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Adone/Canto XII
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OrbiliusMagister
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meno otto...
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=17 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Canto XII|prec=../Canto XI|succ=../Canto XIII}}
<div class="padded">
<pages index="Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu" from=7 to=84 />
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Supplemento alla Storia d'Italia/CIX
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Dr Zimbu
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Porto il SAL a SAL 100%
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=100%|data=17 luglio 2026|arg=letteratura}}
{{IncludiIntestazione|sottotitolo=CIX - Lettera anonima indirizzata a Bonaparte, nella quale gli si propone la condotta che dovrebbe tenere per procurarsi una gloria immortale|prec=../CVIII|succ=../CX}}
<pages index="Botta - Supplemento alla Storia d'Italia.djvu" from=222 to=224 fromsection=s2 tosection=s1 />
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Discussioni utente:Luigi62
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Giaccai
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/* caption in immagine */ nuova sezione
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wikitext
text/x-wiki
{{benvenuto|firma=[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]])}}
Già al lavoro, vedo! :-)
Grazie fin d'ora, qui sopra alcuni link alla doc, ma la cosa migliore è comunque chiedere: in bar. o a chiunque di noi. Ciao e di nuovo benvenuto! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:00, 22 ott 2010 (CEST)
== Congratulazioni! ==
Caro Luigi62, grazie per l'aiuto prestato nella Rilettura del mese. Come segno tangibile ti lascio questo attestato di partecipazione. Il suo posto sarebbe nella pagina utente, ma non è bello che una pagina utente vuota sia scritta per prima da altri. Se dunque volessi inaugurare la tua pagina utente puoi scrivervi quel che vuoi, come i tuoi interessi, le tue [[Wikisource:Babel|competenze linguistiche]] o altro che sia di interesse per il progetto... e naturalmente l'attestato di partecipazione! grazie ancora da - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:58, 27 ott 2010 (CEST)
<div class="toccolours itwiki_template_babelbox" style="float:right; clear:right; margin-bottom:1em">
<div class="intestazione">[[Wikisource:Rilettura del mese|Attestati di rilettura]]</div>
{| cellspacing="0" style="width:238px; border:1px solid #999; background:#EEE; margin:1px;"
! style="width:45px; height:45px; background:#DDD; text-align:center; font-size:14pt; color:black; padding:1px; line-height:1.25em; vertical-align: middle; " | [[File:Featured article star - check.svg|40px]]
| style="text-align:left; font-size:8pt; padding:4px; height:45px; line-height:1.25em; color:black; vertical-align: middle; " | <center>Medaglia di partecipazione alla [[Wikisource:Rilettura del mese|Rilettura del mese: ottobre 2010]]<br />'''[[Indice:Poesie (De Amicis).djvu|Poesie di Edmondo De Amicis]]'''</center>
|}
{| cellspacing="0" style="width:238px; border:1px solid #999; background:#EEE; margin:1px;"
! style="width:45px; height:45px; background:#DDD; text-align:center; font-size:14pt; color:black; padding:1px; line-height:1.25em; vertical-align: middle; " | [[File:Featured article star - check.svg|40px]]
| style="text-align:left; font-size:8pt; padding:4px; height:45px; line-height:1.25em; color:black; vertical-align: middle; " | <center>Medaglia di partecipazione alla [[Wikisource:Rilettura del mese|Rilettura del mese: novembre 2010]]<br />'''[[Indice:Canti di Castelvecchio.djvu|Canti di Castelvecchio]]'''</center>
|}
</div>
== Ringraziamenti ==
Ciao,
noto con piacere i tuoi contributi al libro di Oddi. Oltre a farti i ringraziamenti, ti invito a continuare e ti ringrazio per il capolettera, non conoscevo il Tl apposito. I capolettera del Compasso polimetro sono stupendi e vale la pena di preservarli. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:50, 8 nov 2010 (CET)
== Suggerimento ==
Lavoraccio, eh, il Compasso!
Ho ritoccato, come esempio, la pagina [[Pagina:Fabrica et uso del compasso polimetro-1633.pdf/21]]. Guarda l'uso di Centrato: il codice <nowiki>{{Centrato}}</nowiki> "apre" una zona centrata, il <nowiki></div></nowiki> la chiude; le varie righe nella zona centrata sono "fuori" del template, il che riduce vari problemi, e una riga vuota fra le righe ottiene che ogni riga sia "a capo"; infine, un ''doppio'' acapo ''prima'' di capolettera evita che il testo dopo il capolettera sia rientrato. Solo un suggerimento, eh... ma frutto di parecchi mal di testa. ;-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 01:15, 9 nov 2010 (CET)
: Mi rendo conto che sto aumentanto la confusione, perchè continuo a sperimentare. D0'altronde, solo con questa ostinazione sono riuscito a superare alcuni annosi problemi di formattazione, che prima costringevano a trucchi strani; il colpo migliore mi è riuscito con poem... e adesso mi sto dedicando a Centrato.
: Ogni tanto ci si avvita in abitudini basate sulla sola esperienza, ma "spesso l'esperienza non è che la ripetizione degli stessi errori". Per evitarlo, ogni tanto lavoro su en.source e altri progetti. Ne torno sempre come da un viaggio, pieno di idee e di progetti... e li provo a implementare, alternando fasi di "creazione" a fasi di "sperimentazione pratica intensiva". Gli altri utenti ne fanno le spese... ma poi la morchia si sedimenta, e pian piano qualcosa di buono resta. Abbi pazienza... e chiedimi qualsiasi cosa non sia chiara. Tu conosci un po' di html e di css? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:06, 9 nov 2010 (CET)
== Proposta di diversivo ==
Caro Luigi,
ho visto che mi stavi tenendo d'occhio mentre favo un'occhiata al Gozzi :D.
Ti rivelo il mio intento così che tu possa imitarmi se ne avrai voglia: ramazzando le categorie di sommari a SAL 25% mi sono accorto che qua e là ci sono libri che sono al 25% perché magari hanno '''pochissime''' pagine a SAL 25%. Così quando mi prendo una pausa dai lavori di ampio respiro punto a far avanzare quei libri rileggendo quelle pagine. Se anche tu avessi di queste velleità non hai che da imitarmi :-) - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:45, 11 nov 2010 (CET)
== Palladio ==
Wow, scelta coraggiosa ma di ottimo gusto. Ti suggerirei di lavorare (magari con Alex) sulla ''trascrizione inversa'', partendo dal [http://www.liberliber.it/biblioteca/p/palladio/index.htm testo di Liber Liber]. Fra l'altro, sia con Open Office sia con Word esistono tools che permettono l'esportazione in MediaWiki, con notevole risparmi di tempo. Ora scappo, ma vi terrò d'occhio! ;-)--[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 17:48, 11 nov 2010 (CET)
:Caro Luigi62, non so se ne avevi parlato con qualcuno (ne tal caso mi taccio), ma solitamente quando ci sono pagine bianche noi non eliminiamo il link dall'indice (come hai fatto per Palladio): fra le iconcine SAL, che ne una bianca, che con certi borwser è invisibile, che invece del 50% o 100% dà lo 00%, pagina bianca. Grazie mille per il tuo contributo --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 23:58, 14 nov 2010 (CET)
== Darwin e Canestrini ==
Non mi è sfuggito un tuo edit all'opera di Canestrini, [[L'istinto nel regno animale]]. Ho cercato su IA se per caso c'era la fonte immagine, aimè non c'è. Tuttavia, ho trovato qualche altro libro di Canestrini su Darwin, uno dei quali mi pare bello: [http://www.archive.org/details/lateoriadidarwi00canegoog La teoria di Darwin]]. L'OCR è di ottima qualità. Se l'argomento ti interessa, che ne dici? Carichiamo? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:06, 19 nov 2010 (CET)
== Formattazione tabelle ==
Ti rispondo qui. Volentieri metto mano alle tabelle. Ma, di preciso, quali difetti vorresti correggere? Semplicemente un po' di più "eleganza" grafica nelle spaziature fra celle e negli allineamenti? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 18:51, 22 nov 2010 (CET)
: Sono soddisfatto... tanto più che ho affrontato, e spero risolto, un problema su tutte le tabelle: adesso lo spazio fra le righe delle celle è identico allo spazio fra i paragrafi, l'allineamento a sinistra è perfetto e le singole celle sono separate però da un elegante spazio bianco... era ora, meno male che mi hai dato la spintarella necessaria. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 20:09, 22 nov 2010 (CET)
== VAI| ==
Vai Luigi! Tutto è pronto, basta premere il link Match!
Poi, dopo un po', comparirà la linguella Split... e allora il testo sarà trasferito. :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:43, 13 dic 2010 (CET)
: :-) Carino eh? Vista la quantità di "pagine inutili" dellIndice, forse sarebbe il caso di metterci un pagelist from=.. to=... tagliando via tutto ciò che non interessa. Ma... l'opera è tua a questo punto, vedi tu! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:19, 13 dic 2010 (CET)
== Rompino ==
io. Ti ho lasciato una richiesta di aiuto su commons.
--[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 17:57, 13 dic 2010 (CET)
Fai anche le altre? :-))
--[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 17:38, 14 dic 2010 (CET)
== Prova di Match (a mano) & split ==
Caro Luigi62,
vedendoti lodevolmente all'opera con [[Arabella]] ho provato a vedere se potevo darti una mano prima di andare a nanna: in effetti il [http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Arabella/Parte_1/11&curid=57253&diff=746564&oldid=645622 Match&Split "automatico"] non mi è andato, ma [http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Arabella/Parte_1/11&diff=next&oldid=746564 quello "manuale] è andato a bon fine! In questo modo avrai pronte in pochi minuti un sacco di pagine SAL 25% solo da guardare e mandare a SAL 75%. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:32, 4 gen 2011 (CET)
: Match era bloccato. Ho avvisato ThomasV e ha trovato l'inghippo. Adesso rifunziona. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 02:12, 6 gen 2011 (CET)
== Scuse ==
Mi scuso... Alebot non ha colpa, son io che ancora mezzo addormentato ho scritto una direttiva bot a membro di botolo (mi riferisco alla questione RigaIndice invece che RigaIntestazione). :-( --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 02:11, 6 gen 2011 (CET)
== Proposta indecente ==
Caro Luigi, te lo chiedo come commonista e come esperto di file grafici: ti interesserebbe accompagnarmi nell'esplorazione dei file djvu? Io mi sto occupando del layer testo, ma prima o poi arriverò a manipolare anche gli strati immagine, ed infine mi proporrei di manipolare le coppie testo/immagine (come avviene, ad esempio, alla fine della procedura reCAPTCHA, ma non solo; intravedo routine per l'estrazione automatica delle illustrazioni, fregi, capolettera da un djvu, dopodichè questi set dovrebbero essere ripuliti, ben nominati, ben categorizzati e caricati nel formato grafico più comodo, e qui cedo le armi ....)
Oltre a queste cose, eminentemente pratiche e sourciane, c'è poi una questione generale che riguarda Commons: i testi djvu sono trattati in modo troppo elementare, si utilizzano pochi dati, è come avere una Ferrari e utilizzare solo la prima e la seconda.... :-( --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:56, 25 gen 2011 (CET)
Per un paio di mesi sarò parecchio impegnato, ma conta senz'altro sulla mia collaborazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 15:34, 26 gen 2011 (CET)
== SAL 75% ==
Ho guardato quanto avevi fatto tu e mi sembrava che fosse simile... Sorry... [[User:Inskatolata|Inskatolata]] ([[User talk:Inskatolata|disc.]]) 18:28, 27 gen 2011 (CET)
Uhm... non era nei link del "sei un nuovo contribuente"... [[User:Inskatolata|Inskatolata]] ([[User talk:Inskatolata|disc.]]) 18:32, 27 gen 2011 (CET)
E' la prima volta che contribuisco. Anzi, ho appena scoperto wikisource. E non mi fidavo a fare riletture portando il SAL a 100% la prima volta... ^_^ [[User:Inskatolata|Inskatolata]] ([[User talk:Inskatolata|disc.]]) 18:46, 27 gen 2011 (CET)
== Piccola grande scoperta ==
Caro Luigi,
da un accenno presente in una talk, dopo aver letto di una pagina di ''Odi e inni'', intuisco che tu sei un utente di lungo lungo corso su commons che da qualche tempo è venuto ad operare qui con un nick diverso. Mi stupiva infatti la tua notevole disinvoltura e abilità con i file immagine e la tua scioltezza nel districarti con i codici di mediawiki.
Dato che con l'altro nick ti ho letto più volte al Bar italiano non posso che esultare per la tua presenza qui da noi: sappi solo che se anche non ci siamo scambiati molte parole (se ben ricordo solo una risposta a uno dei miei ingenui post al bar italiano), non posso trascurare il fatto che la stima che ti ho attribuito di là è la stessa che provo per il tuo grande contributo di qua. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:23, 28 gen 2011 (CET)
== margin— left ==
[http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina%3ANon_pi%C3%B9_illusioni_%28Carpi%29.djvu%2F13&action=historysubmit&diff=787014&oldid=703713 Sei sicuro che tra margin e left ci vadano i trattini lunghi?] --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 10:46, 12 mar 2011 (CET)
Hai ragione, ho fatto una sostituzione globale e non mi sono accorto della presenza di codice. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:51, 13 mar 2011 (CET)
== Ercolano ==
Caro Luigi,
Le pagine da trascrivere non sono propriamente una passeggiatina (il greco non è scritto benissimo, ed essendo una trascrizione diplomatica il testo presenta un sacco di parole scritte con una grafia apparentemente "sbagliata" perché scritte così nei papiri) ma un pezzetto alla volta lo farò. Te lo devo per tutto il lavoro di rilettura che ti accolli. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:47, 14 mar 2011 (CET)
== non ho resistito ;-) ==
volevo sapere come continuava dopo l'incendio del big-tree e per non restare sulle spine sono andato avanti io con la trascrizione! ;-) ma ora ti lascio volentieri il testimone! ciao [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:40, 24 mar 2011 (CET)
== Abbozzo di pagina WikisourceCommons ==
Ho abbozzato (soli titoli!) la pagina [[Progetto:Trascrizioni/Caricamento su Commons]]. Spero di poterci lavorare, la cosa è piuttosto complessa, il lavoro di riordino/correzione del pregresso è moltissimo.... chissà se ci riusciamo. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:03, 28 mar 2011 (CEST)
== Stella ==
Grazie. Non capisco per quale motivo a volte Illustrator inquadra bene e a volte no. --[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 15:31, 29 mar 2011 (CEST)
== Graffe ==
Il problema graffe si risolve con una tabella, in cui una delle celle (una cella "rowspan") è occupata dall'immagine di una graffa, che si può ottenere sia con un math, sia con semplici immagini png. Ho usato questa tecnica per il template [[Template:Anno di]], che ha all'interno un sistema per "automatizzare" l'altezza della graffa. Siccome so che a te basta un aiutino, ti lascio fare... se hai difficoltà ne parliamo ancora. --[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] 20:01, 5 apr 2011 (CEST)
== intestazione e pié di pagina ==
Oh, io il famigerato tasto [+] non lo vedo. Non lo trovo nemmeno con la ricerca. Per l'intestazione mi pare di avercela fatta... ma non capisco bene la differenza tra quello che dite voi e quello che faccio io... ora riprovo con la pagina che segue; c'è però il pié di pagina che sembra avere necessità della stessa minestra dell'intestazione (a leggere il Pascoli e pensare come il burino che sono chissà come esce quello che scrivo... brrrrrrrr; spero si comprenda) --[[User:Wikit2009|Wikit2009]] ([[User talk:Wikit2009|disc.]]) 16:48, 11 apr 2011 (CEST)
: ok, non ce l'ho quella roba :) Solo pochi tastini, non tutti quelli. --[[User:Wikit2009|Wikit2009]] ([[User talk:Wikit2009|disc.]]) 16:56, 11 apr 2011 (CEST)
:: ok intanto grazie per l'impegno! :) --[[User:Wikit2009|Wikit2009]] ([[User talk:Wikit2009|disc.]]) 21:21, 13 apr 2011 (CEST)
== un pezzo alla volta, verai che mettiamo poi tutto...==
Luigi, quella bellissima cosa che hai scritto a Wikit2009 la metti anche in una pagina di aiuto? dove vuoi come vuoi, però quello screenshot va fatto vedere, è utilissimo :-) --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 17:38, 11 apr 2011 (CEST)
== Formato jp2 ==
Caro Luigi62, ho un problema grafico.
Internet Archive propone sempre più spesso, fra i file che possono essere scaricati, un tar dei file jp2. Io non riesco ad aprire questi file, in alcun modo: ho provato XnView, ma anche convertitori online che - a loro dire - trattano i formati jpeg2000 e jp2.
Mi secca chiederti aiuto perchè dovrai scaricare un file veramente grosso, di solito si parla di centinaia di mega; ma .... veramente con ci esco, e la cosa mi dà molto fastidio. Se vuoi provare con un file che mi interesserebbe, eccolo: http://ia700402.us.archive.org/21/items/horsemanshipforw00mead/horsemanshipforw00mead_orig_jp2.tar (una "bestia" da 100 Mby). Grazie! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:55, 13 apr 2011 (CEST)
== datiPagine ==
Ci ho dormito sopra, adesso l'assegnazione di un valore "personale" di datiPagine al ''proprio'' vector.js dovrebbe funzionare. Sembrerebbe proprio un problema di sequenza di caricamento dei js, e la sequenza dovrebbe essere:
# js generali di sistema;
# common.js;
# vector.js personale;
# script gadget.
Stando così le cose, se negli script gadget veniva definita la var datiPagine, "accoppava" comunque quella definita nel vector.js. Adesso le cose sono cambiate, la var datiPagine viene definita ''dallo script che arriva prima'', e se c'è già, il successivo non la rulla (almeno, non dovrebbe). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:51, 14 apr 2011 (CEST)
== datiPagine: prova adesso... ==
se gli svuotamenti di cache hanno avuto successo, io mio account adesso usa il tuo vector.js, importandolo (vedi mio vector, prima riga attiva). E sembra funzionare. Prova tu per favore, sappimi dire.
La conversione grigi->livelli->conversione in jpg ha funzionato. Disgraziatamente, ho sbagliato nome di categoria (che vergogna) via Commonist, e lui ha obbedito supinamente . Quasi quasi faccio una ''lenta'' passata via bot e correggo le descrizioni dei file. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:18, 14 apr 2011 (CEST)
== IfranView ==
Che pacchia, IfranView! E ho solo cominciato a usarlo!
Visto che te ne intendi: risci a decodificare la firma dell'autore delle immagini di Miranda? Per ora, al solito, ho messo Fogazzaro come autore anche nel campo info delle immagini, ma me ne vergogno profondamente. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:34, 26 apr 2011 (CEST)
:Dalla firma si direbbe D. Salandra (si legge bene a pagina 48) ma non sono riuscito a trovare di chi si tratta. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:33, 27 apr 2011 (CEST)
== Lucifero ==
Caro Luigi, ormai sei diventato il nostro esperto di illustrazioni, e quindi ti ho trovato un bel lavoretto! Sul [[Indice:Lucifero (Mario Rapisardi).djvu|Lucifero]] ci sarebbero 40 stupendi disegni... devo aggiungere altro? :-) [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 22:44, 28 apr 2011 (CEST)
== Fastidio da link bucato ==
Infastidito dal link "riuscito male" nell'indice delle pagine su [[Indice:Le Vicinie di Bergamo.djvu]], ti ho creato una variante del template Djvu page link, chiamato [[Template:Djvu page link1]], che gestisce il caso in cui non c'è un numero arabo per la pagina cartacea, e l'ho applicato sulla prima voce che punta a pag vii. Mi pare che funzi. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:50, 29 apr 2011 (CEST)
== Piacerino con immagini ==
Caro Luigi,
se non ti è troppo gravoso, dato che vorrei porre ''[[Il cinque maggio]]'' in prima pagina tra breve, riusciresti a estrarre [[Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/695|le due immagini che compaiono nella versione proofread]]? Io non ne sarei in grado. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:20, 2 mag 2011 (CEST)
:Accipicchia! sei un fulmine! Grazie. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:49, 2 mag 2011 (CEST)
== Vita di Dante (Tiraboschi).djvu/15-16 ==
L'ho visto ora, grazie per essere accorso in mio aiuto :) --[[User:Micione|Micione]] ([[User talk:Micione|disc.]]) 00:27, 11 giu 2011 (CEST)
== Nuovo strumentino ==
Caro Luigi,
im sono accorto solo recentemente che ci sono altri pezzi in greco da trascrivere nel testo sui papiri di Ercolano che stai curando. Per tenerne traccia ho importato un templatino apposito: [[Template:Greco]]. Se lo usi farai un servizio a me e a chiunque voglia trascrivere o correggere testi in greco. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:02, 21 giu 2011 (CEST)
== Doppione? ==
Ciao. Credo che il testo sia di tuo interesse per cui ti lascio le decisioni. [[Wikisource:Rilettura_del_mese/Testi_brevi|Qui]] trovo due volte [[Indice:Principali monumenti della città e provincia di Bergamo.djvu]] uno con 26 pagine a un altro con 12. Poiché il titolo è lo stesso (e non sarebbe possibile avere due file con lo stesso titolo) e il link porta allo stesso file (mi pare) ti lascio ogni controllo e ogni decisione in merito :))--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:20, 22 giu 2011 (CEST)
:Grazie della segnalazione, non so perché è diventato doppio, comunque la differenza di pagine è dovuta alle immagini (essendo un libro illustrato) che praticamente non sono da rileggere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 08:53, 23 giu 2011 (CEST)
== Link Collegiata San Secondo ==
Ciao, ho visto che hai riletto [[Pagina:Carme dedicato a Filippo Artico, vescovo di Asti.pdf/24|questa pagina]]. Ho tolto il link alla Collegiata di San Secondo che avevi inserito perché in quel passo non si parla della Collegiata, ma di una piccola chiesa in cima all'attuale Corso alla Vittoria dedicata appunto a San Secondo della Vittoria e fatta abbattere per il suo pessimo stato a fine XIX sec. Ciao! [[Utente:Cinnamologus|<span style="font-family: Georgia, serif; font-size: 12px; color: #C42719;">Cinnamo</span>]][[Discussioni utente:Cinnamologus|<span style="font-family: Georgia, serif; font-size: 12px; color: #F56007;">logus</span>]] 15:31, 28 giu 2011 (CEST)
Grazie, una svista clamorosa, di solito sono più accorto nell'inserire i link. Comunque adesso dovrebbe essere quello giusto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:23, 29 giu 2011 (CEST)
== novelle rusticane ==
Ciao Luigi, rieccomi a chiederti un favore! :-)
Sulle [[Novelle rusticane]] abbiamo [http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Novelle_rusticane_(1885) queste immagini], come vedi molto sgranate. Mi chiedevo se [http://www.archive.org/details/novellerustican00verggoog dalla fonte] si riuscisse ad estrarle con qualità un pochino migliore... potresti fare un tentativo? Grazie! [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:50, 30 giu 2011 (CEST)
== Ritratto del Muratori ==
Caro Luigi,
ho notato oggi che [[Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/6|qui]] c'è un bel ritratto del Muratori, che potrebbe far miglior figura di quello attualmente in uso in tutti i progetti Wikimedia. Dato che per l'appunto non sarebbe un guadagno dappoco, riusciresti a estrarre quel ritratto dalla pagina in modo da renderlo disponibile a tutti? Ti ringrazio in anticipo.
P.S. starai notando che in questo periodo mi sto dando da fare anche su commons per adeguare le info dei nostri libri allo schema da te proposto, e sto creando diversi "creator" dei nostri autori, dunque non è senza interesse personale che ti scrivo questo... '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:40, 7 lug 2011 (CEST)
Fatto! --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:11, 7 lug 2011 (CEST)
== Grazie ==
<big><big>Smack!</big></big> --<span style="font-family:georgia">'''''[[Utente:FranzJosef|<span style="color:#6a5acd">FranzJosef</span>]] ''''' [[Discussioni utente:FranzJosef|<small> <span style="color:#cd5c5c">'''''(posta)'''''</span></small>]]</span> 19:17, 10 lug 2011 (CEST)
== Greco ==
Avevo capito che il tmp greco andava messo per invitare un noto prof a dare una controllata alla trascrizione e non per segnalere il fatto che l'immagine contenesse del testo in greco. Ho capito male io?
--[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 19:03, 29 lug 2011 (CEST)
Non mi ero accorto che mancava il titolo del papiro. --[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 20:10, 29 lug 2011 (CEST)
==Thx==
Grazie per l'informazione. Temo che ti darò un dispiacere dicendoti che sarà poco probabile che le mie scarse competenze nel settore, legate per lo più al centro-nord(est) si dirigano anche in quei remoti luoghi. Mi sono "specializzato", come puoi vedere dalla mia pagina utente che uso come promemoria, nell'area lombardo veneto + emilia + toscana. non per leghismo (non ho toccato nemmeno il piemonte) e per la due sicilie ci sono solo tre o quattro file. Ma non è detto che non mi allarghi. Certo lo spazio temporale è un po' ai limiti. Mi trascriverò il tuo msg per non perderlo quando la mia immane pigrizia mi permetterà di creare un archivio della posta :) Bye! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:23, 7 ago 2011 (CEST)
== Strane cose del js ==
Grazie! Ho chiesto aiuto anche a Candalua. --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 15:06, 29 ago 2011 (CEST)
== Immagini ==
Ciao Luigi,
a me [[Storia dei Mille]] sembra a posto. Forse perché io, al contrario di te, non ho nessuna esperienza con le immagini e mi accontento di poco. Puoi insegnarmi come estrarre un'immagine da [[Pagina:Cucina teorico-pratica.djvu/17|una pagina]]? Grazie, [[User:Erasmo Barresi|Erasmo Barresi]] ([[User talk:Erasmo Barresi|disc.]]) 11:24, 30 ago 2011 (CEST)
== Autoaggiornamento ==
Caro Luigi,
non prendertela, ma dato che recentemente con l'aiuto di un altro utente sto riprovando a tenere aggiornate le medagliette delle riletture del mese, ti chiederei un piacere: sicuramente tra maggio e agosto ti sei dato da fare nelle riletture, ma se volessi evitarmi di spulciare le centinaia di tuoi edit potresti aggiornarti la tabella delle medagliette da solo: rivolgendomi a te so bene che non si tratta certo di un atto di maleducazione, ma mi pare giusto che uno come te che non si è praticamente mai perso una rilettura riceva la giusta attestazione del suo impegno. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:55, 30 ago 2011 (CEST)
==Grazie mille...==
...per [http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina%3AMemorie_storiche_della_citt%C3%A0_e_marchesato_di_Ceva.djvu%2F155&action=historysubmit&diff=945294&oldid=924181 questo]!! Per molto tempo cercai una soluzione del genere, ma alla fine dovetti optare per quella che hai corretto siccome non a suo tempo non la trovai. C'è ancora qualche pagina con la vecchia "soluzione" da sistemare, se tu avessi tempo e voglia di ''fixare'' anche quelle mi faresti un grande favore, diversamente provvederò appena avrò un po' di tempo a disposizione. Buon lavoro! --''[[User:Marco Plassio|<span style="color:black">Marco</span>]] [[User talk:Marco Plassio|<span style="color:darkblue"><sup>dimmi!</sup></span>]]'' 17:18, 6 set 2011 (CEST)
== R: Fatemi capire, vi prego. ==
Sì. l'ho fatto ieri. Ha funzionato, ma mi pare che non debba diventare un sistema. Grazie, Luigi, come vedi mi sono riiscritto e non è il massimo perché devo rinunciare a pagina utente, contributi, preferenze ecc. Lo trovo scomodo. Appena lo trovo chiedo ad Alex se sa come intervenire. Ciao --<span style="font-family:georgia">'''''[[Utente:FranzJosef|1<span style="color:#6a5acd">FranzJosef</span>]] ''''' [[Discussioni utente:FranzJosef1|<small> <span style="color:#cd5c5c">'''''(posta)'''''</span></small>]]</span> 14:23, 19 set 2011 (CEST)
== Problema elaborazione immagini ==
[[File:Zibaldone di pensieri I.djvu|page=145|left|400px]] Abbiasi un tiff da immagine fotografica di una pagina con due difetti (vedi un'immagine qualsiasi di [[Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu]], ne metto a lato un esempio in thumb, pagina 145):
1. scarso contrasto caratteri/fondo
2. ombre sullo sfondo da illuminazione irregolare
Mi domando: esiste qualche filtro/trucco per ''uniformare il fondo'' smorzando le ombreggiature e per ''accentuare il contrasto caratteri/fondo senza perdere dettagli'', e che sia applicabile con uno script batch (perchè di intervenire su alcune migliaia di pagine a mano non se ne parla)? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:52, 26 set 2011 (CEST) <br clear="all" />
Farò qualche prova, ma adesso devo andare al lavoro. Ma per quale scopo? Migliorare la leggibilità ad un essere umano oppure all'OCR? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:00, 26 set 2011 (CEST)
: Leggibilità '''umana'''. Se entri in una Pagina, non badare all'immagine in ''visualizzazione'', ma bada a quella che appare in ''modifica'' (in visualizzazione appare un thumb da versione precedente, molto brutta, già sostituita ma ancora impigliata in qualche cache di mediawiki). Ti carico stasera un tiff o due qui da noi (o te lo spedisco in qualche modo?). Non c'è fretta: è un lavoro che continuerà per settimane/mesi. Grazie, --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:11, 26 set 2011 (CEST)
::Per aumentare la leggibilità la strada è sempre la stessa: conversione in scala di grigi, livelli (mi sembra un buon compromesso punto bianco 230, punto nero 120). Per lavorare in batch ho provato con XnView. Per l'ombra c'è poco da fare se non perdendo dettaglio a meno di lavorare a mano pagina per pagina, ma non mi sembra il caso, può valerne la pena solo per recuperare eventuali immagini. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:33, 27 set 2011 (CEST)
== Serve il tuo parere ==
Caro Luigi,
scusa se ti rompo, ma rispetto alla [[Wikisource:Bar#È ora di pensare agli amministratori inattivi|questione degli admin inattivi]] prima di muovermi vorrei che tutti gli utenti attivi si esprimessero, anche senza aggiungere qualcosa di originale: ribadire quanto già espresso da altri rafforza la presa di consenso, obiettare su qualche punto permette alla discussione di avanzare e di non dare nulla per scontato su un argomento così importante. Ti ringrazio per il tempo che ci dedicherai. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:36, 24 ott 2011 (CEST)
== Aggiornare le ricorrenze con i nuovi autori ==
Ciao,
un breve messagio per sensibilizzare gli utenti come te che inseriscono nuovi autori.
Per favore, quando crei una nuova pagina autore ([[Autore:Bartolomeo Lorenzi|come questa ad esempio]]), ricordati di aggiornare le [[Wikisource:Ricorrenze|ricorrenze]], cioè segnalare l'autore aggiornando la pagina del giorno di nascita e di morte ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_giugno&action=historysubmit&diff=992737&oldid=896861 così] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F13_febbraio&action=historysubmit&diff=992738&oldid=864559 così] ad esempio).
In questa maniera, nelle date dei loro anniversari, gli autori hanno più visibilità, direttamente dalla prima pagina.
Non mi ricordo se ti ho già sollecitato in questo senso, e nel caso mi scuso per la ripetizione.
Ciao e buona collaborazione, --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 12:16, 8 nov 2011 (CET)
== Scusa l'attesa ==
Caro Luigi,
ci è voluto del tempo, ma finalmente ho terminato la trascrizione dei brani in greco del [[Indice:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu|Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi]]. Dove ho lasciato SAL 50% è perché occorre integrare il testo con le note a margine o perché occorre passare con gli "span rossi" le lettere in rosso. Per il resto il testo greco è stato da me controllato anche dopo la trascrizione. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:35, 14 nov 2011 (CET)
==Accipicchia==
Fammi finire un po' :) - Tra l'altro c'è un doppio errore nel titolo (due spazi ma temo che dovremo lasciare tutto cos'ì visto che l'errore l'ho commesso proprio nel nome del file in Commons :( . [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:54, 21 nov 2011 (CET)
== Oink! ==
Caro Luigi,
dal titolo del post avrai già capito di che si tratta: sono ormai a buon punto con la pretransclusione degli ''[[Indice:Gli elogi del porco.djvu|elogi del porco]]''. Mi rimane da dare un'occhiata ad apostrofi e piccoli errori OCR. Avresti modo di estrapolare-elaborare le immagini in modo da inserirle nel testo? Normalmente non mi ci preoccuperei, ma dato che si tratta di una delle opere provenienti dalla Biblioteca La Vigna mi piacerebbe che facessimo (fare) bella figura. Sempre se hai tempo e voglia.
A proposito, grazie per la rilettura del ''Giovinetto di Canzano''. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:18, 22 nov 2011 (CET)
== richiesta fonte ==
Ciao Luigi, quando hai tempo ricordati di indicare la fonte di [[Lesbia Cidonia a Palide Lidio]] e [[Per la morte di Gerolamo Pompei]]. Grazie! :-) [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:42, 5 dic 2011 (CET)
== Un'occhiata ad Arabella ==
Caro Luigi,
scusa se rompo, ma ritengo necessario dare una riletta ad Arabella per controllare quei minimi aspetti che gli utenti nuovi possono aver tralasciato o male interpretato (non è colpa loro, sia chiaro): in particolare mi riferisco a
*parole spezzate tra due pagine, a volte tralasciate in fase di formattazione
*trattini lunghi a inizio battuta, a volte lasciati come trattini brevi.
*In fase di transclusione può darsi che occorra aggiungere un ''nop'' laddove a fine pagina corrisponda un fine paragrafo e questo non sia notato.
Ho riscontrato lo strano per cui tra paragrafi staccati appaiono paragrafi "invisibili" formati da cinque o sei spazi, ma questo è un lavoro da bot.
Se cominci dalla fine io comincio dall'inizio. Tutto questo è dovuto al fatto di aver posto al 75% il libro prima che facessimo caso a tutti questi particolari. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:28, 9 dic 2011 (CET)
: In effetti, il SAL 100% è una cosina delicata; in teoria sarebbe un lavoro da "utenti esperti". Temo che l'unica soluzione sia scervellarsi per creare una serie di controlli automatici che lancino un alert quando manca qualcosa; e dovrebbero scattare già a SAL 75%. Ovviamente i controlli automatici non potrebbero controllare tutto, ma qualcosa rimedierebbero. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:33, 9 dic 2011 (CET)
::Controllate le prime 102 pagine. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:08, 9 dic 2011 (CET)
:::Infatti sapevo di diversi errori che derivavano dal match end split, e li tenevo d'occhio man mano che si procedeva, anche se non ero in grado di intercettarli tutti. Domani farò una scorsa più accurata. Comincerò dalla quarta parte. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:56, 11 dic 2011 (CET)
::::Ripassatoe tutte le pagine. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:08, 12 dic 2011 (CET)
== sei admin? ==
Se si dai un'occhiata alle ultime modifiche e all'IP. se no... sorry!--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:15, 8 gen 2012 (CET)
== Peccato ==
che sul testo le immagini si vedano così piccole.
Complimenti per il lavoro fatto, mi fai diventare invidioso.
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 18:38, 15 feb 2012 (CET)
BTW: [[:File:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I p 427.jpg]]: Porta di Volterra?
::No! Copia e incolla. Grazie per la segnalazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 18:43, 15 feb 2012 (CET)
L'avevo capito. La tavola è citata [[Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/36|qui]] (e forse altrove).
Riconfermo i miei complimenti per le tavole. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 19:08, 15 feb 2012 (CET)
La descrizione è nel II volume ([[Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. III.djvu/19]]).
== Sfida buttons ==
Grazie della sistemazione del svg. Ma siccome l'appetito vien mangiando: bello sarebbe che - dato che lo sfondo sfumato grigio-blu dei bottoni è quasi uno standard wiki - si costruisse un css in grado di riprodurlo tal quale, o almeno indistinguibile a occhio nudo, "unificando" lo stile dei bottoni. Ho trovato questo sito che mi lascia basito: http://www.cssbuttoncreator.com/ e forse potrei farcela da solo.... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:47, 17 feb 2012 (CET)
:Scusa ma non capisco perché usare uno stile css. Ho disegnato il pulsante sulla base predefinita [[:File:Button base.svg]] che hai i colori standard. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:04, 17 feb 2012 (CET)
:: Perchè il css di base consentirebbe di creare un pulsante con una semplicità unica.:
:: * <nowiki><button class:"...." onclick="....">testo pulsante</button>.</nowiki> Svg è semplice, ma css è più semplice... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 17:02, 17 feb 2012 (CET)
:::Se parliamo di tasti con il testo, ma se usiamo l'immagine, non c'è alcun vantaggio. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:06, 17 feb 2012 (CET)
:::: Certo! Ma l'idea sarebbe proprio di creare uno stile ''comune'', o almeno "armonioso", pulsanti e bottoni. Per quello - fermo restando che ci dirai come usare la base svg e aggiungerci dentro qualcosa - penso sarebbe importante battere anche la strada css. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 19:06, 17 feb 2012 (CET)
== A gamba tesa ==
Caro Luigi,
scusa se sono intervenuto a metà del tuo lavoro, ma avevo notato l'incongruenza delle maiuscole nel titolo dell'opera di Tiraboschi, e dopo averne normalizzato il titolo ho effettuato gli spostamenti di rito: da ''Storia della letteratura'' a [[Storia della letteratura italiana (De Sanctis)]] per poi trasformare [[Storia della letteratura italiana]] in disambigua. In effetti per gli amministratori lo spostamento delle sottopagine in un colpo solo e lo spostamento senza creazione di redirect sono optional che ti potrebbero far comodo... hai mai accarezzato l'idea di entrare più addentro alla vita delle comunità? A me non spiacerebbe averti come amministratore, ma mi rendo conto che forse vorresti mantenere il basso profilo che hai mantenuto finora. Davvero non vorresti partecipare di più alle vicende di questo progetto ;) - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:31, 20 feb 2012 (CET)
:Ti propongo un lavoro da wikignomo: hai notato che i nomi delle sottopagine del Tiraboschi sono illeggibili: urgerebbe una rinominazione completa, anche tenendo conto che il template capitolo, quella strisciolina sotto l'intestazione che permette la navigazione tra capitolo precedente e successivo, "acchiappa automaticamente" il nome delle sottopagine, dunque tale nome dovrà essere sia coerente con la denominazione data ad esso dall'autore ("Capo I" piuttosto "parte I"), sia legato alla struttura dell'opera (Se occorrono più livelli di sottopaginazione li si adotta). Questo è un altro lavoro sporco che è meglio compiere prima di andare troppo avanti con la transclusione. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 22:13, 20 feb 2012 (CET)
::Aggiornamento: ho dato un'occhiata e sono giunto alla seguente considerazione. L'opera è divisa in tomi, che però sono una divisione prettamente fisica in "libri cartacei" dunque non strutturale; quella che ci interessa è la seguente divisione:
::*Una o più ''Parti'' che comprendono
::** uno o più''Libri'' che comprendono
::***uno o più ''Capi'' a loro volta suddivisi in paragrafi con numero romano che non richiedono suddivisione a parte.
::Ad esempio [[Pagina:Storia_della_letteratura_italiana_-_Tomo_I.djvu/267]] finirà transclusa da una parte in [[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)/Parte III/Libro III/Capo I]] dall'altra in [[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)/Parte III/Libro III/Capo II]].
::La divisione in tomi può essere presentata nell'Indice (come già avviene), mentre i diversi paragrafi numerato con numero romano possiamo tenerli uniti: possiamo infatti adottare per le loro titolazioni il [[Template:Annotazione a lato]] che dispone il testo del titolo a lato nel ns0. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:06, 20 feb 2012 (CET)
:::Concordo con te sull'uso criptico dei nomi utilizzati in [[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)]] e ci stavo pensando appunto ad un metodo più funzionale, ma uno degli obbiettivi che mi sono ripromesso come wikignomo è quella di individuare tutti i problemi che insorgono con l'esportazione in ePub e pdf, visto che sarà quello che potrà dare un futuro al progetto. In questo caso due sono le cose da valutare: la lunghezza dei nomi in ns0 (per i PDF) e l'annotazione a lato che genera delle cose poco leggibili sia in ePub che in pdf. Forse è il caso di spostarci su una pagina specifica: [[Wikisource:Epub]]? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:42, 21 feb 2012 (CET)
== Pirulì ==
Un sacco di lavoro in meno.
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 18:52, 29 feb 2012 (CET)
== ll problema Via (Voce indice analitico) ==
Sto lavorandoci, eh... è terribilmente complesso, ma vedo la fine del tunnell. Se tu vuoi seguire i lavori, sono in corso adesso su [[Utente:Alex brollo/pagelistParsing.js]]; per la precisione, adesso sto lavorando su p2d(), che è un passo intermedio cruciale e che dovrebbe restituire il numero di pagina djvu datagli una pagina cartacea, sia in cifra che romana. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:12, 8 mar 2012 (CET)
:Sapevo di chiedere una cosa difficile, e sinceramente sto capendo poco di come funziona quello che stai facendo, ma apprezzo molto il tuo impegno. Continuerò a ricoprire il ruolo di chi chiede cose "impossibili" per far accendere le lampadine. Spesso è più difficile capire che ''cosa'' serve piuttosto di ''come'' risolvere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:55, 8 mar 2012 (CET)
:: Il risultato finale è facile da dire. "Dato il numero di una pagina cartacea, trasformarlo con un click in un link alla pagina djvu e al capitolo in ns0". :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:59, 8 mar 2012 (CET)
::: Mi son preso una pausa di riflessione, e sto riordinando gli script, ma son sempre che ci penso.... abbi pazienza. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:41, 20 mar 2012 (CET)
== Un caffè, grazie! ==
Caro Luigi,
quando ti andasse, saresti così gentile da finire la rilettura del [[Manuale del dilettante del caffè]]? Dato che esso riguarda al Biblioteca la Vigna deidererei potessimo vantarci tramite Wikimedia Italia della collaborazione con tale biblioteca. Se ci sono pagine da te curate che vuoi che io rilegga basta che tu me lo faccia sapere e le rileggerò. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:22, 15 mar 2012 (CET)
Sicuramente le ultime le ho portate io al 75%, quindi sono escluse dalla mia lettura. Proseguirò senz'altro con le altre. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:38, 15 mar 2012 (CET)
:un grazie di cuore a te e a Silvio: missione compiuta. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:27, 16 mar 2012 (CET)
== Comment ==
[[Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/9|Che meraviglia]].... mai più mi azzarderò a estrarre immagini :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:40, 20 mar 2012 (CET)
== Le Blanc ==
Si. Anche se non so cosa abbia pubblicato. Se serve cerco in giro. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 17:38, 21 mar 2012 (CET)
Potrebbe essere François Le Blanc, ma anche qualche altro semi-omonimo. Devo controllare. Se fai qualche altro disegno te lo trovo ;-).
-- Carlo
Sembra sia proprio lui. François. Il testo potrebbe essere [http://books.google.it/books?id=3GBLAAAAcAAJ questo], sulle monete di Carlo Magno. Non ci metto la mano sul fuoco ma se dovessi scommettere punterei su lui. --Carlo
[[Pagina:Rivista_italiana_di_numismatica_1889.djvu/356|Qui]] si cita la "tua" pagina. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 19:56, 21 mar 2012 (CET)
== Miniproblema Gerusalemme ==
Il match & split spesso "lascia indietro" nella pagina precedente il template O della prima ottava della pagina successiva.
Soluzioni (che avrai già attuato suppongo):
# prima del salvataggio della pagina precedente, Ctrl-x sul template O perso, e Ctrl-c appena si apre la successiva;
# correggere gli errori nulla versione ns0 DOPO il match ma PRIMA dello split. Ormai lo faccio per abitudine. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:16, 23 mar 2012 (CET)
: Grazie, stavo giusto vedendo quale fosse la strategia migliore. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:22, 23 mar 2012 (CET)
:: Ti avviso che sei ampiamente sotto i fatidici 120 secondi a pagina... :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:21, 23 mar 2012 (CET)
== Grazie ==
Ti ringrazio ''molto'' per il tuo lavoro sullo [[Indice:Società anonima cooperativa di consumo di Castelleone di Suasa - Statuto 1897.djvu|Statuto]]. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 20:54, 1 apr 2012 (CEST)
==Petrarca==
Ciao. Ho lasciato da fare il fregio in [[Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca I.djvu/6|questa pagina]] perché, vista la tua bravura grafica sul frontespizio (et al.), immagino lo avrai già in lavorazione. Se sbaglio, ci posso pensare io basta che me lo dici. Inutile lavorare doppio, OK? :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:23, 2 apr 2012 (CEST)
== Priorità ==
Caro Luigi,
ho notato che Cinzia la nostra rilettrice da urlo, si è imbarcata nella ''Gerusalemme Liberata''. Mi spiace entrare negli affari tuoi, ma se avessi modo di ''prepararle il terreno'' portando al 75% le pagine che ancora non lo sono faresti un servizio enorme non solo a lei ma a tutto il progetto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 13:14, 10 apr 2012 (CEST)
== Ciao ==
su Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/449 il ""XXV" appare due volte: nel file nella pagina come testo. ''Repetita iuvant''?
Ovviamente lo faccio notare perché sono invidioso della tua bravura...
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 12:44, 11 apr 2012 (CEST)
== un saluto ==
Volevo primaditutto ringraziare per i divertenti commenti positivi sul mio "lavorino" di rilettura (da urlo...)! Continuo, soprattutto, ringraziando per i consigli che mi vengono offerti per operare al meglio: sono contenta di avere una supervisione che mi consenta di lavorare non casualmente, ma in un progetto ben definito. Un saluto a presto
[[User:Cinzia sozi|Cinzia sozi]] ([[User talk:Cinzia sozi|disc.]]) 19:53, 15 apr 2012 (CEST)
Scusa, ma serve un aiuto: sono intervenuta sulla pagina GerusalemmeliberataII.djvu/29 portandola al SAL 75%: la puoi controllare, per favore? Grazie e di nuovo un saluto.
[[User:Cinzia sozi|Cinzia sozi]] ([[User talk:Cinzia sozi|disc.]]) 09:45, 24 apr 2012 (CEST)
Un altro aiuto: ho corretto la pagina Gerusalemmeliberata.diju/83: perdona la mia incapacità, ma non so proprio come si faccia a portarla al SAL 100%....abbi pazienza!!! [[User:Cinzia sozi|Cinzia sozi]] ([[User talk:Cinzia sozi|disc.]]) 23:32, 25 apr 2012 (CEST)
== Firma di Pascoli ==
Caro Luigi,
ho scoperto che [[Pagina:Myricae.djvu/14|in questa pagina]] compare la firma di Giovanni Pascoli! Estrarla e renderla disponibile su commons a tutti i progetti Wikiedia sarebbe un grande conributo epr l'anno pascoliano (1912-2012)... - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:58, 3 mag 2012 (CEST)
== Risposta ==
Ti ho risposto in bar tecnico sulla questione degli indici analitici --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:31, 15 mag 2012 (CEST)
: Update: facendo un test ho trovato (e corretto) un errore del template, adesso (tranne ev. errori in Dati) dovrebbe funzionare anche il link col terzo parametro section. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:52, 15 mag 2012 (CEST)
:: Mi sembra che ci siamo quasi. Quando puoi dammi feedback (la funzione completa di ricerca+ancoraggio+evidenziazione della parola chiave funziona dall'indice artisti in ns0 su [[Le pitture notabili di Bergamo/Indice artisti]]). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:53, 17 mag 2012 (CEST)
== Contatto ==
Avrei bisogno di un contatto interattivo botta-e-risposta con te. Però sono un disastro nell'uso delle chat (non so come sei tu, abbi pazienza con me se ci proviamo). Possiamo incontrarci? Dove? A me sarebbe comoda la chat collegata a gmail. Su #irc non garantisco il risultato.... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:30, 17 mag 2012 (CEST)
: Intanto ti sottopongo un problema ePub.
:# Il sistema "esporta" le ancore? Se sì, c'è qualche trucco?
:# i link pagina generano delle ancore o non generano nulla?
:# esiste la possibilità di definire, all'interno di un template, le parti che vanno in ePub riepstto a quelle che denono essere mascherate? Dove trovo un po' di doc sull'argomento? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:38, 18 mag 2012 (CEST)
::: Il file ePub esportato non include le ancore, ma non so se il limite è dell'esportazione oppure del formato, anzi avevo già posto tempo addietro lo stesso quesito al bar tecnico, ma era passato inosservato. Io mi limito a provare gli ePub sul mio computer. Mi spiace ma non posso aiutarti, comunque proverò a cercare. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:51, 18 mag 2012 (CEST)
:::: Le ancore sono sicuramente possibili perchè i rimandi alle note funzionano perfettamente. Ho trovato un altro "difetto" nell'esportazione ePub, il template Ec col terzo parametro (errata corrige originale) è indistinguibile in ns pagina e ns0, mentre negli ePub inserisce la scritta <sup>Vedi errata corrige originale</sup> (un esempio al capitolo [[Le pitture notabili di Bergamo/XXIV|XXIV]]). Un interessante effetto da approfondire. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:49, 18 mag 2012 (CEST)
== 10q ==
Prima ti ringrazio, Poi dico subito che sarà ''sicuramente'' di mio interesse. Anche se la parte 'commerciale' (biglietti) mi è meno vicina sono sicuro che ci sarà da imparare. Poi vado a guardare. Non ho capito se devo lavorarci su ma capirò, spero, durante la lettura. Grazie ancora. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:16, 1 giu 2012 (CEST)
Guarda guarda. Come si deve interpretare questa frase che copio dalle prime righe del testo che mi hai segnalato? (..."32 km. Treviglio, ove {{Sc|si lascia a s}}. la linea che prosegue per Brescia"...). Bene, se, provenendo da Milano, da Treviglio vai a Bergamo lasci "a destra" la linea che va a Brescia perché giri ''a sinistra''. (Su questo pezzo di ferrovia sono stati scritte pozzanghere di inchiostro fra il 1840 e il 1850 (e anche oltre) qualcosa è anche qui. Le guide dell'epoca parlavano, penso, un italiano diverso dal nostro :) Oppure io capisco poco. Non devi aizzarmi potrei mollare Petitti e mettermi a inseguire strane idee. 10q (as usual)--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:30, 1 giu 2012 (CEST)
Per la datazione, la cartina ferroviaria -XV- la più definita, potrebbe essere utile. A uno nato ferroviariamente sulla linea Bologna-Verona, non può non essere sfuggito (e infatti) che non era completa e arrivava solo a Poggio Rusco. La tratta più a nord, Poggio Rusco-Revere Scalo è stata aperta il 23 luglio 1909. Sarebbe buona notizia ma noto, purtroppo, che mancano un sacco di linee minori più vecchie (es Ferrara-Cento-San giovanni in Persiceto) del 1891. Ma forse non erano stata mangiate dalle EffeEsse nel 1905. Con calma, e col tempo :( ci giro attorno. Ciao grazie per il nuovo giochino. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:15, 1 giu 2012 (CEST)
:: La numerazione mi sembra fuori di due cifre 24 x 26, 27 x 29 ecc. Non so se è voluto e non tocco ma sappilo :) che sia l'effetto delle immagini? 'notte--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:44, 1 giu 2012 (CEST)
::: La numerazione è un errore di stampa, se avanzi di qualche pagina vedrai che esistono due pagine 29, ma visto che nella riga intestazione il template Ec o Pt non ha senso ho corretto direttamente l'errore. Meglio però mettere un commento per futura memoria. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:35, 1 giu 2012 (CEST)
== Immagini ==
Luigi, sono in fase rilettura di [[Indice:Myricae.djvu|Myricae]] e mi sono chiesto come dovremmo comportarci con le immagini lì presenti: alcune semplici riquadri, altre contornano il testo. Beh forse è meglio vederle che ingarbugliarsi con le spiegazioni. Nel dubbio non metto mano e lascio a te, che riesci a barcamenarti meglio di me in questo genere di cose, decidere il da farsi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 21:18, 6 giu 2012 (CEST)
:Se non abbiamo altra scelta, vada per il taglio; non mi sembra neanche malaccio.
:Proposta: non potremmo inserire anche il taglio laterale in paginaPagina con un noinclude, così da escluderlo in ns0 e, quindi, dall'epub? O è una forzatura?--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 00:49, 7 giu 2012 (CEST)
::Secondo me è perfetta, non ho parole. Non provo nemmeno a vedere come verrebbe altrimenti: immagino il lavoraccio da fare per indentare tutti i versi delle pagine successive per renderle allineate alla prima; inoltre se mi dici che l'epub avrebbe dei problemi, opterei per questa soluzione "a doppia entrata", ma lascio a te l'ultima parola.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 21:36, 7 giu 2012 (CEST)
:::Ehm... ho visto, sarebbe un disastro. Va bene, allora vada per la doppia opzione; qualora si trovasse, in futuro, un metodo migliore e adatto per ogni output, faremo le dovute modifiche.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 17:36, 9 giu 2012 (CEST)
==Immagini della Gerusalemme liberata==
Ciao Luigi, ho modificato [[Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/48|questa]] e [[Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/62|quest’altra]] pagina della Gerusalemme liberata, così che l’immagine possa comparire anche in ns0 al punto giusto, come già fatto per [[La scotennatrice]].
Ti pare una buona idea? Posso continuare man mano che arrivano le immagini?, Ciao,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:38, 11 giu 2012 (CEST)
:Sì, mi sembra una buona idea. Ho modificato le due pagine in modo che l'immagine venga transclusa con tutta la pagina, evitando così la doppia trascrizione del testo. Per le immagini abbi un po' di pazienza, perchè non ho ancora affrontato seriamente il problema delle immagini con la cornice distorta. Se confronti bene la cornice (e le firme) tra l'immagine ed il Djvu vedrai che è "tarocca". Sarebbe più corretto usare il template {{tl|pagina}}, perchè inserirebbe anche il link alla pagina con l'immagine (se andasse corretta), ma il template ha un bug che utilizza il numero di pagina del djvu (ed anche l'àncora) e potrebbe generare problemi di doppio riferimento. Si tratta tra l'altro di immagini fuori testo senza numero di pagina, cosa che rende ancora più complicata la cosa non avendo un nome univoco. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:01, 11 giu 2012 (CEST)
:Inoltre penso che sarebbe meglio non interrompere l'ottava, perciò l'ho spostata alla su fine. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:06, 11 giu 2012 (CEST)
::OK, mi sembrano delle scelte sensate. Allora resto in attesa di altre immagini. Buon lavoro,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 11:15, 14 giu 2012 (CEST)
::P.S.:Ho visto che importi libri prevalentemente ricchi di immagini, [http://archive.org/details/valletiberinadam53occhuoft questo] ti interesserebbe? [[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 11:15, 14 giu 2012 (CEST)
::: Al momento ho un "arretrato" pazzesco e poco tempo, quindi per il momento nessun nuovo libro. Quello che mi hai segnalato ricade in quella categoria di autori morti sì da più di 70 anni ma con in mezzo la seconda guerra mondiale (come Deledda e Pirandello), per cui non è ben chiaro lo stato del copyright. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 12:34, 15 giu 2012 (CEST)
== Grazie! ==
Grazie, per l'aiuto che mi hai dato trascrivendo [[Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/172|questa pagina]]. :) --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:13, 12 giu 2012 (CEST)
:Purtroppo continua ad essere nera, quindi non riesco neanche a rileggere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 18:38, 12 giu 2012 (CEST)
== Che sia lo stesso? ==
Ciao! Stavo inverdendo Cosmorama Pittorico. L'articolo sul tempio della Vittoria è firmato Giuseppe Sacchi; [[Autore:Giuseppe_Sacchi|credo sia possibile che sia lo stesso]] (io non mi azzardo a linkare... :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:11, 19 giu 2012 (CEST)
Inoltre :) direi proprio di si visto che -non avevo realizzato- è ''quel'' Cosmorama. E anche "Defendente Sacchi"... Però nell'incertezza mi astengo Bye!--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:52, 19 giu 2012 (CEST)
::Probabilmente sono la stessa persona, ma ho trovato solo "prove indiziare", non ho ancora trovato una biografia che citasse la sua collaborazione con la rivista o la parentela con Defendente Sacchi. Ma non demordo, sto provando con i giornali dell'epoca. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:45, 19 giu 2012 (CEST)
Tu mi volevi fare uno scherzo :) e invece tutto il mondo dei ferromaniaci ti deve un ringraziamento di alta qualità. Tié! Anche solo la citazione finale di Sacchi è piuttosto importante specialmente dato il momento in cui appare. (Il 1836 è fondamentale per le ferrovie del Lombardo-Veneto). Quel testo (anonimo? -se trovi l'autore dimmelo, ti prego!) era introvabile e sconosciuto ai più. Tanto è vero che -parmi- non viene citato nemmeno da Contini, storico ferroviario e autore -anni fa- di una famosa bibliografia ferroviaria. Detta bibliografia è servita ad Alessandro Tuzza per il suo strafamoso sito che, però, ''non conosce questo testo''. Pensa un po'. Adesso glielo segnalo come gli ho segnalato un [[Sul_congiungimento_del_Mediterraneo_all%27Adriatico|altro testo]] scovato da Accurimbono qualche mese fa e inserito qui. Quando Alessandro uscirà dal letargo, sono sicuro che aggiungerà. Se ti interessa vedere come va a finire ti linko il sito al 1836 [[http://www.trenidicarta.it/1836.htm]]. Sto cercando di convincerlo a linkare i titoli ai nostri testi ma è un pigrone. e poi -cattiveria mia- coi link si esce dal suo sito... :)
Inoltre. Hai notato come ultimamente i djvu perdono di qualità? Nei giorni scorsi ho pistolato un po' "Rileggendo Malia" ma i djvu fanno quasi schifo, specialmente l'ultimo. Pensavo fosse colpa mia invece vedo che anche quelli che hai ottenuto non sono il massimo. Il 'bello' è che alcuni li ho ottenuti col DjvuToy ma altri con any2djvu. Il risultato è penoso lo stesso; cosa starà succedendo?. [[Pagina:Cosmorama Pittorico 1836 15.djvu/5|Questa pagina]] l'ho riletta con grande fatica e l'ho 'inverdita'... sulla fiducia. :D ma nella seconda riga c'è un "''i hanno qua e là''" che sono sicuro sia sbagliato. Tu hai certo il testo di alta qualità (si vede dalle immagini), pliz non farmi fare figuracce, metti a posto... :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:10, 21 giu 2012 (CEST)
''En passant'' mancano le info bibliografiche in Discussione...
:Se lo ritieni utile (anche per linkarlo separatamente) possiamo sempre transcluderlo in un ns0 dedicato, come ho fatto per gli articoli firmati del n° 36 del 1835 (vedi: [[Cosmorama Pittorico]]). Per l'autore non credo ci sia possibilità, sarà stato un comune redattore o lo stesso Sacchi a scriverlo.
:La qualità del Djvu è pessima perchè è pessimo l'originale, anche se un po' più leggibile (ma stiamo parlando di interpretare dei pixel). Normalmente carico gli originali in IA e lascio a loro il lavoro sporco, anche perchè con DjvuToy non posso inserire l'OCR (possiedo Office 2010 che non rende disponibili i servizi di OCR a DjvuToy). Comunque se vuoi vedere l'originale segui il link nella pagina di Commons oppure cerca "Cosmorama pittorico" in IA e scarica il PDF (non ti metto il link diretto perchè stamattina IA non connette).
:Ma si mettono ancora le info in Discussione? Mi sembrava di aver capito che per i testi proofread non si facesse più. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:10, 21 giu 2012 (CEST)
::Dunque, la transclusione in NS0 di un pezzo di rivista sarebbe una cosa da discutere a fondo. E che io approvo pienamente, specialmente ora che Ermanno Barresi sta finendo il Portale Strade Ferrate :). Mi sono reso conto che, senza minimamente pensarci, ho 'evidenziato' quei testi ferroviari che non sono 'libri' ma 'articoli'. Ne abbiamo parlato con Alex un paio d'anni fa. Lui ipotizzava l'inserimento di interi numeri di "Annali" ecc. la mia obiezione è che mentre ad es. "Cosmorama" è un a pubblicazione piccola "Annali Universali" o "Il Politecnico" sono delle bestiacce di millemila pagine. Estrapolando uno o due articoli li ho resi fruibili in fretta e reperibili automaticamente. Perché un conto è mettere l'indicazione bibliografica:"Vai là e trovi" e un conto è mettere sul monitor il testo bello e pronto. Ora, va bene che abbiamo i link ma te lo vedi il "Sommario" di Annali? (che poi la pubblicazione contiene tre mesi). E, onestamente, chi pensi che si metterebbe a editare una bestiaccia così moltiplicata per enne anni? Per cui, ho sempre pensato che le riviste ''non monotematiche'' ("BelloCavallo"; "UFO news" & co.) non dovrebbero 'obbligatoriamente' essere inserite complete. Grasso che cola se invece si transclude.
::Quanto all'inserimento delle info in "Discussione" non sapevo che fosse cessato l'uso. Però lo trovo una piccola cosa come fatica ma molto utile per i lettori. Io stesso non ricordo mai dove ho trovato certi "miei" testi e me li cerco partendo dal link. Penso che continuerò a inserire le info, se non altro 'per me' :). Ma, naturalmente, liberi tutti. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:04, 21 giu 2012 (CEST)
== Ogni tanto... ==
...estraggo dalla naftalina gli stracci del mio latino e gli faccio prendere aria. Ieri passavo fra i testi "brevi" (brevi si, però...) e mi sono messo a verdeggiare [[Indice:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu|questo vecchio tuo inserimento]]. Non ho capito come comportarmi con le pagine a due colonne. alcune erano 100% ma -appunto- con due colonne; altre mi sembra sempre verdi o rosse ma a colonna singola (tra l'altro -per me- sarà, si, meno 'uguale' ma è più leggibile...). Una pagina l'avevo spezzata in colonne poi mi sono perso. Questo vale per le pagine in italiano e latino. Il resto ''grecus est, non legitur'' :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:42, 21 giu 2012 (CEST)
:Il motivo per cui quel testo è rimasto "abbandonato" è proprio la formattazione. Nel tempo si sono mescolate varie formattazioni, ma non sono mai rimasto entusiasta del risultato. Il confronto della doppia lingua sarebbe opportuno per colonne, ma la transclusione finale è un po' stretta e se non ricordo male il testo in greco è in versi, mentre quello latino no. Quando mi deciderò a riprendere in mano la cosa (hai presente quei progetti che rimandi a quando avrai tempo) penso di mettere tutto su unica colonna, anche in previsione che sia letto su strumenti diversi da uno schermo di PC. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:44, 21 giu 2012 (CEST)
::Capisco la poca spinta, capisco. Però è un peccato lasciarlo lì per aria. Sul greco non metto nemmeno la punta della lingua. Almeno le liste dei titoli in latino, però, io le metterei in colonna singola. Se sei d'accordo, appena mi scappa un po' di 'pigrizia' lo faccio (non è un gran lavoro, parmi). 'Taci ora o parla per sempre'! :P --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:53, 22 giu 2012 (CEST)
:::Tenterò di fare qualcosa, comunque la formattazione migliore da prendere ad esempio è quella della [[Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi/Tavola VI|Tavola VI]]. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:13, 23 giu 2012 (CEST)
Com'è che [[Pagina:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu/95|questa pagina]] non ha l'immagine lavorata come le altre? L'hai lasciata al 50% e non capisco il motivo. Comunque vedi tu :) perché nel NS0 potrebbe avere la stellina...--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:58, 23 giu 2012 (CEST)
:Perchè fa parte delle [[:Categoria:Pagine con immagini da inserire|centinaia]] di immagini in arretrato che ho da inserire. :-)). Non ha il template perchè allora non esisteva. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:06, 23 giu 2012 (CEST)
'''Doppia risposta'''
(conflittato da te :) ::Ah Ok capito scusa. Toglierò i neretti (avevo avuto dei sospetti, ''dopo''). Per la nota non sapevo del problema e-pub. D'altra parte da qui in avanti temo di essere poco utile. Il greco non lo so, ed è rimasto ben poco altro. Inoltre il sistema di tabelle che hai usato confligge con il "metodo" (scadente) che uso io e non riesco a impostare bene la pagina. Penso di essere ormai arrivato in fondo alla mia utilità. Ma tengo d'occhio, se posso, chessò, validare qualcosa senza intervenire pesantemente[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:15, 23 giu 2012 (CEST)
Per la pagina djvu/95, nonostante sia un tuo ammiratore per la grafica, io la considererei al 100% (e magari anche meglio delle altre :) perché 'più uguale' (cit.)--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:15, 23 giu 2012 (CEST)
:::Ora capisci perchè era rimasto indietro, non ci sono dei template adatti per risolvere le formattazioni, infatti i metodi adottati non sono omogenei tra le pagine, frutto di esperienze (errori sopratutto) maturate nel tempo. È vero che le immagini sono più 'uguali', ma io mi metto nell'ottica dello stampatore del tempo, quando la carta si presume fosse ancora bianca e odorava d'inchiostro (non di muffa). Se qualcuno volesse un libro 'antico' non ha che da infilare della carta vecchia nella stampante. :)). Comunque se vuoi provare a stampare un'immagine ingiallita ed una pulita (magari con una laser) ti rendi subito conto del perchè mi piacciono i disegni 'puliti'; anche se qui usiamo uno schermo considero che il naturale supporto del libro sia la carta. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:34, 23 giu 2012 (CEST)
::::Due o tre cose da ieri. 1) OrbiliusMagister approva il template note a lato. Forse non sa dei problemi. Forse è meglio che ne parlate fra di voi esperti. 2) grazie per avermi indicato la pagina generata dal template {{:Immagine da inserire}. Lo sto usando per Petrarca come promemoria. chissà che non riesca a ripulire quelle robine, finora è stato un lavoraccio e certo non sto usando qualche facilissimo filtro che non conosco. :( buona domenica [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:08, 24 giu 2012 (CEST)
== Immagine da inserire ==
Luigi, se ti dovesse servire, come leggo dal post sopra, posso mettere <nowiki>{{Immagine da inserire}}</nowiki> nelle pagine di Myricae con immagine mancante; ho evitato di farlo perché non riguarda una singola pagina dimenticata ma un intero testo in fase di rilettura, ma se ti fosse utile non hai che da chiedere.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 13:28, 26 giu 2012 (CEST)
:Al limite ne bastano un paio come promemoria. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:43, 26 giu 2012 (CEST)
==Credici o no==
Non ricordo e non ho voglia di scervellarmi per trovare dove mettere la notizia della rilettura del tuo [[Indice:Cosmorama Pittorico 1836 15.djvu|Cosmorama 1836]]. Sono in piedi dalle 5 e ho un po' sonno. 'notte.--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:41, 26 giu 2012 (CEST)
== Immagini in Odi e Inni ==
Caro Luigi,
in [[Indice:Odi e inni.djvu]] ci sarebbe bisogno di estrarre un paio di immagini per completare l'opera e vorrei un tuo aiutino. Si tratterebbe di
* [[Pagina:Odi e inni.djvu/125]] e
* [[Pagina:Odi e inni.djvu/236]]. In particolare quest'ultima mi impedisce di mandafre al 75% un libro già per metà riletto. Senza alcuna fretta, ti ringrazio in anticipo per il piacere. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:44, 28 giu 2012 (CEST)
== Due pareri ==
Luigi, riguardo a quelle famose immagini, ho avuto una pensata, magari ingenua: se utilizzassimo lo stesso metodo per inserire le annotazioni a lato non sarebbe possibile risolvere l'annoso dilemma, chiaramente tagliando le immagini in maniera diversa? In epub non ho idea di come verrebbero. A ogni modo non voglio darti altro lavoro, le lasciamo così, ma pensarci su per un domani è sempre utile.
Ah vorrei un tuo parere in merito a [[Odi e inni/Indice|questa]] pagina: ovviamente non mettiamo gli indici in ns0 e infatti non è presente tra i link sulla pagina principale di {{Testo|Odi e inni}}; non sarebbe opportuno cancellarla?--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:28, 28 giu 2012 (CEST)
1) Penso che intenda sovrapporre il testo all'immagine completa, è sicuramente possibile, ma al di là delle mie capacità. Ho fatto qualche tentativo ma non funziona. Comunque anche le annotazioni a lato hanno problemi di epub (non sono dove vorresti che fossero), quindi presumo che anche tale tecnica non sia funzionale. Non dimentichiamo che non esiste più la singola pagina una volta transcluso il testo.
2) Non c'è motivo di non transcludere un indice, è solo questione di dotarlo di tutti i link che servono. In [[Le pitture notabili di Bergamo]] può trovare, ad esempio, uno degli indici attualmente più evoluti. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:00, 28 giu 2012 (CEST)
:In questo caso l'indice è assolutamente identico a quello creato in ns0, quindi creare tutti i link... non so se ne valga la pena. Vabbè intanto lo aggiungo così com'è alla fine, tutt'al più si cancellerà in seguito se verrà ritenuto non indispensabile.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 22:49, 29 giu 2012 (CEST)
::Anzi faccio in una e lascio nell'altra come ha disposto Edo: transclusa ma non visibile se non in nsIndice, poi si vedrà.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 17:12, 1 lug 2012 (CEST)
==Tiraboschi==
Già in passato avevi curato molte pagine della ''Storia della letteratira italiana'' del Tiraboschi. Io con il djvu mi sento analfabeta. Ho ''messo a posto'' il testo delle sigole pagine, ma mi trovo male con le note, che nel testo originale sono numerate pagina per pagina. Mi dai qualche suggerimento? E' ''obbligatorio'' lavorare ''pagina per pagina'' o il testo può essere messo tutto insieme?[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 22:02, 4 lug 2012 (CEST)
::Grazie ancopra per la pazienza con cui stai migliorando le pagine. Come ti ho detto ho le note ''rilette'' secondo la numerazione progressiva. Ti possono essere utili per diminuire la fatica?--[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 17:06, 5 lug 2012 (CEST)
::: Sicuramente! Il modo più veloce è inserirle nel testo e poi ricorrere al match and split. Se come la parte precedente le note sono in fondo bisogna procede così: Inserire tutto il testo in una pagina (anche una sandbox va bene) al posto dei numerini nel testo si mette il codice <nowiki><sup>nota</sup></nowiki>. Le note in fondo devono essere racchiuse tra <nowiki><ref></ref></nowiki>. Una volta fatto questo utilizzare lo strumento "spostamento note" (vedi [[Aiuto:Strumenti per la rilettura]]) e tutte le note finiscono al posto giusto. A questo punto o continui ad incollare pagina per pagina oppure ricorri al match and split (vedi [[Aiuto:Match and Split]]). Per le pagine già inserite inseriscimi le note da qualche parte ([[Utente:Luigi62/Sandbox|qui]] in testa va benisssimo), che poi le inserisco. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:47, 5 lug 2012 (CEST)
::Grazie molte: Faccio un po' di giorni di vacanza.:poi provo[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 23:43, 6 lug 2012 (CEST)
== Aiutino ==
In altra sede ho fatto un disegnino ([[:File:Position Kastell Klosterneuburg.svg]])
Il fatto è che il testo si impicca: su "U-Turm" il trattino se ne va a giro.
Che font dovrei usare?
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 08:40, 11 lug 2012 (CEST)
Il font va bene o quasi. Il testo era diviso in tre parti. Siccome ogni render si comporta in modo diverso con i font, la diversa lunghezza li portava a sovrapporsi (perché il punto di partenza è assoluto), quindi mi sono limitato a riunire il testo. Purtroppo il render di commons allunga un po' la scritta che si sovrappone al bordo rosso; con quello di firefox, ad esempio, è perfetto. Mi sono permesso di apportare qualche piccolo cambiamento al resto del disegno (margini dell'area visibile). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:18, 11 lug 2012 (CEST)
Grazie tante. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 16:52, 11 lug 2012 (CEST)
== Trattato di archeologia ==
Ho visto che hai messo mano all'intrico orribile dell'indice di Trattato di Archeologia. Stamattina ho fatto mente locale e mi sono preparato un tool utile, rmak(), mnemonico di Row Maker, ovviamente non ancora documentato: volevo solo avvisarti che c'è, se ce la fai a capire come funziona dal codice che sta in [[MediaWiki:Gadget-Tools.js]], montalo e usalo; altrimenti, lascia l'indice a me o chiedimi altre delucidazioni, perchè è un peccato fare con fatica e noia quello che si può fare più comodamente. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:31, 13 ago 2012 (CEST)
== Immagini in Nuovi poemetti ==
Caro Luigi,
con tutta la calma di questo mondo, quando avrai tempo e voglia, ti pongo qui sotto le pagine di [[Indice:Nuovi poemetti.djvu]] con immagini da estrarre e aggiungere alla trascrizione:
[[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=21|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/21]][[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=119|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/119]][[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=211|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/211]][[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=212|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/212]]
Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:54, 20 ago 2012 (CEST)
:GRAZIE!! Ti faccio notare che d'ora in avanti se vedi pagine SAL 50% da parte mia ci sono altissime probabilità che siano legate a immagini mancanti (Vedi quanto sto facendo su [[Indice:Poesie varie (Pascoli).djvu]]. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:33, 29 ago 2012 (CEST)
== Bisogno di te per Book e Creator ==
Caro Luigi, da ''commonista'' esperto ti chiedo di rivedere con attenzione i due template Book e Creator di Commons, di "sfrondarli" e individuare i campi che ci interessano (oggi) e che ci potrebbero interessare (domani). Intravedo belle cose: ma occorre rendere la complilazione di questi due template ''sourcian-friendly'', quando li ho visti la prima volta mi sono molto spaventato. Aubrey ci sta pensando dal punto di vista del'esperto in bibliologia, da te vorrei che ti mettessi nei panni del ''sourcio comune'' e individuassi eventuali pleonasmi, trabocchetti, difficoltà in vista della preparazione di una semplice pagina di aiuto. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:41, 29 ago 2012 (CEST)
== Bug accoppato? ==
Il bug "Modifica non consentita" è ricomparso o è svanito? Tu l'avevi incontrato? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:45, 12 nov 2012 (CET)
== Sei l'unico che edita stasera.... ==
Come siamo? Hai incontrato di nuovo l'orrendo bug? Aspetto notizie, ansiosamente! Dovrebbe essere sparita anche la "cannibalizzazione" di SAL altrui. Puoi verificare? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:12, 13 nov 2012 (CET)
== Hangout ==
{{#section:Discussioni utente:Xavier121/Archivio/5#Hangout|hangout}}
== La Valle Seriana ==
Caro Luigi, posso darti un consiglio spassionato? Perchè non colleghi [[La Valle Seriana]] anche alle relative pagine di Wikipedia? potrebbe essere una cosa interessante. Io ho fatto una prova con [[w:Desenzano al Serio]], inserendo il template interprogetto con questo codice
<pre><nowiki>{{ip|s=La Valle Seriana|s_preposizione=su}}</nowiki></pre>
--[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 11:49, 21 nov 2012 (CET)
:Lo faccio spesso, e stavo valutando di fare qualcosa finita la tranclusione. Di solito per i comuni e le altre località metto il testo in Bibliografia a meno che possediamo una categoria specifica del luogo, vedi ad esempio [[w:Bergamo#Altri progetti|Bergamo]]. Se invece si vuole fare come dici tu (nei piccoli comuni abbiamo qualche probabilità di raccattare qualche rilettore) sarebbe meglio puntare direttamente al capitolo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 12:01, 21 nov 2012 (CET)
== Novelle ==
Ciao Luigi, mi potresti per favore aggiustare i sottotitoli in [[Pagina:Novellette e racconti.djvu/149|questa pagina]]? Io ci ho provato e riprovato, ma non riesco a farlo come è stampato. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 07:54, 30 nov 2012 (CET)
: Come sospettavo, Edo è molto contrario a cambiare i titoli, guarda cosa ha risposto nella discussione che hai aperto da me. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 07:41, 5 dic 2012 (CET)
::Se posso dire la mia ritengo che, ove possibile e coerentemente con la struttura dell'opera, è opportuno avere sottotitoli espliciti (evitando le semplificazioni, quando non è chiaro il vantaggio che potremmo trarne) e conformi all'indice di riferimento; ogni caso, ovviamente, va considerato volta per volta.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:23, 5 dic 2012 (CET)
== Piceno Annonario ==
Ti ringrazio per le riletture e le correzioni che hai apportato al testo, ti invito a continuare se hai tempo. Grazie e buona giornata! :) --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 08:50, 9 dic 2012 (CET)
==Piccolo ringraziamento==
Ciao Luigi, ho visto che hai riletto alcune pagine di [[Indice:Sermoni giovanili inediti.djvu]], opera che sto lentamente trascrivendo, e volevo ringraziarti per il tuo contributo. Potresti farmi un piccolo favore portando, quando hai tempo e voglia, al SAL 75% la copertina ed il frontespizio del libro? Te ne sarei veramente grato. Ciao,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:56, 15 dic 2012 (CET) Grazie mille!! Ti devo un favore. Se hai bisogno di un aiuto in qualche testo chiedimi! Grazie ancora,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 16:27, 17 dic 2012 (CET)
== Un Consiglio su Satire di Giovenale ==
Ciao Luigi62
ho visto che sei sul testo e vorrei chiederti: sto creando da pochi giorni le pagine trascritte, faccio bene a spuntare lo stato di avanzamento al 75?
