Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Ken il guerriero 0 49 1429790 1417073 2026-10-17T12:00:46Z Skekzilla 17056 /* Volume 1 */ 1429790 wikitext text/x-wiki {{fumetto |immagine= Hokuto no ken logo.png |tipo = manga |titolo = Ken il guerriero |titolo originale = 北斗の拳 |titolo traslitterato = Hokuto no Ken |lingua originale = giapponese |paese = Giappone |genere = |target = shōnen |autore = [[Buronson]] |editore = Shūeisha |pubblicazione = 1983 – 1988 |editoreitaliano = Granata Press |pubblicazioneitaliana = 1990 – 1994 }} '''''Ken il guerriero''''', manga scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]]. ==Volume 1== *Alla fine del XX secolo, il mondo venne avvolto dalle fiamme atomiche! I mari si prosciugarono, la terra si spezzò... e sembrò che ogni forma di vita si fosse estinta. Eppure... La razza umana era sopravvissuta! *In quest'epoca non ci si può permettere di avere il cuore tenero! ('''Bat''') *Ormai l'acqua e il cibo sono i beni più preziosi, e solo i più forti riescono a sopravvivere. È la legge della giungla. ('''Bat''') *Di questi tempi i bambini non servono a nulla. ('''Bat''') *Secondo la leggenda, molto tempo fa in Cina esisteva una temibile arte marziale assassina chiamata Divina scuola di Hokuto. Chi la praticava, poteva concentrare tutta la propria energia in un singolo pugno prima di colpire i punti di pressione del corpo, infliggendo danni interni tali da causare morte certa! ('''Anziano''') *Tu sei già morto. ('''Kenshiro''') *Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ('''Kenshiro''') *Il [[domani]] è più importante del presente. ('''Sig. Misumi''') *Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ('''Kenshiro''') *Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ('''Kenshiro''') *Sei così lento da farmi sbadigliare. ('''Kenshiro''') *La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ('''Kenshiro''') *Il firmamento ha due poli: nord e sud, Hokuto e Nanto. Ogni cosa del creato condivide un opposto polare. Uomo e donna, ombra e luce, yin e yang... persino i guardiani niō. Lo stesso vale per le tecniche assassine, con la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto! La Divina scuola di Hokuto è capace di causare un esplosione dall'interno colpendo i punti segreti di pressione del corpo, ed è quindi yin, l'ombra... mentre la Sacra scuola di Nanto, il pugno che distrugge i suoi avversari con colpi esterni, è yang, la luce! ('''Shin''') *La [[forza]] è [[giustizia]]. Che grande epoca che è quella in cui viviamo! Chi è forte può impossessarsi di tutto ciò che vuole senza farsi scrupoli! ('''Shin''') *La Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto sono due facce della stessa medaglia. Non devono combattersi, ma collaborare per tramandare le loro discipline alle generazioni future. ('''Ryuken''') *Uno come te non potrà mai battermi! Tra noi due c'è una differenza fatale... l'ambizione e l'ossessione! È l'[[ossessione]] che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ('''Shin''') *Terribile quanto il cuore delle [[Donna|donne]] sia volubile, eh?! ('''Shin''') *'''Shin''': T... tu non sei davvero più il [[Kenshiro]] di una volta... Come è possibile...?<br>'''Kenshiro''': L'ossessione! Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato! *Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ('''Kenshiro''') *È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ('''Kenshiro''') *Per la prima volta in vita mia, piansi. Nonostante tutti gli sforzi, fino all'ultimo momento, non sono riuscito a conquistare il suo cuore... e tutto perché nel suo animo ci sei sempre stato tu. ('''Shin''') *'''Bat''': Perché hai scavato una tomba per un simile uomo?!<br>'''Kenshiro''': Perché amavamo la stessa donna. ==Volume 2== *Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ('''Kenshiro''') *Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ('''Kenshiro''') *Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ('''Kenshiro''') *Si dice che i cacciatori provetti siano in grado di percepire le prede anche solo dal movimento dell'aria. ('''Colonnello''') *Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ('''Kenshiro''') *'''Colonnello''': I Berretti rossi... Precise macchine da guerra e valorosi soldati. Ma più di ogni cosa, erano uomini motivati da una fede cieca! La lealtà verso il loro paese! Però un giorno... quando andai al palazzo del generale per fare rapporto, trovai tutti completamente ubriachi... [...] In quella stanza c'erano le alte sfere di governo e i proprietari di grosse aziende... Quelle erano le persone che governavano il paese... Rimasi scioccato nello scoprire che genere di uomini fossero quelli che davano ordini a noi militari! Non ci eravamo addestrati rischiando la vita per giurare fedeltà a quei porci corrotti! E poi un giorno, quei maiali disgustosi scelsero il sistema più stupido per assicurarsi di conservare i propri interessi! Desiderosi di risolvere in fetta il conflitto, decisero di premere il pulsante che nessuno avrebbe mai dovuto premere. E fu la fine di tutto. Quei maledetti porci si seppellirono con le proprie mani, mentre noi sopravvivemmo grazie ai nostri corpi fortificati! Dio ci ha scelto! Ora hai capito? Non permetterò che quella follia si ripeta! E perché ciò avvenga, è necessaria la creazione di un popolo straordinario, unito dalla stessa ideologia.<br>'''Kenshiro''': Non ti rendi conto che anche la tua soluzione è folle?! *'''Colonnello''': Dimmi perché. Perché sei così motivato a sconfiggermi? Cos'è che ti spinge ad affrontare un simile rischio?!<br>'''Kenshiro''': Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui! *Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ('''Kenshiro''') *La [[pietà]] è fatale per un [[guerriero]]. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! ('''Colonnello''') *Non serve rischiare la vita per sconfiggere un [[elefante]]! Basta riuscire a mangiarne la carne prima o poi... ('''Jackal''') *Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ('''Kenshiro''') *Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ('''Rei''') *'''Rei''': Quello è... il Nanto Suichō Ken, la tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto!<br>'''Predone''': Sì, non mi sbaglio! È una branca del Nanto Seiken, la Sacra scuola di Nanto! Si dice che chi la conosce sia in grado di muoversi con la stessa eleganza degli uccelli d'acqua, e questo nonostante le sue tecniche abbiano una potenza e una crudeltà senza uguali! *I miei movimenti sono così veloci che l'occhio umano non può distinguerli! ('''Rei''') *Fin quando non scoverò e ammazzerò l'uomo con le sette cicatrici sul petto... farò di tutto per sopravvivere, dovessi nutrirmi anche di fango! ('''Rei''') *'''Mamiya''': E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>'''Rin''': Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro. ==Volume 3== *In questo mondo è naturale che siano i più deboli a morire per primi! ('''Rei''') *Questo non è il momento di piangere, perché io ho il dovere di proteggere le vite dei nostri compagni. ('''Mamiya''') *Credevo di essermi abituata ai drammi di quest'epoca, invece... Non ero pronta a sopportare il dolore di rimanere sola... ('''Mamiya''') *Di fronte alla mia Sacra scuola di Nanto, voi non siete altro che spazzatura! Senza contare che oggi mi è venuta una gran voglia di farvi a fette... ('''Rei''') *I [[Lupo|lupi]] cacciano in branco in maniera metodica. Per quanto forte, nessuna preda può scappare a un branco di lupi! ('''Membro del Clan delle zanne''') *'''Kenshiro''': Ma tu perché sei qui...?!<br>'''Rei''': Pff! Probabilmente per la tua stessa ragione. Pare che siamo entrambi sensibili alle lacrima di una donna... *La scuola di Nanto è uno stile yang... poiché è una disciplina di luce, i suoi numerosi stili si sono rifratti e diffusi in tutto il mondo... Mentre la scuola di Hokuto è un'arte trasmessa a un solo successore, quindi non ci sono altre diramazioni... Tale è il destino di Nanto e Hokuto... ('''Rei''') *In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ('''Rei''') *Ne ho incontrati a bizzeffe di uomini malvagi durante il mio viaggio. Mi basta guardare uno negli occhi per capire che tipo è. ('''Rei''') *Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il bene dal male! ('''Kenshiro''') *Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ('''Rei''') *Quando la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto si affrontano usando le loro tecniche segrete, nessuno ne esce vivo! ('''Capobranco del Clan delle zanne''') *Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ('''Kenshiro''') *Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ('''Kenshiro''') *Di' il mio nome! ('''Jagi''') *Non esistono fratelli minori migliori di quelli maggiori! ('''Jagi''') ==Volume 4== *Kenshiro è ancora un bamboccio! Non potrà mai ereditare la conduzione della Divina scuola di Hokuto! ('''Jagi''') *Kenshiro, perché hai finto di perdere? Perché è tuo fratello maggiore...? Sappi che un giorno questa tua bontà d'animo ti si ritorcerà contro con conseguenze disastrose! Specialmente con un tipo come Jagi... ('''Ryuken''') *Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ('''Kenshiro''') *Fratelli...! Perché non protestate?! Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! Grrr! Ma lo capite che significa?! L'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, prevede un unico successore! Io so che fine fanno coloro che non vengono scelti come successori! Gli viene proibito di praticare le tecniche della scuola e persino di definirsi esponenti della stessa! Per far rispettare questa regola, ad alcuni vengono distrutti i pugni e ad altri vengono cancellati i ricordi! Sono 1800 anni che un simile destino attende coloro che non sono riusciti a conquistare il titolo di legittimo successore della Divina scuola di Hokuto! [...] Vi siete forse rammolliti?! Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ('''Jagi''') *Jagi non può sconfiggere Kenshiro...! Ma Kenshiro non avrà il coraggio di uccidere Jagi. Nostro padre ha sbagliato nella scelta del successore. [...] La Divina scuola di Hokuto ha i giorni contati! ('''Raoh''') *Ascolta, Kenshiro. La Divina scuola di Hokuto prevede un unico successore poiché è un'arte assassina senza eguali... Non deve essere usata in modo errato. Se un uomo corrotto diventasse il successore, il mondo cadrebbe in rovina... ('''Ryuken''') *'''Kenshiro''': Perché usi aghi e fucili? Perché non combatti affidandoti solo ai tuoi pugni?<br>'''Jagi''': Non rompere! Per me le arti marziali non sono tutto! Basta essere i più forti! L'importante è vincere, non importa come! *'''Jagi''': Ho vissuto fino a oggi bruciando d'odio nei tuoi confronti...! Un risentimento che alimenta sempre più intensamente ogni volta che queste ferite mi causano dolore! Preparati, perché ora ridurrò la tua faccia come la mia! Quella volta hai vinto solo perché sono inciampato, ma stavolta non sarai così fortunato...<br>'''Kenshiro''': Ancora non l'hai capito? Quella volta non sei inciampato. Prima che tu mi attaccassi ti avevo colpito in un punto segreto di pressione, condizionando i movimenti delle tue gambe!<br>'''Jagi''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ma ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora! *'''Jagi''': Sei... spietato e aggressivo... Stento a riconoscerti... Cos'è che ti ha trasformato...?!<br>'''Kenshiro''': In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi! *'''Jagi''': Hai presente Shin, colui che consideravi un rivale e amico?! Ebbene, sono stato io a fargli vendere... l'anima al diavolo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Jagi''': Ti odiavo non solo perché eri divenuto il successore della Divina scuola di Hokuto, ma anche perché eri riuscito a conquistare Yuria! Così puntai su Shin, che sapevo amava Yuria nonostante tutto! Non feci altro che rinvigorire quel fuoco di speranza che stava languendo dentro di lui! *Questa è un'era dove i diavoli la fanno da padrone! ('''Jagi''') *Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La rabbia rende il corpo resistente come l'acciaio! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito!<br>'''Jagi''': Finito?! Che idiota! Questo è solo l'inizio del tuo viaggio verso l'inferno! Hai scordato che hai ancora due fratelli?! Me lo vedo già il tuo inferno...! *Sotto la guida delle sette stelle che si susseguono nella volta celeste e senza interruzione per 1800 anni, l'arcana arte dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, è stata tramandata di generazione in generazione a un unico successore... Tuttavia Ryuken, il precedente maestro, non ricevette dal cielo la benedizione di un erede. Fu per questo che Ryuken... Adottò quattro bambini, con l'intenzione di nominare uno di loro come suo successore. Il più anziano, [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], il secondo figlio, Toki, il terzo, Jagi, e per finire il più giovane, Kenshiro. Questo è tutto quello sono riuscito a scoprire sulla Divina scuola di Hokuto. Non so cosa sia successo all'interno della famiglia al momento della nomina... Ma alla fine è stato Kenshiro, il più giovane dei quattro, a essere scelto come legittimo successore. ('''Rei''') *Io ho un sogno, Kenshiro. Al mondo ci sono migliaia di persone malate. Vorrei sfruttare le tecniche della Divina scuola di Hokuto per finalità mediche piuttosto che per combattere. ('''Toki''') *In un [[combattimento]], farsi prendere alle spalle o permettere all'avversario di trovarsi più in alto significa perdere! ('''Habu''') *Prima di provocare qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ('''Kenshiro''') *Io non sono cambiato! Sono i tempi che sono diversi! In quest'epoca è più utile la violenza della medicina! ('''Amiba''') *Non è la rabbia che rende più forti, ma l'ambizione! ('''Amiba''') *Non so chi tu sia, ma ti consiglio di non servirti di conoscenze approssimative! ('''Toki''') *Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ('''Kenshiro''') *Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ('''Rei''') *Una volta rinchiusi là dentro, è impossibile uscirne vivi. È una prigione mortale, isolata dal resto del mondo! Si dice che persino i criminali più spietati, un tempo temuti e disprezzati come demoni, supplichino in lacrime il proprio rilascio! Questa è Cassandra! ('''Mamiya''') *'''Rei''': Che tipo di persona è questo Toki che vuoi rivedere così tanto...?<br>'''Kenshiro''': Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Cosa?!<br>'''Mamiya''': Eh?!<br>'''Kenshiro''': La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto. *Kenshiro, d'ora in avanti vivrò per salvare la vita della gente... A breve morirò, ma durante il tempo che mi rimane voglio aiutare quante più persone mi sarà possibile. È questa la traccia che desidero lasciare del mio passaggio su questo mondo! ('''Toki''') ==Volume 5== *Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ('''Kenshiro''') *Non c'è gusto a uccidere un detenuto disposto a morire! ('''Uighur''') *Gustatevi la vostra speranza che lentamente si tramuta in disperazione! ('''Uighur''') *Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ('''Kenshiro''') *Trasmessa tra i miei antenati fin dall'antichità, la Via del dominio assoluto della Mongolia è una tecnica di lotta che mi permette di trasformare il mio corpo in un'invincibile arma da sfondamento! Grazie a essa, posso abbattere ogni avversario scagliandomici contro con tutta la forza di cui dispongo! In passato, quando soggiogammo completamente tutto il continente asiatico, questa era l'arma più potente del nostro arsenale... La più inarrestabile tecnica del glorioso popolo della Mongolia! ('''Uighur''') *Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ('''Kenshiro''') *I malvagi non meritano lapidi! ('''Kenshiro''') *'''Rei''': Chi sarebbe questo Ken-Oh?<br>'''Raiga e Fūga''': Il... Il re di tutti gli stili di lotta mortali... Si fa chiamare anche il Dominatore di fine secolo. È un terrificante tiranno, la cui identità è avvolta nel mistero. Anche Cassandra non è altro che una città prigione costruita con l'unico scopo di condannare chiunque si opponga a lui! *Che voi possiate perlomeno morire serenamente, senza provare dolore alcuno... ('''Toki''') *Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ('''Kenshiro''') *Liberare quel bambino equivarrebbe a liberare futuro odio nei miei confronti. Per quanto piccoli, i problemi vanno estirpati alla radice. È questo il modo di vivere! ('''Raoh''') *Per Ken-Oh non esistono né predecessori né successori! È convinto di essere l'unica persona che conti a questo mondo! È questa la folle ambizione del Dominatore di fine secolo! ('''Toki''') *'''Rei''': Dimmi... che uomo era questo Raoh?<br>'''Kenshiro''': Raoh... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto... *'''Ryuken''': Raoh, come pensi di impiegare l'Hokuto Shinken?<br>'''Raoh''': Mpf... Che domande. Per me stesso, ovviamente!<br>'''Ryuken''': Per te stesso?! E a cosa punti, dunque?!<br>'''Raoh''': Al cielo...!<br>'''Ryuken''': Intendi dire che vuoi ergerti nel cielo per poi sederti sul trono del potere?!<br>'''Raoh''': Dal momento stesso che il mio essere ha ricevuto il dono della vita, era scritto che io stringessi tutto il mondo in questo pugno!<br>'''Ryuken''': Dio non te lo permetterà mai!<br>'''Raoh''': Allora combatterò anche contro Dio! *'''Rei''': Che uomo sprezzante... Pur di soddisfare la propria ambizione, è disposto a sfidare persino Dio...<br>'''Kenshiro''': Poi scoppiò la guerra. Ora nel mondo vige la legge del più forte... Proprio ciò che desiderava Raoh! *'''Mamiya''': Davvero somiglio così tanto a Yuria...? E che tipo era Yuria?<br>'''Toki''': Mpf... È l'unica donna che io abbia amato.<br>'''Mamiya''': Eh?! Ma Yuria era la fidanzata di Ken!<br>'''Toki''': Eppure non ero il solo a esserne innamorato. Anche Raoh l'amava...<br>'''Mamiya''': Eh?! Pe... persino Raoh?!<br>'''Toki''': Per noi tutti, Yuria ha sempre rappresentato i nostri ricordi di gioventù. E forse è proprio questo il motivo per cui, fin dal primo momento in cui l'hanno incontrata, era già scritto nel fato di Kenshiro e Raoh che si sarebbero dovuti affrontare... *[[Alcor]], la stella ausiliaria... L'astro che brilla con luce fioca di fianco alle sette stelle di Hokuto. È anche conosciuta come la stella messaggera di morte. Si dice che chi la scorge morirà entro l'anno... È quindi giunta la mia ora... ('''Toki''') *È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ('''Toki''') *C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. ('''Toki''') *Cosa accadrebbe se rinunciassimo alla [[speranza]]?! La speranza è l'unica cosa che abbiamo! [...] Dobbiamo credere che prima o poi giungerà un futuro luminoso... Siamo sopravvissute fino a oggi credendo e pregando! Non possiamo arrenderci proprio ora! ('''Rin''') *È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ('''Rin''') *Di che colore è il vostro sporco sangue?! ('''Rei''') *Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ('''Kenshiro''') *Ormai non ho più punti deboli. Airi è divenuta indipendente. È in grado di decidere come vivere e morire. ('''Rei''') *'''Rei''': Non smonti da cavallo...?!<br>'''Raoh''': Uhuhuh... Pensavi davvero che un guerriero con le tue capacità fosse in grado di farmi posare piede a terra?! Non esiste uomo a questo mondo che sia degno di farmi abbassare al suo stesso livello!<br>'''Rei''': Allora morirai in sella insieme al tuo cavallo! *'''Rei''': Ma... Ma che cosa?...! Non è possibile! Impugna ancora le briglie. Q-Quindi non si è mosso. Ma allora... cos'è che ho visto?! Cos'era quell'attacco formato da un'infinità di colpi insidiosi?!<br>'''Raoh''': Mpf... Solo coloro che sono riusciti ad acquisire i segreti ultimi delle tecniche assassine, arrivando a comprendere la loro quintessenza, possono generare un'aura attorno al proprio corpo. Ciò che hai visto era il mio spirito combattivo... La mia aura!<br>'''Rei''': L'aura?!<br>'''Raoh''': E questo significa che tu non puoi nemmeno avvicinarti a me! *Anche a costo di distruggere il mio stesso corpo, ho il dovere di liberare il mondo dalla tua presenza! ('''Rei''') *Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ('''Kenshiro''') *Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ('''Kenshiro''') *Se ora fosse notte, vedresti chiaramente la stella messaggera di morte! ('''Raoh''') *Io non uccido mai subito gli esperti di arti marziali che si oppongono a me...! E sai perché...? Perché se li uccidessi immediatamente, il mio terrore non si propagherebbe. Invece le persone a cui rimangono tre giorni di vita cadono in preda alla paura della morte... e urlano in lacrime travolti dalla tristezza! [...] Quel terrore diviene infine leggenda... rendendo indiscutibile il mio titolo di re delle techniche assassine... il titolo di Ken-Oh! ('''Raoh''') ==Volume 6== *Io temo solamente una cosa a questo mondo... La tecnica di Toki! ('''Raoh''') *Solo l'acqua calma può domare una corrente violenta... Se due flutti impetuosi si scontrassero, finirebbero solo per travolgersi l'un l'altro per poi annientarsi inesorabilmente! ('''Toki''') *La tua aura omicida è decisamente potente... ma mosse mediocri come le tue non potranno mai abbattermi. [...] Il tuo padrone ti sta usando solo per tenermi qui e guadagnare tempo. Rinuncia alla lotta. ('''Toki''') *Se ci si oppone a una corrente violenta, si finisce per esserne inghiottiti. Bisogna invece abbandonarsi completamente a essa per divenire un tutt'uno. ('''Toki''') *Sia la tecnica di Raoh che quella di Ken sono correnti violente! Entrambi utilizzano quella che viene definita una "tecnica possente", ovvero un impetuoso stile di lotta che sprigiona completamente lo spirito combattivo di chi ne fa uso! Ecco il motivo per cui Kenshiro non può ancora sconfiggere Raoh. ('''Toki''') *'''Rei''': Tu devi vivere! Anche se riuscissi a sconfiggerlo sacrificando la tua vita, sarebbe comunque una sconfitta! Quest'epoca ha bisogna di te! Devi sopravvivere per Rin, Bat e tutte le persone indifese come loro!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%! *La [[vita]] non è un qualcosa da gettare via in maniera sconsiderata! ('''Toki''') *'''Toki''': Kenshiro... Rei si preoccupa per te dimenticandosi persino del fatto che la sua morte è imminente. Lui ti ha affidato tutti i suoi sogni. Non vanificare le sue speranze! Tu devi sopravvivere e dedicarti al futuro di quest'epoca!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto, io...<br>'''Toki''': No... Ora non hai nemmeno l'1% di probabilità di vittoria.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Raoh''': Mpf... Quindi l'hai capito.<br>'''Toki''': Kenshiro... {{NDR|indica Rin}} Potresti uccidere quella bambina?!<br>'''Kenshiro''': R-Rin?! Perché me lo chiedi...?<br>'''Toki''': Perché se tu fossi in grado di ucciderla, allora avresti una possibilità di battere Raoh. *'''Ryuken''': Sei dunque davvero intenzionato ad andartene...? Raoh!<br>'''Raoh''': Che senso avrebbe per me rimanere qui ora che hai scelto Kenshiro come successore?<br>'''Ryuken''': Allora dovrai rinunciare all'Hokuto Shinken. Ti è proibito farne uso ancora in futuro!<br>'''Raoh''': Te l'ho già detto! Io stringerò il cielo nel mio pugno! Mpf... Se avessi avuto intenzione di rinunciare all'Hokuto Shinken, non sarei mai diventato tuo figlio adottivo! Io non prendo ordini da nessuno! Nemmeno da Dio!<br>'''Ryuken''': Vedo che sei pronto ad affrontare le conseguenze della tua scelta! La legge della Divina scuola di Hokuto prevede che essa sia tramandata unicamente a un unico successore per ogni generazione. Mi costringi a sigillare i tuoi pugni e con essi le tecniche che hai appreso!<br>'''Raoh''': Mpf... Allora ti sconfiggerò qui e ora così da diventare l'uomo più potente al mondo!<br>'''Ryuken''': Che uomo terribile! Ho allevato una tale terribile serpe in seno! *Lascia che ti spieghi perché si dice che Hokuto sia la costellazione che presiede la morte. I movimenti degli esseri umani hanno sette punti ciechi. Seguendo tali punti, essi assumono la forma delle sette stelle di Hokuto! In altre parole, Hokuto funge da indicazione per condurre a morte certa l'avversario! ('''Ryuken''') *Adesso che è giunto Toki... mi vedo costretto a scendere al vostro stesso livello! E per voi non ci sarà nient'altro che la morte! ('''Raoh''') *La Divina scuola di Hokuto proibisce di combattere in due contro un singolo avversario. Una vittoria ottenuta in quel modo non avrebbe valore. ('''Toki''') *Non sono più Raoh! Chiamami Ken-Oh, il re delle tecniche assassine! E ora ti mostrerò la mia tecnica...! La tecnica dell'uomo che ambisce al cielo! ('''Raoh''') *Nelle arti marziali, soprattutto fra esperti, è necessaria una tremenda quantità di energia anche solo per restare di fronte all'avversario... Persino il minimo turbamento nell'animo può costare la vita. ('''Rei''') *È ammirevole volersi sacrificare per un ideale... Ma in fondo a che serve?! La morte vanifica qualsiasi cosa. La tua morte avrà lo stesso valore di quella di un cane randagio! ('''Raoh''') *Ken, muoviti! Senza di te... Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ('''Rin''') *'''Raoh''': Hai distrutto le catene imposte al tuo punto segreto di pressione dalla tecnica di Toki?! [...]<br>'''Kenshiro''': Non è stato il mio corpo a distruggerle, ma un cuore giovane e puro che tenta di vivere come un essere umano nonostante tutto... È stato quel cuore a infrangere l'effeto del punto di pressione! Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte! *Kenshiro, una nullità come te non potrà mai battere il re delle tecniche assassine! In questo luogo seppellirò i 1800 anni di storia della Divina scuola di Hokuto! ('''Raoh''') *[...] in un combattimento tra esperti è impossibile evitare completamente le tecniche dell'avversario. L'unica possibilità di vincere è rinunciare alla propria incolumità per distruggere il corpo nemico! ('''Rei''') *Io sono Ken-Oh! E Ken-Oh non si inginocchierà mai a terra! ('''Raoh''') *'''Rin''': Bat... Dimmi perché devono ferirsi a quel modo... e spargere tutto quel sangue?!<br>'''Bat''': È inevitabile. Quello è il nostro sangue... Loro sanguinano al nostro posto. *'''Kenshiro''': Perdonami... Ti ho coinvolto nella mia battaglia.<br>'''Rei''': Pff... Non ti preoccupare... Non rimpiango ciò che ho fatto. Anzi, ti ringrazio... Avevo rigettato la mia umanità. Vivevo solo per salvare mia sorella! Odiavo il mondo e avevo maledetto quest'epoca! Ma poi ho incontrato te. E Toki, Rin, Bat, Mamiya... Ero come un lupo affamato e assetato, ma voi avete placato la mia anima... permettendomi di tornare umano. *Sappiate che i [[Cane|cani]] sono le creature più nobili al mondo! Sono affettuosi, fedeli e non mentono mai! Sono gli unici amici di cui mi posso fidare! ('''Garf''') *Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ('''Kenshiro''') *'''Yuda''': Ditemi. Pensate che io sia bello?<br>'''Concubine''': Sì, Signor Yuda.<br>'''Yuda''': Ben detto. Io sono l'essere più forte a questo mondo... Nonché il più bello! *Io sono l'uomo che Dio ha creato in qualità d'incarnazione suprema di bellezza e forza in questo mondo! Quindi solo gli esseri caratterizzati da una bellezza perfetta hanno il diritto di amarmi! ('''Yuda''') *Per quanto la lavi, questa cicatrice non andrà mai via. E anche se riuscissi a far sparire questo marchio, me ne rimarrà per sempre uno nell'anima. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Quindi sei intenzionato a sconfiggere Yuda?<br>'''Rei''': Sì... Io... Io lo conosco... Appartiene anche lui a Nanto.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Rei''': Oltre a me e al tuo rivale e amico Shin, vi sono altri quattro uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella Sacra scuola di Nanto! Veniamo chiamati i Nanto Rokuseiken, i Sei sacri pugni di Nanto... E anche Yuda ne fa parte! *In quest'era la vita di un uomo è breve... ma una donna mette al mondo dei figli... e tramanda il passato raccontando loro delle storie... Storie di uomini che combattono! ('''Rei''') *Non è tradimento questo... È tattica! Ognuna delle sei stelle di Nanto porta con sé un differente destino! Quella di Shin è la stella del sacrificio, che lo ha destinato a sacrificarsi per amore! Quella di Rei è la stella della giustizia, che lo ha destinato a vivere per il prossimo! Mentre la mia è la stella più bella e splendente di tutte... La stella della malìa! La gente la chiama la stella del tradimento, ma non è affatto così! La stella della malìa è capace di smuovere persino il cielo, in quanto espressione ultima di bellezza e tattica! ('''Yuda''') *La gru rossa... si abbellisce tingendosi del sangue di coloro che le si avventano contro! ('''Yuda''') *La stella della giustizia non è altro che la stella di un buffone! È un astro minore che serve solo a far risaltare la stella della malìa! ('''Yuda''') *Un tempo anche chiamati i comandanti a guardia dei sei cancelli imperiali, i Sei sacri pugni di Nanto erano i guerrieri che avevano il compito di difendere il palazzo dell'imperatore... in quanto all'apice dei 108 stili che compongono la Sacra scuola di Nanto. Tuttavia, dopo la guerra, noi Sei sacri pugni di Nanto ci dividemmo in due fazioni: una che anelava la pace, e l'altra che, invece, bramava la conquista del potere! Fu allora che Yuda ci tradì! Resosi conto che la fazione pacifista era la più forte delle due, Yuda, insieme alle 23 branche di Nanto subordinate alla sua tecnica, decise di allearsi con il temibile re delle tecniche assssine, lo spietato Ken-Oh! Caduta una stella... anche le rimanenti cinque precipitarono nel caos, spargendo semi di grande tragedia in tutto il mondo! Ricorda queste mie parole, Kenshiro... Il mio triste destino e quello di Shin della stella del sacrificio sono solo il preludio a disgrazie ancora più grandi! ('''Rei''') *'''Yuda''': Co... Cos'è che ti rende così forte?!<br>'''Rei''': Pff... Tu che non sai cos'è l'amore, non potrai mai capirlo. *Yuda! Il trucco te lo rifarai, sì, ma col tuo stesso sangue! ('''Rei''') ==Volume 7== *Io divento inerme dinnanzi a ciò che reputo bello con tutto il cuore. ('''Yuda''') *Dal momento stesso in cui la stella della malìa è rimasta affascinata dalla stella della giustizia, era destino che la luce del mio astro venisse spenta dal tuo. ('''Yuda''') *Rei... Sei l'unico uomo al mondo che io abbia mai ammirato... Perlomeno lascia che io spiri fra queste tue braccia... ('''Yuda''') *Yuda, anche tu sei rimasto solo! Ma presto... ti raggiungerò anch'io... ('''Rei''') *Per colpa di qualche misero dissapore, gli uomini sono costretti a combattere tra loro... arrivando a tramutare amicizie in efferati spargimenti di sangue... Non è giusto... ('''Rin''') *Mamiya... ascoltami bene. Fin quando la stella messaggera di morte non cadrà su di te, vivi intensamente ogni singolo giorno della tua vita! E anche se fosse per un solo secondo, vivi come una donna! E cerca la tua felicità in quanto tale! ('''Rei''') *Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ('''Rei''') *Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ('''Kenshiro''') *Il Sacro imperatore è l'uomo che perfino il famoso re delle tecniche assassine, il cosiddetto Dominatore di fine secolo, si è rifiutato di affrontare! Proprio a causa della forza del nostro imperatore, Ken-Oh ha fallito nel suo tentativo di stringere il cielo nel proprio pugno! Il suo nome è Souther, e sarà lui a divenire il vero dominatore di questo mondo! ('''Comandante''') *'''Kenshiro''': Ma... tu sei cieco.<br>'''Shu''': Ciononostante, gli occhi della mia anima sono ben schiusi! *'''Shu''': Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. Da quando le sei stelle sono in tumulto, era destino che io e te ci affrontassimo, Kenshiro!<br>'''Kenshiro''': A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni. *La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. ('''Shu''') *'''Kenshiro''': Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo!<br>'''Shu''': Ti riferisci a Rei...? Anche lui era uno di quelli che avrebbe voluto salvare il mondo dall'oscurità... Ma quella luce non tornerà mai... A meno che tu non riesca a sconfiggermi! *L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ('''Kenshiro''') *Non permetterò a nessuno di rubare dai bambini... la loro luce in procinto di brillare! ('''Shu''') *Quando gli occhi mi si sono chiusi per sempre, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') *'''Shu''': Devo assolutamente parlarti del Sacro imperatore. La rovina dei Sei sacri pugni di Nanto è iniziata a causa dell'ambizione di Yuda della stella della malìa, ma è stato Souther a spingerlo all'azione! Souther non aspettava altro che cavalcare gli sconvolgimenti nel mondo in questa fine di secolo! La sua è la stella polare. Il centro di tutti gli astri di Nanto... La stella della croce del sud! È anche conosciuta come stella della sovranità, vale a dire la stella di un tiranno! Lui non ha né famigliari, né amici. E nemmeno pietà... L'unica cosa che possiede e se stesso e la stella dell'imperatore sotto cui è nato!<br>'''Kenshiro''': Dell'imperatore...?<br>'''Shu''': Esatto. Le altre cinque stelle sono solo satelliti sudditi della stella della sovranità! *Avranno anche perso la luce, ma questi miei inutili occhi... non riescono a smettere di piangere! ('''Shu''') *'''Souther''': Io padroneggio il Nanto Hō-ō Ken, la tecnica della fenice di Nanto, la più forte fra gli stili del Nanto Seiken... e nel mio corpo scorre il sangue di un imperatore! Fatti sotto come preferisci!<br>'''Kenshiro''': Perché non ti metti in guardia?!<br>'''Souther''': Perché la tecnica della fenice di Nanto non prevede guardie! La guardia è una forma di difesa, mentre il mio pugno contempla unicamente l'avanzata schiacciante! *I morti non sono un granché come vittime sacrificali. ('''Guardia''') *Non capisco i movimenti dei miei nemici con la vista e nemmeno con l'udito. È con l'anima che anticipo le loro mosse! ('''Shu''') *Non permetto nemmeno a una formica di opporsi a me! Un imperatore non è mosso dalla pietà, ma unicamente dal sangue sacrificale di coloro che gli si rivoltano contro! ('''Souther''') *A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! ('''Souther''') ==Volume 8== *'''Souther''': Puoi provarci quanto vuoi, ma con la tua Divina scuola di Hokuto non riuscirai mai a battermi! Di fronte al corpo che Dio ha donato al Sacro imperatore Souther, sei destinato unicamente alla sconfitta! Ti annienterò insieme all'amore!<br>'''Kenshiro''': L'amore non potrà mai essere annientato! *Questo mausoleo a croce rappresenta il mio ultimo atto di umanità verso il mio venerabile maestro! E sarà anche la tomba del mio amore e dei miei sentimenti! ('''Souther''') *Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. I miei predecessori di Nanto sono stati costretti a una vita di paura e soprusi all'ombra di Hokuto. Però, oggi anche questa umiliazione avrà fine! Esiste un'unica stella polare! L'astro dell'imperaore del cielo che brillerà nel firmamento sarà la croce del sud... Sarà la stella della sovranità del Sacro imperatore Souther! ('''Souther''') *Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ('''Kenshiro''') *Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ('''Kenshiro''') *'''Souther''': L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>'''Kenshiro''': Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto. *'''Souther''': M-Maestro... [...] Mi... Mi faccia sentire ancora una volta quel calore... proprio come un tempo...<br>'''Kenshiro''': Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore. *Toki, prima o poi dovrò combattere anche contro di te! Finché non avrò sconfitto sia te che Kenshiro, i miei più temibili avversari, non potrò stringere il cielo nel mio pugno! ('''Raoh''') *'''Toki''': Shin... Rei, Yuda, Shu... e infine Souther... Dei sei sacri pugni di Nanto ne sono già caduti cinque! Presto giungerà per te il momento in cui dovrai combattere anche contro l'ultimo di loro... Vai Kenshiro. È il destino a chiamarti.<br>'''Kenshiro''': E tu, Toki...?<br>'''Toki''': Anch'io... vivrò attenendomi al mio destino. La Divina scuola di Hokuto prevede un solo successore! *C... Che beffa del destino... Raoh, Toki e Kenshiro... Grazie a questi tre fratelli, la storia lunga 1800 anni della Divina scuola di Hokuto sta ora vivendo la sua epoca più gloriosa! Perché Dio ha inviato nella stessa era tre uomini così straordinari?! Ognuno di loro sarebbe potuto divenire un degno successore... ('''Koryu''') *La mia morte è vicina! Anch'io desidero terminare la mia vita come un guerriero. ('''Toki''') *'''Toki''': Avrei preferito concludere la mia vita in questo modo, aiutando i bambini e le persone malate...<br>'''Kenshiro''': E allora... perché?<br>'''Toki''': Il mio istinto... Quell'istinto che in passato mi ha portato a perseguire la via delle arti marziali, si è infine risvegliato! Ma più di ogni altra cosa, esiste per me un destino dal quale non potrò mai fuggire...<br>'''Kenshiro''': La battaglia contro Raoh... *'''Zengyo''': I palmi dell'ascesa al cielo di Hokuto... un gesto cerimoniale tramite il quale si giura che, anche se per errore l'avversario dovesse ucciderci, faremmo ritorno in cielo senza rancore o rimpianti!<br>'''Bat''': M... Ma allora hanno intenzione di...!<br>'''Zengyo''': Tutti gli uomini desiderano confrontarsi sempre con chi è più forte di loro... così da puntare alla supremazia! A maggior ragione se si tratta di maestri d'arti marziali... Anche se solo per un istante, combatteranno puntando il tutto per tutto! *'''Toki''': Probabilmente questa sarà la prima e ultima volta che io e te combatteremo... Ho sempre desiderato affrontarti. Lasciami sperimentare pienamente le tecniche del successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Toki... L'uomo che ho sempre ammirato e a cui ho continuato a guardare come esempio... Colui che ha saputo padroneggiare le tecniche più aggraziate ed eleganti di tutti i 1800 anni di storia dell'Hokuto Shinken. *'''Kenshiro''': Toki, se solo tu non fossi stato afflitto dalla malattia...<br>'''Toki''': Era destino che io combattessi alla pari con te! Quello stesso destino che ancora non mi abbatte, ma che, anzi, sostiene e spingo questo mio corpo malato! *Kenshiro... Ti affido la mia anima. Mentre il mio corpo lo immolerò nel duello mortale con Raoh! ('''Toki''') *Se percorrerete la stessa strada, dovrete farvi carico dello stesso destino! Se siete fratelli, fareste meglio a scegliere cammini differenti. ('''Raoh''') *Stai venendo da me, Toki?! Dal giorno stesso in cui Ryuken ci adottò e cominciammo a muovere i primi passi nell'apprendimento della Divina scuola di Hokuto... il nostro destino era già segnato! ('''Raoh''') *Questo è il mio villaggio natio. È qui che sono nato e cresciuto. E una volta morto, è qui che tornerò. ('''Toki''') *Raoh... sei divenuto troppo forte, superando anche le aspettative del nostro maestro Ryuken! E di pari passo, è cresciuta in maniera spropositata anche la tua ambizione! ('''Toki''') *Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Bene, non scorgo incertezze in te! E nemmeno timori! La morte imminente deve aver elevato la tua tecnica!<br>'''Toki''': Non è stato l'avvicinarsi della morte a elevare la mia tecnica! È stata la tua stessa esistenza, Raoh! *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami, Toki. Se un giorno io dovessi perdere la retta via... voglio che sia tu stesso a sigillare il mio pugno! ('''Raoh''') *Toki... L'uomo che, dietro l'apparenza mansueta, nasconde nella profondità del suo animo un fuoco ardente! ('''Raoh''') *È giunto il momento che io onori la promessa! Oggi io ti supererò! ('''Toki''') *Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Il timore della morte ti impedisce di trovare la giusta distanza per sferrare un colpo mortale. Contrariamente al tuo stile, la mia tecnica istintiva e scevra da pensieri rende la mia difesa impenetrabile, in quanto priva di ogni vulnerabilità!<br>'''Toki''': Di questo passo, non ho possibilità...<br>'''Kenshiro''': Con la sua tecnica flessibile, che sfrutta gli istanti in cui il nemico è più vulnerabile, Toki non può vincere contro la tecnica possente di Raoh... Inoltre, Toki è malato...<br>'''Raoh''': Toki! Se volevi davvero raggiungermi, perché non hai appreso la spietata tecnica possente?! La potenza equivale alla morte! La flessibilità alla compassione! Quella bontà d'animo che in passato non ti ha fatto perseguire la strada della forza, ti sarà ora fatale! *'''Toki''': Raoh, lo hai forse scordato?! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] È stato il tuo stesso sangue che caldo mi scorre nelle vene a permettermi di padroneggiare il tuo stile di combattimento!<br>'''Raoh''': Tu hai acquisito la mia tecnica possente!<br>'''Toki''': Te l'ho già detto! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] Avevo giurato a me stesso che non avrei usato questa tecnica... se non nel mio ultimo combattimento, ovvero quando ti avrei affrontato! Guarda il cielo! Dovresti scorgerla anche tu...! La stella messaggera di morte!<br>'''Raoh''': C... Cosa?! Su di me brilla la stella messaggera di morte!<br>[...]<br>'''Toki''': Avanti, Raoh! Caliamo il sipario sul nostro destino! *Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi!" ('''Kenshiro''') *Toki! L'uomo che ha sempre vissuto unicamente per il prossimo! Ma oggi, per la prima volta, questo stesso uomo ha deciso di combattere per realizzare le proprie aspirazioni! E sia! Prova pure a superarmi e a distruggere le ambizioni del grande Ken-Oh! ('''Raoh''') *Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': La Divina scuola di Hokuto costituiva solo il primo passo verso la conquista del cielo. Non intendo fermarmi qui!<br>'''Toki''': Allora dovrò sigillare il tuo pugno!<br>'''Raoh''': Non ho scordato la nostra promessa. Sarai tu a impedirmi di usare le mie tecniche! Vieni e prova a sigillare i miei pugni quando preferisci. Uhuh...<br>'''Toki''': Raoh, fratello mio. Il più forte esponente dell'Hokuto Shinken. Se solo non fossi consumato da quella perversa ambizione, sia io che Kenshiro avremmo rinunciato volentieri alla disputa per la successione in tuo favore... *Credi che non mi sia accorto del segreto della tua tecnica possente?! Se solo tu non fossi stato malato, forse con la tua tecnica flessibile saresti riuscito a battermi! [...] Povero Toki... Il mio giovane fratello che, fin da piccolo, ha continuato a seguire i miei passi, mentre viveva un'esistenza segnata da un destino crudele! ('''Raoh''') *I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ('''Kenshiro''') *Toki, non sono stato io a privarti della vita. La tua malattia lo sta già facendo al posto mio! Che assurdità che un uomo di Hokuto dalle straordinarie abilità come te debba perdere tutto a causa di un male tanto indegno...! ('''Raoh''') *Perché piangi, Raoh...? Proprio tu che hai trasformato le lacrime in ambizione e nella tua stessa tecnica possente... ('''Toki''') *Toki... Quel tuo grande cuore è rimasto lo stesso di un tempo. Quel tuo grande e triste cuore che, anche in punto di morte, desidera ostinatamente raggiungermi... È stato quel tuo cuore a far riaffiorare in me le lacrime che da tempo si erano seccate! ('''Raoh''') *Questo sangue sono le mie lacrime! Considera questo colpo come l'odio che tuo fratello maggiore prova nei confronti del tuo triste destino! [...] Adesso Toki, l'uomo che mirava a raggiungere il re delle tecniche assassine, è morto! Davanti a me cìè solo un uomo che lotta contro la propria malattia! Vivi serenamente il resto della tua vita. Se vuoi piangere, fai pure. Non ti rimprovererò più. ('''Raoh''') *Kenshiro! La leggenda del terrore di Ken-Oh ha ora inizio. Se desideri porre fine alla mia vita, vieni pure a sfidarmi quando vuoi! ('''Raoh''') *Mi domando chi, in questo mondo caotico... riuscirà mai a stringere nel proprio pugno quell'arcobaleno di speranza... ('''Ryuga''') *Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ('''Kenshiro''') *Il mio astro è [[Sirio]], la stella del lupo del cielo! La stella del lupo del cielo... l'astro che brilla con più intensità nella volta celeste, proprio come l'occhio di un lupo... Una stella indipendente che, senza schierarsi con alcuna divinità, ha scelto di divenire un lupo solitario che corre isolato nel firmamento! ('''Ryuga''') *Un singolo ramo marcio può logorare anche un grande albero! ('''Ryuga''') *Se hai paura, ribellati! Prova a sfuggirmi strappandomi il braccio a morsi, se necessario! Se non combatti, non smetterai mai di tremare! [...] Chi abbandona la propria volontà non è un essere umano! Non c'è nulla di umano nel passare la propria vita unicamente a sorridere e prosternarsi! ('''Raoh''') *Contro Ken-Oh, la resistenza passiva è un'arma del tutto vana! ('''Raoh''') *Ho appena compreso che la stella del lupo del cielo non diverrà mai un polo celeste. Quest'epoca non invoca il mio astro, ma Hokuto... ('''Ryuga''') *Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. Non capisco... quale dei due alberi quest'epoca aneli. Quest'era brutale deve terminare. Perdonami, Yuria, mia amata sorella! Ma senza un grande e potente albero, questo mondo non potrà mai essere sanato! E perché ciò accada, mi trasformerò volentieri in un lupo demoniaco assetato di sangue! ('''Ryuga''') *'''Toki''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Ryuga''': La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé!<br>'''Toki''': K... Kenshiro? V-Vuoi dire che con i tuoi occhi sei riuscito a scorgere il futuro di quest'epoca?! Ma tu hai scelto Raoh...<br>'''Ryuga''': Se Kenshiro dovesse uscire sconfitto dal duello con me... allora significherebbe che quest'epoca non ha bisogno di lui.<br>'''Toki''': Tutte quelle macchie di sangue sul tuo corpo... sembrano le tue lacrime!<br>'''Ryuga''': Dunque hai già capito tutto... Mi sono trasformato in un lupo demoniaco... per riuscire a scaraventare Kenshiro in un abisso di tristezza. E ho bisogno della tua morte per far sì che ciò accada. Lui non conosce ancora la vera tristezza. La tua morte metterà in moto il cambiamento di Kenshiro... Anzi, di questa intera epoca!<br>'''Toki''': Pff... Capisco. E allora uccidimi. Se la mia vita contribuirà alla nascita di una nuova epoca, divenendone le fondamenta, te la offro volentieri. ==Volume 9== *'''Ryuga''': Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro.<br>'''Toki''': È il destino del lupo del cielo. Quando il mondo riversa nel caos, esso diviene messaggero dell'imperatore del cielo per invitare Hokuto sul campo di battaglia. *Non rattristarti, Kenshiro! Vivi trasformando la tristezza in rabbia! Ken-Oh intende governare per mezzo del terrore! Ma sarà tuo il compito di riportare la pace in questo mondo! ('''Toki''') *Andiamo, Ryuga! Uniamoci a coloro che si sono sacrificati dopo aver vissuto in quest'epoca preda del caos. Anche noi diverremo stelle e veglieremo su Kenshiro assieme a quegli uomini valorosi! Addio, Kenshiro! ('''Toki''') *Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ('''Rin''') *La mia tecnica fa del vento un alleato, permettendomi di creare il vuoto al suo interno. E la forza di quei vuoti d'aria è tale da tagliare persino l'acciaio! ('''Hyui''') *'''Raoh''': Sentiamo il nome di questo stolto.<br>'''Hyui''': Io sono uno dei Goshasei, i cinque astri in cerchio! Hyui del vento!<br>'''Raoh''': Cosa?! Quindi...!<br>'''Hyui''': Mpf... Proprio così! Noi tutti assolviamo al compito di stelle protettrici dell'astro polare di Nanto! Sappi che non sarà Hokuto a conquistare il cielo! Colui che riuscirà a governare la volta celeste sarà il nostro astro... l'ultimo condottiero dei sei sacri pugni di Nanto! *N-Non smentisci la fama della tua terrificante potenza, Raoh! Ma il tuo fato è segnato! Ti aspetterò all'inferno! ('''Hyui''') *Dovresti sapere bene... che Nanto e Hokuto sono due facce della stessa medaglia. La vera pace tornerà a regnare soltanto quando questi due poli opposti si congiungeranno in uno solo! ('''Shuren''') *'''Shuren''': Gli uomini di Ken-Oh sono solo dei farabutti che hanno giurato fedeltà al loro signore perché mossi dalla paura! Se Ken-Oh verrà sconfitto, si disperderanno come scarafaggi!<br>'''Raoh''': Ooh... Se la pensi così, mettili pure alla prova! Capirai da te la potenza di questi miei uomini, stretti dalla morsa del terrore! [...] Tu ignori la forza di chi viene spinto unicamente dalla paura! Questi uomini non possono ritirarsi. L'unica cosa che li aspetta se lo facessero sarebbe morte certa per mano mia! Per riuscire a sopravvivere, non possono fare altro che avanzare! *'''Kenshiro''': Perché... l'ultimo condottiero di Nanto vorrebbe incontrarmi?!<br>'''Fudo''': Il mio signore... è per noi una luce eterna... Per tale luce, noi tutti solchiamo incessantemente i cieli e avanziamo instancabili lungo la terra. Per il bene del nostro condottiero, noi cinque astri... siamo disposti perfino a capitolare fino a ridurci in polvere, se ciò dovesse arrecargli anche il minimo beneficio! *'''Raoh''': Shuren... qual è l'origine di tanta ossessione?<br>'''Shuren''': Per il mio condottiero... Per la sua luce eterna! Q... Quella luce brillerà ancor di più grazie a Kenshiro... Invece se tu, Ken-Oh, ti frapponessi di fronte a essa, sommergeresti l'astro del nostro condottiero unicamente di lacrime! [...] E... E io non posso permetterlo! Non posso assolutamente permettere che ciò accada!<br>[...]<br>'''Raoh''': Capisco. Ma fiamme così tiepide non potranno mai ridurre in cenere la mia ambizione! *Ultimo condottiero di Nanto... aspetta e vedrai. Sommergerò di lacrime il tuo astro! ('''Raoh''') *Juza è il solo in grado di arrestare Ken-Oh... Cercate Juza! Juza delle nuvole è l'unico che può fermare la marcia di Ken-Oh! Fate in modo che le nuvole si destino! ('''Fudo''') *Vedo che ho pisciato sopra un rospaccio. ('''Juza''') *'''Juza''': Sappiate che ora queste donne sono proprietà mia... di Juza!<br>'''Scagnozzo #1''': Ha... Ha detto Juza?!<br>'''Scagnozzo #2''': È davvero lui...?!<br>'''Scagnozzo #3''': A... Altro che le donne! Dicono che dove passa lui non cresca più un filo d'erba!<br>'''Juza''': Ma dai? Mi conoscete? Ma vi siete dimenticati la cosa più importante. Ovvero che sono un figo da paura! *Col cavolo! Io non ho padroni e non prendo ordini da nessuno! Faccio come mi pare! Mangio quando ho fame e bevo quando ho sete! [...] Io vivo la mia esistenza in piena libertà... proprio come quelle nuvole. ('''Juza''') *Juza è l'uomo che ha rigettato la propria anima e rinnegato persino questo stesso mondo! ('''Raoh''') *La mia è una tecnica del tutto personale. E in quanto tale, è libera da ogni forma prestabilita! E proprio perché non ha forma, nessuno è in grado di anticiparla! ('''Juza''') *La potenza di una tecnica dipende dal talento naturale! Senza il talento, non è possibile perfezionare il proprio pugno! E il talento di Juza è decisamente temibile! Nemmeno io che sono il re delle tecniche assassine potrei sconfiggerlo facilmente! ('''Raoh''') *'''Yuria''': Anche Juza si è infine destato... Ma mi chiedo se sia giusto versare altro sangue...<br>'''Rihaku''': Non si lasci intaccare da simili dubbi. Guardi la popolazione di questa città! Qui vige libertà e uguaglianza! E la fama di questo luogo sta attirando altre persone! Quelle stesse persone che stavano per dimenticare l'importanza della pace e la luce della speranza!<br>'''Toh''': Tutto questo è unicamente merito del suo potere, mio condottiero!<br>'''Rihaku''': Lei è l'astro necessario a questo mondo sprofondato nel caos! Deve brillare per sempre con forza e intensità!<br>'''Toh''': ... E Kenshiro è necessario affinché lei possa continuare a farlo! *'''Raoh''': Juza!<br>'''Juza''': Chi non muore si rivede, Raoh!<br>'''Raoh''': Quindi il fantomatico "Juza delle nuvole" eri davvero tu! Ma dimmi, perché sei entrato in azione? Proprio tu che avevi scelto una vita solitaria dopo aver rigettato il tuo animo guerriero!<br>'''Juza''': Consideralo pure un capriccio delle nuvole. *Io non intendo ancora morire! Vivere è troppo divertente! Raoh! Mi puoi baciare il culo! Ahahah! ('''Juza''') *Come potrei lasciare al loro triste destino dei bambini che sono stati già abbandonati dal loro stesso padre?! ('''Fudo''') *Non ho interesse in un futuro raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ('''Kenshiro''') *Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': E così sei tornato solo per gettare via la tua vita?!<br>'''Juza''': Non ho la minima intenzione di gettarla via. Ma lo sai come sono fatto, no? Odio la solitudine... quindi tu mi farai compagnia nel mio viaggio all'inferno! *'''Juza''': La quintessenza della mia tecnica risiede nel trovarmi con l'acqua alla gola, portandomi a combattere fino all'ultima resistenza possibile! Avere protezioni addosso mi renderebbe solamente imprudente! Raoh... capirai a tue spese quanto è potente chi combatte fino all'ultima resistenza che il suo corpo ha da offrire... La forza della tecnica di chi, di fronte a sé, ha solo la scelta tra la vita e la morte!<br>'''Raoh''': Juza, sembri proprio un topo in trappola che rischia il tutto per tutto pur di salvarsi la vita! Ma un topo non potrà mai sconfiggere un leone! *Il corpo di Ken-Oh è indistruttibile, incrollabile e incorruttibile! ('''Raoh''') *'''Fudo''': S... Signor Shin... Ha forse intenzione di sobbarcarsi l'infamia di aver ucciso la Signorina Yuria...?<br>'''Shin''': Proteggetela a ogni costo. Dal canto mio, mi macchierò ben volentieri di tale onta se questo le permetterà di vivere! Anzi, sarà la scusa perfetta per concludere il mio duello con Kenshiro! Un giorno, uno tra noi due... uno tra me e Kenshiro si presenterà nuovamente al cospetto di Yuria... Quindi fate in modo che lei non muoia fino ad allora! *Io ho finalmente stretto il cielo nel mio pugno! E tu sei la donna ideale per un uomo della mia levatura! Sono venuto a prenderti, Yuria! ('''Raoh''') *'''Toh''': Non esiste davvero un modo per farti rinunciare alla Signorina Yuria? Eppure dovresti sapere che il suo cuore appartiene al Signor Kenshiro!<br>'''Raoh''': È irrilevante! Non importa chi ami o quanto sia impura...! Ciò che conta è solo che alla fine lei sia al mio fianco!<br>'''Toh''': Uh... A... A tal punto... C... Come pensavo... Tu vedi in lei la figura di una madre!<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Toh''': La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna... Per di più l'astro della Signorina Yuria, l'ultimo condottiero dei Nanto Rokuseiken, è la stella dell'amore materno! Proprio come Toki, il tuo cuore è stato rapito da lei perché entrambi voi fratelli siete cresciuti senza conoscere vostra madre... ==Volume 10== *Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ('''Kenshiro''') *Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ('''Yuria''') *Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ('''Rihaku''') *In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ('''Kenshiro''') *Potrai anche credere di essere diventato incredibilmente forte, Kenshiro, ma non riuscirai mai a sconfiggermi! Di fronte a Ken-Oh, l'indiscusso dominatore del cielo, tu non sei altro che un infante! ('''Raoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Ryuken, maestro, voglio chiederti un'ultima cosa. Ho saputo che nella Divina scuola di Hokuto esiste una suprema tecnica segreta chiamata la Rinascita libera da ogni pensiero. Di cosa si tratta?<br>'''Ryuken''': Mpf... Nemmeno io potrei insegnarti tale tecnica. Nei 2000 anni di storia di Hokuto, nessuno è mai riuscito ad acquisirla.<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Ryuken''': Il nulla è una forza invincibile... Tramite il nulla, attraverso una mente libera, trasmutare assenza in esistenza, e dunque rinascere... È questo il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero. R... Raoh... Per quanto tu possa diventare potente, non potrai mai apprendere questa tecnica segreta! E... E questo perché tu... a causa delle tue ambizioni smisurate ignori cosa sia la tristezza. So... Solo un individuo che si fa carico della tristezza può... *Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ('''Rihaku''') *'''Raoh''': È... assurdo... Io, il grande Raoh... sto tremando...?<br>'''Kenshiro''': Quello che stai provando ora, è ciò che viene chiamato terrore, Raoh! *'''Raoh''': Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>'''Toki''': No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa.<br>'''Raoh''': Pff... Uahahahaaah! Sciocchezze! Ascoltami bene, Toki! Se ci si pone come obiettivo di vivere unicamente per le arti marziali e di diventare i dominatori assoluti, non può esistere nel proprio cuore posto per qualcosa di effimero come i sentimenti! Ricorda queste mie parole! Il cielo premierà la mia concezione della vita, non quella di Kenshiro! *Cavami gli occhi! Rompimi le braccia! Ma non sfuggirai comunque alla morte! ('''Raoh''') *Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ('''Kenshiro''') *Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ('''Raoh''') *A me, Raoh, non serve più il titolo di re delle tecniche assassine! Diventerò il re demoniaco che distruggerà Kenshiro fino a farlo affogare in un mare di sangue! ('''Raoh''') *Fudo! Non è necessario che tu ti metta in cammino! Ti ho fatto la cortesia di venire io da te! Per estirpare la paura e divenire re demoniaco, ho bisogno del tuo pugno e della tua vita! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Fudo il giusto, amato da tutti... Però, ciò di cui necessito adesso è il sangue di demone che è dentro di te! Per quanto ti ostini a indossare la maschera del virtuoso, in quel tuo corpo continua a scorrere sangue di demone. E è proprio di quello che ho bisogno ora!<br>'''Fudo''': E per quale ragione brami quel sangue? Sei forse impaurito prima dello scontro finale con Kenshiro?!<br>'''Raoh''': Fudo! Diventa un demonio e combatti contro di me! Altrimenti truciderò tutti i bambini! *[...] la paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. L'unico modo che ho per liberarmi del terrore che ora avverto attorno alla figura di Kenshiro, è di assorbire lo spirito demoniaco di Fudo! ('''Raoh''') *Inghiotterò il terrore che mi attanaglia assieme al tuo sangue! ('''Raoh''') *Se io, Raoh, dovessi fare anche un solo passo indietro oltre questa linea, non abbiate pietà! Trafiggetemi la schiena con tutte le frecce a disposizione! [...] Se dovessi indietreggiare, meriterei di morire! Perché dimostrerei solamente di essere un fratello maggiore incapace, a cui mancano i requisiti fondamentali per vincere contro il proprio fratello minore! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Il tuo corpo avrebbe dovuto essere già stato abbattuto ormai! Cosa lo sostiene a tal punto?!<br>'''Fudo''': Tu non potrai mai capire. Continuerei a combattere anche se del mio corpo rimanesse solo un brandello... Anzi, una semplice goccia di sangue!<br>'''Raoh''': Sei un uomo davvero sciocco! E va bene! Prova a farmi indietreggiare, così che io venga trafitto dalle frecce!<br>'''Fudo''': Tu non riesci davvero a comprendere. [...] Sono le anime di questi bambini che mi permettono di compiere ogni mio passo... Sei in grado di vederla? Riesci a scorgere la forza che alberga in questi sguardi tristi?! *Non ci sarà mai vittoria per un uomo che non conosce la tristezza! ('''Fudo''') *Non sarei mai voluto sopravvivere portandomi addosso l'onta della sconfitta! ('''Raoh''') *Il mio corpo è ineguagliabile e invincibile! E nonostante questo, la tristezza sarebbe in grado di vincere la potenza? ('''Raoh''') *Io, Raoh... poiché non conosco l'amore, non riesco a scorgere la tristezza. Cos'è l'amore...? Cos'è la tristezza?! Per comprendere ogni cosa non mi rimane che un'unica via! Yuria! Dammi la tua vita! ('''Raoh''') *'''Kenshiro''': Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni!<br>'''Raoh''': Oramai per me il cielo non ha più la benché minima importanza! Anzi...! Forse il cielo che ho bramato per tutta le mia vita sei sempre stato tu! [...] Kenshiro. Il nome di colui che seppellirà il più potente successore di Hokuto sarà Raoh! Grazie a me, comincerà un nuovo corso della storia in cui solo chi è davvero forte vivrà! Kenshiro! Ti ridurrò in polvere! *Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. Adesso io non riesco a vedere altri se non Kenshiro. Per me è lui l'unica cosa che conta a questo mondo!<br>'''Yuria''': Raoh...<br>'''Raoh''': Yuria, odiami pure. *L'unica cosa che posso fare per gli uomini che vanno implacabilmente combattendo... è lasciarli liberi di partire senza alcuna preoccupazione. Sarebbe difficile per te colpirmi se continuassi a guardarti negli occhi. Anch'io farò ritorno in cielo. ('''Yuria''') *Perdonami, Yuria! Continua a vivere dentro di me divenendo tristezza! ('''Raoh''') *Raoh ha rivolto il proprio pugno verso colei che amava... in lacrime... Osservando quella scena, tutti hanno compreso la crudeltà della guerra... e la forza dell'amore! E così hanno scelto l'affetto dei propri cari invece della spietatezza della battaglia. ('''Rihaku''') *Non mi serve la fama! Non mi serve la gloria! Ciò che desidero è solo la vittoria per mezzo del mio pugno! ('''Raoh''') *Ora che entrambi abbiamo raggiunto il nulla tramite la suprema tecnica segreta della Rinascita libera da ogni pensiero, le altre tecniche non sono più di alcuna utilità! In altre parole, è questo il vero nulla! Siamo tornati allo zero! Ciò significa che d'ora innanzi la nostra battaglia non sarà altro che la lotta di due neonati! ('''Raoh''') *C... Che strano... Sia in Raoh che in Ken non avverto traccia d'odio... A-Al contrario... Sembra no quasi... emanare purezza... ('''Rin''') *Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ('''Kenshiro''') *Guarda! Lo spirito combattivo di Raoh si sta disperdendo! Il turbamento dello spirito combattivo lascia all'avversario l'occasione giusta per attaccare! Di fronte alla tecnica libera da ogni pensiero di Ken, che non concede la minima incertezza allo spirito combattivo nemico, Raoh è spacciato! ('''Bat''') *K... Ken sta combattendo questa battaglia insieme alla tua anima. Sii testimone anche tu del momento che sta per giungere. Quello in cui la loro lunga battaglia volgerà finalmente al termine... e in cui le anime di entrambi troveranno per sempre la pace! ('''Rin''') *Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ('''Kenshiro''') *'''Toki''': Raoh... Ormai puoi dirlo... Perché non lo ammetti...? Confessa che non hai mai rinunciato all'amore! Confessa che anche tu hai impresso nel cuore quel sentimento!<br>'''Raoh''': Non posso! Non lo ammetterei nemmeno morto! Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore! *Se con la mia vita sarà possibile riportare la luce in questo mondo... allora, ti prego. Fammi raggiungere il cielo per mano tua. ('''Yuria''') *Ora tutto mi è finalmente chiaro! Tu hai vissuto fino a oggi guardando costantemente la morte negli occhi. E questo perché tu, nei violenti scontri con i tuoi straordinari rivali e amici, sei sempre riuscito ad avanzare lungo l'insidioso confine che separa la vita dalla morte! ('''Raoh''') *Addio, Kenshiro. È tempo che io faccia ritorno in cielo... e che mi ricongiunga finalmente con Toki! Io, Raoh, non chiedo aiuto nemmeno per ascendere al cielo! ('''Raoh''') *Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto! ('''Raoh''') *Guardate. Nel mondo è tornato a splendere la luce. Tuttavia, se non fosse stato per Raoh, Kenshiro e la Signorina Yuria... il mondo sarebbe rimasto avvolto dalle tenebre per sempre. ('''Rihaku''') *Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') *Per riuscire a governare su questo deserto di violenza, non esisteva altra via se non ricorrere al terrore. Tuttavia un dominio basato sulla paura non può condurre alla vera pace. Dopo aver completato la sua opera di unificazione, forse Raoh desiderava essere sconfitto da qualcuno che portava in sé il sentimento dell'amore... ('''Yuria''') *Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ('''Kenshiro''') ==Volume 11== *Ci fu un tempo in cui degli uomini combatterono... per lasciare in dono al mondo una pace momentanea, prima di scomparire tra cielo e terra. Però, col trascorrere dei giorni, il ricordo delle loro battaglie finì per essere sepolto dalla sabbia... svanendo inesorabilmente dalla memoria della gente..! [...] Con il passare degli anni, la pace generò una marcata divisione tra le classi sociali... mentre il mondo procedeva di nuovo verso un'epoca di grandi disordini. *'''Joe''': Ci stanno ingannando! Le leggi che hanno creato sono a loro esclusivo beneficio! Volete continuare a vivere così?! Io dico che è giunto il momento di ribellarci...!<br>[...]<br>'''Boia imperiale''': Che peccato... Pare proprio che nessuno voglia ascoltare i deliri di chi trama contro la legge...<br>'''Joe''': Gh... Ma quale legge?! Sono solo delle regole che ci avete imposto arbitrariamente!<br>'''Boia imperiale''': Ovvio. Perché siamo noi la legge. *Kenshiro, li sta osservando? Scorge anche lei questi due giovani che combattono mentre fieri sventolano il vessillo di Hokuto?! Li vede mentre sopportano innumerevoli ferite rimanendo stoicamente in attesa del suo ritorno?! Riesce a distinguere le loro figure che continuano a lottare trattenendo in loro il rimpianto di non averla al proprio fianco?! Se sente l'urlo straziante delle anime di questi giovani, allora la prego di apparire! Noi adesso necessitiamo ancora una vola della sua forza... Abbiamo disperatamente bisogno della luce di Hokuto capace di squarciare le tenebre di questo mondo sprofondato nel caos! ('''Rihaku''') *Non mi interessa chi viene giustiziato. [...] Ogni esecuzione servirà a far capire sempre di più al popolo che qualunque tentativo di ribellione è assolutamente inutile! Io, Bask, eliminerò chiunque andrà proclamando idee di rivolta...! Fin quando l'intera popolazione non si prostrerà ai nostri piedi! ('''Bask''') *'''Bask''': Dimmi il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno... *'''Ain''': Il mio nome è Ain. Non ho nulla contro di te, ma mi prenderò la tua testa.<br>'''Kenshiro''': E perché?<br>'''Ain''': Per la mia donna! *'''Ain''': Dimmi un po'. Tu ce l'hai una donna?!<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma dai... Eppure hai la faccia di uno che ha successo con le ragazze... Pff... Be', meglio così. Almeno potrò massacrarti di botte senza farmi troppi problemi. *Che tipo... Pff... Ma pensa te... Me le ha proprio suonate... Chissà che lavata di capo mi farà la mia donna...? ('''Ain''') *Ormai siamo in ballo! Il fuoco della nostra ribellione non può essere spento! ('''Bat''') *'''Ain''': Io davvero non ti capisco... Si può sapere perché fai tutto questo?<br>'''Bat''': E tu? Perché fai il cacciatore di taglie?<br>'''Ain''': Mica lo faccio perché mi piace. Io devo occuparmi della mia amata figlia. Ecco perché!<br>'''Bat''': Però, vedi... la figlia di un cacciatore di taglie sarà per sempre la figlia di un cacciatore di taglie... e lo stesso vale per la figlia di uno schiavo! E io questo non lo sopporto! Vivere o morire al giorno d'oggi non fa molta differenza. E noi, prima o poi, creperemo tutti comunque. Quindi, tanto vale... provare a cambiare il mondo per le persone a cui teniamo. *Non avrei mai pensato che essere un ricercato fosse più eccitante che fare il cacciatore di taglieee! ('''Ain''') *Come il sole sorge riversando su di noi i suoi caldi raggi... allo stesso modo, vorrei che gli uomini del nostro tempo unissero le loro forze per dare vita all'alba di una nuova era... ('''Rihaku''') *Il capo rappresenta la volontà della sua gente! Se si sconfigge il capo, allora scompare anche la volontà di coloro che lo seguivano. ('''Falco''') *D'ora in poi vi è proibito tramandare la storia di Hokuto e Nanto! Non avrò pietà nemmeno per donne o anziani, se questi si rivelassero essere a capo di gruppi ribelli! A brillare nel firmamento sarà unicamente la stella madre dell'imperatore del cielo... La stella polare dell'origine suprema! Gli astri di Hokuto sono da sempre il carro da guerra dell'imperatore... Essi non sono mai stati altro che guerrieri al suo servizio! Che proprio Hokuto abbia osato innalzare il suo vessillo contro il nostro imperatore è un crimine d'inaudita gravità! Eliminare Hokuto è un editto imperiale! Da questo momento ha inizio l'era dell'imperatore del cielo! L'era del Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento... ovvero la scuola della stella primigenia! ('''Falco''') *Alla fin fine, quella di Hokuto è una costellazione che brilla solo di notte! È impotente dinnanzi al Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento! ('''Falco''') ==Volume 12== *'''Buzz''': Hokuto e Nanto sono le uniche forze al mondo in grado di sconfiggere l'imperatore del cielo! Ora che il fuoco della ribellione di Hokuto si è innalzato, anche Nanto è entrato in azione!<br>'''Gill''': L'unica ragione per cui freneticamente ti ostini a voler annientare Hokuto e Nanto, è perché temi l'unione delle nostre scuole in una sola! *'''Rihaku''': Q-Quindi l'imperatore del cielo avrebbe iniziato la sua marcia contro di noi?!<br>'''Soldato''': Sì, signore!<br>'''Rihaku''': Allora ciò che dobbiamo temere adesso è il Gento Kōken, l'imperiale scuola di Gento!<br>'''Soldato''': L'imperiale scuola di Gento?<br>'''Rihaku''': Esatto... Sia la natura dell'Hokuto Shinken che del Gento Kōken è quella di essere i pugni a difesa dell'imperatore del cielo! Ma se la quintessenza dell'Hokuto Shinken risiede nella distruzione del corpo umano dall'interno, quella del Gento Kōken prevede unicamente l'annientamento totale del nemico! In altre parole, essa è una tecnica capace di tramutare lo spirito combattivo generato nel profondo del corpo in lame che recidono istantaneamente le cellule dell'avversario fino a distruggerle! Coloro che sono riusciti a perfezionarne i segreti vengono chiamati "gli uomini dalle mani splendenti"... In passato quest'arte marziale era considerata superiore perfino alla Divina scuola di Hokuto stessa! *C-Complimenti... Quindi è questo il potere della Divina scuola di Hokuto... Ma sappi che Falco è la luce che scuote i nostri cuori! E per tale luce, io ho il dovere di abbatterti qui... anche a costo di sacrificare la mia stessa vita! ('''Soria''') *Nessuno al mondo è in grado di scalfire neanche un lembo della mia pelle! ('''Falco''') *'''Soldato''': N... Noi tutti siamo disposti a sacrificare la vita per il nostro generale!<br>'''Ain''': C-Che assurdità! Falco non prova niente per voi! Non ha versato neppure una singola lacrima!<br>'''Soldato''': No... Il generale... Il generale Falco ha già pianto tutto il proprio dolore per noi soldati... Ormai le sue lacrime si sono tutte completamente prosciugate... *Sei stato bravo a schivarlo! Ti faccio i miei complimenti! Ma sappi che il Gento Kōken è l'arte marziale capace di annientare completamente le cellule del corpo umano! Essa tramuta lo spirito combattivo dentro di noi in lame che, con fendenti attacchi, sono in grado di dissolvere il nemico come vapore, o di congelarlo come ghiaccio! ('''Soria''') *Io, Soria della luce purpurea, non ho perso contro di te! Ho solo offerto la mia vita al mio generale, il grande Falco della luce d'orooo! ('''Soria''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Sei tu Falco del Gento Kōken?!<br>'''Falco''': Sì!<br>'''Raoh''': Intendi combattere o ti sottometterai a me?! Scegli!<br>'''Falco''': Nessuna delle due scelte. Voglio che tu proceda ignorando questo villaggio!<br>'''Raoh''': Mmh?!<br>'''Soldato''': Falco, perché non lotti?<br>'''Falco''': Se lo affrontassi, forse potrei uccidere Raoh, ma probabilmente perirei anch'io. Inoltre, una volta morto Raoh, gli abitanti del nostro villaggio sarebbero tutti sicuramente uccisi dai suoi soldati! Liberi dal giogo del terrore, quei maledetti si trasformerebbero in una folla selvaggia impossibile da controllare!<br>'''Raoh''': Mpf... Che perspicacia...<br>'''Falco''': Ma non ti chiedo di rinunciare ai tuoi piani di conquista... senza offrirti nulla in cambio! Avrai una gamba dell'uomo che si fregia del titolo di più potente esponente dell'Imperiale scuola di Gento! {{NDR|Si amputa la gamba destra}} Non permetterò che venga versata nemmeno una goccia del sangue degli abitanti di questo villaggio! *'''Bat''': E quindi si è mozzato la gamba destra per salvare la sua gente?!<br>'''Rihaku''': Sì. Ora probabilmente porta una protesi!<br>'''Bat''': Ma... Ma allora perché un uomo così generoso è servo dell'imperatore del cielo...?! Dovrebbe odiarne la tirannia più di chiunque altro!<br>'''Ain''': Ben detto! Perché uno come lui non ammazza e basta l'imperatore?!<br>'''Rihaku''': Perché non può farlo! È una regola che si è imposto lui stesso! *{{NDR|Flashback}}<br>Accetto la tua gamba. Essa non vale soltanto un villaggio, ma un'intera nazione! ('''Raoh''') *Ora che ci rifletto... il caos di cui oggi siamo testimoni è stato causato interamente dalla mia ingenuità. Vi chiedo perdono, avi di Gento! Forse i duemila anni di storia dell'Imperiale scuola di Gento termineranno con me. Se solo quella volta avessi ascoltato Raoh {{NDR|ed ucciso Jako}}... [...] Vedere mia madre, ormai anziana, pregare in lacrime mi impedì di ucciderlo. Quando mia madre morì, lui prese in ostaggio l'imperatore del cielo per garantire la propria incolumità! E spacciando il proprio volere per quello dell'imperatore, ha edificato la capitale. La mia mancanza di fermezza ha causato questa situazione! ('''Falco''') *Tutto ha avuto inizio a causa mia. Quindi se dovessi morire, farò in modo che tutto venga in cielo con me! ('''Falco''') *Non posso esimermi! È questo il fato di Gento! ('''Falco''') *'''Kenshiro''': Riconosco che il tuo spirito combattivo è privo di qualsivoglia offuscamento o incertezza!<br>'''Falco''': Io, Falco, non sto affrontando questa battaglia nella speranza di sopravvivere! Considerami l'ultimo cancello per riuscire a entrare nella città capitale!<br>'''Kenshiro''': Allora ti valicherò per il bene dei miei amici! Non esistono altre strade per me! *'''Kenshiro''': Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata.<br>'''Falco''': Mmh?!<br>'''Kenshiro''': Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra!<br>'''Falco''': Cosa...?!<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Per un atto di altruismo, hai offerto quella gamba a Raoh senza opporre resistenza. Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso!<br>'''Falco''': Non vuoi essere in debito, dunque?<br>'''Kenshiro''': No. Semplicemente è così che combattono i guerrieri della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Falco''': Complimenti, uomo di Hokuto. Hai scelto una morte estremamente onorevole! *'''Kenshiro''': Rispondi solo a una domanda, Falco! Chi è l'imperatore del cielo?! Chi è davvero questa persona che stai proteggendo a ogni costo?!<br>'''Falco''': Vi sono due cieli! Anche tra le vostre fila c'è un imperatore!<br>'''Kenshiro''': Che... cosaaa?! *{{NDR|Flashback}}<br>Può esserci un solo imperatore del cielo! Lo dice la legge, Falco! Il cielo è uno solo! Se si lasciassero crescere due stelle gemelle, il firmamento si scinderebbe sicuramente a metà! Le stelle gemelle sono fonte di sventura per la volta celeste! ('''Jako''') *Anche se perdessi il 99% del mio corpo, mi basterebbe un solo dito per eliminare un miserabile come te. ('''Falco''') ==Volume 13== *'''Myu''': Cosa c'è oltre queste acque?<br>'''Falco''': Una terra che dà alla luce demoniaci guerrieri votati unicamente alla lotta! A governare tale luogo sono le leggi marziali! Si dice, intoltre, che lì esista un'arte con 4000 anni di tradizione alle spalle, da cui avrebbero avuto origine le tecniche di Hokuto, Gento e Nanto! Laggiù soltanto l'1% dei maschi sopravvive! È una terra spietata, dove solo chi riesce a vincere cento combattimenti all'ultimo sangue entro i quindici anni ha il diritto alla vita! *Il luogo verso cui ti stai dirigendo è l'inferno! Quella terra è impregnata del sangue versato da terrificanti uomini che, fin dalla nascita, hanno dedicato le loro vite unicamente alla lotta. Gli Shura! ('''Akashachi''') *Vi sono nemici che io devo affrontare e persone che io devo salvare... E anche se il mio corpo non dovesse più muoversi, anche se la mia anima si dovesse consumare, io ho il dovere di proseguire lungo il cammino tracciato per me. ('''Falco''') *La morte si addice... a chi infanga l'[[onore]] di un uomo! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Qual è il tuo nome?<br>'''Guerriero Shura''': Mpf... Non mi è stato ancora concesso di avere un nome! Sono solo uno dei tanti Shura! Ma tu ignori completamente che... per acquisire anche solo il titolo di Shura, bisogna lasciare dietro di sé i corpi di centinaia di avversari! *'''Shachi''': La Divina scuola di Hokuto... Capisco... Quindi anche tu padroneggi una branca della scuola di Hokuto...<br>'''Kenshiro''': Una branca?! L'Hokuto Shinken non ha suddivisioni! L'unico pugno di Hokuto è quella della Divina scuola!<br>'''Shachi''': Uihih! Eh, no...! Ti sbagli, invece! Io so che in questa terra esiste una scuola di arti marziali che porta il nome di Hokuto e da cui discende la tua.<br>'''Kenshiro''': E tu conosci chi la pratica?<br>'''Shachi''': Sì! C'è una sola persona! Eeeheheh! Si tratta di uno Shura straordinario. *'''Shachi''': Quell'uomo è forte! Scommetto che sconfiggerà molti altri Shura e metterà in grande crisi queste terre! Però lui è solo un uragano scarlatto che va spargendo sangue dei propri avversari! Un giorno scomparirà anche lui insieme a tutti gli Shura!<br>'''Rin''': E... E cosa succederà dopo...?<br>'''Shachi''': Splenderà un altro Hokuto! *'''Guerriero Shura''': L-L'Hokuto Ryūken...?!<br>'''Shachi''': La più forte fra tutte le arti marziali! Così ineguagliabile che risplende intensa e suprema al di sopra di ogni tecnica assassina come una gemma lucente! Per questa ragione il suo nome è Hokuto Ryūken, ovvero la Risplendente scuola di Hokuto! *Gli uomini non vivono unicamente per se stessi! ('''Shachi''') *L'obiettivo degli uomini di questa terra è uno solo: vincere in battaglia. Gli Shura che affollano questi luoghi si divorano l'un l'altro. Tutto per loro dipende unicamente da quante persone riescono a uccidere... e da quanto forti riescono a diventare. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dimenticato qualcosa di importante. Anchio faticavo... a ricordarlo. Ma mia sorella sa di cosa si tratta. ('''Tao''') *'''Bambino''': Che cos'è l'[[amore]]? Non avevo mai sentito questa parola.<br>'''Reia''': Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>'''Bambino''': Sì.<br>'''Reia''': Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace. *L'Hokuto Ryūken, la risplendente scuola di Hokuto, è un'arte marziale letale... È la tecnica più malvagia al mondo! Grazie a essa, Shachi potrebbe conquistare questa terra. Ma se ci riuscisse, le conseguenze sarebbero ancora più tragiche di quelle attuali! ('''Reia''') *Mai abbassare la [[Riguardi|guardia]] credendo di aver battuto un avversario se prima non si è riusciti effettivamente a ucciderlo! ('''Shachi''') *Quando la guardia viene a mancare, la posizione di difesa si trasforma inevitabilmente in un'apertura completamente esposta agli attacchi improvvisi del nemico! ('''Shachi''') *All'[[inferno]] avrai tempo per maledire la tua ingenuità! ('''Shachi''') *'''Kaiser''': Vuoi forse continuare a divorare Shura per divenire un dio?<br>'''Shachi''': Voglio diventare molto di più! Dio sarà mio servitore.<br>'''Kaiser''': Pfff... Stolto. Ti esalti tanto solo per avermi battuto?! Persino tu dovresti sapere che in questa terra vi sono tre comandanti supremi venerati come divinità della guerra! L-la cicatrice che ho sul petto me la inferse molto tempo fa uno di loro, Han! Già a quel tempo non fui in grado di distinguere nemmeno uno dei suoi colpi... *'''Reia''': Si dice che l'Hokuto Ryūken sia in grado di divorare persino dio... e che corrompa tutti i suoi praticanti, al punto da tingere ogni goccia del loro sangue con gli oscuri colori dell'ambizione. Proprio come è accaduto a Shachi, dopo essere divenuto uno dei successori.<br>'''Kenshiro''': Uno dei successori?!<br>'''Reia''': Anche Han, il terzo comandante supremo degli Shura, è maestro della Risplendente scuola di Hokuto! *Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ('''Kenshiro''') *Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ('''Kenshiro''') *I giochi più divertenti al mondo sono quelli in cui si mette in palio la propria vita! ('''Han''') *'''Shachi''': Devi sapere che... da tempo ormai si narra della venuta di un salvatore in queste terre... La leggenda di un uomo... che non è Kenshiro! [...]. Non potevo aspettare quell'uomo che tutti consideravano il salvatore...<br>'''Rin''': E... E come si chiama quell'uomo?<br>'''Shachi''': Il suo nome è Raoh! ==Volume 14== *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono ancora stolti che ignorano la mia potenza. ('''Raoh''') *{{NDR|Su Raoh}} Era un dio della guerra... un autentico e inarrestabile dio combattente! ('''Shachi''') *Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ('''Rin''') *'''Jukei''': La Risplendente scuola di Hokuto è un arte proibita! Ma io ho trasgredito al divieto insegnandola a tre uomini... vale a dire i tre comandanti supremi!<br>'''Reia''': M-Ma perché erano tutti certi che Raoh sarebbe arrivato? Perché il popolo, gli Shura e persino i comandanti supremi hanno sempre continuato a credere nella leggenda di Raoh...?<br>'''Jukei''': Perché questa è la terra natale dell'Hokuto Shinken e dello stesso Raoh! E ogni uomo è destinato a tornare nel proprio luogo d'origine! *'''Han''': È accaduto tutto più di 20 anni fa... quando il mondo si stava inesorabilmente dirigendo verso il conflitto finale. La nostra terra, vessata dall'invasione di una potente nazione militare, stava per essere completamente annientata. E così, comprendendo che la civiltà si sarebbe estinta facendo ripiombare l'umanità a uno stato primitivo... Jukei, il maestro dell'Hokuto Ryūken, fece salpare tre bambini da questa terra. [...] Quando una civiltà riparte dal nulla, è la violenza a regnare! Il potere marziale! E fu proprio questo il motivo per cui Jukei inviò voi tre presso il successore dell'Hokuto Shinken!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Han''': Esatto... sto parlando di te e dei tuoi due fratelli, Raoh e Toki. *'''Jukei''': Mandai quei tre da Ryuken. Eppure la mia inquietudine non si dissipò. Dovevo assicurarmi che al mondo ci fosse una tecnica in grado di governare su quest'epoca in balìa della violenza! Ma fu un errore tremendo! L'atrocità dell'Hokuto Ryūken corruppe le anime di Han, Hyoh e Kaioh! Il pensiero mi perseguitò a tal punto che decisi contemporaneamente di insegnare a tre ragazzi originari di questa terra la Risplendente scuola di Hokuto! Tuttavia adesso anche questo avrà fine. Raoh risolverà ogni cosa.<br>'''Tao''': P-però è strano. L... La persona che sta combattendo contro Han non è Raoh...<br>'''Jukei''': Cosa?!<br>'''Reia''': M-Mi pare di ricordare che il suo nome fosse Kenshiro.<br>'''Jukei''': C... Come hai detto?! *'''Han''': Sei davvero forte. Non a caso hai battuto Raoh... Ma non potrai mai sconfiggere Hyoh, il secondo comandante supremo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?! Che intendi dire?<br>'''Han''': Per quanto tu possa essere più forte persino di Raoh... solo Raoh avrebbe potuto sconfiggere il comandante supremo Hyoh! Ti attende un cammino più spaventoso persino dell'inferno stesso! *Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-Ma perché?! ('''Kenshiro''') *Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ('''Kenshiro''') *'''Reia''': [...] anche Kenshiro è molto forte. Forse potrebbe fare le veci di Raoh e liberare questa terra.<br>'''Jukei''': Non succederà! Anche se fosse più forte di Raoh, c'è una ragione per cui Kenshiro non potrà mai battere il secondo comandante supremo!<br>[...]<br>'''Reia''': E... E perché?! Per quale motivo Kenshiro non può battere Hyoh...?<br>'''Jukei''': Perché Hyoh... è il fratello maggiore di Kenshiro! Loro due condividono lo stesso sangue e gli stessi genitori! [...] Non riesco ancora a dimenticare quel giorno. Sebbene agii in nome di una nuova era, fui io colui che li separò! [...] Hyoh ha sempre avuto un cuore d'oro! Ma la bontà è inutile lungo la via del pugno! E fu proprio questo il pensiero che mi portò a decidere di cancellargli tutti i ricordi passati... [...] Nel momento in cui lo istruii nell'arte dell'Hokuto Ryūken, lo privai della memoria con queste stesse mani! Ma anche se i suoi ricordi sono stati sottratti, il suo onorevole animo non è mutato! Hyoh adesso considera come suoi veri fratelli i suoi compagni della Risplendente scuola di Hokuto... Han e Kaioh! *L'ombra di Kaioh non è umana...! Un'oscurità demoniaca accompagna sempre il suo passaggio! ('''Tao''') *Durante i 4000 anni di storia di questa nostra terra... sono state tramandate molte altre leggende, ben prima di quella di Raoh! Esse narravano di come, quando in passato questa terra era ormai prossima al tracollo, fossero apparsi degli straordinari salvatori! La loro forza era tale da consumare i malvagi in un istante. E poiché il loro intervento non poteva che essere un prodigio ultraterreno, il popolo finì per venerarli alla stregua di divinità! Quegli uomini erano i successori dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto! [...] Tuttavia, pur possedendo la medesima forza, la Risplendente scuola di Hokuto è stata cancellata dalla storia! Per ben 1800 anni è stata disprezzata e perseguitata perché reputata un'arte demoniaca! Ma la nostra umiliazione terminerà con la mia generazione! E questo perché io, Kaioh dell'Hokuto Ryūken... diventerò l'artefice di una nuova era! Rin! Figlia dell'Imperatore del Cielo! Tu sarai testimone all'annientamento dell'Hokuto Shinken! ('''Kaioh''') *Ciò che devo colpire è la maschera di menzogne che indossi! ('''Jukei''') *'''Hyoh''': Cosa c'è di tanto importante... in questi miei ricordi?!<br>'''Jukei''': L'unico metodo per sconfiggere Kaioh! In te è celata la chiave per rimuovere il sigillo imposto sul vero potere di Hokuto! *L'Hokuto Ryūken non genera altro che demoni. E ora il comandante supremo Kaioh è divenuto il colossale e onnipotente demonio che regna incontrastato sul regno demoniaco! L'armatura che Kaioh indossa non serve a proteggerlo! Essa ha il compito di sigillarne lo spirito combattivo demoniaco che fuoriesce da tutto il suo corpo persino quando egli è immobile! E quando quell'armatura sarà completamente distrutta, accadrà qualcosa d'inimmaginabile! ('''Jukei''') *Il mio spirito combattivo è disperatamente assetato di sangue...! Del sangue della Divina scuola di Hokuto! ('''Kaioh''') *'''Jukei''': Ascoltami bene, Hyoh! Tu e Kenshiro siete fratelli! In voi scorre il sangue della dinastia principale di Hokuto!<br>'''Hyoh''': Che... Che cosaaa?!<br>'''Jukei''': Ed è proprio il pugno della dinastia principale di Hokuto che ha dato origine alla Divina scuola e alla Risplendente scuola!<br>'''Hyoh''': La dinastia principale di Hokuto...?<br>'''Jukei''': Esatto. Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro! *Non crucciarti cercando di capire! Sappi solo che tu morirai! ('''Kaioh''') *Stolti! Stolti tutti coloro che in questa nostra terra attendono un salvatore dalla Divina scuola di Hokuto, continuando a sperare nella leggenda di Raoh! Il salvatore è già qui! Io sono il salvatore di questo mondo! ('''Kaioh''') *La terra degli Shura è un paradiso terrestre! E in questa nostra terra utopica, ai deboli non deve spettare altro che la morte! ('''Kaioh''') *La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ('''Kenshiro''') *Per quanto riguarda la manipolazione dello spirito combattivo, l'Hokuto Shinken non è minimamente all'altezza dell'Hokuto Ryūken! Prima che i tuoi colpi possano raggiungermi, il mio spirito combattivo demoniaco li annulla, assorbendo tutta l'aura combattiva che li avvolge! ('''Kaioh''') *Detesto il sangue dell'Hokuto Ryūken che scorre nelle mie vene! Lo stesso sangue che per ben 1800 anni è stato disprezzato e rimosso dalla storia perché ritenuto linfa vitale putrida, volta alla creazione di un'arte demoniaca! Ma esiste un modo per scampare al destino della mia stirpe dannata! Purificare il mio sangue maledetto mischiandolo a quello dell'Imperatore del cielo! [...] Rin, tu darai alla luce la mia progenie! Così che possa avere inizio un nuovo corso della storia fondato sulla leggenda dei salvatori dell'Hokuto Ryūken! ('''Kaioh''') *Non posso competere con Kaioh! Ma posso almeno sacrificare la vita per permettere a Kenshiro di salvarsi! ('''Shachi''') *Altruismo, rettitudine e lealtà... Tutte queste tue caratteristiche sono semplicemente disgustose! Le detesto dal profondo del cuore! Nella mia nuova era non c'è posto per sentimenti simili! ('''Kaioh''') *Si dice che la quintessenza dell'Hokuto Shinken risieda nella rabbia e nella tristezza. E tale quintessenza è stata in grado di atterrire persino lo spirito combattivo di Kaioh. Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo {{NDR|Kenshiro}} è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ('''Shachi''') ==Volume 15== *Ora avrai compreso cosa rappresenta per me la dinastia principale di Hokuto. Nonostante io abbia in me il sangue di un demone onnipotente, da esso non potrà mai nascere nulla! Non finché al mondo esisterà il sangue della dinastia principale di Hokuto! Per quanto io, Kaioh, mi affatichi a diventare ancora più potente, sarò sempre sopraffatto da quel sangue! Tremante di fronte alle sue infinite possibilità! Io devo annientarlo! Anche a costo di divorare Dio stesso, finché quella linfa vitale non sarà estinta, non potrà mai giungere la mia era! ('''Kaioh''') *La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ('''Rin''') *Ogni cosa al mondo nasce solo in funzione di Kaioh! ('''Kaioh''') *'''Hyoh''': Sei ridicolo! Quale uomo diviene triste combattendo?!<br>'''Nagato''': Un tempo anche la vostra anima versava lacrime durante le battaglieee! *Nemmeno rivoltando il mio corpo da cima a fondo trovereste una singola lacrima! ('''Hyoh''') *'''Shachi''': Kenshiro, sei davvero deciso ad affrontare Hyoh?!<br>'''Kenshiro''': Se è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo! *È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ('''Kenshiro''') *Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ('''Kenshiro''') *Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Quel debole di Raoh, il miserabile che si è fatto contagiare dai sentimenti, venendo così sconfitto da una nullità come Kenshiro... era mio fratello minore!<br>'''Rin''': F-Fratello minore?! Ma allora...!<br>'''Kaioh''': Mpf... Rin... Adesso capisci perché finora ho tenuto celato il mio volto con un elmo?!<br>'''Rin''': Ah... Perché se si fosse saputo che tu e Raoh eravate fratelli...<br>'''Kaioh''': Pff... Esatto. La leggenda di Raoh non avrebbe mai preso piede se si fosse venuto a sapere che esisteva un suo familiare così simile a lui.<br>'''Rin''': Ma... Ma allora la leggenda di Raoh...<br>'''Kaioh''': Uuuhuhu! Sono stato io a originarla! Io ho creato e alimentato quella leggenda! Sì! *'''Kaioh''': I sentimenti... l'amore... essi non sono che il marchio che contraddistingue gli stolti! È naturale che quello sciocco di mio fratello minore sia morto!<br>'''Rin''': Eppure tu non saresti mai riuscito a battere Raoh. Se vi foste sfidati, sono certa che tu avresti perso.<br>'''Kaioh''': Cosa?!<br>'''Rin''': Sì, perché i veri vincitori sono proprio coloro che vivono per quella futile cosa chiamata amore!<br>[...]<br>'''Kaioh''': Vaneggi, fose, Rin?! Fatico a credere che tu possa realmente pensare che i veri vincitori siano gli stolti che credono nell'amore!<br>'''Rin''': E... allora secondo te chi sono i veri vincitori?!<br>'''Kaioh''': Che domande! Ciò che trionfa alla fine è sempre e solo... il [[male]]! *Che senso ha essere condizionati dalla compassione e morire per amore? I sentimenti controllano e limitano gli esseri umani! Mentre il male non impone alcuna restrizione! ('''Kaioh''') *Io non rimpiango di aver vissuto per amore... per un amore così intenso da sembrare persino sciocco. ('''Hyoh''') *Si dice che gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... abbiano tutti vissuto per l'amore di una donna. ('''Hyoh''') *Possibile che l'arcano colpo della dinastia principale consista proprio nell'amore...?! ('''Rin''') *Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ('''Kenshiro''') ==Volume 16== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kaioh''': Raoh... Per quale ragione sei tornato?<br>'''Raoh''': Ho sentito le voci che circolano a proposito di questa terra... e ho deciso di appurarne la veridicità!<br>'''Kaioh''': E dunque...?!<br>'''Raoh''': Se trasformerai questo luogo in una terra abitata unicamente da spietati Shura... sta' pur certo che un giorno verrò a reclamarla per poi farla mia!<br>'''Kaioh''': Oooh... E perché non ci provi subito?<br>'''Raoh''': Non è il momento. Mi rimangono ancora molte cose da fare. Ma ricorda! Una volta sconfitto Kenshiro, ti giuro che tornerò! Con il tuo modo di agire, non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! In questo mondo, può esistere un unico dominatore! *Sono stato la rovina di un uomo che sarebbe potuto divenire un eroe senza precedenti! Non morirò prima di rimediare alla mia colpa! ('''Hyoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>Non te ne avevo mai parlato, ma ora voglio che tu sappia che ho un fratello maggiore dal quale sono stato separato quand'ero giovane. Adesso che sei divenuto il successore, significa che prima o poi saremo costretti a incrociare i nostri pugni. E se in quel frangente dovessi perdere, voglio che tu dica a mio fratello... che io sono conscio della sua profonda tristezza e che lo stimo più di chiunque altro! ('''Raoh''') *Raoh mi stimava? Pff... Uhuhuh... Uahah! Mio fratello era veramente uno smidollato! Allora quando lo raggiungerai all'inferno, digli anche che... l'unica ragione per cui è stato battuto da un guerriero del tuo livello è solo a causa del suo cuore troppo tenero! ('''Kaioh''') *Anche sfuttare metodi di combattimento per lottare senza respirare fa parte delle mie tecniche segrete! Io faccio ricorso a qualsiasi mezzo pur di vincere! ('''Kaioh''') *Io sarei forte?! Forse è questa l'impressione che do alla gente come te... Tuttavia...! Io sono sempre stato troppo debole per essere il primogenito della dinastia principale di Hokuto! Se io... Se solo io fossi stato più forte, allora l'animo di Kaioh non si sarebbe corrotto! ('''Hyoh''') *Hai capito, Kenshiro?! Chi rinuncia al proprio cuore vince, mentre chi coltiva sentimenti è destinato a morire! ('''Kaioh''') *Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Se mio fratello Kaioh dovesse smarrire la retta via, uccidilo con le tue mani! Perché nel profondo del mio cuore, io desidero che il ricordo che ho di lui resti per sempre quello di un eroe! ('''Raoh''') *[[Eroe]] è una parola priva di senso per chi come me ha intrapreso la via del male! ('''Kaioh''') *Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle {{NDR|Ohka e Shume}}! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi{{NDR|, Ryoh e Shuken}}... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e Shuken}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltatemi bene, figli miei. I discendenti di Ryoh, abbandonato dalla madre, perderanno a loro volta l'amore e ne andranno alla perenne ricerca. Dunque qualcuno... Qualcuno dovrà insegnare loro cos'è l'amore. Ed è proprio questo il destino dei successori della Divina scuola di Hokuto. ('''Shuken''') *A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ('''Kenshiro''') *Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ('''Kenshiro''') *L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ('''Kenshiro''') *Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ('''Kenshiro''') *Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ('''Kenshiro''') *Anche se non sono altro che una stella negletta e ripudiata... ho in me ancora l'orgoglio! Lo stesso che mi ha portato ad aspirare al cielo! Io non posso fare altro se non proseguire lungo la strada del dominatore! ('''Kaioh''') *{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Sono stato testimone della potenza dell'Hokuto Shinken, la tecnica assassina più forte al mondo. Per la prima volta, io ho perso... Ma dimmi una cosa. C... Come sarebbe finita se io avessi appreso la Divina scuola di Hokuto?<br>'''Kenshiro''': Probabilmente sarei io quello riverso a terra adesso.<br>'''Kaioh''': [...] No... Non sarebbe cambiato nulla. Sarei stato comunque sconfitto da te. E questo perché io non provo compassione per i perdenti... [...] Ora che ci penso, anche io non sono stato altro che un debole... E proprio perché debole, ho vissuto tingendo la mia anima delle tinte oscure del male... Tutto nel tentativo di dar vita a una nuova era... Ma quello non si è rivelato altro che un sogno effimero... [...] Se solo ti avessi incontrato prima... Forse... Forse avrei accettato serenamente il mio destino... *'''Kaioh''': I... Io sono colui che ha trucidato la donna che amavi e che ti ha spinto nel regno demoniaco! So bene che il rancore che nutri nei miei confronti è così profondo che nemmeno la vendetta più feroce potrebbe estinguerlooo!<br>'''Hyoh''': No... Non sono venuto per attaccarti... I-Io volevo solo dirti una cosa. O-Ovvero che se io fossi stato più forte... se io fossi stato un degno primogenito della dinastia principale di Hokuto... tu non avresti smarrito la retta via... È tutto accaduto a causa mia... Perdonami!<br>'''Kaioh''': E-E tu saresti venuto fin qui solo per dirmi questo...?! Hyoh! Ti scongiuro, torniamo quei bambini di un tempo... e giochiamo ancora insieme! *Qui riposa mia madre! Avevo già stabilito da tempo che questo sarebbe stato anche il luogo della mia morte! [...] Addio, Kenshiro! ('''Kaioh''') *'''Kenshiro''': Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità!<br>'''Bat''': K-Ken!<br>'''Kenshiro''': Tu sei l'unico in grado di ricambiare l'amore di Rin!<br>'''Bat''': K... Ken, aspetta!<br>'''Kenshiro''': Bat... Ti auguro di essere felice insieme a lei! Addio! *{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Odi i colpevoli?! Vuoi affrontarli?!<br>'''Ryu''': S-Sì!<br>'''Kenshiro''': Allora fallo con il tuo pugno e col sangue ardente che hai ereditato da Raoh! *Se lo si rimpinza a dovere, anche un [[lupo]] diventa inoffensivo come un maiale! ('''Koketsu''') *Sono finiti i tempi in cui i lupi vivevano come dei lupi. È arrivato il momento di allevarli come cani da guardia. ('''Koketsu''') *È l'[[onore]] a rendere gli uomini forti! ('''Ryu''') *Ormai sono solo un lupo a cui sono state strappate le zanne e che ha perso la propria forza! ('''Barga''') *Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Perché mi lecchi i piedi?! [...] Io ho bisogno di guerrieri! L'[[adulazione]] non è necessaria nella vita di un uomo! ('''Raoh''') ==Volume 17== *La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ('''Kenshiro''') *'''Ryu''': Ken... E ora dove andremo?<br>'''Kenshiro''': Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti. *Questo regno poggia le sue fondamenta su di me. Se io cadessi, anch'esso crollerebbe con me. ('''Asam''') *È solo affrontandolo con i propri [[Pugno|pugni]] che si può stabilire la tempra di un [[uomo]]! ('''Asam''') *'''Asam''': D-Dimmi, perché non mi hai finito?! Ero spacciato, ormai! Spiegami, ti scongiuro!<br>'''Kenshiro''': Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere. *Hokuto è la costellazione che presiede la morte. Quando Hokuto apparirà, bisognerà rivelare la propria tristezza e aprire il proprio cuore. E nel momento in cui una luce azzurra scuoterà la costellazione di Hokuto, la retta via ci verrà rivelata! ('''Asam''') *Anche se sono un re, rimango pur sempre un padre! ('''Asam''') *È dall'incontro con quell'oracolo che temo che il regno si divida! Per questo ho allevato i miei tre figli con imparzialità. Ero convinto che una qualsiasi disuguaglianza li avrebbe portati all'inimicizia. Ho dato loro la stessa istruzione, lo stesso insegnamento marziale e gli ho dedicato persino la stessa quantità del mio tempo. Anche i dolci li dividevo in tre parti uguali. [...] E ho sbagliato! Avrei dovuto lasciare che crescessero naturalmente, invece li ho costretti alla parità... Fu per questo che crebbero senza imparare a cedere. ('''Asam''') *Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ('''Kenshiro''') *Mai una supplica a Dio ha dischiuso il cammino della salvezza umana. Non sai, forse, che fra tutti gli essere viventi, l'uomo è il più inviso a Dio? ('''Baran''') ==Volume 18== *Cosa può mai fare Dio per noi?! Pensi forse che ci salverà tendendoci la mano?! Ma non farmi ridere! Dio... non è altro che un ingannooo! In questo mondo non esistono né emissari né salvatori! ('''Baran''') *'''Satora''': Nessun uomo... si è mai sostituito a Dio!<br>'''Baran''': No! Uno c'è stato!<br>'''Satora''': Cosa?!<br>'''Baran''': Un uomo che tentò di stringere il cielo nel proprio pugno! Un titano! Si faceva chiamare Ken-Oh, il re delle techniche assassine! *'''Kenshiro''': Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh!<br>'''Baran''': Co... Cosa?! Tu conosci Raoh?!<br>'''Kenshiro''': Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo! *'''Kenshiro''': Ascolta, Baran. Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio.<br>'''Baran''': Pe... Perché?<br>'''Kenshiro''': Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo! *{{NDR|Flashback}}<br>Senza rinunciare ai sentimenti, non riuscirai mai a vendicarti di Dio! ('''Raoh''') *Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ('''Kenshiro''') *Ho capito, Ken. Non dimenticherò mai i giorni passati insieme a te. E... E un giorno, quando sarò diventato molto, molto più grande... proverò anche a superare mio padre Raoh! Ken! Te lo giuro! ('''Ryu''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Yuria''': P... Pare sia giunto per me il momento di tornare in cielo...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': Il... breve tempo che abbiamo vissuto qui, insieme... è stato così sereno... Mi è sembrato di vivere un sogno... K... Ken... P-Per questo adesso... voglio che tu mi dimentichi...<br>'''Kenshiro''': C... Che vuoi dire?!<br>'''Yuria''': Tu... non devi più pensare... a me... D'ora in poi c'è Rin...<br>'''Kenshiro''': R-Rin?!<br>'''Yuria''': Ti prego... Io l'ho capito. Rin ti ama profondamente. D'ora in poi... la stessa felicità che hai donato a me, finora... donala a Rin...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': È... il mio unico desiderio... Ti... supplico...<br>'''Kenshiro''': D'accordo.<br>'''Yuria''': Bene... *Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ('''Kenshiro''') *Un vero uomo desidera sempre la felicità della donna amata! ('''Bat''') *Anche un esperto di arti marziali potrebbe essere colto di sorpresa di fronte a uno stile di lotta sconosciuto e per di più non convenzionale! ('''Bat''') *Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ('''Bat''') *Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ('''Kenshiro''') *Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ('''Kenshiro''') ==Citazioni su ''Ken il guerriero''== *Io e il Signor Hara stavamo cercando di creare un nuovo fumetto sulle arti marziali. Ero convinto che il suo disegno vigoroso sarebbe stato ideale per un'opera di combattimento. Tuttavia, per rendere il fumetto interessante e originale, mancava una trovata, una qualche tecnica mortale che caratterizzasse il protagonista. [...] Un giorno mentre passeggiavo a Tokyo nel quartiere di Jinbocho, entrai in una libreria in viale Suzuran specializzata in autori cinesi. [...] Trovai un libro dalla copertina rossa e cominciai a sfogliarlo. Non che il libro in sé fosse particolarmente interessante, ma a un certo punto parlava di uno studente cinese di medicina appassionato di agopuntura, che sperimentò su di sé un punto di pressione per migliorare la vista ma che, avendo esagerato, ottenne l'effetto contrario e la sua vista peggiorò. Nel libro l'episodio veniva raccontato come il gesto coraggioso di un appassionato studioso. Inizialmente mi sembrò una barzelletta, ma un secondo dopo venni folgorato da un'intuizione e capii che era proprio quello l'espediente che cercavo per il nostro fumetto. L'idea che un colpo sui punti di pressione sarebbe stato in grado di distruggere il corpo umano era perfetta per un fumetto per ragazzi, perché tale tecnica avrebbe permesso anche a un uomo debole di sconfiggere avversari molto più forti. ([[Nobuhiko Horie]]) ===[[Buronson]]=== *Ho pensato, dopo aver letto e riletto tante volte, che è assurdo che tutti amino Julia. *In poche parole {{NDR|i nuovi manga}} si sono limitati a scimmiottare la violenza di ''Hokuto No Ken'' ma non hanno capito che le cose da "rubare" erano altre. [...] non è il modo di uccidere, lo ripeto da tanto tempo, ma è come si muore. Gli autori che hanno travisato quest’aspetto non hanno ottenuto il succeso sperato. *In realtà, la storia è veramente un susseguirsi di aggiunte fatte in seguito. So che la cosa può suonare male, ma non è che non avessi pensato allo sviluppo generale della trama, più che altro non avevo margini di tempo per elaborare meglio perché avevamo scadenze settimanali. [...] Quindi, quando il maestro Hara veniva a chiedermi "Come dobbiamo andare avanti?", io rispondevo "Non lo so neanch'io!". Insomma, se non pensavo io non si poteva procedere. *Inizialmente si trattava di una storia ambientata ai giorni nostri... era in un riformatorio mi pare, no!? La struttura del racconto ruotava attorno a questo liceale, Kenshiro, che fugge da lì. Insomma, sembrava un moderno giustiziere. *Le caratteristiche dei cattivi sono dovute cambiare col tempo. Non potevo proporre sempre cattivi in stile {{NDR|il colonnello}} o Jagi, altrimenti la saga sarebbe diventata noiosa, e Kenshiro avrebbe affrontato sempre nemici di basso livello spirituale, senza poter diventare davvero più forte. Per questo è venuto fuori Souther, il nemico più forte di Hokuto. Meglio presentare i cattivi con le loro convinzioni e ambizioni, che avevano alle spalle un passato particolare. Anche Kaioh ne è un esempio. *Molti mi chiedono come abbia ideato il mondo di ''Ken il guerriero'' e penso che, per me, sia stata fondamentale l'esperienza che ho avuto in Cambogia. Un anno prima che mi venisse richiesto di scrivere la sceneggiatura di ''Hokuto No Ken'', infatti, ebbi l'occasione di visitare appunto la Cambogia, dove all'epoca erano ancora evidenti le tracce del [[Genocidio cambogiano|genocidio]] di tre milioni di civili a opera di [[Pol Pot]]. Ovunque era pieno di mine e di ossa. Lì ho visto più resti umani di quanti ne avrei mai voluti vedere in tutta la mia vita. [...] L'aver visto tali atrocità in prima persona mi ha permesso, in seguito, di collocare Kenshiro in un'ambientazione simile. [...] In un mondo del genere, la giustizia non esiste e prevale unicamente la "forza". Per questo mi sembrò naturale che, in un'epoca come quella di ''Ken il guerriero'', Raoh dovesse esercitare il governo attraverso la violenza. Se non esiste alcuna legge, l'unico modo per imporsi è il potere. Ed è proprio questo il principio che ha guidato Raoh. *Non ho creato ''Hokuto No Ken'' ritenendo che l'essere umano dovesse essere in questa maniera o pensando a qualcosa in particolare, semplicemente è un manga che ho realizzato con l’intento di creare una bella opera, tutto qua. Ovviamente, questo non significa che lo ritengo solo un manga interessante e basta, sono infatti ben contento se riesce a trasmettere qualcosa. Ad esempio, leggendolo, magari c'è chi ne trae delle sensazioni positive e chi impara che l'amicizia sia una cosa meravigliosa. In definitiva, dopo ben trent'anni, il fatto che venga ancora letto mi rende profondamente felice e, comunque sia, tu sei davvero ben informato, ne sai anche più di me. *Per le tecniche ci siamo serviti di un dizionario di arti marziali antiche, ma non abbiamo ripreso i nomi fedelmente, ne abbiamo fatto un mix. *Volevamo creare una saga in cui uomini in carne e ossa facessero da protagonisti, quale idea migliore di farne maestri di arti marziali? ===[[Tetsuo Hara]]=== *A differenza di altri lavori precedenti, Buronson, il mio sceneggiatore, mi ha lasciato grandi spazi per muovermi nel mondo che aveva ideato e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Per questa ragione c'è molto anche di mio in Kenshiro sebbene non sia una creazione mia. *Durante la pubblicazione di ''Don Quijote'' ci siamo resi conto abbastanza rapidamente che la serie non aveva il successo che desideravamo. Alla quarta settimana di pubblicazione, il Signor Horie venne una sera nel mio studio, e dopo che il sake ebbe fatto il suo effetto eravamo tutti e due un po' brilli. A quel punto mi ha lanciato un libro dicendomi: "Tieni, sono andato a fare un giro nel quartiere dei venditori di libri a Tokyo e ho trovato questo. Non ti va di fare una storia sulle arti marziali cinesi? Questo è sui punti di pressione del corpo umano, dovremmo farne una storia dove i personaggi esplodono quanto vengono premuti, sarebbe geniale!" Ero abbastanza sconvolto: mi aveva chiesto di disegnare sul motocross, e mi ci ero impegnato senza troppo riflettere, e di punto in bianco mi si propose un altro genere! Ma non vi nascondo che all'inizio l'idea mi attirava. Sono sempre stato un fan delle arti marziali e dei personaggi come Bruce Lee. Poiché non ero tanto soddisfatto del manga a cui stavo lavorando ho preso al volo quest’occasione, e lanciammo questo nuovo progetto parallelamente alla conclusione del precedente. In quel momento ha avuto inizio ''Hokuto no Ken''. Ma non vorrei vi faceste un'idea sbagliata su di me, non sono solito bere così tanto! *''Hokuto no Ken'' è soprattutto la storia di un eroe, di un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perché l'eroe fa quello che è necessario fare. Per smorzare un po' questa violenza abbiamo creato una base di onomatopee e suoni grotteschi, ma apparentemente questi non sono stati utilizzati nella traduzione francese. Certe di queste onomatopee sono poi diventate parole molto famose in Giappone: tutti conoscono infatti la parola "Shibebu" che non vuol dire niente in particolare, ma che abbiamo inventato per indicare un'esplosione. Ha anche finito per entrare a far parte del linguaggio comune, e i giapponesi lo usano fra di loro scherzosamente quasi per dire "stai per esplodere", sia tra adulti che tra bambini. Oltre alla sdrammatizzazione offerta, queste parole hanno permesso a Hokuto no Ken di essere apprezzato per la sua storia, ma anche per i suoi aspetti comici che hanno attirato un pubblico più vasto. Cosa che ci ha anche permesso di controbilanciare la serietà e la violenza dell'opera, permettendo che fosse presa per quello che realmente è, e apprezzata per questo. Tuttavia, ho sentito dire che la versione animata francese ha comunque subito un'edulcorazione attraverso il doppiaggio. Che fosse una cosa voluta o meno, è una cosa comunque successa, e il risultato finale non è pessimo. Aldilà dell'aspetto comico sdrammatizzante, volevamo anche sviluppare i numerosi aspetti della trama: le storie d'amore e di fratellanza, il percorso di sofferenza di Ken... Erano questi per tutti noi i temi principali di questa serie, non la violenza che allontanava parecchia gente. Anche in Giappone, comunque, abbiamo dovuto far fronte a gruppi di persone che si opponevano alla nostra serie, chiedendone un'interruzione prematura. Ma si tratta comunque di poca cosa rispetto a quanto è accaduto in Francia. *''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni. *''Hokuto no Ken'' rappresenta tutto quello che avevo voglia di disegnare da giovane: uomini forti, combattenti carismatici, eroi nei quali vorremmo identificarci e assomigliare. Avevo cominciato da poco la mia carriera da professionista che già disegnavo il genere che desideravo. Come potete immaginare, dopo cinque anni passati su questa serie, ero talmente soddisfatto che non sapevo proprio cos'altro poter fare. Mi dissi che avevo già guadagnato molto denaro che mi sarebbe potuto bastare fino alla fine dei miei giorni. Poi, a un certo punto sono tornato alla realtà, e data la necessità di pagare le tasse dovevo continuare a lavorare! *In ''Ken il Guerriero'' ho voluto rappresentare la virilità dei combattimenti. Tra i personaggi prediligo Shu perché non è bello come tutti gli altri personaggi della storia, mentre la tecnica di combattimento che più mi ha affascinato è quella di Rey, ossia il colpo dell'Uccello d'Acqua di Nanto. La scena che mi è rimasta più impressa nella mente è senza dubbio quella con Shin, al termine del decimo episodio: forse perché chiude il primo capitolo delle avventure del maestro di Hokuto. *In passato, ero un grande fan di [[Bruce Lee]] da giovane, guardavo continuamente i suoi film. Avevo circa quindici anni quando è morto, e l'annuncio mi ha profondamente sconvolto. Mancava qualcosa nella mia vita e avevo un irrefrenabile bisogno di rilanciarmi in questo genere, per ritrovare lo stesso brivido e la stessa passione. Non trovando in alcun modo persone capaci di riempire questo vuoto mi sono detto che era mio compito farlo, ma non con un film, bensì con un manga. Quando divenni un professionista qualche anno dopo mi venne infine offerta questa possibilità. Bruce Lee fu promotore di un successo globale del genere dei film di arti marziali, ma come tutti i successi improvvisi era destinato a vedere scemare l'entusiasmo. Per me non poteva finire tutto in questo modo, e non ero il solo ad avere questo genere di sensazioni dopo la sua scomparsa; credo, che gran parte del pubblico ha compreso quello che volevo comunicare, si è rivisto nelle mie motivazioni, ed è questo a spiegare il successo di ''Hokuto no Ken''. *Purtroppo da giovane ho visto situazioni di bullismo a scuola, non hanno riguardato me personalmente ma è da lì che ho preso ispirazione, ad esempio, per personaggi come Zeed: nel manga volevo una rivincita sconfiggendo quei prepotenti che nella vita facevano soffrire gli altri. *Sono molto onorato di sapere che la mia opera ha avuto successo in Italia. Non saprei individuare un chiaro motivo, ma forse c'entra il fatto che in questo lavoro sono stati inseriti degli elementi che piacciono al pubblico italiano. Per esempio, l'influenza degli spaghetti western che guardavo insieme a mio padre quando ero piccolo. E poi mi piacevano gli attori di origine italiana come Al Pacino, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Gli atteggiamenti di questi grandi attori o le loro espressioni facciali potrebbero essersi riflesse nei personaggi della mia opera. ===[[Stefano Olivari]]=== *L'aspetto commerciale e ludico non ha mai superato i valori del personaggio e della storia: onore, giustizia, integrità, un senso quasi messianico della propria missione sulla Terra. Il tutto da difendere con la forza, perché certe cose i cattivi non le capiscono e allora bisogna fargliele capire. *L'attualità di ''Ken il guerriero'' discende anche dal dibattito che generò negli Ottanta e Novanta, con un esercito di giornalisti, psicologi e sociologi a spiegare i pericoli che quella violenza avrebbe creato nelle menti di bambini e adolescenti. Al traino molti politici, di destra e di sinistra [...]. Siccome non risulta che l'Europa e il Giappone si siano riempiti di serial killer, mentre la violenza giovanile è molto superiore oggi, nel 2024 si può dire che quei dibattiti fossero infondati. [...] Il problema con Ken, alla radice poi anche del suo successo, è che fu preso come emblema della violenza dei buoni, giustificata da quella precedente dei cattivi. E del resto Buronson per il suo nickname si era ispirato all'idolo Charles Bronson: insomma, un po' Giustiziere della notte, un po' depositario delle tradizioni dell'antico Giappone, Kenshiro più che appassionati ha tifosi. *Quello che per noi sarà per sempre ''Ken il guerriero'', in giapponese ''Hokuto no Ken'', è un purissimo prodotto della cultura anni Ottanta, ma discendente diretto dei valori del Giappone tradizionale. ==Bibliografia== *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 1, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828784104 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 2, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828787150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 3, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828796848 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 4, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221900606 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 5, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221902150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 6, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221903690 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 7, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221908275 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 8, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221910476 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 9, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221913149 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 10, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221915204 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 11, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221918267 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 12, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221920543 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 13, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221922974 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 14, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221926972 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 15, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221927221 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 16, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221929102 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 17, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221931105 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 18, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221938289 ==Voci correlate== *''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'' (serie animata) *''[[Ken il guerriero 2]]'' *''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film) *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' *''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'' *''Ken il guerriero - La leggenda'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'' *''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Ken il guerriero]] [[Categoria:Manga]] 7mv0a7jwvjk41ahg7xtzdwocnj0zjry Lucio Anneo Seneca 0 337 1429891 1409557 2026-10-18T07:54:20Z Gaux 18878 /* Citazioni su Lucio Anneo Seneca */ Umberto Ronca 1429891 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Duble herma of Socrates and Seneca Antikensammlung Berlin 07.jpg|thumb|Busto di Seneca (''Antikensammlung'' di Berlino, da un'erma di Seneca e Socrate)]] '''Lucio Anneo Seneca''' (4 a.C. – 65), autore, filosofo, politico romano. ==Citazioni di Lucio Anneo Seneca== *Chi diventa peggiore è dannoso non solo a sé, ma anche a tutti coloro ai quali avrebbe potuto giovare, se fosse diventato migliore.<ref>Da ''De otio''.</ref> *Chi domanda [[timore|timorosamente]], insegna a rifiutare.<ref>Da ''Fedra'', v. 593.</ref> *Colui al quale il delitto porta giovamento, quello ne è l'autore.<ref>Da ''Medea'', III, 500-501.</ref> :''Cui prodest scelus, | Is fecit''. *Ed insieme morirono quei due elementi che era nefando fossero divisi: né infatti [[Marco Porcio Catone|Catone]] visse dopo la morte della libertà né la libertà dopo la morte di Catone.<ref>Da ''De constantia sapientis'', traduzione di G. Viansino.</ref> *Il misero è cosa sacra.<ref>Da ''Epigr.'' IV, 9, in "Opera omnia", ed Ruhkopf, Aug. Taur., 1829, vol. IV, p. 402.</ref> :''Res est sacra miser''. *Innanzi tutto è più facile respingere il [[male]] che governarlo, non accoglierlo che moderarlo una volta accolto, perché, quando si è insediato da padrone in un animo, diventa più forte di chi dovrebbe governarlo e non si lascia troncare né rimpicciolire.<ref>Da ''I dialoghi''.</ref> *La [[felicità]] è sempre instabile e incerta.<ref>Da ''Controv.'', p. 70, ed. Bip.</ref> :''Omnis instabilis et incerta felicitas est''. *La [[fortuna]] può togliere le ricchezze, non l'animo.<ref>Da ''Medea'', II, 1, 176.</ref> :''Fortuna opes auferre, non animum, potest''. *Non deviare dalla natura ed il formarci sulle sue leggi e sui suoi esempi, è sapienza.<ref>Citato in Claudio Malagoli, ''Etica dell'alimentazione: prodotti tipici e biologici, Ogm e nutraceutici, commercio equo e solidale'', Aracne, 2006, p. 173.</ref> *Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com'egli muoia giorno per giorno? In questo c'inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa, è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte.<ref>{{Cita web|url=http://rcslibri.corriere.it/bur/classicibur/popup/seneca.htm|titolo=Seneca - LETTERE A LUCILIO|sito=rcslibri.corriere.it}}</ref> *Sacra è la voce del popolo.<ref>Da ''Rhetorum controversiae'' I, 1, 10.</ref> *Se vuoi credere a coloro che penetrano più profondamente la [[verità]], tutta la vita è un supplizio. Gettàti in questo mare profondo e tempestoso, agitato da alterne maree, e che ora ci solleva con improvvise impennate, ora ci precipita giù con danni maggiori dei presenti vantaggi e senza sosta ci sballotta, non stiamo mai fermi in un luogo stabile, siamo sospesi e fluttuiamo e urtiamo l'uno contro l'altro, e talvolta facciamo naufragio, sempre lo temiamo; per chi naviga in questo mare così tempestoso ed esposto a tutti i fortunali, non vi è altro porto che la morte.<ref>Da ''Consolatio ad Polybium'', 9.</ref> *Una grande [[fortuna]] è una grande schiavitù.<ref>Da ''Ad Polybium consolatio'', XXVI.</ref> :''Magna servitus est magna fortuna''. *Una mano lava l'altra.<ref>Da ''Apokolokyntosis'', IX, 6. Citato in Paola Mastellaro, ''Il libro delle citazioni latine e greche'', Mondadori, Milano, 2012, p. 13. ISBN 978-88-04-47133-2.</ref> :''Manus manum lavat''. ===Attribuite=== *A me bastano poche persone, anzi anche una sola o addirittura nessuna.<ref>Da ''Lettere a Lucilio'', I, 7; 2010.</ref> :Citazione di un altro autore, che lo stesso Seneca indica come incerto. *Il linguaggio è lo specchio dell'anima: qual è [''sic''] la vita, tale il parlare.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 364).</ref> :''Imago animi sermo est: qualis vita, talis oratio''. *L'affetto per un [[cane]] dona all'uomo grande forza.<ref>Citato in Renaldo Fischer, ''Storia di un cane e del padrone a cui insegnò la libertà'', Corbaccio, Milano, 1997, trad. Laura Pignatti, p. 57. ISBN 88-7972-205-0</ref> *{{NDR|riferendosi a [[Nerone]]}} Per quanto tu ne uccida molti, nondimeno non puoi uccidere il tuo successore.<ref>Citato in Dione Cassio, ''Istorie'', LXI, 18.