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Supplemento alla Storia d'Italia/LXVI
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Dr Zimbu
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Porto il SAL a SAL 100%
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=100%|data=8 giugno 2026|arg=letteratura}}
{{IncludiIntestazione|autore=Charles-François Delacroix<!--Q1948324-->/Napoleone Bonaparte|sottotitolo=LXVI - Il Ministro degli affari esteri domanda delle notizie al General Clarke delle disposizioni degl’Italiani, e dei grandi della Germania, e gli comunica alcuni progetti politici da tenersi presenti trattando di pace coll’Imperator di Austria. Nota di Bonaparte al General Clarke. Vi si descrive la situazione di Mantova, e si ragiona sull’utilità di attenderne la dedizione prima di conchiudere un armistizio|prec=../LXV|succ=../LXVII}}
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Supplemento alla Storia d'Italia/LXVII
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Dr Zimbu
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{{IncludiIntestazione|autore=Napoleone Bonaparte|sottotitolo=LXVII - Bonaparte dichiara bugiarda la nota speditagli dal Provveditore di Venezia, accenna la condotta perfida di questa Repubblica, e minaccia vendetta|prec=../LXVI|succ=../LXVIII}}
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Supplemento alla Storia d'Italia/LXVIII
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Dr Zimbu
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{{IncludiIntestazione|autore=Louis Baraguey d'Hilliers<!--Q1871547-->sottotitolo=LXVIII - Baraguay di Hilliers descrive a Bonaparte il modo con cui si è impadronito del Castello di Bergamo|prec=../LXVII|succ=../LXIX}}
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Dr Zimbu
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Supplemento alla Storia d'Italia/LXIX
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Dr Zimbu
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Discussioni utente:Pic57
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Panz Panz
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/* Brevi note */ Risposta
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{{benvenuto|firma=[[Utente:Samuele Papa|<span style="color:#ff6600">Samuele</span>]] 06:55, 4 giu 2012 (CEST)}}
Ho appena terminato la rilettura del libro di Cristina Trivulzio di Belgioioso, "[[Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire]]". Una lettura molto interessante per me e spero anche utile a wikisource. Ho fatto del mio meglio per correggere le bozze. Ho incontrato in pratica solo errori, pochi tutto sommato, dovuti all'importazione da OCR. Per il resto bisognava mantenere l'ortografia dell'epoca, ma per questo bastava rimanere fedeli al testo fotocopiato.
==Grazie==
Caro Pic57,
grazie per l'ottimo lavoro di rilettura: se avessi bisogno di delucidazioni non farti riguardo a scrivermi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:16, 13 lug 2012 (CEST)
Caro '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''',
grazie per l'accoglienza. Ho recentemente ripreso la mia attività wikipediana dopo 6 anni di interruzione. Ho pensato che la cosa migliore fosse imparare a conoscere il codice rileggendo i testi scansionati, e cercando così di rendermi utile da subito.
Oggi ho terminato la rilettura dei [[Solenni_funerali_di_Pio_papa_ottavo_(Amat)|Solenni funerali di Pio papa ottavo]] (Amat), 15 lug 2012 (CEST)<br />
Oggi ho terminato la rilettura de [[L'Effigie_di_Roma|L'Effigie di Roma]], 21:12, 21 lug 2012 (CEST)
== Benvenuto e suggerimenti ==
Ciao Pic57, benvenuto in questo progetto!
Vedo che stai contribuendo attivamente alla crescita di Wikisource e ne sono felice. Come utente "anziano" oltre a darti il benvenuto ed incoraggiarti nel proseguimento del tuo lavoro,, ti voglio anche dare dei suggerimenti per evitare alcuni errori comuni quando si creano le pagine autore:
:1) Pagine autore, link a altri progetti: è sufficiente inserire solo il nome della voce sull'altro progetto e non l'URL intero. ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Autore%3AFriedrich_Gottlieb_Welcker&diff=1148149&oldid=1146688 vedi esempio])
:2) Inserire link da Wikipedia e progetti fratelli verso Wikisource ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Friedrich_Gottlieb_Welcker&diff=51282431&oldid=50222866 vedi esempio])
:3) Inserire le date di nascita e morte di un autore nelle [[Wikisource:Ricorrenze|Ricorrenze]] (vedi esempio per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_novembre&diff=1148167&oldid=965516 nascita] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F17_dicembre&diff=1148168&oldid=1084255 morte])
Ciao,
--[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:58, 24 lug 2012 (CEST)
== Accorgimenti ==
Vedo il tuo gran lavoro di rilettura, grazie per il contributo importante col quale ti prodighi in questo progetto.<br />
Consentimi qualche consiglio: quando rileggi, il testo deve essere il più attinente possibile alla scansione; [[Pagina:Primi poemetti.djvu/188|qui]] (guarda la cronologia) probabilmente ti sei fidato troppo di chi ha lavorato prima di te: una svista può sempre capitare, tocca al rilettore sistemare (anche alcune piccolezze di formattazione).<br />
Perdona l'intrusione e se avessi dubbi, sono a tua disposizione.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:49, 28 lug 2012 (CEST)<br />
:Mi riferivo anche al numero romano della strofa (v), raggruppamento dei versi sbagliato e altri piccole sviste (accento dattilografico ' in tipografico ’, eliminazione dello spazio tra parola e simbolo di punteggiatura, esempio: parola ; e altro), quest'ultime risolvibili premendo postOCR se hai attivato gli ''Strumenti per la rilettura'' o la bottoniera da ''Preferenze''. Da premere due volte per portare ''RigaIntestazione'' nell'header se non fosse già presente e, se stai trascrivendo e non rileggendo, premere solo dopo aver inserito il tag poem.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:08, 30 lug 2012 (CEST)
::Vai su ''Preferenze → Accessori'' e abilita il quarto: avrai svariati strumenti sulla sinistra, molto utili per svolgere compiti sempre uguali e noiosi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 01:13, 31 lug 2012 (CEST)
== Attestato di partecipazione ==
In assenza di Edo, ti ho assegnato io stesso la medaglia di partecipazione alla rilettura del mese; mi sono permesso qualche cambiamento per meglio sistemare la pagina. Ti ringrazio per il tuo cospicuo contributo.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:46, 31 lug 2012 (CEST)
:Visto che riguarda sempre la rilettura del mese, ti scrivo qui.
:La correzione che hai apportato a [[Pagina:La Cicceide legittima.djvu/3|questa]] pagina è sbagliata: quel simbolo anticamente stava a indicare la nostra ''s''; è vero che cerchiamo di attenerci al testo, ma questo non deve risultare illeggibile. Ti consiglio a questo proposito di leggerti le [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]], dove troverai altri utili suggerimenti.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:03, 2 ago 2012 (CEST)
::Toh ho letto adesso il tuo dubbio; se riesci a ritrovare le pagine dell'opera precedente dove hai fatto lo stesso errore, potresti correggerle? {{smaller|{{Fatto}} (Credo ti riferissi solo alle ''[[Saggio di rime devote e morali/Notizie di Marianne Santini Fabri Bolognese|Notizie di Marianne Santini...]]''; altrove non ne ho riscontrato la presenza.)}}
:: Sì, solo nelle rime della Santini; confermo. Solo lì ho fatto il danno.
::Riguardo alle immagini, il meccanismo non è complicato: meglio scaricarle dal file originale che dal djvu, poi caricarle su ''Commons'' dove devi esplicitare la licenza (libero dominio ecc.) e poi richiamarle qui con <nowiki>[[File:''nome del file''|''larghezza del file in px'']]</nowiki>.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:08, 2 ago 2012 (CEST)
== svg ==
Ho catturato un'immagine, l'ho resa trasparente in png ed esportata in svg con Inkscape. Ma non sono soddisfatto del risultato.<br />
Tu dicevi:<br />
"meglio scaricarle dal file originale che dal djvu"<br />
io ho copiato l'url dell'img dal djvu, ma l'ampiezza dell'immagine è equivalente al djvu mi pare. <br />
Ad es.: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Saggio_di_rime.djvu/page50-600px-Saggio_di_rime.djvu.jpg<br />
C'è da qualche parte un'immagine originale più definita?<br />
--[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:19, 5 ago 2012 (CEST)
:Difatti è la stessa cosa; quando dicevo ''dal file originale'', mi riferivo a [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/ScansioneGIX458aa.pdf questo].
:Prova e fammi sapere.
:Ah la prossima volta scrivi nella mia talk; sono passato qui per caso, altrimenti non avrei potuto leggere le tue perplessità.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:40, 21 ago 2012 (CEST)
::Hai ragione, andrebbero riprodotti; difatti ho aggiunto un template (immagine da inserire) come memorandum. Avevo capito che fosse tuo interesse riprodurli, in caso contrario il template me lo ricorderà, a meno che l'esperto in questa materia ([[Utente:Luigi62|Luigi62]]) non mi preceda e gliene sarei ben grato.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:41, 22 ago 2012 (CEST)
==Recensione==
Ciao! Vedo che stai un po'impazzendo su quella pagina 24. Devo chiederti scusa; credo di essere stato io ad assegnare il 75%. Mica vero! Indipendentemente da chi sia responsabile, però ti suggerisco di fermarti. Non ricordavo di aver lasciato quel lavoro da fare e lo farò appena finito di sistemare quella pletora di Rigaintestazione. La soluzione più veloce sarebbe una tabella (che nemmeno io sono molto bravo a costruire ma me la cavo...cavicchio) oppure credo ci sia un template RigaIndice o qualcosa del genere con cui si costruiscono le pagine di indice dei libri (non le Pagina "Indice, eh!"(che ho scoperto solo un paio di giorni fa appunto durante la sistemazione di Rigaintestazione e che ho già dimenticato dove sia. Mamma mia che testa! Naturalmente fai come preferisci ma uomo avvisato... :). Ah, Io sono tutto il contrario di uno bravo ma se ti serve una qualche mano, fai un fischio; magari hai fortuna :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:17, 20 ago 2012 (CEST)
{{smaller|Aggiungo}}- Scusa se ti uso come blocknotes (così poi lo ritrovo anch'io...) quella riga template x indice la puoi trovare (anche) [[Pagina:Sulle_frontiere_del_Far-West.djvu/259|qui]]. :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:29, 20 ago 2012 (CEST)
Ancora scuse (finirò mai?) per averti indicato una strada non esatta. Come ripeto, anch'io non sono molto conoscitore di trucchi. Vedo che hai provato il template Rigaindice che però, noto ora- non lo sapevo-, crea un link nella cifra che normalmente indica la pagina. (A posteriori è ovvio, così si possono linkare le pagine del testo). Quindi non va bene per questo problema. Ho parzialmente risolto con una tabella molto semplice e senza tanti puntini. Se poi ti interessassero le tabelle (che io e quasi tutti qui detestiamo) provo a cercare qualche esempio messo su da un 'collega' mostruosamente bravo nel settore tabelle ma che -purtroppo- è durato pochi mesi. È da un anno che non lo vediamo :( . Grazie per l'aiuto e per aver messo in luce questa carenza nella 'mia' produzione adesso mollo tutto e porto avanti queste pagine. Alla meno peggio. Non prendertela se ho 'rovinato' tutti i tuoi tentativi. Conosco come ci si sente. Giuro che non l'ho fatto con cattiveria o soprattutto non con spocchia :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:44, 20 ago 2012 (CEST)
Oh figurati, è stata un'occasione per imparare varie cose, come troverai scritto nella tua pagina di discussione. Sono un novizio di wikisource. Ecco una cosa che non ho capito è questa: ma per risponderti devo farlo qui, o nella tua pagina di discussione? --[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 17:02, 20 ago 2012 (CEST)
:Dove scrivere? Bella domanda! La prima volta si scrive sulla pagina "Discussione" (o talk) dell'utente che vuoi contattare. È ovvio dato che così gli arriva la riga arancione. Se no come fa? Mettiamo che mi scrivi, per la risposta ho tre metodi:
* Ti rispondo direttamente nella tua pagina talk così ti arriva la riga arancione. Però se la cosa diventa lunga si perde il filo del discorso. Allora, secondo metodo:
* ti rispondo sotto il tuo messaggio e, per generare la riga, ti metto un breve avviso nella tua pagina talk (tipo "ti ho risposto da me") - la raffinatezza di un link alla stessa pagina è apprezzata ma per nulla necessaria (Io so benissimo come arrivare alla 'mia' pagina, no?). E arriviamo al terzo metodo:
* Si scrive sotto il primo post e basta. Perché siamo pochi, un paesino - anzi una frazione- e ci facciamo i fatti degli altri in continuazione. E come? occhieggiando le "Ultime Modifiche" dove le varie talk sono inevitabilmente controllabili ed evidenziate dato che, scrivendoci, le rispettive talk entrano fra gli Osservati Speciali. (Poiché mi hai scritto vedrai la mia talk in blu e di maggior spessore. ATTENZIONE! questo sistema funziona solo qui su Source, in questo paesino. Perché i cambiamenti nelle "Modifiche" della metropoli ('Pedia) sono talmente tanti e frequenti che in pochi minuti la pagina scompare.
In sintesi dopo i primi interventi puoi tranquillamente usare il terzo metodo perché ti 'terrò d'occhio' e lo faranno tutti quelli cui hai scritto e che ti hanno risposto :). Lo stesso varrà per te per tutti quelli la cui pagina di talk mostrerà la stellona blu in alto a destra vicino a Cronologia. Prova e vedrai. Il primo metodo resta ovviamente valido -anzi necessario- se vuoi/devi attirare l'attenzione dell'interlocutore che avrà la riga arancione non appena entrerà in Source. Non farti scrupolo di chiedere; chi non chiede non impara. Solo, può capitare che la risposta arrivi con calma (sai, gli impegni). Ma se non arriva uno arriva un altro. A presto! :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:07, 21 ago 2012 (CEST)
== Note ==
Ciao! due parole in fretta sulle note; (è quasi un caso che sia passato di qua perché da qualche giorno sono superimpegnato in altra vita). Hai avuto fortuna :). Mezza fortuna. Confesso che non ho mai usato quel template ma mi sembra di aver orecchiato che sia qualcosa di simile al template che unisce le note che cominciano in una pagina e finiscono nella successiva. Quello che me lo fa pensare è quel "Pt" (di cui non conosco esattamente la funzione). "a naso" il template prende un pezzo di testo o nota e lo attacca a un altro pezzo; qualcosa di simile al template "ref name..." "ref follow". Ma tutto questo per unire o comunque sistemate le cose che nel NS "Pagina" sono in un modo diverso che nel NS0, dove altrimenti le note col solito "ref" "/ref" andrebbero a tagliare il testo. L'esatta funzione dovrebbe essere spiegata [[Aiuto: Come aggiungere le note|QUI]] ma non lo è. Qualcuno sta lentamente cercando di sistemare gli Aiuti con le nuove invenzioni ma... ;( Se ti interessa conoscere a fondo la funzione dovrai rivolgerti a qualcuno di esperto. Lasciando in pace Alex che 'sta bombardato' credo che conoscano bene il trucco Xavier, Orbilius, ma anche Barbaforcuta. Anzi chiediglielo che così mi imparo la risposta :). {{smaller|(poi, per cortesia, alla fine del post clicca sulla firma se no mi/ci tocca andare in giro a cercare chi mi/ci ha scritto ... per stavolta ti perdono perché era mezzanotte... ;)}} ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:08, 2 set 2012 (CEST)
:Continuo. Mi hai incuriosito. Allora sono andato a cercare un esempio (certo che se mi linkavi qualcosa era più facile ...). allora: in [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/64|questa pagina]] c'è la 'nota separata' alla djvu/118. Sono quindi andato a vedere cosa c'era in ''quella'' pagina djvu/118 e ho scoperto che era una pagina di note! Allora ho dedotto questo. Le note di questo testo non sono in calce alla pagina ma raggruppate a fine testo (in altri sarà magari capitolo, dipende). Se hai messo quel template, ''quando di ritrovi nelle note'', in questo caso [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/118|qui]], con un clic ti ritrovi alla pagina cui la nota fa riferimento. Adesso però non chiedermi a cosa serva una nota senza il numeretto di rimando, eh! È roba che ha scritto Vincenzo Monti; chi sono io per criticare?. hehe Ciao ancora. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:21, 2 set 2012 (CEST)
== Questione ''autori cinematografici'' ==
Caro Pic57, come avrai potuto notare abbiamo dovuto cancellare gli autori da te inseriti a causa di un dubbio espresso in [[Wikisource:Bar#Recente infornata di pagine autori .28.3F.29_cinematografici|bar]]. A questo punto converrebbe che tu li linkassi alle pagine di Wikipedia, in attesa che Wikidata (prossimo progetto che conterrà tutti gli autori e molto altro) risolva del tutto i nostri problemi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:11, 14 set 2012 (CEST)
== Immagine Santini ==
Ho dato un'occhiata e mi sembra che il lavoro sia stato fatto abbastanza bene. Mi sono permesso alcune modifiche (il ''Centrato'' e le dimensioni). Forse un po' obligua e sfocata: hai preso l'immagine dal file di origine (Internet Archive per esempio)? Se sì, non possiamo farci niente; prosegui pure così. Per qualsiasi miglioria, puoi chiedere al nostro esperto in materia: [[Utente:Luigi62]].--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 15:37, 1 ott 2012 (CEST)
== SAL delle pagine indice ==
Caro Pic57,
ti scrivo per spiegare il mio [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Indice%3AFogazzaro-IdilliSpezzati-1902.djvu&diff=1519286&oldid=1519152 annullamento della tua modifica] all'indice di Fogazzaro.
Una pagina indice passa a SAL 100% quando tutte le sue pagine sono al 100%.
Qualche anno fa era emerso il dubbio filosofico sul significato di SAL 100% in "metapagine" che servono a riportare contenuti di altre pagine, e abbiamo deciso che tali pagine seguono il destino dei testi al cui servizio sono state create. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:06, 28 feb 2015 (CET)
Caro Orbilius,
perfetto. Approfitto di te perché ho un problema di...
;Numerazione nota e riga in solo testo
Vedi ad es. qui:
[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Gramsci-antonio-sul-fascismo.djvu/7 Gramsci, Il riformismo borghese]
Il problema è la numerazione della Nota... in alto a destra
Inoltre la riga del Pié di pagina si vede nella pagina con l'immagine, ma scompare nella pagina solo testo.
:Caro Pic57, non c'è nulla di sbagliato: nel namespace Pagina la numerazione delle note ricomincia ad ogni pagina, ma nella ricomposizione delle pagine in namespace Principale la numerazione — sempre in automatico — torna a posto.
:In second luogo è normale che il piè di pagina scompaia nella pagina solo testo (quella in namespace Principale) dato che tale visualizzazione "ricompone" il testo continuo superandone la suddivisione in pagine: intestazioni e piè di pagina hanno (un po' di) senso nelle singole pagine ma non nel namespace principale dove interromperebbero la continuità del testo: ecco perciò che tali ''accidenti'' del mondo cartaceo vengono mantenuti quando graficamente sono sostanziali (cioè nel namespace Pagina), mentre quando la ''sostanza'' del testo deve essere sfrondata dagli ''accidenti'' del mondo cartaceo (cioè nel namespace Principale) tale sfrondamento avviene in automatico perché intestazioni e piè di pagina sono inseriti in aree che automaticamente non appaion in Namespace Principale. Scusa per i prestiti temerari dal lessico filosofico, ma spero che rendano l'idea. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:27, 3 mar 2015 (CET)
Caro Orbilius,
grazie per l'esaustiva precisazione. Direi che l'avevo anche sospettato, ma... volevo esserne certo. Condivido pienamente tutta l'impostazione: "entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem".
== Tra colleghi ==
:Caro Collega!
:Mi stavo giusti chiedendo chi ringraziare per l'improvviso interessamento di nuovi utenti per l'antologia di Cino da Pistoia... l'ho scoperto e dunque Grazie! Casualmente ci stavo lavorando e dunque mi unisco all'allegra brigata. Io uso Wikisource a scuola (poemi epici, Promessi sposi o vari autori del programma del triennio sono spessissimo sulla mia LIM), ma non sono ancora giunto all'arruolamento di ''st''utenti. Complimenti ancora. Accetto indicazioni su come muovermi con loro :D - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:20, 4 mar 2015 (CET)
:Caro collega, ma per carità! "Indicazioni"... diciamo che sto facendo un esperimento (di cui sono orgoglioso). Un gruppetto di studenti sta reagendo bene e spero che si tirino dietro anche i più riottosi. Anche io uso wikisource sulla LIM, e allora mi son detto: ma perché non metterli al lavoro? Non voglio parlarne granché per ora: vediamo che succede alla distanza. Comunque l'idea è che agiscano INSIEME, come una SQUADRA di operai (ma ognuno con il proprio contributo BEN VISIBILE da tutti e da me). La cosa è piaciuta perché vedono immediatamente il risultato del loro operato. Questa è una grande potenzialità educativa di wikisource: poche chiacchiere, agisci! E la cosa li gratifica molto, oltre al mio incentivo scolastico s'intende, che comunque vale per quel che vale, come ben saprai... Ora chiudiamo su Cino da Pistoia: ci siamo interessati solo alle sue Rime. Ci getteremo su... ma perché rovinarti l'effetto sorpresa? :-D Riferirò a tutti comunque dell'interessamento mostrato da un autorevole amministratore di wikisource per il loro operato.... A presto
Stavo sistemando un po' la pagina autore di Cino da Pistoia. Ma forse meglio che imposti tu, così imparo come gestire opere come queste: le Rime sono di Cino, ma sono una scelta di Carducci ecc.
::Allora, caro {{ping|OrbiliusMagister}} qua l'arruolamento sta andando avanti alla grande. Si sta creando uno "zoccolo duro". Ho dovuto aprire una cartella su Quip per coordinare i lavori. Gli studenti (comunque maggiorenni) scrivono su quip quali pagine si impegnano a rileggere, in modo da evitare sovrapposizioni e ordinare i lavori: in genere si procede a "decine". Ho creato poi uno strumento di valutazione che si basa sul Conteggio Modifiche di wikisource. Certo, anziché usare Quip potrei fare direttamente tutto su wikisource, aprendo un Progetto, credo. Ma forse, meglio aspettare ancora un po'. E poi comunque non senza averne parlato prima con te. Ecco appunto: che ne pensi? PS: l'unica cosa che sta andando male è la mia ricerca di testi senza copyright, come forse avrai letto in giro. Prima o poi imparerò :-( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:29, 14 mar 2015 (CET)
== Idillii spezzati ==
Su segnalazione di {{ping|Margherita}}, ho visto che la scansione di Idillii era "rotta" (mancavano alcune pagine in fondo al libro) e l'ho sostituita al volo con un'altra scansione, migliore, da IA: {{IA|idilliispezzatir00fogauoft}}. Adesso mi pare a posto. Va sistamata l'ultima decina di pagine. Mi pare che l'edizione sia identica, le pagine corrispondono, va comunque verificato in modo ''paranoide'' :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:54, 10 mar 2015 (CET)
:Grazie {{ping|Alex brollo}}. Avrai visto che su Internet Archive le due edizioni erano apparentemente identiche. Mi sono accorto della lacuna delle ultime pagine quando ormai avevo trascritto il libro. Ho aggiunto il testo finale scansionandolo direttamente dalla copia che tu ora hai importato. Stavo giusto leggendo sul manuale come sostituire i dejavu, cosa che non mi è sembrata proprio semplice. Poi ho visto che {{ping|Margherita}} ci stava lavorando e ho lasciato andare. Sì comunque hai ragione: val la pena essere paranoici e controllare tutto, ma proprio tutto, prima di importare. Ho riletto e sistemato le ultime pagine a SAL 75%
:: Nonostante tutti i controlli, capita di dover sistemare dei file djvu. Non siamo in molti a maneggiarli senza impazzirci, talora servono spostamenti massicci di pagine già trascritte e quindi è utile avere un bot... a ma i djvu piacciono molto, se ti servirà chiedi tranquillamente, mi ci diverto :-)
:: Ho ritoccato l'ultima pagina SAL 75%. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 10 mar 2015 (CET)
== Sul Fascismo ==
Caro Pic57,
ho una brutta notizia.
Data la natura sospetta del testo di Gramsci da te caricato ho effettuato una rapida indagine, ricostruendo la ''tradizione'' del testo copia su copia.
Il testo deriva in ultima analisi dal pdf presente su Liberliber. Esso è stato utilizzato da qualcuno della casa editrice Altrimedia per produrre il testo nell'edizione che poi da qualcuno è stata caricata su Internet Archive, dove è stato trasformato nel djvu infine utilizzato da te qui.
Il problema grosso è che il testo di Liberliber è proposto con licenza CC BY-NC-SA. Gli editori di Altrimedia hanno ''offuscato'' la provenienza del loro testo per poterlo proporre in vendita, contravvenendo così a tutte le clausole della licenza d'uso di Liberliber. Su Internet Archive non c'è un controllo del copyright come da noi, dunque tu l'hai utilizzato qui in buona fede, ma in realtà a noi è arrivato un testo riutilizzato illegalmente e sui cui qualcuno potrebbe rivalersi: non abbiamo il diritto morale di perpetuare questa infrazione di copyright. Il testo andrà dunque cancellato. Se ti riesce salva il salvabile di quenato bbiamo trascritto perché a breve passerò a cancellare tutto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:27, 11 mar 2015 (CET)
:Capito. Cancella pure. Se lo avessi visto su Liber Liber non l'avrei caricato. Vuol dire che guarderò anche lì prima di caricare qualcosa.
== Indice-Commons ==
Scusa Pic57, abbiamo un problema. L'ultimo indice da te creato non risponde ai criteri proposti nella [[Aiuto:Guida alla pubblicazione di un testo/Caricare il file djvu su Commons|nostra guida]]. Ti suggeriamo di seguire scupolosamente i consigli sulla scelta del nome perché eventuali errori sono difficili da sistemare: '''Cognome autore - Titolo libro, Volume''' (se diviso in volumi e tomi ecc.)''', Anno di pubblicazione.djvu''', è lo schema principe (una variante, quando è importante anche l'editore, la trovi [[Indice:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|qui]]). Buon lavoro. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:36, 20 mar 2015 (CET)
: Ok, dimmi se devo ricaricarlo come corradini-sopraleviedelnuovoimpero-1912.djvu. Ho formattato solo qualche pagina. Eventualmente fammi sapere qui. Comunque almeno stavolta ho caricato un libro privo di copyright.
::'''Indice:Corradini - Sopra le vie del nuovo impero, 1912.djvu''', --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:12, 21 mar 2015 (CET)
:::Fatto. https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Corradini_-_Sopra_le_vie_del_nuovo_impero,_1912.djvu. Cancella pure il vecchio
==Re:Malombra==
Sì, penso proprio che le edizioni siano due come mi ha spiegato [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768 Alex] al quale avevo esposto i miei dubbi e problemi riguardo la rilettura di Malombra. Questa rilettura mi sta facendo disperare. Io ho una edizione del 1886 di Giuseppe Galli che viene riportata come terza edizione. Sarei contenta se andassi a leggere i messaggi relativi che ci siamo scambiati al proposito. Stasera te li cerco e te li linco. A più tardi.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 19:24, 13 apr 2015 (CEST)
:::::::::::Eccomi. Leggi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768#Malombra] e poi One word message.... nella mia talk. Ciao--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:58, 13 apr 2015 (CEST)
::::::Consolati. Sono contenta che ad essere "tardi" siamo in due!! Anch'io avevo pensato come te. Ora rivolgo la tua domanda ad Alex che, senza dubbio, saprà darci una risposta.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:23, 13 apr 2015 (CEST)
::::::::::::Fatto! Leggi [https://it.wikisource.org/wiki/Discussioni_utente:Alex_brollo qui] Ancora Malombra --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:57, 13 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Pic57, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
::Grazie {{ping|Nemo_bis}}, non sapevo neanche dell'esistenza di questa bella iniziativa, per la quale... diciamo che sarei un po' fuori target ahimé per via dell'età, come potrai desumere dallo user wiki. Spero piuttosto che la cosa interessi qualche mio studente, magari l'anno prossimo: quest'anno qualcuno di loro ha cominciato a darsi da fare, ma non credo abbastanza. Comunque '''ho colto l'occasione per iscrivermi a wikimedia italia.'''
== Lo cunto ==
Forse ho capito il problema delle note, ricade nel proverbio "''il meglio è nemico del bene''". Non serviva quel lavoraccio! Io ho qualche tool ancora poco pubblicizzato, ma facendone a meno la procedura più comoda è:
* correggere il testo lasciandolo dov'è (ossia, le note in fondo);
* circondare ciascuna nota con un <nowiki><ref>...</ref></nowiki>; occhio alle note sulla stessa riga;
* selezionarle una a una e trascinarle nel punto giusto del testo. Fine.
Il ref name e il ref follow vanno usati solo nelle note molto lunghe, che continuano su più pagine.
Volendo rileggere il testo dopo aver messo le note al loro posto, è comodo "rimetterle in fondo pagina" con lo strumento Spostamento note; finito di rileggere, si rimettono dov'erano cliccando di nuovo Spostamento note.
Raccomando anche di seguire le indicazioni che ho messo in Discussioni indice, compreso il modello di rigaintestazione (testo minuscolo inserito in un template Sc) e di aggiungere il template RuleLeft|8em nel footer, prima del tag references.
Beninteso: è stato fatto un lavoro molto buono, e molto faticoso, grazie! Sistemare la formattazione è molto, ma molto meno faticoso che correggere un testo così ostico. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:09, 28 apr 2015 (CEST)
:: Mah sì, non ti preoccupare non sono permaloso. Venivo dalle rime estravaganti del bandello dove invece usavo quel sistema... ci avevo preso la mano. A proposito, dai un'occhiata anche lì se ti capita.
::: vedo! Là però per merito di poem non dà fastidio (non spezza il testo). Una curiosità.... come hai pescato questa curiosa sintassi?? Per ottenere che risultato? E... i nomi delle annotazioni, li crei e inserisci tutti pazientemente a mano? Approfitto per congratularmi con te per la scoperta dell'uso dei tag <nowiki><i>...</i></nowiki> al posto dei maledetti apostrofi, '''bravo!!!''' --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:08, 28 apr 2015 (CEST)
La "curiosa sintassi", caro {{Ping|Alex brollo}}, era strettamente connessa alla rilettura SAL 75%. Se si rilegge a quel livello di profondità si ha il tempo di creare dei tag apparentemente complessi che in realtà sono dei copia e incolla. Voglio dire: sfrutto la memoria del computer per i tag che sono dei copia-e-incolla quasi uguali, mentre il cervello è impegnato nella rilettura.
Tutto è nato dal fatto che credevo che - trovandosi le note in pagine diverse dal testo a cui si riferivano - dovessi comunque usare il <nowiki><ref follow>...</ref></nowiki> e il <nowiki><ref name>...</ref></nowiki>. Pertanto procedevo così (dopo aver sistemato le sezioni della pagina):
* stabilivo il nome del tag ref con il seguente criterio p|numeropagina-numeroverso. Avevo letto da qualche parte nella guida che questo era il criterio consigliato per evitare nomi di tag uguali
* creavo il primo tag ref follow e lo copiavo in memoria pc (ad esempio <nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki>.
* correggevo e chiudevo il follow.
* Passavo alla nota successiva incollando la prima parte del ref e cambiando solo il numero del verso e così via fino alla fine delle note
* Infine passsavo al testo. Incollavo il tag follow nel punto del testo utile, rinominandolo "name" (<nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki> diventa <nowiki><ref name="p307-v6"></nowiki>
Tutto qua.
Intanto ho cominciato ad usare il PostOCR, anche se per testi come quello del buon Basile è utile fino ad un certo punto. Però Intestazione e piè di pagina sono già qualcosa. Il memo regex ora lo vedo, perché ho anche la bottoniera, e leggo Carica regex e salva regex: ma non ho ancora capito bene come funzionano. Ho capito che con il ''Trova e sostituisci'' se spunto ''Ricorda questa sostituzione'', in effetti se le ricorda e il PostOCR me le esegue nella pagina. Per ora sono a questo livello.
== Wikisource a scuola ==
Bella la tua iniziativa. Ti segnalo che Al liceo Pascal di via Corti di Milano è iniziato un progetto di realizzazione di una ''biblioteca scolastica digitale'' che raccoglie in modo comodo gli ebook in formato epub, raccolti secondo l'ordine dei programmi ministeriali. Il contatto con la Biblioteca comunale di via Valvassori Peroni - sezione ipovedenti porta a sottolineare la possibilità di usare gli ebook anche per la didattica dei BES, ipovedenti e dislessici. Per ora in via Corti si era solo alla prima fase: caricamento sul PC dell'aula di informatica degli .epub. [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 06:02, 24 lug 2015 (CEST)
== Studenti ==
:Ottima idea quella di far rileggere agli studenti :-) Facci sapere come va.<br>
PS: da una discussione con Marco Calvo su Facebook mi è parso di capire che loro gli ISBN sugli epub (almeno) li mettono. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 16:14, 18 apr 2016 (CEST)
::{{ping|Aubrey}} Sì, mi pare sia stata un'ottima idea perché così si aggiungono loro via via che si registrano e io li posso aiutare senza perderli di vista. Sugli ISBN ho chiarito tutto, con AIE. Ti scrivo in privato. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:19, 18 apr 2016 (CEST)
== Cinema ==
Ciao. Io sono una funzionaria INPS, forse ti posso aiutare a trovare le date di morte se mi fornisci nome cognome e data di nascita. Almeno ci provo. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 13:02, 15 gen 2025 (CET)
:Ciao @[[Utente:Lagrande|Lagrande]]. Uao!
:Purtroppo per gli autori di incerto © non posso risalire alla data di nascita perché neanche l'IA è in grado di fornirmela. Quindi per loro mi rimangono solo questi dati:
:* un nome e un cognome,
:* l'anno in cui ha pubblicato l'articolo o l'opera
:* il titolo
:* la rivista
:Si può ragionare sul fatto che non possano avere meno di 25 anni dalla data di pubblicazione dell'articolo e risalire all'anno di nascita... ma è un lavoraccio. Tuttavia se ci vuoi provare, [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Pic57/Laboratorio_cinema '''qua'''] trovi la tabella che costruisco man mano che scandaglio riviste e simili. Il punto interrogativo sta per: "sospendo perché NON conosco la data di morte dell'autore e quindi NON sono in grado di stabilire se l'opera è in Pubblico Dominio". Al momento ci sono una decina di nominativi con il ? [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:00, 15 gen 2025 (CET)
ːTemo che senza data di nascita non arriverò a niente, ma comunque ci provo. --[[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 09:42, 16 gen 2025 (CET)
== Lilypond ==
Programma di incisione musicale. Ecco quel che può fare:
* '''[https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Partiture Partiture]'''
Chi vuol dare una mano è benvenuto/a.
{{riga punteggiata|300}}
Versioni in uso
* ''LilyPond 2.24.4 {{smaller|released - July 21, 2024}}''
Editor in uso:
* ''Frescobaldi 4.03 {{smaller|da novembre 2025}}''
* Frescobaldi 3.3
== [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 372 crop).jpg]] ==
Ciao. Scusa ma ho ricroppato e ricaricato questa immagine perchè nel ritagliarla avevi "mangiato" una parte del decoro in alto a dx... ;-)
Già che c'ero l'ho ripulita, alzato la risoluzione e resa in b/n. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:06, 5 lug 2025 (CEST)
:Anzi, vedo ora che di quell'immagine ci sono svariate versioni, pure migliori e a risoluzione più alta, tipo [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 164 crop).jpg]]. Potrebbe essere un'idea usare sempre la stessa img indipendentemente dalla pag. di origine, come discusso [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.05#Immagini ripetitive e duplicate|qui]].
:Da [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Illustrations_from_Ars_et_Labor questa categoria] si può cercare le immagini "riciclabili" che già esistono. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:20, 5 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] intervieni pure come pensi sia meglio. Non mi offendo, anzi... In genere sbianco solo lo sfondo delle immagini-decorazioni... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:34, 5 lug 2025 (CEST)
:::Ok. E' anche più comodo per te, se già c'è un'immagine caricata su Commons, riutilizzarla anzichè ritagliarla e sbiancarla ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:39, 6 lug 2025 (CEST)
== Segnalazione antologia spartiti ==
Ciao! Ho notato la tua passione nel trascrivere spartiti, ti segnalo la seguente antologia:
https://archive.org/details/neretti-canti-giuochi-danze/mode/1up
Vedi tu se ti può interessare.
Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:23, 27 feb 2026 (CET)
:Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]], ma certo che mi interessa! E' una testimonianza significativa della concezione educativa dell'epoca e anche della musica popolare toscana (per eccellenza "italiana" e quindi ''patriottica'').
:Ho inserito il libro nella mia lista su IA. Diciamo che è "in coda".
:Un caro saluto. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:28, 27 feb 2026 (CET)
::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Mi stavo accingendo a caricare il libro di Luigi Neretti su Commons, ma mi è sorto il dubbio: Luigi Neretti è nato nel 1865, ma non se ne conosce la data del decesso. Tuttavia "molto probabilmente" la sua opera è già di pubblico dominio. Ma Marina Battigelli, che è co-autrice del libro per via delle illustrazioni NON è ancora di Pubblico Dominio perché deceduta nel 1979, come afferma questa fonte (Giuseppe Ortolan, collezionista e antiquario di Padova): https://www.anticortolan.it/autori_scheda.asp?ID=65 e confermata da questo: https://www.galleriarecta.it/autore/battigelli-marina/ e anche dal Dizionario d'Arte Sartori: https://dizionariodartesartori.it/artisti/battigelli-marina
::Per cui non ho caricato il libro su Commons, anche se scansionato da Google Books e presente su IA. Peccato! :( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:41, 17 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Capito, peccato. Ne approfitto per segnalarti due testi sicuramente di pubblico dominio contenenti spartiti, "L'anima musicale d'Italia" di Giulio Fara [https://archive.org/details/fara-anima-musicale-italia qui] e "Le canzonete dei nostri veci" di Luigi Bauch [https://archive.org/details/bauchlecanzonetedeinostriveci qua]. Vedi se ti possono interessare. Ciao! [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:07, 18 mar 2026 (CET)
::::Molto belli entrambi@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Comincerei da quello di Bauch. Vedo di organizzarmi: li trascriverò senza interrompere le altre cose che sto facendo... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:23, 18 mar 2026 (CET)
:::::Ne aggiungo uno anch'io: ''La marcia dei soldatini di piombo'', a pag. 8 di [[Indice:Il giornalino della Domenica, anno 1 n. 7, 5 agosto 1906.pdf]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:17, 19 mar 2026 (CET)
::::::Ok @[[Utente:Candalua|Candalua]] fatto. {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:53, 21 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho dato inizio ai lavori: {{testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:53, 25 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Terminata la trascrizione de {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:27, 10 mag 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ottimo, grazie! Non ho presente per ora altri testi da suggerirti, in teoria potresti fare quello di Neretti sopra citato evitando di inserire le illustrazioni. Già in altri casi passati su Wikisource abbiamo evitato di inserire parti di certi testi in quanto ancora sotto copyright. Vedi tu... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:06, 10 mag 2026 (CEST)
::::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho caricato https://it.wikisource.org/wiki/Indice:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu che mi avevi segnalato. Ho pensato che l'opera di un musicologo a questo punto fosse necessaria. Piano piano la trascriverò... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:25, 15 mag 2026 (CEST)
== Musica, che passione! ==
Ogni volta che ti vedo aggiungere pagine di musica mi scappa un sospiro di gratitudine: sei un benemerito del wiki. Per il momento quel che posso fare, grazie a Frescobaldi, è aggiusticchiare qua e là, ma a differenza della scrittura in greco che mi è abbastanza familiare, il perfezionismo mi prende e comincio a farmi troppe domande su come piegare legature, centrare espressioni agogiche ecc. ecc. per cui mi limito, e anche questo con lentezza, a correggere principalmente note e ottave che scappano nella trascrizione... comunque facendo questo sto imparando. Ad esempio oggi ho capito l'uso di \stemDown e \stemUp. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:26, 3 apr 2026 (CEST)
:Carissimo @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] non si finisce mai di imparare. Certe volte scelgo le partiture da trascrivere in base alle difficoltà che presentano: mi sfido da solo; altre volte càpita invece che una partitura apparentememnte semplice, finisce per presentare difficoltà impreviste. E va bene anche questo, perché è il modo migliore per imparare, almeno per me.
:Mi rendo conto che nella foga di superare nuove difficoltà, finisco per tralasciare di "revisionare" quel che ho già scritto, ma... meno male che ci sei tu! :-)
:Del resto se dovessi oggi riprendere il codice scritto quando ho cominciato, ormai un anno fa, o anche solo qualche mese fa, o anche solo qualche settimana fa, quante cose migliorerei! Ma ora non è il momento: ho ancora troppo da imparare e quindi devo continuare a esplorare questa giungla di note... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:49, 3 apr 2026 (CEST)
== Brevi note ==
Ciao, all'interno di [[Indice:Musica d'Oggi, 1962.djvu|questo indice]] sono presenti alcune pagine - più precisamente 175, 176, 177 - che presentano delle brevi partiture ad accompagnamento dell'articolo. Sarebbe carino trascriverle con gli strumenti che usi ottimamente da tempo (anzi, ne aprofitto per farti i complimenti). [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 21:20, 28 mag 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] visto. Ok. Metto in lista e ti avviso quando le trascrivo [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:56, 29 mag 2026 (CEST)
::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Ok, vedi se ti piace così: [[Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/231]]. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:22, 5 giu 2026 (CEST)
:::Per quanto possa capire delle partiture, per me è un ottimo lavoro, direi che puoi fare lo stesso con le altre pagine! Una curiosità: come mai hai trascluso lo spartito anche a parte? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 18:22, 7 giu 2026 (CEST)
nf7z437pnfw1inq8f6xcxmsyq5n7q84
3844852
3844824
2026-06-07T18:50:27Z
Pic57
12729
/* Brevi note */ Risposta
3844852
wikitext
text/x-wiki
{{benvenuto|firma=[[Utente:Samuele Papa|<span style="color:#ff6600">Samuele</span>]] 06:55, 4 giu 2012 (CEST)}}
Ho appena terminato la rilettura del libro di Cristina Trivulzio di Belgioioso, "[[Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire]]". Una lettura molto interessante per me e spero anche utile a wikisource. Ho fatto del mio meglio per correggere le bozze. Ho incontrato in pratica solo errori, pochi tutto sommato, dovuti all'importazione da OCR. Per il resto bisognava mantenere l'ortografia dell'epoca, ma per questo bastava rimanere fedeli al testo fotocopiato.
==Grazie==
Caro Pic57,
grazie per l'ottimo lavoro di rilettura: se avessi bisogno di delucidazioni non farti riguardo a scrivermi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:16, 13 lug 2012 (CEST)
Caro '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''',
grazie per l'accoglienza. Ho recentemente ripreso la mia attività wikipediana dopo 6 anni di interruzione. Ho pensato che la cosa migliore fosse imparare a conoscere il codice rileggendo i testi scansionati, e cercando così di rendermi utile da subito.
Oggi ho terminato la rilettura dei [[Solenni_funerali_di_Pio_papa_ottavo_(Amat)|Solenni funerali di Pio papa ottavo]] (Amat), 15 lug 2012 (CEST)<br />
Oggi ho terminato la rilettura de [[L'Effigie_di_Roma|L'Effigie di Roma]], 21:12, 21 lug 2012 (CEST)
== Benvenuto e suggerimenti ==
Ciao Pic57, benvenuto in questo progetto!
Vedo che stai contribuendo attivamente alla crescita di Wikisource e ne sono felice. Come utente "anziano" oltre a darti il benvenuto ed incoraggiarti nel proseguimento del tuo lavoro,, ti voglio anche dare dei suggerimenti per evitare alcuni errori comuni quando si creano le pagine autore:
:1) Pagine autore, link a altri progetti: è sufficiente inserire solo il nome della voce sull'altro progetto e non l'URL intero. ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Autore%3AFriedrich_Gottlieb_Welcker&diff=1148149&oldid=1146688 vedi esempio])
:2) Inserire link da Wikipedia e progetti fratelli verso Wikisource ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Friedrich_Gottlieb_Welcker&diff=51282431&oldid=50222866 vedi esempio])
:3) Inserire le date di nascita e morte di un autore nelle [[Wikisource:Ricorrenze|Ricorrenze]] (vedi esempio per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_novembre&diff=1148167&oldid=965516 nascita] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F17_dicembre&diff=1148168&oldid=1084255 morte])
Ciao,
--[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:58, 24 lug 2012 (CEST)
== Accorgimenti ==
Vedo il tuo gran lavoro di rilettura, grazie per il contributo importante col quale ti prodighi in questo progetto.<br />
Consentimi qualche consiglio: quando rileggi, il testo deve essere il più attinente possibile alla scansione; [[Pagina:Primi poemetti.djvu/188|qui]] (guarda la cronologia) probabilmente ti sei fidato troppo di chi ha lavorato prima di te: una svista può sempre capitare, tocca al rilettore sistemare (anche alcune piccolezze di formattazione).<br />
Perdona l'intrusione e se avessi dubbi, sono a tua disposizione.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:49, 28 lug 2012 (CEST)<br />
:Mi riferivo anche al numero romano della strofa (v), raggruppamento dei versi sbagliato e altri piccole sviste (accento dattilografico ' in tipografico ’, eliminazione dello spazio tra parola e simbolo di punteggiatura, esempio: parola ; e altro), quest'ultime risolvibili premendo postOCR se hai attivato gli ''Strumenti per la rilettura'' o la bottoniera da ''Preferenze''. Da premere due volte per portare ''RigaIntestazione'' nell'header se non fosse già presente e, se stai trascrivendo e non rileggendo, premere solo dopo aver inserito il tag poem.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:08, 30 lug 2012 (CEST)
::Vai su ''Preferenze → Accessori'' e abilita il quarto: avrai svariati strumenti sulla sinistra, molto utili per svolgere compiti sempre uguali e noiosi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 01:13, 31 lug 2012 (CEST)
== Attestato di partecipazione ==
In assenza di Edo, ti ho assegnato io stesso la medaglia di partecipazione alla rilettura del mese; mi sono permesso qualche cambiamento per meglio sistemare la pagina. Ti ringrazio per il tuo cospicuo contributo.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:46, 31 lug 2012 (CEST)
:Visto che riguarda sempre la rilettura del mese, ti scrivo qui.
:La correzione che hai apportato a [[Pagina:La Cicceide legittima.djvu/3|questa]] pagina è sbagliata: quel simbolo anticamente stava a indicare la nostra ''s''; è vero che cerchiamo di attenerci al testo, ma questo non deve risultare illeggibile. Ti consiglio a questo proposito di leggerti le [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]], dove troverai altri utili suggerimenti.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:03, 2 ago 2012 (CEST)
::Toh ho letto adesso il tuo dubbio; se riesci a ritrovare le pagine dell'opera precedente dove hai fatto lo stesso errore, potresti correggerle? {{smaller|{{Fatto}} (Credo ti riferissi solo alle ''[[Saggio di rime devote e morali/Notizie di Marianne Santini Fabri Bolognese|Notizie di Marianne Santini...]]''; altrove non ne ho riscontrato la presenza.)}}
:: Sì, solo nelle rime della Santini; confermo. Solo lì ho fatto il danno.
::Riguardo alle immagini, il meccanismo non è complicato: meglio scaricarle dal file originale che dal djvu, poi caricarle su ''Commons'' dove devi esplicitare la licenza (libero dominio ecc.) e poi richiamarle qui con <nowiki>[[File:''nome del file''|''larghezza del file in px'']]</nowiki>.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:08, 2 ago 2012 (CEST)
== svg ==
Ho catturato un'immagine, l'ho resa trasparente in png ed esportata in svg con Inkscape. Ma non sono soddisfatto del risultato.<br />
Tu dicevi:<br />
"meglio scaricarle dal file originale che dal djvu"<br />
io ho copiato l'url dell'img dal djvu, ma l'ampiezza dell'immagine è equivalente al djvu mi pare. <br />
Ad es.: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Saggio_di_rime.djvu/page50-600px-Saggio_di_rime.djvu.jpg<br />
C'è da qualche parte un'immagine originale più definita?<br />
--[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:19, 5 ago 2012 (CEST)
:Difatti è la stessa cosa; quando dicevo ''dal file originale'', mi riferivo a [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/ScansioneGIX458aa.pdf questo].
:Prova e fammi sapere.
:Ah la prossima volta scrivi nella mia talk; sono passato qui per caso, altrimenti non avrei potuto leggere le tue perplessità.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:40, 21 ago 2012 (CEST)
::Hai ragione, andrebbero riprodotti; difatti ho aggiunto un template (immagine da inserire) come memorandum. Avevo capito che fosse tuo interesse riprodurli, in caso contrario il template me lo ricorderà, a meno che l'esperto in questa materia ([[Utente:Luigi62|Luigi62]]) non mi preceda e gliene sarei ben grato.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:41, 22 ago 2012 (CEST)
==Recensione==
Ciao! Vedo che stai un po'impazzendo su quella pagina 24. Devo chiederti scusa; credo di essere stato io ad assegnare il 75%. Mica vero! Indipendentemente da chi sia responsabile, però ti suggerisco di fermarti. Non ricordavo di aver lasciato quel lavoro da fare e lo farò appena finito di sistemare quella pletora di Rigaintestazione. La soluzione più veloce sarebbe una tabella (che nemmeno io sono molto bravo a costruire ma me la cavo...cavicchio) oppure credo ci sia un template RigaIndice o qualcosa del genere con cui si costruiscono le pagine di indice dei libri (non le Pagina "Indice, eh!"(che ho scoperto solo un paio di giorni fa appunto durante la sistemazione di Rigaintestazione e che ho già dimenticato dove sia. Mamma mia che testa! Naturalmente fai come preferisci ma uomo avvisato... :). Ah, Io sono tutto il contrario di uno bravo ma se ti serve una qualche mano, fai un fischio; magari hai fortuna :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:17, 20 ago 2012 (CEST)
{{smaller|Aggiungo}}- Scusa se ti uso come blocknotes (così poi lo ritrovo anch'io...) quella riga template x indice la puoi trovare (anche) [[Pagina:Sulle_frontiere_del_Far-West.djvu/259|qui]]. :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:29, 20 ago 2012 (CEST)
Ancora scuse (finirò mai?) per averti indicato una strada non esatta. Come ripeto, anch'io non sono molto conoscitore di trucchi. Vedo che hai provato il template Rigaindice che però, noto ora- non lo sapevo-, crea un link nella cifra che normalmente indica la pagina. (A posteriori è ovvio, così si possono linkare le pagine del testo). Quindi non va bene per questo problema. Ho parzialmente risolto con una tabella molto semplice e senza tanti puntini. Se poi ti interessassero le tabelle (che io e quasi tutti qui detestiamo) provo a cercare qualche esempio messo su da un 'collega' mostruosamente bravo nel settore tabelle ma che -purtroppo- è durato pochi mesi. È da un anno che non lo vediamo :( . Grazie per l'aiuto e per aver messo in luce questa carenza nella 'mia' produzione adesso mollo tutto e porto avanti queste pagine. Alla meno peggio. Non prendertela se ho 'rovinato' tutti i tuoi tentativi. Conosco come ci si sente. Giuro che non l'ho fatto con cattiveria o soprattutto non con spocchia :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:44, 20 ago 2012 (CEST)
Oh figurati, è stata un'occasione per imparare varie cose, come troverai scritto nella tua pagina di discussione. Sono un novizio di wikisource. Ecco una cosa che non ho capito è questa: ma per risponderti devo farlo qui, o nella tua pagina di discussione? --[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 17:02, 20 ago 2012 (CEST)
:Dove scrivere? Bella domanda! La prima volta si scrive sulla pagina "Discussione" (o talk) dell'utente che vuoi contattare. È ovvio dato che così gli arriva la riga arancione. Se no come fa? Mettiamo che mi scrivi, per la risposta ho tre metodi:
* Ti rispondo direttamente nella tua pagina talk così ti arriva la riga arancione. Però se la cosa diventa lunga si perde il filo del discorso. Allora, secondo metodo:
* ti rispondo sotto il tuo messaggio e, per generare la riga, ti metto un breve avviso nella tua pagina talk (tipo "ti ho risposto da me") - la raffinatezza di un link alla stessa pagina è apprezzata ma per nulla necessaria (Io so benissimo come arrivare alla 'mia' pagina, no?). E arriviamo al terzo metodo:
* Si scrive sotto il primo post e basta. Perché siamo pochi, un paesino - anzi una frazione- e ci facciamo i fatti degli altri in continuazione. E come? occhieggiando le "Ultime Modifiche" dove le varie talk sono inevitabilmente controllabili ed evidenziate dato che, scrivendoci, le rispettive talk entrano fra gli Osservati Speciali. (Poiché mi hai scritto vedrai la mia talk in blu e di maggior spessore. ATTENZIONE! questo sistema funziona solo qui su Source, in questo paesino. Perché i cambiamenti nelle "Modifiche" della metropoli ('Pedia) sono talmente tanti e frequenti che in pochi minuti la pagina scompare.
In sintesi dopo i primi interventi puoi tranquillamente usare il terzo metodo perché ti 'terrò d'occhio' e lo faranno tutti quelli cui hai scritto e che ti hanno risposto :). Lo stesso varrà per te per tutti quelli la cui pagina di talk mostrerà la stellona blu in alto a destra vicino a Cronologia. Prova e vedrai. Il primo metodo resta ovviamente valido -anzi necessario- se vuoi/devi attirare l'attenzione dell'interlocutore che avrà la riga arancione non appena entrerà in Source. Non farti scrupolo di chiedere; chi non chiede non impara. Solo, può capitare che la risposta arrivi con calma (sai, gli impegni). Ma se non arriva uno arriva un altro. A presto! :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:07, 21 ago 2012 (CEST)
== Note ==
Ciao! due parole in fretta sulle note; (è quasi un caso che sia passato di qua perché da qualche giorno sono superimpegnato in altra vita). Hai avuto fortuna :). Mezza fortuna. Confesso che non ho mai usato quel template ma mi sembra di aver orecchiato che sia qualcosa di simile al template che unisce le note che cominciano in una pagina e finiscono nella successiva. Quello che me lo fa pensare è quel "Pt" (di cui non conosco esattamente la funzione). "a naso" il template prende un pezzo di testo o nota e lo attacca a un altro pezzo; qualcosa di simile al template "ref name..." "ref follow". Ma tutto questo per unire o comunque sistemate le cose che nel NS "Pagina" sono in un modo diverso che nel NS0, dove altrimenti le note col solito "ref" "/ref" andrebbero a tagliare il testo. L'esatta funzione dovrebbe essere spiegata [[Aiuto: Come aggiungere le note|QUI]] ma non lo è. Qualcuno sta lentamente cercando di sistemare gli Aiuti con le nuove invenzioni ma... ;( Se ti interessa conoscere a fondo la funzione dovrai rivolgerti a qualcuno di esperto. Lasciando in pace Alex che 'sta bombardato' credo che conoscano bene il trucco Xavier, Orbilius, ma anche Barbaforcuta. Anzi chiediglielo che così mi imparo la risposta :). {{smaller|(poi, per cortesia, alla fine del post clicca sulla firma se no mi/ci tocca andare in giro a cercare chi mi/ci ha scritto ... per stavolta ti perdono perché era mezzanotte... ;)}} ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:08, 2 set 2012 (CEST)
:Continuo. Mi hai incuriosito. Allora sono andato a cercare un esempio (certo che se mi linkavi qualcosa era più facile ...). allora: in [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/64|questa pagina]] c'è la 'nota separata' alla djvu/118. Sono quindi andato a vedere cosa c'era in ''quella'' pagina djvu/118 e ho scoperto che era una pagina di note! Allora ho dedotto questo. Le note di questo testo non sono in calce alla pagina ma raggruppate a fine testo (in altri sarà magari capitolo, dipende). Se hai messo quel template, ''quando di ritrovi nelle note'', in questo caso [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/118|qui]], con un clic ti ritrovi alla pagina cui la nota fa riferimento. Adesso però non chiedermi a cosa serva una nota senza il numeretto di rimando, eh! È roba che ha scritto Vincenzo Monti; chi sono io per criticare?. hehe Ciao ancora. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:21, 2 set 2012 (CEST)
== Questione ''autori cinematografici'' ==
Caro Pic57, come avrai potuto notare abbiamo dovuto cancellare gli autori da te inseriti a causa di un dubbio espresso in [[Wikisource:Bar#Recente infornata di pagine autori .28.3F.29_cinematografici|bar]]. A questo punto converrebbe che tu li linkassi alle pagine di Wikipedia, in attesa che Wikidata (prossimo progetto che conterrà tutti gli autori e molto altro) risolva del tutto i nostri problemi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:11, 14 set 2012 (CEST)
== Immagine Santini ==
Ho dato un'occhiata e mi sembra che il lavoro sia stato fatto abbastanza bene. Mi sono permesso alcune modifiche (il ''Centrato'' e le dimensioni). Forse un po' obligua e sfocata: hai preso l'immagine dal file di origine (Internet Archive per esempio)? Se sì, non possiamo farci niente; prosegui pure così. Per qualsiasi miglioria, puoi chiedere al nostro esperto in materia: [[Utente:Luigi62]].--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 15:37, 1 ott 2012 (CEST)
== SAL delle pagine indice ==
Caro Pic57,
ti scrivo per spiegare il mio [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Indice%3AFogazzaro-IdilliSpezzati-1902.djvu&diff=1519286&oldid=1519152 annullamento della tua modifica] all'indice di Fogazzaro.
Una pagina indice passa a SAL 100% quando tutte le sue pagine sono al 100%.
Qualche anno fa era emerso il dubbio filosofico sul significato di SAL 100% in "metapagine" che servono a riportare contenuti di altre pagine, e abbiamo deciso che tali pagine seguono il destino dei testi al cui servizio sono state create. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:06, 28 feb 2015 (CET)
Caro Orbilius,
perfetto. Approfitto di te perché ho un problema di...
;Numerazione nota e riga in solo testo
Vedi ad es. qui:
[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Gramsci-antonio-sul-fascismo.djvu/7 Gramsci, Il riformismo borghese]
Il problema è la numerazione della Nota... in alto a destra
Inoltre la riga del Pié di pagina si vede nella pagina con l'immagine, ma scompare nella pagina solo testo.
:Caro Pic57, non c'è nulla di sbagliato: nel namespace Pagina la numerazione delle note ricomincia ad ogni pagina, ma nella ricomposizione delle pagine in namespace Principale la numerazione — sempre in automatico — torna a posto.
:In second luogo è normale che il piè di pagina scompaia nella pagina solo testo (quella in namespace Principale) dato che tale visualizzazione "ricompone" il testo continuo superandone la suddivisione in pagine: intestazioni e piè di pagina hanno (un po' di) senso nelle singole pagine ma non nel namespace principale dove interromperebbero la continuità del testo: ecco perciò che tali ''accidenti'' del mondo cartaceo vengono mantenuti quando graficamente sono sostanziali (cioè nel namespace Pagina), mentre quando la ''sostanza'' del testo deve essere sfrondata dagli ''accidenti'' del mondo cartaceo (cioè nel namespace Principale) tale sfrondamento avviene in automatico perché intestazioni e piè di pagina sono inseriti in aree che automaticamente non appaion in Namespace Principale. Scusa per i prestiti temerari dal lessico filosofico, ma spero che rendano l'idea. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:27, 3 mar 2015 (CET)
Caro Orbilius,
grazie per l'esaustiva precisazione. Direi che l'avevo anche sospettato, ma... volevo esserne certo. Condivido pienamente tutta l'impostazione: "entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem".
== Tra colleghi ==
:Caro Collega!
:Mi stavo giusti chiedendo chi ringraziare per l'improvviso interessamento di nuovi utenti per l'antologia di Cino da Pistoia... l'ho scoperto e dunque Grazie! Casualmente ci stavo lavorando e dunque mi unisco all'allegra brigata. Io uso Wikisource a scuola (poemi epici, Promessi sposi o vari autori del programma del triennio sono spessissimo sulla mia LIM), ma non sono ancora giunto all'arruolamento di ''st''utenti. Complimenti ancora. Accetto indicazioni su come muovermi con loro :D - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:20, 4 mar 2015 (CET)
:Caro collega, ma per carità! "Indicazioni"... diciamo che sto facendo un esperimento (di cui sono orgoglioso). Un gruppetto di studenti sta reagendo bene e spero che si tirino dietro anche i più riottosi. Anche io uso wikisource sulla LIM, e allora mi son detto: ma perché non metterli al lavoro? Non voglio parlarne granché per ora: vediamo che succede alla distanza. Comunque l'idea è che agiscano INSIEME, come una SQUADRA di operai (ma ognuno con il proprio contributo BEN VISIBILE da tutti e da me). La cosa è piaciuta perché vedono immediatamente il risultato del loro operato. Questa è una grande potenzialità educativa di wikisource: poche chiacchiere, agisci! E la cosa li gratifica molto, oltre al mio incentivo scolastico s'intende, che comunque vale per quel che vale, come ben saprai... Ora chiudiamo su Cino da Pistoia: ci siamo interessati solo alle sue Rime. Ci getteremo su... ma perché rovinarti l'effetto sorpresa? :-D Riferirò a tutti comunque dell'interessamento mostrato da un autorevole amministratore di wikisource per il loro operato.... A presto
Stavo sistemando un po' la pagina autore di Cino da Pistoia. Ma forse meglio che imposti tu, così imparo come gestire opere come queste: le Rime sono di Cino, ma sono una scelta di Carducci ecc.
::Allora, caro {{ping|OrbiliusMagister}} qua l'arruolamento sta andando avanti alla grande. Si sta creando uno "zoccolo duro". Ho dovuto aprire una cartella su Quip per coordinare i lavori. Gli studenti (comunque maggiorenni) scrivono su quip quali pagine si impegnano a rileggere, in modo da evitare sovrapposizioni e ordinare i lavori: in genere si procede a "decine". Ho creato poi uno strumento di valutazione che si basa sul Conteggio Modifiche di wikisource. Certo, anziché usare Quip potrei fare direttamente tutto su wikisource, aprendo un Progetto, credo. Ma forse, meglio aspettare ancora un po'. E poi comunque non senza averne parlato prima con te. Ecco appunto: che ne pensi? PS: l'unica cosa che sta andando male è la mia ricerca di testi senza copyright, come forse avrai letto in giro. Prima o poi imparerò :-( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:29, 14 mar 2015 (CET)
== Idillii spezzati ==
Su segnalazione di {{ping|Margherita}}, ho visto che la scansione di Idillii era "rotta" (mancavano alcune pagine in fondo al libro) e l'ho sostituita al volo con un'altra scansione, migliore, da IA: {{IA|idilliispezzatir00fogauoft}}. Adesso mi pare a posto. Va sistamata l'ultima decina di pagine. Mi pare che l'edizione sia identica, le pagine corrispondono, va comunque verificato in modo ''paranoide'' :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:54, 10 mar 2015 (CET)
:Grazie {{ping|Alex brollo}}. Avrai visto che su Internet Archive le due edizioni erano apparentemente identiche. Mi sono accorto della lacuna delle ultime pagine quando ormai avevo trascritto il libro. Ho aggiunto il testo finale scansionandolo direttamente dalla copia che tu ora hai importato. Stavo giusto leggendo sul manuale come sostituire i dejavu, cosa che non mi è sembrata proprio semplice. Poi ho visto che {{ping|Margherita}} ci stava lavorando e ho lasciato andare. Sì comunque hai ragione: val la pena essere paranoici e controllare tutto, ma proprio tutto, prima di importare. Ho riletto e sistemato le ultime pagine a SAL 75%
:: Nonostante tutti i controlli, capita di dover sistemare dei file djvu. Non siamo in molti a maneggiarli senza impazzirci, talora servono spostamenti massicci di pagine già trascritte e quindi è utile avere un bot... a ma i djvu piacciono molto, se ti servirà chiedi tranquillamente, mi ci diverto :-)
:: Ho ritoccato l'ultima pagina SAL 75%. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 10 mar 2015 (CET)
== Sul Fascismo ==
Caro Pic57,
ho una brutta notizia.
Data la natura sospetta del testo di Gramsci da te caricato ho effettuato una rapida indagine, ricostruendo la ''tradizione'' del testo copia su copia.
Il testo deriva in ultima analisi dal pdf presente su Liberliber. Esso è stato utilizzato da qualcuno della casa editrice Altrimedia per produrre il testo nell'edizione che poi da qualcuno è stata caricata su Internet Archive, dove è stato trasformato nel djvu infine utilizzato da te qui.
Il problema grosso è che il testo di Liberliber è proposto con licenza CC BY-NC-SA. Gli editori di Altrimedia hanno ''offuscato'' la provenienza del loro testo per poterlo proporre in vendita, contravvenendo così a tutte le clausole della licenza d'uso di Liberliber. Su Internet Archive non c'è un controllo del copyright come da noi, dunque tu l'hai utilizzato qui in buona fede, ma in realtà a noi è arrivato un testo riutilizzato illegalmente e sui cui qualcuno potrebbe rivalersi: non abbiamo il diritto morale di perpetuare questa infrazione di copyright. Il testo andrà dunque cancellato. Se ti riesce salva il salvabile di quenato bbiamo trascritto perché a breve passerò a cancellare tutto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:27, 11 mar 2015 (CET)
:Capito. Cancella pure. Se lo avessi visto su Liber Liber non l'avrei caricato. Vuol dire che guarderò anche lì prima di caricare qualcosa.
== Indice-Commons ==
Scusa Pic57, abbiamo un problema. L'ultimo indice da te creato non risponde ai criteri proposti nella [[Aiuto:Guida alla pubblicazione di un testo/Caricare il file djvu su Commons|nostra guida]]. Ti suggeriamo di seguire scupolosamente i consigli sulla scelta del nome perché eventuali errori sono difficili da sistemare: '''Cognome autore - Titolo libro, Volume''' (se diviso in volumi e tomi ecc.)''', Anno di pubblicazione.djvu''', è lo schema principe (una variante, quando è importante anche l'editore, la trovi [[Indice:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|qui]]). Buon lavoro. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:36, 20 mar 2015 (CET)
: Ok, dimmi se devo ricaricarlo come corradini-sopraleviedelnuovoimpero-1912.djvu. Ho formattato solo qualche pagina. Eventualmente fammi sapere qui. Comunque almeno stavolta ho caricato un libro privo di copyright.