E poi c'è una categoria "Pagine di Satire (Giovenale).djvu" che contiene due pagine (di note) che non capisco.
Grazie tante per l'aiuto
[[User:Will Rollo|Will Rollo]] ([[User talk:Will Rollo|disc.]]) 13:55, 29 dic 2012 (CET)
== Pascoli ==
Caro Luigi, abbiamo un testo quasi completo; la sola pagina ancora al 75% è [[Pagina:Poesie varie (Pascoli).djvu/189|questa]] e credo che la reticenza riguardi la mancaza dell'immagine. Potresti occupartene?<br />
Non ricordo se ne servano altre, ma per il momento pensiamo a inverdire l'ultimo tassello.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 13:21, 16 gen 2013 (CET)
== TT (trattini tossici) ==
Adesso postOCR dovrebbe "rendere commestibili" i trattini tossici. Puoi verificare? Grazie! Alla "grande pulizia" penseremo in seguito. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:36, 29 gen 2013 (CET)
:Sembra che non ci siano problemi, i trattini vengono sostituiti correttamente. Se vuoi fare una prova in piccolo [[La scotennatrice]] ne è pieno. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:23, 29 gen 2013 (CET)
== Versione provvisoria e definitiva ==
Caro Luigi,
notavo il tuo caricamento di ''Da Quarto al Faro'', e non ho nulla da ridire, ma sapendo che tale libro è una tappa mediana del cammino il cui approdo definitivo è ''Da Quarto al Volturno'' (come puoi evincere da [[w:Giuseppe Cesare Abba|Wikipedia]]), o stai creando un progetto come le varie edizioni del romanzo manzoniano, o mi sa sfuggendo qualche particolare: c'è un motivo che ti ha spinto a lavorare prioritariamente su ''Da Quarto al Faro'' in vece che su ''Da Quarto al Volturno''? - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 06:13, 3 feb 2013 (CET)
Il motivo principale è che non sono riuscito a reperire una scansione di ''Da Quarto al Volturno''. Come molti libri che ancora vengono pubblicati, misteriosamente non esistono nei vari archivi. Se mi fossi accorto subito della mancanza di tante pagine, non l'avrei cominciato e per il momento l'ho sospeso in attesa di reperire le pagine mancanti. Ho scritto ad un paio di biblioteche per avere le immagini delle pagine assenti, ma la momento non ho ricevuto risposta. Comunque, nel lungo periodo, vista la storicità del testo, non penso che sia disdicevole avere entrambe le versioni. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:30, 4 feb 2013 (CET)
:Il ragionamento non fa una grinza. Ok.
:A proposito, ti andrebbe di estrarre due immagini da ''Italia e Grecia''? Eccoti le pagine: [[File:Italia e Grecia.djvu|100px|page=10]] e [[File:Italia e Grecia.djvu|100px|page=5]]. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:04, 12 feb 2013 (CET)
== testo senza fonte ==
Ciao Luigi, non è che riusciresti a recuperare e indicare la fonte de [[La bella Gigogin]], da te inserita ancora l'altr'anno? Grazie :) [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:39, 27 feb 2013 (CET)
== Grazie grazie grazie! ==
Caro Luigi,
ti ringrazio profondamente per il M&S su Machiavelli, perché io non ce la faccio a metterlo in atto (sto lavorando agli altri sommari finché ho la mente "inchiavardata" su quello) ma mi rattristava pensare che i link blu nel sommario non facessero capo a pagine transcluse e mi chiedevo cosa sarebbe successo se nessuno se ne fosse accorto in tempi brevi. Il prossimo obiettivo è l'ultimo volume, quello delle opere letterarie, perché delle legazioni non abbiamo nulla. Il problema si pone invece per i ''[[Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio]]'': il risultato del M&S dovrà poi essere spostato a ''[[Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio (782)]] e la pagina [[Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio]] andrà trasformata in disambigua e snon ancora transclusi ma con due fonti di cui una con pagine già inserite. Altrettanto dicasi per ''Il principe'', ''Vita di castrucci di Castracani'' e altre opere già presenti. Ma una cosa alla volta. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:54, 29 mar 2013 (CET)
==Cavallotti quasi 100%==
Ciao Luigi, ho dato un'occhiata agli indici SAL 75% con poche pagine da rileggere. [[Indice:Commemorazione di Paolo Ferrari.djvu|Questo]] è quasi a posto, manca la copertina, che necessità dell'inserimento dell'immagine. Potresti, quando hai tempo, occupartene tu? Grazie in anticipo,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:12, 22 apr 2013 (CEST)
:Grazie mille! Immagine ottima, come al solito. Ciao,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:20, 23 apr 2013 (CEST)
== Immagini di Ordini di cavalcare (1571).djvu ==
Ho caricato su Commons le immagini delle briglie dalla pag. 132 in poi; la qualità è quella che è, mi spiegherai a suo tempo come fai a "pulire" così bene le tue. Intanto ci sono. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:58, 24 giu 2013 (CEST)
== Ringraziamenti da Stefano Mariucci ==
Ciao Luigi, vedo con piacere il tuo contributo dato all'opera http://it.wikisource.org/wiki/Cronica_de_Matematici (che fra l'altro è il mio primo contributo in Wikisource). Spero che tu possa investire ancora il tuo tempo in questa opera. Buona giornata.[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 14:16, 1 lug 2013 (CEST)
::E' meglio spaccarsi subito la testa che un pò alla volta ma, per essere del tutto sinceri, non credevo mica fosse così incredibilmente <s>incasinato</s> complicato. Comunque grazie per il contributo, è stata una soddisfazione vedere che c'è che mette mano nella tua opera. Ciao e buon lavoro su Wiki.--[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 05:53, 2 lug 2013 (CEST)
:::Ciao Luigi62, innanzitutto voglio ringraziarti per il gran lavoro di correzione che stai facendo in http://it.wikisource.org/wiki/Cronica_de_Matematici; come puoi immaginare c'è una gran soddisfazione nel vedere che il proprio impegno, sommato a quello degli altri, pian piano porta dei risultati concreti. Adesso vorrei farti una domanda: vedo che stai già inserendo le citazioni di autore e volendoti aiutare e, anche per poter imparare qualche cosa di più, ho provato a farlo in http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/90. E' corretto quello che ho fatto? E nel caso l'autore fosse citato non solo in Wikipedia ma anche in Wikisource, come dovrebbe essere il codice corretto? Lasciati ringraziare nuovamente e continua ad avere pazienza.:)--[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 06:10, 22 lug 2013 (CEST)
== Wikisource User Group ==
Wikisource, la biblioteca digitale libera, sta avanzando velocemente verso un modo di gestione dei libri migliore e più semplice, sia per quanto riguarda la la rilettura che per il caricamento. Tutte le comunità linguistiche sono molto importanti in Wikisource. Noi vogliamo proporvi la creazione di un [[m:Wikisource User Group|Wikisource User Group]], un gruppo libero e informale di volontari che faciliterà il dialogo e la cooperazione fra comunità, associazioni e organizzazioni, assieme all'attenzione all'innovazione tecnologica. Ogni aiuto è benvenuto.
Questo ci darà un mezzo per condividere e migliorare gli strumenti nelle Wikisource locali. Siete tutti invitati ad iscrivervi alla mailing list '[https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/wikisource-l wikisource-l]' (in inglese), o il canale IRC [http://webchat.freenode.net/?channels=#wikisource #wikisource], potete seguire anche la [https://www.facebook.com/Wikisource pagina Facebook] e a seguire il profilo [https://twitter.com/wikisource Wikisource twitter].
Ci sono inoltre 4 progetti legati a Wikisource, nella ''Google Summer of Code'' del 2013. Per ottenere risultati migliori, è importante la vostra opinione e il vostro feedback. I progetti sono descritti nella pagina "[[m:Wikisource across projects|Wikisource across projects]]". Potente infine trovare il report del progetto (''midpoint report'') IEG su Wikisource [[m:Grants:IEG/Elaborate Wikisource strategic vision/Midpoint|qui]].
[[m:Global message delivery|Global message delivery]], 02:50, 25 lug 2013 (CEST)
<!-- EdwardsBot 0542 -->
== Sfondo delle immagini ==
Ciao Luigi62, grazie per il grande lavoro che hai e stai facendo per aiutarmi a concludere il lavoro. Ho visto che hai sistemato [[http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/13 questa]] lettera miniata ottenendo il risultato che lo sfondo non è più originalmente giallastro ma si fonde con il resto del documento (bianco). Come hai fatto? Altre situazioni simili sono a pag.[[http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/7 7]], [[http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/167 167]].Ciao e buona giornata:) --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 05:27, 7 ago 2013 (CEST)
== Errori grossolani ==
Uff, ci credi che non ci ho pensato? Essendo stampato prima del 1923 è legale negli Stati Uniti, per cui mi sentivo tranquillo... --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 11:01, 23 ago 2013 (CEST)
== Grazie da Phuket ==
La tentazione di entrare in Source mi ha vinto. Ho visto i tuoi nuovi e numerosi interventi. Grazie di nuovo per l'aiuto. Non mi dilungo perche' la tastiera e' tainlandese e ... le lettere... dove sono (il punto di domanda non lo trovo). --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 07:21, 21 set 2013 (CEST)
== Consulenza numismatica ==
Più che consulenza informatica sarebbe necessario un corso di italiano per Daidone. Ma dubito che sia possibile. Da quel che ho capito con questa "bilancia a acqua" e con il principio si Archimede vorrebbe spiegare come si quantifica la fregatura ricevuta. Ebbene, nell'esempio di oro ce ne sta solo il 75 % circa, quindi 75 tutto attaccato etc.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:30, 24 set 2013 (CEST)
p.s. ho avuto grossi problemi di computer (risolti sostituendo il disco rigido) e ora sono con una connessione che non funziona. Spero di sistemare a breve il tutto e farmi vedere un po'.
== Croniche di Trento ==
''Il testo della pagina Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/263 non coincide con l'immagine. Se possiedi il testo originale lo potresti sostituire? --Luigi62 (disc.) 21:19, 3 ott 2013 (CEST)''
: La fonte è sempre Google Books. Quando ho però a suo tempo convertito il pdf in djvu, i capilettera (memorizzati come immagine separata -- forse lo scanner di Google è abbastanza furbo da riconoscerli, e magari scannerizzarli a diversa risoluzione ?) non sono stati convertiti, e con essi una parte del testo adiacente. Per la trascrizione ho fatto riferimento al pdf. Mi pare di aver capito che per altri testi è stato possibile collegarsi direttamente al pdf, ma non so come fare. [[User:StefanoC|StefanoC]] ([[User talk:StefanoC|disc.]]) 17:38, 4 ott 2013 (CEST)
==Sulle ferrovie==
Grazie dell'aiuto. Si tratta di un testo di Sebastiano Mottura, a cui è dedicato un Istituto tecnico a Caltanissetta (l'unico in Italia ad indirizzo minerario). OppidumNissenae ha lanciato un progetto che con l'aiuto del preside dovrebbe riuscire a coinvolgere i ragazzi. Se ci dai delle indicazioni, tanto di guadagnato [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 18:58, 25 ott 2013 (CEST)
:Non c'è alcun problema, dimmi in quale modo posso essere utile. Il primo consiglio è senz'altro quello di attivare gli '''Strumenti per la rilettura''' ([[Aiuto:Strumenti per la rilettura|aiuto]]), postOCR è uno strumento indispensabile. Altra cosa utilissima è il correttore ortografico (in Firefox, non so gli altri). Ma per la rilettura finale ci vuole attenzione, concentrazione e ancora attenzione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:19, 25 ott 2013 (CEST)
== E invece, sì.... ==
Mi pare di aver risolto il problema dell'immagine "centrata flottante". La soluzione sembra assai banale: un'immagine centrata flottante delle dimensioni width:20% è un'immagine float:left (o float:right) circondata da due margini width:40% (e questo perchè, logicamente, 20%+40%+40%=100%...). Si può fare proprio con il template FI.... :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 18:35, 30 ott 2013 (CET)
: Ti scrivo da "sloggato", perchè ho appena verificato che la cosa funzioni per tutti. Vedi [[I_promessi_sposi/Capitolo_VIII#pagename163]], ci siamo! ([[Utente:Alex brollo|alex sloggato]])
== Help needed in vista ==
Come avrai intuito sto già pensando a un tool (bot) per ripassare la [[:Categoria:Pagine con immagini provvisorie]] e sostituire le immagini costruite con il mio trucco con immagini regolari, ritagliate e caricate su Commons. Ora, nel template mi sembra esistano tutti gli elementi per un automatismo integrate: nome del file, pagina, coordinate per il ritaglio. Potrei fare tutto in python sfuttando la libreria PIL ma forse appoggiarmi a un altro programma, che accetti righe di comando (tipo GIMP o imagemagick) semplificherebbe le cose.
Se hai pratica anche della costruzione di comandi batch e se hai volgia, mi proponi qualcosa? Mi interessa soprattutto sapere quali sono i parametri necessari in modo di preparare già delle "righe di comando" pronte, nascoste in qualche anfratto del codice della pagina e/o nell'html.
PS: sentiti liberissimo, ed anzi incoraggiato, a sostituire le immagini provvisorie con immagini definitive... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:02, 4 nov 2013 (CET)
:Tendenzialmente sono contrario a fare dei crop automatici, per la semplice ragione che le fonti sono dei file .djvu, probabilmente le peggiori tra tutte quelle a disposizione. Io sono un "artigiano" per le immagini e cerco sempre la miglior risoluzione e pulizia. Purtroppo in questo caso fa difetto la velocità. La scelta dell'immagine provvisoria mi sembra un buon compromesso, anche se c'è qualche problema con l'esportazione in ePub. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:15, 4 nov 2013 (CET)
:: Non è detto che le fonti siano i djvu... per tutto IA ci sono i magnifici TIFF/JP2 e lavorandoci si potrebbe preparare un sistema di download "specifico per pagina". Per l'ePub non so se Candalua ha già aggiornato "il css da esportazione", posso fare un test aggiungendo brutalmente il css all'Epub con Sigil.
:: In ogni caso, nessun sistema automatico potrà mai sostituire l'elaborazione manuale e quindi anche un eventuale caricamento via bot dell'immagine croppata andrebbe comunque considerata "molto migliorabile". Ostica, in via automatica, anche la decisione se caricare come png o jgp. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:19, 5 nov 2013 (CET)
== Pt, Ec, noinclude ==
Caro Luigi,<br/>ho letto il tuo intervento sul template Pt e mi ricordo si fosse rimasti a un uso del template Ec per gli errata corrige e del Pt per le parole spezzate, da usare in entrambe le pagine. Stessa cosa leggo in un intervento di Aubrey, mentre io ho sempre consigliato tutt'altro. Conviene metterci d'accordo o faremo impazzire i nuovi arrivati. Che ne dici, ne parliamo al bar?--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:51, 25 nov 2013 (CET)
:Non trovo più la pagina dove avevo letto i consigli discordanti, quindi se mi sono sbagliato porta pazienza. In ogni caso ho creato una [[Wikisource:Bar#Ec o Pt|discussione]] al bar sull'argomento, nel caso volessi dire la tua.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 03:11, 27 nov 2013 (CET)
== ops! ==
[[Discussioni_utente:Accurimbono#Favole_per_Re_...|Ti ho risposto dalle mie parti... :)]] --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 20:50, 25 nov 2013 (CET)
== Immagini per Il diamante di Paolino ==
Ciao,
grazie per avere migliorato la qualità delle immagini nel "Diamante di Paolino" eliminando lo sfondo giallo... ottimo risultato! (non ho idea di come si faccia) :)
ciao --[[User:Eusebia|Eux]] ([[User talk:Eusebia|disc.]]) 00:30, 5 dic 2013 (CET)
== Vincitori del concorso per il Compleanno di Wikisource ==
Carissimo {{PAGENAME}}, grazie per il tuo contributo a Wikisource. Grazie al tuo lavoro e a quello di tutti gli altri partecipanti, abbiamo riletto 4228 pagine in soli 7 giorni: la comunità ci mette solitamente 7 mesi a rileggere quel numero di pagine! La vostra presenza ha reso questo compleanno di Wikisource una festa fantastica, e speriamo che anche tu ti sia divertito. Grazie anche per aver pazientemente aspettato l'annuncio dei vincitori: è finalmente giunto il momento tanto atteso :-)
Vai [[Wikisource:Decimo_compleanno_di_Wikisource|qui per sapere chi ha vinto]]!
Ma vogliamo ricordarti che Wikisource non finisce qui: il progetto di una biblioteca digitale libera e collaborativa si nutre di contributi quotidiani, di utenti generosi come te. Per cui sei ufficialmente invitato a rimanere, e a collaborare con noi, quanto vuoi, quando vuoi; non c'è nessun obbligo. Puoi sempre scrivere al [[Wikisource:Bar|Bar]], quando hai un dubbio, o a uno di noi utenti.
Infine, ci piacerebbe sapere la tua opinione sul concorso: ti è piaciuto? E' stato semplice partecipare? Pensi verrai su Wikisource a contribuire, di tanto in tanto? Ti piacerebbe se rifacessimo un concorso del genere? Scrivici pure quello che vuoi (critiche e suggerimenti) [[Wikisource:Decimo_compleanno_di_Wikisource/Feedback|qui sotto]]. A presto, e grazie ancora di aver festeggiato con noi! [[Utente:Aubrey|Aubrey]] ([[Discussioni utente:Aubrey|talk]]) 12:31, 15 dic 2013 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:Aubrey@itwikisource usando l'elenco su http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource:Decimo_compleanno_di_Wikisource/Lista&oldid=1357296 -->
== Il Magno Palazzo ==
Ti ringrazio per la rilettura che stai facendo del Magno Palazzo. Come vedi, ho adottato la tua convenzione per il numero dei versi.
Mi sono però permesso di invertire alcune tue correzioni, cioè l'aggiunta di accenti su ''piu'', ''perche'', ''cosi'', che non credo siano errori di stampa, dato che nel testo sono costantemente scritti senza accento. Ho verificato nelle [[Wikisource:Convenzioni_di_trascrizione]] e mi pare che la norma sia mantenere gli accenti dell'originale. Lo stesso dicasi dello spazio prima dell'articolo eliso ''’l''. [[User:StefanoC|StefanoC]] ([[User talk:StefanoC|disc.]]) 12:33, 29 dic 2013 (CET)
:''Invece sugli apostrofi non condivido: secondo me si tratta di aferesi, perciò lo spazio prima dell'apostrofo ci vuole (anche se devo ammettere che in "a’mbiancar" avrei dovuto mettere lo spazio prima e non dopo l'apostrofo). ''
::(dopo essermi letto sul dizionario cosa vuol dire aferesi) dato che è dipendente dal contesto (appare solo dopo parola che termina per vocale, e non in altri casi), io direi che si tratti di elisione. Comunque, nel dubbio credo che la scelta da privilegiarsi sia l'aderenza all'originale.
:''Per finire ti lascio un altro dubbio: in questa pagina ci sono due ij (Tempij, & edifitij) che sono resi con il carattere ÿ.''
::A guardare da vicino, a me paiono due caratteri separati. Dubito che i font di un tipografo italiano del 1500 compredessero la ÿ, considerando che non disponeva neppure di lettere accentate maiuscole. [[User:StefanoC|StefanoC]] ([[User talk:StefanoC|disc.]]) 13:57, 30 dic 2013 (CET)
== Insetti ==
Intanto grazie di usare i miei tool e di farlo con attenzione.
Prova, per curiosità, ad aggiungerti in common.js codesta cosa:
<pre>shortcut.add("Alt+2",function() {
scriviBox(leggiBox().replace(/f([bcdgmnptz])/g,"s$1")
.replace(/lT/g,"ll'")
.replace(/é/g,"è")
.replace(/ j /g,"; "));
});</pre>
Dovrebbe ripulirti almeno un po' l'OCR degli insetti di Redi; e dovrebbe attivarsi con la combinazione di tasti Alt+2. Se ti barcameni nelle regex puoi accodare quanti altri replace vuoi. Prendilo come un rimborso del fastidio derivante dalle "semplificazioni" ;-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:44, 12 gen 2014 (CET)
:Grazie della dritta, ma... in realtà gli insetti di Redi sono uno split ''manuale''; visto che il testo non splitta più automaticamente e sono necessari diversi aggiustamenti manuali per autori e testo greco illeggibile ne copio-incollo qualche pagina ogni tanto prelevandola dal testo precedentemente presente (il match è nella mia sandbox). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:53, 12 gen 2014 (CET)
:: Ok, riciclerò l'idea per il prossimo testo pieno di ſ ma senza "match" che mi capita di veder trascrivere. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:11, 12 gen 2014 (CET)
== Lo sapevi che.... ==
.... si possono scaricare al volo le jp2/jpg (e se ci sono i tiff) ad alta risoluzione delle ''singole e specifiche'' pagine di Internet Archive, delle quali le immagini compresse e maltrattate dentro i file djvu sono una brutta copia? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 01:11, 25 mar 2014 (CET)
== Errore nel titolo di un file ==
Ciao Luigi62, ti ringrazio comunque per avermi aiutato. Ho provato a ricaricare il file su Commons ma il sistema mi segnala che esiste già un file con quel nome. Non capisco perchè. Ho provato a cercarlo ma oltre il mio non esiste nulla. Ho inserito una richiesta di aiuto anche su Commons. Ora attendo la risposta poi, chiederò, come mi suggerisci, aiuto a qualche amministratore. Ciao e buona giornata. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 19:24, 6 apr 2014 (CEST)
== News su Ritaglio ==
Sto scrivendo due versioni di un estrattore di immagini, che si basa sui parametri del template Ritaglio per andare a cercare le immagini e ritagliarle fisicamente, mettendole in una cartella locale.
Il primo test è la sequenza di immagini caricate in [[commons:Category:Illustrations_from_Avventure_di_Robinson_Crusoe]], le riconosci per lo schema nome "Avventure di Robinson Crusoe 9999 9.jpg" (i 9 sono numeri di pagina e progressivo nella pagina).
Mi piacerebbe un tuo parere/un tuo commento/un tuo suggerimento. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:47, 26 apr 2014 (CEST)
:Il risultato mi sembra buono. Alcune vanno ritoccate o ritagliate in manuale, ma dipende dall'originale (da ruotare) o dal ritaglio non ben definito. Adesso ci vuole una passata di bot per sostituire al ritaglio l'immagine estratta. In commons aggiungerei anche una categoria che dica che sono state estratte automaticamente, può essere utile in futuro discriminare le immagini trattate in maniera automatica da quelle in manuale. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:32, 28 apr 2014 (CEST)
== Trova & sostituisci smemorato ==
Caro Luigi62, una delle cose più frustranti della mia passione di "costruttore di gadget" è di non avere quasi mai la prova che almeno un utente, poi, li usa. Succede che dopo un tempo più o meno lungo li modifico, o magari li disabilito, e allora - a distanza di tempo, in genere - vien fuori che qualcuno li usava....
Ti chiedo: adesso sto dandomi da fare per riattivare la memorizzazione delle modifiche impostate con trova & sostituisci. Hai tempoo e voglia di darmi una mano, testando passo passo la nuova configurazione basata su localStorage e non più su cookie? --[[User:Alex brollo|Alex]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:19, 3 set 2014 (CEST)
:Molto volentieri, fammi sapere quando sarà attivo. Ho già verificato che al momento è non funzionante. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:53, 4 set 2014 (CEST)
== Wikimedia per la scuola ==
Ciao! Pare che tu sia uno degli [[Speciale:UtentiAttivi|utenti più attivi]] di questo progetto. Sarebbe gradita la tua opinione in una [[Wikisource:Bar#Wikimedia per la scuola|discussione al bar]].<br />
Stiamo discutendo su come preparare Wikisource ad una [[b:Utente:Riccardo Rovinetti/Sandbox 26|campagna pubblicitaria]] per attirare nuovi utenti. --[[User:Riccardo Rovinetti|Riccardo Rovinetti]] ([[User talk:Riccardo Rovinetti|disc.]]) 23:56, 16 ott 2014 (CEST)
== Storia delle arti del disegno ==
Chiedesi opinione:
Nel testo usa mettere la prima sillaba della pagina successiva in fondo, dopo le note.
Il invece l'ho messa prima. Visto che sono ancora all'inizio, pensi sia il caso di mettere il tutto così come nel testo oppure proseguo come ho fatto finora?
Grazie per una risposta.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 10:08, 22 ott 2014 (CEST)
Contrordine: a volte sopra e a volte sotto. grrrrrrrrr --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:11, 22 ott 2014 (CEST)
:Non essere così purista, io personalmente il più delle volte non lo trascrivo. :-)) --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:41, 22 ott 2014 (CEST)
== I Malavoglia ==
Grazie per la pront(issim)a risposta sulla spaziatura...
Ho rivisto da pag 150 a pag 165 (adesso vado a dormire...) ma ho trovato anche, a pag 161 la parole "spie" e a pag 150 "madre addolorata" che sono ugualmente spaziate nell'originale. Io le ho messe spaziate ma se credi rimettile normali. Spero in altre tre serate di sistemare a ritroso le pagine già riviste (dalla 1 alla 150). Tra quelle fatte stasera ho trovato la 165 non modificabile. Come mai? --[[User:UDB1060|UDB1060]] ([[User talk:UDB1060|disc.]])
== Piccolo lavoretto grafico ==
Veramente piccolo, spero. Avrei bisogno di una serie di immaginette di accenti e altri diacritici, per la precisione di questi: ´ ˆ ¨ ~ ˇ ¯ ˘ ˛ ˚ ˙ ˝¸`
Siccome voglio metterli dentro dei bottoni per il tool Diacritici.js, vorrei che fossero leggibili - non le illeggibili formiche che ho ficcato nel gadget; enon ho trovato immagini adeguate, dove fossero grandi, ma inscrivibili in uno spazio quadrato, restando però chiaro che alcuni sono "sopra" e alcuni sono "sotto".
Se non mi sono spiegato.... non perdere tempo a scervellarti. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:42, 17 nov 2014 (CET)
: Ho trovato questi: [[File:Apostrophe.svg|20px]] [[File:Tylda.svg|50px]] [[File:Degree symbol.svg|10px]], effettivamente c'è difficoltà a renderli omogenei, dammi qualche giorno e ne creo una serie omogenea. Una domanda, la tilde ~ ti serve centrata quella usata come "circa", oppure alta come in ñ? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:05, 17 nov 2014 (CET)
== Fior di Sardegna ==
Ciao, Luigi62, grazie per avermi avvertito. Cercherei volentieri di fare quello che proponi, se solo avessi un minimo di ''reali'' abilità tecniche nel maneggiare il computer. Questo purtroppo è un problema che mi limita molto. Se il mio lavoro fin qui dovesse risultare inutile, avrò se non altro fatto un po' di pratica in pagine SAL 25%, cosa questa che mi mancava. Grazie per avermi scritto. Ciao, --[[User:Filippo Sorrentino|Filippo Sorrentino]] ([[User talk:Filippo Sorrentino|disc.]]) 17:07, 16 dic 2014 (CET)Filippo
==Un aiuto==
Ciao Luigi62, avrei bisogno che mi dicessi come fare per formattare [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Album_Paulista.pdf/289 questa pagina]. Tutto il testo è stato da me riletto. Sono un po' alle prime armi e non sono in grado di eseguire bene l'operazione. (Dopo Natale mi darò da fare per imparare) Grazie e approfitto per inviarti gli auguri di Buon Natale. (Il testo ''Senso'' è stato da te così perfettamente scannerizzato e controllato che ho ben poco da correggere durante la mia rilettura! Sei proprio bravo.)--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 11:37, 21 dic 2014 (CET)
::::Mi fa piacere leggerti così mi permetto di disturbarti. Non so se sto facendo bene, ma mi sono trovata a rileggere il testo ''I Robinson italiani'' che non sempre è fedele allo scritto originale che mi appare a fianco. Sto quindi cercando di essere più precisa nei riguardi dell'originale anche se, ammetto, la versione da correggere in molti punti è senza dubbio migliore (certo più moderna nel linguaggio). Va bene come sto facendo o no? Ancora una cosa. Mi sono trovata in difficoltà con la rilettura del testo della Deledda ''Elias Portulu''. Ci sono molte pagine da formattare e non credo di essere ancora pronta per farlo. Un saluto e BUON ANNO e, già che ci siamo... Buona Befana!!--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:13, 2 gen 2015 (CET)
::::Lo avevo immaginato. Certo è meglio. Continuo quindi come sto facendo. O.K.?--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:43, 2 gen 2015 (CET)
== Global account ==
Hi Luigi62! As a [[:m:Stewards|Steward]] I'm involved in the upcoming [[:m:Help:Unified login|unification]] of all accounts organized by the Wikimedia Foundation (see [[:m:Single User Login finalisation announcement]]). By looking at [[Special:CentralAuth/Luigi62|your account]], I realized that you don't have a global account yet. In order to secure your name, I recommend you to create such account on your own by submitting your password on [[Special:MergeAccount]] and unifying your local accounts. If you have any problems with doing that or further questions, please don't hesitate to contact me on my [[User talk:DerHexer|talk page]]. Cheers, [[User:DerHexer|DerHexer]] ([[User talk:DerHexer|disc.]]) 22:42, 16 gen 2015 (CET)
== Re:Il castello di Otranto ==
Preferirei fossero tre righe dato che le pagine formattate da me sono così--[[User:Piaz1606|Piaz1606]] ([[User talk:Piaz1606|disc.]]) 20:35, 23 gen 2015 (CET)
==Elias Portulo==
Ciao Luigi, volevo continuare a rileggere Elias Portulo ma non è possibile. Qual' è la ragione?--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 00:05, 5 feb 2015 (CET)
== Demetrio Pianelli: spostamento di titolo ==
Caro Luigi,
Sono felice che tu stia lavorando così alacremente a ''Demetrio Pianelli'', così sto pensando di metterlo in coda da rileggere dopo ''Malombra''. Certo che occorrerà sistemare per bene i titoli in ns0. Chiedo scusa per eventuali disagi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:16, 12 apr 2015 (CEST)
== Re:La capanna dello zio Tom ==
Grazie, seguirò il tuo consiglio--[[User:Piaz1606|Piaz1606]] ([[User talk:Piaz1606|disc.]]) 20:33, 12 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Luigi62, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
==Un paio di domande==
Ciao Luigi sto scoprendo ogni giorno cose nuove e per molte ho bisogno di spiegazioni e conferme. Nel rileggere un paio di pagine [https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Costantino_Beltrami.djvu di questo testo] ho notato un template che non sapevo si potesse mettere e che linka a voci su wikipedia. Il template è il Template|w. Vuol dire che se trovo autori o opere o qualsiasi cosa che si trova su pedia posso linkarlo? E ancora una domanda. Sempre girovagando mi sono trovata a rileggere alcune pagine dello Zibaldone e ho notato che un autore viene citato più volte anche nella stessa pagina e mi chiedevo quale era il criterio. Io pensavo che, come in pedia, bisognasse evitare di fare doppi richiami. Cosa mi puoi dire al riguardo? --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:23, 19 mag 2015 (CEST)
::::::::Ti ringrazio. Trovo che sia molto utile. Cercherò di usarlo con "[[w:Cum grano salis|cum grano salis]]". Ma nel template {{tl|AutoreCitato}} il tl per cosa sta?--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:56, 19 mag 2015 (CEST)
:::::::::E ancora grazie.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 22:20, 19 mag 2015 (CEST)
==Il Cappello del prete==
Sono ancora a disturbarti ma ho iniziato ora la rilettura del Cappello del prete e non sono riuscita ad applicare in modo corretto il template alla parola «sperimentale» [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:De_Marchi_-_Il_cappello_del_prete,_1918.djvu/14&action=submit qui] --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 00:17, 21 mag 2015 (CEST) .
== Autore:Gabrielle Bremont ==
Per quel po' di francese che ricordo, Gabrielle sembra un nome femminile. Dovrebbe essere Gabriel [http://viaf.org/viaf/search?query=local.personalNames+all+%22Gabriel%20Bremont%22&sortKeys=holdingscount&recordSchema=BriefVIAF] --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:26, 22 mag 2015 (CEST)
Infatti è una donna. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:28, 22 mag 2015 (CEST)
:{{ping|Carlomorino}} era un problema che era già emerso e mi ero riproposto di lasciarne traccia, ma poi me ne sono dimenticato. Ho rimediato mettendo una nota in [[Discussioni autore:Gabrielle Bremont]]; chissà che un giorno non torni utile. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:25, 22 mag 2015 (CEST)
== Caratteri speciali ==
Ciao Luigi62, mi rivolgo a te su consiglio di Alex. Dovrei inserire in [[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Mondolfo_-_L%27infinit%C3%A0_numerica_dai_pitagorici_e_da_Platone_ad_Archimede,_1933.djvu/4 questa opera]] alcuni caratteri grafici sulla falsa riga del carattere grafico threedots.png presente su Commons. Io sono in grado di crearli con un qualsiasi programma di fotoritocco ma non sono in grado di applicargli la caratteristica della '''trasparenza'''. Ho provato anche ad utilizzare alcuni software online per togliere il background ma per un motivo o per l'altro non sono ancora riuscito a salvare una copia in locale del file modificato. Hai qualche suggerimento da darmi su come posso fare? Per intanto ti auguro una buona giornata. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 07:08, 8 giu 2015 (CEST)
:{{ping|Stefano mariucci}}: molto meglio creare un SVG. Se vuoi una mano e non hai troppa fretta posso prepararteli io. L'unica cosa di cui ho bisogno è l'elenco delle pagine che contengono i caratteri speciali in modo da farli tutti con lo stesso margine. Se invece vuoi cimentarti tu nella grafica vettoriale (SVG) il programma giusto è inkscape. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:00, 9 giu 2015 (CEST)
:::Innanzitutto grazie della disponibilità e ovviamente non ho problemi ad aspettare, quando vuoi i simboli ti aspettano in[[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Mondolfo_-_L%27infinit%C3%A0_numerica_dai_pitagorici_e_da_Platone_ad_Archimede,_1933.djvu/4 questa]] e [[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Mondolfo_-_L%27infinit%C3%A0_numerica_dai_pitagorici_e_da_Platone_ad_Archimede,_1933.djvu/5 questa]] pagina (per adesso). Comunque proverò (per conto mio) a tentare di farli seguendo i tuoi consigli nell'ottica di ''impara l'arte e mettila da parte'' ;) Grazie e buona giornata. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 16:53, 11 giu 2015 (CEST)
::::Ciao Luigi, ritieniti sollevato dalla richiesta perchè ho sollevato dei dubbi sul rispetto dei diritti dell'opera (se hai letto la discussione al bar). Ebbene... l'opera è stata cancellata. Comunque grazie lo stesso e alla prossima. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 07:21, 15 giu 2015 (CEST)
== Rilettura Poesie di G. Savonarola ==
Vedo che ha iniziato la rilettura del testo che sto editando. Ho dato uno sguardo ai criteri ed ho visto due cosette che avrei trattato alla fine in Discussione Pagina Indice. Note con asterisco. L'uso nel libretto è caotico e non sistematico però il curatore intendeva chiaramente distinguere quelle con gli asterischi (del curatore), da quelle originali del Savonarola. Note originali ce ne sono solo in IV (De ruina Ecclesiae) e il metodo adottato permetteva di distinguerle facilmente. Passato il componimento IV, il tipografo è tornato, fino a quasi fine libro ad indicare le note del curatore coi soli numeri, tanto non c'era più possibilità d'errore. Usare in IV due gruppi di note, asteriscate e non, veniva male perché alcune parole avevano doppia nota. Mi pareva d'aver fatto il meno peggio. Poi ho visto che mi ha bocciato il corsivo ''ec.'' nei ritornelli. A me pareva una gran bella cortesia grafica per il lettore. Forse per la rilettura sarebbe stato il caso di attendere la fine della trascrizione.[[User:Lino Marco|Lino Marco]] ([[User talk:Lino Marco|disc.]]) 15:40, 20 giu 2015 (CEST)
:{{ping|Lino Marco}}, hai ragione, ho riletto prima che fosse finito. Personalmente toglierei l'asterisco perché non vedo ambiguità nelle note, visto che tutte cominciano con ''L’autografo''; l'uso del corsivo per ''ec.'' sarà anche utile al lettore, ma non è conforme all'originale, comunque visto che non si tratta di modifiche sostanziali, scegli tu ed io mi adeguo. Nel frattempo mi sono permesso di inserire nel testo le note poste alla fine libro. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:46, 20 giu 2015 (CEST)<br />
::Ho inserito solo ora le note per la rilettura, (ma è un testo nato in 24 ore!) dove faccio un po' la storia delle note ed esprimo le mie preferenze. Siccome sta continuando la rilettura Aubrey, vedrò cosa fa la maggioranza e poi ripasso a normalizzare alla fine. Grazie per le note inserite, sono tutti particolari che ancora mi sfuggono. Ma ieri, visto che eravamo contemporaneamente online (ho controllato le cronologie), avrei preferito che tu mi avessi avvisato che stavi cominciando la rilettura. :-) Saluti. [[User:Lino Marco|Lino Marco]] ([[User talk:Lino Marco|disc.]]) 13:13, 21 giu 2015 (CEST)
== Filtro lente in Gimp ==
Ho alcune scansioni (anzi: fotografie) di pagine con qualcosa di analogo alla deformazione lente (testo "curvo" perchè è stata fotografata una pagina non spianata; un effetto vagamente analogo a una lente cilindrica-conica). Ho visto che Gimp ha un filtro per la correzione dell'effetto lente; l'hai mai provato su questo artefatto? Hai qualche altro suggerimento "grafico" per eliminarlo/ridurlo in Gimp o con altre applicazioni non proprietarie? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:36, 17 ago 2015 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Non è possibile correggere il testo curvo con Gimp, perché non è una deformazione dovuta alla lente. Con quegli strumenti puoi correggere distorsioni tipo a "barilotto" o a "cuscino". Per correggere la foto di una pagina devi ricorrere ad altri programmi. Ho visto un video che Scan Tailor può fare un lavoro del genere, ma non ci ho mai provato e non so quanto sia complesso. Guarda [https://vimeo.com/13246060 questo video] (più altre due parti) e vedi se è quello che ti serve. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:39, 17 ago 2015 (CEST)
:: E che cavolo! Ho passato Scan Tailor da cima a fondo saltando proprio quell'opzione! Certo, funziona, e funziona perfino, nella maggioranza delle pagine, in ''automatismo integrale''. Grazie! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:15, 18 ago 2015 (CEST)
== Sette virtù divine descritte in pace e affetto ==
So che sembrerà quasi ridicolo, ma sono sincero: ho sempre voluto leggere e leggere e leggere per poter "chiudere" a mio nome un testo a SAL 75. Ma dopo l'aiuto dato nel testo dei vizi, faccio un omaggio quasi puerile, ma molto sentito: lascio a te l'onore, ché io non me lo merito. Quindi, a te lo scettro di "chiusura" di questo piccolo lavoretto. Grazie per la dritta, [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 22:33, 9 set 2015 (CEST)
(P.S.: sto imparando a ritagliare immagini; ma per poterle mettere su Wiki, devo anche fare in modo che siano "trasparenti" / "che si adattino allo sfondo di Wikisource"? Che programma usi? Io uso GIMP 2.8, ma solo da due ore)
== Crop e crock ==
No, non sono impazzito: "qualquadra non cosa", come si dice tra le genti strane.
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/46
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/5
A parte che vedo un segnaspazio uguale, non riesco assolutamente a modificare pagina 1. Nella cronologia appare che ho fatto tre modifiche ed è vero, perché ho pensato: "Se manca questo elemento grafico, la pagina non è completa completa al 100%". Pertanto, si es pusible, si potrebbe croppare quel bel divisiorio e apporlo?
Ah, sarebbe carino anche questo quadretto floreale: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/15
Grazie, [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 23:06, 2 ott 2015 (CEST)
EDIT: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/18 Ma è uno solo o è una sovrapposizione di Google? Comunque sia, anche se bug, pare carino. Si può fare?
== Memoregex ==
Mi pare che vari giorni fa tu mi abbia chiesto qualcosa riguardo l'inaccessibilità del sistema memoregex; a cosa ti riferivi, ai tool "canonici" attivati dai gadget di it.source o all'alternativa costituita dallo script monoblocco che uso io, dalla pagina User:Alex brollo/common.js di oldwikisource? In quest'ultimo caso, ok: ho trovato la soluzione, meglio, ho trovato l'errore che faceva sparire i tool da poem in poi, l'ho corretto, adesso verificherò che tutto funzioni. Sappimi dire. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:19, 16 nov 2015 (CET)
:{{Ping|Alex brollo}} purtroppo il problema sembra più complesso. Non solo non mi compaiono più i tastini per le memoregex, ma non funziona neanche AutoreCitato. Non riesco a capire da che dipende. Ho provato con XP, Vista, e Win10 da casa mia e non funzionano anche usando un account senza edit su wikisource. Dal lavoro invece con Win 7 funziona AutoreCitato ma non i tastini per le memoregex. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:04, 17 nov 2015 (CET)
:: Spetta un momento. Io uso due utenze, [[Utente:Alex brollo]] con un gruppo di tool monoblocco e multiprogetto con cui mi trovo benissimo, ma che ha parecchi limiti (e con questo tool memoregex mi funziona); uso invece [[Utente:Alex brollo bis]] per attivare i gadget di itsource non implementati nel tool monoblocco. Con questa utenza posso cercare di emulare il tuo ambiente, per trovare l'inghippo, ma dovresti dirmi esattamente (magari con uno o due screenshot, o con un elenco completo dei gadget che hai attivato) com'è la tua pagina Preferenze->Accessori; dopodichè, con una guardata ai tuoi common.js/vector.js dovrei riuscire a emulare completamente la tua situazione. A questo punto, se qualcosa non funziona a te, non funzionerà nemmeno a me. Purtroppo mi sono demoralizzato come "costruttore di gadget", alcune modifiche di MediaWiki hanno causato un crash generalizzato, poichè i gadget erano "scritti male" (causa mia!)... e non mi sono mai più ripreso. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 19:17, 17 nov 2015 (CET)
::: Mi sono calato in Alex brollo bis e ho trovato il problema. E' una malefica conseguenza delle novità nel caricamento dei gadget; mi pare di averci messo una pezza, una bruttissima cosa, ne parlerò con Candalua ma in qualche modo i pulsanti regex up, regex down, regex align compaiono, e se hai attivato il gadget memoregex, con opportune purghe, dovrebbero ricomparire anche a te. Per stasera non riesco a verificare che funzionino, lo farò domani. Intanto avviso Candalua del problema. [[User:Alex brollo bis|Alex brollo bis]] ([[User talk:Alex brollo bis|disc.]]) 00:01, 24 nov 2015 (CET)
::::{{Ping|Alex brollo}} funziona!!! Sei stato veramente grande. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:19, 24 nov 2015 (CET)
::::: Grazie Luigi, ma in realtà sono solo un dilettante allo sbaraglio.... che non vuole più fare danni. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:07, 24 nov 2015 (CET)
== Problema immagini ==
In questa pagina: [[Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/7]] ho inserito delle immagini che mi sembravano carine, formato png, e che invece perdono tutto il contrasto diventando grigine e smorte dopo ridimensionamento. Qual è il formato file più adatto per immagini in scala di grigi, per non "ammazzare" il contrasto? E per le immagini BN? Il jpg non mi piace sul BN per l'effetto "puntini sul bianco". Aiutooooo! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:19, 25 nov 2015 (CET)
:{{ping|Alex brollo}} purtroppo è difficile ottenere delle immagini ben definite da originali così piccoli. La tua immagine è solo un ingrandimento (usando l'originale ho ottenuto un'immagine 164x164). Comunque hai ragione, sono diversi mesi che ho l'impressione che le immagini ridimensionate siano più chiare: potrebbero aver cambiato il software di conversione. Ho provato ad aumentare il contrasto ma la differenza non è molto apprezzabile. Altrimenti puoi giocare diversamente, inserisci l'immagine non ridimensionata con il template <nowiki>{{TI}}</nowiki> e lasci che sia il browser a ridimensionare l'immagine. Il rovescio della medaglia è che l'immagine occupa molto più spazio (prova a scaricare l'epub di [[Alice nel paese delle meraviglie]]). Comunque ho modificato la pagina [[Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/7]] in tal senso per dimostrazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:22, 26 nov 2015 (CET)
== Vincitori del concorso per il Compleanno di Wikisource ==
Carissimo {{PAGENAME}}, grazie per il tuo contributo a Wikisource. Grazie al tuo lavoro e a quello di tutti gli altri partecipanti, abbiamo formattato e riletto 6958 pagine, completando 9 libri in soli 15 giorni: la comunità ci mette solitamente dei mesi a rileggere e formattare quel numero di pagine! La vostra presenza ha reso questo compleanno di Wikisource una festa fantastica, e speriamo che anche tu ti sia divertito. Grazie anche per aver pazientemente aspettato l'annuncio dei vincitori: è finalmente giunto il momento tanto atteso :-)
Vai [[Wikisource:Dodicesimo_compleanno_di_Wikisource|qui per sapere chi ha vinto]]!
Ma vogliamo ricordarti che Wikisource non finisce qui: il progetto di una biblioteca digitale libera e collaborativa si nutre di contributi quotidiani, di utenti generosi come te. Per cui sei ufficialmente invitato a rimanere, e a collaborare con noi, quanto vuoi, quando vuoi; non c'è nessun obbligo. Puoi sempre scrivere al [[Wikisource:Bar|Bar]], quando hai un dubbio, o a uno di noi utenti.
Infine, ci piacerebbe sapere la tua opinione sul concorso: ti è piaciuto? E' stato semplice partecipare? Pensi verrai su Wikisource a contribuire, di tanto in tanto? Ti piacerebbe se rifacessimo un concorso del genere? Scrivici pure quello che vuoi (critiche e suggerimenti) [[Wikisource:Dodicesimo_compleanno_di_Wikisource/Feedback|qui sotto]]. A presto, e grazie ancora di aver festeggiato con noi! --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:39, 26 gen 2016 (CET)
:P.S. Chiediamo cortesemente di comunicare un indirizzo mail valido per il ritiro del PREMIO, grazie, --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 09:31, 18 feb 2016 (CET)
== .... ==
Che ''bella galoppata''! :-) Grazie Luigi! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:14, 7 apr 2016 (CEST)
Grazie Luigi. [[User:Mauro11|Mauro11]] ([[User talk:Mauro11|disc.]]) 23:27, 22 apr 2016 (CEST)
== Borse Alessio Guidetti per Wikimania 2016 ==
{|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;"
|[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]]
|<center><big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse Alessio Guidetti'''</big><br />
Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br />
Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/>
Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/>
La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/>
Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br />
Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-)
----
<small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small>
----
</center>
|}--[[User:Alexmar983|Alexmar983]] ([[User talk:Alexmar983|disc.]]) 12:11, 24 apr 2016 (CEST)
== A te Eros e a me una Peccatrice ==
Caro Luigi,
che dici se concentrando i nostri sforzi dessimo ''una botta ciascuno, due colpi di Verga'' (mammamammamia cosa diavolo sto scrivendo!), io mi occuperei di ''[[Una peccatrice]]'' e tu di ''[[Eros (Verga)|Eros]]'' a cui vedo che stai già mettendo mano da un po'?
In tal modo avremmo portato a termine il grande sforzo di M&S iniziato tre mesi fa! - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:48, 28 mag 2016 (CEST)
== Michiel - Notizia d'opere di disegno ==
Ciao Luigi, felice che tu abbia trovato "pasta" per i tuoi denti nel Morelli, ma serve che ci si metta d'accordo sulle citazioni bibliografiche. Avevo iniziato a scrivere per esteso quelle date dal Morelli in forma abbreviata fra parentesi, verificando le edizioni, talvolta anche attraverso altri dati bibliografici, come i numeri di pagina; ti dispiace se intervengo in questo senso anche nella sezione bergamasca? Si tratta di citazioni che devono avere funzione pratica e così abbreviate ne hanno poca, tanto più che l'autore non ha corredato il testo con un indice delle abbreviazioni. --[[User:Naamar|Naamar]] ([[User talk:Naamar|disc.]]) 00:13, 26 giu 2016 (CEST)
:{{@|Naamar}} Normalmente non sciolgo le abbreviazioni, ma comunque antepongo l'omogeneità del testo, quindi fai pure le sostituzioni che ritieni necessarie. Sarebbe meglio lasciare una nota nella pagina di discussione delle modifiche apportate, anche a beneficio dei rilettori. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:24, 26 giu 2016 (CEST)
:: Inserisco la nota e scrivo una lista delle citazioni che ho normalizzato, con il link alle pagine in cui si trovano. --[[User:Naamar|Naamar]] ([[User talk:Naamar|disc.]]) 22:12, 26 giu 2016 (CEST)
== Una manina grazie! ==
Caro vincitore dello scorso anno,
mi rendo conto che non posso chiedere alcunché in forma imperativa, né è mia intenzione farlo, ma visto che dubito tu voglia vincere a tutti i costo anche quest'anno (o se lo volessi saresti un utente "cannibale") vorrei coinvolgerti nel lavoro di controllo che stiamo svolgendo. In pratica, se ti va di aiutarci ci sono le seguenti priorità che non fanno vincere il concorso ma tengono ordinato il progetto:
*Quando un testo passa a SAL 100% occorre
**portare al 100% anche le pagine corrispondenti in ns0: non avvenendo automaticamente bisogna che qualcuno lo faccia, né si può pretenderlo da utentei inesperti o neoiscrittti per il concorso;
**Aggiungere il testo terminato all'elenco presente in [[Wikisource:Tredicesimo compleanno di Wikisource/Scrutini]]
*Ringraziare e/o appicicare la medaglietta di partecipazione nella pagina utente di chi viene qui appositamente per noi;
ma soprattutto un'azione ti riesce meglio che a molti altri:
*Facilitare la formattazione di indici ancora al 25 o 50% ma messi in concorso, formattando in essi una o più pagine, con i vari template di formattazione, dei template per le note separate o a piè di pagina; i template {{Tl|Ct}} per le intestazioni, le section per separare dei contenuti differenziati ma già presenti in una stessa pagin; insomma dando ai rilettori più coraggiosi un modello da seguire.
Grazie in anticipo. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:18, 26 nov 2016 (CET)
{{ping|OrbiliusMagister}} - Darò sicuramente una mano. Ho riletto un po' di pagine al 100% per fare un massa critica e sopratutto non accumulare troppi punti che avrebbero spaventato i neofiti in caso di classifiche parziali; sarò felice di dedicarmi a promuovere le pagine al 75%. Nel caso ci siano classifiche intermedie mettetemi pure come fuori concorso. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:48, 27 nov 2016 (CET)
== Immagini per Mugello ==
Ciao Luigi62,
sì infatti per essere alle primissime armi ho scelto un testo troppo complicato! Grazie per il tuo aiuto e per i consigli, con la formattazione della prima pagina che hai fatto ho anche modo di vedere i templetes che hai usato per impaginare la foto a dx con il testo a lato sx.--[[User:FilippoIvan|FilippoIvan]] ([[User talk:FilippoIvan|disc.]]) 21:31, 13 feb 2017 (CET)
== Aiuto template nota separata per Leonardo o dell'arte ==
Caro Luigi,
sto aiutando aborio a formattare [[ Indice:Ferrero - Leonardo o dell'arte, 1929.djvu |Leonardo o dell'arte]] di Ferrero ma ho delle difficoltà a lavorare da sola, figurati ad aiutare un altro utente! Abbiamo visto il tuo suggerimento del template Nota separata, che abbiamo accolto subito come più rispettoso del testo. Non so se vada bene pero' come l'abbiamo usato. Vedo due cose che non mi piacciono: i numeri delle note sembrano più grandi del normale e soprattutto in transclusione le note sono ripetute due volte. Potresti dare un'occhiata?
Grazie!
[[User:Sbubi|Sbubi]] ([[User talk:Sbubi|disc.]]) 00:46, 11 mar 2017 (CET)
{{@|Sbubi}} Le note si ripetevano perché bisognava limitare la transclusione solo al segmento "0". Ho già sistemato. Effettivamente hai ragione i numeri delle note sono più grandi, ma la cosa è dovuta ad un errore del template, che andrà sistemato: perciò continua pure ad applicare il template come hai fatto finora. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:01, 11 mar 2017 (CET)
Grazie! ciao! :) [[User:Sbubi|Sbubi]] ([[User talk:Sbubi|disc.]]) 13:52, 14 mar 2017 (CET)
== numero pagina ==
Ciao, mi spieghi come faccio a far comparire il numero di pagina in [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Luigi_Barzini_-_L%27Argentina_vista_come_%C3%A9.djvu/13 questa pagna?], grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:02, 14 mag 2017 (CEST)
: :D passavo... (È una delle poche cose che so) Bastava spostare il "|3" fuori dal template "Sc" [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:27, 14 mag 2017 (CEST)
== creazione indice ==
Ciao, mi aiuti a [[Indice:Mozzoni_Un_passo_avanti_nella_cultura_femminile.djvu|fare il sommario]]. Sono riuscita a metere i numeri, ma il titolo resta rosso ;-(. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 21:20, 28 mag 2017 (CEST)
== simboli e comandi ==
Caro Luigi ho visto le tue recenti correzioni: mi spieghi il senso del comando NOP e di questo altro <nowiki>{{ct|t=1|v=1|⁂}}</nowiki>. Inoltre come si scrive l'apostrofo in modo corretto? Grazie per ora --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:48, 20 giu 2017 (CEST)
:{{ping|Giaccai}} il template {{tl|nop}} non fa assolutamente nulla. Il suo scopo è di fungere da segnaposto e permette quindi di aggiungere righe vuote in fondo o in cima ad un testo. È indispensabile in fondo al testo se si vogliono aggiungere righe vuote: il caso più comune è dello spazio dopo le linee o i disegni che vengono messe in chiusura di capitolo e non sono molto belle appiccicate al fondo pagina: il suo uso è comunque estetico. Fino ad un paio di anni fa veniva aggiunto dopo un riga vuota in fondo alle pagine in cui si chiudeva un paragrafo; ora preferiamo metterlo sulla prima riga della pagina successiva seguito poi da una riga vuota. Il suo scopo è dire al sistema che inizia un nuovo paragrafo. Mettere due righe vuote ottiene lo stesso effetto, ma non è sempre stato così: quindi preferisco metterlo perché in futuro potrebbe essere indispensabile (il software di transclusione NON dipende da noi).
:Il <nowiki>{{ct|t=1|v=1|⁂}}</nowiki> è molto semplice, inserisce il carattere ⁂ al centro con uno spazio vuoto di 1 pc sopra (t=) e uno spazio vuoto di 1 pc sotto (v=); se aggiungi anche il parametro f= puoi ingrandire il carattere. È uno dei tanti modi per inserire un separatore nel testo: io personalmente non ne prediligo uno rispetto ad un altro ma cerco di essere costante all'interno di uno stesso testo. Quindi se l'ho corretto all'interno di un testo è perché in qualche pagina precedente era già stato usato in quella forma. Un errore molto frequente è aggiungere una sola riga vuota dopo un template <nowiki>{{Centrato|}}</nowiki> (devono essere o zero o in numero pari). Se ne aggiungi una sola (o in numero dispari) noterai che il paragrafo successivo non rientra, quindi il sistema non ha interpretato correttamente l'inizio di un nuovo paragrafo.
:Il vantaggio nel preferire il template {{tl|ct}} è apprezzabile solo guardando il codice HTML generato ed è utile se si eseguono esportazioni del testo in altri formati come .RTF.
:L'apostrofo corretto si ottiene premendo il comando postOCR che li converte in automatico. Altrimenti ricorro al copia-incolla.
:So di essere un po' contorto nelle spiegazioni, ma spero di esserti stato utile. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:26, 22 giu 2017 (CEST)
::Ti ringrazio molto, sei stato chiarissimo. Trovo corretto avere un comportamento omogeneo almeno nel singolo libro e quindi cercherò di adottare i tuoi criteri: ma, esiste la possibilità di aggiungere certe istruzioni nella barra comandi? ricordarmi quest <nowiki>{{ct|t=1|v=1|⁂}}</nowiki> sarà sempre impossibile ;-); questione inizio paragrafo e quindi indentazione: ho notato che a seconsa se metto a capo ad inizio riga o sopra la riga i risultati mi pare siano diversi; quale è il modo corretto per indicare che si tratta di un nuovo paragrafo? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:06, 22 giu 2017 (CEST)
:::{{ping|Giaccai}} per ricordarmelo lo considero l'acronimo di Centra Testo (anche se in realtà deriva da {{tl|Centrato}} e {{tl|Type}}). Per l'indentazione di un paragrafo è una questione di esperienza, l'unico modo è controllare l'effetto nella transclusione in Ns0. In NsPagina la presenza o meno del template {{tl|RigaIntestazione}} cambia l'aspetto dell'indentatura e purtroppo cambia anche nel tempo a causa delle modifiche del software. Ritornando ai tre asterischi c'è anche il template {{tl|Asterism}}
{{Asterism}}
che non ha alcun parametro, quindi sarà sempre uguale. Se ti vuoi divertire ci sono anche i separatori specifici per opera: {{tl|Separatore/dqf}} {{Separatore/dqf}} {{tl|Separatore/cdm}} {{Separatore/cdm}} {{tl|Separatore/bsv}} {{Separatore/bsv}} --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:29, 22 giu 2017 (CEST)
== colonne ==
Ci risono! mi aiuti a sistemare [[Pagina:Le_facciate_del_Duomo_di_Firenze.djvu/38|questa pagina]] dividendo in clonne; così capisco come fare le 3 pagine precedenti. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:31, 28 giu 2017 (CEST)
::Grazie. Per fare lavoro di revisione totale, esiste una funzionalità che mi consenta di vedere tutto il testo in formato txt e mi consenta di fare le correzioni velocemente, magari anche usando il trova/sostituisci? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:47, 2 lug 2017 (CEST)
:::{{Ping|Giaccai}} No, non esiste un modo per modificare l'intero testo se non attraverso un bot, e in questo caso non saprei neanche da dove cominciare. Le modifiche avvengono sempre a livello di NsPagina. Per avere una visione d'insieme puoi utilizzare Book2Scroll (dall'indice la terza icona in alto). Un altro metodo consiste nell'esportare (da Ns0) in formato TXT o RTF e poi utilizzare dei programmi come word per vedere come è formattato il testo, ma se trovi degli errori devi comunque modificarli in NsPagina. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:23, 3 lug 2017 (CEST)
==Pazienza==
Abbi pazienza, mi ci vorrà un po' per imparare tutti i trucchetti che stai mettendo ;-(. Esiste una pagina in cui siano tutti riassunti ? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 06:36, 4 lug 2017 (CEST)
==Note==
== nota dentro nota ==
[[Pagina:Ida_Baccini,_La_mia_vita_ricordi_autobiografici.djvu/261|questa pagina]] e la successiva hanno un errore che non sono riuscita a risolvere; c'è una nota follow=p250 e all'interno un'altra nota. Mi aiuti? Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:14, 10 lug 2017 (CEST)
::Ho visto che hai risolto, ma mi puoi spiegare cosa esattamente hai fatto? la nota inclusa non mi pare sia marcata con niente. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:30, 12 lug 2017 (CEST)
:::{{ping|Giaccai}}. Il trucco sta nel <nowiki>{{#tag:ref|...}}</nowiki>. Sono andato un po' per tentativi e seguendo passo passo ciò che è indicato nella pagina [[Aiuto:Come_aggiungere_le_note]]. Per quello che ne so è la prima volta che si presenta un caso simile (nota nella nota entrambe spezzate su più pagine), infatti ho aggiunto un appunto alle spiegazioni. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:11, 12 lug 2017 (CEST)
== manoscritto ==
Caro Luigi, mi è stato proposto di caricare le memorie dattiloscritte inedite sulla ritirata di Russia del 1942/43 scritta da un soldato italiano negli anni seguenti il suo rientro in Italia. Ovviamente il testo sarebbe caricato in CC BY SA; pensi possa non essere accetto? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 15:50, 23 lug 2017 (CEST)
:{{Ping|Giaccai}}: è una bella domanda. Wikisource non accetta opere originali, ma ritengo che lo scopo sia di evitare che chiunque in cerca di credito o di legittimazione possa pubblicare testi o tesi campate per aria. Il caso che presenti è sul limite perché immagino sia stato scritto da persona ormai deceduta e quindi non in cerca di visibilità. Qualche manoscritto inedito esiste, vedi [[:Categoria:Manoscritti]], ma si tratta di opere molto meno recenti e dietro c'è sempre una biblioteca. Porrei la domanda a tutta la comunità al bar. Indipendentemente dalla trascrivibilità su source penso che possa comunque essere caricata su commons la scansione del dattiloscritto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:32, 23 lug 2017 (CEST)
:: Grazie; dal mio punto di vista lo riterrei un documento storico che documenta fatti di 75 anni fa, cui si potrebbero affiancare mappe che tracciano le diverse ipotesi di percorso fatto dalle truppe italiane in ritirata; Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:46, 23 lug 2017 (CEST)
== tempistica lavoro ==
Caro Luigi, il volume di Sordini lo trascrivo a pezzi, facendo prima il grosso del lavoro e poi tornando per rifinire; ti ringrazio comunque dei tuoi interventi. Ciao--[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:51, 23 lug 2017 (CEST)
== tabella ==
Ciao, mi aiuti per favore a sistemare [[Pagina:Matilde_Serao_Il_ventre_di_Napoli.djvu/39|questa pagina]]. Grazie e ciao--[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:21, 3 ago 2017 (CEST)
== Indice arruffato ==
Caro Luigi, devo aver fatto qualche pasticcio e non capisco come sistemare l'inidice di [[Indice:Matilde_Serao_Il_ventre_di_Napoli.djvu| questo libro]], mi puoi aiutare per favore? grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:10, 4 ago 2017 (CEST)
== spazi vuoti ==
Caro Luig, C'è un comando come PostOCR, che serva a levare tutti i doppi spazi tra le parole?, grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:15, 5 ago 2017 (CEST)
:{{ping|Giaccai}} No, ma puoi usare "unisci linee" che li rimuove (oltre che unire le linee). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:46, 5 ago 2017 (CEST)
::Grazie !! --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:49, 5 ago 2017 (CEST)
== Re: Modifiche a Viaggio sentimentale di ... ==
Ciao e grazie per l'interessamento. Ho unito le righe perché ritenevo che male non facesse e per tema di ritrovare gli "a capo" allorché il testo sia esportato in ePub. --[[User:Dalmoil|Dalmoil]] ([[User talk:Dalmoil|disc.]]) 20:14, 10 ago 2017 (CEST)
== Serao ==
Ehy! Grazie per avermi seguito nelle mie stralunate peregrinazioni. Commetto troppi errori. Mi dovrò accontentare da portare le pagine al 75 se no qualcuno crede che il lavoro sia fatto bene. La pagina dell'indice mostra che i titoli sono incolonnati con una loro giustificazione a sinistra. Probabilmente serve una tabella o altro trucco di cui non ricordo lo'esistenza e l'uso per cui mi ero fermato. Vedo anche una differenza fra le date. Nel frontespizio vedo datato 1884 mentre in alto, qui: [[Il_ventre_di_Napoli#pagename7]] c'è un 1887 che non ricordo come correggere... Se è da correggere :). Danke --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:15, 12 ago 2017 (CEST)
:{{ping|Silvio Gallio}} Ho visto che la formattazione dell'indice non è perfetta, ma l'indice normalmente non viene transcluso e non ci perderei troppo tempo. Se passa qualche purista ... ci penserà lui. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:20, 12 ago 2017 (CEST)
::Giusto! Mia pignolaggine derivante da ignoranza. Allora potresti mettere il 100 alla pagina, no? E chiudere davvero. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:23, 12 ago 2017 (CEST)
:::{{ping|Silvio Gallio}} Non posso, l'ho portato al 75%. Ho paura che tocchi a te. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:27, 12 ago 2017 (CEST)
::::si, ho sbagliato a scrivere dovevo usare l'imperfetto. Vabbé, mi sacrifico :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:43, 12 ago 2017 (CEST)
== Template Wl ==
Adesso qualcosa (poco poco!) il tl|Wl lo fa. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:08, 7 set 2017 (CEST)
== aggiustare Indice ==
Ciao, per favore mi puoi sistemare il primo capitolo di [[https://it.wikisource.org/wiki/Le_facciate_del_Duomo_di_Firenze questo indice]] che non riesco a capire dove sbaglio. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:33, 1 ott 2017 (CEST)
== Lavoro su immagini ==
Sto caricando su Commons un sacco di immagini con CropTool, sostitutive di quelle ottenuto con il glorioso, ma deprecato, Ritaglio. Molte richiederebbero una seconda passata per eliminare il background ecc. Se ti avanzasse tempo.... le trovi tutte nei miei caricamenti recenti su Commons. La lista delle pagine che contengono Ritaglio, suddivise per SAL della pagina (quelle SAL 100% e SAL 75% hanno la precedenza) è qui: [[Utente:Alex brollo/Pagine con immagini provvisorie]], nel caso tu potessi "convertirne" qualcuna. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:55, 24 ott 2017 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Vedrò di fare quello che posso. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:59, 24 ott 2017 (CEST)
== collegamento a wikipedia ==
Gentile Luigi62, vedo che hai modificato questa pagina https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Italiani_illustri_ritratti_da_Cesare_Cant%C3%B9_Vol.1.djvu/16 con collegamenti a a wikipedia, vorrei, per i prossimi, inserirli anch'io, ma non ho capito il codice. Per esempio {{Wl|Q219731|Canning}}, quel numero Q219731 dove lo pesco? Ciao e grazie --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 18:59, 2 nov 2017 (CET)
Sorry, ma nel frattempo ho trovato il link al template.
Ciao grazie comunque --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 19:37, 2 nov 2017 (CET)
{{ping|Utoutouto}} hai anche trovato il pulsantino che attiva la ricerca in wikidata? Se vai su preferenze->accessori e attivi il bottone con l'icona di wikidata hai il supporto offerto dal nostro Alex brollo. In molti casi trovi subito ciò che ti serve. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:11, 2 nov 2017 (CET)
:Si, intendi questo vero?
:''Aggiunge il pulsante Button Wikidata editor toolbar.png Aggiungi Wl alla toolbar di modifica; attiva la ricerca dell'elemento wikidata appropriato'' --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 20:26, 2 nov 2017 (CET)
== Forse ti è sfuggito ==
ciao, per me va bene tutto ma ti segnalo che Barzini, assieme ad altri che sono al 75% servirebbe a EusebiaP per farli portare al 100% dai suoi "scagnozzi :)" come ha detto al bar [[Wikisource:Bar#Libri_sulla_Prima_Guerra_Mondiale.2C_aiuto_per_SAL_75.25]]. Se glieli porti al 100% siamo fregati! :) Suggerimento ci sarebbe l'altro testo di Barzini [[Dal_Trentino_al_Carso]] che è quasi tutto da fare... Vedi tu 'Notte --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 23:24, 2 nov 2017 (CET)
{{ping|Silvio Gallio}} hai ragione, me ne ricordavo solo vagamente, ma quando passando vedo un rientro mancante o di troppo non resisto senza sistemarlo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:34, 2 nov 2017 (CET)
:Si, dannazione! Sui rientri anch'io ho una specie di mania. Anche perché è una delle poche cose che ricordo come sistemare. Ma sei stato proprio tu a "rimproverarmi" l'altro giorno per aver noppato una sfilza di pagine (mo' non ricordo quali) che poi magari cambia tutto. E vorrei tanto che qualcuno decidesse di mettere un punto fermo. Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:03, 3 nov 2017 (CET)
== Info su formattazione ==
Ciao, ho visto le tue correzioni sulle mie riletture. Non riesco a capire, il <nowiki>{{Nop}}</nowiki> va messo o no? Io ho optato l'aggiungerlo perché era stato fatto prima dicme da chi aveva porta a Sal 75% ma se è scorretto lo tolgo ovunque. Grazie[[User:Emmepici|Emmepici]] ([[User talk:Emmepici|disc.]]) 22:21, 28 nov 2017 (CET)
: {{ping|Emmepici}} Il <nowiki>{{Nop}}</nowiki> seguito da una riga vuota va messo quando in una nuova pagina inizia un nuova paragrafo, cioè la prima riga è leggermente rientrata. Se proprio vuoi che non rientri la prima riga in una pagina puoi mettere una riga vuota all'inizio, ma è superfluo perché in futuro un aggiornamento del software potrebbe invertire le cose (è una lunga storia che si trascina da anni). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:27, 28 nov 2017 (CET)
::Grazie. Adesso conrollo anche le "stelline" che ho visto che hai corretto...ho imparato un'altra cosa :-) [[User:Emmepici|Emmepici]] ([[User talk:Emmepici|disc.]]) 22:31, 28 nov 2017 (CET)
: {{ping|Emmepici}} Un consiglio sulla stellina: deve essere preceduta e seguita da due righe bianche. Se si trova all'inizio di una pagina un <nowiki>{{Nop}}</nowiki> seguito da due righe bianche. Vedi [[Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/53]] come esempio. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:47, 28 nov 2017 (CET)
::grazie [[User:Emmepici|Emmepici]] ([[User talk:Emmepici|disc.]]) 22:58, 28 nov 2017 (CET)
==[[Pagina:Fedele, ed altri racconti (Fogazzaro).djvu/347]]==
Avevo chiesto ad [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] [[Discussioni utente:Accurimbono#Pagine con talloncini|qui]] e di fatto mi aveva dato il via libera, non capisco (anche perché non sono pratico del progetto) perché tu abbia annullato tutto. --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:34, 30 nov 2017 (CET)
:{{ping|Gce}} Normalmente tali pagine non vengono trascritte perché non fanno parte del libro. In effetti non c'è una regola che dice di tenere o cancellare, è una questione di gusti personali. Comunque l'ho ripristinata. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:45, 30 nov 2017 (CET)
::Grazie; credo che una linea comunitaria unificata vi serva in futuro, quantomeno per non creare confusione ai nuovi utenti :) --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:47, 30 nov 2017 (CET)
:::{{ping|Gce}} Intenderai '''CI''' serva, questo progetto è mio quanto tuo. ;) --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:52, 30 nov 2017 (CET)
::::Non lo frequento così tanto da considerarmi un membro stabile, ma in effetti hai ragione, è "ci" :) Ecco un altro esempio, [[Pagina:Carli - Noi arditi, 1919.djvu/2]], creata al 25%, mi ammazzo a formattarla e nel frattempo viene svuotata (l'unica pagina di tutto il libro, oltretutto), credo serva uniformità. --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:58, 30 nov 2017 (CET)
:::::{{ping|Gce}} Beh, in questo caso direi che c'è omogeneità. Chi ha frequentato questo progetto con assiduità si è accorto che il lavoro è potenzialmente gigantesco e i contributi limitati, quindi eliminare delle pagine poco significative equivale a guadagnare tempo. Personalmente ex-libris e cose del genere li elimino senza pensarci perché non fanno parte del libro mentre le pagine "pubblicitarie" mi limito a mettere il SAL a 0 ma lascio il testo grezzo. In ogni caso rimangono in NsPagina e non c'è motivo vengano transcluse in Ns0. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:15, 30 nov 2017 (CET)
:::::: Teniamo presente una differenza: le pagine pubblicitarie fanno parte dell'EDIZIONE (anche se non del testo), mentre ex libris, firme e talloncini bibliotecari sono caratteristici del singolo ESEMPLARE. Da qui la possibilità di non trascriverli. Ovviamente se un utente desidera riprodurre anche questi elementi, ben venga, ma la loro non-trascrizione non è di impedimento al raggiungimento della qualità massima in Wikisource. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 08:56, 1 dic 2017 (CET)
:::::::Bene, ma ritenete corretto anche che elementi già trascritti vengano azzerati, come nell'ultima pagina da me citata? --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:02, 1 dic 2017 (CET)
== Autore (cognome) - Titolo, casa editrice, città, anno, tomo (eventuale) ==
Anno nuovo, nessuna deroga sui nomi file djvu e loro corretta rappresentazione in nsIndice/pagina. Questo [[Indice:Matilde Serao ilromanzodellafanciulla.djvu|Indice]] è da rifare! '''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:40, 5 gen 2018 (CET)
:{{ping|Xavier121}}, scusa ma non capisco questo messaggio, ho solo corretto un errore; non sto gestendo io questo indice. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 18:33, 5 gen 2018 (CET)
::Hai ragione, scusami, ho già segnalato a chi di dovere! :) --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:49, 5 gen 2018 (CET)
== Artusi - La scienza in cucina ==
Ciao Luigi, mi pare che stai lavorando sull'Artusi. Mi chiedevo se ci fosse un modo per rendere meglio sull'epub l'indice delle prime pagine. Il testo 'dentro' la cornice viene reso molto male, testo e cornice sono slegati e modificando la dimensione dei caratteri il testo esce dalla pagina per sovrapporsi all'indice wiki della pagina seguente con una orribile sovrapposizione. Non si può mettere un break di pagina o simili per evitarlo ? Magari in wiki non cambia niente ma gli epub vengono resi molto meglio ... C'è inoltre da sistemare alcuni indici, quello per materie, a proposito di Minestre che non prendono la doppia suddivisione di capitolo/sezione , non so se lo puoi fare tu. :[[User:MauC66|MauC66]] ([[User talk:MauC66|disc.]]) 18:33, 7 gen 2018 (CET)
:{{Ping|MauC66}}, purtroppo per ora non abbiamo ancora trovato una soluzione e personalmente penso che non ci sia. HTML permette dei riferimenti relativi che mal si conciliano con ePub, il cui testo può variare per dimensione a discrezione dell'utente. La soluzione è un'immagine in un sol pezzo (compresi i testi) della copertina come in [[Le avventure di Pinocchio|Pinocchio]] oppure una copertina tutto testo senza la cornice. Lo stesso problema si pone per le immagini scontornate all'interno del testo. Una possibile soluzione potrebbe essere una transclusione alternativa ottimizzata per ePub. Per l'indice l'esperto è {{Ping|Alex brollo}}. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:51, 7 gen 2018 (CET)
== Barzini ==
Ciao, ci stiamo inseguendo sul Barzini. Ottimo! Un solo particolare: tutti i 75% ''precedenti'' le ultime pagine che hai/abbiamo lavorato mi sono preclusi dalla regole del SAL e non posso portarle al 100%. Ti prometto che continuo fino alla fine col 75% ma devo lasciare il lavoro pregresso in rosso. Giusto per tua info, così ti sai regolare. Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:51, 8 gen 2018 (CET)
== Problemi da ornatista ==
[[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896.djvu|page=9|thumb|400px|right]]Il problema di [[Indice:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896.djvu]], come vedi dall'immagine, è: come "riempire di sfondo" la cornice, ossia far sparire dall'immagine il testo?
La soluzione che io esplorerei è:
* usando le coordinate delle parole, che posso estrarre dal djvu, riempire di un colore "pieno" tutti i rettangoli che contengono le parole;
* usando un programma in grado di elaborare immagini, e io userei python, trovare e riempire tali aree con un pattern copiato dagli spazi adiacenti;
* dare una sfumata a tutto il "rettangolone" che contiene il testo per ridurre eventuali margini che dovessero apparire nei confini (l'occhio umano è terribile).
