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Full Metal Jacket
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1396405
2026-10-22T09:03:13Z
~2026-56479-03
108766
/* Incipit */
1430329
wikitext
text/x-wiki
{{nota disambigua|i proiettili Full metal jacket|[[Pallottola incamiciata]]}}
{{Film
|titoloitaliano=Full Metal Jacket
|immagine=Full Metal Jacket Logo.png
|genere=drammatico/guerra
|regista=[[Stanley Kubrick]]
|soggetto=''[[Gustav Hasford#Nato per uccidere|Nato per uccidere]]'' di [[Gustav Hasford]]
|sceneggiatore=Stanley Kubrick, [[Michael Herr]], Gustav Hasford
|produttore=Stanley Kubrick
|attori=
*[[Matthew Modine]]: Soldato "Joker"
*[[Adam Baldwin]]: "Animal Mother"
*[[Vincent D'Onofrio]]: Soldato "Palla di Lardo"/Leonard Lawrence
*[[R. Lee Ermey]]: Sergente maggiore Hartman
*[[Dorian Harewood]]: "Eightball"
*[[Kevyn Major Howard]]: "Rafterman"
*[[Arliss Howard]]: Soldato "Cowboy"
*[[Ed O'Ross]]: Tenente Touchdown/Walter J. Schinoski
*[[John Terry (attore)|John Terry]]: Tenente Lockhart
*[[Kieron Jecchinis]]: "Crazy Earl"
*[[Kirk Taylor]]: Soldato Payback
*[[Tim Colceri]]: "Doorgunner"
*[[Jon Stafford]]: "Doc Jay"
*[[Ian Tyler]]: Tenente Cleves
*[[Bruce Boa]]: Colonnello Poge
*[[Gary Landon Mills]]: "Donlon"
*[[Peter Edmund]]: Soldato Biancaneve
|doppiatori italiani=
*[[Mattia Sbragia]]: Soldato “Joker”
*[[Luca Ward]]: “Animal Brother”
*[[Loris Loddi]]: Soldato “Palla di Lardo”/Leonard Lawrence
*[[Eros Pagni]]: Sergente maggiore Hartman
*[[Massimo Foschi]]: “Eightball”
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]]: “Rafterman”
*[[Luca Biagini]]: Soldato “Cowboy”
*[[Giorgio Locuratolo]]: Tenente Touchdown/Walter J. Schinoski
*[[Stefano De Sando]]: Tenente Lockhart
*[[Antonio Fattorini]]: “Crazy Earl”
*[[Roberto Pedicini]]: Soldato Payback
*[[Rodolfo Bianchi]]: “Doorgunner”
*[[Luciano Marchitiello]]: “Doc Jay”
*[[Fabrizio Pucci]]: Tenente Cleves
*[[Silvio Spaccesi]]: Colonnello Poge
*[[Mauro Magliozzi]]: “Donlon”
*[[Enrico Di Troia]]: Soldato Biancaneve
}}
'''''Full Metal Jacket''''', film statunitense del 1987 con [[Matthew Modine]], regia di [[Stanley Kubrick]].
{{tagline|Una pagina epica della guerra del Vietnam.}}
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
'''Sergente Hartman''': Io sono il sergente maggiore Hartman, vostro Capo Istruttore! Da questo momento potete parlare soltanto quando vi sarà richiesto, e la prima e l'ultima parola che dovrà uscire dalle vostre fogne sarà "signore"! Tutto chiaro, luridissimi vermi? <br/> '''Reclute''': Signorsì, signore. <br/> '''Sergente Hartman''': Ah, che cazzo, non vi sento! Rispondete come se le aveste davvero! <br/> '''Reclute''': Signorsì, signore!<br/> '''Sergente Hartman''': Se voi signorine finirete questo corso... e se sopravviverete all'addestramento... sarete un'arma! Sarete dispensatori di morte e pregherete per combattere! Ma fino a quel giorno... siete uno sputo! La più bassa forma di vita che ci sia nel globo! Non siete neanche fottuti esseri umani, sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta "merda"! Dato che sono un duro non mi aspetto di piacervi... ma più mi odierete più imparerete! Io sono un duro però sono giusto! Qui non si fanno distinzioni razziali, qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani o messicani! Qui vige l'[[eguaglianza]]: non conta un cazzo nessuno! I miei ordini sono di scremare tutti quelli che non hanno le palle necessarie per servire nel mio beneamato corpo! Capito bene, luridissimi vermi?! {{NDR|[[insulti dai film|insulto]]}}<br/> '''Reclute''': Signorsì, signore.<br/> '''Sergente Hartman''': Ah, che cazzo, non vi ho sentito!<br/> '''Reclute''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Come ti chiami, faccia di merda? <br/>'''Soldato Biancaneve''': Signore, soldato Brown, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Balle! D'ora in poi tu sei il soldato Biancaneve! Ti piace questo nome? <br/>'''Soldato Biancaneve''': Signorsì, certo, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Be', c'è una cosa che non ti piacerà, soldato Biancaneve: non si serve il piatto negro nazionale né il pollo fritto né il cocomero alla mia mensa! <br/>'''Soldato Biancaneve''': Signorsì, certo, signore! <br/>'''Soldato Joker''': "Sei proprio tu, [[John Wayne]]? E io chi sarei?" <br/>'''Sergente Hartman''' {{NDR|[[insulti dai film|insultando]]}}: Chi ha parlato?! Chi cazzo ha parlato?! Chi è quel lurido stronzo, comunista, checca e pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte?! Ah, non è nessuno, eh?! Sarà stata la fatina buona del cazzo! Vi ammazzo a forza di ginnastica, vi faccio venire i muscoli al buco del culo! Che ci potrete succhiare il latte senza cannuccia! Allora sei stato per caso tu, brutto stronzo? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Brutto pezzo di merda con la faccia da verme, scommetto che sei stato tu! <br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore! <br/>'''Soldato Joker''': Signore, l'ho detto io, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Però...Senti senti: Abbiamo tra noi un attore comico, il Soldato Joker. Io ammiro la sincerità; sì, sì, tu mi piaci, vieni a casa e ti faccio scopare mia sorella. {{NDR|gli dà un pugno nello stomaco}} Brutto sacco di merda, io ti metto sotto, ti farò un culo così! Qui tu non riderai! Tu non piangerai! Qui si riga dritto e basta! Ti faccio vedere io! Alzati in piedi, tirati su! Datti subito una regolata, amico mio, sennò io ti svito il cranio e ti cago in gola!<br/>'''Soldato Joker''': Signorsì, certo, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato Joker, perché sei qui nel mio benamato corpo? <br>'''Soldato Joker''': Signore, per uccidere, signore! <br/>'''Sergerte Hartman''': Allora tu sei un killer? <br />'''Soldato Joker''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Fammi una faccia da guerra! <br/>'''Soldato Joker''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Quella è una faccia da guerra? {{NDR|Hartman lancia un urlo}} La mia è una faccia da guerra! Avanti con la tua faccia da guerra! {{NDR|Joker lancia un urlo}} Manco per il cazzo, non fai paura a nessuno! Voglio una faccia da guerra vera! {{NDR|Joker lancia un altro urlo più forte}} Non mi fai paura, ti ci devi applicare! <br/>'''Soldato Joker''': Signorsì, signore! <br/> '''Sergente Hartman''': {{NDR|a Cowboy}} E tu che scusa hai? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signore, scusa di che, signore? <br/>'''Sergente Hartman''': Le domande qui le faccio io fino a prova contraria, sono stato chiaro??<br/>'''Soldato Cowboy''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Bene, grazie mille, ti dispiace se comando io per un po'? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Sei un po' emozionato, sei un po' nervoso?<br/>'''Soldato Cowboy''': Signorsì, nervoso, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Sono io che ti rendo nervoso? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Signore cosa, avevi mica intenzione di darmi dello stronzo? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Quanto sei alto, soldato? <br/> '''Soldato Cowboy''': Signore, 1 e 73, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': 1 metro e 73? Prima non facevano pile di merda così alte! Cerchi anche di fregarmi qualche centimetro, eh?!<br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore!<br/>'''Sergente Hartman''' {{NDR|[[insulti dai film|insultando]]}}: È chiaro: Io dico che la parte migliore dello schizzo da cui sei nato è colata tra le chiappe di tua madre ed ha macchiato il materasso! T'hanno fatto con lo scarto! Da dove cazzo vieni comunque, soldato? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signore, Texas, signore! <br/> '''Sergente Hartman''': Strano, io ho sempre saputo che nel Texas ci nascono solo tori e checche, soldato Cowboy! Tu l'aria del toro non ce l'hai neanche un po' e quindi il cerchio si restringe! Tu succhi i cazzi? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Ci soffi dentro per gonfiarli? <br/>'''Soldato Cowboy''': Signor no, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Io scommetto che tu sei uno di quegli ingrati che lo mette in culo a qualche poveraccio senza usargli la cortesia di menarglielo davanti per sdebitarsi! Ti terrò d'occhio! {{NDR|a Palla di lardo}} I tuoi genitori hanno anche figli normali? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Si saranno pentiti di averti fatto! Tu sei talmente brutto che sembri un capolavoro d'arte moderna! Come ti chiami, sacco di lardo? <br />'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, Leonard Lawrence, signore! <br />'''Sergente Hartman''': Lawrence? [[Lawrence d'Arabia|Lawrence come, d'Arabia]]? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore. <br />'''Sergente Hartman''': Il tuo è un nome da nobili! Tu sei di sangue reale? <br />'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore! <br />'''Sergente Hartman''': E tu li succhi i cazzi? <br />'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore! <br />'''Sergente Hartman''': Balle! Tu ti succhi una pallina da un capo all'altro del tubo per innaffiare! <br />'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore! <br />'''Sergente Hartman''': Non mi piace il nome [[Lawrence (nome)|Lawrence]], solo finocchi e marinai si chiamano Lawrence! D'ora in poi tu sarai "Palla di Lardo"!<br/>'''Soldato Palla di lardo''': Signor sì, signore. <br/>'''Sergente Hartman''' Mi trovi carino, soldato Palla di Lardo? Ti sembro buffo?<br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Allora strappati dal grugno quel sorriso da stronzo! <br/> '''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore!<br/>'''Sergente Hartman''': ...Bene, prenditela pure comoda, tesoro! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, ci provo, signore!<br/>'''Sergente Hartman''': Palla di Lardo, ho deciso di darti tre secondi, esattamente tre fottuti secondi per toglierti quel sorriso da cretino dal muso! In caso contrario ti strappo le palle degli occhi e ti fotto il cervello! Uno...due...tre!<br/>'''Soldato Palla di Lardo''':'''[ci prova]''' Signore, non ci riesco, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Balle! Mettiti in ginocchio, sacco di merda! {{NDR|Palla di Lardo si mette in ginocchio}} Strangolati da solo! {{NDR|Palla di Lardo si strangola da solo con entrambe le mani}} Ma no, con la mia mano, brutto stronzo! {{NDR|Palla di Lardo fa per prendere la mano di Hartman}} Non mi tirare la mano! Ho detto di strangolarti da solo! Chinati davanti e fatti strangolare! {{NDR|Palla di Lardo poggia il collo sulla mano di Hartman e si lascia strangolare per alcuni secondi}} Hai finito di sorridere?! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''' {{NDR|ansimando}}: Signorsì, signore...! <br/>'''Sergente Hartman''': Balle! Non ho sentito che hai detto! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''' {{NDR|continuando ad ansimare}}: ... Signorsì, signore...! <br/>'''Sergente Hartman''': Balle! Non ti sento ancora! Urla come se li avessi davvero! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': ... Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Basta così, alzati in piedi! Palla di Lardo, è meglio che metti il culo in carreggiata e cominci a cagarmi anelli con brillanti su un piatto d'argento, sennò sarò costretto a fotterti di brutto! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore!
==Frasi==
{{cronologico}}
*Parris Island, campo di addestramento del Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Corso di 8 settimane per falsi duri e pazzi furiosi. ('''Soldato Joker'''){{NDR|voce fuori campo}}
*Stanotte vi porterete a letto il vostro [[fucile]], e darete al vostro fucile un nome di ragazza, perché sarà quello l'unico buco che voialtri rimedierete qui dentro! I bei tempi dei ditalini alle vostre Mary-Jane-Fica-Rotta con le loro belle mutandine rosa sono finiti! Siete sposati al fucile, quel coso fatto di legno e di ferro, e rimarrete fedeli soltanto a lui! ('''Sergente Hartman''')
*"Questo è il mio [[fucile]]. Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio. Il mio fucile è il mio migliore amico, è la mia vita. Io debbo dominarlo come domino la mia vita. Senza di me il mio fucile non è niente; senza il mio fucile io sono niente. Debbo saper colpire il bersaglio, debbo sparare meglio del mio nemico che cerca di ammazzare me, debbo sparare io prima che lui spari a me e lo farò. Al cospetto di Dio [[Giuramenti dai film|giuro]] su questo credo: il mio fucile e me stesso siamo i difensori della patria, siamo i dominatori dei nostri nemici, siamo i salvatori della nostra vita e così sia, finché non ci sarà più nemico ma solo pace, amen". {{NDR|Il [[Credi dai film|credo]] del fuciliere}}
*Con lui ammazziamo e con questo chiaviam! ('''Sergente Hartman''') {{NDR|[[Canzoni dai film|cantando]], imitato da tutti i Marines che addestra, mentre con una mano si tiene i genitali e con l'altra regge il fucile}}
*Porta quel culo al di là dell'ostacolo, Palla di Lardo! Ma che fai, Palla di Lardo?! Tu non fai nessuno sforzo per superare questo maledetto ostacolo del cazzo! Se Dio te lo voleva far superare senza sforzi, ti miracolava e ti faceva spuntare le ali al culo! Fai passare il culo dall'altra parte, avanti! Se non ce la fai, me lo dici?! Scommetto che se ci fosse una bella fica lassù c'arriveresti eccome in cima all'ostacolo, dico bene?! Hai un culo che è pari a un quintale e mezzo di chewing-gum masticato! Te ne rendi conto, Palla di Lardo?! ('''Sergente Hartman''') {{NDR|[[insulti dai film|insulto]]}}
*{{NDR|Joker fa le flessioni appeso}} Una flessione per il comandante! Una per il corpo Marines! Avanti, coraggio, tira su! Be', quella per il Corpo dei Marines non l'hai fatta... tu devi farcela, Palla! Spingi! Spingi, Palla, spingi! Una bella spinta, Palla, andiamo, un po' di forza! Tu cerchi di fregarmi, Palla di Lardo! Tira su quel culo! Vorresti farmi credere che non sei capace di fare neanche una flessione?! Sei una montagna di merda molla, Palla di Lardo, non ti voglio più vedere! ('''Sergente Hartman''')
*{{NDR|[[insulti dai film|Insultando]] il soldato Palla di lardo all'ostacolo}} Monta, monta, ciccia molla! Svelto! Datti da fare Palla, sali su! Sali su! A vederti sembra di guardare un vecchio che cerca di scopare! Te ne rendi conto, Palla?! Avanti, coraggio! Vai troppo piano, muoviti! Muoviti! Soldato Palla di Lardo, fai quello che vuoi ma non mi cascare di sotto, mi faresti morire di crepacuore! Su, forza, passa di là! Passa di là! Allora, che cazzo stai aspettando, soldato Palla di Lardo? Passa dall'altra parte, muoversi! Muoversi! Muoversi! Allora mi vuoi proprio deludere? Hai deciso così? Allora rinuncia e vattene via, brutto tricheco grasso di merda, vattene via dal mio ostacolo del cazzo! Scendi giù da questo ostacolo del cazzo! Scendi! Muoviti! Altrimenti ti strappo via le palle così ti impedisco di inquinare il resto del mondo! Io [[Giuramenti dai film|giuro]] che riuscirò a motivarti, Palla di Lardo, a costo di andare ad accorciare il cazzo a tutti i cannibali del Congo! Avanti, muovi i piedi, cammina, Palla di lardo! Più svelto! Muoviti! Ma tu ci sei nato sotto forma di viscido sacco di merda, Palla di Lardo? O hai studiato per diventarlo? Muoviti, più svelto! Tirati su! La guerra è già bella che finita prima che arrivi tu! Lo capisci, Palla di Lardo? Muoviti! Ma che fai, ci lasci l'anima, Palla di Lardo? Tu vuoi morire per fregare me? Avanti, crepa! Fai vedere, vai, muoviti! Svelto, svelto, svelto! Che c'è, ti gira la testa? Ti senti svenire? Ma Cristo di un Dio, ma cosa fai, stai venendo?! ('''Sergente Hartman''')
*La più micidiale combinazione del mondo? Un marine col suo fucile. Ma è sulla volontà di uccidere che bisogna concentrarsi, se volete riuscire a salvare la pelle in combattimento. Il vostro fucile è solo uno strumento, è il cuore di pietra quello che uccide. Se la vostra volontà di uccidere non è pura, ben controllata, potreste esitare al momento della verità. Non sarete voi ad uccidere. Voi diventerete dei Marines morti e come conseguenza vi ritroverete in un mare di merda, perché a un Marine non è permesso morire senza autorizzazione! Avete capito bene, vermi? ('''Sergente Hartman''')
*Allora, oggi è il Santo Natale! Il gran varietà religioso comincerà alle ore 9 e 30! Il cappellano Charlie vi farà sapere come il mondo libero riuscirà a far fuori il [[comunismo]]: con l'aiuto di [[Dio]] e di alcuni [[Marines]]! Dio ci si arrapa con i Marines! Perché noi ammazziamo tutto quello che vediamo! Lui fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro! E per dimostrargli il nostro apprezzamento per averci dato tanto potere, noi gli riempiamo il cielo di anime sempre fresche! Dio è arrivato prima del Corpo dei Marines, e quindi a Gesù voi potete offrire il cuore, ma il vostro culo appartiene alla nostra arma! ('''Sergente Hartman''')
*Il Têt è l'equivalente del nostro quattro luglio, di Natale e del Capodanno, tutti insieme. Tutti i musi gialli, nord e sud, saranno lì a picchiare sui gong, abbaiare alla luna e a visitare gli antenati morti. ('''Tenente Lockhart''')
*Il nemico, molto subdolamente, ha approfittato della tregua del Têt per lanciare un' offensiva in tutto il paese. Finora in questa zona ci è andata bene, ma noi siamo l'eccezione. I rossi picchiano su tutti i nostri obiettivi militari, e picchiano forte. A Saigon l'ambasciata degli Stati Uniti è stata invasa da alcune squadre suicide nordviet. Khe Sanh sta per cadere, è questione di ore. Ci risulta inoltre che una divisione nordvietnamita ha occupato tutta la parte della cittadina di Huế che si trova al sud del Fiume dei Profumi. In termini strategici, i rossi hanno tagliato in due il paese. I corrispondenti civili si cagano addosso, perfino [[ Walter Cronkite|Cronkite]] dice in TV che non ci sono più possibilità di vittoria. In altre parole: qui c'è un gran panino imbottito di merda, e tutti quanti devono ingoiare il loro morso. ('''Tenente Lockhart''')
*Tutti quelli che scappano sono Viet Cong, tutti quelli che restano fermi sono Viet Cong molto ben educati! ('''Mitragliere di un elicottero''') {{NDR|intervistato da Joker, mentre spara contro i civili vietnamiti}}
*I [[morti]] sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi. ('''Soldato Joker''')
*Io volevo tanto vedere l'esotico [[Vietnam]], il gioiello dell'Asia orientale. Io volevo incontrare gente interessante, stimolante, con una civiltà antichissima... e farli fuori tutti. Volevo essere il primo ragazzo del mio palazzo a fare centro dentro qualcuno! ('''Soldato Joker''')
*Voi volere prima classe fotti-fotti? ('''Militare sudvietnamita''') {{NDR|Presentando ai soldati statunitensi una prostituta vietnamita}}
*Questa toglierebbe la cromatura anche al pomello del gancio del rimorchio. ('''Soldato Eightball''') {{NDR|riferendosi alla suddetta prostituta vietnamita che non voleva andare con lui a causa delle dimensioni del pene ritenute eccessive}}
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Sempre il negretto dietro al grilletto, eh?! ('''Soldato Eightball''')
[[File:Stanley Kubrick The Exhibition - TIFF - Full Metal Jacket (16215656639).jpg|thumb|Il credo del fuciliere con gli oggetti di scena]]
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Ma che cazzo, sta nella merda! Io lo vado a prendere, voi copritemi! ('''Soldato "Doc Jay"''')
*{{NDR|Dopo che Joker ha ucciso la cecchina agonizzante per porre fine alle sue sofferenze}} Sei un duro, Joker! Adesso sei veramente un duro! ('''Soldato Donlon''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*{{NDR|[[Canzoni dai film|Cantando]]}}<br/>'''Sergente Hartman''': Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>'''Reclute''': Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>'''Sergente Hartman''': E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>'''Reclute''': E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>'''Sergente Hartman''': Infila qua. <br/>'''Reclute''': Infila qua. <br/>'''Sergente Hartman''': Infila là. <br/>'''Reclute''': Infila là. <br/>'''Sergente Hartman''': Un po' più su. <br/>'''Reclute''': Un po' più su. <br/>'''Sergente Hartman''': Un po' più giu. <br/>'''Reclute''': Un po' più giù. <br/>'''Sergente Hartman''': Va bene a te. <br/>'''Reclute''': Va bene a te. <br/>'''Sergente Hartman''': Va bene a me. <br/>'''Reclute''': Va bene a me. <br/>'''Sergente Hartman''': Spingi. <br/>'''Reclute''': Spingi. <br/>'''Sergente Hartman''': Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>'''Reclute''': Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>'''Sergente Hartman''': Va giù la sera quando cala il sol... <br/>'''Reclute''': Va giù la sera quando cala il sol... <br/>'''Sergente Hartman''': [[Ho Chi Minh]] le pippe si fa. <br/>'''Reclute''': Ho Chi Minh le pippe si fa. <br/>'''Sergente Hartman''': Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. <br/>'''Reclute''': Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa.
*'''Sergente Hartman''': Sveglia! Sveglia! Sveglia! Mollate l'uccello e agguantate le calze, oggi è domenica: varietà religioso alle 8 in punto, brande in ordine e uniforme festiva, le pulizie cominceranno fra due minuti! Soldato Cowboy, Soldato Joker! <br/>'''Soldato Cowboy''': Signorsì, signore! <br/>'''Soldato Joker''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Voi due stronzi appena avete finto di fare le brande andate a pulire i cessi? <br />'''Soldato Cowboy''': Signorsì, signore! <br/>'''Soldato Joker''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Quei cessi li voglio così lustrati e sfavillanti che di venirci a fare i suoi bisogni ne dovrebbe essere orgogliosa anche la Vergine Maria! <br/>'''Soldato Joker''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato semplice Joker, tu credi alla Vergine Maria? <br/>'''Soldato Joker''': Signor no, signore. <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato Joker, io credo di non aver sentito quello che hai detto! <br/>'''Soldato Joker''': Signore, il soldato ha risposto no! No, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Brutto verme, mi fai venir voglia di vomitare! {{NDR|colpisce Joker con uno schiaffo}} Brutto ateo comunista, adesso mi dici immediatamente che tu vuoi bene alla Vergine Maria, altrimenti io ti strappo le budella! Allora vuoi bene alla Vergine Maria, vero o no?! <br/>'''Soldato Joker''': Signor no, negativo, signore. <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato Joker, allora tu hai deciso di offendermi? <br/>'''Soldato Joker''': Signore, negativo, signore. Il soldato pensa che qualunque cosa dica non vada bene e pensa che l'istruttore intenda punirlo ancora di più se si rimangia quello che ha detto, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Chi è il tuo caposquadra, sacco di merda? <br/>'''Soldato Joker''': Signore, il caposquadra di questo soldato è il soldato Biancaneve, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato Biancaneve! <br/>'''Soldato Biancaneve''': Signorsì, soldato Biancaneve è presente, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato Biancaneve, sei degradato, il soldato Joker è promosso caposquadra!<br/>'''Soldato Biancaneve''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Scompari, sacco di merda! <br/>'''Soldato Biancaneve''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Palla di Lardo! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, soldato Palla di Lardo a rapporto, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Palla di Lardo, da adesso in poi il soldato Joker è il tuo nuovo caposquadra! Tu ti trasferisci sul suo castello! Ti insegnerà un sacco di cose, ti insegna perfino a pisciare! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore. <br/>'''Sergente Hartman''': Il soldato Joker è ignorante e senza Dio ma ha fegato, e il fegato è tutto! Ora, signorine, potete procedere! <br/>'''Reclute''': Signorsì, signore!
*{{NDR|Cantando}}<br/> '''Sergente Hartman''' {{NDR|riferito al Corpo dei Marines}}: Del mio Corpo sono sempre fier... <br/>'''Reclute''': Del mio Corpo sono sempre fier... <br/>'''Sergente Hartman''': Ve lo voglio proprio far saper... <br/>'''Reclute''': Ve lo voglio proprio far saper... <br/>'''Sergente Hartman''': Crepi Ho Chi Minh, viva il Corpo dei Marines! <br/>'''Reclute''': Crepi Ho Chi Minh, viva il Corpo dei Marines! <br/>'''Sergente Hartman''': Crepi Ho Chi Minh, viva il Corpo dei Marines! <br/>'''Reclute''': Crepi Ho Chi Minh, viva il Corpo dei Marines! <br/>'''Sergente Hartman''': Il corpo mio... <br/>'''Reclute''': Il corpo mio... <br/>'''Sergente Hartman''': Il corpo tuo... <br/>'''Reclute''': Il corpo tuo... <br/>'''Sergente Hartman''': Di tutti noi... <br/>'''Reclute''': Di tutti noi... <br/>'''Sergente Hartman''': Marines noi siam... <br/>'''Reclute''': Marines noi siam... <br/>'''Sergente Hartman''': La [[eschimese|esquimese]] sempre al polo sta... <br/>'''Reclute''': La esquimese sempre al polo sta... <br/>'''Sergente Hartman''': E la fica sempre fredda c'ha... <br/>'''Reclute''': E la fica sempre fredda c'ha... <br/>'''Sergente Hartman''': Che bontà... <br/>'''Reclute''': Che bontà... <br/>'''Sergente Hartman''': Gran bontà... <br/>'''Reclute''': Gran bontà... <br/>'''Sergente Hartman''': Che bontà... <br/>'''Reclute''': Che bontà... <br/>'''Sergente Hartman''': Gran bontà... <br/>'''Reclute''': Gran bontà... <br/>'''Sergente Hartman''': È squisita... <br/>'''Reclute''': È squisita... <br/>'''Sergente Hartman''': Prelibata... <br/>'''Reclute''': Prelibata... <br/>'''Sergente Hartman''': Piace a te... <br/>'''Reclute''': Piace a te... <br/>'''Sergente Hartman''': Piace a me... <br/>'''Reclute''': Piace a me...
*'''Sergente Hartman''' {{NDR|passando in ispezione i Marines}}: Tagliati le unghie... Hai i piedi lerci... Buca quella vescica... {{NDR|Si accorge che il lucchetto della cassetta di Palla di Lardo non è chiuso}} Ehi, ma Cristo d'un Dio... Palla di Lardo, perché il lucchetto della tua cassetta è aperto?! <br/>'''Soldato Palla di lardo''': Signore, non so, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Soldato Palla di Lardo, se c'è una cosa a questo mondo che non riesco a tollerare è un lucchetto di cassetta aperto! Tu questo lo sai, non è vero? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Sono le teste di cazzo come te che al mondo incrementano la razza dei ladri, è vero o no? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Scendi giù! Avanti, coraggio, vogliamo vedere se manca niente? {{NDR|Hartman rovescia la cassetta in terra e ne estrae una ciambella}} Oh, Gesù, Gesù... E questo che cos'è? Ma che cazzo è questo?! Che cos'è questo, Palla di Lardo? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, ciambella con crema signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Una ciambella con crema?! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': E come ci è arrivata qui? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, l'ho presa alla mensa, signore! <br/>'''Sergente Hartman''': È permesso portare viveri in camerata, Palla di Lardo? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore. <br/>'''Sergente Hartman''': Sei autorizzato a mangiare ciambelle con crema in camerata, Palla di Lardo? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signor no, signore. <br>'''Sergente Hartman''': E perché no, Palla di Lardo? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, sono in sovrappeso, signore! <br />'''Sergente Hartman''': Perché tu sei un ciccione ributtante e fai schifo, Palla di Lardo! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signorsì, signore. <br/>'''Sergente Hartman''': E perché hai nascosto la ciambella con crema dentro la tua cassetta, Palla di Lardo? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, perché avevo fame, signore. <br/>'''Sergente Hartman''': Perché tu avevi fame, Palla di Lardo! ... Il soldato Palla di Lardo ha disonorato se stesso e ha disonorato il suo plotone! Io ho cercato di aiutarlo, ma ho fallito! Io ho fallito perché voi non avete aiutato me, nessuno di voi ha dato al soldato Palla di Lardo le dovute giuste motivazioni! Quindi, da adesso in poi, quando Palla di Lardo farà una cazzata, io non punirò più il suddetto: io punirò tutti quanti voi! E quindi ho idea, signorine, che voi siate in debito con me di una ciambella con crema. Su, avanti, coraggio, faccia sotto! Apri la bocca! Loro pagano la ciambella e tu la mangi. Pronti, VIA!
*'''Sergente Hartman''': C’è qualcuno tra voi che sa chi era [[Charles Whitman]]? Non sapete niente, branco d'ignoranti? Soldato Cowboy.<br/>'''Soldato Cowboy''': Signore! È quello che ha sparato a tutta quella gente da una torre a Austin, Texas, Signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Affermativo! Charles Whitman ha ucciso 12 persone sparando da una torre di osservazione alta 28 piani dell'Università del Texas, a distanze che arrivano fino a 400 metri! Qualcuno sa chi era [[Lee Harvey Oswald]]? {{NDR|tutti alzano la mano}} Soldato Biancaneve! <br/>'''Soldato Biancaneve''': Signore, quello che ha ucciso [[John Fitzgerald Kennedy|Kennedy]], Signore!<br/>'''Sergente Hartman''': Esatto, e sai dirmi da quale distanza l’ha ucciso?<br/>'''Soldato Biancaneve''': Signorsì, da parecchio lontano, perché il palazzo era un magazzino di libri, signore! {{NDR|tutti ridono}}<br/>'''Sergente Hartman''': Silenzio, basta così! Era lontano 85 metri! Era 85 metri di distanza e sparava a un bersaglio in movimento! Lee Harvey Oswald ha sparato tre colpi con un moschetto italiano [[Carcano Mod. 91|di vecchio tipo]] in 6 secondi soltanto! Con ben due colpi a segno, di cui uno alla testa! Nessuno di voi sa per caso dove avevano imparato a sparare questi individui? {{NDR|Joker alza la mano}} Soldato Joker! <br/>'''Soldato Joker''': Signore, nei Marines, Signore! <br/>'''Sergente Hartman''': Nel corpo dei Marines, eccezionale! Quegli individui hanno dimostrato quel che può fare un Marine motivato con l’aiuto del suo fucile! E voi, signorine, prima della fine del corso dovreste essere capaci di fare lo stesso!
*'''Sergente Hartman''': Che nome hai dato al tuo fucile, Palla di Lardo? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': Signore, il nome del fucile di Palla di Lardo è Charlene, signore!<br/>'''Sergente Hartman''': Palla di Lardo, vedo con piacere che finalmente stai diventando un duro.
*{{NDR|Cantando}}<br/> '''Sergente Hartman''': Una sbarbina non la voglio perché... <br/>'''Reclute''': Una sbarbina non la voglio perché... <br/>'''Sergente Hartman''': Solo il fucile porterò con me... <br/>'''Reclute''': Solo il fucile porterò con me... <br/>'''Sergente Hartman''': E se in battaglia poi io creperò... <br/>'''Reclute''': E se in battaglia poi io creperò... <br/>'''Sergente Hartman''': Dentro una bara tornerò... <br/>'''Reclute''': Dentro una bara tornerò... <br/>'''Sergente Hartman''': Alla mia mamma fatelo saper... <br/>'''Reclute''': Alla mia mamma fatelo saper... <br/>'''Sergente Hartman''': Che ho fatto sempre il mio dover... <br/>'''Reclute''': Che ho fatto sempre il mio dover...
*'''Soldato Palla di Lardo''': {{NDR|impazzito}} Ciao Joker! <br/>'''Soldato Joker''': Quelle sono cartucce cariche? <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': 7,62 blindatissime. [[Pallottola incamiciata|Full Metal Jacket]]! <br/>'''Soldato Joker''': Leonard, se Hartman viene e ci trova qui dentro finiamo tutti e due in un mare di merda! <br/>'''Soldato Palla di Lardo''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Io ci sono già... Nella merda! Fino al collo! Spalla sinist, sinist! Spalla dest, dest! Caricare! Pied' arm. Questo è il mio fucile! Ce ne sono molti come lui, ma questo è il mio! Il mio fucile è il mio migliore amico! È la mia vita! Io debbo dominarlo come domino la mia vita! Senza di me il mio fucile non è niente! <br/>'''Sergente Maggiore Hartman''': {{NDR|alle reclute}} Tornate in branda! Ma che cazzo di cinematografo è questo?! Che vi prenda un accidente secco, che cazzo state facendo nel mio cesso? Come mai il soldato Palla di Lardo non è in branda dopo il silenzio?! Come mai il soldato Palla di Lardo ha un fucile in mano?! Come mai non gli hai ancora strappato le budella, soldato Joker?! <br/>'''Soldato Joker''': Signore, il dovere di questo soldato è d'informare il suo istruttore che Palla di Lardo ha un caricatore di cartucce blindate e il colpo in canna, signore! <br/> '''Sergente Maggiore Hartman''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Adesso stammi a sentire, Palla di Lardo. Stammi a sentire bene. Io voglio quell'arma e la voglio subito, adesso tu posi il tuo fucile a terra, ai tuoi piedi, e fai un passo indietro. {{NDR|Palla di Lardo/Leonard punta l'arma contro di lui}} Che c'è dentro quella zucca marcia che non funziona mai?! Mamma e papà ti hanno fatto mancare il loro affetto quando eri bambino?! {{NDR|Palla di Lardo uccide Hartman}} <br/>'''Soldato Joker''': Calma, Leonard, adesso sta' calmo. {{NDR|Palla di Lardo, sconvolto, abbassa il mitra, si siede sul gabinetto e si punta il mitra alla gola}} NOOOO! {{NDR|Palla di Lardo si uccide}}
*'''Prostituta vietnamita''' : Ehi, baby. Tu hai amica in Vietnam? <br/>'''Soldato Joker''' {{NDR|con Rafterman}}: Io adesso ancora no. <br/>'''Prostituta vietnamita''': Oh, baby. Io tanta volia. Io tanta volia. Io faccio amole lungo lungo. Fare festa? <br/>'''Soldato Joker''': Ma sì, facciamola la festa. Quanto vuoi? <br/>'''Prostituta vietnamita''': Quindici dolla. <br/>'''Soldato Joker''': Quindici dolla tutti e due? <br/>'''Prostituta vietnamita''': No. Quindici dolla uno. Io amole lungo lungo. Io tanta volia. <br/>'''Soldato Joker''': Quindici dolla è troppo beaucoup'. Cinque dolla a testa. <br/>'''Prostituta vietnamita''': Io succhia succhia. Mio amole dura molto. {{NDR|La prostituta lancia un bacio a Joker e un altro bacio a Rafterman}} <br/>'''Soldato Joker''': Mamma dice che più di cinque non devo spendere. <br/>'''Prostituta vietnamita''': Okay. 10 dolla uno. <br/>'''Soldato Joker''': E che ci fai per 10 dolla? <br/>'''Prostituta vietnamita''': Faccio tutto tu vuoi. <br/>'''Soldato Joker''': Tutto tutto? <br/>'''Prostituta vietnamita''' {{NDR|fa un gesto osceno}}: Tutto tutto.
*'''Soldato Rafterman''': Sai cosa mi fa incazzare di questa gente? Che noi veniamo qui ad aiutarli, e loro appena possibile ci cagano addosso. E' questo che non riesco a capire.<br /> '''Soldato Joker''': Non te la devi prendere Rafterman, sono fatti così. <br/>'''Soldato Rafterman''': Io odio Da Nang, voglio andare al fronte il prima possibile. Sono stufo, sono qui da tre mesi e non faccio altro che fotografare strette di mano alla consegna delle medaglie. <br /> '''Soldato Joker''': E se appena arrivi in prima linea ti fottono la colpa è mia.<br/>'''Soldato Rafterman''': Il mio lavoro lo può fare anche una ragazza, io voglio andare in mezzo alla merda. Voglio andare dove si preme il grilletto.<br /> '''Soldato Joker''': E se ti ammazzano, quando torno a casa in licenza, tua madre mi corre dietro e mi spacca la testa. Richiesta respinta, Rafterman.
*'''Tenente Lockhart''': Ann-Margret con tutto il seguito arriva la prossima settimana, ho bisogno di qualcuno che vada all'aeroporto e stia con lei per un paio di giorni. Rafterman, pensaci tu. <br/>'''Soldato Rafterman''': Ok, signore. <br/>'''Tenente Lockhart''': Fammi qualche bello scorcio dal basso. Una cosa non troppo esplicita, ma che si veda un po' di pelo... e qualche goccia di rugiada... <br/>'''Soldato Rafterman''': Sarà fatto.
*'''Tenente Lockhart''': Joker, te l'ho spiegato, noi pubblichiamo due tipi di storie: Marines che spendono la paga per comprare ai gialli dentifrici e deodoranti, tipo "arte di sedurre i cuori", ok? E storie di combattimenti con un sacco di morti, tipo "come vincere la guerra". Avrai visto tracce di sangue, di corpi trascinati... <br /> '''Soldato Joker''': Pioveva, signore. <br /> '''Tenente Lockart''': Be', lo so, è fatale, esiste la legge delle probabilità. Riscrivilo e mettici un bel lieto fine: almeno un morto. Un guastatore, un ufficiale... quello che preferisci.<br /> '''Soldato Joker''': Voi "grugni" che preferite?<br /> '''Tenente Lockart''': Noi "grugni" preferiamo ufficiali morti.<br /> '''Soldato Joker''': Va bene, un ufficiale. Facciamo un Generale?{{NDR|tutti ridono}}<br /> '''Tenente Lockart''': Joker, vuoi che i nostri lettori vengano turbati dai sensi di colpa? Casomai non lo sapessi, questa non è molto popolare come guerra, e il dovere nostro è di pubblicare quello che gli inviati civili della scuola "che ci stiamo a fare in Vietnam" non pubblicano.<br /> '''Soldato Joker''': Signore, se magari ci andasse lei a vedere qualche azione chissà le tracce di sangue e i mostri trascinati che ci sarebbero.{{NDR|tutti ridono}}<br /> '''Tenente Lockart''': Joker, io ce l'ho portato il culo al fronte, e non mi è piaciuto per niente. Tanti insetti e troppi, troppi pericoli. Il lavoro che faccio qui è più adatto al mio temperamento: retrovie con tutti i comfort.
*'''Soldato Joker''': Ragazzi, mi sono proprio rotto le palle. Voglio tornare nella merda. È un mese che non sento un colpo sparato con cattiveria. <br/>'''Soldato Payback''': Joker è proprio un duro, succhierebbe il moccio dal naso di un morto... e chiederebbe il bis! <br/>'''Soldato Joker''': Come diceva John Wayne: "Un giorno senza sangue è come un giorno senza sole".
*'''Soldato Stork''' {{NDR|[[Barzellette dai film|barzelletta]]}}: Ehi, Payback! Come si fa a fermare cinque negri che stanno sfondando una bianca? <br/>'''Soldato Payback''': Fanculo Stork! <br/>'''Soldato Stork''': Gli tiri una palla da basket!
*'''Soldato Joker''': E come fai a sparare sulle donne e sui bambini? <br/>'''Soldato''': È facile, vanno più lenti! Miri più vicino!
[[File:Jokers helmet from the awesome Stanley Kubrick exhibition at LACMA (8278915803).jpg|thumb|«Tu scrivi "nato per uccidere" sull'elmetto e porti un distintivo di pace. Che cosa credi di fare, umorismo malsano?» (Colonnello)]]
*'''Colonnello''': Marine, cos'è quel distintivo sul giubbotto?<br /> '''Soldato Joker''': Un simbolo di pace, signore!<br /> '''Colonnello''': Dove l'hai preso?<br /> '''Soldato Joker''': Non me lo ricordo, signore!<br /> '''Colonnello''': Che cosa c'è scritto sul tuo elmetto?<br /> '''Soldato Joker''': "Nato per uccidere", signore!<br /> '''Colonnello''': Tu scrivi "nato per uccidere" sull'elmetto e porti un distintivo di pace. Che cosa credi di fare, umorismo malsano?<br /> '''Soldato Joker''': Signor no!<br /> '''Colonnello''': E ora dimmi, che cosa significa?<br /> '''Soldato Joker''': Non saprei, signore!<br /> '''Colonnello''': Non sai un sacco di cose, mi pare.<br /> '''Soldato Joker''': Signor no!<br /> '''Colonnello''': Cerca di stabilire un contatto fra la testa e il culo, altrimenti sono cazzi enormi!<br /> '''Soldato Joker''': Signorsì!<br /> '''Colonnello''': Rispondi alla mia domanda, sennò ti mando dritto dritto alla disciplinare!<br /> '''Soldato Joker''': Io volevo soltanto fare riferimento alla dualità dell'essere umano, signore.<br /> '''Colonnello''': A cosa?<br /> '''Soldato Joker''': L'ambiguità dell'uomo, una teoria [[Carl Gustav Jung|junghiana]], signore.<br /> '''Colonnello''': Tu da che parte stai, giovanotto?<br /> '''Soldato Joker''': Io tengo per noi, signore.<br /> '''Colonnello''': Tu ami la tua patria?<br /> '''Soldato Joker''': Signorsì!<br /> '''Colonnello''': Allora uniformati al programma! In riga con gli altri, e avanti per la grande vittoria!<br /> '''Soldato Joker''': Signorsì!<br /> '''Colonnello''': Figliolo, ai miei [[Marines]] io non ho mai chiesto altro che di obbedire a me come alla parola di Dio. Noi siamo qui per aiutare i vietnamiti, perché dentro ogni muso giallo c'è uno che sogna di diventare americano. È un mondo spietato, figliolo! Bisogna tener duro fino a quando passerà questa mania della pace!<br /> '''Soldato Joker''': Signorsì, signore!
*'''Soldato Animal''': Tu saresti fotografo?<br/> '''Soldato Joker''': No, sono corrispondente dal fronte.<br/> '''Soldato Animal''': E l'hai già visto, il fronte?<br/> '''Soldato Joker''': Accidenti se l'ho visto, in televisione. {{NDR|tutti ridono}} <br/> '''Soldato Animal''': Ma lo sai che sei comico nato? <br/> '''Soldato Joker''': Mi chiamano Joker lo scherzoso. <br/> '''Soldato Animal''': Ce l'ho io uno scherzo che fa per te: ti rifaccio nuovo il buco del culo. {{NDR|tutti ridono}} <br/> '''Soldato Joker''': Sei bravo, ma prima devi mangiarti le noccioline che trovi nella mia cacca. {{NDR|tutti ridono ancora di più}} <br/> '''Soldato Animal''': Tu sai chiacchierare, ma le palle ce le hai? {{NDR|tutti fanno un verso di stupore}} <br/> '''Soldato Eightball''': Tu forse non ci credi, ma quando si spara, Animal diventa uno degli esseri più dolci del mondo. Ci vuole solo qualcuno che gli tiri addosso bombe a mano per tutta la vita. <br/> '''Soldato Cowboy''': Andiamo, piantala! {{NDR|prende da parte Joker}} Vieni a sederti. <br/> {{NDR|Eightball e Animal si siedono}} '''Soldato Animal''': Ehi, negretto bello, per fortuna a voi vi porta via la malaria. <br/> '''Soldato Eightball''': Certo, come no. <br/>'''Crazy Earl''': {{NDR|chiamando Rafterman}} Ehi, fotografo, vuoi fare una bella foto? Guarda qui, fai questa. Questo è mio fratello. {{NDR|toglie il cappello dal viso di un soldato vietnamita ucciso}} Questa festa è per lui. Lui è l'ospite d'onore. Sai, oggi compie i suoi anni. <br/> '''Soldato Animal''': Tanti auguri, muso giallo. {{NDR|gli altri marine fanno gli auguri}} <br/> '''Crazy Earl''': Giornata indimenticabile! Il giorno in cui sono arrivato a Huè mi sono dovuto scontrare con un milione di musi gialli. Io li amo i bastardini comunisti, dico sul serio, sono grugni come noi, solo che hanno gli istruttori con gli occhi a mandorla. Siamo i giganti verdi dei detersivi, solo che noi andiamo in giro a ripulire il mondo... col mitra. Quelli che abbiamo fatto fuori oggi sono le persone più meravigliose del mondo. Quando torneremo a casa di sicuro non troveremo mai più gente a cui valga la pena di sparare.
*{{NDR|Osservando una fossa comune con i corpi di alcuni compagni Marines}}<br> '''Soldato T.H.E. Rock''': Voi tornate a casa. <br/> '''Tenente Crazy Earl''': Semper fidelis. <br/> '''Soldato Donlon''': Siamo loschi Marines, signore. <br/> '''Soldato Eightball''': Riposate in pace. <br/> '''Soldato Animal''': Meglio a voi che a me. <br/> '''Soldato Rafterman''': Almeno sono morti per la buona causa. <br/> '''Soldato Animal''': E quale causa? <br/> '''Soldato Rafterman''': La libertà. <br/>'''Soldato Animal''': Tira la catena e sciacquati il cervello. Tu credi che li ammazziamo per la libertà? Questa è strage. Se devo rischiare la pelle per una parola allora l'unica che mi va bene è "scopare". <br/> '''Soldato Cowboy''': Che iella per Handjob. Lo stavano per far tornare a casa per malattia. <br/> '''Soldato Joker''': Perché, che malattia? <br/> '''Soldato Cowboy''': Si faceva dieci [[Masturbazione|seghe]] al giorno. <br/> '''Soldato Eightball''': Ma che dici, minimo dieci al giorno. <br/> '''Soldato Cowboy''': La settimana scorsa l'hanno mandato a farsi visitare da uno psichiatra della Marina... e questo matto mentre sta in sala d'aspetto si mette a farsi una sega. Articolo 8, congedo immediato. Stava aspettando solamente le carte per andarsene.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
Per oggi abbiamo scolpito abbastanza i nostri nomi nelle pagine della storia. Ci mettiamo in marcia per il fiume dei profumi per passarci la notte. I miei pensieri vanno di nuovo ai capezzoli eretti, alle eiaculazioni notturne, ai sogni bagnati di Mary-Jane-Fica-Rotta, alle fantasie dell'immensa scopata al ritorno a casa. Sono proprio contento di essere vivo, tutto d'un pezzo e prossimo al congedo... certo, vivo in un mondo di merda, questo sì, ma sono vivo... e non ho più paura. ('''Soldato Joker''') {{NDR|mentre torna a casa}}
==Citazioni su ''Full Metal Jacket''==
*I giovani che fanno il servizio militare in realtà si credono ancora immortali. Non conoscono la paura della morte. Essa quindi non costituisce minimamente un problema. Di che cosa si tratti effettivamente lo dice il sergente nella parte conclusiva del film: "I soldati del corpo dei Marines muoiono, essi esistono per questo. Ma il corpo dei Marines vivrà per sempre". In questa maniera vende loro un'immortalità a basso prezzo. ([[Stanley Kubrick]])
*Sì, Ermey interpreta se stesso. {{NDR|L'attore Ronald Lee Ermey aveva lavorato come agente istruttore a Parris Island}} È un colpo di fortuna, quasi un miracolo trovare qualcuno che sa recitare così bene e in più non recita che se stesso. Anche queste sono cose che succedono una volta sola nella vita. ([[Stanley Kubrick]])
*{{NDR|In risposta alla domanda sulla reazione dell'attore ed ex-sergente istruttore R. Lee Ermey di fronte al modo con cui il suo personaggio era stato rappresentato}} Sì, è piaciuto. Una cosa deve essere ben chiara: se una persona decide di diventare istruttore presso i Marines, non lo farà per motivi umanitari o perché si tratta di una persona particolarmente raffinata o sensibile. Una persona meschina non è certo animata da bonomia né tanto meno da interessi sociologici. Credo d'altra parte che al mondo ci siano pochissimi eserciti che formano le loro truppe diversamente, con particolare sensibilità. ([[Stanley Kubrick]])
===Frasi promozionali===
*Acclamato dai critici di tutto il mondo come il miglior film di guerra mai realizzato.
:''Acclaimed by critic around the world as the best war movie ever made''<ref>Dalla copertina della VHS in inglese. {{Cfr}} {{en}} [http://www.imdb.com/media/rm2663620352/tt0093058?ref_=ttmd_md_pv ''Posters & Photos from Full Metal Jacket (1987)''], ''IMDB.com''</ref>
*In Vietnam il vento non soffia, sputa.<ref>Letteralmente: «In Vietnam il vento non soffia, succhia». Si tratta di un gioco di parole intraducibile dal momento che in inglese "''to suck''" significa sia "succhiare" che "fare schifo".</ref>
:''In Vietnam the wind doesn't blow it sucks''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} {{en}} [http://www.imdb.com/media/rm2457261056/tt0093058?ref_=tt_ov_i ''Posters & Photos from Full Metal Jacket (1987)''], ''IMDB.com''</ref>
*Un'epopea della guerra del Vietnam.
:''Une épopéè dela guerre du Vietnam''<ref>Dalla locandina in francese. {{Cfr}} [http://www.archiviokubrick.it/opere/film/fmj/locandine/fmj-france1.gif ''Poster francese''], ''archiviokubrick.it''</ref>
*Una pagina epica della guerra del Vietnam<ref>Dalla locandina in italiano. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1987/fullmetaljacket/poster/0/ ''Poster Full Metal Jacket''], ''MYmovies.it''</ref>
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Offensiva del Têt]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film sulla guerra del Vietnam]]
[[Categoria:Film drammatici]]
1085ys51116mlhl5jwdj5sbo5nwey36
Vincent van Gogh
0
1818
1430302
1413537
2026-10-21T16:19:44Z
Codas
763
/* Lettere a Theo */
1430302
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Vincent Willem van Gogh 107.jpg|thumb|right|Autoritratto, inverno 1887–1888]]
'''Vincent Willem Van Gogh''' (1853 – 1890), pittore olandese.
==Citazioni di Vincent Van Gogh==
*Ho dunque schizzato i dieci "Travaux des champs" di [[Jean-François Millet|Millet]] e ne ho eseguito uno a fondo. Inoltre ho disegnato dall'incisione l'"Angelus" che mi hai mandato.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 7 settembre 1880; citato in Fischer 1975.</ref>
*Invece di cercare di rendere ciò che ho davanti agli occhi, mi servo del colore in modo totalmente arbitrario per esprimermi con maggiore intensità.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'arte'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 273. ISBN 9788858018330</ref>
*Niente [[blu]] senza [[giallo]] e senza arancione.<ref>Da una lettera a [[Émile Bernard]], 6-11 giugno 1888, in ''Lettere a un amico pittore'', a cura di Maria Mimita Lamberti, traduzione di Sergio Caredda, Rizzoli, Milano, 2013, n. 625. ISBN 9788858656983</ref>
*Non bisogna giudicare il buon Dio da questo [[mondo]], perché è uno schizzo che gli è venuto male.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref>
*Più divento dissipato, malato, vaso rotto, più io divento [[artista]], creatore, entro quel grande rinascimento dell'arte di cui parlavamo. Le cose sono certamente così, ma quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose talmente spirituali che ci assale una certa malinconia pensando con quanta minor fatica si sarebbe potuta vivere la vita, invece di fare dell'arte.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 29 luglio 1888; citato in ''Lettere a Theo''.</ref>
*Se torni nello studio ti accorgerai subito, credo, che ho sempre avuto in mente il piano riguardante le figure di lavoratori in litografia, anche se non ne parlo tanto. Ho un seminatore, un mietitore, una lavandaia, una operaia di miniera, una sarta, uno che scava, una donna con la pala, l'orfana, un ragazzo con una carriola di letame e altro ancora.<ref name="Fischer">Da una lettera al fratello Theo; citato in Fischer 1975.</ref>
*Una cosa resta – la fede – si sente istintivamente, ché moltissimo si cambia e che tutto si cambierà: siamo nell'ultimo quarto di un secolo che nuovamente finirà con una grandiosa rivoluzione. Ma anche supponendo che alla fine della nostra vita noi ne vedremo l'inizio, sicuramente non vedremo i tempi migliori dell'aria pura e del rinnovamento di tutta la società dopo questa grande tempesta.<ref name="Fischer" />
==''Lettere a Theo''==
{{cronologico}}
*L'uomo non si accontenta facilmente: trova la vita troppo facile, ed ecco che non è più abbastanza soddisfatto, di nuovo. (Ramsgate, aprile 1876; 2022)
*Siamo tanto attaccati a questa vecchia vita perché, accanto ai momenti di tristezza, abbiamo anche momenti di gioia in cui anima e cuore esultano – come l'[[allodola]] che non può fare a meno di cantare al mattino, anche se l'anima talvolta trema in noi, piena di timori. (Amsterdam, 30 maggio 1877; 2013)
*Bisogna aver sempre presente la [[meta]] da raggiungere e che la vittoria ottenuta dopo un'intera vita di laboriosa fatica vale più di un facile successo. Chiunque viva sinceramente e affronti senza piegarsi dolori e delusioni è assai più degno di chi ha sempre avuto il vento favorevole, non conoscendo altro che una relativa prosperità. (Amsterdam, 3 aprile 1878; 2013)
*Io sono un uomo istintivo, capace di fare cose più o meno insensate, delle quali mi accade più tardi di pentirmi. (Cuesmes, luglio 1880; 2013)
*C'è fannullone e fannullone.<br />C'è chi è fannullone per pigrizia e per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi anche prendermi per uno di quelli. Poi c'è l'altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio d'azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle circostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d'istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d'essere! so che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C'è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale.<br />Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c'è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c'è qualcosa da fare, ma che non può fare; che cosa è? non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: «Gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata», e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa, e lui è pazzo di dolore.<br />«Ecco un fannullone» dice un altro uccello che passa di là, «quello è come uno che vive di rendita.» Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – però lui sta a guardare fuori il cielo turgido, carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. «Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente, imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!»<br />Quel tipo di fannullone è come quell'uccello fannullone.<br />E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile. [...] Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede: «Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?».<br />Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita. (Cuesmes, luglio 1880; 2013)
*Non aspiro a diventare qualcuno di «straordinario»; mi basta essere «ordinario» nel senso che il mio lavoro sia ragionevolmente buono, che abbia il diritto di esistere e che possa servire a uno scopo. (Etten, 9 luglio 1881; 2013)
*Sai, disegnare a parole è anch'essa un'arte, che a volte tradisce una forza nascosta e dormiente, come piccoli fili di fumo grigio o blu svelano l'esistenza di un fuoco nel focolare. (L'Aia, 6 luglio 1882; 2013)
*Non è il linguaggio dei pittori, ma quello della [[natura]] che bisogna ascoltare. (L'Aia, 21 luglio 1882; 2013)
*Vedi, l'uomo non ha amico più fedele del suo ''dovere'' e benché a volte possa essere un rude e severo docente, finché si lavora a servizio ''del dovere'' non si diventa facilmente dei falliti. (L'Aia, giugno 1883; 2013)
*Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società.<br />Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l'odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va bene, soprattutto per gente di città. (Neunen, 30 aprile 1885; 2013)
*È veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici – anche quelli felici – e ciò che dicevi ultimamente di [[Guy de Maupassant]] ne è una prova ulteriore. Ciò riporta a galla l'eterno problema: la vita è tutta visibile da noi, oppure ne conosciamo prima della morte solo un emisfero?<br />I pittori – per non parlare che di loro – quando sono morti e sepolti parlano con le loro opere a una generazione successiva o a diverse generazioni successive.<br />È questo il punto o c'è ancora dell'altro? Nella vita di un pittore la morte non è forse quello che c'è di più difficile.<br />Dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, ''come pure'' mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella. (Arles, seconda metà di luglio 1888; 2013)
*Sento che quanto ho imparato a [[Parigi]] mi sta abbandonando… E non sarei affatto sorpreso se gli [[Impressionismo|impressionisti]] trovassero da ridire sul mio nuovo stile, che è stato alimentato dalle idee di [[Eugène Delacroix|Delacroix]] piuttosto che dalle loro. Infatti, invece di ritrarre fedelmente quello che mi sta davanti agli occhi mi servo molto più liberamente del colore per esprimermi con maggior vigore. (Arles, prima metà di agosto 1888)<ref>Citato in John Rewald, ''Dopo l'impressionismo'', Sansoni editore, 1995, p. 206, ISBN 88-383-1626-0. Traduzione Maria Ferrara. </ref>
*[...] quando si sta bene si deve poter vivere di un pezzo di pane, pur lavorando tutto il giorno, e avendo ancora la forza di fumare e di bere il proprio goccio. E allo stesso tempo sentire in modo chiaro che esistono le stelle e l'infinito. Allora la vita diventa quasi incantata. (Arles, 11 agosto 1888; 2013)
*Sai che Jeannin ha la peonia, che Quost ha la rosa, ma io ho il girasole. (Arles, 23 gennaio 1889; 2013)
*Trovo [[Paul Signac|Signac]] molto calmo, mentre lo giudicano violento; mi fa l'effetto di uno che abbia il suo aplomb, il suo equilibrio, ecco tutto. Raramente ho quasi mai ho avuto con un'impressionista una conversazione su argomenti di tutti i generi che si sia svolta senza contrasti o spiacevoli scontri. (Arles, 24 marzo 1889)
==Citazioni su Vincent Van Gogh==
*A me piace [...] pensare che Van Gogh sarebbe stato un pittore ancora più prolifico e geniale se le visioni che lo torturavano non l'avessero limitato tanto. Non credo che sia stato il dolore a renderlo così grande: penso invece che la pittura gli abbia regalato la sola felicità che avesse mai conosciuto. ([[David Lynch]])
*Una grandiosa rivoluzione verrà, ma il pittore di un mondo vulcanico non vivrà i «tempi migliori» di cui van Gogh è convinto. ([[Ernst Fischer]])
*Van Gogh disse una cosa molto bella: il modo migliore di amare la [[vita]] è amare molte cose. ([[Leo Buscaglia]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkeit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma, 1975.
*Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', a cura di Massimo Cescon, traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia, Guanda, Parma, 2013. ISBN 978-88-235-0600-8
*Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', traduzione di Daniela Ciccone e Michela Roasio, Edizioni Theoria, Sant'Arcangelo di Romagna, 2022. ISBN 978-88-549-8235-2
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Pittori olandesi|Van Gogh, Vincent]]
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/* Lettere a Theo */
1430303
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Vincent Willem van Gogh 107.jpg|thumb|right|Autoritratto, inverno 1887–1888]]
'''Vincent Willem Van Gogh''' (1853 – 1890), pittore olandese.
==Citazioni di Vincent Van Gogh==
*Ho dunque schizzato i dieci "Travaux des champs" di [[Jean-François Millet|Millet]] e ne ho eseguito uno a fondo. Inoltre ho disegnato dall'incisione l'"Angelus" che mi hai mandato.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 7 settembre 1880; citato in Fischer 1975.</ref>
*Invece di cercare di rendere ciò che ho davanti agli occhi, mi servo del colore in modo totalmente arbitrario per esprimermi con maggiore intensità.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'arte'', traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 273. ISBN 9788858018330</ref>
*Niente [[blu]] senza [[giallo]] e senza arancione.<ref>Da una lettera a [[Émile Bernard]], 6-11 giugno 1888, in ''Lettere a un amico pittore'', a cura di Maria Mimita Lamberti, traduzione di Sergio Caredda, Rizzoli, Milano, 2013, n. 625. ISBN 9788858656983</ref>
*Non bisogna giudicare il buon Dio da questo [[mondo]], perché è uno schizzo che gli è venuto male.<ref name="multi">Citato in [[Guido Almansi]], ''Il filosofo portatile'', TEA, Milano, 1991.</ref>
*Più divento dissipato, malato, vaso rotto, più io divento [[artista]], creatore, entro quel grande rinascimento dell'arte di cui parlavamo. Le cose sono certamente così, ma quest'arte eternamente viva, e questo rinascimento, questo germoglio verde che spunta dalle radici del vecchio tronco tagliato, sono cose talmente spirituali che ci assale una certa malinconia pensando con quanta minor fatica si sarebbe potuta vivere la vita, invece di fare dell'arte.<ref>Da una lettera al fratello Theo, 29 luglio 1888; citato in ''Lettere a Theo''.</ref>
*Se torni nello studio ti accorgerai subito, credo, che ho sempre avuto in mente il piano riguardante le figure di lavoratori in litografia, anche se non ne parlo tanto. Ho un seminatore, un mietitore, una lavandaia, una operaia di miniera, una sarta, uno che scava, una donna con la pala, l'orfana, un ragazzo con una carriola di letame e altro ancora.<ref name="Fischer">Da una lettera al fratello Theo; citato in Fischer 1975.</ref>
*Una cosa resta – la fede – si sente istintivamente, ché moltissimo si cambia e che tutto si cambierà: siamo nell'ultimo quarto di un secolo che nuovamente finirà con una grandiosa rivoluzione. Ma anche supponendo che alla fine della nostra vita noi ne vedremo l'inizio, sicuramente non vedremo i tempi migliori dell'aria pura e del rinnovamento di tutta la società dopo questa grande tempesta.<ref name="Fischer" />
==''Lettere a Theo''==
{{cronologico}}
*L'uomo non si accontenta facilmente: trova la vita troppo facile, ed ecco che non è più abbastanza soddisfatto, di nuovo. (Ramsgate, aprile 1876; 2022)
*Siamo tanto attaccati a questa vecchia vita perché, accanto ai momenti di tristezza, abbiamo anche momenti di gioia in cui anima e cuore esultano – come l'[[allodola]] che non può fare a meno di cantare al mattino, anche se l'anima talvolta trema in noi, piena di timori. (Amsterdam, 30 maggio 1877; 2013)
*Bisogna aver sempre presente la [[meta]] da raggiungere e che la vittoria ottenuta dopo un'intera vita di laboriosa fatica vale più di un facile successo. Chiunque viva sinceramente e affronti senza piegarsi dolori e delusioni è assai più degno di chi ha sempre avuto il vento favorevole, non conoscendo altro che una relativa prosperità. (Amsterdam, 3 aprile 1878; 2013)
*Io sono un uomo istintivo, capace di fare cose più o meno insensate, delle quali mi accade più tardi di pentirmi. (Cuesmes, luglio 1880; 2013)
*C'è fannullone e fannullone.<br />C'è chi è fannullone per pigrizia e per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi anche prendermi per uno di quelli. Poi c'è l'altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio d'azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle circostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d'istinto: eppure sono buono a qualcosa, sento in me una ragione d'essere! so che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C'è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale.<br />Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c'è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c'è qualcosa da fare, ma che non può fare; che cosa è? non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: «Gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata», e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa, e lui è pazzo di dolore.<br />«Ecco un fannullone» dice un altro uccello che passa di là, «quello è come uno che vive di rendita.» Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – però lui sta a guardare fuori il cielo turgido, carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. «Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente, imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!»<br />Quel tipo di fannullone è come quell'uccello fannullone.<br />E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile. [...] Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede: «Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?».<br />Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita. (Cuesmes, luglio 1880; 2013)
*Non aspiro a diventare qualcuno di «straordinario»; mi basta essere «ordinario» nel senso che il mio lavoro sia ragionevolmente buono, che abbia il diritto di esistere e che possa servire a uno scopo. (Etten, 9 luglio 1881; 2013)
*Sai, disegnare a parole è anch'essa un'arte, che a volte tradisce una forza nascosta e dormiente, come piccoli fili di fumo grigio o blu svelano l'esistenza di un fuoco nel focolare. (L'Aia, 6 luglio 1882; 2013)
*Non è il linguaggio dei pittori, ma quello della [[natura]] che bisogna ascoltare. (L'Aia, 21 luglio 1882; 2013)
*Vedi, l'uomo non ha amico più fedele del suo ''dovere'' e benché a volte possa essere un rude e severo docente, finché si lavora a servizio ''del dovere'' non si diventa facilmente dei falliti. (L'Aia, giugno 1883; 2013)
*Un contadino è più vero coi suoi abiti di fustagno tra i campi, che quando va a Messa la domenica con una sorta di abito da società.<br />Analogamente ritengo sia errato dare a un quadro di contadini una sorta di superficie liscia e convenzionale. Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo, vapori che si levano dalle patate bollenti – va bene, non è malsano; se una stalla sa di concime – va bene, è giusto che tale sia l'odore di stalla; se un campo sa di grano maturo, patate, guano o concime – va bene, soprattutto per gente di città. (Neunen, 30 aprile 1885; 2013)
*È veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici – anche quelli felici – e ciò che dicevi ultimamente di [[Guy de Maupassant]] ne è una prova ulteriore. Ciò riporta a galla l'eterno problema: la vita è tutta visibile da noi, oppure ne conosciamo prima della morte solo un emisfero?<br />I pittori – per non parlare che di loro – quando sono morti e sepolti parlano con le loro opere a una generazione successiva o a diverse generazioni successive.<br />È questo il punto o c'è ancora dell'altro? Nella vita di un pittore la morte non è forse quello che c'è di più difficile.<br />Dichiaro di non saperne assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, ''come pure'' mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella. (Arles, seconda metà di luglio 1888; 2013)
*Sento che quanto ho imparato a [[Parigi]] mi sta abbandonando… E non sarei affatto sorpreso se gli [[Impressionismo|impressionisti]] trovassero da ridire sul mio nuovo stile, che è stato alimentato dalle idee di [[Eugène Delacroix|Delacroix]] piuttosto che dalle loro. Infatti, invece di ritrarre fedelmente quello che mi sta davanti agli occhi mi servo molto più liberamente del colore per esprimermi con maggior vigore. (Arles, prima metà di agosto 1888)<ref>Citato in John Rewald, ''Dopo l'impressionismo'', Sansoni editore, 1995, p. 206, ISBN 88-383-1626-0. Traduzione Maria Ferrara. </ref>
*[...] quando si sta bene si deve poter vivere di un pezzo di pane, pur lavorando tutto il giorno, e avendo ancora la forza di fumare e di bere il proprio goccio. E allo stesso tempo sentire in modo chiaro che esistono le stelle e l'infinito. Allora la vita diventa quasi incantata. (Arles, 11 agosto 1888; 2013)
*Sai che Jeannin ha la peonia, che Quost ha la rosa, ma io ho il girasole. (Arles, 23 gennaio 1889; 2013)
*Trovo [[Paul Signac|Signac]] molto calmo, mentre lo giudicano violento; mi fa l'effetto di uno che abbia il suo aplomb, il suo equilibrio, ecco tutto. Raramente ho quasi mai ho avuto con un'impressionista una conversazione su argomenti di tutti i generi che si sia svolta senza contrasti o spiacevoli scontri. (Arles, 24 marzo 1889)<ref>Citato in John Rewald, ''Dopo l'impressionismo'', Sansoni editore, 1995, p. 308, ISBN 88-383-1626-0. Traduzione Maria Ferrara. </ref>
==Citazioni su Vincent Van Gogh==
*A me piace [...] pensare che Van Gogh sarebbe stato un pittore ancora più prolifico e geniale se le visioni che lo torturavano non l'avessero limitato tanto. Non credo che sia stato il dolore a renderlo così grande: penso invece che la pittura gli abbia regalato la sola felicità che avesse mai conosciuto. ([[David Lynch]])
*Una grandiosa rivoluzione verrà, ma il pittore di un mondo vulcanico non vivrà i «tempi migliori» di cui van Gogh è convinto. ([[Ernst Fischer]])
*Van Gogh disse una cosa molto bella: il modo migliore di amare la [[vita]] è amare molte cose. ([[Leo Buscaglia]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Ernst Fischer, ''L'arte è necessaria?'' (''Von der Notwendigkeit der Kunst''), traduzione di Fausto Codino, Editori Riuniti, Roma, 1975.
*Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', a cura di Massimo Cescon, traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia, Guanda, Parma, 2013. ISBN 978-88-235-0600-8
*Vincent van Gogh, ''Lettere a Theo'', traduzione di Daniela Ciccone e Michela Roasio, Edizioni Theoria, Sant'Arcangelo di Romagna, 2022. ISBN 978-88-549-8235-2
==Altri progetti==
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[[Immagine:Da Vinci Vitruve Luc Viatour.jpg|miniatura|''Uomo vitruviano'' ([[Leonardo Da Vinci]], 1490 ca.)]]
Citazioni sull''''uomo''' (inteso come essere umano, maschio o femmina) e sulla '''umanità''' (intesa come l'insieme degli esseri umani).
