-ucraina-il-discorso-di-fine-anno-di-zelensky-8489256/ Vogliamo la fine della guerra, non dell'Ucraina. Il discorso di fine anno di Zelensky]'', ''ilfoglio.it'', 1 gennaio 2026.</ref> *Cosa vuole l'Ucraina? La pace? Sì. A qualunque costo? No. Vogliamo la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina. Siamo stanchi? Estremamente. Significa forse che siamo pronti ad arrenderci? Chi la pensa così si sbaglia di grosso. Ed è chiaro che, in tutti questi anni, non hanno ancora capito chi sono gli ucraini. Un popolo che ha resistito per 1.407 giorni a una guerra su vasta scala. Basta considerare questo numero. È più lungo dell'occupazione nazista di molte delle nostre città durante la Seconda guerra mondiale. 1.407 giorni di un'Ucraina non conquistata. Un paese che, di fatto, trascorre ogni notte nei rifugi. Ogni giorno, in lotta. Spesso, senza elettricità. Spesso, senza dormire, mantenendo le posizioni per molti, molti giorni. Eppure sempre, senza panico, senza caos, senza divisioni, uniti, affinché possiamo avere la pace. Vogliamo che la guerra finisca? Assolutamente.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *Ritiratevi dal Donbas e tutto sarà finito. Ecco come suona l'inganno tradotto dal russo all'ucraino, all'inglese, al tedesco, al francese e, di fatto, in qualsiasi lingua del mondo. C'è ancora qualcuno che ci crede? Purtroppo. Perché troppo spesso la verità viene ancora evitata e chiamata diplomazia, quando in realtà si tratta semplicemente di bugie in giacca e cravatta. *Un pezzo di carta in stile Budapest non soddisferà l'Ucraina. L'Ucraina non ha bisogno di una trappola meticolosamente elaborata in stile Minsk. Le firme sotto accordi deboli alimentano solo la guerra. La mia firma sarà sotto un accordo forte. Ed è esattamente questo lo scopo di ogni incontro, ogni chiamata, ogni decisione in questo momento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *O il mondo ferma la guerra della Russia, o la Russia trascina il mondo nella sua guerra. Ed è scioccante – scioccante che dopo così tante guerre, dopo quattro anni di una guerra del genere, una guerra in Ucraina, in Europa, dobbiamo ancora, purtroppo, spiegarlo a molti. E lo spieghiamo, lo ripetiamo – e anche se i leader cambiano, le domande rimangono le stesse. L'America è in grado di fermare l'aggressore in modo rapido e deciso? Assolutamente. Lo vorremmo? Moltissimo. Quando è possibile? Sempre. E quando è necessario? Ne avevamo bisogno ieri. E nel 2026, è possibile.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] quando Putin dice: "Non vi attaccheremo", quello è il primo avvertimento su dove andranno esattamente i suoi carri armati e dove voleranno i suoi droni.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] l'Ucraina è, di fatto, l'unico scudo che ora separa il confortevole stile di vita europeo dal mondo russo. E per la maggior parte dei leader, la domanda "Perché sostenere l'Ucraina?" non si pone. Perché se – Dio non voglia – l'Ucraina cadesse, le domande successive sarebbero: "Perché sostenere la Polonia?" e "Chi combatterà per gli Stati baltici?" e "Cosa c'è da fare senza l'Ucraina nella Nato?"<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *La Russia dovrà porre fine alla guerra, nel momento in cui troverà una ragione per la pace in più rispetto a quella per combattere. Ecco perché spesso ci diciamo l'un l'altro quello che dicono i nostri ragazzi al fronte: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è resistere un giorno in più di loro. E oggi aggiungiamo: essere un passo avanti. Un'ora più veloci. Una decisione più coraggiosa. Anche di un decimo, ma migliore. E del dieci per cento – di quel dieci per cento di cui parlavo all'inizio – del dieci per cento più forti. E allora vinceremo la pace al cento per cento.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> *[...] nel 2026, vogliamo davvero che il cielo sia calmo e la terra pacifica; che il calore e la luce riempiano le nostre case – e non 170, ma tutte le 220, come dovrebbe essere; che tutta la nostra gente torni a casa – dal fronte, dalla prigionia, dall'occupazione; che noi resistiamo; che l'Ucraina resista.<ref group="fonte" name="fineanno2025"/> ===2026=== *{{NDR|Sull'[[Operazione Absolute Resolve]]}} Per quanto riguarda il Venezuela? Come dovremmo rispondere a questo? Beh, quello che posso dire è che, se si può fare questo con i dittatori, allora gli Stati Uniti sanno cosa fare dopo.<ref group="fonte">Dichiarazione durante una conferenza stampa a Kyiv; citato in ''[https://www.lapresse.it/esteri/2026/01/03/venezuela-zelensky-se-si-puo-fare-questo-con-i-dittatori-allora-gli-usa-sanno-cosa-fare-dopo/ Venezuela, Zelensky: "Se si può fare questo con i dittatori, allora gli Usa sanno cosa fare dopo"]'', ''lapresse.it'', 3 gennaio 2026.</ref> *Cari amici, tutti hanno presente il grande film americano "[[Ricomincio da capo]]" con Bill Murray e Andie MacDowell. Ma nessuno vorrebbe vivere così – ripetendo ogni giorno la stessa storia per settimane, mesi, anni. Eppure è esattamente così che viviamo oggi. È la nostra vita. E ogni Forum come questo lo dimostra.<ref group="fonte" name="davos2026">Dal discorso a Davos, 22 gennaio 2026; da ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/01/22/video/il-discorso-di-volodymyr-zelensky-a-davos-8561649/ L'Europa unita è invincibile. Il discorso di Volodymyr Zelensky a Davos]'', ''ilfoglio.it'', 22 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[crisi groenlandese]]}} Tutti hanno spostato la loro attenzione sulla Groenlandia. È chiaro: la maggior parte dei leader non sa che cosa fare. E sembra che tutti stiano solo aspettando che l'America "si raffreddi" sull'argomento, sperando che la questione svanisca. Ma se non svanisse? Cosa accadrà allora?<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Si è parlato molto delle proteste in Iran – ma sono state soffocate nel sangue. Il mondo non ha aiutato abbastanza il popolo iraniano, è vero, si è voltato dall'altra parte. In Europa era periodo di feste, Natale e Capodanno. Quando i politici sono tornati al lavoro per definire una posizione comune, l'ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone. E cosa diventerà l'Iran dopo questo bagno di sangue? Se il regime sopravvive, il messaggio per ogni tiranno sarà chiaro: "Uccidi abbastanza persone e resterai al potere." Chi, in Europa, vuole che quel messaggio diventi realtà? Eppure l'Europa non ha nemmeno provato a costruire una risposta autonoma.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Il presidente Trump ha guidato un'operazione in Venezuela. E Maduro è stato arrestato. Ci sono opinioni diverse, certo, ma resta un fatto: Maduro è sotto processo a New York. Sorry, ma Putin non lo è. Siamo al quarto anno della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale, e l'uomo che l'ha iniziata non soltanto è libero ma combatte ancora per riavere i suoi soldi congelati in Europa. E sapete una cosa? Sta avendo anche un certo successo. È la verità. È Putin che cerca di decidere come utilizzare i beni russi congelati – non chi avrebbe il potere di punirlo per questa guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Troppo spesso, in [[Unione europea|Europa]], c'è sempre qualcosa di "più urgente" della giustizia.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *L'Europa ama discutere del futuro, ma evita di agire nel presente – nel presente che decide quale futuro avremo. Ecco il problema. Perché il presidente Trump può fermare le petroliere della flotta ombra e sequestrare il petrolio, mentre l'Europa no? Il petrolio russo naviga vicino alle coste europee: quel petrolio finanzia la guerra contro l'Ucraina, quel petrolio destabilizza l'Europa. Dunque il petrolio russo va fermato, confiscato e venduto a beneficio dell'Europa. Perché no? Se Putin non ha soldi, non può fare la guerra.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Lo ripeto: l'Europa ha bisogno di forze armate unite – forze capaci di difendere davvero l'Europa. Oggi l'Europa si affida alla speranza che, se arriverà il pericolo, la Nato agirà. Ma nessuno ha mai visto l'Alleanza davvero in azione. Se Putin decidesse di colpire la Lituania o la Polonia, chi risponderebbe? In questo momento, la Nato vive di fede – la fede che gli Stati Uniti interverranno. Ma se non lo facessero?<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulla crisi groenlandese}} L'Europa deve sapere come difendersi. E se mandate 30 o 40 soldati in Groenlandia, a cosa serve? Che messaggio dà a Putin? Alla Cina? E soprattutto: che messaggio manda alla Danimarca, il vostro alleato più diretto? O dichiarate che le basi europee proteggeranno davvero la regione da Russia e Cina – e le costruite – oppure rischiate di non essere presi sul serio. Perché 30 o 40 soldati non proteggono nulla. Noi sappiamo cosa fare. Se le navi russe solcano liberamente i mari intorno alla Groenlandia, l'Ucraina può aiutare – abbiamo l'esperienza e le armi per fare in modo che nessuna resti a galla. Possiamo affondarle lì come le affondiamo al largo della Crimea. Nessun problema: abbiamo gli strumenti e gli uomini. Ma se ci chiedessero di farlo, se fossimo nella Nato – e non lo siamo – quel problema non esisterebbe più.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *{{NDR|Sulle proteste in Iran del 2025-2026}} Sull'Iran, tutti aspettano di vedere cosa farà l'America. Il mondo non offre nulla; l'Europa non offre nulla e non vuole schierarsi con il popolo iraniano e la democrazia che esso reclama. Ma quando si rifiuta di aiutare chi lotta per la libertà, le conseguenze ritornano – sempre in modo negativo.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Vediamo tutti come le forze che vogliono distruggere l'Europa non perdono un solo giorno. Operano liberamente, anche dentro l'Europa. Ogni "Viktor" che vive del denaro europeo mentre svende gli interessi europei merita una lezione. E se si trova a suo agio a Mosca, non significa che dobbiamo permettere che le capitali europee diventino piccole Mosche. Ricordiamo cosa ci separa dalla Russia. La linea di conflitto più profonda è questa: la Russia combatte per svalutare la persona umana, per rendere possibile che un dittatore distrugga chi vuole. Ma questi dittatori devono perdere potere, non guadagnarlo.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *In Europa ci sono discussioni infinite, omissioni, rivalità interne che impediscono di unirsi e parlare con sincerità, per trovare soluzioni reali. Troppo spesso gli europei si rivoltano gli uni contro gli altri – leader, partiti, movimenti, comunità – invece di unirsi per fermare la Russia, che porta la stessa distruzione a tutti.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Invece di diventare una vera potenza globale, l'Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze. Invece di guidare la difesa della libertà nel mondo, soprattutto quando l'attenzione americana si sposta altrove, l'Europa appare smarrita – intenta a cercare di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare idea. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama sé stesso. E dice di amare l'Europa. Ma non ascolterà questa Europa.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *I leader dicono: "Dobbiamo difendere gli interessi europei". Ma sperano che qualcun altro lo faccia al posto loro. E quando parlano di valori, spesso intendono "beni di valore".<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Cari amici, non dobbiamo degradarci a ruoli secondari – non quando abbiamo la possibilità di essere una grande potenza insieme. Non dobbiamo accettare che l'Europa sia solo un'insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell'Europa stessa. Quando è unita, l'Europa è davvero invincibile. E può – deve – essere una forza globale. Non una che reagisce in ritardo, ma una che definisce il futuro. Questo aiuterebbe tutti – dal medio oriente a ogni altra regione del mondo. Aiuterebbe la stessa Europa, perché le sfide che affrontiamo oggi sono sfide al nostro modo di vivere, al modo europeo di vivere, dove le persone contano, dove le nazioni contano. L'Europa può contribuire a costruire un mondo migliore. L'Europa deve costruire un mondo migliore. E un mondo senza guerra, naturalmente.<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Per una sicurezza reale, la fede non basta – la fede in un partner, in un colpo di fortuna. Nessuna discussione intellettuale può fermare una guerra. Serve azione. L'ordine mondiale nasce dall'azione. E serve solo il coraggio di agire. Senza azione oggi, non c'è domani. Mettiamo fine a questo nostro "Ricomincio da capo. E sì – è possibile".<ref group="fonte" name="davos2026"/> *Putin non è più interessato a nulla se non alla guerra, perché non riesce a immaginare la vita senza il potere o dopo il potere [...] Putin consulta più lo zar Pietro e l'imperatrice Caterina sui guadagni territoriali che qualsiasi persona vivente nella vita reale. Vi immaginate Putin senza guerra? [...] può vedersi come uno zar, ma è schiavo di questa guerra.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/26_febbraio_14/conferenza-monaco-diretta.shtml Parla Zelensky: Putin si crede uno zar, ma è schiavo della guerra]'', ''corriere.it'', 14 febbraio 2026.</ref> *Se verranno dati all’Ucraina due mesi di cessate il fuoco, allora indiremo le elezioni [...] Con un cessate il fuoco anche la Russia potrebbe andare a elezioni.<ref group="fonte">Dal discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, 14 febbraio 2026; citato in ''[https://ilmanifesto.it/zelensky-cerca-di-nuovo-la-sponda-ue-gli-usa-vogliono-che-cediamo-solo-noi Zelensky cerca di nuovo la sponda Ue: «Gli Usa vogliono che cediamo solo noi»]'', ''ilmanifesto.it'', 15 febbraio 2026.</ref> *Abbiamo fatto molti compromessi. Putin e i suoi amici non sono in prigione. Questo è il più grande compromesso che il mondo abbia mai fatto.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/02/16/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425161540/ Zelensky, "Compromesso con Russia c'è già, Putin non è in prigione"]'', ''repubblica.it'', 16 febbraio 2026.</ref> [[File:Address by the President of Ukraine on the Fourth Anniversary of the Beginning of Russia’s Full-Scale Invasion of Ukraine. (55113242776).jpg|thumb|Zelens'kyj durante il quarto anniversario dell'inizio dell'invasione russa]] *Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni. E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l'Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l'Ucraina percorre dal 24 febbraio. Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia.<ref group="fonte">[https://x.com/ZelenskyyUa/status/2026183302969774260?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet Tweet] del 24 febbraio 2026; citato in ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-24/ucraina-zelensky-trump-anniversario-35767665/ Ucraina: 4 anni di guerra, l'appello di Zelensky a Trump "si schieri con noi"]'', ''agi.it'', 24 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione. Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta.<ref group="fonte" name="iran">Dall'intervista di Lorenzo Cremonesi, 2 marzo 2026; da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_03/intervista-a-zelensky-lasciare-il-donbass-aprirebbe-la-via-a-mosca-putin-ha-perso-l-inverno-l-ue-da-sola-non-basta-3004ee60-a4ef-4ea2-83ae-1559b14d2xlk.shtml Intervista a Zelensky: «Putin ha perso l'inverno. Ma ora la guerra in Iran potrebbe metterci in difficoltà, ecco perché»]'', ''corriere.it'', 3 marzo 2026.</ref> *{{NDR|Su Vladimir Putin durante la guerra d'Iran}} Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia.<ref group="fonte" name="iran"/> *{{NDR|Sulla guerra d'Iran}} Ora viene attaccato un regime che vuole costruire l'atomica. L'Ucraina invece è stata invasa con truppe di terra: da 12 anni la Russia cerca di occuparci con la forza. Nello scenario iraniano vedo piuttosto un grave problema con il protrarsi della guerra. Se non si parlano, ci saranno civili morti in numero crescente: sono una società divisa tra sostenitori e oppositori del regime.<ref group="fonte" name="iran"/> *[...] io mi auguro che la crisi iraniana resti un'operazione limitata e non diventi una lunga guerra, noi sappiamo bene sulla nostra pelle quanto rischi di essere sanguinosa.<ref group="fonte" name="iran"/> *Gli americani pensano a uno scambio di territori, i russi vogliono il nostro ritiro. Lo scambio non è nel nostro interesse, inoltre Mosca ha bisogno di molte forze per controllare le zone che noi lasceremmo: sanno che noi vorremmo riprendere ciò che ci hanno sottratto. Perché mai noi dovremmo scambiare nostro territorio in cambio di altro che è parte della nostra patria?<ref group="fonte" name="iran"/> *Io non vado a questionare se ci sono truppe straniere in Russia, per esempio i 10.000 soldati nordcoreani. Non vedo perché Mosca debba decidere quali truppe stazionano sul nostro territorio. Ma voglio essere chiaro: io non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano. Perché mai dovrei farlo? Perché Putin lo impone come condizione per la pace? E subito dopo imporrà nuove richieste? No, non ci sto.<ref group="fonte" name="iran"/> *Non stiamo perdendo e la Russia non è ancora contenta. Stanno perdendo un mucchio di uomini, sino a 35.000 al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400.000 nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi.<ref group="fonte" name="iran"/> *[[Viktor Orbán|Orbán]] diventa importante quando forze politiche importanti gli danno forza, altrimenti vale poco. L'Ungheria è un Paese che conta, ma non ha peso militare.<ref group="fonte" name="iran"/> *{{NDR|Su [[Giorgia Meloni]]}} Lei è intelligente. L'Italia ci aiuta militarmente come può, so che non avete molto. È un problema comune a tanti Paesi europei: non avete abbastanza armi per difendere i vostri cieli. Ma la premier Meloni è dalla parte giusta della storia.<ref group="fonte" name="iran"/> *La questione vera è: quando potremo avere le elezioni? Di sicuro saranno dopo la fine della guerra e non durante un cessate il fuoco temporaneo. E non sono affatto sicuro che mi candiderò, vedrò cosa vorranno gli ucraini.<ref group="fonte" name="iran"/> *Quando sei salito al potere in Russia più di 26 anni fa, molti in Ucraina avevano un'opinione positiva di te. Era così. Ma questo appartiene ormai al passato. [...] In 26 anni al potere, hai completamente cambiato l'agenda delle relazioni tra Ucraina e Russia. Da discussioni su commercio e altre questioni civili, le nostre nazioni sono passate a parlare quasi esclusivamente di attacchi e perdite. Hai trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni di potere conducendo una guerra contro l'Ucraina.<ref group="fonte" name="letteraaperta">Da un [https://www.instagram.com/p/DZLTphwDEKU/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA== post] rivolto a Vladimir Putin sul profilo ufficiale Instagram, 4 giugno 2026; citato in ''[https://www.open.online/2026/06/04/ucraina-zelensky-lettera-putin-colloqui-diretti/ Zelensky scrive una lettera a Putin: «Vediamoci e finiamo questa guerra». Il Cremlino: «Venga a Mosca quando vuole»]'', ''open.online'', 4 giugno 2026.</ref> *Qualunque cosa tu possa dire sulla Nato, sulla geopolitica o sulla lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale – una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà. Quegli anni avrebbero potuto essere molto diversi. Sentiamo spesso dire che tu sei a tuo agio con questa guerra. Naturalmente, non quando si tratta della sicurezza della tua residenza a Valdai o della tua parata a Mosca. La tua stessa vita è importante per te. Ma ora vediamo tutti che i russi stanno diventando sempre meno a loro agio con questa realtà – con il fatto che la guerra sta portando conseguenze sempre più negative alla Russia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non avrai abbastanza denaro né capitale politico per continuare a comprare la lealtà dei russi come hai fatto negli ultimi 26 anni. E faremo tutto il possibile affinché il mondo contribuisca ad avvicinare quel momento.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non è che noi in Ucraina ci preoccupiamo del destino dei soldati russi dopo tutto ciò che la tua guerra ha portato al nostro Paese. Ma mi importa degli ucraini. Stiamo perdendo i nostri cittadini, e ogni perdita è dolorosa per noi. Anche quando il rapporto tra perdite ucraine e russe è di uno a cinque o uno a sei, continua ad avere un grande peso. Conta anche il fatto che tu rinvii regolarmente, ogni pochi mesi, i tuoi obiettivi per la conquista delle nostre regioni – in particolare la regione di Donetsk. E non la conquisterai nemmeno quest'anno.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Non avere paura di imboccare la via d'uscita da questa guerra. È la cosa principale che ti viene richiesta ora. L'Ucraina ha preservato la sua indipendenza. E la preserverà. Nonostante tutte le previsioni contrarie. Abbiamo unito molti Paesi nel mondo a sostegno dell'Ucraina e contro di te. Abbiamo trovato le armi e i finanziamenti necessari. Riceviamo sostegno. Tu ricevi sanzioni. E questo continuerà finché non ci sarà giustizia per l'Ucraina – la giustizia che cerchiamo e che può essere raggiunta.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Abbiamo portato la guerra sul tuo territorio, e non saresti stato in grado di gestirla senza l'aiuto della Corea del Nord. Sei il primo leader della Russia a chiedere aiuto a Pyongyang. E oggi sei completamente dipendente dalla Cina – anche questo è un fatto senza precedenti nella storia della Russia. Credevi che gli ucraini non avessero la forza di difendersi. E invece oggi il nostro popolo aiuta i partner in Medio Oriente e nel Golfo a rafforzare le proprie difese.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Il mondo non si è stancato dell'Ucraina, come speravi. Ma cresce la stanchezza verso la Russia — anche tra chi, nel mondo, ti aiuta a eludere le sanzioni e a mantenere in piedi la tua economia.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Dopo 26 anni al potere, l'età comincia a farsi sentire. E con il tempo, la stanchezza verso di te non potrà che aumentare.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *L'Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un confronto diretto tra noi e te. Propongo un incontro. Tutti hanno sentito i tuoi rappresentanti dire, sorridendo, che potrei andare a Mosca. Ma dopo 26 anni, non c'è nulla per un leader ucraino nella tua capitale — così come non c'è nulla per un leader russo a Kyiv. Ci sono Paesi che tradizionalmente ospitano leader per risolvere questioni di guerra e pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo — molti sono in grado e disposti a ospitare un tale incontro.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Un vero silenzio delle armi è il modo migliore per iniziare a parlarsi.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *Se non arriverai personalmente alla conclusione che è tempo di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza. Avremo chi ci sostiene. Ma anche tu dovrai combattere molto più duramente per la tua esistenza – non quella della Russia, ma la tua. E questa non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conosci bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento. Possiamo lavorare per avvicinare quella stanchezza. Puoi fermare la tua guerra.<ref group="fonte" name="letteraaperta"/> *La Russia prevede di conquistare la regione del Donetsk entro il 31 dicembre di quest'anno. Il Cremlino ha già posticipato questa scadenza per ben 15 volte.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/06/29/zelensky-mosca-prevede-di-conquistare-il-donetsk-entro-il-31-dicembre_1712d512-35e2-4565-8b77-de0fcf66dc13.html Zelensky, "Mosca prevede di conquistare il Donetsk entro il 31 dicembre"]'', ''ansa.it'', 29 giugno 2026.</ref> *Gli ucraini non saranno ciottoli sotto i piedi di zar e governanti. Gli ucraini non si sottometteranno. Gli ucraini non saranno merce di scambio nelle dispute tra capitali. Gli ucraini non si sottometteranno a ciò in cui non credono. E di certo non rinunceranno al loro sogno. Sogno di vivere, sogno di vivere in modo indipendente.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/26_agosto_24/zelensky-nel-giorno-dell-indipedenza-non-saremo-ciottoli-sotto-il-piede-di-putin-f172248a-7eba-4d1f-b38e-ea5376f1bxlk.shtml Zelensky nel giorno dell'indipendenza: «Non saremo ciottoli sotto il piede di Putin»]'', ''corriere.it'', 24 agosto 2026.</ref> *Stamattina, mentre ero in viaggio verso New York, da qualche parte nei cieli sopra il grande e splendido Oceano Atlantico, ho letto il post del Presidente Trump su Truth Social. Il presidente scriveva che la Russia ha perso il controllo della sua industria del diesel a causa della guerra con l'Ucraina; è difficile immaginare una perdita più umiliante per un Paese che detiene un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu e va così fiero delle proprie esportazioni di petrolio.<ref group="fonte" name="assembleaonu">Intervento al Ufficio delle Nazioni Unite a New York, 23 settembre 2026; Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/23/diretta/onu_assemblea_generale_pezeshkian_zelensky_milei_oggi-425602433/ Assemblea generale dell’Onu, Pezeshkian mostra le foto dei bimbi uccisi. Delegazione Usa esce]'', ''repubblica.it'', 23 settembre 2026.</ref> *Dopo aver perso così tante persone, quest'anno la Russia è riuscita a conquistare poco più di 1.000 chilometri quadrati del nostro territorio, e noi ne abbiamo già liberata una parte significativa. La Russia è un Paese che possiede già 17 milioni di chilometri quadrati di territorio proprio, senza contare alcun territorio ucraino. A proposito, per aggiungere altri 1000 chilometri quadrati, Putin paga con 248 persone per ogni chilometro. Qualcuno pensa ancora che sia ragionevole e moderato?<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *Da quasi cinque anni i generali russi tentano di eseguire il folle ordine di Putin di conquistare le nostre terre orientali, la regione di Donetsk. E solo quest'anno, tra gennaio e agosto, l'esercito russo ha subito perdite per 248.960 unità [...]. Ventuno Paesi al mondo hanno una popolazione inferiore. Ventuno Paesi al mondo hanno una popolazione inferiore al numero di soldati russi persi in soli otto mesi. Abbiamo la conferma video di ciascuna di queste perdite; non si tratta solo di statistiche. Si tratta di persone. Disponiamo di un archivio di riprese effettuate dai droni, video che mostrano migliaia e migliaia di russi perdere la vita in zone letali. È una follia, eppure continuano ad andarci a morire, perchè è questo che vuole Putin.<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *{{NDR|Su [[Vladimir Putin]]}} È lui il "Paziente Zero": colui da cui questa idea di guerra continua a diffondersi e che, ovunque arrivi, porta solo dolore, instabilità, nuovi rischi e, naturalmente, nuove crisi. Più libertà di agire ha Putin, più il mondo diventa pericoloso per tutti gli altri. Ecco perché questo "Paziente Zero" deve essere fermato. Bisogna negargli lo spazio per agire e per diffondere ulteriormente questo male.<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *Quando qualcuno fornisce più denaro alla Russia attraverso il commercio, concede a questa guerra più tempo. È proprio per questo che insistiamo nel limitare gli scambi commerciali con l'aggressore e nel ridurre noi stessi le entrate della Russia.<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *Quando la Russia dispone di denaro, dice sempre di no - no alla diplomazia - e questo costituisce anch'esso una sorta di veto alla pace: non un diritto ufficiale, ma un veto reale. E quando qualcuno nel mondo allenta le sanzioni - le sanzioni contro gli oligarchi russi - magari rende la vita più comoda ai russi ricchi, ma concede anche più tempo alla guerra; più tempo affinché Putin possa mandare persone povere a morire al fronte.<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *Il deficit di bilancio russo è oggi più elevato che in qualsiasi altro anno e la maggior parte delle regioni russe è già in bancarotta; la Russia aveva pianificato grandi operazioni al fronte per quest'estate, ma sono tutte fallite. L'offensiva russa a base di missili da crociera e droni Shahed non ha prodotto i risultati sperati da Putin. Hanno causato danni, certo, ma non ci hanno piegati. Abbiamo costruito la nostra difesa. Ciò che oggi rappresenta una vera difficoltà per noi sono i missili balistici russi e i loro nuovi droni a propulsione a getto.<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *Oggi in guerra nulla funziona più come nel 2022, fatta eccezione per il coraggio delle persone. Tutto è cambiato, e chissà se in futuro il coraggio avrà ancora la stessa efficacia. Secondo alcuni dei più convinti sostenitori dello sviluppo dell'[[Intelligenza artificiale|IA]], oggi questa tecnologia rimane prevalentemente digitale; tuttavia, un giorno l'IA passerà dal mondo digitale a plasmare il campo di battaglia. E quando ciò accadrà, sarà meglio per noi essere in pace.<ref group="fonte" name="assembleaonu"/> *Starlink non è stato disattivato, ma i limiti di velocità sono stati ridotti. A causa di questa restrizione, non siamo più stati in grado di abbattere alcuni droni Shahed. [...] Abbiamo quindi perso uno degli strumenti a nostra disposizione per proteggere la popolazione civile. È stata una situazione molto dolorosa e spiacevole [...]. Siamo stati privati delle nostre capacità logistiche e dei mezzi per proteggere la popolazione civile.<ref group="fonte">Conferenza stampa a margine del Consiglio europeo, 16 ottobre 2026; Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/16/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425651316/?ref=RHLF-BG-P3-S1-T1-s455g35#425651316_event21 Zelensky: “Starlink ridotto; da Usa segnali per ripristino”]'', ''repubblica.it'', 16 ottobre 2026.</ref> *Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti, 20 milioni di ucraini verranno in Europa [...]. Perché ci distruggeranno, ci spingeranno fuori [...] per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese.<ref group="fonte" name="secadiamo">Conferenza stampa a margine del Consiglio europeo, 16 ottobre 2026; Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/10/16/diretta/guerra_ucraina_russia_news_oggi-425651316/?ref=RHLF-BG-P3-S1-T1-s455g35#425651316_event28 Zelensky: “Se cadiamo ci saranno 20 milioni di profughi in Europa”]'', ''repubblica.it'', 16 ottobre 2026.</ref> *{{NDR|Putin}} dice di volere l'est dell'Ucraina, dice di volere il Donbass. E allora perché l'invasione è iniziata con l'attacco a Kiev, la capitale? Un Paese non esiste senza capitale. Ci vuole annichilire, ci vuole distruggere, non rispetta la nostra sovranità né la nostra integrità territoriale.<ref group="fonte" name="secadiamo"/> ==Citazioni su Volodymyr Zelens'kyj== *Da capo dell’opposizione, questa è la mano che tendo al presidente Volodymyr Zelensky: se siamo uniti, siamo forti. E se siamo forti, possiamo battere Putin. Purtroppo, vedo che Zelensky non è pronto a questo. È un irresponsabile. Lui ha più paura di me che di Putin. E questa è una tragedia. ([[Petro Oleksijovyč Porošenko]]) *È incredibile che Zelensky pensi di poter causare più danni alla Russia di quelli che la Russia potrebbe causare all'Ucraina se entrambi gli eserciti dessero fondo a tutto il loro arsenale. Questa forma di megalomania di Zelensky, che si manifesta nella convinzione che la Russia e l'Ucraina competono alla pari, è dovuta a molti fattori. Uno di questi è il processo di celebrazione che il presidente ucraino riceve dai media occidentali. A furia di sentirsi dire di essere un "grande statista", un "grande stratega", un "eroe", Zelensky ha finito per crederci davvero perdendo il contatto con la realtà. ([[Alessandro Orsini (saggista)|Alessandro Orsini]]) *È indubbio che non ci sia nessuno più leale all'Ucraina di Zelensky, nessuno a cui stia più a cuore proteggere il suo Paese e i suoi connazionali. ([[Jonathan Safran Foer]]) *È un criminale di guerra. C'è lui dietro alle fucilazioni di Bucha e all'attacco a Kramatorsk. Potrebbe restare come presidente di questo pezzettino di Ucraina filoamericana, ma credo che verrà ammazzato prima. ([[Sergej Markov (politologo)|Sergej Markov]]) *È una brava persona: sta combattendo per l'Ucraina e per tutta l’Europa. E spero che questa guerra finisca molto presto, e che sia lui a vincerla. ([[Lech Wałęsa]]) *Eroe tragico di questo conflitto che viene dal passato. ([[Pierre Haski]]) *Generazioni di patrioti americani, dalla nostra rivoluzione in poi, hanno combattuto per i principi per cui Zelenskyj sta rischiando la vita. ([[Liz Cheney]]) *Ha fatto capire, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la potenza della comunicazione. È stato magistrale quando si è mostrato nel video fai-da-te con i suoi ministri, dicendo semplicemente "Siamo qui". E non credo che i Paesi dell'[[Unione europea|Ue]] sarebbero stati tutti pronti a sanzioni severe o a escludere alcune delle principali banche russe dal sistema [[Swift]] senza il discorso di Zelensky al [[Parlamento europeo]]. ... vedo un'analogia tra lui e [[Greta Thunberg]]: entrambi mostrano che anche un singolo individuo può risvegliare la coscienza di una cultura. La persona giusta, al momento giusto, riesce a scuotere il mondo. Troppo facilmente dimentichiamo che gli eroi possono esistere, che siamo capaci di crederci. E che ne abbiamo bisogno. ([[Jonathan Safran Foer]]) *Ha scoperto una fantastica vena da attore drammatico e adesso si starà rammaricando di aver perso tempo a fare il comico. Scherzi a parte, sta recitando benissimo la parte che qualcuno gli scrive. Le iperboli che prima ci propinava adesso sono finalmente corrette. Se prima diceva "è un’ingiustizia non essere parte dell’Ue o della Nato", era palesemente in cattiva fede. La ragione era chiara: non eravamo pronti. Adesso no, ha ragione a dirlo perché se non entriamo nell’Europa sarà la dittatura russa a bussare alle vostre porte. ([[Andrij Kurkov]]) *Il fatto che Zelensky sia ebreo non comporta che in Ucraina ci siano elementi nazisti, e che il presidente li abbia consentiti. I peggiori antisemiti sono ebrei, anche Hitler aveva origini ebraiche. ([[Sergej Viktorovič Lavrov]]) *Il presidente Zelensky gode di grande sostegno. Naturalmente è anche molto criticato, tra l'altro da intellettuali, perché l'Ucraina è composta da individui, non da masse uniformate come la Russia. In Ucraina sono registrati più di 400 partiti politici. Si discute e si critica senza sosta. Il prossimo o la prossima presidente, vivrà la stessa situazione. Il punto è che Zelensky è il presidente di un Paese in guerra. E sta facendo bene il suo lavoro. ([[Andrij Kurkov]]) *Il presidente Zelensky ha agito su due tasti.<br>Il primo è l'orgoglio nazionale che doveva diventare mobilitazione popolare, ragione capace di far separare i padri dai figli, i mariti dalle mogli. Gli uni a combattere per la nazione, gli altri a cercare riparo e salvezza. Perché questo avvenga – è qualcosa di enorme – bisogna risvegliare sentimenti profondi in ciascun cittadino.<br>Il secondo tasto è stato il costante premere sulle cancellerie e sull'opinione pubblica internazionale. Zelensky sapeva che senza un sostegno esterno la causa del suo popolo sarebbe stata sconfitta. ([[Walter Veltroni]]) *Io, a parlare con Zelensky, se fossi stato il Presidente del Consiglio non ci sarei mai andato. Perché, come sapete, stiamo assistendo alla devastazione del suo Paese e alla strage di suoi soldati e di suoi civili. Bastava che lui cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe avvenuto; quindi io giudico molto molto molto negativamente il comportamento di questo signore. [...] Per arrivare alla pace penserei che il signor Presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli: "è a tua disposizione – dopo la fine della guerra – un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina; un piano Marshall di 6000, 7000, 8000, 9000 miliardi di dollari, a una condizione: che tu domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non ti daremo più dollari, e non ti daremo più armi". Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere questo signore ad arrivare a un cessate il fuoco. ([[Silvio Berlusconi]]) *Io ho vissuto durante la Seconda Guerra mondiale, e per un lungo tempo la Gran Bretagna ha dovuto rimanere in piedi da sola, il resto dell’Europa era stata sconfitta o capitolata come la Francia, e quindi abbiamo dovuto cavarcela da soli contro la minaccia nazista creata della Germania, ma noi avevamo Churchill, che ha saputo, tra le altre cose, farne soprattutto una: tenere alto il morale. "Non saremo mai sconfitti, li combatteremo per mare, li combatteremo sulla terra, li combatteremo anche con i fondi di bottiglia perché è tutto quello che abbiamo a disposizione" diceva. Ed è quello che credo stia facendo a modo suo il presidente Zelensky. E che debba farlo, perché quasi sempre tenere alta la speranza anche nei momenti peggiori – soprattutto nei momenti peggiori – è l’unico modo per andare avanti. ([[Jane Goodall]]) *Io ho un atteggiamento complesso nei confronti del nostro presidente. Quando salì al potere nel 2019, percepii la sua vittoria come una tragedia personale. Ma dopo l'invasione russa, riconosco che abbia rappresentato fedelmente la volontà del popolo ucraino, col suo comportamento. ([[Iryna Cilyk]]) *Io lo capisco molto bene, come se fosse mio fratello. È cresciuto in una famiglia piccolo borghese, da studente partecipava a gare tv dove ha imparato la teatralità, a sedurre la gente, ma senza offendere come fa Trump. Disse che avrebbe dialogato coi russi, ma a un certo momento scoprì che la vita non è un gioco come il teatro. Ed è da questo momento che io lo ammiro: invece di piagnucolare e farsi da parte, smette d'essere un piacione e si veste da combattente. ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) *L'Ucraina è quando un leader ebreo eletto in un paese di maggioranza cristiana appoggia i musulmani oppressi. ([[Botakoz Kassymbekova]]) *La sua faccia racconta le emozioni che prova. Non è un mistero, è diventato un po’ più duro. Quando la guerra finirà si rilasserà, forse. Ora non può permetterselo. ([[Olena Zelens'ka]]) *La sua qualità principale è l’affidabilità, quando c’è lui intorno non devi avere paura di niente. Non so quale sia invece la parte più difficile dello stare insieme: per me vivere con Volodymyr è sempre stato facile. ([[Olena Zelens'ka]]) *Lui non ha la nostalgia dell'impero. E non pensava, quando si pronunciava in favore di un'adesione alla Nato, di dare col tempo il pretesto per un'invasione a Putin, con il quale era già ai ferri corti. Zelensky parla il russo come l'ucraino, forse meglio. Quando era un attore recitava nelle due lingue. Ma il cuore è ucraino. Egli ha un personale vantaggio sul suo avversario di Mosca. La sua evidente inferiorità militare non implica un'umiliazione. ([[Bernardo Valli]]) *Mi sono visto con il presidente Zelens'kyj sia un giorno prima dell'[[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|invasione ]] {{NDR|russa in Ucraina}} sia nel giorno dell'invasione. Questo coraggio, la dignità e ...amore che lui emana. E anche come abbia unito il Paese. È stato un momento incredibile. Sono infinitamente colpito dalla sua personalità e mi preoccupo molto per lui e per l'Ucraina ([[Sean Penn]]) *Noi ascoltiamo il presidente Zelensky quando parla, il più grande eroe dei nostri tempi. Putin invece è un criminale di guerra. ([[Garri Kasparov]]) *"Noi siamo i difensori dell'Europa", dice Zelensky. Io avrei detto: "Noi ucraini lottiamo per la libertà della Russia". Perché se l’Ucraina vince, forse potremo liberarci di Putin, altrimenti la sua dittatura ne uscirà rafforzata. ([[Slavoj Žižek]]) *Penso a Zelensky che ha paragonato la guerra in Ucraina alla Shoah. È un paragone assurdo, improponibile. Guai se qualcuno lo fa... [...] Perché è tutta un’altra cosa. Gli ebrei sono stati perseguitati, distrutti per ragioni razziali. La Shoah è qualcosa che non assomiglia a nient’altro. [...] Con quell’accostamento, Zelensky ha toppato. E per fortuna che il Parlamento israeliano ha protestato. ([[Edith Bruck]]) *Prima dell'invasione, non condividevo nulla delle sue decisioni. Ero molto critica sulle sue scelte politiche. Ma il primo giorno di guerra, ci siamo visti e ci siamo stretti la mano. Ci siamo detti: l'unità nazionale non si discute. E la vittoria dipende anche dalla nostra unità. ([[Julija Tymošenko]]) *Supportiamo Zelensky. Lui, il governo, l'esercito È un presidente eletto democraticamente. Deve essere forte, E va aiutato. Non parlo solo degli ucraini, ma di tutto il mondo. Questo è molto importante per vincere. Prima della guerra io come leader dell'opposizione e il mio gruppo abbiamo avuto differenti visioni sulle politiche economiche e sociali. Lo abbiamo criticato molto, anche per non aver fatto abbastanza per le forze armate. Ma quando è caduto il primo missile, abbiamo cominciato subito a supportarlo. Ora non c'è opposizione, siamo una cosa sola. Un solo gruppo, e anche un solo cuore. ([[Julija Tymošenko]]) *Un uomo che è stato forgiato dal ferro, dall'acciaio, dal fuoco. ([[Joe Biden]]) *Zelensky è il massimo narcisismo nel mondo, è una delle figure più infide, pericolose e false. Non sta a difendere il suo popolo, sta lì ad ammazzare il suo popolo. Obbliga il suo popolo a combattere. Li prendono per la strada, li buttano nei camion. ([[Ginevra Bompiani]]) *Zelensky è stato eletto democraticamente, su questo non c'è dubbio, ma dietro c'era un mega oligarca che ha costruito l'operazione. ([[Moni Ovadia]]) *Zelensky è un presidente eletto e, a differenza di quanto dice la propaganda di Mosca, non è nazista: è ebreo. Putin sa di mentire. ([[Niall Ferguson]]) *Zelensky ha fatto un percorso diverso rispetto a [[Giovanni Falcone]] e [[Anna Stepanovna Politkovskaja|Anna Politkovskaja]] ma ha dimostrato coraggio perché restando a Kiev ha dato una svolta alla resistenza ucraina. ([[Roberto Saviano]]) *Zelensky, il comicissimo presidente ucraino, a mio modesto avviso, accettando il confronto bellico con Putin ha dimostrato di essere fuori di testa. Doveva sapere che sarebbe stato travolto dall'esercito ex sovietico, mille volte più aggressivo dei suoi plotoni di soldati improvvisati e male equipaggiati, non in grado di essere all'altezza della situazione. Se avesse avuto un po', solo un po', di buon senso davanti alla minaccia russa sarebbe stato costretto ad arrendersi, accettando un negoziato con il despota del Cremlino allo scopo di evitare la tragedia in atto. ([[Vittorio Feltri]]) *Zelensky nasce come comico e comico è rimasto, non un politico. Fin dal 2014, quando ci fu il colpo di Stato para-nazista volto a portare l'Ucraina verso l'Unione Europea e la Nato, con il pieno sostegno dell'America e di Bruxelles che appoggiarono forze dichiaratamente naziste, Zelensky abbracciò quella visione delle cose. In sostanza, Zelensky sta sacrificando il suo popolo come uno scudo umano per gli interessi della Nato e della globalizzazione americanocentrica. Se davvero avesse a cuore il suo popolo eviterebbe di svendere l'Ucraina alla Nato e, invece, lo fa in nome di ragioni superiori legate alla geopolitica. ([[Diego Fusaro]]) *Zelenskyj incarna la resistenza ucraina e questo gli permette di portare il suo messaggio drammatico nelle aule dei parlamenti di Stati Uniti, Europa o Israele. [...] Nessuno potrà dire "io non sapevo". ([[Pierre Haski]]) *Zelenskyj si sta muovendo in modo sagace, credo abbia assimilato Sun Tzu e von Clausewitz. Inoltre mostra grande capacità mediatica. ([[Federigo Argentieri]]) *Zelensky per non fare uccidere la sua gente avrebbe dovuto sedersi subito al tavolo delle trattative e lasciare a Putin la Crimea e le repubbliche del Donetsk e del Luhansk. Per non arrivare ad una guerra avrei accettato anche questo, ma lui vuole mantenere l'integrità dell'Ucraina e quindi sarà difficile arrivare a un accordo. Che poi lui abbia saputo dare questa forza patriottica alla sua gente è una cosa straordinaria, però mi viene anche da pensare che se per un'idea devi portare a combattere e morire la tua popolazione, forse un pensiero in più ce lo devi fare. Lui è riuscito a portare dalla sua parte moltissima gente ucraina. Fa la voce grossa perché gli USA e l'Europa lo sostengono, tuttavia non può pensare di mantenere l'Ucraina integra. Putin non cederà. ([[Giorgio Fornoni]]) ===[[Loretta Napoleoni]]=== *Ad ascoltarlo sembra che la Rivoluzione francese sia avvenuta a Kiev, che la prima monarchia parlamentare sia nata in Ucraina e che l'Ucraina sia sempre stata la culla della democrazia europea. Tanto il riciclaggio storico funziona che i cammei diventano una pausa di penitenza nel bel mezzo dell'ennesima celebrazione dei volti celebri, dei famosi, dei ricchi, dei privilegiati, dei belli; su questo sfondo surreale, lontanissimo dal quotidiano degli spettatori, le parole di Zelensky innescano il giusto senso di colpa e la corretta dose di rabbia che fanno sentire chi lo ascolta partecipe delle tragedie altrui mentre sta comodamente seduto sul divano di casa a guardare l'ennesimo programma di varietà. *I suoi cammei mediatici sono sempre e volutamente uguali. Vestito con i colori della guerra, dal verde bottiglia al marrone terra bruciata, spesso circondato dai simboli dell'Ucraina libera seduto alla scrivania con dietro l'immancabile bandiera nazionale. Zelensky compare come un'icona e subito si apre una finestra su un'altra dimensione, diametralmente opposta a quella festaiola e celebrativa che lo ospita. Cambia l'atmosfera in sala. Senza preamboli, non domanda. Esige armi per difendere il suo e il nostro paese da un nemico globale pronto a fagocitare tutto il mondo libero. Il tono non è di chi elemosina gli aiuti, ma è di chi ne ha diritto perché l’Ucraina è il baluardo della libertà, della democrazia, dell'indipendenza occidentali. *Sostenere Zelensky è come fare il tifo per coloro che sul grande schermo stanno cercando l'ultimo figlio in vita della madre che ha perso tutti gli altrui nella guerra. Chi non ha provato questo sentimento mentre al cinema guardava ''Saving Private Ryan''? E anche la pausa di penitenza è azzeccata, come fare il tifo per il ritrovamento di Private Ryan ci fa sentire meglio, così partecipare alla tragedia in Ucraina guardando i camei di Zelensky ci decolpevolizza per essere diventati tanto superficiali e francamente anche tanto stupidi. In questo contesto poteva il cammeo di Zelensky mancare a Sanremo? ===[[Vladimir Putin]]=== *È salito al potere grazie alle aspettative del popolo ucraino che avrebbe portato l’Ucraina alla pace. Ne ha parlato, è stato grazie a questo che ha vinto le elezioni in modo schiacciante. Ma poi, quando è salito al potere, secondo me, ha capito due cose: primo, è meglio non scontrarsi con neonazisti e nazionalisti, perché sono aggressivi e molto attivi, da loro puoi aspettarti di tutto, e secondo , l’Occidente guidato dagli Stati Uniti li sostiene e sosterrà sempre coloro che si antagonizzano con la Russia – è vantaggioso e sicuro. Quindi ha preso una posizione rilevante, nonostante avesse promesso al suo popolo di porre fine alla guerra in Ucraina. Ha ingannato i suoi elettori. *Il presidente dell'Ucraina ha legiferato il divieto di negoziare con la Russia. Ha firmato un decreto che vieta a tutti di negoziare con la Russia. Ma come negozieremo se lui proibirà a se stesso e a tutti di farlo? *Se l'amministrazione Zelenskyj in Ucraina si è rifiutata di negoziare, presumo che lo abbia fatto su istruzione di Washington. ===[[Christian Rocca]]=== {{cronologico}} *Prima delle elezioni c'era chi temeva che Zelensky, russofono e nato a est, avrebbe consegnato il paese a Putin, altri spiegavano che sarebbe stato una marionetta in mano agli oligarchi. La realtà è molto più prosaica: Zelensky è un personaggio mediocre, inadeguato e circondato da amici d'infanzia corrotti o non all'altezza del compito di governare un grande paese o anche solo un condominio. *Zelensky è stato un mediocre presidente prima dell'invasione russa, perché credeva di poter convincere Putin a desistere e per questo sbeffeggiava gli americani che lo avvisavano dell'imminente attacco, ma è diventato uno straordinario leader dei nostri tempi una volta che il suo Paese è stato invaso, fino a trasformarsi in un Churchill del XXI secolo capace di guidare la resistenza, di difendere la democrazia globale e di unire il mondo libero. *Tutti gli riconoscono di aver salvato il paese da un punto di vista dell'immagine, riuscendo a far capire cosa stesse accadendo, cosa che i suoi predecessori non erano riusciti a fare. Avendo almeno un familiare arruolato nell'esercito, gli ucraini si fidano più delle parole dei comandanti. E questi parlano di uno stallo sul campo. Pertanto, se da una parte i cittadini ringraziano il loro presidente per aver difeso il paese, dall'altra lo accusano di non vincere. A maggior ragione oggi dove si afferma che, quando finirà la guerra, Zelensky dovrà dare delle spiegazioni. ===[[Cecilia Sala]]=== *Abbiamo chiesto al presidente ucraino se tre anni di bombardamenti e tentativi di assassinarlo abbiano ucciso il vecchio Zelensky, il comico. Ha risposto ridendo che l’aggettivo “vecchio” accostato al suo nome non lo aveva ancora mai sentito pronunciare, si è incupito quando ha cominciato a raccontare che gestire una guerra si mangia il tempo per i sentimenti – che i problemi sono così tanti, la fretta è così tanta, che si diventa pragmatici, soltanto risolutivi e poco emotivi, che la testa prende il sopravvento sul cuore. A dire il vero nel corso di un’ora di intervista almeno due volte le risposte fiume del presidente ucraino hanno rallentato e gli è venuta un’espressione commossa. Quando ha parlato di suo nonno, Semyon Ivanovich Zelensky, fante ebreo dell’Armata rossa durante la Seconda guerra mondiale con trenta medaglie appese al petto, che in Ucraina ha combattuto i nazisti veri e non quelli che vivono negli ossimori della propaganda putinista (che vuole denazificare Zelensky), ed è stato l’unico della propria famiglia a sopravvivere all’Olocausto, che ha ucciso un milione di ebrei ucraini tra cui i suoi genitori e i suoi tre fratelli. La seconda volta è stata quando abbiamo parlato dei fanti di oggi, dei maschi giovani e non solo che in questo momento sono settecento chilometri a est da qui, nelle trincee a zero gradi sotto i colpi dell’artiglieria russa, che in questi tre anni di grande invasione hanno sostenuto da soli il settanta per cento di tutte le perdite, di tutte le morti in combattimento di ucraini. Quelli che più della nuova Amministrazione americana di destra vogliono che questa guerra finisca presto – a patto che possano dire, questa volta, che sia finita davvero. *Dal punto di vista degli ucraini, il patto del 2019, per cui Zelensky aveva speso il suo capitale politico nonostante la metà del suo paese fosse contraria a un accordo col nemico, si è risolto con la Russia che vendeva il suo gas, l’Europa che otteneva il suo gas e l’Ucraina che otteneva la guerra. *È convinto che a Trump non piaccia essere preso in giro e che non gli piaccia perdere, il presidente ucraino ha scelto come strategia politica fare leva su questo aspetto del carattere dell’americano. ===[[Timothy Snyder]]=== *A differenza di Putin, Zelens'kyi è entrato in carica in un'elezione credibile in cui i candidati avversari (tra cui il presidente in carica) avevano accesso ai media e potevano competere. (Questa è una differenza fondamentale tra l'Ucraina e la Russia: in Ucraina i presidenti hanno perso le elezioni e hanno lasciato l'incarico. Ciò non è ancora accaduto in Russia.) *Sia chiaro: gli ucraini non sono una minaccia per la Russia. Ma la loro democrazia sì. Pensiamo a Zelensky: giovane, democratico, coraggioso, ebreo, russofono. Non solo smentisce la propaganda di Putin che vuole russofoni ed ebrei perseguitati in Ucraina. Ma mostra come potrebbe essere un nuovo presidente se in Russia ci fossero libere elezioni. *Uno degli elementi centrali dei tradizionali attacchi della Russia all'Ucraina è stato la [presunta] oppressione dei russofoni in Ucraina. Ciò è concettualmente fuorviante, in quanto la maggior parte degli ucraini è bilingue in ucraino e russo in un modo o nell'altro, e la lingua non determina l'identità. Ma nella misura in cui è ragionevole parlare di "lingua russa" in Ucraina, lo stesso presidente ucraino è sicuramente uno di questi. Zelens'kyi viene dall'Ucraina orientale e la sua lingua principale è il russo. Quindi un "russofono" in Ucraina può essere eletto presidente. In effetti, i "russofoni" sono molto più liberi in Ucraina sotto questo aspetto di quanto non lo siano in Russia. In Russia non c'è democrazia per nessuno. ===[[John Sweeney (giornalista)|John Sweeney]]=== *Anche se è giusto avvedersi dei suoi errori, Zelensky è il leader competente e coraggioso di una democrazia che si deve difendere in tempo di guerra, mentre Vladimir Putin è un fascista e un criminale di guerra. *Le probabilità che gli ucraini accettino un accordo di pace in cui alcune aree del Paese rimarranno sotto il controllo dei russi è pari a zero, o talmente vicine allo zero da essere trascurabili. Zelensky non ci proverà nemmeno. *Troppi dei miei amici ucraini temono il futuro, e temono che la vittoria possa consolidare Zelensky come una sorta di figura napoleonica. Ma finché c'è da vincere la guerra quelle voci rimangono zitte. Come disse un saggio amico ucraino: «Zelensky fa schifo, ma almeno è il nostro schifo». ===[[Donald Trump]]=== {{cronologico}} *Si rifiuta di avere elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini e l'unica cosa in cui era bravo era suonare Biden "come un violino". Un dittatore senza elezioni, è meglio che Zelensky si muova in fretta, altrimenti non gli rimarrà più un Paese. Nel frattempo, stiamo negoziando con successo la fine della guerra con la Russia, qualcosa che tutti ammettono che solo "TRUMP" e l'amministrazione Trump possono fare. Biden non ci ha mai provato, l'Europa non è riuscita a portare la pace e Zelensky probabilmente vuole mantenere attivo il "treno della cuccagna". Amo l'Ucraina, ma Zelensky ha fatto un lavoro pessimo, il suo Paese è in frantumi e MILIONI di persone sono morte inutilmente. *Zelensky un dittatore? Davvero l'ho detto? Non ci posso credere. *Mi irrita. Parla di necessità d'approvazione costituzionale. L'ha avuta per andare in guerra e ammazzare e ora gli serve per fare uno scambio di territori? ===[[Andreas Umland]]=== *Ad essere onesti, penso che in sostanza Zelens'kyj non avesse davvero capito la situazione del conflitto con la Russia. Inizialmente credeva che il problema fosse Porošenko che – vuoi per i suoi interessi economici, vuoi per il suo nazionalismo ucraino, vuoi per l'influenza dell'Occidente, o per altre ragioni – non riusciva a chiudere il conflitto e ad arrivare a un qualche compromesso. Durante la campagna elettorale del 2019 Zelens'kyj era stato ambiguo. La sua posizione sui rapporti con la Russia per certi aspetti era più simile alle posizioni di Janukovič e del vecchio Partito delle Regioni, che a quelle di Porošenko. Poi, quando è diventato presidente e ha provato a trattare con Putin, si è accorto che il problema non era Porošenko, ma era proprio Putin, che non era interessato a una vera trattativa. *Il colpo maggiore contro le entità pro-russe in Ucraina non è stato portato da Porošenko, ma da Volodymyr Zelens'kyj. Questo è un paradosso perché Zelens'kyj è un russofono con un retroterra familiare ebraico, ed era una colomba pronta a negoziare con Putin, non certo un accanito nazionalista ucraino. Era stata eletto nel 2019 su una piattaforma chiaramente non nazionalista. Ha vinto con il distacco maggiore nella storia delle elezioni presidenziali in Ucraina, con il 73% dei voti. Nessuno aveva raggiunto percentuali simili in passato. Dopo essere stato eletto ha cercato di arrivare a un accordo con Putin, ma si è ben presto reso conto che era impossibile. È a questo punto che è diventato ancora più falco di Porošenko. *La questione del matrimonio omosessuale è un tabù in Ucraina. Ma Zelens'kyj ha avuto un confronto pubblico sulla questione dichiarando che ognuno è libero di vivere la propria vita e che le minoranze sessuali dovrebbero avere gli stessi diritti delle altre persone. *Nello spettro politico occidentale il partito di Zelens'kyj, al Parlamento europeo diciamo, sarebbe da qualche parte tra il blocco liberale, il blocco verde e i socialdemocratici. Zelens'kyj ha fatto delle dichiarazioni progressiste sulle minoranze sessuali. Sua moglie ha preso posizioni femministe. "Servitore del popolo" in uno dei paesi dell'Unione Europea sarebbe considerato un partito di centro-sinistra. ===[[Anna Zafesova]]=== {{cronologico}} *Attaccare Zelensky con la consueta propaganda russa sui "nazisti ucraini" sarà difficile: un presidente di origini ebraiche e di lingua russa toglie a Putin il monopolio sull'identità nazionale e dimostra che si può essere etnicamente russi e avere come modello politico l'Europa e la democrazia. Un'alternativa che sia Putin sia Navalny dimostrano di aver capito subito. *L'ossessione per l'o-ne-stà è uno dei tratti che, insieme alla carriera nello spettacolo, ha fatto guadagnare a Zelensky il titolo di "Grillo ucraino": "Lo votano le babushke analfabete, quelle che non leggono nemmeno la scheda elettorale, ma guardano la tv", è l'obiezione sdegnata che si sente in molti salotti dell'intellighenzia. Il 73 per cento alle presidenziali – e il 43 per cento alle politiche – però non può essere composto solo da vecchiette con il foulard in testa. *Il background del presidente non aiuta l'umiltà: oltre ad avere come mestiere quello di incantare il pubblico, qualità necessaria ma anche pericolosissima per un politico, è anche un imprenditore di successo. Il suo teatro Kvartal-95 è un vero impero, con le facce dei suoi attori affisse ovunque per Kiev, tra pubblicità e locandine: produce spettacoli live, film, serie, e dà lavoro a 10 mila persone. È una componente essenziale del successo del personaggio Ze, un self-made man, uno dei nostri ragazzi che ce l'ha fatta, dai teatri studenteschi al palco principale della nazione, ma esempi anche recenti mostrano che un businessman abituato a una catena di comando verticale fa fatica a funzionare negli schemi multidimensionali della politica. Da presidente Zelensky ha assunto toni più sobri, e interpreta il presidente vero senza alcuna concessione alla comicità del suo personaggio televisivo, forse per evitare di cadere nel ridicolo di un capo di stato che fino a sei mesi fa si vedeva a lanciare tortini vestito da donna nei suoi spettacoli comici. Anche le sue proposte più populiste, come l'abbassamento delle tariffe sul gas, eterno dolore ucraino, sono state accantonate. *In un Paese parte del territorio del quale è stato invaso, non ha mai parlato di "invasione". Ha invocato la tutela delle minoranze, linguistiche, etniche e religiose. Non ha mai menzionato la madonna né tirato fuori un rosario, dichiarando di volersi tenere laicamente distante da tutte le religioni. Non ha evocato complotti inesistenti. Non ha parlato di vaccini, Ufo, deep state, Bilderberg, scie chimiche, immigrati, protezionismo, radici e radioso passato, ma di investimenti esteri, di stimoli fiscali per sanità, istruzione, ambiente e innovazione, di apertura dei mercati, di riforma della giustizia, di Europa e di futuro, ha ordinato di "lasciare in pace" gli omosessuali che "sono liberi di fare quello che vogliono" e menzionato la parità gender. *Zelensky è il populista supremo, un'evoluzione senza precedenti della specie politica. Non è un politico che utilizza spin doctor, esperti di pubbliche relazioni e addetti stampa per cucirsi addosso un'immagine. È un attore e produttore che prima ha creato l'immagine del presidente ideale per il piccolo schermo e poi l'ha fatta eleggere capo dello Stato. È lo spin al cubo. *Il procedimento Zelensky è stato l'opposto di quello di Trump e Salvini. Alla domanda su quale ideologia preferisce, il presidente ucraino risponde: "Una sola: tutto quello che divide il Paese va evitato". Invece di estremizzare