::'''Indice:Corradini - Sopra le vie del nuovo impero, 1912.djvu''', --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:12, 21 mar 2015 (CET)
:::Fatto. https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Corradini_-_Sopra_le_vie_del_nuovo_impero,_1912.djvu. Cancella pure il vecchio
==Re:Malombra==
Sì, penso proprio che le edizioni siano due come mi ha spiegato [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768 Alex] al quale avevo esposto i miei dubbi e problemi riguardo la rilettura di Malombra. Questa rilettura mi sta facendo disperare. Io ho una edizione del 1886 di Giuseppe Galli che viene riportata come terza edizione. Sarei contenta se andassi a leggere i messaggi relativi che ci siamo scambiati al proposito. Stasera te li cerco e te li linco. A più tardi.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 19:24, 13 apr 2015 (CEST)
:::::::::::Eccomi. Leggi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768#Malombra] e poi One word message.... nella mia talk. Ciao--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:58, 13 apr 2015 (CEST)
::::::Consolati. Sono contenta che ad essere "tardi" siamo in due!! Anch'io avevo pensato come te. Ora rivolgo la tua domanda ad Alex che, senza dubbio, saprà darci una risposta.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:23, 13 apr 2015 (CEST)
::::::::::::Fatto! Leggi [https://it.wikisource.org/wiki/Discussioni_utente:Alex_brollo qui] Ancora Malombra --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:57, 13 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Pic57, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
::Grazie {{ping|Nemo_bis}}, non sapevo neanche dell'esistenza di questa bella iniziativa, per la quale... diciamo che sarei un po' fuori target ahimé per via dell'età, come potrai desumere dallo user wiki. Spero piuttosto che la cosa interessi qualche mio studente, magari l'anno prossimo: quest'anno qualcuno di loro ha cominciato a darsi da fare, ma non credo abbastanza. Comunque '''ho colto l'occasione per iscrivermi a wikimedia italia.'''
== Lo cunto ==
Forse ho capito il problema delle note, ricade nel proverbio "''il meglio è nemico del bene''". Non serviva quel lavoraccio! Io ho qualche tool ancora poco pubblicizzato, ma facendone a meno la procedura più comoda è:
* correggere il testo lasciandolo dov'è (ossia, le note in fondo);
* circondare ciascuna nota con un <nowiki><ref>...</ref></nowiki>; occhio alle note sulla stessa riga;
* selezionarle una a una e trascinarle nel punto giusto del testo. Fine.
Il ref name e il ref follow vanno usati solo nelle note molto lunghe, che continuano su più pagine.
Volendo rileggere il testo dopo aver messo le note al loro posto, è comodo "rimetterle in fondo pagina" con lo strumento Spostamento note; finito di rileggere, si rimettono dov'erano cliccando di nuovo Spostamento note.
Raccomando anche di seguire le indicazioni che ho messo in Discussioni indice, compreso il modello di rigaintestazione (testo minuscolo inserito in un template Sc) e di aggiungere il template RuleLeft|8em nel footer, prima del tag references.
Beninteso: è stato fatto un lavoro molto buono, e molto faticoso, grazie! Sistemare la formattazione è molto, ma molto meno faticoso che correggere un testo così ostico. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:09, 28 apr 2015 (CEST)
:: Mah sì, non ti preoccupare non sono permaloso. Venivo dalle rime estravaganti del bandello dove invece usavo quel sistema... ci avevo preso la mano. A proposito, dai un'occhiata anche lì se ti capita.
::: vedo! Là però per merito di poem non dà fastidio (non spezza il testo). Una curiosità.... come hai pescato questa curiosa sintassi?? Per ottenere che risultato? E... i nomi delle annotazioni, li crei e inserisci tutti pazientemente a mano? Approfitto per congratularmi con te per la scoperta dell'uso dei tag <nowiki><i>...</i></nowiki> al posto dei maledetti apostrofi, '''bravo!!!''' --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:08, 28 apr 2015 (CEST)
La "curiosa sintassi", caro {{Ping|Alex brollo}}, era strettamente connessa alla rilettura SAL 75%. Se si rilegge a quel livello di profondità si ha il tempo di creare dei tag apparentemente complessi che in realtà sono dei copia e incolla. Voglio dire: sfrutto la memoria del computer per i tag che sono dei copia-e-incolla quasi uguali, mentre il cervello è impegnato nella rilettura.
Tutto è nato dal fatto che credevo che - trovandosi le note in pagine diverse dal testo a cui si riferivano - dovessi comunque usare il <nowiki><ref follow>...</ref></nowiki> e il <nowiki><ref name>...</ref></nowiki>. Pertanto procedevo così (dopo aver sistemato le sezioni della pagina):
* stabilivo il nome del tag ref con il seguente criterio p|numeropagina-numeroverso. Avevo letto da qualche parte nella guida che questo era il criterio consigliato per evitare nomi di tag uguali
* creavo il primo tag ref follow e lo copiavo in memoria pc (ad esempio <nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki>.
* correggevo e chiudevo il follow.
* Passavo alla nota successiva incollando la prima parte del ref e cambiando solo il numero del verso e così via fino alla fine delle note
* Infine passsavo al testo. Incollavo il tag follow nel punto del testo utile, rinominandolo "name" (<nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki> diventa <nowiki><ref name="p307-v6"></nowiki>
Tutto qua.
Intanto ho cominciato ad usare il PostOCR, anche se per testi come quello del buon Basile è utile fino ad un certo punto. Però Intestazione e piè di pagina sono già qualcosa. Il memo regex ora lo vedo, perché ho anche la bottoniera, e leggo Carica regex e salva regex: ma non ho ancora capito bene come funzionano. Ho capito che con il ''Trova e sostituisci'' se spunto ''Ricorda questa sostituzione'', in effetti se le ricorda e il PostOCR me le esegue nella pagina. Per ora sono a questo livello.
== Wikisource a scuola ==
Bella la tua iniziativa. Ti segnalo che Al liceo Pascal di via Corti di Milano è iniziato un progetto di realizzazione di una ''biblioteca scolastica digitale'' che raccoglie in modo comodo gli ebook in formato epub, raccolti secondo l'ordine dei programmi ministeriali. Il contatto con la Biblioteca comunale di via Valvassori Peroni - sezione ipovedenti porta a sottolineare la possibilità di usare gli ebook anche per la didattica dei BES, ipovedenti e dislessici. Per ora in via Corti si era solo alla prima fase: caricamento sul PC dell'aula di informatica degli .epub. [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 06:02, 24 lug 2015 (CEST)
== Studenti ==
:Ottima idea quella di far rileggere agli studenti :-) Facci sapere come va.<br>
PS: da una discussione con Marco Calvo su Facebook mi è parso di capire che loro gli ISBN sugli epub (almeno) li mettono. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 16:14, 18 apr 2016 (CEST)
::{{ping|Aubrey}} Sì, mi pare sia stata un'ottima idea perché così si aggiungono loro via via che si registrano e io li posso aiutare senza perderli di vista. Sugli ISBN ho chiarito tutto, con AIE. Ti scrivo in privato. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:19, 18 apr 2016 (CEST)
== Cinema ==
Ciao. Io sono una funzionaria INPS, forse ti posso aiutare a trovare le date di morte se mi fornisci nome cognome e data di nascita. Almeno ci provo. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 13:02, 15 gen 2025 (CET)
:Ciao @[[Utente:Lagrande|Lagrande]]. Uao!
:Purtroppo per gli autori di incerto © non posso risalire alla data di nascita perché neanche l'IA è in grado di fornirmela. Quindi per loro mi rimangono solo questi dati:
:* un nome e un cognome,
:* l'anno in cui ha pubblicato l'articolo o l'opera
:* il titolo
:* la rivista
:Si può ragionare sul fatto che non possano avere meno di 25 anni dalla data di pubblicazione dell'articolo e risalire all'anno di nascita... ma è un lavoraccio. Tuttavia se ci vuoi provare, [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Pic57/Laboratorio_cinema '''qua'''] trovi la tabella che costruisco man mano che scandaglio riviste e simili. Il punto interrogativo sta per: "sospendo perché NON conosco la data di morte dell'autore e quindi NON sono in grado di stabilire se l'opera è in Pubblico Dominio". Al momento ci sono una decina di nominativi con il ? [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:00, 15 gen 2025 (CET)
ːTemo che senza data di nascita non arriverò a niente, ma comunque ci provo. --[[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 09:42, 16 gen 2025 (CET)
== Lilypond ==
Programma di incisione musicale. Ecco quel che può fare:
* '''[https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Partiture Partiture]'''
Chi vuol dare una mano è benvenuto/a.
{{riga punteggiata|300}}
Versioni in uso
* ''LilyPond 2.24.4 {{smaller|released - July 21, 2024}}''
Editor in uso:
* ''Frescobaldi 4.03 {{smaller|da novembre 2025}}''
* Frescobaldi 3.3
== [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 372 crop).jpg]] ==
Ciao. Scusa ma ho ricroppato e ricaricato questa immagine perchè nel ritagliarla avevi "mangiato" una parte del decoro in alto a dx... ;-)
Già che c'ero l'ho ripulita, alzato la risoluzione e resa in b/n. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:06, 5 lug 2025 (CEST)
:Anzi, vedo ora che di quell'immagine ci sono svariate versioni, pure migliori e a risoluzione più alta, tipo [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 164 crop).jpg]]. Potrebbe essere un'idea usare sempre la stessa img indipendentemente dalla pag. di origine, come discusso [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.05#Immagini ripetitive e duplicate|qui]].
:Da [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Illustrations_from_Ars_et_Labor questa categoria] si può cercare le immagini "riciclabili" che già esistono. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:20, 5 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] intervieni pure come pensi sia meglio. Non mi offendo, anzi... In genere sbianco solo lo sfondo delle immagini-decorazioni... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:34, 5 lug 2025 (CEST)
:::Ok. E' anche più comodo per te, se già c'è un'immagine caricata su Commons, riutilizzarla anzichè ritagliarla e sbiancarla ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:39, 6 lug 2025 (CEST)
== Segnalazione antologia spartiti ==
Ciao! Ho notato la tua passione nel trascrivere spartiti, ti segnalo la seguente antologia:
https://archive.org/details/neretti-canti-giuochi-danze/mode/1up
Vedi tu se ti può interessare.
Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:23, 27 feb 2026 (CET)
:Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]], ma certo che mi interessa! E' una testimonianza significativa della concezione educativa dell'epoca e anche della musica popolare toscana (per eccellenza "italiana" e quindi ''patriottica'').
:Ho inserito il libro nella mia lista su IA. Diciamo che è "in coda".
:Un caro saluto. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:28, 27 feb 2026 (CET)
::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Mi stavo accingendo a caricare il libro di Luigi Neretti su Commons, ma mi è sorto il dubbio: Luigi Neretti è nato nel 1865, ma non se ne conosce la data del decesso. Tuttavia "molto probabilmente" la sua opera è già di pubblico dominio. Ma Marina Battigelli, che è co-autrice del libro per via delle illustrazioni NON è ancora di Pubblico Dominio perché deceduta nel 1979, come afferma questa fonte (Giuseppe Ortolan, collezionista e antiquario di Padova): https://www.anticortolan.it/autori_scheda.asp?ID=65 e confermata da questo: https://www.galleriarecta.it/autore/battigelli-marina/ e anche dal Dizionario d'Arte Sartori: https://dizionariodartesartori.it/artisti/battigelli-marina
::Per cui non ho caricato il libro su Commons, anche se scansionato da Google Books e presente su IA. Peccato! :( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:41, 17 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Capito, peccato. Ne approfitto per segnalarti due testi sicuramente di pubblico dominio contenenti spartiti, "L'anima musicale d'Italia" di Giulio Fara [https://archive.org/details/fara-anima-musicale-italia qui] e "Le canzonete dei nostri veci" di Luigi Bauch [https://archive.org/details/bauchlecanzonetedeinostriveci qua]. Vedi se ti possono interessare. Ciao! [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:07, 18 mar 2026 (CET)
::::Molto belli entrambi@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Comincerei da quello di Bauch. Vedo di organizzarmi: li trascriverò senza interrompere le altre cose che sto facendo... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:23, 18 mar 2026 (CET)
:::::Ne aggiungo uno anch'io: ''La marcia dei soldatini di piombo'', a pag. 8 di [[Indice:Il giornalino della Domenica, anno 1 n. 7, 5 agosto 1906.pdf]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:17, 19 mar 2026 (CET)
::::::Ok @[[Utente:Candalua|Candalua]] fatto. {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:53, 21 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho dato inizio ai lavori: {{testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:53, 25 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Terminata la trascrizione de {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:27, 10 mag 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ottimo, grazie! Non ho presente per ora altri testi da suggerirti, in teoria potresti fare quello di Neretti sopra citato evitando di inserire le illustrazioni. Già in altri casi passati su Wikisource abbiamo evitato di inserire parti di certi testi in quanto ancora sotto copyright. Vedi tu... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:06, 10 mag 2026 (CEST)
::::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho caricato https://it.wikisource.org/wiki/Indice:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu che mi avevi segnalato. Ho pensato che l'opera di un musicologo a questo punto fosse necessaria. Piano piano la trascriverò... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:25, 15 mag 2026 (CEST)
== Musica, che passione! ==
Ogni volta che ti vedo aggiungere pagine di musica mi scappa un sospiro di gratitudine: sei un benemerito del wiki. Per il momento quel che posso fare, grazie a Frescobaldi, è aggiusticchiare qua e là, ma a differenza della scrittura in greco che mi è abbastanza familiare, il perfezionismo mi prende e comincio a farmi troppe domande su come piegare legature, centrare espressioni agogiche ecc. ecc. per cui mi limito, e anche questo con lentezza, a correggere principalmente note e ottave che scappano nella trascrizione... comunque facendo questo sto imparando. Ad esempio oggi ho capito l'uso di \stemDown e \stemUp. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:26, 3 apr 2026 (CEST)
:Carissimo @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] non si finisce mai di imparare. Certe volte scelgo le partiture da trascrivere in base alle difficoltà che presentano: mi sfido da solo; altre volte càpita invece che una partitura apparentememnte semplice, finisce per presentare difficoltà impreviste. E va bene anche questo, perché è il modo migliore per imparare, almeno per me.
:Mi rendo conto che nella foga di superare nuove difficoltà, finisco per tralasciare di "revisionare" quel che ho già scritto, ma... meno male che ci sei tu! :-)
:Del resto se dovessi oggi riprendere il codice scritto quando ho cominciato, ormai un anno fa, o anche solo qualche mese fa, o anche solo qualche settimana fa, quante cose migliorerei! Ma ora non è il momento: ho ancora troppo da imparare e quindi devo continuare a esplorare questa giungla di note... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:49, 3 apr 2026 (CEST)
== Brevi note ==
Ciao, all'interno di [[Indice:Musica d'Oggi, 1962.djvu|questo indice]] sono presenti alcune pagine - più precisamente 175, 176, 177 - che presentano delle brevi partiture ad accompagnamento dell'articolo. Sarebbe carino trascriverle con gli strumenti che usi ottimamente da tempo (anzi, ne aprofitto per farti i complimenti). [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 21:20, 28 mag 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] visto. Ok. Metto in lista e ti avviso quando le trascrivo [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:56, 29 mag 2026 (CEST)
::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Ok, vedi se ti piace così: [[Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/231]]. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:22, 5 giu 2026 (CEST)
:::Per quanto possa capire delle partiture, per me è un ottimo lavoro, direi che puoi fare lo stesso con le altre pagine! Una curiosità: come mai hai trascluso lo spartito anche a parte? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 18:22, 7 giu 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] in questo modo posso richiamarlo anche dalla '''[[:Categoria:Partiture|categoria Partiture]]''' e dalla pagina '''[[Autore:Manuel de Falla|Autore di Manuel de Falla]]'''. Sebbene si tratti di un frammento, è pur sempre un frammento di una grande opera di Manuel de Falla (e farà il paio con il frammento successivo, forse ancor più interessante). Inoltre questi frammenti sono richiamati all'interno di un articolo del grande [[Autore:Massimo Mila|Massimo Mila]] (e si potranno raggiungere anche dalla sua pagina Autore), il quale ci cita anche un rarissimo ''Re di Thule'' di Gounod. Insomma, ho pensato di mettere in sinergia tutto... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:50, 7 giu 2026 (CEST)
6iirbyljkcoctwvqeu62mxt1stzfcng
3844854
3844852
2026-06-07T18:53:17Z
Pic57
12729
/* Brevi note */
3844854
wikitext
text/x-wiki
{{benvenuto|firma=[[Utente:Samuele Papa|<span style="color:#ff6600">Samuele</span>]] 06:55, 4 giu 2012 (CEST)}}
Ho appena terminato la rilettura del libro di Cristina Trivulzio di Belgioioso, "[[Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire]]". Una lettura molto interessante per me e spero anche utile a wikisource. Ho fatto del mio meglio per correggere le bozze. Ho incontrato in pratica solo errori, pochi tutto sommato, dovuti all'importazione da OCR. Per il resto bisognava mantenere l'ortografia dell'epoca, ma per questo bastava rimanere fedeli al testo fotocopiato.
==Grazie==
Caro Pic57,
grazie per l'ottimo lavoro di rilettura: se avessi bisogno di delucidazioni non farti riguardo a scrivermi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:16, 13 lug 2012 (CEST)
Caro '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''',
grazie per l'accoglienza. Ho recentemente ripreso la mia attività wikipediana dopo 6 anni di interruzione. Ho pensato che la cosa migliore fosse imparare a conoscere il codice rileggendo i testi scansionati, e cercando così di rendermi utile da subito.
Oggi ho terminato la rilettura dei [[Solenni_funerali_di_Pio_papa_ottavo_(Amat)|Solenni funerali di Pio papa ottavo]] (Amat), 15 lug 2012 (CEST)<br />
Oggi ho terminato la rilettura de [[L'Effigie_di_Roma|L'Effigie di Roma]], 21:12, 21 lug 2012 (CEST)
== Benvenuto e suggerimenti ==
Ciao Pic57, benvenuto in questo progetto!
Vedo che stai contribuendo attivamente alla crescita di Wikisource e ne sono felice. Come utente "anziano" oltre a darti il benvenuto ed incoraggiarti nel proseguimento del tuo lavoro,, ti voglio anche dare dei suggerimenti per evitare alcuni errori comuni quando si creano le pagine autore:
:1) Pagine autore, link a altri progetti: è sufficiente inserire solo il nome della voce sull'altro progetto e non l'URL intero. ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Autore%3AFriedrich_Gottlieb_Welcker&diff=1148149&oldid=1146688 vedi esempio])
:2) Inserire link da Wikipedia e progetti fratelli verso Wikisource ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Friedrich_Gottlieb_Welcker&diff=51282431&oldid=50222866 vedi esempio])
:3) Inserire le date di nascita e morte di un autore nelle [[Wikisource:Ricorrenze|Ricorrenze]] (vedi esempio per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_novembre&diff=1148167&oldid=965516 nascita] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F17_dicembre&diff=1148168&oldid=1084255 morte])
Ciao,
--[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:58, 24 lug 2012 (CEST)
== Accorgimenti ==
Vedo il tuo gran lavoro di rilettura, grazie per il contributo importante col quale ti prodighi in questo progetto.<br />
Consentimi qualche consiglio: quando rileggi, il testo deve essere il più attinente possibile alla scansione; [[Pagina:Primi poemetti.djvu/188|qui]] (guarda la cronologia) probabilmente ti sei fidato troppo di chi ha lavorato prima di te: una svista può sempre capitare, tocca al rilettore sistemare (anche alcune piccolezze di formattazione).<br />
Perdona l'intrusione e se avessi dubbi, sono a tua disposizione.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:49, 28 lug 2012 (CEST)<br />
:Mi riferivo anche al numero romano della strofa (v), raggruppamento dei versi sbagliato e altri piccole sviste (accento dattilografico ' in tipografico ’, eliminazione dello spazio tra parola e simbolo di punteggiatura, esempio: parola ; e altro), quest'ultime risolvibili premendo postOCR se hai attivato gli ''Strumenti per la rilettura'' o la bottoniera da ''Preferenze''. Da premere due volte per portare ''RigaIntestazione'' nell'header se non fosse già presente e, se stai trascrivendo e non rileggendo, premere solo dopo aver inserito il tag poem.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:08, 30 lug 2012 (CEST)
::Vai su ''Preferenze → Accessori'' e abilita il quarto: avrai svariati strumenti sulla sinistra, molto utili per svolgere compiti sempre uguali e noiosi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 01:13, 31 lug 2012 (CEST)
== Attestato di partecipazione ==
In assenza di Edo, ti ho assegnato io stesso la medaglia di partecipazione alla rilettura del mese; mi sono permesso qualche cambiamento per meglio sistemare la pagina. Ti ringrazio per il tuo cospicuo contributo.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:46, 31 lug 2012 (CEST)
:Visto che riguarda sempre la rilettura del mese, ti scrivo qui.
:La correzione che hai apportato a [[Pagina:La Cicceide legittima.djvu/3|questa]] pagina è sbagliata: quel simbolo anticamente stava a indicare la nostra ''s''; è vero che cerchiamo di attenerci al testo, ma questo non deve risultare illeggibile. Ti consiglio a questo proposito di leggerti le [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]], dove troverai altri utili suggerimenti.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:03, 2 ago 2012 (CEST)
::Toh ho letto adesso il tuo dubbio; se riesci a ritrovare le pagine dell'opera precedente dove hai fatto lo stesso errore, potresti correggerle? {{smaller|{{Fatto}} (Credo ti riferissi solo alle ''[[Saggio di rime devote e morali/Notizie di Marianne Santini Fabri Bolognese|Notizie di Marianne Santini...]]''; altrove non ne ho riscontrato la presenza.)}}
:: Sì, solo nelle rime della Santini; confermo. Solo lì ho fatto il danno.
::Riguardo alle immagini, il meccanismo non è complicato: meglio scaricarle dal file originale che dal djvu, poi caricarle su ''Commons'' dove devi esplicitare la licenza (libero dominio ecc.) e poi richiamarle qui con <nowiki>[[File:''nome del file''|''larghezza del file in px'']]</nowiki>.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:08, 2 ago 2012 (CEST)
== svg ==
Ho catturato un'immagine, l'ho resa trasparente in png ed esportata in svg con Inkscape. Ma non sono soddisfatto del risultato.<br />
Tu dicevi:<br />
"meglio scaricarle dal file originale che dal djvu"<br />
io ho copiato l'url dell'img dal djvu, ma l'ampiezza dell'immagine è equivalente al djvu mi pare. <br />
Ad es.: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Saggio_di_rime.djvu/page50-600px-Saggio_di_rime.djvu.jpg<br />
C'è da qualche parte un'immagine originale più definita?<br />
--[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:19, 5 ago 2012 (CEST)
:Difatti è la stessa cosa; quando dicevo ''dal file originale'', mi riferivo a [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/ScansioneGIX458aa.pdf questo].
:Prova e fammi sapere.
:Ah la prossima volta scrivi nella mia talk; sono passato qui per caso, altrimenti non avrei potuto leggere le tue perplessità.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:40, 21 ago 2012 (CEST)
::Hai ragione, andrebbero riprodotti; difatti ho aggiunto un template (immagine da inserire) come memorandum. Avevo capito che fosse tuo interesse riprodurli, in caso contrario il template me lo ricorderà, a meno che l'esperto in questa materia ([[Utente:Luigi62|Luigi62]]) non mi preceda e gliene sarei ben grato.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:41, 22 ago 2012 (CEST)
==Recensione==
Ciao! Vedo che stai un po'impazzendo su quella pagina 24. Devo chiederti scusa; credo di essere stato io ad assegnare il 75%. Mica vero! Indipendentemente da chi sia responsabile, però ti suggerisco di fermarti. Non ricordavo di aver lasciato quel lavoro da fare e lo farò appena finito di sistemare quella pletora di Rigaintestazione. La soluzione più veloce sarebbe una tabella (che nemmeno io sono molto bravo a costruire ma me la cavo...cavicchio) oppure credo ci sia un template RigaIndice o qualcosa del genere con cui si costruiscono le pagine di indice dei libri (non le Pagina "Indice, eh!"(che ho scoperto solo un paio di giorni fa appunto durante la sistemazione di Rigaintestazione e che ho già dimenticato dove sia. Mamma mia che testa! Naturalmente fai come preferisci ma uomo avvisato... :). Ah, Io sono tutto il contrario di uno bravo ma se ti serve una qualche mano, fai un fischio; magari hai fortuna :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:17, 20 ago 2012 (CEST)
{{smaller|Aggiungo}}- Scusa se ti uso come blocknotes (così poi lo ritrovo anch'io...) quella riga template x indice la puoi trovare (anche) [[Pagina:Sulle_frontiere_del_Far-West.djvu/259|qui]]. :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:29, 20 ago 2012 (CEST)
Ancora scuse (finirò mai?) per averti indicato una strada non esatta. Come ripeto, anch'io non sono molto conoscitore di trucchi. Vedo che hai provato il template Rigaindice che però, noto ora- non lo sapevo-, crea un link nella cifra che normalmente indica la pagina. (A posteriori è ovvio, così si possono linkare le pagine del testo). Quindi non va bene per questo problema. Ho parzialmente risolto con una tabella molto semplice e senza tanti puntini. Se poi ti interessassero le tabelle (che io e quasi tutti qui detestiamo) provo a cercare qualche esempio messo su da un 'collega' mostruosamente bravo nel settore tabelle ma che -purtroppo- è durato pochi mesi. È da un anno che non lo vediamo :( . Grazie per l'aiuto e per aver messo in luce questa carenza nella 'mia' produzione adesso mollo tutto e porto avanti queste pagine. Alla meno peggio. Non prendertela se ho 'rovinato' tutti i tuoi tentativi. Conosco come ci si sente. Giuro che non l'ho fatto con cattiveria o soprattutto non con spocchia :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:44, 20 ago 2012 (CEST)
Oh figurati, è stata un'occasione per imparare varie cose, come troverai scritto nella tua pagina di discussione. Sono un novizio di wikisource. Ecco una cosa che non ho capito è questa: ma per risponderti devo farlo qui, o nella tua pagina di discussione? --[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 17:02, 20 ago 2012 (CEST)
:Dove scrivere? Bella domanda! La prima volta si scrive sulla pagina "Discussione" (o talk) dell'utente che vuoi contattare. È ovvio dato che così gli arriva la riga arancione. Se no come fa? Mettiamo che mi scrivi, per la risposta ho tre metodi:
* Ti rispondo direttamente nella tua pagina talk così ti arriva la riga arancione. Però se la cosa diventa lunga si perde il filo del discorso. Allora, secondo metodo:
* ti rispondo sotto il tuo messaggio e, per generare la riga, ti metto un breve avviso nella tua pagina talk (tipo "ti ho risposto da me") - la raffinatezza di un link alla stessa pagina è apprezzata ma per nulla necessaria (Io so benissimo come arrivare alla 'mia' pagina, no?). E arriviamo al terzo metodo:
* Si scrive sotto il primo post e basta. Perché siamo pochi, un paesino - anzi una frazione- e ci facciamo i fatti degli altri in continuazione. E come? occhieggiando le "Ultime Modifiche" dove le varie talk sono inevitabilmente controllabili ed evidenziate dato che, scrivendoci, le rispettive talk entrano fra gli Osservati Speciali. (Poiché mi hai scritto vedrai la mia talk in blu e di maggior spessore. ATTENZIONE! questo sistema funziona solo qui su Source, in questo paesino. Perché i cambiamenti nelle "Modifiche" della metropoli ('Pedia) sono talmente tanti e frequenti che in pochi minuti la pagina scompare.
In sintesi dopo i primi interventi puoi tranquillamente usare il terzo metodo perché ti 'terrò d'occhio' e lo faranno tutti quelli cui hai scritto e che ti hanno risposto :). Lo stesso varrà per te per tutti quelli la cui pagina di talk mostrerà la stellona blu in alto a destra vicino a Cronologia. Prova e vedrai. Il primo metodo resta ovviamente valido -anzi necessario- se vuoi/devi attirare l'attenzione dell'interlocutore che avrà la riga arancione non appena entrerà in Source. Non farti scrupolo di chiedere; chi non chiede non impara. Solo, può capitare che la risposta arrivi con calma (sai, gli impegni). Ma se non arriva uno arriva un altro. A presto! :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:07, 21 ago 2012 (CEST)
== Note ==
Ciao! due parole in fretta sulle note; (è quasi un caso che sia passato di qua perché da qualche giorno sono superimpegnato in altra vita). Hai avuto fortuna :). Mezza fortuna. Confesso che non ho mai usato quel template ma mi sembra di aver orecchiato che sia qualcosa di simile al template che unisce le note che cominciano in una pagina e finiscono nella successiva. Quello che me lo fa pensare è quel "Pt" (di cui non conosco esattamente la funzione). "a naso" il template prende un pezzo di testo o nota e lo attacca a un altro pezzo; qualcosa di simile al template "ref name..." "ref follow". Ma tutto questo per unire o comunque sistemate le cose che nel NS "Pagina" sono in un modo diverso che nel NS0, dove altrimenti le note col solito "ref" "/ref" andrebbero a tagliare il testo. L'esatta funzione dovrebbe essere spiegata [[Aiuto: Come aggiungere le note|QUI]] ma non lo è. Qualcuno sta lentamente cercando di sistemare gli Aiuti con le nuove invenzioni ma... ;( Se ti interessa conoscere a fondo la funzione dovrai rivolgerti a qualcuno di esperto. Lasciando in pace Alex che 'sta bombardato' credo che conoscano bene il trucco Xavier, Orbilius, ma anche Barbaforcuta. Anzi chiediglielo che così mi imparo la risposta :). {{smaller|(poi, per cortesia, alla fine del post clicca sulla firma se no mi/ci tocca andare in giro a cercare chi mi/ci ha scritto ... per stavolta ti perdono perché era mezzanotte... ;)}} ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:08, 2 set 2012 (CEST)
:Continuo. Mi hai incuriosito. Allora sono andato a cercare un esempio (certo che se mi linkavi qualcosa era più facile ...). allora: in [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/64|questa pagina]] c'è la 'nota separata' alla djvu/118. Sono quindi andato a vedere cosa c'era in ''quella'' pagina djvu/118 e ho scoperto che era una pagina di note! Allora ho dedotto questo. Le note di questo testo non sono in calce alla pagina ma raggruppate a fine testo (in altri sarà magari capitolo, dipende). Se hai messo quel template, ''quando di ritrovi nelle note'', in questo caso [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/118|qui]], con un clic ti ritrovi alla pagina cui la nota fa riferimento. Adesso però non chiedermi a cosa serva una nota senza il numeretto di rimando, eh! È roba che ha scritto Vincenzo Monti; chi sono io per criticare?. hehe Ciao ancora. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:21, 2 set 2012 (CEST)
== Questione ''autori cinematografici'' ==
Caro Pic57, come avrai potuto notare abbiamo dovuto cancellare gli autori da te inseriti a causa di un dubbio espresso in [[Wikisource:Bar#Recente infornata di pagine autori .28.3F.29_cinematografici|bar]]. A questo punto converrebbe che tu li linkassi alle pagine di Wikipedia, in attesa che Wikidata (prossimo progetto che conterrà tutti gli autori e molto altro) risolva del tutto i nostri problemi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:11, 14 set 2012 (CEST)
== Immagine Santini ==
Ho dato un'occhiata e mi sembra che il lavoro sia stato fatto abbastanza bene. Mi sono permesso alcune modifiche (il ''Centrato'' e le dimensioni). Forse un po' obligua e sfocata: hai preso l'immagine dal file di origine (Internet Archive per esempio)? Se sì, non possiamo farci niente; prosegui pure così. Per qualsiasi miglioria, puoi chiedere al nostro esperto in materia: [[Utente:Luigi62]].--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 15:37, 1 ott 2012 (CEST)
== SAL delle pagine indice ==
Caro Pic57,
ti scrivo per spiegare il mio [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Indice%3AFogazzaro-IdilliSpezzati-1902.djvu&diff=1519286&oldid=1519152 annullamento della tua modifica] all'indice di Fogazzaro.
Una pagina indice passa a SAL 100% quando tutte le sue pagine sono al 100%.
Qualche anno fa era emerso il dubbio filosofico sul significato di SAL 100% in "metapagine" che servono a riportare contenuti di altre pagine, e abbiamo deciso che tali pagine seguono il destino dei testi al cui servizio sono state create. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:06, 28 feb 2015 (CET)
Caro Orbilius,
perfetto. Approfitto di te perché ho un problema di...
;Numerazione nota e riga in solo testo
Vedi ad es. qui:
[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Gramsci-antonio-sul-fascismo.djvu/7 Gramsci, Il riformismo borghese]
Il problema è la numerazione della Nota... in alto a destra
Inoltre la riga del Pié di pagina si vede nella pagina con l'immagine, ma scompare nella pagina solo testo.
:Caro Pic57, non c'è nulla di sbagliato: nel namespace Pagina la numerazione delle note ricomincia ad ogni pagina, ma nella ricomposizione delle pagine in namespace Principale la numerazione — sempre in automatico — torna a posto.
:In second luogo è normale che il piè di pagina scompaia nella pagina solo testo (quella in namespace Principale) dato che tale visualizzazione "ricompone" il testo continuo superandone la suddivisione in pagine: intestazioni e piè di pagina hanno (un po' di) senso nelle singole pagine ma non nel namespace principale dove interromperebbero la continuità del testo: ecco perciò che tali ''accidenti'' del mondo cartaceo vengono mantenuti quando graficamente sono sostanziali (cioè nel namespace Pagina), mentre quando la ''sostanza'' del testo deve essere sfrondata dagli ''accidenti'' del mondo cartaceo (cioè nel namespace Principale) tale sfrondamento avviene in automatico perché intestazioni e piè di pagina sono inseriti in aree che automaticamente non appaion in Namespace Principale. Scusa per i prestiti temerari dal lessico filosofico, ma spero che rendano l'idea. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:27, 3 mar 2015 (CET)
Caro Orbilius,
grazie per l'esaustiva precisazione. Direi che l'avevo anche sospettato, ma... volevo esserne certo. Condivido pienamente tutta l'impostazione: "entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem".
== Tra colleghi ==
:Caro Collega!
:Mi stavo giusti chiedendo chi ringraziare per l'improvviso interessamento di nuovi utenti per l'antologia di Cino da Pistoia... l'ho scoperto e dunque Grazie! Casualmente ci stavo lavorando e dunque mi unisco all'allegra brigata. Io uso Wikisource a scuola (poemi epici, Promessi sposi o vari autori del programma del triennio sono spessissimo sulla mia LIM), ma non sono ancora giunto all'arruolamento di ''st''utenti. Complimenti ancora. Accetto indicazioni su come muovermi con loro :D - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:20, 4 mar 2015 (CET)
:Caro collega, ma per carità! "Indicazioni"... diciamo che sto facendo un esperimento (di cui sono orgoglioso). Un gruppetto di studenti sta reagendo bene e spero che si tirino dietro anche i più riottosi. Anche io uso wikisource sulla LIM, e allora mi son detto: ma perché non metterli al lavoro? Non voglio parlarne granché per ora: vediamo che succede alla distanza. Comunque l'idea è che agiscano INSIEME, come una SQUADRA di operai (ma ognuno con il proprio contributo BEN VISIBILE da tutti e da me). La cosa è piaciuta perché vedono immediatamente il risultato del loro operato. Questa è una grande potenzialità educativa di wikisource: poche chiacchiere, agisci! E la cosa li gratifica molto, oltre al mio incentivo scolastico s'intende, che comunque vale per quel che vale, come ben saprai... Ora chiudiamo su Cino da Pistoia: ci siamo interessati solo alle sue Rime. Ci getteremo su... ma perché rovinarti l'effetto sorpresa? :-D Riferirò a tutti comunque dell'interessamento mostrato da un autorevole amministratore di wikisource per il loro operato.... A presto
Stavo sistemando un po' la pagina autore di Cino da Pistoia. Ma forse meglio che imposti tu, così imparo come gestire opere come queste: le Rime sono di Cino, ma sono una scelta di Carducci ecc.
::Allora, caro {{ping|OrbiliusMagister}} qua l'arruolamento sta andando avanti alla grande. Si sta creando uno "zoccolo duro". Ho dovuto aprire una cartella su Quip per coordinare i lavori. Gli studenti (comunque maggiorenni) scrivono su quip quali pagine si impegnano a rileggere, in modo da evitare sovrapposizioni e ordinare i lavori: in genere si procede a "decine". Ho creato poi uno strumento di valutazione che si basa sul Conteggio Modifiche di wikisource. Certo, anziché usare Quip potrei fare direttamente tutto su wikisource, aprendo un Progetto, credo. Ma forse, meglio aspettare ancora un po'. E poi comunque non senza averne parlato prima con te. Ecco appunto: che ne pensi? PS: l'unica cosa che sta andando male è la mia ricerca di testi senza copyright, come forse avrai letto in giro. Prima o poi imparerò :-( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:29, 14 mar 2015 (CET)
== Idillii spezzati ==
Su segnalazione di {{ping|Margherita}}, ho visto che la scansione di Idillii era "rotta" (mancavano alcune pagine in fondo al libro) e l'ho sostituita al volo con un'altra scansione, migliore, da IA: {{IA|idilliispezzatir00fogauoft}}. Adesso mi pare a posto. Va sistamata l'ultima decina di pagine. Mi pare che l'edizione sia identica, le pagine corrispondono, va comunque verificato in modo ''paranoide'' :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:54, 10 mar 2015 (CET)
:Grazie {{ping|Alex brollo}}. Avrai visto che su Internet Archive le due edizioni erano apparentemente identiche. Mi sono accorto della lacuna delle ultime pagine quando ormai avevo trascritto il libro. Ho aggiunto il testo finale scansionandolo direttamente dalla copia che tu ora hai importato. Stavo giusto leggendo sul manuale come sostituire i dejavu, cosa che non mi è sembrata proprio semplice. Poi ho visto che {{ping|Margherita}} ci stava lavorando e ho lasciato andare. Sì comunque hai ragione: val la pena essere paranoici e controllare tutto, ma proprio tutto, prima di importare. Ho riletto e sistemato le ultime pagine a SAL 75%
:: Nonostante tutti i controlli, capita di dover sistemare dei file djvu. Non siamo in molti a maneggiarli senza impazzirci, talora servono spostamenti massicci di pagine già trascritte e quindi è utile avere un bot... a ma i djvu piacciono molto, se ti servirà chiedi tranquillamente, mi ci diverto :-)
:: Ho ritoccato l'ultima pagina SAL 75%. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 10 mar 2015 (CET)
== Sul Fascismo ==
Caro Pic57,
ho una brutta notizia.
Data la natura sospetta del testo di Gramsci da te caricato ho effettuato una rapida indagine, ricostruendo la ''tradizione'' del testo copia su copia.
Il testo deriva in ultima analisi dal pdf presente su Liberliber. Esso è stato utilizzato da qualcuno della casa editrice Altrimedia per produrre il testo nell'edizione che poi da qualcuno è stata caricata su Internet Archive, dove è stato trasformato nel djvu infine utilizzato da te qui.
Il problema grosso è che il testo di Liberliber è proposto con licenza CC BY-NC-SA. Gli editori di Altrimedia hanno ''offuscato'' la provenienza del loro testo per poterlo proporre in vendita, contravvenendo così a tutte le clausole della licenza d'uso di Liberliber. Su Internet Archive non c'è un controllo del copyright come da noi, dunque tu l'hai utilizzato qui in buona fede, ma in realtà a noi è arrivato un testo riutilizzato illegalmente e sui cui qualcuno potrebbe rivalersi: non abbiamo il diritto morale di perpetuare questa infrazione di copyright. Il testo andrà dunque cancellato. Se ti riesce salva il salvabile di quenato bbiamo trascritto perché a breve passerò a cancellare tutto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:27, 11 mar 2015 (CET)
:Capito. Cancella pure. Se lo avessi visto su Liber Liber non l'avrei caricato. Vuol dire che guarderò anche lì prima di caricare qualcosa.
== Indice-Commons ==
Scusa Pic57, abbiamo un problema. L'ultimo indice da te creato non risponde ai criteri proposti nella [[Aiuto:Guida alla pubblicazione di un testo/Caricare il file djvu su Commons|nostra guida]]. Ti suggeriamo di seguire scupolosamente i consigli sulla scelta del nome perché eventuali errori sono difficili da sistemare: '''Cognome autore - Titolo libro, Volume''' (se diviso in volumi e tomi ecc.)''', Anno di pubblicazione.djvu''', è lo schema principe (una variante, quando è importante anche l'editore, la trovi [[Indice:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|qui]]). Buon lavoro. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:36, 20 mar 2015 (CET)
: Ok, dimmi se devo ricaricarlo come corradini-sopraleviedelnuovoimpero-1912.djvu. Ho formattato solo qualche pagina. Eventualmente fammi sapere qui. Comunque almeno stavolta ho caricato un libro privo di copyright.
::'''Indice:Corradini - Sopra le vie del nuovo impero, 1912.djvu''', --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:12, 21 mar 2015 (CET)
:::Fatto. https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Corradini_-_Sopra_le_vie_del_nuovo_impero,_1912.djvu. Cancella pure il vecchio
==Re:Malombra==
Sì, penso proprio che le edizioni siano due come mi ha spiegato [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768 Alex] al quale avevo esposto i miei dubbi e problemi riguardo la rilettura di Malombra. Questa rilettura mi sta facendo disperare. Io ho una edizione del 1886 di Giuseppe Galli che viene riportata come terza edizione. Sarei contenta se andassi a leggere i messaggi relativi che ci siamo scambiati al proposito. Stasera te li cerco e te li linco. A più tardi.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 19:24, 13 apr 2015 (CEST)
:::::::::::Eccomi. Leggi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768#Malombra] e poi One word message.... nella mia talk. Ciao--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:58, 13 apr 2015 (CEST)
::::::Consolati. Sono contenta che ad essere "tardi" siamo in due!! Anch'io avevo pensato come te. Ora rivolgo la tua domanda ad Alex che, senza dubbio, saprà darci una risposta.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:23, 13 apr 2015 (CEST)
::::::::::::Fatto! Leggi [https://it.wikisource.org/wiki/Discussioni_utente:Alex_brollo qui] Ancora Malombra --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:57, 13 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Pic57, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
::Grazie {{ping|Nemo_bis}}, non sapevo neanche dell'esistenza di questa bella iniziativa, per la quale... diciamo che sarei un po' fuori target ahimé per via dell'età, come potrai desumere dallo user wiki. Spero piuttosto che la cosa interessi qualche mio studente, magari l'anno prossimo: quest'anno qualcuno di loro ha cominciato a darsi da fare, ma non credo abbastanza. Comunque '''ho colto l'occasione per iscrivermi a wikimedia italia.'''
== Lo cunto ==
Forse ho capito il problema delle note, ricade nel proverbio "''il meglio è nemico del bene''". Non serviva quel lavoraccio! Io ho qualche tool ancora poco pubblicizzato, ma facendone a meno la procedura più comoda è:
* correggere il testo lasciandolo dov'è (ossia, le note in fondo);
* circondare ciascuna nota con un <nowiki><ref>...</ref></nowiki>; occhio alle note sulla stessa riga;
* selezionarle una a una e trascinarle nel punto giusto del testo. Fine.
Il ref name e il ref follow vanno usati solo nelle note molto lunghe, che continuano su più pagine.
Volendo rileggere il testo dopo aver messo le note al loro posto, è comodo "rimetterle in fondo pagina" con lo strumento Spostamento note; finito di rileggere, si rimettono dov'erano cliccando di nuovo Spostamento note.
Raccomando anche di seguire le indicazioni che ho messo in Discussioni indice, compreso il modello di rigaintestazione (testo minuscolo inserito in un template Sc) e di aggiungere il template RuleLeft|8em nel footer, prima del tag references.
Beninteso: è stato fatto un lavoro molto buono, e molto faticoso, grazie! Sistemare la formattazione è molto, ma molto meno faticoso che correggere un testo così ostico. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:09, 28 apr 2015 (CEST)
:: Mah sì, non ti preoccupare non sono permaloso. Venivo dalle rime estravaganti del bandello dove invece usavo quel sistema... ci avevo preso la mano. A proposito, dai un'occhiata anche lì se ti capita.
::: vedo! Là però per merito di poem non dà fastidio (non spezza il testo). Una curiosità.... come hai pescato questa curiosa sintassi?? Per ottenere che risultato? E... i nomi delle annotazioni, li crei e inserisci tutti pazientemente a mano? Approfitto per congratularmi con te per la scoperta dell'uso dei tag <nowiki><i>...</i></nowiki> al posto dei maledetti apostrofi, '''bravo!!!''' --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:08, 28 apr 2015 (CEST)
La "curiosa sintassi", caro {{Ping|Alex brollo}}, era strettamente connessa alla rilettura SAL 75%. Se si rilegge a quel livello di profondità si ha il tempo di creare dei tag apparentemente complessi che in realtà sono dei copia e incolla. Voglio dire: sfrutto la memoria del computer per i tag che sono dei copia-e-incolla quasi uguali, mentre il cervello è impegnato nella rilettura.
Tutto è nato dal fatto che credevo che - trovandosi le note in pagine diverse dal testo a cui si riferivano - dovessi comunque usare il <nowiki><ref follow>...</ref></nowiki> e il <nowiki><ref name>...</ref></nowiki>. Pertanto procedevo così (dopo aver sistemato le sezioni della pagina):
* stabilivo il nome del tag ref con il seguente criterio p|numeropagina-numeroverso. Avevo letto da qualche parte nella guida che questo era il criterio consigliato per evitare nomi di tag uguali
* creavo il primo tag ref follow e lo copiavo in memoria pc (ad esempio <nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki>.
* correggevo e chiudevo il follow.
* Passavo alla nota successiva incollando la prima parte del ref e cambiando solo il numero del verso e così via fino alla fine delle note
* Infine passsavo al testo. Incollavo il tag follow nel punto del testo utile, rinominandolo "name" (<nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki> diventa <nowiki><ref name="p307-v6"></nowiki>
Tutto qua.
Intanto ho cominciato ad usare il PostOCR, anche se per testi come quello del buon Basile è utile fino ad un certo punto. Però Intestazione e piè di pagina sono già qualcosa. Il memo regex ora lo vedo, perché ho anche la bottoniera, e leggo Carica regex e salva regex: ma non ho ancora capito bene come funzionano. Ho capito che con il ''Trova e sostituisci'' se spunto ''Ricorda questa sostituzione'', in effetti se le ricorda e il PostOCR me le esegue nella pagina. Per ora sono a questo livello.
== Wikisource a scuola ==
Bella la tua iniziativa. Ti segnalo che Al liceo Pascal di via Corti di Milano è iniziato un progetto di realizzazione di una ''biblioteca scolastica digitale'' che raccoglie in modo comodo gli ebook in formato epub, raccolti secondo l'ordine dei programmi ministeriali. Il contatto con la Biblioteca comunale di via Valvassori Peroni - sezione ipovedenti porta a sottolineare la possibilità di usare gli ebook anche per la didattica dei BES, ipovedenti e dislessici. Per ora in via Corti si era solo alla prima fase: caricamento sul PC dell'aula di informatica degli .epub. [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 06:02, 24 lug 2015 (CEST)
== Studenti ==
:Ottima idea quella di far rileggere agli studenti :-) Facci sapere come va.<br>
PS: da una discussione con Marco Calvo su Facebook mi è parso di capire che loro gli ISBN sugli epub (almeno) li mettono. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 16:14, 18 apr 2016 (CEST)
::{{ping|Aubrey}} Sì, mi pare sia stata un'ottima idea perché così si aggiungono loro via via che si registrano e io li posso aiutare senza perderli di vista. Sugli ISBN ho chiarito tutto, con AIE. Ti scrivo in privato. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:19, 18 apr 2016 (CEST)
== Cinema ==
Ciao. Io sono una funzionaria INPS, forse ti posso aiutare a trovare le date di morte se mi fornisci nome cognome e data di nascita. Almeno ci provo. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 13:02, 15 gen 2025 (CET)
:Ciao @[[Utente:Lagrande|Lagrande]]. Uao!
:Purtroppo per gli autori di incerto © non posso risalire alla data di nascita perché neanche l'IA è in grado di fornirmela. Quindi per loro mi rimangono solo questi dati:
:* un nome e un cognome,
:* l'anno in cui ha pubblicato l'articolo o l'opera
:* il titolo
:* la rivista
:Si può ragionare sul fatto che non possano avere meno di 25 anni dalla data di pubblicazione dell'articolo e risalire all'anno di nascita... ma è un lavoraccio. Tuttavia se ci vuoi provare, [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Pic57/Laboratorio_cinema '''qua'''] trovi la tabella che costruisco man mano che scandaglio riviste e simili. Il punto interrogativo sta per: "sospendo perché NON conosco la data di morte dell'autore e quindi NON sono in grado di stabilire se l'opera è in Pubblico Dominio". Al momento ci sono una decina di nominativi con il ? [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:00, 15 gen 2025 (CET)
ːTemo che senza data di nascita non arriverò a niente, ma comunque ci provo. --[[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 09:42, 16 gen 2025 (CET)
== Lilypond ==
Programma di incisione musicale. Ecco quel che può fare:
* '''[https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Partiture Partiture]'''
Chi vuol dare una mano è benvenuto/a.
{{riga punteggiata|300}}
Versioni in uso
* ''LilyPond 2.24.4 {{smaller|released - July 21, 2024}}''
Editor in uso:
* ''Frescobaldi 4.03 {{smaller|da novembre 2025}}''
* Frescobaldi 3.3
== [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 372 crop).jpg]] ==
Ciao. Scusa ma ho ricroppato e ricaricato questa immagine perchè nel ritagliarla avevi "mangiato" una parte del decoro in alto a dx... ;-)
Già che c'ero l'ho ripulita, alzato la risoluzione e resa in b/n. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:06, 5 lug 2025 (CEST)
:Anzi, vedo ora che di quell'immagine ci sono svariate versioni, pure migliori e a risoluzione più alta, tipo [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 164 crop).jpg]]. Potrebbe essere un'idea usare sempre la stessa img indipendentemente dalla pag. di origine, come discusso [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.05#Immagini ripetitive e duplicate|qui]].
:Da [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Illustrations_from_Ars_et_Labor questa categoria] si può cercare le immagini "riciclabili" che già esistono. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:20, 5 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] intervieni pure come pensi sia meglio. Non mi offendo, anzi... In genere sbianco solo lo sfondo delle immagini-decorazioni... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:34, 5 lug 2025 (CEST)
:::Ok. E' anche più comodo per te, se già c'è un'immagine caricata su Commons, riutilizzarla anzichè ritagliarla e sbiancarla ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:39, 6 lug 2025 (CEST)
== Segnalazione antologia spartiti ==
Ciao! Ho notato la tua passione nel trascrivere spartiti, ti segnalo la seguente antologia:
https://archive.org/details/neretti-canti-giuochi-danze/mode/1up
Vedi tu se ti può interessare.
Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:23, 27 feb 2026 (CET)
:Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]], ma certo che mi interessa! E' una testimonianza significativa della concezione educativa dell'epoca e anche della musica popolare toscana (per eccellenza "italiana" e quindi ''patriottica'').
:Ho inserito il libro nella mia lista su IA. Diciamo che è "in coda".
:Un caro saluto. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:28, 27 feb 2026 (CET)
::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Mi stavo accingendo a caricare il libro di Luigi Neretti su Commons, ma mi è sorto il dubbio: Luigi Neretti è nato nel 1865, ma non se ne conosce la data del decesso. Tuttavia "molto probabilmente" la sua opera è già di pubblico dominio. Ma Marina Battigelli, che è co-autrice del libro per via delle illustrazioni NON è ancora di Pubblico Dominio perché deceduta nel 1979, come afferma questa fonte (Giuseppe Ortolan, collezionista e antiquario di Padova): https://www.anticortolan.it/autori_scheda.asp?ID=65 e confermata da questo: https://www.galleriarecta.it/autore/battigelli-marina/ e anche dal Dizionario d'Arte Sartori: https://dizionariodartesartori.it/artisti/battigelli-marina
::Per cui non ho caricato il libro su Commons, anche se scansionato da Google Books e presente su IA. Peccato! :( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:41, 17 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Capito, peccato. Ne approfitto per segnalarti due testi sicuramente di pubblico dominio contenenti spartiti, "L'anima musicale d'Italia" di Giulio Fara [https://archive.org/details/fara-anima-musicale-italia qui] e "Le canzonete dei nostri veci" di Luigi Bauch [https://archive.org/details/bauchlecanzonetedeinostriveci qua]. Vedi se ti possono interessare. Ciao! [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:07, 18 mar 2026 (CET)
::::Molto belli entrambi@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Comincerei da quello di Bauch. Vedo di organizzarmi: li trascriverò senza interrompere le altre cose che sto facendo... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:23, 18 mar 2026 (CET)
:::::Ne aggiungo uno anch'io: ''La marcia dei soldatini di piombo'', a pag. 8 di [[Indice:Il giornalino della Domenica, anno 1 n. 7, 5 agosto 1906.pdf]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:17, 19 mar 2026 (CET)
::::::Ok @[[Utente:Candalua|Candalua]] fatto. {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:53, 21 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho dato inizio ai lavori: {{testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:53, 25 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Terminata la trascrizione de {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:27, 10 mag 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ottimo, grazie! Non ho presente per ora altri testi da suggerirti, in teoria potresti fare quello di Neretti sopra citato evitando di inserire le illustrazioni. Già in altri casi passati su Wikisource abbiamo evitato di inserire parti di certi testi in quanto ancora sotto copyright. Vedi tu... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:06, 10 mag 2026 (CEST)
::::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho caricato https://it.wikisource.org/wiki/Indice:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu che mi avevi segnalato. Ho pensato che l'opera di un musicologo a questo punto fosse necessaria. Piano piano la trascriverò... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:25, 15 mag 2026 (CEST)
== Musica, che passione! ==
Ogni volta che ti vedo aggiungere pagine di musica mi scappa un sospiro di gratitudine: sei un benemerito del wiki. Per il momento quel che posso fare, grazie a Frescobaldi, è aggiusticchiare qua e là, ma a differenza della scrittura in greco che mi è abbastanza familiare, il perfezionismo mi prende e comincio a farmi troppe domande su come piegare legature, centrare espressioni agogiche ecc. ecc. per cui mi limito, e anche questo con lentezza, a correggere principalmente note e ottave che scappano nella trascrizione... comunque facendo questo sto imparando. Ad esempio oggi ho capito l'uso di \stemDown e \stemUp. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:26, 3 apr 2026 (CEST)
:Carissimo @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] non si finisce mai di imparare. Certe volte scelgo le partiture da trascrivere in base alle difficoltà che presentano: mi sfido da solo; altre volte càpita invece che una partitura apparentememnte semplice, finisce per presentare difficoltà impreviste. E va bene anche questo, perché è il modo migliore per imparare, almeno per me.
:Mi rendo conto che nella foga di superare nuove difficoltà, finisco per tralasciare di "revisionare" quel che ho già scritto, ma... meno male che ci sei tu! :-)
:Del resto se dovessi oggi riprendere il codice scritto quando ho cominciato, ormai un anno fa, o anche solo qualche mese fa, o anche solo qualche settimana fa, quante cose migliorerei! Ma ora non è il momento: ho ancora troppo da imparare e quindi devo continuare a esplorare questa giungla di note... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:49, 3 apr 2026 (CEST)
== Brevi note ==
Ciao, all'interno di [[Indice:Musica d'Oggi, 1962.djvu|questo indice]] sono presenti alcune pagine - più precisamente 175, 176, 177 - che presentano delle brevi partiture ad accompagnamento dell'articolo. Sarebbe carino trascriverle con gli strumenti che usi ottimamente da tempo (anzi, ne aprofitto per farti i complimenti). [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 21:20, 28 mag 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] visto. Ok. Metto in lista e ti avviso quando le trascrivo [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:56, 29 mag 2026 (CEST)
::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Ok, vedi se ti piace così: [[Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/231]]. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:22, 5 giu 2026 (CEST)
:::Per quanto possa capire delle partiture, per me è un ottimo lavoro, direi che puoi fare lo stesso con le altre pagine! Una curiosità: come mai hai trascluso lo spartito anche a parte? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 18:22, 7 giu 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] in questo modo posso richiamarlo anche dalla '''[[:Categoria:Partiture|categoria Partiture]]''' e dalla pagina '''[[Autore:Manuel de Falla|Autore di Manuel de Falla]]'''. Sebbene si tratti di un frammento, è pur sempre un frammento di una grande opera di Manuel de Falla (e farà il paio con il frammento successivo, forse ancor più interessante). Inoltre questi frammenti sono richiamati all'interno di un articolo del grande [[Autore:Massimo Mila|Massimo Mila]] (e si potranno raggiungere anche dalla sua pagina Autore, che tuttavia è scomparso nel 1988... ma credo che se l'Archivio Ricordi l'ha pubblicato non ci siano problemi... o no?), il quale cita anche un rarissimo ''Re di Thule'' di Gounod. Insomma, ho pensato di mettere in sinergia tutto... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:50, 7 giu 2026 (CEST)
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<noinclude><pagequality level="4" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione|380||}}</noinclude>{{Pt|quillamente|tranquillamente}}. Guardando in su egli scorse la muraglia a settentrione della Torre d’Antonia, un masso minaccioso che spiccava nel cielo torbido e grigio. Egli si fermò come al comando imperioso di una sentinella. La Torre era così alta e poderosa, sorgeva sopra basi così sicure, da sembrare una nube gigantesca nell’oscurità, ed egli fu costretto a riconoscere che, se sua madre fosse stata colà rinchiusa, egli sarebbe stato impotente a salvarla.
Che cosa avrebbe potuto fare per liberarla da quella tomba? Nulla. Un esercito avrebbe percossa invano quella facciata di pietra con baliste ed arieti. La gran torre di sud est lo sembrava guardare con aria di rude disprezzo ed egli pensò che le forze umane son ben deboli e che Dio è l’ultima speranza dei miseri. Ma Iddio è spesso, per motivi imperscrutabili, lento ad agire!
Oppresso dal dubbio e dal presentimento, prese la via di fronte alla torre e la seguì lentamente, mantenendosi all’ovest.
In Bezetha egli sapeva esservi un Khan ove avrebbe potuto trovar alloggio durante il suo soggiorno in città, ma adesso non poteva resistere al desiderio di rivedere la sua casa. Il suo cuore lo conduceva da quella parte.
Il vecchio saluto solenne ch’egli riceveva da quelle poche persone che incontrava non gli era mai sembrato così piacevole. Di lì a poco tutta la parte ad oriente del cielo cominciò a inargentarsi e a brillare. Cose prima invisibili, specie le alte torri sul Monte Sion s’illuminarono d’un chiarore spettrale sembrando castelli librantisi in aria.
Egli giunse alfine alla casa di suo padre. Fra quelli che leggono queste pagine vi sarà chi indovinerà i sentimenti dai quali era invaso il giovane. Alcuni avranno avuto case nelle quali vissero felici nella loro gioventù, paradisi donde partiron con gioia infantile colle lagrime agli occhi, e cui tornerebbero: luoghi di risa e di canti, di amicizie più care di tutti i trionfi della vita.
Alla porta settentrionale della vecchia casa Ben Hur si fermò.
La ceralacca adoperata per sigillare l’uscio si vedeva ancora, e attraverso le imposte v’era un asse con scritto:
{{Centrato|{{larger|PROPRIETÀ DELL’IMPERATORE}}}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||381}}</noinclude><nowiki/>
Nessuno vi era uscito od entrato dal giorno terribile della separazione. Doveva egli bussare come per l’addietro? Era inutile, egli lo sapeva; pure non poteva resistere alla tentazione. Amrah potrebbe udire, e guardare da una di quelle finestre o da qualche porta. Prendendo un ciottolo, montò sul largo gradino di pietra e picchiò tre volte. Un eco lenta rispose. Egli picchiò una seconda volta più forte di prima; e poi ancora, fermandosi ogni volta per ascoltare. Nessun suono ruppe il silenzio. Ritornando sulla strada egli guardò attentamente le finestre; anch’esse erano mute e senza vita. Il parapetto del tetto spiccava chiaramente nel cielo illuminato; nulla avrebbe potuto muoversi senza che egli se ne fosse accorto, e nulla realmente si mosse.
Dal lato settentrionale egli passò all’ovest, ove s’aprivano quattro finestre che guardò a lungo ed ansiosamente, ma con lo stesso risultato. Certe volte il suo cuore si gonfiava di desideri impotenti; certe altre tremava innanzi alle illusioni della sua fantasia. Amrah non fece alcun cenno; neppure un fantasma si mosse.
Silenziosamente, allora, egli si avvicinò alla facciata meridionale. Anche là la porta era sugellata e recava la {{Ec|mesima|medesima}} soprascritta. L’armonioso splendore della luna di agosto, apparendo sulla cresta dell’Oliveto, poi chiamato Monte dell’Offesa, faceva risaltare le parole, ed egli le lesse, in preda a un’ira muta e impotente. Tutto ciò che egli poteva fare, era di strappare l’asse dall’inchiodatura, e di lanciarla nel fosso; poi si sedette sul gradino, e pregò Dio affinchè affrettasse la venuta del nuovo Re. Questo sfogo lo rese più calmo; a poco, a poco cedette alle fatiche del lungo viaggio, compiuto sotto la sferza del sole; chinò la testa lentamente e si addormentò di un sonno profondo.
Poco dopo, due donne discesero la strada nella direzione della Torre di Antonia, avvicinandosi alla casa dei Hur. Esse avanzavano furtivamente, con passi timidi, fermandosi ogni tanto per ascoltare. All’angolo del fabbricato una si rivolse all’altra, e disse a bassa voce:
— «Eccoci, Tirzah.» —
E Tirzah, dopo aver guardato intorno a sè, afferrò la mano della madre, e vi si appoggiò pesantemente, singhiozzando, senza profferire una parola.
— «Andiamo innanzi, figlia mia, perchè....» — la madre esitò e tremò; poi sforzandosi d’essere calma, continuò — «perchè quando spunterà il giorno, ci cacceranno dalle<noinclude><references/></noinclude>
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Nessuno vi era uscito od entrato dal giorno terribile della separazione. Doveva egli bussare come per l’addietro? Era inutile, egli lo sapeva; pure non poteva resistere alla tentazione. Amrah potrebbe udire, e guardare da una di quelle finestre o da qualche porta. Prendendo un ciottolo, montò sul largo gradino di pietra e picchiò tre volte. Un eco lenta rispose. Egli picchiò una seconda volta più forte di prima; e poi ancora, fermandosi ogni volta per ascoltare. Nessun suono ruppe il silenzio. Ritornando sulla strada egli guardò attentamente le finestre; anch’esse erano mute e senza vita. Il parapetto del tetto spiccava chiaramente nel cielo illuminato; nulla avrebbe potuto muoversi senza che egli se ne fosse accorto, e nulla realmente si mosse.
Dal lato settentrionale egli passò all’ovest, ove s’aprivano quattro finestre che guardò a lungo ed ansiosamente, ma con lo stesso risultato. Certe volte il suo cuore si gonfiava di desideri impotenti; certe altre tremava innanzi alle illusioni della sua fantasia. Amrah non fece alcun cenno; neppure un fantasma si mosse.
Silenziosamente, allora, egli si avvicinò alla facciata meridionale. Anche là la porta era sugellata e recava la {{Ec|mesima|medesima}} soprascritta. L’armonioso splendore della luna di agosto, apparendo sulla cresta dell’Oliveto, poi chiamato Monte dell’Offesa, faceva risaltare le parole, ed egli le lesse, in preda a un’ira muta e impotente. Tutto ciò che egli poteva fare, era di strappare l’asse dall’inchiodatura, e di lanciarla nel fosso; poi si sedette sul gradino, e pregò Dio affinchè affrettasse la venuta del nuovo Re. Questo sfogo lo rese più calmo; a poco, a poco cedette alle fatiche del lungo viaggio, compiuto sotto la sferza del sole; chinò la testa lentamente e si addormentò di un sonno profondo.
Poco dopo, due donne discesero la strada nella direzione della Torre di Antonia, avvicinandosi alla casa dei Hur. Esse avanzavano furtivamente, con passi timidi, fermandosi ogni tanto per ascoltare. All’angolo del fabbricato una si rivolse all’altra, e disse a bassa voce:
— «Eccoci, Tirzah.» —
E Tirzah, dopo aver guardato intorno a sè, afferrò la mano della madre, e vi si appoggiò pesantemente, singhiozzando, senza profferire una parola.
— «Andiamo innanzi, figlia mia, perchè....» — la madre esitò e tremò; poi sforzandosi d’essere calma, continuò — «perchè quando spunterà il giorno, ci cacceranno dalle<noinclude><references/></noinclude>
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Ben Hur/Libro Ottavo/Capitolo I
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" /></noinclude><noinclude>{{ct|v=1|I}}
{{ct|v=1|f=140%|VERSI E ABBOZZI}}
{{ct|v=1|f=90%|(1816-19)}}</noinclude>
{{ct|v=1|I}}
{{ct|v=1|f=120%|LE RIMEMBRANZE}}
{{ct|v=1|f=90%|Idillio.}}
<poem>
Era in mezzo del ciel la curva luna,
e di Micon la povera capanna
sol piccola da un lato ombra spandea.
Chino sul destro braccio, ed appoggiando
{{R|5}}alle ginocchia il cubito, dell’uscio
sul facile gradin sedea Micone.
Egli era triste e muto. Il tenerello
Dameta, il figliuolin, che ad ogni istante
temea la mamma udir chiamarlo al sonno,
{{R|10}}scherzavagli d’intorno, e, saltellando,
la mano gli prendeva, or d’una cosa,
or d’altra il ricercava: un panierino
mostravagli talor da lui tessuto,
talor raccolto un fresco fior, talora</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/176
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|170|{{Sc|ii. versi frammenti e abbozzi}}|}}</noinclude><poem>{{R|15}}nella socchiusa man lucido insetto
sorpreso in aria da sagace colpo;
e il rimirava in faccia, e avidamente
plauso chiedea col guardo, e col sorriso.
Quel, serio e taciturno, a stento ai detti,
{{R|20}}o a fuggitivo riso i labbri apriva.
Alfin proruppe:
{{vc|{{sc|micone}}}}
O amabile Dameta,
di’, figlio mio, del tuo maggior fratello
non ti ricordi tu? piú non rammenti
{{R|25}}il tuo Filino? Ei t’ha lasciato, e un anno
è che nol vedi piú. Le prime rose
spuntavano, come or, su quella fratta,
quando, i suoi giuochi abbandonati, il vidi
seder pallido e muto. Io gli chiedea:
{{R|30}}— Figlio, perché qui sei? perché non giuochi?
perché non vai con tuo fratello al prato?
Su! scendi a sollazzarti. Hai forse male? —
— No, padre — ei mi diceva — no, nulla io sento,
ma stanco io sono, e qui riposo; or ora
{{R|35}}tornerò con Dameta a trastullarmi. —
Cosí sempre ei dicea, ma sempre il male
piú gli apparia sul viso. Un dí di festa
alfine ei si levò l’estrema volta,
poi piú non sorse. Oh! come, allor che a casa
{{R|40}}la sera mi vedea tornar dal campo,
lieto in chiamarmi mi tendea le mani,
e la mia mi baciava, e mi chiedea
se stanco fossi, e sempre a sé vicino
m’avria voluto. Un giorno alfin (dimani
{{R|45}}quel dí funesto riconduce il sole)
mi levai, corsi a lui, chino sul letto
gli diedi un bacio, e come stasse il chiesi.