Domanda: GIMP può fare facilmente, con pochi click, una cosa del genere? Ci sono altri sistemi praticabili, che tu sappia? In questo caso si tratta di poche pagine con testo dentro una cornice complessa, e colore; in altri casi potrebbero essere molte di più. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:29, 27 feb 2018 (CET)
:{{Ping|Alex brollo}} Cancellare un testo in una selezione rettangolare è una cosa di pochi secondi. Un po' più di tempo ci vuole per sbiancare correttamente l'intera pagina, raddrizzare e tagliare a misura, si tratta comunque di operazioni abbastanza semplici. Personalmente quando "restauro" un'immagine di un libro parto sempre dall'ipotesi che l'autore l'ha pensata con il fondo bianco, è il tempo che ingiallisce la carta, non l'editore. Dammi qualche minuto e provo ha prepararti la cornice e poi mi sai dire. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:00, 28 feb 2018 (CET)
:: Basta che tu mi "faccia sparire" il testo nelle poche pagine che ce l'hanno, per il raddrizzamento e croppatura posso arrangiarmi. Se carichi le tue immagini con testo cancellato su Common con lo stesso nome che darebbe CropTool mi agevoli il lavoro successivo. Grazie! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 18:17, 28 feb 2018 (CET)
::: {{Ping|Alex brollo}}. [[Pagina:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896.djvu/9|Questa pagina]] l'ho fatta, per le prossime nei prossimi giorni. Fammi sapere se è quello che intendevi. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:53, 1 mar 2018 (CET)
:::: Altre pagine sono a colori.... sostituisco l'immagine con una fatta da me (male, di prova) per farti vedere cosa penso sia opportuno per non scatenare la guerra civile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:28, 2 mar 2018 (CET)
== Un aiuto...==
Ciao, ho visto che hai sistemato alcune cose sulle pagine che ho trascritto, se ne hai voglia mi dai, per favore, una mano a capire gli errori così evito di ripeterli, ho un po' sbirciato le tue correzioni ma non basta per cogliere tutto...<br />
* sto togliendo il references dal piè di pagina, è corretto?
* sto sistematicamente saltando le pagina vuote ma anche quelle con immagini perché non so come gestirle...
* come si fa ad andare a capo senza l'indentazione? (tipo [[Pagina:Gemma_Giovannini_-_Le_donne_di_casa_Savoia.djvu/52|qui, primo capoverso]]?
* i link agli autori citati vanno messi sempre o solo alla prima ricorrenza?
Poi mi verranno altri dubbi... Ti ringrazio fin d'ora per correzioni, consigli e suggerimenti! --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 08:48, 12 mar 2018 (CET)
:{{ping|Civvì}}:
# È irrilevante lasciarlo o toglierlo, è un retaggio del passato, ora è il sistema che gestisce automaticamente la cosa.
# Le pagine vuote le devi salvare con SAL 00%, le pagine con immagini puoi preparare le immagini (per il momento non ti spiego la cosa perché non ho tempo) e inserirle nella pagina; oppure trascrivere il testo e aggiungere al posto dell'immagine il template {{Tl|Immagine da inserire}}, qualcuno poi penserà a inserire l'immagine, e salvare: direi SAL 50% se l'immagine è necessaria alla comprensione del testo oppure già con SAL 75% se l'immagine è puramente ornamentale.
# quella che mi hai indicato non è un a capo senza indentazione ma semplicemente la prima riga di una pagina il cui paragrafo è cominciato nella pagina precedente. È un fatto puramente estetico (nella trasclusione in nS0 non fa differenza), e per sistemarlo basta una riga vuota all'inizio del testo (attenzione una sola riga; due righe equivalgono a un nuovo paragrafo). Il vero testo senza indentatura è raro e si presenta di solito alla fine di versi citati nel testo e si risolve con il template {{Tl|Indentatura}}.
# Sì, la regola è una sola volta per pagina per gli autori e i testi citati. Per link ad altre wiki è consigliato un solo link per capitolo (es: {{Tl|W}} o {{Tl|Wl}}).
Ciao e non esitare a chiedere, anche se non sempre sarò veloce nel risponderti. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:29, 14 mar 2018 (CET)
:Grazie per le indicazioni! [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Gemma_Giovannini_-_Le_donne_di_casa_Savoia.djvu/82&curid=578024&diff=2067740&oldid=2067728 Qui] ero in effetti un po' in dubbio, è palesemente un errore di stampa perché l'autore inteso è quello che ho linkato (citato nelle opere consultate e autore della ''Storia delle repubbliche italiane''). Vanno quindi riportati fedelmente anche gli "errori"? Per le immagini sto studiando :-) --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 13:47, 17 mar 2018 (CET)
::{{ping|Civvì}} Mi scuso per aver corretto un errore che non era un errore. Se trovi un errore di stampa lo correggi con il template {{tl|Ec}} in modo che ne rimanga traccia. Il nome era diventato rosso per colpa del postOCR che avevo usato per correggere gli apostrofi e inverte "é" con "è" (infatti evito sempre di includere questa sostituzione in automatico). Comunque l'ho già sistemato, ma ho dovuto utilizzate il template {{tl|Pt}} perché il template Ec ha dei problemi quanto è nidificato. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:01, 17 mar 2018 (CET)
:::No ma non ti scusare, sbircio tantissimo le tue modifiche per imparare a fare le cose per benino :-) Prima o poi capirò anche come funzionano i tools di correzione, ora sto facendo tutto a manina. Certo è che c'è un mare di lavoro! --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 14:25, 17 mar 2018 (CET)
::::{{ping|Civvì}} Ti ho preparato un paio di esempi di immagini: in [[Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/28|questa]] ho usato lo strumento CropTool (su Commons) invece in quest'[[Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/54|altra]] ho pulito l'immagine partendo dall'originale (ho dovuto scaricarmi 600 mega di file). La differenza è nella qualità e nel tempo... necessario per fare un lavoro "pulito". --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:02, 17 mar 2018 (CET)
:::::Grazie! Oggi e domani non riuscirò ma da lunedì mi ci metto e provo, tra i tuoi esempi e le pagine di aiuto conto di poter riuscire a fare qualcosa di sensato :-) --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 16:05, 17 mar 2018 (CET)
== Indice dei nomi di Storia d'Italia ==
Ho finito il lavoro che mi avevi chiesto (ti ho fatto aspettare un po'...) e visto che c'ero con un colpo di Excel ho templatizzatro anche l'indice finale del volume II. Ti segnalo che ho dovuto essere "creativo" nella transclusione dell'indice dei nomi; ho dovuto spezzare la transclusione in pezzi, perchè il numero di chiamate a Modulo:Pg superava il massimo tollerato (è il più lungo indice dei nomi che abbia finora trovato); vedi se ti va bene. Pingo anche {{ping|OrbiliusMagister}} che giustamente mi aveva ricordato il mio impegno. Alla prossima! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:26, 23 mag 2018 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Grazie, ho visto il tuo lavoro man mano che procedeva, e adesso comincia il noioso lavoro di rilettura; una o due pagine al giorno sono sopportabili. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:35, 23 mag 2018 (CEST)
== Status albertino ==
Caro Luigi,
il titolo del messaggio è uno scherzo: volevo chiederti se ti andava di dare un'occhiata alla paragrafatura (caporiga e rientri vari) de paragrafi di [[Grammatica della lingua toscana]] di L.B. Alberti: ho effettuato il M&S e la formattazione corretta di corsivi maiuscoletti ecc., ma quando è toccato gestire i caporiga e le indentature confrontando la resa tra nsPagina e ns0 (non sempre uguali) la mia pazienza è deragliata e sono passato a elaborare [[Ludi mathematici]] che invece ho sistemato meglio ed ora è solo da rileggere. Ti ringrazio per qualunque anche minima attenzione tu voglia dedicare. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:52, 25 mag 2018 (CEST)
: {{ping|OrbiliusMagister}} - Ho dato un'occhiata e già alla [[Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/179|prima pagina]] ho avuto problemi con gli accenti. Sono utilizzati dei segni fonetici che non saprei come rappresentare perciò ho scelto quelli che assomigliavano, "e Verbum" è proprio diversa. Queste sono tutte le "e" disponibili {{x-larger|ḔḕḖḗḘḙḚḛḜḝẸẹẺẻẼẽẾếỀềỂểỄễỆệ}}. Scegli quali meglio rappresentano e scrivilo nella pagina di discussione dell'indice, in modo che rimanga come riferimento.
: Le pagine successive sono una vera complicatezza. Per risolverlo ho utilizzato in carattere <code> </code> ma non è detto che funzioni correttamente su ogni browser o con un copia-incolla in un word-processor. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:25, 26 mag 2018 (CEST)
== Bug & in eis ==
Adesso a me eis funziona regolarmente in [[Indice:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu]], anche per la creazione di nuove pagine: mi confermi? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:51, 1 giu 2018 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Ti confermo il perfetto funzionamento. Ma come mai nelle pagine c'è una categoria con il nome del file? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:28, 2 giu 2018 (CEST)
:: E' una cosa emulata da mul.source. Ne abbiamo parlato in bar, una delle ultime discussioni di maggio. Permette di fare una ''intersezione di categorie specifica per le pagine di un'opera.'' Potrebbe essere utile. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:50, 2 giu 2018 (CEST)
::: Lo stesso identico bug bloccava anche Modulo Dati: sembra risolto! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:48, 3 giu 2018 (CEST)
== Duemila leghe sotto l'America ==
Vedo che ti stai occupando tu delle immagini di [[Duemila leghe sotto l'America]], passo ad altro Salgari! Se vuoi una mano fammi un fischio. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:45, 29 giu 2018 (CEST)
==Lettera di Boratto per guasto Alfa di Mussolini==
[[File:Lettera Boratto p1.JPG|thumb|100px]]
If you look at [[commons:Lettera di Boratto per guasto Alfa di Mussolini]], it seems like this should be on wikisource. [[User:Evrik|Evrik]] ([[User talk:Evrik|disc.]]) 18:43, 26 ott 2018 (CEST)
== Re:La facciata del nostro duomo ==
Mah, per me non cambia nulla: puoi pure procedere in questo modo con la rilettura, anche se confesso che tutto sommato avrei preferito mantenere l'aspetto originario del testo (anche perché ritengo che ci fosse un motivo ben preciso per cui l'autore avesse elencato a parte quelle note rispetto alle altre regolarmente numerate). Ammetto comunque che non ero a conoscenza della tecnica della "nota separata" e per questo ti ringrazio (oltre che ovviamente per la tua pazienza nel rileggere quanto da me trascritto). Ciao e auguri di buone feste! --[[User:Mess|Mess]] ([[User talk:Mess|disc.]]) 00:07, 24 dic 2018 (CET)
:Ah, inoltre mi son permesso di correggere [[Pagina:Beltrami - La facciata del nostro duomo, 1883.pdf/21|qui]] il collegamento all'autore citato: controllando la [[w:Luca Beltrami|biografia del Beltrami]], sono convinto che il Boito a cui si riferisca sia Camillo e non Arrigo (anche perché il primo era architetto e il secondo no). --[[User:Mess|Mess]] ([[User talk:Mess|disc.]]) 00:15, 24 dic 2018 (CET)
::{{ping|Mess}} Credo proprio che tu abbia ragione. Della serie "prima di salvare controllo" e poi te ne dimentichi. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:25, 24 dic 2018 (CET)
== Risultati del concorso per il 15º compleanno di Wikisource ==
<div style="background: #{{Colore portale sfondo barre 3}}; background: box-shadow: 0 0 .3em; border:2px solid #A7D7F9; border-radius: .2em; margin: 1em 0 2em 0; padding: 1em;">
[[File:Nuvola_wikisource_icon_IT.png|120px|right]]
Carissimo {{PAGENAME}},
'''Grazie''' per il tuo contributo a Wikisource. Grazie alla tua opera e a quella di tutti gli altri partecipanti, abbiamo riletto ben 4937 pagine in soli 14 giorni: la comunità solitamente impiega mesi a rileggere quel numero di pagine! La tua presenza ha reso questo compleanno di Wikisource una festa fantastica, e speriamo che anche tu ti sia divertito. Grazie anche per aver pazientemente aspettato l'annuncio dei vincitori: è finalmente giunto il momento tanto atteso :-)
'''Vai [[Wikisource:Quindicesimo_compleanno_di_Wikisource|a questa pagina per sapere chi ha vinto]]!'''
Ma vogliamo ricordarti che Wikisource non finisce qui: il progetto di una biblioteca digitale libera e collaborativa si nutre di contributi quotidiani, di utenti generosi come te. Per cui sei ufficialmente invitato a rimanere e a collaborare con noi, quanto vuoi, quando vuoi; non c'è nessun obbligo. Quando hai un dubbio puoi sempre scrivere al [[Wikisource:Bar|Bar]] o a uno di noi utenti.
Infine ci piacerebbe sapere la tua opinione sul concorso: ti è piaciuto? Hai idee per migliorarlo? E' stato semplice partecipare? Scrivici pure quello che vuoi (critiche e suggerimenti) [[Wikisource:Quindicesimo_compleanno_di_Wikisource/Feedback|a questa pagina]].
A presto, e grazie ancora di aver festeggiato con noi!
'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''', 01:55, 26 dic 2018 (CET)
</div>
<!-- Messaggio inviato da User:OrbiliusMagister@itwikisource usando l'elenco su https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource:Quindicesimo_compleanno_di_Wikisource/Lista&oldid=2240287 -->
== sezione locale ==
Ciao, grazie per la sistemazione di [[Pagina:Il_Valdarno_da_Firenze_al_mare.djvu/15|questa pagina]]; vedo che sei interessato a libri di storia locale: Dato che anch'io focalizzo le mie attività anche su questo tema, vedi [[Progetto:Toscana|questa pagina]] potresti darmi una mano ad organizzare meglio le cose. Mi interesserebbe creare una Sezione locale generale in cui siano presenti testi di storia locale suddivisi per regione con accesso dal [[Wikisource:Testi_in_ordine_alfabetico_per_argomento|livello iniziale]] della biblioteca Wikisource. Cosa ne pensi? buon anno --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:13, 31 dic 2018 (CET)
== de gregory ==
Ho avuto un momento di rimbecillimento, nella fonte originaria si chiama Gasparo. Non so veramente come abbia potuto trasformarlo in Giacomo, pover'uomo :-( Vado a sistemare! --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 18:13, 5 gen 2019 (CET)
:Grazie! Bel lavoro, l'abbiamo finito in tempi record! Per chiudere il cerchio ho scritto anche la voce su Wikipedia. Ho trovato qualche sua opera ma devo prima finire quelle altre millemila cose che ho incompiute :-) --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 16:40, 8 gen 2019 (CET)
== Pensaci ==
Caro Luigi,
so come la pensi sull'argomento, ma mi permetto di tornare con te su un discorso che mi urgeva da tempo: in una Wikisource ideale tutti gli utenti di lungo corso sono amministratori; in questa Wikisource i problemi che richiedano un'adminship impegnativa sono assai pochi; il tuo curriculum tecnico e comportamentale è un esempio per tutta la comunità; gli utenti meno esperti ti cercano per consigli... insomma, non vedo motivi per non candidarti.
So come la pensi sull'argomento, ma a distanza di tempo penso che tu possa cambiare idea ed aver piacere di entrare nella squadra degli admin; di certo il progetto ne guadagnerebbe molto. Pensaci e dammi un cenno di risposta: con te non mi permetterei mai sorprese che possano risultare anche minimamente sgradite. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:31, 8 feb 2019 (CET)
== Educazione della donne ==
Grazie per avermi sistemato le intestazioni; non riesco a levare lo sfondo e raddrizzare le immagini, hai fatto un lavoro perfetto. Ho imparato ad unsare <nowiki>{{ct| ...}}</nowiki> ma non ho ancora capito come formattare i caratteri se non si usa quel template, e come fare a sistemare i testi al 75% si una pagina senza che sia cantrato ma con allineamento a destra, e come fare a indentare il paragrafo dopo la prima riga. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:29, 11 feb 2019 (CET)
:{{ping|Giaccai}} Nello specifico caso era impossibile ottenere un'immagine decente dall'originale perché la luminosità dello sfondo non era omogenea e la distorsione della pagina molto accentuata. Il trucco è stato pulire e ricostruire solo un piccolo pezzo dell'immagine e poi incollarlo 4 volte di seguito. Una immagine non è un pezzo originale che va preservato, perciò quello che mi prefiggo è di cercare di riportarlo a come l'autore voleva che fosse. Ad esempio la carta era in origine molto probabilmente bianca e non gialla, quindi non ha senso preservare il giallo, ecc.
:Per le formattazioni la casistica è molto ampia ed è difficile darti un consiglio rapido. La cosa migliore è fare una raccolta delle pagine più complesse da usare come esempio quando ci si imbatte in casi simili. Bisogna andare per tentativi e ricordarsi che anche l'ordine in cui sono utilizzati i template può influire sul risultato finale (e purtroppo ogni tanto cambia in seguito a delle modifiche). Comunque come regola generale quando si nidificano i template all'interno devono andare quelli che formattano il testo e all'esterno quelli che formattano il paragrafo: ad esempio se devo centrare una scritta in piccolo la sequenza corretta è <nowiki>{{Centrato|{{smaller|testo}}}}</nowiki> e non <nowiki>{{smaller|{{Centrato|testo}}}}</nowiki>. Non è sempre così semplice: {{tl|Indentatura}}, ad esempio, che va chiuso con un <nowiki></div></nowiki> quando lo si nidifica può generare dei problemi, spesso visibili solo dopo la transclusione, idem per {{tl|Ct}} se usato in NsPagina sulla prima riga genera un errore che si ripercuote sulle pagine successive (basta inserire una riga vuota all'inizio e la cosa si risolve).
:Spero di esserti stato utile. Alla prossima --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:28, 11 feb 2019 (CET)
::seguirò il tuo consiglio facendomi una lista di esempi. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:09, 11 feb 2019 (CET)
:::Divento pazza ;-( mi sistemi [[Pagina:Giuseppe_Aliani,_Educazione_della_donne_1922.djvu/169|questa pagina]] per favore?--[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:40, 11 feb 2019 (CET)
::::Grazie infinite !! --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:07, 12 feb 2019 (CET)
== perchè tutte le pagine di ques'opera non hanno il testo da modificare? ==
Gentile Luigi, sorry, ma tuo malgrado ti ho... nominato mio tutor :-) e vorrei chiederti (se vuoi, se puoi, se hai tempo) perchè tutte le pagine di ques'opera non hanno il testo da modificare? https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Ascensioni_umane_Fogazzaro.djvu/1 Ciao e grazie --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 18:40, 15 mar 2019 (CET)
: {{ping|Utoutouto}} - Non c'è testo da modificare perché non è stato aggiunto lo strato testo. L'unico modo è ricaricare il testo utilizzando [https://tools.wmflabs.org/ia-upload/ IA-Upload] che unisce automaticamente lo strato testo. L'alternativa è recuperare il file "Fogazzaro-Ascensioni_djvu.txt" su Internet Archive e lavorare di copia-incolla in ogni pagina. Se hai bisogno di aiuto non hai che da chiedere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:58, 17 mar 2019 (CET)
:: Grazie, --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 17:41, 17 mar 2019 (CET)
== completata rilettura Andrea_da_Barberino_-_Guerino_detto_il_Meschino,_1841 ==
ciao
ho completato la rilettura di questo testo inserendo le immagini che mancavano.
Sei tu che ci hai lavorato ?
C'è una netiquette in merito o chi finisce di fare le ultime cose chiude il SAL al 100% ?
E da dove si vede chi ha partecipato al lavoro sul libro in generale ?
scusa per le domande
grazie
--[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 10:43, 25 mar 2019 (CET)
:{{ping|Accolturato}} Ben fatto! Grazie per aver completato il lavoro. Non esiste una tradizione per chiudere il lavoro, se ti senti di farlo porta pure al 100% sia l'indice che la transclusione. Per l'indice basta guardare che tutte le caselle siano verdi, mentre per la tranclusione sarebbe meglio prima dare una veloce occhiata al testo che non ci siano errori di impaginazione (ad esempio corsivi non terminati o paragrafi senza indentatura). L'elenco delle persone che hanno partecipato si vedono nella pagina di discussione, e un elenco dei contributori viene allegato al testo ogni volta che si esporta in un altro formato. Grazie ancora per la collaborazione e non farti problemi a chiedere se hai qualche dubbio. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:41, 26 mar 2019 (CET)
::{{ping|Luigi62o}} ti ringrazio! ho proceduto allora.--[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 09:25, 26 mar 2019 (CET)
== Vajani ==
Ho notato [[:File:Vincenzo Capriolo.jpg|qui]] la firma di un Vajani. Abbiamo notizie? Ne sai nulla? Forse Pietro? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:27, 4 mag 2019 (CEST)
:{{ping|Carlomorino}} Direi che si tratta proprio di Pietro Vajani, le uniche notizie che ho trovato sono che operava nella seconda metà del XIX secolo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:30, 6 mag 2019 (CEST)
Che dici di fare almeno la categoria su Commons? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 08:29, 6 mag 2019 (CEST)
== File:Vincenzo Cepolla.jpg ==
[[:File:Vincenzo Cepolla.jpg]] siccome mi serviva subbbitissimo l'ho creata. Se per caso la fai meglio mantieni pure il nome. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:18, 5 giu 2019 (CEST)
== Telepatia dannunziana ==
Caro Luigi,
grazie infinite per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:D'Annunzio_-_Laudi,_IV.djvu/198&curid=678927&diff=2343718&oldid=2342869 questa modifica]! Di fatto mi hai letto il pensiero, infatti
#Stavo cercando da giorni il glifo per la fogliolina giusta e ci avevo ormai rinunciato.
#Nella mia mente folle immaginavo che un utente di buona volontà collegasse il maggior numero possibile di riferimenti (con link a pagine autore o a Wikipedia mediante {{Tl|Wl}}). Tu lo hai fatto: te ne sono enormemente grato.
P.S. Sto ancora pensando a come presentare queste note, spesso così lunghe da invogliare a tenerle come testo a parte ma sempre troppo interessanti per non collegarle in qualche maniera al testo che commentano. Accetto suggerimenti. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:26, 5 ago 2019 (CEST)
== Lettura veloce ==
Ciao Luigi, ho notato – leggendo lo stesso libro tuo – che metti un po' a caso le pagine al livello 3 o 4. Cerca di leggerle prima di cambiarle di stato, dato che non credo che tu abbia potuto leggere 2-3 pagine in un minuto. Comprendi che è controproduttivo per il progetto cercare di mettere "record di velocità" in questo modo, perché poi ci teniamo dei refusi che con una corretta lettura sarebbero stati corretti. Lo noto io, lo notano anche gli altri utenti. Nel caso ti consiglierei di concentrarti su un libro solo e di leggere (ma leggere veramente!) solo quello. Grazie --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 23:28, 21 ago 2019 (CEST)
== Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
La Wikimedia Foundation chiede il tuo parere in un sondaggio sulla tua esperienza con {{SITENAME}} e Wikimedia. Lo scopo di questo sondaggio è quello di capire come la Foundation sta supportando il tuo lavoro su wiki e come possiamo cambiare o migliorare le cose in futuro. Le tue opinioni condivise influenzeranno direttamente il lavoro attuale e futuro della Wikimedia Foundation.
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act5) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 16:34, 9 set 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act5)&oldid=19352874 -->
== Reminder: Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
Un paio di settimane fa ti abbiamo invitato a partecipare al Community Insights Survey. È il sondaggio annuale della Wikimedia Foundation sulle nostre comunità globali. Vogliamo capire quanto bene sosteniamo il tuo lavoro su wiki. Siamo al 10% del nostro obiettivo di partecipazione. Se non hai già partecipato al sondaggio, puoi aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo! '''La tua opinione è importante per noi.'''
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act5) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 21:14, 20 set 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act5)&oldid=19395141 -->
== Reminder: Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
Mancano solo poche settimane per partecipare al Community Insights Survey! Siamo al 30% del nostro obiettivo di partecipazione. Se non hai già partecipato al sondaggio, puoi aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo!
Con questo sondaggio, la Wikimedia Foundation raccoglierà dei pareri su come sosteniamo il tuo lavoro su wiki. Ci vorranno solo 15-25 minuti per completarlo e avrà un impatto diretto sul sostegno che forniamo.
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act5) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 19:04, 4 ott 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act5)&oldid=19435548 -->
== Polinice ==
Ho visto che hai portato a SAL 100% [[Pagina:Alfieri, Vittorio – Tragedie, Vol. I, 1946 – BEIC 1727075.djvu/121|una pagina di Polinice]], grazie! Avrai notato che è un altro "esperimento", con formattazione via templatestyles. Ti sei ritrovato? Cosa ne pensi? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:40, 19 ott 2019 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} - Il risultato è ottimo, la rilettura veloce ma l'implementazione tutt'altro che semplice. Ho cercato di capire come definire uno stile, ma la cosa non è alla mia portata. Mi sembra un ottimo sistema per avere la certezza che lo stile sia omogeneo all'interno di un testo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:30, 19 ott 2019 (CEST)
:: Purtroppo il "sistema mediawiki" fa di tutto per scoraggiare l'utente dall'utilizzo (e dalla comprensione) dell'html e del css. Comunque c'è Ruthven molto interessato che sta esaminando il problema e la soluzione (molto più generalizzata) su nap.source. Siamo in fase sperimentale, se son fiori fioriranno.... e fiorirà qualche buona doc :-)
:: A me interessava che la cosa non fosse troppo ostica per l'utente che si trova davanti il risultato, anche senza averne capito a fondo il funzionamento. Il "cuore" della cosa è che finalmente possiamo usare le ''classi'' invece di usare il deprecato stile css inline (direttamente o via template poco cambia). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:31, 19 ott 2019 (CEST)
== Anima sòla ==
Ciao. Lo dico io ad Alex di quella pagina 200? No, forse meglio che fai tu che ci sei passato... Io vado avanti col resto. Bye! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:23, 3 apr 2020 (CEST)
:{{ping|Silvio Gallio}} - Solo il djvu è difettoso perchè la pagina esiste e l'ho riletta direttamente da Internet Archive. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:44, 3 apr 2020 (CEST)
::Avevo immaginato, ma mi sembrava che il caricamento fosse stato fatto dal Grande, per cui era meglio se operava lui che sa. Ma forse mi sbaglio. Comunque ho verdurizzato tutto il resto. Fatta quella qualcuno può cambiare il suggerimento, magari con qualcosa di meno "spiritualistico". Brrr :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:40, 3 apr 2020 (CEST)
(cont.) Sono passato per quel testo e ho visto che l'hai messo al verde. Però pensavo che fosse possibile cambiare la pagina semibianca con quella stampata intera. So che Alex lo sa fare. (io no) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:49, 3 apr 2020 (CEST)
== [[Il clima sulle Alpi ha mutato in epoca storica?]] ==
Ciao, ho visto che stiamo entrambi lavorando alla ricerca degli AutoriIgnoti. Una volta trovati, ritieni sia meglio citarli usando il template AutoreCitato, e quindi l'ideale sarebbe anche creare la pagina relativa al detto autore, oppure è sufficiente aggiungere il link a Wikipedia?
P.S. Ho in progetto la traduzione di almeno due pagine dall'inglese all'italiano su Wikipedia, di cui la prima è quasi pronta --[[User:Mrcesare|Mrcesare]] ([[User talk:Mrcesare|disc.]]) 10:07, 24 giu 2020 (CEST)
:{{ping|Mrcesare}} - L'uso del template {{tl|W}} te lo sconsiglio perché obsoleto, utilizza piuttosto il template {{tl|Wl}}. Sarebbe sempre meglio utilizzare il template {{tl|AutoreCitato}} che impegna meno i server, ma richiederebbe poi la creazione della pagina autore. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:21, 24 giu 2020 (CEST)
::{{ping|Luigi62}} Uso sempre il template {{tl|Wl}}, ma forse mi è scappato qualche {{tl|W}} perché l'avevo visto nella stessa pagina, inserito in precedenza da altri contributori. Il mio dubbio principale stava nella ripetizione del template {{tl|AutoreCitato}}, che pensavo impiegasse maggiormente i server del Wl, ma mi sbagliavo: in effetti, ripensandoci, Wl è un collegamento interwiki e quindi è ovvio che sia più "pesante".
== Lettere di Campanella ==
Ho visto che hai validato qualche pagina delle Lettere di Campanella. Mi sento un po' in colpa, perchè durante il primo passaggio ho sperimentato varie strategie di formattazione, e ho raggiunto una certa uniformità solo dopo molte pagine; mi ripromettevo di fare un ripasso dall'inizio, ma mi hai preceduto :-)
Non immaginavo che gli epistolari fossero così ostici. :-(
Come ci organizziamo? Procedo con una (parziale) armonizzazione della formattazione, o lascio le cose come stanno? Magari dà un'occhiata a come "vengono" le pagine corrette più recentemente (circa da metà libro in poi) e soprattutto suggeriscimi, se ti vengono in mente, tecniche di formattazione ancora più semplici, ragionevolmente fedeli. Grazie! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:12, 26 feb 2021 (CET)
== GIMP vs. Imagemagik ==
GIMP mi ha sempre respinto con perdite.... ma alla fine sono riuscito a produrre le prime immagini "trasparenti" grazie a Imagemagick. :-)
Prima o poi anche GIMP cederà.
Ti raccomando di assegnare a [[:Categoria:Pagine con immagini complesse]] le più interessanti e ostiche. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 28 mar 2021 (CEST)
== Ti prego ! ==
Devo anche io ti ringraziare :) Perché ho usato questa frase per il Wikizionario in francese. Ecco la : [[wikt:it:in generale]]. [[User:Otourly|Otourly]] ([[User talk:Otourly|disc.]]) 10:28, 29 apr 2021 (CEST)
== Misteri di Polizia ==
Ciao, casualmente abbiamo lavorato insieme nella sistemazione di "Misteri di Polizia". È stata una bella collaborazione e ti ringrazio. Io ho finito la rilettura di tutte le pagine che potevo. A te l'onore di completare il testo... ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:47, 9 mag 2021 (CEST)
== una mano ==
caro Luigi, vedo che mi dai spesso una mano ti ringrazio; tu di cosa ti occupi in genere? io di libri di storia locale e di libri di e sulle donne. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:13, 15 lug 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}}: Ho cominciato per delle richieste di migliorare le immagini dei libri, quindi sono passato a Salgari. Poi ho ripiegato sulla storia locale. Quando mi collego passo sempre dalle ultime modifiche e se vedo qualche nuovo testo di solito rileggo qualche pagina e correggo la formattazione in modo da fornire suggerimenti. Detesto i testi ben trascritti e al 25% perciò, ogni tanto, armato di pazienza lo porto al 75%. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:31, 18 lug 2021 (CEST)
:caro Luigi, dici che ti occupi anche di storia locale, mi potresti allora aiutare a creare il Progetto:Storia locale? mi aveva dato delle dritte generali OrbiliusMagister ma non mi erano state suficienti. Per ora ho creato solo [[Utente:Giaccai/Sezione locale|questa lista]]. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:41, 26 ago 2021 (CEST)
::{{ping|Giaccai}} - Scusa se ti rispondo solo ora, ma sono diversi giorni che non mi collegavo. Se hai bisogno di un aiuto per sistemare qualcosa non hai che da chiedere, ma non me la sento di imbarcarmi nella creazione di un progetto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:49, 2 set 2021 (CEST)
:::Era solo una mano nel creare la pagina come c'è per [[Portale:CantaStoria]]. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:02, 3 set 2021 (CEST)
== apostrofo ==
grazie per le tue correzioni. Quale tasto si usa per fare l'apostrofo? (io uso Linux Ubuntu Mint). Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:36, 26 ago 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}} - Di solito mi affido al pulsante PostOCR, oppure uso il copia-incolla. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:06, 2 set 2021 (CEST)
== carattere ridotto? ==
in [[Pagina:LadonnafiorentinaDel Lungo.djvu/71|questa pagina]] è necessario mettere carattere smaller a tutte le note? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:54, 2 set 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}} - No, è solo per renderlo il più possibile uguale all'originale; anzi per essere più simile all'originale sarebbe meglio <nowiki><sup>1</sup></nowiki> = <sup>1</sup>. Dato che il numero non viene transcluso quando si utilizza "nota separata" la cosa è puramente estetica. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:43, 2 set 2021 (CEST)
== minuscolo ==
Come mai mi hai tolto in [[Pagina:Grammatica italiana, Fornaciari.djvu/17|questa pagina]] l template Smaller? . Io tendo spesso ad usarlo quando vedo caratteri più piccoli del resto del testo Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:34, 29 set 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}} - Li ho tolti perché tutta la pagina ha praticamente lo stesso carattere (escludiamo i titoli) e ridurre il carattere ne peggiora solo la leggibilità. La dimensione del carattere dipende anche dal device che si sta utilizzando quindi tendo a non ridurre il carattere se non c'è un vero motivo grafico. La pagina è un indice e usa template che utilizzano tabelle e non sempre si comportano correttamente se nidificati all'interno di altri template; infatti smaller serve per le parole all'interno di un testo e non per interi paragrafi perché non modifica proporzionalmente l'interlinea. Già ho dovuto scendere a compromessi per i numeri romani che sono allineati a destra anziché a sinistra e trattandosi di una pagina indice che normalmente non viene transclusa ho scelto la via più rapida. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:55, 30 set 2021 (CEST)
:grazie; spiegazione molto chiama, mi adeguerò. Vedo che non c'è verso di allineare a sinistra i numeri romani? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 12:45, 30 set 2021 (CEST)
::{{ping|Giaccai}} - Non utilizzando il template {{tl|Vi}}. È sempre possibile disegnare una tabella ad hoc che riproduca esattamente la formattazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:10, 30 set 2021 (CEST)
== Le piacevoli notti ==
Sono rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare il tuo lavoro su "Le piacevoli notti": vai avanti tu con il terribile lavoro di Nota separata o ti va che ti dia una mano, almeno sulle novelle III e IV della notte V, che sono pesantissime (ognuna ha decine e decine di note)?
Prima però vorrei affrontare l'Indice finale, e sarà l'occasione per ripensare al template Vi, rivedendolo sulla base delle novità software: templatestyles e/o la pagina styles.css di nsIndice. L'idea è quella di far sparire tutti i parametri o quasi, sostituendoli con un unico parametro <code>c=</code> seguito dal nome di una classe. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:05, 18 ott 2021 (CEST)
: Ho rinunciato a mettere le mani su Vi, troppo complesso. Invece ho ripassato i misteri di Nota separata, e penso di aver trovato il modo di far visualizzare, in nsPagina, esattamente il numero nota che compare nel testo (ferme restando tutte le altre caratteristiche del template). Si tratta solo di aggiungere un parametro opzionale con nome (tipo <code>n=1</code> per visualizzare 1). Vediamo....
: Nota che manca soltanto di passare a sal 75% una singola pagina, la seconda delle varianti del col. I, e poi l'intero testo può essere marcato SAL 75%. :-)
: Un suggerimento: mi pare che sia ora di "archiviare" gran parte delle sezioni di questa pagina.... sono veramente tante. Ti suggerisco la tecnica di {{ping|OrbiliusMagister}}, che ho rubato. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:14, 25 ott 2021 (CEST)
:: Il parametro n= per Nota separata è stato facilissimo da implementare. funziona e soprattutto l'idea non dispiace a Candalua. In breve, un esempio, dalle prime nota separate che hai inserito in [[Pagina:Straparola, Giovanni Francesco – Le piacevoli notti, Vol. I, 1927 – BEIC 1930099.djvu/17|questa pagina]]. Aggiungendo al primo codice template n=1 e al secondo n=2, nel meccanismo del template non cambia niente; le ancore possono restare invariate; ma nella pagina gli indicatori di nota diventano <sup>1</sup> e <sup>2</sup> esattamente come compaiono sul testo a fronte. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:32, 25 ott 2021 (CEST)
== Sorry ==
Non avevo visto che stavi editando il coso mensile. Vai pure avanti tu :D io mi trovo altro. Ciso e scusa --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:02, 27 gen 2022 (CET)
:{{ping|Silvio Gallio}} Nessun problema, di solito rileggo quando ho poco tempo e non rimango attivo per molto. Infatti ci siamo fermati più o meno contemporaneamente. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:14, 29 gen 2022 (CET)
== Traduzione Paolo Diacono ==
Buon giorno... ma soprattutto BUONA PASQUA !!!
Grazie per l'aiuto sulla traduzione. Volevo chiederti due cose:
1) ho visto che hai cambiato il tipo di apice/apostrofo - io lo avevo cambiato quello dello scan del testo con quello della tastiera, anche perché quello originale non è presente nelle nostre tastiere moderne. Dato che ho fatto questa sostituzione in tutte le pagine già trascritte, volevo chiederti delucidazioni al riguardo, meglio: perché usare un carattere "desueto" e non mettere quello "moderno"? Non è un grosso problema, perché nel caso faccio Find+Replace quando inizio a rivedere le varie pagine (prima della rilettura di un lettore esterno)
2) (malsana curiosità) ma il 62 di Luigi62 significa che sei del 1962? Nel qual caso siamo vec.... (ops) giovani uguale !!!!
Ciao e nuovamente Buona Pasqua![[User:YukioSanjo|YukioSanjo]] ([[User talk:YukioSanjo|disc.]]) 13:45, 15 apr 2022 (CEST)
:{{ping|YukioSanjo}} Buona pasqua anche a te.
::1) L'apostrofo va utilizzato quello tipografico come puoi leggere nelle [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]] e il cambio è molto facile utilizzando il tasto PostOCR.
::2) Sì.
:Qualunque altro dubbio tu abbia non esitare a contattarmi. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:58, 15 apr 2022 (CEST)
== Trovato errore ortografia su testo originale ==
Domanda: cosa bisogna fare se nel testo originale si trova un plateale errore ortografico?
Es: in questa pag. [[Pagina:Storia_dei_fatti_de_Langobardi_-_vol_2.djvu/141]] è scritto ''treventomila'', ma è sicuramente ''trecentomila'', come si può vedere nell'originale latino su lat.wiki. Cosa fare ?
Grazie [[User:YukioSanjo|YukioSanjo]] ([[User talk:YukioSanjo|disc.]]) 15:28, 19 apr 2022 (CEST)
:{{ping|YukioSanjo}} - In questo caso si usa il template {{tl|Ec}}. Comunque ho già riletto la pagina e ho inserito anche le sezioni corrette. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 15:49, 19 apr 2022 (CEST)
== Immagini ==
Ciao Luigi, ti disturbo per un lavoretto che, credo, tu possa svolgere molto meglio di me.
Ho provato a inserire le immagini in queste due pagine ([[Pagina:Eneide_(Caro).djvu/4|1]] e [[Pagina:Eneide_(Caro).djvu/42|2]]), ma con scarsi risultati.
Riesci a migliorarle? [[User:|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 00:45, 22 apr 2022 (CEST)
:Ah dimenticavo la più importante: [[Pagina:Eneide_(Caro).djvu/1|questa]].
:Grazie ancora! [[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:37, 22 apr 2022 (CEST)
::Velocissimo; mi piacerebbe sapere quale programma usi. [[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:41, 22 apr 2022 (CEST)
:::{{ping|Barbaforcuta}} Solo perché in questi giorni sono in quarantena e ho del tempo. Per le immagini bitmap utilizzo GIMP. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:26, 22 apr 2022 (CEST)
::::Mi auguro per te che finisca in fretta.
::::Ah allora devo studiarmelo bene. Grazie! [[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:08, 23 apr 2022 (CEST)
== Sentenze ecc. ==
Caro Luigi,
prima di caricare l'indice forse si poteva chiedere un rename a una forma meno lunga o criptica: il nome attuale è pensato per l'assenza di metadata che i nostri template forniscono ampiamente. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 03:37, 16 ago 2023 (CEST)
:{{ping|OrbiliusMagister}} - Per la verità ci ho pensato, ma sono partito dal presupposto che se lo faccio rinominare prima o poi venga ricaricato. Mi sono imbattuto altre volte in file che abbiamo trascritto (magari .djvu) ed è stato ricaricato con quel nome criptico ([[:File:Principali monumenti della città e provincia di Bergamo (IA PrincipaliMonumentiDellaCittEProvinciaDiBergamo).pdf|questo]] ad esempio è un libro che ho addirittura scansionato io). Il fatto è che i file interessati sono migliaia perciò ho pensato che fosse meglio lasciare le cose come stanno. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:53, 16 ago 2023 (CEST)
== E' o È? ==
Ciao, grazie della rilettura. Però in tutto il libro viene usata "E'" e non "È"... per cui [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Yambo%20-%20Manoscritto%20trovato%20in%20una%20bottiglia,%20Roma,%20Scotti,%201905.pdf/24&curid=9611803&diff=3517214&oldid=3508585 non so se va corretto]... io ho lasciato come sono nel testo originale. Che ne pensi?-- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:43, 8 mag 2025 (CEST)
:{{ping|TrameOscure}} Io personalmente ritengo che vada corretto, ma non mi sembra che ci sia mai stata una qualche discussione al riguardo. E' e È sono dal punto di vista concettuale due cose diverse, perciò normalmente lo correggo. Si potrebbe portare al questione al bar e vedere cosa ne pensano gli altri. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:50, 14 mag 2025 (CEST)
== Redi ==
Ho adocchiato il [[Indice:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu|magnifico lavoro di Redi]] su cui hai lavorato parecchio. Metto le mani sulle pagine dell'Indice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:23, 23 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:Luigi62|Luigi62]] Per motivi di linkaggio, ho dovuto fare alcune modifiche al pagelist dell'Indice. Erano necessarie a far funzionare regolarmente il tl {{tl|Pg}}. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:27, 23 nov 2025 (CET)
== caption in immagine ==
Ciao, credo di averti già detto che quando inserisco una immagine croppata non inserisco il titolo dell'immagine nel campo caption, perchè inserisco sempre nel ritaglio la didascalia dell'immagine. In questo modo in Commons risulta presente una immagine con la didascalia. Sarebbe più lungo croppare senza didascalia e poi in Commons taggare l'immagine. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:07, 16 lug 2026 (CEST)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|92|{{Sc|solone ambrosoli}}|}}</noinclude>degli Sforza, non si conosce che una sola moneta, il grosso del duca Francesco<ref>{{Sc|Promis}}, op. cit., pag. 33.</ref>; — del secondo periodo, vale a dire della dominazione di Filippo Maria Visconti, erano note sinora due monete<ref>Idem, pag. 30-31. — Il Catalogo della Collezione {{AutoreCitato|Amilcare Ancona|Amilcare Ancona}} (Milano, 1885) registra due esemplari d’una variante (pag. 821, n. 3580-81).</ref>, alle quali sono lieto di poter aggiunger qui una terza, ch’io ritengo inedita, e che si conserva nel Medagliere di Brera:
''Patacchina''. Mistura. Peso, grammi 1,402.
{{no rientro}}D/ — [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|COMVNIS}}''': (''scudetto''): '''{{sans-serif|SAONA}}'''
:Arme inquartata 1 e 4 dell’aquila e 2 e 3 del biscione, entro cerchio di perline.
{{no rientro}}R/ — [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|MONETA}}''' (''rosetta'') '''{{sans-serif|SAONA}}''' (''scudetto''):
:Croce, entro cerchio.
Non ho esitato ad attribuire questo pezzo al Visconti, anziché agli Sforza; infatti (anche prescindendo dalla circostanza che l’unica moneta savonese sforzesca a noi nota, quella di Francesco, ne reca il nome) la monetina di Brera si può assegnare con sicurezza a Filippo Maria Visconti per la rispondenza delle sue leggende a quelle delle due monete di Filippo Maria, pubblicate dal Promis<ref>Ibidem, Tav. III, nn. 22 e 23.</ref>. Questa<ref follow=pagina96>{{pt|«|}}delle sue monete, ecc.». — Infatti, nel diploma del 1355 ({{Sc|Promis}}, op. cit., pag. 40), in cui Bernabò e Galeazzo confermano alla città di Savona il diritto di zecca già concessole da Lodovico il Bavaro, si dice soltanto che ai Savonesi è accordata licenza «''faciendi, seu fieri faciendi zecham florenorum et monete argentee modo quo actenus ipsam facere consueverunt''.»</ref><noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|92|{{Sc|solone ambrosoli}}|}}</noinclude>degli Sforza, non si conosce che una sola moneta, il grosso del duca Francesco<ref>{{Sc|Promis}}, op. cit., pag. 33.</ref>; — del secondo periodo, vale a dire della dominazione di Filippo Maria Visconti, erano note sinora due monete<ref>Idem, pag. 30-31. — Il Catalogo della Collezione {{AutoreCitato|Amilcare Ancona|Amilcare Ancona}} (Milano, 1885) registra due esemplari d’una variante (pag. 821, n. 3580-81).</ref>, alle quali sono lieto di poter aggiunger qui una terza, ch’io ritengo inedita, e che si conserva nel Medagliere di Brera:
''Patacchina''. Mistura. Peso, grammi 1,402.
{{no rientro}}D/ — [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|COMVNIS}}''': (''scudetto''): '''{{sans-serif|SAONA}}'''
:Arme inquartata 1 e 4 dell’aquila e 2 e 3 del biscione, entro cerchio di perline.
{{no rientro}}R/ — [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|MONETA}}''' (''rosetta'') '''{{sans-serif|SAONA}}''' (''scudetto''):
:Croce, entro cerchio.
Non ho esitato ad attribuire questo pezzo al Visconti, anzichè agli Sforza; infatti (anche prescindendo dalla circostanza che l’unica moneta savonese sforzesca a noi nota, quella di Francesco, ne reca il nome) la monetina di Brera si può assegnare con sicurezza a Filippo Maria Visconti per la rispondenza delle sue leggende a quelle delle due monete di Filippo Maria, pubblicate dal Promis<ref>Ibidem, Tav. III, nn. 22 e 23.</ref>. Questa<ref follow=pagina96>{{pt|«|}}delle sue monete, ecc.». — Infatti, nel diploma del 1355 ({{Sc|Promis}}, op. cit., pag. 40), in cui Bernabò e Galeazzo confermano alla città di Savona il diritto di zecca già concessole da Lodovico il Bavaro, si dice soltanto che ai Savonesi è accordata licenza «''faciendi, seu fieri faciendi zecham florenorum et monete argentee modo quo actenus ipsam facere consueverunt''.»</ref><noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|}}</noinclude>{{Centrato|{{x-larger|PATACCHINA SAVONESE INEDITA}}
{{Sc|di}}
{{larger|'''Filippo Maria Visconti'''}}
[[File:Rivista italiana di numismatica 1890 p 096.png|200px]]}}
Per ben quattro volte, nel decorso di un secolo e mezzo, Savona fu sottoposta alla dominazione milanese; dapprima, nel 1354, a Giovanni Visconti, e, per tre anni, a’ successori di lui, Bernabò e Galeazzo; — poi, dal 1421 al 1435, a Filippo Maria; — poi ancora, circa trent’anni dopo, a Francesco Sforza, e, morto questi, a suo figlio Galeazzo Maria, da cui in séguito fu ceduta a Genova; — infine, dal 1487, per oltre un decennio, di nuovo alla signoria degli Sforza.
Il primo periodo non ci lasciò monumenti numismatici speciali<ref name=pagina96>{{Sc|{{AutoreCitato|Domenico Promis|Promis Domenico}}}}, ''Monete della zecca di Savona'', Torino, 1864, pag. 27. — Ecco le sue parole: «Nessun indizio» havvi «per credete che durante la breve signoria di Giovanni e Galeazzo con Bernabò Visconti, cioè dal 1354 al 1357, abbia essa (Savona) variato l’impronto</ref>; — del terzo e del quarto, ossia<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|patacchina savonese inedita di filippo maria visconti}}|93}}</noinclude>rispondenza è esatta, materialmente, anche nella grafia: {{Sc|comvnis}} e {{Sc|moneta saona}} invece di: {{Sc|comvnis}} e {{Sc|moneta saone}}; ma ciò che più importa, per escludere l’attribuzione alla signoria sforzesca, si è di por mente al non trovarvisi l’espressione: ''Civitas Saone'', che, introdotta per la prima volta da Lodovico XI, si mantiene poi costantemente su tutte le monete uscite dalla zecca di Savona; — bisognerebbe, in caso diverso, ammettere per la nostra monetina un «ritorno all’antico», che costituirebbe un’eccezione troppo singolare.
Ho chiamato ''patacchina'' questa moneta, poiché essa, per le sue dimensioni, corrisponde esattamente a tutte le altre patacchine savonesi d’epoca anteriore e (si noti) anche d’epoca posteriore alla dominazione di Filippo Maria; e perchè quest’argomento delle dimensioni è rafforzato in modo eloquentissimo dall’argomento del peso. La monetina pesa infatti, come ho detto, grammi 1,402; ora, un’altra patacchina savonese, ch’è pure nel Gabinetto di Brera, ed è un po’ meno sciupata, pesa grammi 1,405, il che equivale a dire che tali due monete hanno l’identico peso.
È bensì vero che l’illustre Domenico Promis, non conoscendo la patacchina di Filippo Maria (la quale, a parer mio, è questa), e pur volendo spiegare i termini della convenzione del 16 luglio 1425 con gli zecchieri Interminelli e Bugia<ref>Ibidem, pag. 30.</ref>, credette di ravvisare tale patacchina nella maggiore delle due monete da lui pubblicate, presupponendo per<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|patacchina savonese inedita di filippo maria visconti}}|93}}</noinclude>rispondenza è esatta, materialmente, anche nella grafia: {{Sc|comvnis}} e {{Sc|moneta saona}} invece di: {{Sc|comvnis}} e {{Sc|moneta saone}}; ma ciò che più importa, per escludere l’attribuzione alla signoria sforzesca, si è di por mente al non trovarvisi l’espressione: ''Civitas Saone'', che, introdotta per la prima volta da Lodovico XI, si mantiene poi costantemente su tutte le monete uscite dalla zecca di Savona; — bisognerebbe, in caso diverso, ammettere per la nostra monetina un «ritorno all’antico», che costituirebbe un’eccezione troppo singolare.
Ho chiamato ''patacchina'' questa moneta, poichè essa, per le sue dimensioni, corrisponde esattamente a tutte le altre patacchine savonesi d’epoca anteriore e (si noti) anche d’epoca posteriore alla dominazione di Filippo Maria; e perchè quest’argomento delle dimensioni è rafforzato in modo eloquentissimo dall’argomento del peso. La monetina pesa infatti, come ho detto, grammi 1,402; ora, un’altra patacchina savonese, ch’è pure nel Gabinetto di Brera, ed è un po’ meno sciupata, pesa grammi 1,405, il che equivale a dire che tali due monete hanno l’identico peso.
È bensì vero che l’illustre Domenico Promis, non conoscendo la patacchina di Filippo Maria (la quale, a parer mio, è questa), e pur volendo spiegare i termini della convenzione del 16 luglio 1425 con gli zecchieri Interminelli e Bugia<ref>Ibidem, pag. 30.</ref>, credette di ravvisare tale patacchina nella maggiore delle due monete da lui pubblicate, presupponendo per<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|94|{{Sc|solone ambrosoli}}|}}</noinclude>ciò una riduzione di titolo nella nuova coniazione ed un aumento nel corso delle monete preesistenti; — ma, tanto più ora che possediamo una moneta la quale per ogni riguardo appare essere la vera patacchina di Filippo Maria, mi sembra naturale di considerare semplicemente la moneta del Promis per quello che dovrebb’essere, cioè una ''mezza patacchina''<ref>Infatti, per es., nel Catalogo della Collezione Franchini (Roma, 1879; a pag. 127, n. 2224) d indicata come una ''mezza patacchina'', nonostante l’accurato riferimento alla Tavola ed al numero del Promis.</ref>, avendo essa le dimensioni precise delle altre mezze patacchine savonesi.
E si osservi quale elegante gradazione ne risulta nella monetazione di Filippo Maria:
La patacchina ha due aquile e due biscioni, inquartati;
La mezza patacchina ha un’aquila ed un biscione, nel campo partito;
Il denaro piccolo ha da una faccia la sola aquila, mentre la biscia è ridotta ad accantonare la croce (analogamente al giglio in una monetina di Lodovico XI).
Prima di chiudere, mi si permetta una digressione.
Nel descrivere la patacchina inedita del Gabinetto di Brera, ho considerato come ''diritto'' della moneta il lato coll’arme e la leggenda: ''Comunis Saone''; nel far ciò mi sono conformato all’uso invalso, e, d’altra parte, in questo caso speciale della patacchina, poco importava il considerare come ''diritto'' o ''rovescio'' l’un lato oppure l’altro.<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|patacchina savonese inedita di filippo maria visconti}}|95}}</noinclude>
Ma prendendo in esame, nel loro complesso, le monete di Savona, quali ci si presentano raccolte nella più volte citata Memoria di Domenico Promis, mi vado sempre più persuadendo che, per quanto ciò possa ripugnare alle consuetudini, bisognerebbe invertire le descrizioni ed i disegni di tutte queste monete (o almeno di gran parte di esse) e considerare come ''diritto'' ciò che per il Promis è ''rovescio'' e viceversa.
Il Promis, seguendo le regole generalmente adottate dai numismatici, considera come ''diritto'' quel lato sul quale si afferma, con indicazione figurata, scritta o araldica, l’autorità da cui venne fatta battere la moneta. Non ho la pretesa di sconvolgere questo principio, combattendolo in tesi generale; ma, pur rimanendo nel campo della numismatica savonese, osserverò che addirittura ci si affacciano alcune eccezioni, le quali facilmente mi verranno concesse. Sono costituite da quelle monete sulle quali, secondo il Promis, si dovrebbe leggere nel diritto: ''Civitatem Savonæ'', e nel rovescio: ''Virgo Maria protege'', e ciò perchè nel primo lato hanno l’aquila, che è l’arme della città. Ma è ben più ovvio il leggere invece: ''Virgo Maria protege civitatem Savonæ''; e infatti, per es., il ch. Magg. {{AutoreCitato |Vittorio Poggi|Vittorio Poggi}}, in un recente suo articolo<ref>''Una moneta inedita di Savona'' (negli ''Atti e Memorie della Società Storica Savonese'', Vol. I, Savona, 1888, pag. 521).</ref>, descrivendo il testone savonese già di proprietà del March. {{AutoreCitato|Angelo Remedi|Angelo Remedi}}, considera come diritto il lato della moneta colla B. V. e: ''Virgo Maria protege''. Ed uno scrittore del secolo scorso, il {{AutoreAssente|Polleri}}<!--Filippo Alberto Polleri-->, nel suo libriccino: ''Il triplice {{Pt|Vas-|}}''<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|patacchina savonese inedita di filippo maria visconti}}|95}}</noinclude>
Ma prendendo in esame, nel loro complesso, le monete di Savona, quali ci si presentano raccolte nella più volte citata Memoria di Domenico Promis, mi vado sempre più persuadendo che, per quanto ciò possa ripugnare alle consuetudini, bisognerebbe invertire le descrizioni ed i disegni di tutte queste monete (o almeno di gran parte di esse) e considerare come ''diritto'' ciò che per il Promis è ''rovescio'' e viceversa.
Il Promis, seguendo le regole generalmente adottate dai numismatici, considera come ''diritto'' quel lato sul quale si afferma, con indicazione figurata, scritta o araldica, l’autorità da cui venne fatta battere la moneta. Non ho la pretesa di sconvolgere questo principio, combattendolo in tesi generale; ma, pur rimanendo nel campo della numismatica savonese, osserverò che addirittura ci si affacciano alcune eccezioni, le quali facilmente mi verranno concesse. Sono costituite da quelle monete sulle quali, secondo il Promis, si dovrebbe leggere nel diritto: ''Civitatem Savonæ'', e nel rovescio: ''Virgo Maria protege'', e ciò perchè nel primo lato hanno l’aquila, che è l’arme della città. Ma è ben più ovvio il leggere invece: ''Virgo Maria protege civitatem Savonæ''; e infatti, per es., il ch. Magg. {{AutoreCitato |Vittorio Poggi|Vittorio Poggi}}, in un recente suo articolo<ref>''Una moneta inedita di Savona'' (negli ''Atti e Memorie della Società Storica Savonese'', Vol. I, Savona, 1888, pag. 521).</ref>, descrivendo il testone savonese già di proprietà del March. {{AutoreCitato|Angelo Remedi|Angelo Remedi}}, considera come diritto il lato della moneta colla B. V. e: ''Virgo Maria protege''. Ed uno scrittore del secolo scorso, il {{AutoreIgnoto|Polleri}}<!--Filippo Alberto Polleri-->, nel suo libriccino: ''Il triplice {{Pt|Vas-|}}''<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|96|{{Sc|solone ambrosoli}}|}}</noinclude>''{{Pt|sallaggio|Vassallaggio}} di Savona verso Maria Santissima''<ref>''Il triplice Vassallaggio che vanta la Città di Savona all’Immacolatissima Vergine, e Madre di Misericordia'' MARIA, ''Regina del Paradiso, Signora dell’Vniverso, etc. sua particolar Protettrice per tre insigni grazie, e prodigi oprati dalla medesima nel Savonese distretto succintamente descritti dal Dottor'' {{Sc|Filippo Alberto Polleri}} ''Savonese, Promotor Fiscale del S. Vfficio''. In Genova, MDCCXIX. Per Antonio Scionico, nel Vico del Filo. (A pag. 4).</ref>, scrive che la B. V. aveva condisceso alle continue istanze fattele da’ Savonesi per averla come protettrice, «esprimendo anche i lor prieghi nelle monete d’oro, e d’argento, che pria battevano col motto: ''Virgo Maria Protege Civitatem Savonæ''.» Si osservi che sulle monete di Pisa leggesi l’invocazione: [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|PROTEGE VIRGO PISAS}}'''; ora, non mi sembra ardito, anzi mi sembra naturale il supporre che i Savonesi, adottando il: [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''sans-serif|VIRGO MARIA PROTEGE CIVITATEM SAVONAE}}''', non abbiano fatto altro che imitare l’invocazione che leggevasi sulle monete di Pisa, come già avevano adottato per arme un’aquila tanto simile a quella pisana<ref>{{Sc|Promis}}, op. cit., pag. 14.</ref>, che il {{AutoreCitato|Giovanni Tommaso Belloro|Belloro}}, nella sua Memoria ms. sulla zecca di Savona, descrive un grosso pisano scambiandolo per savonese<ref>Ibidem, pag. 19-20.</ref>. Un testone di Savona, ed uno di Pisa (entrambi conservati nel Gabinetto di Brera), evidentemente sincroni, colla B. V. e le invocazioni suddette, si rassomigliano in modo mirabile: l’una moneta sembra imitata dall’altra.
Sono noti i legami di gratitudine che avvincevano Savona a Pisa, per l’aiuto prestato un tempo da questa ai Savonesi contro Genova<ref>«Savona per dimostrare ai Pisani la sua riconoscenza per l’aiuto datole, li dichiarò suoi concittadini.» ({{Sc|Promis}}, ibidem, pag. 13).</ref>.<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|96|{{Sc|solone ambrosoli}}|}}</noinclude>''{{Pt|sallaggio|Vassallaggio}} di Savona verso Maria Santissima''<ref>''Il triplice Vassallaggio che vanta la Città di Savona all’Immacolatissima Vergine, e Madre di Misericordia'' MARIA, ''Regina del Paradiso, Signora dell’Vniverso, etc. sua particolar Protettrice per tre insigni grazie, e prodigi oprati dalla medesima nel Savonese distretto succintamente descritti dal Dottor'' {{Sc|Filippo Alberto Polleri}} ''Savonese, Promotor Fiscale del S. Vfficio''. In Genova, MDCCXIX. Per Antonio Scionico, nel Vico del Filo. (A pag. 4).</ref>, scrive che la B. V. aveva condisceso alle continue istanze fattele da’ Savonesi per averla come protettrice, «esprimendo anche i lor prieghi nelle monete d’oro, e d’argento, che pria battevano col motto: ''Virgo Maria Protege Civitatem Savonæ''.» Si osservi che sulle monete di Pisa leggesi l’invocazione: [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|PROTEGE VIRGO PISAS}}'''; ora, non mi sembra ardito, anzi mi sembra naturale il supporre che i Savonesi, adottando il: [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|VIRGO MARIA PROTEGE CIVITATEM SAVONAE}}''', non abbiano fatto altro che imitare l’invocazione che leggevasi sulle monete di Pisa, come già avevano adottato per arme un’aquila tanto simile a quella pisana<ref>{{Sc|Promis}}, op. cit., pag. 14.</ref>, che il {{AutoreCitato|Giovanni Tommaso Belloro|Belloro}}, nella sua Memoria ms. sulla zecca di Savona, descrive un grosso pisano scambiandolo per savonese<ref>Ibidem, pag. 19-20.</ref>. Un testone di Savona, ed uno di Pisa (entrambi conservati nel Gabinetto di Brera), evidentemente sincroni, colla B. V. e le invocazioni suddette, si rassomigliano in modo mirabile: l’una moneta sembra imitata dall’altra.
Sono noti i legami di gratitudine che avvincevano Savona a Pisa, per l’aiuto prestato un tempo da questa ai Savonesi contro Genova<ref>«Savona per dimostrare ai Pisani la sua riconoscenza per l’aiuto datole, li dichiarò suoi concittadini.» ({{Sc|Promis}}, ibidem, pag. 13).</ref>.<noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|patacchina savonese inedita di filippo maria visconti}}|97}}</noinclude>
Che il ''diritto'' sia la parte su cui v’è la leggenda: ''Virgo Maria protege'', sarebbe confermato anche, a mio modo di vedere, dalla circostanza che la parola '''{{sans-serif|VIRGO}}''' è preceduta quasi sempre da una crocetta<ref>{{Sc|Promis}}, op. cit., Tav. III, nn. 28 e 30; Tav. IV, nn. 34, 35, 36, 37. — Il n. 29, Tav. III, ed i nn. 38 e 39, Tav. IV, non hanno la crocetta, ma per il motivo che la testa della figura occupa lo spazio sin quasi all’orlo della moneta. Il n. 31, Tav. IV, infine, ha un giglio invece della crocetta, prima della parola {{Sc|virgo}}; è l’unica eccezione, ma se non vale a corroborare il mio argomento, non vale neppure ad infirmarlo.</ref>; ora è noto che la crocetta sta comunemente (non sempre, lo riconosco) ad indicare il principio della leggenda; invece la parola '''{{sans-serif|CIVITATEM}}''' non è mai preceduta dalla crocetta, ciò che indica essere tal parola la semplice continuazione della leggenda dell’altro lato, che io chiamo ''diritto'' di tali monete.
Ripeto, per questa classe di monete savonesi coll’invocazione alla B. V., spero che pei motivi addotti mi si concederà l’inversione del ''diritto'' e del ''rovescio''.
Ma anche per le altre, o almeno per quasi tutte le altre, vi sono argomenti che militano a favore di quest’inversione. Infatti, se nelle monete in cui la leggenda non è spezzata si legge pianamente in giro: [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|MONETA SAONE}}''', oppure: [[File:Cross-Pattee-Heraldry.svg|12px]] '''{{sans-serif|MONETA CIVITATIS SAONE}}''', perchè mai, quando la leggenda è spezzata, quando è distribuita sulle due faccie della moneta, dovremmo leggere invece: '''{{sans-serif|SAONE MONETA}}'''? Lo stesso Promis, volendo esser troppo metodico nell’enunciare il diritto ed il rovescio, non è caduto forse in una contraddizione eloquentissima, là dove dice: La moneta n. 5, Tav. I, ha da una parte l’aquila col<noinclude>
<references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|98|{{Sc|solone ambrosoli}}|}}</noinclude>nome della città: '''{{sans-serif|SAONE}}''', e dall’altra una croce ed in giro: '''{{sans-serif|MONETA}}''', “onde leggesi ''Moneta Saone''„?
Per me non v’è dubbio che, in tali monete, il ''diritto'' sia il lato colla croce, e il ''rovescio'' quello coll’aquila, in modo insomma che la leggenda suoni sempre spontaneamente: ''Moneta Saone''.
Vi sarebbe, ch’io vegga, un solo argomento da opporre: l’alternarsi come a capriccio delle iniziali '''{{sans-serif|M — S}}''' e '''{{sans-serif|S — M}}''' che accostano l’arme savonese nelle monete di Lodovico XII e di Francesco I, e che il Promis interpreta: ''Moneta Savonæ, Savonæ moneta''. A questo proposito osserverò che, quantunque le varietà con '''{{sans-serif|S — M}}''' siano altrettanto comuni di quelle con '''{{sans-serif|M — S}}''', lo scambio stesso delle iniziali lascia supporre qualcosa di anormale, e si spiega benissimo, mi pare, colla facilità di confondersi nell’applicare a rovescio tali lettere isolate nel campo del conio. Le iniziali '''{{sans-serif|S — M}}''', così disposte, non sarebbero altro che errori di conio; le stesse monete di Savona ci offrono un esempio di tali errori (del resto frequentissimi, com’è noto), nel '''{{sans-serif|MONETAS}}''' del grosso di Francesco Sforza, ma per le iniziali '''{{sans-serif|M — S, S — M}}''', vi è inoltre appunto la facilità dello scambio per la loro posizione isolata nel campo.
D’altra parte, mancano gli elementi per poter dimostrare con sicurezza che quelle iniziali si debbano interpretare: ''Moneta Savonæ''<ref name=pagina103>Il {{Sc|{{AutoreCitato|Wilhelm Rentzmann|Rentzmann}}}} (''Numismatisches Legenden-Lexicon'') non registra nè l’abbreviatura {{Sc|m. s.}} nè quella {{Sc|s. m.}} come da attribuirsi alla zecca di Savona; è vero però che quel libro, edito nel 1865-66, è quasi contemporaneo alla Memoria del Promis, e quindi l’omissione pnò dipendere da cause materiali. La 2° ediz. dello {{Sc|{{Wl|Q95330394|Schlickeysen}}}} (''Erklärung der {{pt|Abkür-|}}''</ref>.<noinclude>
<references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|patacchina savonese inedita di filippo maria visconti}}|99}}</noinclude>
Combattuta anche quest’obbiezione, potranno forse accettarsi con minor difficoltà le conseguenze che scaturiscono dalle modeste osservazioni suesposte, vale a dire le numerose inversioni che ne derivano tra il ''diritto'' ed il ''rovescio'' delle monete savonesi.
Vorrei aggiungere alcune considerazioni generali, suggeritemi da quanto precede, e che avrebbero per base il carattere religioso della moneta nel Medio Evo e ancora nei primi tempi dell’Evo Moderno, carattere cui ritengo non si dia l’importanza che merita, ma queste considerazioni mi condurrebbero troppo lontano dal nostro punto di partenza, talchè stimo opportuno di rimandarle a miglior occasione.
{{A destra|{{Sc|Solone Ambrosoli.}}}}
<ref follow=pagina103>''{{pt|zungen|Abkürzungen}} auf Münzen'', ecc., zweite Auflage von Dr. R. Pallmann und Dr. H. Droysen), ch’è molto più recente (1882), registra l’abbreviatura {{Sc|m. s.}} per ''Moneta Savonæ'', ma tralascia l’altra, {{Sc|s. m.}}<br/>
Del resto, la sigla {{Sc|m}}, per ''Moneta'' si trova bensì usata frequentemente nei Paesi Bassi, in Germania, in Polonia, in Ungheria ed altrove; — ma, per quanto io mi sappia, tutta la numismatica italiana non ce ne offrirebbe che un solo esempio: il cavallotto di Vespasiano Gonzaga, coll’arme accostata dalle lettere {{Sc|m — s}} che l’{{AutoreCitato|Ireneo Affò|Affò}} legge: ''Moneta Sablonetæ''. Ma neppure in quest’unico esempio l’interpretazione è incontrastata, poichè vediamo che lo {{AutoreCitato|Guido Antonio Zanetti|Zanetti}}, in una postilla all’Affò, esprime i proprî dubbî intorno a quella lettura ({{Sc|Zanetti}}, ''Nuova Raccolta delle monete e zecche d’Italia'', Tomo III, pag. 189).</ref><noinclude>
<references/></noinclude>
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Patacchina savonese inedita
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=100%|data=17 luglio 2026|arg=Numismatica}}
{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore = Solone Ambrosoli
| Titolo = Patacchina savonese inedita di Filippo Maria Visconti
| Iniziale del titolo =
| Anno di pubblicazione =1890
| Lingua originale del testo =
| Nome e cognome del traduttore =
| Anno di traduzione =
| Progetto =<!--Testi numismatici-->
| Argomento = Rivista italiana di numismatica 1890
| URL della versione cartacea a fronte =Indice:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu
}}
{{Raccolta|Rivista italiana di numismatica 1890|tipo=rivista}}
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<!--
<pages index="Rivista italiana di numismatica 1890.djvu" from=18 to=52 />-->
{{Sezione note}}
[[Categoria:Savona]]
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Autore:Pellegrino Salandri
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Candalua
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Gadget PopolaTestiAutore: aggiunti testi mancanti
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text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Pellegrino
| Cognome = Salandri
| Attività = poeta
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* {{Testo|Le nozze secondo i riti degli antichi pagani}}
* {{Testo|La Guarigione}}
{{Sezione note}}
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/45
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>si entra poi a parlar di interesse e della dote, qualora
la casa sia benestante e costumi assegnare la dote.
Si intendono pure sulle modalità del pranzo nuziale,
se cioè deve questo esser dato dai soli parenti dello
sposo o anche da quelli della sposa e, nel primo caso
se i parenti della sposa debbono pagare per le coppie
della loro parte. Ciò avvenendo, si contano le coppie, le
quali consistono nella rappresentanza appaiata per sesso
(per lo più marito e moglie) di ogni famiglia di pa-
renti.
Da quel giorno la ragazza entra a far la sposa, ossia
è dispensata fino allo sposalizio dalle faccende dome-
stiche e campestri, intenta solo ad ultimare l’acconcio
o ad altre faccendòle per sè.
Il giorno dello sposalizio tra i campagnoli, per ra-
gioni d’opportunità facili a comprendersi, si fa cadere
dopo lo mète, o dopo le vellègne, per lo più nel mese
d’ottobre, sino al giorno dei Santi, in prossimità della
semina, per utilizzare anche l’opera della sposa. Di
maggio non si celebran nozze, perchè de majiu ce rajia
l’asini.
Approssimandosi il giorno del matrimonio, gli sposi
accompagnati da taluno dei genitori, si recano in città
L’usanza è tanto osservata che si suole raccontare quest’aned-
doto, molto primitivo a dire il vero: una promessa sposa, visto
addentare dal gatto un prosciutto, gli gridò addosso il frusti via,
per fargli lasciar la preda, ma invano; sicchè, senza muoversi,
fini coll’esclamare: Ah, hai ragione che fo la sposa, altrimenti ve-
dresti che cosa ti farei!...<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||218|}}</noinclude><section begin=s1/>{{Pt|timenti|sentimenti}} di giustizia che lo caratterizzano, sentirà quanto è impossibile che le altre Potenze, e specialmente la Repubblica francese, e la Porta Ottomana, veggano con indifferenza l’occupazione di uno Stato neutro, e indipendente, il quale non è mai intervenuto in alcun modo alla guerra attuale; ed essi non dubitano che l’Eccellenze Loro, i sigg. Plenipotenziarj austriaci, non contribuiscano con tutto il loro potere a far dare da S. M. gli ordini i più solleciti perchè le sue truppe si ritirino dal territorio della Repubblica di Ragusi. I sottoscritti rinnovano all’Eccellenze Loro i sigg. Plenipotenziarj di S. M. Imperiale, e Reale l’assicurazione dell’alta loro considerazione.
{{A destra|{{Sc|Bonaparte e Clarke.}}}}
<section end="s1" />
{{Rule|4em}}
<section begin="s2" />{{a destra|Il giorno 12 termidoro anno 5 (9 luglio 1797)}}
{{ct|t=1.5|v=1|lh=1.4|CIX. ''Lettera Anonima indirizzata al Generalissimo Bonaparte.''}}
Io non conosco i vostri progetti, Generale; ma dal momento che vi ho conosciuto, ho preso interesse per voi, per la vostra gloria, e da che avete acquistato un gran nome, il mio attaccamento è stato accresciuto dalla ammirazione che gli uomini di genio ispirano a coloro che sanno apprezzarli, ed io ardisco trattenermi oggi con Voi intorno a ciò che vi rimane a fare. Voi vi trovate in un’alternava sì grande, che, per quanto intrepido sia il vostro carattere, dovete esser incerto del partito, che vi conviene di prendere, quando siete nella necessità di scegliere tra la stima, e l’odio, tra la gloria, e la vergogna, tra un gran potere, e la nullità, che vi condurrebbe al palco; infine tra l’immortalità di un grand’uomo, e quella di un fazioso punito. Tre partiti si presentano alla vostra scelta: il primo è di ritornare in Francia, e di viverci da cittadino privato; il secondo è di ritornarvi alla testa della vostra armata, e farvi capo di partito; il terzo è quello che io vi proporrò dopo aver discussi questi due. Il primo partito, che riuscì a<section end=s2/><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||219|}}</noinclude>Silla, non riuscirebbe a voi in mezzo alle turbolenze nelle quali viviamo: le persone invidiose della vostra gloria; gli uomini di tutte le fazioni, i quali non vi perdonerebbero il rifiuto di secondare i loro progetti; quell’altra classe, che avete esasperata con le vostre vittorie, tutti si unirebbero per farvi soccombere, e non si vendicherebbero che con il vostro supplicio. Voi avete intrapresa una carriera così difficile, che vi è necessario percorrerla tutta intiera, o morire vergognosamente, se vi ci arrestate.
Il secondo partito mi sembra troppo odioso per non credere ch’io abbia ad impiegare grandi sforzi per dissuadervene: Bonaparte non andrà ad oscurar la sua gloria dietro il delitto, ad associarsi con uomini tinti del sangue dei loro concittadini, e de’ loro parenti, ad antropofagi, e dividere i loro misfatti passati e futuri: assai lungamente la Francia è stata lacerata dalle loro mani, essa comincia a respirare. Lungi dal turbare questa nascente tranquillità, che in parte è a voi dovuta, dovete al contrario sforzarvi a consolidarla. Dopo di essere stato il flagello de’ nemici della Francia, andrete voi a portarvi la guerra civile e forse a trovarvi la fine delle vostre vittorie, l’onta, e la morte, perche avreste a combattere i Francesi, e Francesi armati dalla disperazione? Voi, Generale, voi non seconderete in questo momento le vedute ambiziose di alcuni generali, ed officiali della vostra armata più gelosi del saccheggio, e del potere, che della libertà e dell’eguaglianza la quale non è per essi che un pretesto, ed i quali, dopo aver saccheggiata l’Italia, ardono di portar egualmente la fiamma, il ferro, e la cupidigia nel loro paese: voi dovete pur troppo conoscerli, e sentirne disprezzo. Un uomo come voi deve fare un fine più degno de’ suoi felici cominciamenti; ecco ciò che io propongo.
Formate dell’Italia un grande impero; che questo nuovo Stato prenda un forte ascendente nella bilancia dell’Europa; che tenga un posto medio tra l’Impero, e la Francia, e stabilisca tra queste potenze un equilibrio perfetto, dichiarandosi contro di quella che vorrebbe opprimer l’altra. Siate il capo di quest’impero; {{Pt|ritene-|}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||220|}}</noinclude><section begin=s1/>{{Pt|te|ritenete}} al vostro soldo una gran parte dell’armata francese per contenere i differenti popoli, ed assicurare l’esecuzione di questo piano. La Francia vi dovrà l’allontanamento di quest’armata, la quale non potrebbe mantenere che a stento, ed il di cui spirito turberebbe la sua tranquillità. Essa vi sarà debitrice della pace, e voi vi sarete reso degno della sua stima e della sua ammirazione. Siate il di lei più fedele alleato: egli è tanto più utile al governo attuale di secondare i vostri progetti, che vi servireste scambievolmente di sostegno. Voi potreste anche divenir formidabile per le vostre forze marittime, e disputare nell’avvenire agl’inglesi l’impero del mare, o almeno scacciarli intieramente dal Mediterraneo.