==Citazioni==
*Agisci in modo da considerare l'umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo. ([[Immanuel Kant]])
*''Ahi, cieca umana mente, | come i giudizi tuoi son vani e torti!'' ([[Torquato Tasso]])
*Al di sopra delle [[Nazione|nazioni]] è l'umanità. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Anche l'uomo più miserabile è in grado di scoprire le debolezze del più degno, anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più [[Saggezza|saggio]]. ([[Theodor Adorno]])
*Bene dissero gli antichi quando posero l'uomo fra le cose eterne e quelle temporali, perciò che non è né puramente eterno né semplicemente temporale, ma partecipando di entrambe le nature, e stando medio fra esse, gli è concesso viver quella che vuole. Perciò avviene che si diano tre tipi di uomini: alcuni, e sono ben pochi, sono annoverati fra gli Dei perché, dominati il vegetare e il sentire, divengono quasi totalmente razionali. Altri, lasciando l'intelletto e sommersi nel senso, paiono essersi tramutati in bestie. Altri infine, veri e propri uomini, son coloro che mediocremente han vissuto secondo le virtù morali, senza darsi tutti all'intelletto né tutti obliandosi nel corpo. ([[Pietro Pomponazzi]])
*Bisogna tornare all'uomo, alla sua grandezza ed alla sua fatica; e col ritorno all'uomo si ritornerà anche a Cristo. ([[Giorgio La Pira]])
*Bisogna veramente che l'uomo [[morte|muoia]] perché altri possa appurare, ed ei stesso, il di lui giusto [[valore]]. ([[Vittorio Alfieri]])
*Cane non mangia cane; «i feroci leoni non si fanno guerra»; il serpente non aggredisce il suo simile; v'è pace tra le bestie velenose. Ma per l'uomo non c'è bestia più pericolosa dell'uomo. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*{{NDR|Andando in giro di giorno con la lanterna accesa}} Cerco l'uomo. ([[Diogene di Sinope]])
*Che cos'è l'uomo, quando ci pensi, se non una macchina complicata e ingegnosa per trasformare, con sapienza infinita, il rosso vino di Shiraz in orina? ([[Karen Blixen]])
*Che cosa è uomo.<br>– Mente incarnata, anima faticosa, abitacolo di poco tempo, recettacolo di spirito, speculatore della vita, abandonatore della luce, consumazione di vita, moto etterno, camminatore ischiavo della morte. ([[Piovano Arlotto]])
*Che è dunque colle sue piccine passioni l'umanità? anzi – «fra il lampo di vita e il tuono di morte» ov'è l'uomo? ([[Carlo Dossi]])
*Che l'uomo sia la creatura più nobile lo si deduce già dal fatto che nessun'altra creatura lo ha ancora contraddetto. ([[Georg Christoph Lichtenberg]])
*''Che sappiamo dell'Uomo? | abbiamo percorso qualche pallido millimetro | nel vento immane delle Galassie in volo, | abbiamo posato il piede timoroso | sulle sabbie roventi della Luna... | ma l'Uomo nel suo profondo abisso | ci è ancora ignoto.'' ([[Carlo Martini (critico letterario)|Carlo Martini]])
*Che un uomo, sia pure dotato della più gran fermezza ed energia, cada in deliquio ad un'improvvisa percossa della fortuna, non deve meravigliare. Si uccide un uomo con l'imprevisto come un bue con la mazza. ([[Victor Hugo]])
*Chi conquista il [[cuore]] dell'uomo conquista tutto l'uomo. ([[San Francesco di Sales]])
*Chi non [[Amore|ama]] i propri compaesani o concittadini – che vede e conosce – non ha molte probabilità di arrivare a provare amore per l'«Uomo», che non ha mai visto né conosciuto. ([[Clive Staples Lewis]])
*Ci sono uomini che vivono di certezze e non hanno mai dubbi: quelli non vivono, esistono. ([[Romano Battaglia]])
*Ciarpame, ciarpame sono le opere dell'uomo. ([[Theodor Fontane]])
*Ciascun uomo ricomincia la storia del mondo, ciascun uomo la finisce, ciascun uomo unico, chiunque sia, unico agli occhi di Dio. ([[Julien Green]])
*Ciò che soprattutto distingue un grande uomo è il clima spirituale che egli crea nella sua anima; è quel ripetuto, quasi ininterrotto esercizio che regola i suoi istinti, attitudini, sentimenti, pensieri e azioni, e infine la sua ''aura'', quell'emanazione personale che raggiunge cerchi sempre più ampi di ispirazione e stimolo alle persone, anche dopo la sua morte. ([[Yehudi Menuhin]])
*Com'è piacevole l'uomo, quando è uomo. ([[Menandro]])
*Come l'individuo non è assolutamente un essere unico e separato dagli altri, ma è anche un essere sociale, così la psiche umana non è un fenomeno chiuso in sé e meramente individuale, ma è anche un fenomeno collettivo. ([[Carl Gustav Jung]])
*Creatura quanto mai strana è l'uomo: insaziabile, sempre inappagato, irrequieto, mai in pace con Dio o con se stesso, di giorno tende senza posa a inutili mete, di notte si abbandona a un'orgia di desideri proibiti e malvagi. ([[Jack London]])
*Credo che l'uomo collettivo, l'umanità, ossia l'Associazione, debba essere lavoro vitale d'una nuova fede, che starà al cristianesimo, come il cristianesimo al mosaismo; cioè verrà non a distruggerlo, ma a completarlo. Credo che mentre tutte le religioni hanno detto: «Dio è Dio, e Buddha è il suo profeta — e Cristo è il suo profeta — e Maometto è il suo profeta», la religione futura dirà: «Dio è Dio, e l'umanità è il suo profeta.» Quindi, rivelazione, non immediata, ma continua, progressiva, incarnazione divina nell'umanità: santificazione, ma mortalità di tutte le religioni, fasi tutte, secondo il tempo e lo spazio, della grande, vera, una religione, della quale ogni epoca storica svolge un principio, un articolo. La morale si perfezionerà, dacché invece di sancire che l'uomo può salvarsi, malgrado il mondo, e separandosi dal mondo, dirà che l'uomo non si salva se non attraverso il mondo, trasformando il mondo. ([[Giuseppe Mazzini]])
*– Di' un po, sai chi è quello strano tizio?<br>– È un umano.<br>– E cosa fa?<br>– Le solite cose che fanno gli umani: un po' ride, un po' studia, un po' ama... (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'')
*Di tutte le cose misura è l'uomo: di quelle che sono, per ciò che sono, di quelle che non sono, per ciò che non sono. ([[Protagora]])
*Di tutte le creature solo l'uomo è capace di concepire un bene superiore al bene egoistico, e di conseguenza, è impossibile per lui provare completa soddisfazione nella vita pratica. ([[William Boyd]])
*Dio versò nell'uomo un fiume di fiamma che dà la vita; lascialo raffreddare e non penserai, non sentirai, non vorrai e non farai niente che la chiocciola, animale di sangue freddo, non sia capace di fare nel proprio ambito. L'uomo deve divampare e ardere in modo sempre più puro perché possa produrre qualcosa di grande e di bello, in conformità alla sua vocazione. ([[Ferenc Kölcsey]])
*Dovunque sono uomini sono diversità di opinioni, disparità di sentimenti, differenza di umori, tali e tante variazioni temporanee o permanenti, che il consenso perfetto è impossibile, non dico fra tutti o fra molti, ma fra pochi, fra due. ([[Federico De Roberto]])
*– Dunque, l'essere umano medio è alto tra i novanta centimetri e i sette metri ed è fatto di un materiale molliccio e peloso avvolto in una T-shirt.<br>– È vero che ti mordono il collo e ti succhiano il fluido per farti diventare un umano?<br>– Esattamente. (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'')
*È davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l'umanità. È un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d'una fila di pensieri triviali. ([[Arthur Schopenhauer]])
*E del resto è giusto che gli uomini, i quali così spesso si arrogano come merito proprio un bene di cui non sono che strumenti, si attribuiscano assurdità che non è stato in loro potere evitare. ([[Luigi Pirandello]])
*È difficile essere uomini, difficile nello stesso tempo essere la terra e il sale della terra, la vita e il senso della vita. ([[Sebastiano Addamo]])
*E l'uomo il più agile di tutti gli animali, il più specialmente dotato di qualunque spezie di facoltà di imitazione, il più suscettibile di ricevere tutte le impronte immaginabili, differisce tanto sensibilmente da se stesso nei differenti climi, che varii naturalisti credono dover riguardare la razza umana come suddivisa in diverse spezie distinte. ([[Pierre Jean Georges Cabanis]])
*È la capacità dell'uomo di simpatizzare con tutte le creature viventi che fa di lui veramente un uomo. ([[Albert Schweitzer]])
*È strano come gli umani, che normalmente si considerano tanto superiori agli altri animali, impieghino, qualora sembri sostenere le loro preferenze dietetiche, un argomento che implica che dovremmo volgerci agli altri animali per riceverne ispirazione ed insegnamento morali. ([[Peter Singer]])
*È tipico della vanità e dell'impertinenza dell'uomo definire stupidi gli [[animale|animali]] perché così gli appaiono ai suoi sensi ottusi. ([[Mark Twain]])
*È un uomo civilizzato colui che dà una risposta seria ad una domanda seria. ([[Ezra Pound]])
*Ecco cosa facciamo noi esseri umani: ci trasformiamo in [[oggetto|oggetti]]. Trasformiamo gli oggetti in noi stessi. ([[Chuck Palahniuk]])
*''Eppure sembra un uomo, | vive come un uomo, | soffre come un uomo, | è un uomo.'' ([[Giorgio Gaber]])
*Esplorare la natura umana è altrettanto arduo che afferrare una seppia. Come questa infatti, per salvarsi da cattura, si nasconde nel proprio inchiostro, così l'uomo, non appena si senta preso sotto i raggi di una penetrante esplorazione, emette così dense e così pronte le nebbie della sua astutissima ipocrisia, che non vi è Linceo o Argo che sia capace di scoprirlo. Sono infinite le testimonianze e le argomentazioni che possono invocarsi a sostegno della tesi che l'uomo è inconoscibile dall'uomo. Tanta è la sua audacia nell'inganno, tanta l'improntitudine nella dissimulazione e nella menzogna, che quando tu credi di averlo in mano in uno dei suoi aspetti, ti è sfuggito per mille altri. ([[Ulrico Zwingli]])
*Felice l'uomo a cui una patria fiorente dà gioia e forza al cuore. ([[Friedrich Hölderlin]])
*Finché le forze lo permettono, il povero mortale deve sempre scalare nuove montagne. ([[Fausto Cercignani]])
*Finché l'uomo si considera importante i suoi occhi sono ciechi, incapaci di vedere il Cielo. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*Forse è vero che ogni essere umano è un mostro potenziale, ma se lasciamo da parte le potenzialità, allora il genere umano può essere diviso in due categorie principali: gli esseri umani e le belve umane. ([[Fausto Cercignani]])
*Forse l'esperienza giova a questo o a quell'uomo. All'umanità non giova niente. ([[Ugo Ojetti]])
*Forse solo in [[paradiso]] l'umanità vivrà per il [[presente]]; finora è sempre vissuta d'avvenire. ([[Anton Cechov]])
*Fra uomo e uomo c'è spesso una distanza come tra stella e stella. Lì sta un sole gigantesco e più in là un altro. Fra la polvere turbinosa dei mondi, un colosso di fiamma appena scorge un altro, piccolo come una favilla che scintilla perduta nelle tenebre senza fondo... E quanti poi non si vedono affatto e neanche sospettano la loro reciproca esistenza! Succede spessissimo che gli uomini comprendano a vicenda, nello stesso modo, le loro anime... ([[Ion Luca Caragiale]])
*Gli esseri umani nell'universo sono come cani e gatti in una casa. Gran parte di quel che avviene esula dal loro comprendonio, e la cosa più saggia e sicura è – come fan loro – sopportare o ignorare. Sperare che ci venga consentito di vivere in pace. ([[Richard Adams]])
*Gli sforzi per {{sic|ispiegare}} prima l'[[universo]], e poi con esso noi stessi riuscirono fino ad ora così insoddisfacenti, che vale la pena di tentare il cammino opposto, cioè di risalire dall'enigma dell'uomo a quello dell'universo. Anzi è proprio questa la via da percorrersi, perché l'uomo come l'essere più elevato della natura deve venire prima giustamente definito, se si vuole che la natura stessa venga apprezzata al suo giusto valore. ([[Carl du Prel]])
*Gli uomini camminano insieme, parlano insieme, dormono insieme, ma non si conoscono. Se gli uomini si conoscessero non camminerebbero insieme, non parlerebbero insieme, non dormirebbero insieme. ([[Thomas Bernhard]])
*Gli uomini prima sentono il necessario, dipoi badano all'utile, appresso avvertiscono il comodo, più innanzi si dilettano del piacere, quindi si dissolvono nel lusso, e finalmente impazzano in istrappazzar le sostanze. ([[Giambattista Vico]])
*Gli uomini: forse i vermi solitari della terra. ([[Gesualdo Bufalino]])
*Gli uomini hanno, come gli alberi, il loro lato esposto al vento e, come le montagne, la loro parete Sud. Dobbiamo solo cercare l'accesso ai pendii dei loro vigneti, alle miniere dei loro tesori. Allora doneranno l'oro e il vino, là dove nessuno se l'aspettava.<br/> Gli uomini sono testi geroglifici, tanti incontrano però il loro [[Jean-François Champollion|Champollion]]. Diventeranno leggibili, diventeranno avvincenti, se la chiave sarà accordata ''con amore''. ([[Ernst Jünger]])
*Gli uomini nascono e restano liberi ed uguali nei diritti; quindi le distinzioni sociali non possono esser fondate che sull'utilità comune. (''[[Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino]]'')
*Gli uomini non possono vivere senza cercare di descriversi e di spiegarsi l'universo. ([[Isaiah Berlin]])
*Gli uomini non sono così cattivi, come a volte pensiamo. Le nostre virtù le scrivono, è vero, volentieri sull'acqua, ma neppure i nostri torti e peccati li incidono sempre sulla pietra e col tempo, qua e là, dimenticano anche quelli. ([[Josip Jurčič]])
*Gli uomini possono apparire detestabili come società per azioni e come popoli; furfanti possono essere, sciocchi e assassini; gli uomini possono avere volti ignobili e insignificanti; l'uomo ideale tuttavia è una creatura tanto nobile e splendente, tanto grandiosa e luminosa che sopra ogni sua macchia ignominiosa tutti i suoi compagni dovrebbero affrettarsi a gettare i loro manti più preziosi. ([[Herman Melville]])
*Gli uomini possono dividere quello che posseggono, ma non se stessi. ([[Charles Morgan]])
*Gli uomini procedono nella direzione di sempre, quella dell'affermazione nel sociale. Tranne una esigua minoranza, non si domandano neppure cosa perdono a causa della loro mancanza di rapporto con i figli, compiaciuti e paghi del loro ruolo di sostentatori della famiglia. ([[Elena Gianini Belotti]])
*Gli uomini provano poca ammirazione per la meravigliosa magnificenza dei Cieli. ([[Maksim Gorkij]])
*Gli uomini riconosceranno che vi è fra tutte le creature un rapporto ed un'obbligazione vicendevole ed estenderanno, senza sforzo, a tutti gli esseri viventi quei sensi di carità e di giustizia, che ora considerano come dovuti soltanto agli uomini. ([[Piero Martinetti]])
*Gli uomini ridono di ciò che non capiscono o non si aspettano. ([[Andrea Rossi]])
*Gli uomini son vandali su tutta la faccia della terra; e un giorno, ne ho fede, verrà un altro diluvio per castigarli. Spoglino per intanto le montagne, e vedranno. ([[Anton Giulio Barrili]])
*Gli uomini sono [[angeli]] con un'ala soltanto: possono [[volare]] solo rimanendo abbracciati. ([[Antonio Bello]])
*Gli uomini sono abituati a vivere come se Dio li avesse messi in terra perché si prendessero beffe l'uno dell'altro. ([[Maksim Gor'kij]])
*Gli uomini sono come i [[Cane|cani]]: abbaiano ai mendichi e si gettano addosso ai più deboli. Si divora il ferito, come tra le bestie feroci. ([[Ferdinando Petruccelli della Gattina]])
*Gli uomini sono come i cani: quelli che non sono tenuti al guinzaglio sono spesso i più affezionati. ([[Paul Léautaud]])
*Gli uomini sono più ottusi che perversi, e i cattivi sono anche più ciechi che cattivi. ([[Sof'ja Petrovna Sojmonova]])
*Gli uomini sono una razzaccia. Sono bestiacce cupide, libidinose, avare, senza fede, senza gratitudine, egoiste, nella maggior parte dei casi esseri senza forza di spirito, incapaci di seguire il bene o il male, incerti e pronti a cedere al più forte, senza sentimento di responsabilità, vittime del primo partito che capita. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Grande studio degli uomini, finché sono immaturi, è di parere uomini fatti, e poiché sono tali, di parere immaturi. ([[Lodovico Corio]])
*Ho passato la parte migliore della mia esistenza a mettere a nudo le debolezze dell'uomo, quale ci appare nelle civiltà storiche. Ho analizzato il potere e l'ho scomposto nei suoi elementi con la stessa spietata lucidità con cui mia madre analizzava i processi della famiglia. Ben poco del male che si può dire dell'uomo e dell'umanità io non l'ho detto. E tuttavia l'orgoglio che provo per essa è ancora così grande che solo una cosa io odio veramente: il suo nemico, la morte. ([[Elias Canetti]])
*I filosofi del medioevo avevano ragione: l'uomo è davvero il centro dell'universo ed è librato per l'eternità fra l'infinito e l'infinitesimale e né l'uno né l'altro hanno limiti. (''[[Viaggio allucinante (film)|Viaggio allucinante]]'')
*Il [[segreto]] che permette all'uomo di non invecchiare è quello di rimanere [[semplicità|semplice]] e avere la capacità di scoprire un [[mondo]] anche in un granello di [[sabbia]]. ([[Romano Battaglia]])
*Il cammino d'un uomo è comprensione dell'[[amore]]. Una cosa fragilissima, altro che mettersi sotto un ombrello. ([[Susanna Tamaro]])
*Il meglio e il peggio di tutte le cose create è l'uomo. ([[Antonio Pérez (statista)|Antonio Pérez]])
*Il mio primo dove è di cominciare, finalmente, a vivere come membro del genere umano, che non è più ridicolo di quanto io sia. E il mio primo atto umano è quello di riconoscere di quanto io sia debitore a tutti gli altri. ([[Thomas Merton]])
*Il vero bene comune degli uomini è l'uomo stesso. ([[Maurice Zundel]])
*Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il [[virus]]. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. (''[[Matrix]]'')
*In un certo senso tutti gli uomini sono padroni a casa propria. Anche il più rozzo dei contadini, il più ignorante dei vignaioli, il più misero degli impiegati, il più pezzente dei commercianti, il più reietto dei reietti che da sempre non godono di nessuna considerazione sociale, il più umile degli uomini, insomma, si porta dentro un talento che prima o poi gli darà il suo momento di gloria. ([[Muriel Barbery]])
*Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta. ([[Thomas Mann]])
*Io amo l'umanità... È la gente che non sopporto. ([[Charles Schulz]])
*Io di un uomo voglio il fiore e i frutti; voglio che mi arrivi la sua fragranza e che un po' della sua maturità arricchisca il nostro rapporto. La sua bontà non deve essere un atto parziale e transitorio, ma un qualcosa ''in più'' che sia costante, che non gli costi nulla e che sia inconscio. ([[Henry David Thoreau]])
*Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia, che è la famiglia umana. ([[Vittorio Arrigoni]])
*Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura. ([[Fabrizio De André]])
*L'esperienza della società e della storia insegna che l'uomo è, per eccellenza, l'essere non pensante. ([[Guido Ceronetti]])
*L'estrema genericità, vaghezza e variabilità delle capacità di reazioni innate (cioè geneticamente programmate) dell'uomo significa che, senza l'aiuto di modelli culturali, egli sarebbe funzionalmente incompleto [...] una specie di mostro informe senza meta né potere di autocontrollo, un caos di impulsi spasmodici e vaghe emozioni. ([[Clifford Geertz]])
*L'essere umano è [[Dio]]. ([[Vaclav Fomič Nižinskij]])
*L'essere umano è fatto così: nella miseria più nera basta la [[gioia]] di un minuto per rinfrancarlo, e nei momenti di gioia maggiore lo abbatte la prospettiva più lontana, ancora al di là dell'orizzonte, di una disgrazia. ([[Jean Paul]])
*L'essere umano è sempre il fine di ogni azione politica, mai un mezzo. ([[Ida Carmina]])
*L'essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita. (''[[Donum vitae]]'')
*L'eterno e non mai soddisfatto desiderio dell'uomo non è forse di accrescere il suo potere e le sue facoltà, d'essere ove non è, di richiamare il passato e di vivere nell'avvenire? — Ei vuol comandare agli eserciti, presiedere le accademie, esser adorato dalle belle; ed, ove tutto ciò ottenga, sospira allora i campi e la tranquillità, porta invidia alla capanna de' pastori. Sempre ei si chiama deluso ne' suoi disegni, nelle sue speranze; poiché sempre incontra qualche sciagura, inseparabile dalla sorte umana. ([[Xavier de Maistre]])
*L<nowiki>'</nowiki>''homo ludens'' non si può scindere dall<nowiki>'</nowiki>''homo esplorans''. ([[Konrad Lorenz]])
*L'incredulità è un accidente; la [[fede]] sola è lo stato permanente dell'umanità. ([[Alexis de Tocqueville]])
*L'ultima funzione chiara e distinta dell'uomo: muscoli smaniosi di lavorare, cervelli smaniosi di creare al di là del singolo bisogno – ecco cos'è l'uomo. Costruire un muro, costruire una casa, una diga; e in quel muro, in quella casa, in quella diga mettere qualcosa dell'Uomo, e in cambio prendere per l'Uomo qualcosa di quel muro, di quella casa, di quella diga: prendere i muscoli d'acciaio dal faticare, prendere le linee e le forme nette dal progettare. Perché l'uomo, diversamente da ogni altra cosa organica o inorganica dell'universo, cresce al di là del suo lavoro, sale i gradini delle sue idee, va oltre il limite dei suoi risultati. Ecco cosa puoi dire dell'uomo: quando le teorie cambiano e crollano, quando le scuole, le filosofie, gli angusti vicoli bui del pensiero nazionale, religioso ed economico crescono e si disintegrano, l'uomo non si ferma, procede brancolando, ferendosi, a volte ingannandosi. Fattosi avanti, può darsi che indietreggi, ma solo di mezzo passo, mai di un passo intero. Ecco cosa puoi dire, e sapere, e sapere. Ecco cosa puoi sapere quando le bombe piovono dagli aerei neri sulla piazza del mercato, quando si sgozzano prigionieri come maiali, quando i corpi calpestati si svuotano disgustosi nella polvere. Ecco come puoi saperlo. Se il passo non venisse fatto, se la smania di brancolare in avanti mancasse, le bombe non cadrebbero, le gole non verrebbero tagliate. Diffida del tempo in cui le bombe smettono di cadere mentre i bombardieri sono ancora vivi – perché ogni bomba dimostra che lo spirito non è morto. E diffida del tempo in cui gli scioperi cessano mentre i grandi proprietari sono ancora vivi – perché ogni piccolo sciopero soffocato dimostra che il passo è in atto. Ed ecco cosa puoi sapere per certo: terribile è il tempo in cui l'Uomo non voglia soffrire e morire per un'idea, perché quest'unica qualità è fondamento dell'Uomo, e quest'unica qualità è l'uomo in sé, peculiare nell'universo. ([[John Steinbeck]])
*L'umanità che si agita tanto su questo povero globo, per ricominciare senza sosta la stessa cosa, potrebbe prendere come sua insegna una scimmia che cammina su una palla. ([[Albert Samain]])
*L'umanità deve salvarsi, e certo mai e poi mai potrà farlo un Dio. Occorrono il sapere, la verità e la realtà. Non accettarli, come hanno fatto il postmoderno filosofico e il populismo politico, significa seguire l'alternativa, sempre possibile, che propone il Grande Inquisitore: seguire la via del miracolo, del mistero e dell'autorità. ([[Maurizio Ferraris]])
*L'umanità è il lato immortale dell'uomo mortale. ([[Karl Ludwig Börne]])
*L'umanità ha assai progredito da quelle remote età in cui l'uomo, tagliando nella selce rozzi strumenti, viveva degl'incerti prodotti della caccia e non lasciava in eredità a' suoi figliuoli che un ricovero sotto le {{sic|roccie}} e dei poveri utensili di pietra, nonché la Natura immensa, incompresa, terribile, colla quale essi dovevano entrare in lotta per mantenere la loro meschina esistenza. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]])
*L'umanità i dilemmi non li risolve, ma li pianta lì. ([[Kurt Tucholsky]])
*L'umanità io l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. (''[[Siamo uomini o caporali]]'')
*L'umanità si è messa a girare le sue macchine e, vedendo che ne sgorgava oro, ha esclamato: È [[Dio]]! E quel Dio, essa lo mangia! ([[Gustave Flaubert]])
*L’umanità va eliminando le distinzioni tribali, quindi è necessario essere cauti nel parlare di tribù. Anche quelle tribù che conservano ancora differenze di linguaggio e di aspetto non sono in essenza isolate fra loro. La distinzione è chiara in termini convenzionali, ma non in quanto a sangue. È in atto una miscelazione che è caratteristica nei cambiamenti di razza. È meglio parlare dell’umanità nel suo insieme, che discutere in modo convenzionale dei rapporti fra le sue varie branche. È importante osservare l’unità dei principi trasmessi. Senza dimenticare le espressioni individuali proprie di ciascuno, si vedrà che raramente queste sono questioni di razza. La storia di ogni nazione narra di moltitudini di stranieri che le hanno attraversate. Uno studio serio conduce a contemplare l’umanità come un tutto. ([[Maestro Morya]])
*L'uomo abita sulla riva del mare infinito del [[mistero]]. ([[Karl Rahner]])
*L'uomo, che secondo il linguaggio sacro della Bibbia fu fatto da Dio per alcun poco inferiore agli {{sic|angioli}}, coronato di gloria ed onore, e costituito signore di tutto il creato sensibile, da una scienza, che vuole far senza della Fede ed anche di Dio, è stato abbassato infino alle bestie, ed insieme con esse confuso. Che cosa è l'uomo secondo Darwin, Büchner, Häckel, Huxley e tutti i recenti trasformisti? Un vertebrato un poco più perfetto degli altri, e niente più. ([[Gennaro Portanova]])
*L'Uomo ci si presenta sotto tanta diversità di aspetti, riunisce in se tante contradizioni, che non può fare a meno di non ci si manifestare ora per una creatura tutta celeste, ora per un ente tutto animalesco. ([[Papa Clemente XIV]])
*L'uomo crea a se stesso mille necessità che gli fanno una vita da [[schiavo]]. Ma quanto agevolmente, liberamente, si potrebbe vivere, se si rigettasse quella somma enorme di bisogni artificiali che pesa su di noi, che ci condanna ai lavori forzati! ([[Maxence Van der Meersch]])
*L'uomo d'indole bennata deve, al fine di raggiungere il "destino di salvezza", sorvegliare la propria giovinezza e tenere a freno ciò che corrompe tutto a causa dei desideri furiosi. ([[Epicuro]])
*L'uomo decade e involgarisce, si fa grosso ed ottuso, secondo o quando decade in lui il senso religioso delle parole. ([[Tommaso Landolfi]])
*L'uomo deve essere un totale e perfetto strumento di sé stesso. ([[Novalis]])
*L'uomo è capace di umanità, lo voglia o no.<br>È capace di essere figlio di Dio con pieno consenso o contro la sua volontà. È capace di accettare se stesso o respingersi. ([[Thomas Merton]])
*L'uomo è come un albero e in ogni suo inverno levita la primavera che reca nuove foglie e nuovo vigore. ([[Vasco Pratolini]])
*L'uomo è come un albero, la fatica del corpo sono le foglie, la custodia del cuore il frutto. ([[Agatone d'Egitto]])
*L'uomo è creatura siffattamente mirabile che non puoi mai enumerarne tutte le virtù d'un sol fiato e, più lo scruti, più cose singolari discopri – e il descriverle non avrebbe mai fine. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*L'uomo è il più feroce degli animali carnivori, osserva [[Alphonse Karr|Alfonso Karr]] tra il serio e il faceto (il tono abituale agli umoristi). Tutti gli altri si accontentano di mangiar la carne come la trovano; non conoscono le raffinatezze dell'arte, non ingrassano la loro preda come facciamo noi, non preferiscono l'ala di questo animale, la coscia di quello. Una signora a tavola vi offrirà un'ala di pollo, assicurandovi che è tenero – è stato ucciso ieri – o vi raccomanderà certe costolette d'agnello, che sanguinano ancora. C'è da inorridire! (''Voyage dans Paris''). ([[Paolo Bellezza]])
*L'uomo è il risultato dell'evoluzione, durata milioni di anni, dalla prima molecola di amminoacidi sino a noi. Psicologicamente, credo che siamo il frutto di una quantità di dilemmi che per secoli abbiamo percepito e lasciato irrisolti. Innanzitutto la difficoltà a capire il senso della vita, cioè perché siamo su questa terra. ([[Umberto Veronesi]])
*L'uomo è il solo animale che ha creato il proprio ambiente. Ironicamente, è anche il solo che ha creato i propri mezzi di autodistruzione. ([[Ernesto Sabato]])
*L'uomo è indizio, strumento, limite all'uomo. Di questo principio esce la giurisprudenza e la politica tutta. ([[Niccolò Tommaseo]])
*L'uomo è insaziabile; non potendo misurare l'eternità, egli misura i secoli. ([[Licurgo Cappelletti]])
*L'uomo è invero un soggetto meravigliosamente vano, vario e ondeggiante. È difficile farsene un giudizio costante e uniforme. ([[Michel de Montaigne]])
*L'uomo è la fonte di una forza enorme: bisogna studiarla e dirigerla. ([[Michaìl Andreevič Osorgìn]])
*L'uomo è la più infelice e la più fragile fra tutte le creature, e nello stesso tempo la più orgogliosa. ([[Michel Foucault]])
*L'uomo è l'opera più brutta di Dio, e che soltanto ad un pazzo può venire in mente di prodigare le cure della medicina ad una razza che sarebbe meglio sterminare! ([[Rafael Sabatini]])
*L'uomo è l'unica creatura che rifiuti di essere quello che è. ([[Albert Camus]])
*L'uomo è l'unico animale per il quale la sua stessa esistenza è un problema che deve risolvere. ([[Erich Fromm]])
*L'uomo è lo stesso ovunque. La sua morfologia e i suoi istinti sono identici dappertutto. È per questo che la legge naturale è divenuta la legge logica dell'uomo. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*L'uomo è nato per creare. La vocazione umana è di immaginare, inventare, osare nuove imprese. ([[Michael Novak]])
*L'uomo è per natura un animale politico. ([[Aristotele]])
*L'uomo è quell'essere che è stato creato per essere uditore della parola e che si innalza alla sua propria dignità con la risposta ad essa. ([[Hans Urs von Balthasar]])
*L'uomo è solo un animale semi-addomesticato che per generazioni ha dominato gli altri con l'inganno, la crudeltà e la violenza. ([[Charlie Chaplin]])
*L'uomo è un'istituzione che ha contro di sé il tempo, la necessità, la fortuna e l'imbecille e sempre crescente supremazia del numero. Gli uomini uccideranno l'uomo. ([[Marguerite Yourcenar]])
*L'uomo è un animale che alza gli occhi al cielo e non vede che i ragni del [[soffitto]]. ([[Jules Renard]])
*L'uomo è un animale che ragiona piuttosto che ragionevole, per la maggior parte governato dall'impulso della passione. ([[Alexander Hamilton]])
*L'uomo è un animale che vive d'abitudini. Si affeziona ai luoghi, detesta i cambiamenti. ([[John Steinbeck]])
*L'uomo è un animale, più qualche cosa d'altro. È il mistico albero terrestre, le cui radici si sprofondano nel suolo, ma i cui rami più eccelsi possono fiorire nei cieli. ([[Henry George]])
*L'uomo è un atomo pensante in seno dell'[[infinito]] e dell'[[eternità]], vivente sulla [[Terra]] tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. ([[Camille Flammarion]])
*L'uomo è un dio che non ha pietà di sé. ([[Andrea Emo]])
*L'uomo è un essere che si abitua a tutto e, credo, che questa sia la sua migliore definizione. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*L'uomo è un essere finito, un essere di orizzonti, avanza a tentoni verso l'avvenire sulla linea del tempo contato. ([[Xavier Tilliette]])
*L'uomo è un essere morale, vale a dire un essere intelligente e libero. Egli non può conservare la sua esistenza che in riconoscere gli esseri coi quali è in rapporto, e in osservare questi rapporti medesimi. La conoscenza degli esseri forma la sua scienza: l'osservazione dei rapporti costituisce la sua giustizia. ([[Licurgo Cappelletti]])
*L'uomo è un essere vivente che non soltanto è organicamente legato al suo ambiente biologico, ma che, oltre a ciò, crea un rapporto con il mondo quale totalità: un essere dunque che è in grado di avere una visione del mondo. ([[Sergei Hessen]])
*L'uomo è un giocattolo in mano a forze e intenzioni delle quali ignoriamo la vera natura, è un burattino manovrato da impulsi che si accendono al di là dei confini delle nostra ragione. ([[Sándor Márai]])
*L'uomo è un raffinato assassino, ma in confronto alla natura è solo un piccolo stupido dilettante. (''[[NCIS - Unità anticrimine (prima stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*L'uomo è una [[Animale|bestia]] inutile e maledetta. Le [[donne]] sono nate per stare da sole e, da sole, riescono a fare tutto perfettamente. L'uomo rompe gli equilibri, causa disastri, spesso anche senza alcuna cattiveria. Anzi, mi è spesso capitato che un uomo fosse mosso dalla volontà di fare qualcosa "insieme", per poi combinare guai. ([[Micol Ronchi]])
*L'uomo è una creatura che sa presto, ma mette in pratica tardi. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'')
*L'uomo è una creatura estremamente tragica. E tanto debole. Ma pur essendo debole, finge di essere forte. Questo è il problema (''[[Scandalo (film 1950)|Scandalo]]'')
*L'uomo è uno e nessuno. Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l'impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un [[burattino]] al quale una mano pietosa ha tagliato i fili. ([[Giorgio Faletti]])
*L'uomo esiste in un libero incontro con l'altro essere umano, in una vivace relazione tra ciascuno e il suo prossimo, tra io e tu, uomo e donna. Un essere isolato e rinchiuso in sé non è un essere umano. L'io senza tu è inumano. È inumano l'uomo senza la donna e similmente la donna senza l'uomo. Umanità significa co-umanità e quel che non significa co-umanità è inumanità. Siamo esseri umani in quanto siamo associati, in quanto ci consideriamo reciprocamente esseri umani, ci ascoltiamo, parliamo insieme, ci sosteniamo a vicenda e – sia ben chiaro – facciamo tutto ciò volentieri e liberamente. ([[Sergio Rostagno]])
*L'uomo fondamentalmente è una creatura pacifica; eppure, le esigenze dei nostri tempi hanno spesso richiesto che, per sopraffare il male e assicurare la pace e la prosperità, l'energia dell'uomo dovesse essere applicata all'apparato di difesa. ([[Haile Selassie]])
*L'uomo gioca solo quando è un uomo nel pieno senso della parola, ed è completamente uomo solo quando gioca. ([[Friedrich Schiller]])
*L'uomo, infatti, per sua intima natura è un essere sociale, e senza i rapporti con gli altri non può vivere né esplicare le sue doti. (''[[Gaudium et spes]]'')
*L'uomo, mio caro, è un paradosso. Una creatura assai bizzarra. Ride quando c'è da piangere, piange quando gli converrebbe ridere; vive senza cervello e muore senza voglia. ([[Amos Oz]])
*L'uomo moderno si è frantumato in una spaventosa molteplicità d'interessi, perdendo ogni collegamento con le grandi verità vivificatrici, verità che riconducono ogni molteplicità all'unità e ricollegano ogni vita ed ogni aspirazione ad un centro spirituale. ([[Friedrich Wilhelm Foerster]])
*''L'uomo, monotono universo, | crede allargarsi i beni | e dalle sue mani febbrili | non escono senza fine che limiti.'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*L'uomo [...] nasconde in sé il fantasma di una scimmia scambiata per un angelo. ([[Giorgio Celli]])
*''L'uomo, nato di donna, | breve di giorni e sazio di inquietudine, | come un fiore spunta e avvizzisce, | fugge come l'ombra e mai si ferma.'' ([[Giobbe]], ''[[Libro di Giobbe]]'')
*L'uomo non è che un cumulo di smorfie. ([[Xavier Forneret]])
*L'uomo non è la misura delle cose. È soltanto il loro inquieto pilota. ([[Roger Munier]])
*L'uomo non può amare le cose mortali. Può amare solo, per un istante, le cose immortali. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*L'uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali. ([[Charles Darwin]])
*L'uomo non è del tutto colpevole, poiché non ha cominciato la storia; né del tutto innocente, poiché la continua. ([[Albert Camus]])
*L'uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto. ([[Ernest Hemingway]])
*L'uomo non è gratuitamente malvagio; e la moralità publica non indugerà a far lieta e felice la terra, quando la società venga ordinata in guisa, che nessuno abbia da luttare fra la coscienza e la necessità, fra il dovere e la fame. ll dualismo dello [[spirito]] e del corpo era un mito delle vecchie tradizioni, cui la ragion moderna, ammaestrata dalle scienze psisiologiche, economiche, e morali, non presta più fede. L'uomo è uno, e non due: le regole dell'igiene ed i precetti dell'etica interessano egualmente la sua vita. ([[Cristoforo Bonavino]])
*L'uomo non è, in alcun momento, il prodotto esclusivo del suo ambiente e/o dell'ereditarietà; può, se vuole (e, fatto "a immagine e somiglianza di Dio", è, per definizione, dotato di libertà e di volontà), diventare diverso e migliore di quel che sarebbe, se fosse in balia di se stesso. ([[Léo Moulin]])
*L'uomo non è meno immortale dell'anima. ([[Lautréamont]])
*L'uomo non è vivo – dicono. Ha voluto scendere nella tomba prima del suo tempo. ([[Charles Morgan]])
*L'uomo non può essere definito. Mi preoccupa sempre un po' quando si vuole definire l'uomo. Temo che non lo si possa delimitare, ed è quello che vuol dire "definire". Questo potrebbe essere fatto solo escludendo. ([[Rémi Brague]])
*L'uomo non può vivere senza immaginare alla vita dei fondamenti impossibili; quello che per l'uomo è necessario è sempre l'impossibile: per esempio la divinità. ([[Andrea Emo]])
*L'uomo perfetto sa indirizzare la sua intera anima su di un unico punto d'amore, eppure sa esserne distaccato. ([[Vivekananda]])
*L'uomo, per lo meno quando è istruito, è un [[Pessimismo|pessimista]]. Ritiene più sicuro non soffermarsi sui suoi conseguimenti; Giove notoriamente abbatte gli audaci. A persistere nella sua mente sono i pericoli, i compiti lasciati incompiuti, i fallimenti. ([[John Kenneth Galbraith]])
*L'uomo propone; però, come sempre e dappertutto, è Dio solo che dispone. ([[Vergilio Gamboso]])
*L'uomo può esser più bestiale delle bestie, più porcino dei porci, più tigresco delle tigri, più velenoso dei serpenti, più flaccido dei vermi, più appestante di una carogna, ma è pur capace di spaziare con la mente fino agli ultimi confini del mondo, di misurare le stelle più remote, di scoprire i principi che reggono la natura, di assoggettare le forze della materia, di giudicare con la stessa morale gli stessi dei, di creare il Partenone e la cattedrale di Chartres, la Cappella Sistina e la Quinta Sinfonia, l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e la ''Divina Commedia'', l<nowiki>'</nowiki>''Amleto'' e il ''Faust''. ([[Giovanni Papini]])
*L'uomo può far tutto per la sua anima, ma non può fare quasi niente per il suo corpo. Si può salvare da tutto, anche dall'inferno, ma non si può salvare dall'essere un misero, misero animale. ([[Vittorio Giovanni Rossi]])
*L'uomo quando non lo si tiene, è un animale erotico, c'è in lui uno spasimo, uno spasimo ispirato, una specie di pulsare che produce bestie senza numero le quali sono la forma che gli antichi popoli terrestri attribuivano universalmente a dio. questo ciò che viene chiamato uno spirito. ([[Antonin Artaud]])
*L'uomo ricco di intelligenza trabocca di pensieri, e li semina a piene mani. Anzi, soffre quando non può seminarli: proprio in questo consiste la sua vita. ([[Pëtr Alekseevič Kropotkin]])
*L'uomo senza Cristo è polvere ed ombra. ([[Paolino di Nola]])
*L'uomo senza idee, come diceva Voltaire, è un imbecille. ([[Dario Fo]])
*L'uomo, senza l'argento ed oro, è come uccello senza piume, ché chi lo vuol prendere, sel prende, chi sel vuol mangiar, sel mangia. ([[Giordano Bruno]])
*L'uomo si annoia del bene, cerca il meglio, trova il male, e vi si sottomette, per paura del peggio. ([[Pierre-Marc-Gaston de Lévis]])
*L'uomo si reputa migliore, aborrendo gli altri. ([[Silvio Pellico]])
*L'uomo vive letteralmente nel suo mondo di prodigi come un fanciullo, è anzi un fanciullo di fiaba. Può viaggiare in velivolo, parlare con un altro emisfero, procurarsi delle leccornie mettendo pochi soldi in un automatico, portarsi a casa un pezzo di mondo con la radio. Preme un bottone e la vita gli affluisce incontro. Può una tale vita renderlo emancipato? Al contrario la vita per lui è diventata un giocattolo. C'è da stupire che vi si comporti come un bambino? ([[Johan Huizinga]])
*L'uomo vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai. ([[Osho Rajneesh]])
*L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato. ([[Alberto Moravia]])
*La bestia umana ha un difetto: quali che siano la sua intelligenza e le sue virtù... essa non ne fa alcun uso. Immancabilmente arriva ad agire stupidamente. (''[[Budda (manga)|Budda]]'')
*La condizione dell'uomo è, in verità, stupefacente. Non gli viene data né gli è imposta la forma della sua vita come viene imposta all'astro e all'albero la forma del loro essere. L'uomo deve scegliersi in ogni istante la sua. È, per forza, libero. ([[José Ortega y Gasset]])
*La cosa peggiore dell'umanità sono gli [[Uomo (maschio)|uomini]] e le [[Donna|donne]]. ([[Enrique J. de Poncela]])
*''La creatura umana, | assediata com'è da tanti guai, | una volta salita a gran fortuna, | non è capace di reggersi in essa | se non sprezzando altre creature umane.'' ([[William Shakespeare]])
*La domanda è: l'uomo, come lo conosciamo noi, è intelligente perché ha un grosso cervello o ha un grosso cervello perché ha dovuto essere intelligente? ([[Alberto Salza]])
*La letteratura e le arti tendono troppo a semplificare l'uomo ai nostri occhi, a mostrarlo più logico di quanto sia. Ma la vita di tutti i giorni, se la si capisce bene, ci proverebbe che siamo degli esseri profondamente illogici. ([[Maxence Van der Meersch]])
*La natura spinge il maschio a disseminare al massimo il suo seme, e la femmina a procurarsi il seme del maschio più forte, intelligente, dominante. Quello che nel corso dei millenni dell'ominizzazione ha assicurato loro protezione per sé e per i figli e, per la specie, i geni pregiati che assicurano la sopravvivenza e il dominio. ([[Francesco Alberoni]])
*La natura umana non è una macchina da costruire secondo un modello e da regolare perché compia esattamente il lavoro assegnato, ma un albero, che ha bisogno di crescere e di svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono una persona vivente. ([[John Stuart Mill]])
*La parola dell'uomo, che sa di patire e si affanna e possiede la terra, rivela a chi l'ascolta meraviglie. [...] Si conosce la bestia, si conosce l'iddio, ma nessuno, nemmeno noialtri, sappiamo il fondo di quei cuori. C'è persino, tra loro, chi osa mettersi contro il destino. Soltanto vivendo con loro e per loro si gusta il sapore del mondo. ([[Cesare Pavese]])
*La più bella e sanguinosa conquista della macchina è l'uomo. ([[Pitigrilli]])
*''La razza umana brama una sorte che sa di morte clinica, | ma recita la solita cinica mimica: | «Va beh, per oggi è andata | ma domani uou hou, uou hou!»'' ([[Caparezza]])
*La razza umana finirà per eccesso di [[civiltà]]. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La storia dell'umanità [...] non è che la storia della crudeltà, della violenza, della distruzione. Nessuno può negarlo. ([[Jean-Christophe Grangé]])
*La vera natura di un uomo lo avvolge globalmente, non è scissa in due emisferi per saltare dall'uno all'altro secondo comodità e convenienze a piacere. ([[Aldo Busi]])
*La vita psichica dell'uomo ricorda per il suo sviluppo e per la sua struttura, la struttura della corteccia terrestre; essa cioè è formata di strati sovrapposti l'uno sull'altro. ([[Sergei Hessen]])
*Le capacità umane sono immense, comprendono sia il grande che il piccolo. Anche il più piccolo di noi può divenire grande come questo continente. (''[[La via del West]]'')
*Le creature umane formano una strana fauna, una strana flora. Da lontano paiono trascurabili; da vicino possono sembrare brutte e cattive. Ma soprattutto occorre che abbiano intorno aria, spazio sufficiente – spazio, anche più che tempo. ([[Henry Miller]])
*Lo spirito dell'uomo, ancora troppo bambino per trovare nel seno della natura le leggi del movimento, unica molla di tutto quel meccanismo che lo stupiva, credette più semplice supporre un motore separato dalla natura piuttosto che crederla motrice di se stessa. ([[Marchese de Sade]])
*Lo stipite umano è ordinato esso pure a spandere discosto da sé le propagini e i semi; e ogni germe nuovo dee nudrirsi del terreno ove cade, non del tronco da cui si origina. ([[Terenzio Mamiani]])
*Ma che dire dell'ingegno sottile ed acuto di quest'uomo cosi bello e ben fatto? Esso è cosi grande e tale che tutto ciò che è apparso nel mondo dopo quella prima ed ancora informe creazione appare trovato prodotto e compiuto da noi mediante quel singolare ed eminente acume della mente umana. Nostre, infatti, e cioè umane perché fatte dagli uomini, sono tutte le cose che si vedono, tutte le case, i villaggi, le città... Sono nostre le pitture, nostre le sculture, le arti, le scienze, nostra la sapienza... nostri sono infine tutti i ritrovati, che ammirabili e quasi incredibili, la potenza e l'acume dell'ingegno umano o piuttosto divino volle costruire ed edificare con una solerzia singolare ed eminente. ([[Giannozzo Manetti]])
*Ma tu sai cosa sono gli uomini? Miserabili cose che dovranno morire, più miserabili dei vermi o delle foglie dell'altr'anno che son morti ignorandolo. ([[Cesare Pavese]])
*Mai saprò decidermi, riguardo all'umanità, se considerarla, come diceva [[Herman Melville|Melville]], «un'accozzaglia di duplicati» oppure un sempre nuovo caleidoscopio di prodigi inconfrontabili. ([[Gesualdo Bufalino]])
*Misera condizione degli uomini che {{sic|gli}} porta sempre ed in ogni luogo a fabbricarsi mille mali, inquietudini e pene, come se quelli a cui la natura {{sic|gli}} ha realmente e inevitabilmente condannati, loro non bastassero! ([[Lazzaro Papi]])
*Nel Cristianesimo, l'uomo non è un'idea, è piuttosto un volto. ([[Rémi Brague]])
*Nella mia personale concezione filosofica, l'uomo non è caratterizzato né dal cosiddetto "dono", come ritiene la scuola francese anti-utilitarista (Mauss, Latouche, eccetera), né dal cosiddetto "mercato" inteso come virtuosa mano invisibile (Hume, Smith, eccetera). L'uomo può adattarsi sia al dono che al mercato. Semplicemente, il dono è preferibile razionalmente al mercato, perché dà luogo ad una configurazione sociale più solidale, da un lato, e meno istericamente orientata alla crescita ecologicamente distruttiva, dall'altro. ([[Costanzo Preve]])
*''Nessun uomo è un'isola, | completo in sé stesso; | ogni uomo è un pezzo del continente, | una parte del tutto.'' ([[John Donne]])
*Noi non siamo nati per morire. Ma per vivere anche nell'umanità. Nessuno è [[Eternità|eterno]] quaggiù, ma ognuno di noi concorre, sia pure in minima parte, al progresso del [[mondo]]. ([[Nino Salvaneschi]])
*Noi riteniamo di vivere la vita come individui separati da tutto il resto. Ma non siamo che attimi insignificanti della sua eternità. ([[Carlo Sgorlon]])
*Non a torto l'uomo è detto ''fucina di tutte le creature'', perché in lui tutte le creature sono contenute. È infatti intelligente come l'angelo, ragiona come uomo, sente come l'animale irrazionale, vive come il germe, sussiste in corpo e anima, e non è privo di nessuna natura creata. ([[Giovanni Scoto Eriugena]])
*Non c'è un individuo così simile a un altro individuo, quanto noi esseri umani siamo simili l'uno all'altro. Infatti, se la depravazione delle consuetudini, se la vanità delle opinioni non contorcesse le nostre deboli anime sviandole dal punto dove avevano cominciato a mirare, nessuno sarebbe simile a se stesso come ogni essere umano è simile a tutti gli altri. E pertanto, qualunque sia la definizione dell'essere umano, essa sarebbe unica e varrebbe per tutti. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*Non ha maggiore inimico l'uomo che sé medesimo; perché quasi tutti e' mali, pericoli e travagli superflui che ha, non procedono da altro che dalla sua troppa cupiditá. ([[Francesco Guicciardini]])
*Non posso vivere impunemente vicino a un altro uomo. Chi ha una maschera d'uomo ha sempre dentro di sé qualcosa di umano; e la distruzione dell'umano che opera in se stesso è ancora un atto umano; che mi tocca, mi ferisce. ([[Pierre Drieu La Rochelle]])
*Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro [[vita]] deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la [[morte]], che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere. ([[Cesare Pavese]])
*Non vi è quasi avvenimento che interessi l'anima nazionale, o l'avvenire del paese, in cui non si ripeta che manca l'uomo. L'uomo è in noi stessi, può esser dato dallo sforzo di tutti, dalla coscienza di tutti: e noi lo attendiamo invece come una forza operante all'infuori di noi. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*''Non vivere su questa terra | come un estraneo o come un turista nella natura. | Vivi in questo mondo | come nella casa di tuo padre: | credi al grano, alla terra, al mare | ma prima di tutto credi all'uomo. | Ama le nuvole, le macchine, i libri | ma prima di tutto ama l'uomo. | Senti la tristezza del ramo che secca, | dell'astro che si spegne, | dell'animale ferito che rantola | ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo. | Ti diano gioia tutti i beni della terra: | l'ombra e la luce ti diano gioia, | le quattro stagioni ti diano gioia | ma soprattutto, a piene mani | ti dia gioia l'uomo!'' ([[Nazım Hikmet]])
*Nulla può crescere e nulla così profondamente dissolversi, come l'uomo. ([[Friedrich Hölderlin]])
*''Ogni nome un uomo | ed ogni uomo è solo quello che | scoprirà inseguendo le distanze dentro sé.'' ([[Negrita]])
*Odio l'umanità comune. Questa folla balorda che calpesta il suolo da dove potrebbero innalzarsi le mie cime incoronate di nuvole. Sono stanco di umanità... Oltre ogni limite. Toglietela di mezzo! Questo branco ossequiente di timidi e puzzolenti, di gente che sta a bocca aperta, che bombarda, che spara, che taglia gole, plebaglia di morti di fame. Piazza pulita di loro! ([[H. G. Wells]])
*Ogni uomo, a prescindere da quello che è e a prescindere totalmente da quello che fa, viene ricacciato continuamente in se stesso, ogni uomo è un incubo abbandonato soltanto a se stesso. ([[Thomas Bernhard]])
*Ogni uomo è fatto in un modo diverso, dico nella sua struttura fisica. È fatto in un modo diverso anche nella sua combinazione spirituale. Quindi tutti gli uomini sono a loro modo anormali. Tutti gli uomini sono, in un certo senso, in contrasto con la natura. ([[Giuseppe Ungaretti]])
*Ogni uomo è figlio dell'educazione e della istruzione che riceve da fanciullo. ([[Bruno Misefari]])
*Ogni uomo ha degli attimi di infantilità [[Gioia|gioiosa]], e ogni uomo ama dominare. Ma nel tempo stesso vuole sentire su di sé qualcosa di indefinibile, che se non è dominazione, certo è un senso di protezione forte e calma. ([[Carlo Maria Franzero]])
*Ogni uomo ha il suo [[Dio]], ha cioè un valore supremo in base al quale egli giudica ogni cosa, in base al quale egli si orienta praticamente, per il quale, in caso estremo sacrifica tutto. E se questo non è il vero Dio, allora è un qualche idolo, un idolo vecchio o un idolo nuovo: denaro, carriera, sesso, divertimento – tutte cose di per sé non cattive, ma che non debbono prendere il posto di Dio, se si vuole che l'uomo non venga reso schiavo. ([[Hans Küng]])
*Oh! un Dio è l'uomo allorché sogna, un mendicante quando riflette. ([[Friedrich Hölderlin]])
*Or io penso che la linea di separazione, anziché tirarla tra l'uomo e i rimanenti animali, s'abbia a condurre, per dir così, nell'uomo stesso, sì che essa separi quel molto che in esso si trova d'animale, da quel poco, ma preziosissimo, che forma l'essenza sua vera, cioè la triplice facoltà della Volontà, della Attenzione e della Riflessione. ([[Giacinto Carena]])
*Pare che [...] l'idea più difficile da accettare, nella costruzione dell'identità umana, sia proprio quella di essere, comunque, [[animale|animali]]. Possiamo accettare (almeno negli strati più laici della società) l'evidenza scientifica della nostra appartenenza a quel regno, ma in quel caso dobbiamo per forza provare di essere animali «speciali», e non nel senso che ogni animale, a suo modo, è speciale. No. Dobbiamo essere speciali-speciali, speciali al quadrato. ([[Dario Martinelli]])
*Passati gli anni delle balordaggini giovanili, tutto quel che all'uomo rimane da superare sono, ogni anno, alcune settimane di imbecillità e alcuni giorni di stupideria. ([[Jean Paul]])
*Per concludere, insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; [...] dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l'uomo. ([[Jean-Jacques Rousseau]])
*Per diventare veramente essere umani, bisogna bere il calice fino alla feccia. Se un giorno sei stato fortunato, e un altro giorno ti sei comportato da vigliacco, il calice ti viene offerto di nuovo alla terza occasione. ([[Graham Greene]])
*Per il [[naturalista]] l'uomo è un essere le cui caratteristiche e le cui prestazioni, compresa l'alta capacità del conoscere, sono un prodotto dell'[[evoluzione]], di quel processo svoltosi per epoche intere nel corso del quale tutti gli organismi viventi si son trovati a confronto con gli elementi del reale e durante il quale hanno dovuto, come si suol dire, ''adattarsi'' ad essi. ([[Konrad Lorenz]])
*Per questo motivo, o Asclepio, l'uomo è un grande miracolo, un essere vivente che deve essere oggetto di reverenza e di onore. Egli, infatti, passa nella natura di dio, come se lui stesso fosse [[dio]]; conosce il genere dei demoni, in quanto riconosce che ha avuto origine insieme con loro; disprezza la parte di sé che è di natura umana, in quanto ha posto la sua fiducia nell'altra, che è di natura divina. Quanto più felice è la natura composita dell'uomo! ([[Ermete Trismegisto]])
*Perché l'uomo dovrebbe reputarsi più importante di una entità infinitamente piccola che compone la grande unità della creazione? L'universo sarebbe incompleto senza l'uomo; ma sarebbe incompleto anche privo della più microscopica creatura che vive al di là della nostra vista e conoscenza presuntuosa. ([[John Muir]])
*Più gli uomini sono intelligenti, evoluti, meglio sanno ridere, anche di se stessi. ([[Paolo Panelli]])
*Più un uomo è un farabutto, più le sue amanti gli sono affezionate. Solo quando un uomo si comporta secondo la decenza e tratta le donne come fossero degli esseri umani, allora passa dei guai. ([[William Somerset Maugham]])
*Pochi umani, o nessuno forse, è mai tanto abbandonato dal cielo da essere interamente diseredato della bontà del cuore. ([[Giovanni Arrivabene]])
*Qualora volessimo quindi risollevare il genere umano tramite metodi naturali, botanici, magnetici o appartenenti agli indiani, dovremmo prima renderci semplici e puri come la Natura, dissipare le nubi che ci coprono gli occhi e riempire i nostri pori di vita. Non ponetevi come custodi dei poveri, ma cercate di diventare uno degli uomini più degni al mondo. ([[Henry David Thoreau]])
*Qualsiasi uomo può essere lodato, e a ragione. Anche soltanto stando in piedi su due gambe fa qualcosa che una mucca non sa fare. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*Quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui ad esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano. ([[William Somerset Maugham]])
*Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'albero: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. (''[[Stalker (film 1979)|Stalker]]'')
*Quanto al genere umano, preferisco immaginarlo come la malavita degli dèi. Quando gli dèi vogliono farsi un giro nei bassifondi, vengono a visitare la terra. Capisce, non nutro esattamente il massimo rispetto per il genere umano. Le mie buffonate sullo schermo le appariranno senza dubbio ridicole. Ebbene, le buffonate degli uomini – perfino nelle loro occupazioni più serie, e in quelle che scelgono di chiamare le più sublimi – appaiono altrettanto ridicole agli dèi o agli esseri che abitano le dimensioni superiori. In una parola l'umanità nel suo complesso, vista con gli occhi dell'immaginazione comica, è composta di tanti piccoli Charlot. Con le mie buffonate, i miei abiti, i miei scherzi grossolani, i miei gesti illogici e il pathos comico io mostro l'umanità stessa come deve apparire agli spettatori che stanno Lassù, se pure ce n'è qualcuno intento a osservare questa cagnara terrestre. ([[Charlie Chaplin]])
*Quanto all'uomo deve bastare per reggersi da sé senza un Principe né una Provvidenza, per essere e sentirsi, uno per uno e solidalmente, responsabile della propria buona o mala fortuna: l'Uomo, l'Io. Ecco [[Max Stirner|Stirner]], con l'Unico e le sue proprietà. ([[Massimo Bontempelli]])
*«Quanto male c'è al mondo.»</br>«È dagli uomini che viene» disse Pungitopo. «Tutti gli altri elil fanno quello che devono fare e Frits li spinge come spinge noi. Vivono su questa terra e hanno bisogno di nutrirsi. Gli uomini invece non sono contenti finché non hanno rovinato la terra e distrutto gli animali.» ([[Richard Adams]])
*Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile. ([[Johann Most]])
*Quanto più si accumulano le ricchezze, tanto più negli uomini cresce e si esaspera l'invidia. ([[Maksim Gorkij]])
*Quattro cose dicono alla gente com'è un uomo: la sua casa, la sua macchina, sua moglie e le sue scarpe. (''[[La guerra dei Roses]]'')
*''Quei che nel mondo è Re, non è altri che un uomo, | e chi è mendicante e pitocco, non è altri che un uomo, | il danaroso e l'afflitto, non è altri che un uomo, | e chi mangia ogni grazia di Dio, non è altri che un uomo, | e chi va in cerca d'una crosta di pane, non è altri che un uomo! || Faraone, che si vantava, lui, d'essere Dio | e Sciaddâd''<ref>Re leggendario dell'Arabia Felice (Yemen). Edificatore, secondo la tradizione islamica, dei giardini di Iram simili al paradiso terrestre, considerava se stesso Dio. {{cfr}} ''Storia delle letterature del Pakistan'', p. 157.</ref>'', che s'era fatto un paradiso e n'era il Signore, | Nimrôd''<ref>Nel ''Corano'' il nemico di Abramo. {{cfr}} ''Storia delle letterature del Pakistan'', p 157.</ref>'' , che si faceva chiamare Dio avanti a tutti... | È cosa che tutti capiscono, a che parlarne di più: | quando tutto fu finito, chi erano? Null'altro che uomo! || [...] || Dai nobili ai plebei, dal Principe fino al Ministro | tutti son uomini, {{sic|sieno}} onorati o meschini. | Qui uomo è il Maestro, uomo è il discepolo suo, | e quello che è buono lo chiamano uomo, o Nazîr, | e quello che fra tutti è malvagio uomo, infine, è anche lui.'' ([[Nazir di Agra]])
*Raramente gli uomini sono degni di governarsi da sé. Questa fortuna deve toccare soltanto a piccoli popoli, che si nascondano in qualche isola o in mezzo a delle montagne, come conigli che vogliono sfuggire agli animali carnivori; ma, a lungo andare, vengono scoperti e divorati. ([[Voltaire]])
*Ritengo che l'uomo se non è ostacolato, raggiunge da sé con l'eroismo del lavoro e del pensiero la grandezza che gli spetta. ([[Leonid Leonov]])
*Scendendo dal grande al piccolo, ogni uomo vive come un selvaggio nella sua tana, e ne esce di rado per visitare il proprio simile, come lui accovacciato in un'altra tana. La grande famiglia universale degli esseri umani è un'utopia degna della logica più mediocre. ([[Lautréamont]])
*Se ci pensi un attimo, quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività in sostanza non sono diverse da quelle degli animali. Le più avanzate tecnologie e la nostra abilità artigiana ci portano al livello dei super-scimpanzé, non di più. In realtà la differenza fra, diciamo, [[Platone]] e [[Nietzsche]] e l'uomo medio, è maggiore di quella che esiste fra lo scimpanzé e l'uomo medio. Il regno del vero spirito, del vero artista, del santo, del filosofo, sono in pochi a raggiungerlo. Perché così pochi? Perché la storia del mondo e l'evoluzione non sono esempi di progresso ma piuttosto un'infinita e futile addizione di zeri? Non si sono sviluppati i valori più importanti. Diamine, i Greci 3000 anni fa non erano certo meno progrediti di noi. Allora quali sono le barriere che impediscono all'essere umano di arrivare per lo meno vicino al suo vero potenziale? La risposta a questa domanda la si può trovare in un'altra domanda. Qual è la caratteristica umana più universale? La paura. O la pigrizia. (''[[Waking Life]]'')
*Se gli uomini potessero operare impunemente, non esiterebbero a compiere il [[male]]. Né dopo si sentirebbero peggiori. ([[Carlo Maria Franzero]])
*''Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, | la luna e le stelle che tu hai fissate, | che cosa è l'uomo perché te ne ricordi | e il figlio dell'uomo perché te ne curi? | Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, | di gloria e di onore lo hai coronato.'' (''[[Salmi]]'')
*Se l'uomo non fosse altro che un essere interamente determinato dal suo ambiente, allora sarebbe, a seconda dei casi, un animale terrestre, o un pesce, o un uccello, oppure una fantastica mescolanza di tali qualità elementari. […] Ma l'uomo è un essere che non si riduce al suo ambiente. Egli ha la forza di conquistare storicamente la sua esistenza e la sua coscienza; conosce non solo la nascita, ma anche la possibilità di una rinascita. ([[Carl Schmitt]])
*Se l'uomo non si illudesse di essere un individuo ammirevole dovrebbe nel momento che è per afferrare una qualsiasi cosa rimanere sempre con la mano tremante, dubitosa, nel mezzo dell'aria e dire: la prendo o non la prendo? Farò bene oppure no? – e eternamente non farebbe mai nulla. ([[Mario Tobino]])
*Se l'uomo può dimenticare o rifiutare Dio, Dio però non si stanca di chiamare ogni uomo a cercarlo perché viva e trovi la felicità. (''[[Catechismo della Chiesa cattolica]]'')
*Se non si salva l'uomo non si salverà niente, perché è l'uomo stesso che è chiamato a diventare il regno di Dio. ([[Maurice Zundel]])
*Se potessimo spogliarci della nostra superba fierezza, se per definire la nostra specie ci tenessimo strettamente a ciò che la storia e la preistoria ci presentano come la caratteristica costante dell'uomo, noi non diremmo ''homo sapiens'', ma ''homo faber''. Originariamente noi non pensiamo, che per agire. La speculazione é un lusso, mentre l'azione é una necessità. Ed è nella forma dell'azione che la nostra intelligenza é stata fusa; essa non è la facoltà di fabbricare sistemi di metafisica, bensì di preparare strumenti artificiali. ([[Francesco Olgiati]])
*Se un uomo riposa troppo, e troppo presto, la chiamiamo morte. Ma per l'Uomo, non esistono né riposo né fine. Deve spingersi sempre avanti, passando di conquista in conquista: prima questo angusto globo e tutti i suoi oceani e continenti, poi tutte le leggi della mente e della materia che ne limitano la natura. E poi i pianeti sopra di lui e, infine, le stelle, slanciandosi attraverso le vaste distese dello spazio. E quando avrà conquistato tutto il profondo spazio, e tutti i misteri del tempo, ebbene sarà ancora all'inizio. ([[Herbert George Wells]])
*Se vuoi davvero amare l'umanità, allora devi amarla per come adesso è. ([[Sri Chinmoy]])
*Senza entrare nel dominio della mitologia, noi abbiamo già trovato nel regno della natura un essere che concentra in sé la vita cosmica sotto la forma più unitaria e più molteplice, più distinta da tutto il resto e più intimamente congegnata con tutto il resto: è l'essere pensante, l'uomo. ([[Cesare Ranzoli]])
*Si è sempre tentato di tenere insieme gli uomini con la forza o le minacce. La minaccia dell'[[inferno]] era un tentativo di questo tipo. ([[Karl Popper]])
*Si vive per anni accanto a un essere umano, senza vederlo. Un giorno, ecco che uno alza gli occhi e lo vede. In un attimo, non si sa perché, non si sa come, qualcosa si rompe: una diga fra due acque. E due sorti si mescolano, si confondono e precipitano. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Sì, l'uomo è un sole che tutto vede e tutto trasfigura, quando ama; e se non ama è solo un'oscura dimora, ove arde un piccolo lume fumoso. ([[Friedrich Hölderlin]])
*So finalmente cosa distingue l'uomo dalle bestie; le difficoltà pecuniarie. ([[Jules Renard]])
*''Soffio di vento è l'uomo, un alito il suo agire; | simile ad ombra opaca che grande via trasvola | è la vita: un uccello che nel turbine svola, | nell'ombra, ove i suoi anni s'ammucchiano a marcire || E quanto l'uomo crede sicuro aver serbato, | tutto si perde in polve ruinando; | soltanto il cuore puro con che abbia operato | nell'avello lo segue, per lui testimoniando. | E per esso dal luogo della pena spaurita | Dio lo solleva al luogo della Grazia infinita.'' ([[Moses ibn Ezra]])
*''Solo un soffio è ogni uomo che vive, | come ombra è l'uomo che passa; | solo un soffio che si agita, | accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.'' (''[[Salmi]]'')
*''Sogno di un'ombra è l'uomo.'' ([[Pindaro]])
*Sono poche le persone che amo veramente e ancora meno quelle di cui penso bene. Più conosco il mondo, più ne sono scontenta; ogni giorno conferma la mia opinione sull'incoerenza degli esseri umani e sull'impossibilità di fare affidamento su ciò che sembra meritevole o sensato. ([[Jane Austen]])
*Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore! (''[[Quinto potere]]'')
*Sono un uomo e nulla di ciò che è umano mi è estraneo. ([[Publio Terenzio Afro]])
*Spettatore effimero d'uno spettacolo eterno, l'uomo leva un istante gli occhi al cielo e li chiude in eterno; ma durante quel rapido istante che gli è concesso, da tutti i punti del cielo e fin dai limiti dell'universo, un raggio consolatore parte da ogni globo e gli si posa negli sguardi, per affermargli che esiste un rapporto tra lui e l'immensità, e ch'egli è parte integrante dell'eternità. ([[Xavier de Maistre]])
*Tra le bestie l'uomo è quella che vive in stato di supremazia sulla sua stessa specie. Denti e artigli non bastano più a saziare i suoi appetiti. In questo mondo neppure la realtà più atroce supera la perversione del comportamento umano. ([[Austin Osman Spare]])
*Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. (''[[Dichiarazione universale dei diritti umani]]'')
*Tutto questo perché l'uomo<br />un bel giorno<br />ha ''fissato''<br />l'idea del mondo.<br />Due strade gli si offrivano:<br />quella dell'infinito fuori,<br />quella dell'infinito dentro.<br />E ha scelto l'infimo dentro. ([[Antonin Artaud]])
*Umanità vanitosa, che, non potendo della virtù, ti glorii del vizio! ([[Carlo Dossi]])
*Un astronomo di gran nome scrive su "La Repubblica" del Satellite Planck, che ha esplorato più estesamente l'immensità celeste e ci fa sapere e capire più degli inizi dell'universo. Pure, l'uomo, la donna, sono ancora infanti storditi, impauriti, avidi perché insicuri, stupidi perché atterriti dalla morte. Procediamo. ([[Elio Pecora]])
*Un po' meno di 70.000 anni fa la nostra specie, ''Homo sapiens'', lasciò l'Africa per iniziare la sua inesorabile espansione in tutto il globo. Altre specie umane si erano già stabilite in Europa e in Asia, ma solo i nostri antenati ''H. sapiens'' riuscirono a raggiungere tutti i continenti e molte catene insulari. Non fu una comune migrazione. Ovunque, all'arrivo di ''H. sapiens'' seguivano massicci cambiamenti ecologici. Gli esseri umani più arcaici che incontrava in quei territori si estinsero, e lo stesso avvenne con un grande numero di specie a animali. Senza dubbio, fu l'evento migratorio con i più importanti effetti nella storia del nostro pianeta. ([[Curtis William Marean]])
*Un po' più bianchi, un po' più neri, un po' più freddi, un po' più caldi, gli uomini son tutti uguali. ([[Totò]])
*Un [[ragazzo]] può essere due, tre, quattro persone potenziali, ma un uomo una sola: quella che ha ucciso le altre. ([[Mordecai Richler]])
*Un uomo è inutile fino a quando non ha osato tutto. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Un uomo è sempre così convinto di essere un vulcano per dono divino che gli sembra degradante doversi confrontare con una faccenda di faville. ([[Aldo Busi]])
*''Un uomo osa destarmi? Un uom mi chiama? | l'uomo inventor di mali, e di rovine; | l'uom, che coll'opre l'universo infama? || L'uom, che le leggi umane, e le divine | sprezza, e calpesta; i cui delitti enormi | san trovar nel sepolcro appena il fine?'' ([[Salvator Rosa]])
*Un uomo senza difetti è una montagna senza crepacci. Non m'interessa. ([[René Char]])
*Un uomo vivo è meglio di qualsiasi uomo morto, ma nessun uomo vivo o morto è molto migliore di qualsiasi altro uomo vivo o morto. ([[William Faulkner]])
*Una delle preoccupazioni più antiche dell'umanità è stata quella della preparazione e dell'addestramento della gioventù alla lotta per la vita. ([[William Boyd]])
*Uomo, non porti al di sopra degli [[animali]]: essi sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[I fratelli Karamàzov]]'')
*Uomo (''s.m.''). Un animale talmente preso dalla rapita contemplazione di ciò che pensa da perdere di vista quello che dovrebbe essere realmente. La sua occupazione principale è lo sterminio, non solo degli altri animali, ma anche della sua stessa specie: la quale, tuttavia, si moltiplica con tale tenacia, insistenza e rapidità da infestare l'intero mondo abitabile nonché il Canada. ([[Ambrose Bierce]])
*Uomo sarà colui che non si lascerà né trasportare dal soffio della buona fortuna né schiantare da quello della avversa. ([[Tito Livio]], attribuita a [[Lucio Emilio Paolo Macedonico]])
*''Uomo sono, e mi pregio | D'esser humano; e teco, che sè huomo, | O che più tosto esser dovresti, parlo | Di cosa humana; e, se di cotal nome | Forse ti sdegni, guarda | Che nel dishumanarti | Non divenghi una fera, anzi che un Dio.'' ([[Battista Guarini]])
*Vedesti il [[mare]], o esule? Vedesti il lavoro eterno ed alterno dell'onda coll'onda? Così è dell'uomo: è perseguito dall'infinito, è sbattuto all'infinito. Oh fortunato se sopra il suo capo vede brillare una stella! ([[Ambrogio Bazzero]])
*Vero, che l'uomo in quasi ogni cosa pare o migliore o peggiore di quello ch'egli è. ([[Niccolò Tommaseo]])
*Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «[[società]]». Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può essere stato fatto a immagine di [[Dio]], ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare. ([[Stephen King]])
*Zebio pensò che la vita degli uomini era simile alla vita del bosco: parassitaria, crudele; affidata alla forza e agli [[istinto|istinti]] più che al buon diritto di ciascuno e all'amore di tutti; fatta di apparenze più che di verità; falsa tanto nel bene quanto nel male. ([[Guido Cavani]])
===[[Agostino d'Ippona]]===
*Non uscire da te stesso, rientra in te: nell'intimo dell'uomo risiede la [[verità]].
*Percorri l'uomo per raggiungere [[Dio]].
*Tu sei grande, Signore [...] E l'uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l'uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te.
*Tutte le [[Bibbia|Scritture]] sono state scritte per questo: perché l'uomo capisse quanto [[Dio]] lo ama e, capendolo, s'infiammasse d'amore verso di lui.
===''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959)|Ai confini della realtà]]''===
*Quand'è che Dio creò l'uomo? È stato il sesto giorno? Be', doveva fermarsi al quinto. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (seconda stagione)|seconda stagione]])
*Sono sicuro che quando [[Dio]] ha creato gli esseri umani li ha elaborati con un'unica formula. Li ha creati uguali sulla Terra così come negli angoli più remoti dello spazio. ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]])
*State osservando due esemplari di un animale bipede, fragile e indifeso con la testa estremamente piccola. Si chiama "uomo". ([[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (prima stagione)|prima stagione]])
===[[Marco Aurelio]]===
*È preciso dovere dell'uomo quello di amare persino chi gli fa torto.
*Gli uomini sono nati gli uni per gli altri: dunque, insegna loro o sopportali.
*L'uomo ambizioso ripone il suo bene nelle mani degli altri; l'uomo sensuale nelle sue sensazioni; l'uomo ragionevole nelle sue azioni.
===[[Libero Bovio]]===
*Gli uomini si amano, ma sentono il fraterno bisogno di sbranarsi ancora.
*Gratta la [[modestia]] del grande uomo, e verrà fuori la [[vanità]] della sciantosa.
*La [[donna]] che scrive mi dà, quasi sempre, lo stesso fastidio dell'uomo che cucina.
*Nella [[donna]] tutto è sacrificio, nell'uomo tutto è dovere.
===[[Charles Bukowski]]===
*Credo che portare il culo fuori da questa stanza mi costringa a guardare il Genere Umano e quando guardi il Genere Umano DEVI proprio reagire. È davvero troppo, uno spettacolo dell'orrore continuo. Già, laggiù mi annoio, sono terrorizzato quando sono là, anche se finora sono stato una specie di studioso. Uno studioso dell'inferno.
*Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario ''e'' incapacità di mantenere le promesse.
*L'uomo nasce per morire. Che significato ha? Stare lì ad aspettare.
*La razza umana esagera su tutto: sui suoi eroi, i suoi nemici, la sua importanza.
*La razza umana mi ha sempre, disgustato. Ciò che, in sostanza, me la rende disgustosa è la malattia dei rapporti familiari, il che include il matrimonio, scambio di potere e aiuti, cosa che, come una piaga, come una lebbra, poi diviene: il tuo vicino di casa, il tuo quartiere, la tua città, la tua contea, la tua patria... tutti quanti che s'abbrancano stronzamente gli uni agli altri, nell'alveare della sopravvivenza, per paura e stupidità animalesca.
*Passai accanto a 200 persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
*Sembravano infelici. Il mondo era infelice. Gli uomini erano al buio. Gli uomini erano delusi e spaventati. Gli uomini erano in trappola. Gli uomini erano affannati e sulla difensiva. Sentivano che le loro vite si stavano sprecando. E avevano ragione.
===[[Samuel Butler]]===
*«L'uomo è il risultato e la manifestazione di tutte le forze che hanno agito su di lui, prima o dopo la nascita. In ogni istante, la sua azione dipende unicamente dalla sua costituzione, e dall'intensità e direzione delle varie influenze a cui è stato soggetto. Alcune di tali influenze si neutralizzano indubbiamente a vicenda; ma l'uomo agirà secondo la sua natura, e secondo le influenze che ha subito in passato e che subisce nel presente dall'esterno, con la regolarità e la ineluttabilità di una macchina.»<br>«In genere, ci rifiutiamo di ammetterlo perché non conosciamo a fondo né la natura degli individui né l'insieme delle forze che agiscono su di essi. Ne vediamo solo una parte, ed essendo incapaci di inquadrare, se non in modo approssimativo, la condotta umana, neghiamo che essa sia soggetta a leggi fisse, e attribuiamo in massima parte la personalità e le azioni dell'uomo al caso, alla sorte, o al destino. Ma queste sono solo parole per nascondere la nostra ignoranza; e basterebbe riflettere un poco per capire il più audace volo dell'immaginazione, o il ragionamento più sottile, è un accadimento necessario, e l'unico accadimento possibile nel momento in cui accade, come la caduta della foglia morta, quando il vento la stacca dal ramo.»
*Ogni uomo dovrebbe considerarsi una specie di scatola per gli attrezzi. Fin qui è abbastanza facile; ma la difficoltà sta nel fatto che sono gli attrezzi stessi che costruiscono e manovrano gli attrezzi.
*Strano fato dell'uomo! Muore se riesce ad afferrare ciò che è costretto a inseguire per non perire. Se non lo insegue è simile ai bruti, se lo afferra è più infelice delle creature infernali.
*Tutti gli [[animale|animali]], eccetto l'uomo, sanno che il principale dovere in questa vita è di goderla, ed essi infatti la godono, quanto l'uomo e le altre circostanze permettono loro.
===[[Elias Canetti]]===
*Gli uomini fuggono da chi dice sempre le stesse cose. Ma se uno le dice con sufficiente arroganza, da costui si lasciano dominare.
*Gli uomini più tremendi: quelli che sanno tutto e ci credono.
*Nulla l'uomo teme di più che essere toccato dall'ignoto.
===[[Jean Cardonnel]]===
*Diventa un crimine consacrarsi a una ricerca elegante che si occupa del superfluo quando gli uomini sono divisi nei confronti dell'essenziale.
*L'uomo che non si commuove più davanti a un pianto qualsiasi può anche domandarsi se non sia diventato insensibile.
*Niente diminuisce, niente deperisce tanto quanto i beni che l'uomo si ostina a conservare.
*Non c'è un solo uomo che non sia destinato a diventare Dio.
===[[Emil Cioran]]===
*Alberi massacrati. Sorgono case. Facce, facce dappertutto. L'uomo si ''estende''. L'uomo è il cancro della terra.
*L'uomo emana un odore speciale: fra tutti gli animali, soltanto lui puzza di cadavere.
*Piante e bestie recano i segni della salvezza, come l'uomo quelli della perdizione. Questo è vero per ciascuno di noi, per l'intera Specie, accecata e vinta dall'esplosione dell'Incurabile.
===[[Theodosius Dobzhansky]]===
*L'Homo sapiens non è soltanto l'unico animale capace di fabbricare utensili e l'unico animale politico, è anche l'unico animale etico.
*L'uomo, a differenza dei suoi parenti animali, agisce in un universo, che egli ha scoperto e reso intelligibile a se stesso, in quanto organismo non solo capace di [[coscienza]], ma anche di coscienza di sé e di introspezione.
*L'uomo si sente libero di dar esecuzione a certi suoi progetti e lasciarne altri in disparte; prova la [[gioia]] di essere padrone, anziché schiavo, del mondo e di se stesso; ma la gioia è temperata dal senso di responsabilità; sa che deve render conto dei suoi atti: ha acquistato la conoscenza del bene e del male.
===[[Albert Einstein]]===
*''Il vero valore di un essere umano'' è determinato, in prima istanza, dalla misura e dal senso in cui ha raggiunto la liberazione dal [[ego|sé]].
*L'essere umano è dotato di una intelligenza appena sufficiente nel comprendere il mondo reale. Se si potesse comunicare a ognuno questo senso di umiltà, tutta la sfera dei rapporti umani ne trarrebbe vantaggio.
*L'essere umano è una parte di quel tutto che noi chiamiamo "[[Universo]]", una parte limitata nello spazio e nel tempo. L'uomo sperimenta sé stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti scissi dal resto — una sorta di illusione ottica della propria [[coscienza]]. Lo sforzo per liberarsi di questa illusione è l'unico scopo di un'autentica [[religione]]. Non per alimentare l'illusione ma per cercare di superarla: questa è la strada per conseguire quella misura raggiungibile della pace della mente.
*L'uomo è nato per odiare in misura quasi maggiore d'amare: e l'[[odio]] non si stanca di afferrare qualsiasi situazione disponibile.
*Non possiamo disperarci per l'umanità, perché siamo noi stessi degli esseri umani.
===''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]''===
*Dio ha creato l'uomo a sua immagine, piacevole e seducente, il mio aspetto invece, è la caricatura del tuo, reso ancora più grottesco da una vaga attinenza. ([[Mostro di Frankenstein|La creatura]])
*L'uomo poteva veramente essere così potente e virtuoso e al tempo stesso perfido e vile? In un'occasione, pareva una mera incarnazione del principio del male, in un'altra, di tutto ciò che nobile e divino è possibile concepire. Forgiarsi un uomo grande e virtuoso sembrava il più alto onore attribuibile a un essere sensibile quanto proporsi abbietto e malvagio, come molti nella storia si erano qualificati, la peggiore degradazione, una condizione più spregevole di quella di un verme. Per molto tempo faticai a comprendere come un uomo potesse volontariamente uccidere un proprio simile e perché fossero necessarie leggi e governi; ma quando fui messo a conoscenza dei dettagli di alcuni delitti cruenti, il mio stupore cessò. ([[Mostro di Frankenstein|La creatura]])
*Perché l'uomo vanta una sensibilità superiore a quelle che si manifestano nei bruti? Questo non fa di noi esseri migliori, bensì maggiormente bisognosi. Se i nostri impulsi si limitassero alla fame, alla sete e al desiderio di voluttà, potremmo ritenerci quasi liberi; invece siamo rosi da ogni spirare di venti, da una parola casuale o dalla percezione che essa induce in noi. ([[Victor Frankenstein]])
===[[Mahatma Gandhi]]===
*Credo nell'assoluta unicità di [[Dio]] e, perciò, anche dell'umanità.
*L'uomo è l'immagine dei suoi pensieri.
*Nel mondo c'è quanto basta per le necessità dell'uomo, ma non per la sua avidità.
*Nessun uomo è inutile, se allevia il peso di qualcun altro.
*Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l'uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?
*Ogni qual volta vedo un uomo che sbaglia, mi dico che io pure ho sbagliato; quando vedo un uomo sensuale, mi dico, lo fui anch'io un tempo; e così mi sento affine a ciascuno nel mondo e sento di non poter essere felice senza che lo sia il più umile tra noi.
*Quanto più l'uomo si conosce, tanto più progredisce.
*Spesso l'uomo diventa quello che crede di essere.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*Gli uomini discordano non tanto perché la pensano diversamente quanto perché non pensano proprio.
*L'uomo a volte dispera con dignità, ma è raro che speri con intelligenza.
*L'uomo ama solo chi adula, ma rispetta solo chi lo insulta.
*L'uomo è il rifugio più fragile per l'uomo.
*L'uomo è un animale che immagina di essere uomo.
===[[James Harrington]]===
*L'Uomo, come creatura fisica, e sensuale, è mosso naturalmente a sostenere, e difendere la sua conservazione contro gl'attentati della violenza.
*L'Uomo è un essere sì fisico, che morale, composto di sensi materiali, e di facoltà puramente spirituali. Egli è un essere ''animale'', e ''filosofico''.
*L'uomo può esser definito definito un animal religioso, che un animal ragionevole, se si consideri, che negl'altri animali v'ha qualche cosa di ragionevole; ma nulla vi si trova di religioso.
*La maggior parte degli uomini, o il loro maggior numero si lascia guidare in fatto di religione da una direzion comune.
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*Da quando si è messo in piedi sugli arti posteriori, l'uomo non sa più riacquistare l'[[equilibrio]].
*L'uomo è la misura di ogni cosa, una bella comodità! Una volta si misura gigante, un'altra nana.
*L'uomo – persona non grata.
*L'uomo – prodotto accessorio dell'amore.
*La carriera dell'uomo nell'universo ci impone di chiederci se per caso egli non benefici di qualche raccomandazione.
*Non fidatevi degli uomini! Sono capaci di grandi cose.
*Produrre uomini è conveniente? Bisognerebbe sapere quale percentuale sarà vendibile!
*Qual è il destino dell'uomo? Esserlo.
*Quando la [[scimmia]] ha riso della sua immagine nello specchio, è nato l'uomo.
*Siamo uomini fintantoché la scienza non scoprirà che siamo qualcos'altro.
===[[Giacomo Leopardi]]===
*Dimandato a che nascano gli uomini, rispose per ischerzo: a conoscere quanto sia più spediente il non esser nato. (''[[Operette morali]]'')
*Era una sorta di bestie da quattro zampe come siamo noi altri, ma stavano ritti e camminavano con due sole come fanno gli uccelli e con le altre due s'aiutavano a strapazzare la gente. (''[[Operette morali]]'')
*L'uomo, [...] chiarito e disamorato delle cose umane per l'esperienza; a poco a poco assuefacendosi di nuovo a mirarle da lungi, donde elle paiono molto più belle e più degne che da vicino, si dimentica della loro vanità e miseria; torna a formarsi e quasi crearsi il mondo a suo modo; [...] e desiderare la vita; delle cui speranze, [...], si va nutrendo e dilettando, come egli soleva à suoi primi anni. [...] e rimette in opera l'immaginazione. (''[[Operette morali]]'')
*L'uomo è quasi sempre tanto malvagio quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa.
*La Terra si è creduta sempre di essere imperatrice del mondo [...] l'uomo [...] se ben fosse un vestito di cenci e che non avesse un cantuccio di pan duro da rodere, si è tenuto per certo di essere uno [...] imperatore dell'universo; un imperatore del sole, dei pianeti, di tutte le stelle visibili e non visibili; e causa finale delle stelle, dei pianeti, di vostra signoria illustrissima, e di tutte le cose. (''[[Operette morali]]'')
*– {{NDR|riferito alla fine degli uomini}}: Ma come sono andati a mancare quei monelli?<br>– Parte guerreggiando tra loro, parte navigando, parte mangiandosi l'un l'altro, parte ammazzandosi non pochi di propria mano, parte infracidando nell'ozio, parte stillandosi il cervello sui libri, parte gozzovigliando, e disordinando in mille cose; in fine studiando tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male. (''[[Operette morali]]'')
*[La razza umana] Non viveva già naturalmente, e come tutti gli altri, ma in mille modi loro propri. E perciò avevano questa particolarità curiosa che non potevano mai esser contenti né felici, cosa maravigliosa per le bestie che non hanno mai pensato ad essere scontenti della loro sorte. (''[[Operette morali]]'')
*Tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici. (''[[Operette morali]]'')
===[[Marcello Marchesi]]===
*L'umanità è un personaggio umoristico.
*L'uomo è costruito per il massimo del peggio.
*L'uomo è nato per soffrire. Se non soffre, soffre.
*L'uomo fa dei movimenti inutili. Per questo è superiore alla macchina.
*Tutti gli uomini sono uguali. "A chi?"
*Tutti gli uomini sono uguali "ma solo pochi riescono a liberarsi da questo handicap."
===[[Karl Marx]]===
*L'umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione.
*L'uomo non è un essere naturale: è un essere naturale umano.
*Presumiamo che l'uomo sia uomo, e la sua relazione con il mondo sia umana, e si consideri amore l'amore, confidenza la confidenza ecc. Se volete apprezzare l'arte, dovete essere una persona artisticamente preparata; se volete avere ascendente sul prossimo dovete essere una persona che ha un'influenza veramente stimolante sulla gente. Ognuno, nei suoi rapporti con l'uomo e la natura, deve essere un'espressione definita della sua vera vita individuale, corrispondente all'oggetto del suo desiderio.
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Gli esseri umani non sono che insetti paragonati a questo oceano... per non parlare del cosmo infinito.
*In realtà gli esseri umani sono creature meschine, egoiste, che pensano solo a sé stesse, pronte a discriminare e odiare i loro simili se questi mettono in pericolo la loro felicità e sicurezza.
*Innanzi tutto gli esseri umani sono una razza imperfetta, di cui non ci si può fidare. Senza il nostro magnanimo controllo continuerebbero a farsi guerra l'un l'altro e porterebbero l'intero pianeta alla rovina. Queste impudenti creature non hanno futuro!
*L'uomo è un essere vivente quanto mai interessante: scatena le guerre per cercare la pace e non capisce che combattendole la distrugge. Eh sì, gli uomini sono creature molto interessanti.
*Secondo alcune teorie gli esseri umani deriverebbero dalle scimmie ma molti quesiti rimangono senza risposta. Perché a un certo punto questi primati hanno cominciato a camminare eretti, a usare degli utensili e a sviluppare un linguaggio ben articolato? È un mistero che fino ad oggi non ha trovato una soluzione plausibile. Il passaggio evolutivo da scimmia a uomo, è questo l'anello mancante della catena che unisce due creature.
===''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]''===
*Abbinare che noi possiamo apprendere qualche cosa sulla natura delle scimmie dallo studio dell'uomo è un'assurdità! Inoltre l'uomo è dannoso. Quando non riesce a trovare il suo sostentamento nella foresta si riunisce in branchi e invade le nostre campagne e devasta le nostre colture. Più presto l'uomo sarà sterminato e meglio sarà.
*Ci fu un tempo che gli antichi tenevano gli umani come animali domestici finché colui che dettò la legge non provò che l'uomo non è addomesticabile.
*Guardati dalla bestia-uomo, poiché egli è l'artiglio del demonio. Egli è il solo fra i primati di Dio che uccida per passatempo, o lussuria, o avidità. Sì, egli uccide il suo fratello per possedere la terra del suo fratello. Non permettere che egli si moltiplichi, perché egli farà il deserto della sua casa e della tua. Sfuggilo, ricaccialo nella sua tana nella foresta, perché egli è il messaggero della morte.
*Io ho sempre saputo dell'esistenza dell'uomo. E per quanto ne so credo che la sua "saggezza" cammini di pari passo con la sua idiozia. E che le passioni guidino il suo cervello e che sia un essere bellicoso che dà battaglia a tutto ciò che lo circonda, perfino a se stesso!
*Non posso fare a meno di pensare che da qualche parte nell'universo deve esserci qualcosa migliore dell'uomo. Deve esserci.
===''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]''===
*Non si manda mai una scimmia a fare il lavoro di un uomo.
*Ti avverto, il loro ignegno marcia di pari passo con la crudeltà. Nessuna creatura è stato subdula e tanto violenta!
*Tutto, nella cultura umana, avviene al di sotto della cintola!
*Una cosa che di certo non vorrai in casa è un teenager umano...
===[[Friedrich Nietzsche]]===
*In passato foste scimmie, ma ancor oggi l'uomo è più scimmia di qualsiasi [[scimmia]].
*In un angolo remoto dell'universo scintillante e diffuso attraverso infiniti sistemi solari, c'era una volta un astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza. Fu il minuto più tracotante e più menzognero della «storia del mondo»: ma tutto ciò durò soltanto un minuto. Dopo pochi respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali intelligenti dovettero morire. Qualcuno potrebbe inventare una favola di questo genere, ma non riuscirebbe tuttavia a illustrare sufficientemente quanto misero, spettrale, fugace, privo di scopo e arbitrario sia il comportamento dell'intelletto umano entro la [[natura]].
*Scoppiamo dal ridere al solo vedere fianco a fianco l'uomo e il mondo, separati dalla sublime pretesa della paroletta ''e''.
*''Uomo!'' – Che cos'è la vanità dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»!
===[[Papa Giovanni Paolo II]]===
*[[Gesù|Cristo]], come lievito divino, penetra sempre più profondamente nel [[presente]] della vita dell'umanità diffondendo l'opera della salvezza di Lui compiuta nel Mistero pasquale. Egli avvolge inoltre nel suo dominio salvifico anche ''tutto il [[passato]]'' del genere umano, cominciando dal primo [[Adamo]].
*L'uomo è un fine a cui tutto va sottoposto. Se diventa strumento della scienza, perde la propria dignità, diventa oggetto, si trasforma in cosa nelle mani delle potenze di questo mondo.
*Né l'anima né il corpo, presi separatamente, sono l'uomo: quello che si chiama con questo nome è ciò che nasce dalla loro unione.
===[[Ermes Ronchi]]===
*L'ideale di Dio è l'uomo.
*L'uomo, come un vaso rotto, chiama Dio, lo obbliga a farsi vicino. È il cuore spezzato che costringe Dio a non ritirarsi nei suoi cieli perfetti e lontani.
*L'uomo non coincide con il suo peccato, ma con le sue più alte possibilità. L'uomo non coincide con il suo male, ma con le sue potenzialità.
===[[Umberto Saba]]===
*Di cosa soffre profondamente l'uomo? Di non poter né sfogare né sublimizzare i propri istinti.
*{{maiuscoletto|Gli uomini}}, anche i migliori, non mettono tanto l'accento sull'avere, quanto sul desiderio che gli altri non abbiano, o abbiano meno.
*{{maiuscoletto|Gli uomini}} non hanno memoria, non hanno immaginazione, non hanno senso fisionomico. Di questo, ne hanno meno dei poveri cani. Quali – se ne avessero avuto almeno altrettanto – quali mali si sarebbero risparmiati! Non vedevano – Dio mio! – quelle facce?
===[[Jean-Paul Sartre]]===
*L'uomo è condannato ad essere libero.
*L'uomo è una passione inutile.
*Un uomo è insieme giudice e parte in causa della sua realtà, e si ignora nella misura stessa in cui [[Conoscere se stessi|si conosce]].
===''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''===
*Conosco molto bene le caratteristiche umane. Spesso ne sono sopraffatto. Ma mi sono sempre allenato a non subirne le conseguenze. ([[Spock]])
*Dottore, lei applica criteri del tutto umani a culture non umane. Le ricordo che gli umani sono una piccola minoranza in questa galassia. ([[Spock]])
*È curioso come spesso voi umani riusciate ad ottenere tutto quello che non volete. ([[Spock]])
*Gli umani hanno una straordinaria capacità di credere a ciò che vogliono credere e di eliminare ciò che procura loro dolore. ([[Spock]])
*Ho già notato questo in voi umani. Gli è più facile piangere alla morte di una sola persona che la morte di un milione. Lei parla sempre dell'insensibilità del cuore vulcaniano, ma che poco spazio sembra esserci nel vostro. ([[Spock]])
*I sogni più grandi degli esseri umani riguardano ciò che non si può fare.