l'opinione pubblica, sdoganando discorsi emarginati nel "locker room talk", come lo chiama Trump, nei bar e nelle cucine, nella "pancia", espandendo i limiti del lecito fino a fagocitare l'elettore moderato, il comico ucraino rispolvera la vecchia regola che le elezioni si vincono al centro. Evita accuratamente i discorsi che possono irritare i due estremi dell'elettorato ucraino – i nazionalisti di Leopoli e i nostalgici sovietici di Donetsk – offrendo al resto del Paese una proposta buonista di futuro, crescita e pace, raccontata con un buon senso da zia Pina. *In patria, dopo un anno di bombe, sangue, buio e freddo ha il 94 per cento dei consensi, all'estero è una superstar globale, con i politici che litigano per una cena con lui, e l'entusiasmo che suscita quando passa per Washington, Londra e Bruxelles ricorda quasi quello di un'icona del rock. Il suo volto viene stampato sulle t-shirt, la sua felpa "I'm Ukrainian" va a ruba, e il colore Pantone della moda dell'Ucraina in guerra è il verde Zelensky (che poi in ucraino significa appunto "verde"). È un presidente, un comandante in capo, un'icona, è l'uomo più amato e più minacciato del mondo, e quando compie 45 anni, il 25 gennaio scorso, gli ucraini sui social gli regalano un titolo che vale più di un Nobel e di un Oscar insieme, "naikrashiy", il migliore. *È proprio con Zelensky che l'Ucraina si è compiuta definitivamente come quella "anti Russia" – per usare la terminologia putiniana – che metteva in crisi il cuore di tenebra dell'ex impero sovietico, rappresentando un'alternativa democratica ed europea alla nostalgia risentita dalla quale la dittatura di Mosca attingeva la sua legittimazione. Era l'antidoto a quella che molti, nello spazio postsovietico, percepivano ancora come una condanna a ripetere la storia, e il cambio generazionale che Zelensky ha rappresentato è diventato visibile a tutto il mondo con la guerra, con un governo democratico di quarantenni che parlano inglese a organizzare la resistenza contro l'invasione di un regime di settantenni che ripetono i cliché della propaganda sovietica. *È il suo genio comunicativo ad averne fatto l'uomo "most wanted" dai russi, e i suoi appelli serali girati con il telefonino – tanto criticati in tempi di pace dai giornalisti ucraini che si vedevano estromessi da un presidente populista che cercava un dialogo diretto con il suo popolo, bypassando le élite – sono già nei manuali di storia accanto agli appelli radio di Churchill e Roosevelt. È stato saggio, dicono i suoi estimatori a Kyiv, ad aver lasciato mano libera ai militari, concentrandosi su quello che sa fare meglio: creare una narrazione da offrire ai suoi combattenti e all'opinione pubblica internazionale. Ha costruito il sogno della resistenza e della vittoria, nel quale si mischiano miti antichi e moderni, linguaggio alto e pop, ideali europei e retaggi sovietici: è sua la proprietà del mito della "guerra patriottica" della nazione che si erge contro l'invasore, che Putin ha invano cercato di privatizzare, della resistenza partigiana e dell'unità nazionale, della strage di Bucha che rievoca la memoria di Babyn Yar e abbina a quel ricordo atroce proprio i russi che urlano agli "ucronazisti". *Un giorno, la sua incredibile storia verrà raccontata in film interpretati da attori che rincorrerano l'Oscar per aver impersonato un attore diventato presidente diventato storia. ==Filmografia== *''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015 - 2019) – attore, ideatore, regia, sceneggiatura ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Volodymyr Zelensky, ''Combatteremo fino alla fine'', a cura di Massimiliano Melley, Chiarelettere, Milano, 2022, ISBN 978-88-3296-565-0 *Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022, EAN 9771128608751 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zelens'kyj, Volodymyr}} [[Categoria:Attori ucraini]] [[Categoria:Comici ucraini]] [[Categoria:Personalità della guerra russo-ucraina]] [[Categoria:Politici ucraini]] [[Categoria:Registi ucraini]] [[Categoria:Sceneggiatori ucraini]] njlwnzqe6o2aj3836cpllylc4ypf8qo Teorema di Pitagora 0 159753 1429788 1034590 2026-10-17T10:21:21Z Simonsegni 106283 [[Bruno Munari]] e [[Wisława Szymborska]] 1429788 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Pythagoraas.svg|thumb|Il teorema di Pitagora]] Citazioni sul '''teorema di Pitagora'''. ===[[Egmont Colerus]]=== *Ognuno conosce l'enunciato del famoso teorema, tutti sanno che in qualsiasi triangolo rettangolo il quadrato costruito sul lato opposto all'angolo retto (l'ipotenusa) è uguale alla somma dei quadrati costruiti sugli altri due lati, i cosiddetti cateti. La domanda posta da [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], perché esista questa relazione, come tutte le domande di questo genere, non ha risposta. Si può dimostrare in cento modi che è così: il perché rimane un mistero. *[[Pitagora]] {{NDR|con il suo teorema}} aveva dunque enunciato per primo la legge generale che fino allora era conosciuta in Egitto solo per i lati nel rapporto 3 : 4 : 5 (3<sup>2</sup> + 4<sup>2</sup> = 5<sup>2</sup> ossia 9 + 16 = 25) e in India per i lati nel rapporto 5 : 12 : 13 (5<sup>2</sup> + 12<sup>2</sup> = 13<sup>2</sup> ossia 25 + 144 = 169), e oltre a ciò la legge reciproca, dalla quale in Egitto e in India si era effettivamente partiti. In questi due paesi si era detto, come sappiamo, che si forma un angolo retto (o che si ha un triangolo rettangolo) quando i lati stanno tra loro in quel certo rapporto. Pitagora dice viceversa: in ogni triangolo rettangolo, cioè in uno qualsiasi di tutti i possibili triangoli rettangoli, i lati si comportano nel modo indicato: c'è uguaglianza tra la somma dei quadrati dei cateti e il quadrato dell'ipotenusa. [...]. Crediamo che anche uno scettico vedrà ora chiaramente la differenza tra questa legge completamente generale e i casi singoli, di per sé utili ed esatti, della geometria egiziana ed indiana. *Senza questo teorema non si sarebbe potuto costruire quasi nessun ramo della geometria e delle matematiche superiori basate sulla geometria. ===[[Bruno Munari]]=== *[...] cos'è l'arte concreta? Prendiamo come esempio il teorema di Pitagora. Questa figura [...], prima era nella mente di Pitagora e nessuno la vedeva e la poteva conoscere. Disegnandolo su di una superficie piana, questo pensiero prende corpo, diventa concreto, è lui, non “rappresenta” altro che se stesso. Questo vuol dire poter vedere un pensiero, ora questo pensiero può essere scientifico come quello di Pitagora o artistico come quello di Mondrian, di Arp, di Bill, di... può essere a due dimensioni, a tre, a quattro, con colore o senza, con movimento per mostrare come una forma può trasformarsi in un'altra. ===[[Wisława Szymborska]]=== *Non ho difficoltà a immaginare un'antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il teorema di Pitagora. Perché no? Lí c'è quella folgorazione che è connaturata alla grande poesia, e una forma sapientemente ridotta ai termini più indispensabili, e una grazia che non a tutti i poeti è stata concessa. ==Voci correlate== *[[Pitagora]] *[[Triangolo]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Geometria]] [[Categoria:Teoremi|Pitagora]] 3aszyt5chucqar1tmmdpwbamhbk1y0p Emilio Cigoli 0 173213 1429780 1429374 2026-10-17T08:46:46Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1429780 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Emilio Cigoli 1950.png|miniatura|Emilio Cigoli nel film ''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)]] '''Emilio Cigoli''' (1909 – 1980), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni su Emilio Cigoli== *È stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni '80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l'altro molto difficile. Io ero un po' intimorito. Lui mi disse: "Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io". E così fu. È stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore. ([[Luca Biagini]]) *Io ho incominciato a lavorare anche con Cigoli e ovviamente io non ho la voce: in basso, chiudi, fonda, profonda. Perché lui voleva sempre le voci molte basse, tutte impostate in basso. Anche dei bambini. ([[Lorenza Biella]]) *Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo Emilio Cigoli», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di [[John Wayne]]. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.<br>Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». ([[Gigi Proietti]]) *Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza. ([[Gigi Proietti]]) ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[Amo te sola]]'' (1935) *''[[Centomila dollari]]'' (1940) *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) *''[[Noi vivi]]'' (1942) *''[[Addio Kira!]]'' (1942) *''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942) *''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]'' (1946) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Pietà per chi cade]]'' (1954) *''[[Questa è la vita]]'' (1954) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) *''[[Lettere di una novizia]]'' (1960) {{div col end}} ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931) *''[[Io sono un evaso]]'' (1932) *''[[Shanghai Express]]'' (1932) *''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935) *''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'' (1936) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936) *''[[I diavoli volanti]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande 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Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'' (1970) *''[[Reverendo Colt]]'' (1970) *''[[Rio Lobo]]'' (1970) *''[[Una messa per Dracula]]'' (1970) *''[[1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra]]'' (1971) *''[[Il grande Jake]]'' (1971) *''[[Quattro tocchi di campana]]'' (1971) *''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972) *''[[Horror Express]]'' (1972) *''[[I cowboys]]'' (1972) *''[[Una ragione per vivere e una per morire]]'' (1972) *''[[I satanici riti di Dracula]]'' (1973) *''[[La stella di latta]]'' (1973) *''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]'' (1973) *''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'' (1976) *''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]'' (1980) {{div col end}} ====Film d'animazione==== *''[[I tre caballeros]]'' (1944) *''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959) *''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961) *''[[La spada nella roccia]]'' (1963) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cigoli, Emilio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] oyoc54ypgo1khapzbqk9c2y7x8cq2im Daphne Scoccia 0 177202 1429742 1241707 2026-10-17T03:38:26Z Danyele 19198 +immagine 1429742 wikitext text/x-wiki [[File:Daphne Scoccia Canale25 2017 03.png|thumb|Daphne Scoccia nel 2017]] '''Daphne Scoccia''' (1995 – vivente), attrice italiana. ==Citazioni di Daphne Scoccia== *Il problema è che in Italia si chiamano – e premiano – sempre le stesse persone, non viene lasciato molto spazio al nuovo, al non convenzionale. Io non mi posso lamentare, non ho mai smesso di lavorare da quando ho interpretato ''Fiore'', ma c’è ancora tanto da fare. Serve più meritocrazia, riconoscenza ed equità anche a livello di retribuzione con i colleghi maschi. Intanto tra giovani attrici facciamo squadra: con [[Selene Caramazza]], [[Carlotta Antonelli]], le gemelle Fontana e [[Blu Yoshimi]] ci sentiamo spesso, ci videochiamiamo anche in questi giorni e ci sosteniamo a vicenda. Fare rete è tutto.<ref>Citato in Claudia Catalli, ''[https://news.cinecitta.com/IT/it-it/news/54/81621/daphne-scoccia-nel-bagno-delle-donne-di-un-cinema-d-essai.aspx Daphne Scoccia: «Nel bagno delle donne di un cinema d'essai»]'', ''news.cinecitta.com'', 6 aprile 2020.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Scoccia, Daphne}} [[Categoria:Attori italiani]] tvtq7y3k3r6we84nmzqdgpr1zcvi6ym Carlotta Antonelli 0 177204 1429743 1241708 2026-10-17T04:06:47Z Danyele 19198 +5 / sistemazioni 1429743 wikitext text/x-wiki [[File:Carlotta Antonelli (light crop).jpg|thumb|Carlotta Antonelli nel 2018]] '''Carlotta Antonelli''' (1995 – vivente), attrice italiana. ==Citazioni di Carlotta Antonelli== {{cronologico}} *[...] si tratta di una storia forte, che scava a fondo delle cose. [[Suburra - La serie|Suburra]] non ha una via di mezzo. E questo a livello personale, come attrice, è una cosa che non vedo l'ora di fare. Perché così ho la possibilità di esagerare.<ref>Dall'intervista di Gianmaria Tammaro, ''[https://web.archive.org/web/20171009034351/https://www.lastampa.it/2017/10/08/societa/carlotta-antonelli-suburra-racconta-una-storia-forte-che-scava-a-fondo-NWMWepYEWWhGizeb1mgsyI/pagina.html Carlotta Antonelli: "Suburra racconta una storia forte, che scava a fondo"]'', ''lastampa.it'', 8 ottobre 2017.</ref> *Non ho mai sognato di recitare, non mi interessava, eppure questo lavoro mi ha salvata. Sono di Roma e sono andata via di casa a 18 anni, senza aver finito la scuola. Non è successo per un conflitto con i miei genitori, ma perché avevo una grande confusione in testa. Non avevo progetti, sapevo solo che dovevo guadagnare, però nessuno mi offriva un lavoro. Solo un'agenzia di pubblicità mi ha accolta subito: mi hanno vista con il grande zaino verde da campeggio con cui me ne ero andata di casa e forse hanno pensato che avessi bisogno di aiuto. {{NDR|«Com'è stato il passaggio tra la pubblicità e il cinema?»}} L'agenzia a un certo punto ha chiuso: il titolare è stato arrestato. Volevo cercare un lavoro normale, ma la mia agente insisteva: "Devi provare a recitare". Non volevo, non mi sentivo capace, andavo ai provini, andavano malissimo, me ne fregavo. Ma quando non hai niente, nessuna passione, a volte ti basta essere riconosciuto e rimproverato per cambiare rotta. Se uno si è perso, ha bisogno di una sberla per ritrovare la strada. A me è successo così. Nell'ennesimo provino il regista, Michele Alhaique, mi ha fatto una scenata: mi ha spronata a dare il massimo. Ho sentito un'attenzione su di me che nessuno mi aveva dimostrato in quel periodo. Mi sono impegnata e lui mi ha scelta. La serie tv ''Solo'' è stata il mio primo set. E sono partita per un'altra vita.<ref>Dall'intervista di Marina Speich a ''Grazia'' n. 24/2021; citato in ''[https://www.grazia.it/magazine/carlotta-antonelli-suburra-intervista Carlotta Antonelli: «Mi ha salvata essere una ribelle»]'', ''grazia.it'', 31 maggio 2021.</ref> {{Int|''[https://www.theitalianreve.com/it/intervista-con-carlotta-antonelli-larte-di-scomporsi-e-suburra-2/ Intervista con Carlotta Antonelli: l'Arte di Scomporsi e "Suburra 2"]''|Valentina Carraro, ''theitalianreve.com'', 20 febbraio 2019.}} *Penso che siamo noi che lasciamo qualcosa ai [[Personaggio immaginario|personaggi]], se ci portassimo dietro qualcosa di loro potrebbe essere un problema {{NDR|ride}}. *Penso che [[Netflix]] sia una cosa molto bella, ma dall'altra parte penso che si stia un po' perdendo questa cosa di andare al cinema e mi dispiace. Io ad esempio vado ancora a comprarmi i dvd, è come andare il cinema, è un piacere che purtroppo con Netflix si sta perdendo perché le persone preferiscono stare a casa. Secondo me è un'arma a doppio taglio, da una parte è interessante, è bello che tu possa vedere tutto subito, ma per i film non lo so, sono un po' incerta. *Interpretare un personaggio che ci somigli può essere comodo ma la vera sfida è il divertimento, lo scomporsi in mille pezzettini per ricomporsi in qualcosa che non è minimamente avvicinabile alla nostra personalità. *Non è la mia vita, la [[recitazione]] è qualcosa che mi rappresenta, oltre che il mio lavoro, è un mio secondo mondo, una ricerca, una scoperta: è una cosa grande [...]. È importante anche perché quando fai questo fai un grande lavoro su te stessa, e penso che mi abbia lasciato una cosa grandissima: ho imparato a non avere più giudizio, né su altri né su di me. Non puoi fare questo lavoro se hai giudizio, perché ti lasci andare e non ti frega più niente di come vieni visto, è una libertà. {{Int|''[https://www.vanityfair.it/show/tv/2020/05/07/carlotta-antonelli-intervista-il-lavoro-mi-ha-salvata Carlotta Antonelli: «Il lavoro mi ha salvata»]''|Intervista di Mario Manca, ''vanityfair.it'', 7 maggio 2020.}} *Mi ero ribellata ai miei per via della scuola: mi hanno costretto a fare il liceo classico che non volevo fare e, dopo 3 anni in cui venivo bocciata o rimandata, ho cercato di parlare con loro, ma niente. I miei genitori sono separati: mio padre era più tranquillo, ma mia madre viveva tutto con grande apprensione e così, quando ho cambiato scuola per farne altre e non andavano neanche quelle, ho detto basta. È stato un modo per scappare, evadere da quella che mi sembrava una gabbia». *Mi piacerebbe dedicarmi al cinema, quello bello che non si fa per industria o per il profitto ma quando c’è l’amore e la passione per l’arte. Anche se posso sembrare la principessa con il sogno nel cassetto, mi piacerebbe lavorare con [[Luca Guadagnino]], ma anche con i fratelli D’Innocenzo che stimo da morire e che conosco abbastanza bene. In Italia, in realtà, ci sono poche persone che mi vengono in mente. *Non avevo nessun piano: ero senza un’idea, senza una direzione. Ero una ragazza che voleva lasciare la scuola, ma che non aveva una passione. L’unica era il canto, ma non l’ho mai detto a nessuno. Non sapevo cosa mi sarebbe successo il giorno dopo, figuriamoci se pensavo a cosa avrei fatto da grande. Il lavoro, in questo senso, mi ha salvata da questo continuo vagare. *Nonostante non possa essere d’accordo su alcune cose che ho fatto e che avrei voluto fare meglio, riconosco di aver avuto una fortuna enorme. Vengo da una famiglia di artisti – i miei sono fotografi e i miei fratelli cantano e suonano – ma ho sempre sentito di essere partita da zero, senza nessuno a darmi il classico calcio in culo che ti porta lontano. Se ripenso a tutto quello che ho fatto, mi chiedo: com’è possibile che sia successo? È incredibile. {{Int|''[https://d.repubblica.it/culture/interviste/2022/02/26/news/carlotta_antonelli_fino_ad_ora_me_la_sono_semplicemente_cavata_anche_per_fare_lattrice_ho_tante_cose_da_imparare-424359115/ Carlotta Antonelli: «Fino ad ora me la sono semplicemente cavata. Anche per fare l'attrice. Ho tante cose da imparare...»]''|Intervista di Francesca Ottaviani e Giovanni Audiffredi, ''d.repubblica.it'', 26 febbraio 2022.}} *Fino ad ora me la sono semplicemente cavata. Non ho mai studiato. Anche per fare l'attrice. Ci sono così tante cose che non conosco e che voglio toccare, imparare, per vedere cosa succede. *{{NDR|«Lei ha tre sorelle e un fratello, i suoi avevano un negozio di fotografia: non sembra tanto male»}} Una famiglia che ha dovuto fare tante rinunce, attraverso parecchie crisi. Anche quelle bellissime foto stampate che ci riempivano la vita, annullate dal digitale. Siamo tutti artisti: una canta benissimo, una è musicista, mio fratello recita, io ho la passione per la scrittura. Le arti hanno rappresentato per noi un rifugio per stare uniti, quando abbiamo pensato di essere abbandonati. *[[Libero De Rienzo|Libero]] stava al mondo con un'ironia speciale. Scherzava anche sulla fine [...]. Da lui ho imparato a divertirmi sul set, senza portare nel lavoro le nostre insoddisfazioni. Anzi, a lavorare con una spensieratezza infantile. {{Int|''[https://www.tustyle.it/people/carlotta-antonelli-prendo-tutto-il-bello-che-mi-capita/ Carlotta Antonelli: "Prendo tutto il bello che mi capita"]''|Intervista di Valeria Vignale, ''tustyle.it'', 12 maggio 2022.}} *Io sono felice di aver imparato a vivere bene. {{NDR|«Cosa vuoi dire?»}} Quando sei confuso e problematico, com'ero io da adolescente, non hai gli strumenti per realizzare i tuoi desideri. Per maturare una consapevolezza ho dovuto lavorare parecchio su me stessa, facendomi un mazzo così per uscire dalle dinamiche adolescenziali e vedere le cose con più lucidità. Oggi la vita mi piace da morire e sono positiva, voglio prendere tutto ciò che càpita di bello. Mi nutro di desideri, di qualsiasi tipo. Sembrerà strano ma sono arrivata alla conclusione che essere [[Felicità|felici]] sia una conquista, non solo una fortuna, e pure molto faticosa. Per vivere pienamente bisogna scrollarsi di dosso la paura. *Con la [[moda]] ho un rapporto meraviglioso, mi diverto a interpretare i vestiti perché è come fare l'attrice per gioco. Girare i cosiddetti "fashion film" mi diverte tantissimo: torno bambina come quando mettevo le collane di mia nonna e le scarpe coi tacchi di mia madre per giocare a fare sfilate per casa. Quotidianamente invece non seguo più di tanto la moda. Sono quasi sempre in jeans, indosso quello che mi piace quel giorno senza neanche guardarmi allo specchio. A volte il rossetto lo metto camminando per strada. *La mia è una famiglia semplice e metà del mio cuore è ancora in Sicilia a Torre Faro, la frazione di Messina dove andavo da bambina per stare con nonno Paolo e nonna Pina. {{NDR|«Sei molto legata alle tue radici?»}} Sì, e almeno una volta l'anno torno lì, in quel paesino antico con case semplici come la loro, con le barchette davanti. Non è un luogo turistico eppure ti spogli e togli le scarpe perché non serve nulla: da piccola facevo una vita selvaggia. La prima volta che i nonni hanno letto una mia intervista si sono messi a piangere dalla gioia: sono cose che di solito vedi nei film, non credi che possa capitare a te. *Nonostante i miei genitori si siano separati quando avevo soltanto 8 anni, e anche se ho visto tante coppie lasciarsi, ho sempre creduto fortemente nell'amore e nel rapporto di coppia. Sono convinta che ci si possa innamorare sempre, a ogni età, e non solo una volta nella vita. A volte più intensamente, altre volte meno. E comunque spero di trovare non tanto qualcuno che mi somigli, ma che mi corrisponda. {{Int|''[https://www.vogue.it/bellezza/gallery/carlotta-antonelli Carlotta Antonelli racconta la sua ossessione per i rossetti rossi]''|Intervista di Susanna Macchia, ''vogue.it'', 18 luglio 2022.}} *Non riesco a fidarmi abbastanza delle persone. So che non è bello, ne sono consapevole. Ma non mi preoccupo più di tanto. *{{NDR|«I colori che ami di più?»}} Rosso e nero. Il calcio non c'entra. Sono due colori che mi rappresentano molto. Il nero è il mio lato oscuro: sono famosa per arrovellarmi in dei pensieri che mi conducono all'interno di un tunnel dal quale poi non riesco a uscire facilmente. Il rosso invece è la mia parte passionale, la mia vitalità, la femminilità. *Non vorrei assomigliare a nessuna. Ma sono follemente innamorata di [[Monica Vitti]]. Vorrei avere il suo carisma e la sua vitalità. *{{NDR|«Ti senti bella quando?»}} In estate, quando i capelli e la pelle sanno di sole e di mare. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Suburra - La serie]]'' (2017-2020) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Antonelli, Carlotta}} [[Categoria:Attori italiani]] gcztqv12l4vsiv9yk9gxwm7oxob3lhl Charlton Heston 0 179197 1429777 1421310 2026-10-17T08:44:58Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429777 wikitext text/x-wiki [[File:Charlton_Heston_Civil_Rights_March_1963.jpg|thumb|Charlton Heston nel 1963]] {{Premio|Oscar| '''''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]''''' * Miglior attore (1960) Premio umanitario Jean Hersholt (1978) }} '''Charlton Heston''' nome d'arte di ''John Charles Carter'' (1923 – 2008), attore, regista e attivista statunitense ==Citazioni di Charlton Heston== *La correttezza politica è la tirannia con le buone maniere. :''Political correctness is tyranny with manners.''<ref>{{en}} Citato in Richard Corliss, ''[http://content.time.com/time/arts/article/0,8599,1728272-3,00.html Appreciation: Charlton Heston]'', ''time.com'', 6 aprile 2008.</ref> *[[Lenin]] nel 1921 constatò con molta chiarezza che i film erano lo strumento più potente mai inventato per modellare il modo in cui pensavamo. Aveva ragione. I film politici possono avere successo. Sono molto difficili da fare perché tendono a trasformarsi in sermoni, che potrebbero essere molto noiosi. :''Lenin in 1921 observed very presciently that motion pictures were the most powerful tool ever invented to shape the way we thought. He was right. Political films can be successful. They're very hard to do because they tend to turn into sermons, which can be very boring.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Bill Kauffman, ''[https://reason.com/1987/04/01/interview-with-charlton-heston/?print= Interview with Charlton Heston]'', ''reason.com'', 1 aprile 1987.</ref> *Non rinuncio e non mi arrendo. :''I'm neither giving up nor giving in.''<ref>{{en}} Citato in Fredricka Whitfield, ''[http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0208/09/bn.09.html Charlton Heston Makes Statement About Alzheimer's]'', ''cnn.com'', 9 agosto 2002.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'' (1953) *''[[I due capitani]]'' (1955) *''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956) *''[[Il grande paese]]'' (1958) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965) *''[[Sierra Charriba]]'' (1965) *''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968) *''[[1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra]]'' (1971) *''[[2022: i sopravvissuti]]'' (1973) *''[[I giganti del West]]'' (1980) *''[[Fusi di testa 2]]'' (1993) *''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993) *''[[True Lies]]'' (1994) *''[[Il seme della follia]]'' (1995) *''[[Hercules (film 1997)|Hercules]]'' (1997) – voce *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[Amori in città... e tradimenti in campagna]]'' (2001) *''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'' (2001) *''[[Bowling a Columbine]]'' (2002) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Heston, Charlton}} [[Categoria:Attivisti statunitensi]] [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Registi statunitensi]] oyxvnuaz562ls05u6fye6lo3lic9cut Simona Quadarella 0 183570 1429736 1423070 2026-10-17T03:22:01Z Danyele 19198 +1 1429736 wikitext text/x-wiki [[File:Simona_Nanchino_medaglia2.jpg|thumb|Simona Quadarella nel 2014]] '''Simona Quadarella''' (1998 – vivente), nuotatrice italiana. ==Citazioni di Simona Quadarella== {{cronologico}} *Io vorrei fare gare in rimonta: si soffre di meno ed è più avvincente rispetto a stare davanti e poi non vincere.<ref>Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in Federico Parodi, ''[https://www.sportface.it/nuoto/quadarella-olimpiadi-tokyo-intervista/1328943 Quadarella: “A Tokyo voglio fare qualcosa di grande e sorprendere me stessa”]'', ''sportface.it'', 25 marzo 2021</ref> *Nelle gare più lunghe, quando la stanchezza si fa sentire, penso alla fine. A quando arriverò e la fatica non ci sarà più.<ref name="Guerriero">Dall'intervista di Silvia Guerriero, ''La nostra "cannibale"'', ''SportWeek'' n. 26, 26 giugno 2021, pp. 66-73.</ref> *Prima mi buttavo in acqua e mi dicevo "vabbe, come va la gara va", invece adesso so come deve andare ancora prima di tuffarmi.<ref name="Guerriero"/> *{{NDR|Sul [[complesso natatorio del Foro Italico]], «qualcuno, anche straniero, parla di piscina più bella del mondo»}} È lo è davvero, in una città come Roma non può essere altrimenti.<ref>Dall'intervista di Mattia Chiusano, ''[https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/08/10/news/europei_nuoto_roma_intervista_simona_quadarella-361145370/ Europei di nuoto, Simona Quadarella: "A Roma nella piscina più bella del mondo. Essere a 10 km da casa mi dà la carica"]'', ''roma.repubblica.it'', 10 agosto 2022.</ref> {{Int|''«Dopo la laurea voglio il 10 in Europa»''|Intervista di Sergio Arcobelli, ''SportWeek'' n. 32 (1314), 8 agosto 2026, pp. 50-55.}} *Con il passare degli anni ti rendi conto che il momento del ritiro si avvicina velocemente e forse proprio questo pensiero mi spinge a dare ancora qualcosa in più. *{{NDR|«Da bambina chi guardavi?»}} [[Federica Pellegrini]] e [[Alessia Filippi]]. Le osservavo dal divano di casa e sognavo di diventare come loro. *Le [[Sconfitta|sconfitte]] fanno parte della carriera di ogni atleta e, nel mio caso, mi hanno aiutata a crescere. Forse anche più delle vittorie. *{{NDR|Su [[Katie Ledecky]]}} [...] un'atleta straordinaria, praticamente imprendibile. Durante la gara cerco di non guardarla, perché preferisco concentrarmi su me stessa e sulla mia prova. Senza di lei avrei vinto molto di più... ==Citazioni su Simona Quadarella== *Mi ha detto che ero il suo idolo e mi chiedeva gli autografi quando era piccola. Anche più di uno alla volta facendo più file. Per me è stato un onore essere il suo idolo. Da giovane non te lo immagineresti mai di diventare il punto di riferimento di qualcuno. Penso anche che ci assomigliamo sotto qualche punto di vista, anche se lei è molto meglio di me in vasca. Ha avuto più caparbietà ed è al top da tanti anni. Una capacità che io non ho avuto. Mi piace guardarla nuotare, la ammiro tanto e avrei voluto essere come lei. ([[Alessia Filippi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Quadarella, Simona}} [[Categoria:Nuotatori italiani]] gmfbdwpyxdktzuakct5hrzplilp8x9b 1429737 1429736 2026-10-17T03:23:10Z Danyele 19198 /* Citazioni di Simona Quadarella */ riordino alfabetico 1429737 wikitext text/x-wiki [[File:Simona_Nanchino_medaglia2.jpg|thumb|Simona Quadarella nel 2014]] '''Simona Quadarella''' (1998 – vivente), nuotatrice italiana. ==Citazioni di Simona Quadarella== *{{NDR|Sul [[complesso natatorio del Foro Italico]], «qualcuno, anche straniero, parla di piscina più bella del mondo»}} È lo è davvero, in una città come Roma non può essere altrimenti.<ref>Dall'intervista di Mattia Chiusano, ''[https://roma.repubblica.it/cronaca/2022/08/10/news/europei_nuoto_roma_intervista_simona_quadarella-361145370/ Europei di nuoto, Simona Quadarella: "A Roma nella piscina più bella del mondo. Essere a 10 km da casa mi dà la carica"]'', ''roma.repubblica.it'', 10 agosto 2022.</ref> *Io vorrei fare gare in rimonta: si soffre di meno ed è più avvincente rispetto a stare davanti e poi non vincere.