Quest’impresa, degna di voi, Generale, (ed io non fo il dettaglio di tutti i suoi vantaggi, che vi colpiranno a prima vista) è la sola che possa mettere il sigillo alla vostra gloria, ricondurre una pace durevole in Francia, procurare la stabilità al suo Governo, ed elevandovi all’apice della grandezza vi faccia pure ben meritar della patria. Addio Generale; non vi è persona che vi desideri più di me successi maggiori; non riguardate in me che un uomo, il quale ama il suo paese, e la vostra persona.
<section end="s1" />
{{Rule|4em}}
<section begin="s2" />
{{a destra|Parigi, 2 fruttidoro anno 5 (19 agosto 1797)}}
{{ct|t=1.5|v=1|lh=1.4|CX. ''Ai Generali Bonaparte e Clarke.''}}
Avrete rilevato, cittadini Generali, le ultime aperture di M. Thugut nella sua lettera del 31 luglio, che vi ho inviata giorni sono, e nella mia risposta le intenzioni del Direttorio. Voi siete in grado di giudicar tutto; nulla sfuggirà al vostro discernimento di ciò, che può servir di mezzo o di ostacolo, e siete muniti di ampj poteri, che il Direttorio di nuovo vi conferma: essi vi serviranno per profittare delle disposizioni che l’Imperatore manifesta: il Direttorio dal canto suo deve farvi conoscere le sue intenzioni. Esso continua a desiderar la<section end=s2/><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||221|}}</noinclude>pace, e questo desiderio costante gli fa volere, qualunque sia l’esito della negozziazione, che i torti sieno dalla parte dell’Imperatore. Sotto questo punto di veduta esso si è determinato a farvi premura di riprendere le negozziazioni su la base generale de’ preliminari di Leoben: ma desidera che vi allontaniate dalle stipulazioni che ci sono evidentemente sfavorevoli; e poichè ormai questi preliminari si son perduti di vista, come voi l’osservate nell’ultima nota rimessa al ministro plenipotenziario dell’Imperatore, vi è luogo a sperare che non vi sarà impossibile, dietro le circostanze in cui vi trovate, di tirarne ancora un partito vantaggioso. A quest’effetto vi rimetto dinanzi agli occhi gli oggetti, de’ quali dovrete occuparvi di preferenza nel momento della conchiusione.
Il principale di questi oggetti è di allontanar l’Imperatore dall’Italia e d’insistere perchè dilati il suo territorio in Germania. Voi concepirete senza pena qual interesse noi vi abbiamo; noi restringeremo la sua potenza marittima, lo metteremo in contatto col Re di Prussia antico suo rivale, e lo allontaneremo dalle frontiere della Repubblica nostra alleata, la quale priva di forze militari, e situata tra gli Stati del Gran Duca di Toscana, e quelli dell’Imperatore, ben presto cadrebbe sotto l’influenza della Casa d’Austria, e ne sarebbe soggiogata. Tra i ragionamenti, che potrete adoperare, e che i vostri lumi potranno suggerirvi per impegnare l’Imperatore ad uniformarsi alle nostre vedute, io ve ne indicherò alcuni che mi sembrano di gran forza; l’Imperatore deve trovar poca sicurezza in riunire sotto il suo dominio popoli pieni dello spirito di libertà, e limitrofi di una Repubblica democratica, della quale alcuni tra di essi avranno già formato parte. Gli riuscirà impossibile di governarli su lo stesso piede degli altri suoi sudditi; gli sarà necessario accordar loro de’ privilegj, e anche con questo mezzo, non potrebbe ripromettersi di dominar tranquillamente. Questo acquisto sarebbe dunque quasi nullo per lui, come sembra, ch’egli lo senta, nelle memorie che vi ha fatto consegnare il 18 Luglio: in secondo luogo la prossimità de’ suoi Stati con quelli {{Pt|del-|}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||222|}}</noinclude>{{Pt|la|della}} Repubblica italiana, alla conservazione della quale la Francia prende un sì potente interesse, deve necessariamente produrre delle turbolenze, e far nascere nuove guerre tra le due potenze.
Se dunque l’Imperatore desidera conchiudere una pace solida, e chiuder le porte ad ogni motivo di rottura, non deve insistere sul possesso di queste provincie, e deve aspettarsi, per necessità, alla prima guerra, che questi popoli scuoteranno il suo giogo, e si uniranno alle Repubbliche francese, e italiana. Un dominio così inquieto, e precario non è dunque da preferirsi in alcun caso, {{ec|elle|alle}} indennità che la Repubblica potrebbe offrirgli in Germania, in un paese ove i popoli sono abituati al suo governo, e l’amano, e dove lontano dalle frontiere della Francia, e da quelle de’ suoi intimi alleati, ch’essa riguarda quasi come sue proprie, potrebbe sperare, per così dire, di non esser mai da lei attaccato. Se la Casa d’Autria trovasse questi ragionamenti concludenti, vi sarebbero tre proposizioni a fare.
La prima ch’ella rinunci a tutta la Terra-ferma di Venezia, e si contenti della Dalmazia, e dell’Istria veneziane, di cui si è già impadronita; non essendo sperabile che consenta mai ad evacuarle. Potrete far valere l’indulgenza con la quale la Repubblica ha permesso ch’ella occupasse, fin dal presente, queste provincie, le quali non le si sarebbero date che alla pace. L’arcivescovato di Salzbourg, e il vescovato di Passau compenserebbero ampiamente la Terra-ferma di Venezia propriamente detta. Si potrebbe anche aggiungere il ''prevostato'' di Berglotesgaden, e l’alto Palatinato sino alla Nab, come pure i vescovati di Trento, e di Brixen, se consentisse a rinunciare ad ogni indennità in Italia, e anche all’Istria, e la Dalmazia veneziana. In questo sistema di secolarizzazione, al quale o presto o tardi sarà necessario di venire, ed a cui han già dato il consenso la Prussia, l’Hassia, Wurtemberg, e Baden, l’Imperatore troverà in un medesimo tempo un’indennità più ampia, e un perimetro più convenevole a’ suoi Stati ereditarj, che nelle provincie Italiane agitate da’ principi della democrazia, e che<noinclude></noinclude>
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==Indice==
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{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|lh=1.5|'''Come il vecchio Dodone andasse per consiglio dal canonico Ansperto; e del sollievo che n’ebbe.'''}}
Il canonico Ansperto di Santa Maria di Cairo era un buon vecchio prete; non un’aquila, non un cigno, nè altro di quegli animali gloriosi che servono ai nostri paragoni, quando vogliamo celebrare l’intelligenza, la facondia e la dottrina di un uomo.
Passando a cercare gli esempi in un altro ordine di cose, diremo che non era un’arca di scienza, ma neanche una cassapanca d’anticamera, e se a rigore di termini non si poteva chiamarlo la prima penna del Capitolo, come osò il sagrestano di Santa Maria, dopo averlo sentito spiegare i santi Evangelii, non<noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|lh=1.5|'''Il castellano alle vedette.'''}}
Rainerio faceva ritorno al suo torrione, quando gli venne veduto il padre di Getruda, sul punto che questi esciva dal chiostro di Santa Maria.
Dodone andava per l’appunto da lui; ma non fu molto contento di vederlo per via, o, per dire più veramente, di esser veduto sul limitare del chiostro.
Avrebbe voluto confondersi, passare inosservato tra le quindici o venti persone che stavano sulla piazzetta; ma non gli fu possibile; Rainerio lo aveva veduto alla prima, coi suoi occhi di falco, e si era fermato, per chiamarlo a sè con un gesto tra familiare e imperioso.<noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|lh=1.5|'''Dove si vede quali effetti sortisse una predica sul giglio delle convalli.'''}}
Il povero canonico, rimasto solo, pensò:
— Vedete che vecchio pazzo, quel mio Dodone! Ha paura del lupo, e va a confessarsi da lui, appena escito da me. Ma sarei pazzo, ad aprirgli l’animo mio un’altra volta. Dirò quel che devo alla sua figliuola; al resto ci pensino loro. —
Con questo ragionamento, che metteva in pace la sua coscienza con le necessità della vita, il canonico Ansperto si dispose ad attendere la visita della bianca Getruda. La bianca Getruda! Così l’aveva chiamata il castellano, che aveva mariti a dozzine da offrirle, ma che sicuramente non gliene avrebbe dato nessuno.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 88 —|}}</noinclude>
qualcheduna di quelle calde parole che piacciono alle fanciulle, e che i babbi non sanno nè possono dire, per conto dei giovani. Del resto, già gli pareva di aver fatto molto, aprendo l’animo suo a Marbaudo, andando incontro ad una confessione che costui non ardiva di fargli.
Ma a questo si era dovuto risolvere, vedendo la necessità di affrettare le cose. Rainerio poteva sviargli la fanciulla, e Dodone non aveva speranza di rifarsene, egli aldione contro un castellano, che godeva la protezione del conte Anselmo. Se anche fosse stato libero, avrebbe Rainerio impalmata la figliuola di Dodone? No, di sicuro; ambizioso com’era, avrebbe mirato a ben altro. Il meglio che potesse toccare alla bianca Getruda sarebbe stato di sposare un servo del castellano, uno di que’ ribaldi uomini d’armi, che egli teneva presso di sè, per difesa della sua persona e per mostra della sua autorità.
Ciò, non poteva convenire a Dodone; donde la necessità di affrettarsi, di togliere ogni occasione ai disegni del castellano. Forse non<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 89 —|}}</noinclude>
era che un capriccio passeggero, e le nozze di Getruda con Marbaudo l’avrebbero fatto svanire; o forse gli avrebbero dato un giro diverso, in cui il vecchio Dodone non aveva più da vedere.
Far presto, adunque; era questo l’essenziale. Che se la sua ambiziosa figliuola.... Ma perchè accogliere un dubbio di quella fatta? perchè e con quali speranze si sarebbe ella risoluta di non obbedire a suo padre? Il vecchio aldione pensava ancora a queste cose, quando si vide ricomparire dinanzi il giovanotto, mogio mogio, come un can bastonato.
— Ebbene! — gli chiese.
— Ah, Dodone! — esclamò Marbaudo, sospirando. — Io son pur disgraziato!
— E perchè?
— Perchè la tua figliuola non vuol saperne di me.
— Che sarei stato felice.... che non desideravo altro a questo mondo.... insomma, tu sai bene, tutto quel che si dice in simili momenti.<noinclude></noinclude>
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— E lei?
— Mi ha risposto che non ha ancora nessuna intenzione di maritarsi.
— Ma può averne una suo padre, e di maritarla presto, di maritarla subito. Perchè non le hai fatto capire che la cosa piaceva a me, se non piaceva a lei?
— Questo io le dissi, — rispose Marbaudo. — e soggiunsi che prima di parlare a lei, siccome era debito di un giovane onesto, avevo parlato a suo padre.
— E ti disse, allora....
— Che era dolente di farmi dispiacere; ma che quella intenzione non l’aveva ancora, e che voleva rimanere in casa, senza pensieri, come c’era stata finora.
— Ho capito! — borbottò il vecchio. — Solite scioccherie delle ragazze!
— Eh, volesse il cielo che fosse così! — rispose Marbaudo. — Ma io credo di sapere, pur troppo, che cosa c’è sotto.
— Che cosa? Ti piaccia di dirlo anche a me.
— Eh, niente, niente! Sospetti miei.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 91 —|}}</noinclude>
— Ebbene, dimmi che cosa hai sospettato; — replicò Dodone. — Non dovevi incominciare; ora devi finire. Son padre, e voglio sapere.
— Che vuoi ch’io ti dica? Ci dev’essere qualcheduno che l’ha stregata, la tua bella figliuola. Una volta ella non era così. Non ti dirò che solo a vedermi le brillassero gli occhi; ma infine, dal modo come mi accoglieva c’era da credere che non fossi il diavolo, per lei. Ora invece m’ha in uggia. Ah, per l’Anticristo! se ho indovinata la cagione di tutto ciò, voglio che m’appicchino sulla più alta torre di Cairo: ma prima ne avrò fatta qualcuna delle mie.
— Quale?
— Mi sarò messo sulla coscienza il castellano Rai....
— Zitto! — gridò il vecchio Dodone, mettendogli per maggior sicurezza una mano sulla bocca. — Che discorsi son questi? Vuoi farti impiccare davvero? Sei aldione, ricordalo; e puoi farti un brutto partito; e puoi farlo brutto anche a me, che ho il torto di starti a {{Pt|sen-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 92 —|}}</noinclude>
{{Pt|tire.|sentire.}} Ami tu la mia figliuola? Orbene, sta zitto, preme a me che tu la sposi, quanto può premere a te. Dunque, non mi far ragazzate, e non ne dire, se non ti è venuta a schifo la vita. Lascia a me la cura d’ogni cosa. Veramente, io speravo che andasse più liscia; ma per san Donato, nostro buon protettore, aggiusteremo questa faccenda. Non son padre per nulla. Getruda vuol rimanere in casa a spulciare il gatto? Leveremo di casa il gatto, e la vedremo, perdiana! Tu la sposerai, te lo prometto io; va, ragazzo mio; e acqua in bocca, mi raccomando! —
Marbaudo se ne andò, sospirando e sbuffando, ma dopo aver promesso che non avrebbe tentato nulla contro il castellano Rainerio. Povero ragazzo! egli pensava alla triste novità del suo caso. Da principio, la bella Getruda lo vedeva abbastanza volentieri; certamente pareva anteporlo a tutti gli altri vagheggini della vallata. Poi, tutto ad un tratto, gli si era voltata contro, gli si era mostrata fredda, e quel giorno, poi, aveva finito con dirgli un no tanto fatto.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 93 —|}}</noinclude>
E questo mutamento nell’animo della fanciulla si combinava con lo spesseggiar delle visite del castellano al podere di Croceferrea. Ma quali speranze nutriva in cuore la figlia di Dodone? Quali disegni aveva formati nella sua testa bizzarra? Siamo tutti così alieni dal trovare le male ragioni negli atti di una fanciulla, vissuta sempre sotto gli occhi dei parenti, nel santuario delle domestiche pareti, che a Marbaudo non balenò niente della verità dolorosa.
Egli, del resto, come ha veduto il lettore, aveva dai sermoni di chiesa qualche infarinatura di storia sacra; ma non sapeva nulla di storia profana; il caso di Fredegonda era lontano dalla sua mente; anzi, egli ignorava affatto che una Fredegonda fosse esistita, quattrocent’anni addietro, e potesse dare esempio di malvagia ambizione ad altre figliuole d’Eva, facili tutte, come l’antica madre, ad ascoltare il serpente.
Quel medesimo giorno il vecchio Dodone faceva una intemerata alla sua cara figliuola. Getruda lo lasciò dire fino a tanto non si fu<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 94 —|}}</noinclude>
bene sfogato; poi gli rispose, con la sua audacia tranquilla:
— Perchè vuoi rompermi il collo? perchè vuoi darmi in moglie al primo che capita? ti peso forse, in casa? —
Al vecchio prudevano le mani; e in ogni altra occasione non si sarebbe trattenuto dal cresimare la figliuola, senza aiuto di vescovo. Ma troppo gli premeva per altro di prenderla colle buone; perciò stette saldo, e replicò, abbastanza pacato:
— Tu mi pesi così poco, che avevo stabilito di tenerti in casa, anche maritata. Il giovanotto degli Armanni, poi, non è il primo che capita; è un buon figliuolo, intelligente, forte e bello; gran fortuna per la casa, ed ottimo partito per te. Finalmente, non ti rompo il collo, perchè lavoro a collocarti. Te lo romperai da te, restando senza marito, seguendo i capricci della tua testa e correndo tutti i pericoli che tengono dietro ai capricci. Bada a te, Getruda! finirai male, non accettando la mano di un uomo della tua condizione, finirai male!<noinclude></noinclude>
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— Che profezie! Sono stata in casa finora, e nessuno ha ancora potuto dir nulla di me. Sto bene così; tu non pensi a discacciarmi: perchè cambierei?
— Non vivrò sempre io; — disse Dodone. — I tuoi fratelli, o le mogli dei tuoi fratelli ti costringeranno a uscir di casa, o a far la serva ai loro figliuoli.
— Ci sarà tempo a vedere; — rispose Getruda, alzando le spalle.
Qui veramente il vecchio Dodone fu per dare di fuori; ma gli passò davanti agli occhi l’immagine fosca del castellano Rainerio.
— E tu vedi, allora; — rispose; — ma pensaci anche, prima che tu abbia a vedere.
— Ci ho pensato già; — disse Getruda.
— Ma è una vera pazzia, che t’ha presa!
— Come vorrai; ma io non voglio Marbaudo.
— Non vuoi!... non vuoi!... Ma proprio il mondo ha da finire, che una figlia risponde così audacemente voglio e non voglio a suo padre! Basta, per ora; ma sappi che di qua al finimondo ci corrono ancora dieci anni, ed<noinclude></noinclude>
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io ti romperò davvero l’osso del collo, se non farai prima giudizio. —
Ciò detto, ed altro ancora, il vecchio aldione escì brontolando, a guisa di burrasca che s’allontani. E andò, scendendo la collina, andò tanto, risalendone un’altra e ridiscendendola del pari, che giunse fino a Cairo.
Oltrepassato l’androne della vecchia porta romana, si avviò verso la chiesa di Santa Maria, entrò nel chiostro attiguo, e domandò del canonico Ansperto.
Questi era per l’appunto in casa, ritirato nella sua cella, raccolto nelle sue meditazioni religiose.<noinclude></noinclude>
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si doveva neanche gabellarlo per l’ultimo dei calamai, come fece, in risposta al sagrestano, un canonico rivale. Era, a dirvi le cose come stavano, era un brav’uomo, che sapeva leggere nel breviario, anche quando non fosse il suo; gran cosa per que’ tempi, così poveri di amanuensi, o in cui la cartapecora costava un occhio del capo; di guisa che si usava stipar le pagine di roba, abbreviando le parole oltre il lecito e riducendo i libri sacri ad una selva di geroglifici.
Quando capitò il vecchio Dodone di Croceferrea per chiedergli udienza, il canonico Ansperto se ne stava nella sua cella, davanti ad un leggio di quercia, su cui otto o dieci codici accatastati gli rappresentavano tutto lo scibile e gli meritavano agli occhi dei profani il titolo di dotto.
Erano le Omelie di san Gerolamo, le Epistole di san Paolo, i quattro Evangelii, una grammatica di Donato, un Virgilio, e qualche libro del Vecchio Testamento.
La Bibbia, in quel tempo, correva per le mani dei fedeli a pezzi e bocconi; ed erano<noinclude></noinclude>
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ben pochi, perfino in Roma, nella sede apostolica, che la possedessero intiera, dalla Genesi ad Esdra. Veramente, così per le lettere sacre come per le profane, quella era una notte barbarica.
Ansperto accolse con benignità il vecchio Dodone, e fattolo sedere al suo fianco, gli domandò che cosa volesse.
Si trattava della figliuola di Dodone e del pericolo che essa correva, insidiata da uomini che non l’avrebbero sposata, e riluttante al partito che le proponeva suo padre.
Com’ebbe udite così a occhio e croce le angustie del vecchio, il canonico Ansperto si pose sul grave, e non volle dare i soccorsi del suo ministero, senza premettere un po’ di morale.
— Tutto ciò, — diss’egli lentamente, — non è senza un alto perchè. La divina Provvidenza ti manda un salutare avvertimento, o Dodone. Tu potresti far fede che il ''manso'' di Croceferrea appartiene alla curia d’Alba, e non hai lingua per farti vivo.
— Che ci posso far io? — rispose il vecchio.<noinclude></noinclude>
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— Sono un povero aldione e la mia testimonianza val poco. I signori vogliono; a noi tocca obbedire.
— I signori sono lontani, — replicò Ansperto, — e non possono udire la voce della giustizia, quando il figlio dei servi della curia d’Alba non ardisce aprir bocca.
— Sì, per farmi chiudere nel fondo di una torre, fino a tanto che io non mi disdica! — borbottò allora Dodoné.
— Eh via! Non sarà così cattivo, il conte Anselmo, come te lo figuri tu. Basterebbe che tu gli domandassi udienza, come l’hai domandata a me, e gli esponessi i tuoi dubbi di coscienza. Infine, tu paghi i tributi a lui, e non dài alla curia nè annate, nè decime. Ricordati, Dodone, che Iddio ha costituita la Chiesa sua rappresentante visibile sulla terra, e che l’essere confessori del vero per lei è come essere confessori della fede.
— Io ricordo, o padre, che il Signore Iddio mi ha fatto pentola di terra, e poi mi ha messo davanti a delle pentole di ferro. A cozzar con quelle mi romperei di sicuro; le mie<noinclude></noinclude>
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confessioni non varrebbero un bel nulla; e neanche potrei più farne, quando venisse il momento opportuno.
— C’è del vero, in quello che tu dici; — osservò il canonico Anspèrto. — Ottone verrà pure un giorno o l’altro in Italia, e il vicario di Cristo non tralascerà di ricordargli il debito che ha, di far giustiza alla sua Chiesa. Ma dimmi ora; che posso io fare per il tuo bisogno?
— Consigliare la mia figliuola.
— L’ho sempre fatto, quante volte è venuta al tribunale della penitenza.
— Sì, e vedi il bel frutto che n’hai ottenuto! Devi parlare più risoluto, mostrarle il male che fa, a ricusare l’onesto partito che le propone suo padre. Me l’hanno stregata, vedi? me l’hanno stregata, ed io ci perdo il mio fiato. Un giorno, poi, mi volgerà male, se già non è cosa fatta.
— Non correr tanto, via! Tu ora vedi le cose più nere che non sono. Lasciamo stare i sortilegi, che non ci hanno che vedere. Se la tua figliuola fosse in balìa del maligno, io<noinclude></noinclude>
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me ne sarei sicuramente avveduto, ed avrei anche provveduto. Noi abbiamo scongiuri onnipotenti, per cacciar l’inimico. Non così potenti, pur troppo, — soggiunse sospirando il vecchio canonico, — per cacciare alla prima i mali pensieri che l’inimico soffia nel cuore della creatura non sua. Ma ciò avviene, lo sai, per espresso volere di Dio, affinchè noi abbiam merito della nostra virtù, in obbedienza ai consigli dello spirito. Ahimè! lo spirito è pronto, e la carne è inferma. Difetto della carne, figliuol mio; e tu stesso, se guardi in te stesso, puoi ritrovarne gli esempi. Ma ritorniamo alla tua Getruda. È una onesta ragazza, finora, e niente lascia argomentare che non abbia a conservarsi tale, per contentezza della tua vecchiaia. Ambiziosa, sì, lo è un pochettino; ma come sono su per giù tutte le ragazze, piena la testa di grilli, voglio dire d’idee superiori alla loro condizione. Che ci vuoi fare? Preghiamo il Signore Iddio, e aspettiamo che egli la illumini, come ne ha illuminate tante altre.
— Tu dunque, — riprese Dodone, dopo {{Pt|es-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 103 —|}}</noinclude>
{{Pt|sere|essere}} stato in apparenza molto contrito, ad ascoltare la predica, — tu dunque non puoi nulla per me?
— Consigliarla; — replicò Ansperto. — L’ho fatto, e lo farò ancora; più particolarmente, se vuoi.
— Ebbene, — disse il vecchio aldione, con un sospiro di uomo rassegnato, — vedi tu di persuaderla una volta. In caso diverso, poichè io credo che me l’abbiano stregata davvero, metterò mano ad un altro genere di esorcismi: la bastonerò di santa ragione.
— Ma di che temi, vecchio ostinato? chi vuoi che te l’abbia stregata?
— Eh, lo so io. Non una strega, a buon conto. Metti che sia il castellano. —
Ansperto, a quell’accenno di Dodone, aperse l’occhio ed aguzzò ancora l’orecchio.
— Il cast.... — diss’egli incominciando; ma non finì la parola. — Come lo sai? Che certezza hai tu di quello che dici? —
Dodone, condotto a quel punto, dovette accennare tutto quello che aveva osservato. Non erano fatti, veramente, ma indizi; indizi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 104 —|}}</noinclude>
anche leggeri, ma pur sempre sufficienti a destare l’attenzione e il sospetto di un padre. Il castellano Ramerio, orgoglioso uomo, ed anche naturalmente occupato in cento cose diverse, era sempre lassù, quasi ogni giorno; e a farlo apposta ci capitava nelle ore che Dodone soleva trovarsi lontano da casa, o nei maggesi della valle, o lungo le ripe dove prosperava la vite.
Fin qui, non parve al canonico Ansperto che ci fosse argomento di vero e giusto sospetto. Se il castellano andava così spesso a Croceferrrea, si poteva anche credere che lo facesse per esercitare, in nome del conte Anselmo suo signore, visibili atti di padronanza, tanto più necessarii quanto era più disputabile il possesso.
Quanto all’ora scelta per recarsi lassù, niente era più naturale che, desinando tutti, ricchi e poveri, alla medesima ora, anche il castellano Rainerio desinasse all’ora di Dodone, e perciò non potesse giungere al podere di Croceferrea mentre Dodone era in casa. Ma egli si fermava molto a discorrere da<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 105 —|}}</noinclude>
solo a sola con la ragazza. Adagio col molto! Una conversazione può esser breve o lunga, secondo i casi, o esser considerata tale secondo gli umori della gente che osserva. Nel fatto, stava un pochino a chiacchierare. Ma era forse una cosa illecita, barattar parole con la figliuola del contadino, ragazza gentile e garbata, che certe volte, a non guardare i suoi abiti, si sarebbe scambiata con una figlia di conte?
— Tu esageri, vecchio amico; — disse Ansperto, conchiudendo; — tu vedi da per tutto il pericolo. Ma se bisogna guardarsi dai pericoli, non è men vero che bisogni anche guardarsi dai sospetti, segnatamente nel caso che son meno giustificati da ciò che sappiamo della virtù di Getruda.
— Amo crederlo; — borbottò il vecchio, a cui non tornava dispiacevole che altri gli vantasse la virtù di quella matta ambiziosa. — Ma intanto ella ricusa la mano di un suo pari; un bravo ragazzo, che sarebbe il fatto suo, ed anche il fatto mio.
— Ebbene, che vuol dir ciò? — ribattè il<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 106 —|}}</noinclude>
prete. — Hai forse da argomentarne che l’animo suo sia stato sviato dal castellano Rainerio? Tu non sai di logica, o Dodone. L’unica conseguenza che si possa trarre ragionevolmente da questa tua premessa è una avversione naturale per l’uomo che tu le hai destinato. So bene che una buona figliuola dev’essere obbediente. Ma anche un buon padre dev’essere tollerante, dove si tratti d’impegnare il cuore e la mano della sua creatura per tutta la vita. Vorrai tu far violenza al suo animo, se repugna da queste nozze, come pare da ciò che racconti?
— No, io non vorrò mai questo; — disse Dodone; — ma vorrò sempre, e mi pare di aver ragione a volerlo, che ella sposi un uomo della nostra condizione: un uomo che sia capace di sostentare la famiglia col lavoro delle sue mani; un uomo che abbia intelligenza e buon volere, per far prosperare la terra su cui Domineddio ci ha messi a vivere. Ora io ho posto gli occhi su Marbaudo, perchè in queste valli, a due giornate di viaggio tutto intorno, non ho veduto uno che valesse<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 107 —|}}</noinclude>
quanto lui, o fosse più adatto al nostro bisogno.
— Oh santa Maria benedetta! è dunque un miracolo d’uomo, questo Marbaudo? E dove lo hai tu scovato?
— Non lo conosci, padre? È quello che vive nella casa degli Arimanni.
— Buon podere anche quello! — esclamò il canonico Ansperto. — Ed anche quello apparteneva alla Chiesa.
— Eh, per intanto è del conte, e ne ha la sopraintendenza il castellano; — rispose Dodone.
— Come avviene per Croceferrea, e con la medesima illegittimità di possesso; — replicò il canonico.
— Sia come tu dici; ma tutto sarà dunque della Chiesa?
— Proprio cosi, vecchio Dodone, proprio cosi. In primo luogo, tu devi sapere che la terra è di Dio. Il Signore la dà, il Signore la toglie.
— Dunque diciamo che egli ha tolto quel podere alla Chiesa; — disse Dodone.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 108 —|}}</noinclude>
— T’inganni; — replicò Ansperto, animandosi nella controversia come un cavallo generoso nel correre; — la Chiesa non ha ancora dichiarato di lasciarsi spossessare. Già, poni mente, la Chiesa non rinunzia mai, non può rinunziare a nessuno de’ suoi diritti. Qualche volta ha l’aria di acquistarne dei nuovi; ma nel fatto non sono che restituzioni fatte dagli usurpatori a lei. Essa è l’immagine di Dio tra gli uomini; essa è fonte e principio di ogni diritto. Vedi i più antichi tra i re, che furono quelli d’Israele e di Giuda: essi erano unti dell’olio del Signore, nel tabernacolo della sua gloria, e ciò bastava a dar loro autorità sulla vita e sugli averi del popolo eletto. Vedi gli imperatori di Roma; il Signore Iddio li riconobbe in Costantino e ne’ suoi successori Romani, Greci, Franchi o Alemanni che fossero.
— Bella forza! — scappò detto a Dodone. — Avevano le armi in pugno.
— Ed anche gli Eruli, e i Goti, e i Longobardi, le ebbero; — rispose solennemente Ansperto. — Ma la Chiesa non riconobbe e non unse costoro, che non camminavano nelle sue<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 109 —|}}</noinclude>
vie. L’imperatore da lei preferito fu Carlomagno; il quale andò debitore della sua grandezza alla protezione che aveva concessa ai ministri del tempio. Da Dio, per mezzo della sua Chiesa, hanno gl’imperatori la corona e lo scettro: per quel santo olio che tocca la fronte loro, questa diviene augusta, e vi germogliano i pensieri che dettano la legge al mondo. Si scostano essi, in un momento di errore, dalla obbedienza che hanno giurata alla Chiesa? Sono colpiti d’interdetto. Negano i diritti, o privilegi della Chiesa, arrogandosene l’uso per sè? Sono deposti, ed altri nominati in loro vece.
— Capisco; — disse Dodone. — Ma la terra, nel caso nostro....
— La terra non può nè vuole tenerla tutta la Chiesa, che impera sulle anime, e che alla fin fine non è altro se non la comunione di tutti i fedeli. Essa è un’autorità di pace, un vincolo di amore tra gli uomini. Essa cede la terra a chi sa coltivarla, e non chiede per sè che la decima dei frutti, stabilita dalla legge divina. Ma ci son terre che un giorno non<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 110 —|}}</noinclude>
furono più di nessuno. La collera di Dio era passata sulla faccia del mondo, e la guerra degli uomini aveva devastata ogni cosa. I campi che tu coltivi, o Dodone, furono per gran tempo sterili; come i dorsi di Gelboè, dove periva il re Saul, abbandonato dalla protezione del Dio degli eserciti. A quei campi intristiti, dove regnavano le fiere, ha rivolte le sue cure la Chiesa. Essa, che si oppose da sola all’oltracotanza dei barbari invasori, essa arginò i vostri fiumi, risanò le vostre valli, ripiantò la vite sulle colline, dissodò il campo, vi condusse l’aratro e vi seminò il grano che doveva sfamare i vostri padri. E quando un così grande benefizio fu assicurato, e un po’ di gente timorata potè raccogliersi a vivere, a prosperare in pace, sotto l’ombra del tempio e sotto la protezione di Dio, dovevano venire i conquistatori ad usurpare il diritto antico e nuovo della Chiesa ristoratrice? La Chiesa può riconoscere la loro autorità, se è benefica, tener conto delle rette intenzioni e consacrare il poter loro sui popoli; ma essi debbono riconoscere i diritti della Chiesa, onorarne i {{Pt|pri-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 111 —|}}</noinclude>
{{Pt|vilegi.|privilegi.}} Dove essa è padrona, poi, dove le testimonianze viventi assicurano il suo legittimo possesso, nessuno può far atto di padronanza che non sia sacrilegio. Perchè non chiedono un componimento? perchè non domandano di acquistare dall’enfiteusi un diritto che l’usurpazione non dà? —
Il vecchio Dodone era stato ad ascoltare con molta attenzione il canonico legista. E come Ansperto, o perchè fosse stanco di quella volata, o perchè avesse finito, ebbe fatta una pausa più lunga, osservò timidamente, ma guardando fissamente negli occhi il suo interlocutore:
— La Chiesa può dunque sostenere i coltivatori delle terre che son sue, contro le angherie dei castellani e dei signori. Se io prendessi a livello il mio podere e pagassi il tributo e le decime alla Chiesa.
— Alla curia d’Alba, naturalmente; — soggiunse Ansperto.
— Ma la curia di Savona non vanta anche ella i suoi diritti su Croceferrea? — riprese Dodone. — Perchè due parti della Chiesa sono<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 112 —|}}</noinclude>
a contrasto? E se anche l’una cedesse alle ragioni dell’altra, mi sosterrebbero poi con la loro autorità contro gli arbitrii del castellano e del conte?
— Figliuol mio, — disse gravemente Anspcrto, — io ti ho spiegato il diritto. Ma il consorzio umano è turbato, la vita quotidiana è difficile, i tempi son grami per coloro a cui manca la forza; bisogna fare come si può.
— E col castellano inchinarsi; — mormorò il vecchio Dodone.
— Come col conte; — rispose il canonico Ansperto. — Son essi i potenti del giorno, quelli che Iddio ha esaltati per i suoi fini altissimi, che a noi non è sempre dato d’intendere. Coi potenti non si può, non si deve combattere. Bisogna esser calmi e misurati, mi capisci? bisogna andar cauti e pazienti. Colla pazienza, figliuol mio, molte difficoltà si vinceranno, che ora ti sembrano insormontabili. Ottone, il glorioso imperatore, comporrà un giorno o l’altro le cose di Lamagna, e scenderà in Italia a comporre le nostre, a far ragione ai diritti della Chiesa, a stabilire le<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 113 —|}}</noinclude>
sue relazioni coi signori di confine e con ogni altra genìa di usurpatori. Per il caso tuo, lo capisco, non ci può nulla un diploma di Ottone. Ma qui basterà un po’ d’arte e di prudenza; e tu non ne manchi, anzi hai fama di possederne a dovizia, come di belle monete d’oro.
— Ciarle degli invidiosi! — borbottò l’aldione.
— È sempre meglio essere invidiati che compianti; — rispose Ansperto. — Consolati dunque, se ti fanno più ricco che non sei. Quanto all’altro tesoro che possiedi, e che devi da buon padre custodire, vedremo che cosa ci sia da fare. Parlerò alla tua figliuola, se vorrai mandarla da me. Non abbiamo feste solenni, che possano dar colore alla cosa. Ma tu mandala egualmente. Mi hai veduto, scendendo a Cairo per le tue faccende....
— Mettiamo pure per pagare l’annata. Avrò infatti da vedere il castellano, di questi giorni, per dargli il frutto dei miei sudori, il mio sangue! E tanto fa che ci vada quest’oggi.
— Bene, hai dunque il pretesto trovato.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 114 —|}}</noinclude>
Quanto a lei, ti ho detto di possedere un pezzettino del santo legno su cui fu crocifisso il nostro Signore Gesù Cristo, e di volerne dare una particella alla tua cara figliuola, come reliquia che protegga da ogni male la casa.
— Cosi farò; — disse Dodone. — Ma vedi tu di parlarle risoluto, che si persuada una volta. Se no, assaggerà un altro legno!
— Farò quel che potrò; — rispose Ansperto. — Siamo qui per consigliare, ma senza certezza di convincere; per curare, ma senza troppa speranza di risanare. Unica speranza, unica certezza, è lassù. Anche tu, Dodone, raccomandati al cielo. Ora va, e Dio ti guardi dal male. —
Il vecchio se ne andò, poco raffidato dalle promesse di Ansperto.
Quel gran discorritore aveva parlato molto dei privilegi della Chiesa, della sposa di Cristo; ma non si era punto occupato dei dritti dei poveri, che sono pure gli amici di Cristo, quei derelitti, quei soffrenti, per i quali egli dichiarò d’essere stato mandato dal padre celeste. Ah, la forza, la forza! come ha sempre ragione, la<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 115 —|}}</noinclude>
forza! e come soverchia facilmente tutte le altre ragioni, anche nell’animo di coloro che hanno per istituto di non riconoscer la forza, se non in quanto ella serve al trionfo della giustizia!
Un’altra cosa aveva notata Dodone, udendo i ragionamenti del canonico Ansperto. Il sant’uomo parlava libero e risoluto quando si trattava del conte Anselmo; stentato e dimesso quando occorreva di accennare al castellano Rainerio. Signore e vassallo, erano due padroni collegati contro i servi della gleba, ma il padrone più vicino era il più temibile, anche essendo il minore. Di Anselmo lontano e noncurante si poteva far poca stima; non così del vicino e vigilante Rainerio.
Così, anche il ministro del tempio, il consolatore degli oppressi, non che trovare nell’ufficio suo la virtù di resistere alla potenza degli oppressori, di assumere al loro cospetto la difesa dei miseri, cedeva disanimato davanti alla tracotanza dei castellani, padroni minori, oppressori di seconda mano, più prossimi e per conseguenza più gravi.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 117 —|}}</noinclude>
— Ebbene, vecchio Dodone, — esclamò il castellano, — veniamo da raccontare le nostre marachelle ai canonici di Santa Maria? Ci siamo ben ripulita l’anima al tribunale della penitenza? C’è dunque da sperare che saremo più giusti e più probi nel pagare i diritti al padrone?
— Venivo appunto per ciò; — disse il vecchio. — Ma tu sai che io, povero aldione, invecchiato nella fatica dei campi, non ho mai cercato altro che di accrescerne i frutti, e pago, si può dire, ogni anno di più.
— Si, lo so, vecchio amico, e mi piace di riconoscerlo; — rispose il castellano, ridendo. — Ma mi piace anche di celiare un tantino, come si usa tra amici.
— Amici! — ripetè Dodone, tentennando la testa. — È presto detto, amici! Ma tu sei il mio signore, io il tuo servo.
— E siamo tutti servi; — riprese Rainerio, mettendo per gran degnazione una mano sulla spalla del vecchio, mentre con lui si avviava verso la sua corte; — il castellano è servo del conte; il conte è servo dell’imperatore;<noinclude></noinclude>
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e l’imperatore è servo di Dio. Non tc lo hanno detto i canonici, che l’imperatore è servo di Dio.... ed anche del suo vicario, che è il Papa?
— Non abbiamo avuto a parlare di ciò; — rispose l’aldione. — Questo io so, senza che nessuno me lo dica, che io sono il servo di tutti. Nella scala della padronanza e della servitù, è già un bel guadagno aver meno gradi sopra di sè.
— Ti lagni d’essere nel più umile? Hai ancora la terra, che serve a te, che ti ubbidisce e ti dà frutto. Nè io voglio credere che ogni cosa si converta in tributo al conte. Non saresti il savio uomo che io conosco, se qualche bella moneta imperiale non ti restasse appiccicata alle dita. Aggiungi poi che nel tuo stato non hai il fastidio dei gravi pensieri, che turbano la mente agli imperatori, ai conti, ed anche ai. poveri castellani.
Sospirò, così dicendo, il castellano Rainerio, e la sua mano si degnò di premere più amorevolmente sulla spalla del vecchio.
— Questo sì, grazie a Dio benedetto! —<noinclude></noinclude>
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e l’imperatore è servo di Dio. Non te lo hanno detto i canonici, che l’imperatore è servo di Dio.... ed anche del suo vicario, che è il Papa?
— Non abbiamo avuto a parlare di ciò; — rispose l’aldione. — Questo io so, senza che nessuno me lo dica, che io sono il servo di tutti. Nella scala della padronanza e della servitù, è già un bel guadagno aver meno gradi sopra di sè.
— Ti lagni d’essere nel più umile? Hai ancora la terra, che serve a te, che ti ubbidisce e ti dà frutto. Nè io voglio credere che ogni cosa si converta in tributo al conte. Non saresti il savio uomo che io conosco, se qualche bella moneta imperiale non ti restasse appiccicata alle dita. Aggiungi poi che nel tuo stato non hai il fastidio dei gravi pensieri, che turbano la mente agli imperatori, ai conti, ed anche ai. poveri castellani.
Sospirò, così dicendo, il castellano Rainerio, e la sua mano si degnò di premere più amorevolmente sulla spalla del vecchio.
— Questo sì, grazie a Dio benedetto! —<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 119 —|}}</noinclude>
mormorò Dodone. — E se non fosse per quelli che mi dà il bisogno di collocare la mia figliuola, potrei essere contento abbastanza ne’ miei poveri cenci. —
Vedete un po’ che stranezza! Era balenato in quel punto allo spirito del villano di Croceferrea di toccare il castellano nel cuore. Quella degnazione, quella bontà di Rainerio, gli erano parse di buon augurio, quasi un invito a toccare quel tasto.
— Ali, ci siamo! — disse il castellano. — Tu hai sempre in testa di dare la tua figliuola, quell’occhio di sole, ad un servo della gleba. Caro mio, tu vivi nell’errore, e vuoi anche morirci impenitente. Che pazzia è mai questa tua! E non pensi che quella cara fanciulla può essere la fortuna della tua casa.
— In che modo?
— Non saprei dirtelo ora. Tu, del resto, vuoi capir così poco!
— Eh, capir molto non è mai stato il fatto mio. Viviamo tra i sassi, e siamo un po’ duri come quelli. Ma una cosa capisco bene: che il podere di Croceferrea ha bisogno di uno<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 120 —|}}</noinclude>
che lo ami e lo faccia fruttare come ha fatto finora il vecchio Dodone.
— È un savio consiglio; — disse Rainerio; — ed è tale da piacer molto al conte Anselmo. Ma io te l’ho già detto una volta; piacerà poco alla tua bella figliuola.
— Speriamo che qualcheduno la consiglierà, per il suo meglio, e per quello di suo padre; — rispose Dodone.
Rainerio gli diede una guardata, e lasciò cadere il discorso. Il silenzio del castellano poteva anche parer naturale, poichè erano giunti nella caminata, ossia nella sala maggiore della casa, dove il castellano esercitava gli atti della sua giurisdizione, e si trattava di noverar le monete che il vecchio Dodone non traeva senza sospiri dalla sua borsa di cuoio.
— Ah vecchio briccone! — brontolò il castellano, come quell’altro fu partito. — La consiglierà qualcun altro! Sì, veramente; e qualcun altro comanderà per tutti. —
E chiuso nella cassa ferrata il tributo di Dodone, escì dal palazzo per andare al chiostro di Santa Maria.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 121 —|}}</noinclude>
Ansperto non fu poco meravigliato vedendo comparire nella sua cella il castellano Rainerio. Si alzò, con molta premura, per offrirgli una seggiola, e gli chiese frattanto a qual cagione dovesse egli ascriver l’onore di una visita così ragguardevole.
Rainerio non gli lasciò finire la frase, e sedutosi a cavalcioni sul primo scanno che trovò presso il leggio del canonico, gli disse:
— Tu devi parlare alla figliuola di Dodone, che è stato poc’anzi da te.
— Io.... — balbettò Ansperto.
— Ed hai preso l’incarico di consigliarla ad accettare la mano di Marbaudo, l’aldione degli Arimanni.
— Ma io, veramente.... non ho a dire....
— Nè io ti chiedo di dirmi un segreto, — riprese il castellano. — Vedi che so già tutto; me lo ha detto or ora il vecchio Dodone.—
Ansperto ricordò che infatti il padre di Getruda gli aveva detto di doversi recare dal castellano, per pagargli l’annata.
— Se così fosse — rispose allora il vecchio prete — la cosa non escirebbe punto dagli<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 122 —|}}</noinclude>
obblighi del mio ministero. Sono il confessore della fanciulla di Croceferrea; e il consiglio che io potrei darle sarebbe conforme all’utile suo e della sua casa.
— Ma non all’utile della casa di Aleramo, — replicò Rainerio.
— Come? — si provò a dire Ansperto. — Così alte ragioni si opporrebbero a così umile negozio di povera gente dei campi?
— Di questo è giudice il conte; — ribattè Rainerio; — e per lui ne son giudice io, investito da lui della autorità necessaria. —
Ansperto s’inchinò, ma non si diede ancora per vinto.
— Diamo a Cesare quel che è di Cesare; — mormorò egli. — Io m’attengo al modesto uffìzio di consolare gli afflitti e di guidare le anime dei fedeli sulla via della salute.
— Per il mondo di là; — soggiunse Rainerio. — È giustissimo. Noi pensiamo al mondo di qua; ognuno di noi nella misura assegnata. Io sopraintendo alle terre del conte Anselmo e a coloro che ci vivono, per farle fruttare. Il conte sa, per mezzo mio, che cosa<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 123 —|}}</noinclude>
debba fruttargli il suo dominio; io attendo, in nome suo, a tutti i provvedimenti che possono farlo prosperare.
— Non vedo in che potrebbero far contro a questa savia massima le nozze di Getruda con l’aldione degli Arimanni.
— Niente è più facile di questa dimostrazione — disse Rainerio. — La scelta della sposa per il servo, o dello sposo per la figlia del servo, appartiene al signore; il quale se ne occupa, o no, secondo i casi, ed usa del suo diritto come e quando gli conviene. Egli ad esempio, ti può impedire di congiungere in matrimonio una donna delle sue terre con un uomo delle terre altrui; nè men chiaro è il suo diritto quando si tratti di due servi del suo dominio, e di regioni e di poderi diversi. Perchè ciò? per una ragione naturalissima. Egli deve scegliere, nelle unioni dei servi, quello che più giova alla prosperità del suo fondo.
— E Dodone e Marbaudo, — osservò il canonico — sono uomini liberi, come aldioni, o censuarii.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 124 —|}}</noinclude>
— Aldioni, sicuramente; questo è il nome abusato, di cui li decorate voi altri. Se poi appartenessero alla Chiesa le terre su cui essi vivono, intendereste altrimenti la cosa. Il conte Anselmo, del resto, non sa e non deve sapere di questa libertà, che è priva di ogni documento. In quella vece è chiaro e rimane inconcusso che dove la terra è sua, anche l’aria è sua, e l’aria rende servo chi la respira, se costui non è espressamente dichiarato libero, se non è livellario, o rivestito di sacro carattere. Non mi parlar dunque del diritto di questi aldioni, che lavorano la terra e non la possiedono. Il matrimonio che Dodone vorrebbe per la sua Getruda non può farsi se il conte non vuole.
— Ma almeno egli non si opporrà a questo matrimonio senza una giusta cagione.
— Sia pure; ma io, investito della sua autorità, ne ho una giustissima per ricusare Marbaudo. Il fondo di Croceferrea, per confessione del vecchio censuario, ha bisogno di un uomo forte e intelligente, che lo conservi nel suo stato presente di prosperità, ed anche<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 125 —|}}</noinclude>
lo migliori, se occorre. Ciò basta perchè l’autorità mia s’intrometta e respinga la domanda dell’aldione degli Arimanni. In queste valli, da Saliceto a Biestro e Lagorotondo, da Ferrania a Millesimo e Cengio, ci sono a dozzine più forti giovani e più intelligenti di lui.
— Dodone non li ha trovati; — notò il canonico, che tentava le ultime difese.
— Se non è che questo, — rispose il castellano, — gliene troverò io quanti vuole.
— E potrai farlo sicuramente; io non ho pratica di queste cose; — disse Ansperto, inchinandosi. — Ma non è men vero che la fama di Marbaudo, come buono e forte villico è sparsa per tutta la valle. Io ricordo ancora che l’anno scorso, in otto giorni, falciò egli solo il gran prato che fu già della chiesa, tra San Donato e il podere degli Arimanni. —
E sospirò, il canonico Ansperto, proferendo la frase: “che fu già della chiesa„.
— Ah sì, bella forza! — esclamò il castellano. — Si potrebbe doverlo falciare in {{Pt|quat-|}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 126 —|}}</noinclude>
{{Pt|tro|quattro}} giorni, il gran prato, e poi vantarsi, come di un prodigio compiuto. In sette fu creato il mondo, così grande e così vario com’è, con tutto il suo corteggio di stelle; — soggiunse Rainerio, ghignando maliziosamente. — Non è egli forse vero, o buon Ansperto? Ma basti di ciò, che io non debbo metter bocca in queste cose, che voi soli sapete come siano avvenute. Io dovevo farti avvertito, perchè siamo amici, e il castello e la chiesa debbono vivere in pace, non darsi molestia a vicenda. Che se alla chiesa piacesse di far contro al castello, sappia ella che il suo posto, più elevato in cielo, è ancora troppo più umile in terra. A buon conto, la merlata del Castello di Cairo soverchia di più cubiti la guglia del campanile di Santa Maria. Spero perciò che tu non consiglierai la bianca Getruda a sposare il rustico Marbaudo. Il tuo consiglio, del resto, sarebbe vano, perchè il conte Anselmo non vorrà mai queste nozze.
— Quel che sarà destinato da Dio, avverrà; — disse Ansperto, girando largo al cantone.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 127 —|}}</noinclude>
Ma l’altro aveva parlato abbastanza chiaro, e non reputò necessario di aggiunger parola. Salutò asciuttamente il canonico, e se ne andò via, pettoruto ed arcigno, dal chiostro di Santa Maria.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 129 —|}}</noinclude>
E nessuno ne voleva la bianca Getruda. La nuova Fredegonda correva col pensiero ambizioso alle grandezze che le aveva fatte balenare agli occhi il furbo castellano. E in mal punto capitò suo padre, a raccontarle di aver veduto il canonico Ansperto per via, a riferirle il discorso che questi gli aveva fatto per lei.
Getruda credette poco alla trovata di quell’invito e al pretesto della sacra reliquia. Quella del santo legno era una gran divozione del tempo. Erano scarse ancora le occasioni di pellegrini che andassero a Gerusalemme, ordinariamente per le vie di Costantinopoli, e ne ritornassero portando i pezzettini della croce di Cristo, comperati a poco prezzo, come era poca la fede nella loro autenticità, dai sacri mercanti di Bisanzio.
Poteva darsi benissimo che Ansperto volesse offrire alla sua giovane penitente un minuzzolo della croce, ritrovata parecchi secoli addietro da Elena imperatrice; ma a far ciò non gli sarebbero mancate le occasioni solenni. La chiamata improvvisa, mal colorita<noinclude></noinclude>
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Autore:Giovanni Salvatore de Coureil
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2026-07-16T18:48:16Z
Candalua
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wikitext
text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Giovanni Salvatore de
| Cognome = Coureil
| Attività = poeta/traduttore
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Traduzioni ==
* {{Testo|Il Vetro}}
* {{Testo|Le tre Greche}}
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Candalua
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Gadget PopolaTestiAutore: ricreato l'elenco dei testi
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wikitext
text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Giovanni Salvatore de
| Cognome = Coureil
| Attività = poeta/traduttore
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| Professione e nazionalità =
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== Opere ==
* {{Testo|Le tre Greche}}
=== Traduzioni ===
* {{Testo|Il Vetro}}
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|50|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|183}}Tal forse apparve la superba e molle
Donna del Faro al Dittator Romano,
quand’ella vincer co’ begli occhi volle
chi vinse il mondo con l’invitta mano.
Tai di splendor magnifico satolle
mense apprestò per adescarlo invano
poi che degli anni il traditor del Nilo
ebbe a l’oste Latin reciso il filo.
{{Ottava|184}}Vaghi fanciulli a suon di cetre e lire
proclamare il festin lieto e giocondo.
Altri vennero il desco ad imbandire,
di cui fasto maggior non vide il mondo.
Il loco ch’a quell’uso ebbe a servire
era un gran tabernacolo ritondo,
e spazïoso sì, ch’ancor che immense,
capir potea nel sen ben cento mense.
{{Ottava|185}}Forman cento colonne un’ampia loggia
locate in cerchio, e son di bronzo a gitto,
sovra cui l’epistilio alto s’appoggia
che folce del cenacolo il soffitto.
Per mezo in giro si dispiega a foggia
di curva tenda un padiglion d’Egitto.
Reggon cento arpïoni intorno appese
auree lucerne in molli odori accese.
{{Ottava|186}}Ombran festoni di dorate fronde
lo spazio ch’è tra le colonne altere,
la cui materia un paramento asconde
di mirabili spoglie, e di spalliere.
Havvi bianche, purpuree, azurre e bionde,
e d’altri più color pelli di Fere.
Fere non note altrui, che quinci e quindi
mandan di rado o gli Ethïòpi, o gl’Indi.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/58
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OrbiliusMagister
129
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|52|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|191}}Sì come sempre al gran Pianeta errante
Clizia si volge, e suoi bei raggi adora,
e col guardo e col cor, sorga in Levante
o tramonti a l’Occaso, il segue ognora;
e del suo corso esploratrice amante,
a quel foco immortai che l’innamora,
e di cui piagne la veloce fuga,
degli umid’occhi le rugiade asciuga:
{{Ottava|192}}così la Donna a quelle luci care
fìsava intenta, onde pendea suo fato,
dolce principio a lunghe pene amare,
il famelico sguardo innamorato.
Dopo il nobil convito il fe’ lavare
in un bagno di balsamo odorato,
e v’infuse di mirra urne lucenti
con altri fini e preziosi unguenti.
{{Ottava|193}}Porìan tante delizie, onde l’adesca,
ogni altro (eccetto Adon) rendere allegro:
ma qual uomo, in cui grave ognor più cresca
la febre ria che ’l tiene afflitto ed egro,
non per che giaccia in molle piuma e fresca
sente a l’interno ardor ristoro integro,
tal ei, che d’Amor langue, alcun diletto
non può quivi goder, che sia perfetto.
{{Ottava|194}}Ei del lavacro uscito, in più secreta
stanza ricovra, e si riposa in quella.
Trabacca v’ha, cui fa di Frigia seta
sovraletto Moresco opaca ombrella.
Ma non riposa intanto, e non s’acqueta
l’addolorata e misera Donzella:
ch’un mordace pensier, tarlo d’Amore,
l’è sprone al fianco, e l’è saetta al core.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/60
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OrbiliusMagister
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|54|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|199}}Or se non è piacer, se non è affanno,
dunque è vano furor, dunque è follia.
Folle non è chi teme il proprio danno;
ma che prò se noi fugge, anzi il desia?
Forse amor? non amor. S’io non m’inganno,
odio però non è: che dunque fia?
Che fìa (misera) quel che ’l cor m’ingombra?
Certo è pensiero, o di pensiero un’ombra.
{{Ottava|200}}Ma se questo è pensier, deh perché penso?
Crudo pensier, perché pensar mi fai?
Perché, s’al proprio mal penso e ripenso,
tomo sempre a pensar ciò ch’io pensai?
Perché, mentre in pensar l’ore dispenso,
non penso almen di non pensar più mai?
Penso, ma che poss’io? se penso, invero
la colpa non è mia, ma del pensiero.
{{Ottava|201}}Colpa mia fora ben s’amar pensassi:
amar però non penso, amar non bramo.
Ma non è pur come s’amar bramassi,
s’amar non penso, e penso a quel ch’io amo?
Non amo io no. Ma che saria s’amassi?
Io dir noi so; so ben, ch’io non disamo.
Non disamo, e non amo: ahi vaneggiante,
fuggo d’amar, non amo, e sono amante.
{{Ottava|202}}Amo, o non amo? Oimè, ch’Amor è foco,
che ’nfiamma e strugge, ed io tremando agghiaccio.
Non amo io dunque. Oimè, ch’a poco a poco
serpe la fiamma ond’io mi stempro e sfaccio.
Ahi ch’è foco, ahi ch’è ghiaccio, ahi che ’n un loco
stan, perch’io geli ed arda, il foco, e ’l ghiaccio.
Gran prodigi d’Amor, che può sovente
gelida far l’arsura, il gelo ardente.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/62
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2026-07-17T08:59:50Z
OrbiliusMagister
129
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|56|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|207}}Or amiamo, e speriamo. Amor vien raro
senza speranza; io chiederò mercede.
Credi che deggia Amor d’amor avaro
a tant’amor mostrarsi, a tanta fede?
Io credo no, io credo sì, l’amaro
nel cor pugna col dolce: il cor che crede?
Spera ben, teme mal. Misero core,
fra quanti rei pensier t’aggira Amore! —
{{Ottava|208}}Mentr’ella in guisa tal s’affligge e piagne,
e d’indugio soverchio accusa il giorno,
vaghe d’investigar perché si lagne,
le son due Donne a l’improviso intorno.
Use son queste pur come compagne
seco in camera sempre a far soggiorno:
fidate ancelle, e consigliere amiche,
care ministre, e secretarie antiche.
{{Ottava|209}}Sofrosina è la prima. In grave aspetto
ritien costei maturità senile,
carca d’anni e di senno, e chiude al petto
d’onorati pensier schiera gentile:
sprezzatrice del gioco e del diletto,
sdegnatrice d’ogni opra indegna e vile,
senz’alcun fregio semplice e modesta,
bianca il crin, bianca il vel, bianca la vesta.
{{Ottava|210}}L’altra Idonia s’appella, agli atti, agli anni
tutta diversa, agli abiti, ai sembianti,
de le cure nemica e degli affanni,
sol degli amori amica, e degli amanti.
Di più colori ha variati i panni,
lieta fronte, auree chiome, occhi festanti.
Porta ognor senza legge e senza freno
il riso in bocca, e la lascivia in seno.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/64
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2026-07-17T08:59:58Z
OrbiliusMagister
129
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|58|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|215}}Se pur foco amoroso è quel ch’acceso
(si com’io stimo) entro le vene ascondi,
ché non riveli a me (partito peso
fassi men grave) i tuoi dolor profondi?
Pasci pur di speranza il core offeso:
ché ne’ campi d’Amor lieti e fecondi
stan dolci frutti sott’amare foglie,
e di seme di duol gioia si coglie. —
{{Ottava|216}}A quel parlar la bella Donna il volto
veste di fina porpora vivace,
e con guardo dimesso e ’n sé raccolto
inchina a terra i vaghi lumi, e tace.
Ma pur alquanto assecurata, e sciolto
de la nobil vergogna il fren tenace,
in queste note a la profonda pena,
trangugiando un singulto, apre la vena:
{{Ottava|217}}— Fedel mia cara, e che noiose larve,
e che duri pensier guerra mi fanno?
E qual è questo, che quaggiù comparve,
novamente di me fatto Tiranno?
Veder nel suo bel viso Amor mi parve,
che con leggiadro e dilettoso inganno,
saettandomi gli occhi, il cor m’uccise:
indi de l’alma in signoria si mise.
{{Ottava|218}}L’alte bellezze e le sembianze oneste,
che fan di sé meravigliar Natura;
il dolce sguardo, il ragionar celeste,
che con stranio piacer l’anime fura;
il riso a tranquillar l’aspre tempeste
possente e rischiarar la notte oscura,
l’andar, lo star piacquero, oimè, sì forte
agli occhi miei, ch’io ne languisco a morte.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/66
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2026-07-17T09:00:05Z
OrbiliusMagister
129
3862997
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|60|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|223}}Così favella, e volentier l’orecchia
porge la Fata a quel parlar soave;
ma mentre a l’altra in fronte ella si specchia,
se stessa affrena, e sbigottisce e pave.
De la severa ed onorata Vecchia
teme lo sdegno, e ’n reverenza l’have.
Da lei si guarda, e sue lascivie immonde,
che communica a quella, a questa asconde.
{{Ottava|224}}Ai detti de l’iniqua instigatrice
costei con torto sguardo e torvo ciglio
veggendo a sciolto fren quella infelice
correr per via sinistra alto periglio,
a sé la chiama, e — Figlia, odi — le dice —
odi (ti prego) il mio fedel consiglio.
Non gir dove costei t’alletta e sprona,
ch’è contrario a ragion quanto ragiona.
{{Ottava|225}}Mille onor chiari assai sovente annera
picciola macchia. Oimè, che fai? che pensi?
Non sai, ch’a un punto sol la gloria intera
in molt’anni acquistata, a perder viensi?
Figlia è de la ragion la gioia vera,
non del piacere allettator de’ sensi.
Con quella onore e pro mai sempre vanno,
questo produce sol vergogna e danno.
{{Ottava|226}}Qual insania sospigne i tuoi desiri?
Che vuoi tu far d’un vagabondo amico?
Un che non ha (se con dritt’occhio il miri)
tetto, né suolo? un peregrin mendico?
Ma qual certezza hai tu, ch’ei non s’adiri?
Che sai, se quanto è bel, tanto è pudico?
Che sai, se d’altro foco acceso prima,
il tuo amor nulla cura, e nulla stima?
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/68
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2026-07-17T09:00:12Z
OrbiliusMagister
129
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|62|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|231}}Portar spavento a chi le chiede aita,
impor gran peso a chi le forze ha frali,
predicar fole e de l’altrui ferita
venir con ciance ad inasprire i mali!
Sì sì, di chi goder cerca la vita
han per Dio! gran pensier l’ombre infernali.
Gli abitator del Tartaro profondo
curano assai ciò che si fa nel mondo!
{{Ottava|232}}Ma de le regïoni orride e crude
non ama anch’egli il rigido Tiranno?
Forse chi tant’ardor nel petto chiude
non scuserà l’altrui mortale affanno?
L’ampia legge d’Amor nessuno esclude,
gl’istessi Dei schermir non se ne sanno.
Sotto questo destin l’alme son nate,
sono al Fato soggette anco le Fate.
{{Ottava|233}}Il basso stato poi del Giovinetto
toglier non deve a l’altre doti il vanto.
Non può dunque adempirne il suo difetto
chi di beni e ricchezze abonda tanto?
Pur come un vago e signorile aspetto
non curi Amor, ma sol riguardi al manto!
e ben che in vesta lacera si chiuda,
beltà non s’ami più, quant’è più nuda.
{{Ottava|234}}Oh come è lieve a chi dolor non sente
non sano poverel rendere accorto!
Costei, che de l’età lieta e ridente
passato ha il verde e di suo corso è in porto,
sazia omai del piacer, severamente
nega a l’altrui digiun picciol conforto:
e ciò ch’aver non può, contende e vieta
a giovenil desio vecchia discreta.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/70
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2026-07-17T09:00:18Z
OrbiliusMagister
129
3862999
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|64|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|239}}Tace, né dà, fuor che sospiri e strida,
la combattuta Donna, altra risposta.
Pur le terga volgendo a la più fida,
tacitamente a quel parer s’accosta;
e fra suo cor de la fallace guida
l’empie lusinghe di seguir disposta,
al partito che piace alfin si volve,
e quanto ha detto effettüar risolve.
{{Ottava|240}}Là dove giace Adon, perché la doglia
si sfoghi in parte, e più non la consumi,
vassene ignuda e senza alcuna spoglia,
tutta tutta spirante Arabi fumi.
Vigilavano accesi entro la soglia
quattro in aurei doppieri ardenti lumi,
ma sparsi de’ begli occhi i raggi intorno
vinser le faci, e mutàr l’ombra in giorno.
{{Ottava|241}}Troppo dura battaglia, o bell’Adone,
al tuo stabil pensier (veggio) si move.
Amor ti sfida a sì dolce tenzone
con armi in man sì disusate e nove,
che ben altro di te maggior campione
vi perderia le glorïose prove.
Pertinace è la pugna, angusto il campo,
grave il periglio, e non leggier lo scampo.
{{Ottava|242}}Move pian pian per lo pavese i passi,
e piede innanzi piede oltre camina.
Timida e rispettosa alquanto stassi
dove si fende in due l’ampia cortina.
Indi arditetta alza le coltre, e fassi
al suo stesso guancial molto vicina:
vicina sì, che può da’ labri amati
coglier, se non i baci, almeno i fiati.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/72
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2026-07-17T09:00:27Z
OrbiliusMagister
129
3863000
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|66|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|247}}Ma se nato di quercia aspra e villana
fossi là tra’ Rifei, tra gli Arimaspi,
e se bevuto de l’estrema Tana
Tonde gelide avessi, o i ghiacci Caspi,
se te di sangue e di velen l’Hircana
Tigre, e ’n grembo nutrito avesser gli Aspi,
ancor devresti al mio mortal cordoglio
temprar lo sdegno, e moderar l’orgoglio.
{{Ottava|248}}Già non cheggio che m’ami, i’ cheggio solo
ch’amar ti lasci; e non ch’a me ti pieghi,
ma ch’almen non disprezzi il mio gran duolo:
piàcciati udir, non essaudire i preghi.
Sol che ’n pace m’ascolti io mi consolo,
non mi negar pietà, s’amor mi neghi.
Fonte d’ogni mia gioia, unico mio
dolce ben, dolce mal, dolce desio.
{{Ottava|249}}Intenerisci il tuo selvaggio ingegno,
prendi il crin che Fortuna or t’offre in dono,
ch’altro amor non conviensi ad uom sì degno
che di tal Semidea, qual io mi sono.
Possessor del mio cor, non che del regno
farotti, e ne terrai lo scettro e ’l trono;
e se l’oro è Re grande oltre i più grandi,
a chi comanda a l’òr vo’ che comandi.
{{Ottava|250}}Che più dimori? a che pensoso stai?
Perché ti mostri al proprio ben sì tardo?
Stendimi quella man, lascia ch’omai
baci sol que’ begli occhi, ond’io tutt’ardo.
Volgimi da que’ dolci amati rai
men crudo almen, se non pietoso un guardo.
Luce mia, fiamma mia cara e gradita,
bene, speranza, core, anima e vita. —
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/73
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2026-07-16T15:47:11Z
Federicor
9718
/* Trascritta */
3862709
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<noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|67}}</noinclude><poem>
{{Ottava|251}}Poi che tra lo stupore e la pietate
Adon dubbio tra sé ristette alquanto,
e prestò più benigne e men turbate
l’orecchie a quel pregar, le luci al pianto,
in sua voglia ostinossi a l’ascoltate
note non men che soglia aspe a l’incanto.
Sopir però quelle faville accese
vòlse, se non pietoso, almen cortese.
{{Ottava|252}}Un non so che di molle il cor gli stringe,
ma la somma beltà ch’entro v’è chiusa
l’ingombra sì, ch’ogni altro amor ne spinge,
onde vezzi ed offerte odia e ricusa.
Fiamma di sdegno e di vergogna il tinge,
da la cui forza è l’altra fiamma esclusa;
onde con un parlar rigido e dolce,
così dicendo, or la corregge, or molce:
{{Ottava|253}}— Donna, assai ti degg’io, pria che si scioglia
questo dever, si disciorrà la vita.
Fin che chiusa fia l’alma in questa spoglia,
Falsirena nel petto avrò scolpita.
Così signor fuss’io d’ogni mia voglia,
come pronto m’avresti a darti aita.
Ma che poss’io? Forza d’onor mi move,
e tenor di destin mi chiama altrove.
{{Ottava|254}}Teco meglio amerei (lecito fosse)
rimaner fra tant’agi a trastullarmi,
che quanto mai da l’onde azurre o rosse
oro l’instabil Dea possa recarmi.
Fama a venir di tua virtù mi mosse
sol per vederti, e poi lassù tornarmi;
ché se gli affari miei ti fusser noti,
compatiresti ai miei perpetui moti.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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3862850
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2026-07-16T21:01:06Z
OrbiliusMagister
129
/* Pagine SAL 75% */
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|49}}</noinclude><poem>
{{Ottava|251}}Poi che tra lo stupore e la pietate
Adon dubbio tra sé ristette alquanto,
e prestò più benigne e men turbate
l’orecchie a quel pregar, le luci al pianto,
in sua voglia ostinossi a l’ascoltate
note non men che soglia aspe a l’incanto.
Sopir però quelle faville accese
vòlse, se non pietoso, almen cortese.
{{Ottava|252}}Un non so che di molle il cor gli stringe,
ma la somma beltà ch’entro v’è chiusa
l’ingombra sì, ch’ogni altro amor ne spinge,
onde vezzi ed offerte odia e ricusa.
Fiamma di sdegno e di vergogna il tinge,
da la cui forza è l’altra fiamma esclusa;
onde con un parlar rigido e dolce,
così dicendo, or la corregge, or molce:
{{Ottava|253}}— Donna, assai ti degg’io, pria che si scioglia
questo dever, si disciorrà la vita.
Fin che chiusa fia l’alma in questa spoglia,
Falsirena nel petto avrò scolpita.
Così signor fuss’io d’ogni mia voglia,
come pronto m’avresti a darti aita.
Ma che poss’io? Forza d’onor mi move,
e tenor di destin mi chiama altrove.
{{Ottava|254}}Teco meglio amerei (lecito fosse)
rimaner fra tant’agi a trastullarmi,
che quanto mai da l’onde azurre o rosse
oro Tinstabil Dea possa recarmi.
Fama a venir di tua virtù mi mosse
sol per vederti, e poi lassù tornarmi;
ché se gli affari miei ti fusser noti,
compatiresti ai miei perpetui moti.
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/74
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OrbiliusMagister
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/* Pagine SAL 75% */
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<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|68|{{Sc|canto duodecimo}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|255}}Sappi, e credi, ch’io t’amo, e gli amor miei
non fia mai che dal cor tempo mi svella.
Ma devi amar, se vera amante sei,
ch’altri ami in te quel bel che ti fa bella.
Ah ch’avessi già tu mai non credei
sì di sì vile amor l’anima ancella,
ch’oscurar ne devessi il lume e ’l pregio
del chiaro ingegno, e del costume regio.
{{Ottava|256}}Dove, rotto ogni morso, ogni catena
di ragion, d’onestà, per torti errori
corri precipitosa? affrena affrena
cotesti tuoi licenzïosi ardori.
L’alta follia, ch’a vaneggiar ti mena,
volgi a più puri e più lodati amori.
Dunque terrena Dea, Donna divina
non saprà di se stessa esser Reina?
{{Ottava|257}}Schiva bennato cor, nobile amante
d’illeggittimo amor sozzo diletto.
L’appetito ferin nel senso errante
s’arresta, e mortal ésca ha per oggetto.
Quelle sol, quelle son veraci e sante
fiamme, che di virtù scaldano il petto,
qualor malgrado de la fragil salma
s’ama insieme e si gode alma con alma.
{{Ottava|258}}Consenti omai ch’io de’ tuoi regni il piede
tragga, e prendi da me l’ultimo a dio.
Teco a me dimorar non si concede,
sostien’(s’ami ch’io t’ami) il partir mio.
Portalo in pace, e (come il tempo chiede)
vinci la passïon, doma il desio.
Sappi esser saggia, e con miglior consiglio
rasciuga il pianto, e rasserena il ciglio. —
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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2026-07-17T09:01:22Z
OrbiliusMagister
129
3863001
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|68|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|255}}Sappi, e credi, ch’io t’amo, e gli amor miei
non fia mai che dal cor tempo mi svella.
Ma devi amar, se vera amante sei,
ch’altri ami in te quel bel che ti fa bella.
Ah ch’avessi già tu mai non credei
sì di sì vile amor l’anima ancella,
ch’oscurar ne devessi il lume e ’l pregio
del chiaro ingegno, e del costume regio.
{{Ottava|256}}Dove, rotto ogni morso, ogni catena
di ragion, d’onestà, per torti errori
corri precipitosa? affrena affrena
cotesti tuoi licenzïosi ardori.
L’alta follia, ch’a vaneggiar ti mena,
volgi a più puri e più lodati amori.
Dunque terrena Dea, Donna divina
non saprà di se stessa esser Reina?
{{Ottava|257}}Schiva bennato cor, nobile amante
d’illeggittimo amor sozzo diletto.
L’appetito ferin nel senso errante
s’arresta, e mortal ésca ha per oggetto.
Quelle sol, quelle son veraci e sante
fiamme, che di virtù scaldano il petto,
qualor malgrado de la fragil salma
s’ama insieme e si gode alma con alma.
{{Ottava|258}}Consenti omai ch’io de’ tuoi regni il piede
tragga, e prendi da me l’ultimo a dio.
Teco a me dimorar non si concede,
sostien’(s’ami ch’io t’ami) il partir mio.
Portalo in pace, e (come il tempo chiede)
vinci la passïon, doma il desio.
Sappi esser saggia, e con miglior consiglio
rasciuga il pianto, e rasserena il ciglio. —
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/75
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2026-07-16T21:12:36Z
OrbiliusMagister
129
/* Pagine SAL 75% */
3862852
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|69}}</noinclude><poem>
{{Ottava|259}}Muta, confusa, attonita, mentr’egli
in tal guisa parlò, tacque e sofferse
Falsirena infelice, e gli occhi begli
rugiadosi di perle al suol converse.
L’aria notturna e l’ombra de’ capegli
de la sua nudità parte coverse,
e ’l bel rossor de la vergogna ascose,
che fiamme a fiamme aggiunse, e rose a rose.
{{Ottava|260}}Nel cor di grave doglia oppresso e carco
palpitare gli spiriti infelici.
Se non lasciò (ché non potea) l’incarco
l’alma, cessò da’ suoi vitali uffici.
Chiuso trovando allor l’usato varco
le calde de la vita aure nutrici,
in preda la meschina al duolo amaro
viva, ma semiviva abbandonare.
{{Ottava|261}}E l’abbandona ancora in quel cordoglio
colui che può sol darle anima e vita.
Ma che sia crudeltà creder non voglio,
se la lascia in tal caso, e non l’aita:
quando avrebbe a pietà mosso uno scoglio,
e qual selce più dura intenerita.
Forse per non mirarla afflitta e trista
è costretto a fuggir da la sua vista.
{{Ottava|262}}Uscito Adon de le dorate soglie,
Idonia v’entra, che ’l successo attende:
e quando immersa in sì profonde doglie
la trova, la cagion ben ne comprende.
Poi che la Fata alfin la lingua scioglie,
a pena creder vuol quel che n’intende;
né ciò reca a virtù, ch’è fuor d’usanza
in sì fragile età tanta costanza.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/76
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|70|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|263}}— Non tosto a’ primi colpi, a’ primi vènti —
diceale — antica rovere s’atterra.
Altri non mancheran mezi possenti
da far cader questa gran pianta a terra.
Lo stimulo de l’òr prima si tenti,
campion che vince ogni ostinata guerra.
Sai che questo è de l’uomo il sangue e l’alma,
e di petti più forti ebbe la palma.
{{Ottava|264}}Non con tanto vigor dal Ciel trabocca
il fulmine, né fa tanto fracasso,
quanto fa l’òr quando s’aventa e scocca,
né cosa v’ha che gli rinchiuda il passo.
Abbatte ogni ripar, spiana ogni rocca,
rompe il legno, apre il ferro, e spezza il sasso.
Se pur alfin non gioveran quest’armi,
giovi la forza: il tutto ponno i carmi.
{{Ottava|265}}Da possanza infernal senno terreno
come guardar, come schermir si potè?
Toglie a l’angue, al leon l’ira e ’l veleno
il mormorio de le tremende note.
Può de la terra e può del Ciel non meno
mover il centro ed arrestar le rote,
torcer le stelle, e sanguinosa e bruna
far giù dal cerchio suo scender la Luna. —
{{Ottava|266}}Partesi, e nel giardino Adone arriva,
che tra quelle verdure erme e riposte
al fresco del mattin si rivestiva
le spoglie che la notte avea deposte,
e seco de la femina lasciva
discorrea le lusinghe e le proposte.
Uscir quindi vorria, romper quel nodo:
ma non scorge il sentier, né trova il modo.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/77
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|71}}</noinclude><poem>
{{Ottava|267}}Con acerbe doglienze ed importune
Idonia allora il Damigel ripiglia,
dicendogli ch’ell’ama il ben commune,
e che per util suo solo il consiglia:
che conoscer devria le sue fortune,
e che forte di lui si meraviglia,
che con cambio ingratissimo disprezza
tant’onor, tant’amor, tanta bellezza.
{{Ottava|268}}— Se non sei — gli dicea — privo di sensi,
contro Guerriera tal come resisti?
Ma s’a l’amor, s’a la beltà non pensi
di lei, da cui sì sùbito partisti,
come almen non rimiri i beni immensi,
ch’acquistando costei, per sempre acquisti?
T’insegnerà le qualitati ignote
de le pietre, de l’erbe, e de le note.
{{Ottava|269}}Ti scoprirà l’occulta arte verace
che può supplire ove mancò Natura,
in qual modo arrestando il piè fugace
l’imperfetto metallo si matura,
e come, dando il vento a la fornace
con moderato mantice misura,
tempra in guisa il calor, ch’a poco a poco
l’efficacia del Sol s’usurpa il foco.