*L'essere umano è estremamente complesso. Non sempre riusciamo a evitare brutture che ci vengono da dentro. ([[James T. Kirk]])
*Siamo esseri umani con le mani imbrattate dal sangue di milioni di anni di barbarie, ma possiamo evitarlo. Ammettiamo pure di essere assassini, ma oggi possiamo non uccidere. Questo basta: la consapevolezza che possiamo non uccidere. ([[James T. Kirk]])
*Sono sorpreso di quanto poco si sia avanzato nell'evoluzione umana. Oh, ci sono stati degli indubbi progressi tecnici, ma l'uomo in se stesso ha fatto ben pochi cambiamenti. ([[Khan Noonien Singh]])
*Siamo umani! Non lo dimentichi, tenente. Ecco come potrà farlo: ricordando che cosa è lei, un piccolo insieme di carne e sangue nell'universo. Questa è l'unica cosa che veramente le appartiene: il resto dell'umanità. ([[James T. Kirk]])
===''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''===
*È questo il problema con gli umani: non apprezzate il fascino di un bel mistero. ([[Elim Garak]])
*Gli esseri umani si adattano più facilmente dei [[klingon]] alla cattività. ([[Julian Bashir]])
*Lascia che ti dica una cosa sugli umani, nipote. Gli umani sono gentili ed anche amichevoli quando hanno la pancia piena e le sale ologrammi funzionano. Ma prova a negare loro tutte le comodità, privali del cibo, privali del sonno, delle docce soniche, metti a rischio le loro vite per un lungo periodo di tempo, e quelle stesse amichevoli, intelligenti e meravigliose persone diventeranno isteriche, e con una violenza che li farà assomigliare un klingon. ([[Quark (Star Trek)|Quark]])
*Ricorda che sotto quella patina placida della [[Federazione dei pianeti uniti|Federazione]], gli umani sono un gruppo di violenti selvaggi. ([[Quark (Star Trek)|Quark]])
*Secondo me, voi umani eravate molto simili ai [[ferengi]]: avidi, assetati di possesso, interessati solo al profitto. Vi ricordiamo di continuo quella parte di voi che preferite dimenticare. [...] Ma tralasciate un particolare: voi umani, una volta, eravate molto peggio dei ferengi: schiavitù, campi di concentramento, guerre interstellari. Non abbiamo niente nel nostro passato che somigli lontanamente a questo genere di barbarie. Lo vede? Noi non siamo come voi. Siamo migliori. ([[Quark (Star Trek)|Quark]])
*Voi umani siete sempre affascinati dal ciò che sarebbe potuto accadere. Che noia! ([[Martok]])
===''[[Star Trek: Enterprise]]''===
*Anatomicamente parlando, voi umani siete piuttosto semplici. Ma ciò che vi manca biologicamente lo rimpiazzate con il vostro affascinante ottimismo. ([[Dottor Phlox]])
*Anche se proveniamo dallo stesso pianeta delle gazelle, alla nostra nascita siamo molto più indifesi. Ci vogliono mesi anche solo per imparare a gattonare e spesso più di un anno per camminare. La nostra missione nello spazio non è molto diversa. A volte inciampiamo, possiamo cadere e prima di imparare l'equilibrio può succedere diverse volte. Ma, alla fine, ci riusciamo. Impariamo dai nostri errori. Gli esseri umani sono di questa pasta. ([[Jonathan Archer]])
*– È vero che vi accoppiate per tutto l'anno con chiunque vogliate?<br>– Non avete molta esperienza sugli umani, vero?<br>– Siete i primi che incontriamo, ma ho sentito molte cose su di voi. So che siete gente che si abbandona alle passioni. Ma è vero che mangiate sei volte al giorno?<br>– Veramente sono tre.<br>– Mi hanno detto che dormite molto, che passate più della metà della giornata a letto.<br>– Otto ore, noi dormiamo per otto ore. Nel mio caso sei, all'incirca.
*Gli istinti umani sono molto forti. Non possiamo cambiare dal giorno alla notte. ([[Jonathan Archer]])
*Gli umani non sanno astenersi dal trarre conclusioni. ([[T'Pol]])
*La mia esperienza con voi umani è limitata, ma ho imparato che siete una specie piena di risorse. ([[T'Pol]])
*Non immaginavo che gli umani fossero capaci di resistere a tanto. La specie dei primati non si distingue per questa caratteristica.
*Non sappiamo come gestire gli esseri umani. Di tutte le specie con cui abbiamo preso a contatto, la vostra è l'unica che non riusciamo a definire. Voi avete l'arroganza degli andoriani e il perspicace orgoglio dei tellariti. Per un attimo siete guidati dalle vostre emozioni come i [[klingon]] e, l'attimo dopo, ci confondete con ragionamenti logici.
*Quale momento migliore per studiare gli esseri umani se non quando sono sotto pressione? ([[Dottor Phlox]])
*Una cosa differenzia noi umani dalle specie che finora abbiamo incontrato. Quando dobbiamo affrontare una minaccia comune, mettiamo da parte le nostre controversie e cerchiamo di cooperare. ([[Jonathan Archer]])
===''[[Star Trek: Voyager]]''===
*Il progresso umano non esisterebbe senza fantasia. ([[Kathryn Janeway]])
*Non cesserò mai di stupirmi della grande capacità umana di esagerare le cose. ([[Tuvok]])
*Noi [[Borg (Star Trek)|borg]] siamo da sempre abituati a convivere con migliaia di altri droni, ma trovo estremamente difficile convivere anche con un solo essere umano. ([[Sette di Nove]])
*Per essere completamente umana, deve imparare ad avere compassione per coloro che soffrono, anche quando a soffrire sono i suoi peggior nemici. ([[Kathryn Janeway]])
*Può non sembrare, ma spesso il comportamento umano mi diverte. ([[Sette di Nove]])
===[[Lev Tolstoj]]===
*[[Dio]] è quell'infinito Tutto, di cui l'uomo diviene consapevole d'essere una parte finita. [...] L'uomo è una Sua manifestazione nella materia, nel tempo e nello spazio. Quanto più il manifestarsi di Dio nell'uomo (la [[vita]]) si unisce alle manifestazioni (alle vite) di altri esseri, tanto più egli esiste. L'unione di questa sua vita con le vite di altri esseri si attua mediante l'[[amore]]. Dio non è amore, ma quanto più grande è l'amore, tanto più l'uomo manifesta Dio, e tanto più esiste veramente.
*Esaminai la [[vita]] di enormi masse di uomini, sia di quelli passati sia di quelli contemporanei. E di uomini che avevano capito il senso della vita, che avevano saputo vivere e morire io ne vedevo non due, tre, dieci, bensì centinaia, migliaia, milioni. [...] Ed io fui preso da amore per quegli uomini. Quanto più penetravo nella loro vita di uomini viventi e nella vita degli uomini che erano già morti, dei quali leggevo o sentivo raccontare, tanto più io li amavo, e tanto più mi diventava facile vivere.
*L'uomo, [[pietà|impietosendosi]] delle sofferenze di un essere vivente, dimentica se stesso e si immedesima nella situazione degli sventurati. Con questo sentimento si sottrae al suo isolamento ed acquista la possibilità di congiungere la sua esistenza a quella degli altri esseri. L'uomo, esercitando e sviluppando questa qualità che lo unisce agli altri, s'incammina verso una vita superpersonale, che eleva ad un livello più alto la sua coscienza e gli offre la maggiore felicità possibile.
*L'uomo non vive per soddisfare i suoi bisogni, ma vive per l'amore.
*Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe [[qualità]] definite, che ci sia l'uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini non sono così. Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l'acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso.
==[[Proverbi italiani]]==
*A cavallo di fuoco, uomo di paglia, a uomo di fuoco, cavallo di paglia.
*[[Riguardi|Guardati]] da [[cane]] rabbioso e da uomo sospettoso.
*Ha cento volte un uomo flemma e [[giudizio]], alla centuna corre al precipizio.
*L'uomo per la parola e il bue per le corna.
*Orto, uomo morto.
*Tanto vale l'uomo, tanto vale la sua terra.
*Uomo a cavallo, sepoltura aperta.
*Uomo morto non fa più guerra.
*Uomo non educato dal [[dolore]] rimane sempre [[bambino]]. (citato da [[Thomas Mann]] ne ''I Buddenbrook'')
===[[Proverbi toscani]]===
*Da uom dabbene non hai che bene.
*Gli uomini non si misurano a canne.
*Il [[bisogno]] fa l'uomo bravo.
*Il male unisce gli uomini.
*Ogni dieci anni un uomo ha bisogno dell'altro.
*Ogni uomo è uomo, e ha cinque dita nelle mani.
*Un uomo ne val cento, e cento non ne vagliono uno.
*Un uomo nuoce a cento, e cento non giovano a uno.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Adulto]]
*[[Bambino]]
*[[Donna]]
*[[Giovinezza]]
*[[Gli uomini si dividono in due categorie]]
*[[Maschio e femmina]]
*[[Senilità]]
*[[Umanesimo]]
*[[Umanità (qualità)]]
*[[Uomo (maschio)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antropologia culturale]]
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Società
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Citazioni sulla '''società'''.
==Citazioni==
*A un certo punto ho capito che le persone sono come sono, non come vorremmo che fossero. E che non si cambia la società da un giorno all'altro. Bisogna iniziare da dove si vive, è lì che bisogna dar prova di sé. ([[Elke Kahr]])
*Ai miei occhi le società umane, come gli individui, diventano qualcosa solo grazie alla [[libertà]]. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Chi fugge agli obblighi sociali è disertore. ([[Marco Aurelio]])
*Dal 1815 in poi, letteratura, scienze fisiche e sociali, vapori, strade ferrate, telegrafi, hanno dato in pochi anni tale un impulso alla società, che le nazioni si sono riconosciute sorelle le une con le altre; che nuovi interessi e bisogni si sono creati. A questi si tratta oggi di dare pieno svolgimento. ([[Felice Orsini]])
*Dire che un [[omicidio|delitto]] è opera di una società, il risultato matematico di taluni «fattori ambientali», è una di quelle offese che il nostro tempo rivolge continuamente alla libertà individuale e alla [[libertà]] in genere. ([[Vitaliano Brancati]])
*È evidente che nelle società democratiche l'interesse degli individui, così come la sicurezza dello stato, esigono che l'[[educazione]] della maggioranza sia scientifica, commerciale e industriale, piuttosto che letteraria. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Esiste una profonda divisione nella società odierna: tra coloro che vogliono godersi i frutti del loro lavoro, rispettando e sostenendo le leggi del paese, e un crescente numero di persone che è di moda apostrofare come disagiate, come svantaggiate, o diversamente motivate, che noi chiamavamo persone pigre, disoneste persino, persone che non accettano la responsabilità delle loro azioni o della loro vita. ([[Francis Urquhart]], ''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Seconda stagione|House of Cards]]'')
*Forse che nella società si vale realmente per quello che si è, o non più precisamente per ciò che si dimostra? ([[Carlo Maria Franzero]])
*Ho io compiuto qualche azione che riesce giovevole alla società? Dunque ho giovato a me stesso. ([[Marco Aurelio]])
*I grandi [[Partito|partiti]] rovesciano la società, i piccoli l'agitano; gli uni la ravvivano, gli altri la depravano; i primi talvolta la salvano scuotendola fortemente, mentre i secondi la turbano sempre senza profitto. ([[Alexis de Tocqueville]])
*In ogni società umana un sesso cerca sempre di organizzarsi in modo da sfruttare l'altro sesso. Nelle organizzazioni tecnicamente più evolute, la femmina sfrutta il maschio; come accade nelle api e nella società americana. ([[Vittorio Giovanni Rossi]])
*In questa società ci sono certe regole, certi pregiudizi e tutto quello che non vi si adatta sembra anormale, un delitto o una malattia. ([[Mario Vargas Llosa]])
*In una società ci sono delle priorità: la giustizia, la fede, la libertà e la solidarietà. Equilibrarli sempre tutti è impossibile, dunque qualcuno sarà più intelligente, qualcuno più ricco, qualcuno più stupido. Ma ognuno di loro deve avere gli stessi diritti e gli stessi obblighi. ([[Renato Scarpa]])
*Io so che alla società costa in certo modo una grave umiliazione se accettare la discussione intorno a se medesima, quasi ne scapitassero il decoro e il prestigio; ma, se non l'accetta, ella fa come chi non voglia esser desto, mentre dorme sull'orlo di un abisso. ([[Pietro Ellero]])
*L'associazione antropologica mondiale, comunamente detta società, è un insieme di esseri che si aspettano al varco armati di coraggio e tanta buona volontà. La verità è che ognuno di noi vuole la sua coppa di gelato più ghiacciata delle altre e colui che ti ammazza raramente si preoccupa delle tue scarpe nuove. ([[Rino Gaetano]])
*L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla Società. ([[Domenico Cirillo]])
*La forma della società resiste per la semplicissima ragione che la maggior parte degli uomini, se concepiscono l'ideale, obbediscono ai dettami della ragione. L'ideale si chiama così perché non attuato e non attuabile; il giorno che fosse attuato, non sarebbe più l'ideale, ma il reale. Questa non è metafisica: è filosofia pratica, perché c'insegna a guardarci dai voli d'Icaro. ([[Federico De Roberto]])
*La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri. ([[Uto Ughi]])
*La società acquista nuove arti e perde vecchi istinti. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La società aperta è [...] aperta al maggior numero possibile di portatori di idee, ideali e fedi diverse e magari contrastanti — è aperta al maggior numero possibile, ma non a tutti. Essa è chiusa, pena la sua autodissoluzione, solo agli intolleranti, e cioè a coloro che, credendosi in possesso di verità assolute e di valori esclusivi, tentano di imporre queste verità e questi valori, ad ogni costo, magari con lacrime di sangue. ([[Dario Antiseri]])
*La società contemporanea subisce un processo di frammentazione a causa di un modo di pensare che è per natura sua di corta visione, perché trascura l'intero orizzonte della verità – della verità riguardo a Dio e riguardo a noi. ([[Papa Benedetto XVI]])
*La società di oggi tende al formicaio. Lo Stato non si pone più come un assoluto di fronte ai singoli e ai gruppi: è semplicemente lo strumento amministrativo della società stessa. ([[Bertrand Russell]])
*La società dovunque cospira contro la maturazione di ciascuno dei suoi membri. La società è come una compagnia i cui soci hanno concordato che al fine di meglio assicurare il pane a ciascun azionista, colui che lo mangia rinuncia però a libertà e cultura. La virtù più ricercata è il conformismo. La [[fiducia]] in se stessi ne è la piena antitesi. Il conformismo non ama le realtà vere, né gli spiriti creativi, ma solo nomi e [[consuetudine|consuetudini]]. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La società è come un'onda. L'onda si muove in avanti, ma resta immobile la massa d'acqua di cui essa è composta. La stessa particella non s'innalza dal fondo fino alla cima. La sua unità è solo fenomenica. Molte persone che compongono oggi una popolazione saranno morte nel prossimo anno, e la loro esperienza morirà con esse. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La società è come le donne. Non si offende d'essere tradita se non quando lo sa. Se la lasci nella sua ignoranza, la donna ti vorrà bene come prima. ([[Emilio De Marchi]])
*La società è permissiva nelle cose che non costano nulla. ([[Enzo Biagi]])
*La società ha inizio a partire da due individui, quando il rapporto fra questi individui modifica la natura del loro comportamento. ([[Jean Piaget]])
*La società, legiferando, finge di tutelar l'individuo ed invece tra le pieghe non pensa che a se stessa. ([[Alessandro Varaldo]])
*La società non deve esigere nulla da chi non si aspetta nulla dalla società. ([[George Sand]])
*La società non è un gregge servile. ([[Manuel Castells]])
*La società non esiste: ci sono uomini e donne, e famiglie. ([[Margaret Thatcher]])
*— La società, — riprese la signora Merdle, curvando di nuovo il suo dito mignolo, — è così difficile a spiegarsi alla gioventù, e qualche volta alle persone di età matura, che io son contenta di quanto mi dite. Io vorrei che la società non fosse tanto arbitraria, non fosse così esigente... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo uno strido acutissimo, come se fosse il rappresentante della società in questione e volesse sostenere il suo diritto di essere esigente.<br>— Ma, — riprese a dire la signora Merdle, — dobbiamo pigliarla come la troviamo. Sappiamo benissimo ch'ella è vuota, convenzionale, mondana, disgustevole, ma a meno che non fossimo dei selvaggi dei mari tropicali, — per me sarei stata felice di nascere in quelle parti; sento dire che vi si mena una vita deliziosa e che il clima è perfetto, — siamo obbligati a consultare cotesta società. È la sorte comune. Il signor Merdle, per esempio, è uno dei primi banchieri; affari sulla più vasta scala, ricchezza ed influenza grandissime, ma anch'egli come gli altri... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo un secondo strido, il quale completava in modo così espressivo la frase interrotta, che la signora, Merdle trovò inutile di aggiungere altro. ([[Charles Dickens]])
*La società si fonda sui pilastri del vero e della libertà. ([[Henrik Ibsen]])
*La [[solitudine]] è impraticabile e la società fatale. Dobbiamo tenere la testa nell'una e le mani nell'altra. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*Le nostre società vengono costruite per celare alla vista la possibilità della coscienza di una dimensione infinita, eterna o assoluta: riceviamo un nuovo soffitto che crea l'illusione che gli esseri umani possano funzionare entro uno spazio autodefinito e perfino autocreato. ([[John Waters (giornalista)|John Waters]])
*— Li vendete tutti i vostri amici?<br>Rigaud si tolse la ''cigarette'' dalle labbra e guardò Arturo con un certo stupore. Ma si rimise subito a fumare, e riprese freddamente:<br>— Vendo tutto ciò che ha un prezzo. Come vivono, di grazia, i vostri signori avvocati, i vostri uomini di Stato, i vostri speculatori di borsa? Come vivete voi stesso? Com'è che vi trovate qui dentro? Non avete venduto nessun amico voi? Per Diana, ho motivo di credere di sì?<br>Clennam gli volse le spalle e guardò dalla finestra al muro di faccia.<br>— Il fatto è, mio caro signore, — proseguì Rigaud, — che la società si vende essa stessa; ha venduto me, ed io vendo lei. ([[Charles Dickens]])
*Lo star troppo in società finisce per smussare i pensieri di un uomo. ([[Henry David Thoreau]])
*Nel mondo odierno abbiamo svariati esempi di [[civiltà]] troppo rigide o troppo spericolate.<br>Le società piccole ed arretrate, completamente dominate dal grave peso dei [[tabù]] e delle vecchie abitudini, appartengono al primo tipo. Queste stesse società, quando si convertono e vengono "aiutate" dalle civiltà più progredite rapidamente diventano esempi di queste ultime. L'improvviso super-dosaggio di novità sociali e di entusiasmo per l'esplorazione travolge le forze stabilizzatrici dell'imitazione ancestrale e fa pendere eccessivamente la bilancia dall'altra parte. Come conseguenza, si ha uno sconvolgimento o una disintegrazione della civiltà. Felice quella società che gode della graduale acquisizione di un perfetto equilibrio tra l'imitazione e la curiosità, tra la copia irriflessiva e servile e la sperimentazione progressiva e razionale. [[Desmond Morris]])
*Nella società industriale moderna è necessario solo un minimo sforzo per soddisfare i bisogni primari. È sufficiente passare attraverso un programma di addestramento per acquisire qualche piccola abilita tecnica, quindi andare al lavoro in orario e compiere uno sforzo molto modesto per mantenere il lavoro. I soli requisiti sono una quantità moderata di intelligenza, e, più di tutto, semplice obbedienza. Se uno possiede questi requisiti, la società si prende cura di lui dalla culla alla tomba. (Si, esiste una sottoclasse che non può ritenere che le sue necessità fisiche siano garantite, ma noi stiamo parlando della maggioranza della società.) Cosi non sorprende che la società moderna sia piena di attività sostitutive. Queste includono il lavoro scientifico, l'impresa atletica, il lavoro umanitario, la creazione artistica e letteraria, la scalata ai vertici aziendali, l'acquisizione di denaro e beni materiali molto oltre il necessario, e l'attivismo sociale quando si indirizza verso temi che non sono importanti per la vita personale dell'attivista, come nel caso di attivisti bianchi che lavorano per i diritti delle minoranze non bianche. ([[Theodore Kaczynski]])
*Noi siamo cattivi per natura, buoni per la società. Così tutti quelli che, per costituire la società, hanno cominciato col supporre che nascessimo buoni, colpiti dai disordini che la società non impedisce, e dimenticando quelli che previene, hanno finito come [[Jean-Jacques Rousseau|Jean-Jacques]] per credere che la società non fosse nella natura dell'uomo. Questi scrittori hanno fatto come architetti che per costruire un edificio supponessero che le pietre venissero già tutte scolpite dalla cava e i legni tutti squadrati dalla foresta. ([[Louis de Bonald]])
*Non può esistere società umana senza [[diritto]]. ([[Karl Popper]])
*Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la società sia migliore con Lui che non senza. ([[John le Carré]])
*Non tutti i [[omicidio|delitti]] hanno riflessi sociali. [...] Ma ci sono delitti, invece, in cui tutto è sociale, dall'arma usata all'ambiente fisico, dai caratteri dei protagonisti al loro modo di vita, tutto, perfino il dolore, perfino il peccato, perfino la riparazione, perfino il pentimento. ([[Alberto Moravia]])
*Ogni società fino ad oggi è stata oligarchica, cioè governata da pochi, anche se "rappresentanti" di molti; oggi specialmente, malgrado la diffusione di certi modi detti democratici, il potere (un potere enorme) è in mano a pochi, in ogni paese. Bisogna, invece, arrivare ad una società di tutti, alla "omnicrazia". ([[Aldo Capitini]])
*Per la [[letteratura]] realistica antica, la società non esiste come problema storico, ma tutt'al più come problema moralistico, e inoltre il moralismo si rivolge più all'individuo che alla società. ([[Erich Auerbach]])
*Povera società, ricca di inganni. ([[Xavier Forneret]])
*Quando i teorici borghesi della società parlano in apparenza di altre forme di società, il loro reale oggetto resta ancor sempre la particolare forma storica della società borghese, i cui tratti, empiricamente assunti, ritrovano nelle altre forme di società. Quando essi parlano della «società» in generale, sul volto di questa di questa società generale spuntano, con pochi mutamenti, i tratti usuali dell'attuale società borghese. ([[Karl Korsch]])
*Questa società cambia tutto ciò che tocca in una fonte potenziale di progresso e di sfruttamento, di fatica miserabile e di soddisfazione, di libertà e d'oppressione. La sessualità non fa eccezione. ([[Herbert Marcuse]])
*Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi. ([[John Fitzgerald Kennedy]])
*Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la società progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la [[morte]] è utile alla società. ([[Eirik Newth]])
*Tutti gli elementi che compongono una società moderna sono collegati fra di loro. Per soddisfare i bisogni di ciascun individuo, è necessaria l'attività di molti. Le nostre vite s'intrecciano l'una con l'altra, dando vita a un complesso tessuto. Ma i legami che costituiscono la forza e la stabilità del sistema possono anche renderlo vulnerabile. (''[[Ipotesi sopravvivenza]]'')
*Una società che costringe l'individuo a cambiare frequentemente di residenza o di lavoro, impone uno stato di tensione ai suoi membri. ([[Gordon Rattray Taylor]])
*Una società consiste di un certo numero di individui tenuti insieme dal fatto di lavorare in una stessa direzione in uno spirito comune, e di perseguire mire comuni. ([[John Dewey]])
*Una società in cui ogni individuo odiasse il suo simile, non potrebbe evidentemente sussistere e si discioglierebbe. Vi è dunque un certo minimo di benevolenza verso il proprio simile, necessario perché si mantenga la società. Vi è altresì un altro minimo, superiore al precedente, necessario perché i componenti la società, prestandosi mutua assistenza, possano resistere all'urto di altre società. ([[Vilfredo Pareto]])
*Una società non è soltanto la somma di tanti individui, ma consiste soprattutto nella rete di relazioni tra tutte le sue parti. ([[Piero Angela]])
*Vivere insieme nel mondo significa essenzialmente che esiste un mondo di cose tra coloro che lo hanno in comune, come un tavolo è posto tra quelli che vi siedono intorno. ([[Hannah Arendt]])
*Viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo [[ignoranza]] o, in qualche caso, [[stupidità]]. ([[Tom Hanks]])
===[[Sabino Acquaviva]]===
*Nella società tradizionale, e in genere nelle società che accumulano, esiste una particolare miscela di sesso e religione, moralismo – o moralità – e famiglia: è il «pacchetto» che assicura il successo di quelle società. Ma forse, più correttamente, dovremmo dire che nella società tradizionale si assisteva simultaneamente alla sublimazione e/o alla commistione del sesso con la religione.
*Quando una società si propone di demolire determinati modelli di famiglia legati a sistemi sociali o di valori che stanno morendo, può farlo: quello che non può fare è proporre in alternativa dei sistemi di organizzazione della convivenza che, contrastando gravemente con la memoria della specie, pongono in crisi il sistema sociale e lo portano al collasso.
===[[Johann Gottlieb Fichte]]===
*Chiamo società la relazione reciproca degli esseri razionali.
*Il [[scopo|fine]] supremo ed ultimo della società è la completa unità e l'intimo consentimento di tutti i suoi membri.
*L'istinto sociale appartiene dunque agli istinti fondamentali dell'uomo. L'uomo è ''destinato'' a vivere in società, egli ''deve'' vivere nella società; se vive isolato non è un uomo completo e compiuto, e contraddice a se stesso.
*L'[[uomo]] ha la missione di vivere in società; se viene isolato, non è un uomo intero e completo, anzi contraddice se stesso.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*La società del futuro: una schiavitù senza padroni.
*La società moderna si concede il lusso di tollerare che tutti dicano ciò che vogliono perché oggi, di fondo, tutti pensano allo stesso modo.
*Società totalitaria è il nome volgare di quella specie sociale la cui denominazione scientifica è società industriale.
==Voci correlate==
*[[Gente]]
*[[Massa]]
*[[Popolazione]]
*[[Popolo]]
==Altri progetti==
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Citazioni sulla '''società'''.
==Citazioni==
*A un certo punto ho capito che le persone sono come sono, non come vorremmo che fossero. E che non si cambia la società da un giorno all'altro. Bisogna iniziare da dove si vive, è lì che bisogna dar prova di sé. ([[Elke Kahr]])
*Ai miei occhi le società umane, come gli individui, diventano qualcosa solo grazie alla [[libertà]]. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Chi fugge agli obblighi sociali è disertore. ([[Marco Aurelio]])
*Dal 1815 in poi, letteratura, scienze fisiche e sociali, vapori, strade ferrate, telegrafi, hanno dato in pochi anni tale un impulso alla società, che le nazioni si sono riconosciute sorelle le une con le altre; che nuovi interessi e bisogni si sono creati. A questi si tratta oggi di dare pieno svolgimento. ([[Felice Orsini]])
*Dire che un [[omicidio|delitto]] è opera di una società, il risultato matematico di taluni «fattori ambientali», è una di quelle offese che il nostro tempo rivolge continuamente alla libertà individuale e alla [[libertà]] in genere. ([[Vitaliano Brancati]])
*È evidente che nelle società democratiche l'interesse degli individui, così come la sicurezza dello stato, esigono che l'[[educazione]] della maggioranza sia scientifica, commerciale e industriale, piuttosto che letteraria. ([[Alexis de Tocqueville]])
*Esiste una profonda divisione nella società odierna: tra coloro che vogliono godersi i frutti del loro lavoro, rispettando e sostenendo le leggi del paese, e un crescente numero di persone che è di moda apostrofare come disagiate, come svantaggiate, o diversamente motivate, che noi chiamavamo persone pigre, disoneste persino, persone che non accettano la responsabilità delle loro azioni o della loro vita. ([[Francis Urquhart]], ''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Seconda stagione|House of Cards]]'')
*Forse che nella società si vale realmente per quello che si è, o non più precisamente per ciò che si dimostra? ([[Carlo Maria Franzero]])
*Ho io compiuto qualche azione che riesce giovevole alla società? Dunque ho giovato a me stesso. ([[Marco Aurelio]])
*I grandi [[Partito|partiti]] rovesciano la società, i piccoli l'agitano; gli uni la ravvivano, gli altri la depravano; i primi talvolta la salvano scuotendola fortemente, mentre i secondi la turbano sempre senza profitto. ([[Alexis de Tocqueville]])
*In ogni società umana un sesso cerca sempre di organizzarsi in modo da sfruttare l'altro sesso. Nelle organizzazioni tecnicamente più evolute, la femmina sfrutta il maschio; come accade nelle api e nella società americana. ([[Vittorio Giovanni Rossi]])
*In questa società ci sono certe regole, certi pregiudizi e tutto quello che non vi si adatta sembra anormale, un delitto o una malattia. ([[Mario Vargas Llosa]])
*In una società ci sono delle priorità: la giustizia, la fede, la libertà e la solidarietà. Equilibrarli sempre tutti è impossibile, dunque qualcuno sarà più intelligente, qualcuno più ricco, qualcuno più stupido. Ma ognuno di loro deve avere gli stessi diritti e gli stessi obblighi. ([[Renato Scarpa]])
*Io so che alla società costa in certo modo una grave umiliazione se accettare la discussione intorno a se medesima, quasi ne scapitassero il decoro e il prestigio; ma, se non l'accetta, ella fa come chi non voglia esser desto, mentre dorme sull'orlo di un abisso. ([[Pietro Ellero]])
*L'associazione antropologica mondiale, comunamente detta società, è un insieme di esseri che si aspettano al varco armati di coraggio e tanta buona volontà. La verità è che ognuno di noi vuole la sua coppa di gelato più ghiacciata delle altre e colui che ti ammazza raramente si preoccupa delle tue scarpe nuove. ([[Rino Gaetano]])
*L'esercizio della carità, gli effetti de' pronti soccorsi contro la fame, la nudità, il freddo, e le atroci e distruttrici malattie, formano la gioia dell'uomo veramente nato per giovare alla Società. ([[Domenico Cirillo]])
*La forma della società resiste per la semplicissima ragione che la maggior parte degli uomini, se concepiscono l'ideale, obbediscono ai dettami della ragione. L'ideale si chiama così perché non attuato e non attuabile; il giorno che fosse attuato, non sarebbe più l'ideale, ma il reale. Questa non è metafisica: è filosofia pratica, perché c'insegna a guardarci dai voli d'Icaro. ([[Federico De Roberto]])
*La musica è un linguaggio di fratellanza e l'orchestra è l'embrione della società perché tutti devono ascoltare anche le voci degli altri. ([[Uto Ughi]])
*La società acquista nuove arti e perde vecchi istinti. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La società aperta è [...] aperta al maggior numero possibile di portatori di idee, ideali e fedi diverse e magari contrastanti — è aperta al maggior numero possibile, ma non a tutti. Essa è chiusa, pena la sua autodissoluzione, solo agli intolleranti, e cioè a coloro che, credendosi in possesso di verità assolute e di valori esclusivi, tentano di imporre queste verità e questi valori, ad ogni costo, magari con lacrime di sangue. ([[Dario Antiseri]])
*La società contemporanea subisce un processo di frammentazione a causa di un modo di pensare che è per natura sua di corta visione, perché trascura l'intero orizzonte della verità – della verità riguardo a Dio e riguardo a noi. ([[Papa Benedetto XVI]])
*La società di oggi tende al formicaio. Lo Stato non si pone più come un assoluto di fronte ai singoli e ai gruppi: è semplicemente lo strumento amministrativo della società stessa. ([[Bertrand Russell]])
*La società dovunque cospira contro la maturazione di ciascuno dei suoi membri. La società è come una compagnia i cui soci hanno concordato che al fine di meglio assicurare il pane a ciascun azionista, colui che lo mangia rinuncia però a libertà e cultura. La virtù più ricercata è il conformismo. La [[fiducia]] in se stessi ne è la piena antitesi. Il conformismo non ama le realtà vere, né gli spiriti creativi, ma solo nomi e [[consuetudine|consuetudini]]. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La società è come un'onda. L'onda si muove in avanti, ma resta immobile la massa d'acqua di cui essa è composta. La stessa particella non s'innalza dal fondo fino alla cima. La sua unità è solo fenomenica. Molte persone che compongono oggi una popolazione saranno morte nel prossimo anno, e la loro esperienza morirà con esse. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*La società è come le donne. Non si offende d'essere tradita se non quando lo sa. Se la lasci nella sua ignoranza, la donna ti vorrà bene come prima. ([[Emilio De Marchi]])
*La società è permissiva nelle cose che non costano nulla. ([[Enzo Biagi]])
*La società ha inizio a partire da due individui, quando il rapporto fra questi individui modifica la natura del loro comportamento. ([[Jean Piaget]])
*La società, legiferando, finge di tutelar l'individuo ed invece tra le pieghe non pensa che a se stessa. ([[Alessandro Varaldo]])
*La società non deve esigere nulla da chi non si aspetta nulla dalla società. ([[George Sand]])
*La società non è un gregge servile. ([[Manuel Castells]])
*La società non esiste: ci sono uomini e donne, e famiglie. ([[Margaret Thatcher]])
*— La società, — riprese la signora Merdle, curvando di nuovo il suo dito mignolo, — è così difficile a spiegarsi alla gioventù, e qualche volta alle persone di età matura, che io son contenta di quanto mi dite. Io vorrei che la società non fosse tanto arbitraria, non fosse così esigente... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo uno strido acutissimo, come se fosse il rappresentante della società in questione e volesse sostenere il suo diritto di essere esigente.<br>— Ma, — riprese a dire la signora Merdle, — dobbiamo pigliarla come la troviamo. Sappiamo benissimo ch'ella è vuota, convenzionale, mondana, disgustevole, ma a meno che non fossimo dei selvaggi dei mari tropicali, — per me sarei stata felice di nascere in quelle parti; sento dire che vi si mena una vita deliziosa e che il clima è perfetto, — siamo obbligati a consultare cotesta società. È la sorte comune. Il signor Merdle, per esempio, è uno dei primi banchieri; affari sulla più vasta scala, ricchezza ed influenza grandissime, ma anch'egli come gli altri... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo un secondo strido, il quale completava in modo così espressivo la frase interrotta, che la signora, Merdle trovò inutile di aggiungere altro. ([[Charles Dickens]])
*La società si fonda sui pilastri del vero e della libertà. ([[Henrik Ibsen]])
*La [[solitudine]] è impraticabile e la società fatale. Dobbiamo tenere la testa nell'una e le mani nell'altra. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*Le nostre società vengono costruite per celare alla vista la possibilità della coscienza di una dimensione infinita, eterna o assoluta: riceviamo un nuovo soffitto che crea l'illusione che gli esseri umani possano funzionare entro uno spazio autodefinito e perfino autocreato. ([[John Waters (giornalista)|John Waters]])
*— Li vendete tutti i vostri amici?<br>Rigaud si tolse la ''cigarette'' dalle labbra e guardò Arturo con un certo stupore. Ma si rimise subito a fumare, e riprese freddamente:<br>— Vendo tutto ciò che ha un prezzo. Come vivono, di grazia, i vostri signori avvocati, i vostri uomini di Stato, i vostri speculatori di borsa? Come vivete voi stesso? Com'è che vi trovate qui dentro? Non avete venduto nessun amico voi? Per Diana, ho motivo di credere di sì?<br>Clennam gli volse le spalle e guardò dalla finestra al muro di faccia.<br>— Il fatto è, mio caro signore, — proseguì Rigaud, — che la società si vende essa stessa; ha venduto me, ed io vendo lei. ([[Charles Dickens]])
*Lo star troppo in società finisce per smussare i pensieri di un uomo. ([[Henry David Thoreau]])
*Nel mondo odierno abbiamo svariati esempi di [[civiltà]] troppo rigide o troppo spericolate.<br>Le società piccole ed arretrate, completamente dominate dal grave peso dei [[tabù]] e delle vecchie abitudini, appartengono al primo tipo. Queste stesse società, quando si convertono e vengono "aiutate" dalle civiltà più progredite rapidamente diventano esempi di queste ultime. L'improvviso super-dosaggio di novità sociali e di entusiasmo per l'esplorazione travolge le forze stabilizzatrici dell'imitazione ancestrale e fa pendere eccessivamente la bilancia dall'altra parte. Come conseguenza, si ha uno sconvolgimento o una disintegrazione della civiltà. Felice quella società che gode della graduale acquisizione di un perfetto equilibrio tra l'imitazione e la curiosità, tra la copia irriflessiva e servile e la sperimentazione progressiva e razionale. ([[Desmond Morris]])
*Nella società industriale moderna è necessario solo un minimo sforzo per soddisfare i bisogni primari. È sufficiente passare attraverso un programma di addestramento per acquisire qualche piccola abilita tecnica, quindi andare al lavoro in orario e compiere uno sforzo molto modesto per mantenere il lavoro. I soli requisiti sono una quantità moderata di intelligenza, e, più di tutto, semplice obbedienza. Se uno possiede questi requisiti, la società si prende cura di lui dalla culla alla tomba. (Si, esiste una sottoclasse che non può ritenere che le sue necessità fisiche siano garantite, ma noi stiamo parlando della maggioranza della società.) Cosi non sorprende che la società moderna sia piena di attività sostitutive. Queste includono il lavoro scientifico, l'impresa atletica, il lavoro umanitario, la creazione artistica e letteraria, la scalata ai vertici aziendali, l'acquisizione di denaro e beni materiali molto oltre il necessario, e l'attivismo sociale quando si indirizza verso temi che non sono importanti per la vita personale dell'attivista, come nel caso di attivisti bianchi che lavorano per i diritti delle minoranze non bianche. ([[Theodore Kaczynski]])
*Noi siamo cattivi per natura, buoni per la società. Così tutti quelli che, per costituire la società, hanno cominciato col supporre che nascessimo buoni, colpiti dai disordini che la società non impedisce, e dimenticando quelli che previene, hanno finito come [[Jean-Jacques Rousseau|Jean-Jacques]] per credere che la società non fosse nella natura dell'uomo. Questi scrittori hanno fatto come architetti che per costruire un edificio supponessero che le pietre venissero già tutte scolpite dalla cava e i legni tutti squadrati dalla foresta. ([[Louis de Bonald]])
*Non può esistere società umana senza [[diritto]]. ([[Karl Popper]])
*Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la società sia migliore con Lui che non senza. ([[John le Carré]])
*Non tutti i [[omicidio|delitti]] hanno riflessi sociali. [...] Ma ci sono delitti, invece, in cui tutto è sociale, dall'arma usata all'ambiente fisico, dai caratteri dei protagonisti al loro modo di vita, tutto, perfino il dolore, perfino il peccato, perfino la riparazione, perfino il pentimento. ([[Alberto Moravia]])
*Ogni società fino ad oggi è stata oligarchica, cioè governata da pochi, anche se "rappresentanti" di molti; oggi specialmente, malgrado la diffusione di certi modi detti democratici, il potere (un potere enorme) è in mano a pochi, in ogni paese. Bisogna, invece, arrivare ad una società di tutti, alla "omnicrazia". ([[Aldo Capitini]])
*Per la [[letteratura]] realistica antica, la società non esiste come problema storico, ma tutt'al più come problema moralistico, e inoltre il moralismo si rivolge più all'individuo che alla società. ([[Erich Auerbach]])
*Povera società, ricca di inganni. ([[Xavier Forneret]])
*Quando i teorici borghesi della società parlano in apparenza di altre forme di società, il loro reale oggetto resta ancor sempre la particolare forma storica della società borghese, i cui tratti, empiricamente assunti, ritrovano nelle altre forme di società. Quando essi parlano della «società» in generale, sul volto di questa di questa società generale spuntano, con pochi mutamenti, i tratti usuali dell'attuale società borghese. ([[Karl Korsch]])
*Questa società cambia tutto ciò che tocca in una fonte potenziale di progresso e di sfruttamento, di fatica miserabile e di soddisfazione, di libertà e d'oppressione. La sessualità non fa eccezione. ([[Herbert Marcuse]])
*Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi. ([[John Fitzgerald Kennedy]])
*Spesso sono i giovani ad avere le idee necessarie affinché la società progredisca. Però i vecchi non sempre sono disposti a cedere loro il posto: in questo caso la [[morte]] è utile alla società. ([[Eirik Newth]])
*Tutti gli elementi che compongono una società moderna sono collegati fra di loro. Per soddisfare i bisogni di ciascun individuo, è necessaria l'attività di molti. Le nostre vite s'intrecciano l'una con l'altra, dando vita a un complesso tessuto. Ma i legami che costituiscono la forza e la stabilità del sistema possono anche renderlo vulnerabile. (''[[Ipotesi sopravvivenza]]'')
*Una società che costringe l'individuo a cambiare frequentemente di residenza o di lavoro, impone uno stato di tensione ai suoi membri. ([[Gordon Rattray Taylor]])
*Una società consiste di un certo numero di individui tenuti insieme dal fatto di lavorare in una stessa direzione in uno spirito comune, e di perseguire mire comuni. ([[John Dewey]])
*Una società in cui ogni individuo odiasse il suo simile, non potrebbe evidentemente sussistere e si discioglierebbe. Vi è dunque un certo minimo di benevolenza verso il proprio simile, necessario perché si mantenga la società. Vi è altresì un altro minimo, superiore al precedente, necessario perché i componenti la società, prestandosi mutua assistenza, possano resistere all'urto di altre società. ([[Vilfredo Pareto]])
*Una società non è soltanto la somma di tanti individui, ma consiste soprattutto nella rete di relazioni tra tutte le sue parti. ([[Piero Angela]])
*Vivere insieme nel mondo significa essenzialmente che esiste un mondo di cose tra coloro che lo hanno in comune, come un tavolo è posto tra quelli che vi siedono intorno. ([[Hannah Arendt]])
*Viviamo in una società dove nessuna legge proibisce di guadagnare denaro diffondendo [[ignoranza]] o, in qualche caso, [[stupidità]]. ([[Tom Hanks]])
===[[Sabino Acquaviva]]===
*Nella società tradizionale, e in genere nelle società che accumulano, esiste una particolare miscela di sesso e religione, moralismo – o moralità – e famiglia: è il «pacchetto» che assicura il successo di quelle società. Ma forse, più correttamente, dovremmo dire che nella società tradizionale si assisteva simultaneamente alla sublimazione e/o alla commistione del sesso con la religione.
*Quando una società si propone di demolire determinati modelli di famiglia legati a sistemi sociali o di valori che stanno morendo, può farlo: quello che non può fare è proporre in alternativa dei sistemi di organizzazione della convivenza che, contrastando gravemente con la memoria della specie, pongono in crisi il sistema sociale e lo portano al collasso.
===[[Johann Gottlieb Fichte]]===
*Chiamo società la relazione reciproca degli esseri razionali.
*Il [[scopo|fine]] supremo ed ultimo della società è la completa unità e l'intimo consentimento di tutti i suoi membri.
*L'istinto sociale appartiene dunque agli istinti fondamentali dell'uomo. L'uomo è ''destinato'' a vivere in società, egli ''deve'' vivere nella società; se vive isolato non è un uomo completo e compiuto, e contraddice a se stesso.
*L'[[uomo]] ha la missione di vivere in società; se viene isolato, non è un uomo intero e completo, anzi contraddice se stesso.
===[[Nicolás Gómez Dávila]]===
*La società del futuro: una schiavitù senza padroni.
*La società moderna si concede il lusso di tollerare che tutti dicano ciò che vogliono perché oggi, di fondo, tutti pensano allo stesso modo.
*Società totalitaria è il nome volgare di quella specie sociale la cui denominazione scientifica è società industriale.
==Voci correlate==
*[[Gente]]
*[[Massa]]
*[[Popolazione]]
*[[Popolo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antropologia sociale]]
[[Categoria:Concetti delle scienze etnoantropologiche]]
[[Categoria:Sociologia]]
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[[Immagine:Birke Herbst.jpg|thumb|Un albero]]
Citazioni sugli '''alberi'''.
==Citazioni==
*Abbiamo un'esplicita affinità – una parola che deriva dal latino ''affinis'', indicante una relazione acquisita per matrimonio – con gli alberi. Nonostante non apparteniamo alla stessa famiglia, gli alberi e gli uomini sono in un certo senso sposati tra le proprie famiglie, con tutte le sfide, le responsabilità e i benefici che possono derivare dall'essere così connessi. Ci siamo evoluti con gli alberi fin dalle prime tracce della comparsa dell'uomo. Le nostre mani sono in grado di afferrare le cose, i pollici opponobili e la visione binoculare un tempo ci permettevano di saltare tra i rami con facilità, nonostante ora usiamo queste doti per altri scopi, come giocare a baseball o farci strada nel traffico. Il prezzo esorbitante degli attici riflette il nostro desiderio di spaziare con lo sguardo sul territorio, un desiderio nato nelle savane della nostra culla evolutiva costellate di alberi. ([[Nalini Nadkarni]])
*Albero (''s.m.''). Pianta di forma allungata di cui la natura ci ha provveduti nella sua generosità, perché potessimo servircene come strumento di pena. ([[Ambrose Bierce]])
*Anche gli alberi hanno la loro anima che è in fondo, il demone stesso della vegetazione (come lo sono gli spiriti antropomorfici o i re di maggio, le cui gare o processioni si inverano, appunto, nel conducimento e nel seppellimento dello spirito dell'albero). ([[Giuseppe Cocchiara]])
*''Anche gli alberi sgomitano per un po' di sole.'' ([[Caparezza]])
*C'è molta sicurezza in un albero: rimane per generazioni e generazioni immutato, dividendo la sua energia con la terra e la sua possente bellezza con noi. (''[[La casa nella prateria]]'')
*Come gli [[dèi]], anche gli alberi muoiono: gli uni e gli altri sono le creature più delicate e feribili del mondo; e noi dobbiamo assistere alla loro malattia e alla loro morte. ([[Pietro Citati]])
*''Con il [[legno]] | l'uomo fa le porte, | [[Dio]] gli alberi.'' ([[Lillo Gullo]])
*Credo che non vedrò mai una [[poesia]] bella come un albero. Ma le poesie le fanno gli sciocchi come me. Un albero lo può fare solamente Dio. ([[Joyce Kilmer]])
*Gli alberi li piantavamo per i morti, ma in guerra sono serviti ai vivi. Durante l'assedio di Sarajevo scomparivano gli alberi e si estendevano i cimiteri. Per riscaldarsi, quando ormai si erano esaurite tutte le altre risorse, la gente tagliava gli alberi nei parchi e nei cimiteri. I più audaci, o i più disperati, segavano gli alberi sulle colline, e sui pendii dei monti vicini, talvolta a solo una decina di metri di distanza dalla linea del fronte ([[Azra Nuhefendić]])
*Gli alberi sono forse i soli che conoscono a fondo il mistero dell'acqua. ([[Jules Renard]])
*Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine. ([[Khalil Gibran]])
*Il [[mito]] però non riconosce nell'albero solo un simbolo della vita ma anche del cosmo. Con le radici affondate nel terreno promordiale, dischiudendo la sua fioritura nell'universo, genera stelle e soli. Qui il padre e la madre sono uniti in eterno splendore. È il legno della vita al centro della città eterna in cui ancora non vi sono divisioni né luoghi sacri. Anche il frassino ''Yggrasil'', all'ombra del quale ogni giorno si riuniscono gli dèi per tenere consiglio, non deve morire con loro: sopravvive oltre il tramonto. ([[Ernst Jünger]])
*Il [[potere]] reale è come un grande albero frondoso; se gli spunti la cima o gli tagli i rami più grossi, e gli lasci stare gli altri rami e la radice, crescerà ancora e riprenderà nuova forza. ([[Gerrard Winstanley]])
*''Il segreto è fare come gli alberi, | prima cerchi, dopo tronchi.'' ([[Caparezza]])
*In realtà sono le anime degli alberi che noi vediamo in inverno. In estate tutto è verde e idilliaco ma in inverno sono soltanto i rami e i tronchi ad esaltare. (''[[Nymphomaniac]]'')
*– In realtà sono le anime degli alberi che noi vediamo d'inverno.<br />– Penso che assomiglino a quelle umane.<br />– Sì, hai ragione. Assomigliano alle anime umane: anime contorte, anime normali, anime pazze, dipendono tutte dal tipo di vita che gli esseri umani conducono. [...] Ho trovato il mio albero, quello della mia anima. Eccolo, è questo qui.<br />– Non è un frassino.<br />– No, è una quercia. <br />– Mio padre trovò l'albero della sua anima ma io non ho mai trovato il mio. «Lo saprai quando lo vedrai» mi diceva. (''[[Nymphomaniac]]'')
*In tempi passati, alberi e uomini erano buoni amici. (''[[Il mio vicino Totoro]]'')
*Insieme con l'acqua l'albero è il simbolo della creazione. Nessun'altra forma rappresenta la vita quanto lui. Le radici aspirano l'humus. Il tronco ne è l'asse. I rami sono l'espansione, il dominio della sfera terrestre. Fogli e fiori solidali alla luce sono forze imponderabili. ([[Ignácio de Loyola Brandão]])
*''Io sono dei vostri, alberi, sono dei vostri | animali eleganti, io sono dei vostri. Credetelo. | Sono dei vostri. Ci separa soltanto un fiato infantile, | ma lo so, lo so, sono io tutto quel | manto, sono io il tronco e lo storno e il | falco. Ci separa un niente, colore, capello, | piccolo piccolo nome: l'impianto del | respiro è solo apparente diverso.'' ([[Mariangela Gualtieri]])
*''L'albero sembra | un cane intento a | ringhiare verso i Cieli.'' ([[Jack Kerouac]])
*L'evocazione degli alberi, della loro maestosità indifferente e dell'amore che proviamo per loro da un lato ci insegna quanto siamo insignificanti, cattivi parassiti brulicanti sulla superficie terrestre, dall'altro invece quanto siamo degni di vivere, perché siamo capaci di riconoscere una bellezza che non ci è debitrice. ([[Muriel Barbery]])
*L'[[uomo]] è come un albero e in ogni suo inverno levita la [[primavera]] che reca nuove foglie e nuovo vigore. ([[Vasco Pratolini]])
*La condotta dell'uomo dovrebbe ispirarsi a un albero. Il tronco è radicato, i rami sono liberi di agitarsi nel vento. (''[[Ip Man - The Final Fight]]'')
*La gioventù va via presto sulla terra, figuratevi sugli alberi, donde tutto è destinato a cadere: foglie, frutti. ([[Italo Calvino]])
*Mi piacciono gli alberi, sono segno di forza e di grandezza, si innalzano verso il cielo. Hanno una vita lunga: c'erano e ci saranno prima e dopo di noi. Ci sopravvivono. E così mi sdraio in veranda e ascolto la brezza che muove appena le fronde. Un suono meraviglioso che solo la vita e la natura ti sanno dare. ([[Arrigo Sacchi]])
*''Nelle foreste c'era un albero'' | ''Ed era proprio un bell'albero'' || ''Sull'albero c'era un ramo'' | ''Sul ramo c'era un fuscello'' | ''Sul fuscello c'era un nido'' | ''In quel nido c'era un uovo'' | ''Nell'uovo c'era un uccello'' | ''E da quell'uccello venne una piuma'' | ''E da quella piuma venne'' | ''Un letto'' || ''E su quel letto c'era una ragazza'' | ''E su quella ragazza c'era un uomo'' | ''E da quell'uomo venne un seme'' | ''E da quel seme venne un bambino'' | ''E da quel bambino venne un uomo'' | ''E per quell'uomo c'era una tomba'' | ''E su quella tomba crebbe'' | ''Un albero'' (''[[The Wicker Man]]'')
*Non c'è albero solido e robusto, se il vento non lo colpisce di frequente: quel tormento lo rende più compatto e gli abbarbica più saldamente a terra le radici: sono fragili gli alberi che crescono in valli solatie. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*''Ombrose piante | d'antica selva.'' ([[Torquato Tasso]])
*''Perché vi sono alberi sotto i quali non posso passare senza che vasti e melodiosi [[pensiero|pensieri]] non scendano su di me? | (Ritengo che pendano da quegli alberi, d'estate come d'inverno, e facciano sempre cadere frutti sul mio passaggio).'' ([[Walt Whitman]])
*Pianta alberi, che gioveranno in un altro tempo. ([[Marco Porcio Catone]])
*Più antico è un albero, più tra le sue fronde e nelle cavità possono abitare capinere, passeri, tortore, storni, scoiattoli, insetti. Salvo casi di emergenza, da metà marzo fino a conclusione dell'autunno non bisognerebbe tagliarne nemmeno una fronda. Non solo sono i mesi della piena vegetazione, ma pure quelli in cui uccelli, insetti, piccoli mammiferi, già logorati dall'urbanizzazione, depongono le uova e partoriscono le cucciolate. ([[Margherita D'Amico]])
*''Poiché anche per l'albero c'è speranza: | se viene tagliato, ancora ributta | e i suoi germogli non cessano di crescere; | se sotto terra invecchia la sua radice | e al suolo muore il suo tronco, | al sentore dell'acqua rigermoglia | e mette rami come nuova pianta.'' (''[[Libro di Giobbe]]'')
*''Rustiche frenesie, sogni fioriti, | deliri vegetabili odorosi, | capricci de' giardin, Protei frondosi, | e di ameno furor impazziti, || quasi piante di Cadmo amano arditi | a l'Autunno guerrier tornei selvosi; | o di Pomona adulteri giocosi | fan nascere nel suol mostri mentiti. || Vedi zampe di tigri e ceffi d'orso | e chimere di serpi; e se l'addenti, | quasi ne temi il tocco e fuggi il morso. || Altri in larve di Lemuri frementi | arruffano di corna orrido il dorso, | e fan cibo e diletto anco i spaventi.'' ([[Giacomo Lubrano]])
*''Sapranno tutti gli alberi della foresta | che io sono il Signore, | che umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso; | faccio seccare l'albero verde e germogliare l'albero secco.'' (''[[Libro di Ezechiele]]'')
*Se un albero scrivesse l'autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo. ([[Khalil Gibran]])
*So che gli alberi mi guardano, mi curano e mi proteggono con la loro presenza silenziosa, col loro amore senza parole. Non sanno nulla di me, ma sono disposti a distendere le loro braccia sopra di me e sopra ciascuno. ([[Pietro Citati]])
*Sotto la terra ci sono le tenebre, riposa la profonda oscurità. Come prima della creazione del mondo... Sopra la terra c'è la luce. L'albero è l'unione di questii due mondi. Porta la luce al vuoto tenebroso. Porta, al fondo della terra, l'aria di cui necessita per ricostruirsi e fornire la vita. ([[Ignácio de Loyola Brandão]])
*Un albero giovane che non abbia ancora profonde radici, può con facilità sterparsi; bisogna usar la scure chi lo lasci ingrossare. ([[Confucio]])
==[[Proverbi toscani]]==
*Albero che non fa [[frutto]], taglia taglia.
*Albero spesso trapiantato, mai di frutti è caricato.
*Dal frutto si conosce l'albero.
*Gli alberi grandi fanno più ombra che frutto.
==Voci correlate==
*[[Bosco]]
*[[Casa sull'albero]]
*[[Pianta]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Alberi| ]]
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Jules Verne
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Udiki
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Jules Verne.jpg|thumb|Jules Verne ritratto da [[Nadar]]]]
'''Jules Verne''' (1828 – 1905), scrittore francese.
{{indicedx}}
==Citazioni di Jules Verne==
*Credo che i [[gatto|gatti]] siano spiriti venuti sulla terra. Un gatto, ne sono convinto, può camminare su una nuvola.<ref>Citato in Fabio Nocentini, ''I poteri magici del gatto'', De Vecchi, Milano, 2011, [http://books.google.it/books?id=WwQ4WzOAloQC&pg=PA62 p. 62]. ISBN 9788841240762</ref>
*Guarda a tutt'occhi, guarda.<ref>Da ''Michele Strogoff''</ref>
*Meno [[comodità]] si hanno e meno [[bisogno|bisogni]] si hanno, meno bisogni si hanno e più si è felici.<ref>Da ''I figli del capitano Grant''</ref>
*Nel lontano futuro i [[sottomarino|sottomarini]] potrebbero causare un completo stallo della battaglia, perché le flotte diverranno inutili; e poiché anche gli altri armamenti continuano a migliorare, la guerra diverrà impossibile.
:''In the distant future the submarine may be the cause of bringing battle to a stoppage altogether, for fleets will become useless, and as other war material continues to improve, war will become impossible''.<ref>Da ''Future of the Submarine'', ''Popular Mechanics'', giugno 1904; citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 274 ISBN 0-679-77806-3</ref>
==''Cinque settimane in pallone''==
===[[Incipit]]===
Eravi una grande affluenza di uditori, il 14 gennaio 1862, alla seduta della Società Reale Geografica di Londra, ''Waterloo place'', 3. Il presidente, sir Francis M..., faceva a' suoi onorevoli colleghi un'importante comunicazione in un discorso, frequentemente interrotto dagli applausi.
===Citazioni===
*Non sono io che seguo la via, ma è la mia via che mi segue. (Fergusson: cap. I, p. 16)
*[...] l'[[amicizia]] non potrebbe esistere fra due esseri perfettamente identici. (cap. III, p. 20)
*Gli [[ostacolo|ostacoli]] [...] furono inventati per esser vinti; quanto ai [[pericolo|pericoli]], chi può vantarsi di fuggirli? Tutto è pericolo nella vita; può essere pericolosissimo il sedersi dinanzi ad una tavola o il porsi il cappello in testa; bisogna peraltro considerare quello che deve succedere come se fosse già succeduto, e non vedere che il presente nell'avvenire, poiché l'avvenire non è che un presente un po' più lontano. (Fergusson: cap. III, p. 25)
*Con esso {{NDR|un [[pallone aerostatico]]}}, tutto è possibile; senza di lui, ricado nei pericoli e negli ostacoli naturali di simile spedizione {{NDR|in Africa}}. Con esso, né il caldo, né i torrenti, né le tempeste, né i simun, né i climi insalubri, né gli animali selvaggi, né gli uomini sono a temersi! Se ho troppo caldo, salgo, se ho freddo, discendo; una montagna, la sorpasso; un precipizio, lo valico; un fiume lo attraverso; una bufera, la domino; un torrente, lo rasento come un uccello! Cammino senza fatica, mi fermo senz'aver bisogno di riposo! Sovrasto alle nuove città! Volo colla rapidità dell'uragano, ora sulla vetta più alta delle nubi, ora a cento piedi dal suolo, e la carta africana si svolge sotto i miei occhi nel grande atlante del mondo! (Fergusson: cap. III, p. 26)
==''Dalla Terra alla Luna''==
===[[Incipit]]===
====Francesco De Rosa====
Durante la guerra di Secessione, a Baltimora, in pieno Maryland, nacque un ''club'' nuovo e molto influente. È noto con quanta energia, nel corso del conflitto, il popolo americano, popolo di armatori, di commercianti e di meccanici, mise in opera il suo istinto militare. Vi furono semplici negozianti che scavalcarono i loro banconi per improvvisarsi capitani, colonnelli e generali, senza aver frequentato la scuola di applicazione di West Point.<ref>Accademia militare degli Stati Uniti.</ref> Essi ben presto uguagliarono nell'«arte della guerra» i loro colleghi del vecchio continente e, come questi, a forza di prodigare proiettili, milioni e uomini, conquistarono le loro vittorie.
====Alberto Büchi====
Durante la guerra di Secessione americana fu istituito nella città di Baltimora, nel cuore del Maryland, un nuovo circolo grandemente influente. È risaputo quanto l'istinto militare fosse forte presso quel popolo di armatori, di mercanti e di meccanici. Umili bottegai abbandonarono i loro sgabelli per improvvisarsi capitani, colonnelli, generali, pur senza aver mai frequentato i corsi di West Point, diventando ben presto ugualmente abili nell'"arte della guerra" dei colleghi del vecchio continente, e al pari di questi ottenendo vittorie a forza di sperperare munizioni, milioni e uomini. <!-- 2022, p. 5 -->
===Citazioni===
*L'astro della notte era occhieggiato come una lady della scelta società. Gli Americani già lo trattavano con libertà da proprietarî. Pareva che la bionda Febe appartenesse ai nostri audaci conquistatori, e già facesse parte del territorio dell'Unione. Eppure non si trattava ancora che di mandarle un proiettile, modo abbastanza brutale per [[Esplorazione della Luna|istringere amicizia anche con un satellite]], ma molto in uso nelle nazioni incivilite. (cap. III; 1872, pp. [[s:Pagina:Dalla Terra alla Luna.djvu/24|24]]-[[s:Pagina:Dalla Terra alla Luna.djvu/25|25]])
*L'[[Sole e luna|astro delle notti]], per la sua vicinanza relativa e lo spettacolo rapidamente rinnovato delle sue fasi diverse, a bella prima ha diviso col [[Sole e luna|Sole]] l'attenzione degli abitanti della Terra; ma il Sole stanca lo sguardo e gli splendori della sua luce obbligano i contemplatori a chinare gli occhi.<br>La bionda Febe, all'incontro più umana, si compiace di lasciarsi vedere nella sua grazia modesta; ell'è dolce all'occhio, poco ambiziosa; però si permette talvolta di eclissare il fratello, il radiante Apollo, senza mai essere eclissata da lui. (cap. V; 1872, p. [[s:Pagina:Dalla Terra alla Luna.djvu/39|39]])
*[...] la classe superstiziosa degli [[ignoranti]]: costoro non si contentano d'ignorare ciò che è; essi sanno ciò che non è [...]. (cap. VI; 1872, p. [[s:Pagina:Dalla Terra alla Luna.djvu/51|51]])
*Il [[proiettile]] è per me la più sfolgorante manifestazione della potenza umana ed è in esso che questa si riassume nella sua completezza. È nel costruirlo che l'uomo si è maggiormente avvicinato al Creatore! [...] Se infatti Iddio ha creato le stelle e i pianeti [...] l'uomo ha creato il proiettile, pietra di paragone delle velocità terrestri, modello in scala ridotta degli astri erranti nello spazio, i quali in sostanza non sono che proiettili! A Dio la velocità dell'elettricità, la velocità della luce, la velocità delle stelle, la velocità delle comete, la velocità dei pianeti, dei satelliti, del suono, del vento! A noi la velocità del proiettile, cento volte superiore a quella dei treni e dei cavalli più rapidi! (Maston: cap. VII; 2022, pp. 43-44)
*Saprete sicuramente che un illustre chimico francese, Henry Sainte-Claire-Deville, è riuscito, nel 1854, a ottenere l'[[alluminio]] in massa compatta. Ora, questo prezioso metallo ha la bianchezza dell'argento, l'inalterabilità dell'oro, la tenacità del ferro, la fusibilità del rame, la leggerezza del vetro. Lo si lavora facilmente ed è abbondante in natura in quanto costituisce la base di moltissime rocce. Inoltre, è tre volte più leggero del ferro e sembra essere stato creato apposta per fornirci la materia del nostro proiettile. (Barbicane: cap. VII; 2022, pp. 49-50)
*«E non riesco davvero a capire perché lei mi accusi di esagerazione».<br/>«Perché va sempre oltre nelle cose».<br/>«Allora sappia, signor mio», rispose Maston assumendo il suo tono di maggior arroganza, «sappia che un [[artigliere]] è come un proiettile: non può mai andare troppo lontano!» (cap VIII; 2022, p. 54)
*Proiettile e piastra lottarono con un accanimento senza eguali, il primo ingrandendosi, la seconda ispessendosi in proporzione costante. Le navi, armate di pezzi formidabili, si difendevano dal fuoco mettendosi al riparo dietro a invulnerabili corazze. La ''Merrimac'', la ''Monitor'', la ''Ram Tenesse'', la ''Wechausen'' lanciavano proiettili enormi, dopo essersi corazzate contro quelli degli altri. Facevano insomma ad altri ciò che non volevano fosse fatto a loro; principio immorale, sul quale poggia tutta l'arte della guerra. (cap. X; 2022, p. 66)
*Tra le altre manie, si proclamava "ignorante sublime" come Shakespeare e professava il più gran disprezzo per gli [[Scienziato|scienziati]]: "gente", diceva, "che si limita a segnare i punti quando noi giochiamo la partita". (cap. XVIII; 2022, p. 118)
*In breve, il suo [[Motti dai libri|motto]] era: «Ad ogni costo!», e l'amore dell'impossibile, per usare la bella espressione di Pope, era la sua ''ruling passion''. (cap. XVIII; 2022, p. 118)
*Il proiettile è il veicolo del futuro e, se vogliamo, i pianeti altro non sono che proiettili, semplici palle di cannone lanciate dalla mano del Creatore. (Michel Ardan: cap. XIX; 2022, p. 123)
*Miei cari ascoltatori, se ascoltassimo certi cervelli limitati (mai aggettivo è stato più adatto), l'umanità sarebbe rinchiusa in un cerchio di Popilio che mai essa riuscirebbe a superare, essendo condannata a vegetare su questo globo senza alcuna speranza di slanciarsi un giorno negli spazi planetari! Sciocchezze! Si andrà sulla Luna e poi sui pianeti e sulle stelle come oggi si va da Liverpool a New York, facilmente, rapidamente e in modo sicuro. L'oceano atmosferico sarà tra breve attraversato come gli oceani terrestri. La distanza non è che un concetto relativo e finirà per essere ridotta a zero. (Michel Ardan: cap. XIX; 2022, p. 124)
*Sapete come la penso io riguardo al [[Sistema solare|mondo che comincia all'astro radioso e finisce a Nettuno]]? Volete conoscere la mia teoria? È semplicissima. Per me il mondo solare è un corpo solido, omogeneo; i pianeti che lo compongono si accalcano, si toccano, aderiscono, e lo spazio fra essi esistente altro non è che lo spazio che separa le molecole del metallo più compatto, argento o ferro, oro o platino! (Michel Ardan: cap. XIX; 1872, p. [[s:Pagina:Dalla Terra alla Luna.djvu/165|165]])
*[...] chi non sospetta il pericolo è sempre coraggioso. (Michel Ardan: cap. XX; 2022, p. 132)
*[...] il sistema orografico di questo grande paese {{NDR|gli Stati Uniti}} si riduce a due catene di media altezza, tra le quali scorre il superbo [[Mississippi (fiume)|Mississippi]], che gli americani chiamerebbero "il re dei fiumi", se ammettessero una regalità qualsiasi. (cap. XXIV; 2022, p. 166)
===[[Explicit]]===
«Non appena le circostanze lo permetteranno» non si stancava di ripetere, «ci metteremo in comunicazione con loro. Noi avremo loro notizie e loro le nostre. Io li conosco bene: sono uomini ingegnosi e con loro hanno portato nello spazio tutte le risorse dell’arte, della scienza e dell’industria, con le quali si può fare ciò che si vuole. Già, vedrete che se la caveranno!» <!-- 2022, p. 189 -->
==''Il dottor Oss''==
===[[Incipit]]===
====E. Menti====
Se voi cercate su una carta della Fiandra, antica o moderna, la piccola città di Quiquendone, è probabile che non ve la troviate. Quiquendone è dunque una città scomparsa? No. Una città di là da venire? Tanto meno. Essa esiste a dispetto dei geografi, e ciò da otto o novecento anni. Annovera ormai duemilanovecentonovantatré anime, ammettendo un'anima per ogni abitante. È posta a tredici chilometri e mezzo a nord-ovest d'Audenarde, e a quindici chilometri e un quarto a sud-est di Bruges, in piena Fiandra.
{{NDR|Jules Verne, ''Il dottor Oss'', in ''Racconti di ieri e di domani'', op. cit.}}
====Maurizio Ferrara====
Se cercate su una carta delle Fiandre, antica o moderna, la cittadina di Quiquendone, è probabile che non la troverete. Quiquendone è forse una città scomparsa? No. Una città del futuro? Nemmeno. Esiste a dispetto dei geografi, da ottocento o novecento anni. E anzi conta duemilatrecentonovantatré anime, se vogliamo ammettere un'anima per ogni abitante. È situata a tredici chilometri e mezzo a nord-ovest di Audenarde e a quindici chilometri e un quarto a sud-est di Bruges, nel cuore delle Fiandre. (p. 11)
{{NDR|Jules Verne, ''Una fantasia del dottor Ox'', op. cit.}}
===Citazioni===
*Insomma, i quiquendoniani non hanno bisogno di nessuno. I loro desideri sono limitati, la loro esistenza è modesta; sono calmi, misurati, freddi, flemmatici, in una parola "[[fiamminghi]]", come se ne incontrano a volte tra la Schelda e il Mare del Nord. (2011, p. 13)
*L'uomo che muore senza aver mai [[Decisione|deciso]] nulla nella vita si è avvicinato alla conquista della perfezione in questo mondo! (Van Tricasse: 2011, p. 16)
*Seguendo il corso normale delle cose, le [[Epidemia|epidemie]] sono speciali. Quelle che colpiscono l'uomo risparmiano gli animali, quelle che colpiscono gli animali risparmiano i vegetali. Non si è mai visto un cavallo assalito dal vaiolo, né un uomo dalla peste bovina. Le pecore non contraggono la malattia delle patate. (2011, p. 63)
===[[Explicit]]===
Per riassumere e concludere, la virtù, il coraggio, il talento, l'intelletto, l'immaginazione, tutte queste qualità o facoltà sono forse una questione di [[ossigeno]]?<br/>Questa è la teoria del dottor Ox, ma abbiamo il diritto di non accettarla, nonostante il fantasioso esperimento di cui divenne teatro l'onorabile città di Quiquendone. (2011, pp. 93-94)
==''Il giro del mondo in 80 giorni''==
===[[Incipit]]===
====Maria Vittoria Malvano====
Nell'anno 1872 la casa numero sette di Saville Row, Bullington Gardens (la casa in cui morì Sheridan nel 1816), era abitata da Phileas Fogg, Esq., che sebbene sembrasse aver giurato di non far nulla che potesse dar nell'occhio, era uno dei più eccentrici e più noti soci del Reform Club di Londra.
{{NDR|Jules Verne, ''Il giro del mondo in ottanta giorni'', traduzione di Maria Vittoria Malvano, Einaudi, 1994}}
====G. Di Belsito====
Nell'anno 1872, la casa segnata con il numero 7 di Saville Row, Burlington Gardens – nella quale morì Sheridan nel 1814 – era abitata da Phileas Fogg, esq. uno dei membri più originali e più in vista del ''Reform Club'' di Londra, nonostante il suo apparente proposito di non far nulla che potesse attirare l'attenzione altrui.
{{NDR|Jules Verne, ''Il giro del mondo in 80 giorni'', traduzione di G. Di Belsito, Mursia, 1970}}
===Citazioni===
*{{NDR|Su [[Phileas Fogg]]}} L'unico passatempo, per lui, era leggere i giornali e giocare a [[whist]]. A questo gioco del silenzio, così ben adatto al suo temperamento, vinceva spesso; ma i guadagni non entravano mai nella sua borsa; essi figuravano, per importanti somme, nel bilancio della sua beneficenza. D'altra parte – bisogna rilevarlo – il signor Fogg giocava per giocare, non per vincere. Il gioco era per lui un combattimento, una lotta contro le difficoltà, ma una lotta senza moto, senza spostamenti, senza fatica; e questo si addiceva al suo carattere. (cap. I, 1970)
*Un minimo bene impiegato, basta a tutto... (Phileas Fogg: cap. III, 1970)
*Un buon [[inglese]] non scherza mai, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa [...]. (Phileas Fogg: cap. III, 1970)
*I [[Passaporto|passaporti]] non servono mai ad altro che ad imbarazzare le persone oneste e a favorire la fuga dei birbanti. (Fix: cap. VII, 1970)
*Un forte [[fumatore]] può giungere fino a otto pipe al giorno: ma muore in cinque anni. (cap. XIX, 1970)
*{{NDR|Sul [[whist]]}} Fa parte dell'educazione inglese. (cap. XXVIII, 1970)
===[[Explicit]]===
Così, dunque, Phileas Fogg aveva vinto la scommessa. Aveva compiuto in ottanta giorni quel viaggio intorno al mondo! Aveva impiegato tutti i mezzi di trasporto: piroscafi, ferrovie, carrozze, yachts, navi mercantili, slitte, elefanti. L'eccentrico gentleman aveva dimostrato in quell'avventura le sue meravigliose doti di calma e di esattezza. Ma poi? Che cosa aveva guadagnato? Che cosa gli aveva reso quel viaggio?<br>Nulla, si dirà. Nulla, sia pure, tranne una moglie affascinante, la quale – per quanto inverosimile ciò possa apparire – lo rese il più felice degli uomini.<br>E, in verità, non si farebbe, anche per meno di questo, il «Giro del Mondo»?
{{NDR|Jules Verne, ''Il giro del mondo in 80 giorni'', traduzione di G. Di Belsito, Mursia, 1970}}
==''Intorno alla Luna''==
===[[Incipit]]===
====Francesco De Rosa====
Nell'anno 186..., tutto il mondo rimase eccezionalmente emozionato per un tentativo scientifico che non aveva precedenti negli annali della scienza. I soci del Gun-Club, un circolo di artiglieri sorto a Baltimora dopo la Guerra d'America, avevano avuto l'idea di mettersi in comunicazione con la Luna, sì, con la Luna, spedendole un proiettile. Barbicane, il loro presidente, il promotore dell'impresa, consultò in proposito gli astronomi dell'Osservatorio di Cambridge, e prese tutte le misure necessarie a garantire il successo dell'impresa straordinaria, che era stata dichiarata realizzabile dalla maggior parte degli esperti in materia. Poi aprì una pubblica sottoscrizione che fruttò circa trenta milioni di franchi e iniziò immediatamente i giganteschi lavori.
====Alberto Büchi====
Durante dell'anno 186... il mondo fu profondamente scosso da un esperimento scientifico che non aveva precedenti nella storia della scienza. I soci del Gun Club, un circolo di artiglieri fondato a Baltimora dopo la guerra di Secessione americana, avevano avuto l'idea di mettersi in contatto con la Luna (già, proprio con la Luna), inviandole un proiettile. Il loro presidente Barbicane, ideatore dell'impresa, dopo essersi confrontato con gli astronomi dell'osservatorio di Cambridge, pensò a tutto ciò che era necessario per assicurare un risultato positivo allo straordinario tentativo, dichiarato possibile dalla grande maggioranza dei competenti. Ottenne persino, tramite una sottoscrizione pubblica, la cospicua somma di quasi trenta milioni di franchi, che gli permise di dare inizio ai colossali lavori. <!-- 2022, p. 5 -->
===Citazioni===
*Mentre i viaggiatori cercavano di penetrare le fitte tenebre spaziali, si aprì sotto i loro occhi un fascio sfolgorante di stelle cadenti. Centinaia di asteroidi, infiammati dal contatto con l'atmosfera, solcavano l'ombra di scie luminose, rigando con i loro fuochi la parte cinerea del disco. In quel momento la Terra si trovava nel suo perielio, e il mese di dicembre è talmente propizio all'apparizione delle stelle cadenti, che parecchi astronomi ne hanno contate sino a ottantamila l'ora. Michele Ardan, però, disdegnando i ragionamenti scientifici, preferì credere che la Terra salutasse con meravigliosi fuochi d'artificio la partenza di quei suoi tre figli. (cap. II; 2022, p. 29)
*«Ebbene, mio vecchio Barbicane», rispose Michel, «a costo di farmi tagliare la testa incominciando dai piedi, mai e poi mai io sarei riuscito a risolvere un problema così complesso».<br/>«Perchè ignori l'[[algebra]]», rispose tranquillamente Barbicane.<br/>«Ah! Qui vi volevo, voialtri mangiatori di ''x''! Quando avete detto "algebra", credete di avere detto tutto».<br/>«Michel», rispose Barbicane, «ritieni che sia possibile fucinare senza martello o arare senza aratro?»<br/>«Certamente, no».<br/>«Ebbene, l'algebra è un attrezzo, esattamente come l'aratro o il martello, e un attrezzo assai utile, per chi sa usarlo». (cap. IV; 2022, p. 43)
*«Il fatto è», osservò Nicholl, «che buoi, vacche, tori e ruminanti in genere ci sarebbero stati utilissimi sul continente lunare, purtroppo, però, questo vagone non poteva diventare né una scuderia né una stalla».<br/>«Se non altro, però, ci saremmo potuti portare un [[asino]], un semplice asinello, una bestia tanto paziente e coraggiosa che tanto piaceva al vecchio Sileno! Come mi piacciono i ciuchi, che pure sono gli animali meno favoriti della creazione! Pensate, non solo sono picchiati in vita, ma addirittura dopo morti».<br/>«Cosa intendi dire?», domandò Barbicane.<br/>«Perbacco! Non è con la pelle d'asino che si fanno i tamburi?», esclamò Michel. (cap. V; 2022, p. 55)
*«Miliardi di miliardi!», sbottò Michel Ardan, «Le hanno quindi misurate e contate, queste oscillazioni! Caro Barbicane, queste sono cifre da scienziato, che spaventano l'orecchio e non dicono nulla allo spirito».<br/>«Eppure bisogna ben calcolare...»<br/>«No, conviene paragonare. Un trilione non significa proprio niente: fare un paragone spiegherebbe tutto meglio. Per esempio: quando tu mi avrai detto e ripetuto che il volume di Urano è settantasei volte maggiore di quello della Terra, il volume di Saturno lo è novecento volte, quello di Giove milletrecento, quello del Sole un milione e trecentomila volte di più, io sarò rimasto pressappoco al punto di prima. Per questo motivo preferisco mille volte i vecchi paragoni del ''Double Liégeois'', che ti dicono in modo spiccio: "Il Sole è una zucca con sessanta centimetri di diametro, Giove un'arancia, Saturno una mela appiola, Nettuno una ciliegia acquaiuola, Urano una ciliegia comune, la Terra un cece, Venere un pisello, Marte una capocchia di spillo, Mercurio un grano di senape, Giunone, Cerere, Vesta e Pallade semplici granelli di sabbia". Con questo sistema ci si può regolare!» (cap. V; 2022, p. 59)
*Nell'emisfero di sinistra si stende il "[[Maria della Luna|mare]] delle Nubi", dove molto spesso si annega la ragione umana. Poco lontano si profila il "mare delle Piogge", alimentato dai mille affanni dell'esistenza. Vicino si apre il "mare delle Tempeste", dove l'uomo lotta senza tregua contro le passioni troppo spesso travolgenti. Quindi, spossato dalle disillusioni, dai tradimenti, dalle infedeltà, da tutto il corteo delle miserie terrestri, che cosa trova al termine della sua vita mortale? Quel vasto "mare degli Umori", appena addolcito da poche gocce delle acque del "golfo della Rugiada"! Nubi, piogge, tempeste, umori: di cos'altro è composta l'esistenza umana? Non si riassume forse in queste quattro parole?L'emisfero di destra, "dedicato alle donne", racchiude mari più piccoli, i cui nomi ricchi di significato evocano i vari casi di una vita femminile. V'è il "mare della Serenità", sul quale si china la giovinetta, e il "lago dei Sogni", che le riflette un lieto avvenire. V'è il "mare del Nettare", coi suoi flutti di tenerezza, le sue onde d'amore; il "mare della Fecondità", il "mare della Crisi", il "mare dei Vapori", le cui dimensioni sono forse un po' troppo esigue; e infine il gran "mare della Tranquillità", dove si placano tutte le false passioni, tutti i sogni inutili, tutti i desideri inappagati, e i cui flutti si riversano sereni nel "lago della Morte"! (Michel Ardan, cap. XI; 2022, pp. 104-105)
*Come si nota, l'emisfero in questione {{NDR|della [[Luna]]}} è dunque tredici volte e mezzo più piccolo di quello terrestre; i selenografi tuttavia vi hanno già contato oltre cinquantamila crateri. Si tratta quindi di una superficie tutta gobbe e crepacci, di una vera schiumaruola, degna della definizione poco poetica che le hanno dato gli inglesi di ''green cheese'', cioè di "formaggio verde".<br/>Quando Barbicane pronunciò quell'espressione tanto prosaica, Michel Ardan fece un balzo.<br/>Ecco come gli anglosassoni del XIX secolo trattavano la bella Diana, la bionda Febe, l'amabile Iside, l'affascinante Astarte, la regina delle notti, la figlia di Latona e di Giove, l'incantevole sorella del radioso Apollo! (cap. XI; 2022, p. 107)
*[...] quand'ecco, al centro di quella regione perseguitata dai crepacci, ergersi nel suo punto culminante la più splendida montagna del disco lunare, l'abbagliante [[Cratere Tycho|Ticone]], al quale la posterità conserverà in eterno il nome dell'illustre astronomo danese.<br/>Nell'osservare la luna piena in un cielo senza nubi, non vi è nessuno che non abbia notato quel punto sfavillante dell'emisfero sud. Per celebrarlo, Michel Ardan ricorse a tutte le metafore di cui era ricca la sua fantasia. Per lui il Ticone era un ardente epicentro di luce, un focolaio d'irradiazione, un cratere traboccante di raggi, il mozzo di una ruota scintillante, un'asteria che racchiudeva il disco nei suoi tentacoli d'argento, un occhio immenso pieno di fiamme, un nimbo tagliato per la testa di Plutone, una stella lanciata dalle mani del Creatore e andata a schiacciarsi contro la faccia della Luna! (cap. XVII; 2022, pp. 158-159)
==''La Jangada''==
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
Un capitano dei boschi<br><br>«Moblssthvuprudepmifhomvvvrgllqmont<br>oogghqmeuvdatopnrifouroibamfmltgquz<br>fzeprnqdspbrnmoqfrrniuvrsfpndquaggh<br>qzipzniviihqsboqpnmiqzztdipzrdfrvnvl<br>lrqqhivrsahnlepqnibgqvzflrinaaueohqbf<br>gqqgforczrfnstzhaprqnrpntmhlfusfhoqb<br>qonqptatdcpprgghqeouzuluaqnfnepznsp<br>zmnrappqhnqnoqqrrfiquzlhe.»<br><br>L'uomo che teneva in mano il documento il cui ultimo paragrafo era formato da questa strana accozzaglia di lettere, dopo averlo riletto attentamente rimase qualche minuto sopra pensiero. Il documento comprendeva un centinaio di righe che non erano neppure divise in parole, e aveva tutta l'aria di essere stato scritto da anni. Il tempo aveva già steso la sua patina giallastra sul foglio di carta spessa, coperto da quei geroglifici.<br>Con quale criterio erano state scritte quelle lettere?<br>Soltanto quell'uomo avrebbe potuto dirlo. Poiché questi linguaggi cifrati sono come le serrature delle casseforti moderne e si difendono nello stesso modo. Le combinazioni di cui sono suscettibili si contano a miliardi, né basterebbe la vita intera di un calcolatore per trovarle tutte. Occorre la «parola» per aprire la cassaforte; occorre il «numero» per leggere un crittogramma di questo genere. Infatti, come vedremo, il documento doveva sfidare i tentativi più ingegnosi e in circostanze molto gravi.<br>L'uomo che aveva riletto il documento era un semplice capitano dei boschi.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''La Jangada'', l'ulivo Biblioteca Salani, Casa Editrice Adriano Salani, Firenze.}}
====Vincenzo Bianchi====
{{centrato|''UN CAPITANO DEI BOSCHI''}}
«''Phyjlyddqfdzxgasgzzqqehxgkfndrxujugiocytdxvksbxhhuypohdvyr''<br>
''ymhuhpuydkjoxphètozsletnpmvffovpdpajxbyynojyggaymeqynfuqlnmv''<br>
''lyfgsuzmqizflbqgyugsqeubvnrcredgruzblrmxyuhqhpzdrrgcrohepqxufi''<br>
''vvrplphonthvddqfhqsntzhhhnfepmqkyuuexktogzgkyuutnfvijdqdpzjqsy''<br>
''krplxhxqrymvklohbhotozvdksppsuvjh.d.''»