<ref>Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in Federico Parodi, ''[https://www.sportface.it/nuoto/quadarella-olimpiadi-tokyo-intervista/1328943 Quadarella: “A Tokyo voglio fare qualcosa di grande e sorprendere me stessa”]'', ''sportface.it'', 25 marzo 2021.</ref> *Nelle gare più lunghe, quando la stanchezza si fa sentire, penso alla fine. A quando arriverò e la fatica non ci sarà più.<ref name="Guerriero">Dall'intervista di Silvia Guerriero, ''La nostra "cannibale"'', ''SportWeek'' n. 26, 26 giugno 2021, pp. 66-73.</ref> *Prima mi buttavo in acqua e mi dicevo "vabbe, come va la gara va", invece adesso so come deve andare ancora prima di tuffarmi.<ref name="Guerriero"/> {{Int|''«Dopo la laurea voglio il 10 in Europa»''|Intervista di Sergio Arcobelli, ''SportWeek'' n. 32 (1314), 8 agosto 2026, pp. 50-55.}} *Con il passare degli anni ti rendi conto che il momento del ritiro si avvicina velocemente e forse proprio questo pensiero mi spinge a dare ancora qualcosa in più. *{{NDR|«Da bambina chi guardavi?»}} [[Federica Pellegrini]] e [[Alessia Filippi]]. Le osservavo dal divano di casa e sognavo di diventare come loro. *Le [[Sconfitta|sconfitte]] fanno parte della carriera di ogni atleta e, nel mio caso, mi hanno aiutata a crescere. Forse anche più delle vittorie. *{{NDR|Su [[Katie Ledecky]]}} [...] un'atleta straordinaria, praticamente imprendibile. Durante la gara cerco di non guardarla, perché preferisco concentrarmi su me stessa e sulla mia prova. Senza di lei avrei vinto molto di più... ==Citazioni su Simona Quadarella== *Mi ha detto che ero il suo idolo e mi chiedeva gli autografi quando era piccola. Anche più di uno alla volta facendo più file. Per me è stato un onore essere il suo idolo. Da giovane non te lo immagineresti mai di diventare il punto di riferimento di qualcuno. Penso anche che ci assomigliamo sotto qualche punto di vista, anche se lei è molto meglio di me in vasca. Ha avuto più caparbietà ed è al top da tanti anni. Una capacità che io non ho avuto. Mi piace guardarla nuotare, la ammiro tanto e avrei voluto essere come lei. ([[Alessia Filippi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Quadarella, Simona}} [[Categoria:Nuotatori italiani]] 281r1n15ukh9dn4kbbpuzc9sl72ihfl Matilde di Canossa 0 188362 1429670 1178780 2026-10-16T15:32:50Z Gaux 18878 /* Citazioni su Matilde di Canossa */ Luigi Tosti 1429670 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. ([[Luigi Tosti]]) *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] cx3ym6x8pw0x613w7pc8bz0ep6c87e8 1429676 1429670 2026-10-16T15:52:05Z Gaux 18878 /* Citazioni su Matilde di Canossa */ altra di Tosti 1429676 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. ([[Luigi Tosti]]) *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. ([[Luigi Tosti]]) *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] 03b61rlm79p9qkfgcita12i95wkkivq 1429677 1429676 2026-10-16T15:52:53Z Gaux 18878 no stub 1429677 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. ([[Luigi Tosti]]) *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. ([[Luigi Tosti]]) *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] hlwhl759xfp50gujzf7s1p9u6kgxdgt 1429678 1429677 2026-10-16T15:54:05Z Gaux 18878 Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera 1429678 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. ([[Luigi Tosti]]) *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. ([[Luigi Tosti]]) *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati<ref>Manoscritti miniati.</ref>. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. ([[Luigi Tosti]]) *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] s5tjta5zujs8vs6uq5tdp3eitpnsuh6 1429679 1429678 2026-10-16T15:55:48Z Gaux 18878 nuova sezione 1429679 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ===[[Luigi Tosti]]=== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati<ref>Manoscritti miniati.</ref>. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] ocv2b7wvn5c64r75sh0l5mk90rxugpl 1429680 1429679 2026-10-16T15:57:03Z Gaux 18878 sezione Note 1429680 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ===[[Luigi Tosti]]=== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi pontefici, è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati<ref>Manoscritti miniati.</ref>. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] 84vj745hu4m7to8grawpclrke8sxdxq 1429682 1429680 2026-10-16T16:02:54Z Gaux 18878 /* Luigi Tosti */ wlink 1429682 wikitext text/x-wiki [[File:Matilde di Canossa.jpg|thumb|Ritratto di Matilde di Canossa]] '''Matilde di Canossa''', o '''Mathilde''', o più correttamente '''Matilde di Toscana''', nota anche come la '''Grancontessa''' (1046 – 1115), contessa, duchessa, marchesa e vicaria imperiale. ==Citazioni su Matilde di Canossa== *Nel gennaio del 1077, Enrico IV, colpito da un interdetto papale, aveva accettato la mediazione dell'abate Ugo di Clumy per riuscire ad essere ricevuto e «perdonato» dal pontefice. Prima dell'incontro aveva trascorso tre giorni al gelo nel piazzale innevato del castello di Canossa. Scalzo, vestito con un misero abito da penitente, l'imperatore si era poi inginocchiato ai piedi di Gregorio VII per ottenere la revoca della scomunica. Quell'umiliazione fece diventare Matilde, coprotagonista – assieme al papa e all'imperatore – del clamoroso evento. Divenne la donna più celebre del Medioevo, la più importate, forse, assieme a Giovanna d'Arco, vissuta tre secoli dopo di lei. ([[Paolo Mieli]]) ===[[Luigi Tosti]]=== *Certo che guardando alla moltitudine e gravezza dei negozi trattati da Matilde coi [[Papa|pontefici]], è a credere che molte lettere scrivesse ai medesimi ed altri personaggi del tempo; le quali se fossero avanzate, ora ci condurrebbero in una più chiara notizia del suo animo e dei suoi costumi. Ma i fatti narrati e quello che ci tramandò [[Donizone di Canossa|Donizone]], basta a chiarirci del come la Contessa fosse stata donna singolare non solo per la forza dello spirito che la trasse ad operare fatti virili, ma anche per la ragione dei tempi in cui visse. Come devota e fortissima propugnatrice della [[Chiesa cattolica|romana Chiesa]], essa sarebbe stata mirabile e reverenda solo dai preti; ma come donna che pose l'ingegno e la mano allo svolgimento di un periodo storico sommamente epico, essa è degna delle più alte meditazioni del filosofo. *Il [[Francesco Maria Fiorentini|Fiorentini]] ricorda di chiese, di castella, di ospedali fatti edificare dalla Contessa con principesca magnificenza. [...]. Non oso affermare che in queste edificazioni di chiese e castella la Contessa fosse condotta da amore delle arti, come un [[Papa Leone X|Leon X]]; la pietà religiosa e la necessità di munirsi contra i nemici la consigliavano. Tuttavolta non è a dire che con gretto animo si ponesse a levare quegli edifizi, avendolo disposto a quella magnificenza, a cui son portati tutti coloro che hanno educata la mente all'amore del bello, ed han copia di mezzi a mantenerne il culto. *Matilde aveva raccolto un grande numero di libri di ogni maniera di discipline ed alluminati<ref>Manoscritti miniati.</ref>. La quale cura bellamente rivela, come oltre il costume del tempo sapesse addolcire gli aspri spiriti guerreschi con l'amore delle lettere. Quel conversare sempre con monaci, che allora con tanta ardenza scrivevano codici e li tenevano come il più bello ornamento delle loro badie, dovette mettere nella Contessa vaghezza di averne anche essa. Intendeva con molto studio nella lettura dei medesimi, più di quello che facessero i vescovi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Matilde di Canossa}} [[Categoria:Nobili italiani]] f0e47c82gtqxrk0ob2lxier0cqxattr Netflix 0 194588 1429746 1364088 2026-10-17T04:11:29Z Danyele 19198 +1 1429746 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Netflix 2015 logo.svg|thumb|Logo]] Citazioni su '''Netflix''', azienda statunitense operante nella distribuzione via Internet di film, serie televisive e altri contenuti d'intrattenimento a pagamento. *È la porta d'accesso al mondo. ([[Park Hee-soon]]) *Grazie all'avvento delle piattaforme come Netflix l'intero formato della serialità ha subito uno scatto in avanti nell'evoluzione. Ora siamo noi a decidere cosa vedere e quando, ma bisogna capire dove ci porterà quest'esperienza perché in fondo nulla è permanente e tutto cambia. ([[Patrick Dempsey]]) *La globalizzazione ha cambiato il mondo e il nostro modo di vivere. I nuovi network come Sky, Amazon, Netflix hanno completamente stravolto la "vecchia tv". Una volta il capo struttura di una rete prendeva l'aereo e andava in America, in Giappone ad acquistare serie tv, nuovi programmi e cartoni. Adesso le multinazionali producono e localizzano in contemporanea per tutto il mondo, spesso imponendo anche le regole della messa in onda. Per la nostra generazione è cambiato tutto ma per i giovani, nati nell'era del digitale è normale così. [...]. Non c'è un meglio o un peggio è il progresso. ([[Emanuela Pacotto]]) *Netflix, Amazon, le piattaforme che stanno conquistando il mercato sono delle industrie, cercano vantaggi strategici di marketing. Tendono a acquisire o coprodurre film in esclusiva per le loro piattaforme, come a dire: il cinema, per noi, non esiste più. Fra poco sarà non dico l'unica alternativa ma la principale. E indurrà un cambiamento nel linguaggio cinematografico. ([[Paolo Genovese]]) *Penso che Netflix sia una cosa molto bella, ma dall'altra parte penso che si stia un po' perdendo questa cosa di andare al cinema e mi dispiace. Io ad esempio vado ancora a comprarmi i dvd, è come andare il cinema, è un piacere che purtroppo con Netflix si sta perdendo perché le persone preferiscono stare a casa. Secondo me è un'arma a doppio taglio, da una parte è interessante, è bello che tu possa vedere tutto subito, ma per i film non lo so, sono un po' incerta. ([[Carlotta Antonelli]]) *{{NDR|Sull'arrivo di Netflix nelle produzioni e nei festival cinematografici}} Per conto mio significa vendersi un po' agli americani, alla rete, cedere le armi. È pure vero che il cinema è finito, quello è il futuro. Inutile fare guerra, quando sai che la perderai. Sono anni di cambiamento. ([[Marco Giusti]]) *Se hai una sceneggiatura più didascalica di quelle di Don Matteo, ma sei su Netflix, la critica compattamente ti ritiene tv di qualità. [...] D'altra parte, nell'epoca in cui nessuno osa dare al pubblico ciò che non sa ancora di volere, non si capisce perché proprio da Netflix ci dovremmo aspettare coraggio e altruismo e fantasia. [...] Il suo pubblico è quello che non s'informa, non si accultura, al massimo s'istruisce, sempre a mezzo Netflix. ([[Guia Soncini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante|preposizione=su}} [[Categoria:Aziende statunitensi]] re8b0ixef1trwz8ploqc1thnnauphjt Ferrari F92A 0 196259 1429730 1404208 2026-10-17T01:11:25Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429730 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Jean Alesi 1992 Monaco.jpg|thumb|upright=1.5|Ferrari F92A (1992)]] Citazioni sulla '''Ferrari F92A'''. ==Citazioni== *Ci sono problemi di natura diversa. Un cambio longitudinale non ha più ragion d'essere in F.1: è chiaro che si migliora la ripartizione dei pesi portando le masse entro gli assi. C'è un altro errore di progettazione che non è facile da risolvere [...], eppoi ci sono problemi di dettaglio, frutto di un disegno fatto da chi non aveva esperienza in F.1. Alcuni interventi sulla monoposto richiedono troppo tempo, e il tempo lo si paga in mancato sviluppo. Eppoi c'è l'aerodinamica rivoluzionaria con il doppio fondo: ci siamo sentiti come i pionieri del West colpiti dalle frecce degli indiani. Ma quando si porta in pista qualcosa di totalmente nuovo è inevitabile che non tutti fili [...] per il verso giusto. ([[Harvey Postlethwaite]]) *Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante. ([[Jean Alesi]]) *{{NDR|«Come nasce la F92A?»}} L'idea del muso alto l'avevo avuta già in [[Renault in Formula 1|Renault]]. La chiave dell'efficienza è il fondo, che crea deportanza senza aggiungere tanta resistenza. [...] Una volta rialzato il muso, il volume che incontra l'aria sono le pance. [...] l'idea del doppio fondo è quella di dare al flusso un passaggio di sezione molto significativa, il canale tra i due fondi, per ridurre il suo rallentamento davanti alle pance. Le prese d'aria di raffreddamento sono staccate dal telaio. Ricevono aria che ha quasi la stessa velocità della macchina, per cui hanno una sezione frontale ridotta rispetto alle prese d'aria convenzionali che catturano aria già rallentata e quindi necessitano di essere più ampie. Il canale, alto otto centimetri, ha funzionato anche troppo. In pista avevamo più carico che in galleria. Purtroppo questo è stato un handicap, perché non si può preparare un set-up corretto se manca la correlazione galleria-pista. [...] Detto questo, il più grosso problema della F92A era il motore. [...] Ma la versione ufficiale era che la macchina era sbagliata. Lo sviluppo naturale che avremmo dovuto fare è stato bocciato a favore di numerose e inutili prove per dimostrare che il concetto era sbagliato, ad esempio chiudendo il canale. Anche la parte sospensioni necessitava di sviluppo: un errore di progettazione della sospensione anteriore fu scoperto e corretto soltanto a meta stagione. ([[Jean-Claude Migeot]]) *La F92 A fu un progetto anticipatore dell’evoluzione tecnica della Formula 1, una macchina vittima sacrificata dalla notorietà della Ferrari stessa. A Maranello non c'era il tempo o la volontà di aspettare, bisognava raggiungere subito il successo. La F92 A avrebbe ottenuto sicuramente dei risultati importanti se avessimo potuto disporre delle condizioni necessarie per insistere nella ricerca e nello sviluppo del progetto che, a distanza di tanto tempo, ha dimostrato quanto fosse un modello anticipatore di una Formula 1 – in particolare sotto il profilo della concezione aerodinamica – di soluzioni che avremmo ritrovato vent’anni dopo. A differenza di tutte le monoposto che vennero progettate dal 1989 al 1991, la F92 A non condivideva nessun componente con la [[Ferrari 640 F1]] che rappresentava la base di partenza per le nuove macchine realizzate fino all'anno prima. Si decise di mettere in pista una vettura completamente rinnovata, disegnando un nuovo telaio, un nuovo motore e un nuovo cambio. Il punto di forza della nuova monoposto doveva essere l'inedita conformazione aerodinamica che riprendeva soluzioni utilizzate sui jet militari, tanto care dall'ingegnere aeronautico Jean Claude Migeot. L'innovazione maggiore riguardava il cosiddetto "doppio fondo" piatto attraverso il quale si tentò di riprodurre l'effetto Venturi delle monoposto di Formula 1 dei primi anni '80, quelle dotate di minigonne. [...] Fu veramente un progetto sfortunato perchè arrivò troppo in anticipo e non si volle investire nel tempo necessario al suo sviluppo. A Maranello sbagliarono, pretendendo subito il risultato importante. Invece era una creatura da accompagnare nella crescita, aggiungendo componenti nuove passo dopo passo, facendo tesoro degli aggiornamenti e dell'esperienza maturata dai tecnici. I bravi tecnici, quelli di valore, possono anche sbagliare, ma non diventano stupidi da un giorno all'altro. ([[Claudio Lombardi]]) *Penso che in realtà si sia tentato di "osare", di aprire una nuova strada progettativa, avveniristica e complessa. Poi le cose sono precipitate; una volta in pista non ci si è capito più niente, non ci si è spiegati perche i test veri fossero tanto penalizzanti rispetto ai dati di laboratorio. Perché [...] in galleria del vento quella monoposto andava davvero bene: il doppio fondo e quel tipo di aerodinamica sembravano un'idea fantastica, i dati specifici erano estremamente positivi. Ma una volta in pista, tutto andò a rovescio. E del resto non mi sorprendo: scegliere un'idea tanto avveniristica dà sui circuiti un vantaggio eccezionale se tutto parte con il piede giusto: ma se si rendono necessarie delle correzioni... ([[Steve Nichols]]) *Poteva essere una macchina interessante ma fu costruita molto male, aveva un telaio che fletteva, sospensioni non buone. Di sicuro quello che l'ha penalizzata non è stato il concetto aerodinamico. ([[Giorgio Piola]]) *Quella Ferrari era l'evoluzione più estrema dei concetti che avevo sviluppato sulla [[Tyrrell 019]] che aveva bene impressionato in precedenza, ma la Rossa è passata alla storia come una monoposto sbagliata. La macchina era molto innovativa, con un nuovo V12 e un gruppo di telaisti in rodaggio. [...] i problemi erano di natura meccanica: la mancanza di potenza del motore per il blow-by (dovevamo usare un serbatoio dell'olio supplementare per sperare di non finire i GP senza lubrificante) si sommava alle difficoltà di messa a punto della sospensione anteriore. I problemi non erano solo di natura tecnica, perché era tornato alla presidenza del Cavallino, Luca di Montezemolo, che aveva in animo di costruire un'altra Ferrari e non gli sembrava vero poter dire che la F92A era un disastro, addossando tutte le colpe del naufragio a me. [...] Doveva essere sintomatico che c'era un problema al propulsore. Ci mandarono a fare un test sull'anello di alta velocità con Jean Alesi, alla presenza di Sante Ghedini per scoprire come mai non riuscivamo a raggiungere buone velocità massime. E, allora, sulla monoposto montarono il motore dell'anno prima: Jean capì subito che era un'altra macchina con più cavalli... [...] Fu una gran delusione perché io diventai il capro espiatorio di una situazione che non stavo gestendo. E fu un gran peccato perché la F92 A aveva un fondo piatto molto lungo che riusciva a generare molto carico: era un concetto che doveva essere sviluppato e che, invece, fu vietato l'anno dopo dai regolamenti. [...] La Ferrari è sempre vissuta nel mito dei suoi motori, per cui non si potevano fare delle critiche ai V12 perché sarebbe stato come bestemmiare in chiesa. Anche se era parso evidente a tutti che era il motore il grande problema della F92 A, la colpa fu data all'aerodinamica... ([[Jean-Claude Migeot]]) ===[[Ivan Capelli]]=== *{{NDR|«Le velocità di punta della F92A erano piuttosto basse, ci spieghi il motivo?»}} La vettura aveva una resistenza all’avanzamento molto importante, perché non aveva sfoghi dietro. Questa entrata così particolare, a caccia, dei radiatori fungeva quasi da paracadute e quindi non permetteva all'aria di sfogarsi. Purtroppo, tutto quello che doveva dare in efficienza non è mai riuscita a darlo. *L'idea, ovviamente, era quella di trovare tanto carico aerodinamico grazie al doppio fondo. Il problema era che tutti i pesi erano rialzati, con serbatoio e radiatori che erano più in alto di 15 centimetri rispetto al fondo della macchina. Quando la differenza la fanno anche pochi millimetri, alzare così tanto tutto questo ha dato diversi problemi. {{NDR|«Eppure in galleria del vento i risultati erano più che buoni»}} Vero, i risultati in galleria del vento erano positivi. Solo che la macchina era ferma, mentre in pista cambiava radicalmente tutto. *{{NDR|«Quale era il problema principale della macchina?»}} L'intera efficienza aerodinamica non funzionava e di fatto la vettura risultava essere poco veloce. Il monoammortizzatore anteriore lavorava male, eravamo costretti ad adottare assetti molto rigidi e a "tenerla" molto ferma. Anche su circuiti piatti, come quello di Magny-Cours, che potevano darci qualche vantaggio, in realtà la macchina non funzionava. *Questa macchina progettata da Migeot, rispetto a tutte le altre, aveva un disegno, un'idea, un qualcosa che andava oltre a qualsiasi altro progetto di quel periodo. Il problema è che dovevamo combattere contro le Williams, che adottavano le sospensioni attive che noi non avevamo e hanno fatto la differenza. *Tra gli appassionati questa macchina, per la sua forma e storia, è diventata quasi iconica, e io nonostante i risultati sono stato orgoglioso di averla guidata. ==Voci correlate== *[[Jean Alesi]] *[[Ivan Capelli]] *[[Scuderia Ferrari]] *[[Vettura di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] mm3kkf7cz0nzbt7f3v9jzqql59muz4o 1429731 1429730 2026-10-17T01:15:41Z Danyele 19198 fix di stile 1429731 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Jean Alesi 1992 Monaco.jpg|thumb|upright=1.2|Ferrari F92A (1992)]] Citazioni sulla '''Ferrari F92A'''. ==Citazioni== *Ci sono problemi di natura diversa. Un cambio longitudinale non ha più ragion d'essere in F.1: è chiaro che si migliora la ripartizione dei pesi portando le masse entro gli assi. C'è un altro errore di progettazione che non è facile da risolvere [...], eppoi ci sono problemi di dettaglio, frutto di un disegno fatto da chi non aveva esperienza in F.1. Alcuni interventi sulla monoposto richiedono troppo tempo, e il tempo lo si paga in mancato sviluppo. Eppoi c'è l'aerodinamica rivoluzionaria con il doppio fondo: ci siamo sentiti come i pionieri del West colpiti dalle frecce degli indiani. Ma quando si porta in pista qualcosa di totalmente nuovo è inevitabile che non tutti fili [...] per il verso giusto. ([[Harvey Postlethwaite]]) *Il motore soffriva di blow-by, vale a dire c'era un trafilaggio di olio dalle fasce elastiche in camera di combustione che faceva perdere 40-50 cavalli, ma nella tradizione del Cavallino non si poteva dire che era il 12 cilindri a non andare e le colpe di un'annata storta erano state attribuite solo alla macchina. È stato un peccato perché il concetto era interessante. ([[Jean Alesi]]) *{{NDR|«Come nasce la F92A?»}} L'idea del muso alto l'avevo avuta già in [[Renault in Formula 1|Renault]]. La chiave dell'efficienza è il fondo, che crea deportanza senza aggiungere tanta resistenza. [...] Una volta rialzato il muso, il volume che incontra l'aria sono le pance. [...] l'idea del doppio fondo è quella di dare al flusso un passaggio di sezione molto significativa, il canale tra i due fondi, per ridurre il suo rallentamento davanti alle pance. Le prese d'aria di raffreddamento sono staccate dal telaio. Ricevono aria che ha quasi la stessa velocità della macchina, per cui hanno una sezione frontale ridotta rispetto alle prese d'aria convenzionali che catturano aria già rallentata e quindi necessitano di essere più ampie. Il canale, alto otto centimetri, ha funzionato anche troppo. In pista avevamo più carico che in galleria. Purtroppo questo è stato un handicap, perché non si può preparare un set-up corretto se manca la correlazione galleria-pista. [...] Detto questo, il più grosso problema della F92A era il motore. [...] Ma la versione ufficiale era che la macchina era sbagliata. Lo sviluppo naturale che avremmo dovuto fare è stato bocciato a favore di numerose e inutili prove per dimostrare che il concetto era sbagliato, ad esempio chiudendo il canale. Anche la parte sospensioni necessitava di sviluppo: un errore di progettazione della sospensione anteriore fu scoperto e corretto soltanto a meta stagione. ([[Jean-Claude Migeot]]) *La F92 A fu un progetto anticipatore dell’evoluzione tecnica della Formula 1, una macchina vittima sacrificata dalla notorietà della Ferrari stessa. A Maranello non c'era il tempo o la volontà di aspettare, bisognava raggiungere subito il successo. La F92 A avrebbe ottenuto sicuramente dei risultati importanti se avessimo potuto disporre delle condizioni necessarie per insistere nella ricerca e nello sviluppo del progetto che, a distanza di tanto tempo, ha dimostrato quanto fosse un modello anticipatore di una Formula 1 – in particolare sotto il profilo della concezione aerodinamica – di soluzioni che avremmo ritrovato vent’anni dopo. A differenza di tutte le monoposto che vennero progettate dal 1989 al 1991, la F92 A non condivideva nessun componente con la [[Ferrari 640 F1]] che rappresentava la base di partenza per le nuove macchine realizzate fino all'anno prima. Si decise di mettere in pista una vettura completamente rinnovata, disegnando un nuovo telaio, un nuovo motore e un nuovo cambio. Il punto di forza della nuova monoposto doveva essere l'inedita conformazione aerodinamica che riprendeva soluzioni utilizzate sui jet militari, tanto care dall'ingegnere aeronautico Jean Claude Migeot. L'innovazione maggiore riguardava il cosiddetto "doppio fondo" piatto attraverso il quale si tentò di riprodurre l'effetto Venturi delle monoposto di Formula 1 dei primi anni '80, quelle dotate di minigonne. [...] Fu veramente un progetto sfortunato perchè arrivò troppo in anticipo e non si volle investire nel tempo necessario al suo sviluppo. A Maranello sbagliarono, pretendendo subito il risultato importante. Invece era una creatura da accompagnare nella crescita, aggiungendo componenti nuove passo dopo passo, facendo tesoro degli aggiornamenti e dell'esperienza maturata dai tecnici. I bravi tecnici, quelli di valore, possono anche sbagliare, ma non diventano stupidi da un giorno all'altro. ([[Claudio Lombardi]]) *Penso che in realtà si sia tentato di "osare", di aprire una nuova strada progettativa, avveniristica e complessa. Poi le cose sono precipitate; una volta in pista non ci si è capito più niente, non ci si è spiegati perche i test veri fossero tanto penalizzanti rispetto ai dati di laboratorio. Perché [...] in galleria del vento quella monoposto andava davvero bene: il doppio fondo e quel tipo di aerodinamica sembravano un'idea fantastica, i dati specifici erano estremamente positivi. Ma una volta in pista, tutto andò a rovescio. E del resto non mi sorprendo: scegliere un'idea tanto avveniristica dà sui circuiti un vantaggio eccezionale se tutto parte con il piede giusto: ma se si rendono necessarie delle correzioni... ([[Steve Nichols]]) *Poteva essere una macchina interessante ma fu costruita molto male, aveva un telaio che fletteva, sospensioni non buone. Di sicuro quello che l'ha penalizzata non è stato il concetto aerodinamico. ([[Giorgio Piola]]) *Quella Ferrari era l'evoluzione più estrema dei concetti che avevo sviluppato sulla [[Tyrrell 019]] che aveva bene impressionato in precedenza, ma la Rossa è passata alla storia come una monoposto sbagliata. La macchina era molto innovativa, con un nuovo V12 e un gruppo di telaisti in rodaggio. [...] i problemi erano di natura meccanica: la mancanza di potenza del motore per il blow-by (dovevamo usare un serbatoio dell'olio supplementare per sperare di non finire i GP senza lubrificante) si sommava alle difficoltà di messa a punto della sospensione anteriore. I problemi non erano solo di natura tecnica, perché era tornato alla presidenza del Cavallino, Luca di Montezemolo, che aveva in animo di costruire un'altra Ferrari e non gli sembrava vero poter dire che la F92A era un disastro, addossando tutte le colpe del naufragio a me. [...] Doveva essere sintomatico che c'era un problema al propulsore. Ci mandarono a fare un test sull'anello di alta velocità con Jean Alesi, alla presenza di Sante Ghedini per scoprire come mai non riuscivamo a raggiungere buone velocità massime. E, allora, sulla monoposto montarono il motore dell'anno prima: Jean capì subito che era un'altra macchina con più cavalli... [...] Fu una gran delusione perché io diventai il capro espiatorio di una situazione che non stavo gestendo. E fu un gran peccato perché la F92 A aveva un fondo piatto molto lungo che riusciva a generare molto carico: era un concetto che doveva essere sviluppato e che, invece, fu vietato l'anno dopo dai regolamenti. [...] La Ferrari è sempre vissuta nel mito dei suoi motori, per cui non si potevano fare delle critiche ai V12 perché sarebbe stato come bestemmiare in chiesa. Anche se era parso evidente a tutti che era il motore il grande problema della F92 A, la colpa fu data all'aerodinamica... ([[Jean-Claude Migeot]]) ===[[Ivan Capelli]]=== *{{NDR|«Le velocità di punta della F92A erano piuttosto basse, ci spieghi il motivo?»}} La vettura aveva una resistenza all’avanzamento molto importante, perché non aveva sfoghi dietro. Questa entrata così particolare, a caccia, dei radiatori fungeva quasi da paracadute e quindi non permetteva all'aria di sfogarsi. Purtroppo, tutto quello che doveva dare in efficienza non è mai riuscita a darlo. *L'idea, ovviamente, era quella di trovare tanto carico aerodinamico grazie al doppio fondo. Il problema era che tutti i pesi erano rialzati, con serbatoio e radiatori che erano più in alto di 15 centimetri rispetto al fondo della macchina. Quando la differenza la fanno anche pochi millimetri, alzare così tanto tutto questo ha dato diversi problemi. {{NDR|«Eppure in galleria del vento i risultati erano più che buoni»}} Vero, i risultati in galleria del vento erano positivi. Solo che la macchina era ferma, mentre in pista cambiava radicalmente tutto. *{{NDR|«Quale era il problema principale della macchina?»