Ei piú non rispondea: l’occhio mi volse,</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/177
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i. versi e abbozzi}}|171}}</noinclude><poem>cui luccicante lacrima copria:
{{R|50}}ma nulla dir poté, piú non dischiuse
il moribondo labbro. Un opportuno
rimedio al male, il vecchio Alcon, quel saggio,
cui sí spesso vedesti e cui si spesso
della villa consultano i pastori,
{{R|55}}indicato ci avea. Per procacciarlo,
impaziente alla cittá mi volsi.
Saliva il sole in cielo e la marina
di lontano splendea; ma la campagna
era tacita ancor. Passai non lungi
{{R|60}}a quell’alto palagio, che alla luna
or vedi biancheggiar dietro alle piante,
colá vicino alla maestra via.
Della villa i signori eran sepolti
nel dolce sonno del mattin. Pur vidi
{{R|65}}aperta una finestra, intorno a cui
sporgea ferrea ringhiera, e dentro l’ampia
camera signoril, sul pavimento
e il lucido apparato, che l’opposta
parete ricopria, dal sol dipinta
{{R|70}}l’immagine mirai della finestra:
a cui dinanzi con negletta veste
un dei servi passar vidi, che intento
sulla scopa pendea. Quanto lugubri
per me fûr quei momenti! Alla cittade
{{R|75}}giunsi, tolsi il rimedio e qua tornai.
Fra speme e fra timor, tremante, incerto
entrai sospeso... Morto era Filino.
Pallido il rimirai: finito io vidi
il respirar sulle gelate labbra:
{{R|80}}serrate le palpebre, e rilucenti
pel ghiacciato sudor l’umide chiome.
Ahi mio Filino! Da quel tempo ancora
quel mesto orror, quei funebri momenti,
quel tristo dí dimenticar non posso.</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|172|{{Sc|ii. versi frammenti e abbozzi}}|}}</noinclude><poem>
{{vc|{{Sc|dameta}}}}
{{R|85}}Ben men sovvengo anch’io: che nel levarmi
quella mattina, oltre l’usato io vidi
trista la mamma. Al mio Filino io tosto
correr voleva: ella il vietò, mi disse
che ancor dormiva, e uscir mi fece al prato.
{{R|90}}Ma, nel tornar con festa e saltellando,
pianger la vidi. Io m’acchetai, pian piano
le venni appresso, e, presale la gonna,
mesto le dimandai perché piangesse.
Ella china abbracciommi, ed appoggiando
{{R|95}}alla mia la sua fronte: — Ah! figlio — disse, —
caro Dameta mio, Filino è morto. —
Allor piansi ancor io. La mamma invano
trattenermi volea: poi ch’ella il guardo
rivolse altrove, al letticciuolo io corsi
{{R|100}}del mio caro Filin. Fiso dapprima
il rimirai, poi sullo smorto viso
mille baci gli diedi, e colla mano
toccai la fredda guancia, e gli occhi chiusi
di riaprir gli cercai. Deh! quanto io piansi
{{R|105}}in veder come piú non si movea!
— Filin! Fratello! — io gli diceva, — oh Dio!
tu non mi vedi piú... Che far giammai
potrò senza di te? Quanto t’amava!
quanto m’amavi! Alla selvetta, al prato
{{R|110}}sempre eravamo insieme: oh! quante volte
corremmo a gara, e a gara tra le foglie
cogliemmo i piú bei fior! quante sull’erba
la sera assisi al raggio della luna,
cantammo insiem! Tu m’insegnavi il suono
{{R|115}}sopra le canne a modular, che spesso
di tua man m’apprestavi; o a far panieri
per empirli di fiori; o a lanciar sassi
a un albero lontan. Spesso nel bosco</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/179
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i. versi e abbozzi}}|173}}</noinclude><section begin="s1" /><poem>tendemmo insidie agli augelletti, e insieme
{{R|120}}ci partimmo la preda. Entro un canneto
spesso nascosto io l’amor tuo cercai
deludere un momento: ansioso allora
tu di me givi in traccia. Il riso mio
o lo scrosciar delle vicine canne
{{R|125}}mi tradiva talor: tu mi scoprivi
e lieto a me correvi, e, in abbracciarmi,
del mio crudo piacer mi riprendevi.
Oh quanto ci amavamo! Ah! tutto tutto
è finito per noi. Caro fratello
{{R|130}}tu mi lasciasti... Al giuoco, in casa io sempre
solo restar dovrò? No, che la vita
menar piú non potrei... Caro Filino,
ah! tu moristi, ah! morir voglio anch’io. —
Egli piangea; tra le ginocchia il prese
{{R|135}}il buon Micone, e gli asciugava il pianto,
e consolando il giá.
{{vc|{{Sc|micone}}}}
Diman condurti
alla cittade io vo’, diman la tomba
ti mostrerò di tuo fratello, e voglio
{{R|140}}che venga insiem con noi la mamma ancora.
Ah figlio! ah tu sei morto! il padre tuo
che si t’amò, dimenticar sapresti?</poem><section end="s1" />
<section begin="s2" />{{ct|v=1|2}}
{{ct|f=120%|v=2|LA DIMENTICANZA}}
<poem>
Nel tempo in che dileguasi
all’orizzonte il rosso,
quando piú forte gracida
la rana dentro al fosso;</poem><section end="s2" /><noinclude>
<references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i. versi e abbozzi}}|173}}</noinclude><section begin="s1" /><poem>tendemmo insidie agli augelletti, e insieme
{{R|120}}ci partimmo la preda. Entro un canneto
spesso nascosto io l’amor tuo cercai
deludere un momento: ansioso allora
tu di me givi in traccia. Il riso mio
o lo scrosciar delle vicine canne
{{R|125}}mi tradiva talor: tu mi scoprivi
e lieto a me correvi, e, in abbracciarmi,
del mio crudo piacer mi riprendevi.
Oh quanto ci amavamo! Ah! tutto tutto
è finito per noi. Caro fratello
{{R|130}}tu mi lasciasti... Al giuoco, in casa io sempre
solo restar dovrò? No, che la vita
menar piú non potrei... Caro Filino,
ah! tu moristi, ah! morir voglio anch’io. —
Egli piangea; tra le ginocchia il prese
{{R|135}}il buon Micone, e gli asciugava il pianto,
e consolando il giá.
{{vc|{{Sc|micone}}}}
Diman condurti
alla cittade io vo’, diman la tomba
ti mostrerò di tuo fratello, e voglio
{{R|140}}che venga insiem con noi la mamma ancora.
Ah figlio! ah tu sei morto! il padre tuo
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all’orizzonte il rosso,
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Puerili (Leopardi)/Le rimembranze
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Dr Zimbu
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Porto il SAL a SAL 100%
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Puerili (Leopardi)/La dimenticanza
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Dr Zimbu
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Autore:Emilio Frullani
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2026-06-07T19:39:30Z
Carlomorino
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{{Autore
| Nome = Emilio
| Cognome = Frullani
| Attività = poeta
| Nazionalità = italiano
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Dr Zimbu
1553
/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||123|}}</noinclude><section begin="s1" />dover giungere dal Reno, e di 1500 cavalli, potrem promettere prima che venga il mese di Aprile, 30,000,000 di franchi alle armate del Reno, di Sambra, e Mosa, e l’Imperatore potrà essere costretto a rivolgere tutti i suoi sforzi dalla parte del Friuli.
{{A_destra|{{Sc|Bonaparte}}.}}
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{{Rule|4em}}
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{{a destra|Parigi, li 28 frimale anno 5 (8 decembre 1796)}}
{{ct|t=1.5|v=1|LXVII. ''Al Provveditor Generale della Repubblica di Venezia.''}}
Io non ho ravvisato Signore, nella nota che mi avete fatta pervenire, la condotta delle truppe Francesi sul territorio della Repubblica di Venezia, ma piuttosto quella delle truppe di S. Maestà l’Imperatore, che per tutto dove sono passate, hanno commesso degli orrori che fanno fremere. Lo stile di cinque pagine sulle sei, che formano la nota che vi hanno invitata da Verona, è d’un cattivo scolare di rettorica, cui è stato dato per tesi di fare un’amplificazione. Eh Dio buono! Signor Provveditore, le disgrazie inseparabili da un paese che è il teatro della guerra, cagionate dall’urto delle passioni, e degl’interessi, sono di già sì grandi e sì affliggenti per l’umanità che non merita il conto, vi accerto, di centuplicarle, e di mescolarvi dei racconti di fate, se non redatti con malizia, almeno estremamente ridicoli. Io do una mentita formale a chi oserà dire, che vi è stata negli stati di Venezia una sola donna violata dalle truppe Francesi. Non si direbbe alla lettura della nota ridicola che mi è stata inviata, che tutte le proprietà sono state disperse, che nel Veronese, e nel Bresciano non esiste più una chiesa, e una donna inviolata? La città di Verona, quella di Brescia, quella di Vicenza, quella di Bassano, in una parola tutta la Terra-ferma dello Stato di Venezia, soffrono molto da questa lunga lotta: ma chi n’ha colpa? Un Governo egoista, che concentra nell’isole di Venezia tutta la sua sollecitudine, e le sue premure, sacrifica i suoi interessi ai suoi pregiudizj, e alla<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||124|}}</noinclude>sua passione, e il bene della nazione veneziana intera alle ciarle di qualche combriccola. Senza dubbio se il Senato fosse stato mosso dall’interesse del ben pubblico, si sarebbe accorto che era venuto il momento di serrare per sempre il suo territorio alle armate indisciplinate dell’Austria, e così proteggere i suoi sudditi, e allontanarli per sempre dal teatro della guerra.
Ci si minaccia che si faranno sorgere dei tumulti, e che si faranno sollevare le città contro l’armata francese: i popoli di Vicenza, e di Bassano sanno a chi debbono attribuire le disgrazie della guerra, e distinguono la nostra condotta da quella dell’armate austriache. Mi sembra che siamo sfidati. Siete voi forse in questo procedere autorizzato dal vostro Governo? La Repubblica di Venezia vuole anche ella dichiararsi contro noi? Già so che la più tenera sollecitudine la ha animata a favor dell’armata del Generale Alvinzi: viveri, soccorsi, danari, tutto gli è stato prodigato; ma, grazie al coraggio dei miei soldati ed al prevedimento del Governo francese, io so premunirmi e contro la perfidia, e contro i nemici dichiarati dalla Repubblica francese. L’armata francese rispetterà le proprietà, i costumi, e la Religione; ma guai agli uomini scellerati che volessero suscitarle nuovi nemici. Senza dubbio per la loro influenza seguono assassinamenti tutti i giorni sul territorio di Bergamo, e di Brescia; ma poichè vi sono degli uomini che non sono commossi dalle disgrazie che la loro condotta potrebbe attirare sulla Terra-ferma; sappiano che noi abbiamo degli eserciti. È certo che nel momento in cui il Governo francese ha generosamente accordato la pace al Re di Napoli, in cui ha ristretto i legami che l’uniscono alla Repubblica di Genova, ed al Re Sardo, non si potrà accusarlo di cercare de’ nuovi nemici; ma quelli, che vorranno disprezzare la sua potenza, assassinare i suoi cittadini, e minacciare le sue armate, saranno vittime delle loro perfidie, e confusi dalla possanza della medesima armata che, fino a questo momento, e senza rinforzi, ha trionfato dei nemici più grandi.
Vi prego del rimanente, Sig. Provveditore, di {{Pt|crede-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||125|}}</noinclude><section begin="s1" />{{Pt|re|credere}}, per ciò che vi concerne personalmente, ai sentimenti di stima ec.
{{A_destra|{{Sc|Bonaparte}}.}}
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{{Rule|4em}}
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{{a destra|Bergamo, 6 nevoso anno 5 (27 decembre 1796)}}
{{ct|t=1.5|v=1|LXVIII. ''Al Generale in Capo Bonaparte.''}}
Io v’informo, mio Generale, d’essermi in questa notte impadronito, come ve l’aveva annunciato, del castello di Bergamo, mediante una combinazione di astuzia e di forza, che è stata coronata dal successo. Eccovi il minuto racconto dell’operazione: il secondo battaglione della cinquantesima-settima mezza-brigata, forte di 650 uomini, ed un distaccamento di dragoni, si erano portati, come v’annunziai nella mia lettera del 4, la sera di questo giorno a Stezano. Questa vanguardia è stata seguitata la mattina del 5, dal terzo battaglione della cinquantesima-settima mezza-brigata, forte di 350 uomini; dall’artiglieria a cavallo, forte di 30 uomini; dall’artiglieria a piede, forte di 94 uomini: una con due pezzi da 8, l’altra con due pezzi da 3, che ho preso, passando da Cassano, in luogo dei due obizzi che mi eran mancati, e 200 dragoni: sono partito di Cassano con queste truppe, alle 6 precise di mattina; sono arrivato col più grand’ordine a Stezano. Attendeva a Stezano qualche notizia sulla quale potessi contare, e sopratutto il ritorno del cittadino Robineau, Capitano del genio, che io aveva incaricato di portare la mia lettera al Provveditore, di prender voce, e di riconoscere il castello. Si combinarono i rapporti, e mi istruirono che vi erano tanto nella città alta, che è fortificata, quanto nel castello, e nei subborghi, 1,200 d’uomini d’infanteria, 500 di cavalleria, 200 d’artiglieria Veneziana, 700 cavalleggeri Napoletani, e che quindi era importante d’impadronirsi della città alta. Detti dunque le mie disposizioni per non giungervi prima del cadere del sole. Prossimo un quarto di lega dalla città, mi distaccai con i dragoni, e l’infanteria ebbe l’ordine di seguirmi; mi fu fatta {{Pt|qual-|}}
<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||126|}}</noinclude>{{Pt|che|qualche}} difficoltà alla porta, io trattai duramente la guardia; ed entrai con la carabina tesa, e a gran trotto con i dragoni. Degli uffiziali inviati dal Provveditore avrebbero voluto condurmi agli alloggi, che avevo espressamente fatto preparare nel mercato, e nel lazzeretto della città bassa; io espressi loro il desiderio di parlare al Provveditore medesimo; essi mi manifestarono l’impossibilità di entrare con tutta la mia scorta nella città alta: senza insistere, finsi dì limitarmi a 25 uomini, e diedi in segreto l’ordine al resto di seguitarmi tanto da vicino, che in due minuti di galoppo, mi potessero raggiungere, e mandai all’infanteria, quello di entrare a passo di carica nella città, e di seguire il movimento. Arrivato per una molto ripida salita alle porte della città alta, fu aperta la barriera, ed abbassati i ponti-levatoi; io mi slanciai sul primo che fu calato, la mia scorta mi seguiva: fu aperta la porta, ma dimandandomisi di rialzare i ponti, dietro di me; io ricusai, restando sul ponte, esigendo che le mie comunicazioni restassero libere. Mi fu negato: io parlamentai, e minacciai; corsero dal Provveditore: arrivò la cavalleria, e tosto s’impadronì dei ponti, delle porte, dei posti e delle saracinesche, maltrattando i fazionarj: io ordinai alla guardia veneziana di rientrare; la cavalleria restò in colonna sopra i ponti sotto la direzione del luogo-tenente Brugere. Io mi portai di poi dal Provveditore con 50 dragoni, ed avendo parlato con lui in un modo assai vago, e per lungo tempo, affinchè potesse arrivare l’infanteria, gli domandai di parlare con lui a solo, e mutando di tuono assai bruscamente, gli manifestai i vostri ordini, e la mia missione: esso restò sorpreso di stupore, e dopo aver procurato di eludermi domandandomi d’inviare un corriere a Brescia dove era il suo capo, ed esponendomi l’impossibilità di soddisfarmi senza esservi autorizzato, voleva dare degli ordini segreti; io gl’intimai di non muoversi e gli disegnai il circolo di Popilio, dandogli cinque minuti per decidersi: l’infanteria era nella città alta; io poteva essere arrogante senza imprudenza; mi disse allora che gli manifestassi in iscritto la vostra volontà, e che gli esprimessi che in caso di rifiuto avrei impiegata la {{Pt|for-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Luigi62" />{{RigaIntestazione||127|}}</noinclude><section begin="s1" />{{Pt|za|forza}}: ho creduto di farlo senza inconveniente: egli subito mi ha dato il maggiore della piazza per farmi consegnare le porte del castello; vi ho mandato il capo-battaglione del genio Camprendon col terzo battaglione della cinquantesima-settima mezza-brigata. Tutte queste truppe hanno bivaccato in un tempo orribile, sono fradice, ma spero che oggi si asciugheranno nelle caserme veneziane, che loro destino.
Io non ho avuto occasione di sperimentare il coraggio delle truppe; ma esse hanno osservato il migliore ordine, la migliore disciplina, e tutti gli uffiziali, ciascuno nelle loro rispettive funzioni, hanno moltiplicato le prove del loro zelo, della loro intelligenza, e della loro esattezza.
{{A_destra|{{Sc|Baraguay d’Hilliers}}|2em}}
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{{Rule|4em}}
<section begin="s2" />{{a destra|Dal Quartier Generale di Milano, li 8 nevoso anno 5<br/>(28 decembre 1796){{gap|1em}}}}
{{ct|t=1.5|v=1|LXIX. ''Al Direttorio esecutivo.''}}
Vi sono in questo momento in Lombardia tre partiti: 1. quello che si lascia condurre dai Francesi; 2. quello che vorrebbe la libertà, e mostra ancora il suo desiderio con qualche impazienza; 3. il partito amico dogli Austriaci, e nemico dei Francesi. Io sostengo, ed incoraggisco il primo, modero il secondo, e raffreno il terzo. È falso che io abbia accresciuto la contribuzione della Lombardia di 8 milioni, ed il partito che vi ha rimesso una memoria basata su questo fatto, farebbe molto meglio a pagare i 5 milioni, dei quali esso ed i suoi associati erano debitori alla Repubblica, e che hanno rubato all’armata, piuttosto che parlare di un paese ove la sua Compagnia si è fatta universalmente disprezzare per le ribalderie di ogni specie, che ella ha commesso. Le Repubbliche Cispadane sono divise in tre partiti: 1. gli amici del loro antico governo; 2. i partigiani di una costituzione indipendente, ma un poco aristocratica; 3.
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||128|}}</noinclude>i partigiani della costituzione francese, o della pura democrazia. Cerco di reprimere il primo, sostengo il secondo, e modero il terzo, perchè il partito dei secondi è quello dei ricchi proprietarj, e dei preti, che in ultima analisi finirebbero con guadagnare la massa del popolo, che è essenziale di cattivare al partito francese. L’ultimo partito è composto di gioventù, di scrittori, e di uomini, che, come in Francia, ed in tutti i paesi, non amano di cangiar governo, e non amano la libertà se non per far una rivoluzione. I Tedeschi, ed il Papa riuniscono il loro credito per fare insorgere gli abitanti degli Appennini; i loro sforzi sono inutili: una parte della Garfagnana si era frattanto rivoltata, egualmente che la piccola città di Carrara. Ho mandato una colonna mobile di pochi soldati per mettere quelle genti alla ragione, e fare esempi terribili che insegnino a questi montanari a non scherzare con noi. La rivolta degli Appennini, se si facesse al momento in cui fossimo impegnati col nemico, ci darebbe molto da fare. Queste montagne arrivando fino a Tortona, gli abitanti potrebbero interromperci le comunicazioni: così vi tengo gli occhi di continuo.
In questo momento le Repubbliche Cispadane sono riunite in un congresso che tengono a Reggio.
{{A_destra|{{Sc|Bonaparte}}.}}
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{{Rule|4em}}
<section begin="s2" />
{{a destra|Dal Quartier Generale di Milano li 8 nevoso anno 5<br/>(28 decembre 1796){{gap|1em}}}}
{{ct|t=1.5|v=1|LXX. ''Al Direttorio esecutivo.''}}
I Veneziani avendo ricolmato di attenzioni l’armata del Generale Alvinzi, ho creduto dover prendere una nuova precauzione, impadronendomi del castello di Bergamo, che domina la città di questo nome, ed impedire ai partigiani nemici di venire ad interrompere la nostra comunicazione fra l’Adda, e l’Adige. Fra tutte le provincie dello Stato di Venezia, quella di Bergamo<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Gentile - Romanzo d'una signorina per bene, Milano, Carrara, 1897.djvu/100
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BuzzerLone
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|92|{{sc|il romanzo}}||riga=si}}</noinclude>susurro, una carezza, e vola ad increspare la marina liscia e calma.
La rada è bella. Un contorno di alture lontane che la nebbia avvolge in un velo azzurrino; una striscia di terra verde, fiorita, che si sdraia su l’acqua con mollezza; e paeselli e casuccie e ville accucciati fra i pini e gli oliveti; e aranci e viti e allori; più in là la montagna ripida, a picco su ’l mare, rude e selvaggia, si direbbe messa a contrasto di quell’eterno sorriso.
Fra due scogli un po’ fuori del paese è una casetta tutto bianca, graziosa e bizzarra come il capriccio di una fanciulla. Ha, su ’l davanti un ampio terrazzo che guarda il mare; dietro ed ai fianchi una striscia di terreno coltivato a gelsomini, rose, gaggie; tutto un profumo.
Sotto il terrazzo della graziosa casetta, dove l’acqua scorre su la sabbiolina con un fruscio che pare un sommesso riso di gioia, Lucia in costume di bagno, se ne sta sdraiata al sole, con il capo riparato dal cappellone a larghe tese.
Lucia aveva sperato di fare come di solito in quell’angolo delizioso, una vita ritirata e tranquilla. E visse infatti a suo modo per un mese e più.<noinclude><references/></noinclude>
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BuzzerLone
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|92|{{sc|il romanzo}}||riga=si}}</noinclude>susurro, una carezza, e vola ad increspare la marina liscia e calma.
La rada è bella. Un contorno di alture lontane che la nebbia avvolge in un velo azzurrino; una striscia di terra verde, fiorita, che si sdraia su l’acqua con mollezza; e paesetti e casuccie e ville accucciati fra i pini e gli oliveti; e aranci e viti e allori; più in là la montagna ripida, a picco su ’l mare, rude e selvaggia, si direbbe messa a contrasto di quell’eterno sorriso.
Fra due scogli un po’ fuori del paese è una casetta tutto bianca, graziosa e bizzarra come il capriccio di una fanciulla. Ha su ’l davanti un ampio terrazzo che guarda il mare; dietro ed ai fianchi una striscia di terreno coltivato a gelsomini, rose, gaggie; tutto un profumo.
Sotto il terrazzo della graziosa casetta, dove l’acqua scorre su la sabbiolina con un fruscio che pare un sommesso riso di gioia, Lucia in costume di bagno, se ne sta sdraiata al sole, con il capo riparato dal cappellone a larghe tese.
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BuzzerLone
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione|92|{{sc|il romanzo}}||riga=si}}</noinclude>susurro, una carezza, e vola ad increspare la marina liscia e calma.
La rada è bella. Un contorno di alture lontane che la nebbia avvolge in un velo azzurrino; una striscia di terra verde, fiorita, che si sdraia su l’acqua con mollezza; e paesetti e casuccie e ville accucciati fra i pini e gli oliveti; e aranci e viti e allori; più in là la montagna ripida, a picco su ’l mare, rude e selvaggia, si direbbe messa a contrasto di quell’eterno sorriso.
Fra due scogli un po’ fuori del paese è una casetta tutto bianca, graziosa e bizzarra come il capriccio di una fanciulla. Ha su ’l davanti un ampio terrazzo che guarda il mare; dietro ed ai fianchi una striscia di terreno coltivato a gelsomini, rose, gaggie; tutto un profumo.
Sotto il terrazzo della graziosa casetta, dove l’acqua scorre su la sabbiolina con un fruscio che pare un sommesso riso di gioia, Lucia in costume di bagno, se ne sta sdraiata al sole, con il capo riparato dal cappellone a larghe tese.
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Pagina:Gentile - Romanzo d'una signorina per bene, Milano, Carrara, 1897.djvu/101
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{sc|d’una signorina per bene}}|93|riga=si}}</noinclude><nowiki />
Ma poi, che è che non è, lungo la spiaggia, a pena al di là dello scoglio che chiudeva a destra l’insenatura ove stava la sua piccola casa, a un tale saltò il ticchio di aprire uno stabilimento di bagni, che fu rizzato lì per lì, tutto in legno con salotto di lettura, salotto di ballo, terrazze, una meraviglia. E via réclames sopra, réclames per tutta Italia, nelle grandi città, nei piccoli centri! La novità del sito attrasse i curiosi e gli annoiati del solito posto. Lo stabilimento nuovo divenne di moda, il paese, le villette circostanti furono prese d’assalto; l’angolo tranquillo si mutò in un luogo di convegno dove si vedeva raccolto il fiore dell’eleganza.
Da Milano erano venute alcune famiglie; fra queste una amica di casa Ferretti; la vedova signora Marri con tre figliuole tutte giovani fatte. Queste invasero tosto il nido tranquillo di Lucia e le impedirono di vivere a suo modo. Erano lì, spinte dall’ozio della spiaggia, tre, quattro volte il giorno. Erano lì durante le ore dei bagni, avendo trovato modo di dare la scalata a lo scoglio; e venivano a prendere l’amica che andasse con loro, nuotasse con loro, aiutasse a far bella la spiaggia dello stabilimento.<noinclude><references/></noinclude>
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Ma poi, che è che non è, lungo la spiaggia, a pena al di là dello scoglio che chiudeva a destra l’insenatura ove stava la sua piccola casa, a un tale saltò il ticchio di aprire uno stabilimento di bagni, che fu rizzato lì per lì, tutto in legno con salotto di lettura, salotto di ballo, terrazze, una meraviglia. E via réclames sopra, réclames per tutta Italia, nelle grandi città, nei piccoli centri. La novità del sito attrasse i curiosi e gli annoiati del solito posto. Lo stabilimento nuovo divenne di moda, il paese, le villette circostanti furono prese d’assalto; l’angolo tranquillo si mutò in un luogo di convegno dove si vedeva raccolto il fiore dell’eleganza.
Da Milano erano venute alcune famiglie; fra queste una amica di casa Ferretti; la vedova signora Marri con tre figliuole tutte giovani fatte. Queste invasero tosto il nido tranquillo di Lucia e le impedirono di vivere a suo modo. Erano lì, spinte dall’ozio della spiaggia, tre, quattro volte il giorno. Erano lì durante le ore dei bagni, avendo trovato modo di dare la scalata a lo scoglio; e venivano a prendere l’amica che andasse con loro, nuotasse con loro, aiutasse a far bella la spiaggia dello stabilimento.<noinclude><references/></noinclude>
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Ma poi, che è che non è, lungo la spiaggia, a pena al di là dello scoglio che chiudeva a destra l’insenatura ove stava la sua piccola casa, a un tale saltò il ticchio di aprire uno stabilimento di bagni, che fu rizzato lì per lì, tutto in legno con salotto di lettura, salotto di ballo, terrazze, una meraviglia. E via réclames sopra, réclames per tutta Italia, nelle grandi città, nei piccoli centri. La novità del sito attrasse i curiosi e gli annoiati del solito posto. Lo stabilimento nuovo divenne di moda, il paese, le villette circostanti furono prese d’assalto; l’angolo tranquillo si mutò in un luogo di convegno dove si vedeva raccolto il fiore dell’eleganza.
Da Milano erano venute alcune famiglie; fra queste una amica di casa Ferretti; la vedova signora Marri con tre figliuole tutte giovani fatte. Queste invasero tosto il nido tranquillo di Lucia e le impedirono di vivere a suo modo. Erano lì, spinte dall’ozio della spiaggia, tre, quattro volte il giorno. Erano lì durante le ore dei bagni, avendo trovato modo di dare la scalata a lo scoglio; e venivano a prendere l’amica che andasse con loro, nuotasse con loro, aiutasse a far bella la spiaggia dello stabilimento.<noinclude><references/></noinclude>
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Anche quel giorno la fanciulla, che se la godeva lì soletta, assorta nei pensieri che in quell’aria azzurra dorata in mezzo agli acri profumi delle alghe, prendevano insensibilmente tinte rosee di speranza, fu disturbata nella sua quiete, nella sua solitudine.
«Lucia!
«Bella fantasiosa!
«Su, su!.. Lo stabilimento è oggi al colmo dell’eleganza!
Le tre sorelle, già arrampicate su lo scoglio, saltarono così dicendo, a terra una dopo l’altra, leggiadre nel costume di bagno, con le scarpette ai piedi, i capelli svolazzanti di sotto il cappellone di paglia.
Lucia stentava a togliersi dalla sua posizione; non si decideva a rinunciare a la sua quiete.
«Su pigrona!
«Sai?... C’è il bell’ufficiale, che pare ci abbia la tarantola; gira, guarda, non sta fermo un momento.
Il bell’ufficiale, era un tenente d’artiglieria, che fin dalla prima s’era messo a fare una corte rispettosa a Lucia.<noinclude><references/></noinclude>
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Anche quel giorno la fanciulla, che se la godeva lì soletta, assorta nei pensieri che in quell’aria azzurra dorata in mezzo agli acri profumi delle alghe, prendevano insensibilmente tinte rosee di speranza, fu disturbata nella sua quiete, nella sua solitudine.
«Lucia!
«Bella fantasiosa!
«Su, su!.. Lo stabilimento è oggi al colmo dell’eleganza!
Le tre sorelle, già arrampicate su lo scoglio, saltarono così dicendo, a terra una dopo l’altra, leggiadre nel costume di bagno, con le scarpette ai piedi, i capelli svolazzanti di sotto il cappellone di paglia.
Lucia stentava a togliersi dalla sua posizione; non si decideva a rinunciare a la sua quiete.
«Su pigrona!
«Sai?... C’è il bell’ufficiale, che pare ci abbia la tarantola; gira, guarda, non sta fermo un momento.
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<noinclude><pagequality level="4" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione||{{sc|d’una signorina per bene}}|95|riga=si}}</noinclude><nowiki />
«Che cosa importa a me dell’ufficiale? — rimbeccò la fanciulla aggrottando gli occhi e alzandosi.
Era bella nel costume nero listato di bianco, con le braccia nude, la scollatura modesta che scopriva il collo bianco e gentile.
Non potè a meno di seguire le tre giovani. Ma appena passato lo scoglio, propose di tuffarsi per il nuoto. Entrarono nell’acqua insieme e via a nuotare.
Si spingevano innanzi, innanzi; troppo,
«È {{Ec|un imprudenza|un’imprudenza}} — osservavano le signore.
«Ci possono essere i pesci cani!
«Non si sa mai; una indisposizione improvvisa, un crampo!
La signora Marri, che allargava le sue ali materne anche su Lucia, ritta su ’l limite estremo della spiaggia, su la sabbia umida, si smaniava a sventolare il fazzoletto, a chiamare.
«Tornate indietro!... A riva! a riva!... Oh Madonna, che ragazze arrischiate!... Indietro! indietro!
Qualche giovinotto faceva mostra di impietosirsi di quelle ansie materne, si tuffava nell’acqua, nuotava con foga per raggiungere le imprudenti<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|96|{{sc|il romanzo}}||riga=si}}</noinclude>e consigliarle al ritorno. Spesso erano parecchi i caritatevoli giovanotti, che per tranquillare la madre nuotavano a la volta delle figliuole. Ed allora il ritorno era gaio e festoso.
Ma quando le signorine uscivano sgocciolanti dal mare, i rimproveri fioccavano fitti.
Non riuscivano però a mortificarle, specie le tre sorelle, che rimbeccavano gentilmente la mamma, dandole della paurosa, dell’esagerata, che guastava loro il piacere non lasciandole godere in pace. E non di rado finivano con allungarle il muso.
Lucia, non appena fuori dell’acqua, si avvolgeva, nell’accappatoio, che Adele, la quale l’accompagnava sempre, le buttava prontamente su le spalle, e entrava subito in cabina a vestirsi.
Ella non aveva l’abitudine di gingillare su la spiaggia drappeggiata nel bianco mantello come facevano le amiche e quasi tutte le signore e signorine, le quali passeggiando o in molli atteggiamenti sdraiate su la sabbia, flirteggiavano con il terzo e il quarto nella confidenza favorita dal bizzarro costume.
Ella, sempre con Adele, si vestiva subito dopo il bagno e uscita dalla cabina, non si fermava a<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 1 - 1802.djvu/34
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||o( XXV )o|}}</noinclude>{{Pt|rezza|chiarezza}} il miglior metodo per costruirli. Ammiratore sopra ogni altro delle fatiche di quell’illustre Ginevrino, che per trenta, e più anni non istudiò se non se quella parte di Fisica, che dobbiamo agl’inventori di quegli stessi istrumenti, non seppe però scusarlo d’aver combattuta l’esperienza del {{Wl|Q9047|Leibnizio}} intorno alla discesa del Barometro in tempo piovoso, ed alla difesa di questo dedicò uno Scritto, che ebbe luogo nel {{TestoAssente|Giornal di Modena}} dell’anno 1774. Si trattò dopo di trovare un Igrometro comparabile, i punti del quale fossero fissi, e certi, e facili ad essere determinati nella cosrruzione dell’istrumento, la cui sensibilità coll’andare del tempo non si mutasse, in cui l’effetto del calore con sicura, ed espedita regola si potesse sottrarre, e che con poco di costo si fabbricasse; e per questa interessante, e difficile invenzione l’Accademia delle Scienze di Manheim esibì un premio. Questo, e la gloria del ritrovamento la divisero il Toaldo, ed un suo carissimo Nipote, l’Ab. {{Wl|Q4013167|Chiminello}}, che riportò ancora un maggior frutto della letteraria educazione avuta dallo Zio coll’essere stato dichiarato dal Senato Veneto Ajuto del medesimo nella presidenza {{Pt|all’Osser-|}}<noinclude>{{PieDiPagina||{{spazi|5}}b 5|}}</noinclude>
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{{Qualità|avz=100%|data=8 giugno 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Vita di Soçivizca|prec=../De' Costumi de' Morlacchi/§. 27. Funerali|succ=}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|244|VITA|}}</noinclude>sercito, e del valore de’ Cartaginesi. Dopo due ore all’incirca d’intervallo, che fu sparsa la nuova fra’ Turchi del fatto barbaro, ed inumano di ''Soçivizca'', si unirono genti da tutti i contorni, e a piedi, ed a cavallo gli uni pe’ monti, e gli altri pe’ piani si misero ad inseguirlo. ''Socivizca'', che non mai ciò s’immaginava, fu trovato in un bosco con tutti i compagni, che si diedero uniti ad esso ad una velocissima fuga. Non si stancarono i Turchi però di dar loro la caccia, ed oltre cinque feriti, ne restò uno morto degli Aiduzci, cui semivivo ancora il proprio fratello tagliò la testa, perchè non avessero i Turchi la compiacenza di conficarla sopra un palo in segno d’infamia. Si salvarono gli Aiduzci a Metcovich nel Primorie, insino a dove furono sempre inseguiti da’ Turchi. Essi deggiono molto alle loro gambe, per aver loro questa volta procurato lo scampo. ''Socivizca'' si divise dai compagni. Il solo pensiere de’ Turchi era di trovarlo, ed ucciderlo. In Dalmazia era ancora meno sicuro, che in Turchia. Esso passava de’ mesi intieri ne’ più orridi ripostigli delle Caverne in una perpetua solitudine. Spesso languiva dalla fame pel timore di non essere veduto entrare, od uscire delle caverne stesse, per procacciarsi il vitto. Diresti tu, che questo è un’Eremita, anzichè un’assassino di strada. Di quando in quando però non potea a meno di non andar a trucidar qualche pajo de’ Turchi. In questo frattempo il Passà di Travnik, per aver tiranneggiati troppo i sudditi suoi, e per aversi ideato di saccheggiar il Mostar, fu chiamato a Costantinopoli, ove si crede, che gli sia stato reciso il capo. Avea questo Passà, detto ''Kukavizca'', una bella moglie, che in tal’incontro era gravida. Esso la cedette ad un’altro Turco col patto, che quel-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|245}}</noinclude>la creaturina, di cui era incinta, si dovesse proclamar col cognome del Passà suo Padre. Pareva a ''Socivizca'', che colla mutazione del Passà, esso dovesse ricuperar la sua famiglia, ma non vi fu mai caso. Dopo le molte infruttuose esperienze, nell’anno MODCCLXII si rivolse al seguente gioco di testa. È permesso di vagar liberamente per le Città Ottomane ai soli Calaicie, (che somigliano a que’ che volgarmente dicon Missinesi) cui è lecito di vender seta, ed altre bagattelluccie di questa sorte. Ciò era ben noto a ''Soçivizca''. Esso dunque vestì uno de’ suoi compagni da venditor di seta, e provvedendolo sufficientemente di mercanzia di questo genere, lo inviò a Travnik. Frattanto più lentamente ''Soçivizca'' erasi incamminato con altri quattro compagni per altra strada, per aspettar l’esito in distanza di tre, o quattro miglia da Travnik. Non so per qual accidente i compagni lo abbandonarono, ed ei s’incontrò co’ tre Turchi, che cominciarono a sospettare, e rimbrottargli, ch’egli è un Aiduco. ''Socivizca'', quando si vide in questo imbroglio, e che trovava poco sicuro lo scampo, cominciò scusarsi, e dir che in prova di non essere Aiduco, esso andava verso la Città di ''Prusazc'', ch’era poco distante. I sospettosi Turchi dissero „eh bene! andiamo in compagnia“. ''Socivizca'' s’incamminò con essi loro. Arrivati i Turchi ad un’acqua smontarono da’ loro cavalli per dissettarli. ''Socivizca'' allora, contro ogni loro aspettazione, sfoderando la Scimitara tagliò la testa ad uno di essi, e rinovando il colpo, fece lo stesso ad un altro, ch’erasi rivolto per veder cosa è successo. Il terzo era divenuto immobile a foggia di que’ uccelli, che vedendo lo Sparviere non si muovono più di luogo. ''Socivizca'', presolo per mano, lo condusse in un bo-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|246|VITA|}}</noinclude>sco, ed esaminatolo degli andamenti de’ Turchi, lo ammazzò. E non contento di averlo ammazzato lo tagliò in pezzi, e come un cane arrabbiato dava de’ morsi nella carne del morto, non credendo mai di sfogar abbastanza la vendetta, e l’odio, che avea co’ Turchi. Frattanto lo sopraggiunsero i suoi quattro compagni, e quello ch’era andato a Travnik a lungo gire per la Città colla sua mercanzia, s’incontrò nella moglie di ''Socivizca'', e fecegli palese il voler del suo Marito, e com’esso dovea condurla fuori di notte unitamente a suoi figli. La moglie di ''Socivizca'' piena di giubilo per una nuova, così inaspettata, andò ad avvertire sua figlia, consigliandola di venir seco; ma la figlia, che avea gustati i piaceri del matrimonio Maomettano, rinunciò di andarsene. Sua madre allora condusse seco solamente il figlio, e col compagno di ''Socivizca'' escì in tempo di notte fuori della Città di Travnik. ''Socivizca'', che in poca lontananza stava co’ quattro compagni ad aspettarla, restò sorpreso dalla consolazione di veder la moglie; ed il figlio, quai condusse a Dragovich suo solito rifugio, ove lasciò il figlio sotto la tutela di un Calogero, che gl’insegnò in seguito leggere, e scrivere. Il giorno seguente non attrovandosi più a Travnik la moglie di ''Socivizca'', i Turchi credettero, ch’esso fosse l’autore di un sì famoso ratto, ch’era probabilmente qualche cosa di più pericoloso di quello di Orfeo, che se n’era gito all’Inferno per prender sua moglie Euridice. I Turchi veramente non sono Diavoli, che incantano; ma avrebbono certamente saputo ammazzare l’autore, se l’avessero colto sul momento, che conduceva via la moglie di ''Socivizca''. Indispettiti più per questo fatto, che per tutte le sue insolenze, per lo avanti usate a loro,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|247}}</noinclude>ricorsero all’Eccellentissimo General della Dalmazia, instando ne’ modi più urgenti, acciò lo facesse prendere, e ammazzare. Ma come si può prendere, od ammazzare un uomo in un luogo, dove nol v’è? I Turchi lo volevano in Dalmazia, e sempre si udivano succedere le sue ruberie in Turchia. Era il nome di ''Socivizca'' divenuto così terribile presso i Turchi, che come i fanciulli di tutto tremano nelle tenebre, o come i superstiziosi, che credono di vedere fantasmi, o spetri, che si fingono colla loro immaginazione, così i Turchi credevano di aver sempre ''Soçivizca'' avanti gli occhi. Ma la forza degli Ottomani non potè venir a capo di aver nelle mani uno, che gl’insultava entro i proprj confini? La scaltrezza con cui si diportava ''Socivizca'' faceva riuscir sempre vani tutti i loro tentativi. Un giorno era capace di ammazzar un Turco in un luogo, ed un’altro esserne per cinquanta miglia discosto. Viaggiava di notte, e riposava di giorno, e nel giro di dieci giorni scorreva alle volte più centinaja di miglia. Quà faceva uno spoglio, e là un’assassinio, e mentre si andavano divulgando le sue prodezze per ogni parte, si sospettava talotta, che elleno fossero di pure chimere. In tal guisa non si sapeva mai dove cercar questo Proteo, che cangiava ad ogn’istante situazione. Faceano la ronda le Guardie Turche pe’ Monti sì di notte, che di giorno per cogliere, se fosse possibile, questo nocivo animale, ma sempre in darno. Eravi un Turco nomato ''Curbek'', che per isprezzo dava il nome di stanislava a ''Socivizca''. {{Ec|Puoffurbacco!|Puoffarbacco!|Pagina:Osservazioni di Giovanni Lovrich.djvu/269}} Simil oltraggio ''Socivizca'' non poteva soffrire, e fremeva dallo sdegno, per non potersi vendicare. Ma incontratisi una volta a caso ''Socivizca'' con sei soli compagni, e ''Curbek'' con venti, si azzuffarono fieramente,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|248|VITA|}}</noinclude>e quattro de’ compagni di ''Curbek'' rimasero morti, esso ferito, e gli altri se ne fuggirono. Dalla parte di ''Socivizca'' due compagni furono solamente feriti. Qual infamia non era questa per lo nome Maomettano, che un’Aiduco con alquanti compagni li malttratasse in simil guisa? Qual onore, e qual premio non si acquistava chi avesse ammazzato ''Soçivizca''? Si trovò uno fra’ Turchi, chiamato ''Vilembegh'', che inviò una lettera a ''Soçivizca'', conceputa in questi termini. „Tu che ti vanti di essere il {{Ec|distuttor|distruttor|Pagina:Osservazioni di Giovanni Lovrich.djvu/269}} de’ Turchi, vieni, se non se’ femmina alla disfida meco. Io t’invito, come più ti piace o solo a solo, od unito a forze uguali alle mie.“ ''Socivizca'', che si vedeva invitato in modo così orgoglioso da un Turco, radunò dodici valorosi compagni, nè desiava altro che il momento d’incontrarsi con Vilembegh, ed in vece di aspettarlo al luogo stabilito, lo attese in un altro. Vedendo il Turco, che Socivizca non era al luogo patuito, andavasi pavoneggiando, e diceva che si era nascosto al suo valore. In questo frattempo si presentò ''Socivizca'' co’ suoi dodici compagni contro Vilembegh, che ne avea quaranta; ma il numero delle Persone non isgomentò punto ''Socivizca'' nè gl’ispirava la viltà di tornarsene addietro. Si appostò co’ suoi in una infelice situazione, sendo circondato da ogni parte da’ Turchi, ricorse però anche in questa occasione ad un bellissimo stratagemma, ed è che tutti gli Aiduzci si ascosero dietro gli alberi, e le loro berette in qualche lontananza misero sparse quà, e là all’intorno. I Turchi dirigevano le loro archibugiate alle berette<ref name="pag254">Questi fatti sembrano Romanzeschi, ma la necessità, {{Pt|l’|}}</ref>, e nulla ostante, che molte vedevano<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|249}}</noinclude>sparite si vedevano venire le schiopettate dalla parte degli Aiduzci, che ammazzorono otto di loro. I Turchi allora prendendo in certo modo per Istregoni gli Aiduzci, secondo il solito voltarono le spalle, e ''Vilembegh'' quel campione, che tanto si decantava restò ferito in un braccio, e se non fuggiva ne’ Veneti confini nel Territorio di Knin, ''Socivizca'' lo ammazzava, come un vil poltrone. Il suo coraggio dimostrato in questa occasione unitamente a’ molti fatti precedenti gli conciliarono la stima, l’ammirazione, e l’amicizia di alcuni Turchi, che più volte gli spedirono de’ presenti. Una fanciulla Turca, che udiva risuonare per le bocche il nome di ''Socivizca'', credendo forse ch’egli dovesse essere valoroso in amore, come lo era nelle armi, volle farselo Probatime, e gli donò in segno di amicizia una ''Marama'' specie di asciuttamano ricamato di oro alle due estremità del prezzo di dodici Zecchini all’incirca. ''Socivizca'' avea per Probatime anche un Turco. Ordinò a questo dodici ''Kabanizce'', e buon vestito di panno per dodici Persone. Si stabilisce il giorno, ed il luogo in cui ''Socivizca'' doveva andar a prendere questa robba. Il suo ''Probatime'' Turco palesò {{Pt|l’ac-|}}<ref follow="pag254">{{Pt|entusiasmo|l’entusiasmo}} della gloria, l’amor della vita che dominano negli Aiduzci, li fanno diventar ingegnosi per forza. Le ''Opanke'', cioè le scarpe degli Aiduzci nella punta finiscono con una specie di becco all’insù. Quando sono le nevi per terra, si fanno essi le scarpe co’ becchi in su sì dalla punta de’ piedi che dalla parte delle calcagna, acciò i nemici non possano rinvenir le loro traccie. Questo è aver la finezza a un di presso simile a quella di Caco, che rubò i Bovi ad Ercole, e strascinolli nella sua Caverna per la coda.</ref><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|250|VITA|}}</noinclude>{{Pt|cordo|l’accordo}} ad un altro Turco ancora. Costui lo riprese fortemente dicendoli „Tu Maomettano vuoi dar la contribuzione ad un Aiduco Cristiano? Vigliacco che sei! Ricordati di finger di eseguir il tutto, ed uniti ad un numeroso stuolo di Persone andremo ad assalir gli Aiduzci, e se farai altrimenti, io ti accuserò al Passà.“ Infelice amico di Socivizca! O doveva divenir traditore, od aspettarsi una morte sicura. Si determina al tradimento. Al giorno stabilito Socivizca in poca distanza da Glamoz, giunse nel luogo assegnateli dal suo Pobratime. E com’esso non se ne fidava intieramente, andava osservando, se gli venisse tesa qualche insidia, e tutto all’improvviso vide alla lontana una molitudine de’ Turchi. I compagni di ''Socivizca'' volevano fuggire, ma esso li disuase. „Se disse ''Socivizca'', noi si diamo alla fuga, l’incontro de’ Turchi è certo, e la fuga è dubbiosa. Procuriamo d’ingannarli in qualche modo. Appostiamosi in un sito diverso da quello, che abbiamo stabilito coll’amico Turco. All’improvviso si affacciaremo contro loro, scaricando i nostri archibugi. Essi vedendo in noi tanta franchezza, s’intimoriranno, nè si persuaderanno mai, che in sì picciol numero, come siamo noi, potessimo esser i primi ad assaltare. Questo inganno gli porrà in fuga, e questo è l’unico mezzo di salvare le nostre vite“. Così fu fatto. Tesero l’imboscata alla numerosa flotta de’ Turchi, che venivano ad assaltarli, e quando mai eglino non si pensavano, ''Socivizca'' ed i suoi scaricarono contro ad essi i loro archibugi, e ne ammazzarono otto in una volta. I Turchi vedendo questa cosa inaspettata, si misero a fuggire, ma pochi de’ più coraggiosi tra essi rimasero per azzuffarsi cogli Aiduzci, i quali per parte loro appigliaronsi pure alla fuga. Era-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|251}}</noinclude>vi un Turco a Cavallo con la scimitarra in mano, cui riuscì di sopraggiugnere ''Socivizca'', che s’era rifugiato dietro un’albero, girandoli sempre attorno, inseguito dal Turco stesso, e per la stanchezza sul punto già di divenir vittima del nemico, se suo fratello con una schioppettata non lo ammazzava. Superato sì grave rischio, ''Socivizca'' passò co’ suoi compagni nelle Venete Tenute, e quantunqu’egli fosse Greco di Religione, fece proponimento di non far mai più amicizia co’ Greci, nè co’ Turchi, recandosegli a memoria il fine funesto di un suo fratello, per essere stato tradito da un Morlacco Greco, ed il pericolo, in cui poco anzi era esso incorso per lo tradimento di un suo Probatime Turco. Esso visse dopo ciò per alquanto tempo in somma quiete, ma penetrato avendo, che una grossa Caravana dovea passar da Sign in Turchia, si unì a dieciotto compagni, e andò ad incontrarla sopra Bilibrigh. Era la Caravana scortata da cento, e più Turchi, onde Socivizca non le diede alcun impaccio, ma incontrati in altra parte due Turchi, vivi li tagliò a pezzi. Era un anno all’incirca dopo la fatal epoca del MDCCLXIV, che dominava la peste nel Territorio di Sign, quando molti compagni di ''Socivizca'' i più forti, ed i più valorosi parte nello Stato Veneto, e parte nell’Ottomano furono presi, ed uccisi. Una tal mancanza persuase ''Socivizca'' di ritirarsi negli Stati Austriaci verso il Fiume Zermagna. Ivi stette un anno poco più, poco meno, senza che mai i Turchi avessero di lui contezza, e già universalmente era supposto in parti molto lontane. Si trovava egli nulladimeno in tutti gli assalti delle Caravane in questo frattempo occorsi, ma il suo nome più non correva, ed era Capo divenuto Zuanne Bussich, detto<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|252|VITA|}}</noinclude>Rosso, che vive al giorno presente, e molto molesto fino a già parecchi mesi a’ Turchi si è reso, ed a’ Morlacchi del rito Greco ugualmente, per la solita discrepanza, che passa fra’ Morlacchi del rito Latino, e quelli del Greco<ref>Io avea detto, parlando degli Aiduchi, ne’ costumi de’ Morlacchi, che ''Rosso'' fino a già un anno fu Capo di venti compagni in circa. Questi si acquietarono, e rimase Rosso solo. Ora si dice, ch’e’ fa de novi complici, e di novo sul punto di rendersi molesto più che mai. Ecco verificata la mia opinione parlando degli aiduchi, che „se v’è un Capo facinoroso, e di cui il nome è in grido, ogni tentativo è vano (cioè di annientar gli Aiduchi) finchè non si spegna, o ammolisca il Capo stesso.„ Ma se non si può spegnere, che si deve fare? Vi pensino i saggi.</ref>. Il soldo, che aveva ingiustamente ''Socivizca'', e con violenza depredato a’ Turchi, lo avea dato a diversi del Contado di Zara, perchè lo impiegassero in mercatura, e con ciò viveva senza grande affanno. Credeva, che di lui più non si cercasse, e perciò si facea lecito passar spesso dalla Zermagna a Ostrovizca, e nel resto del Contado di Zara, ove si poteva adattar benissimo co’ caratteri, e Religione di buona parte di quella gente, che sendo arrivata colà da Monte-nero, conservan molti di essa, oltre il proprio cognome quello di chiamarsi Montenegrini, come in alcune altre parti della Morlacchia. Penetrata ch’ebbe l’attentissimo vivente Collonello del Territorio di Knin Stefano Nakich la dimora di ''Socivizca'' nel Contado di Zara, in esecuzione delle Sovrane deliberazioni, mandò un’Arambassà, chiamato ''Seravizca'' con trenta Panduri a dargli la caccia. L’Arambassà de’ Panduri lo rintrac-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|253}}</noinclude>ciò in vano per tutto il Contado di Zara, quando finalmente fu avvertito, che ''Socivizca'' si attrovava a Ostrovizca, ove non mancò di portarsi in fretta, e lo trovò giocar a palle con un suo compagno, sendo briachi tutti e due. Il compagno di ''Socivizca'' restò ucciso, ed esso si mise a fuggire verso la Torre del diroccato Castello fatto su di un sasso di una elevata collina, ove si rinserrò. Uno de’ Panduri lo ferì in una coscia, ed e’ sarebbesi ben volentieri arreso, se una quantità de’ villici ubbriachi, che ritornavano da’ lavori de’ fieni di Campagna, colle forche di legno non si fossero opposti a’ Panduri, ed in tal modo procurarono lo scampo, e la vita al ''Socivizca''. Esso frattanto così ferito, com’era quando si accorse, che i Panduri più non lo circondavano, montò subito a cavallo, e viaggiando sempre di notte, stette prima per qualche giorno da un pio Parocco per curarsi, poscia si ritirò in una Caverna sopra le sorgenti della Cettina, ch’è quella stessa, che io descrissi debolmente nel principio delle mie Osservazioni. Ivi seguitò a curarsi per un mese in circa. Sembrava egli il Leone ammalato nella Tana per le continue visite, che aveva, colla differenza, che il Leone veniva visitato da tutte le Fiere, e ''Socivizca'' solamente da’ Lupi, voglio dire assassini suoi pari. Ma ricuperata la primiera salute, tornò ad unire una dozina de’ complici più per vendicarsi del torto fattogli dell’Arambassà de’ Panduri a Ostrovizca, che per insolentare i Turchi. Era una volta co’ diversi suoi compagni nello Stato Ottomano, quando gli si presentò un Turco, che avea procurato lo scampo ad un suo fratello, che si trovava presente. ''Socivizca'', ed i compagni lo volevano morto; suo fratello non potendosi dimenticar il benefizio ricevuto lo vo-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|254|VITA|}}</noinclude>lea vivo, e mentre che ''Socivizca'' faceva orazione (sendo sempre solito a farla avanti il cibo) suo fratello lo lasciò fuggire. Adiraronsi contro lui i compagni per lo scampo procurato al Turco, e specialmente un suo Nipote, che gli lasciò andare una guanciata, cui risposs’egli con uno sparo di pistola, che lo ammazzò. ''Socivizca'' allora scacciò da se il fratello, e diede sepoltura al Nipote, di cui la mancanza, e ’l disgusto del fratello lo indussero di nuovo a portarsi verlo Zermagna per goder la sua pace. Ma non è tanto facile il cangiarsi di Natura: Di sovente contro la propria volontà si ritorna ai costumi depravati. Così fu di ''Socivizca''. Stava quieto per qualche tempo, e all’improvviso si metteva alla strada. I Turchi se lo aveano dimenticato, e per quanto venissero insultati, non s’immaginavano mai, che ''Socivizca'' degl’insulti fosse l’autore. Verso il fine di Giugno l’anno MDCCLXIX ''Socivizca'' si era unito a otto compagni coll’idea forse di andar all’assalto di qualche Caravana. Avea mandato uno a provveder della polvere, poichè n’erano privi, sì esso, che molti de’ suoi compagni. Frattanto aspettando il messo che ritornasse colla polvere, si era posto ''Socivizca'' co’ compagni a dormire sotto diversi alberi a piedi del mante Prologh in un bosco entro i Veneti confini. Un pastore arrostiva in poca distanza un Castrato. Taluno non si sa, se per utilità, o per odio, che avea contro ''Socivizca'' corse ad avvertir quaranta Turchi, che in parecchie miglia di distanza riscuotevano l’erbatico da’ sudditi Ottomani. I Turchi niente rispettando il Jus delle Genti {{Ec|penetraroro|penetrarono}} in fretta entro i Veneti confini, ed assalirono ''Socivizca'', ed i suoi compagni, che si erano rifugiati all’ombra degli alberi. Non vi si chiedeva gran dif-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|255}}</noinclude>ficoltà, perchè quaranta Persone ben armate, (come lo erano i Turchi) massacrassero otto Persone, che neppur aveano polvere da potersi difendere. I compagni di ''Socivizca'' cominciarono a fuggire chi per una parte, e chi per l’altra, pur nulla ostante tre di essi furono uccisi. Ma mirabile comparisce il valore di un certo ''Stojan Xexegl'', che trincieratosi dietro un albero ammazzò un Turco, e ne ferì quattro, e avrebbe dato forse prove maggiori assai del suo valore, se la polvere non gli fosse mancata, e perciò restò trucidato da’ Turchi. Il pastore, che arrostiva il castrato per gli Aiduzci, fu massacrato anch’esso. Ma che sarà di ''Socivizca'' disarmato attorniato da quaranta Turchi armati? Osservò egli da qual parte venivano le schioppettate, e sen volò vero il fumo, sperando, che confuso in esso dileguar si potesse agli occhi de’ Turchi, e così si salvò. Pareva a’ Turchi ancora incredibile, che ''Socivizca'' fosse fuggito fra mezzo di essi, e cercavano, se fosse celato fra l’erba. Questo ultimo scampo di ''Socivizca'', che si può annoverare fra’ suoi più destri, dimostra sempre più la sua svegliatezza d’ingegno, che avrebbesi molto perfezionato colla coltura. In questo frattempo si dubitava comunemente, che i Turchi col pretesto di andar a Montenero contro Steffano piccolo, che colà uno così erasi proclamato, non venissero a tradimento occupar le contrade della Cettina, come fecero in altri tempi, laonde per riguardi Politici del Principato erano poste le Guardie ai confini, composte dai Territoriali di Sign co’ loro Capi. Ciò consolava ''Socivizca'' oltre modo, per poter vendicar la morte de’ suoi valorosi compagni, che gli erano molto cari. Non potè eseguir però il suo intento, perchè i Turchi, come ognun sa, marciarono direttamente<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|256|VITA|}}</noinclude>contro i Montenegrini. ''Socivizca'' per la vita alpestre, cui menava, ridottolo alla stato di cominciata vecchiezza, tornò a ritirarsi nel luogo solito delle Tenute Austriache. Cominciò a pensar di procurasi colà qualche sorte d’impiego per poter vivere, e per lo denaro, che possiedeva, fu lusingato di ottennerlo. Ei vedeva passar mesi, ed anni, senza poter giugnere al bramato fine. Scappava di quando in quando a far delle sue solite bravure contro i Turchi in compagnia degli Aiduzci, che si aveano scielto per capo un certo Filippo Peovich, già pochi anni appiccato a Zara per i suoi latrocinj. ''Soçivizca'' aveva depositato in mano di un Calogero suo Confessore Zecchini cinquecento con altre bagattelle da tenersi in sicuro, frutto delle ladre sue fatiche. Il buon Calogero accortosi, che fra poco tempo ''Socivizca'' dovea sortire una carica, se ne fuggì, quattro anni sono, in parti rimotissime. ''Socivizca'' lo inseguì fino al Danubio, e non trovandolo, se ne tornò addietro. Un suo cugino da Imoschi lo andò a trovare la State passata, ed essendosi ''Soçivizca'' scostato da casa, gli rubò tutti i suoi vestiti, e la famosa Marama, che gli avea donata la sua Posestrima Turca con alquanti soldi, che componevano unitamente a tutto il furto la summa di ottanta Zecchini. Ebbe a lagnarsi meco Socivizca, allorchè lo scorso Luglio seco lui parlai, di questi due latrocinj, così crudeli, dicendo „ciò che io acquistai con violenza, esponendo la vita ad un continuo rischio, due ladri a buona fede, e senz’alcun pericolo è dunque giusto, che mi portin via? Se mi avessero assalito in strada, non mi spiacerebbe. Così mi avrebbero resa la resa la pariglia. Ma questo rubare a buona fede, e senza rischio è il più iniquo rubare del Mon-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|257}}</noinclude>do, poichè non si sa da chi guardarsi.“ È cosa degna da essere osservata, che ''Socivizca'' dopo tanti strepitosi spogli, e macelli delle Caravane Turche, non fosse Padrone, quando si mise al quieto vìvere, più di secento Zecchini in circa, i quali, come ora vedemmo, dal Calogero suo Confessore, e parte dal suo cugino furongli depredati. Ma questo è, che quelli, nelle cui mani restano depositati, se ne prevalgono, e a ben considerare gli assassini, che arrischiano la vita, ànno sempre la minor parte de’ loro bottini, anzi al fine de’ conti restano miserabili. Questa miseria, che scoprivasi negli antichi Uscocchi, che depredavano incessantemente, e per mare, e per terra, spogliando ora questo, ed ora quello di considerabili summe di denaro, fece credere all’acuto Politico Fra {{AutoreCitato|Paolo Sarpi|Paolo Sarpi}} che vi fosse chi tenesse loro mano.<ref>Se un Morlacco accetta in casa uno, o più Aiduchi, in simil caso esso non tiene loro mano, e l’accusarlo di complicità sarebbe un distaccarsi dal retto pensare. Ma quelli, che sono indurati nella opinione di creder complici i Morlacchi, che ricevono nelle loro capanne gli Aiduchi, mi dicano, se (separati per così dire dal commercio intiero delle popolazioni) venissero essi visitati da una partita di Aiduchi, darebbono loro accetto nelle proprie capanne, o no? La ragione naturale abbastanza c’insegna quel, che ognuno, farebbe in tali incontri.</ref> L’indole degli Uscochi è passata negli Aiduzci de’ nostri giorni, colla differenza, che questi ultimi sono in minor copia, e per quel che si fa, non arrivano mai al numero di trenta, nè tolgono a viva forza, se non in fra’ Monti, e massacrano più volentieri i Turchi, che i Cristiani, e al contrario gli Uscocchi specialmente ne’ tempi ultimi delle loro Piraterie, non rispettavano nè Religione, nè Nazione. ''Soçivizca'' l’avea solamente<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|258|VITA|}}</noinclude>co’ Turchi, e mi raccontava, che per quanto si può ricordare, esso solo ne massacrò cencinquanta, oltre quelli, che trucidò unitamente a’ suoi compagni. Mille uomini di questa sorte vagliono per dieci mila Turchi. Esso meritava di essere chiamato più feroce di un lupo, ma vi furono degli Aiduzci più feroci ancora, e più forti, senza per altro, che arrivassero ad assassinar tanti Turchi, quanti ''Soçivizca'', e senz’aver la sua scaltra direzione. Tuttochè però esso abbia recato de’ danni considerabili per le sue turbolenze allo Stato Veneto, ne risentono al presente sommo benefizio i nostri Morlacchi, che sono trattati con più umanità, e dolcezza da’ Turchi, che per lo avanti eransi resi intollerabili per le loro Tirranie. Così da un aggregato de’ disordini nasce talora anche l’ordine. Sarebbe nulla ostante ciò da desiderarsi, che questa razza di gente, voglio dir gli Aiduzci si estirpassero una volta, il che mi sembra molto difficile per la ragione, che se anch’essi sono le sorgenti di molti discapiti in generale; in particolare sono le fonti perenni delle ricchezze di alcuni. Ma pria di estirparli converrebbe, che finissero i delitti, che si cangiasse l’avarizia de’ Ministri, e che cessasse la pazza credenza di acquistar quasi una Indulgenza plenaria massacrando i Turchi, come se fossero bestie nauseanti, e non uomini, come noi. I Parocchi della Morlacchia, se non ànno colpa nell’insinuare alla Nazione questi pregiudizj l’ànno certamente nel non isradicarli. ''Sed quis custodiet ipsos custodes?'' Si credeva ne’ tempi innocenti, che gli Aiduzci fossero quelli, che tengono lontane dal Principato le armi Ottomane, e v’era la cecità di non veder, che più tosto le addossano. Era ben noto ciò a molti sapientissimi Generali della Dalmazia, che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||DI SOCIVIZCA|259}}</noinclude>facevano sforzi possibili per aver ''Soçivizca'' nelle mani, e levar il motivo di lamentarsi a’ Turchi. Torno a dire, per estirpare gli Aiduzci, od almeno per diminuire il loro numero, bisogna riandare alle sorgenti, vale a dire, a quelli, che li costringono di mettersi a questa vita. ''A capite bona valetudo'' dice benissimo il saggio {{AutoreCitato|Lucio Anneo Seneca|Seneca}}. E per tornare a ''Socivizca'', esso si attrova presentemente provveduto di sufficienti beni, poichè la Clemenza del Sovrano, sotto cui vive gli assegnò uno stipendio di venti otto Zecchini all’anno, ed alquanti campi di terreno da coltivare, avendolo anche decorato del posto di Arambassà de’ Panduri, ed è molto amato da’ suoi Capi. Così quello, che visse trenta anni incirca suddito Ottomano, e che per venti sette all’intorno fu Arambassà degli Aiduzci nello stato Veneto, già tre anni incirca fu fatto Arambassà de’ Panduri nell’Austriaco. Lo scorso Maggio, che S.A.R. {{Ac|Giuseppe II d'Asburgo-Lorena|Giuseppe II}}. vivente Imperatore è stato al triplice confine, e che passò per Grazatc, ove dimora ''Socivizca'' dopo aversi fatta raccontar la sua vita, gli donò qualche Zecchino. Ma ''Socivizca'' è stato sempre mai poco amante del soldo. Era in tempo di notte una volta esso co’ venticinque compagni internato ne’ monti, ove si era rifugiato per mangiare, quando traviati dalla vera strada due Morlacchi s’incontrarono con lui casualmente, portando seco una grossa summa di denaro di un Mercante. ''Socivizca'' cominciò a sospettare, che questi fossero due spie ed interrogatili, perchè erano colà venuti? Restarono attoniti, senza sapersi che dire. Esaminò ''Socivizca'' cosa aveano indosso, e trovò de’ soldi, quali avendo conosciuto essere di uno, che gli avea fatto, qualche picciolo bene, lasciò andar i Morlacchi, dopo aver anche dato loro da mangiare, e li fece scortare da’ due de’ suoi com-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|260|VITA|}}</noinclude>pagni, rimproverandoli acerbamente di esser più cauti in avvenire nel portar l’altrui denaro, perchè non sempre troveranno ''Socivizca''. Questo tratto prova quanto esso era grato al suo benefattore, e che non per avidità di denaro esso faceva l’assassino, ma per bravura.