L'uomo, che aveva in mano il documento di cui questa strana successione di lettere formava l'ultimo periodo, rimase alquanto pensoso dopo averlo riletto con attenzione.<br>
Il documento conteneva un centinaio di queste righe, che non erano neppure divise per parole. Sembrava che fosse stato scritto da molti anni, e sul foglio di carta ruvida coperto di quei geroglifici il tempo aveva già steso la sua patina giallognola.<br>
Ma secondo quale criterio le lettere dovevano essere riunite? Solo quest'uomo avrebbe potuto dirlo. Infatti, questi linguaggi cifrati assomigliano alle serrature delle casseforti moderne: si difendono nel medesimo modo. Le combinazioni che presentano si contano a miliardi e la vita di un calcolatore non basterebbe a enunciarle. Occorre la «cifra» per leggere crittogrammi di tal fatta, come bisogna sapere la «parola» per aprire le casseforti; però, come si vedrà, questo scritto avrebbe resistito ai tentativi più ingegnosi, e ciò in circostanze assai gravi.<br>
L'uomo che aveva riletto il documento non era che un semplice capitano dei boschi.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''La Jangada (Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni)'', traduzione di Vincenzo Bianchi, Mursia, 1970}}
===Citazioni===
*Il mezzo miglio di foresta era stato abbattuto. Toccava ora ai carpentieri, il compito di costruire una zattera con gli alberi più volte secolari che giacevano sulla sponda.<br>Sotto la direzione di Gianni Garral, gli indiani della ''fazenda'' dovevano mettere in opra tutta la loro bravura, che era davvero eccezionale. Con un'accetta e una sega lavoravano legni duri a tal punto da intaccare il taglio dei loro arnesi!<br>I tronchi d'alberi, una volta tagliati, non erano stati gettati subito nel loro letto dell'Amazzone; Gianni Garral li aveva fatti disporre simmetricamente sopra un greto di vaste proporzioni, che aveva fatto ulteriormente abbassare, alla confluenza del Nanây con il gran fiume.<br>Lì doveva essere costruita la ''jangada''. L'Amazzone avrebbe pensato a metterla a galla, giunto il momento di condurla a destinazione.
{{NDR|Jules Verne, ''La Jangada'', l'ulivo Biblioteca Salani, Casa Editrice Adriano Salani, Firenze.}}
==''Ventimila leghe sotto i mari''==
===[[Incipit]]===
====Maria Paola De Benedetti====
L'anno 1866 fu contraddistinto da un avvenimento molto strano, un fatto inspiegato e inspiegabile che certamente nessuno ha dimenticato. Se ne parlava nei porti e nelle città di mare, nelle piazze delle città continentali, ma soprattutto ne furono colpiti i marinai: negozianti, armatori, capitani di navi, skippers e masters d'Europa e d'America, ufficiali della marina, militari di tutti i paesi, oltre ai governi dei vari Stati dei due continenti si occuparono col più grande interesse di questo fatto.<br>
{{NDR|Opportunity Books, traduzione di Maria Paola De Benedetti}}
====Gianni Rebaudengo====
Il 1866 fu un anno particolare, caratterizzato da uno strano avvenimento, misterioso e inspiegabile, che nessuno ha certamente dimenticato. A parte le dicerie che mettevano in agitazione le popolazioni rivierasche ed eccitavano l'opinione pubblica delle zone continentali, gli uomini di mare ne erano particolarmente scossi. Armatori, mercanti, capitani di navi, piloti d'Europa e d'America, ufficiali delle Marine militari di tutti i paesi, infine tutti i Governi dei due continenti si preoccuparono vivamente del fatto.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''20.000 leghe sotto i mari'', a cura di Gianni Rebaudengo, Edizioni dell'Albero, 1966}}
====Maria Grazia Schiuzzi====
L'anno 1866 fu caratterizzato da un avvenimento strano, un fenomeno inesplicato e inesplicabile, che nessuno certamente ha potuto dimenticare. Correvano delle voci che impressionavano le popolazioni dei porti di mare e che accendevano lo spirito pubblico nelle città dell'interno, ma in particolar modo ne fu colpita la gente di mare. Commercianti, armatori, capitani di navi, europei e americani, ufficiali delle marine militari di tutti i Paesi, e infine i Governi dei diversi Stati dei due continenti, furono profondamente turbati dallo strano fenomeno.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Ventimila leghe sotto i mari'', traduzione di Maria Grazia Schiuzzi, Mursia, 1982}}
===Citazioni===
*Quanto al servizio da tavola era elegante e di gusto eccellente. Ogni pezzo, cucchiaio, forchetta, coltello, piatto, portava una lettera circondata da un [[Motti dai libri|motto]] esplicativo di cui ecco il facsimile esatto:{{centrato|MOBILIS IN MOBILE {{NDR|''recte'': ''mobili''}}<br />N}}''Mobile nell'elemento mobile!'' Il motto si adattava in maniera perfetta all'apparecchio sottomarino, a patto di tradurre la preposizione latina ''in'' con ''nel'' anziché con ''sopra''. La lettera N costituiva senza dubbio l'iniziale del nome dell'enigmatico personaggio che comandava in fondo ai mari. (parte I, cap. VIII; 2018)
*– Voi amate il mare, capitano?<br />– Sì! L'amo! Il [[mare]] è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l'immenso deserto dove l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti. Infatti, professore, la natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. (parte I, cap. X; 2018)
*In quel momento, alcune acqueforti appese alle pareti, e che non avevo notato nella prima visita {{NDR|nella stanza di Nemo}} mi colpirono. Erano ritratti di quei grandi uomini della storia la cui esistenza non è stata dedicata che a una grande idea umana. Kosciusko, l'eroe caduto al grido ''Finis Poloninniae''; Botzaris, il Leonida della Grecia moderna; O' Connell, il difensore dell'Irlanda; Washington, il fondatore dell'Unione Americana; Manin, il patriota italiano; Lincoln, caduto sotto la palla di uno schiavista, e infine quel martire della liberazione della razza negra, John Brown, appeso al patibolo, come l'ha terribilmente disegnato la penna di Victor Hugo. (parte II, cap. VIII; 2018)
*Era lì {{NDR|presso il [[Maelstrom]]}} che il ''Nautilus'', involontariamente, o forse di proposito, era stato spinto dal suo capitano. Descriveva una spirale il cui raggio diventava sempre più piccolo. Allo stesso modo, la lancia, ancora inchiodata allo scafo, era trasportata con una velocità vertiginosa.<br>Io lo sentivo. Provavo quel senso di rotazione che segue un movimento rotatorio prolungato. Eravamo completamente terrorizzati, al culmine dell'orrore, con la circolazione interrotta, senza più alcuna reazione nervosa, bagnati di sudori freddi come quelli dell'agonia! E che rumore intorno alla nostra fragile imbarcazione! Che muggiti, ripetuti dall'eco alla distanza di molte miglia! Che frastuono, quello delle acque infrante contro gli acuti scogli del fondo, dove si spezzano i corpi più duri, dove i tronchi d'albero si consumano e diventano «una pelliccia», secondo l'espressione norvegese! (parte II, cap. XXII; 2018)
==''Viaggio al centro della terra''==
===[[Incipit]]===
====Maria Bellonci====
Di domenica, il 24 maggio 1863, mio zio, il professor Lidenbrock, tornò a precipizio verso la sua piccola casa situata al numero 19 della Königstrasse, una delle case più antiche di Amburgo. Alla nostra cuoca Marta dovette sembrare di essere in gran ritardo per il pranzo poiché le pentole cominciavano appena a cantare sui fornelli della cucina.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Maria Bellonci, Giunti Junior, 2011. ISBN 9788809766013}}
====Carlo Fruttero e Franco Lucentini====
Un giorno di maggio 1863, mio zio, il professor Lidenbrock, rientrò precipitosamente nella nostra piccola casa al n. 19 della Königstrasse, una vecchia strada della vecchia Amburgo.<br>
La brava Marta, che aveva appena cominciato a preparare il pranzo, dovette credersi molto in ritardo.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Einaudi, 1989}}
====Maria Gallone====
Il 24 maggio 1863 (era una domenica) mio zio, il professor Lidenbrock, rientrò a precipizio in casa sua, una casetta sita al numero 19 della Königstrasse, tra le strade più antiche del quartiere vecchio di Amburgo.<br> La buona Marta dovette ritenersi assai in ritardo; infatti sui fornelli della cucina la colazione incominciava ad arrosolarsi appena allora.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Maria Gallone, Alberto Peruzzo Editore}}
====G. Mina====
Il 24 maggio 1863, una domenica, mio zio, il professor Lidenbrock, rientrò in gran fretta nella sua casetta al N. 19 di Königstrasse, una delle più antiche strade del vecchio quartiere di Amburgo.<br>
La brava Marthe dovette credersi molto in ritardo, perché il pranzo cominciava allora a borbottare sul fornello della cucina.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di G. Mina, Mursia, 1973}}
====Anna Montaruli====
Mio zio, il professor Otto Lidenbrock, rientrò frettolosamente nella sua casa in una antica strada della vecchia Amburgo.<br>
Nell'udirlo arrivare Marta si sentì molto preoccupata, perché il pranzo non era ancora pronto e m'incaricò di giustificarla con lo zio, rientrato anzitempo.<br>
{{NDR|Giulio Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Anna Montaruli, Editrice AMZ, 1972}}
===Citazioni===
*La [[scienza]] [...] è fatta di errori, ma di errori che è bene commettere perché a poco a poco conducono alla verità.
*Vi sono molti esempi di tali propagazioni di suoni non percettibili negli spazi intermedi. Mi ricordai che tale fenomeno era stato constatato in molti luoghi e fra gli altri nella galleria interna della cattedrale di San Paolo a [[Londra]] e soprattutto nelle strane caverne della [[Sicilia]], in certe latomie vicino a [[Siracusa]], la più straordinaria delle quali, per questo fenomeno, è conosciuta con il nome di [[Orecchio di Dionisio|Orecchio di Dionigi]].
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I figli del capitano Grant''===
Il 26 luglio 1864, mentre soffiava una forte brezza di nord-est, un magnifico yacht navigava a tutto vapore nel canale del Nord. La bandiera d'Inghilterra sventolava su uno dei pennoni; all'estremità dell'albero maestro una banderuola azzurra recava le iniziali E.G., ricamate in oro e sormontate da una corona ducale. Quella nave era il ''Duncan'' di lord Glenarvan, uno dei sedici Pari scozzesi che siedono nella Camera alta, e ragguardevole membro del "Royal-Thames-Yacht-Club", celebre in tutto il Regno Unito.
===''Il raggio verde''===
— BET!<br>
— Beth!<br>
— Bess!<br>
— Betsey!<br>
— Betty!<br>
Questi nomi risuonarono successivamente nella magnifica hall di Helensburgh: era una mania del fratello Sam e del fratello Sib di rivolgersi in quel modo alla governante del cottage.<br>
Ma in quel momento quei diminutivi familiari del nome Elisabeth non fecero apparire la brava signora più che se i suoi padroni l'avessero chiamata con il suo nome per intero.
===''I viaggi di Marco Polo''<ref>Sarà nostra cura il dare a questi viaggi il maggior sviluppo possibile, confrontando il lavoro di G. Verne colla lezione del Codice Magliabeccano pubblicato a cura del Bartoli; nonché coi lavori del Francese Charton; giacché gl'Italiani hanno diritto di pretendere in una nuova edizione dei viaggi del grande Veneziano tutta quella estensione che ben s'addice al più illustre viaggiatore di quel secolo. (''N. del Trad.'')</ref>===
I mercanti genovesi e veneziani non potevano rimanere indifferenti alle esplorazioni che arditi viaggiatori tentavano nell'Asia centrale, l'India e la China. Essi comprendevano che queste contrade offrirebbero in breve un nuovo sfogo ai loro prodotti, e che, d'altra parte, utili immensi si ricaverebbero dall'importazione in Occidente di mercanzie di fabbricazione orientale. Gl'interessi del commercio dovevano quindi lanciare dei nuovi cercatori sulle vie delle scoperte. Queste furono le ragioni che decisero due nobili veneziani ad abbandonare la loro patria ed a sfidare tutte le fatiche e tutti i pericoli di quei perigliosi viaggi, allo scopo d'estendere le loro relazioni commerciali.
===''L'arcipelago in fiamme''===
Il 18 ottobre 1827, verso le cinque di sera, un piccolo bastimento levantino stringeva il vento per cercare di raggiungere prima di notte il porto di Vitylo, all'ingresso del golfo di Corone.<br>
Questo porto, l'antico Œtylos d'Omero, è situato in una delle tre profonde incisioni che frastagliano, sul mare Ionio e sul mare Egeo, quella foglia di platano alla quale è stata tanto giustamente paragonata la Grecia meridionale. Su questa foglia si stende l'antico Peloponneso, la Morea della geografia moderna.
===''L'isola misteriosa''===
====Lorenza Ester Aghito====
— RISALIAMO?<br>
— No! Al contrario! Scendiamo!<br>
— Peggio ancora, signor Cyrus! Precipitiamo! —- Mio Dio! Gettate zavorra!<br>
— Ecco vuotato l'ultimo sacco!<br>
— Il pallone si rialza?<br>
— No!<br>
{{NDR|Jules Verne, ''L'isola misteriosa'', traduzione di Lorenza Ester Aghito, Mursia, 1966-1982}}
====Fruttero & Lucentini====
«Stiamo cadendo!»<br>
«Gettate altra zavorra!»<br>
«Ecco, ma è l'ultimo sacco!»<br>
«Il pallone si rialza?»<br>
«No!»<br>
{{NDR|Jules Verne, ''L'isola misteriosa'', 1874, citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===''La strabiliante avventura della Missione Barsac''===
Certamente l'audace rapina che tanto ha occupato i giornali, durante quindi giorni, sotto il nome di furto della Central Bank, e che ha avuto l'onore dei titoli stampati a lettere di scatola, non è completamente cancellata da tutte le memorie, malgrado gli anni trascorsi. Pochi delitti, infatti, hanno eccitato la pubblica curiosità quanto codesto, giacché pochi ve ne sono che, al pari di esso, abbiano riunito in pari grado l'attrattiva del mistero e l'ampiezza del misfatto ed il cui compimento abbia richiesto uria così incredibile audacia, una così selvaggia energia.
===''Mathias Sandorf''===
[[Trieste]], capoluogo della regione illirica, si divide in due città molto dissimili. Una delle due, Theresienstadt, è un centro nuovo e ricco, costruito ad arte su quella baia che l'uomo ha strappato al mare; l'altra è una borgata vecchia e povera, irregolarmente costruita e rinserrata fra il Corso, che la separa da Theresienstadt, e i pendii del Karst, collinetta incoronata da una fortezza molto pittoresca.
{{NDR|Jules Verne, ''Mathias Sandorf'', traduzione di Franca Gambino, Mursia, Milano, 1972}}
===''Michele Strogoff''===
— Maestà, un nuovo dispaccio.<br>
— Da dove viene?<br>
— Da Tomsk.<br>
— È tagliato il filo del telegrafo oltre quella città?<br>
— È tagliato da ieri.<br>
— Generale, spedisci ogni ora un telegramma a Tomsk; e mi si tenga informato.<br>
— Sì, Maestà, — rispose il generale Kissoff.
===''Racconti di ieri e di domani''===
====''Gli ammutinati del Bounty''====
=====Elda Volterrani=====
Non una bava di vento, non un'increspatura sulla superficie del mare, non una nube in cielo. Le splendide costellazioni dell'emisfero australe si delineano con incomparabile purezza. Le vele del "Bounty" pendono lungo gli alberi, il bastimento è immobile, e la luce della luna, impallidendo davanti all'aurora che si alza, rischiara lo spazio di un'indefinibile lucentezza.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''I ribelli del Bounty'', traduzione di Elda Volterrani, Edizioni E. Elle, Trieste 1994}}
=====Mario Zani=====
Non un alito di vento, non un'increspatura sulla superficie del mare, non una nube nel cielo. Le splendide costellazioni dell'emisfero australe si disegnano con incomparabile purezza. Le vele del ''Bounty'' pendono dagli alberi, la nave è immobile, e la luce della luna, impallidendo davanti all'aurora che si sta alzando, illumina lo spazio d'un bagliore indefinibile.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Gli ammutinati del Bounty'', traduzione di Mario Zani, in "Racconti di ieri e di domani", Mursia, 1984}}
====''Il signor Re Diesis e la Signorina Mi Bemolle''====
Eravamo una trentina di ragazzi, alla scuola di Kalfermatt: una ventina di maschi dai sei ai dodici anni, una dozzina di femmine dai quattro ai nove. Se desideraste sapere dove esattamente si trova questa borgata, stando al mio libro di Geografia, alla pagina 47, è in uno dei cantoni della Svizzera, non molto lontano dal lago di Costanza, ai piedi delle montagne dell'Appenzell.<br>
— Ehi! dico, voi laggiù, Joseph Müller?<br>
— Signor Valrügis?... — risposi.<br>
— Che cosa scrivete mentre io faccio la lezione di storia?<br>
— Prendo appunti, signor maestro.<br>
— Bene.
====''Dieci ore di caccia''====
C'è della gente che non vuol bene ai [[caccia|cacciatori]], e forse non ha molto torto.<br>
È perché ai cacciatori non ripugna ammazzare la selvaggina con le proprie mani prima di mangiarla?<br>
O non sarebbe piuttosto perché essi raccontano troppo volentieri a ogni proposito, e anche a sproposito, le loro prodezze, le loro avventure?<br>
Io inclino verso quest'ultima ragione.
====''Frritt-Flacc''====
Frritt!... è il vento che si scatena.<br>
Flacc!... è la pioggia che cade a torrenti.<br>
Questa muggente bufera curva gli alberi della spiaggia volsiniana e va a frangersi contro le montagne di Crimma. Lungo il litorale, alte scogliere sono rose continuamente dalle onde di quel vasto mare della Megalocride.<br>
Frritt!... Flacc!...
====''Gil Braltar''====
Saranno state almeno sette o ottocento. Di mezza taglia ma robuste, agili, flessibili, capaci di balzi prodigiosi, saltellavano di qua e di là sotto gli ultimi raggi del sole che andava calando dietro le montagne schierate a ovest della rada. Il disco infuocato disparve ben presto, e l'oscurità cominciò ad avanzare in questo bacino, che è racchiuso dalle lontane sierre di Sanorra, di Ronda e dal desolato paese del Cuervo.
====''Avventure della famiglia Raton''====
C'era una volta una famiglia di topi, composta dal padre Raton, dalla madre Ratonne, dalla loro figlia Ratine e da suo cugino Rate. I loro domestici erano il cuoco Rata e la cameriera Ratane. Ordunque, miei cari ragazzi, a questi egregi roditori sono capitate delle avventure così straordinarie, che non resisto al desiderio di raccontarvele.<br>
Tutto ciò accadeva ai tempi delle fate e dei maghi, tempi in cui anche le bestie parlavano. Risale senza dubbio a quest'epoca l'espressione: «Dire delle bestialità». E tuttavia queste bestie non ne dicevano più di quante ne abbiano detto e ne dicano gli uomini di un tempo e quelli di oggi! Ascoltatemi dunque, miei cari ragazzi, sto per iniziare.
====''Il destino di Jean Morénas''====
Quel giorno, verso la fine di settembre – dal fatto è già passato molto tempo – una ricca carrozza si fermò davanti al palazzo del vice ammiraglio comandante la piazza di Tolone. Un uomo di quarant'anni circa, di corporatura robusta, ma di aspetto piuttosto ordinario, ne scese, e fece consegnare al vice ammiraglio, oltre al suo biglietto da visita, alcune lettere di presentazione firmate da nomi tali che l'udienza ch'egli sollecitava gli fu immediatamente accordata.
====''Lo humbug''====
Nel marzo del 1863 m'imbarcai sul battello a vapore Kentucky, che fa servizio fra Nuova York e Albany.<br>
In questa stagione dell'anno, considerevoli arrivi di merci provocavano, fra le due città, un grande movimento commerciale, che, d'altronde, non aveva nulla di eccezionale. I negozianti di Nuova York, a mezzo dei loro corrispondenti, intrattenevano continue relazioni con le province più lontane, diffondendo così i prodotti del Vecchio Continente, ed esportando nel contempo le merci di produzione nazionale.
====''Nel XXIX secolo – La giornata d'un giornalista americano nell'anno 2889''====
Gli uomini di questo XXIX secolo vivono nel bel mezzo di una continuata ''féerie'', senz'avere neppure l'aria di accorgersene. Assuefatti alle meraviglie, restano freddi di fronte a quelle che il progresso porta loro ogni giorno. Tutto sembra loro naturale. Se essi la confrontassero con il passato, apprezzerebbero maggiormente la nostra civiltà, e si potrebbero rendere conto del cammino percorso. Come apparirebbero loro ammirevoli le nostre città moderne dalle vie larghe cento metri, dalle case alte trecento, dalla temperatura sempre regolare, e il cielo attraversato da migliaia di carri e di pullman aerei.
====''L'eterno Adamo''====
Lo zartog Sofr-Aï-Sr – ossia «il dottore, terzo rappresentante maschio della centunesima generazione della stirpe dei Sofr» – percorreva a passi lenti la via principale di Basidra, capitale dell'Hars-Iten-Schu, noto anche come «l'Impero dei Quattro Mari». Quattro mari, infatti, il Tubélone o settentrionale, l'Elione o australe, lo Spone o orientale, e il Mérone o occidentale, contornavano questo vasto paese, di forma molto irregolare, le cui punte estreme (contando secondo le misure conosciute dal lettore) raggiungevano, in longitudine, il quarto grado est e il sessantaduesimo grado ovest, e, in latitudine, il cinquantaquattresimo grado nord e il cinquantacinquesimo grado sud.
===''Un dramma in Messico''===
====Giorgio Pinelli====
Il 18 ottobre 1825, l'''Asia'', vascello spagnolo d'alto bordo, e la ''Constanzia'', brigantino di otto cannoni, facevano scalo all'isola di Guajan, una delle Marianne. Queste navi avevano lasciato la Spagna da sei mesi e i loro equipaggi, mal nutriti, mal pagati, sfiniti dalla stanchezza, erano agitati da sordi propositi di rivolta. Sintomi d'ammutinamento si erano rivelati soprattutto a bordo della ''Constanzia'', comandata dal capitano don Orteva, uomo di ferro, che nulla avrebbe fatto piegare. Certe gravi avarie, tanto impreviste da dover essere attribuite a sabotaggio, avevano arrestato il brigantino nella sua traversata.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Un dramma in Messico'', traduzione di Giorgio Pinelli, Mursia, 1969}}
====Elda Volterrani====
Il 18 ottobre 1825, l'"Asia", vascello spagnolo d'alto bordo, e la "Constanzia", brigantino da otto cannoni, fecero scalo sull'isola di Guguan, una delle Marianne. Erano passati sei mesi da quando queste navi avevano lasciato la Spagna e negli equipaggi malnutriti, mal pagati e sfiancati dalla fatica, serpeggiavano sordi progetti di rivolta. Sintomi di indisciplina si erano manifestati soprattutto a bordo della "Constanzia", affidata al comando del capitano don Orteva, uomo d'acciaio che non si piegava di fronte a niente. Alcune gravi avarie, talmente impreviste che non si potevano non attribuire al malanimo dell'equipaggio, avevano costretto il brigantino a interrompere la traversata.<br>
{{NDR|Jules Verne, ''Un dramma in Messico'', traduzione di Elda Volterrani, Edizioni E. Elle, Trieste 1994}}
===''Una città galleggiante''===
====G. Astengo====
Il 18 marzo 1867 giunsi a Liverpool. Il ''Great-Eastern''<ref>Gigantesco piroscafo realmente esistito, costruito fra il 1854 e il 1858 da Isambard K. Brunel. A doppio fasciame di ferro dalla chiglia al galleggiamento, fu la sola nave al mondo con propulsione sia a elica sia a ruote (oltre che a vele); i suoi sei alberi potevano portare 5500 m2 circa di vele. Il ''Great-Eastern'' poteva imbarcare 4000 passeggeri, aveva un equipaggio di 400 uomini e una capacità di carico di circa 6000 tonn.</ref> doveva partite di lì a pochi giorni per New York; avevo deciso di imbarcarmi. Viaggio da dilettante, nient'altro. Una traversata dell'Atlantico su quel gigantesco transatlantico mi seduceva. Profittando dell'occasione, pensavo di visitare l'America del Nord, ma con un interesse del tutto secondario. Il ''Great-Eastern'', prima; il paese celebrato da [[James Fenimore Cooper|Cooper]], dopo. Infatti, questo piroscafo è un capolavoro di costruzione navale.
====Franco Maestrani====
Liverpool. Il grande porto britannico sulle rive del Mersey, la metropoli del commercio marittimo, la base di approdo e partenza delle più grandi navi del mondo.<br>
Quando vi giunsi, la mattina del 18 marzo 1867, mi si presentò in tutto il suo fervore di attività: le banchine del porto pullulavano di marinai, operai, facchini, mercanti, uomini di tutte le razze di questa terra e di tutti i colori possibili, dai cinesi ai mori, dagli indiani ai levantini. Uomini elegantemente vestiti che conversavano piacevolmente, forse trattando grosse partite di merce contenute nelle capaci stive dei grossi battelli ancorati al largo, marinai barcollanti per il rhum ingoiato nelle bettole del porto, che vociavano come impazziti; poi manovali, operai, facchini che si facevano largo fra la ressa trasportando balle, casse, carretti colmi di merci e materiale da sbarcare o da imbarcare.
==Citazioni su Jules Verne==
*I miei libri preferiti […] erano quelli di Jules Verne, così attraenti, pieni di umorismo e ricchi di informazioni geografiche: ''I figli del capitano Grant'', ''L'isola misteriosa'' (grandioso libro sul lavoro dell'uomo e l'onnipotenza della scienza e della tecnica), ''Ventimila leghe sotto i mari'', insomma, quasi tutto! ([[Andrej Dmitrievič Sacharov]])
*Jules Verne è nel vero senso della parola uno dei pionieri dell'[[era spaziale]]. ([[Frank Borman]])
*Ma i romanzi di Jules Verne rivelano oggi a critici severissimi delle vertigini di filosofica profondità. Anche quando non si inabissano nelle viscere della Terra. Eppure, al loro tempo, chi li prendeva sul serio? ([[Beniamino Placido]])
*''Maestro, quanti sogni avventurosi | sognammo sulle trame dei tuoi libri! || La terra il Mare il Cielo l'Universo | per te, con te, poeta dei prodigi, | varcammo in sogno oltre la Scienza. || Pace al tuo grande spirito disperso, | tu che illudesti molti giorni grigi | della nostra pensosa adolescenza.'' ([[Guido Gozzano]])
*Non è solo nei romanzi di Giulio Verne, che si scende nelle profondità del mare o che si sale vicino alle stelle; anche nella realtà della vita quotidiana si compiono ogni giorno meraviglie strabilianti. ([[Francesco Olgiati]])
*Tutta la sua opera mira all'enciclopedia [...]. Si parla sempre dell'impareggiabile fantasia di Verne nel prevedere le invenzioni scientifiche. In realtà era un grande lettore di riviste scientifiche, che arricchiva di quello che via via veniva a sapere sulle ricerche in corso. ([[Italo Calvino]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Jules Verne, ''20.000 leghe sotto i mari'', a cura di Gianni Rebaudengo, Edizioni dell'Albero, 1966.
*Jules Verne, ''[https://books.google.it/books?id=zsJT2t6FBOIC Cinque settimane in pallone]'', Fratelli Treves, 1875.
*Jules Verne, ''[[s:Dalla Terra alla Luna|Dalla Terra alla Luna]]'', traduzione di C. Pizzigoni, Edizioni Paolo Carrara, Milano, 1872.
*Jules Verne, ''Dalla terra alla luna'', traduzione di Francesco De Rosa, Mursia, 1964-1980.
*Jules Verne, ''Dalla terra alla luna'', traduzione di Alberto Büchi, Crescere Edizioni, 2022. ISBN 88-8337-677-3
*Jules Verne, ''I figli del capitano Grant'', traduzione di Tito Roberto Blanche, Mursia, 1973.
*Jules Verne, ''I ribelli del Bounty'', ''Un dramma in Messico'', traduzione di Elda Volterrani, Edizioni E. Elle, Trieste 1994.
*Jules Verne, ''Il giro del mondo in 80 giorni'', traduzione di G. Di Belsito, Mursia, 1970.
*Jules Verne, ''Il raggio verde'', traduzione di Giuseppe Mina, Mursia, 1971.
*Jules Verne, ''Intorno alla luna'', traduzione di Francesco De Rosa, Mursia, 1964-1980.
*Jules Verne, ''Intorno alla Luna'', traduzione di Alberto Büchi, Crescere Edizioni, 2022. ISBN 88-8337-678-1
*Jules Verne, ''[https://www.gutenberg.org/files/44714/44714-h/44714-h.htm I viaggi di Marco Polo]'', traduzione di Ezio Colombo, Muggiani, 1878.
*Jules Verne, ''L'arcipelago in fiamme'', traduzione di Giuseppe Mina, Mursia, 1972.
*Jules Verne, ''L'isola misteriosa'', traduzione di Lorenza Ester Aghito, Mursia, 1966-1982.
*Jules Verne, ''La Jangada'', l'ulivo Biblioteca Salani, Casa Editrice Adriano Salani, Firenze.
*Giulio Verne, ''La strabiliante avventura della Missione Barsac'', traduzione di Ventura Almanzi, Casa Editrice Cesare Cioffi, 1921.
*Jules Verne, ''Michele Strogoff (da Mosca a Irkutsk)'', traduzione di L. A. Cerani, Mursia, 1968-1973.
*Jules Verne, ''Racconti di ieri e di domani'', traduzione di Carla Frangi, E. Menti, Giuseppe Mina, Mariella Mugnai, Giuseppe Rigotti, Mario Zani, Mursia, 1984.
*Jules Verne, ''Un dramma in Messico'', traduzione di Giorgio Pinelli, Mursia, 1969.
*G. Verne, ''Una città galleggiante'', a cura di Franco Maestrani, Malipiero Editore, 1969.
*Jules Verne, ''Una città galleggiante'', traduzione di G. Astengo, Mursia, 1967-1970.
*Jules Verne, ''Una fantasia del dottor Ox'', traduzione di Maurizio Ferrara, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2011.
*Jules Verne, ''[https://books.google.it/books?id=BcecDwAAQBAJ&pg=PA0 Ventimila leghe sotto i mari]'', Fanucci Editore, 2018. ISBN 9788834736555
*Giulio Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Anna Montaruli, Editrice AMZ, 1972.
*Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di G. Mina, Mursia, 1973.
*Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, Einaudi, 1989.
*Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Maria Bellonci, Giunti Junior, 2011. ISBN 9788809766013
*Jules Verne, ''Viaggio al centro della Terra'', traduzione di Maria Gallone, Alberto Peruzzo Editore.
==Voci correlate==
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' – film del 1954
*[[George Sand]] – amica e fonte di ispirazione
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Dalla Terra alla Luna||(1865)}}
{{Pedia|Frritt-Flacc||(1884)}}
{{Pedia|I ribelli del Bounty||(1879)}}
{{Pedia|Il dottor Oss||(1872)}}
{{Pedia|Il giro del mondo in 80 giorni (romanzo)|''Il giro del mondo in 80 giorni''|(1873)}}
{{Pedia|La Jangada. Ottocento leghe sul Rio delle Amazzoni||(1881)}}
{{Pedia|Michele Strogoff||(1876)}}
{{Pedia|Ventimila leghe sotto i mari||(1870)}}
{{Pedia|Viaggio al centro della Terra (romanzo)|''Viaggio al centro della Terra''|(1864)}}
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[[Categoria:Scrittori francesi]]
[[Categoria:Scrittori di fantascienza francesi]]
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[[Vittorio Oreggia]]
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Candido Cannavò
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[[File:Candido Cannavò Napolitano.jpg|thumb|Da sinistra: Candido Cannavò e [[Giorgio Napolitano]] nel 2006.]]
'''Candido Cannavò''' (1930 – 2009), giornalista italiano.
==Citazioni di Candido Cannavò==
{{cronologico}}
*Chi avrà la fortuna e il merito di conquistare [[Campionato mondiale di calcio 1986|questo titolo]], non lo erediterà dai meravigliosi campioni di Spagna, ma da un drappello di fantasmi che – da ormai quasi quattro anni – non facevano paura a nessuno.<ref>Da ''Una squallida resa senza onore delle armi'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 giugno 1986, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1986]]}} Quattro anni fa Zoff, ieri Maradona. La coppa d'oro varca nuovamente l'oceano sospinta verso i cieli messicani dal più grande «genio» del calcio contemporaneo: Diego Maradona. [...] Sino alla grande rimonta tedesca, non era avvenuto nulla che facesse balzar dalle sedie i due o tre miliardi di telespettatori del nostro pianeta. E lo stesso Maradona, marcato all'italiana in modo esasperato, aveva scelto l'unica via possibile: quella di porsi al servizio della squadra, facendo a tratti persino da regista ai limiti della difesa. [...] Ma proprio quando la finale è entrata nella sua fase più drammatica, con i tedeschi pervenuti al pareggio a undici minuti dalla fine, con una situazione psicologicamente capovolta, con la prospettiva dei tempi supplementari, ecco arrivare d'improvviso il colpo di genio. Il tocco, fra nugoli di avversari, col quale Maradona ha proiettato Burruchaga verso la solitaria «autostrada del trionfo» merita tutte le moviole più sofisticate. Ai «geni» basta un lampo e Maradona lo ha regalato: all'Argentina, a Napoli, al mondo.<ref>Da ''Quell'attimo di genio'', ''La Gazzetta dello Sport'', 30 giugno 1986.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1988-1989]]}} Se qualcosa manca a questo clamoroso trionfo milanista (che diventa un seguito naturale e astrale del 5-0 al Real) è un pizzico di tensione, una piccola dose di quella paura che tutti avevamo messo in bilancio, un soffio d'incertezza. Nulla di nulla. Il Milan ha sdrammatizzato tutto, ha sterilizzato il clima della finalissima trasformandola in una propria esibizione: regale, mecenatesca, irredente, ma priva di una contrapposizione appena dignitosa. È riemerso lo spietato Van Basten, capocannoniere del torneo. E ancora ci chiediamo da dove sia sbucato un Gullit così. È uscito dallo stadio come un matador. Ha trionfato il Milan, ha stravinto Sacchi, ha dominato la scena il tifo rossonero [...].<ref>Da ''Il «pensare grande di Berlusconi»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 maggio 1989, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1990]]}} Il sogno italiano è finito in un oceano di delusione di fatica. Dopo due ore di gioco, l'Italia è condannata dalla lotteria dei rigori. C'è un pizzico di crudeltà in questo verdetto, ma bisogna accettarlo con onestadignità senza dimenticare quella nazionale ha realizzato prima, nelle cinque precedenti partite, sul piano del gioco, dei risultati e soprattutto della simpatia. Sembrava che il mondo avesse scoperto la squadra predestinata al titolo mondiale. Ma il calcio si beffa delle presunte certezze. [...] Così è finito il nostro Mondiale. L'Italia di alcune categorie di benpensanti può finalmente tranquillizzarsi. Non ci saranno colpi di stato calcistici nel nostro Paese.<ref>Da ''Quello strappo alla formula magica'', ''La Gazzetta dello Sport'', 4 luglio 1990, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1990]]}} Germania campione. Matthäus può sollevare finalmente la sospirata Coppa. [...] Un'espulsione dubbia e un rigore altrettanto sospetto a pochi minuti dalla fine hanno segnato la sorte dell'Argentina. In un sol colpo la squadra di Maradona ha pagato tutte le fortune, le astuzie, i privilegi che la avevano portata avanti. Ma questa sorta di «vendetta» non è un discorso di calcio, né solleva il tono orrido di una finale che solo per i tedeschi non è da dimenticare. Il Mondiale si chiude con una Germania felice e un altro catastrofico arbitraggio firmato stavolta dal messicano Codesal. E la gente non di parte ha il diritto di sfogarsi: «Italia, Italia». Quel trofeo, con tutto il rispetto, sembra proprio in mani sbagliate.<ref>Da ''Il mondiale che abbiamo vinto'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 luglio 1990.</ref>
*Provate a trasferire in Italia [...] la trama dello [[Caso Valenciennes-Olympique Marsiglia|scandalo Marsiglia]]. Dunque: il Milan o l'Inter o la Juventus (scegliete voi), per iniziativa del suo potentissimo presidente, dà mandato [...] di «comprare» l'ultima partita di campionato, decisiva per la conquista dello scudetto. La manovra va in porto, ma lo scandalo viene alla luce, i giornali e le tv imperversano, la magistratura si mette in movimento [...]. Immaginate pure [...] che [...] la federcalcio stia tranquillamente alla finestra, senza prendere il minimo provvedimento cautelativo, ma aspettando – campa cavallo – che la giustizia ordinaria dia le sue sentenze. Non basta, ma ad un certo momento il boss [...], personaggio spregiudicato e politicamente compromesso, trova il massimo sostegno possibile: quello del presidente della Repubblica [...] che [...] dice: ''guai a chi tocca quel mio amico e la sua squadra...'' Per incredibile che possa apparire, questo è avvenuto non in una repubblica delle banane, bensì nella civilissima Francia [...]. Ma questa del Marsiglia è una vicenda davvero sporca non tanto per lo scandalo in sé quanto per il modo – esso sì, vergognoso – con cui è stato gestito [...]. L'Uefa, cacciando il Marsiglia ha preso una decisione coraggiosa, forse anche temeraria [...]. C'è chi dice che l'ente europeo si è mosso più per amor di business che di moralità. Può darsi. Ma era impossibile non intervenire.<ref>Da ''Se Marsiglia fosse in Italia'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 settembre 1993, p. 1.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabio Casartelli]]}} Lo rivedo così, bello come tutti i campioni olimpici che ci sembrano eroi, stracolmo di vita, con quella medaglia d'oro immersa nella sua felicità. Era poco più che un ragazzo, quando i Giochi di Barcellona lo incoronarono. Nella calura di uno studio televisivo dovevamo commentare insieme la grande emozione. Ma per lui ogni parola era di troppo: parlavano i suoi occhi, parlava l'orgoglio dei genitori, parlava lo sguardo innamorato della ragazza che sarebbe diventata sua moglie e che gli ha dato [...] la fuggevole gioia di essere padre. Lo rivedo nel suo giorno più intenso [...]. Ma davanti a me c'è adesso una foto crudele: Fabio Casartelli ha la testa ripiegata in una pozza di sangue, si capisce che la vita gli scivola via con una fretta spietata. Sta morendo, a 25 anni.<ref name="Casartelli">Da ''La Gazzetta dello Sport'', 19 luglio 1995; ripubblicato in ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/casartelli.shtml Casartelli, 11 anni fa la tragedia]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*Il [[ciclismo]] è dalla sua nascita un'ardua professione di vita. Nessun mezzo tecnico lo ha snaturato. Nessuna caccia al business o allo spettacolo lo ha reso più pericoloso di quanto non fosse ai tempi dei pionieri, delle bici con le gomme piene e delle strade sterrate. Connaturata al ciclismo c'è, da sempre, una dose di rischio. Chi fa delle corse la sua professione lo sa benissimo. E quando si lancia in una discesa [...] conosce i brividi che lo attendono. Tutte le sere [...] noi abbiamo Qualcuno lassù da ringraziare.<ref name="Casartelli"/>
*Con tutto il rispetto per l'europeismo, non possono esserci leggi cieche, da sottrarre a ogni utile forma di articolazione anche dove esse si rivelano palesemente dannose. Non c'è dubbio che il [[Sentenza Bosman|libero impiego dei giocatori comunitari]] danneggi il calcio, sia nella sua organizzazione di vertice, sia nelle sue basi. Si creerebbero privilegi singoli, a beneficio esclusivo delle categorie più privilegiate. Per il resto, andrebbero in crisi i campionati, le nazionali, le piccole società, i vivai. [...] E sì, perché la Comunità è una bella cosa, ma nel calcio [...] l'Europa è molto più vasta e merita identico rispetto. [...] C'è semplicemente da prendere atto che il calcio [...] ha bisogno di mantenere le fisionomie nazionali delle sue squadre per continuare a celebrare l'Europa. Compito impossibile se lo trasformiamo in un luna park.<ref>Da ''L'Europa del buonsenso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 gennaio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} La Juve assaggiava il trionfo senza coglierlo. Neanche a porta vuota, neanche nei tempi supplementari, quando l'Ajax finiva quasi di esistere. [...] Se i bianconeri avessero perso la coppa, il detestato titolo era già in mente: «Juve, te la sei mangiata». E invece, no, cari bianconeri, non frenate la vostra gioia. [...] L'avete riportata tra noi, dopo gli anni del Milan. [...] L'aspetto più eclatante del trionfo della Juve [...] sta nell'aver acceso molti dubbi sull'Ajax, sulla squadra che vive e prospera della sua prodigiosa memoria. Solo per una ventina di minuti nel primo tempo abbiamo temuto che potesse diventare padrona. Poi, con l'innesto di Di Livio e Padovano, nella notte dei giganti tutto è diventato Juve, fortissimamente Juve. Sino al rito solenne dei rigori, che ha spazzato via l'incubo della grande ingiustizia. Il tifo naviga tra campanili e capricci, ma è difficile non amare una Juve così.<ref>Da ''Ora sì, sei campionissima'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimo Moratti]]}} Grande industriale, impeccabile marito, padre di cinque figli, lui resta immutabile tifoso dell'Inter: nel senso antico, classico, esplosivo e doloroso. Dove lo trovate un presidente che, con tutti i suoi impegni, lascia l'ufficio di soppiatto il mercoledì per andarsi a vedere il Fenomeno, o Kanu, o magari Ganz oppure il suo pupillo Recoba a Busto Arsizio o a Fiorenzuola? Moratti non manca mai a queste scorribande di paese.<ref>Da ''[https://archiviostorico.gazzetta.it/1997/settembre/15/flotta_aerea_Moratti_ga_0_9709154480.shtml La flotta aerea di Moratti]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 15 settembre 1997.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1997-1998]]}} Al posto del mago Herrera, gran condottiero, irriducibile fabbricatore di slogan, c'è un uomo dai capelli che volgono al bianco, che si porta dietro i sapori e gli atteggiamenti della Serie B dove ha pascolato da protagonista. Saggio e gentile, talvolta prigioniero della sua semplicità, Gigi Simoni non avrebbe mai immaginato che la vita gli riservasse una notte come questa. La sua storia acquista toni un po' favolistici. La coppa Uefa nelle mani di Simoni, sullo sfondo del Parco parigino, è anche un invito, rivolto alla gente comune, a sperare nella illimitata fantasia della vita. [...] Il lancio di Simeone ha il potere sinistro di rendere liquida la difesa laziale. Tra Nesta e Negro s'infila, con la sua faccia da guerriero indio, Zamorano. Un tocco di classe: e per la squadra di Eriksson si apre la via della perdizione. [...] Zamorano ha appena colpito un palo, ma non fa in tempo ad arrabbiarsi che già offre a Zanetti l'invito a una folgore. Stavolta non c'è palo che tenga: è un gol da incorniciare. Non manca che lui, il Ronaldo che la Francia attende come re del mondiale. Arriva con uno slalom che aggiunge bellezza a una serata difficile da dimenticare, non solo per chi vive di pane e Inter. Trionfo straripante contro i resti della Lazio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/07/mago_dai_capelli_bianchi_ga_0_9805072163.shtml Il «mago» dai capelli bianchi]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Punti avvelenati erano piovuti sul primato bianconero tali da costruire una classifica inquinata nei numeri, se non nei meriti. [...] La Juve si è trovata al centro di una situazione sgradevolissima che gettava ombra su meriti e sacrifici. Il che sembrava ingiusto. Non sarà questo in arrivo il più luminoso dei venticinque scudetti bianconeri, ma noi siamo pronti ad applaudire ugualmente quanto hanno fatto e faranno Lippi e i giocatori, da Peruzzi a quel fabbricante di capolavori che risponde al nome di Del Piero. [...] Di ogni vicenda della vita, anche delle più infelici, bisogna saper cogliere qualche aspetto positivo. Questo caso Juve ci ha fatto mettere le mani su una struttura arbitrale di vertice che ha l'aria di una combriccola parrocchiale, con amici, servitorelli, strizzatine d'occhio, telefonini che squillano negli spogliatoi, referti che si aprono o si ritoccano. Al servizio di chi, non so. Certamente non al servizio del calcio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/09/una_voce_ragionevole_nell_arrogante_ga_0_9805092375.shtml Una voce ragionevole nell'arrogante silenzio]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tour de France 1998]]}} Dalle Alpi francesi solcate da una tempesta, si leva solenne, al di là delle nuvole della fantasia, un dio dello sport: si chiama [[Marco Pantani|Marco]], il nome forte di un evangelista. È andato lassù, in una bugiarda giornata di luglio, a predicare sulle montagne il mistero eterno dell'uomo ai confini della più spietata fatica. Eccolo, con i rivoli di forza vitale che gli restano addosso, nel suo ultimo gemito soave. È finita. Lo straordinario miscuglio di gioia e sofferenza che agita la sua anima produce una sorta di trasfigurazione nel volto di Pantani. C'è un senso profondamente drammatico nel suo trionfo. Ne ho viste tante in quasi mezzo secolo di sport, ma l'abbraccio di Marco con quel traguardo che gli sta davanti e che gli cambia la maglia e la vita, è un'immagine baciata dall'eternità.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/luglio/28/Attacca_lontano_sgretola_tutti_giallo_ga_0_980728199.shtml Attacca da lontano e sgretola tutti È in giallo: ora ha il Tour in mano Scrive così una pagina epica di sport]'', ''La Gazzetta dello sport'', 28 luglio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} E il Milan ha raccolto il giusto di una serata particolare. Non è facile inventare calcio, o alimentare i sussulti dell'imprevedibile, per due squadre che si conoscono a memoria. Nessuna sorpresa può esserci in duelli antichi, in movimenti che fanno scattare contromisure automatiche. A testimonianza delle loro buone intenzioni, Juve e Milan hanno cercato subito di sfuggire a questa sorta di prigione tecnica e psicologica con un avvio furente, ben lontano da ogni atteggiamento di studio. Non c'era nulla da studiare in effetti. La lezione la conoscevano tutti alla perfezione. Occorreva creare un diversivo rapido, prima che l'avversario si assestasse. Nella parte iniziale dell'incontro, il Milan è stato nettamente migliore della Juve: più disposizione al gioco, miglior controllo degli spazi e soprattutto più qualità. [...] Nella ripresa il «di più» del Milan si è smorzato. Devastata da acciacchi e correttivi, la grande sfida è scesa sul piano della pura lotta. Fantasia zero. Occasioni da gol, pochissime e mai limpide. La Juve è cresciuta in capacità di controllo, ma all'attacco non s'è vista salvo la bella traversa di Conte. La serata avara non poteva che avere quell'approdo. E l'avarizia è continuata persino nella sfida dei rigori. Solo la metà ne sono andati a segno. Ricorderemo con orgoglio questa finale italiana, ma che non si parli per carità di sfida del secolo. Il Milan sollevi felice la sua coppa. La storia dà gloria ai vincitori, non entra mai nei particolari.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2003/maggio/29/COCKTAIL_ECCITANTE_ga_0_03052910507.shtml Cocktail eccitante]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 maggio 2003.</ref>
*[[Felice Borel]] l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata...<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1897-1956 "Il segreto della Juventus"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Un grande giocatore, per abilità, per destrezza, per generosità.<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1966-1975 "Da Herrera a Parola"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005 (06:30).</ref>
*Il Messico del '70 arrivò per miracolo alla seconda fase dove incontrò l'Italia di Riva e Rivera a Toluca, 2.800 metri di quota. Ricordo che a scalare la tribuna si finiva col fiatone. Ma gli azzurri vinsero ugualmente 4-1. E io tiro fuori sempre quell'episodio quando si parla della nostra vigliacca partita di quattro anni fa con la modesta Corea, padrona di casa, che ci costò l'eliminazione. L'Italia doveva far quattro gol, anziché prendersela con l'arbitro [[Byron Moreno|Moreno]].<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/giugno/03/Cannavo_quanti_aiuti_casalinghi_mondiale_sw_0_060603023.shtml Cannavò: "quanti aiuti casalinghi, ma il mondiale non si vince con gli arbitri"]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 giugno 2006.</ref>
*Quando la Juve ha bisogno di lui, si toglie la tuta e dà il meglio: che è un meglio da Del Piero, roba di prima qualità. E nel notare questa sua preziosa umiltà, espressa come regola di vita, quasi ti scordi del suo passato, delle sue infinite glorie juventine, delle montagne di gol e persino del suo titolo mondiale trascinato in una serie B che, smaltita la tristezza, per la Juve sta diventando una favola. Ma lui tocca la palla e ti ricorda che, seppure a dosi limitate, c'è ancora un campione bianconero a vita che, come Roberto Baggio, è il campione di tutti.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/dicembre/11/Del_Piero_Baggio_dolce_memoria_ga_10_061211097.shtml Del Piero, Baggio e la dolce memoria di Prisco]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 dicembre 2006.</ref>
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/luglio/25/Federer_olimpico_dolore_Pele_ga_10_080725089.shtml Il Federer olimpico e il dolore di Pelé]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 luglio 2008.</ref>
*[[Alessandro Del Piero]], storia juventina che non finisce mai, ammaliante condanna. Lui ha scavalcato i miti del club più famoso d'Italia, lui è più forte dell'anagrafe, degli infortuni, degli allenatori che lo sostituiscono, dei critici che lo considerano un peso nella marcia verso il futuro. Lui è Del Piero e quel prodigioso tiro della rinascita non poteva essere che suo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/ottobre/23/Ale_vita_Juve_che_non_ga_10_081023032.shtml Ale, vita da Juve che non finisce mai]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 ottobre 2008.</ref>
*Lui non esercita soltanto carisma, non è un semplice esempio di comportamento, non è rinchiuso nel suo ambito di indiscusso capitano: è anche un operaio specializzato. [...] Del Piero è proprio un caso da studiare. E io penso che un trattato su di lui unisca fisiologia, psicologia, stile di vita, arte del comando.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/novembre/06/Ale_fenomeno_studiare_ga_10_081106041.shtml Ale, un fenomeno da studiare]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 novembre 2008.</ref>
*È stata l'ultima domenica di calcio del 2008 ed io mi concedo il privilegio di assegnare un Oscar personale, senza giuria. Sento di avere milioni di persone alle spalle e di interpretare il loro sentimento. L'Oscar è per Alessandro Del Piero, un veterano del pallone che ho visto sbocciare quando nella Juve c'era [[Roberto Baggio|Baggio]] e che all'improvviso, all'età in cui si parla di pensione, è tornato ragazzo. Non è la onirica visione di una favola natalizia: è l'incredibile realtà. Del Piero ha stravolto anagrafe e fisiologia. Era largo, greve e logoro a 28 anni, con muscoli gonfi e non saltava più l'uomo. È ringiovanito dai 32 anni in su: corre scioltissimo, dribbla come dodici anni fa. E in più inventa quei prodigiosi calci di punizione, frutto di un esercizio infinito.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/dicembre/22/mio_premio_ragazzo_Ale_ga_10_081222012.shtml Il mio premio al ragazzo Ale]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 22 dicembre 2008.</ref>
{{Int|''Michel nella galleria dei grandi juventini''|Da ''Juve, lo scudetto di Platini'', supplemento a ''La Gazzetta dello Sport'' dell'8 maggio 1984, p. 3.}}
*Questo scudetto [[Serie A 1983-1984|numero 21]] odora di [[Michel Platini|Michel]]: che non è un profumo francese ma il nome di un campione autentico che in Italia – anzi nella Juve – ha trovato una nuova dimensione, ha arricchito i suoi estri, ha solidificato la sua tempra, ha allargato il suo repertorio sino a diventare, per consacrazione spontanea, uno dei primi tre o quattro giocatori al mondo in attività di servizio. Michel Platini «firma» idealmente lo scudetto juventino che inaugura la terza decina. Senza spocchia e senza presunzione, ma con pieno diritto. La copertina è sua.
*Platini [...] ha avuto alle spalle una [[Juventus Football Club 1983-1984|squadra]] che [...] si è rivelata nettamente la migliore, la più coerente, la più continua: la solita Juve, insomma, mostro di esperienza e puntualissima, al meglio delle proprie risorse, nei momenti che contano. I meriti s'incrociano: Platini ha saputo capire questa squadra in modo da poterle offrire il suo genio, i suoi gol e anche la sua dedizione; la Juve ha saputo creare il piedistallo adatto per il suo maggior campione. I matrimoni felici non si realizzano senza una disponibilità spirituale reciproca.
*Michel Platini è sicuramente uno dei migliori stranieri di ogni epoca, approdati in Italia. Lo è, naturalmente, in una visione moderna, aggiornata e professionalizzata del calcio. È la somma di molti illustri modelli ed è anche la fusione di diverse esigenze di comportamento (non soltanto sul campo). Il regista sconfina nell'uomo da gol; la spontanea attitudine al comando nella umiltà e nella gioia di un «servizio» in favore di altri. Ne vien fuori un senso di completezza che di Platini è forse la espressione più vera e più rassicurante. E poi c'è la pasta dell'uomo che ha saputo procurarsi ammirazione sì, ma anche stima e affetto. Non è facile.
{{Int|''Un delitto dei barbari e degli incapaci''|''La Gazzetta dello Sport'', 30 maggio 1985, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}}
*Il calcio ha conosciuto ieri sera la più grande tragedia della follia. Una montagna di morti, una strage, una carneficina. Tremano le mani a scrivere queste parole che sono il macabro mosaico di quella che avrebbe dovuto essere la finalissima della coppa dei Campioni. Bruxelles, dinanzi agli occhi di tutta Europa, è diventata una specie di Beirut, assurda, fanatica, barbara. Indignazione e sgomento si mescolano alla pietà per chi ci ha lasciato la vita. Ma neanche la tragedia ormai palpabile ha placato quelle orde della peggiore teppaglia inglese, che hanno continuato a far la guerra inquadrate dalle telecamere, lugubri campioni di una giornata che non sarà mai possibile dimenticare. Una macchia incancellabile.
*Ci sono, sullo sfondo di questa tragedia, immense responsabilità da parte di chi non ha saputo minimamente gestire, neanche con le misure più normali, un avvenimento che andava rigorosamente disciplinato nel suo contorno, perché aveva tutte le caratteristiche per risultare esplosivo. Bruxelles e gli organizzatori dell'UEFA non hanno nessuna giustificazione, né meritano alcuna solidarietà. La gente ha visto con i propri occhi quei pochi e poveri poliziotti, travolti sin dall'inizio dalla guerra scatenata dalla teppaglia britannica. Facevano pena. Non c'era nulla da scoprire, non esiste l'attenuante del «fattore-sorpresa».
*A Bruxelles si è recitata, invece, una tragedia in uno stadio. E questo, al di là di ogni considerazione morale, sa di resa, di fallimento, di incapacità. In questi casi — come l'anno scorso è avvenuto all'Olimpico — si ricorre a rigorose misure preventive: tremila biglietti venduti in meno e tremila poliziotti in più. A Bruxelles pare che nello stadio ne fossero impegnati appena qualche centinaio. I barbari hanno trovato subito via libera. Senza voler fare del becero nazionalismo su una tragedia, c'è un'altra cosa da dire. La guerra di Bruxelles è sostanzialmente di marca inglese. [...] A questo punto, dovremmo dirvi qualcosa su quel grottesco svolgimento della partita, un autentico insulto, appena giustificato da patetiche misure di sicurezza. Ma l'ultima cosa che interessa, a tragedia ancora calda, è chi abbia o non abbia vinto questa coppa maledetta.
{{Int|''Rassegnatevi al magico tiranno|''La Gazzetta dello Sport'', 18 maggio 1989, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1988-1989]]}}
*In piedi, signori: il Napoli conquista l'Europa per la prima volta. E la gioia del suo popolo immenso e «multinazionale» si mescola con l'orgoglio e l'ammirazione di tutto il nostro calcio. Si cancella, grazie al cielo, un altro assurdo della storia. Se lo scudetto del Napoli fu una riparazione, lo scettro europeo ha il sapore intenso e stordente della consacrazione. Quella che Maradona solleva non è una coppa strappata in qualche maniera: è un trionfo in terra tedesca, di quelli che si ricordano, si tramandano, senza mai appannarsi. I due gol regalati nel finale allo Stoccarda sanno quasi di involontaria irrisione. L'impresa resta intatta. L'applauso partito dalla Germania è lungo tutta una notte.
*Serata magica si era detto. E spruzzi di magia l'hanno ispirata. Quanto ci ha messo quel pallone contorto e strisciante di Alemão ad approdare al suo destino stupendo e un po' miracoloso? Erano secondi interminabili, pesanti come le ansie dell'attesa. Ma da quel fruscio è partita la serenata napoletana vissuta in ogni angolo del mondo. E a spezzarne il ritmo armonico e accattivante non è bastato il poderoso balzo di Klinsmann, tedesco della colonia nerazzurra, che rimetteva in corsa lo Stoccarda. Era un inganno, era una beffarda apparenza. La magia non cambiava i suoi umori: aveva già individuato i più forti. E ora cercava il suo interprete ideale, il suo mattatore: Maradona.
*Eccolo Diego, il campione di tutte le stagioni e di tutti i continenti. Rassegnatevi, napoletani, alla sua «tirannia» che in certi momenti sembra ossessiva e intollerabile, ma che ha cambiato la storia della vostra città attraverso uno dei fenomeni più popolari e universali. Cosa fa questo tiranno? Accoglie l'invito della magia ed esegue. Seguiamolo. Tutti attendono che lui fermi quel pallone col petto e lo giochi col suo sinistro. No, l'ispirazione diretta sulla sua testa: la palla s'infila nel cuore della difesa tedesca e Ferrara può sbatterla in rete con tutta in forza sua e quella di Maradona. Un gol esaltante. Ma il tiranno ha altro da consegnare alla storia inebriante della prima coppa napoletana. Scatta da lontano come fece più volte ai mondiali e, mentre corre, pensa a Careca, senza vederlo, ma certo, certissimo che tra qualche secondo sarà pronto a raccogliere l'invito regale che Diego gli spedirà. Ed è il gol del podio europeo.
{{Int|''Crudele, ma bello lo stesso''|''La Gazzetta dello Sport'', 18 luglio 1994, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}}
*C'è una sana e spicciola filosofia di vita: «Ricordati ogni giorno da dove sei partito...». Io mi riporto al lugubre 18 giugno, tra i bollori del Giants Stadium. Dove Italia e Irlanda gareggiarono per dimostrare agli americani quanto misero e brutto fosse quel calcio che pretendeva di invadere la loro cultura. L'errore di Pagliuca, l'inconsistenza di Baggio, quel cuocersi lento di cervelli logori e di gambe stanche. Il giorno peggiore, credo, della carriera di Sacchi. [...] Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero [[Campionato mondiale di calcio 1994|mondiale]] e, con l'onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l'Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c'è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell'impopolarità. [...] Avremmo voluto veder Sacchi sollevato al cielo dai suoi ragazzi come Bearzot nel 1982. Lo abbiamo visto, invece, stremato e distrutto come gli altri azzurri. Su con la vita, fratelli, è stato bello, anzi bellissimo lo stesso.
*Sorella Sofferenza ci accompagna per 120 minuti, poi al quinto rigore il sogno si infrange proprio sui piedi del nostro uomo più illustre e amato: Roberto Baggio. È stato lui il destinatario dell'ultimo decisivo che ha consegnato al Brasile il quarto titolo mondiale della sua storia, proiettandolo da solo sul tetto del mondo. Una sorta di nemesi crudele per l'uomo che ci aveva portato sino alla finalissima e che aveva sfidato tutti i suoi malanni e le sue stanchezze per esserci.
*I rigori, si dice, sono una sorta di lotteria ed è sempre discutibile che un titolo mondiale debba essere assegnato in un modo così imprevedibile. Ma non c'è dubbio che anche il dischetto è un misuratore di meriti. I brasiliani sono stati più abili e più freschi.
*Peccato anche per Baresi che ha fallito proprio il primo rigore. Non lo meritava. Il suo rientro in squadra, dopo l'intervento chirurgico, era apparso l'ultimo dei prodigi di questo nostro mondiale vissuto sul filo dei miracoli. Abbiamo rivisto, sbucato chissà da dove, un Baresi grandioso, capitano autentico capace di arginare con tempismo a volte spettacolare tutti i Romario e i Bebeto che gli piombavano addosso.
*Spietato l'epilogo per l'Italia. Ma uscire in questo modo da un mondiale iniziato malissimo ha anche un grandissimo contenuto di orgoglio. Capisco le lacrime al termine della partita, ma penso che al di là di tutto un «bravi azzurri», vigoroso e sincero, possa far smaltire presto quei momenti di angoscia.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2000/luglio/03/Dalla_notte_crudele_tesoro_ritrovato_ga_0_0007034897.shtml Dalla notte crudele un tesoro ritrovato]''|''La Gazzetta dello Sport'', 3 luglio 2000.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato europeo di calcio 2000]]}}
*Dopo tante critiche al nostro calcio speculativo, l'Italia aveva dimostrato alla Francia campione del mondo di saper giocare come lei o meglio di lei. In una sfida dominata dalla tensione e da un rispetto reciproco, sin troppo esagerato, le cose più belle, più intelligenti erano state nostre, compreso il gol di Delvecchio, avviato da un colpo di tacco di Totti che sembrava estratto dal repertorio magico di Zidane. Ma in quei sessanta secondi di recupero le porte del paradiso improvvisamente si chiudevano. E davanti agli azzurri si apriva la voragine. Una lunga respinta del portiere Barthez, un pallone che rimpalla tra due teste verso il piede di Wiltord. Ne vien fuori un tiro velenoso che Toldo, il nostro angelo, sfiora appena prima di sprofondare nella disperazione.
*Tempi supplementari. Stanchezza, speranze da ricostruire. Ma dura poco: il demonio ha scelto Trezeguet per completare la sua spietata operazione. E così la Francia campione del mondo diventa anche campione d'Europa. E noi dolorosamente ci inchiniamo, memori anche delle fortune pregresse e convinti che questo secondo posto, pur gonfio di rimpianto, resta un capolavoro, stampato sulle facce di quei ragazzi che si sono battuti da leoni e ora si abbandonano a lacrime liberatorie e dignitose. L'Italia ha subito una beffa proprio nel giorno in cui ha giocato la sua migliore partita.
*Abbiamo ritrovato la nazionale con un Totti che può esserne leader per un decennio. L'Italia le ha dato amore e orgoglio. Zoff è stato rivalutato. Un popolo di individualisti ha offerto una esaltante immagine di gruppo. Ragioniamo, non è poco: è quanto basta per andare a letto e cercare di non sognare quell'odioso ultimissimo minuto.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2002/luglio/01/VINTO_FANTASIA_ga_0_0207012230.shtml Ha vinto la fantasia]''|''La Gazzetta dello Sport'', 1º luglio 2002.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}}
*Ronie era a casa come un pensionato, fingendo di essere sereno, con un'infinita tristezza addosso e sprazzi di quella filosofia spicciola che porta a scoprire «gli altri valori della vita». Si appartò con Pelé in una stanza. Il piccolo Ronald si era svegliato e io lo tenevo in braccio, come farebbe un nonno. Pelé gli parlò delle sue grandissime gioie del '58 e delle pene vissute ai Mondiali del '62 e del '66. Pedate criminali sulle sue preziose gambe, infortuni a catena, una serie nera che sembrava interminabile. Ma poi gli raccontò anche del Pelé del 1970, leader del più forte e compatto Brasile mai esistito, e di quel suo favoloso gol di testa che fece apparire il guerriero Burgnich un leone nano. «Ronie, se sono rinato io, anche tu un giorno griderai la stessa gioia». Questo fu il saluto di Pelé. E adesso che Ronaldo si è messo sulle spalle il Brasile riportandolo al titolo mondiale, come si fa a non voltarsi indietro?
*La trama dei due gol sembra proprio una sintetica lezione brasilera anche se sul primo, tra il duetto Rivaldo-Ronaldo, c'è un bizzarro inciampo del portiere Kahn, appena proclamato il migliore del Mondiale. Ma il secondo gol è musica pura: il cross di Kleberson è impreziosito da una finta di Rivaldo. E riecco Ronie, impeccabile col suo destro, il piede benedetto di questa finale. Il discusso tecnico Scolari, partendo dalle pene di una qualificazione davvero scoraggiante, ha costruito strada facendo una squadra vera, forte anche di Marcos, bravissimo portiere.
*Nella fantasia popolare, il Brasile è sempre di un altro pianeta. Ieri lo è stato anche sul campo. Ma se guardiamo a quello che ha fatto la Germania in questo torneo, due obblighi ci incombono: inchinarci al suo coraggio e pensare a quanto vigliacca sia stata la nostra uscita «coreana» dal Mondiale.
{{Int|''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=527 Candido Cannavò]''|Dall'intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]] a ''Sette''; citato in ''interviste.sabellifioretti.it.it'', 12 dicembre 2002.}}
*Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore è [[Aldo Biscardi]]. Imbattibile. I più casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua è una televisione che non mi piace. Come quella che fa [[Maurizio Mosca]]. Io gli voglio bene. È un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione.
*Gli [[adulatori]] nascono attorno agli uomini potenti. Attorno a Berlusconi ce ne sono tantissimi. Fa impressione vedere alla televisione questo Schifani.
*Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l'Inter e per la Roma. Tutto purché il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] fosse vivace, nell'interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport.
*La concorrenza tra [[Rai]] e [[Mediaset]] ha divorato lo [[sport]]. Abbiamo dovuto ripensare i giornali. Oggi devi dare per scontato che la gente sa già che cosa è successo quando compra il giornale. E devi costruire delle storie.
===Citazioni non datate===
*Fausto era ancora nella camera ardente. Arrivò [[Gino Bartali|Bartali]]. Prese la mano di Fausto e disse: «È incredibile, è incredibile». Pianse e pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre.<ref>Citato in Claudio Gregori, ''Il Bici-Calendario''.</ref>
*{{NDR|Su [[Luigi Meroni]]}} Scrostava la muffa dalle abitudini, smascherava le ipocrisie. Un tenero rivoluzionario che dava il meglio di sé nel lavoro e poi rivendicava libertà totale.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Ricordo di Meroni, bohémien del calcio'', ''Corriere della Sera'', 1º febbraio 2017, p. 27.</ref>
==''E li chiamano disabili''==
*La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di [[cultura]] e [[immagine]].
*La [[vita]] è un [[miracolo]] che può fiorire ovunque, anche dove sembra che la [[luce]] del giorno non sia mai arrivata.
*Penso che talvolta i veri [[limiti]] esistano in chi ci guarda.
*Vedi com'è la [[vita]]? C'è gente che va in chiesa, prega, si batte la mano sul petto e poi si comporta in modo vergognoso.
==''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede''==
*[[Gino Rigoldi|Don Rigoldi]] è un missionario in patria, anzi in casa.Dovunque mette le tende, la sua prima mossa è aprire le porte, anzi spalancarle, a tutti.
*Ho immaginato un marciapiede infinito. E uomini di Cristo che lo percorrono con il Vangelo in mano in un'azione rudemente terrena che recupera i valori primigeni del messaggio cristiano.
*Preti antichi come don [[Oreste Benzi]], legato sino alla morte alla sua tonaca, che ha lasciato odore di santità sulle strade della notte, tra ragazze schiave e vendute come merce.
==Citazioni su Candido Cannavò==
*Candido Cannavò si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare. ([[Marco Pastonesi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Candido Cannavò, ''E li chiamano disabili'' (2005), Rizzoli. ISBN 8817007811
*Candido Cannavò, ''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede'', 2008.
==Altri progetti==
{{interprogetto|n=Milano: è morto Candido Cannavò}}
{{DEFAULTSORT:Cannavò, Candido}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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[[File:Candido Cannavò Napolitano.jpg|thumb|Da sinistra: Candido Cannavò e [[Giorgio Napolitano]] nel 2006.]]
'''Candido Cannavò''' (1930 – 2009), giornalista italiano.
==Citazioni di Candido Cannavò==
{{cronologico}}
*Chi avrà la fortuna e il merito di conquistare [[Campionato mondiale di calcio 1986|questo titolo]], non lo erediterà dai meravigliosi campioni di Spagna, ma da un drappello di fantasmi che – da ormai quasi quattro anni – non facevano paura a nessuno.<ref>Da ''Una squallida resa senza onore delle armi'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 giugno 1986, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1986]]}} Quattro anni fa Zoff, ieri Maradona. La coppa d'oro varca nuovamente l'oceano sospinta verso i cieli messicani dal più grande «genio» del calcio contemporaneo: Diego Maradona. [...] Sino alla grande rimonta tedesca, non era avvenuto nulla che facesse balzar dalle sedie i due o tre miliardi di telespettatori del nostro pianeta. E lo stesso Maradona, marcato all'italiana in modo esasperato, aveva scelto l'unica via possibile: quella di porsi al servizio della squadra, facendo a tratti persino da regista ai limiti della difesa. [...] Ma proprio quando la finale è entrata nella sua fase più drammatica, con i tedeschi pervenuti al pareggio a undici minuti dalla fine, con una situazione psicologicamente capovolta, con la prospettiva dei tempi supplementari, ecco arrivare d'improvviso il colpo di genio. Il tocco, fra nugoli di avversari, col quale Maradona ha proiettato Burruchaga verso la solitaria «autostrada del trionfo» merita tutte le moviole più sofisticate. Ai «geni» basta un lampo e Maradona lo ha regalato: all'Argentina, a Napoli, al mondo.<ref>Da ''Quell'attimo di genio'', ''La Gazzetta dello Sport'', 30 giugno 1986.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1988-1989]]}} Se qualcosa manca a questo clamoroso trionfo milanista (che diventa un seguito naturale e astrale del 5-0 al Real) è un pizzico di tensione, una piccola dose di quella paura che tutti avevamo messo in bilancio, un soffio d'incertezza. Nulla di nulla. Il Milan ha sdrammatizzato tutto, ha sterilizzato il clima della finalissima trasformandola in una propria esibizione: regale, mecenatesca, irredente, ma priva di una contrapposizione appena dignitosa. È riemerso lo spietato Van Basten, capocannoniere del torneo. E ancora ci chiediamo da dove sia sbucato un Gullit così. È uscito dallo stadio come un matador. Ha trionfato il Milan, ha stravinto Sacchi, ha dominato la scena il tifo rossonero [...].<ref>Da ''Il «pensare grande di Berlusconi»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 maggio 1989, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1990]]}} Il sogno italiano è finito in un oceano di delusione di fatica. Dopo due ore di gioco, l'Italia è condannata dalla lotteria dei rigori. C'è un pizzico di crudeltà in questo verdetto, ma bisogna accettarlo con onestadignità senza dimenticare quella nazionale ha realizzato prima, nelle cinque precedenti partite, sul piano del gioco, dei risultati e soprattutto della simpatia. Sembrava che il mondo avesse scoperto la squadra predestinata al titolo mondiale. Ma il calcio si beffa delle presunte certezze. [...] Così è finito il nostro Mondiale. L'Italia di alcune categorie di benpensanti può finalmente tranquillizzarsi. Non ci saranno colpi di stato calcistici nel nostro Paese.<ref>Da ''Quello strappo alla formula magica'', ''La Gazzetta dello Sport'', 4 luglio 1990, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1990]]}} Germania campione. Matthäus può sollevare finalmente la sospirata Coppa. [...] Un'espulsione dubbia e un rigore altrettanto sospetto a pochi minuti dalla fine hanno segnato la sorte dell'Argentina. In un sol colpo la squadra di Maradona ha pagato tutte le fortune, le astuzie, i privilegi che la avevano portata avanti. Ma questa sorta di «vendetta» non è un discorso di calcio, né solleva il tono orrido di una finale che solo per i tedeschi non è da dimenticare. Il Mondiale si chiude con una Germania felice e un altro catastrofico arbitraggio firmato stavolta dal messicano Codesal. E la gente non di parte ha il diritto di sfogarsi: «Italia, Italia». Quel trofeo, con tutto il rispetto, sembra proprio in mani sbagliate.<ref>Da ''Il mondiale che abbiamo vinto'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 luglio 1990.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]]}} A due minuti dalla fine Maldini lanciò verso Rijkaard uno degli ultimi gemiti di quel Milan ormai vinto. L'olandese sfiorò il pallone e vi scivolò addosso in una scena di resa e di impotenza. Tutto a quel punto divenne emblematico: dopo dieci vittorie europee consecutive, la squadra più celebrata del mondo chiudeva la sua stagione e forse il suo ciclo scivolando su un pallone; immagine crudele, ma onesta e veritiera. Dietro di essa, c'è un Milan impossibile da riconoscere, forse una sua controfigura. E allora, allez Olympique, noi ci teniamo la nostra collera, tu goditi la festa e la tua fetta di storia: hai dato alla Francia la prima coppa europea.<ref name=mostri>Da ''Al calcio non piacciono i mostri'', ''La Gazzetta dello Sport'', 27 maggio 1993.</ref>
*[...] c'è un'altra scena che assurge a simbolo di questa notte priva di ogni magia per i rossoneri: quella che ha deciso la partita su un corner che non era corner. Quattro milanisti stringevano Boli strattonandolo a turno. Vista e rivista quell'azione, non ci spieghiamo come sia stato permesso al libero francese di emergere dalla mischia e di colpire col parietale sinistro il pallone del destino. Così si perde una finale, dopo dieci squilli imperiosi. Non era serata e non era Milan.<ref name=mostri/>
*Provate a trasferire in Italia [...] la trama dello [[Caso Valenciennes-Olympique Marsiglia|scandalo Marsiglia]]. Dunque: il Milan o l'Inter o la Juventus (scegliete voi), per iniziativa del suo potentissimo presidente, dà mandato [...] di «comprare» l'ultima partita di campionato, decisiva per la conquista dello scudetto. La manovra va in porto, ma lo scandalo viene alla luce, i giornali e le tv imperversano, la magistratura si mette in movimento [...]. Immaginate pure [...] che [...] la federcalcio stia tranquillamente alla finestra, senza prendere il minimo provvedimento cautelativo, ma aspettando – campa cavallo – che la giustizia ordinaria dia le sue sentenze. Non basta, ma ad un certo momento il boss [...], personaggio spregiudicato e politicamente compromesso, trova il massimo sostegno possibile: quello del presidente della Repubblica [...] che [...] dice: ''guai a chi tocca quel mio amico e la sua squadra...'' Per incredibile che possa apparire, questo è avvenuto non in una repubblica delle banane, bensì nella civilissima Francia [...]. Ma questa del Marsiglia è una vicenda davvero sporca non tanto per lo scandalo in sé quanto per il modo – esso sì, vergognoso – con cui è stato gestito [...]. L'Uefa, cacciando il Marsiglia ha preso una decisione coraggiosa, forse anche temeraria [...]. C'è chi dice che l'ente europeo si è mosso più per amor di business che di moralità. Può darsi. Ma era impossibile non intervenire.<ref>Da ''Se Marsiglia fosse in Italia'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 settembre 1993, p. 1.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabio Casartelli]]}} Lo rivedo così, bello come tutti i campioni olimpici che ci sembrano eroi, stracolmo di vita, con quella medaglia d'oro immersa nella sua felicità. Era poco più che un ragazzo, quando i Giochi di Barcellona lo incoronarono. Nella calura di uno studio televisivo dovevamo commentare insieme la grande emozione. Ma per lui ogni parola era di troppo: parlavano i suoi occhi, parlava l'orgoglio dei genitori, parlava lo sguardo innamorato della ragazza che sarebbe diventata sua moglie e che gli ha dato [...] la fuggevole gioia di essere padre. Lo rivedo nel suo giorno più intenso [...]. Ma davanti a me c'è adesso una foto crudele: Fabio Casartelli ha la testa ripiegata in una pozza di sangue, si capisce che la vita gli scivola via con una fretta spietata. Sta morendo, a 25 anni.<ref name="Casartelli">Da ''La Gazzetta dello Sport'', 19 luglio 1995; ripubblicato in ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/casartelli.shtml Casartelli, 11 anni fa la tragedia]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*Il [[ciclismo]] è dalla sua nascita un'ardua professione di vita. Nessun mezzo tecnico lo ha snaturato. Nessuna caccia al business o allo spettacolo lo ha reso più pericoloso di quanto non fosse ai tempi dei pionieri, delle bici con le gomme piene e delle strade sterrate. Connaturata al ciclismo c'è, da sempre, una dose di rischio. Chi fa delle corse la sua professione lo sa benissimo. E quando si lancia in una discesa [...] conosce i brividi che lo attendono. Tutte le sere [...] noi abbiamo Qualcuno lassù da ringraziare.<ref name="Casartelli"/>
*Con tutto il rispetto per l'europeismo, non possono esserci leggi cieche, da sottrarre a ogni utile forma di articolazione anche dove esse si rivelano palesemente dannose. Non c'è dubbio che il [[Sentenza Bosman|libero impiego dei giocatori comunitari]] danneggi il calcio, sia nella sua organizzazione di vertice, sia nelle sue basi. Si creerebbero privilegi singoli, a beneficio esclusivo delle categorie più privilegiate. Per il resto, andrebbero in crisi i campionati, le nazionali, le piccole società, i vivai. [...] E sì, perché la Comunità è una bella cosa, ma nel calcio [...] l'Europa è molto più vasta e merita identico rispetto. [...] C'è semplicemente da prendere atto che il calcio [...] ha bisogno di mantenere le fisionomie nazionali delle sue squadre per continuare a celebrare l'Europa. Compito impossibile se lo trasformiamo in un luna park.<ref>Da ''L'Europa del buonsenso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 gennaio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} La Juve assaggiava il trionfo senza coglierlo. Neanche a porta vuota, neanche nei tempi supplementari, quando l'Ajax finiva quasi di esistere. [...] Se i bianconeri avessero perso la coppa, il detestato titolo era già in mente: «Juve, te la sei mangiata». E invece, no, cari bianconeri, non frenate la vostra gioia. [...] L'avete riportata tra noi, dopo gli anni del Milan. [...] L'aspetto più eclatante del trionfo della Juve [...] sta nell'aver acceso molti dubbi sull'Ajax, sulla squadra che vive e prospera della sua prodigiosa memoria. Solo per una ventina di minuti nel primo tempo abbiamo temuto che potesse diventare padrona. Poi, con l'innesto di Di Livio e Padovano, nella notte dei giganti tutto è diventato Juve, fortissimamente Juve. Sino al rito solenne dei rigori, che ha spazzato via l'incubo della grande ingiustizia. Il tifo naviga tra campanili e capricci, ma è difficile non amare una Juve così.<ref>Da ''Ora sì, sei campionissima'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimo Moratti]]}} Grande industriale, impeccabile marito, padre di cinque figli, lui resta immutabile tifoso dell'Inter: nel senso antico, classico, esplosivo e doloroso. Dove lo trovate un presidente che, con tutti i suoi impegni, lascia l'ufficio di soppiatto il mercoledì per andarsi a vedere il Fenomeno, o Kanu, o magari Ganz oppure il suo pupillo Recoba a Busto Arsizio o a Fiorenzuola? Moratti non manca mai a queste scorribande di paese.<ref>Da ''[https://archiviostorico.gazzetta.it/1997/settembre/15/flotta_aerea_Moratti_ga_0_9709154480.shtml La flotta aerea di Moratti]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 15 settembre 1997.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1997-1998]]}} Al posto del mago Herrera, gran condottiero, irriducibile fabbricatore di slogan, c'è un uomo dai capelli che volgono al bianco, che si porta dietro i sapori e gli atteggiamenti della Serie B dove ha pascolato da protagonista. Saggio e gentile, talvolta prigioniero della sua semplicità, Gigi Simoni non avrebbe mai immaginato che la vita gli riservasse una notte come questa. La sua storia acquista toni un po' favolistici. La coppa Uefa nelle mani di Simoni, sullo sfondo del Parco parigino, è anche un invito, rivolto alla gente comune, a sperare nella illimitata fantasia della vita. [...] Il lancio di Simeone ha il potere sinistro di rendere liquida la difesa laziale. Tra Nesta e Negro s'infila, con la sua faccia da guerriero indio, Zamorano. Un tocco di classe: e per la squadra di Eriksson si apre la via della perdizione. [...] Zamorano ha appena colpito un palo, ma non fa in tempo ad arrabbiarsi che già offre a Zanetti l'invito a una folgore. Stavolta non c'è palo che tenga: è un gol da incorniciare. Non manca che lui, il Ronaldo che la Francia attende come re del mondiale. Arriva con uno slalom che aggiunge bellezza a una serata difficile da dimenticare, non solo per chi vive di pane e Inter. Trionfo straripante contro i resti della Lazio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/07/mago_dai_capelli_bianchi_ga_0_9805072163.shtml Il «mago» dai capelli bianchi]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Punti avvelenati erano piovuti sul primato bianconero tali da costruire una classifica inquinata nei numeri, se non nei meriti. [...] La Juve si è trovata al centro di una situazione sgradevolissima che gettava ombra su meriti e sacrifici. Il che sembrava ingiusto. Non sarà questo in arrivo il più luminoso dei venticinque scudetti bianconeri, ma noi siamo pronti ad applaudire ugualmente quanto hanno fatto e faranno Lippi e i giocatori, da Peruzzi a quel fabbricante di capolavori che risponde al nome di Del Piero. [...] Di ogni vicenda della vita, anche delle più infelici, bisogna saper cogliere qualche aspetto positivo. Questo caso Juve ci ha fatto mettere le mani su una struttura arbitrale di vertice che ha l'aria di una combriccola parrocchiale, con amici, servitorelli, strizzatine d'occhio, telefonini che squillano negli spogliatoi, referti che si aprono o si ritoccano. Al servizio di chi, non so. Certamente non al servizio del calcio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/09/una_voce_ragionevole_nell_arrogante_ga_0_9805092375.shtml Una voce ragionevole nell'arrogante silenzio]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tour de France 1998]]}} Dalle Alpi francesi solcate da una tempesta, si leva solenne, al di là delle nuvole della fantasia, un dio dello sport: si chiama [[Marco Pantani|Marco]], il nome forte di un evangelista. È andato lassù, in una bugiarda giornata di luglio, a predicare sulle montagne il mistero eterno dell'uomo ai confini della più spietata fatica. Eccolo, con i rivoli di forza vitale che gli restano addosso, nel suo ultimo gemito soave. È finita. Lo straordinario miscuglio di gioia e sofferenza che agita la sua anima produce una sorta di trasfigurazione nel volto di Pantani. C'è un senso profondamente drammatico nel suo trionfo. Ne ho viste tante in quasi mezzo secolo di sport, ma l'abbraccio di Marco con quel traguardo che gli sta davanti e che gli cambia la maglia e la vita, è un'immagine baciata dall'eternità.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/luglio/28/Attacca_lontano_sgretola_tutti_giallo_ga_0_980728199.shtml Attacca da lontano e sgretola tutti È in giallo: ora ha il Tour in mano Scrive così una pagina epica di sport]'', ''La Gazzetta dello sport'', 28 luglio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} E il Milan ha raccolto il giusto di una serata particolare. Non è facile inventare calcio, o alimentare i sussulti dell'imprevedibile, per due squadre che si conoscono a memoria. Nessuna sorpresa può esserci in duelli antichi, in movimenti che fanno scattare contromisure automatiche. A testimonianza delle loro buone intenzioni, Juve e Milan hanno cercato subito di sfuggire a questa sorta di prigione tecnica e psicologica con un avvio furente, ben lontano da ogni atteggiamento di studio. Non c'era nulla da studiare in effetti. La lezione la conoscevano tutti alla perfezione. Occorreva creare un diversivo rapido, prima che l'avversario si assestasse. Nella parte iniziale dell'incontro, il Milan è stato nettamente migliore della Juve: più disposizione al gioco, miglior controllo degli spazi e soprattutto più qualità. [...] Nella ripresa il «di più» del Milan si è smorzato. Devastata da acciacchi e correttivi, la grande sfida è scesa sul piano della pura lotta. Fantasia zero. Occasioni da gol, pochissime e mai limpide. La Juve è cresciuta in capacità di controllo, ma all'attacco non s'è vista salvo la bella traversa di Conte. La serata avara non poteva che avere quell'approdo. E l'avarizia è continuata persino nella sfida dei rigori. Solo la metà ne sono andati a segno. Ricorderemo con orgoglio questa finale italiana, ma che non si parli per carità di sfida del secolo. Il Milan sollevi felice la sua coppa. La storia dà gloria ai vincitori, non entra mai nei particolari.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2003/maggio/29/COCKTAIL_ECCITANTE_ga_0_03052910507.shtml Cocktail eccitante]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 maggio 2003.</ref>
*[[Felice Borel]] l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata...<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1897-1956 "Il segreto della Juventus"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Un grande giocatore, per abilità, per destrezza, per generosità.<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1966-1975 "Da Herrera a Parola"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005 (06:30).</ref>
*Il Messico del '70 arrivò per miracolo alla seconda fase dove incontrò l'Italia di Riva e Rivera a Toluca, 2.800 metri di quota. Ricordo che a scalare la tribuna si finiva col fiatone. Ma gli azzurri vinsero ugualmente 4-1. E io tiro fuori sempre quell'episodio quando si parla della nostra vigliacca partita di quattro anni fa con la modesta Corea, padrona di casa, che ci costò l'eliminazione. L'Italia doveva far quattro gol, anziché prendersela con l'arbitro [[Byron Moreno|Moreno]].<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/giugno/03/Cannavo_quanti_aiuti_casalinghi_mondiale_sw_0_060603023.shtml Cannavò: "quanti aiuti casalinghi, ma il mondiale non si vince con gli arbitri"]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 giugno 2006.</ref>
*Quando la Juve ha bisogno di lui, si toglie la tuta e dà il meglio: che è un meglio da Del Piero, roba di prima qualità. E nel notare questa sua preziosa umiltà, espressa come regola di vita, quasi ti scordi del suo passato, delle sue infinite glorie juventine, delle montagne di gol e persino del suo titolo mondiale trascinato in una serie B che, smaltita la tristezza, per la Juve sta diventando una favola. Ma lui tocca la palla e ti ricorda che, seppure a dosi limitate, c'è ancora un campione bianconero a vita che, come Roberto Baggio, è il campione di tutti.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/dicembre/11/Del_Piero_Baggio_dolce_memoria_ga_10_061211097.shtml Del Piero, Baggio e la dolce memoria di Prisco]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 dicembre 2006.</ref>
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/luglio/25/Federer_olimpico_dolore_Pele_ga_10_080725089.shtml Il Federer olimpico e il dolore di Pelé]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 luglio 2008.</ref>
*[[Alessandro Del Piero]], storia juventina che non finisce mai, ammaliante condanna. Lui ha scavalcato i miti del club più famoso d'Italia, lui è più forte dell'anagrafe, degli infortuni, degli allenatori che lo sostituiscono, dei critici che lo considerano un peso nella marcia verso il futuro. Lui è Del Piero e quel prodigioso tiro della rinascita non poteva essere che suo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/ottobre/23/Ale_vita_Juve_che_non_ga_10_081023032.shtml Ale, vita da Juve che non finisce mai]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 ottobre 2008.</ref>
*Lui non esercita soltanto carisma, non è un semplice esempio di comportamento, non è rinchiuso nel suo ambito di indiscusso capitano: è anche un operaio specializzato. [...] Del Piero è proprio un caso da studiare. E io penso che un trattato su di lui unisca fisiologia, psicologia, stile di vita, arte del comando.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/novembre/06/Ale_fenomeno_studiare_ga_10_081106041.shtml Ale, un fenomeno da studiare]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 novembre 2008.</ref>
*È stata l'ultima domenica di calcio del 2008 ed io mi concedo il privilegio di assegnare un Oscar personale, senza giuria. Sento di avere milioni di persone alle spalle e di interpretare il loro sentimento. L'Oscar è per Alessandro Del Piero, un veterano del pallone che ho visto sbocciare quando nella Juve c'era [[Roberto Baggio|Baggio]] e che all'improvviso, all'età in cui si parla di pensione, è tornato ragazzo. Non è la onirica visione di una favola natalizia: è l'incredibile realtà. Del Piero ha stravolto anagrafe e fisiologia. Era largo, greve e logoro a 28 anni, con muscoli gonfi e non saltava più l'uomo. È ringiovanito dai 32 anni in su: corre scioltissimo, dribbla come dodici anni fa. E in più inventa quei prodigiosi calci di punizione, frutto di un esercizio infinito.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/dicembre/22/mio_premio_ragazzo_Ale_ga_10_081222012.shtml Il mio premio al ragazzo Ale]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 22 dicembre 2008.</ref>
{{Int|''Michel nella galleria dei grandi juventini''|Da ''Juve, lo scudetto di Platini'', supplemento a ''La Gazzetta dello Sport'' dell'8 maggio 1984, p. 3.}}
*Questo scudetto [[Serie A 1983-1984|numero 21]] odora di [[Michel Platini|Michel]]: che non è un profumo francese ma il nome di un campione autentico che in Italia – anzi nella Juve – ha trovato una nuova dimensione, ha arricchito i suoi estri, ha solidificato la sua tempra, ha allargato il suo repertorio sino a diventare, per consacrazione spontanea, uno dei primi tre o quattro giocatori al mondo in attività di servizio. Michel Platini «firma» idealmente lo scudetto juventino che inaugura la terza decina. Senza spocchia e senza presunzione, ma con pieno diritto. La copertina è sua.