{{Ottava|270}}Oltre questa virtù rara e secreta,
ch’a tutti conseguir non si concede,
onde vita trarrai contenta e lieta,
come colui che quanto vuol possiede,
dono poi ti farà d’una moneta
che sempre a chi la spende indietro riede.
Se la spendessi mille volte il giorno,
mille volte in tua man farà ritorno.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/78
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2026-07-17T09:36:34Z
OrbiliusMagister
129
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text/x-wiki
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{{Ottava|267}}Con acerbe doglienze ed importune
Idonia allora il Damigel ripiglia,
dicendogli ch’ell’ama il ben commune,
e che per util suo solo il consiglia:
che conoscer devria le sue fortune,
e che forte di lui si meraviglia,
che con cambio ingratissimo disprezza
tant’onor, tant’amor, tanta bellezza.
{{Ottava|268}}— Se non sei — gli dicea — privo di sensi,
contro Guerriera tal come resisti?
Ma s’a l’amor, s’a la beltà non pensi
di lei, da cui sì sùbito partisti,
come almen non rimiri i beni immensi,
ch’acquistando costei, per sempre acquisti?
T’insegnerà le qualitati ignote
de le pietre, de l’erbe, e de le note.
{{Ottava|269}}Ti scoprirà l’occulta arte verace
che può supplire ove mancò Natura,
in qual modo arrestando il piè fugace
l’imperfetto metallo si matura,
e come, dando il vento a la fornace
con moderato mantice misura,
tempra in guisa il calor, ch’a poco a poco
l’efficacia del Sol s’usurpa il foco.
{{Ottava|270}}Oltre questa virtù rara e secreta,
ch’a tutti conseguir non si concede,
onde vita trarrai contenta e lieta,
come colui che quanto vuol possiede,
dono poi ti farà d’una moneta
che sempre a chi la spende indietro riede.
Se la spendessi mille volte il giorno,
mille volte in tua man farà ritorno.
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<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/79
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|73}}</noinclude><poem>
{{Ottava|275}}Quest’òr, che fitte tanto ha le radici
ne’ petti umani, e che tu tanto estolli,
è se non servitù d’alme infelici?
miseria illustre, idolatria di folli?
Quei che ricchi son più, son più mendici,
quanto divoran più, son men satolli.
Con fatica s’acquista, e con sudore:
rischio è il serbarlo, il perderlo dolore.
{{Ottava|276}}Giuro che di costei l’amor non sprezzo:
suoi tesori appo me son ombre e fumi.
Più sua beltà, più sua virtute apprezzo,
che ciò che dar mi ponno o monti, o fiumi.
Né qualunque torrei cosa di prezzo
più ch’uno sguardo sol de’ suoi bei lumi.
Quant’òr portan da l’Indie o navi o some
non pagherebbe un fil de le sue chiome.
{{Ottava|277}}Uopo non fora di sospiri e pianti
a disporre il mio cor, s’ei fusse mio.
Mancheran forse a sì gran Donna amanti
d’altro pregio maggior che non son io?
Quanti sovrani fien Principi e quanti,
che porranno ogni studio, ogni desio
per ottener quel ben, che senza merto
vien sol per grazia a chi noi chiede offerto? —
{{Ottava|278}}Disse, e da lei fu replicato a questo,
e per più vie con più ragion l’assalse,
ma poi ch’alfin col suo parlar molesto
quell’alpestra mollir selce non valse,
di Falsirena il cor doglioso e mesto
a pascer venne di speranze false,
cercando in parte alleggerir gli ardori
de’ malgraditi e sconsolati amori.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/80
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2026-07-17T09:48:18Z
OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|74|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|279}}Ella, che ben conobbe esser negletta,
in quel grave martìr vie più s’afflisse,
e di sì acuta e sì crudel saetta
ira amorosa il petto le trafisse,
che far de’ torti suoi giusta vendetta
deliberossi infuriata, e disse:
— Or con costui, ch’è d’ogni grazia indegno,
ciò che non può l’amor, faccia lo sdegno. —
{{Ottava|280}}Posto tu quella notte in ben agiata
camera Adon (ché tal sembrava) e ricca.
Porta non ha, che serri altrui l’entrata,
ma quand’uom v’entra poi, d’alto si spicca
e ’n guisa di craticola ferrata
con aguzzi spuntoni al suol si ficca,
e forma atra prigione, ov’introduce
ben angusto sportel torbida luce.
{{Ottava|281}}Qui come in gabbia augello, in rete pesce
preso rimane, o pur qual damma in laccio.
Ma l’esser prigionier men gli rincresce
che ritrovarsi ad altra donna in braccio.
Sa che ’n carcere entrando, almen pur esce
libero fuor di quel noioso impaccio.
— Ombre cieche — dicea —, tenebre orrende,
mal vostro grado un più bel Sol mi splende.
{{Ottava|282}}Soffri in pace o mio cor nodi e legami,
soffri e vivi felice in fra le pene.
Qual altra luce in quest’orror più brami,
che la memoria del tuo sommo bene?
Pur che la fé non rompa a chi tant’ami,
non si rompan più mai ceppi e catene.
Ma catene maggior temer non devi,
quando quelle d’Amor ti son sì lievi.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/81
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2026-07-17T09:49:57Z
OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|75}}</noinclude><poem>
{{Ottava|283}}Se la gloria, che ’l fato or mi destina,
non fusse da quel duol turbata in parte
d’aver la bella ed unica Reina
di questo cor lasciata in preda a Marte,
il che pur de la gemma adamantina
chiaro mi mostra l’infallibil arte,
quanto più volentier gli aspri ritegni
sopporterei di questi ferri indegni?
{{Ottava|284}}O viva imago del mio Nume amato,
che ’n bel diamante effigiata spiri,
che fa teco il mio cor? quanto beato
vidi condotti a fin gli alti desiri,
in quella rete d’oro imprigionato,
dolcissima prigion de’ miei sospiri,
quando superbo di sì nobil palma
ne le tue braccia imprigionai quest’alma?
{{Ottava|285}}Ahi quando fuor de le tue belle braccia
(carcer felice) in libertà fu messa,
perché dal mortal groppo, onde s’allaccia,
non si discarcerò l’anima anch’essa?
Deh perch’io viva sì che non mi spiaccia
la vita omai senza la vita istessa,
dammi conforto tu, dammi possanza
tu del bell’Idol mio vera sembianza. —
{{Ottava|286}}La custodia del carcere rimise
Tirata Donna ad un suo schiavo Armeno.
Degno supplicio al mal che poi commise
portò costui fin dal materno seno.
Giusto ferro gli svelse e gli recise
da la gemina sede il peso osceno,
e gli tolse a la luce a pena uscito
ufficio in un di padre, e di marito.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/82
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OrbiliusMagister
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|76|{{Sc|la fuga}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|287}}Corse l’Arabie, e per l’Assiria appresso
essercitossi in ministerii vili.
Solcan la guancia, ch’al mutar del sesso
sì com’uva appassì, rughe senili,
là dove il conio Egizzio ha il marchio impresso
degl’infami caratteri servili.
E ben mostra la voce e la statura
l’effeminata sua steril natura.
{{Ottava|288}}Sì come uom più fellon, così più sozza
figura non uscì già mai de l’alvo.
Meza un’orecchia, e l’altra in tutto ha mozza,
l’occhio destro ha perduto, il manco è salvo.
Salvo un fiocco di crin, che ’n treccia accozza
su la cima del capo, il resto è calvo;
ma la calvicie è d’una tigna brutta
quasi a mosaico intarsïata tutta.
{{Ottava|289}}La superbia d’Hidraspe e l’inclemenza
(tal nome avea l’Eunuco aspro e severo)
non tralasciò tirannica insolenza,
mentre in sua guardia Adon fu prigioniero.
Ma con egual costanza e sofferenza
soggiacque ei sempre al rigoroso impero,
quando per fargli ognor scherni più gravi
l’indiscreto Portier movea le chiavi.
{{Ottava|290}}Atti usò sì ferini e sì selvaggi
col bel Garzone il carcerier villano,
che se non era da’ celesti raggi
soccorso del suo Sol, ben che lontano,
ai duri strazii, ai dispettosi oltraggi
di quel giogo cadea troppo inumano,
sotto il cui fiero e barbaro governo
quasi il corso passò di tutto il Verno.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/83
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OrbiliusMagister
129
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto duodecimo}}|77}}</noinclude><poem>
{{Ottava|291}}Poco o nulla gli nocque il Verno algente,
mercé del divin foco onde sempr’arse.
In mano il fido anel prendea sovente,
né sapea da tal vista unqua levarse.
Sovra la bella effigie egro dolente
oh quante notte e dì lagrime sparse!
Cotal vita menò tanto ch’a fine
venne l’aspra stagion de le pruine.
{{Ottava|292}}Tornava Idonia con assedio duro
a combatterlo ognor senza riposo.
Ma del suo cor l’inespugnabil muro
trovò sempre più forte, e più scabroso.
Insomma d’un parer le Donne furo,
ch’altro amor lo facea così ritroso:
onde la Fata di lasciar i pianti,
e di tentar determinò gl’incanti.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/84
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2026-07-17T09:57:02Z
OrbiliusMagister
129
/* Pagine SAL 00% */
3863016
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="0" user="OrbiliusMagister" /></noinclude><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/241
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|236|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Pt|cia|comincia}} a diminuire; come si vede nell’azione della Luna sopra i mari, che produce le Maree; ma dopo che questi effetti sono giunti al grado ''Massimo'', i decrementi sono più rapidi di quello fossero gl’incrementi nel progresso al detto grado.
4. Le differenze tra li mesi più caldi, e li più freddi, dentro 20 Gradi dell’Equatore, sono poco considerabili, eccetto qualche situazione particolare; ma crescono in proporzione che i luoghi si allontanano dall’Equatore.
5. Nelle più grandi Latitudini spesso s’incontra un caldo di 75, 80 gradi (di Fahrenehyt) spezialmente nelle Latitudini 59 e 60: il caldo di Luglio, è maggiore che nella Latitudine 51.
6. Ogni Clima abitabile gode un calore di 60 gradi almeno per due Mesi, il che par necessario per il crescere, e maturar delle biade. La celerità della regenerazione nelle maggiori Latitudini procede dalla dimora dei sole sopra dell’Orizzonte. Di pioggia v’è poco bisogno, essendo la terra sufficientemente bagnata dalla liquefazione delle nevi, che la coprono durante l’Inverno, in tutto ciò non<noinclude></noinclude>
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Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/242
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Dr Zimbu
1553
/* Riletta */
3862920
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|237}}</noinclude>possiamo abbastanza ammirare la savia disposizione della Provvidenza.
7. Dalla medesima provvida mano dobbiamo riconoscere, che il globo della Terra sia intersecato da Mari, e da catene di montagne, in una maniera che a prima vista sembra irregolare, e fortuita, presentando all’occhio dell’ignorante un cumulo confuso di rovine. Ma osservando con attenzione queste apparenti irregolarità sulla faccia del Globo, si scorgono utili, anzi necessarie al ben essere degli abitanti, perchè, per nulla dire degli avvantaggj della navigazione, e del commercio, che non potrebbe sussistere senza il Mare, abbiamo veduto, che a cagione della vicinanza loro viene mitigato tanto il gran freddo de’ Climi alti, come il caldo de’ Climi bassi. Per mancanza di Mari, le parti interne dell’Asia, come la Siberia, la Gran Tartaria, come anche quelle dell’Affrica sono rese quasi inabitabili; cosa che porge un gran pregiudizio contro l’opinione di quelli che pensano essere state quelle contrade la culla del genere umano. Istessamente necessarie sono le Montagne, non solo come riserbatoj delle Riviere, ma anche come difese contro la violenza del caldo nei Climi<noinclude></noinclude>
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Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/243
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|238|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>ardenti; senza le Alpi, gli Apennini, i Pirenei, le Montagne del Delfinato, dell’Alvernia, ec. l’Italia, la Spagna, la Francia, sarebbero senza quella dolce temperatura di cui godono, senza i monti Balgati, o sia Apennini dell’India, sarebbe questa un deserto. Quindi la Giamaica, S. Domingo, Sumatra, e molte altre Isole tra li Tropici, sono fornite di Montagne, i soffj delle quali le rinfrescano.
8. Possiamo osservare che l’uva non viene alla sua perfezione nei contorni di Londra, come fa in quei di Parigi, sebbene il caldo annuale sia quasi lo stesso, e gl’Inverni anzi siano più dolci a Londra. Ecco la ragione. Dalle Tavole della temperatura dei Mesi in ambi i luoghi, troviamo che al principio d’Aprile fino alla fine d’Ottobre, il caldo è maggiore a Parigi, d’onde si raccoglie la disposizione di ogni clima per ogni vegetabile: quindi vediamo, come i vini possono riuscire, come il fatto, in Astracan.
9. Finalmente, poichè la sorgente Astronomica del caldo è permanente, nè le cagioni locali soffrono veruna mutazione d’anno in anno, e nullaostante è difficile incontrare due anni di seguito la medesima temperatura, si<noinclude></noinclude>
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Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/244
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|239}}</noinclude>scorge ad evidenza, che questa variazione ancora procede da cagioni egualmente variabili; molte ne possono essere; ma sin ora, non se ne conosce alcuna, che abbia un’influenza chiara sopra la costituzione dell’Atmosfera, come i venti; e poichè i venti, ovunque incerti in apparenza, non ostante a tutti gli altri fenomeni della natura, sono governati da leggi fisse, e determinate, quelli e questi meritano la più seria investigazione (soggetto vasto, e non di questo luogo).
Ecco la Tavola accennata del grado medio annuale di varj paesi, disposti secondo i gradi di ''Latitudine'', aggiuntavi la differenza di ''Longitudine'', Orientale, oppur Occidentale, dal Meridiano di Londra.
I gradi sono della Scala di ''Fahreneyt'', i cui gradi due e mezzo fanno uno della scala di ''Reaumur''; il grado del gelo resta ai gradi 32 (sotto è il freddo) l’acqua bollente a 212. Ci ho aggiunto i gradi di ''Reaumur'' per esser questa la scala praticata in Italia.
Per altro non oserei dare le valutazioni di queste Tavole per infallibili. Confessa invero l’Autore, quanto a Padova d’aversi {{Pt|ser-|}}<noinclude></noinclude>
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Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/245
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Dr Zimbu
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/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|240|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Pt|vito,|servito,}} dalle {{TestoAssente|Memorie dell’Accademia}} di ''Manheim'' della temperatura media dell’anno 1782, che fu da me data di gradi 8,96. Ma fu l’unico anno così poco caldo. Ommettendo il caldo che faceva già mezzo secolo in cui il medio annuale si trovava sopra li gradi 13, e 14, dopo invero andò scemando, come si vede nella Tavoletta che ho data nella {{TestoAssente|Meteorologia applicata all’Agricoltura}} dell’ultima Edizione 1786 presso Storti, ma non fu se non quell’anno 1782 così basso; prendendo il mezzo degli altri 16 anni, la temperatura annua è di gradi 10,34.
[[File:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 1 - 1802 (page 15 crop).png|class=fine_capitolo|center|120px]]<noinclude>{{A destra|TEM-|margine=2em}}</noinclude>
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Dr Zimbu
1553
/* Riletta */
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|241}}</noinclude>{{Ct|class=capitoletto|TEMPERATURA ANNUALE}}
{{Ct|class=anno|Di varj Paesi.}}
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|-
!
! colspan="2" | Latit
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|-
!
! colspan="2" | Settentrion.
! colspan="3" |
! colspan="2" | Fahrenheyt
! colspan="2" |
|- class="titolo1"
!
! Gr. !! M.
! Gr. !! colspan="2" | M.
! colspan="2" |
! colspan="2" |
|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Valso in Lapponia}}
| 70. || 5
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| 36. ||
| 1. || {{Dotted|8}}
|-
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|-
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| 38. || {{Dotted|8}}
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|-
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|-
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|-
| {{Dotted|Solyskamski}}
| 59. || {{Dotted|}}
| 54. || {{Dotted|}} || or.
| 36. || {{Dotted|2}}
| 2. || {{Dotted|0}}
|-
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| 3. || {{Dotted|}} || or.
| 47. || {{Dotted|7}}
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|-
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|-
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|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Lyndon, in Rutland}}
| 52. || 30
| 0. || 3 || or.
| 48. || {{Dotted|03}}
| 7. || {{Dotted|2}}
|-
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| 52. || {{Dotted|25}}
| 9. || {{Dotted|0}}
|-
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| 51. || 31
| class="nascosto" | || colspan="2" | {{Dotted|}} || or.
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|-
| {{Dotted|Dunkirk}}
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| 54. || {{Dotted|9}}
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|-
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| 49. || 27
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| 51. || {{Dotted|5}}
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|-
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| 49. || 26
| 1. || {{Dotted|}} || or.
| 51. || {{Dotted|}}
| 8. || {{Dotted|3}}
|-
| {{Dotted|Ratisbona}}
| 48. || 56
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| 7. || {{Dotted|5}}
|-
| {{Dotted|Parigi}}
| 48. || 50
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| 52. || {{Dotted|}}
| 8. || {{Dotted|9}}
|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Troyes in Sciampagna}}
| 48. || 18
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|-
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| 48. || 12
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|-
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|-
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| 47. || 13
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|-
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| 53. || {{Dotted|8}}
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|-
| {{Dotted|Lausanne}}
| 46. || 31
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| 7. || {{Dotted|1}}
|-
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| 52. || {{Dotted|2}}
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|-
| {{Dotted|Rhodeux, in Guienna}}
| 45. || 21
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| 8. || {{Dotted|9}}
|-
| {{Dotted|Bordeaux}}
| 44. || 50
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|-
| {{Dotted|Montpellier}}
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|-
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| 13. || {{Dotted|5}}
|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Mont Louis, in Rossiglione}}
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| 44. || {{Dotted|5}}
| 6. || {{Dotted|8}}
|-
<noinclude>| colspan="10" |
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</noinclude><noinclude>{{PieDiPagina|{{Sc|Tom}}. II.|Q|}}</noinclude>
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Dr Zimbu
1553
/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|242|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude><noinclude>{{Ct|class=capitoletto|TEMPERATURA ANNUALE}}
{{Ct|class=anno|Di varj Paesi.}}
{| class="tab25"
! colspan="10" |
|-
!
! colspan="2" | Latit
! colspan="3" | Longitudine
! colspan="2" | Temperatura
! colspan="2" | Reaumur.
|-
!
! colspan="2" | Settentrion.
! colspan="3" |
! colspan="2" | Fahrenheyt
! colspan="2" |
|- class="titolo1"
!
! Gr.
! M.
! Gr.
! colspan="2" | M.
! colspan="2" |
! colspan="2" |
</noinclude>
|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Cambridge nuova Inghilterra}}
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|-
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|-
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|-
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|-
| {{Dotted|Canton, in China}}
| 23. ||
| 113.|| {{Dotted|}} || or.
| 75. || {{Dotted|13}}
| 19. || {{Dotted|0}}
|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Tivoli in S. Domingo}}
| 19. ||
| class="nascosto" | || class="nascosto" | || colspan="3" {{Cs|l}} | {{Dotted|}}
| 74. || {{Dotted|}}
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|-style=vertical-align:bottom
| {{Dotted|Spagnuola, in Giamaica}}
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|-
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|-
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| 87. || {{Dotted|}} || or.
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|-
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|-style=vertical-align:bottom
| Isole Falkland Emis.
| ||
| 66. || {{Dotted|}} || or.
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|-
| {{Cs|L|padding-left:2em}} | {{Dotted|Mer.}}
| 51. ||
| || ||
| ||
| ||
|-
| {{Dotted|Quito}}
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| 62. || {{Dotted|}}
| 13. || {{Dotted|4}}
|-
| colspan="10" |
|}
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Dr Zimbu
1553
/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|243}}</noinclude>{{Ct|class=capitolo|TAVOLETTA}}
{{Ct|class=capitoletto|DI COMPARAZIONE}}
{{Ct|class=anno|Della Temperatura di varj luoghi rapportata a quella di Londra come base, e supposta di gradi 1000.}}
{| class="tab12"
!
! Freddo
! Caldo
!
|-
!
! di
! di
! Annuo
|-
!
! Gennajo
! Luglio
!
|- class="pdati2"
| {{Dotted|Londra}}
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| 1000
| 1000
|-
| {{Dotted|Parigi}}
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|-
| {{Dotted|Edimburgo}}
| 1040
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|-
| {{Dotted|Berlin}}
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| {{Cs|lL}} | {{Dotted|}}
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|-
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|-
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|-
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| {{Dotted|Pekin}}
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|-
| {{Dotted|Boundò}}
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|-
| {{Dotted|Montpellier}}
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|-
| {{Dotted|Spagnuola in Giamaica}}
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| {{Cs|lL}} | {{Dotted|}}
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|-
| {{Dotted|Madrass.}}
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| 1565
|-
| colspan="4" |
|}<noinclude>{{Ct|class=destra|Q 2}}</noinclude>
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Dr Zimbu
1553
/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|244||}}</noinclude>[[File:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 1 - 1802 (page 12 1 crop).png|center|450px]]
{{Ct|class=capitoletto|Nel {{Sc|Giornale}} dell’Anno 1789.}}
{{Ct|class=anno|Delle Ore Oltramontane.}}
[[File:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802 (page 123 crop).png|center|120px]]
{{CapoletteraVar|S}}e l’Astronomia non prestasse altro servigio agli uomini, fuorchè questo di ordinare, e regolare i tempi, sarebbe questo solo un benefizio segnalato, onde dover riconoscere in uno Stato questa Scienza, come di prima necessità. Poichè senza di essa non si potrebbero ordinare le azioni civili, nè pubbliche, nè private. E qual sarebbe questa vita senza la distribuzione regolata delle ore, dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni? Per convincersene basta dar un’occhiata all’antichità avanti che l’osservazione degli astri avesse formato il Calendario, e fissato i tempi dell’operazioni per l’Agricoltura, delle Funzioni Sacre per la Religione, delle Ferie, delle radunanze, dei mercati, e per gli affari delle Nazioni. La Cronologia, ch’è questa dottrina de’ tempi, non solo è un occhio dell’Istoria, la quale sarebbe un ''Caos'' senza d’essa, ma anche {{Pt|l’ordinatri-|}}<noinclude></noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|245}}</noinclude>{{Pt|ce|l’ordinatrice}} della vita umana. {{Ec|E’|È}} insieme una scienza grande, ch’esige la cognizione del corso degli Astri, vale a dire l’Astronomia, e che nel suo tutto contiene sottilissime teorie. Quì non parleremo d’altro se non che dell’enumerazione delle ore.
La prima divisione del tempo, fatta dallo stesso Creatore nella Creazione, fu quella del ''Giorno'' e della ''Notte''; e par quasi che fosse questo l’oggetto finale primario della creazione del Sole, e della Luna, come chiaramente lo insinua la Genesi: ''fiant luminaria in firmamento coeli, et dividant diem, ac noctem, et sint in signa, et tempora, et dies, et annos''. Pare ancora che precedesse la notte al giorno, poichè prima furono le tenebre, e poi fu fatta la luce. Quindi gli Ebrei cominciarono il giorno dal principio della notte, e molti Popoli dopo, i Germani, i Galli contavano non per giorni, ma per notti, dicendo ex. gr., ''un tale fu ammalato trenta notti''; ed è credibile, che a principio non si computasse tutta la rivoluzione del Sole, che abbraccia giorno, e notte, ma che si contassero a parte le notti, ed i giorni. Io non so poi dire se anche prima di comporre in uno di questi due spazj, si {{Pt|divi-|}}<noinclude>{{Ct|class=destra|Q 3}}</noinclude>
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Dr Zimbu
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|245}}</noinclude>{{Pt|ce|l’ordinatrice}} della vita umana. {{Ec|E’|È}} insieme una scienza grande, ch’esige la cognizione del corso degli Astri, vale a dire l’Astronomia, e che nel suo tutto contiene sottilissime teorie. Quì non parleremo d’altro se non che dell’enumerazione delle ore.
La prima divisione del tempo, fatta dallo stesso Creatore nella Creazione, fu quella del ''Giorno'' e della ''Notte''; e par quasi che fosse questo l’oggetto finale primario della creazione del Sole, e della Luna, come chiaramente lo insinua la Genesi: ''fiant luminaria in firmamento cœli, et dividant diem, ac noctem, et sint in signa, et tempora, et dies, et annos''. Pare ancora che precedesse la notte al giorno, poichè prima furono le tenebre, e poi fu fatta la luce. Quindi gli Ebrei cominciarono il giorno dal principio della notte, e molti Popoli dopo, i Germani, i Galli contavano non per giorni, ma per notti, dicendo ex. gr., ''un tale fu ammalato trenta notti''; ed è credibile, che a principio non si computasse tutta la rivoluzione del Sole, che abbraccia giorno, e notte, ma che si contassero a parte le notti, ed i giorni. Io non so poi dire se anche prima di comporre in uno di questi due spazj, si {{Pt|divi-|}}<noinclude>{{Ct|class=destra|Q 3}}</noinclude>
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text/x-wiki
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Autore:Zarathustra
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Alex brollo
1615
Gadget PopolaTestiAutore: ricreato l'elenco dei testi
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{{Autore
| Nome = Zarathustra
| Cognome =
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| Nazionalità = iranico
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* {{Testo|L'Avesta (Pizzi, 1914)}}
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Discussioni indice:Poemetti italiani, vol. XII.djvu
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Candalua
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Candalua
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Gadget [[Aiuto:Gadget Trova e Sostituisci|Trova e Sostituisci]]: salvataggio MemoRegex
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CXLIV e CXLV. Parigi sbastigliato
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<poem>
Già di pietade il core mi trabocca
Solo in mirarmi attorno il negro sasso...
{{R|6}} Or quai voci alla doglia
Pari saran, se a me descriver tocca
I funesti pensieri, onde la vista
Dell’atre interne carceri mi aggrava?
Qui (dich’io) lagrimava,
{{R|11}} D’arbitrario insanir vittima trista,<ref>11. Intendasi: l’infelice vittima di un pazzo arbitrio.</ref>
La intatta sempre timida Innocenza,
Cui di sua man Calunnia conficcava.<ref>13. Allusione alle famigerate {{Wl|Q772128|''Lettres de cachet''}}, per cui tanti cittadini eran stati cacciati a languire nella Bastiglia.</ref>
Qui non s’udía di giudice sentenza:
Qui due miseri carmi
{{R|16}} Veri o supposti; e qui un sorriso, un guardo,
Un pensier, potean trarmi...
Oh di qual giusto alto furor tutt’ardo!<ref>15-l8 Non isfugga al lettore come dal considerare le sventure toccate ad altri l’A. passa a misurare il pericolo che aveva corso egli stesso di venire, diciamo cosí, imbastigliato. — '''Carmi,''' versi o anche parole. — '''Supposti,''' falsi, di cui a torto mi si accusava. Anche nel {{Testocitato|Opera:Filippo (Alfieri)|''Filippo''}} (III, 5ª): Supposto è il foglio.</ref>
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{{ct|f=100%|t=2|v=1.3|L=1px|XII.}}
<poem>
:A terra, a terra, o scellerata mole:
Infranta cadi, arsa, spianata,<ref>XII. 2. '''Infranta,''' abbattuta, '''arsa,''' bruciata; '''spianata,''' rasa al suolo, il che fu fatto verso il 20 di luglio.</ref> in polve. —
A gara ogni uom l’assale;
A gara ogni uom spiccarne un sasso vuole,<ref>4. Come reliquie della cessata infamia. La chiave della Bastiglia fu dal {{Wl|Q186652|Lafayette}} mandata in America a {{AutoreCitato|George Washington|Giorgio Washington}}.</ref>
E le fere compagini dissolve.
{{R|6}} Sparita è già. — Ma quale<ref name="p151">6-13. {{Wl|Q7732|Luigi XVI}}, al quale gli astuti cortigiani si sforzavano di tener celata la gravità degli avvenimenti, fu avvertito dall’onesto {{Wl|Q1361059|Duca di Liancourt}} della straordinaria loro entità, e prese il partito di presentarsi egli stesso all’Assemblea costituente. Là giunto, rassicurò gli intervenuti, disse loro con aspetto bonario: «Voi diffidate di me; ebbene, io ripongo in voi la mia fiducia», annunziò che aveva ordinato il ritiro delle truppe da Parigi e da Versailles, e, circondato dai deputati plaudenti, ritornò a piedi fino al Castello. «Pour un instant», scrive il {{AutoreCitato|Adolphe Thiers|{{Sc|Thiers}}}} (''Op. cit.'', I, 2) «tout semblait oublié, mais le lendemain, le jour même la cour était rendue à son orgueil, le peuple à ses méfiances, et l’implacable haine recommençait son cours» — '''Il Franco Giove:''' nell’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, (III, 5°) l’A.</ref>
Pompa diversa oggi rischiara il sole
Nelle affollate parigine vie?
Ecco inerme e soletto il Franco Giove:
Ei di sua reggia muove,
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<poem>
Già di pietade il core mi trabocca
Solo in mirarmi attorno il negro sasso...
{{R|6}} Or quai voci alla doglia
Pari saran, se a me descriver tocca
I funesti pensieri, onde la vista
Dell’atre interne carceri mi aggrava?
Qui (dich’io) lagrimava,
{{R|11}} D’arbitrario insanir vittima trista,<ref>11. Intendasi: l’infelice vittima di un pazzo arbitrio.</ref>
La intatta sempre timida Innocenza,
Cui di sua man Calunnia conficcava.<ref>13. Allusione alle famigerate {{Wl|Q772128|''Lettres de cachet''}}, per cui tanti cittadini eran stati cacciati a languire nella Bastiglia.</ref>
Qui non s’udía di giudice sentenza:
Qui due miseri carmi
{{R|16}} Veri o supposti; e qui un sorriso, un guardo,
Un pensier, potean trarmi...
Oh di qual giusto alto furor tutt’ardo!<ref>15-l8 Non isfugga al lettore come dal considerare le sventure toccate ad altri l’A. passa a misurare il pericolo che aveva corso egli stesso di venire, diciamo cosí, imbastigliato. — '''Carmi,''' versi o anche parole. — '''Supposti,''' falsi, di cui a torto mi si accusava. Anche nel {{TestoCitato|Opera:Filippo (Alfieri)|''Filippo''}} (III, 5ª): Supposto è il foglio.</ref>
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<poem>
:A terra, a terra, o scellerata mole:
Infranta cadi, arsa, spianata,<ref>XII. 2. '''Infranta,''' abbattuta, '''arsa,''' bruciata; '''spianata,''' rasa al suolo, il che fu fatto verso il 20 di luglio.</ref> in polve. —
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A gara ogni uom spiccarne un sasso vuole,<ref>4. Come reliquie della cessata infamia. La chiave della Bastiglia fu dal {{Wl|Q186652|Lafayette}} mandata in America a {{AutoreCitato|George Washington|Giorgio Washington}}.</ref>
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Pompa diversa oggi rischiara il sole
Nelle affollate parigine vie?
Ecco inerme e soletto il Franco Giove:
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<poem>
{{R|11}} Ripieno il cor di cittadine pie
Brame, in lui figlie di assoluto invito
Che al venir gli vien fatto in fogge nuove.
Fiede il regale orecchio un non pria udito
Alto e libero {{Sc|Evviva}},
{{R|16}} Cui non piú {{Sc|Re}} ma {{Sc|Nazïon}} vi aggiunge
Quella sovrana Diva
Che dai bruti il verace uom disgiunge.<ref>14-18. '''Fiede,''' ferisce, colpisce. L’A. allude in quest’ultimi versi alla nuova e significante denominazione data da Luigi XVI all’Assemblea costituente, il giorno 15 luglio, di Assemblea nazionale.</ref>
</poem>
{{ct|f=100%|t=2|v=1.3|L=1px|XIII.}}
<poem>
:Fra il nobil grido il re procede intanto,
Da Franche armi non compre attornïato,
Vêr la magione urbana.<ref>XIII. 3. '''La magione urbana,''' il palazzo di città.</ref>
Di duolo e gioia vario-mesto<ref>4. '''Vario-mesto,''' cosí nel son. {{TestoCitato|Opera:A tardo passo, al sospirato loco (Alfieri)|''A tardo passo, al sospirato loco''}}.</ref> un pianto
Cui da pria ’l pentimento ha in lui destato,
{{R|6}} D’ogni uom lo sdegno appiana.
Ma d’ora in poi quello ingigliato ammanto<ref>7. '''Quello ingigliato ammanto,''' il giglio d’oro adornava l’arme dei Capetingi, e lo ricorda anche {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VII|''Purg.'', VII}}, 105; {{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XX|XX}}, 86; {{TestoCitato|Divina Commedia/Paradiso/Canto VI|''Par.'', VI}}, 100, 106).</ref>
E a chi ’l porta e a chi ’l dona assai men greve
(Spero) sarà. — Giunto è già il prence: ei giura
Che la orribil congiura,
{{R|11}} Ignota a lui, tutta imputar si deve
Ai traditor che in duro error lo han tratto.
Pago è già il cittadin: già già secura
Torna del re la maestade a patto
Meglio adequato<ref>14-15. '''A patto Meglio adequato,''' a condizioni piú giuste.</ref> omai;
{{R|16}} Già espulsi ha gli empi e richiamato ha il giusto;<ref>16. '''Richiamato ha il giusto,''' il {{AutoreCitato|Jacques Necker|Necker}} fu infatti, sotto la pressione del voto popolare, richiamato da Basilea; ma di là a non molto, impotente a frenare l’Assemblea, si ritrasse a {{Wl|Q57097|Coppet}}.</ref>
Né a re lo errar piú mai
Concede il Nazional Consesso augusto.
</poem><ref follow="p151">dice che {{Wl|Q7738|Luigi XV}}, da lui veduto a Versailles nel 1767, aveva «un aspetto giovesco».</ref><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CXLIV e CXLV. Parigi sbastigliato/Ode
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Odi|Ode]]
{{AltraVersione|Parigi sbastigliato/Ode|ed. 1789}}
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCVIII. Parigi sbastigliato/Ode|ed. 1903}}
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{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CXLVI.<ref>Questo sonetto fu composto il 29 settembre 1789, mentre l’A. attendeva alla correzione delle stampe.</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Che cosa guadagni chi scrive.'''}}
<poem>
:L’arte, ch’io scelsi, è un bel mestier, per dio.<ref>1. Non a caso ciò che è ''arte'' nella prima metà del verso, diventa nella seconda un ''mestiere''; arte sarebbe, se non la rendesse mestiere la malevolenza e l’avidità dei più.</ref>
Logorarmi il cervel mattina e sera,
Per far di carta bianca carta nera;<ref>3. Cioè, per istampare i miei scritti.</ref>
Profonder tutto in linde stampe il mio;<ref>4. Da una nota manoscritta dell’A. conservata fra le carte di Montpellier, ricaviamo che, per la parte tipografica dell’edizione Didot, la spesa fu di lire 4,200, che la carta costò lire 5,967, non comprese lire 280 per tre risme e mezzo di carta di lusso, che infine, tutto terminato, quell’edizione costò all’A. lire 10,447 e 10 soldi. Ne furono tirate 650 copie, a 30 lire ciascuna.</ref>
:{{R|5}}Su le prove smarrire gli occhi e il brio;<ref>5. '''Il brio,''' la vivezza, la gaiezza.</ref>
Assaporar la turba menzognera,
Cartajuola, Protesca, e Torcoliera;<ref>7. Dei venditori di carta, dei proti, degli operai addetti a stampare: i tre aggettivi hanno un contenuto dispregiativo.</ref>
Poi, perch’altri mi compri, accattar io;<ref>8. Poi, andar io stesso cercando che altri mi compri l’opera mia. Vegg. nell’epistolario le lett. di questo tempo a diversi intorno allo smercio della nuova edizione.</ref>
:{{R|9}} Appiccicarmi i masnadier libraj,<ref>9. Mettermi alle costole quei furfanti che sono i venditori di libri: il {{AutoreCitato|Giuseppe Giusti|{{Sc|Giusti}}}}, nell’''{{TestoCitato|Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti/A Girolamo Tommasi|Origine degli scherzi}}'':
::Chi mira al fumo, o a quello che si conia...
::Centoni, fantasie scriva a giornata,
::Mentre gli pianta il còmpito alla gola
:::::::::::Libraio pirata...
Questi versi suonano così nel ms.:
::O aver che far co’ masnadier librai
::Che a credenza ricevono, e fan grazia,
::Né i contanti agli autor fan veder mai.</ref>
Che a credenza ricevono, e fan grazia<ref>10. '''E fan grazia,''' e par che vi facciano un favore.</ref>
Né metallo per foglio rendon mai;
:{{R|12}} Il revisor soffrir, che l’uomo strazia;<ref>12. Doppia era la Censura al tempo dell’A., ecclesiastica e civile, e dall’una e dall’altra le opere, anche più innocenti, venivano talvolta spietatamente tarpate.</ref>
E viver sempre, in somma, in mezzo a’ guai.
Per trovar appo i leggitor disgrazia. —
::::::{{R|15}} Stanca in tal guisa, e sazia
Tace anzi tempo ogni laudevol brama,
In chi scrivendo merca itala fama.<ref>15-17. Questa breve coda manca nel ms. — '''Merca,''' vuol acquistare.</ref>
</poem><noinclude><br clear="all" />
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CXLVI. Che cosa guadagni chi scrive
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{{Qualità|avz=100%|data=17 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=CXLVI. Che cosa guadagni chi scrive|prec=../CXLIV e CXLV. Parigi sbastigliato/Ode|succ=../CXLVII. Tentò ogni genere letterario, in tutti gli pare di aver fallito}}
<pages index="Alfieri - Rime scelte, Sansoni, 1912.djvu" from="181" to="181" />
{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|L'arte ch'io scelsi è un bel mestier per dio]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CVIII. L'arte ch'io scelsi è un bel mestier per dio|ed. 1903}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|154|{{Sc|rime varie}}||riga=si}}</noinclude>
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CXLVII.<ref>Nel ms: «1 marzo 1790».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|lh=1.4|L=1px|'''Tentò ogni genere letterario, in tutti gli pare di aver fallito.'''}}
<poem>
:«Sogno è, ben mero, quanto al mondo piace».<ref>1. Il {{AutoreCitato|Francesco Petrarca|{{Sc|Petrarca}}}} ({{TestoCitato|Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)|''Rime''}}, I):
::{{TestoCitato|Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono|Che quanto piace al mondo è breve sogno}}.</ref>
Io, da che spiro, ardentemente anelo
Dietro a quell’aura instabile, che sface
L’oblio talor, ma pria dell’uomo il velo.<ref>3-4. '''L’aura instabile''' è la fama,
::::::::::::::::::{{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|fiato}}
::{{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XI|Di vento, che or vien quinci ed or vien quindi,}}
::E muta nome perché muta lato;
e l’A. vuol dire che spesse volte la fama dissipa l’oblio, cioè resiste al tempo, ma che sovente l’uomo la disperde al momento della sua morte.</ref>
:{{R|5}}E, coturnato il piè,<ref>5. '''Coturnato il piè;''' quale scrittor di tragedie, percorsi lungo cammino.</ref> già corsi audace
Stadi assai, né per farsi argento il pelo,<ref>6. '''Né per farsi argento il pelo,''' né per quanto io invecchi.</ref>
La divorante fiamma in me si tace,
Ché anzi ella scherne<ref>8. '''Scherne''' (schernisce) i consigli della gelida Prudenza.</ref> di Prudenza il gelo.
:{{R|9}}Or la lira, ora il socco, ora il flagello,<ref>9. '''La lira,''' le molte rime scritte dall’A. dal 1777 in poi: '''il socco,''' la commedia: {{Wl|Q3819940|''L’Uno''}}, {{Wl|Q3791149|''I Pochi''}}, {{Wl|Q3791378|''i Troppi''}}, {{Wl|Q3818643|''l’Antidoto''}}, {{Wl|Q3822409|''La Finestrina''}}, {{Wl|Q3793833|''Il divorzio''}} furono composte nel 1800, ma già da molto tempo innanzi aveva tentato questo genere, come può vedersi dall’articolo di {{AutoreCitato|Francesco Novati|{{Sc|Francesco Novati}}}} su tale soggetto (in ''Studi critici e letterari'', Torino, 1900); '''il flagello,''' la satira; le {{TestoCitato|Opera:Satire (Alfieri)|satire}} comunemente note dell’A. furono incominciate nel 1786; ma anche a questa prova l’A. erasi addestrato molti anni prima, e già fino dal 1773 in una società torinese di giovani scapati aveva letto un suo lavoro intitolato ''Le Jugement universel'' (Vegg. {{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, III, 13° e {{AutoreCitato|Giuseppe Andrea Fabris|{{Sc|G. A. Fabris}}}}, ''Studi alfieriani cit.'', 36 segg.).
</ref>
Ed or<ref>10. '''Ora;''' con questo avverbio l’A. intende riferirsi alla parte prosastica del {{TestoCitato|Opera:Il Misogallo|''Misogallo''}} e all’''Autobiografia'', la quale, se fu incominciata a scrivere il 5 aprile 1790, pure il 1° di marzo, giorno nel quale fu composto il surriferito sonetto, poteva essere tutta squadernata dinanzi alla mente del nostro Poeta.</ref> per anco hammi a tentare astretto
Prose, alto scoglio<ref>11. '''Scoglio,''' difficoltà, a parer dell’A. insormontabile e pur già felicemente sormontata col libro della {{TestoCitato|Opera:Della tirannide|''Tirannide''}}, col libro {{TestoCitato|Opera:Del principe e delle lettere|''Del Principe e delle Lettere''}}, col {{TestoCitato|Opera:Panegirico di Plinio a Traiano|''Panegirico''}} e con {{TestoCitato|Opera:La virtù sconosciuta|''La Virtú sconosciuta''}}.</ref> al nudo mio cervello.
:{{R|12}}Tutte abbracciar, del pari a tutte inetto,
L’arti del dir mi fea l’amor del bello;
«Ond’io tornai con le man vuote al petto».<ref>14. {{AutoreCitato|Publio Virgilio Marone|{{Sc|Virgilio}}}} ({{TestoCitato|Opera:Eneide|''Eneide''}}, IV, 700 seg.):
::Ter conatus ibi collo dare brachia circum
::Ter frusta comprensa manus effugit imago...
versi imitati da {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto II|''Purg.'', II}}, 80 seg.) nell’episodio di Casella:
::Tre volte dietro a lei le mani avvinsi,
::E tante mi tornai con esse al petto.</ref>
</poem><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Pagina:Alfieri - Rime scelte, Sansoni, 1912.djvu/183
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|155|riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CXLVIII.<ref>Nel ms: «3 luglio 1790».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Tentò ogni genere letterario, eccetto la storia.'''}}
<poem>
:E carmi e prose in vario stil finora
Io scrissi, abil non dico, ardimentoso;
Storie, non mai, perché il carco gravoso
Pensante autor veracemente accora.<ref>1-4. Questi versi sono un poco diversi nel ms:
:::E carmi e prosa in vario stile io fora
::Abil, non dico, ma di scriver oso,
::La Storia tranne, il cui carco gravoso
::Veracemente autor pensante accora.
— '''Pensante,''' che misura le proprie forze, che pondera le difficoltà di un’opera prima di accingervisi.</ref>
:{{R|5}} Spinger per alto mare altera prora<ref>5. '''Altera prora,''' metafora per indicare un’opera di grande mole, di considerevole importanza.</ref>
Può almen l’Epico vate armonïoso;
E l’Oratore, e il Tragico, e il sugoso
Filosofante, han vasto campo ognora:
:{{R|9}} Arti tutte divine; in cui, ritratto
L’uom qual potría pur essere,<ref>10. '''Qual potría pur essere,''' non quale è.</ref> s’innalza
Al ciel chi scrive e il leggitore a un tratto.<ref>11. '''A un tratto,''' contemporaneamente.</ref>
:{{R|12}} Ma il pinger casi, ove la vera e scalza<ref>12. '''Scalza,''' non sublimata come nella tragedia, ma tale qual’essa è, con le sue miserie e con i suoi vizi.</ref>
Trista Natura nostra il tutto ha fatto,
Fuor che in Commedia il fessi, a me non calza.<ref>14. Non mi piace, se pur non mi decidessi un giorno a farlo nella forma piú acconcia, in commedia. — '''Il fessi,''' lo facessi.</ref>
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CXLIX.<ref>Questo sonetto fu composto il 21 ottobre 1790, quasi due mesi dopo l’altro da me riferito per ultimo, e che immediatamente lo precede nel manoscritto.</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Perché da qualche tempo non scriva piú versi.'''}}
<poem>
:Io, che già lungi di una donna in meste
Rime troppe il dolor disacerbava:<ref>2. '''Disacerbava:''' rendeva meno aspro. Meglio, mi pare, nel ms:
::Io, che già lungi dal mio bene in meste
::Dolci rime il dolor disacerbava...</ref>
E, i lunghi dí piangendo, pur cantava,
Pregno il cor d’atre immagini funeste;
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Pagina:Alfieri - Rime scelte, Sansoni, 1912.djvu/184
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|156|{{Sc|rime varie}}||riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
:{{R|5}} Io stesso poi, presso a quell’alme oneste
Luci sue, la cui vista il duol disgrava,
In muta gioja tacito mi stava
Ben anni, quasi a dire altro non reste.<ref>8. '''Ben anni,''' per parecchi anni. — '''Non reste,''' non restasse.</ref>
:{{R|9}} E sí pur mai non è Letizia, meno
Che il sien le Cure, garrula loquace;<ref>9-10. Reminiscenza delle parole di {{AutoreCitato|Lucio Anneo Seneca|{{Sc|Seneca}}}} nell’{{Wl|Q777435|''Ippolito''}}, altrove cit. dall’A.: «Curae leves loquuntur ingentes stupent». — Tra '''garrula''' e '''loquace''' è veramente assai piccola differenza, sicché di questi aggettivi ne bastava forse uno solo.</ref>
Mal cape<ref>11. '''Cape,''' si contiene: voce frequentemente usata dall’{{Ec|A|A.}}; cosí nel {{TestoCitato|Opera:Filippo (Alfieri)|''Filippo''}} (II, 2.ª):
:::::::::entro il tuo ben nato
::Gran cor non cape il madrignal talento.</ref> anch’ella entro all’umano seno.
:{{R|12}} Dunque, or perché la lira mia soggiace,
Vinta, diresti, dall’amor sereno? —
Pria che dir poco, immensa gioja tace.
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CL.<ref>Nel ms: «23 ottobre, passeggiando al Calvario vecchio».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|lh=1.4|L=1px|'''Lo agita il pensiero che la sua donna debba morire prima di lui.'''}}
<poem>
:Quanto piú immensa,<ref>1. '''Immensa,''' è uno di quegli aggettivi che non ammettono né comp. né superl.</ref> tanto men fia audace
D’amor la gioja, a cui forte aspro<ref>2. '''Forte,''' potente, '''aspro,''' doloroso; anche la selva dantesca è ''aspra e forte''.</ref> freno
E il creder sempre, o il paventare almeno,
Ch’abbia a troncarla ria sorte fallace.<ref>4. Nel ms:
::Che non la sturbi ria sorte fallace.</ref>
:{{R|5}} Ond’io, quand’essa piú il mio cuor compiace,
Se in rime avessi ad isfogarla appieno,
Il mio cantar saría tristo inameno,
Qual d’uom che in preda a grave dubbio giace.<ref>5-8. La costruzione di questa quartina è anacolutica: ''ond’io... il mio cantar''. — '''Compiace,''' appaga, sodisfa.</ref>
:{{R|9}} Donna mia, per cui tanto io sospirava,
Or che le prische cure al cor moleste,<ref>10. Brutto verso, in cui sovrabbondano i ''c''.</ref>
Tutte, lo averti al fianco mio, sgombrava;
:{{R|12}} Or mi si fanno in nuovo aspetto infeste.
Io sempre tremo, che la Morte prava,<ref>13. '''Prava,''' scellerata.</ref>
Te pria furando, orridi guai mi appreste.<ref>14. '''Furando,''' rubando. — '''Mi appreste,''' mi prepari.</ref>
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CXLVII. Tentò ogni genere letterario, in tutti gli pare di aver fallito
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Sogno è ben mero quanto al mondo piace]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXII. Sogno è ben mero quanto al mondo piace|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CXLVIII. Tentò ogni genere letterario, eccetto la storia
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|E carmi e prose in vario stil finora]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXIV. E carmi e prose in vario stil finora|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CXLIX. Perché da qualche tempo non scriva più versi
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Io che già lungi di mia donna in meste]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXV. Io che già lungi di mia donna in meste|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CL. Lo agita il pensiero che la sua donna debba morire prima di lui
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Quanto più immensa tanto men fia audace]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXVI. Quanto più immensa tanto men fia audace|ed. 1903}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|157|riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLI.<ref>Nel ms: «25 e 26 ottobre, scendendo di {{Wl|Q186115|Montmartre}}».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Ad una tortorella.'''}}
<poem>
:Bianco-piumata vaga tortorella,
Ch’or, su la mia fenestra il vol raccolto,
Ti stai dolce-gemente in tua favella,<ref>1-3. '''Bianco-piumata, dolce-gemente,''' solite parole composte, delle quali tanto si compiaceva l’A. Echeggiano al nostro orecchio, nel leggere questi versi, altri versi di un lamento che fu popolarissimo un tempo fra noi: quello del Tremacoldo, nel ''{{TestoCitato|Marco Visconti}}'' del {{AutoreCitato|Tommaso Grossi|{{Sc|Grossi}}}}:
::Rondinella pellegrina
::Che ti posi in sul verone,
::Ricantando ogni mattina
::Quella flebile canzone,
::Che vuoi dirmi in tua favella,
::Pellegrina rondinella?</ref>
{{R|4}} Fisa i raggianti occhietti entro il mio volto;
:Che vorresti pur dirmi, o tu sí bella?
Mira, a mia posta anch’io ti guardo e ascolto;
Che messaggera d’amorosa stella,
{{R|8}} Certo ver me le rapid’ali hai sciolto.<ref>8. '''Hai sciolto,''' hai mosse, indirizzate.</ref> —
:A te, che amor per lunga prova intendi,
Né per prospera sorte il cor ti smalti,<ref>10. '''Ti smalti,''' come altr., ti impietri.</ref>
{{R|11}} A te vengh’io narrar miei lutti orrendi. —
:Deh! basta; intesi: ah, sola sei! già gli alti
Strali mi passan del pianto che imprendi:<ref>13. '''Che imprendi,''' che incominci a versare.</ref>
{{R|14}} Già piango, e tremo che il tuo duol mi assalti.
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLII.<ref>Questo sonetto, uno dei piú robusti e de’ meglio verseggiati fra quanti ne compose l’A., fu scritto il 29 ottobre 1790, a Parigi.</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Che sia il Poeta.'''}}
<poem>
:Poeta, è nome che diverso suona
Appo genti diverse in varia etade;<ref>2. '''Appo genti diverse,''' nello spazio, '''in varia etade,''' nel tempo.</ref>
Onde, or nel limo vilipeso ei cade,
{{R|4}} Or l’uom dal mortale essere sprigiona.<ref>4. Eleva l’uomo ad altezze sublimi.</ref>
:Ma uman giudizio torre o dar corona
Mal può d’un’arte, che divina invade
Gli almi suoi mastri,<ref>7. '''Gli almi suoi mastri,''' coloro che la esercitano con nobiltà d’intendimenti, con altezza di propositi.</ref> e alle superne strade
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLI. Ad una tortorella
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{{Qualità|avz=100%|data=17 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=CLI. Ad una tortorella|prec=../CL. Lo agita il pensiero che la sua donna debba morire prima di lui|succ=../CLII. Che sia il Poeta}}
<pages index="Alfieri - Rime scelte, Sansoni, 1912.djvu" from="185" to="185" fromsection="1" tosection="1" />
{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Bianco-piumata vaga tortorella]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXVII. Bianco-piumata vaga tortorella|ed. 1903}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|358|''Sonetti del 1846''|}}</noinclude><nowiki />
{{Ct|f=100%|v=1|t=2|LI NIMMICHI DE PAPA GRIGORIO.<ref>[V. la nota 1 del sonetto: ''{{TestoCitato|Er Papa bbon'anima|Er Papa}}'' ecc., 18 ott. 46. — “...''Gregoriaccio'', vous savez, c’est le mot propre à Rome.„ Lett. 25 luglio 1847 di {{AutoreCitato|Massimo d'Azeglio|M. d’Azeglio}} al Doubet. {{Sc|{{Wl|Q8328866|Rendu}}}}<!--Eugène Rendu-->, Op cit., pag. 17. — Il {{AutoreCitato|Antonio Coppi|Coppi}} racconta che il 1° di giugno 1817, “anniversario della morte di Gregorio XVI, in Roma molti perdutissimi incorsero nell’infamia di celebrarlo allegramente con pranzi, cene e danze prolungate a notte avanzata;„ e “in Ancona coloro che intervennero al teatro, in segno di gioia speciale si ornarono con mazzetti di verdi foglie, come sogliono portare i soldati nelle circostanze giulive.„ ''Annali'' cit., tom. IX, pag. 97.]</ref>}}
<poem>
E arriva a ttanto er dente avvelenato
De sti strilloni aretichi somari
Pe’ cquer povero {{Ac|Papa Gregorio XVI|papa Cappellari}}
Mo spesciarmente che jj’è uscit’er fiato,
Che ddicheno inzinenta<ref>[Insino, persino.]</ref> ch’è ppeccato
De scelebbrajje messe e nniverzari,
E vvorrìeno scassà dda li lunari
Fino quer giorno dua<ref>[Il 2 febbraio 1831.]</ref> ch’ebbe er papato.
E nun basta; c’è cquarche ffuribbonno,
Che cce conzijja de scordallo, come
Sto Papa cqui nun zii mai stato ar monno.
Ma ppe’ ggrazzia de ddio e der governo,
Ce so’ bboni pitaffi cór zu’ nome
Da ricordallo a ttutti in zempiterno.<ref>[“Fu umano, cortese, amorevole e anche benefico con quelli che andavano a versi al suo mal governo. Per ciò gli fu si caro il cardinal Tosti, che, per gratitudine di {{nsb|V|369|4}}</ref>
</poem>
{{a destra|margine=5em|{{smaller|3 novembre 1846.}}}}<noinclude></noinclude>
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ornamenti fastosi ella è costretta
Lunga stagione a rimirar; la noia
Succede allo stupor. Tale è dell’Arte
L’inevitabil sorte. Ah! qui Natura
Varia se stessa in mille forme, e sola
Trionfa e regna, nè tiranna l’Arte
Osa mostrarsi, o tace... Ah non si parta
Da sì grata dimora! Abbiano i Grandi
La fastidiosa copia, e il lusso vano
Dell’arte lusinghiera; a me gradito
E’ più semplice asilo, annoso faggio.
Placido rio, che mormora negletto
Tra sterpi e sassi: ombra, riposo, e calma
Offron più dolce che recessi ombriferi,
Tra cui vegga non lunge imprigionata
L’onda sgorgar con libertà mentita
Dal caro busto di marmoreo Nume.
Diletta Forci, in mezzo all’ombre dense
Degli alti pini, de’ frondosi ulivi,
Delle quercie antichissime io sentii
In un soave fremito di gioia,
E di occulto timor l’invitto spirto
Aggirarsi invisibile del Laudo,
Di cui la bella età sacra agli Estensi,
Sacra a’ Medici, a’ Roveri, a’ Farnesi,
Lesse gli aurei volumi, e a lor cortese
Colla lode sorrise; ei qui felici</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Carbonchiolo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Astridula" /></noinclude>{{Ct|f=120%|PREFAZIONE}}
{{Ct|f=120%|t=1|DELL’EDITORE ITALIANO}}
Oscar Fingal O’ Flahertie Wills Wilde nacque a Dublino il 16 ottobre 1854. Suo padre, William, era un celebre chirurgo e letterato, di carattere leggero. Sua madre, nata Elgée, era anch’essa letterata e parente di Carlo R. Mathurin, autore del romanzo «''Melmoth the Wanderer''». Il fratello maggiore di Wilde, William, fece il giornalista a Londra e morì nel 1899; la sorella minore, Isola, morì bambina e inspirò con la sua morte a Oscar il poema «''Requiescat''».
Il salotto di Casa Wilde era brillante e frequentato da persone eminenti. Lady Wilde, profonda conoscitrice di greco e di latino, collaborava col pseudonimo di Speranza a un giornale rivoluzionario nel quale trattava con efficacia le questioni dell’irredentismo Irlandese.
Gli anni dell’infanzia di Wilde passarono così in un ambiente denso di studi, di dotte conversazioni, di ricerche archeologiche eseguite dal padre<noinclude><references/>
{{PieDiPagina||— 7 —|}}</noinclude>
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Pagina:Wilde - De Profundis, Milano, Bolla, 1926.pdf/6
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Carbonchiolo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Astridula" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione}}|}}</noinclude>in continue visite alle rovine di antichi monumenti dell’Irlanda.
A 11 anni, nel 1865, Wilde entrò nella ''Portora Royal School'' di Enniskillen. Seguì i corsi con buoni risultati, ma fu sempre ribelle alle matematiche.
La passione della lettura si rivelò fortissima in lui, preparando fin dai giovani anni la base formidabile della sua coltura specialmente classica.
A 19 anni, nel 1873, entrò all’Università di Dublino, al ''Trinity College''. Nel 1874 ottenne la medaglia d’oro ''Berkeley'' per uno studio sui poeti comici greci. Nello stesso anno passò all’Università di Oxford, al ''Magdelein College''. Nel 1876 ebbe il certificato di prima classe per gli studi classici e nel 1878 ebbe la prima classe nelle ''Literae humaniores''. Nel 1877 fece in Italia e in Grecia un viaggio che lasciò profonda influenza sull’arte sua. Nel 1878 vinse il famoso premio ''Newdigate'' per il poema «''Ravenna''». Nello stesso anno lasciò Oxford col diploma di ''bachelor of arts''. Venne a Londra. Dopo tre anni la sua fama cominciava a estendersi.
Nel 1880 pubblicò i suoi lavori giovanili sotto il titolo: «''Poems by Oscar Wilde''». Il successo fu grandissimo: si vendettero subito cinque edizioni. Nel 1882 fu invitato in America dove tenne molte conferenze sull’arte, a Boston, a New Jork, a Chicago. I suoi poemi uscirono in edizione americana.
Tornò a Parigi dove terminò il dramma «''La duchessa di Padova''» che fu rappresentato subito a New Jork ma fu pubblicato nel 1908. Nel 1883 tor-<noinclude><references/>
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{{Centrato|{{Sc|musica di<br><big><big>GIUSEPPE VERDI</big></big>}}}}
{{Centrato|'''Milano''' presso '''Francesco Lucca''' dirimpetto all’I.R. Teatro alla Scala}}
{{Centrato|''Posto sotto la tutela della legge 19.8bre 1846.''}}
<section end="s1" /><noinclude>{{PieDiPagina|{{X-smaller|Firenze presso i Fratelli Ducci<br> Lipsia Kismer}}||{{X-smaller|Parigi presso Escodier<br>Chiasso, l’Euterpe Ticinese}}}}
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{{Centrato|L. 1,50 “GLORIOSA„ Casa Editrice Italiana — Milano L. 1,50<br>
Pubblicazione settimanale — N. 47}}<noinclude><references/></noinclude>
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{{Centrato|{{Sc|chi è artisticamente {{Wl|Q2696164|rod la rocque}} — la sua carriera ascensionale<br>
e i films che gli hanno dato invidiabile notorietà — la<br>
barriera delle razze — il demone di mezzanotte — <br>
le parti che gli si attagliano — un poco<br>
di biografia — la czarina — <br>
qualche storiella<br>
aneddotica<br>
^^^^<br>
^^^<br>
^^<br>
^}}
}}
{{Capolettera|T}}{{Sc|ra}} gli artisti meglio quotati della cinematografia americana; tra gli interpreti più simpatici al grande pubblico di tutto il mondo civilizzato che frequenta gli spettacoli del Cinema; tra gli attori più espressivi e più sobri nella estrinsecazione del personaggio che incarnano, va annoverato, senza il minimo dubbio e senza la minima esitazione, Rod La Rocque.<br>
E di lui vogliamo dare qualche cenno che rifletta l’uomo e il vivificatore sullo schermo; di lui vogliamo parlare in quanto riguarda l’arte muta e ciò ch’egli ha saputo dare a questa, certi ch’egli ha una lunga carriera da percorrere, ch'egli ha dinanzi a sè una brillante ascesa e che arriverà ben presto a toccar la cima della meritata celebrità.<br>
Non diremo dei molti films nei quali si è presentato come figura di secondo piano, poichè la via dell’arte è sempre lunga e ardua; nè parleremo di talune, pur buone pellicole, in cui è apparso già in primo piano come figura degna di rilievo, come personaggio d’importanza: ci limiteremo a discorrere di tre manifestazioni interpretative che lo hanno piazzato magnificamente, sia per la significazione che aveva in esse il personaggio e quindi l’attore stesso, sia per il successo che ha accompagnato i films stessi. Poichè non è possibile avere un successo parziale, in cinematografia; un successo individuale, in una pellicola che non piaccia anzi che non ottenga un consenso unanime di pubblico, conta quanto uno zero posto prima di un numero che abbia un valore effettivo.
Perchè l’interprete trionfi, occorre che l’opera alla quale ha collaborato trionfi pure e indiscutibilmente, incontrovertibilmente.<br>
E Rod La Rocque ha trionfato in questi tre soggetti: «La Barriera delle razze»; «Il dèmone di mezzanotte» e «La Czarina». Diremo brevemente dei due<noinclude>{{PieDiPagina||— 2 —|}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{FI
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|caption = ''Con [[w:Pola Negri|Pola Negri]] nel film “[[w:La zarina|La Czarina]]„''
}}
primi, per intrattenerci in una più lunga esposizione del terzo, non perchè questo sia migliore dei primi, ma perchè più ameno.<br>
«La Barriera delle razze» è un film assai emozionante di avventure interessantissime, ed è al tempo stesso uno studio ben riuscito di caratteri. Noi vediamo in esso a quali dolorose contrarietà sono esposti coloro che non sono di razza bianca negli Stati Uniti. La loro origine li separa nettamente e senza pietà dai bianchi, che li considerano come esseri inferiori e retrogradi, e li maltrattano sottoponendoli alla dura legge del più forte. Cuor-Leale, il figlio degli Indiani, Yakima, ne fa la triste esperienza: il suo soggiorno tra i Visi pallidi non gli porta che amarezze e disillusioni. Umiliato dalle ingiustizie di cui è stato vittima, egli tornerà in mezzo alla sua tribù per dimenticare la giovine bianca che lo amava e che gli aveva dato il suo cuore.<br>
La figura del protagonista è incarnata dal nostro Rod La Rocque, che dà una
interpretazione indovinatissima del personaggio: egli è un Cuor-Leale vero, umano, commoventissimo.<br>
Tutti conosciamo lo stato umiliante imposto dagli Americani bianchi agli indigeni di colore, quindi ci sentiamo attratti dai casi pietosi dell’indiano, che ha tante buone qualità, e che si vede sempre tenuto in disparte, trattato quasi alla stregua di un antico schiavo. E bisogna convenire che alla buona realizzazione si aggiunge un’interpretazione veramente straordinaria da parte del nostro Rod La Rocque, nella figura difficilissima del protagonista, che sa farsi amare e compiangere.<noinclude>{{PieDiPagina||— 3 —|}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>«Il Demone della mezzanotte» è un bel film americano, in cui Rod La Rocque interpreta con molta sincerità la parte del principale personaggio di sesso maschile. Ha al fianco un’ottima compagna in [[w:Dorothy Gysh|Dorothy Gysh]], fine e briosa quanto mai, che incarna una figura di graziosa dattilografa la quale riesce finalmente ad attrarre e ad incatenare il cuore del troppo avventuroso eroe. Come scene d’insieme, il films si può dire riuscitissimo pure: la sua realizzazione, che ci trasporta nei ritrovi notturni di Broadway, è audace, sontuosa e piccante nei suoi particolari.<br>
La vicenda, brevemente riassunta, è questa: Vitaiolo incorreggibile, Rod Beutley è la disperazione del padre suo. Questi decide dunque, in proposito, di farlo lavorare nei suoi uffici di New-York. Allo scopo di dare una buona lezione al giovine, un amico, Werkman, accomandita un’amica di Rod, che sta per rompere i suo impegni, cercando così di provocare i peggiori guai al compagno e guarirlo del suo terribile difetto... Rod sta per trovarsi impegolato in un vero e proprio dramma che gli servirà di efficace monito per l’avvenire. Per guarire delle sue cattive inveterate abitudini, a New-York, Rod ritrova la sua piccola amica Peggy.... a Broadway, il giovine vitaiolo non tarderà a riconoscere gli inconvenienti della sua condotta: sarà ben presto compromesso in un furto di gioielli e non riuscirà a salvarsi che mercè l’intervento di una gentile telefonista Magda.<br>
Questo film, la cui realizzazione è dovuta ad Allan Dwan, si può dire, in verità, riuscitissimo, perchè interessa in forza della vicenda drammatica e per la messinscena accurata e sfarzosa, che pur riproduce un brano di vita vera e {{Pt|vissu-|}}
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|caption = Rod La Rocque nella quiete del suo villino d’Hollywood, con i genitori e la sorella.
}}<noinclude>{{PieDiPagina||— 4 —|}}<references/></noinclude>
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|caption = ''Il suo sguardo.''
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{{Pt|ta.|vissuta.}} A questo si aggiunge l’ottima interpretazione e, dobbiamo dirlo, anche la simpatia che ispirano i due protagonisti.
Rod La Rocque è superbo nella sua difficile parte, e [[w:Dorothy Gysh|Dorothy Gysh]] è una deliziosa creatura che manda il pubblico in visibilio. Interpretazione materiata di umana verità, spigliata e sobria al tempo stesso. <br>
Interrompiamo di parlar dell’opera per fare una punta nella vita del nostro artista. Rod La Rocque è americano, giovine e prestante: nessuno meglio di lui indossa l’abito borghese con eleganza spigliata; nessuno meglio di lui veste la divisa militare. Egli sa essere l’uomo del gran mondo, come sa presentarsi sotto le spoglie del soldato marziale. Ogni attore, a qualunque dei due sessi appartenga, ha — per quanto versatile possa essere — una gamma di figure nelle quali può vantaggiosamente esporsi: ha poi<noinclude>{{PieDiPagina||— 5 —|}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{FI
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|caption = ''Una maschia espressione.''
}}
certi personaggi che si attagliano alla sua immagine fisica e insieme alla sua
intellettualità psichica. Il giovine non potrà fare sullo schermo da vecchio; il bell’uomo non potrà riuscire a far l’uomo brutto; il comico non riuscirà efficace nella drammatica e viceversa.<br>
Quali sono le parti adatte a Rod La Rocque? Dalla breve narrazione dei due films, che hanno avuto un bel successo e hanno valso a mettere questo attore fra i meglio quotati, voi, benigni lettori e amabili lettrici, vi siete indubbiamente fatti già un concetto; e vi dirò che {{Pt|que-|}}<noinclude>{{PieDiPagina||— 6 —|}}<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{FI
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|caption = ''Il suo profilo.''
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{{Pt|sto|questo}} vostro concetto, che m’è facile intuire dalla vostra intelligenza e dalla vostra pratica cinematografica, è esatto. Voi pensate che Rod La Rocque faccia bene il primo amoroso, e che gli calzino egregiamente le parti in cui l’uomo lotta contro il destino, al quale finisce per sottomettersi, poichè il destino è certamente più forte dell’uomo.<br>
Nell’espressione dell’amore, Rod La Rocque è assai vero, umano e significativo, e non è facile saper amare, saper<noinclude>{{PieDiPagina||— 7 —|}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>mostrar di amare senza cadere nel goffo o nel lezioso. E quanto è facile far
ridere, invece che turbare o far piangere, in una scena commovente d’amore, in
un’espressione passionale o drammatica!<br>
Rod La Rocque ha un nome mezzo inglese e mezzo francese: dirò, per tranquillizzarvi nella vostra legittima curiosità, ch’egli è un americano degli Stati Uniti com’è americano cinematograficamente, e aggiungerò che la sua famiglia è oriunda francese. Dov’è nato? Ecco una cosa sempre difficile a dirsi, specialmente quando si tratta di attori e di attrici, poichè nessuno o quasi nessuno ha il bene di compulsare il loro atto di nascita, dal quale sarebbe facile desumere con certezza non soltanto il luogo preciso, ma anche il giorno, il mese e — ciò ch’è peggio — l’anno di nascita. Non è questo il caso per il nostro Rod La Rocque, il quale appartiene al sesso forte ed è giovine, ancora giovine. A quello che ce ne ha detto un collega americano, il quale ha avuto occasione d’intervistare l’attore, or non è molto, nella ricca villa che questi possiede nei pressi di Hollywood, Red La Rocque sarebbe nato durante una traversata marittima: sua madre, che discende da una famiglia inglese, andava a raggiungere il marito a New-York e si era imbarcata a Bordeaux, sicura di aver tutto il tempo per raggiungere in pace la destinazione, dove un comodo appartamento era preparato all’uopo. Invece, una tempesta sull’Atlantico fece ritardare in mezzo all’oceano il piroscafo, e la signora, assillata da una certa apprensione anticipò l’epoca prescritta dalle leggi della natura all’uomo per venire alla luce. E così il padre che — abbiamo detto — è oriundo francese, trovò che sua moglie non arrivava più sola, quando le andò incontro nell’Hudson. Lo strano è questo: che il vapore, su cui aveva {{Pt|viag-|}}<noinclude>{{PieDiPagina||— 8 —|}}<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{Pt|giato|viaggiato}} la signora e che era stato culla del nostro Rod, batteva bandiera olandese, diguisachè il neonato aveva avuto i natali in territorio olandese. Quindi: oriundo francese, di madre oriunda inglese, nato in territorio olandese, ma di nazionalità americana in quanto il padre era cittadino americano e il nonno naturalizzato americano. Un bel miscuglio!<br>
Come ogni yankee che si rispetti, Rod La Rocque, per quanto invincibilmente attratto fin dalla prima fanciullezza dal teatro e dagli spettacoli in genere, esplicò in vari rami la propria attività. Anzitutto, amò lo sport ed ebbe successo in parecchie manifestazioni del genere: balla assai bene, giuoca a foot-ball con maestria, monta a cavallo come un vero cow-boy e guida un’automobile come pochi, in quanto a bravura, ma come tutti, o quasi, gli americani, poichè nel paese dei dollari tutti, o quasi, posseggono un’automobile, e la posseggono come ognun sa per... ragioni di economia. Anche gli operai, per raggiungere le lontane sedi della loro attività, hanno la loro vetturetta, di modo che — dato l’enorme movimento di questi veicoli — si può asserire che tutti vanno, in America, o sopra.... o sotto l’automobile.
{{Centrato|{{asterism}}}}
E torniamo all’opera, per dire della «[[w:La zarina|Czarina]]».<br>
L’ipotetico e geograficamente irreperibile Regno della «Czarina» non versa nelle condizioni politiche e finanziarie più liete, perchè la donna giovine bella, che lo governa nominalmente, non ama affatto di occuparsi degli affari di Stato e preferisce di gran lunga curare i suoi affarucci personali. Questi affarucci riguardano il suo cuore, la sua psiche e il suo temperamento: la sua figura ha qualche analogia con quella storica di<noinclude>{{PieDiPagina||— 9 —|}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>Caterina II, czarina di tutte le Russie, che ebbe fama di estrema volubilità nei suoi amori dalle brame insaziabili. Soltanto in questo ramo però della sua attività presenta delle analogie, inquantochè tutti sanno quante e quali fossero le doti politiche e le benemerenze amministrative di colei che fu detta «La Gran de Caterina». Nella «Czarina» che andiamo illustrando, il piccolo Stato, che per le sue condizioni inquiete e inquietanti potrebbe essere aggregato ai balcanici o a quelli sud americani, è retto dalla bella e giovine sovrana, ma effettivamente da un suo primo ministro che sa, da buon volpone, provvedere alle cure statali, ma suda parecchie camicie per riuscir ad interessare la sovrana alle cure suddette. Basti dire che, appunto all’inizio del film, noi vediamo sullo schermo un certo numero di ufficiali, appartenenti al bel reggimento dei Lancieri, che hanno una speciale decorazione: questa decorazione non riflette benemerenze militari nè tampoco meriti guerreschi. Essa è data dalla Czarina come segno di distinzione per bravure nel campo erotico. Il campo erotico può essere molto vasto, come facilmente si può ritenere, ma la decorazione è ristretta all’erotismo privato: la sovrana premia i più bravi tra i suoi ufficiali, quelli che hanno saputo dimostrare maggior fervore verso la sovrana, in senso concreto e punto astratto; quelli che hanno mantenuto alto il vessillo reale e si sono attaccati con maggior resistenza al trono. E sono parecchi, moltissimi anzi! Del resto, è giusto e legittimo che la regina debba dare appunto un segno di distinzione a quei lancieri, che, dai campi delle manovre e dai cortili delle caserme, sono stati ammessi nella anticamera e promossi nella camera regia.<br>
Dunque il ministro, il primo ministro abbiamo detto suda parecchie camicie per poter comunicare alla Czarina delle notizie di grande importanza. Egli
attende, con malcelata impazienza, di parlare alla sovrana di affari urgenti, e deve aspettare un bel pezzo, perchè la sullodata sovrana si trova in quel tempo stesso in colloquio con un giovine ufficiale che probabilmente le stendeva il suo rapporto intorno a questioni belliche di natura più interessante. Ma, poichè a questo mondo tutto ha una fine più o meno sollecita, anche l’udienza ha termine e l’ufficiale — un nuovo decorato — esce dai penetrali intimi del regale appartamento. E ne esce anche la Czarina, seccatissima di doversi abboccare per quei noiosissimi affari di Stato col suo primo ministro. Incomincia ella col rimproverare il capo del governo perchè si permette di portare i mustacchi spioventi.<br>
— Ma tiri in su quelle punte, eccellenza! — gli dice. — Non posso vedere quegli attributi maschili in quello stato deplorevole... E poi non mi attacchi dei bottoni... statali, perchè non ho proprio nessuna voglia di perdermi in queste quisquiglie.<br>
Il buon ministro, che conosce i suoi polli e, naturalmente, anche la gallina, ha l’idea geniale di mostrare un ritratto dell’ambasciatore del limitrofo Stato di Sciulapow, il quale ambasciatore nominato di fresco, desidera dimostrar le sue credenziali e di aver un ricevimento ufficiale all’uopo, tanto più che ha delle comunicazioni di non dubbia importanza e di non meno dubbia urgenza da fare alla Graziosa Maestà. Il ritratto non dispiace punto alla appetitosa regina, curiosa come tutte le figlie di Eva al cui bel numero appartiene: è un uomo che appare, almeno in fotografia, baldo e prestante; può darsi anche riesca interessante come diplomatico e come uomo di buona conversazione nella {{Pt|intimi-|}}<noinclude>{{PieDiPagina||— 10 —|}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>[[File:Rod La Rocque (page 13 crop).jpg|miniatura|sinistra|''Con la divisa militare Rod La Rocque è attraentissimo... per terra e...'']]