</ref> :''Licet, quamplurimos occidas, tamen non potes successorem tuum occidere''. ===Citato in Concetto Marchesi, ''La dottrina morale''=== *Dove ci porta la [[morte]]? Ci porta in quella pace dove noi fummo prima di nascere. La morte è il non-essere: è ciò che ha preceduto l'esistenza. Sarà dopo di me quello che era prima di me. Se la morte è uno stato di sofferenza, doveva essere così prima che noi venissimo alla luce: ma non sentimmo, allora, alcuna sofferenza. Tutto ciò che fu prima di noi è la morte. Nessuna differenza è tra il non-nascere e il morire, giacché l'effetto è uno solo: non essere. *La vera felicità è non aver bisogno di felicità. *Nessuno è infelice se non per colpa sua. *Un tale ordine non può appartenere a una materia che si agiti casualmente. Un incontro di elementi senza piano e senza disegno non avrebbe questo equilibrio, né una così saggia disposizione. L'universo non può essere senza Dio. ==''De beneficiis''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Inter multos ac varios errores temere inconsulteque viventium nihil propemodum, vir optime Liberalis, discerni haec duo dixerim, quod beneficia nec dare scimus nec accipere.'' ====Salvatore Guglielmino==== Molti e differenti sono gli errori di coloro che vivono con leggerezza e senza alcun discernimento, ma direi, o mio ottimo Liberale, che ce ne sono due fra cui non si può fare alcuna differenza: cioè il non saper dare e il non saper accettare i benefici. ====[[Benedetto Varchi]]==== Fra i molti et varii errori di coloro, che vivono a caso, et inconsideratamente, niuno è quasi, o ottimo Liberale, dirò più nocevole, che il non sapere né dare i benifizii, né ricevergli. {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''De benifizii'', traduzione di Benedetto Varchi, Firenze, 1554}} ===Citazioni=== *Merita di essere ingannato colui che, nell'atto stesso di dare, pensava già al contraccambio. (I, 1, 9) :''Dignus est decipi, qui de recipiendo cogitavit, cum daret.'' *[...] chi non ricambia un [[beneficio]] pecca di più; chi non lo concede, pecca prima. (I, 1, 13) :[...] ''qui beneficium non reddit, magis peccat; qui non dat, citius.'' *[...] la riconoscenza per il beneficio è tanto più grande quanto meno esso si è fatto attendere. (II, 5, 3) :[...] ''ita major est muneris gratia, quo minus diu pependit.'' *[...] non è un beneficio, dal momento che non posso ricordarmene senza arrossire. (II, 8, 2) :[...] ''beneficium non est, cujus sine rubore meminisse non possum.'' *Chi riceve il beneficio con animo grato è come se avesse pagato la prima rata del suo debito. (II, 22, 1) :''Qui grate beneficium accipit, primam eius pensionem solvit''. *Un beneficio fatto avventatamente è il più vergognoso genere di perdita [...]. (IV, 10, 3) :''Turpissimum genus damni est inconsulta donatio'' [...]. *Artista è anche colui che non dispone degli strumenti per esercitare la sua arte, un esperto cantante resta sempre tale anche se lo strepito della folla non lascia sentirne la voce. (IV, 11, 3) :''Artifex est etiam, cui ad exercenda artem instrumenta non suppetunt, nec minus canendi peritus, cuius vocem exaudiri fremitus obstrepentium non sinit.'' *Anche ad un ladro si rende giustizia [...] (IV, 28, 5) :''Jus et furi dicitur'' [...]. *L'[[Iperbole (figura retorica)|Iperbole]] non ha mai speranza di tanto, quanto ardisce: ma dice cose incredibili, per giungere a quelle che si possano credere.<ref>Citato in Gasparo Gozzi, ''Novellette e racconti'', LXXXIV, ''[[s:Novellette e racconti/LXXXIV. L'Iperbole|L'Iperbole]]''.</ref> (VII, 23, 2) :''Numquam tantum sperat hyperbola, quantum audet: sed incredibilis affirmat, ut ad credibilia perveniat.'' ==''De brevitate vitae''== *Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. (I, 3; 1993, p. 41) :Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto. ::''Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus.'' *Non afferrate né trattenete o ritardate la più veloce di tutte le cose, ma la lasciate andar via come inutile e ricuperabile. (VI, 4; 1993, p. 55) *[...] ci vuole tutta una vita per imparare a vivere, e, ciò che forse ti stupirà di più, ci vuole tutta una vita per imparare a morire. (VII, 3; 1993, p. 57) :Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire. ::''[...] vivere tota vita discendum est et, quod magis fortasse miraberis, tota vita discendum est mori.'' *Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme. Non c'è ora che possa apportare una nuova specie di piacere. Tutto è già noto, tutto goduto a sazietà. Del resto la sorte disponga come vorrà: la vita è già al sicuro. Le si può aggiungere, non togliere, e aggiungere come del cibo a uno già sazio e pieno, che non ne ha più la voglia ma ancora la capienza. Non c'è dunque motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma è stato al mondo a lungo. Come credere che ha molto navigato chi la tempesta ha sorpreso all'uscita del porto menandolo qua e là in un turbine di venti opposti e facendolo girare in tondo entro lo stesso spazio. Non ha navigato molto, ma è stato sballottato molto. (VII, 8-10; 1993, pp. 59, 61) *Mi fa sempre meraviglia vedere alcuni chiedere tempo e chi ne è richiesto così arrendevole; l'uno e l'altro guarda allo scopo per cui si chiede il tempo, nessuno dei due al tempo in sé: lo si chiede come fosse niente, lo si dà come fosse niente. Si gioca con la cosa più preziosa di tutte. Non ne hanno coscienza, perché è immateriale, perché non cade sotto gli occhi, e perciò è valutata pochissimo, anzi non ha quasi prezzo. (VIII, 1; 1993, p. 61) *[...] vivi senza indugio. (IX, 1; 1993, p. 63) :Vivi adesso! ::''[...] protinus vive.'' *La vita si divide in tre tempi: passato, presente, futuro. Di essi il presente è breve, il futuro incerto, il passato sicuro. (X, 2; 1993, p. 65) :La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo. ::''In tria tempora vita dividitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum.'' *Nessuno di loro ti costringerà a morire, tutti te lo insegneranno; nessuno di loro consumerà i tuoi anni, anzi ti aggiungerà i suoi; di nessuno di loro saranno pericolosi i discorsi, funesta l'amicizia, dispendioso l'ossequio. Otterrai da loro tutto ciò che vorrai; non saranno loro a impedirti di attingere quanto più puoi contenere. Che felicità, che bella vecchiaia attende chi si è fatto loro cliente! Avrà con chi discutere i più piccoli e i più grandi problemi, chi consultare ogni giorno su se stesso, da chi udire verità non umilianti, ricevere lodi non adulatorie, sul cui modello formarsi. (XV, 1-2; 1993, p. 83) *Molto dunque si estende la vita del [[Saggezza|saggio]], non è confinato negli stessi limiti degli altri: lui solo è libero dalle leggi dell'umanità, tutti i secoli ubbidiscono a lui come a dio. È passato del tempo: lo blocca col ricordo; urge: ne usa; sta per venire: lo pregusta. Gli fa lunga la vita la concentrazione di tutti i tempi. (XV, 5; 1993, p. 85) *Brevissima e ansiosissima è la vita di quelli che dimenticano il passato, non curano il presente, temono il futuro: giunti all'ultima ora, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati tanto tempo occupati a non far nulla. (XVI, 1; 1993, p. 85) *Perdono il giorno in attesa della notte, la notte per timore del giorno. (XVI, 5; 1993, p. 87) :''Diem noctis exspectatione perdunt, noctem lucis metu.'' *Gli stessi loro piaceri sono ansiosi e senza pace per varie paure, e proprio al culmine dell'ebbrezza subentra il pensiero tormentoso: «Quanto durerà?». (XVII, 1; 1993, p. 87) *Tutti i beni più grandi sono fonte di ansia, e di nessuna fortuna è bene fidarsi meno che della più prospera: c'è bisogno di sempre nuovo successo per mantenere il successo, e si devono far voti proprio per i voti che si sono realizzati. Tutto ciò che avviene per caso è instabile; ciò che si è levato più in alto è più esposto alle cadute. Ora a nessuno fanno piacere le cose caduche: è dunque inevitabile che sia dolorosissima, e non solo brevissima, la vita di chi acquista con grande pena beni da possedere con pene maggiori. Con fatica ottengono quello che vogliono, con ansia mantengono quello che hanno ottenuto; non si fa intanto nessun conto del tempo che non tornerà mai più: nuove faccende subentrano alle vecchie, una speranza, un'ambizione ne risveglia un'altra. Non si cerca la fine delle sofferenze, ma se ne cambia la materia. (XVII, 4-5; 1993, p. 89) *Non mancheranno mai motivi lieti o tristi di preoccupazione; la vita si caccerà da una faccenda in un'altra: il tempo libero non sarà mai una realtà, sarà sempre un sogno. (XVII, 6; 1993, p. 91) *[...] il popolo affamato non sente ragioni, nulla di giusto lo placa, nessuna preghiera lo piega. (XVIII, 5; 1993, p. 93) :Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl'importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere. ::''[...] nec rationem patitur nec aequitate mitigatur nec ulla prece flectitur populus esuriens.'' *Ci è stata data un vita abbastanza lunga e per il compimento di cose grandissime, se venisse spesa tutta bene; ma quando si perde tra il lusso e la trascuratezza, quando non la si spende per nessuna cosa utile, quando infine ci costringe la necessità suprema, ci accorgiamo che è già passata essa che non capivano che stesse passando. È così: non abbiamo ricevuto una vita breve, ma la rendiamo tale, e non siamo poveri di essa ma prodighi. Come ricchezze notevoli e regali, quando sono giunte ad un cattivo padrone, in un attimo si dissipano, ma, sebbene modeste, se sono state consegnate ad un buon amministratore, crescono con l'uso, così la nostra vita dura molto di più per chi la dispone bene. (I, 3-4) *I massimi ingegni d'ogni tempo potranno trovarsi d'accordo almeno su questo punto, eppure non finiranno mai di stupirsi per tale offuscamento degli intelletti umani: gli uomini non permettono ad alcuno di occupare i loro poderi e, se nasce una minima controversia sui confini, mettono mano alle pietre e alle armi. Tuttavia sopportano che altri si intromettano nella loro vita, anzi vi introducono essi stessi quelli che ne diventeranno i padroni. E mentre non si trova nessuno disposto a spartire il proprio denaro, a quanti ciascuno distribuisce la propria vita! Sono tirchi nell'amministrare il patrimonio, ma prodighi nel gettar via il proprio tempo, la sola cosa per cui l'essere avari farebbe onore. Mi piacerebbe chiedere a una persona anziana scelta a caso tra la folla: «Tu sei ormai vicino al termine della vita e hai cento anni sulle spalle, se non di più: prova a fare un po' di conti sul tuo passato. Calcola quanto del tuo tempo ti hanno sottratto creditori, amanti, superiori e collaboratori, quanto le liti in famiglia e le punizioni dei servi, quanto gli impegni mondani andando in giro per la città. Aggiungi le malattie che ti sei procurato da solo e il tempo rimasto inutilizzato, e ti accorgerai di avere molti meno anni di quanti ne conti di solito. Cerca di ricordare quando sei stato fermo nei tuoi propositi; quante giornate sono trascorse proprio come avevi stabilito; quando sei stato padrone di te stesso, e il tuo volto è rimasto impassibile e il tuo animo intrepido; cosa hai realizzato in una vita così lunga e quanto della tua vita ti è stato sottratto dagli altri senza che te ne rendessi conto di quel che perdevi, e il tempo che ti hanno portato via l'inutile dolore, la sciocca allegria, un'avidità insaziabile, il frivolo conversare... Vedrai quanto poco, in definitiva, ti sia rimasto del tuo; allora capirai che muori prematuramente.» Quale ne è dunque la causa? È che vivete come se doveste vivere per sempre, non vi ricordate della vostra precarietà; non osservate quanto tempo è già trascorso, lo sciupate come se ne aveste in abbondanza, mentre invece proprio quella giornata che state dedicando a qualcuno o a un affare qualsiasi, potrebbe essere l'ultima. Temete tutto come mortali, ma desiderate tutto come immortali. (III, 1-4) *Chi è troppo indaffarato non può svolgere bene nessuna attività, perché una mente impegnata in mille cose non può concepire nobili pensieri. *Fabiano, il mio maestro, si domandava se non fosse meglio non studiare per niente piuttosto che impegnarsi in studi nozionistici. *L'invidia si volge alle cose vicine, mentre quelle lontane sono guardate con animo schietto e sincero. La vita del saggio, dunque, spazia per ogni dove, è senza tempo, non è limitata, come quella degli altri mortali. *Nessuno ti renderà gli anni, nessuno ti restituirà a te stesso; andrà il tempo della vita per la via intrapresa e non tornerà indietro né arresterà il suo corso; non farà rumore, non darà segno della sua velocità: scorrerà in silenzio, non si allungherà per editto di Re o favore di popolo; correrà come è partito dal primo giorno, non farà mai fermate, mai soste. Che avverrà? tu sei affaccendato, la vita si affretta: e intanto sarà lì la morte, per la quale, tu voglia o no, devi aver tempo. *Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili. *Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto! ==''De ira''== *Se non vuoi adirarti con i singoli, devi perdonare a tutti, conceder venia all'umanità intera. (II, 10, 2; 2000, p. 74) *Noi siamo nati in questa condizione di viventi soggetti a malattie dell'anima, non meno numerose di quelle del corpo, non perché siamo ottusi e tardi, ma perché non facciamo buon uso del nostro acume e siamo esempio di male l'uno all'altro; chiunque segue chi, prima di lui, s'è avviato sulla strada sbagliata, perché non deve essere scusato del percorrere la strada sbagliata che tutti percorrono? (II, 10, 3; 2000, p. 74) *Bisogna sempre concedere un rinvio: il tempo mette in luce la verità. (II, 22, 3; 2000, p. 81) *[...] non sarà mai felice, chi si lascerà tormentare dalla maggior [[felicità]] altrui. (III, 30, 3; 2000, p. 112) ==''De providentia''== *[...] l'uomo [[bontà|buono]] differisce da Dio soltanto perché si trova nel tempo, ma è suo discepolo, suo emulo, suo vero figlio [...]. (1, 5; 2000, p. 6) *«Allora, perché capitano tanti guai ai buoni?» Ad un uomo buono, non può accadere nulla di male: i contrari non si mescolano mai. Come tutti i fiumi, tutte le piogge che cadono dal cielo, tutto il fluire delle sorgenti curative non muta la salsedine del mare e nemmeno l'attenua, così l'assalto dell'[[avversità]] non piega la costanza dell'uomo forte: egli mantiene la sua coerenza e valuta tutto l'accaduto secondo le sue prospettive, perché è realmente più forte di ogni evento esterno. (2, 1; 2000, p. 7) *Non c'è [[albero]] solido e robusto, se il vento non lo colpisce di frequente: quel tormento lo rende più compatto e gli abbarbica più saldamente a terra le radici: sono fragili gli alberi che crescono in valli solatie. (4, 16; 2000, p. 13) *Il fuoco prova l'oro, la [[sventura]] l'uomo forte. (5, 10; 2000, p. 15) ==''De tranquillitate animi''== ===[[Incipit]]=== ====Caterina Lazzarini==== Ero immerso nell'introspezione, Seneca, ed ecco mi apparivano alcuni vizî, messi allo scoperto, tanto che potevo afferrarli con la mano: alcuni più nascosti e reconditi, altri non costanti, ma ricorrenti di quando in quando, che definirei addirittura i più insidiosi, come nemici sparpagliati e pronti ad attaccare al momento opportuno, con i quali non è ammessa nessuna delle due tattiche, star pronti come in guerra né tranquilli come in pace. Tuttavia ho da criticare soprattutto quell'atteggiamento in me (perché infatti non confessarlo proprio come a un medico?), vale a dire di non essermi liberato in tutta sincerità di quei difetti che temevo e odiavo e di non esserne tuttavia ancora schiavo; mi ritrovo in una condizione se è vero non pessima, pur tuttavia più che mai lamentevole e uggiosa: non sto né male né bene.<br> {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''La tranquillità dell'animo'', traduzione di Caterina Lazzarini, BUR, 1997. ISBN 9788817071406}} ====Mario Scaffidi Abate==== Esplorando, o Seneca, l'animo mio, vi ho trovato molti difetti, alcuni talmente evidenti da potersi, per così dire, toccare con mano, altri invece rintanati come in un nascondiglio, altri ancora saltuari, riemergenti a tratti, ad intervalli, e che sono forse i più molesti di tutti, simili a nemici sparpagliati qua e là che ti assalgono all'improvviso, quando gliene viene l'estro — come certe tribù nomadi — per cui tu vivi sempre in uno stato ambiguo, che non è di guerra ma nemmeno di pace, ed io mi sono scoperto appunto in un'analoga condizione (te lo confesso come un paziente che si confida al proprio medico), quella, cioè, di non essere né completamente libero dai miei rancori e dalle mie paure, né di trovarmi in loro balia, sicché, pur riconoscendo che la mia situazione non è delle peggiori, avverto un senso di malessere quanto mai sgradevole, che mi rende lunatico e lagnoso: insomma, non sono malato, ma non sto neppure bene.<br> {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''La serenità'', in ''L'ozio e La serenità'', cura e versione di Mario Scaffidi Abate, Newton, 1993. ISBN 8879830082}} ===Citazioni=== *In qualunque situazione della vita, troverai momenti di soddisfazione, di riposo, di piacere, se preferirai giudicare lievi i tuoi mali invece di renderteli odiosi. (10, 1; 2000, p. 212) *Siamo tutti legati alla sorte, alcuni con una lenta [[catena]] d'oro, altri con una catena stretta ed avvilente, ma che importa? Ha messo tutti ugualmente sotto sorveglianza, sono legati anche quelli che ci legano [...]. La vita è tutta una schiavitù.<br />Bisogna, dunque, adeguarsi alla propria condizione, lamentarsene il meno possibile, cogliere tutti i vantaggi che essa presenta: non c'è situazione tanto amara, che l'equilibrio interiore non riesca a cavarne qualche motivo di conforto. Tante volte, superfici ristrette sono diventate ampiamente utilizzabili per merito dell'ingegnere che le ha sapute suddividere e una buona ristrutturazione ha reso abitabili localucci angusti. Applica la ragione alle difficoltà: diventa possibile che il duro s'ammorbidisca, l'angusto s'allarghi e che il carico, portato avvedutamente, risulti meno pesante. (10, 3-4; 2000, p. 213) *È dunque meglio accettare con calma il comportamento comune ed i vizi degli uomini, senza lasciarsi andare né al riso né al pianto: il provare tormento per i mali altrui è eterna miseria, il dilettarsi dei mali altrui è voluttà disumana. (15, 5; 2000, p. 219) ==''De vita beata''== * Tutti, o fratello Gallione, vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos'è che rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni. […] <br />Perciò dobbiamo prima chiederci che cosa desideriamo; poi considerare per quale strada possiamo pervenirvi nel tempo più breve, e renderci conto, durante il cammino, sempre che sia quello giusto, di quanto ogni giorno ne abbiamo compiuto e di quanto ci stiamo sempre più avvicinando a ciò verso cui il nostro naturale istinto ci spinge. Finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma solo lo strepito e il clamore discorde di chi ci chiama da tutte le parti, la nostra vita si consumerà in un continuo andirivieni e sarà breve anche se noi ci daremo giorno e notte da fare con le migliori intenzioni. <br />Si stabilisca dunque dove vogliamo arrivare e per quale strada, non senza una guida cui sia noto il cammino che abbiamo intrapreso, perché qui non si tratta delle solite circostanze cui si va incontro in tutti gli altri viaggi; in quelli, per non sbagliare, basta seguire la strada o chiedere alla gente del luogo, qui, invece, sono proprio le strade più frequentate e più conosciute a trarre maggiormente in inganno. Da nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno le pecore, il [[gregge]] che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente, convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. (I) * Cerchiamo un bene che non sia appariscente, ma solido e duraturo, e che abbia una sua bellezza tutta intima: tiriamolo fuori. Non è lontano; si troverà, bisogna soltanto che tu sappia dove allungare la mano; ora, invece, come se fossimo al buio, passiamo davanti alle cose che ci sono vicine, inciampando magari proprio in quelle che desideriamo. (III) *La felicità vera è nella virtù. (16, 1) :''In virtute posita est vera felicitas''. *Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano. *Ma se sei [[uomo]], ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce. (XX, 2) ==''Epistulae morales ad Lucilium''== ===[[Incipit]]=== Comportati così, Lucilio mio: rivendica i tuoi diritti su te stesso, e il [[tempo]] che finora ti veniva portato via o ti veniva rubato o ti sfuggiva di mano, trattienilo e custodiscilo. Convinciti che le cose stanno proprio così come ti scrivo: certi [[attimo|momenti]] ci vengono strappati via, altri ci vengono sottratti furtivamente e altri ci sfuggono senza che ce ne accorgiamo. Tuttavia, la perdita più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. E se vorrai fare attenzione, comprenderai che gran parte della vita se ne vola via nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta la vita nel disperdersi in altre cose estranee al vero senso della vita. {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'', traduzione di Monica Natali, in ''Tutte le opere'', a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano, 2000. ISBN 88-452-9073-5}} ===Citazioni=== <!-->ORDINE ALFABETICO<--> *Abbandona ogni [[preoccupazione]] per la tua esistenza e te la renderai piacevole. (4, 6; 2010) *Agli [[animale|animali]] è concesso soltanto il presente, che è brevissimo [e] fugace: del passato hanno un vago ricordo, che può essere richiamato alla loro memoria solo dall'impatto con le cose presenti. (124, 17; 2000) *Anche da un piccolo corpo deforme può uscire uno spirito veramente forte e virtuoso. (66, 3)<ref name=diz>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Anche la [[sfortuna]] è mutevole. Forse sarà, forse non sarà, nel frattempo non è; tu spera nel meglio. :''Habet etiam mala fortuna levitatem. Fortasse erit, fortasse non erit: interim non est; meliora propone.'' (II) *[...] anche gli animali ancora in tenera età e appena usciti dall'utero materno o dall'uovo sanno subito che cosa può essere pericoloso ed evitano ciò che può essere causa di morte: quelli che sono preda degli uccelli [[rapace|rapaci]] ne temono anche l'ombra, quando questi passano in volo. Nessun animale viene alla luce senza la [[tanatofobia|paura della morte]]. (121, 18; 2000) *[...] c'è grande differenza fra il non volere e il non sapere fare il male. (90, 46; 2000) *[...] certe [[abitudine|abitudini]] si possono più facilmente troncare che moderare. (108, 16; 2000) *Chi è nobile? Colui che dalla natura è stato ben disposto alla virtù. :''Quis est generosus? Ad virtutem bene a natura compositus.'' *Chi è temuto teme: non può starsene tranquillo chi è oggetto della [[paura]] altrui. (105, 4) *Chi non vuole morire si rifiuta di vivere, perché la vita ci è stata data a patto di morire. La morte è il termine certo a cui siamo diretti e temerla è da insensato, poiché si aspetta ciò che è certo e solo l'incerto può essere oggetto di timore. La morte è una necessità invincibile e uguale per tutti: chi può lamentarsi di trovarsi in una condizione a cui nessuno può sottrarsi? [...] <br>Ma temo che una lettera così lunga ti diventi più odiosa che la morte. Perciò concluderò: pensa sempre alla morte, se non vuoi mai temerla. (lettera 30; 1975) *Chi segua la sua strada ha sempre una [[meta]] da raggiungere, ma chi ha smarrito la retta via, va errando all'infinito. (lettera 16; 1975) *Chi si adatta bene alla [[povertà]] è ricco. (4, 11; 2000) *Chi vive nell'ozio senza il conforto delle belle lettere, è come morto, è un sepolto vivo. (82, 3) :''Otium sine litteris mors est et hominis vivi sepultura''. *Chiederò in prestito a Epicuro questa massima: «Per molti le ricchezze acquistate non hanno rappresentato la fine, ma solo un mutamento delle loro miserie». (lettera 17; 1975) *Ci chiedevamo se tutti gli animali abbiano coscienza della loro natura. Che l'abbiano appare chiaro soprattutto dal fatto che muovono le membra in modo appropriato e prontamente, come se esse fossero addestrate a tale scopo; non c'è nessuno che sia privo della capacità di muoversi agilmente. L'artigiano maneggia con facilità i suoi attrezzi, il pilota muove con abilità il timone, il pittore distingue rapidamente i colori che si è messo davanti in gran numero e varietà per fare un ritratto, e passa facilmente con lo sguardo e con le mani dalla cera all'opera: così l'animale è agile in ogni sua attività. (121, 5; 2000) *Ci sono, invece, esercizi facili e brevi che spossano sùbito il corpo e fanno risparmiare quel tempo che va tenuto in gran conto: la [[corsa]], il sollevamento pesi, il salto in alto, in lungo e quello, per così dire, tipico dei Salii o, per usare una definizione più volgare, del "lavandaio": scegli uno qualsiasi di questi semplici e facili esercizi. (15, 4)<ref>Da ''[http://spazioinwind.libero.it/latinovivo/Lettere%20a%20Lucilio.htm Lettere a Lucilio]'', ''spazioinwind.libero.it''.</ref> *Comandare a se stessi è la forma più grande di comando. :''Imperare sibi maximum imperium est.'' (CXIII, 30) *Come una commedia, così è la vita: non quanto è lunga, ma quanto bene è recitata, è ciò che importa. (IX, 77-20) :''Quomodo fabula, sic vita: non quam diu, sed quam bene acta sit, refert''. *Dal male non può nascere il bene, come un fico non nasce da un olivo: il frutto corrisponde al seme. (87, 25)<ref name=diz/> *Devi sapere che Ulisse non affrontò tante peripezie nella navigazione perché era perseguitato da Nettuno: egli soffriva di mal di mare. Proprio come lui, dovunque dovrò andare per mare, vi giungerò dopo vent'anni. [...] <br>Una leggera febbretta può sfuggire all'attenzione, ma, se aumenta e diventa un'autentica febbre che brucia, anche l'uomo più resistente e più avvezzo alle sofferenze è costretto a confessare l'infermità. [...] <br>Il contrario avviene nelle infermità che colpiscono l'animo: quanto più uno sta male, tanto meno se ne accorge. Non te ne devi meravigliare, carissimo Lucilio. Infatti, chi è appena assopito, anche durante il sonno percepisce le immagini dei sogni; e talvolta, dormendo, si rende conto di dormire. Ma un sonno pesante estingue anche i sogno e sommerge l'anima in una completa incoscienza. Perché nessuno confessa i suoi vizi? Perché è ancora sotto il loro dominio. Può raccontare i propri sogni solo chi ne è guarito. Perciò, svegliamoci, per poter prendere coscienza dei nostri errori. Solo la filosofia riuscirà a destarci, e a scuoterci dal pesante sonno: consacrati tutto a lei. Tu sei degno di lei ed ella è degna di te: abbracciatevi. (lettera 53; 1975) *Di [[tempo]] non ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. L'uomo grande non permette che gli si porti via neanche un minuto del tempo che gli appartiene. *Dice [[Ecatone di Rodi|Ecatone]]: «Ti rivelerò un filtro amoroso, senza unguenti, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama». [...] <br>Certo qualcosa di simile all'amicizia è nell'[[amore]], che si potrebbe chiamare una folle amicizia. (lettera 9; 1975) *Dicono che [[Cratete di Tebe|Cratete]], discepolo di quello Stilbone, da me menzionato nella precedente lettera, avendo visto un giovincello passeggiare in un luogo isolato, gli domandò che facesse lì solo. «Parlo con me» fu la risposta. E di rimando Cratete: «Sta' bene attento, te ne prego; tu parli con un cattivo soggetto». [...] <br>Chi è privo della saggezza non deve essere lasciato in balia di se stesso [...]. (lettera 10; 1975) *Diverrò povero? Sarò con la maggioranza degli uomini. Andrò in esilio? Penserò di essere nato là, dove mi manderanno. Sarò messo in catene? E allora? Sono forse ora veramente libero? La natura mi ha già legato a questo grave peso del corpo. Morirò? Porrò cosi fine – dirai tu – alla possibilità di ammalarmi, di esser messo in catene, di morire. [...] Moriamo ogni giorno: ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. Abbiamo perduto l'infanzia, poi la fanciullezza, poi la giovinezza. Tutto il tempo trascorso fino a ieri è ormai perduto; anche questo giorno che stiamo vivendo lo dividiamo con la morte. Come la [[clessidra]] non è vuotata dall'ultima goccia d'acqua, ma da tutta quella defluita prima, così l'ora estrema, che mette fine alla nostra vita, non provoca da sola la morte, ma da sola la compie; noi vi giungiamo in quel momento, da tempo, però, vi siamo diretti. [...] «Non viene una sola volta la morte; quella che ci rapisce è solo l'ultima morte». [...] questa morte che tanto temiamo è l'ultima, non la sola. [...] la follia umana, è così grande, che alcuni sono spinti alla morte proprio dal timore della morte. [...] Ci chiediamo: «Fino a quando sempre le stesse cose? Svegliarsi e andare a dormire, mangiare ed aver fame, aver freddo e soffrire il caldo? Nessuna cosa finisce, ma tutte sono collegate in uno stesso giro: si fuggono e si inseguono. Il giorno è cacciato dalla notte, la notte dal giorno; l'estate ha fine con l'autunno, questo è incalzato dall'inverno, che a sua volta è chiuso dalla primavera: così tutto passa per tornare. Non faccio né vedo mai niente di nuovo. Ad un certo punto, di tutto questo si prova la nausea». Per molti la vita non è una cosa penosa, ma inutile. (lettera 24; 1975) *È grande chi sa essere povero nella ricchezza. (20, 10) :''Magnus ille, qui in divitiis pauper est''. *È meglio imparare delle cose inutili che non imparare niente. (88, 45) :''Satius est supervacua scire quam nihil''. *È povero non chi possiede poco, ma chi brama avere di più. (lettera 2; 1975) *Fa' ancora il nome di [[Tito Livio]]: ha, infatti, scritto anche dei dialoghi che si possono annoverare tra le opere di filosofia così come tra quelle di storia, e dei libri di argomento espressamente filosofico: cedo il passo anche a lui. (100, 9; 2000) *Giurare sulle parole del maestro. (12, 10) :''Jurare in verba magistri''. *Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire. (71, 36) :''Magna pars est profectus velle proficere''. *Guidano i fati chi li segue di buona voglia, trascinano gli altri. (107, 11) :''Ducunt volentem fata, nolentem trahunt''. *I mali che fuggi sono in te. (104, 20) *I vizi: è più facile sradicarli che tenerli a freno. (85, 10) :''Facilius sustuleris illa (vitia) quam rexeris''. *Il destino guida chi lo segue di sua volontà, chi si ribella, lo trascina. *Il [[lavoro]] caccia i vizi derivanti dall'ozio. (56, 9) *Il sopprimere i desideri è anche un utile rimedio contro la paura. (5, 7)<ref name=diz/> *In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore. (91, 5) *In verità non è [[povertà]], se è lieta; povero è non chi possiede poco, ma chi desidera di più. (2, 6; 2000) *Io sono troppo grande e troppo superiore è il destino per cui sono nato, perché io possa rimanere schiavo del mio corpo. (65, 21)<ref name=diz/> *L'amore non può coesistere col timore. (47, 18) :''Non potest amor cum timore misceri''. *L'assalto del male è di breve durata; simile ad un temporale, passa, di solito, dopo un'ora. Chi, infatti, potrebbe sopportare a lungo quest'agonia? Ormai ho provato tutti i malanni e tutti i pericoli, ma nessuno per me è più penoso. E perché no? In ogni altro caso si è ammalati; in questo ci si sente morire. Perciò i medici chiamano questo male "meditazione della morte": talvolta, infatti, tale mancanza di respiro provoca la soffocazione. Pensi che ti scriva queste cose per la gioia di essere sfuggito al pericolo? Se mi rallegrassi di questa cessazione del male, come se avessi riacquistato la perfetta salute, sarei ridicolo come chi credesse di aver vinto la causa solo perché è riuscito a rinviare il processo. (54, 1-4) *L'infelicità non consiste nel fare una cosa per ordine altri, ma nel farla contro la propria volontà. (lettera 61; 1975) *L'inizio della salvezza è la conoscenza del peccato. (28, 9) *L'ubriachezza eccita e porta alla luce tutti i vizi, togliendo quel senso di pudore che costituisce un freno agli istinti cattivi. (83, 19)<ref name=diz/> *L'uomo è un animale che ragiona. (41, 8) *La fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo. :''Audentis fortuna iuvat, piger ipse sibi obstat''. *La [[verità]] è sempre la stessa in ogni sua parte. (79, 16) :''Veritas in omnem sui partem semper eadem est''. *La via è lunga se si va per regole, è breve ed efficace se si va per esempi. :''[L]ongum iter est per praecepta, breve et efficax per exempla''. (libro 1, epistola VI, 14) *La vita è lunga se è piena. (93, 2) :''Longa est vita, si plena est''. *La vita, senza una meta, è vagabondaggio. (95, 46) :''Vita sine proposito vaga est''. *Le idee migliori sono proprietà comune. (12, 11) :''Quae optima sunt, esse communia''. *Lunga è la via dell'insegnare per mezzo della teoria, breve ed efficace per mezzo dell'esempio. (6, 5) :''Longum iterest per praecepta, breve et efficax per exempla'' *Mi piace avere qualche [[difficoltà]] da vincere, in cui esercitare la mia capacità di sopportare. Infatti, anche questa è una preziosa dote di [[Quinto Sextio|Sestio]]: ti mostrerà la grandezza della felicità senza farti disperare di ottenerla: comprenderai che essa sta in alto, ma è accessibile, se uno vuole. (64, 5; 2000) *Molti imparano non per la vita ma per la scuola. (106, 12) :''Non vitae sed scholae discimus''. *Nasciamo diversi, moriamo uguali. (XCI, 16) :''Impares nascimur, pares morimur.'' *Negli uomini tale è il modo di parlare quale quello di vivere. (114, 1) :''Talis hominibus fuit oratio qualis vita.'' *Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare. (lettera 71, 3; 1975, pp. 458-459) :''Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est''. *Nessuna conoscenza, se pur eccellente e salutare, mi darà gioia se la apprenderò per me solo. Se mi si concedesse la sapienza con questa limitazione, di tenerla chiusa in me, rinunciando a diffonderla, la rifiuterei. *Nessuno è obbligato a correre sulla via del successo. (22, 4) :''Nulli necesse est felicitatem cursu sequi.'' *Nessuno mai condannò la sapienza alla povertà. :''Nemo sapientiam paupertate damnavit.'' *Niente di più lungo di quel passaggio sotterraneo, niente di più fioco di quelle fiaccole, che servono non per vedere tra le tenebre, ma per vedere le tenebre stesse. (lettera 57; 1975) *Noi, assai dissennati, crediamo che essa {{NDR|la morte}}, sia uno scoglio, mentre è un porto, delle volte da cercare, ma mai da rifuggire, nel quale se qualcuno è spinto nei primi anni {{NDR|di vita}}, non deve lamentarsi più di chi ha navigato velocemente. (70) :''Scopulum esse illum putamus dementissimi: portus est, aliquando petendus, numquam recusandus, in quem si quis intra primos annos delatus est, non magis queri debet quam qui cito navigavit.'' *Non è perché le cose sono [[difficoltà|difficili]] che non [[osare|osiamo]], ma è perché non osiamo che sono difficili. (CIV, 26) :''Non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus difficilia sunt.'' *Non giova né si assimila il cibo vomitato subito dopo il pasto. [...] Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne. [...] Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi. Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno. (I, 2) :''Non prodest cibus nec corpori accedit qui statim sumptus emittitur [...] Distringit librorum multitudo; itaque cum legere non possis quantum habueris, satis est habere quantum legas. [...] Probatos itaque semper lege, et si quando ad alios deverti libuerit, ad priores redi. Aliquid cotidie adversus paupertatem, aliquid adversus mortem auxili compara, nec minus adversus ceteras pestes; et cum multa percurreris, unum excerpe quod illo die concoquas.'' *Non si soffre, in effetti, per la mancanza di questi beni, ma per il pensiero della loro mancanza. Chi ha il possesso di sé non ha perso niente: ma quanti hanno la fortuna di possedere se stessi? (lettera 42; 1975) *[...] non [[speranza|sperare]] senza [[disperazione]] e non disperare senza speranza. (104, 12; 2000, p. 955) *Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte. (30, 17) :''Non mortem timemus, sed cogitationem mortis''. *Noterai che nessun animale tiene in poco conto il suo corpo o si disinteressa di esso. Anche quelli più stupidi e sciocchi, per quanto siano tardi in tutto il resto, sono ben svegli quando si tratta della loro vita. (121, 24<ref>Citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 1, Isonomia editrice, Este, 1994, pp. 329-330. ISBN 88-85944-12-4</ref>) *Occorre che la [[legge]] sia breve, perché più facilmente i mal pratici la ricordino. (94, 38) :''Legem brevem esse oportet, quo facilius ab imperitis teneatur''. *Ogni [[piacere]] ha il suo momento culminante quando sta per finire. (12, 5) *Pensa che a noi accade la stessa cosa: la vita conduce alcuni molto rapidamente alla meta cui, anche indugiando, dovevano giungere, altri li consuma e li tormenta. La [[vita]] non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene. Perciò, il saggio vivrà quanto deve, non quanto può. Osserverà dove gli toccherà vivere, con chi, in che modo e che cosa dovrà fare. Egli bada sempre alla qualità della vita, non alla lunghezza. (libro VIII, 70) *Perché, ti domando, alimenti ed eserciti le forze fisiche? La natura le ha concesse in misura maggiore agli animali domestici e alle fiere. Perché curi tanto il tuo aspetto esteriore? Per quanto tu ti dia da fare, sarai vinto in bellezza dai muti animali. (124, 22; 2000) *Perciò gli uomini si immergono nelle passioni e, una volta che ne hanno fatto un'abitudine, non possono più farne a meno; e sono veramente infelici, poiché giungono a sentire come necessarie le cose prima superflue. Non godono dei piaceri, ma ne rimangono schiavi e, quella che è la peggiore disgrazia, amano anche il proprio male. Si raggiunge il colmo dell'infelicità quando le cose turpi non solo sono gradite, ma procurano un intimo compiacimento; e non c'è rimedio quando quelli che erano sentiti come vizi diventano abitudine quotidiana. (lettera 39; 1975) *Perciò non devi attribuire a Epicuro quei pensieri che t'ho inviato: sono di dominio pubblico, e soprattutto della nostra scuola. [...]<br> Dovunque volgi lo sguardo, ti si presentano massime che potrebbero considerarsi notevoli se non si leggessero insieme con altre dello stesso valore. Perciò abbandona la speranza di poter gustare superficialmente l'ingegno dei sommi uomini; tu devi studiarlo e considerarlo nella sua unità. Ogni suo aspetto ne richiama sempre un altro, ciascuna parte, connettendosi con l'altra, dà completezza all'opera dell'ingegno umano. Niente può essere tolto senza rompere l'unità del pensiero. Non dico che non si possano considerare le singole membra, purché non si prescinda dall'intero organismo. [...]<br>Ma per un uomo di matura esperienza è disdicevole cercare fiorellini, sostenersi con poche [[massime]] ben note e affidarsi alla memoria. È ormai tempo che uno poggi su se stesso, che esprima questi pensieri con parole sue e non a memoria. Ed è specialmente disdicevole per un vecchio o per uno che si affaccia alla vecchiaia una cultura basata su raccolte di esempi scolastici. «Questo l'ha detto Zenone». E tu che dici? «Questo l'ha detto Cleante.» E tu? Fino a quando ti muoverai sotto la guida di un altro? Prendi tu il comando ed esprimi anche qualcosa di tuo, che altri mandino a memoria. [...] <br>Hanno esercitato la memoria sul pensiero altrui, ma altro è ricordare, altro è sapere. Ricordare è custodire ciò che è stato affidato alla memoria, mentre sapere significa far proprie le nozioni apprese e non star sempre attaccato al modello, con lo sguardo sempre rivolto al maestro. «Questo l'ha detto Zenone, questo Cleante.» Ci sia qualche differenza fra te e il tuo libro. Fino a quando penserai ad imparare? È tempo anche di insegnare. Che ragione c'è che io senta dire da te quello che posso leggere in un libro? [...]<br>La verità è accessibile a tutti, non è dominio riservato di nessuno, e il campo che essa lascia ai posteri è ancora vasto. (lettera 33; 1975) *Poiché ho cominciato a raccontarti come da giovane mi sono accostato alla filosofia con uno slancio maggiore di quello con cui continuo a coltivarla da vecchio, non mi vergognerò di confessare quale amore mi abbia ispirato [[Pitagora]]. [[Sozione di Alessandria|Sozione]] spiegava perché Pitagora si era astenuto dal mangiare carne di animali e perché in seguito se ne era astenuto [[Quinto Sextio|Sestio]]. Le loro motivazioni erano diverse, ma entrambe nobili.<br />Sestio riteneva che l'uomo avesse abbastanza per nutrirsi anche senza spargere sangue, e che divenisse un'abitudine alla crudeltà lo squarciare gli animali per il piacere della gola. Aggiungeva poi che bisogna limitare gli incentivi alla dissolutezza; concludeva che gli alimenti di varia qualità sono contrari alla salute e dannosi al nostro corpo.<br />Pitagora, invece, sosteneva che esiste una parentela fra tutti gli esseri e che c'è una relazione fra le anime che trasmigrano da una forma di vita all'altra. Nessuna anima, a suo parere, muore, né cessa di agire, se non per l'attimo in cui si trasferisce in un altro corpo. (108, 17-18; 2000) *Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono. (15, 10) :''Cum aspexeris, quot te antecedant, cogita, quot sequantur.'' *Quando insegnano, gli uomini imparano. (VII, 8) :''Homines, dum docent, discunt.'' *{{NDR|Su [[Quinto Sextio]]}} Quanto vigore c'è in lui, buoni dèi, quanto ardore! Non in tutti i filosofi lo troverai: gli scritti di certuni, che pure sono famosi, sono senza nerbo. Ammaestrano, discutono, cavillano, non infondono quell'energia spirituale, perché non ne hanno: quando leggerai Sestio, dirai: «è vivo, è vigoroso, è libero, è superiore agli uomini comuni, mi lascia pieno di un'eccezionale sicurezza». (64, 3; 2000) *Questo è l'unico motivo per cui non possiamo lagnarci della vita: essa non trattiene nessuno. (70, 15) :''Hoc est unum, cur de vita non possimus queri: neminem tenet''. *Sbaglia chi cerca un [[amico]] nell'atrio e lo mette alla prova nel banchetto.<ref>Citato in Paola Mastellaro, ''Il libro delle citazioni latine e greche'', Mondadori, Milano, 2012, p. 18. ISBN 978-88-04-47133-2.</ref> (CXIX, 119) :''Errat autem qui amicum in atrio quaerit, in convivio probat''. *Se mi arrenderò al piacere, dovrò arrendermi anche al dolore, alla fatica, alla povertà; anche l'ambizione e l'ira vorranno le mie energie, anzi sarò straziato fra tante passioni. Aspiro alla libertà; questo è il premio a cui sono rivolte tutte le mie fatiche. Mi chiedi che cosa sia la libertà? È indipendenza da ogni cosa, da qualunque circostanza esterna, da qualunque necessità. (lettera 51; 1975) *Se voglio trastullarmi con qualche buffone, non devo cercarlo lontano: rido di me. (lettera 50; 1975) *Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente. (101, 9) *Smetterai di [[timore|temere]] se avrai smesso di [[speranza|sperare]]. (V, 7) :''Desines timere si sperare desieris.'' *"Sono schiavi." No, sono uomini. "Sono schiavi". No, vivono nella tua stessa casa. "Sono schiavi". No, umili amici. "Sono schiavi." No, compagni di schiavitù, se pensi che la sorte ha uguale potere su noi e su loro. (Epistola 47,1) *Sono più le cose che ci spaventano che quelle che fanno effettivamente male, e siamo travagliati più per le apparenze che per i fatti reali. (13, 4)<ref name=diz/> *Ti dirò che cosa oggi mi è piaciuto in [[Ecatone di Rodi|Ecatone]]. «Mi chiedi» egli scrive «quale è stato il mio progresso? Ho cominciato ad essere amico di me stesso.» Grande è stato il suo progresso: non rimarrà più solo. Sappi che tutti possono avere quest'amico. (lettera 6; 1975) *Ti prego, Lucilio carissimo, fa' la sola cosa che può renderti felice: distruggi e calpesta questi beni splendidi solo esteriormente, che uno ti promette o che speri da un altro; aspira al vero bene e godi del tuo. Ma che cosa è "il tuo"? Te stesso e la parte migliore di te. Anche il corpo, povera cosa, benché non se ne possa fare a meno, stimalo necessario più che importante; ci procura piaceri vani, di breve durata, di cui necessariamente ci pentiamo e che, se non li frena una grande moderazione, hanno un esito opposto. Questo dico: il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura; ma è difficile tenere una giusta misura in quello che si crede un bene: solo il desiderio, anche intenso, del vero bene è senza pericoli. Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino. (23, 6-7) *Tutta l'[[arte]] è imitazione della [[natura]]. (65, 3) :''Omnis ars naturae imitatio est''. *Tuttavia, questa è in sostanza la mia [[Regole dai libri|regola]]: comportati con chi ti è inferiore come vorresti che si comportasse con te chi ti è superiore. (47, 11; 2000) {{NDR|[[etica della reciprocità]]}} *Un grande pilota sa navigare anche con la [[vela (sistema di propulsione)|vela]] rotta. (30, 3) *Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti. (33, 5) :''Non est formosa, cuius crus laudatur aut brachium, sed illa, cuius universa facies admirationem partibus singulis abstulit''. *Vivere vuol dir combattere. (XCVI, 5). :''Vivere'' [mi Lucili] ''militare est''. ==''Hercules furens''== ===[[Incipit]]=== <poem>O gran re dell'Olimpo, arbitro sommo Dell'universo mondo, oh segna alfine Ai tormentosi affanni alcuna meta, Alla sciagura un termine.</poem> ===Citazioni=== *[...] ''il [[delitto]] | cui coronò il successo e la fortuna, virtù si chiama'' [...]. ('''Anfitrione:''' atto I, p. 19) *''A sublime virtù sol raramente | perdona iniqua la Fortuna: a lungo | nessuno può così frequenti rischi | sfidar sicuro: quei che il [[caso]] tante | volte dimenticò, còlto n'è una.'' ('''Megara:''' atto I, p. 23) *[...] ''chi sua [[stirpe]] vanta | loda il non suo.'' ('''Lico:''' atto I, p. 24) *''La prima | arte del [[regno]] è di saper durare | pur contro l'odio.'' ('''Lico:''' atto I, p. 24) *''Non san misura l'armi; facilmente | né moderar si può né ritenere | d'alzata spada l'ira; il sangue piace, | piace alla guerra.'' ('''Lico:''' atto I, p. 27) *''D'ogni [[guerra]], | non il motivo, l'esito si chiede.'' ('''Lico:''' atto I, p. 27) *'''Lico:''' – ''Ti forzerò.''<br>'''Megara:''' ''– Chi sa morir non forzi.'' (atto I, p. 28) *''A Giove | [[Tirannicidio|vittima]] né più grande né più opima | offrir si può che iniquo re.'' ('''Ercole:''' atto III, p. 56) ==''Questioni naturali''== *Oh che cosa spregevole è l'uomo, se non si sarà innalzato al di sopra delle cose umane! (I, prefazione, 5, p. 512) *Se volete non aver paura di nulla, pensate che tutto è da temere. ([[s:la:Quaestiones Naturales/Liber VI#Si uultis nihil timere, cogitate omnia esse metuenda|VI, 2, 3]], p. 616) *È naturale ammirare le cose nuove più che quelle grandi. (VII, 1, 4, p. 638) ==[[Incipit]] di alcune opere== [[File:Seneca-Cordoba.jpg|thumb|Seneca, scultura di Amadeo Ruiz Olmos]] ===''Apokolokyntosis''=== Voglio consegnare alla storia quel che è successo in cielo il giorno prima delle idi di ottobre, inizio di un anno straordinario, di un'età felicissima. Non ci sarà posto né per il rancore, né per l'adulazione. Quello che sto per raccontare è tale e quale a come è accaduto. Nell'ipotesi che qualcuno venisse a chiedermi la fonte di tali avvenimenti, è bene mettere subito in chiaro questo: se la cosa non mi andrà a genio, non risponderò. D'altronde, chi mi potrebbe forzare? So di essere diventato padrone di me stesso, il giorno in cui se ne andò finalmente all'altro mondo quello che aveva dimostrato la verità del proverbio: «conviene nascere re o scemi». ===''De constantia sapientis''=== Io non esito a dire, mio caro Sereno, che tra gli [[Stoicismo|Stoici]] e i filosofi delle altre scuole passa la stessa differenza che tra gli uomini e le donne: i quali e le quali contribuiscono in egual misura alla vita della società, ma gli uni sono fatti per comandare, le altre per obbedire.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''De otio''=== Tutti sono d'accordo nel ritenere che, vivendo in società, è difficile essere immuni dai vizi, e allora, se non abbiamo altro mezzo per salvarci da essi, isoliamoci: già questo solo fatto ci renderà migliori. D'altronde chi c'impedisce, pur vivendo appartati, di avvicinare uomini virtuosi e ricavarne un esempio su cui modellare la nostra esistenza? E ciò non è possibile se non in una vita tranquilla, lontana dalle pubbliche faccende: solo così potremo mantenere fermi i nostri propositi, non avendo accanto nessuno che, sollecitato dalla grande massa che gli sta intorno, possa distoglierci dalla nostra decisione, ancora instabile, all'inizio, e perciò facile a sgretolarsi. Allora sì la nostra vita potrà procedere uniforme e costante, perché non turbata dalle idee più diverse e contrastanti. Pergiunta, come se già non bastassero i numerosi mali che ci affliggono, passiamo da un vizio all'altro, e questo è il guaio peggiore: restassimo almeno attaccati a un vizio solo, quello che ci è più familiare e che abbiamo ormai sperimentato! Così a questo inconveniente si aggiunge pure il tormento che ci rode nel constatare come le nostre scelte, oltre che cattive, siano anche incostanti. Siamo sballottati di qua e di là come dai flutti o dal vento, ed ora ci attacchiamo ad una cosa, ora ad un'altra, lasciamo ciò che avevamo cercato e ricerchiamo ciò che avevamo lasciato, in un altalenante avvicendarsi di desideri e pentimenti. Questo perché dipendiamo sempre dalle opinioni degli altri, ci sembra migliore ciò che ha un gran numero di aspiranti e di elogiatori e non ciò che va lodato e ricercato per il suo intrinseco valore, così come una strada la giudichiamo buona o cattiva non di per se stessa ma dalla quantità delle impronte e dal fatto che fra di queste non ce ne sia nessuna che torni indietro. ==Citazioni su Lucio Anneo Seneca== *A vedere gli sforzi che Seneca fa per prepararsi alla morte, a vederlo sudare dallo sforzo per corroborarsi e star forte e dibattersi per tanto tempo su quella pertica, avrei scemato la reputazione di lui se non l'avesse conservata morendo veramente da forte. Il suo agitarsi così ardente, così frequente, mostra che era ardente e impetuoso lui stesso. [...] E in ogni modo mostra che era incalzato dal suo avversario. Lo stile di [[Plutarco]], di quanto è più sdegnoso e più sostenuto, è, secondo me, di altrettanto più virile e persuasivo: crederei facilmente che la sua anima avesse gli impulsi più sicuri e più regolati. L'uno, più vivace, ci stimola e ci sveglia di soprassalto, tocca più lo spirito. L'altro, più calmo, ci istruisce, ci fortifica e conforta costantemente, tocca più l'intelletto. Quello là rapisce la nostra mente, questo la conquista. ([[Michel de Montaigne]]) *Anche nella qualità di scrittore, Seneca è una fedele {{sic|imagine}} del suo tempo, che stimava più lo splendore che la profondità. Scrisse a quel modo per intima persuasione della sua bontà, e si giocò per questo l'approvazione dell'età seguente. ([[Wilhelm Siegmund Teuffel]]) *È l'uomo di genio. Pensatore e artista, prosatore e poeta, egli espresse nella lingua latina un sentimento universale e schiuse la letteratura all'umanità. Non fu ricercatore di verità occulte né creatore di sistemi filosofici né indagatore profondo dei problemi ontologici e gnoseologici: non fu propriamente né un fisico né un filosofo: ma dei problemi fisici e filosofici ebbe la conoscenza e soprattutto la sensibilità: e nessuno come lui, nel mondo antico, poté parlare agli uomini dei casi della vita e della morte. ([[Concetto Marchesi]]) *Non si concepisce veramente come l'arte {{NDR|delle tragedie}} di Seneca potesse esser presa come esempio di morale, quando egli colla fredda impassibilità di uno stoico fa l'apologia del suicidio, descrive amori senza pudore, desiderî senza freno, vendette orribili; quando rappresenta un mondo di passioni straordinarie ed esagerate, virtù sfrenate, audacie gigantesche, il dolore che bestemmia, la vendetta atroce, l'orgoglio immane. Ma tutto ciò è ricoperto da un manto di sentenze così gravi, di detti così profondi; ma i suoi personaggi declamano così bene degli squarci di filosofia, che, perdonandosi a lui e trascurando ciò che nelle sue tragedie v'era per efficacia dei suoi tempi, furono potute prendere come modello di gravità tragica e di moralità. ([[Pietro Bilancini]]) *Questo «filosofo», professore di morale, di virtù, di disinteresse, non pratica né la morale, né la virtù, né il disinteresse. Si è arricchito con prestiti di danaro «a tassi usurari». Le sue operazioni finanziarie in Britannia sono di una rapacità tale che sono state una delle cause della ribellione dell'isola. ([[Georges Roux]]) *Raffinatezza di pensieri; falsità di concetti; abbondanza di antitesi; verbosità di locuzione, arguziette di sentimenti, questo è il capitale del maestro e consigliere di Nerone. ([[Francesco Lomonaco]]) *Seneca è il soggetto più notevole di questo tempo. Nel brio e nell'agilità della forma non ha chi gli somigli, fuori da [[Ovidio]]: ma Seneca ebbe ad un tempo un sentimento vivo di queste sue qualità; e tanta n'era la forza, che ad ogni occasione che gli si fosse offerta, non {{sic|sapea}} tenersi dal darne mostra, né gli balenava concettino in mente ch'ei {{sic|nol}} cogliesse. Tuttavia solo di rado può dirsi ch'egli abbia fatto un uso biasimevole delle sue grandi doti e dell'alta sua condizione; e se la sua vita mostra sovente una sapienza abbassata al grado di prudenza, la sua morte per altro ha l'impronta d'una rinunzia deliberata ai beni di questa vita. ([[Wilhelm Siegmund Teuffel]]) *Seneca inculca il principio che la filosofia non ha ad essere un esercizio declamatorio senza scopo morale; il suo compito è di rendere l'uomo migliore. Egli, al dire di [[Lattanzio]], sebbene pagano parla di Dio come non avrebbe potuto con maggiore verità un [[Cristiano (religione)|Cristiano]]. ([[Umberto Ronca]]) *Seneca spessissime volte per troppa voglia di farsi ammirare cade in una manifesta affettazione, ma Seneca ha molte bellezze degne di notarsi e se non vince o non uguaglia sempre i Greci, talora ai medesimi soggetti di [[Euripide]] presta maestà e vigore. ([[Pietro Napoli Signorelli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Lucio Anneo Seneca, ''Apokolokyntosis. La deificazione della zucca. Testo originale a fronte'', curato da Gabriella Focardi, Giunti Editore, 1995. ISBN 8809207106 *Lucio Anneo Seneca, ''Dialoghi morali'', traduzione di Gavino Manca, Einaudi, Torino, 1995. *Lucio Anneo Seneca, ''I benefici'', a cura di Salvatore Guglielmino, Zanichelli, Bologna, 1967. *Lucio Anneo Seneca, ''[https://archive.org/details/lercolefurioso L'Ercole furioso]'', versione poetica e note di critica testuale di Federico Ageno, Libreria editrice A. Draghi, Padova, 1925. *Lucio Anneo Seneca, ''L'ozio e La serenità'', cura e versione di Mario Scaffidi Abbate, Newton, 1993. ISBN 8879830082: **''De otio''. **''De tranquillitate animi''. *Lucio Anneo Seneca, ''La brevità della vita'' (''De brevitate vitae''), introduzione, traduzione e note di Alfonso Traina, BUR, Milano, 1993<sup>23</sup>. ISBN 9788817169400 *Lucio Anneo Seneca, ''La tranquillità dell'animo'', traduzione di Caterina Lazzarini, BUR, 1997. ISBN 9788817071406 *Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'' (''Epistulae morales ad Lucilium''), introduzione di Luca Canali, traduzione e note di Giuseppe Monti, cronologia a cura di Ettore Barelli, BUR, 1974. ISBN 8817120135 *Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'', traduzione di Monica Natali, in ''Tutte le opere'', a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano, 2000. ISBN 88-452-9073-5 *Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'' (''Epistulae morales ad Lucilium''), traduzione di Caterina Barone, Garzanti, 2010. *Lucio Anneo Seneca, ''Tutte le opere: dialoghi, trattati, lettere e opere in poesia'', a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano, 2000. ISBN 88-452-9073-5: **''L'ira'' (''De ira''), traduzione di Aldo Marastoni. **''La provvidenza'' (''De providentia''), traduzione di Aldo Marastoni. **''La tranquillità dell'animo'' (''De tranquillitate animi''), traduzione di Aldo Marastoni. **''Questioni naturali'' (''Naturales quaestiones''). ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|De ira||(39-40)}} {{Pedia|De brevitate vitae||(49)}} {{Pedia|De tranquillitate animi||(50)}} {{Pedia|Apokolokyntosis||(54)}} {{Pedia|De constantia sapientis||(56)}} {{Pedia|De otio||(62)}} {{Pedia|De providentia||(64 ca.)}} {{Pedia|Epistulae morales ad Lucilium||(65)}} {{DEFAULTSORT:Seneca, Lucio Anneo}} [[Categoria:Aforisti romani]] [[Categoria:Drammaturghi romani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filosofi romani]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Politici romani]] [[Categoria:Scrittori romani]] [[Categoria:Sostenitori del vegetarianismo]] [[Categoria:Stoici]] a9v2vsy9q9vgibtkvnfh5uh6zlyouye 1429892 1429891 2026-10-18T07:56:14Z Gaux 18878 /* Incipit di alcune opere */ didascalia 1429892 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Duble herma of Socrates and Seneca Antikensammlung Berlin 07.jpg|thumb|Busto di Seneca (''Antikensammlung'' di Berlino, da un'erma di Seneca e Socrate)]] '''Lucio Anneo Seneca''' (4 a.C. – 65), autore, filosofo, politico romano. ==Citazioni di Lucio Anneo Seneca== *Chi diventa peggiore è dannoso non solo a sé, ma anche a tutti coloro ai quali avrebbe potuto giovare, se fosse diventato migliore.<ref>Da ''De otio''.</ref> *Chi domanda [[timore|timorosamente]], insegna a rifiutare.<ref>Da ''Fedra'', v. 593.</ref> *Colui al quale il delitto porta giovamento, quello ne è l'autore.<ref>Da ''Medea'', III, 500-501.</ref> :''Cui prodest scelus, | Is fecit''. *Ed insieme morirono quei due elementi che era nefando fossero divisi: né infatti [[Marco Porcio Catone|Catone]] visse dopo la morte della libertà né la libertà dopo la morte di Catone.<ref>Da ''De constantia sapientis'', traduzione di G. Viansino.</ref> *Il misero è cosa sacra.<ref>Da ''Epigr.'' IV, 9, in "Opera omnia", ed Ruhkopf, Aug. Taur., 1829, vol. IV, p. 402.</ref> :''Res est sacra miser''. *Innanzi tutto è più facile respingere il [[male]] che governarlo, non accoglierlo che moderarlo una volta accolto, perché, quando si è insediato da padrone in un animo, diventa più forte di chi dovrebbe governarlo e non si lascia troncare né rimpicciolire.<ref>Da ''I dialoghi''.</ref> *La [[felicità]] è sempre instabile e incerta.<ref>Da ''Controv.'', p. 70, ed. Bip.</ref> :''Omnis instabilis et incerta felicitas est''. *La [[fortuna]] può togliere le ricchezze, non l'animo.<ref>Da ''Medea'', II, 1, 176.</ref> :''Fortuna opes auferre, non animum, potest''. *Non deviare dalla natura ed il formarci sulle sue leggi e sui suoi esempi, è sapienza.<ref>Citato in Claudio Malagoli, ''Etica dell'alimentazione: prodotti tipici e biologici, Ogm e nutraceutici, commercio equo e solidale'', Aracne, 2006, p. 173.</ref> *Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo e alla sua giornata, e che si renda conto com'egli muoia giorno per giorno? In questo c'inganniamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa, è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene al dominio della morte.<ref>{{Cita web|url=http://rcslibri.corriere.it/bur/classicibur/popup/seneca.htm|titolo=Seneca - LETTERE A LUCILIO|sito=rcslibri.corriere.it}}</ref> *Sacra è la voce del popolo.<ref>Da ''Rhetorum controversiae'' I, 1, 10.</ref> *Se vuoi credere a coloro che penetrano più profondamente la [[verità]], tutta la vita è un supplizio. Gettàti in questo mare profondo e tempestoso, agitato da alterne maree, e che ora ci solleva con improvvise impennate, ora ci precipita giù con danni maggiori dei presenti vantaggi e senza sosta ci sballotta, non stiamo mai fermi in un luogo stabile, siamo sospesi e fluttuiamo e urtiamo l'uno contro l'altro, e talvolta facciamo naufragio, sempre lo temiamo; per chi naviga in questo mare così tempestoso ed esposto a tutti i fortunali, non vi è altro porto che la morte.<ref>Da ''Consolatio ad Polybium'', 9.</ref> *Una grande [[fortuna]] è una grande schiavitù.<ref>Da ''Ad Polybium consolatio'', XXVI.</ref> :''Magna servitus est magna fortuna''. *Una mano lava l'altra.<ref>Da ''Apokolokyntosis'', IX, 6. Citato in Paola Mastellaro, ''Il libro delle citazioni latine e greche'', Mondadori, Milano, 2012, p. 13. ISBN 978-88-04-47133-2.</ref> :''Manus manum lavat''. ===Attribuite=== *A me bastano poche persone, anzi anche una sola o addirittura nessuna.<ref>Da ''Lettere a Lucilio'', I, 7; 2010.</ref> :Citazione di un altro autore, che lo stesso Seneca indica come incerto. *Il linguaggio è lo specchio dell'anima: qual è [''sic''] la vita, tale il parlare.<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 364).</ref> :''Imago animi sermo est: qualis vita, talis oratio''. *L'affetto per un [[cane]] dona all'uomo grande forza.<ref>Citato in Renaldo Fischer, ''Storia di un cane e del padrone a cui insegnò la libertà'', Corbaccio, Milano, 1997, trad. Laura Pignatti, p. 57. ISBN 88-7972-205-0</ref> *{{NDR|riferendosi a [[Nerone]]}} Per quanto tu ne uccida molti, nondimeno non puoi uccidere il tuo successore.<ref>Citato in Dione Cassio, ''Istorie'', LXI, 18.</ref> :''Licet, quamplurimos occidas, tamen non potes successorem tuum occidere''. ===Citato in Concetto Marchesi, ''La dottrina morale''=== *Dove ci porta la [[morte]]? Ci porta in quella pace dove noi fummo prima di nascere. La morte è il non-essere: è ciò che ha preceduto l'esistenza. Sarà dopo di me quello che era prima di me. Se la morte è uno stato di sofferenza, doveva essere così prima che noi venissimo alla luce: ma non sentimmo, allora, alcuna sofferenza. Tutto ciò che fu prima di noi è la morte. Nessuna differenza è tra il non-nascere e il morire, giacché l'effetto è uno solo: non essere. *La vera felicità è non aver bisogno di felicità. *Nessuno è infelice se non per colpa sua. *Un tale ordine non può appartenere a una materia che si agiti casualmente. Un incontro di elementi senza piano e senza disegno non avrebbe questo equilibrio, né una così saggia disposizione. L'universo non può essere senza Dio. ==''De beneficiis''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Inter multos ac varios errores temere inconsulteque viventium nihil propemodum, vir optime Liberalis, discerni haec duo dixerim, quod beneficia nec dare scimus nec accipere.'' ====Salvatore Guglielmino==== Molti e differenti sono gli errori di coloro che vivono con leggerezza e senza alcun discernimento, ma direi, o mio ottimo Liberale, che ce ne sono due fra cui non si può fare alcuna differenza: cioè il non saper dare e il non saper accettare i benefici. ====[[Benedetto Varchi]]==== Fra i molti et varii errori di coloro, che vivono a caso, et inconsideratamente, niuno è quasi, o ottimo Liberale, dirò più nocevole, che il non sapere né dare i benifizii, né ricevergli. {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''De benifizii'', traduzione di Benedetto Varchi, Firenze, 1554}} ===Citazioni=== *Merita di essere ingannato colui che, nell'atto stesso di dare, pensava già al contraccambio. (I, 1, 9) :''Dignus est decipi, qui de recipiendo cogitavit, cum daret.'' *[...] chi non ricambia un [[beneficio]] pecca di più; chi non lo concede, pecca prima. (I, 1, 13) :[...] ''qui beneficium non reddit, magis peccat; qui non dat, citius.'' *[...] la riconoscenza per il beneficio è tanto più grande quanto meno esso si è fatto attendere. (II, 5, 3) :[...] ''ita major est muneris gratia, quo minus diu pependit.'' *[...] non è un beneficio, dal momento che non posso ricordarmene senza arrossire. (II, 8, 2) :[...] ''beneficium non est, cujus sine rubore meminisse non possum.'' *Chi riceve il beneficio con animo grato è come se avesse pagato la prima rata del suo debito. (II, 22, 1) :''Qui grate beneficium accipit, primam eius pensionem solvit''. *Un beneficio fatto avventatamente è il più vergognoso genere di perdita [...]. (IV, 10, 3) :''Turpissimum genus damni est inconsulta donatio'' [...]. *Artista è anche colui che non dispone degli strumenti per esercitare la sua arte, un esperto cantante resta sempre tale anche se lo strepito della folla non lascia sentirne la voce. (IV, 11, 3) :''Artifex est etiam, cui ad exercenda artem instrumenta non suppetunt, nec minus canendi peritus, cuius vocem exaudiri fremitus obstrepentium non sinit.'' *Anche ad un ladro si rende giustizia [...] (IV, 28, 5) :''Jus et furi dicitur'' [...]. *L'[[Iperbole (figura retorica)|Iperbole]] non ha mai speranza di tanto, quanto ardisce: ma dice cose incredibili, per giungere a quelle che si possano credere.<ref>Citato in Gasparo Gozzi, ''Novellette e racconti'', LXXXIV, ''[[s:Novellette e racconti/LXXXIV. L'Iperbole|L'Iperbole]]''.</ref> (VII, 23, 2) :''Numquam tantum sperat hyperbola, quantum audet: sed incredibilis affirmat, ut ad credibilia perveniat.'' ==''De brevitate vitae''== *Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. (I, 3; 1993, p. 41) :Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto. ::''Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus.'' *Non afferrate né trattenete o ritardate la più veloce di tutte le cose, ma la lasciate andar via come inutile e ricuperabile. (VI, 4; 1993, p. 55) *[...] ci vuole tutta una vita per imparare a vivere, e, ciò che forse ti stupirà di più, ci vuole tutta una vita per imparare a morire. (VII, 3; 1993, p. 57) :Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire. ::''[...] vivere tota vita discendum est et, quod magis fortasse miraberis, tota vita discendum est mori.'' *Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme. Non c'è ora che possa apportare una nuova specie di piacere. Tutto è già noto, tutto goduto a sazietà. Del resto la sorte disponga come vorrà: la vita è già al sicuro. Le si può aggiungere, non togliere, e aggiungere come del cibo a uno già sazio e pieno, che non ne ha più la voglia ma ancora la capienza. Non c'è dunque motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma è stato al mondo a lungo. Come credere che ha molto navigato chi la tempesta ha sorpreso all'uscita del porto menandolo qua e là in un turbine di venti opposti e facendolo girare in tondo entro lo stesso spazio. Non ha navigato molto, ma è stato sballottato molto. (VII, 8-10; 1993, pp. 59, 61) *Mi fa sempre meraviglia vedere alcuni chiedere tempo e chi ne è richiesto così arrendevole; l'uno e l'altro guarda allo scopo per cui si chiede il tempo, nessuno dei due al tempo in sé: lo si chiede come fosse niente, lo si dà come fosse niente. Si gioca con la cosa più preziosa di tutte. Non ne hanno coscienza, perché è immateriale, perché non cade sotto gli occhi, e perciò è valutata pochissimo, anzi non ha quasi prezzo. (VIII, 1; 1993, p. 61) *[...] vivi senza indugio. (IX, 1; 1993, p. 63) :Vivi adesso! ::''[...] protinus vive.'' *La vita si divide in tre tempi: passato, presente, futuro. Di essi il presente è breve, il futuro incerto, il passato sicuro. (X, 2; 1993, p. 65) :La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo. ::''In tria tempora vita dividitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum.'' *Nessuno di loro ti costringerà a morire, tutti te lo insegneranno; nessuno di loro consumerà i tuoi anni, anzi ti aggiungerà i suoi; di nessuno di loro saranno pericolosi i discorsi, funesta l'amicizia, dispendioso l'ossequio. Otterrai da loro tutto ciò che vorrai; non saranno loro a impedirti di attingere quanto più puoi contenere. Che felicità, che bella vecchiaia attende chi si è fatto loro cliente! Avrà con chi discutere i più piccoli e i più grandi problemi, chi consultare ogni giorno su se stesso, da chi udire verità non umilianti, ricevere lodi non adulatorie, sul cui modello formarsi. (XV, 1-2; 1993, p. 83) *Molto dunque si estende la vita del [[Saggezza|saggio]], non è confinato negli stessi limiti degli altri: lui solo è libero dalle leggi dell'umanità, tutti i secoli ubbidiscono a lui come a dio. È passato del tempo: lo blocca col ricordo; urge: ne usa; sta per venire: lo pregusta. Gli fa lunga la vita la concentrazione di tutti i tempi. (XV, 5; 1993, p. 85) *Brevissima e ansiosissima è la vita di quelli che dimenticano il passato, non curano il presente, temono il futuro: giunti all'ultima ora, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati tanto tempo occupati a non far nulla. (XVI, 1; 1993, p. 85) *Perdono il giorno in attesa della notte, la notte per timore del giorno. (XVI, 5; 1993, p. 87) :''Diem noctis exspectatione perdunt, noctem lucis metu.'' *Gli stessi loro piaceri sono ansiosi e senza pace per varie paure, e proprio al culmine dell'ebbrezza subentra il pensiero tormentoso: «Quanto durerà?». (XVII, 1; 1993, p. 87) *Tutti i beni più grandi sono fonte di ansia, e di nessuna fortuna è bene fidarsi meno che della più prospera: c'è bisogno di sempre nuovo successo per mantenere il successo, e si devono far voti proprio per i voti che si sono realizzati. Tutto ciò che avviene per caso è instabile; ciò che si è levato più in alto è più esposto alle cadute. Ora a nessuno fanno piacere le cose caduche: è dunque inevitabile che sia dolorosissima, e non solo brevissima, la vita di chi acquista con grande pena beni da possedere con pene maggiori. Con fatica ottengono quello che vogliono, con ansia mantengono quello che hanno ottenuto; non si fa intanto nessun conto del tempo che non tornerà mai più: nuove faccende subentrano alle vecchie, una speranza, un'ambizione ne risveglia un'altra. Non si cerca la fine delle sofferenze, ma se ne cambia la materia. (XVII, 4-5; 1993, p. 89) *Non mancheranno mai motivi lieti o tristi di preoccupazione; la vita si caccerà da una faccenda in un'altra: il tempo libero non sarà mai una realtà, sarà sempre un sogno. (XVII, 6; 1993, p. 91) *[...] il popolo affamato non sente ragioni, nulla di giusto lo placa, nessuna preghiera lo piega. (XVIII, 5; 1993, p. 93) :Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl'importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere. ::''[...] nec rationem patitur nec aequitate mitigatur nec ulla prece flectitur populus esuriens.'' *Ci è stata data un vita abbastanza lunga e per il compimento di cose grandissime, se venisse spesa tutta bene; ma quando si perde tra il lusso e la trascuratezza, quando non la si spende per nessuna cosa utile, quando infine ci costringe la necessità suprema, ci accorgiamo che è già passata essa che non capivano che stesse passando. È così: non abbiamo ricevuto una vita breve, ma la rendiamo tale, e non siamo poveri di essa ma prodighi. Come ricchezze notevoli e regali, quando sono giunte ad un cattivo padrone, in un attimo si dissipano, ma, sebbene modeste, se sono state consegnate ad un buon amministratore, crescono con l'uso, così la nostra vita dura molto di più per chi la dispone bene. (I, 3-4) *I massimi ingegni d'ogni tempo potranno trovarsi d'accordo almeno su questo punto, eppure non finiranno mai di stupirsi per tale offuscamento degli intelletti umani: gli uomini non permettono ad alcuno di occupare i loro poderi e, se nasce una minima controversia sui confini, mettono mano alle pietre e alle armi. Tuttavia sopportano che altri si intromettano nella loro vita, anzi vi introducono essi stessi quelli che ne diventeranno i padroni. E mentre non si trova nessuno disposto a spartire il proprio denaro, a quanti ciascuno distribuisce la propria vita! Sono tirchi nell'amministrare il patrimonio, ma prodighi nel gettar via il proprio tempo, la sola cosa per cui l'essere avari farebbe onore. Mi piacerebbe chiedere a una persona anziana scelta a caso tra la folla: «Tu sei ormai vicino al termine della vita e hai cento anni sulle spalle, se non di più: prova a fare un po' di conti sul tuo passato. Calcola quanto del tuo tempo ti hanno sottratto creditori, amanti, superiori e collaboratori, quanto le liti in famiglia e le punizioni dei servi, quanto gli impegni mondani andando in giro per la città. Aggiungi le malattie che ti sei procurato da solo e il tempo rimasto inutilizzato, e ti accorgerai di avere molti meno anni di quanti ne conti di solito. Cerca di ricordare quando sei stato fermo nei tuoi propositi; quante giornate sono trascorse proprio come avevi stabilito; quando sei stato padrone di te stesso, e il tuo volto è rimasto impassibile e il tuo animo intrepido; cosa hai realizzato in una vita così lunga e quanto della tua vita ti è stato sottratto dagli altri senza che te ne rendessi conto di quel che perdevi, e il tempo che ti hanno portato via l'inutile dolore, la sciocca allegria, un'avidità insaziabile, il frivolo conversare... Vedrai quanto poco, in definitiva, ti sia rimasto del tuo; allora capirai che muori prematuramente.» Quale ne è dunque la causa? È che vivete come se doveste vivere per sempre, non vi ricordate della vostra precarietà; non osservate quanto tempo è già trascorso, lo sciupate come se ne aveste in abbondanza, mentre invece proprio quella giornata che state dedicando a qualcuno o a un affare qualsiasi, potrebbe essere l'ultima. Temete tutto come mortali, ma desiderate tutto come immortali. (III, 1-4) *Chi è troppo indaffarato non può svolgere bene nessuna attività, perché una mente impegnata in mille cose non può concepire nobili pensieri. *Fabiano, il mio maestro, si domandava se non fosse meglio non studiare per niente piuttosto che impegnarsi in studi nozionistici. *L'invidia si volge alle cose vicine, mentre quelle lontane sono guardate con animo schietto e sincero. La vita del saggio, dunque, spazia per ogni dove, è senza tempo, non è limitata, come quella degli altri mortali. *Nessuno ti renderà gli anni, nessuno ti restituirà a te stesso; andrà il tempo della vita per la via intrapresa e non tornerà indietro né arresterà il suo corso; non farà rumore, non darà segno della sua velocità: scorrerà in silenzio, non si allungherà per editto di Re o favore di popolo; correrà come è partito dal primo giorno, non farà mai fermate, mai soste. Che avverrà? tu sei affaccendato, la vita si affretta: e intanto sarà lì la morte, per la quale, tu voglia o no, devi aver tempo. *Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili. *Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto! ==''De ira''== *Se non vuoi adirarti con i singoli, devi perdonare a tutti, conceder venia all'umanità intera. (II, 10, 2; 2000, p. 74) *Noi siamo nati in questa condizione di viventi soggetti a malattie dell'anima, non meno numerose di quelle del corpo, non perché siamo ottusi e tardi, ma perché non facciamo buon uso del nostro acume e siamo esempio di male l'uno all'altro; chiunque segue chi, prima di lui, s'è avviato sulla strada sbagliata, perché non deve essere scusato del percorrere la strada sbagliata che tutti percorrono? (II, 10, 3; 2000, p. 74) *Bisogna sempre concedere un rinvio: il tempo mette in luce la verità. (II, 22, 3; 2000, p. 81) *[...] non sarà mai felice, chi si lascerà tormentare dalla maggior [[felicità]] altrui. (III, 30, 3; 2000, p. 112) ==''De providentia''== *[...] l'uomo [[bontà|buono]] differisce da Dio soltanto perché si trova nel tempo, ma è suo discepolo, suo emulo, suo vero figlio [...]. (1, 5; 2000, p. 6) *«Allora, perché capitano tanti guai ai buoni?» Ad un uomo buono, non può accadere nulla di male: i contrari non si mescolano mai. Come tutti i fiumi, tutte le piogge che cadono dal cielo, tutto il fluire delle sorgenti curative non muta la salsedine del mare e nemmeno l'attenua, così l'assalto dell'[[avversità]] non piega la costanza dell'uomo forte: egli mantiene la sua coerenza e valuta tutto l'accaduto secondo le sue prospettive, perché è realmente più forte di ogni evento esterno. (2, 1; 2000, p. 7) *Non c'è [[albero]] solido e robusto, se il vento non lo colpisce di frequente: quel tormento lo rende più compatto e gli abbarbica più saldamente a terra le radici: sono fragili gli alberi che crescono in valli solatie. (4, 16; 2000, p. 13) *Il fuoco prova l'oro, la [[sventura]] l'uomo forte. (5, 10; 2000, p. 15) ==''De tranquillitate animi''== ===[[Incipit]]=== ====Caterina Lazzarini==== Ero immerso nell'introspezione, Seneca, ed ecco mi apparivano alcuni vizî, messi allo scoperto, tanto che potevo afferrarli con la mano: alcuni più nascosti e reconditi, altri non costanti, ma ricorrenti di quando in quando, che definirei addirittura i più insidiosi, come nemici sparpagliati e pronti ad attaccare al momento opportuno, con i quali non è ammessa nessuna delle due tattiche, star pronti come in guerra né tranquilli come in pace. Tuttavia ho da criticare soprattutto quell'atteggiamento in me (perché infatti non confessarlo proprio come a un medico?), vale a dire di non essermi liberato in tutta sincerità di quei difetti che temevo e odiavo e di non esserne tuttavia ancora schiavo; mi ritrovo in una condizione se è vero non pessima, pur tuttavia più che mai lamentevole e uggiosa: non sto né male né bene.<br> {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''La tranquillità dell'animo'', traduzione di Caterina Lazzarini, BUR, 1997. ISBN 9788817071406}} ====Mario Scaffidi Abate==== Esplorando, o Seneca, l'animo mio, vi ho trovato molti difetti, alcuni talmente evidenti da potersi, per così dire, toccare con mano, altri invece rintanati come in un nascondiglio, altri ancora saltuari, riemergenti a tratti, ad intervalli, e che sono forse i più molesti di tutti, simili a nemici sparpagliati qua e là che ti assalgono all'improvviso, quando gliene viene l'estro — come certe tribù nomadi — per cui tu vivi sempre in uno stato ambiguo, che non è di guerra ma nemmeno di pace, ed io mi sono scoperto appunto in un'analoga condizione (te lo confesso come un paziente che si confida al proprio medico), quella, cioè, di non essere né completamente libero dai miei rancori e dalle mie paure, né di trovarmi in loro balia, sicché, pur riconoscendo che la mia situazione non è delle peggiori, avverto un senso di malessere quanto mai sgradevole, che mi rende lunatico e lagnoso: insomma, non sono malato, ma non sto neppure bene.<br> {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''La serenità'', in ''L'ozio e La serenità'', cura e versione di Mario Scaffidi Abate, Newton, 1993. ISBN 8879830082}} ===Citazioni=== *In qualunque situazione della vita, troverai momenti di soddisfazione, di riposo, di piacere, se preferirai giudicare lievi i tuoi mali invece di renderteli odiosi. (10, 1; 2000, p. 212) *Siamo tutti legati alla sorte, alcuni con una lenta [[catena]] d'oro, altri con una catena stretta ed avvilente, ma che importa? Ha messo tutti ugualmente sotto sorveglianza, sono legati anche quelli che ci legano [...]. La vita è tutta una schiavitù.<br />Bisogna, dunque, adeguarsi alla propria condizione, lamentarsene il meno possibile, cogliere tutti i vantaggi che essa presenta: non c'è situazione tanto amara, che l'equilibrio interiore non riesca a cavarne qualche motivo di conforto. Tante volte, superfici ristrette sono diventate ampiamente utilizzabili per merito dell'ingegnere che le ha sapute suddividere e una buona ristrutturazione ha reso abitabili localucci angusti. Applica la ragione alle difficoltà: diventa possibile che il duro s'ammorbidisca, l'angusto s'allarghi e che il carico, portato avvedutamente, risulti meno pesante. (10, 3-4; 2000, p. 213) *È dunque meglio accettare con calma il comportamento comune ed i vizi degli uomini, senza lasciarsi andare né al riso né al pianto: il provare tormento per i mali altrui è eterna miseria, il dilettarsi dei mali altrui è voluttà disumana. (15, 5; 2000, p. 219) ==''De vita beata''== * Tutti, o fratello Gallione, vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos'è che rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni. […] <br />Perciò dobbiamo prima chiederci che cosa desideriamo; poi considerare per quale strada possiamo pervenirvi nel tempo più breve, e renderci conto, durante il cammino, sempre che sia quello giusto, di quanto ogni giorno ne abbiamo compiuto e di quanto ci stiamo sempre più avvicinando a ciò verso cui il nostro naturale istinto ci spinge. Finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma solo lo strepito e il clamore discorde di chi ci chiama da tutte le parti, la nostra vita si consumerà in un continuo andirivieni e sarà breve anche se noi ci daremo giorno e notte da fare con le migliori intenzioni. <br />Si stabilisca dunque dove vogliamo arrivare e per quale strada, non senza una guida cui sia noto il cammino che abbiamo intrapreso, perché qui non si tratta delle solite circostanze cui si va incontro in tutti gli altri viaggi; in quelli, per non sbagliare, basta seguire la strada o chiedere alla gente del luogo, qui, invece, sono proprio le strade più frequentate e più conosciute a trarre maggiormente in inganno. Da nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno le pecore, il [[gregge]] che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente, convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. (I) * Cerchiamo un bene che non sia appariscente, ma solido e duraturo, e che abbia una sua bellezza tutta intima: tiriamolo fuori. Non è lontano; si troverà, bisogna soltanto che tu sappia dove allungare la mano; ora, invece, come se fossimo al buio, passiamo davanti alle cose che ci sono vicine, inciampando magari proprio in quelle che desideriamo. (III) *La felicità vera è nella virtù. (16, 1) :''In virtute posita est vera felicitas''. *Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano. *Ma se sei [[uomo]], ammira chi tenta grandi imprese, anche se fallisce. (XX, 2) ==''Epistulae morales ad Lucilium''== ===[[Incipit]]=== Comportati così, Lucilio mio: rivendica i tuoi diritti su te stesso, e il [[tempo]] che finora ti veniva portato via o ti veniva rubato o ti sfuggiva di mano, trattienilo e custodiscilo. Convinciti che le cose stanno proprio così come ti scrivo: certi [[attimo|momenti]] ci vengono strappati via, altri ci vengono sottratti furtivamente e altri ci sfuggono senza che ce ne accorgiamo. Tuttavia, la perdita più vergognosa è quella che avviene per nostra negligenza. E se vorrai fare attenzione, comprenderai che gran parte della vita se ne vola via nel fare il male, la maggior parte nel non fare nulla, tutta la vita nel disperdersi in altre cose estranee al vero senso della vita. {{NDR|Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'', traduzione di Monica Natali, in ''Tutte le opere'', a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano, 2000. ISBN 88-452-9073-5}} ===Citazioni=== <!-->ORDINE ALFABETICO<--> *Abbandona ogni [[preoccupazione]] per la tua esistenza e te la renderai piacevole. (4, 6; 2010) *Agli [[animale|animali]] è concesso soltanto il presente, che è brevissimo [e] fugace: del passato hanno un vago ricordo, che può essere richiamato alla loro memoria solo dall'impatto con le cose presenti. (124, 17; 2000) *Anche da un piccolo corpo deforme può uscire uno spirito veramente forte e virtuoso. (66, 3)<ref name=diz>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Anche la [[sfortuna]] è mutevole. Forse sarà, forse non sarà, nel frattempo non è; tu spera nel meglio. :''Habet etiam mala fortuna levitatem. Fortasse erit, fortasse non erit: interim non est; meliora propone.'' (II) *[...] anche gli animali ancora in tenera età e appena usciti dall'utero materno o dall'uovo sanno subito che cosa può essere pericoloso ed evitano ciò che può essere causa di morte: quelli che sono preda degli uccelli [[rapace|rapaci]] ne temono anche l'ombra, quando questi passano in volo. Nessun animale viene alla luce senza la [[tanatofobia|paura della morte]]. (121, 18; 2000) *[...] c'è grande differenza fra il non volere e il non sapere fare il male. (90, 46; 2000) *[...] certe [[abitudine|abitudini]] si possono più facilmente troncare che moderare. (108, 16; 2000) *Chi è nobile? Colui che dalla natura è stato ben disposto alla virtù. :''Quis est generosus? Ad virtutem bene a natura compositus.'' *Chi è temuto teme: non può starsene tranquillo chi è oggetto della [[paura]] altrui. (105, 4) *Chi non vuole morire si rifiuta di vivere, perché la vita ci è stata data a patto di morire. La morte è il termine certo a cui siamo diretti e temerla è da insensato, poiché si aspetta ciò che è certo e solo l'incerto può essere oggetto di timore. La morte è una necessità invincibile e uguale per tutti: chi può lamentarsi di trovarsi in una condizione a cui nessuno può sottrarsi? [...] <br>Ma temo che una lettera così lunga ti diventi più odiosa che la morte. Perciò concluderò: pensa sempre alla morte, se non vuoi mai temerla. (lettera 30; 1975) *Chi segua la sua strada ha sempre una [[meta]] da raggiungere, ma chi ha smarrito la retta via, va errando all'infinito. (lettera 16; 1975) *Chi si adatta bene alla [[povertà]] è ricco. (4, 11; 2000) *Chi vive nell'ozio senza il conforto delle belle lettere, è come morto, è un sepolto vivo. (82, 3) :''Otium sine litteris mors est et hominis vivi sepultura''. *Chiederò in prestito a Epicuro questa massima: «Per molti le ricchezze acquistate non hanno rappresentato la fine, ma solo un mutamento delle loro miserie». (lettera 17; 1975) *Ci chiedevamo se tutti gli animali abbiano coscienza della loro natura. Che l'abbiano appare chiaro soprattutto dal fatto che muovono le membra in modo appropriato e prontamente, come se esse fossero addestrate a tale scopo; non c'è nessuno che sia privo della capacità di muoversi agilmente. L'artigiano maneggia con facilità i suoi attrezzi, il pilota muove con abilità il timone, il pittore distingue rapidamente i colori che si è messo davanti in gran numero e varietà per fare un ritratto, e passa facilmente con lo sguardo e con le mani dalla cera all'opera: così l'animale è agile in ogni sua attività. (121, 5; 2000) *Ci sono, invece, esercizi facili e brevi che spossano sùbito il corpo e fanno risparmiare quel tempo che va tenuto in gran conto: la [[corsa]], il sollevamento pesi, il salto in alto, in lungo e quello, per così dire, tipico dei Salii o, per usare una definizione più volgare, del "lavandaio": scegli uno qualsiasi di questi semplici e facili esercizi. (15, 4)<ref>Da ''[http://spazioinwind.libero.it/latinovivo/Lettere%20a%20Lucilio.htm Lettere a Lucilio]'', ''spazioinwind.libero.it''.</ref> *Comandare a se stessi è la forma più grande di comando. :''Imperare sibi maximum imperium est.'' (CXIII, 30) *Come una commedia, così è la vita: non quanto è lunga, ma quanto bene è recitata, è ciò che importa. (IX, 77-20) :''Quomodo fabula, sic vita: non quam diu, sed quam bene acta sit, refert''. *Dal male non può nascere il bene, come un fico non nasce da un olivo: il frutto corrisponde al seme. (87, 25)<ref name=diz/> *Devi sapere che Ulisse non affrontò tante peripezie nella navigazione perché era perseguitato da Nettuno: egli soffriva di mal di mare. Proprio come lui, dovunque dovrò andare per mare, vi giungerò dopo vent'anni. [...] <br>Una leggera febbretta può sfuggire all'attenzione, ma, se aumenta e diventa un'autentica febbre che brucia, anche l'uomo più resistente e più avvezzo alle sofferenze è costretto a confessare l'infermità. [...] <br>Il contrario avviene nelle infermità che colpiscono l'animo: quanto più uno sta male, tanto meno se ne accorge. Non te ne devi meravigliare, carissimo Lucilio. Infatti, chi è appena assopito, anche durante il sonno percepisce le immagini dei sogni; e talvolta, dormendo, si rende conto di dormire. Ma un sonno pesante estingue anche i sogno e sommerge l'anima in una completa incoscienza. Perché nessuno confessa i suoi vizi? Perché è ancora sotto il loro dominio. Può raccontare i propri sogni solo chi ne è guarito. Perciò, svegliamoci, per poter prendere coscienza dei nostri errori. Solo la filosofia riuscirà a destarci, e a scuoterci dal pesante sonno: consacrati tutto a lei. Tu sei degno di lei ed ella è degna di te: abbracciatevi. (lettera 53; 1975) *Di [[tempo]] non ne abbiamo poco, ne sprechiamo tanto. L'uomo grande non permette che gli si porti via neanche un minuto del tempo che gli appartiene. *Dice [[Ecatone di Rodi|Ecatone]]: «Ti rivelerò un filtro amoroso, senza unguenti, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama». [...] <br>Certo qualcosa di simile all'amicizia è nell'[[amore]], che si potrebbe chiamare una folle amicizia. (lettera 9; 1975) *Dicono che [[Cratete di Tebe|Cratete]], discepolo di quello Stilbone, da me menzionato nella precedente lettera, avendo visto un giovincello passeggiare in un luogo isolato, gli domandò che facesse lì solo. «Parlo con me» fu la risposta. E di rimando Cratete: «Sta' bene attento, te ne prego; tu parli con un cattivo soggetto». [...] <br>Chi è privo della saggezza non deve essere lasciato in balia di se stesso [...]. (lettera 10; 1975) *Diverrò povero? Sarò con la maggioranza degli uomini. Andrò in esilio? Penserò di essere nato là, dove mi manderanno. Sarò messo in catene? E allora? Sono forse ora veramente libero? La natura mi ha già legato a questo grave peso del corpo. Morirò? Porrò cosi fine – dirai tu – alla possibilità di ammalarmi, di esser messo in catene, di morire. [...] Moriamo ogni giorno: ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce. Abbiamo perduto l'infanzia, poi la fanciullezza, poi la giovinezza. Tutto il tempo trascorso fino a ieri è ormai perduto; anche questo giorno che stiamo vivendo lo dividiamo con la morte. Come la [[clessidra]] non è vuotata dall'ultima goccia d'acqua, ma da tutta quella defluita prima, così l'ora estrema, che mette fine alla nostra vita, non provoca da sola la morte, ma da sola la compie; noi vi giungiamo in quel momento, da tempo, però, vi siamo diretti. [...] «Non viene una sola volta la morte; quella che ci rapisce è solo l'ultima morte». [...] questa morte che tanto temiamo è l'ultima, non la sola. [...] la follia umana, è così grande, che alcuni sono spinti alla morte proprio dal timore della morte. [...] Ci chiediamo: «Fino a quando sempre le stesse cose? Svegliarsi e andare a dormire, mangiare ed aver fame, aver freddo e soffrire il caldo? Nessuna cosa finisce, ma tutte sono collegate in uno stesso giro: si fuggono e si inseguono. Il giorno è cacciato dalla notte, la notte dal giorno; l'estate ha fine con l'autunno, questo è incalzato dall'inverno, che a sua volta è chiuso dalla primavera: così tutto passa per tornare. Non faccio né vedo mai niente di nuovo. Ad un certo punto, di tutto questo si prova la nausea». Per molti la vita non è una cosa penosa, ma inutile. (lettera 24; 1975) *È grande chi sa essere povero nella ricchezza. (20, 10) :''Magnus ille, qui in divitiis pauper est''. *È meglio imparare delle cose inutili che non imparare niente. (88, 45) :''Satius est supervacua scire quam nihil''. *È povero non chi possiede poco, ma chi brama avere di più. (lettera 2; 1975) *Fa' ancora il nome di [[Tito Livio]]: ha, infatti, scritto anche dei dialoghi che si possono annoverare tra le opere di filosofia così come tra quelle di storia, e dei libri di argomento espressamente filosofico: cedo il passo anche a lui. (100, 9; 2000) *Giurare sulle parole del maestro. (12, 10) :''Jurare in verba magistri''. *Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire. (71, 36) :''Magna pars est profectus velle proficere''. *Guidano i fati chi li segue di buona voglia, trascinano gli altri. (107, 11) :''Ducunt volentem fata, nolentem trahunt''. *I mali che fuggi sono in te. (104, 20) *I vizi: è più facile sradicarli che tenerli a freno. (85, 10) :''Facilius sustuleris illa (vitia) quam rexeris''. *Il destino guida chi lo segue di sua volontà, chi si ribella, lo trascina. *Il [[lavoro]] caccia i vizi derivanti dall'ozio. (56, 9) *Il sopprimere i desideri è anche un utile rimedio contro la paura. (5, 7)<ref name=diz/> *In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore. (91, 5) *In verità non è [[povertà]], se è lieta; povero è non chi possiede poco, ma chi desidera di più. (2, 6; 2000) *Io sono troppo grande e troppo superiore è il destino per cui sono nato, perché io possa rimanere schiavo del mio corpo. (65, 21)<ref name=diz/> *L'amore non può coesistere col timore. (47, 18) :''Non potest amor cum timore misceri''. *L'assalto del male è di breve durata; simile ad un temporale, passa, di solito, dopo un'ora. Chi, infatti, potrebbe sopportare a lungo quest'agonia? Ormai ho provato tutti i malanni e tutti i pericoli, ma nessuno per me è più penoso. E perché no? In ogni altro caso si è ammalati; in questo ci si sente morire. Perciò i medici chiamano questo male "meditazione della morte": talvolta, infatti, tale mancanza di respiro provoca la soffocazione. Pensi che ti scriva queste cose per la gioia di essere sfuggito al pericolo? Se mi rallegrassi di questa cessazione del male, come se avessi riacquistato la perfetta salute, sarei ridicolo come chi credesse di aver vinto la causa solo perché è riuscito a rinviare il processo. (54, 1-4) *L'infelicità non consiste nel fare una cosa per ordine altri, ma nel farla contro la propria volontà. (lettera 61; 1975) *L'inizio della salvezza è la conoscenza del peccato. (28, 9) *L'ubriachezza eccita e porta alla luce tutti i vizi, togliendo quel senso di pudore che costituisce un freno agli istinti cattivi. (83, 19)<ref name=diz/> *L'uomo è un animale che ragiona. (41, 8) *La fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo. :''Audentis fortuna iuvat, piger ipse sibi obstat''. *La [[verità]] è sempre la stessa in ogni sua parte. (79, 16) :''Veritas in omnem sui partem semper eadem est''. *La via è lunga se si va per regole, è breve ed efficace se si va per esempi. :''[L]ongum iter est per praecepta, breve et efficax per exempla''. (libro 1, epistola VI, 14) *La vita è lunga se è piena. (93, 2) :''Longa est vita, si plena est''. *La vita, senza una meta, è vagabondaggio. (95, 46) :''Vita sine proposito vaga est''. *Le idee migliori sono proprietà comune. (12, 11) :''Quae optima sunt, esse communia''. *Lunga è la via dell'insegnare per mezzo della teoria, breve ed efficace per mezzo dell'esempio. (6, 5) :''Longum iterest per praecepta, breve et efficax per exempla'' *Mi piace avere qualche [[difficoltà]] da vincere, in cui esercitare la mia capacità di sopportare. Infatti, anche questa è una preziosa dote di [[Quinto Sextio|Sestio]]: ti mostrerà la grandezza della felicità senza farti disperare di ottenerla: comprenderai che essa sta in alto, ma è accessibile, se uno vuole. (64, 5; 2000) *Molti imparano non per la vita ma per la scuola. (106, 12) :''Non vitae sed scholae discimus''. *Nasciamo diversi, moriamo uguali. (XCI, 16) :''Impares nascimur, pares morimur.'' *Negli uomini tale è il modo di parlare quale quello di vivere. (114, 1) :''Talis hominibus fuit oratio qualis vita.'' *Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare. (lettera 71, 3; 1975, pp. 458-459) :''Ignoranti quem portum petat nullus suus ventus est''. *Nessuna conoscenza, se pur eccellente e salutare, mi darà gioia se la apprenderò per me solo. Se mi si concedesse la sapienza con questa limitazione, di tenerla chiusa in me, rinunciando a diffonderla, la rifiuterei. *Nessuno è obbligato a correre sulla via del successo. (22, 4) :''Nulli necesse est felicitatem cursu sequi.'' *Nessuno mai condannò la sapienza alla povertà. :''Nemo sapientiam paupertate damnavit.'' *Niente di più lungo di quel passaggio sotterraneo, niente di più fioco di quelle fiaccole, che servono non per vedere tra le tenebre, ma per vedere le tenebre stesse. (lettera 57; 1975) *Noi, assai dissennati, crediamo che essa {{NDR|la morte}}, sia uno scoglio, mentre è un porto, delle volte da cercare, ma mai da rifuggire, nel quale se qualcuno è spinto nei primi anni {{NDR|di vita}}, non deve lamentarsi più di chi ha navigato velocemente. (70) :''Scopulum esse illum putamus dementissimi: portus est, aliquando petendus, numquam recusandus, in quem si quis intra primos annos delatus est, non magis queri debet quam qui cito navigavit.'' *Non è perché le cose sono [[difficoltà|difficili]] che non [[osare|osiamo]], ma è perché non osiamo che sono difficili. (CIV, 26) :''Non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus difficilia sunt.'' *Non giova né si assimila il cibo vomitato subito dopo il pasto. [...] Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne. [...] Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi. Procurati ogni giorno un aiuto contro la povertà, contro la morte e, anche, contro le altre calamità; e quando avrai fatto passare tante cose, estrai un concetto da assimilare in quel giorno. (I, 2) :''Non prodest cibus nec corpori accedit qui statim sumptus emittitur [...] Distringit librorum multitudo; itaque cum legere non possis quantum habueris, satis est habere quantum legas. [...] Probatos itaque semper lege, et si quando ad alios deverti libuerit, ad priores redi. Aliquid cotidie adversus paupertatem, aliquid adversus mortem auxili compara, nec minus adversus ceteras pestes; et cum multa percurreris, unum excerpe quod illo die concoquas.'' *Non si soffre, in effetti, per la mancanza di questi beni, ma per il pensiero della loro mancanza. Chi ha il possesso di sé non ha perso niente: ma quanti hanno la fortuna di possedere se stessi? (lettera 42; 1975) *[...] non [[speranza|sperare]] senza [[disperazione]] e non disperare senza speranza. (104, 12; 2000, p. 955) *Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte. (30, 17) :''Non mortem timemus, sed cogitationem mortis''. *Noterai che nessun animale tiene in poco conto il suo corpo o si disinteressa di esso. Anche quelli più stupidi e sciocchi, per quanto siano tardi in tutto il resto, sono ben svegli quando si tratta della loro vita. (121, 24<ref>Citato in Gino Ditadi, ''I filosofi e gli animali'', vol. 1, Isonomia editrice, Este, 1994, pp. 329-330. ISBN 88-85944-12-4</ref>) *Occorre che la [[legge]] sia breve, perché più facilmente i mal pratici la ricordino. (94, 38) :''Legem brevem esse oportet, quo facilius ab imperitis teneatur''. *Ogni [[piacere]] ha il suo momento culminante quando sta per finire. (12, 5) *Pensa che a noi accade la stessa cosa: la vita conduce alcuni molto rapidamente alla meta cui, anche indugiando, dovevano giungere, altri li consuma e li tormenta. La [[vita]] non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene. Perciò, il saggio vivrà quanto deve, non quanto può. Osserverà dove gli toccherà vivere, con chi, in che modo e che cosa dovrà fare. Egli bada sempre alla qualità della vita, non alla lunghezza. (libro VIII, 70) *Perché, ti domando, alimenti ed eserciti le forze fisiche? La natura le ha concesse in misura maggiore agli animali domestici e alle fiere. Perché curi tanto il tuo aspetto esteriore? Per quanto tu ti dia da fare, sarai vinto in bellezza dai muti animali. (124, 22; 2000) *Perciò gli uomini si immergono nelle passioni e, una volta che ne hanno fatto un'abitudine, non possono più farne a meno; e sono veramente infelici, poiché giungono a sentire come necessarie le cose prima superflue. Non godono dei piaceri, ma ne rimangono schiavi e, quella che è la peggiore disgrazia, amano anche il proprio male. Si raggiunge il colmo dell'infelicità quando le cose turpi non solo sono gradite, ma procurano un intimo compiacimento; e non c'è rimedio quando quelli che erano sentiti come vizi diventano abitudine quotidiana. (lettera 39; 1975) *Perciò non devi attribuire a Epicuro quei pensieri che t'ho inviato: sono di dominio pubblico, e soprattutto della nostra scuola. [...]<br> Dovunque volgi lo sguardo, ti si presentano massime che potrebbero considerarsi notevoli se non si leggessero insieme con altre dello stesso valore. Perciò abbandona la speranza di poter gustare superficialmente l'ingegno dei sommi uomini; tu devi studiarlo e considerarlo nella sua unità. Ogni suo aspetto ne richiama sempre un altro, ciascuna parte, connettendosi con l'altra, dà completezza all'opera dell'ingegno umano. Niente può essere tolto senza rompere l'unità del pensiero. Non dico che non si possano considerare le singole membra, purché non si prescinda dall'intero organismo. [...]<br>Ma per un uomo di matura esperienza è disdicevole cercare fiorellini, sostenersi con poche [[massime]] ben note e affidarsi alla memoria. È ormai tempo che uno poggi su se stesso, che esprima questi pensieri con parole sue e non a memoria. Ed è specialmente disdicevole per un vecchio o per uno che si affaccia alla vecchiaia una cultura basata su raccolte di esempi scolastici. «Questo l'ha detto Zenone». E tu che dici? «Questo l'ha detto Cleante.» E tu? Fino a quando ti muoverai sotto la guida di un altro? Prendi tu il comando ed esprimi anche qualcosa di tuo, che altri mandino a memoria. [...] <br>Hanno esercitato la memoria sul pensiero altrui, ma altro è ricordare, altro è sapere. Ricordare è custodire ciò che è stato affidato alla memoria, mentre sapere significa far proprie le nozioni apprese e non star sempre attaccato al modello, con lo sguardo sempre rivolto al maestro. «Questo l'ha detto Zenone, questo Cleante.» Ci sia qualche differenza fra te e il tuo libro. Fino a quando penserai ad imparare? È tempo anche di insegnare. Che ragione c'è che io senta dire da te quello che posso leggere in un libro? [...]<br>La verità è accessibile a tutti, non è dominio riservato di nessuno, e il campo che essa lascia ai posteri è ancora vasto. (lettera 33; 1975) *Poiché ho cominciato a raccontarti come da giovane mi sono accostato alla filosofia con uno slancio maggiore di quello con cui continuo a coltivarla da vecchio, non mi vergognerò di confessare quale amore mi abbia ispirato [[Pitagora]]. [[Sozione di Alessandria|Sozione]] spiegava perché Pitagora si era astenuto dal mangiare carne di animali e perché in seguito se ne era astenuto [[Quinto Sextio|Sestio]]. Le loro motivazioni erano diverse, ma entrambe nobili.<br />Sestio riteneva che l'uomo avesse abbastanza per nutrirsi anche senza spargere sangue, e che divenisse un'abitudine alla crudeltà lo squarciare gli animali per il piacere della gola. Aggiungeva poi che bisogna limitare gli incentivi alla dissolutezza; concludeva che gli alimenti di varia qualità sono contrari alla salute e dannosi al nostro corpo.<br />Pitagora, invece, sosteneva che esiste una parentela fra tutti gli esseri e che c'è una relazione fra le anime che trasmigrano da una forma di vita all'altra. Nessuna anima, a suo parere, muore, né cessa di agire, se non per l'attimo in cui si trasferisce in un altro corpo. (108, 17-18; 2000) *Quando consideri il numero di uomini che sono davanti a te, pensa a quanti ti seguono. (15, 10) :''Cum aspexeris, quot te antecedant, cogita, quot sequantur.'' *Quando insegnano, gli uomini imparano. (VII, 8) :''Homines, dum docent, discunt.'' *{{NDR|Su [[Quinto Sextio]]}} Quanto vigore c'è in lui, buoni dèi, quanto ardore! Non in tutti i filosofi lo troverai: gli scritti di certuni, che pure sono famosi, sono senza nerbo. Ammaestrano, discutono, cavillano, non infondono quell'energia spirituale, perché non ne hanno: quando leggerai Sestio, dirai: «è vivo, è vigoroso, è libero, è superiore agli uomini comuni, mi lascia pieno di un'eccezionale sicurezza». (64, 3; 2000) *Questo è l'unico motivo per cui non possiamo lagnarci della vita: essa non trattiene nessuno. (70, 15) :''Hoc est unum, cur de vita non possimus queri: neminem tenet''. *Sbaglia chi cerca un [[amico]] nell'atrio e lo mette alla prova nel banchetto.<ref>Citato in Paola Mastellaro, ''Il libro delle citazioni latine e greche'', Mondadori, Milano, 2012, p. 18. ISBN 978-88-04-47133-2.</ref> (CXIX, 119) :''Errat autem qui amicum in atrio quaerit, in convivio probat''. *Se mi arrenderò al piacere, dovrò arrendermi anche al dolore, alla fatica, alla povertà; anche l'ambizione e l'ira vorranno le mie energie, anzi sarò straziato fra tante passioni. Aspiro alla libertà; questo è il premio a cui sono rivolte tutte le mie fatiche. Mi chiedi che cosa sia la libertà? È indipendenza da ogni cosa, da qualunque circostanza esterna, da qualunque necessità. (lettera 51; 1975) *Se voglio trastullarmi con qualche buffone, non devo cercarlo lontano: rido di me. (lettera 50; 1975) *Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente. (101, 9) *Smetterai di [[timore|temere]] se avrai smesso di [[speranza|sperare]]. (V, 7) :''Desines timere si sperare desieris.'' *"Sono schiavi." No, sono uomini. "Sono schiavi". No, vivono nella tua stessa casa. "Sono schiavi". No, umili amici. "Sono schiavi." No, compagni di schiavitù, se pensi che la sorte ha uguale potere su noi e su loro. (Epistola 47,1) *Sono più le cose che ci spaventano che quelle che fanno effettivamente male, e siamo travagliati più per le apparenze che per i fatti reali. (13, 4)<ref name=diz/> *Ti dirò che cosa oggi mi è piaciuto in [[Ecatone di Rodi|Ecatone]]. «Mi chiedi» egli scrive «quale è stato il mio progresso? Ho cominciato ad essere amico di me stesso.» Grande è stato il suo progresso: non rimarrà più solo. Sappi che tutti possono avere quest'amico. (lettera 6; 1975) *Ti prego, Lucilio carissimo, fa' la sola cosa che può renderti felice: distruggi e calpesta questi beni splendidi solo esteriormente, che uno ti promette o che speri da un altro; aspira al vero bene e godi del tuo. Ma che cosa è "il tuo"? Te stesso e la parte migliore di te. Anche il corpo, povera cosa, benché non se ne possa fare a meno, stimalo necessario più che importante; ci procura piaceri vani, di breve durata, di cui necessariamente ci pentiamo e che, se non li frena una grande moderazione, hanno un esito opposto. Questo dico: il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura; ma è difficile tenere una giusta misura in quello che si crede un bene: solo il desiderio, anche intenso, del vero bene è senza pericoli. Vuoi sapere che cosa sia il vero bene o da dove venga? Te lo dirò: dalla buona coscienza, dagli onesti propositi, dalle rette azioni, dal disprezzo del caso, dal tranquillo e costante tenore di vita di chi segue sempre lo stesso cammino. (23, 6-7) *Tutta l'[[arte]] è imitazione della [[natura]]. (65, 3) :''Omnis ars naturae imitatio est''. *Tuttavia, questa è in sostanza la mia [[Regole dai libri|regola]]: comportati con chi ti è inferiore come vorresti che si comportasse con te chi ti è superiore. (47, 11; 2000) {{NDR|[[etica della reciprocità]]}} *Un grande pilota sa navigare anche con la [[vela (sistema di propulsione)|vela]] rotta. (30, 3) *Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti. (33, 5) :''Non est formosa, cuius crus laudatur aut brachium, sed illa, cuius universa facies admirationem partibus singulis abstulit''. *Vivere vuol dir combattere. (XCVI, 5). :''Vivere'' [mi Lucili] ''militare est''. ==''Hercules furens''== ===[[Incipit]]=== <poem>O gran re dell'Olimpo, arbitro sommo Dell'universo mondo, oh segna alfine Ai tormentosi affanni alcuna meta, Alla sciagura un termine.</poem> ===Citazioni=== *[...] ''il [[delitto]] | cui coronò il successo e la fortuna, virtù si chiama'' [...]. ('''Anfitrione:''' atto I, p. 19) *''A sublime virtù sol raramente | perdona iniqua la Fortuna: a lungo | nessuno può così frequenti rischi | sfidar sicuro: quei che il [[caso]] tante | volte dimenticò, còlto n'è una.'' ('''Megara:''' atto I, p. 23) *[...] ''chi sua [[stirpe]] vanta | loda il non suo.'' ('''Lico:''' atto I, p. 24) *''La prima | arte del [[regno]] è di saper durare | pur contro l'odio.'' ('''Lico:''' atto I, p. 24) *''Non san misura l'armi; facilmente | né moderar si può né ritenere | d'alzata spada l'ira; il sangue piace, | piace alla guerra.'' ('''Lico:''' atto I, p. 27) *''D'ogni [[guerra]], | non il motivo, l'esito si chiede.'' ('''Lico:''' atto I, p. 27) *'''Lico:''' – ''Ti forzerò.''<br>'''Megara:''' ''– Chi sa morir non forzi.'' (atto I, p. 28) *''A Giove | [[Tirannicidio|vittima]] né più grande né più opima | offrir si può che iniquo re.'' ('''Ercole:''' atto III, p. 56) ==''Questioni naturali''== *Oh che cosa spregevole è l'uomo, se non si sarà innalzato al di sopra delle cose umane! (I, prefazione, 5, p. 512) *Se volete non aver paura di nulla, pensate che tutto è da temere. ([[s:la:Quaestiones Naturales/Liber VI#Si uultis nihil timere, cogitate omnia esse metuenda|VI, 2, 3]], p. 616) *È naturale ammirare le cose nuove più che quelle grandi. (VII, 1, 4, p. 638) ==[[Incipit]] di alcune opere== [[File:Seneca-Cordoba.jpg|thumb|Seneca, scultura di Amadeo Ruiz Olmos (Cordova)]] ===''Apokolokyntosis''=== Voglio consegnare alla storia quel che è successo in cielo il giorno prima delle idi di ottobre, inizio di un anno straordinario, di un'età felicissima. Non ci sarà posto né per il rancore, né per l'adulazione. Quello che sto per raccontare è tale e quale a come è accaduto. Nell'ipotesi che qualcuno venisse a chiedermi la fonte di tali avvenimenti, è bene mettere subito in chiaro questo: se la cosa non mi andrà a genio, non risponderò. D'altronde, chi mi potrebbe forzare? So di essere diventato padrone di me stesso, il giorno in cui se ne andò finalmente all'altro mondo quello che aveva dimostrato la verità del proverbio: «conviene nascere re o scemi». ===''De constantia sapientis''=== Io non esito a dire, mio caro Sereno, che tra gli [[Stoicismo|Stoici]] e i filosofi delle altre scuole passa la stessa differenza che tra gli uomini e le donne: i quali e le quali contribuiscono in egual misura alla vita della società, ma gli uni sono fatti per comandare, le altre per obbedire.<br> {{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}} ===''De otio''=== Tutti sono d'accordo nel ritenere che, vivendo in società, è difficile essere immuni dai vizi, e allora, se non abbiamo altro mezzo per salvarci da essi, isoliamoci: già questo solo fatto ci renderà migliori. D'altronde chi c'impedisce, pur vivendo appartati, di avvicinare uomini virtuosi e ricavarne un esempio su cui modellare la nostra esistenza? E ciò non è possibile se non in una vita tranquilla, lontana dalle pubbliche faccende: solo così potremo mantenere fermi i nostri propositi, non avendo accanto nessuno che, sollecitato dalla grande massa che gli sta intorno, possa distoglierci dalla nostra decisione, ancora instabile, all'inizio, e perciò facile a sgretolarsi. Allora sì la nostra vita potrà procedere uniforme e costante, perché non turbata dalle idee più diverse e contrastanti. Pergiunta, come se già non bastassero i numerosi mali che ci affliggono, passiamo da un vizio all'altro, e questo è il guaio peggiore: restassimo almeno attaccati a un vizio solo, quello che ci è più familiare e che abbiamo ormai sperimentato! Così a questo inconveniente si aggiunge pure il tormento che ci rode nel constatare come le nostre scelte, oltre che cattive, siano anche incostanti. Siamo sballottati di qua e di là come dai flutti o dal vento, ed ora ci attacchiamo ad una cosa, ora ad un'altra, lasciamo ciò che avevamo cercato e ricerchiamo ciò che avevamo lasciato, in un altalenante avvicendarsi di desideri e pentimenti. Questo perché dipendiamo sempre dalle opinioni degli altri, ci sembra migliore ciò che ha un gran numero di aspiranti e di elogiatori e non ciò che va lodato e ricercato per il suo intrinseco valore, così come una strada la giudichiamo buona o cattiva non di per se stessa ma dalla quantità delle impronte e dal fatto che fra di queste non ce ne sia nessuna che torni indietro. ==Citazioni su Lucio Anneo Seneca== *A vedere gli sforzi che Seneca fa per prepararsi alla morte, a vederlo sudare dallo sforzo per corroborarsi e star forte e dibattersi per tanto tempo su quella pertica, avrei scemato la reputazione di lui se non l'avesse conservata morendo veramente da forte. Il suo agitarsi così ardente, così frequente, mostra che era ardente e impetuoso lui stesso. [...] E in ogni modo mostra che era incalzato dal suo avversario. Lo stile di [[Plutarco]], di quanto è più sdegnoso e più sostenuto, è, secondo me, di altrettanto più virile e persuasivo: crederei facilmente che la sua anima avesse gli impulsi più sicuri e più regolati. L'uno, più vivace, ci stimola e ci sveglia di soprassalto, tocca più lo spirito. L'altro, più calmo, ci istruisce, ci fortifica e conforta costantemente, tocca più l'intelletto. Quello là rapisce la nostra mente, questo la conquista. ([[Michel de Montaigne]]) *Anche nella qualità di scrittore, Seneca è una fedele {{sic|imagine}} del suo tempo, che stimava più lo splendore che la profondità. Scrisse a quel modo per intima persuasione della sua bontà, e si giocò per questo l'approvazione dell'età seguente. ([[Wilhelm Siegmund Teuffel]]) *È l'uomo di genio. Pensatore e artista, prosatore e poeta, egli espresse nella lingua latina un sentimento universale e schiuse la letteratura all'umanità. Non fu ricercatore di verità occulte né creatore di sistemi filosofici né indagatore profondo dei problemi ontologici e gnoseologici: non fu propriamente né un fisico né un filosofo: ma dei problemi fisici e filosofici ebbe la conoscenza e soprattutto la sensibilità: e nessuno come lui, nel mondo antico, poté parlare agli uomini dei casi della vita e della morte. ([[Concetto Marchesi]]) *Non si concepisce veramente come l'arte {{NDR|delle tragedie}} di Seneca potesse esser presa come esempio di morale, quando egli colla fredda impassibilità di uno stoico fa l'apologia del suicidio, descrive amori senza pudore, desiderî senza freno, vendette orribili; quando rappresenta un mondo di passioni straordinarie ed esagerate, virtù sfrenate, audacie gigantesche, il dolore che bestemmia, la vendetta atroce, l'orgoglio immane. Ma tutto ciò è ricoperto da un manto di sentenze così gravi, di detti così profondi; ma i suoi personaggi declamano così bene degli squarci di filosofia, che, perdonandosi a lui e trascurando ciò che nelle sue tragedie v'era per efficacia dei suoi tempi, furono potute prendere come modello di gravità tragica e di moralità. ([[Pietro Bilancini]]) *Questo «filosofo», professore di morale, di virtù, di disinteresse, non pratica né la morale, né la virtù, né il disinteresse. Si è arricchito con prestiti di danaro «a tassi usurari». Le sue operazioni finanziarie in Britannia sono di una rapacità tale che sono state una delle cause della ribellione dell'isola. ([[Georges Roux]]) *Raffinatezza di pensieri; falsità di concetti; abbondanza di antitesi; verbosità di locuzione, arguziette di sentimenti, questo è il capitale del maestro e consigliere di Nerone. ([[Francesco Lomonaco]]) *Seneca è il soggetto più notevole di questo tempo. Nel brio e nell'agilità della forma non ha chi gli somigli, fuori da [[Ovidio]]: ma Seneca ebbe ad un tempo un sentimento vivo di queste sue qualità; e tanta n'era la forza, che ad ogni occasione che gli si fosse offerta, non {{sic|sapea}} tenersi dal darne mostra, né gli balenava concettino in mente ch'ei {{sic|nol}} cogliesse. Tuttavia solo di rado può dirsi ch'egli abbia fatto un uso biasimevole delle sue grandi doti e dell'alta sua condizione; e se la sua vita mostra sovente una sapienza abbassata al grado di prudenza, la sua morte per altro ha l'impronta d'una rinunzia deliberata ai beni di questa vita. ([[Wilhelm Siegmund Teuffel]]) *Seneca inculca il principio che la filosofia non ha ad essere un esercizio declamatorio senza scopo morale; il suo compito è di rendere l'uomo migliore. Egli, al dire di [[Lattanzio]], sebbene pagano parla di Dio come non avrebbe potuto con maggiore verità un [[Cristiano (religione)|Cristiano]]. ([[Umberto Ronca]]) *Seneca spessissime volte per troppa voglia di farsi ammirare cade in una manifesta affettazione, ma Seneca ha molte bellezze degne di notarsi e se non vince o non uguaglia sempre i Greci, talora ai medesimi soggetti di [[Euripide]] presta maestà e vigore. ([[Pietro Napoli Signorelli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Lucio Anneo Seneca, ''Apokolokyntosis. La deificazione della zucca. Testo originale a fronte'', curato da Gabriella Focardi, Giunti Editore, 1995. ISBN 8809207106 *Lucio Anneo Seneca, ''Dialoghi morali'', traduzione di Gavino Manca, Einaudi, Torino, 1995. *Lucio Anneo Seneca, ''I benefici'', a cura di Salvatore Guglielmino, Zanichelli, Bologna, 1967. *Lucio Anneo Seneca, ''[https://archive.org/details/lercolefurioso L'Ercole furioso]'', versione poetica e note di critica testuale di Federico Ageno, Libreria editrice A. Draghi, Padova, 1925. *Lucio Anneo Seneca, ''L'ozio e La serenità'', cura e versione di Mario Scaffidi Abbate, Newton, 1993. ISBN 8879830082: **''De otio''. **''De tranquillitate animi''. *Lucio Anneo Seneca, ''La brevità della vita'' (''De brevitate vitae''), introduzione, traduzione e note di Alfonso Traina, BUR, Milano, 1993<sup>23</sup>. ISBN 9788817169400 *Lucio Anneo Seneca, ''La tranquillità dell'animo'', traduzione di Caterina Lazzarini, BUR, 1997. ISBN 9788817071406 *Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'' (''Epistulae morales ad Lucilium''), introduzione di Luca Canali, traduzione e note di Giuseppe Monti, cronologia a cura di Ettore Barelli, BUR, 1974. ISBN 8817120135 *Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'', traduzione di Monica Natali, in ''Tutte le opere'', a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano, 2000. ISBN 88-452-9073-5 *Lucio Anneo Seneca, ''Lettere a Lucilio'' (''Epistulae morales ad Lucilium''), traduzione di Caterina Barone, Garzanti, 2010. *Lucio Anneo Seneca, ''Tutte le opere: dialoghi, trattati, lettere e opere in poesia'', a cura di Giovanni Reale, Bompiani, Milano, 2000. ISBN 88-452-9073-5: **''L'ira'' (''De ira''), traduzione di Aldo Marastoni. **''La provvidenza'' (''De providentia''), traduzione di Aldo Marastoni. **''La tranquillità dell'animo'' (''De tranquillitate animi''), traduzione di Aldo Marastoni. **''Questioni naturali'' (''Naturales quaestiones''). ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|De ira||(39-40)}} {{Pedia|De brevitate vitae||(49)}} {{Pedia|De tranquillitate animi||(50)}} {{Pedia|Apokolokyntosis||(54)}} {{Pedia|De constantia sapientis||(56)}} {{Pedia|De otio||(62)}} {{Pedia|De providentia||(64 ca.)}} {{Pedia|Epistulae morales ad Lucilium||(65)}} {{DEFAULTSORT:Seneca, Lucio Anneo}} [[Categoria:Aforisti romani]] [[Categoria:Drammaturghi romani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filosofi romani]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno)]] [[Categoria:Politici romani]] [[Categoria:Scrittori romani]] [[Categoria:Sostenitori del vegetarianismo]] [[Categoria:Stoici]] bauk27029ipbu9tf15w9p0shzbymanx Bruno Munari 0 1573 1429851 1429787 2026-10-17T21:29:09Z Simonsegni 106283 Levo omissis iniziale + ordino alfabeticamente tre miei interventi. 1429851 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Bruno Munari 1.jpg|thumb|Bruno Munari]] '''Bruno Munari''' (1907 − 1998), grafico e designer italiano. *C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i [[bambini]] facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. (da ''Fantasia'') *Cos'è l'arte concreta? Prendiamo come esempio il [[teorema di Pitagora]]. Questa figura [...], prima era nella mente di Pitagora e nessuno la vedeva e la poteva conoscere. Disegnandolo su di una superficie piana, questo pensiero prende corpo, diventa concreto, è lui, non “rappresenta” altro che se stesso. Questo vuol dire poter vedere un pensiero, ora questo pensiero può essere scientifico come quello di Pitagora o artistico come quello di Mondrian, di Arp, di Bill, di... può essere a due dimensioni, a tre, a quattro, con colore o senza, con movimento per mostrare come una forma può trasformarsi in un'altra.<ref>Da ''Costruttivismo, concretismo, cinevisualismo + nuova visualità internazionale'', catalogo della mostra (Sanremo), a cura di Anna Canali, Arte Struktura, Milano, 1997, pp. 100-101.</ref> *{{NDR|Su [[Víctor Simonetti]]}} ''Ecco quindi che l’interesse di Víctor si orienta su “come una cosa'' | ''diventa un’altra”. Vuole capire come si comportano i vettori e'' | ''crea modelli di esplorazione dei fenomeni naturali.'' | ''Da quel momento gli amici lo chiamano Vector invece di Víctor.'' | ''Nelle sue opere insolite come aspetto, le immagini si formano e si'' | ''disfano a piacere, come le nuvole, come nella natura.''<ref name="Ciao Pitagora">Da [[Víctor Simonetti]], ''Ciao Pitagora'', Corraini Edizioni, Mantova, 1995. p. 3.</ref> *''Effettivamente, come dicono i cinesi, l’unica costante della realtà è la mutazione.''<ref name="Ciao Pitagora" /> *Il [[sogno]] dell'artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali. (da ''Artista e designer'') *L'[[arte]] è ricerca continua, assimilazione delle esperienze passate, aggiunta di esperienze nuove, nelle forma, nel contenuto, nella materia, nella tecnica, nei mezzi. (da ''Munari 80'') *Mentre i negativi-positivi sono costruiti con tinte sature piatte, senza alcun segno "espressionista", in uno spazio geometrico organizzato da ritmi rigidi, e dove tutto lo spazio è significante; i segni sono invece delle forme appoggiate sul fondo, senza problemi di ambiguità percettiva, dove il valore è dato dall'energia, dal colore materico, dalle dimensioni, dai collegamenti, dagli spazi vuoti. (da ''Simultaneità degli opposti'') *L'[[uovo]] ha una forma perfetta benché sia fatto col culo. (Da ''Verbale scritto''. Citato in Giorgio Maffei, ''Munari: i libri'', Bonnard, 2007, p. 174) *Nelle pitture di [[Michelangelo Merisi da Caravaggio|Caravaggio]] ci sono effetti di [[luce]]. L'interruttore non so dov'è. (da ''Occhio alla luce'') *Perché non facciamo una fantasia sull'alfabeto... fantastico, imprevisto, con lettere tutte diverse di dimensioni, di forma, di materia, di colore; buttate per aria con allegria... (da ''Alfabeto Lucini'') *Quando tutto è arte niente è arte. (da ''Munari 80'') *Struttura montabile e smontabile in varie combinazioni. Abitacolo è una struttura abitabile, un supporto quasi invisibile per il proprio microcosmo. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone. (da ''Artista e designer'') *Un dizionario dei gesti italiani è divertente e utile, tanto più se pensiamo che gli italiani, appunto, sono conosciuti in tutto il mondo perché si esprimono, oltre che con le parole, anche con i gesti. (da ''Il dizionario dei gesti italiani'') *Un esempio di forma spontanea è la [[lampada]] di maglia Falkland. Il materiale è un tubo di filanca. Da molto tempo pensavo all'elasticità come componente formale di oggetti e un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada. – Noi non facciamo lampade, signore. – Vedrete che le farete. E così fu. (da ''Fantasia'') ==''Arte come mestiere''== *Occorre far capire che finché l'arte resta estranea ai problemi della vita, interessa solo a poche persone. *Non ci deve essere un'arte staccata dalla vita: cose belle da guardare e cose brutte da usare. *Se volete poi sapere qualcosa di più sulla [[bellezza]], che cos'è esattamente, consultate una storia dell'arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri (o apolli) messi assieme e confrontati, fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quello che è bello, disse il [[rospo]] alla rospa, ma è bello quello che piace. ==Versi== *''Ogni [[libro]] è letto | ma ogni letto non è anche un libro.'' (da ''Domus'', n. 760, 1994) *''ALBERO | l'esplosione | lentissima | di | un | seme.'' (da ''Verbale scritto'', Il melangolo, 1992) *''ALBERO | l'esplosione lentissima | di un seme.'' (da ''Fenomeni bifronti'', Etra/Arte, 1993) *''Quando qualcuno dice: | questo lo so fare anch'io, | vuol dire | che lo sa rifare | altrimenti | lo avrebbe già fatto prima.'' (da ''Verbale scritto'', Il melangolo, 1992) ==Citazioni su Bruno Munari== *Non parlo poi di Munari. Munari o della Follia. Follia con F maiuscola: l'inventore delle macchine inutili (che hanno avuto l'alto onore di essere illustrate da ''La Lettura'', l'inventore dei grafici della pazzia, si convinca che il suo spirito è fuori fase. Gli schizofrenici i quali si credono la Svizzera, capaci di produrre perciò formaggi e orologi ottimi, sono più vicini all'equilibrio mentale. Non avveleniamo il pubblico, che è per lo più massa, con questi contorcimenti del pensiero. Ridiamo e facciamo ridere, ma in altro modo. ([[Anonimo]], 1931) *[...] una delle maggiori intelligenze creative del Novecento [...]. ([[Germano Beringheli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bruno Munari, ''Arte come mestiere'', Economica Laterza 1966. *Bruno Munari, ''Artista e designer'', Economica Laterza 1971. *Bruno Munari, ''Fantasia'', Universale Laterza 1977. *Bruno Munari, ''Munari 80 a un millimetro da me'', Scheiwiller 1987. *Bruno Munari, ''Simultaneità degli opposti'', Edizioni Corraini 1989. *Bruno Munari, ''Verbale scritto'', Il melangolo 1992. *Bruno Munari, ''Il dizionario dei gesti italiani'', Adnkronos Libri 1994. == Altri progetti== {{interprogetto|w}} {{DEFAULTSORT:Munari, Bruno}} [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] fdrea9upk4bga7x7q38p8kzzdu5811r Theodor W. Adorno 0 1721 1429791 1415760 2026-10-17T12:41:21Z Simonsegni 106283 Cit. [[arte]] + [[scienza]] → [[verità]] 1429791 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Adorno.jpg|thumb|Theodor Adorno nel 1964]] '''Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno''' (1903 – 1969), filosofo, sociologo, musicologo ed accademico tedesco. {{Vedi anche|Dialettica dell'illuminismo}} ==Citazioni di Theodor W. Adorno== *{{NDR|La musica moderna}} Essa ha preso su di sé tutta la tenebra e la colpa del mondo: tutta la sua felicità sta nel riconoscere l'infelicità, tutta la sua bellezza nel sottrarsi all'apparenza del bello. Nessuno vuole avere a che fare con lei, né i sistemi individuali né quelli collettivi; essa risuona inascoltata, senza echi. Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. A questa esperienza tende spontaneamente la musica nuova, esperienza che la musica meccanica compie ad ogni istante; l'assoluto venir-dimenticato. Essa è veramente il manoscritto in una bottiglia.