*Platini [...] ha avuto alle spalle una [[Juventus Football Club 1983-1984|squadra]] che [...] si è rivelata nettamente la migliore, la più coerente, la più continua: la solita Juve, insomma, mostro di esperienza e puntualissima, al meglio delle proprie risorse, nei momenti che contano. I meriti s'incrociano: Platini ha saputo capire questa squadra in modo da poterle offrire il suo genio, i suoi gol e anche la sua dedizione; la Juve ha saputo creare il piedistallo adatto per il suo maggior campione. I matrimoni felici non si realizzano senza una disponibilità spirituale reciproca.
*Michel Platini è sicuramente uno dei migliori stranieri di ogni epoca, approdati in Italia. Lo è, naturalmente, in una visione moderna, aggiornata e professionalizzata del calcio. È la somma di molti illustri modelli ed è anche la fusione di diverse esigenze di comportamento (non soltanto sul campo). Il regista sconfina nell'uomo da gol; la spontanea attitudine al comando nella umiltà e nella gioia di un «servizio» in favore di altri. Ne vien fuori un senso di completezza che di Platini è forse la espressione più vera e più rassicurante. E poi c'è la pasta dell'uomo che ha saputo procurarsi ammirazione sì, ma anche stima e affetto. Non è facile.
{{Int|''Un delitto dei barbari e degli incapaci''|''La Gazzetta dello Sport'', 30 maggio 1985, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}}
*Il calcio ha conosciuto ieri sera la più grande tragedia della follia. Una montagna di morti, una strage, una carneficina. Tremano le mani a scrivere queste parole che sono il macabro mosaico di quella che avrebbe dovuto essere la finalissima della coppa dei Campioni. Bruxelles, dinanzi agli occhi di tutta Europa, è diventata una specie di Beirut, assurda, fanatica, barbara. Indignazione e sgomento si mescolano alla pietà per chi ci ha lasciato la vita. Ma neanche la tragedia ormai palpabile ha placato quelle orde della peggiore teppaglia inglese, che hanno continuato a far la guerra inquadrate dalle telecamere, lugubri campioni di una giornata che non sarà mai possibile dimenticare. Una macchia incancellabile.
*Ci sono, sullo sfondo di questa tragedia, immense responsabilità da parte di chi non ha saputo minimamente gestire, neanche con le misure più normali, un avvenimento che andava rigorosamente disciplinato nel suo contorno, perché aveva tutte le caratteristiche per risultare esplosivo. Bruxelles e gli organizzatori dell'UEFA non hanno nessuna giustificazione, né meritano alcuna solidarietà. La gente ha visto con i propri occhi quei pochi e poveri poliziotti, travolti sin dall'inizio dalla guerra scatenata dalla teppaglia britannica. Facevano pena. Non c'era nulla da scoprire, non esiste l'attenuante del «fattore-sorpresa».
*A Bruxelles si è recitata, invece, una tragedia in uno stadio. E questo, al di là di ogni considerazione morale, sa di resa, di fallimento, di incapacità. In questi casi — come l'anno scorso è avvenuto all'Olimpico — si ricorre a rigorose misure preventive: tremila biglietti venduti in meno e tremila poliziotti in più. A Bruxelles pare che nello stadio ne fossero impegnati appena qualche centinaio. I barbari hanno trovato subito via libera. Senza voler fare del becero nazionalismo su una tragedia, c'è un'altra cosa da dire. La guerra di Bruxelles è sostanzialmente di marca inglese. [...] A questo punto, dovremmo dirvi qualcosa su quel grottesco svolgimento della partita, un autentico insulto, appena giustificato da patetiche misure di sicurezza. Ma l'ultima cosa che interessa, a tragedia ancora calda, è chi abbia o non abbia vinto questa coppa maledetta.
{{Int|''Rassegnatevi al magico tiranno|''La Gazzetta dello Sport'', 18 maggio 1989, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1988-1989]]}}
*In piedi, signori: il Napoli conquista l'Europa per la prima volta. E la gioia del suo popolo immenso e «multinazionale» si mescola con l'orgoglio e l'ammirazione di tutto il nostro calcio. Si cancella, grazie al cielo, un altro assurdo della storia. Se lo scudetto del Napoli fu una riparazione, lo scettro europeo ha il sapore intenso e stordente della consacrazione. Quella che Maradona solleva non è una coppa strappata in qualche maniera: è un trionfo in terra tedesca, di quelli che si ricordano, si tramandano, senza mai appannarsi. I due gol regalati nel finale allo Stoccarda sanno quasi di involontaria irrisione. L'impresa resta intatta. L'applauso partito dalla Germania è lungo tutta una notte.
*Serata magica si era detto. E spruzzi di magia l'hanno ispirata. Quanto ci ha messo quel pallone contorto e strisciante di Alemão ad approdare al suo destino stupendo e un po' miracoloso? Erano secondi interminabili, pesanti come le ansie dell'attesa. Ma da quel fruscio è partita la serenata napoletana vissuta in ogni angolo del mondo. E a spezzarne il ritmo armonico e accattivante non è bastato il poderoso balzo di Klinsmann, tedesco della colonia nerazzurra, che rimetteva in corsa lo Stoccarda. Era un inganno, era una beffarda apparenza. La magia non cambiava i suoi umori: aveva già individuato i più forti. E ora cercava il suo interprete ideale, il suo mattatore: Maradona.
*Eccolo Diego, il campione di tutte le stagioni e di tutti i continenti. Rassegnatevi, napoletani, alla sua «tirannia» che in certi momenti sembra ossessiva e intollerabile, ma che ha cambiato la storia della vostra città attraverso uno dei fenomeni più popolari e universali. Cosa fa questo tiranno? Accoglie l'invito della magia ed esegue. Seguiamolo. Tutti attendono che lui fermi quel pallone col petto e lo giochi col suo sinistro. No, l'ispirazione diretta sulla sua testa: la palla s'infila nel cuore della difesa tedesca e Ferrara può sbatterla in rete con tutta in forza sua e quella di Maradona. Un gol esaltante. Ma il tiranno ha altro da consegnare alla storia inebriante della prima coppa napoletana. Scatta da lontano come fece più volte ai mondiali e, mentre corre, pensa a Careca, senza vederlo, ma certo, certissimo che tra qualche secondo sarà pronto a raccogliere l'invito regale che Diego gli spedirà. Ed è il gol del podio europeo.
{{Int|''Crudele, ma bello lo stesso''|''La Gazzetta dello Sport'', 18 luglio 1994, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}}
*C'è una sana e spicciola filosofia di vita: «Ricordati ogni giorno da dove sei partito...». Io mi riporto al lugubre 18 giugno, tra i bollori del Giants Stadium. Dove Italia e Irlanda gareggiarono per dimostrare agli americani quanto misero e brutto fosse quel calcio che pretendeva di invadere la loro cultura. L'errore di Pagliuca, l'inconsistenza di Baggio, quel cuocersi lento di cervelli logori e di gambe stanche. Il giorno peggiore, credo, della carriera di Sacchi. [...] Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero [[Campionato mondiale di calcio 1994|mondiale]] e, con l'onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l'Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c'è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell'impopolarità. [...] Avremmo voluto veder Sacchi sollevato al cielo dai suoi ragazzi come Bearzot nel 1982. Lo abbiamo visto, invece, stremato e distrutto come gli altri azzurri. Su con la vita, fratelli, è stato bello, anzi bellissimo lo stesso.
*Sorella Sofferenza ci accompagna per 120 minuti, poi al quinto rigore il sogno si infrange proprio sui piedi del nostro uomo più illustre e amato: Roberto Baggio. È stato lui il destinatario dell'ultimo decisivo che ha consegnato al Brasile il quarto titolo mondiale della sua storia, proiettandolo da solo sul tetto del mondo. Una sorta di nemesi crudele per l'uomo che ci aveva portato sino alla finalissima e che aveva sfidato tutti i suoi malanni e le sue stanchezze per esserci.
*I rigori, si dice, sono una sorta di lotteria ed è sempre discutibile che un titolo mondiale debba essere assegnato in un modo così imprevedibile. Ma non c'è dubbio che anche il dischetto è un misuratore di meriti. I brasiliani sono stati più abili e più freschi.
*Peccato anche per Baresi che ha fallito proprio il primo rigore. Non lo meritava. Il suo rientro in squadra, dopo l'intervento chirurgico, era apparso l'ultimo dei prodigi di questo nostro mondiale vissuto sul filo dei miracoli. Abbiamo rivisto, sbucato chissà da dove, un Baresi grandioso, capitano autentico capace di arginare con tempismo a volte spettacolare tutti i Romario e i Bebeto che gli piombavano addosso.
*Spietato l'epilogo per l'Italia. Ma uscire in questo modo da un mondiale iniziato malissimo ha anche un grandissimo contenuto di orgoglio. Capisco le lacrime al termine della partita, ma penso che al di là di tutto un «bravi azzurri», vigoroso e sincero, possa far smaltire presto quei momenti di angoscia.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2000/luglio/03/Dalla_notte_crudele_tesoro_ritrovato_ga_0_0007034897.shtml Dalla notte crudele un tesoro ritrovato]''|''La Gazzetta dello Sport'', 3 luglio 2000.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato europeo di calcio 2000]]}}
*Dopo tante critiche al nostro calcio speculativo, l'Italia aveva dimostrato alla Francia campione del mondo di saper giocare come lei o meglio di lei. In una sfida dominata dalla tensione e da un rispetto reciproco, sin troppo esagerato, le cose più belle, più intelligenti erano state nostre, compreso il gol di Delvecchio, avviato da un colpo di tacco di Totti che sembrava estratto dal repertorio magico di Zidane. Ma in quei sessanta secondi di recupero le porte del paradiso improvvisamente si chiudevano. E davanti agli azzurri si apriva la voragine. Una lunga respinta del portiere Barthez, un pallone che rimpalla tra due teste verso il piede di Wiltord. Ne vien fuori un tiro velenoso che Toldo, il nostro angelo, sfiora appena prima di sprofondare nella disperazione.
*Tempi supplementari. Stanchezza, speranze da ricostruire. Ma dura poco: il demonio ha scelto Trezeguet per completare la sua spietata operazione. E così la Francia campione del mondo diventa anche campione d'Europa. E noi dolorosamente ci inchiniamo, memori anche delle fortune pregresse e convinti che questo secondo posto, pur gonfio di rimpianto, resta un capolavoro, stampato sulle facce di quei ragazzi che si sono battuti da leoni e ora si abbandonano a lacrime liberatorie e dignitose. L'Italia ha subito una beffa proprio nel giorno in cui ha giocato la sua migliore partita.
*Abbiamo ritrovato la nazionale con un Totti che può esserne leader per un decennio. L'Italia le ha dato amore e orgoglio. Zoff è stato rivalutato. Un popolo di individualisti ha offerto una esaltante immagine di gruppo. Ragioniamo, non è poco: è quanto basta per andare a letto e cercare di non sognare quell'odioso ultimissimo minuto.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2002/luglio/01/VINTO_FANTASIA_ga_0_0207012230.shtml Ha vinto la fantasia]''|''La Gazzetta dello Sport'', 1º luglio 2002.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}}
*Ronie era a casa come un pensionato, fingendo di essere sereno, con un'infinita tristezza addosso e sprazzi di quella filosofia spicciola che porta a scoprire «gli altri valori della vita». Si appartò con Pelé in una stanza. Il piccolo Ronald si era svegliato e io lo tenevo in braccio, come farebbe un nonno. Pelé gli parlò delle sue grandissime gioie del '58 e delle pene vissute ai Mondiali del '62 e del '66. Pedate criminali sulle sue preziose gambe, infortuni a catena, una serie nera che sembrava interminabile. Ma poi gli raccontò anche del Pelé del 1970, leader del più forte e compatto Brasile mai esistito, e di quel suo favoloso gol di testa che fece apparire il guerriero Burgnich un leone nano. «Ronie, se sono rinato io, anche tu un giorno griderai la stessa gioia». Questo fu il saluto di Pelé. E adesso che Ronaldo si è messo sulle spalle il Brasile riportandolo al titolo mondiale, come si fa a non voltarsi indietro?
*La trama dei due gol sembra proprio una sintetica lezione brasilera anche se sul primo, tra il duetto Rivaldo-Ronaldo, c'è un bizzarro inciampo del portiere Kahn, appena proclamato il migliore del Mondiale. Ma il secondo gol è musica pura: il cross di Kleberson è impreziosito da una finta di Rivaldo. E riecco Ronie, impeccabile col suo destro, il piede benedetto di questa finale. Il discusso tecnico Scolari, partendo dalle pene di una qualificazione davvero scoraggiante, ha costruito strada facendo una squadra vera, forte anche di Marcos, bravissimo portiere.
*Nella fantasia popolare, il Brasile è sempre di un altro pianeta. Ieri lo è stato anche sul campo. Ma se guardiamo a quello che ha fatto la Germania in questo torneo, due obblighi ci incombono: inchinarci al suo coraggio e pensare a quanto vigliacca sia stata la nostra uscita «coreana» dal Mondiale.
{{Int|''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=527 Candido Cannavò]''|Dall'intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]] a ''Sette''; citato in ''interviste.sabellifioretti.it.it'', 12 dicembre 2002.}}
*Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore è [[Aldo Biscardi]]. Imbattibile. I più casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua è una televisione che non mi piace. Come quella che fa [[Maurizio Mosca]]. Io gli voglio bene. È un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione.
*Gli [[adulatori]] nascono attorno agli uomini potenti. Attorno a Berlusconi ce ne sono tantissimi. Fa impressione vedere alla televisione questo Schifani.
*Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l'Inter e per la Roma. Tutto purché il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] fosse vivace, nell'interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport.
*La concorrenza tra [[Rai]] e [[Mediaset]] ha divorato lo [[sport]]. Abbiamo dovuto ripensare i giornali. Oggi devi dare per scontato che la gente sa già che cosa è successo quando compra il giornale. E devi costruire delle storie.
===Citazioni non datate===
*Fausto era ancora nella camera ardente. Arrivò [[Gino Bartali|Bartali]]. Prese la mano di Fausto e disse: «È incredibile, è incredibile». Pianse e pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre.<ref>Citato in Claudio Gregori, ''Il Bici-Calendario''.</ref>
*{{NDR|Su [[Luigi Meroni]]}} Scrostava la muffa dalle abitudini, smascherava le ipocrisie. Un tenero rivoluzionario che dava il meglio di sé nel lavoro e poi rivendicava libertà totale.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Ricordo di Meroni, bohémien del calcio'', ''Corriere della Sera'', 1º febbraio 2017, p. 27.</ref>
==''E li chiamano disabili''==
*La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di [[cultura]] e [[immagine]].
*La [[vita]] è un [[miracolo]] che può fiorire ovunque, anche dove sembra che la [[luce]] del giorno non sia mai arrivata.
*Penso che talvolta i veri [[limiti]] esistano in chi ci guarda.
*Vedi com'è la [[vita]]? C'è gente che va in chiesa, prega, si batte la mano sul petto e poi si comporta in modo vergognoso.
==''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede''==
*[[Gino Rigoldi|Don Rigoldi]] è un missionario in patria, anzi in casa.Dovunque mette le tende, la sua prima mossa è aprire le porte, anzi spalancarle, a tutti.
*Ho immaginato un marciapiede infinito. E uomini di Cristo che lo percorrono con il Vangelo in mano in un'azione rudemente terrena che recupera i valori primigeni del messaggio cristiano.
*Preti antichi come don [[Oreste Benzi]], legato sino alla morte alla sua tonaca, che ha lasciato odore di santità sulle strade della notte, tra ragazze schiave e vendute come merce.
==Citazioni su Candido Cannavò==
*Candido Cannavò si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare. ([[Marco Pastonesi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Candido Cannavò, ''E li chiamano disabili'' (2005), Rizzoli. ISBN 8817007811
*Candido Cannavò, ''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede'', 2008.
==Altri progetti==
{{interprogetto|n=Milano: è morto Candido Cannavò}}
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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[[File:Candido Cannavò Napolitano.jpg|thumb|Da sinistra: Candido Cannavò e [[Giorgio Napolitano]] nel 2006.]]
'''Candido Cannavò''' (1930 – 2009), giornalista italiano.
==Citazioni di Candido Cannavò==
{{cronologico}}
*Chi avrà la fortuna e il merito di conquistare [[Campionato mondiale di calcio 1986|questo titolo]], non lo erediterà dai meravigliosi campioni di Spagna, ma da un drappello di fantasmi che – da ormai quasi quattro anni – non facevano paura a nessuno.<ref>Da ''Una squallida resa senza onore delle armi'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 giugno 1986, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1986]]}} Quattro anni fa Zoff, ieri Maradona. La coppa d'oro varca nuovamente l'oceano sospinta verso i cieli messicani dal più grande «genio» del calcio contemporaneo: Diego Maradona. [...] Sino alla grande rimonta tedesca, non era avvenuto nulla che facesse balzar dalle sedie i due o tre miliardi di telespettatori del nostro pianeta. E lo stesso Maradona, marcato all'italiana in modo esasperato, aveva scelto l'unica via possibile: quella di porsi al servizio della squadra, facendo a tratti persino da regista ai limiti della difesa. [...] Ma proprio quando la finale è entrata nella sua fase più drammatica, con i tedeschi pervenuti al pareggio a undici minuti dalla fine, con una situazione psicologicamente capovolta, con la prospettiva dei tempi supplementari, ecco arrivare d'improvviso il colpo di genio. Il tocco, fra nugoli di avversari, col quale Maradona ha proiettato Burruchaga verso la solitaria «autostrada del trionfo» merita tutte le moviole più sofisticate. Ai «geni» basta un lampo e Maradona lo ha regalato: all'Argentina, a Napoli, al mondo.<ref>Da ''Quell'attimo di genio'', ''La Gazzetta dello Sport'', 30 giugno 1986.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa dei Campioni 1988-1989]]}} Se qualcosa manca a questo clamoroso trionfo milanista (che diventa un seguito naturale e astrale del 5-0 al Real) è un pizzico di tensione, una piccola dose di quella paura che tutti avevamo messo in bilancio, un soffio d'incertezza. Nulla di nulla. Il Milan ha sdrammatizzato tutto, ha sterilizzato il clima della finalissima trasformandola in una propria esibizione: regale, mecenatesca, irredente, ma priva di una contrapposizione appena dignitosa. È riemerso lo spietato Van Basten, capocannoniere del torneo. E ancora ci chiediamo da dove sia sbucato un Gullit così. È uscito dallo stadio come un matador. Ha trionfato il Milan, ha stravinto Sacchi, ha dominato la scena il tifo rossonero [...].<ref>Da ''Il «pensare grande di Berlusconi»'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 maggio 1989, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1990]]}} Il sogno italiano è finito in un oceano di delusione di fatica. Dopo due ore di gioco, l'Italia è condannata dalla lotteria dei rigori. C'è un pizzico di crudeltà in questo verdetto, ma bisogna accettarlo con onestadignità senza dimenticare quella nazionale ha realizzato prima, nelle cinque precedenti partite, sul piano del gioco, dei risultati e soprattutto della simpatia. Sembrava che il mondo avesse scoperto la squadra predestinata al titolo mondiale. Ma il calcio si beffa delle presunte certezze. [...] Così è finito il nostro Mondiale. L'Italia di alcune categorie di benpensanti può finalmente tranquillizzarsi. Non ci saranno colpi di stato calcistici nel nostro Paese.<ref>Da ''Quello strappo alla formula magica'', ''La Gazzetta dello Sport'', 4 luglio 1990, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1990]]}} Germania campione. Matthäus può sollevare finalmente la sospirata Coppa. [...] Un'espulsione dubbia e un rigore altrettanto sospetto a pochi minuti dalla fine hanno segnato la sorte dell'Argentina. In un sol colpo la squadra di Maradona ha pagato tutte le fortune, le astuzie, i privilegi che la avevano portata avanti. Ma questa sorta di «vendetta» non è un discorso di calcio, né solleva il tono orrido di una finale che solo per i tedeschi non è da dimenticare. Il Mondiale si chiude con una Germania felice e un altro catastrofico arbitraggio firmato stavolta dal messicano Codesal. E la gente non di parte ha il diritto di sfogarsi: «Italia, Italia». Quel trofeo, con tutto il rispetto, sembra proprio in mani sbagliate.<ref>Da ''Il mondiale che abbiamo vinto'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 luglio 1990.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]]}} A due minuti dalla fine Maldini lanciò verso Rijkaard uno degli ultimi gemiti di quel Milan ormai vinto. L'olandese sfiorò il pallone e vi scivolò addosso in una scena di resa e di impotenza. Tutto a quel punto divenne emblematico: dopo dieci vittorie europee consecutive, la squadra più celebrata del mondo chiudeva la sua stagione e forse il suo ciclo scivolando su un pallone; immagine crudele, ma onesta e veritiera. Dietro di essa, c'è un Milan impossibile da riconoscere, forse una sua controfigura. E allora, allez Olympique, noi ci teniamo la nostra collera, tu goditi la festa e la tua fetta di storia: hai dato alla Francia la prima coppa europea.<ref name=mostri>Da ''Al calcio non piacciono i mostri'', ''La Gazzetta dello Sport'', 27 maggio 1993.</ref>
*[...] c'è un'altra scena che assurge a simbolo di questa notte priva di ogni magia per i rossoneri: quella che ha deciso la partita su un corner che non era corner. Quattro milanisti stringevano Boli strattonandolo a turno. Vista e rivista quell'azione, non ci spieghiamo come sia stato permesso al libero francese di emergere dalla mischia e di colpire col parietale sinistro il pallone del destino. Così si perde una finale, dopo dieci squilli imperiosi. Non era serata e non era Milan.<ref name=mostri/>
*Provate a trasferire in Italia [...] la trama dello [[Caso Valenciennes-Olympique Marsiglia|scandalo Marsiglia]]. Dunque: il Milan o l'Inter o la Juventus (scegliete voi), per iniziativa del suo potentissimo presidente, dà mandato [...] di «comprare» l'ultima partita di campionato, decisiva per la conquista dello scudetto. La manovra va in porto, ma lo scandalo viene alla luce, i giornali e le tv imperversano, la magistratura si mette in movimento [...]. Immaginate pure [...] che [...] la federcalcio stia tranquillamente alla finestra, senza prendere il minimo provvedimento cautelativo, ma aspettando – campa cavallo – che la giustizia ordinaria dia le sue sentenze. Non basta, ma ad un certo momento il boss [...], personaggio spregiudicato e politicamente compromesso, trova il massimo sostegno possibile: quello del presidente della Repubblica [...] che [...] dice: ''guai a chi tocca quel mio amico e la sua squadra...'' Per incredibile che possa apparire, questo è avvenuto non in una repubblica delle banane, bensì nella civilissima Francia [...]. Ma questa del Marsiglia è una vicenda davvero sporca non tanto per lo scandalo in sé quanto per il modo – esso sì, vergognoso – con cui è stato gestito [...]. L'Uefa, cacciando il Marsiglia ha preso una decisione coraggiosa, forse anche temeraria [...]. C'è chi dice che l'ente europeo si è mosso più per amor di business che di moralità. Può darsi. Ma era impossibile non intervenire.<ref>Da ''Se Marsiglia fosse in Italia'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 settembre 1993, p. 1.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabio Casartelli]]}} Lo rivedo così, bello come tutti i campioni olimpici che ci sembrano eroi, stracolmo di vita, con quella medaglia d'oro immersa nella sua felicità. Era poco più che un ragazzo, quando i Giochi di Barcellona lo incoronarono. Nella calura di uno studio televisivo dovevamo commentare insieme la grande emozione. Ma per lui ogni parola era di troppo: parlavano i suoi occhi, parlava l'orgoglio dei genitori, parlava lo sguardo innamorato della ragazza che sarebbe diventata sua moglie e che gli ha dato [...] la fuggevole gioia di essere padre. Lo rivedo nel suo giorno più intenso [...]. Ma davanti a me c'è adesso una foto crudele: Fabio Casartelli ha la testa ripiegata in una pozza di sangue, si capisce che la vita gli scivola via con una fretta spietata. Sta morendo, a 25 anni.<ref name="Casartelli">Da ''La Gazzetta dello Sport'', 19 luglio 1995; ripubblicato in ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/casartelli.shtml Casartelli, 11 anni fa la tragedia]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*Il [[ciclismo]] è dalla sua nascita un'ardua professione di vita. Nessun mezzo tecnico lo ha snaturato. Nessuna caccia al business o allo spettacolo lo ha reso più pericoloso di quanto non fosse ai tempi dei pionieri, delle bici con le gomme piene e delle strade sterrate. Connaturata al ciclismo c'è, da sempre, una dose di rischio. Chi fa delle corse la sua professione lo sa benissimo. E quando si lancia in una discesa [...] conosce i brividi che lo attendono. Tutte le sere [...] noi abbiamo Qualcuno lassù da ringraziare.<ref name="Casartelli"/>
*Con tutto il rispetto per l'europeismo, non possono esserci leggi cieche, da sottrarre a ogni utile forma di articolazione anche dove esse si rivelano palesemente dannose. Non c'è dubbio che il [[Sentenza Bosman|libero impiego dei giocatori comunitari]] danneggi il calcio, sia nella sua organizzazione di vertice, sia nelle sue basi. Si creerebbero privilegi singoli, a beneficio esclusivo delle categorie più privilegiate. Per il resto, andrebbero in crisi i campionati, le nazionali, le piccole società, i vivai. [...] E sì, perché la Comunità è una bella cosa, ma nel calcio [...] l'Europa è molto più vasta e merita identico rispetto. [...] C'è semplicemente da prendere atto che il calcio [...] ha bisogno di mantenere le fisionomie nazionali delle sue squadre per continuare a celebrare l'Europa. Compito impossibile se lo trasformiamo in un luna park.<ref>Da ''L'Europa del buonsenso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 gennaio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} La Juve assaggiava il trionfo senza coglierlo. Neanche a porta vuota, neanche nei tempi supplementari, quando l'Ajax finiva quasi di esistere. [...] Se i bianconeri avessero perso la coppa, il detestato titolo era già in mente: «Juve, te la sei mangiata». E invece, no, cari bianconeri, non frenate la vostra gioia. [...] L'avete riportata tra noi, dopo gli anni del Milan. [...] L'aspetto più eclatante del trionfo della Juve [...] sta nell'aver acceso molti dubbi sull'Ajax, sulla squadra che vive e prospera della sua prodigiosa memoria. Solo per una ventina di minuti nel primo tempo abbiamo temuto che potesse diventare padrona. Poi, con l'innesto di Di Livio e Padovano, nella notte dei giganti tutto è diventato Juve, fortissimamente Juve. Sino al rito solenne dei rigori, che ha spazzato via l'incubo della grande ingiustizia. Il tifo naviga tra campanili e capricci, ma è difficile non amare una Juve così.<ref>Da ''Ora sì, sei campionissima'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimo Moratti]]}} Grande industriale, impeccabile marito, padre di cinque figli, lui resta immutabile tifoso dell'Inter: nel senso antico, classico, esplosivo e doloroso. Dove lo trovate un presidente che, con tutti i suoi impegni, lascia l'ufficio di soppiatto il mercoledì per andarsi a vedere il Fenomeno, o Kanu, o magari Ganz oppure il suo pupillo Recoba a Busto Arsizio o a Fiorenzuola? Moratti non manca mai a queste scorribande di paese.<ref>Da ''[https://archiviostorico.gazzetta.it/1997/settembre/15/flotta_aerea_Moratti_ga_0_9709154480.shtml La flotta aerea di Moratti]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 15 settembre 1997.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1997-1998]]}} Al posto del mago Herrera, gran condottiero, irriducibile fabbricatore di slogan, c'è un uomo dai capelli che volgono al bianco, che si porta dietro i sapori e gli atteggiamenti della Serie B dove ha pascolato da protagonista. Saggio e gentile, talvolta prigioniero della sua semplicità, Gigi Simoni non avrebbe mai immaginato che la vita gli riservasse una notte come questa. La sua storia acquista toni un po' favolistici. La coppa Uefa nelle mani di Simoni, sullo sfondo del Parco parigino, è anche un invito, rivolto alla gente comune, a sperare nella illimitata fantasia della vita. [...] Il lancio di Simeone ha il potere sinistro di rendere liquida la difesa laziale. Tra Nesta e Negro s'infila, con la sua faccia da guerriero indio, Zamorano. Un tocco di classe: e per la squadra di Eriksson si apre la via della perdizione. [...] Zamorano ha appena colpito un palo, ma non fa in tempo ad arrabbiarsi che già offre a Zanetti l'invito a una folgore. Stavolta non c'è palo che tenga: è un gol da incorniciare. Non manca che lui, il Ronaldo che la Francia attende come re del mondiale. Arriva con uno slalom che aggiunge bellezza a una serata difficile da dimenticare, non solo per chi vive di pane e Inter. Trionfo straripante contro i resti della Lazio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/07/mago_dai_capelli_bianchi_ga_0_9805072163.shtml Il «mago» dai capelli bianchi]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Punti avvelenati erano piovuti sul primato bianconero tali da costruire una classifica inquinata nei numeri, se non nei meriti. [...] La Juve si è trovata al centro di una situazione sgradevolissima che gettava ombra su meriti e sacrifici. Il che sembrava ingiusto. Non sarà questo in arrivo il più luminoso dei venticinque scudetti bianconeri, ma noi siamo pronti ad applaudire ugualmente quanto hanno fatto e faranno Lippi e i giocatori, da Peruzzi a quel fabbricante di capolavori che risponde al nome di Del Piero. [...] Di ogni vicenda della vita, anche delle più infelici, bisogna saper cogliere qualche aspetto positivo. Questo caso Juve ci ha fatto mettere le mani su una struttura arbitrale di vertice che ha l'aria di una combriccola parrocchiale, con amici, servitorelli, strizzatine d'occhio, telefonini che squillano negli spogliatoi, referti che si aprono o si ritoccano. Al servizio di chi, non so. Certamente non al servizio del calcio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/09/una_voce_ragionevole_nell_arrogante_ga_0_9805092375.shtml Una voce ragionevole nell'arrogante silenzio]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tour de France 1998]]}} Dalle Alpi francesi solcate da una tempesta, si leva solenne, al di là delle nuvole della fantasia, un dio dello sport: si chiama [[Marco Pantani|Marco]], il nome forte di un evangelista. È andato lassù, in una bugiarda giornata di luglio, a predicare sulle montagne il mistero eterno dell'uomo ai confini della più spietata fatica. Eccolo, con i rivoli di forza vitale che gli restano addosso, nel suo ultimo gemito soave. È finita. Lo straordinario miscuglio di gioia e sofferenza che agita la sua anima produce una sorta di trasfigurazione nel volto di Pantani. C'è un senso profondamente drammatico nel suo trionfo. Ne ho viste tante in quasi mezzo secolo di sport, ma l'abbraccio di Marco con quel traguardo che gli sta davanti e che gli cambia la maglia e la vita, è un'immagine baciata dall'eternità.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/luglio/28/Attacca_lontano_sgretola_tutti_giallo_ga_0_980728199.shtml Attacca da lontano e sgretola tutti È in giallo: ora ha il Tour in mano Scrive così una pagina epica di sport]'', ''La Gazzetta dello sport'', 28 luglio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} E il Milan ha raccolto il giusto di una serata particolare. Non è facile inventare calcio, o alimentare i sussulti dell'imprevedibile, per due squadre che si conoscono a memoria. Nessuna sorpresa può esserci in duelli antichi, in movimenti che fanno scattare contromisure automatiche. A testimonianza delle loro buone intenzioni, Juve e Milan hanno cercato subito di sfuggire a questa sorta di prigione tecnica e psicologica con un avvio furente, ben lontano da ogni atteggiamento di studio. Non c'era nulla da studiare in effetti. La lezione la conoscevano tutti alla perfezione. Occorreva creare un diversivo rapido, prima che l'avversario si assestasse. Nella parte iniziale dell'incontro, il Milan è stato nettamente migliore della Juve: più disposizione al gioco, miglior controllo degli spazi e soprattutto più qualità. [...] Nella ripresa il «di più» del Milan si è smorzato. Devastata da acciacchi e correttivi, la grande sfida è scesa sul piano della pura lotta. Fantasia zero. Occasioni da gol, pochissime e mai limpide. La Juve è cresciuta in capacità di controllo, ma all'attacco non s'è vista salvo la bella traversa di Conte. La serata avara non poteva che avere quell'approdo. E l'avarizia è continuata persino nella sfida dei rigori. Solo la metà ne sono andati a segno. Ricorderemo con orgoglio questa finale italiana, ma che non si parli per carità di sfida del secolo. Il Milan sollevi felice la sua coppa. La storia dà gloria ai vincitori, non entra mai nei particolari.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2003/maggio/29/COCKTAIL_ECCITANTE_ga_0_03052910507.shtml Cocktail eccitante]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 maggio 2003.</ref>
*[[Felice Borel]] l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata...<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1897-1956 "Il segreto della Juventus"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Un grande giocatore, per abilità, per destrezza, per generosità.<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1966-1975 "Da Herrera a Parola"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005 (06:30).</ref>
*Il Messico del '70 arrivò per miracolo alla seconda fase dove incontrò l'Italia di Riva e Rivera a Toluca, 2.800 metri di quota. Ricordo che a scalare la tribuna si finiva col fiatone. Ma gli azzurri vinsero ugualmente 4-1. E io tiro fuori sempre quell'episodio quando si parla della nostra vigliacca partita di quattro anni fa con la modesta Corea, padrona di casa, che ci costò l'eliminazione. L'Italia doveva far quattro gol, anziché prendersela con l'arbitro [[Byron Moreno|Moreno]].<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/giugno/03/Cannavo_quanti_aiuti_casalinghi_mondiale_sw_0_060603023.shtml Cannavò: "quanti aiuti casalinghi, ma il mondiale non si vince con gli arbitri"]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 giugno 2006.</ref>
*Quando la Juve ha bisogno di lui, si toglie la tuta e dà il meglio: che è un meglio da Del Piero, roba di prima qualità. E nel notare questa sua preziosa umiltà, espressa come regola di vita, quasi ti scordi del suo passato, delle sue infinite glorie juventine, delle montagne di gol e persino del suo titolo mondiale trascinato in una serie B che, smaltita la tristezza, per la Juve sta diventando una favola. Ma lui tocca la palla e ti ricorda che, seppure a dosi limitate, c'è ancora un campione bianconero a vita che, come Roberto Baggio, è il campione di tutti.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/dicembre/11/Del_Piero_Baggio_dolce_memoria_ga_10_061211097.shtml Del Piero, Baggio e la dolce memoria di Prisco]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 dicembre 2006.</ref>
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/luglio/25/Federer_olimpico_dolore_Pele_ga_10_080725089.shtml Il Federer olimpico e il dolore di Pelé]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 luglio 2008.</ref>
*[[Alessandro Del Piero]], storia juventina che non finisce mai, ammaliante condanna. Lui ha scavalcato i miti del club più famoso d'Italia, lui è più forte dell'anagrafe, degli infortuni, degli allenatori che lo sostituiscono, dei critici che lo considerano un peso nella marcia verso il futuro. Lui è Del Piero e quel prodigioso tiro della rinascita non poteva essere che suo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/ottobre/23/Ale_vita_Juve_che_non_ga_10_081023032.shtml Ale, vita da Juve che non finisce mai]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 ottobre 2008.</ref>
*Lui non esercita soltanto carisma, non è un semplice esempio di comportamento, non è rinchiuso nel suo ambito di indiscusso capitano: è anche un operaio specializzato. [...] Del Piero è proprio un caso da studiare. E io penso che un trattato su di lui unisca fisiologia, psicologia, stile di vita, arte del comando.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/novembre/06/Ale_fenomeno_studiare_ga_10_081106041.shtml Ale, un fenomeno da studiare]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 novembre 2008.</ref>
*È stata l'ultima domenica di calcio del 2008 ed io mi concedo il privilegio di assegnare un Oscar personale, senza giuria. Sento di avere milioni di persone alle spalle e di interpretare il loro sentimento. L'Oscar è per Alessandro Del Piero, un veterano del pallone che ho visto sbocciare quando nella Juve c'era [[Roberto Baggio|Baggio]] e che all'improvviso, all'età in cui si parla di pensione, è tornato ragazzo. Non è la onirica visione di una favola natalizia: è l'incredibile realtà. Del Piero ha stravolto anagrafe e fisiologia. Era largo, greve e logoro a 28 anni, con muscoli gonfi e non saltava più l'uomo. È ringiovanito dai 32 anni in su: corre scioltissimo, dribbla come dodici anni fa. E in più inventa quei prodigiosi calci di punizione, frutto di un esercizio infinito.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/dicembre/22/mio_premio_ragazzo_Ale_ga_10_081222012.shtml Il mio premio al ragazzo Ale]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 22 dicembre 2008.</ref>
{{Int|''Michel nella galleria dei grandi juventini''|Da ''Juve, lo scudetto di Platini'', supplemento a ''La Gazzetta dello Sport'' dell'8 maggio 1984, p. 3.}}
*Questo scudetto [[Serie A 1983-1984|numero 21]] odora di [[Michel Platini|Michel]]: che non è un profumo francese ma il nome di un campione autentico che in Italia – anzi nella Juve – ha trovato una nuova dimensione, ha arricchito i suoi estri, ha solidificato la sua tempra, ha allargato il suo repertorio sino a diventare, per consacrazione spontanea, uno dei primi tre o quattro giocatori al mondo in attività di servizio. Michel Platini «firma» idealmente lo scudetto juventino che inaugura la terza decina. Senza spocchia e senza presunzione, ma con pieno diritto. La copertina è sua.
*Platini [...] ha avuto alle spalle una [[Juventus Football Club 1983-1984|squadra]] che [...] si è rivelata nettamente la migliore, la più coerente, la più continua: la solita Juve, insomma, mostro di esperienza e puntualissima, al meglio delle proprie risorse, nei momenti che contano. I meriti s'incrociano: Platini ha saputo capire questa squadra in modo da poterle offrire il suo genio, i suoi gol e anche la sua dedizione; la Juve ha saputo creare il piedistallo adatto per il suo maggior campione. I matrimoni felici non si realizzano senza una disponibilità spirituale reciproca.
*Michel Platini è sicuramente uno dei migliori stranieri di ogni epoca, approdati in Italia. Lo è, naturalmente, in una visione moderna, aggiornata e professionalizzata del calcio. È la somma di molti illustri modelli ed è anche la fusione di diverse esigenze di comportamento (non soltanto sul campo). Il regista sconfina nell'uomo da gol; la spontanea attitudine al comando nella umiltà e nella gioia di un «servizio» in favore di altri. Ne vien fuori un senso di completezza che di Platini è forse la espressione più vera e più rassicurante. E poi c'è la pasta dell'uomo che ha saputo procurarsi ammirazione sì, ma anche stima e affetto. Non è facile.
{{Int|''Un delitto dei barbari e degli incapaci''|''La Gazzetta dello Sport'', 30 maggio 1985, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[strage dell'Heysel]]}}
*Il calcio ha conosciuto ieri sera la più grande tragedia della follia. Una montagna di morti, una strage, una carneficina. Tremano le mani a scrivere queste parole che sono il macabro mosaico di quella che avrebbe dovuto essere la finalissima della coppa dei Campioni. Bruxelles, dinanzi agli occhi di tutta Europa, è diventata una specie di Beirut, assurda, fanatica, barbara. Indignazione e sgomento si mescolano alla pietà per chi ci ha lasciato la vita. Ma neanche la tragedia ormai palpabile ha placato quelle orde della peggiore teppaglia inglese, che hanno continuato a far la guerra inquadrate dalle telecamere, lugubri campioni di una giornata che non sarà mai possibile dimenticare. Una macchia incancellabile.
*Ci sono, sullo sfondo di questa tragedia, immense responsabilità da parte di chi non ha saputo minimamente gestire, neanche con le misure più normali, un avvenimento che andava rigorosamente disciplinato nel suo contorno, perché aveva tutte le caratteristiche per risultare esplosivo. Bruxelles e gli organizzatori dell'UEFA non hanno nessuna giustificazione, né meritano alcuna solidarietà. La gente ha visto con i propri occhi quei pochi e poveri poliziotti, travolti sin dall'inizio dalla guerra scatenata dalla teppaglia britannica. Facevano pena. Non c'era nulla da scoprire, non esiste l'attenuante del «fattore-sorpresa».
*A Bruxelles si è recitata, invece, una tragedia in uno stadio. E questo, al di là di ogni considerazione morale, sa di resa, di fallimento, di incapacità. In questi casi — come l'anno scorso è avvenuto all'Olimpico — si ricorre a rigorose misure preventive: tremila biglietti venduti in meno e tremila poliziotti in più. A Bruxelles pare che nello stadio ne fossero impegnati appena qualche centinaio. I barbari hanno trovato subito via libera. Senza voler fare del becero nazionalismo su una tragedia, c'è un'altra cosa da dire. La guerra di Bruxelles è sostanzialmente di marca inglese. [...] A questo punto, dovremmo dirvi qualcosa su quel grottesco svolgimento della partita, un autentico insulto, appena giustificato da patetiche misure di sicurezza. Ma l'ultima cosa che interessa, a tragedia ancora calda, è chi abbia o non abbia vinto questa coppa maledetta.
{{Int|''Rassegnatevi al magico tiranno|''La Gazzetta dello Sport'', 18 maggio 1989, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1988-1989]]}}
*In piedi, signori: il Napoli conquista l'Europa per la prima volta. E la gioia del suo popolo immenso e «multinazionale» si mescola con l'orgoglio e l'ammirazione di tutto il nostro calcio. Si cancella, grazie al cielo, un altro assurdo della storia. Se lo scudetto del Napoli fu una riparazione, lo scettro europeo ha il sapore intenso e stordente della consacrazione. Quella che Maradona solleva non è una coppa strappata in qualche maniera: è un trionfo in terra tedesca, di quelli che si ricordano, si tramandano, senza mai appannarsi. I due gol regalati nel finale allo Stoccarda sanno quasi di involontaria irrisione. L'impresa resta intatta. L'applauso partito dalla Germania è lungo tutta una notte.
*Serata magica si era detto. E spruzzi di magia l'hanno ispirata. Quanto ci ha messo quel pallone contorto e strisciante di Alemão ad approdare al suo destino stupendo e un po' miracoloso? Erano secondi interminabili, pesanti come le ansie dell'attesa. Ma da quel fruscio è partita la serenata napoletana vissuta in ogni angolo del mondo. E a spezzarne il ritmo armonico e accattivante non è bastato il poderoso balzo di Klinsmann, tedesco della colonia nerazzurra, che rimetteva in corsa lo Stoccarda. Era un inganno, era una beffarda apparenza. La magia non cambiava i suoi umori: aveva già individuato i più forti. E ora cercava il suo interprete ideale, il suo mattatore: Maradona.
*Eccolo Diego, il campione di tutte le stagioni e di tutti i continenti. Rassegnatevi, napoletani, alla sua «tirannia» che in certi momenti sembra ossessiva e intollerabile, ma che ha cambiato la storia della vostra città attraverso uno dei fenomeni più popolari e universali. Cosa fa questo tiranno? Accoglie l'invito della magia ed esegue. Seguiamolo. Tutti attendono che lui fermi quel pallone col petto e lo giochi col suo sinistro. No, l'ispirazione diretta sulla sua testa: la palla s'infila nel cuore della difesa tedesca e Ferrara può sbatterla in rete con tutta in forza sua e quella di Maradona. Un gol esaltante. Ma il tiranno ha altro da consegnare alla storia inebriante della prima coppa napoletana. Scatta da lontano come fece più volte ai mondiali e, mentre corre, pensa a Careca, senza vederlo, ma certo, certissimo che tra qualche secondo sarà pronto a raccogliere l'invito regale che Diego gli spedirà. Ed è il gol del podio europeo.
{{Int|''Il trofeo è la faccia di Cuijff''|''La Gazzetta dello Sport'', 19 maggio 1994, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1993-1994]]}}
*Se il Milan vuol godersi in eterno questo trionfo, con gli stessi sapori di ieri sera, ordini al miglior fotografo italiano una serie di ritratti della faccia di Cruijff, stravolta in una indimenticabile smorfia. Era l'attimo in cui Desailly, il gladiatore nero, metteva in rete il pallone del quarto gol. Quello è il momento topico di questa storia di calcio incredibile ed esemplare, che è anche una storia di vita. Cruijff non mostrava la normale tristezza di un comandante sconfitto che chiede comprensione e solidarietà. Lui era l'immagine ispida dell'orgoglio ferito, della superbia ridicolizzata, della sicurezza andata in frantumi, della vanagloria smascherata. Dieci, cento sconfitte messe insieme non scottano come la disfatta totale che il grande olandese ha subito ieri sera per mano di un Milan che, a dispetto delle sue ferite, ha divinamente navigato in una sorta di stratosfera calcistica.
*Signori, siamo qui a parlare di una delle vittorie più eclatanti della storia del nostro calcio di club. Non so quale altra possa esserle paragonata: non tanto per i meriti quanto per la sua rotondità, per quel suo sapore beffardo e provocatorio, per la bellezza dei gol che l'hanno costellata. Una serata di quelle destinate, come dicevamo ieri, ad attraversare indenne la storia chissà per quanto tempo. E può apparire ingiusto e poco sportivo che si ricorra alla maschera di Cruijff per una prima celebrazione. Ma Johan se l'è proprio voluta. Pensate alla vigilia, alle sfrontate barcellonesi, a quei drastici e offensivi giudizi sul gioco del Milan e sulle capacità di Capello. «Il calcio siamo solo noi — predicava Cruijff —, l'Europa deve incoronarci». Ma il calcio, come si vede, è anche una metafora della vita.
*Ha trionfato Massaro, ha trionfato il genio di Savicevic che, col suo gol, il terzo, ci ha ricordato Maradona, ma ha trionfato soprattutto il Milan di Capello. Di Capello, gridatelo forte. Nonostante avesse conquistato tre scudetti, lui ha dovuto portarsi addosso il sospetto che fosse un tecnico incapace di vincere una coppa. Pensate un po'. Lui ha dovuto incassare le patetiche irrisioni di Cruijff e persino i lamenti del pessimista tifo rossonero. Ma lui ha stravolto l'incredulità generale con un indimenticabile capolavoro. Lasciamo stare Van Basten. Ma, senza Baresi e Costacurta, Capello ha inventato il Milan più bello, più forte, più esaltante della stagione, facendo pensare che lo avesse nascosto a lungo per tirarlo fuori nella serata della grande verità. Se fossi Berlusconi, questa coppa la darei a Capello perché la custodisca nel salotto. A fianco del ritratto di Cruijff dal titolo: «La superbia devastata».
{{Int|''Crudele, ma bello lo stesso''|''La Gazzetta dello Sport'', 18 luglio 1994, p. 1.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1994]]}}
*C'è una sana e spicciola filosofia di vita: «Ricordati ogni giorno da dove sei partito...». Io mi riporto al lugubre 18 giugno, tra i bollori del Giants Stadium. Dove Italia e Irlanda gareggiarono per dimostrare agli americani quanto misero e brutto fosse quel calcio che pretendeva di invadere la loro cultura. L'errore di Pagliuca, l'inconsistenza di Baggio, quel cuocersi lento di cervelli logori e di gambe stanche. Il giorno peggiore, credo, della carriera di Sacchi. [...] Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero [[Campionato mondiale di calcio 1994|mondiale]] e, con l'onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l'Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c'è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell'impopolarità. [...] Avremmo voluto veder Sacchi sollevato al cielo dai suoi ragazzi come Bearzot nel 1982. Lo abbiamo visto, invece, stremato e distrutto come gli altri azzurri. Su con la vita, fratelli, è stato bello, anzi bellissimo lo stesso.
*Sorella Sofferenza ci accompagna per 120 minuti, poi al quinto rigore il sogno si infrange proprio sui piedi del nostro uomo più illustre e amato: Roberto Baggio. È stato lui il destinatario dell'ultimo decisivo che ha consegnato al Brasile il quarto titolo mondiale della sua storia, proiettandolo da solo sul tetto del mondo. Una sorta di nemesi crudele per l'uomo che ci aveva portato sino alla finalissima e che aveva sfidato tutti i suoi malanni e le sue stanchezze per esserci.
*I rigori, si dice, sono una sorta di lotteria ed è sempre discutibile che un titolo mondiale debba essere assegnato in un modo così imprevedibile. Ma non c'è dubbio che anche il dischetto è un misuratore di meriti. I brasiliani sono stati più abili e più freschi.
*Peccato anche per Baresi che ha fallito proprio il primo rigore. Non lo meritava. Il suo rientro in squadra, dopo l'intervento chirurgico, era apparso l'ultimo dei prodigi di questo nostro mondiale vissuto sul filo dei miracoli. Abbiamo rivisto, sbucato chissà da dove, un Baresi grandioso, capitano autentico capace di arginare con tempismo a volte spettacolare tutti i Romario e i Bebeto che gli piombavano addosso.
*Spietato l'epilogo per l'Italia. Ma uscire in questo modo da un mondiale iniziato malissimo ha anche un grandissimo contenuto di orgoglio. Capisco le lacrime al termine della partita, ma penso che al di là di tutto un «bravi azzurri», vigoroso e sincero, possa far smaltire presto quei momenti di angoscia.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2000/luglio/03/Dalla_notte_crudele_tesoro_ritrovato_ga_0_0007034897.shtml Dalla notte crudele un tesoro ritrovato]''|''La Gazzetta dello Sport'', 3 luglio 2000.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato europeo di calcio 2000]]}}
*Dopo tante critiche al nostro calcio speculativo, l'Italia aveva dimostrato alla Francia campione del mondo di saper giocare come lei o meglio di lei. In una sfida dominata dalla tensione e da un rispetto reciproco, sin troppo esagerato, le cose più belle, più intelligenti erano state nostre, compreso il gol di Delvecchio, avviato da un colpo di tacco di Totti che sembrava estratto dal repertorio magico di Zidane. Ma in quei sessanta secondi di recupero le porte del paradiso improvvisamente si chiudevano. E davanti agli azzurri si apriva la voragine. Una lunga respinta del portiere Barthez, un pallone che rimpalla tra due teste verso il piede di Wiltord. Ne vien fuori un tiro velenoso che Toldo, il nostro angelo, sfiora appena prima di sprofondare nella disperazione.
*Tempi supplementari. Stanchezza, speranze da ricostruire. Ma dura poco: il demonio ha scelto Trezeguet per completare la sua spietata operazione. E così la Francia campione del mondo diventa anche campione d'Europa. E noi dolorosamente ci inchiniamo, memori anche delle fortune pregresse e convinti che questo secondo posto, pur gonfio di rimpianto, resta un capolavoro, stampato sulle facce di quei ragazzi che si sono battuti da leoni e ora si abbandonano a lacrime liberatorie e dignitose. L'Italia ha subito una beffa proprio nel giorno in cui ha giocato la sua migliore partita.
*Abbiamo ritrovato la nazionale con un Totti che può esserne leader per un decennio. L'Italia le ha dato amore e orgoglio. Zoff è stato rivalutato. Un popolo di individualisti ha offerto una esaltante immagine di gruppo. Ragioniamo, non è poco: è quanto basta per andare a letto e cercare di non sognare quell'odioso ultimissimo minuto.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2002/luglio/01/VINTO_FANTASIA_ga_0_0207012230.shtml Ha vinto la fantasia]''|''La Gazzetta dello Sport'', 1º luglio 2002.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}}
*Ronie era a casa come un pensionato, fingendo di essere sereno, con un'infinita tristezza addosso e sprazzi di quella filosofia spicciola che porta a scoprire «gli altri valori della vita». Si appartò con Pelé in una stanza. Il piccolo Ronald si era svegliato e io lo tenevo in braccio, come farebbe un nonno. Pelé gli parlò delle sue grandissime gioie del '58 e delle pene vissute ai Mondiali del '62 e del '66. Pedate criminali sulle sue preziose gambe, infortuni a catena, una serie nera che sembrava interminabile. Ma poi gli raccontò anche del Pelé del 1970, leader del più forte e compatto Brasile mai esistito, e di quel suo favoloso gol di testa che fece apparire il guerriero Burgnich un leone nano. «Ronie, se sono rinato io, anche tu un giorno griderai la stessa gioia». Questo fu il saluto di Pelé. E adesso che Ronaldo si è messo sulle spalle il Brasile riportandolo al titolo mondiale, come si fa a non voltarsi indietro?
*La trama dei due gol sembra proprio una sintetica lezione brasilera anche se sul primo, tra il duetto Rivaldo-Ronaldo, c'è un bizzarro inciampo del portiere Kahn, appena proclamato il migliore del Mondiale. Ma il secondo gol è musica pura: il cross di Kleberson è impreziosito da una finta di Rivaldo. E riecco Ronie, impeccabile col suo destro, il piede benedetto di questa finale. Il discusso tecnico Scolari, partendo dalle pene di una qualificazione davvero scoraggiante, ha costruito strada facendo una squadra vera, forte anche di Marcos, bravissimo portiere.
*Nella fantasia popolare, il Brasile è sempre di un altro pianeta. Ieri lo è stato anche sul campo. Ma se guardiamo a quello che ha fatto la Germania in questo torneo, due obblighi ci incombono: inchinarci al suo coraggio e pensare a quanto vigliacca sia stata la nostra uscita «coreana» dal Mondiale.
{{Int|''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=527 Candido Cannavò]''|Dall'intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]] a ''Sette''; citato in ''interviste.sabellifioretti.it.it'', 12 dicembre 2002.}}
*Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore è [[Aldo Biscardi]]. Imbattibile. I più casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua è una televisione che non mi piace. Come quella che fa [[Maurizio Mosca]]. Io gli voglio bene. È un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione.
*Gli [[adulatori]] nascono attorno agli uomini potenti. Attorno a Berlusconi ce ne sono tantissimi. Fa impressione vedere alla televisione questo Schifani.
*Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l'Inter e per la Roma. Tutto purché il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] fosse vivace, nell'interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport.
*La concorrenza tra [[Rai]] e [[Mediaset]] ha divorato lo [[sport]]. Abbiamo dovuto ripensare i giornali. Oggi devi dare per scontato che la gente sa già che cosa è successo quando compra il giornale. E devi costruire delle storie.
===Citazioni non datate===
*Fausto era ancora nella camera ardente. Arrivò [[Gino Bartali|Bartali]]. Prese la mano di Fausto e disse: «È incredibile, è incredibile». Pianse e pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre.<ref>Citato in Claudio Gregori, ''Il Bici-Calendario''.</ref>
*{{NDR|Su [[Luigi Meroni]]}} Scrostava la muffa dalle abitudini, smascherava le ipocrisie. Un tenero rivoluzionario che dava il meglio di sé nel lavoro e poi rivendicava libertà totale.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Ricordo di Meroni, bohémien del calcio'', ''Corriere della Sera'', 1º febbraio 2017, p. 27.</ref>
==''E li chiamano disabili''==
*La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di [[cultura]] e [[immagine]].
*La [[vita]] è un [[miracolo]] che può fiorire ovunque, anche dove sembra che la [[luce]] del giorno non sia mai arrivata.
*Penso che talvolta i veri [[limiti]] esistano in chi ci guarda.
*Vedi com'è la [[vita]]? C'è gente che va in chiesa, prega, si batte la mano sul petto e poi si comporta in modo vergognoso.
==''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede''==
*[[Gino Rigoldi|Don Rigoldi]] è un missionario in patria, anzi in casa.Dovunque mette le tende, la sua prima mossa è aprire le porte, anzi spalancarle, a tutti.
*Ho immaginato un marciapiede infinito. E uomini di Cristo che lo percorrono con il Vangelo in mano in un'azione rudemente terrena che recupera i valori primigeni del messaggio cristiano.
*Preti antichi come don [[Oreste Benzi]], legato sino alla morte alla sua tonaca, che ha lasciato odore di santità sulle strade della notte, tra ragazze schiave e vendute come merce.
==Citazioni su Candido Cannavò==
*Candido Cannavò si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare. ([[Marco Pastonesi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Candido Cannavò, ''E li chiamano disabili'' (2005), Rizzoli. ISBN 8817007811
*Candido Cannavò, ''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede'', 2008.
==Altri progetti==
{{interprogetto|n=Milano: è morto Candido Cannavò}}
{{DEFAULTSORT:Cannavò, Candido}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Oro
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{{voce tematica}}
[[Immagine:GoldNuggetUSGOV.jpg|thumb|Una pepita d'oro]]
Citazioni sull''''oro'''.
==Citazioni==
*''Ahi de l'oro empia ed essecrabil fame! | E che per te non osa, e che non tenta | quest'umana ingordigia?'' ([[Enea]]: [[Publio Virgilio Marone]], ''[[Eneide]]'')
*''All'idea di quel metallo | portentoso, onnipossente, | un vulcano la mia mente | già comincia a diventar.'' ([[Cesare Sterbini]])
*''Chi ama l'oro non sarà esente da colpa, | chi insegue il denaro ne sarà fuorviato. | Molti sono andati in rovina a causa dell'oro, | e la loro rovina era davanti a loro. | È una trappola per quanti ne sono infatuati, | e ogni insensato vi resta preso. | Beato il ricco che si trova senza macchia | e che non corre dietro all'oro.'' (''[[Siracide]]'')
*Il mio consiglio, mio violento amico, è: cerca l'oro e custodiscilo. ([[Drago (Beowulf)|Il drago]], ''[[John Gardner#L'orco|L'orco]]'')
*''L'oro anche alla bruttezza | dà un color di beltà.'' ([[Nicolas Boileau]])
*L'oro è in continuo moto: viene e va; la sua potenza è effimera. Esso inchioda l'anima alle cose terrene e paralizza ogni slancio. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*L'oro è un metallo prezioso, in quanto fa sorridere di felicità. ([[Alfredo Panzini]])
*L'oro ha due sensi opposti e assolutamente inconciliabili: oggetto di desiderio per famelici avari, simbolo dello splendore divino. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*L'oro non dà una gioia continua ai suoi devoti ammiratori. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*L'oro solleva intorno all'uomo un fumo più nocivo per i sensi e più distruttore per i sentimenti che non la esalazione del carbone. ([[Charles Dickens]])
*L'oro, una volta che lo si tiene tra le mani, diventa merda. ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*La natura decade, ma l'oro dura per sempre. ([[Regole dell'acquisizione]], ''[[Star Trek: Deep Space Nine]]'')
*Nel buio, l'oro brilla anche alla luce di un fiammifero. Si capisce perché da sempre è associato alla cerebrazione di Dio e della regalità. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*''Non vogliamo | I tesori colmar di fulgid'auro, | Ché si resta nel duol la gente grama | Per quel colmo tesoro.'' (''[[Shāh-Nāmeh]]'')
*Oro (''s.m.''). Metallo giallo molto apprezzato per la sua utilità nei vari tipi di rapina che passano sotto il nome di commercio. ([[Ambrose Bierce]])
*''Ottima è l'acqua: più d'ogni ricchezza magnanima, l'oro | risplende, sì come di notte una fiamma.'' ([[Pindaro]])
*«Papà, perché l'oro viene definito il vil metallo?» «Perché non ha il coraggio di venire da noi.» ([[Giorgio Cavallo]])
*Per essere l'oro un composto minerale, che da Philosophi e da ogni intelligente di grandissima perfetione in far tutti li misti minerali è approvato, per il che, e per la sua molta bellezza, è openione universale che in lui sieno virtù giovevoli a gli homini eccessive. ([[Vannoccio Biringuccio]])
*Quale sarebbe il merito dell'oro se non brillasse? ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*Quando avremo vinto alla scala mondiale, con l'oro si faranno gli [[orinatoio|orinatoi]] delle grandi città. ([[Lenin]])
*Quando l'oro parla, l'eloquenza è senza forza. ([[Erasmo da Rotterdam]])
*''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'oro | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (''[[Libro di Giobbe]]'')
*Strano mondo, questo. Se la terra fosse fatta d'oro, forse gli uomini morirebbero per una manciata di fango. (''[[Il prigioniero della miniera]]'')
*''Tant'oro come questo è sufficiente | a fare nero il bianco, bello il brutto, | giusto l'ingiusto, nobile il volgare, | giovane il vecchio, vile il coraggioso. | O dèi, perché? Che cos'è questo, o dèi? | Questo allontanerà dai vostri altari | i vostri preti e i vostri servitori, | questo farà strappare da sotto il capo | dei vivi moribondi gli origlieri. | Questo giallo ribaldo | cucirà insieme e romperà a vicenda | ogni fede, renderà sacro l'empio, | farà gradita l'aborrita lebbra, | metterà i ladri nei posti migliori | e darà loro titoli onorifici | e inchini e generale approvazione | dai senatori seduto a consesso. | È lui che fa che l'avvizzita vedova | si rimariti: lei, cui l'ospedale | e l'ulcerose piaghe in tutto il corpo | fanno apparire cosa disgustosa, | l'oro imbalsama, rende profumata | e riconduce ai giorni dell'aprile. Vieni, vieni, metallo maledetto, | tu, puttana di tutto l'uman genere, | motivo di discordia tra le genti, | saprò ben io quel che fare di te, | in modo cònsono alla tua natura!'' ([[William Shakespeare]])
==Proverbi==
*A chiavi d'oru japri 'i porti 'i bbronzu. ([[Proverbi reggini|reggino]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Chi combatte con l'oro e con l'[[argento]], la [[vittoria]] non gli può mancare.
*Chi combatte con spada d'oro, ha in mano la vittoria.
*Chi [[pesca (attività)|pesca]] con l'amo d'oro, qualcosa piglia sempre.
*Chi viaggia con le scarpe d'oro, può arrivare sino alla fine del [[mondo]].
*Con l'oro non si compra né [[virtù]] né [[ingegno]].
*Con le chiavi d'oro s'apre ogni porta.
*Con un [[cavallo]] d'oro si va per tutto il mondo.
*Con una bacchetta d'oro si può spillar vino da una roccia.
*Con una freccia d'argento si coglie un cervo d'oro.
*Dove l'oro parla, la lingua tace.
*Impugna la falce d'argento, e mieterai spighe d'oro.
*L'argento adesca anche gli eroi, e l'oro corrompe anche il savio.
*L'argento e l'oro erano mescolati col fango finché l'avarizia li separò.
*L'argento e l'oro non fan gli uomini migliori.
*La prim'[[pioggia|acqua]] d'[[aprile]], vale un carro d'oro con tutto l'assile.
*La vanga ha la punta d'oro, la zappa d'argento, l'aratro di [[ferro]].
*L'oro apre tutte le porte, tranne quella del [[cielo]].
*L'oro cede alla virtù come l'argento all'oro.
*L'oro del nuovo mondo ha fatto impazzire il vecchio.
*L'oro e l'argento sono buoni per l'estate e per l'inverno.
*L'oro non compra tutto.
*L'oro non è né buono né cattivo, ma tale lo rende chi ne fa uso.
*L'oro non prende macchia.
*L'oro presente causa timore, assente dà dolore.
*L'oro rende sordo, e la fortuna cieco.
*L'oro schiude le porte della [[terra]], e la virtù quelle del cielo.
*L'oro serve a far corone e ad indorare pillole.
*L'oro si prova con la pietra di paragone, e l'[[uomo]] con l'oro puro.
*Le catene d'oro stringon più forte di quelle di ferro.
*Martello d'oro non rompe le porte del cielo.
*Non l'oro, ma il [[cuore]] fa l'uomo ricco.
*Non sempre è oro ciò che luccica.
*Non tutti diventano ricchi, quelli che vanno in cerca dell'oro.
*Tutto è [[fumo]] e [[vento]], fuorché l'oro e l'argento.
*Un martello d'oro spezza un'incudine di ferro.
====[[proverbi siciliani|Siciliani]]====
*Apri porta di ferru pugnu d'oru.
*Chiavi d'oru apri ad ogni parti.
*La furnaci prova l'oru e l'oru prova la donna.
*Un pugnu d'oru scassa una porta di ferru.
====[[proverbi toscani|Toscani]]====
*Amici, oro, e vin vecchio son buoni per tutto.
*Azzurro e oro non guastan lavoro.
*Donna che regge all'oro, val più d'un gran tesoro.
*Dono di consiglio più vale che d'oro.
*L'onore porta oro, ma non l'oro l'onore.
*L'oro s'afina al fuoco e l'amico nelle sventure.
*La vanga ha la punta d'oro.
*Val più un'oncia di reputazione che mille libbre d'oro.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
{{div col}}
*[[Battiloro]]
*[[Corsa all'oro]]
*[[Denaro]]
*[[Età dell'oro]]
*[[Oreficeria]]
*[[Ricchezza]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{Elementi chimici}}
[[Categoria:Metalli]]
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Mario Tobino
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IppolitoN
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text/x-wiki
[[File:Mario Tobino 1962.jpg|thumb|Mario Tobino]]
'''Mario Tobino''' (1910 – 1991), scrittore, poeta e psichiatra italiano.
==Citazioni di Mario Tobino==
*A [[Madrid]] una volta entrai al [[Museo del Prado|Prado]]: i capolavori, la gloria, la tragedia di essere al mondo, la disperata passione di liberarsi dal peso della carne, il celebrare la divina bellezza femminile, narrare che cos'è un uomo che muore, cioè [[Gesù]], tenuto dalle braccia delle sue donne, il mistero del cielo, il potere dei regnanti, la plebe che beve ed è felice. Al Prado c'è una raccolta dei sogni dei grandi uomini che combattono contro la morte {{sic|disposando}} lo spirito con la loro gemma. (sa ''Nel paese del «dam»''.<ref>In ''Nuovi racconti italiani, {{small|di Bacchcelli ― Bianciardi ― Chiara ― Comisso ― Del Buono ― Devena ― Parise ― Patti ― Pomilio ― Quarantotti Gambini ― Sciascia ― Seminara ― Simonetta ― Tobino ― Troisi ― Viganò}}'', Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1992, p. 332.</ref>)
*{{NDR|Su un comizio di [[Palmiro Togliatti]]}} Quello che mi incantò fu il suo linguaggio che era insieme popolare, inteso da tutti, eppure ogni motto guardingo, puro italiano, ogni parola specchio esatto di ciò che voleva esprimere, ogni parola giusta a "sollecitare" il cuore e la mente di chi lo ascoltava. La piazza era gremita. Il comizio si svolse in silenzio, acuta in tutti l'emozione. Parlava il capo dei loro nemici, di loro lucchesi, bianchi, come un predicatore, dal pulpito, con calma, un'eco solenne... tale preciso parlare parve anche un omaggio a quel popolo che lì, sotto il piccolo palco, ascoltava e la lingua italiana, il dittaggio, eccome se lo conosceva e lo coltivava, eccome se attraverso i secoli aveva conservato il bel parlare, la lingua italiana. (da ''Tre amici'', Mondadori 1988, p. 134)
*[[Rembrandt]] era urtato, turbato dalla realtà che lo circondava, ed era costretto ad affrontarla, anche per vivere, per le commissioni che riceveva. In quella ''[[Ronda di notte]]'' le persone sono vive, trionfano bagnate di luce, dichiarano la verità del tempo, è la borghesia che ha in mano il potere. I personaggi avanzano con una sicurezza che ha anche della prepotenza; non esiste alcun dubbio, il loro privilegio è un tranquillo diritto. Uno solo in quel quadro suscita l'affettuosa simpatia, è il buffoncello di corte che ha in mano il tamburo; gli altri odorano di olandesi [[Don Rodrigo]] e di [[conte Attilio]]. (da ''Nel paese del «dam»''<ref>In ''Nuovi racconti italiani'', pp. 333-334.</ref>)
*Solo stando solo un uomo è libero, cioè è lui. (da ''Opere scelte'', a cura di Paola Italia, Mondadori, 2007)
==''Il clandestino''==
===[[Incipit]]===
C'è una piazza a Medusa che da tutti vien chiamata ''Piazza Grande'', anche se possiede un altro nome. È a forma di un quadrato; antichi platani si ergono lungo i suoi lati.<br>Le case intorno sono basse, a un solo piano, tinte di quel colore grigio, senza illusioni, che a volte sembra l'emblema della Toscana.<br>Tra le altre case la chiesa della Misericordia si distingue non per l'altezza ma perché la facciata ha nel suo mezzo una porta grande ed ha un colore più intenso, quasi un sudore, simile a quei santi di pietra che a forza di essere toccati e implorati prendono un aspetto umano. È la piazza più antica del paese e all'inizio del Novecento, quando Medusa era soltanto abitata da marinai, calafati e pescatori, nelle solenni festività di Natale e Pasqua era densa di capannelli, formati da uomini che del mare sapevano tutto, l'amavano e lo temevano, marinai esperti e coraggiosi, ascoltati dai giovani nel più profondo silenzio.
===Citazioni===
*Fu un amore, amici,<br>che doveva finire;<br>credemmo che gli uomini fossero santi,<br>i cattivi uccisi da noi,<br>credemmo diventasse tutta festa e perdono, <br>le piante stormissero fanfare di verde,<br>la morte premio che brilla<br>come sul petto del bambino<br>la medaglia alle scuole elementari.<br>Con pena, con lunga ritrosia,<br>ci ricredemmo.<br>Rimane in noi il [[giglio]] di quell'amore. (p. 9)
*«I partigiani possono essere ricchi?»<br>«Quelli del paese no, sono comunisti. Quelli forestieri non lo so.» (p. 193)
== ''Tre amici'' ==
=== [[Incipit]] ===
Non ci dicemmo mai che eravamo amici. Figuriamoci il Campi se pronunciava la parola amicizia! Vi avrebbe potuto scorgere una svenevolezza.
=== Citazioni ===
* Al fiorire dell'adolescenza mi accorsi che c'erano i [[Fascismo|fascisti]] e sempre più distinsi quali erano i figuri, i neri, sinonimi di prepotenza, loro piacere umiliare i poveri, colpire ancora di più i vinti, picchiarli qualche volta di notte, nelle loro case, presenti la moglie e i figli. Erano odiatori di ogni libertà, dalla natura disposti a servire il tiranno. (p. 16)
* Anche ora che eravamo in tre non è che avessimo trovato consiglieri, persone di noi più esperte in politica. Tutto da noi facevamo, mattone su mattone costruivamo noi stessi. Ci si stava, senza saperlo, prepa rando alla [[Resistenza italiana|Resistenza]], alla guerra civile. (p. 29)
* Eravamo simili a tonti religiosi, semplici le parole e ci si proponeva di essere pronti con le azioni per attuare la nostra folle speranza. Loro due diventarono medaglie d’oro, Turri per essere stato protagonista della guerra civile, Campi per non aver tradito. Io sono qui a tentare di tradurli con le parole. (p. 32)
* Turri era pratico del luogo. Era arrivato, aveva oltrepassato il portiere, andato avanti sicuro. Il portiere non riuscì a stargli dietro.<br>Insieme al Turri c'erano altre tre persone, una senza un braccio.<br>Spalancata la porta, mi fissò:<br>«Il Campi è stato impiccato. Io ho comandato la Settima Gap. Tu cosa hai fatto?» (p. 83)
* Le masse, quelle stesse una volta acclamanti il duce magnifico, ora cullavano un confuso marxismo leninismo che nessuno sarebbe stato capace di spiegare con chiarezza, con semplicità.<br>«Quello che più mi ferisce» continuò Turri «è che in questo mio supposto [[Partito Comunista Italiano|partito]] non odo mai un accento veramente italiano, del nostro popolo, non ti so spiegare bene, un riflesso della nostra grandezza nell'arte, nella poesia, in loro tutto è un'eco dalla [[Russia]], sempre a specchiarsi in [[Iosif Stalin|Stalin]] e assolutamente mai accennare a tutti i compagni che Stalin ha fatto uccidere, innocenti che erano costretti a confessarsi ignobili traditori.» (p. 151)
==''Il figlio del farmacista''==
===[[Incipit]] ===
Nella [[bottega]] del barbiere il sapone divenuto schiuma si posava sui volti.<br>Il marescialo dava fondo a tutta la sua cultura, alla sua delicata educazione, parlava con [[voce]] forte, sicura, come spiegasse alle reclute il fucile 1891. La bottega, al di fuori delle [[Parola|parole]] del maresciallo, era in silenzio.<br>Il [[rasoio]] portava via dai volti l'erto strato di sapone e i piletti che nascono nelle facce degli uomini (benché anche qualche [[donna]] li possieda). Poi il maresciallo in pensione uscì e di fronte c'era casa sua, c'entrò. Il figlio del farmacista cercò di trattenere un lunghissimo sospiro, ma non ci riuscì e infatti cominciò ad uscirgli da un angolo della bocca; quando ebbe finito gli sembrò di star meglio, e per soddisfarsi bene fece un altro sospiro, questo però molto più leggero.
===Citazioni===
*Ogni uomo, in quanto alle donne, ne ha una che più delle altre ricorda, e ama, quando le ore di solitudine richiamano il passato.
*L'odio non si estingue con la morte, e per questo che una rabbia assale il figlio del farmacista contro la morte che gli ha portato via quel cadavere, quell'uomo che ora è freddo, e forse il pugnale non sentirebbe; sebbene sarebbe giusto e bello provare.
*Che alcuni giovani scrivano delle poesie anche questo è un mistero. Potrebbero sorridere a chi gli vuol bene, amare il proprio mestiere, essere cittadini benvoluti e rispettati, e, invece, per questa poesia, occhi cerchiati di febbrile amore, gioia smodata e tristezze ignote, smanie di non si sa che cosa, sogni e sogni che s'imbrogliano: disperato inutile te cercare o [[poesia]], abbandonando la [[realtà]].
*Sembra un'ingiustizia osservare come gli scienziati, gli uomini dotti in genere, si preoccupino tanto per ricercare le cause delle malattie, per scoprire le origini, le leggi, per trovare tante belle notizie, che poi trovano, ma non si preoccupano per nulla del fatto che tanti disgraziati fanno le poesie.
*Se l'uomo non si illudesse di essere un individuo ammirevole dovrebbe nel momento che è per afferrare una qualsiasi cosa rimanere sempre con la [[mano]] tremante, dubitosa, nel mezzo dell'aria e dire: la prendo o non la prendo? Farò bene oppure no? – e eternamente non farebbe mai nulla.
*Ci sono delle pagine che puzzano di [[vino]], delle pagine dove c'è la [[sera]], lenta; altre pagine sono notturne nelle quali i pipistrelli battono le ali.<br>Il figlio del farmacista cammina a notte alta tra erbe scomposte, a ciuffi lunghi e ispidi.<br>Si è che il figlio del farmacista da un pezzo beve, si ubriaca: la solitudine vi conduce.<br>Gli imbecilli hanno tutti lo stesso cappello, sia esso lungo o basso, nero o bianco, ogni loro [[cappello]] ha il senso dell'imbecillità.<br>Così ogni [[ubriachezza|ubriacatura]] dà la pasta dell'[[uomo]] che la sostiene. Del resto con l'[[Bevanda alcolica|alcool]] si passano le ore, ci si diverte a contemplare la nostra [[natura]], i ricordi, dai quali si possono trarre gli scopi, la conclusione del perché del nostro vivere; vengono fuori qualità e vizi che non si pensava avessero tali radici radicate.
*Le [[foglia|foglie]] guardano il [[sole]], si rivolgono sicuramente a lui; esse non hanno pensieri che le fuorviino; ecco perché la natura è così bella.