{{Pt|tà|intimità}}. Ed ecco che la volubile regina s’incuriorisce di farne al più presto la conoscenza e fissa, a breve termine, l’appuntamento per la relativa udienza, in forma privatissima. E bisogna dire che realmente il neo-ambasciatore sia un uomo molto simpatico nella intimità e degno della più alta considerazione, dappoichè la regina che ha una certa pratica della materia ne è entusiasta e prende la decisione perfino di sacrificar le sue chiome fluenti e di ricevere le interviste diplomatiche del rappresentante dello Stato di Sciulapow coi capelli tagliati alla boby, l’ultima moda della stagione.<br>
Se le cose vanno abbastanza lisce, diremo così, all’interno, non sono altrettanto malleabili alla periferia: difatti, taluni reggimenti delle frontiere si ammutinano, fanno dei pronunciamenti e minacciano, nientemeno, che la rivoluzione. Dio ci liberi! [[File:Rod La Rocque (page 13a crop).jpg|miniatura|destra|''...per mare.'']] I reggimenti delle frontiere, formati da militi rudi che non conoscono le mollezze delle corti e dei centri più larghi, non vogliono una regina, che decora e promuove i favoriti; reclamano invece un re energico che monti in arcione, impugni il brando e sappia manovrare con perizia il timone della nave dello Stato.<br>
Ma anche fra i soldati delle frontiere, ottimi militari — tra i quali serpeggia tuttavia la rivolta — si trovano degli ufficiali, bravi e fedeli ad un tempo, che prendono la vita sul serio, che hanno carattere e non cambiano di opinione come si cambia di camicia. Alessio, un bello e forte giovinotto, che ha giurato<noinclude>{{PieDiPagina||— 11 —|}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>[[File:Rod La Rocque (page 14a crop).jpg|250px|miniatura|sinistra|''Invecchiato, grazie al trucco.'']] e come tutti i suoi colleghi fedeltà alla sovrana, e — per giunta — è innamorato e fidanzato di una dama particolare della Czarina, una duchessa graziosissima e tenera, insorge contro i rivoltosi e, dopo un’equa sì ma violenta distribuzione di bene assestati pugni ai danni dei più facinorosi, corre alla capitale per riferire sulla situazione e per avvistare circa i ripari e le decisioni da prendere.<br>
Alessio ha vissuto sempre lontano dalla corte, è uomo di carattere, lo abbiamo detto, tutto sentimento, passione e rettitudine: può passare nei circoli cortigiani per un ingenuo, per un provincialotto, ma è pieno di fuoco e di zelo per tutto quanto ritiene sia il suo dovere. Naturalmente, intende di abboccarsi subito con la sovrana, poichè la situazione militare e politica non ammette dilazioni. Il primo ministro lo affronta e cerca di calmarlo, di persuaderlo, di fargli capire che non si può disturbar la Czarina, occupatissima nei suoi personali affari, assicura che il Governo agirà energicamente, prendendo le più pronte e opportune misure... Ma Alessio, da buon soldato, non sente ragioni; sbraita, urla e si fa udire nelle stanze della sovrana che, presa da un senso di curiosità, s’informa di quanto avviene e fa introdurre l’ufficiale alla sua angusta presenza.<br>
La notizia della rivolta, esposta con calda ed efficace parola, non commuove la Czarina: sono cose che succedono anche negli Stati meglio governati e negli eserciti più disciplinati; invece la Czarina pensa che non capita spesso di avere a portata di mano un bel pezzo di giovinotto come Alessio, dalle forze primordiali, non infrollite dalla molle esistenza delle corti e dei centri più evoluti. Il pensiero della augusta donna — come spesso avviene in chi ha la possibilità di far sempre a proprio modo e di seguire il proprio capriccio si traduce in desiderio:
[[File:Rod La Rocque (page 14b crop).jpg|250px|miniatura|destra|''Ringiovanito... con una bella ragazza fra le braccia.'']]
il desiderio impellente di impartire all’ufficiale quella tale onorificenza per servigi segreti prestati alla persona della sovrana direttamente. Ma Alessio è alquanto ingenuo; non arriva a concepire certe cose e, per di più, è fidanzato della duchessina. La sovrana, per un certo senso di dignità donnesca e regale, tiene a conservare le apparenze<noinclude>{{PieDiPagina||— 12 —|}}
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Gatto bianco
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{FI
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|width = 100%
|caption = ''In questa fotografia sono messe in evidenza alcune qualità somatiche, proprie degli Asiatici, cui Rod deve la sua fortuna cinematografica.''
}}
passionale a suo modo; e da Rod La Rocque, che rappresenta superiormente il personaggio di Alessio, fiero, diritto, leale, esclusivo, sciocco forse nelle contingenze della vita vissuta, ma avente un carattere. E’ così raro che gli uomini abbiano carattere, che non siano degli arrivisti sfacciati e degli opportunisti spregevoli! Laonde, nonostante la sua ingenuità, Alessio riesce simpatico e si sa che<noinclude>{{PieDiPagina||— 15 —|}}
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Gatto bianco
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>la simpatia del personaggio esercita un influsso benefico sull’opera d’arte sia questa muta, parlata, scritta o comunque estrinsecata.<br>
E noi applaudiamo all’ottima interpretazione del personaggio della [[w:La zarina|Czarina]], fatto da [[w:Pola Negri|Pola Negri]], ed a quello di Alessio, fatta dal bravo artista che andiamo illustrando, da Rod La Rocque, un vivificatore dello schermo, una speranza della odierna cinematografia.
{{asterism|}}
La notorietà, anzi la celebrità di cui gode oggi Rod La Rocque, nonchè la
sua giovine avvenenza, gli procurano molti ammiratori: naturalmente — e non
istenterete a crederlo — gli procura anche delle ammiratrici. Oh sì! molte, moltissime, innumerevoli ammiratrici... E’ ben vero che le ammiratrici americane sono, di solito, platoniche: gli Americani, in genere, amano il ''flirt'', ma non si spingono mai oltre i limiti di questo sport assai preliminare, per quanto divertente, dell’amore. Ma è certo che Rod La Rocque riceve giornalmente delle lettere di donne, più o meno giovani, più o meno belle, che si dimostrano entusiaste di lui, della sua arte, del suo portamento. Data anche la facilità con cui nella libera America si sposa e si divorzia (certamente si sposa con facilità perchè si divorzia con facilità) molte donne propongono la propria candidatura, e dicono i fatti loro, e mandano una fotografia, e sollecitano una risposta e chieggono un appuntamento....<br>
Ma Rod La Rocque legge e sorride, col suo bel sorriso largo e luminoso.<br>
E le ammiratrici aspettano.....
{{FI
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|caption = Rod La Rocque in una caricatura di Ivan Pissilenko.
}}<noinclude><references/></noinclude>
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Cor74
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|155}}</noinclude>Pregovi che vi mandiate proferendo come padre in quello modo che Dio v’ammaestrerà, a Lucca e a Pisa, * sovvenendoli in ciò che si può e invitandoli a star fermi e perseveranti. Sono stata a Pisa e a Lucca, infino a qui, invitandoli quanto posso che lega non faccino con membri putridi, che son ribelli a voi: ma essi stanno in grande pensiero, perocché da voi non hanno conforto, e dalla contraria parte sempre so’ ^ stimolati e minacciati che la faccino. Ma per infino a qui, al tutto non hanno acconsentito. Pregovi che ne scriviate anco strettamente a messer Piero: ’ e fatelo sollecitamente, e non indugiate. Non dico più.
Qui ho inteso che avete fatto i Cardinali. * Credo che sarebbe onore di Dio, e meglio di noi, che attendeste sempre di fare uomini virtuosi. Se si farà il contrario, sarà grande vituperio di Dio, e guastamento della santa Chiesa. Non ci maravigliamo poi, se Dio ci manda le discipline e i flagelli suoi; perocché giusta cosa è. Pregovi che facciate virilmente ciò che avete a fare, e con timore di Dio.
Ho inteso che ’l Maestro dell’Ordine nostro ’^ voi ’l dovete promuovere ad altro benefizio. Onde io vi prego per l’amore di Cristo crocifisso, che, s’egli
<ref>Pisa poi, raccettando i Fiorentini, cadde nell’interdetto: Lucca, che vacillava, fu tenuta in fede dal pontefice per la parola di Caterina.</ref>
<ref>Nel verso di Dante: «Per un ch’io so’, ne farò venir sette,» non è da leggere son per evitare lo scontro col ne e il simile suono do’ tronchi un e venir.</ref>
<ref>Piero Gambacorti, che teneva il freno di Pisa.</ref>
<ref>Il di 20 di dicembre del 1375, sette francesi, uno italiano, e uno spagnuolo, che fu poi antipapa. Il presentimento di Caterina, nell’umilmente disapprovare, era giusto: né quei tanti Francesi potevano piacere al lei; tantomeno, che tre di quelli erano al papa stretti congiunti di sangue</ref>
<ref>Generale dell’Ordine, frate Elia da Tolosa, che non fu poi promosso.</ref><noinclude><references/></noinclude>
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Cor74
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|155}}</noinclude>Pregovi che vi mandiate proferendo come padre in quello modo che Dio v’ammaestrerà, a Lucca e a Pisa, <ref>Pisa poi, raccettando i Fiorentini, cadde nell’interdetto: Lucca, che vacillava, fu tenuta in fede dal pontefice per la parola di Caterina.</ref> sovvenendoli in ciò che si può e invitandoli a star fermi e perseveranti. Sono stata a Pisa e a Lucca, infino a qui, invitandoli quanto posso che lega non faccino con membri putridi, che son ribelli a voi: ma essi stanno in grande pensiero, perocché da voi non hanno conforto, e dalla contraria parte sempre so’ <ref>Nel verso di Dante: ''«Per un ch’io so’, ne farò venir sette,»'' non è da leggere ''son'' per evitare lo scontro col ''ne'' e il simile suono de’ tronchi ''un'' e ''venir''.</ref> stimolati e minacciati che la faccino. Ma per infino a qui, al tutto non hanno acconsentito. Pregovi che ne scriviate anco strettamente a messer Piero: <ref>Piero Gambacorti, che teneva il freno di Pisa.</ref> e fatelo sollecitamente, e non indugiate. Non dico più.
Qui ho inteso che avete fatto i Cardinali.<ref>Il di 20 di dicembre del 1375, sette francesi, uno italiano, e uno spagnuolo, che fu poi antipapa. Il presentimento di Caterina, nell’umilmente disapprovare, era giusto: né quei tanti Francesi potevano piacere al lei; tantomeno, che tre di quelli erano al papa stretti congiunti di sangue</ref> Credo che sarebbe onore di Dio, e meglio di noi, che attendeste sempre di fare uomini virtuosi. Se si farà il contrario, sarà grande vituperio di Dio, e guastamento della santa Chiesa. Non ci maravigliamo poi, se Dio ci manda le discipline e i flagelli suoi; perocché giusta cosa è. Pregovi che facciate virilmente ciò che avete a fare, e con timore di Dio.
Ho inteso che ’l Maestro dell’Ordine nostro <ref>Generale dell’Ordine, frate Elia da Tolosa, che non fu poi promosso.</ref> voi ’l dovete promuovere ad altro benefizio. Onde io vi prego per l’amore di Cristo crocifisso, che, s’egli<noinclude><references/></noinclude>
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Gatto bianco
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione|6|{{Sc|s. a. l u c i a n i}}|}}</noinclude>scena, scambiando la concitazione drammatica col movimento esteriore. Basterà ricordare che è la musica l’elemento essenziale che deve dettare legge. In altri termini ogni procedimento tecnico: impiego di primi piani, carrello o panoramica, deve essere determinato dalle modulazioni armoniche o dalle metaboli ritmiche, ricordando sempre che la musica è più lenta assai della visione.
Vi sono poi le parti propriamente liriche. E sono queste quelle che presentano maggiori difficoltà e che, nello stesso tempo, sono intangibili, costituendo l’essenza stessa dell’opera.
Questo caso l’avevamo considerato molti anni or sono all’apparizione del sonoro. Quando si ascolta la musica, avevamo osservato, la visione passa in seconda linea, e quando i centri visivi sono eccitati in sommo grado, come appunto avviene durante la proiezione cinematografica, l’elemento visivo assorbe inevitabilmente l’attenzione dello spettatore. Questo accade normalmente e automaticamente a teatro. Nelle scene di carattere decorativo, noi guardiamo e seguiamo l’azione, in quelle di carattere lirico noi ascoltiamo il cantante. Il quale non commette un delitto estetico se si fa avanti alla ribalta rivolgendosi al pubblico, che non lo guarda affatto e ascolta semplicemente la sua voce.
Tutti i diversivi escogitati per movimentare una scena cantata, dai primi piani ai fastidiosi mutamenti di inquadrature, alle rappresentazioni di visioni estranee all’azione che dovrebbero, per così dire, dare corpo alla musica, sono ripieghi dannosi e inopportuni. Bisogna avere il coraggio e la capacità di affrontare la situazione e di risolverla senza ripieghi puerili ma con delle trovate continue. E tanto per esemplificare, ricordiamo un espediente trovato da {{AutoreCitato|Giovacchino Forzano|Gioacchino Forzano}}, che pure non è un musicista, nella sceneggiatura dei ''Pagliacci'' cui abbiamo accennato, espediente che non esitiamo a trovare felicissimo. La famosa romanza ''Ridi pagliaccio'' doveva essere eseguita dal cantante nel suo camerino, innanzi allo specchio, durante la truccatura.
Vi sono infine le scene puramente musicali, vale a dire i preludi, gl’interludi e le danze, nei quali la fantasia del regista si può sbizzarrire, sempre s’intende entro certi limiti. Basta ricordare quello che hanno saputo fare {{AutoreCitato|Ernst Lubitsch|Lubitsch}} nella [[w:La vedova allegra (film 1934)|''Vedova allegra'']] e {{AutoreCitato|Max Reinhardt|Reinhardt}} nel [[w:Sogno di una notte di mezza estate (film 1935)|''Sogno di una notte d’estate'']] per rendersi conto degli effetti che si possono raggiungere. Senza parlare delle inimitabili sinfonie colorate di {{AutoreCitato|Walt Disney|Disney}}.
Tutto questo importa che la sceneggiatura sia fatta non solo sulla partitura, seguendo battuta per battuta lo svolgimento musicale, ma,<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||{{Sc|{{spaziato|l’opera in film}}}}|7}}</noinclude>possibilmente, sui dischi, dato che di molte opere esistono già delle ottime incisioni. Il che è opportuno per controllare sulla musica la durata delle inquadrature e il ritmo della loro successione.
Un’altra cosa che ci sembra indiscutibile è il fatto che la musica deve essere girata prima, interpretata dai migliori complessi orchestrali e vocali. Questo per due ragioni: l’impossibilità di curare l’esecuzione musicale e la messa in scena contemporaneamente, e la possibilità di adoperare attori, per doppiare e mimare le parti cantate, i quali abbiano un fisico fotogenico, il che non accade troppo spesso per i cantanti d’opera.
La messa in scena esige una tale delicatezza e sensibilità ottica e deve essere talmente determinata dalla musica, che è indispensabile che la parte fonica sia completamente fissata e incisa prima di girare il film.
Infine la messa in scena deve essere, per quanto è possibile, stilizzata, evitando l’assurdo delle messe in scena veriste, inopportune anche sui teatri normali.
In conclusione non ostante tutte le difficoltà e gli inconvenienti che abbiamo elencato, non riteniamo impossibile la riduzione di un’opera lirica in film. Ma ci affrettiamo ad aggiungere che in ogni caso si tratta di un genere di eccezione e non di produzione normale.
{{Centrato|<nowiki>***</nowiki>}}
Per non restare nel campo puramente teorico, e illustrare praticamente quanto abbiamo detto finora, vogliamo intanto considerare la riduzione in film di una delle più celebri opere buffe: [[w:La serva padrona (Pergolesi)|''La serva padrona'']] di {{AutoreCitato|Giovanni Battista Pergolesi|G. B. Pergolesi}}.
Questa opera famosa e deliziosa non è, come è noto, che un intermezzo inserito in un’opera seria dello stesso autore. Essa consta di due parti, comprendenti ciascuna tre arie e un duetto, rilegati da secco recitativo. L’azione rudimentale è ben nota. Non è in fondo che un puerile bisticcio fra un maturo borghese napoletano (Uberto) e la sua giovane graziosa e arrogante fantesca (Serpina). Il padrone, stanco della insolenza della serva, finisce con lo scacciarla. Ma l’astuta ragazza non si dà per vinta. Fingendosi rassegnata, mentre nel salutare il padrone, cerca di intenerirlo, gli annuncia il suo fidanzamento con un soldato. Fatto quindi travestire da soldato Vespone, un servo che non parla e che Uberto non riconosce, pretende dal padrone la dote. Uberto, intimidito dai modi del soldato, non volendo sborsare la dote e nello stesso tempo<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||{{Sc|{{spaziato|l’opera in film}}}}|9}}</noinclude>E l’aria non consiste che in questi quattro versi divenuti proverbiali:
<poem>
<i>Aspettare e non venire
stare a letto e non dormire
ben servire e non gradire
son tre cose da morire.</i>
</poem>
Le prime tre battute dell’introduzione ''allegro moderato'', hanno un carattere giocoso, le ultime tre, essendo cromatiche, possono assumere un carattere agitato. Questi due spunti, che contrassegneremo con A e B, torneranno nell’aria sempre con lo stesso significato. Ma la prima volta è bene che risuonino senza visione, come introduzione puramente musicale.
Si apre infine la scena e, a campo lungo, si vedono Uberto e Vespone.
<poem>
<i>Aspettare e non venire
stare a letto e non dormire
ben servire e non gradire...</i>
</poem>
canta Uberto durante nove battute, tre per verso, attaccando sempre più
alto di una nota ad ogni ripresa del tema.
Questa progressione dovrebbe essere resa da un carrello che avanzi lentamente ad ogni ripresa della frase musicale, fino ad un mezzo primo piano, alle parole:
<poem>
''Son tre cose da morire — da morire''
</poem>
notando che le parole ''da morire'' che corrispondono all’inciso B, dovrebbero essere accompagnate da un gesto del pugno di comica disperazione.
La seconda metà intanto della battuta 20 ha un movimento caratteristico che può suggerire senza sforzo il gesto di chi tiri il cordone di un campanello, e la prima metà della battuta 21, di un campanello che si agiti ritmicamente. Il gesto di Uberto e la visione del campanello, entrambi in primo piano, si ripetono ancora due volte, e così si chiude la prima parte dell’aria, in cui abbiamo visto l’ambiente, il personaggio principale, e individuato il motivo della sua irritazione.
Dopo questa presentazione del personaggio, nella seconda parte dell’aria, alle prime tre battute (24, 25, 26) che riprendono l’inciso A, seguite da altre due conclusive, mentre ascoltiamo un po’ da lontano il canto di Uberto, ecco vediamo la grande terrazza fiorita, dove Serpina<noinclude><references/></noinclude>
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</score><noinclude>Proprietà G. RICORDI &.C, Editori - Stampatori, MILANO. 25300
''Tutti i diritti d’esecuzione, rappresentazione, riproduzione, traduzione e trascrizione sono riservati.''</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|6|AL LETTORE|}}</noinclude>memorie, e a queste memorie s’accendono le speranze di tutto il popolo che li circonda, e li riguarda con affetto ed ammirazione. Io dunque ne scrivo come di cosa viva e magnifica, non già come d’un uomo morto scriverebbe un naturalista o un anatomico, ricercandolo membro per membro, contandone ogni pelo e ogni ruga, numerando della vita passata tutti i giorni, tutte l’ore; nè come dello stesso monumento potrebbero fare un architetto che ne misurasse ogni pietra, ne studiasse ogni taglio, o un erudito che frugasse tutte le carte le quali ne accertino una data, per quanto inconcludente sia, o dian fede d’un avvenimento il più insignificante. Certo che anch’io ne narrerò le principali vicende materiali, fermandomi a rilevarne tutte le bellezze, e farne, quanto alla mia parola è possibile, risaltare la insuperabile magnificenza così dell’insieme, come d’ogni parte, eziandio nelle piccole cose, cioè in quelle di minor conto, e all’esterno e all’interno; valendomi, s’intende, di tutti i documenti che vi si riferiscono e che già sono a stampa, delle storie, descrizioni, guide che ne sono state fatte fino ad oggi da uomini valenti, delle notizie che si trovano sparse per molti libri, e di tutti i tempi, dove per incidenza si parla di quello, e anche dei documenti inediti che mi accadesse di trovare. Per quanto mi sarà concesso vorrei non dir nulla che non fosse accertato, o almeno nulla dare per certo che non sia, e nel medesimo tempo non negar fede a certe tradizioni storiche, solamente perchè ancora non<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||AL LETTORE|7}}</noinclude>sono avvalorate da carte autentiche, essendo pure la tradizione parte di storia. Infine, se l’ingegno mi bastasse e l’animo, vorrei che questa mia storia del Palazzo Vecchio, rendesse un poco del colore che i secoli vi stesero sopra, e, come dissi, del pensiero che il popolo che lo fabbricò vi spirava dentro, per maniera che vi si vedesse alla austerità e magnificenza unita la grazia e la leggiadrìa, ed alla antichità di molti secoli, il vigore e quasi il lume d’una giovinezza perpetua.
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Autore:Ernesto Zay
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{{Autore
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{{ct|t=5|v=2|CAPITOLO I.}}
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{{ct|t=2|v=1|<poem>''Come si cominciò a costruire il Palazzo del Popolo'',
''e come si condusse a termine nella prima sua fabbrica.</poem>''}}
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{{Capolettera|[[File:Storia del Palazzo Vecchio 1889 (page 17 crop).jpg|200px|I]]}}L popolo saliva in alto, i nobili e signori scendevano, il che era cagione di grande disordine in Firenze, accresciuto dal fatto che i Grandi avevano tra loro brighe e discordie, che le maggiori non avevano mai avute innanzi. Allora, correndo l’anno 1293, si misero insieme alcuni uomini dabbene, artigiani e mercatanti per cercare a quel disordine rimedio, e capo di essi fu {{Wl|Q3105288|Giano della Bella}}, «grande e potente cittadino, dice di lui {{AutoreCitato|Dino Compagni|Dino Compagni}},{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/48|1}}<ref>Le note sono poste via via alla fine d’ogni capitolo.</ref> savio, valente e buono uomo, assai animoso e di buona stirpe, che si fa capo e guida de’ buoni cittadini popolani e mercatanti». E a primeggiare tra quei, tutti di popolo e combattitori della turbolenza de’ capi, a Giano della Bella giovò<noinclude>{{ruleLeft|4em}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" /></noinclude><div class="titolo"><p>
CLXXXV. — ''A Gregorio XI.''
</p></div>
<div class="sottotitolo"><p>
Che il conoscimento di sé insegna all’uomo il vero amore di sé e degli uomini; che l’amore disordinato di sé rende i pastori e i reggitori fiacchi al fare giustizia. Consigli di pace; che la guerra volgasi piuttosto oltremare; che tengasi in fede Pisa e Lucca; che migliori elezioni facciansi di cardinali.
</p></div>
<ref>Nota il Burlamacchi, che, secondo il consiglio di Paolo; qualunque cosa voi fate in parola o in opera, fatela in nome del Signor nostro Gesù. Caterina, così come Paolo incomincia le sue lettere da ''Paulus apostulus Jesu Christi'', ed ella al nome di Gesù Cristo; e questa invocazione ripete durailatrecentocinque volte. Meno spesso, ma frequente assai, rincontrasi questo nome nelle lettere di Santa Teresa: frequento in quelle del B. Colombini senese; e frequente sonava dalle labbra dell’altro senese frate cittadino, Bernardino, che primo si pensò di proporlo agli occhi e alla memoria dei Fedeli, scritto in lettere d’oro.</ref>Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
A voi, reverendissimo <ref>Al papa ella dà del ''santissimo e beatissimo'', del ''reverendissimo'' che al presente si pigliano tutti i preti, e che del resto non è leggier titolo, se nella riverenza inchiudesi insieme il riguardo verecondo, la tema affettuosa, il rispetto pensato e cordiale: ora gli dà del diletto, dilettissimo, carissimo, dolce, dolcissimo. Così San Bernardo nelle lettere al suo discepolo Eugenio terzo, memorabili per ardita carità, ''amanatissimo patri et domino''. Meno distanza però poteva parere che corresse, segnatamente que’ tempi, dal maestro abate famoso, al discepolo papa, che, verso la fine del trecento, dal papa in corte d’Avignone, alla terziaria in casa di un tintore di Siena, donna a lui non nota che per fama; giacché questa lettera è innanzi il 1376, tempo del viaggio di lei in Avignone. Ch’ella scrivesse anco a Urbano quinto, non é provato; giacché prima del 1370 non pare che ella avesse lingua nelle pubbliche cose.</ref> e dilettissimo padre in Cristo Gesù, la vostra indegna, misera, miserabile figliuola Catarina, serva <ref>Il titolo preso dai papi di servus servorum Dei, primo se lo appropriò Gregorio il Grande per ammonire il patriarca di Costantinopoli che intitolava sé vescovo ecumenico, come dire, ispettore e prelato di tutta la terra abitata. L’umiltà sincera è la miglior via ad acquistare potenza d’autorità. San Bernardo incomincia le sue lettere: ''Bernardus Claroevallis, abbas modicum id quod est, o minimuin id quod est''. La, grande Contessa Matilde: ''Dei gratia si quid est.'' — </ref> e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrive nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi uno arbore fruttifero, pieno di dolci e soavi frutti, e piantato in terra fruttifera {{Pt|(pe-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Le lettere di S. Caterina da Siena/CLXXXV
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|149}}</noinclude>
{{Pt|rocche|perocche}} se fusse fuora della terra, si seccherebbe, e non farebbe frutto); cioè nella terra del vero cognoscimento di voi. Perocché l’anima che cognosce sé medesima, s’umilia perocchè non vede di che insuperbire; e nutrica in sé il frutto dolce dell’ardentissima carità, cognoscendo in sé la smisurata bontà di Dio; e cognoscendo sé non essere, ogni essere che ha, retribuisce poi a Colui che è. Onde allora pare che l’anima sia costretta ad amare quello che Dio ama, e odiare quello ch’egli odia.
Oh dolce e vero cognoscimento, il quale porti teco il coltello dell’odio e con esso odio distendi la mano del santo desiderio a trarre e uccidere il vermine dell’amore proprio di sé medesimo, il quale è uno vermine che guasta e rode la radice dell’arbore nostro, sì e per siffatto modo che niuno frutto di vita può producere, ma seccasi, e non dura la verdura sua; perocché colui che ama sé, vive in lui la perversa superbia (la quale é capo e principio d’ogni male) in ogni stato ch’egli è, o prelato o suddito. Che se egli è solo <ref>La stampa dice che ''s’egli è solo ed è amatore''; il che non dà senso. Ma deve intendersi ''amatore non d’altro che di sé medesimo''; giacché l’amare sé è necessità di natura, purché facciasi in unione a tutti gli amori.</ref> amatore di sé medesimo, cioè che ami sé per sé, e non sé per Dio; non può far altro che male, e ogni virtù é morta in lui. Costui fa come la donna che partorisce i figliuoli morti. E così é veramente: perchè in sé non non ha avuta la vita della carità, e attendette solo alla loda e alla gloria propria, e non del nome di Dio. Dico dunque: se egli è prelato, fa male, perocché per l’amore proprio di sé medesimo (cioè, per non cadere in dispiacimento delle creature) nel quale egli è legato per piacimento e amore proprio<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione|150|{{Sc|lettere di santa caterina}}|}}</noinclude>di sè muore in lui la giustizia santa. Perocché vede commettere i difetti e’ peccati a’ sudditi suoi, e pare che facci vista di non vedere, o non gli correggere; o se pure li corregge, li corregge con tanta freddezza e tiepidità di cuore, che non fa cavelle<ref>''Niente''. Dice il Burlamacchi, che ai Lombardi ''cuel'' vale niente. In Siena e in vari paesi degli Stati Romani dicesi ''cavelle'' o piuttosto ''covelle''. E forse viene da quello, che, accompagnato con la negazione la quale deve precedere sempre, significa neppur quella cosa, quel minimo che; giacché nel latino e nell’italiano, sì fatto pronome ha valore di pleonasmo intensivo.</ref>, ma è uno rampiastrare <ref>Non correggo ''rappiastrare'', perchè può essere il ''rimpiastrare'', mutato alla senese in a il r'im, di cui la voce si forma.</ref> il vizio: e sempre teme di non dispiacere e di non venire in guerra. Tutto questo è perchè egli ama sè. E alcuna volta è che essi vorrebbero fare pur con pace; io dico che questa è la più pessima crudelità che si possa usare. Se la piaga, quando bisogna, non s’incende col fuoco, e non si taglia col ferro, ma ponesi solo l’unguento; non tanto ch’egli abbi sanità, ma imputridisce tutto, e spesse volte ne riceve la morte.
Oimè, oimè, dolcissimo Babbo mio! questa è la cagione che li sudditi sono tutti corrotti di immondizia e di iniquità. Oimè, piangendo il dico: quanto è pericoloso questo vermine detto! che non tanto che dia la morte al pastore, ma lutti gli altri ne vengono in infermità e in morte. Perchè seguita <ref>Seguita a usarlo.</ref> costui tanto unguento? perchè non ne gli viene pena; perocché dell’unguento che pongono sopra gl’infermi, non ne gli cade dispiacere neuno, ne neuno malevolere; <ref>Lascio ''male per malo com’''è nel 17° del Purgatorio di Dante; perchè qui l'ammodernare o l’accorciare in ''mal'', nocerebbe al numero, quale Caterina per istinto lo sente e fa sentire a chi sa.</ref> però che non ha fatto contra la sua volontà; perocch’egli voleva unguento, e<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|151}}</noinclude>unguento gli ha dato. Oh miseria umana! Cieco è lo infermo che non cognosce il suo bisogno; e cieco è il pastore che è medico, che non vede né riguarda se non al piacere, e alla sua propria utilità; perocché, per non perderlo, non ci usa coltello di giustizia, né fuoco dell’ardentissima carità. Ma costoro fanno come dice Cristo: che se uno cieco guida l’altro, ambidue ne vanno nella fossa. E l’infermo e il medico ne vanno all’inferno. Costui è dritto<ref>Veramente mercenario. Questo è l’antico senso di ''diritto'', cioè ''proprio''; che usavasi anco in male: perchè la coscienza umana, siccome nel nulla sente l’ente, così nel male, che è negazione, vuol cercare e trovare una qualche affermazione in cui si riposi.</ref> pastore mercenaio, perocché non tanto che esso tragga le pecorelle sue di mano del lupo, egli è divoratore d’esse pecorelle. E di tutto questo è cagione, perchè egli ama sé senza Dio: onde non seguita il dolce Gesù, pastore vero, che ha dato la vita per le pecorelle sue. Bene é dunque pericoloso in sé e in altrui questo perverso amore, e bene è da fuggirlo, poiché ad ogni generazione di gente fa tanto male. Spero per la bontà di Dio, venerabile Padre mio, che questo spegnerete in voi; e non amerete voi per voi, né il prossimo per voi, né Dio; ma ameretelo perchè egli é somma e eterna Bontà, e degno d’essere amato; e voi e il prossimo amerete a onore e gloria del dolce nome di Gesù. Voglio dunque che siate quello vero e buono pastore che se aveste cento migliaia di vite, vi disponiate tutte a darle per onore di Dio, e per salute delle creature. Babbo mio, dolce Cristo in terra, seguitate quello dolce Gregorio;<ref>II Grande. E ben gli si avviene il nome di ''dolce'', perchè dalla mansuetudine dignitosa gli veniva la forza, dall’amore il coraggio.</ref> perocché così sarà possibile a voi come a lui; però che egli non fu d’altra carne che voi; e quello Dio è ora,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 118 —|}}</noinclude>
<poem>
Primo custode, guardia n di quanti
Tesori son di prenci e di soggetti.
Chè ove un re sia, di sua giustizia ornato
E d’inclit’orme, si davver! che a lui
È saggezza custode! Ella è saggezza
Che gli è custode e gli è propizia, ond’ei
Sì potrà sollevar più de le fosche
Nubi del ciel la fronte sua. Giustizia
E sapïenza son gl’intenti suoi,
E quell’anima sua per sapïenza
Vivesi lieta. La seconda grazia
È questa sì quando tal re, per prova
Di sua prudenza, con vigore e forza
S’affatica e raduna alta dovizia
E da Dio riconosce il beneficio
Per saggezza ch’egli ha. Deh! l’uom beato
Ch’è sapiente e riconosce Iddio!
Degno è di grado imperïal chi è saggio,
E di contro a saper non ha valore
Il fulgid’or. Ma ricco è ben colui
Che facile si appaga, e ostel di fumo
Si fa un cupido cor. Chi ha più desìo,
Ha più cure e travagli, e tu ben dèi
Porvi tuo studio e del desìo l’amaro
Frutto non preferir. Cerca tua pace
E buon nome quaggiù, tale evitando
Che ha men retti consigli. A cose d’altri
Stende la man colui che non ha parte
Di sapïenza assai. Ma in me per voi
Più grande è amor di quel che mostra al cielo
Ogni sua stella, e già m’accingo l’alta
Norma a seguir con voi, nè scampo fia,
Del gran prence Ardeshìr. Dal pio colono
Io più non chieggo d’una parte sola
Di trenta sue ne’ redditi, perch’io
Agli armigeri miei possa di poche
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 119 —|}}</noinclude>
<poem>
Auree monete far larghezza. Stato
Di ricco è il mio, fiorente è il mio tesoro,
E fortezza è con me, fermezza ancora
E generoso cor, sì che siam noi
Senza necessità di cose altrui.
Chè per possessi rendesi nemico
Un amico sovente. A voì frattanto
È dischiusa la via che a noi vi mena,
Che amor per chi giustizia a noi dimanda
Abbiamo in petto. Esploratori nostri
Invïeremo in ogni parte intanto
E vigili ed accorti ogni faccenda
Ricercherem di questa terra. Noi
Niun’altra cosa cercherem più mai
Fuor che benedizion che altri c’invochi
Da Dio regnante, creator del mondo.
Principi e servi allor, tutti d’un moto,
In piè levarsi e a far parole oneste
Sciolser la lingua. A lui benedicendo,
Gittâr smeraldi su la sua corona
Di re sovrano. Allor, subitamente,
Di principe Ardeshìr la santa legge
Vigor riprese e ne gioîr festosi
Giovani e vecchi a que’ beati giorni.
Andava attorno la novella poi
Il trono imperïal giacersi inerte,
Starsi morto Ardeshìr, savio monarca,
Affidato a Shapùr l’inclito seggio
E la corona in pria. Levossi allora
Da ogni frontiera e da ogni terra grido,
Grido che venne da suol di Keydàfeh
Là fino in Grecia. Come n’ebbe annunzio
Prence Shapùr, i timpani sonanti
Egli apprestò con i vessilli suoi,
Co’ suoi gagliardi, e venne fino innanzi
A Paluìneh, i prodi suoi menando
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 120 —|}}</noinclude>
<poem>
Rapidamente a ricercar lor preda
Per strettezza che avean. Grande l’esercito
Di Keydàfeh uscì allor da la frontiera,
Sì che nel cielo intenebrava il sole
Dietro la polve che salìa. Ma intanto
Uscìan falangi ancor da Paluìneh,
E duce n’era un prence. Era del prode
Il nome Bezanùsh, gran cavaliero
Dal capo eretto e d’anima serena,
Caro e pregiato a’ greci Imperatori
Veracemente, avventator di lacci,
Uom famoso d’assai. Poi che da questa
E quella parte si levò fragore
Di timpani sonanti, ecco! dal mezzo
Delle sue schiere uscir quest’uom, voglioso
Della sua gloria, e uscirgli incontro un forte
Dall’altra parte, celebrato eroe,
Che nome avea Ghershàsp leone, ardito
E prode cavaliero, a cui, d’assalti
Nel dì, qual uom potea, quale elefante
Ardimentoso contrastar di forza?
:S’accapigliâr nel vasto campo i due
Ferocemente e sollevâr la polve
Agli astri in ciel. Molti gagliardi allora
D’ogni maniera disïâr l’assalto,
Nè questo per colui sentìasi fiacco,
Non quel per questo. Alfine, ambo gli eserciti
Orrendamente irruppero nel campo
Tutti in gruppo, come contro a un monte
Un altro monte. D’ambedue le schiere
Grida levârsi e fremer di timballi,
Sì che si scosse di sue genti al mezzo
Shapùr guerriero. Detto avresti allora
Che da sue basi giù cadea travolto
Quest’ampio cielo a’ squilli de le trombe
E de’ crotali d’India al fiero strepito.
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 121 —|}}</noinclude>
<poem>
Ma i timpani sul dorso agii elefanti
Avvinser quelli prontamente, e intanto
Il nitrir de’ cavalli a ben due miglia
Lungi ne andava. Traballava il suolo,
Pieno di polve il ciel, qual fuoco ardente
Splendean l’aste guerriere, ed ogni lingua
Congiunta a sapïenza altro non disse
Fuor che il nome di Dio, re di giustizia.
:Ma Bezanùsh guerrier, là nel bel mezzo
Di sue falangi, con rigonfio il core
Di fiera ambascia, cadde prigioniero;
E allora, i Greci eroi, a diecimila
Trucidati giacean là tra le schiere
In Paluìneh, e mille prigionieri
E seicento cadean. Davver! che il core
Di questi forti di dolor fu sazio!
:Mandava allora il greco sire un messo
Memore e accorto da Shapùr, illustre
Figlio a prence Ardeshìr. Tanto, ei dicea,
Sangue tu spargi, per aver monete,
Innanzi a Dio ch’ò giudice e maestro?
Deh! che dirai quando nel dì del suo
Giudizio estremo ti farà dimando?
Qual scusa farai tu dinanzi a Dio
Sostentator? Noi ti mandiam le cose
Quante pur sono qui. Sovra il presente
Altro dolore aggiungere non vuolsi.
Oltre a’ balzelli tuoi, fedele io tutti
Eseguisco i tuoi cenni e a te consegno,
Sì come ostaggi, i miei cognati. Oh! dunque
Se tu da Paluìneh a dietro vai
E ti ritraggi, ben sarà, che noi
Ciò che t’è grato, co’ tributi ancora,
Invïeremo a te. — Shapùr restava,
L’Imperator mandò balzelli e doni,
Dieci pelli di bue ripiene d’oro
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Federicor
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<noinclude><pagequality level="4" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||(7)|}}</noinclude><poem>Frenar patrii tiranni ed il valore
Vincer di Roma ci spera: armi e difese
Aduna; e intanto l’arde egregio amore.
Nido di filosofiche contese,
{{R|80}}Trecento estati pria che il Sole vero
Nascesse offeso a cancellar le offese,
Sorse città sul Nilo, a cui primiero
Diede il nome colui che al divo Achille
La tromba invidïò del grande {{AutoreCitato|Omero|Omero}};
{{R|85}}Quattrocent’anni ha scorsi il primo mille,
E venti e sette or son che ’l nascer v’ebbe
Donna, che ha nobil cuor, vaghe pupille.
Nessun severo studio ad essa increbbe;
{{AutoreCitato|Plotino|Plotin}}{{Nota separata|Pagina:Saluzzo - Ipazia, 1827, I.djvu/44|1|}}, tra’ muri del Liceo, la diva
{{R|90}}Fanciulla ed Isidoro uniti crebbe.
Giunse una dolce primavera estiva
Col fecondato marzo, e la sperata
Onda del Nilo non varca la riva.
E calda sì non è l’etra infuocata;
{{R|95}}Tutto zaffiri è ’l ciel sovra quel lido
Ricoprendo una selva inaugurata.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/48
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Cruccone
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|{{Sc|xliv}}|INTRODUZIONE.||riga=sì}}</noinclude>Ganimede per dare a colpevoli diletti la sanzione del dio stesso che aveva inspirate le loro leggi<ref>''De legibus'', I.</ref>. Volgetevi altrove e vi si prospetteranno dinanzi le nefandità di Tiro, di Biblo e di Corinto<ref>{{AutoreCitato|Luciano di Samosata|Luciano}}, ''Dea Siria'' V; {{AutoreCitato| Atenagora di Atene|Atenagora}}, ''Adversus gentes''; {{AutoreCitato|Aulo Gellio|Aulo Gellio}}, I. c. 8.</ref>. Vedete perfino città intere nelle quali tutti i figli sono ignoranti della loro paternità per l’universale comunanza delle donne sancita dal culto e dalla legge<ref>{{AutoreCitato|Socrate Scolastico|Socrate}}, ''Storia Eccles.'' I. cap. 18.</ref>. Che non ci rivelano i divieti di Mosè che espone le turpitudini de’ Cananei al cap. XVIII, versi 22, 25 e 27 del Levitico? quale tremenda immortalità non hanno procacciata ad Argo coi loro versi {{AutoreCitato|Eschilo|Eschilo}}, {{AutoreCitato|Euripide|Euripide}} e {{AutoreCitato|Sofocle|Sofocle}}? Ma si cessi da queste orribili memorie di inverecondie e di immanità, e riconciliamoci coll’uomo mediante l’imagine di tutto ciò che di grande e di puro seppe anche in quei tempi il suo spirito credere ed operare. Chi penserebbe mai che l’umanità condotta dalle leggi, dai culti, dalle
consuetudini a quelle morali condizioni, di cui abbiamo or ora delineato un sì orrendo spettacolo, avesse potuto sollevare il suo pensiero ad alcuni di quegli stessi concetti religiosi che sembrano un esclusivo tesoro di vita venutoci in più prossimi tempi dal cristianesimo? Chi crederebbe mai che le intelligenze di quei tempi avuti dagli eruditi stessi per universalmente dominati dal politeismo, dal feticismo, dall’ateismo, si fossero
potuto sollevare alla credenza dell’unità di un Dio? Eppure niente fu più generalmente riconosciuto di questa sublime verità presso i saggi di quegli stessi popoli, di cui la storia ci ha tramandati i più strani deliramenti religiosi. Era questa l’opera providenziale di quelle tradizioni che più o meno latenti, più o meno incorrotte avevano serbato sui diversi punti del globo le nozioni della vera divinità, del vero culto, della vera primitiva civiltà. ''Deos populares multos, naturalem unum'', diceva {{AutoreCitato|Antistene|Antistene}} citato da {{AutoreCitato|Marco Tullio Cicerone|Cicerone}}<ref>''De nat. Deor.'' I.</ref>; e questo principio ha documenti di prova presso i meglio veggenti di tutte le parti del globo. L’unità di Dio e la providenza sono dogmi stati professati da Platone<ref>''De legibus'', IV. Platone nel Timeo dice: πας ὂντως άεί λογισμός quel Dio che sempre è. E {{AutoreCitato|Speusippo|Speusippo}} nelle
''Definitiones ad calcem Platonis. Deus immortalis se ipso contentus ad felicitatem; essentia sempiterna naturæ boni causa.'' Socrate e Platone, dice {{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}} (''De placitis philosophorum'', lib. I, cap. 7), dissero Dio essere uno, singolare, unigenito e generato da se stesso, veramente ottimo ecc. Per lo che Dio è una mente separata da ogni forma, cioè dire sciolta da ogni materia, e mista a nessuna sensibile sostanza.</ref> e da {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotele}}<ref>''De mund.'', cap. VI.</ref>. Nei tempi più rimoti mentre gli Israeliti erano tuttavia in Egitto, si stabilirono presso i Greci, nelle vicinanze di Atene, alcuni sacri
riti i quali avevano a fondamento la credenza dell’unità di Dio. «Contempla, così stava allora scritto su un tempio, il re del mondo; egli è uno; egli è per se stesso; da lui sono provenuti tutti gli esseri; egli è in sè, ed al di sopra di sè; egli ha l’occhio sopra tutti i mortali e nessun mortale lo vede<ref>{{AutoreCitato|Charles Batteux|Batteux}}, ''Mémoires des inscript.'' t. XXV, p. 171.</ref>». Anche la stessa sacra Scrittura ci porge numerosi esempi di re pagani eredenti nell’unità di Dio. Il re di Tiro ''rese grazie al Dio del cielo e della terra'', quando Salomone sali al trono, ''per avere dato a Davide un successore degno di lui''<ref>Reg. III, cap. 5.</ref>. Ciro riconosce, nei suoi editti, dovute le sue vittorie al Dio del cielo<ref>Esdr. I. 1. Altri esempi vedili lib. I, cap. 6. Ester, XVI, 16.</ref>. {{AutoreCitato|Marco Terenzio Varrone|Varrone}} stesso scriveva: ''Jupiter omnipotens regum, rerumque progenitor, Deus unus et omnes''. L’essere supremo, così {{AutoreCitato|Confucio|Confucio}} aveva fatto inscrivere sopra un tempio, è principio di tutte le cose, padre di tutti gli uomini, eterno, immutabile, libero; illimitata la sua potenza, suo pensiero comprende ugualmente il passato, il presente, il futuro; arriva il suo occhio persino nelle più riposte latebre del cuore umano<ref>Sciu king, I. 195.</ref> Lo stesso principio dell’unità di un Ente supremo lo scorgete nel Pasciacamac dei Peruviani<ref>{{AutoreCitato|Garcilaso de la Vega|Garcilasso della Vega}}, ''Storia del Perù''.</ref>, nel Vitzliputzli dei Messicani<ref>{{Wl|Q1685538|Feder}}, ''Cerimonie religiose'', t. VI, p. 109.</ref>, nel Kici-Manitu dei Canadesi<ref>''Ibid.''</ref> ecc. ecc.
Che più? qual concetto sublimemente metafisico non eransi formati di Dio gli antichissimi Bramini? il tanto vetusto Bagavat-Gita chiama l’Essere supremo il creatore d’ogni cosa e da cui tutte le cose dipendono. Tutti i Bramini, dice {{AutoreCitato|Abu l-Fadl 'Allami|Abul-Fazel}} che studiò tanto l’antica teologia loro, credono in un solo Dio; e se venerano imagini nei loro tempii, lo fanno per chè le medesime rappresentano esseri celesti, e sono acconci a cattivarsi i loro pensieri ({{Wl|Q3344867|Ayen-Akarby}} vol. III. pag. 5). I Pundit che tradussero il codice dei Genti, dichiarano, siccome con cordemente provano il {{AutoreCitato|François Bernier|Bernier}}, il {{AutoreCitato|Charles Wilkins|Wilkins}}, {{AutoreCitato|Pierre Sonnerat|Sonnerat}}, che un Essere supremo ha con la sua<noinclude><references/></noinclude>
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Prefazione 11
Introduzione:
Capo 1 — Gli Irani 19
Capo II — Zarathustra e la sua religione 36
L’AVESTA
I. Dal Vendidad;
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II. Dal Yasna:
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{{Vi|larghezzap=50|larghezzas=25|sezione=3.|titolo=— Professione di fede zoroastriana|pagina=» {{Pg|156}}}}
{{Vi|larghezzap=50|larghezzas=25|sezione=4.|titolo=— La preghiera Ahuna Vairya|pagina=» {{Pg|156}}}}
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{{Vi|larghezzap=50|larghezzas=25|sezione=6.|titolo=— La dea delle acque Ardvi Sura Anahita|pagina=» {{Pg|160}}}}<noinclude>{{PieDiPagina||— 247 —|}}</noinclude>
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Il testo IA, precisamente quello del file ..._djvu.xml, è stato scaricato e rielaborato con l'ultima versione di uno script personale. La rielaborazione ha permesso di sistemare un po' di cose e soprattutto di inserire l'header (RigaIntestazione) e il footer(PieDiPagina), e con un successivo passaggio un po' di tag poem.
Chi rilegge non si aspetti la perfezione... ci sono ancora parecchie cose da sistemare, ma chi si accontenta gode :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:02, 29 giu 2026 (CEST)
els9w5dc7lnsjkoa6re30drejtu5eap
Wikisource:Bar/Archivio/2026.07
4
1021929
3862643
3862586
2026-07-16T12:36:28Z
Candalua
1675
/* Stesso autore o persone diverse? */ Risposta
3862643
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 -->
== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30804401 -->
== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
52k9ylm3v85n1ko1q5hhq8gekcmqid0
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2026-07-16T13:15:37Z
Pic57
12729
/* Compilazione del file d'input LilyPond fallita: */ Risposta
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{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 -->
== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
njyzmhf7fm3cwu46f41367snq3qou6j
3862840
3862651
2026-07-16T19:49:35Z
Paperoastro
3695
/* Compilazione del file d'input LilyPond fallita: */ Risposta
3862840
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
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== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
kednvgjnasdxiti2wmycrq21k98tywo
3863039
3862840
2026-07-17T10:36:56Z
Panz Panz
3665
/* Trascrizione manoscritti */ nuova sezione
3863039
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
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== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
pfudghtejp6gd8ttmgj6a0dfg1u9fp7
3863040
3863039
2026-07-17T11:29:03Z
Pic57
12729
/* Compilazione del file d'input LilyPond fallita: */ Risposta
3863040
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 -->
== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
3prdsfcmackuyy7cnasfh4v4ppvnbel
3863055
3863040
2026-07-17T11:45:54Z
Myron Aub
24422
/* Trascrizione manoscritti */ Risposta
3863055
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 -->
== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST)
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Fi -- za mi -- a fi -- za S'as -- sen -- ta -- da che pram -- ma Sa
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Federicor
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||(13)|}}</noinclude><poem> Minacciose le fiaccole ardenti
Son degli astri ne’ cieli roventi,
Su la nube la nube ricade,
{{R|205}}Ed i venti — con lunghi lamenti
Van dicendo: ritorna chi fu.
I portenti — de’ nuovi momenti
Rivolventi — la polve de’ spenti
Agli spirti nudriti di fuoco
{{R|210}}Schiudon loco — fra carmi possenti;
Nuovi carmi d’immensa virtù.
Piangon l’onde — vacillan le fronde,
Si scolora — la pallida aurora;
Egli geme — tua speme — è compita;
{{R|215}}Vinse morte, nè morte v’è più.
Egli viene, ritorna chi fu!
Quasi aspettasse un’anima veloce
Il fiero mago con frenata lena,
Sè contorcendo, ritenne la voce,
{{R|220}}E poi riprese il corso in su l’arena.
Tu sei pallida pallida,
Tu sei tremante e tacita,
Che l’aleggiar de’ spiriti
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Federicor
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{{R|205}}Ed i venti — con lunghi lamenti
Van dicendo: ritorna chi fu.
I portenti — de’ nuovi momenti
Rivolventi — la polve de’ spenti
Agli spirti nudriti di fuoco
{{R|210}}Schiudon loco — fra carmi possenti;
Nuovi carmi d’immensa virtù.
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Si scolora — la pallida aurora;
Egli geme — tua speme — è compita;
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Quasi aspettasse un’anima veloce
Il fiero mago con frenata lena,
Sè contorcendo, ritenne la voce,
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Pagina:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu/26
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2026-07-16T15:47:38Z
Candalua
1675
/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>si trovano in corrispondenze speciali sull’{{Greco da controllare|έρωτιχός}} (Naber, pagg. 252-254), ''de feriis Alsiensibus'' (Naber, pagg. 223-231), e ''de nepote amisso'' (Naber, pag. 231 sg.).
Una lettera a Smirne del 28 marzo 147 ci è stata conservata da un’iscrizione (''CIG'', II, 3176).
Possediamo anche frammenti di una lettera al Senato (Cass. Dio, LXXI, 30, 1-2 e vol. V, pag. 206 sg. Dind.), e di un’altra a Tiberio Claudio Attico Erode (Philostr., ''Vit. soph''., II, 1, 19, pag. 70 Kayser), scritte ambedue nel 176. Cfr. Cass. Dio, LXXI, 36, 2; Philostr., {{Greco da controllare|διάλεξες}} I, pag. 258 Kayser.
Si ritengono non autentiche:
1) Le lettere, conservateci dagli ''Scriptores historiae Augustae'' e indirizzate a Vero (Vulc. Gallic., ''Avid. Cass''., 2), a Faustina (Id., ''Avid. Cass.'', 9, 7-12; 11, 3-8), al Senato (Id., ''Avid. Cass''., 12, 2-10, a Cornelio Balbo (Spartian., ''Pesc. Nig''., 4, 1-3), e ad alcuni ''praefecti'' (Vulc. Gall., ''Avid. Cass''., 5, 5-12; Capitol., ''Clod. Alb''., 10, 6-8; 10, 10-12). Cfr. C. Czwalina, ''De epistularum actorumque, quae a scriptoribus hist. Aug. proferuntur, fide atque auctoritate'', Bonn, 1870; Rübel, ''De fontibus quattuor priorum hist. Aug. scriptorum'', 1872; E. Klebs in ''Rh. Mus''., XLIII, 1888, pagg. 328-346. Per altre opere vedi Schanz, ''Geschichte der römischen Litteratur'', 1914, IV., pag. 59 sgg.
2) La lettera, supposta dell’anno 161, sull’indulgenza da usarsi ai Cristiani (Iustin., ''Apolog''. I, cap. 70; Euseb., ''Hist. eccles''., IV, 13; ''Chron, a. Abr''. 2189).
3) La lettera al Senato, per comunicargli il modo miracoloso con cui l’esercito nel 174 fu salvo per le preghiere dei Cristiani (Iustin., ''Apolog''. II, cap. 71; E. Hänel, ''Corpus legum'', pag. 121; cfr. Tertullian., ''Apologet''., 5; Euseb., ''Hist. eccl''., V, 5; Xiphilin. in Cass. Dio, LXXI, 9, 6).
Delle ''orazioni'' di Marco Aurelio possediamo solo pochi frammenti: Fragm. Vatic. 195 (del 6 gennaio 168); CIL, II, Suppl. 6278, 28 sgg.; Fronto, pag. 98 sg., ed. Naber (sul terremoto di Cizico, circa 161-162). Altre orazioni sono ricordate da Frontone a pagg. 46, 55 sg., 96 sg.. 77 sg., 121 sgg., 153 (ed. Naber); Capitol., ''Pertinax'', 2, 7-9; Cass. Dio, LXXI, 32, 1 vol. V, pag. 207 Dindorf.
Non sembrano infine autentici i discorsi che Dione Cassio (LXXI, 24-26; cfr. Capitol., ''Marc. Ant''., 25, 10), ed Erodiano (I, 4, 2-6) dicono pronunziati dall’imperatore nel 175 e nel 180.
Le ''leggi'' e i ''decreti'' del tempo di Marco si trovano raccolti in Hänel, ''Corpus legum'', Leipzig, 1857, 114-132.
Quanto alle iscrizioni del tempo di Marco, vedile in H. Dessau, ''Inscriptiones Latinae selectae'', 1, Berlin, 1892, n<sup>i</sup> 353-388; 1084-1119. Vedi anche gli ''Indices'' del noto ''Corpus inscriptionum Latinarum'' (CIL).<noinclude><references/></noinclude>
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2026-07-16T15:53:04Z
Candalua
1675
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>si trovano in corrispondenze speciali sull’{{Greco da controllare}}έρωτιχός (Naber, pagg. 252-254), ''de feriis Alsiensibus'' (Naber, pagg. 223-231), e ''de nepote amisso'' (Naber, pag. 231 sg.).
Una lettera a Smirne del 28 marzo 147 ci è stata conservata da un’iscrizione (''CIG'', II, 3176).
Possediamo anche frammenti di una lettera al Senato (Cass. Dio, LXXI, 30, 1-2 e vol. V, pag. 206 sg. Dind.), e di un’altra a Tiberio Claudio Attico Erode (Philostr., ''Vit. soph''., II, 1, 19, pag. 70 Kayser), scritte ambedue nel 176. Cfr. Cass. Dio, LXXI, 36, 2; Philostr., {{Greco da controllare}}διάλεξες I, pag. 258 Kayser.
Si ritengono non autentiche:
1) Le lettere, conservateci dagli ''Scriptores historiae Augustae'' e indirizzate a Vero (Vulc. Gallic., ''Avid. Cass''., 2), a Faustina (Id., ''Avid. Cass.'', 9, 7-12; 11, 3-8), al Senato (Id., ''Avid. Cass''., 12, 2-10, a Cornelio Balbo (Spartian., ''Pesc. Nig''., 4, 1-3), e ad alcuni ''praefecti'' (Vulc. Gall., ''Avid. Cass''., 5, 5-12; Capitol., ''Clod. Alb''., 10, 6-8; 10, 10-12). Cfr. C. Czwalina, ''De epistularum actorumque, quae a scriptoribus hist. Aug. proferuntur, fide atque auctoritate'', Bonn, 1870; Rübel, ''De fontibus quattuor priorum hist. Aug. scriptorum'', 1872; E. Klebs in ''Rh. Mus''., XLIII, 1888, pagg. 328-346. Per altre opere vedi Schanz, ''Geschichte der römischen Litteratur'', 1914, IV., pag. 59 sgg.
2) La lettera, supposta dell’anno 161, sull’indulgenza da usarsi ai Cristiani (Iustin., ''Apolog''. I, cap. 70; Euseb., ''Hist. eccles''., IV, 13; ''Chron, a. Abr''. 2189).
3) La lettera al Senato, per comunicargli il modo miracoloso con cui l’esercito nel 174 fu salvo per le preghiere dei Cristiani (Iustin., ''Apolog''. II, cap. 71; E. Hänel, ''Corpus legum'', pag. 121; cfr. Tertullian., ''Apologet''., 5; Euseb., ''Hist. eccl''., V, 5; Xiphilin. in Cass. Dio, LXXI, 9, 6).
Delle ''orazioni'' di Marco Aurelio possediamo solo pochi frammenti: Fragm. Vatic. 195 (del 6 gennaio 168); CIL, II, Suppl. 6278, 28 sgg.; Fronto, pag. 98 sg., ed. Naber (sul terremoto di Cizico, circa 161-162). Altre orazioni sono ricordate da Frontone a pagg. 46, 55 sg., 96 sg.. 77 sg., 121 sgg., 153 (ed. Naber); Capitol., ''Pertinax'', 2, 7-9; Cass. Dio, LXXI, 32, 1 vol. V, pag. 207 Dindorf.
Non sembrano infine autentici i discorsi che Dione Cassio (LXXI, 24-26; cfr. Capitol., ''Marc. Ant''., 25, 10), ed Erodiano (I, 4, 2-6) dicono pronunziati dall’imperatore nel 175 e nel 180.
Le ''leggi'' e i ''decreti'' del tempo di Marco si trovano raccolti in Hänel, ''Corpus legum'', Leipzig, 1857, 114-132.
Quanto alle iscrizioni del tempo di Marco, vedile in H. Dessau, ''Inscriptiones Latinae selectae'', 1, Berlin, 1892, n<sup>i</sup> 353-388; 1084-1119. Vedi anche gli ''Indices'' del noto ''Corpus inscriptionum Latinarum'' (CIL).<noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
1675
/* Trascritta */
3862712
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{IndentInverso}}
E. Zeller, ''Vorträge und Abhandlungen geschichtlichen Inhalts'', Leipzig, 1865, 82-107: ''M. Aurelius Antoninus''.
Gaston Boissier, ''La jeunesse de Marc-Aurèle d’après les lettres de Fronton'', in ''Revue des deux mondes'', Paris, 1868, pagg. 671-698.
Emman. Forster, ''Marci Aurelii Antonini vitam et philosophiam exposuit'' E. F., Rastatt, 1869.
E. Müller, ''Marc Aurel in seinen Briefen an Fronto'', Ratibor. Progr., 1809.
Victor Duruy, ''Histoire des Romains depuis les temps plus reculés jusq’à la fin du règne des Antonins'', Paris, 1874, t. IV, pag. 435 sgg.
E. Napp, ''De rebus imperatore M. Aurelio Antonino in Oriente gestis'', Bonn. Diss., 1879.
E. Zeller, ''Die Philosophie der Griechen'', Leipzig, 1880, 1V³, 754 sgg.
E. v. Wietersheim, ''Geschichte der Völkerwanderung'', 1², Leipzig, 1880, 118-140.
Basilius Latischeff, ''Lettres de l’empereur Antonin aux habitants de Thisbé et de Coronée'', in ''Bulletin de correspondance hellénique'', V (1881), pagg. 452-461.
Id. id., ''Note sur les lettres de l’empereur Antonin'', ibid., VI (1882), pag. 616.
Henri Duméril, ''De constitutionibus M. Aurelii Ant.'', Paris, 1882.
H. Schiller, ''Geschichte der römischen Kaiserzeit'', I, 2, Gotha, 1883, 635-660.
P. B. Watson, ''Marcus Aurelius Antoninus'', New-York, 1884.
Johannes Schrott, ''Mark Aurel in Carnuntum und Vindobona'', in ''Beilage zur Allgemeinen Zeitung'', 1885, n<sup>i</sup> 29, 30 e 31.
E. Herzog, ''Geschichte und System der römischen Staatsverfassung'', II, 1, Leipzig, 1887, 379-407.
F. R. Conrad, ''Mark Aurels Markomanenkrieg'', Neu-Ruppin, Progr., 1889.
E. Renan, ''Marc-Aurèle et la fin du monde antique'', 6<sup>e</sup> éd., 1891.
Karl Buresch, ''Inscrift des'' {{Greco da controllare|Ἀντωνεῖνος Φιλόσοφος.}}, in ''Wochenschrift f. klassische Philologie'', 8 (1891), n<sup>r</sup> 45, 1242-1245.
P. v. Rohden-v. Arnim, art. ''Annius'', in Pauly-Wissowa, ''Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft'', Stuttgart, 1894, t. I, col. 2279-2309.
Überweg-Heinze, ''Grundriss der Gesch. der Philosophie'', Berlin, 1894, I, 245 sg.
Th. Mommsen, ''Das Regenwunder der Marcus-Säule'', in ''Hermes'', 30, 1895, pagg. 90-106 (= ''Gesammelte Schriften'', vierter Bd.; hist. Schriften, erster Bd., Berlin, 1906, pagg. 498-513)<ref>Per altre opere su questo stesso argomento vedi Schanz, ''Röm. Litter''., III², § 644.</ref>.
</div><noinclude><references/></noinclude>
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2026-07-16T15:52:20Z
Candalua
1675
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{IndentInverso}}
E. Zeller, ''Vorträge und Abhandlungen geschichtlichen Inhalts'', Leipzig, 1865, 82-107: ''M. Aurelius Antoninus''.
Gaston Boissier, ''La jeunesse de Marc-Aurèle d’après les lettres de Fronton'', in ''Revue des deux mondes'', Paris, 1868, pagg. 671-698.
Emman. Forster, ''Marci Aurelii Antonini vitam et philosophiam exposuit'' E. F., Rastatt, 1869.
E. Müller, ''Marc Aurel in seinen Briefen an Fronto'', Ratibor. Progr., 1809.
Victor Duruy, ''Histoire des Romains depuis les temps plus reculés jusq’à la fin du règne des Antonins'', Paris, 1874, t. IV, pag. 435 sgg.
E. Napp, ''De rebus imperatore M. Aurelio Antonino in Oriente gestis'', Bonn. Diss., 1879.
E. Zeller, ''Die Philosophie der Griechen'', Leipzig, 1880, 1V³, 754 sgg.
E. v. Wietersheim, ''Geschichte der Völkerwanderung'', 1², Leipzig, 1880, 118-140.
Basilius Latischeff, ''Lettres de l’empereur Antonin aux habitants de Thisbé et de Coronée'', in ''Bulletin de correspondance hellénique'', V (1881), pagg. 452-461.
Id. id., ''Note sur les lettres de l’empereur Antonin'', ibid., VI (1882), pag. 616.
Henri Duméril, ''De constitutionibus M. Aurelii Ant.'', Paris, 1882.
H. Schiller, ''Geschichte der römischen Kaiserzeit'', I, 2, Gotha, 1883, 635-660.
P. B. Watson, ''Marcus Aurelius Antoninus'', New-York, 1884.
Johannes Schrott, ''Mark Aurel in Carnuntum und Vindobona'', in ''Beilage zur Allgemeinen Zeitung'', 1885, n<sup>i</sup> 29, 30 e 31.
E. Herzog, ''Geschichte und System der römischen Staatsverfassung'', II, 1, Leipzig, 1887, 379-407.
F. R. Conrad, ''Mark Aurels Markomanenkrieg'', Neu-Ruppin, Progr., 1889.
E. Renan, ''Marc-Aurèle et la fin du monde antique'', 6<sup>e</sup> éd., 1891.
Karl Buresch, ''Inscrift des'' {{Greco da controllare}}Ἀντωνεῖνος Φιλόσοφος, in ''Wochenschrift f. klassische Philologie'', 8 (1891), n<sup>r</sup> 45, 1242-1245.
P. v. Rohden-v. Arnim, art. ''Annius'', in Pauly-Wissowa, ''Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft'', Stuttgart, 1894, t. I, col. 2279-2309.
Überweg-Heinze, ''Grundriss der Gesch. der Philosophie'', Berlin, 1894, I, 245 sg.
Th. Mommsen, ''Das Regenwunder der Marcus-Säule'', in ''Hermes'', 30, 1895, pagg. 90-106 (= ''Gesammelte Schriften'', vierter Bd.; hist. Schriften, erster Bd., Berlin, 1906, pagg. 498-513)<ref>Per altre opere su questo stesso argomento vedi Schanz, ''Röm. Litter''., III², § 644.</ref>.
</div><noinclude><references/></noinclude>
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Alex brollo
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== memoRegex ==
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Dopo esperimenti sul vol. V, inizio dalle pagine Errata corrige e Indice; seguirà l'inserimento degli Errata corrige e solo dopo iniziarà la correzione del testo ottenuto con "caricamento dell'OCR previa prima formattazione offline". Quando arriverò al volume VIII avrò imparato... e non servirà più perchè il lavoro sarà finito :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 00:14, 12 lug 2026 (CEST)
== Discussione transclusa ==
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<noinclude><pagequality level="4" user="Luigi62" />{{RigaIntestazione||– 11 —|}}</noinclude>Vorowski amava l’Italia di profondo amore e tutti gli italiani capaci di guardare innanzi nel destino dell’umanità, ne hanno compianto la tragica fine. Egli ebbe il merito di dimenticare come era stato ricevuto in Italia e la fiducia indomabile di riuscire a stabilire attraverso un’odissea di delusioni un accordo effettivo fra le due grandi nazioni proletarie. Si sforzò di far comprendere a Roma come l’Italia che è la più debole fra le grandi potenze vittoriose aveva tutta la convenienza di compiere per la prima il passo del riconoscimento ''de jure'' della Russia dei Soviet, se voleva rappresentare un elemento apprezzabile nella sua ricostruzione.
La magnifica piazza del Kremlino è pur sempre il punto più suggestivo di Mosca. Fra la bizzarra chiesa di Vassilli Blascenni
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intorno alla quale aleggia la stessa leggenda dell’architetto costruttore del Taj Mahal indiano di Agra («Sei tu capace — domanda l’imperatore all’architetto di costruire un altro tempio più bello?» — «Lo spero» — risponde l’interpellato. — «E allora — dice il sovrano — conviene accecarti») e il palazzo della Duma, oggi sede dei Consigli generali delle Repubbliche alleate, tutto è intatto come un tempo, all’infuori dello spirito degli uomini. È intatto il bronzeo monumento di Pasanrsky che fronteggia quello per ora in gesso al Lavoratore, sull’entrata principale del Kremlino. Tutti i monumenti che i Soviet hanno in animo di elevare a esaltazione del comunismo sono, per ora, provvisori e indicati con una pietra come quella che ricorda {{AutoreCitato|Karl Marx|Carlo Marx}}<noinclude><references/></noinclude>
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La magnifica piazza del Kremlino è pur sempre il punto più suggestivo di Mosca. Fra la bizzarra chiesa di Vassilli Blascenni
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intorno alla quale aleggia la stessa leggenda dell’architetto costruttore del Taj Mahal indiano di Agra («Sei tu capace — domanda l’imperatore all’architetto di costruire un altro tempio più bello?» — «Lo spero» — risponde l’interpellato. — «E allora — dice il sovrano — conviene accecarti») e il palazzo della Duma, oggi sede dei Consigli generali delle Repubbliche alleate, tutto è intatto come un tempo, all’infuori dello spirito degli uomini. È intatto il bronzeo monumento di Pasanrsky che fronteggia quello per ora in gesso al Lavoratore, sull’entrata principale del Kremlino. Tutti i monumenti che i Soviet hanno in animo di elevare a esaltazione del comunismo sono, per ora, provvisori e indicati con una pietra come quella che ricorda {{AutoreCitato|Karl Marx|Carlo Marx}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{Sc|la vita}}|35}}</noinclude>di farne uso. E quando, fissato il soggetto, scriverai un’immagine, tu nello scrivere farai come il pittore che osserva i tratti caratteristici di ciò che ritrae. E questi sono di varia natura, cioè le cose affini di genere e di specie, il tutto, le parti, le proprietà, le differenze, i contrari, le conseguenze e le circostanze concomitanti, le denominazioni, le qualità accidentali, gli elementi fondamentali e, in genere, ciò, donde si traggono gli argomenti: e di questa materia tu hai sentito parlare più volte, quando esaminavamo alcuni epicheremi di Teodoro. Se ciò che hai imparato da lui ti è sfuggito dalla memoria, di nuovo io te lo spiegherò, quando avremo tempo, e non sarà inutile».
Un altro degli esercizi raccomandati da Frontone come più adatti ad affinare l’ingegno e ad educare il gusto letterario era quello delle versioni dal greco <ref>Naber, pag. 154. Su questo argomento vedi le acute osservazioni di Giacomo Giri nel libro intitolato ''Del tradurre presso i Latini'', Milano, D. Briola, 1889.</ref>.
Alle volte anche, per avvezzare l’intelligenza del giovane alla ricerca delle prove, assegnava esercizi sopra argomenti frivoli <ref>Naber, pag. 211.</ref>, e ne dava egli stesso l’esempio, scrivendo l’elogio del Fumo e della Polvere, o proponeva argomenti da trattare, che ricordano le ''Controversie'' e le ''Suasorie'' di Seneca il retore.
I due temi di controversia contenuti nell’epistolario frontoniano sono d’argomento storico. Il primo dice: «Alla festa dei quinquatri un console depone la pretesta, indossa una cotta di maglia, e s’unisce ai giovani combattenti nel circo contro un leone, dinanzi al popolo romano. La cosa vien saputa dai censori che disputano del caso» <ref>Naber, pag. 82. Questa lettera, come pure quella citata nella nota seguente, è da porsi fra il 145 e il 147.</ref>. Lo scolaro, che deve pensare alle ''sententiae'', alla ''divisio'' ed ai ''colores'', prima di mettersi a svolgere questa {{Greco da controllare|}}ὑπόθεσις, da lui giudicata senza esitazioni {{Greco da controllare|}}ἀπίθανος, scrive al maestro, per<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 17 —|}}</noinclude>vetturino, che mi ha condotto a spasso per un paio d'ore per le strade più eteroclite di Mosca a cagione della mia cattiva pronunzia russa del nome della via. Così ho visto la città in lungo e in largo. Mosca addormentata, gli edifici all'americana accanto alle caratteristiche piccole case con le invetriate così numerose che paiono di cristallo ed ospitavano una volta i ricchi moscoviti ed eran piene di lusso e di comodità, con certi mobili massicci, enormi, come si sanno costruire solo in Russia. Case contornate tutte da giardini, da piccoli parchi, che dànno alla città nei suoi quartieri lontani dal centro, una seducente ed invitante aria di campagna. Oh, era una ben cara città Mosca! Diceva ospitalità, simpatia per lo straniero, piacere, oblio delle cose moleste, da tutti i canti! Ricordo di aver letto in non so quanti libri: «Mosca è una città asiatica». Non nego, ma è sopratutto una città da dove non si partirebbe mai. Già non si riesce a tempo a far nulla con quello strano orario russo che trasporta la colazione alle 16, il pranzo alle 23 e le ore per dormire a quando sorge il sole ed è il caso di ricominciar la giornata. Presento l'assemblea: Giorgio Piragoff dunque, cantante, basso, con una voce che par contenga ora le tempeste della rivoluzione e ora la tenerezza e la delicatezza del profumo di una rosa moscovita sbocciata in queste parentesi di giornate calde fra una serie di giornate fredde che sono l'estate del paese. La sua signora ambigua, elegante e inesplicabile come tutte le moscovite. Spiego subito l'inesplicabilità. Piragoff è un ex-mugik, un contadino (altezza 1,90, anni 42, biondo, erculeo con una faccia come l'hanno soltanto i mugik e gli artisti russi). Piragoff e sua moglie erano sposati rispettivamente ad una donna e ad un uomo qualunque. Lei vede lui, o meglio lo sente cantare: divorzio duplice e sposalizio nuovo. - Uditelo cantare - mi suggerisce la signora sentirete se non è come la natura terribile e benefica! Altra coppia d'artisti: il tenore Alessandro Kurganoff con la signora, ma d'un genere quest'ultima diverso dalla Piragowna. È la donna che ha scoperto l'artista, che se l'è tirato su, educato, e siccome è buona pianista gli ha insegnato la musica e il canto. E quindi parla del marito come una madre del frutto delle sue viscere, divenuto glorioso. Perchè si tratta naturalmente di due grandi artisti del Teatro di Stato. Duetto del {{Wl|Q745951|Faust}} in russo, {{Wl|Q208659|Barbiere di Siviglia}}, in italiano. I vetri delle finestre tremano per l'aria smossa dalla voce tonante di Piragoff. È proprio la rivoluzione che par che entri nella camera. Che fenomeno! Non ve ne dico niente, chè tanto Piragoff come Kurganoff stanno per venire in Italia. Non vi sono veramente che i russi al mondo che amino l'Italia<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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Così ho visto la città in lungo e in largo. Mosca addormentata, gli edifici all'americana accanto alle caratteristiche piccole case con le invetriate così numerose che paiono di cristallo ed ospitavano una volta i ricchi moscoviti ed eran piene di lusso e di comodità, con certi mobili massicci, enormi, come si sanno costruire solo in Russia. Case contornate tutte da giardini, da piccoli parchi, che dànno alla città nei suoi quartieri lontani dal centro, una seducente ed invitante aria di campagna. Oh, era una ben cara città Mosca! Diceva ospitalità, simpatia per lo straniero, piacere, oblio delle cose moleste, da tutti i canti! Ricordo di aver letto in non so quanti libri: «Mosca è una città asiatica». Non nego, ma è sopratutto una città da dove non si partirebbe mai. Già non si riesce a tempo a far nulla con quello strano orario russo che trasporta la colazione alle 16, il pranzo alle 23 e le ore per dormire a quando sorge il sole ed è il caso di ricominciar la giornata.
Presento l'assemblea: Giorgio Piragoff dunque, cantante, basso, con una voce che par contenga ora le tempeste della rivoluzione e ora la tenerezza e la delicatezza del profumo di una rosa moscovita sbocciata in queste parentesi di giornate calde fra una serie di giornate fredde che sono l'estate del paese. La sua signora ambigua, elegante e inesplicabile come tutte le moscovite. Spiego subito l'inesplicabilità. Piragoff è un ex-mugik, un contadino (altezza 1,90, anni 42, biondo, erculeo con una faccia come l'hanno soltanto i mugik e gli artisti russi). Piragoff e sua moglie erano sposati rispettivamente ad una donna e ad un uomo qualunque. Lei vede lui, o meglio lo sente cantare: divorzio duplice e sposalizio nuovo.
- Uditelo cantare - mi suggerisce la signora sentirete se non è come la natura terribile e benefica!
Altra coppia d'artisti: il tenore Alessandro Kurganoff con la signora, ma d'un genere quest'ultima diverso dalla Piragowna. È la donna che ha scoperto l'artista, che se l'è tirato su, educato, e siccome è buona pianista gli ha insegnato la musica e il canto. E quindi parla del marito come una madre del frutto delle sue viscere, divenuto glorioso. Perchè si tratta naturalmente di due grandi artisti del Teatro di Stato. Duetto del {{Wl|Q745951|Faust}} in russo, {{Wl|Q208659|Barbiere di Siviglia}}, in italiano. I vetri delle finestre tremano per l'aria smossa dalla voce tonante di Piragoff. È proprio la rivoluzione che par che entri nella camera. Che fenomeno! Non ve ne dico niente, chè tanto Piragoff come Kurganoff stanno per venire in Italia. Non vi sono veramente che i russi al mondo che amino l'Italia<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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Presento l'assemblea: Giorgio Piragoff dunque, cantante, basso, con una voce che par contenga ora le tempeste della rivoluzione e ora la tenerezza e la delicatezza del profumo di una rosa moscovita sbocciata in queste parentesi di giornate calde fra una serie di giornate fredde che sono l'estate del paese. La sua signora ambigua, elegante e inesplicabile come tutte le moscovite. Spiego subito l'inesplicabilità. Piragoff è un ex-mugik, un contadino (altezza 1,90, anni 42, biondo, erculeo con una faccia come l'hanno soltanto i mugik e gli artisti russi). Piragoff e sua moglie erano sposati rispettivamente ad una donna e ad un uomo qualunque. Lei vede lui, o meglio lo sente cantare: divorzio duplice e sposalizio nuovo. <br>
- Uditelo cantare - mi suggerisce la signora sentirete se non è come la natura terribile e benefica!