''Socivizca'' ora arriva alla Età di anni sessanta uno, ed è robusto anzi che no, e promette di vivere altri trenta. Esso stà tranquillamente nella Villa di ''Gracazc'' nello Stato Austriaco, quaranta miglia all’in circa distante da Knin. Il suo taglio di viso è lungo, la statura mediocre, gli occhi azzurri, e la portatura feroce. Uniformi alla sua vita erano anticamente i costumi de’ Morlacchi, e {{AutoreCitato|Publio Ovidio Nasone|Ovidio}} ''de Ponto'' ne dà qualche idea. „O gli uomini osservo, dice Ovidio: appena sono degni di aver questo nome, ed ànno più ferocia de’ Lupi. Non temono leggi: ma la giustizia cede alla forza, e le leggi cadono vinte sotto la spada. Tutti col sangue cercano la preda, e senza questa il vivere, stimano una cosa vergognosa. Senza che tu li tema a prima vista ti possono divenir odiosi. Fiera la voce: truce l’aspetto: verissima immagine della morte.„ Tali sono i Montegrini di oggi giorno. Quindi è, se taluno dicesse, che gli Aiduzci in qualche tempo ànno formata una Nazione, non ragionerebbe male. Le azioni eroiche, che cantano i Morlacchi degli antichi Campioni della Nazione, io suppongo poco dissimili da queste di ''Socivizca''. S’egli fosse nato ne’ tempi rimoti, forse di lui ora si canterebbe ciò, che si sente a cantare di ''{{W|Marko_Mrnjavčević|Marco Kraglievich}}'', e di molti altri; e se a giorni nostri si distinse ''Socivizca'' co’ fatti mirabili sopra tutti gli assassini di strada, in altri tempi si avrebbe forse acquistato uno Scettro.
{{Ct|L=0.8em|FINE.}}<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" /></noinclude>{{Ct|f=120%|L=0.3em|v=1.2|NOI {{Ec|RIFORAMTORI|RIFORMATORI}}}}
{{Ct|v=1.2|Dello Studio di Padova.}}
{{Noindent|{{Capolettera|A}}Vendo veduto per la Fede di Revisione, ed Approvazione del ''P. F. Gio: Tommaso Mascheroni'' Inquisitor General del Santo Officio di ''Venezia'' nel Libro intitolato ''Osservazioni di Gio: Lovrich sopra diversi pezzi del Viaggio in Dalmazia del Sig Ab. Alberto Fortis, con l’aggiunta della vita di Socivizca, ec. M. S.'' non v’esser cosa alcuna contro la Santa Fede Cattolica, e parimente per Attestato del Segretario Nostro, niente contro Principi, e buoni costumi, concediamo Licenza a ''Francesco Sansoni Stampator di Venezia'', che possa essere stampato, osservando gli ordini in materia di Stampe, e presentando le solite Copie alle Pubbliche Librerie di Venezia, e di Padova.}}
:Dat. li 17. Aprile 1776.
{{no rientro}}(''Alvise Vallaresso Rif.''
{{no rientro}}(''Andrea Tron K. Proc. Rif.''
{{no rientro}}(''Girolamo Ascanio Zustinian K. Rif.''
::Registrato in Libro a Carte 315. al N. 604.
{{A destra|''Davidde Marchesini Seg.''}}
:::Addi 26. Aprile 1776.
{{no rientro}}Reg. nel Mag. Eccellentiss. contro la Best.
{{A destra|''Gio: Pietro Dolfin Seg.''}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" /></noinclude>{{Ct|f=120%|L=0.6em|v=1.2|ARTICOLI}}
{{Ct|Contenuti in queste Osservazioni.}}
{{Colonna}}
{{Vi|nodots|titolo=Del Corso della Cettina, il Tilurus, o Nastus degli antichi.|pagina=pag. 9}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 1. Esame se vi è stata mai Città col nome di Cettina, ed etimologia di questo nome.|pagina=10}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 2. Caverna sopra la prima sorgente della Cettina.|pagina=11}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 3. Delle sorgenti della Cettina.|pagina=23}}
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{{Vi|nodots|titolo=§. 5. Corso della Cettina da Dragovich insino ad Æquum.|pagina=31}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 6. Rovine della Città Æquum.|pagina=38}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 7. Delle Colline Vulcaniche, e de' Laghi di Krign.|pagina=42}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 8. Dell'acqua di Sutina, e luoghi aggiacenti.|pagina=46}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 9. Della Fortezza di Sign; e della fonte salsa di Glavizce.|pagina=53}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 10. Della Campagna di Sign.|pagina=61}}
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{{Vi|nodots|titolo=De' Costumi de' Morlacchi.|pagina=67}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 1. Etimologia del nome Morlacchi, loro origine, e lingua.|pagina=68}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 2. Etimologia del nome Uscocchi.|pagina=75}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 3. Degli Aiduzci.|pagina=76}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 4. Educazione.|pagina=79}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 5. Capanne, ed utensili.|pagina=84}}
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{{AltraColonna}}{{Vi|nodots|titolo=§. 9. Morale.|pagina=102}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 10. Amicizia.|pagina=104}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 11. Inimicizia.|pagina=107}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 12. Vestiti de' Maschj.|pagina=113}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 13. Armi.|pagina=119}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 14. Vesti Donnesche.|pagina=121}}
{{Vi|nodots|titolo=§. 15. Musica, e Poesia.|pagina=126}}
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{{Vi|nodots|titolo=§. 17. Costume.|pagina=135}}
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{{Vi|nodots|titolo=§. 21. Talenti.|pagina=168}}
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{{Vi|nodots|titolo=§. 25. Superstizioni.|pagina=189}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|11}}Serpente|pagina=ivi}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|11}}Genio buon, e Genio cattivo.|pagina=190}}
{{Vi|nodots|titolo={{spazi|11}}Indemoniati. |pagina=192}}
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{{Ct|f=300%|v=2|t=3|POESIE MILANESI}}
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{{Ct|v=1|f=150%|CARLO PORTA}}
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{{Ct|v=1|f=100%|''Edizione fatta sotto gli auspicî della “Società del<br>Giardino” per commemorare nel centenario della<br>morte il Poeta, che ne fu Socio.''}}
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{{Ct|f=80%|v=.5|ROMA - MILANO}}
{{Ct|v=.5|{{Sc|Edizioni A. MONDADORI}}}}
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{{Ct|f=80%|t=.5|1921}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||''CALLINO''|7|riga=2}}</noinclude>elegia di cui abbiamo già parlato, non possediamo che briciole. Si può tuttavia osservare che le briciole di {{AutoreCitato|Saffo|Saffo}}, per esempio, di {{AutoreCitato|Alceo|Alceo}}, di {{AutoreCitato|Ibico|Ibico}}, anche prese una per una, sono gemme. Queste di {{AutoreCitato|Callino|Callino}} sembrano sassolini. E siano pure levigati e arrotondati.
{{Asterism}}
{{AutoreCitato|Omero|Omero}} ed {{AutoreCitato|Esiodo|Esiodo}} scrissero solamente esametri. Con Callino troviamo un verso nuovo: il cosí detto pentametro.
Pentametro vuol dire verso di cinque misure o piedi; ed è denominazione erronea, coniata dai tardi grammatici e metrici, che studiavano la ritmica e la metrica ad occhio, e, naturalmente, non ne capivano nulla. In realtà, il pentametro è costituito anch’esso di sei piedi, tre e tre, separati da una pausa:
{{FI
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}}
È, come si vede, la giustaposizione di due trimetri tronchi. E poiché sappiamo che gli sviluppi ritmici avvengono per gemmazione, dal piú semplice al piú complesso<ref>Vedi il mio libro ''Nel regno d’Orfeo'', pag. 205 sg.</ref>, facile riesce arguire che il trimetro esistesse prima del pentametro.
Come già abbiamo accennato, le forme semplici di tutti i ritmi sono nate spontaneamente fra il popolo. E tuttora si ritrovano nei canti popolari, che, o risalgono a tempi antichissimi, o perpetuamente rinnovano i fenomeni d’origine.
Nella raccolta, purtroppo miserrima, degli antichi canti popolari greci, non troviamo questo trimetro; però, nelle feste d’Adone, le donne cantavano il ritornello: Ὦ τὸν Ἄδωνιν, che ha forma di dipodia dattilica.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" /></noinclude>{{Colonna}}volle. Una mano le si posò allora sulla spalla; la ragazza fremette, riconoscendo Galpas.
— Voi? — esclamò — Quale imprudenza!...{{FI|file=NitaNaldi-Gambe-p.12.png|float=left|width=65%|caption=''Oziose chiacchere dei circoli di Hollywood crearono la falsa voce che Nita Naldi avesse delle brutte gambe: ecco una documentazione che sfata definitivamente questa calunnia.''|margin-right=1em}}
— Nessuno pensa a me in questo momento...
— E bene, approfitto della circostanza per mostrarvi i due che dovrete sopprimere... poi non verrò meno alla mia
promessa.
E designò Giulietta e Alonzo. Ma Galpas non aveva fretta d’allontanarsi e divorava con occhi bramosi la bella sposina: Carlotta se ne accorse e lo condusse via, timorosa che il fascino della rivale non nuocesse alla vendetta.
Poco più tardi, un completo silenzio regnava nell’antica dimora: gli invitati, che abitavano assai lontano, se n’erano {{AltraColonna}}andati e i domestici stanchi erano a riposare; anche i ''gauchos'', venuti a prestar servizio d’onore, erano ripartiti verso le loro dimore o dormivano sul posto.
Don Baldassarre, donna Incarnazione e don Pedro accompagnano gli sposi fino alla soglia del loro appartamento, indi si ritirano: è il momento atteso dall’intendente e dalla figlia. Corrono ad aprire il portone: Galpas dà
un fischio, si riuniscono i banditi a ciascuno dei quali è assegnato un compito dall’intendente, il quale s’illude che tutto possa avvenire senza spargimento di sangue. Ma non fu così: don Pedro che, intuito il pericolo, volle suonar la campana, fu sgozzato: ma, ai primi rintocchi, i ''gauchos'' si destarono, e vi fu una vera battaglia in cui furono trucidati i domestici, la governante, don Baldassarre e donna Incarnazione. Al rumore, don Alonzo si strappò dalle braccia di Giulietta con un lungo pugnale in mano; ma, scontratosi con Galpas e con vari suoi cagnotti, ebbe un colpo che lo fece barcollare e rotolare in terra svenuto. Il Tigre vide, in quel punto, la bellissima sposa, pallida dallo spavento; la trovò ancor più attraente nel suo candido
{{Fine Colonna|}}<noinclude>{{PieDiPagina||— 10 —|}}</noinclude>
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Cruccone
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||{{Sc|nuove teorie sulle cause dell’era glaciale}}|317}}</noinclude>reazioni fatte nascere da ogni variazione dell’equilibrio termico nelle masse fluide dell’atmosfera e degli oceani. In base al calcolo di {{Wl|Q183189|Croll}}, alla differenza di quantità di calore solare ricevuta dalla Terra a latitudini diverse dovrebbero corrispondere differenze di temperatura immensamente maggiori di quelle che realmente si osservano, a determinare le quali concorrono le azioni moderatrici delle correnti aeree ed acquee e delle trasformazioni del vapore acqueo. Nonostante questo cumulo di argomenti, la teoria di Croll, più o meno riveduta e corretta, sopravvisse a sè stessa, cosicchè dal {{Wl|Q1378553|Wocikof}} nel 1886, da me nel 1894, e ancora attualmente dall’{{AutoreCitato|Norbert Herz|Herz}}<ref>{{Sc|{{AutoreCitato|Norbert Herz|Herz}}}}, ''Die Eiszeiten und ihre Ursachen'', Leipzig u. Wien, 1809.</ref> si dovette ritornare all’attacco contro di essa; poichè tuttavia essa risorse, almeno come strumento sussidiario, in una recente memoria di quel benemerito climatologo che è lo {{Wl|Q112648|Spitaler}}.<ref>{{Sc|Spitaler}}, ''Jährl. u. period. Aenderungen der Wärmevertheilung und die Eiszeiten'', «Beiträge zur Geophysik VIII», Stuttgart, 1907.</ref>
Le variazioni dell’obliquità dell’eclittica sembravano troppo piccole per dar ragione delle grandi variazioni dei climi, quand’ecco nel 1902 {{Wl|Q1234697|Ekholm}}<ref>{{Sc|N. Ekholm}}, ''On the Variations of the Climate'', «Quart. Journ. of the Meteor. Soc.», 1901.</ref> e nel 1907 Spitaler, nel lavoro testè citato, sorsero a riabilitarle, dimostrando come possano realmente dar ragione di variazioni non trascurabili. Un aumento d’inclinazione dell’asse terrestre ha per effetto di prolungare la durata dei giorni estivi e delle notti invernali e in particolare di aumentare il numero dei giorni in cui il Sole sta sempre sopra l’orizzonte entro i cerchi polari; ai periodi di massima obliquità corrispondono quindi estati più caldi e inverni più rigidi, e quindi a periodi di minima obliquità estati e inverni più miti. Ekholm valutando come Croll, ma colla legge rigorosa di {{Wl|Q16581|Stefan}}, il raffreddamento come rispondente intieramente alla minore radiazione, valuta a parecchi gradi sotto l’attuale la temperatura del luglio di un periodo di minima obliquità per le latitudini medie (p. es. 2°. C a 55° lat.): Spitaler in base a una delle sue classiche formole empiriche con cui esprime la temperatura su ogni parallelo in funzione della radiazione solare ad esso rispondente nei diversi periodi dell’anno, e del ''grado di continentalità'' del paralello stesso, cioè della frazione di esso che è occupata da continenti, arriva a un risultato assai diverso (circa 1° C<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione|{{Sc|vi}}|{{Sc|prefazione.}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
Nella seconda metà del settecento, quando si cercò di mettere ordine in quei calcoli, di condurre quei metodi ad un unico principio e di indagare così la vera natura della risoluzione generale delle equazioni, si vide che essa era intimamente connessa con la ricerca uniforme e prestabilita di tutte le permutazioni fra le radici. Notevoli sono i risultamenti a cui giunsero, quasi contemporaneamente, il {{AutoreIgnoto|{{Sc|Waring}}}}<ref name="ref3">''Miscellanea Analytica'' (Cantabrigiae, 1762), lib. I, Cap. IV, pp. 34-65; ''Meditationes algebraicae'' (Cantabrigiae, 1770), Cap. III, pp. 78-124.</ref>, il {{Wl|Q441167|{{Sc|Vandermonde}}}}<ref name="ref4">''Mémoire sur la résolution des équations'' [Histoire de l’Académie des Sciences, année 1771 (Paris, 1774), pp. 47-49; ''Mémoires'', etc., pp. 365-416].</ref>, il {{Wl|Q80222|{{Sc|Lagrange}}}}<ref name="ref5">''Réflexions sur la résolution algébrique des équations'' [Nouveaux Mémoires de l’Académie de Berlin pour les années 1770-71 (Berlin, 1772-73); ''Œuvres'', t. III, pp. 205-421].</ref>; ma a questi autori mancava un punto di vista generale, col quale una simile ricerca fosse salvata dal perdersi in innumerevoli particolarità<ref name="ref6">{{Wl|Q97154|{{Sc|Heinrich Burkhardt}}}}: a) ''Die Anfänge der Gruppentheorie und {{Sc|Paolo Ruffini}}'' [Zeitschrift für Mathematik und Physik Jahrgang XXXVII (1892), Supplement, pp. 119-159]. p. 131; b) ''{{Sc|Paolo Ruffini}} e i primordii della teoria dei gruppi'' (Traduzione di {{Sc|Ernesto Pascal}}) [Annali di Matematica pura ed applicata, serie II, tomo XXII (1894), pp. 175-212], p. 186. D’ora innanzi, nel citare questo importante lavoro richiameremo soltanto le pagine della traduzione italiana.</ref>. Le loro memorie perciò, piuttosto che segnare l’inizio di un nuovo periodo, segnarono la fine dell’antico, e, dopo di esse, il problema rimase stazionario per quasi trent’anni.
Un nuovo impulso fu dato dalle opere del matematico modenese {{Sc|Paolo Ruffini}} (1765-1822).
La sua «''{{TestoAssente|Teoria generale delle equazioni, in cui si dimostra impossibile la soluzione algebrica delle equazioni generali di grado superiore al quarto}}''» (Bologna, 1799), col far dipendere la risolubilità algebrica di una equazione dalla esistenza di determinati sottogruppi del gruppo cui essa appartiene, trova il vero principio per la dimostrazione rigorosa di una proposizione, della cui verità lo stesso {{Sc|Lagrange}} sempre fu in dubbio, e decide di una questione, tenuta per insolubile dai dotti di quel tempo<ref name="ref7">{{Wl|Q1371855|{{Sc|Bortolotti}}}}, ''Carteggio di {{Sc|Paolo Ruffini}} con alcuni scienziati del suo tempo, relativo al teorema sulla insolubilità di equazioni algebriche, generali, di grado superiore al quarto'' [Memorie di Matematica e di Fisica della Società Italiana delle Scienze (detta dei XL), serie III, tomo XIV (1907), pp. 291-325], pp. 294, 298, 300.</ref> e non risolubile allora con alcun altro mezzo{{#tag:ref|Cfr. {{Sc|Burkhardt}}, loc. cit.<ref name="ref6" />, b), pag. 186.|name="ref8"}}.
Con la applicazione poi, che egli fece per primo, della idea fondamentale di ''gruppo di operazioni'', col distinguere, con l’enumerare e clas-<noinclude>{{RuleLeft|7em}}
<small><references/></small></noinclude>
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Pagina:Opere Matematiche di Paolo Ruffini, Tomo Primo, 1915.djvu/19
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Paperoastro
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/* new eis level3 */standardizzo intestazione
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione.}}|{{sc|vii}}|riga=si}}</noinclude>sificare i varî gruppi occorrenti alle sue ricerche, con lo scuoprimento delle idee di ''transitività'' e di ''primitività'' e delle relazioni fra la irreducibilità di una equazione e la transitività del suo gruppo, e fra la risolubilità mediante equazioni ausiliarie di grado inferiore e la imprimitività dello stesso gruppo{{#tag:ref|Cfr. {{Sc|Burkhardt}}, loc. cit.<ref name="ref6"/>, b), pp. 211-212.|name="ref9"}}, egli ha posto le basi di quella teoria dei gruppi di sostituzioni, che doveva così profondamente rinnovare tutta l’analisi algebrica.
Tali idee peraltro, che nella mente di {{Sc|Ruffini}} certo erano chiare e precise, nelle sue opere sono adombrate con terminologia disusata, inceppate da considerazioni non necessarie, complicate da disadatto simbolismo, esposte in forma prolissa ed inelegante ed in veste tipografica disordinata e scorretta. Di troppo poi precorrevano il loro tempo, perchè i contemporanei potessero riconoscerne la esattezza ed apprezzarne la importanza<ref name="ref10">Cfr. ''Influenza dell’opera matematica di {{Sc|Paolo Ruffini}} sullo svolgimento delle teorie algebriche''. Discorso letto il 4 Novembre 1902 in occasione della solenne apertura degli studi nella R. Università di Modena dal prof. {{Sc|{{Wl|Q1371855|E. Bortolotti}}}} [Annuario della R. Università di Modena per l’anno accademico 1902-1903, pp. 23-77], pp. 44-53.</ref>.
Il poco che troviamo scritto, dei giudizi che a quel tempo si facevano sulle opere di {{Sc|Ruffini}}, ci porterebbe a credere che egli avesse fama di ingegno originale e bizzarro, sottile costruttore di sofismi, contro i quali sarebbe stato pericoloso il combattere, ma che il buon senso consigliava di rifiutare{{#tag:ref|Cfr. ''Carteggio'', etc., loc. cit.<ref name="ref7"/>, pp. 300, 302, 303, 306, 307, etc.|name="ref11"}}. Ben lungi dall’arrendersi alle prove che egli aveva date, i geometri continuarono le ricerche per la risoluzione completa di equazioni algebriche generali di grado superiore al quarto<ref name="ref12">Notevoli i tentativi di {{Sc|{{Wl|Q124115|Abel}}}} e di {{Sc|{{Wl|Q7091|Galois}}}} per le equazioni del quinto grado <nowiki>{</nowiki>{{Sc|Abel}}, ''Œuvres complètes'' (Edizione di {{Sc|Sylow}} e {{Sc|Lie}}), tomo II, pag. 290; {{Sc|J. Tannery}}, ''Manuscrits et papiers inédits de {{Sc|Galois}}'' [Bulletin des Sciences Mathématiques, 2<sup>e</sup> série, tome XXX (1906), 1<sup>ère</sup> Partie, pp. 226-248, 255-263], pag. 248}, oltre quello di {{Sc|{{Wl|Q331856|Wronski}}}}, cui rispose lo stesso {{Sc|Ruffini}} con la sua Memoria: ''Intorno al metodo generale proposto dal signor {{Sc|Hoëné Wronski}} onde risolvere le equazioni di tutti i gradi'' [Memorie di Matematica e di Fisica della Società Italiana delle Scienze (detta dei XL), serie I, tomo XVIII (1820), pp. 56-68].</ref> e quella cieca incredulità, quella ostilità altezzosa, tanto più umiliante quanto più voleva sembrare cortese, esasperavano e sfiduciavano il {{Sc|Ruffini}}{{#tag:ref|Cfr. ''Carteggio'', etc., 1. c.<ref name="ref7"/>, pp. 306-308 (nota a piè di pagina).|name="ref13"}}, che, in luogo di continuare le sue ricerche generali sulla teoria<noinclude>{{RuleLeft|7em}}
<small>
<references>
<ref name="ref6">{{Sc|Heinrich Burkhardt}}: a) ''Die Anfänge der Gruppentheorie und {{Sc|Paolo Ruffini}}'' [Zeitschrift für Mathematik und Physik Jahrgang XXXVII (1892), Supplement, pp. 119-159]. p. 131; b) ''{{Sc|Paolo Ruffini}} e i primordii della teoria dei gruppi'' (Traduzione di {{Sc|Ernesto Pascal}}) [Annali di Matematica pura ed applicata, serie II, tomo XXII (1894), pp. 175-212], p. 186. D’ora innanzi, nel citare questo importante lavoro richiameremo soltanto le pagine della traduzione italiana.</ref>
<ref name="ref7">{{Sc|Bortolotti}}, ''Carteggio di {{Sc|Paolo Ruffini}} con alcuni scienziati del suo tempo, relativo al teorema sulla insolubilità di equazioni algebriche, generali, di grado superiore al quarto'' [Memorie di Matematica e di Fisica della Società Italiana delle Scienze (detta dei XL), serie III, tomo XIV (1907), pp. 291-325], pp. 294, 298, 300.</ref>
</references>
</small></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione|28|{{Sc|teoria generale delle equazioni}}.|riga=si}}</noinclude>ovvero
{{equazione|{{smaller|<math>\begin{align}
\sum x^mx^n&=\alpha^n\beta^m+\alpha^n\gamma^m+\alpha^n\delta^m+\cdots\\
&+\beta^n\alpha^m+\beta^n\gamma^m+\beta^n\delta^m+\cdots\\
&+\gamma^n\alpha^m+\gamma^n\beta^m+\gamma^n\delta^m+\cdots\\
&+\delta^n\alpha^m+\delta^n\beta^m+\delta^n\gamma^m+\cdots\\
&+\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots
\end{align}</math>}}}}
L’espressione <math>\sum x^mx^nx^p</math> indichi l’aggregato de’ prodotti della potenza <math>p</math> di ciascuna radice nella somma de’ prodotti fra le potenze <math>m,n</math> delle altre, e sia
{{equazione|{{smaller|<math>\begin{align}
\sum x^mx^nx^p&=\alpha^p(\beta^m\gamma^n+\beta^n\gamma^m+\beta^m\delta^n+\beta^n\delta^m+\gamma^n\delta^m+\gamma^m\delta^n+\cdots)\\
&+\beta^p(\alpha^m\gamma^n+\alpha^n\gamma^m+\alpha^m\delta^n+\alpha^n\delta^m+\gamma^n\delta^m+\gamma^m\delta^n+\cdots)\\
&+\gamma^p(\alpha^m\beta^n+\alpha^n\beta^m+\alpha^m\delta^n+\alpha^n\delta^m+\beta^n\delta^m+\beta^m\delta^n+\cdots)\\
&+\delta^p(\alpha^m\beta^n+\alpha^n\beta^m+\alpha^m\gamma^n+\alpha^n\gamma^m+\beta^n\gamma^m+\beta^m\gamma^n+\cdots)\\
&+\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots,
\end{align}</math>}}}}
{{noindent|ossia}}
{{equazione|{{x-smaller|<math>\begin{align}
\sum x^mx^nx^p&=\alpha^p\beta^m\gamma^n+\alpha^p\beta^n\gamma^m+\alpha^p\beta^m\delta^n+\alpha^p\beta^n\delta^m+\alpha^p\gamma^n\delta^m+\alpha^p\gamma^m\delta^n+\cdots)\\
&+\beta^p\alpha^m\gamma^n+\beta^p\alpha^n\gamma^m+\beta^p\alpha^m\delta^n+\beta^p\alpha^n\delta^m+\beta^p\gamma^n\delta^m+\beta^p\gamma^m\delta^n+\cdots)\\
&+\gamma^p\alpha^m\beta^n+\gamma^p\alpha^n\beta^m+\gamma^p\alpha^m\delta^n+\gamma^p\alpha^n\delta^m+\gamma^p\beta^n\delta^m+\gamma^p\beta^m\delta^n+\cdots)\\
&+\delta^p\alpha^m\beta^n+\delta^p\alpha^n\beta^m+\delta^p\alpha^m\gamma^n+\delta^p\alpha^n\gamma^m+\delta^p\beta^n\gamma^m+\delta^p\beta^m\gamma^n+\cdots)\\
&+\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots,
\end{align}</math>}}}}
Nella maniera medesima supponiamo
{{equazione|<math>\begin{align}
\sum x^mx^nx^px^q&=\alpha^q(\beta^m\gamma^n\delta^p+\beta^n\gamma^m\delta^p+\cdots)\\
&+\beta^q(\alpha^m\gamma^n\delta^p+\alpha^n\gamma^m\delta^p+\cdots)\\
&+\gamma^q(\alpha^m\beta^n\delta^p+\alpha^n\beta^m\delta^p+\cdots)\\
&+\delta^q(\alpha^m\beta^n\gamma^p+\alpha^n\beta^m\gamma^p+\cdots)\\
&+\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots\cdots
\end{align}</math>}}
{{noindent|e così di seguito.}}
{{§|40|'''40.'''}} Dal {{Pg|27#39|nº prec}}. e dal {{Pg|7#8|n° 8}} è chiaro che sarà
{{equazione|{{x-smaller|<math>\begin{align}
\sum x^mx^n&=\alpha^n\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}+\beta^n\sum x^{m^{\frac{\beta}{}}}+\gamma^n\sum x^{m^{\frac{\gamma}{}}}+\delta^n\sum x^{m^{\frac{\delta}{}}}+\cdots,\\
\sum x^mx^nx^p&=\alpha^p\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}}+\beta^p\sum x^mx^{n^{\frac{\beta}{}}}+\gamma^p\sum x^mx^{n^{\frac{\gamma}{}}}+\delta^p\sum x^mx^{n^{\frac{\delta}{}}}+\cdots,\\
\sum x^mx^nx^px^q &= x^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}}+\beta^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\beta}{}}}+\gamma^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\gamma}{}}}+\delta^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\delta}{}}}+\cdots,
\end{align}</math>
<math>\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots</math>}}}}
{{§|41|'''41.'''}} ''Avremo sempre''
{{equazione|pretesto=(''H'')|{{smaller|<math>\sum x^mx^n=\sum x^n\sum x^m-\sum x^{m+n},</math>}}}}
{{equazione|pretesto=(''I'')|{{smaller|<math>\sum x^mx^nx^p=\sum x^p\sum x^mx^n-\sum x^mx^{n+p}-\sum x^nx^{m+p},</math>}}}}
{{equazione|pretesto=(''K'')|{{smaller|<math>\sum x^mx^nx^px^q=\sum x^q\sum x^mx^nx^p-\sum x^mx^nx^{p+q}-\sum x^mx^px^{n+q}-\sum x^nx^px^{m+q},</math>}}}}<noinclude><references/></noinclude>
7kt2lb80tnvye8cckqda1hly1jpjne7
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione||{{Sc|capo ii. — proprietà generali delle equazioni.}}|29|riga=si}}</noinclude>''e in generale''
{| style="border-collapse:collapse"
| {{Cs|M}} | (''L'')
| {{equazione| {{smaller|<math>\begin{cases}
\sum x^mx^nx^px^q\ldots x^u&=\sum x^n\sum x^mx^nx^px^q\cdots\\
&-\sum x^mx^nx^p\ldots x^{q+u}-\sum x^mx^nx^q\ldots x^{p+u}\\
&-\sum x^mx^px^q\ldots x^{n+u}-\sum x^nx^px^q\ldots x^{m+u}\\
&-\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots
\end{cases}</math>}}
|}
Ed infatti:
1º Poichè abbiamo
{{equazione|<math>\sum x^m=\alpha^m+\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}</math>}}
{{noindent|(n<sup>i</sup> {{Pg|8#9|9}}, {{Pg|22#34|34}}), moltiplicando per <math>\alpha^n</math> ne verrà}}
{{equazione|<math>\alpha^n\sum x^m=\alpha^{m+n}+\alpha^n\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}.</math>}}
In egual modo troveremo essere
{{equazione|<math>\begin{alignat}{2}
\beta^n\sum x^m&=\beta^{m+n}&&+\beta^n\sum x^{m^{\frac{\beta}{}}},\\
\gamma^n\sum x^m&=\gamma^{m+n}&&+\gamma^n\sum x^{m^{\frac{\gamma}{}}},\\
\delta^n\sum x^m&=\delta^{m+n}&&+\delta^n\sum x^{m^{\frac{\delta}{}}},
\end{alignat}</math>
<math>\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots</math>}}
Dunque, sommando in colonna tutte queste equazioni, ci risulterà
{{equazione|{{smaller|<math>(\alpha^n+\beta^n+\gamma^n+\delta^n+\cdots)\sum x^m=\alpha^{m+n}+\beta^{m+n}+\gamma^{m+n}+\delta^{m+n}+\cdots</math><math>\cdots+\alpha^n\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}+\beta^n\sum x^{m^{\frac{\beta}{}}}+\gamma^n\sum x^{m^{\frac{\gamma}{}}}+\delta^n\sum x^{m^{\frac{\delta}{}}}+\cdots,</math>}}}}
{{noindent|e ponendo le rispettive espressioni, otterremo}}
{{equazione|<math>\sum x^n\sum x^m=\sum x^{m+n}+\sum x^mx^n</math>}}
{{noindent|(n<sup>i</sup> {{Pg|22#34|34}}, {{Pg|28#40|40}}), e quindi}}
{| class="border-collapse:collapse"
| {{Cs|M}} | (''H'')
| {{equazione|<math>\sum x^mx^n=\sum x^n\sum x^m-\sum x^{m+n}.</math>}}
|}
2º Essendo
{{equazione|<math>\sum x^mx^n=\alpha\Big|\sum x^mx^n+\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}}</math>}}
{{noindent|({{Pg|8#9|n° 9}}), e come si vede nel {{Pg|27#39|n° 39}} dalla prima fila orizzontale e dalla prima colonna del valore di <math>\sum x^mx^n</math>, essendo}}
{{equazione|<math>\alpha\Big|\sum x^mx^n=\alpha^n\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}+\alpha^m\sum x^{n^{\frac{\alpha}{}}},</math>}}
{{noindent|ne viene che avremo}}
{{equazione|<math>\sum x^mx^n=\alpha^n\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}+\alpha^m\sum x^{n^{\frac{\alpha}{}}}+\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}},</math>}}
{{noindent|e in egual modo, cangiata semplicemente la <math>\alpha</math> in <math>\beta,\gamma,\delta,\ldots,</math> trovasi essere}}
{{equazione|<math>\begin{alignat}{4}
\sum x^mx^n&=\beta^n\sum x^{m^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^m\sum x^{n^{\frac{\beta}{}}}&&+\sum x^mx^{n^{\frac{\beta}{}}},\\
\sum x^mx^n&=\gamma^n\sum x^{m^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^m\sum x^{n^{\frac{\gamma}{}}}&&+\sum x^mx^{n^{\frac{\gamma}{}}},\\
\sum x^mx^n&=\delta^n\sum x^{m^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^m\sum x^{n^{\frac{\delta}{}}}&&+\sum x^mx^{n^{\frac{\delta}{}}},\\
\end{alignat}</math>
<math>\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots</math>}}<noinclude><references/></noinclude>
5q5qfahv7mc1blznougz9mtuuqjaufp
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione|30|{{Sc|teoria generale delle equazioni.}}|riga=si}}</noinclude>Moltiplico presentemente queste equazioni rispettivamente per <math>\alpha^p,\beta^p,\gamma^p,\delta^p,\ldots,</math> e venendone
{{equazione|{{smaller|<math>\begin{alignat}{4}
\alpha^p\sum x^mx^n&=\alpha^{n+p}\sum x^{m^{\frac{\alpha}{}}}&&+\alpha^{m+p}\sum x^{n^{\frac{\alpha}{}}}&&+\alpha^p\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}},\\
\beta^p\sum x^mx^n&=\beta^{n+p}\sum x^{m^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^{m+p}\sum x^{n^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^p\sum x^mx^{n^{\frac{\beta}{}}},\\
\gamma^p\sum x^mx^n&=\gamma^{n+p}\sum x^{m^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^{m+p}\sum x^{n^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^p\sum x^mx^{n^{\frac{\gamma}{}}},\\
\delta^p\sum x^mx^n&=\delta^{n+p}\sum x^{m^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^{m+p}\sum x^{n^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^p\sum x^mx^{n^{\frac{\delta}{}}},
\end{alignat}</math>
<math>\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots</math>}}}}
{{noindent|sommo in colonna tutti questi risultati. Ora la somma della prima colonna è <math>=\sum x^p\sum x^mx^n,</math> quella della seconda pel {{Pg|28#40|n° 40}} è <math>=\sum x^mx^{n+p},</math> quella della terza è <math>=\sum x^nx^{m+p},</math> e quella della quarta è <math>=\sum x^mx^nx^p.</math> Dunque, eseguita l’operazione otterremo}}
{{equazione|<math>\sum x^p\sum x^mx^n=\sum x^mx^{n+p}+\sum x^nx^{m+p}+\sum x^mx^nx^p,</math>}}
{{noindent|e però}}
{| style="border-collapse:collapse"
| (''I'')
| {{equazione|<math>\sum x^mx^nx^p=\sum x^p\sum x^mx^n-\sum x^mx^{n+p}-\sum x^nx^{m+p}.</math>}}
3º Avendosi
{{equazione|<math>\sum x^mx^nx^p=\alpha\Big|\sum x^mx^nx^p+\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}}</math>}}
{{noindent|({{Pg|8#9|n° 9}}), e dal {{Pg|27#39|n° 39}} vedendosi essere}}
{{equazione|{{smaller|<math>\alpha\Big|\sum x^mx^nx^p=\alpha^p\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}}+\alpha^n\sum x^mx^{p^{\frac{\alpha}{}}}+\alpha^m\sum x^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}},</math>}}}}
{{noindent|ne segue che sarà}}
{{equazione|{{x-smaller|<math>\sum x^mx^nx^p=\alpha^p\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}}+\alpha^n\sum x^mx^{p^{\frac{\alpha}{}}}+\alpha^m\sum x^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}}+\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}},</math>}}}}
{{noindent|e cangiata la <math>\alpha</math> in <math>\beta,\gamma,\delta,\ldots,</math> avremo egualmente}}
{{equazione|{{x-smaller|<math>\begin{alignat}{5}
\sum x^mx^nx^p&=\beta^p\sum x^mx^{n^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^n\sum x^mx^{p^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^m\sum x^nx^{p^{\frac{\beta}{}}}&&+\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\beta}{}}},\\
\sum x^mx^nx^p&=\gamma^p\sum x^mx^{n^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^n\sum x^mx^{p^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^m\sum x^nx^{p^{\frac{\gamma}{}}}&&+\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\gamma}{}}},\\
\sum x^mx^nx^p&=\delta^p\sum x^mx^{n^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^n\sum x^mx^{p^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^m\sum x^nx^{p^{\frac{\delta}{}}}&&+\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\delta}{}}},
\end{alignat}</math>
<math>\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots</math>}}}}
{{noindent|Moltiplico, come precedentemente, per <math>\alpha^q,\beta^q,\gamma^q,\delta^q,\ldots</math> queste successive equazioni, ed avutine i risultati}}
{{equazione|{{x-smaller|<math>\begin{alignat}{5}
\alpha^q\sum x^mx^nx^p&=\alpha^{p+q}\sum x^mx^{n^{\frac{\alpha}{}}}&&+\alpha^{n+q}\sum x^mx^{p^{\frac{\alpha}{}}}&&+\alpha^{m+q}\sum x^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}}&&+\alpha^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\alpha}{}}},\\
\beta^q\sum x^mx^nx^p&=\beta^{p+q}\sum x^mx^{n^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^{n+q}\sum x^mx^{p^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^{m+q}\sum x^nx^{p^{\frac{\beta}{}}}&&+\beta^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\beta}{}}},\\
\gamma^q\sum x^mx^nx^p&=\gamma^{p+q}\sum x^mx^{n^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^{n+q}\sum x^mx^{p^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^{m+q}\sum x^nx^{p^{\frac{\gamma}{}}}&&+\gamma^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\gamma}{}}},\\
\delta^q\sum x^mx^nx^p&=\delta^{p+q}\sum x^mx^{n^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^{n+q}\sum x^mx^{p^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^{m+q}\sum x^nx^{p^{\frac{\delta}{}}}&&+\delta^q\sum x^mx^nx^{p^{\frac{\delta}{}}},
\end{alignat}</math>
<math>\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots\ldots</math>}}}}
{{No rientro}}li sommo in colonna, ed è chiaro che, come nell’altro caso, ci risulterà, pel {{Pg|28#40|n° 40}},<noinclude><references/></noinclude>
s5k2xkaz7gjymq5qek8vlkul1bx3j4l
Wikisource:Domande tecniche
4
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Cruccone
53
/* Problemi in modifica */
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wikitext
text/x-wiki
<div class="noprint" style="float: center; width: automatic; border: solid #{{Colore portale sfondo barre 2}} 1px; margin: automatic; margin-left: automatic; font-size: 90%; background: #{{Colore portale sfondo barre 3}}; padding-top: 0.4em; padding-right: 0.4em; margin-bottom: 0em">{{Nascondi titolo}}
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== Google OCR ==
@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sotto eis, il vecchio gadget OCR Google è fantastico, ti chiedo di riattivarlo. In alternativa, ma non so se è possibile, si potrebbe modificare il gadget generale Trascrivi il testo, in modo che interpreti l'immagine corrente e non l'immagine della pagina iniziale, visualizzata al primo ingresso in eis. La prima soluzione è sicuramente più facile. Io mi arrangio, ma almeno altri 2 utenti ne sentono la mancanza. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:29, 16 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: va bene, l'ho rimesso nella lista. Dovete però attivarlo individualmente. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:57, 16 feb 2026 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie!!!! Speriamo che Giaccai e Carlomorino lo possano attivare. Intanto verifico con la mia utenza dummy. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:13, 16 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Candalua|Candalua]] A posto, adesso vedo il pulsante anche in modifica normale; sotto eis ne vedo due, ma sistemerò dopo qualche ulteriore verifica :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:17, 16 feb 2026 (CET)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sistemato eis, è stato facile. Mi permetti di tentare di sistemare il problema di RigaIntestazione? Dovrebbe essere altrettanto semplice, ma per farlo devo mettere le manacce su tuoi script. C'è anche un piccolo problema su Trova e Sostituisci, nella gestione della sostituzione di apostrofi, ma temo che quello sia più complesso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:46, 21 feb 2026 (CET)
:::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: va bene. Sugli apostrofi cosa ti servirebbe cambiare? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:04, 21 feb 2026 (CET)
::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Ti documento meglio il problema; chissà che non sia già risolto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:15, 21 feb 2026 (CET)
:::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Infatti non riesco più a riprodurlo. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:21, 21 feb 2026 (CET)
{{rientro}}{{ping|Candalua}} Ho cominciato al leggere il codice dello script. Noto una differenza sostanziale (il parametro step) e vedo che la pagina step viene riletta dal server. Ci penso un po'. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:47, 21 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: lo step serve per andare a leggere 2 pagine prima ed eventualmente anche 4 pagine prima, in modo da recuperare il Ri precedente a qualche pagina di illustrazione o inizio capitolo che interrompe la sequenza. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:11, 21 feb 2026 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Devo capire come il parametro step viene "passato" allo script. Comunque: se eis è attivato, allora esistono tre oggetti eis.p_0, eis.p_1, eis.p_2 che nontengono tutti il testo delle tre pagine che interessano per autoRi e per pt. La mia idea è quindi di far "sentire" allo script se siamo in eis, e se sì, di far usare per autoRi questi dati. Non ho fretta. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:09, 21 feb 2026 (CET)
:::Per cominciare, vedo che in modifica normale eis.p_0==undefined è true, mentre sotto eis è false. Un inizio... :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:46, 22 feb 2026 (CET)
::::Niente da fare: non capisco il codice js, quindi rinuncio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:25, 22 feb 2026 (CET)
== Il vecchio autoRi.. ==
@[[Utente:Candalua|Candalua]] In [[Indice:Grossi - Opere poetiche, 1877.djvu]] ho incontrato un caso inconsueto: bisogna compilare sia RigaIntestazione (per il titolo dell'opera/del lla sezione) in header che PieDiPagina in footer (per il numero pagina). Ebbene, la vecchia funzione newRi() fa in automatico entrambe le cose (perlomeno sotto eis). Finchè dura, mi piace. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:43, 11 mar 2026 (CET)
== Pentimento:Templatestyle ==
@[[Utente:Candalua|Candalua]] Troppo entusiasta per l'introduzione di templatestyle, l'ho usato subito per alcuni template ricorrenti (Ct, SmallerBlock, o) mentre, a seguito della brillante introduzione della pagina style.css di nsIndice, ho visto che quest'ultima soluzione presentava vari vantaggi.
Mi domando: è opportuna una grande "pulizia" per trasportare il css di templatestyle nelle pagine style.css? O è meglio lasciare le cose come stanno? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:24, 17 mar 2026 (CET)
== Problemi in modifica ==
Ciao a tutti, è da un paio di giorni che in modifica vedo mal formattate alcune anteprime, probabilmente dove usa il css. Ad esempio vedo male la barra del SAL, e alcuni template come {{tl|VoceIndice}} dove vedo barre | tra alcuni campi e campi disallineati. Ho solo io questo problema? [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:00, 5 giu 2026 (CEST)
:Anche io. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:10, 5 giu 2026 (CEST)
::La barra del SAL la vedevo male anch'io fino a pochi minuti fa, ora mi sembra normale. Sul {{tl|VoceIndice}} ho preso qualche esempio a caso e non ho notato malfunzionamenti--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 16:26, 5 giu 2026 (CEST)
:::Vedo male anche {{tl|Capolettera}} che mi appare in anteprima con un a capo. [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 20:17, 7 giu 2026 (CEST)
ai74yrof34e0k8m32kqi24nt9ec7l39
3844968
3844840
2026-06-08T10:09:54Z
Candalua
1675
/* Problemi in modifica */ Risposta
3844968
wikitext
text/x-wiki
<div class="noprint" style="float: center; width: automatic; border: solid #{{Colore portale sfondo barre 2}} 1px; margin: automatic; margin-left: automatic; font-size: 90%; background: #{{Colore portale sfondo barre 3}}; padding-top: 0.4em; padding-right: 0.4em; margin-bottom: 0em">{{Nascondi titolo}}
{| width="100%" style="background:#{{Colore portale sfondo barre 3}};"
|
<div style="text-indent:0em; font-size:x-large;padding-left: 1em; padding-top:0.5em">Domande tecniche</div>
<div style="text-indent:0em; font-size:small;padding-left: 3.4em; padding-top: 0.2em;padding-bottom: 1em;">il punto d'incontro e discussione tra geek e niubbi!</div>
| width="270" align="right" valign="top"|
{{Archivio|Anno|2007}}
|}
</div>
<span class="noprint indice_etichetta" style="float: right;">[[Image:Nuvola filesystems folder open.png|16px]] Categoria: '''[[:Categoria:Domande tecniche|Domande tecniche]]'''</span>
<span class="noprint indice_etichetta">[[Wikisource:Bar|Bar]] [[Immagine:Nuvola apps noatun.png|8px]] [[Wikisource:Domande tecniche|Domande tecniche]] </span>
{{A fine pagina|centrato|sfondo=none|bordo=none|indice=no}}
Pagina dedicata a domande sul software, sulla struttura organizzativa del progetto, sulla visualizzazione e i bug dei browser.
Le comunicazioni Tech News verranno ricevute su [[Wikisource:Domande tecniche/Tech News]].
<noinclude>[[Categoria:Wikisource Bar]][[Categoria:Domande tecniche| ]]</noinclude>
<div class="plainlinks" style="text-align:center;">
[{{fullurl:Wikisource:Domande tecniche|action=edit§ion=new}} <span class="mw-ui-button mw-ui-progressive">Premi qui per inserire la tua domanda o la tua osservazione</span>]
</div>
{{Ricerca|tutto l'archivio}}
== Google OCR ==
@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sotto eis, il vecchio gadget OCR Google è fantastico, ti chiedo di riattivarlo. In alternativa, ma non so se è possibile, si potrebbe modificare il gadget generale Trascrivi il testo, in modo che interpreti l'immagine corrente e non l'immagine della pagina iniziale, visualizzata al primo ingresso in eis. La prima soluzione è sicuramente più facile. Io mi arrangio, ma almeno altri 2 utenti ne sentono la mancanza. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:29, 16 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: va bene, l'ho rimesso nella lista. Dovete però attivarlo individualmente. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:57, 16 feb 2026 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie!!!! Speriamo che Giaccai e Carlomorino lo possano attivare. Intanto verifico con la mia utenza dummy. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:13, 16 feb 2026 (CET)
:::@[[Utente:Candalua|Candalua]] A posto, adesso vedo il pulsante anche in modifica normale; sotto eis ne vedo due, ma sistemerò dopo qualche ulteriore verifica :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:17, 16 feb 2026 (CET)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sistemato eis, è stato facile. Mi permetti di tentare di sistemare il problema di RigaIntestazione? Dovrebbe essere altrettanto semplice, ma per farlo devo mettere le manacce su tuoi script. C'è anche un piccolo problema su Trova e Sostituisci, nella gestione della sostituzione di apostrofi, ma temo che quello sia più complesso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:46, 21 feb 2026 (CET)
:::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: va bene. Sugli apostrofi cosa ti servirebbe cambiare? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:04, 21 feb 2026 (CET)
::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Ti documento meglio il problema; chissà che non sia già risolto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:15, 21 feb 2026 (CET)
:::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Infatti non riesco più a riprodurlo. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:21, 21 feb 2026 (CET)
{{rientro}}{{ping|Candalua}} Ho cominciato al leggere il codice dello script. Noto una differenza sostanziale (il parametro step) e vedo che la pagina step viene riletta dal server. Ci penso un po'. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:47, 21 feb 2026 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: lo step serve per andare a leggere 2 pagine prima ed eventualmente anche 4 pagine prima, in modo da recuperare il Ri precedente a qualche pagina di illustrazione o inizio capitolo che interrompe la sequenza. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:11, 21 feb 2026 (CET)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Devo capire come il parametro step viene "passato" allo script. Comunque: se eis è attivato, allora esistono tre oggetti eis.p_0, eis.p_1, eis.p_2 che nontengono tutti il testo delle tre pagine che interessano per autoRi e per pt. La mia idea è quindi di far "sentire" allo script se siamo in eis, e se sì, di far usare per autoRi questi dati. Non ho fretta. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:09, 21 feb 2026 (CET)
:::Per cominciare, vedo che in modifica normale eis.p_0==undefined è true, mentre sotto eis è false. Un inizio... :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:46, 22 feb 2026 (CET)
::::Niente da fare: non capisco il codice js, quindi rinuncio. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 14:25, 22 feb 2026 (CET)
== Il vecchio autoRi.. ==
@[[Utente:Candalua|Candalua]] In [[Indice:Grossi - Opere poetiche, 1877.djvu]] ho incontrato un caso inconsueto: bisogna compilare sia RigaIntestazione (per il titolo dell'opera/del lla sezione) in header che PieDiPagina in footer (per il numero pagina). Ebbene, la vecchia funzione newRi() fa in automatico entrambe le cose (perlomeno sotto eis). Finchè dura, mi piace. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:43, 11 mar 2026 (CET)
== Pentimento:Templatestyle ==
@[[Utente:Candalua|Candalua]] Troppo entusiasta per l'introduzione di templatestyle, l'ho usato subito per alcuni template ricorrenti (Ct, SmallerBlock, o) mentre, a seguito della brillante introduzione della pagina style.css di nsIndice, ho visto che quest'ultima soluzione presentava vari vantaggi.
Mi domando: è opportuna una grande "pulizia" per trasportare il css di templatestyle nelle pagine style.css? O è meglio lasciare le cose come stanno? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:24, 17 mar 2026 (CET)
== Problemi in modifica ==
Ciao a tutti, è da un paio di giorni che in modifica vedo mal formattate alcune anteprime, probabilmente dove usa il css. Ad esempio vedo male la barra del SAL, e alcuni template come {{tl|VoceIndice}} dove vedo barre | tra alcuni campi e campi disallineati. Ho solo io questo problema? [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:00, 5 giu 2026 (CEST)
:Anche io. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 14:10, 5 giu 2026 (CEST)
::La barra del SAL la vedevo male anch'io fino a pochi minuti fa, ora mi sembra normale. Sul {{tl|VoceIndice}} ho preso qualche esempio a caso e non ho notato malfunzionamenti--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 16:26, 5 giu 2026 (CEST)
:::Vedo male anche {{tl|Capolettera}} che mi appare in anteprima con un a capo. [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 20:17, 7 giu 2026 (CEST)
::::Trattasi del bug [[phab:T428215]]. C'è stata una modifica che ha rotto il caricamento dei fogli di stile. Il problema è stato individuato e dovrebbe essere risolto questa settimana. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:09, 8 giu 2026 (CEST)
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Wikisource:Bar/Archivio/2026.04
4
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2026-06-08T10:02:14Z
Accurimbono
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/* IMPORTANTE: Addio all'area dati! */
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wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! ==
Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana.
Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità.
La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti.
L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione.
Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]].
Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org.
A presto,
il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 11:48, 7 apr 2026 (CEST)
== Formattazione ns0 di un glossario ==
[[Poesie milanesi/Glossario di voci milanesi antiquate oppure di significato dubbio, illustrate nelle note del testo]]: che ne dite? A me piace :-)
(occhio, guardate solo solo la formattazione: il testo va ancora corretto) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:02, 13 apr 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-16</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W16"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/16|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* Experienced editors are invited to [https://b24e11a4f1.catalyst.wmcloud.org/wiki/Main_Page test] the [[mw:Special:MyLanguage/Article guidance|Article guidance]] feature, designed to help less-experienced editors create well-structured, policy-compliant Wikipedia articles. Testing instructions are [[mw:Special:MyLanguage/Article guidance/Test feature guide|available]]. Also, after reviewing [https://b24e11a4f1.catalyst.wmcloud.org/wiki/Category:Pages_using_article_guidance the outlines], please provide feedback on the [[mw:Talk:Article guidance|project talk page]]. Based on your input, the feature will be refined and transferred to the pilot Wikipedias to translate and adapt. Check out [[c:File:Article Guidance workflow demo - April 2026.webm|the video]] explaining the feature.
'''Updates for editors'''
* On most wikis, all autoconfirmed users can now use [[Special:ChangeContentModel|Special:ChangeContentModel]] page to [[mw:Special:MyLanguage/Help:ChangeContentModel|create new pages with custom content models]], such as mass message lists, making custom page formats more accessible. Check [[Special:ListGroupRights|Special:ListGroupRights]] for the status of your wiki. [https://phabricator.wikimedia.org/T248294]
* The Growth team has launched an [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account_Creation_Experiments|account creation experiment]] to evaluate whether adding an account creation button to the mobile web header increases new account registrations and encourages more mobile users to contribute to the wikis. The experiment is currently live on Hindi, Indonesian, Bengali, Thai, and Hebrew Wikipedia, and targets 10% of logged-out mobile web users.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:30}} community-submitted {{PLURAL:30|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where VisualEditor could get stuck loading on Windows devices with animations turned off, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T382856]
'''Updates for technical contributors'''
* Starting later this week, {{int:group-abusefilter}} who have the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|{{int:codemirror-beta-feature-title}}]] beta feature enabled will have [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|CodeMirror]] instead of [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeEditor|CodeEditor]] as the editor at [[Special:AbuseFilter|Special:AbuseFilter]]. This is part of the broader effort to make the user experience more consistent across all editors. [https://phabricator.wikimedia.org/T399673][https://phabricator.wikimedia.org/T419332]
* Tools and bots that access the [[mw:Special:MyLanguage/Notifications/API|Notifications API]] (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>action=query&meta=notifications</nowiki></code></bdi>) will need to update their OAuth or BotPassword grants to also include access to private notifications. [https://phabricator.wikimedia.org/T421991]
* Due to a library upgrade, listings on category pages may be displayed out of order starting on Monday, 20th April. A migration script will be run to correct this, and will take hours to days depending on the size of the wiki (up to a week for English Wikipedia). [https://phabricator.wikimedia.org/T422544]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.24|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/16|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W16"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:19, 13 apr 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30380527 -->
== Nuovo template Testo ==
Di recente ho riscritto interamente il template Testo usando Lua, passando così da [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Template:Testo&action=edit&oldid=3649189 questo blob incomprensibile], dove era ormai impossibile mettere le mani, a [[Modulo:Testo|quest'altra roba]] che, beh... a molti di voi sembrerà altrettanto ''arabesca'', ma vi assicuro che è molto meglio :). Questa riscrittura mi ha infatti permesso di introdurre varie piccole migliorie, che i più attenti di voi avranno forse già notato:
* nelle pagine Autore e Opera: i dati dell'edizione, cioè luogo-editore-anno, adesso compaiono subito, mentre prima bisognava attendere che venissero caricati uno per uno;
* nelle pagine Autore, dove è presente un template Opera, compare ora un link "Mostra edizioni", che carica la lista delle edizioni prendendole dalla pagina Opera;
* i template Testo errati, che puntano a pagine di disambigua o a pagine Opera, adesso vengono evidenziati in rosso e aggiunti alle relative categorie di lavoro sporco ([https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Template_Testo_che_puntano_ad_una_Disambigua] e [https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Template_Testo_che_puntano_ad_una_pagina_Opera]) per essere individuati e corretti;
* i template Testo che puntano ad un redirect ora appaiono con il simbolo ↳, così anche questi si possono vedere facilmente e correggere (in questo caso mi sono limitato ad una indicazione molto discreta, visto che comunque questi link funzionano ugualmente);
* ho migliorato leggermente la forma, sostituendo l'orrenda dicitura "traduzione di Anonimo" con la più sensata "traduzione anonima".
Ovviamente se vedete stranezze rispetto a prima, fate un fischio. E se vi vengono in mente ulteriori miglioramenti, sappiate che ora saranno più facili :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:11, 16 apr 2026 (CEST)
== Piccoli problemi ==
Primo problema:
la finestra di modifica delle pagine ha fatto la cura dimagrante. <delÈ vero che c'è un cursore in basso che permette di allungarla >ma su eis l'anteprima rimane piccola</del>.
Secondo:
certamente è colpa mia ma <nowiki>{{RigaIntestazione||— {{Rl|6}} —|}}</nowiki> funziona a metà, nel senso che a pagina VIII continua a mettere VI.
Terzo:
sempre su eis se vado alla pagina successiva sulla destra mi mostra la "pagina originale" precedente.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 15:48, 16 apr 2026 (CEST)
: {{ping|Carlomorino}} {{ping|OrbiliusMagister}}
: Ho aggiunto al mio file [[Utente:Alex brollo/common.js]] questo codice:
<pre>$("document").ready(function() {
if (mw.config.get("wgCanonicalNamespace")=="Page" && mw.config.get("wgAction")=="edit") {
document.getElementById("wpTextbox1").rows = "30";
$("#divPreview").css("height","750px");
}
})</pre>
: Il problema del campo testo con cura dimagrante (e anche della sua anteprima) sotto eis mi si è risolto.
: Per gli altri due problemi mi semplifichi la vita se mi dai il nome di una delle della pagine dove avviene il fenomeno. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:55, 3 mag 2026 (CEST)
::Ciao @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]. Ho provato qualche giorno fa ad editare su source in francese e inglese e hanno la finestra a posto. Ipotizzo qualche nuova impostazione di interfaccia non ben documentata, ma io purtroppo non sono riuscito a trovare nulla che indicasse come risolvere il problema o quale impostazione di interfaccia modificare o impostare. —[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 23:23, 5 mag 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Mi spiace, ma è una cosa fuori delle mie capacità.... non ho la più pallida idea nemmeno di dove cercare :-(. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:54, 5 mag 2026 (CEST)
== Autopubblicazioni ==
L'utente {{ping|Graziano D'Urso}} ha caricato due sue opere ([[Indice:L’insegnante di canto tra responsabilità civile, deontologia professionale e metodologia didattica - Graziano D'Urso.pdf]] e [[Indice:Corpo, gesto e parola nella costruzione del baritono verdiano - Graziano D'Urso.pdf]]), fontate da [[:w:Zenodo]]. A mio parere si tratta comunque di autopubblicazioni e quindi da cancellare come non rilevanti e promozionali: pareri? [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 20:48, 16 apr 2026 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]], su questo progetto non abbiamo problemi né di rilevanza, altrimenti qualcuno a comincerebbe ritenere [[Autore:Tommaso Grossi|Tommaso Grossi]] meno ''enciclopedico'' di [[Autore:Alessandro Manzoni|Alessandro Manzoni]], [[Autore:Giuseppe Artale|Giuseppe Artale]] irrilevante rispetto a [[Autore:Giovan Battista Marino|Giovan Battista Marino]] e non proseguo oltre; ma nemmeno abbiamo problemi di autopromozione: di fatto abbiamo anche un certo numero di testi di autori viventi autopubblicati: ciò può avvenire '''purché il testo sia già pubblicato altrove e donato sui progetti Wikimedia dal detentore dei diritti di pubblicazione''', tramite la precedura di [[:m:VRT|VRT]]: diversamente dietro il nome utente potrebbe tranquillamente celarsi qualunque impersonatore intenzionato a defraudare il D'Urso della sua proprietà intellettuale.
:Dunque il problema non è l'enciclopedicità ma la possibile violazione di copyright, molto più pericolosa per il progetto.
:Su questo chiamo in causa il nostro operatore VRT di fiducia, @[[Utente:Ruthven|Ruthven]]. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:44, 17 apr 2026 (CEST)
::{{ping|OrbiliusMagister}} Sono d'accordo con la sostanza del tuo discorso, ma in questo caso il problema è quel "pubblicato altrove": Zenodo è un altrove, ma chiunque può caricare qualsiasi cosa (vedi [https://about.zenodo.org/policies/ Policies], in particolare "Eligible depositors"). Mi sembrerebbe un controsenso vietare l'autopubblicazione ma permetterla se prima si carica il proprio testo su Internet--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 18:37, 17 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]]@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] altri utenti erano contrari a permettete la pubblicazione di testi autopubblicati nel senso di "testi che non sono mai stati pubblicati da un editore terzo rispetto all'autore" in quanto sarebbe una forma di autopromozione. Bisogna però dire che già Google evita di mettere Wikisource ai primi posti nei risultati delle ricerche in quanto è un concorrente di Google Libri (e Google fa la stessa cosa con Internet Archive). Inoltre la licenza CC permessa da Wikisource impedisce all'autore di essere l'unico ad avere il diritto di usare il testo a scopi commerciali. In sostanza se permettiamo testi autopubblicati l'autore non ci guadagna granché... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:41, 17 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]], @[[User:Myron Aub|Myron Aub]] ho dato un'occhiatina ai (brevi) documenti pubblicati, e l'intento promozionale dell'utente emerge dal fatto che in entrambi, ora all'inizio ora alla fine, compaiono rimandi a pubblicazioni dello stesso autore: il primo è come un'introduzione a un manuale e il secondo è come una sintesi di un testo con ISBN e altro presentato alla fine del documento. Io di mio sarei molto liberista ma al tempo stesso molto legato alla presenza di fonti pubblicate ''su carta'', ma siccome vedo della malafede nell'operazione di d'Urso propongo questo percorso: non consideriamo la fonte online come "terza" e quindi pongo i testi in cancellazione per mancanza di fonte stampata: se in una settimana non arriva un loro ticket VRT faccio sparire i testi.
::::Riflettiamo però su questo: una tale cancellazione metterebbe in discussione le opere pubblicate online attualmente presenti da noi. Non so quanto ci convenga in un'ottica di lungo corso, dunque - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:39, 18 apr 2026 (CEST)
:::::{{ping|Myron Aub}} "Autopromozione" vuol dire anche guadagnarsi un'autorevolezza che non si ha ("Sono perfino su Wikisource!"). Non è necessario raggiunga il grande pubblico.
:::::{{ping|Orbilius Magister}} Quello delle opere pubblicate online è una zona grigia che non penso si possa normare in modo semplice. Alcuni casi però forse non sono così difficili: testi che non hanno avuto altra diffusione che l'autopubblicazione, secondo me, non sono accettabili--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 08:29, 18 apr 2026 (CEST)
::::::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]]@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Intanto in queste ultime ore è stato caricato un altro testo autopubblicato su Amazon, il "Manifesto del pensiero strutturato" di Carlo Marino. Mesi fa qualcuno aveva proposto il criterio della Wikisource francese, ovvero si potevano caricare testi recenti solo se gli editori di tali testi si tenevano all' "obbligo, rivolto agli editori, produttori, o comunque ai soggetti responsabili di una pubblicazione, di depositarne un certo numero di copie nelle biblioteche e/o istituzioni designate, secondo determinate procedure, per finalità culturali", come prescritto da una legge italiana [https://biblioteche.cultura.gov.it/it/Attivita/deposito-legale/ qui]. A me personalmente basterebbe che la casa editrice del libro fosse intestata a una persona diversa da quella dell'autore (anche se comunque esistono anche le famigerate case editrici a pagamento, che non sono il massimo della garanzia di autorevolezza)... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 18:21, 19 apr 2026 (CEST)
:::::::Anche questo secondo me è da cancellare per direttissima. Pagare Amazon per far finta di essere un autore non rende la cosa sostanzialmente diversa dall'autopubblicazione. La stessa cosa per tutte le altre case editrici a pagamento--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 19:42, 19 apr 2026 (CEST)
::::::::Concordo per la cancellazione. La nostra missione è tutt'altra, non siamo qui per dare visibilità ad autori misconosciuti. Ovviamente non è un giudizio nel merito, ma questi autori dovrebbero prima guadagnarsi una qualche autorevolezza fuori da Wikisource, e poi, se vogliono, possono donarci i loro testi. Aggiungo che per pochi che siano, costituiscono sempre un aggravio del nostro lavoro: quasi mai questi contributori sono in grado da soli di caricare un testo correttamente, quindi è necessario guidarli, correggere, spostare ecc., oppure lasciare il testo in disordine, cosa che ovviamente va a detrimento dell'intero progetto. Se vale la pena perché porta valore a Wikisource, è giusto spenderci del tempo; sennò, ci stiamo solo procurando dei grattacapi in più per chi si sobbarca il lavoro sporco. Faccio notare che una ricerca per "Whelmity" restituisce ZERO risultati che non siano la pagina Amazon del libro o altre strettamente connesse. Non c'è una recensione, una citazione in qualche altro lavoro, nulla. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 23:35, 19 apr 2026 (CEST)
:::::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]]@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]]@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Forse potrebbe essere un'idea usare per gli scrittori viventi che vogliono caricarsi su Wikisource i "criteri di enciclopedicità" usati da Wikipedia per decidere se creare una voce per certi scrittori oppure no [https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Criteri_di_enciclopedicit%C3%A0/Scrittori_e_libri qui]... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 10:11, 20 apr 2026 (CEST)
::::::::::{{ping|Myron Aub}} Personalmente mi sarebbe sufficiente che l'opera sia stata pubblicata con un serio proccesso editoriale: ad esempio un articolo pubblicato su una rivista scientifica (in senso ampio) sarebbe assolutamente benvenuto anche se l'autore non fosse enciclopedico--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 14:16, 20 apr 2026 (CEST)
{{rientro}} {{ping|Myron Aub|Dr Zimbu|Candalua|OrbiliusMagister}} Scusate il ritardo. Anche io sono d’accordo ad aggiornare le nostre policy per evitare autopromozione. Secondo me la cosa più semplice è accettare da viventi testi su pubblicazioni che hanno un codice isbn o issn e che quindi hanno subito un vaglio editoriale, anche se on Line. —- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 18:51, 5 mag 2026 (CEST)
:@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] In realtà il codice Isbn o Issn non dimostra aver subito un vaglio editoriale, anche i testi auto-pubblicati mediante Amazon KDP hanno l'ISBN se cartacei e lo hanno anche le case editrici a pagamento. Io preferirei che l'autore vivente, oltre ad aver pubblicato per un (presunto?) editore avesse delle "credenziali" o delle "referenze" che dimostrino che siti o persone specializzate nel recensire libri del genere (non parlo quindi dei recensori che mettono le recensioni con stelline su Amazon, che a volte hanno origini non proprio oneste) li abbiano ritenuti interessanti... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 19:44, 5 mag 2026 (CEST)
::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]grazie della risposta. Hai perfettamente ragione, ma avevo pensato che chi pubblica su Amazon ho paga la casa editrice non sia interessato a mettere a disposizione gratis il proprio testo. Chi vuole accreditare la propria idea si… Nel caso decidessimo dei criteri, quelli di pedia sono sufficienti? —[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 23:18, 5 mag 2026 (CEST)
== Pubblicazioni di inventari e documenti archivistici ==
Buongiorno, a complemento di un progetto di ricerca phD sulla storia del Conservatorio "L. Boccherini" di Lucca, mi stavo domandando se fosse possibile (e se magari ci sono già esperienze in questo senso) pubblicare su WS gli inventari dell'archivio del Conservatorio, e anche i documenti veri e propri. Si tratta dell'archivio che va dal 1842 al 1950.
Un esempio analogo su WS tedesca potrebbe essere, a livello strutturale, questo: https://de.wikisource.org/wiki/Archiv_f%C3%BCr_Musikforschung (qui viene solo presentata la struttura e il contenuto della rivista, di cui non si pubblicano i contenuti perché ancora sotto diritto).
Grazie a tutte/i per i suggerimenti! [[User:Pagimailis|Pagimailis]] ([[User talk:Pagimailis|disc.]]) 05:31, 17 apr 2026 (CEST)
:In effetti qui sul progetto in lingua italiana abbiamo un paio di casi simili ma non uguali a quello da te citato.