*L'[[Italia]] è bella, è fatta di uomini bizzarri e di eroi.
==''La ladra''==
===[[Incipit]]===
C'è da domandarsi se ogni essere umano, piombato in particolari circostanze, non può essere dominato dalla magia, credere a superiori influssi come in antico si imploravano gli déi.<br>Non era bella, anzi brutta, il volto angoloso, quell'occhio storto in certi giorni di più strabiciava. Era anziana; già due figlie grandi, maritate. Quando venivano a trovarla erano distratte.
===Citazioni===
*Un essere umano per tanti anni in schiavitù non resiste al soffio, al vento, al bagliore di liberi sentimenti, trova così accecante la luce della fratellanza che ne rifugge, la rifiuta, ne ha paura, non ci crede, non ci vuole credere, più allegro, non gravante, naturale, più felice lo stato di prima, con le catene del lavoro ma senza interrogazioni, senza dover cambiare sentimenti, senza dover rispondere con commozione alla bontà, senza che mai nel proprio volto si debba affacciare la gratitudine, la riconoscenza, la fedeltà.
==''Le libere donne di Magliano''==
*L'amore che si attua, che si immedesima nelle cose è trasmissibile.
*La Pazzia è ritornata ad avvertire che in ogni grano di manicomio essa è la padrona, la Pazzia che tutto vola ridendo in inconcepibile anarchia.
*Ogni creatura umana ha la sua legge; se non la sappiamo distinguere chiniamo il capo invece di alzarlo nella superbia; è stolto crederci superiori perché una persona si muove percossa da leggi a noi ignote.
*Questi matti sono ombre con le radici al di fuori della realtà, ma hanno la nostra immagine (anche se non precisa), mia e tua, o lettore. Ma quello che è più misterioso domani potranno avere, guariti, la perfetta immagine, poi di nuovo tornare astratti, solo parole, soltanto delirî. Dunque è il nostro incerto equilibrio che pencola, e insuperbiamoci e insieme siamo umilissimi, che siamo soltanto uomini capaci delle opposte cose, uguali, nel corso delle generazioni, alla rosa dei venti.
==''Per le antiche scale''==
===[[Incipit]]===
Il dottor Anselmo abitava in manicomio. Mangiava alla mensa; aveva una stanza. Lo stipendio era gramo. Tutto era ristretto.<br>Solo chi c'è passato sa come fu il dopoguerra in Italia – quello della seconda [[guerra]] mondiale – per uno che durante la dittatura italiana aveva vivamente sperato; da ogni parte scenari che cadevano, trionfo della materia, il [[denaro]] e la carne più dominanti di prima. La nuova [[lussuria]] invogliava le masse alla completa servitù.<br>Anselmo si era ritirato; faceva vita di ospedale, di manicomio.
===Citazioni===
*Niente di male. Si può sognare tutto. Non c'è imputabilità. Il [[sogno]] è veramente libero, non lo può arrestare nessuno.
*In certi momenti mi illudo di sfiorare la verità. Basterebbe ancora un poco. Poi di nuovo buio, e ancora buio.
*La [[pazzia]] è come le [[termite|termiti]] che si sono impadronite di un trave. Questo appare intero. Vi si poggia il piede, e tutto fria e frana. [[Follia]] maledetta, misteriosa natura.
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Bandiera nera''===
Il dottor Ponti, infervorato nei suoi ossessionanti pensieri, pensava appunto, mentre camminava sotto i portici, alla sua penosissima condizione qualora fosse stato bocciato all'esame di stato.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===''Gli ultimi giorni di Magliano''===
Non mi ricordo bene, doveva essere un circa trenta mesi fa. Tornavo dalla passeggiata che dalla casa del Francese riporta al manicomio.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
==Bibliografia==
*Mario Tobino, ''Il clandestino'', Arnoldo Mondadori Editore, 1962.
*Mario Tobino, ''Tre amici'', Oscar Mondadori, 1991.
*Mario Tobino, ''Il figlio del farmacista'', Oscar Mondadori, 1983.
*''Mario Tobino, La ladra'', Arnoldo Mondadori, 1984.
*Mario Tobino, ''Le libere donne di Magliano'', Mondadori, 1964.
*Mario Tobino, ''Per le antiche scale'', I Grandi Romanzi Italiani, Corriere della Sera, 2003.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[Le rose del deserto]]''
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tobino, Mario}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Psichiatri italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Desmond Morris
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2026-10-21T14:29:30Z
Gaux
18878
data di morte
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Desmond Morris (1969).jpg|miniatura|Desmond Morris nel 1969]]
{{indicedx}}
'''Desmond Morris''' (1928 – 2026), zoologo ed etologo inglese.
==Citazioni di Desmond Morris==
*Chiunque abbia studiato con attenzione la vita sociale degli [[uccello|uccelli]] sa che il loro è un mondo evoluto e complesso, dove cibo e acqua rappresentano solo una piccola parte dei bisogni comportamentali. Il cervello di ogni volatile è programmato tramite un sistema complesso di pulsioni e reazioni che lo predispongono a una vita colma di attività specifiche che vanno ben oltre la semplice ricerca di cibo, come la scelta del territorio, la costruzione del nido, il modo di appollaiarsi e di pulirsi, i rapporti con i pulcini, i comportamenti aggressivi e la sessualità. E tutto questo viene negato alle [[gallina|galline]] [[allevamento intensivo|di batteria]].<ref>Citato in [[Jeffrey Moussaieff Masson]], ''Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi'', traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 68. ISBN 978-88-6052-218-4</ref>
*Nel mio collega uomo, non vedevo un angelo decaduto, ma una scimmia progredita.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 122. ISBN 9788858024362</ref>
==''Il comportamento intimo''==
===[[Incipit]]===
Essere intimi significa essere vicini e devo chiarire fin dall'inizio che intendo l'espressione in senso letterale. Nella mia terminologia, dunque, l'[[intimità]] si ha ogni volta che due individui vengono fisicamente a contatto ed è la natura di questo contatto – sia esso una stretta di mano o un rapporto sessuale, una pacca sulle spalle o uno schiaffo, una operazione di manicure o un intervento chirurgico – ciò di cui mi occupo nel mio libro. Quando due persone si toccano fisicamente avviene qualcosa di speciale ed è questo qualcosa che mi sono proposto di studiare. Il metodo che ho applicato è lo stesso dello zoologo specializzato in etologia, cioè nell'osservazione e nell'analisi del comportamento animale. in questo caso, l'animale in questione era l'uomo. Perciò io mi sono posto il compito di osservare ciò che la gente fa – non quello che dice, o magari che dice di fare, bensì il suo comportamento reale.
===Citazioni===
*La [[carezza]] rifiutata in un momento cruciale, quando era disperatamente necessaria, può facilmente essere l'atto, o meglio il non-atto, che distrugge una relazione e un [[sorriso]] non ricambiato, tra due grandi potenze, può portare alla guerra e alla distruzione.
*L'espressione sognante di una ragazza innamorata non ricorda il viso attento e vivace di un bambino, ma piuttosto quello vuoto di un infante soddisfatto.
*Gran parte delle critiche che la vecchia generazione rivolge alla condotta dei giovani nasce da un profondamente mascherato senso d'invidia.
*Qui non è l'intimità fisica che porta al sesso, ma il sesso che porta all'intimità fisica, e tale rovesciamento non lascia dubbi sul fatto che si tratta di due cose distinte.
*Non possiamo essere fisicamente vicini senza diventarlo anche emotivamente.
*Non vi è nulla di intrinsecamente sessuale nelle intimità tra genitori e figli.
*Per la società sessualmente tollerante la [[violenza]], qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
*Quando l'impulso di toccare è bloccato, sia per una disgrazia personale sia per i tabù sociali, trova quasi sempre un modo di esprimersi, senza badare alle conseguenze.
*Sembra quasi che qualunque forma d'intimità, anche violenta, purché sia stabilita su una base sufficientemente personale, possa produrre tra i due antagonisti un vincolo affettivo.
*Si potrebbe dire che per noi la funzione di un atto di accoppiamento è quella di fecondare non tanto un uovo, quanto un rapporto.
*Una spinta, un graffio, una percossa possono cambiare tutta la vita di una persona, e perfino di una nazione.
===[[Explicit]]===
Ridiamo di adulti istruiti che perdono tempo e speciali centri scientifici e non vediamo il significato di questo fenomeno. Come tutto sarebbe più facile se ammettessimo che l'amore, la tenerezza e l'intimità fisica non sono debolezze, buone soltanto per i bambini e gli innamorati, e lasciassimo via libera ai nostri sentimenti, concedendoci di tanto in tanto il magico sollievo di un ritorno all'intimità.
==''La scimmia nuda''==
===[[Incipit]]===
Allo zoo di Londra, su di una gabbia, vi è una targhetta che dichiara semplicemente: "Questo animale è sconosciuto alla scienza". Nella gabbia vi è un piccolo [[scoiattolo]] con le zampe nere, proveniente dall'Africa. Prima d'ora in questo continente non era mai stato trovato uno scoiattolo con le gambe nere. Di questo animale non si sa nulla. Non ha nome. Per lo zoologo esso costituisce una sfida immediata. Che cosa c'è nel suo modo di vivere che lo ha reso unico? In che cosa differisce dalle trecentosessantasei specie viventi di scoiattoli già note e descritte?
===Citazioni===
*Che cosa è accaduto dei primi scimmioni? Sappiamo che il clima cominciò ad essere sfavorevole e che a un certo punto, circa quindici milioni di anni fa, le loro foreste rifugio si erano ridotte notevolmente di dimensioni. Allora gli scimmioni ancestrali furono costretti o ad attaccarsi a ciò che rimaneva delle loro case nelle foreste, o ad affrontare in senso quasi biblico la cacciata dall'Eden. (cap. I, p. 20)
*Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a [[comunicazione|comunicare]] e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettere divenire più complessi. (cap. I, p. 39)
*Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l'uno all'altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i [[primate|primati]]. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione. (cap. I, p. 40)
*La nostra specie durante l'erezione possiede il [[pene]] più grande tra tutti i primati viventi. (cap. II, p. 62)
*Il fatto che l'[[orgasmo]] femminile della nostra specie sia unico tra tutti i primati e che sia quasi identico fisiologicamente alle manifestazioni dell'orgasmo maschile, fa pensare che forse, in senso evolutivo, esso sia una reazione 'pseudomaschile'. (cap. II, p. 84)
*Sembra che la reazione del [[Risata e pianto|riso]] sia derivata da quella del pianto nel modo seguente: come ho già detto prima, il pianto esiste fin dalla nascita mentre il riso non appare fino al terzo o al quarto mese. Il suo arrivo coincide con la capacità di riconoscere i genitori. (cap. III, p. 123)
*Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull'[[imitazione|assorbimento imitativo]] che avviene durante l'[[infanzia]]. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo [[comportamento]] si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da lungo tempo dimenticate. (cap. III, p. 134)
*Gli [[animale|animali]] combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare. (cap. IV, p. 157)
*Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'[[aggressività]] è il predominio, non la distruzione. (cap. V, p. 188)
*Noi ben sappiamo che se il numero della [[popolazione]] continuerà ad aumentare con la stessa spaventosa rapidità odierna, l'[[aggressività]] si svilupperà in maniera incontrollabile e drammatica. Questo fatto è stato dimostrato in modo conclusivo con esperimenti di laboratorio. Il [[Sovrappopolazione|sovraffollamento]] eccessivo determinerà uno stress e una tensione sociale che distruggeranno l'organizzazione della nostra comunità, molto prima di farci morire di fame [...]. (cap. V, p. 190)
*A causa delle nostre antiche abitudini, esisteva la necessità di una figura dalla potenza assoluta, in grado di mantenere unito il gruppo; questo vuoto venne riempito dall'invenzione di un [[dio]]. (cap. V, p. 193)
*A prima vista, è sorprendente come la [[religione]] abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. (cap. V, p. 193)
*Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre [[alimentazione|abitudini alimentari]] da primati.<br />In sintesi, questo è il credo [[Vegetarianismo|vegetariano]] (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [...] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (cap. VI, p. 212)
*La prima legge sull'attrazione degli animali {{NDR|da parte dei [[bambini]]}} dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito." (cap. VIII, p. 250)
===[[Explicit]]===
È vero che siamo plasmabili e che abbiamo un comportamento opportunistico, ma le forme assunte da questo opportunismo sono contenute entro limiti rigidi. Mettendo in rilievo in questo libro i nostri aspetti biologici, ho cercato di presentare la natura di queste restrizioni. Riconoscendole apertamente e sottomettendoci ad esse, avremo maggiori probabilità di sopravvivere. Ciò non implica un ingenuo "ritorno alla natura", ma vuol dire semplicemente che dovremo adattare i nostri progressi opportunistici intelligenti alle fondamentali esigenze del nostro comportamento. Dobbiamo in qualche modo migliorare come qualità, invece che come semplice quantità. Potremo così continuare a progredire tecnologicamente in modo sensazionale e sbalorditivo senza negare la nostra eredità evolutiva. In caso contrario, i nostri compressi impulsi biologici si accumuleranno fino a far crollare la diga e tutta la nostra complessa esistenza sarà spazzata via dalla piena.
==''L'uomo e i suoi gesti''==
===[[Incipit]]===
Come l'ornitologo osserva gli uccelli così l'osservatore dell'uomo osserva la gente. Ma egli è studioso del comportamento umano, non un ''voyeur''. Per lui, il cenno della mano con cui un vecchio signore saluta un amico è altrettanto eccitante del modo in cui una bella ragazza accavalla le gambe. È uno specialista nel campo delle azioni umane e il suo campo è dovunque: alla fermata dell'autobus, al supermercato, all'aeroporto, all'angolo della strada, a un ricevimento e alla partita di calcio. In qualunque luogo vi sia gente che effettua azioni, qui l'osservatore dell'uomo ha qualcosa da imparare sui suoi simili e quindi, in ultima analisi, su se stesso.
===Citazioni===
*Con l'azione del [[Saluto|salutare]] mostriamo di voler bene a qualcuno, o, quanto meno, di non volergli male.
*L'uomo che trova una bella collega insolitamente eccitante, può mostrare i suoi sentimenti in nessun altro modo, ma il suo [[sguardo]], quando i loro occhi s'incontrano, trattiene quello di lei una frazione di secondo più del consueto.
*Noi non agitiamo la mano, non strizziamo l'occhio e non indichiamo qualcosa col dito se non c'è qualcuno con noi; a meno che, naturalmente, non abbiamo raggiunto l'insolita condizione di parlare animatamente con noi stessi.
==[[Incipit]] de ''Lo zoo umano''==
Immaginate un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo selvatico, abitato da animali piccoli e grandi. Figuratevi adesso un gruppo compatto di sessanta esseri umani accampati al centro di questo territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, membri di questa tribù, con quel paesaggio, il vostro paesaggio, esteso intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale. Nessuno a eccezione della vostra tribù utilizza questo enorme spazio. È territorio esclusivamente vostro, è la riserva di caccia della vostra tribù. Ogni tanto gli uomini del gruppo partono in cerca di preda. Le donne raccolgono frutti e bacche. I bambini giocano rumorosamente intorno all'accampamento, imitando le tecniche di caccia dei loro padri. Se la tribù è fortunata, e se aumenta di dimensioni, se ne staccherà un gruppo che andrà a colonizzare un altro territorio. A poco a poco la specie si diffonderà.<br/>Immaginate ora un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo civilizzato, abitato da macchine ed edifici. Figuratevi ora un gruppo di sei milioni di esseri umani accampato al centro di quel territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, con la complessità della metropoli estesa intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale.<br/>Confrontate adesso queste due immagini.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Desmond Morris, ''Il comportamento intimo'' (''Intimate Behaviour'', 1972), traduzione di Paola Campioli, Mondadori, 1972.
*Desmond Morris, ''L'uomo e i suoi gesti. L'osservazione del comportamento umano'' (''Manwatching: a field guide to human behavior'', 1977), traduzione di Paola Campioli e Maria Cucchi, Mondadori, 1977.
*Desmond Morris, ''La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo'' (''The naked ape'', 1967), traduzione di Marisa Bergami, Bompiani, 1980.
*Desmond Morris, ''Lo zoo umano'' (''The human zoo'', 1969), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1970.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Morris, Desmond}}
[[Categoria:Divulgatori scientifici britannici]]
[[Categoria:Etologi britannici]]
[[Categoria:Zoologi britannici]]
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[[File:Desmond Morris (1969).jpg|miniatura|Desmond Morris nel 1969]]
{{indicedx}}
'''Desmond Morris''' (1928 – 2026), zoologo, etologo, biologo e divulgatore scientifico inglese.
==Citazioni di Desmond Morris==
*Chiunque abbia studiato con attenzione la vita sociale degli [[uccello|uccelli]] sa che il loro è un mondo evoluto e complesso, dove cibo e acqua rappresentano solo una piccola parte dei bisogni comportamentali. Il cervello di ogni volatile è programmato tramite un sistema complesso di pulsioni e reazioni che lo predispongono a una vita colma di attività specifiche che vanno ben oltre la semplice ricerca di cibo, come la scelta del territorio, la costruzione del nido, il modo di appollaiarsi e di pulirsi, i rapporti con i pulcini, i comportamenti aggressivi e la sessualità. E tutto questo viene negato alle [[gallina|galline]] [[allevamento intensivo|di batteria]].<ref>Citato in [[Jeffrey Moussaieff Masson]], ''Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi'', traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 68. ISBN 978-88-6052-218-4</ref>
*Nel mio collega uomo, non vedevo un angelo decaduto, ma una scimmia progredita.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 122. ISBN 9788858024362</ref>
==''Il comportamento intimo''==
===[[Incipit]]===
Essere intimi significa essere vicini e devo chiarire fin dall'inizio che intendo l'espressione in senso letterale. Nella mia terminologia, dunque, l'[[intimità]] si ha ogni volta che due individui vengono fisicamente a contatto ed è la natura di questo contatto – sia esso una stretta di mano o un rapporto sessuale, una pacca sulle spalle o uno schiaffo, una operazione di manicure o un intervento chirurgico – ciò di cui mi occupo nel mio libro. Quando due persone si toccano fisicamente avviene qualcosa di speciale ed è questo qualcosa che mi sono proposto di studiare. Il metodo che ho applicato è lo stesso dello zoologo specializzato in etologia, cioè nell'osservazione e nell'analisi del comportamento animale. in questo caso, l'animale in questione era l'uomo. Perciò io mi sono posto il compito di osservare ciò che la gente fa – non quello che dice, o magari che dice di fare, bensì il suo comportamento reale.
===Citazioni===
*La [[carezza]] rifiutata in un momento cruciale, quando era disperatamente necessaria, può facilmente essere l'atto, o meglio il non-atto, che distrugge una relazione e un [[sorriso]] non ricambiato, tra due grandi potenze, può portare alla guerra e alla distruzione.
*L'espressione sognante di una ragazza innamorata non ricorda il viso attento e vivace di un bambino, ma piuttosto quello vuoto di un infante soddisfatto.
*Gran parte delle critiche che la vecchia generazione rivolge alla condotta dei giovani nasce da un profondamente mascherato senso d'invidia.
*Qui non è l'intimità fisica che porta al sesso, ma il sesso che porta all'intimità fisica, e tale rovesciamento non lascia dubbi sul fatto che si tratta di due cose distinte.
*Non possiamo essere fisicamente vicini senza diventarlo anche emotivamente.
*Non vi è nulla di intrinsecamente sessuale nelle intimità tra genitori e figli.
*Per la società sessualmente tollerante la [[violenza]], qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
*Quando l'impulso di toccare è bloccato, sia per una disgrazia personale sia per i tabù sociali, trova quasi sempre un modo di esprimersi, senza badare alle conseguenze.
*Sembra quasi che qualunque forma d'intimità, anche violenta, purché sia stabilita su una base sufficientemente personale, possa produrre tra i due antagonisti un vincolo affettivo.
*Si potrebbe dire che per noi la funzione di un atto di accoppiamento è quella di fecondare non tanto un uovo, quanto un rapporto.
*Una spinta, un graffio, una percossa possono cambiare tutta la vita di una persona, e perfino di una nazione.
===[[Explicit]]===
Ridiamo di adulti istruiti che perdono tempo e speciali centri scientifici e non vediamo il significato di questo fenomeno. Come tutto sarebbe più facile se ammettessimo che l'amore, la tenerezza e l'intimità fisica non sono debolezze, buone soltanto per i bambini e gli innamorati, e lasciassimo via libera ai nostri sentimenti, concedendoci di tanto in tanto il magico sollievo di un ritorno all'intimità.
==''La scimmia nuda''==
===[[Incipit]]===
Allo zoo di Londra, su di una gabbia, vi è una targhetta che dichiara semplicemente: "Questo animale è sconosciuto alla scienza". Nella gabbia vi è un piccolo [[scoiattolo]] con le zampe nere, proveniente dall'Africa. Prima d'ora in questo continente non era mai stato trovato uno scoiattolo con le gambe nere. Di questo animale non si sa nulla. Non ha nome. Per lo zoologo esso costituisce una sfida immediata. Che cosa c'è nel suo modo di vivere che lo ha reso unico? In che cosa differisce dalle trecentosessantasei specie viventi di scoiattoli già note e descritte?
===Citazioni===
*Che cosa è accaduto dei primi scimmioni? Sappiamo che il clima cominciò ad essere sfavorevole e che a un certo punto, circa quindici milioni di anni fa, le loro foreste rifugio si erano ridotte notevolmente di dimensioni. Allora gli scimmioni ancestrali furono costretti o ad attaccarsi a ciò che rimaneva delle loro case nelle foreste, o ad affrontare in senso quasi biblico la cacciata dall'Eden. (cap. I, p. 20)
*Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a [[comunicazione|comunicare]] e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettere divenire più complessi. (cap. I, p. 39)
*Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l'uno all'altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i [[primate|primati]]. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione. (cap. I, p. 40)
*La nostra specie durante l'erezione possiede il [[pene]] più grande tra tutti i primati viventi. (cap. II, p. 62)
*Il fatto che l'[[orgasmo]] femminile della nostra specie sia unico tra tutti i primati e che sia quasi identico fisiologicamente alle manifestazioni dell'orgasmo maschile, fa pensare che forse, in senso evolutivo, esso sia una reazione 'pseudomaschile'. (cap. II, p. 84)
*Sembra che la reazione del [[Risata e pianto|riso]] sia derivata da quella del pianto nel modo seguente: come ho già detto prima, il pianto esiste fin dalla nascita mentre il riso non appare fino al terzo o al quarto mese. Il suo arrivo coincide con la capacità di riconoscere i genitori. (cap. III, p. 123)
*Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull'[[imitazione|assorbimento imitativo]] che avviene durante l'[[infanzia]]. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo [[comportamento]] si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da lungo tempo dimenticate. (cap. III, p. 134)
*Gli [[animale|animali]] combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare. (cap. IV, p. 157)
*Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'[[aggressività]] è il predominio, non la distruzione. (cap. V, p. 188)
*Noi ben sappiamo che se il numero della [[popolazione]] continuerà ad aumentare con la stessa spaventosa rapidità odierna, l'[[aggressività]] si svilupperà in maniera incontrollabile e drammatica. Questo fatto è stato dimostrato in modo conclusivo con esperimenti di laboratorio. Il [[Sovrappopolazione|sovraffollamento]] eccessivo determinerà uno stress e una tensione sociale che distruggeranno l'organizzazione della nostra comunità, molto prima di farci morire di fame [...]. (cap. V, p. 190)
*A causa delle nostre antiche abitudini, esisteva la necessità di una figura dalla potenza assoluta, in grado di mantenere unito il gruppo; questo vuoto venne riempito dall'invenzione di un [[dio]]. (cap. V, p. 193)
*A prima vista, è sorprendente come la [[religione]] abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. (cap. V, p. 193)
*Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre [[alimentazione|abitudini alimentari]] da primati.<br />In sintesi, questo è il credo [[Vegetarianismo|vegetariano]] (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [...] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (cap. VI, p. 212)
*La prima legge sull'attrazione degli animali {{NDR|da parte dei [[bambini]]}} dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito." (cap. VIII, p. 250)
===[[Explicit]]===
È vero che siamo plasmabili e che abbiamo un comportamento opportunistico, ma le forme assunte da questo opportunismo sono contenute entro limiti rigidi. Mettendo in rilievo in questo libro i nostri aspetti biologici, ho cercato di presentare la natura di queste restrizioni. Riconoscendole apertamente e sottomettendoci ad esse, avremo maggiori probabilità di sopravvivere. Ciò non implica un ingenuo "ritorno alla natura", ma vuol dire semplicemente che dovremo adattare i nostri progressi opportunistici intelligenti alle fondamentali esigenze del nostro comportamento. Dobbiamo in qualche modo migliorare come qualità, invece che come semplice quantità. Potremo così continuare a progredire tecnologicamente in modo sensazionale e sbalorditivo senza negare la nostra eredità evolutiva. In caso contrario, i nostri compressi impulsi biologici si accumuleranno fino a far crollare la diga e tutta la nostra complessa esistenza sarà spazzata via dalla piena.
==''L'uomo e i suoi gesti''==
===[[Incipit]]===
Come l'ornitologo osserva gli uccelli così l'osservatore dell'uomo osserva la gente. Ma egli è studioso del comportamento umano, non un ''voyeur''. Per lui, il cenno della mano con cui un vecchio signore saluta un amico è altrettanto eccitante del modo in cui una bella ragazza accavalla le gambe. È uno specialista nel campo delle azioni umane e il suo campo è dovunque: alla fermata dell'autobus, al supermercato, all'aeroporto, all'angolo della strada, a un ricevimento e alla partita di calcio. In qualunque luogo vi sia gente che effettua azioni, qui l'osservatore dell'uomo ha qualcosa da imparare sui suoi simili e quindi, in ultima analisi, su se stesso.
===Citazioni===
*Con l'azione del [[Saluto|salutare]] mostriamo di voler bene a qualcuno, o, quanto meno, di non volergli male.
*L'uomo che trova una bella collega insolitamente eccitante, può mostrare i suoi sentimenti in nessun altro modo, ma il suo [[sguardo]], quando i loro occhi s'incontrano, trattiene quello di lei una frazione di secondo più del consueto.
*Noi non agitiamo la mano, non strizziamo l'occhio e non indichiamo qualcosa col dito se non c'è qualcuno con noi; a meno che, naturalmente, non abbiamo raggiunto l'insolita condizione di parlare animatamente con noi stessi.
==[[Incipit]] de ''Lo zoo umano''==
Immaginate un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo selvatico, abitato da animali piccoli e grandi. Figuratevi adesso un gruppo compatto di sessanta esseri umani accampati al centro di questo territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, membri di questa tribù, con quel paesaggio, il vostro paesaggio, esteso intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale. Nessuno a eccezione della vostra tribù utilizza questo enorme spazio. È territorio esclusivamente vostro, è la riserva di caccia della vostra tribù. Ogni tanto gli uomini del gruppo partono in cerca di preda. Le donne raccolgono frutti e bacche. I bambini giocano rumorosamente intorno all'accampamento, imitando le tecniche di caccia dei loro padri. Se la tribù è fortunata, e se aumenta di dimensioni, se ne staccherà un gruppo che andrà a colonizzare un altro territorio. A poco a poco la specie si diffonderà.<br/>Immaginate ora un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo civilizzato, abitato da macchine ed edifici. Figuratevi ora un gruppo di sei milioni di esseri umani accampato al centro di quel territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, con la complessità della metropoli estesa intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale.<br/>Confrontate adesso queste due immagini.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Desmond Morris, ''Il comportamento intimo'' (''Intimate Behaviour'', 1972), traduzione di Paola Campioli, Mondadori, 1972.
*Desmond Morris, ''L'uomo e i suoi gesti. L'osservazione del comportamento umano'' (''Manwatching: a field guide to human behavior'', 1977), traduzione di Paola Campioli e Maria Cucchi, Mondadori, 1977.
*Desmond Morris, ''La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo'' (''The naked ape'', 1967), traduzione di Marisa Bergami, Bompiani, 1980.
*Desmond Morris, ''Lo zoo umano'' (''The human zoo'', 1969), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1970.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Morris, Desmond}}
[[Categoria:Biologi britannici]]
[[Categoria:Divulgatori scientifici britannici]]
[[Categoria:Etologi britannici]]
[[Categoria:Zoologi britannici]]
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[[File:Desmond Morris (1969).jpg|miniatura|Desmond Morris nel 1969]]
{{indicedx}}
'''Desmond Morris''' (1928 – 2026), zoologo, etologo, biologo e divulgatore scientifico inglese.
==Citazioni di Desmond Morris==
*Chiunque abbia studiato con attenzione la vita sociale degli [[uccello|uccelli]] sa che il loro è un mondo evoluto e complesso, dove cibo e acqua rappresentano solo una piccola parte dei bisogni comportamentali. Il cervello di ogni volatile è programmato tramite un sistema complesso di pulsioni e reazioni che lo predispongono a una vita colma di attività specifiche che vanno ben oltre la semplice ricerca di cibo, come la scelta del territorio, la costruzione del nido, il modo di appollaiarsi e di pulirsi, i rapporti con i pulcini, i comportamenti aggressivi e la sessualità. E tutto questo viene negato alle [[gallina|galline]] [[allevamento intensivo|di batteria]].<ref>Citato in [[Jeffrey Moussaieff Masson]], ''Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi'', traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 68. ISBN 978-88-6052-218-4</ref>
*Nel mio collega uomo, non vedevo un angelo decaduto, ma una scimmia progredita.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 122. ISBN 9788858024362</ref>
==''Il comportamento intimo''==
===[[Incipit]]===
Essere intimi significa essere vicini e devo chiarire fin dall'inizio che intendo l'espressione in senso letterale. Nella mia terminologia, dunque, l'[[intimità]] si ha ogni volta che due individui vengono fisicamente a contatto ed è la natura di questo contatto – sia esso una stretta di mano o un rapporto sessuale, una pacca sulle spalle o uno schiaffo, una operazione di manicure o un intervento chirurgico – ciò di cui mi occupo nel mio libro. Quando due persone si toccano fisicamente avviene qualcosa di speciale ed è questo qualcosa che mi sono proposto di studiare. Il metodo che ho applicato è lo stesso dello zoologo specializzato in etologia, cioè nell'osservazione e nell'analisi del comportamento animale. in questo caso, l'animale in questione era l'uomo. Perciò io mi sono posto il compito di osservare ciò che la gente fa – non quello che dice, o magari che dice di fare, bensì il suo comportamento reale.
===Citazioni===
*La [[carezza]] rifiutata in un momento cruciale, quando era disperatamente necessaria, può facilmente essere l'atto, o meglio il non-atto, che distrugge una relazione e un [[sorriso]] non ricambiato, tra due grandi potenze, può portare alla guerra e alla distruzione.
*L'espressione sognante di una ragazza innamorata non ricorda il viso attento e vivace di un bambino, ma piuttosto quello vuoto di un infante soddisfatto.
*Gran parte delle critiche che la vecchia generazione rivolge alla condotta dei giovani nasce da un profondamente mascherato senso d'invidia.
*Qui non è l'intimità fisica che porta al sesso, ma il sesso che porta all'intimità fisica, e tale rovesciamento non lascia dubbi sul fatto che si tratta di due cose distinte.
*Non possiamo essere fisicamente vicini senza diventarlo anche emotivamente.
*Non vi è nulla di intrinsecamente sessuale nelle intimità tra genitori e figli.
*Per la società sessualmente tollerante la [[violenza]], qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
*Quando l'impulso di toccare è bloccato, sia per una disgrazia personale sia per i tabù sociali, trova quasi sempre un modo di esprimersi, senza badare alle conseguenze.
*Sembra quasi che qualunque forma d'intimità, anche violenta, purché sia stabilita su una base sufficientemente personale, possa produrre tra i due antagonisti un vincolo affettivo.
*Si potrebbe dire che per noi la funzione di un atto di accoppiamento è quella di fecondare non tanto un uovo, quanto un rapporto.
*Una spinta, un graffio, una percossa possono cambiare tutta la vita di una persona, e perfino di una nazione.
===[[Explicit]]===
Ridiamo di adulti istruiti che perdono tempo e speciali centri scientifici e non vediamo il significato di questo fenomeno. Come tutto sarebbe più facile se ammettessimo che l'amore, la tenerezza e l'intimità fisica non sono debolezze, buone soltanto per i bambini e gli innamorati, e lasciassimo via libera ai nostri sentimenti, concedendoci di tanto in tanto il magico sollievo di un ritorno all'intimità.
==''La scimmia nuda''==
===[[Incipit]]===
Allo zoo di Londra, su di una gabbia, vi è una targhetta che dichiara semplicemente: "Questo animale è sconosciuto alla scienza". Nella gabbia vi è un piccolo [[scoiattolo]] con le zampe nere, proveniente dall'Africa. Prima d'ora in questo continente non era mai stato trovato uno scoiattolo con le gambe nere. Di questo animale non si sa nulla. Non ha nome. Per lo zoologo esso costituisce una sfida immediata. Che cosa c'è nel suo modo di vivere che lo ha reso unico? In che cosa differisce dalle trecentosessantasei specie viventi di scoiattoli già note e descritte?
===Citazioni===
*Che cosa è accaduto dei primi scimmioni? Sappiamo che il clima cominciò ad essere sfavorevole e che a un certo punto, circa quindici milioni di anni fa, le loro foreste rifugio si erano ridotte notevolmente di dimensioni. Allora gli scimmioni ancestrali furono costretti o ad attaccarsi a ciò che rimaneva delle loro case nelle foreste, o ad affrontare in senso quasi biblico la cacciata dall'Eden. (cap. I, p. 20)
*Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a [[comunicazione|comunicare]] e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettere divenire più complessi. (cap. I, p. 39)
*Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l'uno all'altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i [[primate|primati]]. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione. (cap. I, p. 40)
*La nostra specie durante l'erezione possiede il [[pene]] più grande tra tutti i primati viventi. (cap. II, p. 62)
*Il fatto che l'[[orgasmo]] femminile della nostra specie sia unico tra tutti i primati e che sia quasi identico fisiologicamente alle manifestazioni dell'orgasmo maschile, fa pensare che forse, in senso evolutivo, esso sia una reazione 'pseudomaschile'. (cap. II, p. 84)
*Sembra che la reazione del [[Risata e pianto|riso]] sia derivata da quella del pianto nel modo seguente: come ho già detto prima, il pianto esiste fin dalla nascita mentre il riso non appare fino al terzo o al quarto mese. Il suo arrivo coincide con la capacità di riconoscere i genitori. (cap. III, p. 123)
*Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull'[[imitazione|assorbimento imitativo]] che avviene durante l'[[infanzia]]. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo [[comportamento]] si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da lungo tempo dimenticate. (cap. III, p. 134)
*Nel mondo odierno abbiamo svariati esempi di civiltà troppo rigide o troppo spericolate.<br>Le società piccole ed arretrate, completamente dominate dal grave peso dei tabù e delle vecchie abitudini, appartengono al primo tipo. Queste stesse società, quando si convertono e vengono "aiutate" dalle civiltà più progredite rapidamente diventano esempi di queste ultime. L'improvviso super-dosaggio di novità sociali e di entusiasmo per l'esplorazione travolge le forze stabilizzatrici dell'imitazione ancestrale e fa pendere eccessivamente la bilancia dall'altra parte. (cap. III, p. 135)
*Gli [[animale|animali]] combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare. (cap. IV, p. 157)
*Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'[[aggressività]] è il predominio, non la distruzione. (cap. V, p. 188)
*Noi ben sappiamo che se il numero della [[popolazione]] continuerà ad aumentare con la stessa spaventosa rapidità odierna, l'[[aggressività]] si svilupperà in maniera incontrollabile e drammatica. Questo fatto è stato dimostrato in modo conclusivo con esperimenti di laboratorio. Il [[Sovrappopolazione|sovraffollamento]] eccessivo determinerà uno stress e una tensione sociale che distruggeranno l'organizzazione della nostra comunità, molto prima di farci morire di fame [...]. (cap. V, p. 190)
*A causa delle nostre antiche abitudini, esisteva la necessità di una figura dalla potenza assoluta, in grado di mantenere unito il gruppo; questo vuoto venne riempito dall'invenzione di un [[dio]]. (cap. V, p. 193)
*A prima vista, è sorprendente come la [[religione]] abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. (cap. V, p. 193)
*Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre [[alimentazione|abitudini alimentari]] da primati.<br />In sintesi, questo è il credo [[Vegetarianismo|vegetariano]] (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [...] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (cap. VI, p. 212)
*La prima legge sull'attrazione degli animali {{NDR|da parte dei [[bambini]]}} dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito." (cap. VIII, p. 250)
===[[Explicit]]===
È vero che siamo plasmabili e che abbiamo un comportamento opportunistico, ma le forme assunte da questo opportunismo sono contenute entro limiti rigidi. Mettendo in rilievo in questo libro i nostri aspetti biologici, ho cercato di presentare la natura di queste restrizioni. Riconoscendole apertamente e sottomettendoci ad esse, avremo maggiori probabilità di sopravvivere. Ciò non implica un ingenuo "ritorno alla natura", ma vuol dire semplicemente che dovremo adattare i nostri progressi opportunistici intelligenti alle fondamentali esigenze del nostro comportamento. Dobbiamo in qualche modo migliorare come qualità, invece che come semplice quantità. Potremo così continuare a progredire tecnologicamente in modo sensazionale e sbalorditivo senza negare la nostra eredità evolutiva. In caso contrario, i nostri compressi impulsi biologici si accumuleranno fino a far crollare la diga e tutta la nostra complessa esistenza sarà spazzata via dalla piena.
==''L'uomo e i suoi gesti''==
===[[Incipit]]===
Come l'ornitologo osserva gli uccelli così l'osservatore dell'uomo osserva la gente. Ma egli è studioso del comportamento umano, non un ''voyeur''. Per lui, il cenno della mano con cui un vecchio signore saluta un amico è altrettanto eccitante del modo in cui una bella ragazza accavalla le gambe. È uno specialista nel campo delle azioni umane e il suo campo è dovunque: alla fermata dell'autobus, al supermercato, all'aeroporto, all'angolo della strada, a un ricevimento e alla partita di calcio. In qualunque luogo vi sia gente che effettua azioni, qui l'osservatore dell'uomo ha qualcosa da imparare sui suoi simili e quindi, in ultima analisi, su se stesso.
===Citazioni===
*Con l'azione del [[Saluto|salutare]] mostriamo di voler bene a qualcuno, o, quanto meno, di non volergli male.
*L'uomo che trova una bella collega insolitamente eccitante, può mostrare i suoi sentimenti in nessun altro modo, ma il suo [[sguardo]], quando i loro occhi s'incontrano, trattiene quello di lei una frazione di secondo più del consueto.
*Noi non agitiamo la mano, non strizziamo l'occhio e non indichiamo qualcosa col dito se non c'è qualcuno con noi; a meno che, naturalmente, non abbiamo raggiunto l'insolita condizione di parlare animatamente con noi stessi.
==[[Incipit]] de ''Lo zoo umano''==
Immaginate un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo selvatico, abitato da animali piccoli e grandi. Figuratevi adesso un gruppo compatto di sessanta esseri umani accampati al centro di questo territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, membri di questa tribù, con quel paesaggio, il vostro paesaggio, esteso intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale. Nessuno a eccezione della vostra tribù utilizza questo enorme spazio. È territorio esclusivamente vostro, è la riserva di caccia della vostra tribù. Ogni tanto gli uomini del gruppo partono in cerca di preda. Le donne raccolgono frutti e bacche. I bambini giocano rumorosamente intorno all'accampamento, imitando le tecniche di caccia dei loro padri. Se la tribù è fortunata, e se aumenta di dimensioni, se ne staccherà un gruppo che andrà a colonizzare un altro territorio. A poco a poco la specie si diffonderà.<br/>Immaginate ora un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo civilizzato, abitato da macchine ed edifici. Figuratevi ora un gruppo di sei milioni di esseri umani accampato al centro di quel territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, con la complessità della metropoli estesa intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale.<br/>Confrontate adesso queste due immagini.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Desmond Morris, ''Il comportamento intimo'' (''Intimate Behaviour'', 1972), traduzione di Paola Campioli, Mondadori, 1972.
*Desmond Morris, ''L'uomo e i suoi gesti. L'osservazione del comportamento umano'' (''Manwatching: a field guide to human behavior'', 1977), traduzione di Paola Campioli e Maria Cucchi, Mondadori, 1977.
*Desmond Morris, ''La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo'' (''The naked ape'', 1967), traduzione di Marisa Bergami, Bompiani, 1980.
*Desmond Morris, ''Lo zoo umano'' (''The human zoo'', 1969), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1970.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Morris, Desmond}}
[[Categoria:Biologi britannici]]
[[Categoria:Divulgatori scientifici britannici]]
[[Categoria:Etologi britannici]]
[[Categoria:Zoologi britannici]]
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[[File:Desmond Morris (1969).jpg|miniatura|Desmond Morris nel 1969]]
{{indicedx}}
'''Desmond Morris''' (1928 – 2026), zoologo, etologo, biologo e divulgatore scientifico inglese.
==Citazioni di Desmond Morris==
*Chiunque abbia studiato con attenzione la vita sociale degli [[uccello|uccelli]] sa che il loro è un mondo evoluto e complesso, dove cibo e acqua rappresentano solo una piccola parte dei bisogni comportamentali. Il cervello di ogni volatile è programmato tramite un sistema complesso di pulsioni e reazioni che lo predispongono a una vita colma di attività specifiche che vanno ben oltre la semplice ricerca di cibo, come la scelta del territorio, la costruzione del nido, il modo di appollaiarsi e di pulirsi, i rapporti con i pulcini, i comportamenti aggressivi e la sessualità. E tutto questo viene negato alle [[gallina|galline]] [[allevamento intensivo|di batteria]].<ref>Citato in [[Jeffrey Moussaieff Masson]], ''Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi'', traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 68. ISBN 978-88-6052-218-4</ref>
*Nel mio collega uomo, non vedevo un angelo decaduto, ma una scimmia progredita.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 122. ISBN 9788858024362</ref>
==''Il comportamento intimo''==
===[[Incipit]]===
Essere intimi significa essere vicini e devo chiarire fin dall'inizio che intendo l'espressione in senso letterale. Nella mia terminologia, dunque, l'[[intimità]] si ha ogni volta che due individui vengono fisicamente a contatto ed è la natura di questo contatto – sia esso una stretta di mano o un rapporto sessuale, una pacca sulle spalle o uno schiaffo, una operazione di manicure o un intervento chirurgico – ciò di cui mi occupo nel mio libro. Quando due persone si toccano fisicamente avviene qualcosa di speciale ed è questo qualcosa che mi sono proposto di studiare. Il metodo che ho applicato è lo stesso dello zoologo specializzato in etologia, cioè nell'osservazione e nell'analisi del comportamento animale. in questo caso, l'animale in questione era l'uomo. Perciò io mi sono posto il compito di osservare ciò che la gente fa – non quello che dice, o magari che dice di fare, bensì il suo comportamento reale.
===Citazioni===
*La [[carezza]] rifiutata in un momento cruciale, quando era disperatamente necessaria, può facilmente essere l'atto, o meglio il non-atto, che distrugge una relazione e un [[sorriso]] non ricambiato, tra due grandi potenze, può portare alla guerra e alla distruzione.
*L'espressione sognante di una ragazza innamorata non ricorda il viso attento e vivace di un bambino, ma piuttosto quello vuoto di un infante soddisfatto.
*Gran parte delle critiche che la vecchia generazione rivolge alla condotta dei giovani nasce da un profondamente mascherato senso d'invidia.
*Qui non è l'intimità fisica che porta al sesso, ma il sesso che porta all'intimità fisica, e tale rovesciamento non lascia dubbi sul fatto che si tratta di due cose distinte.
*Non possiamo essere fisicamente vicini senza diventarlo anche emotivamente.
*Non vi è nulla di intrinsecamente sessuale nelle intimità tra genitori e figli.
*Per la società sessualmente tollerante la [[violenza]], qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
*Quando l'impulso di toccare è bloccato, sia per una disgrazia personale sia per i tabù sociali, trova quasi sempre un modo di esprimersi, senza badare alle conseguenze.
*Sembra quasi che qualunque forma d'intimità, anche violenta, purché sia stabilita su una base sufficientemente personale, possa produrre tra i due antagonisti un vincolo affettivo.
*Si potrebbe dire che per noi la funzione di un atto di accoppiamento è quella di fecondare non tanto un uovo, quanto un rapporto.
*Una spinta, un graffio, una percossa possono cambiare tutta la vita di una persona, e perfino di una nazione.
===[[Explicit]]===
Ridiamo di adulti istruiti che perdono tempo e speciali centri scientifici e non vediamo il significato di questo fenomeno. Come tutto sarebbe più facile se ammettessimo che l'amore, la tenerezza e l'intimità fisica non sono debolezze, buone soltanto per i bambini e gli innamorati, e lasciassimo via libera ai nostri sentimenti, concedendoci di tanto in tanto il magico sollievo di un ritorno all'intimità.
==''La scimmia nuda''==
===[[Incipit]]===
Allo zoo di Londra, su di una gabbia, vi è una targhetta che dichiara semplicemente: "Questo animale è sconosciuto alla scienza". Nella gabbia vi è un piccolo [[scoiattolo]] con le zampe nere, proveniente dall'Africa. Prima d'ora in questo continente non era mai stato trovato uno scoiattolo con le gambe nere. Di questo animale non si sa nulla. Non ha nome. Per lo zoologo esso costituisce una sfida immediata. Che cosa c'è nel suo modo di vivere che lo ha reso unico? In che cosa differisce dalle trecentosessantasei specie viventi di scoiattoli già note e descritte?
===Citazioni===
*Che cosa è accaduto dei primi scimmioni? Sappiamo che il clima cominciò ad essere sfavorevole e che a un certo punto, circa quindici milioni di anni fa, le loro foreste rifugio si erano ridotte notevolmente di dimensioni. Allora gli scimmioni ancestrali furono costretti o ad attaccarsi a ciò che rimaneva delle loro case nelle foreste, o ad affrontare in senso quasi biblico la cacciata dall'Eden. (cap. I, p. 20)
*Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a [[comunicazione|comunicare]] e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettere divenire più complessi. (cap. I, p. 39)
*Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l'uno all'altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i [[primate|primati]]. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione. (cap. I, p. 40)
*La nostra specie durante l'erezione possiede il [[pene]] più grande tra tutti i primati viventi. (cap. II, p. 62)
*Il fatto che l'[[orgasmo]] femminile della nostra specie sia unico tra tutti i primati e che sia quasi identico fisiologicamente alle manifestazioni dell'orgasmo maschile, fa pensare che forse, in senso evolutivo, esso sia una reazione 'pseudomaschile'. (cap. II, p. 84)
*Sembra che la reazione del [[Risata e pianto|riso]] sia derivata da quella del pianto nel modo seguente: come ho già detto prima, il pianto esiste fin dalla nascita mentre il riso non appare fino al terzo o al quarto mese. Il suo arrivo coincide con la capacità di riconoscere i genitori. (cap. III, p. 123)
*Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull'[[imitazione|assorbimento imitativo]] che avviene durante l'[[infanzia]]. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo [[comportamento]] si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da lungo tempo dimenticate. (cap. III, p. 134)
*Nel mondo odierno abbiamo svariati esempi di civiltà troppo rigide o troppo spericolate.<br>Le società piccole ed arretrate, completamente dominate dal grave peso dei tabù e delle vecchie abitudini, appartengono al primo tipo. Queste stesse società, quando si convertono e vengono "aiutate" dalle civiltà più progredite rapidamente diventano esempi di queste ultime. L'improvviso super-dosaggio di novità sociali e di entusiasmo per l'esplorazione travolge le forze stabilizzatrici dell'imitazione ancestrale e fa pendere eccessivamente la bilancia dall'altra parte. Come conseguenza, si ha uno sconvolgimento o una disintegrazione della civiltà. Felice quella società che gode della graduale acquisizione di un perfetto equilibrio tra l'imitazione e la curiosità, tra la copia irriflessiva e servile e la sperimentazione progressiva e razionale. (cap. III, p. 135)
*Gli [[animale|animali]] combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare. (cap. IV, p. 157)
*Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'[[aggressività]] è il predominio, non la distruzione. (cap. V, p. 188)
*Noi ben sappiamo che se il numero della [[popolazione]] continuerà ad aumentare con la stessa spaventosa rapidità odierna, l'[[aggressività]] si svilupperà in maniera incontrollabile e drammatica. Questo fatto è stato dimostrato in modo conclusivo con esperimenti di laboratorio. Il [[Sovrappopolazione|sovraffollamento]] eccessivo determinerà uno stress e una tensione sociale che distruggeranno l'organizzazione della nostra comunità, molto prima di farci morire di fame [...]. (cap. V, p. 190)
*A causa delle nostre antiche abitudini, esisteva la necessità di una figura dalla potenza assoluta, in grado di mantenere unito il gruppo; questo vuoto venne riempito dall'invenzione di un [[dio]]. (cap. V, p. 193)
*A prima vista, è sorprendente come la [[religione]] abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. (cap. V, p. 193)
*Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre [[alimentazione|abitudini alimentari]] da primati.<br />In sintesi, questo è il credo [[Vegetarianismo|vegetariano]] (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [...] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (cap. VI, p. 212)
*La prima legge sull'attrazione degli animali {{NDR|da parte dei [[bambini]]}} dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito." (cap. VIII, p. 250)
===[[Explicit]]===
È vero che siamo plasmabili e che abbiamo un comportamento opportunistico, ma le forme assunte da questo opportunismo sono contenute entro limiti rigidi. Mettendo in rilievo in questo libro i nostri aspetti biologici, ho cercato di presentare la natura di queste restrizioni. Riconoscendole apertamente e sottomettendoci ad esse, avremo maggiori probabilità di sopravvivere. Ciò non implica un ingenuo "ritorno alla natura", ma vuol dire semplicemente che dovremo adattare i nostri progressi opportunistici intelligenti alle fondamentali esigenze del nostro comportamento. Dobbiamo in qualche modo migliorare come qualità, invece che come semplice quantità. Potremo così continuare a progredire tecnologicamente in modo sensazionale e sbalorditivo senza negare la nostra eredità evolutiva. In caso contrario, i nostri compressi impulsi biologici si accumuleranno fino a far crollare la diga e tutta la nostra complessa esistenza sarà spazzata via dalla piena.
==''L'uomo e i suoi gesti''==
===[[Incipit]]===
Come l'ornitologo osserva gli uccelli così l'osservatore dell'uomo osserva la gente. Ma egli è studioso del comportamento umano, non un ''voyeur''. Per lui, il cenno della mano con cui un vecchio signore saluta un amico è altrettanto eccitante del modo in cui una bella ragazza accavalla le gambe. È uno specialista nel campo delle azioni umane e il suo campo è dovunque: alla fermata dell'autobus, al supermercato, all'aeroporto, all'angolo della strada, a un ricevimento e alla partita di calcio. In qualunque luogo vi sia gente che effettua azioni, qui l'osservatore dell'uomo ha qualcosa da imparare sui suoi simili e quindi, in ultima analisi, su se stesso.
===Citazioni===
*Con l'azione del [[Saluto|salutare]] mostriamo di voler bene a qualcuno, o, quanto meno, di non volergli male.
*L'uomo che trova una bella collega insolitamente eccitante, può mostrare i suoi sentimenti in nessun altro modo, ma il suo [[sguardo]], quando i loro occhi s'incontrano, trattiene quello di lei una frazione di secondo più del consueto.
*Noi non agitiamo la mano, non strizziamo l'occhio e non indichiamo qualcosa col dito se non c'è qualcuno con noi; a meno che, naturalmente, non abbiamo raggiunto l'insolita condizione di parlare animatamente con noi stessi.
==[[Incipit]] de ''Lo zoo umano''==
Immaginate un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo selvatico, abitato da animali piccoli e grandi. Figuratevi adesso un gruppo compatto di sessanta esseri umani accampati al centro di questo territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, membri di questa tribù, con quel paesaggio, il vostro paesaggio, esteso intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale. Nessuno a eccezione della vostra tribù utilizza questo enorme spazio. È territorio esclusivamente vostro, è la riserva di caccia della vostra tribù. Ogni tanto gli uomini del gruppo partono in cerca di preda. Le donne raccolgono frutti e bacche. I bambini giocano rumorosamente intorno all'accampamento, imitando le tecniche di caccia dei loro padri. Se la tribù è fortunata, e se aumenta di dimensioni, se ne staccherà un gruppo che andrà a colonizzare un altro territorio. A poco a poco la specie si diffonderà.<br/>Immaginate ora un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo civilizzato, abitato da macchine ed edifici. Figuratevi ora un gruppo di sei milioni di esseri umani accampato al centro di quel territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, con la complessità della metropoli estesa intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale.<br/>Confrontate adesso queste due immagini.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Desmond Morris, ''Il comportamento intimo'' (''Intimate Behaviour'', 1972), traduzione di Paola Campioli, Mondadori, 1972.
*Desmond Morris, ''L'uomo e i suoi gesti. L'osservazione del comportamento umano'' (''Manwatching: a field guide to human behavior'', 1977), traduzione di Paola Campioli e Maria Cucchi, Mondadori, 1977.
*Desmond Morris, ''La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo'' (''The naked ape'', 1967), traduzione di Marisa Bergami, Bompiani, 1980.
*Desmond Morris, ''Lo zoo umano'' (''The human zoo'', 1969), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1970.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Morris, Desmond}}
[[Categoria:Biologi britannici]]
[[Categoria:Divulgatori scientifici britannici]]
[[Categoria:Etologi britannici]]
[[Categoria:Zoologi britannici]]
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[[File:Desmond Morris (1969).jpg|miniatura|Desmond Morris nel 1969]]
{{indicedx}}
'''Desmond Morris''' (1928 – 2026), zoologo, etologo, biologo e divulgatore scientifico inglese.
==Citazioni di Desmond Morris==
*Chiunque abbia studiato con attenzione la vita sociale degli [[uccello|uccelli]] sa che il loro è un mondo evoluto e complesso, dove cibo e acqua rappresentano solo una piccola parte dei bisogni comportamentali. Il cervello di ogni volatile è programmato tramite un sistema complesso di pulsioni e reazioni che lo predispongono a una vita colma di attività specifiche che vanno ben oltre la semplice ricerca di cibo, come la scelta del territorio, la costruzione del nido, il modo di appollaiarsi e di pulirsi, i rapporti con i pulcini, i comportamenti aggressivi e la sessualità. E tutto questo viene negato alle [[gallina|galline]] [[allevamento intensivo|di batteria]].<ref>Citato in [[Jeffrey Moussaieff Masson]], ''Chi c'è nel tuo piatto? Tutta la verità su quello che mangi'', traduzione di Nello Giugliano, Cairo editore, Milano, 2009, p. 68. ISBN 978-88-6052-218-4</ref>
*Nel mio collega uomo, non vedevo un angelo decaduto, ma una scimmia progredita.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dell'ecologia'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 122. ISBN 9788858024362</ref>
==''Il comportamento intimo''==
===[[Incipit]]===
Essere intimi significa essere vicini e devo chiarire fin dall'inizio che intendo l'espressione in senso letterale. Nella mia terminologia, dunque, l'[[intimità]] si ha ogni volta che due individui vengono fisicamente a contatto ed è la natura di questo contatto – sia esso una stretta di mano o un rapporto sessuale, una pacca sulle spalle o uno schiaffo, una operazione di manicure o un intervento chirurgico – ciò di cui mi occupo nel mio libro. Quando due persone si toccano fisicamente avviene qualcosa di speciale ed è questo qualcosa che mi sono proposto di studiare. Il metodo che ho applicato è lo stesso dello zoologo specializzato in etologia, cioè nell'osservazione e nell'analisi del comportamento animale. in questo caso, l'animale in questione era l'uomo. Perciò io mi sono posto il compito di osservare ciò che la gente fa – non quello che dice, o magari che dice di fare, bensì il suo comportamento reale.
===Citazioni===
*La [[carezza]] rifiutata in un momento cruciale, quando era disperatamente necessaria, può facilmente essere l'atto, o meglio il non-atto, che distrugge una relazione e un [[sorriso]] non ricambiato, tra due grandi potenze, può portare alla guerra e alla distruzione.
*L'espressione sognante di una ragazza innamorata non ricorda il viso attento e vivace di un bambino, ma piuttosto quello vuoto di un infante soddisfatto.
*Gran parte delle critiche che la vecchia generazione rivolge alla condotta dei giovani nasce da un profondamente mascherato senso d'invidia.
*Qui non è l'intimità fisica che porta al sesso, ma il sesso che porta all'intimità fisica, e tale rovesciamento non lascia dubbi sul fatto che si tratta di due cose distinte.
*Non possiamo essere fisicamente vicini senza diventarlo anche emotivamente.
*Non vi è nulla di intrinsecamente sessuale nelle intimità tra genitori e figli.
*Per la società sessualmente tollerante la [[violenza]], qualunque violenza, indipendentemente dalla scala o dal contenuto, è diventata la nuova restrizione filosofica.
*Quando l'impulso di toccare è bloccato, sia per una disgrazia personale sia per i tabù sociali, trova quasi sempre un modo di esprimersi, senza badare alle conseguenze.
*Sembra quasi che qualunque forma d'intimità, anche violenta, purché sia stabilita su una base sufficientemente personale, possa produrre tra i due antagonisti un vincolo affettivo.
*Si potrebbe dire che per noi la funzione di un atto di accoppiamento è quella di fecondare non tanto un uovo, quanto un rapporto.
*Una spinta, un graffio, una percossa possono cambiare tutta la vita di una persona, e perfino di una nazione.
===[[Explicit]]===
Ridiamo di adulti istruiti che perdono tempo e speciali centri scientifici e non vediamo il significato di questo fenomeno. Come tutto sarebbe più facile se ammettessimo che l'amore, la tenerezza e l'intimità fisica non sono debolezze, buone soltanto per i bambini e gli innamorati, e lasciassimo via libera ai nostri sentimenti, concedendoci di tanto in tanto il magico sollievo di un ritorno all'intimità.
==''La scimmia nuda''==
===[[Incipit]]===
Allo zoo di Londra, su di una gabbia, vi è una targhetta che dichiara semplicemente: "Questo animale è sconosciuto alla scienza". Nella gabbia vi è un piccolo [[scoiattolo]] con le zampe nere, proveniente dall'Africa. Prima d'ora in questo continente non era mai stato trovato uno scoiattolo con le gambe nere. Di questo animale non si sa nulla. Non ha nome. Per lo zoologo esso costituisce una sfida immediata. Che cosa c'è nel suo modo di vivere che lo ha reso unico? In che cosa differisce dalle trecentosessantasei specie viventi di scoiattoli già note e descritte?
===Citazioni===
*Che cosa è accaduto dei primi scimmioni? Sappiamo che il clima cominciò ad essere sfavorevole e che a un certo punto, circa quindici milioni di anni fa, le loro foreste rifugio si erano ridotte notevolmente di dimensioni. Allora gli scimmioni ancestrali furono costretti o ad attaccarsi a ciò che rimaneva delle loro case nelle foreste, o ad affrontare in senso quasi biblico la cacciata dall'Eden. (cap. I, p. 20)
*Da un punto di vista sociale, lo scimmione cacciatore dovette aumentare il suo impulso a [[comunicazione|comunicare]] e a collaborare con i compagni. Le espressioni facciali e i suoni vocali dovettere divenire più complessi. (cap. I, p. 39)
*Lo scimmione cacciatore maschio e la sua femmina furono così obbligati a innamorarsi e a restare fedeli l'uno all'altra. Questa tendenza è molto diffusa presso molti altri gruppi di animali, ma è rara tra i [[primate|primati]]. Con ciò si risolsero tre problemi in un colpo solo. Le femmine rimanevano legate e fedeli ai loro maschi mentre questi erano lontani a caccia e le gravi rivalità sessuali tra i maschi diminuirono, agevolando così lo sviluppo dello spirito di collaborazione. (cap. I, p. 40)
*La nostra specie durante l'erezione possiede il [[pene]] più grande tra tutti i primati viventi. (cap. II, p. 62)
*Il fatto che l'[[orgasmo]] femminile della nostra specie sia unico tra tutti i primati e che sia quasi identico fisiologicamente alle manifestazioni dell'orgasmo maschile, fa pensare che forse, in senso evolutivo, esso sia una reazione 'pseudomaschile'. (cap. II, p. 84)
*Sembra che la reazione del [[Risata e pianto|riso]] sia derivata da quella del pianto nel modo seguente: come ho già detto prima, il pianto esiste fin dalla nascita mentre il riso non appare fino al terzo o al quarto mese. Il suo arrivo coincide con la capacità di riconoscere i genitori. (cap. III, p. 123)
*Gran parte di quello che facciamo da adulti si basa sull'[[imitazione|assorbimento imitativo]] che avviene durante l'[[infanzia]]. Spesso pensiamo di comportarci in un determinato modo perché questo [[comportamento]] si accorda con qualche codice di astratti e nobili principi morali, mentre in realtà non facciamo altro che obbedire ad una serie di impressioni puramente imitative, profondamente radicate e da lungo tempo dimenticate. (cap. III, p. 134)
*Nel mondo odierno abbiamo svariati esempi di [[civiltà]] troppo rigide o troppo spericolate.<br>Le [[società]] piccole ed arretrate, completamente dominate dal grave peso dei [[tabù]] e delle vecchie abitudini, appartengono al primo tipo. Queste stesse società, quando si convertono e vengono "aiutate" dalle civiltà più progredite rapidamente diventano esempi di queste ultime. L'improvviso super-dosaggio di novità sociali e di entusiasmo per l'esplorazione travolge le forze stabilizzatrici dell'imitazione ancestrale e fa pendere eccessivamente la bilancia dall'altra parte. Come conseguenza, si ha uno sconvolgimento o una disintegrazione della civiltà. Felice quella società che gode della graduale acquisizione di un perfetto equilibrio tra l'imitazione e la curiosità, tra la copia irriflessiva e servile e la sperimentazione progressiva e razionale. (cap. III, p. 135)
*Gli [[animale|animali]] combattono tra loro per una o due ragioni serie: per stabilire il loro predominio in una gerarchia sociale o per affermare i loro diritti territoriali su di una zona particolare. (cap. IV, p. 157)
*Quello che l'animale vuole è la sconfitta, non l'uccisione; lo scopo dell'[[aggressività]] è il predominio, non la distruzione. (cap. V, p. 188)
*Noi ben sappiamo che se il numero della [[popolazione]] continuerà ad aumentare con la stessa spaventosa rapidità odierna, l'[[aggressività]] si svilupperà in maniera incontrollabile e drammatica. Questo fatto è stato dimostrato in modo conclusivo con esperimenti di laboratorio. Il [[Sovrappopolazione|sovraffollamento]] eccessivo determinerà uno stress e una tensione sociale che distruggeranno l'organizzazione della nostra comunità, molto prima di farci morire di fame [...]. (cap. V, p. 190)
*A causa delle nostre antiche abitudini, esisteva la necessità di una figura dalla potenza assoluta, in grado di mantenere unito il gruppo; questo vuoto venne riempito dall'invenzione di un [[dio]]. (cap. V, p. 193)
*A prima vista, è sorprendente come la [[religione]] abbia avuto tanto successo, ma la sua estrema potenza è semplicemente dovuta alla forza della nostra fondamentale tendenza biologica, ereditata direttamente dai nostri antenati scimmie e scimmioni, a sottometterci ad un membro del gruppo onnipotente e dominatore. (cap. V, p. 193)
*Solo le circostanze ambientali ci spinsero a diventare mangiatori di carne ed ora che questo ambiente è sotto il nostro controllo e che abbiamo a nostra disposizione raccolti elaboratamente coltivati, dovremmo prevedibilmente ritornare alle nostre [[alimentazione|abitudini alimentari]] da primati.<br />In sintesi, questo è il credo [[Vegetarianismo|vegetariano]] (o fruttariano come si fa chiamare uno di questi culti), che però ha avuto scarso successo. [...] Raramente i vegetariani spiegano la scelta di questo tipo di dieta dichiarando semplicemente di preferirla a qualunque altra, ma al contrario costruiscono una complicata giustificazione che implica ogni sorta di inesattezze mediche e di assurdità fisiologiche. (cap. VI, p. 212)
*La prima legge sull'attrazione degli animali {{NDR|da parte dei [[bambini]]}} dice: "La popolarità di un animale è direttamente proporzionale al numero di caratteristiche antropomorfiche che questo possiede." La seconda legge sull'attrazione degli animali dice: "L'età del bambino è inversamente proporzionale alle dimensioni dell'animale preferito." (cap. VIII, p. 250)
===[[Explicit]]===
È vero che siamo plasmabili e che abbiamo un comportamento opportunistico, ma le forme assunte da questo opportunismo sono contenute entro limiti rigidi. Mettendo in rilievo in questo libro i nostri aspetti biologici, ho cercato di presentare la natura di queste restrizioni. Riconoscendole apertamente e sottomettendoci ad esse, avremo maggiori probabilità di sopravvivere. Ciò non implica un ingenuo "ritorno alla natura", ma vuol dire semplicemente che dovremo adattare i nostri progressi opportunistici intelligenti alle fondamentali esigenze del nostro comportamento. Dobbiamo in qualche modo migliorare come qualità, invece che come semplice quantità. Potremo così continuare a progredire tecnologicamente in modo sensazionale e sbalorditivo senza negare la nostra eredità evolutiva. In caso contrario, i nostri compressi impulsi biologici si accumuleranno fino a far crollare la diga e tutta la nostra complessa esistenza sarà spazzata via dalla piena.
==''L'uomo e i suoi gesti''==
===[[Incipit]]===
Come l'ornitologo osserva gli uccelli così l'osservatore dell'uomo osserva la gente. Ma egli è studioso del comportamento umano, non un ''voyeur''. Per lui, il cenno della mano con cui un vecchio signore saluta un amico è altrettanto eccitante del modo in cui una bella ragazza accavalla le gambe. È uno specialista nel campo delle azioni umane e il suo campo è dovunque: alla fermata dell'autobus, al supermercato, all'aeroporto, all'angolo della strada, a un ricevimento e alla partita di calcio. In qualunque luogo vi sia gente che effettua azioni, qui l'osservatore dell'uomo ha qualcosa da imparare sui suoi simili e quindi, in ultima analisi, su se stesso.
===Citazioni===
*Con l'azione del [[Saluto|salutare]] mostriamo di voler bene a qualcuno, o, quanto meno, di non volergli male.
*L'uomo che trova una bella collega insolitamente eccitante, può mostrare i suoi sentimenti in nessun altro modo, ma il suo [[sguardo]], quando i loro occhi s'incontrano, trattiene quello di lei una frazione di secondo più del consueto.
*Noi non agitiamo la mano, non strizziamo l'occhio e non indichiamo qualcosa col dito se non c'è qualcuno con noi; a meno che, naturalmente, non abbiamo raggiunto l'insolita condizione di parlare animatamente con noi stessi.
==[[Incipit]] de ''Lo zoo umano''==
Immaginate un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo selvatico, abitato da animali piccoli e grandi. Figuratevi adesso un gruppo compatto di sessanta esseri umani accampati al centro di questo territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, membri di questa tribù, con quel paesaggio, il vostro paesaggio, esteso intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale. Nessuno a eccezione della vostra tribù utilizza questo enorme spazio. È territorio esclusivamente vostro, è la riserva di caccia della vostra tribù. Ogni tanto gli uomini del gruppo partono in cerca di preda. Le donne raccolgono frutti e bacche. I bambini giocano rumorosamente intorno all'accampamento, imitando le tecniche di caccia dei loro padri. Se la tribù è fortunata, e se aumenta di dimensioni, se ne staccherà un gruppo che andrà a colonizzare un altro territorio. A poco a poco la specie si diffonderà.<br/>Immaginate ora un pezzo di terra lungo trenta chilometri e largo altrettanto. Pensatelo civilizzato, abitato da macchine ed edifici. Figuratevi ora un gruppo di sei milioni di esseri umani accampato al centro di quel territorio. Cercate di vedere lì voi stessi, con la complessità della metropoli estesa intorno a voi ben oltre i limiti della vostra visuale.<br/>Confrontate adesso queste due immagini.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Desmond Morris, ''Il comportamento intimo'' (''Intimate Behaviour'', 1972), traduzione di Paola Campioli, Mondadori, 1972.
*Desmond Morris, ''L'uomo e i suoi gesti. L'osservazione del comportamento umano'' (''Manwatching: a field guide to human behavior'', 1977), traduzione di Paola Campioli e Maria Cucchi, Mondadori, 1977.
*Desmond Morris, ''La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo'' (''The naked ape'', 1967), traduzione di Marisa Bergami, Bompiani, 1980.
*Desmond Morris, ''Lo zoo umano'' (''The human zoo'', 1969), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1970.
==Altri progetti==
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Lucky Luke - La ballata dei Dalton
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{{Film
|titoloitaliano= Lucky Luke - La ballata dei Dalton
|immagine= <!--Immagine (facoltativo)-->
|titolooriginale=La Ballade des Dalton
|paese= Francia
|anno=1978
|genere=animazione
|regista= [[René Goscinny]], [[Henri Gruel]]
|soggetto= <!--Soggetto (facoltativo)-->
|sceneggiatore= [[René Goscinny]], Morris
}}
'''''Lucky Luke – La ballata dei Dalton''''', film d'animazione francese del 1978.
== Ballata ==
('''Bill il narratore''')
*Vi canto un'altra gloriosa avventura del nostro amico e della sua cavalcatura, della giustizia egli è il paladino e in cerca di bricconi ora si mette in cammino. Nessun cattivo sfuggire potrà, il nostro eroe tutti li acciufferà, li cercherà per le valli e Canion, è la ballata dei fratelli Dalton.
*Ormai i Dalton sono chiusi in prigione, possono dormire tutte le brave persone, li tiene d'occhio un guardiano famoso, si chiama Rataplan, è un cane prodigioso. Nessun cattivo sfuggire potrà, il nostro eroe tutti li morderà, svelto come un falco, più forte di un leon, è la ballata dei fratelli Dalton.
*I Dalton, con una gran faccia tosta, al nostro amico fanno una proposta, impadronirsi dell'eredità, per poi con lui dividerla a metà. Attento, Lucky, non farti imbrogliar, questo è un ricatto, ti voglion fregar, sembrano amici, ma amici non son, è la ballata dei fratelli Dalton.
*Qui tutto è dolce e sorride alla vita, la rosa fa l'amore con la margherita, qui l'erba è verde, gorgheggia il ruscello, nessuno ha visto al mondo un posto tanto bello. Ma c'è un confine, ve ne accorgerete, ecco che comincia il deserto della sete, il solo compagno qui è il sol leon, è la ballata dei fratelli Dalton.
*Chi muore e chi vive, ecco qui un cavaliere, voleva diventare un grandissimo pioniere, quest'altro qui si voleva riposare, povero lui non si è saputo più alzare. Soltanto se sei da vendetta animato, osi affrontare questo luogo desolato, la serpe ti guarda facendo din don, è la ballata dei fratelli Dalton.
*La [[Corsa all'oro|febbre dell'oro]] è assai contagiosa, pionieri e cowboy scavando senza posa, sono come impazziti, sono come malati, in cercatori d'oro sono trasformati. Cercano quando c'è il sole o se piove, ma l'oro è nascosto, nascosto chi sa dove, è un grande sogno, una grande illusion, è la ballata dei fratelli Dalton.
*Finalmente accade ciò che tu brami, arrivano i Dalton legati come salami, ma per fortuna con l'eredità, del bene ha fatto lo zio dall'aldilà. Sicuramente bambini e bambine, gli han perdonato le sue imprese birichine, giocando insieme al teatro dei briccon, è la ballata dei fratelli Dalton.
*Così finisce la nostra ballata, finisce anche la storia che vi abbiamo raccontata e sospirando la prossima evasion i quattro fratelli si riposano in prigion. E se la legge volete ingannare, questo esempio non dovete imitare, non è tanto facile fare i briccon, è la ballata dei fratelli Dalton. È la ballata dei fratelli Dalton.
== Frasi ==
*Io ti seppellirò! ('''Joe Dalton''')
*Averell, sta' zitto! ('''Joe''', '''William''' e '''Jack Dalton''')
*{{NDR|Dopo l'evasione dei fratelli Dalton dalla polveriera della prigione}} La prigione! Dove sta la prigione? La prigione è scomparsa. Allora hanno rubato la prigione. ('''Ratanplan''')
*{{NDR|Dopo il ritorno dei fratelli Dalton in prigione}} Ecco, ora va tutto bene. Ho ritrovato la mia prigione, ho catturato quasi tutti quei birbanti ladri di prigione meno due, il cowboy {{NDR|Lucky Luke}} e il suo degno cavallo {{NDR|Jolly Jumper}}, ma sono sicuro che un giorno o l'altro li catturerò ('''Ratanplan''')
== Dialoghi ==
*{{NDR|Durante il discorso con il notaio Augustus Betting}} <br /> '''Jack Dalton''': E come è morto il povero zietto? <br />'''Augustus Betting''': Impiccato. <br />'''Joe Dalton''': Morte naturale quindi. Una bella consolazione.
*{{NDR|Dopo che i Dalton si son procurati dei revolever da un mercante d'armi}} <br /> '''Tobias Wills''': Sono stato assalito da quattro tipi. <br />'''Lucky Luke''': Da quattro tipi? <br />'''Tobias Wills''': Sì, c'era un piccoletto che si chiamava Joe e un altro Averell. Ora che ci penso mi è sembrato che avessero una certa aria di famiglia. <br />'''Lucky Luke''': Sono i Dalton. <br />'''Barista''': I fratelli Dalton? Ma sono saltati in aria nell'esplosione della polveriera della prigione. Si sono polverizzati. <br />'''Tobias Wills''': Mamma mia, erano dei fantasmi! Sono stato assalito dai fantasmi! Mamma mia! sono stato assalito dai fantasmi!
*{{NDR|Dopo che i Dalton hanno offerto a Lucky Luke di aiutarli ad uccidere alcune persone}} <br /> '''Lucky Luke''': Se ho una parte dell'eredità sono d'accordo, e non soltanto farò da testimonio ma, per dimostrarvi la mia buona volontà, vi aiuterò a sopprimere i coyote che hanno eliminato vostro zio.<br />'''Jolly Jumper''': {{NDR|Dopo che Lucky Luke ha fatto l'occhiolino}} Se non lo conoscessi bene ci crederei.
*{{NDR|I Dalton dovevano procurarsi dei cavalli}} <br /> '''Joe Dalton''': Ora quello che ci serve sono dei bravi cavalli. <br />'''Averell Dalton''': Oh sì, sono buoni, buoni cavalli.<br />'''Tobias Wills''': Mercante di cavalli! Mercante di cavalli! Aaah, mamma i fantasmi! I fantasmi sono ritornati! Aaah!<br />...<br />'''William Dalton''': Quello ha avuto paura di noi, eh?<br />'''Lucky Luke''': Il fatto è che voi siete terrificanti.<br />'''Joe Dalton''': Ah ah, ebbene sì! E cerca di non dimenticartelo mai, cowboy!
*{{NDR|I Dalton hanno bisogno di vestiti nuovi}}<br /> '''Tobias Wills''': Mi ero stancato di andare sempre in giro, si fanno troppi cattivi incontri. Ah, ah.<br />'''Uomo''': Will, ho l'impressione che stiano arrivando i tuoi primi clienti.<br />'''Tobias Wills''': Eccomi, eccomi, eccomi! Arrivo!<br />'''Joe Dalton''': Siamo ancora noi.<br />'''Tobias Wills''': Aaah!
*{{NDR|Dopo aver pensato di fare esplodere una prigione con dentro solo il suo direttore}} <br /> '''Joe Dalton''': Però per mettere una bomba sotto la prigione ci servirà un po' di dinamite e delle pale.<br />'''Tobias Wills''': Mercante di dinamite e di pale! Mercante di dinamite e di pale! Aaah
*{{NDR|Leggendo la lista delle persone da far fuori}} <br /> '''Joe Dalton''': Ragazzi, il terzo giurato è un certo Piuma di serpente, pare che sia uno stregone indiano. Ha la sua tenda al centro del deserto della sete. <br />'''William e Jack Dalton''': Il deserto della sete?<br />'''Averell Dalton''': Eh, che sarà mai? Sarebbe molto peggio se fosse il deserto della fame!
*{{NDR|Piuma di serpente offre ai Dalton l'acqua della propria tinozza, in cui si accingono a bere assieme a Rantapan}} <br />'''Piuma di Serpente''': {{NDR|Dopo aver visto che Lucky Luke non intende bere anche lui l'acqua della tinozza}} Viso Pallido, tu non avere sete?<br />'''Lucky Luke''': Ah, certo! Però, prima preferirei parlarti un momento. E senza voler offendere il mio astuto fratello rosso, mi fido poco della tua acqua.<br />'''Piuma di Serpente''': Viso Pallido avere cervello, sotto suo scalpo. E non avere torto a non avere fiducia in mia acqua.<br />{{NDR|I Dalton finiscono di bere e Joe estrae le proprie pistole}}<br />'''Joe Dalton''': E adesso, Faccia di Terracotta, non ti daremo più... {{NDR|Sviene assieme ai suoi fratelli e a Rantaplan}}<br />'''Piuma di Serpente''': Avere messo potente polvere di funghi in acqua.<br />'''Lucky Luke''': Come fai ad avere funghi qui?<br />'''Piuma di Serpente''': Me fortunato: avere cantina molto umida. A proposito, Viso Pallido volere birra fresca ghiacciata? Aranciata? Ice-cream soda?<br />'''Lucky Luke''': Che effetto gli farà, la tua polvere di funghi?<br />'''Piuma di Serpente''': Faranno semplicemente dei bellissimi sogni! Noi avere così il tempo di parlare. Ecco, guarda {{NDR|indica i Dalton}}: sogni cominciare!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'animazione]]
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Fiorella Mannoia
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[[File:Mannoia in cremona dec 11th 2017.jpg|thumb|Fiorella Mannoia nel 2017]]
'''Fiorella Mannoia''' (1954 – vivente), cantautrice e attrice italiana.