Altra coppia d'artisti: il tenore Alessandro Kurganoff con la signora, ma d'un genere quest'ultima diverso dalla Piragowna. È la donna che ha scoperto l'artista, che se l'è tirato su, educato, e siccome è buona pianista gli ha insegnato la musica e il canto. E quindi parla del marito come una madre del frutto delle sue viscere, divenuto glorioso. Perchè si tratta naturalmente di due grandi artisti del Teatro di Stato. Duetto del {{Wl|Q745951|Faust}} in russo, {{Wl|Q208659|Barbiere di Siviglia}}, in italiano. I vetri delle finestre tremano per l'aria smossa dalla voce tonante di Piragoff. È proprio la rivoluzione che par che entri nella camera. Che fenomeno! Non ve ne dico niente, chè tanto Piragoff come Kurganoff stanno per venire in Italia. Non vi sono veramente che i russi al mondo che amino l'Italia<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 19 —|}}</noinclude>rimastoci per ragioni complesse, dirigono il massimo giornale della Russia, ''Srebisce'' (il Teatro). Domando a Kolpaktschi come stiamo a letteratura rivoluzionaria. Egli mi assicura che le tendenze futuriste sono in piena decadenza. La Rivoluzione ha prodotto un gruppo di giovani poeti di talento, una ventina, nella massima parte operai, che hanno scritto un paio di libri ciascuno. Questi poeti, anzichè futuristi, sono nuovo-realisti, cantano cioè l'operaio, la terra, la fabbrica, la Russia nuova, la patria dell'operaio e per tre quarti sono comunisti. Il migliore fra essi, Alessandrowsky, non ha che 19 anni...
Voi avete l'aria - aggiunge Kolpaktschy di non credere molto alla letteratura russa della Rivoluzione. Avete torto. Se permettete vi esprimo qualche idea più ampia.
Con {{AutoreCitato|Anton Čechov|Cekoff}}, Andreieff e {{AutoreCitato|Maksim Gor'kij|Gorki}} si può considerar chiusa la lignée dei grandi scrittori classici russi. Le nuove generazioni hanno incominciato ad attingere alle tendenze di Balmont e Brussoff che oggi contano una cinquantina d'anni d'età ciascuno e che possono considerarsi come i due araldi dei poeti della Rivoluzione. Il primo supera forse {{AutoreCitato|Aleksandr Sergeevič Puškin|Puskin}} come signore della lingua. La poesia di Balmont ha tutta la delicatezza di quella di {{AutoreCitato|Paul Verlaine|Verlaine}}, benchè possegga, per realismo e sincerità di sentimenti, uno spirito profondamente e completamente russo. A Balmont succedette nel favore del pubblico Brussoff, coetaneo del primo. Brussoff ricorda Sully Prudhomme, grande maestro cioè della parola scritta, ma certamente più freddo di Balmont. Il terzo grande poeta schiettamente rivoluzionario è Alessandro Blok, il quale ha pubblicato nel 1918 un breve dramma scritto, pare, in poche ore che si è divulgato in tutta la Russia con la rapidità medesima della Rivoluzione. Cotesto dramma s'intitola I Dodici (cioè i Dodici Apostoli), ed è un riflesso diretto della rivoluzione bolscevica, quando questa, scevra d'ogni dottrina, si svolgeva fra gli episodi contro-rivoluzionari. Il momento riprodotto in questo dramma appare ormai lontano, anzi lontanissimo, ma è assolutamente quello del 1918, che, per i comunisti puri, è il migliore. Senonchè Blok dopo ''I Dodici'', non produsse altro che avesse relazione con la Rivoluzione, tornando all'individualismo che gli era stato particolare anteriormente al dramma. In seguito anche ''I Dodici'' furono criticati dai comunisti, per i quali la comparsa di Cristo, nelle ultime righe del poemetto, parve adattarsi male, non coincidere, con l'idea rivoluzionaria. E il dramma, che era stato esaltato e rappresentato fra le truppe rosse, decadde. Ma ciò non toglie che la crudezza del linguaggio popolare, la forza dei caratteri, gli episodi e la forma del componimento rimangano lo specchio fedele dei sentimenti dell'epoca. Va però notato che Blok, spegnendosi, due anni or sono, disse queste parole che furono<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 19 —|}}</noinclude>rimastoci per ragioni complesse, dirigono il massimo giornale della Russia, ''Srebisce'' (il Teatro). Domando a Kolpaktschi come stiamo a letteratura rivoluzionaria. Egli mi assicura che le tendenze futuriste sono in piena decadenza. La Rivoluzione ha prodotto un gruppo di giovani poeti di talento, una ventina, nella massima parte operai, che hanno scritto un paio di libri ciascuno. Questi poeti, anzichè futuristi, sono nuovo-realisti, cantano cioè l'operaio, la terra, la fabbrica, la Russia nuova, la patria dell'operaio e per tre quarti sono comunisti. Il migliore fra essi, Alessandrowsky, non ha che 19 anni...
Voi avete l'aria - aggiunge Kolpaktschy di non credere molto alla letteratura russa della Rivoluzione. Avete torto. Se permettete vi esprimo qualche idea più ampia.
Con {{AutoreCitato|Anton Čechov|Cekoff}}, Andreieff e {{AutoreCitato|Maksim Gor'kij|Gorki}} si può considerar chiusa la lignée dei grandi scrittori classici russi. Le nuove generazioni hanno incominciato ad attingere alle tendenze di Balmont e Brussoff che oggi contano una cinquantina d'anni d'età ciascuno e che possono considerarsi come i due araldi dei poeti della Rivoluzione. Il primo supera forse {{AutoreCitato|Aleksandr Sergeevič Puškin|Puskin}} come signore della lingua. La poesia di Balmont ha tutta la delicatezza di quella di {{AutoreCitato|Paul Verlaine|Verlaine}}, benchè possegga, per realismo e sincerità di sentimenti, uno spirito profondamente e completamente russo. A Balmont succedette nel favore del pubblico Brussoff, coetaneo del primo. Brussoff ricorda Sully Prudhomme, grande maestro cioè della parola scritta, ma certamente più freddo di Balmont. Il terzo grande poeta schiettamente rivoluzionario è Alessandro Blok, il quale ha pubblicato nel 1918 un breve dramma scritto, pare, in poche ore che si è divulgato in tutta la Russia con la rapidità medesima della Rivoluzione. Cotesto dramma s'intitola I Dodici (cioè i Dodici Apostoli), ed è un riflesso diretto della rivoluzione bolscevica, quando questa, scevra d'ogni dottrina, si svolgeva fra gli episodi contro-rivoluzionari. Il momento riprodotto in questo dramma appare ormai lontano, anzi lontanissimo, ma è assolutamente quello del 1918, che, per i comunisti puri, è il migliore. Senonchè Blok dopo ''I Dodici'', non produsse altro che avesse relazione con la Rivoluzione, tornando all'individualismo che gli era stato particolare anteriormente al dramma. In seguito anche ''I Dodici'' furono criticati dai comunisti, per i quali la comparsa di Cristo, nelle ultime righe del poemetto, parve adattarsi male, non coincidere, con l'idea rivoluzionaria. E il dramma, che era stato esaltato e rappresentato fra le truppe rosse, decadde. Ma ciò non toglie che la crudezza del linguaggio popolare, la forza dei caratteri, gli episodi e la forma del componimento rimangano lo specchio fedele dei sentimenti dell'epoca. Va però notato che Blok, spegnendosi, due anni or sono, disse queste parole che furono<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 20 —|}}</noinclude>le sue ultime: «Con tutto il cuore, con tutta la mente, obbedisco al comando della Rivoluzione». Blok dunque fu il solo grande scrittore venuto interamente a contatto con la Rivoluzione. Invece Brussoff rimane un meditativo o un dubbioso, e benchè sia divenuto, pare, un comunista ufficiale, non riesce a « crescere » con la Rivoluzione.
Balmont, Brussoff, Blok, fioriti al massimo nel '909-10, eccezion fatta per ''I Dodici'', rappresentano la poesia russa sino all'avvento del futurismo, nel quale due nomi eccellono, Igor Severanine e Majkowsky. Il primo, caro sovratutto al gran pubblico che non sa di lettere, piacque per la maniera estrema dell'espressione. Tuttavia il carattere di questo poeta mostra un sufficiente feticismo pei classici. I suoi sentimenti sono abbastanza comuni. Majkowsky ha tentato di adattare il contenuto rivoluzionario ai mezzi e pare che vi sia riuscito. Ma la poesia rivoluzionaria vuole mezzi più semplici di quelli futuristi. E quindi questa scuola, come l'altra che ha per capo Klebnikoff, pure ultrafuturista, saranno presto sopraffatte.
I nuovi poeti proletari di cui si veggono nelle vetrine dei librai i volumi dalle copertine stranamente, ma non inelegantemente, illustrate, tentano di formare una scuola poetica distinta e di fare della poesia unicamente collettivista. C'è fra di loro qualche poeta semplicissimo uso Puskin, descrittore delle fabbriche e dei processi del lavoro, ottimista e giovanissimo. Kinascin, è fra i migliori.
Vi accenno ora alla prosa. Nella letteratura rivoluzionaria, dopo Cecoff e Gorki è venuto in luce uno scrittore, già innanzi negli anni, Fioder Salogup, molto originale e vario, il quale ha scritto fra l'altro ''Un mediocre diavolo''. Questo romanzo riproduce la condizione della «intelligentia» sotto lo zarismo, ma, mentre Cecoff ha descritto le anime piccine, misere, schiave dello zarismo e ammalate di nevrastenia «fin de siècle» con stile calmo e indifferente, usando espressioni modestissime, perchè le piccole anime espresse con mezzi letterari diventano sempre maggiori di quello che effettivamente sono, Salogup, caricatureggia con tono serio, usando un'espressione fuori dell'ordinario, costruisce scene fantastiche (tipico il racconto del maestro di scuola imbarazzato sulla scelta della sposa fra due sorelle di cui vede solo l'ombra contro il muro). In cotesto modo Salogup riesce a dare, più che non riesca Cecoff, il riflesso della miseria dei suoi personaggi e della loro condizione cotidiana. Questa letteratura nazionale fu continuata da Zamiatin con ricchezza grande nella lingua e nello stile, contrastanti indicibilmente con la piccolezza dei suoi eroi. Zamiatin scrive ancora in questo modo, rimanendo anti-piccolo borghese.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 21 —|}}</noinclude>Gli scrittori del genere {{Wl|Q204868|Zamiatin}} hanno avuto il loro massimo sviluppo nel 1907, all'epoca della reazione zarista. Sono gente di alta coltura che pongono tutta la loro forza nel formalismo letterario. Il migliore fra essi è Andrea Belii. La Rivoluzione non ha trovato in Belii un nemico, ma non vi scopre nessun riflesso particolare. Ora, Belii è all'estero. I suoi metodi trovarono un successore in {{Wl|Q536372|Boris Pilnak}}, con romanzi che trattano esclusivamente del periodo rivoluzionario e si interessano ai problemi sociali e rivoluzionari. Nel romanzo di Pilnak: ''L'anno nud''o, c'è molto di Belii, ma non manca di originalità. Non si può dire però che i rivoluzionari prendano Belii per uno dei loro; bisogna porlo nella categoria designata da {{Wl|Q33391|Trotzky}} degli uomini «attorno alla rivoluzione» che inconsciamente tendono all'individualismo. Pilnak ha sollevato un interesse assai grande, ma il giudizio su di lui è rimasto incerto, perchè i suoi sentimenti non coincidono con quelli della maggioranza attiva rivoluzionaria. Fra la schiera numerosa di scrittori rivoluzionari per la loro origine, attività e psicologia, primeggia il giovanissimo Scievolot Ivanoff che ha una biografia uso Gorki (''clown'' di circo, soldato dell'esercito rosso, fu per due volte a un pelo di essere fucilato). Egli si affermò subito con la sua prima novella: ''Il treno N''. 40-69, colorendo per intero il dramma, sia nello stile come nel movimento psicologico, degli avvenimenti rivoluzionari fra i partiti siberiani. L'originalità di questa racconto è duplice, considerato come preannunzio della scuola nuova e guardato nella ricchezza inimitabile di paragoni freschi e nuovi. Scievolot Ivanoff è riuscito a darci veri tipi del vergine suolo russo e come forza ed efficacia può anche per certi riguardi ricordare {{AutoreCitato|Lev Tolstoj|Tolstoi}}. insomma un prodotto genuino della Rivoluzione e con essa procede. Molto inferiore a lui è Arosseff, che ha ndescritto il contrasto fra i due tipi di comunisti correnti, uno l'operaio, che la tempesta rivoluzionaria ha spinto in alto per la forza della classe, e l'altro l'intellettuale, che si è dato alla rivoluzione per certi suoi scopi ideali. E mentre il primo rimane, durante tutti i cambiamenti, incorruttibile, il secondo tentenna nell'indecisione. Un altro prosatore che ha destato attenzione è Lebedinsky con un racconto intitolato: ''La settimana'', di cui il valore artistico non è grande, ma questo scrittore è ai suoi inizi. Lebedinsky, descrive nella ''Settimana'' il sacrificio di un gruppo di comunisti in una piccola città minacciata di controrivoluzione. Concludendo, è accaduto nel campo letterario della Rivoluzione lo stesso fenomeno avvenuto in quello politico. Come il regime comunista puro del primo anno parve che d'un colpo dovesse aver ragione di tutto l'edificio sociale del passato e creare una nuova società, così la letteratura sembrò dapprincipio disposta ad accogliere il contri<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione|{{Sc|lxxxviii}}|INTRODUZIONE.||riga=sì}}</noinclude>avevano difesa la loro indipendenza, produssero un gran numero di eccellenti poeti. L’amore della libertà e della gloria scaldava i loro petti e concorrevano alle radunanze della Mecca e di Okado per isfidarsi vicendevolmente nell’aringo poetico. Nati e cresciuti fra continue guerre, erano quasi tutti poeti guerrieri, trattando essi colla stessa facilità la penna e la spada<ref>No’mano poeta e capitano musulmano vibrando la lancia contro il re di Mesopotamia, gli recita quel suo distico «io sono No’mano, figlio di Mukarrano; uccido gli eroi, e poi li celebro ne’ miei versi». ''Le rarità dell’istoria, estratto di Maometto Anbaritano scrittore arabo'', recato dall’originale in italiano da {{AutoreIgnoto|A. Madini}}. Milano 1844, pag. XXIX.</ref>. La loro maniera di vivere ed una lingua immensamente ricca<ref>Non sii chi voglia giudicare esagerato questo nostro appellativo di ''immensamente''; la lingua araba era sì immensamente ricca, che avanti Maometto contava ottanta vocaboli per significare il mele, dugento per significare il serpente, cinquecento per significare il leone, mille per significare la spada; ai tempi di {{AutoreCitato|Firuzabadi|Firuzabadi}} avea un dizionario di ben sessanta mila vocaboli; questa lingua venne poi siffattamente arricchita dal linguaggio tecnico delle scienze e delle arti che il suo dizionario si estese a ben 60 volumi: del quali quello del {{AutoreCitato|Abu Nasr al-Jawhari|Gewhari}} non è che un compendio. E a parecchie centinaia sommano le voci tecniche specialmente delle scienze naturali, fisiche, chimiche, matematiche che la sapienza moderna ha ritenute in tutte le lingue del mondo. {{AutoreCitato|Olof Celsius|Celsio Olao}} nella sua ''Historia lingue et eruditionis Arabum'' e particolarmente al cap. II ''de fatis illius ante Mohammedem'', ed il cap. VI ''de usu lingue in variis disciplinis'' (cito l’edizione del {{AutoreCitato|Nicolaus Barkey|Barkey}} 1764), l’{{AutoreCitato|Johann Heinrich Hottinger|Hottingero}} nell’opera sua ''De usu lingue arabice in theologia, medicina, jurisprudentia, philosophia et philologia'' (Zurigo 1652), lo {{AutoreCitato|Albert Schultens|Schultens}} in una sua dotta dissertazione ''De utilitate lingua arabica in interpretatione sacræ Scriptura'' (Groninga 1706), e specialmente in alcuni passi della sua illustrazione del libro di Giob, l’{{AutoreCitato|Johann Gottfried Hasse|Hasse}}, nella sua Memoria ''De usu lingue arabica in rebus vitæ communis'' (Königsberga 1791), il {{AutoreCitato|Johann Christian Clodius|Clodius}} nella sua ''Theoria et praxis linguæ arabicæ'' ecc. (Lipsia 1729) e particolarmente al cap. IV ''de lingue arabicæ usu in exegesi sacra, in historia et geographia, aliisque disciplinis'', e nell’analisi del libro di Giob, ed infiniti altri hanno pur mostrato come questa lingua si fosse fatta enciclopedica ministra di ogni ramo di scienza, d’arte e di gravissima letteratura.</ref>, la quale non lascia mai mancare la rima, li rendevano più che mai atti all’improvisare. Le armi di {{AutoreCitato|Maometto|Maometto}} diventate troppo potenti e minacciando la libertà araba, da tutte le parti i poeti l’attaccarono violeutemente. Indarno cercò il pseudoprofeta di guadagnar al suo partito Zohairo, signore potente e uno dei più grandi poeti di quell’epoca. Dicesi che alle lusinghe di Maometto rispondesse: «o mio Dio, liberami dal demonio che agita costui».<ref>Op. cit., prefazione, pag. XXX.</ref> Ka’bo e Bugiair, figlio di Zohairo, e anch’essi valenti poeti, attaccarono nondimeno con affezione al partito di Maometto. La presa della Mecca ed il trionfo dell’islamismo diedero alla letteratura araba una direzione diversa, e da questo tempo si apre
per essa un’era nuova; e questa nuova era principia dal {{TestoCitato|Corano|Corano}}<ref>“È un’idea scioccamente ridicola, scriveva il celebre Jones, quella sì diffusa fra noi che l’ignoranza sia una massima fondamentale dell’islamismo, e che il Corano vieti ai Turchi ogni istruzione. Maometto non solo permise, ma anzi raccomandò ai suoi di imparare e di applicarsi
all’acquisto della dottrina.” - “Andate in traccia del sapere, egli dice, in una delle sue sure, quand’anche fosse nella Cina”. E l’alta stima in cui egli teneva la scienza è posta in maggior luce ancora dalla stravagante
sua preposizione che “l’inchiostro del letterato ed il sangue dei martiri siano di egual valore al cospetto del cielo.”</ref>. Durante la vita di Maometto questo libro non esistette nè completo, nè coordinato, come lo fu poi dopo la sua morte da Othmano, terzo califfo. Le ''sure'', di cui essa costituisce, erano allora staccate e sparse o conservate nella memoria dei ''Schabiti'' (compagni del profeta). Il dialetto del Corano è il coraiscitico, quello cioè della tribù dei coreisciti<ref>Gli Arabi chiamano il dialetto del Corano dialetto di ''Modaro'' perchè parlato dalla discendenza di Modaro, progenie di Abramo, nel seno della cui tribù nacque Maometto: questo dialetto Modaro è usato dalla tribù coreiscita, ed è stimato il più puro della nazione araba. Ciò a rettificazione di uno sbaglio occorso all’art. Corano.</ref>. Lo stile fluido, paro, elegante, conciso, spesso oscuro, adorno di figure ardite e talvolta, specialmente quando parlasi della maestà e degli attributi di Dio, magnifico e sublime, rendono a buon diritto questo libro il principale monumento letteratura degli Arabi. Le stesse collezioni dei ''Moallakah''<ref>Sono questi sette poemi di sette celeberrimi poeti, che nelle gare della Mecca ottennero l’onore del premio, e che vennero e sono pur tuttavia avuti dagli Arabi per modello di classica lingua e poesia. Su di essi veggasi il Sacy, ''Magn. encyclop.'', tom. V, p. 414-522, ed il tom. L delle ''Memorie dell’Academia delle Iscrizioni''. Furono tradotti in inglese da Jones, in tedesco dall’{{AutoreIgnoto|Hartmann}}, e una parte di essi di Reiske in latino con glose tolte dagli Arabi.</ref> impallidiscono a petto della potente poesia del Corano. Dalla comparsa del Corano in poi un’innumerevole serie di sommi poeti apparve su ogni parte del mondo in cui potè l’islamismo mettere radice. Per non essere infiniti, noi citeremo Abiurdi Abulmodaffer, detto la gloria del Korashan<ref>{{AutoreCitato|Miguel Casiri|Casiri}}, op. cit., tom. I, pag. 125.</ref>; Abulola Ahmed, la
<ref follow="p91">di più oltre la poesia: la traduzione della {{TestoCitato|Bibbia|Bibbia}} in arabo data da molto tempo prima di Maometto ({{AutoreCitato|Richard Simon|Simon}} ''Hist. crit.'' tom. I. p. e lin. 80; {{AutoreCitato|Brian Walton|Walton}}, ''Proleg.'' pag. 54 e passim): le sfide che qualche secolo prima di Maometto si faceano alla Mecca non erano di sola poesia, ma sì anche di eloquenza, di morale, e di studi storici: ma senza andare più oltre in ciò, si consulti il ''Mémoire sur l’origine et les anciens monumens de la littérature parmi les Arabes'' di {{AutoreCitato|Antoine-Isaac Silvestre de Sacy|Silvestro de Sacy}}, il {{AutoreCitato|Richard Pococke|Pococke}} nel suo ''Specimen hist. arab.'', il {{AutoreCitato|William Jones|Jones}} nella sua prefazione ai Moallakah, il {{AutoreCitato|Johann Jakob Reiske|Reiske}} nei supplementi all’{{AutoreCitato|Barthélemy d'Herbelot de Molainville|Herbelot}}.</ref><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione|152|{{Sc|lettere di santa caterina}}|}}</noinclude>che era allora: non ci manca se non virtù, e fame della salute dell’anime. Ma a questo e’ è il rimedio, Padre; cioè che noi leviamo l’amore detto di sopra, da noi e da ogni creatura fuora di Dio. Non s’attenda più ne ad amici né a parenti, né a sua necessità temporale; ma solo alla virtù, e alla esaltazione delle cose spirituali. Che per altro non vi vengono meno le temporali, se non per abbandonare la cura delle spirituali.
Or vogliamo noi dunque aver quella gloriosa fame che hanno avuta quelli santi e veri pastori passati, e spegnere in noi questo fuoco, cioè dell’amore di sé? Facciamo com'e eglino, che col fuoco spegnevano il fuoco; perocché tanto era il fuoco della inestimabile e ardentissima carità che ardeva nelli cuori e nell’anime loro, che erano affamati, e fatti gustatori e mangiatori dell’anime. Oh dolce e glorioso fuoco, che è di tanta virtù, che spegne il fuoco, e ogni disordinato diletto e piacere, e amore di sé medesimo; e fa <ref>Questo ''fa'' si reca al secondo, cioè al disordinato amore di sé.</ref> come la gocciola dell’acqua, che tosto si consuma nella fornace. E chi mi dimandasse come ci vennero a questo dolce fuoco e fame (conciosiacosaché noi siamo pur arbori infruttiferi per noi); dico che essi s’imiestaro nell’arbore fruttifero della santissima e dolcissima croce, dove essi trovaro l’Agnello svenato con tanto fuoco d’amore della nostra salute, che non pare che si possa saziare. Anco <ref>Per ''anzi'', spesso riviene. Da ''ante''.</ref> grida che ha sete; quasi dica: io ho maggior ardore e sete e desiderio della salute vostra, che io non vi mostro con la passione finita.<ref>Finita nel ''consummatum est''; ma il ''sitio'' suona perpetuo nello scorrere del sangue vivificatore.</ref> Oh dolce e buono Gesù! Vergognisi li pontefici e<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|153}}</noinclude>li pastori, e ogni creatura, dell’ignoranzia e superbia e piacimenti nostri, a ragguardare tanta larghezza e bontà e amore ineffabile del nostro Creatore. Il quale s’è mostrato a noi arbore, nella nostra umanità, pieno di dolci e soavi frutti; perchè noi, arbori salvatichi, ci potessimo innestare in lui. Or questo fu dunque il modo che tenne lo innamorato di <ref>Gentile idiotismo, che ora direbbesi: Quell’innamorato di. E il lo non è che scorcio di quello. Ma non vedere in Gregorio Magno che un innamorato, è segno di grande potenza d’amori grandi.</ref> Gregorio e gli altri buoni pastori; cioè, cognoscendo, loro senza neuna virtù non essere, <ref>Può intendersi in doppio modo: conoscendo di non avere nessuna virtù per sé; e: conoscendo di non essere, cioè non esistere veramente senza virtù.</ref> ragguardando il Verbo, arbore nostro; e fecero uno innesto in lui, legati e vinti<ref>Sta per ''avvinti''. Come in Dante ''vincia'' spiegasi per ''circondava''.</ref> col legame dell’amore. Perocché di quello che l’occhio vede, di quello si diletta, quando è cosa bella e buona. Adunque videro, e vedendo, si legaro sì e per siffatto modo che non vedevano loro, ma ogni cosa vedevano e gustavano in Dio. E non era ne vento né grandine, né dimonia, <ref>''Dimon''; anco in Dante. Dimonia plurale, come tuttavia nel contado le prata e simili.</ref> né creature, che le potesse tollere che non producessero frutti domestichi: perocché erano innestati nel midollo dell’arbore nostro. Gesù. E li frutti, dunque, loro producevano eglino per lo midollo della dolce carità, nella quale erano uniti. E non ci ha altro modo.
E questo è quello ch’io voglio vedere in voi, E se per insino a qui non ci fussi stato ben termo, in verità voglio e prego che si facci questo punto del tempo che e’ è rimasto, virilmente, e come uomo virile, seguitando Cristo, di cui Vicario sete. E non<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione|154|{{Sc|lettere di santa caterina}}|}}</noinclude>temete, Padre, per veruna cosa che avvenga da questi venti tempestosi che ora vi sono venuti, cioè di questi putridi membri che hanno ribellato a voi.
Non temete: però che l’aiuto divino è presso. Procurate pure alle cose spirituali, a’ buoni pastori, a’ buoni rettori nelle città vostre; perocché per li mali pastori e rettori avete trovata ribellione. <ref>Il Cardinal di Sant’Angelo, francese, Legato del papa in Bologna, col negare a Firenze in tempo di carestia l'occorrente, e col provocare la città di Prato contr’essa, irritò la Repubblica Fiorentina: la quale, mandando ne’ paesi soggetti al pontefice stendardi con sopra scritto libertas, sollevò contro lui, nella lega detta della libertà, molte città, molte terre e castella.<\ref> Poneteci dunque rimedio; e confortatevi in Cristo Gesù, e non temete. Andate innanzi, e compite con vera sollecitudine e santa quello che per santo proponimento avete cominciato; cioè dell’avvenimento vostro, e del santo e dolce Passaggio. E non tardate più, perocché per lo tardare sono avvenuti molti inconvenienti; e il demonio s’é levato e leva per impedire che questo non si faccia, perchè s’avvede del danno suo. Su dunque, Padre! e non più negligenzia. Drizzate il gonfalone della Santissima croce, perocché coli’ odore della croce acquisterete la pace. Pregovi che coloro che vi sono ribelli, voi gl’invitiate ad una santa pace, sicché tutta la guerra caggia sopra gl’infedeli. Spero per l’infinita bontà di Dio, che tosto mando’à l’aiutorio suo. Confortatevi, confortatevi, e venite, venite a consolare li poveri <ref>Avrebbe a dire: ''li poverelli servi.''<\ref> li servi di Dio, e figliuoli vostri. Aspettiamovi con affettuoso e amoroso desiderio. Perdonatemi, Padre, che tante parole v’ho dette. Sapete che per l’abondanza del cuore la lingua favella. Son certa che, se sarete quello arbore che io desidero di vedervi, che neuna cosa vi impedirà.,<noinclude><references/></noinclude>
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Non temete: però che l’aiuto divino è presso. Procurate pure alle cose spirituali, a’ buoni pastori, a’ buoni rettori nelle città vostre; perocché per li mali pastori e rettori avete trovata ribellione. <ref>Il Cardinal di Sant’Angelo, francese, Legato del papa in Bologna, col negare a Firenze in tempo di carestia l'occorrente, e col provocare la città di Prato contr’essa, irritò la Repubblica Fiorentina: la quale, mandando ne’ paesi soggetti al pontefice stendardi con sopra scritto libertas, sollevò contro lui, nella lega detta della libertà, molte città, molte terre e castella.</ref> Poneteci dunque rimedio; e confortatevi in Cristo Gesù, e non temete. Andate innanzi, e compite con vera sollecitudine e santa quello che per santo proponimento avete cominciato; cioè dell’avvenimento vostro, e del santo e dolce Passaggio. E non tardate più, perocché per lo tardare sono avvenuti molti inconvenienti; e il demonio s’é levato e leva per impedire che questo non si faccia, perchè s’avvede del danno suo. Su dunque, Padre! e non più negligenzia. Drizzate il gonfalone della Santissima croce, perocché coli’ odore della croce acquisterete la pace. Pregovi che coloro che vi sono ribelli, voi gl’invitiate ad una santa pace, sicché tutta la guerra caggia sopra gl’infedeli. Spero per l’infinita bontà di Dio, che tosto mando’à l’aiutorio suo. Confortatevi, confortatevi, e venite, venite a consolare li poveri <ref>Avrebbe a dire: ''li poverelli servi.''</ref> li servi di Dio, e figliuoli vostri. Aspettiamovi con affettuoso e amoroso desiderio. Perdonatemi, Padre, che tante parole v’ho dette. Sapete che per l’abondanza del cuore la lingua favella. Son certa che, se sarete quello arbore che io desidero di vedervi, che neuna cosa vi impedirà.,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione|154|{{Sc|lettere di santa caterina}}|}}</noinclude>temete, Padre, per veruna cosa che avvenga da questi venti tempestosi che ora vi sono venuti, cioè di questi putridi membri che hanno ribellato a voi.
Non temete: però che l’aiuto divino è presso. Procurate pure alle cose spirituali, a’ buoni pastori, a’ buoni rettori nelle città vostre; perocché per li mali pastori e rettori avete trovata ribellione. <ref>Il Cardinal di Sant’Angelo, francese, Legato del papa in Bologna, col negare a Firenze in tempo di carestia l'occorrente, e col provocare la città di Prato contr’essa, irritò la Repubblica Fiorentina: la quale, mandando ne’ paesi soggetti al pontefice stendardi con sopra scritto libertas, sollevò contro lui, nella lega detta della libertà, molte città, molte terre e castella.</ref> Poneteci dunque rimedio; e confortatevi in Cristo Gesù, e non temete. Andate innanzi, e compite con vera sollecitudine e santa quello che per santo proponimento avete cominciato; cioè dell’avvenimento vostro, e del santo e dolce Passaggio. E non tardate più, perocché per lo tardare sono avvenuti molti inconvenienti; e il demonio s’é levato e leva per impedire che questo non si faccia, perchè s’avvede del danno suo. Su dunque, Padre! e non più negligenzia. Drizzate il gonfalone della Santissima croce, perocché coll’odore della croce acquisterete la pace. Pregovi che coloro che vi sono ribelli, voi gl’invitiate ad una santa pace, sicché tutta la guerra caggia sopra gl’infedeli. Spero per l’infinita bontà di Dio, che tosto mando’à l’aiutorio suo. Confortatevi, confortatevi, e venite, venite a consolare li poveri <ref>Avrebbe a dire: ''li poverelli servi.''</ref> li servi di Dio, e figliuoli vostri. Aspettiamovi con affettuoso e amoroso desiderio. Perdonatemi, Padre, che tante parole v’ho dette. Sapete che per l’abondanza del cuore la lingua favella. Son certa che, se sarete quello arbore che io desidero di vedervi, che neuna cosa vi impedirà.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 25 —|}}</noinclude>narodi). La parola «ufficiali» è stata soppressa nell'esercito e sostituita con quella di comandante di plotone (svodi) o di compagnia o di batteria o di reggimento (Polk), ecc. Cosicchè il soldato dirigendosi al comandante lo chiama « Tavarisc Commandir ». Insomma nell'esercito rosso non esistono gradi, ma solo impieghi di comando e gli ufficiali si chiamano «personale di comando ». I graduati di truppa sono {{FI
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sostituiti dagli « assistenti » dei comandanti. Ma l'istruzione è impartita essenzialmente dai comandanti. Una cosa nuova sono i cosiddetti «patronati » per l'Esercito. Ogni organizzazione di produzione o di potere adotta un reparto (compagnia, reggimento, brigata, ecc.) e si occupa di provvedere a che i soldati dell'unità adottata abbiano l'occorrente che assicuri loro il benessere (libri, coperte, vitto, caserme). Generalmente ogni reparto sceglie due patroni, cioè quello morale di potere e l'altro maggiormente utile dal punto di vista materiale, di produzione. Cosicchè i vari ''trusts'' dello zucchero, del tabacco, ecc. che appartengono al proletariato, sono patroni di unità dell'esercito. I reparti di fanteria che si vedono a Mosca hanno una buona tenuta militare. La divisa è in generale di color kaki con il caratteristico copricapo della forma dell'antico casco guerresco russo. La fanteria armata, porta sempre il fucile con la lunga baionetta inastata.<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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Giaccai
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 25 —|}}</noinclude>narodi). La parola «ufficiali» è stata soppressa nell'esercito e sostituita con quella di comandante di plotone (svodi) o di compagnia o di batteria o di reggimento (Polk), ecc. Cosicchè il soldato dirigendosi al comandante lo chiama «Tavarisc Commandir». Insomma nell'esercito rosso non esistono gradi, ma solo impieghi di comando e gli ufficiali si chiamano «personale di comando ». I graduati di truppa sono {{FI
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sostituiti dagli « assistenti » dei comandanti. Ma l'istruzione è impartita essenzialmente dai comandanti. Una cosa nuova sono i cosiddetti «patronati » per l'Esercito. Ogni organizzazione di produzione o di potere adotta un reparto (compagnia, reggimento, brigata, ecc.) e si occupa di provvedere a che i soldati dell'unità adottata abbiano l'occorrente che assicuri loro il benessere (libri, coperte, vitto, caserme). Generalmente ogni reparto sceglie due patroni, cioè quello morale di potere e l'altro maggiormente utile dal punto di vista materiale, di produzione. Cosicchè i vari ''trusts'' dello zucchero, del tabacco, ecc. che appartengono al proletariato, sono patroni di unità dell'esercito. I reparti di fanteria che si vedono a Mosca hanno una buona tenuta militare. La divisa è in generale di color kaki con il caratteristico copricapo della forma dell'antico casco guerresco russo. La fanteria armata, porta sempre il fucile con la lunga baionetta inastata.<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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Giaccai
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<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 25 —|}}</noinclude>narodi). La parola «ufficiali» è stata soppressa nell'esercito e sostituita con quella di comandante di plotone (svodi) o di compagnia o di batteria o di reggimento (Polk), ecc. Cosicchè il soldato dirigendosi al comandante lo chiama «Tavarisc Commandir». Insomma nell'esercito rosso non esistono gradi, ma solo impieghi di comando e gli ufficiali si chiamano «personale di comando ». I graduati di truppa sono {{FI
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sostituiti dagli « assistenti » dei comandanti. Ma l'istruzione è impartita essenzialmente dai comandanti. Una cosa nuova sono i cosiddetti «patronati » per l'Esercito. Ogni organizzazione di produzione o di potere adotta un reparto (compagnia, reggimento, brigata, ecc.) e si occupa di provvedere a che i soldati dell'unità adottata abbiano l'occorrente che assicuri loro il benessere (libri, coperte, vitto, caserme). Generalmente ogni reparto sceglie due patroni, cioè quello morale di potere e l'altro maggiormente utile dal punto di vista materiale, di produzione. Cosicchè i vari ''trusts'' dello zucchero, del tabacco, ecc. che appartengono al proletariato, sono patroni di unità dell'esercito. I reparti di fanteria che si vedono a Mosca hanno una buona tenuta militare. La divisa è in generale di color kaki con il caratteristico copricapo della forma dell'antico casco guerresco russo. La fanteria armata, porta sempre il fucile con la lunga baionetta inastata.<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>— 173 —
deve perseguire l’artista con ogni sua possa e nel
quale compito tanto più si eleva che pur conser-
vando all’opera sua il carattere della maggior
verosimiglianza saprà riuscirvi senza cadere nel
difetto di fissare quel minuzioso inespressivo ed
eccessivamente individualizzante che è il valore
negativo portato dagli istrumenti e dagli inetti
all’arte nella copia del vero.
Il compito dell’artista non è dunque quello di
copiare letteralmente tutto ciò che vede, ma è una
funzione intellettiva sulle forme ed i colori del
vero per sceglierne le cause eíiicienti del carattere
e dell’espressione.
L’artista osserva continuamente lo spettacolo
della natura che lo circonda. Belle montagne,
praterie deliziose, laghi, fiumi, piccoli corsi di
acqua, che ad ogni passo che muove cambiano
linea, proporzione, carattere, effetto luminoso.
Anche immobilizzandosi per giornate intere di-
nanzi al più vasto panorama, come nella più ri-
stretta vallata o nel più piccolo giardino, ogni
ora per il moto del sole, per il corso delle nubi,
per il variare della temperatura, se non cangiano
le linee che precisano le forme, tutto però si
mostra in così vario effetto che egli non saprà
più analizzare le sue impressioni, incerto se fu<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>— 174 —
l’aurora, il mezzogiorno od il tramonto che più
lo colpirono.
Però attraverso i ricordi delle proprie osser-
vazioni del vero si fa 11ella sua mente ed all`in-
saputa come un lavoro di ordinamento e di se-
lezione. Molte delle cose vedute scompaiono dalla
memoria, ma molte forme non si scancellarono.
Certe linee di montagne, certe masse d’alberi,
delle cascate d’acqua, dei ponti, sino piccole
piante ed erbe rivivono nella sua memoria così
nitide come fossero ancora presenti al suo
sguardo.
Anche scene grandiose lasciarono orme pro-
fonde nella sua fibra sensibile. Bufere di vento,
nevicate, aurore, tramonti. Armonie tenui di luci
pallide, iridescenze, incendi di porpora ed oro...
Oh! perchè egli non seppe, non potè, non volle
allora fissare sulla tela quelle visioni. E il pro-
posito di rivedere quei luoghi che gli procurarono
tante e così profonde impressioni avvalorerà ap-
parentemente anche l’impegno di ricercare fra
nuovi e più decantati paesi altre fonti d’impres-
sioni e di ricordi.
Ma portatosi sugli stessi luoghi, rintracciati i
punti dai quali ricevette le più forti sensazioni,
la realtà non gli smbrerà più conforme ai ricordi.<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>— 175 —
Le accidentalità nuove di fabbriche, canali, rim-
boschimenti, spianate. La diversa stagione, il
tempo, l’ora, la mutata condizione d’animo, l’ansia
stessa della ricerca lo condurranno sempre più
lontano dalla visione mentale, spingendolo a di-
sperare di riuscire mai più a rivedere gli stessi
effetti e risentire le stesse emozioni.
Tuttavia, se l’artista ha sufficenza di studi dal
vero, riunendo quanto più può di elementi dal
vero analoghi al proprio quadro, resistendo in ogni
modo allo sforzo che è sempre necessario per
giungere alla rievocazione mentale, l’imagine pre-
diletta ritornerà viva pure sotto il pennello ed
avverrà il fenomeno dell’arte colla creazione di
una nuova opera d’arte. Mentre se l’artista troppo
sfiduciato di sè od incapace di alcun ricorso alla
memoria finirà col ridursi sistematicamente a va-
gare in cerca di bei punti di vista installandovisi
quietamente pel lavoro di quante più ore può
della giornata, sia pur grande l’abilità del copiare,
l’arte gli volterà le spalle, e non vi sarà che
qualche paesaggio di più.
Pei soggetti di figura la genesi dell’opera è
uguale. L’arte non viene che a costo di rivivere
mentalmente con una immagine sentita come se
fosse davanti agli occhi dell’artista. I modelli non<noinclude><references/></noinclude>
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Modulo:Dati/Zarathustra - L'Avesta.djvu
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Alex brollo
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Creazione/aggiornamento di Modulo:Dati
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Scribunto
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<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>— 176 —
aiutano mai la rievocazione di un’impressione
istantanea e profonda.
Tale sorriso che animava un volto come cosa
di paradiso, rifatto dal modello per intrattenerlo
a lungo si cambierà in una smorfia insulsa. Tale
movenza che vi apparì come la grazia istessa,
ridotta in posa, si trasformerà in sforzo penoso. Il
modello non potrà mai a meno di venire a voi che
nelle condizioni della sua vita interiore e se potrà
interessarvi per sè in qualche movenza improv-
visa cogliete l’occasione al volo fissandola sulla
tela più rapidamente che vi sarà possibile: non
avrete certamente il dipinto voluto, ma è più
probabile che vi siate avvicinato all’arte.
Il ritratto, la natura morta, i fiori ed in genere
tutte le cose riproducibili colla pittura, alle quali
si attribuisce per pregio principale una rassomi-
glianza individuale, saranno evidentemente più in-
teressanti se l’artista avrà potuto averle sot-
t’occhioper fissarne i caratteri minimi. Ma per
tutto quanto appartiene all’immnaginazione ed alla
rievocazione di cose che l’immobilizzare è come
privare di vita, che l’individualizzare quando non
sono più presenti nella vita è quanto procedere
ad un falso sicuro, allora l’arte non è raggiun-
gibile se non a patto che l’artista abbia in sè e<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>— 177 —
trovi nella propria energia la potenza di dar vita
all’immagine della propria fantasia.
L’artista deve dunque anzitutto rinunziare alla
speranza di ritrovare nel mondo esteriore il
quadro già compiuto e che resista tanto che egli
abbia avuto la comodità di copiarlo. Osservando
con un più attento esame la produzione del proprio
tempo finirà col convincersi che quelle opere che
gli sembrano le migliori non escono dalle fisse
circostanze dell’ambiente nel quale questi autori
lavorano ma da un’individuale potenza di impri-
mere carattere di vita reale ai loro soggetti, colti
su impressioni momentanee ma che essi seppero
fissare come se per loro si fossero immobilizzate
per lasciarsi copiare.
Perciò, come ben dice l’Hegel, l’artista non
solo deve avere visto molto mondo ed intendersi
delle sue esterne ed intime appariscenze; ma fa
d’uopo pure che molte e grandi cose siano pas-
sate pel suo petto; fa d’uopo che il suo cuore
sia stato preso e commosso, fa d’uopo che abbia
esperimentata e vissuta la vita prima d’essere al
caso di dare concrete, appariscenti forme al pro-
fondo vero della medesima.
Queste condizioni furono per tutte le epoche
dell’arte, men dure nei periodi di verismo oppri-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>— 178 —
mente, più difficili quando l’idealità aleggia sui
sogni dell’artista e gli fa credere di non avere
compiuta opera vana tentando di salire sempre
più in alto.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>nano, camminano giorno e notte, per colti e per aride
lande, finchè a perpendicolo de la stella trovano la ca-
panna, ove era nato il celeste fanciullo, il predestinato,
il Messia, cui rendono omaggio.
La vigilia dell’Epifania, volgarmente detta Pasquetta
per distinguerla dalla Pasqua maggiore e dalla ‘Pasqua
rosa, che ricorre nella Pentecoste, viene solennizzata
con un altro cenone, detto satollaccio o crepaccione. In
tale ricorrenza comitive di villani sogliono, o meglio
solevano, andare girando per le campagne, strimpellando
di casa in casa il violino e la chitarra e cantando,
parte tradizionalmente, parte improvvisata, una canzone
detta la pasquella, che fruttava loro delle appetitose co-
lazioni e regali d’uova, di salato e di caciottelle.
Eccone una ben fatta, che si cantava in quel di Cin-
goli e che io trascrivo quale è stata dettata da una
vecchia del villaggio d’Avenale:
Buona gente a noi diletta — che adunata voi qui siete,
Ascoltate se volete — la piacevole novella:
Viva viva la Pasquella!
sotto una cattiva pianeta, per significare l’avere o meno fortuna
nella vita e tuttora vanno girando dei gabbamondi che indovinano
la pianeta, per mezzo di un cardellino o altro volatile ammae-
strato a beccare e a trar fuori un biglietto dal mazzo dei biglietti
su cui sono scritte, anzi stampate, le varie sorti degli uomini!
Una pasquella, un po’ grossolana, pubblicai nella Provincia
maceratese, (Anno II n. 51, 29 gennaio 1896) quale raccolsi dalla
bocca di un ex-villano morrovallese, che in sua gioventù l’aveva
cantata per quel territorio.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Tutti attenti ver noi siate — col prestarci grato udito,
Il racconto proferito — sarà cosa a voi giuliva;
Viva Pasqua, evviva, evviva!
Nato già l’Eterno Verbo — del suo padre unico figlio,
Nell’Inferno un gran scompiglio — per una nuova così bella:
Viva, viva la Pasquella!
Egli è nato in una stalla — fra un bove e un asinelio,
Riscaldando col lor fiato — Gesù mio Verbo incarnato:
Egli è nudo senza panni — senza porta e senza tetto,
Senza culla e senza letto — Peggio d’una tortorella:
Viva, viva etc.
Piange e trema il vecchiarello — san Giuseppe benedetto
Nel vedere il suo diletto — in sì fredda capannella:
Viva, viva etc.
La sua cara madre amante — tutta umile quel Dio adora.
Se lo stringe e bacia ancora, — se lo appressa a la mammella:
Viva, viva etc.
Fortunata Betelemme dove nacque il pio Signore,
Per salvare il peccatore — da una pura verginella:
Viva, viva etc.
Bel veder calar dal cielo — dolce stuolo luminoso
Nell’empireo virtuoso — per una nuova così bella:
Viva, viva etc.
Bel sentir del Paradiso — dolce suono e canto pio
Per dar lode al grande Iddio — in angelica favella:
Viva, viva etc.
Tre devoti unichi regi — si partir dal lido moro
Per offrire argento e oro — con la guida d’una stella.
Viva, viva etc.
Quelli giunti a la capanna — lì trovarono a Maria
Col suo figlio in compagnia — tutta pura e tutta bella:
Viva, viva etc.
Lì con ogni riverenza — adorarono il Bambino,
Conoscendo esser divino — il mistero della stella:
Viva, viva etc.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Il pastor dalla capanna — guida fuori il bianco armento,
Tutti corrono unitamente — per dar lode al gran Messia:
Viva Pasqua Epifania!
Ogni uccello al suo selvaggio — va cantando il suo linguaggio
E col dir chi è che arriva — evviva il Re, evviva, evviva!
La smarrita tortorella — più non cerca la compagna;
Più non geme né si lagna — la smarrita rondinella,
Viva, viva la Pasquella.
Noi niente qui chiediamo — ma se date qualche cosa,
Siamo gente non ritrosa — prenderemo anche un’agnella;
Viva, viva etc.
Siamo gente onesta e pia — che di tutto (da) chi pole
Prenderemo, anche bragiole — come anche una pollastrella:
Viva, viva etc.
Prima poi di partire — tutti qui saluteremo,
Poi la strada piglieremo — per andare da questa e quella
A cantare la Pasquella.
Prima poi di partire — tutti qui saluteremo
La vergara coi suoi figli — come ancora ogni donzella:
Viva viva la Pasquella!
La leggenda dei Magi o maghi, che partendo da lidi
ignoti e lontani, vanno a trovare Gesù bambino, re-
candogli dei doni, diede origine fra il popolo a una
usanza analoga verso i bambini. Così nella notte mi-
steriosa dell’Epifania viene alle bambine la vecchia, la
befana. Se cattive, compare loro nella persona di una
donna truccata da vecchia strega, con una grossolana
sportola e a cavallo d’una strascicante scopa; e le ri-
prende e con cipiglio severo e grottesco mette paura
a quelle menti ingenue. Se invece son buone, si con-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>tenta solo di visitarle la notte nel sonno, lasciando dei
regali in confetti, castagne, portogalli e fichi secchi,
che le fanciulle, svegliandosi curiose di buon mattino,
trovano nascosti in una calzetta sotto il capezzale o
appesi sotto la cappa del camino, da cui la vecchia suol
discendere.
Ai fanciulli il vecchione viene nella festa susseguente
di S. Antonio abate, il santo che si trova immancabil-
mente ne le stalle dei contadini ed è anche dipinto sul
davanti del barroccio, perchè è il protettore delle be-
stie, con predilezione per quella, che, specialmente di
questi tempi, allieta la mensa delle sue carni squisite,
onde si suol dire:
Sand’Andrè’ — pija lu porcu pe’ lu pe’,
E se non adè grassu, — lascelu pe’ san Tomassu.
Nel detto giorno il parroco esce co l’aspersorio fuori
della chiesa e benedice i cavalli, i somari e i cani ivi
radunati dai fedeli e infioccati con nastri e campanelli
per la fausta occasione.
Nel giorno di S. Antonio si apre anche il Carnevale
e l’autorità dà licenza di portare la maschera. Una volta
si cavava il bando: l’ultima sposa, prima del Carnevale,
brillantemente vestita, andava girando in legno con un
seguito signorile le vie principali della città, gettando
confetti e recando ai concittadini la lieta novella.
Di Carnevale ogni burla vale. Ma dove si vede più ora
la baldoria pazza e ingenuamente biricchina, con la
quale una volta si solennizzavano gli ultimi giorni di<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>grasso precedenti la Quaresima? Vero è che allora,
come dicono i nostri vecchi, c’era più religione e nella
Quaresima si osservava strettamente il digiuno e non
si conoscevan dispense, onde si aveva ben ragione di
cantare:
Finitu Carnoà, finitu amore
E finiti a magna’ li maccheroni.
Quei quaranta giorni di astinenza, che oggi non si
osservano più che nei monasteri e in qualche famiglia
primitiva di campagnoli, dovevano però riuscir ben
lunghi ai nostri nonni, poiché a mezza Quaresima, col
pretesto di segar la vecchia, cercavano prendersi un po’
di respiro.
La nostra civiltà scettica e mercantile, come tante
altre cose, ha ucciso il Carnevale, nè varranno a ri-
suscitarlo gli sforzi artificiosi dei nostri miseri comitati.
Ad esso non sopravvivono che i cosiddetti veglioni. I
giocondi corsi d’una volta, le sfarzose mascherate alle-
goriche, a cui il patriziato senza riguardo a spese si
piaceva prender parte, non saran più che un ricordo
storico:
La libertà batte il tamburo e via
Dilegua medio evo e Carneval.
Di Carnevale si mangiano gli scroccafusi e le frittelle, che sono
paste all’uovo fritte.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>AMORI E NOZZE TRA CAMPAGNOLI.
Un’usanza caratteristica, che non può a meno
di fermare l’attenzione di chi, dopo la messa
e la benedizione domenicali, trovisi all’uscita
dei nostri campagnoli dalla chiesa, si è quella
dell’andare uomini e donne in gruppi distinti.
Le ragazze specialmente, o, per dirla in dialetto con-
tadinesco, le fantelle, muovono in fila di quattro o
cinque per volta, con in mezzo la più bella, tenendosi
strette sotto braccio fra di loro, per quel senso istin-
tivo di timidezza, che è proprio del loro sesso. Di sotto
al fazzoletto di seta o di lana vivamente fiorato, sbuca
la loro testina dai riccioli biondi o bruni e dalle gote
per lo più fresche e colorite come rose d’aprile.
Quante Marì, quante Viole, quante Assunte, quante
La parola è forse derivata dal latino fantulae, come papelle
(farfalle) è una probabile derivazione del diminutivo latino pa-
piliulae<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Rosette, quante Virginelle, quante Caróle fra quelle gio-
vani! E dietro ad esse, rimpannucciati col vestito della
festa , vengono l’ômmini e li joenotti, usciti i primi per
assistere alla loro sfilata.
Molte fiamme in quegli incontri domenicali si ac-
cendono fra quella rusticana gioventù. Molte simpatie
II vestito caratteristico del nostro contadino è d’estate di co-
tone turchino, d’inverno di lana o mezzalana, del colore avana
naturale o di color bigio cenerognolo. Il panno è per lo più tes-
suto in casa dalle donne. Ora i giovani cominciano a vestire di
saja o di altra stoffa di commercio e cominciano a mettere il
colletto alla camicia e la cravatta.
Per sopravveste invernale portano il cappotto (spesso di quelli
appartenuti ai soldati) o la mantella: una volta usavano portare
il sarghetto, una specie di giaccone con cappuccio, di tessuto erto
e resistente, internamente fioccuto, di durata secolare. Di esso è
menzione in un curioso proverbio dialettale relativo alle prime rin-
frescate di agosto e alla processione (compagnia) che si suol fare
nella festa dell’adorato Patrono, la quale cade l’ultimo di quel mese:
Mittete lu sarghittu e ffiàcchete jò, che passa san Julià’ vinidittu.
Le donne vestono con sottana di stoffa casarina bigia. Una volta
usava a fondo carminio con striscioni ranci, verdi e turchini. Ma
ora la stoffa è per lo più compra e di preferenza a scacchetti mi-
nuti rosso e turchino. D’inverno portano il corpetto e più spesso
la maglia bianca o avana; le ragazze la portano volentieri di color
verde pisello a forma di corpetto e col bordo spizzato. Portano
sulle spalle un fazzoletto ordinariamente chiaro, ripiegato in due,
coi lembi di mezzo pendenti di dietro e i lembi laterali incro-
ciati sul petto. Altro fazzoletto più di lusso e ripiegato alla stessa
maniera portano in testa. D’estate usano andare con il semplice
busto e la camicia dalle maniche corte e grettate, e con il faz-
zoletto su le spalle e sul capo.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Rosette, quante Virginelle, quante Caróle fra quelle gio-
vani! E dietro ad esse, rimpannucciati col vestito della
festa , vengono l’ômmini e li joenotti, usciti i primi per
assistere alla loro sfilata.
Molte fiamme in quegli incontri domenicali si ac-
cendono fra quella rusticana gioventù. Molte simpatie
II vestito caratteristico del nostro contadino è d’estate di co-
tone turchino, d’inverno di lana o mezzalana, del colore avana
naturale o di color bigio cenerognolo. Il panno è per lo più tes-
suto in casa dalle donne. Ora i giovani cominciano a vestire di
saja o di altra stoffa di commercio e cominciano a mettere il
colletto alla camicia e la cravatta.
Per sopravveste invernale portano il cappotto (spesso di quelli
appartenuti ai soldati) o la mantella: una volta usavano portare
il sarghetto, una specie di giaccone con cappuccio, di tessuto erto
e resistente, internamente fioccuto, di durata secolare. Di esso è
menzione in un curioso proverbio dialettale relativo alle prime rin-
frescate di agosto e alla processione (compagnia) che si suol fare
nella festa dell’adorato Patrono, la quale cade l’ultimo di quel mese:
Mittete lu sarghittu e ffiàcchete jò, che passa san Julià’ vinidittu.
Le donne vestono con sottana di stoffa casarina bigia. Una volta
usava a fondo carminio con striscioni ranci, verdi e turchini. Ma
ora la stoffa è per lo più compra e di preferenza a scacchetti mi-
nuti rosso e turchino. D’inverno portano il corpetto e più spesso
la maglia bianca o avana; le ragazze la portano volentieri di color
verde pisello a forma di corpetto e col bordo spizzato. Portano
sulle spalle un fazzoletto ordinariamente chiaro, ripiegato in due,
coi lembi di mezzo pendenti di dietro e i lembi laterali incro-
ciati sul petto. Altro fazzoletto più di lusso e ripiegato alla stessa
maniera portano in testa. D’estate usano andare con il semplice
busto e la camicia dalle maniche corte e grettate, e con il faz-
zoletto su le spalle e sul capo.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/154
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/* Trascritta */ Gadget AutoreCitato
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 152 —|}}</noinclude>Esempi di canzoni etniche del popolo? Non seppi trovarne. Mi contento darne due, al popolo ben accette e certo fra le migliori: ''Fenesta ch'alucive'' su cui tanto si scrisse per attribuirla all'uno od all'altro musicista e nella quale lo spunto che pare tolto alla preghiera del ''Mosè'' di {{AutoreCitato|Gioachino Rossini|Rossini}} va a morire e perdersi nella dolce melodia belliniana della ''Sonnambula''; ''Fenesta
vascia'', l'antica colascionata che comincia allo stesso modo della precedente, ma che ne differisce nello svolgimento e che a noi ricorda e fa rivedere le figure di Remigio, dell'onesto Vitale, del povero Belcuore del fido Capi coi quali ab- biamo tutti, da ragazzi, pianto e sorriso, sofferto e gioito (Tav. n. 56, 57).
{{Centrato|⁂}}
Citare altre canzoni? Che vale? Tutti gli anni sono nuove centinaia, ma poche raggiungono la popolarità, pochissime la meritano. Le migliori rimangono sempre quelle poche diremo così passate alla storia come ''Te voglio bene assaje E tu nun pienze a me''; ''Funiculi, funiculà''; ''Marecchiaro''; ''Scetete scè''; ''Santa Lucia''; ed altre poche. Ma in taluna ancora delle moderne risuona l'eco di passati tempi; can-
ta l'anima del partenope abitatore, leone e co- niglio, fanello e signolo, pulcinella e Antony.
Un po' Cirano in conclusione.<noinclude><references/></noinclude>
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Pic57
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 152 —|}}</noinclude>Esempi di canzoni etniche del popolo? Non seppi trovarne. Mi contento darne due, al popolo ben accette e certo fra le migliori: ''Fenesta ch'alucive'' su cui tanto si scrisse per attribuirla all'uno od all'altro musicista e nella quale lo spunto che pare tolto alla preghiera del ''Mosè'' di {{AutoreCitato|Gioachino Rossini|Rossini}} va a morire e perdersi nella dolce melodia belliniana della ''Sonnambula''; <i>Fenesta
vascia</i>, l'antica colascionata che comincia allo stesso modo della precedente, ma che ne differisce nello svolgimento e che a noi ricorda e fa rivedere le figure di Remigio, dell'onesto Vitale, del povero Belcuore del fido Capi coi quali abbiamo tutti, da ragazzi, pianto e sorriso, sofferto e gioito (Tav. n. 56, 57).
{{Centrato|⁂}}
Citare altre canzoni? Che vale? Tutti gli anni sono nuove centinaia, ma poche raggiungono la popolarità, pochissime la meritano. Le migliori rimangono sempre quelle poche diremo così passate alla storia come ''Te voglio bene assaje E tu nun pienze a me''; ''Funiculi, funiculà''; ''Marecchiaro''; ''Scetete scè''; ''Santa Lucia''; ed altre poche. Ma in taluna ancora delle moderne risuona l'eco di passati tempi; can-
ta l'anima del partenope abitatore, leone e co- niglio, fanello e signolo, pulcinella e Antony.
Un po' Cirano in conclusione.<noinclude><references/></noinclude>
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Pic57
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 153 —|}}</noinclude>{{Ct|f=200%|CALABRIA}}
Veramente, prima di scendere alla punta sarebbe stato logico trattenersi un po' a frugare nello sperone, nel collo, nel flosso di questo nostro amatissimo stivale descritto, a parole che rodono come il vetriolo, da {{AutoreCitato|Giuseppe Giusti|Giuseppe Giusti}}.
Ma la cosa, tentata, non m'è riuscita.
Del così detto sperone d'Italia come lo chiama il Vocino in un suo pregevole libro, delle Puglie in genere, nulla fuorchè le descrizioni, ammirabili e minuziose ma pur sempre descrizioni che in fatto di musica non valgono il più piccolo pezzetto di pentagramma con quattro note scritte su.
Della Basilicata propriamente detta una sola canzone, sorta di serenata pastorale che qui ri- porto, ma che mi parve troppo poco per poter fare la regione oggetto di esame critico separato.
Possiamo, tutt'al più, far rilevare al lettore come qui si estendano le propaggini della etnofonia che nei suoi strati primitivi ha tanta affinità coi caratteri della etnofonia calabrese mantenutasi più arcaica, semplice e pura di quella napoletana che di posticce grazie e di belletti fa lenocinio ad attirare il forestiero (Tav. n. 58).<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
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Veramente, prima di scendere alla punta sarebbe stato logico trattenersi un po' a frugare nello sperone, nel collo, nel flosso di questo nostro amatissimo stivale descritto, a parole che rodono come il vetriolo, da {{AutoreCitato|Giuseppe Giusti|Giuseppe Giusti}}.
Ma la cosa, tentata, non m'è riuscita.
Del così detto sperone d'Italia come lo chiama il Vocino in un suo pregevole libro, delle Puglie in genere, nulla fuorchè le descrizioni, ammirabili e minuziose ma pur sempre descrizioni che in fatto di musica non valgono il più piccolo pezzetto di pentagramma con quattro note scritte su.
Della Basilicata propriamente detta una sola canzone, sorta di serenata pastorale che qui ri- porto, ma che mi parve troppo poco per poter fare la regione oggetto di esame critico separato.
Possiamo, tutt'al più, far rilevare al lettore come qui si estendano le propaggini della etnofonia che nei suoi strati primitivi ha tanta affinità coi caratteri della etnofonia calabrese mantenutasi più arcaica, semplice e pura di quella napoletana che di posticce grazie e di belletti fa lenocinio ad attirare il forestiero (Tav. n. 58).<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 154 —|}}</noinclude>Magna Grecia propriamente detta e di cui alcuni costumi e modi della vita odierna si rivelano ancora improntati di greca civiltà e molti altri più antichi e primitivi. Regione dunque per ogni verso interessantissima allo studioso di etnografia, e studiata infatti abbastanza minutamente da archeologi, etnografi, dialettologi, pittori e poeti, scienzati ed artisti di ogni genere, amatori di varietà, curiosità, oggetti in qualche
guisa preziosi per la lavorazione di colore locale. Di musicologi no, ci s'intende. Essi hanno altro da fare. Ci sono tuttora tanti cadaveri di rispettabili musicisti che ai loro tempi vissero senza infamia nè lode che aspettano qualche pietoso restauratore che li rinvernici e li gonfi. li gonfi.... tanto s'anco scoppiassero più morti di quel che sono non potrebbero. Ma occuparsi della canzonetta calabrese che gioverebbe?
Perciò è che in una pubblicazione continuativa che ha per titolo ''L'Italia Artistica'' consistente in una serie di monografie illustrate, pubblicate sotto la direzione del dott. Corrado Ricci, edita con tutto il lusso cui è abituato l'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo, è un volume dedicato alle Calabrie in cui sono riprodotte<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 154 —|}}</noinclude>
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Magna Grecia propriamente detta e di cui alcuni costumi e modi della vita odierna si rivelano ancora improntati di greca civiltà e molti altri più antichi e primitivi. Regione dunque per ogni verso interessantissima allo studioso di etnografia, e studiata infatti abbastanza minutamente da archeologi, etnografi, dialettologi, pittori e poeti, scienzati ed artisti di ogni genere, amatori di varietà, curiosità, oggetti in qualche
guisa preziosi per la lavorazione di colore locale. Di musicologi no, ci s'intende. Essi hanno altro da fare. Ci sono tuttora tanti cadaveri di rispettabili musicisti che ai loro tempi vissero senza infamia nè lode che aspettano qualche pietoso restauratore che li rinvernici e li gonfi. li gonfi.... tanto s'anco scoppiassero più morti di quel che sono non potrebbero. Ma occuparsi della canzonetta calabrese che gioverebbe?
Perciò è che in una pubblicazione continuativa che ha per titolo ''L'Italia Artistica'' consistente in una serie di monografie illustrate, pubblicate sotto la direzione del dott. Corrado Ricci, edita con tutto il lusso cui è abituato l'Istituto Italiano d'Arti Grafiche di Bergamo, è un volume dedicato alle Calabrie in cui sono riprodotte<noinclude><references/></noinclude>
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2026-07-16T13:51:00Z
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 155 —|}}</noinclude>chiese, particolari di monumenti, costumi, statue, paesaggi, tessuti, merletti, gioielli, vasellami, di tutto, fuorchè di musica. La musica non è un'arte e nelle storie delle arti la musica non figura mai. Questa è la vergognosa condizione degli studi musicali in Italia. Questa la ragione che ci costrinse ad aspettare sino all'ultimo mo-
mento ad inserire nel presente volume queste poche note di etnofonia calabrese.
Il lettore quindi ci tenga per scusati se di una regione tanto ricca di colore locale che si sarebbe prestata ad un felicissimo studio di com- parazione con l'etnos siculo, ci limitiamo a dargliene questi pochi cenni che hanno almeno il merito della genuinità essendomene prima sincerato con una rapida ma sicura indagine.
Ecco senz'altro a tav. n. 59, 60, due ninne-nanne già riportate dalla Levi e da me controllate.
La prima delle due con caratteri ipnotici no- tevoli, tanto più evidenti se si eseguiscono lunghi i ''mi'' che formano la sosta e la distesa vocale. La seconda offre che nei versi ha pure nella melodia un che di religioso e, quel che più m'ha colpito, un'aria di famiglia con certa musica sarda, in certa uniformità e rigidezza d'an-
damento e specialmente nell'uniforme ed insistente cadenzare. Qui però, a mio modesto avviso, mancano i caratteri essenziali di melodia sonnifera. Mancano non solo il tono minore che<noinclude><references/></noinclude>
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Giaccai
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 26 —|}}</noinclude>I più eleganti fra i militari sono quelli che appartengono al Corpo dell'Aviazione che è assai curato. Le linee postali aeree con la Germania funzionano regolarmente, due volte per settimana. Sono allo studio comunicazioni aeree per tutta una rete interna. La Russia costruisce già da sè i suoi aeroplani, come i suoi mezzi di difesa.
Domani corse a Kadinka. Nome che rievoca una delle più terribili tragedie accadute in Russia, ricordato dal generale, divenuto scrittore, Krasnoff, nel suo romanzo in otto volumi: Dall'aquila alla bandiera rossa. Fu all'incoronazione dell'ultimo Zar, nel 1894. La cerimonia avvenne a Kadinka, nell'immenso ippodromo, dove dinanzi al palco imperiale era convenuta una folla di qualche centinaio di migliaia di persone accorse da tutta la Russia. Il campo era solcato da profondi fossati che il granduca Sergio direttore dello spettacolo aveva fatto coprire con delle tavole. Ad un dato momento la folla, per avvicinarsi al palco dello Zar, invade gli spazi coperte di tavole, il legno cede, la gente precipita nel fossato, le ondate umane sopraggiungenti cadono anch'esse sui primi caduti, li seppelliscono, li soffocano: avviene la strage. Duemila e più persone trovarono la morte nella catastrofe, ma non per questo la cerimonia s'interruppe o fu sospeso per il mostruoso lutto il ballo serale alla corte... Mentre per le vie di Mosca rotolavano teorie di carri colmi dei morti della spaventosa tragedia (Krasnoff descrive le gambe, le braccia degli uccisi penzolanti dai carri) al Kremlino si tripudiava. Il granduca Sergio gettò la responsabilità dell'accaduto sul suo segretario e fu tutto. Il nome di Kadinka entrò nella lingua russa come espressione tipica di strage, e non decadde dall'uso neppure dopo le altre innumerevoli inutili stragi della guerra (chi non ricorda i battaglioni di fanteria russa che per mancanza di fucili, entravano disarmati nella zona battuta e avanzavano all'assalto brandendo bastoni in attesa di raccogliere le armi dei caduti?). Infatti ai funerali di Worowsky, dove non furono stesi cordoni di truppa per permettere alla folla di circondare da vicino il feretro e rendergli un intimo solenne omaggio, la gente che faceva ala gridava alla folla che premeva eccessiva: «Volete ripetere Kadinka?».
Alle corse di Kadinka si ostenta del lusso da parte dei nuovi ricchi ma pare, da quanto sento dire, che i moscoviti e sopratutto le moscovite potrebbero farne assai di più di quello che ostensibilmente si vede. Molti vanno dimessi perchè la lotta fra la borghesia, che vorrebbe riprendere le abitudini di un tempo, e il comunismo che colpisce con balzelli elevati coteste abitudini, adottandole come criterio di tassazione degli individui, è accanita. Non si può dire ancora chi nella lotta finirà per vincere. Constato che la borghesia intendo la nuova<noinclude><references/></noinclude>
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Giaccai
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 27 —|}}</noinclude>si lascia quasi sempre trascinare alla gioia mentre dal suo canto il Go- verno non le dà tregua per spremerle denaro in ogni modo. Sono fermamente sicuro che se le cooperative, nelle quali quasi sempre il Governo è interessato, e che gestiscono i grandi ''restaurants'' alla moda, raddoppiassero domani i prezzi, che sono già iperbolici in relazione con il costo effettivo dei generi sul mercato, la borghesia nuova si lascierebbe egualmente pelare accorrendo in massa in quei locali. I nuovi ricchi russi non sanno imporsi la prudenza fiscale di non dimostrare eccessivamente di aver guadagnato molti denari. I poveri rimangono proprio i comunisti, e vien da ridere pensando a quello che di loro si è detto fuori della Russia, immaginandoli arricchiti con le spogliazioni dell'antica borghesia. Bisogna conoscere le paghe che percepiscono i funzionari anche elevati, che non basterebbero a pagare una cena all'Hermitage e osservare la modestia degli abiti che portano indosso e vedere l'unica cameretta che lo Stato concede per alloggio loro e della loro compagna.
Per puro caso oggi ho assistito in un corridoio dell'''Hôtel Savoy'' alla partenza del signor Jordansky, il nuovo ambasciatore russo a Roma; ho visto passarmi sotto gli occhi i suoi bagagli. Sembravano quelli di un emigrante! Una cassa di legno grezzo, un vecchio cestone tenuto insieme con le corde, un paio di valigie sdruscite, della forma di mezzo secolo fa... E sono tutti così questi pretesi depredatori di gioie, di oro, di brillanti, che fanno dodici ore di orario di ufficio al giorno, e in più, quasi sempre, i maestri degli operai nelle officine o il giornalista o lo scrittore, non per cercare di aumentare il magrissimo provento di funzionari, (che parola ostica questa per un comunista!) dei Soviet, ma per illudersi di condurre un'esistenza meno materiale.
Kalinine, Presidente della Repubblica Socialista Russa dei Soviet, mi aveva fatto sapere che potevo recarmi a visitarlo.
Sulla porta del palazzo presidenziale nessuna guardia. Le scale sono ingombre di gente che sale e che scende, il luogo è simile a un qualunque ufficio pubblico. Entriamo in una sala divisa a metà da una cancellata di legno. Da una parte sedute o in piedi una sessantina di persone aspettano di essere introdotte dal Presidente. È tutta gente del popolo e della più modesta. Vi sono mutilati di guerra sulle loro grucce, donne coi bambini in braccio, contadini, operai, soldati. Il Presidente riceve tutti. Non esistono impacci di sorta per avvicinarlo e parlargli. Chi vuol vederlo non ha che entrare nella sala, mettersi in nota dall'usciere che sta alla cancellata e aspettare il suo turno. Si va da Kalinine per chiedergli di tutto, dal consiglio al piccolo favore e alla riduzione della tassa. Egli, come si sa, è un autentico contadino pieno di<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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Giaccai
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 28 —|}}</noinclude>uon senso e d'istinto politico. Ha una cinquantina d'anni, è nel quarto della sua carica e di carattere bonario, indulgente e filosofo. L'usciere però ci fa sapere che Kalinine non c'è... È partito inaspettatamente qualche ora fa per la Siberia. La mia guida entra nell'ufficio accanto per saperne di più. La segretaria, alla scrivania, ci conferma infatti che Kalinine se ne è andato. Ha lasciato detto che se desidero vederlo non ho che da raggiungerlo. Starà fuori qualche mese. Il presidente Kalinine parla al popolo. ― dal Senta mi suggerisce il comunista che m'accompagna momento che anche lei va in Siberia, lo incontrerà di certo lungo la Transiberiana. Si contenti per oggi di vedere il vice-Presidente. Il vice-Presidente dell'Unione delle Repubbliche Russe, Smidovich, è un «compagno» completamente diverso da Kalinine. Ha una sessantina d'anni e un passato rivoluzionario di primo ordine. È insomma un comunista militante, che ha sofferto persecuzioni, carcere, deportazione. La sua personalità s'integra con quella di Kalinine nel senso che il primo rappresenta la strabocchevole forza della Nuova Russia, i contadini, che sono il 95% del popolo, e il secondo l'idea comunista che quel popolo oggi regge. L'ufficio di Smidovich è elegante. Bei mobili nuovi, soffici e ampie poltrone di cuoio, una massiccia scrivania ingombra di tre telefoni. L'uomo ha una fisonomia severa, una espres<noinclude><references/></noinclude>
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Giaccai
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 28 —|}}</noinclude>uon senso e d'istinto politico. Ha una cinquantina d'anni, è nel quarto della sua carica e di carattere bonario, indulgente e filosofo. L'usciere però ci fa sapere che Kalinine non c'è... È partito inaspettatamente qualche ora fa per la Siberia. La mia guida entra nell'ufficio accanto per saperne di più. La segretaria, alla scrivania, ci conferma infatti che Kalinine se ne è andato. Ha lasciato detto che se desidero vederlo non ho che da raggiungerlo. Starà fuori qualche mese.
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}} ― Senta ― mi suggerisce il comunista che m'accompagna ― dal momento che anche lei va in Siberia, lo incontrerà di certo lungo la Transiberiana. Si contenti per oggi di vedere il vice-Presidente.
Il vice-Presidente dell'Unione delle Repubbliche Russe, Smidovich, è un «compagno» completamente diverso da Kalinine. Ha una sessantina d'anni e un passato rivoluzionario di primo ordine. È insomma un comunista militante, che ha sofferto persecuzioni, carcere, deportazione. La sua personalità s'integra con quella di Kalinine nel senso che il primo rappresenta la strabocchevole forza della Nuova Russia, i contadini, che sono il 95% del popolo, e il secondo l'idea comunista che quel popolo oggi regge. L'ufficio di Smidovich è elegante. Bei mobili nuovi, soffici e ampie poltrone di cuoio, una massiccia scrivania ingombra di tre telefoni. L'uomo ha una fisonomia severa, una espres<noinclude><references/></noinclude>
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Giaccai
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 28 —|}}</noinclude>uon senso e d'istinto politico. Ha una cinquantina d'anni, è nel quarto della sua carica e di carattere bonario, indulgente e filosofo. L'usciere però ci fa sapere che Kalinine non c'è... È partito inaspettatamente qualche ora fa per la Siberia. La mia guida entra nell'ufficio accanto per saperne di più. La segretaria, alla scrivania, ci conferma infatti che Kalinine se ne è andato. Ha lasciato detto che se desidero vederlo non ho che da raggiungerlo. Starà fuori qualche mese.
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― Senta ― mi suggerisce il comunista che m'accompagna ― dal momento che anche lei va in Siberia, lo incontrerà di certo lungo la Transiberiana. Si contenti per oggi di vedere il vice-Presidente.
Il vice-Presidente dell'Unione delle Repubbliche Russe, Smidovich, è un «compagno» completamente diverso da Kalinine. Ha una sessantina d'anni e un passato rivoluzionario di primo ordine. È insomma un comunista militante, che ha sofferto persecuzioni, carcere, deportazione. La sua personalità s'integra con quella di Kalinine nel senso che il primo rappresenta la strabocchevole forza della Nuova Russia, i contadini, che sono il 95% del popolo, e il secondo l'idea comunista che quel popolo oggi regge. L'ufficio di Smidovich è elegante. Bei mobili nuovi, soffici e ampie poltrone di cuoio, una massiccia scrivania ingombra di tre telefoni. L'uomo ha una fisonomia severa, una espres<noinclude><references/></noinclude>
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Giaccai
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 29 —|}}</noinclude>sione di ferrea volontà, dei lineamenti piuttosto duri, alieni dal sorriso. Anche Smidovich come Kalinine non parla che il russo Ma la gente preferisce raccontar le sue pene e i suoi desideri a Kalinine anzichè a Smidovich.