}} L'intera efficienza aerodinamica non funzionava e di fatto la vettura risultava essere poco veloce. Il monoammortizzatore anteriore lavorava male, eravamo costretti ad adottare assetti molto rigidi e a "tenerla" molto ferma. Anche su circuiti piatti, come quello di Magny-Cours, che potevano darci qualche vantaggio, in realtà la macchina non funzionava. *Questa macchina progettata da Migeot, rispetto a tutte le altre, aveva un disegno, un'idea, un qualcosa che andava oltre a qualsiasi altro progetto di quel periodo. Il problema è che dovevamo combattere contro le Williams, che adottavano le sospensioni attive che noi non avevamo e hanno fatto la differenza. *Tra gli appassionati questa macchina, per la sua forma e storia, è diventata quasi iconica, e io nonostante i risultati sono stato orgoglioso di averla guidata. ==Voci correlate== *[[Jean Alesi]] *[[Ivan Capelli]] *[[Scuderia Ferrari]] *[[Vettura di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] 0xsw66czgvmperia4xrqmb398f8jkpz Jean-Claude Migeot 0 196265 1429697 1363916 2026-10-16T18:53:36Z Danyele 19198 -ndr 1429697 wikitext text/x-wiki '''Jean-Claude Migeot''' (1953 – vivente), ingegnere francese. ==Citazioni di Jean-Claude Migeot== {{cronologico}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} [...] quella Ferrari era l'evoluzione più estrema dei concetti che avevo sviluppato sulla [[Tyrrell 019]] che aveva bene impressionato in precedenza, ma la Rossa è passata alla storia come una monoposto sbagliata. La macchina era molto innovativa, con un nuovo V12 e un gruppo di telaisti in rodaggio. [...] i problemi erano di natura meccanica: la mancanza di potenza del motore per il blow-by (dovevamo usare un serbatoio dell'olio supplementare per sperare di non finire i GP senza lubrificante) si sommava alle difficoltà di messa a punto della sospensione anteriore. I problemi non erano solo di natura tecnica, perché era tornato alla presidenza del Cavallino, Luca di Montezemolo, che aveva in animo di costruire un'altra Ferrari e non gli sembrava vero poter dire che la F92A era un disastro, addossando tutte le colpe del naufragio a me. [...] Doveva essere sintomatico che c'era un problema al propulsore. Ci mandarono a fare un test sull'anello di alta velocità con Jean Alesi, alla presenza di Sante Ghedini per scoprire come mai non riuscivamo a raggiungere buone velocità massime. E, allora, sulla monoposto montarono il motore dell'anno prima: Jean capì subito che era un'altra macchina con più cavalli... [...] Fu una gran delusione perché io diventai il capro espiatorio di una situazione che non stavo gestendo. E fu un gran peccato perché la F92 A aveva un fondo piatto molto lungo che riusciva a generare molto carico: era un concetto che doveva essere sviluppato e che, invece, fu vietato l'anno dopo dai regolamenti. [...] La Ferrari è sempre vissuta nel mito dei suoi motori, per cui non si potevano fare delle critiche ai V12 perché sarebbe stato come bestemmiare in chiesa. Anche se era parso evidente a tutti che era il motore il grande problema della F92 A, la colpa fu data all'aerodinamica...<ref>Citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-retroscena-ferrari-f92-a-il-doppio-fondo-non-era-sbagliato/4780326/ Retroscena Ferrari F92 A: il doppio fondo non era sbagliato]'', ''motorsport.com'', 14 aprile 2020.</ref> {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-esclusiva-a-jean-claude-migeot-uomo-delle-rivoluzioni-parte-1/ F1 {{!}} Intervista esclusiva a Jean-Claude Migeot, l'uomo delle rivoluzioni <nowiki>[Parte 1]</nowiki>]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 31 ottobre 2024.}} *{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 1983]]}} A fine '82 vennero bandite le minigonne, una cosa giusta vista la pericolosità in caso della rottura o del bloccaggio delle stesse. Ma, come spesso, si è andati oltre il necessario, eliminando quello che poteva essere un fondo Venturi "ragionevole" come si è fatto in [[IndyCar Series|IndyCar]]. Si è andati direttamente a un fondo piatto, con una perdita di carico aerodinamico del 60-70%. Ci siamo trovati tutti nelle prime prove dell'83 con pochissimo carico. I piloti erano sconvolti! *Dopo una stagione '85 disastrosa, [[Renault in Formula 1|Renault]] ha chiuso la sua squadra corse per conservare solo la fornitura dei motori turbo. Io avevo appena iniziato una carriera sognata per tanti anni. Ho provato a bussare a tutte le porte. [...] Poco tempo dopo ho ricevuto un telegramma con un invito per un colloquio a Maranello. [...] ho incontrato [...] Harvey Postlethwaite, con cui sono rimasto fino a notte fonda a discutere di tutto: ci siamo trovati perfettamente d'accordo sulle difficoltà che sia Renault che Ferrari avevano attraversato nell'85. [...] Il primo anno in Ferrari è stato un calvario con la [[Ferrari F1-86|F1/86]] disegnata da Harvey, una F1 diciamo molto "ciccia" alla quale avevamo applicato anche la soffiatura degli scarichi. Abbiamo provato di tutto per renderla competitiva ma non è stato facile. Una volta attiva la galleria del vento qualche piccolo miglioramento è emerso. Soprattutto, la galleria ci ha insegnato l'influenza delle altezze da terra sull'effetto suolo e come adeguare l'assetto meccanico per rendere il bilanciamento consistente. Credo che siamo stati, insieme alla Williams, i primi a farlo sfruttando i dati della galleria. *[...] Enzo non ne poteva più di prendere delle batoste la domenica e, assediato da tutti [...], aveva ingaggiato John Barnard che aveva vinto mondiali con la McLaren. [...] Barnard sostanzialmente ci disse: "Zitti tutti, fate quello che vi dirò e non discutete con me". [...] Dopo l'insuccesso della F1/86 di [[Harvey Postlethwaite|Harvey]] la responsabilità del design della [[Ferrari F1-87|F1/87]] era stata affidata a Gustav Brunner, ma la sua gestione in pista era [...] nelle mani di [...] Barnard. Nella prima metà di stagione John diceva che la macchina era sbagliata e che era inutile cercare a migliorarla. [...] Inoltre [...] non si interessava della prestazione di Alboreto, con il quale non parlava neanche. Si occupava solo della vettura di Gerhard Berger e imponeva le stesse regolazioni alla vettura di Alboreto. [...] quando arrivò il GP di Monaco, Michele ottenne da Enzo di poter gestire autonomamente le regolazioni [...]. Ne approfittammo per testare assetti [...] diversi e per la prima volta Alboreto, che era leggermente meno veloce di Berger, si qualificò davanti a lui. Barnard se la prese, vietò qualsiasi [...] modifica a Michele e così al GP successivo Michele tornò dietro a Gerhard. [...] Enzo prese nota. Prima di Hockenheim il Vecchio ci ha riuniti nel suo ufficio [...] e ci ha detto: "D'ora in poi Barnard tornerà in Inghilterra per concentrarsi sulla macchina [...] dell'88 [...]. Harvey prenderà in mano la squadra pista per il resto della stagione [...]". È stata una liberazione: la F1/87 ad Hockenheim è andata in prima fila e ha finito la stagione con due vittorie. Nella seconda parte di stagione è stata sempre a meno di mezzo secondo dalla pole, mentre [...] nelle mani di Barnard viaggiava mediamente oltre 2,5 secondi. Non ho mai visto una macchina "sbagliata" diventare così competitiva senza modifiche esterne significative. {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-esclusiva-a-jean-claude-migeot-uomo-delle-rivoluzioni-parte-2/ F1 {{!}} Intervista esclusiva a Jean-Claude Migeot, l'uomo delle rivoluzioni <nowiki>[Parte 2]</nowiki>]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 8 novembre 2024.}} *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/4]]}} [...] le nuove valvole pop-off non erano ancora disponibili e si girava con la pressione limitata elettronicamente. Quando alla prima gara a Rio le pop off vennero finalmente distribuite [...] ci trovammo con una McLaren che andava come una scheggia. Honda aveva montato la valvola in una posizione molto avanti sul collettore ma sul momento il motivo ci sfuggì. Era facile pensare che fosse una macchina straordinaria pilotata da i due più grandi piloti dell'epoca ma c'era un altro motivo che scoprimmo mesi dopo. Era un giorno di brainstorming dove, per l'ennesima volta, si cercava di capire come mai Honda poteva avere tanta potenza in più di noi. L'idea che mi venne fu che se ci fosse stato all'interno del collettore un venturi e se la pop-off fosse stata disposta al collo di questo venturi la pressione che avrebbe sentito sarebbe stata inferiore al limite di 2,5 bar. Se l'idea avesse funzionato si sarebbe potuta ottenere una pressione più alta nel motore e la valvola sarebbe rimasta chiusa. Sembrava una cosa irrealistica, ma si fece immediatamente una prova al banco motore e subito guadagnammo 50 cavalli! Il dominio della McLaren fu dovuto anche a questo. *{{NDR|Sulla [[Tyrrell 018]]}} In quel momento m'interessavo del lavoro svolto da Rory Byrne in Benetton, quindi ho passato molto tempo in galleria del vento a provare un telaio stretto davanti ed ali anteriori strane [...]. Questo modello di galleria era chiamato F1-R, R per "Ricerca", e i suoi risultati sono circolati perché in Ferrari non ci sono segreti. Quindi è nato il mito che Migeot e Postlethwaite stavano preparando una macchina alternativa a quella di Barnard [...]. Questo non era assolutamente vero: nell'attesa [...] della sua macchina si voleva semplicemente sfruttare il tempo [...] per testare idee [...]. Enzo Ferrari morì a Ferragosto. La Ferrari passò nelle mani della Fiat con Barnard al timone tecnico. Molti ingegneri lasciarono Maranello [...]. Alla fine, Harvey mi disse che sarebbe andato alla Tyrrell e mi chiese se volessi andare con lui. Accettai. [...] Arrivammo ad Ockham con il bagaglio d'esperienza della F1-R che praticamente fu la base della Tyrrell 018 raffinata poi nella galleria di Southampton. {{NDR|«Se foste rimasti in Ferrari, quindi, la macchina dell'89 sarebbe stata simile alla 018»}} Quando la 018 debuttò ad Imola alcuni giornalisti italiani la chiamarono la Ferrari blu. *La [[Tyrrell 019|019]] era identica alla 018 ma con il muso alto aveva un'efficienza aerodinamica migliore. [...] La macchina era sincera, in due run si capiva come assettarla. Nel '90 abbiamo avuto gioie e delusioni con le gomme Pirelli. Gioie in qualifica perché con un grip incredibile eravamo nelle prime file. Sui circuiti lenti le gomme di gara reggevano, ma nel resto delle piste sul passo gara avevano un degrado incredibile. Mi ricordo che a Monza Cesare Fiorio mi chiese un parere e cercai di convincerlo a non mollare le Goodyear. *La 018, aerodinamicamente, l'avevamo "pensata" a Maranello. Invece meccanicamente era una rivoluzione nata in Tyrrell alla fine dell'88. [...] Ci eravamo prefissati [...] di fare qualcosa che fosse strutturalmente molto rigido e ci siamo convinti che il monoammortizzatore fosse una buona soluzione. In certi circuiti lenti era un grande vantaggio, soprattutto con un pilota che non temeva il sovrasterzo come [[Jean Alesi|Jean]]. In altre piste, con curve veloci e addirittura con la pioggia, era una follia girare così rigidi davanti. Michele Alboreto non gradiva una prontezza così grande dell'asse anteriore. La 018 entrava in curva in un modo che lui non aveva mai sperimentato. Mi ricordo nelle prime prove al Paul Ricard, nella velocissima curva di Signes, che Michele era convinto che qualcosa si fosse rotto sul posteriore. Invece a Jean Alesi è andata come un guanto dal primo giro in Francia. *La [[Tyrrell 020]] del '91 l'avevo disegnata io prima di lasciare la squadra. Volevamo creare una 019 un po' più "ciccia" per un motore Honda più potente e con un serbatoio benzina più capiente. Ma abbiamo sbagliato la distribuzione dei pesi perché abbiamo saputo tardi il vero peso del V8 Honda, che era ben 25 kg più del V8 Cosworth... {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-esclusiva-a-jean-claude-migeot-uomo-delle-rivoluzioni-parte-3/ F1 {{!}} Intervista esclusiva a Jean-Claude Migeot, l'uomo delle rivoluzioni <nowiki>[Parte 3]</nowiki>]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 15 novembre 2024.}} *Arrivai in Ferrari a Natale '90 come responsabile dell’aerodinamica. La 642 era già pronta per la stagione nuova con Alain Prost e Jean Alesi. [...] ma immediatamente Fiorio, sotto grande pressione di ottenere risultati rapidamente, mi chiese di modificare in fretta la 642 per la metà stagione e nacque così la ibrida [[Ferrari 643 F1|643]]. [...] Dopo la prima gara del '91 si capì che bisognava accelerare lo sviluppo della nuova macchina e cercare di portarla a Magny-Cours. Nel frattempo, dato che in Ferrari la pazienza non esiste, dopo Monaco venne licenziato Fiorio ed io, da Montréal, mi trovai a fare anche il responsabile della squadra corse fino alla fine stagione [...]. A Magny-Cours la 643 andò in prima fila con Prost. Alain fu in testa alla gara ma arrivò secondo. Mi fa ancora venire la rabbia ricordare come è stato superato da Mansell... *{{NDR|«Come nasce la [[Ferrari F92A|F92A]]?»}} L'idea del muso alto l'avevo avuta già in [[Renault in Formula 1|Renault]]. La chiave dell'efficienza è il fondo, che crea deportanza senza aggiungere tanta resistenza. [...] Una volta rialzato il muso, il volume che incontra l'aria sono le pance. [...] l'idea del doppio fondo è quella di dare al flusso un passaggio di sezione molto significativa, il canale tra i due fondi, per ridurre il suo rallentamento davanti alle pance. Le prese d'aria di raffreddamento sono staccate dal telaio. Ricevono aria che ha quasi la stessa velocità della macchina, per cui hanno una sezione frontale ridotta rispetto alle prese d'aria convenzionali che catturano aria già rallentata e quindi necessitano di essere più ampie. Il canale, alto otto centimetri, ha funzionato anche troppo. In pista avevamo più carico che in galleria. Purtroppo questo è stato un handicap, perché non si può preparare un set-up corretto se manca la correlazione galleria-pista. [...] Detto questo, il più grosso problema della F92A era il motore. [...] Ma la versione ufficiale era che la macchina era sbagliata. Lo sviluppo naturale che avremmo dovuto fare è stato bocciato a favore di numerose e inutili prove per dimostrare che il concetto era sbagliato, ad esempio chiudendo il canale. Anche la parte sospensioni necessitava di sviluppo: un errore di progettazione della sospensione anteriore fu scoperto e corretto soltanto a meta stagione. *La [[Tyrrell 022|022]] del '94 fu progettata con un muso relativamente basso ed era un'eccellente macchina anche meccanicamente. Aveva molle e ammortizzatori separati: una strada curiosa che valeva la pena percorrere. La macchina dell'anno successivo, la [[Tyrrell 023|023]], non era male ma le sue sospensioni attive Hydrolink erano un disastro. La Tyrrell non aveva l'infrastruttura indispensabile per sviluppare una sospensione idraulica. *[...] quasi senza rendermi conto da progettista, sono diventato manager [...]. {{NDR|«Da imprenditore com'è stata la sua esperienza?»}} Nel disegnare vetture per Le Mans, DTM o GT la mia società, [...] FondTech, ha affrontato sfide molto diverse rispetto alla Formula 1. Alla fine degli anni '90 erano categorie ancora molto indietro sul profilo aerodinamico e nelle quali il nostro valore aggiunto era molto rilevante [...]. Così abbiamo potuto lavorare per dei clienti molto prestigiosi che cercavano questo know-how proveniente dalla F1 senza dovere investire in gallerie o mezzi di sviluppo interni. [...] Per Mercedes, quella del 1997 è stata una partnership fondamentale. Chiuso con il DTM decisero all'ultimo momento di entrare nel campionato FIA GT con la CLK. FondTech aveva sviluppato nel '96 un fondo vettura per un'ipotetica Chrysler Viper GT. La [[Mercedes-Benz CLK GTR|CLK-GTR]] fu completata in pochissimo tempo e vinse il campionato! [...] Col senno di poi, creare un gruppo di lavoro con competenze multiple e di alto livello e fare crescere un'organizzazione efficiente può spesso essere più soddisfacente che disegnare una macchina di F1. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{DEFAULTSORT:Migeot, Jean-Claude}} [[Categoria:Ingegneri francesi]] n7xa73q1742zkeu6q9v6nnblyv55h24 1429704 1429697 2026-10-16T19:37:47Z Danyele 19198 /* Citazioni di Jean-Claude Migeot */ fix 1429704 wikitext text/x-wiki '''Jean-Claude Migeot''' (1953 – vivente), ingegnere francese. ==Citazioni di Jean-Claude Migeot== {{cronologico}} *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} [...] quella Ferrari era l'evoluzione più estrema dei concetti che avevo sviluppato sulla [[Tyrrell 019]] che aveva bene impressionato in precedenza, ma la Rossa è passata alla storia come una monoposto sbagliata. La macchina era molto innovativa, con un nuovo V12 e un gruppo di telaisti in rodaggio. [...] i problemi erano di natura meccanica: la mancanza di potenza del motore per il blow-by (dovevamo usare un serbatoio dell'olio supplementare per sperare di non finire i GP senza lubrificante) si sommava alle difficoltà di messa a punto della sospensione anteriore. I problemi non erano solo di natura tecnica, perché era tornato alla presidenza del Cavallino, Luca di Montezemolo, che aveva in animo di costruire un'altra Ferrari e non gli sembrava vero poter dire che la F92A era un disastro, addossando tutte le colpe del naufragio a me. [...] Doveva essere sintomatico che c'era un problema al propulsore. Ci mandarono a fare un test sull'anello di alta velocità con Jean Alesi, alla presenza di Sante Ghedini per scoprire come mai non riuscivamo a raggiungere buone velocità massime. E, allora, sulla monoposto montarono il motore dell'anno prima: Jean capì subito che era un'altra macchina con più cavalli... [...] Fu una gran delusione perché io diventai il capro espiatorio di una situazione che non stavo gestendo. E fu un gran peccato perché la F92 A aveva un fondo piatto molto lungo che riusciva a generare molto carico: era un concetto che doveva essere sviluppato e che, invece, fu vietato l'anno dopo dai regolamenti. [...] La Ferrari è sempre vissuta nel mito dei suoi motori, per cui non si potevano fare delle critiche ai V12 perché sarebbe stato come bestemmiare in chiesa. Anche se era parso evidente a tutti che era il motore il grande problema della F92 A, la colpa fu data all'aerodinamica...<ref>Citato in Franco Nugnes e [[Giorgio Piola]], ''[https://it.motorsport.com/f1/news/f1-retroscena-ferrari-f92-a-il-doppio-fondo-non-era-sbagliato/4780326/ Retroscena Ferrari F92 A: il doppio fondo non era sbagliato]'', ''motorsport.com'', 14 aprile 2020.</ref> {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-esclusiva-a-jean-claude-migeot-uomo-delle-rivoluzioni-parte-1/ F1 {{!}} Intervista esclusiva a Jean-Claude Migeot, l'uomo delle rivoluzioni <nowiki>[Parte 1]</nowiki>]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 31 ottobre 2024.}} *{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 1983]]}} A fine '82 vennero bandite le minigonne, una cosa giusta vista la pericolosità in caso della rottura o del bloccaggio delle stesse. Ma, come spesso, si è andati oltre il necessario, eliminando quello che poteva essere un fondo Venturi "ragionevole" come si è fatto in [[IndyCar Series|IndyCar]]. Si è andati direttamente a un fondo piatto, con una perdita di carico aerodinamico del 60-70%. Ci siamo trovati tutti nelle prime prove dell'83 con pochissimo carico. I piloti erano sconvolti! *Dopo una stagione '85 disastrosa, [[Renault in Formula 1|Renault]] ha chiuso la sua squadra corse per conservare solo la fornitura dei motori turbo. Io avevo appena iniziato una carriera sognata per tanti anni. Ho provato a bussare a tutte le porte. [...] Poco tempo dopo ho ricevuto un telegramma con un invito per un colloquio a Maranello. [...] ho incontrato [...] [[Harvey Postlethwaite]], con cui sono rimasto fino a notte fonda a discutere di tutto: ci siamo trovati perfettamente d'accordo sulle difficoltà che sia Renault che Ferrari avevano attraversato nell'85. [...] Il primo anno in Ferrari è stato un calvario con la [[Ferrari F1-86|F1/86]] disegnata da Harvey, una F1 diciamo molto "ciccia" alla quale avevamo applicato anche la soffiatura degli scarichi. Abbiamo provato di tutto per renderla competitiva ma non è stato facile. Una volta attiva la galleria del vento qualche piccolo miglioramento è emerso. Soprattutto, la galleria ci ha insegnato l'influenza delle altezze da terra sull'effetto suolo e come adeguare l'assetto meccanico per rendere il bilanciamento consistente. Credo che siamo stati, insieme alla Williams, i primi a farlo sfruttando i dati della galleria. *[...] Enzo non ne poteva più di prendere delle batoste la domenica e, assediato da tutti [...], aveva ingaggiato John Barnard che aveva vinto mondiali con la McLaren. [...] Barnard sostanzialmente ci disse: "Zitti tutti, fate quello che vi dirò e non discutete con me". [...] Dopo l'insuccesso della F1/86 di Harvey la responsabilità del design della [[Ferrari F1-87|F1/87]] era stata affidata a Gustav Brunner, ma la sua gestione in pista era [...] nelle mani di [...] Barnard. Nella prima metà di stagione John diceva che la macchina era sbagliata e che era inutile cercare a migliorarla. [...] Inoltre [...] non si interessava della prestazione di Alboreto, con il quale non parlava neanche. Si occupava solo della vettura di Gerhard Berger e imponeva le stesse regolazioni alla vettura di Alboreto. [...] quando arrivò il GP di Monaco, Michele ottenne da Enzo di poter gestire autonomamente le regolazioni [...]. Ne approfittammo per testare assetti [...] diversi e per la prima volta Alboreto, che era leggermente meno veloce di Berger, si qualificò davanti a lui. Barnard se la prese, vietò qualsiasi [...] modifica a Michele e così al GP successivo Michele tornò dietro a Gerhard. [...] Enzo prese nota. Prima di Hockenheim il Vecchio ci ha riuniti nel suo ufficio [...] e ci ha detto: "D'ora in poi Barnard tornerà in Inghilterra per concentrarsi sulla macchina [...] dell'88 [...]. Harvey prenderà in mano la squadra pista per il resto della stagione [...]". È stata una liberazione: la F1/87 ad Hockenheim è andata in prima fila e ha finito la stagione con due vittorie. Nella seconda parte di stagione è stata sempre a meno di mezzo secondo dalla pole, mentre [...] nelle mani di Barnard viaggiava mediamente oltre 2,5 secondi. Non ho mai visto una macchina "sbagliata" diventare così competitiva senza modifiche esterne significative. {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-esclusiva-a-jean-claude-migeot-uomo-delle-rivoluzioni-parte-2/ F1 {{!}} Intervista esclusiva a Jean-Claude Migeot, l'uomo delle rivoluzioni <nowiki>[Parte 2]</nowiki>]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 8 novembre 2024.}} *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/4]]}} [...] le nuove valvole pop-off non erano ancora disponibili e si girava con la pressione limitata elettronicamente. Quando alla prima gara a Rio le pop off vennero finalmente distribuite [...] ci trovammo con una McLaren che andava come una scheggia. Honda aveva montato la valvola in una posizione molto avanti sul collettore ma sul momento il motivo ci sfuggì. Era facile pensare che fosse una macchina straordinaria pilotata da i due più grandi piloti dell'epoca ma c'era un altro motivo che scoprimmo mesi dopo. Era un giorno di brainstorming dove, per l'ennesima volta, si cercava di capire come mai Honda poteva avere tanta potenza in più di noi. L'idea che mi venne fu che se ci fosse stato all'interno del collettore un venturi e se la pop-off fosse stata disposta al collo di questo venturi la pressione che avrebbe sentito sarebbe stata inferiore al limite di 2,5 bar. Se l'idea avesse funzionato si sarebbe potuta ottenere una pressione più alta nel motore e la valvola sarebbe rimasta chiusa. Sembrava una cosa irrealistica, ma si fece immediatamente una prova al banco motore e subito guadagnammo 50 cavalli! Il dominio della McLaren fu dovuto anche a questo. *{{NDR|Sulla [[Tyrrell 018]]}} In quel momento m'interessavo del lavoro svolto da Rory Byrne in Benetton, quindi ho passato molto tempo in galleria del vento a provare un telaio stretto davanti ed ali anteriori strane [...]. Questo modello di galleria era chiamato F1-R, R per "Ricerca", e i suoi risultati sono circolati perché in Ferrari non ci sono segreti. Quindi è nato il mito che Migeot e Postlethwaite stavano preparando una macchina alternativa a quella di Barnard [...]. Questo non era assolutamente vero: nell'attesa [...] della sua macchina si voleva semplicemente sfruttare il tempo [...] per testare idee [...]. Enzo Ferrari morì a Ferragosto. La Ferrari passò nelle mani della Fiat con Barnard al timone tecnico. Molti ingegneri lasciarono Maranello [...]. Alla fine, Harvey mi disse che sarebbe andato alla Tyrrell e mi chiese se volessi andare con lui. Accettai. [...] Arrivammo ad Ockham con il bagaglio d'esperienza della F1-R che praticamente fu la base della Tyrrell 018 raffinata poi nella galleria di Southampton. {{NDR|«Se foste rimasti in Ferrari, quindi, la macchina dell'89 sarebbe stata simile alla 018»}} Quando la 018 debuttò ad Imola alcuni giornalisti italiani la chiamarono la Ferrari blu. *La [[Tyrrell 019|019]] era identica alla 018 ma con il muso alto aveva un'efficienza aerodinamica migliore. [...] La macchina era sincera, in due run si capiva come assettarla. Nel '90 abbiamo avuto gioie e delusioni con le gomme Pirelli. Gioie in qualifica perché con un grip incredibile eravamo nelle prime file. Sui circuiti lenti le gomme di gara reggevano, ma nel resto delle piste sul passo gara avevano un degrado incredibile. Mi ricordo che a Monza Cesare Fiorio mi chiese un parere e cercai di convincerlo a non mollare le Goodyear. *La 018, aerodinamicamente, l'avevamo "pensata" a Maranello. Invece meccanicamente era una rivoluzione nata in Tyrrell alla fine dell'88. [...] Ci eravamo prefissati [...] di fare qualcosa che fosse strutturalmente molto rigido e ci siamo convinti che il monoammortizzatore fosse una buona soluzione. In certi circuiti lenti era un grande vantaggio, soprattutto con un pilota che non temeva il sovrasterzo come [[Jean Alesi|Jean]]. In altre piste, con curve veloci e addirittura con la pioggia, era una follia girare così rigidi davanti. Michele Alboreto non gradiva una prontezza così grande dell'asse anteriore. La 018 entrava in curva in un modo che lui non aveva mai sperimentato. Mi ricordo nelle prime prove al Paul Ricard, nella velocissima curva di Signes, che Michele era convinto che qualcosa si fosse rotto sul posteriore. Invece a Jean Alesi è andata come un guanto dal primo giro in Francia. *La [[Tyrrell 020]] del '91 l'avevo disegnata io prima di lasciare la squadra. Volevamo creare una 019 un po' più "ciccia" per un motore Honda più potente e con un serbatoio benzina più capiente. Ma abbiamo sbagliato la distribuzione dei pesi perché abbiamo saputo tardi il vero peso del V8 Honda, che era ben 25 kg più del V8 Cosworth... {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-esclusiva-a-jean-claude-migeot-uomo-delle-rivoluzioni-parte-3/ F1 {{!}} Intervista esclusiva a Jean-Claude Migeot, l'uomo delle rivoluzioni <nowiki>[Parte 3]</nowiki>]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 15 novembre 2024.}} *Arrivai in Ferrari a Natale '90 come responsabile dell’aerodinamica. La 642 era già pronta per la stagione nuova con Alain Prost e Jean Alesi. [...] ma immediatamente Fiorio, sotto grande pressione di ottenere risultati rapidamente, mi chiese di modificare in fretta la 642 per la metà stagione e nacque così la ibrida [[Ferrari 643 F1|643]]. [...] Dopo la prima gara del '91 si capì che bisognava accelerare lo sviluppo della nuova macchina e cercare di portarla a Magny-Cours. Nel frattempo, dato che in Ferrari la pazienza non esiste, dopo Monaco venne licenziato Fiorio ed io, da Montréal, mi trovai a fare anche il responsabile della squadra corse fino alla fine stagione [...]. A Magny-Cours la 643 andò in prima fila con Prost. Alain fu in testa alla gara ma arrivò secondo. Mi fa ancora venire la rabbia ricordare come è stato superato da Mansell... *{{NDR|«Come nasce la [[Ferrari F92A|F92A]]?»}} L'idea del muso alto l'avevo avuta già in [[Renault in Formula 1|Renault]]. La chiave dell'efficienza è il fondo, che crea deportanza senza aggiungere tanta resistenza. [...] Una volta rialzato il muso, il volume che incontra l'aria sono le pance. [...] l'idea del doppio fondo è quella di dare al flusso un passaggio di sezione molto significativa, il canale tra i due fondi, per ridurre il suo rallentamento davanti alle pance. Le prese d'aria di raffreddamento sono staccate dal telaio. Ricevono aria che ha quasi la stessa velocità della macchina, per cui hanno una sezione frontale ridotta rispetto alle prese d'aria convenzionali che catturano aria già rallentata e quindi necessitano di essere più ampie. Il canale, alto otto centimetri, ha funzionato anche troppo. In pista avevamo più carico che in galleria. Purtroppo questo è stato un handicap, perché non si può preparare un set-up corretto se manca la correlazione galleria-pista. [...] Detto questo, il più grosso problema della F92A era il motore. [...] Ma la versione ufficiale era che la macchina era sbagliata. Lo sviluppo naturale che avremmo dovuto fare è stato bocciato a favore di numerose e inutili prove per dimostrare che il concetto era sbagliato, ad esempio chiudendo il canale. Anche la parte sospensioni necessitava di sviluppo: un errore di progettazione della sospensione anteriore fu scoperto e corretto soltanto a meta stagione. *La [[Tyrrell 022|022]] del '94 fu progettata con un muso relativamente basso ed era un'eccellente macchina anche meccanicamente. Aveva molle e ammortizzatori separati: una strada curiosa che valeva la pena percorrere. La macchina dell'anno successivo, la [[Tyrrell 023|023]], non era male ma le sue sospensioni attive Hydrolink erano un disastro. La Tyrrell non aveva l'infrastruttura indispensabile per sviluppare una sospensione idraulica. *[...] quasi senza rendermi conto da progettista, sono diventato manager [...]. {{NDR|«Da imprenditore com'è stata la sua esperienza?»}} Nel disegnare vetture per Le Mans, DTM o GT la mia società, [...] FondTech, ha affrontato sfide molto diverse rispetto alla Formula 1. Alla fine degli anni '90 erano categorie ancora molto indietro sul profilo aerodinamico e nelle quali il nostro valore aggiunto era molto rilevante [...]. Così abbiamo potuto lavorare per dei clienti molto prestigiosi che cercavano questo know-how proveniente dalla F1 senza dovere investire in gallerie o mezzi di sviluppo interni. [...] Per Mercedes, quella del 1997 è stata una partnership fondamentale. Chiuso con il DTM decisero all'ultimo momento di entrare nel campionato FIA GT con la CLK. FondTech aveva sviluppato nel '96 un fondo vettura per un'ipotetica Chrysler Viper GT. La [[Mercedes-Benz CLK GTR|CLK-GTR]] fu completata in pochissimo tempo e vinse il campionato! [...] Col senno di poi, creare un gruppo di lavoro con competenze multiple e di alto livello e fare crescere un'organizzazione efficiente può spesso essere più soddisfacente che disegnare una macchina di F1. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{DEFAULTSORT:Migeot, Jean-Claude}} [[Categoria:Ingegneri francesi]] p3xaloh3daa5ng0aptjwxtfxhj6rlxn Utente:Gaux/tabelle 2 198119 1429692 1429587 2026-10-16T17:14:47Z Gaux 18878 Voci nuove inserite + 2 persone -> 4060 1429692 wikitext text/x-wiki +------------------------------------------------------------------------+ | Voci nuove inserite (ultimo aggiornamento 16/10/26) | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ | Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno | | Persone 2991 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 | | Tematiche e affini 949 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 | | Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 | | Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 | | Totale voci nuove 4060 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 | | | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 | | | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 | | | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 | | | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 | | | | 2026 181 | 2026 109 | 2026 290 | | | |Totale 2991 |Totale 1069 | Totale 4060 | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ +------------------------------------------------------------------------+ | Campagne SheSaid | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2020 | 40 voci nuove e 19 migliorate (da 05/12/20 a 20/12/20) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) | +------+-----------------------------------------------------------------+ mpgighkmwhzerfwz8vlrmw7hcvb5lrc Dhia Cristiani 0 198701 1429781 1425045 2026-10-17T08:47:19Z Spinoziano 2297 /* Doppiatrice */ 1429781 wikitext text/x-wiki [[File:Fari nella nebbia - Dhia Cristiani.png|thumb|upright=1.2|Dhia Cristiani in ''[[Fari nella nebbia]]'' (1942)]] '''Dhia Cristiani''' (1921 – 1977), attrice e doppiatrice italiana. ==Citazioni su Dhia Cristiani== *Nel periodo 1941-42 sembra che il suo astro stia per illuminarsi, quando registi di talento ([[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]], [[Luigi Chiarini|Chiarini]], [[Luchino Visconti|Visconti]]) le offrono ruoli un po' più consistenti e significativi, come [...] in ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' (1943): un ruolo che Dhia Cristiani recita quasi in punta di piedi, sommessamente e dignitosamente, ascoltando i preziosi consigli di Visconti. Ma l'attrice non riesce comunque ad imporsi: continua a restare nell'ombra, dedicandosi al doppiaggio, settore nel quale diviene dall'immediato dopoguerra in poi una delle protagoniste più apprezzate. Parecchie attrici americane, europee e anche italiane parlano sugli schermi con la sua voce pacata e calda [...]. Di gran rilievo sono le tonalità di voce prestate ad eccellenti performances di attrici come [[Anne Baxter]] in ''[[Eva contro Eva]]'' (1950) e [[Dorothy Malone]] in ''[[Come le foglie al vento]]'' (1956). (''[[Dizionario del cinema italiano]]'') ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col}} *''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'' (1938) *''[[I grandi magazzini]]'' (1939) *''[[Centomila dollari]]'' (1940) *''[[Una romantica avventura]]'' (1940) *''[[Fari nella nebbia]]'' (1942) *''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942) *''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' (1943) *''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944) {{div col end}} ===Doppiatrice=== {{div col|strette}} *''[[Io sono un evaso]]'' (1932) *''[[I grandi magazzini]]'' (1939) *''[[Il conte di Essex]]'' (1939) *''[[Jess il bandito]]'' (1939) *''[[La voce nella tempesta]]'' (1939) *''[[Centomila dollari]]'' (1940) *''[[I pascoli dell'odio]]'' (1940) *''[[Ho sognato un angelo]]'' (1941) *''[[Quarto potere]]'' (1941) *''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]'' (1943) *''[[La porta proibita]]'' (1943) *''[[Torna a casa, Lassie!]]'' (1943) *''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944) *''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]'' (1944) *''[[L'uomo del Sud]]'' (1945) *''[[Abbasso la ricchezza!]]'' (1946) *''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946) *''[[Il cucciolo]]'' (1946) *''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946) *''[[Sangue all'alba]]'' (1946) *''[[Sfida infernale]]'' (1946) *''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]'' (1947) *''[[La casa rossa]]'' (1947) *''[[Le catene della colpa]]'' (1947) *''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) *''[[Erano tutti miei figli]]'' (1948) *''[[Fuga nel tempo]]'' (1948) *''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]'' (1948) *''[[Il fiume rosso]]'' (1948) *''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1949) *''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949) *''[[I banditi della città fantasma]]'' (1949) *''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949) *''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]'' (1949) *''[[Tutti gli uomini del re (film 1949)|Tutti gli uomini del re]]'' (1949) *''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]'' (1950) *''[[Donne e briganti]]'' (1950) *''[[Eva contro Eva]]'' (1950) *''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950) *''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950) *''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950) *''[[Romantico avventuriero]]'' (1950) *''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951) *''[[Davide e Betsabea]]'' (1951) *''[[Figlio di ignoti]]'' (1951) *''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) *''[[La gang]]'' (1951) *''[[Tamburi lontani]]'' (1951) *''[[Un tram che si chiama Desiderio]]'' (1951) *''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[La morsa d'acciaio]]'' (1952) *''[[La regina di Saba]]'' (1952) *''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952) *''[[Luci della ribalta]]'' (1952) *''[[Menzogna (film)|Menzogna]]'' (1952) *''[[So che mi ucciderai]]'' (1952) *''[[Gardenia blu]]'' (1953) *''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953) *''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'' (1953) *''[[Il mondo le condanna]]'' (1953) *''[[Io confesso]]'' (1953) *''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'' (1953) *''[[La tunica]]'' (1953) *''[[Noi peccatori]]'' (1953) *''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'' (1953) *''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]'' (1953) *''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]'' (1953) *''[[Criminale di turno]]'' (1954) *''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954) *''[[Il calice d'argento]]'' (1954) *''[[Il delitto perfetto]]'' (1954) *''[[L'ultimo Apache]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[La contessa scalza]]'' (1954) *''[[La schiava del peccato]]'' (1954) *''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'' (1954) *''[[I due capitani]]'' (1955) *''[[L'amore è una cosa meravigliosa]]'' (1955) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) *''[[Rififi]]'' (1955) *''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956) *''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956) *''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956) *''[[Il ferroviere]]'' (1956) *''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]'' (1956) *''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) *''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]'' (1956) *''[[La legge del capestro]]'' (1956) *''[[Decisione al tramonto]]'' (1957) *''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957) *''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957) *''[[Il posto delle fragole]]'' (1957) *''[[L'anima e la carne]]'' (1957) *''[[L'ultima violenza]]'' (1957) *''[[Alle soglie della vita]]'' (1958) *''[[Bravados]]'' (1958) *''[[Dracula il vampiro]]'' (1958) *''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958) *''[[Il piccolo campo]]'' (1958) *''[[L'uomo di paglia]]'' (1958) *''[[La spada e la croce]]'' (1958) *''[[Malinconico autunno]]'' (1958) *''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958) *''[[Totò nella luna]]'' (1958) *''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959) *''[[Operazione sottoveste]]'' (1959) *''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959) *''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959) *''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960) *''[[Ester e il re]]'' (1960) *''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960) *''[[Non mangiate le margherite]]'' (1960) *''[[Viridiana]]'' (1961) *''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962) *''[[Il cervello che non voleva morire]]'' (1962) *''[[Hud il selvaggio]]'' (1963) *''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964) *''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964) *''[[I patriarchi]]'' (1964) *''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964) *''[[La stirpe dei dannati]]'' (1964) *''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965) *''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965) *''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966) *''[[1000 dollari sul nero]]'' (1966) *''[[Detective's Story]]'' (1966) *''[[Suzanne Simonin, la religiosa]]'' (1966) *''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967) *''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967) *''[[Borsalino (film)|Borsalino]]'' (1970) *''[[...continuavano a chiamarlo Trinità]]'' (1971) *''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971) *''[[Frenzy]]'' (1972) *''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1974) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cristiani, Dhia}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 4r5t5ju1owwyuodvmco9z2rs4bxfeup Rhonda Fleming 0 199178 1429778 1325495 2026-10-17T08:45:28Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429778 wikitext text/x-wiki [[File:Rhonda Fleming - publicity.JPG|thumb|Rhonda Fleming]] '''Rhonda Fleming''', pseudonimo di '''Marilyn Louis''' (1923 – 2020), attrice e cantante statunitense. ==Citazioni su Rhonda Fleming== *Particolarmente incline a interpretare ruoli di donne dalla forte personalità, autonome, a volte ambigue e negative, negli anni Quaranta e Cinquanta si rivelò l'eroina ideale del cinema noir, ma anche di film d'avventura e di numerosi western. ([[Francesco Costa (scrittore)|Francesco Costa]]) ==Filmografia== *''[[Io ti salverò]]'' (1945) *''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]'' (1946) *''[[Le catene della colpa]]'' (1947) *''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'' (1953) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Fleming, Rhonda}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Cantanti statunitensi]] 3jhusx7ujnzakmncww4t8yxojwbqpt1 Mario Pisu 0 200601 1429782 1426793 2026-10-17T08:47:44Z Spinoziano 2297 /* Doppiatore */ 1429782 wikitext text/x-wiki [[File:Biraghin (film 1946) Mario Pisu (cropped).png|thumb|Mario Pisu in ''[[Biraghin]]'' (1946)]] '''Mario Pisu''' (1910 – 1976), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni su Mario Pisu== *Alto, di bella presenza ed elegante figura, è uno degli attori più stimati e quotati dapprima nel teatro poi nel cinema, settori in cui debutta pressoché contemporaneamente pur non giungendo mai al ruolo di protagonista. Da "primo attor giovane" in teatro ad antagonista sullo schermo, Mario Pisu si costruisce una carriera di tutto rispetto recitando in teatro [...]. Ma anche in campo cinematografico Pisu è richiesto da registi importanti e affermati [...]. Di notevole intensità è anche la sua attività nel doppiaggio, dove presta la sua voce calda e modulata. (''[[Dizionario del cinema italiano]]'') ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[Il suo destino]]'' (1938) *''[[Manovre d'amore]]'' (1941) *''[[Noi vivi]]'' (1942) *''[[Addio Kira!]]'' (1942) *''[[Il ratto delle Sabine (film 1945)|Il ratto delle Sabine]]'' (1945) *''[[Il canto della vita]]'' (1945) *''[[Biraghin]]'' (1946) *''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950) *''[[Cinque poveri in automobile]]'' (1952) *''[[Gli uomini non guardano il cielo]]'' (1952) *''[[Totò all'inferno]]'' (1955) *''[[Anni ruggenti]]'' (1962) *''[[8½]]'' (1963) *''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965) *''[[Detenuto in attesa di giudizio]]'' (1971) *''[[Paolo il caldo]]'' (1973) {{div col end}} ===Doppiatore=== {{div col|strette}} *''[[Shanghai Express]]'' (1932) *''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'' (1937) *''[[Alba di gloria]]'' (1939) *''[[La grande pioggia]]'' (1939) *''[[Partita d'azzardo]]'' (1939) *''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'' (1940) *''[[La taverna dei sette peccati]]'' (1940) *''[[I cacciatori dell'oro]]'' (1942) *''[[La signora Miniver]]'' (1942) *''[[Alba fatale]]'' (1943) *''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'' (1944) *''[[Settimo velo]]'' (1945) *''[[Il cucciolo]]'' (1946) *''[[Incatenata (film 1946)|Incatenata]]'' (1946) *''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947) *''[[La fuga (film 1947)|La fuga]]'' (1947) *''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948) *''[[Il massacro di Fort Apache]]'' (1948) *''[[Schiavo della furia]]'' (1948) *''[[Bastogne (film 1949)|Bastogne]]'' (1949) *''[[Gli amanti della città sepolta]]'' (1949) *''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]'' (1949) *''[[Peccato (film)|Peccato]]'' (1949) *''[[Viale Flamingo]]'' (1949) *''[[Donne e briganti]]'' (1950) *''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]'' (1950) *''[[L'amante indiana]]'' (1950) *''[[Sui marciapiedi]]'' (1950) *''[[Davide e Betsabea]]'' (1951) *''[[Figlio di ignoti]]'' (1951) *''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951) *''[[La diva]]'' (1952) *''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953) *''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'' (1953) *''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953) *''[[Io confesso]]'' (1953) *''[[La tunica]]'' (1953) *''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'' (1953) *''[[Fronte del porto]]'' (1954) *''[[Il calice d'argento]]'' (1954) *''[[Il delitto perfetto]]'' (1954) *''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954) *''[[Magnifica ossessione]]'' (1954) *''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954) *''[[Gli ultimi cinque minuti]]'' (1955) *''[[L'uomo di Laramie]]'' (1955) *''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]'' (1955) *''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956) *''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956) *''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956) *''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956) *''[[Le colline bruciano]]'' (1956) *''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956) *''[[Decisione al tramonto]]'' (1957) *''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957) *''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957) *''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958) *''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959) *''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959) *''[[La guida indiana]]'' (1959) *''[[La storia di una monaca]]'' (1959) *''[[Ossessione di donna]]'' (1959) *''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959) *''[[Spartacus]]'' (1960) *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) *''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961) *''[[Splendore nell'erba]]'' (1961) *''[[Il giorno più lungo]]'' (1962) *''[[L'uomo di Alcatraz]]'' (1962) *''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962) *''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962) *''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) *''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962) *''[[Va' e uccidi]]'' (1962) *''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964) *''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964) *''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[I professionisti]]'' (1966) *''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966) *''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Pisu, Mario}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 39uaolbgelrcxe131frggtyjfrv1lbe Geenna 0 207065 1429766 1297326 2026-10-17T07:15:43Z Spinoziano 2297 +1 1429766 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:11-3000-115 גיא בן הינום 3.jpg|thumb|Valle della Geenna]] Citazioni sulla '''Geenna'''. *A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove ''il loro verme non muore e il fuoco non si estingue''. Perché ciascuno sarà salato con il fuoco. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Marco]]'') ==Voci correlate== *[[Inferno]] *[[Sion (monte)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi di Israele]] [[Categoria:Valli bibliche]] rlgbx178ol3l79zr6mkwhsgq56z4xra Villaggio olimpico 0 207398 1429738 1399146 2026-10-17T03:24:54Z Danyele 19198 +1 1429738 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Olympische Spelen te Rome, hoofdingang Olympisch dorp, Bestanddeelnr 911-5260.jpg|thumb|Il villaggio olimpico di Roma nei giorni dei Giochi della XVII Olimpiade (1960)]] Citazioni sul '''villaggio olimpico'''. *Il villaggio olimpico è come un'ampolla, un mondo fatato in cui quando accedi all'olimpo e diventi il campione fino a che non scendi dall'aereo che ti riporta a casa non ti rendi conto. ([[Massimiliano Rosolino]]) *Il Villaggio Olimpico è stato assolutamente indimenticabile. Per Europei e Mondiali è tutto molto più semplice, mentre ai Giochi sei letteralmente in un piccolo paese nel quale tu in primis devi essere brava a gestire tutto, anche i trasferimenti. A quell'età vedere campioni assoluti di ogni sport di fianco a te è stato meraviglioso, dai calciatori [...] ai giocatori della NBA. Non c'è differenza tra sport e tra sportivi. Tutti siamo allo stesso livello. Quello è il bello delle Olimpiadi. ([[Alessia Filippi]]) *Lo spirito, l'aria che si respira nel villaggio olimpico è veramente difficile da spiegare. Da fuori ti fai un'idea, ma essere lì fa venire i brividi... noi avevamo le stanze davanti alla mensa e tutti passavano sotto la nostra finestra... sportivi che vedevi solo alla televisione... fantastico... poi un'altra cosa di cui ti rendi conto solo in quel contesto, è che non esiste più pallavolo, basket, nuoto... non c'è più divisione tra sport, lì sei un tutt'uno, sei "Italia". Ci trovavamo in lavanderia, il luogo dove c'era la TV, tutti a tifare per i ragazzi della lotta, della pallavolo maschile, la canoa... questo è lo spirito che si vive solo nel villaggio olimpico, che non puoi vivere da nessun'altra parte. Sono emozioni che vanno vissute, è praticamente impossibile spiegarle... ([[Manuela Leggeri]]) *Quello che succede dentro al Villaggio Olimpico è la situazione che abbia mai sperimentato più vicina a un mondo ideale, in cui mi piacerebbe vivere, una specie di utopia in azione, perché ho visto davvero atleti americani e afghani in coda allo stesso ristorante, ho visto davvero atleti israeliani e palestinesi appendere le rispettive bandiere in edifici a pochi metri di distanza gli uni dagli altri, ho visto davvero atleti russi e ucraini brindare (anche troppo) alle rispettive vittorie. Insomma, ho visto un modello di società possibile, che funziona. ([[Mauro Berruto]]) *Ritrovarsi in un villaggio popolato da atleti provenienti dalle più varie discipline sportive e nazioni è surreale, un'atmosfera completamente diversa dal solito. ([[Sara Franceschi]]) *Vivere l'esperienza del villaggio olimpico è stato come transitare perennemente dentro un film, ero un fan che guardava con ammirazione i suoi campioni chiedendo autografi e facendo foto con tutti i suoi idoli. ([[Pino Maddaloni]]) ==Voci correlate== *[[Giochi olimpici]] *[[Massacro di Monaco di Baviera]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Opere architettoniche]] elbruhmk8dwvc795khes7zg9qcy2dmc Jan Sterling 0 208162 1429779 1304794 2026-10-17T08:45:56Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429779 wikitext text/x-wiki [[File:Jan Sterling MS152 (cropped).jpg|thumb|Jan Sterling nel 1952]] '''Jan Sterling''', nome d'arte di '''Jane Sterling Adriance''' (1921 – 2004), attrice statunitense. ==Citazioni su Jan Sterling== *Difficile dimenticare la Sterling in questo film {{NDR|''[[L'asso nella manica]]''}}, difficile vederla in altri film in altri ruoli. La Sterling non può cambiare personaggio: anche se le affidassero una parte di santarellina, di bigotta virtuosa, finirebbe per tradirsi, per lasciar riaffiorare dagli occhi, dai denti serrati, dal modo di avventare le parole e di scuotere il corpo la natura indiscutibilmente cattiva del personaggio preferito. ([[Oreste Del Buono]]) *Jan Sterling, ennesima variante di «bionda da bassifondi» volgare ma espressiva. ([[Giulio Cattivelli]]) *Non è una grande attrice la Sterling, tra anni i nostri figli, forse noi stessi moriremo dal ridere davanti alla sua recitazione priva di autocritica, come capita davanti alla recitazione riesumata dalle dive celebri del muto, delle [[Lyda Borelli|Borelli]], delle [[Francesca Bertini|Bertini]]; non è una grande attrice la Sterling e sarà senz'altro divertente rivederla e riderne tra anni, quando – se Dio vorrà – saranno passate di moda violenza e ferocia; adesso, però, è difficile riderne: Jan Sterling non è una grande attrice, ma questa sua interpretazione d'un mito è esatta, fedele, il suo rispetto della retorica più recente è scrupoloso, rigoroso addirittura. Nel senso del male non si potrebbe immaginare qualcosa di più di peggio, si stava per dire. ([[Oreste Del Buono]]) ==Filmografia== *''[[L'asso nella manica]]'' (1951) *''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'' (1953) *''[[Nel 2000 non sorge il sole]]'' (1956) *''[[Una notte con vostro onore]]'' (1981) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sterling, Jan}} [[Categoria:Attori statunitensi]] s1799arkvfnu4n0i29bpbbrbh6adqyp Williams FW14 0 212816 1429734 1423823 2026-10-17T01:26:38Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1429734 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Riccardo Patrese 1991 United States.jpg|thumb|Williams FW14 (1991)]] Citazioni sulla '''Williams FW14'''. *Con le trovate aerodinamiche di [[Patrick Head|Head]] e [[Adrian Newey|Newey]], che il popolino intuisce dall'esplozione di scintille che accompagna le esibizioni delle monoposto di Patrese e Mansell, la scuderia inglese ha spostato «più in là» i confini dell'avventura tecnologica. La Williams poteva vincere [...]. Non c'è riuscita perché deve pagar pedaggio [...] al cambio semiautomatico. Ma una volta concluso il... rodaggio, diventerà molto difficile starle davanti. ([[Leo Turrini]]) *Di certo dalla Leyton House alla Williams, la filosofia aerodinamica era molto simile. Quando sono andato alla Williams nel luglio del 1990, avevo relativamente poco tempo per progettare l'auto dell'anno successivo. Fondamentalmente ho portato con me, nella mia testa non certo i disegni ma l'idea di come sarebbe stata la Leyton House dell'anno successivo se fossi rimasto là. Ovviamente la Williams aveva risorse molto maggiori rispetto alla Leyton House e tutta l'esperienza, in particolare dal punto di vista meccanico. Penso, però, onestamente, di dover dire che ciò che stavamo facendo alla Leyton House dal punto di vista aerodinamico fosse molto più evoluto rispetto a quanto stavano facendo, all'epoca, alla Williams. Quindi se si mette una FW14 di fianco a una 901 si noterà più di una semplice somiglianza. ([[Adrian Newey]]) ==Voci correlate== *[[Nigel Mansell]] *[[Riccardo Patrese]] *[[Vettura di Formula 1]] *[[Williams FW14B]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] kx1btawf18hbd5zrj9h4yde2itceiqx Gran Premio di San Marino 1982 0 213750 1429716 1363765 2026-10-16T22:37:08Z Danyele 19198 de-stub 1429716 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Imola Circuit 1980-1995 Layout.png|thumb|Il tracciato di Imola nella configurazione adottata per il Gran Premio di San Marino 1982]] Citazioni sul '''Gran Premio di San Marino 1982'''. *Gilles voleva che la vittoria gli fosse porta su un piatto d'argento, ma anche l'altro fa il pilota... ([[Harvey Postlethwaite]]) *In fin dei conti la Ferrari ha fatto doppietta, e questo è l'importante. ([[Enzo Ferrari]]) *Una faida sui regolamenti sfocia nella rinuncia alla gara delle scuderie britanniche. Restano a giocarsi la vittoria due Ferrari e due Renault. Le macchine francesi rompono, davanti restano le Rosse. Villeneuve e Pironi. Amici fraterni, anche nella vita privata. Ma può vincere uno solo: dopo una sfida esasperata, la spunta il francese. Il canadese si sente tradito. Due settimane dopo, senza mai essersi chiarito con Pironi, Gilles troverà la morte. ([[Leo Turrini]]) ==Voci correlate== *[[Autodromo Enzo e Dino Ferrari]] *[[Campionato mondiale di Formula 1 1982]] *[[Gran Premio di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] m29znnv6zqdwlo3lauwko7ojyueeg8s 1429751 1429716 2026-10-17T04:21:32Z Danyele 19198 typo 1429751 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Imola Circuit 1980-1995 Layout.png|thumb|Il tracciato di Imola nella configurazione adottata per il Gran Premio di San Marino 1982]] Citazioni sul '''Gran Premio di San Marino 1982'''. *Gilles voleva che la vittoria gli fosse portata su un piatto d'argento, ma anche l'altro fa il pilota... ([[Harvey Postlethwaite]]) *In fin dei conti la Ferrari ha fatto doppietta, e questo è l'importante. ([[Enzo Ferrari]]) *Una faida sui regolamenti sfocia nella rinuncia alla gara delle scuderie britanniche. Restano a giocarsi la vittoria due Ferrari e due Renault. Le macchine francesi rompono, davanti restano le Rosse. Villeneuve e Pironi. Amici fraterni, anche nella vita privata. Ma può vincere uno solo: dopo una sfida esasperata, la spunta il francese. Il canadese si sente tradito. Due settimane dopo, senza mai essersi chiarito con Pironi, Gilles troverà la morte. ([[Leo Turrini]]) ==Voci correlate== *[[Autodromo Enzo e Dino Ferrari]] *[[Campionato mondiale di Formula 1 1982]] *[[Gran Premio di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] 7i36shrqjmhww8vtevhydbohwzc6beo Ferrari F1-87 0 217035 1429699 1429612 2026-10-16T18:58:24Z Danyele 19198 -ndr 1429699 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari F1-87 front 2015 Honda Collection Hall.jpg|thumb|Ferrari F1-87 (1987)]] Citazioni sulla '''Ferrari F1-87'''. *Enzo non ne poteva più di prendere delle batoste la domenica e, assediato da tutti [...], aveva ingaggiato John Barnard che aveva vinto mondiali con la McLaren. [...] Barnard sostanzialmente ci disse: "Zitti tutti, fate quello che vi dirò e non discutete con me". [...] Dopo l'insuccesso della [[Ferrari F1-86|F1/86]] di [[Harvey Postlethwaite|Harvey]] la responsabilità del design della F1/87 era stata affidata a Gustav Brunner, ma la sua gestione in pista era [...] nelle mani di [...] Barnard. Nella prima metà di stagione John diceva che la macchina era sbagliata e che era inutile cercare a migliorarla. [...] Inoltre [...] non si interessava della prestazione di Alboreto, con il quale non parlava neanche. Si occupava solo della vettura di Gerhard Berger e imponeva le stesse regolazioni alla vettura di Alboreto. [...] quando arrivò il GP di Monaco, Michele ottenne da Enzo di poter gestire autonomamente le regolazioni [...]. Ne approfittammo per testare assetti [...] diversi e per la prima volta Alboreto, che era leggermente meno veloce di Berger, si qualificò davanti a lui. Barnard se la prese, vietò qualsiasi [...] modifica a Michele e così al GP successivo Michele tornò dietro a Gerhard. [...] Enzo prese nota. Prima di Hockenheim il Vecchio ci ha riuniti nel suo ufficio [...] e ci ha detto: "D'ora in poi Barnard tornerà in Inghilterra per concentrarsi sulla macchina [...] dell'88 [...]. Harvey prenderà in mano la squadra pista per il resto della stagione [...]". È stata una liberazione: la F1/87 ad Hockenheim è andata in prima fila e ha finito la stagione con due vittorie. Nella seconda parte di stagione è stata sempre a meno di mezzo secondo dalla pole, mentre [...] nelle mani di Barnard viaggiava mediamente oltre 2,5 secondi. Non ho mai visto una macchina "sbagliata" diventare così competitiva senza modifiche esterne significative. ([[Jean-Claude Migeot]]) ==Voci correlate== *[[Michele Alboreto]] *[[Gerhard Berger]] *[[Scuderia Ferrari]] *[[Rial ARC1]] *[[Vettura di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] cn0vr3eidfhkzc1sx02mmma6brcfj2h Tyrrell 018 0 217037 1429698 1362137 2026-10-16T18:57:42Z Danyele 19198 -ndr 1429698 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Johnny Herbert 1989 Belgian GP.jpg|thumb|Tyrrell 018 (1989)]] Citazioni sulla '''Tyrrell 018'''. *In quel momento m'interessavo del lavoro svolto da Rory Byrne in Benetton, quindi ho passato molto tempo in galleria del vento a provare un telaio stretto davanti ed ali anteriori strane [...]. Questo modello di galleria era chiamato F1-R, R per "Ricerca", e i suoi risultati sono circolati perché in Ferrari non ci sono segreti. Quindi è nato il mito che Migeot e Postlethwaite stavano preparando una macchina alternativa a quella di Barnard [...]. Questo non era assolutamente vero: nell'attesa [...] della sua macchina si voleva semplicemente sfruttare il tempo [...] per testare idee [...]. Enzo Ferrari morì a Ferragosto. La Ferrari passò nelle mani della Fiat con Barnard al timone tecnico. Molti ingegneri lasciarono Maranello [...]