==Citazioni di Fiorella Mannoia==
*Appartengo a una generazione fortunata, cresciuta in strada senza adulti intorno: sbucciati, ci rialzavamo. E imparavamo a cavarcela.<ref group="fonte" name="vecchiaia">Dall'intervista di Lavinia Farnese, ''[http://www.vanityfair.it/people/italia/17/02/07/fiorella-mannoia-sanremo-2017-amore-gossip-notizie-foto-canzone Fiorella Mannoia: «La vecchiaia non esiste»]'', ''VanityFair.it'', 7 febbraio 2017.</ref>
*{{NDR|Sui [[migranti]]}} Come aiutarli? Smettendo di derubarli. Lasciamo l'[[Africa]] agli africani.<ref group="fonte" name="pietà"/>
*{{NDR|Su [[Gianluca Buonanno]]}} È anche la gente come questo signore ad armare le mani di quelli che ammazzano un diciottenne dopo averlo torturato e seviziato, solo perché gay, è anche per gente come questa se questa intolleranza sfocia nelle tragedie quotidiane che tutti conosciamo, è anche per gente come questa che ragazzi si suicidano perché non reggono più all'emarginazione, all'isolamento, allo scherno. Sono stanca di questa gentaglia e la chiamo con il nome che merita: MERDA.<ref group="fonte">Da un [https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10152768713942053&id=218596532052 post] pubblicato da [https://www.facebook.com/pages/Fiorella-Mannoia/218596532052 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com''. Ripreso da ''[http://www.huffingtonpost.it/2014/09/19/mannoia-buonanno_n_5847906.html Fiorella Mannoia Vs Gianluca Buonanno: "È per gente come lui che i giovani gay si suicidano. È una m...a"]'', ''Huffingtonpost.it'', 19 settembre 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} È stato un incontro devastante. Ho sentito per la prima volta a 16 anni ''[[Fabrizio De André#Tutti morimmo a stento|Tutti morimmo a stento]]'' e rimasi folgorata, mi fece entrare nell'età adulta. De Andrè mi ha cambiato la vita, mi ha mostrato l'altra faccia della medaglia che io non conoscevo. Con lui ho scoperto che esistevano i diseredati, gli esclusi, la droga e le prostitute. Tutto quello che c'è dall'altra parte della luna. Mi ha insegnato che tutti possiamo sbagliare nella vita. Possiamo essere Bocca di rosa e Marinella. Non dobbiamo metterci sul pulpito e giudicare nessuno. È stato un maestro.<ref group="fonte" name="pietà">Dall'intervista di Paola Medori, ''[http://letteradonna.it/177142/intervista-fiorella-mannoia/ «A molti italiani manca la pietà»]'', ''Letteradonna.it''.</ref>
*Il nostro Sud non era un Sud povero e straccione in attesa di essere liberato, unificato, non lo era per niente [...] il nostro Sud era ricco, moderno più degli altri Paesi europei e di fatto è stato saccheggiato, depresso, derubato [...] e i briganti non erano dei delinquenti ma erano dei resistenti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.infooggi.it/articolo/fiorella-mannoia-e-l-orgoglio-meridionale-sul-palco-il-sud-derubato-e-saccheggiato/78350/ Fiorella Mannoia e l'orgoglio meridionale sul palco: "Il Sud derubato e saccheggiato"]'', ''InfoOggi.it'', 29 marzo 2015.</ref>
*Il problema dell'[[immigrazione]] è grande e forte. Ci dicono che lo fermeranno ma ci raccontano bugie. Non si interromperà mai. La spinta alla vita dell'essere umano, contro la fame e le guerre, è molto più forte. Quale essere umano si mette in attesa della morte?<ref group="fonte" name="pietà"/>
*L'[[aborto]] è un dramma orribile, una scelta tragica. La vita è sacra e va rispettata. Dio ce l'ha data e l'uomo non ha il diritto di distruggerla.<ref group="fonte" name="Anima">Citata in Gianpaolo Mattei, ''Anima Mia'', Piemme, 1998.</ref>
*{{NDR|Replicando a [[Pietro Parolin]] che dichiarò che le nozze gay una sconfitta per l'umanità}} La sconfitta dell'umanità, cardinale, sono i milioni di esseri umani costretti a vivere sorto la soglia di [[povertà]], sono le vittime di [[guerra]], di [[fame]], dell'[[odio]] umano. La sconfitta dell'umanità è sapere che nel terzo millennio il 90% della popolazione mondiale sopravvive a stento nella [[miseria]]. La sconfitta dell'umanità è la violazione dei [[diritti umani]], la [[disuguaglianza]], è lo [[sfruttamento]], è la distruzione del pianeta. L'umanità è sconfitta quando anche un solo bambino viene violato della sua innocenza. E da Cristiana il cuore mi dice che l'unione tra esseri umani che decidono di impegnarsi a volersi bene, dovrebbe essere benedetta, chiunque essi siano, ma questa è solo la mia modesta opinione.<ref group="fonte">Da un post pubblicato su ''Facebook.com''; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2015/05/27/mannoia-parolin-nozze-gay_n_7450772.html Fiorella Mannoia Vs Pietro Parolin: "Caro cardinale, da cristiana dico: le nozze gay dovrebbero essere benedette"]'', ''Huffingtonpost.it'', 27 maggio 2005.</ref>
*Le professioni hanno una dimensione pubblica, sulla quale non può incidere l'[[obiezione di coscienza]]. Se non si condivide la legge sull'[[aborto|interruzione di gravidanza]], e il diritto della [[donna]] a decidere, basta scegliere di non fare il [[ginecologo]].<ref group="fonte" name="decidere">Da ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/e-la-donna-che-deve-decidere/?printpage=undefined È la donna che deve decidere]'', ''MicroMega''.</ref>
*Mi reputo una persona molto religiosa, credo fermamente in Dio. Gli sono riconoscente e Lo ringrazio molto e molto spesso. Mi ha dato davvero troppe cose che a tante altre persone non ha concesso, quindi ho profonda gratitudine verso di Lui.<ref group="fonte" name="Anima"/>
*{{NDR|Su [[Noemi (cantante)|Noemi]]}} Mi è piaciuto molto lavorare con lei, rivedo in lei quello che ero io alla sua età, per cui lavoreremo insieme anche in futuro.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.rockol.it/news-104369/Fiorella-Mannoia,-%27Ho-imparato-a-sognare%27--%27Un-disco-di-cover-dal-sapore-live%27 rockol.it]'', 25 novembre 2009.</ref>
*[[Enrico Ruggeri|Ruggeri]] mi ha aperto la porta della canzone d'autore, gli devo molto. Mi ha dato Quello che le donne non dicono. Lui ha vissuto con tante donne, le ha osservate, le conosce e dimostra che la sensibilità non ha sesso. È una canzone che ci descrive bene.<ref group="fonte" name="pietà"/>
*Se avessimo avuto dei governi lungimiranti avremmo potuto vivere solo con tutta l'arte, che questo paese, il più bello del Mondo, ci offre.<ref group="fonte" name="pietà"/>
*Se volete davvero aiutare il popolo [[Cuba|cubano]] toglietegli questo embargo vergognoso che lo stritola da 60 anni.<ref>Da un [https://twitter.com/FiorellaMannoia/status/1415335384565813254 tweet] del 14 luglio 2021.</ref>
*Sembra incredibile che nel terzo millennio si debba ritornare a rimettere in discussione la legge sull'[[aborto]], sembra impossibile che si debba ritornare nelle piazze a rivendicare un diritto che sembrava ormai inalienabile, ed invece eccoci qui a rispondere ad attacchi che avrebbero dovuto ormai far parte di un passato che credevamo lontano. Le altissime personalità, ecclesiastiche, clericali o neoclericali, vogliono rimettere in discussione la legge sull'aborto; ora, è vero che tutte le leggi sono modificabili, nessuno esclude la possibilità di migliorarle, ma mi sembra che la tendenza sia quella restrittiva piuttosto che migliorativa. E nessuno per esempio ha affrontato fino ad ora il problema dell'obiezione di coscienza. L'[[obiezione di coscienza]] aveva un senso quando la legge è entrata in vigore. Chi allora faceva il [[ginecologo]], aveva scelto una professione che non contemplava il diritto della donna a decidere, ed eventualmente ad abortire. Oggi, invece, che il diritto della donna all'interruzione di gravidanza esiste da tempo, l'obiezione del ginecologo o dell'infermiere lede quel diritto. In molti casi, anzi, lo vanifica.<ref group="fonte" name="decidere"/>
*Un [[Genitore e figlio|figlio]] è un foglio bianco dove ogni genitore scrive ed è un potere quasi divino.<ref group="fonte" name="pietà"/>
*Uno Stato laico ha il dovere di formare una coscienza civile, quella religiosa deve seguire un altro percorso. Individualmente ognuno è, naturalmente, libero di fare quello che vuole nella propria vita. Può seguire quello che la Chiesa gli consiglia. Può non usufruire delle cure che si possono ottenere con la sperimentazione sulle cellule staminali, si può decidere di non usare il preservativo, di non divorziare, di astenersi dal sesso. Ma, da laica, esigo che questo Stato laico legiferi anche per me, che invece voglio poter decidere altrimenti.<ref group="fonte" name="decidere"/>
*{{NDR|Su [[Beppe Grillo]]}} Vederlo abbarbicato sulle folle col megafono mi riporta indietro a un ardore politico – lo stesso di quando uscivamo senza reggiseno sotto maglie trasparenti – che non abbiamo più. È in nome di quello che difendo il Movimento.<ref group="fonte" name="vecchiaia"/>
*Vorrei che sul tema dell'[[aborto]] gli uomini si astenessero. Per una donna la decisione di abortire è dolorosa, troppo dolorosa, e troppo delicata. Da donna, sono stanca di sentire eresie (queste sì), che giudicano l'interruzione di gravidanza come forma di contraccezione. Chi dice queste cose, è troppo lontano dalla realtà della vita per permettersi un giudizio. Solo una donna può capire che cosa vuol dire rinunciare a una gravidanza. È qualcosa che, anche con le migliori intenzioni, gli uomini non possono capire.<ref group="fonte" name="decidere"/>
==Citazioni tratte da canzoni==
*[...] ''e il resto del mondo che attraversa il [[frontiera|confine]], ma il confine è rotondo, si sposta man mano che muoviamo lo sguardo'' [...] (da ''Non è un film''. Album: ''Sud'', Etichetta: Oyà/Sony Music, 2012)
===''Quello che le donne non dicono/Ti ruberò''===
'''Etichetta''': DDD, 1987, prodotto da Celso Valli.
*''Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia | è una mancata verità che prima o poi succederà, | cambia il vento ma noi no | e se ci trasformiamo un po' | è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi.'' (da ''Quello che le [[donna|donne]] non dicono''<ref name="ruggerischiavone">Testo di [[Enrico Ruggeri]] e [[Luigi Schiavone]].</ref>)
*''Siamo così, dolcemente complicate, | sempre più emozionate, delicate, | ma potrai trovarci ancora qui | nelle sere tempestose | portaci delle rose, | nuove cose | e ti diremo ancora un altro "si".'' (da ''Quello che le donne non dicono''<ref name=ruggerischiavone/>)
*''Siamo così, | È difficile spiegare | Certe giornate amare, | Lascia stare, | Tanto ci potrai trovare qui | Con le nostre notti bianche | Ma non saremo stanche | Neanche quando | Ti diremo ancora un altro sì.'' (da ''Quello che le donne non dicono'')
*''Cambia il vento ma noi no | E se ci trasformiamo un po' | È per la voglia di piacere | A chi c'è già o potrà arrivare.'' (da ''Quello che le donne non dicono'')
===''Canzoni per parlare''===
'''Etichetta''': DDD, 1988, prodotto da Piero Fabrizi.
*''Se questa è una canzone con cui si può parlare | se in questa notte di Maggio io ti penso ad ascoltare | certe piccole voci che a volte vanno al cuore | in questi momenti con l'aria che si muove.'' (da ''Le notti di maggio'', n. 1)
*''Io conosco la mia vita e ho visto il mare | e ho visto l'amore da poterne parlare.'' (da ''Le notti di maggio'', n. 1)
*''Ma forse dopo un po' | prenderei ad organizzarmi l'esistenza | mi convincerei che posso fare senza | chiamerei gli amici con curiosità | e me ne andrei da qua.'' (da ''I dubbi dell'amore'', n. 5)
*''Cambierei tutte le opinioni | e brucerei le foto | con nuove convinzioni | mi condizionerei | forse ringiovanirei | e comunque ne uscirei | non so quando | non so come.'' (da ''I dubbi dell'amore'', n. 5)
===''I treni a vapore''===
'''Etichetta''': Epic Records/Sony Music Entertainment, 1992, prodotto da Piero Fabrizi.
*''Il cielo d'[[Irlanda]] è un oceano di nuvole e luce, | il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce, | il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù | ti annega di verde e ti copre di blu | ti copre di verde e ti annega di blu.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola>Testo di [[Massimo Bubola]].</ref>, n. 3)
*''Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana, | il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna, | il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Dal [[Donegal]] alle [[isole Aran]] | e da [[Dublino]] fino al [[Connemara]] | dovunque tu sia, viaggiando con zingari o re | il cielo d'Irlanda si muove con te | il cielo d'Irlanda è dentro di te.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia, | il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia, | il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero | ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3)
*''Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore, | il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole, | il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica, | si apre e si chiude con il ritmo della musica.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3)
===''Il tempo e l'armonia''===
*''Come si cambia per non morire | Come si cambia per amore. | Come si cambia per non soffrire | Come si cambia per ricominciare.'' (da ''Come si cambia'')
*''Quante volte gli occhi hanno pianto | Quante mie incertezze ho già perso | Oh no.'' (da ''Come si cambia'')
*''Sentire il soffio della vita | Su questo letto che fra poco vola | Toccarti il cuore con le dita | E non aver paura | Di capire che domani è un altro giorno.'' (da ''Come si cambia'')
===''Sud''===
*''La chiamano speranza | Ma a volte è un modo per dire illusione.'' (da ''Io non ho paura'')
*''E ho imparato a comprendere | L'indifferenza che ti cammina accanto | Ma le ho riconosciute | In tanti occhi le mie stesse paure | E aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti | Matura il frutto | E il tuo dolore non farà più male | E adesso alza lo sguardo | Difendi con l'amore il tuo passato | E io da qui ti sentirò vicino.'' (da ''Io non ho paura'')
*''E io ti penserò | In silenzio | Nelle notti d'estate | Nell'ora del tramonto | Quando si oscura il mondo | Quella muta delle fate. | E parlerò al tuo cuore perché | Domani partirai | In silenzio. | Ma in una notte d'estate | Io ti verrò a cercare | Io ti verrò a parlare | E griderò al mio cuore perché | Tu lo possa sentire.'' (da ''In viaggio'')
*''Il tempo sarà lungo | E la tua strada incerta | Il calore del mio amore | Sarà la tua coperta | Ho temuto questo giorno | È arrivato così in fretta | E adesso devi andare | La vita non aspetta | Guardo le mie mani | Ora che siamo sole | Non ho altro da offrirti | Solo le mie parole.'' (da ''In viaggio'')
*''Rivendica il diritto | A essere felice | Non dare retta alla gente, | Non sa quello che dice.'' (da ''In viaggio'')
*''Lo sai che l'onestà | Non è un concetto vecchio | Non vergognarti mai | Quando ti guardi nello specchio | Non frenare l'allegria, | Non tenerla tra le dita. | Ricorda che l'ironia | Ti salverà la vita.'' (da ''In viaggio'')
===''Fiorella''===
*''Tra quello che vorremmo e quello che dobbiamo, | Con l'anima in conflitto per quello che non siamo.'' (da ''Le parole perdute'')
*''Le parole perdute | Nascoste in fondo al cuore | Aspettano in silenzio | Un giorno migliore | Un lampo di coraggio | Per tornare in superficie | Un tempo felice | Un tempo felice.'' (da ''Le parole perdute'')
===''Combattente''===
'''Etichetta''': Oyà/Sony Music, 2016
*''Quante volte ho rovesciato la [[clessidra]], | questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa, che passa.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''Che sia [[Benedizioni dalle canzoni|benedetta]] | per quanto assurda e complessa ci sembri la [[vita]] è perfetta | per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta | e siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta | tenersela stretta.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''Siamo eterno, siamo passi, siamo storie | siamo figli della nostra verità | e se è vero che c'è un [[Dio]] e non ci abbandona | che sia fatta adesso la Sua volontà.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''A chi trova se stesso nel proprio coraggio | A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio | A chi lotta da sempre e sopporta il dolore, | Qui nessuno è diverso, nessuno è migliore. | A chi ha perso tutto e riparte da zero | Perché niente finisce quando vivi davvero. | A chi resta da solo, abbracciato al silenzio | A chi dona l'amore che ha dentro.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta. | Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta. | E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta. | A tenersela stretta.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''In questo traffico di sguardi senza meta | In quei sorrisi spenti per la strada | Quante volte condanniamo questa vita | Illudendoci di averla già capita.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''Ho sbagliato tante volte nella vita | Chissà quante volte ancora sbaglierò.'' (da ''Che sia benedetta'')
*''Mi sembrava di restare ferma al punto di partenza, | Di non essere capace di bastare mai a me stessa, | Di non avere una certezza, | Di non essere all'altezza.'' (da ''Nessuna conseguenza'')
*''E ripetevi tutto questo con quell'aria da padrone | Convincendomi a pensare che io avevo torto e tu ragione | Ma lo sai alla fine che l'amore | Se lo tieni chiuso a chiave, guarda altrove.'' (da ''Nessuna conseguenza'')
*''Di te so stare senza | Non sei necessario alla mia sopravvivenza.'' (da ''Nessuna conseguenza'')
*''È una regola che vale in tutto l'universo, | Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso. | E anche se la paura fa tremare | Non ho mai smesso di lottare.'' (da ''Combattente'')
*''Anche se il mondo può far male | Non ho mai smesso di lottare.'' (da ''Combattente'')
*''Forse è vero, mi sono un po' addolcita | La vita, mi ha smussato gli angoli | Mi ha tolto qualche asperità.'' (da ''Combattente'')
*''Ma non sottovalutare | La mia voglia di lottare | Perché è rimasta uguale | Non sottovalutare di me niente | Sono comunque sempre una combattente.'' (da ''Combattente'')
*''È una regola che cambia tutto l'universo | Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso | E in questa lacrima infinita | C'è tutto il senso della vita.'' (da ''Combattente'')
*''Io sono stata sempre qui | A innamorarmi ogni giorno di più | Di questa nostra vita | Che ci ricorda ancora | Che quando si ama non si perde mai.'' (da ''Perfetti sconosciuti'')
*''Quando i silenzi si mettevano tra noi | E ognuno andava per i fatti suoi | Come perfetti sconosciuti.'' (da ''Perfetti sconosciuti'')
*''Hai mai pensato | A quanti sbagli | Alle parole buttate al vento | E a tutte quelle ancora dentro | In questo quadro dipinto a fatica | Dopo un'attesa che dura una vita | Ma cosa vuoi farmi credere.'' (da ''Perfetti sconosciuti'')
===Altro===
*''Sempre sarai | Nella tasca destra in alto | In un passo stanco | Dentro un salto in alto | Che mette i brividi. | Per sempre sarai | In un sorriso inaspettato | O in un appuntamento con il mio destino.'' (da ''Sempre sarai'')
*''Abbi cura di splendere.'' (da ''Sempre sarai'')
*''Se fossi ancora qui con me | Ti farei vedere io | Che la lezione d'amore che mi hai insegnato | L'ho imparata bene.'' (da ''Sempre sarai'')
*''Vieni qua, vieni qua | Io ti volevo bene | ma riparlarne è inutile, inutile | Non ha più senso pensarti, capire, provare o sparire.'' (da ''L'amore si odia'')
*''Ma tu non meriti più | Un battito di questa vita | Per tutto quello che conta, se conta | Sei come colla sulle dita.'' (da ''L'amore si odia'')
*''E ogni petalo sai | Si finge di essere una rosa | Per ogni goccia vorrei | Diluvio sopra ogni cosa.'' (da ''L'amore si odia'')
==Citazioni su Fiorella Mannoia ==
*La Mannoia definisce Libero "carta da culo". Dato che lei canta col culo sarà a proprio agio leggendolo. ([[Vittorio Feltri]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Quello che le donne non dicono/Ti ruberò||(1987)}}
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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Giobbe
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Léon Bonnat - Job.jpg|thumb|''Giobbe'' (Léon Bonnat, 1880)]]
'''Giobbe''', personaggio biblico.
==Citazioni di Giobbe==
===''[[Libro di Giobbe]]''===
{{cronologico}}
*''[[Nudità|Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!''
*Se da Dio accettiamo il [[Bene e male|bene]], perché non dovremmo accettare il male?
*''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''
*''Non ha forse un duro lavoro l'[[uomo]] sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.''
*''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella polvere, | mi cercherai, ma più non sarò!''
*''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].''
*''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.''
*''L'uomo, nato di donna, | breve di giorni e sazio di inquietudine, | come un fiore spunta e avvizzisce, | fugge come l'ombra e mai si ferma.''
*''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!''
*''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma Raab. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.''
*''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.''
*''Ecco, temere Dio, questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.''
*''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.''
*''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.''
==Citazioni su Giobbe==
*Ecco, noi chiamiamo beati quelli che hanno sopportato con [[pazienza]]. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione. ([[Giacomo il Giusto]], ''[[Lettera di Giacomo]]'')
*In questa linea, la figura di Giobbe paziente e orante sul letamaio costituisce il modulo dominante dell'iconografia, lungo tutta la storia dell'arte. Naturalmente esiste qualche appiglio per tale lettura, il cui fondamento rimane tuttavia davvero esiguo e non appartiene interamente alla sostanza del libro, né al suo messaggio; si tratta di una lettura assolutamente secondaria. ([[Gianfranco Ravasi]])
*Leggere Giobbe è come «tenere nelle mani un'anguilla». L'espressione, peraltro facilmente comprensibile, è di un lettore geniale della Bibbia in latino, [[San Girolamo|Girolamo]]. Nella sua premessa a Giobbe, formula questo paragone, di grande pertinenza e folgorante per la capacità di rappresentare l'arduo impegno di ogni lettore nel tentare di spiegare e di comprendere Giobbe, di trovare cioè l'asse fondamentale della sua interpretazione, anche all'interno di una foresta di altri significati. ([[Gianfranco Ravasi]])
*Io sono ritornato a Giobbe, perché non posso vivere senza di lui, perché sento che il mio tempo, come ogni tempo, è quello di Giobbe; e che, se ciò non si avverte, è solo per incoscienza o illusione. Io ritorno a lui, perché da lui ricevo l'unica soluzione possibile della mia vita: il diritto a disperare. È di Giobbe la Disperazione come categoria della Ragione, come evento positivo e provvidenziale. E in un certo senso la sua parola è necessaria come quella di Cristo; la sua è la parola della terra, quella di [[Gesù|Cristo]] del Cielo; e per fortuna si richiamavano nello spazio dei secoli, come ora si incrociano e si integrano nella totalità di una medesima Rivelazione, all'infuori della quale non esiste che tenebra. ([[David Maria Turoldo]])
*Se io non avessi Giobbe! Non posso spiegarvi minutamente e sottilmente quale significato e quanti significati egli abbia per me. Io non lo leggo con gli occhi come si legge un altro libro, me lo metto per così dire sul cuore e in uno stato di clairvoyance interpreto i singoli passi nella maniera più diversa. Come il bambino che mette il libro sotto il cuscino per essere certo di non aver dimenticato la lezione quando al mattino si sveglia, così la notte mi porto a letto il libro di Giobbe. Ogni sua parola è cibo, vestimento e balsamo per la mia povera anima. ([[Søren Kierkegaard]])
==Voci correlate==
*[[Moglie di Giobbe]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Personaggi biblici]]
[[Categoria:Personaggi legati a un'antonomasia]]
[[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]]
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'''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}}
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== Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia ==
Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''.
* Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''.
* Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''.
Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania.
I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia:
* Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]]
* Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]]
All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!
Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET)
== Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia ==
Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori.
Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso.
Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace.
Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139
Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio.
Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET)
== Citazione con fonte errata ==
Ciao a tutti,
da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET)
== Nuova voce Paul-Henri Spaak ==
Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET)
::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET)
== Voci su singole canzoni ==
Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET)
:Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET)
::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET)
:::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET)
::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET)
== Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello si articola in due parti:
* un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro);
* la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''.
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET)
== qualificatore in vista o nascosto ==
Ciao a tutti,
quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza?
Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]].
In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote?
Grazie per l'info.
--[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET)
:Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET)
::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET)
:::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET)
::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET)
== Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks ==
Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! — [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST)
:Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST)
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST)
== WikiOscar 2026 ==
Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST)
== Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia ==
Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]].
Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/>
Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona.
Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''.
Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]].
Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST)
== Apertura delle pre-iscrizioni itWikiCon 2026 ==
Come saprete già, dal '''6 all'8 novembre 2026''' a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]]) si apriranno le porte della [[:w:it:Villa Negroni|Villa Negroni]] per '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]'''. Questo convegno unisce ispirazione, innovazione e scambio di idee in un evento di tre giorni. Le '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' sono disponibili da subito ed è il primo passo per manifestare il vostro interesse a partecipare. Inoltre, in questo modo darete un contributo fondamentale al team organizzativo nella pianificazione logistica dell’evento.
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info@itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di accogliervi a Vezia!
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]]
== Template:Premio ==
C'è un problema col [[Template:Premio]]: pur non essendo stato modificato ora compare a sinistra in cima invece che a destra sotto l'immagine, creando un pessimo effetto estetico, es. [[Steven Spielberg]] e [[Roberto Benigni]]; la cosa andrebbe risolta al più presto: qualcuno di noi lo sa fare? {{ping|Nemo_bis|GryffindorD|Superchilum}} [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:48, 25 mag 2026 (CEST)<br>
P.s. Può darsi che dipenda da una serie generale di cambiamenti che sono apparsi oggi specie in modalità di modifica: righe numerate, evidenziazione di template e corsivi e intestazioni ecc., ...quantomento io che uso il vecchio aspetto (Vector legacy 2010, ma suppongo non dipenda da quello) trovo oggi tutta questa serie di cambiamenti, anche su Wikipedia. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:01, 25 mag 2026 (CEST)
:Il problema al template non è di oggi, c'era già da qualche giorno e al momento non capisco a cosa sia dovuto. Il resto probabilmente dipende dal fatto che nella barra degli strumenti hai cliccato sul pulsante "Sintassi", infatti io uso Vector legacy 2010 ma non vedo nulla di tutto ciò. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:11, 25 mag 2026 (CEST)
::Grazie mille Udiki, a me non pare di aver cliccato qualcosa, ma ora il problema l'ho risolto togliendo la spunta su "Attiva l'evidenziazione della sintassi per il codice" e mettendola su "Imposta un'eccezione locale per questa preferenza globale" così da toglierla anche da "Attiva l'evidenziazione della sintassi per wikitesto": ora tutto in modifica mi è tornato come prima. Inoltre hai ragione che il Template:Premio non aveva a che fare con quello: lo vedo ancora a sinistra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 25 mag 2026 (CEST)
:::Ho chiesto in [[:w:WP:OFFICINA]], anch'io non riesco a capire cosa sia cambiato... --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:27, 25 mag 2026 (CEST)
::::Grazie, la [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:Premio&curid=80058&diff=1414472&oldid=1102407 modifica] ha risolto il problema.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:31, 26 mag 2026 (CEST)
:::::Ottimo :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:36, 26 mag 2026 (CEST)
== Citazione di Luigi Giussani ==
Buongiorno, mi ricordo di una citazione attribuita a don Luigi Giussani: "Ma la scuola sono i due e i tre". Non riesco a trovarlo da nessuna parte. Potete aiutarmi?--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:50, 6 giu 2026 (CEST)
:Credo che provenga dalla presentazione che Giussani scrisse per un suo libro intitolato ''Si può (veramente?!) vivere così?'' ([https://books.google.it/books?id=B2FpqWm0eakC&pg=PP6 vedi]). Ti riporto l'intero brano perché il link a volte funziona e altre no (la sottolineatura è mia):
:{{quote|Qual è il modo con cui possiamo imparare, sia pur come balbettio, il linguaggio nuovo e vero, il linguaggio nuovo della verità delle cose? Due amici, a cui si aggiunga la compagnia di una persona che è già da un po' di tempo abituata a guardar le cose in un certo modo, a leggere le cose ripetendole, ripetendole scandendo le sillabe delle parole più importanti. «Cosa vuoi dire questa parola che ricorre e che hanno detto essere la più importante?»: dapprima uno si domanda tra sé e sé, poi domanda all' altro, poi tutti e due domandano a questa persona più grande. Allora, insieme, leggono, studiano a memoria l'espressione che sembra difficile ed è bella. Ed è bella perché dice il vero, la verità. Si gusta il vero comprendendo la verità di quello che è detto, non si gusta il vero perché ''placet auribus'', perché accarezza l'orecchio. E c'è una parola che non riescono a capir bene, non riescono a capir bene come è penetrata nel discorso. Allora vanno da chi ha fatto il discorso a dire: «Come è penetrata?». E fra quattro si risolve meglio che non fra tre.<br />Questo è il modo con cui i medioevali concepivano lo studio. I libri stessi lo dimostrano: il testo era il brano della scrittura da giudicare e da studiare; i margini erano tali e tanti che in scuola, mentre leggevano il testo e ognuno diceva la sua, a un certo punto tutti scrivevano su di essi l'esito della discussione che l'insegnante persuasivamente aveva fatto capire. «L'esito della discussione è questo: la carità è dono, dono totale, gratuito». Allora, sui margini dei libri medioevali degli universitari di Bologna troviamo scritto: «La carità è un dono...»: è il commento alla cosa, la spiegazione del testo.<br /><u>Ma la vera scuola sono i due, o meglio, i tre perché senza maestro non c'è scuola</u>; senza qualcuno che abbia già fatto dei passi e, perciò, indichi la direzione immediata da assumere, non c'è scuola Oppure, meglio ancora, i tre insieme a chi è responsabile del modo di dire, del come si esprime e si difende un concetto che si vuole definire: questa è la scuola che fa stare in mente le cose e, soprattutto, introduce a capire che c'entrano col suo modo di vivere quotidiano.}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:41, 6 giu 2026 (CEST)
:Ottimo, grazie!-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 19:42, 6 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di raccolta di temi per il programm ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase della raccolta di temi per il '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|programma]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! Queste prime idee serviranno come contenitori per le proposte specifiche in estate. Il convegno si terrà dal '''6 all'8 novembre 2025 a Vezia (Lugano)'''.
Il programma lo costruiamo insieme: chiunque può inviare proposte di argomenti per presentazioni, discussioni o workshop. Tutte le informazioni e le istruzioni sono disponibili '''[[m:ItWikiCon/2026/Programma|sulla pagina dedicata al Programma]]'''.
Anche quest’anno vogliamo dare particolare spazio ai formati interattivi come workshop o discussioni.
Vorremmo cogliere l’occasione del convegno per rafforzare lo spirito di comunità e anche per sviluppare soluzioni alle sfide comuni.
La selezione delle proposte avverrà in estate, seguita dalla conferma dei relatori. Aggiornamenti sulle borse di partecipazione seguiranno la prossima settimana.
Infine, ti ricordiamo che il periodo delle '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' è ancora in corso. Grazie mille a tutti coloro che si sono già iscritti!
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{{@}}itwikicon.org.
Non vediamo l'ora di conoscere le vostre idee!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 17:14, 24 giu 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: apertura della fase di richieste per borse di partecipazione ==
Ciao a tutti,
è ufficialmente aperta la fase delle richieste di '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|borse di partecipazione]]''' per '''itWikiCon 2026''', il convegno annuale della comunità Wikimedia italofona! L’evento si terrà dal '''6 all'8 novembre 2026 a Vezia (Lugano)'''.
La fase di candidatura per le borse di partecipazione durerà fino alla fine di luglio '''(29 giugno – 31 luglio)'''. Se vuoi proporre una sessione e hai bisogno di un sostegno per il viaggio e l’alloggio, invia la tua richiesta per tempo. Qui trovi tutte le '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|informazioni sulle borse di partecipazione]]'''.
Per domande o suggerimenti scrivici sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:32, 29 giu 2026 (CEST)
== Marathon ==
Dear colleagues, hello! My name is S. Marchenko, I am a user of Wikimedia Foundation Russian language projects and a VRT agent. I actively edit the Russian version of Wikiquote, and recently I had the idea to hold an international marathon to improve and expand Wikiquote articles in different languages. In connection with this, I created a competition page on Meta [[m:Wiki Loves Quotes 2026]], where you can also register your local community. I really hope you find it interesting! Sincerely, [[Utente:S.Marchenko|S.Marchenko]] ([[Discussioni utente:S.Marchenko|scrivimi]]) 20:27, 15 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:11, 28 lug 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: fra qualche giorno sarà disponibile la griglia del programma ==
Ciao a tutti,
Fra pochi giorni sarà disponibile la griglia dove inserire gli interventi e i workshop per la conferenza in stile unconference.
I temi che avete proposto sulla [[m:ItWikiCon/2026/Programma|pagina del programma]] sono tanti e interessanti. Trasformateli in interventi e workshop.
Per domande o suggerimenti scriveteci qua sulla pagina di discussione o via e-mail a info@itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 06:09, 30 ago 2026 (CEST)
==SheSaid 2026==
Ciao, dal 1º settembre al 31 dicembre, torna l'edizione 2026 della campagna [[Wikiquote:SheSaid|SheSaid]], ideata da Wiki Loves Women e organizzata in Italia da WikiDonne. Maggiori info sulla [[Wikiquote:SheSaid 2026|pagina]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:42, 2 set 2026 (CEST)
:Grazie [[Utente:Camelia.boban|Camelia]], cercheremo anche questa volta di onorare la tua bella iniziativa, che permette ogni anno a vari utenti, come me, di avere uno stimolo per creare voci che altrimenti non creerebbero. Anche il tempo è magnanimo: fino al 31 dicembre significa che anche se uno non ha tempo adesso... può trovarlo con calma. Mi permetto di pingare per conoscenza i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni: {{ping|Danyele|Ibisco}} (passati vincitori), {{ping|Wiccio|IppolitoN|Superchilum}} e {{ping|GryffindorD|Dispe|Emmepici}}. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:23, 3 set 2026 (CEST)
== itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''.
Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione.
Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]].
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 11:39, 11 set 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Migration to Parsoid</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="announcement-content" />
<em>[[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Product and Technology/Parsoid Read Views/Read View Announcement|Read this in another language]]</em>
Hello everyone! I am glad to inform you that as the next step in the [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification|Parser Unification]] project, Parsoid will soon be turned on as the default article renderer on your wiki. We are gradually increasing the number of wikis using Parsoid, with the intention of making it the default wikitext parser for MediaWiki's next long-term support release. This will make our wikis more reliable and consistent for editors, readers, and tools to use, as well as making the development of future wikitext features easier.
If this disrupts your workflow, don’t worry! You can still opt out through a user preference or turn Parsoid off on the current page using the Tools submenu, as described in the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:ParserMigration|Extension:ParserMigration]] documentation.
There is [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Confidence Framework|more information about our roll-out strategy]] available, including the testing done before we turn on Parsoid for a new wiki.
To report bugs and issues, please look at our [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser Unification/Known Issues|known issues]] documentation and if you found a new bug please create a phab ticket and tag the [[phab:project/view/5846|Content Transform Team in Phabricator]].
<section end="announcement-content" />
</div>
[[mw:User:MSantos (WMF)|Content Transform Team]] 21:03, 14 set 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:MSantos (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery/Wikiquote&oldid=23943229 -->
== itWikiCon 2026: È pronto il tabellone del programma ==
Ciao a tutti,
'''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''.
Per rendere sempre più centrali i contributi della comunità, abbiamo deciso di strutturare buona parte della itWikiCon 2026 come una '''unconference''' in cui il contenuto delle sessioni è influenzato e creato dai partecipanti.
Le sessioni disponibili sono visibili sul [[m:ItWikiCon/2026/Programma#La_struttura_dei_tre_giorni|tabellone del programma]]. Dopo aver letto le necessarie regole, registrate la vostra sessione.
Le proposte e i vostri commenti, è superfluo ricordarlo, devono essere conformi al [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Policy:Universal_Code_of_Conduct/it Codice di condotta] Wikimedia.
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info(at)itwikicon.org.
Non vediamo l’ora di leggere le vostre proposte!
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]], [[Utente:Vallema|Vallema]] ([[Discussioni utente:Vallema|scrivimi]]) 10:06, 20 set 2026 (CEST)
== Sondaggio sul benessere della comunità ==
Ciao! Questo è un sondaggio di [https://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia], l'associazione che sostiene e promuove i progetti Wikimedia sul territorio italiano. Stiamo raccogliendo il punto di vista della comunità per capire meglio quali siano oggi le difficoltà e i bisogni di chi partecipa ai progetti e come l’associazione possa offrire il supporto più utile.
Ti chiediamo quindi di aiutarci compilando questo breve questionario (https://survey.wikimedia.it/index.php/512553), che richiede circa 10 minuti.
Le domande riguardano la tua esperienza, ciò che ti motiva, le eventuali difficoltà che incontri e di cosa avresti bisogno. Le risposte ci aiuteranno a capire quali forme di supporto siano le più importanti e quali potrebbero essere sviluppate o migliorate.
Raccoglieremo le risposte fino al 4 ottobre 2026.
Per qualsiasi domanda, puoi scriverci a info(at)wikimedia.it
Grazie per il tuo aiuto! --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 10:28, 25 set 2026 (CEST)
== Your feedback wanted: Remove ''(Language link added:) and similar'' edits from Special:RecentChanges ==
''(Apologies for posting in English. You can help by translating it)''
Hello, I’m Danny from [[:en:w:Wikimedia_Deutschland|Wikimedia Deutschland’s]] [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects|Wikidata For Wikimedia Projects]] team.<br/>
We have been investigating and examining how Wikidata’s use in the [[Special:RecentChanges]] and [[Special:Watchlist]] pages can be made to be more useful, or less ‘noisy’ (fewer edits that have little value to the reader).
We are currently exploring to make a change in the volume and the type of Wikidata edits that appear in these pages, and '''we need your feedback''' to help us ensure this is a positive change for the Wikis and won’t disrupt your workflows.<br/>
Language links are also known as sitelinks or interlanguage links and describe when a Wikidata item is connected to a Wiki, adding it to the language dropdown tool for other connected Wikis.
[[File:Types of Lang Link changes.png|x350px|frame|A variety of "Language Link" edits as seen in the Recent Changes feed]]
The request for feedback is whether you support the removal of these language link edits from the Recent Changes and Watchlist feed, or would you oppose such a change and if so, why?
Please share you thoughts on the dedicated '''[[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Hide_Language_Link_edits|metawiki Talk page]]'''.
Further information about this change: [[m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Hide_Language_Link_edits|m:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Hide_Language_Link_edits]]
Thank you for any participation or feedback you give, -- [[m:User:Danny_Benjafield_(WMDE)|User:Danny Benjafield (WMDE)]] 13:51, 25 set 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_test_list&oldid=31080909 -->
== Wikidata Sitelink changes in Recent Changes and Watchlist ==
''(Apologies for cross-posting in English, translating it will help spread the message)''
Editors on group 1 wikis, including Wikiquote, Wikibooks, Wikiversity, Wikivoyage, and Wikisource, will no longer see notifications on [[Special:RecentChanges|Recent Changes]] and [[Special:Watchlist|Watchlist]] when a link to ''another'' language version of a page is added, removed, or changed in its Wikidata item. This change will begin on '''October 5 at 07:00 UTC''' as a two-week trial to reduce high-volume, low-value notifications and make higher-value changes easier to identify. Editors who rely on these notifications should be aware of the change and can share feedback or concerns on the [[m:Wikidata For Wikimedia Projects/Clearer Wikidata Edit Summaries/Hide Language Link edits|project]] or [[m:Talk:Wikidata_For_Wikimedia_Projects/Clearer_Wikidata_Edit_Summaries/Hide_Language_Link_edits|talk page]].<br/>Please reach out if you have any questions, thank you! -- [[User:Danny_Benjafield_(WMDE)|Danny Benjafield (WMDE)]] ([[User_talk:Danny_Benjafield_(WMDE)|talk]]) sent via [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 14:42, 1 ott 2026 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_test_list&oldid=31106967 -->
== Promemoria: Fine della fase di iscrizione all’itWikiCon 2026 ==
Ciao a tutti,
vi ricordiamo che la fase di iscrizione a '''[[m:ItWikiCon/2026|ItWikiCon 2026]]''' sta per chiudere '''oggi a mezzanotte'''. Dopo questa scadenza non sarà più possibile iscriversi per partecipare al convegno.
Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. Una quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione.
Se siete ancora indecisi sulla partecipazione, date un’occhiata al programma che è in fase di sviluppo. Troverete la tabella [[m:ItWikiCon/2026/Programma|nella sezione programma]].
Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 17:53, 12 ott 2026 (CEST)
== [[Anagrammi italiani]] ==
Ieri Simonsegni (non mi prendo meriti che non ho) ha creato questa pagina. Veramente prima si intitolava "Anagramma" ed era impostata come una tematica, ma siccome l'unica citazione era un anagramma e non una citazione sugli anagrammi, allora ho spostato tutto e l'ho impostato come una raccolta. Ho alcune perplessità:
*Prima di creare una nuova raccolta, mi pare che di regola sia necessaria una discussione; anche se in questo caso non ci vedo una grande forzatura, perché abbiamo già delle raccolte di palindromi, che sono in sostanza lo stesso.
*È giusto il titolo? Non abbiamo per ora altre pagine come "Anagrammi francesi", "Anagrammi tedeschi" ecc. Forse ci va solo "Anagrammi"?
*Per apprezzare un anagramma, è necessario riportare anche la parola da cui esso deriva, per esempio: "Stefano protomartire" diventa "Santo morto fra pietre". Con quali modalità ciò andrebbe fatto? Cioè, come realizzare l'accostamento? Io direi di fare come per le traduzioni multiple, v. [[WQ:TT]]. Tuttavia al momento il problema non si pone, perché l'unica citazione è un distico il cui ultimo verso è l'anagramma dell'altro.
*Sarebbero da ammettere solo frasi, come nell'esempio precedente, o anche singole parole come "Donna" che diventa "Danno"?
Finché non si chiariscono questi aspetti, non creo l'elemento su Wikidata. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:33, 19 ott 2026 (CEST)
:Vanno bene i titoli distinti per lingue, mentre "Anagramma" si può eventualmente ricreare come tematica e "Anagrammi" come redirect alla tematica, come appunto per [[Palindromo]]. La parole da cui l'anagramma deriva concordo che si potrebbero mettere sotto, non in nota, per maggiore leggibilità, tuttavia noto anch'io che al momento sono stati inseriti solo anagrammi dove la seconda parte è l'anagramma del primo, quindi su un'unica riga, e si tratterebbe in alcuni casi di capire qual è la scelta più fedele alla fonte (senza forzare come versi anagrammi che nella fonte non sono riportati come versi); idem meglio sotto l'eventuale traduzione, che è necessaria se l'anagramma è in lingua straniera. Se significative vanno bene anche le singole parole, "Donna - Danno" lo è, ma va sempre indicata una fonte (come per i palindromi la fonte può andare nella raccolta stessa se non c'è una voce autore, es. [[Palindromi italiani]]).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:22, 20 ott 2026 (CEST)
:Ciao, solo per curiosità aggiungo alla risposta questo link: [https://www.google.com/search?udm=36&q=isbn%3A9788879447522 L'anagramma] provvisto di anteprima parziale. Dalla quarta di copertina: ''attore'' = ''teatro'' (anagramma significativo di una parola) o ancora, ''amo un prestito di denaro'' = ''ma da non restituire dopo'' (anagramma significativo di una frase). Buona lettura!... [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 12:10, 22 ott 2026 (CEST)
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Predrag Mijatović
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Danyele
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Predrag Mijatović 2007 b.jpg|thumb|Predrag Mijatović nel 2007]]
'''Predrag Mijatović''' (1969 – vivente), dirigente sportivo ed ex calciatore montegrino.
==Citazioni di Predrag Mijatović==
*[[Antonio Cassano|Antonio]] è un grandissimo giocatore. A Madrid forse è arrivato troppo giovane e complici le poche presenze racimolate, non è riuscito a dimostrare tutto il suo reale valore. Dal suo ritorno in Italia però è riuscito a riscattarsi fin da subito, con la maturità raggiunta che gli ha permesso di concentrarsi esclusivamente sugli aspetti legati al campo.<ref>Citato in Fabrizio Romano, ''[http://www.fcinternews.it/?action=read&idnotizia=94510 Mijatovic: "Cassano-Inter, che sorpresa. Al Real..."]'', ''fcinternews.it'', 8 ottobre 2012.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Mijatovic, Predrag}}
[[Categoria:Calciatori jugoslavi]]
[[Categoria:Calciatori montenegrini]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi]]
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Libro di Giobbe
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Spinoziano
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amplio
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wikitext
text/x-wiki
{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Giobbe''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.
==[[Incipit]]==
C'era nella terra di Uz un uomo chiamato [[Giobbe]]: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente. Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta.
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni==
*Un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche [[Satana]]. Il Signore disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dal percorrere la terra e dall'aggirarmi su di essa». (1, 6 – 7; 2010)
*Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». (1, 8 – 12; 2008)
*''[[Nudità |Nudo]] uscii dal seno di mia madre, | e nudo vi ritornerò. | Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, | sia benedetto il nome del Signore!'' ([[Giobbe]]: 1, 21; 1974)
*Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». (2, 3 – 6; 2008)
*Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora [[Moglie di Giobbe|sua moglie]] disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il [[Bene e male|bene]], perché non dovremmo accettare il male?». (2, 7 – 10; 2008)
*Allora Giobbe aprì la bocca e [[Maledizioni dai libri|maledisse]] il suo giorno. Prese a dire: «''Perisca il giorno in cui nacqui | e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"''. (3, 1 – 3; 2008)
*''[[Oltretomba|Laggiù]] i malvagi cessano d'agitarsi, | laggiù riposano gli sfiniti di forze. | I prigionieri hanno pace insieme, | non sentono più la voce dell'aguzzino. | Laggiù è il piccolo e il grande, | e lo schiavo è libero dal suo padrone.'' (Giobbe: 3, 17 – 19; 1974)
*''Per quanto io ho visto, chi coltiva [[iniquità]], | chi semina affanni, li raccoglie.'' (Elifaz: 4, 8; 1974)
*''Poiché allo [[stoltezza|stolto]] dà morte lo sdegno | e la collera fa morire lo sciocco. | Io ho visto lo stolto metter radici, | ma imputridire la sua dimora all'istante.'' (Elifaz: 5, 2 – 3; 1974)
*''Infatti, la sventura non spunta dalla terra, | né il dolore germina dal suolo; | ma l'uomo nasce per [[sofferenza|soffrire]], | come la favilla per volare in alto.'' (Elifaz: 5, 6 – 7; 1994)
:''L'uomo nasce al [[travaglio]], | come l'uccello per il volo.'' (5, 7; 1959)
*''Beato l'uomo che Dio corregge! | Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente; | perché egli fa la piaga, ma poi la fascia; | egli ferisce, ma le sue mani guariscono.'' (Elifaz: 5, 17 – 18; 1994)
*''Si mangia forse un cibo insipido, senza sale? | O che gusto c'è nel succo di [[malva]]?'' (Giobbe: 6, 6; 2008)
*''A chi è sfinito è dovuta pietà dagli [[amicizia|amici]], | anche se ha abbandonato il [[timore di Dio]].'' (Giobbe: 6, 14; 1974)
*''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un [[mercenario]]? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (Giobbe: 7, 1 – 3; 1974)
*''Se ho [[peccato]], che cosa ti ho fatto, | o custode dell'uomo? | Perché m'hai preso a bersaglio | e ti son diventato di peso? | Perché non cancelli il mio peccato | e non dimentichi la mia iniquità? | Ben presto giacerò nella polvere, | mi cercherai, ma più non sarò!'' (Giobbe: 7, 20 – 21; 1974)
*''Cresce forse il [[papiro]] fuori della palude | e si sviluppa forse il giunco senz'acqua? | Ancora verde, non buono per tagliarlo, | inaridirebbe prima di ogni altra erba. | Tale è la sorte di chi dimentica Dio, | così svanisce la speranza dell'[[Empietà|empio]]; | la sua fiducia è come un filo | e una tela di ragno è la sua sicurezza: | se si appoggia alla sua casa, essa non resiste, | se vi si aggrappa, essa non regge.'' (Bildad: 8, 11 – 15; 2008)
*''Sposta le montagne e non lo sanno, | egli nella [[Ira di Dio|sua ira]] le sconvolge.'' (Giobbe: 9, 5; 1974)
*''Dio non ritira la sua collera: | sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di [[Raab (mitologia)|Raab]].'' (Giobbe: 9, 13; 1974)
*''Lasciami, sì ch'io possa respirare un poco | prima che me ne vada, senza ritornare, | verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte, | terra di caligine e di disordine, | dove la luce è come le tenebre.'' (Giobbe: 10, 20 – 22; 1974)
*''L'uomo insensato si leva in superbia, | e qual giovane [[onagro]] si stima nato indipendente.'' (Zofar: 11, 12; 1959)
*''Le tende dei ladri sono tranquille, | c'è sicurezza per chi provoca Dio, | per chi vuol ridurre Dio in suo potere. | Ma interroga pure le [[animale|bestie]], perché ti ammaestrino, | gli uccelli del cielo, perché ti informino, | o i rettili della terra, perché ti istruiscano | o i pesci del mare perché te lo faccian sapere. | Chi non sa, fra tutti questi esseri, | che la mano del Signore ha fatto questo? | Egli ha in mano l'anima di ogni vivente | e il soffio d'ogni carne umana.'' (Giobbe: 12, 6 – 10; 1974)
*''Strappa dalle tenebre i [[Segreto|segreti]] | e porta alla luce le cose oscure.'' (Giobbe: 12, 22; 1974)
*''Ma io all'Onnipotente vorrei parlare, | a Dio vorrei fare rimostranze.'' (Giobbe: 13, 3; 1974)
*''L'[[uomo]], nato di donna, | breve di giorni e sazio di inquietudine, | come un fiore spunta e avvizzisce, | fugge come l'ombra e mai si ferma.'' (Giobbe: 14, 1 – 2; 1974)
*''Poiché anche per l'[[albero]] c'è speranza: | se viene tagliato, ancora ributta | e i suoi germogli non cessano di crescere; | se sotto terra invecchia la sua radice | e al suolo muore il suo tronco, | al sentore dell'acqua rigermoglia | e mette rami come nuova pianta.'' (Giobbe: 14, 7 – 9; 1974)
*''Oh, se tu volessi nascondermi nel regno dei morti, | occultarmi, finché sia passata la tua ira, | fissarmi un termine e poi ricordarti di me!'' (Giobbe: 14, 13; 2008)
*''Ma io so che il mio Redentore vive | e che alla fine si alzerà sulla polvere. | E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, | senza la mia carne, vedrò Dio. | Io lo vedrò a me favorevole; | lo contempleranno i miei occhi, | non quelli d'un altro; | il cuore, dal desiderio, mi si consuma!'' (Giobbe: 19, 25 – 27; 1994)
*''Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà, | se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda, | se stimerai come polvere l'[[oro]] | e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir, | allora sarà l'Onnipotente il tuo oro | e sarà per te argento a mucchi.'' (Elifaz: 22, 23 – 25; 1974)
*''Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio | e apparire [[purezza|puro]] un nato di donna? | Ecco, la luna stessa manca di chiarore | e le stelle non sono pure ai suoi occhi: | quanto meno l'uomo, questo verme, | l'essere umano, questo bruco!'' (Bildad: 25, 4 – 6; 1974)
*''Con forza agita il mare | e con intelligenza doma Raab. | Al suo soffio si rasserenano i cieli, | la sua mano trafigge il serpente tortuoso.'' (Giobbe: 26, 12-13; 1974)
*''Ma la [[saggezza]], dove trovarla? | Dov'è il luogo dell'intelligenza? | L'uomo non ne sa la via, | non la si trova sulla terra dei viventi. | L'abisso dice: "Non è in me"; | il mare dice: "Non sta da me". | Non la si ottiene in cambio d'oro, | né la si compra a peso d'argento.'' (Giobbe: 28, 12 – 15; 1994)
*''Ecco, [[Timore di Dio|temere Dio]], questo è sapienza | e schivare il male, questo è intelligenza.'' (Giobbe: 28, 28; 1974)
*''Sono divenuto fratello degli [[sciacallo|sciacalli]] | e compagno degli struzzi.'' (Giobbe: 30, 29; 1974)
*''La mia [[cetra]] non dà più che accenti di lutto, | e la mia zampogna voce di pianto.'' (Giobbe: 30, 31; 1994)
*[...] ''perché mi incute timore la mano di Dio | e davanti alla sua maestà non posso resistere.'' (Giobbe: 31, 23; 1974)
*''Chi ha chiuso tra due porte il [[mare]], | quando erompeva uscendo dal seno materno, | quando lo circondavo di nubi per veste | e per fasce di caligine folta? | Poi gli ho fissato un limite | e gli ho messo chiavistello e porte | e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre | e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".'' ([[Yahweh]]: 38, 8 – 11; 1974)
*''Da quando vivi, hai mai comandato al mattino | e assegnato il posto all'[[aurora]], | perché essa afferri i lembi della terra | e ne scuota i malvagi? | Si trasforma come creta da sigillo | e si colora come un vestito.'' (Yahweh: 38, 12 – 14; 1974)
*''Sai tu quando figliano le [[camoscio|camozze]] | e assisti al parto delle [[cervo|cerve]]? | Conti tu i mesi della loro gravidanza | e sai tu quando devono figliare? | Si curvano e depongono i figli, | metton fine alle loro doglie. | Robusti sono i loro figli, crescono in campagna, | partono e non tornano più da esse.'' (Yahweh: 39, 1 – 4; 1974)
*''Chi ha mandato libero l'[[onagro]], | e i suoi legami chi li ha sciolti? | Ad esso io diedi il deserto quale casa | e qual sua dimora la terra di salsuggine. | Disprezza egli il tumulto della città, | e urla di mandriano non ascolta; | visita torno torno i monti del suo pascolo, | e ogni verde zolla egli ricerca.'' (Yahweh: 39, 5 – 8; 1959)
*''Il [[bufalo]] si lascerà piegare a servirti | o a passar la notte presso la tua greppia? | Potrai legarlo con la corda per fare il solco | o fargli erpicare le valli dietro a te? | Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande | e a lui affiderai le tue fatiche? | Conterai su di lui, che torni | e raduni la tua messe sulla tua aia?'' (Yahweh: 39, 9 – 12; 1974)
*''L'ala dello [[struzzo]] batte festante, | ma è forse penna e piuma di cicogna? | Abbandona infatti alla terra le uova | e sulla polvere le lascia riscaldare. | Dimentica che un piede può schiacciarle, | una bestia selvatica calpestarle. | Tratta duramente i figli, come se non fossero suoi, | della sua inutile fatica non si affanna, | perché Dio gli ha negato la saggezza | e non gli ha dato in sorte discernimento. | Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le ali: | si beffa del cavallo e del suo cavaliere.'' (Yahweh: 39, 13 – 18; 1974)
*''È forse al tuo comando che l'[[aquila]] si alza in alto | e fa il suo nido nei luoghi elevati? | Abita nelle rocce e vi pernotta; | sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese; | di là spia la preda | e i suoi occhi mirano lontano. | I suoi piccini si abbeverano di sangue, | e dove sono i corpi morti, là essa si trova.'' (Yahweh: 39, 27 – 30; 1994)
*''Ecco, l'[[ippopotamo]], che io ho creato al pari di te, | mangia l'erba come il bue. | Guarda, la sua forza è nei fianchi | e il suo vigore nel ventre. | Rizza la coda come un cedro, | i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi, | le sue vertebre, tubi di bronzo, | le sue ossa come spranghe di ferro. | Esso è la prima delle opere di Dio; | il suo creatore lo ha fornito di difesa. | I monti gli offrono i loro prodotti | e là tutte le bestie della campagna si trastullano. | Sotto le piante di [[fior di loto|loto]] si sdraia, | nel folto del canneto della palude. | Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici, | lo circondano i salici del torrente. | Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema, | è calmo, anche se il [[Giordano (fiume)|Giordano]] gli salisse fino alla bocca. | Chi potrà afferrarlo per gli occhi, | prenderlo con lacci e forargli le narici?'' (Yahweh: 40, 15 – 24; 1974)
*''Puoi tu pescare il [[Leviatano|Leviatan]] con l'amo | e tener ferma la sua lingua con una corda, | ficcargli un giunco nelle narici | e forargli la mascella con un uncino? | Ti farà forse molte suppliche | e ti rivolgerà dolci parole? | Stipulerà forse con te un'alleanza, | perché tu lo prenda come servo per sempre? | Scherzerai con lui come un passero, | legandolo per le tue fanciulle? | Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca, | se lo divideranno i commercianti? | Crivellerai di dardi la sua pelle | e con la fiocina la sua testa? | Metti su di lui la mano: | al ricordo della lotta, non rimproverai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1974)
*''Prenderai forse il [[coccodrillo]] all'amo? | Gli assicurerai la lingua con la corda? | Gli passerai un giunco per le narici? | Gli forerai le mascelle con l'uncino? | Ti rivolgerà esso molte suppliche? | Ti dirà delle parole dolci? | Farà esso alleanza con te, | perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio? | Scherzerai con lui come fosse un uccello? | Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze? | Ne trafficheranno forse i pescatori? | Lo spartiranno essi fra i negozianti? | Gli coprirai la pelle di frecce | e la testa di ramponi? | Mettigli un po' le mani addosso! | Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!'' (Yahweh: 40, 25 – 32; 1994)
==[[Explicit]]==
Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. Ebbe anche sette figli e tre figlie. A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli. Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni sul Libro di Giobbe==
*Animato da ansiosa ricerca di verità e da umanità profonda, è giudicato concordemente un vero capolavoro di tutti i tempi e di tutti i paesi, ed è cosparso di sublimi bellezze letterarie. [...] Il poema fu sempre di conforto agli afflitti dalle miserie della vita. ([[Giuseppe Ricciotti]])
*''Giobbe'' è un'opera formidabile della letteratura ebraica. Con la sola eccezione di ''[[Libro di Isaia|Isaia]]'', nessun altro libro della Bibbia è scritto con un tale altissimo livello di potente eloquenza, come del resto si addice al suo argomento, la giustizia di Dio. Come opera di teologia morale, il libro è un fallimento perché l'autore, come tutti gli altri, è sconcertato dal problema della teodicea. ([[Paul Johnson]])
*Giobbe sopportò tutto – ma quando vennero i suoi amici... a consolarlo, allora perse la pazienza. ([[Søren Kierkegaard]])
*Il ''Libro di Giobbe'' è ricco di storia naturale in forma poetica: presenta un catalogo affascinante di fenomeni organici, cosmici e meteorologici. Nel capitolo 28, per esempio, c'è una straordinaria descrizione di una miniera. Attraverso questa immagine, ci viene presentata una visione del potenziale scientifico e tecnologico quasi illimitato del genere umano, in contrasto con le capacità morali incorreggibilmente deboli dell'uomo. ([[Paul Johnson]])
*Interessante [...] il fatto che Dio alla fine premia Giobbe, che pure si era ribellato, e redarguisce invece i tre amici di Giobbe, che avevano cercato di convincerlo che la punizione divina cui era sottoposto era probabilmente dovuta a qualche suo cattivo comportamento. Ma Dio sapeva che questa non era la ragione e con la punizione dei tre amici voleva sottolineare che il potere di Dio è assolutamente imperscrutabile. ([[Una carezza per guarire|Umberto Veronesi e Mario Pappagallo]])
===[[Antonio Girlanda]]===
*''Giobbe'': il poema grandioso dell'innocente oppresso dalla sofferenza immeritata, ma che non cessa di cercare Dio.
*Il libro di Giobbe è un capolavoro della letteratura universale, sia per l'eterno problema che agita, il dolore dell'innocente, ma anche per la smagliante veste letteraria che l'anonimo autore ebreo del V secolo ha saputo dargli.
*L'autore di Giobbe non accetta un Dio automa che garantisce disgrazie ai malvagi e successo ai buoni. Egli ha assunto il problema del dolore innocente come il caso limite per scuotere certezze che non rispondono alla realtà né stimolano quella fede che si affida a Dio, certa che la sua ultima volontà è la felicità della creatura che lo cerca. L'epilogo lo dimostra.
===[[Simone Weil]]===
*È necessario che l'anima continui ad amare a vuoto, o per lo meno a voler amare, anche soltanto con una parte infinitamente piccola di se stessa. Allora un giorno Dio stesso viene a rivelarsi a lei e a mostrarle la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe.
*Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza.
*La sventura ha costretto Cristo a supplicare di essere risparmiato, a cercare conforto fra gli uomini, a credersi abbandonato dal Padre. Ha costretto un giusto a imprecare contro Dio, un giusto perfetto, quanto almeno può esserlo una natura soltanto umana, e forse anche di più, se Giobbe non è tanto un personaggio storico quanto una immagine di Cristo. «Egli si fa gioco della sventura degli innocenti». Non è una bestemmia, è un autentico grido strappato al dolore. Il libro di Giobbe è dall'inizio alla fine una pura meraviglia di verità e di autenticità. Se si parla di sventura, tutto ciò che si discosta da quell'esempio è, più o meno, macchiato di menzogna.
==Bibliografia==
<!-- Per anno -->
*''La sacra Bibbia'', traduzione di G. Bonaccorsi, G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G. M. Zampini, Salani Editore, Firenze, 1959.
*''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
*''[https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=giobbe&versioni%5B%5D=Nuova+Riveduta Giobbe]'', edizione Nuova Riveduta, 1994.
*''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Gb/1/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008.
*''La Bibbia'', Edizioni San Paolo, 2010. ISBN 978-88-215-6777-3
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Antico Testamento|Giobbe]]
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Motti dai libri
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/* Motti dai libri */ Jules Verne
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{{Raccolta}}
[[File:Dartagnan-musketeers.jpg|thumb|''[[Alexandre Dumas (padre)#I tre moschettieri|Tutti per uno e uno per tutti]]'']]
Raccolta di '''motti''' tratti '''dai libri'''.
==Motti dai libri==
*Chi osa vince, Marcus. Pensa a questo motto ogni volta che affronti una scelta difficile. Chi osa vince. ([[Joël Dicker]])
*Come tutti gli ispettori che lavorano agli omicidi è un lavoratore instancabile che con gli anni ha imparato a tollerare le proverbiali sfuriate del capo, i suoi repentini cambi di umore e le pirotecniche esternazioni all'insegna del motto: «Un poliziotto democratico prima è democratico e poi poliziotto», finendo per apprezzarle e trarne perfino motivo di divertimento. ([[Bruno Morchio]])
*Cominciava a delinearsi quel famoso motto della naia che recita: "La vita militare è rendere le cose facili difficili attraverso l'inutile." ([[Francesco Guccini]])
*"Convinci più persone che puoi e il mondo cambierà!" è il motto di ogni attività di tipo morale. ([[Marco Maurizi]])
*Diffida di ogni impresa che richieda abiti nuovi. ([[Edward Morgan Forster]])
*È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. È il nostro motto ufficiale. ([[Ray Bradbury]])
*Era un motto che guidava anche le parole e la vita di mio padre: lottare al meglio significa già di per sé avere vinto, e i più piccoli momenti nella vita sono quelli che ci dicono di più su ciò che siamo dentro. ([[Colin O'Brady]])
*''Il mondo è la nostra toilette!'' Questo fu il nostro motto durante il viaggio verso nord. Ci eravamo portate un sacco di carta igienica così da non rischiare di dover cercare un gabinetto. ([[Leslie Feinberg]])
*Il motto dell'[[umorista]] [...] dice:<br />«Fa' che domani tu non debba ridere di te stesso: ridi oggi». Domani è troppo tardi. ([[Giovannino Guareschi]])
*Il motto ufficiale dell'Agenzia era: «La verità vi renderà liberi». Tutto stava a trovarla questa verità. ([[Tom Clancy]])
*In breve, il suo motto era: «Ad ogni costo!», e l'amore dell'impossibile, per usare la bella espressione di Pope, era la sua ''ruling passion''. ([[Jules Verne]])
*La bandiera della nuova nazione era una formica sotto un sole giallo brillante. A volte la creatura teneva uno strumento: una cesoia, una falce, un martello, una spatola o una penna. Altre volte, le sue mani (o piedi) erano vuote. Sotto c'era sempre il motto della nazione: CON. ([[Eleanor Arnason]])
*La scuola di [[Grazia (qualità)|grazia]] e portamento mi insegnò una volta per tutte che non ero carina, non ero femminile e non sarei mai stata aggraziata. Il motto della scuola era ''Ogni ragazza che entra, ne esce donna''. Io rappresentavo l'eccezione. ([[Leslie Feinberg]])
*– L'ignoranza aiuta a prendere la decisione giusta? – ridacchiò Ampelio. – Cos'è, il nuovo slogan della Lega? ([[Marco Malvaldi]])
*"Lo scudo sfoggerà una banda d<nowiki>'</nowiki>''or'' in quarto destro, una croce di Sant'Andrea ''murrey'' sulle fasce, con un cane, dormiente, a mo' di emblema, con sotto un piede una catena merlata, simbolo di schiavitù, con un gallone ''vert'' in sommo trinciato e tre linee infiorate in campo ''azure'', e con punte del centro rampanti su un gallone dentato. Sulla cresta, ''sable'', un negro che fugge, con un fagotto sulle spalle, sulla banda sinistra, e una coppia di caprioli a supporto, che poi saremmo tu e io, e il motto ''Maggiore fretta, minore atto''. L'ho preso da un libro, e vuol dire che più fai in fretta e meno cose fai". ([[Mark Twain]])
*Mi spiegò che il suo motto era: «Prendere uomini in gamba e trattarli bene».<br/>«Lavorano meglio, se lei li tratta bene» soggiunse «e poi ritornano.» ([[Jerome K. Jerome]])
*'Morte agli umani!' Questo è il loro motto, la missione per la quale uccidono, bruciano, saccheggiano! ([[Andrzej Sapkowski]])
*Non è colpa mia se non sono nato duca, e non è colpa vostra se non siete nato re, perciò perché stare in pena? Cerca di prendere le cose per come vengono, è il mio motto. ([[Mark Twain]])
*''Non so come e perché'': questo è il tuo motto! Il ragazzo ha ragione, tu non sai un cazzo e continui a farti i tuoi film nella testa. ([[Bruno Morchio]])
*Portava {{NDR|Front-de-Bœuf}} una nera testa di toro sullo scudo bianco, a metà cancellata dai numerosi incontri sostenuti, con il motto arrogante: ''Cave, adsum''.<ref>Fa' attenzione, io son qui.</ref> ([[Walter Scott]])
*Quanto al servizio da tavola era elegante e di gusto eccellente. Ogni pezzo, cucchiaio, forchetta, coltello, piatto, portava una lettera circondata da un motto esplicativo di cui ecco il facsimile esatto:{{centrato|MOBILIS IN MOBILE {{NDR|''recte'': ''mobili''}}<br />N}}''Mobile nell'elemento mobile!'' Il motto si adattava in maniera perfetta all'apparecchio sottomarino, a patto di tradurre la preposizione latina ''in'' con ''nel'' anziché con ''sopra''. La lettera N costituiva senza dubbio l'iniziale del nome dell'enigmatico personaggio che comandava in fondo ai mari. ([[Jules Verne]])
*Quello che nostro Signore mi dà, lo prendo volentieri; di quello che non mi dà, faccio tranquillamente a meno. Questo è il mio motto, in quanto so accontentarmi. ([[Martin Lutero]])
*Quello era il tanto ammirato esemplare inglese di "ambiente-lavoro" moderno, il salone aperto della redazione del ''London Orator'', fiore all'occhiello della Ivorstone Press, un grande quotidiano a diffusione nazionale e risonanza internazionale, cane-da-guardia della libertà, culla della banalità, testa-d'ariete della pornografia leggera, lacrima-di-coccodrillo della morale corrente, fauci e denti dello squalo marino e personale scimmietta ammaestrata di Sir Ivor Stone in persona. A sommo del portone principale faceva spicco il blasone di Sir Ivor, con il suo motto-rebus, ''Primum lapidem iaciam''. ([[Richard Adams]])
*Rammento un motto che stava esposto nella mia camera, quando ero bambina: "La tua stessa colpa ti farà scoprire". Ed è verissimo. "La tua stessa colpa ti farà scoprire". ([[Agatha Christie]])
*Se sei in dubbio gira a sinistra, era il suo motto. ([[Lee Child]])
*SMAG Era diventato il loro motto, e Jonesy proprio non si ricordava chi di loro avesse cominciato a dirlo per primo. ([[Stephen King]])
*Sopra l'entrata principale le parole: "Centro di incubazione e di condizionamento di Londra Centrale" e in uno stemma il motto dello Stato mondiale: "Comunità, Identità, Stabilità". ([[Aldous Huxley]])
*Tutti per uno e uno per tutti. ([[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas padre]])
*Vigiliamo e siamo sempre presenti. ([[Anne Rice]])
===[[George Orwell]], ''[[1984]]''===
*Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
*La [[pace e guerra|guerra è pace]].
*La libertà è schiavitù.
*L'ignoranza è forza.
==Note==
<references />
{{Raccolte dai media|Motti|dai libri}}
[[Categoria:Motti dai media|Libri]]
[[Categoria:Raccolte dai libri]]
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Proverbi burkinabè
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([[c:GR|GR]]) [[File:Coat of arms of Burkina Faso (1984-2025).svg]] → [[File:Coat of arms of Burkina Faso (1997–2025).svg]] → The file was renamed on Commons, but the filename in the language versions was not changed ([[c:c:GR]])
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[[File:Coat of arms of Burkina Faso (1997–2025).svg|thumb|Stemma del Burkina Faso con il motto «Unità, progresso, giustizia»]]
Raccolta di '''[[Burkina Faso|proverbi burkinabè]]'''.
*Le [[disgrazia|disgrazie]] non cadono sugli alberi, cadono sugli uomini.<ref>Citato in AA.VV., ''I Proverbi dell'Africa Nera'', Giovane Africa Edizioni, Pontedera, 2011. ISBN 978-88-97707-06-6</ref>
==Note==
<references />
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[[Categoria:Burkina Faso]]
[[Categoria:Proverbi africani|Burkinabè]]
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Campionato mondiale di calcio 1990
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Citazioni sul '''Campionato mondiale di calcio 1990'''.
==Citazioni==
*A livello sportivo, il Mondiale 1990 resta una ferita aperta: eravamo fortissimi e avessimo giocato a Roma, saremmo andati in finale. Sono convinto che poi avremmo vinto anche contro la Germania, peccato. Non me ne vogliano gli amici napoletani, ma Maradona fu bravissimo e al San Paolo trovammo un clima particolare: applausi, ma anche fischi perché quell'Italia di Vicini era soprattutto formata da interisti e milanisti. ([[Giuseppe Bergomi]])
*{{NDR|Nel 2020}} Il Mondiale delle notti magiche [...] lo ospitammo dall'8 giugno all'8 luglio del 1990 in un [[Italia|Paese]] che si inventò il terzo anello di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] ed edificò stadi così mostruosi che sarebbero poi stati abbattuti (come il Delle Alpi di [[Torino]]) o trascurati (come il San Nicola di [[Bari]]). Un'orgia di cemento dai costi esorbitanti, con troppo incenso, troppe ombre e troppi morti sul lavoro. Meglio l'[[Nazionale di calcio dell'Italia|Italia]] di [[Azeglio Vicini]] dell'Italia di [[Franco Carraro]] e [[Luca Cordero di Montezemolo|Luca di Montezemolo]], nessun dubbio su questo. ([[Roberto Beccantini]])
*{{NDR|Nel 2016}} Il mondiale italiano poteva essere il coronamento della sua carriera ma la decisiva partita contro l'Argentina si decise ai calci di rigore e proprio un suo errore dagli undici metri sancì la sconfitta della Jugoslavia. Quella contro l'Argentina fu l'ultima partita degli slavi ad un mondiale perché nel giro di poco tempo la Jugoslavia, dilaniata da profondi contrasti etnici, si disgregò. Così, con il passare degli anni, nell'immaginario collettivo degli jugoslavi il nome di [[Faruk Hadžibegić]] venne accostato ad una grande delusione, non solamente sportiva: se avesse segnato quel rigore forse i destini del Paese sarebbero stati diversi. Addio Jugoslavia. ([[Gigi Riva (giornalista)|Gigi Riva]])
*Il sogno italiano è finito in un oceano di delusione di fatica. Dopo due ore di gioco, l'Italia è condannata dalla lotteria dei rigori. C'è un pizzico di crudeltà in questo verdetto, ma bisogna accettarlo con onestadignità senza dimenticare quella nazionale ha realizzato prima, nelle cinque precedenti partite, sul piano del gioco, dei risultati e soprattutto della simpatia. Sembrava che il mondo avesse scoperto la squadra predestinata al titolo mondiale. Ma il calcio si beffa delle presunte certezze. [...] Così è finito il nostro Mondiale. L'Italia di alcune categorie di benpensanti può finalmente tranquillizzarsi. Non ci saranno colpi di stato calcistici nel nostro Paese. ([[Candido Cannavò]])
*{{NDR|Nel 2010}} In occasione di Italia 1990, si sprecò una buona occasione per ristrutturare al meglio gli stadi. Lì purtroppo è stato fatto un lavoro all'italiana, in un periodo storico sfavorevole. Fino ai primissimi anni 90 si pensava al grande catino, che il [[Calcio (sport)|calcio]] fosse il fenomeno di decine e decine di migliaia di persone: c'è stato l'ingrandirsi dell'Olimpico, del [[Stadio San Paolo|San Paolo]], e la costruzione del terzo anello di [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] su modello del Maracanã. In realtà stava arrivando la [[televisione]], che avrebbe cambiato il modo di fare spettacolo, e allora gli inglesi hanno colto questo aspetto e hanno fatto impianti molto modellati, che partivano più avanti rispetto ai nostri perché non hanno piste di atletica, e li hanno fatti più adeguati rispetto alle esigenze televisive, mentre noi abbiamo ancora l'idea di stadio pre-diretta televisiva. ([[Matteo Marani]])
*{{NDR|Nel 2020}} Italia 90 rappresentò qualcosa di simbolico. Nel male. E nel bene. Nel male, perché sprechi e ruberie e furberie confermarono la tendenza alla dilapidazione gratuita e ingiustificata. Ancora nel male, perché la scelte fatte sugli impianti furono un esempio di inesistente lungimiranza. Vennero costruite autentiche cattedrali nel deserto (il Delle Alpi di Torino, per dire), furono ampliate a sproposito strutture che ben potevano restare com'erano (l'Olimpico a Roma). E tutto mentre nel mondo si avvertiva l'esigenza, invece, di andare verso stadi più piccoli, a misura d'uomo. Nel bene, però, quel torneo per oltre un mese offrì a tantissimi il senso di una partecipazione ad una passione collettiva, unificante come talvolta solo lo sport, nello specifico il calcio, sa essere. ([[Leo Turrini]])
*''Là c'è una bandiera che sale, | qua c'è un muratore che cade | ma questo tragico evento non intaccherà | la fiducia che il mondo ripone nel nostro paese | ripieno di pizza, canzoni ed amor. | Il mondiale 90 nascerà, | ed il tricolore sicuro, rubizzo e rasierte | nel vento garrà.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Milano, si apre la quattordicesima edizione dei Campionati del mondo. Ecco, ci siamo tutti: l'Italia, dopo mesi di attesa spasmodica densa di polemiche, di dubbi, di timori, di speranze, finalmente può salutare con tutto il suo entusiasmo e la sua passione l'inizio dei Mondiali. È festa grande per l'Italia: un'edizione attesissima in quanto si svolge in quello che viene considerato il Paese, calcisticamente, più evoluto del mondo. Inizia con questa magnifica festa di colori quella che sarà una indimenticabile festa dello sport. (''[[Italia '90 - Notti magiche]]'')
*Nel [[Campionato mondiale di calcio 1986|1986]] meritava di vincere l'Argentina, ma nel 1990, nonostante il successo sia arrivato solo per un rigore, {{NDR|noi [[Nazionale di calcio della Germania|tedeschi]]}} eravamo totalmente superiori. Quando gli [[Nazionale di calcio dell'Italia|italiani]], che avevano una squadra di spicco, persero la semifinale contro l'Albiceleste, andammo tutti al bar dell'hotel e bevemmo una birra. Per noi era chiaro che se avessimo vinto la nostra partita contro l'Inghilterra il giorno successivo, saremmo stati campioni del mondo. Non potevamo perdere con l'Argentina. ([[Rudi Völler]])
*Noi siamo usciti da questo Mondiale subendo un gol solo, nei tempi regolamentari, e mai perdendo una partita sul campo: questo è il cruccio maggiore che ci portiamo dietro e che ci porteremo dietro nel tempo, chiaramente pensando anche di aver disputato un campionato in Italia. Averlo vinto in Italia per noi sarebbe stato, veramente, entrare nella storia in maniera assoluta. ([[Riccardo Ferri]])
*Non fosse stato per il pareggio di Caniggia – sull'unico errore in tutto il Mondiale del portiere Zenga – l'Italia sarebbe volata nell'entusiasmo di un Paese intero verso il meritato trionfo in casa. Invece gli Azzurri persero alla lotteria finale dei calci di rigore e il sogno svaporò. Restava Schillaci, che per gli italiani era "il Mondiale", ne impersonava il fascino e la gioia. Gli occhi sgranati nelle incontenibili esultanze rappresentavano insieme l'occasione di riscatto offerta dallo sport e la classe tenace che rende possibile ogni risultato. ([[Carlo Felice Chiesa]])
*Non sono l'Argentina e l'Italia ad aver perso il mondiale. Prima, e in modo molto più vistoso, l'hanno perso gli arbitri, la Fifa (parola d'ordine: tutto bene) e il molto illustre signor [[Joseph Blatter|Joseph S. Blatter]]. ([[Gianni Mura]])
*Questo è stato un mondiale con poco pressing [...] e sostanzialmente corretto: meritato il premio Fairplay agli inglesi. Ma troppe volte s'è visto l'arbitro lontano dall'azione e scarsamente sintonizzato coi guardalinee. Penso che il doppio arbitro sarebbe una buona idea, almeno da sperimentare, perché non si può pretendere da ultraquarantenni che corrano come ventenni. Altra cosa poco logica, da parte della Fifa: rispedire a casa gli arbitri dei paesi che hanno superato gli ottavi: un buon arbitro come Petrovic, fuori la Jugoslavia, poteva tornare utile. A parte un rigore non concesso all'Italia, di veramente bravo ho visto un arbitro solo, nella seconda fase: il brasiliano Wright. Un po' poco. Ma per la Fifa son tutti bravi, altrimenti non sarebbero venuti ad arbitrare qui. È questo il vero guaio. ([[Gianni Mura]])
*Resta un mondiale che certamente non prosegue sulla strada del cambiamento, della crescita. Il senso di festa che lo accompagna nella fase preparatoria, nei primi successi della nazionale, resta disilluso, perché non si può dal punto di vista storico non rilevare che è una sorta di anticipazione di quello che di lì a poco accadrà con quella che genericamente definiamo come fine della Prima Repubblica. ([[Paolo Colombo (storico)|Paolo Colombo]])
*{{NDR|Nel 2008}} Si ritorna con la memoria alle "notti magiche" di Italia 90, a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati [...]. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall'Evento: eppure, dopo neanche vent'anni abbiamo gli stadi più vecchi d'Europa, scomodi, pericolosi. ([[Maurizio Crosetti]])
*{{NDR|Nel 2018}} [[Azeglio Vicini|Vicini]] commise un unico, gigantesco errore [...] Una volta giunti a mezz'ora dalla fine al [[Stadio San Paolo|San Paolo]], sull'1-0 in semifinale, c'era una sola cosa da fare: inserire me per farmi marcare a uomo [[Diego Armando Maradona|Maradona]]. [...] Avrei seguito il Pibe de oro come un'ombra, non lasciandolo più giocare. [...] Invece Vicini fece dei cambi assurdi e mi lasciò in panchina. Avrebbe potuto inserire pure qualche altro mediano, per dare consistenza al [[centrocampo]]. [...] Per assecondare la sua mentalità offensiva scelse di rimanere con l'assetto iniziale... Di fatto, ha buttato via un Mondiale per tenere fede alla sua filosofia. ([[Pietro Vierchowod]])
===[[Giorgio Tosatti]]===
{{cronologico}}
*{{NDR|24 dicembre 1986}} Da quanto si legge, stiamo già per sprecare la grossa occasione rappresentata dalla costruzione (o dal riadattamento) di diversi stadi in vista dei Mondiali '90. La vicenda sta immiserendosi in una serie di guerre tra gruppi di costruttori allettati dall'affare; tra amministratori locali e aziende private; fra partiti politici; fra chi vuole impianti destinati esclusivamente al calcio e chi si batte per inserirvi la pista d'atletica. Si discute sui terreni, sugli appalti, sui finanziamenti. Nessuno si pone il problema principale: come debba essere uno stadio degli anni Duemila in Italia.
*{{NDR|10 luglio 1990}} Abbiamo dato al mondo una bella prova di inciviltà; nessuna finalista era stata così maltrattata in passato, neppure giocando contro i padroni di casa. Stravagante (vero [[Franco Carraro|Carraro]]?) giustificare un simile comportamento con le dichiarazioni fatte da [[Diego Armando Maradona|Maradona]] prima di incontrare l'Italia a Napoli. [...] Si può anche detestare Maradona ma ciò non autorizza a offendere un Paese fischiandone l'inno. Un sindaco dovrebbe saperlo e magari scusarsi a nome della città. [...] No, non c'è molta gloria in questo successo tedesco. Mi sono sembrati più forti (oltre l'Italia così mal gestita) anche l'Inghilterra e il Camerun. La prima ha perso Robson ed ha avuto un cammino durissimo; il secondo è stato senza dubbio l'eroe di questo Mondiale.
*{{NDR|Nel 1996}} Quando vennero assegnati i Mondiali del '90 all'Italia e si cominciò a parlare di come ristrutturare gli stadi, scrissi [...] suggerendo di non perdere un'eccellente occasione per aggiornare il rapporto fra pubblico e calcio. Il quale non era più uno dei pochissimi divertimenti domenicali e non muoveva più – salvo rare occasioni – masse imponenti. Sbagliato, quindi, puntare su grandi impianti; sbagliatissimo considerarli ancora un luogo dove si tiene ammassata la gente per due-tre ore, senza preoccuparsi dei disagi in cui incorre. L'invecchiamento della popolazione e la forte concorrenza di altri divertimenti spingevano a soluzioni innovative, privilegiando la qualità dell'offerta, rispetto alla quantità. Quindi stadi simili agli ippodromi: con ristoranti, spazi per i bambini, servizi di ogni genere. Un posto in cui si potesse trascorrere serenamente qualche ora, magari pranzando e chiacchierando con gli amici. Dotato di palchi e comodità tali da indurre anche persone di una certa età a recarvisi. Abolire le piste d'atletica, in modo da consentire al pubblico di godersi lo spettacolo da vicino. Ridurre le dimensioni degli impianti tenendo conto di fattori evidenti: la denatalità, la costante riduzione delle presenze, la preventivabile concorrenza della pay per view. Invece si è fatto tutto il contrario.
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
{{Campionato mondiale di calcio}}
[[Categoria:Calcio in Italia]]
[[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1990]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
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Questa è la vita
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/* Incipit */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo=Questa è la vita
|immagine=La_patente.jpg
|didascalia=[[Totò]] ne "La patente"
|linguaoriginale=italiano
|paese=Italia
|annouscita=1954
|genere=commedia
|regista=[[Giorgio Pàstina]] (''La giara'')<br />[[Mario Soldati]] (''Il ventaglino'')<br />[[Luigi Zampa]] (''La patente'')<br />[[Aldo Fabrizi]] (''Marsina stretta'')
|soggetto = [[Luigi Pirandello]] (novelle)
|sceneggiatore = [[Giorgio Bassani]], [[Vitaliano Brancati]], [[Aldo Fabrizi]], [[Mario Soldati]], [[Luigi Zampa]], [[Giorgio Pàstina]]
|produttore = [[Felice Zappulla]]
|attori=
*[[Emilio Cigoli]]: narratore
;La giara
*[[Turi Pandolfini]]: zi' Dima, mastro del paese
*[[Natale Cirino]]: Don Lolò Zirafa
*[[Antonio Nicotra]]: compare Peppe
*[[Domenico Modugno]]: 'Ntoni
*[[Franca Gandolfi]]: Trisuzza
*[[Salvo Libassi]]: avvocato Scimè
*[[Agostino Manna]]: Fillicò
*[[Carmelo Di Giovanni]]: Tararà
;Il ventaglino
*[[Myriam Bru]]: Tuta
*[[Andreina Paul]]: donna benestante
*[[Giorgio Costantini (attore)|Giorgio Costantini]]: venditore di ventagli
*[[Pina Piovani]]: popolana ai giardinetti
*[[Mario Corte]]: uomo che legge il giornale
*[[Antonio La Raina]]: corazziere
*[[Giovanna Cigoli]]: anziana ai giardinetti
;La patente
*[[Totò]]: Rosario Chiarchiaro
*[[Armenia Balducci]]: Rosinella Chiarchiaro
*[[Mario Castellani]]: giudice istruttore D'Andrea
*[[Nino Vingelli]]: venditore di fuochi artificiali
*[[Anita Durante]]: moglie di Rosario
*[[Fiorella Marcon]]: figlia di Rosario
*[[Isabella Nobili]]: figlia di Rosario
*[[Attilio Rapisarda]]: l'usciere
*[[Carlo Giuffrè]]: il professore
;Marsina stretta
*[[Aldo Fabrizi]]: professor Fabio Gori
*[[Walter Chiari]]: Andrea Migri, lo sposo
*[[Lucia Bosé]]: Angela Reis, la sposa
*[[Carlo Romano]]: Carlo Migri
*[[Ada Dondini]]: Gina Migri
*[[Luigi Pavese]]: colonnello Franco Alonzo
*[[Zoe Incrocci]]: sorella di Andrea
*[[Lauro Gazzolo]]: l'amministratore
*[[Jone Morino]]: moglie dell'amministratore
*[[Paolo Ferrara (attore)|Paolo Ferrara]]: testimone di Andrea
*[[Gorella Gori]]: moglie del testimone
*[[Amalia Pellegrini]]: Adele
*[[Amina Pirani Maggi]]: madre di Ofelia
*[[Giovanni Grasso (1888-1963)|Giovanni Grasso]]: il portiere
|doppiatoriitaliani=
*[[Mario Besesti]]: Don Lolò Zirafa (''La giara'')
*[[Amilcare Pettinelli]]: avvocato Scimè (''La giara'')
*[[Dhia Cristiani]]: Tuta (''Il ventaglino'')
*[[Rosetta Calavetta]]: Angela Reis (''Marsina stretta'')
*[[Emilio Cigoli]]: voce narrante
|titoliepisodi =
*''La giara'' di [[Giorgio Pàstina]]
*''Il ventaglino'' di [[Mario Soldati]]
*''La patente'' di [[Luigi Zampa]]
*''Marsina stretta'' di [[Aldo Fabrizi]]
|note =
'''Musiche''': [[Carlo Innocenzi]], [[Armando Trovajoli]]
}}
'''''Questa è la vita''''', film del 1954, diviso in quattro episodi, ''La giara'', ''Il ventaglino'', ''La patente'' e ''Marsina stretta'', rispettivamente diretti da [[Giorgio Pàstina]], [[Mario Soldati]], [[Luigi Zampa]] e [[Aldo Fabrizi]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Direttore del doppiaggio''': Allora, vogliamo andare?<br />'''Fonico''': Ma io sono pronto da mezz'ora, non aspetto che voi.<br />'''Direttore del doppiaggio''': Parti col sonoro, molto positivo.<br />'''Fonico''': Va bene.<br />'''Direttore del doppiaggio''': Ecco, allora come nelle prove, oramai le pause le conosci.<br />'''Fonico''': Partito!<br />'''Emilio Cigoli''': Il [[cinema]] a una delle sue svolte più caratteristiche prese dalla vita elementi veri per rappresentare delle finzioni. Avemmo così sullo schermo operai, pescatori, professori eccetera, che seppero rendere a volte, con notevole verità e autorità, i loro personaggi, rappresentarono cioè se stessi. La ''Fortunia Film'' ha voluto invertire i termini e ha dato, a registi e ad attori professionisti, un autore che ha scritto dalla vita e per la vita, soprattutto forse per l'insegnamento che da essa può venire. ''Questa è la vita'' è un film con le sue luci, le sue ombre, i suoi insegnamenti, tratto da quattro novelle di Luigi Pirandello. ''La giara''. Si dice che il buon senso è da preferire alla litigiosità. ''Il ventaglino''... eh, ''Il ventaglino'' è un inno alla vita che è fatta anche di adorabili, inutili, fatue cose. ''La patente''. ''La patente'' ci conferma che la superstizione, quando è portata agli eccessi, è una vera peste. Ho detto quando è portata agli eccessi. ''Marsina stretta''... be', la vedrete e le conclusioni ognuno le trarrà da solo... convincendosi che questa è la vita.