<ref>Da ''Filosofia della musica moderna'', con un saggio introduttivo di Luigi Rognoni, traduzione di Giacomo Manzoni, Giulio Einaudi, Torino, 1959, p. 134.</ref> *I movimenti occultistici moderni, inclusa l'astrologia, sono ammodernamenti più o meno artificiali di vecchie e superate superstizioni, la sensibilità per le quali viene mantenuta viva da certe condizioni sociali e psicologiche, mentre le credenze riesumate restano fondamentalmente estranee all'universale situazione odierna di diffusione della cultura. L'assenza di una «serietà» di fondo che, per inciso, non rende affatto tali fenomeni meno seri per quanto riguarda le loro implicazioni sociali, è significativa del nostro tempo quanto l'emergere dell'occultismo secondario in sé.<ref>Da ''Stelle su misura''.</ref> *Il merito di [[Benedetto Croce|Croce]] fu di far piazza pulita, con spirito dialettico, di ogni misura estrinseca alla sostanza delle opere; [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ne fu impedito dal suo classicismo.<ref>Da ''Beethoven: filosofia della musica'', a cura di Rolf Tiedemann, traduzione di Luca Lamberti, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 978-88-06-13745-8. Citato in [[Mario Bortolotto]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/01/06/cosi-beethoven-porto-ultima-sfida-allassoluto.html Così Beethoven portò l'ultima sfida all'assoluto]'', ''repubblica.it'', 6 gennaio 2002.</ref> *Il pensiero che non si decapita sfocia nella trascendenza sino ad arrivare all'idea di un assetto del mondo dal quale sarebbe eliminata non solo la sofferenza esistente, ma anche revocata quella irrevocabilmente trascorsa.<ref>Da ''Dialettica negativa'', p. 361.</ref> * [[Oswald Spengler|Spengler]] appartiene a quei teorici dell'estrema reazione la cui critica al liberalismo in molti punti si è rivelata superiore a quella progressista.<ref>Citato in Mercello Veneziani, ''Imperdonabili'', Ed. Marsilio, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4. p. 77</ref> *[...] sebbene l'[[arte]] e la [[scienza]] si siano storicamente separate, sarebbe errato ipostatizzare la loro opposizione. Il disgusto per una anacronistica mescolanza non assolve una cultura organizzata in compartimenti stagni. Per quanto necessari, questi compartimenti sanciscono e istituzionalizzano anche la rinuncia alla [[verità]] nella sua interezza.<ref>Da ''Il saggio come forma'', in ''Note per la letteratura 1943-1961'', Einaudi, Torino, 1979, p. 11; citato in ''Racconti matematici'', a cura di Claudio Bartocci, Einaudi, Torino, 2006, p. X. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> ===Attribuite=== *[[Auschwitz]] inizia ogni volta che qualcuno guarda a un [[mattatoio]] e pensa: sono soltanto [[animale|animali]].<ref>Citato in Charles Patterson, ''Un'eterna Treblinka: Il massacro degli animali e l'Olocausto'', Editori Riuniti, Roma, 2003, p. 57; citato in Barbara De Mori, ''Che cos'è la bioetica animale'', Carocci, Roma, 2007, p. 110.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Benché Adorno sia noto, insieme a [[Max Horkheimer|Horkheimer]], anche per aver dato un «contributo ineludibile» al «tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale» (cfr. [[Annamaria Rivera]]), la frase sopra riportata — citata per la prima volta nel libro ''Un'eterna Treblinka'' (''Eternal Treblinka'', 2002) di C. Patterson e ripresa dall'organizzazione animalista PETA in apertura del proprio sito — risulta errata, dato che l'unico passaggio simile negli scritti di Adorno esprime un concetto più ampio:<ref>Cfr. Susann Witt-Stahl, ''[http://www.liberazioni.org/articoli/Witt-StahlS-01.htm Auschwizt non sta sul vostro piatto: Note critiche sul paragone tra olocausto e massacri animali]'', traduzione di [[Marco Maurizi]], ''Liberazioni.org''.</ref> ::<small><u>Citazione corretta</u>: «Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono "more", "sudice", ''dago''. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli antisemiti è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''pogrom''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale" – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il "non è che un animale", a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale». (da ''[[#Minima moralia|Minima moralia]]'', n. 68)</small> ==''Minima moralia''== ===Parte prima - 1944=== *Con la [[famiglia]] – perdurando il sistema – è scomparso non solo l'organo più efficiente della [[borghesia]], ma la resistenza che, se opprimeva l'individuo, d'altro canto lo rafforzava, o addirittura lo produceva. La fine della famiglia paralizza le controforze. L'ordine collettivistico nascente è una tragica parodia di quello senza classi: e col borghese liquida l'utopia che si nutriva dell'amore della madre. (§ 2, ''La panchina sull'erba'') *Da ogni spettacolo [[Cinema|cinematografico]], m'accorgo di ritornare, nonostante ogni vigilanza, più stupido e più cattivo. (§ 5, ''Signor dottore, è molto bello da parte vostra'') *La tecnicizzazione – almeno per ora – rende le mosse brutali e precise, e così anche gli uomini. Elimina dai gesti ogni esitazione, ogni prudenza, ogni garbo. Li sottopone alle esigenze spietate, vorrei dire astoriche delle cose. [...] Nei movimenti che le macchine esigono da coloro che le adoperano c'è già tutta la violenza, la brutalità, la continuità a scatti dei misfatti fascisti. Tra le cause del deperimento dell'esperienza c'è, non ultimo, il fatto che le cose, sottoposte alla legge della loro pura funzionalità, assumono una forma che riduce il contatto con esse alla pura manipolazione, senza tollerare quel ''surplus'' – sia in libertà del contegno che in indipendenza della cosa – che sopravvive come nocciolo dell'esperienza perché non è consumato dall'istante dell'azione. (§ 19, ''Non bussare'') *Quando il [[tempo]] è [[denaro]], sembra morale risparmiare tempo, soprattutto il proprio, e si legittima questa parsimonia col riguardo per l'altro. (§ 20, ''Pierino Porcospino'') *La vera felicità del dono è tutta nell'[[immaginazione]] della felicità del destinatario: e ciò significa scegliere, impiegare tempo, uscire dai propri binari, pensare l'altro come un soggetto: il contrario della smemoratezza. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *Nel migliore dei casi uno regala ciò che desidererebbe per sé, ma di qualità leggermente inferiore. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *La decadenza del [[dono]] si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *L'accentuazione dell'elemento materiale di fronte allo spirito come menzogna dà origine ad una preoccupante affinità elettiva con l'economia politica di cui si conduce la critica immanente: un'affinità simile a quella tra polizia e bassifondi. Dacché è stata liquidata l'utopia ed è stata posta l'esigenza dell'unità di teoria e prassi, si è diventati troppo pratici. Il senso angoscioso dell'impotenza della teoria diventa un pretesto per consegnarsi all'onnipotente processo di produzione, e riconoscere così definitivamente l'impotenza della teoria. (§ 22, ''Il bagno col bambino dentro'') *Nella [[psicoanalisi]] non c'è nient'altro di vero che le sue esagerazioni. (§ 29, ''Frutta nana'') *Anche l'[[uomo]] più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più [[Saggezza|saggio]]. (§ 29, ''Frutta nana'') *Primo ed unico principio dell'etica [[Sessualità|sessuale]]: l'accusatore ha sempre torto. (§ 29, ''Frutta nana'') *Non c'è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possono determinare un nuovo livello del testo. (§ 31, ''Dietro lo specchio'') *Se la filosofia della storia di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] avesse compreso il nostro tempo, le [[V2 (Aggregat 4)|V2]] hitleriane avrebbero trovato il loro posto, accanto alla morte precoce di [[Alessandro Magno|Alessandro]] e ad altre immagini del genere, tra i fatti empirici scelti in cui si esprime immediatamente e simbolicamente lo stato dello spirito del mondo. Come il fascismo, le V2 sono lanciate e senza soggetto nello stesso tempo. Come il fascismo, uniscono la massima perfezione tecnica alla cecità assoluta. Come il fascismo, suscitano il massimo terrore e sono perfettamente vane. «Ho visto lo [[Napoleone Bonaparte|spirito del mondo]]», non a cavallo, ma alato e senza testa: e questo confuta, nello stesso tempo, la filosofia della storia di Hegel. (§ 33, ''Fuori tiro'') *La logica della [[storia]] è distruttiva come gli uomini che produce: e dovunque tende la sua forza di gravità, riproduce l'equivalente del male passato. Normale è la morte. (§ 33, ''Fuori tiro'') *L'esortazione alla ''happiness'', in cui il direttore di sanatorio, scienziato e uomo di mondo, concorda coi nervosi capipropaganda dell'industria dei divertimenti, fa pensare al padre furente che tuona contro i figlioletti perché non gli corrono incontro festosi per le scale quando torna di cattivo umore dall'ufficio. Appartiene al meccanismo dell'oppressione vietare la conoscenza del dolore che produce, e una via diretta conduce dal vangelo della gioia alla costruzione di [[Campo di sterminio|campi di sterminio]] in Polonia, abbastanza lontano perché ciascuno dei ''Volksgenossen'' possa persuadersi di non udire le grida. Questo è lo schema dell'intatta capacità di godere. Chi lo denuncia avrà, dallo psicoanalista, la conferma di essere afflitto da un [[Complesso di Edipo|complesso edipico]]. (§ 38, ''Invito alla danza'') *Ogni [[psicologia]], a cominciare da quella di [[Protagora]], esaltando l'uomo con l'affermazione che egli è la misura di tutte le cose, ha fatto di lui, nello stesso tempo, l'oggetto, il materiale dell'analisi, e, una volta collocatolo tra le cose, lo ha assegnato alla loro nullità. (§ 39, ''L'io è l'es'') ===Parte seconda - 1945=== *All'inizio dell'[[Impero tedesco|imperialismo tedesco]] c'è il ''Crepuscolo degli dèi'' [[Richard Wagner|wagneriano]], l'entusiastica profezia del proprio tramonto: l'inizio della sua composizione coincide con la vittoriosa [[Guerra franco-prussiana|guerra del '70]]. Nello stesso spirito, due anni prima della seconda guerra mondiale, i tedeschi hanno assistito alla catastrofe del loro [[Zeppelin]] a Lakehurst, proiettata sui loro schermi. Tranquilla, imperterrita, la nave percorre la sua rotta, per precipitare d'improvviso a picco. Quando non c'è più via di scampo, diventa perfettamente indifferente, per l'impulso di distruzione, rivolgersi verso altri o verso il proprio soggetto: due cose tra cui, del resto, non ha mai fatto una netta distinzione. (§ 50, ''Dismisura per dismisura'') *[...] lo sguardo lungo e contemplativo, a cui solo si dischiudono gli uomini e le cose, è sempre quello in cui l'impulso verso l'oggetto è spezzato, riflesso. La contemplazione senza violenza, da cui viene tutta la felicità della verità, impone all'osservatore di non incorporarsi l'oggetto: prossimità nella distanza. (§ 54, ''I masnadieri'') *Nulla di più reazionario che contrapporre i dialetti popolari alla lingua scritta. Ozio, e perfino superbia e arroganza, hanno conferito alla lingua della classe superiore un carattere d'indipendenza e d'autodisciplina, che la mette in opposizione all'ambiente sociale in cui si è formata. Essa si rivolge contro i signori, che ne abusano per comandare, pretendendo di comandar loro a sua volta, e si rifiuta di servire ai loro interessi. Nella lingua degli oppressi, invece, resta solo l'espressione del dominio, che l'ha privata anche della giustizia che la parola autonoma, non deformata, promette a tutti coloro che sono abbastanza liberi per pronunciarla senza rancore. (§ 65, ''Stomaco vuoto'') *Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono «more», «sudice», ''dago''<ref>Termine spregiativo con cui, nello slang americano, si indicano italiani, iberici e ibero-americani.</ref>. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli [[Antisemitismo|antisemiti]] è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''[[pogrom]]''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un [[animale]] ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – «non è che un animale» – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il «non è che un animale», a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale. Nella società repressiva il concetto stesso dell'uomo è la parodia dell'uguaglianza di tutto ciò che è fatto ad immagine di Dio. Fa parte del meccanismo della «proiezione morbosa» che i detentori del potere avvertano come uomo solo la propria immagine, anziché riflettere l'umano proprio come il diverso. L'assassinio è quindi il tentativo di raddrizzare la follia di questa falsa percezione con una follia ancora maggiore: ciò che non è stato visto come uomo, eppure lo è, viene trasformato in cosa, perché non possa confutare, con un movimento, lo sguardo del pazzo. (§ 68, ''Gli uomini ti guardano''<ref>Riferimento al titolo del libro di Paul Eipper ''Le bestie ti guardano''.</ref>) *Il [[Germania|tedesco]] è una persona che non può dire una [[bugia]] senza crederci. (§ 72, ''Spigolature'') *È per la [[felicità]] come per la [[verità]]: non si ''ha'', ma ci si ''è''. Felicità non è che l'essere circondati, l'«esser dentro», come un tempo nel grembo della madre. Ecco perché nessuno che sia felice può sapere di esserlo. Per vedere la felicità, dovrebbe uscirne: e sarebbe come chi è già nato. Chi dice di essere felice mente, in quanto evoca la felicità, e pecca contro di essa. Fedele alla felicità è solo chi dice di ''essere stato'' felice. Il solo rapporto della coscienza alla felicità è la gratitudine: ed è ciò che costituisce la sua dignità incomparabile. (§ 72, ''Spigolature'') *Credere che il [[pensiero]] abbia da guadagnare una superiore obbiettività, o, perlomeno, non abbia nulla da perdere dalla decadenza delle [[emozioni]], è già espressione del processo d'inebetimento. [...] L'aforisma di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] «Grado e qualità della [[sessualità]] di un individuo penetrano fino nella sommità del suo spirito» non riflette solo uno stato di fatto psicologico. Poiché anche le più remote oggettivazioni del pensiero traggono alimento dagli impulsi, il pensiero, distruggendoli, distrugge la condizione di se stesso. [...] Certo, con la crescente oggettivazione del mondo, il senso oggettivo delle conoscenze si è sempre più svincolato dal loro fondo impulsivo; e la conoscenza manca al suo compito, quando la sua attività oggettivante resta sotto l'influsso dei desiderî. Ma se gli impulsi non sono superati e conservati<ref>''Aufgehoben'': tolta, cioè negata e conservata. Si tenga presente che l'''Aufhebung'' o soppressione dell'oggettività (soppressione che è nello stesso tempo conservazione) è il fine ultimo della dialettica [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|hegeliana]].</ref> nel pensiero che si sottrae a questo influsso, non si realizza conoscenza alcuna, e il pensiero che uccide suo padre, il desiderio, è colpito dalla nemesi della stupidità. (§ 79, ''Intellectus sacrificium intellectus'') *La [[libertà]] non sta nello scegliere tra nero e bianco, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (§ 85, ''Esame'') *Comunque agisca, l'[[intellettuale]] sbaglia. Egli sperimenta radicalmente, come una questione di vita, l'umiliante alternativa di fronte alla quale il tardo capitalismo mette segretamente tutti i suoi sudditi: diventare un adulto come tutti gli altri o restare un bambino. (§ 86, ''Giovannino'') *Lo stato di cose in cui l'individuo sparisce, è insieme quello dell'individualismo scatenato, in cui «tutto è possibile»: «ora si celebrano individui al posto degli dèi»<ref>[[Jacob Burckhardt]], ''Griechische Kulturgeschichte''.</ref>. La «liberazione» dell'individuo dalla ''polis'' svuotata dall'interno, non rafforza, ma elimina la resistenza, e, con la resistenza, l'individualità: questo processo, che trova il suo compimento negli stati dittatoriali, è il modello di una delle contraddizioni fondamentali che, dal secolo decimonono, ci hanno spinto verso il fascismo. (§ 97, ''Monade'') *All'interno della società repressiva, l'emancipazione dell'individuo non va senz'altro a suo vantaggio. La libertà dalla società lo spoglia della forza di essere libero. Per quanto reale, infatti, possa essere l'individuo nel suo rapporto con altri, concepito come assoluto è una pura astrazione. [...] Realizzandosi astrattamente, nel senso hegeliano del termine, l'individuo si annulla da sé: gli innumerevoli che non conoscono più nulla al di fuori di sé e del loro nudo, volubile interesse, sono gli stessi che capitolano non appena cadono nelle reti dell'organizzazione e del terrore. (§ 97, ''Monade'') *L'umano è nell'[[imitazione]]: un uomo diventa uomo solo imitando altri uomini. (§ 99, ''Pietra di paragone'') ===Parte terza - 1946-47 === *Ciò che temiamo più di ogni altra cosa, senza un reale motivo, apparentemente ossessionati da idee fisse, ha la proterva tendenza ad accadere realmente. (§ 103, ''Il ragazzo della landa'') *[[Amore|Amare]] significa saper impedire che l'immediatezza sia soffocata dall'onnipresente pressione della mediazione, dall'economia, e in questa fedeltà l'amore si media in se stesso, accanita contropressione. Non ama se non chi ha la forza di tener fermo all'amore. (§ 110, ''Costanza'') *C'è un criterio quasi infallibile per stabilire se un altro ti è veramente [[Amicizia|amico]]: il modo in cui riporta giudizi ostili o scortesi sulla tua persona. Questi ragguagli sono, per lo più, superflui, pretesti per lasciar trapelare la malevolenza senza assumerne la responsabilità, anzi in nome del bene. (§ 115, ''Parlar franco'') *Dacché il mondo ha tolto la parola agli uomini, colui a cui non si può parlare ha sempre ragione. Egli non ha che da insistere ciecamente sul proprio interesse e sulla propria natura, per avere la meglio. L'altro, nel vano sforzo di stabilire un contatto, assume un tono di apologia o di preghiera: e basta questo per metterlo in condizione d'inferiorità. (§ 118, ''In basso e sempre più in basso''<ref>''Hinunter und immer weiter''. Titolo di un ''Lied'' di [[Franz Schubert|Schubert]].</ref>) *[[Odi profanum vulgus, et arceo|Odi profanum vulgus et arceo]], disse il figlio del liberto. (§ 122, ''Monogrammi'') {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Di uomini molto [[Cattiveria|cattivi]] non si può neppure immaginare che muoiano. (§ 122, ''Monogrammi'') *L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile. (§ 122, ''Monogrammi'') *Veri sono solo i pensieri che non comprendono se stessi. (§ 122, ''Monogrammi'') *Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. (§ 122, ''Monogrammi'') *I comportamenti via via conformi allo stato più avanzato dello sviluppo tecnico, non si limitano ai settori in cui sono effettivamente richiesti. Così il [[pensiero]] non si sottomette al controllo sociale solo dove questo gli è professionalmente imposto, ma adegua al controllo tutta la sua conformazione. Proprio perché il pensiero degenera nella soluzione di compiti assegnati, anche ciò che non è assegnato è trattato secondo lo schema del compito. [...] Anche dove non c'è nulla da macinare, il pensiero diventa un allenamento all'esecuzione di ogni sorta di esercizi. Considera i suoi oggetti come semplici ostacoli, come un test permanente del proprio essere-in-forma. Considerazioni che vorrebbero rendere conto di sé attraverso il rapporto alla cosa e quindi di fronte a se stesse, sono subito sospettate di vanità, di autocompiacimento visionario e asociale. [....] Il pensiero che ha disappreso a pensare se stesso, è diventato – nello stesso tempo – l'assoluta istanza di controllo di se stesso. Pensare non significa ormai altro che sorvegliare – in ogni istante – la propria capacità di pensare. (§ 126, ''I. Q.'') *Ogni [[satira]] è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo. (§ 134, ''L'errore di [[Giovenale]]'') *Il compito attuale dell'[[arte]] è di introdurre caos nell'ordine. (§ 143, ''In nuce'') *L'arte è [[magia]] liberata dalla menzogna di essere verità. (§ 143, ''In nuce'') *Nell'incanto di ciò che si rivela in assoluta impotenza, del [[Bellezza|bello]], che è perfetto e nullo ad un tempo, l'apparenza dell'onnipotenza si rispecchia negativamente come speranza. Il bello è sottratto ad ogni prova di efficienza. La totale assenza di scopi smentisce la totalità di tutto ciò che è conforme agli scopi nel mondo del dominio, ed è solo in virtù di questa negazione, che il sussistente opera sul proprio principio razionale conducendolo alle estreme conseguenze, che la società esistente è stata consapevole, fino ad oggi, della possibilità di una società diversa. La beatitudine della contemplazione consiste nell'incanto disincantato. Ciò che scintilla, è la conciliazione del mito. (§ 144, ''Flauto magico'') ==''Note per la letteratura''== *L'[[insetticida]], che sin dall'inizio tende implicitamente al campo di sterminio, diventa il prodotto finale del dominio dell'uomo sulla natura, dominio che liquida se stesso. *L'irrazionalità della società borghese nella sua fase più tarda è restia a farsi comprendere: erano ancora bei tempi quelli in cui si poteva scrivere una critica dell'economia di questa società, cogliendola pienamente nella ratio a lei propria. Perché la società ha ormai gettata questa ratio tra i ferri vecchi sostituendola virtualmente con una disponibilità immediata su ogni cosa. *La [[comunicazione]], legge universale della convenzione, annuncia che non è più possibile alcuna comunicazione. ==''Terminologia filosofica''== *[...] la [[filosofia]] è lo sforzo del concetto di guarire le ferite che il concetto necessariamente produce. (lezione 4, «Il concetto di filosofia», 17 maggio 1962; p. 50) *La [[verità]] non è qualcosa di stabile, che si tiene in mano e si può portare tranquillamente a casa; non per nulla questa esigenza è avanzata proprio da Mefistofele, il simbolo del pensiero reificato. La verità è sempre e senza eccezione qualcosa di eccezionalmente fragile [...] (lezione 7, «L'esperienza filosofica», 5 giugno 1962; p. 79) *Chiamo [[Weltanschauung]] quelle rappresentazioni dell'essenza e della connessione delle cose, del mondo, dell'uomo, che si conformano al bisogno soggettivo di unità, di spiegazione, di risposte ultime, e che a questa soddisfazione di un bisogno di conoscenza soggettivo sacrificano preliminarmente l'esigenza della verità oggettiva. In altre parole, la sfera della Weltanschauung è l'opinione eretta a sistema, e si può ben dire che una caratteristica generale di coloro che pensano in termini di Weltanschauung è la loro tendenza a usare l'espressione «la mia Weltanschauung». (lezione 10, «Filosofia e ''Weltanschauung''», 26 giugno 1962; p. 113) *Il materialismo di [[Karl Marx|Marx]] è indicato in genere come [[Materialismo dialettico|dialettico]] o economico. Ora questa definizione non si riferisce solo alla tesi fondamentale della teoria marxista, che postula il primato dell'economia, del processo della vita sociale sulle forme e attività spirituali, ma si riferisce insieme anche al concetto specifico di materialismo. La teoria [[Marxismo|marxista]], può essere intesa, nel suo complesso o in ogni caso per un suo aspetto, come una critica della filosofia, proprio in quanto la filosofia crede di poter dedurre la realtà da certi principî universali e ultimi. In quanto combatte questo concetto della filosofia, Marx è erede della tradizione nominalistica; nei suoi scritti ci sono numerose espressioni come «fantasticheria» o «concetti che esistono solo nella testa» che lo dimostrano chiaramente. (lezione 41, «Il materialismo di Marx», 5 febbraio 1963; p. 449) ==Citazioni su Theodor W. Adorno== *A giudizio di [[Max Horkheimer|Horkheimer]] e Adorno, l'[[illuminismo]], nel tentativo di liberare gli uomini dal mito, dalla magia e dalla superstizione, ha elaborato una scienza che rinuncia intenzionalmente al significato e che identifica il sapere con la calcolabilità dell'universo; da qui la nascita e l'espansione planetaria di una formazione sociale che è «dominata dall'equivalente», e che, avendo relegato nel mondo delle apparenze tutto ciò che non si risolve in numeri, esige la distruzione degli {{sic|dèi}} e delle qualità. ([[Luigi Fenizi]]) *Adorno, del cui pensiero mi sono innamorata. ''Minima moralia'' è uno dei miei libri "da comodino". A volte, la notte, prima di addormentarmi, invece di meditare sui versetti della Bibbia, rileggo e medito su qualche suo aforisma. Sul tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale, Adorno e [[Max Horkheimer|Horkheimer]] hanno dato un contributo ineludibile, secondo me. ([[Annamaria Rivera]]) *Adorno: 'si vive una volta sola' in tedesco. ([[Eric Jarosinski]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Theodor Adorno, ''Dialettica negativa'', introduzione e cura di S. Petrucciani, Einaudi, Torino, 2004. *Theodor W. Adorno, ''Minima moralia. Meditazioni della vita offesa'', traduzione di Renato Solmi, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858416242 *Theodor Adorno, ''Note per la letteratura, 1943 – 1961'', traduzione di A. Ferioli, E. De Angelis, G. Manzoni, Einaudi, Torino. *Theodor W. Adorno, ''Terminologia filosofica'' (''Philosophische Terminologie''), traduzione di Anna Maria Marietti Solmi, Einaudi, Torino, 2007. ISBN 978-8806187910 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Minima Moralia||(1951)}} {{pedia|Terminologia filosofica|3 = (1962-63)}} {{DEFAULTSORT:Adorno, Theodor W.}} [[Categoria:Accademici tedeschi]] [[Categoria:Aforisti tedeschi]] [[Categoria:Filosofi tedeschi]] [[Categoria:Musicologi tedeschi]] [[Categoria:Sociologi tedeschi]] gcu9j2akshd2itzps0dqxvxhxlgyqba 1429838 1429791 2026-10-17T20:22:22Z Simonsegni 106283 [[Claudio Bartocci]] 1429838 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Adorno.jpg|thumb|Theodor Adorno nel 1964]] '''Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno''' (1903 – 1969), filosofo, sociologo, musicologo ed accademico tedesco. {{Vedi anche|Dialettica dell'illuminismo}} ==Citazioni di Theodor W. Adorno== *{{NDR|La musica moderna}} Essa ha preso su di sé tutta la tenebra e la colpa del mondo: tutta la sua felicità sta nel riconoscere l'infelicità, tutta la sua bellezza nel sottrarsi all'apparenza del bello. Nessuno vuole avere a che fare con lei, né i sistemi individuali né quelli collettivi; essa risuona inascoltata, senza echi. Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. A questa esperienza tende spontaneamente la musica nuova, esperienza che la musica meccanica compie ad ogni istante; l'assoluto venir-dimenticato. Essa è veramente il manoscritto in una bottiglia.<ref>Da ''Filosofia della musica moderna'', con un saggio introduttivo di Luigi Rognoni, traduzione di Giacomo Manzoni, Giulio Einaudi, Torino, 1959, p. 134.</ref> *I movimenti occultistici moderni, inclusa l'astrologia, sono ammodernamenti più o meno artificiali di vecchie e superate superstizioni, la sensibilità per le quali viene mantenuta viva da certe condizioni sociali e psicologiche, mentre le credenze riesumate restano fondamentalmente estranee all'universale situazione odierna di diffusione della cultura. L'assenza di una «serietà» di fondo che, per inciso, non rende affatto tali fenomeni meno seri per quanto riguarda le loro implicazioni sociali, è significativa del nostro tempo quanto l'emergere dell'occultismo secondario in sé.<ref>Da ''Stelle su misura''.</ref> *Il merito di [[Benedetto Croce|Croce]] fu di far piazza pulita, con spirito dialettico, di ogni misura estrinseca alla sostanza delle opere; [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ne fu impedito dal suo classicismo.<ref>Da ''Beethoven: filosofia della musica'', a cura di Rolf Tiedemann, traduzione di Luca Lamberti, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 978-88-06-13745-8. Citato in [[Mario Bortolotto]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/01/06/cosi-beethoven-porto-ultima-sfida-allassoluto.html Così Beethoven portò l'ultima sfida all'assoluto]'', ''repubblica.it'', 6 gennaio 2002.</ref> *Il pensiero che non si decapita sfocia nella trascendenza sino ad arrivare all'idea di un assetto del mondo dal quale sarebbe eliminata non solo la sofferenza esistente, ma anche revocata quella irrevocabilmente trascorsa.<ref>Da ''Dialettica negativa'', p. 361.</ref> * [[Oswald Spengler|Spengler]] appartiene a quei teorici dell'estrema reazione la cui critica al liberalismo in molti punti si è rivelata superiore a quella progressista.<ref>Citato in Mercello Veneziani, ''Imperdonabili'', Ed. Marsilio, 2017, ISBN 978-88-317-2858-4. p. 77</ref> *[...] sebbene l'[[arte]] e la [[scienza]] si siano storicamente separate, sarebbe errato ipostatizzare la loro opposizione. Il disgusto per una anacronistica mescolanza non assolve una cultura organizzata in compartimenti stagni. Per quanto necessari, questi compartimenti sanciscono e istituzionalizzano anche la rinuncia alla [[verità]] nella sua interezza.<ref>Da ''Il saggio come forma'', in ''Note per la letteratura 1943-1961'', Einaudi, Torino, 1979, p. 11; citato in ''Racconti matematici'', a cura di [[Claudio Bartocci]], Einaudi, Torino, 2006, p. X. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> ===Attribuite=== *[[Auschwitz]] inizia ogni volta che qualcuno guarda a un [[mattatoio]] e pensa: sono soltanto [[animale|animali]].<ref>Citato in Charles Patterson, ''Un'eterna Treblinka: Il massacro degli animali e l'Olocausto'', Editori Riuniti, Roma, 2003, p. 57; citato in Barbara De Mori, ''Che cos'è la bioetica animale'', Carocci, Roma, 2007, p. 110.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Benché Adorno sia noto, insieme a [[Max Horkheimer|Horkheimer]], anche per aver dato un «contributo ineludibile» al «tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale» (cfr. [[Annamaria Rivera]]), la frase sopra riportata — citata per la prima volta nel libro ''Un'eterna Treblinka'' (''Eternal Treblinka'', 2002) di C. Patterson e ripresa dall'organizzazione animalista PETA in apertura del proprio sito — risulta errata, dato che l'unico passaggio simile negli scritti di Adorno esprime un concetto più ampio:<ref>Cfr. Susann Witt-Stahl, ''[http://www.liberazioni.org/articoli/Witt-StahlS-01.htm Auschwizt non sta sul vostro piatto: Note critiche sul paragone tra olocausto e massacri animali]'', traduzione di [[Marco Maurizi]], ''Liberazioni.org''.</ref> ::<small><u>Citazione corretta</u>: «Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono "more", "sudice", ''dago''. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli antisemiti è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''pogrom''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale" – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il "non è che un animale", a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale». (da ''[[#Minima moralia|Minima moralia]]'', n. 68)</small> ==''Minima moralia''== ===Parte prima - 1944=== *Con la [[famiglia]] – perdurando il sistema – è scomparso non solo l'organo più efficiente della [[borghesia]], ma la resistenza che, se opprimeva l'individuo, d'altro canto lo rafforzava, o addirittura lo produceva. La fine della famiglia paralizza le controforze. L'ordine collettivistico nascente è una tragica parodia di quello senza classi: e col borghese liquida l'utopia che si nutriva dell'amore della madre. (§ 2, ''La panchina sull'erba'') *Da ogni spettacolo [[Cinema|cinematografico]], m'accorgo di ritornare, nonostante ogni vigilanza, più stupido e più cattivo. (§ 5, ''Signor dottore, è molto bello da parte vostra'') *La tecnicizzazione – almeno per ora – rende le mosse brutali e precise, e così anche gli uomini. Elimina dai gesti ogni esitazione, ogni prudenza, ogni garbo. Li sottopone alle esigenze spietate, vorrei dire astoriche delle cose. [...] Nei movimenti che le macchine esigono da coloro che le adoperano c'è già tutta la violenza, la brutalità, la continuità a scatti dei misfatti fascisti. Tra le cause del deperimento dell'esperienza c'è, non ultimo, il fatto che le cose, sottoposte alla legge della loro pura funzionalità, assumono una forma che riduce il contatto con esse alla pura manipolazione, senza tollerare quel ''surplus'' – sia in libertà del contegno che in indipendenza della cosa – che sopravvive come nocciolo dell'esperienza perché non è consumato dall'istante dell'azione. (§ 19, ''Non bussare'') *Quando il [[tempo]] è [[denaro]], sembra morale risparmiare tempo, soprattutto il proprio, e si legittima questa parsimonia col riguardo per l'altro. (§ 20, ''Pierino Porcospino'') *La vera felicità del dono è tutta nell'[[immaginazione]] della felicità del destinatario: e ciò significa scegliere, impiegare tempo, uscire dai propri binari, pensare l'altro come un soggetto: il contrario della smemoratezza. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *Nel migliore dei casi uno regala ciò che desidererebbe per sé, ma di qualità leggermente inferiore. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *La decadenza del [[dono]] si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *L'accentuazione dell'elemento materiale di fronte allo spirito come menzogna dà origine ad una preoccupante affinità elettiva con l'economia politica di cui si conduce la critica immanente: un'affinità simile a quella tra polizia e bassifondi. Dacché è stata liquidata l'utopia ed è stata posta l'esigenza dell'unità di teoria e prassi, si è diventati troppo pratici. Il senso angoscioso dell'impotenza della teoria diventa un pretesto per consegnarsi all'onnipotente processo di produzione, e riconoscere così definitivamente l'impotenza della teoria. (§ 22, ''Il bagno col bambino dentro'') *Nella [[psicoanalisi]] non c'è nient'altro di vero che le sue esagerazioni. (§ 29, ''Frutta nana'') *Anche l'[[uomo]] più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più [[Saggezza|saggio]]. (§ 29, ''Frutta nana'') *Primo ed unico principio dell'etica [[Sessualità|sessuale]]: l'accusatore ha sempre torto. (§ 29, ''Frutta nana'') *Non c'è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possono determinare un nuovo livello del testo. (§ 31, ''Dietro lo specchio'') *Se la filosofia della storia di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] avesse compreso il nostro tempo, le [[V2 (Aggregat 4)|V2]] hitleriane avrebbero trovato il loro posto, accanto alla morte precoce di [[Alessandro Magno|Alessandro]] e ad altre immagini del genere, tra i fatti empirici scelti in cui si esprime immediatamente e simbolicamente lo stato dello spirito del mondo. Come il fascismo, le V2 sono lanciate e senza soggetto nello stesso tempo. Come il fascismo, uniscono la massima perfezione tecnica alla cecità assoluta. Come il fascismo, suscitano il massimo terrore e sono perfettamente vane. «Ho visto lo [[Napoleone Bonaparte|spirito del mondo]]», non a cavallo, ma alato e senza testa: e questo confuta, nello stesso tempo, la filosofia della storia di Hegel. (§ 33, ''Fuori tiro'') *La logica della [[storia]] è distruttiva come gli uomini che produce: e dovunque tende la sua forza di gravità, riproduce l'equivalente del male passato. Normale è la morte. (§ 33, ''Fuori tiro'') *L'esortazione alla ''happiness'', in cui il direttore di sanatorio, scienziato e uomo di mondo, concorda coi nervosi capipropaganda dell'industria dei divertimenti, fa pensare al padre furente che tuona contro i figlioletti perché non gli corrono incontro festosi per le scale quando torna di cattivo umore dall'ufficio. Appartiene al meccanismo dell'oppressione vietare la conoscenza del dolore che produce, e una via diretta conduce dal vangelo della gioia alla costruzione di [[Campo di sterminio|campi di sterminio]] in Polonia, abbastanza lontano perché ciascuno dei ''Volksgenossen'' possa persuadersi di non udire le grida. Questo è lo schema dell'intatta capacità di godere. Chi lo denuncia avrà, dallo psicoanalista, la conferma di essere afflitto da un [[Complesso di Edipo|complesso edipico]]. (§ 38, ''Invito alla danza'') *Ogni [[psicologia]], a cominciare da quella di [[Protagora]], esaltando l'uomo con l'affermazione che egli è la misura di tutte le cose, ha fatto di lui, nello stesso tempo, l'oggetto, il materiale dell'analisi, e, una volta collocatolo tra le cose, lo ha assegnato alla loro nullità. (§ 39, ''L'io è l'es'') ===Parte seconda - 1945=== *All'inizio dell'[[Impero tedesco|imperialismo tedesco]] c'è il ''Crepuscolo degli dèi'' [[Richard Wagner|wagneriano]], l'entusiastica profezia del proprio tramonto: l'inizio della sua composizione coincide con la vittoriosa [[Guerra franco-prussiana|guerra del '70]]. Nello stesso spirito, due anni prima della seconda guerra mondiale, i tedeschi hanno assistito alla catastrofe del loro [[Zeppelin]] a Lakehurst, proiettata sui loro schermi. Tranquilla, imperterrita, la nave percorre la sua rotta, per precipitare d'improvviso a picco. Quando non c'è più via di scampo, diventa perfettamente indifferente, per l'impulso di distruzione, rivolgersi verso altri o verso il proprio soggetto: due cose tra cui, del resto, non ha mai fatto una netta distinzione. (§ 50, ''Dismisura per dismisura'') *[...] lo sguardo lungo e contemplativo, a cui solo si dischiudono gli uomini e le cose, è sempre quello in cui l'impulso verso l'oggetto è spezzato, riflesso. La contemplazione senza violenza, da cui viene tutta la felicità della verità, impone all'osservatore di non incorporarsi l'oggetto: prossimità nella distanza. (§ 54, ''I masnadieri'') *Nulla di più reazionario che contrapporre i dialetti popolari alla lingua scritta. Ozio, e perfino superbia e arroganza, hanno conferito alla lingua della classe superiore un carattere d'indipendenza e d'autodisciplina, che la mette in opposizione all'ambiente sociale in cui si è formata. Essa si rivolge contro i signori, che ne abusano per comandare, pretendendo di comandar loro a sua volta, e si rifiuta di servire ai loro interessi. Nella lingua degli oppressi, invece, resta solo l'espressione del dominio, che l'ha privata anche della giustizia che la parola autonoma, non deformata, promette a tutti coloro che sono abbastanza liberi per pronunciarla senza rancore. (§ 65, ''Stomaco vuoto'') *Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono «more», «sudice», ''dago''<ref>Termine spregiativo con cui, nello slang americano, si indicano italiani, iberici e ibero-americani.</ref>. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli [[Antisemitismo|antisemiti]] è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''[[pogrom]]''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un [[animale]] ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – «non è che un animale» – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il «non è che un animale», a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale. Nella società repressiva il concetto stesso dell'uomo è la parodia dell'uguaglianza di tutto ciò che è fatto ad immagine di Dio. Fa parte del meccanismo della «proiezione morbosa» che i detentori del potere avvertano come uomo solo la propria immagine, anziché riflettere l'umano proprio come il diverso. L'assassinio è quindi il tentativo di raddrizzare la follia di questa falsa percezione con una follia ancora maggiore: ciò che non è stato visto come uomo, eppure lo è, viene trasformato in cosa, perché non possa confutare, con un movimento, lo sguardo del pazzo. (§ 68, ''Gli uomini ti guardano''<ref>Riferimento al titolo del libro di Paul Eipper ''Le bestie ti guardano''.</ref>) *Il [[Germania|tedesco]] è una persona che non può dire una [[bugia]] senza crederci. (§ 72, ''Spigolature'') *È per la [[felicità]] come per la [[verità]]: non si ''ha'', ma ci si ''è''. Felicità non è che l'essere circondati, l'«esser dentro», come un tempo nel grembo della madre. Ecco perché nessuno che sia felice può sapere di esserlo. Per vedere la felicità, dovrebbe uscirne: e sarebbe come chi è già nato. Chi dice di essere felice mente, in quanto evoca la felicità, e pecca contro di essa. Fedele alla felicità è solo chi dice di ''essere stato'' felice. Il solo rapporto della coscienza alla felicità è la gratitudine: ed è ciò che costituisce la sua dignità incomparabile. (§ 72, ''Spigolature'') *Credere che il [[pensiero]] abbia da guadagnare una superiore obbiettività, o, perlomeno, non abbia nulla da perdere dalla decadenza delle [[emozioni]], è già espressione del processo d'inebetimento. [...] L'aforisma di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] «Grado e qualità della [[sessualità]] di un individuo penetrano fino nella sommità del suo spirito» non riflette solo uno stato di fatto psicologico. Poiché anche le più remote oggettivazioni del pensiero traggono alimento dagli impulsi, il pensiero, distruggendoli, distrugge la condizione di se stesso. [...] Certo, con la crescente oggettivazione del mondo, il senso oggettivo delle conoscenze si è sempre più svincolato dal loro fondo impulsivo; e la conoscenza manca al suo compito, quando la sua attività oggettivante resta sotto l'influsso dei desiderî. Ma se gli impulsi non sono superati e conservati<ref>''Aufgehoben'': tolta, cioè negata e conservata. Si tenga presente che l'''Aufhebung'' o soppressione dell'oggettività (soppressione che è nello stesso tempo conservazione) è il fine ultimo della dialettica [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|hegeliana]].</ref> nel pensiero che si sottrae a questo influsso, non si realizza conoscenza alcuna, e il pensiero che uccide suo padre, il desiderio, è colpito dalla nemesi della stupidità. (§ 79, ''Intellectus sacrificium intellectus'') *La [[libertà]] non sta nello scegliere tra nero e bianco, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (§ 85, ''Esame'') *Comunque agisca, l'[[intellettuale]] sbaglia. Egli sperimenta radicalmente, come una questione di vita, l'umiliante alternativa di fronte alla quale il tardo capitalismo mette segretamente tutti i suoi sudditi: diventare un adulto come tutti gli altri o restare un bambino. (§ 86, ''Giovannino'') *Lo stato di cose in cui l'individuo sparisce, è insieme quello dell'individualismo scatenato, in cui «tutto è possibile»: «ora si celebrano individui al posto degli dèi»<ref>[[Jacob Burckhardt]], ''Griechische Kulturgeschichte''.</ref>. La «liberazione» dell'individuo dalla ''polis'' svuotata dall'interno, non rafforza, ma elimina la resistenza, e, con la resistenza, l'individualità: questo processo, che trova il suo compimento negli stati dittatoriali, è il modello di una delle contraddizioni fondamentali che, dal secolo decimonono, ci hanno spinto verso il fascismo. (§ 97, ''Monade'') *All'interno della società repressiva, l'emancipazione dell'individuo non va senz'altro a suo vantaggio. La libertà dalla società lo spoglia della forza di essere libero. Per quanto reale, infatti, possa essere l'individuo nel suo rapporto con altri, concepito come assoluto è una pura astrazione. [...] Realizzandosi astrattamente, nel senso hegeliano del termine, l'individuo si annulla da sé: gli innumerevoli che non conoscono più nulla al di fuori di sé e del loro nudo, volubile interesse, sono gli stessi che capitolano non appena cadono nelle reti dell'organizzazione e del terrore. (§ 97, ''Monade'') *L'umano è nell'[[imitazione]]: un uomo diventa uomo solo imitando altri uomini. (§ 99, ''Pietra di paragone'') ===Parte terza - 1946-47 === *Ciò che temiamo più di ogni altra cosa, senza un reale motivo, apparentemente ossessionati da idee fisse, ha la proterva tendenza ad accadere realmente. (§ 103, ''Il ragazzo della landa'') *[[Amore|Amare]] significa saper impedire che l'immediatezza sia soffocata dall'onnipresente pressione della mediazione, dall'economia, e in questa fedeltà l'amore si media in se stesso, accanita contropressione. Non ama se non chi ha la forza di tener fermo all'amore. (§ 110, ''Costanza'') *C'è un criterio quasi infallibile per stabilire se un altro ti è veramente [[Amicizia|amico]]: il modo in cui riporta giudizi ostili o scortesi sulla tua persona. Questi ragguagli sono, per lo più, superflui, pretesti per lasciar trapelare la malevolenza senza assumerne la responsabilità, anzi in nome del bene. (§ 115, ''Parlar franco'') *Dacché il mondo ha tolto la parola agli uomini, colui a cui non si può parlare ha sempre ragione. Egli non ha che da insistere ciecamente sul proprio interesse e sulla propria natura, per avere la meglio. L'altro, nel vano sforzo di stabilire un contatto, assume un tono di apologia o di preghiera: e basta questo per metterlo in condizione d'inferiorità. (§ 118, ''In basso e sempre più in basso''<ref>''Hinunter und immer weiter''. Titolo di un ''Lied'' di [[Franz Schubert|Schubert]].</ref>) *[[Odi profanum vulgus, et arceo|Odi profanum vulgus et arceo]], disse il figlio del liberto. (§ 122, ''Monogrammi'') {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Di uomini molto [[Cattiveria|cattivi]] non si può neppure immaginare che muoiano. (§ 122, ''Monogrammi'') *L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile. (§ 122, ''Monogrammi'') *Veri sono solo i pensieri che non comprendono se stessi. (§ 122, ''Monogrammi'') *Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. (§ 122, ''Monogrammi'') *I comportamenti via via conformi allo stato più avanzato dello sviluppo tecnico, non si limitano ai settori in cui sono effettivamente richiesti. Così il [[pensiero]] non si sottomette al controllo sociale solo dove questo gli è professionalmente imposto, ma adegua al controllo tutta la sua conformazione. Proprio perché il pensiero degenera nella soluzione di compiti assegnati, anche ciò che non è assegnato è trattato secondo lo schema del compito. [...] Anche dove non c'è nulla da macinare, il pensiero diventa un allenamento all'esecuzione di ogni sorta di esercizi. Considera i suoi oggetti come semplici ostacoli, come un test permanente del proprio essere-in-forma. Considerazioni che vorrebbero rendere conto di sé attraverso il rapporto alla cosa e quindi di fronte a se stesse, sono subito sospettate di vanità, di autocompiacimento visionario e asociale. [....] Il pensiero che ha disappreso a pensare se stesso, è diventato – nello stesso tempo – l'assoluta istanza di controllo di se stesso. Pensare non significa ormai altro che sorvegliare – in ogni istante – la propria capacità di pensare. (§ 126, ''I. Q.'') *Ogni [[satira]] è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo. (§ 134, ''L'errore di [[Giovenale]]'') *Il compito attuale dell'[[arte]] è di introdurre caos nell'ordine. (§ 143, ''In nuce'') *L'arte è [[magia]] liberata dalla menzogna di essere verità. (§ 143, ''In nuce'') *Nell'incanto di ciò che si rivela in assoluta impotenza, del [[Bellezza|bello]], che è perfetto e nullo ad un tempo, l'apparenza dell'onnipotenza si rispecchia negativamente come speranza. Il bello è sottratto ad ogni prova di efficienza. La totale assenza di scopi smentisce la totalità di tutto ciò che è conforme agli scopi nel mondo del dominio, ed è solo in virtù di questa negazione, che il sussistente opera sul proprio principio razionale conducendolo alle estreme conseguenze, che la società esistente è stata consapevole, fino ad oggi, della possibilità di una società diversa. La beatitudine della contemplazione consiste nell'incanto disincantato. Ciò che scintilla, è la conciliazione del mito. (§ 144, ''Flauto magico'') ==''Note per la letteratura''== *L'[[insetticida]], che sin dall'inizio tende implicitamente al campo di sterminio, diventa il prodotto finale del dominio dell'uomo sulla natura, dominio che liquida se stesso. *L'irrazionalità della società borghese nella sua fase più tarda è restia a farsi comprendere: erano ancora bei tempi quelli in cui si poteva scrivere una critica dell'economia di questa società, cogliendola pienamente nella ratio a lei propria. Perché la società ha ormai gettata questa ratio tra i ferri vecchi sostituendola virtualmente con una disponibilità immediata su ogni cosa. *La [[comunicazione]], legge universale della convenzione, annuncia che non è più possibile alcuna comunicazione. ==''Terminologia filosofica''== *[...] la [[filosofia]] è lo sforzo del concetto di guarire le ferite che il concetto necessariamente produce. (lezione 4, «Il concetto di filosofia», 17 maggio 1962; p. 50) *La [[verità]] non è qualcosa di stabile, che si tiene in mano e si può portare tranquillamente a casa; non per nulla questa esigenza è avanzata proprio da Mefistofele, il simbolo del pensiero reificato. La verità è sempre e senza eccezione qualcosa di eccezionalmente fragile [...] (lezione 7, «L'esperienza filosofica», 5 giugno 1962; p. 79) *Chiamo [[Weltanschauung]] quelle rappresentazioni dell'essenza e della connessione delle cose, del mondo, dell'uomo, che si conformano al bisogno soggettivo di unità, di spiegazione, di risposte ultime, e che a questa soddisfazione di un bisogno di conoscenza soggettivo sacrificano preliminarmente l'esigenza della verità oggettiva. In altre parole, la sfera della Weltanschauung è l'opinione eretta a sistema, e si può ben dire che una caratteristica generale di coloro che pensano in termini di Weltanschauung è la loro tendenza a usare l'espressione «la mia Weltanschauung». (lezione 10, «Filosofia e ''Weltanschauung''», 26 giugno 1962; p. 113) *Il materialismo di [[Karl Marx|Marx]] è indicato in genere come [[Materialismo dialettico|dialettico]] o economico. Ora questa definizione non si riferisce solo alla tesi fondamentale della teoria marxista, che postula il primato dell'economia, del processo della vita sociale sulle forme e attività spirituali, ma si riferisce insieme anche al concetto specifico di materialismo. La teoria [[Marxismo|marxista]], può essere intesa, nel suo complesso o in ogni caso per un suo aspetto, come una critica della filosofia, proprio in quanto la filosofia crede di poter dedurre la realtà da certi principî universali e ultimi. In quanto combatte questo concetto della filosofia, Marx è erede della tradizione nominalistica; nei suoi scritti ci sono numerose espressioni come «fantasticheria» o «concetti che esistono solo nella testa» che lo dimostrano chiaramente. (lezione 41, «Il materialismo di Marx», 5 febbraio 1963; p. 449) ==Citazioni su Theodor W. Adorno== *A giudizio di [[Max Horkheimer|Horkheimer]] e Adorno, l'[[illuminismo]], nel tentativo di liberare gli uomini dal mito, dalla magia e dalla superstizione, ha elaborato una scienza che rinuncia intenzionalmente al significato e che identifica il sapere con la calcolabilità dell'universo; da qui la nascita e l'espansione planetaria di una formazione sociale che è «dominata dall'equivalente», e che, avendo relegato nel mondo delle apparenze tutto ciò che non si risolve in numeri, esige la distruzione degli {{sic|dèi}} e delle qualità. ([[Luigi Fenizi]]) *Adorno, del cui pensiero mi sono innamorata. ''Minima moralia'' è uno dei miei libri "da comodino". A volte, la notte, prima di addormentarmi, invece di meditare sui versetti della Bibbia, rileggo e medito su qualche suo aforisma. Sul tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale, Adorno e [[Max Horkheimer|Horkheimer]] hanno dato un contributo ineludibile, secondo me. ([[Annamaria Rivera]]) *Adorno: 'si vive una volta sola' in tedesco. ([[Eric Jarosinski]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Theodor Adorno, ''Dialettica negativa'', introduzione e cura di S. Petrucciani, Einaudi, Torino, 2004. *Theodor W. Adorno, ''Minima moralia. Meditazioni della vita offesa'', traduzione di Renato Solmi, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858416242 *Theodor Adorno, ''Note per la letteratura, 1943 – 1961'', traduzione di A. Ferioli, E. De Angelis, G. Manzoni, Einaudi, Torino. *Theodor W. Adorno, ''Terminologia filosofica'' (''Philosophische Terminologie''), traduzione di Anna Maria Marietti Solmi, Einaudi, Torino, 2007. ISBN 978-8806187910 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Minima Moralia||(1951)}} {{pedia|Terminologia filosofica|3 = (1962-63)}} {{DEFAULTSORT:Adorno, Theodor W.}} [[Categoria:Accademici tedeschi]] [[Categoria:Aforisti tedeschi]] [[Categoria:Filosofi tedeschi]] [[Categoria:Musicologi tedeschi]] [[Categoria:Sociologi tedeschi]] oflo4ayhk7lxqd7luuzlbp9u68t02b7 1429849 1429838 2026-10-17T21:11:44Z Udiki 86035 1429849 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Adorno.jpg|thumb|Theodor Adorno nel 1964]] '''Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno''' (1903 – 1969), filosofo, sociologo, musicologo ed accademico tedesco. {{Vedi anche|Dialettica dell'illuminismo}} ==Citazioni di Theodor W. Adorno== *{{NDR|La musica moderna}} Essa ha preso su di sé tutta la tenebra e la colpa del mondo: tutta la sua felicità sta nel riconoscere l'infelicità, tutta la sua bellezza nel sottrarsi all'apparenza del bello. Nessuno vuole avere a che fare con lei, né i sistemi individuali né quelli collettivi; essa risuona inascoltata, senza echi. Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. A questa esperienza tende spontaneamente la musica nuova, esperienza che la musica meccanica compie ad ogni istante; l'assoluto venir-dimenticato. Essa è veramente il manoscritto in una bottiglia.<ref>Da ''Filosofia della musica moderna'', con un saggio introduttivo di Luigi Rognoni, traduzione di Giacomo Manzoni, Giulio Einaudi, Torino, 1959, p. 134.</ref> *I movimenti occultistici moderni, inclusa l'astrologia, sono ammodernamenti più o meno artificiali di vecchie e superate superstizioni, la sensibilità per le quali viene mantenuta viva da certe condizioni sociali e psicologiche, mentre le credenze riesumate restano fondamentalmente estranee all'universale situazione odierna di diffusione della cultura. L'assenza di una «serietà» di fondo che, per inciso, non rende affatto tali fenomeni meno seri per quanto riguarda le loro implicazioni sociali, è significativa del nostro tempo quanto l'emergere dell'occultismo secondario in sé.<ref>Da ''Stelle su misura''.</ref> *Il merito di [[Benedetto Croce|Croce]] fu di far piazza pulita, con spirito dialettico, di ogni misura estrinseca alla sostanza delle opere; [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ne fu impedito dal suo classicismo.<ref>Da ''Beethoven: filosofia della musica'', a cura di Rolf Tiedemann, traduzione di Luca Lamberti, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 978-88-06-13745-8. Citato in [[Mario Bortolotto]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/01/06/cosi-beethoven-porto-ultima-sfida-allassoluto.html Così Beethoven portò l'ultima sfida all'assoluto]'', ''repubblica.it'', 6 gennaio 2002.</ref> *Il pensiero che non si decapita sfocia nella trascendenza sino ad arrivare all'idea di un assetto del mondo dal quale sarebbe eliminata non solo la sofferenza esistente, ma anche revocata quella irrevocabilmente trascorsa.<ref>Da ''Dialettica negativa'', p. 361.</ref> *[...] sebbene l'[[arte]] e la [[scienza]] si siano storicamente separate, sarebbe errato ipostatizzare la loro opposizione. Il disgusto per una anacronistica mescolanza non assolve una cultura organizzata in compartimenti stagni. Per quanto necessari, questi compartimenti sanciscono e istituzionalizzano anche la rinuncia alla [[verità]] nella sua interezza.<ref>Da ''Il saggio come forma'', in ''Note per la letteratura 1943-1961'', Einaudi, Torino, 1979, p. 11; citato in [[Claudio Bartocci]], introduzione ad AA.VV., ''Racconti matematici'', Einaudi, Torino, 2006, p. X. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> *[[Oswald Spengler|Spengler]] appartiene a quei teorici dell'estrema reazione la cui critica al liberalismo in molti punti si è rivelata superiore a quella progressista.<ref>Citato in Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Ed. Marsilio, 2017, p. 77. ISBN 978-88-317-2858-4</ref> ===Attribuite=== *[[Auschwitz]] inizia ogni volta che qualcuno guarda a un [[mattatoio]] e pensa: sono soltanto [[animale|animali]].<ref>Citato in Charles Patterson, ''Un'eterna Treblinka: Il massacro degli animali e l'Olocausto'', Editori Riuniti, Roma, 2003, p. 57; citato in Barbara De Mori, ''Che cos'è la bioetica animale'', Carocci, Roma, 2007, p. 110.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Benché Adorno sia noto, insieme a [[Max Horkheimer|Horkheimer]], anche per aver dato un «contributo ineludibile» al «tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale» (cfr. [[Annamaria Rivera]]), la frase sopra riportata — citata per la prima volta nel libro ''Un'eterna Treblinka'' (''Eternal Treblinka'', 2002) di C. Patterson e ripresa dall'organizzazione animalista PETA in apertura del proprio sito — risulta errata, dato che l'unico passaggio simile negli scritti di Adorno esprime un concetto più ampio:<ref>Cfr. Susann Witt-Stahl, ''[http://www.liberazioni.org/articoli/Witt-StahlS-01.htm Auschwizt non sta sul vostro piatto: Note critiche sul paragone tra olocausto e massacri animali]'', traduzione di [[Marco Maurizi]], ''Liberazioni.org''.</ref> ::<small><u>Citazione corretta</u>: «Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono "more", "sudice", ''dago''. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli antisemiti è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''pogrom''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale" – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il "non è che un animale", a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale». (da ''[[#Minima moralia|Minima moralia]]'', n. 68)</small> ==''Minima moralia''== ===Parte prima - 1944=== *Con la [[famiglia]] – perdurando il sistema – è scomparso non solo l'organo più efficiente della [[borghesia]], ma la resistenza che, se opprimeva l'individuo, d'altro canto lo rafforzava, o addirittura lo produceva. La fine della famiglia paralizza le controforze. L'ordine collettivistico nascente è una tragica parodia di quello senza classi: e col borghese liquida l'utopia che si nutriva dell'amore della madre. (§ 2, ''La panchina sull'erba'') *Da ogni spettacolo [[Cinema|cinematografico]], m'accorgo di ritornare, nonostante ogni vigilanza, più stupido e più cattivo. (§ 5, ''Signor dottore, è molto bello da parte vostra'') *La tecnicizzazione – almeno per ora – rende le mosse brutali e precise, e così anche gli uomini. Elimina dai gesti ogni esitazione, ogni prudenza, ogni garbo. Li sottopone alle esigenze spietate, vorrei dire astoriche delle cose. [...] Nei movimenti che le macchine esigono da coloro che le adoperano c'è già tutta la violenza, la brutalità, la continuità a scatti dei misfatti fascisti. Tra le cause del deperimento dell'esperienza c'è, non ultimo, il fatto che le cose, sottoposte alla legge della loro pura funzionalità, assumono una forma che riduce il contatto con esse alla pura manipolazione, senza tollerare quel ''surplus'' – sia in libertà del contegno che in indipendenza della cosa – che sopravvive come nocciolo dell'esperienza perché non è consumato dall'istante dell'azione. (§ 19, ''Non bussare'') *Quando il [[tempo]] è [[denaro]], sembra morale risparmiare tempo, soprattutto il proprio, e si legittima questa parsimonia col riguardo per l'altro. (§ 20, ''Pierino Porcospino'') *La vera felicità del dono è tutta nell'[[immaginazione]] della felicità del destinatario: e ciò significa scegliere, impiegare tempo, uscire dai propri binari, pensare l'altro come un soggetto: il contrario della smemoratezza. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *Nel migliore dei casi uno regala ciò che desidererebbe per sé, ma di qualità leggermente inferiore. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *La decadenza del [[dono]] si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *L'accentuazione dell'elemento materiale di fronte allo spirito come menzogna dà origine ad una preoccupante affinità elettiva con l'economia politica di cui si conduce la critica immanente: un'affinità simile a quella tra polizia e bassifondi. Dacché è stata liquidata l'utopia ed è stata posta l'esigenza dell'unità di teoria e prassi, si è diventati troppo pratici. Il senso angoscioso dell'impotenza della teoria diventa un pretesto per consegnarsi all'onnipotente processo di produzione, e riconoscere così definitivamente l'impotenza della teoria. (§ 22, ''Il bagno col bambino dentro'') *Nella [[psicoanalisi]] non c'è nient'altro di vero che le sue esagerazioni. (§ 29, ''Frutta nana'') *Anche l'[[uomo]] più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più [[Saggezza|saggio]]. (§ 29, ''Frutta nana'') *Primo ed unico principio dell'etica [[Sessualità|sessuale]]: l'accusatore ha sempre torto. (§ 29, ''Frutta nana'') *Non c'è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possono determinare un nuovo livello del testo. (§ 31, ''Dietro lo specchio'') *Se la filosofia della storia di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] avesse compreso il nostro tempo, le [[V2 (Aggregat 4)|V2]] hitleriane avrebbero trovato il loro posto, accanto alla morte precoce di [[Alessandro Magno|Alessandro]] e ad altre immagini del genere, tra i fatti empirici scelti in cui si esprime immediatamente e simbolicamente lo stato dello spirito del mondo. Come il fascismo, le V2 sono lanciate e senza soggetto nello stesso tempo. Come il fascismo, uniscono la massima perfezione tecnica alla cecità assoluta. Come il fascismo, suscitano il massimo terrore e sono perfettamente vane. «Ho visto lo [[Napoleone Bonaparte|spirito del mondo]]», non a cavallo, ma alato e senza testa: e questo confuta, nello stesso tempo, la filosofia della storia di Hegel. (§ 33, ''Fuori tiro'') *La logica della [[storia]] è distruttiva come gli uomini che produce: e dovunque tende la sua forza di gravità, riproduce l'equivalente del male passato. Normale è la morte. (§ 33, ''Fuori tiro'') *L'esortazione alla ''happiness'', in cui il direttore di sanatorio, scienziato e uomo di mondo, concorda coi nervosi capipropaganda dell'industria dei divertimenti, fa pensare al padre furente che tuona contro i figlioletti perché non gli corrono incontro festosi per le scale quando torna di cattivo umore dall'ufficio. Appartiene al meccanismo dell'oppressione vietare la conoscenza del dolore che produce, e una via diretta conduce dal vangelo della gioia alla costruzione di [[Campo di sterminio|campi di sterminio]] in Polonia, abbastanza lontano perché ciascuno dei ''Volksgenossen'' possa persuadersi di non udire le grida. Questo è lo schema dell'intatta capacità di godere. Chi lo denuncia avrà, dallo psicoanalista, la conferma di essere afflitto da un [[Complesso di Edipo|complesso edipico]]. (§ 38, ''Invito alla danza'') *Ogni [[psicologia]], a cominciare da quella di [[Protagora]], esaltando l'uomo con l'affermazione che egli è la misura di tutte le cose, ha fatto di lui, nello stesso tempo, l'oggetto, il materiale dell'analisi, e, una volta collocatolo tra le cose, lo ha assegnato alla loro nullità. (§ 39, ''L'io è l'es'') ===Parte seconda - 1945=== *All'inizio dell'[[Impero tedesco|imperialismo tedesco]] c'è il ''Crepuscolo degli dèi'' [[Richard Wagner|wagneriano]], l'entusiastica profezia del proprio tramonto: l'inizio della sua composizione coincide con la vittoriosa [[Guerra franco-prussiana|guerra del '70]]. Nello stesso spirito, due anni prima della seconda guerra mondiale, i tedeschi hanno assistito alla catastrofe del loro [[Zeppelin]] a Lakehurst, proiettata sui loro schermi. Tranquilla, imperterrita, la nave percorre la sua rotta, per precipitare d'improvviso a picco. Quando non c'è più via di scampo, diventa perfettamente indifferente, per l'impulso di distruzione, rivolgersi verso altri o verso il proprio soggetto: due cose tra cui, del resto, non ha mai fatto una netta distinzione. (§ 50, ''Dismisura per dismisura'') *[...] lo sguardo lungo e contemplativo, a cui solo si dischiudono gli uomini e le cose, è sempre quello in cui l'impulso verso l'oggetto è spezzato, riflesso. La contemplazione senza violenza, da cui viene tutta la felicità della verità, impone all'osservatore di non incorporarsi l'oggetto: prossimità nella distanza. (§ 54, ''I masnadieri'') *Nulla di più reazionario che contrapporre i dialetti popolari alla lingua scritta. Ozio, e perfino superbia e arroganza, hanno conferito alla lingua della classe superiore un carattere d'indipendenza e d'autodisciplina, che la mette in opposizione all'ambiente sociale in cui si è formata. Essa si rivolge contro i signori, che ne abusano per comandare, pretendendo di comandar loro a sua volta, e si rifiuta di servire ai loro interessi. Nella lingua degli oppressi, invece, resta solo l'espressione del dominio, che l'ha privata anche della giustizia che la parola autonoma, non deformata, promette a tutti coloro che sono abbastanza liberi per pronunciarla senza rancore. (§ 65, ''Stomaco vuoto'') *Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono «more», «sudice», ''dago''<ref>Termine spregiativo con cui, nello slang americano, si indicano italiani, iberici e ibero-americani.</ref>. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli [[Antisemitismo|antisemiti]] è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''[[pogrom]]''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un [[animale]] ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – «non è che un animale» – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il «non è che un animale», a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale. Nella società repressiva il concetto stesso dell'uomo è la parodia dell'uguaglianza di tutto ciò che è fatto ad immagine di Dio. Fa parte del meccanismo della «proiezione morbosa» che i detentori del potere avvertano come uomo solo la propria immagine, anziché riflettere l'umano proprio come il diverso. L'assassinio è quindi il tentativo di raddrizzare la follia di questa falsa percezione con una follia ancora maggiore: ciò che non è stato visto come uomo, eppure lo è, viene trasformato in cosa, perché non possa confutare, con un movimento, lo sguardo del pazzo. (§ 68, ''Gli uomini ti guardano''<ref>Riferimento al titolo del libro di Paul Eipper ''Le bestie ti guardano''.</ref>) *Il [[Germania|tedesco]] è una persona che non può dire una [[bugia]] senza crederci. (§ 72, ''Spigolature'') *È per la [[felicità]] come per la [[verità]]: non si ''ha'', ma ci si ''è''. Felicità non è che l'essere circondati, l'«esser dentro», come un tempo nel grembo della madre. Ecco perché nessuno che sia felice può sapere di esserlo. Per vedere la felicità, dovrebbe uscirne: e sarebbe come chi è già nato. Chi dice di essere felice mente, in quanto evoca la felicità, e pecca contro di essa. Fedele alla felicità è solo chi dice di ''essere stato'' felice. Il solo rapporto della coscienza alla felicità è la gratitudine: ed è ciò che costituisce la sua dignità incomparabile. (§ 72, ''Spigolature'') *Credere che il [[pensiero]] abbia da guadagnare una superiore obbiettività, o, perlomeno, non abbia nulla da perdere dalla decadenza delle [[emozioni]], è già espressione del processo d'inebetimento. [...] L'aforisma di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] «Grado e qualità della [[sessualità]] di un individuo penetrano fino nella sommità del suo spirito» non riflette solo uno stato di fatto psicologico. Poiché anche le più remote oggettivazioni del pensiero traggono alimento dagli impulsi, il pensiero, distruggendoli, distrugge la condizione di se stesso. [...] Certo, con la crescente oggettivazione del mondo, il senso oggettivo delle conoscenze si è sempre più svincolato dal loro fondo impulsivo; e la conoscenza manca al suo compito, quando la sua attività oggettivante resta sotto l'influsso dei desiderî. Ma se gli impulsi non sono superati e conservati<ref>''Aufgehoben'': tolta, cioè negata e conservata. Si tenga presente che l'''Aufhebung'' o soppressione dell'oggettività (soppressione che è nello stesso tempo conservazione) è il fine ultimo della dialettica [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|hegeliana]].</ref> nel pensiero che si sottrae a questo influsso, non si realizza conoscenza alcuna, e il pensiero che uccide suo padre, il desiderio, è colpito dalla nemesi della stupidità. (§ 79, ''Intellectus sacrificium intellectus'') *La [[libertà]] non sta nello scegliere tra nero e bianco, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (§ 85, ''Esame'') *Comunque agisca, l'[[intellettuale]] sbaglia. Egli sperimenta radicalmente, come una questione di vita, l'umiliante alternativa di fronte alla quale il tardo capitalismo mette segretamente tutti i suoi sudditi: diventare un adulto come tutti gli altri o restare un bambino. (§ 86, ''Giovannino'') *Lo stato di cose in cui l'individuo sparisce, è insieme quello dell'individualismo scatenato, in cui «tutto è possibile»: «ora si celebrano individui al posto degli dèi»<ref>[[Jacob Burckhardt]], ''Griechische Kulturgeschichte''.</ref>. La «liberazione» dell'individuo dalla ''polis'' svuotata dall'interno, non rafforza, ma elimina la resistenza, e, con la resistenza, l'individualità: questo processo, che trova il suo compimento negli stati dittatoriali, è il modello di una delle contraddizioni fondamentali che, dal secolo decimonono, ci hanno spinto verso il fascismo. (§ 97, ''Monade'') *All'interno della società repressiva, l'emancipazione dell'individuo non va senz'altro a suo vantaggio. La libertà dalla società lo spoglia della forza di essere libero. Per quanto reale, infatti, possa essere l'individuo nel suo rapporto con altri, concepito come assoluto è una pura astrazione. [...] Realizzandosi astrattamente, nel senso hegeliano del termine, l'individuo si annulla da sé: gli innumerevoli che non conoscono più nulla al di fuori di sé e del loro nudo, volubile interesse, sono gli stessi che capitolano non appena cadono nelle reti dell'organizzazione e del terrore. (§ 97, ''Monade'') *L'umano è nell'[[imitazione]]: un uomo diventa uomo solo imitando altri uomini. (§ 99, ''Pietra di paragone'') ===Parte terza - 1946-47 === *Ciò che temiamo più di ogni altra cosa, senza un reale motivo, apparentemente ossessionati da idee fisse, ha la proterva tendenza ad accadere realmente. (§ 103, ''Il ragazzo della landa'') *[[Amore|Amare]] significa saper impedire che l'immediatezza sia soffocata dall'onnipresente pressione della mediazione, dall'economia, e in questa fedeltà l'amore si media in se stesso, accanita contropressione. Non ama se non chi ha la forza di tener fermo all'amore. (§ 110, ''Costanza'') *C'è un criterio quasi infallibile per stabilire se un altro ti è veramente [[Amicizia|amico]]: il modo in cui riporta giudizi ostili o scortesi sulla tua persona. Questi ragguagli sono, per lo più, superflui, pretesti per lasciar trapelare la malevolenza senza assumerne la responsabilità, anzi in nome del bene. (§ 115, ''Parlar franco'') *Dacché il mondo ha tolto la parola agli uomini, colui a cui non si può parlare ha sempre ragione. Egli non ha che da insistere ciecamente sul proprio interesse e sulla propria natura, per avere la meglio. L'altro, nel vano sforzo di stabilire un contatto, assume un tono di apologia o di preghiera: e basta questo per metterlo in condizione d'inferiorità. (§ 118, ''In basso e sempre più in basso''<ref>''Hinunter und immer weiter''. Titolo di un ''Lied'' di [[Franz Schubert|Schubert]].</ref>) *[[Odi profanum vulgus, et arceo|Odi profanum vulgus et arceo]], disse il figlio del liberto. (§ 122, ''Monogrammi'') {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Di uomini molto [[Cattiveria|cattivi]] non si può neppure immaginare che muoiano. (§ 122, ''Monogrammi'') *L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile. (§ 122, ''Monogrammi'') *Veri sono solo i pensieri che non comprendono se stessi. (§ 122, ''Monogrammi'') *Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. (§ 122, ''Monogrammi'') *I comportamenti via via conformi allo stato più avanzato dello sviluppo tecnico, non si limitano ai settori in cui sono effettivamente richiesti. Così il [[pensiero]] non si sottomette al controllo sociale solo dove questo gli è professionalmente imposto, ma adegua al controllo tutta la sua conformazione. Proprio perché il pensiero degenera nella soluzione di compiti assegnati, anche ciò che non è assegnato è trattato secondo lo schema del compito. [...] Anche dove non c'è nulla da macinare, il pensiero diventa un allenamento all'esecuzione di ogni sorta di esercizi. Considera i suoi oggetti come semplici ostacoli, come un test permanente del proprio essere-in-forma. Considerazioni che vorrebbero rendere conto di sé attraverso il rapporto alla cosa e quindi di fronte a se stesse, sono subito sospettate di vanità, di autocompiacimento visionario e asociale. [....] Il pensiero che ha disappreso a pensare se stesso, è diventato – nello stesso tempo – l'assoluta istanza di controllo di se stesso. Pensare non significa ormai altro che sorvegliare – in ogni istante – la propria capacità di pensare. (§ 126, ''I. Q.'') *Ogni [[satira]] è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo. (§ 134, ''L'errore di [[Giovenale]]'') *Il compito attuale dell'[[arte]] è di introdurre caos nell'ordine. (§ 143, ''In nuce'') *L'arte è [[magia]] liberata dalla menzogna di essere verità. (§ 143, ''In nuce'') *Nell'incanto di ciò che si rivela in assoluta impotenza, del [[Bellezza|bello]], che è perfetto e nullo ad un tempo, l'apparenza dell'onnipotenza si rispecchia negativamente come speranza. Il bello è sottratto ad ogni prova di efficienza. La totale assenza di scopi smentisce la totalità di tutto ciò che è conforme agli scopi nel mondo del dominio, ed è solo in virtù di questa negazione, che il sussistente opera sul proprio principio razionale conducendolo alle estreme conseguenze, che la società esistente è stata consapevole, fino ad oggi, della possibilità di una società diversa. La beatitudine della contemplazione consiste nell'incanto disincantato. Ciò che scintilla, è la conciliazione del mito. (§ 144, ''Flauto magico'') ==''Note per la letteratura''== *L'[[insetticida]], che sin dall'inizio tende implicitamente al campo di sterminio, diventa il prodotto finale del dominio dell'uomo sulla natura, dominio che liquida se stesso. *L'irrazionalità della società borghese nella sua fase più tarda è restia a farsi comprendere: erano ancora bei tempi quelli in cui si poteva scrivere una critica dell'economia di questa società, cogliendola pienamente nella ratio a lei propria. Perché la società ha ormai gettata questa ratio tra i ferri vecchi sostituendola virtualmente con una disponibilità immediata su ogni cosa. *La [[comunicazione]], legge universale della convenzione, annuncia che non è più possibile alcuna comunicazione. ==''Terminologia filosofica''== *[...] la [[filosofia]] è lo sforzo del concetto di guarire le ferite che il concetto necessariamente produce. (lezione 4, «Il concetto di filosofia», 17 maggio 1962; p. 50) *La [[verità]] non è qualcosa di stabile, che si tiene in mano e si può portare tranquillamente a casa; non per nulla questa esigenza è avanzata proprio da Mefistofele, il simbolo del pensiero reificato. La verità è sempre e senza eccezione qualcosa di eccezionalmente fragile [...] (lezione 7, «L'esperienza filosofica», 5 giugno 1962; p. 79) *Chiamo [[Weltanschauung]] quelle rappresentazioni dell'essenza e della connessione delle cose, del mondo, dell'uomo, che si conformano al bisogno soggettivo di unità, di spiegazione, di risposte ultime, e che a questa soddisfazione di un bisogno di conoscenza soggettivo sacrificano preliminarmente l'esigenza della verità oggettiva. In altre parole, la sfera della Weltanschauung è l'opinione eretta a sistema, e si può ben dire che una caratteristica generale di coloro che pensano in termini di Weltanschauung è la loro tendenza a usare l'espressione «la mia Weltanschauung». (lezione 10, «Filosofia e ''Weltanschauung''», 26 giugno 1962; p. 113) *Il materialismo di [[Karl Marx|Marx]] è indicato in genere come [[Materialismo dialettico|dialettico]] o economico. Ora questa definizione non si riferisce solo alla tesi fondamentale della teoria marxista, che postula il primato dell'economia, del processo della vita sociale sulle forme e attività spirituali, ma si riferisce insieme anche al concetto specifico di materialismo. La teoria [[Marxismo|marxista]], può essere intesa, nel suo complesso o in ogni caso per un suo aspetto, come una critica della filosofia, proprio in quanto la filosofia crede di poter dedurre la realtà da certi principî universali e ultimi. In quanto combatte questo concetto della filosofia, Marx è erede della tradizione nominalistica; nei suoi scritti ci sono numerose espressioni come «fantasticheria» o «concetti che esistono solo nella testa» che lo dimostrano chiaramente. (lezione 41, «Il materialismo di Marx», 5 febbraio 1963; p. 449) ==Citazioni su Theodor W. Adorno== *A giudizio di [[Max Horkheimer|Horkheimer]] e Adorno, l'[[illuminismo]], nel tentativo di liberare gli uomini dal mito, dalla magia e dalla superstizione, ha elaborato una scienza che rinuncia intenzionalmente al significato e che identifica il sapere con la calcolabilità dell'universo; da qui la nascita e l'espansione planetaria di una formazione sociale che è «dominata dall'equivalente», e che, avendo relegato nel mondo delle apparenze tutto ciò che non si risolve in numeri, esige la distruzione degli {{sic|dèi}} e delle qualità. ([[Luigi Fenizi]]) *Adorno, del cui pensiero mi sono innamorata. ''Minima moralia'' è uno dei miei libri "da comodino". A volte, la notte, prima di addormentarmi, invece di meditare sui versetti della Bibbia, rileggo e medito su qualche suo aforisma. Sul tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale, Adorno e [[Max Horkheimer|Horkheimer]] hanno dato un contributo ineludibile, secondo me. ([[Annamaria Rivera]]) *Adorno: 'si vive una volta sola' in tedesco. ([[Eric Jarosinski]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Theodor Adorno, ''Dialettica negativa'', introduzione e cura di S. Petrucciani, Einaudi, Torino, 2004. *Theodor W. Adorno, ''Minima moralia. Meditazioni della vita offesa'', traduzione di Renato Solmi, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858416242 *Theodor Adorno, ''Note per la letteratura, 1943 – 1961'', traduzione di A. Ferioli, E. De Angelis, G. Manzoni, Einaudi, Torino. *Theodor W. Adorno, ''Terminologia filosofica'' (''Philosophische Terminologie''), traduzione di Anna Maria Marietti Solmi, Einaudi, Torino, 2007. ISBN 978-8806187910 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Minima Moralia||(1951)}} {{pedia|Terminologia filosofica|3 = (1962-63)}} {{DEFAULTSORT:Adorno, Theodor W.}} [[Categoria:Accademici tedeschi]] [[Categoria:Aforisti tedeschi]] [[Categoria:Filosofi tedeschi]] [[Categoria:Musicologi tedeschi]] [[Categoria:Sociologi tedeschi]] 1zuf59wuhiox9zhp1fz571bbvx143ee 1429853 1429849 2026-10-17T21:46:11Z Simonsegni 106283 Sostituisco omissis iniziale "[...] sebbene" con "Sebbene". 1429853 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Adorno.jpg|thumb|Theodor Adorno nel 1964]] '''Theodor Ludwig Wiesengrund Adorno''' (1903 – 1969), filosofo, sociologo, musicologo ed accademico tedesco. {{Vedi anche|Dialettica dell'illuminismo}} ==Citazioni di Theodor W. Adorno== *{{NDR|La musica moderna}} Essa ha preso su di sé tutta la tenebra e la colpa del mondo: tutta la sua felicità sta nel riconoscere l'infelicità, tutta la sua bellezza nel sottrarsi all'apparenza del bello. Nessuno vuole avere a che fare con lei, né i sistemi individuali né quelli collettivi; essa risuona inascoltata, senza echi. Quando la musica è ascoltata, il tempo le si rapprende intorno in un lucente cristallo. Ma, non udita, la musica precipita simile a una sfera esiziale nel tempo vuoto. A questa esperienza tende spontaneamente la musica nuova, esperienza che la musica meccanica compie ad ogni istante; l'assoluto venir-dimenticato. Essa è veramente il manoscritto in una bottiglia.<ref>Da ''Filosofia della musica moderna'', con un saggio introduttivo di Luigi Rognoni, traduzione di Giacomo Manzoni, Giulio Einaudi, Torino, 1959, p. 134.</ref> *I movimenti occultistici moderni, inclusa l'astrologia, sono ammodernamenti più o meno artificiali di vecchie e superate superstizioni, la sensibilità per le quali viene mantenuta viva da certe condizioni sociali e psicologiche, mentre le credenze riesumate restano fondamentalmente estranee all'universale situazione odierna di diffusione della cultura. L'assenza di una «serietà» di fondo che, per inciso, non rende affatto tali fenomeni meno seri per quanto riguarda le loro implicazioni sociali, è significativa del nostro tempo quanto l'emergere dell'occultismo secondario in sé.<ref>Da ''Stelle su misura''.</ref> *Il merito di [[Benedetto Croce|Croce]] fu di far piazza pulita, con spirito dialettico, di ogni misura estrinseca alla sostanza delle opere; [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ne fu impedito dal suo classicismo.<ref>Da ''Beethoven: filosofia della musica'', a cura di Rolf Tiedemann, traduzione di Luca Lamberti, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 978-88-06-13745-8. Citato in [[Mario Bortolotto]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/01/06/cosi-beethoven-porto-ultima-sfida-allassoluto.html Così Beethoven portò l'ultima sfida all'assoluto]'', ''repubblica.it'', 6 gennaio 2002.</ref> *Il pensiero che non si decapita sfocia nella trascendenza sino ad arrivare all'idea di un assetto del mondo dal quale sarebbe eliminata non solo la sofferenza esistente, ma anche revocata quella irrevocabilmente trascorsa.<ref>Da ''Dialettica negativa'', p. 361.</ref> *Sebbene l'[[arte]] e la [[scienza]] si siano storicamente separate, sarebbe errato ipostatizzare la loro opposizione. Il disgusto per una anacronistica mescolanza non assolve una cultura organizzata in compartimenti stagni. Per quanto necessari, questi compartimenti sanciscono e istituzionalizzano anche la rinuncia alla [[verità]] nella sua interezza.<ref>Da ''Il saggio come forma'', in ''Note per la letteratura 1943-1961'', Einaudi, Torino, 1979, p. 11; citato in [[Claudio Bartocci]], introduzione ad AA.VV., ''Racconti matematici'', Einaudi, Torino, 2006, p. X. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> *[[Oswald Spengler|Spengler]] appartiene a quei teorici dell'estrema reazione la cui critica al liberalismo in molti punti si è rivelata superiore a quella progressista.<ref>Citato in Marcello Veneziani, ''Imperdonabili'', Ed. Marsilio, 2017, p. 77. ISBN 978-88-317-2858-4</ref> ===Attribuite=== *[[Auschwitz]] inizia ogni volta che qualcuno guarda a un [[mattatoio]] e pensa: sono soltanto [[animale|animali]].<ref>Citato in Charles Patterson, ''Un'eterna Treblinka: Il massacro degli animali e l'Olocausto'', Editori Riuniti, Roma, 2003, p. 57; citato in Barbara De Mori, ''Che cos'è la bioetica animale'', Carocci, Roma, 2007, p. 110.</ref> :{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Benché Adorno sia noto, insieme a [[Max Horkheimer|Horkheimer]], anche per aver dato un «contributo ineludibile» al «tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale» (cfr. [[Annamaria Rivera]]), la frase sopra riportata — citata per la prima volta nel libro ''Un'eterna Treblinka'' (''Eternal Treblinka'', 2002) di C. Patterson e ripresa dall'organizzazione animalista PETA in apertura del proprio sito — risulta errata, dato che l'unico passaggio simile negli scritti di Adorno esprime un concetto più ampio:<ref>Cfr. Susann Witt-Stahl, ''[http://www.liberazioni.org/articoli/Witt-StahlS-01.htm Auschwizt non sta sul vostro piatto: Note critiche sul paragone tra olocausto e massacri animali]'', traduzione di [[Marco Maurizi]], ''Liberazioni.org''.</ref> ::<small><u>Citazione corretta</u>: «Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono "more", "sudice", ''dago''. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli antisemiti è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''pogrom''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un animale ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – "non è che un animale" – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il "non è che un animale", a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale». (da ''[[#Minima moralia|Minima moralia]]'', n. 68)</small> ==''Minima moralia''== ===Parte prima - 1944=== *Con la [[famiglia]] – perdurando il sistema – è scomparso non solo l'organo più efficiente della [[borghesia]], ma la resistenza che, se opprimeva l'individuo, d'altro canto lo rafforzava, o addirittura lo produceva. La fine della famiglia paralizza le controforze. L'ordine collettivistico nascente è una tragica parodia di quello senza classi: e col borghese liquida l'utopia che si nutriva dell'amore della madre. (§ 2, ''La panchina sull'erba'') *Da ogni spettacolo [[Cinema|cinematografico]], m'accorgo di ritornare, nonostante ogni vigilanza, più stupido e più cattivo. (§ 5, ''Signor dottore, è molto bello da parte vostra'') *La tecnicizzazione – almeno per ora – rende le mosse brutali e precise, e così anche gli uomini. Elimina dai gesti ogni esitazione, ogni prudenza, ogni garbo. Li sottopone alle esigenze spietate, vorrei dire astoriche delle cose. [...] Nei movimenti che le macchine esigono da coloro che le adoperano c'è già tutta la violenza, la brutalità, la continuità a scatti dei misfatti fascisti. Tra le cause del deperimento dell'esperienza c'è, non ultimo, il fatto che le cose, sottoposte alla legge della loro pura funzionalità, assumono una forma che riduce il contatto con esse alla pura manipolazione, senza tollerare quel ''surplus'' – sia in libertà del contegno che in indipendenza della cosa – che sopravvive come nocciolo dell'esperienza perché non è consumato dall'istante dell'azione. (§ 19, ''Non bussare'') *Quando il [[tempo]] è [[denaro]], sembra morale risparmiare tempo, soprattutto il proprio, e si legittima questa parsimonia col riguardo per l'altro. (§ 20, ''Pierino Porcospino'') *La vera felicità del dono è tutta nell'[[immaginazione]] della felicità del destinatario: e ciò significa scegliere, impiegare tempo, uscire dai propri binari, pensare l'altro come un soggetto: il contrario della smemoratezza. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *Nel migliore dei casi uno regala ciò che desidererebbe per sé, ma di qualità leggermente inferiore. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *La decadenza del [[dono]] si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo. (§ 21, ''Non si accettano cambi'') *L'accentuazione dell'elemento materiale di fronte allo spirito come menzogna dà origine ad una preoccupante affinità elettiva con l'economia politica di cui si conduce la critica immanente: un'affinità simile a quella tra polizia e bassifondi. Dacché è stata liquidata l'utopia ed è stata posta l'esigenza dell'unità di teoria e prassi, si è diventati troppo pratici. Il senso angoscioso dell'impotenza della teoria diventa un pretesto per consegnarsi all'onnipotente processo di produzione, e riconoscere così definitivamente l'impotenza della teoria. (§ 22, ''Il bagno col bambino dentro'') *Nella [[psicoanalisi]] non c'è nient'altro di vero che le sue esagerazioni. (§ 29, ''Frutta nana'') *Anche l'[[uomo]] più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più [[Saggezza|saggio]]. (§ 29, ''Frutta nana'') *Primo ed unico principio dell'etica [[Sessualità|sessuale]]: l'accusatore ha sempre torto. (§ 29, ''Frutta nana'') *Non c'è correzione, per quanto marginale o insignificante, che non valga la pena di effettuare. Di cento correzioni, ognuna può sembrare meschina e pedante; insieme, possono determinare un nuovo livello del testo. (§ 31, ''Dietro lo specchio'') *Se la filosofia della storia di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] avesse compreso il nostro tempo, le [[V2 (Aggregat 4)|V2]] hitleriane avrebbero trovato il loro posto, accanto alla morte precoce di [[Alessandro Magno|Alessandro]] e ad altre immagini del genere, tra i fatti empirici scelti in cui si esprime immediatamente e simbolicamente lo stato dello spirito del mondo. Come il fascismo, le V2 sono lanciate e senza soggetto nello stesso tempo. Come il fascismo, uniscono la massima perfezione tecnica alla cecità assoluta. Come il fascismo, suscitano il massimo terrore e sono perfettamente vane. «Ho visto lo [[Napoleone Bonaparte|spirito del mondo]]», non a cavallo, ma alato e senza testa: e questo confuta, nello stesso tempo, la filosofia della storia di Hegel. (§ 33, ''Fuori tiro'') *La logica della [[storia]] è distruttiva come gli uomini che produce: e dovunque tende la sua forza di gravità, riproduce l'equivalente del male passato. Normale è la morte. (§ 33, ''Fuori tiro'') *L'esortazione alla ''happiness'', in cui il direttore di sanatorio, scienziato e uomo di mondo, concorda coi nervosi capipropaganda dell'industria dei divertimenti, fa pensare al padre furente che tuona contro i figlioletti perché non gli corrono incontro festosi per le scale quando torna di cattivo umore dall'ufficio. Appartiene al meccanismo dell'oppressione vietare la conoscenza del dolore che produce, e una via diretta conduce dal vangelo della gioia alla costruzione di [[Campo di sterminio|campi di sterminio]] in Polonia, abbastanza lontano perché ciascuno dei ''Volksgenossen'' possa persuadersi di non udire le grida. Questo è lo schema dell'intatta capacità di godere. Chi lo denuncia avrà, dallo psicoanalista, la conferma di essere afflitto da un [[Complesso di Edipo|complesso edipico]]. (§ 38, ''Invito alla danza'') *Ogni [[psicologia]], a cominciare da quella di [[Protagora]], esaltando l'uomo con l'affermazione che egli è la misura di tutte le cose, ha fatto di lui, nello stesso tempo, l'oggetto, il materiale dell'analisi, e, una volta collocatolo tra le cose, lo ha assegnato alla loro nullità. (§ 39, ''L'io è l'es'') ===Parte seconda - 1945=== *All'inizio dell'[[Impero tedesco|imperialismo tedesco]] c'è il ''Crepuscolo degli dèi'' [[Richard Wagner|wagneriano]], l'entusiastica profezia del proprio tramonto: l'inizio della sua composizione coincide con la vittoriosa [[Guerra franco-prussiana|guerra del '70]]. Nello stesso spirito, due anni prima della seconda guerra mondiale, i tedeschi hanno assistito alla catastrofe del loro [[Zeppelin]] a Lakehurst, proiettata sui loro schermi. Tranquilla, imperterrita, la nave percorre la sua rotta, per precipitare d'improvviso a picco. Quando non c'è più via di scampo, diventa perfettamente indifferente, per l'impulso di distruzione, rivolgersi verso altri o verso il proprio soggetto: due cose tra cui, del resto, non ha mai fatto una netta distinzione. (§ 50, ''Dismisura per dismisura'') *[...] lo sguardo lungo e contemplativo, a cui solo si dischiudono gli uomini e le cose, è sempre quello in cui l'impulso verso l'oggetto è spezzato, riflesso. La contemplazione senza violenza, da cui viene tutta la felicità della verità, impone all'osservatore di non incorporarsi l'oggetto: prossimità nella distanza. (§ 54, ''I masnadieri'') *Nulla di più reazionario che contrapporre i dialetti popolari alla lingua scritta. Ozio, e perfino superbia e arroganza, hanno conferito alla lingua della classe superiore un carattere d'indipendenza e d'autodisciplina, che la mette in opposizione all'ambiente sociale in cui si è formata. Essa si rivolge contro i signori, che ne abusano per comandare, pretendendo di comandar loro a sua volta, e si rifiuta di servire ai loro interessi. Nella lingua degli oppressi, invece, resta solo l'espressione del dominio, che l'ha privata anche della giustizia che la parola autonoma, non deformata, promette a tutti coloro che sono abbastanza liberi per pronunciarla senza rancore. (§ 65, ''Stomaco vuoto'') *Le atrocità sollevano un'indignazione minore, quanto più le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto più sono «more», «sudice», ''dago''<ref>Termine spregiativo con cui, nello slang americano, si indicano italiani, iberici e ibero-americani.</ref>. Questo fatto illumina le atrocità non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli [[Antisemitismo|antisemiti]] è fatto in modo che essi non ''vedono'' gli ebrei come uomini. L'affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del ''[[pogrom]]''. Della cui possibilità si decide nell'istante in cui l'occhio di un [[animale]] ferito a morte colpisce l'uomo. L'ostinazione con cui egli devia da sé quello sguardo – «non è che un animale» – si ripete incessantemente nelle crudeltà commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il «non è che un animale», a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell'animale. Nella società repressiva il concetto stesso dell'uomo è la parodia dell'uguaglianza di tutto ciò che è fatto ad immagine di Dio. Fa parte del meccanismo della «proiezione morbosa» che i detentori del potere avvertano come uomo solo la propria immagine, anziché riflettere l'umano proprio come il diverso. L'assassinio è quindi il tentativo di raddrizzare la follia di questa falsa percezione con una follia ancora maggiore: ciò che non è stato visto come uomo, eppure lo è, viene trasformato in cosa, perché non possa confutare, con un movimento, lo sguardo del pazzo. (§ 68, ''Gli uomini ti guardano''<ref>Riferimento al titolo del libro di Paul Eipper ''Le bestie ti guardano''.</ref>) *Il [[Germania|tedesco]] è una persona che non può dire una [[bugia]] senza crederci. (§ 72, ''Spigolature'') *È per la [[felicità]] come per la [[verità]]: non si ''ha'', ma ci si ''è''. Felicità non è che l'essere circondati, l'«esser dentro», come un tempo nel grembo della madre. Ecco perché nessuno che sia felice può sapere di esserlo. Per vedere la felicità, dovrebbe uscirne: e sarebbe come chi è già nato. Chi dice di essere felice mente, in quanto evoca la felicità, e pecca contro di essa. Fedele alla felicità è solo chi dice di ''essere stato'' felice. Il solo rapporto della coscienza alla felicità è la gratitudine: ed è ciò che costituisce la sua dignità incomparabile. (§ 72, ''Spigolature'') *Credere che il [[pensiero]] abbia da guadagnare una superiore obbiettività, o, perlomeno, non abbia nulla da perdere dalla decadenza delle [[emozioni]], è già espressione del processo d'inebetimento. [...] L'aforisma di [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] «Grado e qualità della [[sessualità]] di un individuo penetrano fino nella sommità del suo spirito» non riflette solo uno stato di fatto psicologico. Poiché anche le più remote oggettivazioni del pensiero traggono alimento dagli impulsi, il pensiero, distruggendoli, distrugge la condizione di se stesso. [...] Certo, con la crescente oggettivazione del mondo, il senso oggettivo delle conoscenze si è sempre più svincolato dal loro fondo impulsivo; e la conoscenza manca al suo compito, quando la sua attività oggettivante resta sotto l'influsso dei desiderî. Ma se gli impulsi non sono superati e conservati<ref>''Aufgehoben'': tolta, cioè negata e conservata. Si tenga presente che l'''Aufhebung'' o soppressione dell'oggettività (soppressione che è nello stesso tempo conservazione) è il fine ultimo della dialettica [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|hegeliana]].</ref> nel pensiero che si sottrae a questo influsso, non si realizza conoscenza alcuna, e il pensiero che uccide suo padre, il desiderio, è colpito dalla nemesi della stupidità. (§ 79, ''Intellectus sacrificium intellectus'') *La [[libertà]] non sta nello scegliere tra nero e bianco, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. (§ 85, ''Esame'') *Comunque agisca, l'[[intellettuale]] sbaglia. Egli sperimenta radicalmente, come una questione di vita, l'umiliante alternativa di fronte alla quale il tardo capitalismo mette segretamente tutti i suoi sudditi: diventare un adulto come tutti gli altri o restare un bambino. (§ 86, ''Giovannino'') *Lo stato di cose in cui l'individuo sparisce, è insieme quello dell'individualismo scatenato, in cui «tutto è possibile»: «ora si celebrano individui al posto degli dèi»<ref>[[Jacob Burckhardt]], ''Griechische Kulturgeschichte''.</ref>. La «liberazione» dell'individuo dalla ''polis'' svuotata dall'interno, non rafforza, ma elimina la resistenza, e, con la resistenza, l'individualità: questo processo, che trova il suo compimento negli stati dittatoriali, è il modello di una delle contraddizioni fondamentali che, dal secolo decimonono, ci hanno spinto verso il fascismo. (§ 97, ''Monade'') *All'interno della società repressiva, l'emancipazione dell'individuo non va senz'altro a suo vantaggio. La libertà dalla società lo spoglia della forza di essere libero. Per quanto reale, infatti, possa essere l'individuo nel suo rapporto con altri, concepito come assoluto è una pura astrazione. [...] Realizzandosi astrattamente, nel senso hegeliano del termine, l'individuo si annulla da sé: gli innumerevoli che non conoscono più nulla al di fuori di sé e del loro nudo, volubile interesse, sono gli stessi che capitolano non appena cadono nelle reti dell'organizzazione e del terrore. (§ 97, ''Monade'') *L'umano è nell'[[imitazione]]: un uomo diventa uomo solo imitando altri uomini. (§ 99, ''Pietra di paragone'') ===Parte terza - 1946-47 === *Ciò che temiamo più di ogni altra cosa, senza un reale motivo, apparentemente ossessionati da idee fisse, ha la proterva tendenza ad accadere realmente. (§ 103, ''Il ragazzo della landa'') *[[Amore|Amare]] significa saper impedire che l'immediatezza sia soffocata dall'onnipresente pressione della mediazione, dall'economia, e in questa fedeltà l'amore si media in se stesso, accanita contropressione. Non ama se non chi ha la forza di tener fermo all'amore. (§ 110, ''Costanza'') *C'è un criterio quasi infallibile per stabilire se un altro ti è veramente [[Amicizia|amico]]: il modo in cui riporta giudizi ostili o scortesi sulla tua persona. Questi ragguagli sono, per lo più, superflui, pretesti per lasciar trapelare la malevolenza senza assumerne la responsabilità, anzi in nome del bene. (§ 115, ''Parlar franco'') *Dacché il mondo ha tolto la parola agli uomini, colui a cui non si può parlare ha sempre ragione. Egli non ha che da insistere ciecamente sul proprio interesse e sulla propria natura, per avere la meglio. L'altro, nel vano sforzo di stabilire un contatto, assume un tono di apologia o di preghiera: e basta questo per metterlo in condizione d'inferiorità. (§ 118, ''In basso e sempre più in basso''<ref>''Hinunter und immer weiter''. Titolo di un ''Lied'' di [[Franz Schubert|Schubert]].</ref>) *[[Odi profanum vulgus, et arceo|Odi profanum vulgus et arceo]], disse il figlio del liberto. (§ 122, ''Monogrammi'') {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Di uomini molto [[Cattiveria|cattivi]] non si può neppure immaginare che muoiano. (§ 122, ''Monogrammi'') *L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile. (§ 122, ''Monogrammi'') *Veri sono solo i pensieri che non comprendono se stessi. (§ 122, ''Monogrammi'') *Sei amato solo dove puoi mostrarti debole senza provocare in risposta la forza. (§ 122, ''Monogrammi'') *I comportamenti via via conformi allo stato più avanzato dello sviluppo tecnico, non si limitano ai settori in cui sono effettivamente richiesti. Così il [[pensiero]] non si sottomette al controllo sociale solo dove questo gli è professionalmente imposto, ma adegua al controllo tutta la sua conformazione. Proprio perché il pensiero degenera nella soluzione di compiti assegnati, anche ciò che non è assegnato è trattato secondo lo schema del compito. [...] Anche dove non c'è nulla da macinare, il pensiero diventa un allenamento all'esecuzione di ogni sorta di esercizi. Considera i suoi oggetti come semplici ostacoli, come un test permanente del proprio essere-in-forma. Considerazioni che vorrebbero rendere conto di sé attraverso il rapporto alla cosa e quindi di fronte a se stesse, sono subito sospettate di vanità, di autocompiacimento visionario e asociale. [....] Il pensiero che ha disappreso a pensare se stesso, è diventato – nello stesso tempo – l'assoluta istanza di controllo di se stesso. Pensare non significa ormai altro che sorvegliare – in ogni istante – la propria capacità di pensare. (§ 126, ''I. Q.'') *Ogni [[satira]] è cieca verso le forze che si liberano nello sfacelo. (§ 134, ''L'errore di [[Giovenale]]'') *Il compito attuale dell'[[arte]] è di introdurre caos nell'ordine. (§ 143, ''In nuce'') *L'arte è [[magia]] liberata dalla menzogna di essere verità. (§ 143, ''In nuce'') *Nell'incanto di ciò che si rivela in assoluta impotenza, del [[Bellezza|bello]], che è perfetto e nullo ad un tempo, l'apparenza dell'onnipotenza si rispecchia negativamente come speranza. Il bello è sottratto ad ogni prova di efficienza. La totale assenza di scopi smentisce la totalità di tutto ciò che è conforme agli scopi nel mondo del dominio, ed è solo in virtù di questa negazione, che il sussistente opera sul proprio principio razionale conducendolo alle estreme conseguenze, che la società esistente è stata consapevole, fino ad oggi, della possibilità di una società diversa. La beatitudine della contemplazione consiste nell'incanto disincantato. Ciò che scintilla, è la conciliazione del mito. (§ 144, ''Flauto magico'') ==''Note per la letteratura''== *L'[[insetticida]], che sin dall'inizio tende implicitamente al campo di sterminio, diventa il prodotto finale del dominio dell'uomo sulla natura, dominio che liquida se stesso. *L'irrazionalità della società borghese nella sua fase più tarda è restia a farsi comprendere: erano ancora bei tempi quelli in cui si poteva scrivere una critica dell'economia di questa società, cogliendola pienamente nella ratio a lei propria. Perché la società ha ormai gettata questa ratio tra i ferri vecchi sostituendola virtualmente con una disponibilità immediata su ogni cosa. *La [[comunicazione]], legge universale della convenzione, annuncia che non è più possibile alcuna comunicazione. ==''Terminologia filosofica''== *[...] la [[filosofia]] è lo sforzo del concetto di guarire le ferite che il concetto necessariamente produce. (lezione 4, «Il concetto di filosofia», 17 maggio 1962; p. 50) *La [[verità]] non è qualcosa di stabile, che si tiene in mano e si può portare tranquillamente a casa; non per nulla questa esigenza è avanzata proprio da Mefistofele, il simbolo del pensiero reificato. La verità è sempre e senza eccezione qualcosa di eccezionalmente fragile [...] (lezione 7, «L'esperienza filosofica», 5 giugno 1962; p. 79) *Chiamo [[Weltanschauung]] quelle rappresentazioni dell'essenza e della connessione delle cose, del mondo, dell'uomo, che si conformano al bisogno soggettivo di unità, di spiegazione, di risposte ultime, e che a questa soddisfazione di un bisogno di conoscenza soggettivo sacrificano preliminarmente l'esigenza della verità oggettiva. In altre parole, la sfera della Weltanschauung è l'opinione eretta a sistema, e si può ben dire che una caratteristica generale di coloro che pensano in termini di Weltanschauung è la loro tendenza a usare l'espressione «la mia Weltanschauung». (lezione 10, «Filosofia e ''Weltanschauung''», 26 giugno 1962; p. 113) *Il materialismo di [[Karl Marx|Marx]] è indicato in genere come [[Materialismo dialettico|dialettico]] o economico. Ora questa definizione non si riferisce solo alla tesi fondamentale della teoria marxista, che postula il primato dell'economia, del processo della vita sociale sulle forme e attività spirituali, ma si riferisce insieme anche al concetto specifico di materialismo. La teoria [[Marxismo|marxista]], può essere intesa, nel suo complesso o in ogni caso per un suo aspetto, come una critica della filosofia, proprio in quanto la filosofia crede di poter dedurre la realtà da certi principî universali e ultimi. In quanto combatte questo concetto della filosofia, Marx è erede della tradizione nominalistica; nei suoi scritti ci sono numerose espressioni come «fantasticheria» o «concetti che esistono solo nella testa» che lo dimostrano chiaramente. (lezione 41, «Il materialismo di Marx», 5 febbraio 1963; p. 449) ==Citazioni su Theodor W. Adorno== *A giudizio di [[Max Horkheimer|Horkheimer]] e Adorno, l'[[illuminismo]], nel tentativo di liberare gli uomini dal mito, dalla magia e dalla superstizione, ha elaborato una scienza che rinuncia intenzionalmente al significato e che identifica il sapere con la calcolabilità dell'universo; da qui la nascita e l'espansione planetaria di una formazione sociale che è «dominata dall'equivalente», e che, avendo relegato nel mondo delle apparenze tutto ciò che non si risolve in numeri, esige la distruzione degli {{sic|dèi}} e delle qualità. ([[Luigi Fenizi]]) *Adorno, del cui pensiero mi sono innamorata. ''Minima moralia'' è uno dei miei libri "da comodino". A volte, la notte, prima di addormentarmi, invece di meditare sui versetti della Bibbia, rileggo e medito su qualche suo aforisma. Sul tema dell'oppressione animale e del suo ruolo nelle strutture del dominio sociale, Adorno e [[Max Horkheimer|Horkheimer]] hanno dato un contributo ineludibile, secondo me. ([[Annamaria Rivera]]) *Adorno: 'si vive una volta sola' in tedesco. ([[Eric Jarosinski]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Theodor Adorno, ''Dialettica negativa'', introduzione e cura di S. Petrucciani, Einaudi, Torino, 2004. *Theodor W. Adorno, ''Minima moralia. Meditazioni della vita offesa'', traduzione di Renato Solmi, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858416242 *Theodor Adorno, ''Note per la letteratura, 1943 – 1961'', traduzione di A. Ferioli, E. De Angelis, G. Manzoni, Einaudi, Torino. *Theodor W. Adorno, ''Terminologia filosofica'' (''Philosophische Terminologie''), traduzione di Anna Maria Marietti Solmi, Einaudi, Torino, 2007. ISBN 978-8806187910 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Minima Moralia||(1951)}} {{pedia|Terminologia filosofica|3 = (1962-63)}} {{DEFAULTSORT:Adorno, Theodor W.}} [[Categoria:Accademici tedeschi]] [[Categoria:Aforisti tedeschi]] [[Categoria:Filosofi tedeschi]] [[Categoria:Musicologi tedeschi]] [[Categoria:Sociologi tedeschi]] 2goef3br82p5fe6x8x836g5az8g86me Filosofia 0 1888 1429873 1417772 2026-10-18T01:34:06Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429873 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Dürer, Philosophia.png|thumb|''Philosophia'', Albrecht Dürer, 1502]] Citazioni sulla '''filosofia'''. ==Citazioni== *Alla filosofia donano impedimento le ricchezze, e la Povertade porge camino sicuro ed ispedito. ([[Giordano Bruno]]) *Anche un libro di filosofia è un prodotto industriale: quando non esistevano macchine ed energia i libri si scrivevano a mano, su pergamena.<br />[...] per tutta la sua vita il filosofo non produce cibo, oggetti, servizi, ma beneficia della produttività consentita dalla tecno-energia, senza la quale zapperebbe la terra e sarebbe anche lui analfabeta... ([[Piero Angela]]) *Bisogna praticare la filosofia fino al punto che gli strateghi ci sembrino essere asini. ([[Cratete di Tebe]]) *Che cos'è la filosofia?<br>Chi voglia perder tempo per non saperlo, legga in qualsiasi dizionario filosofico, o enciclopedia, o manuale scolastico le mille definizioni proposte. A chi preme raggiungere sicuramente lo scopo, con risparmio di tempo e di fatica, è da consigliarsi in quella vece di scorrere qualche libro moderno di filosofia idealistica, poniamo il Bruno di Schelling, la Logica di Hegel, l'opera fondamentale di Schopenhauer. Tosto o tardi gli verrà fatto d'imbattersi in questa sentenza: che ogni filosofia è necessariamente idealistica, e che soltanto l'[[Idealismo (filosofia)|idealismo]] è filosofia. ([[Cesare Ranzoli]]) *– Che cos'è secondo te la filosofia?<br>– Ecco: è la conoscenza delle cose umane e divine. E conduce l'uomo a un'esistenza virtuosa. Solo praticando azioni rette e virtuose, l'uomo può sperare di assomigliare a Dio. (''[[Cirillo e Metodio - Apostoli degli slavi]]'') *Che la filosofia debba provare a educare gli adulti e, in particolare, a insegnare loro a essere adulti era già il messaggio della ''[[La Repubblica (dialogo)|Repubblica]]'' di Platone. [...] Possiamo certamente sviluppare gli argomenti e le teorie di Platone, ma l'importanza e il valore della filosofia stanno proprio qui: nel rendere migliori il mondo e le persone attraverso il ricorso alla ragione, nel senso più ampio. ([[Hilary Putnam]]) *Che cosa è un libro di filosofia? Troppe volte è l'abito di lusso che copre la povertà del cuore. ([[Ambrogio Bazzero]]) *Chi non sa che la filosofia è simile a uno che favella sognando? Ella è una speculativa confusione che cinguetta in essempio e in oscurità, scrivacchiando in figure e in chimere, come le rivelazioni divine piovessero negli ingegni umani a vanvera. ([[Pietro Aretino]]) *Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non ne sogni la tua filosofia. ([[William Shakespeare]]) *Ciò che è interessante nelle filosofie è la loro assurdità. Presentano varie possibilità del mondo. Non occorre sceglierne una e accettarla, ma devono esserci. È un povero gioco quello che si accontenta di smascherarle tutte come assurde. Proprio l'assurdo è la cosa più importante: anzi, si potrebbe dire, quello che hanno di più vivo e vitale. ([[Elias Canetti]]) *Come i pretendenti, non riuscendo a entrare in intimità con Penelope, se la facevano con le sue ancelle, così pure chi non è in grado di raggiungere la filosofia inaridisce nello studio delle altre discipline, che al confronto non valgono nulla. ([[Bione di Boristene]]) *Con questa filosofia l'animo mi s'aggrandisse, e me si magnifica l'intelletto. Però, qualunque sii il punto di questa sera ch'aspetto, si la mutazione è vera, io che son ne la notte, aspetto il giorno, e quei che son nel giorno, aspettano la notte. ([[Giordano Bruno]]) *Contribuire al fatto che la filosofia si avvicini alla forma della scienza – alla meta in cui possa deporre il proprio nome di amore per il sapere per diventare sapere reale, – è ciò che io mi sono proposto. ([[Georg Wilhelm Friedrich Hegel]]) *Conoscere la storia della filosofia significa sapere che i più grandi pensatori della Storia, i profeti delle tribù e delle nazioni, sono stati ottimisti. La crescita della filosofia è la storia della vita spirituale dell'uomo. ([[Helen Keller]]) *Credo che ci sia un solo argomento a difesa dell'esistenza della filosofia. È questo: lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia. Certo, può ben darsi che nessuna delle nostre filosofie valga un gran che, ma la loro influenza sui nostri pensieri e sulle nostre azioni è grande, e spesso incalcolabile. ([[Karl Popper]]) *Dicono che la filosofia è la medicina dell'anima. Ammettiamolo. Ma insieme, ammettendone anche le sue conseguenze, diremo che la filosofia come la medicina è per i malati e non per i sani. Come la medicina poi è un veleno e ogni veleno, se in breve quantità, giova, in grande uccide. ([[Carlo Dossi]]) *Dunque, ''philosophi'' non sono uomini che, facendo metodicamente astrazione del loro credere, acquisirono e stabilirono verità razionali; sono uomini che proprio non hanno la fede, dei 'pagani', che, privi [...] di questa luce di grazia, lasciano fuori dalle loro prosprettive problemi su cui tuttavia la ragione, a buon diritto, potrebbe far presa. I sancti, al contrario, godono di prospettive nuove che non solo li iniziano ai misteri soprannaturali di [[Dio]] e della su provvidenza [...], ma che rendono loro afferrabili blocchi di realtà terrene e di verità razionali. ([[Marie-Dominique Chenu]]) *È esattamente conoscendo i propri limiti che la filosofia esiste. ([[Immanuel Kant]]) *Filosofare significa risalire al di qua della libertà, scoprire l'investitura che libera la libertà dall'arbitrario. ([[Emmanuel Lévinas]]) *Filosofare tanto vale quanto problematizzare e mettere in discussione quel che si spaccia per verità indubitabile ed ovvia. ([[Wilhelm Weischedel]]) *Filosofia ci porta a scoprire le leggi prime secondo le quali si comportano e compongono i movimenti spirituali fondamento della universa vita. ([[Massimo Bontempelli]]) *Filosofia, dammi se non il sorriso, l'indifferenza almeno del saggio. Menti, ma consolami. ([[Carlo Dossi]]) *Filosofia non è altro che amistanza a sapienza. ([[Dante Alighieri]]) *Filosofia (''s.f.''). Strada con molte diramazioni, che conduce dal nulla a nessun posto. ([[Ambrose Bierce]]) *Filosofia: una risposta impossibile ad un problema senza risposta. ([[Henry Adams]]) *Fin dall'origine, la filosofia è amore della saggezza e non saggezza. Prima della conoscenza, esiste l'amore della conoscenza. ([[Jean-Luc Marion]]) *Gira, rigira, da [[Talete]] in poi la filosofia pesta l'acqua nel mortaio. ([[Gesualdo Bufalino]]) *I due mali contro cui la ragione filosofica ha sempre combattuto – e deve combattere ora più che mai – sono, da un lato, il non credere a nulla; dall'altro, la fede cieca. ([[Norberto Bobbio]]) *I filosofi, è cosa strana, non capiscono nulla di arte, mentre gli artisti capiscono assai di filosofia: segno è che l'arte è anche filosofia, ma la filosofia non è arte. ([[Leo Longanesi]]) *Il compito della filosofia è quello di trovare la via più breve tra due punti. ([[Khalil Gibran]]) *Il compito della filosofia, spesso difficile e doloroso, è districare e portare alla luce le categorie e i modelli nascosti in base ai quali gli esseri umani pensano [...]; rivelare ciò che in essi vi è di oscuro e contraddittorio; discernere quelle incompatibilità tra i modelli che impediscono la costruzione di modi più adeguati per organizzare, descrivere e spiegare l'esperienza. ([[Isaiah Berlin]]) *Il destino del saggio ne tiene, vita natural durante, la filosofia in stato d'assedio. ([[Victor Hugo]]) *Il fine della filosofia è sempre il medesimo, aiutare gli uomini a capire se stessi e quindi a operare alla luce del giorno e non paurosamente, nell'ombra. ([[Isaiah Berlin]]) *In filosofia cercare è tutto: cerchiamo perché non siamo. È come l'imperativo morale: lo attua solo chi nell'attuarlo sente di dover sempre ancora attuarlo. Il verbo della filosofia, come della morale, non è "essere" (''sein''), ma "dovere" (''sollen''). ([[Vincenzo Vitiello]]) *In filosofia, quel che più importa non è raggiungere la meta: sono le cose che s'incontrano per strada. ([[Havelock Ellis]]) *In genere, la filosofia è come rimescolare il fango o svegliare un can che dorme. È il tentativo di negare, aggirare, oppure fuggire le conseguenze dell'intrecciarsi delle radici di cose diverse tra loro. ([[Samuel Butler]]) *In ogni caso, [[Cheremone di Alessandria|Cheremone]] stoico, nel riferire dei sacerdoti [[Antico Egitto|egizi]], che a suo dire i loro connazionali considerano come filosofi, spiega che per costoro il luogo più adatto per esercitare la filosofia sono i templi. L'uso di soggiornare nei pressi delle statue che si trovano in questi templi è correlato alla loro tensione contemplativa, che li assorbe completamente. Tale abitudine dà loro sicurezza poiché tutti, per rispetto al divino, onorano i filosofi alla stessa stregua di certi animali sacri. ([[Porfirio]]) *– In vecchiaia sei diventato proprio un filosofo, eh? Filosofizzati questo, mucchio di letame mutante! <br/>– Aw! Non so il significato della parola! Vedi, massacralaceradevastadistruggiuccidimutila le capisco con brutale semplicità... ma la filosofia è un fottuto libro chiuso, capisci? (''[[Lobo (fumetto DC Comics)|Lobo]]'') *L'uomo non è mai tanto filosofo quanto nei suoi momenti brutti; colui che non ha fortuna, si arma della propria filosofia, come chi è calvo si adatta in testa una parrucca; la filosofia è infatti, per lo sventurato, quello che la parrucca è per il calvo, entrambi immaginano di nascondere agli occhi degli altri l'immensa lacuna che in essi ha lasciato la natura matrigna. ([[Mariano José de Larra]]) *La filosofia [c'insegna] il mezzo per parlare di tutto con verosimiglianza e farci ammirare da quelli che ne sanno di meno. ([[Cartesio]]) *La filosofia de' frati, con gli enti impossibili e presupposti, o con gli astratti, imbarazza piuttosto e confonde l'umana mente, invece d'indirizzarla a ben comprendere le naturali cose; dove, per lo contrario, quella che chiaman moderna, parlando di cose reali, e che si toccano e veggono, ne conduce a ben considerare, e talora ad apprendere, ciò ch'è sopra, intorno e sotto di noi. ([[Niccolò Amenta]]) *La filosofia dovrebbe mettere in discussione gli assunti fondamentali di ogni epoca. Riflettere, criticamente ed attentamente, su ciò che la maggior parte di noi dà per scontato costituisce, io credo, il compito principale della filosofia, ed è tale compito a farne un'attività di rilievo. Sfortunatamente, non sempre la filosofia è all'altezza del suo ruolo storico. La difesa della schiavitù da parte di Aristotele starà sempre a ricordare che i filosofi sono esseri umani, e sono soggetti a tutti i preconcetti tipici della società cui appartengono. Talvolta essi riescono a liberarsi dell'ideologia dominante; più spesso, ne diventano i più sofisticati difensori. ([[Peter Singer]]) *La filosofia è che questo momento tu non lo rivivrai mai più, questa è la filosofia. (''[[Immaturi]]'') *La filosofia è come l'orizzonte, che può spostarsi in qua ed in là, ma, come orizzonte, c'è sempre. ([[Gustavo Bontadini]]) *La filosofia è come la religione: conforta sempre, anche quando è disperata, perché nasce dal bisogno di superare un tormento, e anche quando non lo superi, il pórselo davanti, questo tormento, è già un sollievo per il fatto che, almeno per un poco, non ce lo sentiamo più dentro. ([[Luigi Pirandello]]) *La filosofia è divenuta un gioco per il quale i filosofi stessi non provano un grande interesse, dacché non lo giocano più; semplicemente redigono definizioni e passano la loro vita a rivederle. ([[Donald Nicholl]]) *La filosofia è il proprio tempo appreso col pensiero. ([[Georg Wilhelm Friedrich Hegel]]) *La filosofia è la [[ricerca]] di ciò che l'uomo ha dimenticato o che più non sente; di ciò che non gli sembra più attuale. ([[Angelo Fiore]]) *La filosofia è lo sforzo del concetto di guarire le ferite che il concetto necessariamente produce. ([[Theodor W. Adorno]]) *La filosofia è nata e si è sviluppata nel momento in cui l'uomo ha iniziato a interrogarsi sul perché delle cose e sul loro fine. In modi e forme differenti, essa mostra che il desiderio di verità appartiene alla stessa natura dell'uomo. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) *La filosofia è nota per i suoi disaccordi: date a due filosofi le stesse premesse e non ci si meraviglierà di vederli discutere sulla conclusione che da esse dovrebbero seguire; viceversa, date loro la stessa conclusione e ci si aspetterà di non trovarli d'accordo sulle premesse. ([[Tom Regan]]) *La filosofia è nulla se non è tutto. ([[Cesare Correnti]]) *La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza. ([[Umberto Eco]]) *La filosofia è un bisogno necessario e un diritto sacro del pensiero. La sua causa è la gran causa della libertà del mondo, richiamata al suo principio stesso la libertà dello spirito. La sua forza è quella della ragione che si appoggia su duemila anni di progressi e di conquiste. È sciocchezza il ripetere tutte le scempiataggini scagliate dalla ragione contro la ragione. Chi ha insegnato agli uomini senza alcun soccorso soprannaturale che hanno un'anima libera, capace di fare il male ma pur il bene? Chi loro ha detto, nell'oppressione universale, che la [[forza]] non è tutto, che vi son dei diritti invisibili che il forte deve rispettare nel debole? ([[Giovan Battista Niccolini]]) *La filosofia è un inventario di pensieri nel flusso della vita. ([[Franco Volpi]]) *La filosofia è un punto di vista supremo. Anche la mia morte appartiene al punto di vista supremo. Ma che cosa può imparare, l'uomo, considerando tutte le cose dalle vette?...Quando vorrà comperare un cavallo non lo considererà mica dalla cella campanaria di una chiesa! ([[Ivan Sergeevič Turgenev]]) *La filosofia favorisce il progresso non diventando più rigorosa ma più immaginativa. ([[Richard Rorty]]) *La filosofia ha questo di buono, che serve a consolarci della sua inutilità. ([[Jean Louis Auguste Commerson]]) *La filosofia in effetti è il più grande dei beni e il più prezioso agli occhi di Dio, l'unico che a lui ci conduce e a lui ci unisce, e sono davvero uomini di Dio coloro che han volto l'animo alla filosofia. ([[Giustino di Nablus]]) *La filosofia, in un certo senso, è la lunga storia di come sentirsi a casa in mezzo alle contraddizioni e alla complessità. ([[Priya Basil]]) *La filosofia militante che ho in mente è una filosofia in lotta contro gli attacchi, da qualsiasi parte provengano — tanto da quella dei tradizionalisti come da quella degli innovatori — alla libertà della ragione rischiaratrice. ([[Norberto Bobbio]]) *La filosofia non c'impedisce di commettere errori, ma ce li spiega. ([[Roberto Gervaso]]) *La filosofia non è altro che la più vasta di tutte le scienze. Il suo metodo non si distacca da quello di una qualunque scienza particolare o di tutte le scienze in generale. E appunto per questo suo meccanismo, questo suo metodo di ragionamento, il metodo induttivo, la filosofia fonde insieme tutte le scienze particolari, formando una sola, grande scienza. Come dice Spencer, i dati di ogni scienza particolare formano una conoscenza unificata solo in parte, mentre la filosofia sintetizza in sé la conoscenza offerta da tutte le scienze. È cioè la scienza delle scienze, la scienza assoluta, se volete. ([[Jack London]]) *La filosofia non è altro che la scienza della viltà d'animo e di corpo, del badare a se stesso, procacciare i propri comodi in qualunque maniera, non curarsi degli altri, e burlarsi della virtù e di altre tali larve e immaginazione degli uomini. La natura è gagliarda magnanima focosa, inquieta come un ragazzaccio; ma la ragione è pigra come una tartaruga, e codarda come una lepre. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'') *La filosofia non è altro che nomenclatura: dar nomi alle cose che non si capiscono. ([[Vittorio Giovanni Rossi]]) *La filosofia non è male. Purtroppo, essa è come la [[Russia]]: piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. ([[Roger Nimier]]) *La filosofia non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]]) *La filosofia non si preoccupa solo di cambiare le nostre idee, vuole anche cambiare la nostra sensibilità. I filosofi sono, idealmente, degli educatori, e non semplicemente educatori della gioventù, ma educatori di loro stessi e dei loro coetanei. Stanley Cavell una volta ha proposto una definizione della filosofia: “educazione degli adulti”. Penso che sia la mia definizione preferita. ([[Hillary Putnam]]) *La filosofia [...] quando è valutabile, è buonsenso chiarificato. ([[Donald Nicholl]]) *La filosofia secondo me è un modo di scontrarsi con la pratica. ([[Giulio Giorello]]) *La filosofia trionfa agevolmente sui mali trascorsi e sui mali a venire. Ma i mali presenti trionfano su di essa. ([[François de La Rochefoucauld]]) *La filosofia va necessariamente verso il proprio tramonto, cioè verso la scienza, che tuttavia è il modo in cui oggi la filosofia vive. [...] Tutti possono vedere che la filosofia, su scala mondiale, declina nel sapere scientifico. ([[Emanuele Severino]]) *La grande filosofia degli inizi non appare sul fondamento del tragico, ma è la grande tragedia attica ad apparire sul fondamento dello spazio aperto dalla testimonianza del senso ontologico del divenire. ([[Emanuele Severino]]) *La regina delle scienze fu ridotta alle misere condizioni di mendicare ragioni a sostegno della propria esistenza da un duplice movimento moderno, ''storico'' l'uno, ''teorico'' l'altro. Il costituirsi delle varie e molteplici discipline nelle quali si suddivide lo scibile umano, fu ed è da molti considerato quale causa dell'annientamento della Filosofia come scienza. Il tempo nel quale la Filosofia era la ''scienza senz'altro'', o la ''scienza prima'', ora non è più; la Filosofia non è più la ''scienza di Dio'', dell'''uomo'' e del ''mondo''. Dacché Matematica ed Astronomia per un aspetto, le scienze naturali (Fisica, Chimica, Geologia e discipline biologiche) per {{sic|un'altro}}, alzarono il vessillo della rivolta e si costituirono scienze a sé, il ''mondo'' cessò d'essere oggetto della ricerca filosofica. ([[Roberto Benzoni]]) *La [[superstizione]] mette il mondo intero in fiamme, la filosofia le spegne. ([[Voltaire]]) *La vera filosofia è quella che dà risultati tangibili. (''[[Kulārṇava Tantra]]'') *L'uomo che ha gustato una volta i frutti della filosofia, che ha imparato a conoscere i suoi sistemi, e che allora, immancabilmente, li ha ammirati come i beni più alti della cultura, non può più rinunciare alla filosofia e al filosofare. ([[Edmund Husserl]]) *La lingua della filosofia parla soltanto agli animi elevati, la voce delle [[Legge|leggi]] deve intuonar benanche l'orecchio della feccia del popolo. Quindi i filosofi colla bilancia dell'orafo, i legislatori con quella del mugnajo, come i [[Toscana|Toscani]] dicono, pesano le azioni degli uomini. ([[Francesco Mario Pagano]]) *La maggior parte delle filosofie moderne non sono filosofia ma dubbio filosofico; dubbio, cioè, se possa esistere una qualunque filosofia. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *La parola filosofica nel suo domandare dà sempre parola all'Altro, al silenzio, alla morte. È suo compito ''dire il Silenzio''. Il Silenzio ''delle'' cose, ''nelle'' cose, ''nei'' nomi, ''nei'' "suoni" delle cose [...]. Nel dire le cose, il Silenzio presente nei suoni delle cose, la parola filosofica riaccende la meraviglia per l'essente, la meraviglia ''che l'essente è''. ([[Vincenzo Vitiello]]) *La [[povertà]] è sempre stata di casa con la filosofia: è onesta, moderata, padrona di poco, desiderosa di approvazione, è un bene sicuro rispetto alle [[Ricchezza|ricchezze]]; non si preoccupa mai delle apparenze, è di modi semplici, benevola quando dà consigli, non istiga mai alcuno alla superbia, non riduce mai alcuno al male per la sua sfrenatezza, mai rende bestiali con la sua tirrannia, non vuole, né può, tutti i piaceri del ventre e del sesso. ([[Apuleio]]) *La soggettività è la forma e non il contenuto della filosofia. La filosofia non pone una questione sul significato di qualcosa, che sia un’opera d’arte, un concetto, un fenomeno o la storia. Il compito della filosofia è quello di permettere di entrare in contatto con qualcosa a cui fino a quel momento non si aveva accesso. Quello che la filosofia costruisce e modula è quindi la relazione, inventando un processo di soggettivizzazione che non esisteva in precedenza. Per questo motivo la filosofia è come l’arte, una questione di finzione. ([[Paul B. Preciado]]) *La vera pietra di paragone dei sistemi filosofici è la loro attitudine ad offrire una base per la morale. ([[Carl du Prel]]) *La verità di una filosofia va commisurata alla verità dell'uomo, e questa è verità di un'esperienza. ([[Ferdinand Alquié]]) *La via d'uscita per la filosofia è in un tal quale "[[storicismo]]" e nella "critica della cultura". ([[Lucio Colletti]]) *La [[vita]] è simile ad una panegiria: come infatti alcuni partecipano a questa per lottare, altri per commerciare, altri ancora – e sono i migliori – per assistervi, così nella vita alcuni nascono schiavi della gloria e cacciatori di guadagno, altri filosofi avidi della verità. (attribuita a [[Pitagora]]) *Le grandi religioni possono manifestarsi con [[istituzione|istituzioni]] e [[simbolo|simboli]], le filosofie no. A livello di pensiero è certo che religioni e filosofie hanno dei parallelismi. È indubbio che esistano filosofie che hanno interiorizzazioni molto simili a quelle religiose. Se però andiamo nell'ambito delle simbologie, delle istituzioni, delle pratiche di culto, allora è chiaro che la filosofia sotto questo profilo è una cosa diversa. Ricordo, però, che il trattato-costituzione della [[Unione Europea|UE]] pone religioni e filosofie sullo stesso piano sotto il profilo giuridico. ([[Francesco Margiotta Broglio]]) *Le scienze particolari, p. e., la matematica, la fisica, non hanno né questo privilegio, né questa difficoltà. Da una parte esse presuppongono i proprii principii, e dall'altra non giustificano se stesse come scienze. Così la materia della geometria sono le pure dimensioni dello spazio, e non già la stessa geometria; la materia della fisiologia è la vita, e non già la scienza stessa della vita. Solo la filosofia ha per ultimo oggetto se stessa; e può dir di aver spiegato il reale, solo quando ha spiegato se stessa.<br />Perciò la filosofia non è una scienza fra le scienze, ma la Scienza; non è solo, come si dice, la prima scienza, la scienza fondamentale, ma la scienza, dirò così, finale. ([[Bertrando Spaventa]]) *Le voci del [[buonsenso|buon senso]] e dell'alta filosofia a volte si intersecano, ma il buon senso è il canto fermo inalterabile e la filosofia è il suo contrappunto variabile. ([[Samuel Butler]]) *Lei mi ricorda un altro di quei vecchi compari chiamato Bradley. Costui definiva la filosofia come l'arte di trovare una cattiva ragione a ciò che si crede d'istinto. Come se si credesse qualche cosa d'istinto! Si credono le cose perché si è stati condizionati a crederle. Il trovare delle cattive ragioni a ciò che si crede per effetto d'altre cattive ragioni, questa è la filosofia. La gente crede in Dio perché è stata condizionata a credere in Dio. ([[Aldous Huxley]]) *Mancava e manca tuttora, in Italia e fuori, un vero e completo sistema di Filosofia, degno del nome di scienza, perché manca il metodo razionale e scientifico di scoprire e dimostrare la Verità nelle scienze psicologiche e morali, che formano la più difficile ed importante parte della Filosofia. *Mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed Aristotile in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Nei particolari la divisione della storia della filosofia sarà sempre più o meno arbitraria. Ciò proviene dalla continuità dello sviluppo storico; poiché come non v'ha nessuna istituzione umana, né sistema, né scuola di filosofia che la rompa interamente col passato, ma sorgono e si succedono le une alle altre e si fondono una dentro l'altra così insensibilmente, che di rado si può decidere dove l'una finisce e l'altra comincia, in ugual modo la corrente del pensiero umano passa senza interruzione da una generazione all'altra. ([[William Turner (vescovo)|William Turner]]) *Non è lecito scrivere di filosofia senza una soda preparazione scientifica. ([[Bernardino Varisco]]) *Non presumo di aver trovato la filosofia migliore, ma so di intendere quella che è [[verità|vera]]. ([[Baruch Spinoza]]) *Occorre distruggere il pregiudizio molto diffuso che la filosofia sia un alcunché di molto difficile per il fatto che essa è l'attività intellettuale propria di una determinata categoria di scienziati specialisti o di filosofi professionali e sistematici. Occorre pertanto dimostrare preliminarmente che tutti gli uomini sono «filosofi», definendo i limiti e i caratteri di questa «filosofia spontanea», propria di «tutto il mondo», e cioè della filosofia che è contenuta: 1) nel linguaggio stesso, che è un insieme di nozioni e di concetti determinati e non già e solo di parole grammaticalmente vuote di contenuto; 2) nel senso comune e buon senso; 3) nella religione popolare e anche quindi in tutto il sistema di credenze, superstizioni, opinioni, modi di vedere e di operare che si affacciano in quello che generalmente si chiama «folclore». ([[Antonio Gramsci]]) *Platone è la filosofia e la filosofia è Platone. ([[Ralph Waldo Emerson]]) *''Povera e nuda vai, Filosofia''. ([[Petrarca]]) *Qualcuno si chiede per quale motivo si studi la filosofia, cioè una disciplina che in apparenza non ha alcuna utilità pratica. Ebbene la filosofia serve a ''non dare per scontato''. Nulla. La filosofia è uno strumento per capire quello che ci sta attorno – per capire quello che ci sta dentro probabilmente è più efficace la letteratura –, ma capiamo davvero quello che ci sta attorno se non diamo per scontate le verità che qualcun altro ha pensato di allestire per noi. Fare filosofia – cioè pensare – significa imparare a fare e a farsi domande. Significa non avere paura delle idee nuove. Significa non fermarsi alle apparenze. Significa essere capaci di dire di no a chi vorrebbe imporci il suo modo di pensare e di vedere il mondo. Cioè a chi vorrebbe pensare per noi. ([[Gianrico Carofiglio]]) *Quando ho iniziato l'università [...] ho scelto filosofia. L'ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me. Poi ho continuato studiando tutt'altro [...]. Non so se la filosofia mi abbia reso un avvocato migliore o mi renda un amministratore delegato migliore. Ma mi ha aperto gli occhi, ha aperto la mia mente ad altro. ([[Sergio Marchionne]]) *Quando la filosofia si sarà liberata da ogni residuo di trascendenza e riconoscerà perciò, sul serio, nella positività un momento essenziale dello spirito, vedrà nel mondo scientifico una delle più belle affermazioni del pensiero e diventerà più varia, più concreta, più moderna. ([[Sebastiano Timpanaro senior]]) *Quando si va al fondo delle cose, si trova più ragione di quanto non si credesse nella maggior parte delle scuole filosofiche. ([[Gottfried Wilhelm von Leibniz]]) *Quando uno ha approfondito un problema filosofico deve, in qualche modo, indietreggiare come un pittore davanti al quadro e guardare ciò che ha prodotto. ([[Sully Prudhomme]]) *Quando un uomo d'ingegno eccellente e di animo generoso si è della filosofia fatto famigliare, non si piega né per l'avversa né per la prospera fortuna, ma in sé stesso volgendosi, sempre vi trova natura da bastare a sé e da recare non mediocre utilità e benefizio agli altri. ([[Felice Daneo]]) *Quantunque la Filosofia sia la scorta degli umani intelletti, la luce della verità, la maestra della vita, la disciplina, e la regola de' costumi: nulladimeno è languido, e caliginoso il suo lume, se più viva luce nol ravviva; e dal diritto sentiero s'allontana sovente, se al lume di più sicura guida non si dirizza. ([[Giuseppe Averani]]) *Quella che è stata la funzione della filosofia fino ad oggi è stata ereditata dalle scienze. [...] La filosofia si dissolve in singole scienze: la psicologia, la logica, la politologia. ([[Martin Heidegger]]) *Questo libro può essere letto soltanto da persone illuminate; il volgo non è fatto per simili conoscenze: la filosofia non sarà mai il suo retaggio. Coloro che affermano che esistono verità che devono essere nascoste al popolo non devono allarmarsi, il popolo non legge: lavora sei giorni la settimana e il settimo va all'osteria. Insomma, le opere di filosofia sono fatte solo per i filosofi, e ogni uomo dabbene deve cercare di essere filosofo, senza piccarsi di esserlo. ([[Voltaire]]) *Ridersela della filosofia significa filosofare per davvero. ([[Blaise Pascal]]) *San Girolamo interrogato che cosa fosse un uomo aiutato dalla filosofia, disse: costui è un tale che fa volentieri quello che fanno gli altri per timore delle leggi. ([[Giovanni Stobeo]]) *Sarebbe il capolavoro della filosofia rendere evidenti i mezzi che la fortuna adopera per arrivare ai propri fini sull'uomo, e così trarne piani di condotta che indichino a questo sventurato individuo bipede come procedere nello spinoso cammino della vita. ([[Donatien Alphonse François de Sade]]) *Se leggiamo ancora le opere della filosofia antica e moderna, non è per il contenuto di verità, ma per l'emozione estetica che le loro teorie dischiudono ai nostri interrogativi sull'esistenza: tutta la storia della filosofia è storia fantastica, tutti i sistemi sono romanzi. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Se noi volgiamo uno sguardo sintetico a quanto siamo venuti esponendo e ragionando, credo non sia difficile il convincerci come ''ai nostri giorni'' il grido «non più metafisica» non trovi più l'eco avuta alcuni anni fa, e come non si debba più perdere tempo a chiarire la erroneità dell'opinione che «per essere filosofo convenga negare la Filosofia»; ai nostri giorni, anziché discutere circa la possibilità della Filosofia, si discute allo scopo di ''determinarne l'oggetto, di chiarirne il metodo e di definire il valore dei risultati mediante la ricerca filosofica ottenuti''. La Filosofia ai nostri giorni, quantunque la relazione sua con le scienze si sia invertita poiché se prima di queste dirigeva il moto, ora n'é diretta ed informata, pur tuttavia si collega con il suo passato storico: non già perché di questo debba essere semplice e talvolta meno geniale ripetizione, ma perché nell'ideare quel concetto, quella veduta che agevoli l'integrazione dei risultati scientifici, deve tener conto di quei concetti sui quali poggiano le costruzioni filosofiche che nella storia hanno avuto larga espressione. La Filosofia ai nostri giorni, quantunque miri a meta propria e batta una via diversa da quella percorsa dalla ricerca empirica, pur tuttavia può essere riguardata come una continuazione, un prolungamento del lavorìo scientifico. ([[Roberto Benzoni]]) *Se vuoi filosofare, nessuno può pensare al tuo posto. Se vuoi cominciare a pensare, decidi di pensare da te. ([[André Glucksmann]]) *Siccome [[Dio]] non può entrare nel divenire, perché non può dover conquistare ancora se stesso, la filosofia, fin dal suo primo apparire, non sarà che l'unione con l'[[Uno (filosofia)|Uno]] per mezzo del pensiero indagatore dell'uomo che nasce dall'esistenza. Essa è come il gettare un'ancora, ma ciascuno deve farlo per sé, anche il più potente degli uomini non può gettarla per un altro. ([[Karl Jaspers]]) *[[Socrate]] ci ricorda infatti che la filosofia non è uno sterile insieme di nozioni, ma un cammino personale e una ricerca continua, intrisa di ironia e autoironia, dubbi («Io non so e non credo neppure di sapere» dice nell'''Apologia'') più che di certezze, e fatta di domande e dialogo continuo, come dimostra il suo celebre metodo maieutico. ([[Armando Massarenti]]) *Tanto è ragionevole che si disprezzi o si trascuri la filosofia, quanto<ref>Nel testo "quando".</ref> è possibile una scienza senza principio e senza ragioni ultime; e {{sic|queglino}} stessi che della filosofia si mostrano odiatori, hanno necessità di ricorrervi, se vogliono e ben costruire la scienza di qualsiasi obbietto e darne l'ultima e soddisfacente spiegazione. Ma i filosofi dal canto loro hanno il dovere di tener stretto conto dei metodi, delle ricerche, dei risultati delle scienze naturali, e da questi pigliare le mosse per le loro ulteriori investigazioni. ([[Felice Ramorino]]) *Trarre da una scrittura sacra filosofia è trasformare una colata incandescente in una azzurrina fiamma di gas da cucina – per riscaldare le nostre anime timide a bagnomaria. ([[Guido Ceronetti]]) *— Tu sei proprio un filosofo, Sam, — disse il signor Pickwick.<br>— Credo, signore, che sia una malattia di famiglia, — rispose Weller. Mio padre ha la stessa infezione. Se la mia matrigna grida, lui fischia. Se s'arrabbia e gli rompe la pipa, lui se n'esce e va a comprarsene un'altra. Allora essa s'infuria, e si fa pigliare le convulsioni; lui continua a fumare tranquillamente finché essa non ritorna in sé. È filosofia questa, signore?<br>— A ogni modo, ne fa le veci, — rispose il signor Pickwick, ridendo, — e deve averti giovato nel corso della tua vita errabonda, Sam. ([[Charles Dickens]]) *Un problema appartiene alla filosofia solo se contiene qualcosa di inconcepibile. ([[Hajime Tanabe]]) *Una filosofia che si consuma nel pensiero, consuma se stessa, si annienta. La filosofia deve aprire le finestre della libertà, le porte della libertà, deve fondare la libertà. Una filosofia che non fonda la libertà è un letto di Procuste, una ghigliottina. ([[Cornelio Fabro]]) *Vi dev'essere nell'uomo un "terzo" al di là tanto dalla soggettività individuale, quanto del pensiero universalmente dimostrativo e logicamente obiettivo, e questo "terzo" dev'essere il terreno su cui germoglia la filosofia, anzi l'esistenza della filosofia esige, come suo presupposto, che vi sia un tal "terzo". ([[Georg Simmel]]) ===[[Aristotele]]=== *Si deve dunque filosofare, oppure congedarsi dalla vita e dipartirsi di qui; perché ogni altra cosa appare soltanto chiacchiera insensata e vana diceria. *Gli uomini, sia nel nostro tempo che da principio, hanno cominciato a filosofare a causa della [[meraviglia]], poiché dapprincipio essi si meravigliavano delle stranezze che erano a portata di mano, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, affrontarono maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l'origine dell'universo. *Prima bisogna vivere, e dopo si può filosofare. ===[[Emil Cioran]]=== *Ci si accalca solo intorno ai venditori di illusioni, in filosofia come in ogni altra cosa. Intorno a chi non si abbassa a proporre si fa sempre il vuoto. *Credo che la filosofia non sia più possibile se non come frammento. Sotto forma di esplosione. Ormai non è più possibile mettersi a elaborare un capitolo dopo l'altro in forma di trattato. *I filosofi sono troppo orgogliosi per confessare la loro paura della morte, e troppo pretenziosi per riconoscere alla malattia una fecondità spirituale. C'è una serenità fasulla nelle loro riflessioni sulla morte; in realtà sono loro a tremare di più. Ma non dimentichiamo che la filosofia è l'arte di mascherare i propri sentimenti e i propri supplizi interiori al fine di ingannare il mondo sulle vere radici del filosofare. *Non cominciamo a vivere realmente se non una volta giunti in fondo alla filosofia, sulla sua rovina, quando abbiamo capito sia la sua terribile insignificanza sia l'inutilità del farvi ricorso, in quanto non è di alcun aiuto. ===[[Tommaso d'Aquino]]=== *La scienza filosofica riguarda l'ente in quanto ente, cioè considera l'ente dal punto di vista della ratio universale di ente, e non dal punto di vista della ratio specifica di qualche ente particolare. *Per conseguenza possiamo nella sacra scrittura adoperare la filosofia in tre modi. In primo luogo, a dimostrare i preamboli della fede, che sono necessari alla scienza della fede; tali sono le cose che si dimostrano intorno a Dio con la ragione naturale: che Dio esiste, che Dio è uno e altre verità di Dio e delle creature che in filosofia sono dimostrate e che la fede presuppone. In secondo luogo, la filosofia può essere adoperata a chiarire, mediante similitudini, cose che sono di pertinenza della fede; come Agostino nel de Trinitate si serve di numerose similitudini desunte da dottrine filosofiche per chiarire la Trinità. In terzo luogo, si può anche resistere alle obiezioni che si fanno alla fede sia mostrando che sono false, sia mostrando che non sono necessarie. ===[[Umberto Eco]]=== *Cos'è la filosofia? Scusate il mio conservatorismo banale, ma non trovo ancora di meglio che la definizione che ne dà Aristotele nella Metafisica: è la risposta a un atto di meraviglia. *La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza. *{{NDR|Sull'insegnamento della filosofia}} Ma è possibile parlare, non dico di Socrate, ma di Parmenide in termini contemporanei? Credo proprio di sì. Non è che per far le scienze umane basti leggere i romanzi gialli come fossero Parmenide: occorre anche leggere Parmenide come se fosse un romanzo giallo. ===[[Albert Einstein]]=== *Esiterei a dire che saranno la filosofia e la ragione a guidare le azioni umane in un futuro prevedibile; comunque rimarranno, come sempre un bellissimo santuario per gli eletti. *La filosofia è come una madre che ha dato alla luce tutte le altre scienze, dotandole di caratteristiche diverse. Quindi, sebbene nuda e povera non merita il nostro disprezzo; dobbiamo invece sperare che una parte del suo ideale donchisciottesco sopravviva nei figli, impedendo loro di cadere nel filisteismo... *Non è come se tutta la filosofia fosse scritta con il miele? A prima vista, sembra chiara, ma quando la si guarda di nuovo, è scomparsa e resta solo la pappa. ===[[Epicuro]]=== *Bisogna non fare finta di filosofare, ma filosofare sul serio; perché non abbiamo bisogno dell'apparenza di salute, ma di vera salute. *Dobbiamo allo stesso tempo ridere, filosofare, amministrare la nostra casa, usare di quant'altro è a nostra disposizione e non cessare mai di proclamare le parole della retta filosofia. *Né il giovane indugi a filosofare né il vecchio di filosofare sia stanco. Non si è né troppo giovani né troppo vecchi per la salute dell'anima. Chi dice che non è ancora giunta l'età di filosofare o che l'età è già passata, è simile a chi dice che per la felicità non è ancora giunta o è già passata l'età. *Nel caso di altri tipi di attività, se ne coglie il frutto solo dopo di essere riusciti, dopo molta fatica, a diventare padroni della materia. Nel caso della filosofia però, la conoscenza ed il diletto vanno insieme; visto che il godimento non si raggiunge dopo gli studi, ma gli studi ed il godimento vanno avanti insieme. ===[[Epitteto]]=== *Ecco, dunque, il punto di partenza della filosofia: rendersi conto della condizione in cui si trova la parte direttrice della nostra anima, perché, qualora se ne sia esperimentata la debolezza, si eviti di usarla per grandi imprese. Adesso, invece, gente che non è in grado di ingozzare un boccone compra un trattato e vi si getta sopra per divorarlo. Di conseguenza vomita o fa indigestione: e poi coliche, reumi, febbri. [...] Certo, nel campo della teoria è più facile confutare chi non sa, ma nella vita, nessuno si presta alla confutazione e, in più, odiamo chi ci confuta. *Non si deve [...] prestar fede [...] alle opinioni dei più che dicono che ai soli uomini di condizione libera è lecito avere un'educazione; bensì si deve credere ai [[filosofo|filosofi]], secondo i quali solo quelli che hanno ricevuto un'educazione {{NDR|filosofica}} sono liberi. *Ogni capacità in mano a persone prive di formazione filosofica e deboli di carattere è dannosa perché le spinge a insuperbirsi e a gonfiarsi d'orgoglio proprio per causa sua. *Qual è il primo compito di chi si dà a filosofare? Gettare via la [[presunzione]], perché è impossibile che ci si metta a imparare ciò che si presume di sapere. *Vuoi tu darti a filosofare? Apparécchiati insino da ora a dovere essere schernito e deriso da molti [...]. E sappi che se tu durerai nel tenore di vita incominciato, quei medesimi che a principio si avranno preso giuoco di te, in progresso di tempi cangiati ti ammireranno; laddove se per li motteggi ti perderai d'animo, tu ne guadagnerai le beffe e le risa doppie. ===[[Umberto Galimberti]]=== *Così era nata la filosofia: la filosofia significava andare in piazza e insegnare alla gente come si fa il buon governo, come si conduce bene l'anima, come si rispetta la natura. La filosofia era nata per questo: insegnare agli uomini queste cose. Socrate faceva così, andava in piazza e parlava con la gente. Poi dopo si è arroccata, è diventata una cosa accademica, autoreferenziale, una dottrina. Un qualcosa che assomiglia molto adesso a una sorta di figlia della teologia. *E se "filo-sofia" non volesse dire "amore della saggezza" ma "saggezza dell'amore", così come "teologia" vuol dire discorso su Dio e non parola di Dio, o come "metrologia" vuol dire scienza delle misure e non misura della scienza? Perché per filosofia questa inversione nella successione delle parole? Perché in Occidente la filosofia si è strutturata come una logica che formalizza il reale, sottraendosi al mondo della vita, per rinchiudersi nelle università dove, tra iniziati si trasmette da maestro a discepolo un sapere che non ha nessun impatto sull'esistenza e sul modo di condurla? Sarà per questo che da Platone, che indica come condotta filosofica "l'esercizio di morte", ad Heidegger, che tanto insiste sull'essere-per-la-morte, i filosofi si sono innamorati più del saper morire che del saper vivere? *Io sto pensando una cosa: filosofia viene tradotta sempre con amore per la saggezza. Ma non è così, è il contrario: non è amore per la saggezza, è saggezza dell'amore. E allora la figura dell'amore è innanzitutto intersoggettività, è scambio. Cioè la verità non deve emergere come un corpo dottrinale: questa è la sapienza, non è la filosofia. Deve nascere dal dialogo. Dal dialogo tra due persone. Dialogo con l'altro e soprattutto con quell'altro che è la [[donna]]. Perché come mai nella storia della filosofia non compare mai una donna: che cos'è questo essere messo fuori gioco? Forse che la donna navighi in regioni non eccessivamente logiche che mettono paura agli uomini? Queste sono domande che io mi pongo. *La filosofia ama i dissidi, perché dai dissidi si produce, si genera, si alimenta, crea variazioni tematiche, giochi euristici, assolute novità. *Mi era venuto il dubbio che la filosofia fosse una grande difesa contro la [[pazzia]]. [...] E ancora di questo sono convinto oggi, perché sono convinto che i nevrotici studiano psicologia e gli psicotici filosofia. Perché se noi consideriamo, chi si iscrive a filosofia? Si iscrive a filosofia una persona che vuole risolvere dei problemi, senza andare da qualcuno. [...] Sotto ogni filosofo sottintendo un folle che vuole giocare un po' con la sua follia, e al tempo stesso non vuole diventar folle e quindi si arma per tenere a bada attraverso una serie di buoni ragionamenti, che qui si imparano... a tenere a bada la follia. *[[Socrate]] diceva non so niente, proprio perché se non so niente problematizzo tutto. La filosofia nasce dalla problematizzazione dell'ovvio: non accettiamo quello che c'è, perché se accettiamo quello che c'è, ce lo ricorda ancora [[Platone]], diventeremo gregge, pecore. Ecco: non accettiamo quello che c'è. La filosofia nasce come istanza critica, non accettazione dell'ovvio, non rassegnazione a quello che oggi va di moda chiamare sano realismo. Mi rendo conto che realisticamente uno che si iscrive a filosofia compie un gesto folle, però forse se non ci sono questi folli il mondo resta così com'è... così m'è. Allora la filosofia svolge un ruolo decisamente importante, non perché sia competente di qualcosa, ma semplicemente perché non accetta qualcosa, e questa non accettazione di ciò che c'è non la esprime attraverso revolverate o rivoluzioni, l'esprime attraverso un tentativo di trovare le contraddizioni del presente e dell'esistente, e argomentare possibilità di soluzioni: in pratica, pensare. E il giorno in cui noi abdichiamo al pensiero abbiamo abdicato a tutto. ===[[Giovanni Gentile]]=== *{{NDR|La filosofia}} non può essere se stessa senza scaldarsi agli entusiasmi della vita intima della verità e senza assoggettarsi umilmente alla divina legge di essa, sanzionata liberamente dalla ragione. *[[Pensiero|Pensare]], dunque, è sempre filosofare. *Quello che diciamo praticamente [[morale]], non è altro da quello che teoricamente diciamo filosofia. La distinzione deriva, a nostro modo di vedere, dal concepire astrattamente il bene, che è oggetto della morale, e la verità, che è oggetto della filosofia. ===[[Nicolás Gómez Dávila]]=== *Il lessico filosofico si divide in parole per pensare e parole per credere di pensare. *In filosofia il nuovo non è un albero nuovo, ma un nuovo germoglio primaverile. *L'atto filosofico per eccellenza è scoprire un problema in ogni [[soluzione]]. *La filosofia è l'arte di stabilire un equilibrio tra impulsi divergenti. Il filosofo è chi non teme di nutrirsi di evidenze contrarie. La filosofia è la polifonia di una sola voce. *La maggior parte delle filosofie sono ostacoli che è possibile aggirare con una deviazione di percorso, ma alcune, poche, sono catene montuose che si è costretti ad attraversare. *Le letture filosofiche sono conversazioni con intelligenze squisite, al calore delle quali le nostre idee germogliano. Sotto il sole di Platone, di Descartes, di Kant nascono ugualmente, a seconda del seme, rose o rape. *Una filosofia ne supera un'altra solo quando definisce con maggior precisione lo stesso mistero insolubile. ===[[Martin Heidegger]]=== *La filosofia è alla fine. *La filosofia è ontologia universale e fenomenologica. *Quella che è stata la funzione della filosofia fino ad oggi è stata ereditata dalle scienze. [...] La filosofia si dissolve in singole scienze: la [[psicologia]], la [[logica]], la [[politologia]]. ===[[David Hume]]=== *Il solo mezzo per cui possiamo sperare di ottenere un successo nelle nostre ricerche filosofiche è quello di abbandonare il tedioso ed estenuante metodo seguito fino ad oggi; invece d'impadronirci, di tanto in tanto, d'un castello o d'un villaggio alla frontiera, marciamo direttamente sulla capitale, ossia al centro di queste scienze, alla natura umana: padroni di esso, potremo sperare di ottenere ovunque una facile vittoria. *Quale particolare privilegio ha questa piccola agitazione del cervello che chiamiamo [[pensiero]], perché la si debba prendere a modello dell'intero universo? Indubbiamente la parzialità a nostro favore ce lo presenta realmente a ogni occasione, ma la sana filosofia deve attentamente guardarsi da un'illusione tanto naturale. *Qualsiasi questione di filosofia, che sia così ''oscura'' e ''incerta'' da non permettere alla ragione umana di giungere ad alcuna posizione definitiva, se proprio se ne deve trattare, sembra che ci porti in modo naturale allo stile del dialogo e della conversazione. ===[[Friedrich Nietzsche]]=== *L'ozio è il padre di ogni filosofia. Quindi la filosofia è un vizio? *Non ho mai sentito dire che le flatulenze determinino situazioni filosofiche. *Novellini della filosofia. – Non appena si è assimilata la saggezza di un filosofo, si va per le strade con la sensazione di essere diversi, di essere diventati dei grandi uomini; giacché ci si imbatte solo in gente che ignora quella saggezza, e dunque si ha da pronunciare su tutto un giudizio nuovo e mai sentito: per il fatto di saper riconoscere un codice, oggi si pensa di potersi anche atteggiare a giudice. ===[[Novalis]]=== *A rigore la filosofia è nostalgia, il desiderio di trovarsi dappertutto come a casa propria. *Il risultato del modo di pensare moderno venne chiamato filosofia e le venne attribuito tutto quello che si opponeva all'antico e quindi, soprattutto, ogni idea contro la religione. *La [[poesia]] è il reale, il reale veramente assoluto. Questo è il nocciolo della mia filosofia. Quanto più poetico, tanto più vero. *La [[poesia]] è l'eroina della filosofia. La filosofia eleva la poesia a principio. Essa ci insegna a conoscere il valore della poesia. La filosofia è la teoria della poesia. Essa ci mostra che cosa sia la poesia: che è uno e tutto. ===[[Platone]]=== [[Immagine:Raffael 058.jpg|thumb|''La scuola di Atene'', affresco di [[Raffaello Sanzio]], 1511]] *Entrai nella scuola di Dionisio e vidi che c'erano lì i giovani più in vista per la loro bellezza e la nobiltà di stirpe, insieme ai loro amanti. Dunque due tra i giovinetti stavano litigando, ma non riuscivo a capire esattamente per cosa. Tuttavia mi sembrò che stessero litigando per Anassagora o Enopide; mi sembrò anche che tracciassero dei cerchi ed essi imitavano con le mani delle inclinazioni, stando piegati con impegno e fervore. E io – poiché sedevo vicino all'amante di uno di essi – dopo averlo toccato con il gomito chiesi in cosa mai i due fanciulli fossero così seriamente impegnati e dissi: "Che problema importante e bello è quello a cui dedicano così tanta attenzione?". Ed egli rispose: "Altro che grande e bello! Costoro stanno solo facendo chiacchiere di astronomia e ciance di filosofia". E io, stupito per la sua risposta, dissi: "Giovanotto, la filosofia ti pare cosa brutta? Perché ne parli in modo così ostile?". E un altro seduto vicino a lui, un suo rivale in amore, udita la mia domanda e la sua risposta, disse: "Non è da te, Socrate, comportarti così e chiedere proprio a lui se ritiene cosa brutta la filosofia." *Interrogarsi è compito del filosofo, perché non vi è altro modo per dare inizio alla filosofia. *La filosofia è la musica più grande. *La filosofia è un'amabile cosa, purché uno vi si dedichi, con misura, in giovane età; ma se uno vi passi più tempo del dovuto, allora essa diventa rovina degli uomini. *Quando vedo un uomo già avanti negli anni che ancora coltivi la filosofia e non sappia separarsene, mi sembra, o Socrate, che costui abbia bisogno di essere preso a botte. ===[[Bertrand Russell]]=== *La filosofia [...] è qualcosa di mezzo tra la [[teologia]] e la [[scienza]]. Come la teologia, consiste in speculazioni riguardo alle quali non è stata finora possibile una conoscenza definita; come la scienza, si appella alla ragione umana piuttosto che alla autorità [...]. Ma tra la teologia e la scienza esiste una Terra di Nessuno, esposta agli attacchi di entrambe le parti; questa Terra di Nessuno è la filosofia. *Non è bene né dimenticare le domande che la filosofia pone né persuaderci di aver trovato incontrovertibili risposte. Insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia senza essere paralizzati dall'esitazione è forse la funzione principale cui la filosofia può ancora assolvere, nel nostro tempo, per chi la studia. *Superficialmente, direi che la scienza è quel che sappiamo e la filosofia è quel che non sappiamo. È una definizione semplice e per questa ragione le domande si trasferiscono dalla filosofia alla scienza, man mano che il sapere progredisce. ===[[Arthur Schopenhauer]]=== *Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare nel proprio cuore alcuna domanda. *Io so bene che mi sentirò ripetere che la mia filosofia è disperata; ma solo perché io parlo secondo verità, e gli uomini vogliono sentire invece le lodi di Dio che ha ordinato il tutto secondo il meglio. Ma allora andate in chiesa e lasciate i filosofi in pace. *L'uomo sposato porta sulle spalle tutto il peso della vita, quello non sposato solo la metà: chi si dedica alle muse deve far parte dell'ultima classe. Perciò si troverà che quasi tutti i veri filosofi sono rimasti scapoli, come [[René Descartes|Descartes]], [[Gottfried Leibniz|Leibniz]], [[Nicolas de Malebranche|Malebrance]], [[Spinoza]], e [[Kant]]. *La filosofia è l'Ercole che solo può combattere sulla terra le mostruosità morali ed intellettuali. *La vera filosofia deve in ogni caso essere [[idealismo|idealista]]: anzi deve esserlo, se vuole semplicemente essere onesta. Perché niente è piú certo, che nessuno può mai uscire da se stesso, per identificarsi immediatamente con le cose distinte da lui: bensí tutto ciò che egli conosce con sicurezza, cioè immediatamente, si trova dentro la sua coscienza. [...] Il [[realismo]], che trova credito presso l'intelletto incolto, perché si dà l'aria di essere aderente ai fatti, prende addirittura come punto di partenza un'ipotesi arbitraria ed è perciò un edificio di vento campato in aria, perché sorvola o rinnega il primissimo fatto: che, cioè, tutto ciò che noi conosciamo si trova nella [[coscienza]]. ===[[Giambattista Vico]]=== *La filosofia considera l'uomo quale dev'essere, e sì non può fruttare ch'a pochissimi, che vogliono vivere nella repubblica di Platone, non rovesciarsi nella feccia di Romolo. *La filosofia contempla la ragione, onde viene la scienza del vero; la filologia osserva l'autorità dell'umano arbitrio, onde viene la coscienza del certo. *La filosofia, per giovar al gener umano, dee sollevar e reggere l'uomo caduto e debole, non convellergli la natura né abbandonarlo nella sua corrozione. ===[[Ludwig Wittgenstein]]=== *Anche se il risultato della filosofia è semplice, non può esserlo il metodo per arrivarci. La complessità della filosofia non è quella della sua materia, ma del nostro intelletto annodato. *In filosofia si deve scendere nell'antico caos e ivi sentirsi a proprio agio. *La filosofia non è una delle scienze naturali. (La parola «filosofia» deve significare qualcosa che sta sopra o sotto, non già presso, le scienze naturali.) *La filosofia non è una dottrina, ma un'attività. *Nella corsa della filosofia vince chi sa correre più lentamente. Oppure: chi raggiunge il traguardo per ultimo. *Non c'è un metodo della filosofia, ma ci sono metodi; per così dire, differenti terapie. *Tutta la filosofia è «critica del linguaggio». *Tutto ciò che la filosofia può fare è distruggere idoli. E questo significa non crearne di nuovi. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Filosofia della scienza]] *[[Filosofo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Discipline]] [[Categoria:Filosofia| ]] 602rtiyhnpgiv1rypi3sm74vuhjklqx Sessualità 0 2515 1429855 1403845 2026-10-17T22:48:32Z Udiki 86035 -1, senza fonte 1429855 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Antonio Canova - Psyché ranimée par le baiser de l'Amour, Marbre, 1793.jpg|thumb|''Amore e Psiche'' ([[Antonio Canova|A. Canova]])]] {{indicedx}} Citazioni sulla '''sessualità''' e sul '''sesso'''. ==Citazioni== *A parte questo ho imparato una cosa da tutta questa avventura, e cioè che in tema di sesso ci sono cose che dovrebbero sempre restare sconosciute; ma tra noi due, non ce ne saranno. (''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'') *Allorché lo yogin è fermamente stabile nella continenza sessuale, acquista energia. ([[Patañjali]]) *''Ascoltatemi, anime ambiziose, | il sesso è la maledizione della vita!'' ([[Edgar Lee Masters]]) *Batteri e virus sono organismi asessuati? Attraverso divisioni cellulari, essi mutano e si perfezionano più velocemente di quanto non facciamo noi. Per contrattaccare rispondiamo con l'arma più temibile: il sesso. Ora, due individui, mescolando i loro geni, mischiano le carte e creano un individuo che quanto più è diverso, maschio o femmina che sia, tanto meglio resiste ai virus. E torno alla domanda: siamo attori ignari in una guerra tra due modalità di riproduzione? (''[[Mr. Nobody]]'') *Bisogna accettare che nell'ambito della sessualità non esistono gli esperti. Altrimenti si finisce nel tecnicismo e nell'ingiunzione sociale. ([[Fabrice Hadjadj]]) *{{NDR|«Perché gira tutto intorno al sesso?»}} Bisognerebbe chiederlo a Freud. Forse perché è la cosa più naturale che viviamo ma non facciamo che reprimerla? ([[Francesca Michielin]]) *Cara, tu confondi il dormire con il sesso...''Dormire'' è una cosa che preferisco fare da solo. (''[[Tutto può succedere]]'') *Certo che la gente ne dice di cose strane mentre fa sesso. Una io una volta l'ho chiamata mamma. (''[[Clerks - Commessi]]'') *Chi si consumerebbe nella sessualità se non sperasse di perdervi la ragione per un po' più che un secondo – per il resto dei suoi giorni? ([[Emil Cioran]]) *Ciò che è sexy – davvero sexy – per una donna è qualcosa di indefinibile: senso dell'umorismo, stile, cortesia... tutto ne fa parte. (''[[La truffa perfetta (film 2002)|La truffa perfetta]]'') *Credo che le persone diano troppa importanza e peso a questa storia del sexy. Per alcuni è quello che vedono: quindi un nudo, un rossetto rosso, un tacco a spillo. Per me no. Credo che essere sexy sia sentirsi a proprio agio con se stessi, essere sicuri. È sentirsi dentro e non apparenza. Qualcosa che ha a che fare con la felicità e la lealtà. Ecco. Credo sia la cosa più sexy al mondo essere una brava persona. ([[Cara Delevingne]]) *Da parte della civiltà la tendenza a limitare la vita sessuale appare non meno evidente della spinta a estendere la propria cerchia [...]; la civiltà segue in queste cose la costrizione della necessità economica dato che deve sottrarre alla sessualità un grande ammontare di energia psichica che deve adoprare lei stessa [...]; il timore dell'irruzione di ciò che è represso spinge a severe misure precauzionali. La nostra civiltà europea occidentale è giunta all'apice di tale sviluppo. ([[Sigmund Freud]]) *Dare alla sessualità il potere di definire la propria identità significa non averne il controllo. Tutti cerchiamo di capire il significato del sesso, senza mai pensare per un momento che forse non ne ha poi molto. E la cosa peggiore è che lasciando che la sessualità ci definisca apriamo le porte ai giudizi. Ci permette di pensare che chiunque fa più sesso di noi (o più sesso di quello che idealmente vorremmo fare) è una troia, chiunque ne faccia di meno è una suora, e chiunque lo faccia diversamente sia deviato. ([[Jessa Crispin]]) *Di quale [[libertà]] godrebbero uomini e donne, se non fossero continuamente turlupinati e resi schiavi e tormentati dal sesso! Il solo inconveniente di questa libertà è che uno allora non è più un essere umano. È un mostro. ([[John Steinbeck]]) *È bello e importante avere una grande quantità di esperienze sessuali, e io mi sento molto fortunato a continuare ad avere interesse per il sesso. ([[Anthony Kiedis]]) *{{NDR|Il sesso al telefono}} è il più sicuro. Ormai sono diventata bravissima in questo campo. ([[Naomi Campbell]]) *È stato il più gran divertimento che abbia avuto senza ridere. (''[[Io e Annie]]'') *È strano come il carattere di una persona si rifletta nell'atto sessuale. Se uno è nervoso, timido, impacciato, pauroso, l'atto sessuale è lo stesso. Se uno è rilassato, l'atto sessuale è gradevole. Il pene di Hans non si affloscia mai, e così lui se la prende comoda, per la sicurezza che gliene deriva. Si installa nel suo piacere, come si installa nel momento presente, per godere con calma, fino all'ultima goccia. ([[Anaïs Nin]]) *È un dono di Dio, la sessualità. ([[Andrea Gallo]]) *È una molla che spinge a esplorare e ad appagare ogni curiosità. ([[Adelina Tattilo]]) *Facendone un peccato il Cristianesimo ha fatto molto per il sesso. ([[Anatole France]]) *Fintanto che pensiamo la sessualità nei termini di una curva che partendo da zero, si alza più o meno lentamente verso l'acme dell'orgasmo, per poi decrescere di colpo e ritornare al punto di partenza, restiamo vittime di un'attitudine che sperimenta il sentire sessuale come una più o meno lunga preparazione a un culmine brevissimo, destinato a precipitare al punto zero di una normalità priva di tensione, dalla quale sembra in fondo di non essersi mai mossi. ([[Mario Perniola]]) *Forse chi è in grado di capire meglio il discorso sulla [[purezza]] sono proprio i veri innamorati. Il sesso diventa «impuro» quando riduce l'altro (o il proprio corpo) a oggetto, a cosa, ma questo è ciò che anche un vero amore rifiuterà di fare. ([[Raniero Cantalamessa]]) *Forse il mio senso morale rifiuta questi discorsi: eppure, in base alla mia esperienza e all'osservazione di me stesso e degli altri, sono arrivato alla persuasione che la sessualità è il centro di gravitazione intorno al quale ruota non solo la vita intima dell'individuo, ma anche tutta la vita sociale. ([[Wilhelm Reich]]) *Ho fatto sesso tre giorni dopo aver avuto un attacco cardiaco... Deve essere una specie di record! (''[[Tutto può succedere]]'') *Ho letto che se non fai sesso per un anno puoi ridiventare vergine. (''[[Sex and the City]]'') *Ho soltanto due regole per mia figlia appena nata: si vestirà bene e non farà mai del sesso. ([[John Malkovich]]) *I ragazzi e le ragazze in America passano insieme momenti talmente tristi; una specie di snobbismo richiede ch'essi si sottomettano immediatamente al sesso senza adeguati discorsi preliminari. ([[Jack Kerouac]]) *Il barometro del mio amore è il sesso: non posso concepire un giorno senza farlo. ([[Philippe Starck]]) *Il desiderio maschile è spesso narrato in maniera univoca, un po’ semplicistica. Io lo conosco come più tortuoso e sfaccettato. ([[Paolo Giordano]]) *Il desiderio sessuale che ci trascina fuori da noi stessi è ultimamente un'astuzia di Dio. È Dio che chiama, questo è il senso profondo della sessualità. Non si fanno figli per lo Stato, o per noi stessi, o per l'autorealizzazione della donna. Si fanno figli per la vita eterna. ([[Fabrice Hadjadj]]) *Il facile accesso alla carne ha degradato il sesso. ([[Carmelo Bene]]) *Il fatto che Dio la chieda in sacrificio dimostra l'importanza della sessualità. ([[Xavier Tilliette]]) *Il discorso sul sesso... è la forma di espressione più repressa e disprezzata al mondo. ([[Susie Bright]]) *Il sesso? A una certa età diventa un disturbo. ([[Enzo Ferrari]]) *Il sesso, dalla filosofia come dalla letteratura, dalla poesia come dal cinema, è considerato interessante per il suo valore di pratica relazionale umana, per il suo legame con certe sfere emozionali, per il suo valore politico, per i suoi aspetti antropologici, per le sue implicazioni sociali. Del tutto ignorati sono gli aspetti intrinseci, tecnici, artigianali. ([[Valentina Nappi]]) *Il sesso è come le donne: solo quando è troppo è abbastanza. ([[John Updike]]) *Il sesso è importante e non solo perché ci dà piacere, ma anche per la riproduzione, per le responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni che seguiranno. Secondo me il sesso è un dovere sociale. ([[Vincent Cassel]]) *Il sesso è la droga dei poveri. ([[Aldo Busi]]) *Il sesso è la sorgente della creatività; il divino l'ha usato per la creazione. La sessualità è esattamente come la gelosia, la rabbia e l'avidità: è sempre distruttiva. Il sesso non lo è, ma noi non conosciamo il sesso puro. Conosciamo solo la sessualità. ([[Osho Rajneesh]]) *Il sesso è peccato... farlo male. ([[Roberto "Freak" Antoni]]) *Il sesso è qualcosa di temporaneo: a un certo punto non basta più. ([[Erica Jong]]) *Il sesso è sporco? Basta lavarlo. ([[Marcello Marchesi]]) *Il sesso è stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere. (''[[Amore e guerra]]'') *Il sesso è tutto nella testa. Battiti del polso e secrezioni non hanno niente a che fare col sesso. È per questo che tutti i best-seller sul sesso non valgono un cazzo. Insegnano alla gente a scopare con i genitali, non con la testa. ([[Erica Jong]]) *Il sesso è un'espressione vitale positiva e irrinunciabile. Oltre a essere, lo ripeto, un imperativo del Dna, che ci ordina di riprodurci. ([[Umberto Veronesi]]) *Il sesso è un incidente: ciò che ne riceviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo. ([[Cesare Pavese]]) *Il sesso è un modo di comunicare senza parole. ([[Maggie Gyllenhaal]]) *Il sesso è una droga biologica così terribile, che è scabroso persino parlare della sua via di somministrazione. ([[Gianni Monduzzi]]) *Il sesso è una droga molto pesante: dà forte assuefazione e una tipica crisi di astinenza, nota come «delusione d'amore». ([[Gianni Monduzzi]]) *Il sesso è una fatalità. ([[Oliviero Toscani]]) *Il sesso è una delle nove ragioni della reincarnazione. [...] Le altre otto sono prive di importanza. ([[Henry Miller]]) *Il sesso ha a che fare in parte con l’abbandono e in parte con l’affermazione di sé nel mondo, e io ho sempre avuto dei grossi problemi con entrambi. ([[Paolo Giordano]]) *Il sesso in [[India]] non è un peccato: in genere è considerato come un'attività ordinaria la cui pratica, tuttavia, lega l'essere umano al mondo, ai suoi piaceri come ai suoi dolori, disperdendo una forza che dovrebbe essere conservata per mantenere o accrescere la propria potenza, una forza che dovrebbe essere utilizzata, mutata o trascesa per affrancarsi dai limiti della vita sulla terra. ([[André Padoux]]) *Il sesso induce le persone a unirsi. Si potrebbe dire che si tratta di un unione fisica, non spirituale, ma non è vero. Il lato spirituale della vita può essere separato da quello fisico solo a rischio di distruggere l'unità e l'integrità dell'individuo. L'atto fisico del sesso comprende l'esperienza spirituale dell'identificazione con il ''partner'' e della sua coscienza. ([[Alexander Lowen]]) *Il sesso? Mannò, ormai lo fanno solo i [[Porto Rico|portoricani]]. ([[Camilla Baresani]]) *Il sesso non avrebbe niente di attraente se non fosse, insieme, cerimonia e rapina. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Il sesso non è una cosa così sporca. Un po' alla volta si confessano a vicenda le proprie vergogne e si condividono le proprie vulnerabilità. E così, nell'eccitazione reciproca, nasce un legame. Non è solo una questione di carne, ma anche di cuore. (''[[Shimoneta]]'') *Il sesso non interferisce con il tuo livello di gioco; è stare fuori tutta la notte per riuscire ad ottenerlo che rovina il gioco! ([[Andre Agassi]]) *Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d'animo non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. ([[Anaïs Nin]]) *''Il sesso tutto comprende, i corpi, le anime, | significati, prove, purezze, delicatezze, risultati, promulgazioni, | canti, comandi, salute, orgoglio, il mistero materno, il latte del seme, | ogni speranza, beneficienza, dono, tutte le passioni, gli amori, le bellezze e delizie della terra, | tutti i governi, i giudici, gli dèi, le persone del mondo che hanno séguito, | tutto questo si trova nel sesso come parte di esso, giustificazione di esso.'' ([[Walt Whitman]]) *Il valore della critica storico-politica della repressione sessuale e dei suoi effetti sulla realtà è stato considerevole. Ma la possibilità stessa del suo successo era legata al fatto che si dispiegava sempre all'interno del dispositivo di sessualità, e non al di fuori o contro di esso [...]. Tutta questa 'rivoluzione' del sesso, tutta questa lotta 'antirepressiva' non rappresentava niente di più, ma anche niente di meno [...] di uno spostamento e un capovolgimento tattici nel grande dispositivo di sessualità". ([[Michel Foucault]]) *In fondo la gente non vuole il sesso, vuole soprattutto poterlo raccontare. ([[Edwige Fenech]]) *In principio era il verbo. No, in principio era il sesso. ([[Antonio Gramsci]]) *Io non ho mai capito niente della mia sessualità, di quella degli altri, un casino, ma mi sono lasciata andare... niente è certo, tutto è forse, bisogna nuotare e godere nel forse. ([[Laura Betti]]) *Io non so di preciso cosa si richieda che io dica per poter avere un rapporto sessuale con te, ma non potremmo supporre che io l'abbia detto? Essenzialmente parliamo di uno scambio di sostanze fluide, quindi non potremmo passare direttamente al sesso? (''[[A Beautiful Mind]]'') *L'amore sessuale è il mezzo più sicuro per rompere irreparabilmente l'amicizia tra un uomo e una donna. ([[Anacleto Verrecchia]]) *L'aspetto che più mi piace dei lupi è che il capo branco può fare sesso con tutte le femmine. ([[Jack Nicholson]]) *La sessualità ci uniforma; meglio: ci priva del nostro mistero... Ben più che il resto dei nostri bisogni e delle nostre attività, è la sessualità a metterci sullo stesso piano dei nostri simili: più la pratichiamo, più diventiamo come tutti: è nel corso di un'operazione ritenuta bestiale che dimostriamo la nostra qualità di cittadini: nulla di più ''pubblico'' dell'atto sessuale. ([[Emil Cioran]]) *L'esplosione del sesso equivale alla sua scomparsa. ([[Fabrice Hadjadj]]) *La morale della Chiesa non è contro il sesso, è la liberazione sessuale che è contro il sesso, perché lo riduce a un atto di consumo. La Chiesa è per la pienezza della sessualità. ([[Fabrice Hadjadj]]) *La musica è come il sesso: bisogna sperimentare sempre nuove posizioni. ([[Zucchero Fornaciari]]) *La prima regola di una sana vita sessuale è non prendersi troppo sul serio. (''[[Licenza di matrimonio]]'') *La sessualità in tutte le sue forme, da quella priva di amore a quella intrisa d'amore, costituisce sempre un pericolo mortale per l'ordine sociale perché è fondata su meccanismi primordiali, che precedono di milioni di anni la nascita della organizzazione economica e politica. ([[Francesco Alberoni]]) *La sessualità, nella quale si manifesta l'appartenenza dell'uomo al mondo materiale e biologico, diventa personale e veramente umana allorché è integrata nella relazione da persona a persona, nel dono reciproco, totale e illimitato nel tempo, dell'uomo e della donna. (''[[Catechismo della Chiesa Cattolica]]'') *La sessualità [...] preme con la leva fatale dell'eccitazione che, così come avviene in natura da milioni di anni, attrae i corpi in un sistema irrefrenabile di gravitazione universale. ([[Piero Angela]]) *La soddisfazione dell'istinto sessuale è in sé assolutamente riprovevole, in quanto è la più forte affermazione della vita. Ciò vale sia nel [[matrimonio]] che al di fuori di esso. Ma il secondo caso è doppiamente riprovevole, in quanto è al tempo stesso negazione dell'altrui volontà: alla ragazza infatti ne deriverà direttamente o indirettamente sventura; e l'uomo dunque soddisfa la sua voglia a spese della felicità di altri. ([[Arthur Schopenhauer]]) *Lasciate che gli uomini e le donne che ancora si discostano poco dallo stallone e dalla giumenta e dal daino e dalla daina, si cerchino gli uni e le altre nell'oscuro isolamento della carne. Lasciate che essi attenuino la licenziosità dell'alcova con la licenza del matrimonio. Lasciate che essi si rallegrino della fertilità dei loro lombi e della fecondità dei loro grembi. Lasciate che propaghino la specie. La Natura stessa è contenta d'esser loro madrina e levatrice; ed è la Natura a preparar loro letti di rose, senza tuttavia dimenticar le spine. ([[Mikha'il Nu'ayma]]) *Le donne sono belle e impossibili. Fino a vent'anni il mio sesso era la musica. ([[Eros Ramazzotti]]) *Le donne sopportano il sesso, considerandolo il prezzo che sono costrette a pagare per avere un uomo, per far parte di quella che chiamano una «relazione», ma potrebbero tranquillamente farne a meno. ([[Stephen Fry]]) *Le interazioni tra sessualità e [[linguaggio]] accompagnano tutta la nostra vita. [...] In che misura le perversioni sessuali sono fatti analoghi al linguaggio scorretto? Vi sono delle affinità tra gli stimoli erotici patologici e la ricerca, ossessiva in certi poeti e pensatori, di un 'linguaggio privato', di un sistema linguistico che risponda perfettamente alle esigenze e alle percezioni di chi ne fa uso? ([[George Steiner]]) *Le nuove generazioni non sono più educate dalla scuola o dalla famiglia; esistono altre "agenzie educative" – tv, pubblicità – profondamente e perversamente seduttive. Il ragazzo, andando a scuola, vede decine di tette e culi ovunque, sembra che sesso e seduzione siano la chiave per capire il mondo; e varcata la porta dell'aula, dovrebbe dimenticare tutto e dedicare ogni attenzione a qualcuno che è asessuato? Noi ipocritamente diamo per scontato che qualora ci sia sesso tra docente e discente, si tratti di plagio; mentre invece è tutta la società che incita a una sessualità disinibita, strumentale, che i preadolescenti replicano in forme eccessive. ([[Antonio Scurati]]) *Lungi dall'essere l'unico 'naturale', l'atto procreativo, in natura, fra la più sconcertante profusione, il più delle volte non è che un caso fortuito. [...] la voluttà che l'atto di fecondazione porta seco, nell'un sesso e nell'altro, non è necessariamente ed esclusivamente legata a quest'atto. [...] Non è la fecondazione che l'animale cerca, è semplicemente la voluttà. Cerca la voluttà – e trova la fecondazione per caso fortuito. ([[André Gide]]) *{{NDR|A un giovane}} Mi dicono della eccessiva inclinazione della tua carne verso i piaceri del sesso. Ebbene, se non violi le leggi ed i buoni costumi, né offendi il tuo prossimo, né debiliti la tua carne, né dissipi le tue sostanze, fa come vuoi. Bada però che non è possibile non essere ridotto in alcuna di queste necessità; i piaceri del sesso non giovarono mai: già è molto se non fanno male. ([[Epicuro]]) *Mia madre mi ha insegnato che il sesso è una cosa sporca. E io lo adoro perché è una cosa sporca. ([[Steve Sohmer]]) *Non è la quantità dei tuoi rapporti sessuali che conta, ma la qualità. D'altro canto, se la quantità scende al di sotto di una volta ogni otto mesi, è il caso di farsi dare una controllatina. (''[[Amore e guerra]]'') *Non mi piacciono le immoralità di gruppo. Le orge vanno bene solo nei film di Fellini. Il rapporto tra cucina e sesso esige che non si superi il numero di tre. Quattro equivale a propiziare due coppie. E cinque è già una massa. ([[Manuel Vázquez Montalbán]]) *Non si pecca con il sesso ma contro di esso. ([[Friedrich Georg Jünger]]) *– Non so da dove derivi la nostra sessualità, né da dove provengano inclinazioni del genere. Probabilmente da una perversione nata dalla nostra infanzia che non si è mai manifestata prima.<br />– Be', cosa abbastanza strana, [[Sigmund Freud|Freud]] afferma l'opposto. Infatti parla della perversione polimorfa del bambino, intende dire che in un bambino esiste ogni genere di perversione, poi usiamo l'infanzia stessa per diminuirne o rimuoverne alcune. In sostanza un bambino è sessualmente polimorfo. Ogni cosa è sessualità in un neonato. (''[[Nymphomaniac]]'') *Non so dove si trovasse tua madre quando doveva dirti queste cose, ma non si fa sesso con le persone di cui si è innamorati. Il sesso serve a fare bambini e a vendicarsi. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri (prima stagione)|Scrubs - Medici ai primi ferri]]'') *Oh, vorrei che si parlasse meno di sesso. Quando non se ne parlava, c'era più libertà sessuale. Il sesso è una cosa importantissima, ma non la sola, l'unica: oggi se ne parla come se lo fosse. ([[Aldo Palazzeschi]]) *Oggi il sesso è ovunque: sulle prime pagine dei giornali, sulle copertine delle riviste, nelle pubblicità, in rete, su tutti i canali televisivi. C'è un'ostentazione, quasi un'ossessione, che nasconde secondo me un temibile vuoto. È come se nell'èra successiva alla liberazione sessuale, dopo anni di lotte culturali contro l'oscurantismo, il sesso non fosse affatto un'integrazione naturale dei rapporti uomo-donna. Al contrario, torna a essere il simbolo della trasgressione, e intriga solo se è proibito, esagerato, maniacale, magico, o addirittura virtuale. E da qui a diventare strumento di ricatto e di violenza, il passo è breve. La ragione di questa situazione è innanzitutto biologica, ed è il prezzo per la parità fra i sessi, una conquista che attenua le differenze di genere e affievolisce l'attrazione spontanea che accende il desiderio sessuale. ([[Umberto Veronesi]]) *Penso che nella scala fra totalmente eterosessuale e totalmente omosessuale ci siano infiniti gradi. Anzi, penso che ci siano tanti gradi quanti gli abitanti di questo pianeta meno uno, se stessi: perché ci si innamora di un essere umano, non di una sessualità. Io mi innamoro di Alessia, di Salvatore, di Caterina, di Dario, di Elena, di [[Paul Cézanne|Cézanne]], di [[Claude Monet|Monet]], di [[Carlo Emilio Gadda|Gadda]], di [[Philip Roth]], di [[Pier Vittorio Tondelli|Tondelli]], della [[Alice Munro|Munro]], non delle donne o degli uomini, non dei pittori o delle pittrici, e neppure degli scrittori o delle scrittrici. Ma ve lo immaginate nascere in un posto dove ti dicono: tu puoi amare solo le musiciste donna oppure i tabaccai maschi? Non è così. Ci si innamora di chi ci s'innamora. Punto. ([[Carlo Giuseppe Gabardini]]) *Penso alle persone con cui posso fare sesso. La mia non è un ossessione. E' che non riesco a non pensare al sesso. L'amplesso in sè, l'imbarazzo che si ha, il phatos che si crea. Il momento in cui ti rendi conto che quella persona vuole il tuo corpo, non le sensazioni. (''[[Fleabag]]'') *Per quante cose tu sappia, per quante cose tu pensi, per quanto tu ordisca e trami e architetti, non sei mai al di sopra del sesso. ([[Philip Roth]]) *Quando il sesso era misterioso aveva un certo fascino che ora non ha più. I nostri antenati amavano donne che portavano sei paia di mutande e destavano passioni che oggi non suscitano più. ([[Eugenio Montale]]) *Quando la donna e l'uomo sono una di fronte all'altro fanno esperienza di un modo differente di essere persona. E sono chiamati a spostarsi dal proprio baricentro. La differenza sessuale tiene il posto del terzo. Il posto del figlio. ([[Angelo Scola]]) *Quando la società avrebbe stabilito che tu sei un essere umano, ma la tua sessualità sta da un'altra parte? Forse il tabù risale all'epoca tribale, a quando le donne che non servivano più alla riproduzione venivano messe da un lato. Ma le sessantenni di oggi sono le ventenni del secolo scorso. Abbiamo degli organi e ce ne prendiamo cura. La sessualità, la bellezza, la sensualità procedono con noi e ci completano a ogni età. ([[Sônia Braga]]) *Quasi unici tra gli animali a essere permanentemente in stato di eccitabilità sessuale, gli umani sono sicuramente gli unici ad aver fatto del sesso un mestiere. Ciò nonostante si ritiene che proprio il desiderio sessuale faccia dell'uomo una bestia. ([[Stephen R. L. Clark]]) *Questa società cambia tutto ciò che tocca in una fonte potenziale di progresso e di sfruttamento, di fatica miserabile e di soddisfazione, di libertà e d'oppressione. La sessualità non fa eccezione. ([[Herbert Marcuse]]) *Scrivere di eros, di sesso, nero su bianco, è una cosa che puoi fare solo con le parole, mentre l'esperienza è ben diversa, perché sono coinvolti tutti i sensi. ([[Laurell K. Hamilton]]) *Se davvero esiste la parità dei sessi, perché il mio è più corto? (''[[Rat-Man]]'') *Se Dio ci avesse detto di praticare il sesso in gruppo, oserei dire che egli ci avrebbe donato diversi organi in più. ([[Malcolm Bradbury]]) *Se il sesso è fantastico chi se ne frega della gente? (''[[Sex and the City]]'') *Se proprio dovessi consigliarvi un manuale, cari giovani ansiosi di capire e conoscere il sesso in maniera chiara e scientifica, non avrei dubbi: il testo migliore è senza dubbio questo {{NDR|''Sesso? Fai da te!''}}, oltre ovviamente al testo/sterone. ([[Giobbe Covatta]]) *Sentirsi sexy è più facile adesso che quando ero più giovane. Essere sexy dipende dalla sicurezza che ognuna ha in se stessa. ([[Padma Lakshmi]]) *Sesso? Preferisco una tazza di tè ogni giorno. ([[Boy George]]) *Sesso e sessualità sono stati strumenti attraverso i quali l'uomo ha cercato la felicità. Dacché la morale comune ci ha permesso di esercitare il sesso senza l'amore, si è diffusa la convinzione che esso rappresenti un pezzo di Eden alla portata di tutti. In realtà, l'affannosa ricerca del piacere a tutti i costi ha tolto qualcosa alla conoscenza della nostra identità, proprio attraverso la banalizzazione dell'erotismo, ormai ridotto a libero esercizio genitale. È andata cosí consumandosi un'idea complessa dell'[[eros]] umano, che non solo non deve essere appiattita sulla necessità della riproduzione, ma nemmeno semplificata e ridotta a puro incontro di cellule, a banale questione ormonale. Anche perché la felicità genitale è tra le piú effimere e conduce a una precoce malinconia. ([[Paolo Crepet]]) *Sin dall'infanzia ci abituano a guardare alle questioni sessuali in modo falso e con una misteriosa aria di proibito; [...] quando questo, in sostanza, è soltanto una necessità fisiologica inevitabile dell'organismo umano, senza la quale non ci sarebbe stato nemmeno l'uomo sulla terra e dalla quale dipende anche il suo equilibrio psichico e anche il suo sviluppo.<br />Del resto, pensa soltanto com'è assurdo considerare peccato quello da cui siamo nati, quello che c'è di più sacro al mondo, che ti ha dato il respiro, la vita, che ha infuso in te la tua anima santa, divina. E intanto noi riteniamo che questo è qualcosa di vergognoso, che bisogna passare sotto silenzio, risolvere e meditare di nascosto, quando niente al mondo esige una simile discussione, aperta e pubblica, dappertutto – in famiglia, in società, in parlamento. ([[Lev L'vovič Tolstoj]]) *Sin dalla notte dei tempi, il SESSO è la causa fondamentale della grande incomprensione tra maschio e femmina della razza umana. ([[Giobbe Covatta]]) *Sono come Woody Allen: credo nel sesso e nel decesso. ([[Tiziano Sclavi]]) *Sono single, e quindi passo un sacco di tempo pensando al sesso. ([[Joyce Wadler]]) *Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: "Presidente, ma se lo abbiamo fatto un'ora fa...". Vedete che scherzi che fa l'età? ([[Silvio Berlusconi]]) *Subito dopo essere vivi, la fatica più grossa è fare del sesso. ([[Andy Warhol]]) *Testa di sesso è un insulto? ([[Marcello Marchesi]]) *Un giorno senza sesso, anche se poi recuperi alla sera, per me è un giorno buttato. Non riesco a pensare, a creare, a stare in contatto con mia moglie e con il mondo senza aver fatto sesso al mattino. ([[Philippe Starck]]) *Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse a cercare una donna da scopare. È il sesso a sconvolgere le nostre vite, solitamente ordinate. ([[Philip Roth]]) *Un uomo significherebbe il sesso perché l'amore ce l'ho già, tanto. Ma il sesso fatto con le mezze luci non mi va. ([[Sandra Milo]]) *Vi è [...] da notare sul fattore sessuale [...] Gli scrittori son andati tanto in là nell'analizzarlo da rendere a volte ciò che è noioso ed osceno, freddamente scientifico, o tutt'al più ironico. Gli autori presentano questa realtà con occhio tanto penetrante che il loro punto di vista si è completamente obbiettivato e mentre paiono darle importanza, in verità la allontanano da noi, come un oggetto veduto al microscopio perde attrattiva perché difetti e imperfezioni invisibili ad occhio nudo, si vedono ora chiaramente. Se guardiamo da vicino la pelle di una bella donna, tutto ciò che vediamo sono dei piccoli pori, non certo attraenti, coperti da stille di sudore. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *Vorrei fare un film con molto sesso. Dio mi è testimone che tra mogli e amanti non mi è mai mancata la pratica: è ora di sfruttarla. ([[Sylvester Stallone]]) ===[[Charles Bukowski]]=== *E così per alcuni scrittori, incluso quell'impertinente glorioso di Bukowski, il sesso è ovviamente tragicomico. non ne scrivo come di uno strumento ossessivo. ne scrivo come di una risata su un palcoscenico su cui dovete finire per piangere anche voi, come di un intermezzo, tra un atto e l'altro. *I [[denaro|soldi]] sono come il sesso, [...] sembrano molto più importanti quando non ce n'è. *Il sesso era un trabocchetto, una trappola. Andava bene per gli animali. Avevo troppo buon senso per sciocchezze simili. ===[[Aldo Busi]]=== *Chi introduce la morale negli ormoni inevitabilmente introduce gli ormoni nella morale: non avremo né una sana morale nelle cose pubbliche, né un sano sesso nelle cose private. *Il sesso è la droga dei poveri. *L'[[erotismo]] è ragionieristico, il sesso è trigonometrico e si applica solo per numeretti infiniti. *L'unico sesso sicuro in cui credo è quello che sono sicuro di aver fatto. *Il sesso fatto bene arricchisce la sensibilità estetica, quello fatto male l'intelligenza speculativa e perciò le svolte di carriera. ===''[[Dr. House - Medical Division]]''=== *Il sesso può uccidere! Sai che succede al corpo umano durante il sesso?! Le pupille si dilatano, le arterie si restringono, la temperatura sale, il cuore corre, la pressione sanguigna va alle stelle, la respirazione si fa veloce e superficiale, il cervello comincia a lanciare impulsi elettrici all'improvviso, spuntano secrezioni da tutte le ghiandole, i muscoli si tendono e hanno spasmi come se sollevassero tonnellate. È violento, è brutto, ed è sporco. Se Dio non l'avesse reso incredibilmente piacevole, l'umanità si sarebbe estinta milioni di anni fa. Agli uomini va bene perché hanno un solo [[orgasmo]], ma lo sai che le donne possono avere un orgasmo di un'ora?! (''[[Dr. House - Medical Division (prima stagione)|Prima stagione]]'') *Ali: In Islanda a quattordici anni è consentito fare sesso...<br />House: Mi sorprende che il turismo non ne abbia tratto maggiori vantaggi! (''[[Dr. House - Medical Division (terza stagione)|Terza stagione]]'') *Le emozioni sono emozioni, e il sesso è meccanico, non devono necessariamente sovrapporsi. (''[[Dr. House - Medical Division (sesta stagione)|Sesta stagione]]'') *Noi andiamo in tilt per due cose: denaro e sesso. (''[[Dr. House - Medical Division (seconda stagione)|Seconda stagione]]'') *Wilson: Non esiste solo il sesso, House!<br />House: Davvero?! E chi l'ha deciso?! (''[[Dr. House - Medical Division (seconda stagione)|Seconda stagione]]'') ===[[Umberto Galimberti]]=== *Attraversato dalla sessualità, l'Io cede il suo limite per ribadirlo ad un livello superiore. Entrando in contatto con l'altra parte di se stesso l'Io va oltre la fascinazione e il desiderio per raggiungere quell'"immenso vuoto" dove si compie la decisione ontologica, dove l'essere raggiunge il suo limite e dove il limite definisce l'essere. *Dunque il sesso come fonte di vita e la vita come riproduzione dell'armonia. Il gesto sessuale, come gesto di creazione dove non ci si impiglia, come da noi, in nascite o aborti, ma dove in un punto si celebra il senso del cielo, della terra e delle diecimila cose che in composta armonia abitano il cielo e la terra. Perché noi occidentali crediamo nelle stelle e negli [[oroscopo|oroscopi]] che cadono dalle stelle e abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell'uomo crea armonia o disarmonia nell'universo e il nostro sesso, da gesto che compone, può diventare dissolvenza non tanto di noi, ma del cosmo che non ci ignora. *L'amore è tra me e quel fondo abissale che c'è dentro di me, a cui io posso accedere grazie a te. L'amore è molto solipsistico; e tu, con cui faccio l'amore, sei quel Virgilio che mi consente di andare nel mio Inferno, da cui poi emergo grazie alla tua presenza (perché non è mica detto che chi va all'Inferno poi riesca a uscire di nuovo). Grazie alla tua presenza io emergo: per questo non si fa l'amore con chiunque, ma con colui/lei di cui ci si fida; e di che cos'è che ci si fida? Della possibilità che dopo l'affondo nel mio abisso mi riporti fuori. *La sessualità è un rischio dove l'individuo gioca la sua identità e la società il suo ordine. Per evitare questo rischio si ricorre all'immaginario che in modo allucinatorio ci fa vivere illusoriamente quello che non abbiamo il coraggio di osare. Così l'Io prova il brivido della sua identità messa in gioco senza perderla, e la società il sommovimento del disordine che però non scalfisce il suo ordine. L'immaginario serve a questo, non a potenziare la sessualità, come si crede, ma a placarne i toni a quel livello fantasmagorico che lascia intatta la realtà così come è stata costruita. *Poi venne il cristianesimo e con esso la maledizione della carne. Il cristianesimo ha spezzato il mandala, i quattro che compongono l'armonia. Tre si trovano raccolti e separati dal quarto, il diavolo, che l'iconografia prese a dipingere con i tratti di Pan, il dio greco del sesso che, nell'ora meridiana da lui preferita, rincorreva con i suoi zoccoli da capra e le sue corna mozze le ninfe del bosco. Il [[cristianesimo]] tenne le fila della sessualità in Occidente, dove il cielo era separato dalla terra e lo spirito dalla carne. Se un bel giorno si smettesse di esecrare la pornografia, che poi altro non è se non la carne nella sua solitudine, e si incominciasse a esecrare chi ha ridotto la carne in solitudine, separandola dal cielo per farne l'anticamera dell'inferno, il primo girone della Commedia. ===[[Bill Hicks]]=== *Ecco cosa provoca impulsi sessuali: siete pronti? Rullo di tamburi [imita il suono di un tamburo]: avere un cazzo. O se sei una donna, avere...lo sapete. *La [[pornografia]] provoca pensieri sessuali. Nessuno si pone queste quattro domande: "Si?", "E?", "Allora?", "Cosa?". Quando il sesso è diventato una cosa sgradevole? Mi sono perso un'assemblea? "Bill, c'è stata un'importante votazione, scopare è vietato. Tu dormivi..." Posso ancora votare? *Sapete che cosa trovo ironico? Che le persone che sono contrarie alle cose che provocano impulsi sessuali sono generalmente fondamentalisti cristiani, che credono anche tu debba essere fecondo e riprodurti. Non è strano? Non pensate che dovrebbero essere favorevoli alle cose che provocano impulsi sessuali? Sapete cosa intendo; magari con una pagina centrale nella [[Bibbia]]? Miss [[Deuteronomio]]: "Cose che odio: diluvi, cavallette e fumatori. Cose che mi eccitano: mirra...". Non so cosa sia la mirra, alle ragazze piace! ===[[Marilyn Monroe]]=== *Il sesso fa parte della [[natura]], e io seguo la natura. *Tutti veniamo alla luce con la nostra sessualità, grazie a Dio, ma è un peccato che così tanta gente disprezzi e soffochi questo dono naturale. L'[[arte]], la vera arte, viene da lì, come ogni cosa. *Un sex symbol diventa un oggetto, questo è il guaio. Ma se dovessi essere il simbolo di qualcosa, preferirei esserlo del sesso piuttosto che di tante altre cose di cui esistono simboli. ===[[Fulton John Sheen]]=== *Il [[matrimonio]] fondato esclusivamente sulla passione sessuale dura unicamente quanto la passione animale. *Il sesso è mosso dal desiderio di colmare un momento tra l'avere e il non avere. È un'esperienza come guardare un tramonto, o far girare i proprî pollici per passare il tempo. *Il sesso è uno dei mezzi istituiti da Dio per l'arricchimento della personalità. ==Voci correlate== {{div col}} *[[Amore e sesso]] *[[Attrazione sessuale]] *[[Castità]] *[[Cinema pornografico]] *[[Erotismo]] *[[Fare l'amore]] *[[Orientamento sessuale]] *[[Pornografia]] *[[Rapporto sessuale]] *[[Seduzione]] *[[Sensualità]] *[[Sesso virtuale]] {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Sessualità| ]] j3jvfl3h510i5pur8tgft173ubvzmhv Greta Garbo 0 3281 1429901 1410361 2026-10-18T09:25:04Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429901 wikitext text/x-wiki [[File:Greta Garbo 1924 2.jpg|right|thumb|Greta Garbo nel 1924]] {{Premio|Oscar|Oscar alla carriera (1955)}} '''Greta Garbo''', pseudonimo di '''Greta Lovisa Gustafsson''' (1905 – 1990), attrice svedese. ==Citazioni di Greta Garbo== *{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} L'arte stessa. :''El arte.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Sono sempre stata incline alla malinconia, anche quando andavo a scuola preferivo sempre starmene da sola.<ref>Citato in Malcolm Folley, ''Borg vs. McEnroe: {{small|la più grande rivalità del tennis moderno}}'', prefazione di [[Adriano Panatta]], traduzione di Chiara Basso, Effepi Libri, Monte Porzio Catone, 2006, [http://books.google.it/books?id=_ArUWRRxCuUC&lpg=PP1&pg=PA54 p. 54], ISBN 88-6002-004-2</ref> *Spesso seguo chi mi sta davanti. Non potrei sopravvivere qui se non camminassi. Non potrei stare per ventiquattr’ore in questo appartamento. Esco e guardo gli esseri umani.<ref>Dalla rivista ''People'', 30 aprile 1990; citato in ''[https://www.ilpost.it/2018/05/28/greta-garbo/ ilpost.it]'', 28 maggio 2018.</ref> ==Citazioni su Greta Garbo== *{{NDR|''[[Margherita Gauthier]]''}} È, forse, la più grande interpretazione di G. Garbo, in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo. (''[[il Morandini]]'') *Greta Garbo e [[Anna Magnani]]: la differenza tra la luna e un temporale. ([[Dino Risi]]) *Greta Garbo l'incontrai in una sala d'[[Assisi]], dove faceva così freddo da rannicchiarsi sotto al cappello e tenere alzato il bavero del cappotto. Quel freddo umbro-toscano che spacca le pietre, e odora lontanamente di polenta dolce e castagne arroste. ([[Emilio Cecchi]]) *Il volto della Garbo esprime un'Idea, quello della [[Audrey Hepburn|Hepburn]] un Evento. ([[Roland Barthes]]) *La Garbo appartiene ancora a quel momento del cinema in cui la sola cattura del volto umano provocava nelle folle il massimo turbamento, in cui ci si perdeva letteralmente in un'immagine umana come in un filtro, in cui il viso costituiva una specie di stato assoluto della carne, che non si poteva raggiungere né abbandonare. [...] La Garbo offriva una specie di idea platonica della creatura [...] Il suo appellativo di Divina mirava indubbiamente a rendere, più che uno stato superlativo della bellezza, l'essenza della sua persona corporea, scesa da un cielo dove le cose sono formate e finite nella massima chiarezza. ([[Roland Barthes]]) *La prima volta che la vidi fu nello studio del capo-scenografo della MGM, Cedric Gibbons. Strettamente avvolta in una specie di tuta, in pantaloni, il capo coperto da un turbante che le nasconde i capelli, gli occhi protetti da grandi occhiali neri, appare così decisa a «difendersi» da ogni assalto indiscreto che perfino mio marito non la riconosce. La conversazione verte sulla scelta degli abiti che dovrebbe indossare, ma lei non apre bocca, o quasi. Molto riservata, in ogni circostanza, sa come preservare il mito del suo mistero. Quando si gira, se ne sta rinchiusa nella sua roulotte, o nel camerino, fino all'ultimo, affidando alla sua controfigura la prova di tutti gli spostamenti, di tutte le posizioni. In tal modo la sua «apparizione» dà luogo a un effetto per così dire moltiplicato. Sebbene la sua controfigura sia una splendida donna, vestita e pettinata esattamente come lei, il fascino che irradia Greta Garbo non conosce uguali. ([[Margarita Wallmann]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[Anna Christie]]'' (1930) *''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931) *''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931) *''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'' (1932) *''[[La regina Cristina]]'' (1933) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Ninotchka]]'' (1939) *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) {{div col end}} ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Garbo, Greta}} [[Categoria:Attori svedesi]] lujb2heahd03dpza7m89h6n64k73owb Francesco Cossiga 0 3743 1429881 1369547 2026-10-18T07:12:55Z AsAIPA 52549 /* Citazioni tratte da interviste */ 1429881 wikitext text/x-wiki [[File:Cossiga Francesco.jpg|thumb|Francesco Cossiga]] '''Francesco Cossiga''' (1928 – 2010), politico, giurista e docente italiano, 8º presidente della Repubblica Italiana. ==Citazioni di Francesco Cossiga== *{{NDR|In risposta ad una dichiarazione della Bruni}} Anche noi italiani siamo ben lieti che [[Carla Bruni]] non sia più italiana, anzi siamo addirittura felici. Chissà che un giorno Carla Brunì non sia costretta dalla sua burrascosa vita a richiedere la cittadinanza italiana.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_09/carla_bruni_berlusconi_9a0f383e-ae4d-11dd-a27b-00144f02aabc.shtml Gaffe Obama, la Bruni riapre il caso «Felice di non essere più italiana»]'', ''Corriere.it'', 9 novembre 2008.</ref> *{{NDR|Sulla strage di Ustica}} C'era un aereo francese che si mise sotto il Dc 9 Itavia e lanciò un missile per sbaglio.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/cossiga-ustica/cossiga-ustica/cossiga-ustica.html La verità di Cossiga su Ustica "Il Dc 9 abbattuto dai francesi"]'', ''Repubblica.it'', 31 maggio 2009.</ref> *[[Cesare Merzagora]] partecipò, da intellettuale, da politico, con salda fede democratica e con ferma coscienza di liberale, di cristiano e di antifascista, all'affermazione dei più alti valori dell'ordinamento repubblicano.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,12/articleid,1291_02_1991_0098_0064_19099208/ "Il grand commis"]'', ''La Stampa'', 2 maggio 1991.</ref> *Che cosa c'entra la [[Georgia]] con la [[NATO|Nato]]? Cosa direbbero gli americani se un giorno Bolivia, Venezuela ed Ecuador stringessero un patto militare con la Russia a due passi dal loro territorio?<ref name=Georgia>Citato in Alessandra Coppola, ''[https://web.archive.org/web/20151231223036/http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/13/Italia_spuntano_filo_Putin_colpa_co_9_080813064.shtml E in Italia spuntano i filo Putin «La colpa è solo di Saakashvili»]'', ''Corriere della Sera'', 13 agosto 2008.</ref> *Io dico che gli uomini di Stato italiano sono stati: [[Cavour]] – che non parlava l'italiano bene, pensava in inglese e scriveva in francese. [...] Non è andato mai andato al di là di Firenze. A lui l'Unità di Italia gliel'hanno regalata, perché lui pensava all'Unità dell'Alta Italia, [[Giovanni Giolitti|Giolitti]] – che ha fatto l'Italia moderna del suffragio universale, [[Benito Mussolini|Mussolini]] – e lei sa che io sono stato allevato in casa mia a [...] antifascismo e repubblicanesimo.[...] [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]]. Sarebbe stato [[Palmiro Togliatti|Togliatti]] un grande uomo di Stato. Il più grande uomo di governo dopo Giolitti e Mussolini, {{NDR|è stato}} [[Giulio Andreotti|Andreotti]]. Il più grande leader politico {{NDR|è stato}} [[Aldo Moro|Moro]] [...] per la modernità {{NDR|delle sue idee}}.<ref>Dall'intervista di Roberto Arditti, ''Aldo Moro ed io '', ''Il Tempo'', 27 settembre 2012, [https://www.youtube.com/watch?v=SNQuUiwA5mQ&feature=youtu.be Video] disponibile su ''Youtube.com'', (min. 32,39).</ref> *{{NDR|A proposito del caso [[Vincenzo Visco|Visco]]-Speciale}} Cosa sarebbe l'[[Italia]] senza Arlecchino e Pulcinella.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Matrix'', Canale 5, 2007. {{c|Data precisa?}}</ref> *{{NDR|Ironicamente, in riferimento ad una registrazione di Bin Laden che minaccia [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]}} Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell'intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che [[Osama Bin Laden]] in esso 'confessa' che Al Qaeda sarebbe stato l'autore dell'attentato dell'11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d'America e d'Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l'aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan. Per questo nessuna parola di solidarietà è giunta a Silvio Berlusconi, che sarebbe l'ideatore della geniale falsificazione, né dal Quirinale, né da Palazzo Chigi né da esponenti del centrosinistra!<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml Osama-Berlusconi? «Trappola giornalistica»]'', ''Corriere.it'', 30 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Sul periodo di [[Mani pulite]]}} Da noi tutti finanziano tutti. Per non scontentare nessuno. Tipico dell'Italia.<ref>Citato in [[Nello Ajello]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/10/24/cosi-parlo-tangentopoli.html Così parlò Tangentopoli]'', ''la Repubblica'', 24 ottobre 1993.</ref> *Dopo le famiglie distrutte da mani pulite senza nessun contributo alla moralizzazione del Paese, ora con gli stessi attori non avremo grazie a [[calciopoli]] nessuna moralizzazione: o se la danno i club o non sarà certamente Borrelli a darla loro. E corriamo il rischio di avere un'altra sequela di suicidi, tentati suicidi e famiglie distrutte. I ragazzi della nazionale stanno reggendo a questa persecuzione psicologica ed hanno retto anche al dolore per la vicenda di [[Gianluca Pessotto|Pessotto]]. Per questo dico loro bravi.<ref>Citato in Kefeo ed Arthur Dent, ''[http://download.ju29ro.com/il_processo_illecito.pdf Il processo illecito]''.</ref> *{{NDR|[[Gianfranco Fini]]}} È il migliore. Porta avanti il suo gioco politico con una buona lucidità. Ma è privo dei supporti dottrinari. Non so se legga qualche libro. So che mischia un po' tutto: Evola e il liberismo, la conservazione e il libertarismo.<ref>Citato in Fabio Greggio, [http://www.italianiestero.antoniodipietro.it/sezioni/editoriali/editoriali.php?editid=59 ''Fini: di tutta l'"erba" un "Fascio"''].</ref> *Fra Prodi e i DS scelgo cento volte i DS, perché i DS so chi sono, Prodi non so chi è.<ref>Dal programma televisivo ''Alice'', Rai 2, 2005. {{c|Data precisa?}}</ref> *Gesù è chiamato, nella tradizione musulmana, il Soffio di Dio nella [[Maria|Madonna]], ma l'aspetto temporale della nascita di nostro Signore è una donna che dice Fiat!<ref>Citato in Maria Antonietta Macciocchi, ''Le donne secondo Wojtyla'', Paoline, 1992.</ref> *{{NDR|Riferendosi a [[Salman Rushdie]]}} Ho un gran rispetto per tutte le religioni e credo che la libertà di coscienza debba trovare un limite nel rispetto dell'altro. Quindi non si scherza con nostro Signore Gesù Cristo e nemmeno con Maometto, per intenderci.<ref name=Rushdie>Da un'intervista di [[Giuliano Ferrara]], ''L'istruttoria'', ''Italia 1'', citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0776_01_1993_0056_0005_10957155/ Cossiga: giusto condannare Rushdie]'', ''La Stampa'', 26 febbraio 1993.</ref> *{{NDR|Riferendosi a [[Salman Rushdie]]}} Il diritto alla [[Libertà di pensiero|libertà d'espressione]] deve essere riconosciuto, soprattutto agli imbecilli.<ref name=Rushdie/> *Il Vaticano è filoarabo perché ha necessità di tutelare gli spazi e l'esistenza dei propri fedeli che risiedono in quei paesi. Del resto la vecchia tradizione popolare cattolica è sempre stata intrisa di antiamericanismo, ed ha disprezzato innanzitutto ciò che sapeva di protestantesimo.<ref>Da ''L'Opinione'', 21 ottobre 2006.</ref> *{{NDR|Su sé stesso}} Italiano per volontà come sono tutti i sardi. (da ''Italiani sono sempre gli altri'') *L'Italia è sempre stato un Paese "incompiuto": il Risorgimento incompleto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata, la democrazia incompiuta. Il paradigma culturale dell'imperfezione genetica lega con un filo forte la storia dello sviluppo politico dell'Italia unita.<ref>Da ''Libero'', 21 settembre 2003, p. 17.</ref> *La [[Scuola militare "Nunziatella"|Nunziatella]], oltre ad essere un luogo di formazione militare, è un luogo di grandissima formazione culturale e civile. Qui è racchiusa la storia di tutto il nostro Paese. Io credo che l'Italia Repubblicana deve far tesoro di tutte quelle che sono le grandi tradizioni militari e per ciò stesso civili che si sono formate in tutto il paese anche quando questo non aveva raggiunto l'unità politica. La mia presenza alla Nunziatella vuol dire dunque onorare l'Italia in tutta quella che è la sua storia. (18 novembre 1989<ref>Citato in ''[http://www.ilcortilepiccolo.it/cenni_storici.html Ilcortilepiccolo.it]''.</ref>) *Non accetto lezioni di etica politica dalla [[Rosy Bindi|Bindi]]: è brutta, cattiva e cretina.<ref>Citato in Franca Selvatici, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/01/gelli-in-tv-berlusconi-puo-attuare-il.html «Gelli in tv: Berlusconi può attuare il piano P2»]'', ''la Repubblica'', 1º novembre 2008, p. 11.</ref> *{{NDR|Sul possibile ingresso del [[Partito Comunista Italiano]] nel Governo}} Non credo affatto che l'ingresso del PCI nel Governo possa accrescere, come qualcuno sostiene, il peso e il prestigio internazionale dell'[[Italia]]. Noi democristiani non possiamo che rallegrarci del fatto che il PCI ha smesso di schierarsi contro l'Europa e contro la Nato.<ref>Dalla lettera al direttore de ''La Stampa''; citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0004_01_1976_0139_0011_15911955/ Cossiga: perché la dc non crede ai comunisti]'', ''La Stampa'', 15 giugno 1976.</ref> *{{NDR|Su [[Beatrice Borromeo]]}} Prego sulla tomba degli zii, i cardinali Carlo e Federico Borromeo, perché salvino dalla stupidità la nipote. Non parli e faccia la bella statuina.<ref>Citato in [[Claudio Sabelli Fioretti]], ''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=817#more-817 Beatrice Borromeo]'', ''Corriere Magazine'', 26 ottobre 2006.</ref> *Rovinerò Bossi facendogli trovare la sua automobile imbottita di droga; lo incastrerò. E quanto ai cittadini che votano per la Lega li farò pentire: nelle località che più simpatizzano per il vostro movimento aumenteremo gli agenti della Guardia di Finanza e della Polizia, anzi li aumenteremo in proporzione al voto registrato. I negozianti e i piccoli e grossi imprenditori che vi aiutano verranno passati al setaccio: manderemo a controllare i loro registri fiscali e le loro partite Iva; non li lasceremo in pace un momento. Tutta questa pagliacciata della Lega deve finire.<ref>Citato in [[Gianfranco Miglio]], ''Io, Bossi e la Lega'', Mondadori, 1994, p. 28.</ref> *{{NDR|Sulla [[seconda guerra in Ossezia del Sud]]}} Se la stragrande maggioranza della popolazione dell'Ossezia e dell'Abkhazia è di etnia russa perché dovrebbe far parte della Georgia e non della Russia?<ref name=Georgia/> *{{NDR|Sulle [[teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]]}} Si ripresentano anche in questo caso le tesi «complottistiche», che vorrebbero attribuire il devastante attacco terroristico a dipartimenti o agenzie di intelligence dall'amministrazione degli Stati Uniti, motivato dalla volontà di creare l'occasione per una offensiva contro l'Islam. Il «complottismo» è una teorica storico-ideologica volta a negare la realtà pura e semplice per evitare le conseguenze di un fatto, ed in questo caso il pericolo di una «guerra di civiltà», ed a negare la realtà di un pericolo attuale, quello di una «guerra contro gli ebrei e i crociati», cioè l'Occidente cristiano e liberale. Rifiuto la teorica «complottista» che è un'abile e talvolta sincera contraffazione della realtà per il timore di essa: Moro sarebbe stato rapito dalle «così dette» Brigate Rosse, strumento della CIA, o del KGB o della P2 o del... Priorato di Sion; Stalin non è morto per un ictus ma è stato fatto avvelenare da Beria, e secondo le ultime rivelazioni dell'ultimo capo del KGB sovietico – autore del tentativo di colpo di stato contro il presidente Gorbaciov – questi e Eltsin sarebbero stati in realtà agenti della CIA... Ricordando quanto «aperta» sia la società americana (pensiamo al fatto che la «gola profonda» del caso Nixon si scoprì essere stata il vice-direttore del FBI), ed alla congiura contro [[Bill Clinton]], mi sembra improbabile anzi impossibile che l'11 settembre sia stato frutto di un complotto americano. Anche perché la guerra che ne è derivata sta portando alla sconfitta degli Stati Uniti in Iraq, in Afghanistan e nel Medio Oriente, e alla pericolosa quasi-sconfitta di Israele nei confronti degli [[Hezbollah]], ma in realtà della Siria e soprattutto dell'Iran.<ref>Da ''[http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=7190957 La realtà travisata: Si teorizzano i complotti per non vedere]'', ''La Stampa'', 4 settembre 2006.</ref> *[[Marco Travaglio|Travaglio]] è uno sporco fascista di destra.<ref>Dal programma televisivo ''Otto e mezzo'', La7, ottobre 2005.</ref> *Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti [...] l'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita [...] io aspetterei ancora un po' e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti.<ref>Dalla lettera aperta alle forze dell'ordine dell'8 novembre 2008; citato in ''[http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-6/cossiga-consigli/cossiga-consigli.html I consigli di Cossiga]'', ''Repubblica.it'', 8 novembre 2008.</ref> *{{NDR|Su [[Carlo Donat-Cattin]]}} Una volta gli dissi; sei burbero anche quando dici grazie.<ref>Da ''Aldo Moro mi disse: Carlo è un pezzo di storia della DC'', [http://www.fondazionedonatcattin.it/book/ ''Terzafase'' n. 4], anno IX, aprile 1991, pp. 24-29.</ref> *{{NDR|Su [[Mario Draghi]]}} Un vile. Un vile affarista. Non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della "Goldman & Sachs", grande banca d'affari americana. E male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi a imporne, la candidatura a [[Silvio Berlusconi]]; male, molto male. È il liquidatore dopo la famosa crociera sul ''Britannia'' dell'industria pubblica, la svendita dell'industria pubblica italiana quand'era direttore generale del tesoro e immaginati che cosa farebbe da presidente del Consiglio dei Ministri; svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica, l'Enel, l'Eni e certamente i suoi ex comparuzzi di Goldman & Sachs.<ref>Intervenendo telefonicamente nella trasmissione ''Unomattina'', Rai Uno, 24 gennaio 2008.</ref><ref>{{cita web|url=https://www.ilriformista.it/e-un-vile-affarista-svenderebbe-litalia-cosa-pensava-cossiga-di-draghi-193281/|editore=Il Riformista|titolo="È un vile affarista, svenderebbe l'Italia", cosa pensava Cossiga di Draghi|autore=Elisabetta Panico|data=3 febbraio 2021|accesso=5 febbraio 2021}}</ref> {{Int|Dall'intervento al Senato della Repubblica, seduta del 29 ottobre 2008|[http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00315814&part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_sddeadddl1108ieu-trattazione_ddvf-intervento_cossigaudcsvpaut&parse=no Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 080 del 29/10/2008].}} *Di fronte alla vasta protesta degli studenti universitari, dei ricercatori e di quelli contro i quali un tempo gli studenti protestavano, cioè i baroni universitari, ho voluto vedere se il decreto-legge contenesse qualche disposizione sull'università. L'ho letto, l'ho riletto, l'ho fatto leggere ai miei collaboratori: niente. E sono stato contento, perché questa è una forte confutazione della teoria dello zero e della teoria del nulla: si può manifestare anche contro lo [[zero]] e contro il [[nulla]]. *Innanzitutto voglio ringraziare da questi banchi gli organizzatori e i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di questi giorni: dai baroni universitari alle irresponsabili mamme dei bambini innocenti portati in piazza ad urlare slogan di cui essi non comprendevano nulla. Avrei capito se avessi sentito i bambini gridare: «Merendine! Merendine!» No: «Assunzioni!». Cosa ne sa un bambino di [[Seienne|sei anni]], salvo che glielo suggeriscano, del significato di «Assunzioni, assunzioni!». «Merendine, merendine!» sarebbe stato meglio. Per quanto riguarda l'intervento eventuale dell'autorità di pubblica sicurezza, essendo stato io tra le altre cose salvo che Presidente della Camera son stato tutto, è stata una vera botta di vita sentire slogan che temevo ormai desueti, sapere che la piazza non mi ha dimenticato e che qualcuno si ricorda di me: «Cossiga boia!», «Cossiga assassino!», «Cossiga piduista!». Mi è stato chiesto se si dovesse inviare un rapporto all'autorità giudiziaria e io ho detto: «Non mandate all'autorità giudiziaria, perché temo di essere condannato io, non questi, con l'aria che tira». *Devo confessare che su questo campo speravo di più dalla marcia di oltre cinque milioni di persone, senza contare i cani e i gatti al seguito. Cinque milioni di persone! Pensate che ormai la fila delle persone arrivava a Firenze, una marcia non su Roma, questa volta, ma in Roma e nell'oceanica adunata del Circo Massimo, che – io ero un ragazzo ed ero in [[Germania]] – ricorda le bellissime manifestazioni a Norimberga di [[Adolf Hitler|Adolfo Hitler]]. Perché tutti i totalitarismi sono uguali e sempre così si comincia. Speravo invano che i marcianti dessero fuoco a qualche macchina, come ai bei tempi, spaccassero qualche vetrina, scandissero lo slogan... {{NDR|«Ti sarebbe piaciuto per fare quello che volevi fare tu!»}} Sì, certo! Quello che ho fatto io con l'aiuto e il consenso del Partito Comunista, che in quest'Aula ha votato all'unanimità la mozione dell'ordine del giorno a mio favore! Ma erano i tempi di Berlinguer, non di Walter Veltroni! Erano i tempi di Natta, non di Franco Marini! Era il tempo del glorioso Partito Comunista! [...] Quando ho fatto picchiare a sangue gli universitari che hanno cacciato via Lama, il Gruppo del Partito Comunista alla Camera, in piedi, mi ha tributato un'ovazione! Vada a leggere gli atti! Vada a leggerli! [...] Il Gruppo del PCI in piedi mi ha tributato un unanime applauso! *Io speravo di sentire il glorioso grido degli studenti del movimento che il servizio d'ordine del PCI e della CGIL ci hanno aiutato a picchiare di santa ragione. Quando ci fu un 5 maggio, ci mettemmo d'accordo col servizio di vigilanza della CGIL e ci mettemmo d'accordo così: prima quelli del movimento li picchiavano loro, poi ce li davano in braccio e li picchiavamo noi. Gloriosi tempi di Lama! *{{NDR|Sul [[riforma Gelmini|Dl Gelmini]]}} Perché voto a favore? Non per la legge in sé, anche perché credo che questi non siano tempi di riforme e anche perché – che io mi ricordi – salvo il ''[[Nascita della Repubblica Italiana|referendum]]'' tra Repubblica e monarchia non mi sembra che in Italia di riforme vere se ne siano mai fatte. Non mi sembra questo un Paese di riforme! Ma voto a favore [...] Resto a favore di quella pericolosa pagliacciata di professori ex sessantottini, alcuni ai loro tempi anche aspiranti terroristi [...] ed evito di fare i nomi, che però a differenza dei terroristi veri non hanno avuto il coraggio di passare alla lotta armata perché era più comodo leccare il culo ai baroni per diventare professori universitari. {{Int|Citato in ''Bananas''|di [[Marco Travaglio]], Garzanti, 2003, p. 115.}} *Craxi e Martinazzoli avrebbero dovuto riconoscere che la DC e il PSI sono i soci fondatori di Tangentopoli. (22 luglio 1993) *[[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] è un ottimo investigatore e un buon politico. Vedrei bene per lui un seggio in Parlamento. (4 novembre 1994) *Di Pietro ha le qualità morali per andare al Quirinale. (8 aprile 1995) *I magistrati di [[Mani pulite]] hanno e avranno il mio appoggio. (5 aprile 1992) *Nel 1993 in Italia c'è stata una rivoluzione inutile, anzi un colpo di Stato....Purtroppo la DC non capì o sottovalutò la situazione, impegnata com'era a dare giudizi sul mio presunto stato mentale....Oggi direi che Di Pietro potrebbe essere un bravo dirigente di squadra mobile, uno di quelli a cui si perdonano certi eccessi....Quanto alla morale, se io alla sua età, quando ero sottosegretario alla Difesa, avessi accettato denaro da amici... cosa mi sarebbe successo? (gennaio 2003) ===Citazioni tratte da interviste=== {{intestazione|1=Dall'intervista di Michele Brambilla a ''Sette'', 7 febbraio 2002; citato in ''[http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=2674 lernesto.it]''}} *{{NDR|Su ''Impero'' di [[Toni Negri]]}} Hanno scritto che è la teoria degli antiglobal, ma non è vero. Intanto Negri riconosce alla globalizzazione dei meriti, soprattutto quello di avere portato al superamento degli Stati nazionali. E poi, non crede che gli Stati Uniti siano il centro dell'impero, e nel suo testo non c'è traccia di pauperismo. Direi che Negri vede nel movimento antiglobal una specie di movimento comunista a-scientifico, cioè non hegeliano-marxista-leninista, che secondo lui servirà ad abbattere l'attuale impero, fatto dalle relazioni economiche internazionali. Dopo di che, questo comunismo utopico dovrà inverarsi in un nuovo comunismo scientifico. *{{NDR|Su Toni Negri}} Sono andato a trovarlo in carcere, ed è stato un incontro commovente. Non ci vedevamo da quando, io giovane e lui giovanissimo, frequentavamo l'Azione cattolica. {{intestazione|Dall'intervista a ''Sky Tg24'', 17 gennaio 2008}} *La battaglia contro la [[magistratura]] è stata perduta quando abbiamo abrogato le immunità parlamentari che esistono in tutto il mondo e quando [[Clemente Mastella|Mastella]], da me avvertito, si è abbassato i pantaloni scrivendo sotto dettatura di quell'associazione tra sovversiva e di stampo mafioso che è l'Associazione nazionale magistrati. *{{NDR|Rivolgendosi al segretario dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara}} I nomi esprimono la realtà. Lei si chiama Palamara e ricorda benissimo l'ottimo tonno che si chiama Palamara. [...] Io con uno che ha quella faccia e che ha detto quella serie di cazzate non parlo. Maria, fai tacere quella faccia da tonno. *Nominare [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] Ministro della Giustizia, altrimenti arrestano anche la moglie del Presidente del Consiglio. {{intestazione|Dall'intervista di Virginia Piccolillo, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2008/gennaio/19/Cossiga_reato_ridicolo_giudici_sono_co_9_080119070.shtml Cossiga: reato ridicolo. I giudici sono una lobby]'', ''Corriere della Sera'', 19 gennaio 2008, p. 2}} *[[Salvatore Cuffaro|Totò Cuffaro]] è stato condannato per un reato ridicolo. *Le intercettazioni hanno ormai il posto che avevano prima i pentiti. Ma i primi mafiosi stanno al CSM. [Sta scherzando?] Come no? Sono loro che hanno ammazzato [[Giovanni Falcone]] negandogli la DNA e prima sottoponendolo a un interrogatorio. Quel giorno lui uscì dal CSM e venne da me piangendo. Voleva andar via. Ero stato io a imporre a Claudio Martelli di prenderlo al Ministero della Giustizia. {{intestazione|Dall'intervista di [[Aldo Cazzullo]], ''[http://www.corriere.it/politica/08_luglio_08/cossiga_cazzullo_f6395d90-4cb1-11dd-b408-00144f02aabc.shtml Cossiga compie 80 anni: Moro? Sapevo di averlo condannato a morte]'', ''Corriere.it'', 8 luglio 2008}} *Io relativizzo tutto quello che non attiene all'eterno. *Quando, con il PCI di [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]], ho optato per la linea della fermezza, ero certo e consapevole che, salvo un miracolo, avevamo condannato [[Aldo Moro|Moro]] a morte. Altri si sono scoperti trattativisti in seguito; la famiglia Moro, poi, se l'è presa solo con me, mai con i comunisti. Il punto è che, a differenza di molti cattolici sociali, convinti che lo Stato sia una sovrastruttura della società civile, io ero e resto convinto che lo Stato sia un valore. Per Moro non era così: la dignità dello Stato, come ha scritto, non valeva l'interesse del suo nipotino Luca. *[...] in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. *I padri di [[Organizzazione Gladio|Gladio]] sono stati Aldo Moro, Paolo Emilio Taviani, Gaetano Martino e i generali Musco e De Lorenzo, capi del Sifar. Io ero un piccolo amministratore. Anche se mi sono fatto insegnare a Capo Marrargiu a usare il plastico. *Era il 1974, io ero da poco ministro. Passeggiavo per Roma con il collega Adolfo Sarti quando incontrai Roberto Gervaso, che ci invitò a cena per conoscere un personaggio interessante. Era lui {{NDR|Silvio Berlusconi}}. Parlò per tutta la sera dei suoi progetti: Milano 2 e Publitalia. Non ho mai votato per Berlusconi, ma da allora siamo stati sempre amici, e sarò testimone al matrimonio di sua figlia Barbara. Certo, poteva fare a meno di far ammazzare Caio Giulio Cesare e Abramo Lincoln... *Noi galantuomini stiamo con la Pompadour. *[[Walter Veltroni|Veltroni]] è un perfetto doroteo: parla molto, e bene, senza dire nulla. *{{NDR|''Perché le piace tanto [[Massimo D'Alema|D'Alema]]?''}} Perché come me per attaccare i manifesti elettorali è andato di giro nottetempo con il secchio di colla di farina a far botte. Perché è un comunista nazionale e democratico, un berlingueriano di ferro, e quindi un quasi affine mio, non della mia bella nipote Bianca Berlinguer che invece è bella, brava e veltroniana. E poi è uno con i coglioni. Antigiustizialista vero, e per questo minacciato dalla magistratura. {{intestazione|1=Dall'intervista al programma radiofonico ''Viva Voce'', Radio24, 16 luglio 2008; citato in ''[http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=767331&canale Del Turco: Cossiga, si uccida. Così si riforma la giustizia]'', ''Asca.it''}} *Veltroni si intende di cinema e Africa. Non costringiamolo a capire anche questa cosa. Lui è il ''ma anche'', è per il giustizialismo e l'antigiustizialismo, per il freddo e per il caldo. *I sardi rimangono amici anche se uno commette reati. *Di Pietro dice che è tornata tangentopoli? Lui è un famoso cretino e gli voglio molto bene perché voglio bene ai cretini e lui è sempre più cretino. Però ora sta diventando presuntuoso, crede di essere diventato anche un politico. Ha aumentato i consensi? Quando dissero a Churchill che c'erano cretini in Parlamento, lui rispose "meno male, è la prova che siamo una democrazia rappresentativa". Vuol dire che i cretini in Italia, cioè quelli che votano l'Italia dei... disvalori, è bene che emergano. *Se fossi ministro dell'interno darei incarico ai servizi segreti di controllare l'Anm in base alla legge sull'associazione eversiva. {{intestazione|Dall'intervista di Andrea Cangini, ''[http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/081023/jmsra.tif «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»]''{{Collegamento interrotto}}, ''Quotidiano Nazionale'', 23 ottobre 2008, p. 5}} *{{NDR|Sulle proteste degli studenti universitari}} Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. [...] In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... [Gli universitari,] Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. [...] Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. [...] Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. [...] Soprattutto i docenti. [...] Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale! *Questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio. *Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale. ==Citazioni su Francesco Cossiga== *Chi l'ha definito "il gattopardo di Sassari" o "il Cardinal Cossiga" non ha capito niente. Niente, infatti, c'è in lui del soffice e sornione felino lampedusiano, né del prelatone, o prelatino, untuoso, insinuante, ambiguo, e anche un po' menagramo. È stato un doroteo con Segni, "pontiere" con Taviani, poi basista non so con chi. Eppure non ha nulla né del trasformista, né dell'opportunista. Potrò sbagliarmi, ma mi sembra che sia davvero quel che è, che non possegga, come tanti compagni di [[partito]], un [[volto]] e cento maschere. ([[Roberto Gervaso]]) *Cossiga? Un ingrato. Anche se ha l'attenuante. [...] È bipolare, è ciclotimico. Sale, scende... un infelice. In un processo si potrebbe chiedere per Cossiga la semi-infermità. (''[[Esterno notte (film)|Esterno notte]]'') *Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l'Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato? Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi, va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento. Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo, villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti... ([[Beppe Grillo]]) *Cossiga? Mi pare una brutta figura. Un caso più unico che raro: non denuda il re, aumenta l'opacità. ([[Enrico Deaglio]]) *Cossiga qualche volta ha esagerato con i comportamenti caratteriali, ma ha messo il dito nelle piaghe e ha svolto un ruolo positivo. ([[Luigi Abete]]) *Di Cossiga ricordo lo straordinario narcisismo, gli piaceva trasformarsi in un uomo di spettacolo. S'impadroniva degli sberleffi che gli venivano rivolti, li ha addirittura collezionati in un libro. Delle scritte insultanti sui muri fuori dall'ospedale, avrebbe riso fiero e di gusto. Pur di apparire era capace di intavolare delle dissacranti discussioni sulle sue pecche e i suoi peccati. ([[Claudio Sabelli Fioretti]]) *È un pezzo di Prima Repubblica traghettato nella Seconda. Un riciclo. Intelligenza inaudita. Però è un ciclotimico. Un giorno dice una cosa e il giorno dopo il contrario. E tutti a giustificarlo solo perché ha gli argomenti. ([[Alessandro Cè]]) *La designazione di Cossiga al Quirinale fu la scelta dell'uomo giusto al posto sbagliato. Sappiamo benissimo chi la volle. Ma sappiamo altrettanto bene che fu avallata anche da quegli uomini e partiti che ora si scagliano contro di lui e lo accusano, apertamente o copertamente, di fellonia. La classe politica, nella quale egli ha militato da sempre e che quindi da sempre lo conosceva, doveva sapere che l'onesto (perché tale è) Cossiga non era uomo da Quirinale. Eppure, per i suoi sporchi giochi di potere, ce lo mandò. Ora dovrebbe sentire il dovere di difenderlo dagli sciacalli che lo attaccano da tutte le parti. ([[Indro Montanelli]]) *Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'[[Italia]]. [...] È possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato. ([[Michele Serra]]) *Sa tutto di tutto, pigi un pulsante e viene fuori [[conoscenza]]. Piacevole, colto, intuitivo. ([[Anna Kanakis]]) *Sino all'ultimo, [[Papa Pio IX|Pio IX]] sarà nemico giurato dell'unità nazionale, del liberalismo, della democrazia. Quando, nel 2000, verrà fatto santo, in un paese distratto e dimentico solo la voce del cattolicissimo Francesco Cossiga si alzerà a dire che il Vaticano ha fatto un torto all'Italia. ([[Aldo Cazzullo]]) ===[[Marco Travaglio]]=== *Che il Presidente Emerito Francesco Cossiga fosse un uomo sempre molto lucido, lo si era capito da tempo. Ora sappiamo che è anche molto colto. L'altro giorno, replicando a un mio articolo con un comunicato di 30 righe in cui precisava di non volermi replicare e nemmeno insultare, s'è avventurato in una citazione dotta: "Forse aveva ragione l'ex presidente peruviano Fujimori, che diceva che 'la storia è proprio finita'". Per la verità, la "fine della storia" è di [[Francis Fukuyama]]. L'ex presidente peruviano Fujimori è famoso per altre circostanze: dovette fuggire all'estero per evitare un arresto per corruzione. Ma si sa, al cuore non si comanda. *Ha ragione Cossiga: uno come me non può misurarsi con uno come lui. Io sono un cialtrone, un tipaccio, e soprattutto sono astemio. *Il Poveraccio Emerito della Repubblica Francesco Prozac Cossiga rende noto, tramite un suo portavoce, di aver presentato un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Interno: "Per sapere se alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano Corriere della Sera, se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita se nell'interesse della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano nel 'libro paga' e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI; e per sapere inoltre, qualora l'ipotesi sia vera, se non ritenga di rendere permanente e più ampia la loro collaborazione, facendoli assumere come informatori occulti dal SISDE". Alcuni amici mi hanno telefonato per invitarmi a rispondere al Poveraccio Emerito: dicendo, per esempio, che (purtroppo) non ho mai conosciuto il dott. Gianni De Gennaro. Ma ho deciso di non rispondere. Attendo con sempre maggiore impazienza una soluzione più risolutiva: l'arrivo dell'ambulanza. Purtroppo è in ritardo. Di una quindicina d'anni. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Francesco Cossiga, Pasquale Chessa, ''Italiani sono sempre gli altri. {{small|Controstoria d'Italia da Cavour a Berlusconi}}'', Mondadori, 2007. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Interprogetto/notizia|Roma: è morto Francesco Cossiga|data=17 agosto 2010}} {{Presidenti della Repubblica Italiana}} {{DEFAULTSORT:Cossiga, Francesco}} [[Categoria:Giuristi italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] iym8mhgq0osrm91439lmh3x5y0vewyj Template:SelezioneNuove 10 4465 1429800 1429776 2026-10-17T13:37:06Z Gaux 18878 Umberto Ronca 1429800 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Come un muscolo, si rinforza con l'uso. *Se non lo faccio oggi, lo farò domani. ==Filmografia== *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968) *''[[Harold e Maude]]'' (1971) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gordon, Ruth}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] [[Categoria:Premi Oscar]] 7bd7w79g3n0l1pig8pz9a9y9uclg2q9 Ian McEwan 0 5491 1429880 1405291 2026-10-18T06:18:03Z ~2026-55648-07 108724 /* Lettera a Berlino */ 1429880 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ianmcewan.jpg|thumb|Ian McEwan nel 2008]] {{indicedx}} '''Ian McEwan''' (1948 – vivente), scrittore britannico. ==Citazioni di Ian McEwan== *Il [[cervello]] è davvero un oggetto dalla filigrana così delicata che qualsiasi falso mutamento nello stato emotivo è in grado di trasformare la condizione di altri milioni di circuiti inconsci.<ref>Da ''L'amore fatale'', traduzione di Susanna Basso, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858416617</ref> *Il dono più grande che ci ha fatto dio è senz'altro questo: che quando un fotone colpisce un semiconduttore libera un elettrone. Le leggi della fisica sono talmente benevole, talmente generose. Senta qua. C'è un uomo nella foresta, sotto la pioggia, e sta morendo di sete. Ha con sé un'accetta e comincia a tirar giù gli alberi per berne la linfa. Un sorso per ogni albero. Intorno gli si fa il deserto, niente più piante o animali, e l'uomo sa che per colpa sua la foresta scomparirà presto. Allora perché non apre la bocca e non beve la pioggia? Per il semplice motivo che è molto bravo a tirar giù alberi, perché ha sempre fatto così, e perché considera un po' suonato chi propone di bere la pioggia. Ecco, la luce del sole è come quella pioggia. Inonda il nostro pianeta, condiziona il nostro clima e la sua vita. Una dolcissima pioggia di fotoni e tutto quel che dobbiamo fare è prendere i bicchieri e raccoglierla! Meno di un'ora di luce solare sulla terra basterebbe a soddisfare i bisogni del mondo intero per un anno.<ref>Da ''Solar''; citato in Giovanni De Mauro, ''Pioggia'', ''Internazionale'', n. 889, 17 marzo 2011, p. 3.</ref> *L'[[artista]] possiede la sua opera e ci sta seduto sopra guardandosi intorno con aria minacciosa, come una gallina sulle sue uova.<ref>Da ''L’importanza di essere i primi'', ''Internazionale'', n. 969, 5 ottobre 2012, p. 100.</ref> *L'ovvio è vero, la legge è umana e imperfetta.<ref>Da ''Legge e religione'', ''Internazionale'', n. 1070, 26 settembre 2014, p. 98.</ref> *Lavorare al Pronto soccorso è come prendere lezioni di misantropia.<ref>Da ''Sabato''.</ref> *Nello stato corrente del dibattito sulla [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]], appartengo alla più piccola, triste, pessimista fazione: sono un negazionista. Quasi un anno dopo scuoto ancora la testa incredulo: non accetto questa decisione emotiva e semi-mistica di lasciare la Ue. Non posso crederci e la rifiuto.<ref>Citato in Luigi Ippolito, ''Ian McEwan anti-Brexit «Rivotiamo tra due anni»,'' ''La Lettura'', suppl. del ''Corriere della Sera'', 28 maggio 2017, pp. 8-9.</ref> *{{NDR|Sull'11 settembre 2001}} Sapevamo [...] che il mondo non sarebbe mai più stato lo stesso. Sapevamo solo che sarebbe stato peggiore.<ref>Da ''Oltre l'immaginazione'', n. 403, 14 settembre 2001, p. 58.</ref> {{Int|Dall'intervista su ''[http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/interviste/mcewan_ian.html Caffè letterario]''|Di Giulia Mozzato, 5 maggio 2003}} *''Espiazione'' va veramente alla radice dei sentimenti ed era quello che io cercavo di fare: rimettere al centro i sentimenti, la psicologia dei protagonisti, produrre dei personaggi "veri". Mi sono reso conto che negli ultimi tempi il "romanzo letterario" si è allontanato dalle situazioni amorose e dall'amore: grandi romanzi d'amore come ''Anna Karenina'' o ''Madame Bovary'' non erano più di moda, gli scrittori ambivano a storie più moderne lasciando l'amore a Hollywood e alle canzoni pop, o ad altre cose che non avevano nulla a che vedere con la letteratura. Ma io percepivo questo sentimento che mi veniva dal cuore, avevo l'esigenza di riportare l'amore al centro di un intreccio, con personaggi ben disegnati. *È vero che quando io scrivo d'impulso qualche cosa, ovviamente racconto le emozioni dei miei personaggi, ma è anche ovvio che se devo poi far muovere questi personaggi, farli agire, e svolgere una storia che regga un romanzo, per costruire la situazione e l'intreccio, ho bisogno delle idee. {{Int|Dall'intervista ''Gli scrittori hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale (ma hanno perso la Guerra Fredda)'' |Di [[Antonio D'Orrico]], ''Sette'', 2 novembre 2011}} *I [[scrittore e lettore|romanzieri]] sono sempre dei grandi maestri di spionaggio perché, per tenere avvinta l'attenzione del [[scrittore e lettore|lettore]], non rivelano tutte le informazioni in loro possesso. Usano trucchi. Hanno segreti che non confessano se non quando gli conviene (sempre per questioni di strategia narrativa). Fanno disinformazione dando informazioni erronee ai lettori, sempre allo scopo di coinvolgerli maggiormente nella lettura. *Bisogna stare attenti con la finzione perché può diventare realtà, così come la realtà ama diventare finzione. *Negli Anni Sessanta noi abbiamo, letteralmente, sollevato il coperchio, fatto piazza pulita della repressione. E il mondo è cambiato soprattutto dal punto di vista dei rapporti umani, di quelli sessuali in particolare. Però nello stesso tempo si è anche aperto una specie di vaso di Pandora. [...] Pensavamo di scoprire una cosa e invece ne scoprivamo una diversa e di tutt'altro genere. [...] Le speranze che si avevano negli Anni Sessanta si sono via via trasformate nelle delusioni degli Anni Settanta. *Il [[giornalismo]] non deve chiedere perché (why, col punto interrogativo) succede una cosa, deve spiegare perché (because, senza punto interrogativo) succede una cosa. *Penso da sempre che il romanzo viene dall'[[amore]] o, comunque, dal gusto per il pettegolezzo. Cos'è il pettegolezzo? È la curiosità che abbiamo nei confronti dei fatti della vita altrui. Se il romanzo e il pettegolezzo sono cose durate tutto questo tempo è perché soddisfano qualcosa che è dentro di noi, qualcosa di primario. Credo che alle persone piacerà sempre leggere (conoscere) i fatti degli altri. Ne saranno sempre affascinati. {{Int|Dall'intervista ''Ian McEwan, "Il guscio" e il suo amletico protagonista''|Di Paola Zanuttini, ''Il Venerdì di Repubblica'', 20 marzo 2017. Riportata su ''[http://www.repubblica.it/venerdi/interviste/2017/03/20/news/il_feto_parlante_nel_guscio_di_ian_mciwan-160967259/ Repubblica.it]''.}} *Uno dei momenti di irrealtà che amo di più nella letteratura europea è ''[[Franz Kafka#La metamorfosi|La metamorfosi]] ''di [[Franz Kafka|Kafka]]. Un uomo si sveglia dopo un incubo e si ritrova trasformato in un insetto gigantesco: lì c'è la linea da attraversare. Ma cosa pensa Gregor Samsa? Che farà tardi al lavoro. *Quando ho finito il libro {{NDR|''Nel gusco''}} pensavo che per una volta non mi sarei dovuto preoccupare della riduzione cinematografica, mi sembrava irrealizzabile. Invece un simpatico produttore americano si è fatto avanti, gli ho chiesto come pensa di cavarsela e ha risposto che non ne ha la minima idea. *In [[Inghilterra]] non ti perdonano il successo. [...] Non so come vada da voi {{NDR|in Italia}}, comunque vorrei un passaporto italiano per rimanere cittadino europeo, dopo la [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]]. *Ma non cedo alla tentazione di pensare che se invecchio io arriva la fine dei tempi, è solo la fine del mio tempo. {{Int|Dall'intervista ''McEwan e il caos Brexit: "Ora Londra si svenderà ai ricchi"''|Di Jean-Claude Vantroyen, traduzione di Luis E. Moriones, ''la Repubblica'', 28 aprile 2017. Riportata su ''[http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/28/news/mcewan_e_il_caos_brexit_ora_londra_si_svendera_ai_ricchi_-164064597/ Repubblica.it]''.}} *Se cediamo alla tentazione di sgretolarci in diversi nazionalismi, molti vecchi fantasmi riappariranno: l' [[antisemitismo]], il [[razzismo]], l'illusione che il proprio paese sia stato scelto da Dio e tutte queste fantasie. *Vivevamo in uno dei più vasti blocchi commerciali del mondo e adesso dovremo sforzarci di concludere dei trattati commerciali con altri paesi, il che è un'assurdità. Dovremo cercare di ottenere delle cose che già avevamo. *[[Theresa May]] ha imposto un tono particolare al Paese, per cui le persone che non condividono le sue opinioni sono semplicemente dei facinorosi. Nemmeno la [[Margaret Thatcher|Thatcher]] aveva mai parlato in questo modo. È un fatto più che allarmante per la democrazia parlamentare. *Oggi tutti, in [[Gran Bretagna]], cercano la nonna irlandese per avere un passaporto irlandese, vale a dire un passaporto europeo. Mia moglie ne ha già uno. Anche io ho una nonna irlandese. Non sono ancora riuscito a trovare i documenti necessari, ma li troverò. ==''Cani neri''== ===[[Incipit]]=== Wiltshire<br>La foto in cornice che June Tremaine teneva sul tavolino accanto al letto aveva una duplice funzione: ricordare a lei e a far conoscere ai visitatori quella bella ragazza il cui viso, a differenza di quello del marito, nascondeva ogni indizio della piega che la sua [[vita]] avrebbe preso. L'istantanea risale al '46, un paio di [[Giorno|giorni]] dopo le nozze e una settimana prima della partenza per la [[luna]] di miele in [[Italia]] e in [[Francia]]. La coppia vi appare a braccetto, ai cancelli d'ingresso del British Museum. ===Citazioni=== *Non serve a niente sostenere che pensiero razionale e visione spirituale costituiscono domini separati dei quali non è concepibile una contrapposizione reale. (dal preambolo, p. 14) *Credere a tutto, non costringersi mai a una scelta finisce, secondo me, col coincidere con lo scetticismo totale. (dal preambolo, p. 14) *Non so dire se la nostra civiltà che ormai si affaccia alla fine di questo millennio soffra più per mancanza o per eccesso di [[fede]] [...] (dal preambolo, p. 14) *[...] commetterei una scorrettezza nei riguardi della mia personale esperienza se non dichiarassi che credo nella possibilità dell'[[amore]] di trasformare e di redimere un'esistenza. (dal preambolo, p. 14) *Ho conosciuto il maligno e scoperto [[Dio]]. Ne parlo come della mia scoperta, ma va da sé che non si tratta di niente di nuovo, né di mio appannaggio esclusivo. Ciascuno vive qualcosa di analogo prima o poi. Usiamo solo modi diversi per dirlo. Secondo me, tutte le grandi [[Religione|religioni]] nascono da singoli individui che si sono ritrovati in contatto con una [[realtà]] spirituale e che si sono sforzati in seguito per mantenere vivo quel sapere. Quasi tutto si perde in dogmi, cerimoniali e gerarchie. Le religioni sono fatte così. Ma alla [[fine]] ha ben poca importanza l'esposizione del concetto se si è afferrata la [[verità]] essenziale, e cioè che dentro ognuno di noi ci sono risorse infinite, il potenziale per una condizione dell'[[essere]] superiore, un fondo di [[bontà]]... (p. 53) ==''Chesil Beach''== ===[[Incipit]]=== Erano giovani, freschi di studi, e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile. Anche se facile non lo è mai. ===Citazioni=== *Erano adulti, una buona volta, in vacanza, e liberi di fare di testa loro. In capo a pochi anni, anche gente senza pretese si sarebbe comportata esattamente così. Ma per adesso, i tempi lo impedivano. Anche quando erano soli, migliaia di regole tacite continuavano a essere in vigore per Edward e Florence. Proprio perché erano adulti, non potevano abbandonarsi a gesti puerili come alzarsi da tavola snobbando piatti che qualcuno si era preso la briga di cucinare. Era ora di cena, no? E poi, essere infantili non era ancora onorevole, e neppure di moda. (p. 17) *L'unico contributo di rilievo di Edward ai preparativi per le nozze fu un'astinenza di una settimana. (p.19) *Essendo domenica, non si era fatto la barba: Lionel non aveva una fede religiosa, anche se a scuola fingeva. Gli piaceva riservarsi quella mattina per sé. E non radersi la domenica, gesto eccentrico per un uomo della sua posizione, significava evitarsi deliberatamente ogni impegno sociale. (p. 59) *La contraddizione venne ora risolta grazie all'atto di nominare il fenomeno, grazie al potere che ha la parola di rendere l'inosservato visibile. (p. 60) *Lionel parve capire il cambiamento verificatosi dentro il silenzio di suo figlio. (p. 61) *La parola «[[adolescenza|teenager]]» era stata inventata da poco, e non gli passò mai per la testa che quella dolorosa, dolcissima sensazione di lontananza dal resto del mondo potesse provarla come lui anche qualcun altro. (p. 62) *Certe volte è imbarazzante scoprire che il corpo non vuole, o non sa mentire a proposito delle emozioni. Chi è mai riuscito, per ragioni di decoro, a rallentare un cuore che batte forte, o a ricacciare indietro un rossore? (p. 72) *Se pensava alle amiche, riconosceva nella propria esistenza un sapore unico e particolare: quello della solitudine. (p. 73) *In passato, Florence aveva conosciuto soltanto il brodo rassicurante di emozioni tiepide, la calda trapunta invernale di cortesia e fiducia reciproca. E ora, finalmente, ecco l'inizio di un desiderio, inconfondibile e ignoto, ma senz'altro suo, e su tutto, come sospeso al di sopra e alle spalle di lei, appena invisibile, il sollievo di scoprirsi esattamente come tutti gli altri (p.74) *Una libertà oscena, gioiosa, nuda, che nella sua fantasia si ergeva come un'immensa cattedrale spaziosa, magari in rovina, magari scoperchiata, spalancata verso la volta del cielo, nella quale lui e lei sarebbero ascesi in assenza di peso verso un poderoso abbraccio per perdersi, per annegare in ondate di purissima estasi dimentiche di tutto. Era talmente semplice! Come mai non vi si trovavano già, e invece stavano ancora seduti lì, intrappolati da tutte le cose che non sapevano dire, o che non osavano fare? <br/> E in che consisteva l'ostacolo? Nelle rispettive personalità unite al passato, a ignoranza e paura, timidezza, pruderie, mancanza di fiducia in se stessi, esperienza e disinvoltura, più qualche strascico di divieto religioso, l'educazione britannica e l'appartenenza di classe, la Storia insomma. Cosette di poco conto. (pp. 80-81) *[…] il comico è veleno puro per l’erotico. (p. 81) *Si sforzava di non pensare al futuro prossimo e nemmeno al passato, e immaginava di aggrapparsi a quell'attimo, all'inestimabile tempo presente, come un alpinista in arrampicata libera che prema forte la faccia contro la parete di roccia, paralizzato dalla paura. L'aria fresca le accarezzava le gambe nude. Lei intanto ascoltava le onde lontane, il grido dei gabbiani reali, e il fruscio di Edward che si spogliava. Il passato la travolse comunque, un passato confuso. (p. 83) *Florence si trovò a guardare dentro il buio cavernoso delle narici di lui, in una delle quali, la sinistra, scorse un pelo ritto come un uomo in preghiera davanti a una grotta, e vibrante a ogni sospiro. (p. 84) ==''Espiazione''== ===[[Incipit]]=== Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato locandine, programmi e biglietti, costruito il botteghino con un paravento sbilenco e foderato di carta rossa la cassetta dei soldi, era opera sua, frutto di due giornate di una creatività tanto burrascosa da farle saltare una colazione e un pranzo. Quando ebbe concluso i preparativi, non le restò altro da fare che contemplarne la stesura definitiva e aspettare di veder comparire i suoi cugini dal lontano nord. ===Citazioni=== *Ecco da cosa nasceva quella sua sensazione prossima alla felicità. Forse non era poi così debole come aveva sempre creduto; dopotutto, ci si misura rapportandosi agli altri, non esiste alternativa. Di quando in quando, in modo assolutamente involontario, arriva qualcuno e ti insegna qualcosa sul tuo conto. (p. 125) *Del resto, era probabilmente impossibile convincerla a rinunciare a un abito che le rendeva il passo tanto impacciato. Il raggiungimento dell'età adulta aveva parecchio a che fare con la disponibilità incondizionata ad accettare simili impedimenti fisici. (p. 129) *Aveva modi spontanei abbinati a una banalità intellettuale che si sforzava di spacciare per faticosa saggezza. (p. 153) *Erano i momenti di [[lucidità]] a tormentarlo. (p. 252) *Tutto quello che Fiona doveva fare era vivere, seguire la strada che aveva davanti e scoprire il proprio futuro. A Briony invece pareva che la sua vita si sarebbe svolta tutta in una stanza priva di porta. (p. 295) *Ecco l'occasione per affermare in pubblico tutta la sua intima angoscia, e per espiare il male che aveva commesso. Davanti all'altare di quella razionalissima chiesa. (p. 332) *Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo. (p. 380) ===[[Explicit]]=== Ho osservato il primo chiarore grigio rivelare i contorni del parco e dei ponti sul lago che non c'è più. E del viale lungo e stretto sul quale portarono via Robbie, nella luce bianca. Mi piace pensare che non sia debolezza né desiderio di fuga, ma un ultimo gesto di cortesia, una presa di posizione contro la dimenticanza e l'angoscia, permettere ai miei amanti di sopravvivere e vederli riuniti alla fine. Ho regalato loro la felicità, ma non sono stata tanto opportunista da consentire che mi perdonassero, non proprio, non ancora. E se avessi il potere di evocare la loro presenza alla mia festa di compleanno... Robbie e Cecilia, ancora vivi, ancora innamorati, seduti accanto in biblioteca, a sorridere delle Disavventure di Arabella? Non è escluso. Ora basta però, devo dormire. ==''Miele''== ===[[Incipit]]=== Mi chiamo Serena Frome (che fa rima con plume) e poco meno di quarant'anni fa mi mandarono in missione segreta per il British Security Service. Non ne sono tornata illesa. Mi scaricarono nel giro di diciotto mesi, dopo che ebbi screditato me e distrutto il mio amante, che pure non fu estraneo alla propria rovina. ===Citazioni=== *{{NDR|Serena inizia la sua carriera al MI5}} Sul retro c'era una tabella a due colonne. Una indicava la tua età fino ai 65 anni, l'altra il salario che a seconda dell'età avresti dovuto aspettarti di percepire. La guardai e mi riempì d'orrore. Lì dentro c'era tutta la mia vita. Avrei passato i successivi 35 anni a muovermi attraverso quella tabella. *Le mie esigenze erano elementari. Non badavo granché a tematiche o felicità di stile, e saltavo le descrizioni minute di tempo atmosferico, paesaggi e interni. Volevo personaggi in cui potessi credere, e volevo provare curiosità per ciò che avrebbero vissuto. In genere prediligevo quando la gente si innamorava e disamorava, ma nemmeno disdegnavo che si cimentasse con altro. Per quanto triviale, mi piaceva che prima della fine qualcuno dicesse «Sposami». I romanzi senza personaggi femminili erano un deserto privo di vita. Per Conrad non avevo alcuna considerazione, come per gran parte dei racconti di Kipling e Hemingway. Né mi impressionava la reputazione. Leggevo qualunque cosa mi capitasse a tiro. Romanzi a sensazione, alta letteratura e tutto ciò che stava nel mezzo: a ognuno riservavo lo stesso rude trattamento. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Amsterdam''=== Due ex amanti di Molly Lane aspettavano davanti alla cappella del crematorio dando le spalle al gelo di febbraio. Si erano già detti tutto, ma vollero ricominciare da capo.<ref name=incipit/> ===''Bambini nel tempo ''=== Da tempo ormai, tanto il governo quanto la maggioranza dei cittadini associavano mentalmente le sovvenzioni ai trasporti pubblici con la negazione della libertà individuale. ===''Il giardino di cemento''=== Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire. E se non fosse capitata in coincidenza con una pietra miliare nel mio sviluppo fisico, la sua morte sembrerebbe un fatto insignificante in confronto a quello che è successo dopo. Parlai di lui con le mie sorelle per tutta la settimana seguente al giorno in cui morì, e Sue di sicuro pianse un po' quando gli uomini dell'ambulanza lo rimboccarono in una vivace coperta rossa e lo portarono via. Era un uomo fragile, irascibile e ossessivo, con le mani e il viso giallastri. Includo qui la breve storia della sua morte solo per spiegare come mai le mie sorelle ed io ci trovammo con tanto cemento a nostra disposizione. ===''L'amore fatale''=== L'inizio è facile da individuare. Eravamo al sole, vicino a un cerro che ci proteggeva in parte da forti raffiche di vento. Io stavo inginocchiato sull'erba con un cavatappi in mano, e Clarissa mi porgeva la bottiglia – un Dumas Gassac del 1987. L'isante fu quello, quella la bandierina sulla mappa del tempo: tesi la mano e, nel momento in cui il collo freddo e la stagnola nera mi sfioravnao la pelle, udimmo le grida di un uomo. L'attimo dopo, correvo in quella direzione. Si trattò di un rivolgimento assoluto: non ricordo di aver lasciato cadere il cavatappi, né di essermi alzato, di aver preso una decisione, né di aver sentito la raccomandazione che Clarissa mi rivolse. Che idiozia, lanciarmi dentro questa storia e i suoi labirinti, allontanandomi di volata dalla nostra felicità, tra l'erba tenera di primavera accanto al cerro. Un altro grido e l'urlo del bambino, affievolito dal vento che spazzava le chiome alte degli alberi lungo le siepi. Accelerai la mia corsa. A quel punto, improvvisamente, da angolazioni diverse del prato, altri quattro uomini stavano convergendo sul luogo dell'incidente, correndo come me. ===''Lettera a Berlino''=== Fu il tenente Lofting a dominare l’incontro. «Ascolti Marnham. Lei è appena arrivato e non si vede come potrebbe essere al corrente della situazione. Il problema qui non sono né i Russi né i Tedeschi. E neppure i Francesi. Sono gli Americani. Non capiscono niente. E quel che è peggio, si rifiutano di imparare, non vogliono aggiornarsi. Sono fatti così.»<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Quello che possiamo sapere''=== Il 20 maggio 2119 presi il traghetto nella notte da Port Marlborough e nel tardo pomeriggio arrivai al piccolo attracco nei pressi di Maentwrog-under-Sea che serve la biblioteca Bodleiana nella Snowdonia. Era una giornata primaverile tiepida e senza vento e il viaggio era stato tranquillo, anche se, come è facile immaginare, dormire seduti su una panca in doghe di legno è un supplizio. Percorsi le due miglia del pittoresco tragitto che conduce alla funicolare a propulsione idrica e forza di gravità. Si unirono a me quattro utenti della biblioteca con i quali chiacchierai del più e del meno mentre venivamo trasportati a un migliaio di piedi su per il monte, nella scricchiolante cabina in legno lucido di quercia. Cenai da solo nel refettorio della biblioteca, poi chiamai la mia amica e collega Rose Church per informarla che ero arrivato sano e salvo. Quella notte riposai bene nella mia stanza monacale. A differenza di quanto era accaduto durante la mia prima visita, dover condividere il bagno con altre sette persone non mi diede fastidio. == Note == <references /> ==Bibliografia== *Ian McEwan, ''Bambini nel tempo'', traduzione di Susanna Basso, La biblioteca di Repubblica, 2002. ISBN 8481305464 *Ian McEwan, ''Cani neri'' (''Black Dogs''), traduzione di Susanna Basso, CDE, Milano, 1993. *Ian McEwan, ''Chesil Beach'' (2007), traduzione di S. Basso, Einaudi, 2007. ISBN 9788806188702. *Ian McEwan, ''Espiazione'' (2001), traduzione di S. Basso, Einaudi, 2003. ISBN 8806164767. *Ian McEwan, ''Il giardino di cemento'', traduzione di Stefania Bertola, Einaudi, 1994. *Ian McEwan, ''L'amore fatale'', traduzione di Susanna Basso, Einaudi, Torino, 1997. ISBN 8806146602 *Ian McEwan, ''Miele'', traduzione Maurizia Balmelli, Torino, Einaudi, 2012, ISBN 88-06-21405-5. *Ian McEwan, ''Quello che possiamo sapere'', traduzione di Susanna Basso, Einaudi Supercoralli, Torino, 2025. ISBN 880626915-9 ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'amore fatale (romanzo)|''L'amore fatale''|(1997)}} {{Pedia|Espiazione (romanzo)|''Espiazione''|(2002)}} {{Pedia|Sabato (romanzo)|''Sabato''|(2005)}} {{Pedia|Chesil Beach (romanzo)|''Chesil Beach''|(2007)}} {{Pedia|Miele (romanzo)|''Miele''|(2012)}} {{DEFAULTSORT:McEwan, Ian}} [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Scrittori britannici]] 7svzyfrcp9pp1n24opehu9lx3zckpki Anne Dickson 0 5861 1429831 1429789 2026-10-17T17:01:36Z Udiki 86035 Ripristino l'incipit rispettoso delle convenzioni e aggiungo sezione "Note". @[[utente:Alpa1947000|Alpa1947000]] Quando si cita il testo in inglese, che in effetti è necessario, bisogna farlo nella forma spiegata in [[WQ:TT]], secondo esempio 1429831 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' (1928 – vivente), politica britannica. <!-- en.wikipedia.org riporta nord-irlandese --> ==Senza fonte== {{senza fonte}} *Dipendere da una qualsiasi forma di approvazione è come una [[schiavitù]] che diventa ben presto un'abitudine ed è terribilmente difficile da vincere.<ref>In Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, Chapter 5, p. 23. Testo originale: ''«This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.»''</ref> *Iniziate sommessamente, siatene felici, e cominciate a costruire.<ref>Anne Dickson, A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You, 1982, Chapter 3, pp. 12-13. Concetto originale: «Start with the easiest first... build up your self-confidence.»</ref> *La paura della [[solitudine]] impedisce di entrare completamente in contatto con il proprio [[potere]] personale.<ref>Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, pp. 94, 96, 100. La frase in italiano è una sintesi concettuale dell'opera che unisce le espressioni originali dell'autrice: il timore dell'isolamento (''«anxiety»'' e ''«feeling lonely»'') che frena l'azione (''«holds us back»'', p. 94) blocca la capacità di essere in contatto (''«being in touch»'', p. 100) con la propria forza interiore (''«personal power»'', pp. 94, 96).</ref> *La [[sesso|sessualità]] è una componente fondamentale del nostro essere, anche nei momenti in cui non esercitiamo alcuna attività sessuale. *Momenti di solitudine totale sono vitali per il proprio benessere almeno quanto il sonno. *Può sempre succedere di dare troppo agli altri, per quanto lo si faccia con [[amore]], cura e attenzione. *Quando qualcuno si offre con sincerità di darci una mano, accettiamo volentieri, anche se l'[[aiuto]] non si presenta come vorremmo. *Ridiamo quando ne abbiamo voglia, e non per sentirci uguali agli altri. *Si può godere dell'attrazione sessuale verso un'altra persona senza per questo sentirsi costretti a fare qualcosa in proposito. *Solo l'amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto. *Solo perché ci troviamo in minoranza non vuole per forza dire che abbiamo torto. *Una [[vita]] trascorsa cercando continuamente di ottenere l'approvazione degli altri è come una vita passata in prigione. *Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anne Dickson|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Scrittori britannici]] r5vzzjn9k9f8bg90dlqucefa67jk888 1429832 1429831 2026-10-17T17:50:41Z Alpa1947000 101656 /* Senza fonte */ 1429832 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' (1928 – vivente), politica britannica. <!-- en.wikipedia.org riporta nord-irlandese --> ==Senza fonte== {{senza fonte}} *Dipendere da una qualsiasi forma di approvazione è come una [[schiavitù]] che diventa ben presto un'abitudine ed è terribilmente difficile da vincere.<ref>In Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, Chapter 5, p. 23. Testo originale: ''«This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.»''</ref> *Iniziate sommessamente, siatene felici, e cominciate a costruire.<ref>Anne Dickson, A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You, 1982, Chapter 3, pp. 12-13. Concetto originale: «Start with the easiest first... build up your self-confidence.»</ref> *La paura della [[solitudine]] impedisce di entrare completamente in contatto con il proprio [[potere]] personale.<ref>Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, pp. 94, 96, 100. La frase in italiano è una sintesi concettuale dell'opera che unisce le espressioni originali dell'autrice: il timore dell'isolamento (''«anxiety»'' e ''«feeling lonely»'') che frena l'azione (''«holds us back»'', p. 94) blocca la capacità di essere in contatto (''«being in touch»'', p. 100) con la propria forza interiore (''«personal power»'', pp. 94, 96).</ref> *La [[sesso|sessualità]] è una componente fondamentale del nostro essere, anche nei momenti in cui non esercitiamo alcuna attività sessuale.<ref>La formulazione italiana, ampiamente diffusa in repertori di aforismi e testi di psicologia, costituisce in realtà una sintesi rielaborata di due diversi passaggi dell'opera originale: Anne Dickson, ''The Mirror Within. A New Look at Sexuality'', London, Quartet Books, 1985. Cfr. p. 2 (Capitolo 1, ''Introduction''): «[...] we lose sight of the fact that sexuality is an important aspect of self expression» [perdiamo di vista il fatto che la sessualità è un aspetto importante dell'espressione di sé] e p. 21 (Capitolo 3, ''Close-up''): «[...] simply because it is obvious that they don’t have a sexual relationship» [...semplicemente perché è ovvio che non hanno una relazione sessuale].</ref> *Momenti di solitudine totale sono vitali per il proprio benessere almeno quanto il sonno. *Può sempre succedere di dare troppo agli altri, per quanto lo si faccia con [[amore]], cura e attenzione. *Quando qualcuno si offre con sincerità di darci una mano, accettiamo volentieri, anche se l'[[aiuto]] non si presenta come vorremmo. *Ridiamo quando ne abbiamo voglia, e non per sentirci uguali agli altri. *Si può godere dell'attrazione sessuale verso un'altra persona senza per questo sentirsi costretti a fare qualcosa in proposito. *Solo l'amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto. *Solo perché ci troviamo in minoranza non vuole per forza dire che abbiamo torto. *Una [[vita]] trascorsa cercando continuamente di ottenere l'approvazione degli altri è come una vita passata in prigione. *Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anne Dickson|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 2t71n3kewclk31p5x2czboc4y23l366 1429833 1429832 2026-10-17T18:02:31Z Alpa1947000 101656 Correzione bio, anno di nascita e professione dell'autrice. 1429833 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' (1946 – vivente), psicologa e scrittrice britannica. <!-- en.wikipedia.org riporta nord-irlandese --> ==Senza fonte== {{senza fonte}} *Dipendere da una qualsiasi forma di approvazione è come una [[schiavitù]] che diventa ben presto un'abitudine ed è terribilmente difficile da vincere.<ref>In Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, Chapter 5, p. 23. Testo originale: ''«This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.»''</ref> *Iniziate sommessamente, siatene felici, e cominciate a costruire.<ref>Anne Dickson, A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You, 1982, Chapter 3, pp. 12-13. Concetto originale: «Start with the easiest first... build up your self-confidence.»</ref> *La paura della [[solitudine]] impedisce di entrare completamente in contatto con il proprio [[potere]] personale.<ref>Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, pp. 94, 96, 100. La frase in italiano è una sintesi concettuale dell'opera che unisce le espressioni originali dell'autrice: il timore dell'isolamento (''«anxiety»'' e ''«feeling lonely»'') che frena l'azione (''«holds us back»'', p. 94) blocca la capacità di essere in contatto (''«being in touch»'', p. 100) con la propria forza interiore (''«personal power»'', pp. 94, 96).</ref> *La [[sesso|sessualità]] è una componente fondamentale del nostro essere, anche nei momenti in cui non esercitiamo alcuna attività sessuale.<ref>La formulazione italiana, ampiamente diffusa in repertori di aforismi e testi di psicologia, costituisce in realtà una sintesi rielaborata di due diversi passaggi dell'opera originale: Anne Dickson, ''The Mirror Within. A New Look at Sexuality'', London, Quartet Books, 1985. Cfr. p. 2 (Capitolo 1, ''Introduction''): «[...] we lose sight of the fact that sexuality is an important aspect of self expression» [perdiamo di vista il fatto che la sessualità è un aspetto importante dell'espressione di sé] e p. 21 (Capitolo 3, ''Close-up''): «[...] simply because it is obvious that they don’t have a sexual relationship» [...semplicemente perché è ovvio che non hanno una relazione sessuale].</ref> *Momenti di solitudine totale sono vitali per il proprio benessere almeno quanto il sonno. *Può sempre succedere di dare troppo agli altri, per quanto lo si faccia con [[amore]], cura e attenzione. *Quando qualcuno si offre con sincerità di darci una mano, accettiamo volentieri, anche se l'[[aiuto]] non si presenta come vorremmo. *Ridiamo quando ne abbiamo voglia, e non per sentirci uguali agli altri. *Si può godere dell'attrazione sessuale verso un'altra persona senza per questo sentirsi costretti a fare qualcosa in proposito. *Solo l'amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto. *Solo perché ci troviamo in minoranza non vuole per forza dire che abbiamo torto. *Una [[vita]] trascorsa cercando continuamente di ottenere l'approvazione degli altri è come una vita passata in prigione. *Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anne Dickson|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 0gu8zyv5k7jsey8z8575uiofvjlk1nr 1429840 1429833 2026-10-17T20:27:10Z Udiki 86035 Se non è la politica di cui si parla nell'articolo di Wikipedia, allora questo non va linkato 1429840 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' (1946 – vivente), psicologa e scrittrice britannica. ==Senza fonte== {{senza fonte}} *Dipendere da una qualsiasi forma di approvazione è come una [[schiavitù]] che diventa ben presto un'abitudine ed è terribilmente difficile da vincere.<ref>In Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, Chapter 5, p. 23. Testo originale: ''«This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.»''</ref> *Iniziate sommessamente, siatene felici, e cominciate a costruire.<ref>Anne Dickson, A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You, 1982, Chapter 3, pp. 12-13. Concetto originale: «Start with the easiest first... build up your self-confidence.»</ref> *La paura della [[solitudine]] impedisce di entrare completamente in contatto con il proprio [[potere]] personale.<ref>Anne Dickson, ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, pp. 94, 96, 100. La frase in italiano è una sintesi concettuale dell'opera che unisce le espressioni originali dell'autrice: il timore dell'isolamento (''«anxiety»'' e ''«feeling lonely»'') che frena l'azione (''«holds us back»'', p. 94) blocca la capacità di essere in contatto (''«being in touch»'', p. 100) con la propria forza interiore (''«personal power»'', pp. 94, 96).</ref> *La [[sesso|sessualità]] è una componente fondamentale del nostro essere, anche nei momenti in cui non esercitiamo alcuna attività sessuale.<ref>La formulazione italiana, ampiamente diffusa in repertori di aforismi e testi di psicologia, costituisce in realtà una sintesi rielaborata di due diversi passaggi dell'opera originale: Anne Dickson, ''The Mirror Within. A New Look at Sexuality'', London, Quartet Books, 1985. Cfr. p. 2 (Capitolo 1, ''Introduction''): «[...] we lose sight of the fact that sexuality is an important aspect of self expression» [perdiamo di vista il fatto che la sessualità è un aspetto importante dell'espressione di sé] e p. 21 (Capitolo 3, ''Close-up''): «[...] simply because it is obvious that they don’t have a sexual relationship» [...semplicemente perché è ovvio che non hanno una relazione sessuale].</ref> *Momenti di solitudine totale sono vitali per il proprio benessere almeno quanto il sonno. *Può sempre succedere di dare troppo agli altri, per quanto lo si faccia con [[amore]], cura e attenzione. *Quando qualcuno si offre con sincerità di darci una mano, accettiamo volentieri, anche se l'[[aiuto]] non si presenta come vorremmo. *Ridiamo quando ne abbiamo voglia, e non per sentirci uguali agli altri. *Si può godere dell'attrazione sessuale verso un'altra persona senza per questo sentirsi costretti a fare qualcosa in proposito. *Solo l'amore che non è incondizionato è cieco: il vero amore ci permette di vedere e amare nonostante tutto. *Solo perché ci troviamo in minoranza non vuole per forza dire che abbiamo torto. *Una [[vita]] trascorsa cercando continuamente di ottenere l'approvazione degli altri è come una vita passata in prigione. *Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza. ==Note== <references /> {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Psicologi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] 7fyalz2a5ub8crcnzjtboop8ywhuknk 1429842 1429840 2026-10-17T20:43:31Z Udiki 86035 Sposto le citazioni senza fonte in discussione, elimino tre citazioni che erano un miscuglio di brani che andrebbero riportati ognuno per conto suo, sistemo le due citazioni superstiti 1429842 wikitext text/x-wiki '''Anne Dickson''' (1946 – vivente), psicologa e scrittrice britannica. ==Citazioni di Anne Dickson== *Iniziate dapprima con ciò che è più facile... costruite la fiducia in voi stessi. :''Start with the easiest first... build up your self-confidence.''<ref>Da ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, capitolo 3, pp. 12-13.</ref> *Questa dipendenza e bisogno di approvazione è menomante, e ci vuole coraggio per scrollarla. :''This dependence and need for approval is crippling, and it takes courage to shake it.''<ref>Da ''A Woman in Your Own Right: Assertiveness and You'', 1982, capitolo 5, p. 23.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Dickson, Anne}} [[Categoria:Psicologi britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] fb3sv218yzxx2h1m8o7y6bedozwqwez Wisława Szymborska 0 6291 1429839 1429786 2026-10-17T20:22:27Z Simonsegni 106283 [[Claudio Bartocci]] 1429839 wikitext text/x-wiki [[File:Szymborska.jpg|thumb|Wisława Szymborska nel 2005]] {{Premio|Nobel|la letteratura ('''1996''')}} {{indicedx}} '''Wisława Szymborska''' (1923 – 2012), poetessa e saggista polacca. ==Citazioni di Wisława Szymborska== *''Coerente è la [[cipolla]], | riuscita è la cipolla. | Nell'una ecco sta l'altra, | nella maggiore la minore, | nella seguente la successiva, | cioè la terza e la quarta. | Una centripeta fuga. | Un'eco in coro composta.''<ref name="cipolla">Da ''La cipolla''; in ''Grande numero. Testo polacco a fronte'', a cura di P. Marchesani, Libri Scheiwiller, 2009, [https://books.google.it/books?id=ApAGGU8u5CcC&pg=PT9 p. 9]. ISBN 8876445870</ref> *''Devo molto | a quelli che non amo. | Il sollievo con cui accetto | che siano più vicini a un altro. || La gioia di non essere io | il lupo dei loro agnelli. || Mi sento in pace con loro | e in libertà con loro, | e questo l'[[amore]] non può darlo, | né riesce a toglierlo.''<ref>Da ''Ringraziamento''.</ref> *''Giorno afoso, una cuccia e un cane alla [[catena]]. | Poco più in là una ciotola ricolma d'acqua. | Ma la catena è corta e il cane non ci arriva. | Aggiungiamo al quadretto ancora un elemento: | le nostre sono molto più lunghe | e meno visibili catene | che ci fanno passare accanto disinvolti.''<ref>Da ''Basta così'', Adelphi, Milano, 2012; citato nel [http://www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/articoli/ContentItem-2c15b9c8-250a-40b4-83e4-47b891d83ee7.html sito] della trasmissione ''Con parole mie'' di Radio 1.</ref> *''Ho dei nomi da darvi: | acero, bardana, epatica | erica, [[ginepro]], vischio, nontiscordardimé, | ma voi per me non ne avete nessuno.'' <ref>Da ''Il silenzio delle piante''; in ''Attimo'', a cura di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, Milano, 2007, p. 33. ISBN 978-88-7644-409-8</ref> *''La [[cipolla]], d'accordo: | il più bel ventre del mondo. | A propria lode di aureole | da sé si avvolge in tondo. | In noi – grasso, nervi, vene, | muchi e secrezione. | E a noi resta negata | l'idiozia della perfezione.''<ref name=cipolla/> *''La [[cipolla]] è un'altra cosa. | Interiora non ne ha. | Completamente cipolla | fino alla cipollità. | Cipolluta di fuori, | cipollosa fino al cuore, | potrebbe guardarsi dentro | senza provare timore.''<ref name=cipolla/> *''Nulla è cambiato. | Il corpo trema, come tremava | prima e dopo la fondazione di Roma, | nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo, | le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola | e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.''<ref>Da ''Torture'', in ''Elogio dei sogni'', RCS, 2011, pp. 144-145.</ref> *''Preferisco il [[ridicolo]] di scrivere [[poesia|poesie]] | al ridicolo di non scriverne.''<ref>Da ''Possibilità'', in ''Gente sul ponte'', traduzione di Pietro Marchesani, Scheiwiller, 2009².</ref> *''Li amavo. | Ma amavo dall'alto. | Da sopra la vita. | Dal futuro. Dove è sempre vuoto | e da dove nulla è più facile del vedere la morte. | Mi dispiace che la mia voce fosse dura. | Guardatevi dall'alto delle stelle – gridavo – | guardatevi dall'alto delle stelle.| Sentivano e abbassavano gli occhi. || Vivevano nella vita. | Permeati da un grande vento. | Con sorti già decise. | Fin dalla nascita in corpi da commiato. | Ma c'era in loro un'umida speranza, | una fiammella nutrita del proprio luccichio. | Loro sapevano cos'è davvero un istante, | oh, almeno uno, uno qualunque | prima di – || È andata come dicevo io. | Però non ne viene nulla. | E questa è la mia veste bruciacchiata. | E questo è il mio ciarpame di profeta. | E questo è il mio viso stravolto. | Un viso che non sapeva di poter essere bello.''<ref>Da ''Monologo per [[Cassandra (mitologia)|Cassandra]]'', in ''Uno spasso'', traduzione e cura di Pietro Marchesani, Scheiwiller, Milano, 2009, [https://books.google.it/books?id=XMgcRujlBoQC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT51&dq=&pg=PT51#v=onepage&q&f=false pp. 51-53]. ISBN 978-88-7644-585-9</ref> ===[[Riflessione|Riflessioni]]=== *Non ho difficoltà a immaginare un'antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il [[teorema di Pitagora]]. Perché no? Lí c'è quella folgorazione che è connaturata alla grande poesia, e una forma sapientemente ridotta ai termini più indispensabili, e una grazia che non a tutti i poeti è stata concessa.<ref>Da ''Letture facoltative'', Adelphi, Milano, 2006, p. 209; citato in ''Racconti matematici'', a cura di [[Claudio Bartocci]], Einaudi, Torino, 2006, p. XXVIII. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> ==''25 poesie''== ===[[Incipit]]=== <poem>Hanno scoperto una nuova [[stella]], ma non vuol dire che vi sia più luce e qualcosa che prima mancava.<ref>Da ''Eccesso''; 1998.</ref></poem> ===Citazioni=== *''Lo chiamiamo granello di sabbia. | Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia | Fa a meno di nome | generale, individuale, | instabile, stabile, | scorretto o corretto.'' (da ''Vista con granello di sabbia''; 1998) *''Ti togli, ci togliamo, vi togliete | cappotti, giacche, gilè, camicette | di lana, di cotone, di terital, | gonne, calzoni, calze, biancheria, | posando, appendendo, gettando su | schienali di sedie, ante di paraventi.'' (da ''Vestiario''; 1998) *''Non si intende di scherzi, | stelle, ponti, | tessitura, miniere, lavoro dei campi, | costruzione di navi e cottura di dolci.'' (da ''Sulla morte senza esagerare''; 1998) *''Hanno scritto nel marmo a lettere d'oro: | Qui abitò lavorò e morì un grande uomo. | Questi viottoli li ha cosparsi di ghiaia lui. | Questa panchina – non toccare – l'ha scolpita lui. | E – attenzione, tre gradini – entriamo dentro.'' (da ''La casa d'un grande uomo''; 1998) *''In una pensione di montagna andrebbe, | nella sala da pranzo scenderebbe, | i quattro abeti di ramo in ramo, | senza scuoterne la neve fresca, | dal tavolino accanto alla finestra guarderebbe.'' (da ''In pieno giorno''; 1998) *''Non arrivavano in molti fino a [[trentenne|trent'anni]]. | La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre. | L'infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo. | Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere | prima che tramontasse il sole, | prima che cadesse la neve.'' (da ''La breve vita dei nostri antenati''; 1998) *''E chi è questo pupo in vestina? | Ma è Adolfino, il figlio dei signori Hitler! | Diventerà forse un dottore in legge | o un tenore dell'opera di Vienna? | Di chi è questa manina, di chi, e gli occhietti, il nasino? | Di chi il pancino pieno di latte, ancora non si sa: | d'un tipografo, d'un mercante, d'un prete? | Dove andranno queste buffe gambette, dove? | Al giardinetto, a scuola, in ufficio, alle nozze | magari con la figlia del sindaco?'' (da ''La prima fotografia di Hitler''; 1998) *''Doveva essere migliore degli altri il nostro XX secolo. | Non farà più in tempo a dimostrarlo, | ha gli anni contati, | il passo malfermo, | il fiato corto.'' (da ''Scorcio di secolo''; 1998) *''Siamo figli dell'[[epoca]], | l'epoca è politica. | Tutte le tue, nostre, vostre | faccende diurne, notturne | sono faccende politiche.'' (da ''Figli dell'epoca''; 1998) *''Cos'è necessario? | E necessario scrivere una domanda, | e alla domanda allegare il [[curriculum vitae|curriculum]]. | A prescindere da quanto si è vissuto | il curriculum dovrebbe essere breve.'' (da ''Scrivere il curriculum''; 1998) *''Non c'è dissolutezza peggiore del [[pensiero|pensare]]. | Questa licenza si moltiplica come gramigna | su un'aiuola per le margheritine.'' (da ''Un parere in merito alla pornografia''; 1998) *''Alla nascita d'un bimbo | il mondo non è mai pronto.'' (da ''Un racconto iniziato''; 1998) *''Preferisco il cinema. | Preferisco i gatti. | Preferisco le querce sul fiume Warta. | Preferisco [[Charles Dickens|Dickens]] a [[Fëdor Michajlovič Dostoevskij|Dostoevskij]].'' (da ''Possibilità''; 1998) *''Strano pianeta e strana la gente che lo abita. | Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo. | Hanno modi per esprimere la loro protesta. | Fanno quadretti, ad esempio questo''. (da ''Gente sul ponte''; 1998) *''Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero, | sulla sponda d'un fiume | in un mattino assolato. | È un evento futile | e non passerà alla storia. | Non si tratta di battaglie e patti | di cui si studiano le cause, | né di tirannicidi degni di memoria.'' (da ''Non occorre titolo''; 1998) *''Ad alcuni – | cioè non a tutti. | E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. | Senza contare le scuole, dove è un obbligo, | e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille.'' (da ''Ad alcuni piace la poesia''; 1998) *''Dopo ogni guerra | c'è chi deve ripulire. | In fondo un po' d'ordine | da solo non si fa.'' (da ''La fine e l'inizio''; 1998) *''Guardate com'è sempre efficiente, | come si mantiene in forma | nel nostro secolo l'odio. | Con quanta facilità supera gli ostacoli. | Come gli è facile avventarsi, agguantare.'' (da ''L'odio''; 1998) *''La veglia non svanisce | come svaniscono i sogni. | Nessun brusio, nessun campanello | la scaccia, | nessun grido né fracasso | può strapparci da essa.'' (da ''La veglia''; 1998) *''Morire – questo a un gatto non si fa. | Perché cosa può fare il gatto | in un appartamento vuoto? | Arrampicarsi sulle pareti. | Strofinarsi contro i mobili. | Qui niente sembra cambiato, | eppure tutto è mutato. | Niente sembra spostato, | eppure tutto è fuori posto. | E la sera la lampada non brilla più.'' (da ''Il gatto di un appartamento vuoto''; 1998) *''Non ce l'ho con la primavera | perché è tornata. | Non la incolpo | perché adempie come ogni anno | ai suoi doveri.'' (da ''Addio a una vista''; 1998) *''Sono entrambi convinti | che un sentimento improvviso li unì. | È bella una tale certezza | ma l'[[incertezza]] è più bella.'' (da ''Amore a prima vista''; 1998) *''Forse tutto questo | avviene in un [[laboratorio]]? | Sotto una sola lampada di giorno | e miliardi di lampade la notte?'' (da ''Forse tutto questo''; 1998) *''Nulla è in regalo, tutto è in prestito. | Sono indebitata fino al collo. | Sarò costretta a pagare per me | con me stessa, | a rendere la vita in cambio della vita.'' (da ''Nulla è in regalo!''; 1998) *''Ascolta | come mi batte forte il tuo cuore.'' (da ''Ogni caso'') *''Non c'è vita | che almeno per un attimo | non sia immortale.'' (da ''Sulla morte, senza esagerare'') ==Citazioni su Wislawa Szymborska== *Sua caratteristica rimane la capacità di coniugare la densità della riflessione intellettuale con uno straordinario senso della lievità, della misura e dell'ironia, insieme a quella di interrogarsi sui grandi temi dell'esistere – l'altro, la vita, l'amore, la morte – calandosi nella concretezza delle cose, dei sentimenti e delle situazioni. ([[Pietro Marchesani]]) *Un giorno, una ventina di anni fa, ero a Cracovia nel solito caffè dove mi vedevo con gli amici. A un certo punto vedo seduta in un piccolo tavolino proprio lei, Wislawa Szymborska. Per timidezza e per la grande emozione ho fatto finta di non riconoscerla. Pur amandola molto non volevo disturbarla. Dopo un po' ho sentito una mano sulla spalla, era lei che si veniva a presentare. Non è incredibile? Io allora ero ancora una giovane scrittrice e lei si avvicinava per conoscermi. Mi disse: Olga voglio congratularmi con te per i tuoi libri. ([[Olga Tokarczuk]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Wisława Szymborska, ''25 poesie'', traduzione di Pietro Marchesani, Mondadori, 1998. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Szymborska, Wisława}} [[Categoria:Poeti polacchi]] [[Categoria:Premi Nobel]] [[Categoria:Saggisti polacchi]] cn2j814p4ml3zmaufa08eh8afkt4bji 1429846 1429839 2026-10-17T20:56:55Z Udiki 86035 1429846 wikitext text/x-wiki [[File:Szymborska.jpg|thumb|Wisława Szymborska nel 2005]] {{Premio|Nobel|la letteratura ('''1996''')}} '''Wisława Szymborska''' (1923 – 2012), poetessa e saggista polacca. ==Citazioni di Wisława Szymborska== *''Coerente è la [[cipolla]], | riuscita è la cipolla. | Nell'una ecco sta l'altra, | nella maggiore la minore, | nella seguente la successiva, | cioè la terza e la quarta. | Una centripeta fuga. | Un'eco in coro composta.''<ref name="cipolla">Da ''La cipolla''; in ''Grande numero. Testo polacco a fronte'', a cura di P. Marchesani, Libri Scheiwiller, 2009, [https://books.google.it/books?id=ApAGGU8u5CcC&pg=PT9 p. 9]. ISBN 8876445870</ref> *''Devo molto | a quelli che non amo. | Il sollievo con cui accetto | che siano più vicini a un altro. || La gioia di non essere io | il lupo dei loro agnelli. || Mi sento in pace con loro | e in libertà con loro, | e questo l'[[amore]] non può darlo, | né riesce a toglierlo.''<ref>Da ''Ringraziamento''.</ref> *''Giorno afoso, una cuccia e un cane alla [[catena]]. | Poco più in là una ciotola ricolma d'acqua. | Ma la catena è corta e il cane non ci arriva. | Aggiungiamo al quadretto ancora un elemento: | le nostre sono molto più lunghe | e meno visibili catene | che ci fanno passare accanto disinvolti.''<ref>Da ''Basta così'', Adelphi, Milano, 2012; citato nel [http://www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/articoli/ContentItem-2c15b9c8-250a-40b4-83e4-47b891d83ee7.html sito] della trasmissione ''Con parole mie'' di Radio 1.</ref> *''Ho dei nomi da darvi: | acero, bardana, epatica | erica, [[ginepro]], vischio, nontiscordardimé, | ma voi per me non ne avete nessuno.'' <ref>Da ''Il silenzio delle piante''; in ''Attimo'', a cura di Pietro Marchesani, Libri Scheiwiller, Milano, 2007, p. 33. ISBN 978-88-7644-409-8</ref> *''La [[cipolla]], d'accordo: | il più bel ventre del mondo. | A propria lode di aureole | da sé si avvolge in tondo. | In noi – grasso, nervi, vene, | muchi e secrezione. | E a noi resta negata | l'idiozia della perfezione.''<ref name=cipolla/> *''La [[cipolla]] è un'altra cosa. | Interiora non ne ha. | Completamente cipolla | fino alla cipollità. | Cipolluta di fuori, | cipollosa fino al cuore, | potrebbe guardarsi dentro | senza provare timore.''<ref name=cipolla/> *Non ho difficoltà a immaginare un'antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il [[teorema di Pitagora]]. Perché no? Lí c'è quella folgorazione che è connaturata alla grande poesia, e una forma sapientemente ridotta ai termini più indispensabili, e una grazia che non a tutti i poeti è stata concessa.<ref>Da ''Letture facoltative'', Adelphi, Milano, 2006, p. 209; citato in [[Claudio Bartocci]], introduzione ad AA.VV., ''Racconti matematici'', Einaudi, Torino, 2006, p. XXVIII. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> *''Nulla è cambiato. | Il corpo trema, come tremava | prima e dopo la fondazione di Roma, | nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo, | le torture c'erano, e ci sono, solo la terra è più piccola | e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.''<ref>Da ''Torture'', in ''Elogio dei sogni'', RCS, 2011, pp. 144-145.</ref> *''Preferisco il [[ridicolo]] di scrivere [[poesia|poesie]] | al ridicolo di non scriverne.''<ref>Da ''Possibilità'', in ''Gente sul ponte'', traduzione di Pietro Marchesani, Scheiwiller, 2009².</ref> *''Li amavo. | Ma amavo dall'alto. | Da sopra la vita. | Dal futuro. Dove è sempre vuoto | e da dove nulla è più facile del vedere la morte. | Mi dispiace che la mia voce fosse dura. | Guardatevi dall'alto delle stelle – gridavo – | guardatevi dall'alto delle stelle.| Sentivano e abbassavano gli occhi. || Vivevano nella vita. | Permeati da un grande vento. | Con sorti già decise. | Fin dalla nascita in corpi da commiato. | Ma c'era in loro un'umida speranza, | una fiammella nutrita del proprio luccichio. | Loro sapevano cos'è davvero un istante, | oh, almeno uno, uno qualunque | prima di – || È andata come dicevo io. | Però non ne viene nulla. | E questa è la mia veste bruciacchiata. | E questo è il mio ciarpame di profeta. | E questo è il mio viso stravolto. | Un viso che non sapeva di poter essere bello.''<ref>Da ''Monologo per [[Cassandra (mitologia)|Cassandra]]'', in ''Uno spasso'', traduzione e cura di Pietro Marchesani, Scheiwiller, Milano, 2009, [https://books.google.it/books?id=XMgcRujlBoQC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT51&dq=&pg=PT51#v=onepage&q&f=false pp. 51-53]. ISBN 978-88-7644-585-9</ref> ==''25 poesie''== ===[[Incipit]]=== <poem>Hanno scoperto una nuova [[stella]], ma non vuol dire che vi sia più luce e qualcosa che prima mancava.<ref>Da ''Eccesso''; 1998.</ref></poem> ===Citazioni=== *''Lo chiamiamo granello di sabbia. | Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia | Fa a meno di nome | generale, individuale, | instabile, stabile, | scorretto o corretto.'' (da ''Vista con granello di sabbia''; 1998) *''Ti togli, ci togliamo, vi togliete | cappotti, giacche, gilè, camicette | di lana, di cotone, di terital, | gonne, calzoni, calze, biancheria, | posando, appendendo, gettando su | schienali di sedie, ante di paraventi.'' (da ''Vestiario''; 1998) *''Non si intende di scherzi, | stelle, ponti, | tessitura, miniere, lavoro dei campi, | costruzione di navi e cottura di dolci.'' (da ''Sulla morte senza esagerare''; 1998) *''Hanno scritto nel marmo a lettere d'oro: | Qui abitò lavorò e morì un grande uomo. | Questi viottoli li ha cosparsi di ghiaia lui. | Questa panchina – non toccare – l'ha scolpita lui. | E – attenzione, tre gradini – entriamo dentro.'' (da ''La casa d'un grande uomo''; 1998) *''In una pensione di montagna andrebbe, | nella sala da pranzo scenderebbe, | i quattro abeti di ramo in ramo, | senza scuoterne la neve fresca, | dal tavolino accanto alla finestra guarderebbe.'' (da ''In pieno giorno''; 1998) *''Non arrivavano in molti fino a [[trentenne|trent'anni]]. | La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre. | L'infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo. | Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere | prima che tramontasse il sole, | prima che cadesse la neve.'' (da ''La breve vita dei nostri antenati''; 1998) *''E chi è questo pupo in vestina? | Ma è Adolfino, il figlio dei signori Hitler! | Diventerà forse un dottore in legge | o un tenore dell'opera di Vienna? | Di chi è questa manina, di chi, e gli occhietti, il nasino? | Di chi il pancino pieno di latte, ancora non si sa: | d'un tipografo, d'un mercante, d'un prete? | Dove andranno queste buffe gambette, dove? | Al giardinetto, a scuola, in ufficio, alle nozze | magari con la figlia del sindaco?'' (da ''La prima fotografia di Hitler''; 1998) *''Doveva essere migliore degli altri il nostro XX secolo. | Non farà più in tempo a dimostrarlo, | ha gli anni contati, | il passo malfermo, | il fiato corto.'' (da ''Scorcio di secolo''; 1998) *''Siamo figli dell'[[epoca]], | l'epoca è politica. | Tutte le tue, nostre, vostre | faccende diurne, notturne | sono faccende politiche.'' (da ''Figli dell'epoca''; 1998) *''Cos'è necessario? | E necessario scrivere una domanda, | e alla domanda allegare il [[curriculum vitae|curriculum]]. | A prescindere da quanto si è vissuto | il curriculum dovrebbe essere breve.'' (da ''Scrivere il curriculum''; 1998) *''Non c'è dissolutezza peggiore del [[pensiero|pensare]]. | Questa licenza si moltiplica come gramigna | su un'aiuola per le margheritine.'' (da ''Un parere in merito alla pornografia''; 1998) *''Alla nascita d'un bimbo | il mondo non è mai pronto.'' (da ''Un racconto iniziato''; 1998) *''Preferisco il cinema. | Preferisco i gatti. | Preferisco le querce sul fiume Warta. | Preferisco [[Charles Dickens|Dickens]] a [[Fëdor Michajlovič Dostoevskij|Dostoevskij]].'' (da ''Possibilità''; 1998) *''Strano pianeta e strana la gente che lo abita. | Sottostanno al tempo, ma non vogliono accettarlo. | Hanno modi per esprimere la loro protesta. | Fanno quadretti, ad esempio questo''. (da ''Gente sul ponte''; 1998) *''Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero, | sulla sponda d'un fiume | in un mattino assolato. | È un evento futile | e non passerà alla storia. | Non si tratta di battaglie e patti | di cui si studiano le cause, | né di tirannicidi degni di memoria.'' (da ''Non occorre titolo''; 1998) *''Ad alcuni – | cioè non a tutti. | E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza. | Senza contare le scuole, dove è un obbligo, | e i poeti stessi, ce ne saranno forse due su mille.'' (da ''Ad alcuni piace la poesia''; 1998) *''Dopo ogni guerra | c'è chi deve ripulire. | In fondo un po' d'ordine | da solo non si fa.'' (da ''La fine e l'inizio''; 1998) *''Guardate com'è sempre efficiente, | come si mantiene in forma | nel nostro secolo l'odio. | Con quanta facilità supera gli ostacoli. | Come gli è facile avventarsi, agguantare.'' (da ''L'odio''; 1998) *''La veglia non svanisce | come svaniscono i sogni. | Nessun brusio, nessun campanello | la scaccia, | nessun grido né fracasso | può strapparci da essa.'' (da ''La veglia''; 1998) *''Morire – questo a un gatto non si fa. | Perché cosa può fare il gatto | in un appartamento vuoto? | Arrampicarsi sulle pareti. | Strofinarsi contro i mobili. | Qui niente sembra cambiato, | eppure tutto è mutato. | Niente sembra spostato, | eppure tutto è fuori posto. | E la sera la lampada non brilla più.'' (da ''Il gatto di un appartamento vuoto''; 1998) *''Non ce l'ho con la primavera | perché è tornata. | Non la incolpo | perché adempie come ogni anno | ai suoi doveri.'' (da ''Addio a una vista''; 1998) *''Sono entrambi convinti | che un sentimento improvviso li unì. | È bella una tale certezza | ma l'[[incertezza]] è più bella.'' (da ''Amore a prima vista''; 1998) *''Forse tutto questo | avviene in un [[laboratorio]]? | Sotto una sola lampada di giorno | e miliardi di lampade la notte?'' (da ''Forse tutto questo''; 1998) *''Nulla è in regalo, tutto è in prestito. | Sono indebitata fino al collo. | Sarò costretta a pagare per me | con me stessa, | a rendere la vita in cambio della vita.'' (da ''Nulla è in regalo!''; 1998) *''Ascolta | come mi batte forte il tuo cuore.'' (da ''Ogni caso'') *''Non c'è vita | che almeno per un attimo | non sia immortale.'' (da ''Sulla morte, senza esagerare'') ==Citazioni su Wislawa Szymborska== *Sua caratteristica rimane la capacità di coniugare la densità della riflessione intellettuale con uno straordinario senso della lievità, della misura e dell'ironia, insieme a quella di interrogarsi sui grandi temi dell'esistere – l'altro, la vita, l'amore, la morte – calandosi nella concretezza delle cose, dei sentimenti e delle situazioni. ([[Pietro Marchesani]]) *Un giorno, una ventina di anni fa, ero a Cracovia nel solito caffè dove mi vedevo con gli amici. A un certo punto vedo seduta in un piccolo tavolino proprio lei, Wislawa Szymborska. Per timidezza e per la grande emozione ho fatto finta di non riconoscerla. Pur amandola molto non volevo disturbarla. Dopo un po' ho sentito una mano sulla spalla, era lei che si veniva a presentare. Non è incredibile? Io allora ero ancora una giovane scrittrice e lei si avvicinava per conoscermi. Mi disse: Olga voglio congratularmi con te per i tuoi libri. ([[Olga Tokarczuk]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Wisława Szymborska, ''25 poesie'', traduzione di Pietro Marchesani, Mondadori, 1998. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Szymborska, Wisława}} [[Categoria:Poeti polacchi]] [[Categoria:Premi Nobel]] [[Categoria:Saggisti polacchi]] 2dgbxrbaqsj3yj088vc6z5kikdau6ho Semplicità 0 9694 1429900 1385188 2026-10-18T09:24:17Z Spinoziano 2297 +1 1429900 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:'La Simplicité (Simplicity)', oil on canvas painting by Jean-Baptiste Greuze, 1759, Kimbell Art Museum.jpg|thumb|{{centrato|''La Simplicité''}}{{centrato|(J.-B. Greuze, 1759)}}]] Citazioni sulla '''semplicità'''. ==Citazioni== *A compiacersi del semplice ci vuole un'anima grande. ([[Arturo Graf]]) *Comunque, è sempre infinitamente più difficile essere semplici che essere complicati. ([[Giovannino Guareschi]]) *È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere semplici, e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[Giacomo Leopardi]]) *Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque [[prudenza|prudenti]] come i serpenti e semplici come le colombe. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *I semplici sono armonici e completi in un modo ammirabile. Essi hanno l'apparenza, spesso, d'essere rinchiusi in stretti orizzonti. Senza sforzo, senza ragionamenti, senza discorsi, senza scienza, per le vie del cuore, dell'anima, della virtù, meglio ancora per la via della ''santità'', per l'unione col bene, coll'universale, coll'infinito, con Dio, essi hanno un intuito meraviglioso.... ([[Léon Ollé-Laprune]]) *Il santo {{NDR|[[Francesco d'Assisi|Francesco]]}} praticava personalmente con cura particolare e amava negli altri la santa semplicità, figlia della grazia, vera sorella della sapienza, madre della giustizia. Non che approvasse ogni tipo di semplicità, ma quella soltanto che, contenta del suo Dio, disprezza tutto il resto. ([[Tommaso da Celano]]) *Il segno di Dio è la semplicità. Il segno di Dio è il bambino. Il segno di Dio è che Egli si fa piccolo per noi. ([[Papa Benedetto XVI]]) *In generale, una legge essenziale vale per ogni arte, per tutto ciò che è bello, per ogni rappresentazione spirituale – essa è la semplicità, che è solita inerire anche alla verità; o per lo meno è sempre pericoloso allontanarsene. ([[Arthur Schopenhauer]]) *L'arte dell'arte, la gloria dell'espressione, il lume solare della lettura è la semplicità. Nulla è meglio della semplicità – nulla può scusare eccessi o mancanza di precisione. Procedere sul palpito dell'impulso, e sondare profondità intellettuali, e conferire a tutti gli argomenti le loro articolazioni sono qualità né comuni né molto insolite. Ma esprimersi letteralmente con la perfetta rettitudine e naturalezza dei movimenti degli animali e l'incontrovertibile purezza di sentimento degli alberi nei boschi e dell'erba lungo i sentieri, è il trionfo immacolato dell'arte. Se avete potuto osservare chi è riuscito a tanto, avete visto uno dei maggiori artisti di tutte le nazioni e di tutti i tempi. ([[Walt Whitman]]) *L'errore più grande che possiamo fare è credere che le cosiddette persone semplici siano in grado di salvarci. Ci rivolgiamo a loro in uno stato di angoscia estrema, li imploriamo letteralmente di salvarci, e quelli invece ci spingono ancora più a fondo nella disperazione. ([[Thomas Bernhard]]) *La semplicità cristiana non è ignoranza né povertà di mente né eccessiva bonarietà, come credono gli uomini volgari; ma è invece uno specchiamento, o più tosto una trasparenza del candore e della schiettezza dell'animo. ([[Alfonso Capecelatro di Castelpagano]]) *La semplicità è compagna della verità come la modestia è del sapere. ([[Francesco De Sanctis]]) *La semplicità è il risultato di un percorso, più che un inizio. ([[Mario Dondero]]) *La semplicità è il segreto di sempre, per una verità profonda, per fare qualsiasi cosa si faccia: per scrivere, per dipingere. La vita è profonda nella sua semplicità. ([[Charles Bukowski]]) *La semplicità è la complessità risolta. È dipanare cose complicate sino a creare qualcosa di comprensibile, immediato, facile. ([[Massimiliano Alajmo]]) *La semplicità è la forma della vera grandezza, di una grandezza inconscia e divenuta natura. ([[Francesco De Sanctis]]) *La semplicità è la più sospetta delle qualità: essa è fonte di grandissimo turbamento. ([[Muriel Spark]]) *La semplicità è la principale condizione della bellezza morale. ([[Lev Tolstoj]]) *La semplicità è un po' come una dieta: alla fine annoia. (''[[Non tradirmi con me]]'') *La semplicità non è semplice da ottenere. ([[Nassim Nicholas Taleb]]) *La storia delle scienze ci ha insegnato che le più grandi verità sono le più semplici; ma è sufficiente che una verità sia o appaia semplice perché essa spieghi un insieme molto complesso di fatti? La semplicità seduce e {{sic|sodisfa}} tanto più quanto è maggiore la complicazione dei fatti che si vogliono spiegare; ma può anche trarre in inganno e degenerare in unilateralità ed esclusivismo. ([[Giovanni Marchesini (filosofo)|Giovanni Marchesini]]) *Le persone semplici comprendono tutto anche se non riescono a spiegare nulla. ([[Alessandro Pronzato]]) *Semplicità è anche stare a sentire per mezz'ora una persona che dia i nervi. ([[Giuseppe Marello]]) *La semplicità è più difficile da creare della stravaganza fine a se stessa. ([[Franca Sozzani]]) *Non riesco a concepire, come mai possano esservi alcuni, anche tra gente non comune, che non sanno o non credono come la semplicità sia la prima regola e superiore a tutte le altre, giacché se in qualcuno manca la semplicità, gli manca tutto. ([[Sándor Petőfi]]) *Per un professionista della cucina i piatti più difficili da fare sono quelli più semplici. Quelli complicati sono solo complicati: non sono in sé e per sé meglio (né peggio) di quelli semplici, e spesso, ma non sempre, quelli "complicati" sono più facili di quelli "semplici". ([[Massimo Mongai]]) *Vorrei essere amato dalle creature semplici e non discusso dai sapienti di letteratura. ([[Aldo Palazzeschi]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi cammina nella semplicità, cammina bene. *Chi è semplice non vada a corte. *Con la semplicità si va spesso più avanti che con l'[[astuzia]]. *Il semplice lo dice, l'astuto lo fa. *Il semplice parla e l'astuto ne approfitta. *La semplicità beve grosso. *La semplicità è bella, ma spesso rimane ingannata. *La semplicità era al principio del mondo, la semplicità sarà alla fine del mondo. *La semplicità senza accortezza è pura [[pazzia]]. *La semplicità vale spesso più dell'[[arte]]. *Molti che paiono semplici sono furbi matricolati. *Non tutti sono così semplici come sembrano. *Semplice è quel sorcio che narra al gatto come sfuggì alla [[volpe]]. *Un [[cuore]] senza [[malizia]] è ingannato facilmente. *Un [[uomo]] semplice può spesso ingannare un astuto. *Uomo semplice è dolce di sale. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Complessità]] *[[Complicato]] *[[Difficoltà]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|wikt}} [[Categoria:Concetti epistemologici]] [[Categoria:Creatività]] [[Categoria:Qualità]] b4s90tewohobwxuu4ofuh4vqb0kgkc1 Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche 0 11761 1429856 1323614 2026-10-17T23:16:08Z ~2026-55754-59 108721 /* Frasi */ 1429856 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Scappo dalla città – La vita, l'amore e le vacche |titolooriginale= City Slickers |paese= USA |anno= 1991 |genere= commedia |regista= [[Ron Underwood]] |sceneggiatore= [[Lowell Ganz]], [[Babaloo Mandel]] |attori= *[[Billy Crystal]]: Mitch Robbins *[[Daniel Stern (attore)|Daniel Stern]]: Phil Berquist *[[Bruno Kirby]]: Ed Furillo *[[Patricia Wettig]]: Barbara Robbins *[[Helen Slater]]: Bonnie Rayburn *[[Karla Tamburrelli]]: Arlene, moglie di Phil *[[Walker Brandt]]: Kim Furillo *[[Jack Palance]]: Curly Washburn *[[Noble Willingham]]: Clay Stone *[[Tracey Walter]]: Cookie *[[Josh Mostel]]: Barry Shalowitz *[[David Paymer]]: Ira Shalowitz *[[Jake Gyllenhaal]]: Danny Robbins *[[Bill Henderson]]: Ben Jessup *[[Phill Lewis]]: Steven Jessup *[[Jeffrey Tambor]]: Lou, capo ufficio di Mitch *[[Kyle Secor]]: Jeff |doppiatori italiani = *[[Tonino Accolla]]: Mitch Robbins *[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: Phil Berquist *[[Luca Dal Fabbro]]: Ed Furillo *[[Michele Kalamera]]: Curly Washburn *[[Fabrizia Castagnoli]]: Barbara Robbins *[[Cinzia De Carolis]]: Arlene, moglie di Phil *[[Oliviero Dinelli]]: Ira Shalowitz *[[Massimo Corvo]]: Barry Shalowitz *[[Bruno Alessandro]]: Clay Stone *[[Marcello Mandò]]: Ben Jessup *[[Oreste Baldini]]: Steven Jessup *[[Paolo Buglioni]]: Lou, capo ufficio di Mitch *[[Edoardo Nevola]]: Jeff |note=Vincitore di un '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premio Oscar]] (1992)''': *Miglior attore non protagonista ([[Jack Palance]]) }} '''''Scappo dalla città – La vita, l'amore e le vacche''''', film statunitense del 1991, regia di [[Ron Underwood]]. ==Frasi== *Hai notato che più invecchi e più le tue ragazze diventano giovani? Tra un po' esci con uno spermatozoo. ('''Mitch''') *Quando sei [[adolescenza|adolescente]], credi di poter fare ogni cosa. La fai.<br/>A [[ventenne|vent'anni]] sei confuso.<br/>A [[trentenne|trenta]], metti su famiglia, metti i soldi in banca, e continui a chiederti "dove sono i miei vent'anni?".<br/>A [[quarantenne|quaranta]], ti cresce un po' di pancetta, hai il doppio mento e la musica tutt'a un tratto è troppo forte. Una delle tue fidanzate del liceo diventa nonna.<br/>A [[cinquantenne|cinquanta]], hai una piccola operazione. Tu cerchi di minimizzare, ma è pur sempre un'operazione.<br/>A [[sessantenne|sessanta]] hai un'operazione più grave. La musica è sempre troppo alta, ma non fa niente perché tanto sei già sordo.<br/>A [[settantenne|settanta]], tu e tua moglie vi ritirate in Florida; cenate alle due e mezzo del pomeriggio, pranzate verso le dieci del mattino e fate colazione la sera prima. Passate il tempo a girare per supermercati cercando l'ultimo tipo di yogurt borbottando: "Come mai i ragazzi non chiamano? Come mai i figli non chiamano?".<br/>A [[ottantenne|ottanta]] ti viene un bell'infarto; e ti affezioni a un'infermiera giamaicana che tua moglie detesta ma che tu chiami "mamma". ('''Mitch''') *Quello è il tipo più duro che abbia mai incontrato in vita mia. Avete visto che faccia di cuoio che ha? Se non fosse per gli occhi sembrerebbe una bisaccia! ('''Mitch''') {{NDR|parlando di Curly}} *I cowboy fanno una vita diversa, quando c'erano ancora i [[cowboy]], siamo una razza morente! Ma per me significa ancora qualcosa. Tra un paio di giorni porteremo la mandria oltre il fiume e attraverso la vallata. {{NDR|ridacchia}} Non c'è niente come guidare una mandria. ('''Curly''') {{NDR|a Mitch}} *Per [[fare l'amore]] le donne cercano una ragione, agli uomini basta un letto. ('''Mitch''') *Sono stanco! Mi sento molto stressato! Ho perso mia moglie, ho perso il mio lavoro... e mi è venuta anche l'orticaria, da quando caco nei cespugli! ('''Phil''') ==Dialoghi== *'''Ed''': Ti voglio dire solo un'altra cosa: salto col paracadute su bersaglio. <br/ >'''Mitch''': Che cosa?<br/ >'''Ed''': Senti, è un paracadute piccolissimo e scende a doppia velocità!<br/ >'''Mitch''': Bene! Così per seppellirti basterà una semplice scatola di fiammiferi! <br/ >'''Ed''': Phil ci viene.<br/ >'''Mitch''': Perché Phil vuole morire. Se fossi sposato con quella vorresti morire anche tu. Guardalo: finge di dormire per non dover parlare con lei.<br/ >'''Ed''': Sono solo un paio di saltini da un aeroplano!<br/ >'''Mitch''': Sì, e poi? facciamo un safari dove gli animali hanno i fucili e ci danno la caccia? *'''Mitch''': Sai cos'ho trovato ieri? Dei peli nelle orecchie.<br/ >'''Barbara''': Mitch... <br/ >'''Mitch''': Li perdo dove vorrei averli e mi crescono dove non li vorrei. Ne ho trovato qualcuno anche sulla schiena, sto diventando come "La mosca", te lo ricordi il film? <br/ >'''Barbara''': Ho capito. Allora devo annullare la tua festa di compleanno.<br/ >'''Mitch''': Perché?<br/ >'''Barbara''': Perché i tuoi compleanni ti deprimono.<br/ >'''Mitch''': No, non è vero...<br/ >'''Barbara''': Oh, Mitch. Quando hai compiuto trent'anni hai detto che non ci vedevi più; quando ne hai compiuti trentaquattro hai perso la memoria per un'ora; e l'anno scorso, quando ti ho chiesto che regalo volevi, hai detto "Una [[tomografia computerizzata|TAC]] alla testa".<br/ >'''Mitch''': Mi faceva male!<br/ >'''Barbara''': Quest'anno lasciamolo passare così, eh?<br/ >'''Mitch''': Io voglio vedere i miei amici.<br/ >'''Barbara''': D'accordo. Ma per favore non voglio che la gente pensi che sei uscito da un film di Bergman, capito? "''Sa, mio marito è affascinato dalla morte''". *'''Mitch''': Sei mai stato sposato?<br/ >'''Curly''': No.<br/ >'''Mitch''': E innamorato invece?<br/ >'''Curly''': Una volta. Stavo portando una mandria dal West Virginia al Texas, sono passato vicino a una fattoria, era quasi il tramonto. In mezzo al campo c'era una ragazza, che lavorava china per terra. Si tirò su per raddrizzarsi proprio in quel momento. Portava un vestitino di cotone, e aveva il sole proprio alle spalle, che le metteva in risalto le forme.<br/ >'''Mitch''': E com'è andata?<br/ >'''Curly''': Ho girato il cavallo e sono andato via.<br/ >'''Mitch''': Perché?!<br/ >'''Curly''': Non sarebbe mai stato più bello di così.<br/ >'''Mitch''': Sì, ma avresti potuto stare con lei.<br/ >'''Curly''': Sono stato con tante donne.<br/ >'''Mitch''': Sì, ma lei avrebbe potuto essere... il tuo grande amore.<br/ >'''Curly''': Lo è. *'''Curly''': Quanti anni hai, trentotto?<br/ >'''Mitch''': Trentanove. <br/ >'''Curly''': Venite qui e avete tutti gli stessi problemi, la stessa età. Passate cinquanta settimane l'anno a fare nodi alla corda e poi credete che due settimane qui bastino a scioglierli, non riuscite a capire. Tu lo sai qual è il segreto della vita?<br/ >'''Mitch''': No, qual è?<br/ >'''Curly''': {{NDR|Gli mostra l'indice}} Questo.<br/ >'''Mitch''': Il tuo dito?<br/ >'''Curly''': Una cosa, soltanto una cosa; tu tienila stretta e tutto il resto può anche andare a puttane.<br/ >'''Mitch''': Già, certo, ma... qual è, questa cosa?<br/ >'''Curly''': Questo sei tu che lo devi scoprire. *'''Phil''': Ok, tocca a me. Il più bel giorno... {{NDR|della sua vita}}<br/ >'''Ed''': Non è stato quando Arlene s'è rotta una gamba?<br/ >'''Phil''': No, no, il mio matrimonio.<br/ >'''Mitch''': Cosa?<br/ >'''Phil''': Sì. Ve lo ricordate? Matrimonio all'aperto. Arlene era quasi bella, forse aveva bevuto un filtro magico. Voi due non facevate che sorridere, e mio padre, in prima fila, mi fece l'occhiolino. Sul serio. Be', non è mai stato affettuoso, ma strizzò l'occhio. Ero il primo dei fratelli che si sposava e aveva un vero lavoro, e mi ricordo che pensai: "Sono cresciuto. Non sono più un... non sono più un bamboccio ormai, sono un uomo". Mi sentivo bene. Fu il più bel giorno della mia vita.<br/ >'''Ed''': E il tuo giorno più brutto?<br/ >'''Phil''': Da allora tutti, nessuno escluso. *'''Ed''': Avevo quindici anni e mia madre e mio padre stavano litigando, perché lei lo aveva beccato con un'altra. Quella volta la tizia era venuta addirittura sotto casa a prenderlo. E finalmente capii che lui non tradiva solo mia madre, tradiva anche noi. Così gli parlai. Gli dissi: "Sei un cattivo padre. Non ti vogliamo bene. Ci sono io per mia madre e mia sorella, tu non ci servi più." Lui fece il gesto di colpirmi, ma io non mi mossi. Girò sui tacchi e se ne andò. Non c'ha più dato fastidio. Ma io mi occupai di mia madre e di mia sorella da quella sera. Fu il mio giorno più bello.<br/ >'''Phil''': E qual è stato il più brutto?<br/ >'''Ed''': Sempre quello. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] [[Categoria:Film premi Oscar]] 4dt2g5ae9wqedfdqoyz1d29qkjolh2m Lingua italiana 0 14697 1429872 1402585 2026-10-18T01:32:51Z Danyele 19198 +1 1429872 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Idioma italiano.png|thumb|Distribuzione geografica dell'italiano]] Citazioni sulla '''lingua italiana'''. *Al momento della creazione dello Stato unitario la «lingua nazionale» era in realtà il latino della società italiana: una lingua remota, parlata da piccoli ceti sociali, non alimentata, come accadeva altrove in Europa, dagli umori e dalle esigenze quotidiane della borghesia e delle classi popolari. ([[Sergio Romano]]) *{{NDR|Il cardinale [[Leopoldo de' Medici]]}} Citava spesso e volentieri l'esempio del Galileo medesimo, del Torricelli, e de' suoi Accademici del Cimento, ammirabili non meno per le loro scoperte che per l'arte di esporle, e così convinceva o d'ignoranza o d'invidia coloro, che forestieri nel vasto e ricco regno della nostra lingua, la dicono meno acconcia della Francese per cose di tal maniera. Ella è così doviziosamente fornita d'ornamenti, che può vestirne ogni scienza ed arte, dando a ciascuna quel che le conviene, e in ciò più gloriosa delle altre viventi, perché sempre disposta e pieghevole a ricevere tutte le forme, che l'abilità dello scrittore le vorrà dare. ([[Angelo Fabroni]]) *– Comunque domani viene alle sette e mezza e gli do l'anello.<br/>– ''Le'' do, femminile. Quante volte te lo devo dire? ''Le'' do. L'italiano è importante! (''[[Chiedimi se sono felice]]'') *E ci verremo incontro in Italia, col linguaggio delle muse e delle corti, bello anche per le cose brutte: "morìa", "carestìa", "epidemìa". (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'') *Egli non studiò che la medicina e perciò ignora che cosa significhi scrivere in italiano per noi che parliamo e non sappiamo scrivere il [[dialetto]]. Una confessione in iscritto è sempre menzognera. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo! Se egli sapesse come raccontiamo con predilezione tutte le cose per le quali abbiamo pronta la frase e come evitiamo quelle che ci obbligherebbero di ricorrere al vocabolario! È proprio così che scegliamo dalla nostra vita gli episodi da notarsi. Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt'altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto. ([[Italo Svevo]]) *Ella ha ben denti, ed ugne, e saette, e feroce brevità, quanto e più ch'altra lingua mai l'abbia, o le avesse. ([[Vittorio Alfieri]]) *Fra due o trecento anni, quando la lingua italiana sarà diventata veramente nazionale, e non sarà più indispensabile far studiare ai ragazzi delle scuole il latino, il quale resta a tutt'oggi l'unico connettivo del caos linguistico nazionale, allora, anche in Italia, tutto sarà possibile. ([[Giorgio Bassani]]) *Il [[Lingua latina|latino]] delle cancellerie e delle scuole, dei chierici e dei giureconsulti e dei phisici, saliva togato a palazzo, montava sulle cattedre, salmodiava, sentenziava, spediva ricette, venerabile al volgo; ma codesto volgo, che non ardiva certo contrastargli il primato, pur seguitava a cantare per le vie, a favoleggiar per le case, a disputar anche nelle sue adunanze, e della sua viva voce fermava anch'esso nelle carte una durevole testimonianza {{NDR|della lingua volgare}}. ([[Augusto Serena]]) *Il vilipendio dell'Idioma è giunto a tale in Italia, da sembrare che la Lingua nazionale sia scomparsa e da non capir quasi più quel che tanti dicono e scrivono; la depravazione letteraria, dalle relazioni scritte delle guardie di Polizia e degli Uffici {{sic|publici}}, è passata a poco a poco ai giornali, al Parlamento, ai documenti del Governo, alla cattedra e ai libri, e, disdegnando la semplicità e la chiarezza, compagne della nobiltà del linguaggio, preferisce alle cose le astrazioni, ai termini propri le parole delle lingue e dei gerghi stranieri, spesso adoperate anche a casaccio, sovente orribili malsonanti stridenti con la favella più gentile e musicale che esista, e coniate con ibrida mescolanza di arcaismi solecismi e barbarismi. ([[Umberto Silvagni]]) *Io porto opinione, che la lingua nostra avanzerebbe d'assai le lingue romane sorelle, ove ella potesse vantaggiarsi di tutte le sue ricchezze, e non fosse perpetuo zimbello ora dei moderni corruttori, che le buttano in volto il fango straniero, ora de' pedanti, che la stringono e la martoriano entro le fasce della sua prima età, contendendole il crescere, e vietandole d'ampliarsi col secolo, e colla filosofia. ([[Giuseppe Grassi (lessicografo)|Giuseppe Grassi]]) *L'Italia all'incontro è divisa da una moltitudine di dialetti, che rendono le sue varie popolazioni estranee fra loro, e quel bellissimo idioma che si chiama lingua italiana, in quanto che si adopera generalmente nel foro, sul pulpito, e per le nobili scritture, non è altro come favella volgare, che il dialetto di una provincia. Il qual dialetto non poté diventare per questa parte lingua nazionale, e correre in Italia la stessa fortuna che il dialetto di Piccardia o di Castiglia nella Francia e nella Spagna, perché le divisioni municipali, il difetto assoluto di unità politica, le rivalità, la dappocaggine, e la codardia dei nostri principi, e finalmente le illuvioni forestiere impedirono che succedesse tra noi ciò che si fece altrove; imperocché s'egli è vero, che la conformità del parlare è l'unità della lingua avvalorano l'unione di un popolo, è indubitato altresì, che se questa unione non è almeno incominciata e abbozzata in qualche guisa, quella può difficilmente aver luogo. Così dopo tanti secoli di vicende e di sventure, e dopo aver perduto tutto, l'Italia non ha pure acquistato il misero compenso di una lingua comune, che si parli dal popolo; anzi la stessa lingua illustre, che si usa nel più bel paese della penisola, e che ivi e altrove fece già la gloria delle nostre lettere, è quasi spenta, per ciò che spetta alle scritture, e ha dato luogo, come avvenne nel resto, all'infezione straniera. ([[Vincenzo Gioberti]]) *L'italiano di un tempo corre il rischio di diventare oggetto estetico a rapido esaurimento nell'approccio col reale. ([[Roberto Vecchioni]]) *L'Italiano è [...] la lingua della dilazione e dell'accomodamento con l'insostenibile, buona per divagare e confondere un po' il destino a furia di chiacchiere. ([[Claudio Magris]]) *{{NDR|È difficile usare una lingua diversa dalla propria?}} L'italiano è la più facile, è fatto per cantare. L'importante è la pronuncia: se non sei chiaro i bambini non capiscono. ([[Phil Collins]]) *L'italiano è probabilmente la lingua più melodiosa e la più facile da imparare. ([[Nikola Tesla]]) *L'italiano [...] è troppo leggero, racchiude il pensiero in una bolla che si spinge sempre troppo in alto e, a un certo punto, finisce per scoppiare. Salita verso l'alto, dissi, scoppio, ricaduta sotto forma di una polvere finissima e appiccicosa che si attacca dappertutto, finendo per soffocare spirito e pensiero. Uno cerca delle pietre e non trova che sabbia e polvere, e l'italiano è ottimo per insabbiare qualsiasi cosa, o per alzare opportune cortine fumogene, al riparo delle quali trasformarsi così come si puote e si vuole, a seconda di come tira il vento, esercizio, questo del trasformismo, che sembra essere nato con l'Italia, trovando nella lingua una sponda ideale. ([[Vitaliano Trevisan]]) *L'italiano è una lingua che vuol essere parlata, ma non scritta: sarebbe perduta se la gente smettesse di parlarla. ([[Peter Nichols]]) *L'italiano è una lingua parlata dai doppiatori. ([[Ennio Flaiano]]) *La diffusione dell'italiano è un pezzo della politica estera del nostro Paese. Perché la lingua è il veicolo attraverso cui passano la nostra cultura, i nostri valori, la nostra visione del mondo. ([[Paolo Gentiloni]]) *La lingua italiana è la più pura tra le lingue romane, e può dirsi a buona ragione, la figlia più somigliante alla madre. ([[Raffaello Fornaciari]]) *La lingua italiana è troppo complessa e lenta: per un concetto che in inglese si spiega in due parole, in italiano ne occorrono almeno sei. ([[Sergio Marchionne]]) *La lingua italiana ha bisogno di carta vetrata. ([[Ezra Pound]]) *La lingua italiana non è originale come la greca e la tedesca, ma proviene dalla lingua latina; onde appartiene alle lingue derivate. ([[Raffaello Fornaciari]]) *La lingua italiana non è stata mai parlata: [...] è lingua scritta, e non altro; e perciò letteraria, e non popolare; – e [...] se mai verrà giorno che le condizioni d'Italia la facciano lingua scritta insieme e parlata, e letteraria e popolare ad un tempo, allora le liti e i pedanti andranno al diavolo e dentro ai vortici del fiume ''Lete'' in anima e in corpo, e i letterati non somiglieranno più a' mandarini, e i dialetti non predomineranno nelle città capitali d'ogni provincia: la Nazione non sarà moltitudine di Chinesi, ma Popolo atto ad intender ciò che si scrive, e giudice di lingua e di stile. ([[Ugo Foscolo]]) *La nostra lingua è poco duttile, almeno per quanto riguarda la narrativa. ([[Silvana La Spina]]) *– Ma però non mi parli come se io le fossi saltato addosso, come se l'avessi strupatra... stupara... sturbat... sturata.<br>– Ma che cazzo stai a di'? <br>– E va be', ma... ma l'italiano è una lingua maledetta! (''[[Fantozzi - Il ritorno]]'') *[[Alessandro Manzoni|Manzoni]], e quelli che scrivevano in italiano nell'Ottocento, non avevano lo strumento, per farsi capire; [[Luigi Settembrini|Settembrini]], nel 1870, finiva le sue lezioni sulla letteratura italiana augurandosi che l'italiano potesse diventare una lingua viva. Questo significa, come nota [[Tullio De Mauro|De Mauro]], che l'italiano allora era una lingua morta, nel 1870, nove anni dopo l'unità d'Italia. ([[Paolo Nori]]) *Noi Italiani, quando per ottenere la nostra unità politica alleghiamo l'unità di lingua, condanniamo noi stessi ad una divisione perpetua, giacché molte sono le lingue Italiane. ([[Amedeo Peyron (filologo)|Amedeo Peyron]]) *Non la ''glottotecnica'', ma il ''videotecnico'' (si veda a suo luogo), ha potere sull'italiano dei nostri giorni; cioè il popolo, secondo un ordine o disordine molto più naturale; cioè tutti, nel senso proprio che quest'aggettivo non ha mai avuto quanto oggi: senza distinzione di soggetti, com'è ormai senza distinzione di generi la lingua stessa, l'oggetto. Tutti, dunque, con mano libera sulla lingua di tutti (che non è più né comune né tecnica né letteraria e via dicendo).<br>Volgo disperso, anche se in begli abiti, quei tutti mancano d'una vera guida; perché manca, come abbiamo visto, l'altro elemento naturale nella fucina della lingua nuova: il ''poietès'', l'artigiano studioso e colto... Se n'è andato, se ne va continuamente ("evadendo"); va e viene secondo il comodo o secondo, diremo meglio, il costume dei tempi. Eppure, c'è chi ancora, contro il sovvertimento d'ogni idea, guarda a lui, alla sua ideale e naturale torretta, aspettando di lì, e non da quella del ''linguista'', i lumi. Giacché una lingua non può far a meno di saldi e disciplinati e meditati esemplari scritti: modelli vivi, che ricompongano, nella città dei parlanti e scriventi, l'armonia fra popolo e maestri.<br>Maestro di lingua, in ogni tempo, è sempre stato prima di tutti lo scrittore. E gli stessi maestri con titolo, insegnanti d'ogni grado di scuola, l'hanno imparata da. lui, più che dalle università. Da lui sono stati educati; da lui, nella sciatteria e nella "facilità", diseducati. ([[Franco Fochi]]) *Non so se posso bene spiegarmi nella vostra... nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi ''corrigerete''. ([[Papa Giovanni Paolo II]]) *Per colpa della nostra posizione geografica; per colpa di lunghi anni di modestia intellettuale e per colpa soprattutto del persistente pregiudizio della lingua letteraria, la lingua italiana è rimasta alquanto in ritardo di fronte al costante fluire di nuove cose da nominare e di nuovi sentimenti da esprimere; è naturale dunque che ogni scrittore italiano che non voglia chiudersi dentro frontiere intellettuali strettamente nazionali, faccia uso di vocaboli stranieri ogni volta che il vocabolo italiano manca. Si tratta di preparare l'Europa futura con ogni mezzo, principalissimo il mezzo letterario. ([[Alberto Savinio]]) *Oggi il linguaggio politico italiano si è molto complicato, tecnicizzato, intellettualizzato, e credo che tenda a saldarsi in un arco che comprende cattolici e marxisti [...] più a non dire che a dire [...] il linguaggio "obiettivo" del telegiornale, quando riassume i discorsi dei leader politici: tutti ridotti a minime variazioni della stessa combinazione di termini anodini, incolori e insapori. Insomma, il vocabolo semanticamente più povero viene sempre preferito a quello semanticamente più pregnante. ([[Italo Calvino]]) *Per me la lingua italiana è stata la salvezza. La lingua ungherese procura ricordi negativi, immagini dolorose. Mi sento più libera a esprimermi in italiano, è una lingua fatta per la poesia, attira la scrittura in qualche maniera. ([[Edith Bruck]]) *Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'italiana (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi. ([[Giacomo Leopardi]]) *«Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altre natura… Nei componimenti di italiano lei mi assegnava sempre un tre, perché copiavo. Ma una volta mi ha dato un cinque: perché?».<br />«Perché aveva copiato da un autore più intelligente».<br />Il magistrato scoppiò a ridere. «L'italiano: ero piuttosto debole in italiano. Ma, come vede, non è poi stato un gran guaio: sono qui, procuratore della Repubblica…».<br />«L'italiano non è l'italiano: è il ragionare» disse il professore. «Con meno italiano, lei sarebbe forse ancora più in alto».<br />La battuta era feroce. Il magistrato impallidì. E passo a un duro interrogatorio. ([[Leonardo Sciascia]]) *Se io dovessi descrivere sinteticamente e vivacemente l'italiano, direi che si tratta di una lingua ''non'', o imperfettamente, nazionale, che copre un corpo storico-sociale frammentario, sia in senso verticale (le diacronie storiche, la sua formazione a strati), sia in senso estensivo (le diverse vicende storiche regionali, che hanno prodotto varie piccole lingue virtuali concorrenti, i dialetti, e le successive differenti dialettizzazioni della ''koinè''): su tale copertura linguistica di una realtà frammentaria e quindi non nazionale, si proietta la normatività della lingua scritta — usata a scuola e a livello della cultura — nata come lingua letteraria, e dunque artificiale, e dunque pseudo-nazionale. ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Se io vi dico di scrivere la vera lingua d'Italia, io voglio avvezzarvi a sentire italianamente, e avere in cuore la patria vostra. ([[Basilio Puoti]]) *Tutti i popoli della terra ascoltano con piacere l'italiano, ma nessuno lo scrive, nessuno è andato a tirarlo fuori dai suoi deliziosi domini geografici. ([[Pedro Felipe Monlau]]) ==Voci correlate== *[[Italia]] *[[Letteratura italiana]] *[[Modi di dire italiani]] *[[Proverbi italiani]] *[[Grammatica italiana]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=lingua italiana|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Cultura dell'Italia]] [[Categoria:Lingue romanze|Italiana]] iwrqw5020e86ogmr33bexxgd3fzqmue Sergio Marchionne 0 15607 1429870 1420181 2026-10-18T01:30:31Z Danyele 19198 /* Citazioni non datate */ +3 1429870 wikitext text/x-wiki [[File:Sergio Marchionne.jpg|thumb|right|Sergio Marchionne nel 2007]] '''Sergio Marchionne''' (1952 – 2018), dirigente d'azienda italiano naturalizzato canadese. ==Citazioni di Sergio Marchionne== {{cronologico}} *[...] il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento e dunque è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi. Se avessi tagliato metà dei dipendenti, a parità di volumi, non avrei riportato Fiat Auto al pareggio. Quando si perdono 3 milioni di euro al giorno, come succedeva fino a due anni fa, e uno pensa che sia colpa degli operai vuol dire che ha saltato qualche ponte sulla sua strada. Questi sono metodi che forse possono andar bene nel sistema anglosassone, ma che da noi non funzionano.<ref>Dall'intervista di Salvatore Tropea ''[http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/fiat-8/intervista-marchionne/intervista-marchionne.html "Abbiamo risanato la Fiat senza Stato e senza stranieri"]'', ''repubblica.it'', 21 settembre 2006.</ref> *Concentrarsi su se stessi è una così piccola ambizione.<ref>Dalla lectio magistralis per il conferimento della laurea ad honorem in Ingegneria gestionale, Politecnico di Torino, 27 maggio 2008.</ref> *[[Juventus Football Club|Juventus]] e FIAT sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno.<ref>Dalla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Jeep, 6 aprile 2012; citato in ''[https://web.archive.org/web/20120410043613/http://www.juventus.com/juve/it/news/orgogliosi%20di%20questo%20accordo «Orgogliosi di questo accordo»]'', ''juventus.com''.</ref> *Entrambi, Juventus e Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano.<ref>Dalla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Jeep, 6 aprile 2012; citato in ''[https://web.archive.org/web/20120410205541/http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/449364/ "Jeep-Juve, matrimonio da 35 milioni"]'', ''lastampa.it'', 7 aprile 2012.</ref> *La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa, non ha nessun valore sul mercato internazionale. Abbiamo provato in tutti i modi, ma non c'è speranza, la Lancia avrà una contrazione di produzione e resterà nel mercato italiano. Mi spiace ma in tempo di crisi bisogna fare delle scelte [...] Senza investire miliardi non riusciamo a darle credibilità che le restituisca sopravvivenza.<ref name="napoletano">Dall'intervista di Roberto Napoletano in occasione del Festival dell'Economia di Trento, 2 giugno 2014; citato in ''[https://www.quattroruote.it/news/industria/2014/06/02/marchionne_a_trento_lancia_senza_valore_all_estero_restera_in_italia_.html Marchionne a Trento "Lancia senza valore all'estero, resterà in Italia"]'', ''quattroruote.it''.</ref> *{{NDR|Sulla rivalità con i tedeschi}} La loro concorrenza sta diventando spietata, anche se alla Fiat ora tutto questo non importa più poiché il nostro gruppo non dipende più dall'Europa. Pensate a tutti i modelli Bmw e pensate anche che tra cinque anni {{NDR|nel 2019}} ci sarà una sorella Alfa che li batterà.<ref name="napoletano"/> {{Int|''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/09_Settembre/23/intervento_marchionne_mercato_welfare.shtml «Una società liberale che vuole durare deve difendere chi è colpito dal cambiamento»]''|Dall'intervento al convegno de ''L'industria'', 22 settembre 2007; citato in ''corriere.it'', 23 settembre 2007.}} *Alcuni economisti sono convinti che il sistema europeo – per migliorare produttività, efficienza e profitti – debba convergere verso il modello americano. Non credo che questo tipo di convergenza sia possibile nel medio termine, ma non credo neppure sia auspicabile. *Qualche ragione c'è se gli investimenti esteri sono ancora così bassi. E queste ragioni si chiamano [[burocrazia]], servizi, infrastrutture, tasse e costi di gestione. Dalla mia esperienza personale, ho visto che i vincoli burocratici alla fine proteggono aziende inefficienti, aziende che non hanno prospettive di sviluppo e nella maggior parte dei casi scaricano i costi sui clienti. *Tutti questi ragionamenti valgono a maggior ragione per il Sud Italia, dove è prioritario colmare il gap nei confronti del resto del Paese. Ma la prospettiva con cui ci si deve muovere non può essere quella assistenziale. La cultura dell'assistenzialismo produce dipendenza e spegne lo spirito di iniziativa e il senso di responsabilità. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/03/marchionne-italia-vergognosa.html Marchionne: l'Italia è vergognosa]''|Dall'intervento alla Federazione dei Cavalieri, Firenze; citato in Massimo Vanni, ''la Repubblica'', 3 ottobre 2010.}} *Il Paese ha perso il senso istituzionale, la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti. È difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in [[Italia]]. È vergognoso. *In questo clima di incertezza, aspettare la crescita senza fare nulla appare come un atto di fede. *In [[Europa]] si sta esternalizzando il [[welfare]] a carico delle aziende. Guardate il conto dell'Inps e chi sta pagando veramente la Cig. *Investiamo 20 miliardi di euro e prendiamo anche gli schiaffi. E invece stiamo cercando di trasformare una rete produttiva che oggi non può reggere, perché non è facile mantenere qui una fabbrica. *Le logiche economiche e finanziarie ci spingerebbero verso altri paesi che offrono condizioni più vantaggiose e maggiori certezze. Ma credo che la Fiat abbia il dovere di guardare prima di tutto all'[[Italia]], per quello che ha sempre rappresentato e per quello che significa ancora oggi per il Paese. ===Citazioni non datate=== *Il vero problema dei manager è che più piramidi crei e peggio gestisci l'azienda. Se avessi tre vice sotto di me starei tutto il giorno a rompergli le scatole chiedendogli cosa stanno facendo. Più stretto è il controllo e peggio funziona l’azienda. È per questo che io ho 70 o 80 persone con le quali lavoro direttamente e così rompo loro le scatole in maniera più distribuita.<ref>Citato in Diego Catalano, ''[https://www.funoanalisitecnica.com/2023/08/red-bull-newey-orizzontale.html Red Bull: il segreto è "l'orizzontalità" di Newey]'', ''funoanalisitecnica.com'', 21 agosto 2023.</ref> *La [[leadership]] non è anarchia. In una grande azienda chi comanda è solo. La collective guilt, la responsabilità condivisa, non esiste. Io mi sento molte volte solo.<ref name="Savelli"/> *La [[lingua italiana]] è troppo complessa e lenta: per un concetto che in inglese si spiega in due parole, in italiano ne occorrono almeno sei.<ref name="Savelli"/> *Quando ho iniziato l'università [...] ho scelto [[filosofia]]. L'ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me. Poi ho continuato studiando tutt'altro [...]. Non so se la filosofia mi abbia reso un avvocato migliore o mi renda un amministratore delegato migliore. Ma mi ha aperto gli occhi, ha aperto la mia mente ad altro.<ref name="Savelli">Citato in Fabio Savelli, ''[https://www.corriere.it/economia/18_luglio_21/eredita-sergio-marchionne-14-anni-timone-fca-montezemolo-ferrari-8ab89348-8cbf-11e8-a028-9f549fd88b33.shtml Sergio Marchionne, 14 anni al timone di Fca: «Chi comanda è solo» {{!}} Che cosa sappiamo delle sue condizioni]'', ''corriere.it'', 21 luglio 2018.</ref> ==Citazioni su Sergio Marchionne== *Alcuni intellettuali e politici hanno etichettato Marchionne come "cattivo manager", che investe poco e punta solo ad abbattere il costo del lavoro. C'è del vero in queste accuse, ma bisogna rendersi conto che esse sono superficiali. In un certo senso potremmo considerarle simmetriche all'affrettato elogio del "capitalista buono" che gli veniva rivolto non moltissimo tempo fa. La verità è che Marchionne non è né buono né cattivo: egli è solo una equazione, è una mera funzione del meccanismo di riproduzione del capitale. Finché a un manager viene concesso, questi minaccerà sempre di effettuare investimenti lì dove le opportunità di sfruttamento del lavoro e i relativi profitti sono maggiori. ([[Emiliano Brancaccio]]) *Devo a Marchionne tantissimo, ebbe il coraggio di dare fiducia ad un giovane di 37 anni, lanciandomi nel mondo dell'alta dirigenza. Assegnarmi la responsabilità del marchio Fiat e della 500 fu una sua scommessa; da lì dipendeva tanto del futuro della Fiat. Non dimenticherò mai la notte, a Torino, in cui avvenne la presentazione della vettura, camminavamo per la strada, la gente ci salutava, batteva le mani a Marchionne, era felice, la Fiat era ripartita. ([[Luca de Meo]]) *Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. ([[Flavio Manzoni]]) *È stato un uomo eccezionale, ma di finanza e non di prodotto. Ha salvato la Fiat, bisogna rendere onore al suo temperamento. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *Grazie a Marchionne ho imparato moltissimo. Ma è stata altrettanto dura. Sono stato uno dei manager a lui più vicini e un amico. [...] Lui ci teneva che apprezzassi la sua grappa, ma a me non piaceva. Una notte glielo confessai. Il giorno dopo, per dispetto, mi fece arrivare a casa cento bottiglie della migliore grappa Berta. [...] era una persona meravigliosa ma non facile. Aveva il fare e lo stile del pater familias. Era molto premuroso, ma dovevi sempre sorprenderlo. Quando si abituava a te iniziava ad allontanarti. Io ero condannato a stupirlo sempre. ([[Olivier François]]) *Il più grande comunicatore del settore. Se lui decide che produrre automobili in Italia sia meno efficiente che in Canada, allora vanno eliminate le fabbriche italiane. E tutti in coro: "Grande Marchionne!". Lui è una rock star del mondo automobilistico. Non vuol dire pero che la Fiat o la Chrysler ci saranno fra 50 anni (o fra 20 anni...). ([[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]) *Il suo unico valore era il business, il mercato, la [[Capitalismo|globalizzazione capitalistica]]. Dopo essersi appropriato di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico ha trasferito la sede legale e fiscale all'estero, lasciando in Italia stabilimenti vuoti. ([[Marco Rizzo]]) *Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l'Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo Amministratore Delegato. ([[Diego Della Valle]]) *{{NDR|Il}} mago Otelma delle 4 ruote, che non fa una macchina, mentre gli imprenditori si misurano dai loro prodotti. ([[Diego Della Valle]]) *È un talento assoluto, bravissimo sul piano operativo. Ma ama essere in charge. Per un sottoposto è difficilissimo avere a che fare con un uomo così forte, e con tutto quel carisma. ([[Bernie Ecclestone]]) *L'esempio che Sergio ci da è il coraggio, il coraggio di non avere paura, ma al contrario affrontare le avversità. E se i problemi, come spesso, in qualunque organizzazione sono legati alle persone, credere nell’abilità e nella capacità delle persone di fare grandi cose è indubbiamente quello che lui ha fatto, in numerose occasioni. ([[John Elkann]]) *{{NDR|Sulle dichiarazioni di Sergio Marchionne sulla scarsa attrattività dell'Italia}} Marchionne mi sembra che ieri abbia dimostrato di essere un po' più canadese che italiano, visto che è italo-canadese. [...] Ha detto una cosa che sarebbe normale se detta da uno che non è un top manager italiano, ma è un po' paradossale che lo dica l'amministratore delegato della Fiat perché, se è ancora un grande colosso, è stato perché c'è stato il contribuente italiano a garantirlo. ([[Gianfranco Fini]]) *Marchionne non nasce dal nulla, Marchionne nasce da decenni nel corso dei quali diritti, legalità e magistratura sono stati oggetto di un attacco violento. Chi parla della [[FIOM]] come di un sindacato aggressivo sbaglia obiettivo: l'aggressività e la violenza sono dall'altra parte. ([[Stefano Rodotà]]) *Marchionne non va demonizzato. [...] Anche se la Fiat ha ricevuto ingenti contributi dallo Stato ha cento ragioni, come quando parla di perdita della competitività in [[Italia]] o degli stranieri che non investono nel nostro Paese. Dice cose sacrosante, non riesco a dargli torto. Bisogna rendersi conto della realtà, altrimenti la Fiat chiude le saracinesche delle fabbriche e va in [[Serbia]]. ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che "non potrà riprendere l'attività lavorativa", i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall'Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell'ultima uscita pubblica di Sergio Marchionne, il 26 giugno, lui un po' gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà. ([[Maurizio Crosetti]]) *Sia negli Usa che in Europa, è toccato a un professionista multidimensionale, che però non era un ''car guy'' – ma un avvocato, certificatore di aziende, ottimizzatore finanziario, riassicuratore per le imprese – salvare due marchi storici che erano falliti. ([[Oscar Giannino]]) ===[[Alberto Sabbatini]]=== *A Torino Marchionne arrivò praticamente da sconosciuto nel 2004. Era appena morto Umberto Agnelli e la famiglia aveva estromesso brutalmente l'ad Giuseppe Morchio, che aveva avuto l'ardore di chiedere, direttamente al funerale di Umberto, di entrare come socio nell'azienda. Ma chi mettere al suo posto? Montezemolo fu scelto presidente, ma a chi affidare il gravoso compito della gestione quotidiana dell'azienda che deve sorbirsi l'amministratore delegato? Qualcuno si ricordò che Umberto Agnelli, prima di morire, aveva parlato benissimo di un tal Sergio Marchionne, esperto di economia, italiano di Chieti emigrato in Canada e ora cittadino svizzero che dirigeva una piccola compagnia finanziaria satellite del gruppo, la Sgs. Marchionne fu convocato e assunse l'incarico. All'epoca indossava ancora giacca e cravatta. La Fiat a quell'epoca aveva un indebitamento di qualcosa come otto miliardi di euro. Era alle soglie del fallimento. In cassa c'erano soldi per pochi mesi di stipendio delle maestranze. Marchionne all'inizio non diresse direttamente il settore dell'auto, ma l'intero gruppo industriale. C'erano altri manager alla guida di Fiat, Alfa e Lancia. Un ingegnere austriaco e uno tedesco ex BMW. Bastò un anno e mezzo a Marchionne per capire che non facevano al caso suo. [...] quei manager-tecnici erano lenti e troppo esitanti a prendere decisioni per riuscire a rivoluzionare. Erano abituati con calma, alla tedesca, a sperimentare ben bene prima di costruire. Marchionne gli fece capire che non c'era tempo. Mancavano i soldi per sopravvivere così a lungo se non si costruivano in fretta nuove auto da vendere per fare cassa. Li mandò via e assunse in prima persona l'incarico di amministratore delegato di Fiat Auto, Alfa e Lancia. Un finanziere alle prese con la meccanica. Cosa ci avrebbe capito? Qui è uscita fuori la grande dote di Marchionne [...]: saper individuare quelli bravi e sottostimati. E valorizzare il loro coraggio di osare. Così ha dato un impulso formidabile all'azienda e il primo anno nacque la nuova Punto, l'anno dopo la 500. Due boom. Con i soldi guadagnati la Fiat poté risollevare le finanze e investire sul futuro. *Si fa torto a qualcuno dicendo che Sergio Marchionne è stato il più grande manager italiano del dopoguerra? Manager, non imprenditore, capiamoci bene. Marchionne non ha posseduto società, ma le ha gestite, le ha fatte funzionare e ne ha decuplicato il valore ricavando profitti miliardari ai proprietari ma garantendo anche il lavoro a centinaia di migliaia di dipendenti. Basta questo a renderlo il più grande. È l'uomo che nel bene e nel male ha salvato la Fiat, rilanciato la Ferrari e cambiato profondamente la stessa società italiana. Sia a livello industriale che sociale. Non solo Marchionne ha trasformato un'azienda privata italiana in un gruppo industriale globale con radici sparse fra l'Europa e gli Stati Uniti, ma ha anche cambiato le regole del gioco fra impresa e lavoratori. Ha introdotto il concetto di flessibilità cancellando abitudini di accordi sindacali consolidati e uscendo persino da Confindustria per agire più liberamente. Soprattutto, cosa cui non tutti gli rendono sufficiente merito, ha salvato la Fiat dal fallimento. Senza di lui centomila dipendenti non avrebbero più avuto un lavoro dopo il 2004. Quando gli sono state affidate le redini della Fiat, nel 2004, la società era in profonda crisi e capitalizzava poco più di 5 miliardi di euro. Era tecnicamente fallita. Non aveva i soldi per pagare i propri debiti e gli stipendi nei mesi successivi. In quattordici anni Marchionne l'ha portata a un valore complessivo di oltre 65 miliardi facendola diventare la settima industria automobilistica del mondo, scorporando e quotando in borsa la Ferrari che prima era parte del gruppo Fiat mentre poi, da sola, ha capitalizzato quasi 25 miliardi. Marchionne insomma ha creato valore per le aziende che guidava e ha creato lavoro per i dipendenti Fiat salvando l'azienda dal fallimento. Questo merito nessuno, nemmeno il più acerrimo dei suoi nemici come i sindacalisti della Fiom che l'hanno spesso combattuto, potrà mai toglierglielo. *Tre sono stati i grandi meriti di Marchionne che col senno di poi hanno salvato la Fiat dal fallimento. Primo e meno conosciuto, ma basilare per il futuro, è la rinegoziazione del famoso "convertendo" con la General Motors. Nel 2005 Marchionne è riuscito a farsi pagare dagli americani un miliardo e mezzo di euro per svincolarli da un impegno firmato cinque anni prima che non volevano più rispettare. Quei soldi, versati nelle casse torinesi, hanno ridato ossigeno ai conti Fiat. Con quel denaro Marchionne si è pagato lo sviluppo dei nuovi modelli Panda, Punto e 500 prodotti fra il 2006 e il 2007 che hanno portato altri capitali freschi. La terza grande impresa è stata l'aver acquistato nel 2009 la quasi fallita Chrysler a costi ridottissimi grazie alla mediazione di Obama e del governo Usa. Cosa che gli ha portato in dote anche la Jeep che è diventata la vera fabbrica di soldi del gruppo FCA [...]. La Ferrari è un successo a parte. Il suo fiore all'occhiello. La sua passione recente. Che gli piaceva così tanto da tenere sempre sott'occhio, durante le conferenze stampa ai saloni dell'auto invernali, un telefonino dove riceveva gli aggiornamento in tempo reale dei crono durante i test invernali. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marchionne, Sergio}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] 53x2nftllgf5k342rfdk026sp86572q 1429874 1429870 2026-10-18T01:39:49Z Danyele 19198 /* Citazioni di Sergio Marchionne */ elimino citazione non significativa / fix minori 1429874 wikitext text/x-wiki [[File:Sergio Marchionne.jpg|thumb|right|Sergio Marchionne nel 2007]] '''Sergio Marchionne''' (1952 – 2018), dirigente d'azienda italiano naturalizzato canadese. ==Citazioni di Sergio Marchionne== {{cronologico}} *[...] il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento e dunque è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi. Se avessi tagliato metà dei dipendenti, a parità di volumi, non avrei riportato Fiat Auto al pareggio. Quando si perdono 3 milioni di euro al giorno, come succedeva fino a due anni fa, e uno pensa che sia colpa degli operai vuol dire che ha saltato qualche ponte sulla sua strada. Questi sono metodi che forse possono andar bene nel sistema anglosassone, ma che da noi non funzionano.<ref>Dall'intervista di Salvatore Tropea ''[http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/economia/fiat-8/intervista-marchionne/intervista-marchionne.html "Abbiamo risanato la Fiat senza Stato e senza stranieri"]'', ''repubblica.it'', 21 settembre 2006.</ref> *Concentrarsi su se stessi è una così piccola ambizione.<ref>Dalla lectio magistralis per il conferimento della laurea ad honorem in Ingegneria gestionale, Politecnico di Torino, 27 maggio 2008.</ref> *[[Juventus Football Club|Juventus]] e [[FIAT]] sono esempi dell'eccellenza italiana nel mondo e, oltre alla popolarità, condividono alcuni valori fondamentali: l'importanza della squadra e delle persone, l'ambizione di puntare a risultati eccellenti, lo spirito competitivo e la coscienza che il successo non è mai permanente, ma va conquistato ogni giorno.<ref>Dalla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Jeep, 6 aprile 2012; citato in ''[https://web.archive.org/web/20120410043613/http://www.juventus.com/juve/it/news/orgogliosi%20di%20questo%20accordo «Orgogliosi di questo accordo»]'', ''juventus.com''.</ref> *Entrambi, Juventus e Jeep, cominciano con la [[J]]: in America è usata per insegnare ai bambini la lettera, allo stesso modo in cui viene usata la Juventus in italiano.<ref>Dalla presentazione dell'accordo di sponsorizzazione tra Juventus e Jeep, 6 aprile 2012; citato in ''[https://web.archive.org/web/20120410205541/http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/quijuve/articolo/lstp/449364/ "Jeep-Juve, matrimonio da 35 milioni"]'', ''lastampa.it'', 7 aprile 2012.</ref> *La [[Lancia (azienda)|Lancia]] non ha storia né in Europa né negli Usa, non ha nessun valore sul mercato internazionale. Abbiamo provato in tutti i modi, ma non c'è speranza, [...] non riusciamo a darle credibilità che le restituisca sopravvivenza.<ref>Dall'intervista di Roberto Napoletano al Festival dell'Economia di Trento, 2 giugno 2014; citato in ''[https://www.quattroruote.it/news/industria/2014/06/02/marchionne_a_trento_lancia_senza_valore_all_estero_restera_in_italia_.html Marchionne a Trento "Lancia senza valore all'estero, resterà in Italia"]'', ''quattroruote.it''.</ref> {{Int|''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/09_Settembre/23/intervento_marchionne_mercato_welfare.shtml «Una società liberale che vuole durare deve difendere chi è colpito dal cambiamento»]''|Dall'intervento al convegno de ''L'industria'', 22 settembre 2007; citato in ''corriere.it'', 23 settembre 2007.}} *Alcuni economisti sono convinti che il sistema europeo – per migliorare produttività, efficienza e profitti – debba convergere verso il modello americano. Non credo che questo tipo di convergenza sia possibile nel medio termine, ma non credo neppure sia auspicabile. *Qualche ragione c'è se gli investimenti esteri sono ancora così bassi. E queste ragioni si chiamano [[burocrazia]], servizi, infrastrutture, tasse e costi di gestione. Dalla mia esperienza personale, ho visto che i vincoli burocratici alla fine proteggono aziende inefficienti, aziende che non hanno prospettive di sviluppo e nella maggior parte dei casi scaricano i costi sui clienti. *Tutti questi ragionamenti valgono a maggior ragione per il Sud Italia, dove è prioritario colmare il gap nei confronti del resto del Paese. Ma la prospettiva con cui ci si deve muovere non può essere quella assistenziale. La cultura dell'assistenzialismo produce dipendenza e spegne lo spirito di iniziativa e il senso di responsabilità. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/03/marchionne-italia-vergognosa.html Marchionne: l'Italia è vergognosa]''|Dall'intervento alla Federazione dei Cavalieri, Firenze; citato in Massimo Vanni, ''la Repubblica'', 3 ottobre 2010.}} *Il Paese ha perso il senso istituzionale, la bussola è partita, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti. È difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in [[Italia]]. È vergognoso. *In questo clima di incertezza, aspettare la crescita senza fare nulla appare come un atto di fede. *In [[Europa]] si sta esternalizzando il [[welfare]] a carico delle aziende. Guardate il conto dell'Inps e chi sta pagando veramente la Cig. *Investiamo 20 miliardi di euro e prendiamo anche gli schiaffi. E invece stiamo cercando di trasformare una rete produttiva che oggi non può reggere, perché non è facile mantenere qui una fabbrica. *Le logiche economiche e finanziarie ci spingerebbero verso altri paesi che offrono condizioni più vantaggiose e maggiori certezze. Ma credo che la [[Fiat]] abbia il dovere di guardare prima di tutto all'Italia, per quello che ha sempre rappresentato e per quello che significa ancora oggi per il Paese. ===Citazioni non datate=== *Il vero problema dei manager è che più piramidi crei e peggio gestisci l'azienda. Se avessi tre vice sotto di me starei tutto il giorno a rompergli le scatole chiedendogli cosa stanno facendo. Più stretto è il controllo e peggio funziona l’azienda. È per questo che io ho 70 o 80 persone con le quali lavoro direttamente e così rompo loro le scatole in maniera più distribuita.<ref>Citato in Diego Catalano, ''[https://www.funoanalisitecnica.com/2023/08/red-bull-newey-orizzontale.html Red Bull: il segreto è "l'orizzontalità" di Newey]'', ''funoanalisitecnica.com'', 21 agosto 2023.</ref> *La [[leadership]] non è anarchia. In una grande azienda chi comanda è solo. La collective guilt, la responsabilità condivisa, non esiste. Io mi sento molte volte solo.<ref name="Savelli"/> *La [[lingua italiana]] è troppo complessa e lenta: per un concetto che in inglese si spiega in due parole, in italiano ne occorrono almeno sei.<ref name="Savelli"/> *Quando ho iniziato l'università [...] ho scelto [[filosofia]]. L'ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me. Poi ho continuato studiando tutt'altro [...]. Non so se la filosofia mi abbia reso un avvocato migliore o mi renda un amministratore delegato migliore. Ma mi ha aperto gli occhi, ha aperto la mia mente ad altro.<ref name="Savelli">Citato in Fabio Savelli, ''[https://www.corriere.it/economia/18_luglio_21/eredita-sergio-marchionne-14-anni-timone-fca-montezemolo-ferrari-8ab89348-8cbf-11e8-a028-9f549fd88b33.shtml Sergio Marchionne, 14 anni al timone di Fca: «Chi comanda è solo» {{!}} Che cosa sappiamo delle sue condizioni]'', ''corriere.it'', 21 luglio 2018.</ref> ==Citazioni su Sergio Marchionne== *Alcuni intellettuali e politici hanno etichettato Marchionne come "cattivo manager", che investe poco e punta solo ad abbattere il costo del lavoro. C'è del vero in queste accuse, ma bisogna rendersi conto che esse sono superficiali. In un certo senso potremmo considerarle simmetriche all'affrettato elogio del "capitalista buono" che gli veniva rivolto non moltissimo tempo fa. La verità è che Marchionne non è né buono né cattivo: egli è solo una equazione, è una mera funzione del meccanismo di riproduzione del capitale. Finché a un manager viene concesso, questi minaccerà sempre di effettuare investimenti lì dove le opportunità di sfruttamento del lavoro e i relativi profitti sono maggiori. ([[Emiliano Brancaccio]]) *Devo a Marchionne tantissimo, ebbe il coraggio di dare fiducia ad un giovane di 37 anni, lanciandomi nel mondo dell'alta dirigenza. Assegnarmi la responsabilità del marchio Fiat e della 500 fu una sua scommessa; da lì dipendeva tanto del futuro della Fiat. Non dimenticherò mai la notte, a Torino, in cui avvenne la presentazione della vettura, camminavamo per la strada, la gente ci salutava, batteva le mani a Marchionne, era felice, la Fiat era ripartita. ([[Luca de Meo]]) *Di una levatura incredibile, estremamente esigente e duro, ma con una profondità che veniva dai suoi studi di filosofia. Aveva il dono della sintesi. ([[Flavio Manzoni]]) *È stato un uomo eccezionale, ma di finanza e non di prodotto. Ha salvato la Fiat, bisogna rendere onore al suo temperamento. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *Grazie a Marchionne ho imparato moltissimo. Ma è stata altrettanto dura. Sono stato uno dei manager a lui più vicini e un amico. [...] Lui ci teneva che apprezzassi la sua grappa, ma a me non piaceva. Una notte glielo confessai. Il giorno dopo, per dispetto, mi fece arrivare a casa cento bottiglie della migliore grappa Berta. [...] era una persona meravigliosa ma non facile. Aveva il fare e lo stile del pater familias. Era molto premuroso, ma dovevi sempre sorprenderlo. Quando si abituava a te iniziava ad allontanarti. Io ero condannato a stupirlo sempre. ([[Olivier François]]) *Il più grande comunicatore del settore. Se lui decide che produrre automobili in Italia sia meno efficiente che in Canada, allora vanno eliminate le fabbriche italiane. E tutti in coro: "Grande Marchionne!". Lui è una rock star del mondo automobilistico. Non vuol dire pero che la Fiat o la Chrysler ci saranno fra 50 anni (o fra 20 anni...). ([[Mike Robinson (designer)|Mike Robinson]]) *Il suo unico valore era il business, il mercato, la [[Capitalismo|globalizzazione capitalistica]]. Dopo essersi appropriato di qualsiasi tipo di finanziamento pubblico ha trasferito la sede legale e fiscale all'estero, lasciando in Italia stabilimenti vuoti. ([[Marco Rizzo]]) *Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l'Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo Amministratore Delegato. ([[Diego Della Valle]]) *{{NDR|Il}} mago Otelma delle 4 ruote, che non fa una macchina, mentre gli imprenditori si misurano dai loro prodotti. ([[Diego Della Valle]]) *È un talento assoluto, bravissimo sul piano operativo. Ma ama essere in charge. Per un sottoposto è difficilissimo avere a che fare con un uomo così forte, e con tutto quel carisma. ([[Bernie Ecclestone]]) *L'esempio che Sergio ci da è il coraggio, il coraggio di non avere paura, ma al contrario affrontare le avversità. E se i problemi, come spesso, in qualunque organizzazione sono legati alle persone, credere nell’abilità e nella capacità delle persone di fare grandi cose è indubbiamente quello che lui ha fatto, in numerose occasioni. ([[John Elkann]]) *{{NDR|Sulle dichiarazioni di Sergio Marchionne sulla scarsa attrattività dell'Italia}} Marchionne mi sembra che ieri abbia dimostrato di essere un po' più canadese che italiano, visto che è italo-canadese. [...] Ha detto una cosa che sarebbe normale se detta da uno che non è un top manager italiano, ma è un po' paradossale che lo dica l'amministratore delegato della Fiat perché, se è ancora un grande colosso, è stato perché c'è stato il contribuente italiano a garantirlo. ([[Gianfranco Fini]]) *Marchionne non nasce dal nulla, Marchionne nasce da decenni nel corso dei quali diritti, legalità e magistratura sono stati oggetto di un attacco violento. Chi parla della [[FIOM]] come di un sindacato aggressivo sbaglia obiettivo: l'aggressività e la violenza sono dall'altra parte. ([[Stefano Rodotà]]) *Marchionne non va demonizzato. [...] Anche se la Fiat ha ricevuto ingenti contributi dallo Stato ha cento ragioni, come quando parla di perdita della competitività in [[Italia]] o degli stranieri che non investono nel nostro Paese. Dice cose sacrosante, non riesco a dargli torto. Bisogna rendersi conto della realtà, altrimenti la Fiat chiude le saracinesche delle fabbriche e va in [[Serbia]]. ([[Pier Ferdinando Casini]]) *Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che "non potrà riprendere l'attività lavorativa", i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall'Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell'ultima uscita pubblica di Sergio Marchionne, il 26 giugno, lui un po' gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà. ([[Maurizio Crosetti]]) *Sia negli Usa che in Europa, è toccato a un professionista multidimensionale, che però non era un ''car guy'' – ma un avvocato, certificatore di aziende, ottimizzatore finanziario, riassicuratore per le imprese – salvare due marchi storici che erano falliti. ([[Oscar Giannino]]) ===[[Alberto Sabbatini]]=== *A Torino Marchionne arrivò praticamente da sconosciuto nel 2004. Era appena morto Umberto Agnelli e la famiglia aveva estromesso brutalmente l'ad Giuseppe Morchio, che aveva avuto l'ardore di chiedere, direttamente al funerale di Umberto, di entrare come socio nell'azienda. Ma chi mettere al suo posto? Montezemolo fu scelto presidente, ma a chi affidare il gravoso compito della gestione quotidiana dell'azienda che deve sorbirsi l'amministratore delegato? Qualcuno si ricordò che Umberto Agnelli, prima di morire, aveva parlato benissimo di un tal Sergio Marchionne, esperto di economia, italiano di Chieti emigrato in Canada e ora cittadino svizzero che dirigeva una piccola compagnia finanziaria satellite del gruppo, la Sgs. Marchionne fu convocato e assunse l'incarico. All'epoca indossava ancora giacca e cravatta. La Fiat a quell'epoca aveva un indebitamento di qualcosa come otto miliardi di euro. Era alle soglie del fallimento. In cassa c'erano soldi per pochi mesi di stipendio delle maestranze. Marchionne all'inizio non diresse direttamente il settore dell'auto, ma l'intero gruppo industriale. C'erano altri manager alla guida di Fiat, Alfa e Lancia. Un ingegnere austriaco e uno tedesco ex BMW. Bastò un anno e mezzo a Marchionne per capire che non facevano al caso suo. [...] quei manager-tecnici erano lenti e troppo esitanti a prendere decisioni per riuscire a rivoluzionare. Erano abituati con calma, alla tedesca, a sperimentare ben bene prima di costruire. Marchionne gli fece capire che non c'era tempo. Mancavano i soldi per sopravvivere così a lungo se non si costruivano in fretta nuove auto da vendere per fare cassa. Li mandò via e assunse in prima persona l'incarico di amministratore delegato di Fiat Auto, Alfa e Lancia. Un finanziere alle prese con la meccanica. Cosa ci avrebbe capito? Qui è uscita fuori la grande dote di Marchionne [...]: saper individuare quelli bravi e sottostimati. E valorizzare il loro coraggio di osare. Così ha dato un impulso formidabile all'azienda e il primo anno nacque la nuova Punto, l'anno dopo la 500. Due boom. Con i soldi guadagnati la Fiat poté risollevare le finanze e investire sul futuro. *Si fa torto a qualcuno dicendo che Sergio Marchionne è stato il più grande manager italiano del dopoguerra? Manager, non imprenditore, capiamoci bene. Marchionne non ha posseduto società, ma le ha gestite, le ha fatte funzionare e ne ha decuplicato il valore ricavando profitti miliardari ai proprietari ma garantendo anche il lavoro a centinaia di migliaia di dipendenti. Basta questo a renderlo il più grande. È l'uomo che nel bene e nel male ha salvato la Fiat, rilanciato la Ferrari e cambiato profondamente la stessa società italiana. Sia a livello industriale che sociale. Non solo Marchionne ha trasformato un'azienda privata italiana in un gruppo industriale globale con radici sparse fra l'Europa e gli Stati Uniti, ma ha anche cambiato le regole del gioco fra impresa e lavoratori. Ha introdotto il concetto di flessibilità cancellando abitudini di accordi sindacali consolidati e uscendo persino da Confindustria per agire più liberamente. Soprattutto, cosa cui non tutti gli rendono sufficiente merito, ha salvato la Fiat dal fallimento. Senza di lui centomila dipendenti non avrebbero più avuto un lavoro dopo il 2004. Quando gli sono state affidate le redini della Fiat, nel 2004, la società era in profonda crisi e capitalizzava poco più di 5 miliardi di euro. Era tecnicamente fallita. Non aveva i soldi per pagare i propri debiti e gli stipendi nei mesi successivi. In quattordici anni Marchionne l'ha portata a un valore complessivo di oltre 65 miliardi facendola diventare la settima industria automobilistica del mondo, scorporando e quotando in borsa la Ferrari che prima era parte del gruppo Fiat mentre poi, da sola, ha capitalizzato quasi 25 miliardi. Marchionne insomma ha creato valore per le aziende che guidava e ha creato lavoro per i dipendenti Fiat salvando l'azienda dal fallimento. Questo merito nessuno, nemmeno il più acerrimo dei suoi nemici come i sindacalisti della Fiom che l'hanno spesso combattuto, potrà mai toglierglielo. *Tre sono stati i grandi meriti di Marchionne che col senno di poi hanno salvato la Fiat dal fallimento. Primo e meno conosciuto, ma basilare per il futuro, è la rinegoziazione del famoso "convertendo" con la General Motors. Nel 2005 Marchionne è riuscito a farsi pagare dagli americani un miliardo e mezzo di euro per svincolarli da un impegno firmato cinque anni prima che non volevano più rispettare. Quei soldi, versati nelle casse torinesi, hanno ridato ossigeno ai conti Fiat. Con quel denaro Marchionne si è pagato lo sviluppo dei nuovi modelli Panda, Punto e 500 prodotti fra il 2006 e il 2007 che hanno portato altri capitali freschi. La terza grande impresa è stata l'aver acquistato nel 2009 la quasi fallita Chrysler a costi ridottissimi grazie alla mediazione di Obama e del governo Usa. Cosa che gli ha portato in dote anche la Jeep che è diventata la vera fabbrica di soldi del gruppo FCA [...]. La Ferrari è un successo a parte. Il suo fiore all'occhiello. La sua passione recente. Che gli piaceva così tanto da tenere sempre sott'occhio, durante le conferenze stampa ai saloni dell'auto invernali, un telefonino dove riceveva gli aggiornamento in tempo reale dei crono durante i test invernali. ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Marchionne, Sergio}} [[Categoria:Dirigenti d'azienda italiani]] my7qcccranx5q2e6uqy0dk5oqhcszzr Incipit/R 0 17343 1429812 1414965 2026-10-17T14:13:14Z Gaux 18878 /* R */ Umberto Ronca: Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII 1429812 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{incipit|lettera=R}}</noinclude> ==R== <span id="Ra"></span> *'''[[Jonathan Raban]]''' **Bad Land *'''[[François Rabelais]]''' **Gargantua e Pantagruele *'''[[Pierre Rabhi]]''' **Manifesto per la terra e per l'uomo *'''[[Mauro Raccasi]]''' **Codice Haggards **I Guerrieri dei Fiordi **Il Guerriero di Stonehenge **Il regno di Conan **La Spada del Druido *'''[[Giacomo Racioppi]]''' **La spedizione di Carlo Pisacane a Sapri *'''[[John Rackham]]''' **Pericolo da Vega **Pianeta di disciplina *'''[[Ann Radcliffe]]''' **Il romanzo della foresta **La camera dei fantasmi *'''[[Aleksandr Nikolaevič Radiščev]]''' **Viaggio da Pietroburgo a Mosca *'''[[Federico Raffaele]]''' **L'individuo e la specie *'''[[Giuseppe Raffaelli]]''' **Nomotesia penale *'''[[Naomi Ragen]]''' **Una moglie a Gerusalemme *'''[[Atiq Rahimi]]''' **Pietra di pazienza *'''[[Raimondo da Capua]]''' **Legenda maior sanctae Catharinae Senensis *'''[[Pio Rajna]]''' **Le fonti dell'Orlando Furioso *'''[[Aron Ralston]]''' **127 ore *'''[[Bernardino Ramazzini]]''' **Le malattie degli artefici *'''[[Lars Rambe]]''' **Il mosaico di ghiaccio **Incubo bianco *'''[[Gianfrancesco Rambelli]]''' **Elogio del cavalier Vincenzo Monti *'''[[Fabrizia Ramondino]]''' **Althénopis **La colombaia **Taccuino tedesco *'''[[Federico Rampini]]''' **Il secolo cinese **L'ombra di Mao *'''[[Giovan Battista Ramusio]]''' **Navigazioni e viaggi *'''[[Ayn Rand]]''' **Noi vivi *'''[[Cecilia Randall]]''' **Hyperversum *'''[[Antonio Ranieri]]''' **Ginevra o l'orfana della Nunziata *'''[[Christoph Ransmayr]]''' **Il morbo Kitahara *'''[[Cesare Ranzoli]]''' **Il caso nel pensiero e nella vita **Il linguaggio dei filosofi **L'idealismo e la filosofia *'''[[Mario Rapisardi]]''' **Africa orrenda **Atlantide **Lucifero *'''[[Francesco Rapolla]]''' **Difesa della giurisprudenza *'''[[Jennifer Rardin]]''' **Love Blood. Il potere del vampiro *'''[[Sigmund Rascher]]''' **Impostazione dell'esperimento *'''[[Rudolf Erich Raspe]]''' **Il barone di Münchhausen *'''[[Sara Rattaro]]''' **Un uso qualunque di te *'''[[Carlo Giuseppe Ratti]]''' **Notizie storiche sincere intorno la vita e le opere del celebre pittore Antonio Allegri da Correggio *'''[[Susanna Raule]]''' **Anatomia di uno statista **I ricordi degli specchi **Il Club dei Cantanti Morti **L'architettura segreta del mondo **L'ombra del commissario Sensi **Satanisti perbene *'''[[Armando Ravaglioli]]''' **I primi anni di Roma capitale **Il Ghetto di Roma **Il Tevere **Roma città aperta **Roma inizio secolo *'''[[Gianfranco Ravasi]]''' **Ritorno alle virtù *'''[[Lidia Ravera]]''' **La guerra dei figli *'''[[Marjorie Kinnan Rawlings]]''' **Il cucciolo **Le mele d'oro *'''[[Satyajit Ray]]''' **La notte dell'indaco *'''[[Camila Raznovich]]''' **Lo rifarei *'''[[Cesare Razzaboni]]''' **Elogio di Domenico Guglielmini <span id="Rb"></span> <span id="Rc"></span> <span id="Rd"></span> <span id="Re"></span> *'''[[Domenico Rea]]''' **La dismissione **Ninfa plebea *'''[[Ermanno Rea]]''' **Fuochi fiammanti a un'hora di notte **La dismissione *'''[[Dominique Aury|Pauline Réage]]''' **Histoire d'O *'''[[Ermete Realacci]]''' **Green Italy *'''[[Agostino Reale]]''' **Osservazioni risguardanti l'opera Instituzioni del diritto civile austriaco *'''[[Michael Reaves]]''' **Nelle mani dei maligni *'''[[Clemente Rebora]]''' **Poesie *'''[[John Rechy]]''' **Città di notte *'''[[Élisée Reclus]]''' **L'origine animale dell'uomo **Nuova geografia universale: la Terra e gli uomini *'''[[Francesco Redi]]''' **Bacco in Toscana **Esperienze intorno a diverse cose naturali, e particolarmente a quelle, che ci son portate dall'Indie **Esperienze intorno alla generazione degl'insetti **Lettera di Francesco Redi, gentiluomo Aretino sopra alcune opposizioni fatte alle sue osservazioni intorno alle vipere **Lettera intorno all'invenzione degli occhiali **Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi **Osservazioni intorno alle vipere fatte da Francesco Redi *'''[[John Reed]]''' **I dieci giorni che sconvolsero il mondo *'''[[Kit Reed]]''' **Canti di guerra **Costume canino **Il vostro nuovo io **L'Atelier delle facce nuove **La vite **Winston *'''[[Celia Rees]]''' **Il viaggio della strega bambina **La ragazza con le pistole *'''[[Martin Rees]]''' **Prima dell'inizio *'''[[Arthur B. 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Antonio Rocco filosofo peripatetico *'''[[Henri-Pierre Roché]]''' **Jules e Jim *'''[[Gianni Rodari]]''' **C'era due volte il barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio **Il libro degli errori **La freccia azzurra **La macchina per fare i compiti e altre storie di Gianni Rodari **Le avventure di Cipollino **Tante storie per giocare *'''[[Georges Rodenbach]]''' **Bruges la morta *'''[[Rodolfo il Glabro]]''' **Cronache dell'anno mille *'''[[Mercè Rodoreda]]''' **La piazza del Diamante *'''[[Juan Rodríguez Freyle]]''' **El Carnero *'''[[Marie-Sabine Roger]]''' **Una testa selvatica *'''[[Morgan Callan Rogers]]''' **Un cuore rosso rubino in un freddo mare blu *'''[[Sharon Carter Rogers]]''' **Baby doll *'''[[Gerhard Rohlfs]]''' **Tripolitania *'''[[Sax Rohmer]]''' **Magia nera *'''[[René François Rohrbacher]]''' **Storia universale della Chiesa cattolica *'''[[Fernando de Rojas]]''' **La Celestina *'''[[Luigi Rolando]]''' **Saggio sopra la vera struttura del cervello dell'uomo e degli animali *'''[[James Rollins]]''' **Amazzonia **La città sepolta **Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo *'''[[Ettore Romagnoli]]''' **Introduzione a Le Commedie di Aristofane **Minerva e lo scimmione *'''[[Lalla Romano]]''' **Dall'ombra **Le parole tra noi leggere **Una giovinezza inventata *'''[[Sergio Romano]]''' **Libera Chiesa. 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Rosen]]''' **Il vegetarianesimo e le religioni del mondo *'''[[Alfred Rosenberg]]''' **Il Mito del XX secolo *'''[[Arthur Rosenberg]]''' **Origini della Repubblica tedesca 1871-1918 *'''[[Giovanni Rosini]]''' **La monaca di Monza *'''[[Antonio Rosmini]]''' **Breve schizzo dei sistemi di filosofia moderna e del proprio sistema *'''[[Meg Rosoff]]''' **Se fossi Dio... *'''[[Rossana Rossanda]]''' **La ragazza del secolo scorso *'''[[Marco Rossari]]''' **Nel cuore della notte *'''[[Carlo Rosselli]]''' **Socialismo liberale *'''[[Nello Rosselli]]''' **Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano **Mazzini e Bakunin **Saggi sul Risorgimento *'''[[Adolfo Rossi]]''' **Nel paese dei dollari (Tre anni a New-York) *'''[[Cesare Rossi]]''' **Personaggi di ieri e di oggi *'''[[Valentino Rossi]]''' **Pensa se non ci avessi provato *'''[[Vasco Rossi]]''' **La versione di Vasco *'''[[Vittorio Giovanni Rossi]]''' **Oceano **Pelle d'uomo **Sabbia **Tropici *'''[[Michel Rostain]]''' **Il figlio *'''[[Edmond Rostand]]''' **Cyrano de Bergerac **L'Aiglon *'''[[Michail Ivanovič Rostovcev]]''' **Storia economica e sociale dell'impero romano *'''[[Gerhard Roth]]''' **Il lago *'''[[Henry Roth]]''' **Chiamalo sonno *'''[[Joseph Roth]]''' **Confessione di un assassino **Ebrei erranti **Giobbe **Il peso falso **Il profeta muto **La cripta dei cappuccini **La leggenda del santo bevitore **La marcia di Radetzky *'''[[Philip Roth]]''' **Addio, Columbus **Everyman **Ho sposato un comunista **Il complotto contro l'America **Il teatro di Sabbath **La lezione di anatomia **La macchia umana **La mia vita di uomo **La nostra gang **Lamento di Portnoy **Nemesi **Pastorale americana **Zuckerman scatenato *'''[[Veronica Roth]]''' **Divergent **Four **Insurgent *'''[[Patrick Rothfuss]]''' **Il nome del vento **La paura del saggio *'''[[Jacques Roubaud]]''' **Il rapimento di Ortensia *'''[[Denis de Rougemont]]''' **L'amore e l'Occidente *'''[[Jean-Jacques Rousseau]]''' **Emilio **Giulia o la nuova Eloisa **Il contratto sociale **Le confessioni **Le passeggiate solitarie *'''[[Raymond Roussel]]''' **Locus solus *'''[[Giuseppe Rovani]]''' **Cent'anni **Manfredo Palavicino, o, I francesi e gli sforzeschi **Valenzia Candiano *'''[[Paolo Roversi]]''' **La mano sinistra del diavolo *'''[[Gerolamo Rovetta]]''' **Baby e i tiranni minimi **I Barbarò **Il tenente dei Lancieri **L'idolo **La baraonda **Mater dolorosa **Ninnoli *'''[[Mark Rowlands]]''' **Il lupo e il filosofo *'''[[J. K. Rowling]]''' **Harry Potter e la pietra filosofale **Harry Potter e la camera dei segreti **Harry Potter e il prigioniero di Azkaban **Harry Potter e il calice di fuoco **Harry Potter e l'ordine della fenice **Harry Potter e il principe mezzosangue **Harry Potter e i Doni della Morte **Il baco da seta **Il richiamo del cuculo **Il Seggio Vacante **L'Ickabog **La via del male **Le Fiabe di Beda il Bardo *'''[[Arundhati Roy]]''' **Il Dio delle piccole cose **Il ministero della suprema felicità <span id="Rp"></span> <span id="Rq"></span> <span id="Rr"></span> <span id="Rs"></span> <span id="Rt"></span> <span id="Ru"></span> *'''[[Carlo Rubbia]]''' **Il dilemma nucleare *'''[[Maximilien Rubel]]''' **Karl Marx. Saggio di biografia intellettuale *'''[[Dawid Rubinowicz]]''' **Diario 1940-42 *'''[[Rudy Rucker]]''' **Fantasma in carne e ossa **Monumento alla Terza Internazionale **Signore dello spazio e del tempo *'''[[George Rudé]]''' **Robespierre *'''[[Hans-Ulrich Rudel]]''' **Il pilota di ferro *'''[[Hans Ruesch]]''' **I Mammà e Papà **Imperatrice nuda *'''[[Francesco Ruffini]]''' **La giovinezza del conte di Cavour **Vittorio Emanuele II *'''[[Giovanni Ruffini]]''' **Il dottor Antonio *'''[[Paolo Ruffini (matematico)|Paolo Ruffini]]''' **Riflessioni critiche sopra il saggio filosofico intorno alle probabilità del sig. conte Laplace *'''[[Giordano Ruffo]]''' **Tractatus de morbo et sanitate equorum *'''[[Giampaolo Rugarli]]''' **Per i pesci non è un problema *'''[[Otto Rühle]]''' **Il coraggio dell'utopia. Piani per la costruzione di una nuova società *'''[[Juan Ruiz]]''' **Il libro del buon amore *'''[[Carlos Ruiz Zafón]]''' **Il gioco dell'angelo **Il labirinto degli spiriti **Il Palazzo della Mezzanotte **Il prigioniero del cielo **Il principe della nebbia **L'ombra delArnold Zweig vento **Le luci di settembre **Marina *'''[[Juan Rulfo]]''' **La morte al Messico **Pedro Páramo *'''[[Salman Rushdie]]''' **Est, Ovest **I figli della mezzanotte **I versi satanici **La terra sotto i suoi piedi *'''[[John Ruskin]]''' **Le pietre di Venezia **Mattinate fiorentine *'''[[Joanna Russ]]''' **Anime **Cara Emily **Female man **I viaggi straordinari di Amélie Bertrand **Picnic su Paradiso *'''[[Bertrand Russell]]''' **I fondamenti della geometria **I principi della matematica **I problemi della filosofia **Introduzione alla filosofia matematica **L'analisi della mente **La conquista della felicità **Matrimonio e morale **Perché non sono cristiano **Ritratti a memoria *'''[[Eric Frank Russell]]''' **Galassia che vai **Il bottone del panico **Il vegano **Io sono niente *'''[[Ray Russell]]''' **La gabbia *'''[[Innocenzo Alfredo Russo]]''' **San Pasquale Baylón *'''[[John A. Russo]]''' **La notte dei morti viventi *'''[[Pippo Russo]]''' **L'invasione dell'ultracalcio **Sport e società *'''[[Carlo Ruta]]''' **Narcoeconomy *'''[[Edward Rutherfurd]]''' **I ribelli d'Irlanda **Sarum *'''[[Ruzante]]''' **Bilora **Il reduce, o Parlamento de Ruzante che iera vegnú de campo **La Moscheta <span id="Rv"></span> <span id="Rw"></span> <span id="Rx"></span> <span id="Ry"></span> *'''[[Cornelius Ryan]]''' **Il giorno più lungo **Quel giorno che sbarcarono in Normandia *'''[[Han Ryner]]''' **La torre dei popoli <span id="Rz"></span> 4n2yeumc7e4zysbj9zcbupxvc539qc3 S. N. Behrman 0 21764 1429903 1257974 2026-10-18T09:25:58Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429903 wikitext text/x-wiki [[File:Behrman-1938.jpg|thumb|S. N. Behrman nel 1938]] '''Samuel Nathaniel Behrman''' (1893 – 1973), scrittore, commediografo e sceneggiatore statunitense. ==''L'universo di Thornton Wilder''== ===[[Incipit]]=== Tredici anni fa, [[Thornton Wilder]] e io scoprimmo con piacere di essere stati invitati alla Casa Bianca per un pranzo in onore dell'allora ministro francese della cultura, [[André Malraux]], e decidemmo subito di andarci insieme. Lui sarebbe passato a prendere me e mia moglie in albergo; in cambio io gli avrei fatto trovare pronto il suo cocktail preferito. Lo bevve di gusto e fece felice mia moglie, poco convinta dell'abito che indossava, dicendole che quel vestito gli ricordava il cigno nero della Tasmania ed era così aggrazziato che sembrava quasi danzare da solo. Illustrò il concetto con lunghi e lenti movimenti delle braccia e mia moglie ritrovò il suo buonumore. ===Citazioni=== *Il fatto è che Thornton Wilder non è solo un commediografo, un romanziere e un poeta, ma un uomo dagli interessi universali. Ha detto il regista [[Garson Kanin]]: «Quando mi chiedono che università ho frequentato, sono tentato di rispondere la "Thornton Wilder".» *''The Bridge of San Luis Rey'' ha dato a Wilder la celebrità. Ma a differenza di certi scrittori, lui ha sempre evitato di isolarsi frequentando solo gente dell'ambiente letterario. *Ho riletto di recente tutte le commedie di Thornton Wilder. In ognuna si avverte il suo amore per l'umanità tra due individui. Wilder sa che l'oggetto del suo amore non è scevro di errori e di colpe, ma queste non fanno che intensificare la sua passione. È consapevole della crudeltà e delle ingiustizie del mondo, e tuttavia crede in un sostrato di umana bontà. {{NDR|Samuel Nathaniel Behrman, ''L'universo di Thornton Wilder'', ''Selezione dal Reader's Digest'', ottobre 1974}} ==Filmografia== *''[[La regina Cristina]]'' (1933) *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[Quo vadis (film 1951)|Quo vadis]]'' (1951) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Drammaturghi statunitensi|Behrman, Samuel Nathaniel]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi|Behrman, Samuel Nathaniel]] [[Categoria:Scrittori statunitensi|Behrman, Samuel Nathaniel]] [[Categoria:Commediografi]] m7ycypo5f94v30u9y7zvnh8s26xw5wk Cielo di piombo, ispettore Callaghan 0 24672 1429830 1348482 2026-10-17T16:28:00Z ~2026-55650-06 108717 /* */ Aggiunto interprete. 