. Alla fine, Harvey mi disse che sarebbe andato alla Tyrrell e mi chiese se volessi andare con lui. Accettai. [...] Arrivammo ad Ockham con il bagaglio d'esperienza della F1-R che praticamente fu la base della Tyrrell 018 raffinata poi nella galleria di Southampton. {{NDR|«Se foste rimasti in Ferrari, quindi, la macchina dell'89 sarebbe stata simile alla 018»}} Quando la 018 debuttò ad Imola alcuni giornalisti italiani la chiamarono la Ferrari blu. ([[Jean-Claude Migeot]]) *La 018, aerodinamicamente, l'avevamo "pensata" a Maranello. Invece meccanicamente era una rivoluzione nata in Tyrrell alla fine dell'88. [...] Ci eravamo prefissati [...] di fare qualcosa che fosse strutturalmente molto rigido e ci siamo convinti che il monoammortizzatore fosse una buona soluzione. In certi circuiti lenti era un grande vantaggio, soprattutto con un pilota che non temeva il sovrasterzo come [[Jean Alesi|Jean]]. In altre piste, con curve veloci e addirittura con la pioggia, era una follia girare così rigidi davanti. Michele Alboreto non gradiva una prontezza così grande dell'asse anteriore. La 018 entrava in curva in un modo che lui non aveva mai sperimentato. Mi ricordo nelle prime prove al Paul Ricard, nella velocissima curva di Signes, che Michele era convinto che qualcosa si fosse rotto sul posteriore. Invece a Jean Alesi è andata come un guanto dal primo giro in Francia. ([[Jean-Claude Migeot]]) ==Voci correlate== *[[Michele Alboreto]] *[[Jean Alesi]] *[[Johnny Herbert]] *[[Vettura di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] rv62wlmzobhpln111lzrmpy806d0imt Giorgio Piola 0 217224 1429700 1425396 2026-10-16T19:13:49Z Danyele 19198 /* Citazioni di Giorgio Piola */ +1 1429700 wikitext text/x-wiki '''Giorgio Piola''' (1948 – vivente), giornalista italiano. ==Citazioni di Giorgio Piola== *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Belgio 1985]]}} Senna dormiva nell'albergo che era proprio all'interno del circuito, quindi non aveva la macchina a noleggio. Io arrivai prestissimo nel paddock, pioveva, con la mia macchina e vedo Senna che sta camminando per entrare nel circuito, mi ferma e vuole salire in macchina. Io pensavo che volesse guidare, quindi stavo per aprire la mia portiera e uscire. Lui mi fa: "No, guida tu". [...] pensavo [...] che volesse fare un giro di pista, ma guidando lui, come entrò in macchina subito mi disse, sillabandolo in maniera categorica, "guida pianissimo" [...]. Senna voleva semplicemente vedere tutte le pozzanghere [...], lui con la testa fuori dalla macchina e controllando proprio [...] la traiettoria che lui avrebbe dovuto fare in gara, studiandosi quindi tutto il circuito e tutte le caratteristiche. E a Spa bisogna ricordare che era molto importante [...], perché la pista era in definitiva una congiunzione anche di strade normali; quindi, i tipi di asfalto erano molto diversi. L'aderenza in una curva poteva essere buona, in un'altra invece pessima e saggiamente Senna voleva vedere tutte le soluzioni. Adesso potrei fare il ganassa perché poi Senna vinse e potrei dire ho contribuito alla sua vittoria, ma l'episodio che mi fece ridere di più è quel "guida pianissimo" sillabato.<ref>Da un intervento a ''Motor News'', OA Sport; citato in Andrea Addezio, ''[https://www.oasport.it/2026/07/piola-racconta-mansell-prese-senna-per-la-tuta-e-lo-sollevo-ad-ayrton-dava-fastidio-un-mio-gesto/ Piola racconta: "Mansell prese Senna per la tuta e lo sollevò. Ad Ayrton dava fastidio un mio gesto"]'', ''oasport.it'', 16 luglio 2026.</ref> {{Int|''[http://www.gpx.it/index.php/articoli-sp-324298133/68-interviste/4244-intervista-a-giorgio-piola Intervista a Giorgio Piola]''|Paolo Baldinotti, ''gpx.it'', 2 agosto 2003.}} *La [[Lotus 88|Lotus dal doppio telaio]] era sicuramente una macchina interessante anche se gli stessi piloti erano ben contenti che fosse stata proibita perché l'aria si infiltrava tra i due telai e ogni tanto la macchina da deportante diventava addirittura portante e si prendevano delle paure infinite. Però il concetto era molto avveniristico, molto interessante. *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} Poteva essere una macchina interessante ma fu costruita molto male, aveva un telaio che fletteva, sospensioni non buone. Di sicuro quello che l'ha penalizzata non è stato il concetto aerodinamico. *La [...] [[Brabham BT46/B/C|Brabham col ventilatore]] [...] ovviamente era un'idea totalmente illegale e lo scrissi e lo dimostrai sui disegni un po' in tutto il mondo... Gordon Murray che era un mio grande amico all'epoca, mi ricordo... fu l'unico periodo in cui ci furono dei momenti non di attrito ma... non gradì la cosa molto. Vedendolo tanti anni dopo lui stesso ammise che la macchina era totalmente irregolare. *[...] non per essere italiano, ma io ho sempre difeso in tutti questi [...] anni la [[Minardi]] perché pur essendo una scuderia piccola, trovo che (forse perché sono piccoli hanno bisogno di trovare qualcosa)... il muso a formichiere l'hanno introdotto loro, il cambio in titanio l'hanno introdotto loro, le sospensioni dietro molto interessanti con le barre di torsione orizzontali sono poi state copiate un po' da quasi tutti [...]. Non è detto che soltanto le grandi squadre introducano innovazioni [...] *{{NDR|Su [[Gérard Ducarouge]]}} No, non lo considero tra i grandi {{NDR|progettisti della storia della F1}}; lo considero un gran furbone, uno che sapeva utilizzare le soluzioni altrui e uno che spesso ha fatto delle furbate. È innegabile che la Lotus all'epoca di Senna avesse il fondo che muovesse; è innegabile che le sue Ligier di Pironi e Laffite che andavano molto bene avessero le famose "clapettes" che io documentai con una foto a Watkins Glen e lui si arrabbiò molto e dopo di che non le potè più usare. Erano delle paratie che in pieno rettilineo si aprivano e facevano diminuire la pressione nelle pance e quindi la macchina andava più veloce. Un gran furbone, un tecnico onesto ma soprattutto un gran furbone. *{{NDR|Su [[Harvey Postlethwaite]]}} Molto tecnico, molto capace. Non era una "prima guida" per conto mio però in una squadra averlo come numero due era quasi indispensabile. *{{NDR|Sulla [[Wolf WR1]]}} È stata una macchina che vinse subito perché era affidabile e a inizio stagione molte case ci mettono un po' ad essere affidabili. Una machina interessante ma tradizionale, anche bella perché aveva una forma un po' diversa rispetto al solito. È stata una buona macchina. *{{NDR|Sulla [[Toleman TG184]]}} Erano i tempi di Rory Byrne e le sue pazzie aerodinamiche. Se non sbaglio era quella dal doppio alettone dietro... {{NDR|«...esatto con due alettoni dietro, e aveva davanti una sorta di doppio alettone sovrapposto...»}} si, si... era una macchina... Rory Byrne aveva delle idee stravaganti. [...] era una macchina sicuramente interessante. Poco affidabile, come sono sempre state le macchine di Rory Byrne senza Ross Brawn a fianco. *{{NDR|Sulla [[March 881]]}} Il classico esempio di quanto un genio come Newey e Byrne se non hanno a fianco un Patrick Head per Newey e un Ross Brawn per Byrne possono fare delle cose che sono bellissime in galleria del vento ma poi servono a un po' meno se non in condizioni del tutto particolari. Ancora adesso Ivan Capelli si ricorda... Io all'epoca feci un disegno molto esplicativo della sezione della pedaliera. Le due caviglie, i due tacchi parliamo, erano completamente attaccati. Il pilota non poteva aver nessun movimento laterale perché il telaio era vagamente triangolare, trapezoidale più stretto in basso che in alto. A quell'epoca c'era una sezione, non una forma, da rispettare, una sezione di tot centimetri quadrati. Una macchina molto buona come aerodinamica. Se non era su piste liscie la macchina non andava e i piloti dopo un po' di giri avevano persino crampi e non avevano la circolazione che funzionasse alla perfezione. Per cui ogni tanto perdevano tantissimo tempo e potevano fare testacoda. [...] È il tipico esempio di come una vettura interessantissima possa diventare problematica in pista. *[...] la più brutta di tutte, anche se mi dispiace perché era coinvolto un tecnico serissimo, Rocchi, della Ferrari era la [[Life F190|Life, quella col motore strano]]... {{NDR|«...aveva un motore a W se non sbaglio...»}} Quella non avrebbe neanche dovuto arrivare ai Gran Premi perché praticamente non riusciva a fare due giri senza che si rompesse. [...] quella Life era veramente un disastro. Sembrava uscita da un'officina, da un capannone. Non aveva niente che potesse far pensare che dovesse correre in F1. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Piola, Giorgio}} [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] 1a4wxgooi81fiixiz881s13cld9z3y0 Giorgio Stirano 0 220287 1429696 1385254 2026-10-16T18:47:12Z Danyele 19198 +2 / fix di stile 1429696 wikitext text/x-wiki '''Giorgio Stirano''' (1950 – vivente), ingegnere italiano. ==Citazioni di Giorgio Stirano== {{cronologico}} {{Int|''[https://f1allostatobrado.wordpress.com/2010/04/26/intervista-a-giorgio-stirano-parte-1-di-2/ Intervista a Giorgio Stirano – parte 1 di 2]''|''f1allostatobrado.wordpress.com'', 26 aprile 2010.}} *Ad [[Osella Corse|Osella]] è mancato l'aspetto manageriale. Osella è una bravissima persona, ma con una testa... detto il geometra... Tenga conto che io ad Osella gli voglio bene [...], lui ha creato un gruppo di persone molto unito [...]. Quella è stata una grande scuola, l'ultima grande scuola dopo l'[[Abarth]]. Io sono andato via da Osella nell'81 perché ad un certo punto nel Suo ufficio gli ho detto: qua siamo in due, siccome te sei il padrone, vado via io. La mia visione dell'azienda era che bisognava assolutamente fare un salto di qualità. Gli avevo illustrato un progetto che mirava a fare un po' i competitor di Dallara, fare le F3, e altre cose... ma lui niente, non l'ha fatto [...]. Attenzione! Questo non vuol dire che abbia sbagliato, la mia filosofia avrebbe potuto essere ancor più fallimentare. La cosa certa ed indiscutibile è che in quel contesto non si poteva andare avanti con un atteggiamento di tipo minimalista. Infatti, poi ha avuto sempre più difficoltà fino a che ha dovuto fare marcia indietro. *L'[[Alfa Romeo in Formula 1|Alfa]] era un casino disumano, in quel periodo ho imparato a fare il consulente, vale a dire a domanda rispondo e fine. Loro andava sempre e comunque per la loro strada, ma il programma non stava in piedi, non ne hanno imbroccata una che sia una. Hanno un marchio storico che funziona, "Autodelta", pronti, via, lo cambiano in "Alfa Corse"... e già lì capisci tutto. Si inventano Pavanello come team manager, sapeva fare F3 gli casca addosso la F1 e non la sa gestire. Non sono stati capaci di tenersi lo sponsor Marlboro prima, non stati capaci di tenersi lo sponsor Benetton poi. Voglio dire, basta vedere quando Benetton [[Benetton Formula|compra la Toleman]], nasce tutto un altro discorso. In realtà già da prima con Chiti c'erano già problemi. Uno che riesce a licenziare il progettista [[Gérard Ducarouge]] mentre la macchina è in pole-position è la dimostrazione lampante che, anche lì, managerialità a zero. *Noi italiani abbiamo il problema dell'incapacità di gestire le aziende. Poi, certo, ci sono alcune eccellenze tipo Ferrero, Barilla, Dallara pur sempre di eccezioni si tratta, la normalità è che noi facciamo... come dire... un gran casino. *[[Lancia Delta (1993)|Lancia Delta]]. Decisioni industriali, su una stessa piattaforma volevano fare tanti modelli diversi, così mettono [[Lancia Delta (1979)|quella mitica]] in naftalina e ne fanno una nuova. Ecco, di quella nuova penso ne abbiano prodotte 6 o 7. {{Int|''[https://f1allostatobrado.wordpress.com/2010/04/27/intervista-a-giorgio-stirano-parte-2-di-2/ Intervista a Giorgio Stirano – parte 2 di 2]''|''f1allostatobrado.wordpress.com'', 27 aprile 2010.}} *{{NDR|Sulla [[Forti Corse]]}} Guido Forti [...] è stato un pazzo furioso, un romantico. Soldi ce n’erano, erano quelli di Diniz. Io arrivo come direttore sportivo e gli dico "fammi vedere il contratto", lui dice "no basta una stretta di mano", io gli dico "no, guarda che qua non funziona così". La famiglia Diniz era economicamente potentissima [...] Nel '95 decide di diventare socia anche della scuderia Forti Corse. La stagione va abbastanza bene perché, se la mettiamo a confronto con la Reynard/Bar, il primo anno siamo andati meglio noi di loro, noi abbiamo concluso un sacco di gare, per dire... Poi cosa succede, [[Bernie Ecclestone]] aveva bisogno di coprire il buco Ligier, team sicuramente più prestigioso, e sposta Diniz che se ne va insieme ai soldi della sua quota societaria. Io faccio la macchina del '96 e me ne vado, perché senza soldi non si fa la F1. Forti tenta qualcosa ma, dopo mezza stagione, fallisce. Il problema era che Diniz non era legato, rendiamoci conto! Totale mancanza di managerialità [...] *{{NDR|Sulla [[Forti FG01]]}} Alla Forti mi chiamano come direttore sportivo, io era qualche anno che non ero in F1, consiglio quindi di far fare una macchina [da qualcuno] che aveva fatto la F1 fino al giorno prima. Sentono [[Enrique Scalabroni]] e Sergio Rinland e optano per quest'ultimo che, nel frattempo, stava lavorando in America da Dan Gurney con la Toyota. In altre parole mi ritrovai a fare il pendolare tra Alessandria e Los Angeles. Il particolare chiave è che nel '94-95 viene inserito il crash-test e capisco subito che lui in materia non ne sapeva assolutamente niente. Mi sono quindi preso carico di tutta la parte omologativa. Sul muso l'abbiamo sistemata in fretta, sul laterale non potevamo lasciare così, abbiamo dovuto fare interventi drastici. A quel punto lì, la priorità era omologare al volo la macchina e il problema peso è passato in secondo piano. Non abbiamo dovuto rifare niente come crash-test che per un team neonato e di piccole dimensioni sarebbe stato deleterio ma, d'altra parte, abbiamo pagato in termini di prestazioni. Fondamentalmente quella macchina lì non andava perché aveva un problema di peso. L’anno dopo l'ho rifatta completamente io con Chris Radage e la macchina era 2 secondi più veloce. *Quando un'azienda [...] va in difficoltà vuol dire che c'è stato qualche errore decisionale, [...] prendi Jordan, Pacific, Symtek, AGS, Larrousse, tutte aziende deboli. Hanno chiuso addirittura Tyrrell e Ligier, due aziende storiche. Anche per i team vale lo stesso discorso dei piloti, la differenza è che la parabola è più lunga. La tua filosofia può essere vincente dall'anno x fino all'anno y, dopodiché la tua managerialità è soppiantata, arriva il momento che non è più quella vincente. Prenda la McLaren. Marlboro sostituisce Mayer con [[Ron Dennis|Dennis]], è lo sponsor che decide. Con Mayer avevano vinto i mondiali ma alla Marlboro capiscono che in quel momento lì c'è bisogno di cambiare. Ma Le dirò di più, prenda [[Bernie Ecclestone|Ecclestone]]. Capisce che con Brabham non è più vincente, ha altro da fare, capisce in tempo che deve vendere perché il suo momento è finito, e guardi oggi dov'è... *ll progettista migliore secondo me è stato [[Harvey Postlethwaite]] che, era uno intelligente, era uno aperto. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stirano, Giorgio}} [[Categoria:Ingegneri italiani]] bp8xwx28uet62ad52zp18h6nxt8dbqw 1429707 1429696 2026-10-16T19:43:47Z Danyele 19198 /* Citazioni di Giorgio Stirano */ typo 1429707 wikitext text/x-wiki '''Giorgio Stirano''' (1950 – vivente), ingegnere italiano. ==Citazioni di Giorgio Stirano== {{cronologico}} {{Int|''[https://f1allostatobrado.wordpress.com/2010/04/26/intervista-a-giorgio-stirano-parte-1-di-2/ Intervista a Giorgio Stirano – parte 1 di 2]''|''f1allostatobrado.wordpress.com'', 26 aprile 2010.}} *Ad [[Osella Corse|Osella]] è mancato l'aspetto manageriale. Osella è una bravissima persona, ma con una testa... detto il geometra... Tenga conto che io ad Osella gli voglio bene [...], lui ha creato un gruppo di persone molto unito [...]. Quella è stata una grande scuola, l'ultima grande scuola dopo l'[[Abarth]]. Io sono andato via da Osella nell'81 perché ad un certo punto nel Suo ufficio gli ho detto: qua siamo in due, siccome te sei il padrone, vado via io. La mia visione dell'azienda era che bisognava assolutamente fare un salto di qualità. Gli avevo illustrato un progetto che mirava a fare un po' i competitor di Dallara, fare le F3, e altre cose... ma lui niente, non l'ha fatto [...]. Attenzione! Questo non vuol dire che abbia sbagliato, la mia filosofia avrebbe potuto essere ancor più fallimentare. La cosa certa ed indiscutibile è che in quel contesto non si poteva andare avanti con un atteggiamento di tipo minimalista. Infatti, poi ha avuto sempre più difficoltà fino a che ha dovuto fare marcia indietro. *L'[[Alfa Romeo in Formula 1|Alfa]] era un casino disumano, in quel periodo ho imparato a fare il consulente, vale a dire a domanda rispondo e fine. Loro andava sempre e comunque per la loro strada, ma il programma non stava in piedi, non ne hanno imbroccata una che sia una. Hanno un marchio storico che funziona, "Autodelta", pronti, via, lo cambiano in "Alfa Corse"... e già lì capisci tutto. Si inventano Pavanello come team manager, sapeva fare F3 gli casca addosso la F1 e non la sa gestire. Non sono stati capaci di tenersi lo sponsor Marlboro prima, non stati capaci di tenersi lo sponsor Benetton poi. Voglio dire, basta vedere quando Benetton [[Benetton Formula|compra la Toleman]], nasce tutto un altro discorso. In realtà già da prima con Chiti c'erano già problemi. Uno che riesce a licenziare il progettista [[Gérard Ducarouge]] mentre la macchina è in pole-position è la dimostrazione lampante che, anche lì, managerialità a zero. *Noi italiani abbiamo il problema dell'incapacità di gestire le aziende. Poi, certo, ci sono alcune eccellenze tipo Ferrero, Barilla, Dallara pur sempre di eccezioni si tratta, la normalità è che noi facciamo... come dire... un gran casino. *[[Lancia Delta (1993)|Lancia Delta]]. Decisioni industriali, su una stessa piattaforma volevano fare tanti modelli diversi, così mettono [[Lancia Delta (1979)|quella mitica]] in naftalina e ne fanno una nuova. Ecco, di quella nuova penso ne abbiano prodotte 6 o 7. {{Int|''[https://f1allostatobrado.wordpress.com/2010/04/27/intervista-a-giorgio-stirano-parte-2-di-2/ Intervista a Giorgio Stirano – parte 2 di 2]''|''f1allostatobrado.wordpress.com'', 27 aprile 2010.}} *{{NDR|Sulla [[Forti Corse]]}} Guido Forti [...] è stato un pazzo furioso, un romantico. Soldi ce n’erano, erano quelli di Diniz. Io arrivo come direttore sportivo e gli dico "fammi vedere il contratto", lui dice "no basta una stretta di mano", io gli dico "no, guarda che qua non funziona così". La famiglia Diniz era economicamente potentissima [...] Nel '95 decide di diventare socia anche della scuderia Forti Corse. La stagione va abbastanza bene perché, se la mettiamo a confronto con la Reynard/Bar, il primo anno siamo andati meglio noi di loro, noi abbiamo concluso un sacco di gare, per dire... Poi cosa succede, [[Bernie Ecclestone]] aveva bisogno di coprire il buco Ligier, team sicuramente più prestigioso, e sposta Diniz che se ne va insieme ai soldi della sua quota societaria. Io faccio la macchina del '96 e me ne vado, perché senza soldi non si fa la F1. Forti tenta qualcosa ma, dopo mezza stagione, fallisce. Il problema era che Diniz non era legato, rendiamoci conto! Totale mancanza di managerialità [...] *{{NDR|Sulla [[Forti FG01]]}} Alla Forti mi chiamano come direttore sportivo, io era qualche anno che non ero in F1, consiglio quindi di far fare una macchina [da qualcuno] che aveva fatto la F1 fino al giorno prima. Sentono [[Enrique Scalabroni]] e Sergio Rinland e optano per quest'ultimo che, nel frattempo, stava lavorando in America da Dan Gurney con la Toyota. In altre parole mi ritrovai a fare il pendolare tra Alessandria e Los Angeles. Il particolare chiave è che nel '94-95 viene inserito il crash-test e capisco subito che lui in materia non ne sapeva assolutamente niente. Mi sono quindi preso carico di tutta la parte omologativa. Sul muso l'abbiamo sistemata in fretta, sul laterale non potevamo lasciare così, abbiamo dovuto fare interventi drastici. A quel punto lì, la priorità era omologare al volo la macchina e il problema peso è passato in secondo piano. Non abbiamo dovuto rifare niente come crash-test che per un team neonato e di piccole dimensioni sarebbe stato deleterio ma, d'altra parte, abbiamo pagato in termini di prestazioni. Fondamentalmente quella macchina lì non andava perché aveva un problema di peso. L’anno dopo l'ho rifatta completamente io con Chris Radage e la macchina era 2 secondi più veloce. *Quando un'azienda [...] va in difficoltà vuol dire che c'è stato qualche errore decisionale, [...] prendi Jordan, Pacific, Symtek, AGS, Larrousse, tutte aziende deboli. Hanno chiuso addirittura Tyrrell e Ligier, due aziende storiche. Anche per i team vale lo stesso discorso dei piloti, la differenza è che la parabola è più lunga. La tua filosofia può essere vincente dall'anno x fino all'anno y, dopodiché la tua managerialità è soppiantata, arriva il momento che non è più quella vincente. Prenda la McLaren. Marlboro sostituisce Mayer con [[Ron Dennis|Dennis]], è lo sponsor che decide. Con Mayer avevano vinto i mondiali ma alla Marlboro capiscono che in quel momento lì c'è bisogno di cambiare. Ma Le dirò di più, prenda [[Bernie Ecclestone|Ecclestone]]. Capisce che con Brabham non è più vincente, ha altro da fare, capisce in tempo che deve vendere perché il suo momento è finito, e guardi oggi dov'è... *Il progettista migliore secondo me è stato [[Harvey Postlethwaite]] che, era uno intelligente, era uno aperto. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stirano, Giorgio}} [[Categoria:Ingegneri italiani]] jl0hxgxka4eochmnkqonnlcbbt9y7uf Discussioni utente:VocalCat2207 3 222505 1429659 1398251 2026-10-16T14:35:07Z Manchiu 108315 Manchiu ha spostato la pagina [[Discussioni utente:ChomponU Pongsawet]] a [[Discussioni utente:VocalCat2207]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/ChomponU Pongsawet|ChomponU Pongsawet]]" a "[[Special:CentralAuth/VocalCat2207|VocalCat2207]]" 1398251 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:50, 25 dic 2025 (CET)}} oat95aimy5qjrnnhazyga1zcgvoi5aj Major League Soccer 0 223459 1429690 1404596 2026-10-16T16:58:58Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Major_League_Soccer_logo.svg", cancellata in Commons da [[commons:User:The Squirrel Conspiracy|The Squirrel Conspiracy]] perché Per https://www.copyright.gov/rulings-filings/review-board/docs/Major-League-Soccer-2014-Crest.pdf. 1429690 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''Major League Soccer'''. *Penso che sia più difficile vincere la MLS che la [[UEFA Champions League|Champions League]]. Sembra folle, ma il format della MLS è davvero duro. Bisogna giocare sempre alla perfezione. ([[Rodrigo de Paul]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposiizone=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Competizioni calcistiche]] [[Categoria:Sport negli Stati Uniti d'America]] bucudy9v3s9kdvhvygrepsjgl7347q9 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1429681 1429566 2026-10-16T16:02:08Z Gaux 18878 Matilde di Canossa: destub con tre nuove citazioni 1429681 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Matilde di Canossa]]{{,}} [[Mosaico]]{{,}} [[Nico Cereghini]]{{,}} [[Catacombe]]{{,}} [[Venere de' Medici]]{{,}} [[Friedrich Schelling]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Giovanni Mazzonis]]{{,}} [[Felice Borel]]{{,}} [[Parigi-Roubaix]]{{,}} [[Francesco Moser]]{{,}} [[Pier Augusto Stagi]]{{,}} [[Stefania Casini]]{{,}} [[Giulio Bertoni]]{{,}} [[Luigi Russo]]{{,}} [[Basilica di San Vitale (Ravenna)]]{{,}} [[Carol Alt]]{{,}} [[Marion Maréchal]]{{,}} [[Aldo Brovarone]]{{,}} [[Piazza di Spagna]]{{,}} [[Il mostro della laguna nera]]{{,}} [[Marlen Haushofer]]{{,}} [[Carlo Cavicchi]]{{,}} [[Otto Weininger]]{{,}} [[Profezie sul 21 dicembre 2012]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> lu3tilzrvf8vv59fkvox2jpjmvgdvcx 1429719 1429681 2026-10-16T22:42:28Z Danyele 19198 +1 1429719 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Gran Premio di San Marino 1982]]{{,}} [[Matilde di Canossa]]{{,}} [[Mosaico]]{{,}} [[Nico Cereghini]]{{,}} [[Catacombe]]{{,}} [[Venere de' Medici]]{{,}} [[Friedrich Schelling]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Giovanni Mazzonis]]{{,}} [[Felice Borel]]{{,}} [[Parigi-Roubaix]]{{,}} [[Francesco Moser]]{{,}} [[Pier Augusto Stagi]]{{,}} [[Stefania Casini]]{{,}} [[Giulio Bertoni]]{{,}} [[Luigi Russo]]{{,}} [[Basilica di San Vitale (Ravenna)]]{{,}} [[Carol Alt]]{{,}} [[Marion Maréchal]]{{,}} [[Aldo Brovarone]]{{,}} [[Piazza di Spagna]]{{,}} [[Il mostro della laguna nera]]{{,}} [[Marlen Haushofer]]{{,}} [[Carlo Cavicchi]]{{,}} [[Otto Weininger]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> no2ma56or2iir0axiw21sp7a60xj5dw 1429748 1429719 2026-10-17T04:14:02Z Danyele 19198 +1 1429748 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Carlotta Antonelli]]{{,}} [[Gran Premio di San Marino 1982]]{{,}} [[Matilde di Canossa]]{{,}} [[Mosaico]]{{,}} [[Nico Cereghini]]{{,}} [[Catacombe]]{{,}} [[Venere de' Medici]]{{,}} [[Friedrich Schelling]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Giovanni Mazzonis]]{{,}} [[Felice Borel]]{{,}} [[Parigi-Roubaix]]{{,}} [[Francesco Moser]]{{,}} [[Pier Augusto Stagi]]{{,}} [[Stefania Casini]]{{,}} [[Giulio Bertoni]]{{,}} [[Luigi Russo]]{{,}} [[Basilica di San Vitale (Ravenna)]]{{,}} [[Carol Alt]]{{,}} [[Marion Maréchal]]{{,}} [[Aldo Brovarone]]{{,}} [[Piazza di Spagna]]{{,}} [[Il mostro della laguna nera]]{{,}} [[Marlen Haushofer]]{{,}} [[Carlo Cavicchi]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> d7bu8ns77vzsot6o804vdiuuzeqkjre Wikiquote:SheSaid 2026 4 226621 1429749 1429330 2026-10-17T04:16:13Z Danyele 19198 /* Voci scritte */ +1 / +2 1429749 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} # [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura]] {{fatto|Superchilum}} # [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}} # 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[[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub # [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub # [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione # [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub # [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub # [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 2 citazione # [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni # [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione # [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione # [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni # [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Carol Alt]] {{fatto|Danyele}} + 12 citazioni # [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Sigrid Undset]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Gertrud von Le Fort]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione # [[Eleonora Goldoni]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sara Simeoni]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni # [[Stefania Casini]] {{fatto|Danyele}} + 11 citazioni, sistemazioni # [[Natascha Lusenti]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Ejae]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Giuditta]] {{fatto|Spinoziano}} + 6 citazioni # [[Simona Quadarella]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Carlotta Antonelli]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, sistemazioni {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] j5y4vntey6n2h6ybuie8d6jjospnw6n La falena d'argento 0 227257 1429783 1429551 2026-10-17T09:07:56Z Spinoziano 2297 1429783 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = La falena d'argento |titolo alfabetico = Falena d'argento |immagine = Christopher Strong lobby card.JPG |genere = drammatico/sentimentale |regista = [[Dorothy Arzner]] |soggetto = [[Gilbert Frankau]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Zoë Akins]] |produttore = [[David O. Selznick]] |attori = *[[Katharine Hepburn]]: Cynthia Darrington *[[Colin Clive]]: Christopher Strong *[[Billie Burke]]: Elain Strong *[[Helen Chandler]]: Monica Strong *[[Ralph Forbes]]: Harry Rawlinson *[[Irene Browne]]: Carrie Valentine *[[Jack La Rue]]: Carlo *[[Desmond Roberts]]: Bryce Mercer |doppiatori italiani = *[[Sonia Scotti]]: Cynthia Darrington *[[Renato De Carmine]]: Christopher Strong *[[Silvia Pepitoni]]: Monica Strong }} '''''La falena d'argento''''', film statunitense del 1933 con [[Katharine Hepburn]], regia di [[Dorothy Arzner]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Io penso che la [[fedeltà]] alla propria patria, alla propria casa e alla propria moglie sia la base della vera felicità di un uomo. ('''Christopher''') *Il [[coraggio]] può vincere anche l'amore. ('''Cynthia''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Elain''': Mi domando che cosa ho fatto per meritarmi il miglior [[Marito e moglie|marito]] del mondo.<br>'''Christopher''': Sei stata la migliore moglie del mondo. *'''Harry''': [[Brindisi dai film|Brindo]] alla sposa: alla più affascinante sposa che io abbia mai avuto. E al miglior matrimonio che io abbia mai fatto.<br>'''Monica''': E che sia anche l'ultimo. ==Citazioni su ''La falena d'argento''== *2º e poco soddisfacente film di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]], guidata da D. Arzner, una delle rare donne registe di Hollywood, attiva tra il '27 e il '43. Tratto dal romanzo di Gilbert Frankau, è un dramma goffo che solo qua e là riesce a essere interessante. (''[[il Morandini]]'') *Un melodramma in bilico tra voglie di emancipazione femminista e inevitabile condanna moralistica. Da dimenticare l'interpretazione della Hepburn. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film drammatici]] [[Categoria:Film sentimentali]] 13hqkdop6c91xv45xrekr38r2xivc4h Gringo 0 227288 1429647 2026-10-16T12:28:04Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} Citazioni sui '''gringo'''. *I gringos dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. (''[[La grande vallata]]'') *Il senso di colpa di essere gringo era più efficace di un corso Weight Watchers. ([[Massimo Carlotto]]) *Voi gringos siete d..." 1429647 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sui '''gringo'''. *I gringos dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. (''[[La grande vallata]]'') *Il senso di colpa di essere gringo era più efficace di un corso Weight Watchers. ([[Massimo Carlotto]]) *Voi gringos siete dei bastardi: volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete. (''[[Lo chiamavano Trinità]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Espressioni comuni]] [[Categoria:Etnologia]] ag41rnj3390fyy0v129rsfyzjiyfza8 1429649 1429647 2026-10-16T12:38:42Z Spinoziano 2297 1429649 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sui '''gringo'''. *I gringos dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. (''[[La grande vallata]]'') *Impossibile, señor Luke... Dopo aver letto il suo telegramma, il telegrafista ha lasciato il posto e ha preso il primo treno per l'Est... Ha detto "Yuppee, il petrolio", ed è partito... sono matti questi gringos! (''[[Lucky Luke]]'') *Il senso di colpa di essere gringo era più efficace di un corso Weight Watchers. ([[Massimo Carlotto]]) *Voi gringos siete dei bastardi: volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete. (''[[Lo chiamavano Trinità]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Espressioni comuni]] [[Categoria:Etnologia]] o6e4z1vagbjicwlt6e4h3fn7a5reg6j 1429652 1429649 2026-10-16T12:40:32Z Spinoziano 2297 1429652 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sui '''gringo'''. *I gringos dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. (''[[La grande vallata]]'') *Il senso di colpa di essere gringo era più efficace di un corso Weight Watchers. ([[Massimo Carlotto]]) *Impossibile, señor Luke... Dopo aver letto il suo telegramma, il telegrafista ha lasciato il posto e ha preso il primo treno per l'Est... Ha detto "Yuppee, il petrolio", ed è partito... sono matti questi gringos! (''[[Lucky Luke]]'') *Voi gringos siete dei bastardi: volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete. (''[[Lo chiamavano Trinità]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Espressioni comuni]] [[Categoria:Etnologia]] dqtpcbby1t4cnz8erc6ljn65bjlbosy 1429654 1429652 2026-10-16T12:55:21Z Spinoziano 2297 1429654 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sui '''gringo'''. *I gringos dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. (''[[La grande vallata]]'') *Il senso di colpa di essere gringo era più efficace di un corso Weight Watchers. ([[Massimo Carlotto]]) *Impossibile, señor Luke... Dopo aver letto il suo telegramma, il telegrafista ha lasciato il posto e ha preso il primo treno per l'Est... Ha detto "Yuppee, il petrolio", ed è partito... sono matti questi gringos! (''[[Lucky Luke]]'') *Voi gringos siete dei bastardi: volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete. (''[[Lo chiamavano Trinità...]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Espressioni comuni]] [[Categoria:Etnologia]] f9mbmrg0c7mnxy3r9cqt0robs9h9hhx 1429665 1429654 2026-10-16T14:57:19Z Spinoziano 2297 1429665 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Johnny Ringo.jpeg|miniatura|Il pistolero Johnny Ringo, esempio di ''gringo'' per i messicani]] Citazioni sui '''gringo'''. *I gringos dirigono ogni cosa e noi diciamo solo: grazie, grazie; per il diritto di respirare, il diritto di muoverci, di poter mangiare, dormire. Se qualcuno di noi ha l'opportunità di guadagnare un posto decente nella vita, i gringos trovano il modo di ricacciarlo giù. (''[[La grande vallata]]'') *Il senso di colpa di essere gringo era più efficace di un corso Weight Watchers. ([[Massimo Carlotto]]) *Impossibile, señor Luke... Dopo aver letto il suo telegramma, il telegrafista ha lasciato il posto e ha preso il primo treno per l'Est... Ha detto "Yuppee, il petrolio", ed è partito... sono matti questi gringos! (''[[Lucky Luke]]'') *Voi gringos siete dei bastardi: volete le nostre donne e se uno vi dà una coltellata vi offendete. (''[[Lo chiamavano Trinità...]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} [[Categoria:Espressioni comuni]] [[Categoria:Etnologia]] 0lvop0s8jx5gf4sne8bpghutubj9sii Donizone di Canossa 0 227289 1429657 2026-10-16T14:21:38Z Gaux 18878 Donizone di Canossa 1429657 wikitext text/x-wiki '''Donizone di Canossa''' (1071 circa – 1130?), monaco cristiano e biografo italiano. ==Citazioni su Donizone di Canossa== *Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! ([[Luigi Tosti]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Biografi italiani]] [[Categoria:Religiosi italiani]] 4oo7cdqyon2arlx2l6mqcdthjse5sdg 1429658 1429657 2026-10-16T14:27:53Z Gaux 18878 immagine 1429658 wikitext text/x-wiki [[File:Donizo, Acta Comitissae Mathildis.jpg|thumb|L'abate Ugone di Cluny e l'imperatore Enrico IV di fronte a Matilde di Canossa. Dal manoscritto ''Acta Comitissae Mathildis'' di Donizone, XIV secolo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi]] '''Donizone di Canossa''' (1071 circa – 1130?), monaco cristiano e biografo italiano. ==Citazioni su Donizone di Canossa== *Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! ([[Luigi Tosti]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Biografi italiani]] [[Categoria:Religiosi italiani]] jx5yyx04ji203c8ggjtiytfyisgg06m 1429664 1429658 2026-10-16T14:54:03Z Gaux 18878 /* Citazioni su Donizone di Canossa */ altra di Tosti 1429664 wikitext text/x-wiki [[File:Donizo, Acta Comitissae Mathildis.jpg|thumb|L'abate Ugone di Cluny e l'imperatore Enrico IV di fronte a Matilde di Canossa. Dal manoscritto ''Acta Comitissae Mathildis'' di Donizone, XIV secolo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi]] '''Donizone di Canossa''' (1071 circa – 1130?), monaco cristiano e biografo italiano. ==Citazioni su Donizone di Canossa== *Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! ([[Luigi Tosti]]) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» ([[Luigi Tosti]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Biografi italiani]] [[Categoria:Religiosi italiani]] pm0xywtf6cp86j4hikmt704kg3ufnnr 1429688 1429664 2026-10-16T16:57:21Z Gaux 18878 /* Citazioni su Donizone di Canossa */ Umberto Ronca 1429688 wikitext text/x-wiki [[File:Donizo, Acta Comitissae Mathildis.jpg|thumb|L'abate Ugone di Cluny e l'imperatore Enrico IV di fronte a Matilde di Canossa. Dal manoscritto ''Acta Comitissae Mathildis'' di Donizone, XIV secolo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi]] '''Donizone di Canossa''' (1071 circa – 1130?), monaco cristiano e biografo italiano. ==Citazioni su Donizone di Canossa== *Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! ([[Luigi Tosti]]) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è Donizone. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|Matilde di Canossa}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenze 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> ([[Umberto Ronca]]) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» ([[Luigi Tosti]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Biografi italiani]] [[Categoria:Religiosi italiani]] gjcbvbpiy3jc0608ymbrewo0syw94el 1429689 1429688 2026-10-16T16:58:19Z Gaux 18878 sezione Note 1429689 wikitext text/x-wiki [[File:Donizo, Acta Comitissae Mathildis.jpg|thumb|L'abate Ugone di Cluny e l'imperatore Enrico IV di fronte a Matilde di Canossa. Dal manoscritto ''Acta Comitissae Mathildis'' di Donizone, XIV secolo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi]] '''Donizone di Canossa''' (1071 circa – 1130?), monaco cristiano e biografo italiano. ==Citazioni su Donizone di Canossa== *Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! ([[Luigi Tosti]]) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è Donizone. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|Matilde di Canossa}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenze 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> ([[Umberto Ronca]]) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» ([[Luigi Tosti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Biografi italiani]] [[Categoria:Religiosi italiani]] jn6eaymq273fkhgidkclgpbvuk5twge 1429717 1429689 2026-10-16T22:40:27Z Danyele 19198 avviso obsoleto 1429717 wikitext text/x-wiki [[File:Donizo, Acta Comitissae Mathildis.jpg|thumb|L'abate Ugone di Cluny e l'imperatore Enrico IV di fronte a Matilde di Canossa. Dal manoscritto ''Acta Comitissae Mathildis'' di Donizone, XIV secolo. Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi]] '''Donizone di Canossa''' (1071 circa – 1130?), monaco cristiano e biografo italiano. ==Citazioni su Donizone di Canossa== *Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! ([[Luigi Tosti]]) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è Donizone. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|Matilde di Canossa}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenze 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> ([[Umberto Ronca]]) *La resa di [[Mantova|{{sic|Mantua}}]] dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei {{sic|Mantuani}} si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a [[Troia]], avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» ([[Luigi Tosti]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Biografi italiani]] [[Categoria:Religiosi italiani]] nj129cd9ht76rhsd0ut801v3gm0o9rw Discussioni utente:ChomponU Pongsawet 3 227290 1429660 2026-10-16T14:35:07Z Manchiu 108315 Manchiu ha spostato la pagina [[Discussioni utente:ChomponU Pongsawet]] a [[Discussioni utente:VocalCat2207]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/ChomponU Pongsawet|ChomponU Pongsawet]]" a "[[Special:CentralAuth/VocalCat2207|VocalCat2207]]" 1429660 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:VocalCat2207]] slsd50iaigp9i5slyu76i8tmxi2vzru Umberto Ronca 0 227291 1429683 2026-10-16T16:45:54Z Gaux 18878 Umberto Ronca 1429683 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, grecista e letterato italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il Tosti «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', p. 377.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] jv0eejvw675kyrqmjmfb70r53rnqmf2 1429684 1429683 2026-10-16T16:48:11Z Gaux 18878 wlink e NDR 1429684 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, grecista e letterato italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. 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Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. 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Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeva00roncgoog/page/n8/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] ahmf2empbwjgganrwtp2oakyjf0dvx1 1429687 1429686 2026-10-16T16:54:51Z Gaux 18878 nota dell'Autore 1429687 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, grecista e letterato italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeva00roncgoog/page/n8/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] 13wyqtfd2feh4wlj18pzhzewuf2b313 1429752 1429687 2026-10-17T04:55:45Z Gaux 18878 descrizione e categorie 1429752 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeva00roncgoog/page/n8/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] iquomdzrcbckkhnjaht4fzz24pgvlk7 1429753 1429752 2026-10-17T05:36:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ primo volume 1429753 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeva00roncgoog/page/n8/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 7jqpcf0h87ukhdvwusr09kd94kvl3jc 1429754 1429753 2026-10-17T05:44:04Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ sostituisco testo in Internet Archive (alcune pagine mancanti) 1429754 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] o2ad2ejrb27p825bht2w4ug9l85d6z5 1429755 1429754 2026-10-17T05:53:13Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ Ottone III e Silvestro II 1429755 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. Ottone III, giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un impero romano mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>Silvestro II, precursore di Gregorio VII, intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 82yliwif612x41reefaah9x7fscoxk2 1429756 1429755 2026-10-17T05:53:58Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ riferimenti ripetuti 1429756 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. Ottone III, giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un impero romano mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>Silvestro II, precursore di Gregorio VII, intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] phzzbymgx5nt7v3asrm819rtebo7zsf 1429757 1429756 2026-10-17T05:57:00Z Gaux 18878 wlink 1429757 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un impero romano mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VIII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 4o7ffmimvmfp356visyxkhpsgejl0zd Discussioni utente:Auregann 3 227292 1429693 2026-10-16T17:45:57Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429693 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:45, 16 ott 2026 (CEST)}} 63y08txlnkx2iq4jo6p65zl7unf08u5 Discussioni utente:Sanebra 3 227293 1429694 2026-10-16T18:00:06Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429694 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:00, 16 ott 2026 (CEST)}} g7fvmvrw09vlhrerxd1fqyl7q00vdrj Discussioni utente:تامیا 3 227294 1429708 2026-10-16T20:40:45Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429708 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:40, 16 ott 2026 (CEST)}} 8fdygtrul9f23a8qq70qequ88vtgonh Harvey Postlethwaite 0 227295 1429712 2026-10-16T22:32:05Z Danyele 19198 Creata pagina con "'''Harvey Ernest Postlethwaite''' (1944 – 1999), ingegnere britannico. ==Citazioni di Harvey Postlethwaite== *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} [[Gilles Villeneuve|Gilles]] voleva che la vittoria gli fosse porta su un piatto d’argento, ma anche l'[[Didier Pironi|altro]] fa il pilota...<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limi..." 1429712 wikitext text/x-wiki '''Harvey Ernest Postlethwaite''' (1944 – 1999), ingegnere britannico. ==Citazioni di Harvey Postlethwaite== *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} [[Gilles Villeneuve|Gilles]] voleva che la vittoria gli fosse porta su un piatto d’argento, ma anche l'[[Didier Pironi|altro]] fa il pilota...<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> ==Citazioni su Harvey Postlethwaite== *Il progettista migliore secondo me è stato Harvey Postlethwaite che, era uno intelligente, era uno aperto. ([[Giorgio Stirano]]) *Molto tecnico, molto capace. Non era una "prima guida" per conto mio però in una squadra averlo come numero due era quasi indispensabile. ([[Giorgio Piola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Postlethwaite, Harvey}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] obf8zdlrc8zd83sbwqvhlxijsx40sgr 1429715 1429712 2026-10-16T22:36:34Z Danyele 19198 /* Citazioni di Harvey Postlethwaite */ typo 1429715 wikitext text/x-wiki '''Harvey Ernest Postlethwaite''' (1944 – 1999), ingegnere britannico. ==Citazioni di Harvey Postlethwaite== *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} [[Gilles Villeneuve|Gilles]] voleva che la vittoria gli fosse porta su un piatto d'argento, ma anche l'[[Didier Pironi|altro]] fa il pilota...<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> ==Citazioni su Harvey Postlethwaite== *Il progettista migliore secondo me è stato Harvey Postlethwaite che, era uno intelligente, era uno aperto. ([[Giorgio Stirano]]) *Molto tecnico, molto capace. Non era una "prima guida" per conto mio però in una squadra averlo come numero due era quasi indispensabile. ([[Giorgio Piola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Postlethwaite, Harvey}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] evehgg28kh1893qiyukqac3dvc1v8ms 1429729 1429715 2026-10-17T01:04:52Z Danyele 19198 /* Citazioni di Harvey Postlethwaite */ +2 1429729 wikitext text/x-wiki '''Harvey Ernest Postlethwaite''' (1944 – 1999), ingegnere britannico. ==Citazioni di Harvey Postlethwaite== *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} [...] ci sono problemi di natura diversa. Un cambio longitudinale non ha più ragion d'essere in F.1: è chiaro che si migliora la ripartizione dei pesi portando le masse entro gli assi. C'è un altro errore di progettazione che non è facile da risolvere [...], eppoi ci sono problemi di dettaglio, frutto di un disegno fatto da chi non aveva esperienza in F.1. Alcuni interventi sulla monoposto richiedono troppo tempo, e il tempo lo si paga in mancato sviluppo. Eppoi c'è l'aerodinamica rivoluzionaria con il doppio fondo: ci siamo sentiti come i pionieri del West colpiti dalle frecce degli indiani. Ma quando si porta in pista qualcosa di totalmente nuovo è inevitabile che non tutti fili [...] per il verso giusto.<ref name="Nugnes">Dall'intervista di Franco Nugnes, ''Punto a capo'', ''Autosprint'' n. 22, 26 maggio – 1º giugno 1992.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} [[Gilles Villeneuve|Gilles]] voleva che la vittoria gli fosse porta su un piatto d'argento, ma anche l'[[Didier Pironi|altro]] fa il pilota...<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> *L'aerodinamica dev'esser conforme al resto della vettura [...]. Bisogna chiedersi se vale la pena avere una forma un po' meno redditizia che permette di sfruttare al meglio le sospensioni attive, oppure un'aerodinamica rivoluzionaria con sospensioni tradizionali. La [[Williams FW14B|Williams]], lo ricordo, di concettto base è semplicissima, ma ha sospensioni "molto intelligenti".<ref name="Nugnes"/> ==Citazioni su Harvey Postlethwaite== *Il progettista migliore secondo me è stato Harvey Postlethwaite che, era uno intelligente, era uno aperto. ([[Giorgio Stirano]]) *Molto tecnico, molto capace. Non era una "prima guida" per conto mio però in una squadra averlo come numero due era quasi indispensabile. ([[Giorgio Piola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Postlethwaite, Harvey}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] fv1dgwvzodh22ufqts6yak7epmhcods 1429732 1429729 2026-10-17T01:19:34Z Danyele 19198 /* Citazioni di Harvey Postlethwaite */ refusi 1429732 wikitext text/x-wiki '''Harvey Ernest Postlethwaite''' (1944 – 1999), ingegnere britannico. ==Citazioni di Harvey Postlethwaite== *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} [...] ci sono problemi di natura diversa. Un cambio longitudinale non ha più ragion d'essere in F.1: è chiaro che si migliora la ripartizione dei pesi portando le masse entro gli assi. C'è un altro errore di progettazione che non è facile da risolvere [...], eppoi ci sono problemi di dettaglio, frutto di un disegno fatto da chi non aveva esperienza in F.1. Alcuni interventi sulla monoposto richiedono troppo tempo, e il tempo lo si paga in mancato sviluppo. Eppoi c'è l'aerodinamica rivoluzionaria con il doppio fondo: ci siamo sentiti come i pionieri del West colpiti dalle frecce degli indiani. Ma quando si porta in pista qualcosa di totalmente nuovo è inevitabile che non tutti fili [...] per il verso giusto.<ref name="Nugnes">Dall'intervista di Franco Nugnes, ''Punto a capo'', ''Autosprint'' n. 22, 26 maggio – 1º giugno 1992.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} [[Gilles Villeneuve|Gilles]] voleva che la vittoria gli fosse porta su un piatto d'argento, ma anche l'[[Didier Pironi|altro]] fa il pilota...<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> *L'aerodinamica deve essere conforme al resto della vettura [...]. Bisogna chiedersi se vale la pena avere una forma un po' meno redditizia che permette di sfruttare al meglio le sospensioni attive, oppure un'aerodinamica rivoluzionaria con sospensioni tradizionali. La [[Williams FW14B|Williams]], lo ricordo, di concetto base è semplicissima, ma ha sospensioni "molto intelligenti".<ref name="Nugnes"/> ==Citazioni su Harvey Postlethwaite== *Il progettista migliore secondo me è stato Harvey Postlethwaite che, era uno intelligente, era uno aperto. ([[Giorgio Stirano]]) *Molto tecnico, molto capace. Non era una "prima guida" per conto mio però in una squadra averlo come numero due era quasi indispensabile. ([[Giorgio Piola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Postlethwaite, Harvey}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] asgn3962pouluxj40f3oszn1i0es06v 1429750 1429732 2026-10-17T04:20:08Z Danyele 19198 /* Citazioni di Harvey Postlethwaite */ typo 1429750 wikitext text/x-wiki '''Harvey Ernest Postlethwaite''' (1944 – 1999), ingegnere britannico. ==Citazioni di Harvey Postlethwaite== *{{NDR|Sulla [[Ferrari F92A]]}} [...] ci sono problemi di natura diversa. Un cambio longitudinale non ha più ragion d'essere in F.1: è chiaro che si migliora la ripartizione dei pesi portando le masse entro gli assi. C'è un altro errore di progettazione che non è facile da risolvere [...], eppoi ci sono problemi di dettaglio, frutto di un disegno fatto da chi non aveva esperienza in F.1. Alcuni interventi sulla monoposto richiedono troppo tempo, e il tempo lo si paga in mancato sviluppo. Eppoi c'è l'aerodinamica rivoluzionaria con il doppio fondo: ci siamo sentiti come i pionieri del West colpiti dalle frecce degli indiani. Ma quando si porta in pista qualcosa di totalmente nuovo è inevitabile che non tutti fili [...] per il verso giusto.<ref name="Nugnes">Dall'intervista di Franco Nugnes, ''Punto a capo'', ''Autosprint'' n. 22, 26 maggio – 1º giugno 1992.</ref> *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1982]]}} [[Gilles Villeneuve|Gilles]] voleva che la vittoria gli fosse portata su un piatto d'argento, ma anche l'[[Didier Pironi|altro]] fa il pilota...<ref>Citato in Roberto Boccafogli, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/storia/uomini-limite-f1-formula1-gilles-villeneuve-imola F1 / Il commento – Uomini al limite: Gilles ucciso dalla politica]'', ''formulapassion.it'', 8 maggio 2023.</ref> *L'aerodinamica deve essere conforme al resto della vettura [...]. Bisogna chiedersi se vale la pena avere una forma un po' meno redditizia che permette di sfruttare al meglio le sospensioni attive, oppure un'aerodinamica rivoluzionaria con sospensioni tradizionali. La [[Williams FW14B|Williams]], lo ricordo, di concetto base è semplicissima, ma ha sospensioni "molto intelligenti".<ref name="Nugnes"/> ==Citazioni su Harvey Postlethwaite== *Il progettista migliore secondo me è stato Harvey Postlethwaite che, era uno intelligente, era uno aperto. ([[Giorgio Stirano]]) *Molto tecnico, molto capace. Non era una "prima guida" per conto mio però in una squadra averlo come numero due era quasi indispensabile. ([[Giorgio Piola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Postlethwaite, Harvey}} [[Categoria:Ingegneri britannici]] n4iulkektrvqpnbrpailva4kksi6ehl Williams FW14B 0 227296 1429733 2026-10-17T01:26:22Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Williams FW14B 1992 noBG.jpg|thumb|Williams FW14B (1992)]] Citazioni sulla '''Williams FW14B'''. *L'aerodinamica deve essere conforme al resto della vettura [...]. Bisogna chiedersi se vale la pena avere una forma un po' meno redditizia che permette di sfruttare al meglio le sospensioni attive, oppure un'aerodinamica rivoluzionaria con sospensioni tradizionali. La Williams, lo ricordo, di concetto base è semplicissima, ma ha sospensioni "molto..." 1429733 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Williams FW14B 1992 noBG.jpg|thumb|Williams FW14B (1992)]] Citazioni sulla '''Williams FW14B'''. *L'aerodinamica deve essere conforme al resto della vettura [...]. Bisogna chiedersi se vale la pena avere una forma un po' meno redditizia che permette di sfruttare al meglio le sospensioni attive, oppure un'aerodinamica rivoluzionaria con sospensioni tradizionali. La Williams, lo ricordo, di concetto base è semplicissima, ma ha sospensioni "molto intelligenti". ([[Harvey Postlethwaite]]) ==Voci correlate== *[[Nigel Mansell]] *[[Riccardo Patrese]] *[[Vettura di Formula 1]] *[[Williams FW14]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] lwbsmzyn7439kz7n2x8ivcn0iu7omkw Alessia Filippi 0 227297 1429735 2026-10-17T03:18:49Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Alessia Filippi - 2009 FINA World Championships.jpg|thumb|Alessia Filippi (a sinistra) nel 2009]] '''Alessia Filippi''' (1987 – vivente), ex nuotatrice italiana. {{Int|''[https://www.oasport.it/2026/10/alessia-filippi-non-ho-avuto-la-caparbieta-di-simona-quadarella-smisi-a-25-anni-perche-non-ero-piu-felice/ Alessia Filippi: "Non ho avuto la caparbietà di Simona Quadarella. Smisi a 25 anni perché non ero più felice"]''|Da un'intervista a ''OA Focus'', OA Spor..." 1429735 wikitext text/x-wiki [[File:Alessia Filippi - 2009 FINA World Championships.jpg|thumb|Alessia Filippi (a sinistra) nel 2009]] '''Alessia Filippi''' (1987 – vivente), ex nuotatrice italiana. {{Int|''[https://www.oasport.it/2026/10/alessia-filippi-non-ho-avuto-la-caparbieta-di-simona-quadarella-smisi-a-25-anni-perche-non-ero-piu-felice/ Alessia Filippi: "Non ho avuto la caparbietà di Simona Quadarella. Smisi a 25 anni perché non ero più felice"]''|Da un'intervista a ''OA Focus'', OA Sport; citato in Alessandro Passanti, ''oasport.it'', 12 ottobre 2026.|h=2}} *{{NDR|Su [[Simona Quadarella]]}} [...] mi ha detto che ero il suo idolo e mi chiedeva gli autografi quando era piccola. Anche più di uno alla volta facendo più file. Per me è stato un onore essere il suo idolo. Da giovane non te lo immagineresti mai di diventare il punto di riferimento di qualcuno. Penso anche che ci assomigliamo sotto qualche punto di vista, anche se lei è molto meglio di me in vasca. Ha avuto più caparbietà ed è al top da tanti anni. Una capacità che io non ho avuto. Mi piace guardarla nuotare, la ammiro tanto e avrei voluto essere come lei. *Il [[Villaggio olimpico|{{Sic|Villaggio Olimpico}}]] è stato assolutamente indimenticabile. Per Europei e Mondiali è tutto molto più semplice, mentre ai [[Giochi olimpici|Giochi]] sei letteralmente in un piccolo paese nel quale tu in primis devi essere brava a gestire tutto, anche i trasferimenti. A quell'età vedere campioni assoluti di ogni sport di fianco a te è stato meraviglioso, dai calciatori [...] ai giocatori della NBA. Non c'è differenza tra sport e tra sportivi. Tutti siamo allo stesso livello. Quello è il bello delle Olimpiadi. *Puoi controllare tutto, ma lo [[sport]] non è matematica. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Filippi, Alessia}} [[Categoria:Nuotatori italiani]] 55dll5pukhmxg547r0ek695w53c0ipa Discussioni utente:Aelle io 3 227298 1429758 2026-10-17T06:20:52Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429758 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:20, 17 ott 2026 (CEST)}} tledbsdnp811uxgf66okuyccu0npi1f Discussioni utente:Franx94 3 227299 1429761 2026-10-17T06:50:08Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429761 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:50, 17 ott 2026 (CEST)}} 8odhsd18kcu9ju7b8qpgg6jidx6hulf Discussioni utente:Joaocarlosgpm 3 227300 1429762 2026-10-17T07:00:13Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429762 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:00, 17 ott 2026 (CEST)}} 3le7etlnmjgfuh8vkcg3vdc1degpfeg Discussioni utente:Swing56 3 227301 1429765 2026-10-17T07:15:10Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429765 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:15, 17 ott 2026 (CEST)}} 5xa4vcydf36b2agald6tsgqlamyvrr7 Discussioni utente:Ztfab 3 227302 1429767 2026-10-17T07:20:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429767 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:20, 17 ott 2026 (CEST)}} 639gap0zk070ncya3yl898nhqpswyjr Discussioni utente:Alsofifaedh1985 3 227303 1429768 2026-10-17T07:30:04Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429768 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:30, 17 ott 2026 (CEST)}} 4ykul3gq3817nho0siaft5hwskbds7b Discussioni utente:HanziKanji 3 227304 1429769 2026-10-17T07:40:53Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429769 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:40, 17 ott 2026 (CEST)}} 4wtycyc1lmjzxqhhhs4nqcksvpvq7ci Discussioni utente:Bugglin 3 227305 1429770 2026-10-17T07:50:30Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429770 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:50, 17 ott 2026 (CEST)}} hpom00s0l2o93wsevtpmcjxrgrva5ru Pony Express (film) 0 227306 1429775 2026-10-17T08:42:47Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Pony Express |genere = western |regista = [[Jerry Hopper]] |soggetto = [[Frank Gruber]] |sceneggiatore = [[Charles Marquis Warren]] |produttore = [[Nat Holt]] |attori = *[[Charlton Heston]]: [[Buffalo Bill|"Buffalo Bill" Cody]] *[[Rhonda Fleming]]: Evelyn Hastings *[[Jan Sterling]]: Denny Russell *[[Forrest Tucker]]: [[Wild Bill Hickok]] *[[Michael Moore (attore)|Michael Moore]]: Rance Hastings *[[Porter Hall]]: Jim Bridger *[[Richard Shannon]]:..." 1429775 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Pony Express |genere = western |regista = [[Jerry Hopper]] |soggetto = [[Frank Gruber]] |sceneggiatore = [[Charles Marquis Warren]] |produttore = [[Nat Holt]] |attori = *[[Charlton Heston]]: [[Buffalo Bill|"Buffalo Bill" Cody]] *[[Rhonda Fleming]]: Evelyn Hastings *[[Jan Sterling]]: Denny Russell *[[Forrest Tucker]]: [[Wild Bill Hickok]] *[[Michael Moore (attore)|Michael Moore]]: Rance Hastings *[[Porter Hall]]: Jim Bridger *[[Richard Shannon]]: Red Barrett *[[Henry Brandon (attore)|Henry Brandon]]: Joe Cooper *[[Stuart Randall]]: Pemberton *[[Lewis Martin]]: sergente Russell *[[Pat Hogan]]: capo Mano Gialla |doppiatori italiani = *[[Emilio Cigoli]]: "Buffalo Bill" Cody *[[Dhia Cristiani]]: Evelyn Hastings *[[Rosetta Calavetta]]: Denny Russell *[[Giorgio Capecchi]]: Wild Bill Hickok *[[Bruno Persa]]: Rance Hastings *[[Olinto Cristina]]: Jim Bridger *[[Mario Pisu]]: Joe Cooper *[[Luigi Pavese]]: Pemberton *[[Nino Pavese]]: capo Mano Gialla }} '''''Pony Express''''', film statunitense del 1953 con [[Charlton Heston]], regia di [[Jerry Hopper]]. ==Frasi== *Dato che il liquore mi appartiene e offro io, alla mia salute! ('''Jim''') {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}} ==Dialoghi== *'''Denny''': Ve l'avevo detto che non gli piacciono le ragazze con questi abiti.<br>'''Hickock''': Non è il vestito: è che non si può tirar fuori un purosangue da un ronzino. ==Citazioni su ''Pony Express''== *Tipico western di fattura media, di quelli che si vedono volentieri e si dimenticano subito. Non manca un romanzetto d'amore con la rubensiana [[Rhonda Fleming|R. Fleming]]. Inferiore all'omonimo film muto del 1925 diretto da James Cruze. (''[[il Morandini]]'') *Western di ambizioni epiche, ma scolorito nella realizzazione. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] 7vvaoidulyh11j6xtjdfswhza3a75lw