==''La giara''==
[[File:La giara.jpg|miniatura|sinistra|[[Turi Pandolfini]]]]
*Raccogli i panni, sta per venire il teporale! E il raccolto? E mo' chi lo sente il padrone! Se piove, ci puoi giurare che se la piglia con me. E chi è che canta!? State zitte, fate presto, non vedete che viene a piovere? ('''Compare Peppe''')
*Quattro once! Quattro once l'ho pagata! Ma causa gli voglio fare a quel fornaciaio maledetto! Il pretura, in Appello, in Cassazione! Gli voglio mangiare tutto! ('''Don Lolò''')
*'''Don Lolò''': E non usate neanche salutare quando vi presentate davanti a qualcuno?<br />'''Compare Peppe''': Salutate, salutate! È il padrone.<br />'''Zi' Dima''': ''Abbisogna'' della mia opera o del mio saluto? Della mia opera, credo. Mi dica quello che ho da fare e lo farò.<br />'''Don Lolò''': Se le parole vi costano care, perché non le risparmiate?
*'''Compare Peppe''': Zi' Dima, sentite, sanate questa bella giara con il vostro mastice. Non lo fa vedere a nessuno il suo mastice.<br />'''Don Lolò''': E che è? Ostia consacrata?
*'''Don Lolò''': Voglio sapere se la mia giara accomodata verrà bene.<br />'''Zi' Dima''': Così? Subito? Io credo quando vedo. Mi dia tempo.
*'''Contadina''': Zi' Dima, sto pregando la buonanima di mia nonna per voi!<br />'''Zi' Dima''': Impiccati! Fammi uscire, piuttosto!
*Un'oncia e trentatré a lui? ''Pazzia'', Signor Avvocato? Io ci faccio i vermi qua dentro. ('''Zi' Dima''')
*Non ci sto per mio piacere qua dentro. Mi faccia uscire e me ne andrò ballando, ballando. ('''Zi' Dima''')
*'''Don Lolò''': Non potrei citarlo per alloggio abusivo?<br />'''Avvocato Scimè''': Eccome no! Mandate l'usciere con lo sfratto!
*Avete visto come ci si perde ad essere permalosi e colerici? Buon senso nella vita, insegna la vita. ('''voce narrante''')
==''Il ventaglino''==
*'''Popolana''': Quanto tempo ''c'ha''?<br />'''Tuta''': Un anno e mezzo.<br />'''Popolana''': Marito vero?<br />'''Tuta''': Siamo sposati con la Chiesa.<br />'''Popolana''': Ah, con la Chiesa...<br />'''Tuta''': ''E che dé''? Non è marito?<br />'''Popolana''': E no ''fija nun serve''<br />'''Tuta''': Come non serve?<br />'''Popolana''': Ma, no. ''Ce'' lo sai pure tu ''ce vole'' il matrimonio in Municipio.<br />'''Tuta''': E lo so, sì... figuratevi se non ce lo so. Per questo ''me so dovuta addatà a venì'' a Roma.<br />'''Popolana''': Eh, l'omo è cacciatore, se sa. Prima se fa i comodacci sui, poi te fanno fa un fijo e tanti saluti. Ma pure tu fija bella ce potevi pensa', te potevi far da' un po' di sordi. Invece, scommetto che è un morto de fame, vero?<br />'''Tuta''': Lui dice che i sordi ce li ho nel petto.
*Dio non fa le cose giuste... e se non le fa lui figurati noi. Tiriamo a campa'. ('''Tuta''')
*Er pupo dorme. Tiramo a campa'. Dio provvede. ('''Tuta''')
==''La patente''==
*'''Figlia di Rosario 3''': Ma perché ti vuoi vestire a lutto? Chi è morto?<br />'''Rosario''': Io, vostro padre. Non lo sapete? Lo hanno ammazzato. Lo hanno assassinato. Un povero lavoratore che lavorava onestamente, cacciato via, messo in mezzo a una strada, con tre figlie da mantenere e una moglie paralitica...
*'''Figlia di Rosario 1''': Ma tu vedi nemici dappertutto, papà. C'è anche la gente buona in questo mondo.<br />'''Rosario''': Ah, sì? E chi sarebbe la gente buona? Il tuo fidanzato? Il professore. L'uomo colto. L'uomo superiore. Colui che non crede alla superstizione... e ti ha piantato. ('''Rosario''')
*Ma se tutte queste cose vengono dette in tribunale, la calunnia che hai addosso non te la levano nemmeno con il coltello. ('''moglie''')
*Voglio che sia riconosciuta questa mia potenza terribile che oramai è l'unico capitale che mi è rimasto. ('''Rosario''')
*'''Rosario''': Lei, Signor Giudice, per esercitare questa professione, anche se l'esercita così male, ha dovuto pigliarsi una laurea?<br />'''Giudice istruttore D'Andrea''': Sì, certo.<br />'''Rosario''': E dunque voglio la mia patente. La patente di jettatore, con tanto di bollo legale. Jettatore patentato dal Regio Tribunale.
*Ma io devo avere giustizia. devo avere la patente. La patente che darà il pane a me e ai miei figli. È chiaro? Pane e giustizia! ('''Rosario''')
*Anch'io credo alla jettatura ma quella degli altri di coloro che mi hanno rovinato, capisci? ('''Rosario''')
*Scrivi: Gioielleria: lire 100. Spostamento alla gioielleria rivale: lire 150 […] Caffè gelateria: lire 30 anzi no 35 […] Casa con ammalato: SC Cioè vale a dire: "Secondo le condizioni economiche familiari". Oratore in piazza: lire 100. Se è del Governo: lire 200. Corsa automobilistica: rettilineo lire 300, appostamento in curva 500. ('''Rosario''')
==''Marsina stretta''==
[[File:Questa_e_la_vita.jpg|miniatura|sinistra|[[Aldo Fabrizi]]]]
*'''Colonnello Franco Alonzo''': È la stoffa che conta, non c'è un tarlo. Professore, la naftalina fa dei miracoli.<br />'''Professor Fabio Gori''': Oh, be' certo. Se avessero dato la naftalina al Colosseo, penso che sarebbero intatti anche i leoni.
*Me la sento proprio stretta, ma che faccio? La ginnastica svedese? ('''Professor Fabio Gori''')
*'''Colonnello Franco Alonzo''': Vede che si sente più sciolto?<br />'''Professor Fabio Gori''': Sì, come un salame.
*Si può dire anche bella. Una bellezza alla quale il dolore le ha dato una certa grazia, una certa nobiltà. ('''Professor Fabio Gori''')
**'''Ospite''': Ah, che profumo snervante. Scusi Signora, che fiori sono?<br />'''Gina Migri''': Sono tutti soldi sprecati.
*Coraggio Angela, qua ci sono io. Lascia a me la responsabilità di quello che fai. Vai a prepararti adesso, cara. E senza perdere tempo. ('''Professor Fabio Gori''')
*Come vede tante volte il destino e la felicità di una persona dipendono da una marsina stretta. ('''Professor Fabio Gori''')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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*[[Emilio Cigoli]]: narratore
;La giara
*[[Turi Pandolfini]]: zi' Dima, mastro del paese
*[[Natale Cirino]]: Don Lolò Zirafa
*[[Antonio Nicotra]]: compare Peppe
*[[Domenico Modugno]]: 'Ntoni
*[[Franca Gandolfi]]: Trisuzza
*[[Salvo Libassi]]: avvocato Scimè
*[[Agostino Manna]]: Fillicò
*[[Carmelo Di Giovanni]]: Tararà
;Il ventaglino
*[[Myriam Bru]]: Tuta
*[[Andreina Paul]]: donna benestante
*[[Giorgio Costantini (attore)|Giorgio Costantini]]: venditore di ventagli
*[[Pina Piovani]]: popolana ai giardinetti
*[[Mario Corte]]: uomo che legge il giornale
*[[Antonio La Raina]]: corazziere
*[[Giovanna Cigoli]]: anziana ai giardinetti
;La patente
*[[Totò]]: Rosario Chiarchiaro
*[[Armenia Balducci]]: Rosinella Chiarchiaro
*[[Mario Castellani]]: giudice istruttore D'Andrea
*[[Nino Vingelli]]: venditore di fuochi artificiali
*[[Anita Durante]]: moglie di Rosario
*[[Fiorella Marcon]]: figlia di Rosario
*[[Isabella Nobili]]: figlia di Rosario
*[[Attilio Rapisarda]]: l'usciere
*[[Carlo Giuffrè]]: il professore
;Marsina stretta
*[[Aldo Fabrizi]]: professor Fabio Gori
*[[Walter Chiari]]: Andrea Migri, lo sposo
*[[Lucia Bosé]]: Angela Reis, la sposa
*[[Carlo Romano]]: Carlo Migri
*[[Ada Dondini]]: Gina Migri
*[[Luigi Pavese]]: colonnello Franco Alonzo
*[[Zoe Incrocci]]: sorella di Andrea
*[[Lauro Gazzolo]]: l'amministratore
*[[Jone Morino]]: moglie dell'amministratore
*[[Paolo Ferrara (attore)|Paolo Ferrara]]: testimone di Andrea
*[[Gorella Gori]]: moglie del testimone
*[[Amalia Pellegrini]]: Adele
*[[Amina Pirani Maggi]]: madre di Ofelia
*[[Giovanni Grasso (1888-1963)|Giovanni Grasso]]: il portiere
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*[[Mario Besesti]]: Don Lolò Zirafa (''La giara'')
*[[Amilcare Pettinelli]]: avvocato Scimè (''La giara'')
*[[Dhia Cristiani]]: Tuta (''Il ventaglino'')
*[[Rosetta Calavetta]]: Angela Reis (''Marsina stretta'')
*[[Emilio Cigoli]]: voce narrante
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*''La giara'' di [[Giorgio Pàstina]]
*''Il ventaglino'' di [[Mario Soldati]]
*''La patente'' di [[Luigi Zampa]]
*''Marsina stretta'' di [[Aldo Fabrizi]]
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'''Musiche''': [[Carlo Innocenzi]], [[Armando Trovajoli]]
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'''''Questa è la vita''''', film del 1954, diviso in quattro episodi, ''La giara'', ''Il ventaglino'', ''La patente'' e ''Marsina stretta'', rispettivamente diretti da [[Giorgio Pàstina]], [[Mario Soldati]], [[Luigi Zampa]] e [[Aldo Fabrizi]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Direttore del doppiaggio''': Allora, vogliamo andare?<br />'''Fonico''': Ma io sono pronto da mezz'ora, non aspetto che voi.<br />'''Direttore del doppiaggio''': Parti col sonoro, molto positivo.<br />'''Fonico''': Va bene.<br />'''Direttore del doppiaggio''': Ecco, allora come nelle prove, oramai le pause le conosci.<br />'''Fonico''': Partito!<br />'''Emilio Cigoli''': Il [[cinema]] a una delle sue svolte più caratteristiche prese dalla vita elementi veri per rappresentare delle finzioni. Avemmo così sullo schermo operai, pescatori, professori eccetera, che seppero rendere a volte, con notevole verità e autorità, i loro personaggi, rappresentarono cioè se stessi. La ''Fortunia Film'' ha voluto invertire i termini e ha dato, a registi e ad attori professionisti, un autore che ha scritto dalla vita e per la vita, soprattutto forse per l'insegnamento che da essa può venire. ''Questa è la vita'' è un film con le sue luci, le sue ombre, i suoi insegnamenti, tratto da quattro novelle di Luigi Pirandello. ''La giara''. Si dice che il buon senso è da preferire alla litigiosità. ''Il ventaglino''... eh, ''Il ventaglino'' è un inno alla vita che è fatta anche di adorabili, inutili, fatue cose. ''La patente''. ''La patente'' ci conferma che la superstizione, quando è portata agli eccessi, è una vera peste. Ho detto quando è portata agli eccessi. ''Marsina stretta''... be', la vedrete e le conclusioni ognuno le trarrà da solo... convincendosi che questa è la vita.
==''La giara''==
[[File:La giara.jpg|miniatura|sinistra|[[Turi Pandolfini]]]]
*Raccogli i panni, sta per venire il temporale! E il raccolto? E mo' chi lo sente il padrone! Se piove, ci puoi giurare che se la piglia con me. E chi è che canta!? State zitte, fate presto, non vedete che viene a piovere? ('''Compare Peppe''')
*Quattro once! Quattro once l'ho pagata! Ma causa gli voglio fare a quel fornaciaio maledetto! Il pretura, in Appello, in Cassazione! Gli voglio mangiare tutto! ('''Don Lolò''')
*'''Don Lolò''': E non usate neanche salutare quando vi presentate davanti a qualcuno?<br />'''Compare Peppe''': Salutate, salutate! È il padrone.<br />'''Zi' Dima''': ''Abbisogna'' della mia opera o del mio saluto? Della mia opera, credo. Mi dica quello che ho da fare e lo farò.<br />'''Don Lolò''': Se le parole vi costano care, perché non le risparmiate?
*'''Compare Peppe''': Zi' Dima, sentite, sanate questa bella giara con il vostro mastice. Non lo fa vedere a nessuno il suo mastice.<br />'''Don Lolò''': E che è? Ostia consacrata?
*'''Don Lolò''': Voglio sapere se la mia giara accomodata verrà bene.<br />'''Zi' Dima''': Così? Subito? Io credo quando vedo. Mi dia tempo.
*'''Contadina''': Zi' Dima, sto pregando la buonanima di mia nonna per voi!<br />'''Zi' Dima''': Impiccati! Fammi uscire, piuttosto!
*Un'oncia e trentatré a lui? ''Pazzia'', Signor Avvocato? Io ci faccio i vermi qua dentro. ('''Zi' Dima''')
*Non ci sto per mio piacere qua dentro. Mi faccia uscire e me ne andrò ballando, ballando. ('''Zi' Dima''')
*'''Don Lolò''': Non potrei citarlo per alloggio abusivo?<br />'''Avvocato Scimè''': Eccome no! Mandate l'usciere con lo sfratto!
*Avete visto come ci si perde ad essere permalosi e colerici? Buon senso nella vita, insegna la vita. ('''voce narrante''')
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*'''Popolana''': Quanto tempo ''c'ha''?<br />'''Tuta''': Un anno e mezzo.<br />'''Popolana''': Marito vero?<br />'''Tuta''': Siamo sposati con la Chiesa.<br />'''Popolana''': Ah, con la Chiesa...<br />'''Tuta''': ''E che dé''? Non è marito?<br />'''Popolana''': E no ''fija nun serve''<br />'''Tuta''': Come non serve?<br />'''Popolana''': Ma, no. ''Ce'' lo sai pure tu ''ce vole'' il matrimonio in Municipio.<br />'''Tuta''': E lo so, sì... figuratevi se non ce lo so. Per questo ''me so dovuta addatà a venì'' a Roma.<br />'''Popolana''': Eh, l'omo è cacciatore, se sa. Prima se fa i comodacci sui, poi te fanno fa un fijo e tanti saluti. Ma pure tu fija bella ce potevi pensa', te potevi far da' un po' di sordi. Invece, scommetto che è un morto de fame, vero?<br />'''Tuta''': Lui dice che i sordi ce li ho nel petto.
*Dio non fa le cose giuste... e se non le fa lui figurati noi. Tiriamo a campa'. ('''Tuta''')
*Er pupo dorme. Tiramo a campa'. Dio provvede. ('''Tuta''')
==''La patente''==
*'''Figlia di Rosario 3''': Ma perché ti vuoi vestire a lutto? Chi è morto?<br />'''Rosario''': Io, vostro padre. Non lo sapete? Lo hanno ammazzato. Lo hanno assassinato. Un povero lavoratore che lavorava onestamente, cacciato via, messo in mezzo a una strada, con tre figlie da mantenere e una moglie paralitica...
*'''Figlia di Rosario 1''': Ma tu vedi nemici dappertutto, papà. C'è anche la gente buona in questo mondo.<br />'''Rosario''': Ah, sì? E chi sarebbe la gente buona? Il tuo fidanzato? Il professore. L'uomo colto. L'uomo superiore. Colui che non crede alla superstizione... e ti ha piantato. ('''Rosario''')
*Ma se tutte queste cose vengono dette in tribunale, la calunnia che hai addosso non te la levano nemmeno con il coltello. ('''moglie''')
*Voglio che sia riconosciuta questa mia potenza terribile che oramai è l'unico capitale che mi è rimasto. ('''Rosario''')
*'''Rosario''': Lei, Signor Giudice, per esercitare questa professione, anche se l'esercita così male, ha dovuto pigliarsi una laurea?<br />'''Giudice istruttore D'Andrea''': Sì, certo.<br />'''Rosario''': E dunque voglio la mia patente. La patente di jettatore, con tanto di bollo legale. Jettatore patentato dal Regio Tribunale.
*Ma io devo avere giustizia. devo avere la patente. La patente che darà il pane a me e ai miei figli. È chiaro? Pane e giustizia! ('''Rosario''')
*Anch'io credo alla jettatura ma quella degli altri di coloro che mi hanno rovinato, capisci? ('''Rosario''')
*Scrivi: Gioielleria: lire 100. Spostamento alla gioielleria rivale: lire 150 […] Caffè gelateria: lire 30 anzi no 35 […] Casa con ammalato: SC Cioè vale a dire: "Secondo le condizioni economiche familiari". Oratore in piazza: lire 100. Se è del Governo: lire 200. Corsa automobilistica: rettilineo lire 300, appostamento in curva 500. ('''Rosario''')
==''Marsina stretta''==
[[File:Questa_e_la_vita.jpg|miniatura|sinistra|[[Aldo Fabrizi]]]]
*'''Colonnello Franco Alonzo''': È la stoffa che conta, non c'è un tarlo. Professore, la naftalina fa dei miracoli.<br />'''Professor Fabio Gori''': Oh, be' certo. Se avessero dato la naftalina al Colosseo, penso che sarebbero intatti anche i leoni.
*Me la sento proprio stretta, ma che faccio? La ginnastica svedese? ('''Professor Fabio Gori''')
*'''Colonnello Franco Alonzo''': Vede che si sente più sciolto?<br />'''Professor Fabio Gori''': Sì, come un salame.
*Si può dire anche bella. Una bellezza alla quale il dolore le ha dato una certa grazia, una certa nobiltà. ('''Professor Fabio Gori''')
**'''Ospite''': Ah, che profumo snervante. Scusi Signora, che fiori sono?<br />'''Gina Migri''': Sono tutti soldi sprecati.
*Coraggio Angela, qua ci sono io. Lascia a me la responsabilità di quello che fai. Vai a prepararti adesso, cara. E senza perdere tempo. ('''Professor Fabio Gori''')
*Come vede tante volte il destino e la felicità di una persona dipendono da una marsina stretta. ('''Professor Fabio Gori''')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film commedia]]
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Ira di Dio
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[[File:MARTIN John Great Day of His Wrath.jpg|upright=1.4|thumb|''Il grande giorno della sua ira'' (J. Martin, 1853)]]
Citazioni sull''''ira di Dio'''.
==Citazioni==
*''Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, | rendete grazie al suo santo nome, | perché la sua collera dura un istante, | la sua bontà per tutta la vita.'' (''[[Salmi]]'')
*''Cercate la giustizia, | cercate l'umiltà, | per trovarvi al riparo | nel giorno dell'ira del Signore.'' (''[[Libro di Sofonia]]'')
*''Chi abbandonò Giacobbe al saccheggio, | Israele ai predoni? | Non è stato forse il Signore contro cui peccarono, | per le cui vie non vollero camminare, | la cui legge non osservarono? | Egli, perciò, ha riversato su di esso | la sua ira ardente e la violenza della guerra. | L'ira divina lo ha avvolto nelle sue fiamme | senza che egli se ne accorgesse, | lo ha bruciato, senza che vi facesse attenzione.'' (''[[Libro di Isaia]]'')
*Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà il vino dell'ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello. (''[[Apocalisse di Giovanni]]'')
*È giunto il tempo, è vicino il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha venduto non rimpianga; perché l'ira pende su tutti! (''[[Libro di Ezechiele]]'')
*''"Figliuol mio", disse 'l maestro cortese, | "quelli che muoion ne l'ira di Dio | tutti convegnon qui d'ogne paese; | e pronti sono a trapassar lo rio, | ché la divina giustizia li sprona, | sì che la tema si volve in disio.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*''Oh, se tu volessi nascondermi nel regno dei morti, | occultarmi, finché sia passata la tua ira, | fissarmi un termine e poi ricordarti di me!'' (''[[Libro di Giobbe]]'')
*''Perciò aspettatemi – parola del Signore – | quando mi leverò per accusare, | perché ho decretato di adunare le genti, | di convocare i regni, | per riversare su di essi la mia collera, | tutta la mia ira ardente: | poiché dal fuoco della mia gelosia | sarà consumata tutta la terra.'' (''[[Libro di Sofonia]]'')
*''Sposta le montagne e non lo sanno, | egli nella sua ira le sconvolge.'' (''[[Libro di Giobbe]]'')
===[[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera ai Romani]]''===
*In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto.
*Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina.
*Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira.
==Voci correlate==
*[[Dio]]
*[[Ira]]
*[[Misericordia di Dio]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Concetti del cristianesimo]]
[[Categoria:Concetti dell'ebraismo]]
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Mariasole Pollio
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[[File:Mariasole Pollio Déluge.jpg|thumb|upright=1.1|Mariasole Pollio nel 2025]]
'''Mariasole Pollio''' (2003 – vivente), attrice, conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e modella italiana.
==Citazioni di Mariasole Pollio==
{{cronologico}}
*La recitazione è un mezzo potentissimo che mi permette di comunicare con le persone. Molto spesso, riesco ad esprimermi più nella recitazione che nella vita di tutti i giorni. Mi piacerebbe poter raccontare un personaggio con una storia forte alle spalle. Voglio poter dare un messaggio di forza, di positività, di coraggio. Sarebbe interessante poter dare voce ad una persona che vive dei momenti bui ma riesce a trarne una possibilità di cambiamento. Inoltre, sarebbe molto interessante poter sperimentare una ragazza lontana da quella che sono nella realtà e che mi permetta di poter parlare di temi delicati come il bullismo.<ref name="Delle Donne">Dall'intervista di Anna Chiara Delle Donne, ''[https://www.wondernetmag.com/2020/03/06/maria-sole-pollio-positivita-ed-energia-sono-alla-base-delle-mie-interpretazioni-e-del-mio-rapporto-con-i-fan/ Maria Sole Pollio: «Positività ed energia sono alla base delle mie interpretazioni e del mio rapporto con i fan»]'', ''wondernetmag.com'', 6 marzo 2020.</ref>
*Sono nata d'estate ed è la stagione che amo di più e che mi rappresenta. Il ricordo più bello è quello dei miei compleanni passati. Ho bellissime memorie legate alle mie feste. In generale, anche adesso amo festeggiare il giorno in cui sono nata, ho sempre questa immagine bella in cui celebro la vita che mi fa sentire felice.<ref name="Delle Donne"/>
*{{NDR|«Un libro a 17 anni. Hai avuto coraggio a esporti tanto»}} Quando me lo hanno proposto ero scettica, pensavo di essere troppo giovane per avere qualcosa da raccontare. Non avevamo una storia e non poteva essere una biografia: a neanche 18 anni che biografia vuoi fare? Ma dopo i primi incontri con la ghost writer, parlando sono venuti fuori molti argomenti. Provo a spiegarti la sensazione: dentro di me c'erano delle cose forti, sentivo di essere una ragazza giovane che parlava alla sua generazione, ma che vive anche una vita insolita rispetto agli altri adolescenti.<ref name="Del Zanno">Dall'intervista di Chiara Del Zanno, ''[https://www.rollingstone.it/tv/interviste-tv/mariasole-pollio-oltre-tutto-social-compresi/562077/ Mariasole Pollio, "Oltre" tutto (social compresi)]'', ''rollingstone.it'', 22 maggio 2021.</ref>
*Mi sento fortunata perché non sono partita dal social per poi iniziare a studiare recitazione. Vengo da una formazione scolastica, ho iniziato a studiare teatro e cinema da bambina, lavorando sulle scene e sulla memoria fino alla morte. Il web è sempre stato il mio tramite di condivisione con il pubblico, mi sono servita dei social per portare il mio lavoro anche lì. Non sento la pressione di un conflitto con il lavoro di attrice, anche se ogni tanto qualcuno confonde le cose. Penso che tutti possano fare tutto ma bisogna studiare. Sono per la meritocrazia, non mi piace chi arriva in alto perché ha già un milione di follower.<ref name="Del Zanno"/>
*{{NDR|«In uno dei primi capitoli [del libro] racconti della tua prima "Shitstorm", tempesta di insulti sui social, dovuta a un tuo amico youtuber»}} Sì, è stato terribile. Lui non era una mia "crush" [cotta, ''ndr''], lo ammiravo visto che anche io stavo muovendo i primi passi in quel mondo. Un giorno è venuto a pranzo a casa mia, invitato da mia madre per farmi una sorpresa. Per ricordo gli ho chiesto un autografo sul mio armadio, e poi la sera ho postato quell'immagine su Instagram. Il mattino dopo, appena sveglia, il mio telefono sembrava impazzito, tutte le sue fan si erano rivoltate contro di me. {{NDR|«E lui non ti ha sostenuta?»}} È stata la mia prima delusione. Il giorno dopo ha chiamato mia madre. Non per scusarsi, né perché fosse preoccupato per me. Voleva che cancellassimo la foto della sua firma sul mio armadio e tutti gli altri post del mio profilo in cui comparivamo insieme. "Sai, non posso mettermi contro i miei fan" è stata la frase che mi ha più ferita. Mi sentivo vittima di un'ingiustizia e per un po' ho pensato di mollare i social. {{NDR|«Come ne sei uscita?»}} Raccontando la verità. A quel punto qualcuno ha iniziato a credermi, a capirmi e a sostenermi.<ref>Dall'intervista di Annalia Venezia a ''Grazia'' nº 23; citato in ''[https://www.grazia.it/magazine/mariasole-pollio-instagram-oltre-libro Mariasole Pollio: «Ho imparato a guardare oltre le mie fragilità»]'', ''grazia.it'', 25 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|«Com'è stato ''affiancare'' [[Roby Facchinetti]]?»}} Ho scoperto che oltre ad essere il mito della musica che tutti conosciamo è una persona meravigliosa. Ha degli occhi che esprimono tutto il suo grande cuore e il talento leggendario. Per me è un vero onore potergli stare accanto, ha molto da insegnare a livello sia artistico che umano. Non vedo l'ora che inizino le riprese del nostro docufilm, so già che sarà un'emozione grande poter vivere da così vicino una storia meravigliosa di cui Roby è stato un grande protagonista.<ref>Dall'intervista di Claudia Catalli, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/star/televisione/a40250955/maria-sole-pollio-intervista-cinema-news/ Mariasole Pollio tra incontri magici e i Pooh a Cannes 2022]'', ''cosmopolitan.com'', 12 giugno 2022.</ref>
*Sono convinta fortemente che l'unica cosa che non ti fa realizzare i tuoi sogni è proprio la paura di perderli. Io non ho paura perché so che in ogni caso, anche se in un determinato contesto non dovessi performare al 100%, tutto fa parte di un percorso di maturazione. Se ci credi e se ci metti tutto il cuore e tutta la passione che hai, non puoi non raggiungere grandi risultati.<ref>Dall'intervista di Niccolò Fabbri, ''[https://www.tvblog.it/post/mariasole-pollio-intervista Mariasole Pollio a TvBlog: "Reality? Sì da conduttrice, no da concorrente. Battiti Live? Mi ha insegnato a gestire le emozioni"]'', ''tvblog.it'', 18 luglio 2022.</ref>
*I social per me sono stati una scoperta e dei grandi amplificatori, ho capito che se ben utilizzati potevano essere un megafono potentissimo con cui far arrivare le proprie passioni, cosa che continuo a sfruttare tutt'oggi. Col tempo ovviamente sono cresciuta io e con me è cambiato il mio modo di comunicare ma con i followers ho sempre un rapporto amichevole, tendo a portarli virtualmente con me nelle mie giornate.<ref>Dall'intervista di Alessia Amorosini, ''[https://www.vanityfair.it/article/mariasole-pollio-successo-sacrifici-dedizione-intervista-lovemi Mariasole Pollio: «Il successo? Devo tutto ai sacrifici e alla dedizione»]'', ''vanityfair.it'', 26 giugno 2023.</ref>
*La musica è totalizzante. Per me è sintomo di forza e di pace. Mi riconnette molto con me stessa. Ho una canzone per ogni mood. Quindi amo molto la musica e a quanto pare lei si sta fidando di me. Anche se non so cantare! La radio mi ha dato una dimensione molto personale. Ho imparato a gestire la voce, a conoscere le mie emozioni. Anche a respirare e non andare di fretta! E poi tramite la voce devi trasmettere davvero tutto. È una palestra incredibile. Mi auguro di essere sempre di più un volto familiare e accogliente per quanto riguarda la musica, che è una delle mie più grandi passioni.<ref>Dall'intervista di Massimo Longoni, ''[https://amp.tgcom24.mediaset.it/tgcom24/article/67001582 Mariasole Pollio: "Senza Battiti Live non sarebbe una vera estate"]'', ''tgcom24.mediaset.it'', 11 luglio 2023.</ref>
{{Int|''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2020/07/14/mariasole-pollio-intervista-influencer-attrice-carriera-battiti-live Mariasole Pollio: «Quando ho capito che la sensibilità è un dono»]''|Intervista di Mario Manca, ''vanityfair.it'', 14 luglio 2020.}}
*{{NDR|«Riesce a conciliare lo studio con i suoi impegni?»}} Se si vuole, è possibile dedicarsi a entrambe le cose: lo studio e i sogni. Frequento una scuola privata e, viaggiando tanto, mi è capitato spesso di studiare le dispense online: è per questo che sono stata contenta che anche gli altri potessero confrontarsi con un metodo di studio che io già conoscevo e che mi è sempre servito tanto. Mi piacerebbe continuare con l'Università anche se non so ancora quale indirizzo. Di sicuro continuerò a puntare sulla recitazione e sulla conduzione: con un po' di sacrifici, penso che sia possibile portare avanti entrambe le cose in modo parallelo.
*{{NDR|«Che ricordo ha del primo giorno sul set?»}} Ero molto emozionata, e ho avuto la fortuna di condividere l'esperienza con persone meravigliose che mi hanno sempre rassicurata quando avevo incertezze o dubbi. Tempo dopo, mi hanno raccontato che all'inizio è come se mi fossi buttata senza paracadute e penso che abbiano ragione: con un po' di ingenuità e la voglia di dare il massimo, sono riuscita a godermi il viaggio a tutto tondo, senza limiti.
*{{NDR|«Dove le piacerebbe arrivare?»}} In [[America]], anche se ci sono tantissimi registi italiani con i quali mi piacerebbe tantissimo lavorare, da [[Gabriele Muccino|Muccino]] a [[Paolo Sorrentino|Sorrentino]]. Poi mi affascina il mondo della conduzione: se dovessi proprio pensare in grande mirerei a Sanremo, che per il nostro Paese è un'istituzione. Mi piacciono i monologhi recitati, la scala, quegli abiti meravigliosi.
{{Int|''[https://www.iodonna.it/spettacoli/tv/2022/07/13/mariasole-pollio-battiti-live-eta-don-matteo-instagram-carriera-film/ L'estate in musica di Mariasole Pollio: «La mia incoscienza mi ha salvata» ]''|Intervista di Giovanni Ferrari, ''iodonna.it'', 13 luglio 2022.}}
*{{NDR|«Il suo primo approccio alla recitazione è arrivato quando aveva solo tre anni e mezzo [...]. È sempre stato tutto così chiaro in lei?»}} Tante cose ancora oggi non sono limpide in me: mi sento in evoluzione. Però la recitazione è sempre stata l'unica certezza, l'unica costante. Non lo so spiegare bene ma so che è una cosa che fa parte di me. Ho sempre avuto la certezza che fosse la mia strada.
*[...] io credo che in questa velocità sia importante anche fermarsi: quando ti fermi e capisci il momento in cui ti trovi, non è tempo perso. È il tempo che guadagni per il tuo futuro. Noi millennials siamo nati così, è tutto veloce per noi, abbiamo un sacco di stimoli fin da quando siamo piccolini. Basta pensare ai social.
*[...] sono rimasta colpita dalla magia che si crea durante una scena: è bellissimo. È come se il mondo si fermasse.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pollio, Mariasole}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Modelli italiani]]
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Finale della UEFA Champions League 1992-1993
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[[File:Didier Deschamps 2011 (cropped).jpeg|thumb|[[Didier Deschamps]], capitano dell'Olympique Marsiglia vincitore della UEFA Champions League 1992-1993]]
Citazioni sulla '''finale della UEFA Champions League 1992-1993'''.
==Citazioni==
*A due minuti dalla fine Maldini lanciò verso Rijkaard uno degli ultimi gemiti di quel Milan ormai vinto. L'olandese sfiorò il pallone e vi scivolò addosso in una scena di resa e di impotenza. Tutto a quel punto divenne emblematico: dopo dieci vittorie europee consecutive, la squadra più celebrata del mondo chiudeva la sua stagione e forse il suo ciclo scivolando su un pallone; immagine crudele, ma onesta e veritiera. Dietro di essa, c'è un Milan impossibile da riconoscere, forse una sua controfigura. E allora, allez Olympique, noi ci teniamo la nostra collera, tu goditi la festa e la tua fetta di storia: hai dato alla Francia la prima coppa europea. ([[Candido Cannavò]])
*C'è un'altra scena che assurge a simbolo di questa notte priva di ogni magia per i rossoneri: quella che ha deciso la partita su un corner che non era corner. Quattro milanisti stringevano Boli strattonandolo a turno. Vista e rivista quell'azione, non ci spieghiamo come sia stato permesso al libero francese di emergere dalla mischia e di colpire col parietale sinistro il pallone del destino. Così si perde una finale, dopo dieci squilli imperiosi. Non era serata e non era Milan.([[Candido Cannavò]])
*{{NDR|Nel 2006, replicando a Jean-Jacques Eydelie il quale aveva parlato di pratiche dopanti}} Eydelie è un mio amico ma nella sua vita ha avuto tanti problemi e ora ha bisogno di un po' di pubblicità per il suo libro. Non ci furono assolutamente storie di doping. E dopo quella finale ci furono i controlli e qualcosa sarebbe venuto fuori. ([[Marcel Desailly]])
*{{NDR|Nel 2006, replicando a Jean-Jacques Eydelie il quale aveva parlato di pratiche dopanti}} In campo non ci accorgemmo di nulla, comunque quella sconfitta fu immeritata: Barthez fece 3 parate strepitose. Da notare poi che l'arbitro di quella finale fu radiato per corruzione. ([[Fabio Capello]])
*La vittoria del Marsiglia si chiama difesa e fuorigioco: strano che il Milan sia caduto tante volte in un trappolone che ha brevettato e perfezionato a Milanello. [...] Al Marsiglia è bastato ostruire i corridoi laterali, senza nemmeno l'ansia di contrattaccare, e mettere in mezzo la Maginot nera (Angloma, Boli, Desailly). Il centrocampo? Da saltare. L'attacco? S'arrangiassero. È stata una lezione di praticità, non di grande strategia, e la considerazione aumenta il rammarico. ([[Gianni Mura]])
*{{NDR|Nel 2006}} Noi quella sera vincemmo per culo, scriva proprio culo per favore, non per doping. Il Milan era più forte di noi, giocò meglio ma incredibilmente la spuntò il mio Marsiglia. È il calcio. Non c'era neanche il corner da cui scaturì il gol di Boli. ([[Alen Bokšić]])
*{{NDR|Nel 2006, replicando a Jean-Jacques Eydelie il quale aveva parlato di pratiche dopanti}} Non ricordo nulla di quello che dice Eydelie, né le punture ai miei compagni né il mio rifiuto. ([[Rudi Völler]])
*Per vincere abbiamo adottato la stessa tattica che il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] usò due anni fa. Adesso sono la bestia nera dei rossoneri, che in quattro occasioni non sono mai riusciti a battermi. ([[Raymond Goethals]])
*{{NDR|Nel 2006}} Quella è stata personalmente l'unica occasione in cui ho accettato di prendere un prodotto {{NDR|dopante}}. Ci fu una seduta obbligatoria di punture, a cui si rifiutò di partecipare soltanto Rudi Voeller. Durante la partita il mio fisico rispondeva in modo differente sotto sforzo. Sono pentito: una vittoria, per quanto prestigiosa, non giustifica il fatto che tu metta in pericolo la tua vita. ([[Jean-Jacques Eydelie]])
*{{NDR|Nel 2006}} Subito dopo le anticipazioni del libro di [[Jean-Jacques Eydelie|Eydelie]] [...] sono venuti fuori alcuni chiarimenti. 1) Ci fu l'antidoping e i medici dell'Uefa non trovarono giocatori positivi. 2) Il reato è stato prescritto. 3) Eydelie non fa nomi di prodotti. 4) È arrivata la smentita di [[Rudi Völler|Voeller]], [[Didier Deschamps|Deschamps]], [[Marcel Desailly|Desailly]] e [[Alen Bokšić|Boksic]]. Certo che quella partita contiene alcuni misteri: [[Jean-Pierre Papin|Papin]], ex Pallone d'oro, dopo qualche anno disse che due giocatori del Milan avevano ricevuto soldi dal presidente del Marsiglia [[Bernard Tapie|Tapie]] per perdere la Coppa. Naturalmente erano soltanto dichiarazioni prive di fondamento, come sembrano queste del poco attendibile Eydelie, ridotto in miseria e speranzoso di vendere il suo libro. Quel che meraviglia sono le dichiarazioni di [[Adriano Galliani|Galliani]] che mi sembrano più ridicole di quelle di Eydelie. [...] Capisco che per Galliani il nome Marsiglia evochi notti da emiro, squalifiche europee e figuracce indelebili che restano nella storia, ma il riferimento al comportamento della società francese sono stati inopportuni visto che arrivano da un dirigente del Milan. Da una società che in passato ha avuto di tutto: presidenti che sono stati in carcere, presidenti scappati chi in Asia, chi in Africa e chi in Sudamerica per sfuggire alle manette, partite comprate e vendute eccetera eccetera. ([[Franco Rossi]])
*{{NDR|Nel 1993}} Una sola cosa dev'essere chiara: se l'Uefa decidesse di revocare la Coppa conquistata dal Marsiglia, noi non accetteremmo mai che ci venisse consegnata a tavolino. Chiederemmo di poter disputare una nuova finale contro i Glasgow Rangers.<ref>Squadra eliminata dall'Olympique Marsiglia nel gruppo di semifinale dell'edizione, {{Cfr|m}} [[w:UEFA Champions League 1992-1993|voce su Wikipedia]].</ref> ([[Silvio Berlusconi]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Associazione Calcio Milan]]
*[[UEFA Champions League]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla}}
{{AC Milan}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
[[Categoria:Incontri di calcio storici]]
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Finale della UEFA Champions League 1993-1994
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{{Voce tematica}}
[[File:Mauro Tassotti 1990.jpg|thumb|Mauro Tassotti, capitano del Milan vincitore della UEFA Champions League 1993-1994]]
Citazioni sulla '''finale della UEFA Champions League 1993-1994'''.
==Citazioni==
*{{NDR|«La gioia più grande da mister?»}} Il 4-0 rifilato con il mio Milan al Barcellona nella finale di Champions ad Atene nel 1994. Cruyff, il mitico olandese, allenava i catalani. Per un mese aveva dichiarato che per loro era una formalità, erano troppo superiori. Io mostrai una sua foto ai miei giocatori, spiegando che avevamo occasione di fargli cambiare idea. ([[Fabio Capello]])
*{{NDR|[[Ultime parole famose]] alla vigilia della finale}} Le finali sono sempre state la mia specialità, la paura non so cosa sia [...]. Il Milan dice che siamo favoriti? Li capisco: giocando come sa, il Barcellona può vincere qualsiasi partita [...]. I tifosi del Milan si godano questo Barcellona: agli italiani non capita tutte le settimane di vedere una squadra che gioca bene come la nostra [...]. Il calcio siamo solo noi, l'Europa deve incoronarci: il mondo ha bisogno di veder trionfare il gioco offensivo e spettacolare di cui siamo il simbolo [...]. Dio, nella carriera e nella vita, mi ha aiutato tante volte e mi sono ormai convinto che Lassù qualcuno mi ama. Sì, Dio è mio amico [...]. Non vedo proprio come possiamo perdere la Coppa dei Campioni. ([[Johan Cruijff]])
*{{NDR|Il Milan}} Non era favorito. Eppure ce l'ha fatta segnando 4 reti (potevano essere di più); lasciando Rossi quasi inoperoso; facendo dimenticare gli assenti; umiliando il Barcellona; giocando un calcio così intelligente, aggressivo, fluido, autorevole da raggiungere la perfezione. Pur avendo dei dubbi sul reale valore del Barcellona (7 sconfitte in campionato, una difesa scadente, lo scudetto vinto fortunosamente all'ultima giornata, quel 3-1 subito a Kiev nel primo turno) temevo che senza i suoi pilastri la difesa avrebbe ceduto. Invece Capello è stato napoleonico nell'inaridire le sorgenti dei catalani (Guardiola, Koeman), bloccarne i killers (Romario, Stoichkov), sconvolgerne le retrovie con la propria cavalleria. Un'organizzazione di gioco così scientifica e funzionale da consentire anche alle riserve di essere adeguatamente protette e fare bella figura. Il trionfo della squadra su alcuni eccellenti solisti; dell'intelligenza e dello studio sulla superficialità. ([[Giorgio Tosatti]])
===[[Roberto Beccantini]]===
{{cronologico}}
*Quattro a zero al Barcellona di Cruyff, Romario e Stoichkov, al Barcellona dei 91 gol in campionato, ai nuovi interpreti del calcio totale. Il più straordinario Milan di tutti i tempi rovescia il pronostico, schianta un monumento e alza, nel delirio dei tifosi, la quinta Coppa dei Campioni della sua storia, la terza di Berlusconi, la prima di Capello, osannato come e più dell'Arrigo ai tempi d'oro.
*Capello si beve Cruyff. Il Milan schiaccia i catalani in ogni settore. Nessuno si accorge che Baresi, Costacurta e Van Basten sono in tribuna e non in campo. La ripresa si apre nel segno di Savicevic. Un gol straordinario. Dejan ruba palla a Nadal (gamba tesa?), e dal limite dell'area, tutto spostato sulla destra, scavalca l'amletico Zubizarreta con un drop di sinistro da orgasmo puro. La gente del Milan non sta più nella pelle. Nadal, suonato, sfiora l'espulsione sulle caviglie di Savicevic. Cruyff è in barca (bi minuscola).
*Savicevic, scatenato, centra il palo al 13' e nel giro di un minuto, ecco Desailly schizzare al di là di difensori ormai allo sbando e calare il poker. Di Romario, Stoichkov e Koeman, patetici naufraghi, non si hanno notizie da un pezzo.
*La doppietta scudetto-Coppa Campioni porta il Milan al livello dell'Inter etichetta 1965, quella targata Helenio. Le lacrime di Fabio Capello introducono l'apoteosi. Tre scudetti su tre e una Coppa su due: e gli davano del passista...
===[[Candido Cannavò]]===
*Se il Milan vuol godersi in eterno questo trionfo, con gli stessi sapori di ieri sera, ordini al miglior fotografo italiano una serie di ritratti della faccia di Cruijff, stravolta in una indimenticabile smorfia. Era l'attimo in cui Desailly, il gladiatore nero, metteva in rete il pallone del quarto gol. Quello è il momento topico di questa storia di calcio incredibile ed esemplare, che è anche una storia di vita. Cruijff non mostrava la normale tristezza di un comandante sconfitto che chiede comprensione e solidarietà. Lui era l'immagine ispida dell'orgoglio ferito, della superbia ridicolizzata, della sicurezza andata in frantumi, della vanagloria smascherata. Dieci, cento sconfitte messe insieme non scottano come la disfatta totale che il grande olandese ha subito ieri sera per mano di un Milan che, a dispetto delle sue ferite, ha divinamente navigato in una sorta di stratosfera calcistica.
*Signori, siamo qui a parlare di una delle vittorie più eclatanti della storia del nostro calcio di club. Non so quale altra possa esserle paragonata: non tanto per i meriti quanto per la sua rotondità, per quel suo sapore beffardo e provocatorio, per la bellezza dei gol che l'hanno costellata. Una serata di quelle destinate, come dicevamo ieri, ad attraversare indenne la storia chissà per quanto tempo. E può apparire ingiusto e poco sportivo che si ricorra alla maschera di Cruijff per una prima celebrazione. Ma Johan se l'è proprio voluta. Pensate alla vigilia, alle sfrontate barcellonesi, a quei drastici e offensivi giudizi sul gioco del Milan e sulle capacità di Capello. «Il calcio siamo solo noi — predicava Cruijff —, l'Europa deve incoronarci». Ma il calcio, come si vede, è anche una metafora della vita.
*Ha trionfato Massaro, ha trionfato il genio di Savicevic che, col suo gol, il terzo, ci ha ricordato Maradona, ma ha trionfato soprattutto il Milan di Capello. Di Capello, gridatelo forte. Nonostante avesse conquistato tre scudetti, lui ha dovuto portarsi addosso il sospetto che fosse un tecnico incapace di vincere una coppa. Pensate un po'. Lui ha dovuto incassare le patetiche irrisioni di Cruijff e persino i lamenti del pessimista tifo rossonero. Ma lui ha stravolto l'incredulità generale con un indimenticabile capolavoro. Lasciamo stare Van Basten. Ma, senza Baresi e Costacurta, Capello ha inventato il Milan più bello, più forte, più esaltante della stagione, facendo pensare che lo avesse nascosto a lungo per tirarlo fuori nella serata della grande verità. Se fossi Berlusconi, questa coppa la darei a Capello perché la custodisca nel salotto. A fianco del ritratto di Cruijff dal titolo: «La superbia devastata».
==Voci correlate==
*[[Associazione Calcio Milan]]
*[[Futbol Club Barcelona]]
*[[UEFA Champions League]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
{{AC Milan}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
[[Categoria:Incontri di calcio storici]]
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Finale della Coppa dei Campioni 1988-1989
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{{Voce tematica}}
[[File:Franco Baresi 2012.jpg|thumb|[[Franco Baresi]], capitano del Milan vincitore della Coppa dei Campioni 1988-1989]]
Citazioni sulla '''finale della Coppa dei Campioni 1988-1989'''.
*Se qualcosa manca a questo clamoroso trionfo milanista (che diventa un seguito naturale e astrale del 5-0 al Real) è un pizzico di tensione, una piccola dose di quella paura che tutti avevamo messo in bilancio, un soffio d'incertezza. Nulla di nulla. Il Milan ha sdrammatizzato tutto, ha sterilizzato il clima della finalissima trasformandola in una propria esibizione: regale, mecenatesca, irredente, ma priva di una contrapposizione appena dignitosa. È riemerso lo spietato Van Basten, capocannoniere del torneo. E ancora ci chiediamo da dove sia sbucato un Gullit così. È uscito dallo stadio come un matador. Ha trionfato il Milan, ha stravinto Sacchi, ha dominato la scena il tifo rossonero. ([[Candido Cannavò]])
*Siamo orgogliosi. Credo che il Milan quando gioca a questi livelli non abbia rivali al mondo. Siamo venuti con grande tensione a questo appuntamento: quando abbiamo visto il pubblico, ci è venuta la pelle d'oca. Pensavo: come possiamo perdere con questi tifosi. Però ricordavo che anche la Juventus era andata a giocare con tanta gente al seguito ma non era riuscita a vincere. Noi dovevamo farcela con le nostre forze. Anche il Madrid aveva 100 mila tifosi ma non erano serviti. ([[Arrigo Sacchi]])
==Voci correlate==
*[[Associazione Calcio Milan]]
*[[UEFA Champions League]]
==Altri progetti==
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{{AC Milan}}
[[Categoria:Eventi degli anni 1980]]
[[Categoria:Incontri di calcio storici]]
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Camilla Ghini
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text/x-wiki
'''Camilla Ghini''' (1994 – vivente), conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica, attrice e modella italiana.
==Citazioni di Camilla Ghini==
{{cronologico}}
*Il mondo dello spettacolo è un mondo bellissimo, quello della radio mi piace molto di più perché riesco a sentirmi a mio agio e ad esprimermi liberamente.<ref>Dall'intervista di Andrea Conti, ''[https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/camilla-ghini-radio-e-tv-mai-favore-pap-massimo-1783485.html Camilla Ghini tra radio e TV: "Mai un favore da papà Massimo"]'', ''ilgiornale.it'', 13 novembre 2019.</ref>
*Lavoro tutto il giorno fino alla notte e mi riposo nel weekend. Non sbandiererei mai la mia vita privata ai quattro venti. Volevo fare l'avvocato e con ''[[Forum (programma televisivo)|Forum]]'' mi sta tornando la voglia.<ref>Dall'intervista di Francesco Fredella, ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/24519974/forum-camilla-ghini-figlia-massimo-ghini-volevo-fare-avvocato-ora-rito-bilancia.html Forum, Camilla Ghini, figlia d'arte, è la ragazza della bilancia: "Volevo fare l'avvocato, mi è tornata la voglia"]'', ''liberoquotidiano.it'', 13 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla carriera come conduttrice televisiva}} È il mio grande sogno, quindi sì mi sento pronta. Ovviamente bisogna sempre studiare, bisogna sempre aggiornarsi, bisogna essere preparatissimi. Io ho tanta passione, speriamo che anche questa mi aiuterà nel futuro.<ref>Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=GOR76IhRQzI Future Hits Live 2023, la conduttrice Camilla Ghini: "Sogno un programma tutto mio"]'', ''youtube.com'', 10 giugno 2023.</ref>
*Se un giorno non avrò ottenuto tutto ciò che volevo, almeno mi auguro di essere soddisfatta della mia vita.<ref>Dall'intervista di Gianmarco Aimi, ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/interviste/camilla-figlia-di-massimo-ghini-la-bulimia-e-stato-un-richiamo-di-aiuto-mio-padre-rovinato-dalla-politica/ Camilla, figlia di Massimo Ghini: "La bulimia è stato un richiamo di aiuto. Mio padre rovinato dalla politica"]'', ''fanpage.it'', 6 giugno 2026.</ref>
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Massimo Ghini]], padre
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Ghini, Camilla}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
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/* Citazioni di Camilla Ghini */
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'''Camilla Ghini''' (1994 – vivente), conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica, attrice e modella italiana.
==Citazioni di Camilla Ghini==
{{cronologico}}
*Il mondo dello spettacolo è un mondo bellissimo, quello della radio mi piace molto di più perché riesco a sentirmi a mio agio e ad esprimermi liberamente.<ref>Dall'intervista di Andrea Conti, ''[https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/camilla-ghini-radio-e-tv-mai-favore-pap-massimo-1783485.html Camilla Ghini tra radio e TV: "Mai un favore da papà Massimo"]'', ''ilgiornale.it'', 13 novembre 2019.</ref>
*Lavoro tutto il giorno fino alla notte e mi riposo nel weekend. Non sbandiererei mai la mia vita privata ai quattro venti. Volevo fare l'avvocato e con ''[[Forum (programma televisivo)|Forum]]'' mi sta tornando la voglia.<ref>Dall'intervista di Francesco Fredella, ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/24519974/forum-camilla-ghini-figlia-massimo-ghini-volevo-fare-avvocato-ora-rito-bilancia.html Forum, Camilla Ghini, figlia d'arte, è la ragazza della bilancia: "Volevo fare l'avvocato, mi è tornata la voglia"]'', ''liberoquotidiano.it'', 13 settembre 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla carriera come conduttrice televisiva}} È il mio grande sogno, quindi sì mi sento pronta. Ovviamente bisogna sempre studiare, bisogna sempre aggiornarsi, bisogna essere preparatissimi. Io ho tanta passione, speriamo che anche questa mi aiuterà nel futuro.<ref>Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=GOR76IhRQzI Future Hits Live 2023, la conduttrice Camilla Ghini: "Sogno un programma tutto mio"]'', ''youtube.com'', 10 giugno 2023.</ref>
*Sono una che si lamenta sempre, di qualsiasi cosa, e da una parte mi lamento perché vorrei fare qualcosa con qualcuno, poi appena si instaura un rapporto leggermente più serio scappo e ritorno nella mia cripta.<ref>Dall'intervista di Gianmarco Aimi, ''[https://www.fanpage.it/spettacolo/interviste/camilla-figlia-di-massimo-ghini-la-bulimia-e-stato-un-richiamo-di-aiuto-mio-padre-rovinato-dalla-politica/ Camilla, figlia di Massimo Ghini: "La bulimia è stato un richiamo di aiuto. Mio padre rovinato dalla politica"]'', ''fanpage.it'', 6 giugno 2026.</ref>
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Massimo Ghini]], padre
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
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[[Categoria:Modelli italiani]]
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'''Camilla Ghini''' (1994 – vivente), conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e modella italiana.
==Citazioni di Camilla Ghini==
{{cronologico}}
*Mio padre {{NDR|[[Massimo Ghini]]}} è stato molto contento, lui è molto sincero, dà giudizi severi. Mia nonna paterna è la fan più scatenata del programma, quando non andavo a scuola perché ammalata guardavo con lei ''[[Forum (programma televisivo)|Forum]]''. I miei fratelli sono stati costretti a rimanere davanti alla TV, ma mi hanno detto di averlo fatto con piacere. Le critiche non sono state molto carine. Giudicano a priori, senza neanche darmi la possibilità di farmi conoscere. Mi insultano usando termini molto offensivi, che preferirei non ripetere. Mettono a paragone me e mio padre, ma siamo due cose completamente diverse: lui è un uomo, io una donna, lui fa l'attore, io lavoro in televisione. Ci hanno detto che siamo raccomandati, ma non è vero. Però capisco che la gente da fuori possa pensare queste cose.<ref>Dall'intervista di Massimo Galanto, ''[https://www.tvblog.it/post/forum-camilla-ghini-figlia-di-massimo-raccomandata-video-intervista Forum, Camilla Ghini (figlia di Massimo) a Blogo: "Non è vero che sono raccomandata!"]'', ''tvblog.it'', 9 settembre 2016.</ref>
*Lavoro tutto il giorno fino alla notte e mi riposo nel weekend. Non sbandiererei mai la mia vita privata ai quattro venti. Volevo fare l'avvocato e con ''[[Forum (programma televisivo)|Forum]]'' mi sta tornando la voglia.<ref>Dall'intervista di Francesco Fredella, ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/24519974/forum-camilla-ghini-figlia-massimo-ghini-volevo-fare-avvocato-ora-rito-bilancia.html Forum, Camilla Ghini, figlia d'arte, è la ragazza della bilancia: "Volevo fare l'avvocato, mi è tornata la voglia"]'', ''liberoquotidiano.it'', 13 settembre 2020.</ref>
*Io nasco come tennista, cioè in realtà quel mio sogno da piccola era veramente di fare la tennista. Ho iniziato a giocare a tennis all'età di tre anni e sono passata all'agonismo intorno ai sette anni, quindi ovviamente il [[Foro Italico]] è il luogo dove si svolge uno dei tornei più importanti del mondo che sono gli internazionali BNL d'[[Italia]]. Io ho passato tantissimi anni, anzi continuo a venire qui ogni anno ogni volta che c'è il torneo e ho l'abbonamento nella mia tribuna Monte Mario e una volta con la mia squadra di tennis ho palleggiato in questo campo insieme a [[John McEnroe]], quindi insomma una bella cosa. Ricordo che se non sbaglio lui, mancino come me, e ricordo che mi disse pure una cosa sul mio dritto che andava bene, però io avevo la mano tremolante perché mi vergognavo da morire naturalmente a giocare co lui.<ref>Dall'intervista di Ivan Zingariello, ''[https://www.spettacolo.eu/camilla-ghini-video-intervista-radio-zeta-future-hits-live-2023/ Camilla Ghini, video intervista Radio Zeta Future Hits Live 2023: "Qui al Centrale palleggiai con John McEnroe"]'', ''spettacolo.eu'', 10 giugno 2023.</ref>
*Mia mamma mi ha portato a tre anni a giocare a tennis per la prima volta e da quella volta sono diventata una "piccola campionessa". Poi purtroppo quando arriva quella fase intorno all'adolescenza in cui devi capire se hai veramente la stoffa oppure no, niente ho smesso. Purtroppo il tennis è uno sport anche molto mentale, quindi se non ci sei in campo, se non sei abbastanza concentrato, se non hai abbastanza grinta e io purtroppo nel tennis non ce l'avevo. {{NDR|Sulla carriera come conduttrice televisiva}} È il mio grande sogno, quindi sì mi sento pronta, ovviamente bisogna sempre studiare, bisogna sempre aggiornarsi, bisogna essere preparatissimi. Io ho tanta passione, speriamo che anche questa mi aiuterà nel futuro.<ref>Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=GOR76IhRQzI Future Hits Live 2023, la conduttrice Camilla Ghini: "Sogno un programma tutto mio"]'', ''youtube.com'', 10 giugno 2023.</ref>
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Massimo Ghini]], padre
==Altri progetti==
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[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Modelli italiani]]
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'''Camilla Ghini''' (1994 – vivente), conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica, attrice e modella italiana.
==Citazioni di Camilla Ghini==
{{cronologico}}
*Mio padre {{NDR|[[Massimo Ghini]]}} è stato molto contento, lui è molto sincero, dà giudizi severi. Mia nonna paterna è la fan più scatenata del programma, quando non andavo a scuola perché ammalata guardavo con lei ''[[Forum (programma televisivo)|Forum]]''. I miei fratelli sono stati costretti a rimanere davanti alla TV, ma mi hanno detto di averlo fatto con piacere. Le critiche non sono state molto carine. Giudicano a priori, senza neanche darmi la possibilità di farmi conoscere. Mi insultano usando termini molto offensivi, che preferirei non ripetere. Mettono a paragone me e mio padre, ma siamo due cose completamente diverse: lui è un uomo, io una donna, lui fa l'attore, io lavoro in televisione. Ci hanno detto che siamo raccomandati, ma non è vero. Però capisco che la gente da fuori possa pensare queste cose.<ref>Dall'intervista di Massimo Galanto, ''[https://www.tvblog.it/post/forum-camilla-ghini-figlia-di-massimo-raccomandata-video-intervista Forum, Camilla Ghini (figlia di Massimo) a Blogo: "Non è vero che sono raccomandata!"]'', ''tvblog.it'', 9 settembre 2016.</ref>
*Lavoro tutto il giorno fino alla notte e mi riposo nel weekend. Non sbandiererei mai la mia vita privata ai quattro venti. Volevo fare l'avvocato e con ''[[Forum (programma televisivo)|Forum]]'' mi sta tornando la voglia.<ref>Dall'intervista di Francesco Fredella, ''[https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/24519974/forum-camilla-ghini-figlia-massimo-ghini-volevo-fare-avvocato-ora-rito-bilancia.html Forum, Camilla Ghini, figlia d'arte, è la ragazza della bilancia: "Volevo fare l'avvocato, mi è tornata la voglia"]'', ''liberoquotidiano.it'', 13 settembre 2020.</ref>
*Io nasco come tennista, cioè in realtà quel mio sogno da piccola era veramente di fare la tennista. Ho iniziato a giocare a tennis all'età di tre anni e sono passata all'agonismo intorno ai sette anni, quindi ovviamente il [[Foro Italico]] è il luogo dove si svolge uno dei tornei più importanti del mondo che sono gli internazionali BNL d'[[Italia]]. Io ho passato tantissimi anni, anzi continuo a venire qui ogni anno ogni volta che c'è il torneo e ho l'abbonamento nella mia tribuna Monte Mario e una volta con la mia squadra di tennis ho palleggiato in questo campo insieme a [[John McEnroe]], quindi insomma una bella cosa. Ricordo che se non sbaglio lui, mancino come me, e ricordo che mi disse pure una cosa sul mio dritto che andava bene, però io avevo la mano tremolante perché mi vergognavo da morire naturalmente a giocare co lui.<ref>Dall'intervista di Ivan Zingariello, ''[https://www.spettacolo.eu/camilla-ghini-video-intervista-radio-zeta-future-hits-live-2023/ Camilla Ghini, video intervista Radio Zeta Future Hits Live 2023: "Qui al Centrale palleggiai con John McEnroe"]'', ''spettacolo.eu'', 10 giugno 2023.</ref>
*Mia mamma mi ha portato a tre anni a giocare a tennis per la prima volta e da quella volta sono diventata una "piccola campionessa". Poi purtroppo quando arriva quella fase intorno all'adolescenza in cui devi capire se hai veramente la stoffa oppure no, niente ho smesso. Purtroppo il tennis è uno sport anche molto mentale, quindi se non ci sei in campo, se non sei abbastanza concentrato, se non hai abbastanza grinta e io purtroppo nel tennis non ce l'avevo. {{NDR|Sulla carriera come conduttrice televisiva}} È il mio grande sogno, quindi sì mi sento pronta, ovviamente bisogna sempre studiare, bisogna sempre aggiornarsi, bisogna essere preparatissimi. Io ho tanta passione, speriamo che anche questa mi aiuterà nel futuro.<ref>Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=GOR76IhRQzI Future Hits Live 2023, la conduttrice Camilla Ghini: "Sogno un programma tutto mio"]'', ''youtube.com'', 10 giugno 2023.</ref>
==Note==
<references/>
==Voci correlate==
*[[Massimo Ghini]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Modelli italiani]]
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Discussioni utente:Simonsegni
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Simonsegni
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[[Discussioni utente:Simonsegni/Cassetto|Cassetto]]
== [[Renzo Orsini]] ==
Ciao, chi è costui? Tieni conto che per stare su Wikiquote dev'essere "celebre", vedi [[WQ:Cosa mettere su Wikiquote]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:32, 5 ott 2026 (CEST)
:Sono desolato per il ritardo della risposta, causato da una mia disattenzione: porgo le mie scuse. Per quanto riguarda Renzo Orsini devo dire che l'ho inserito (inizialmente con una sola citazione) in relazione alla voce tematica "Centro Duchamp" (su cui sto preparando una ricerca da trasformare, eventualmente, in una voce per l'enciclopedia). Sebbene su internet ci siano tracce evanescenti intralciate da casi di omonimia, Renzo Orsini è riconosciuto come storico e critico dell'arte e del design, noto in particolare per i suoi studi e progetti legati alla figura di Dino Gavina e alle avanguardie artistiche del Novecento: ha contribuito a coordinare la mostra "Dino Gavina: ultrarazionale, ultramobile" tenutasi presso la sala Napoleonica dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano (e già questo mi pare un dato rilevante) ed è il curatore del catalogo:
:https://www.google.it/books/edition/Dino_Gavina/xUHrAAAAMAAJ?hl=it&gbpv=0&bsq=isbn:9788877941374 (pp. 256)
:Nel catalogo lo si vede ritratto in una foto (p. 99) al fianco dello storico dell'arte Giancarlo Cavalli e il critico d'arte Vittorio Sgarbi nel presiedere e presentare una serata dedicata alla memoria di Alberto Savino (1891 – 1952) a San Lazzaro di Savena nella sede storica che ospitò il Centro Duchamp, progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Nella letteratura sul design italiano, Orsini è colui che ha storicizzato e analizzato sistematicamente il sodalizio unico tra Dino Gavina e Carlo Scarpa (il quale, oltre a curare l'allestimento della mostra di Duchamp a Roma nel 1965 per cui ottenne il plauso dell'artista francese "è la più bella mostra che ho mai avuto", fu vicepresidente del Centro Duchamp) in particolare nell'analisi del progetto di Scarpa per il negozio di Gavina in Via Altabella a Bologna: non si trattava di un semplice "punto vendita", ma di un vero e proprio manifesto tridimensionale del pensiero architettonico scarpiano. Tra le mostre curate da Orsini risalta quella sull'opera del designer arch. Kazuhide Takahama al MAMbo, Museo d'arte moderna di Bologna, operatore artistico al Centro Duchamp e collaboratore di Gavina. Il catalogo in oggetto e gli interventi di Orsini, qui reperiti, restano dunque tra le pochissime e preziose fonti che sottraggono all'oblio le vicende di un centro sperimentale per il design industriale quale fu appunto il centro dedicato a Marcel Duchamp, "legittimato" dalla presenza attiva, proprio qui da noi, nella nostra bella Italia, niente di meno che da Man Ray nel 1969 (si trattò quasi di un "passaggio di testimone" da Duchamp al suo miglior amico, poiché Duchamp, incontrato da Gavina nel 1965, si spense nel 1968, poco prima dell'inaugurazione ufficiale del Centro). Purtroppo a me non è dato saperne di più, ma certamente il solo catalogo citato, oltre a essere una "bibbia" per gli specialisti, è il tassello di un mosaico che - attraverso il Centro Duchamp - lega nomi sacri di artisti e intellettuali sia italiani (Lucio Fontana, Germano Sartelli, Ennio Finzi, Carlo e Tobia Scarpa etc.) che stranieri (Duchamp, Man Ray, Meret Oppenheim, Marcel Breuer etc.) in un sodalizio indissolubile. Insomma, voglio dire che Renzo Orsini, anche se non ho mai avuto l'onore di conoscerlo personalmente, è certamente degno di nota, al di là e al di qua della navigazione online spesso fruttuosa ma non riducibile a metro e misura di ogni cosa. Mi sono dilungato un po' troppo, chiedo venia: aggiungo alle scuse i miei saluti più cordiali, [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 23:16, 9 ott 2026 (CEST)
::Se quel catalogo è importante, effettivamente la citazione potrebbe starci. Resta da vedere se Orsini può avere una voce a sé o se ''eccezionalmente'' può essere citato nella voce tematica anche senza che ci siano i presupposti di "celebrità" per una voce a lui dedicata (v. [[Wikiquote:Modello di voce#Provenienza e fonti]]), ma in sostanza non cambierebbe niente. Sarebbe però meglio se si capisse perché la creazione del Centro Duchamp è per lui l'operazione "sui generis" per eccellenza, dato che così la frase è alquanto vaga. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:35, 10 ott 2026 (CEST)
:::Questo dialogo è stato davvero provvidenziale perché mi sono accorto di un paio di imprecisioni dovute al riporto della frase da un appunto. Inoltre l'osservazione sulla vaghezza mi ha fatto riflettere: c'era un vuoto da colmare. In effetti il problema è generato da un taglio da me non segnalato (oltre ad aver aggiunto erroneamente una “L” maiuscola che, lo ammetto, era lì per motivi puramente estetici). La frase (inizialmente tagliata a causa di una perplessità sulla parola “iconoclasta” riferita all'immaginifico Gavina, ma poi risolta se ampliata e intesa in senso lato) va sicuramente riportata nella sua interezza (altrimenti perderebbe forza e intensità). Ecco la frase completa e corretta:
:::<br>
:::''Avvenimento epocale, manovra intellettuale iconoclasta, contro ogni prevedibilità nell'iter del lavoro di Gavina, la creazione del “Centro Duchamp” è l'operazione “sui generis” per eccellenza.''
:::<br>
:::Se tutto va bene, la citazione corretta dovrebbe rendere giustizia alla frase e, mi auguro, almeno in parte, anche al suo autore. Per me la citazione è particolarmente significativa (al punto che pensavo di usarla per aprire l'eventuale voce che sto preparando sul Centro Duchamp) in quanto è l'unica pertinente che compaia stampata, nero su bianco, su una pubblicazione cartacea ufficiale (ossia da una casa editrice che, in quanto tale, ha il dovere di inviare fisicamente le tre copie d'obbligo al Ministero dei Beni Culturali, il quale ne archivia una e rigira le altre due alle biblioteche nazionali di Roma e Firenze, oltre alla copia che lo stampatore è tenuto a inviare alla biblioteca civica del capoluogo della regione in cui opera: mentre l'ISBN rende il libro facilmente reperibile ma, di per sé, non conferisce “autorità” all'opera e questa nemmeno andrebbe confusa col suo valore effettivo che dovrebbe dedursi dal puro contenuto). Forse, almeno in quei casi in cui diventa necessario tessere una trama senza tralasciare nessun nodo per sottrarre all'oblio eventi eccezionali ma serrati in ambiti specifici, bisognerebbe riconsiderare il concetto di “celebrità” in favore e a beneficio di quello di “cultura” (non sempre i due insiemi coincidono). Se lo scopo fondamentale della Fondazione è quello didattico-educativo di “liberare” il sapere e la conoscenza, allora penso che i presupposti per ospitare l'Orsini dovrebbero esserci. Il tempo contribuirà a costruire il resto: una delle prime voci che ho creato qui è quella su Leonardo Mosso (architetto più importante che famoso, uno dei migliori collaboratori di Alvar Aalto!) e proprio ieri ho scoperto con sorpresa che un utente ha inserito una foto storica (senza virgolette) di Mosso e Aalto nell'apposita categoria di Commons, da me creata da quasi un anno, che oggi fa bella mostra di sé... In sintesi: penso che, se diamo tempo al tempo, il vuoto (di cui dicevo all'inizio) si andrà colmando da solo, in un lento costruire. Vorrei sigillare questo messaggio con un grazie non formale per l'attenzione: rinnovo e ricambio i saluti, [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 10:30, 11 ott 2026 (CEST)
== Anagrammi ==
Ciao, ho aperto una discussione '''[[Wikiquote:Bar#Anagrammi_italiani|qui]]''' per stabilire gli standard delle voci sugli anagrammi, dato che finora non ce n'erano. Finché la comunità degli utenti non arriva a qualche conclusione, è meglio non creare nuove voci né ampliare o modificare quelle già esistenti della stessa "famiglia", perché si rischia di fare del lavoro che andrebbe poi disfatto, quindi una doppia perdita di tempo. Se proprio vuoi continuare adesso, crea un documento elettronico e salvalo sul tuo hard disk, così se tutto andrà bene potrai trasferire il contenuto su Wikiquote. Al momento mi pare prematuro persino creare una sandbox qui. Comunque io sono favorevole a questo tipo di voci. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:14, 20 ott 2026 (CEST)
:Ciao, eccomi! Sì, in effetti il “caso anagrammi” (permutazioni di lettere) sarebbe da intendere più come uno spunto iniziale che altro, non che abbia intenzione di aggiungerne di nuovi: partendo dalla voce su Ennio Peres (che di anagrammi ne ha inventati tanti) e seguendo la traccia dei già presenti palindromi, ho pensato di aprire una categoria per gli anagrammi; in seguito, vedendo lo spostamento di questa ad “anagrammi italiani” e confrontando la struttura delle categorie dei palindromi, ho pensato (sempre seguendo la traccia delle raccolte di palindromi) di aggiungerne due o tre in latino e/o ibridi, per raccoglierli nella sottocategoria “anagrammi per lingua” (Anagrammi > Anagrammi per lingua > ecc.). Ho dato un'occhiata alle Wikiquote in altre lingue e mi pare che ci sia ancora poco ([https://pl.wikiquote.org/wiki/Anagram pl], [https://es.wikiquote.org/wiki/Anagrama es]); su Wikidata l'elemento [https://www.wikidata.org/wiki/Q122981 Q12298] sull'anagramma ha come descrizione: “parola o frase formata riordinando le lettere di una parola o una frase diversa”; infine, in quella miniera di Commons, c'è la [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Anagrams categoria] sugli anagrammi dove ho trovato le animazioni. Sul come strutturare la cosa non saprei, non me ne intendo: ripeto, si tratterebbe più che altro di uno spunto che potrebbe progredire col tempo grazie ad altri wikiquotiani più afferrati. Ci sarebbero anche gli ''acrostici'', i ''lipogrammi'' e molti altri giochi del genere affrontati dall' '''OuLiPo'''... Non so se questa possa considerarsi una mezza risposta: nel dubbio saluto con un anagramma numerico, tratto da ''Penna, pennello e bacchetta'' del prof. PGO: '''11 + 2 = 12 + 1''', [[Utente:Simonsegni|Simonsegni]] ([[Discussioni utente:Simonsegni|scrivimi]]) 10:12, 22 ott 2026 (CEST)
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Giuseppe Petrai
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Gaux
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/* Bibliografia */ per uniformità
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'''Giuseppe Petrai''' (1853 – 1941), scrittore, sceneggiatore e regista italiano.
==''Maschere e burattini''==
*L{{'}}''[[Arlecchino]]'' è una delle maschere italiane più antiche. Un tempo, in Italia, era chiamato ''Zanni'': voce che deriva senza dubbio dalla latina ''Sannio'' (buffone, giullare) e ''Sanna'' (motteggio, scherno, irrisione).<br>''Trivellino'', ''Mestolino'', ''Truffaldino'', delle prime compagnie comiche italiane del secolo decimosesto, appartengono, poco più, poco meno, sotto nomi differenti e spesso sotto lo stesso costume, al medesimo tipo.<br>Il carattere d'''Arlecchino'' è un miscuglio d'ignoranza e d'arguzia, di semplicità e di malizia, di grazia e di lepidezza. Credulo, ghiottone, pauroso, sempre innamorato, sempre imbarazzato, si dispera e si consola con la facilità di un fanciullo. (p. 17)
*Arlecchino, in origine, vestiva una giacchetta aperta sul davanti, e un paio di calzoni, fatti e questi e quella di pezzetti di stoffa di vari colori. Aveva la barba nera ed ispida, la mezza maschera nera, un berrettone in testa, il cinturino, una borsa e la spada di legno.<br>Dopo [[Dominique Biancolelli|Domenico Biancolelli]] – il riformatore<ref>Nel testo "riformaore".</ref> di questo tipo (1680) – il costume d{{'}}''Arlecchino'' subì alcune modificazioni. Arlecchino divenne, in certo modo, più elegante e più attillato. (p. 17)
*La maschera del [[Gianduja (maschera)|Gianduja]] è molto popolare in Piemonte. Ricordo ancora quando, nel 1866<ref>Riferimento alla terza guerra d'indipendenza italiana (20 giugno – 12 agosto 1866).</ref>, i giovinotti torinesi partivano allegramente pel campo, cantando:<br>''Nui suma i fieui d' Gianduja | nui suma i bugia nen..., | ma guai se la testa anruja, | e 'l dì d' le bote aven!'' (p. 34).
==''Roma aneddotica''==
*[[Roma (città antica)|Roma]], scrive l'[[Bruto Amante|Amante]]<ref>''II Natale di Roma'', saggio storico di Bruto Amante, Roma 1879. {{NDR|N.d.A}}</ref> venne pur chiamata ''Flora'' nel prisco linguaggio sacerdotale e designata con un terzo nome, noto ai soli sacerdoti, e che alcuni credono fosse l'anagramma ''Amor'' , altri, quale il Munster, ''Saturnia'', e, secondo il Sichel, ''Angarona'', Dea simbolica del silenzio. Certo è che i Sacerdoti non potevano pronunciare questo terzo nome sotto la minaccia dei più gravi gastighi. (II, p. 10)
*L'anno 155 avanti Cristo, i Censori Caio Longino e Marco Valerio Messala, divisarono di costruire in città il primo teatro stabile {{NDR|di Roma}}. Fino allora istrioni e saltimbanchi etruschi non avevano dato che qualche rappresentazione lungo le vie del suburbio. Il teatro venne costruito, scrive il [[Giuseppe Baracconi|Baracconi]]<ref>''Storia del teatro romano antico'' di L. Baracconi, Roma, Edoardo Perino editore, 1882. {{NDR|N.d.A}}</ref>, fra il Lupercale e il Palatino, cioè su quel versante che guarda il Campidoglio. Fu decretato però che non vi si ponessero sedili per gli spettatori. Questi erano esortati ad assistere allo spettacolo in piedi ''affinché la virilità fosse costantemente la caratteristica del popolo romano anche nei sollazzi''. L'ascoltar seduti le piacevolezze e le sottigliezze di una dialettica da scena, oltre a sembrar indegno di uomini d'azione, reputavasi pericoloso al fiero organismo repubblicano. (V, pp. 14-15)
*La prima [[biblioteca]] {{NDR|di Roma}} fu aperta nel palazzo stesso di [[Gaio Giulio Cesare|Cesare]], cinquantadue anni prima di Cristo. Il Dittatore {{sic|diè}} incarico di raccoglierla ed ordinarla ad [[Gaio Asinio Pollione|Asinio Pollione]], prescrivendogli di scegliere pochi libri ma buoni.<br>Racconta Plinio che, un giorno, Giulio Cesare, entrato nella Biblioteca, e vista una donna, Livia Gnea, moglie del Pretore Gneo, intenta a prendere appunti su di un'opera di autore greco, le domandò cosa facesse.<br>– Studio, rispose la donna.<br>– E tuo marito dov'è? soggiunse Cesare.<br>Rispose Gnea di non saperlo.<br>– Non lo sai? disse Cesare. Come non lo sai?... {{sic|Và}} subito dunque a cercarne, cattiva moglie, e mettiti a letto con lui, e fa di restar gravida, se la mia grazia t'è cara, imperocché non devi curarti che di partorire cittadini alla repubblica.<br>E ordinò che d'allora in poi fosse inibito alle donne l'ingresso alla pubblica biblioteca. (XII, pp. 23-24)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Petrai, ''[https://archive.org/details/petrai-maschere-burattini/mode/1up Maschere e burattini]'', Edoardo Perino Editore, Roma, 1885.
*Giuseppe Petrai, ''[https://archive.org/details/roma-aneddotica/page/n9/mode/1up Roma aneddotica]'', Edoardo Perino Editore, Roma, 1895.
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Citazioni sulla '''corsa all'oro''' o '''febbre dell'oro'''.
*Ho avuto svariate febbri: tifoide, gialla, scarlattina, però mai la febbre dell'oro. Se hai denaro, qualcuno lo vuole. Se non glielo dai, cercherà di ucciderti. In ogni caso, è molto meglio esser poveri. La mia onestà dipende forse da questo. (''[[L'uomo del Nevada]]'')
*Ho scavato in Alaska, nel Canadà, nel Colorado. Sono stato anche nelle Hondure britanniche e ho guadagnato tanto da tornare a casa guarito per sempre dalla febbre dell'oro. Ho scavato in California e in Australia e in tutto il mondo. So cosa fa l'oro all'anima umana. [...] Mai visto un cercatore d'oro morire ricco. Se ha fortuna, se la mangia cercando di farne di più. (''[[Il tesoro della Sierra Madre]]'')
*La febbre dell'oro è assai contagiosa, pionieri e cowboy scavando senza posa, sono come impazziti, sono come malati, in cercatori d'oro sono trasformati. Cercano quando c'è il sole o se piove, ma l'oro è nascosto, nascosto chi sa dove, è un grande sogno, una grande illusion, è la ballata dei fratelli Dalton. (''[[Lucky Luke - La ballata dei Dalton]]'')
==Voci correlate==
*[[Oro]]
==Altri progetti==
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Citazioni sulla '''corsa all'oro''' o '''febbre dell'oro'''.
*Ho avuto svariate febbri: tifoide, gialla, scarlattina, però mai la febbre dell'oro. Se hai denaro, qualcuno lo vuole. Se non glielo dai, cercherà di ucciderti. In ogni caso, è molto meglio esser poveri. La mia onestà dipende forse da questo. (''[[L'uomo del Nevada]]'')
*Ho scavato in Alaska, nel Canadà, nel Colorado. Sono stato anche nelle Hondure britanniche e ho guadagnato tanto da tornare a casa guarito per sempre dalla febbre dell'oro. Ho scavato in California e in Australia e in tutto il mondo. So cosa fa l'oro all'anima umana. [...] Mai visto un cercatore d'oro morire ricco. Se ha fortuna, se la mangia cercando di farne di più. (''[[Il tesoro della Sierra Madre]]'')
*La febbre dell'oro è assai contagiosa, pionieri e cowboy scavando senza posa, sono come impazziti, sono come malati, in cercatori d'oro sono trasformati. Cercano quando c'è il sole o se piove, ma l'oro è nascosto, nascosto chi sa dove, è un grande sogno, una grande illusion, è la ballata dei fratelli Dalton. (''[[Lucky Luke - La ballata dei Dalton]]'')
==Voci correlate==
*[[Oro]]
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