:*La collezione di riviste dell'Archivio Ricordi, a te sicuramente nota
:*La raccolta dei dati elettorali che sta curando @[[Utente:Carlomorino|Carlomorino]]
:La differenza principale tra de.source e noi è che su de.source la comunità chiede una garanzia almeno nominale di impegno a non lasciare a metà un lavoro di grosse dimensioni, mentre qui su it.source siamo un po (forse un po' troppo) lassisti per cui troviamo con una carrettata di progetti iniziati e abbandonati a vari stati di lavoro.
:Nota che l'esempio di de.source è illuminante di un altro differente paradigma: de.source è un progetto molto più ''meta'' di noi e di altri: proprio per il suo intento di ospitare tendenzialmente testi completi e curati preferisce indicare molte fonti esterne senza trascriverle; non è il nostro caso.
:In sintesi: se intendi trascrivere o hai già trascritto e vorresti pubblicare qui gli inventari, ben venga, ma facci capire se è un'opera di ampio respiro che richiede un team e quale sia lo stato della trascrizioni per capire quale prospettiva di caricamento e formattazione si presenti; in secondo luogo se la trascrizione è da formattare e da convalidare si prospetta un processo di lungo corso in cui nessun utente (si parla sempre di volontari) firma un contratto vincolante, dunque ci sono alte probabilità che questi elenchi richiedano tempi lunghi per raggiungere uno stato di avanzamento dei lavori avanzato: nell'ormai famoso stile wiki qui tanto le "sandbox" quanto le opere ''in fieri'' o le opere completate sono pubblicamente visibili. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:03, 17 apr 2026 (CEST)
::grazie a @[[Utente:OrbiliusMagister|Orbilio]] per avermi in qualche modo coinvolto. Personalmente sono convinto chi l'Italia ha troppi archivi che non sono stati pubblicati. Si inizia solo da pochi anni. Se mi fate un fischio sono ben contento di dare una mano (anche per cambiare un po'). --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:46, 17 apr 2026 (CEST)
::grazie davvero! il progetto di ricerca coinvolgerebbe il dottorando di ricerca specificatamente dedicato all'archivio storico del conservatorio, due studenti che lavorano alla biblioteca del conservatorio, e me (sono il direttore della biblioteca del Conservatorio, e supervisore del dottorando e studenti). Più che (o oltre) alla trascrizione degli inventari storici (che sono solo 2, e sono diciamo relativamente semplici), pensavo alla pubblicazione su wikisource la meta struttura dell'archivio, perché poi i singoli documenti archivistici saranno o trascritti integralmente (sempre su WS, pensavo) oppure (in casi troppo complessi) resi disponibili tramite link alla digitalizzazione. Al momento sono in fase esplorativa del progetto WS, posso contattarti direttamente per riformularlo al meglio, @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]? Grazie ancora! [[User:Pagimailis|Pagimailis]] ([[User talk:Pagimailis|disc.]]) 10:24, 18 apr 2026 (CEST)
== Questa è nuova... malfunzionamento nel caricamento delle immagini pagina ==
Oggi me ne succede una nuova; sto usando Chrome sotto Windows 10.
Entrando in una pagina nsPagina qualsiasi, il caricamento dell'immagine della pagina è regolare. Passando in modifica, l'immagine viene caricata per un attimo e poi scompare; ricompare con un click nell'area immagine. Stessa cosa in creazione di una nuova pagina. La console emette un lamento: "Error creating texture in WebGL. openseadragon.js:28820".
Succede anche a voi? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:25, 17 apr 2026 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: stessa cosa anch'io. Al solito, è stato aperto un bug: [[phab:T423548]] ma siamo ancora nella fase di brancolamento nel buio. Anche la rotella del mouse fa ricomparire l'immagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:48, 17 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Fastidioso, ma non bloccante. Ok, mi dedico ad altro: ho adocchiato una piccola opera incompiuta, [[Il Libro dei Re - Volume I]] e seguenti, dove c'è da fare offline "per un po' di tempo" :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:17, 17 apr 2026 (CEST)
:Da molto tempo... nell'ordine degli anni. C'è un range di dimensioni in cui l'immagine scompare, per ricomparire rimpicciolendo o ingrandendo.
:Ne approfitto per segnalare uno strano e fastidioso (spero solo per me) bugghetto che mi affligge da qualche settimana.
:Se modifico una pagina in ns0, nsPagina ecc. la mia tastiera con la solita combinazione Mac <code>option+shift+è</code> non produce più una ''parentesi graffa aperta'', ma al suo posto un ’, cioè un apostrofo o virgoletta singola di chiusura ; ugual discorso per la ''parentesi quadra aperta'' (su Mac <code>option+è</code>) che dà ancora una volta il carattere "’" (per la precisione su Mac <code>option+shift+3</code>).
:Questo bug non si verifica fuori da it.source e non si verifica con il sistema attuale di risposta nelle discussioni con anteprima immediata, quello che sto usando ora per scrivere qui al bar.
:Purtroppo questo mi impedisce di scrivere direttamente link o template a mano, ricorrendo agli automatismi e ai tasti di sscelta rapida, niente di drammatico, ma la necessità di staccare le dita dalla tastiera mi rallenta e questo sappiamo essere un problema per chi edita con costanza. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:31, 17 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Non conosco minimamento Mac. C'è una pezza che potrebbe aiutare: usare memoRegex usando un carattere o una brevissima sequenza di caratteri per poi farli sostituire a memoRegex con Alt+7. IN alternativa corre in sottofondo la routine <code>shortcut</code> che registra appunto nuovi shortcuts di tastiera dediniti dall'utente, che possono essere registrati in [utente]/PersonalButtons.js, ma vedo dal tuo PersonalButtons che lo sai già.
:: Quanto all'immagine che scompare e riappare, per me è una novità, comunque c'è un bug aperto, come dice Candalua, pazientiamo e vediamo. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:53, 18 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: dicono che il caricamento delle immagini è risolto.
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: i gadget che introducono shortcut con l'apostrofo sono Strumenti per la rilettura e Trova e Sostituisci. Suppongo che tu stia usando solo il primo, prova a disabilitarlo per vedere se il problema scompare, così intanto capiamo se è quello. I nostri shortcut andrebbero riscritti meglio, adesso sono basati sui codici dei tasti e non sul carattere associato, ma i codici sul Mac sono un po' diversi e potrebbero andare sul tasto sbagliato... [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:09, 22 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Grazie. purgo il pc, ricarico e vediamo. Speriamo che eis gradisca... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:43, 22 apr 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Sembra tutto ok, compreso eis. Festeggiamo! Era veramente fastidioso. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:46, 22 apr 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] qualunque edit tu abbia compiuto ha funzionato: sono tornato in possesso delle graffe e quadre aperte! Evviva!
:::::Il bug dell'immagine evanescente è stato risolto ieri (incrociamo le dita).
:::::Resta (solo) il [[#Piccoli problemi|bug della finesta di edit ridotta]], che riguarda noi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:29, 24 apr 2026 (CEST)
== Template font ==
Quale template devo usare per cambiare in font script (tipo Bitstream English 157) una riga di testo? [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 10:09, 17 apr 2026 (CEST)
:Il modo più spiccio è usare direttamente un tag span, esempio:
* <code><nowiki><span style= "font-family:Book antiqua">testo in Book antiqua</span></nowiki></code> -> <span style= "font-family:Book antiqua">testo in Book antiqua</span>
Oppure usare il template {{tl|Span}} (vedi doc). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:19, 17 apr 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Dimenticavo: applicare un font diverso da quello standard non è una pratica comune/raccomandata, anche se in qualche raro caso potrebbe essere opportuna. In che pagina ti serve, giusto per discuterne? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:34, 19 apr 2026 (CEST)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] Su [[Pagina:Apertura del tronco della strada ferrata Ferdinandea da Milano a Treviglio.djvu/1]], ma era più una curiosità generale. Grazie comunque! --[[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 09:35, 20 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Ecco, quello è un caso in cui non lo farei :-). In teoria, ci potrebbero essere casi in cui l'uso di un font particolare contiene convenzionalmente un "dato" altrimenti non registrabile con nessuno dei soliti strumenti (corsivo, grassetto, spaziato...), ma per ora non mi è mai successo di incontrarne. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:06, 20 apr 2026 (CEST)
== Piccolo casino ==
Non so come ho fatto, ma ho cambiato involontariamente il SAL della pagina [[Pagina:Chi l'ha detto.djvu/812]] e non posso più rimetterla al 100%, qualche anima pia sistema? Grazie [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 10:40, 17 apr 2026 (CEST)
:@[[Utente:Cruccone|Cruccone]]: non so se sono un'anima tanto pia, comunque: {{fatto}} :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:44, 17 apr 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto mensile aggiornamento (ormai... vi tocca) sull'uso di Lilypond in it.WS sempre nella speranza che qualche generoso musicista sia in ascolto (a parte @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] da cui ho mutuato questo titolo).
# Abbiamo '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''' ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]''
# #Ho creato un modello di pagina per le "note alla trascrizione". Questo mi consente di:
## evitare copia e incolla ogni volta che devo creare una ''Nota alla trascrizione''
## modificando la pagina-modello, modificare automaticamente tutte le ''Note alla trascrizione'' che stanno nella pagina di discussione delle varie partiture. Vedi ad es. ''[[Discussione:Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse|Intermezzo-Valse]]''. Sto estendo questo sistema a tutte le note
# Ho risolto il problema della riproduzione delle ripetizioni, ma soprattutto quello degli '''abbellimenti''', ovvero '''trilli''' e '''tremolii'''. Infatti un conto è la trascrizione fedele della partitura a fronte, un altro la sua corretta riproduzione MIDI. Non vi tedio coi dettagli, chi vuole trova tutto scritto in una qualsiasi delle più recenti ''Note alla trascrizione'', ad es. ''[[Discussione:Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse|questa]]'' dove potete cogliere anche la differenza nell'incipit di quel brano (confrontando il midi integrale, con quello della pagina singola). Anche questo sistema è in graduale estensione ai MIDI (integrali) di tutte le partiture.
# Ho chiesto a Gemini "Puoi farmi una panoramica della pubblicazione di spartiti e partiture su wikisource di lingua italiana, francese e inglese?" Non posso incollarvi il link con la risposta perché WS non lo consente, ma la cosa interessante è che ci stiamo specializzando positivamente rispetto agli altri WS.
Il progetto italiano punta molto sull'esperienza interattiva: molti spartiti trascritti permettono l'ascolto immediato della melodia, riportando alla luce brani che spesso non venivano eseguiti dalla loro prima pubblicazione.
Comunque non dice (almeno: non per ora) che né en.WS né fr.WS mostrano direttamente il codice Lilypond sulla pagina come facciamo noi. Almeno non mi sembra: vedi ad es. [https://en.wikisource.org/wiki/Page:The_Strand_Magazine_(Volume_2).djvu/635 '''qui''']
# Infine, mi sono iscritto a un gruppo facebook specializzato su Lilypond, chissà che non ne venga qualche interazione utile.
Alla prossima [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:36, 17 apr 2026 (CEST)
== Avviso per chi ha usato CropTool ==
Vi chiedo di annotare qui sotto il vostro nome utente, se avete usato CropTool peer caricare illustrazioni su Commons con CropTool. C'è un bug nel tool: se il file djvu o pdf è stato caricato con un template Book, CropTool lo clona nelle immagini ritagliate in modo errato ("taglia" prime righe del template: vedi [[:c:File:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti (page 234 crop).jpg]].
Non trtovo, al momento, un sistema più intelligente di scovare i file errati che di verificare i caricamenti su Commons dei file jpg, utente per utente. Ho già avvisato @[[Utente:Ruthven|Ruthven]] del problema. Grazie!
IN alternativa potrei controllare [[:c:Category:Pages using Information template with parsing errors]], ma esito a mettere le mani via bot su file Commons di utenti sconosciuti.
* [[Utente:Alex brollo]]
* [[Utente:Candalua]]
* [[Utente:Dr Zimbu]]
* [[Utente:Cruccone]]
* [[Utente:Modafix]]
* [[Utente:Pic57]]
* ...
[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:09, 20 apr 2026 (CEST)
:PS: CropTool, "clonando" il template Book, commette una serie di errori sui metadati (il più serio è quello che attribuisce l'immagina all'autore del file djvu/pdf). Correggere questo errore via bot è tutt'altro che facile, a meno di fare i furbi e assegnare tutte le immagini ritagliate a Author=unknown. Ci penserò, dopo essermi chiarito le idee su come operare via bot su Commons.
:Grazie a chi ha letto e elencato il suo nome utente. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:56, 20 apr 2026 (CEST)
::Il chiarimento sarà lungo e ostico :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:07, 21 apr 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Beccata la lettura dei tags: l'oggetto Page ha un attributo <code>oldest.revision.tag</code> che restituisce la lista dei tags della revisione più vecchia (ossia quella della creazione). Ho così potuto filtrare i file della categoria [[:c:Category:Pages using Information template with parsing errors]] in cui dovrebbero esserci quelli con tl|Book malamente potato da CropTool. Sono poche centinaia, in gran parte di frwikisource. Un passetto è fatto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:29, 21 apr 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Con un po' di perdita dei non numerosi neuroni residui, ho corretto i file (non so se tutti...) che presentavano questo bug di CropTool e che erano finiti nel calderone di [[:c:Category:Pages using Information template with parsing errors]]. SE me ne ricorderò, ripeterò la pulizia ogni tanto. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:04, 6 mag 2026 (CEST)
== IMPORTANTE: Addio all'area dati! ==
Carissimi,
la recente riscrittura in linguaggio Lua del template {{Tl|Testo}}, unita a quella di {{Tl|IncludiIntestazione}} e qualche altra cosetta, apre ora la porta ad un cambiamento epocale per il nostro progetto: dopo 16 anni, possiamo finalmente mandare in pensione la famosa "area dati"!
Per chi non lo sapesse o non se ne ricordasse, l'area dati era un magheggio inventato da quel geniaccio di @[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], che permetteva di salvare nelle pagine ns0 i dati salienti dei testi (autore, anno ecc.), in una serie di "section", e richiamarli altrove tramite il template {{tl|Dato}}, usato principalmente all'interno dei template menzionati sopra. L'area dati è generalmente invisibile all'utente: uno script la nasconde quando si entra in modifica di una pagina, e la ricrea quando si salva la pagina. Questo meccanismo funziona il 99,9% delle volte: occasionalmente si rompe, e allora nella cronologia della pagina si vede sparire l'area dati, e la si vede ricomparire al successivo salvataggio: lo si può vedere ad esempio [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Evviva_la_vita!&diff=prev&oldid=3638786 in questa diff].
Questo stratagemma, in un'epoca in cui non avevamo né Lua né Wikidata, era una soluzione sporca ma efficace. Ora naturalmente ha fatto il suo tempo e non è più necessaria: i template Testo e IncludiIntestazione ora leggono direttamente il wikitesto della pagina da cui devono prendere i dati (sempre grazie ad un'idea di Alex), in maniera anche più efficiente, e non hanno più necessità di una section che contenga il dato. Dunque è finalmente possibile liberarci dell'area dati.
Intanto lascio passare qualche giorno per dare tempo agli utenti attivi di leggere questo annuncio. Prossimamente inizierò a spegnere gli script responsabili dell'area dati, e a rimuoverla dalle pagine del namespace principale mediante bot (sono riuscito a rimettere in funzione il mio bot, anche se solo da locale). In questa fase intermedia '''potreste vedere che modificando una pagina "sparisce" del testo''': questo sarà da considerarsi normale (e temporaneo), quindi non spaventatevi. A parte questo, il cambiamento sarà del tutto indolore, e la modalità di lavoro di Wikisource non cambierà: molti di voi non noteranno differenze rispetto a prima, ma il sito sarà leggermente più veloce in certe operazioni, e spariranno gli errori occasionali di cui sopra. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:17, 20 apr 2026 (CEST)
:@[[Utente:Candalua|Candalua]] Bene. Finalmente si semplifica parecchio anche la creazione/modifica di una pagina via bot. Tenere allineato il wikitesto della pagina e il contenuto dell'Area Dati complicava parecchio le cose.... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:45, 20 apr 2026 (CEST)
::Come primo passo, l'ho disabilitata per le nuove pagine create da adesso in avanti. Poi appena riesco procedo a toglierla da tutte le altre. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:07, 23 apr 2026 (CEST)
:::Script disattivato e rimozione in corso! [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:02, 24 apr 2026 (CEST)
::::Rimozione completata in tutto il namespace principale! Sto finendo gli ultimi controlli, ma finora sembra tutto a posto. Prossimamente farò la stessa cosa anche nel namespace Autore. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:28, 26 apr 2026 (CEST)
:::::Rimosso anche da Autore e disattivati i vari script! È finita, possiamo consegnare l'area dati ai nostri archivi! [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:34, 6 mag 2026 (CEST)
:::::: Leggo solo ora. Bella novità e grazie per il vostro lavoro! --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 12:02, 8 giu 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-17</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W17"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/17|Translations]] are available.
'''Weekly highlight'''
* After two years of development, [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|{{int:codemirror-beta-feature-title}}]], also known as [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|CodeMirror 6]], is to be promoted out of beta on Tuesday, April 21. It brings better code and wikitext readability, reduction in typing errors, and other [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|benefits]] to all users of the standard syntax highlighter. A huge thank you to volunteer [https://phabricator.wikimedia.org/p/Bhsd/ Bhsd] who developed many of the new features, including [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#Code folding|code folding]], [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#Autocompletion|autocompletion]], and [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#Linting|linting]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T259059]
* A major update to the Wikipedia app for iOS is now rolling out, redesigning the interface to align with Apple's latest "Liquid Glass" visual design. [https://apps.apple.com/us/app/wikipedia/id324715238 Download the latest version] and explore the update.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading lists]] is a feature which allows readers to save articles to a list for reading later. This feature is now in beta on Arabic, French, Indonesian, Vietnamese, and Chinese Wikipedias and by default for all new accounts on all Wikipedias.
* An experiment which explores extending [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/Mobile page previews|Page Previews to mobile web]] will be launched in the week of April 20 on Arabic, English, French, Italian, Polish, and Vietnamese Wikipedias. Page Previews are pop-ups that display a thumbnail, lead paragraph, and a link to open the full article of a blue link, thereby improving content discovery. The feature is already available on desktop and in the apps. [[m:Special:MyLanguage/List of experiments in Product and Technology#Template|Read more about this experiment and others]].
* On several wikis, logged-in editors who haven't [[mw:Special:MyLanguage/Help:Email confirmation|confirmed their email addresses]] can now see a banner encouraging them to do so. Having the email address confirmed allows a user to restore access to the account if they lose it. [[mw:Special:MyLanguage/Product Safety and Integrity/Account Security#Encouraging users to confirm their email addresses|Learn more]]. [https://phabricator.wikimedia.org/T421366]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:15}} community-submitted {{PLURAL:15|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where editing very large wiki pages in the 2017 wikitext editor caused slow loading, preview and scrolling lag, and performance issues when selecting, cutting, or pasting content, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T184857]
'''Updates for technical contributors'''
* As part of the promotion of [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|CodeMirror]] from a beta feature, all users will use [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeMirror|CodeMirror]] instead of [[mw:Special:MyLanguage/Extension:CodeEditor|CodeEditor]] for syntax highlighting when editing JavaScript, CSS, JSON, Vue and Lua content pages. [https://phabricator.wikimedia.org/T419332]
* The <code>mirrors.wikimedia.org</code> service for Debian and Ubuntu users will sunset and stop working on May 15. The resources for the service will be replaced with new and better options. Some users may need to switch to a different server which should take about a minute. [https://lists.wikimedia.org/hyperkitty/list/wikitech-l@lists.wikimedia.org/thread/LJYRIS4WB66HIRCAO4GIDTXCMDVZRBMA/ You can read more]. [https://phabricator.wikimedia.org/T416707]
* The <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>image</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>oldimage</nowiki></code></bdi> table will be removed from [[wikitech:Help:Wiki Replicas|wikireplicas]]. If your tools or queries access <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>image</nowiki></code></bdi> or <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>oldimage</nowiki></code></bdi> directly, please update them to use the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>file</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>filerevision</nowiki></code></bdi> table before 28 May. [https://phabricator.wikimedia.org/T28741]
* Following the recent implementation of global API rate limits on unidentified traffic, the Wikimedia Foundation will continue efforts to ensure [[mw:Special:MyLanguage/MediaWiki Product Insights/Responsible Reuse|fair use of infrastructure]] by applying global limits to identified API traffic beginning the last week of April. These limits are intentionally set as high as possible to minimise impact on the community. Bots running in Toolforge/WMCS or with the bot user right on any wiki should not be affected for now. However, all developers are advised to follow updated best practices. For more information, see [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia APIs/Rate limits|Wikimedia APIs/Rate limits]] and [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia APIs/Rate limits/FAQ|Frequently Asked Questions]].
* The [[mw:Special:MyLanguage/Attribution API|Attribution API]] is now available as a [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia APIs/Stability policy|beta]]. The API fetches information for crediting Wikimedia articles and media files wherever they are used. Reference documentation is available through the REST Sandbox special page available on all Wikimedia wikis (such as the [https://en.wikipedia.org/w/index.php?api=attribution.v0-beta&title=Special%3ARestSandbox REST sandbox on English Wikipedia]). Share your feedback on the [[mw:Talk:Attribution API|project talk page]].
* There is no new MediaWiki version this week.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/17|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W17"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:00, 20 apr 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30432763 -->
== Problemi con modifica in sequenza ==
Ciao a tutti, da qualche giorno ho problemi con modifica in sequenza, se lo apro e mi sposto di pagina continuo a visualizzare la stessa pagina del .djvu, mentre avanza solo il codice nostro. [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:31, 23 apr 2026 (CEST)
== Cultura che scompare ==
Cari amici,
Desidero pubblicizzare un libro
{{Quote|Soon after the cinema was born in the 1890s, a few visionaries realized that film could become one of the most vivid and engaging means of recording history. But when they proposed creating archives to collect and preserve moving images, no one seemed to respond. Most movie studios treated films as expendable objects to be discarded after their theatrical runs, and most collections that actually survived were hidden in specialized spaces: newsreel archives, stock footage libraries, universities, and collectors’ basements.|
|Poco dopo la nascita del cinema negli anni ’90 dell'800, pochi visionari si resero conto che la pellicola poteva divenire uno dei mezzi più vividi e coinvolgenti della storia della registrazione. Ma quando proposero di creare achivi per raccogliere e preservare le immagini in movimento, nessuno sembrava rispondere. La maggioranza degli studi cinematografici trattavano le pellicole come oggetti deperibili di cui disfarsi dopo le proiezioni nei cinema, e gran parte delle collezioni che effettivamente sono sopravvissute furono nascoste in spazi dedicati: archivi di cinegiornali, biblioteche di documentazione di repertorio, cantine di università e collezionisti.
|''Vanishing Culture: A Report on Our Fragile Cultural Record (2026)''
}}
Questa situazione di recupero fortunoso di documenti ritenuti trascurabili e in gran parte perduti si è ripetuto molte volte dall'invenzione della scrittura in poi, ed ogni volta è con rammarico che si appura cosa non ci saremmo persi se ci fossero giunte le lettere scritte su tavolette di cera, i manoscritti periti nei roghi, i periodici a stampa di tre secoli fa circolati su carta fragilissima. Ho scelto una citazione relativa al medium della pellicola perché è cronologicamente più vicino a quello digitale che sta affrontando una situazione storicamente simile.
La lettura – purtroppo in inglese, ma essa vale lo sforzo di traduzione – serve a mettere meglio a fuoco la missione dei progetti Wikimedia e in particolare di Wikisource.
Il libro è gratuitamente leggibile online e scaricabile '''{{IA|vanishing-culture-2026|su Internet Archive}}'''. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:07, 24 apr 2026 (CEST)
== Request for comment (global AI policy) ==
<bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Apologies for writing in English. {{int:Please-translate}}
A [[:m:Requests for comment/Artificial intelligence policy|request for comment]] is currently being held to decide on a global AI policy. {{int:Feedback-thanks-title}}
[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[User talk:MediaWiki message delivery|disc.]]) 02:58, 26 apr 2026 (CEST)
</bdi>
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<!-- Messaggio inviato da User:Codename Noreste@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30424282 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-18</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W18"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/18|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* There is a change in how new users are autoconfirmed that will improve anti-vandalism protection. Currently, users who have had an account for a few days and made a few edits are automatically added to the [[{{int:grouppage-autoconfirmed/{{CONTENTLANGUAGE}}}}|{{int:group-autoconfirmed}}]] group. This configuration tends to be exploited by some vandals, who create accounts and start to use them only after some time. To mitigate this, the configuration will be updated next week so that – for the purpose of becoming autoconfirmed – the account age will be counted from their first edit, instead of registration date. The numeric value of the age threshold will remain the same. This change will be deployed only to wikis which require at least one edit as part of the autoconfirmation conditions. [https://phabricator.wikimedia.org/T418484]
* All Wikipedia users with new accounts and those who activated the "automatically enable most beta features" option in their preference can now use the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|reading lists]] beta feature to save articles for later reading. This helps organize reading interests in one place for convenient access.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:30}} community-submitted {{PLURAL:30|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, the issue where infobox images have huge padding in Firefox, has been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423676]
'''Updates for technical contributors'''
* As a reminder, the global API rate limits will be applied this week to identified API traffic. This is to help ensure [[mw:MediaWiki Product Insights/Responsible Reuse|fair use of infrastructure]]. Bots running in Toolforge/WMCS or with the bot user right on any wiki should not be affected for now. However, all developers are advised to follow updated best practices. For more information, including the actual rate limits, see [[mw:Wikimedia APIs/Rate limits|Wikimedia APIs/Rate limits]] and [[mw:Wikimedia APIs/Rate limits/FAQ|Frequently Asked Questions]].
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.46/wmf.26|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/18|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W18"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:06, 27 apr 2026 (CEST)
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<!-- Messaggio inviato da User:UOzurumba (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30458046 -->
== Aiuto! ==
Da qualche mese mi sto dedicando alla trascrizione di [[Indice:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu]]. Non mi manca tantissimo al suo completamento, ma vorrei chiedere alcune delucidazioni agli utenti più esperti:
1. In [[Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/552|questa pagina]] come faccio a formattare l'indice in note?
2. In [[Saggi (Algarotti)/Indice dei nomi|questo indice]] sono riuscito a trascrivere il chilometrico elenco dei nomi citati, ma in alcune pagine (ad esempio, tra pag. 634 e 635) è rimasto un a capo tra lo stesso paragrafo.
3. Nella [[Saggi (Algarotti)/Nota filologica|nota filologica]] faccio fatica a rendere quelle pagine in cui il testo viene diviso in due colonne disomogenee (vedi [[Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/573|qua]] e [[Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/574|qua]]). Inoltre [[Pagina:Algarotti, Francesco - Saggi, 1963 - BEIC 1729548.djvu/564|questo albero genealogico]] può essere reso graficamente o lo copio come immagine?
Grazie (prematuramente) per la pazienza. [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 21:19, 27 apr 2026 (CEST)
:1. L'ho inserito come una semplice tabella. Aggiungere i puntini è possibile, ma non so se lo ritieni necessario; per altri particolari (centrature nelle celle, corsivo) si può farlo direttamente sulla tabella o lavorare sul css della calasse <code>tab1</code> nella pagina style.css.
:2. Ho solo eliminato una riga vuota in fondo alla pagina 634. Giusto lì'accorgimento di non andare a capo dopo il tl|Colonna nella pagina successiva.
:3. vedi se ti va bene. Per l'albero genealogico, io ripiegherei su un'immagine.
:4. se ci sono problemi su qualsiasi pagina, "taggami" pure sulla pagina discussione della pagina. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:02, 1 mag 2026 (CEST)
:: {{ping|Alex brollo}} Con un po' di calma sono riuscito a mettere a posto le varie cose grazie ai tuoi suggerimenti e penso a breve di poter chiudere questo testo (molto interessante, peraltro). Se ho altri dubbi vedo di segnalarti sulla singola pagina, in effetti. --[[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 22:00, 4 mag 2026 (CEST)
== Criteri di accessibilità ==
Di recente ho saputo della sempre maggiore importanza che viene data alla "accessibilità" delle pagine web. In sostanza si tratta di rendere i contenuti accessibili anche ai disabili (ad esempio non vedenti e ipovedenti), ad esempio mettere informazioni "semantiche" riconosciute dai lettori vocali. Ad esempio un lettore vocale quando trova un'immagine legge una descrizione di essa, quando trova una parola o frase inglese dentro a un testo italiano allora quella parte di testo è pronunciata in inglese, i numeri romani vengono letti non come lettere ma come numeri e così via. Wikisource come è attrezzata al riguardo? [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 08:02, 30 apr 2026 (CEST)
:@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]: questo purtroppo è uno dei temi più trascurati nello sviluppo di siti web, nonostante ci siano anche degli obblighi di legge. Tempo fa avevo provato a lanciare sulle nostre pagine qualche tool di analisi dell'accessibilità, e davano risultati non tanto buoni, anche se non proprio disastrosi. Ero anche riuscito ad apportare qualche piccolo miglioramento, poi in realtà molti dei problemi riscontrati dipendono dall'interfaccia standard di MediaWiki, e non possiamo farci molto. Tra le cose che possiamo fare, c'è ad esempio mettere l'attributo "alt" sulle immagini descrivendone il contenuto (quello che poi come dici tu verrà letto dai lettori vocali).
:Poi bisognerebbe mettersi ad analizzare una gran varietà di pagine e confrontare i risultati, perché magari certe pagine usano dei template che aggiungono "rumore semantico", se individuiamo quali sono si può intervenire.
:Ovviamente il discorso è lungo e complesso, esistono delle linee-guida ma non è una scienza esatta... sarebbe bello, se qualcuno ha dei contatti, riuscire ad avere un feedback da qualche persona non vedente per capire qual'è la loro esperienza, se i nostri testi tutto sommato sono abbastanza "leggibili" o se proprio ci sono ostacoli per loro insormontabili o troppo fastidiosi (ad esempio, quanto è lungo e complicato "raggiungere" l'inizio del testo vero e proprio, "saltando" i vari menu e comandi dell'interfaccia?).
:Oppure qualche volontario potrebbe provare a installarsi un lettore vocale, bendarsi e cercare di usarlo (non ridete, si fa davvero così anche in ambito professionale, è l'unico modo per rendersi davvero conto). [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:08, 30 apr 2026 (CEST)
:: Bendato avrei serie difficoltà ad accendere il pc e a entrare in wikisource... per ora mi accontento di emulare, quanto più possibile, l'accessibilità di un libro cartaceo. E in effetti il "visualizzatore" dà un risultato abbastanza simile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:16, 1 mag 2026 (CEST)
43wddtii4jv3uhwizvdhhpy4mjx87dl
Pagina:Statistica elezioni 1909 legislatura 23.djvu/77
108
1009616
3844833
3665063
2026-06-07T17:51:31Z
Carlomorino
42
3844833
proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 43 —|''Girgenti''}}</noinclude>{{pt|{{Elezioni 1909 1}}}}
|- {
|colspan=11 class=t02| {{§|Licata}} <br/> {{Wl|Q48802268|Collegio di Licata}} (popolazione 68,401).
|- class=r1
|2404||2002|| {{Wl|Q3792327|Fili-Astolfone Ignazio}} || ||1085||3123||1881|| '' {{Wl|Q63928382|Lalumia Ignazio}} '' || ||''772''||
|- class=r1
| || || ''Riolo Domenico'' || ||877|| || || '' {{Wl|Q3702370|Majorana Dante}} '' || ||''556''||
|-
|colspan=5 {{cs|L}} style="border-right:3px double;" |<br/> <small>L'elezione suppletiva già indetta pel 17 gennaio 1909, in seguito a dimissioni dell'eletto, fu prorogata, con R. D. 7 gennaio 1909, n. 11, a tempo indeterminato, e il collegio era ancora vacante alla chiusura della XXII Legislatura.<br/>L'On. Fili-Astolfone non posò la candidatura nelle elezioni generali del 1909.</small>
|colspan=5 {{cs|L}}| <br/> <small>Non vi fu proclamazione da parte dell’assemblea do! presidenti: la Giunta delle elezioni, al termine del primo periodo dei lavori parlamentari (8 aprile 1909), non aveva ancora deliberato circa questo collegio.<br/>Il numero degli elettori iscritti riguarda l'intero collegio; il numero dei votanti e quello del voti conseguiti da! candidati non comprendono invece i risultati della votazione avvenuta nelle sezioni 2° e 3° del comune di Licata, le quali contano complessivamente 851 elettori. I dati furono comunicati dal Prefetto di Girgenti.</small>
|-
|colspan=11 class=t02| {{§|Aragona}} <br/> {{Wl|Q48802354|Collegio di Aragona}} (popolazione 67,651).
|- class=r1
|3022||1856|| ''' {{Wl|Q21914809|Coffari Girolamo}} ''' || ||{{sans-serif|'''1670'''}}||3558||2677|| {{sans-serif|''' {{Wl|Q3856468|Vaccaro Michelangelo}} '''}} || <small>1º scrut.</small> ||1140||
|- class=r1
| || || || || || ||<small>1º scrut.</small>|| || {{nowrap|<small>1º scrut.</small>}} ||{{sans-serif|'''1667'''}}||
|- class=r1
| || || '' {{Wl|Q3638738|Verro Bernardino}} '' || ||124|| ||1785|| || || ||
|- class=r1
| || || || || || || {{nowrap|<small>2º scrut.</small>}} || '' Coffari Girolamo'' || <small>1º scrut.</small> ||872|| rowspan=2 {{cs|L}}| da 15 a 18, da 20 a 22 (U)
|- class=r1
| || || || || || || || || <small>2º scrut.</small> ||11
|- class=r1
| || || || || || || || ''Colonna di Cesarò Giovanni'' '''<big>{{larger|¤}}</big>''' || <small>1º scrut.</small> ||599||
|- class=r1
| || || || || || colspan=4 {{cs|L}}| <br/> <small>L'On. Coffari non mantenne la sua candidatura nella seconda votazione.</small>|| ||
|-
|colspan=11 class=t02| {{§|Sciacca}} <br/> {{Wl|Q48803312|Collegio di Sciacca}} (popolazione 56,916).
|- class=r1
|3487||2360|| {{Wl|Q63895402|Licata Giuseppe}} || ||1186||3814||2201|| {{sans-serif|''' {{Wl|Q63951532|Amato Mario}} '''}} || ||{{sans-serif|'''2072'''}}||
|- class=r1
| || || ''Tasca di Cutò Alessandro'' || ||949|| || || '' {{Wl|Q3610332|Tasca di Cutò Alessandro}} '' '''<big>{{larger|¤}}</big>''' || ||90|| 22 (U)
|- class=r1
| || || <br/> <small> <sup>L’On. Licata fa proclamato eletto dalla Giunta per le elezioni.</sup> </small> || || || || || || || ||
|- class=r1
| || || <br/> Elezione suppletiva del 25 marzo 1906, in seguito a decesso dell’eletto. {{Rule|4em|000|t=1|v=1}}|| || || || || || || ||
|- class=r1
|3677||1580|| {{Wl|Q3610332|Tasca di Cutò Alessandro}} || ||1569|| || || || || ||
|- class=r1
| || || <br/> Elezione suppletiva del 3 giugno 1906, in seguito a dimissioni dell'eletto. {{Rule|4em|000|t=1|v=1}}|| || || || || || || ||
|- class=r1
|3671||2362|| '''{{Wl|Q3610332|Tasca di Cutò Alessandro}}''' || <small>1º scrut.</small> ||1050|| || || || || ||
|- class=r1
| || <small>1º scrut.</small> || || {{nowrap|<small>2º scrut.</small>}} ||{{sans-serif|'''1116'''}}|| || || || || ||
|- class=r1
| || 2462 || || || || || || || || ||
|- class=r1
| || {{nowrap|<small>2º scrut.</small>}} || ''Amato Mario'' || <small>1º scrut.</small> ||808|| || || || || ||
|- class=r1
| || || || <small>2º scrut.</small> ||936|| || || || || ||
|- class=r1
| || || ''Giambalvo Gaspare'' || <small>1º scrut.</small> ||487|| || || || || ||
|- class=r1
| || || <br/> <small> L'On. Tasca di Cutò nelle elezioni generali del 1909 non posò la candidatura in questo collegio, ma la posò in quello di Palermo IV </small> || || || || || || || ||
|-
|colspan=11 class=t02| {{§|Bivona}} <br/> {{Wl|Q48802393|Collegio di Bivona}} (popolazione 55,321).
|- class=r1
|2902||1413|| '''De Michele-Ferrantelli Domenico''' || ||{{sans-serif|'''928'''}}||3210||2204|| {{sans-serif|''' {{Wl|Q63761225|De Michele-Ferrantelli Domenico}} '''}} || ||{{sans-serif|'''1474'''}}|| {{nowrap| da {{sans-serif|'''20'''}} a {{sans-serif|'''22 (U)'''}} }}
|- class=r1
| || || '' {{AutoreCitato|Francesco Saverio Nitti|Nitti Francesco Saverio}} '' || ||457|| || || ''Imbornone Giuseppe'' || ||726||
|-
|colspan=5 {{cs|L}} style="border-right:3px double;"| <br/> <small>Il numero degli elettori iscritti riguarda l’intero collegio; il numero dei votanti e quello dei voti conseguiti dai candidati non comprendono invece i risultati della votazione avvenuta nelle due sezioni di Ribera e nella sezione Lucca Sicula, le quali contavano complessivamente 818 elettori.</small> || {{cs|r}}| ||{{cs|r}}| || || {{cs|r}}| ||{{cs|r}}| ||
|-
<noinclude>|}</noinclude><noinclude></noinclude>
16d0nvt8mwuciw8flxms3ob4eb8nxwr
Pagina:Le Canzonete dei nostri veci.djvu/5
108
1010191
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3652775
2026-06-08T05:59:17Z
OrbiliusMagister
129
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||-5-|}}</noinclude>{{Ct|t=2|v=2|f=150%|2. Cossa me importa a mi che non son bela.}}
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%rigo canto 1.5
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\addlyrics { Co -- ssa me_im -- por -- ta_a mi che non son be -- la, Se g’ho l’a -- man -- te che me fa’l pi -- to -- re el me di -- pin -- ge -- rà co -- me_u -- na ste -- la co -- ssa me_im -- por -- ta_a mi che non son be -- la.
}%Chiude lyrics
>> %Chiude Canto
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% Forza la visualizzazione della stanghetta anche con un solo rigo
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Mi richiamo alla cartella N° 1. Confrontando le due canzoni non si riscontra che una leggera variante nella musica, e l’omissione del ritornello. A questa appartengono le poche quartine che presento in questa stessa cartella.
In quella che segue avvi poi altra leggera variante, però con un ritornello diverso.<noinclude><references/></noinclude>
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OrbiliusMagister
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{{Ct|f=200%|20. Guarda la luna...}}
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\addlyrics {Guar -- da la lu -- na co -- me che la ca -- mi -- na
La pas -- sai mo la pas -- sai mo la pas -- sai
mon -- ti el mar e la ma -- ri -- na.
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La xe’l mio mu la xe’l mio mu la xe’l mio
mu -- lo che_a la fon -- ta -- na_as pe -- ta.
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{{Ct|f=200%|21. Guarda che bel seren...}}
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b8 ais16 b cis8 b|
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%rigo canto 1.4
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}%Chiude relative Canto
\addlyrics {Guar -- da che bel se -- ren con tan -- te ste -- le se fos -- se gior -- no le vo -- ria con -- ta -- re e le vo -- ria con -- ta -- re_u -- na per u -- na que -- la de me -- zo xe la mia for -- tu -- na.
}%Chiude lyrics1
\addlyrics {Guar -- da la lu -- na co -- me la ca -- mi -- na la pas -- sa_i mon -- ti_e più no la ri -- sor -- ge guar -- da la Ni -- na co -- me_che la se ni -- na par che la spe -- ta chi che la_in -- fa -- ri -- na
}%Chiude lyrics2
>> %Chiude Canto
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Alex brollo
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Alex brollo
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<poem>
Molti regnanti furon già. Famosi
Erano in terra, prenci tutti, eroi
Di Cina e di Siklàb, d’India remota
E di Dehr anche, e tutti avean tesori,
Vincitor di città. Primi dovranno
Scegliersi i doni al nostro prence, e poi
Scerner la parte mia, scerner la tua.
:Principe Tus raccolse tutti. Vennero
Gli eroi con lui nel contrastato campo,
E fra due monti, là nel mezzo, un altro
Monte levossi, ove dorati cinti
Si vedeano e corone in biondo succino,
Seggi in nitido avorio e drappi greci,
Archi e saette, indiche spade e mazze,
E gualdrappe. Raccolta intorno intorno
Stava la gente a rimirar; ma un prode
E valoroso cavalier, di late
Spalle e d’arco maestro, un ligneo dardo
Di quattro penne anche vibrando forte,
Oltrepassato non avria quel cumulo
Da un capo all’altro. Si stupì quel prode
Figlio di Zal nel rimirarlo e assai
Fe’ voti a Dio, dicendo: Ecco!, la sorte
Fallace e rea talvolta una battaglia
T’appresta, anche talor dolce un convito,
E sue ricchezze van da questo a quello,
Ed ella dà talor benedicendo,
Maledicendo anche talvolta. Accumula
Altri immenso tesor per questa via,
Altri poi giunge e l’ha da quello. Tali
Eran Kamùs e il re di Cina. Vollero
Da Irania un fuoco suscitar; superbi
Eran per tal ricchezza e per armate
Genti che avean, per elefanti ardenti,
Per tesori adunati, e ricordanza
Non fean di Dio che la feconda terra
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 416 —|}}</noinclude>
<poem>
E il tempo e il ciel creò, molte fe’ cose
Aperte a noi, molte secrete ancora.
Avean pingui tesori e genti armate,
Ma perfid’alma e d’ingiustizia l’opre
Erano l’opre lor. Poi che di Dio
Non fean ricordo, non andar contenti
Di cotesto voltar del ciel superno.
Or d’ogni regìon questi gagliardi,
Eletti prenci d’ogni terra, al dorso
D’un elefante ardito accolti insieme,
Co’ lor troni dorati e gli elmi d’oro,
Al sire invierò, poscia dall’ampia
Raunata preda qual più degna cosa
Riserbar si potrà, questa in Irania
Sovra cammelli invïerò, per foga
Ardimentosi. Ma, frattanto, l’ampia
Terra conquisterò con la mia spada,
Col vigor di mia man, da questa a quella
Sponda, così qual è; quaggiù nessuno
Maligno e tristo lascierò, che tosto
Gol brando mio farò che tocchi ognuno
Sua degna parte; e se di qui correndo
Di Gang andrò alla terra, io penso e credo
Che per indugio non si fa più grande
Uom prode e battaglier. Viltà per noi
Questa sarìa, lasciar che resti in terra
Uom sanguinario e peccatore. Al sangue,
La mano appresterem noi tutti insieme,
Ch’io già non soffrirò che quei rinvenga
Sede al riposo. Nella polve il capo
Abbatterò degl’idolatri, e aperta
Di Dio santo farò la via diritta.
:Fin che il mondo sarà, tu resta a noi,
Gùderz gli disse, o generoso, o saggio!
:Il fortissimo eroe cercava un messo
Che all’ardente Khusròv ne andasse in pria.
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/420
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 417 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
Figlio di Kàvus Feribùrz ei scelse,
Cui bene s’addicea col prence iranio
Affinità. Così gli disse allora:
:Inclito prence dell’irania terra,
Stirpe di regi e re, buono consiglio,
Saggezza ancora, hai tu per noi, che al loco
Di Siyavìsh ti assidi accanto al prence
E sapïente sei, di nobil sangue,
E se’ lieto e per te lieti son pure
Quest’altri tutti. Niuno in terra mai
Pari ti fia, garzone ardimentoso,
Cui prudenza allevò. Cura molesta
Or ti prendi, suvvia; parti, e un mio foglio
Reca al giovin signor. Tu gli addurrai,
Traendoli con te, questi captivi,
Questi cammelli e questa ricca preda.
Con le corone ed i monili e i fulgidi
Serti, anche i troni in bianco avorio, e questi
Elefanti animosi. — Ecco, gii disse
Feribùrz, qui son io per tal viaggio,
O lïon che s’avventa, e accinto e pronto.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|VIII. Lettere di Rustem e di Khusrev.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 719-723).}}
<poem>
:A sè chiamava uno scrittor d’epistole,
D’esperienza grande, e seco disse
Parole tutte che dovea. Fu scritta,
Al cenno dell’eroe, la regia epistola
Con ambra molle su lucente seta,
E quei pose principio al foglio suo
Iddio lodando, ch’egli è ovunque e sempre
Al suo loco sarà: Fe’ Iddio quest’almo
Sole e la luna e di Saturno l’astro,
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/421
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 418 —|}}</noinclude>
<poem>
E adorna ai prenci maestà, corona
E sovrano poter, dal qual pur vennero
La terra e il tempo e il ciel. L’anime nostre,
La mente ancor, sotto stanno al suo cenno.
Benedizion sul nostro re discenda
Da lui, nè tempo sia, nel qual soltanto
Resti di re Khusrèv mesto un ricordo!
Obbedïente al regal cenno, giunsi
In loco fra due monti, ove raccolte
Eran le genti di tre vasti regni.
Davver! che più d’assai di centomila,
Di spade armati, infesti a noi, sul loco
Stavano per la pugna. Era di Cina,
Di Shikìn, di Kashàn, d’India un esercito,
E de la terra che, di Cina, al mare
Sen va del Sind. E palanchini e tende
Ed elefanti da Kashmìr a quelle
Falde del Shehd vedemmo. Oh! pel tuo regno
Io non temei però, ch’io su quel campo
Tutti ho disfatti. Per quaranta giorni
Nostra pugna durò; detto tu avresti
Che angusta era la terra a tutti quelli.
Eran prenci di regni e avean corone,
Scanni e tesori; or fra due monti alpestri,
Per valli e campi, il valicar concesso
Più non è per gli uccisi e per il sangue.
Sparsa è la terra e di sangue e di melma
Per ben quaranta parasanghe. Alfine,
Se tutta a te ridir la gran vicenda,
Qual fu, dovessi, più d’assai l’epistola
Ne sarìa lunga. Trentamila eroi,
Di spade armati, fra’ nemici in campo
Morti al suolo battei; ma i prenci tutti,
Tratti giù in pria del laccio entro a le spire
Dagli elefanti lor, di ceppi avvinsi.
Fertùs, Manshùr, di Cina il re, che il suolo
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 419 —|}}</noinclude>
<poem>
Facea tremar sotto al destriero, tutti,
Con doni e gemme di monarca degne,
Ecco! ch’io mando a re Khusrèv. Ma intanto
Volgo a la guerra la mia mente ancora
E il mio pensiero. Che se mai venisse
Gùrvi dinanzi al ferro mio, con l’asta
Orribil fregio gii farei sul capo,
Siyavìsh, che fu prence di gagliardi.
Vendicando così. Delle tue lodi
Piena ogni lingua sia, ti sia sgabello
Del ciel rotante la sublime altezza!
:Supposto il foglio al suo suggello, il diede
A Feribùrz, figlio di prenci. Allora,
Coi re captivi, con tremila insieme
Elefanti e cammelli, in via si posero
Dal fatal campo. Feribùrz, bennato
Figlio di Kavus re, partia gioioso,
E n’andava a Khusrèv, rapido e intento.
Rùstem l’accompagnò; venner con lui
Prenci ed eroi della sua schiera, ed ei
Nel dirgli addio lo strinse al petto. Lagrime
Principe Feribùrz piovve dal ciglio.
:Dell’atra notte all’apparir de’ riccioli,
Rùstem di là condusse i prodi. Assisero
Con canti e suoni e vin giocondo, e questi
Dai dolci canti, e quei da flebil suono
Era tratto in furor. Ma venner poi
A’ lor riposi, ognun recando in grembo
Quanto appagar potea le voglie sue.
:Ratto che vïolenza al velo azzurro
Fe’ della notte il sol con la sua luce
Qual pur da nummi d’oro si riverbera,
Fiero uno squillo di canore trombe
All’istante sorgea del padiglione
Dal vestibolo. A correre in battaglia
Il fortissimo eroe si accinse allora
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 420 —|}}</noinclude>
<poem>
E balzò in sella al suo destrier veloce.
Volle che molte provvigioni in via
Fosser poste cosi. L’aspro sentiero
Apprestavasi a entrar l’oste agguerrita,
La via lontana ed il deserto entrava,
Che tal di gente addotta in guerra è sempre
E la sorte e il costume. E disse allora
Rùstem a Ghev e a Tus: Io tal fiata,
Prenci famosi, eroi gagliardi, in guerra
Ritornerò, sì che a’ nemici nostri
Trista ed angusta si farà la terra.
Quest’uom del Sind, artefice d’inganni,
Chi sa qual gente adunerà di Cina
E d’India e di Siklàb! Ma il senno antico
Io combattendo gli torrò, qual ebbro
Il renderò, ne spargerò la polve
Di Siyavìsh al tumulo recente.
Ben farò che più mai d’ora in avanti
Rendagli omaggio alcun di Cina o d’India,
Non di Shingàn, non di Siklàb remota.
:Fe’ battere i timballi, e da quel campo
La polve si levò. L’etra di polve
Tutta era ingombra e la campagna sotto
Di gente era gremita. Un suon di voci
D’eroi che aman la pugna, alto salìa
Fino alle nubi; e già due stazïoni
Percorse avea quell’ampio stuol dal campo,
E intenebrava in ogni parte il suolo
Pei molti uccisi. Vide una foresta
Rùstem e scese. La pianura e il fiume
La sua schiera ingombrò; ma là discese
Il valoroso e giubilando assai
Si assise e tutti ricordò dell’ampio
Esercito gli eroi. Quivi ei rimase
In fra concenti con un vin fumoso
Alla mano; un de’ prenci è lieto in giolito,
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 421 —|}}</noinclude>
<poem>
Ebbro l’altro si sta. Da tutte parti
Vennero allor d’ogni sovrano i messi
E d’ogni illustre, con eletti doni,
Con armi e arnesi e cose belle assai
Da spargere al suo piè, quali ei recavano
A quel possente sì famoso. Intanto,
Dall’altra parte, Feribùrz, illustre
Figlio di Kàvus, percorrea la via
Appo il signore della irania terra.
:Trascorsi alcuni dì dopo i narrati
Guerreschi eventi, questo ciel superno
Da’ moti suoi non si arrestò, ma tale
Corse all’iranio prence. Ecco, gli disse,
Figlio di Kàvus re, viene e s’avanza
Principe Feribùrz. — Andògli incontro
Khusrèv con molti eroi, con trombe e timpani,
Di valorosi con un’oste immensa,
E Feribùrz come vicin gli giunse,
Baciò la terra appena il vide e assai
Voti fece per lui. Prence, gli disse,
Avventurato, questo ciel superno
Per te s’allegri e ne la tua giustizia
Viva la gente ognor beata e lieta!
:Gli porse il foglio di quel grande, e il lesse
Il re dei re. Di quel campo di guerra
Meravigliossi, qual descritto gli ebbe
L’eroe maggior della sua gente. Ei volse
Ratto ai cammelli, agli elefanti, ai miseri
Carchi di ceppi, a que’ feriti eroi.
Un muto sguardo, e poi, rapidamente
Volte le brighe, via si trasse e tolse
Dal capo il serto imperïal; d’un salto
Al suol discese, e umiliando al suolo
La fronte, innanzi a Dio fe’ questa prece:
:Santo del mondo Reggitor, mi fea
Grave un’offesa un vïolento. Fecemi
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/425
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 422 —|}}</noinclude>
<poem>
Orbo di padre e mi colmò d’affanno
E di dolor. Ma tu, Signor possente,
Dal mio dolor, da la mia cruda angoscia,
Mi liberasti e a questo inclito serto
Mi conducesti ed a regal potere.
Così, dinanzi a me, la terra e il fato
Son come servi, ed è ripieno il mondo
D’ampi tesori miei. Cotesta grazia
Da te mi tengo, non da genti armate.
Solo non tormi tu di Rùstem l’alma! —
Questo egli disse, e di là si tornava.
:Degli elefanti oltrepassò la schiera
E lo stuol de’ prigioni, e in career tetro
Questi fe’ addur, fe’ addurli appo que’ tristi
Ch’eranvi e afflitti. E cenno ei fe’ che quante
Eran cose di preda, altri recasse
Ratto al custode del tesoro. Ancora
Ostello ameno era apprestato, e quello
Di Cina al re fu destinato loco.
:Scrisse il prence in quel dì foglio a rispondere,
Di sua grandezza nel giardin piantando
Arbor novello. E primamente a Dio
Ei benedisse, che da lui vittoria
Ebbesi nella pugna. Egli del sole,
Egli del ciel che sopra noi si volge,
Alto dominator, che da lui vengono
Amore e guerra ed amicizia ancora.
Ei questo ciel così creò; ma un vago
Ornamento egli fece a l’universo
Con la notte e col giorno. E fe’ di sorte
Tenebrosa costui, ma di sovrano
Seggio un altro fe’ degno. Ecco!, tristezza
E gioia insiem procedono da Dio,
Da Dio santo, e da lui vengono insieme
Viltà di cor, virtù guerriera. — Il sire,
Così dicendo, seguitava: Eroe,
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 423 —|}}</noinclude>
<poem>
Deh! sii tu sempre d’anima serena
E di bel corpo! A questa reggia vennero
Quante cose dicesti, i caschi e i troni
E gli elefanti e i prigionieri, i drappi
Di cinese testor, di sculto avorio
I seggi ancora e gli arabi cavalli,
I serti ed i monili ed i cammelli
Con le vesti e i tappeti e quante cose
Offronsi ai prenci e gettansi. E cotesti
Arnesi son da genïal convito,
Da tripudi e da feste in la mia reggia.
Ma chi, d’ora in avanti, a te di contro
In battaglia verrà? chi, se non tale
Da cui già in pria partiva il senno? Questi
Sazio saria della sua vita! Annunzio
A me venia la notte e il dì di quante
Durasti co’ Turani aspre fatiche,
Notte e giorno fra l’armi in vasto campo;
Ma con estrani, a favellarne, il labbro
Mai non sciolsi però. La notte e il giorno,
Solo, dinanzi a Dio, pregando stetti
Con cor contrito, perchè sempre giovane
Resti il sovrano che ha Rùstem per duce.
Venne di Cina il re sull’elefante,
Carco de’ ceppi tuoi, per l’aspro duolo
Aggrottate le ciglia. Oh! non mi piacque,
Di trarlo a morte a questo cor non piacque!
Meglio sarà che avvinto resti in ceppi.
Già un sacerdote di gran senno, un giorno,
Tal consiglio mi diè: «Quando un nemico
Vivo ti prendi ne’ tuoi ceppi, ucciderlo
Subitamente e per insana voglia
Unqua non dèi, che uccider puoi captivo
Ogni volta che vuoi. Che se trafitto
Egli cade per te, chi potria ancora
Vivo rifarlo a duraturi giorni?»
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Che vivo ei resti nelle sue catene,
Lasciamo adunque; non verrà iattura
D’oggi in avanti dal signor di Cina.
Anche dirò che se in battaglia molti
Guerrieri atterra glorïoso un prence,
Non però, s’egli è re, licito fia
Dannarlo a morte, ov’ei prigion si renda;
Opra questa sarìa di cor malvagio
E di crudel natura. O fortunato,
Non t’affrettar nell’opre tue! Davvero!
Che ben trista è quell’opra ove di sangue
Sparsa è la traccia! Per tal via, per tale
Precipitoso oprar cadde trafitto
Il padre mio. Maledizion del cielo
Coglier possa Afrasyàb! Ma tu frattanto,
Eroe d’alto valor, spiega l’artiglio,
Traggi il nemico in rie catene. Il cielo
Non ha ministro pari a te; non sia
Che amore ei tolga alla tua sorte amica!
:Ai lieti auguri questo fin poneva
Il regio scriba, e Khusrèv la sua gemma
Pose a quel foglio. Comandò che ratto
S’apprestasse un gran dono e cinti e redini
Fosser recate, e cento giovinette
Con aurei cinti, inanellate il crine,
Cento destrier pregiati, in auree barde,
Cento cammelli con broccati fulgidi,
Tessuti in Cina, ed altri cento ancora
Con tappeti puranco. E vi si aggiunsero
Due anelli in bei rubini ampio-splendenti,
Una corona di gran re, di gemme
E d’or fregiata in vaga foggia, e molti
Drappi tessuti in or, degni d’un sire,
Auree cinture e fulgide collane
E braccialetti. Fu apprestato un dono
A tutti i duci ancor, sì che un tesoro
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<poem>
Ne andò vuoto per lor. Fulgida spada
Ebbe dal sire Feribùrz, e un serto
D’oro splendente e una pesante clava
E calzari dorati. Ei l’inviava
E fea precetto che da Irania andasse
Anche appo Rùstem, duce suo. Oh!, disse,
Non riposo, non sonno o prender cibo
Vuolsi in la guerra d’Afrasyàb! Deh! possa
Del laccio tuo dentro agli attorti nodi
Del superbo signor cader la testa!
:E Feribùrz, giusta desio del core
Dell’iranio signor, da lui ne andava.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|IX. Dolore di Afrâsyâb.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 723-724).}}
<poem>
:Ma poi, novella ad Afràsyàb ne venne
D’alto incendio che uscito era da un mare
D’acque profonde. Alla turania terra
Venne rottura per Manshùr, pel sire
Di Cina e per Kamùs, venne d’Irania
Per guerra far stuolo d’eroi gagliardi.
Sì che parve interrotta al ciel volgente
La superna sua via. Quaranta giorni
Durò l’assalto e d’un color medesmo
Fu l’ampia terra e notte e dì. La polve
De’ cavalieri il sol rapì dall’etra,
Quando nel sonno s’addormì d’un tratto
La vigile fortuna. Alfin, dell’ampio
Drappel, non un de’ cavalieri all’armi
Rimasto era quaggiù. Gli eroi famosi,
Tutti que’ grandi, avvinti avea l’iranio
Di gravi ceppi, in turpe guisa al dorso
Degli elefanti sovrapposti, e quelli
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
Schiera a due miglia si stendea raccolta,
Di là quando fûr tratti i prigionieri
All’iranico suol. Mille eran prenci
Col re di Cina. Ma d’uccisi ingombro
Tutto era il campo dell’assalto, e niuno
Avea libero il piè per la sua via.
Di Khotèn al sentier con altri pochi
Famosi in guerra, dall’opposta parte,
Pìran già si volgea. Così rimasto
Non è di Cina o di Kashàn o d’India
Alcun guerrier, che di Rùstem del brando
Non leggesse il decreto. Era la terra
Di sangue intrisa più che a miglia due,
Ma de’ suoi prenci essa giacea deserta.
Deserta essa giacea degli elefanti,
E s’avanzava dall’opposta parte
Ampia una schiera e precedeala vindice
Il fortissimo eroe. Fa che s’avanzi
Tal gente in guerra contro a noi; tu allora
Conta pianure i monti e monti i piani!
:Ratto che udì quelle parole acerbe
Il regnante Afrasyàb, colmo d’angoscia
Si fe’ quel core e di tumulto piena
Andò la mente sua. Tutti ei chiamava
I sacerdoti e i sapïenti, e i casi
Intravvenuti ripetea. D’Irania
Venne, dicea, d’eroi che aman gli assalti,
Una falange e i glorïosi miei
Con impeto investì. Giacque prostrata
L’ampia schiera de’ nostri, e son disperse
L’armi guerriere e l’infinito stuolo.
Ma pel dolor che per Kamùs, di Cina
Pel re, m’affligge, ben diresti a terra
Ch’io boccon sono avvinto. Uccisa cadde,
Cadde ferita la mia gente, e due
Parti di tre di quella di gagliardi
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<poem>
Inclita schiera sono in ceppi. I tristi
Sul dorso li traean degli elefanti
All’iranio confine, e si tingea
Del sangue lor per molte miglia il suolo!
Or, che farem? quale avrem noi difesa?
Deh! non è bello che stimiam leggiera
Cosa sì grave al nostro cor! Se giunge
Rùstem guerrier prima d’ogn’altro, nulla
In questi lochi resterà, non sterpi,
Non verdi spighe. Era un fanciullo esìle,
Come canna sottil della persona,
Rùstem, allor che fino a Rey sospinsi
I miei guerrieri. E pur vennemi incontro
E di sella mi tolse, e ne stupirono
I prenci tutti circostanti. Il cinto
Mi si strappò, della regal mia veste
S’infransero i gheroni, ed io dall’alto
Gli caddi al piè, sfuggendo alla sua mano.
Tal prodigio vid’io di forza e ardire,
E intesi ancor da chi ’l sapea, qual duro
Groverno ei fe’ con la pesante clava,
Solo, de’ prenci del Mazènd. Aperse
Al Devo Bianco il sen, ruppe i precordi
A Bid et a Pulàd, figlio di Ghàndi.
:Si levaron d’un moto e tal risposta
Fecero i prenci: Se chiedean bramosi
Assalti e pugne con Irania gl’incliti
Di Cina e di Siklàb, di nostre schiere
Non un solo perì, nè in questa terra
Scorre il sangue però. Ma tempo venne
Che noi pur combattiam, tutti giostrando,
Sì come pardi, col nemico. Oh! quale
Hai di Rùstem timor? perchè la voglia
Soffreghi tu del tuo nemico? Noi
Da nostre madri per morir soltanto
Siam nati qui; da che l’armi cingemmo.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Inclita schiera sono in ceppi. I tristi
Sul dorso li traean degli elefanti
All’iranio confine, e si tingea
Del sangue lor per molte miglia il suolo!
Or, che farem? quale avrem noi difesa?
Deh! non è bello che stimiam leggiera
Cosa sì grave al nostro cor! Se giunge
Rùstem guerrier prima d’ogn’altro, nulla
In questi lochi resterà, non sterpi,
Non verdi spighe. Era un fanciullo esìle,
Come canna sottil della persona,
Rùstem, allor che fino a Rey sospinsi
I miei guerrieri. E pur vennemi incontro
E di sella mi tolse, e ne stupirono
I prenci tutti circostanti. Il cinto
Mi si strappò, della regal mia veste
S’infransero i gheroni, ed io dall’alto
Gli caddi al piè, sfuggendo alla sua mano.
Tal prodigio vid’io di forza e ardire,
E intesi ancor da chi ’l sapea, qual duro
Groverno ei fe’ con la pesante clava,
Solo, de’ prenci del Mazènd. Aperse
Al Devo Bianco il sen, ruppe i precordi
A Bid et a Pulàd, figlio di Ghàndi.
:Si levaron d’un moto e tal risposta
Fecero i prenci: Se chiedean bramosi
Assalti e pugne con Irania gl’incliti
Di Cina e di Siklàb, di nostre schiere
Non un solo perì, nè in questa terra
Scorre il sangue però. Ma tempo venne
Che noi pur combattiam, tutti giostrando,
Sì come pardi, col nemico. Oh! quale
Hai di Rùstem timor? perchè la voglia
Soffreghi tu del tuo nemico? Noi
Da nostre madri per morir soltanto
Siam nati qui; da che l’armi cingemmo,
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<poem>
Disciolte non le abbiam. Che se venisse
Questo suolo a calcar, pena si avria
Rùstem ancor dell’opra sua. Se noi
Tutti in un gruppo ci vestiam gli arnesi
Per guerra far, non rimarrà d’Irania
Vivo un solo campion. — Così de’ saggi
L’inclito sire la risposta udìa,
Dall’oste sua chiamavasi oratori,
Forti scegliea, principi alteri e grandi,
E da sonno e da cibo e da riposo
A dietro si traea. Le porte ei schiuse
D’ampi tesori e dispensò monete,
A’ prenci tutti empiendo il cor di un truce
Pensier di sangue. E per gli eroi belligeri
Quella terra fu tal, che detto avresti
Che il ciel pur anco a guerreggiar scendea.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|X. Incontro di Rustem nel Soghd<br>con Kâfûr l’antropofago.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 725-729).}}
<poem>
:D’Irania, d’altra parte, i valorosi
Ad assalti novelli ad uno ad uno
Cingeansi l’armi, e poi che al tristo nodo
Così per essi il bandolo fu mostro,
Feribùrz là da Rùstem bellicoso
Ratto ne venne. Era beato in core
Per que’ doni del sire; entro a que’ doni,
Orecchini ed un serto. Oh! ne fu lieto
Il fortissimo eroe! Tutti dintorno
Affollavansi a lui dell’ampio esercito
I prenci, e di Khusrèv chiedea novelle
De’ grandi ognun, del trono e della via
E dell’iranio suol. Vive beato,
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/432
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<poem>
Rispose Feribùrz figlio di regi,
E sano sta del mondo il re. — Fûr lieti
Pel nobile signor d’Irania gl’incliti
E a Rùstem condottier, benedicendo.
Gioconda a Rùstem sia la terra, dissero;
L’alma del nostro re, signor del mondo,
Per lui s’allieti e dell’iranio suolo
Amena sia per lui l’ampia distesa!
:Rùstem di là menò le schiere e venne
In Soghd. Ivi restò due settimane,
Ivi onagri a cacciar la destra stese,
La stese al vino, e di cotesta foggia
Molto godette e fece doni, e poi
Di là trasse le genti e d’una sua
Stazïone al finir città scoverse.
Della città superba era ''Ingiustizia''
Il tristo nome; ed era alto un castello,
Lieto di genti assai. Ma carni umane
Era tutto lor cibo e ad ogni tempo
Vago un fanciullo di Perì dal volto
Andavane perduto. In su le mense
Del monarca crudel dape non era
Fuor che di giovinetti anche immaturi.
Chè di qual era giovin paggio o ancella
Di belle forme, nell’aspetto suo
Senza difetto e nell’alta statura,
Facean dape novella i regi scalchi
In su la mensa, e di tal foggia allora
Del sire truculento eran vivande.
:Rùstem gagliardo fe’ precetto allora
Che tremila in arnesi ed in gualdrappe
Uscisser cavalieri. Egli invïava
Contro all’arduo Castel con Gustehemme
Due valorosi di gran pregio, ed uno
Era Bìzhen di Ghev, Hegìr quell’altro.
Che in battaglia soleano indefinito
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/433
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Alex brollo
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<poem>
Scompiglio suscitar. Kafùr il nome
Del signor del castello; e avea decreto
D’alto poter su la città. Ma quando
Intese che d’Irania oste giugnea,
Che grande e battaglier, celebre in armi,
Erane il duce, l’armi sue di guerra
Kafùr si cinse, e vennero con lui,
Sì come pardi, i cittadini, lacci
Usi a scagliar, guerrieri da palestra,
Fermi a l’assalto come pietre o incudi.