1429830 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Cielo di piombo ispettore Callaghan |immagine= |titolooriginale=The Enforcer |paese=USA |anno=1976 |genere=poliziesco |regista= [[James Fargo]] |soggetto= [[Gail Morgan Hickman]] |sceneggiatore= [[Dean Riesner]] |attori= *[[Clint Eastwood]]: Ispettore "Dirty" Harry Callaghan *[[Tyne Daly]]: Kate Moore *[[Harry Guardino]]: Lt. Al Bressler *[[Bradford Dillman]]: Cap. McKay *[[John Mithcum]]: Isp. Frank DiGiorgio *[[John Crawford]]: Sindaco *[[Samantha Doane]]: Wanda *[[Rudy Ramos]]: Mendez, il rapinatore del negozio di liquori |note= }} '''''Cielo di piombo, ispettore Callaghan''''', film statunitense del 1976, regia di [[James Fargo]]. == Frasi == {{cronologico}} *Se muovi solo un dito, ti ordino un vestitino di legno. ('''Frank DiGiorgio''') * Quando uno vuol fare lo spaccalegna deve imparare a maneggiare l'accetta. ('''Harry Callaghan''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''DiGiorgio''' {{NDR|Callaghan torna da un colloquio con dei rapinatori che hanno in mano degli ostaggi}}: Allora, che vogliono?! <br />'''Harry Callaghan''': Una macchina! <br />'''DiGiorgio''': E che cosa vuoi fare? <br />'''Harry Callaghan''': Gliela porto. <br /> *'''Frank DiGiorgio''': Perché uno è tanto scemo da fare il poliziotto?<br />'''Harry Callaghan''': Quando lo avrai saputo, telefonami! *'''Callaghan''': Se lei mi permette io avrei da fare. <br>'''Cap. McKay''': Non in questo reparto. <br>'''Callaghan''': Come?<br>'''Cap. McKay''': È stato trasferito al personale. <br>'''Callaghan''': Al personale? Li ci mandi i deficienti. <br>'''Cap. McKay''': Ho lavorato al personale per 10 anni!<br>'''Callaghan''': Già... *'''Kate Moore''': Io creo definizioni tutte mie, per esempio lei è il moderno don Chisciotte con la sua magnum 44. Tutti i poliziotti della città si contentano di una 38 o una 357, lei perché si porta dietro quel cannone?<br>'''Harry Callaghan''': Perché voglio colpire dove miro, la 357 è una bell'arma ma con la 38 non si riesce neanche a sgraffiarli certi parabrezza. *'''Kate Moore''': Alcatraz. <br /> '''Harry Callaghan''': Posto poco allegro. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Cielo di piombo, ispettore Callaghan''|w}} {{L'ispettore Callaghan}} [[Categoria:Film polizieschi]] 1u4siy12caf9hs9xi7sgkqqfm8maoy7 Champagne 0 25765 1429899 1383499 2026-10-18T09:24:08Z Spinoziano 2297 +1 1429899 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Champagne.jpg|thumb|Champagne]] Citazioni sullo '''champagne'''. *''A champagne donato | non si guarda in coppa.'' ([[Marcello Marchesi]]) *Al di sopra degli otto gradi, lo champagne è camomilla. (''[[Bella di giorno]]'') *C'è sempre un momento nella vita d'una donna in cui la sola cosa che serve è una coppa di champagne. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'') *''Chi ha inventato lo champagne | è chiaro, è lampante, | aveva proprio noi in mente. | Chi ha inventato lo champagne | non poteva ignorare | quel che volevamo fare. | Vogliam volare su un mare di champagne | e gridare tutt'intorno | da che mondo è mondo | né donna né uomo | è mai stato felice quanto lo siamo noi.'' (''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'') *– Credevo che lo champagne fosse molto forte: è delicato. È possibile ubriacarcisi?<br>– Be', può anche succedere. Ma se uno lo beve brindando al proprio amore, ne vale la pena. (''[[Ninotchka]]'') *Dev'essere una specie di limonata. (''[[Il pranzo di Babette]]'') *Già nel XIX secolo i produttori di champagne diffusero una finta citazione attribuita a Madame Pompadour secondo cui «le champagne est le seul vin qui laisse la femme belle après boire». Ma a quei tempi, almeno, l'ipocrisia si fermava un centimetro prima del ridicolo e sotto la parrucca incipriata della Pompadour non mettevano in caratteri minuscoli la scritta "bevi responsabilmente". ([[Tommaso Labranca]]) *Grandi vigneti, grandi botti lì a invecchiare, perché poi un povero sciocco lo assaggi solo perché una donnetta possa dire che quel vino le stuzzica il nasino! (''[[Caccia al ladro]]'') *Il tratto più aristocratico della bottiglia di champagne è che non consente che le si rimetta il tappo. ([[Ramón Gómez de la Serna]]) *La vita deve essere radiosa, dobbiamo mantenerla allegra e frizzante come lo champagne. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]'') *La vita è troppo breve per bere prosecco. Champagne ci vuole! (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *Le avventure amorose cominciano nello champagne e finiscono nella camomilla. ([[Valery Larbaud]]) *Lo champagne è una panacea nei momenti bui. (''[[Broken Sword 5: La maledizione del serpente]]'') *Non mi importa se il resto è di seconda scelta ma lo champagne lo voglio buono. (''[[Non tradirmi con me]]'') *Non ricordo di aver mai bevuto champagne di prima mattina. Con la prima colazione in molte occasioni. Ma mai prima della prima. (''[[Colazione da Tiffany]]'') *Nulla è più inebriante d'una coppa di champagne bevuta presso il letto d'una bella donna. (''[[So che mi ucciderai]]'') *Portaci due, no, tre bottiglie di quel vino buono che i capitalisti stranieri e anche i comunisti ingozzano con tanto gusto. Champagne! (''[[Addio Kira!]]'') *Quando sposi lo champagne non lo scambi più con la birra, non lo molli più. (''[[L'uomo leopardo]]'') *Quanto allo ''champagne'', chi non sa che è il miglior tonico che esista? Non posso farne a meno. ([[Rosamond Lehmann]]) *Solletica andando giù ed è molto caro, perciò mi piace. (''[[L'ultima conquista]]'') *Uh, champagne! Per lavarmi le macchie dalla coscienza. (''[[La signora Skeffington]]'') *Una coppa di champagne e due estranei diventano amici per la pelle. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'') ==Voci correlate== *[[Alcolismo]] *[[Bevanda alcolica]] *[[Vino]] *[[Vino spumante]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo|wikt}} [[Categoria:Enologia]] qs2q57aa1bahdrjztca469t0pdcrw9j Lingua latina 0 38901 1429811 1366362 2026-10-17T14:06:23Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Umberto Ronca 1429811 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:IL - Vocabolario della lingua latina 4ª edizione.jpg|thumb|IL vocabolario di latino]] Citazioni sulla '''lingua latina'''. ==Citazioni== *''Che me ne faccio del latino-no-no-no-no | se devo dire pane al pane-ne-ne-ne-ne, | se devo dire vino al vino-no-no-no-no, | che me ne faccio del latino-no-no-no-no, | è un osso duro per me, | sapete perché lo devo studiar | ma non lo posso parlar, | non sono un cretino | ma sempre in latino prendo tre.'' ([[Gianni Morandi]]) *Così il latino idioma scorto da questa benigna luce, vittorioso de' molti e vari ostacoli che gli si mossero incontro, schivo d'ogni pompa, d'ogni superfluo, mirabile di gravità, di vigore e di precisione si avviò felicemente al suo pressoché intero rinnovamento, che allora solamente poté dirsi compiuto, quando Roma, dato fine alla guerra sociale, ebbe condotta tutta l'Italia all'ubbidienza delle sue leggi. ([[Michele Ferrucci]]) *Dicono che il latino sia una lingua morta, ma io dico che sta facendo un lungo riposo! (''[[Brooklyn Nine-Nine]]'') *È questa la lingua d'una civiltà universale che fu opera e gloria nostra; fu nel Medio Evo la lingua scritta d'ogni nazione; è anch'oggi la lingua comune dei dotti, e per il papato è una forza. L'Italia, morta nel resto, per la lingua latina visse; e finché immemore o distratta si lascia vincere dalla Germania, e da altre nazioni nel culto della madre lingua, {{sic|dee}} sentire che manca qualche cosa alla sua dignità. ([[Gaspare Finali]]) *È uno spettacolo ben triste quello a cui noi tutti i giorni assistiamo di ''sciaurati che mai non fur vivi''<ref>''Inferno'', canto III.</ref> richiamati a galla dal fiume dell'oblio, nel cui letto, a loro e a nostra pace, sarebbero pur tanto bene restassero adagiati, mentre invece, senza onor di gloria e di fiori, riposano nel cimitero della nostra letteratura poeti veramente ispirati e degni certo di culto e di ricordo. Ma tant'è! scrissero in latino; chi li capisce più? È già troppo se non si è dato lo sfratto a Cicerone e a Virgilio, come si sta per fare con Demostene e con Omero. Eppure, i più bei fiori del rinato latino, chi lo crederebbe? non son tanto sbocciati sui germogli dell'umanesimo, quanto sui nuovi getti del risorto volgare. ([[Ciro Trabalza]]) *E veramente il latino, per quanto sia convenzionalmente registrato fra le lingue morte, rientra da ogni parte nella vita vissuta di ogni giorno. C'entra con i riti della chiesa cattolica, con le massime e la procedura del diritto romano, con le tradizioni della filosofia medievale. Dal latino medesimo la storia naturale ha preso a prestito la nomenclatura scientifica degli animali e delle piante, come l'araldica ricorre ad esso per le divise e i motti. La Bibbia e i classici danno continuo argomento di citazioni, anche a chi non fa né il sacerdote né il maestro di scuola: e non solo ne sono piene le opere letterarie ma se ne vale largamente l'oratoria, e non meno quella sacra o forense, che quella civile, sia parlamentare, sia accademica, sia d'altro genere. ([[Giuseppe Fumagalli]]) *Escludete il latino ed il greco dalla vostra [[scuola]] e confinerete i vostri alunni entro angusti interessi limitati alla loro generazione ed a quella immediatamente precedente, tagliando fuori tanti secoli d'esperienza quasi che la razza umana fosse venuta al mondo nel 1500. ([[Thomas Arnold]]) *Il latino delle cancellerie e delle scuole, dei chierici e dei giureconsulti e dei phisici, saliva togato a palazzo, montava sulle cattedre, salmodiava, sentenziava, spediva ricette, venerabile al volgo; ma codesto volgo, che non ardiva certo contrastargli il primato, pur seguitava a cantare per le vie, a favoleggiar per le case, a disputar anche nelle sue adunanze, e della sua viva voce fermava anch'esso nelle carte una durevole testimonianza {{NDR|della [[Lingua italiana|lingua volgare]]}}. ([[Augusto Serena]]) *Il latino è come il pane che dà consistenza ad ogni alimento di dignità nazionale, se dobbiamo essere razza latina. ([[Camillo Benso, conte di Cavour]]) *Il latino, lingua parlata<br>Il prof. Guido Baccelli (1832-1916), medico e uomo politico, usava spesso la lingua latina, perché (diceva), essendo egli romano doveva parlare nella lingua dell'Urbe. Tommaso Tittoni, suo collega al Senato, ricordava che se Baccelli difendeva gli interessi dell'agricoltura esclamava: ''Omnium rerum ex quibus aliquid acquiritur nihil est agricultura melius''. Se proclamava la bonifica delle paludi pontine, apostrofava i colleghi col: ''Siccentur pomptinae paludes tamtunque agri reddatur Italiae''. Propugnava la piccola proprietà col ''Latifundia Italian perdidere''; e riassumeva il suo programma nel riunire ''res olim dissociabiles, principatum ac libertatem''.<br>Era una posa, certo, ma una posa simpatica. Di lui dicevano scherzando: «Cura i suoi pazienti in latino e li manda all'altro mondo in italiano». ([[Dino Provenzal]]) *Il tratto linguistico che contraddistingue in maniera precipua il Medioevo consiste nel ruolo del latino. Questa lingua, che perlomeno dal VI secolo non rappresentava più per nessuno la lingua madre, restava tuttavia la lingua più diffusa fra quelle vive: veniva normalmente parlata da tutte le persone di Chiesa, clero secolari o monaci, quindi da parecchia gente, specie nell'ambito dell'Occidente cristiano. Inoltre, rappresentava l'unica lingua colta: ogni forma di insegnamento intellettuale veniva impartita in latino; si era dotti soltanto se si riusciva a parlare latino; per molto tempo, e ancora intorno al mille, si scriveva praticamente soltanto in latino. ([[Edmond Pognon]]) *L'uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini. (''[[Sacrosanctum Concilium]]'') *La lingua dei Romani, come quella dei moderni Giapponesi, non conosceva bestemmie, e [[Giovanni Rajberti|Giovanni {{sic|Raiberti}}]], nel suo umoristico ''Viaggio di un ignorante'', facilmente riusciva a dimostrare impossibile il tradurre in latino quella buona filza di bestemmie che, urgendogli il bisogno di sacramentare, poteva tirar fuori dal caro dialetto natio, il milanese; e concludeva compiangendo i nostri poveri ragazzi condannati a studiare per otto anni «una lingua che non è buona nemmeno per bestemmiare, quantunque adattissima per provocare le bestemmie». ([[Carlo Mascaretti]]) *La lingua latina così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[Giacomo Leopardi]]) *La lingua latina sempre robusta, si era fatta anche pomposa con [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]] e con [[Tito Livio|Livio]], era divenuta esatta coi giureconsulti, ed aveva acquistato da [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] ineffabile grazia; ma la [[Lingua greca|greca]] rimase la lingua primaria del mondo d'allora, e più a ragione che la francese attualmente in Europa nol sia. ([[Cristoforo Negri]]) *La mia lingua è francese, ma il mio pensiero, la mia lingua interna è il latino. ([[Henry de Montherlant]]) *La migliore virtù della lingua latina è quella di coprire colle ampolle la vacuità e la miseria dei concetti. Se avete da fare una dissertazione di lana caprina, ove non sappiate cosa dire, fatela in latino, e tutti gli asini vi applaudiranno. Forse è questa l'unica ragione delle iscrizioni lapidarle in latino. ([[Giovanni Rajberti]]) *Le parole perdono la loro forza specie quando non hanno una buona radice latina. ([[Richard Powell]]) *Medievali debbono essere i versicoli latini che trovai, non so più dove, e che mi sono rimasti, non so come nella memoria.<br>''Homo? Humus<br>Fama? Fumus<br>Finis? Cinis.''<br>Con terribile brevità qui è contenuta la storia terrena di tutti gli uomini, anche dei sommi e dei gloriosi. [...] Nella poesia moderna non conosco nulla che sia ugualmente laconico e pauroso, all'infuori dei quattro versicoli popolari che da qualcuno sono attribuiti a Verlaine:<br>''Les marionettes<br>Font, font, font<br>Trois petits tour<br>Et puis s'en vont''.<br>Più profondamente e crudelmente è incisa l'umana sorte nei versi latini che mettono sotto gli occhi, con spietata evidenza, l'umiltà originaria e la distruzione finale, mentre nei versi francesi c'è qualcosa del teatrino bambinesco e soprattutto un senso comico ed ironico. Nel medioevale c'è il solenne epitaffio sul gran cimitero del mondo; nel moderno un semplice scherzo funebre sul palcoscenico dei burattini che si credono vivi. ([[Giovanni Papini]]) *Non si imparava il latino e il [[Lingua greca antica|greco]] per parlarli, per fare i camerieri, gli interpreti, i corrispondenti commerciali. Si imparava per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderna, cioè per essere se stessi e conoscere se stessi consapevolmente. ([[Antonio Gramsci]]) *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il latino. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale. ([[Umberto Ronca]]) *Perché i popolani italiani uscissero dal loro ghetto, non c'è mai stato che un mezzo, imparare il latino per poi passare all'italiano nazional-popolare del Manzoni. Era impensabile non passare attraverso il latino. Oggi, qui in America, [per gli immigrati italiani bilingui] invece del latino c'è l'inglese. ([[Giorgio Bassani]]) *Poco tempo fa, uno studente (cristiano, come no?) mi ha consigliato, con molto garbo, di imparare il latino. A me, Libanio! Alla mia età e dopo una vita intera dedicata al greco! Gli ho risposto che, non essendo un avvocato, non avevo bisogno di leggere niente in quella brutta lingua, che ha prodotto un solo poema, una desolante parafrasi del nostro grande Omero. ([[Gore Vidal]]) *Quando ogni altra prova mancasse, irrefragabile testimonio {{NDR|della povertà letteraria degli antichi Romani}} sarebbe la misera condizione, in cui per parecchi secoli si giacque presso loro la lingua, che, come ognun sa, è specchio, in cui si riflette la fedele immagine della vita intellettuale di un popolo.<br>Ché veramente la lingua latina per quasi tutti que' cinquecento anni (a cagione di quello strano miscuglio di genti, e perché anco quanti furono allora Romani di alcun valore, tutti dal forte operare piuttosto che dal bel parlare e dallo scrivere erano vaghi di procacciarsi lode e nominanza) fu aspra ne' suoni, dura nelle forme, incerta e varia di modi: niuna eleganza nelle voci, niuna purità nella dizione, niuna grazia ne' costrutti. ([[Michele Ferrucci]]) *Quello che non ci viene detto è questo: che tutti debbono aver studiato il latino, ma che nessuno ha bisogno di saperlo! ([[Jack London]]) *"Sapete voi quanti siano gl'impedimenti dirimenti?" <br /> "Che vuol ch'io sappia d'impedimenti?" <br /> "''Error, conditio, votum, cognatio, crimen, <br /> Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, <br /> Si sis affinis,''...." <br /> cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita. <br /> "Si piglia gioco di me?" interruppe il giovine. "Che vuol ch'io faccia del suo ''latinorum''?" (''[[I promessi sposi]]'') *Sì, amo il latino e il greco, vorrei che fossero insegnati in più scuole. E mi piace anche l'italiano. Penso che il latino sia una magnifica chiave per apprendere altre lingue. ([[Boris Johnson]]) *Un efficace insegnamento della letteratura latina esige traduttori ispirati quanto i latini tradotti, e interpreti sensibili capaci di trasfondere la vita del genio. Se ciò non è possibile, urge rimpiazzare le ore di Latino idiotizzato con ore di Meccanica e Estetica della Macchina, questa essendo oggi l'ideale maestra di ogni veloce intelligenza sintetica e di ogni vita potentemente patriottica. ([[Filippo Tommaso Marinetti]]) ===[[Joseph de Maistre]]=== *Dopo essere stato il latino lo strumento della civiltà, non mancavagli più che un genere di gloria, ch'esso procacciossi poi divenendo, quando ne fu tempo, la lingua della scienza. I genii creatori l'adottarono per comunicare al mondo i loro grandi pensieri. Copernico, {{sic|Kepplero}}, Cartesio, Newton, e cento altri quantunque meno celebri, pur tuttavia importantissimi, hanno scritto in latino. Una folla innumerevole di storici, di pubblicisti, di teologi, di medici, di antiquarii ecc. , inondarono di opere latine d'ogni maniera l'Europa. Poeti eleganti, letterati di prim'ordine restituirono alla lingua latina le sue antiche forme, e la rimisero in un grado tale di perfezione, che non sanno finir d'ammirare coloro i quali sono in caso di confrontare i nuovi scrittori coi loro modelli. Tutte le altre lingue, benchè coltivate e comprese, pure si tacciono nei monumenti antichi, e probabilmente per sempre. Sola tra tulle le lingue morte la romana è veracemente risuscitata; e simile a [[Gesù|quello ch'essa celebra da venti secoli]], ''una volta risuscitata non morrà più''. Contro questi splendidi privilegi, che significa mai la volgare e tanto ricantata obbiezione d'una lingua sconosciuta al popolo? *Essa è la lingua della civiltà; e mescolatasi con quella dei nostri padri, i barbari, seppe raffinare, ammorbidire, e per dir così, ''spiritualizzare'' {{sic|que'grossolani}} idiomi, i quali divennero quel che ora vediamo. Armati di questa lingua gli inviati del romano Pontefice andarono eglino stessi a cercare que' popoli che da lor più non venivano. Questi gli udirono a parlare nel giorno del loro battesimo, e non se ne dimenticarono quindi mai più. Si gettino su d'un planisfero gli occhi, e ''dove questa lingua si tacque'' ivi si tiri una linea: essa vi segna i confini della civiltà e della fraternità europea; e al di là voi non troverete più che la parentela umana, la quale fortunatamente s'incontra per tutto. La lingua latina è il contrassegno europeo. *Nulla può uguagliare la dignità della lingua latina. Essa fu parlata dal ''popolo re'', che le impresse quel carattere di grandezza unico nella storia dell'umano linguaggio, e che le lingue anche più perfette non han mai potuto raggiungere. Il vocabolo di ''maestà'' appartiene al latino. ===[[Bruno Migliorini]]=== * Il latino {{NDR| nel XVII secolo}} ha ancora una posizione di privilegio in molti campi. L'insegnamento universitario è impartito esclusivamente in latino, e solo le lezioni private e certi compendi paragonabili alle nostre dispense sono in italiano. *L'espansione del latino a spese delle lingue precedenti non è opera di propaganda conscia dei Romani (una politica della lingua si avrà solo in età moderna) ma del prestigio di cui gode la lingua come veicolo di civiltà. *Nel lungo periodo che va da [[Augusto]] a Odoacre il latino parlato subisce notevoli modificazioni. Benché non si abbia ancora minimamente coscienza di un sistema linguistico nuovo contrapposto a quello antico, molti fra gli elementi che costituiranno il sistema italiano sono già nati o nascono in questi secoli. ==[[Proverbi italiani]]== *[[Donna]] che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa. *Il latino è la [[linguaggio|lingua]] di cucina dei dotti. *[[Servitù|Serva]] che risponde e padrona che parla latino, non valgono un lupino. ===[[Proverbi napoletani|Napoletani]]=== *Quanno siente 'o latino d'e fessi sta venenno 'a fine d'o munno. :''Quando gli imbecilli parlano il latino la rovina è vicina.'' ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Latini]] *[[Letteratura latina]] *[[Modi di dire latini]] *[[Palindromi latini]] *[[Proverbi latini]] *[[Lingua greca]] *[[Lingua italiana]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=lingua latina|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla|wikt=latino|wikt_etichetta=latino|b=Latino|v=Storia della lingua latina|v_etichetta=storia della lingua latina}} [[Categoria:Lingua latina| ]] [[Categoria:Lingue indoeuropee|Latina]] 253ggc2rg3ueiqy71k2876krd8tbmm0 Il Mereghetti 0 81416 1429894 1429774 2026-10-18T08:42:48Z Spinoziano 2297 /* N */ 1429894 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Ma slegata da ogni logica, la sceneggiatura [...] lascia libero sfogo alla genialità degli attori [...]. Su tutti, il bonario «masochismo» di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], specie di [[Oliver Hardy]] romanesco destinato a essere continuamente sconfitto. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2003, pp. 21-22) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) *Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Tutto prevedibile, lacrime comprese. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2003, p. 250) *[...] una bella interpretazione di [[Lee Marvin|Marvin]] all'insegna dell{{'}}''understatement''. (''[[La banda di Harry Spikes]]''; 2003, p. 255) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore [[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da [[Richard Fleischer|Fleischer]] per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) *Enfatico, lacrimoso remake del successo omonimo del 1931 (di [[King Vidor]], con [[Wallace Beery]] e [[Jackie Cooper]]). I protagonisti adulti appaiono improbabili nei ruoli loro affidati, il piccolo [[Rick Schroder|Schroder]] piange sempre. Un melodramma ricattatorio. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2003, p. 381) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] western senza grandi idee [...]: tanti colpi di scena ma nessuno sfruttato a dovere, nemmeno la scoperta che il capo dei «comanceros» è un vecchio in carrozzella [...]. (''[[I comanceros]]''; 2003, p. 524) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *Western di impianto classico, raccontato con precisione meccanica ma incapace di allargarsi su una visione morale o sociale delle cose. (''[[Duello al Rio d'argento]]''; 2003, p. 746) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822) ===F=== *[...] un melodramma in bilico tra voglie di emancipazione femminista e inevitabile condanna moralistica. Da dimenticare l'interpretazione della [[Katharine Hepburn|Hepburn]]. (''[[La falena d'argento]]''; 2003, p. 830) *Una commedia piuttosto insulsa, sorretta solo dall'interpretazione della [[Ingrid Bergman|Bergman]] e della [[Susan Hayward|Hayward]] in un ruolo di giovanissima ninfomane. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2003, p. 834) *Un western cronachistico, attento al rigore filologico [...]. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2003, p. 836) [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Nonostante la sceneggiatura di [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca ricordi un po' troppo ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', questo western è diretto con un bel gusto per l'azione e [[Robert Ryan|Ryan]] dà una bella caratterizzazione al suo personaggio di sceriffo incompreso con un passato non limpidissimo. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *[...] è un film cupo e diretto con talento, dominato dalla mole impressionante di [[John Wayne]] [...]. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2003, p. 1113) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) *La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Film dall'atmosfera vagamente pirandelliana, avrebbe avuto bisogno di una recitazione leggera e brillante che la [[Greta Garbo|Garbo]] non sembra capace di dare. [...] oggi si fa apprezzare soprattutto per la prova di [[Constance Bennett]], brava e divertente. (''[[Non tradirmi con me]]''; 2003, p. 1588) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) *Un western amaro e progressista (sceneggiato da Guy Trosper) che, assieme a ''[[L'amante indiana]]'', ribaltò i canoni hollywoodiani aprendo il ciclo dei film filoindiani con una radicale denuncia della violenza legale di leggi fatte dai bianchi a proprio uso e consumo. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2003, p. 1712) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Western di ambizioni epiche, ma scolorito nella realizzazione. (''[[Pony Express (film)|Pony Express]]''; 2003, p. 1802) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *[...] inno alla morale e al coraggio dei pionieri raccontato con passione e bel mestiere. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *Un western piuttosto originale, appesantito da una regia senza invenzioni e piuttosto statico (l'azione è concentrata nei minuti finali): le cose migliori sono le notazioni sugli eccessi della folla. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2003, p. 1891) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Western atipico senza violenza o pistolettate, calato in una (fin troppo) piacevole atmosfera bucolica. (''[[Rancho Bravo]]''; 2003, p. 1938) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) [[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']] *[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Il migliore dei film rurali in voga nel cinema americano della metà degli anni Ottanta: [[Robert Benton|Benton]] si ispira a ricordi personali, evoca il mondo di [[William Faulkner]] e di [[Thornton Wilder]], non perde le fila dell'intreccio e sa bilanciare l'obbligatoria spettacolarità con notazioni toccanti che vanno al di là del bozzettismo. E sa rischiare nel finale mistico, dove vivi e morti, bianchi e neri, uccisi e uccisori si trovano in chiesa: di certo non quello che ci si aspetta da un film di consumo. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2003, p. 2233) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] uno degli ultimi western libertari, propaggine di un genere cinematografico destinato a scomparire, ma costruito con un ritmo inutilmente dilatato. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2003, pp. 2482-2483) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Western all'italiana, supervisionato da un grande vecchio americano: prevedibile, ma non del tutto banale. Convincente [[Charles Bronson|Bronson]] nei panni di un personaggio senza radici. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2003, p. 2519) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ===W=== *Uno stanco e interminabile western nichilista, che fa del più famoso sceriffo del West [...] una sorta di giustiziere senza legge, più rassegnato e guidato dal Fato che eroico nelle imprese tramandate dal mito. All'origine della leggenda c'è una tragedia personale, il resto è puro accidente in un West ormai spogliato di qualsiasi appeal epico, sembra dire [[Lawrence Kasdan|Kasdan]]. Vien da chiedersi perché raccontarne ancora la storia e, soprattutto, perché in tre abbondantissime ore. [[Kevin Costner|Costner]] cambia raramente espressione, ma [[Dennis Quaid]] è probabilmente il miglior Doc Hollyday mai visto sullo schermo. Bella la livida fotografia di [[Owen Roizman]]. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2003, p. 2631) ===Z=== *Primo film di fiction prodotto dalla Disney, tra i migliori del suo genere e meno sdolcinato del solito. (''[[Zanna Gialla]]''; 2003, p. 2640) *Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] 4otokmweip7a0piytav9qim8qp5v3oi Regole dai film 0 84137 1429898 1426788 2026-10-18T09:23:43Z Spinoziano 2297 +1 1429898 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Regole dai film 3.svg|right|128px]] Raccolta di '''regole''' tratte '''dai film'''. ==Regole dai film== *– Abbiamo anche imparato una lezione.<br />– Sarebbe?<br />– Non fare qualcosa se non sai come diavolo farla. (''[[Fast Food Nation]]'') *Abbiamo solo tre regole. La prima: fai la tua parte. Non c'è spazio per i fannulloni. La seconda: non fare del male agli altri. Per andare avanti deve esserci fiducia tra noi. La terza e più importante: non provare a superare quei muri. (''[[Maze Runner - Il labirinto]]'') *Ad ogni festa si mostra un film: è legge a Hollywood. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'') *– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'') *Allora, l'ABC delle conferenze stampa. Vuoi sembrare intelligente? Rispondi alle domande ponendo altre domande e poi rispondi a quelle domande. (''[[Zootropolis]]'') *– Allora, qual è la lezione numero tre?<br />– Arrivare alla lezione numero quattro. (''[[La maschera di Zorro]]'') *Allora, ricordatevi le regole della gita: non spingete, non mordete e non sputate fiamme. (''[[Monsters University]]'') *Allora, Tess, poche regole chiare: lei dovrà essere il mio collegamento con il resto del mondo, le persone mi giudicheranno attraverso di lei... sarà dura se ne avrà il motivo, sarà accomodante quando potrà esserlo, sarà precisa, puntuale e non farà promesse che non potrà mantenere. Io non sono mai al telefono, sono in riunione. Tess, dobbiamo essere una squadra, e come tale dobbiamo avere una divisa: semplice, elegante, impeccabile. (''[[Una donna in carriera]]'') *Ascolta bene questo trittico: non mangiare mai roba estera ma mangia solo il rancio di tutti, dal pentolone; secondo, se ti senti male non marcare visita, meglio crepare in cella che all'infermeria; e terzo, anche all'aria, in cortile, non ci andare, che fuori fa caldo. (''[[Il giocattolo]]'') *Ascolta, c'è una regola nel mondo dello spettacolo: mai lavorare con bambini o animali. (''[[Il grande e potente Oz]]'') *Ancora una regola: per vivere qui, devi lavorare. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'') *Avrete tutti i cani francesi che vorrete. È costume che una sposa non conservi nulla che appartenga a una corte straniera. Una regola sempre osservata in tali occasioni. (''[[Marie Antoinette]]'') *Bene, allora hai rispettato la prima regola per essere un buon [[poliziotto]]: assicurati, quando hai finito il turno, di tornare a casa vivo. (''[[Gli intoccabili]]'') *Bisogna perdonare chi ci offende. Questa è la regola. (''[[Don Camillo (film 1952)|Don Camillo]]'') *Cazzo fratelli, come va la vita? Ehi, se state guardando questo nastro, vuol dire che non ce l'ho fatta. O sono prigioniero, o peggio ancora... morto. Ma comunque stiano le cose, vi dirò le regole per sopravvivere a questa situazione. Regola numero uno: dovete essere veloci. Regola numero due: non dovete cadere. E regola numero tre: qualunque cosa facciate non voltatevi mai indietro. Ditemi buona fortuna. Frega e scappa!!! (''[[Scary Movie]]'') *C'è solo una regola, reggetevi forte... ecco: non esiste alcuna regola. (''[[Rat Race]]'') *C'è solo una regola: salvarsi il culo! (''[[Carlito's Way]]'') *C'è una vecchia regola: se si è costretti a sparare, tanto vale uccidere. (''[[L'ora della furia]]'') *C'eravamo dati una regola: mai liberare un individuo che ha raggiunto una certa età. È pericoloso. Il cervello stenta a rifiutare il passato. (''[[Matrix]]'') *Che ci fai nel mio parco? Le conosci le regole: non si cammina sull'erba, non si piscia sugli alberi e non si spaccia. (''[[Streets of Blood]]'') *Ci sono delle regole fondamentali da rispettare: fai sempre quello che puoi per la tua famiglia, vai a lavorare ogni giorno e di' come la pensi, non far male a nessuno se puoi evitarlo, e non trattare mai con i disonesti. (''[[Fuori controllo]]'') *– Ci sono due ordini precisi in questo plotone. Uno: state attenti ai vostri piedi. Due: cercate di non fare niente di stupido, tipo farvi ammazzare!<br>– Spero proprio di non deluderlo. (''[[Forrest Gump]]'') *Ci sono solo due regole: non puoi dire a nessuno che sei Dio, meglio che non si sappia, da retta a me... e non puoi importi sul libero arbitrio. (''[[Una settimana da Dio]]'') *Ci sono tre regole per vivere bene: mai fare a meno di dodici ore di sonno, mai giocare a carte ubriaco con in tasca il libretto degli assegni e mai andare a letto con una donna che ha un coltello tatuato sul braccio. Osserva queste tre regole e sarai sempre in una botte di ferro. (''[[Voglia di vincere]]'') *Come essere un detective.<br>Regola 1. Perquisire tutti.<br>Regola 2. Cercare un indizio.<br>Regola 3. Esaminare tutte le finestre.<br>Regola 4. Cercare impronte digitali.<br>[...]<br>Regola 5. Pedinare da vicino il sospettato.<br>Regola 6. Chiamare la polizia.<br>Regola 7. Mantenere la calma. (''[[La palla nº 13]]'') *– Come ha fatto ad ammazzarne tanti?<br>– Be', ho passato tutta la vita fra i prepotenti e ho sempre seguito una mia regola precisa.<br>– Che regola?<br>– Non sopporto ingiustizie, non sopporto insulti, non sopporto prepotenze. Se qualcuno mi offende o mi tradisce, prima o poi si aspetti la mia vendetta. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]'') *Come nuovo assistente ti atterrai alla regola delle 3 esse: servizio, solerzia, silenzio. (''[[Il grande e potente Oz]]'') *Conoscete la legge: due uomini combattono, uno vive. (''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'') *Conosci le regole: niente armi di sopra. (''[[Bad Girls]]'') *Conosci le regole: niente gassosa in camera. (''[[Operazione Spy Sitter]]'') *Conosco le regole, la prima dice: niente negoziati, se ti catturano sarai abbandonato. (''[[La morte può attendere]]'') *Conosco una legge, io. Quella che dice che il mondo è diviso in due parti: metà scappa e metà insegue. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'') *Da me voi sentirete solo tre ordini: se vi segnalo di venire, venite; se vi segnalo di attaccare, attaccate; e se vi segnalo di scappare, seguitemi a rotta di collo. (''[[Sierra Charriba]]'') *Da trent'anni seguo una ferrea regola, come voi giovani dite spesso: chi piagnucola perde. (''[[4.3.2.1]]'') *Direttiva settantacinque: mai fare domande a un agente sul campo. (''[[Johnny English - La rinascita]]'') *Dobbiamo osservare le regole di un serial. Prima di tutti il numero dei morti aumenta. Seconda cosa: le scene del delitto sono sempre più elaborate, più sangue, più orrore, una carneficina... ci vanno a nozze gli spettatori. Terza cosa: se vuoi che il serial abbia il marchio di fabbrica non devi mai, dico mai... ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 2]]'') *Dove vado io andate voi, regola numero uno. (''[[The Amazing Spider-Man (film)|The Amazing Spider-Man]]'') *– Dovremmo fare tutti un test psichiatrico.<br/>– È la regola numero quattro! (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'') *Dunque è regola fondamentale, ad un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito. Perché immorale. (''[[La grande bellezza]]'') *– E adesso voglio sentirti recitare le tre regole d'oro.<br />– Non tutte le tasche sono piene d'oro, ma tu controlla comunque!<br />– Controlla comunque!<br />– Esattamente, perfetto.<br />– Il crimine non paga a meno che sia il tuo lavoro!<br />– A meno che sia il tuo lavoro!<br />– Ah, e la terza?<br />– E se ti prendono mai, mai fare la spia!<br />– Mai, mai fare la spia!<br />– Scolpisci, scolpisci questa regola nel tuo cuore. Bene, non ho altro da insegnarti. (''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'') *E io ho una buona regola nella mia vita: quando mi sento [[Felicità|felice]] non lascio mai la gente con cui sono felice. (''[[Non tradirmi con me]]'') *E io ho una regola: non andare mai a letto senza fare un [[guadagno]]. (''[[I comanceros]]'') *È la prima regola sul parlare di religione ad una [[convegno|convention]]: non contraddire il cliente. No, mi correggo, è la seconda regola, la prima regola sul parlare di religione alle convention è no. [...] Non farlo. (''[[The Big Kahuna]]'') *E la prima regola tra [[Amicizia|amici]] è potersi fidare l'uno dell'altro, giusto? (''[[L'incredibile volo]]'') *È la mia ultima lezione: non commettere... non commettere crimini per cui stai scontando la pena. (''[[Montecristo (film 2002)|Montecristo]]'') *– È la prima regola del [[giornalismo]]: dare al pubblico quello che vuole!<br />– Non è la prima regola del giornalismo! Credo che quella sia la prima regola dei circhi o dei demolition derby. (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'') *È la regola: sono ammessi solo cani e gatti in casa. (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'') *È la seconda regola del buon poliziotto: se vuoi mantenere un segreto, non dirlo al tuo capo. (''[[Gli intoccabili]]'') *E ricorda la regola numero uno: occhi e orecchie bene aperti e bocca chiusa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]'') *È una mia nuova regola: presumere sempre che voi due mi nascondiate qualcosa. (''[[Mickey occhi blu]]'') *– Essere un [[gentiluomo|gentleman]] è qualcosa che si apprende.<br />– Sì, ma come?<br />– D'accordo... Prima lezione: dovevi chiedermelo prima di sederti. Seconda lezione: come si prepara un Martini. (''[[Kingsman - Secret Service]]'') *– Earl, non si fuma.<br />– Perché non posso fumare, lei non scende mai quaggiù.<br />– Non importa, è una regola. (''[[Cara, insopportabile Tess]]'') *Fidarsi uguale fregarsi. Regola per sopravvivere. (''[[Sorvegliato speciale]]'') *Forse è meglio se mettiamo la regola che non dovete uscire dalla vostra camera dopo le nove e mezzo. (''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]'') *Ho delle regole: se tu le rispetti io ti ricompenso. Se no ti punisco. (''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'') *Ho una regola d'oro: non devi affezionarti a una famiglia perché ti cacci nei guai. (''[[The Women]]'') *Ho una regola riguardo l'uccidere le persone. Be', in realtà nella vita ho due regole. Primo: non mi metto con i musicisti. Secondo: non uccido le persone, ok? (''[[Trappola in alto mare]]'') *Ho una sola regola io: prendi quello che ti piace quando ti piace, non rimandare a domani il peccato che puoi commettere oggi. (''[[Immagini di un convento]]'') *I piloti sono detenuti e le regole semplici: non ci sono regole. (''[[Death Race]]'') *Il giudice conosceva bene la regola dei [[politica|politicanti]]: se non puoi battere il nemico, diventane il capo. (''[[La leggenda di Bagger Vance]]'') *In fondo la nostra prima regola è: riprenditi sempre ciò che ti hanno tolto. (''[[Lupin III - L'amore da capo: Fujiko's Unlucky Days]]'') *In questo momento c'è una sola regola: o la nostra via o vai fuori dai piedi. (''[[Matrix]]'') *In tempi duri fa bene un po' di conforto: vecchia legge di guerra. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'') *Io ho soltanto una regola, solamente una regola: se devi fare una cosa, falla bene, se non sai come farla chiedimela. (''[[Unstoppable - Fuori controllo]]'') *Io ho soltanto una regola: tutti combattono, nessuno molla. Se non fate il vostro dovere, vi ammazzo. Mi avete capito? (''[[Starship Troopers - Fanteria dello spazio]]'') *Io ho una mia regola: quando uno mi paga gli porto sempre a termine il lavoro. (''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'') *Io ho una regola: non discuto mai di lavoro mentre mi sto divertendo, e soprattutto mai quando bevo. (''[[Il sipario strappato]]'') *– Io ho una sola regola: se mi rubi qualcosa...<br />– Sei un uomo morto. (''[[The Thieves]]'') *L'amore è potere, Maria. Devi imparare a usarlo. Lascia che siano gli uomini ad amarti. Ma non devi mai, mai innamorarti di loro. Questa è la prima regola. (''[[Maria Maddalena (film 2000)|Maria Maddalena]]'') *L'articolo sette del mio codice di sicurezza parla molto chiaro: ogni volta che termino una missione, mi prendo una lunga vacanza... possibilmente in buona compagnia. (''[[Un agente segreto al liceo]]'') *L'unica regola è non farsi catturare. (''[[Monsters University]]'') *L'unico modo sensato di vivere è senza regole. (''[[Il cavaliere oscuro]]'') *La crema della crema riconosce sempre la pasta frolla come te. È una regola che devi scriverti sulle chiappe. (''[[E io mi gioco la bambina]]'') *La mia prima regola è: spera per il meglio e aspettati il peggio. (''[[The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo]]'') *La prima lezione l'hai imparata: l'amore si fa in due. (''[[Carne trémula]]'') *La prima norma è lasciare in pace quelli del quartiere. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]'') *La prima regola dei negozianti è avere qualcosa da scambiare. (''[[Giustizia privata]]'') *La prima regola del teatro: lo spettacolo deve continuare. (''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'') *La prima regola di quando si scappa è non correre, ma camminare. (''[[Captain America: The Winter Soldier]]'') *La prima regola di una sana vita [[Sessualità|sessuale]] è non prendersi troppo sul serio. (''[[Licenza di matrimonio]]'') *La primissima regola della vita politica è: non permettere mai a un presidente di mettersi al posto di guida di una macchina. Mai. Noi non siamo abituati a fare nulla per conto nostro, figuriamoci guidare. (''[[Frost/Nixon - Il duello]]'') *La regola è questa: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti. (''[[La verità è che non gli piaci abbastanza]]'') *– La regola numero uno quando arrivi in albergo è presentarsi con il personale. Tu ti spari via un 300.000 e sei nel burro tutta la vacanza. [...] Vedi... il mio non è un punto di vista, è un teorema, claro!?<br>– Sì sì... li conosco i tuoi teoremi. Al mare si scende in spiaggia dopo le due...<br>– Esatto! Quando gli animali sono già in pensione alle prese con lo spago.<br>– E chi disfa le valigie è sempre la moglie...<br>[...]<br>– E poi è scattata la regola numero due: giro di ricognizione del pueblo alla ricerca de los amigos! (''[[Vacanze di Natale]]'') *La regola principale per chi decide di vivere senza nessuna regola è di non farsi mai pescare. (''[[Il sole scotta a Cipro]]'') *Lascia che l'offerta venga a te, regola prima. (''[[Mickey occhi blu]]'') *Le dita servono a tenera la forchetta, e la forchetta serve a mangiare, regola di Giorgia. (''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'') *Le regole dicono che per una sola vita non si fa saltare una copertura operativa. (''[[Salt]]'') *Le regole di Dink sono: la responsabilità di arrivare sempre in tempo, per prima cosa. La seconda: tenere la testa sui numeri. Devi imparare a capire i numeri, è la cosa più importante. Regola numero tre: non rubare. Questa è la più dura da rispettare. (''[[Una ragazza a Las Vegas]]'') *Le regole di procedura dicono: non si rischia un'irruzione se il sequestratore è pronto a uccidere per rappresaglia. (''[[Il negoziatore]]'') *Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più. (''[[1997: Fuga da New York]]'') *Le regole sono semplici, questo almeno dice mio fratello. Uno: evitare a tutti i costi gli infetti, il loro respiro è contagioso. Due: disinfettare ogni cosa che hanno toccato nelle ultime ventiquattr'ore. Tre: I malati sono già morti, nessuno li può salvare. Se infrangi le regole muori, se le segui vivi. Forse. (''[[Carriers - Contagio letale]]'') *– Le spie non bevevano [[Martini (cocktail)|Martini]]? <br />– [[Scotch whisky|Scotch]], invecchiato almeno dodici anni. <br />– Dici sul serio? Regola dell'agenzia? <br />– No, mia. (''[[Spy Game]]'') *– Lei non si può rivolgere a un generale dicendo "salve".<br />– Cos'è, una nuova regola?<br />– No... vecchia. (''[[Good Morning, Vietnam]]'') *Lezione di marketing numero uno: non uccidere il consumatore, danneggia il tuo business. (''[[Fast Food Nation]]'') *Lezione dodici: uomo armato, scendi a razzo dall'auto! (''[[National Security - Sei in buone mani]]'') *Lezione numero uno. Con grattino, il Tanga, il Tagadà, come lo chiamate voi, ''Rischia e Vinci'', non si vince un cazzo. Invece di ''Rischia e Vinci'' si doveva chiamare ''Rischia e Perdi'', perché il banco, cioè lo Stato, vince sempre. (''[[Io sono Tempesta]]'') *Lezione numero uno: mai attaccare per rabbia. (''[[La maschera di Zorro]]'') *Lezione numero uno: puoi viaggiare nel tempo quanto vuoi, ma non puoi costringere una persona ad amarti. (''[[Questione di tempo]]'') *Lezione numero uno, Poppy: per me le discussioni sono come i night club, evito di entrarci se mi è possibile. (''[[Wild Child (film)|Wild Child]]'') *Lo sai Harry, muoiono sempre tre alla volta. Non l'hai notato? [...] Quando un personaggio muore, altri due lo seguono entro pochi giorni. È quasi una regola. Le celebrità muoiono a gruppi di tre. (''[[Scommessa con la morte]]'') *Ma io mi tengo sempre a una norma precisa: lasciar fare alla gente quello che vuole. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]'') *Mettiamo una regola nuova: quando io sto qua e mi senti battere a macchina... o non mi senti battere a macchina, qualsiasi cazzo tu mi senti fare qui, quando mi trovo qui vuol dire sempre che sto lavorando! (''[[Shining]]'') *Mi hanno insegnato quattro regole. Uno: non fare domande, non ci sono cose giuste o sbagliate. Due: al di fuori del tuo lavoro evita le relazioni, non ti fidare di nessuno. Tre: cancella ogni traccia, non ti fare notare, passa inosservato. Quattro: sappi quando è ora di smettere, non stare lì a pensarci, prima che sia troppo tardi, prima di perdere il vantaggio, prima... di diventare tu il bersaglio. (''[[Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino]]'') *Mi ricordo la regola numero uno: sei responsabile per i tuoi ospiti. (''[[Safe House - Nessuno è al sicuro]]'') *Mi zio mi ha insegnato una regola: quando metti sotto qualcosa, continua per la tua strada. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'') *Nel nostro lavoro sono vitali poche regole auree: operare sempre in piccoli gruppi, mantenere un profilo basso, trattare solo con gente di sicure referenze. Insomma, è un commercio come un altro. Lavatrici, scarpe su misura, pompini. Se non gli dai fregature, il cliente si affeziona e torna. (''[[The Pusher]]'') *– Nella vita ci sono tre regole. Uno: c'è sempre una [[vittima]]. Due: l'importante è che non sia tu.<br />– E la terza?<br />– Me la sono dimenticata. (''[[8mm - Delitto a luci rosse]]'') *Nessuna regola in particolare, tuttavia colui che mostrasse una condotta scorretta sarà coperto d'infamia eterna! (''[[Porco Rosso]]'') *Non avere paura di dire quello che pensi, non pensare "Questa è una cosa troppo grande per me". È grande, sicuro, ma dipende da quello che ognuno di noi saprà fare. Lezione di storia numero uno. (''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'') *Non corteggiarmi, non ti azzardare... questa è la regola numero uno. Ok? E niente regali. Regola numero due: non cercare di provarci con me, o di tastarmi o di approfittare di situazioni che potresti trovare eccitanti, è chiaro? Queste sono solo lezioni io sono la maestra e tu l'allievo. [...] Quindi niente toccamenti o carezze, se mi tocchi o mi accarezzi io ti faccio male, ti faccio a pezzi, pratico l'arte del karate. [...] Ok, regola numero tre: se faremo questa cosa devi promettermi che tutto quello che ti dirò resterà in questa stanza, non puoi parlarne con nessuno, chiaro, nessuno. (''[[Il guru (film 2002)|Il guru]]'') *Non possiamo parlare con la gente del passato dei salti nel tempo; io ho infranto la regola, e quindi non potrò rivederti mai più. (''[[La ragazza che saltava nel tempo]]'') *Non si avvicini a quel vetro, non lo tocchi. Non gli passi nulla se non carta soffice, niente matite o penne, niente punte metalliche o attaché sulla carta. Usi il porta-vivande scorrevole in ogni caso. Se tenta di passarle qualcosa, non accetti. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'') *– Okay, facciamo festa, eh, ma prima ripetiamo attentamente le regole. Perché... come ci si diverte senza regole? Agnes piano coi churros, Edith non uccidere nessuno, Margo...<br />– Hola, Señor Gru!<br />– Okey! Devono esserci due metri regolamentari di distanza tra te e i ragazzi. Soprattutto questo ragazzo!<br />– Ahah! Che spiritoso! Non ci sono regole, Señor! È il [[Cinco de Mayo]]. (''[[Cattivissimo me 2]]'') *Prima di tutto stabiliamo le regole: il limite di tempo è di trenta minuti, potete nascondervi ovunque, dal primo al settimo piano; però dovete stare alla larga dalle cabine, dalle zone riservate al personale di bordo, da docce e spogliatoi, siamo intesi? (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'') *Prima regola: Angela non conosce tutte le regole. (''[[Omicidio in diretta]]'') *Prima regola, Clarice: semplicità. (''[[Il silenzio degli innocenti]]'') *Prima regola del comando: ogni cosa è colpa tua. (''[[A Bug's Life - Megaminimondo]]'') *Prima regola dell'aviazione: mai sparare al pilota. (''[[Kangaroo Jack - Prendi i soldi e salta]]'') *– Prima regola della vita: si forte, mantenere la forza significa risolvere ogni problema. [...] Seconda regola: non fare né tollerare mai nulla di male. E terza regola...<br>– Non dimenticare mai le prime due regole. (''[[Neerja]]'') *Prima regola dell'[[improvvisazione]]: fare tesoro di tutte le informazioni, se qualcuno dice una cosa tu segui l'idea, non negarla. (''[[Mia moglie per finta]]'') *Prima regola di un assassinio: eliminare gli assassini. (''[[Rotta verso l'ignoto]]'') *Prima regola di un crimine: la semplicità. (''[[Coma profondo]]'') *Prima regola di un mago: essere sempre quello più sveglio nella stanza. (''[[Now You See Me - I maghi del crimine]]'') *Prima regola: fallo ridere. Seconda regola: usa sempre abiti sexy. Terza: mostrati sempre interessata. Quarta: sorprendilo costantemente. Quinta: bacialo con passione, quando l'amore finisce è ora di guardarsi intorno. (''[[5 appuntamenti per farla innamorare]]'') *Prima regola: la scena del delitto va lasciata pulita. Non toccare niente, tesoro. Seconda regola: niente colluttazioni o scontri fisici per non lasciare segni. Terza regola: movente. (''[[La tela dell'assassino]]'') *– Prima regola?<br>– Mai entrare nello studio di papà.<br>– E la tua prima regola?<br>– Tener chiuso lo studio di papà. (''[[Sinister]]'') *Prima regola: zitto e mosca. Secondo: il biglietto non lo porterei né in banca, né dall'avvocato, né tantomeno dal notaio, non lo direi manco a mi moglie. E il biglietto te lo devi nascondere a casa e te lo devi scordare per sei mesi come minimo. (''[[Ho vinto la lotteria di capodanno]]'') *Prima regola: mai seguire le indicazioni di un [[alligatore]]! (''[[La principessa e il ranocchio]]'') *Prima regola: mai togliere lo sguardo dall'avversario. (''[[Iron Man 2]]'') *Prima regola: niente visite di uomini, o cose simili. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'') *Prima regola: non farsi prendere dal panico. (''[[Scuola di polizia]]'') *Prima regola: puntiamo solo i ricchi e nessuno con bastone o carrozzina, porta iella. (''[[Focus - Niente è come sembra]]'') *Prima regola: sempre avere un [[piano B]]. (''[[A Week Away]]'') *– Qual è la prima regola che ti ho insegnato in questo lavoro?<br />– «La pulizia innanzi tutto»?<br />– Molto spiritoso. «Non farti coinvolgere». (''[[Cube Zero]]'') *– Qual è la prima regola di una rapina in banca?<br />– Nessuno deve morire.<br />– La seconda?<br />– Mai prendere più di quanto tu possa portare con una mano.<br />– La terza?<br />– Evitare ogni danno. (''[[Bandidas]]'') *– Qual è la prima regola?<br>– Respirare. (''[[Ignazio di Loyola (film)|Ignazio di Loyola]]'') *– Qual è la regola?<br />– Se ti sento attraverso la parete non significa che devo partecipare. (''[[Amore a mille... miglia]]'') *– Qual è la regola numero uno a poker?<br />– Mai puntare su...<br />– No, no... lasciare le emozioni fuori dalla porta. (''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'') *Quarta signora, è consono alla regola rendere omaggio agli avi e alle altre signore. (''[[Lanterne rosse]]'') *Quello che dovete fare è seguire tre semplici regole. Uno: mai sottovalutare il proprio avversario, aspettarsi sempre il peggio. Due: cercare di portarlo fuori, mai scatenare una rissa all'interno del locale, quando se ne può fare a meno. E tre: gentilezza. (''[[Il duro del Road House]]'') *Questa è la prima legge della scienza: niente è scontato. (''[[Deep Core 2000]]'') *Qui a bordo abbiamo delle regole e saranno rispettate. È un po' come all'asilo infantile, tenete le mani in tasca e la voce a un volume ragionevole; chi dovesse sentire il bisogno di gridare, sputare, o mordere, avrà il trattamento. (''[[Con Air]]'') *Qui c'è una regola che tutti rispettiamo, dottore. Non parlare di lavoro fuori servizio. (''[[Cittadino dello spazio]]'') *Qui ci sono due regole: non farti i clienti. [...] Seconda regola: non portare mai i tuoi ragazzi nel mio bar. (''[[Le ragazze del Coyote Ugly]]'') *Qui la regola è il silenzio assoluto. (''[[Papillon]]'') *Qui la regola in cucina, signore, è sempre stata che la cuoca cuoce la colazione da cuocere, il suo aiuto tosta il toast. (''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'') *– Regola numero due...<br />– Non giudichiamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'') *Regola numero quattro: il taxi non si abbandona mai, cascasse il mondo, piuttosto mi faccio ammazzare a testate! (''[[Tu la conosci Claudia?]]'') *Regola numero sette: niente deve ostacolare la ricerca. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'') *Regola numero uno: ascoltare... ascoltare. (''[[Le regole del gioco (film 2007)|Le regole del gioco]]'') *Regola numero uno da queste parti: sempre, no... mai uscire se c'è una tempesta. (''[[Monsters & Co.]]'') *Regola numero uno: date sempre retta a Buck. Regola numero due: restate al centro della pista. Regola numero tre: chi fa le puzze viaggia in fondo al branco. (''[[L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri]]'') *Regola numero uno: dovete scegliere quello fra di voi che dovrà morire. Regola numero due: il prescelto o la prescelta dovrà essere d'accordo sulla sua morte. Regola numero tre: nessuno può offrirsi volontario. Se non vorrete giocare, sarete uccisi tutti. (''[[Uno dovrà morire]]'') *Regola numero uno: i poliziotti sono tutti un po' svitati. (''[[La tela dell'assassino]]'') *Regola numero uno: Karate è solo per difesa. Regola numero due: prima impara regola numero uno. (''[[Karate Kid II - La storia continua]]'') *Regola numero uno: mai andare in giro con un testimone. (''[[Gli occhi del delitto]]'') *Regola numero uno: mai caricare il primo colpo. (''[[Nome in codice: Nina]]'') *Regola numero uno: mai dare il tuo portafogli a un ladro. (''[[Tower Heist - Colpo ad alto livello]]'') *Regola numero uno: mai la prima pallottola. (''[[Nikita (film)|Nikita]]'') *– Regola numero uno: nessuno entra più in questa stanza.<br />– Nessuno, assolutamente. Metto un cartello più grande.<br />– Sì, un cartello più grande è meglio. Regola numero due: fate quello che dico io senza fare domande.<br />– Sì, certo.<br />– E regola numero tre: non provare a ridipingermi la stanza. (''[[3 Days to Kill]]'') *Regola numero uno: niente bestemmie, non voglio che il nome di Dio sia nominato invano nella mia prigione. Le altre regole col tempo le scoprirete. (''[[Le ali della libertà]]'') *Regola numero uno: non andare mai da solo, a meno che non sei costretto. Numero due: esci solo di giorno, a meno che non sei costretto. (''[[28 giorni dopo]]'') *– Regola numero uno: non fare mai niente da te stesso, quando c'è un altro che può farlo per te.<br />– E la numero due?<br />– Numero due: in Giappone, gli uomini vengono primi, e le donne seconde. (''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'') *Regola numero uno: non farti mai beccare. (''[[La regola del sospetto]]'') *Regola numero uno: non lasciarsi mai coinvolgere. (''[[La rapina perfetta]]'') *Regola numero uno: non le guardare mai. Le donne sono come i cavalli, si spaventano subito. (''[[La rivolta delle ex]]'') *Regola numero uno: non parlare delle cose che diciamo. (''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'') *– Regola numero uno: non si toglie mai la maschera, capito? Qualsiasi cosa succeda non toglierti mai la maschera.<br />– Mi dispiace, Kansas.<br />– Oh Gesù, no! Regola numero due: niente nomi, niente nomi porca puttana. (''[[Le insolite sospette]]'') *– Regola numero uno: non sottovalutare mai l'avidità degli altri!<br />– Regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. <br />– Esatto, regola numero due: non sniffare la roba che devi spacciare. Ma qualcuno le regole non le segue mai. (''[[Scarface]]'') *Regola numero uno: o mi paghi o non lavoro. (''[[The Lincoln Lawyer]]'') *Regola numero uno: parli solo quando glielo dico io. Regola numero due: risparmi a suo onore commenti non richiesti. Regola numero tre: a suo onore non piace ascoltare le voci degli avvocati che invece adorano ascoltare se stessi parlare. (''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'') *Regola numero uno: prendere i soldi dalle tasche del tuo cliente e metterli nelle tue. (''[[The Wolf of Wall Street]]'') *Regola numero uno: questo mestiere, nella vita reale, è noioso. (''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'') *Regola numero uno, ricordi? Non colpire per primo, ma colpisci per ultimo. (''[[Changeling (film 2008)|Changeling]]'') *Regola numero uno: rosso è il colore del sesso, bordeaux è il colore delle borse dell'acqua calda. (''[[Kinky Boots - Decisamente diversi]]'') *Regola numero uno: voi non dovete toccare assolutamente niente! [...] Ok, regola numero due: non dovete disturbarmi mentre lavoro. Regola numero tre: non dovete piangere, o lamentarvi, o ridere, o sghignazzare, o starnutire, o fare ruttini e puzzettine. Quindi, niente, niente, niente rumori molesti. Chiaro? (''[[Cattivissimo me]]'') *Regola principale: mettersi al sicuro. (''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'') *– Regola uno: niente minerali o vegetali, solo animali. Regola due: non cose immaginarie come... draghi verdi e roba simile. Regola tre: non scomparire!<br />– Regola quattro: non barare. (''[[La spada nella roccia]]'') *Regole della casa: telefono solo quello in cucina. La televisione dite a tutti che è rotta. Nessuno sale se vostro figlio fa rumore. (''[[C'eravamo tanto odiati]]'') *Regole della prigione. Regola uno: i prigionieri tra di loro si chiameranno sempre e soltanto per numero. Regola due: i prigionieri dovranno rivolgersi rispettosamente alle guardie dicendo "Signor agente di custodia". Regola tre: allo "Spegnete le luci", i prigionieri dovranno smettere di parlare. [...] Regola quattro: i pasti vanno consumati interamente, ripeto, consumati interamente. [...] Regola cinque: qualsiasi ordine dato dagli agenti di custodia, va eseguito immediatamente dai prigionieri. Regola sei: non osservare le regole comporterà una punizione. (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'') *Ricordati le cinque regole del [[dodgeball]]: schiva, piegati, evita, tuffati e... schiva. (''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'') *Rispettate le quattro regole fondamentali. Uno: guardate il vostro cliente negli occhi. Due: sorridete. Tre: date la sensazione del successo, la gente preferisce avere a che fare con chi ha successo piuttosto che con chi è fuori gioco. E quattro: siate entusiasti, l'entusiasmo è contagioso. (''[[L'ottavo giorno]]'') *Sai, c'è una regola nello sport: mai fare qualcosa di grande se non sai reggere le congratulazioni. (''[[Le riserve]]'') *– Sai qual è la prima regola dell'etichetta scolastica? In una cantina senza finestre non si deve scoreggiare.<br />– No, la prima regola e far finta di dormire quando il compagno di stanza... si fa certe cose.<br />– La prima regola è aspettare che il compagno di stanza si addormenti, prima di fare certe cose. (''[[Toy Soldiers - Scuola di eroi]]'') *Se avete a che fare con una trilogia eccovi delle super regole per le trilogie. Primo: avete un killer super sovrumano, non servirà pugnalarlo e neanche sparargli, praticamente nel terzo capitolo dovrete congelarli la testa, decapitarlo o farlo saltare in aria. Secondo: chiunque, anche il personaggio principale può morire. [...] Terzo: il passato tornerà a mordervi le chiappe, ragazzi. Pensate di sapere tutto del passato? Non è vero, il passato non è sepolto, anche i peccati commessi nel passato stanno per tornare, vi piomberanno addosso e vi distruggeranno. Quindi, concludendo, lasciate che vi dica... buona fortuna, Dio vi guardi. E per alcuni di voi, a presto. Perché le regole dicono che alcuni di voi non ce la faranno. ([[Randy Meeks]], ''[[Scream 3]]'') *Se castigo ha da essere, castigo sia. Se grazia ha da essere, grazia sia. Questa è la mia legge. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'') *Se disobbedisci alle regole della società ti mandano in prigione, se disobbedisci alle regole della prigione... ti mandano da noi. Mh, Alcatraz è una prigione diversa dalle altre negli Stati Uniti. Qui ogni detenuto deve restare in isolamento, in una cella individuale. A differenza dei miei predecessori, i direttori Johnson e Blackwell, io non do nessun tipo di premio per buona condotta e non riconosco comitati di detenuti. I detenuti qui non mettono il becco in quello che si fa, lo fanno e basta. Non avete il permesso di ricevere giornali o riviste con notizie di cronaca. La conoscenza del mondo esterno si limita a quello che vi dico io. Da oggi in poi il tuo universo sarà costituito solo da quello che succede in quest'edificio. Ti raderai una volta al giorno, due volte alla settimana farai la doccia e i capelli una volta al mese. E adesso quello che ti è permesso: puoi parlare, puoi lavorare. Gli altri istituti fanno lavorare tutti, ma qui da noi è un privilegio che ti devi guadagnare. E ti garantisco che è un privilegio a cui terrai moltissimo. Le visite: ne hai diritto a due al mese. Non possono essere ex detenuti di questa o di qualcun'altra prigione federale. Tutti i nomi che sottoporrai verranno controllati dall'FBI. (''[[Fuga da Alcatraz]]'') *– Seguo la regola di mio padre, sul bere.<br />– Che sarebbe?<br />– Non bere mai per stare meglio, bevi solo per stare ancora meglio. (''[[Come lo sai]]'') *Se mio figlio sta male, io corro, è la regola. (''[[Partnerperfetto.com]]'') *Se vuoi venire con me ecco le regole: hai due soste per il bagno e una pausa di diciannove minuti per mangiare, il turismo è rigorosamente vietato tranne alcuni siti di grande valore storico. Inoltre ho quindici semplici domande che ti riguardano, a cui vorrei che rispondessi. Andiamo! Regola numero quattro: passo svelto, non posso aspettarti ogni due minuti. (''[[Molto forte, incredibilmente vicino]]'') *– Senta mister, ci sono tre regole da seguire, però.<br>– Ah, sì? E quali sarebbero?<br>– Lo tenga lontano dalla luce, lui odia la luce forte, specialmente quella del sole. Morirebbe. E lo tenga lontano dall'acqua, non lo faccia bagnare. Ma la cosa più importante, la regola che non dovrà mai dimenticare è che anche se lui piange, anche se fa scena e la supplica lei non dovrà mai, mai dargli da mangiare dopo la mezzanotte. Ha capito? (''[[Gremlins]]'') *Sentite amico, la regola fondamentale del poker, con qualunque sistema e dovunque lo giochiate, sia all'equatore che al circolo polare, è paga o sta' zitto! (''[[Posta grossa a Dodge City]]'') *– Soltanto poche regole. Numero uno: entrambi scriverete le promesse di matrimonio, li c'è un taccuino e potrete scambiarvi le promesse soltanto il giorno della cerimonia.<br />– Ok, qual è la numero due?<br />– Niente sesso fino alla luna di miele. (''[[Licenza di matrimonio]]'') *– Sonny mi ha insegnato una regola. [...] Non farsi mai prendere vivi. [...]<br>– È una pessima regola. [...]<br>– È una bella notte per morire. (''[[Infiltrato speciale]]'') *Sono solo due le regole che contano davvero: quello che un uomo può e quello che un uomo non può. (''[[La maledizione della prima luna]]'') *Stare in guardia è una norma elementare. Se ti scordi di osservarla, non campi molto a lungo. (''[[Sinfonia per un massacro]]'') *Tre condizioni. Voglio indirizzo e numero di telefono della casa. Se ti sposti voglio sapere dove vai e insieme a chi stai. Chiamami appena atterri e ogni sera prima di andare a dormire. (''[[Io vi troverò]]'') *Unica regola. Restare in luce. (''[[Pitch Black]]'') *Uno: non intendo lasciare più nulla al caso. Due: sposerò la ragazza che è sulla mia moto. Tre: diventerò ricco. Quattro: avremo una casa. Una grande casa. Tutta arancione. Con un giardino. E due figli, Paul e Michael. Cinque: avremo una decappottabile. Una decappottabile rossa e una piscina. Imparerò a nuotare. Sei: non voglio fermarmi finché non ci sarò riuscito. (''[[Mr. Nobody]]'') *Va bene, solo qualche piccola regola: niente pianti, niente lamenti, non ti permettere di alzare la gambetta in casa, questa non è camera tua. Non sbavare, non masticare, avrai un collare anti pulci, questa non è camera tua. Non implorare il cibo, non ti leccare le palline e non ti permettere di bere nella tazza del cesso, questa non è camera tua. (''[[Turner e il casinaro]]'') *Vacci piano! Ne ho fatto una regola di non possedere mai le possedute. Veramente è più un indirizzo che una regola! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'') *Vedi Dora, nella mia vita c'è stata solo un parola d'ordine: dignità, sempre dignità. Questa massima mi fu instillata dai miei genitori sin dall'infanzia. (''[[Cantando sotto la pioggia]]'') *Voi vi atterrete a tre semplici regole. Prima: non vi fidate di nessuno, qualunque divisa porti e qualunque sia il suo grado, a meno che non lo conosciate personalmente. Secondo: su qualunque cosa mobile che si avvicini a meno di duecento metri si dovrà aprire il fuoco. Terzo: se avrete dei dubbi, prima sparare e poi chiedere spiegazioni. Io preferisco le perdite insignificanti che ne potrebbero derivare al rischio che la base venga occupata o distrutta dal nemico. Qualsiasi modifica a queste disposizioni potrà essere fatta solo da me. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'') ===''[[A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar]]''=== *– Congratulazioni, Miss Rodriguez, era la fase numero uno verso la vera regalità.<br>– Ay, Dios mio! Già la prima fase!<br>– Oh, sì. I buoni pensieri siano la tua spada e il tuo scudo. *Fase due per diventare una drag queen: ignorare le avversità. *Fase quattro: più grande della vita stessa... è questa la giusta misura! *La fase tre: conformarsi alle regole dell'amore. ===''[[Babylon A.D.]]''=== *Dovunque vada lei, vado io. Questa è la regola numero uno. Regola numero due: meno contatti ha con il mondo esterno e meglio è. *Io invece di regola ne ho solo una. Non mi rompa le palle. *La vita è semplice: uccidere o essere uccisi, non immischiarsi mai e finire sempre il lavoro. È il codice dei sopravvissuti, il mio codice. ===''[[Benvenuti a Zombieland]]''=== *Ma perché io sono ancora vivo mentre tutti sono diventati cibo? Perché io seguo le regole... Regola numero uno per sopravvivere a Zombieland: allenamento. [...] Dovevi procurarti un'arma e imparare a usarla, il che porta alla seconda regola: il doppio colpo; in quei momenti, se non sei sicuro che i non morti siano morti, non lesinare sui proiettili. [...] Regola numero tre: attento al bagno. [...] E siamo alla regola numero quattro, che è abbastanza ovvia: allaccia la cintura, può salvarti la vita. *Altra regola per sopravvivere a Zombieland è viaggiare leggeri, evitare ogni zavorra. *Regola numero ventidue: nel dubbio lasciati una via d'uscita. *Regola numero trentadue: goditi le piccole cose. *Lo giuro, vorrei davvero far colpo su Wichita, ma violerei la regola diciassette... forse la madre di tutte le regole: non fare l'eroe. ===''[[Don't Say a Word]]''=== *Regola numero uno: non sei tu che fai le richieste, tu ascolti quello che dico io. *Regola numero due: non provare a chiamare o a mandare segnali a nessuno, se lo fai... uccido tua figlia. Non perché io lo voglia fare, perché queste sono le regole. *Regola numero tre: hai tempo fino alle diciassette di oggi. *Regola numero uno: basta orologio. [...] Regola numero due: voglio parlare con mia figlia adesso. [...] Regola numero tre: basta telefono. ===''[[Entrapment]]''=== *Quando cambi partner devi cambiare anche le regole. E la nuova regola è questa: Mac porta a termine il lavoro e in cambio io gli guardo le spalle. *Regola numero uno: mai portare con sé un'arma, prima o poi si è tentati di usarla. *Regola numero due: mai fidarsi di una donna nuda. ===''[[The Experiment (film 2010)|The Experiment]]''=== *Ho solo tre regole: lecca la fica, fuma erba e sorridi sempre. *– Nei vostri armadietti troverete una copia con le cinque regole che i prigionieri devono seguire. Per favore, leggetele ad alta voce con me. Regola numero uno...<br>– ...i prigionieri devono fare tre pasti al giorno e tutto il cibo deve essere consumato. Due: ci saranno trenta minuti di ricreazione giornaliera. Tre: i prigionieri possono accedere solo alle aree a loro designate. Quattro: i prigionieri possono parlare solo quando ci si rivolge a loro. E cinque: I prigionieri non possono toccare le guardie in nessuna circostanza.<br>– Quelli che infrangono le regole dovranno essere puniti commisuratamente. [...] Questo esperimento non riguarda i singoli individui. Se una qualsiasi persona si ritira è finito. Se un prigioniero infrange le regole avrete trenta minuti per scegliere un provvedimento disciplinare. Se fallirete nel farlo quella luce rossa si accenderà, l'esperimento sarà terminato e voi non verrete pagati. [...] O manterrete una severa disciplina o non sarete pagati. Ci vediamo tra due settimane. *– Regola numero uno: ripulite il piatto.<br>– {{NDR|Scherzando}} Regola numero sei: mangiate merda di cane! *È la regola numero uno adesso: nessuno può parlare con loro. ===''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''=== [[File:Fight Club Graffiti (3370196627).jpg|thumb|«Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club».]] *La prima regola del progetto Mayhem è: non si fanno domande. *La seconda regola è: non si fanno domande. *Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida "basta", si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere! ===''[[Hitch - Lui sì che capisce le donne]]''=== *Regole fondamentali: nessuna donna si sveglia al mattino dicendo: «Dio, spero tanto di non essere rapita dal principe azzurro oggi». *Regole fondamentali: non importa cosa, non importa quando, non importa chi; ogni uomo ha l'occasione di fare il principe azzurro e rapire una donna, gli serve solo il cavallo giusto. *Regole fondamentali: non esistono. ===''[[Il giocatore - Rounders]]''=== *Regola fondamentale: calcola sempre tutte le possibilità. *Regola numero uno: getta le carte quando sai che non sono vincenti, lascia la mano. *Generalmente la regola è: più l'avversario è simpatico, meno sa giocare. *La regola è questa: una volta che hai scoperto il gioco dell'avversario non devi farlo trasparire. ===''[[L'uomo del giorno dopo]]''=== *È la mia regola: evita la civilizzazione, ad ogni costo. *Io sono il capo del clan, adesso. Ci saranno nuove leggi. Legge uno: non più uccisioni. Dovrà regnare la pace! *Legge otto: vivi e lascia vivere. ===''[[La dura verità]]''=== *Regola numero uno: nessuna critica. *Regola numero due: ridi a tutto quello che dice. *Numero tre: gli uomini hanno l'occhio lungo. *Regola numero quattro: non parlare dei tuoi problemi, gli uomini non ascoltano e non gliene frega niente. ===''[[Lord of War]]''=== *Ho le mie regole: tu non paghi, tu non giochi. *La prima e più importante regola del contrabbando d'armi è mai farsi sparare con la tua stessa merce. * La seconda regola del trafficante di armi è assicurarsi di poter essere sempre pagati, preferibilmente in anticipo, l'ideale su un conto offshore. *Una cosa è più che certa, Vitaly stava rompendo la regola principale del trafficante: mai prendere un'arma davanti ai clienti. ===''[[Miss F.B.I. - Infiltrata speciale]]''=== *Regola numero uno: niente risse. *Regola numero due: mastica a bocca chiusa. *Regola numero tre: niente grugniti. ===''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]''=== *La formula è profonda e possiede applicazioni infinite. Ma è semplice e logica. La prima regola di ogni partita o truffa è che l'unico modo per diventare più furbi, è giocare contro un avversario ancora più furbo. La seconda regola, più sofisticato è il gioco, più sofisticato è l'avversario. Se l'avversario è molto bravo riuscirà a mettere la vittima in un ambiente che può controllare. Più grande è l'ambiente, più facile è il controllo. Getta un osso al cane, trova la sua debolezza e dagli solo un pezzetto di quello che pensa di volere. *Ricorda chi sono Jake: due truffatori. Volevi delle risposte e ti hanno dato degli indovinelli. Conosci le regole: più ascolti, e più è dolce il tono. *Un uomo saggio una volta mi ha detto che esiste solo una regola, una piccola domanda che porta a ogni successo: più un uomo investe in questa domanda, più quel uomo diventa potente. Ha idea di quale sia, signor Green? "Qual è il mio guadagno?" (''[[Revolver (film 2005)|Revolver]]'') ===''[[Scream]]''=== *Ci sono delle regole precise che devono essere rispettate se si vuole sopravvivere in un horror, va bene? E vado a incominciare. Numero uno: non si deve mai fare sesso. Mai! No! È proibito! È proibito! Sesso uguale morte! Va bene?! Numero due: mai ubriacarsi o drogarsi. No, perché è il peccato, peccato per estensione della regola numero uno. E numero tre, mai, mai e poi mai in nessun caso dire: torno subito. Perché non si torna più! ([[Randy Meeks]]) *Se non rispetti le regole, sei un uomo morto. Ti troverò in cucina con un pugnale nel cuore. ([[Randy Meeks]]) *Ora devi morire: sono le regole! ===''[[Scream 4]]''=== *– Ci sono ancora delle regole, ma sono diverse. L'inaspettato è il nuovo cliché.<br />– Sì, devi avere una sequenza iniziale che spacca, utilizzare una regia da video musicale e gli omicidi devono essere molto più estremi.<br />– Il pubblico ormai conosce le regole degli originali e l'opposto diventa il nuovo standard. In pratica come fai a sopravvivere in un film horror moderno? Il solo modo è essere gay. *La festa è il falso finale. Nuove regole. *Hai dimenticato la prima regola dei remake: non cambiare l'originale. ===''[[The Transporter]]''=== *Regola uno: mai cambiare i patti. *Regola due: mai fare nomi. *Regola tre: non aprire mai i pacchi. ==Voci correlate== *[[Regola]] {{Raccolte dai media|Regole|dai film}} {{vetrina|5|ottobre|2015|raccolte dai media}} [[Categoria:Regole dai media|Film]] [[Categoria:Raccolte dai film]] 5hv9e0w8fnr4wxrd2jssysos8rzq08q Il Morandini 0 86658 1429893 1429772 2026-10-18T08:34:06Z Spinoziano 2297 /* N */ 1429893 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Antologia di barzellette e di aneddoti da settimanale umoristico (romano), cuciti insieme col filo conduttore di un secondino ([[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]) factotum dal cuore d'oro e i piedi piatti. (''[[Accadde al penitenziario]]''; 2000, p. 13) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Fosco western moderno in cui i personaggi contano più della storia e l'ambiente più dei personaggi. Fotografia fascinosa e insolita di [[Gordon Willis]]. (''[[Arriva un cavaliere libero e selvaggio]]''; 2000, p. 104) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127) *[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Diligente, modesto, didattico con qualche ricerca di facili effetti. (''[[Il bambino e il grande cacciatore]]''; 2000, p. 139) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Deliziosa rievocazione d'epoca, diretta con garbo e recitata con brio. [[William Faulkner|Faulkner]] ha avuto raramente altrettanta fortuna al cinema. (''[[Boon il saccheggiatore]]''; 2000, p. 177) *Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *[[Franco Zeffirelli|Zeffirelli]] commuove gli spettatori con il metodo più tradizionale: fa piangere gli attori. Sono 12 le scene di pianto, una ogni dieci minuti. (''[[Il campione (film 1979)|Il campione]]''; 2000, p. 205) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *[[John Ford|Fordiano]] nel tono, convenzionale, prolisso, ma piacevole. Vi campeggia a mo' di monumento l'anziano [[John Wayne|J. Wayne]] in una parte che gli è congeniale. (''[[Chisum]]''; 2000, p. 255) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Western di passo svelto, piuttosto violento per l'epoca, che alterna sagaci sequenze spettacolari con momenti opachi, con il grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ben saldo in sella. (''[[I comanceros]]''; 2000, p. 284) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *Uno dei 4 western di [[Don Siegel|Siegel]], basato su una storia di poco conto in cui il regista non credeva e che non poté modificare. Prologo ed epilogo appiccicati in fretta per allungare il brodo. (''[[Duello al Rio d'argento]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== *2º e poco soddisfacente film di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]], guidata da [[Dorothy Arzner|D. Arzner]], una delle rare donne registe di Hollywood, attiva tra il '27 e il '43. Tratto dal romanzo di [[Gilbert Frankau]], è un dramma goffo che solo qua e là riesce a essere interessante. (''[[La falena d'argento]]''; 2000, p. 454) [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *[...] uno strappalacrime modesto e ben recitato (con [[Susan Hayward|S. Hayward]] che fa la perfida) che ebbe molto successo e fece di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]], al suo 2º cimento hollywoodiano, una star. (''[[La famiglia Stoddard]]''; 2000, p. 456) *Apprezzabile opera prima di un ex fotografo e pubblicitario che si è proposto fin troppo programmaticamente di illustrare realisticamente la durezza, la fatica, la sporcizia e la violenza della transumanza, cioè della vita del cowboy. Eccellente fotografia modellata sui dagherrotipi e i quadri di [[Charles Marion Russell|Russell]], [[Frederic Remington|Remington]] e C. (''[[Fango, sudore e polvere da sparo]]''; 2000, p. 457) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Consigliabile solo ai fan del grosso [[John Wayne|J. Wayne]] ancora capace, nonostante le rughe dei suoi 64 anni, di sostenere un film sulle larghe spalle. Risvolti comici gradevoli in un racconto convenzionale. (''[[Il grande Jake]]''; 2000, p. 579) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Inchiodato ai secondi ruoli e al ruolo fisso di "cattivo", [[Robert Ryan|R. Ryan]] (1909-73) trova finalmente una parte di protagonista e se la cava con onore e dolente intensità. Scritto da [[Edmund H. North|Edmund North]] e Joseph Patracca, questo Cinemascope Fox (fotografia del prestigioso Lucien Ballard) è un western di serie B come il suo regista (1903-90), ma non privo di decoro, di scatto, di pathos. (''[[La grande sfida (film 1956)|La grande sfida]]''; 2000, p. 583) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) *Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Uno dei primi western adulti degli anni '50 sulla scia di ''[[Il cavaliere della valle solitaria]]''. Un po' verboso, ma ben recitato con la [[Geraldine Page|Page]] esordiente che si meritò una nomination all'Oscar e soprattutto da un [[John Wayne|Wayne]] di intensa sobrietà – nel personaggio eponimo di un mezzo sangue che fu uno dei suoi preferiti. Da un romanzo (1953) di [[Louis L'Amour]], ben sceneggiato da [[James Edward Grant]] che accentuò il rispetto per i pellerossa. (''[[Hondo (film 1953)|Hondo]]''; 2010, p. 687) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *La felice riuscita del film – uno dei 3 che [[Raoul Walsh|R. Walsh]] fece con [[Clark Gable|Gable]] – è il risultato di una intelligente sceneggiatura di Sydney Boehm e Frank Nugent genero di [[John Ford]], da un romanzo di Clay Fisher di cui il regista sfrutta magnificamente l'afflato epico (anche nella 1ª parte innevata), gli intermezzi ora comici ora sentimentali, i dialoghi icastici, la pittoresca galleria dei personaggi, i grandi spazi esaltati dal Cinemascope di Leo Tover. È una delle ultime vette del western classico con uno dei personaggi più simpatici di [[Jane Russell|J. Russell]] che fa il bagno nella vasca, spara con la carabina, mostra le belle gambe, s'infila e si sfila gli stivali e continua a litigare amorosamente con C. Gable. (''[[Gli implacabili]]''; 2000, p. 623) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *Il dolce sapore della vendetta è il succo di questo robusto western violento. [...] la sceneggiatura convenzionale è migliorata da una regia competente e da una buona squadra di attori. (''[[Nevada Smith]]''; 2000, p. 868) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *È una commedia di allegria forzata in cui sembra che nessuno sia convinto di quel che fa, nemmeno la [[Greta Garbo|Garbo]] sulla corda d'equilibrio di uno sdoppiamento di personalità. (''[[Non tradirmi con me]]''; 2000, p. 885) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) [[File:Stagecoach-05 - Claire Trevor.jpg|miniatura|[[Claire Trevor]] in ''[[Ombre rosse]]'']] *[...] è forse – almeno in Italia per due generazioni di critici e di cinefili – il western più famoso e amato di tutti i tempi. Questo "Grand Hotel" su ruote, come fu definito sul ''New Yorker'', si presta a letture di ogni genere, come ogni classico. (''[[Ombre rosse]]''; 2000, p. 917) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Umano, straziante, lirico, è considerato da molti il 1° buon film del migliore dei [[Anthony Mann|Mann]]. Sottovalutato, soprattutto in Italia, questo film è meravigliosamente fotografato dal grande [[John Alton]] che – con ''[[L'amante indiana]]'' (1950) di [[Delmer Daves|D. Daves]] – inaugurò il filone filoindiano degli anni '50. (''[[Il passo del diavolo (film 1950)|Il passo del diavolo]]''; 2000, p. 960) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Western autunnale quasi da camera, quasi funerario, da crepuscolo degli dei. Un epitaffio su un genere o su un eroe? Grande congedo melodrammatico di [[John Wayne|J. Wayne]]. Ottima sceneggiatura (da un romanzo di Glendon Swarthout) messa in immagini con uno stile asciutto. (''[[Il pistolero (film 1976)|Il pistolero]]''; 2000, p. 999) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Tipico western di fattura media, di quelli che si vedono volentieri e si dimenticano subito. Non manca un romanzetto d'amore con la rubensiana [[Rhonda Fleming|R. Fleming]]. Inferiore all'omonimo film muto del 1925 diretto da [[James Cruze]]. (''[[Pony Express (film)|Pony Express]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[Hans Christian Andersen#La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente – all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Uno dei western memorabili degli anni '60, e uno dei migliori film "politici" di Hollywood in assoluto. [[Richard Brooks|Brooks]] (1912-92) ha fatto tutto lui, e l'ha fatto benissimo. Ritmo trascinante senza cadute. E uno splendido parco di attori. (''[[I professionisti]]''; 2000, p. 1041) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) *Pur avendo diretto una decina di onorevoli western, [[Henry Hathaway|Hathaway]] non ha lasciato nel genere un'impronta personale. Tra gli ultimi il più riuscito è ''The Sons of Katie Elder'', un po' grigio e senza sorprese nello sviluppo del tema della vendetta e del riscatto, ma esposto con efficacia. (''[[I 4 figli di Katie Elder]]''; 2000, p. 1066) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] il film individua molto bene la condizione sottoproletaria dei pistoleri in un contesto drammatico duro e bruciante. Dialogo vivace e incisivo. (''[[Quattro tocchi di campana]]''; 2000, p. 1068) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Lo spunto di partenza è divertente, ma non si può dire altrettanto del modo in cui è stato sviluppato in un film che oscilla tra dramma e commedia. C'è una certa freschezza di fondo che piace. (''[[Rancho Bravo]]''; 2000, pp. 1097-1098) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Sulla scia di ''[[Easy Rider]]'', con il cavallo al posto della motocicletta, anche i personaggi di questo anomalo western hippie vanno alla ricerca della libertà e di un'identità, in fuga verso un altrove irraggiungibile. Eccezionale la fotografia di [[Vilmos Zsigmond]] [...]. (''[[Il ritorno di Harry Collings]]''; 2000, p. 1128) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) [[File:San Giovanni decollato (1940) Totò imputato.png|miniatura|[[Totò]] in ''[[San Giovanni decollato]]'']] *Come gli capitò anche nei film postbellici, a [[Totò]] un impianto narrativo troppo rigido sta un po' stretto, ma ogni volta che può inventare a soggetto, sfruttando la sua genialità mimica (il canto muto, l'autodecapitazione), il film cambia marcia. (''[[San Giovanni decollato]]''; 2000, p. 1158) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Come sia riuscito [[John Sayles|J. Sayles]] (1950), cineasta indipendente nordamericano, a fare un film-fiaba così profondamente irlandese, anzi celtico, evitando il lezio, il facile folklore, l'oleografia, e portando con delicatezza lo spettatore a guardare le cose con gli occhi della sua piccola protagonista, ha del miracoloso. Hanno contribuito al risultato la splendida fotografia di [[Haskell Wexler]] che non scivola mai nel formalismo e gli addestratori delle foche. (''[[Il segreto dell'isola di Roan]]''; 2000, p. 1189) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Se si escludono i pellerossa, recupera quasi tutti i luoghi classici, e i tipi, del western classico con un lavoro di mimesi colta forse manieristica, ma riscattata dall'energia narrativa e da notevole capacità di stile. Costò 25 milioni di dollari, questo western di viaggio di magmatica complessità, e sono ben spesi anche se il successo commerciale fu appena discreto. (''[[Silverado]]''; 2000, p. 1226) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Prodotto dalla Walt Disney, è un robusto, edificante dramma contro l'ignoranza, l'intolleranza e i pregiudizi razziali, sostenuto da una sceneggiatura non priva di finezza e da una bella compagnia di attori. (''[[Smith, un cowboy per gli indiani]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *[...] [[Robert Benton|R. Benton]] [...] ha fatto un film autobiografico, raccontando la città natia del Texas, un piccolo mondo che ama e idealizza. Un po' leccato, ma la fotografia di [[Néstor Almendros|Nestor Almendros]] è stupenda. (''[[Le stagioni del cuore (film)|Le stagioni del cuore]]''; 2000, p. 1271) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Un western tradizionale e sermoneggiante costruito intorno al canonico personaggio del burbero tutore della legge che [[John Wayne|J. Wayne]] (1907-79) interpreta con la massiccia immobilità di chi ormai è diventato il monumento di sé stesso. (''[[La stella di latta]]''; 2000, p. 1277) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western di schema classico e topico: transumanza; spazi aperti, sinonimo di libertà, in procinto di diventare spazi di possesso; eroe con un passato che rimorde, ma teso verso un futuro e una vita nuova che s'incarnano in una donna/infermiera benefica; sparatoria finale (15 minuti circa non convenzionali). Da notare il passo lento, come quello di una mandria, della narrazione; la gentilezza di fondo e dei particolari (i fiori); la dialettica tra mito epico e la sua fine dolente; la coerenza con sé stesso di [[Kevin Costner|Costner]] attore/regista. È [...] un canto malinconico sull{{'}}''old american life style''. (''[[Terra di confine - Open Range|Terra di confine]]''; 2010, p. 1490) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Penultimo film di [[Steve McQueen|S. McQueen]] che morì a 50 anni nel 1980: era come il buon vino che, invecchiando, migliora. Semiwestern autunnale di atmosfera nostalgica, puntiglioso nell'ambientazione. Splendida fotografia di [[John A. Alonzo|John Alonso]]. (''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]''; 2000, p. 1349) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Il 1º dei 6 western di [[Robert Aldrich|Aldrich]] e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un [[Burt Lancaster|Lancaster]] solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. (''[[L'ultimo Apache]]''; 2000, p. 1403) *Dopo l'orgia di violenza di ''[[Cane di paglia]]'', [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] torna alle sue origini di regista profondamente americano, tradizionalista e rurale. Bravo e credibile [[Steve McQueen|McQueen]]. Qualche momento di lirica malinconia in questa quieta storia su coloro che "devono tener fermi i cavalli". (''[[L'ultimo buscadero]]''; 2000, p. 1404) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *[...] un western che fatica a decollare prima di trovare il ritmo giusto. (''[[L'uomo che amò Gatta Danzante]]''; 2000, p. 1418) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Uno dei 22 "spaghetti-western" realizzati nel 1973, e uno dei meno trucidi, con una certa cura nella psicologia dei personaggi e un robusto mestiere nelle sequenze d'azione. (''[[Valdez il mezzosangue]]''; 2000, p. 1441) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il re [[Giacomo I d'Inghilterra|Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, pp. 1679-1680) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) *Molto dettagliato, prolisso, di impianto revisionista, l'opus n. 7 di [[Lawrence Kasdan|Kasdan]] è un western inetto. [[Kevin Costner|Costner]] recita come se Earp fosse un dirigente della ''middle-class'', surclassato dal Doc Holliday di [[Dennis Quaid|Quaid]]. La musica di [[James Newton Howard]] ridonda. (''[[Wyatt Earp (film)|Wyatt Earp]]''; 2010, p. 1693) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== *La Disney cominciò nel 1950 a produrre lungometraggi per ragazzi con attori. Questo è il 1º imperniato su un bambino e un cane. Tratto da un romanzo di Fred Gipson, è uno dei migliori e dei meno zuccherosi. (''[[Zanna Gialla]]''; 2000, p. 1509) *[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E un altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700) [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) *Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] 2ceoz7rxgfueu6txfcyz7hd1pv6f2vs Stoicismo 0 86762 1429890 1416883 2026-10-18T07:51:07Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Umberto Ronca 1429890 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sylvestre La Mort de Seneque 1875.jpg|thumb|''La morte di Seneca'' (Joseph-Noël Sylvestre, 1875)]] Citazioni sullo '''stoicismo'''. ==Citazioni== *A fondamento della [[Fisica]] gli Stoici ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. ([[Adriano Tilgher]]) *Che se la natura nel tessere la sua tela della benevolenza, v'ha intrecciate alcune trame di desiderio e d'amore — si dovrà dunque per istrapparle lacerar tutta quanta la tela? — Flagella codesti stoici, diss'io nel mio cuore, o grande Rettore della natura! flagellali! ([[Laurence Sterne]]) *Contro gli stoici.<br>Se ci educhiamo a diventare indifferenti alle cose che non dipendono da noi e riusciamo a sopportarle senza affliggercene né rallegrarcene, che ci rimane da fare, da provare, visto che quasi ogni avvenimento è indipendente dalla nostra volontà?<br>In teoria gli stoici hanno ragione. In pratica tutto gioca contro di loro. Dalla mattina alla sera non facciamo che prendere posizione pro o contro cose su cui non abbiamo alcun potere. La «vita» è questo, è un folle tentativo di uscire dalla nostra impotenza; la «vita» è una corsa allo stesso tempo voluta e inevitabile verso (... è squillato il telefono e ho dimenticato che cosa volevo dire). ([[Emil Cioran]]) *Distinta dal [[Cristianesimo]] per varie e fondamentali discrepanze, {{NDR|la filosofia stoica}} avea nondimeno con esso molti punti di contatto. L'una e l'altro spostavano il centro di gravità della vita, l'una nella vita interiore dello spirito, l'altro in cielo. Entrambi rinunciavano alla lotta, talora appartandosi dal campo delle sofferenze umane, tal'altra portandovi – l'una meno e l'altro più – una voce consolatrice; e tutti, ignari del loro tempo e dell'avvenire, rinunziavano, in teoria, ad ogni efficace sforzo per mutare le condizioni della {{sic|passeggiera}} vita presente e, in pratica, finivano col soggiacere alla tirannia del mondo esterno, alla forza degli eventi e alla necessità delle cose, malamente e imprudentemente rinnegate. ([[Ettore Ciccotti]]) *Gli stoici amano i grandi obiettivi posti al di là della vita e per questi obiettivi loro sono disposti a morire [...]. I [[cristiano (religione)|cristiani]] sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. [...] I [[marxisti]] sono stoici perché vogliono la giustizia per tutti e per questa giustizia sono disposti a sopportare la dittatura del proletariato e la rivoluzione, che detto tra di noi sono cose scomodissime. Cazzaniga è stoico, si alza alle sei e mezza alla mattina perché vuole diventare direttore generale dell'Alfa Romeo. (''[[Così parlò Bellavista]]'') *Gli stoici [...] credevano e dicevano che nel mondo, dopo Dio, non v'è nulla di più importante dell'uomo, e che nell'uomo nulla è più importante dello spirito [...]. Essi sottoponevano la loro natura umana a digiuni e patimenti poiché non davano alla passione alcuna funzione nel perseguimento del loro ideale etico di saggezza apatica. Chiudevano gli occhi di fronte a fatti evidenti dell'esperienza pretendendo di considerare insignificanti gli eventi esterni e la sofferenza come se non fosse un male. Mettevano a tacere la voce dell'umanità nei loro cuori indulgendo in un crudele disprezzo per il debole e il folle. ([[Alexander Balmain Bruce]]) *– Hai qualche altro tenebroso insegnamento da impartirmi, Attico?<br>– Non li definirei tenebrosi. Lo scopo della filosofia stoica è dissipare le tenebre.<br>– Tu e la tua filosofia alla moda! Soltanto i piaceri dei sensi sono in grado d'alleviare le pene dello spirito.<br>– I sensi tradiscono, come ben sai, alla tua età. Alla nostra età.<br>– Parla per te. E anche la tua filosofia stoica puoi tenerla per te.<br>– Ah, noi romani agiamo sempre troppo e pensiamo poco. La mia è una filosofia che insegna il coraggio nelle avversità, il perseguimento della virtù solo per sé stessa, l'equanimità. Non è quel che serve a Roma? (''[[A.D. - Anno Domini]]'') *Il programma degli Stoici, di soddisfare i nostri bisogni, eliminando i desideri, è come tagliarsi i piedi, quando abbiamo bisogno delle scarpe. ([[Jonathan Swift]]) *Io non esito a dire, mio caro Sereno, che tra gli Stoici e i filosofi delle altre scuole passa la stessa differenza che tra gli uomini e le donne: i quali e le quali contribuiscono in egual misura alla vita della società, ma gli uni sono fatti per comandare, le altre per obbedire. ([[Lucio Anneo Seneca]]) *L'atteggiamento di superiorità degli Stoici [...] produce soltanto uomini irrequieti e ambiziosi. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *L'errore fondamentale dello stoicismo sta nell'attribuire alle idee della mente una virtù ed una efficacia sul sentimento e sul cuore, assai maggiore del conveniente e pressoché assoluta ed esclusiva, come se bastasse pensare che tutti siamo mortali per poter assistere impassibili alla morte dei nostri cari, mentre il sentire ha una natura e forza sua propria, che non potrà mai essere distrutta dal pensare. ([[Giuseppe Allievo]]) *L'etica stoica, presa nel suo insieme, è in effetti un pregevolissimo e rispettabilissimo tentativo di utilizzare il grande privilegio dell'uomo, la ragione, per uno scopo importante e salutare, cioè per elevare l'uomo al di sopra delle sofferenze e dei dolori, a cui ogni vita è commessa [...] e per renderlo appunto con il sommo grado partecipe della dignità che gli spetta, come essere razionale, in contrasto con l'animale, e della quale comunque si può parlare in questo senso, ma non in un altro. [...] Ma per quanto raggiungibile sia in certo grado quello scopo, con l'impiego della ragione e con un'etica meramente razionale [...]; moltissimo tuttavia manca perché si possa addivenire in tale modo a qualcosa di perfetto e perché la ragione rettamente usata possa realmente sottrarci a tutto il peso e a tutte le sofferenze della vita e condurci alla beatitudine. [...] [N]eanche nella sua stessa rappresentazione il suo ideale, vale a dire il sapiente stoico, poté mai acquistare vita o intima verità poetica; egli rimane un rigido manichino di legno, di cui non si sa cosa fare, che non sa egli stesso che cosa farsi della sua saggezza, e di cui la perfetta calma, contentezza e beatitudine contraddicono addirittura la natura dell'umanità e non ci fanno pervenire a nessuna rappresentazione intuitiva di essa. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'') *La dottrina stoica ha un non so che di rischioso e audace per gli animi grandi e impetuosi, ma se si unisce a profondità di sentimento e mitezza di carattere, contribuisce moltissimo allo svolgersi della bontà naturale. ([[Plutarco]], ''[[Vite parallele]]'') *La dottrina stoica non poteva proporsi il problema della eguaglianza sociale e quindi dell'abolizione della schiavitù. Per essa tal problema non esisteva. La vita morale doveva pur essa svolgersi all'infuori di ogni azione esteriore. Pure nella schiavitù, pure nei tormenti l'uomo poteva esser libero e felice. La libertà non era nelle condizioni accidentali dell'esistenza, era anzi nella piena indipendenza dell'uomo dal mondo esterno. ([[Carlo Pascal]]) *La filosofia, massime la stoica, non è più per molti una indagine scientifica, speculativa o un vano esercizio di scuola, ma un conforto ai dolori, una specie di sacerdozio che prepara le anime a sostenere virilmente i colpi di fortuna, a vivere con dignità e a morire con sereno coraggio. ([[Umberto Ronca]]) *La massima stoica per la quale dobbiamo rassegnarci senza protestare alle cose che non dipendono da noi, e anzi esservi del tutto indifferenti, tiene conto solo delle disgrazie esterne, che arrivano indipendentemente dalla nostra volontà; ma come farsi una ragione di quelle che provengono da noi stessi? Se noi soltanto siamo la fonte dei nostri mali, con chi prendercela? Con noi stessi? Ma dimentichiamo presto di essere i veri colpevoli, e non aspettiamo altro che di scaricare su qualcuno o su qualcosa il peso della nostra responsabilità. ([[Emil Cioran]]) *Lo stoicismo è quando uno ha talmente paura di perdere tutto che perde tutto apposta, per non aver più paura. ([[Romain Gary]]) *Lo stoicismo influì sulla vita degli uomini e lo svolgimento degli stati assai più che l'Accademia {{NDR|di Platone}} o il Liceo {{NDR|di Aristotele}}. ([[Ernest Barker]]) *Lo stoicismo, religione che ha un solo sacramento, – il [[suicidio]]! ([[Charles Baudelaire]]) *Nel pieno disfacimento d'ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi. ([[Francesco De Sanctis]]) *Non si può accettare l'atteggiamento di certi stoici che dicevano: «Cosa ho a che fare io se la mia famiglia soffre? Io posso essere ancora virtuoso». Il principio cristiano: «Amate i vostri nemici» è buono, ma il principio stoico: «Siate indifferenti verso i vostri amici» è cattivo. ([[Bertrand Russell]]) *[[Blaise Pascal|Pascal]] diceva che [[Epitteto]] conosce la grandezza dell'uomo, non ne conosce la debolezza. C'è troppa tensione in lui, un predominio assoluto della ragione fino a diventare innaturale: egli ha la forza in sommo grado, ma gli manca la grazia, la tenerezza, gli manca soprattutto la pietà, ch'è la grande lacuna di tutto lo stoicismo. ([[Giuseppe Melli]]) *''Ragioni del successo dello Stoicismo''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. ([[Adriano Tilgher]]) *So per esperienza che la virtù stoica e la virtù cristiana sono una sola e medesima virtù. Intendo la virtù stoica autentica, che è prima di tutto amore, non la caricatura che ne hanno fatto alcuni brutali Romani. ([[Simone Weil]]) *Stoicismo. – Agire è il vero e il bene: il noo poietico è l'uomo libero e perfetto, il vero uomo. E però il Saggio pratica la virtù, perché la virtù è la forma e la legge della sua libera attività; e d'altro non cura. Egli basta a sé stesso; ciò che non è sé non ha per lui valore. Il che fa ch'ei viva in una completa assoluta atarassia. ([[Angelo Camillo De Meis]]) ===[[Massimo Pigliucci]]=== *Gli Stoici erano filosofi pratici, per loro la teoria è importante solo se guida la pratica in maniera effettiva, altrimenti si tratta solo di disquisizioni "accademiche", nel senso peggiorativo della parola. Uno Stoico moderno cerca di assorbire e di mettere in pratica le lezioni impartite due millenni orsono, tra gli altri, da Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Due sono i principi fondamentali: primo, ci si deve continuamente chiedere se una cosa è sotto il nostro controllo oppure no. Se lo è, allora vi si dedica tutta la nostra attenzione per farla al nostro meglio; se non lo è, allora smettiamo di preoccuparcene. Per Epitteto, le uniche cose veramente sotto il nostro controllo sono i nostri valori, i nostri giudizi, e le nostre azioni. Di quelli e solo di quelli siamo veramente responsabili. Secondo, lo Stoico moderno – come del resto quello antico – cerca di applicare in ogni circostanza le quattro virtù cardinali: prudenza (nel senso di imparare a navigare situazioni difficili), coraggio (non solo fisico, ma soprattutto morale), temperanza (quindi auto-controllo, specialmente nell'evitare eccessi), e giustizia (nel senso di trattare tutti in modo equo). Sembra facile, ma non lo è. *Gli Stoici pensavano che occasionalmente dobbiamo volontariamente e temporaneamente privarci di qualcosa che ci dà piacere o ci sta a cuore, sia per apprezzarne meglio la presenza quando ne godiamo, sia perché uno di questi giorni la Fortuna potrebbe cambiare e potremmo trovarci a doverne in effetti fare a meno. E, infatti, ci sono altri esercizi che faccio di tanto in tanto durante la settimana, per esempio quelli di auto-deprivazione. Tra i miei preferiti un digiuno di una giornata, l'astinenza dall’alcol per una sera o due, e il finire la doccia con l'acqua fredda. Non si tratta di cose radicali, ma non ti dico quanto apprezzi il pasto successivo quando sei stato a digiuno, o quanto sei grato per il semplice fatto di avere l'acqua calda quando sperimenti una doccia fredda... *Gli Stoici svilupparono una serie di esercizi per affrontare la vita quotidiana, ed io ne pratico diversi durante la settimana, anche se non tutti ogni giorno. Tipicamente inizio la giornata con una meditazione mattutina, che consiste di due parti. Per primo mi rileggo e medito su un breve passaggio di uno degli stoici classici [...]. {{NDR|«E poi?»}} Nella seconda parte della meditazione mattutina immagino potenziali situazioni difficili o delicate che potrei dover affrontare durante la giornata, pensando a quale possa essere la cosa peggiore che potrebbe succedere, e a come reagire al meglio. Gli Stoici credevano che una mente preparata riesce ad affrontare le difficoltà meglio di una non preparata, e ho trovato che questo è vero in diverse occasioni. {{NDR|«Immagino non sia tutto qui...»}} Durante la giornata cerco semplicemente di prestare attenzione a quello che sto facendo, vivendo nel "hic et nunc", qui e ora. A sera poi mi prendo dieci minuti per scrivere il mio "diario filosofico". Passo in rassegna gli eventi più significativi della giornata e – come consigliato da Epitteto, nel terzo volume delle sue Diatribe – mi domando: dove ho errato? Cosa ho fatto bene? Cosa avrei potuto far meglio? L'idea è quella di imparare dalle proprie azioni, archiviare la giornata, e prepararsi a mente distesa per quella successiva. *Lo Stoicismo è una filosofia che esiste da ventitré secoli, fu una delle forme di pensiero dominanti nell'antica Grecia e durante l'Impero Romano, e moltissimi ne sono stati influenzati negli ultimi due millenni. Oggi sta tornando in voga perché ti prepara a vivere in un mondo in cui senti che le cose cambiano rapidamente e che tu hai ben poco controllo su quello che succede. *Lo Stoicismo insegna che la saggezza consiste nel saper separare le cose che controlliamo da quelle che non sono sotto il nostro controllo, occupandosi poi solo delle prime. "Vincere" non è sotto il nostro controllo, solo fare del nostro meglio per raggiungere un determinato obiettivo lo è. Per esempio, io posso essere considerato per una promozione al lavoro. Ebbene, quello che posso controllare è la qualità del mio lavoro, la mia preparazione, la mia serietà, ecc.. Ma la decisione di promuovermi o meno sta al mio capo, e può essere influenzata da tanti fattori (concorrenza di colleghi, antipatie o simpatie personali, ecc.) che sono al di fuori del mio controllo. La pratica stoica ci insegna a fare del nostro meglio, ma anche ad accettare con equanimità qualunque risultato finale, per poter mantenere una serenità interiore che è condizione necessaria per essere felici. Non solo. Una delle dottrine stoiche più importanti è l'idea che lo scopo della vita umana è di usare la ragione – l'attributo più peculiare della nostra specie – al servizio del miglioramento della vita sociale. "Vincere a tutti i costi" non è consono a questo atteggiamento. Cooperare con gli altri lo è. *Per certe persone leggere i testi Stoici la prima volta è una sorta di rivelazione, accompagnata da un ''"ah! Mi pareva le cose fossero così!"'' Credo lo Stoicismo sia particolarmente attraente per persone che sono rimaste deluse dalla vacuità di molta letteratura ''self-help'', ma anche da gente che magari sarebbe interessata, che so, a una pratica Buddista, ma la trova troppo aliena da un punto di vista culturale, o troppo orientata al misticismo. In un certo senso, in effetti, lo Stoicismo è la risposta occidentale al Buddismo, ci sono molte similarità tra le due filosofie. ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sullo}} [[Categoria:Scuole e correnti filosofiche]] 2oqkvyw1u3c7qstro6qtfi6oic88ap7 Libro di Giobbe 0 87170 1429805 1429759 2026-10-17T13:55:14Z Spinoziano 2297 wlink 1429805 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Giobbe''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. ==[[Incipit]]== C'era nella terra di Uz un uomo chiamato [[Giobbe]]: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente. Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche [[Satana]]. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dal percorrere la terra e dall'aggirarmi su di essa». (1, 6 – 7; 2010) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». (1, 8 – 12; 2008) *''[[Nudità |Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!'' ([[Giobbe]]: 1, 21; 1974) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». (2, 3 – 6; 2008) *Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora [[Moglie di Giobbe|sua moglie]] disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il [[Bene e male|bene]], perché non dovremmo accettare il male?». (2, 7 – 10; 2008) *Allora Giobbe aprì la bocca e [[Maledizioni dai libri|maledisse]] il suo giorno. Prese a dire: «''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''. (3, 1 – 3; 2008) *''[[Oltretomba|Laggiù]] i malvagi cessano d'agitarsi, | laggiù riposano gli sfiniti di forze. | I prigionieri hanno pace insieme, | non sentono più la voce dell'aguzzino. | Laggiù è il piccolo e il grande, | e lo schiavo è libero dal suo padrone.'' (Giobbe: 3, 17 – 19; 1974) *''Per quanto io ho visto, chi coltiva [[iniquità]], | chi semina affanni, li raccoglie.'' (Elifaz: 4, 8; 1974) *''Poiché allo [[stoltezza|stolto]] dà morte lo sdegno | e la collera fa morire lo sciocco. | Io ho visto lo stolto metter radici, | ma imputridire la sua dimora all'istante.'' (Elifaz: 5, 2 – 3; 1974) *''Infatti, la sventura non spunta dalla terra, | né il dolore germina dal suolo; | ma l'uomo nasce per [[sofferenza|soffrire]], | come la favilla per volare in alto.'' (Elifaz: 5, 6 – 7; 1994) :''L'uomo nasce al [[travaglio]], | come l'uccello per il volo.'' (5, 7; 1959) *''Beato l'uomo che Dio corregge! | Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente; | perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; | egli ferisce, ma le sue mani guariscono.'' (Elifaz: 5, 17 – 18; 1994) *''Si mangia forse un cibo insipido, senza sale? | O che gusto c'è nel succo di [[malva]]?'' (Giobbe: 6, 6; 2008) *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli [[amicizia|amici]], | anche se ha abbandonato il [[timore di Dio]].'' (Giobbe: 6, 14; 1974) *''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (Giobbe: 7, 1 – 3; 1974) *''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella [[polvere]], | mi cercherai, ma più non sarò!'' (Giobbe: 7, 20 – 21; 1974) *''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].'' (Giobbe: 9, 13; 1974) *''L'uomo insensato si leva in superbia, | e qual giovane [[onagro]] si stima nato indipendente''. (11, 12; 1959) *''Le tende dei ladri sono tranquille, | c'è sicurezza per chi provoca Dio, | per chi vuol ridurre Dio in suo potere. | Ma interroga pure le [[animale|bestie]], perché ti ammaestrino, | gli uccelli del cielo, perché ti informino, | o i rettili della terra, perché ti istruiscano | o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. | Chi non sa, fra tutti questi esseri, | che la mano del Signore ha fatto questo? | Egli ha in mano l'anima di ogni vivente | e il soffio d'ogni carne umana.'' (12, 6 – 10; 1974) *''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.'' (Giobbe: 13, 3; 1974) *''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!'' (Giobbe: 19, 25 – 27; 1994) *''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'[[oro]] | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (22, 23 – 25; 1974) *''Come può giustificarsi un [[uomo]] davanti a Dio | e apparire [[purezza|puro]] un nato di donna? | Ecco, la luna stessa manca di chiarore | e le stelle non sono pure ai suoi occhi: | quanto meno l'uomo, questo verme, | l'essere umano, questo bruco!'' (25, 4 – 6; 1974) *''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma [[Raab (mitologia)|Raab]]. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.'' (Giobbe: 26, 12-13; 1974) *''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.'' (Giobbe: 28, 12 – 15; 1994) *''Ecco, [[Timore di Dio|temere Dio]], questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' (Giobbe: 28, 28; 1974) *''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.'' (Giobbe: 30, 29; 1974) *''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.'' (Giobbe: 30, 31; 1994) *[...] ''perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' (Giobbe: 31, 23; 1974) *''Chi ha chiuso tra due porte il [[mare]], | quando erompeva uscendo dal seno materno, | quando lo circondavo di nubi per veste | e per fasce di caligine folta? | Poi gli ho fissato un limite | e gli ho messo chiavistello e porte | e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre | e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".'' ([[Yahweh]]: 38, 8 – 11; 1974) *''Da quando vivi, hai mai comandato al mattino | e assegnato il posto all'[[aurora]], | perché essa afferri i lembi della terra | e ne scuota i malvagi? | Si trasforma come creta da sigillo | e si colora come un vestito.'' (Yahweh: 38, 12 – 14; 1974) *''Sai tu quando figliano le [[camoscio|camozze]] | e assisti al parto delle [[cervo|cerve]]? | Conti tu i mesi della loro gravidanza | e sai tu quando devono figliare? | Si curvano e depongono i figli, | metton fine alle loro doglie. | Robusti sono i loro figli, crescono in campagna, | partono e non tornano più da esse.'' (Yahweh: 39, 1 – 4; 1974) *''Chi ha mandato libero l'[[onagro]], | e i suoi legami chi li ha sciolti? | Ad esso io diedi il deserto quale casa | e qual sua dimora la terra di salsuggine. | Disprezza egli il tumulto della città, | e urla di mandriano non ascolta; | visita torno torno i monti del suo pascolo, | e ogni verde zolla egli ricerca.'' (Yahweh: 39, 5 – 8; 1959) *''Il [[bufalo]] si lascerà piegare a servirti | o a passar la notte presso la tua greppia? | Potrai legarlo con la corda per fare il solco | o fargli erpicare le valli dietro a te? | Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande | e a lui affiderai le tue fatiche? | Conterai su di lui, che torni | e raduni la tua messe sulla tua aia?'' (Yahweh: 39, 9 – 12; 1974) *''L'ala dello [[struzzo]] batte festante, | ma è forse penna e piuma di cicogna? | Abbandona infatti alla terra le uova | e sulla polvere le lascia riscaldare. | Dimentica che un piede può schiacciarle, | una bestia selvatica calpestarle. | Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi, | della sua inutile fatica non si affanna, | perché Dio gli ha negato la saggezza | e non gli ha dato in sorte discernimento. | Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali: | si beffa del cavallo e del suo cavaliere.'' (Yahweh: 39, 13 – 18; 1974) *''È forse al tuo comando che l'[[aquila]] si alza in alto | e fa il suo nido nei luoghi elevati? | Abita nelle rocce e vi pernotta; | sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; | di là spia la preda | e i suoi occhi mirano lontano. | I suoi piccini si abbeverano di sangue, | e dove sono i corpi morti, là essa si trova.'' (Yahweh: 39, 27 – 30; 1994) *''Ecco, l'[[ippopotamo]], che io ho creato al pari di te, | mangia l'erba come il bue. | Guarda, la sua forza è nei fianchi | e il suo vigore nel ventre. | Rizza la coda come un cedro, | i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi, | le sue vertebre, tubi di bronzo, | le sue ossa come spranghe di ferro. | Esso è la prima delle opere di Dio; | il suo creatore lo ha fornito di difesa. | I monti gli offrono i loro prodotti | e là tutte le bestie della campagna si trastullano. | Sotto le piante di [[fior di loto|loto]] si sdraia, | nel folto del canneto della palude. | Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici, | lo circondano i salici del torrente. | Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema, | è calmo, anche se il [[Giordano (fiume)|Giordano]] gli salisse fino alla bocca. | Chi potrà afferrarlo per gli occhi, | prenderlo con lacci e forargli le narici?'' (Yahweh: 40, 15 – 24; 1974) *''Puoi tu pescare il [[Leviatano|Leviatan]] con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1974) *''Prenderai forse il [[coccodrillo]] all'amo? | Gli assicurerai la lingua con la corda? | Gli passerai un giunco per le narici? | Gli forerai le mascelle con l'uncino? | Ti rivolgerà esso molte suppliche? | Ti dirà delle parole dolci? | Farà esso alleanza con te, | perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? | Scherzerai con lui come fosse un uccello? | Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze? | Ne trafficheranno forse i pescatori? | Lo spartiranno essi fra i negozianti? | Gli coprirai la pelle di frecce | e la testa di ramponi? | Mettigli un po' le mani addosso! | Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1994) ==[[Explicit]]== Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul Libro di Giobbe== *Animato da ansiosa ricerca di verità e da umanità profonda, è giudicato concordemente un vero capolavoro di tutti i tempi e di tutti i paesi, ed è cosparso di sublimi bellezze letterarie. [...] Il poema fu sempre di conforto agli afflitti dalle miserie della vita. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *''Giobbe'' è un'opera formidabile della letteratura ebraica. Con la sola eccezione di ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', nessun altro libro della Bibbia è scritto con un tale altissimo livello di potente eloquenza, come del resto si addice al suo argomento, la giustizia di Dio. Come opera di teologia morale, il libro è un fallimento perché l'autore, come tutti gli altri, è sconcertato dal problema della teodicea. ([[Paul Johnson]]) *Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. ([[Søren Kierkegaard]]) *Il ''Libro di Giobbe'' è ricco di storia naturale in forma poetica: presenta un catalogo affascinante di fenomeni organici, cosmici e meteorologici. Nel capitolo 28, per esempio, c'è una straordinaria descrizione di una miniera. Attraverso questa immagine, ci viene presentata una visione del potenziale scientifico e tecnologico quasi illimitato del genere umano, in contrasto con le capacità morali incorreggibilmente deboli dell'uomo. ([[Paul Johnson]]) *Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia Giobbe, che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. ([[Una carezza per guarire|Umberto Veronesi e Mario Pappagallo]]) ===[[Antonio Girlanda]]=== *''Giobbe'': il poema grandioso dell'innocente oppresso dalla sofferenza immeritata, ma che non cessa di cercare Dio. *Il libro di Giobbe è un capolavoro della letteratura universale, sia per l'eterno problema che agita, il dolore dell'innocente, ma anche per la smagliante veste letteraria che l'anonimo autore ebreo del V secolo ha saputo dargli. *L'autore di Giobbe non accetta un Dio automa che garantisce disgrazie ai malvagi e successo ai buoni. Egli ha assunto il problema del dolore innocente come il caso limite per scuotere certezze che non rispondono alla realtà né stimolano quella fede che si affida a Dio, certa che la sua ultima volontà è la felicità della creatura che lo cerca. L'epilogo lo dimostra. ===[[Simone Weil]]=== *È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe. *Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza. *La sventura ha costretto Cristo a supplicare di essere risparmiato, a cercare conforto fra gli uomini, a credersi abbandonato dal Padre. Ha costretto un giusto a imprecare contro Dio, un giusto perfetto, quanto almeno può esserlo una natura soltanto umana, e forse anche di più, se Giobbe non è tanto un personaggio storico quanto una immagine di Cristo. «Egli si fa gioco della sventura degli innocenti». Non è una bestemmia, è un autentico grido strappato al dolore. Il libro di Giobbe è dall'inizio alla fine una pura meraviglia di verità e di autenticità. Se si parla di sventura, tutto ciò che si discosta da quell'esempio è, più o meno, macchiato di menzogna. ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=giobbe&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Giobbe]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gb/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Giobbe]] il55chd65ixv3ztiguw35lvhntmy862 1429886 1429805 2026-10-18T07:44:11Z Spinoziano 2297 +1 1429886 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Giobbe''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. ==[[Incipit]]== C'era nella terra di Uz un uomo chiamato [[Giobbe]]: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente. Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni== *Un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche [[Satana]]. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dal percorrere la terra e dall'aggirarmi su di essa». (1, 6 – 7; 2010) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». (1, 8 – 12; 2008) *''[[Nudità |Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!'' ([[Giobbe]]: 1, 21; 1974) *Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». (2, 3 – 6; 2008) *Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora [[Moglie di Giobbe|sua moglie]] disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il [[Bene e male|bene]], perché non dovremmo accettare il male?». (2, 7 – 10; 2008) *Allora Giobbe aprì la bocca e [[Maledizioni dai libri|maledisse]] il suo giorno. Prese a dire: «''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''. (3, 1 – 3; 2008) *''[[Oltretomba|Laggiù]] i malvagi cessano d'agitarsi, | laggiù riposano gli sfiniti di forze. | I prigionieri hanno pace insieme, | non sentono più la voce dell'aguzzino. | Laggiù è il piccolo e il grande, | e lo schiavo è libero dal suo padrone.'' (Giobbe: 3, 17 – 19; 1974) *''Per quanto io ho visto, chi coltiva [[iniquità]], | chi semina affanni, li raccoglie.'' (Elifaz: 4, 8; 1974) *''Poiché allo [[stoltezza|stolto]] dà morte lo sdegno | e la collera fa morire lo sciocco. | Io ho visto lo stolto metter radici, | ma imputridire la sua dimora all'istante.'' (Elifaz: 5, 2 – 3; 1974) *''Infatti, la sventura non spunta dalla terra, | né il dolore germina dal suolo; | ma l'uomo nasce per [[sofferenza|soffrire]], | come la favilla per volare in alto.'' (Elifaz: 5, 6 – 7; 1994) :''L'uomo nasce al [[travaglio]], | come l'uccello per il volo.'' (5, 7; 1959) *''Beato l'uomo che Dio corregge! | Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente; | perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; | egli ferisce, ma le sue mani guariscono.'' (Elifaz: 5, 17 – 18; 1994) *''Si mangia forse un cibo insipido, senza sale? | O che gusto c'è nel succo di [[malva]]?'' (Giobbe: 6, 6; 2008) *''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli [[amicizia|amici]], | anche se ha abbandonato il [[timore di Dio]].'' (Giobbe: 6, 14; 1974) *''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (Giobbe: 7, 1 – 3; 1974) *''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella [[polvere]], | mi cercherai, ma più non sarò!'' (Giobbe: 7, 20 – 21; 1974) *''Cresce forse il [[papiro]] fuori della palude | e si sviluppa forse il giunco senz'acqua? | Ancora verde, non buono per tagliarlo, | inaridirebbe prima di ogni altra erba. | Tale è la sorte di chi dimentica Dio, | così svanisce la speranza dell'[[Empietà|empio]]; | la sua fiducia è come un filo | e una tela di ragno è la sua sicurezza: | se si appoggia alla sua casa, essa non resiste, | se vi si aggrappa, essa non regge.'' (Bildad: 8, 11 – 15; 2008) *''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].'' (Giobbe: 9, 13; 1974) *''L'uomo insensato si leva in superbia, | e qual giovane [[onagro]] si stima nato indipendente''. (11, 12; 1959) *''Le tende dei ladri sono tranquille, | c'è sicurezza per chi provoca Dio, | per chi vuol ridurre Dio in suo potere. | Ma interroga pure le [[animale|bestie]], perché ti ammaestrino, | gli uccelli del cielo, perché ti informino, | o i rettili della terra, perché ti istruiscano | o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. | Chi non sa, fra tutti questi esseri, | che la mano del Signore ha fatto questo? | Egli ha in mano l'anima di ogni vivente | e il soffio d'ogni carne umana.'' (12, 6 – 10; 1974) *''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.'' (Giobbe: 13, 3; 1974) *''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!'' (Giobbe: 19, 25 – 27; 1994) *''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'[[oro]] | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (22, 23 – 25; 1974) *''Come può giustificarsi un [[uomo]] davanti a Dio | e apparire [[purezza|puro]] un nato di donna? | Ecco, la luna stessa manca di chiarore | e le stelle non sono pure ai suoi occhi: | quanto meno l'uomo, questo verme, | l'essere umano, questo bruco!'' (25, 4 – 6; 1974) *''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma [[Raab (mitologia)|Raab]]. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.'' (Giobbe: 26, 12-13; 1974) *''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.'' (Giobbe: 28, 12 – 15; 1994) *''Ecco, [[Timore di Dio|temere Dio]], questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' (Giobbe: 28, 28; 1974) *''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.'' (Giobbe: 30, 29; 1974) *''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.'' (Giobbe: 30, 31; 1994) *[...] ''perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' (Giobbe: 31, 23; 1974) *''Chi ha chiuso tra due porte il [[mare]], | quando erompeva uscendo dal seno materno, | quando lo circondavo di nubi per veste | e per fasce di caligine folta? | Poi gli ho fissato un limite | e gli ho messo chiavistello e porte | e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre | e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".'' ([[Yahweh]]: 38, 8 – 11; 1974) *''Da quando vivi, hai mai comandato al mattino | e assegnato il posto all'[[aurora]], | perché essa afferri i lembi della terra | e ne scuota i malvagi? | Si trasforma come creta da sigillo | e si colora come un vestito.'' (Yahweh: 38, 12 – 14; 1974) *''Sai tu quando figliano le [[camoscio|camozze]] | e assisti al parto delle [[cervo|cerve]]? | Conti tu i mesi della loro gravidanza | e sai tu quando devono figliare? | Si curvano e depongono i figli, | metton fine alle loro doglie. | Robusti sono i loro figli, crescono in campagna, | partono e non tornano più da esse.'' (Yahweh: 39, 1 – 4; 1974) *''Chi ha mandato libero l'[[onagro]], | e i suoi legami chi li ha sciolti? | Ad esso io diedi il deserto quale casa | e qual sua dimora la terra di salsuggine. | Disprezza egli il tumulto della città, | e urla di mandriano non ascolta; | visita torno torno i monti del suo pascolo, | e ogni verde zolla egli ricerca.'' (Yahweh: 39, 5 – 8; 1959) *''Il [[bufalo]] si lascerà piegare a servirti | o a passar la notte presso la tua greppia? | Potrai legarlo con la corda per fare il solco | o fargli erpicare le valli dietro a te? | Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande | e a lui affiderai le tue fatiche? | Conterai su di lui, che torni | e raduni la tua messe sulla tua aia?'' (Yahweh: 39, 9 – 12; 1974) *''L'ala dello [[struzzo]] batte festante, | ma è forse penna e piuma di cicogna? | Abbandona infatti alla terra le uova | e sulla polvere le lascia riscaldare. | Dimentica che un piede può schiacciarle, | una bestia selvatica calpestarle. | Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi, | della sua inutile fatica non si affanna, | perché Dio gli ha negato la saggezza | e non gli ha dato in sorte discernimento. | Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali: | si beffa del cavallo e del suo cavaliere.'' (Yahweh: 39, 13 – 18; 1974) *''È forse al tuo comando che l'[[aquila]] si alza in alto | e fa il suo nido nei luoghi elevati? | Abita nelle rocce e vi pernotta; | sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; | di là spia la preda | e i suoi occhi mirano lontano. | I suoi piccini si abbeverano di sangue, | e dove sono i corpi morti, là essa si trova.'' (Yahweh: 39, 27 – 30; 1994) *''Ecco, l'[[ippopotamo]], che io ho creato al pari di te, | mangia l'erba come il bue. | Guarda, la sua forza è nei fianchi | e il suo vigore nel ventre. | Rizza la coda come un cedro, | i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi, | le sue vertebre, tubi di bronzo, | le sue ossa come spranghe di ferro. | Esso è la prima delle opere di Dio; | il suo creatore lo ha fornito di difesa. | I monti gli offrono i loro prodotti | e là tutte le bestie della campagna si trastullano. | Sotto le piante di [[fior di loto|loto]] si sdraia, | nel folto del canneto della palude. | Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici, | lo circondano i salici del torrente. | Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema, | è calmo, anche se il [[Giordano (fiume)|Giordano]] gli salisse fino alla bocca. | Chi potrà afferrarlo per gli occhi, | prenderlo con lacci e forargli le narici?'' (Yahweh: 40, 15 – 24; 1974) *''Puoi tu pescare il [[Leviatano|Leviatan]] con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1974) *''Prenderai forse il [[coccodrillo]] all'amo? | Gli assicurerai la lingua con la corda? | Gli passerai un giunco per le narici? | Gli forerai le mascelle con l'uncino? | Ti rivolgerà esso molte suppliche? | Ti dirà delle parole dolci? | Farà esso alleanza con te, | perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? | Scherzerai con lui come fosse un uccello? | Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze? | Ne trafficheranno forse i pescatori? | Lo spartiranno essi fra i negozianti? | Gli coprirai la pelle di frecce | e la testa di ramponi? | Mettigli un po' le mani addosso! | Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1994) ==[[Explicit]]== Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni. {{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}} ==Citazioni sul Libro di Giobbe== *Animato da ansiosa ricerca di verità e da umanità profonda, è giudicato concordemente un vero capolavoro di tutti i tempi e di tutti i paesi, ed è cosparso di sublimi bellezze letterarie. [...] Il poema fu sempre di conforto agli afflitti dalle miserie della vita. ([[Giuseppe Ricciotti]]) *''Giobbe'' è un'opera formidabile della letteratura ebraica. Con la sola eccezione di ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', nessun altro libro della Bibbia è scritto con un tale altissimo livello di potente eloquenza, come del resto si addice al suo argomento, la giustizia di Dio. Come opera di teologia morale, il libro è un fallimento perché l'autore, come tutti gli altri, è sconcertato dal problema della teodicea. ([[Paul Johnson]]) *Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. ([[Søren Kierkegaard]]) *Il ''Libro di Giobbe'' è ricco di storia naturale in forma poetica: presenta un catalogo affascinante di fenomeni organici, cosmici e meteorologici. Nel capitolo 28, per esempio, c'è una straordinaria descrizione di una miniera. Attraverso questa immagine, ci viene presentata una visione del potenziale scientifico e tecnologico quasi illimitato del genere umano, in contrasto con le capacità morali incorreggibilmente deboli dell'uomo. ([[Paul Johnson]]) *Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia Giobbe, che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. ([[Una carezza per guarire|Umberto Veronesi e Mario Pappagallo]]) ===[[Antonio Girlanda]]=== *''Giobbe'': il poema grandioso dell'innocente oppresso dalla sofferenza immeritata, ma che non cessa di cercare Dio. *Il libro di Giobbe è un capolavoro della letteratura universale, sia per l'eterno problema che agita, il dolore dell'innocente, ma anche per la smagliante veste letteraria che l'anonimo autore ebreo del V secolo ha saputo dargli. *L'autore di Giobbe non accetta un Dio automa che garantisce disgrazie ai malvagi e successo ai buoni. Egli ha assunto il problema del dolore innocente come il caso limite per scuotere certezze che non rispondono alla realtà né stimolano quella fede che si affida a Dio, certa che la sua ultima volontà è la felicità della creatura che lo cerca. L'epilogo lo dimostra. ===[[Simone Weil]]=== *È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe. *Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza. *La sventura ha costretto Cristo a supplicare di essere risparmiato, a cercare conforto fra gli uomini, a credersi abbandonato dal Padre. Ha costretto un giusto a imprecare contro Dio, un giusto perfetto, quanto almeno può esserlo una natura soltanto umana, e forse anche di più, se Giobbe non è tanto un personaggio storico quanto una immagine di Cristo. «Egli si fa gioco della sventura degli innocenti». Non è una bestemmia, è un autentico grido strappato al dolore. Il libro di Giobbe è dall'inizio alla fine una pura meraviglia di verità e di autenticità. Se si parla di sventura, tutto ciò che si discosta da quell'esempio è, più o meno, macchiato di menzogna. ==Bibliografia== <!-- Per anno --> *''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959. *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. *''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=giobbe&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Giobbe]'', edizione Nuova Riveduta, 1994. *''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gb/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008. *''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3 ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Giobbe]] hpdop7ik7pp2d96xyh5e9zwgrawcf12 Claudio Bartocci 0 108366 1429837 1315328 2026-10-17T20:22:16Z Simonsegni 106283 Da: Racconti matematici. 1429837 wikitext text/x-wiki [[File:Claudio Bartocci.jpg|miniatura|Claudio Bartocci]] '''Claudio Bartocci''' (1962 – vivente), matematico e docente italiano. ==Citazioni di Claudio Bartocci== *La [[matematica]] è una piramide di problemi. Una piramide, naturalmente, rovesciata. (da ''Una piramide di problemi'') *Anche la letteratura e a matematica non sono altro che specchi in ciascuno dei quali la [[verità]] – o, per usare un'espressione meno impegnativa, la verità dell'universo – si riflette solo in maniera parziale. [...] Forse letteratura e matematica non aspirano alla verità, ma alla [[bellezza]].<ref>Da ''Racconti matematici'', a cura di Claudio Bartocci, Einaudi, Torino, 2006, pp. X e XXVIII. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Claudio Bartocci (a cura di), ''Racconti matematici'', Einaudi, Torino, 2006. ISBN 978-88-06-18321-9 *Claudio Bartocci, ''Una piramide di problemi'', Raffaello Cortina Editore, Milano, 2012. ISBN 978-88-6030-446-9 {{DEFAULTSORT:Bartocci, Claudio}} [[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]] [[Categoria:Matematici italiani]] 0815mwofoxu40vvefm7fz1ve3qax8ov 1429841 1429837 2026-10-17T20:30:18Z Simonsegni 106283 1429841 wikitext text/x-wiki [[File:Claudio Bartocci.jpg|miniatura|Claudio Bartocci]] '''Claudio Bartocci''' (1962 – vivente), matematico e docente italiano. ==Citazioni di Claudio Bartocci== *La [[matematica]] è una piramide di problemi. Una piramide, naturalmente, rovesciata. (da ''Una piramide di problemi'') *Anche la letteratura e la matematica non sono altro che specchi in ciascuno dei quali la [[verità]] – o, per usare un'espressione meno impegnativa, la verità dell'universo – si riflette solo in maniera parziale. [...] Forse letteratura e matematica non aspirano alla verità, ma alla [[bellezza]].<ref>Da ''Racconti matematici'', a cura di Claudio Bartocci, Einaudi, Torino, 2006, pp. X e XXVIII. ISBN 978-88-06-18321-9</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Claudio Bartocci (a cura di), ''Racconti matematici'', Einaudi, Torino, 2006. ISBN 978-88-06-18321-9 *Claudio Bartocci, ''Una piramide di problemi'', Raffaello Cortina Editore, Milano, 2012. ISBN 978-88-6030-446-9 {{DEFAULTSORT:Bartocci, Claudio}} [[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]] [[Categoria:Matematici italiani]] brzg25vcx0ovmxfhe5luc6qwwunynca 1429844 1429841 2026-10-17T20:52:07Z Udiki 86035 1429844 wikitext text/x-wiki [[File:Claudio Bartocci.jpg|miniatura|Claudio Bartocci]] '''Claudio Bartocci''' (1962 – vivente), matematico e docente italiano. ==Citazioni di Claudio Bartocci== *Anche la letteratura e la matematica non sono altro che specchi in ciascuno dei quali la [[verità]] – o, per usare un'espressione meno impegnativa, la verità dell'universo – si riflette solo in maniera parziale.<ref>Dall'introduzione a ''Racconti matematici'', p. X.</ref> *Forse letteratura e matematica non aspirano alla verità, ma alla [[bellezza]].<ref>Dall'introduzione a ''Racconti matematici'', p. XXVIII.</ref> *La [[matematica]] è una piramide di problemi. Una piramide, naturalmente, rovesciata.<ref>Da ''Una piramide di problemi''.</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *AA.VV., ''Racconti matematici'', a cura di Claudio Bartocci, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 978-88-06-18321-9 *Claudio Bartocci, ''Una piramide di problemi'', Raffaello Cortina Editore, Milano, 2012. ISBN 978-88-6030-446-9 {{DEFAULTSORT:Bartocci, Claudio}} [[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]] [[Categoria:Matematici italiani]] ne3f886stu3w54jpbrr2cygqd1c0b4d Empietà 0 111751 1429888 1221270 2026-10-18T07:45:36Z Spinoziano 2297 +1; Antico Testamento in sezione 1429888 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{indicedx}} Citazioni sull''''empietà''' e sugli '''empi'''. ==Citazioni== *Irresistibile attrazione che esercita su certi spiriti pii l'empietà. ([[Gesualdo Bufalino]]) *[[Missionario]] laico<br>''Va ad insegnare | l'empietà ai negri | convertiti da un povero frate. | Ha con sé | "La Storia | delle Grandi Bestemmie | Illustrate" | in fascicoli | e a rate.'' ([[Marcello Marchesi]]) *Solo negli empi sopravvive oggigiorno la passione per il divino. Nessun altro si salverà. ([[Gesualdo Bufalino]]) ===''[[Antico Testamento]]''=== *Com'è vero ch'io vivo – oracolo del Signore Dio – io non godo della morte dell'empio, ma che l'empio desista dalla sua condotta e viva. (''[[Libro di Ezechiele]]'') *''Contro un padre empio imprecano i figli, | perché sono disprezzati a causa sua. | Guai a voi, uomini empi, | che avete abbandonato la legge di Dio altissimo! | Quando nascete, nascete per la maledizione; | quando morite, erediterete la maledizione. | Quanto è dalla terra ritornerà alla terra, | così gli empi dalla maledizione alla distruzione.'' (''[[Siracide]]'') *''Cresce forse il papiro fuori della palude | e si sviluppa forse il giunco senz'acqua? | Ancora verde, non buono per tagliarlo, | inaridirebbe prima di ogni altra erba. | Tale è la sorte di chi dimentica Dio, | così svanisce la speranza dell'empio; | la sua fiducia è come un filo | e una tela di ragno è la sua sicurezza: | se si appoggia alla sua casa, essa non resiste, | se vi si aggrappa, essa non regge.'' (''[[Libro di Giobbe]]'') *''Gli empi sono come un mare agitato | che non può calmarsi | e le cui acque portan su melma e fango. | Non v'è pace per gli empi, dice il mio Dio.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *Non abbiate paura delle parole dell'empio, perché la sua gloria andrà a finire ai rifiuti e ai vermi; oggi è esaltato, domani non si trova più, perché ritorna alla sua polvere e i suoi calcoli falliscono. ([[Mattatia]], ''[[Primo libro dei Maccabei]]'') *Se l'empio desiste dall'empietà e compie ciò che è retto e giusto, per questo vivrà. (''[[Libro di Ezechiele]]'') *''Si usi pure clemenza all'empio, | non imparerà la giustizia; | sulla terra egli distorce le cose diritte | e non guarda alla maestà del Signore.'' (''[[Libro di Isaia]]'') ====''[[Libro dei Proverbi]]''==== *''L'empio sarà preso nelle proprie iniquità, | tenuto stretto dalle funi del suo peccato. | Egli morirà per mancanza di correzione, | andrà vacillando per la grandezza della sua follia.'' *''La via degli empi è come il buio; | essi non scorgono ciò che li farà cadere.'' *''La violenza degli empi li travolge, | perché rifiutano di praticare la giustizia.'' *''Non battere la strada degli empi | e non procedere per la via dei malvagi. | Evita quella strada, non passarvi, | sta' lontano e passa oltre. | Essi non dormono, se non fanno del male; | non si lasciano prendere dal sonno, | se non fanno cadere qualcuno; | mangiano il pane dell'empietà | e bevono il vino della violenza.'' *''Tutta la vita l'empio indulge alla cupidigia, | mentre il giusto dona senza risparmiare.'' ====''[[Libro della Sapienza]]''==== *''Gli empi invocano su di sé la morte | con gesti e con parole, | ritenendola amica si consumano per essa | e con essa concludono alleanza, | perché son degni di appartenerle.'' *''La speranza dell'empio è come pula portata dal vento, | come schiuma leggera sospinta dalla tempesta, | come fumo dal vento è dispersa, | si dilegua come il ricordo dell'ospite di un sol giorno.'' *''Perché sono ugualmente in odio a Dio | l'empio e la sua empietà; | l'opera e l'artefice saranno ugualmente puniti.'' *''Si indagherà infatti sui propositi dell'empio, | il suono delle sue parole giungerà fino al Signore | a condanna delle sue iniquità.'' ====''[[Salmi]]''==== *''Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi.'' *''Il poco del giusto è cosa migliore | dell'abbondanza degli empi; | perché le braccia degli empi saranno spezzate, | ma il Signore è il sostegno dei giusti.'' *''L'empio prende in prestito e non restituisce, | ma il giusto ha compassione e dà in dono.'' *''Nel cuore dell'empio parla il peccato, | davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio. | Poiché egli si illude con se stesso | nel ricercare la sua colpa e detestarla. | Inique e fallaci sono le sue parole, | rifiuta di capire, di compiere il bene. | Iniquità trama sul suo giaciglio, | si ostina su vie non buone, | via da sé non respinge il male.'' *''Non reggeranno gli empi nel giudizio, | né i peccatori nell'assemblea dei giusti. | Il Signore veglia sul cammino dei giusti, | ma la via degli empi andrà in rovina.'' ==Voci correlate== *[[Ateismo]] *[[Eresia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Concetti religiosi]] nygvptsyrg614h88bdy20wc2p71ub6j Leadership 0 114243 1429871 1422318 2026-10-18T01:31:50Z Danyele 19198 +1 1429871 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sulla '''leadership''' e sui '''capi'''. *– A un vicecomandante l'eroismo è consentito. Il soldato, il gregario, deve comportarsi da eroe. Ma un capo non ha il diritto di rischiare la vita dei suoi uomini per mostrare il suo eroismo. Chi ha il comando non deve sbagliare.<br/>– Il comandante ideale sarebbe un computer... (''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]'') *Gramsci, Fidel, Che Guevara. Ci hanno tutt'è tre qualcosa in comune: un giorno si sono svegliati e hanno detto qualcosa di diverso. Tu prova a dire qualcosa di diverso e vedrai che gli altri penseranno che hai personalità. È così che si diventa leader, hai capito? Il difficile è trovare qualcosa di diverso da dire. (''[[Come te nessuno mai]]'') *I nostri capi terreni ci parlano soprattutto di loro, e di noi. Ma Dio onnipotente ci parla di tutto il genere umano, ci parla del creato. Su noi, che siamo i suoi figli prediletti, incombe l'obbligo di accertare qual è la verità. Perciò dobbiamo studiare, dobbiamo informarci, dobbiamo leggere, dobbiamo sempre sapere che intendono fare i capi in nostro nome. (''[[Nico (film)|Nico]]'') *I piccoli leader che vanno di moda in occidente si somigliano come gocce d'acqua. Hanno in comune una inconsistenza che traspare dai loro volti incolpevoli. Non hanno stoffa perché non hanno storia e se l'avessero si sentirebbero spaesati. ([[Luigi Pintor]]) *Il leader si distingue per la sua maestria individuale, la sua sensibilità e il suo discernimento, la sua iniziativa e la sua energia. I leader sono persone che alzano lo standard con il quale si giudicano – e in base al quale sperano di poter essere giudicati. Lo scopo scelto, l’obiettivo selezionato, i requisiti imposti, non sono solo per i loro seguaci; essi sviluppano con ardente energia e devozione le loro proprie capacità e conoscenze così da poter raggiungere lo standard che hanno stabilito essi stessi. Questa sincera accettazione delle richieste imposte dagli standard elevatissimi è la base per il progresso umano; un amore di alta qualità, dobbiamo ricordarlo, è essenziale in un leader. ([[Haile Selassie]]) *Il carisma è nel codice genetico, non si studia. E poi non mi piace granché questo ruolo di guida, se ne abusa troppo. Un leader è una persona semplice [...]. Un esempio quotidiano: lavoro e misura. ([[Gianfranco Zola]]) *Il leader vero è quello che convince, non quello che ordina. ([[Arrigo Sacchi]]) *Il ruolo di leader è difficile da ottenere e complicato da mantenere. [...] ma poi, quando ci riesci, ti trovi ad affrontare delle responsabilità che non ti pesano. ([[Caterina Bosetti]]) *Il vero leader è colui che realizza, con fede, di essere uno strumento nelle mani di Dio, e si dedica ad essere una guida e un'ispirazione dei sentimenti e delle aspirazioni più nobili della gente. ([[Haile Selassie]]) *Il vero leader sta bene in un gruppo. Non fa nulla di diverso dagli altri, ma quando c'è una situazione decisiva esce fuori e dice: "Questa la risolvo io". ([[Luciano Spalletti]]) *In un momento così complesso ci vuole una leadership più etica. Bisogna passare dall'impostazione gerarchica a quella partecipativa. ([[Cristina Scocchia]]) *La leadership non è anarchia. In una grande azienda chi comanda è solo. La collective guilt, la responsabilità condivisa, non esiste. Io mi sento molte volte solo. ([[Sergio Marchionne]]) *La vera grandezza di un capo sta proprio nel saper compiere delle scelte quando è l'ora. (''[[L'attacco dei giganti (prima stagione)|L'attacco dei Giganti]]'') *Le aziende sono corpi sociali, la leadership non va più interpretata come potere ma come responsabilità. Devi prenderti cura delle persone che ti sono state affidate. Bisogna agire secondo un codice etico, più o meno come i medici. Bisogna coniugare il profitto con i valori sociali. ([[Cristina Scocchia]]) *''Leadership'' femminile e ''leadership'' [[Femminismo|femministe]] sono due cose radicalmente diverse. Non basta avere una donna leader per assicurarsi che abbia la capacità di "liberare" altre donne, soprattutto se la donna in questione è a capo di un partito che relega le donne ad un ruolo domestico, che non ne ha mai difeso i diritti, a partire dal diritto di scegliere sul proprio corpo e sul proprio futuro. ([[Elly Schlein]]) *– Mitico, il mio capo!<br />– Non chiamarmi così, non mi piacciono le cose che mi mettono al di sopra degli altri. Sono proprio come te. Ma certo, arrivo più tardi la mattina, guadagno di più, ho più vacanze, ma non mi piace la parola "capo". (''[[I Simpson (ottava stagione)|I Simpson]]'') *Non voglio comandare, voglio imparare assieme agli altri. ([[Benedetto Vigna]]) *Penso che ogni leader abbia un suo stile e un suo modo di essere. Ho visto grandi leader comunicare pochissimo perché i loro silenzi valevano più di tante parole. Ho visto anche coach che mettevano anima e corpo nella comunicazione. Ci sono tanti modi di essere leader perché credo che in fondo il leader sia semplicemente se stesso. Il vero leader cerca soluzioni, non ha paura di agire, è consapevole di avere la propria squadra al fianco e quindi non cerca scorciatoie o modi di fare poco corretti. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Per essere un leader di uomini bisogna voltar loro le spalle. ([[Havelock Ellis]]) *Proprio come i soldati hanno bisogno di ufficiali abili, gli uomini necessitano di leader eccezionali, di capi che possano guidare il mondo intero. ([[Gene (Metal Gear)|Gene]], ''[[Metal Gear Solid: Portable Ops]]'') *{{NDR|Sul come esercitare una leadership}} Provo a gestire senza esagerare, perché bisogna trovare il giusto compromesso tra la carenza di supervisione e la completa mancanza di fiducia. È importante che quando si assumono persone di alto livello [...] non si dica loro cosa fare ogni cinque minuti. È importante avere un dialogo con loro e chiedere cosa si possa fare, di cosa ci sia bisogno e in cosa si possa essere utili, ma non sta a me analizzare i campi di flusso aerodinamici. Per quello abbiamo degli esperti che sono molto molto più bravi di me. Queste sono cose in cui penso di poter essere positivo, provare a dare loro la libertà per sviluppare senza troppi vincoli, che possono essere finanziari oppure copie, ad esempio dire "voglio questo" oppure "lo voglio come lo fanno gli altri". Questo è completamente sbagliato, perché stronca le persone. Devi promuovere un ambiente dove la gente si senta al sicuro e possa essere creativa. ([[Mike Krack]]) *Quando uno assume al comando, rinuncia al diritto di essere umano. Un capo non dovrebbe mai dimenticarlo. Forse è un delitto essere un capo. (''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]'') *Si può essere dei leader senza dover mettere paura a chi lavora con te. ([[Beyoncé Knowles]]) *Tutti i grandi leader ebbero una caratteristica personale in comune: la volontà e la disponibilità ad affrontare in modo inequivocabile la principale ansietà dei loro popoli ai loro tempi. Solo questo, e ben poco altro, costituisce l'essenza della leadership. ([[John Kenneth Galbraith]]) *Un capo deve essere rispettato per il ruolo che ha e per l'esempio che porta, non perché deve essere temuto. ([[Andrea Adamo]]) *Un leader non può divorziare dalle masse, o almeno non completamente. Egli può essere a qualche distanza, spingendole o tirandole. Ma se divorzia da esse, be'... sarà magari un grand'uomo, ma non è un capo. ([[Jawaharlal Nehru]]) *Un vero capo fa quello che è giusto al di là di cosa pensano gli altri. ([[Albus Silente]], ''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'') *Una buona leadership consiste nel mostrare a persone comuni come fare il lavoro di persone fuori dal comune. ([[John Davison Rockefeller]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la|etichetta=leadership}} [[Categoria:Potere]] [[Categoria:Psicologia sociale]] 0c7e1tqa8m8pcnojh1jrkhgywetc7e2 Orange Is the New Black (prima stagione) 0 129091 1429852 1413395 2026-10-17T21:33:42Z Eumolpo 789 ortografia 1429852 wikitext text/x-wiki {{torna a|Orange Is the New Black}} {{TOCright}} '''''[[Orange Is the New Black]]''''', prima stagione. {{cronologico}} ==[[Incipit]]== {{Incipit serie televisive}} Lavarmi mi è sempre piaciuto. Adoro fare il bagno, adoro la doccia. Il [[stanza da bagno|bagno]] è il mio posto felice. ('''Piper''') ==Episodio 1, ''Non ero pronta''== *'''Larry''': Oh, dolcezza...<br>'''Piper''': Non chiamarmi "dolcezza".<br>'''Larry''': Oh... Leonard.<br>'''Piper''': Sì, meglio. *Oh, mio Dio Larry, per quando uscirò saranno passate tre nuove generazioni di [[iPhone]]! ('''Piper''') *'''Larry''' {{NDR|facendole la [[Proposte di matrimonio dalle serie televisive|proposta di matrimonio]]}}: Piper...<br>'''Piper''': Oh, Cristo! Larry perché dovresti voler...<br>'''Larry''': Perché voglio chiedere a una criminale, ex-lesbica, WASP shiksa che sta andando in prigione di sposarmi?<br>'''Piper''': Sì...e che è ingrassata per lo stress.<br>'''Larry''': Be', perché questo bizzarro supermediocre sottoccupato ragazzo ebreo la ama. E sa che non si annoierà mai e non riesce a credere quanto sia stato fortunato ad incontrarla. Devo riuscire a blindarti prima che vai via, Pipe! Io ti amo. Vuoi sposarmi?<br>'''Piper''': Quando uscirò, vero?<br>'''Larry''': Quando vuoi tu. *Io lavoro qui da ventidue anni e ancora non riesco a capire come funziona il sistema. Ho un pusher di crack che sta scontando nove mesi e poi ho una donna che ha investito accidentalmente con la macchina un postino che si farà quattro anni. Quel tizio si è rotto l'osso del collo... Ma andiamo! Non riesco a capire! ('''Sam Healy''') *Nessuno ti darà fastidio qui se non glielo permetti. Non è un episodio di ''[[Oz (serie televisiva)|Oz]]''. Le donne litigano con chiacchiere e pettegolezzi. ('''Sam Healy''') {{NDR|a Piper, il primo giorno in prigione}} *'''Nicky''': Ma guardati, bionda. Tu che hai fatto?<br>'''Piper''': Non è vietato fare questa domanda? Ho letto che non si dovrebbe chiedere questo.<br>'''Nicky''': L'hai letto? Hai studiato per andare in prigione? Pft! *'''Yoga Jones''': Tu sai che cos'è un ''mandala''?<ref>{{Cfr}} [[:w:it:mandala|mandala]]</ref><br>'''Piper''': Ehm... è una forma d'arte buddista.<br>'''Yoga Jones''': I monaci tibetani li fanno con la sabbia colorata e compongono dei disegni bellissimi, grandi. E quando hanno finito, dopo giorni o settimane di lavoro, distruggono tutto quanto.<br>'''Piper''': Wow... è sconvolgente.<br>'''Yoga Jones''': Cerca di vedere la tua esperienza qui come un ''mandala'', Chapman. Lavora sodo per trasformarla in qualcosa di significativo e bellissimo e quando uscirai ricomincia la tua vita. E ricorda che era tutto temporaneo. Devi tenerlo sempre in mente: è tutto temporaneo.<br>'''Piper''': È tutto temporaneo.<br>'''Yoga Jones''': Il mio consiglio per sopravvivere qui è che è solo questione di prospettiva. *'''Yoga Jones''': Salve sorella. Lei è Chapman.<br>'''Suora Jane Ingalls''': Ciao.<br>'''Piper''': "Sorella" cioè... "suora"?<br>'''Suora Jane Ingalls''': Mh-mh.<br>'''Yoga Jones''': Sì, una suora assassina.<br>'''Suora Jane Ingalls''': Smettila, non lo sa che scherzi.<br>'''Yoga Jones''': Si è legata a un palo in un sito di test nucleari.<br>'''Suora Jane Ingalls''' {{NDR|dopo aver pregato per il pranzo}}: Amen. Allora, racconta, Chapman qual è la tua storia?<br>'''Piper''': Io mi sono legata a una narcotrafficante. *'''Nicky''': Ti piace la passera, Piper? O preferisci le pipe come suggerisce il tuo nome? Sento vibrazioni saffiche tra noi due!<br>'''Suora Jane Ingalls''': Lasciala in pace!<br>'''Nicky''': Andiamo sorella, me l'avresti data se non fossi sposata con [[Gesù]]! *'''Nicky''': Questa è Chapman. È nuova. Si è consegnata. Si crede raffinata.<br>'''Red''': Tieni "raffinata", prendi uno yogurt.<br>'''Piper''': Cosa devo fare per averlo?<br>'''Red''': Sei nuova. Sei una di noi. Consideralo un regalo.<br>'''Piper''': Grazie. Grazie infinite. {{NDR|pausa}} La cucina qui è disgustosa!<br>{{NDR|Silenzio. Le altre si guardano imbarazzate}}<br>'''Piper''': Che c'è?<br>'''Nicky''': Non ti ho detto che Red qui gestisce la cucina?<br>'''Piper''': Cazzo. ==Episodio 2, ''Pugno alla tetta''== *'''Taystee''': La ragazza bianca ha criticato il cibo di Red e allora Red le ha mandato un messaggio molto pesante.<br>'''Sam Healy''': Un messaggio?<br>'''Taystee''': Sì, un McTampax. Al sangue. E ora nessuno le darà niente da mangiare finché non lo dirà Red.<br>'''Sam Healy''': Che roba! *Non me ne faccio un cazzo delle tue scuse. Non qui dentro. Forse non ti è chiaro, ma ci sono delle [[regole dalle serie televisive|regole]] in questo posto. La più importante delle quali è che nel momento in cui ti mostri debole significa che lo sei. ('''Red''') *'''Guardia carceraria''': Non mi dite che ve le siete date per un gelato!<br>'''Taystee''': Un King Cone! *Grazie a Dio ho il cancro. Nessuno ti rompe il cazzo se hai il cancro. ('''Miss Rosa''') *'''Piper''': Elimina le tossine!<br>'''Larry''': Ma noi non fumiamo. E non sniffiamo crack.<br>'''Piper''': Tesoro, quei piccoli cristalli ti ferirebbero il naso se sniffassi crack. Vorrai dire "coca". *'''Larry''': Dovrei essere sulla lista.<br>'''Guardia Wanda Bell''': E io dovrei essere ad ''[[American Idol]]''. Ma canto di merda. *In sala visite sono concessi due abbracci: uno all'arrivo e uno quando ve ne andate. ('''Voce nell'interfono''') *{{NDR|Facendo visita a Piper}} Ti sta bene l'arancione! ('''Larry''') *'''Piper''': Promettimi che non guarderai ''[[Mad Men]]'' senza di me. Quando uscirò da qui ci vedremo tutte le puntate insieme, a letto, con il take away di...<br>'''Larry''': Gertie's?<br>'''Piper''': Sì! Sì!<br>'''Larry''': Sì, certo. Al 100%. *Hai detto che il mio cibo è disgustoso! Non ti farò niente. Non verrai molestata. Tu morirai di fame! Di fame! Lascerai Litchfield come uno scheletro in un sacco per cadaveri! Bam! E ora porta il tuo culo da yuppie fuori dalla mia cucina! Lentamente, così non bruci troppe calorie! ('''Red''') {{NDR|a Piper}} *{{NDR|In un flashback, raccontando una [[Barzellette dalle serie televisive|barzelletta]] alle donne dei mafiosi russi}}<br>'''Red''': ...la terza volta succede la stessa cosa, il contadino guarda la moglie, poi di nuovo il pinguino e alla fine il pinguino fa "Non è una melanzana, amico. È ritardata!"<ref>Stralci della barzelletta ricorrono anche negli episodi ''[[#Episodio 5, La caccia alla gallina|La caccia alla gallina]]'' e ''[[#Episodio 13, Non puoi guarire un pazzo|Non puoi guarire un pazzo]]''.</ref> {{NDR|nessuno ride}} L'avete capita?<br>'''Donna russa #1''': Sì, certo.<br>'''Donna russa #2''' {{NDR|offesa}}: Mio fratello era ritardato. *Io riconosco un lesbo dramma! ('''Nicky''') *Ci saranno sempre quelli che servono il [[pane]] e quelli che il pane lo mangiano. ('''Red''') ==Episodio 3, ''Richiesta lesbo respinta''== *Qui non sei a casa tua, ci sono delle [[Regole dalle serie televisive|regole]]. Non si dorme tutto il giorno, è deprimente. Pulisci quello che sporchi, se trovo casino sul pavimento, il mio pavimento, mi sentirai. E tieni il cibo nei contenitori, e non voglio in giro scoiattoli o scarafaggi che vengono a mangiare i tuoi noodles. ('''Miss Claudette''') *{{NDR|Parlando della detenuta transessuale Sophie Burset}} Perché uno dovrebbe rinunciare a essere [[uomo]]? È come vincere alla lotteria e restituire il biglietto! ('''Natalie "Fig" Figueroa''') *{{NDR|[[Poesie dalle serie televisive|Poesia]] dedicata a Piper}} ''Prima di incontrarti il sole era solo un chicco d'uva giallo | Ma adesso assomiglia a un fuoco nel cielo | Perché? Perché tu accendi un fuoco dentro di me'' ('''Occhi Pazzi''') *'''Guardia carceraria''': Dovrete fare il vostro cono da un'altra parte.<br>'''Piper''': Il cono?<br>'''Occhi Pazzi''': ''Cioccolato e vaniglia | siamo noi | siamo noi'' *'''Sam Healy''': Il carcere non è più in grado di fornirti ormoni. Costano troppo.<br>'''Sophie Burset''': Se non prendo più i miei farmaci andrò in crisi d'astinenza! Caldane, sudorazione notturna, il viso si affloscerà e i peli ricominceranno a...<br>'''Sam Healy''': Ok, risparmiami i particolari.<br>'''Sophie Burset''': Lasci che glielo spieghi: quando il pene è stato tagliato in due e rovesciato i testicoli mi sono stati rimossi e di conseguenza non ho più il testosterone a rimpiazzare gli [[estrogeno|estrogeni]] che ora lei vorrebbe togliermi!<br>'''Sam Healy''': Ok. Ok. Che cosa vuoi da me?<br>'''Sophie Burset''': Voglio vedere un dottore.<br>'''Sam Healy''': Niente ambulatorio se non è un'emergenza.<br>'''Sophie Burset''': Questa è un'emergenza!<br>'''Sam Healy''': Be', noi non la consideriamo tale. Ti serve qualcos'altro?<br>'''Sophie Burset''': Sì. {{NDR|prende uno dei soprammobili sulla scrivania di Healy ne stacca la testa e la ingoia}} Vorrei segnalare un'emergenza. *Io ho solo bisogno dei miei farmaci. Ho dato cinque anni della mia vita, ottantamila dollari e la mia libertà per questo. Sono finalmente chi devo essere, capisci? Non ci torno indietro. ('''Sophie Burset''') *La vostra richiesta lesbo viene respinta! ('''Sam Healy''') *Le lesbiche possono essere molto pericolose! È il testosterone! ('''Sam Healy''') *'''Crystal''': Ho sposato un uomo di nome Marcus. Piango per lui continuamente. Ma sono rimasta. E ti ho aiutato come potevo perché ho capito quanto dolore avevi dentro. So che così ti ho salvato la vita.<br>'''Sophie Burset''': Infatti.<br>'''Crystal''': Pensavo fosse meglio che mio figlio avesse due madri piuttosto che un padre morto. Almeno lo avrebbe visto. Più di quanto io abbia visto il mio. Almeno sarebbe venuto alle sue partite, anche se vestito da donna. Quindi ho accettato che cambiassi sesso, ma non accetterò mai di vivere con un criminale.<br>'''Sophie Burset''': Metterò la testa a posto. Te lo prometto. Voglio farmi perdonare.<br>'''Crystal''': Ah, vuoi farti perdonare? Sconta la tua pena. Esci da questo posto del cazzo così potrai essere un padre per tuo figlio. Tira fuori le palle. ==Episodio 4, ''Nemiche immaginarie''== *'''Tricia''': La mia ragazza, Mercy, sta per uscire e io pensavo che potresti fare quella torta che fai tu. Come quella che hai fatto a [[Pasqua]]. Sai era una bomba.<br>'''Miss Claudette''': L'ho fatta per celebrare la resurrezione di [[Gesù Cristo]].<br>'''Tricia''': Mercy risorgerà fuori di qui. Giusto? Non merita una torta?<br>'''Miss Claudette''': Stai dicendo che la tua Mercy è come il buon Signore Gesù? La tua Mercy è morta per i nostri peccati? Non credo proprio. *{{NDR|Nicky sta facendo un buco nel muro col trapano}}<br>'''Piper''': Che stai facendo?<br>'''Nicky''': Un'opera d'arte che rappresenta la futilità del lavoro operaio nell'era tecnologica...e le [[vagine]]. *'''Piper''': Non so neanche i concetti base dell'elettricità.<br>'''Joel Luschek''': Ripeti dopo di me: "Non prendere la scossa".<br>'''Piper''': Non prendere la scossa.<br>'''Joel Luschek''': Ora hai il concetto base. *Ho sempre la sensazione che a fine giornata tornerò a casa mia. E anche la mattina quando mi sveglio passano alcuni secondi prima che capisca dove mi trovo e poi me ne rendo conto e non riesco a respirare e voglio piangere e lanciare oggetti e uccidermi. ('''Piper''') *{{NDR|Nella biblioteca del penitenziario}}<br>Vuoi un libro per leggere o per salirci sopra? Perché ti avverto, non si sale sul ''[[J. K. Rowling#Harry Potter e il calice di fuoco|Calice di fuoco]]''. Non scherzare con [[Harry Potter]]! Se vuoi puoi salire su...''[[James Joyce#Ulisse|Ulisse]]''. Tutti dicono che è così geniale ma per me è una bella stronzata. Nessuno vuole leggersi quei discorsi sconnessi! Nessuno ha tanto tempo! ('''Taystee''') *Avevo dei grandi progetti ora non riesco nemmeno a cacciare i cattivi pensieri per immaginarmi altrove... ('''Alex''') *La speranza è una cosa pericolosa. ('''Miss Claudette''') *I segreti sono la vostra malattia. La vostra malattia. ('''Voce nell'interfono''') *Sono qui da meno di due settimane. Sono stata affamata, palpeggiata, derisa, perseguitata, minacciata...e chiamata [[Taylor Swift]]! ('''Piper''') *'''Taystee''': "Il mondo non è tutto sole e arcobaleni. È un posto molto cattivo. Così tu finisci in prigione e tutti sono contro di te. Non importa quanto tu sia dura, il mondo ti picchierà fino a metterti in ginocchio. Se dormi coi cani ti svegli con le pulci. Nessuno ti colpirà più duro della vita. Non una guardia, non un gangster e neanche tua moglie. Mercy, tu stai uscendo, non hai più bisogno di sederti e mettere il broncio. Noi costruiremo un rifugio così potrai sederti e piangere sul tempo perduto." Spero vi sia iaciuto questo mio brano originale. Una delizia firmata Taystee. Grazie ed auguro a tutte vuoi una buonanotte.<br>'''Poussey''': Ma fammi il piacere, non è tuo! Hai rubato metà di quella merda da [[Rocky Balboa (film)|Rocky sesto]]!<br>'''Taystee''': È vero. Ma io l'ho adattata a me! *{{NDR|A Piper}} Lo sai che certe persone hanno degli [[Amico immaginario|amici immaginari]]? Penso che tu invece abbia dei nemici immaginari. ('''Nicky''') *'''Piper''': Che cosa ti ha detto?<br>'''Nicky''': Miss Claudette?<br>'''Piper''': No. Alex.<br>'''Nicky''': Vuoi proprio saperlo?<br>'''Piper''': Sì. Lo voglio sapere.<br>'''Nicky''': Che sei una che squirta.<br>'''Piper''': Io non...questo...Una volta. È successo solo una volta. E ci ha colte entrambe di sorpresa.<br>'''Nicky''': {{NDR|Sorpresa}} Wow! Stavo scherzando! ...ma buono a sapersi! Quali che siano sta mantenendo i tuoi segreti ma li tirerò fuori da te uno alla volta! ==Episodio 5, ''La caccia alla gallina''== *'''Nicky''': Prima però fammi venire.<br>'''Lorna Morello''': Questo non è molto elegante...<br>'''Nicky''': Stiamo scopando in una cappella! *{{NDR|In un flashback}}<br>'''Eva''': Aiuto mamma, Daya vuole picchiarmi!<br>'''Aleida''': Vuoi picchiare tua sorella?!<br>'''Daya''': Ha buttato la Barbie nel water.<br>'''Aleida''': La Barbie che ti ha regalato Cesar?! Le Barbie crescono sugli alberi? O forse i water crescono sugli alberi?<br>'''Eva''': No.<br>'''Aleida''': Cosa cresce sugli alberi?<br>'''Eva''': Niente.<br>'''Aleida''': Esatto! *{{NDR|La gallina}} L'ho sognata mentre dormivo. È venuta da me già cosparsa di erbette con un cappello a cilindro, nero, messo un po' di sghembo e ha detto: "Presto, Red, staremo insieme. Molto presto sarò tua!" Basta col pollo industriale a forma di disco da hockey che sa di cartone pressato. Una vera gallina alla Kiev. ('''Red''') *'''Sophie Burset''': Io adoro Gesù Cristo... e ho sempre voluto assaggiare le ostie della comunione.<br>'''Suora Jane Ingalls''': Io ne ho una scatola da mille. Non sono fresche, appena fatte, ma con un po' di salsa non sono male. *Io vivo nella tasca di Dio! ('''Pennsatucky''') *'''Pennsatucky''': È un nostro diritto da americane la libertà di culto! Non conosce il terzo emendamento?<br>'''Suora Jane Ingalls''': "I soldati non vanno ospitati nelle case in tempo di pace"? *'''Larry''': Aspetta, anche lei {{NDR|Alex}} è qui dentro. <br>'''Piper''': Sì.<br>'''Larry''': Perché non me l'hai detto? Mi hai mentito!<br>'''Piper''': Tesoro, non ti ho mentito. Ho solo omesso di dirtelo.<br>'''Larry''': Non volevo che ti preoccupassi.<br>'''Piper''': Preoccuparmi? E di che cosa?<br>'''Polly''': Che torni ad essere gay!<br>'''Piper''': Ehi, non succederà! E poi non è che si torna ad essere [[gay]]! Ci sono molte sfumature, lo dice la scala [[Alfred Kinsey|Kinsey]].<ref>Cfr.: [[:w:it:Scala Kinsey|Scala Kinsey]]</ref> *{{NDR|Ancora un'apparizione della barzelletta della melanzana e il pinguino}} ...e Paco fa: "Non è negro, è ritardato"! ('''Cesar''') :''And Paco's like, he's not an eggplant. He's retarded!'' *'''Suora Jane Ingalls''': "Se anche il nostro corpo si va disfacendo, il nostro spirito si rinnova giorno dopo giorno."<br>'''Sophia''': Che cos'è?<br>'''Suora Jane Ingalls''': [[Paolo di Tarso|Corinzi, 4,16]]. Lo ripeto a me stessa quando mi vedo il culo grosso. *{{NDR|Alla riunione degli Alcolisti Anonimi}}<br>'''Taystee''': Dunque, me ne sto lì in topless, seduta su un bulldozer, ero tipo in un cantiere edile...insomma me ne sto lì con la salsa barbecue sulle tette e penso: "Porca puttana! Di nuovo!" E poi guardo giù e vedo che c'è un tizio steso per terra con la testa vicino alla ruota. Guardo meglio e riconosco il barbone della sera prima, quello che mi urlava contro fuori dalla pizzeria e mi accorgo che indossa la mia maglietta, ha tutta la faccia sporca di salsa barbecue ed è...è morto. Allora ho capito che era tempo di cambiare.<br>'''Occhi Pazzi''': A me è successa più o meno la stessa cosa, ma con l'insalata di tonno. *{{NDR|Alla riunione degli Alcolisti Anonimi}}<br>Non parlerò di come ho toccato il fondo perché il fondo lo sto toccando proprio ora. Siete tutte fantastiche...ma ecco, non ho mai pensato che sarei finita qui. Capite, credevo...credevo che avrei avuto sempre tutto sotto controllo. Ed è stato così per un po', finché l'[[eroina]] la spacciavo soltanto, cioè in realtà non la spacciavo, la importavo. Ma...sì, stavo affrontando una separazione e ce l'avevo a portata di mano. Anzi, a voler essere precisi sono stata abbandonata. Comunque sia ho iniziato a farmi. L'eroina era la migliore compagna che avessi mai avuto: mi faceva sempre sentire così bene ed era sempre disponibile. Ma anche le compagne migliori ti fottono, giusto? ('''Alex''') *'''Red''': Le [[nero (antropologia)|nere]] sentono parlare di galline ed ecco che succede!<br>'''Piper''': Perché, a tutti i neri piacciono le galline?<br>'''Red''': Non essere [[razzismo|razzista]]! È perché si fanno tutte d'eroina! E qualcuno ha detto che nella gallina c'è dell'eroina. *'''Sam Healy''': {{NDR|La gallina}} È solo una leggenda. Come il [[riscaldamento globale]] o l'eiaculazione femminile.<br>'''Piper''': No! No! Non è così! Esiste davvero!<br>'''Sam Healy''': "Esiste davvero". Aspetta...che cosa?<br>'''Piper''': La gallina! E anche...la gallina. *Non c'è nessuna gallina. Non c'è mai stata nessuna gallina. La gallina è una leggenda, un'illusione. Qualcosa per dar senso alla tua vita ma che in realtà non esiste. Lo scriveremo su un manifesto. ('''Voce nell'interfono''') *'''Suora Jane Ingalls''': In alcune culture tribali una persona transessuale è considerata uno sciamano.<br>'''Sophie''': Ora vuole convertirmi al [[paganesimo]]?<br>'''Suora Jane Ingalls''': Se funziona.<br>'''Sophie''': Non è una cosa [[cattolicesimo|cattolica]] da dire... *'''Suora Jane Ingalls''': La cosa migliore che puoi fare per loro è essere forte dentro. Il corpo da Playmate ce l'hai già.<br>'''Sophia''': Non vorrà dirmi che legge ''Playboy''.<br>'''Suora Jane Ingalls''': Oh, io leggo tutto.<br>'''Sophia''': Perché [[Dio]] mi ha dato uno stupido pene?<br>'''Suora Jane Ingalls''': Non lo so. Perché ha dato agli uomini i [[capezzolo|capezzoli]]? Ci sono dei misteri. E da cattolica mi piacciono. I misteri intendo...<br>'''Sophia''': A me piacciono i capezzoli. ==Episodio 6, ''Il consiglio''== *Signor Healy, quelle stronze bianche strafatte di metadone non ci fanno cambiare canale ed è il nostro turno! Non ce la faccio più a guardare ''[[Toddlers & Tiaras]]''! Non banalizzi la cosa! Questa è roba seria! Non sosterrò la sessualizzazione di quelle bambine! È un vero schifo! Anche se alcuni vestiti con le paillettes sono carini... ('''Taystee''') *Io sono qui dentro perché non sono affatto diversa da tutte le altre che sono qui. Ho fatto delle scelte sbagliate. Ho commesso un crimine. E se sono qui non è colpa di nessuno, ma solo mia. ('''Piper''') *'''Piper''': Ognuno ha la sua dose di merda.<br>'''Nicky''': Già, ma alcuna merda puzza più di altra, principessa. *{{NDR|Alla madre, in un flashback}} Sento la tua mancanza finché non ci sei. Poi realizzo che la [[mamma]] che mi manca dev'essere qualcuna che ho inventato da piccola. ('''Nicky''') *Ha mai notato che i tipi con i [[baffi]] hanno l'aria di aver appena palpeggiato una ragazzina? ('''Wanda Bell''') *'''Taystee''': Io sono il presidente della tv e tu non puoi farci niente Pussy!<br>'''Poussey''': No, senti il mio nome è "Poussey"! Accento ''à droite'', puttana!<br>'''Taystee''': Accento a che?!<br>'''Poussey''': È francese! Poussey<ref>Forse riferito a [[:w:it:Poussay|Poussay]].</ref> è un posto della Francia dove mio padre faceva il militare, chiaro? Da dove cazzo viene il tuo nome, da quei rotoli alla crema?<br>'''Taystee''': Mi stai dando del cannolo?<br>'''Poussey''': Ti sto dando del rotolo, idiota! Sei un cannolo al cioccolato! *'''Boo''': Guarda che non si dice "amazza", ma "ammazza", genio. Non esiste la tua cazzo di parola.<br>'''Lorna Morello''': Ah, no? Be', allora lo sai cosa fa Tonia Bernard in ''[[West Side Story]]''? Te lo dico io quello che gli fa: lo "amazza".<br>'''Boo''': Bene, sei una che rovina la sorpresa finale. *'''Nicky''': Si vota solo all'interno della propria razza. Immagina di essere negli anni '50. Così capisci.<br>'''Lorna Morello''': Vedi, ognuna di noi elegge una rappresentante della propria tribù: bianche, nere, ispaniche, anziane e le altre. Poi queste cinque tizie si incontrano con Healy, gli dicono cosa vogliamo e lui parla con i superiori. Come un consiglio studentesco.<br>'''Piper''': Ma come fa a essere un sistema efficiente? Non tutte le ispaniche vogliono la stessa cosa.<br>'''Lorna Morello''': Be', loro vogliono tutte venire in America.<br>'''Nicky''': Ma la tua visione del mondo si basa su ''[[West Side Story]]''?! *Questo posto assomiglia sempre più a un liceo. ('''Nicky''') *{{NDR|Parlando di [[droga]]}}<br>'''Alex''': Ti manca?<br>'''Nicky''': Ah, non sai quanto, cazzo. Più di un buon caffè, più di dormire al buio, più di una bella gonna...<br>'''Alex''': Portavi le gonne?!<br>'''Nicky''': Sì, adoro le gonne. {{NDR|Pausa}} E tu?<br>'''Alex''': Non mi manca la droga. Ero una tossica mediocre. Non sono mai andata vuota. Mi mancano gli affari. Quelli mi mancano. L'adrenalina, il potere.<br>'''Nicky''': A me manca prepararla. Sono un'idiota vero? La facevo bollire anche se ne sprecavo. Mi piaceva la chimica, sai...la routine. Sto in fissa con il rituale.<br>'''Alex''': Ma guardaci Nichols, siamo due facce della stessa moneta.<br>'''Nicky''': Domanda e offerta, brutta stronza! *'''Pannsatucky''': E io dico che dovremmo avere un bagno riservato per le [[bianco (antropologia)|bianche]]!<br>'''Taystee''': Questo non sarà il fottuto film di ''[[The Help|Help]]''... però mangia la mia merda, stronza!<ref>Nel film ''[[The Help]]'' una delle cameriere afro americane fa mangiare alla sua padrona bianca una torta fatta con le feci.</ref> *{{NDR|Sfida [[canzoni dalle serie televisive|rap]] tra detenute}}<br>'''Taystee''': ''Vieni con me | perché sono deliziosa | come una mela sostanziosa | come una [[Hillary Clinton|Clinton]] ambiziosa | Vuoi batterti, bella? Fa pure, bastardella! | Saluta le cervella | E scappa, bella!''<br>'''Leanne''': Sì, sì, certo. Ma ora tocca a me! ''Ehi, ehi, io mi chiamo Leanne | e non mi fai paura | lo sai che ci so fare | e ci dovrai pensare | se non lo vorrai fare | il culo dovrai spostare | il ruolo da presidente a me dovrai lasciare'' Uoo!<br>'''Poussey''': ''Fattona, sei solo una cogliona, | tu preghi il tuo [[Gesù]] | ma lui purtroppo era nero e a te non pensa più | Pensa che ironia trovarti sulla mia via | Sai che faccio? | Ti sputo in un occhio | mentre tu preghi in ginocchio | Sei proprio una sfigata | ti darei una sculacciata | però hai il culo moscio | per non dire floscio!'' ==Episodio 7, ''Ciambella di sangue''== *'''Alex''': Il mio istinto primordiale non riesce a resistere a una [[sfida]]. Ed è anche per questo che mi ritrovo con tre dita fratturate...e fra poco la clamidia.<br>'''Nicky''': E in prigione.<br>'''Alex''': No, quella non era una sfida. Erano affari. *{{NDR|A Janae, che dopo l'isolamento si gode l'aria fresca in cortile a braccia aperte}} Ehi, [[Kate Winslet]], vedi qualche iceberg?<ref>Cfr.: ''[[Titanic (film 1997)]]''</ref> ('''Boo''') *'''Taystee''': Non capisco perché non abbiamo ''[[E. L. James#Cinquanta sfumature di grigio|Cinquanta sfumature di grigio]]'' in biblioteca!<br>'''Sam Healy''': Ne abbiamo già parlato, Jefferson. Lo stato non sovvenziona libri erotici.<br>'''Piper''': {{NDR|Sussurrando a Taystee}} Io ne ho una copia.<br>'''Maria Ruiz''': {{NDR|Sussurrando}} Anche io ne ho una.<br>'''Chang''': Cinquanta sfumature.<br>'''Taystee''': Ritiro la mia richiesta. *Tutta la roba di contrabbando vive un po' come [[Anna Frank]] qui. ('''Red''') *'''Taystee''': Qui non ci tornerò mai più, a differenza di voi altre. Come dice [[Oprah Winfrey|Oprah]]: "La strada meno battuta".<br>'''Piper''': Non significa quello che pensano tutti.<br>'''Taystee''': Oh, cazzo, ecco la lezione della stronza istruita!<br>'''Piper''': No, dico solo che tutti pensano che la poesia voglia dire scappare dalla folla e seguire la propria strada, ma se la leggi, [[Robert Frost|Frost]] è molto chiaro.<ref>''[[:w:en:The Road Not Taken|The Road Not Taken]]''</ref> Le due strade sono esattamente le stesse. Ne sceglie solo una a caso. Ed è solo più tradi a cena quando ne parla che dice a tutti che ha scelto la strada meno battuta, ma sta mentendo. {{NDR|La guardano male}} Perciò il significato della poesia è che tutti vogliono pensare di aver fatto la scelta migliore, ma in realtà poi aver fatto una cazzata. Può capitare! E questo non vuol dire niente!<br>'''Tricia''': Probabilmente la ucciderò mentre dorme stanotte.<br>'''Taystee''': Svegliami, così posso guardare. *'''Poussey''': Allora signorina Jefferson, che cosa ha imparato nel periodo in prigione?<br>'''Taystee''': Imparato?! Io non ho imparato niente! Sono entrata in questa fogna innocente e sono ancora innocente!<br>'''Black Cindy''': Se dici che sei innocente ti rispediscono al mittente qui come se avessi un magnete nel culo!<br>'''Taystee''': Ma io non ho fatto niente!<br>'''Poussey''': Be', nemmeno io ok? Siamo tutte qui perché abbiamo sbagliato strada per andare in chiesa! Senti, quello che hai fatto o non hai fatto sono cazzate irrilevanti ormai! Devi mostrare rimorso!<br>'''Black Cindy''': Di che hai incontrato [[Gesù]], che hai capito i tuoi sbagli, che ora aiuterai i giovani meno privilegiati a giocare a scacchi o non so che cosa così non finiranno col culo qua dentro!<br>'''Taystee''': Ma io non sono pentita!<br>'''Poussey''': No, no, senti! Di che vuoi andare al college!<br>'''Black Cindy''': In che ti vorresti laureare? Slang afroamericano? ==Episodio 8, ''Il mulo di Mosca''== *{{NDR|Per evitare di essere contagiate dall'influenza Piper e Miss Claudette indossano delle mascherine fatte con degli assorbenti}}<br>'''Miss Claudette''': Sembro tanto [[Michael Jackson]].<br>'''Piper''': Naa, hai la carnagione del colore sbagliato! Io sembro Michael Jackson! {{NDR|si mette a ballare}} *'''Larry''' {{NDR|leggendo il suo articolo}}: "Una condanna, due prigionieri"...<br>'''Piper''': Mi ricorda "Due ragazze e una tazza".<ref>Cfr.: [[:w:it:2 Girls 1 Cup|2 Girls 1 Cup]]</ref><br>'''Larry''': Non è vero. Questo è una due non due una e nessuno caga in una tazza. Quella parte non c'è. Il tuo segreto è al sicuro con me.<br>'''Piper''': Grazie. *{{NDR|Parlando della crisi di astinenza di Tricia}}<br>'''Nicky''': Non è stata una sua libera scelta. Insomma lei è una tossica, ci è ricaduta. Possiamo aiutarla, dalle una chance.<br>'''Red''': Niente più chance. Due strike. È tutto quello che aveva. I russi non giocano a [[baseball]].<br>'''Nicky''': Dio con queste stronzate!<br>'''Red''': Deve andare in isolamento. E chiunque si trascini dietro se lo sarà meritato.<br>'''Nicky''': Se la mandi in isolamento è fottuta, lo sai. La sta prendendo sul personale. Non è personale, è [[chimica]]. Le [[droghe]] ti fanno fare cose che non vorresti fare. *Nella clinica in cui mi ha portato mia madre mi legavano a un letto come questo. Le infermiere mi odiavano perché rifacevo il verso a ''[[L'esorcista]]'' "Tua madre succhia i cazzi all'inferno!" ('''Nicky''') *{{NDR|A Daya}} Sembrate due personaggi di una telenovela. Due personaggi di quella roba ammonitrice. Dovreste girare per le scuole a fare un corso sull'astinenza, perché un minuto con voi due è meglio del piano B. ('''Maria Ruiz''') *'''Sam Healy''': Un paio d'anni fa abbiamo trovato due donne nude dalla vita in giù sedute sulle centrifughe per darsi piacere. Voi non stavate facendo niente del genere, vero?<br>'''Alex''': {{NDR|Scherzando}} Io sono più un tipo da lavastoviglie, signore. *'''Miss Claudette''': Questo tuo fidanzato...com'è quando viene a trovarti?<br>'''Piper''': È bello. È strano. Certe volte ti sembra di non avere abbastanza tempo. E poi, invece, altre volte hai la sensazione di averne troppo.<br>'''Miss Claudette''': Che vuoi dire con questo?<br>'''Piper''': Non c'è nessun menù, né il cestino del pane sul tavolo o la tv da guardare. Siamo solo noi, che ci guardiamo. E può essere bello. Dovrebbe esserlo.<br>'''Piper''': Però a volte vorrei distogliere lo sguardo. Qualcuno mi ha detto che tu non hai mai ricevuto visite. Posso chiederti perché?<br>'''Miss Claudette''': Credo di aver distolto lo sguardo. ==Episodio 9, ''Fottuto ringraziamento''== *{{NDR|Piper si sta facendo lavare i capelli da Sophia. Piper comincia a lacrimare}}<br>'''Sophia''': Va tutto bene?<br>'''Piper''': È il fatto di essere toccata da un altra persona.<br>'''Sophia''': Ti capisco.<br>'''Piper''': Grazie Sophia.<br>'''Sophia''': Il corpo si sente solo qui.<br>'''Piper''': Sì, ma non si tratta di sesso. È che mi manca il contatto.<br>'''Sophia''': Gli esseri umani non sono fatti per vivere così. Sono dentro da sue anni e ci sono ancora notti in cui cerco mia moglie. *'''Pennsatucky''': {{NDR|Dettando una lettera}} "Io [[preghiere dalle serie televisive|prego]] per tutti i bambini morti e per le loro anime innocenti. E Dio li ammetterà nel regno dei cieli anche se non sono stati battezzati." Hai scritto tutto?<br>'''Leanne Taylor''': Sì.<br>'''Pennsatucky''': E potresti dire a Judy che prego anche per lei? Lo farai?<br>'''Leanne Taylor''': Lei si chiama Barbara.<br>'''Pennsatucky''': Barbara! Barbara! Maledizione non riesco a seguirli tutti questi fan! Io-io non gli sto dietro!<br>'''Alex''': Tu hai dei fan?!<br>'''Leanne Taylor''': È un'eroina. La paladina dei bimbi mai nati.<br>'''Alex''': Sembra una brutta copia di [[X-Men]]. Hai distrutto una clinica per [[aborto|aborti]]?<br>'''Pennsatucky''': Ora possiamo finire dicendo..."Sarò fuori di qui entro il 2015, prima dell'estasi."<br>'''Alex''': Oh, cavolo... {{NDR|Ride}}<br>'''Pennsatucky''': Che cazzo hai da ridere tu?!<br>'''Alex''': È che la gente predice la [[fine del mondo]] di continuo. Non doveva essere nel 2011?<br>'''Pennsatucky''': No, la...la fine del mondo avviene in due fasi. Se studiavi lo sapevi! La prima è l'[[estasi]] spirituale e la seconda estasi, invece, è di tipo fisico.<ref>Cfr.: [[:en:w:Harold Camping|Harold Camping]] e [[:en:w:2011 end times prediction|2011 end times prediction]].</ref><br>'''Alex''': Ah, ho capito...<br>'''Pennsatucky''': Ok?<br>'''Alex''': Certo...<br>'''Pennsatucky''': E tu non sei invitata perché non permettono ai [[gay]] di salire sull'autobus dell'estasi!<br>'''Alex''': Sull'autobus? I posti sono già occupati da appalachiani [[droga|drogati]]? *'''Alex''': Odio vedere la gente andarsene. Mi ricorda quanto devo ancora scontare.<br>'''Piper''': Già. Ma pensa alle storie che avrai da raccontare!<br>'''Alex''': Questa battuta è mia.<br>'''Piper''': Lo so. La sfoderi sempre nei momenti brutti. *Combatti il potere! Fanculo chi comanda! ('''Boo''') *{{NDR|Parlando di Piper e Alex a Healy}} Quelle lesbicano insieme! ('''Pennsatucky''') *'''Sam Healy''': Come stai?<br>'''Piper''': Sono in una scatola di cemento e c'è gente che urla.<br>'''Sam Healy''': Stando un po' da sola ripenserai al tuo comportamento.<br>'''Piper''': Il mio cosa? Stavo ballando.<br>'''Sam Healy''': Eri provocante. Sensuale. Sensualmente omossessuale! *Magari non sarò la madre dell'anno. [...] Ma almeno ho messo al mondo qualcosa che può essere ancora buono. Almeno ho creato qualcosa. Ho buttato al cesso la mia vita, ma Eva e Lucy e Cristina, Emiliano...persino tu...potete ancora combinare qualcosa. I [[bambini]] danno [[speranza]] nel futuro. ('''Aleida''') *'''Piper''': Prendono questi uomini insicuri, frustrati e perversi e li mettono a comandare un mucchio di donne inermi e così diventano dei predatori pervertiti. Tutto quel paternalismo inutile "So cosa è meglio per te" tutte quelle stronzate!<br>'''Donna in regime di isolamento''': Puoi arrabbiarti, ma vincono sempre loro. Le chiavi le hanno loro. *Tengono sempre la luce accesa per farti perdere la cognizione del tempo. Non è più vita. Insomma sì, continui a respirare ma non sei più una persona. È terribile. Cominci a vedere cose che non ci sono. Cominci a sentire le voci. Ti tengono qui finché non ti spezzano. ('''Donna in regime di isolamento''') *{{NDR|Parlando di Pennsatucky}} Voi due avete liberato il [[kraken]]!<ref>Citazione di ''[[Scontro di titani]]'' (1981) e del remake ''[[Scontro tra titani]]'' (2010).</ref> ('''Nicky''') *'''Alex''': Io so com'eri. Upper West Side. Palazzo con il portiere, a sciare a Jackson Hole<ref>Cfr.: [[:w:it:Jackson Hole|Jackson Hole]]</ref>. Mi sbaglio?<br>'''Nicky''': Chi diavolo te l'ha detto?<br>'''Alex''': Nessuno. Il mio lavoro era individuare ragazze come te e trasformarle in corrieri della droga.<br>'''Nicky''': Lo sapevo! Eri un pappa!<br>'''Alex''': Saresti stata perfetta. Nicky a diciannove anni? Mh-mh. T'avrei convinta il due secondi!<br>'''Nicky''': Sarei stata un pessimo corriere! Mi sarei fatta tutta la droga! E poi cosa ti fa pensare che mi sarei bevuta tutte le tue stronzate?<br>'''Alex''': Eri ricca ed eri abituata ai soldi facili, hai viaggiato abbastanza da non destare sospetti, detesti i tuoi genitori...<br>'''Nicky''': Sì, assolutamente.<br>'''Alex''': Eri in fase di sperimentazione. Dovevi solo scoparti una donna o una nero, vivere qualche avventura e poterti comprare una borsa di Hermess. *'''Sophia''': Crystal si è innamorata del suo pastore.<br>'''Suora Jane Ingalls''': Non mi sorprende. Molte donne desiderano il loro pastore. È molto comune. I pastori possono farlo. I preti devono imparare a distogliere lo sguardo.<br>'''Sophia''': Che vuole dire?<br>'''Suora Jane Ingalls''': Che non bisogna mai concentrarsi troppo su un membro del sesso opposto. È così che riesco a vedere i film con [[Russel Crowe]]. *Ringrazio per la mia salute, per il mio corpo e la mia mente che sono forti e per voi ragazze, che mi ricordate ogni giorno che perdonare se stessi è possibile. ('''Yoga Jones''') *Confido nel Signore con tutto il mio cuore. E senza affidarmi mai alla [[ragione]]. Amen. ('''Suora Jane Ingalls''') ==Episodio 10, ''Bora Bora Bora''== *'''Piper''': Alex e io siamo amiche di vecchia data. Abbiamo una relazione affettuosa. Ne ho bisogno. Sono umana. Questo mi da conforto.<br>'''Nicky''': Ehi, Morello, ti ricordi quando ci confortavamo?<br>'''Lorna Morello''': Altroché! Tu eri molto confortevole! *'''Piper''': Mi sembra di avere ventitré anni e che il tempo non sia passato.<br>'''Alex''': Be', io credo che se hai un rapporto con qualcuno non scompare mai del tutto. In un attimo si è di nuovo importanti l'uno per l'altro, come se non fosse mai finita. *Io ho una sola [[Regole dalle serie televisive|regola]]: niente droga, e tu mi hai mentito. ('''Red''') {{NDR|a Tricia}} *I problemi sono problemi. Ognuno di noi [[errore|sbaglia]]. Ma ciascuno sbaglia in modo diverso. ('''Tricia''') *A me piace essere un po' [[invidia]]ta. Vuol dire che vinco. ('''Polly''') *'''Polly''': Continui a cercare persone con cui hai un'attrazione chimica, ma oltre a quello c'è dell'altro. Devi trovare qualcuno con cui puoi passare due settimane in un buco a Montauk<ref>Cfr.: [[:en:w:Montauk, New York|Montauk, New York]]</ref> con la pioggia senza volerlo uccidere.<br>[...]<br>'''Piper''': Io voglio tutt' e due: voglio il calore e voglio l'ardore. Voglio i fuochi d'artificio. Qualcuno con cui vivere delle avventure.<br>'''Polly''': L'[[avventura]] è soltanto una difficoltà che si è montata la testa. *Prendi in prestito e sei schiavo di chi presta. Viene dal [[Libro dei Proverbi]]. L'ho letto da un adesivo per auto. ('''Pornobaffo''') *'''Janae''': Bella, tu non hai nessun potere di guarigione! Tu non hai un cazzo!<br>'''Leanne''': Tu non si di cosa parli. Tacky è dotata, ok? Ha fatto passare il mal di testa a Angie. Vero, Angie?<br>'''Angie''': Sì, posso dire di sì.<br>'''Piper''': No, non è vero. Ha preso quel mal di testa e l'ha dato a me! *{{NDR|In merito ai poteri di guaritrice di Pennsatucky}} Tu sei come il [[mago di Oz]]: tutta scena e niente dietro il sipario! ('''Janae''') *Io faccio quello che il Signore mi dice. Lui scorre attraverso di me. ('''Pennsatucky''') *'''Pennsatucky''': Spirito Santo! Ti invoco in questo momento, Spirito Santo! Tu vuoi che io e lei insieme come un'unica persona guariamo questo ginocchio! Fa che questa donna guarisca!<br>'''Janae''': Ce l'hai fatta, cazzo! Ce l'hai fatta! Oh...ce l'hai fatta davvero!<br>'''Leanne''': Visto? Visto? Tu non sei come il mago di Oz, sei come il mago di...[[Dio]]! *{{NDR|In un flashback}}<br>'''Larry''': Devi pulirla bene {{NDR|la ferita}}, non vorrai prenderti un'infezione. O la rabbia. Tu, tu hai qualche sintomo tipo influenza? Perché, perché se è rabbia devi trattarla subito. Non c'è una cura. Tu...Tu morirai.<br>'''Piper''': Wow... tetro!<br>'''Larry''': [[Ebrei|Ebreo]]. *'''Lorna Morello''': Che ne pensi di Bora Bora Bora?<br>'''Nicky''': Cosa? Vuoi dire [[Bora Bora]]?<br>'''Lorna Morello''': No, credo che ci siano tre "Bora". *'''Boe''': Senti, so che hai curato il ginocchio di Janae, è vero?<br>'''Pennsatucky''': Sì. Sono solo una donna che fa la volontà del Signore.<br>'''Boo''': Capisco, certo. Questo è incredibile. Ehm, potresti aiutarmi?<br>'''Pennsatucky''': Cosa ti fa male?<br>'''Boo''': La mia mente. Ho pensieri impuri...di contenuto lesbico. Che ne pensi? Puoi aiutarmi?<br>'''Pennsatucky''': Mi prendi in giro e io non prendo in giro il Signore, mi dispiace!<br>'''Boo''': Non è vero, non è vero! Te lo [[giuramenti dalle serie televisive|giuro]]. Insomma, ecco...da quando ho piccola Bo ho un desiderio di maternità dentro di me e un giorno potrei volere un figlio, ma non con un'altra donna perché quei bambini diventano sempre gay. E per una checca la vita è sempre molto dura. Il ciclo del terrore finisce adesso. Con me. Io lo giuro!<br>'''Pennsatucky''': Sul serio?<br>'''Boo''': Mh-mh.<br>'''Pennsatucky''': Sei pronta per ricevere la grazia del Signore? Inginocchiati. Tieni il cane per favore. Davanti a me abbiamo una peccatrice, oh Signore, che è pronta ad accettarti nel suo cuore! Monda il suo cuore dal male e la sua mente dal sudiciume!<br>'''Boo''': Vedo ancora del sudiciume.<br>'''Pennsatucky''': Concentrati! Oh, Signore, oggi ti chiedo di aiutare questa peccatrice a trovare una vita di famiglia, una vita di rettitudine! La renderemo pura e integra e buona di nuovo! mentre impongo le mani sulla testa di questa tua figlia, qui ora, io ti chiedo, Signore, di aiutarla! Aiutarla a non essere gay mai più!<br>'''Boo''': Non...non mi sento affatto diversa. Aspetta, fammi provare a immaginare la squadra di calcio femminile del 2008, di solito funziona. Ok...forza, forza...forza, forza...Aspetta! Aspetta, non sento niente! Non sento niente!<br>'''Pennsatucky''': Ha funzionato!<obr>'''Boo''': Questo non mi piace! fammi tornare com'ero! Non lasciarmi [[eterosessualità|etero]]! *'''Poussey''': Credi di essere una tosta perché sei sulla sedia a rotelle?<br>'''Dina''': No.<br>'''Poussey''': Be', sai che ti dico? Niente scivoli per le sedie a rotelle in prigione, nessuno ti terrà le porte aperte o stronzate simili.<br>'''Dina''': Non ne ho bisogno. Posso fare tutto quello che fanno gli altri.<br>'''Poussey''': Cazzo, colpa mia, hai ragione. Non intendevo dire che tu non potessi fare delle cose...<br>'''Dina''': Dicevano che non potevo rapinare un negozio, per via della sedia. Gliel'ho fatta vedere.<br>'''Poussey''': Ok...Be', sai non è una cosa che devi dimostrare a tutti...<br>'''Dina''': Dicevano anche che non potevo stare in una gang. Ora ne ho una mia.<br>'''Poussey''': Una gang di handicappate? Io...senti, questo non è...ti renderai la vita più difficile, credimi. Quanti siete? Che fate? Investite le persone? *'''Black Cindy''': Chapman è una spietata lesbica e ti farà ballare!<br>'''Piper''': Perché sarei io la spietata lesbica?<br>'''Black Cindy''': Lesbionica! *'''Piper''': Potrei dirti molte cose che ti spaventerebbero, Dina. Potrei dirti che farò di te la mia puttana. Potrei dirti che farò di te la mia schiava. Che farò sesso con te anche se non abbiamo un rapporto affettivo. Che farò con te quello che la primavera fa con i ciliegi,<ref>«''Voglio fare con te | quello che la primavera fa con i ciliegi.''» da XIV – Giochi tutti i giorni con la luce dell'universo di [[Pablo Neruda]].</ref> ma alla maniera del carcere. [[Pablo Neruda]]. Ma a che servirebbe? Sei troppo tosta, vero? So com'è facile convincere te stessa di essere qualcosa che non sei. E puoi farlo esteriormente, continuare a muoverti, tenerti così occupata da non dover affrontare chi sei. Ma...sei debole.<br>'''Dina''': Cazzo, sta lontana da me.<br>'''Piper''': Io sono come te, Dina. Sono debole anch'io. Non ce la posso fare qui senza qualcuno da toccare, senza qualcuno da amare. È perché il sesso attenua il dolore? È perché sono un malvagio mostro sessuale? Io non lo so. Quello che so è che ero qualcuno prima di entrare qui. Ero una persona con una vita che avevo scelto per me stessa e adesso...adesso è tanto se finisco la giornata senza piangere. E ho paura. Ho ancora paura. Ho paura di non essere me stessa qui dentro...e ho paura di esserlo, credimi. Non sono gli altri a farti più paura in [[prigione]]. È il trovarti faccia a faccia con quello che sei. Perché una volta che sei tra queste mura non c'è dove correre anche se tu potessi correre. La [[verità]] ti raggiunge qui dentro, Dina. Ed è la verità a fare di te la sua puttana.<br>'''Poussey''': Cavolo, sei spietata.<br>'''Piper''': Le stronze devono imparare. *Signore, mi hanno accecata! Sono la tua martire, Signore! ('''Pennsatucky''') ==Episodio 11, ''Uomini duri con sentimenti''== *'''Piper''' {{NDR|sbrogliando i nodi delle luci natalizie}}: È come se l'unico scopo di questi affari sia quello di aggrovigliarsi! Perché nessuno ha ancora trovato una soluzione?<br>'''Joel Luschek''': Va bene, [[Seinfeld]], calmati. Hai fretta di usarlo per impiccarti?<br>'''Piper''': Non sono passate neanche ventiquattr'ore e già ci scherza? È morta una persona.<br>'''Joel Luschek''': Gesù Cristo! Che c'è? Ti sono venute le tue cose? Hai comunisti nella tua sala giochi? L'onda rossa?<br>'''Piper''': Ok, perfetto. Come vuole. Attribuisca pure il mio legittimo cordoglio al [[mestruazioni|mestruo]]. *{{NDR|Allo [[psichiatra]] della prigione}} Sei uno di quei dottori fuori di testa? Cioè se ti dicevo che ho sognato un ananas mi chiedevi se volevo fare sesso con mia madre? ('''Pennsatucky''') *{{NDR|Allo psichiatra della prigione}} Sono quelli come te che danno una brutta immagine dell'[[America]]. Andate in giro a starnazzare dicendo che le [[armi]] sono pericolose, ma in realtà volete soltanto ingozzare la gente di pillole quando invece a loro serve solo un po' di [[fede]]! ('''Pennsatucky''') *{{NDR|Allo psichiatra della prigione}} Non sono pazza! Sono una prescelta! C'è differenza! ('''Pennsatucky''') *Non mi serve nessun sedativo! Gesù è al mio fianco! ('''Pennsatucky''') *'''Black Cindy''': Non vuoi sapere cos'hanno in serbo per te i pianeti? Sono affari tuoi.<br>'''Poussey''': Bella, i pianeti hanno la galera in serbo per me. Oggi, domani e anche dopodomani.<br>'''Black Cindy''': Già.<br>'''Poussey''': Ariete.<br>'''Black Cindy''': Potrebbe essere il momento ideale per fare un viaggio e scoprire luoghi sconosciuti...<br>'''Poussey''': Come no.<br>'''Black Cindy''': ...Espandi i tuoi orizzonti, caro Ariete. *'''Alex'''Ok, ti do un consiglio. Quando una donna ti fa venire come faccio io dovresti sembrare sempre felice di vederla.<br>'''Piper''': Smettila...<br>'''Alex''': Ok, non sei dell'umore giusto. Ritiro la battuta.<br>'''Piper''': Ho chiesto ad alcune ragazze ad aiutarmi a organizzare una cerimonia per Tricia, ma non è venuta nessuna. Non capisco, sembra che importi solo a me che si faccia un funerale...<br>'''Alex''': Ok, non è la cosa più [[egocentrica]] che ti ho sentito dire, ma è nella top ten. *'''Occhi Pazzi''': {{NDR|A Alex e Piper, riproponendo la canzone che cantava a Piper in ''[[#Richiesta lesbo respinta|Richiesta lesbo respinta]]''}} ''Vaniglia e vaniglia | mischia, mischia | mischia, mischia...''<br>'''Piper''': Sai, se i due gusti sono uguali non si può mischiare niente... *[[regole dalle serie televisive|Regola]] numero uno: mai innamorarsi di una donna etero. ('''Alex''') *Non ti aspetti di essere in [[pigiama]] nel momento in cui la tua vita cambia per sempre. ('''Larry''') *Prima c'era un cartello che diceva "Attenzione! Pavimento bagnato!" ('''Occhi Pazzi''') *'''Piper''': Non è che stai per fare pipì, vero?<br>'''Occhi Pazzi''': No, è che...quando mi arrabbio, a volte faccio fatica a controllarmi. Ecco perché poi finisco nella prigione dei matti, in psichiatria. Ma non sono MATTA! Devo lavorare sull'autocontrollo. *Nessuno torna da [[psichiatria]]. Tranne me. Una volta che finisci lì ci resti intrappolata. È come quel posto con...[[Triangolo delle Bermuda|tre angoli...e l'oceano...]] ('''Occhi Pazzi''') *Come mai qui tutti mi chiamano Occhi Pazzi? ('''Occhi Pazzi''') *{{NDR|In reparto psichiatrico}}<br>'''Pennsatucky''': Non sono pazza! Gesù, perché mi hai abbandonata?! Per favore...non sono [[pazzia|pazza]]!<br>'''Infermiera''': Se non fossi pazza non ti dovresti sforzare tanto per convincere tutti che sei sana. *Credono che solo perché sono alto io non possa soffrire! ('''Pornobaffo''') *{{NDR|Scherzando}} Metti le corna e me e Larry con Occhi Pazzi? Non ci sto a fare una cosa a quattro. ('''Alex''') *Alla fine non sono stati i giapponesi ad inventarlo. È un'opera di un americano, un tipo qualunque, che ha avuto l'idea. In origine l'aveva chiamato "il posto dei numeri". Ora, non so che significa "[[sudoku]]" in giapponese, ma è strano che è saltato fuori subito prima dell'[[Attentati dell'11 settembre 2001|undici settembre]]. ('''Pornobaffo''') *'''Alex''': Sei stata coraggiosa. Molto stupida, ma coraggiosa.<br>'''Piper''': Sai, io non credo che qualcuno abbia mai usato quella parola per descrivermi in tutta la storia dell'universo.<br>'''Alex''': Sono felice di stare qui con te.<br>'''Piper''': Sì, anche io. Come posto preferirei una spiaggia di Tahiti, ma questo...viene per secondo. Perché sei sempre così inevitabile per me?<br>'''Alex''': Ti stra amo.<br>'''Piper''': Mi stra ami? E che sarebbe, tipo il "ti amo" delle fichette?<br>'''Alex''': Di ancora "fichette"!<br>'''Piper''': Ti stra amo anch'io. :''- Why do you always feel so inevitable to me? I heart you.<br>– You heart me?<br>– Yeah.<br>– What is that? Is that like "I love you" for pussies?<br>– Say "pussy" again.<br>– I heart you, too.'' *{{NDR|Presentando il programma radiofonico ''Urban Tales'' su NPR}} Probabilmente molti di voi ci sono passati. Inizia con due persone [[Innamoramento|innamorate]]. Vi fate un sacco di promesse. Vi ripetete che siete diversi dagli altri, l'eccezione. Per un paio di mesi fate lunghe chiacchierate ed ogni argomento sembra nuovo ed eccitante. Un modo per conoscersi a un livello più intimo. Poi lentamente, così lentamente che quasi non ve ne accorgete, le chiacchierate lasciano il posto a chiamate perse e messaggi pieni di risentimento e alla fine arriva il giorno in cui ammettete che, no, non siete l'eccezione. Che stare lontani dalla eprsona amata è, nel migliore dei casi, difficile. Impossibile nei momenti peggiori. ('''Maury Kind''') *{{NDR|Al programma radiofonico ''Urban Tales'' su NPR}} Quando hai a che fare con delle malate di mente non sai di cosa possono essere capaci. Insomma, quando la tua fidanzata ti dice che dorme con un occhio aperto perché pare che la sua compagna di cella sia un'assassina e potrebbe ucciderla nel sonno, è impossibile non avere paura. Non sto dicendo che sono tutte pazze o pericolose. C'è una ragazza che poteva diventare una stella della corsa. In realtà aveva ricominciato ad allenarsi mentre era in prigione, ma poi hanno chiuso la pista per via dei tagli al bilancio. Poi c'è quella che sta pianificando il suo matrimonio da mesi come fosse tutto normale. Ah, ma va anche a letto con la lesbica sexy e drogata. Tipico cliché da prigione, no? Insomma, la lista dei personaggi potrebbe andare avanti all'infinito. C'è la russa che gestisce a cucina: una donna terrificante, ma che è così orgogliosa di dare da mangiare a tutte. Io ammiro davvero queste donne per come riescono a dare un senso alle loro giornate, per come si prendono cura l'una dell'altra. ('''Larry''') *{{NDR|Al programma radiofonico ''Urban Tales'' su NPR}} Ogni volta che abbiamo parlato di tradimento in maniera astratta, ho detto che non m'importava che potesse fare sesso con altri se era solo sesso. Ma...ma supponiamo teoricamente che una persona che ha amato sia lì con lei, qualcuno con cui ha avuto una storia, qualcuno che può capire la sua vita lì dentro...come, come io non posso fare, sarei distrutto sapendo che quella persona può darle qualcosa che io non posso. Sarebbe peggio del semplice sesso, sarebbe...sì, sarebbe un [[tradimento]]. ('''Larry''') *'''Larry''': Ha fatto lei il tuo nome. È lei che ti ha fatta sbattere lì dentro. Come ci si sente ad essere innamorati della donna che ti ha rovinato la vita?<br>'''Piper''': Mi hai [[mentire|mentito]].<br>'''Larry''': Già, siamo fatti proprio l'una per l'altra. ==Episodio 12, ''Fregami una volta''== *A volte i sentimenti che provo sono parecchio confusi e mi sfogo facendo le pulizie. Faccio finta che lo sporco siano quei sentimenti e questo pavimento sia la mia mente. Questo si chiama "voler reagire". ('''Occhi Pazzi''') *Non esistono giudici, non esiste [[giustizia]]. Strisciamo come [[formiche]] su questa Terra e poi moriamo. ('''Pennsatucky''') *'''Cal Chapman''': "Tradire" è una parola grossa, amico.<br>'''Larry''': Scusa, come chiami quello che ha fatto? Ha scopato con una persona che non è quella con cui ha promesso una relazione del tutto esclusiva e per sempre.<br>'''Cal Chapman''': Però se questa persona è una donna non è vero tradimento. È come se tu e Piper giocaste a squash insieme e nel tempo libero lei iniziasse a giocare a [[softball]]. Ecco, allora...<br>'''Larry''': Questo è il vero problema, esatto. Si è scopata una donna. Che cos'è? È diventata lesbica?<br>'''Cal Chapman''': Cosa vuoi che ti dica adesso? Penso solo che lei sia fatta così e basta.<br>'''Larry''': Che cosa vuoi dire? Non sei chiaro.<br>'''Cal Chapman''': Dico che forse uno dei problemi è pensare che una persona sia come la vuoi tu. *Una delle ragioni per cui vivo qui, lontano dalla civiltà, è la forte allergia ai drammi. ('''Cal Chapman''') *{{NDR|Flashback in una clinica per [[aborto|aborti]]}} Questo era il quinto, eh? Ti daremo una carta fedeltà, così il sesto sarà gratis. ('''Infermiera''') *'''Joe Caputo''': Non dovresti più chiamarle con il loro nome. Devi dire "detenuta". Come se fossero tutte uguali. Così gli ricordi che non sono delle persone.<br>'''Susan Fischer''': Ma sono persone.<br>'''Joe Caputo''': Non devi vederla in questo modo. Loro sono [[pecore]]. Le nutriamo, le facciamo pascolare da una stanza all'altra. *'''Yoga Jones''': Per avere un atteggiamento zen, sai a volte, si deve sentire qualcosa dentro.<br>'''Janae''': Forse basta parlarne a volte.<br>'''Yoga Jones''': Sai, una volta coltivavo marjuana, in California nella Humboldt County.<ref>Cfr.: [[:w:it:Contea di Humboldt (California)|Contea di Humboldt (California)]]</ref> Era solo un acro, niente di eccessivo. Era sufficiente per vivere.<br>'''Janae''': Vuoi dire per farti?<br>'''Yoga Jones''': No, per pagare l'affitto. Insomma la fumavo ogni tanto, ma più che altro ero un'ubriacona, di quelle vecchio stampo. Proprio come mi avevano cresciuta i miei genitori.<br>'''Janae''': E poi i federali ti hanno presa.<br>'''Yoga Jones''': No, veramente è stata colpa di un cervo.<br>'''Janae''': Come scusa?<br>'''Yoga Jones''': Ma sì, i cervi adorano l'erba ma gli frigge anche il cervello. Iniziano a saltellarti intorno e ce l'hai sempre fra i piedi. Il guaio è che ritornano a brucare e non riesci a tenerli lontano dall'erba. Ho provato di tutto! Schiuma da barba, piscio di volpe, che vendono al negozio di casalinghi a centoventi dollari al barile.<br>'''Janae''': Non potevi costruire una bella recinzione?<br>'''Yoga Jones''': No, un cervo può saltare un recinto di due metri e mezzo con filo spinato con il sorriso stampato sul muso come [[Donald O'Connor]].<br>'''Janae''': E allora cosa hai fatto?<br>'''Yoga Jones''': Be', mi procurai un fucile da caccia e rimasi svegli per diverse notti. Lo feci quattro, cinque volte alla settimana e finalmente una notte li vidi gironzolare intorno lungo tutta la mia proprietà. Sai, stavo coltivando una di quelle merde di qualità, una pianta ibrida chiamata AK47 che la gente prende con false prescrizioni e ingurgita come noccioline. Ero incazzata nera!<br>'''Janae''': E ubriaca?<br>'''Yoga Jones''': Ah, tesoro, questo è sott'inteso.<br>'''Janae''': E cosa successe?<br>'''Yoga Jones''': Gli sparai.<br>'''Janae''': E allora?<br>'''Yoga Jones''': Non era un cervo. Era soltanto un ragazzino di otto anni della fattoria accanto che stava scappando da casa perché...perché suo padre gli aveva requisito il Nintendo. Un ragazzino... *Che l'elfo del Kwanzaa vegli su di te! ('''Black Cindy''') *'''Pennsatucky''': Ti rendi conto che mi hai quasi rovinato la vita? Te ne rendi conto? Hai trasformato l'onnipotente in uno scherzo. E gli scherzi non contano niente per me. Uno scherzo non mi può mandarmi lettere qui dentro e uno scherzo non può darmi la forza per scontare i miei anni quie e farmi diventare qualcosa di buono. Tu in che cosa credi?<br>'''Piper''': Be', ho sempre pensato che l'agnosticismo fosse una soluzione. Ma, se dovessi, mi definirei un'umanista secolare. E questo non vuol dire che non sia spirituale...<br>'''Pennsatucky''': Non sei religiosa, ok? Smettila...smettila... Tu credi in Hussain Obama? Nelle macchine elettriche? Nei libri di [[Shakespeare]]? E vai a mangiare nei ristoranti? Io non ho niente di tutto questo. Ho soltanto Lui.<br>'''Piper''': Mi dispiace.<br>'''Pennsatucky''': Non chiedere il mio perdono, chiedi il Suo perdono. Devi sistemare le cose con Lui. E poi capiremo se tutto questo era parte del suo piano. Così non litigheremo mai più.<br>'''Piper''': Non volevo litigare con te.<br>'''Pennsatucky''': Be', allora fallo.<br>'''Piper''': Proprio qui?<br>'''Pennsatucky''': Sì, qui e adesso, non ti va bene?<br>'''Piper''': Caro Gesù...<br>'''Pennsatucky''': È troppo intimo. Tu non gli concedi mai del tempo durante il giorno.<br>'''Piper''': Ehm...Caro...Mio Signore Gesù? Mio Signore Gesù, so di aver, ehm...commesso delle azioni che non sono proprio, come dire, edificanti ai tuoi occhi e per questo provo vergogna. È davvero facile puntare il dito. So di aver fatto delle cose di cui sono veramente disgustata. E così ti chiedo se possiamo sistemare tutto.<br>'''Pennsatucky''': Devi chiedere perdono.<br>'''Piper''': Se tu mi perdonassi sarebbe davvero...ehm, davvero confortante. Amen. Come sono andata?<br>'''Pennsatucky''': Hai fatto un passo verso la direzione giusta.<br>{{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive]]}} *'''Piper''': Sono una narcisista manipolatrice che ti ha ababndonata quando tua madre è morta.<br>'''Alex''': E io sono una pragmatica spietata che ti ha venduta e non l'ha detto.<br>'''Piper''': Facciamo schifo. *Non ho nessun progetto e non so cosa potremmo fare. Ti offro questo se stai con me. Se vuoi avere dei bambini e ristrutturare il bagno allora ti prego, vai! Fallo pure! È una scelta. Se vuoi fare sesso con tre estranei travestiti su una spiaggia in [[Cambogia]]...non posso garantirti che accadrà, ma è possibile. ('''Alex''') *Attacca Piccola Bo! Attacca! {{NDR|Piccola Bo le lecca la faccia}} Ci stiamo lavorando... ('''Boo''') *'''Taystee''': Lo sai cosa ti fanno quando esci da qui? Ti stanno attaccati al culo come il KGB. Coprifuoco tutte le sere, devi pisciare in una tazza quando te lo dicono, devi fare tre colloqui alla settimana per dei lavori che non farai mai! Il sorvegliante chiama e ti controlla ogni secondo! Cavolo, almeno in prigione ti danno al cena! {{NDR|Poussey la spintona}} Oh, merda! Ma che cazzo fai?<br>'''Poussey''': Ma dove credi di essere? All'Hilton? Ci sono delle stronze che si fanno quindici anni per aver lasciato che i loro uomini spacciassero in casa perché avevano paura di essere picchiate! E altre stronze non vedono i loro figli da anni e ora quei figli hanno avuto dei bambini oppure stanno per strada a spacciare e drogarsi e nessuno li controlla! Io sono qui dentro da due anni e ne devo fare altri quattro. Otto mesi fa mentre stavo pulendo quel cazzo di pavimenti di tavola calda mia madre moriva e io non le ho detto quelle stronzate che si dicono alle madri quando se ne vanno. Quindi per favore non venire a raccontare la cazzata che sei tornata qui perché la [[libertà]] non è adatta a te!<br>'''Taystee''': Fuori stavo male. Il salario minimo è una presa in giro. Sono andata a lavorare part time da Pizza Hut e devo alla prigione novecento dollari di tasse che devo pagare. Non avevo un posto dove andare. Dormivo sul pavimento nell'appartamento di una lontana cugina come un cane. Ci sono due stanze e ci vivono altre sei persone. Una stronza mi ha rubato il primo assegno. Ho preso i pidocchi. E tutti quelli che conosco sono poveri, in galera o sono morti. Non hai idea di come fosse la mia vita fuori. Mi sono fottuta il cervello, lo sai? So come si gioca qui dentro, so dove stare e conosco le regole da seguire, ho un letto...e poi ho te. *'''Piper''': Non posso fingere di credere se [[ateismo|non credo]]. Io non credo.<br>'''Pennsatucky''': Chapman, tutti abbiamo dubitato.<br>'''Piper''': No, vedi, io non ho dubbi. Credo nella [[scienza]], credo nell'evoluzione, credo in [[Nate Silver]] e [[Neil deGrasse Tyson]] e [[Christopher Hitchens]], anche se potrebbe essere uno stronzo. Non posso seguire un Dio che interviene ai premi Tony mentre un milione di persone viene ucciso con un macete. Non credo che un miliardo di indiani va all'inferno o che ci venga il cancro per imparare una lezione di vita o che i giovani muoiano perché Dio ha bisogno di un angelo. Sono tutte stronzate! Ne siamo tutti consapevoli! [...] Senti, io capisco che la religione renda più facile affrontare tutte le cose brutte e orrende che capitano a tutti noi. E vorrei tanto poter credere anch'io. Di sicuro sarei più felice. Ma non posso. I sentimenti non bastano. Ho bisogno che sia reale. ==Episodio 13, ''Non puoi guarire un pazzo''== *'''Nicky''': Un pinguino e un contadino entrano in un bar...<br>[...]<br>E il pinguino dice "Cocco, non è una melanzana, è ritardato!"<br>{{NDR|Ridono}}<br>'''Suora Jane Ingalls''': Mi sono distratta agli ombrelli... *'''Piper''': Scelgo lui. Scelgo Larry.<br>'''Alex''': Certo che scegli lui...<br>'''Piper''': Amo anche te. Ma sappaiamo tutte e due che non ho le palle per affrontare una vita con te.<br>'''Alex''': No, non ce le hai.<br>'''Piper''': Almeno ho preso una decisione, no? Non sei fiera di me?<br>'''Alex''': Piper, vaffanculo.<br>'''Piper''': Alex...<br>'''Alex''': Ascolta. Sì, hai rpeso una decisione. Perciò ti dico cosa succederà adesso. Non potrai mai più correre da me. NOn con i tuoi problemi, non con il tuo umore, non quando dovrai sfogare la tua tristezza o la rabbia. Nemmeno per la lavanderia, se non è il tuo giorno previsto. Non potrai mai più venire da me. Mai più. *Lei non ha bisogno di Dio. Era un'interpretazione errata. Ho riaperto il mio libro per trovare delle risposte. Mi serviva una risposta. [[Vangelo di Luca|Luca]] 19,27 «Gesù disse "e quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re conduceteli tutti qui e uccideteli davanti a me!"» L'ho trovata, sono arrivata direttamente alla pagina. Ora se questo non è un segno, non so cosa lo sia. ('''Pennsatucky''') *Come dice mio padre: ''Dio non accoglie i peccatori nel suo regno accoglie i migliori! Sì, oooh!'' ('''Black Cindy''') *'''Piper''': Non ti sei fidato che avrei risolto la cosa da sola?<br>'''Larry''': No. Non mi fido. E questo non ti dice già abbastanza? Non possiamo stare sulla stessa giostra. Non condividiamo gli stessi valori. Perché avevo tanta fretta? Perché avevo [[paura]]. Non si deve stare con qualcuno solo per paura. *{{NDR|Vestita da angelo}} Ecco, cosa sei: tu sei il [[demonio]]! E io sono l'[[angelo]] di Dio! Guarda il mio vestito! L'hai visto? Hai visto quanto è poetico? ('''Pennsatucky''') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Orange Is the New Black}} {{DEFAULTSORT:Orange Is the New Black, 01}} [[Categoria:Stagioni di Orange Is the New Black]] 284zk2vdeyojl5dfsorkuqnr6mssql4 Ludovico Gatto 0 130256 1429822 1233865 2026-10-17T15:20:08Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Papa Silvestro II 1429822 wikitext text/x-wiki '''Ludovico Gatto''' (1931 – 2019), storico e docente italiano. ==Citazioni di Ludovico Gatto== *{{NDR|[[Amalfi]]}} La posizione, l'industriosità, la capacità dei suoi abitanti, la resero grande. Fu anello della catena tesa con [[Papa Leone IV|Leone IV]] contro gli [[Arabia|arabi]] (849) e con [[Papa Giovanni VIII|Giovanni VIII]] ripeté il prodigio rinnovatosi poi con Giovanni X al Garigliano (915). Guidata dai ''Prefetturi'' e dai ''comites'', ebbe un'ordinata politica interna e un'attività commerciale estesasi fra [[Mar Tirreno|Tirreno]] e Adriatico. Dalle coste bizantine alle arabe, con fondachi e colonie in Terra Santa, accanto a quelle pisane, genovesi, veneziane e alle fiorenti colonie pugliesi essa divenne allora una delle più forti città marinare italiane fino all'occupazione di Roberto il Guiscardo (1073). Per decenni durò la resistenza antinormanna e anche gli Svevi furono lì {{sic|malsopportati}}. In competizione con [[Pisa]] e [[Genova]], che poi la sopravanzarono, Amalfi fu prospera e colta, come attestano la ''Tabula amalphitana'', la diffusione della [[bussola]], conosciuta attraverso gli arabi, le codificazioni marittime, le splendide chiese disseminate in città e sulla costa, impreziosite di mosaici, splendidi oggetti, stoffe orientali.<ref>Da ''L'Italia nel Medioevo. {{small|Gli italiani e le loro città}}'', Newton, Tascabili Economici, Roma, 1995, p. 81. ISBN 88-8183-182-1</ref> ==''Il Medioevo giorno per giorno''== *Nel Duecento e nel Trecento il [[campanile]] diventa un elemento unificante, atto a simbolizzare spiritualmente e socialmente il nostro continente e la sua civiltà, da nord a sud, dalla [[Norvegia]] a [[Malta]], un elemento che accompagna l'alternarsi delle stagioni della vita e dell'anno, il trascorrere del tempo, la durata dei regni o dei pontificati computati seppure in modo difforme da regno a regno e da città a città. (cap. 1, p. 17) *Di tutte le forme della natura, il [[bosco]] è il luogo più propizio alla finzione romanzesca e ai segreti incontri degli innamorati; con la sua profondità e i suoi antri misteriosi favorisce la penetrazione nel mistero che bandisce ogni confine fra realtà e incantamento. (cap. 2, p. 36) *La foresta [...] per gli uomini dei dieci secoli dell'era medievale può considerarsi un serbatoio spaziale indispensabile, un naturale prolungamento e complemento dei campi. Allo stesso tempo essa è tuttavia il luogo delle grandi, ancestrali paure dell'uomo, una sorta di notte dell'essere e allo stesso tempo di "soglia sacra" che tutto copre e protegge e sul cui limite l'uomo cessa di compiere le sue imprese profane. (cap. 2, p. 42) ==''Storia di Roma nel Medioevo''== ===[[Incipit]]=== Gli albori del IV secolo dell'era volgare sono contrassegnati dal proposito imperiale di riorganizzare [[Roma]] e il suo Stato; ma per realizzare tale disegno necessitano nuove, consistenti entrate di denaro prelevate, come quasi sempre avviene, fra i sudditi meno abbienti. Sotto Diocleziano pertanto gli esattori fiscali diventano implacabili. Responsabili delle riscossione dei tributi sono i ''prefetti del Pretorio'' i quali, a loro volta, esigono il massimo rigore dai funzionari del settore. [...] In mille modi i cittadini sono costretti a corrispondere le gabelle e i balzelli prestabiliti, anche se con l'andare del tempo la loro situazione economica muta e peggiora e ciò produrrà e alimenterà l'aumento della povertà e una conseguente, incontenibile crisi. ===Citazioni=== *[...] si può ben sostenere che con lei {{NDR|[[Marozia]]}} si realizzi in Roma una sorta di vero e proprio matriarcato [...]. (''La Roma di Giovanni X'', ''Il periodo più oscuro del Medioevo romano'', p. 254) *Marozia [...] appare come una delle più grandi e più complesse donne politiche di quell'epoca<ref>Decimo secolo.</ref> [...]. (''La Roma di Giovanni X'', ''Marozia "patrizia et senatrix"'', p. 262) *All'inizio [[Papa Silvestro II|Silvestro]], grande e misconosciuto pontefice, è vescovo di [[Reims]] e come tale critica ripetutamente la Chiesa di Roma, per la quale auspica una completa redenzione. Divenuto papa, tuttavia egli assumerà un atteggiamento ben diverso e non consentirà mai a comprimere i diritti della Santa Sede nonché la sua base territoriale. (''La Roma degli Ottoni'', ''Ottone III e i pontefici'', p. 278) *[...] la manifestazione che più di ogni altra mostra il lato istrionico e megalomane di [[Cola di Rienzo|Cola]] è quella della sua incoronazione tribunizia, avvenuta il 15 agosto 1347 nella chiesa di Santa Maria Maggiore. [...] Dopo l'incoronazione che empie di disagio e di sospetti il vicario papale e i nobili romani ormai convinti della completa inaffidabilità del tribuno, ha luogo un nuovo roboante discorso in cui, privo di freni inibitori, egli si proclamerà simile a Cristo per avere, a trentadue anni, liberato Roma dai nemici. Segue, al termine, un pantagruelico banchetto offerto ai Romani, in San Giovanni.<br /> Dal naso del cavallo di Marco Aurelio collocato, com'è noto, in quella piazza di fronte alla basilica del vescovo di Roma, fuoriesce vino bianco e rosso, donato in gran quantità a tutti. Si accendono i fuochi e saranno arrostite carni di ogni genere: La piazza e il circondario vengono lordati in ogni modo da una folla incivile e plaudente, lanciatasi in manifestazioni di assoluta volgarità che denotano lo stato precario di Roma a metà del Trecento. (''La Roma di Cola di Rienzo'', ''La manifestazione del 15 agosto 1347'', p. 460) *La rapida caduta di Cola attesta l'inconsistenza e l'inadeguatezza del suo programma non rispondente alle esigenze della penisola italiana del Trecento e meno che mai alla città di Roma che ha amato il tribuno, pensando di potersi risollevare con il suo intervento, mentre le sue incomprensibili posizioni politiche hanno ulteriormente indebolito e isolato l'Urbe, alla fine del tribunato molto più rissosa e confusa di quanto non fosse nell'anno precedente e oltretutto priva momentaneamente dell'appoggio del papa, pieno di risentimento per i Romani. (''La Roma di Cola di Rienzo'', ''La caduta del tribunato'', p. 462) *[[Papa Leone X|Leone {{NDR|X}}]] sarà un vero mecenate, proteggerà gli artisti, amerà le feste, in particolare le partite di caccia cui si mostrerà subito favorevole. [...].<br>La sua passione per il fasto e le feste non gli impedirà comunque di promuovere assistenza alle istituzioni caritative. In particolare sostiene varie organizzazioni ospedaliere resesi necessarie per l'assistenza al cosiddetto «[[Sifilide|mal francese]]», dilagante allora nelle varie regioni dell'Occidente e anche in Italia e in Roma.<br>Bisogna considerare che la terribile diffusione di quella malattia, allora incurabile, apre grossi problemi di natura sociale oltre che etica. I malcapitati infatti vengono respinti dalle famiglie e dalle normali organizzazioni sanitarie. Coperti di piaghe e nell'impossibilità di guadagnarsi la vita, essi sono veri e propri morti civili, cui il papa guarderà con umanità e, in qualche modo, con rispetto. (''Roma dagli inizi del Cinquecento al "Sacco" di Carlo V'', ''Il pontificato di Leone X'', p. 555) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il Medioevo''=== I «media», la politica, la vita di ogni giorno, ci lasciano scorgere immagini di un futuro poco confortante. I pericoli di distruzione e di dispersione totale di patrimoni storici, artistici e culturali si fanno consistenti. E allora mi vien fatto di pensare, talvolta con apprensione, alla situazione in cui ci troveremmo se del [[Medioevo]], della sua storia, dell'arte, del messaggio spirituale cui dette vita si perdesse ogni traccia. Se tuttavia, penso ancora, quasi per una sorta di sfida o di ''divertissement'' intellettuale fosse reso possibile proprio a me conservare la memoria di quell'epoca in un testo di non più di cento pagine – modesto e onesto nella sua brevità – quanto di più significativo tramanderei agli ignari lettori futuri? ===''Le invasioni barbariche''=== Il termine ''[[barbaro|barbari]]'' – οι βάρβαροι in greco – è di origine indoeuropea e indicò in prevalenza gli stranieri. In tal modo, ad esempio lo usò [[Omero]] nell<nowiki>'</nowiki>''[[Iliade]]'' e nell<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]''. Ma subito a tale locuzione si connesse una precisa consapevolezza di differenza anzitutto linguistica tra gli esterni e il popolo greco, differenza presto divenuta convinzione che oltre alla discordanza per l'idioma incomprensibile ve ne fosse un'altra più grave: ''barbari'' infatti, furono ritenuti quelli che non sapendo parlare e quindi comprendere, passarono per esseri inferiori rispetto all'"uomo pensante" con cui essi avevano rapporti. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ludovico Gatto, ''Il Medioevo'', Tascabili economici Newton, Roma, 1994. *Ludovico Gatto, ''Il Medioevo giorno per giorno'', edizione speciale per Il Giornale, Biblioteca storica n. 32, Newton & Compton editori, Roma, 2003. *Ludovico Gatto, ''Le invasioni barbariche'', Tascabili economici Newton, Roma, 1997. *Ludovico Gatto, ''Storia di Roma nel Medioevo'', Newton & Compton editori, Roma, 2000. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gatto, Ludovico}} [[Categoria:Storici italiani]] 2wqn9g7d9ge2h1qhnxl6kn0wmh0a8wu 1429823 1429822 2026-10-17T15:21:04Z Gaux 18878 /* Citazioni */ NDR 1429823 wikitext text/x-wiki '''Ludovico Gatto''' (1931 – 2019), storico e docente italiano. ==Citazioni di Ludovico Gatto== *{{NDR|[[Amalfi]]}} La posizione, l'industriosità, la capacità dei suoi abitanti, la resero grande. Fu anello della catena tesa con [[Papa Leone IV|Leone IV]] contro gli [[Arabia|arabi]] (849) e con [[Papa Giovanni VIII|Giovanni VIII]] ripeté il prodigio rinnovatosi poi con Giovanni X al Garigliano (915). Guidata dai ''Prefetturi'' e dai ''comites'', ebbe un'ordinata politica interna e un'attività commerciale estesasi fra [[Mar Tirreno|Tirreno]] e Adriatico. Dalle coste bizantine alle arabe, con fondachi e colonie in Terra Santa, accanto a quelle pisane, genovesi, veneziane e alle fiorenti colonie pugliesi essa divenne allora una delle più forti città marinare italiane fino all'occupazione di Roberto il Guiscardo (1073). Per decenni durò la resistenza antinormanna e anche gli Svevi furono lì {{sic|malsopportati}}. In competizione con [[Pisa]] e [[Genova]], che poi la sopravanzarono, Amalfi fu prospera e colta, come attestano la ''Tabula amalphitana'', la diffusione della [[bussola]], conosciuta attraverso gli arabi, le codificazioni marittime, le splendide chiese disseminate in città e sulla costa, impreziosite di mosaici, splendidi oggetti, stoffe orientali.<ref>Da ''L'Italia nel Medioevo. {{small|Gli italiani e le loro città}}'', Newton, Tascabili Economici, Roma, 1995, p. 81. ISBN 88-8183-182-1</ref> ==''Il Medioevo giorno per giorno''== *Nel Duecento e nel Trecento il [[campanile]] diventa un elemento unificante, atto a simbolizzare spiritualmente e socialmente il nostro continente e la sua civiltà, da nord a sud, dalla [[Norvegia]] a [[Malta]], un elemento che accompagna l'alternarsi delle stagioni della vita e dell'anno, il trascorrere del tempo, la durata dei regni o dei pontificati computati seppure in modo difforme da regno a regno e da città a città. (cap. 1, p. 17) *Di tutte le forme della natura, il [[bosco]] è il luogo più propizio alla finzione romanzesca e ai segreti incontri degli innamorati; con la sua profondità e i suoi antri misteriosi favorisce la penetrazione nel mistero che bandisce ogni confine fra realtà e incantamento. (cap. 2, p. 36) *La foresta [...] per gli uomini dei dieci secoli dell'era medievale può considerarsi un serbatoio spaziale indispensabile, un naturale prolungamento e complemento dei campi. Allo stesso tempo essa è tuttavia il luogo delle grandi, ancestrali paure dell'uomo, una sorta di notte dell'essere e allo stesso tempo di "soglia sacra" che tutto copre e protegge e sul cui limite l'uomo cessa di compiere le sue imprese profane. (cap. 2, p. 42) ==''Storia di Roma nel Medioevo''== ===[[Incipit]]=== Gli albori del IV secolo dell'era volgare sono contrassegnati dal proposito imperiale di riorganizzare [[Roma]] e il suo Stato; ma per realizzare tale disegno necessitano nuove, consistenti entrate di denaro prelevate, come quasi sempre avviene, fra i sudditi meno abbienti. Sotto Diocleziano pertanto gli esattori fiscali diventano implacabili. Responsabili delle riscossione dei tributi sono i ''prefetti del Pretorio'' i quali, a loro volta, esigono il massimo rigore dai funzionari del settore. [...] In mille modi i cittadini sono costretti a corrispondere le gabelle e i balzelli prestabiliti, anche se con l'andare del tempo la loro situazione economica muta e peggiora e ciò produrrà e alimenterà l'aumento della povertà e una conseguente, incontenibile crisi. ===Citazioni=== *[...] si può ben sostenere che con lei {{NDR|[[Marozia]]}} si realizzi in Roma una sorta di vero e proprio matriarcato [...]. (''La Roma di Giovanni X'', ''Il periodo più oscuro del Medioevo romano'', p. 254) *Marozia [...] appare come una delle più grandi e più complesse donne politiche di quell'epoca<ref>Decimo secolo.</ref> [...]. (''La Roma di Giovanni X'', ''Marozia "patrizia et senatrix"'', p. 262) *All'inizio [[Papa Silvestro II|Silvestro {{NDR|II}}]], grande e misconosciuto pontefice, è vescovo di [[Reims]] e come tale critica ripetutamente la Chiesa di Roma, per la quale auspica una completa redenzione. Divenuto papa, tuttavia egli assumerà un atteggiamento ben diverso e non consentirà mai a comprimere i diritti della Santa Sede nonché la sua base territoriale. (''La Roma degli Ottoni'', ''Ottone III e i pontefici'', p. 278) *[...] la manifestazione che più di ogni altra mostra il lato istrionico e megalomane di [[Cola di Rienzo|Cola]] è quella della sua incoronazione tribunizia, avvenuta il 15 agosto 1347 nella chiesa di Santa Maria Maggiore. [...] Dopo l'incoronazione che empie di disagio e di sospetti il vicario papale e i nobili romani ormai convinti della completa inaffidabilità del tribuno, ha luogo un nuovo roboante discorso in cui, privo di freni inibitori, egli si proclamerà simile a Cristo per avere, a trentadue anni, liberato Roma dai nemici. Segue, al termine, un pantagruelico banchetto offerto ai Romani, in San Giovanni.<br /> Dal naso del cavallo di Marco Aurelio collocato, com'è noto, in quella piazza di fronte alla basilica del vescovo di Roma, fuoriesce vino bianco e rosso, donato in gran quantità a tutti. Si accendono i fuochi e saranno arrostite carni di ogni genere: La piazza e il circondario vengono lordati in ogni modo da una folla incivile e plaudente, lanciatasi in manifestazioni di assoluta volgarità che denotano lo stato precario di Roma a metà del Trecento. (''La Roma di Cola di Rienzo'', ''La manifestazione del 15 agosto 1347'', p. 460) *La rapida caduta di Cola attesta l'inconsistenza e l'inadeguatezza del suo programma non rispondente alle esigenze della penisola italiana del Trecento e meno che mai alla città di Roma che ha amato il tribuno, pensando di potersi risollevare con il suo intervento, mentre le sue incomprensibili posizioni politiche hanno ulteriormente indebolito e isolato l'Urbe, alla fine del tribunato molto più rissosa e confusa di quanto non fosse nell'anno precedente e oltretutto priva momentaneamente dell'appoggio del papa, pieno di risentimento per i Romani. (''La Roma di Cola di Rienzo'', ''La caduta del tribunato'', p. 462) *[[Papa Leone X|Leone {{NDR|X}}]] sarà un vero mecenate, proteggerà gli artisti, amerà le feste, in particolare le partite di caccia cui si mostrerà subito favorevole. [...].<br>La sua passione per il fasto e le feste non gli impedirà comunque di promuovere assistenza alle istituzioni caritative. In particolare sostiene varie organizzazioni ospedaliere resesi necessarie per l'assistenza al cosiddetto «[[Sifilide|mal francese]]», dilagante allora nelle varie regioni dell'Occidente e anche in Italia e in Roma.<br>Bisogna considerare che la terribile diffusione di quella malattia, allora incurabile, apre grossi problemi di natura sociale oltre che etica. I malcapitati infatti vengono respinti dalle famiglie e dalle normali organizzazioni sanitarie. Coperti di piaghe e nell'impossibilità di guadagnarsi la vita, essi sono veri e propri morti civili, cui il papa guarderà con umanità e, in qualche modo, con rispetto. (''Roma dagli inizi del Cinquecento al "Sacco" di Carlo V'', ''Il pontificato di Leone X'', p. 555) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il Medioevo''=== I «media», la politica, la vita di ogni giorno, ci lasciano scorgere immagini di un futuro poco confortante. I pericoli di distruzione e di dispersione totale di patrimoni storici, artistici e culturali si fanno consistenti. E allora mi vien fatto di pensare, talvolta con apprensione, alla situazione in cui ci troveremmo se del [[Medioevo]], della sua storia, dell'arte, del messaggio spirituale cui dette vita si perdesse ogni traccia. Se tuttavia, penso ancora, quasi per una sorta di sfida o di ''divertissement'' intellettuale fosse reso possibile proprio a me conservare la memoria di quell'epoca in un testo di non più di cento pagine – modesto e onesto nella sua brevità – quanto di più significativo tramanderei agli ignari lettori futuri? ===''Le invasioni barbariche''=== Il termine ''[[barbaro|barbari]]'' – οι βάρβαροι in greco – è di origine indoeuropea e indicò in prevalenza gli stranieri. In tal modo, ad esempio lo usò [[Omero]] nell<nowiki>'</nowiki>''[[Iliade]]'' e nell<nowiki>'</nowiki>''[[Odissea]]''. Ma subito a tale locuzione si connesse una precisa consapevolezza di differenza anzitutto linguistica tra gli esterni e il popolo greco, differenza presto divenuta convinzione che oltre alla discordanza per l'idioma incomprensibile ve ne fosse un'altra più grave: ''barbari'' infatti, furono ritenuti quelli che non sapendo parlare e quindi comprendere, passarono per esseri inferiori rispetto all'"uomo pensante" con cui essi avevano rapporti. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ludovico Gatto, ''Il Medioevo'', Tascabili economici Newton, Roma, 1994. *Ludovico Gatto, ''Il Medioevo giorno per giorno'', edizione speciale per Il Giornale, Biblioteca storica n. 32, Newton & Compton editori, Roma, 2003. *Ludovico Gatto, ''Le invasioni barbariche'', Tascabili economici Newton, Roma, 1997. *Ludovico Gatto, ''Storia di Roma nel Medioevo'', Newton & Compton editori, Roma, 2000. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Gatto, Ludovico}} [[Categoria:Storici italiani]] ie5tzdc9vdmdarkd2yzwqj5cv24l9hl Template:Lingue/Dati 10 148341 1429854 1429711 2026-10-17T21:58:15Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1429854 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 72469 |lingua2 = it |voci2 = 56137 |lingua3 = pl |voci3 = 31894 |lingua4 = ru |voci4 = 18095 |lingua5 = cs |voci5 = 16924 |lingua6 = et |voci6 = 13709 |lingua7 = uk |voci7 = 12499 |lingua8 = pt |voci8 = 12089 }} fnhklbcj01z57kfcaxiy8u598e7l0d0 Discussioni utente:The Graph 3 151270 1429828 956026 2026-10-17T15:56:11Z M7 14 M7 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:SimGy]] a [[Discussioni utente:The Graph]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/SimGy|SimGy]]" a "[[Special:CentralAuth/The Graph|The Graph]]" 956026 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:40, 24 ott 2018 (CEST)}} ct6d1siyov8z4qkhkfk9rw5p6kzz43q Teorema di Pitagora 0 159753 1429848 1429788 2026-10-17T21:00:47Z Udiki 86035 1429848 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Pythagoraas.svg|thumb|Il teorema di Pitagora]] Citazioni sul '''teorema di Pitagora'''. ==Citazioni== *Cos'è l'arte concreta? Prendiamo come esempio il teorema di Pitagora. Questa figura [...], prima era nella mente di Pitagora e nessuno la vedeva e la poteva conoscere. Disegnandolo su di una superficie piana, questo pensiero prende corpo, diventa concreto, è lui, non “rappresenta” altro che se stesso. Questo vuol dire poter vedere un pensiero, ora questo pensiero può essere scientifico come quello di Pitagora o artistico come quello di Mondrian, di Arp, di Bill, di... può essere a due dimensioni, a tre, a quattro, con colore o senza, con movimento per mostrare come una forma può trasformarsi in un'altra. ([[Bruno Munari]]) *Non ho difficoltà a immaginare un'antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il teorema di Pitagora. Perché no? Lì c'è quella folgorazione che è connaturata alla grande poesia, e una forma sapientemente ridotta ai termini più indispensabili, e una grazia che non a tutti i poeti è stata concessa. ([[Wisława Szymborska]]) ===[[Egmont Colerus]]=== *Ognuno conosce l'enunciato del famoso teorema, tutti sanno che in qualsiasi triangolo rettangolo il quadrato costruito sul lato opposto all'angolo retto (l'ipotenusa) è uguale alla somma dei quadrati costruiti sugli altri due lati, i cosiddetti cateti. La domanda posta da [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], perché esista questa relazione, come tutte le domande di questo genere, non ha risposta. Si può dimostrare in cento modi che è così: il perché rimane un mistero. *[[Pitagora]] {{NDR|con il suo teorema}} aveva dunque enunciato per primo la legge generale che fino allora era conosciuta in Egitto solo per i lati nel rapporto 3 : 4 : 5 (3<sup>2</sup> + 4<sup>2</sup> = 5<sup>2</sup> ossia 9 + 16 = 25) e in India per i lati nel rapporto 5 : 12 : 13 (5<sup>2</sup> + 12<sup>2</sup> = 13<sup>2</sup> ossia 25 + 144 = 169), e oltre a ciò la legge reciproca, dalla quale in Egitto e in India si era effettivamente partiti. In questi due paesi si era detto, come sappiamo, che si forma un angolo retto (o che si ha un triangolo rettangolo) quando i lati stanno tra loro in quel certo rapporto. Pitagora dice viceversa: in ogni triangolo rettangolo, cioè in uno qualsiasi di tutti i possibili triangoli rettangoli, i lati si comportano nel modo indicato: c'è uguaglianza tra la somma dei quadrati dei cateti e il quadrato dell'ipotenusa. [...]. Crediamo che anche uno scettico vedrà ora chiaramente la differenza tra questa legge completamente generale e i casi singoli, di per sé utili ed esatti, della geometria egiziana ed indiana. *Senza questo teorema non si sarebbe potuto costruire quasi nessun ramo della geometria e delle matematiche superiori basate sulla geometria. ==Voci correlate== *[[Pitagora]] *[[Triangolo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Geometria]] [[Categoria:Teoremi|Pitagora]] fevgfs3nost26630vh2wmld0ckshj5e Angiola Baggi 0 168298 1429907 1369238 2026-10-18T09:29:38Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1429907 wikitext text/x-wiki [[File:Angiolabaggi953.jpg|thumb|Angiola Baggi]] '''Angiola Baggi''' (1946 – vivente), attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana. ==Citazioni di Angiola Baggi== *{{NDR|Alla domanda che cosa significa per lei il [[doppiaggio]]}} È una sfida, è un gioco di equilibri, una mediazione tra quello che sentiamo noi, quello che sente l'attore, la recitazione, il sync. Lo trovo una cosa bellissima e sono molto fiera di farlo.<ref name= Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''VOCI.fm'', 2 settembre 2019. [https://www.youtube.com/watch?v=2BQNCdT8zdo Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *[[Isabelle Huppert]] è difficilissima da doppiare perché lei è molto essenziale.<ref name= Simonetti /> *Quello che ho avuto più impegno di tutti, è stato in ''[[Transamerica]]'' doppiare [[Felicity Huffman]], con questo personaggio che era praticamente un uomo che stava cercando di diventare donna, c'era una necessità vocale molto particolare per cui mi sono veramente inventare una voce.<ref name= Simonetti /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[Brancaleone alle crociate]]'' (1970) *''[[Fuga di mezzanotte]]'' (1978) *''[[Manhattan (film)|Manhattan]]'' (1979) *''[[Il tempo delle mele]]'' (1980) *''[[Il tempo delle mele 2]]'' (1982) *''[[Nightmare - Dal profondo della notte]]'' (1984) *''[[Una pallottola spuntata]]'' (1988) *''[[Fantaghirò 3]]'' (1993) *''[[Fantaghirò 4]]'' (1994) *''[[Independence Day]]'' (1996) *''[[Romeo + Giulietta di William Shakespeare]]'' (1996) *''[[Donnie Darko]]'' (2001) *''[[La mia vita a Garden State]]'' (2004) *''[[Ti va di pagare? - Priceless]]'' (2006) *''[[Come d'incanto]]'' (2007) *''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]'' (2007) *''[[Nella valle di Elah]]'' (2007) *''[[Fratelli in erba]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[The Blind Side]]'' (2009) *''[[You Don't Know Jack - Il dottor morte]]'' (2010) *''[[Elle]]'' (2016) *''[[Mistero a Crooked House]]'' (2017) *''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019) *''[[Highwaymen - L'ultima imboscata]]'' (2019) *''[[Povere creature!]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Dinosauri (film)|Dinosauri]]'' (2000) *''[[La principessa e il ranocchio]]'' (2009) ===Serie televisive=== *''[[Abramo (miniserie televisiva)|Abramo]]'' (1993) *''[[Burn Notice - Duro a morire]]'' (2007-2013) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2009) *''[[Orange Is the New Black]]'' (2013-2019) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Baggi, Angiola}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 1h77ydqcnmooi9fau592d4m8nt3j5pe Renzo Stacchi 0 172644 1429908 1424595 2026-10-18T09:29:56Z Spinoziano 2297 /* Doppiatore */ 1429908 wikitext text/x-wiki '''Renzo Stacchi''' (1944 – vivente), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Renzo Stacchi== *Io e Vittorio {{NDR|[[Vittorio Gassman]]}} in comune avevamo una cosa: l'amore per i bambini. Vittorio era peggio di me. […] Gli dissi: ''"Vitto' lo so che non te va' di farlo, perché non l'hai mai fatto"'' No, no. Doppiare? Per favore, non mi dire... E io mi è uscita spontanea la frase, ho detto: Dai ''Vitto''', fallo per i bambini d'Italia." Non l'avessi mai detto, m'ha guardato con gli occhi ''de foco'', col dito puntato: "Hai detto la parola, l'hai detta apposta, Biondino tu me l'hai detto apposta." No giuro che non l'ho pensato. Non l'ho detto apposta. La parola chiave è stata "bambini" E allora fece [[Il re leone]] padre.<ref name= GAM /> *Io ho lavorato preferibilmente, lo dico sempre, per i bambini oppure ho diretto film che la maggior parte non li vede nessuno.<ref name= GAM /> *Uno dei più grandi attori teatrali italiani era [[Tino Carraro]]. Era il protagonista di Strehler. Qualsiasi spettacolo facesse [[Giorgio Strehler]] al Piccolo di Milano, normalmente il protagonista, specialmente nei classici, era Tino Carraro. [] Tino non è mai riuscito a doppiare se stesso. Fece una volta un film ''"Scandalo al Palazzo di giustizia"'', lui era il procuratore generale della corte di Cassazione di Roma, Palazzaccio eccetera, io diressi il doppiaggio del film in italiano con seduto vicino il produttore, che era il Signor Chiari simpaticissima e bravissima persona, che mi disse a film finito che Tino per doppiare se stesso in una parte che non era enorme, nel senso della quantità delle battute da fare, ci mise diciamo più o meno una settimana, per dire no? E allora il produttore Chiari mi disse questa cosa che non dimenticherò mai, mi disse: vedi perché Tino non ha avuto e non ha una grande vita cinematografica? Non per la sua immagine, per la sua faccia. La sua bravura è indiscutibile. Ecco, costa più farlo doppiare, che doppiare tutto il film. Perché quando gli attori italiani si doppiavano, non è che li doveva ripagare il produttore, era insito nel contratto.<ref name= GAM>Intervista ''GAM 2.0'', 17 settembre 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=nnNKVZdktdQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[I giardini dell'Eden]]'' (1998) ===Doppiatore=== {{div col}} *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[Ercole a New York]]'' (1970) *''[[Immagini di un convento]]'' (1973) *''[[Tom Horn (film)|Tom Horn]]'' (1980) *''[[Darkwing Duck]]'' (1991-1992) *''[[Assassini nati - Natural Born Killers]]'' (1994) *''[[Il ritorno di Jafar]]'' (1994) *''[[Batman Forever]]'' (1995) *''[[Specie mortale]]'' (1995) *''[[Space Jam]]'' (1996) *''[[Paradiso perduto (film 1998)|Paradiso perduto]]'' (1998) *''[[Space Cowboys]]'' (2000) *''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003) *''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004) *''[[Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm]]'' (2008) *''[[L'uomo che fissa le capre]]'' (2009) *''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010) *''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012) *''[[The Bourne Legacy]]'' (2012) *''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Stacchi, Renzo}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] n9m5cneczigkaoboyuvckrgpa1z4h9k Andreina Pagnani 0 173209 1429906 1415436 2026-10-18T09:29:02Z Spinoziano 2297 /* Doppiatrice */ 1429906 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andreina Pagnani 1972.jpg|miniatura|Andreina Pagnani]] '''Andreina Pagnani''' (1906 – 1981), attrice e doppiatrice italiana. ==Citazioni su Andreina Pagnani== *Andreina era stata una prediletta di [[Luchino Visconti|Visconti]], finché una certa sera, mentre preparavano ''Il candeliere'' di [[Alfred de Musset]], ci fu un incidente. In scena c'era un velario dietro al quale si intravedevano delle ombre. Durante le prove, Visconti aveva sempre immaginato che lì dietro, attraverso quel gioco di chiaroscuri, si assistesse a una specie di spogliarello. A un certo punto, mentre Andreina saliva la scaletta che la portava dietro al velario, Visconti le disse: «Quando arrivi lassù, dietro al velario, Andreina, tu ti spogli».<br> E lei rispose: «No».<br>Luchino, facendo finta di non aver sentito, insistette: «Quando arrivi lì, ti spogli...».<br>E lei, imperiale: «No!».<br>«Tu adesso vai lì e ti spogli!»<br>«No!»<br>Luchino, che non accettava i capricci di un'attrice, fosse pure la grande Pagnani, ripeté: «Andreina, tu vai là e ti spogli!».<br>«No!»<br>Quel piccolo «no» era molto più che un «no». Luchino era il regista e quindi aveva il potere di dare ordini, ma Andreina era un'attrice di prim'ordine, amata e apprezzata da tutti. Quindi era una lotta di poteri. Non si poteva deflettere, ne andava di mezzo la dignità dei due ruoli. Fu la fine. Il sodalizio più importante del teatro italiano si infranse su quel no. Da allora cambiò tutto. Luchino abbandonò il teatro dicendo: «Chi mi ama mi segua». ([[Lina Wertmüller]]) *La mia grande protettrice diventò la divina Andreina Pagnani, la più grande attrice del nostro teatro, di gran lunga la più brava, e poi Sarah Ferrati, Rina Morelli e tutte le altre primedonne di quei tempi. In realtà, io avevo conquistato la simpatia di Andreina con «i giochetti», le scenette che facevamo di sera, di casa in casa, dopo lo spettacolo. Era molto bella, con i suoi straordinari occhi azzurri e con quella voce che ha incantato tutti gli italiani. Non solo a teatro, ma anche con i suoi indimenticabili doppiaggi. Tutte le prime donne dei film di Hollywood le doppiava lei. Era spiritosa e amava i giovani. ([[Lina Wertmüller]]) *Lei aveva avuto un grande amore giovanile. Come accadeva per la trama dei romanzi di [[Liala]], si trattava di un pilota, era caduto con l'aereo, ma Andreina gli era rimasta fedele. ([[Lina Wertmüller]]) ==Filmografia== ===Attrice=== {{div col}} *''[[Apparizione (film)|Apparizione]]'' (1943) *''[[I miserabili (film 1948)|I miserabili]]'' (1948) *''[[Il giudizio universale]]'' (1961) *''[[Il comandante]]'' (1963) *''[[Le inchieste del commissario Maigret]]'' (1964-1972) {{div col end}} ===Doppiatrice=== {{div col|strette}} *''[[Venere bionda]]'' (1935) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) *''[[Il conte di Essex]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[Ninotchka]]'' (1939) *''[[Ombre malesi]]'' (1940) *''[[I misteri di Shanghai]]'' (1941) *''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]'' (1941) *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'' (1943) *''[[Prigionieri dell'oceano]]'' (1944) *''[[Amanti perduti]]'' (1945) *''[[Breve incontro]]'' (1945) *''[[Settimo velo]]'' (1945) *''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946) *''[[La vita è meravigliosa]]'' (1946) *''[[Dietro la porta chiusa]]'' (1947) *''[[Il cavaliere misterioso]]'' (1948) *''[[Il terrore corre sul filo]]'' (1948) *''[[Scandalo internazionale]]'' (1948) *''[[Campane a martello]]'' (1949) *''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]'' (1949) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Viale del tramonto]]'' (1950) *''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952) *''[[La regina di Saba]]'' (1952) *''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952) *''[[Lo sceicco bianco]]'' (1952) *''[[Perdonami!]]'' (1953) *''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954) *''[[Fronte del porto]]'' (1954) *''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954) *''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954) *''[[La bestia umana]]'' (1954) *''[[Le vergini di Salem]]'' (1957) *''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959) *''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960) *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) *''[[La notte]]'' (1961) *''[[La viaccia]]'' (1961) *''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962) *''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963) *''[[McLintock!]]'' (1963) *''[[La nave dei folli]]'' (1965) *''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pagnani, Andreina}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 65r5bvs3kji8cl5p3r4yla5g9hy86x9 Nadia Battocletti 0 184193 1429858 1391651 2026-10-18T00:53:43Z Danyele 19198 /* Citazioni di Nadia Battocletti */ +2 1429858 wikitext text/x-wiki [[File:Nadia Battocletti at Turin 2022 (head shot).jpg|thumb|Nadia Battocletti nel 2022]] '''Nadia Battocletti''' (2000 – vivente), mezzofondista italiana. ==Citazioni di Nadia Battocletti== {{cronologico}} *Il mio modello di ruolo è sempre stato [[Hicham El Guerrouj]], una vera leggenda dell'atletica. Non ha mai mollato ed è riuscito a vincere gare anche quando sembrava che potesse essere battuto.<ref>Citato in Diego Sampaolo, ''[https://atleticanotizie.myblog.it/2019/01/15/nadia-battocletti-ecco-come-cambiano-gli-obiettivi-dopo-il-titolo-europeo/ Nadia Battocletti, ecco come cambiano gli obiettivi dopo il titolo europeo, l'intervista sul sito della Iaaf]'', ''atleticanotizie.myblog.it'', 15 gennaio 2019.</ref> *Papà è il mio allenatore da sempre. Non so come sarebbe avere un altro allenatore e non vedrei un'altra figura al suo posto. Siamo entrambi molto determinati. Se mi metto in testa qualcosa, si fa e basta.<ref>Dall'intervista di Lorena Stablum, ''[https://www.nosmagazine.it/dettaglio/1612/0/nadia-battocletti-non-teme-nessuno.html Nadia Battocletti non teme nessuno]'', ''nosmagazine.it'', 26 aprile 2021.