:Con Gustehèm s’accapigliò per primo
L’empio Kafùr; si mescolâr d’un tratto
Ambe le schiere ed ingaggiâr tenzone
Qual di leoni che feroci avventansi
Di cervi ad uno stuol. Molti vi caddero
Prenci d’Irania uccisi, e già stordìa
La mente d’ogni eroe. Ma Gustehemme
Che tanto vide e in potestà del tristo
Devo notò che già venia la terra,
Cenno fe’ a’ suoi che dall’alto una pioggia
Rovesciasser di punte ed un agguato
Tendessero ai nemici i cavalieri.
:Kafùr allora così disse a’ prenci:
I nostri arnesi, come salde incudi,
Da le punte di lor non hanno offesa.
Tutti a le clave, orsù, la man recate
E chi sopra a voi sta, fate che ratto
Sottoposto vi sia. Come leoni
Ruggenti, come pardi furïosi,
Tutti in un gruppo in questo campo d’armi
Date opra di valor. Fermezza e ardire
Si mostrino per voi; di sotto a’ piedi
Recatevi lor teste insanguinate.
:S’accapigliâr per alcun tempo, e fuoco
Parvero suscitar da le profonde
Acque d’un mare. Già l’impresa è trista
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/434
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<poem>
Agi’Irani e gl’incalza, e già son elli
Stanchi dal lungo contrastar. Son molti
Uccisi in campo, che su lor volgea
In alto il cielo apportator di danno.
:Subitamente Gustehemme allora
A Bìzhen disse giovinetto: È d’uopo
Che tu scuota le briglie. Oh va! Dirai
A Rùstem: «Non restar, ma con dugento
Cavalieri a giostrar muovi le redini».
:Bìzhen di Ghev come bufera andava,
E al fortissimo eroe le dette cose
Tutte venne a ridir. Gravò le staffe
Rùstem col piè per alcun tempo, e i suoi
Lochi alti o bassi non vedean balzando.
Così ne venne al fatal campo in guisa
D’una corrente che da negri monti
Scoscende ratta. Uccisi egli vedea
Molti Irani laggiù, molti gagliardi
Che fuggian dalla pugna, onde in tal guisa
Voce a Kafùr mandò: Stolto e malvagio.
Alle tue furie in ostinato assalto
Or io fine porrò. — Ma fiero e ardito
S’avventava Kafùr contro quel prode,
Pianta sovrana dai giocondi frutti,
E scagliò come freccia il brando acuto,
Bramoso d’arrivar quel di leoni
Inclito vincitor. L’ampio suo scudo
Rùstem protese a sè dinanzi, e il ferro
Innocuo scivolò su l’ampio scudo.
Sopra il figlio di Zal scagliava allora
Kafùr il laccio, ma dal laccio attorto
Rùstem sottrasse la cervice sua,
E tal voce mandò, qual d’elefante
In sùbito furor, che là restossi
Kafùr al loco suo, stordito e vinto.
Quel gran figlio di Zal sovra la testa
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/435
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 432 —|}}</noinclude>
<poem>
Di clava un colpo gli sferrò, gl’infranse
L’altero capo e la cervice e l’elmo.
:Cosi, fino alla porta del castello,
Rùstem si trasse impetüoso. Quivi
Scerner non si potean gli eroi più illustri
Da’ meno illustri eroi. Chiuser le porte
Gli abitatori e da lo mura un nembo
Gittâr di strali a chi piglia, a chi tocca;
Anche dicean schernendo: O saggio, o forte,
Che un elefante sei, che pelli irsute
Vesti di pardi, orsù, dinne qual nome
Ti fe’ il buon padre tuo quando nascesti.
Avventator di fiessüosi lacci
Sei tu soltanto, o questo ciel che tuona
E ne minaccia? Oh! stolta cosa assai
È il faticar per tal città che i saggi
Chiamano bellicosa! Allor che venne
Il figlio di Fredùn da suol d’Irania,
Tur valoroso, molti sapïenti
Ragunò intorno a sè, diè fondamento
A queste mura, pietre vi recando.
Travi e canne e mattoni, e con incanti,
Con cura, le levò, tutto fe’ vuoto
Il suo tesoro e faticò d’assai.
Da quel dì gran travaglio ebbero i forti,
Ch’egli volean dell’inclito maniero
Scrollar le mura; ma nessun qui fue
Principe mai, che non ha prezzo o fine
Il lungo faticar. Molte qui sono
Armi e cibo d’assai; varco è sotterra
Per cotesto introdurre. Anche se ad anni
Tu faticassi e combattessi, nulla
Avresti in mano tua fuor che contese
E tristi guai, che offesa a queste torri,
Per gl’incanti di Tur, de’ sacerdoti
Per gli scongiuri, i màngani non recano.
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 433 —|}}</noinclude>
<poem>
:Rùstem che udì, si fe’ pensoso. Il core
Di pugne amante s’addensò di tristi
Pensieri allor come foresta. L’aspro
Assalto, oh no davver!, non era al suo
Desìo conforme, ed ei rivolse allora
Ai quattro lati del castel le schiere,
Gùderz da un lato e Tus dall’altro, dietro
Alle sue terga gli elefanti e i corni
Ed i timballi, di Zabùl le schiere
All’altra parte chiuse in loro usberghi,
Con spade di Kabùl. Gittavan sassi
Dall’alto de le mura e di quadrella
Un nembo su l’eroe, d’eroi nemici
Domator, gli abitanti; ed ei che vide,
L’arco afferrò; stupirono di lui
Gli abitatori del Castel, che a quale
Sporgesse il capo dai fidati merli,
Rùstem quel capo raggiugnea d’un dardo
Subitamente. Il poderoso dardo
Annunziava al cervel dell’infelice
Arcane cose, e l’infelice andava
Così congiunto al vi̋olento arnese.
:Rùstem allor, dall’ime basi, tutte
Cominciò a discrollar quell’alte mura,
Per giù precipitarne i difensori.
Altri sotto appostâr d’antiche piante
Fusti divelti, e su que’ tronchi un’onda
Rùstem versò di nafta bruna. Allora
Che della rocca per metà scrollata
Fu la parete, si destò la vampa
Dentro a que’ fusti. Or sì cadean le mura
Che Tur levava un giorno; entro la polve
Erano avvolti d’ambedue le schiere
I combattenti eroi. Mano alle lignee
Freccie, Rùstem gridò, e mano agli archi!
Date fiera tenzon! — Ma i prodi avversi
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/437
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 434 —|}}</noinclude>
<poem>
Per lor figli e i tesori e la natia
Terra e i congiunti, davan sè medesmi
A volontaria morte. Oh! più felice
Chi non nacque di madre! I forti Irani
S’avanzarono a piè, targhe afferrarono
Ed archi e freccie. Essi venian con altri
Astati eroi che avean Bìzhen a capo
E Gustehèm con lui. Ma sale il fumo
Gol fuoco vorator, dall’alto scende
Pioggia di dardi, e inevitabil fuga
È quella omai da quell’istante. Allora
Che del castel da le cadenti mura
Usciron gli abitanti, alla campagna
Piangendo e in fuga si gittâr; ma ratto
Chiuse le porte del castello il prode.
Strage e rapina ebber principio. Uccisi
Altri cadean da le nemiche punte,
Altri fûr tratti prigionieri, e molto
Argento ed or con prezïose cose,
Giovinetti e fanciulle e palafreni,
L’irania gente da quel loco infesto
Seco portò, prendendo via che a sue
Provvigioni raccolte iva spedita.
Rùstem andò, lavò la sua persona
E il capo altero e innanzi a Dio si tenne
Primieramente. Per la sua vittoria
Omaggio ei rese e fe’ sue laudi a Dio,
Fattor del mondo, e fe’ agl’Irani un detto:
:Meglio è in secreto porger grazie a Dio
Che in loco aperto. Or voi, di tal vittoria,
Rendete omaggio a lui, per tante sue
Opre benigne fate laudi ancora.
:E i prenci allor, tutti d’un moto, a terra
Posar la fronte innanzi a Dio signore.
Poi che cessâr lor voti a Dio, all’inclito
Rùstem così bonediceano: A tale
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/438
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Alex brollo
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<poem>
Che a te pari non sia nell’aspra guerra,
Meglio sarà se, con quella acquistata
Fama guerriera, sederà tranquillo.
D’elefante hai le memhra, hai di leone
E l’artiglio e l’ardir, nè stanco sei
Di tue battaglie in alcun tempo mai.
:Questa mia forza e questo cor gagliardo,
Il prode rispondea, son dell’Eterno
Eccelso dono; bella parte in esso
Voi pure avete, nè s’addice a voi
Levar di lagno alcuna voce a Dio.
:E comandò che se n’andasse in corsa
Ghev al confine di Khotén con cinque
E cinque mila cavalieri armati,
In lor pavesi, in lor gualdrappe, e a forza
Non concedesse che i dispersi ancora
Turani s’annodassero. Nel tempo
Che la notte mostrò suoi bruni riccioli
E s’incurvò come pensosa e mesta
La nuova luna, si partì quel prode
Coi cavalieri suoi, gagliardi in guerra,
E per tre giorni si tenea correndo.
Quando mostrò la sua corona il sole
E venne e assise in un eburneo trono,
Del quarto giorno al cominciar, tornava
Ghev animoso di Turania e seco
Molti incliti traea gagliardi in guerra,
Molte fanciulle di Tiràz leggiadre,
Molti cavalli di gran pregio e cose
D’ogni sorta e valor. D’Irania al sire
Rùstem parte inviò, sparti fra tutta
L’oste de’ suoi la rimanente preda.
:Ma Tus allor, ma Gustehemme e il prode
Ruhàm, Gùderz e Ghev, Shedùsh gagliardo,
Bìzhen figlio di Ghev, tutti cotesti,
Levarsi, e a Rùstem benedizïone
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/439
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Alex brollo
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<poem>
Fecer novella. Valoroso e grande,
Gùderz dlcea, dell’amor tuo toccava
Alto desìo quest’ampia terra. Il labbro
Mai non sarà che senza benedirti
Io schiuda notte e dì. Vivi tu sempre
Lieto e sereno il cor, de’ vecchi il senno
Abbi tu sempre e giovanil possanza.
Di padre in padre e di figlio in figliuolo
L’inclita stirpe onde tu scendi, al suo
Fine segnato non divenga mai!
D’amica stella se’, libero vai
D’ogni rancura, e se’ prence e signore
Sui principi del mondo. Il Re del mondo
Ti sia difesa, e l’ampia terra e il fato
Restin propizi a te! Quei che la faccia
Del mondo già correa pellegrinando
E vide il mondo e vide paci e guerre
E di vendetta l’opre, oh! mai non giunse
Più di questa a veder falange accolta
In un sol loco, nè da vecchio mai
Sacerdote l’intese. Erano prenci
Ed elefanti con eburnei troni,
Molti campioni e palafreni assai
E tesori e corone. Oh sì!, dall’alto
Miravano le stelle il vasto campo,
Vedean che omai l’esercito d’Irania
Perdea vigor nella battaglia, e noi
Di questa rocca al piè lunga stagione
Stati saremmo nè soccorso alcuno
Veduto avremmo, sospirosi e mesti
Giù nella strozza d’un dragon captivi.
Ma l’arco tuo ci liberò. Corona
Tu se’ d’Irania e d’ogni prence suo
Primo sostegno; tu possente e grande,
E noi tuoi servi innanzi a te. Ma Iddio
Dell’opre tue ti ricompensi e faccia
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1887, III.djvu/440
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 437 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
Sempre sereno il vago tuo sembiante.
Premio degno di te non può donarti
La nostra mano; ma ti basti, eroe,
Che nostra lingua di tue laudi è piena.
:Il fortissimo eroe sovr’essi imprese
A benedir: Sia dilettosa ai forti
La terra tutta! Levasi diritta
La mia persona per cotesti eroi,
Ed è su la mia lingua in testimonio
Il sereno mio cor. Tutta s’avviva
Del vostro viso allo splendor giocondo
La gota mia, s’accende all’amor vostro
Quest’anima gioiosa. — Aggiunse poi:
:Lieti e beati, rallegranti il mondo,
Qui, qui restiam tre giorni ancora! Al quarto,
Contro Afrasyàb ritorneremo in guerra,
Vampa d’incendio leverem dall’acque
De le correnti. Oh si!, l’immenso stuolo
In quella terra avventerem che a un tratto
A tumulto ne andrà! — Convenner tutti
In cotesto e levarsi; elli cercarono
Vino e cantori e musici concenti.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|I. Disegni di Afràsyàb.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 729-733).}}
<poem>
Ratto che giunse ad Afràsyàb novella
Che affrettavasi Rùstem alla pugna,
Per tal motto quel cor s’empì d’angoscia
E furon spine le seriche vesti
Attorno alle sue membra. A sua tenzone,
Ei dicevasi in cor, qual v’ha difesa?
Son molti eroi, ma quale il duce? e quale.
Assalto a dimandar, nel suo cospetto
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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<poem>
Sempre sereno il vago tuo sembiante.
Premio degno di te non può donarti
La nostra mano; ma ti basti, eroe,
Che nostra lingua di tue laudi è piena.
:Il fortissimo eroe sovr’essi imprese
A benedir: Sia dilettosa ai forti
La terra tutta! Levasi diritta
La mia persona per cotesti eroi,
Ed è su la mia lingua in testimonio
Il sereno mio cor. Tutta s’avviva
Del vostro viso allo splendor giocondo
La gota mia, s’accende all’amor vostro
Quest’anima gioiosa. — Aggiunse poi:
:Lieti e beati, rallegranti il mondo,
Qui, qui restiam tre giorni ancora! Al quarto,
Contro Afrasyàb ritorneremo in guerra,
Vampa d’incendio leverem dall’acque
De le correnti. Oh si!, l’immenso stuolo
In quella terra avventerem che a un tratto
A tumulto ne andrà! — Convenner tutti
In cotesto e levarsi; elli cercarono
Vino e cantori e musici concenti.
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{{Ct|c=t1|I. Disegni di Afràsyàb.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 729-733).}}
<poem>
:Ratto che giunse ad Afràsyàb novella
Che affrettavasi Rùstem alla pugna,
Per tal motto quel cor s’empì d’angoscia
E furon spine le seriche vesti
Attorno alle sue membra. A sua tenzone,
Ei dicevasi in cor, qual v’ha difesa?
Son molti eroi, ma quale il duce? e quale,
Assalto a dimandar, nel suo cospetto
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Alex brollo
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text/x-wiki
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TERZO VOLUME
{|
|colspan=3 align=center|ERRATA||align=center|CORRIGE
|-
|Pag. ||37, 1. 14||ài||hai
|-
|»||52, 1. 8||graduali||grand’ali
|-
|»||72, 1. 10||Gùderz, udir||Gùderz udii-,
|-
|»||75, 1. 33||II||II
|-
|»||85, 1. 6||suolo,||suolo
|-
|»||167, 1. 22||che da una parte il suolo<br>D’Anbùh toccava||che costeggiava in parte<br>L’irania folla,
|-
|»||189, 1. 31||accigersi||accingersi
|-
|»||229, 1. 5||altrui lo tolga,||altri lo rapisca,
|-
|»||235, 1. 17||seggio ei pose||seggio pose
|-
|»||272, 1. 30||e Tus||e a Tus
|-
|»||276, 1. 27||Dicea||Dicean
|-
|»||292, I. penult.||tuo||suo
|-
|»||310, 1. 18||Ne||Né
|-
|»||320, 1. 28||E||Ei
|-
|»||322, 1. 34||’terra||vita
|-
|»||386, 1. 11||Kahàr||Gahàr
|-
|»||425, 1. ult.||quelli||quella
|}<noinclude></noinclude>
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Pagina:Statistica elezioni 1909 legislatura 23.djvu/125
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2026-06-07T14:53:12Z
Carlomorino
42
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||— 91 —|''Venezia—Verona''}}</noinclude>{{pt|{{Elezioni 1909 1}}}}
|- {
|colspan=11 class=t02| {{§|Venezia III}} <br/> {{Wl|Q48803192|Collegio elettorale di Venezia III}} (popolazione 68,616).
|- class=r1
|7651||2871|| '''Fradeletto Antonio''' || ||{{sans-serif|'''2245'''}}||8015||2370|| {{sans-serif|''' {{Wl|Q3619593|Fradeletto Antonio}} '''}} || <small>1º scrut.</small>||1163|| {{sans-serif|'''21, 22 (U)'''}}
|- class=r1
| || || || || || || <small>1º scrut.</small> || || {{nowrap|<small>2º scrut.</small>}} ||{{sans-serif|'''1948'''}}||
|- class=r1
| || || ''Vian Giorgio'' || ||437|| || || || || ||
|- class=r1
| || || '' {{Wl|Q16271569|Moschini Vittorio}} '' || ||139|| ||2418|| '' {{Wl|Q15293451|Todeschini Mario}} '' '''<big>•</big>''' || <small>1º scrut.</small> ||415 ||21, 22 (U)
|- class=r1
| || || || || || ||{{nowrap|<small>2º scrut.</small>}}|| || <small>2º scrut.</small>||229||
|- class=r1
| || || || || || || || ''Busetto Carlo'' || <small>1º scrut.</small>||388||
|- class=r1
| || || || || || || || '' {{Wl|Q63968589|Mirabelli Roberto}} '' || <small>1º scrut.</small>||96|| {{cs|L}} |17, da 20 a 22 (U)
|- class=r1
| || || || || ||colspan=4 {{cs|L}}| <br/> <small>Tanto l'on. Fradeletto quanto l'on. Toderchini non avevano mantenuto la loro candidatura nella seconda votazione.</small>|| ||
|-
|colspan=11 class=t02| {{§|Mirano}} <br/> {{Wl|Q48803154|Collegio di Mirano}} (popolazione 73,268).
|- class=r1
|4896||2567|| ''' {{Wl|Q50359758|Zabeo Egisto}} ''' || ||{{sans-serif|'''2123'''}}||5867||4663|| {{sans-serif|''' {{Wl|Q3903243|Foscari Piero}} '''}} || ||'''{{sans-serif|2574}}'''||
|- class=r1
| || || '' {{Wl|Q26777037|Florian Eugenio}} '' || ||313|| || || '' {{Wl|Q50359758|Zabeo Egisto}} '' || ||1580 ||{{nowrap| da 18 a 22 (U) }}
<!--a
| Zabeo Egisto
Prampolini Camillo % 188 da 17 a 21, (22)
{{nowrap|<small>1º scrut.</small>}}
'''<big>{{larger|¤}}</big>'''
'''<big>•</big>'''
|- class=r1
| || || <br/> <small> L'On. AAA non posò la candidatura nelle elezioni generali del 1909. </small> || || || || || || || ||
|-
| ||colspan=4 {{cs|Ll}} |<br/> aaaaaaa || style="border-left:3px double;" | || {{cs|l}} | || {{cs|l}} | || || {{cs|l}} | || {{cs|l}} | ||
{{Wl|Q48803170|Collegio di Portogruaro}} (popolazione 63,025).
3664||2585 Moschini Vittorio 1471 4291||3426 Moschinl Vittorio 1720 22 (U)
Revedin Ruggero 1114 Poggi Tito 1586 22 (U)
{{Wl|Q48803139|Collegio di Chioggia}} (popolazione 57,508)
3593||1296 Galli Roberto 1051 3679||2036 Galli Roberto 1273 da {{sans-serif|'''16'''}} a {{sans-serif|'''19, 21, 22 (U)'''}}
Dugoni Enrico 623 (22)
|-
|colspan=11 class=t01|<br/> '''{{sans-serif|PROVINCIA DI VERONA.}}'''
|-
|colspan=11 class=t02| {{§|Verona I}} <br/> {{Wl|Q48801937|Collegio di Verona I}} (popolazione 66,273).
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Venturelli Giuseppe 980 Rinnini Pietro 1307
Zanella Tullio 1173
Elezione suppletiva del 9 giugno 1907, in seguito a dimissioni dell’eletto.
8054||3833 Todeschini Mario scr 1887
scr 2463
4760 scr
Lucchini Luigi scr 1785
scr 2197
L'On. Todeschini nelle elezioni generali del 1909 non posò la candidatura in questo collegio, ma la posò in quelli di Verona II e Venezia III.
{{Wl|Q48803194|Collegio elettorale di Verona II}} (popolazione 67,742).
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scr 3 006
5499 Todeschini Mario @ 2001 21, 22 (U)
scr Todeschini Mario scr 1908
scr 2310
Segala Giulio scr 518
L’On. Rosi fa proclamato eletto dalla Giunta delle elezioni.
-->
|-
<noinclude>|}</noinclude><noinclude></noinclude>
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3844817
3844816
2026-06-07T15:05:58Z
Carlomorino
42
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3844817
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text/x-wiki
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Elezione suppletiva del 9 giugno 1907, in seguito a dimissioni dell’eletto.
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L'On. Todeschini nelle elezioni generali del 1909 non posò la candidatura in questo collegio, ma la posò in quelli di Verona II e Venezia III.
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Carlomorino
42
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Pagina:Statistica elezioni 1909 legislatura 23.djvu/126
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Elezione suppletiva del 20 gennaio 1907, in seguito a decesso dell’eletto.
I risultati riguardanti 1a votazione di ballottaggio furono comunicati dal Prefetto di Verona
L'On. Montrésor fa proclamato eletto dalla Giunta delle elezioni.
6343||4844 De Stefani Carlo scr 1693
scr 2426
4911
scr Montrésor Luigi scr 2128
scr 2318
Todeschini Mario scr 642
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scr 2580
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scr Cuperle Sivio scr 1458
scr 2186
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{{Wl|Q48801983|Collegio di Legnago}} (popolazione 55,786).
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scr 2439 scr 3413
4767 6593
scr Preto Vittorio scr 1251 scr Preto Vittorio scr 2606
scr 2 026 scr 8003
Carbonetti Alfredo scr 516 Carbonetti Alfredo scr 857
L'On. Poggi nelle elezioni generali del 1909 non posò la candidatura in questo collegio, ma la posò in quello di Portogruaro (Venezia).
{{Wl|Q48803185|Collegio di Tregnago}} (popolazione 58,512).
5134||3354 Danieli Gualtiero 1721 6216||3861 Danieli Gualtiero 2916; da 17 a 22 (U)
Malenza Ferruccio 1135 Cabianca Simplicio 733
Musatti Elia 157
-->
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scr 2426
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== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-23</span> ==
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Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/23|Translations]] are available.
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* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:18}} community-submitted {{PLURAL:18|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where images could fail to load for some suggested edits on [[w:Special:Homepage|Special:Homepage]], leaving the thumbnail stuck in a loading state, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T424048]
'''Updates for technical contributors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.5|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/23|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
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<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 23:08, 1 giu 2026 (CEST)
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== Testo giudeo-italiano? ==
Ciao a tutti
Non so esattamente se ci sia un posto più adatto in cui chiedere, quindi proverò qui.
Qualche tempo fa sono venuto a conoscenza d'un interessante testo del XVI secolo — un manoscritto, sfortunatamente incompleto, della sezione ''Profeti'' dell'Antico Testamento della Bibbia — con autore/traduttore ignoto, scritto nella variante romanesca del cosiddetto ''giudeo-italiano'' o ''italki'' (potete trovare le immagini del manoscritto sul sito della National Library of Israel, [https://www.nli.org.il/En/discover/manuscripts/hebrew-manuscripts/viewerpage?vid=MANUSCRIPTS&docid=PNX_MANUSCRIPTS990001090500205171-1#$FL22558172&FL=FL22558317 qui])</br>
Siccome è un testo molto prezioso a livello linguistico, mi sono spesso domandato se si possa inserirlo su Wikisource. Specifico che ho già contattato i responsabili dei diritti d'utilizzo del manoscritto presso la Biblioteca Palatina di Parma, i quali mi hanno comunicato che, pur non essendoci al momento la possibilità d'autorizzare la pubblicazione dell'opera con a corredo le immagini del manoscritto, una semplice trascrizione digitale non richiede alcuna autorizzazione.</br>
Quindi, domando:
# La lingua in cui è scritto il testo (variante italoromanza scritta in caratteri ebraici) può rientrare nell'àmbito dei testi includibili nella Wikisource italiana?
# Dando per buono il punto 1, questo testo anonimo può rientrare nell'àmbito dei testi storicamente rilevanti, e quindi inseribili su Wikisource nonostante la mancanza d'un autore?
# Dando per buoni i punti 1 e 2, sarebbe possibile inserire il testo — caratteri ebraici più trascrizione, magari? — senza che vi siano immagini a corredo (come già detto, non pubblicabili ora come ora), con soltanto link di riferimento al sito?
Ringrazio in anticipo chiunque vorrà darmi informazioni in merito. —— [[User:GianWiki|GianWiki]] ([[User talk:GianWiki|disc.]]) 11:27, 4 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:GianWiki|GianWiki]] cosa vuol dire "non essendoci al momento la possibilità d'autorizzare la pubblicazione dell'opera con a corredo le immagini del manoscritto, una semplice trascrizione digitale non richiede alcuna autorizzazione"? Un testo del XVI secolo con relative immagini è legalmente sempre di pubblico dominio. La persona o l'ente proprietario del manoscritto inteso come oggetto fisico poi è libera di non voler pubblicare riproduzioni di esso ma senza le immagini del manoscritto non è possibile trascriverlo su Wikisource. Per il resto
:1) penso che la lingua non sia un problema per mettere il testo su wikisource;
:2) Wikisource non proibisce di trascrivere testi anonimi o ritenuti (da chi?) non storicamente rilevanti;
:3) come già detto si può trascrivere il testo ma occorrono le immagini del manoscritto a fronte per evitare refusi ed altri errori di trascrizione.
:Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 17:38, 4 giu 2026 (CEST)
::Grazie mille della tua risposta
::</br>
::Il dubbio sulla rilevanza del testo m'è sorto leggendo la pagina [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource]] alla sezione [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]]:
::</br>
:::Generalmente le fonti devono avere un autore identificabile, individui, organizzazioni o governi, ma ci sono testi i cui autori si sono persi nei secoli: ad essi è attribuito un [[autore:anonimo]]. I [[:Categoria:Testi anonimi|testi anonimi]] '''di accreditata rilevanza storica''' sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un [[Wikisource:Amministratori|amministratore]] o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare.
::</br>
::Quanto alla questione dei diritti, anch'io — pur non essendo informato precisamente — avevo l'impressione che un documento tanto antico non potesse essere oggetto di diritti d'autore. Avendo cercato sul sito NLI, per esserne sicuro, si trova, alla voce ''Rights'':
::</br>
:::Attribution
::::This manuscript belongs to the Biblioteca Palatina of Parma, Ministero per I Beni e le Attività Culturali, Italy, The National Library of Israel. "Ktiv" Project, The National Library of Israel.</br>
::</br>
:::License
::::[http://web.nli.org.il/sites/NLI/Hebrew/library/items-terms-of-use/Pages/nli-copying-prohibited.aspx questo link] (che però ora restituisce un errore ''410 Gone'', ma che qualche mese fa mi rinviava su una pagina in cui veniva specificato che la Biblioteca Palatina, in quanto detentrice del manoscritto, era responsabile della gestione dei diritti d'utilizzo dello stesso)
::</br>
::Sulla base di questa informazione, avevo scritto all'indirizzo e-mail della Palatina — per chiedere informazioni circa la possibilità di caricare una copia digitale del testo, e una sua trascrizione, su Wikisource — ricevendo questa risposta:
::</br>
:::In merito alla sua richiesta relativa al manoscritto Ms. Parm. 3068, le confermo che possiamo autorizzare la trascrizione e traduzione del testo ed eventualmente fornirle delle immagini da pubblicare a corredo della spiegazione per facilitare la comprensione. Se possedete già le immagini potremo procedere con una semplice autorizzazione, in caso contrario le chiedo gentilmente di indicare le carte da riprodurre.
:::Al momento non riusciamo ad autorizzare la pubblicazione integrale dell'opera che resta comunque fruibile sul sito della National Library of Israel cui potete fare riferimento con un link diretto.
::</br>
::Al che, ad una mia richiesta di chiarimenti su cosa non fosse pubblicabile — se le immagini del manoscritto o una trascrizione del testo — ho ricevuto questa risposta:
::</br>
:::il manoscritto è già tutto fruibile e consultabile il NLI,
:::Da parte nostra dobbiamo autorizzare eventualmente l'utilizzo di immagini a corredo della trascrizione, ma se la trascrizione sarà solo testo, priva di immagini, non avete bisogno di alcuna autorizzazione.
::</br>
::Scusami per essere sceso in tanti dettagli, ma è una questione che m'incuriosisce abbastanza. [[User:GianWiki|GianWiki]] ([[User talk:GianWiki|disc.]]) 18:54, 4 giu 2026 (CEST)
:::Immagino che invochino il Codice dei Beni Culturali, per cui non è strettamente copyright ma ha alcuni effetti simili. Sul discorso "anonimo", se stiamo parlando di un testo pubblicato secoli fa, il fatto che l'autore sia sconosciuto è irrilevante. [[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 19:10, 4 giu 2026 (CEST)
::::Grazie per la risposta
::::</br>
::::In tal caso, in mancanza d'immagini, suppongo si potrebbe inserirlo nella categoria dei testi senza versione cartacea a fronte, no? Fornendo quantomeno link al sito NLI per accedere al manoscritto, s'intende. [[User:GianWiki|GianWiki]] ([[User talk:GianWiki|disc.]]) 20:26, 4 giu 2026 (CEST)
:::::Comunque i "testi moderni di autori anonimi non storicamente rilevanti" sono sempre stati trascritti su Wikisource, penso solo alle raccolte di fiabe, canti e filastrocche popolari dove gli autori sono ignoti e conosciamo solo i trascrittori del testo (e spesso questi testi sono conosciuti da pochissimi e dunque non storicamente rilevanti). Dunque mi pare che quella regola si wikisource non sia mai stata applicata. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 09:47, 6 giu 2026 (CEST)
== Immagine da ruotare ==
La prima immagine nella [[Pagina:Le Canzonete dei nostri veci.djvu/1]] andrebbe ruotata di 180 gradi. Qualcuno se ne può occupare? [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 16:56, 5 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] {{fatto}} [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:02, 5 giu 2026 (CEST)
== Lavori su commissione ==
Ho notato che il sito dell'associazione Liber Liber nella sua pagina dei testi in lavorazione:
https://liberliber.it/opere/libri/libri-in-lavorazione/
sta lavorando su vari testi già in lavorazione su Wikisource, ad esempio "I cosacchi" di Tolstoj e i "Racconti" di Maupassant tradotti da Cinti e inoltre sta digitalizzando testi già digitalizzati da Wikisource come vari poeti greci tradotti da Romagnoli. Come si legge nella pagina Liber Liber spesso l'associazione Distributed Proofreaders fa digitalizzazioni per commissione di Liber Liber e Distributed Proofreaders poi pubblica gli ebook anche su Project Gutenberg. Potrebbe essere un'idea che anche Wikisource faccia digitalizzazioni su commissione per altri? Oltre a risparmiare lavoro in più per più associazioni che perseguono lo stesso scopo di diffondere liberamente la cultura può essere una buona idea anche per "pubblicizzarci"...
Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:20, 5 giu 2026 (CEST)
:NOn ho chiarissimo ilrapporto fra LiberLiber e Distributed Proofraders, ma sono quasi certo che - contrariamente a wikisource - nel progetto Gutenberg c'è una chiara suddivisione fra "tipografia" e "libreria", e che Distribuited Proofreaders è semplicemente la "tipografia" del progetto. Quindi non "lavoro su commissione", penso, ma diversi aspetti di un progetto unitario/collaborativo.
:Nonostante che l'output sia simile (un testo digitalizzato) le differenze organizzative e "filosofiche" fra il mondo wiki e il progetto Gutenberg sono notevoli. Ti incoraggio a partecipare attivamente a Distributed Proofreaders come volontario, qper qualche settimana, per "respirare" l'aria diversa. Io l'ho fatto ed è stata un'esperienza molto interessante: dopodichè sono tornato a wikisource :-). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:57, 8 giu 2026 (CEST)
== Inserire un vocabolario sulla Dicothèque ==
Buongiorno a tutti,
la Dicothèque (sarebbe Dicoteca in italiano) è un progetto libero sviluppato da Wikimediani francesi che propone di paragonare le parole dei vocabolari che sono disponibili su Wikisource. Attualmente sono presenti unicamente dei testi dal Wikisource francofono (47 vocabolari di edizioni tra 1694 e 1950 e 5 lingue).
* un esempio : [https://dicotheque.org/search/boutisse]
* il sito : [https://dicotheque.org/]
E siete d’accordo, vorrei fare una prova con il testo [[Primo dizionario aereo italiano/Dizionario]]. Per renderlo « integrabile » sulla Dicoteca, dovrei creare qui delle sottopagine del tipo : <pre> [[Primo dizionario aereo italiano/Articoli/abbattere]]</pre> che avranno lo stesso modello che la pagina [[:fr:Dictionnaire raisonné de l’architecture française du XIe au XVIe siècle/Boutisse]].
Che ne pensate ? [[User:Otourly|Otourly]] ([[User talk:Otourly|disc.]]) 11:41, 6 giu 2026 (CEST)
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Marcella Medici (BEIC)
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/* Trascritta */
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<noinclude><pagequality level="3" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|152|{{Sc|capitolo sesto}}|}}</noinclude>cresta, persuasi com'erano, che procedere verso il Congo fosse andar incontro a sicura morte. Con queste disposizioni d'animo, era naturale che mostrassero grande riluttanza a seguire {{AutoreCitato|Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.}} verso Ovest.
Il mattino del 15 Giugno, non v'erano a Bujongolo che nove Bakonjo, appena sufficienti, colle quattro guide ed il Botta, a portare il materiale da campo di S. A. R., ridotto alle cose indispensabili, ed i viveri per qualche giorno. All' ultimo momento, i neri avanzarono ancora la pretesa di ricevere la loro paga ogni giorno, e S. A, R. dovette caricarsi d'un peso non indifferente di rupie.
Finalmente, verso le 8, mancando ogni altro pretesto a nuove dilazioni, si lasciava il campo con un sole raggiante, prendendo a salire il valloncino che abbiamo visto aprirsi sul lato destro della valle Mobuku, presso a Bujongolo. Procedendo ora su una riva, ora sull'altra del torrentello, si giungeva al sommo del contrafforte, pervenendo ad una valle, dove scorre un torrente alimentato dai ghiacciai meridionali del Kiyanja, quello stesso che forma la pittoresca cascata sul fianco destro del pianoro di Buamba. Presso la sommità della valletta, vi sono due roccie sporgenti, ripari naturali simili a quelli di Kichuchu e di Buamba.
Il suolo è tutto inzuppato dalle pioggie cadute nei giorni precedenti, e dopo un'ora di cammino s'è bagnati fino alle ossa, e coperti di fango. La marcia è faticosa, perchè ad ogni pochi passi si scivola e si affonda nella mota. I portatori, insospettiti dal paese ignoto dove s'è diretti, vanno innanzi a malincuore, con una lentezza esasperante. Già venti minuti dopo lasciato Bujongolo, s'erano fermati, accendendo subito fuoco e pipe. Dopo un' altra mezz'ora di cammino s'era da capo. Rispondevano alle<noinclude><references/></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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/* Trascritta */ Aggiunto template FI tramite il gadget CropTool
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text/x-wiki
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Marcella Medici (BEIC)
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Aggiunto template FI tramite il gadget CropTool
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il ruwenzori}}|153}}</noinclude>sollecitazioni accennando al ventre, alla testa, ai piedi od alle gambe, diventati sede di malori improvvisi.
A peggiorare le cose, il tempo s'annebbia di nuovo, e si traversa la valle, tutta un pantano, fra seneci, lobelie muschi, fango e sassi, senza veder nulla. Per una facile salita, parte sulla parete, parte in una gola, si giunge finalmente al colle spartiacque<ref>Colle Freshfield della carta.</ref>
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}}
Tira una brezza tredda, ed i portatori corrono a cercare un riparo sottovento. Si è a 4326 m. sul mare e non vi sono più piante arboree, ma solo licopodi, muschi, licheni, e cespugli di semprevivi.
Il vento caccia le nebbie qua e là, scoprendo ora una parte, ora l'altra del paesaggio. A Nord del colle si in-<noinclude><references/></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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text/x-wiki
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A peggiorare le cose, il tempo s'annebbia di nuovo, e si traversa la valle, tutta un pantano, fra seneci, lobelie muschi, fango e sassi, senza veder nulla. Per una facile salita, parte sulla parete, parte in una gola, si giunge finalmente al colle spartiacque<ref>Colle Freshfield della carta.</ref>
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Tira una brezza tredda, ed i portatori corrono a cercare un riparo sottovento. Si è a 4326 m. sul mare e non vi sono più piante arboree, ma solo licopodi, muschi, licheni, e cespugli di semprevivi.
Il vento caccia le nebbie qua e là, scoprendo ora una parte, ora l'altra del paesaggio. A Nord del colle si in-<noinclude><references/></noinclude>
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|||27}}</noinclude><section begin="s1" />non vede che in quelle promesse non si debba stare, le quali alcuno, costretto da paura, o ingannato con fraude, avrà promesso? le quali, molle sono liberate per la ragione del pretore, e alcune per le leggi.<section end="s1" />
<section begin="s2" />{{Ct|t=3|v=2|f=80%|CAPO XII.}}
{{Ct|t=1|v=2|''Della malizia nell'intrrpetrare la ragione. ''}}
Fannosi ancora spesso ingiurie per una certa calunnia, e per la troppa scaltrita e maliziosa interpetrazione della ragione: onde, ''somma ragione, somma ingiuria'', è fatto proverbio già molto trito. Nel qual modo ancora nella repubblica si fanno molti peccati. Come colui, il quale quando le triegue erano fatte per trenta dì, rubava la notte i campi; e diceva, che le triegue erano fatte de’ dì, e non delle notti. E ancora non debbe essere lodato, se egli è vero, quel nostro Fabio Labeone, ovvero qualche altro (imperocchè io non ho altro che l’udito) il quale, dato dal senato arbitro a’ Nolani e a’ Napoletani de’ confini dei loro campi, quando venne al luogo {{Pt|ordi-|}}<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Cicerone - Degli uffici, 1840.djvu/48
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OrbiliusMagister
129
/* new eis level3 */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|28||}}</noinclude><section begin="s1" />{{Pt|nato|ordinato}}, parlò separatamente coll’una parte e l’altra: e questo era, ch’eglino non volessino o fare o appetire alcuna cosa cupidamente; e che piuttosto volessino andare a dietro, che ire innanzi. E quando coloro ebbono fatto questo, come costui aveva detto, nel mezzo avanzò alquanto spazio di terreno: e così egli terminò i confini di costoro, come essi avevano detto; e quello ch’era avanzalo in mezzo, giudicò che dovesse essere del popolo romano. Ma questo è ingannare e non giudicare. Per la qual cosa in ogni faccenda debbe essere fuggita tale sottigliezza.<section end="s1" />
<section begin="s2" />{{Ct|t=3|v=2|f=80%|CAPO XIII.}}
{{Ct|t=1|v=2|''Degli uffici verso gl’ingiurianti.''}}
Sono ancora certi uffici i quali debbono essere osservati inverso coloro, da’ quali tu avrai ricevuto l’ingiuria. Imperocchè e’ ci è il modo del vendicare, e del punire. E non so se egli è assai, che colui il quale ha ingiuriato, si penta dell’ingiuria; acciocchè esso da quinci innanzi non più faccia tal cosa, e gli altri sieno all’ingiuria più tardi.<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Cicerone - Degli uffici, 1840.djvu/49
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OrbiliusMagister
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|||29}}</noinclude><nowiki />
E nella repubblica spezialmente debbono essere conservate le ragioni della guerra. Imperocchè conciosiacosacchè ei sieno due ragioni di combattere, l’una per deputazione, e l’altra per forza; e conciosiacosacchè quella propriamente s’appartenga all’uomo, e questa alle bestie; si debbe rifuggire a questa di dopo, se non è lecito usare quella di sopra.
Per la qual cosa le guerre debbono essere prese per questa cagione, che senza ingiuria si viva nella pace. Ma, acquistata la vittoria, debbono essere conservati coloro, i quali non furono crudeli nella guerra, nè disumani: come gli antichi nostri ancora nella città ricevettono i Tusculani, gli Equi, i Volsci, i Sabini, gli Enrici; ma Cartagine e Numanzia mandarono a terra insino a’ fondamenti. Io non vorrei che eglino avessino fatto così di Corinto: ma io credo che alcuni considerarono all’opportunità del luogo; acciocchè esso luogo non potesse qualche volta confortare a muover guerra. Ma a mio parere sempre si consiglierà alla pace; la quale niente sia da dovere avere d’inganno. Nella qual cosa se<noinclude></noinclude>
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Discussioni pagina:Cicerone - Degli uffici, 1840.djvu/40
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
== Test ==
@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Da questa iniziano 10 pagine ottenute da "caricamento preformattato" (nuova versione) come prova. Il caricamento prevede l'header, il footer, e buona parte dei template Ct. Se il risultato è considerato decente, il caricamento può procedere. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:31, 4 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], L'esperimento è riuscito benissimo: ho notato che l'OCR dell'undicesima pagina è sensibilmente peggiore delle dieci precedenti da te preformattate, inoltre non dover pensare ala RigaIntestazione fa guadagnare quel mezzo minuto che quando si ha poco tempo per lavorare non dispiace. Se posso azzardare un suggerimento è possibile cambiare gli apostrofi da dritti a uncinagti anche dentro i template Ct? Inoltre è possibile inserire i tag section "s1" e "s2" incorrispondenza della divisione in capi, cioè qualora nel mezzo della pagina ci siano i due Ct di separazione siano già presenti i tag section? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:05, 7 giu 2026 (CEST)
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Alex brollo
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/* Test */ Risposta
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text/x-wiki
== Test ==
@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Da questa iniziano 10 pagine ottenute da "caricamento preformattato" (nuova versione) come prova. Il caricamento prevede l'header, il footer, e buona parte dei template Ct. Se il risultato è considerato decente, il caricamento può procedere. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:31, 4 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], L'esperimento è riuscito benissimo: ho notato che l'OCR dell'undicesima pagina è sensibilmente peggiore delle dieci precedenti da te preformattate, inoltre non dover pensare ala RigaIntestazione fa guadagnare quel mezzo minuto che quando si ha poco tempo per lavorare non dispiace. Se posso azzardare un suggerimento è possibile cambiare gli apostrofi da dritti a uncinagti anche dentro i template Ct? Inoltre è possibile inserire i tag section "s1" e "s2" incorrispondenza della divisione in capi, cioè qualora nel mezzo della pagina ci siano i due Ct di separazione siano già presenti i tag section? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:05, 7 giu 2026 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Bene, sono contento che l'esperimento ti sia piaciuto. Delle due richieste, la seconda è un pochino più complessa della prima: ci penso un po'. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:46, 8 giu 2026 (CEST)
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Alex brollo
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/* Test */ Risposta
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text/x-wiki
== Test ==
@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Da questa iniziano 10 pagine ottenute da "caricamento preformattato" (nuova versione) come prova. Il caricamento prevede l'header, il footer, e buona parte dei template Ct. Se il risultato è considerato decente, il caricamento può procedere. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:31, 4 giu 2026 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], L'esperimento è riuscito benissimo: ho notato che l'OCR dell'undicesima pagina è sensibilmente peggiore delle dieci precedenti da te preformattate, inoltre non dover pensare ala RigaIntestazione fa guadagnare quel mezzo minuto che quando si ha poco tempo per lavorare non dispiace. Se posso azzardare un suggerimento è possibile cambiare gli apostrofi da dritti a uncinagti anche dentro i template Ct? Inoltre è possibile inserire i tag section "s1" e "s2" incorrispondenza della divisione in capi, cioè qualora nel mezzo della pagina ci siano i due Ct di separazione siano già presenti i tag section? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:05, 7 giu 2026 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Bene, sono contento che l'esperimento ti sia piaciuto. Delle due richieste, la seconda è un pochino più complessa della prima: ci penso un po'. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:46, 8 giu 2026 (CEST)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Vedo dalla tua pagina [[Utente:OrbiliusMagister/PersonalButtons.js]] che sono previsti alcuni shortcuts. Ne aggiungerei due di cui faccio gran uso:
:::* inserimento forzato di RigaIntestazione, che scrive o sovrascrive RigaIntestazione;
:::* inserimento di section, che con un click inserisce la section s1 dall'inizio pagina alla posizione del cursore e la section s2 dal cursore in giù. Se il cursore cade all'interno di una sezione s2, chiude la section s2 e inserisce una section s3. E' un trucco utile e velocissimo.
:::Se ti va, dimmi che shortcuts preferisci per le due opzioni, dopo aver controllato che sul tuo pc siano "libere", ossia non facciano niente in nsPagina. Se mi rinnovi i "privilegi" di admin dell'interfaccia, scaduti, meglio :-) (ma il controllo che i due shortcuts siano "liberi" devi farlo tu). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:48, 8 giu 2026 (CEST)
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Marcella Medici (BEIC)
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|154|{{Sc|capitolo sesto}}|}}</noinclude>nalza il crestone meridionale del Kiyanja, ampio ed arrotondato, coperto in alto da un ghiacciaio, che spiove a destra ed a sinistra nei due versanti, e che un tempo scendeva in basso fino a rivestire tutto il colle. Ne rimangono i segni nelle roccie levigate e striate. A Sud è il gruppo di creste e di punte rocciose che {{AutoreCitato|Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.}} aveva già osservato dalla vetta del Kiyanja. Vi si scorgono due piccoli ghiacciai che riempiono due colli; fra essi è un terzo intaglio roccioso. Delimitano i colli quattro vette; la più occidentale e più lontana di esse sembra essere la più alta.
Ai piedi di questi monti, e compresa fra essi ed un contrafforte del Kiyanja, una vallata va giù diritta verso Ovest. Di là di questo contrafforte, si vedono luccicare due laghetti sul fondo d'un'altra valle, diretta da Nord a Sud, la quale scende dal colle fra il Kiyanja ed il gruppo centrale dei monti.
È questo colle che S. A. R. voleva raggiungere, per muovere da esso alla conquista delle vette più alte. Intanto che Egli notava con cura tutto quello che poteva osservare del paesaggio, approfittando delle schiarite nelle mobili nebbie, era andata innanzi una guida per indagare se non fosse possibile attraversare in alto le pendici occidentali del Kiyanja, risparmiando la discesa fino in fondo alla valle, colla necessità di risalire poi al colle adiacente al gruppo centrale. La guida tornava, dopo aver constatato che non era possibile procedere a mezza costa, perchè le pareti cadevano a picco nella valle. Bisognava perciò scendere fino ai laghi sul fondo di essa.
Poco dopo mezzogiorno, la piccola comitiva, avendo lasciato sul colle parte dei carichi per procedere più spedita, riprendeva la via, costeggiando da prima in piano, poco sotto la cresta del valico, al disopra della foresta di<noinclude><references/></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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/* Trascritta */
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<noinclude><pagequality level="3" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|154|{{Sc|capitolo sesto}}|}}</noinclude>nalza il crestone meridionale del Kiyanja, ampio ed arrotondato, coperto in alto da un ghiacciaio, che spiove a destra ed a sinistra nei due versanti, e che un tempo scendeva in basso fino a rivestire tutto il colle. Ne rimangono i segni nelle roccie levigate e striate. A Sud è il gruppo di creste e di punte rocciose che {{AutoreCitato|Luigi Amedeo di Savoia-Aosta|S. A. R.}} aveva già osservato dalla vetta del Kiyanja. Vi si scorgono due piccoli ghiacciai che riempiono due colli; fra essi è un terzo intaglio roccioso. Delimitano i colli quattro vette; la più occidentale e più lontana di esse sembra essere la più alta.
Ai piedi di questi monti, e compresa fra essi ed un contrafforte del Kiyanja, una vallata va giù diritta verso Ovest. Di là di questo contrafforte, si vedono luccicare due laghetti sul fondo d'un'altra valle, diretta da Nord a Sud, la quale scende dal colle fra il Kiyanja ed il gruppo centrale dei monti.
È questo colle che S. A. R. voleva raggiungere, per muovere da esso alla conquista delle vette più alte. Intanto che Egli notava con cura tutto quello che poteva osservare del paesaggio, approfittando delle schiarite nelle mobili nebbie, era andata innanzi una guida per indagare se non fosse possibile attraversare in alto le pendici occidentali del Kiyanja, risparmiando la discesa fino in fondo alla valle, colla necessità di risalire poi al colle adiacente al gruppo centrale. La guida tornava, dopo aver constatato che non era possibile procedere a mezza costa, perchè le pareti cadevano a picco nella valle. Bisognava perciò scendere fino ai laghi sul fondo di essa.
Poco dopo mezzogiorno, la piccola comitiva, avendo lasciato sul colle parte dei carichi per procedere più spedita, riprendeva la via, costeggiando da prima in piano, poco sotto la cresta del valico, al disopra della foresta di<noinclude><references/></noinclude>
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Civvì
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|299}}</noinclude>quadro di quelle particolarità, per le quali il paese riceve la sua fisica, e naturale esistenza.
La prima di queste particolarità sono per crederla la posizione topografica su di cui Arona è situata, e questa, come dissi nel libro primo, la ritengo la vera causa del di lei incremento, e la perenne sorgente per cui si manterrà forte, stimata, non bisognosa, e vivace mercè le risorse che gli vengono dal commercio, ed il favore degli stradali e del lago.
Come si trovasse Aroma circa il commercio da’ suoi principi sino al tempo in cui, divenuta una porzione
degli stati uniti al Piemonte si animò la mercatura in grado eminente, non è tanto facile dimostrarlo; abbiamo però alcuni dati che dimostrano essere in questo ramo mai stato il paese neghittoso, ed averne approfittato anzi che no. La fiera che si eserciva in giugno chiamata di ''san Bernardino'', ed il mercato stati introdotti anteriormente al secolo XlV sono indizi che non fallano per istabilire il paese alla portata del commercio, e gli abitanti nell’attitudine, ed inclinazione di potervisi applicare. Tutti
i paesi del lago superiormente posti a questo restavano segregati dal Novarese e dal Piemonte. perchè non vi erano strade di comunicazione pel circondario del lago, e queste cominciavano soltanto da Arona, restava quindi a loro la sola via del lago per commettere al Novarese ed al Piemonte le mercanzie, e per avere con quei paesi comunicazione. Arona per questo diveniva punto di necessità, per ciò che andava o veniva dalla Svizzera, dal Valese e dal Genovesato; ed ecco come la naturalezza del sito contribuiva a dare una prerogativa che fu la causa, e sorgente del suo aumento. Ne è da dirsi, che l’apertura delle strade<noinclude><references/></noinclude>
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Il Libro dei Re/Il re Khusrev/I/4/VII
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|300|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>eseguite ne’secoli posteriori, e specialmente quella del Sempione siano state di svantaggio ad Arona per avere facilitato il corso di terra anche superiormente al paese, perchè quel meno, che l’aprimento delle strade ha dato dalla parte del lago, il compensò ad esuberanza col fiorito, e non mai interrotto passaggio nel seno del paese di viaggiatori e di merci che amano preferire la via di terra a
quella di acqua. Costituiva anche un ramo produttivo, e commerciale la pescagione del lago. Di questa Arona ne faceva commercio col Novarese e col Piemonte sulla guisa di quanto ora si pratica dagli abitanti della vicina terra di Meina. Un ordine del vicario di provvisione della città di Torino delli sette di marzo dell’anno 1680 inserito nella raccolta delle leggi del Piemonte ci da la prova di questo
mercimonio trovandosi nell’unita tariffa indicati i pesci di Arona. Anche il proemio dell’atto 29 luglio 1602 di erezione della scolastica dà una convincente prova che Arona in quei tempi era e ben considerata per le prerogative giurisdizionali, e ben commerciante. Ivi: ''cum terra Aronae locus insignis sit, et caput iurisdictionis temporalis multorum locorum, et pagorum Verbani lacus, populusque valde numerosus hic habitet, et ob saecularem magistratum, tum etiam ob mercimonia maximo assiduoque hominum concursu frequentetur...''
I prodotti cereali di questo territorio non hanno mai dato, a mio credere, un ramo di commercio di esportazione a questo paese; l’estensione di circa settemila pertiche di terreno, un terzo del quale boschivo, non lascia certamente sovrabbondanza di prodotti da porterne fare un commercio cogli esteri. La più comune e principale seminagione nei terreni coltivi è quella del grano turco e della segale.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|301}}</noinclude>Di questi si pasce la classe meno agiata del popolo, e gli stessi agricoltori; trova perciò facile consumo sul luogo ancorchè sovrabbondi. I frumenti vengono solamente seminati nelle terre più ubertose, ma non sono sufficienti per la consumazione interna. ll vino, ed i fieni saranvi a dovizia ma neppure questi in tanta copia da formare uno speciale ramo di commercio. È senza dubbio una buona ventura pel paese che il territorio sia posseduto per la maggior parte da suoi abitanti, perchè questi tutto
raccogliendo e tenendo fra loro, è ben difficile che si abbia bisogno di dipendere da altri luoghi, specialmente per li generi di prima necessità. Gioisce altresì il paese del beneficio, che i contadini essendo tutti collocati sui terreni stessi che coltivano, resta tolta quella classe di abitanti nell’interno del paese, che gravita per lo più a danno de’benestanti, e questa classe di persone è con
siderevole, poichè essa sola occupa cinquanta epiù cassinali sparsi quà e là a moderate distanze del territorio, ed aventi ciascuno una particolare denominazione.
Non è ingrato questo territorio alle fatiche dei coltivatori. Il frumento, la segale, la meliga giungono sempre a buon grado di maturità, e ben poche erbe parassite con loro si associano. I vigneti quasi tutti rivolti al meriggio forniscono delle buone qualità di uva. Fra le piante di frutti quelle che meglio prosperano sono le noci; però, sia che la circonferenza di queste piante apporti troppa ombra ai sottostanti terreni, o che il loro frutto ancorchè abbondante non compensi il danno che soffrono i terreni stessi, da poco tempo in quà vedonsi più scarse tali piante: potrebbe anche essere una plausibile ragione della rallentata loro coltivazione la facilità di avere gli oli d’ulivo che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|302|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>giungono dalla riviera marittima col favore degli aperti stradali. Il gelsi da non molto tempo introdotti, ed ora moltiplicati, vengono pur bene, e di più verrebbero se i coloni facessero uno studio particolare sulla loro coltivazione, che esige delle speciali regole e cautele; e pare che
tornerebbe loro il conto d’applicarvisi ben bene, giacchè questa sola pianta costituirebbe uno dei principali prodotti del territorio. Ma è d’altra parte ben riprovevole, che per una servile imitazione di altre nazioni siansi introdotte da pochi anni in quà le piantagioni di legnami forestieri, come l’acacia, peste conosciuta dei terreni che li intralcia colle lunghissime sue radici, e sugge la loro migliore sostanza, ed è un legname che sebbene sia pronto alla vegetazione, è di pochissima consistenza, massime per uso d’opera, ed offre pericolo e difficoltà nel raccoglierlo pei lunghi spini, di cui la natura il volle rivestito quasi per additare all’uomo che non ne dovesse far uso.
Il territorio di Arona viene in gran parte circoscritto dal torrente Vevera, che lo cinge verso mezzodì, e ponente. Quest’acqua, dalla quale sono stati derivati alcuni rami, alimenta anche al dì d’oggi più mulini per la macina del grano, due nel paese e tre sul territorio, con altri edifici e manifatture; ed il condotto stesso dell’acqua di questi mulini, che giunge sino nel cuore del paese, serve all’irrigazione delle praterie sottoposte al medesimo per tutta la tratta che percorre, opera, come si disse, de’ Benedettini del 1205. Dalla limitazione del confine segnato dal torrente Vevera avvi un angolo di terreno confinante coi territori di Mercurago e di Oleggio Castello, posto al di là dello stesso torrente che fa parte di questo territorio, e che lo era pure nel secolo decimosesto. Non<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|318|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>{{centrato|ALLA • MEMORIA}}
{{centrato|DEL • SACERDOTE • GIUSEPPE • BOTTELLI}}
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Narrati finora gli antichi ed i recenti fasti del paese, le cause e le conseguenze delle rivoluzioni che ha sofferto, i motivi del suo accrescimento, lo stato della civilizzazione; ed accennati anche per soddisfazione dei concittadini quelli di loro che si resero distinti per le virtù, trovomi adesso
al termine delle aronesi memorie. Creder poss’io di avere con quanto esposi presentato il quadro di tutto ciò che accadde in questo paese, e di quanto possa contribuire senza vanità ad illustrarlo? Ho adempito con ciò alla mia promessa; nè credo d’essermi ingannato se dissi che tanto ne’secoli passati, quanto nel presente ha potuto e può<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|303}}</noinclude>si sa la ragione perchè questo siasi protratto su quella lingua di terra, essendo il restante circoscritto dal torrente. Non si può credere che questo abbia cambiato letto, perchè i
terreni segregati di cui parliamo sono ad esso superiori, e l’attitudine territoriale non sembra alla portata di ricevere il corso di quel torrente; e sappiamo d’altronde che l’unica deviazione che abbia fatto avvenne verso il fine del suo corso sul terreno chiamato la Riviera, che sboccava nel lago precisamente sulla punta di questo stesso terreno in linea quasi paralella al paese di Taino, separando così i due territori di Arona e di Mercurago (''quod territorium de Mercuriaco usque ad flumen extenditur'', così la pergamena del 1182 esaminata nel libro secondo); e da due secoli scorsi ha cambiato direzione portandosi più vicino ad Arona, con lasciare alla destra del suo corso per ben centocinquanta pertiche di questo territorio, di cui la comunità nel 1855 ha costituiti alcuni livelli. La popolare tradizione attribuisce la causa dell’aggregazione a questo territorio della lingua di terreno posta al di là del torrente Vevera al fatto d’essersi opposti nel 1524 i parochi di Mercurago, o di Oleggio Castello, di assistere agli estremi e di accompagnare alla sua parrocchia il funerale di un individuo morto con sospetto di peste nel cascinale allora chiamato de’''Balestrini'', posto nelle dette terre sotto del motto di Oleggio Castello, dove ora si dice al ''Vetriaro''; e che essendovisi prestato il curato d’Arona, alla sua parrocchia siano state le medesime assoggettate. Ma come mai si può prestar fede a tali racconti? Io voglio piuttosto credere che quasi tutte le terre nel detto pezzo di territorio essendo possedute dal monastero delle madri della Purificazione e dall’abbadìa dei Benedettini, abbiano per<noinclude><references/></noinclude>
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Francyskus
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||IL ROSETO|93}}</noinclude><section begin="s1" /><poem>
Aimé! ogni volta che crescean negli orti
verdi le piante, quanta gioia e quanta
festa dentro il mio core!
Passa oltre, amico mio, fin che tu vegga
a primavera dalla tomba mia
spuntar virente un fiore."<ref>Forse per dire che, allora, ne avrò gioia anch'io come quando era vivo.</ref></poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|16. DOLCEZZA VERSO I SERVI}}
Un savio fece visita, un giorno, ad un gran riccone.
Vide ch'egli aveva legato fortemente mani e piedi ad un suo servitore e lo picchiava. Allora gli disse: "Figlio mio, il Signore (che sia glorificato ed esaltato) ha sottoposto al tuo comando una creatura umana simile a te e ti ha conferito certa autorità su di essa. Ora tu ringrazia l'Altissimo, e non permetterti sovra costui cotesti atti di violenza. Non conviene che domani, nel giorno della risurrezione dei morti, cotesto tuo schiavo si trovi meglio di te, e to nella vergogna!"
<poem>
Ira soverchia tu non prenderai
con chi t'è schiavo, non l'opprimerai,
angustia al core non gli apporterai.
Per cinque dramme e cinque l'acquistasti,
e nulla piú, ché tu nol procreasti
d'alcuno tuo poter. Ciò sol ti basti!
Quest'ira e furia tua, questo comando,
dureran forse, dimmi? e fino a quando?
Maggior di te v'è un sire!<ref>Iddio</ref> O tu, d'Arslando
padrone e sire, tu, signor d'Agossa,<ref>Nomi comuni, come pare, di schiavi. Nel testo suonano Aralan e Aghosh, cangiati qui in Arslando e in Agossa per la rima.</ref>
guarda che mai dimenticar ti possa
Colui che ha su di te sovrana possa.<ref>Traduzione fedele, mia infelice quanto alla forma, di testo molto infelice anch'esso.</ref>
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Autore:Enrico Insabato
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Enrico | Cognome = Insabato | Attività = islamista/politico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == * ''Der erlöschende Halbmond: türkische Enthüllungen''. Frankfurt a/M., 1909. * ''La responsabilità morale e giuridica dei tubercolosi''. Bologna: L. Beltrami, 1910. * ''Gli Abaditi del Gebel Nefusa e la politica islamica in Tripolitania''. Roma: Tip. de l'Unione editrice, 1918. * ''L...
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{{Autore
| Nome = Enrico
| Cognome = Insabato
| Attività = islamista/politico
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* ''Der erlöschende Halbmond: türkische Enthüllungen''. Frankfurt a/M., 1909.
* ''La responsabilità morale e giuridica dei tubercolosi''. Bologna: L. Beltrami, 1910.
* ''Gli Abaditi del Gebel Nefusa e la politica islamica in Tripolitania''. Roma: Tip. de l'Unione editrice, 1918.
* ''L'Islam et la politique des Alliés''. Paris: Berger-Levrault, 1920.
* ''La riforma agraria polacca nella Galizia orientale (Ucraina occidentale)'', in «Politica nazionale», № 6-7 (1922).
* ''L'Ucraina e la Chiesa cattolica''. Roma: Noi e l'Ucraina, 1933.
* ''Ukraine: population and economy''. New York: Ukrainian Press Service, [1938].
* ''La collaborazione italo-araba e il Sudan''. Roma: Danesi, 1950.
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Carlomorino
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{{Autore
| Nome = Enrico
| Cognome = Insabato
| Attività = islamista/politico
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* ''Der erlöschende Halbmond: türkische Enthüllungen''. Frankfurt a/M., 1909.
* ''La responsabilità morale e giuridica dei tubercolosi''. Bologna: L. Beltrami, 1910.
* ''Gli Abaditi del Gebel Nefusa e la politica islamica in Tripolitania''. Roma: Tip. de l'Unione editrice, 1918.
* ''L'Islam et la politique des Alliés''. Paris: Berger-Levrault, 1920.
* ''La riforma agraria polacca nella Galizia orientale (Ucraina occidentale)'', in «Politica nazionale», № 6-7 (1922).
* ''L'Ucraina e la Chiesa cattolica''. Roma: Noi e l'Ucraina, 1933.
* ''Ukraine: population and economy''. New York: Ukrainian Press Service, [1938].
* ''La collaborazione italo-araba e il Sudan''. Roma: Danesi, 1950.
{{Sezione note}}
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|105|riga=si}}</noinclude>pensava all’uomo con cui aveva da poco stretta conoscenza.
La semplicità di Olénine gli piaceva; pensava alla quantità di vino che gli aveva offerto, ma gli piaceva anche per sè stesso. Si domandava con meraviglia come mai i russi erano tutti ricchi, semplici e ignoranti, nonostante la loro educazione. Cercava di risolvere questo problema, e si domandava ciò chel potrebbe estorcere ad Olénine per la propria utilità.
La capanna di Jérochka era assai spaziosa e tuttora nuova, ma vi sì notava la mancanza della. donna; la camera era sporca ed in gran disordine, nonostante l’amore dei cosacchi per la pulizia. Un caftano macchiato di sangue, i resti di una galletta e una cornacchia spennacchiata destinata allo sparviero erano sulla tavola. Delle calzature di cuoio molli, un fucile, un pugnale, un sacco, degli abiti ancora umidi e diversi stracci erano posati sui banchi. Si vedeva in un canto un secchio d’acqua dove nuotavano dei pezzi di cuoio, ed accanto una carabina e la ''kabilka''.
In terra vi era una rete, e alcuni fagiani vi passeggiavano sopra; una gallina, legata per la zampa, saltellava attorno alla tavola e beccava il pavimento sporco. Un coccio slabbrato riempito di un liquido lattiginoso stava sul focolare non riscaldato. Lo sparviero gridava sulla stufa e si sforzava di strappare la cordicella che lo tratteneva; un altro piccolo sparviero grigio sporco era appollaiato sull’orlo della stufa e, piegando la testa da un lato, guardava la gallina.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|94|IL ROSETO|}}</noinclude><section begin="s1" />Secondo la tradizione, Maometto profeta (che Iddio
gli dia pace!) aveva detto: "La maggior sventura che
possa toccare nel giorno della resurrezione è questa, cioè quando il servitore, buono e pio, sarà menato in Paradiso e il padrone reo cacciato nell'Inferno."
<poem>
Contro garzon ch'ha ufficio di servire,
troppo non t'adirar. Non inveire!
Sconcio saría che al giorno del giudizio<ref>Alla fine del mondo quando gli uomini saranno giudicati da Dio.</ref>
sciolto fosse il garzone
e carico di ceppi il suo padrone!
</poem>
<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|f=120%|17. VANA SPAVALDERIA GIOVANILE}}
Un anno io viaggiavo da Balkh verso Baiyman,<ref>Regione e passo montuoso nell'Afghanistan a m. 2545 sul livello del mare.</ref> mentre la via era pericolosa per i malandrini. Era nostro compagno, come scorta, un giovane garzone che si trastullava con una sua targa, e scagliava dardi, e faceva gran fracasso con le armi, e mostrava gran forza, e asseriva che dieci uomini valenti non avrebbero mai teso la corda dell'arco di lui, e che i piú forti atleti della terra non gli avrebbero fatto toccar con la schiena la superficie della terra. Con tutto questo, era delicato e molle, stato allevato all'ombra, non esperto del mondo, non pratico del viaggiare. Non era mai giunto ai suoi orecchi il fragore dei timballi dei valorosi, né egli aveva veduto mai lo scintillio delle spade dei
cavalieri.
<poem>
In poter dei nemici prigioniero
non era mai caduto;
nembo di frecce sovra o intorno a lui.
non era mai piovuto.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Utoutouto
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|106|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>Anche Jérochka era steso supino sopra un letto troppo corto, collocato fra la stufa e il muro; era in camicia ed aveva appoggiato i piedi contro la stufa; si strappava dalle grosse dita le croste che vi avevano lasciato le scorticature fatte dallo sparviero che egli addestrava senza mettersi i guanti. La camera era impregnata di un odore acre e sgradevole, che il vecchio cosacco portava sempre seco.
— Sei in casa, zio? — disse in tartaro, di sotto alla finestra, una voce acuta che il vecchio riconobbe per quella di Luca.
— Vi sono! entra, amico Marka! — gridò. — È Luca Marka che è venuto a vedere lo zio! Non vai al cordone? —
Lo sparviero trasalì ai gridi del padrone e battè le ali, sforzandosi di strappare la catena.
Il vecchio cosacco voleva bene a Luca, che escludeva dal disprezzo in cui avvolgeva la giovane generazione.
Luca e sua madre, vicini del vecchio, gli portavano spesso del vino, della ricotta ed altri prodotti della loro casa, che mancavano a Jérochka. Questi, che per tutta la sua vita non aveva vissuto che delle risorse del momento, spiegava in un modo assai pratico la bontà dei suoi vicini. «Quelle sono persone agiate, diceva fra sè, io porto loro dei fagiani, del cinghiale, ed essi mi danno dei pasticcini e delle gallette....»
— Buon giorno, Marka! sono felice di vederti — gridò allegramente il vecchio; e, scendendo subito scalzo, fece qualche passo sul pavimento, che scric-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|107|riga=si}}</noinclude>chiolava; guardò i piedi, qualche cosa lo colpiva piacevolmente, si mise a ridere, batte i calcagni a terra e fece un balletto. — Va bene? — domandò, e i suoi occhietti scintillavano.
Luca sorrise appena.
— Non vai al cordone?
— Ti porto il vino che t’ho promesso.
— Che Cristo ti salvi! — disse il vecchio; e, raccogliendo i diversi capi dei suoi abiti sparsi qua e là, si vestì, strinse la cintura di cuoio, si versò l’acqua della ciotola sulle mani, le asciugò ai suoi vecchi pantaloni, si pettinò la barba con un resto di pettine, e collocandosi davanti a Luca: — Pronto! — disse.
Luca andò a cercare un bicchiere, l’asciugò, vi versò del vino, e, seduto su di una panca, lo presentò allo zio.
— Alla tua salute! In nome del Padre, del Figlio! — esclamò il vecchio, accettando il bicchiere con solennità — che tu ottenga ciò che desideri, che tu sia sempre un bravo ragazzo e che tu guadagni una croce! —
Luca fece anche lui una preghiera prima di bere, e posò il bicchiere sulla tavola. Il vecchio andò a cercare un pesce secco, che mise sulla soglia della porta, e lo battè con un bastone per renderlo più morbido, poi lo mise sull’unico piatto di maiolica turchina da lui posseduto, e lo servì.
— Ho tutto quanto mi occorre, Dio sia lodato!<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|108|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>— disse con orgoglio — ed anche il boccone che si mangia dopo il vino. Ebbene, che fa Mosséi? —
Luca gli raccontò che il sottufficiale gli aveva preso la carabina, e domandò il parere del vecchio.
— Lasciagli la carabina; — consigliò il vecchio — se tu non gliela regali, non avrai ricompensa.
— Quale ricompensa, zio? Dicono che non ne ho il diritto, essendo ancora minore.<ref>I cosacchi chiamano minore coloro che non hanno ancora servito a cavallo nei ranghi.</ref> È un buon fucile di Crimea, che vale ottanta monete.
— Eh! non ci pensar più! Anch’io ho questionato con un centurione per un cavallo che mi voleva prendere. «Dammi il cavallo», diceva «e, tu avanzerai al grado di primo ufficiale»; ho ricusato, ed eccomi qua!
— Che fare, zio? Debbo comprarmi un cavallo, e dicono che non potrò averlo al di là del fiume per meno di cinquanta rubli. Mia madre non ha ancora venduto il vino....
— Eh! eh! ciò non ci turbava, noi! — disse il vecchio — alla tua età, Jérochka rubava delle intere mandrie ai Nogaïs e passava il fiume con quelle. Mi è accaduto dî vendere un bellissimo cavallo per una bottiglia di acquavite o per un mantello.
— Costavano dunque così poco i cavalli? — domandò Luca.
— Imbecille! — gridò il vecchio con disprezzo — non si può fare altrimenti: quando si ruba, biso-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|109|riga=si}}</noinclude>gna essere generosi. In quanto a voi, probabilmente non sapete nemmeno come portar via i cavalli! Perchè non rispondi?
— Che cosa rispondere? — disse Luca. — Gli uomini sono cambiati da allora a ora.
— Imbecille! gli uomini sono cambiati, sì! — rispose il vecchio contraffacendo il giovane cosacco.
— Ero ben diverso da te, alla tua età.
— E come dunque? — domandò Luca.
Il vecchio tentennò la testa sprezzantemente.
— Lo zio Jérochka era senza malizia e generoso; talchè tutti gli abitanti della Tetchenia erano mici amici. Quando uno di essi veniva in casa mia, lo ubriacavo, e gli cedevo il mio letto; quando andavo da lui gli portavo un regalo. Facevamo così, noi, e non come voi. La gioventù d’oggigiorno trova soddisfazione a rossicchiare i semi e a sputare le bucce — concluse il vecchio contraffacendo coloro che mangiano e sputano.
— Hai ragione, — disse Luca — è giusto!
— Vuoi tu essere un bravo cosacco? Sii dunque circasso e non contadino. Non è da furbo di comperare un cavallo come un villano qualunque, pagarlo e condurlo via. —
Tacquero ambedue per qualche momento.
— Tu non puoi immaginare qual noia sia, lo stare al cordone e al villaggio. Sono tutti così timorosi, principiando da Nazarka. Noi eravamo, l’altro giorno, nel villaggio; Guireï-Khan ci proponeva di an-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|110|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>dare a rapire dei cavalli ai Nogaïs; ebbene! nessuno si decise ad andarvi, e io non vi potevo andar solo.
— E lo zio è egli morto? No, esisto! Dammi un cavallo e andrò subito presso i Nogaïs.
— Perchè parlare inconsideratamente? — riprese Luca — dimmi piuttosto come debbo regolarmi con Guireï! Egli m’invita a condurgli i cavalli fino al Terek, e troverà bene il mezzo di nasconderli. Ma come fidarsi di quella faccia di bronzo?
Di Guireï ti puoi fidare: è di buona razza: suo padre era un amico sicuro. Ma, senti: io non t’insegnerò nulla di male; fallo giurare, allora tu puoi essere tranquillo; parti con lui, ma abbi sempre una pistola a fianco. Soprattutto stai attento quando vi spartirete i cavalli. Mancò poco che un tetchene, non mi uccidesse, un giorno che gli chiedevo dieci monete per cavallo. Fidati di lui, ma non lasciare le armi, nemmeno quando dormi. —
Luca ascoltava attentamente.
— È vero, — disse dopo un momento di silenzio che tu hai un’erba magica?
- No, non è vero; ma ti dirò dove trovarla, perchè tu sei un buon ragazzo e vuoi bene al vecchio zio. Glielo vuoi?
— Lo puoi credere!
— Conosci la tartaruga?
— Come non conoscerla?
— Trova il suo nido, fai attorno a quello una grata di rami, in modo che essa non possa passare. Ritornerà, girerà attorno, se ne andrà a cercare l’erba<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|111|riga=si}}</noinclude>magica, e la porterà per rompere la grata. Il giorno dopo ritornavi prestissimo e cerca la siepe dove è rotta; là tu troverai l’erba; prendila e conservala; tutto ti riuscirà!
— Che l’hai fatta, tu, la prova, zio?
— No; ma le persone buone vi credono. Non ho mai avuto altro talismano che il ''saluto'' al momento di salire a cavallo.
— E che cos’è il saluto?
— Non lo sai? Oh! gli uomini d’oggidì! Tu fai bene a chiedermi consiglio; ascolta e ripeti dopo. di me. L’esorcismo comincia così: «Salute, voi che abitate Sion....» Il resto è intraducibile.... Ebbene! lo ricordi? Ripeti! —
Luca si mise a ridere.
— Ma, zio, è per questo che non ti hanno ucciso, o è forse effetto del caso?
— Voi vi credete tutti impastati di spirito! Impara queste parole e ripetile; non te ne troverai male. —
E il vecchio si mise a ridere.
— Però, non andare dai nogaïs, Luca!
— E perchè?
— I tempi e gli uomini sono cambiati; voi non siete più che degli scarti! Eppoi, non vedete, quanti russi ci hanno mandato! Vi metterebbero subito sotto. processo. Lascia andare! in verità tu non sei capace! Era un’altra cosa, quand’io andavo con Guirtchik! —
E il vecchio cominciò. uno dei suoi interminabili racconti. Luca mise la testa alla finestra.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|112|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>
— Fa giorno; — disse interrompendo il vecchio — è tempo... Vieni a trovarmi.
— Che Cristo ti protegga! ed io, vado dall’ufficiale; ho promesso di condurlo a caccia, mi sembra un buon diavolo. —
{{Rule|8em}}<noinclude><references/></noinclude>
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I Cosacchi/XVI
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{{Qualità|avz=75%|data=7 giugno 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XVI|prec=../XV|succ=../XVII}}
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Il Libro dei Re/Il re Khusrev/I/4/VIII
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Alex brollo
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Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]]
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{{Qualità|avz=25%|data=7 giugno 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|4]] - VIII. - Lettere di Rustem e di Khusrev|prec=../VII|succ=../IX}}
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{{Qualità|avz=75%|data=8 giugno 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|4]] - VIII. - Lettere di Rustem e di Khusrev|prec=../VII|succ=../IX}}
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Panz Panz
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{{larger|'''"Atlántida" la prima rappresentazione assoluta</br>dell’opera postuma di de Falla'''}}
{{A destra|(dalla ''«Zürcher Zeitung»'' del 25 giugno 1962)}}
{{Colonna}}Il 18 giugno ha avuto luogo alla Scala di Milano, attesa con impazienza per oltre 15 anni da tutto il mondo musicale, la prima rappresentazione assoluta dell’ultima opera, rimasta incompiuta, di Manuel de Falla. Il Maestro spagnolo vi aveva lavorato dal 1928 fino alla morte (avvenuta in Argentina il 14 novembre 1946), era stato costretto a frequenti interruzioni a causa della malattia, ma non aveva mai perduto quell’entusiasmo che il grande soggetto gli suscitava.
Motivi economici hanno influito sulla decisione che la prima assoluta dell’opera avvenisse in Italia; infatti
la Casa Ricordi che ne aveva acquistato i diritti per tutto il mondo, ha insistito per la prima alla Scala. Viene così a compiersi una parabola iniziata nel 1926: a quell’epoca infatti un amico catalano di Falla, (il quale a quel tempo si era già conquistato una fama europea), attirò l’attenzione del compositore sull’imponente poema epico del prete-poeta romantico {{AutoreCitato|Jacint Verdaguer|Jacinto Verdaguer}},
prospettandogli l’allettante compito di musicarlo. Falla, artista studioso e preciso, si procurò subito
non solo il poema, ma anche dei vocabolari catalano-spagnoli, compresi quelli relativi alla lingua catalana
della fine del secolo scorso, quando appunto aveva avuto origine il poema ''Atlántida''.
Dal primo istante Falla fu conquistato dalla grandezza quasi {{AutoreCitato|Omero|omerica}} del poema. Egli immaginò la poderosa vicenda della distruzione del continente raccontata da grandi cori su luoghi di rappresentazione sempre diversi. Evidentemente egli non aveva concepito un’opera secondo le consuetudini dell’epoca. Occorre ricordare che proprio gli «anni <noinclude>ven-</noinclude>{{AltraColonna}}{{Pt|ti|venti}}» avevano aperto una breccia nella vecchia ideologia della musica operistica. Proprio allora erano state esperimentate nuove forme intermedie fra l’oratorio, la cantata scenica, l’opera lirica, il dramma teatrale alternato a brani musicali; altre forme ancora che erano all’ordine del giorno in quell’epoca rivoluzionaria. Si pensi all’''Histoire du soldat'' di Stravinski, agli esperimenti di «opéra minute» di Milhaud, ai tentativi di Kurt Weill per ritrovare una nuova forma operistica, al ''Roi David'' di Honegger e, ancor più determinante ai fini del raggiungimento di una creazione moderna, alla ''Jeanne d’Arc au bûcher''. Fu Milhaud che nel 1930 compose un’opera di genere completamente nuovo, ''Christophe Colomb'', che fu rappresentata raramente, ma che sotto molti aspetti rivelava uno stile di rappresentazione inedito, in cui faceva la sua apparizione persino il cinema.
Quando Darius Milhaud scrisse a Falla a proposito della sua idea di fare di colui che aveva scoperto l’America l’eroe di una grande opera simbolica, il compositore spagnolo gli rispose che anch’egli aveva l’intenzione di scrivere ''Atlántida'', la nuova opera che era in procinto di comporre, sulla figura di {{AutoreCitato|Cristoforo Colombo|Colombo}}. Milhaud non fu dunque il primo ad essere tentato dal destino e dal carattere crepuscolari di questa grandiosa personalità; anzi, su Colombo comparvero quasi contemporaneamente i più svariati tipi di opere di altri compositori. Falla invece pregò i pochi amici che ne erano al corrente di serbare il suo «segreto»; del resto egli non volle mai parlare di un’opera che stava nascendo; carattere schivo, egli evi-{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|304|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>loro maggiore comodità fatto in guisa che nella circoscrizione del territorio fossero compreso in quello di Arona.
I colli e le alture tutte di questo territorio, compresa la stessa Rocca, sono di sasso calcare, prerogativa che contribuisce alla bontà dei vini. Per l’uso però della calce finora non serve che la disastrosa rupe posta a tergo della Rocca, confrontante al lago, come di qualità più compatta,
e che dà una calce forte, più adattata alle fabbricazioni nell’interno, e più economica di quella che viene dalle altre cave del lago Maggiore. Abbiamo di questo sasso e sul luogo ed altrove delle opere ehe ci convincono della sua attitudine ad essere adoperato per uso di scultura e di frontispizio. Le facciate della chiesa di Santa Maria e di quella della Beata Vergine di Loreto sono fatte con questo
sasso. Nel 1782 si sono staccati i pezzi per formare la facciata del duomo di Pavia dal gran masso esistente nel principio della stradicella chiamata la ''scaletta di salita al monte''. Guai però se viene impiegato per erezione di muri; manifesta in breve tempo sulla superficie dei medesimi delle macchie di umidità contro delle quali non vale alcun rimedio. Fornisce calce anche il colle che sta sul principio della valle di Vevera, e colà si vede eretta una fornace; ma convien credere che non sia produttiva al
segno di tenerla avviata, essendo già alcuni anni che non cuoce. Le fornaci che stanno a piè di questo sasso, e che servono per la cottura del medesimo sono di antica data, ritrovandole citate nel testamento di certa Petrina Zerbi, che fu vittima della peste che afflisse que’ dintorni, come ho citato in queste memorie.
La sorgente adunque, che la naturale situazione commerciale apporta ad Arona, e più ancora la fertilità del<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|305}}</noinclude>suo territorio sono le cause perle quali gli abitanti avendo con che sufficientemente provvedere ai domestici bisogni, non sono costretti ad espatriare per vivere, come avviene in quasi tutti i paesi delle sponde del Verbano. Anche nei tempi in cui il commercio in Arona languiva, non si è
dato esempio che gli abitanti si portassero altrove per necessità di sostentamento. Questa particolarità io la reputo la prima naturale cagione dell’accrescimento della popolazione del paese; i favori del commercio resosi piu attivo contribuirono di poi a darvi una maggior consistenza. Arona certamente ne’suoi principi avrà avuto ben poca popolazione, come suole avvenire di tutti i luoghi
che hanno origine dal poco; ed avrà preso consistenza di mano in mano che diveniva conosciuta per rapporto alla fortezza, al traffico ed alle prerogative. Se dobbiamo trarre argomento da alcuni indizi dovremmo anzi credere che Arona, in epoche anche molto rinote, fosse più popolosa che al presente. Il consoli, e credenziari, che così chiamavansi i rappresentanti del paese, erano in numero di ventiquattro, ed anche di più, ed abbiamo avuto luogo di vederli eletti dall’abbate Martino di
Bovirago nell’anno 1319. Alla compilazione degli statuti intervennero trentacinque consiglieri. Questo gran numero di agenti pubblici fa suppore che grande pur fosse la popolazione, giacchè a reggere un piccolo popolo pochi funzionari sarebbero bastati. Questa pratica la trovo usata sino alla fine del secolo XVII. S’aggiunge un altro indizio ed è questo, che in Arona vi fu sempre gran copia di notai
pubblici dal principio conosciuto di questa istituzione sino al terminare del secolo XVIII. A che mai, ripeto, tanti funzionari pubblici, se non se per la necessità di servire<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{{Colonna}}tava di parlare delle cose incompiute. Tuttavia coloro che più gli erano vicini sapevano che egli si era accinto a riesprimere in musica il mito d’Atlántide, così come {{AutoreCitato|Jacint Verdaguer|Verdaguer}} l’aveva rappresentato. Per lui, antico spagnolo, la Spagna doveva diventare l’erede dell’Atlántide. Profondamente cristiano, la sua nuova e maggiore opera doveva significare al tempo stesso il trionfo della croce. L’Atlàntide doveva sparire, sprofondando nel mare, quale divino castigo per la sua condotta malvagia, la sua alta civiltà doveva trovare fulgida continuazione in Spagna e un navigatore, avventuratosi negli oceani battendo bandiera spagnola, doveva portare il vessillo cristiano oltre l’Atlàntide sommersa, alla conquista di nuovi regni e nuovi popoli...
Per questo ''Atlántida'' di Falla è divenuta un’opera difficile da realizzare, profonda, piena di figure e
leggende: l’unica opera di una intera serata composta da Falla. Una opera? È difficile da stabilire. Una cosa tuttavia è certa: per raggiungere un effetto completo, la rappresentazione di ''Atlantida'' deve essere ricca di immagini. Se viene presentata in forma di oratorio, una buona parte della sua forza genuina viene a mancare. Falla stesso ne desiderò una rappresentazione scenica; lo ha ripetuto spesso e in alcune sue lettere troviamo precisi riferimenti a questo concetto. Soprattutto in una lettera al pittore catalano Sert, che Falla aveva addirittura già prescelto come scenografo.
Né Sert né Falla hanno potuto assistere alla prima assoluta. Falla portò con sé, quando lasciò la patria spagnola nel 1939, il manoscritto che già comprendeva centinaia di pagine. Egli si stabilì, com’è noto, in Argentina, come altri innumerevoli artisti europei costretti dalla guerra e dai disordini a trasferirsi dal vecchio al nuovo continente,{{AltraColonna}}{{Ec|ermandosi|fermandosi}} dapprima a Buenos Aires e fissando poi la sua dimora nella bella regione montagnosa di Cordoba. Io stesso ebbi occasione di vedere questi fogli quando mi fu consentito di visitare il Maestro nella sua piccola casa. Ma nessuno è riuscito a conoscere da lui anche solo poche note della sua musica. Una montagna di carte fu trovata sul suo tavolo di lavoro ad Alta Gracia quando il Maestro improvvisamente morì una settimana prima di quel 70° compleanno che tutto il mondo si apprestava a festeggiare. Tutti i documenti lasciati dal Maestro passarono agli eredi e tra questi anche il manoscritto di ''Atlántida'', che Falla non era riuscito a terminare.
Seguì un lungo periodo di incertezza per quanto riguardava il destino dell’opera. Alle voci si alternavano le smentite. Era possibile metter in scena ''Atlántida''? Finalmente, nel 1954, otto anni dopo la morte del compositore, da parte degli eredi e dalla Casa editrice Ricordi fu definitivamente affidata l’opera con il compito di completarla, all’ex discepolo di Falla Ernesto Halffter, rimasto in Spagna. Sette lunghi anni
occorsero per terminare l’arduo lavoro, della cui ampiezza ci si può difficilmente fare una idea. Esistevano migliaia di annotazioni, parecchie scene erano appena accennate e quasi nessuna era compietamente
strumentata. Halffter dimenticò il proprio lavoro — ancor giovane era divenuto celebre con una ''Sinfonietta'' — e visse unicamente per completare l’opera del suo {{Ec|Maestro|Maestro.}} É merito suo se oggi il mondo musicale si è arricchito di un nuovo e autentico capolavoro, e ad esso resterà legato il suo nome con il passare del {{Ec|tempo|tempo.}}
Falla ha diviso in quattro grandi parti la sua «cantata scenica» (è questo il sottotitolo ufficiale): un prologo e tre parti. Come base ha posto una idea felice; in riva al mare un vecchio racconta ad un gio-{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|306|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>al bisogno di una ragguardevole popolazione? A fronte però di questi dati, il sapere che il paese era più ristretto in fabbricato di quello che è tuttora, muove a dubitare circa l’opinione in cui quasi eravamo relativamente all’essere stato più popolato il paese ne’tempi antichi, che al
presente.
L’aumento più rapido che abbia fatto questa popolazione si riscontra essere stato dal principio del corrente secolo sino ad ora. Nei tempi addietro, per quanto rilevasi dalle annotazioni parrocchiali, non contò mai Arona più di 1400 abitanti, compresi i coloni del territorio, se non veniva fatto maggiore questo numero dal presidio della fortezza, che seco traeva sempre un competente numero di donne e di figli. Di ciò si conserva nell’archivio municipale una memoria in uno stato formatosi dall’arciprete Masera, il il quale durò in carica dal 1694 al 1720, Esso dice: ’’Patres-familias in oppido Aronae sunt 248; extra oppidum sunt 44; viri et feminae communicantes sunt 1011; pueri et
puellae non admissi ad communionem 326; totus populus aronensis, computatis etiam regularibus, 1362. Milites pro praesidio militari communicantes circiter 400; uxores communicantes circiter 50; pueri et puellae non communicantes circiter 30’’. All’epoca dell’anno 1814 questo numero giungeva sin sotto al 1700; e d’allora in poi, cioè a dire in sei lustri soltanto aumentò di trecento e più abitanti.
Rapido aumento in vero, che prova all’evidenza quanto già dissimo in ordine alla prosperità del commercio attivatosi dal momento in cui questi territori ritornarono al primiero dominio del Piemonte. Ma se una sola causa ha dato luogo a siffatto aumento, in più modi questo è stato compito. Molte famiglie estere si sono qui stabilite, alcune<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|307}}</noinclude>come mercatanti, altre come commissionarie di merci, ed altre attendendo a pubbliche imprese hanno stabilite tante case di commercio, e tante famiglie date a diverso traffico, che per l’andamento loro si introdusse poi una quantità di persone subalterne, e molto più di quelle del basso ceto, come operai, domestici e facchini, i quali o avendo già famiglia, o collocandosi in matrimonio sul
luogo, moltiplicarono le case e gli individui della popolazione. Ne sia una prova di fatto l’aumento notabile che provarono gli affitti ed il valore reale delle abitazioni, le molte case rialzate, ampliate, e ridotte a più economico godimento, con essersi resi persino abitabili gli stessi
granai ed altri siti reconditi, che per l’addietro non servivano a nulla.
È soddisfacente il ravvisare nella popolazione di Arona come malgrado del clima piuttosto vibrato, e posto sotto di un cielo soggetto a repentini cambiamenti nell’atmosfera, sia ordinaria l’età oltre ottuagenaria, e veggansi persone vicine ai novant’anni mantenersi ancora in attività non indebolita di corpo e di spirito; e come bene si conservi in generale uno stato di robustezza, e di buona salute, m’intendo a dire coll’esclusione di certi cronicismi o malattie quasi indigene in tanti altri paesi, e che paiono inseparabili alla costituzione dei loro abitanti. Una delle principali cause della sanità di questo clima che dà agli abitanti tale lunghezza di vita io la reputo proveniente dalla continua ventilazione, che temprando gli ardori nella estate, ed essicando nell’inverno le umidità, mantiene continuamente la purezza nell’atmosfera. Le più comuni malattie di questo luogo sono quelle di petto in genere, che compaiono a periodi indeterminati, ed intaccano specialmente l’età virile; queste però<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|308|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>non mietono tanto da rendere minore il numero dei nati a quello dei decessi. Ordinariamente li sopraviventi giungono a circa il quinto di quelli che nascono. Con questo solo aumento però non è sperabile che la popolazione in quindici anni possa oltrepassare i tre mila abitanti, se non
viene coadiuvata, come lo fu per l’addietro, dalla introduzione di estere famiglie, e mediante la quiete degli stati, che non turbino la pace e non interrompano il commercio, cagione universale della prosperità dei popoli.
L’antica costumanza di raramente accennare le persone col nome di famiglia, e distinguerle soltanto con quello di battesimo, o del luogo d’origine, o tutto al più colla professione o qualità, ci priva della soddisfazione di sapere se delle famiglie che esistevano prima del secolo XV ancora se ne trovino al presente; imperciocchè chi mai potrà saperci indicare a quale famiglia appartenessero li ''Perrinus de Antonio'', ''Uletinus de Madina'', ''Zaninus de Gozano'', ''Zoamollus Molinarius'', ''Volta Beccarius'', ''Jacobinus Notarius'', ''Stefaninus Spatarius'', che ebbimo luogo di vederli concorsi con tanti altri alla compilazione degli statuti verso il 1312, e nominati consoli e credenziari del paese dall’abbate Martino di Bovirago nel 15319? Neppure troviamo al presente in Arona dei Roveda, Mercallo, Rainerio, Guidetti, Carabello, Ramberti, quali li vediamo sottoscritti agli statuti medesimi. Si raccoglie dagli atti notarili, che nel 1400 venendo al 1500 figuravano in Arona fra le altre per le più conosciute ed accreditate famiglie i Caccia, Sardi, Marini, Ponzoni, Miles, Magni, Luchetti, Soldano, ed anche dei Carrara, Soardi e Maggi; anzi di quest’ultima famiglia fanno le storie onorevole menzione di certo prete Graziano da Arona, il quale avendo traslocato il suo<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|309}}</noinclude>domicilio a Monza venne nel 1544 dai canonici di quella cattedrale di san Giovanni Battista delegato a recarsi in Avignone con Guido Calici nunzio di Giovanni Visconte arcivescovo di Milano, a ricevere e ricondurre a Monza quel tesoro del valore di ventisei mila fiorini d'oro, che da Monza nell'anno 1525 era stato colà trasportato da Bertrando, legato del pontefice Giovanni XXI, e lo tradusse difatti a Monza sotto li 15 di marzo 1545 ove nel successivo giorno venti è stato formalmente dal suddetto Giovanni Visconte restituito ai canonici di Monza<ref>Corio all'anno 1544, pag. 220, ed il conte Giulini, tom. X, pag. 453.</ref>. Nel secolo seguente XVI si vedono subentrate altre famiglie degli Annoni, Berna, Zucconi, Buelli, Vinella, Canziani e Fossati, ed i nomi di queste ultime due sussistono tuttora. Nel 1600 poi comparvero i Fantoni, Bindoni, Rossi, Beltrami, Cozio, Conturbia, Corti, Cucchino, Curioni e Pozzi, delle quali famiglie, tranne di qualche rampollo della penultima, nessuna si trova al presente in Arona. Sul principio del secolo XVIII si stabilirono i Reina, Viarana, Medoni, Pertossi, Pirola, De-Dominici ed altri tuttora esistenti, e si introdussero poi poco dopo quasi tutte
le parentele e le famiglie che anche oggigiorno si contano.
A questa sede parmi non debba essere disadatto, nè al lettore discaro il riferire qualche cosa intorno alla lingua, ed ai costumi del paese. Noi italiani per adozione, chi sà qual sorta di lingua avevamo allora che fummo riuniti all'impero Romano? È probabilissimo che fosse la lingua delle Gallie, perchè appunto dai Galli il territorio insubre è stato occupato, e Gallia Cisalpina venne perciò dai Romani chiamato. Le successive invasioni degli Unni, dei<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||— 285 —|riga=si|}}</noinclude>
{{asterism}}
Chi viaggia nella valle o ne sente parlare sul lago avrà udito chiamarla valle dell’intelligenza. Non va mica preso per uno scherzo, come qualcuno crederebbe di tarlo senza conoscere di che sorta di cervelli stanno nel cranio dei Vallintelvesi. E prove ne abbiamo in ogni paese, per cui passeremo.
Pigliamo in tanto le mosse di Castiglione.
E’ questa la patria di Giammaria Schiera, che, nel 1750, stampò due dissestazioni, una del sesso e della fecondazione delle piante, l’altra della costante affezione delle piante al perpendicolo
A San Fedele, 769 metri sopra il livello del mare, troviamo un bel paese con alberghi e ristoranti, ed il lusso di due chiese che funzionano senza urtarsi, una cattolica ed una evangelica. Fornito di frequentatissimo mercato, è, si può dire, questo paese la capitale della Valle, dove volentieri salgono famiglie dalle città a passarvi l’estate nella frescura, e farvi le vacanze d’autunno nei divertimenti della caccia, che è abbondante di selvaggina.
A Pellio, diviso in superiore ed inferiore, troviamo, in quest’ultimo, una via dedicata ad {{Wl|Q1348674|Ercole Ferrata}} (1610-1685). Fu uno dei più operosi pittori della scuola del {{Wl|Q160538|Bernini}} e dell’{{Wl|Q336798|Algardi}}, il quale gli commise la statua della Forza sul mausoleo di {{AutoreCitato|Papa Leone XI|Leone XI}}, ed il San Pietro nel gran mausoleo dell’Attila in Vaticano, dove sono pure di lui molti dei puttini, che sui pilastri sorreggono gli attributi pontifici, e due angioli della cattedra di San Pietro, de’ cui colossi lavorò i modelli col Bernini. Di suo vi sono statue in molte chiese di Boma, principalmente in Santa Agnese di piazza Navona, uno degli angeli del ponte, l’elefante sotto l’obelisco della Minerva e molti mausolei. {{Wl|Q47292|Cosimo III}}, nel 1677, lo incaricò di ristaurare la Vergine medicea, i Lottatori, l’Arrotino ed altre opere antiche; pericoloso còmpito, dal quale pare se la cavasse con lode.
Furono di Pellio pure {{Wl|Q7353729|Rocco Lurago}}, che in Genova edificò tra il 500 e il 600 con gran ricchezza e buon gusto, e Lorenzo dei Spazi, architetto del Duomo di Como nel 1396.
Colla strada carrozzabile ci rechiamo a Scaria, che ha una chiesa artistica, meritevole d’ogni attenzione degli archeologi. E il Governo, che classificò per la conservazione come monumenti edifìci assai inferiori per eccellenza di pregi, dovrebbe ricordarsi del tempio di Scaria.
Va questo paesello lieto dei natali dei Carloni, rinomati assai dentro e fuori della nativa valle: {{Wl|Q1041995|Carlo}} che lavorò in molte opere a Vienna e per la Germania, e nella chiesa della sua patria, dove volle essere sepolto, e suo figlio {{Wl|Q1220425|Diego}} (1674-1750), inventore ed esecutore facile, il quale si sbizzarrì in statue, che collocò in Germania e nel suo paese.
Al Paraviso, nel 1868 fu scoperta una fonte minerale dai fratelli Barilani di Scaria, i quali pensarono subito ad uno Stabilimento, essendo stata esperimentata salutarmente efficace in molte malattie; sicchè, in breve, acquistò una bella rinomanza. Dall’analisi chimica del prof. dott. Carlo Besana di Milano risulta essere quest’acqua non comune, distinguendosi per le seguenti pregevoli qualità: I. La mancanza del solfato di calce (gesso) in dose ponderabile, principio più o meno nocivo secondo la quantità, e comune a quasi tutte le acque. II. La presenza di una quantità rilevante di ossido di ferro comparativamente alle acque ferruginose più usate. Il ferro trovasi disciolto allo stato di bicarbonato. III. Per contenere<noinclude></noinclude>
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Chi viaggia nella valle o ne sente parlare sul lago avrà udito chiamarla valle dell’intelligenza. Non va mica preso per uno scherzo, come qualcuno crederebbe di tarlo senza conoscere di che sorta di cervelli stanno nel cranio dei Vallintelvesi. E prove ne abbiamo in ogni paese, per cui passeremo.
Pigliamo in tanto le mosse di Castiglione.
E’ questa la patria di Giammaria Schiera, che, nel 1750, stampò due dissestazioni, una del sesso e della fecondazione delle piante, l’altra della costante affezione delle piante al perpendicolo
A San Fedele, 769 metri sopra il livello del mare, troviamo un bel paese con alberghi e ristoranti, ed il lusso di due chiese che funzionano senza urtarsi, una cattolica ed una evangelica. Fornito di frequentatissimo mercato, è, si può dire, questo paese la capitale della Valle, dove volentieri salgono famiglie dalle città a passarvi l’estate nella frescura, e farvi le vacanze d’autunno nei divertimenti della caccia, che è abbondante di selvaggina.
A Pellio, diviso in superiore ed inferiore, troviamo, in quest’ultimo, una via dedicata ad {{Wl|Q1348674|Ercole Ferrata}} (1610-1685). Fu uno dei più operosi pittori della scuola del {{Wl|Q160538|Bernini}} e dell’{{Wl|Q336798|Algardi}}, il quale gli commise la statua della Forza sul mausoleo di {{AutoreCitato|Papa Leone XI|Leone XI}}, ed il San Pietro nel gran mausoleo dell’Attila in Vaticano, dove sono pure di lui molti dei puttini, che sui pilastri sorreggono gli attributi pontifici, e due angioli della cattedra di San Pietro, de’ cui colossi lavorò i modelli col Bernini. Di suo vi sono statue in molte chiese di Boma, principalmente in Santa Agnese di piazza Navona, uno degli angeli del ponte, l’elefante sotto l’obelisco della Minerva e molti mausolei. {{Wl|Q47292|Cosimo III}}, nel 1677, lo incaricò di ristaurare la Vergine medicea, i Lottatori, l’Arrotino ed altre opere antiche; pericoloso còmpito, dal quale pare se la cavasse con lode.
Furono di Pellio pure {{Wl|Q7353729|Rocco Lurago}}, che in Genova edificò tra il 500 e il 600 con gran ricchezza e buon gusto, e Lorenzo dei Spazi, architetto del Duomo di Como nel 1396.
Colla strada carrozzabile ci rechiamo a Scaria, che ha una chiesa artistica, meritevole d’ogni attenzione degli archeologi. E il Governo, che classificò per la conservazione come monumenti edifìci assai inferiori per eccellenza di pregi, dovrebbe ricordarsi del tempio di Scaria.
Va questo paesello lieto dei natali dei Carloni, rinomati assai dentro e fuori della nativa valle: {{Wl|Q1041995|Carlo}} che lavorò in molte opere a Vienna e per la Germania, e nella chiesa della sua patria, dove volle essere sepolto, e suo figlio {{Wl|Q1220425|Diego}} (1674-1750), inventore ed esecutore facile, il quale si sbizzarrì in statue, che collocò in Germania e nel suo paese.
Al Paraviso, nel 1868 fu scoperta una fonte minerale dai fratelli Barilani di Scaria, i quali pensarono subito ad uno Stabilimento, essendo stata esperimentata salutarmente efficace in molte malattie; sicchè, in breve, acquistò una bella rinomanza. Dall’analisi chimica del prof. dott. Carlo Besana di Milano risulta essere quest’acqua non comune, distinguendosi per le seguenti pregevoli qualità: I. La mancanza del solfato di calce (gesso) in dose ponderabile, principio più o meno nocivo secondo la quantità, e comune a quasi tutte le acque. II. La presenza di una quantità rilevante di ossido di ferro comparativamente alle acque ferruginose più usate. Il ferro trovasi disciolto allo stato di bicarbonato. III. Per contenere<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{{Colonna}}vane naufrago la distruzione dell’Atlantide. Il suo racconto è ricco di miti e leggende ed ogni avvenimento assume una sua forma L’incendio dei Pirenei, gli eroismi di Ercole, il giardino delle Esperidi, l’adorazione degli Atlàntidi a Nettuno, la fondazione di Barcellona, vengono illustrati dal vecchio con la massima efficacia con l’ausilio di potenti cori sempre presenti. Scenicamente vengono rappresentati l’arroganza degli abitanti dell’Atlàntide e il conseguente castigo di Dio, il quale distrugge il continente coprendolo di fulmini. Il giovane che ascolta e segue tutto con tutta attenzione si chiama {{AutoreCitato|Cristoforo Colombo|Cristoforo Colombo}}. E sarà lui che chiederà le caravelle per estendere i confini della Spagna oltre quel mare che ha inghiottito l’Atlantide. {{AutoreCitato|Isabella di Castiglia|Isabella}}, regina di Spagna, ha fede in lui; essa fa un sogno meraviglioso di terre lontane (è questo un brano stupendo della partitura di Falla). E mentre sogna, dall’oceano emergono nuove isole...
Due grandi artefici del teatro hanno portato l’opera di Falla ad un memorabile trionfo alla Scala: Margherita Wallmann, quale regista e Nicola Benois, quale scenografo di alta fantasia. L’enorme fondale rappresenta l’interno di una cattedrale spagnola. Alte colonne si levano al cielo, e davanti le vetrate che coprono tutta la parete di fondo, si muovono le figure che vengono evocate dal testo attraverso le parole del vecchio e del coro. È stata così creata una vicenda grandiosa, che pure nella varietà dei toni, è dominata da un carattere unitario, nel quale trovano posto i più dinamici sviluppi. Si ha l’impressione di essere immersi in un sogno nel quale le cose più improbabili divengono possibili, credibili e meravigliose. Anche per quanto riguarda la parte musicale l’opera è stata diretta in modo perfetto. Il giovane{{AltraColonna}} direttore d’orchestra nordamericano Thomas Schippers, giunto in così breve tempo alla celebrità, ha palesato non solo maestria, ma doti di autentico artista. Forse la sua giovinezza gli ha impedito di addentrarsi fino in fondo nel misticismo di Falla: tuttavia il suo impegno è commovente e spesso travolgente. Il merito principale nella riuscita della potente realizzazione va al coro, che ha interpretato la lunga e complessissima partitura con grande purezza e perfezione di suono, con forza espressiva e magistrale perizia.
L’eccellente orchestra della Scala ha vissuto una grande serata, insieme ad alcuni famosi cantanti del Teatro quali Giulietta Simionato, Lino Puglisi e numerosi altri. Occorre fare una citazione particolare del giovane soprano Teresa Stratas, un nome che si dovrà tener presente. La sua interpretazione del «Sogno di
Isabella» è stata uno dei diapason della indimenticabile serata. La sua voce fiorente ha riempito senza sforzo il grande teatro; la sua finzione scenica della «visione» ha conferito al sogno di terre lontane un fascino incantevole. La stessa aria era stata interpretata nella
«prima» in forma di concerto di Barcellona nientemeno che da Victoria de los Angeles: ma Teresa Stratas sembra essere sulla via di divenire anche lei una celebrità
mondiale.
Sulla partitura di ''Atlántida'' figura la dedica «A Cadice, mia città natale, a Barcellona, Siviglia e Granata, alle quali devo la mia profonda riconoscenza», Falla è stato profondamente spagnolo. Ma con ''Atlántida'' egli si è spinto oltre i confini nazionali, componendo la sua partitura più universale: un capolavoro che prova chiaramente che il regno della tonalità è lungi dall’essere esaurito, giacché un compositore ispirato come Falla è riuscito ad esprimere antiche regole{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude><section begin="s1" />{{Colonna}}con forme nuove. Un accordo perfetto in do maggiore può costituire un avvenimento, passaggi fortemente contrappuntistici non sono un capriccio, ma trovano una loro nuova espressione dopo rigide regole secolari.
La fede è la forza prima di questa{{AltraColonna}}opera, come del resto di molte creazioni di Manuel de Falla: una fede che sovrasta e domina le masse in onore di alti ideali. Un’opera che sfugge ad ogni classificazione di tempo, pur essendo un autentico documento della nostra epoca.
{{A destra|{{Sc|kurt pahlen}}}}{{FineColonna}}<section end="s1" />
{{larger|'''"Atlàntida" di Falla e Halffter</br>trionfa alla Scala di Milano}}
{{A destra|(da ''«Le Combat»'' del 19 giugno 1962)}}
{{Colonna}}Sarebbe stato veramente delittuoso se gli abbozzi di ''Atlántida'' (preferisco chiamarla così e non ''Atlántide'', che ingenererebbe confusione con il romanzo di {{AutoreCitato|Pierre Benoit|Benoit}} e l’opera di Tomasi) fossero stati distrutti. Sarebbe stato delittuoso se Ernest Halffter non si fosse assunto il compito di ebanista esperto di mosaici — fatto che gli ha permesso di completare l’opera del maestro spagnolo. In una conferenza stampa che ha preceduto la prova generale dell’opera questi assai onestamente ha illustrato quello che era stato il suo compito, ha mostrato i manoscritti, ha definito minuziosamente quale era stata la sua partecipazione personale, ponendo fine alle oziose chiacchiere che erano state messe in giro.
In un altro articolo ritornerò su questo argomento così importante e parlerò con maggiori particolari della partitura.
Lasciatemi subito dire che ''Atlàntida'' è un capolavoro, una di quelle opere tonali che dimostrano che il genio può sempre esprimersi in do maggiore. Questa «prima» rimarrà uno degli avvenimenti musicali più importanti del nostto secolo. Mai prima d’ora Falla si era dedicato a un soggetto di tale ampiezza, e poiché questa è la sua unica composizione si può parlare di <noinclude>testa-</noinclude>{{AltraColonna}}{{Pt|mento|testamento}}. Testamento è comunque, nella misura in cui egli ha voluto proclamare la sua fede nella Chiesa cattolica e nei destini della Spagna.
''Atlántida'' è un grido d’amore per la patria spagnola, una esaltazione del suo singolare destino e della sua grandezza.
Falla ha tratto il soggetto dal poeta catalano {{AutoreCitato|Jacint Verdaguer|Verdaguer}}. Non starò a
riassumerlo: si tratta di un’epopea visionaria, del Claudel ''ante-litteram'', fastoso, disordinato; in una
parola, barocco.
Essa simboleggia la vittoria delle forze dell’ordine razionale e spirituale su quelle del caos, delle forze
della vita su quelle della distruzione, di Cristo e della Chiesa su Satana e sul Nulla.
La Spagna ha perduto l’Atlàntida ma le è concesso di conquistarsene un’altra, l’America; {{AutoreCitato|Cristoforo Colombo|Colombo}} è il legame tra il passato e il presente. Falla ha concepito una specie di auto-sacramentai sul tipo di quello di {{AutoreCitato|Pedro Calderón de la Barca|Calderón}}. La sua musica, sempre bella, grandiosa, spesso sublime,
esalta la Spagna, la Chiesa, la Poesia, la Vita. Per un testamento non si può concepire nulla di più vivo né un atto di fede più travolgente.
Si può intuire quali difficoltà comporti la realizzazione di un’opera{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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Autore:Pierre Benoit
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Categoria:Pagine in cui è citato Pierre Benoit
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|310|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>Goti, dei Vandali, e di altre nazioni oltramontane fecero sì che la primitiva lingua molto trasformassero. Questa metamorfosi ci viene chiaramente dimostrata da molte parole e frasi rimaste fra noi nel dialetto popolare, le quali sentono del francese, del teutonico e del longobardo, e da alcuni termini affatto forastieri all’Italia<ref>E parmi che non s’inganni il conte Verri al cap. III della storia di Milano dicendo, che un contadino milanese potrà in breve tempo intendersela con un contadino provenzale; e più difficilmente s’intenderanno fra di loro due contadini, uno calabrese, ed uno milanese, tanto il nostro dialetto appartiene più alla lingua di Francia, che all’italiana.</ref>. Appena nello scrivere si è conservato qualche regola dell’italiano idioma; la pronuncia però è assai guasta, peccando molto nelle desinenze proferite quasi sempre con vocali strette, proprietà questa appunto delle lingue avanti accennate. La lingua era ancora più malamente trattata negli scritti dei tre secoli anteriori al presente, nei quali usandosi ancora della lingua del Lazio particolarmente negli atti pubblici, ne avveniva una confusione tra questa e l’italiana, che non si sa qual nome dare agli scritti italiani di quei tempi, benchè loro fossero preceduti due secoli di buona lingua. La lingua latina scapitò essa pure fortemente forse per l’abuso che se ne faceva dagli ignoranti curialisti e dagli estensori di atti pubblici, i quali anche al giorno d’oggi per lo più deformano l’italiano.
A mal grado di ciò il dialetto popolare di Arona è men pieno di barbarismi di quello che lo siano quei dei convicini paesi; ed ha molta affinità col dialetto milanese sia sui vocaboli, sia sulla pronuncia piuttosto piana; nè lascia in chi lo sente quel molesto ferimento all’orecchio, che produce quello dei paesi ad Arona poco lontani.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{{Colonna}}che non è tale, di una «cantata scenica» in cui i quadri non hanno altro legame che quello poetico dove non vi è che la materializzazione di un immenso sogno che si concreta sotto gli occhi.
Quello che Margherita Wallmann ha fatto supera ogni elogio. Essa è riuscita a dare un nesso a ciò che ne mancava, a dare movimento e ritmo a ciò che era statico. La bellezza delle sue evocazioni (visioni, vetrate, quadri del Rinascimento) prende il cuore e la fantasia.
La scena di Nicola Benois è un edificio alla {{AutoreCitato|Giovanni Battista Piranesi|Piranesi}} sul quale si proiettano visioni colorate. Un chiostro
semicircolare ricorda quella cattedrale spagnola e mistica dove si materializza il sogno di Falla. Infine sulla scena tre piattaforme girevoli, una grande nel mezzo, due più piccole ai lati, aiutano nella
rappresentazione del movimento della folla, di volta in volta stilizzato e avvincente per la plastica bellezza.
Il coro, il cui contributo è fondamentale, è diviso in due gruppi: uno impiegato come storico, situato sul
proscenio, immobile; l’altro, d’azione, che si sposta continuamente. Tale concezione viene articolata con
elasticità e piace sia come invenzione che nelle varie realizzazioni che essa consente. Inoltre, la signora
Wallmann ha avuto delle trovate geniali che si inseriscono molto bene nell’insieme. Questa messa in scena è degna della musica che illustra.
{{AltraColonna}}
Il ruolo principale è sostenuto dai cori, e quelli della Scala si sono mostrati all’altezza del loro compito. La preparazione ha richiesto un anno di lavoro per la messa a punto, ma con quali risultati! I cori omofoni, in particolare, a cappella, rappresentano uno dei momenti più alti dell’''Atlántida''. Gli altri personaggi
non fanno che delle apparizioni. La signora Simionato, come regina di Pirene, canta un lamento sublime.
La signorina Stratas, che abbiamo già ascoltato con l’orchestra di Montreal, ha reso molto bene il sogno di {{AutoreCitato|Isabella di Castiglia|Isabella la Cattolica}}. Tra gli uomini il solo la cui parte abbia una certa estensione è il Corifeo: un baritono-basso,
Lino Puglisi, che è stato superbo. Tutti gli altri personaggi, si tratti di cantanti, di mimi, di ballerini, sono stati assai bravi. E assai bravo è stato anche Thomas Schippers che dirigeva l’orchestra della Scala e che ha interpretato con rispetto e sensibilità una partitura epica e religiosa a un tempo.
Tra il sogno distrutto, l’Atlântida, e quello che sorge, l’America — una America cattolica sotto la protezione della Spagna — Manuel de Falla ha posto una caravella che porta i nostri sogni e le nostre speranze.
È vanto della Scala di Milano di avercene dato un equivalente plastico che, invece di distruggerli, ce li ha ravvivati e avvicinati ancor più.
{{A destra|{{Sc|marcel schneider}}}}{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|311}}</noinclude>I costumi e le abitudini seguono una sorte quasi eguale a quella della lingua. Cambiano per lo più col mutare di dominazione, perchè chi comanda ambisce comunemente la distruzione di ciò che in prima si usava per condurre i soggetti ad assumere la costumanza che loro impone il dominante, onde ne nasce un complesso di abitudini differenti, giacchè non tutto si può dell’antico togliere, nè tutto del nuovo abbracciare. Arona, come abbiamo veduto in queste memorie, benchè cambiasse nel corso di nove secoli più di sei dominazioni, conservò tuttavia maggiore tendenza agli usi ed alle abitudini del territorio
da cui fu staccata; potendosi ciò benissimo attribuire alla vicinanza territoriale, alle relazioni commerciali, ed alla comunanza dei possedimenti; cagioni queste che non cesseranno anche col volgere dei secoli di lasciar travedere negli abitanti della sponda settentrionale del lago maggiore molta affinità colla lingua, e cogli usi ed abitudini degli abitanti dell’opposta sponda.
Questa mia patria di cui mi approssimo al fine del racconto delle sue vicende, ha avuto anch’essa al pari di ogni altro luogo che possa starle a competenza degli uomini illustri per dottrina, i quali benchè abbiano per la più gran parte vissuti da lei lontano a cagione dell’esercizio delle loro virtù, che forse nel patrio suolo non trovavano bastante pascolo, non lasciarono però che alla medesima ne venisse il lustro ed il vanto di averli creati, ed a noi la grata soddisfazione di poterli con lode rammentare.
Pietro Martire, chiamato di Anghiera, si conta per uno de’uomini letterati, e per istorico di grido che fiorirono nel secolo XV: nato positivamente in Arona nel 1455, benchè i suoi maggiori fossero oriondi di Angera, dopo<noinclude><references/></noinclude>
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da cui fu staccata; potendosi ciò benissimo attribuire alla vicinanza territoriale, alle relazioni commerciali, ed alla comunanza dei possedimenti; cagioni queste che non cesseranno anche col volgere dei secoli di lasciar travedere negli abitanti della sponda settentrionale del lago maggiore molta affinità colla lingua, e cogli usi ed abitudini degli abitanti dell’opposta sponda.
Questa mia patria di cui mi approssimo al fine del racconto delle sue vicende, ha avuto anch’essa al pari di ogni altro luogo che possa starle a competenza degli uomini illustri per dottrina, i quali benchè abbiano per la più gran parte vissuti da lei lontano a cagione dell’esercizio delle loro virtù, che forse nel patrio suolo non trovavano bastante pascolo, non lasciarono però che alla medesima ne venisse il lustro ed il vanto di averli creati, ed a noi la grata soddisfazione di poterli con lode rammentare.
{{AutoreCitato|Pietro Martire d'Anghiera|Pietro Martire, chiamato di Anghiera}}, si conta per uno de’uomini letterati, e per istorico di grido che fiorirono nel secolo XV: nato positivamente in Arona nel 1455, benchè i suoi maggiori fossero oriondi di Angera, dopo<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|312|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>di essere stato (così il Tiraboschi nella storia della letteratura italiana) più anni in Roma ove fra gli altri ebbe per amico Pomponio Leto, passò nel 1487 in Ispagna seguendo l’ambasciatore spagnolo che colà ritornava, dal quale presentato a Ferdinando e ad Isabella, seguì per qualche tempo la corte in alcune spedizioni militari, finchè dopo la caduta di Granata, deposte le armi, prese gli ordini sacri. Il re e la regina l’onorarono a gara della loro protezione e del loro favore; lo arricchirono di benefici, destinandolo ad onorevoli impieghi, e volendo la regina che egli instruisse nelle belle lettere i giovani cortigiani. Il re oltre di altre prove che gli diede di sua stima mandollo suo ambasciatore al soldano d’Egitto nel 1504 per ottenere che ei si mostrasse più favorevole ai cristiani, ambascierìa fedelmente e felicemente eseguita da Pietro Martire, ed esposta poi da lui medesimo ne’ suoi libri: ''De legatione Babylonica'', ove anche descrive i paesi tutti e le cose più memorabili in quel viaggio da lui vedute.
Anche il pontefice Adriano VI gli fu liberale del suo favore, e l’avrebbe seco condotto a Roma se per la sua età avanzata non se ne fosse scusato. Visse sino circa il 1526 e fu sepolto nel duomo di Granata ove era canonico e priore. Il conte Mazzucchelli dà il catalogo delle opere di questo valente uomo, fra le quali tiene il primo posto quella intitolata ''Le otto Decadi; De rebus oceanicis, et de orbe novo''. Nella quale distintamente racconta la scoperta dell’America fatta da Colombo, e le diverse vicende che la
accompagnarono; e le lettere latine da lui pubblicate, nelle quali egli comprende la storia delle cose più memorabili avvenute a’ suoi tempi dal 1488 fino al 1525.
Chi contendere volesse la patria a questo valente<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{|
|width=10%|1928.||Concerti e festeggiamenti a Parigi (12-15 marzo); Légion d’onore. Frequenti ricadute di malattia. A Siena per assistere all’esecuzione del ''Concerto'' nel Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea (settembre).</br> Fonda la sezione catalana e la sezione spagnola della suddetta associazione.</br>Visita di Ravel (novembre).
|-
|1931.||Frequentemente malato e inoperoso per disturbi nervosi.</br>Viaggio a Londra per eseguire il ''Concerto'' e dirigere il ''Retablo''</br> Proclamazione della repubblica in Spagna.
|-
|1932.||A San Sebastiano dirige il ''Retablo'' e parti d’una ''Messa'' di Tomàs Luis de Victoria. A Venezia per dirigere il ''Retablo'' al Festival di Musica Contemporanea. Viaggio in automobile da Ginevra con Adrés Segovia e il professore universitario José Segura, attraverso il Sempione e i laghi, visitando Verona, Vicenza, Padova. Ritorno per la Riviera, Sanremo, Arles, quindi in treno a Barcellona e Granata.
|-
|1933.||Si stabilisce per sei mesi a Palma di Maiorca. Trascrizione corale della ''Ballata in fa'' di {{AutoreCitato|Fryderyk Chopin|Chopin}} per la locale Cappella Classica. Rientra a Granata, attraverso Barcellona.
|-
|1934.||Nuovo soggiorno a Maiorca. Visita di Douglas Fairbanks jr., venuto a chiedergli «una partitura molto spagnola» per un film di suo padre. Lo congeda gentilmente. Rientra a Barcellona e poi a Granata.
|-
|1935.||Breve soggiorno a Sanjarón.
|-
|1936.||Inizio della guerra civile (18 luglio). Falla è bloccato a Granata da gravi infermità.
|-
|1939.||Grave ricaduta in febbraio. Uccisione di {{AutoreCitato|Federico García Lorca|Garcia Lorca}}. Fine della guerra civile (aprile). Il 2 ottobre Falla s’imbarca con la sorella per il Sud America su invito della Institución Cultural Espanola di Buenos Aires. Arriva in tale città il 18 ottobre. In novembre dirige concerti di musica spagnola. Prima esecuzione degli ''Homenajes'' (18 novembre). Per il suo stato di salute gli viene consigliato il soggiorno nella Sierra di Cordoba: dapprima a Villa del Lago, poi a Carlos Paz. Infine insediamento definitivo ad Alta Gracia, nella villa «Los espinillos».
|-
|1940-41.||Persistente malattia nervosa.
|-
|1942.||Dirige due concerti alla radio El Mundo (Buenos Aires, dicembre).
|-
|1944.||Disagi finanziari. Il governo spagnolo lo nomina membro del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica.
|-
|1946.||Muore per una crisi cardiaca (14 novembre): la sua vita è durata dieci settenni. Funerali solenni, (contro la sua volontà) a Cordoba e trasporto della salma a Buenos Aires, dove viene imbarcata per le Canarie; di qui una nave da guerra spagnola la riconduce in patria.
|-
|1947.||Sepoltura nella cattedrale di Cadice (9 gennaio).
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>::{{x-larger|'''Notizie in breve'''}}
{{Colonna}}<nowiki>*</nowiki> Il violoncellista Giovanni Ferriera ha presentato al Teatro Biondo di Palermo, alla Sala Scarlatti del Conservatorio Bellini di Palermo e agli Amici della Musica di Caltanissetta, la ''Sonata'' per violoncello e pianoforte di Eliodoro Soliima. Dello stesso autore Claudio Buccarella e Vittorio Luna hanno realizzato, in prima assoluta, per i concerti del Gruppo Universitario Nuova Musica gli Studi per violino e clarinetto.
<nowiki>*</nowiki> Il Sindacato Nazionale Musicisti ha assegnato un personale «Premio d’operosità» di L. 500.000 al M.o Renzo Bossi così qualificandone la motivazione: «Musicista che ha rivelato ottime doti artistiche e tecniche sia nel campo lirico che in quello
sinfonico e cameristico».
<nowiki>*</nowiki> Con decreto del Presidente della
Repubblica in data 14 marzo 1962 su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione, viene riconosciuta
la personalità giuridica della Fondazione «Franco Michele Napolitano» con sede in Napoli, e ne viene
approvato lo statuto. La Fondazione si propone di bandire un concorso nazionale biennale a premio per i giovani compositori italiani.
<nowiki>*</nowiki> Il cartellone della 40<sup>a</sup> Stagione Lirica all’Arena di Verona, che si è effettuata dal 21 luglio al’15 agosto, comprendeva tre opere liriche: ''Nabucco'' e ''Un Ballo in maschera'' di {{AutoreCitato|Giuseppe Verdi|Verdi}} e ''Tosca'' di {{AutoreCitato|Giacomo Puccini|Puccini}}. Tra gli interpreti figuravano Adriana Lazzarini, Margherita Roberti, Magda{{AltraColonna}}Olivero, Luisa Maragliano, Gian Giacomo Guelfi, Nicola Ghiaurov, Gastone Limarilli, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, Carlo Bergonzi e Mario Zanasi. Le opere verdiane sono state dirette da G. Gavazzeni, quella di Puccini da O. De Fabritiis; maestro del coro Giulio Bertola.
<nowiki>*</nowiki> Dal 25 al 29 aprile u.s. si è svolta
a Loreto la 2<sup>a</sup> Rassegna Internazionale di Cappelle Musicali cui hanno partecipato oltre 800 cantori di venti complessi appartenenti a sei nazioni (Italia, Francia, Svizzera, Germania, Spagna, Olanda). La Rassegna, che non è un vero e proprio concorso ma un incontro di Cappelle Musicali sul piano artistico e su quello umano, ha posto a confronto scuole e stili differenti, cappelle rinomate e cappelle che vivono dell’entusiasmo dei maestri e del sacrificio dei componenti. Le esecuzioni hanno avuto luogo al
Teatro Comunale alla presenza di autorità, critici musicali e di un pubblico sempre eccezionale. Manifestazioni collaterali sono stati due concerti d’organo del M° Adamo Volpi, organista della Santa Casa,
e la mostra di strumenti musicali da chiesa e di edizioni di musica sacra (libri e dischi), allestita in locali del Palazzo Apostolico.
<nowiki>*</nowiki> Dal 12 maggio al 23 giugno u.s. si è svolta a Firenze la 25<sup>a</sup> edizione del Maggio Musicale Fiorentino. Nel quadro della manifestazione rientravano la rappresentazione d’opere teatrali del secolo XVIII (''Antigone'' di Traetta; ''Idomeneo'' di {{FineColonna}}<noinclude><references/>
{{PieDiPagina||202|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|313}}</noinclude>personaggio non avrebbe che a consultare i documenti dell’archivio notarile di Arona<ref>Istromento 26 giugno 1502 ricevuto Caccia Giovanni Filippo in concorso de’notai Giovanni Giobbe Annone, Bernardino di Castelletto e Giovanni De Albasino.</ref>. Egli nel ritorno dall’ambascierìa al soldano d’Egitto rivide la patria, e donò alla chiesa di Santa Maria varie reliquie e degli oggetti preziosi in rendimento di grazie dello scampo dai pericoli a cui fu esposto nei grandi suoi viaggi.
Un Domenico Buelli dell’ordine de’Predicatori, stato priore di san Domenico in Tortona, pubblicò nel 1572 coi tipi di Novara, mentre era colà inquisitore, la traduduzione dei sette salmi penitenziali, con alquante poesie sacre, e stimate tanto nel secolo in cui vennero alla luce, quanto nel presente. Un Michele Angelo Caccia figliuolo di Annibale, uno de’ primi alunni del collegio Borromeo che fossero onorati della laurea dottorale in Pavia, fiorì fra li più insigni giureconsulti dei tribunali di Milano. Poco prima del 1624 ottenne la questura nel magistrato straordinario, e circa il 1627 la cattedra senatoria. L’anno 1650 morì con tutta la famiglia di pestilenza, e lasciò scritti trenta volumi di ragionamenti legali. Un Antonio Bindoni ed un Cristoforo Conturbia, che sul principio del 1600 annoveravansi fra i più valenti legali appresso il foro milanese. Un Fabrizio Conturbia, pure avvocato, che coprì la carica di capitano di giustizia, e poi di senatore in Milano nel 1666, ed è morto poco dopo, chiamato essendo dagli storici col titolo di ''vir multae eruditionis''<ref>Vedi i commenti alla corografia del lago maggiore di Domenico Macagno, pagina 35. E nel museo Novarese di {{AutoreCitato|Lazzaro Agostino Cotta|Lazzaro Agostino Cotta}} ai numeri 265, 463, 903, 916.</ref>; non che un Giovanni Antonio Conturbia, il quale nel 1587<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{{Colonna}}{{AutoreCitato|Wolfgang Amadeus Mozart|Mozart}}; ''La Molinara'' di {{AutoreCitato|Giovanni Paisiello|Paisiello}}; ''Ifigenia in Tauride'' di {{AutoreCitato|Christoph Willibald Gluck|Gluck}}), uno spettacolo del Balletto Reale Danese, uno spettacolo del complesso di danza e di musica antica N. Poli-R. Rapp, concerti sinfonici (concerti sono stati dedicati a {{AutoreCitato|Alfredo Casella|Casella}} e a G.F. Malipiero in occasione del suo 80° genetliaco) e concerti di musica da camera.
<nowiki>*</nowiki> Il programma del Festival di Atene 1962 — in corso dal 26 luglio e che si protrarrà sino alla fine di settembre — comprende la prima esecuzione mondiale dell’opera ''Constantine Paleologos'' del compositore greco Manolis Kalomiris, recentemente scomparso, concerti della Saarlandisches Kamerorchester,
della Philharmonia Hungarica, della Berliner Philharmonisches Orchester, dell’Orchestra di Stato di Atene, oltre a spettacoli del Balletto di Zagabria.
<nowiki>*</nowiki> L’Istituto Editoriale Italiano di
Milano ha recentemente pubblicato il ''Catalogo del fondo musicale della Biblioteca Comunale di Assisi'' compilato da Claudio Sartori: un volume di oltre 450 pagine che reca un valido apporto alla conoscenza della
musica francescana dei secoli XVI-XVIII.
{{larger|'''Necrologi'''}}
<nowiki>*</nowiki> Nel luglio dello scorso anno 1961 è deceduto a Buenos Aires, dove era nato nel 1878, l’editore di musica Maurice Sénart. Gli si deve la pubblicazione dell’«Edition nationale de musique classique», della collezione dei «Maîtres musiciens de la Renaissance française» e delle opere di {{AutoreCitato|Fryderyk Chopin|Chopin}} curate da A. Cortot. Fu anche editore di diversi compositori francesi contemporanei.
{{AltraColonna}}
<nowiki>*</nowiki> A Maine (U.S.A.) è scomparso il 17 agosto 1961 il celebre arpista e compositore Carlos Salzedo, fondatore nel 1921, con Edgard Varèse, della International Composers Guild, destinata alla valorizzazione della musica moderna. Svolse una notevole attività concertistica e didattica e pubblicò tre metodi per il suo strumento. Fu assai operoso anche come compositore. Era nato ad Arcachon nel 1885, ma nel 1923 aveva assunto la cittadinanza americana.
<nowiki>*</nowiki> Il 3 aprile scorso è scomparso ad Atene a 78 anni di età il compositore greco Manolis Kalomiris, fondatore e direttore del Conservatorio
Nazionale (1926). La sua produzione abbraccia alcune opere liriche, un balletto, musica di scena, varie
composizioni strumentali e da camera, pezzi per pianoforte e liriche.
<nowiki>*</nowiki> È morto nel maggio scorso a Vienna a 48 anni di età il baritono Marcello Cortis assai apprezzato nei maggiori teatri italiani e stranieri per le sue doti vocali e sceniche.
<nowiki>*</nowiki> Ad Ankara, dove insegnava canto al locale Conservatorio, si è spento il 24 maggio scorso il mezzosoprano Cloe Elmo. Nata a Lecce nel 1910, aveva studiato con la Ghibaudo, la Rinolfì e la Pedrini, esordendo poi a Cagliari quale Santuzza. Si produsse in seguito sulle principali scene d’Europa e d’America ovunque imponendosi per le ottime qualità vocali e l’innato senso drammatico. Partecipò fra l’altro alle
prime rappresentazioni del ''Festino'' di Malipiero, di ''Burlesca'' di Veretti. dell’''Uragano'' di Rocca e di
''Proserpina e lo straniero'' di Castro.
<nowiki>*</nowiki> Il 31 maggio u.s. è deceduto il compositore e direttore d’orchestra Eduardo Toldrà, nato a Villanueva y Geltrù (Catalogna) nel 1895. Compì gli studi musicali a Barcellona,{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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Categoria:Testi in cui è citato Ferruccio Busoni
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{{Vedi anche autore|Ferruccio Busoni}}
[[Categoria:Testi per autore citato|Busoni, Ferruccio]]
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" /></noinclude>{{Colonna}}dove dal 1943 diresse l’Orchestra Municipale. Svolse la propria attività direttoriale anche in altre città spagnole ed europee. A lui si deve la prima esecuzione concertistica della «cantata scenica» ''Atlántida'' di M. de Falla, sia a Barcellona sia a Cadice. Lascia un’opera comica, pezzi orchestrali, musica da camera e di scena.
<nowiki>*</nowiki> Il 14 giugno u.s. è improvvisamente
deceduto a Siena a 53 anni di età il M° Vittorio Baglioni, direttore dell’Associazione chigiana di
concerti «Micat in vertice», vicepresidente dell’Accademia Musicale Chigiana e organizzatore delle
Settimane Musicali Senesi.
<nowiki>*</nowiki> Alfred Cortot è mancato il 15 giugno scorso a Losanna all’età di 85 anni, essendo nato a Nyon (Ginevra) il 26 settembre 1877. Il famoso pianista era stato allievo del Conservatorio di Parigi e aveva esordito ai Concerti Lamoureux e Colonne. Fu poi maestro sostituto a Bayreuth e svolse anche attività quale organizzatore. Fondò infatti a Parigi la Société des Festivals Lyriques (1902), oltre a diverse istituzioni
concertistiche francesi. Tenne concerti con J. Thibaud e nel 1905 costituì con questi e con P. Casais un celebre Trio Insegnante di pianoforte al Conservatorio di Parigi dal 1907 al 1918, fondò in seguito l’École Normale de Musique, dove tenne annualmente corsi pubblici di perfezionamento. Autore di revisioni di musiche di {{AutoreCitato|Fryderyk Chopin|Chopin}}, {{AutoreCitato| Robert Schumann|Schumann}}, {{AutoreCitato|Franz Liszt|Liszt}}, {{AutoreCitato|Felix Mendelssohn|Mendelssohn}}, {{AutoreCitato|Franz Schubert|Schubert}}, {{AutoreCitato|Johannes Brahms|Brahms}} ecc. («Editions de travail»), aveva tra l’altro pubblicato: ''La Musique française de piano'' (in 3 volumi, 1939-32), ''Cours d’interprétation'' (1934), ''Aspects de Chopin'' (1949).