</ref> *Quello che mi spinge è cercare di raggiungere gli obiettivi che mi sono posta. E in questo sono molto determinata perché è una cosa che voglio fortemente. È la voglia di rivivere quelle emozioni provate in certe gare che mi muove. Anche i sorrisi delle persone che mi sono care sono di grande motivazione e mi spingono a dare sempre di più.<ref>Dall'intervista di Max Grassi, ''[https://www.runnersworld.it/running-nadia-battocletti-campionessa-atletica-mezzofondo-intervista-esclusiva-10432 Nadia Battocletti: il talento elegante]'', ''runnersworld.it'', 28 aprile 2021.</ref> *I Giochi Olimpici {{NDR|di Tokyo 2020}} sono stati ovviamente una bellissima esperienza. Mi sono trovata a correre con atlete che vedevo in televisione quando ero una ragazzina e delle quali pensavo: "Mamma mia, quanto sono forti, ma come fanno a correre così veloci?". Gareggiare fianco a fianco con loro, vederle allenarsi, incontrarle nella quotidianità, in mensa, è stato davvero emozionante. Mi ha fatto anche capire quanto sono cresciuta come atleta e che nulla è impossibile.<ref>Dall'intervista di Magda Maiocchi, ''[https://www.runnersworld.com/it/news/a10886/atletica-intervista-a-nadia-battocletti-finalista-dei-5000-alle-olimpiadi-di-tokyo/ Nadia Battocletti: "Ho vissuto una stagione da sogno, ma non mi fermo"]'', ''runnersworld.com'', 28 ottobre 2021.</ref> *Nel [[mezzofondo]] è impossibile fare cose folli, gli azzardi non hanno senso. Devi rimanere intelligente fino all'ultimo metro.<ref name="Piccardi">Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://www.corriere.it/sport/25_settembre_21/nadia-battocletti-mondiali-tokyo-intervista-b35e0f8d-0b78-44a2-b8c0-9e81a23c0xlk.shtml Nadia Battocletti: «Mi alleno ascoltando Ezio Bosso, da piccola avevo la stanza piena di bambole. Il mio ragazzo? L'ho visto pochissimo»]'', ''corriere.it'', 21 settembre 2025.</ref> *Mi piacciono le cose difficili, mi piace cavarmela con le mie forze, senza appoggiarmi a nessuno: in pista sono sola, posso contare solo su di me.<ref name="Piccardi"/> {{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/10/19/news/la-necessita-di-diventare-cattiva-intervista-a-nadia-battocletti-7063865/ La necessità di diventare cattiva. Intervista a Nadia Battocletti]''|Giorgio Burreddu, ''ilfoglio.it'', 19 ottobre 2024.}} *Se in pista una ti supera vuoi riprenderla. E [...] dopo lo start non ci sono più amici. *{{NDR|«Le medaglie si riguardano?»}} Sì, ma non tutti i giorni. Per la valenza che hanno non le tengo nemmeno a casa. Ma quando posso riapro la scatola, me la guardo, hai nelle mani qualcosa di pesantissimo. In tutti i sensi. *{{NDR|«Oggi cosa rappresenta per lei l'atletica?»}} Inizialmente era un hobby, tra la scuola e tutto il resto. Poi è diventato un lavoro. Ma c'è qualcosa di sentimentale, certo. Perché è come se uno non amasse il proprio lavoro. Io invece mi ritengo fortunata perché amo quello che faccio, ho la possibilità di girare il mondo, il mio ufficio sono le piste d'atletica o il verde dei boschi. *{{NDR|«Lei preferisce la velocità o la lentezza?»}} La velocità. In un giorno cerco di infilare più appuntamenti, più cose. Gli allenamenti e tutto il resto. Mi piace avere giornate piene. Ma il mio lato non è molto artistico, è più razionale. Penso molto. E questo lo trasferisco anche in gara. Un approccio scientifico, raramente c'è improvvisazione. E un po' di cattiveria, ovviamente. {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/25_ottobre_10/nadia-battocletti-intervista-fidanzato-aca94da6-1cc6-40bc-99b8-5d1b992c4xlk.shtml Nadia Battocletti: «Corro 100 chilometri a settimana. Mangio pastasciutta e tanti dolci. Il mio fidanzato? Uno sciatore, io ero fortissima anche a tennis»]''|Intervista di Luca Bergamin, ''corriere.it'', 10 ottobre 2025.}} *Le gare di atletica sono diventate uno show, tutti quei faretti e telecamere mi danno la sensazione di vedere tutto un po' offuscato, come quando hai appena pianto. {{NDR|«Non le piace il contorno di esagerato intrattenimento alla competizione sportiva?» }} Dopo le gare sì, ma quando entro nello stadio, sono minuziosa e attenta a quello che devo fare, i flirt col pubblico li rinvio a dopo il traguardo. *È stato un vero privilegio per me avere un genitore espressione di un'altra cultura, quella nordafricana. Lei ha saputo affrontare sfide con un carattere forte e dolce. E mi ha fatto conoscere a fondo la realtà dalla quale proviene: è la nona di dodici figli, l'unica ad aver avuto una figlia soltanto. Quando andavo dai nonni, a Taourirt [...], mi sembrava un parco giochi stare insieme ai tantissimi cugini. *Da bimba ero incuriosita dai dettami della quotidianità religiosa, ad esempio l'abitudine di non mangiare carne di maiale. Mi sono avvicinata sempre di più all'[[Islam]] con gradualità e convinzione. {{NDR|«Questa sua fede le ha creato problemi in Italia?»}} No, piuttosto reazioni intelligenti, volte a capire nel profondo questa scelta. Io penso che dialogo e comprensione possano portare al miglioramento dei rapporti tra le religioni. Bisogna lavorare sulla comunicazione di questo aspetto. *La [[fatica]], quando pratichi uno sport di endurance, la devi fare tua, la sopportazione dello sforzo non arriva da un giorno all'altro, ma poi a forza di allenarti la conquisti. In gara mi parlo, dicendomi di non mollare. Ripenso ai sacrifici fatti, e mi dico: "No, adesso le resto attaccata, non mi stacca". Certamente, conta tanto anche l'intelligenza tattica. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Battocletti, Nadia}} [[Categoria:Mezzofondisti italiani]] p313t6t1fta4x6yotx4srf0bgkrg682 Rifkin's Festival 0 185861 1429809 1340973 2026-10-17T14:00:42Z Spinoziano 2297 wlink 1429809 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Rifkin's Festival |titolooriginale=Rifkin's Festival |immagine= |paese=Stati Uniti d'America, Spagna, Italia |anno=2020 |genere=commedia, sentimentale |regista = [[Woody Allen]] |soggetto = Woody Allen |sceneggiatore = Woody Allen |produttore = [[Letty Aronson]], [[Erika Aronson]], [[Jaume Roures]] |attori= * [[Elena Anaya]]: Jo Rojas * [[Louis Garrel]]: Philippe * [[Gina Gershon]]: Sue * [[Sergi López]]: Paco * [[Wallace Shawn]]: Mort Rifkin * [[Christoph Waltz]]: La Morte * [[Steve Guttenberg]]: Jake * [[Richard Kind]]: padre di Mort * [[Nathalie Poza]]: madre di Mort * [[Enrique Arce]]: Tomas Lopez * [[Damian Chapa]]: ospite del festival * [[Georgina Amorós]]: Delores * [[Douglas McGrath]]: Gil Brener * [[Tammy Blanchard]]: Doris * [[Bobby Slayton]]: Ogden * [[Ken Appledorn]]: festaiolo |doppiatori italiani = * [[Ilaria Latini]]: Jo Rojas * [[Frédéric Lachkar]]: Philippe * [[Cristiana Lionello]]: Sue * [[Fabrizio Vidale]]: Paco * [[Giorgio Lopez]]: Mort Rifkin * [[Stefano Benassi]]: La Morte * [[Simone D'Andrea]]: Jake * [[Roberto Stocchi]]: padre di Mort * [[Franca D'Amato]]: madre di Mort * [[Massimo De Ambrosis]]: Tomas Lopez * [[Sandro Acerbo]]: Gil Brener * [[Rossella Acerbo]]: Doris |note= *'''Fotografia''': [[Vittorio Storaro]] }} '''''Rifkin's Festival''''', film del 2020 con [[Wallace Shawn]], [[Christoph Waltz]], [[Gina Gershon]] e [[Louis Garrel]]. Regia di [[Woody Allen]]. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Be', in realtà non so da dove cominciare. A un tratto, ho dovuto smettere di lavorare a un romanzo che stavo scrivendo per accompagnare mia moglie a San Sebastián per il Festival del cinema. Be', Sue ci doveva andare, per lei era lavoro. Rappresentava parecchi clienti che ci andavano, era il loro ufficio stampa. Ecco la parte ironica era che, anni fa, quando ancora insegnavo cinema, l'idea di andare a un qualsiasi festival sarebbe stata molto eccitante per me. Ma... i festival cinematografici non sono più come una volta e il cinema non è più quello che insegnavo. Io insegnavo che il cinema è arte! I grandi maestri europei. Ci andai soltanto perché non mi scrollavo di dosso il sospetto che lei avesse una cotta per quel bel regista di stronzate di cui era l'ufficio stampa. ('''Mort''') ==Frasi== {{cronologico}} *Ma cos'è la politica? La politica è totalmente effimera, evita i grandi temi. ('''Mort''') *Ho grande rispetto per la fede religiosa. Ho letto tutta la Bibbia fino all'ultima riga e mi sono innamorato di [[Eva]], della [[moglie di Giobbe]] e di [[Dalila]]. Il mio analista dice che sono attratto da donne che mi faranno soffrire. Il Nuovo Testamento è molto più indulgente. Il Messia perlomeno si fa vedere. [[Gesù]] è vestito molto semplicemente. Guarisce le persone, fa miracoli... Eppure è un tipo regolare, un normale lavoratore. Ecco perché, nella mia tesi all'università, ho scritto che non sarebbe dovuto risorgere a Pasqua. È un falegname professionista, doveva risorgere per la Festa del Lavoro. ('''Mort''') *Io dico che lei ha bisogno di un drink e, magari, di una chiacchera con uno del suo vecchio quartiere. ('''Mort''') *"Una spremuta d'arancia solitaria." [[George Gershwin|Gershwin]] aveva ragione. Per quanto sballato e spiacevole il nostro matrimonio fosse diventato, non butti via un rapporto che una volta era così pieno di promesse, senza un po' di malinconia. ('''Mort''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Mort''': Congratulazioni per il tuo nuovo film, sembra che piaccia a tutti.<br>'''Philippe''': Sì, ma in quest'epoca in effetti qualunque film che parli della realtà i critici lo acclamano come arte. *'''Sue''': Lo hai sentito parlare del suo prossimo film? Vuole tentare di far riconciliare Arabi e Israeliani.<br>'''Mort''': Sono contento che si dedichi alla fantascienza. *'''Sue''': Hai sentito che il film di Philippe ha vinto il primo premio al Festival di Colonia, oggi?<br>'''Mort''': Molto eccitante. Ma [[Adolf Eichmann|Eichmann]] non era di lì? *'''Mort''': Insomma, lei razionalizza il fatto di stare con lui. Dice che se lo lascia, lui è completamente perso.<br>'''Gil''': Tu sei uno scrittore, no? E da quando i rapporti sono razionali? Il cuore ha le sue ragioni. *'''Mort''': Perché sei qui?<br>'''La Morte''': Per farci una partita a scacchi, l'ultima.<br>'''Mort''': Io non ho la scacchiera!<br>'''La Morte''': Io non esco mai senza la mia.<br>'''Mort''': Ma perché fai questo?<br>'''La Morte''': Perché così impari a conoscermi e riesci ad accettarmi.<br>'''Mort''': Io non riuscirò mai ad accertarti.<br>'''La Morte''': Allora non sarai mai capace di rilassarti e goderti la vita.<br>'''Mort''': Perché a un tratto sei così gentile? Di solito sei spietato.<br>'''La Morte''': Non sono spietato, sono indifferente. Detesto vedere un morto di fame rovinarsi la vita per ciò che è inevitabile. *'''Mort''': So solo che io e mia moglie ci siamo separati e la mia vita è diventata vuota.<br>'''La Morte''': La tua vita non è vuota, è insignificante, non confondere le due cose. Non ha significato per tutti quanti, ma non per questo dev'essere vuota. Sei un essere umano, la puoi rendere piena.<br>'''Mort''': Come?<br>'''La Morte''': Con lavoro, famiglia, amore... Le solite cazzate, ma, direi, piuttosto efficaci. Perché anche se non fai gol, tentare ti fa bene comunque. Hai mai letto ''Sisifo'', quella roba di [[Albert Camus|Camus]]?<br>'''Mort''': Sì, e mi ha procurato un bruttissimo incubo. Insomma, io spingo questo sasso su per la collina, invece quello continua a cadere di nuovo a valle. E alla fine, riesco a portare il sasso fino in cima alla collina, e con che cavolo mi ritrovo? Con un sasso su una collina!<br>'''La Morte''': Cominci a rendere depresso me. *'''La Morte''': Be', devo andare. Ho un milione di visite a domicilio da fare.<br>'''Mort''': No, aspetta!<br>'''La Morte''': Non ti preoccupare, un giorno tornerò e allora penserai che è troppo presto.<br>'''Mort''': Come tornerai? Quando?<br>'''La Morte''': Dipende. Tu fumi?<br>'''Mort''': No. <br>'''La Morte''': Mmh, il trucco è mangiare tanta frutta e verdura e fare a meno dei grassi saturi.<br>'''Mort''': Ah, lo faccio sono molto attento.<br>'''La Morte''': Bene, bravo. Ah, vedi di fare ginnastica, non dev'essere intensa, basta che sia tutti i giorni.<br>'''Mort''': Stai svanendo!<br>'''La Morte''': Niente cibi trattati e non ti dimenticare della colonscopia! ==[[Explicit]]== {{explicit film}} Allora, ha niente da dirmi, dopo tutto quello che le ho raccontato? ('''Mort''') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia romantica‎]] axwps0xyay7ozggi37wwoh39daftrit Ambra Sabatini 0 186114 1429861 1343910 2026-10-18T00:58:48Z Danyele 19198 /* Citazioni di Ambra Sabatini */ +wikilink 1429861 wikitext text/x-wiki [[File:Ambra Sabatini 2024.jpg|thumb|Ambra Sabatini (2024)]] '''Ambra Sabatini''' (2002 – vivente), atleta paralimpica italiana. ==Citazioni di Ambra Sabatini== {{cronologico}} *{{NDR|Sull'amputazione della gamba sinistra all'età di 17 anni a causa di un incidente stradale}} Smettere di correre non era un'alternativa.<ref name="Uyangoda">Dall'intervista di Nadeesha Uyangoda a ''Vanity Fair Italia'' nº 51, 2021; ripubblicato in ''[https://www.vanityfair.it/gallery/ambra-sabatini-perfettamente-imperfetta-intervista Ambra Sabatini, perfettamente imperfetta]'', ''vanityfair.it'', 16 dicembre 2021.</ref> *Della corsa mi piace che devi contare soltanto sulle tue forze: il risultato della gara dipende unicamente da te. Il lavoro di squadra qui sta nella collaborazione con l’allenatore e i tecnici.<ref name="Uyangoda"/> {{Int|''Ambra, il sogno è realtà: «Nella nuova vita dopo l'amputazione ho trovato oro e amore»''|Intervista di Claudio Arrigoni, ''Corriere della Sera'', 5 settembre 2021.}} *{{NDR|Sul suo ragazzo}} Alessandro, fa atletica anche lui. Ci conosciamo dalle medie, ma eravamo solo amici. Quando ero in ospedale, come regalo per il suo compleanno chiese ai suoi di farsi portare da me a Firenze. *{{NDR|Sul suo debutto agonistico}} Feci una gara a Siena: caddi alla partenza e all'arrivo. La settimana dopo agli ''Assoluti'' di Iesolo incontrai Monica a Martina. Con le protesi facevo molta fatica. Cambiò tutto quando la Fispes, la Federazione paralimpica che segue l'atletica, mi permise di utilizzare una protesi fatta dall'Inail. *{{NDR|Sul podio tutto italiano nei cento metri alle Paralimpiadi di Tokyo 2020: lei prima, con record del mondo, [[Martina Caironi]] seconda e [[Monica Graziana Contrafatto|Monica Contrafatto]] terza}} Mi ero immaginata centomila finali diversi. Così belli mai. [...] Vincere così è meraviglioso. Fra noi c'è un bel clima. In questi mesi ho passato molto tempo con Martina e Monica, siamo amiche e nello sport l'amicizia è più solida. *{{NDR|Sull'amputazione della gamba sinistra all'età di 17 anni a causa di un incidente stradale}} Stavo andando agli allenamenti, l'atletica faceva già parte della mia vita. Fu fondamentale la mia famiglia: mamma, papà e mio fratello sono punti di riferimento. *Un amico mi fece avere un video che [[Alex Zanardi]] aveva fatto per me. Fu importante. Quando ho saputo del suo incidente ho pianto. Ma lui non molla, lo so. Lo ha insegnato a me, a noi tutti. {{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/08/20/news/-l-oro-mi-ha-cambiato-la-vita-intervista-ad-ambra-sabatini-4342678/ "L'oro mi ha cambiato la vita". Intervista ad Ambra Sabatini]''|Umberto Zapelloni, ''ilfoglio.it'', 20 agosto 2022.}} *Ho sempre amato lo sport. Da bambina facevo pattinaggio artistico, poi ho cominciato con la pallavolo perché era uno sport un po' più dinamico, ma dentro un palazzetto mi sentivo oppressa e così ho provato con l'atletica, anche perché avevo un sogno: arrivare alle Olimpiadi. Ho cominciato a correre tornando a casa dagli allenamenti di pallavolo, facevo più o meno cinque chilometri... non mi sono più fermata. *{{NDR|«Stava andando ad allenarsi in motorino dietro a suo papà quando un’auto ha invaso la corsia»}} Non ho mai perso conoscenza in ambulanza fino a Careggi. In ospedale dicevo a tutti di sbrigarsi perché dovevo andare all'allenamento. Poi, quando ho capito, ho cominciato a pensare a Pistorius, a Martina {{NDR|Caironi}} che avevo visto in gara a Grosseto. Nella mia testa ho deciso subito che avrei continuato a fare sport e ho pensato: meglio se la amputano del tutto piuttosto che lasciarmi zoppa. Volevo tornare a correre. Sapevo che con una protesi sarebbe stato possibile. Non mi sono data per vinta. Ho solo cambiato specialità... [...] Sono stata fortunata. Molte persone dopo un incidente come il mio devono reinventarsi, trovare una via per esprimersi ancora. Io ce l'avevo lì a portata di mano. Volevo fare l'atleta e avrei continuato a farla. *All'inizio ho avuto un periodino in cui mi preoccupavo degli sguardi addosso. Poi ho capito che non devi farti fermare dall'ipotetico giudizio di uno sconosciuto. Adesso vado al mare senza protesi perché poi quando mi tuffo mi piace sentire il mare. All'inizio la nascondevo un po', quasi mi vergognavo. Adesso invece quando non si vede cerco di farla notare anche scegliendo certi abiti. Alla fine la protesi è qualcosa in più. Non è stato facile imparare a camminare, all'inizio era tutto un saltellamento, sentivo la protesi come un corpo esterno, estraneo, pesante, non pensavo che ce l'avrei fatta, ma poi mi ci sono abituata, è stata come una magia e adesso la mia vita è più piena di prima dell'incidente. {{Int|''[https://www.ultimouomo.com/importante-stare-presente-intervista-ambra-sabatini/ L'mportante è stare nel presente, intervista ad Ambra Sabatini]''|Giuliana Lorenzo, ''ultimouomo.com'', 14 novembre 2023.}} *{{NDR|«Pensi di avere più talento o dedizione?»}} [...] Dedizione, perché soprattutto con l'atletica è sempre stata una lotta. Ho iniziato in seconda media e ho fatto tre anni di pallavolo. Poi, mi sono dedicata alla tecnica, avevo questa corsa che era, come dire: orrenda! Le mie ginocchia erano basse, facevo [[mezzofondo]], quindi gare lunghe e faticose con tanto lavoro di testa. Pian piano, sono migliorata tantissimo, ho corretto tutti gli errori tecnici. Penso che la mia qualità sia più la passione anche perché talento, in termini sportivi, non ne ho mai avuto tanto. Forse l'ho avuto nella fatica, nell'andarci d'accordo e nel puntare tutto su quello. *Non sono portata per gli [[sport di squadra]] semplicemente perché mi piace che il risultato dipenda solo da me. Ho fatto pallavolo per tanto tempo e sentivo che quello che accadeva in campo non sempre era condizionato dal mio rendimento. È una cosa bella poter contare su altre persone, ma il fatto che ciò che raggiungi [[Sport individuale|è merito tuo]] e anche ovviamente dello staff che ti sta intorno, mi fa stare meglio. Non mi sento sola perché ci sono i compagni di allenamento, il coach, il tecnico della protesi. È una sorta di lavoro "d'insieme" anche se non sembra, visto che quello che appare alla fine è l'atleta. Nel momento della gara sai che devi contare solo sulle tue forze, ma mi piace questa sensazione. *Io non ritengo che l'atleta [[Giochi paralimpici|paralimpico]] sia proprio un eroe, non credo nell'eroismo. Siamo persone normali, affrontiamo sfide, abbiamo ostacoli in più da superare e lo facciamo pure durante la quotidianità. Ci sono più barriere, ma nel momento in cui si sorpassano si acquisisce più forza. *{{NDR|«Come funziona con la protesi? Io me la immagino come una scarpa che deve calzare a pennello ma forse non è così»}} Non è stata una passeggiata, perché la zona è molto sensibile dopo una amputazione. Ci sono nervi che si devono ancora abituare, la gamba a volte cambia forma. Succede tutt'ora quando è estate, con il caldo, la protesi va un po' più larga e allora va aggiustata, oppure cammino e sudo di più, piccoli fastidi. Va detto che la tecnologia ha fatto dei passi in avanti immensi, un tempo era inimmaginabile pensare di poter fare tutto questo. [...] In generale, però, una persona che ha avuto un’amputazione non sa da dove iniziare. Le protesi da corsa costano meno di quelle quotidiane, almeno per adesso. Hanno componenti meccanici, non elettronici. Il mio ginocchio da cammino quotidiano è elettronico e costa 77mila euro... quello da corsa dovrebbe essere in tutto tra i 15 e i 20mila. *Appena ho fatto l'incidente il mio unico pensiero era tornare a correre, anche perché mi trovavo in una fase della vita in cui l'unica cosa che contava era fare l'atleta. Ero mezzofondista con un livello regionale abbastanza buono, a livello nazionale potevo cavarmela e quindi pensavo soltanto a quello. Sapevo di poter gareggiare ancora perché ero a conoscenza dell'esistenza delle protesi. Durante tutto il ricovero mi sono informata su ogni cosa, così come sul percorso di Martina [Caironi, ''nda''] e Monica [Contraffatto, ''nda'']. Nel frattempo, quando mi hanno dimesso ho iniziato a fare quello che potevo. Prima di tutto, nuoto: [...] avevo intenzione di gareggiare ai campionati studenteschi, poi c'è stato il Covid e purtroppo non li ho potuti fare. Pian piano mi sono data al ciclismo: ho legato al pedale, con una sciarpa, il piede della protesi perché altrimenti sfuggiva. Ho iniziato a fare giri nel cortile di casa, perché in quel periodo c'era il lockdown. Poi, mi sono procurata una bici da corsa su strada [...]. Quando la situazione con il Covid si è assestata, sono andata a Budrio [dove c'è il Centro Protesi Vigorso, ''nda''] per fare la mia prima protesi da corsa, un anno dopo l'incidente. *[...] a me le [[cicatrici]] piacciono tantissimo, raccontano qualcosa di noi, è quasi come un tatuaggio. Tra l'altro, penso che siano un segno di vittoria: ne ho alcune sul braccio e non me ne sono mai vergognata. Inizialmente, ho fatto un po' fatica ad accettarle, ma ad un certo punto le ho viste come qualcosa che mi rendeva unica e speciale, che raccontava una storia. Questo è il mio rapporto con il mio corpo: mi sento in qualche modo speciale. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sabatini, Ambra}} [[Categoria:Atleti paralimpici italiani]] [[Categoria:Velocisti italiani]] s35vw1bde00r7j8yxura9r1gyk9wio6 Lancia (azienda) 0 188276 1429875 1412717 2026-10-18T01:40:47Z Danyele 19198 +1 1429875 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:LogoLancia1907.jpg|thumb|Il primo logo Lancia (1906)]] Citazioni sulla '''Lancia''', azienda automobilistica italiana. *{{NDR|Nel 2003}} I lancisti sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport. ([[Carlo Cavicchi]]) *Il caso Lancia è unico all'interno dell'epopea delle corse e, soprattutto, nella percezione del marchio nell'animo degli appassionati, oltre che nella storia dell'imprenditoria italiana e non solo. Lancia è tutto ciò che gli altri non sono mai stati, un'industria importante ma mai elefantiaca e sempre dotata di un piglio caratterizzante e fascinoso, di classe ma non necessariamente da ricchi, ricconi o riccastri, capace di carezzare il fascino discreto della borghesia realizzando con la stessa lucentezza coupé, berline, presidenziali, camion, Formula Uno, prototipi e macchine da rally. Sempre cogliendo nel segno e dando un segnale di carattere, originalità e spessore. ([[Mario Donnini]]) *Il marchio di Chivasso è quello che ho più nel cuore. Nella sua storia ci sono innovazione tecnologica e raffinatezza tecnica: tutto ciò è entusiasmante per un progettista. ([[Sergio Limone]]) *{{NDR|Nel 2019}} L'apparato Fiat non è mai stato determinato nei confronti di Lancia, hanno sempre pensato di realizzare le vetture con un occhio di riguardo al portafoglio e adottando un atteggiamento sbrigativo sia nel [[design]] che nello sviluppo, soprattutto dalla Thema in poi. {{NDR|«Un marchio sfortunato...»}} La vera sfortuna della Lancia è essere finita nelle mani della famiglia Agnelli. Dico questo perché sembra che non abbiano mai avuto la percezione di quanto Lancia dovesse essere trattata con cura. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *L'uso di lettere greche per indicare un modello fa parte della storia e della tradizione Lancia. È un vezzo nato pochi anni dopo la fondazione della casa, nel 1906. Addirittura una delle prime Lancia si chiamava "Alfa" proprio perché questa era la prima lettera dell'alfabeto greco. Poi nel modello successivo la denominazione fu abbandonata per non creare confusione con le omonime Alfa Romeo. E si iniziò col nome Beta, cui negli anni seguirono Gamma, Delta, Theta, Epsilon, Lamba e così via. ([[Alberto Sabbatini]]) *{{NDR|Nel 2014}} La Lancia non ha storia né in Europa né negli Usa, non ha nessun valore sul mercato internazionale. Abbiamo provato in tutti i modi, ma non c'è speranza, [...] non riusciamo a darle credibilità che le restituisca sopravvivenza. ([[Sergio Marchionne]]) *La prima Lancia costruita in una modesta rimessa di via Ormea usciva [...] nel settembre del 1907. Consisteva in un telaio leggero, basso, a sospensione articolata, era azionata da un motore a quattro cilindri, capace di 1450 giri quando la velocità di rotazione dei motori non superava allora i mille, ma fissava già il tipo su cui si sarebbe sviluppata la produzione. Viene ricordato un particolare gustoso; la macchina nascente aveva talmente assorbito la mente dei costruttori che solo quando venne il momento di guidarla fuori si accorsero che non passava dalla porta carraia, onde fu giocoforza brandire un piccone e con gran colpi allargarne gli stipiti. Alla fine dell'anno quel «rivoluzionario» veniva rivestito di carrozzeria e i torinesi videro circolare una vettura che mostrava già evidenti i segni di un nuovo indirizzo. ([[Cesco Tomaselli]]) *Lancia è stile, un valore senza tempo. ([[Enrico Fumia]]) *Nel 1968 con la cessione della Lancia di Pesenti alla Fiat di Agnelli prende il via un processo di integrazione, rozzo e approssimato, che porterà ad ignorare sistematicamente i contenuti tecnici e stilistici della marca in nome di una normalizzazione che ha il sapore della vendetta verso un costruttore che si è sempre distinto proprio nel campo dell'innovazione. Pochi mesi sono sufficienti alla Fiat per neutralizzare, in nome dei costi, tutte quelle soluzioni tecniche alle quali è ancorata l'immagine della Lancia. Una restaurazione che non trascura neppure i dettagli e che si diffonde a cascata, a cominciare dalla bocciatura dei motori a V stretto della Fulvia per finire al tappo a vite del radiatore in plastica nera con filettatura in ottone riportata al suo interno, subito sostituito con quello più economico, in lamiera e bloccaggio a baionetta, dei modelli Fiat. ([[Mauro Coppini]]) *{{NDR|Nel 2012}} Sono un lancista di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con Vittorio Ghidella, probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Voci correlate== *[[Lancia (automobilismo)]] *[[Lancia nei rally]] *[[Vincenzo Lancia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Case automobilistiche]] 9x42uylzr4s5ef6rwoo3ogc0bffskvd Hebron 0 188474 1429818 1414080 2026-10-17T14:52:49Z Darkcloud2222 10646 /* Voci correlate */ 1429818 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Hebron172 (cropped).JPG|miniatura|upright=1.2|Hebron, 2007]] Citazioni su '''Hebron'''. ==Citazioni== *''Sui territori, ancora occupati, | passano i cingoli dei carri armati, | salgon da Hebron, grida nel cielo, | 32° parallelo...'' ([[Nomadi]]) ===''[[Antico Testamento]]''=== <!--{{cronologico}}--> *A [[Caleb]], figlio di Gefunne, [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]] diede una parte in mezzo ai [[Giuda (tribù)|figli di Giuda]], come il Signore gli aveva comandato, cioè: la città di Arba, padre di Anac, la quale è Ebron. (''[[Libro di Giosuè]]'') *Giosuè poi, e con lui tutto Israele, salì da Eglon ad Ebron e le mossero guerra. La presero e la passarono a fil di spada con il suo re, tutti i suoi villaggi e ogni essere vivente che era in essa; non lasciò alcun superstite; come aveva fatto ad Eglon, la votò allo sterminio con ogni essere vivente che era in essa. (''[[Libro di Giosuè]]'') *Dopo questi fatti, [[Davide]] consultò il Signore dicendo: "Devo andare in qualcuna delle città di Giuda?". Il Signore gli rispose: "Va'!". Chiese ancora Davide: "Dove andrò?". Rispose: "A Ebron". Davide dunque andò là con le sue due mogli, Achinoàm di Izreèl e [[Abigail]], già moglie di Nabal da Carmel. Davide portò con sé anche i suoi uomini, ognuno con la sua famiglia, e abitarono nella città di Ebron. Vennero allora gli uomini di Giuda e qui unsero Davide re sulla casa di Giuda. (''[[Libri di Samuele]]'') *[[Giuda Maccabeo|Giuda]] con i suoi fratelli uscì ancora per combattere contro i figli di Esaù nella regione meridionale e colpì Ebron e le sue dipendenze, distrusse le sue fortezze e diede fuoco tutt'intorno alle sue torri. (''[[Primo libro dei Maccabei]]'') ==Voci correlate== *[[Massacro di Hebron del 1929]] *[[Massacro di Hebron del 1994]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Città bibliche]] [[Categoria:Luoghi della Palestina]] ipdrw43tgqun61dk9zvnc61ispi30rp Pietro Bianchi (critico cinematografico) 0 188867 1429909 1423024 2026-10-18T10:13:00Z Spinoziano 2297 +1 1429909 wikitext text/x-wiki [[File:Pietro Bianchi (film critic).jpg|miniatura|upright=1.2|Pietro Bianchi]] '''Pietro Bianchi''' (1909 – 1976), critico cinematografico, critico letterario e giornalista italiano. ==Citazioni di Pietro Bianchi== *{{NDR|Su ''[[Ritorna l'amore]]''}} Abbiamo da tempo simpatia per l'attrice [[Carole Lombard]], quando la scoprimmo al fianco del grande [[John Barrymore]] nel film ''Il Napoleone di Broadway'', meglio noto da noi col titolo di ''[[Ventesimo secolo (film 1934)|XX° secolo]]''. Mai avremmo sospettato che sotto quel corpo perfetto che per anni aveva servito da pubblicità alle camicie da notte, si nascondesse un'intelligenza ironica e sentimentale.<br>Nel tempo Carole Lombard si conquistò addirittura i galloni di generalessa della commedia di costume, rubando il posto alla [[Claudette Colbert|Colbert]]; fino a venir significare, con il trionfo di ''[[L'impareggiabile Godfrey (film 1936)|Godfrey]]'', una certa America sconosciuta in Europa, un'America addirittura intellettuale, piena di ricordi europei.<ref>30 maggio 1941; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1938/ritorna-lamore/rassegnastampa/169169/ Ritorna l'amore - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Domenica d'agosto]]''}} [[Sergio Amidei|Amidei]] ed [[Luciano Emmer|Emmer]] non han mancato certamente di coraggio con il loro film [...]. Si trattava, nella sfera delle pellicole sentimentali, dagli sviluppi convenzionali, previsti [...] di costruire un racconto che [...] si potesse giovare delle "scoperte" di [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Renato Castellani|Castellani]], [[Vittorio De Sica|De Sica]]. La nostra attenzione infatti [...] deve indirizzarsi [...] alla qualità generale dell'opera più che a episodi particolari [...]. ''Domenica d'agosto'', pur così difettosa, è pellicola girata anche per un'altra ragione: la spontaneità. Il gran difetto di tanti film intellettuali è infatti la noia, della quale in cotesto film non v'è traccia.<ref>Da ''Candido'', 11 giugno 1950; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/domenica-dagosto-yd4p8emc Domenica d'agosto]'', ''cinematografo.it''.</ref> *[[Anatole Litvak|Anatolio Litvak]] è un regista che proviene da qualche città bassa dell'Europa centrale: che s'è fatta una buona fama dirigendo a Parigi ''[[Mayerling (film 1936)|Mayerling]]'' con [[Charles Boyer|Boyer]] e la [[Danielle Darrieux|Darrieux]] e l{{'}}''[[L'equipaggio|Equipaggio]]'' con [[Annabella (attrice)|Annabella]]; e che, sentita a tempo l'aria infida, si è rifugiato a Hollywood, dove ha finito per far brutti film e per sposare la difficile e bruttina come donna, ma simpatica come attrice, [[Miriam Hopkins]].<ref>29 giugno 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1940/paradiso-proibito/rassegnastampa/169214/ Paradiso proibito - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *È il film ''[[Stasera ho vinto anch'io]]'' che raccomandiamo senza nessuna esitazione ai lettori (ma non alle lettrici) di questo stimato giornale. Se Dio vuole, per una volta tanto siamo sfuggiti per merito di due Roberti, il regista che si chiama [[Robert Wise|Wise]] e il protagonista che si nomina [[Robert Ryan|Ryan]], all'ossessione dei colori rosa e azzurro, caratteristici da un po' di tempo di Hollywood.<ref>25 giugno 1950; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1949/stasera-ho-vinto-anchio/rassegnastampa/169353/ Stasera ho vinto anch'io - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Due lettere anonime]]''}} È [...] inutile aggiungere che il film è estremamente ben fatto, che certe note di cronaca vi sono colte con occhio acuto, che gli attori con quei personaggi, alquanto evanescenti, fan quel che possono e sono bravi. Una lode a parte merita [[Clara Calamai]] che c'è ritornata nelle vesti che ci aveva rivelato ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' [...]. Chiusa in una interpretazione difficile, in un personaggio che agisce senza chiarezza, essa riesce a riempire con la sua forza di illusione le parti in cui compare [...].<ref>Da ''Oggi'', 1º gennaio 1946; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/due-lettere-anonime-gnzthqr4 Due lettere anonime]'', ''cinematografo.it''.</ref> *È stata un'ottima idea quella di ricordarsi, come han fatto gli autori del film italiano ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'', di quella parte non spregevole (anzi in qualche caso assai grata al ricordo) della nostra vecchia produzione, che si ispirava al verismo degli scrittori del mezzogiorno [[Giovanni Verga|Verga]] e [[Luigi Capuana|Capuana]].<br>Dopo tanti mediocri racconti di casi che vivevano soltanto nella luce dell'astrazione e della praticità, il racconto tolto da una ''tranche de vie'' offriva più di una probabilità favorevole. In un clima italiano di scale meridionali, di piazzette e porti di paese, [[Paola Barbara]] porta una dolente umanità di donna colpita nel centro della sua vita morale.<ref>13 dicembre 1940; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1940/la-peccatrice/rassegnastampa/169150/ La peccatrice - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''}} È un dramma popolare che piacerà imensamente in periferia [...]. È interpretato da [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] e da [[Yvonne Sanson]]. La famosa attrice fa sforzi eroici [...] per mettere un po' di verosimiglianza in un polpettone che ci è apparso fantastico come un romanzo di [[Jules Verne]] [...].<ref>Da ''Il Tempo'', 8 aprile 1951; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/tormento-c5jc54aj Tormento]'', ''cinematografo.it''.</ref> *È una cosa spiacevole dir male di un film italiano proprio adesso che le nostre pellicole stanno trionfando nel mondo e che è nata addirittura una moda a nostro favore e che a Parigi il semplice slogan "è un film italiano" è sufficiente a far riempire le sale. Ma tant'è ''[[Abbasso la ricchezza!]]'' non è soltanto una brutta cosa, è una cattiva azione, protagonista di questo pastrocchio è [[Anna Magnani]], un'attrice che è portata in palmo di mano da critici [...]. La Magnani è una donna intelligente. Ma non è intelligente mangiarsi la speranza di un lungo successo con gli errori di un film volgare, inutile e senza senso.<ref>Da ''Candido'', 7 giugno 1947; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/abbasso-la-ricchezza-y8cabyne Abbasso la ricchezza!]'', ''cinematografo.it''.</ref> *È una vecchia osservazione che gli attori di [[Varietà (spettacolo)|varietà]] riescono meglio nel cinema che i loro colleghi della prosa. È chiaro il perché. Meno legati a una illustre tradizione oratoria, più spontanei, più "mimi" (anche [[Charlie Chaplin|Chaplin]] viene dal varietà) i [[Erminio Macario|Macario]], i [[Totò]], i [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] non sentono alcuna soggezione dalla macchina da presa. Aldo Fabrizi ha fatto con il film ''[[Avanti c'è posto...|Avanti c'è posto]]'' un ottimo ingresso nel cinema. Se gli taglieranno sempre parti come questa, se si accontenterà di parti non da protagonista (l'esempio di [[Virgilio Riento|Riento]] è, nella stessa pellicola, parlante), se si modererà un poco, Fabrizi è sicuro di una popolarità solida e continua. Ma questo piccolo film si raccomanda per altre qualità. L'unione di due sceneggiatori di avanguardia, [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Piero Tellini|Tellini]], e di un vecchio direttore artistico come [[Mario Bonnard|Bonnard]], ha dato un frutto piccolo sì, ma molto saporoso. [...] Il merito di questo piccolo film è di essere una storia "vera", non della verità oggettiva che non esiste; pieno invece di quella coerenza psicologica, di quella puntuale osservazione dei piccoli fatti, delle verità ambientali che sono necessarissime in questi piccoli racconti fatti di niente. È curioso che Bonnard a contatto con due scrittori intellettuali e di un vecchio lupo del varietà abbia fornito il miglior film della sua lunga carriera. Curioso, ma fino a un certo punto. Infatti si è dimenticato troppo, nell'industria cinematografica, che l'ingegno vale più dei quattrini; che due ragazzi di buona fede, come [[Andrea Checchi|Checchi]] e la piccola [[Adriana Benetti]], contano più, al fisico e al metafisico, dei divi prestanti con testa vuota. In fondo, a pensarci bene, questa dovrebbe essere la nostra strada cinematografica.<ref>Da ''Bertoldo'', 2 ottobre 1942; citato in ''[https://www.mymovies.it/persone/aldo-fabrizi/1201/stampa/ Rassegna stampa di Aldo Fabrizi]'', ''mymovies.it''.</ref> *I nostri lettori sono certi almeno di una cosa nei nostri riguardi: che adoriamo il film "giallo". Ma il film "giallo" dev'essere bello, dev'essere intelligente, scoppiettante di trovate e di ''humor''.<br>Senza essere un capolavoro, ''[[Situazione pericolosa]]'' risponde a molte di queste esigenze. C'è la grande città con tutti i suoi segreti dai cinemini per coppie clandestine alle biblioteche, dai quartieri popolari ai ''night clubs''.<ref>16 novembre 1947; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/situazione-pericolosa/rassegnastampa/169274/ Situazione pericolosa - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *''[[Il terrore corre sul filo]]'' è firmato dal responsabile de ''La fossa dei serpenti'', il lituano [[Anatole Litvak|Anatolio Litvak]]. Ne è protagonista [[Barbara Stanwyck]], l'unica "vecchia" di Hollywood che non ci faccia rimpiangere le attrici più giovani, al fisico e al morale.<ref>27 novembre 1949; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1948/il-terrore-corre-sul-filo/rassegnastampa/169333/ Il terrore corre sul filo - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *In una settimana ricca di delusioni cinematografiche, scegliamo di intrattenerci sul film ''[[Fuga a due voci]]'' perché si presta meglio degli altri ad un discorsetto basato su idee generali.<br>È noto che il [[cinema]] è in questo momento il dominatore assoluto del divertimento collettivo. Ha assorbito generi un tempo trionfanti come la letteratura popolare ed il romanzo di appendice (a riprova basti notare che un grande giornale di Roma ha iniziato un racconto in continuazione non a firma di questo o di quello, ma addirittura di [[Enrico Pea]], uno degli scrittori più difficili e meno popolari della letteratura contemporanea); ha ereditato, anche, il cinema, il pubblico che una volta andava al teatro di prosa, cosicché quest'ultimo, malgrado gli arrischiati tentativi di alcuni teorici, è ormai un teatro per pochi.<ref>26 marzo 1943; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1943/fuga-a-due-voci/rassegnastampa/169139/ Fuga a due voci - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Romantico avventuriero]]''}} L'agile regia dell'anziano [[Henry King]], il soggetto insolito, aggiunti al fatto che forse per la prima volta [[Gregory Peck]] ha trovato una parte adatta ai suoi mezzi e al suo fisico, ne fanno una pellicola grata.<ref>24 settembre 1950; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1950/romanticoavventuriero/rassegnastampa/169358/ Romantico avventuriero - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *L'ultimo film di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' si presta a considerazioni di vario genere. Prima di tutto sembra ormai assodato che Blasetti riesce meglio nei film in costume che in quelli in panni moderni. Si vede che la sua anima male si adatta alla squallida vita borghese.<ref> 27 febbraio 1942; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/la-cena-delle-beffe/rassegnastampa/169107/ La cena delle beffe - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *La gente accorre a vedere il film ''[[Il mio corpo ti scalderà]]''; poi mugugna perché di [[Jane Russell]] si vede assai poco, mentre colt e fuorilegge si sprecano. Eppure si tratta di una pellicola attraente, e non delle solite. C'è poesia, c'è ironia, e un'interpretazione superba. Difficile da capire il cinematografo: un'acqua chiara più ingannevole, dice la sapienza dei proverbi, delle onde torbide. Guardate ''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''. È uno di quegli spettacoli cui la gente assiste ben volentieri, sicura d'aver speso bene i quattrini.<ref>20 novembre 1949; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1943/il-mio-corpo-ti-scaldera/rassegnastampa/169332/ Il mio corpo ti scalderà - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Non tradirmi con me]]''}} [...] la povera [[Greta Garbo]] non è riuscita neanche lei a sfuggire alla terribile macchina commerciale del cinema americano.<br>Colei che un tempo, malgrado i lunghi piedi e le spalle non belle, riusciva a travolgere nella bufera degli schermi giovinotti di primo pelo e uomini nel fiore degli anni, ragazzi che si affacciavano allora alla vita e ufficiali zaristi legati a una carriera, ora è stata immersa nella salsa variopinta di un film leggero.<ref>28 settembre 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/non-tradirmi-con-me/rassegnastampa/169228/ Non tradirmi con me - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *Pieni di assurde speranze (perché sapevamo il film vecchio, perché la stagione trionfante della grande estate mediterranea non è favorevole ai film, e perché non ci fidavamo del regista) siamo andati a vedere ''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]'', film americano che contava fra gli interpreti due nostre preferenze cinematografiche, [[Bette Davis]] e [[Humphrey Bogart]]. Ci è andata male, peggio per noi. In mano a un eccellente regista francese il film avrebbe potuto essere una di quelle ''tranches de vie'' che fanno epoca nella storia cinematografica.<ref>22 giugno 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1937/le-cinque-schiave/rassegnastampa/169213/ Le cinque schiave - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Luce nelle tenebre]]''}} Quante sono le commedie, i film, i romanzi che trattan di ciechi che ricuperano la vista negli ultimi minuti?<br>Legioni! In questo nuovissimo film di [[Mario Mattoli]] l'ingegnere Alberto ([[Fosco Giachetti]]) si innamora di Clara ([[Clara Calamai]]) che ha una sorella, Marina ([[Alida Valli]]). Clara è una ragazza leggera. Mentre l'ingegnere è nel Turkestan per rilievi minerari Clara fugge con un violinista dalla faccia di gangster. Ma l'Amore veglia. Perché la sorella Marina, che è innamorata cotta dell' eventuale cognato, approfitta della cecità sopravvenuta di costui (ad opera di certi felloni) per mettersi al posto della sorella.<ref>18 luglio 1941; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/luce-nelle-tenebre/rassegnastampa/169175/ Luce nelle tenebre - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *Sebbene sia ormai arcinoto che gli antichi romani (o egizi o cartaginesi che siano) portano sfortuna ai cinematografari, c'è gente che, con ammirevole costanza, continua a ricorrere ad essi. La verità è che un certo pubblico, il più infantile, il più rozzo (e, in un certo senso, il più autentico) ama questi spettacoli che sono il surrogato moderno dei circhi equestri dell'Ottocento, delle feste romane negli stadi, delle antiche adunate di gente nelle metropoli mediterranee popolate di schiavi.<br>Dei tanti film che potevano essere riesumati per la gioia degli spettatori delicati, è proprio il vecchio baraccone di [[Cecil B. DeMille|De Mille]] ''[[Il segno della croce]]'' che i distributori sono andati a tirar fuori.<ref>5 aprile 1947; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1932/il-segno-della-croce/rassegnastampa/169262/ Il segno della croce - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[La famiglia Stoddard]]''}} Si tratta stavolta di un bel soggetto. C'è un padre vedovo con numerosa figliolanza il quale si tira in casa una governante che s'innamora di lui; poi c'è un figlio che sposa una ragazzina pepata, sul tipo delle ''pin-up girls'' che si vedono nelle pagine dei giornali illustrati; poi succede che il marito della ragazzina va in guerra, e l'innocentina approfitta dei suoi vezzi per irretire un fratello restato a casa. C'è aria insomma di incesto, di una tragedia greca. Ma la governante, che è la soave [[Ingrid Bergman]], interviene e fa finta di essere lei la colpevole: ciò che serve a svegliare il vedovo il quale, scoperta la verità, impalma la per tanto tempo silenziosa innamorata.<ref>26 marzo 1946; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1941/la-famiglia-stoddard/rassegnastampa/169200/ La famiglia Stoddard - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Biraghin]]''}} Tra le molte cose che c'erano antipatiche una volta in Italia annoveravamo la commedia "Biraghin" e l'attrice [[Lilia Silvi]]. L'ironico destino, ha voluto che si unisssero insieme. Il tutto appartiene a quella vecchia Italia, che si sperava non diciamo affossata per sempre, ma insomma messa un pochettino da canto. E invece quest'Italia ritorna.<ref>Da ''Candido'', 14 settembre 1946; citato in ''[https://www.cinematografo.it/film/biraghin-h3lwcn8l Biraghin]'', ''cinematografo.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''}} Un film di questo genere la nostra industria l'andava maturando da qualche tempo, ed è giusto che sia stato [[Mario Camerini]] a presentarne per il primo il risultato sui nostri schermi. Poi, vedrete, gli altri seguiranno, inevitabilmente. [[Mario Mattoli|Mattoli]] con meno finezza, ma con un maggior senso spettacolare, [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] con quel suo talento ricco e sostanzioso, [[Mario Soldati|Soldati]] quando avrà scontato il successo dei film in costume, ci racconteranno anch'essi una dolorosa storia d'amore.<ref>18 dicembre 1942; citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1942/una-storia-damore/rassegnastampa/169101/ Una storia d'amore - Rassegna stampa]'', ''mymovies.it''.</ref> *{{NDR|Su ''[[I miracoli non si ripetono]]''}} [[Yves Allégret]] [...] s'è fatto luce in Francia, in anni recenti, con alcune pellicole d'"atmosfera" [...]. Invece di farcelo conoscere nelle sue prestazioni più riuscite, s'è preferito farcelo incontrare come responsabile di un film deplorevole [...]. È un anedotto come un altro; che ha tuttavia il difetto di rivelare sin dal titolo tutti i suoi malinconici esiti. In un'Italia da cartolina illustrata quel cattivo attore di [[Jean Marais]], avvolto in panni ancòr più balordi della sua recitazione, gesticola inutilmente davanti a una [[Alida Valli]] gentile e bravina.<ref>Da ''Il Tempo di Milano'', 3 ottobre 1951; citato in [[Ernesto G. Laura]] e [[Maurizio Porro]], ''Alida Valli'', Gremese Editore, Roma, 1996, [https://books.google.it/books?id=MHpRXe1So5sC&pg=PA96 p. 96]. ISBN 88-7742-049-9</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bianchi, Pietro}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] 3e9vynok4ot9qn25nmbmf13s4ha9k0w Utente:Gaux/tabelle 2 198119 1429827 1429692 2026-10-17T15:48:01Z Gaux 18878 Voci nuove inserite + 1 persona -> 4061 1429827 wikitext text/x-wiki +------------------------------------------------------------------------+ | Voci nuove inserite (ultimo aggiornamento 17/10/26) | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ | Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno | | Persone 2992 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 | | Tematiche e affini 949 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 | | Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 | | Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 | | Totale voci nuove 4061 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 | | | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 | | | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 | | | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 | | | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 | | | | 2026 182 | 2026 109 | 2026 291 | | | |Totale 2992 |Totale 1069 | Totale 4061 | +------------------------------+ +------------+------------+-------------+ +------------------------------------------------------------------------+ | Campagne SheSaid | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2020 | 40 voci nuove e 19 migliorate (da 05/12/20 a 20/12/20) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2021 | 83 voci nuove e 86 migliorate (da 21/10/21 a 20/12/21) | +------+-----------------------------------------------------------------+ | 2022 | 153 voci nuove e 82 migliorate (da 20/10/22 a 20/12/22) | +------+-----------------------------------------------------------------+ 58dwl9vxjtln2kptct6uspe8l3h8z80 Fiat 0 200997 1429876 1372820 2026-10-18T01:42:57Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1429876 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Fiat - Mirafiori building (Italy, 2020).png|thumb|La sede della Fiat a Mirafiori, Torino]] Citazioni sulla '''FIAT''', acronimo di '''Fabbrica Italiana Automobili Torino'''. ==Citazioni== *Che cosa produce la Fiat? Perché si possono anche intensificare i ritmi di produzione perché c'è la competizione internazionale, però è difficile immaginare che la Fiat, che non ha investito un euro negli ultimi trent'anni in innovazione di processo e di prodotto... che un automobile così mediocre, come quella prodotta dalla Fiat possa guadagnare nuovi mercati [...] è difficile compararla a prodotti francesi, tedeschi o giapponesi, su cui ci sono stati investimenti in termini di innovazione tecnologica e di qualità, diciamo così, del prodotto, che non hanno minimamente possibilità di essere comparati. ([[Nichi Vendola]]) *Democratizzare ciò che fa tendenza è un fondamento del brand Fiat. ([[Olivier François]]) *La sua storia [...] tocca tutte le strade del mondo. Alla Fiat l'Italia deve buona parte del suo progresso tecnologi­co e della stessa evoluzione sociale. ([[Dante Giacosa]]) *Le logiche economiche e finanziarie ci spingerebbero verso altri paesi che offrono condizioni più vantaggiose e maggiori certezze. Ma credo che la Fiat abbia il dovere di guardare prima di tutto all'Italia, per quello che ha sempre rappresentato e per quello che significa ancora oggi per il Paese. ([[Sergio Marchionne]]) *Noi in Fiat parliamo di regole per seguirle, non come tanti oggi che ne parlano per non seguirle. Mi hanno detto: "Ma lei è un caso speciale". Io ho risposto: "Guai a quell'azienda dove esistono casi speciali". ([[Gianni Agnelli]]) ===[[Sergio Chiamparino]]=== {{Cronologico}} *Torino può diventare effettivamente un'area produttiva dove al lavoro di fabbricazione si sostituisce in parte il lavoro di ideazione, di progettazione, di coordinamento. *La Fiat continua ad annunciare le decisioni che prende a cose fatte. *Da almeno dieci anni a questa parte, ma forse anche prima, la Fiat ha avuto un rapporto con la città del tipo usa e getta. [...] Non c'è mai stata, da molti anni, l'idea che la città e il territorio possano essere un'opportunità su cui investire. *I problemi sono due: il primo riguarda la città, non solo il collegio elettorale o il quartiere di Mirafiori, ed è quello di essere sempre meno dipendente dalla Fiat. Il secondo coinvolge l'azienda e la sua capacità di trasformare gradualmente, cioè senza drastici ridimensionamenti occupazionali, la sua struttura per puntare verso produzioni che abbiano un alto valore economico aggiunto. *La Fiat è una risorsa indispensabile e al tempo stesso anche un elemento di freno oggettivo. [...] Liberarsi della Fiat agendo insieme con la Fiat. Questo è [...] il passaggio che dobbiamo affrontare: costruire un assetto economico e produttivo non più dipendente dalla Fiat attraverso il ruolo positivo della stessa Fiat. *In Fiat ci sono amministratori e manager che sono impegnati in prima fila per tentare di contenere la drammatica emorragia economico-finanziaria, e conseguentemente anche occupazionale, ma c'è anche una parte di dirigenza che pensa che il primo problema sia dismettere il più presto possibile l'auto e quindi cerca la strada che permetta al momento giusto di passare ad altro. *Tra [[Torino]] e la Fiat c'è un rapporto più che secolare basato sulla convinzione reciproca che la città ha bisogno della Fiat così come l'azienda ha bisogno di Torino. *{{NDR|Sull'accordo sullo stabilimento FIAT di Mirafiori}} Voi predicatori della sinistra che parlate tanto di ricatto di [[Sergio Marchionne|Marchionne]], ma io e te abbiamo un’età e ci ricordiamo molti passaggi. Per esempio gli accordi del ’92-’93 a colpi di biglie e carciofi, con Trentin contestato che firma l’accordo e si dimette. Io, con Treu e Tarantini la svolta l’avrei fatta molto prima, nell’84, ai tempi della scala mobile. Invece i duri si opponevano a ogni cambiamento delle relazioni industriali. Se si fosse cambiato prima le cose sarebbero andate meglio e l’Italia sarebbe più vicina alla [[Germania]] che alla [[Grecia]]. Oggi di nuovo i duri della Fiom, per calcolo politico, si oppongono ai cambiamenti, ripetono gli stessi errori. *La città sa che [[Sergio Marchionne|Marchionne]] è stato l’uomo che ha salvato il Gruppo Fiat e che, insieme agli enti locali, ha impedito la chiusura di Mirafiori. ==Voci correlate== *[[Abarth]] *[[Marcia dei quarantamila]] *[[Motore FIRE]] *[[Robogate]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Case automobilistiche]] mblncdcujs1kzx9wx16wpb96hvyngja Rubén Xaus 0 202783 1429857 1270625 2026-10-17T23:51:58Z Danyele 19198 /* Citazioni di Rubén Xaus */ pleonastico 1429857 wikitext text/x-wiki [[File:Ruben Xaus 1.jpg|thumb|Rubén Xaus (2007)]] '''Rubén Xaus Moreno''' (1978 – vivente), pilota motociclistico spagnolo. ==Citazioni di Rubén Xaus== *{{NDR|«Qual è stata la tua prima reazione quando hai visto e provato la [[Ducati 999|999]] per la prima volta?»}} Tutta un'altra storia dopo aver guidato solo le moto di Tamburini. L'inizio è stato difficile perché era totalmente differente ma quando ci ho preso la mano la moto andava da Dio. [...] La differenza sta che nella 998 c'era più una guida sull'avantreno, mentre nella 999 la guida era più sul posteriore.<ref>Dall'intervista di Alyoska Costantino, ''[https://www.p300.it/la-ducati-999-raccontata-da-ruben-xaus-un-inizio-difficile-ma-poi/ La Ducati 999, raccontata da Rubén Xaus: "Un inizio difficile, ma poi..."]'', ''p300.it'', 28 aprile 2020.</ref> {{Int|''[https://www.moto.it/SuperBike/intervista-a-ruben-xaus-201.html Intervista a Ruben Xaus ]''|Carlo Baldi, ''moto.it'', 16 luglio 2008.}} *Mio padre ha un negozio di moto a Barcellona e ha sempre avuto la passione per le corse. Non è riuscito a raggiungere grandi risultati e quindi ha fortemente voluto che suo figlio potesse farlo. Ho iniziato a quattordici anni con moto a due tempi, ma io odio i due tempi, e quindi dopo due anni di alti e bassi in 125, a 16 anni ho preso una Honda CBR semi distrutta di un cliente del negozio di mio padre, l'abbiamo rimessa in sesto (saldando anche il telaio) e mi sono iscritto al campionato spagnolo Supersport. *Corsi in MotoGP per due anni. Il primo anno non andò male. La moto era la Ducati dell'anno precedente, difficile e scorbutica, ma i risultati furono buoni ed io ero abbastanza soddisfatto. Feci però un poco di fatica ad adattarmi all'ambiente della GP, così diverso da quello più famigliare della SBK. L'ambiente era ostico per una persona aperta come sono io e non mi piaceva [...] *{{NDR|«Una domanda cattiva. Molti ti accusano di essere uno sfascia carene»}} [...] Vuol dire che sono un pilota del mondiale SBK e che i tifosi si interessano a me. Mi si può anche criticare, ma io sono qui e corro nel mondiale più difficile che ci sia. Le mie cadute? Quando cerchi di dare sempre il massimo, e io do sempre il massimo, rischi molto, e se rischi molto puoi anche cadere. [...] Ma io ho sempre preferito rischiare e non mi sono mai tirato indietro. Se non rischi non ottieni nulla. La gente e gli sponsor non si curano di te. [...] Forse è un mio difetto quello di cercare di dare sempre tutto quello che posso, ma i miei tifosi e chi mi vuole bene sanno che sono fatto così. *Se guardo al mio passato sono contento di quello che ho fatto, nel bene e nel male, perché tutto ha contribuito a farmi maturare. Sono passato molte volte dalle stelle alle stalle, ma se ne sono uscito vuol dire che sono forte e che posso raggiungere ancora traguardi ambiziosi. *A me piace [[Troy Bayliss]]. [...] è un pilota vero ed è difficilissimo batterlo. È un duro e quando riesci a stargli davanti vuol dire che hai fatto davvero qualcosa di grande. Stare in bagarre con lui è uno spettacolo. Lui non passa mai nello stesso posto. Inventa sempre qualcosa di nuovo ed è impossibile studiarlo e capire cosa ha in mente. Se gli vuoi stare davanti devi attaccarlo e dare il meglio di te. Inoltre è anche grazie a lui che il mondo della SBK è cresciuto così tanto [...] ==Citazioni su Rubén Xaus== *Io ho un ricordo pessimo di Xaus, però era il mio compagno di squadra. Io facevo la mia strada e lui la sua. Entrò in Ducati dicendo che arrivava per vincere il mondiale, affermando che ero un pilota che non andava. Alla fine io mi sono giocato il mondiale {{NDR|Supersport 2000}} arrivando secondo per due punti e lui nono. Era uno che parlava molto. ([[Paolo Casoli]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Xaus, Ruben}} [[Categoria:Piloti motociclistici spagnoli]] 5o4v9zlepy8s7ucdfvgd1sebh813qdb Papa Silvestro II 0 210448 1429795 1319312 2026-10-17T13:16:46Z Gaux 18878 /* Citazioni su Silvestro II */ Umberto Ronca 1429795 wikitext text/x-wiki [[File:Silvester II.JPG|thumb|Silvestro II, mosaico nella basilica di San Paolo fuori le mura, Roma]] '''Silvestro II''', nato '''Gerberto di Aurillac''' e conosciuto anche come '''Gerberto da Reims''' (940-950 circa – 1003), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni su Silvestro II== *Nel secolo x sarà Gerberto che rappresenta la libertà dello spirito umano: Gerberto, che nella scuola di Reims legge gli antichi poeti, che prega Adalberone di prestargli un Cesare per copiarlo, che invita il monaco Airardo di Aurillac a correggere un Plinio, che sollecita lo scolastico Costantino a portargli il ''De Repubblica'' di Cicerone, che mette insieme una biblioteca dei libri che con grande fatica può raccogliere, percorrendo l'Italia, la Germania ed il Belgio; che scrive opere di geometria, di astronomia, di aritmetica, di filosofia, storia, lettere, poesie; che concepisce il pensiero di una classificazione delle scienze; che fa della fisica, delle matematiche e della teologia tre suddivisioni della filosofia, mettendo così alla pari queste tre scienze ch'egli chiama ''aequaevae''. ([[Adolfo Bartoli]]) Silvestro II, precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Papi}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Silvestro 02, Papa}} [[Categoria:Papi]] d6pekfexteayg3u46t97gx27da6j2ue 1429796 1429795 2026-10-17T13:17:17Z Gaux 18878 /* Citazioni su Silvestro II */ typo 1429796 wikitext text/x-wiki [[File:Silvester II.JPG|thumb|Silvestro II, mosaico nella basilica di San Paolo fuori le mura, Roma]] '''Silvestro II''', nato '''Gerberto di Aurillac''' e conosciuto anche come '''Gerberto da Reims''' (940-950 circa – 1003), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni su Silvestro II== *Nel secolo x sarà Gerberto che rappresenta la libertà dello spirito umano: Gerberto, che nella scuola di Reims legge gli antichi poeti, che prega Adalberone di prestargli un Cesare per copiarlo, che invita il monaco Airardo di Aurillac a correggere un Plinio, che sollecita lo scolastico Costantino a portargli il ''De Repubblica'' di Cicerone, che mette insieme una biblioteca dei libri che con grande fatica può raccogliere, percorrendo l'Italia, la Germania ed il Belgio; che scrive opere di geometria, di astronomia, di aritmetica, di filosofia, storia, lettere, poesie; che concepisce il pensiero di una classificazione delle scienze; che fa della fisica, delle matematiche e della teologia tre suddivisioni della filosofia, mettendo così alla pari queste tre scienze ch'egli chiama ''aequaevae''. ([[Adolfo Bartoli]]) *Silvestro II, precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Papi}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Silvestro 02, Papa}} [[Categoria:Papi]] bkropbjev6d141991c6biz172m06kzi 1429824 1429796 2026-10-17T15:22:53Z Gaux 18878 Ludovico Gatto 1429824 wikitext text/x-wiki [[File:Silvester II.JPG|thumb|Silvestro II, mosaico nella basilica di San Paolo fuori le mura, Roma]] '''Silvestro II''', nato '''Gerberto di Aurillac''' e conosciuto anche come '''Gerberto da Reims''' (940-950 circa – 1003), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni su Silvestro II== *All'inizio Silvestro, grande e misconosciuto pontefice, è vescovo di [[Reims]] e come tale critica ripetutamente la Chiesa di Roma, per la quale auspica una completa redenzione. Divenuto papa, tuttavia egli assumerà un atteggiamento ben diverso e non consentirà mai a comprimere i diritti della Santa Sede nonché la sua base territoriale. ([[Ludovico Gatto]]) *Nel secolo x sarà Gerberto che rappresenta la libertà dello spirito umano: Gerberto, che nella scuola di Reims legge gli antichi poeti, che prega Adalberone di prestargli un Cesare per copiarlo, che invita il monaco Airardo di Aurillac a correggere un Plinio, che sollecita lo scolastico Costantino a portargli il ''De Repubblica'' di Cicerone, che mette insieme una biblioteca dei libri che con grande fatica può raccogliere, percorrendo l'Italia, la Germania ed il Belgio; che scrive opere di geometria, di astronomia, di aritmetica, di filosofia, storia, lettere, poesie; che concepisce il pensiero di una classificazione delle scienze; che fa della fisica, delle matematiche e della teologia tre suddivisioni della filosofia, mettendo così alla pari queste tre scienze ch'egli chiama ''aequaevae''. ([[Adolfo Bartoli]]) *Silvestro II, precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Papi}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Silvestro 02, Papa}} [[Categoria:Papi]] tc3b8e9ucjxm7539fav6lvp3kqgtjff 1429825 1429824 2026-10-17T15:23:16Z Gaux 18878 no stub 1429825 wikitext text/x-wiki [[File:Silvester II.JPG|thumb|Silvestro II, mosaico nella basilica di San Paolo fuori le mura, Roma]] '''Silvestro II''', nato '''Gerberto di Aurillac''' e conosciuto anche come '''Gerberto da Reims''' (940-950 circa – 1003), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni su Silvestro II== *All'inizio Silvestro, grande e misconosciuto pontefice, è vescovo di [[Reims]] e come tale critica ripetutamente la Chiesa di Roma, per la quale auspica una completa redenzione. Divenuto papa, tuttavia egli assumerà un atteggiamento ben diverso e non consentirà mai a comprimere i diritti della Santa Sede nonché la sua base territoriale. ([[Ludovico Gatto]]) *Nel secolo x sarà Gerberto che rappresenta la libertà dello spirito umano: Gerberto, che nella scuola di Reims legge gli antichi poeti, che prega Adalberone di prestargli un Cesare per copiarlo, che invita il monaco Airardo di Aurillac a correggere un Plinio, che sollecita lo scolastico Costantino a portargli il ''De Repubblica'' di Cicerone, che mette insieme una biblioteca dei libri che con grande fatica può raccogliere, percorrendo l'Italia, la Germania ed il Belgio; che scrive opere di geometria, di astronomia, di aritmetica, di filosofia, storia, lettere, poesie; che concepisce il pensiero di una classificazione delle scienze; che fa della fisica, delle matematiche e della teologia tre suddivisioni della filosofia, mettendo così alla pari queste tre scienze ch'egli chiama ''aequaevae''. ([[Adolfo Bartoli]]) *Silvestro II, precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Papi}} {{DEFAULTSORT:Silvestro 02, Papa}} [[Categoria:Papi]] omczduaeu2lpfd6xen20549hcp0g9i4 1429877 1429825 2026-10-18T05:28:26Z Gaux 18878 /* Citazioni su Silvestro II */ Santa Sede 1429877 wikitext text/x-wiki [[File:Silvester II.JPG|thumb|Silvestro II, mosaico nella basilica di San Paolo fuori le mura, Roma]] '''Silvestro II''', nato '''Gerberto di Aurillac''' e conosciuto anche come '''Gerberto da Reims''' (940-950 circa – 1003), papa della Chiesa cattolica. ==Citazioni su Silvestro II== *All'inizio Silvestro, grande e misconosciuto pontefice, è vescovo di [[Reims]] e come tale critica ripetutamente la Chiesa di Roma, per la quale auspica una completa redenzione. Divenuto papa, tuttavia egli assumerà un atteggiamento ben diverso e non consentirà mai a comprimere i diritti della [[Santa Sede]] nonché la sua base territoriale. ([[Ludovico Gatto]]) *Nel secolo x sarà Gerberto che rappresenta la libertà dello spirito umano: Gerberto, che nella scuola di Reims legge gli antichi poeti, che prega Adalberone di prestargli un Cesare per copiarlo, che invita il monaco Airardo di Aurillac a correggere un Plinio, che sollecita lo scolastico Costantino a portargli il ''De Repubblica'' di Cicerone, che mette insieme una biblioteca dei libri che con grande fatica può raccogliere, percorrendo l'Italia, la Germania ed il Belgio; che scrive opere di geometria, di astronomia, di aritmetica, di filosofia, storia, lettere, poesie; che concepisce il pensiero di una classificazione delle scienze; che fa della fisica, delle matematiche e della teologia tre suddivisioni della filosofia, mettendo così alla pari queste tre scienze ch'egli chiama ''aequaevae''. ([[Adolfo Bartoli]]) *Silvestro II, precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Papi}} {{DEFAULTSORT:Silvestro 02, Papa}} [[Categoria:Papi]] 63hy40ypaf6jn8wm02rk4recbf73me6 George Cukor 0 210807 1429902 1415925 2026-10-18T09:25:25Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429902 wikitext text/x-wiki [[File:George Cukor - 1946.jpg|thumb|George Cukor nel 1946]] {{Premio|Oscar|'''''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]''''' *Miglior regista (1965)}} '''George Dewey Cukor''' (1899 – 1983), regista statunitense. ==Citazioni su George Cukor== *«Regista di attori» e «regista di donne» sono le due definizioni che l'hanno consegnato alla storia del cinema. ([[Fernaldo Di Giammatteo]]) *Sebbene non fosse molto noto al grande pubblico, costituì per mezzo secolo una garanzia di qualità per Hollywood, e la sua fama di regista arguto, colto, sensibile e sofisticato ha continuato a crescere negli anni. [...] Sebbene C. ostentasse un apparente disinteresse per la conoscenza tecnica della macchina da presa, il suo stile visivo, pur ingannevole ed elegante, si rivela invece complesso e personale. Profondamente in sintonia con la gente di spettacolo e i suoi interpreti, tanto che venne definito un "regista di attori", fu abile soprattutto con le primedonne inquiete. Nei suoi film, con i quali esplorò vari generi cinematografici, preferendo comunque le commedie e i drammi sentimentali, cercò di esplorare i lati umani dei personaggi piuttosto che mettersi al servizio delle caratteristiche rituali del melodramma. ([[Patrick McGilligan]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932) *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]'' (1935) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940) *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[Angoscia (film 1944)|Angoscia]]'' (1944) *''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960) *''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cukor, George}} [[Categoria:Registi statunitensi]] pe8p4fiamtlcbxm4oowegeck9c05pwh 800 metri piani 0 214406 1429862 1426003 2026-10-18T01:04:55Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1429862 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:800 m final Daegu 2011.jpg|thumb|La finale maschile degli 800 metri piani ai campionati del mondo di Daegu 2011]] Citazioni sugli '''800 metri piani'''. ==Citazioni== *Gli 800 metri [...] sono una gara difficile da allenare. Devi cucire la preparazione giusta sull'atleta e creare il connubio perfetto con l'allenatore, soprattutto anno dopo anno. [...] 2 minuti in una gara sembrano tanti, uno può pensare che si possano cambiare le cose in corsa, ma non è così. L'inizio è sempre molto rapido e se sbagli un passaggio nei 100 metri tutto si complica, come se hai una brutta posizione nell'ultimo giro sei chiusa per la fase finale. Contano capacità, tattica e fortuna. ([[Elena Bellò]]) ===[[Eloisa Coiro]]=== *Gli 800 metri sono eterogenei: possono arrivare tante persone con caratteristiche fisiche diverse a fare lo stesso tempo, ci sono ottocentisti che vengono da sopra e altri che vengono da sotto. *Gli 800 stanno cambiando molto. Da tanto tempo siamo convinti che gli 800 siano una gara di velocità [...], non dico pura, però le atlete si allenano e sollevano carichi come velociste, come le quattrocentiste, e in più corrono i lunghi come le 1500. Insomma, è davvero una disciplina in cui devi toccare tanto di entrambi i mondi. *Negli 800 devi [...] costruire pian piano dei ponti che legano e mischiano queste due componenti, che tendenzialmente sono opposte: velocità e resistenza vanno in direzioni diverse. ==Voci correlate== *[[Atletica leggera]] *[[Mezzofondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante gli|preposizione=sugli}} [[Categoria:Atletica leggera]] [[Categoria:Discipline sportive]] q3rwt38wd2ez54h9ocj8aiz9f61iaij Campionati del mondo di atletica leggera 1983 - 10000 metri piani 0 214680 1429863 1347624 2026-10-18T01:05:03Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1429863 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alberto Cova.jpg|thumb|Alberto Cova, vincitore della competizione.]] Citazioni sui '''10000 metri piani ai campionati del mondo di atletica leggera 1983'''. *Resteranno nel ricordo gli ultimi ottanta metri di Albertino Cova, il piccolo, elettrico ragioniere brianzolo, in grado di imporre il suo sublime senso tattico ai corridori naturali, ma dissennati, d'Africa e ai perfezionatissimi prodotti di laboratorio usciti da quella fucina inesauribile di campioni che è la Germania orientale. La progressione aerea di Cova, che ha portato milioni di telespettatori, in buona parte profani, a correre al suo fianco quello sprint mozzafiato, è da incorniciare. Mi è parsa la sublimazione di un dono prettamente italico, l'arte di arrangiarsi. Davanti a Cova sparavano le loro ultime risorse formidabili macchine atletiche; ma lui aveva tutto calcolato, lesinato i centimetri e i conti gli tornavano alla perfezione nell'ultimo metro, quando già Schildauer accennava ad alzare il braccio del trionfo, non avvedendosi dell'omettino baffuto che gli giocava, all'esterno, l'atroce beffa. ([[Adalberto Bortolotti]]) ==Voci correlate== *[[Campionati del mondo di atletica leggera 1983]] *[[Mezzofondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=1983 World Championships in Athletics – Men's 10,000 metres|w_site=en|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} {{S}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] mlk8nhvh87d7byuehqi9brd36vpqquq 1429864 1429863 2026-10-18T01:05:17Z Danyele 19198 fix di stile 1429864 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alberto Cova.jpg|thumb|upright|Alberto Cova, vincitore della competizione]] Citazioni sui '''10000 metri piani ai campionati del mondo di atletica leggera 1983'''. *Resteranno nel ricordo gli ultimi ottanta metri di Albertino Cova, il piccolo, elettrico ragioniere brianzolo, in grado di imporre il suo sublime senso tattico ai corridori naturali, ma dissennati, d'Africa e ai perfezionatissimi prodotti di laboratorio usciti da quella fucina inesauribile di campioni che è la Germania orientale. La progressione aerea di Cova, che ha portato milioni di telespettatori, in buona parte profani, a correre al suo fianco quello sprint mozzafiato, è da incorniciare. Mi è parsa la sublimazione di un dono prettamente italico, l'arte di arrangiarsi. Davanti a Cova sparavano le loro ultime risorse formidabili macchine atletiche; ma lui aveva tutto calcolato, lesinato i centimetri e i conti gli tornavano alla perfezione nell'ultimo metro, quando già Schildauer accennava ad alzare il braccio del trionfo, non avvedendosi dell'omettino baffuto che gli giocava, all'esterno, l'atroce beffa. ([[Adalberto Bortolotti]]) ==Voci correlate== *[[Campionati del mondo di atletica leggera 1983]] *[[Mezzofondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=1983 World Championships in Athletics – Men's 10,000 metres|w_site=en|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} {{S}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] 6omzfmeei64xdql2t8k85xl5wgglgv8 1429865 1429864 2026-10-18T01:05:31Z Danyele 19198 /* Altri progetti */ non necessario 1429865 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alberto Cova.jpg|thumb|upright|Alberto Cova, vincitore della competizione]] Citazioni sui '''10000 metri piani ai campionati del mondo di atletica leggera 1983'''. *Resteranno nel ricordo gli ultimi ottanta metri di Albertino Cova, il piccolo, elettrico ragioniere brianzolo, in grado di imporre il suo sublime senso tattico ai corridori naturali, ma dissennati, d'Africa e ai perfezionatissimi prodotti di laboratorio usciti da quella fucina inesauribile di campioni che è la Germania orientale. La progressione aerea di Cova, che ha portato milioni di telespettatori, in buona parte profani, a correre al suo fianco quello sprint mozzafiato, è da incorniciare. Mi è parsa la sublimazione di un dono prettamente italico, l'arte di arrangiarsi. Davanti a Cova sparavano le loro ultime risorse formidabili macchine atletiche; ma lui aveva tutto calcolato, lesinato i centimetri e i conti gli tornavano alla perfezione nell'ultimo metro, quando già Schildauer accennava ad alzare il braccio del trionfo, non avvedendosi dell'omettino baffuto che gli giocava, all'esterno, l'atroce beffa. ([[Adalberto Bortolotti]]) ==Voci correlate== *[[Campionati del mondo di atletica leggera 1983]] *[[Mezzofondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=1983 World Championships in Athletics – Men's 10,000 metres|w_site=en|w_preposizione=riguardante i}} {{S}} [[Categoria:Competizioni sportive]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] 4zt38qzsdtv64mb8noh467yk1wprk6g Melvyn Douglas 0 214963 1429904 1420934 2026-10-18T09:26:32Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1429904 wikitext text/x-wiki [[File:Douglas-portrait.jpg|miniatura|Melvyn Douglas (1939 ca.)]] {{Premio|Oscar|'''''[[Hud il selvaggio]]''''' *Miglior attore non protagonista (1964) '''''[[Oltre il giardino]]''''' *Miglior attore non protagonista (1980)}} '''Melvyn Douglas''', pseudonimo di '''Melvyn Edouard Hesselberg''' (1901 – 1981), attore statunitense. ==Citazioni su Melvyn Douglas== *Presenza inconfondibile, talora in ruoli da comprimario, nelle commedie sofisticate degli anni Trenta e Quaranta, divenne con il suo charme, l'aspetto distinto, i baffi da seduttore accomodante e mai invadente, lo sguardo irridente e il contegno spiritosamente sussiegoso, il partner ideale delle grandi dive dell'epoca. ([[Anton Giulio Mancino]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[La dominatrice]]'' (1935) *''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) *''[[Ninotchka]]'' (1939) *''[[Non tradirmi con me]]'' (1941) *''[[Quell'incerto sentimento]]'' (1941) *''[[Il grande peccatore]]'' (1949) *''[[Hud il selvaggio]]'' (1963) *''[[Oltre il giardino]]'' (1979) *''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]'' (1980) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Douglas, Melvyn}} [[Categoria:Attori statunitensi]] 5oas3b26yydvaqrtlki61jocu9ncloa Marta Zenoni 0 215303 1429860 1351453 2026-10-18T00:56:31Z Danyele 19198 /* Citazioni di Marta Zenoni */ +wikilink 1429860 wikitext text/x-wiki [[File:Marta Zenoni - 2015 03.JPG|thumb|Marta Zenoni (2015)]] '''Marta Zenoni''' (1999 – vivente), mezzofondista italiana. ==Citazioni di Marta Zenoni== *Il mio primo approccio con il [[mezzofondo]] è stata una casualità! Mia sorella gareggiava alle corse campestri e così una volta ho provato anche io. Ho avuto una sensazione di libertà tale che da subito ho capito che non avrei più potuto farne a meno.<ref>Da ''[https://www.dryarn.com/magazine/interviews/intervista-a-marta-zenoni/ Intervista a Marta Zenoni]'', ''dryarn.com'', 23 febbraio 2017.</ref> *{{NDR|«Hai gesti scaramantici?»}} No, nessuno. Anzi, se mi dicono di non passare tra due colonne perché porta male, io ci passo di proposito. Mi affeziono solo alle scarpe da gara, non le cambierei mai.<ref>Dall'intervista di Paolo Marabini, ''[https://www.runnersworld.com/it/news/a5653/marta-zenoni-fa-sul-serio/ Marta Zenoni fa sul serio]'', ''runnersworld.com'', 25 maggio 2017.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Zenoni, Marta}} [[Categoria:Mezzofondisti italiani]] tgzvovo5pp3ubb3nhu83lu12aur9yad Papiro 0 222808 1429887 1411349 2026-10-18T07:44:32Z Spinoziano 2297 +1, destub, categoria 1429887 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cyperus papyrus kz08.jpg|miniatura|Piante di papiro (''Cyperus papyrus'')]] Citazioni sul '''papiro'''. *''Cresce forse il papiro fuori della palude | e si sviluppa forse il giunco senz'acqua? | Ancora verde, non buono per tagliarlo, | inaridirebbe prima di ogni altra erba. | Tale è la sorte di chi dimentica Dio, | così svanisce la speranza dell'empio.'' (''[[Libro di Giobbe]]'') *Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''papiro'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. ([[Friederich Münter]]) *Sulla sponda di questo {{NDR|fiume Ciane}} trovasi una gran quantità di papiro, di cui servivasi prima dell'invenzione della carta. Il papiro di Siracusa era adoperato di preferenza dagli antichi: se ne fabbrica ancora come cosa rara. La parte inferiore del tronco si taglia longitudinalmente in liste estremamente sottili, che si commettono incollandole con amido le une accanto le altre, e sulle quali se ne collocano altre in croce per assicurare la loro coesione. Seccati che sono, si può scrivere su queste foglie senza difficoltà alcuna. ([[Auguste Marmont]]) ==Voci correlate== *[[Carta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Materiali naturali]] [[Categoria:Piante acquatiche]] badpo7u0dfkgci1wg3lvrm9thcmuej3 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1429826 1429748 2026-10-17T15:25:11Z Gaux 18878 Papa Silvestro II: destub con altre due citazioni 1429826 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Papa Silvestro II]]{{,}} [[Carlotta Antonelli]]{{,}} [[Gran Premio di San Marino 1982]]{{,}} [[Matilde di Canossa]]{{,}} [[Mosaico]]{{,}} [[Nico Cereghini]]{{,}} [[Catacombe]]{{,}} [[Venere de' Medici]]{{,}} [[Friedrich Schelling]]{{,}} [[Vladimiro Caminiti]]{{,}} [[Giovanni Mazzonis]]{{,}} [[Felice Borel]]{{,}} [[Parigi-Roubaix]]{{,}} [[Francesco Moser]]{{,}} [[Pier Augusto Stagi]]{{,}} [[Stefania Casini]]{{,}} [[Giulio Bertoni]]{{,}} [[Luigi Russo]]{{,}} [[Basilica di San Vitale (Ravenna)]]{{,}} [[Carol Alt]]{{,}} [[Marion Maréchal]]{{,}} [[Aldo Brovarone]]{{,}} [[Piazza di Spagna]]{{,}} [[Il mostro della laguna nera]]{{,}} [[Marlen Haushofer]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> a0u5zfv2br8nj7oq6fwsj7ep4syaiuj Atletica leggera 0 225927 1429866 1426203 2026-10-18T01:07:03Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1429866 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Track and field stadium-2.jpg|thumb|Veduta parziale di uno stadio con pista ''outdoor'' e pedane di atletica leggera]] Citazioni sull{{'}}'''atletica leggera'''. *''Amo l'atletica perché è poesia | se la notte sogno, | sogno di essere un [[maratona|maratoneta]].'' ([[Eugenio Montale]]) *Chi fa atletica leggera è uno sportivo speciale. Io ho praticato tutti gli sport [...] però nulla è al confronto di quello che dobbiamo fare con il nostro corpo nell'atletica leggera. È uno sport povero il nostro e pochi lo capiscono. Il calcio è bellissimo, ma la sensazione che ti dà fare atletica leggera senza dover mettere una palla da qualche parte è qualcosa di diverso. ([[Andrew Howe]]) *Decisi di smettere con l'atletica e di dedicarmi al calcio. L'atletica era troppo faticosa e poco divertente, e con il calcio guadagnavo di più. ([[Hans-Peter Briegel]]) *Grazie all'atletica sono diventata molto sicura di me, gareggiare in contesti internazionali contro le avversarie più forti al mondo mi ha insegnato a sconfiggere ogni ansia e timore. ([[Elena Bellò]]) *L'atletica non è come il calcio o la pallavolo, dove puoi giocare male un pezzo di partita o di campionato e poi riprenderti. Nell'atletica devi dare il 100% in quella gara, in quel giorno, a quell'ora, in quei pochi secondi. È dura. ([[Andrew Howe]]) *Nell'atletica [...] non c'è una tattica, non c'è niente, devi correre e basta. ([[Zaynab Dosso]]) *{{NDR|«Qual è la cosa che ti piace di più del mondo dell'atletica?»}} Sicuramente l'essere sempre a contatto con persone che fanno il tuo stesso sforzo e ti capiscono, con le quali scopri paesi e culture differenti. Questo scambio continuo con persone e mondi diversi ti fa capire alla fine che siamo tutti uguali: ognuno ha le sue difficoltà e i suoi problemi, quello che ci accomuna è lo sforzo che facciamo tutti. ([[Sonia Malavisi]]) *Tra cinque minuti alla tele trasmettono gli Europei di atletica leggera! Dico: posso mica perderli! Testa!!! (''[[Sapore di mare]]'') ==Voci correlate== *[[Campionati del mondo di atletica leggera]] *[[Mezzofondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Atletica leggera| ]] [[Categoria:Discipline sportive]] mmh3g8gztt4tcsusrpu0x2hozq9h9jw Wikiquote:SheSaid 2026 4 226621 1429806 1429749 2026-10-17T13:56:29Z Spinoziano 2297 /* Nuove */ + 1429806 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} # [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura]] {{fatto|Superchilum}} # [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}} # 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[[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub # [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub # [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione # [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub # [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub # [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 2 citazione # [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni # [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione # [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione # [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni # [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Carol Alt]] {{fatto|Danyele}} + 12 citazioni # [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Sigrid Undset]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Gertrud von Le Fort]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione # [[Eleonora Goldoni]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sara Simeoni]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni # [[Stefania Casini]] {{fatto|Danyele}} + 11 citazioni, sistemazioni # [[Natascha Lusenti]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Ejae]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Giuditta]] {{fatto|Spinoziano}} + 6 citazioni # [[Simona Quadarella]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Carlotta Antonelli]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, sistemazioni {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] te9s2v577prrzxqqwkepzzjju0a5721 1429859 1429806 2026-10-18T00:55:21Z Danyele 19198 /* Migliorate */ +1 1429859 wikitext text/x-wiki [[File:SheSaid 2026 banner.png|thumb|900px|center]] <div style="font-family:'Verdana';font-size:30px;font-weight:bold;color:#662D91;text-align:center;"> <br/>Citiamo le donne. Diamo loro voce! </div> [[File:WDG - SheSaid 2023 (big).svg|thumb|300px|right|#SheSaid fa parte dell'iniziativa Wiki Loves Women. In Italia viene organizzato da WikiDonne.]] La campagna '''#SheSaid''' è un'iniziativa di [[m:Wiki Loves Women|Wiki Loves Women]], che vede la partecipazione di altri gruppi interessati alla diversità e al gender gap ([[:w:Progetto:WikiDonne|WikiDonne]], [[:m:Les sans pagEs|Les sans pagEs]], [[:m:Wikimujeres|Wikimujeres]], [[:m:Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia|Muj(lh)eres latinoamericanas en Wikimedia]]), per celebrare le donne leader del mondo. Questa sesta edizione si svolgerà '''online dal 1º settembre al 31 dicembre'''. Il progetto mira ad aumentare la visibilità delle donne attraverso la creazione di nuove voci in Wikiquote o il miglioramento di quelle esistenti. '''[[m:Wiki Loves Women/SheSaid/SheSaid 2025|Pagina su Meta]]'''. A chi scriverà più di 5 nuove voci, verranno consegnati dei gadget da parte di [[:m:WikiDonne|WikiDonne User Group]] - organizzatore della campagna in Italia. == Partecipanti== # --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:37, 2 set 2026 (CEST) # --'''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 03:26, 5 set 2026 (CEST) # -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:20, 5 set 2026 (CEST) # --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:55, 15 set 2026 (CEST) # --[[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:29, 18 set 2026 (CEST) # --[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 10:04, 21 set 2026 (CEST) == Voci scritte == === Nuove === {{div col | 3}} # [[Mara Sangiorgio]] {{fatto|Danyele}} # [[Joanne Lee Molinaro]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Francesca Pan]] {{fatto|Danyele}} # [[Giorgia Sottana]] {{fatto|Danyele}} # [[Anna (moglie di Tobi)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Sara (moglie di Tobia)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Susanna (Antico Testamento)]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura Spreafico]] {{fatto|Danyele}} # [[Jasmine Keys]] {{fatto|Danyele}} # [[Gabby Williams]] {{fatto|Danyele}} # [[Mariona Ortiz]] {{fatto|Danyele}} # [[Martina Favaretto]] {{fatto|Danyele}} # [[Micol Majori]] {{fatto|Danyele}} # [[Eloisa Coiro]] {{fatto|Danyele}} # [[Alessia Russo (calciatrice)]] {{fatto|Danyele}} # [[Angelina Mel'nikova]] {{fatto|Danyele}} # [[Assunta Scutto]] {{fatto|Danyele}} # [[Zaynab Dosso]] {{fatto|Danyele}} # [[Ella Rumpf]] {{fatto|Danyele}} # [[Asiya]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Laura]] {{fatto|Superchilum}} # [[Vasti]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Giannetta de' Vacchi]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Moglie di Noè]] {{fatto|Spinoziano}} # [[Anastasia Bartoli]] {{fatto|IppolitoN}} # 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[[Arianna Errigo]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Elena Bellò]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Gretchen Walsh]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, de-stub # [[Sarah Sjöström]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Lilith]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, sistemazioni, de-stub # [[Iochebed]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Moglie di Lot]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Silvia Ziche]] {{fatto|Superchilum}} + 1 citazione # [[Laura Zuccheri]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Ester (personaggio biblico)]] {{fatto|Spinoziano}} + 3 citazioni, de-stub # [[Marlen Haushofer]] {{fatto|Udiki}} + 11 citazioni, ampliata una citazione, de-stub # [[Maria Bellonci]] {{fatto|IppolitoN}} + 2 citazione # [[Kathryn Hahn]] {{fatto|Danyele}} + 4 citazioni, sistemazioni # [[Aubrey Plaza]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Melania Mazzucco]] {{fatto|IppolitoN}} + 1 citazione # [[Emily Dickinson]] {{fatto|Udiki}} + 1 citazione # [[Marion Maréchal]] {{fatto|Danyele}} + 8 citazioni, sistemazioni # [[Adriana Valerio]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione, de-stub # [[Carol Alt]] {{fatto|Danyele}} + 12 citazioni # [[Renée Simonsen]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni # [[Gabriela Guimarães]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Sigrid Undset]] {{fatto|Spinoziano}} + 2 citazioni, de-stub # [[Gertrud von Le Fort]] {{fatto|Spinoziano}} + 1 citazione # [[Eleonora Goldoni]] {{fatto|Danyele}} + 3 citazioni, sistemazioni # [[Sara Simeoni]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni # [[Stefania Casini]] {{fatto|Danyele}} + 11 citazioni, sistemazioni # [[Natascha Lusenti]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Ejae]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione, sistemazioni # [[Giuditta]] {{fatto|Spinoziano}} + 6 citazioni # [[Simona Quadarella]] {{fatto|Danyele}} + 1 citazione # [[Carlotta Antonelli]] {{fatto|Danyele}} + 5 citazioni, sistemazioni # [[Nadia Battocletti]] {{fatto|Danyele}} + 2 citazioni {{div col end}} == Risultati == TBD == Risorse == * [https://www.youtube.com/watch?v=BeHTpFVYdOw Editing Wikiquote with #SheSaid campaign], YouTube * [[:m:Wiki Loves Women/SheSaid/Resources and Tools|Resources and Tools]] (Wiki Loves Women) * [[:c:Category:SheSaid 2026 visuals|SheSaid 2026 visuals]] (categoria in Commons) == Edizioni precedenti == * [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2024|SheSaid 2024]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2023|SheSaid 2023]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2022|SheSaid 2022]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2021|SheSaid 2021]] ** [[Wikiquote:SheSaid 2020|SheSaid 2020]] ==Altri progetti== * [https://meta.wikimedia.org/wiki/Wiki_Loves_Women/SheSaid/it SheSaid su Meta] == Dashboard == * [https://outreachdashboard.wmflabs.org/courses/WikiDonne/WDG_-_SheSaid_2026 Dashboard], tool di monitoraggio dell'attività == Rassegna stampa == * [https://www.wikiloveswomen.org/2023/02/08/the-shesaid-campaign-3-years-of-celebrating-women/ The #SheSaid campaign: 3 years of celebrating Women!], di Afek, Wiki Loves Women, 8 febbraio 2023. * [https://diff.wikimedia.org/2023/10/18/empowering-through-words-celebrating-women-and-their-powerful-quotes/ Empowering Through Words: Celebrating Women and Their Powerful Quotes], di Afek91, Diff Wikimedia, 18 ottobre 2023. * [https://www.wikidonne.org/blog/wikiquote-shesaid-2025/ Wikiquote SheSaid 2025], blog WikiDonne. [[Categoria:Campagna SheSaid]] im4rufktcerjxd13ooaz46itqouh36q Umberto Ronca 0 227291 1429792 1429757 2026-10-17T13:11:36Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ ampliamento Silvestro II 1429792 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un impero romano mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VIII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le crociate, esorta la cristianità alla liberazione di Gerusalemme, e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli umanisti del Rinascimento, è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 36n87dd73jpo14v6ceku9sf86n7hw2y 1429793 1429792 2026-10-17T13:12:15Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ typo 1429793 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un impero romano mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le crociate, esorta la cristianità alla liberazione di Gerusalemme, e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli umanisti del Rinascimento, è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] csa3k1r09yjg39vgzv6ewapobs4k05t 1429794 1429793 2026-10-17T13:14:43Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ wlink 1429794 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] szqdke4672ct29o9ld7oiy7vv1wxy0m 1429797 1429794 2026-10-17T13:24:35Z Gaux 18878 una lingua sola, comune a tutti, il latino 1429797 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Per parecchi secoli del Medio Evo gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il latino. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano dialetti romanzi o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. (Introduzione, p. 25) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{s}} {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 7qn3rt5g8mwm5tdrc6euce64s5tna69 1429798 1429797 2026-10-17T13:27:24Z Gaux 18878 Incipit, no stub 1429798 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del Medio Evo gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano dialetti romanzi o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. (Introduzione, p. 25) ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I, pp. 203-204.</ref> *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref><ref>Da ''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII'', cit., vol. I, p. 377.</ref> ==Note== <references /> {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] mj2pqfxzqbljqt6bf1gcntys47ygd6m 1429799 1429798 2026-10-17T13:34:47Z Gaux 18878 bibliografia 1429799 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del Medio Evo gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano dialetti romanzi o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali.<!-- (Introduzione, p. 25) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] lmn6cfew365c3y3xkj9cr7u1ju0y2zu 1429807 1429799 2026-10-17T13:57:31Z Gaux 18878 /* Incipit */ ampliamento lingua latina 1429807 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del Medio Evo gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano dialetti romanzi o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] ectpc8at0l4d7ve4a6g8nf2wh6mxkqf 1429808 1429807 2026-10-17T14:00:21Z Gaux 18878 /* Incipit */ wlink 1429808 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano dialetti romanzi o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] i33bf5e9xij31yrxs7ba0e8w96rcqqd 1429810 1429808 2026-10-17T14:04:12Z Gaux 18878 /* Incipit */ wlink 1429810 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 1rw7qdlbu234u6cdvlcfk4rb42umsp0 1429813 1429810 2026-10-17T14:28:44Z Gaux 18878 quantità e accento 1429813 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la quantità; ad essa é affatto subordinato l'accento, il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi.<ref>Da ''Metrica e ritmica latina nel medio evo'', p. 35.</ref> ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] c9n9sx2c0kvq3gboyfp92eqqxsxxii2 1429814 1429813 2026-10-17T14:31:37Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ riferimenti bibliografici 1429814 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la quantità; ad essa é affatto subordinato l'accento, il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890, p. 35.</ref> ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] kdhsanzoicwl7h4ocmizxad2f1opujs 1429815 1429814 2026-10-17T14:34:35Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ wlink 1429815 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890, p. 35.</ref> ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 1sozwiwgjez7raagpx3e1j9nsxiykzv 1429816 1429815 2026-10-17T14:41:24Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ metro e ritmo 1429816 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di metro e di ritmo, ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890, p. 8.</ref> *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi.<ref>Da ''Metrica e ritmica latina nel medio evo'', cit., p. 35.</ref> ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] frghn8w8o1f7dfcl8bbyymvdukos5lj 1429817 1429816 2026-10-17T14:51:00Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ wlink 1429817 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890, p. 8.</ref> *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi.<ref>Da ''Metrica e ritmica latina nel medio evo'', cit., p. 35.</ref> ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] ddh31h25phcbohmvbk9nh1hpxv4nnqk 1429819 1429817 2026-10-17T14:57:18Z Gaux 18878 /* Citazioni di Umberto Ronca */ gli attacchi violenti e mortali al mondo pagano 1429819 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==Citazioni di Umberto Ronca== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico.<ref>Da ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890, p. 8.</ref> *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale.<ref>Da ''Metrica e ritmica latina nel medio evo'', cit., pp. 15-16.</ref> *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi.<ref>Da ''Metrica e ritmica latina nel medio evo'', cit., p. 35.</ref> ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 8p4ac4kb9xhungck83zjv5plfb8feu4 1429821 1429819 2026-10-17T15:00:32Z Gaux 18878 nuova sezione 1429821 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I. *Umberto Ronca, https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 61dkje7zayc2zqcix7uag5dp2xirals 1429878 1429821 2026-10-18T05:32:05Z Gaux 18878 /* Bibliografia */ vol. II 1429878 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] il7tx2kl62avi6vcc6b5twhd2c7hmjh 1429879 1429878 2026-10-18T05:48:51Z Gaux 18878 /* Citazioni */ letteratura latina del M. E. 1429879 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *La letteratura latina del M. E. discende e per la materia e per la forma da due copiose scaturigini: la semitico-cristiana. e la pagana, che è in gran parte latina. Lungo il percorso dei secoli queste due grandi correnti, ora interamente divise, ora confuse insieme si mescolano, si confondono con elementi nuovi. Essi sono forniti da oscure tradizioni popolari che derivano dal fondo dei popoli barbari e dai grandi fatti che si vanno compiendo nella storia e talvolta elaborando fantasticamente nelle fervide imaginazioni dei popoli nuovi. Ciò, quindi, che importa conoscere e mettere in rilievo nella cultura dell'Europa latina e nella sua poesia che, per quanto selvaggia e assai spesso artificiosa, ne e sempre il fiore più bello, è appunto questo, cioè, quali relazioni essa abbia con l' elemento semitico-cristiano con la civiltà pagana con la vita contemporanea, con le leggende popolari profane, borghesi od eroiche, e con le letterature volgari. (vol. I, Introduzione, p. 31) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 5lbbc3dmo9ab0s0mtxzhr4xrw0yw9zf 1429882 1429879 2026-10-18T07:30:39Z Gaux 18878 /* Citazioni */ refusi 1429882 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *La letteratura latina del M. E. discende e per la materia e per la forma da due copiose scaturigini: la semitico-cristiana, e la pagana, che è in gran parte latina. Lungo il percorso dei secoli queste due grandi correnti, ora interamente divise, ora confuse insieme si mescolano, si confondono con elementi nuovi. Essi sono forniti da oscure tradizioni popolari che derivano dal fondo dei popoli barbari e dai grandi fatti che si vanno compiendo nella storia e talvolta elaborando fantasticamente nelle fervide imaginazioni dei popoli nuovi. Ciò, quindi, che importa conoscere e mettere in rilievo nella cultura dell'Europa latina e nella sua poesia che, per quanto selvaggia e assai spesso artificiosa, ne è sempre il fiore più bello, è appunto questo, cioè, quali relazioni essa abbia con l'elemento semitico-cristiano con la civiltà pagana con la vita contemporanea, con le leggende popolari profane, borghesi od eroiche, e con le letterature volgari. (vol. I, Introduzione, p. 31) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] egobcyohqzf82v58rkkwd7fehe9wjud 1429883 1429882 2026-10-18T07:31:39Z Gaux 18878 /* Bibliografia */ formattazione 1429883 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *La letteratura latina del M. E. discende e per la materia e per la forma da due copiose scaturigini: la semitico-cristiana, e la pagana, che è in gran parte latina. Lungo il percorso dei secoli queste due grandi correnti, ora interamente divise, ora confuse insieme si mescolano, si confondono con elementi nuovi. Essi sono forniti da oscure tradizioni popolari che derivano dal fondo dei popoli barbari e dai grandi fatti che si vanno compiendo nella storia e talvolta elaborando fantasticamente nelle fervide imaginazioni dei popoli nuovi. Ciò, quindi, che importa conoscere e mettere in rilievo nella cultura dell'Europa latina e nella sua poesia che, per quanto selvaggia e assai spesso artificiosa, ne è sempre il fiore più bello, è appunto questo, cioè, quali relazioni essa abbia con l'elemento semitico-cristiano con la civiltà pagana con la vita contemporanea, con le leggende popolari profane, borghesi od eroiche, e con le letterature volgari. (vol. I, Introduzione, p. 31) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] 46vvbyn3ct1zwfcen0bx4zsqt7fiawl 1429884 1429883 2026-10-18T07:41:36Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Seneca 1429884 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *La letteratura latina del M. E. discende e per la materia e per la forma da due copiose scaturigini: la semitico-cristiana, e la pagana, che è in gran parte latina. Lungo il percorso dei secoli queste due grandi correnti, ora interamente divise, ora confuse insieme si mescolano, si confondono con elementi nuovi. Essi sono forniti da oscure tradizioni popolari che derivano dal fondo dei popoli barbari e dai grandi fatti che si vanno compiendo nella storia e talvolta elaborando fantasticamente nelle fervide imaginazioni dei popoli nuovi. Ciò, quindi, che importa conoscere e mettere in rilievo nella cultura dell'Europa latina e nella sua poesia che, per quanto selvaggia e assai spesso artificiosa, ne è sempre il fiore più bello, è appunto questo, cioè, quali relazioni essa abbia con l'elemento semitico-cristiano con la civiltà pagana con la vita contemporanea, con le leggende popolari profane, borghesi od eroiche, e con le letterature volgari. (vol. I, Introduzione, p. 31) *Seneca inculca il principio che la filosofia non ha ad essere un esercizio declamatorio senza scopo morale; il suo compito è di rendere l'uomo migliore. Egli, al dire di Lattanzio, sebbene pagano parla di Dio come non avrebbe potuto con maggiore verità un Cristiano. (vol. I, Introduzione, pp. 32-33) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] eevn2ulzdc878m6peuf0fanvmog4j1o 1429885 1429884 2026-10-18T07:43:56Z Gaux 18878 /* Citazioni */ ampliamento 1429885 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *La letteratura latina del M. E. discende e per la materia e per la forma da due copiose scaturigini: la semitico-cristiana, e la pagana, che è in gran parte latina. Lungo il percorso dei secoli queste due grandi correnti, ora interamente divise, ora confuse insieme si mescolano, si confondono con elementi nuovi. Essi sono forniti da oscure tradizioni popolari che derivano dal fondo dei popoli barbari e dai grandi fatti che si vanno compiendo nella storia e talvolta elaborando fantasticamente nelle fervide imaginazioni dei popoli nuovi. Ciò, quindi, che importa conoscere e mettere in rilievo nella cultura dell'Europa latina e nella sua poesia che, per quanto selvaggia e assai spesso artificiosa, ne è sempre il fiore più bello, è appunto questo, cioè, quali relazioni essa abbia con l'elemento semitico-cristiano con la civiltà pagana con la vita contemporanea, con le leggende popolari profane, borghesi od eroiche, e con le letterature volgari. (vol. I, Introduzione, p. 31) *Le opere di Columella, di Seneca, di Plinio il maggiore sono piene di lamenti sulla decadenza dei costumi. La filosofia, massime la stoica, non è più per molti una indagine scientifica, speculativa o un vano esercizio di scuola, ma un conforto ai dolori, una specie di sacerdozio che prepara le anime a sostenere virilmente i colpi di fortuna, a vivere con dignità e a morire con sereno coraggio. Seneca inculca il principio che la filosofia non ha ad essere un esercizio declamatorio senza scopo morale; il suo compito è di rendere l'uomo migliore. Egli, al dire di Lattanzio, sebbene pagano parla di Dio come non avrebbe potuto con maggiore verità un Cristiano. (vol. I, Introduzione, pp. 32-33) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] flhxz4s13icciqn6qneapq8sbiqu7xn 1429889 1429885 2026-10-18T07:46:42Z Gaux 18878 /* Citazioni */ wlink 1429889 wikitext text/x-wiki '''Umberto Ronca''' (1855 – 1930), professore universitario, latinista, grecista e provveditore agli studi italiano. ==''Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII''== ===[[Incipit]]=== *Per parecchi secoli del [[Medioevo|Medio Evo]] gli uomini colti dell'Europa occidentale, fatta cristiana, espressero i loro pensieri, trasfusero i loro affetti in una lingua sola, comune a tutti, il [[Lingua latina|latino]]. Era questa la lingua letteraria dell'Europa occidentale, organo del pensiero scientifico, degli interessi civili, politici, religiosi, delle tradizioni sacre e profane, degli entusiasmi ascetici e delle passioni d'ogni maniera. Di sotto ad essa gli umili volghi parlano [[Lingue romanze|dialetti romanzi]] o favelle del tutto diverse e proprie; liberi da tradizioni letterarie e da regole fattizie creano una poesia spontanea, nazionale che, voce sincera della loro anima, ne riflette le passioni, i sogni, gli ideali. Ma la Chiesa, succeduta nel dominio del mondo alla potenza di Roma, ha importanza sì grande e così vasta, penetra per tal modo tutta la vita, lega a sé tanti e sì vitali interessi che come distende la sua azione e il suo dominio sopra popoli di razza, di tradizioni, di civiltà diverse, così impone loro, continuando l'opera iniziata dall'impero, anco l'uso della lingua latina, divenutane lingua ufficiale.<!-- (Introduzione, pp. 25-26) --> ===Citazioni=== *La letteratura latina del M. E. discende e per la materia e per la forma da due copiose scaturigini: la semitico-cristiana, e la pagana, che è in gran parte latina. Lungo il percorso dei secoli queste due grandi correnti, ora interamente divise, ora confuse insieme si mescolano, si confondono con elementi nuovi. Essi sono forniti da oscure tradizioni popolari che derivano dal fondo dei popoli barbari e dai grandi fatti che si vanno compiendo nella storia e talvolta elaborando fantasticamente nelle fervide imaginazioni dei popoli nuovi. Ciò, quindi, che importa conoscere e mettere in rilievo nella cultura dell'Europa latina e nella sua poesia che, per quanto selvaggia e assai spesso artificiosa, ne è sempre il fiore più bello, è appunto questo, cioè, quali relazioni essa abbia con l'elemento semitico-cristiano con la civiltà pagana con la vita contemporanea, con le leggende popolari profane, borghesi od eroiche, e con le letterature volgari. (vol. I, Introduzione, p. 31) *Le opere di [[Lucio Giunio Moderato Columella|Columella]], di [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]], di [[Plinio il vecchio|Plinio il maggiore]] sono piene di lamenti sulla decadenza dei costumi. La filosofia, massime la [[Stoicismo|stoica]], non è più per molti una indagine scientifica, speculativa o un vano esercizio di scuola, ma un conforto ai dolori, una specie di sacerdozio che prepara le anime a sostenere virilmente i colpi di fortuna, a vivere con dignità e a morire con sereno coraggio. [[Lucio Anneo Seneca|Seneca]] inculca il principio che la filosofia non ha ad essere un esercizio declamatorio senza scopo morale; il suo compito è di rendere l'uomo migliore. Egli, al dire di [[Lattanzio]], sebbene pagano parla di Dio come non avrebbe potuto con maggiore verità un Cristiano. (vol. I, Introduzione, pp. 32-33) *Proprio alla soglia del secolo XI appaiono per poco in Europa alla cima del mondo civile e religioso due figure storiche, le quali sembrano racchiudere in sé i germi d'un prossimo avvenire e ad esso per molti rispetti preludono. [[Ottone III di Sassonia|Ottone III]], giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano.<br>[[Papa Silvestro II|Silvestro II]], precursore di [[Papa Gregorio VII|Gregorio VII]], intende con fermezza di propositi alla riforma morale del clero, a rialzare la dignità e l'ufficio dei vescovi, svincolandoli dalla sottomissione regia, preludio delle imminenti lotte accanite tra tiara e corona. Egli primo, vaticinando le [[Crociata|crociate]], esorta la cristianità alla liberazione di [[Gerusalemme]], e spirito libero, di gran lunga superiore al suo tempo, affine per certi rispetti agli [[Umanesimo|umanisti]] del [[Rinascimento]], è ricercato nelle più intime fibre dell'anima da una sete di sapere non interamente chiesastico. (vol. I, cap. I, pp. 203-204) *Cervello rozzo, impregnato di barbarie affatto medievale, è [[Donizone di Canossa|Donizone]]. Il suo sentimento non oltrepassa i confini del suo monastero; i suoi ideali sulla terra son tutti raccolti intorno alla sua signora e protettrice {{NDR|[[Matilde di Canossa]]}}, e con lui ci avvolgiamo perennemente in mezzo a monaci che cantano in coro, a preti e vescovi che combattono per i diritti e gl'interessi della Chiesa, senza pur un lampo di vita civile, più largamente umana. Ben chiamò il [[Luigi Tosti|Tosti]] «arida poesia» e «poema selvaggio» questo «heroicum Carmen» del rozzo monaco.<ref>L. Tosti, ''La contessa Matilde e i romani pontefici'', Firenzo 1859. {{NDR|N.d.A.}}</ref> (vol. I, cap. V, p. 377) ==''Metrica e ritmica latina nel medio evo''== *La tradizione della scuola continuò a ripetere le vecchie definizioni di [[Metrica|metro]] e di [[Ritmo (metrica)|ritmo]], ma spesso affatto meccanicamente, senza comprenderne alcune volte l'intimo significato. Infatti, quando taluni grammatici vogliono aggiungere alcune dichiarazioni di lor capo, confondono stranamente il concetto originario di metro e di ritmo, sì che noi, se da una parte dobbiamo constatarne già oscurata, se non anco obliterata, la nozione genuina, dall'altra sorprendiamo che vi penetra già un'idea e un sentimento nuovo, del tutto estraneo all'antico. (p. 8) *Era fatale che il mondo pagano, anche senza influssi esterni, obbedendo a leggi intime del suo organismo, si trasmutasse in una forma nuova; gli attacchi violenti e mortali che gli vennero di fuori ne accelerarono la rovina. E codesti assalti gli vennero in gran parte da genti che vivevano fuori della sua orbita e della sua influenza. In religione dall'Oriente, in politica dal Settentrione, nella lingua e nella letteratura in sul principio segnatamente dall'Africa. Nella versificazione stessa i primi a romperla bruscamente con il passato, non sono romani o italiani, ma siri ed africani. Che appunto nel 3° secolo noi c'incontriamo pure ne' primi esempi di aperta rivolta al principio che fin allora aveva governato la versificazione classica, il quantitativo; e tra il secolo 3° e il 4° si gittano le basi d'un nuovo sistema, da cui scaturiranno le forme metriche più giovani e spontanee della poesia latina medievale. (pp. 15-16) *Il principio dominante della lingua e, per conseguenza, della poesia classica antica, é la [[Quantità (fonologia)|quantità]]; ad essa é affatto subordinato l'[[Accento (fonologia)|accento]], il quale, nei dialetti greci più che negli italici, aveva carattere di modulazione musicale. Ma quando l'accento prende ad acquistare maggior intensità o peso nella parola, allora comincia a scadere la quantità; fino a che, divenuto quello signore assoluto della parola, la quantità scomparisce in parte o in tutto dal dominio di essa. La lotta, adunque, é impegnata tra questi due elementi. (p. 35) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/culturamedioeval01roncuoft/page/n4/mode/1up Cultura medioevale e poesia latina d'Italia nei secoli XI e XII]'', La Società laziale editrice, Roma, 1892, vol. I e II. *Umberto Ronca, ''[https://archive.org/details/metricaeritmical01ronc/page/3/mode/1up Metrica e ritmica latina nel medio evo]'', Ermanno Loescher & C., Roma, 1890. {{DEFAULTSORT:Ronca Umberto}} [[Categoria:Grecisti italiani]] [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Latinisti italiani]] f0u4dvu35gu1kp36p3icp7u75qyo4lq Ottone III di Sassonia 0 227307 1429801 2026-10-17T13:47:35Z Gaux 18878 Ottone III di Sassonia 1429801 wikitext text/x-wiki '''Ottone III di Sassonia''' (980 – 1002), re dei Franchi Orientali, degli Italici e imperatore romano. ==Citazioni su Ottone III di Sassonia== *Ottone III, giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Imperatori del Sacro Romano Impero]] [[Categoria:Sovrani di antichi Stati europei]] eo9q5rmj4u27y729gevuwkdv945ke09 1429802 1429801 2026-10-17T13:52:42Z Gaux 18878 immagine 1429802 wikitext text/x-wiki [[File:Bas-côté nord, baie VI Otto III Rex (dernier tiers XIIe).jpg|thumb|Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero (Cattedrale di Nostra Signora di Strasburgo, Francia)]] '''Ottone III di Sassonia''' (980 – 1002), re dei Franchi Orientali, degli Italici e imperatore romano. ==Citazioni su Ottone III di Sassonia== *Ottone III, giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Imperatori del Sacro Romano Impero]] [[Categoria:Sovrani di antichi Stati europei]] 0maihg6vdbpdvl6cso4iwcd6iwbkao9 1429868 1429802 2026-10-18T01:09:35Z Danyele 19198 fix di stile 1429868 wikitext text/x-wiki [[File:Bas-côté nord, baie VI Otto III Rex (dernier tiers XIIe).jpg|thumb|upright|Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero (Cattedrale di Nostra Signora di Strasburgo, Francia)]] '''Ottone III di Sassonia''' (980 – 1002), re dei Franchi Orientali, degli Italici e imperatore romano. ==Citazioni su Ottone III di Sassonia== *Ottone III, giovine imperatore, di sangue greco-germanico, di educazione greco-romana, desideroso di cultura classica, pieno la mente e infatuato di memorie antiche, vagheggia il sogno di rinnovare la gloria d'un [[impero romano]] mondiale. In ciò egli prosegue con giovanile entusiasmo l'opera dei suoi predecessori, intesi a resuscitare la vasta idea di una autorità imperiale alla romana e rinvigorisce quelle tendenze cesaree che si spiegheranno più tardi in lotta col principio e papale e repubblicano. ([[Umberto Ronca]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Imperatori del Sacro Romano Impero]] [[Categoria:Sovrani di antichi Stati europei]] nethf61b732ayu3q80pzynd150ziz9w Moglie di Giobbe 0 227308 1429803 2026-10-17T13:52:54Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:Georges de La Tour 044.jpg|miniatura|''Giobbe deriso da sua moglie'' ([[Georges de La Tour]])]] '''Moglie di Giobbe''', personaggio biblico. ==Citazioni sulla moglie di Giobbe== *{{NDR|A [[Giobbe]]}} Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori! (''[[Libro di Giobbe]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Job's wife|w_site=en|w_preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Personaggi biblici]]" 1429803 wikitext text/x-wiki [[File:Georges de La Tour 044.jpg|miniatura|''Giobbe deriso da sua moglie'' ([[Georges de La Tour]])]] '''Moglie di Giobbe''', personaggio biblico. ==Citazioni sulla moglie di Giobbe== *{{NDR|A [[Giobbe]]}} Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori! (''[[Libro di Giobbe]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Job's wife|w_site=en|w_preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Personaggi biblici]] lx9rnfyezx7ikkypb6ga5beclj5pddy 1429804 1429803 2026-10-17T13:54:35Z Spinoziano 2297 1429804 wikitext text/x-wiki [[File:Georges de La Tour 044.jpg|miniatura|''Giobbe deriso da sua moglie'' ([[Georges de La Tour]])]] '''Moglie di Giobbe''', personaggio biblico. ==Citazioni della moglie di Giobbe== *{{NDR|A [[Giobbe]]}} Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori! (''[[Libro di Giobbe]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Job's wife|w_site=en|w_preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Personaggi biblici]] 41fjhomstepd5t38xx5frost5pyy12j Discussioni utente:Frolique 3 227309 1429820 2026-10-17T15:00:26Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429820 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 17:00, 17 ott 2026 (CEST)}} er52yqv7fmruu9czkurpnerujei4k5w Discussioni utente:SimGy 3 227310 1429829 2026-10-17T15:56:12Z M7 14 M7 ha spostato la pagina [[Discussioni utente:SimGy]] a [[Discussioni utente:The Graph]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/SimGy|SimGy]]" a "[[Special:CentralAuth/The Graph|The Graph]]" 1429829 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:The Graph]] 8cig44k6gzgqsenux898u7unek4pozv Discussioni utente:Cladocimo 3 227311 1429834 2026-10-17T18:10:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 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1429845 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:55, 17 ott 2026 (CEST)}} nefib0or40qqg7v6mgzwxuh7na13g0q Discussioni utente:Homost bred 3 227316 1429847 2026-10-17T21:00:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1429847 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:00, 17 ott 2026 (CEST)}} e6l20p8w443uvywdt9dedkio9edb06f Mezzofondo 0 227317 1429867 2026-10-18T01:07:14Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Athletics (middle-long distance running) pictogram.svg|thumb|upright|Pittogramma]] Citazioni sul '''mezzofondo'''. *Gare lunghe e faticose con tanto lavoro di testa. ([[Ambra Sabatini]]) *Il mio primo approccio con il mezzofondo è stata una casualità! Mia sorella gareggiava alle corse campestri e così una volta ho provato anche io. Ho avuto una sensazione di libertà tale che da subito ho capito che non avrei più potuto farne a meno. (Mart..." 1429867 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Athletics (middle-long distance running) pictogram.svg|thumb|upright|Pittogramma]] Citazioni sul '''mezzofondo'''. *Gare lunghe e faticose con tanto lavoro di testa. ([[Ambra Sabatini]]) *Il mio primo approccio con il mezzofondo è stata una casualità! Mia sorella gareggiava alle corse campestri e così una volta ho provato anche io. Ho avuto una sensazione di libertà tale che da subito ho capito che non avrei più potuto farne a meno. ([[Marta Zenoni]]) *Nel mezzofondo è impossibile fare cose folli, gli azzardi non hanno senso. Devi rimanere intelligente fino all'ultimo metro. ([[Nadia Battocletti]]) ==Voci correlate== *[[800 metri piani]] *[[Atletica leggera]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Atletica leggera]] [[Categoria:Discipline sportive]] fjy2q883rs6v510qqlvz8n1gnw911gm Non tradirmi con me 0 227318 1429895 2026-10-18T09:21:58Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Non tradirmi con me |titolo originale = Two-Faced Woman |immagine = Twofaced woman.jpg |didascalia = [[Greta Garbo]] e [[Melvyn Douglas]] in una scena |genere = commedia/sentimentale |regista = [[George Cukor]] |soggetto = [[Ludwig Fulda]] |sceneggiatore = [[S. N. Behrman]], [[Salka Viertel]], [[George Oppenheimer]] |attori = *[[Greta Garbo]]: Karin / Katherine Borg *[[Melvyn Douglas]]: Larry Blake *[[Constance Bennett]]: Griselda Vaughn *Rol..." 1429895 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Non tradirmi con me |titolo originale = Two-Faced Woman |immagine = Twofaced woman.jpg |didascalia = [[Greta Garbo]] e [[Melvyn Douglas]] in una scena |genere = commedia/sentimentale |regista = [[George Cukor]] |soggetto = [[Ludwig Fulda]] |sceneggiatore = [[S. N. Behrman]], [[Salka Viertel]], [[George Oppenheimer]] |attori = *[[Greta Garbo]]: Karin / Katherine Borg *[[Melvyn Douglas]]: Larry Blake *[[Constance Bennett]]: Griselda Vaughn *[[Roland Young]]: Oscar Miller *[[Robert Sterling]]: Dick Williams *[[Ruth Gordon]]: Ruth Ellis *[[Frances Carson]]: miss Dunbar |doppiatori italiani = Doppiaggio originale: *[[Andreina Pagnani]]: Karin / Katherine Borg *[[Stefano Sibaldi]]: Larry Blake Ridoppiaggio anni ottanta: *[[Angiola Baggi]]: Karin / Katherine Borg *[[Renzo Stacchi]]: Larry Blake }} '''''Non tradirmi con me''''', film statunitense del 1941 con [[Greta Garbo]], regia di [[George Cukor]]. ==Frasi== {{cronologico}} *La [[semplicità]] è un po' come una dieta: alla fine annoia. ('''Larry''') *Non mi importa se il resto è di seconda scelta ma lo [[champagne]] lo voglio buono. ('''Katherine''') *Al di fuori dell'[[amore]] ogni altra cosa per me è un'inutile perdita di tempo: mi piacciono tutti gli uomini, soprattutto gli uomini ricchi. ('''Katherine''') *E io ho una buona [[Regole dai film|regola]] nella mia vita: quando mi sento [[Felicità|felice]] non lascio mai la gente con cui sono felice. ('''Katherine''') *La gente [[Bontà e cattiveria|buona]] ha bisogno di noi cattivi: per il contrasto. ('''Katherine''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Griselda''': Qual è la sua occupazione?<br>'''Katherine''': Vivere. *'''Katherine''': Se vuole sapere come faccio a [[Vestito|vestirmi]] glielo posso anche dire: ordino i vestiti che mi piacciono, me li metto, finché un giorno...<br>'''Griselda''': Finché un giorno?<br>'''Katherine''': Be', qualcuno arriva e li paga. ==Citazioni su ''Non tradirmi con me''== *È una commedia di allegria forzata in cui sembra che nessuno sia convinto di quel che fa, nemmeno la [[Greta Garbo|Garbo]] sulla corda d'equilibrio di uno sdoppiamento di personalità. (''[[il Morandini]]'') *Film dall'atmosfera vagamente pirandelliana, avrebbe avuto bisogno di una recitazione leggera e brillante che la Garbo non sembra capace di dare. [...] oggi si fa apprezzare soprattutto per la prova di Constance Bennett, brava e divertente. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia romantica]] ijxkowza06ch1tph8mt3exso5iryr94 1429910 1429895 2026-10-18T10:13:37Z Spinoziano 2297 1429910 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Non tradirmi con me |titolo originale = Two-Faced Woman |immagine = Twofaced woman.jpg |didascalia = [[Greta Garbo]] e [[Melvyn Douglas]] in una scena |genere = commedia/sentimentale |regista = [[George Cukor]] |soggetto = [[Ludwig Fulda]] |sceneggiatore = [[S. N. 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('''Katherine''') *Al di fuori dell'[[amore]] ogni altra cosa per me è un'inutile perdita di tempo: mi piacciono tutti gli uomini, soprattutto gli uomini ricchi. ('''Katherine''') *E io ho una buona [[Regole dai film|regola]] nella mia vita: quando mi sento [[Felicità|felice]] non lascio mai la gente con cui sono felice. ('''Katherine''') *La gente [[Bontà e cattiveria|buona]] ha bisogno di noi cattivi: per il contrasto. ('''Katherine''') *Ora so che significa essere [[Solitudine|sola]]: significa non essere con te. ('''Katherine''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Griselda''': Qual è la sua occupazione?<br>'''Katherine''': Vivere. *'''Katherine''': Se vuole sapere come faccio a [[Vestito|vestirmi]] glielo posso anche dire: ordino i vestiti che mi piacciono, me li metto, finché un giorno...<br>'''Griselda''': Finché un giorno?<br>'''Katherine''': Be', qualcuno arriva e li paga. ==Citazioni su ''Non tradirmi con me''== *È una commedia di allegria forzata in cui sembra che nessuno sia convinto di quel che fa, nemmeno la [[Greta Garbo|Garbo]] sulla corda d'equilibrio di uno sdoppiamento di personalità. (''[[il Morandini]]'') *Film dall'atmosfera vagamente pirandelliana, avrebbe avuto bisogno di una recitazione leggera e brillante che la Garbo non sembra capace di dare. [...] oggi si fa apprezzare soprattutto per la prova di Constance Bennett, brava e divertente. (''[[Il Mereghetti]]'') *La povera Greta Garbo non è riuscita neanche lei a sfuggire alla terribile macchina commerciale del cinema americano.<br>Colei che un tempo, malgrado i lunghi piedi e le spalle non belle, riusciva a travolgere nella bufera degli schermi giovinotti di primo pelo e uomini nel fiore degli anni, ragazzi che si affacciavano allora alla vita e ufficiali zaristi legati a una carriera, ora è stata immersa nella salsa variopinta di un film leggero. ([[Pietro Bianchi (critico cinematografico)|Pietro Bianchi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia romantica]] 0e46vxk0o604i829dwvqy7g3tyn9dru Two-Faced Woman 0 227319 1429896 2026-10-18T09:22:56Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Non tradirmi con me]] 1429896 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Non tradirmi con me]] hluidqwx78277gkcqybignl0rlq2qre