<nowiki>*</nowiki> A Zurigo è morto il 20 giugno u.s. il compositore e direttore d’orchestra svizzero Volkmar Andreae,{{AltraColonna}}già direttore (1914-41) del Conservatorio di Zurigo. Lo scomparso, nato a Berna nel 1879, fu direttore assai attivo in patria e all’estero: nel 1911 aveva presentato a Milano in prima esecuzione italiana la ''Matthauspassion'' di {{AutoreCitato| Johann Sebastian Bach|Bach}}. Tra le sue composizioni figurano due opere teatrali, pezzi per orchestra, musica da camera, lieder.
<nowiki>*</nowiki> L’8 luglio u.s. si è improvvisamente
spenta a Roma, dove era nata nel 1890, la cantante Gabriella Besanzoni, contralto di singolare
talento. Ricercata e ammirata nei maggiori teatri italiani e stranieri (nel periodo tra le due guerre soprattutto in quelli sudamericani), fu anche insegnante di grande valore e alla sua scuola si formarono eccellenti cantanti. Si ritirò dalle scene nel 1939.
<nowiki>*</nowiki> È improvvisamente mancato il M° Giuseppe Rosati, insegnante al Conservatorio di Roma e autore di musica sinfonica, di scena e per film, oltre che di composizioni cameristiche, liriche e altro. Era nato a Roma nel 1903.
<nowiki>*</nowiki> È morto a Trieste a 72 anni di età il pianista e didatta Angelo Kessisoglu, allievo di {{AutoreCitato|Ferruccio Busoni|Busoni}}, insegnante ai conservatori di Stoccarda e di Vienna e, dopo il 1932, all’Ateneo Musicale di Trieste.
<nowiki>*</nowiki> È morto a Stoccarda il violinista
Karl Wendling, fondatore del Quartetto omonimo e direttore, dal 1931 al ’40, della Scuola Superiore di Musica di Stoccarda. Era nato a Strasburgo nel 1875.
<nowiki>*</nowiki> Si è spento recentemente il musicologo francese Eugène Borrel, autore fra l’altro di ''Contribution à l’interprétation de la musique française au XVIII siècle'' (in 3 parti, 1916-34).{{FineColonna}}<noinclude><references/>
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Categoria:Pagine in cui è citato Ferruccio Busoni
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{{Vedi anche autore|Ferruccio Busoni}}
[[Categoria:Pagine per autore citato|Busoni, Ferruccio]]
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione|314|{{sc|memorie storiche di arona}}}}</noinclude>era vicario generale dell’arcivescovo di Vercelli<ref>Vedi il suo testamento 5 dicembre 1578 ricevuto Giovanni Bernardino Avogadro notaio di Vercelli, con cui fece dei legati all’ospedale, ed alla chiesa
di Santa Maria di Arona.</ref>. Sono stati tutti uomini che hanno apportato splendore al secolo in cui sono vissuti, ed onorificenza alla patria che li ha generati. Ma nell’omettere per solo amore di brevità tanti altri chiari personaggi che si sono in grado eminente distinti, non possiamo dispensarci dal portare alla cognizione degli Aronesi le lettere onde era fornito un esimio loro concittadino, del quale la patria ne fece non ha molto la deplorabile perdita. Antonio Mussio, nato in Arona nell’anno 1750 vestì, le sacerdotali insegne, ed ascrittosi al collegio degli oblati de santi Ambrogio e Carlo, occupò pel corso di più anni la cattedra di teologia dogmatica e di lingua ebraica nell’università di Pavia, ove colla perfezione degli erudimenti, e colla produzione del suo ingegno, di cui non fu parco scrittore, riscosse gli applausi dei letterati contemporanei e della posterità; e colla giovialità del suo carattere rendevasi caro e desiderato ai giovani, cui trasmetteva i suoi talenti. È inutile il dire a qual grado di perfezione possedesse la latina, la greca e l’ebraica lingua; la facilità, la grazia e la venustà della poesia latina ed italiana; il facile modo di argomentazione, di prova e di persuasione, potendolo ognuno raccogliere dalle molte produzioni del suo ingegno, colle quali ha arricchito la letteraria repubblica. Ma noi senza additare i minori scritti di questo letterato, tutti quanti stimati, ma che importerebbero una troppo lunga narrazione, offriremo ai lettori l’elenco di quelli soltanto che meritano la preferenza, onde<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|315}}</noinclude>dal solo titolo delle medesime si possa misurare l’estensione dei talenti di questo valente letterato. Nell’anno 1792 pubblicò in Pavia coi tipi Bolzani l’opera intitolata: ''Disegno di lezioni e di ricerche sulla lingua ebraica'', con l’aggiunta della versione del primo cantico di Mosè dall’ebraico in versi italiani. Nel 1795 e coi tipi Comini in Pavia diede in luce: ''Le lezioni d’eloquenza sacra: De Sacramentis Ecclesiae generatin dogmatica theologia in disputationes octo digesta''; e la ''grammatica greco-ebraica'', col ''poetices Epitome usui scholarum''; nel 1797, ''In Christi gratiam, Hymnus''; nel 1801, ''Discorso sulle arti del disegno'', recitato in Pavia per prolusione alle sue lezioni sulle arti ; nel 1805 il ''Jefte'', tragedia con note e con ricerche sulla morale delle tragedie, sul sacrificio di Jefte, e sullo stato tragico; opera che si reputa per capolavoro di questo letterato. Scrisse e recitò nella metropolitana di Milano l’orazione funebre dell’arcivescovo Filippo Maria Visconte, dalla quale si comprende a qual grado di elevatezza possedesse l’arte oratoria. Pubblicò inoltre il trattato ''De Incarnatione''; l’orazione ''De animi affectu in theologicis disciplinis tractandis'', non che le ''Poesie pittoriche''. In merito poi al suo genio nella poesia latina, possono vedersi le sue produzioni state inserite nella raccolta intitolata: ''Carmina selecta oblatorum'', stampata in Milano da Vincenzo Ferrario nel 1852. Quanto genio e quante bellezze esse accoppiano, lo dicano gli intelligenti di un tal genere di poesia.
Da questo succinto cenno biografico sarà agevole il farsi un’idea delle profonde cognizioni di questo celebre letterato, che la morte rapì a troppo breve corso di vita, caro a tutti, desideratissimo alla patria, la quale conserva tuttavia la grata memoria e la tramanda alla posterità<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|317}}</noinclude>carissimo, finchè giunto a quell’età che richiede maggiore quiete dell’animo, ritirossi in patria, ove era pure indefesso nel coltivare le studiose sue occupazioni. Fu egli in ogni tempo promotore efficace per il sostegno dei diritti della patria. Tutti bene consigliava; trattava famigliarmente con tutti, e nessun peso dava alle sue virtù, conservando sino agli ultimi momenti una maravigliosa lucidezza di
mente. Nè io saprei decidere se in lui più prevalesse la modestia od il sapere, più il disinteresse o la bontà del l’animo.
Possedeva per eccellenza la lingua latina e la francese, e suo principale diletto fu il commentare vari poeti italiani e latini, lasciandoci fra le più compite sue produzioni una traduzione in esametri latini dei sepolcri di Ugo Foscolo, d’Ippolito Pindemonte, e di Giovanni Torti<ref>Stampati in Milano nel 1843 dalla tipografia Pirotta e comp.</ref>. Era valentissimo nello stile epigrafico, e queste
memorie patrie ne offrono molti saggi nelle varie riportate iscrizioni.
La patria conserva i non dubbi testimoni della sua benevolenza verso la medesima nelle opere di pubblica beneficenza instituite d’accordo col fratello, e da noi riferite nel precedente libro; e ci è ora soddisfacente di ricordare l’epigrafe posta alla di lui tomba, in cui gli amici suoi Alessandro Manzoni, Giovanni Torti e Tomaso Grossi espressero nel dettarla il vivo cordoglio della per dita del comune affettuoso amico :<noinclude><references/></noinclude>
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in cui il Medoni "depone la stanca penna" (ed era ora!)
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<noinclude><pagequality level="1" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|319}}</noinclude>Arona a buon diritto stimarsi per uno de’ più cospicui paesi delle sponde del Verbano, e vantare fatti e vicende memorabili nei rapporti civili, militari ed ecclesiastici. Deporrò adesso la già stanca penna per lasciare luogo a chi ha migliori lumi di tesserne una regolare storia, compensato abbastanza di avere apportato alla patria quel lume che finora invano si è da’ suoi figli aspettato.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Civvì" />{{RigaIntestazione||{{sc|e del suo castello - libro duodecimo}}|319}}</noinclude>Arona a buon diritto stimarsi per uno de’ più cospicui paesi delle sponde del Verbano, e vantare fatti e vicende memorabili nei rapporti civili, militari ed ecclesiastici. Deporrò adesso la già stanca penna per lasciare luogo a chi ha migliori lumi di tesserne una regolare storia, compensato abbastanza di avere apportato alla patria quel lume che finora invano si è da’ suoi figli aspettato.
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Cruccone
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||— 286 —||riga=si}}</noinclude>sciolto, oltre all’acido carbonico, dei bicarbonati di calce e di ferro, dell’acido carbonico libero e dell’acido solfidrico.
Dal pianoro dei noci, che domina il Paraviso, e dove estivano le mandre intorno a bellissimi massi erratici, illustrati dai geologi, vediamo Lanzo spiccare al confine di belle campagne, che gli fanno da verde ventaglio. Qui nacque {{Wl|Q2846318|Andrea Vannone}}, che si distinse in Genova tra il 500 ed il 600 pel buon gusto e la ricchezza delle sue opere.
Un viale carrozzabile conduce dal paese alla ''zocca dei monti'', dove, avendo sotto a’ piedi il Ceresio, e laggiù in fondo Lugano, circondata come da un’aureola, che la fa ancor più bella, de’ vari paesi sparsi sulle colline elvetiche, ci sentiamo diventare d’un tratto poeti, e vorremmo essere pittori per rapire alla natura uno di quegli incantevoli spettacoli. Qui sorge il Belvedere, che è il Righi italiano. Albergo di primo ordine, soggiorno prediletto dell’''higelife'' straniera e della ''fine fleure'' italiana, come a stazione alpina climatica vi si raccoglie nell’estate la più eletta colonia di signori. Ne sono conduttori i fratelli Gandola di Melchisedecco, proprietario dell’albergo e pensione Genazzini a Bellagio.
Dal ridente paese di Lanzo, dove molti salgono a passare la calda stagione, si scende per strada carrozzabile in 2 ore alla stazione della ferrovia del Gottardo a Maroggia, territorio elvetico. Valmara chiamasi codesta valle di confine, dove, non sono molti anni, si trovarono avelli sepolcrali, contenenti vasi sferoidali di creta, con entro ceneri, qualche avanzo di piccole ossa e piccoli ordigni di lega metallica, ciò che fece sospettare agli archeologi che fossero reliquie di poveri bambini sacrificati alle Divinità Druidiche, ovvero ai Cabiri, secondo avevano in mente i Cetei o i Pelasgi.
Per la Valmara ad Arogno si può scendere a Campione, villaggio che sembra dovere per la sua postura essere svizzero, della qual gente non gode che il vantaggio dei tabacchi liberi. E’ terra memorabile per una schiera di artisti, che, il più delle volte, non sono indicati cbe col nome della patria. {{Wl|Q569667|Anselmo}} decorò la facciata della cattedrale di Modena nel 1209, e Ottavio suo figlio, Enrico figliuolo di questo, e Alberto e Giacomo vi lavorarono di scoltura. {{Wl|Q3623801|Arrigo}} fece l’ardita piramide in cima alla Ghirlandina di Modena. Le sontuose porte e il battistero di Santa Maria a Bergamo devonsi, nel 1340, a {{Wl|Q734344|Giovanni}}, {{Wl|Q4002925|Ugo}}, Nicolino, Antonio da Campione, Marco, indi {{Wl|Q30333037|Jacopo}}, Zeno, {{Wl|Q892601|Bonino}}, Simone da Campione furono architetti al Duomo di Milano, dove l’insigne finestrone dell’abside è di Jacopo, come molti lavori della Certosa di Pavia. Marco architettò la facciata, il battistero e il pulpito della basilica di S. Giovanni in Monza. Nè si possono passare in silenzio il cavaliere {{Wl|Q3155339|Isidoro Bianchi}}, che sulle orme del {{Wl|Q2253952|Morazzone}} dipinse ad olio ed a freno, e pei Duchi di Savoia decorò il castello di Rivoli; e non va dimenticato lo scultore {{Wl|Q19984746|Andrea Fusina}}, che lasciò alcune sue opere nel Duomo e nella chiesa di San Celso a Milano.
Tornando a Pellio (inferiore) due vie da questo ameno paesello scendono in riva al Ceresio; l’una carrozzabile tocca Laino, patria di {{Wl|Q1650987|Giulio Quaglia}}, che, tra le altre, lasciò una bella pittura nel Duomo di Gorizia; Claino, che ha nella chiesa alcune statue del {{Wl|Q63456647|Barberini}}, un affresco del 1492 del Gentilini, due statue moderne del Pagani e una tavola luinesca.
Da Pellio e da Laino sale un sentiero tra le selve a Ponna, da cui un sentiero alpino conduce al valico del Buffalora, donde si scende alla Madonna del Soccorso sul lago di Como.
L’altra strada, che scende al lago di Lugano, carrozzabile fino al ponte di Ramponio, dal paese in giù è mulattiera. Una lapide sulla chiesa ricorda il nome di Don Bartolomeo<noinclude></noinclude>
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Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/35
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<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>INTROD
I capolavori di scoltura, d'orificeria e di fusione,
i vasellami, le lampade, i candelabri e gli utensili
destinati al servigio degli altari; i monumenti
dell' India già accennati, la statua di Belo a Babi-
lonia, trasportata da Serse, alta 12 braccia e tulla
d'oro, il colosso d'Osimandia a Tebe, i bassi-ri-
lievi di Karnak, i lavori di Dedalo, porgono una
idea ben grande di progresso anche nella plastica
e nella scoltura di quell'epoca. Se le osservazioni
astronomiche dei Caldei che, secondo Epigene,
rimonterebbero a 72,000 anni prima d'Alessan-
dro il Macedone; se quelle dei panjangam o alma-
nacchi dei Vaidigheri o bramini astrologhi del-
l'India che rimonterebbero a 8,692,888 anni a. C.
hanno un assoluto carattere favoloso, egli è però
certo che l'astronomia, nel periodo in che siamo,
aveva di già fatti maravigliosi progressi. Già Urano
re degli Atlanti aveva diviso il zodiaco in 12
costellazioni, misurato l'anno col corso del sole,
i mesi con quello della luna e determinato il
principio e la fine delle stagioni. Già gli Indiani
avevano principiate le loro osservazioni astro-
nomiche. Nella Cina, Hoang-ti già fatto aveva
innalzare un grande osservatorio astronomico
per la rettificazione del calendario: Tehuen-hio
aveva presa per epoca primitiva una congiun-
zione generale nel suo calendario: Yao era ve-
nuto a conoscere che gli equinozi ed i solstizi
dividono perfettamente le quattro stagioni, ed
aveva fatto intercalare un giorno ogni quattro
anni. Chun aveva ordinato la costruzione di una
sfera armillare; Teheau-kong aveva osservate le
lunghezze meridiane del gnomone ai solstizi d'in-
verno e di estate nella città di Loang: osserva-
zione che dà per l'obliquità dell'eclittica a questa
antica epoca (1104 a. C.) un risultato conforme
alla teoria della gravità universale: già i Caldei,
doviziosi di parecchie importanti osservazioni
celesti, costruttori della prima specula ed inven-
tori di un quadrante, aveano comunicato ai Fenici
il bastone di Giacobbe strumento misuratore degli
astri: i Greci scoperta avevano la grande e la pic-
cola Orsa; collocati nelle costellazioni i nomi degli
eroi che avevano fatto parte della spedizione
degli Argonauti, e messi in cielo gli Eliadi, Perseo
e sua famiglia, e Pegaso; e distribuite le ore se-
condo l'ordine dei pianeti, il che servi poscia per
la divisione del tempo in giorni, donde si ebbero
le settimane. Ma avanti chei Greci avessero arrivata
tanta scienza astronomica, gli Egizi loro veri
maestri avevano si addentro meditati i fenomeni
celesti che ottennero nell'antichità il primalo su
di ogni altra nazione. Le osservazioni da loro fatte
nell'intervallo corso da Vulcano figliuolo di Nilo
sino ad Alessandro, di 373 eclissi del sole e di
832 di luna che così giustamente combinano coi
periodi degli uni e degli altri, le varie divisioni
dei loro anni, l'osservazione del levare eliaco,
come dicono gli astronomi, del sirio o della cani-
cola, il periodo di 1461 anni, l'anno canicolare
che istituirono sul ritardo di un giorno ogni quat-
tro anni dell'apparizione di quella stella, la divi-
sione del zodiaco in 12 segni di 30 gradi, la col-
locazione delle piramidi esattamente affacciate
verso i quattro punti cardinali del mondo, i me-
todi di calcolare gli eclissi e vari altri monumenti
di astronomiche cognizioni, ben legittimano
questa supremazia loro unanimamente concessa
dall'antichità. I progressi dell'astronomia dove-
vano necessariamente essere preceduti, accom-
pagnati e susseguiti da quelli delle scienze mate-
matiche.
E per non parlar d'altri, le sole tavole e re-
gole astronomiche degli Indiani tanto illustrate
dal Bailly, dal Playfair, dal Le Gentil, dal Cassini,
e che rimontano ad una molto lontana antichità,
egli è certo che hanno dovuto far necessarie, oltre
la cognizione della geometria elementare, quella
della trigonometria sferica e rettilinea, o di altra
cosa equivalente, con certi metodi di approssima-
zione per le quantità delle grandezze geometriche,
le quali doveano oltrepassare d'assai gli elementi
delle mentovate scienze. Tuttavia assai scarse noti-
zie si sono potute dagli eruditi raccogliere intorno
ai più antichi e primissimi germi di queste scienze.
Fo-hi, padre dell'astronomia cinese avrebbe sino
dal 2914 a. C. fatta l'invenzione delle misteriose
linee chiamate cua, e su le quali erano disposte
le cifre dell' aritmetica per facilitare i calcoli;
esse non andavano allora più oltre del 64 e furono
l'origine dell' Y-ching. Non fu che molti secoli
dopo (1115) che Ceu-kong, secondo l'idea che
aveagliene data suo padre Uen-uang, le spinse
ino al 584. La interpretazione di questi miste-
riosi cua fatta da Bovet col sussidio che Leibnitz
gli apprestò mediante il suo lavoro su l'aritmetica
binaria, avendo provato siccome quel secreto non
risultava che dall' applicazione dell'aritmetica e
della geometria ad alcuni principii teologici, fa-
rebbe rimontare le prime cognizioni matematiche
dei Cinesi ad un'epoca assai rimota. Ma che che
me sia, l'aritmetica, o inventata dai Cinesi o
dagli Egizi, come vorrebbero Platone (*), Ecateo,
Aristagora (*); o dai Fenici, come opinano Stra-
bone (5), Porfirio ) e Proclo (); o dagli Indiani,
(1) Nel Fedro. (2) Laerzio nel proemio. (3) Lib. xvI
() Nella Vita di Pitagora. (5) Comm. in Euclide.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>secondo la persuasione di quasi tutti i moderni
orientalisti, ha dovuto avere un' origine assai
rimota e certamente anteriore a quella dell'astro-
nomia, e coeva per lo meno a quella del commer-
cio, e in Tiro era già in fiore sino dal 1640 a. C., in
Egitto fino dal 1625 a. C. Aristotele (') osservava
già fino dai suoi tempi che quasi tutte le nazioni
con maravigliosa uniformità sono convenute in
ridurre il conteggio ad uno stesso sistema di
numerizzazione, e in abbracciare quasi tutte la
decupla progressione. Di che cercando egli la
ragione avvisò indurla dal cominciare che tutti
fanno comunemente a contare su le dita delle
mani, le quali essendo soltanto dieci possono aver
dato luogo a tale combinazione. Sul quale propo-
sito osserva l'Hervas (2) che vari popoli americani
danno il nome di una mano al numero cinque,
e di due a quello di dieci; anzi soggiunge per
maggiore conferma che quei pochissimi che con-
tano per ventine, quasi tutti sono selvaggi, i quali
avendo ignudi anche i piedi, possono aggiungere
le dieci dita di questi a quelle delle mani e for-
mare così il vigenale conteggio. Il fatto è che non
solo i popoli conosciuti al tempo di Aristotele,
il quale ne eccettua soltanto uno dei Traci che
non sapeva passare oltre il quattro, ma anche
quasi tutti gli altri scoperti posteriormente se-
guono un tal sistema di numerizzazione. E questa
universalità può provare assai chiaramente non
essere stata questa un'invenzione aritmetica di
Pitagora, come parecchi vorrebbero credere, ma
una più antica e generale tradizione fondata in
qualche ragione della natura, quale potrebbe
giustamente credersi la sopraccennata di Aristo-
tele. Che anche la geometria avesse pur avuti
principii assai rimoti nell'antichità, lo prova la
scoperta della descrizione del triangolo e le inve-
stigazioni delle proprietà di questa figura fatta dal
frigio Euforbo che vivea il 1200 a. C.
Nè meno antica ed altrettanto oscura è l'origine
delle arti e delle scienze mediche. Mosè parla
delle ostetrici che assisterono ai parti di Rachele
e di Tamar (), e di altre egiziane di qualche
secolo posteriori (); ma non dice vi fosse uno
studio o un'arte particolare di questa pratica. Pii
tardi (1794 a. C.) ordinando Giuseppe ai medici
di Egitto di ungere suo padre () fa indurre già
ridotta a scienza la medicina in quelle contrade.
E questa la più antica nozione, e la meno contra-
(') Probl. xv.
(") Aritmetica delle nazioni, art. 1.
(2) Genes., cap. xxxv, v. 17 e xxxvIII, v. 17.
(*) Exod., 1.
(*) Genes,, cap. L., v. 2.
stata che abbiasi su la medicina. Più tardi (1625)
a. C.) le tradizioni storiche parlano di un libro
chiamato Embre scientia causalitatis, o regole
della scienza medica, che i medici d'Egitto segui-
vano puntualmente, e di cui erano stati autori
i primi successori di Ermete. Egli è però certo
che nel periodo in che siamo gli Egizi avevano
per ogni sorta di malattia medici particolari ();
che a loro dobbiamo la cognizione di parecchi
medicamenti ( che amavano generalmente i ri-
medi miti (), ma che adopravano ciò non ostante
i salassi ed i vomitivi (), e che tanto su le malat-
tie quanto su le loro cagioni aveano già formala
qualche teoria (); che Hoang-ti erasi già fatto
celebre nella Cina colle sue opere mediche, e
Sein-nong coll'erbario dei semplici più utili; che
Feridun in Persia inventata avea la teriaca contro
il veleno ed il morso delle bestie venefiche; che
Melampo già aveva curate coll'elleboro le figliuole
di Preto, Chirone aveva formata nella sua grotta
una scuola di medicina, ed Esculapio aveva già
fatti si estesi progressi nella conoscenza dei sem-
plici e nella composizione dei rimedi, e talmente
perfezionata l'arte del guarire che ottenne dalls
gratitudine dei popoli, altari e culto. Macaone
e Podalirio all'assedio di Troia, e le celebri scuole
degli Asclepiadi provano siccome in questo pe
riodo della nostra storia le arti mediche si fos-
sero di già avviate su di un vero scientifico pro-
gresso.
il
Già nell'epoca in cui siamo la mente dell'uomo
ha saputo elevarsi alle più astratte concezioni
del pensiero, a ritrovare una soluzione dei gravi
problemi, della causalità degli esseri e delle cose.
già la storia dei sistemi filosofici ha divisate le
filosofie degli Arabi antichi, degli Atlanti, dei
Bramani, degli Egizi, degli Etiopi, dei Mongoli
Telechini, di Mosco, di Lino, di Locman, de
Gimnosofisti; già le religioni hanno popolato
mondo di oracoli, fra i quali sorgono a mag
giore celebrità quelli di Cuma, d'Asaca, di Delfo
di Dodona, di Patrasso, di Serapi, di Trifonio, di
Anfiarão, di Carmenta; quindi la Sibilla delfica.
la cumea, l'albunea, la caldea, l' eritrea, la frigia.
la persica, la samia, la tiburtina soggiogano le
persuasioni degli uomini, tiranneggiandone lo sp
rito e facendosi bene spesso le arbitre delle sor
politiche e civili dei popoli. I tempii di Belo,
di
Dendera, di Gnido, di Derceto, d'Efeso, d'Escu
() Erodoto, lib. 11.
(*) Omero, Odissea, IV.
(3) Isocrate, Eucom., Bus.
(*) Diodor. Sicul., lib. 1.
(3) Diodor. Sicul., ibid.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>INTROD
lapio muovono quei religiosi credenti di ogni
parte della terra a portarvi tributo di dovizie e di
adorazione. Già le feste adonie, le censuali, le
panionie, le apaturie, le agraulie, le afrodisie, le
eleusine, le tesmoforie, le ceramiche, le cereali,
le lupercali, le cornee, le agranie vestono di un
carattere di sacra solennità, così i più sozzi e scur-
rili deliramenti delle passioni, come le più auguste
instituzioni della legge e del sacerdozio, mentre
d'altra parte i giuochi cornii, i ginnici, gli istmici,
i pizii, gli olimpici, i nemei, gli stenii, i panatenei,
i panellenii, aprono un arringo di eroismo e di
bravura che cresce alla patria guerrieri atletici,
pugnaci e valorosi. Già le arti dell'armonia hanno
avuto da Anumap uno dei quattro sistemi della
musica indiana, da Hoang-ti l'organo le campane,
da Pane la zampogna, da lagnide il flauto e la
prima armonia frigia, dai Toscani le trombette,
da Lino le corde animali della lira, il ritmo, la
melodia, i canti flebili, da Marsia la zampogna
composta del doppio flauto; già il canto dorio,
il frigio, il sotto-frigio, il lidio coi diversi ritmi
sommoveva nei cuori tutte le diverse sorta di
affetto di cui è suscettivo il cuore dell'uomo.
Pervenuta la mente umana allo sviluppamento
di tante intellettuali facoltà, non era possibile che
rimanesse tuttavia latente ed infecondo in lei quel
possente spirito creatore che su tutte le enciclo-
pediche regioni dello scibile dominando, costi-
tuisce la più sublime rivelazione del genio umano,
la poesia e la storia. E ciò ne porta naturalmente
a divisare quale fosse l'origine della scrittura;
arte che se fu preceduta dallo sviluppo di quelle
due si prestigiose facoltà, ha però concorso unica
ed efficacissima a costruire i monumenti stabili
delle loro creazioni.
Da poi che vi furono uomini, vi sono stati
fatti, e da poichè vi furono fatti vi sono state
memorie. Non è già alla vanità nè all'orgoglio na-
zionale che noi dobbiamo i primi storici monu-
menti, ma sibbene al segreto e naturale bisogno
dell'uomo di rivivere nel passato, di rannodare
alla memoria dei posteri una sfuggevole esi-
stenza e protrarla nei secoli coi soccorsi della
immaginazione e della memoria. In ogni stadio
della vita, si nell' infanzia, che nella vecchiaia,
tanto l'uomo selvaggio che l'incivilito ama ugual-
mente di risuscitare ciò che non è più, e mante-
nere in vita ciò che è per cessare d'esistere. Si
commovono essi, e cade il loro spirito assopito,
in una dolce tristezza al racconto delle storie dei
loro padri; e per dipingere l'incanto della musica
e le deliziose e profonde sensazioni ch'essa sve-
glia nell'anima, il vecchio bardo celto dice sem-
Encicl. pop.-Tomo I.
Dplicemente ch'essa tocca e commuove siccome la
memoria dei giorni passati. Ma quali furono i primi
mezzi coi quali tentarono gli uomini di traman-
dare ai posteri la memoria di tutti quegli avveni-
menti che maggiormente scossero la loro ammi-
■razione o influirono sui destini della loro vita?
Gettando uno sguardo su la storia primitiva del
genere umano, noi veggiamo siccome la tradizione
soccorsa da alcuni grossolani monumenti sia stato
il primo mezzo per arrivare a questo fine. L'uso
dei primi secoli era di piantare un bosco, di
innalzare un altare, o un mucchio di pietre, di
stabilire delle feste. Era anche costume di appli-
care ai luoghi che erano stati teatro di qualche
fatto memorabile, il nome del fatto stesso. Tale
costume appare tanto nella sacra Scrittura (),
come nelle storie di parecchi antichi scrittori ().
Il frammento di Sanconiatone ci accenna siccome
le pietre e le colonne di legno sieno stati i primi
monumenti storici della Fenicia (). Nelle vici-
nanze di Cadice scorgevansi in altri tempi delle
pietre ammucchiate a monumento della spedi-
zione di Ercole nella Spagna (). Gli antichi abi-
tanti del nord eternavano la memoria degli avve-
nimenti con pietre di straordinaria grandezza ("),
costume riscontrato anche oggidi presso parec-
chie tribù dell'America ignoranti dell'arte dello
scrivere (). L'uso delle cordicelle a vario colore,
in luogo dei caratteri, fu ritrovato nella Cina ("),
nel Perù (), presso i Negri di Gioida (9). Le tac-
che di legno in supplemento della scrittura nella
stipulazione dei contratti, è pure tuttavia in uso
nell'Albania (0), nella Siberia ("), e lo era in pa-
recchie regioni dell'Asia ("). Da questo informe
mezzo non si deve essere tardato molto a passare
a quello del dipingere o disegnare, giacchè il
disegno, che tiene la sua origine da quell'istinto
(1) Genesi, cap. XII, v. 9; cap. XXVI, v. 25; cap. xxXV,
v. 7; cap. XXI, v. 31 e 33, e passim.
(2) Diodor. Sicul., lib. IV, pag. 259 e 267.- Strabone,
lib. 11, pag. 259.
(3) Fourmont, Reflex. critiques sur les hist. des anc. peu-
ples, tom. II, pag. 7.- Goguet, lib. 11, cap. 6.
(*) Strabone, lib. 11, pag. 202.
(5) Bibl. anc. et mod., t. 11, pag. 248.
Goguet, 1. 11,
cap. 6. Vedi anche le più recenti opere di Nyrup, Verlaut,
Thomsen.
() Voyag. à la baye d'Hudson, tom. 11, pag. 151.
() Martini, Hist. de la Chine, tom. 1, pag. 21.
(*) Acosta, Hist. des Indes, tom. VI, cap. 8; Hist. des
Incas, tom. II, pag. 27.
(") Hist. gen. des voyag., tom. IV, pag. 273.
(10) Herbelot, Bibl. orient., alla voce Arnauth.
(11) Rec. des voyag, au Nord, tom. VI, pag. 402
(13) Hist. gen. des voyag., tom. VII, pag. 354.-Marco
Polo, lib. 1, cap. 41.-Rec. des voyag, au Nord, t. v,
pag. 402.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>XXXIV
INTROI
di imitazione, da cui abbiamo già noi veduto
provenire il linguaggio, debb'essere stato antico
quanto il genere umano. Ed in ciò appunto è a
ritrovarsi la prima origine della scrittura, la quale
non potè principiare che da una informe e gros-
solana rappresentazione degli oggetti corporei.
Tale è quella che noi riscontriamo presso i Ci-
nesi (), gli Egizi ("), i Fenici (), i Greci (), i Mes
sicani (), e presso un numero infinito di tribu
selvaggie dell'America (). Dalla pittura intera
dell'oggetto si passò a disegnarlo nei soli suoi
tratti principali (), quindi di mano in mano ad un
sempre maggiore scorciamento di questi finchè
si giunse a forme si lontane dall'imagine dell'og-
getto che si voleva esprimere, che degenerarono
in segni di mera convenzione, i quali passando
poscia adoperati siccome simboli delle idee, ve-
nivano ad essere espressione non più di un solo
oggetto, ma di un pensiero complesso, ed una
sola figura era imagine e simbolo di molte cose.
Quindi presso gli Egizii una scala disegnata in
modo da accennare una scalata, dava l'idea di un
assedio (*). Due mani, una delle quali avesse uno
(1) I più antichi caratteri cinesi, chiamati anche oggidi
sidng-hing, non erano che grossolani disegni di oggetti ma-
teriali di cui Abel Remusat offerse parecchi esempi nella sua
grammatica; ivi pure si scorgono le varie modificazioni che
subirono nella loro forma, lasciando però sempre intrave-
derne il tipo primitivo. I caratteri detti hoet-i pur oggidi in uso
nella Cina, non sono altro che segni con cui, per esprimere
oggetti più complicati, si riuniscono due o più imagini sem-
plici, le quali per la loro analogia o somiglianza indicano in
un modo più o meno ingegnoso il concetto che vogliono
dinotare. Così, a modo di esempio, l'imagine del sole con-
giunta a quella della luna significa luce; l' imagine di un
uomo sovraposta a quella di una montagna indica eremita;
bocca ed uccello dinotano canto; mano e scopa dinotano
donna di casa; orecchia e porta significano ascoltare; acqua
ed occhio lagrimare ecc. ecc.
(") Essai sur les hieroglyph., pag. 26.
(3) Ibid., pag. 20.
(*) Ibid., pag. 27.
() Gli abitanti delle coste marittime del Messico, quando
vollero rendere avvisato Montezuma della discesa degli Spa-
gnoli, inviarono a questo principe un'ampia tela su cui ave-
vano disegnato e dipinto tutto quello che aveano veduto.
Acosta, lib. vn, cap. 24. Nella biblioteca reale di Parigi esiste
manoscritta una storia civile, morale, ecclesiastica, econo-
mica del Messico, scritta da un messicano in via di pitture
e simboli. Altro manoscritto d'ugual natura esiste nella Va-
ticana.
() Lett. edif., tom. XVII, pag. 202; Voyag. de la Hontan,
tom. 11, pag. 195; Mours des sauvages, tom. II, pag. 44.
(1) Orapollo, lib. 1, cap. 16.
(*) Per rappresentare il sole ed i suoi effetti dipingevasi
un uomo con volto di fuoco e colle corna, un pastorale nella
destra, sette circoli alla sinistra ed ali alle spalle; il fuoco
del volto significava il calore che tutto vivifica; le corna i
raggi; la barba gli elementi; il pastorale era simbolo del
potere che aveva su tutti i corpi sublunari; le ali i venti e
la celerità di lor cammino; i circoli, i pianeti ecc. ecc. Un
uomo senza mani e ad occhi bassi esprimeva la massima che
un giudice non debb'essere nè venale, nè compassionevole;
per rappresentare che nulla sfugge all'Onnipossente, rap
presentavansi occhi ed orecchie sui muri e specialmente dei
tempii; nel tempio di Minerva a Saide un fanciullo, un
vecchio, un falcone, un pesce, un cavallo marino esprime
vano: O voi che nascete e che morite, sappiate che Dio
odia coloro la cui spaziosa fronte non arrossisce mai ». Ora
pollo, lib. 2, cap. 28. Essai sur les hieroglyph., pag. 26. 50.
37, 58.
seudo impugnato, e l'altra un arco, significavano
una battaglia. E questo sistema geroglifico, avve-
gnachè non sempre ed ovunque uniforme, ma però
sempre accennante un fondamento comune, una
origine identica nell'uso primitivo di dipingere
gli oggetti del pensiero fu tanto universale al
genere umano che lo si riscontra non solo in
Oriente fra i Cinesi, nell'Occidente tra i Mes-
sicani, al Mezzogiorno tra gli Egiziani, ma perfino
tra gli Sciti nel Nord (1), fra gli Indiani, i Fenici,
gli Etiopi (2), gli Etruschi (), i selvaggi dell'A-
frica (), e delle Americhe ("). Una tanto universale
uniformità ben rivela in questa consuetudine anzi
che un effetto dell'imitazione o del caso, od
un'arte importata, la voce della natura che per
uniformi leggi governava le grossolane idee degli
uomini primitivi.
Dal disegno simbolico dell'oggetto o dell'idea
si passò in progresso a quello della parola, seom-
posta questa nei vari suoni di cui la si avverti
composta, diè luogo alla partizione delle varie
sillabe, ciascuna delle quali ebbe un proprio segno
figurativo; quindi eccoci alle scritture sillabiche.
Da queste pare a noi non debba essere stato
lungo il cammino per arrivare alle alfabetiche.
E queste noi le ritroviamo già in uso nell'Arabis
ai tempi di Giobbe ("). Mosè le accenna a'suoi di
siccome da molto tempo usate in Egitto (7). Ai
tempi di Giosuè la città di Dabir, presso i Cananei.
aveva il nome di Cariath-Sepher, che si traduce
Città di lettere (s). Platone fa Tot il primo che
in Egitto distinguesse le lettere in vocali e conso-
nanti, in mute ed in liquide ("). Diodoro fa men-
zione di una iscrizione in, caratteri siriaci posta
da Semiramide sul celebre monte Bagistano (")
() Warburthon, Essai sur les hieroglyph., pag. 47.
(*) Diod., lib. II; Voyag. de le Blanc, part. 2, 25.
(3) Essai sur les hieroglyph, pag. 46.
(*) Hist. gén. des voyag. passim.
(") Lettr. édif., tom. xvII, pag.
258.
(") Cap. xm, v. 27; cap. xix, v. 23 e passim.
P.
(") Esod., cap. XVII, v. 14 e passim. Num., cap. xxxil
v. 1; cap. XVII, v. 18 e passim.
(") Giosuè, cap. xv, v. 15.
() Nel Filebo.
(1) Diod., lib. 1.<noinclude><references/></noinclude>
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Il Libro dei Re/Il re Khusrev/I/4/IX
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Utoutouto
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{{Centra|XVII.}}
Quando Luca tornò a casa, una nebbia fittissima si alzava da terra e ravvolgeva tutto il borgo. Si udivano in diversi punti i movimenti delle mandrie; i galli cantavano sempre più forte. L’aria si rischiarava e la, popolazione si svegliava. Soltanto quando fu vicino, Luca riconobbe la siepe del suo cortile tutta umida di rugiada, la piccola gradinata della capanna e l’uscio di graticcio aperto. La sorella minore di Luca dormiva ancora.
— Ebbene! Luca, — disse la madre sottovoce — ti sei divertito abbastanza? Dove hai passata la notte?
— Sono stato al villaggio — rispose il figlio con malgarbo, togliendo dalla fodera la carabina ed esaminandola.
La madre crollò il capo.<noinclude><references/></noinclude>
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Utoutouto
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text/x-wiki
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{{Centra|XVII.}}
Quando Luca tornò a casa, una nebbia fittissima si alzava da terra e ravvolgeva tutto il borgo. Si udivano in diversi punti i movimenti delle mandrie; i galli cantavano sempre più forte. L’aria si rischiarava e la, popolazione si svegliava. Soltanto quando fu vicino, Luca riconobbe la siepe del suo cortile tutta umida di rugiada, la piccola gradinata della capanna e l’uscio di graticcio aperto. La sorella minore di Luca dormiva ancora.
— Ebbene! Luca, — disse la madre sottovoce — ti sei divertito abbastanza? Dove hai passata la notte?
— Sono stato al villaggio — rispose il figlio con malgarbo, togliendo dalla fodera la carabina ed esaminandola.
La madre crollò il capo.<noinclude><references/>
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{{Centra|XVII.}}
Quando Luca tornò a casa, una nebbia fittissima si alzava da terra e ravvolgeva tutto il borgo. Si udivano in diversi punti i movimenti delle mandrie; i galli cantavano sempre più forte. L’aria si rischiarava e la, popolazione si svegliava. Soltanto quando fu vicino, Luca riconobbe la siepe del suo cortile tutta umida di rugiada, la piccola gradinata della capanna e l’uscio di graticcio aperto. La sorella minore di Luca dormiva ancora.
— Ebbene! Luca, — disse la madre sottovoce — ti sei divertito abbastanza? Dove hai passata la notte?
— Sono stato al villaggio — rispose il figlio con malgarbo, togliendo dalla fodera la carabina ed esaminandola.
La madre crollò il capo.<noinclude><references/>
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Dopo aver versato della polvere sullo scodellino, Luca tolse da un sacchetto diverse cartucce vuote che riempi, chiudendole accuratamente con una palla avvolta in uno straccio. Tirò coi denti il tappo delle cartucce chiuse, e dopo averle ben esaminate, le rimise nel sacco.
— Mamma, — disse ti ho detto di accomodare i panieri; l’hai fatto?
— Certo, la mutola li ha accomodati ieri sera.
Che te ne vai digià al cordone? Ti ho veduto appena....
- Quando sarò pronto, dovrò partire — soggiunse Luca, imballando la polvere — Dov’è la mutola? È uscita?
— Probabilmente taglia le legna. Si affligge di non vederti. «Non lo vedrò più!» dice come può.
E mostra il viso, fa schioccare le dita e si stringe le mani sul cuore, per far capire quanto bene ti vuole. Desideri che la chiami? Ella ha tutto compreso, riguardo l’abrek.
— Chiamala! — esclamò Luca.
La vecchia uscì, e dopo qualche momento le assi dei gradini scricchiolavano sotto i passi della sordomuta. Aveva sei anni più di suo fratello, e la somiglianza con lui si sarebbe potuta dire perfetta, se non avesse avuto quella marcata espressione di ebetudine e d’indecisa mobilità propria dei sordomuti. Era vestita di una camicia di ruvida tela rappezzata, aveva i piedi nudi e sudici, e la testa coperta da un vecchio fazzoletto turchino. Il collo, le mani, il<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|115|riga=si}}</noinclude>viso erano muscolosi come quelli di un contadino. I suoi vestiti e tutto il suo esteriore manifestavano il lavoro grossolano che faceva abitualmente. Portava una bracciata di legna che gettò nella stufa; poi si avvicinò a suo fratello, e la faccia le si increspò di un allegro sorriso. Toccò Luca sulla spalla e si mise a fargli rapidamente dei segni con gli occhi, con le mani, con tutto il corpo.
— Va bene! va bene! Stepka; — rispose Luca, facendole un segno con la testa — tu hai tutto rappezzato, tutto preparato, sei una buona ragazza! Prendi, ecco, questa roba è per te. —
Si tolse di tasca due focacce dolci e gliele diede.
La mutola si fece rossa e muggì dalla gioia. Afferrò le focacce e si mise a fare dei segni ancor più rapidi, mostrando la mano dalla medesima parte e passandosi i grossi diti sui sopraccigli e sulla faccia. Luca comprese, e sorrise leggermente tentennando la testa. Ella gli diceva che doveva dare delle ghiottonerie alle ragazze, e che una di esse, Marianna, era più bella delle altre e che lo amava. Indicava Marianna accennando la capanna di lei, e passandosi le mani sui sopraccigli e sul viso. «Ti ama» voleva dire passandosi le mani sul cuore e fingendo di abbracciare qualcuno. La madre rientrò, e indovinando di che cosa si trattava, sorrise e scosse la testa. La mutola le fece vedere i dolci, e muggì di nuovo.
— l’altro giorno ho parlato con Ulita, — disse<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|116|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>
— e mi è sembrato che mi ascoltasse con compiacenza.
Luca guardò sua madre in silenzio.
— Così, mamma! Mi occorre un cavallo; bisogna vendere il vino.
— Quando sarà tempo, drizzerò i tini e metterò il vino in vendita — assicurò la madre, non volendo che suo figlio si immischiasse negli affari di casa. — Quando parti, prendi il sacchetto che è nel vestibolo, me l’hanno prestato per te;... oppure vuoi che lo metta nella saccoccia?
— Va bene — disse Luca. — Se Guereî-Khan — venisse, mandamelo al cordone, poichè non mi lasceranno tornare tanto presto, ed ho da parlargli. —
Si disponeva a partire.
— Te lo manderò, Luca te lo manderò — promise la vecchia. — Hai passato la notte da Jamka?
Mi sono alzata per custodire l’armento e mi è sembrato di udirti cantare. —
Luca non rispose. Andò nel vestibolo, si gettò la giberna sulle spalle, rimboccò il caftano, prese la carabina e si fermò sulla soglia.
— Addio, mamma, mandami una botticella di vino per mezzo di Nazarka; l’ho promesso ai compagni.
—
Uscì e chiuse il portone dietro di sè.
— Che Cristo vegli su te, Luca! Che Dio ti guardi! Ti manderò del vino della botte nuova; — disse la vecchia, avvicinandosi alla siepe — ma ascolta — aggiunse chinandosi sopra la siepe.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/39
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<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>INTROD
e parla di alcune lettere scritte a questa princi-
pessa da un re delle Indie (). Diodoro (2), Lu-
cano (), Plinio (), Tacito (), Clemente Alessan-
drino (6), attribuiscono chi ad una chi ad un'altra
nazione il trovato della scrittura alfabetica, ma
convinti della impossibilità della soluzione di un
tanto problema, noi lo abbandoneremo alle indu-
zioni dei nostri lettori in un con quello della lin-
gua primitiva che ha pur tanto faticato la fantasia
degli eruditi, e di tutto l'innumerevole proseli-
tismo dell'ebraico, del siriaco, del celto, del san-
scrito ecc. ecc. E dappoichè siamo giunti con
queste digressioni a provedere il genere umano
di una scrittura, vogliamo far ritorno alla nostra
storia interrotta, e vedervi quali monumenti di
letteratura il genio dell'uomo abbia già saputo
innalzare nel periodo in che ci troviamo.
Egli è ormai fuor di ogni dubbio che di tutti
i vari rami della letteratura, il primo ad avere
vita e sviluppamento fu la poesia, e ciò per quello
stesso principio psicologico pel quale abbiamo
già noi veduto essere predominati i primi stadii
della vita tanto dell'uomo che delle nazioni dal-
l'impero della fantasia, la quale, anche pel carat-
tere necessariamente povero e sempre figurato
delle lingue primitive, doveva vestire di forme
all'atto poetiche tanto le prime rivelazioni del pen-
siero, quanto l'espressione dei vari concitamenti
del cuore che formano il multiforme linguaggio
delle passioni. Ma poichè anche la storia ha cer-
tamente preceduto il trovato della scrittura, uno
dei mezzi più generalmente praticati dai popoli
primitivi per trasmettere alla posterità la ricordanza
dei più importanti fatti della loro vita, la poesia,
col suo ritmo, colle sue rime, colle sue armonie,
dovette necessariamente venire in soccorso della
loro memoria, e fu per tal modo che tutte le storie
e le leggi, le teogonie più antiche furono trovate
esposte in canti e poemi che la tradizione tra-
mandava di padre in figlio. Quindi Apollo stesso,
secondo una tradizione antichissima, passava per
uno dei primi legislatori che avesse pubblicato
le sue leggi al suono della lira, vale a dire in versi
da cantare (). Le prime leggi della Grecia non
erano certamente che una specie di canzone ().
Quelle degli antichi abitanti delle Spagne erano
(1) Diod., lib. 11.
() Lib. 1 e lib. 1.
(5) Farsalia, lib. 111.
(*) Lib. vit, cap. 56.
(3) Annal., lib. 11, nº 14.
(") Strom., lib. 1.
() Strabone, lib. 1x-Suida alla voce Nousena.
(8) Suida, ibid.
ugualmente composte in versi che si cantavano (1).
Tuiston era riguardato dai Germani come il loro
primo legislatore, da cui dicevano aver ricevute
le leggi in versi ed in canto (2), ed Aristotele pro-
duce parecchi esempi di leggi per siffatla maniera
promulgate (5). I Divani poi ed alcuni altri poemi
degli Arabi, i Barditi fatti raccogliere da Carlo
Magno, i poemi di Ossian, i canti del Cid, i Nie-
belungen, i 360 canti della Deshangariade dei
Calmuchi, il Ramayan e il Mahabarat degli Indiani,
i Saga de' Settentrionali non contenevano più
che la storia politica, civile e religiosa di popoli
esordienti alla prima civiltà. Storie che noi veg-
giamo essersi in ugual modo conservate non pure
dagli Egizii ("), dai Fenici (5), dai Cinesi (6), dai
Galli (), dai Greci (), dai Messicani (), dai Pe-
ruviani (10), ma perfino dai popoli più barbari
e selvaggi del Brasile ("), dell'Irlanda (1), del
Groenland (1), della Virginia ("), di San Do-
mingo (1) e del Canadà ().
Ma di tutti i monumenti delle più vetuste let-
terature, di moltissimi ci arrivò la memoria, di
ben pochi alcuni avanzi, e di un ancor più scarso
numero le parti intere e ancor connesse all'ordine
primitivo. Il Pentateuco è tuttavia riconosciuto la
più antica delle opere storiche trasmesse dalla
antichità. Quelle sacre pagine però (Num. XXI)
accennano un'altra storia ancora più antica che
aveva il titolo di Libro delle guerre del Signore:
essa è andata perduta. Anche il libro di Giobbe
è da taluni avuto anteriore a quelli di Mosè. Nella
Cina, sino dai tempi di Hoang-ti, esisteva un tribu-
nale storico, che sussiste anche oggidì, il quale per
meglio adempiere la sua missione formava e forma
due classi di scrittori, una per raccogliere i fatti,
l'altra i ragionamenti; chiamate dallo stesso Hoang-
ti della destra e della sinistra. I primi libri di
quella storia erano il Sanfen che andò interamente
perduto, e l'Outien di cui non rimane più che un
frammento molto prezioso conservatoci nel Sciu-
(1) Strab., lib. 11.
() Kulnius ad Alian. var. hist., lib. 11, cap. 39, not. 1.
(3) Probl., sez. 19.
(") Clem. Alessandr., str. 6.
(5) Sanconiatone presso Eusebio, lib. 1.
() Lettr. édif., tom. XIX, pag. 477.
() Tacito, De mor. Germ., n° 2
(8)
ld. Annal., lib. 4, nº 43.
(*) Theod. de Bry, Rer. Amer, tom. 11, part. 4.
(10) Hist. des Incas, tom. 1, pag. 321.
() Voyag. de Coréal, tom. 1, pag. 199.
(12) Bibl. ancien, el modern., tom. 11, pag. 241.
(15) Hist. nat. de l'Islande, tom. 11, pag. 222.
(14) Journal des savants, 1681, pag. 46.
(1) Hist. gen. des voyag, tom, x1, pag. 219.
(1) Maurs des sauvages, tom. 1, pag.
519.<noinclude><references/></noinclude>
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Il cosacco si fermò.
— Tu ti sei divertito, e che Dio ne sia lodato! un giovanotto deve divertirsi, e il Signore ti ha mandato buona fortuna: e va benissimo. Ma laggiù, figlio mio, sta’, attento!... Prima di tutto, sii rispettoso coi tuoi superiori, poichè è necessario. In quanto al vino, lo venderò, tu avrai un cavallo e sposerai la ragazza.
— Va bene! va bene! — esclamò il figlio aggrottando le ciglia.
La mutola gettò un grido attirando la sua attenzione; gli mostrò la mano e la testa, ciò che significava una testa tagliata cioè un tetchene morto. Aggrottò i sopraccigli, finse di armare un fucile e si prese il capo fra le mani e se lo scosse: voleva che Luca uccidesse un altro abrek.
Luca comprese, e, sostenendo la carabina sotto il mantello, si allontanò con passo leggiero scomparendo quasi subito fra la fitta nebbia del mattino.
La vecchia rimase un po’ di tempo silenziosa là presso la siepe, poi rientrò nella capanna e si rimise al lavoro.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|118|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>
{{Centra|XVIII.}}
Luca se n’andò al cordone; Jérochka fischiò ai suoi cani, si arrampicò sopra la siepe e passò pei cortili interni per giungere fino all’alloggio di Olénine; evitava d’incontrare delle donne andando alla caccia.
Olénine dormiva ancora; e Vania, per quanto sveglio, era tuttavia in letto e si domandava se era tempo o no di alzarsi, quando Jérochka, col fucile in spalla e in completo arnese da caccia, aprì la porta.
— Mille colpi di bastone! — esclamò con la sua voce di basso — sonate l’allarme: i tetcheni sono là! Ivan! scalda il ramino! E tu, presto, alzati! Che cosa vi è da dire? Le ragazze sono alzate e vanno a prender l’acqua, guarda dunque dalla finestra, e tu dormi! —
Olénine si svegliò e saltò dal letto. Si sentì<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|119|riga=si}}</noinclude>fresco e disposto alla vista del cosacco e al suono della sua voce.
— Presto! presto! Vania! — esclamò.
— È così, che vai a caccia? Le persone oneste fanno colazione, e tu, dormi!... Lamm! qui! — gridò al suo cane. — Hai il fucile in ordine? — diceva con degli scatti di voce, come se la camera fosse piena di gente.
— Sono in mora, lo confesso. Vania! la polvere, la borsa — diceva Olénine.
— L’ammenda! — gridava il vecchio.
— ''Du thé, voulez-vous?'' — domandava Vania in francese sorridendo.
— Che brontoli, demonio? Un dialetto sconosciuto? — gridava il vecchio, sorridendo anche lui, e lasciando vedere dei resti di denti.
— Un primo fallo si perdona... — implorava Olénine scherzando e mettendosi gli stivali alti.
— Questa volta perdonerò, — rispose Jérochka — ma, alla seconda, tu mi pagherai un litro di vino. Appena l’aria si riscalda, il cervo non si trova più.
— E anche se lo trovassimo, è più intelligente di noi, e ci sfuggirà — disse Olénine ripetendo le parole dette dal vecchio il giorno avanti.
— Tu ridi! No, uccidilo, eppoi me ne dirai qualche cosa. Suvvia, presto! ecgo che viene il padrone — interruppe Jérochka, col capo fuor di finestra. — Guarda come si è fatto bello! ha indossato un nuovo caftano, affinchè tu sappia che egli è ufficiale. Eh!... povero signore! —<noinclude><references/></noinclude>
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Vania annunziò che l’ospite voleva vedere il suo padrone.
— ''L’argeant!'' — disse Vania stropicciandosi il pollice e l’indice della mano destra, prevenendo così il padrone circa lo scopo della visita del primo ufficiale, che entrò vestito di un’uniforme nuova coi galloni da ufficiale; e con le scarpe lustre, cosa rara per un соѕассо.
Camminava dondolandosi col sorriso sulle labbra, ed augurando la buona festa ad Olénine.
Ilia Vassilitch era un cosacco civilizzato; era stato in Russia; era maestro di scuola, ma, prima di tutto un gentiluomo, e gli piaceva molto di sembrarlo. Però, sotto quell’orpello preso a imprestito, il parlare affettato, i modi sciolti e l’aria di sicurezza, s’indovinava il cosacco della stessa razza dello zio Jérochka; s’indovinava dal colorito abbronzato, dalle sue mani, dal naso troppo rosso. Olénine lo invitò a sedersi.
— Buon giorno, amico; buon giorno, Ilia Vassilitch — disse Jérochka alzandosi e salutando profondamente e con aria ironica; almeno così parve ad Olénine.
— Buon giorno, zio! Sei già qui? — rispose il primo ufficiale con un cenno noncurante della testa.
Il primo ufficiale era un uomo di quarant’anni, magro, slanciato, di bella figura e abbastanza fresco per la sua età; aveva la barba grigia a punta. Si capiva benissimo che egli temeva di esser preso da Olénine per un semplice cosacco, e voleva a tutta prima farlo convinto della sua importanza.<noinclude><references/></noinclude>
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— Questo è il nostro Nembrotte d’Egitto; — disse
| con aria soddisfatta accennando Jérochka — è un gran cacciatore davanti all’Eterno. È buono a tutto! Lo conoscete già? —
Lo zio Jérochka con lo sguardo fisso sulle sue scarpe molli, tentennava la testa e sembrava colpito dalle cognizioni del primo ufficiale.
— Nembrotte d’Egitto! — mormorò — ma che cosa va inventando?
— Noi andiamo insieme a caccia — disse Olénine.
— Va bene, va bene, — riprese il primo ufficiale — ed io, ho un affaruccio da regolare con voi.
— Sono agli ordini vostri.
— Voi siete nobile, — cominciò il primo ufficiale — io pure sono ufficiale, e fra noi gentiluomini, potremo intenderci. — Tacque e sorrise guardando il giovane e il vecchio cosacco. — Se voi desiderate il mio consenso, per quanto è in me, poichè mia moglie ha l’intelligenza ottusa propria della sua condizione, e l’altro giorno non vi ha capito, il mio alloggio avrebbe potuto essere preso in affitto dall’aiutante di campo del reggimento in ragione di sei monete, senza la scuderia, e come gentiluomo non posso acconsentire. Sono ufficiale, e come tale farò con voi le mie condizioni.
— Parla eloquentemente — borbottò il vecchio.
Il primo ufficiale ragionò ancora a lungo nello stesso stile, e Olénine finì per comprendere, non senza fatica, che egli voleva sei rubli al mese per la sua ca-<noinclude><references/></noinclude>
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Il Libro dei Re/Il re Khusrev/I/4/XI
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<noinclude><pagequality level="3" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|122|{{Sc|i cosacchi.}}||riga=si}}</noinclude>panna; vi acconsentì volentieri e propose un bicchiere di tè all’ospite, che rifiutò.
— Secondo i nostri assurdi pregiudizî, — disse — noi crediamo di far peccato servendoci di un bicchiere che non ci appartiene. Certamente, in grazia della mia educazione, io dovrei essere al disopra di questo pregiudizio, ma mia moglie, visto la debolezza del suo sesso...
— Ebbene! desiderate del tè?
— Ve ne prego, ma chiederei il mio bicchiere — rispose il primo ufficiale..
Uscì sul peristilio e gridò:
— Qua un bicchiere! —
Qualche momento dopo, la porta si schiuse, un lembo di manica color di rosa ed una mano giovanile abbronzata passarono un bicchiere, che il primo ufficiale agguantò, dicendo poche parole a voce bassa a sua figlia. Olénine versò il tè nel bicchiere del primo ufficiale e ne diede uno de’ suoi a Jérochka.
— Non voglio trattenervi, — disse il primo ufficiale affrettandosi d’inghiottire il suo tè e bruciandosi le labbra — ho la passione della pesca: non sono qui che per poco tempo, in vacanza, per così dire. Me ne vado a tentare la fortuna, per vedere se potrò avere anch’io una parte dei ''Doni del Terek''.<ref>Cioè me ne vado a pescare nel fiume. ''I doni del Tereek'', è una poesia conosciuta. di {{AutoreCitato|Michail Jur'evič Lermontov|Lermontow}}.</ref>.
Spero che un giorno, mi farete l’onore di venire a bere il vino dei miei padri a casa mia, secondo l’uso del nostro villaggo —<noinclude><references/></noinclude>
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— Secondo i nostri assurdi pregiudizî, — disse — noi crediamo di far peccato servendoci di un bicchiere che non ci appartiene. Certamente, in grazia della mia educazione, io dovrei essere al disopra di questo pregiudizio, ma mia moglie, visto la debolezza del suo sesso...
— Ebbene! desiderate del tè?
— Ve ne prego, ma chiederei il mio bicchiere — rispose il primo ufficiale..
Uscì sul peristilio e gridò:
— Qua un bicchiere! —
Qualche momento dopo, la porta si schiuse, un lembo di manica color di rosa ed una mano giovanile abbronzata passarono un bicchiere, che il primo ufficiale agguantò, dicendo poche parole a voce bassa a sua figlia. Olénine versò il tè nel bicchiere del primo ufficiale e ne diede uno de’ suoi a Jérochka.
— Non voglio trattenervi, — disse il primo ufficiale affrettandosi d’inghiottire il suo tè e bruciandosi le labbra — ho la passione della pesca: non sono qui che per poco tempo, in vacanza, per così dire. Me ne vado a tentare la fortuna, per vedere se potrò avere anch’io una parte dei ''Doni del Terek''.<ref>Cioè me ne vado a pescare nel fiume. ''I doni del Tereek'', è una poesia conosciuta. di {{AutoreCitato|Michail Jur'evič Lermontov|Lermontow}}.</ref>
Spero che un giorno, mi farete l’onore di venire a bere il vino dei miei padri a casa mia, secondo l’uso del nostro villaggo —<noinclude><references/></noinclude>
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— Secondo i nostri assurdi pregiudizî, — disse — noi crediamo di far peccato servendoci di un bicchiere che non ci appartiene. Certamente, in grazia della mia educazione, io dovrei essere al disopra di questo pregiudizio, ma mia moglie, visto la debolezza del suo sesso...
— Ebbene! desiderate del tè?
— Ve ne prego, ma chiederei il mio bicchiere — rispose il primo ufficiale..
Uscì sul peristilio e gridò:
— Qua un bicchiere! —
Qualche momento dopo, la porta si schiuse, un lembo di manica color di rosa ed una mano giovanile abbronzata passarono un bicchiere, che il primo ufficiale agguantò, dicendo poche parole a voce bassa a sua figlia. Olénine versò il tè nel bicchiere del primo ufficiale e ne diede uno de’ suoi a Jérochka.
— Non voglio trattenervi, — disse il primo ufficiale affrettandosi d’inghiottire il suo tè e bruciandosi le labbra — ho la passione della pesca: non sono qui che per poco tempo, in vacanza, per così dire. Me ne vado a tentare la fortuna, per vedere se potrò avere anch’io una parte dei ''Doni del Terek''.<ref>Cioè me ne vado a pescare nel fiume. ''I doni del Tereek'', è una poesia conosciuta. di {{AutoreCitato|Michail Jur'evič Lermontov|Lermontow}}.</ref> Spero che un giorno, mi farete l’onore di venire a bere il vino dei miei padri a casa mia, secondo l’uso del nostro villaggo —<noinclude><references/></noinclude>
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Panz Panz
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<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>king di Confucio. Lo Sciu-king, il Theun-tsion di
Confucio, col commentario e colle aggiunte del
suo amico Tso-kieou-ming sono fra i più augusti
e legittimi monumenti storici della Cina. Diodoro
prova come in Persia una pubblica legge di Stato
obbligasse a conservare scritte ordinatamente in
certe membrane reali le antichissime gesta della
nazione (). Lo stesso Diodoro asserisce aver
avute i sacerdoti d'Egitto memorie antichissime
di tutte le varie successioni del regno nelle quali
erano notate le più importanti notizie politiche
e civili e militari del regno ("); e le notizie che
Erodoto dà come avute dai sacerdoti egizi sono
prova della loro sapienza storica (*). Quanti storici
non precedettero i più antichi di cui ci perven-
nero le opere o le notizie? Giuseppe Ebreo prova
avere i Tiri custodite lungamente tutte le loro
antichissime storie (*). Sanconiatone ricavò le sue
da quelle di molti antichi scrittori che lo avevano
di secoli preceduto (). Mosco e Mocho storico
fenicio anteriore alla guerra di Troia aveva com-
poste le opere sue sopra altre, molto ancor più
vetuste e citate da Giuseppe Ebreo (6). Tutti gli
scrittori greci e romani, dice Fréret (), si accor-
dano in riguardare gli Assiri i fondatori della più
antica monarchia, ed alla antichità della monar-
chia corrispondeva certamente quella della storia.
Beroso, dice il già citato Giuseppe, confrontando
gli antichissimi annali de' suoi Caldei e que'dei
Fenici compose le storie sue. Palefato di cui ab-
biamo tuttavia il primo libro Delle cose incredibili,
è anteriore ad Omero, come lo furono Ditti cre-
tese e Darete frigio, autori della storia delle
guerre troiane. Che diremo di tutti i poeti fatti
di più secoli più antichi di Omero, di cui fanno
parola Sesto Empirico, Eustazio, Suida, Eliano,
Strabone, e dei quali il Fabricio ne notò ben set-
tanta ("), e su cui pur tanto scrisse Lilio Giraldi? ()
I Purana degli Indi e le loro due immense epopee,
cioè a dire il Mahabarata di Vyasa ed il Ramajana
di Valmiki rimontano ad una antichità la quale
per quanto supporre la si voglia dagli orientalisti
esagerata, la debbe pur éssere grandissima, e
I'Edda, secondo le dimostrazioni di Schimmelman
risalirebbe a quindici secoli prima di Cristo.
(1) Lib. 1.
(*) Lib. XLIII.
(3) Lib. I.
(*) Contr. App. lib. 1.
() Porph. presso Euseb., Præp. evang., cap. 111.
(") Contr. App. lib. 1.
() Acad. des Inscript., tom. VII.
(*) Biblioth. græc., tom. 1.
(2) De Poel., Dial, 11.
CAPITOLO III.
EPOCA III, ossia della storia primitiva certa ris-
guardante lo sviluppamento delle prime istilu-
zioni politiche e civili, dei primi progressi delle
scienze naturali, fisiche e morali, delle lettere
e delle arti.
(Dal 1000 al 300 av. C.).
Nell'epoca precedente già noi abbiamo fatto
parola dei varii governi e dei legislatori che se-
gnarono per così dire le prime fasi dell'ordina
mento politico dei popoli, ma quel nostro cenno
dovette essere breve e sfuggevole, non essendo
stato allora lo scopo nostro che quello di toccare
alle sole origini di quelle istituzioni, giacchè
quella informe età non dava luogo ad alcun pro-
fondo ragionamento positivo sulla natura di esse.
Se egli è vero, come è avviso di molti profondi
storici politici, che le monarchie siano state le pri-
me forme di governo dei più antichi popoli, egli
è altresì certo che esse per lo più non poteano
essere sorte che da una specie di supremazia do-
mestica acquistatasi dai meglio veggenti e potenti
delle varie famiglie, estesasi quindi dalle famiglie
alle tribù che venivano di mano in mano colla
riunione di più famiglie organizzandosi. Avanti
che si potessero costituire le grandi monarchie.
egli è certo che debbono essere preesistiti altret
tanti regoli, quante erano le tribi che popola
vano allora la terra. Quante erano le città, al-
trettanti dovevano quindi essere i regni, o i go
verni autonomi e indipendenti. La storia sacra
profana ci offrono numerosi documenti di questa
verità. Al tempo di Abramo cinque erano i mo
narchi nella sola valle di Sodoma (1). Il numero
dei re disfatti da Giosuè nei brevi limiti delle sole
terre di Palestina arrivava a trentuno (*). Adoni
besee, morto dopo Giosuè, confessò aver nelle
varie guerre da lui intraprese fatti morire be
settanta regi (). L'Egitto era in prima origin
diviso in molti Stati (). Le differenti provincie
che oggidi costituiscono l'impero della Cina
del Giapone formavano anticamente altrettante
sovranità (5). Per quanto tempo non ebbe la Gre
cia altrettanti re, quanti erano non pure le su
città, ma i suoi borghi, le sue picciole tribu?
L'Africa, l'America ed una parte dell'Asia offrono
() Genes., cap. XIV, v. 8.
(2) Gios., cap. XI, v. 24.
() Giudic., cap. 1, v. 7.
(*) Euseb., Præp. evang., lib. IX, cap. 27.
(5) Anc. Relat. des Indes et de la Chine, pag. 186.-
Lo stesso dice Schlosser essere stato dell'India.<noinclude><references/></noinclude>
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