Espongo al vice-Presidente le mie domande: mi risponde lentamente e con precisione. Si parla dei risultati del Congresso pan-russo testè chiusosi, che ha preso delle decisioni importanti nei riguardi dell'mministrazione
{{FI
|file = Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone (page 33 crop).jpg
|width = 90%
|caption =
}}dell'Unione delle Repubbliche, decisioni che verranno sanzionate nel prossimo Congresso. I differenti Stati dell'Unione avranno dei governi completamente autonomi. La centralizzazione sussisterà solo per la rappresentanza all'estero, per la difesa nazionale, per le comunicazioni, pel controllo di Stato e pel commercio estero. Particolare che mi sorprende: il vice-presidente mi dichiara che la Russia dei Soviet non costringe nessuno degli Stati a entrar per forza nella Confederazione; se qualcuno vorrà staccarsene sarà padronissimo di farlo. Del resto nessun Soviet di nessuno Stato ha tendenze separatiste, godendo della più ampia autonomia. Domando ancora al vice-presidente se crede alla pace o alla guerra in Europa, ed egli mi risponde che le minaccie di nuovi conflitti sus<noinclude>{{PieDiPagina|{{x-smaller|2 CIPOLLA. Per la Siberia, in Cina e Giappone.}}||}}</noinclude>
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Giaccai
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 30 —|}}</noinclude>sistono in Occidente, mentre in Oriente, grazie alla politica profondamente pacifista della Russia, è da credere che la calamità della guerra non strazierà più i popoli. (A proposito: ho constatato che oramai i russi si avvezzano a ridersene anche delle idee bellicose che serpeggiano in Polonia. Una vignetta di un giornale umoristico di Mosca commentava giorni sono assai lepidamente le parole del presidente polacco che disse «aspirare la Polonia a svilupparsi ad Oriente». Lo sviluppo » era infatti rappresentato da una testa di polacco sormontata dal tradizionale berretto quadrato con la guancia sinistra enormemente enfiata. E il gonfiore che rendeva il viso mostruoso era lo sviluppo ad Oriente). « Mi levo, strette di mano silenziose. Il vice-Presidente che indossa il camiciotto di tela dell'operaio, si leva anch'esso. Usciamo. La folla, nella sala, aspetta sempre Kalinine. Non vuol persuadersi che è proprio partito in viaggio per l'immenso paese dove migliaia di contadini e di operai lo aspetteranno nelle stazioni di legno per chiamarlo «compagno» e indirizzarsi a lui senza imbarazzo in una semplicità assoluta da eguale ad eguale. - Al ritorno dalla Casa Presidenziale la mia guida che è un amabile funzionario del Commissariato degli Esteri mi fa delle confidenze. Sono felice _ mi dice quando posso insegnare agli operai. È una grande soddisfazione per me. Dimentico l'ufficio e la minaccia di diventar «funzionario» che pesa sul mio capo. La nostra vera forza sono gli operai. Un operaio entra facilmente nel partito (il comunista) mentre i contadini hanno molte difficoltà per potervisi iscrivere. Per i contadini il mezzo più spiccio è di passare per l'Esercito rosso. Per i borghesi, non parliamone, la loro ammissione ufficiale nella famiglia comunista è quasi impossibile. - • Come distinguono i Soviet domando gli individui che comunque fanno parte del sistema amministrativo statale? - · In produttivi ed improduttivi. Io, per esempio, sono di questi ultimi e appartengo alla 14ª categoria. (Di categorie ve ne sono diciassette). Per quello che la borghesia occidentale chiama percezione.di assegni, sono fissati alla mia categoria circa 3 miliardi al mese (400 lire). Qualche tempo fa gli improduttivi furono soggetti ad una ritenuta a vantaggio dei metallurgici che, causa la stasi dell'industria, eran rimasti senza lavoro. Ma il momento esaltante del comunismo è passato. È stato brutale, se volete, inesorabile come la legge darwiniana perchè solo i migliori resistettero, ma conteneva tutta la dinamica rivoluzionaria. Allora l'aspetto della città dava una visione perfetta della crisi. La massa inerte, vinta, destinata a soggiacere, in<noinclude><references/></noinclude>
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Mi levo, strette di mano silenziose. Il vice-Presidente che indossa il camiciotto di tela dell'operaio, si leva anch'esso. Usciamo. La folla, nella sala, aspetta sempre Kalinine. Non vuol persuadersi che è proprio partito in viaggio per l'immenso paese dove migliaia di contadini e di operai lo aspetteranno nelle stazioni di legno per chiamarlo «compagno» e indirizzarsi a lui senza imbarazzo in una semplicità assoluta da eguale ad eguale.
Al ritorno dalla Casa Presidenziale la mia guida che è un amabile funzionario del Commissariato degli Esteri mi fa delle confidenze.
− Sono felice − mi dice − quando posso insegnare agli operai. È una grande soddisfazione per me. Dimentico l'ufficio e la minaccia di diventar «funzionario» che pesa sul mio capo. La nostra vera forza sono gli operai. Un operaio entra facilmente nel partito (il comunista) mentre i contadini hanno molte difficoltà per potervisi iscrivere. Per i contadini il mezzo più spiccio è di passare per l'Esercito rosso. Per i borghesi, non parliamone, la loro ammissione ufficiale nella famiglia comunista è quasi impossibile.
− Come distinguono i Soviet − domando − gli individui che comunque fanno parte del sistema amministrativo statale?
− In produttivi e improduttivi. Io, per esempio, sono di questi ultimi e appartengo all a 14ª categoria. (Di categorie ve ne sono diciassette). Per quello che la borghesia occidentale chiama percezione.di assegni, sono fissati alla mia categoria circa 3 miliardi al mese (400 lire). Qualche tempo fa gli improduttivi furono soggetti ad una ritenuta a vantaggio dei metallurgici che, causa la stasi dell'industria, eran rimasti senza lavoro. Ma il momento esaltante del comunismo è passato. È stato brutale, se volete, inesorabile come la legge darwiniana perchè solo i migliori resistettero, ma conteneva tutta la dinamica rivoluzionaria. Allora l'aspetto della città dava una visione perfetta della crisi. La massa inerte, vinta, destinata a soggiacere, in<noinclude><references/></noinclude>
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Mi levo, strette di mano silenziose. Il vice-Presidente che indossa il camiciotto di tela dell'operaio, si leva anch'esso. Usciamo. La folla, nella sala, aspetta sempre Kalinine. Non vuol persuadersi che è proprio partito in viaggio per l'immenso paese dove migliaia di contadini e di operai lo aspetteranno nelle stazioni di legno per chiamarlo «compagno» e indirizzarsi a lui senza imbarazzo in una semplicità assoluta da eguale ad eguale.
Al ritorno dalla Casa Presidenziale la mia guida che è un amabile funzionario del Commissariato degli Esteri mi fa delle confidenze.
− Sono felice − mi dice − quando posso insegnare agli operai. È una grande soddisfazione per me. Dimentico l'ufficio e la minaccia di diventar «funzionario» che pesa sul mio capo. La nostra vera forza sono gli operai. Un operaio entra facilmente nel partito (il comunista) mentre i contadini hanno molte difficoltà per potervisi iscrivere. Per i contadini il mezzo più spiccio è di passare per l'Esercito rosso. Per i borghesi, non parliamone, la loro ammissione ufficiale nella famiglia comunista è quasi impossibile.
− Come distinguono i Soviet − domando − gli individui che comunque fanno parte del sistema amministrativo statale?
− In produttivi e improduttivi. Io, per esempio, sono di questi ultimi e appartengo all a 14ª categoria. (Di categorie ve ne sono diciassette). Per quello che la borghesia occidentale chiama percezione.di assegni, sono fissati alla mia categoria circa 3 miliardi al mese (400 lire). Qualche tempo fa gli improduttivi furono soggetti ad una ritenuta a vantaggio dei metallurgici che, causa la stasi dell'industria, eran rimasti senza lavoro. Ma il momento esaltante del comunismo è passato. È stato brutale, se volete, inesorabile come la legge darwiniana perchè solo i migliori resistettero, ma conteneva tutta la dinamica rivoluzionaria. Allora l'aspetto della città dava una visione perfetta della crisi. La massa inerte, vinta, destinata a soggiacere, in<noinclude><references/></noinclude>
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Mi levo, strette di mano silenziose. Il vice-Presidente che indossa il camiciotto di tela dell'operaio, si leva anch'esso. Usciamo. La folla, nella sala, aspetta sempre Kalinine. Non vuol persuadersi che è proprio partito in viaggio per l'immenso paese dove migliaia di contadini e di operai lo aspetteranno nelle stazioni di legno per chiamarlo «compagno» e indirizzarsi a lui senza imbarazzo in una semplicità assoluta da eguale ad eguale.
Al ritorno dalla Casa Presidenziale la mia guida che è un amabile funzionario del Commissariato degli Esteri mi fa delle confidenze.
− Sono felice − mi dice − quando posso insegnare agli operai. È una grande soddisfazione per me. Dimentico l'ufficio e la minaccia di diventar «funzionario» che pesa sul mio capo. La nostra vera forza sono gli operai. Un operaio entra facilmente nel partito (il comunista) mentre i contadini hanno molte difficoltà per potervisi iscrivere. Per i contadini il mezzo più spiccio è di passare per l'Esercito rosso. Per i borghesi, non parliamone, la loro ammissione ufficiale nella famiglia comunista è quasi impossibile.
− Come distinguono i Soviet − domando − gli individui che comunque fanno parte del sistema amministrativo statale?
− In produttivi e improduttivi. Io, per esempio, sono di questi ultimi e appartengo all a 14ª categoria. (Di categorie ve ne sono diciassette). Per quello che la borghesia occidentale chiama percezione.di assegni, sono fissati alla mia categoria circa 3 miliardi al mese (400 lire). Qualche tempo fa gli improduttivi furono soggetti ad una ritenuta a vantaggio dei metallurgici che, causa la stasi dell'industria, eran rimasti senza lavoro. Ma il momento esaltante del comunismo è passato. È stato brutale, se volete, inesorabile come la legge darwiniana perchè solo i migliori resistettero, ma conteneva tutta la dinamica rivoluzionaria. Allora l'aspetto della città dava una visione perfetta della crisi. La massa inerte, vinta, destinata a soggiacere, in<noinclude><references/></noinclude>
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Mi levo, strette di mano silenziose. Il vice-Presidente che indossa il camiciotto di tela dell'operaio, si leva anch'esso. Usciamo. La folla, nella sala, aspetta sempre Kalinine. Non vuol persuadersi che è proprio partito in viaggio per l'immenso paese dove migliaia di contadini e di operai lo aspetteranno nelle stazioni di legno per chiamarlo «compagno» e indirizzarsi a lui senza imbarazzo in una semplicità assoluta da eguale ad eguale.
Al ritorno dalla Casa Presidenziale la mia guida che è un amabile funzionario del Commissariato degli Esteri mi fa delle confidenze.
− Sono felice − mi dice − quando posso insegnare agli operai. È una grande soddisfazione per me. Dimentico l'ufficio e la minaccia di diventar «funzionario» che pesa sul mio capo. La nostra vera forza sono gli operai. Un operaio entra facilmente nel partito (il comunista) mentre i contadini hanno molte difficoltà per potervisi iscrivere. Per i contadini il mezzo più spiccio è di passare per l'Esercito rosso. Per i borghesi, non parliamone, la loro ammissione ufficiale nella famiglia comunista è quasi impossibile.<br>
− Come distinguono i Soviet − domando − gli individui che comunque fanno parte del sistema amministrativo statale?<br>
− In produttivi e improduttivi. Io, per esempio, sono di questi ultimi e appartengo all a 14ª categoria. (Di categorie ve ne sono diciassette). Per quello che la borghesia occidentale chiama percezione.di assegni, sono fissati alla mia categoria circa 3 miliardi al mese (400 lire). Qualche tempo fa gli improduttivi furono soggetti ad una ritenuta a vantaggio dei metallurgici che, causa la stasi dell'industria, eran rimasti senza lavoro. Ma il momento esaltante del comunismo è passato. È stato brutale, se volete, inesorabile come la legge darwiniana perchè solo i migliori resistettero, ma conteneva tutta la dinamica rivoluzionaria. Allora l'aspetto della città dava una visione perfetta della crisi. La massa inerte, vinta, destinata a soggiacere, in<noinclude><references/></noinclude>
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{{Ct|f=90%|L=0.3em|v=2|DI}}
{{Ct|f=110%|v=2|GAETANO GUTTIERES}}
{{Ct|L’INVERNO}}
<poem>
{{Xx-larger|A}}h, che de li orti l’onor fuggio,
E a li sfrondati colli, ed i campi
Diede il pomoso Nume l’addio!
Già del biforme Chiron l’alberge
Abbandonando il gran Pianeta
Scalda al villoso Caprone il tergo;
E assai più obbliqui li raggi suoi
Vibrando, ad altri dona del giorno
La molta parte, che toglie a noi.
Ecco da i monti, che biancheggiante
Mostran l’alpestre selvosa cima,
Il pigro scende Verno tremante:</poem><noinclude><references/></noinclude>
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E a li sfrondati colli, ed i campi
Diede il pomoso Nume l’addio!
Già del biforme Chiron l’albergo
Abbandonando il gran Pianeta
Scalda al villoso Caprone il tergo;
E assai più obbliqui li raggi suoi
Vibrando, ad altri dona del giorno
La molta parte, che toglie a noi.
Ecco da i monti, che biancheggiante
Mostran l’alpestre selvosa cima,
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<noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||(14)|}}</noinclude><poem> Nell’aere già senti,
E l’appressar terribile
E lo gridar de’ spenti;
No, non bramar il feretro,
No, non cader con loro;
Trema, infeconda vergine,
Trema, chè il vero mancati
Primo d’Iddio tesoro,
Santa fecondità{{Nota separata|Pagina:Saluzzo - Ipazia, 1827, I.djvu/22|2|}}.
Il nobil ponte mancati,
Che guida a Dio gli spiriti,
E donde il largo varcasi
Fiume d’eternità.
E chi madre non chiamasi
Non varcherà, son certo,
Questo fecondo ed unico
Fiume di verità.
Dei spenti nel deserto,
Ignoto lido inospite,
Ella starà col misero
Che mai nel terren provido
Non fece il solco aperto,
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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{{R|225}}E l’appressar terribile
E lo gridar de’ spenti;
No, non bramar il feretro,
No, non cader con loro;
Trema, infeconda vergine,
{{R|230}}Trema, chè il vero mancati
Primo d’Iddio tesoro,
Santa fecondità{{Nota separata|Pagina:Saluzzo - Ipazia, 1827, I.djvu/22|2|}}.
Il nobil ponte mancati,
Che guida a Dio gli spiriti,
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Questo fecondo ed unico
{{R|240}}Fiume di verità.
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Ignoto lido inospite,
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Che mai nel terren provido
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{{Ct|f=110%|v=2|PELLEGRINO SALANDRI}}
<poem>
{{Xx-larger|C}}anto sciogliamo a lui, ch’unico e solo
Ai vassalli e ai monarchi arbitro impera,
Che l’ordin cangia alla natura, e al suolo,
E fu sempre qual è, sarà qual era;
Che la speme al timore, il gaudio al duolo
Contempra, come fa sfera con sfera,
E versa e mesce ovunque il sol si aggira
Di pietade i tesori a quei dell’ira.
Canto sciogliamo a lui, ch’or morte arresta,
Ed or le aggiugne acuto sprone al fianco,
Quando gli empj il suo sdegno urta e calpesta,
O quando è pago, e di punir già stanco,
E con l’animatrice aura, che desta,
L’ossa spolpate avviva, e ’l cener bianco,
E fa di un guardo al lampeggiar sereno
Ripullular la gioja al pianto in seno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Federicor
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||(15)|}}</noinclude><poem> E ch’or fantasma ed ombra,
Inoperoso spirito,
Con l’infeconda vergine
Nella notte cadrà.
{{R|250}}Trema! un bambino ingenuo
Non vien le palme timide
Sovra il gran ponte a porgerti;
Il chiuso ponte eterno,
Onde ha divin governo
{{R|255}}Santa fecondità.
Sul lido ti ha fermata
Crudel fatalità.
Tosto Aristea con non voluti accenti,
Eternamente a piangere dannata,
{{R|260}}Parlerai con gli spenti.
Ma non mirare il mio terribil volto,
Ove il fuoco d’Iddio stassi raccolto.
V’è un Nume altissimo,
Riproduttore,
{{R|265}}Fra sante, lucide, calde faville,
Possente, mistico, eternatore.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|166||}}</noinclude>
{{Ct|f=150%|v=2|LE TRE GRECHE}}
{{Ct|f=110%|L=0.1em|v=2|POEMETTO}}
{{Ct|f=90%|L=0.2em|v=2|DI}}
{{Ct|f=110%|v=2|GIO. SALVATORE DE-COUREIL}}
<poem>
{{Xx-larger|G}}ran popolo di garbo era già il Greco,
Allor quando fiorian Corinto e Atene,
Grazie e Muse soleano abitar seco,
E i dotti ingegni si pagavan bene,
Gli architetti, i poeti, ed i pittori
Eran proprio trattati da signori.
Nè si premiavan sol gli uomini dotti,
Premiavani ancor più gli uomini onesti,
I vecchi generosi, i giovinotti
Seguaci di virtù, saggi e modesti,
E ogn’anno si premiavano gli amanti
Più fidi, più sinceri, e più costanti.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Poemetti italiani, vol. XII.djvu/190
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>
{{Ct|f=150%|L=0.2em|v=2|L’ITALIA}}
{{Ct|f=110%|v=2|POEMETTO INEDITO}}
{{Ct|f=90%|v=2|DEL CONTE}}
{{Ct|f=110%|v=2|BENVENUTO DI S. RAFAELE}}
{{Ct|f=90%|v=2|AL CONTE}}
{{Ct|f=110%|v=2|BAVA DI S. PAOLO}}
<poem>
{{Xx-larger|I}}o che primier le ignote onde solcando
Del politico mare osai le vele <ref>''Allude l’Autore ad altri due Poemetti sopra l’Italia già da lui pubblicati.''</ref>
Credere ai venti di procelle armati
Or più dimesso alfin, nè men leggiadro
Nuovo imprendo lavor, che quante in seno
L’Italo suol rare dovizie accoglie,
Convien che di possenti Ascree faville
Largo e fulgido nembo orni ed allumi;
E ben degg’io sperar, Conte, che sacri
A te questi miei carmi un solo istante</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 156 —|}}</noinclude>talvolta manca, ma anche le lunghe soste in cui la voce si distende in una nota tenuta che va dal piano al pianissimo, al nulla, al silenzio, al riposo assoluto, al sonno. In cambio ha vivi caratteri etnici, incomincia e finisce la frase su movimento e porzione di movimento debole, e cadenza anzichè dalla sensibile dalla sopra tonica alla tonica.
{{Centrato|⁂}}
Ricordo l'impressione curiosa, quasi di spavento, come alla presenza di un di quegli animali fantastici raffigurati ne' libri delle favole ch'io a furia di guardarli vedevo muoversi ne' fogli il giorno e inseguirmi e vomitar fuoco ne' sogni la notte, che da bambino provavo quando, sbalestrati dalla miseria, capitavano nella nostra isola i girovaghi suonatori abruzzesi e più specialmente calabresi.
Mostri chimerici davvero. Un alto cappello a pan di zucchero o più propriamente a cono tronco ornato di cento nastri dei più svariati e vivaci colori e guernito di bubboli e sonagli che ad ogni scossa di testa tinnivano e risuonavano. Vestiti di velluto o di grosso panno divenuto di un colore indefinibile pel lungo uso anzi abuso e strapazzo fino a mostrare qua e là la corda e costretti a sostenere più di un'ampia {{Pt|rappez-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|||167}}</noinclude><poem>
D’Atene nel Teatro n’ coturnata
Di poi sen venne a passeggiar le scène
Di neri toschi, e di pugnale armata
La grandiloque altèra Melpomène
Della più bella donna entro ’l consesso,
Il premio dell’amore era concesso.
Quel giovinetto, che nell’anno scorso
Avea di salda fè, di tenerezza
Date più prove senza aver trascorso
Nel lubrico sentier della mollezza,
Era di sacro mirto incoronato,
E degli amanti principe acclamato.
Ma doveasi però dalle donzelle
Espor le gesta degli amanti loro,
Doveansi arringhe far semplici e belle,
E salvate le leggi del decoro
Senza l’orpello, e l’esagerazione
Narrar de’ fidi loro ogni azione.
E chi v’avesse intrusa una bugia
Escludeva l’amante dal concorso,
La legge era un po’ dura in fede mia!
Non incastrar menzogne in un discorso;
Ma sappiamo che donne innamorate
Son di frodi, e bugie tutte impastate.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pic57
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 157 —|}}</noinclude>{{Pt|zatura|rappezzatura}} ritagliata in forma di fiore o d'ornati con l'onesta intenzione di farla parere volontario abbellimento. Calzari che ricordano i greci, con
striscioline di cuoio che s'intrecciano e stringono la gamba dal piede fino al ginocchio. Una grancassa affibbiata sulle spalle a mo' di gobba di cammello e messa in tal guisa per poterla suonare con la mazza legata al gomito; sulla gran cassa i piatti e al superiore di questi lega- ta una corda che passando nell'interno della gran cassa va a legarsi ad un piede del suonatore. Strumento principale una cornamusa che col suo enorme otre forma una seconda gobba davanti per far così riscontro all'altra anzi detta.
Così, con un'energica scrollata di testa, una go- mitata, un calcio e una forte soffiata, quest'uomo tutto gonfio.... di suono, se non di pane, poteva dare l'illusione di una intiera orchestra da baraccone.
Cogli anni il mostro s'è, ai miei occhi, trasformato in un povero uomo che il bisogno
spinge fuori del suo tugurio, lungi dal suo paesello, talvolta lontano dalla sua patria. S'è trasformato anche in una preziosa fonte di impressioni artistiche pure, e udendo il ronzante suono della cornamusa rievoco le Calabrie preistoriche e quelle colonizzate dai greci e riavvicino il girovago suonatore Italiano al pastorale suonatore di zampogna incontrato dal Mosso in<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Nunzio de’ suoi decreti Angiol le piume
Batte lievi per l’etra, e sale e scende:
Or di biondo garzon forma e costume,
Or di foco sembianze e moto prende,
E più sottil che permeante lume
Nullo obbietto il passaggio a lui contende,
Che si avanza, si asconde, o si allontana
Più che nebbia fugace, ed ombra vana.
Qualor ministro del divin furore
Precipita tremendo alla vendetta,
Fra i labbri tien vivo-spiranti ardore
Ignita spada, e in mano arco e saetta;
Pon gli elementi in guerra, e n’escon fuore
La folgore trisulca, e l’aria infetta;
Ben io lo vidi un giorno, e vidi cose
Che m’accingo a narrar, com’e’ m’impose.
Stavami l’arte a meditar del canto
Alle vallette mie girando intorno
Là dove Maro al padre Mincio accanto
Ebbe la culla, e il rustical soggiorno,
E dove il lago si restringe tanto,
Che fa poi nel natio fiume ritorno,
E dall’angusta chiuso erbosa sponda
L’illustre nome in Po lascia con l’onda.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Quando da lunge un tuonar fordo asco!to Che la campagna ingombra di spavento; Il ciel si annebbia, al fol si copre il volto, E per notte affrettata appar già (pento; In vortici è il compreffà aere rivolto Dal multiforme furiar del vento, Allumafi fovente, e par che avvampi Al fulgor tetro de’ fulfurei lampi. Ripon la falce il villanello, e fugge Lasciando spaventato a mezzo l’opra, El bue, che in fuono...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Quando da lunge un tuonar fordo asco!to
Che la campagna ingombra di spavento;
Il ciel si annebbia, al fol si copre il volto,
E per notte affrettata appar già (pento;
In vortici è il compreffà aere rivolto
Dal multiforme furiar del vento,
Allumafi fovente, e par che avvampi
Al fulgor tetro de’ fulfurei lampi.
Ripon la falce il villanello, e fugge
Lasciando spaventato a mezzo l’opra,
El bue, che in fuono lamentevol mugge
Ratto al prefepe di condur s’adopra;
Fuggo anch’io, che più irato il tuono rugge;
E all’umil tetto mio già il nembo è fopra,
E della cafa in baffa parte oscura
Attendo il fin della fatal sciagura.
Già nube rea di color vario asperfa
Le squallide fonanti ale dilata,
Onde fu i campi fottoposti verfa,
E mesce pioggia in grandine denfita;
Dal gel la speme è in un balen disperfa,
Che avean l’estive fiamme accelerata,
Ove la grandin procellofa cade
Orma più non appar d’erbe e di biade.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Quando da lunge un tuonar sordo ascolto
Che la campagna ingombra di spavento;
Il ciel si annebbia, al sol si copre il volto,
E per notte affrettata appar già spento;
In vortici è il compressà aere rivolto
Dal multiforme furiar del vento,
Allumasi sovente, e par che avvampi
Al fulgor tetro de’ sulfurei lampi.
Ripon la falce il villanello, e fugge
Lasciando spaventato a mezzo l’opra,
E ’l bue, che in suono lamentevol mugge
Ratto al presepe di condur s’adopra;
Fuggo anch’io, che più irato il tuono rugge;
E all’umil tetto mio già il nembo è sopra,
E della casa in bassa parte oscura
Attendo il fin della fatal sciagura.
Già nube rea di color vario aspersa
Le squallide sonanti ale dilata,
Onde su i campi sottoposti versa
E mesce pioggia in grandine densata;
Dal gel la speme è in un balen dispersa,
Che avean l’estive fiamme accelerata,
Ove la grandin procellosa cade
Orma più non appar d’erbe e di biade.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Ben più fiate fuor spingo la testa, Poi trarla indietro un nuovo orror mi sforza, Cui la ruina univerfal mi desta, E che ognora più cresce e si rinforza; Cade la vite defolata e mesta Dell’olmo amico full’ignuda scorza, Resta del gelfo al ricco manto appena Qualche lacera fronde in full’arena. Paurofo lo sguardo al cielo affiso, Ond’esce fuon, come di rauche tube, Veggo nubi vaganti, e in lor ravvifo E...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ben più fiate fuor spingo la testa,
Poi trarla indietro un nuovo orror mi sforza,
Cui la ruina univerfal mi desta,
E che ognora più cresce e si rinforza;
Cade la vite defolata e mesta
Dell’olmo amico full’ignuda scorza,
Resta del gelfo al ricco manto appena
Qualche lacera fronde in full’arena.
Paurofo lo sguardo al cielo affiso,
Ond’esce fuon, come di rauche tube,
Veggo nubi vaganti, e in lor ravvifo
E spirali figure e quadre e cube,
Poi veggo minacciofo Angiolo affifo.
Sul dorfo spaziar di fecca nube,
Color cangiando col cangiar di loco,
E fon foco le braccia, e l’ale foco.
Al paventato aspetto io caddi al piano,
Ch’un mortale tremor tutto m’affalfe,
All’atterrito corfe occhio la mano,
Si levò il crin, fudò la fronte, ed alfe:
Pietà, pietà, chieder volea, ma in vano,
Che il labbro accenti a proferir non valfe,
Finchè l’Angiol gridò: forgi, che fai?
E scoffo, e invigorito io mi trovai.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ben più fiate fuor spingo la testa,
Poi trarla indietro un nuovo orror mi sforza,
Cui la ruina universal mi desta,
E che ognora più cresce e si rinforza;
Cade la vite desolata e mesta
Dell’olmo amico sull’ignuda scorza,
Resta del gelso al ricco manto appena
Qualche lacera fronde in sull’arena.
Pauroso lo sguardo al cielo affiso,
Ond’esce suon, come di rauche tube,
Veggo nubi vaganti, e in lor ravviso
E spirali figure e quadre e cube,
Poi veggo minaccioso Angiolo affiso.
Sul dorso spaziar di secca nube,
Color cangiando col cangiar di loco,
E son foco le braccia, e l’ale foco.
Al paventato aspetto io caddi al piano,
Ch’un mortale tremor tutto m’assalse,
All’atterrito corse occhio la mano,
Si levò il crin, sudò la fronte, ed alse:
Pietà, pietà, chieder volea, ma in vano,
Che il labbro accenti a proferir non valse,
Finchè l’Angiol gridò: sorgi, che fai?
E scosso, e invigorito io mi trovai.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Un infolito ardire allor m’accefe; La vista ne fostenni a faccia a faccia, Il libero suo fren l’alma riprefe De’ (pirti a regolar l’ufata traccia, E all’Angiol che men fiero a me discefe Stefi fupplici e aperte ambe le braccia; Egli a me s’avvicina, e l’ignee piume Prendon colore di un benigno lume. Alzar volea la fupplichevol voce, Quando l’Angiol proruppe: ah ben io veggieQual nasce in te disio, qual...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Un infolito ardire allor m’accefe;
La vista ne fostenni a faccia a faccia,
Il libero suo fren l’alma riprefe
De’ (pirti a regolar l’ufata traccia,
E all’Angiol che men fiero a me discefe
Stefi fupplici e aperte ambe le braccia;
Egli a me s’avvicina, e l’ignee piume
Prendon colore di un benigno lume.
Alzar volea la fupplichevol voce,
Quando l’Angiol proruppe: ah ben io veggieQual
nasce in te disio, qual duol ti cuoce,
Che il mal ti preme, e ti (paventa il peggio:
L’origin prima fai del colpo atroce,
Onde quefle campagne ardo e faccheggio?
Ben fai che dal suo fallo è l’uomo affitto,
E che fischia il flagel dietro al delitto.
E se ancor non si scuota, e me non oda,
Fo che al primo fucceda altro flagello,
E si attraggan, ficcome entra, e si annoda
Anello di catena in altro anello;
E s’anco induri, e del suo mal pur goda,
Al danno estremo in fen lascio il rubello,
Tal l’Egizio percoffi, e fai che giacque
Freddo immobile piombo in fondo all’acque.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Un insolito ardire allor m’accese;
La vista ne sostenni a faccia a faccia,
Il libero suo fren l’alma riprese
De’ spirti a regolar l’usata traccia,
E all’Angiol che men fiero a me discese
Stesi supplici e aperte ambe le braccia;
Egli a me s’avvicina, e l’ignee piume
Prendon colore di un benigno lume.
Alzar volea la supplichevol voce,
Quando l’Angiol proruppe: ah ben io veggio
Qual nasce in te disio, qual duol ti cuoce,
Che il mal ti preme, e ti spaventa il peggio:
L’origin prima sai del colpo atroce,
Onde queste campagne ardo e saccheggio?
Ben sai che dal suo fallo è l’uomo afflitto,
E che fischia il flagel dietro al delitto.
E se ancor non si scuota, e me non oda,
Fo che al primo succeda altro flagello,
E si attraggan, siccome entra, e si annoda
Anello di catena in altro anello;
E s’anco induri, e del suo mal pur goda,
Al danno estremo in sen lascio il rubello,
Tal l’Egizio percossi, e sai che giacque
Freddo immobile piombo in fondo all’acque.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Nè la sventura, ond’or piangi: non basta Se resti to di cangiar voglie in forfe; A queste spiagge altro flagel fovrasta, E più grave di quel che lo precorfe; Or con l’ira clemenza in ciel contrasta, Che ad aver spazio a Dio suoi preghi porfe, E me invia, perchè innanzi a te mortale Quafi in tela ti pinga il bene e il ntale. Quando in Italia il real pino venne, Ond’Arno lieto effer dovea cotanto, Turbat...
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Nè la sventura, ond’or piangi: non basta
Se resti to di cangiar voglie in forfe;
A queste spiagge altro flagel fovrasta,
E più grave di quel che lo precorfe;
Or con l’ira clemenza in ciel contrasta,
Che ad aver spazio a Dio suoi preghi porfe,
E me invia, perchè innanzi a te mortale
Quafi in tela ti pinga il bene e il ntale.
Quando in Italia il real pino venne,
Ond’Arno lieto effer dovea cotanto,
Turbato il mar, ne ritardai l’antenne,
Mentre del regal zio ful frale ammanto
Scuotea morbo crudel l’umide penne,
Dura cagion d’inconfolabil pianto,
Sebben chiufe ai mortali, apri le ciglia
Eternamente in Dio tra spofa e figlia.
Anco le inopinate atre tenèbre
Stender full’Eno attonito mi piacque,
Della terra squarciai l’ime latèbre,
E a più torrenti fuor ne traffi l’acque:
Di mia mano di un denfo orror funèbre
Avvolto l’abitato orbe si giacque,
Poi propizia fu loi stefa la palma
La commoffa natura io pofi in calma.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Nè la sventura, ond’or piangi: non basta
Se resti tu di cangiar voglie in forse;
A queste spiagge altro flagel sovrasta,
E più grave di quel che lo precorse;
Or con l’ira clemenza in ciel contrasta,
Che ad aver spazio a Dio suoi preghi porse,
E me invia, perchè innanzi a te mortale
Quasi in tela ti pinga il bene e il ntale.
Quando in Italia il real pino venne,
Ond’Arno lieto esser dovea cotanto,
Turbato il mar, ne ritardai l’antenne,
Mentre del regal zio sul frale ammanto
Scuotea morbo crudel l’umide penne,
Dura cagion d’inconsolabil pianto,
Sebben chiuse ai mortali, aprì le ciglia
Eternamente in Dio tra sposa e figlia.
Anco le inopinate atre tenèbre
Stender sull’Eno attonito mi piacque,
Della terra squarciai l’ime latèbre,
E a più torrenti fuor ne trassi l’acque:
Di mia mano di un denso orror funèbre
Avvolto l’abitato orbe si giacque,
Poi propizia fu lui stesa la palma
La commossa natura io posi in calma.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Pianfe Europa il suo danno, ed il fembiante Si ricoverfe di funereo gelo, Ma l’Eroe, che di padre e di regnante Compiti appieno avea gli uffizi e il zelo, E a nuovi Itali imperi alta e coflante Posta la bafe full’Austriaco flelo, Delle sue glorie in terra al fommo giunto Crescer più non potea, che a Dio congiunto. A questi accenti, e a qual, fia me dicea, Eccidio in questo di s’apre il fentiero! E d’un...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Pianfe Europa il suo danno, ed il fembiante
Si ricoverfe di funereo gelo,
Ma l’Eroe, che di padre e di regnante
Compiti appieno avea gli uffizi e il zelo,
E a nuovi Itali imperi alta e coflante
Posta la bafe full’Austriaco flelo,
Delle sue glorie in terra al fommo giunto
Crescer più non potea, che a Dio congiunto.
A questi accenti, e a qual, fia me dicea,
Eccidio in questo di s’apre il fentiero!
E d’una in altra dolorofa idea
Giva l’incerto pavido penfiero:
Ma l’Angiolo che quanto in me si crea
Fifo contempla nell’eterno Vero,
Ad uno ad uno i tuoi penfier comprendo,
Diffe, e far paghe le tue yoglie intendo.
Allor dal rofeo labbro a ine fu! volto
Un alito spirò di paradifo,
Allora io fui da tanta luce avvolto,
’Che mi parve dai fenfi effer divifo:
Mentre l’avido guardo intorno ho volto,
Nè i campi più, nè l’Angiolo ravvifo:
Tutto dagli occhi in un balen mi sparve,
Ed altra terra, ed altro ciel mi apparve.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Pianse Europa il suo danno, ed il sembiante
Si ricoverse di funereo gelo,
Ma l’Eroe, che di padre e di regnante
Compiti appieno avea gli uffizi e il zelo,
E a nuovi Itali imperi alta e costante
Posta la base sull’Austriaco stelo,
Delle sue glorie in terra al sommo giunto
Crescer più non potea, che a Dio congiunto.
A questi accenti, e a qual, sia me dicea,
Eccidio in questo dì s’apre il sentiero!
E d’una in altra dolorosa idea
Giva l’incerto pavido pensiero:
Ma l’Angiolo che quanto in me si crea
Fiso contempla nell’eterno Vero,
Ad uno ad uno i tuoi pensier comprendo,
Disse, e far paghe le tue voglie intendo.
Allor dal roseo labbro a me sul volto
Un alito spirò di paradiso,
Allora io fui da tanta luce avvolto,
Che mi parve dai sensi esser diviso:
Mentre l’avido guardo intorno ho volto,
Nè i campi più, nè l’Angiolo ravviso:
Tutto dagli occhi in un balen mi sparve,
Ed altra terra, ed altro ciel mi apparve.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Come fu Saulo al terzo cerchio eterno A veder cofe non vedute altrove, Sgombro mi fento dell’impaccio esterno, E fon rapito in piagge a me non nuove: O fia forza dell’alito fuperno, O della luce, che in me dolce piove, Onde l’aere temprato in fugli obbietti Fa che prendan diverfi atti, ed aspetti. All’Iride così fomiglia il puro Raggio sol, che il cristallo Anglo penètri, Così artefice industre all’aer...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Come fu Saulo al terzo cerchio eterno
A veder cofe non vedute altrove,
Sgombro mi fento dell’impaccio esterno,
E fon rapito in piagge a me non nuove:
O fia forza dell’alito fuperno,
O della luce, che in me dolce piove,
Onde l’aere temprato in fugli obbietti
Fa che prendan diverfi atti, ed aspetti.
All’Iride così fomiglia il puro
Raggio sol, che il cristallo Anglo penètri,
Così artefice industre all’aere oscuro,
Lume a lume opponendo, e vetri a vetri,
Emerger fa sul bianco opposto muro
Mille immagini liete, e mostri tetri,
E così veggio in pur, o par ch’io veggia,
Nè il come intender so, l’Istro, e la Reggia.
Non le vie popolofe, o in ricchi templi
Le barbariche spoglie in vario aspette,
Non d’Austriaca pietà gli augusti efempli
Di meraviglia e riverenza obbietto,
Fan che il ciglio s’arresti, e li contempli,
Ch’altro l’alma rapisce ardente affetto,
E spinto è il guardo, ove fra core amare
L’augusto marital talamo appare.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Come fu Saulo al terzo cerchio eterno
A veder cose non vedute altrove,
Sgombro mi sento dell’impaccio esterno,
E son rapito in piagge a me non nuove:
O sia forza dell’alito superno,
O della luce, che in me dolce piove,
Onde l’aere temprato in sugli obbietti
Fa che prendan diversi atti, ed aspetti.
All’Iride così somiglia il puro
Raggio sol, che il cristallo Anglo penètri,
Così artefice industre all’aere oscuro,
Lume a lume opponendo, e vetri a vetri,
Emerger fa sul bianco opposto muro
Mille immagini liete, e mostri tetri,
E così veggio in pur, o par ch’io veggia,
Nè il come intender so, l’Istro, e la Reggia.
Non le vie popolose, o in ricchi templi
Le barbariche spoglie in vario aspette,
Non d’Austriaca pietà gli augusti esempli
Di meraviglia e riverenza obbietto,
Fan che il ciglio s’arresti, e li contempli,
Ch’altro l’alma rapisce ardente affetto,
E spinto è il guardo, ove fra core amare
L’augusto marital talamo appare.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Sopra vi pofa l’abbattuto fianco La Bavara Walburga egra e doleute, Ahi che lo spirto a me trema e vien manco, Che commoffo dal duol troppo si fente. Chi può veder l’Augusto al lato manco Indarno ful riparo impaziente, E Walburga obbliando il suo periglio Nel ciglio a lui mesta fermare il ciglio? Terefa anch’effe è al defiro lato affifa, d Di tenera pietade arde e sfavilla, L’una nell’altra è immobilmen...
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Sopra vi pofa l’abbattuto fianco
La Bavara Walburga egra e doleute,
Ahi che lo spirto a me trema e vien manco,
Che commoffo dal duol troppo si fente.
Chi può veder l’Augusto al lato manco
Indarno ful riparo impaziente,
E Walburga obbliando il suo periglio
Nel ciglio a lui mesta fermare il ciglio?
Terefa anch’effe è al defiro lato affifa, d
Di tenera pietade arde e sfavilla,
L’una nell’altra è immobilmente fifa,
Ed escono i fospiri, e ’l pianto stilla:
Sentefi in core a ricordar d’Elifa
Augusta, a cui nel core amor scolpilla,
Tencro bacio all’egra fronte stampa,
E fra ’l duolo e l’amor gela ed avvampa.
Mentre io miro, e di pianto ho il volto asperfo
Tutto sparifee, come al vento polve,
O che il raggio si toglie, o che in diverfo
Modo agli occhi benefico si volve:
L’Angiol repente invoco, al ciel converfo,
E il veggio, che in sua luce anco s’involve;
Ma scolorito in vifo, e mesto quanto
Vom che per uisto evento inclini al pianto.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Sopra vi posa l’abbattuto fianco
La Bavara Walburga egra e doleute,
Ahi che lo spirto a me trema e vien manco,
Che commosso dal duol troppo si sente.
Chi può veder l’Augusto al lato manco
Indarno sul riparo impaziente,
E Walburga obbliando il suo periglio
Nel ciglio a lui mesta fermare il ciglio?
Teresa anch’essa è al destro lato assisa,
Di tenera pietade arde e sfavilla,
L’una nell’altra è immobilmente fisa,
Ed escono i sospiri, e ’l pianto stilla:
Sentesi in core a ricordar d’Elisa
Augusta, a cui nel core amor scolpilla,
Tenero bacio all’egra fronte stampa,
E fra ’l duolo e l’amor gela ed avvampa.
Mentre io miro, e di pianto ho il volto asperso
Tutto sparisce, come al vento polve,
O che il raggio si toglie, o che in diverso
Modo agli occhi benefico si volve:
L’Angiol repente invoco, al ciel converso,
E il veggio, che in sua luce anco s’involve;
Ma scolorito in viso, e mesto quanto
Uom che per tristo evento inclini al pianto.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Sopra vi posa l’abbattuto fianco
La Bavara Walburga egra e doleute,
Ahi che lo spirto a me trema e vien manco,
Che commosso dal duol troppo si sente.
Chi può veder l’Augusto al lato manco
Indarno sul riparo impaziente,
E Walburga obbliando il suo periglio
Nel ciglio a lui mesta fermare il ciglio?
Teresa anch’essa è al destro lato assisa,
Di tenera pietade arde e sfavilla,
L’una nell’altra è immobilmente fisa,
Ed escono i sospiri, e ’l pianto stilla:
Sentesi in core a ricordar d’Elisa
Augusta, a cui nel core amor scolpilla,
Tenero bacio all’egra fronte stampa,
E fra ’l duolo e l’amor gela ed avvampa.
Mentre io miro, e di pianto ho il volto asperso
Tutto sparisce, come al vento polve,
O che il raggio si toglie, o che in diverso
Modo agli occhi benefico si volve:
L’Angiol repente invoco, al ciel converso,
E il veggio, che in sua luce anco s’involve;
Ma scolorito in viso, e mesto quanto
Uom che per tristo evento inclini al pianto.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Deh per pietà, con fronte al fuol gridai, L’alme fembianze tue perchè cangiasti! Perchè si scoloraro i dolci rai, Onde i fulgidi crini a te formasti? Ed ei foggiunfe: già full’Istro affai Di lugubre spettacolo mirasti; Di quel che fia tra poco e più funesto Se vedesti i principi, ascolta il resto. Infetto feme in voi natura pofe. Che nuove aggiunfe inciampo al viver frale, E nell’ime del cor fibre l’as...
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Deh per pietà, con fronte al fuol gridai,
L’alme fembianze tue perchè cangiasti!
Perchè si scoloraro i dolci rai,
Onde i fulgidi crini a te formasti?
Ed ei foggiunfe: già full’Istro affai
Di lugubre spettacolo mirasti;
Di quel che fia tra poco e più funesto
Se vedesti i principi, ascolta il resto.
Infetto feme in voi natura pofe.
Che nuove aggiunfe inciampo al viver frale,
E nell’ime del cor fibre l’ascofe
Confufo alla primiera aura vitale,
Nè l’intime faville incendiofe
Arte od ingegno a riparar non vale,
Che nel preferitto istante a poco a poco
Si feuote, si dilata, e scoppia in fuoco.
Questo a Walburga dalle vie del fangue
Emerfe, e fuori geminar si vide,
Però qual la feorgesti afflitta langue
Fra livide fanguigne orme omicide,
In brevi di cadrà pallida, efangue,
Come giglio, che il vomere recide,
Così avvenne d’Elifa, eterno e vero
Di virtù efempio nel Germano impero.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Deh per pietà, con fronte al suol gridai,
L’alme sembianze tue perchè cangiasti!
Perchè si scoloraro i dolci rai,
Onde i fulgidi crini a te formasti?
Ed ei soggiunse: già sull’Istro assai
Di lugubre spettacolo mirasti;
Di quel che fia tra poco e più funesto
Se vedesti i principi, ascolta il resto.
Insetto seme in voi natura pose,
Che nuove aggiunse inciampo al viver frale,
E nell’ime del cor fibre l’ascose
Confuso alla primiera aura vitale,
Nè l’intime faville incendiose
Arte od ingegno a riparar non vale,
Che nel prescritto istante a poco a poco
Si scuote, si dilata, e scoppia in fuoco.
Questo a Walburga dalle vie del sangue
Emerse, e fuori geminar si vide,
Però qual la scorgesti afflitta langue
Fra livide sanguigne orme omicide,
In brevi dì cadrà pallida, esangue,
Come giglio, che il vomere recide,
Così avvenne d’Elisa, eterno e vero
Di virtù esempio nel Germano impero.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Ma intanto ch’arde per l’altrui salute D’Augusta il cor, come pietà pur volle, Ahi quafi da moriifere cicute Va fuggendo il velen col labbro molle: Già impallidisce, e ’l di terzo alla cute Paffa l’umor, che dentro ferve e bolle: Sembra ai frequenti fegni ond’è macchiata Da un efercito d’api faettata. Tacque, e feoccò l’ufato raggio, e oh vifla, Onde ho di gelo ancor l’anima ingombra! Vidi dall’I...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma intanto ch’arde per l’altrui salute
D’Augusta il cor, come pietà pur volle,
Ahi quafi da moriifere cicute
Va fuggendo il velen col labbro molle:
Già impallidisce, e ’l di terzo alla cute
Paffa l’umor, che dentro ferve e bolle:
Sembra ai frequenti fegni ond’è macchiata
Da un efercito d’api faettata.
Tacque, e feoccò l’ufato raggio, e oh vifla,
Onde ho di gelo ancor l’anima ingombra!
Vidi dall’Istro uscire oscura e trista
Nube di fumo conglobata, e d’ombra.
Cresce, e crescendo maggior spazio acquista,
E già del fiume ambe le sponde adombra,
S’apre, e fuori di scheletro in fembianza
Morte n’esce, e alla Reggia il paffo avanza.
Cinge d’intorno alle incavate tempie
Doppio ramo d’alloro un fecco, un verde:
Putrido fiato efala, e piecial n’empie
Fiala, che all’aria poi vaota, e disperde.
Sparío il fiato sue voglie inique adempie,
Che le vite migliori adugge e perde:
Molte percoffe fur, lo faran molte,
E tutte vanno nel suo fumo involte.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma intanto ch’arde per l’altrui salute
D’Augusta il cor, come pietà pur volle,
Ahi quasi da mortifere cicute
Va fuggendo il velen col labbro molle:
Già impallidisce, e ’l di terzo alla cute
Passa l’umor, che dentro ferve e bolle:
Sembra ai frequenti segni ond’è macchiata
Da un esercito d’api saettata.
Tacque, e scoccò l’usato raggio, e oh vista,
Onde ho di gelo ancor l’anima ingombra!
Vidi dall’Istro uscire oscura e trista
Nube di fumo conglobata, e d’ombra.
Cresce, e crescendo maggior spazio acquista,
E già del fiume ambe le sponde adombra,
S’apre, e fuori di scheletro in sembianza
Morte n’esce, e alla Reggia il passo avanza.
Cinge d’intorno alle incavate tempie
Doppio ramo d’alloro un secco, un verde:
Putrido fiato esala, e picciol n’empie
Fiala, che all’aria poi vuota, e disperde.
Sparto il fiato sue voglie inique adempie,
Che le vite migliori adugge e perde:
Molte percosse fur, lo saran molte,
E tutte vanno nel suo fumo involte.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma intanto ch’arde per l’altrui salute
D’Augusta il cor, come pietà pur volle,
Ahi quasi da mortifere cicute
Va fuggendo il velen col labbro molle:
Già impallidisce, e ’l di terzo alla cute
Passa l’umor, che dentro ferve e bolle:
Sembra ai frequenti segni ond’è macchiata
Da un esercito d’api saettata.
Tacque, e scoccò l’usato raggio, e oh vista,
Onde ho di gelo ancor l’anima ingombra!
Vidi dall’Istro uscire oscura e trista
Nube di fumo conglobata, e d’ombra.
Cresce, e crescendo maggior spazio acquista,
E già del fiume ambe le sponde adombra,
S’apre, e fuori di scheletro in sembianza
Morte n’esce, e alla Reggia il passo avanza.
Cinge d’intorno alle incavate tempie
Doppio ramo d’alloro un secco, un verde:
Putrido fiato esala, e picciol n’empie
Fiala, che all’aria poi vuota, e disperde.
Sparto il fiato sue voglie inique adempie,
Che le vite migliori adugge e perde:
Molte percosse fur, lo saran molte,
E tutte vanno nel suo fumo involte.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Entra, e vi mira taciti in disparte I genj della guerra, e della pace; Fra i fospir tronchi, e con le treçce (parte Siede pietà, che si scolora e tace: Con la speme il timore or torna, or parte Fido a lei configliero, e in un feguace, Or paffeggia il filenzio, or l’aria fere Misto fuon d’ululati, e di preghiere. Logge e fale trascorre, e al fin s’arresta Della stanza d’Augusta in fulla foglia, Che a fr...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Entra, e vi mira taciti in disparte
I genj della guerra, e della pace;
Fra i fospir tronchi, e con le treçce (parte
Siede pietà, che si scolora e tace:
Con la speme il timore or torna, or parte
Fido a lei configliero, e in un feguace,
Or paffeggia il filenzio, or l’aria fere
Misto fuon d’ululati, e di preghiere.
Logge e fale trascorre, e al fin s’arresta
Della stanza d’Augusta in fulla foglia,
Che a fronte di Terefa in lei si desta
Quafi pietà, che di furor la spoglia:
Intorno guata fra ridente, e mesta,
Qual chi fospefo è tra letizia e doglia,
A quest’oggetto i guardi e a quel divide,
Che spettacol più grande unqua non vide.
Alle stancate sponde intorno vede
Starfi chine la fronte in veste bruna
L’alme avite virtù, di cui fu erede
A lei care, quant’è cara a ciascuna,
De’ popoli l’amor, la mutua fede,
Che bafe alla concordia è prima ed una,
E la costanza, che qual fermo scoglio
Di fortuna spezzò l’ira e l’orgoglio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Entra, e vi mira taciti in disparte
I genj della guerra, e della pace;
Fra i sospir tronchi, e con le trecce sparte
Siede pietà, che si scolora e tace:
Con la speme il timore or torna, or parte
Fido a lei consigliero, e in un seguace,
Or passeggia il silenzio, or l’aria fere
Misto suon d’ululati, e di preghiere.
Logge e sale trascorre, e al fin s’arresta
Della stanza d’Augusta in sulla soglia,
Che a fronte di Teresa in lei si desta
Quasi pietà, che di furor la spoglia:
Intorno guata fra ridente, e mesta,
Qual chi sospeso è tra letizia e doglia,
A quest’oggetto i guardi e a quel divide,
Che spettacol più grande unqua non vide.
Alle stancate sponde intorno vede
Starsi chine la fronte in veste bruna
L’alme avite virtù, di cui fu erede
A lei care, quant’è cara a ciascuna,
De’ popoli l’amor, la mutua fede,
Che base alla concordia è prima ed una,
E la costanza, che qual fermo scoglio
Di fortuna spezzò l’ira e l’orgoglio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Vede il diritto ai fudditi dovuto Sederfi accanto alla ragion di stato, Libero omaggio con umil tributo Fra l’equabil bilancia, e ’l brando alzato, Il bifronte configlio ad arte muto, Cui l’arcano fegreto in guardia è dato, Poffanza, che al difegno il velo oscuro Ne toglie fol, quando è ad uscir ’maturo. Vede, che Augusta mitigar non puote Intenta all’altrui ben l’accefa brama, E già la velenofa agita e...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vede il diritto ai fudditi dovuto
Sederfi accanto alla ragion di stato,
Libero omaggio con umil tributo
Fra l’equabil bilancia, e ’l brando alzato,
Il bifronte configlio ad arte muto,
Cui l’arcano fegreto in guardia è dato,
Poffanza, che al difegno il velo oscuro
Ne toglie fol, quando è ad uscir ’maturo.
Vede, che Augusta mitigar non puote
Intenta all’altrui ben l’accefa brama,
E già la velenofa agita e feuote
Ampolla, e le fopite ire richiama.
L’alito sfuma, e in tortuofe rote
Per la flanza ferpeggia, e si dirama:
Oimè, che veggio! ahi delle infauste foglie
Or chi la vista per pietà mi toglie!
Di repentina luce arde la stanza
All’apparire della mistic’arca,
Ove si asconde il pan, fola speranza
Nel guado estremo d’onde al ciel si varca.
Ciba il pane Terefa, ed ha fembianza
D’alma che fia del fral libera e scarca:
Ella in Dio gode; ma di fuori fento
Palpitar il fingulto e lo spavento.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vede il diritto ai sudditi dovuto
Sedersi accanto alla ragion di stato,
Libero omaggio con umil tributo
Fra l’equabil bilancia, e ’l brando alzato,
Il bifronte consiglio ad arte muto,
Cui l’arcano segreto in guardia è dato,
Possanza, che al disegno il velo oscuro
Ne toglie sol, quando è ad uscir maturo.
Vede, che Augusta mitigar non puote
Intenta all’altrui ben l’accesa brama,
E già la velenosa agita e scuote
Ampolla, e le sopite ire richiama.
L’alito sfuma, e in tortuose rote
Per la slanza serpeggia, e si dirama:
Oimè, che veggio! ahi delle infauste soglie
Or chi la vista per pietà mi toglie!
Di repentina luce arde la stanza
All’apparire della mistic’arca,
Ove si asconde il pan, sola speranza
Nel guado estremo d’onde al ciel si varca.
Ciba il pane Teresa, ed ha sembianza
D’alma che sia del fral libera e scarca:
Ella in Dio gode; ma di fuori sento
Palpitar il singulto e lo spavento.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vede il diritto ai sudditi dovuto
Sedersi accanto alla ragion di stato,
Libero omaggio con umil tributo
Fra l’equabil bilancia, e ’l brando alzato,
Il bifronte consiglio ad arte muto,
Cui l’arcano segreto in guardia è dato,
Possanza, che al disegno il velo oscuro
Ne toglie sol, quando è ad uscir maturo.
Vede, che Augusta mitigar non puote
Intenta all’altrui ben l’accesa brama,
E già la velenosa agita e scuote
Ampolla, e le sopite ire richiama.
L’alito sfuma, e in tortuose rote
Per la slanza serpeggia, e si dirama:
Oimè, che veggio! ahi delle infauste soglie
Or chi la vista per pietà mi toglie!
Di repentina luce arde la stanza
All’apparire della mistic’arca,
Ove si asconde il pan, sola speranza
Nel guado estremo d’onde al ciel si varca.
Ciba il pane Teresa, ed ha sembianza
D’alma che sia del fral libera e scarca:
Ella in Dio gode; ma di fuori sento
Palpitar il singulto e lo spavento.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Giace l’eccelfo erede in duol profondo, Le belliche dal crin piume divelle, Che feoffo dal primier teme il fecondo Colpo fatal dalle nemiche stelle, Alle Germane illustri uniche al mondo Si spargono d’orror le luci belle, Della tenera madre al destin crudo Far defian di se steffe argine e feudo. Ben pago fon, che il variato lume Togliemi al guardo la funesta feena, Qual può d’immenfo procellofo fiume R...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Giace l’eccelfo erede in duol profondo,
Le belliche dal crin piume divelle,
Che feoffo dal primier teme il fecondo
Colpo fatal dalle nemiche stelle,
Alle Germane illustri uniche al mondo
Si spargono d’orror le luci belle,
Della tenera madre al destin crudo
Far defian di se steffe argine e feudo.
Ben pago fon, che il variato lume
Togliemi al guardo la funesta feena,
Qual può d’immenfo procellofo fiume
Riparo e sponda fostener la piena?
Qual forza mai, se non poter del Nume
Richiama il dardo, o nel cammin l’affrena?
Dove avremo lo scampo? e come, e’ d’onde?
Ma non temere il fido Angiol risponde.
Mentre meco ti vedi, e a te ragiono
Altrove io vo più dello stral spedito,
Basta ch’io il voglia, e ad un istante io fono
Moltiplicato in uno, e in altro lito:
Non come voce, a cui raddoppia il fuono
Dell’aere l’ondeggiar di fito in fito,
Ma nella mia fustanza, e a un fol mio cenno
Mi riproduco, e l’ali al volo impenno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Giace l’eccelso erede in duol profondo,
Le belliche dal crin piume divelle,
Che scosso dal primier teme il secondo
Colpo fatal dalle nemiche stelle,
Alle Germane illustri uniche al mondo
Si spargono d’orror le luci belle,
Della tenera madre al destin crudo
Far desian di se stesse argine e scudo.
Ben pago son, che il variato lume
Togliemi al guardo la funesta scena,
Qual può d’immenso procelloso fiume
Riparo e sponda sostener la piena?
Qual forza mai, se non poter del Nume
Richiama il dardo, o nel cammin l’affrena?
Dove avremo lo scampo? e come, e d’onde?
Ma non temere il fido Angiol risponde.
Mentre meco ti vedi, e a te ragiono
Altrove io vo più dello stral spedito,
Basta ch’io il voglia, e ad un istante io sono
Moltiplicato in uno, e in altro lito:
Non come voce, a cui raddoppia il suono
Dell’aere l’ondeggiar di sito in sito,
Ma nella mia sustanza, e a un sol mio cenno
Mi riproduco, e l’ali al volo impenno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/160
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 158 —|}}</noinclude>Grecia vicino alle rovine degli antichi palazzi di Festo, agli scozzesi suonatori di bagpipe tanto ben descritti da Gualtiero Scott.
Il sognatore però mandando a spasso il musicologo gli ha fatto commettere un'imperdonabile trascuratezza; quella di tirarsi in casa il girovago suonatore e farlo cantare e raccoglierne le melodie delle ninne-nanne, delle canzoni d'amore, degli stornelli e quante mai altre forme musicali del suo paese ricordasse.
Questa imperdonabile trascuraggine ho commessa e me ne confesso. Fortuna che riguardo
almeno alla natalizia berceuse che viene intonata nelle calabresi zampogne, ha pensato un nostro caro amico, il maestro Vito Fedeli che l'ha trascritta e studiata con quella precisione e genialità che gli son proprie. Ed io, per quanto qui dovrebbe parlarsi solo delle estrinsecazioni vocali, non posso tralasciare di riportarla a Tav. n. 61 perchè in essa, più che nell'altra musica, s'inquadra e vive il paesaggio, l'anima calabrese.
E non calabrese soltanto, ma anche degli Abruzzi, della Basilicata, della Campania, delle Puglie, del Lazio. Tutta la vasta zona comprendente queste regioni serba tracce dell'antica gloria ellenica, della potenza romana, delle musiche d'Oriente di cui, specie il napoletano, conservò e sviluppò i caratteri. E in tutta questa zona la cornamusa usano e le musiche che vi<noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Senza partirmi dall’empireo chiostro, In cui flabile e fermo ho il mio ripofo, Quando l’augusto letto a te fu mostro Ero prefente in molle auretta ascofo. Io fui, che ’l micidial pallido mostro. Fei fulla foglia rimaner penfofo, Spirando ai circostanti il bel disio D’offrire incenfi e porger voti a Dio. Mi volfi a lui, cui feggo ognor vicino, E dal cui fianco mai non mi allontano, Che d’Austria, e Ital...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Senza partirmi dall’empireo chiostro,
In cui flabile e fermo ho il mio ripofo,
Quando l’augusto letto a te fu mostro
Ero prefente in molle auretta ascofo.
Io fui, che ’l micidial pallido mostro.
Fei fulla foglia rimaner penfofo,
Spirando ai circostanti il bel disio
D’offrire incenfi e porger voti a Dio.
Mi volfi a lui, cui feggo ognor vicino,
E dal cui fianco mai non mi allontano,
Che d’Austria, e Italia in man tiene il destino,
E de’ regni e dei re guarda l’arcano,
Della cui mente, e oprar quafi divino
La forza, e il modo mifurarne è vano,
Che fa ai cimenti della doppia forte
Ceder da faggio, e contrastar da forte.
Vidi lui, che pel regno ognor lo steffo
Il petto ai rischi più fatali oppofe,
Vidilo quafi dalla doglia oppreffo
Infra mille ondeggiar cure affannofe;
E del periglio dell’Augusta impreffo
Nuova in penfiero ordir ferie di cofe
Ma degli affetti a lui fra ’l turbin fiero
Scintillo, mia mercè, questo penfiero.
D5</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Senza partirmi dall’empireo chiostro,
In cui stabile e fermo ho il mio riposo,
Quando l’augusto letto a te fu mostro
Ero presente in molle auretta ascoso.
Io fui, che ’l micidial pallido mostro
Fei sulla soglia rimaner pensoso,
Spirando ai circostanti il bel disio
D’offrire incensi e porger voti a Dio.
Mi volsi a lui, cui seggo ognor vicino,
E dal cui fianco mai non mi allontano,
Che d’Austria, e Italia in man tiene il destino,
E de’ regni e dei re guarda l’arcano,
Della cui mente, e oprar quasi divino
La forza, e il modo misurarne è vano,
Che sa ai cimenti della doppia sorte
Ceder da saggio, e contrastar da forte.
Vidi lui, che pel regno ognor lo stesso
Il petto ai rischi più fatali oppose,
Vidilo quasi dalla doglia oppresso
Infra mille ondeggiar cure affannose;
E del periglio dell’Augusta impresso
Nuova in pensiero ordir serie di cose
Ma degli affetti a lui fra ’l turbin fiero
Scintillò, mia mercè, questo pensiero.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Qual dei monarchi af di porgere aita Può l’uom, che strifeia come verme al fuolo, Nelle mani di Dio posta è la vita, A suo piacer la dà, la toglie ei folo. Al pentimento la preghiera unita Del popolo tremante il pianto e ’l duolo Erganfi al cielo al popolo, che prega Pietate il ciel commoffo unqua non nega. Il popol quindi sbigottito io chiamo Dai taciturni alberghi, ov’era chiufo; L’artefice ai miei d...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Qual dei monarchi af di porgere aita
Può l’uom, che strifeia come verme al fuolo,
Nelle mani di Dio posta è la vita,
A suo piacer la dà, la toglie ei folo.
Al pentimento la preghiera unita
Del popolo tremante il pianto e ’l duolo
Erganfi al cielo al popolo, che prega
Pietate il ciel commoffo unqua non nega.
Il popol quindi sbigottito io chiamo
Dai taciturni alberghi, ov’era chiufo;
L’artefice ai miei detti, e ’l fabro gramo
Troncan dell’arti il magistero, e l’ufo.
I buoi, l’aratro, la barchetta e l’amo
Lascia il bifolco, e ’l pescator confufo,
Accorre al tempio, i facerdoti afforda,
E le antiche promeffe a Dio ricorda.
Quindi il cafo divulgo, e ’l lido n’empie
Ove fondò Terefa il nuovo porto,
E dove forge il memorando tempio
Sacro a colei, ch’è all’uom scampo e conforto,
Ove Pannonia di fortezza efempio
Tiene ai pampini d’oro il lauro attorto;
Del tristo fato rifuonar fo l’Eno,
L’Odera, l’Elba, la Moldava e il Reno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Qual dei monarchi ai dì porgere aita
Può l’uom, che striscia come verme al suolo,
Nelle mani di Dio posta è la vita,
A suo piacer la dà, la toglie ei solo.
Al pentimento la preghiera unita
Del popolo tremante il pianto e ’l duolo
Ergansi al cielo al popolo, che prega
Pietate il ciel commosso unqua non nega.
Il popol quindi sbigottito io chiamo
Dai taciturni alberghi, ov’era chiuso;
L’artefice ai miei detti, e ’l fabro gramo
Troncan dell’arti il magistero, e l’uso.
I buoi, l’aratro, la barchetta e l’amo
Lascia il bifolco, e ’l pescator confuso,
Accorre al tempio, i sacerdoti assorda,
E le antiche promesse a Dio ricorda.
Quindi il caso divulgo, e ’l lido n’empie
Ove fondò Teresa il nuovo porto,
E dove sorge il memorando tempio
Sacro a colei, ch’è all’uom scampo e conforto,
Ove Pannonia di fortezza esempio
Tiene ai pampini d’oro il lauro attorto;
Del tristo fato risuonar fo l’Eno,
L’Odera, l’Elba, la Moldava e il Reno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Stenti repente ove l’augusto germe Dell Ilica Atene il fren governa; Cai ne rintegra le speranze inferme, E di padre e signor le veci alterna, E nel gemino incarco immote e ferme Tien le pupille alla virtù materna; Ma più che altrove fui con l’ali pronte Dove l’Adda, e ’l Tefino alzan la fronte. Ivi fiede l’Eroe, che dal vetusto Ceppo Firmian degno germoglio forfe, E col penfier fecondo, e cul robusto...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Stenti repente ove l’augusto germe
Dell Ilica Atene il fren governa;
Cai ne rintegra le speranze inferme,
E di padre e signor le veci alterna,
E nel gemino incarco immote e ferme
Tien le pupille alla virtù materna;
Ma più che altrove fui con l’ali pronte
Dove l’Adda, e ’l Tefino alzan la fronte.
Ivi fiede l’Eroe, che dal vetusto
Ceppo Firmian degno germoglio forfe,
E col penfier fecondo, e cul robusto
Ingegno ai lumi dell’età precorfe,
Che fra le cure, onde fu fempre onusto,
A se prefente, e fempre egual si scorfe,
E fra i genj più miti e i di felici
Compie di pace ai manfueti uffici.
Compie, ed affifo in onorato scanno
Della donna d’Infubria i figli regge;
Seco col librator configlio stanno
L’opra macstra, e la penfata legge:
Seco giustizia, che l’offefo al danno
Provida toglie, e l’offensor corregge,
E faper che adunando i femi sparti
Fa il commercio fiorir, gl’ingegni e l’arti.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Stetti repente ove l’augusto germe
Dell’Italica Atene il fren governa;
Cui ne rintegra le speranze inferme,
E di padre e signor le veci alterna,
E nel gemino incarco immote e ferme
Tien le pupille alla virtù materna;
Ma più che altrove fui con l’ali pronte
Dove l’Adda, e ’l Tesino alzan la fronte.
Ivi siede l’Eroe, che dal vetusto
Ceppo Firmian degno germoglio sorse,
E col pensier fecondo, e col robusto
Ingegno ai lumi dell’età precorse,
Che fra le cure, onde fu sempre onusto,
A se presente, e sempre egual si scorse,
E fra i genj più miti e i dì felici
Compie di pace ai mansueti uffici.
Compie, ed affiso in onorato scanno
Della donna d’Insubria i figli regge;
Seco col librator consiglio stanno
L’opra maestra, e la pensata legge:
Seco giustizia, che l’offeso al danno
Provida toglie, e l’offensor corregge,
E saper che adunando i semi sparti
Fa il commercio fiorir, gl’ingegni e l’arti.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Giunto al gran Carlo, a lui favello e reca Della fatal feiagura il tristo avvifo; Mille penfier volge, e matura ei feco Tacito difiofo intento e fifo; Or ne ragiona al ciel, ne parla or meco, Tutto del cafo il duol portando in vifo; Fiamme gl’inspiro al cor; s’alza già fermo Che il gran periglio avrà difefa e schermo. Infubria il fa, che a’ detti suoi si scuote, Di gelido pallor tinta la faccia, Squarc...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Giunto al gran Carlo, a lui favello e reca
Della fatal feiagura il tristo avvifo;
Mille penfier volge, e matura ei feco
Tacito difiofo intento e fifo;
Or ne ragiona al ciel, ne parla or meco,
Tutto del cafo il duol portando in vifo;
Fiamme gl’inspiro al cor; s’alza già fermo
Che il gran periglio avrà difefa e schermo.
Infubria il fa, che a’ detti suoi si scuote,
Di gelido pallor tinta la faccia,
Squarcia le vesti, il nudo fen percuote,
E il zel di Carlo d’emular procaccia:
Fra le spedite al ciel preci divote
Già precipita al tempio, e l’are abbraccia:
Respira poi, che di pietà s’infuoca,
E Ambrofie, a lei fidato afilo, invoca.
Invoca Ambrofio la real Donzella
Nuovo incremento dell’Estenfe pianta,
Cui d’eccelfa virtù l’anima bella
Per indole natia s’orna, ed ammanta;
E cui l’Austriaco ciel qual nuova stella
Aggiunta a’ cerchi suoi già onora e vanta,
Onde festofi van gl’Infubri anch’effi
Che d’un augusto dono il di s’appreffi.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Giunto al gran Carlo, a lui favello e reca
Della fatal sciagura il tristo avviso;
Mille pensier volge, e matura ei seco
Tacito disioso intento e fiso;
Or ne ragiona al ciel, ne parla or meco,
Tutto del caso il duol portando in viso;
Fiamme gl’inspiro al cor; s’alza già fermo
Che il gran periglio avrà difesa e schermo.
Insubria il sa, che a’ detti suoi si scuote,
Di gelido pallor tinta la faccia,
Squarcia le vesti, il nudo sen percuote,
E il zel di Carlo d’emular procaccia:
Fra le spedite al ciel preci divote
Già precipita al tempio, e l’are abbraccia:
Respira poi, che di pietà s’infuoca,
E Ambrosio, a lei fidato asilo, invoca.
Invoca Ambrosio la real Donzella
Nuovo incremento dell’Estense pianta,
Cui d’eccelsa virtù l’anima bella
Per indole natia s’orna, ed ammanta;
E cui l’Austriaco ciel qual nuova stella
Aggiunta a’ cerchi suoi già onora e vanta,
Onde festosi van gl’Insubri anch’essi
Che d’un augusto dono il dì s’appressi.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Opra, o Francesco, fa de’ tuoi configli Che l’Austriaco gran Pience a noi si doni, E il ceppo antico, che ne’ chiari figli Diede Monarchi ai più fublimi troni, Dal grande Innesto nuova forza or pigli, Elavito splendor compia e coroni: E giusto è ben, che quel che diede altrui Or dall’Istro riceva, e torni a lui. Or tu vedrai quel che di Manto avvenne, E fede dovrai farne ai di venturi, Quindi è che te...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Opra, o Francesco, fa de’ tuoi configli
Che l’Austriaco gran Pience a noi si doni,
E il ceppo antico, che ne’ chiari figli
Diede Monarchi ai più fublimi troni,
Dal grande Innesto nuova forza or pigli,
Elavito splendor compia e coroni:
E giusto è ben, che quel che diede altrui
Or dall’Istro riceva, e torni a lui.
Or tu vedrai quel che di Manto avvenne,
E fede dovrai farne ai di venturi,
Quindi è che te Firmian colà fostenne
Mantovano castor fra i meno oscuri;
Diffe, e allargando le dorate penne
Nembo a me feefe de suoi rai più puri,
E mi apparve distinto in un istante
Ordin di voti, e di preghiere fante.
Oh quanti obbietti di pietà, di fede
Paffan di mano in mano a me dinanzi!
Nella cara a Guglielmo inclita fede
Ve’ del suo primo onor gli augusti avanzi:
Ben ei dagli astri con letizia or vede
Come in virtù Terefa anco l’avanzi;
Scende, e si aggira in mezzo a’ facerdoti,
E n’accompagna il flebil canto, e i voti.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Opra, o Francesco, fu de’ tuoi consigli
Che l’Austriaco gran Prence a noi si doni,
E il ceppo antico, che ne’ chiari figli
Diede Monarchi ai più sublimi troni,
Dal grande Innesto nuova forza or pigli,
E l’avito splendor compia e coroni:
E giusto è ben, che quel che diede altrui
Or dall’Istro riceva, e torni a lui.
Or tu vedrai quel che di Manto avvenne,
E fede dovrai farne ai dì venturi,
Quindi è che te Firmian colà sostenne
Mantovano cantor fra i meno oscuri;
Disse, e allargando le dorate penne
Nembo a me scese de’ suoi rai più puri,
E mi apparve distinto in un istante
Ordin di voti, e di preghiere sante.
Oh quanti obbietti di pietà, di fede
Passan di mano in mano a me dinanzi!
Nella cara a Guglielmo inclita fede
Ve’ del suo primo onor gli augusti avanzi:
Ben ei dagli astri con letizia or vede
Come in virtù Teresa anco l’avanzi;
Scende, e si aggira in mezzo a’ sacerdoti,
E n’accompagna il flebil canto, e i voti.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Carlo anch’ei vanto de’ Pastori Insubri Scende a veder dallo stellato trono L’are guerriere, ei militar Delubri, Ei brandi a lampeggiar del ciel pur dono, Che dell’Acquile auguste, e de’ Colubri Salda difefa, e prima gloria fono. Oh al ciel Carlo ritorni, e i voti poru Degli eferciti al Dio, al Dio de’ forti. Ve’ nel facro ad Andrea tempio che il bianco Umor nel trino vafe al fangue misto Serba tuttor,...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Carlo anch’ei vanto de’ Pastori Insubri
Scende a veder dallo stellato trono
L’are guerriere, ei militar Delubri,
Ei brandi a lampeggiar del ciel pur dono,
Che dell’Acquile auguste, e de’ Colubri
Salda difefa, e prima gloria fono.
Oh al ciel Carlo ritorni, e i voti poru
Degli eferciti al Dio, al Dio de’ forti.
Ve’ nel facro ad Andrea tempio che il bianco
Umor nel trino vafe al fangue misto
Serba tuttor, che dal divino fianco
Lung o l’asta crudel sgorgar fu viste:
Mincio ricorda in volto ardito e franco
D’Augusta il nome al gloriofo acquisto;
Certo, che scampo a lei germini e frutti,
E giovi ad una, se bastò per tutti.
Qui le Vergin prudenti, a cui non tardi
Vien l’alimento alla lucente lampa,
Là il popol facro, che fotto a’ stendardi
Di Francesco e Domenico si accampa,
E quel che fisi in Benedetto i guardi,
Su i vestigi di lui nuov’orme stampa,
Levan le braccia al ciel, levan la fronte,
Come di Giuda il condottier ful monte.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Carlo anch’ei vanto de’ Pastori Insubri
Scende a veder dallo stellato trono
L’are guerriere, e i militar Delùbri,
E i brandi a lampeggiar del ciel pur dono,
Che dell’Acquile auguste, e de’ Colùbri
Salda difesa, e prima gloria sono.
Oh al ciel Carlo ritorni, e i voti porti
Degli eserciti al Dio, al Dio de’ forti.
Ve’ nel sacro ad Andrea tempio che il bianco
Umor nel trino vase al sangue misto
Serba tuttor, che dal divino fianco
Lungo l’asta crudel sgorgar fu visto:
Mincio ricorda in volto ardito e franco
D’Augusta il nome al glorioso acquisto;
Certo, che scampo a lei germini e frutti,
E giovi ad una, se bastò per tutti.
Qui le Vergin prudenti, a cui non tardi
Vien l’alimento alla lucente lampa,
Là il popol sacro, che sotto a’ stendardi
Di Francesco e Domenico si accampa,
E quel che fisi in Benedetto i guardi,
Su i vestigi di lui nuov’orme stampa,
Levan le braccia al ciel, levan la fronte,
Come di Giuda il condottier sul monte.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Poemetti italiani, vol. XII.djvu/91
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Nel vetusto cenobio al Pò vicino Di Muilds già un tempo al cener nido, Pronto afilo alle stanco pellegrino, Saldo fostegno al minacciato lido, Salgon Arabi incenfi al pan divino, Sale iterato il fupplichevol grido, E fiori intanto appar lieto e tranquillo L’orfano ristorato, ed il pupillo. Ma il vigile pastor, che in queste muta Il nome de Puebla alza e fublima, Pastor, che giunfe per comun ventura Nel...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Nel vetusto cenobio al Pò vicino
Di Muilds già un tempo al cener nido,
Pronto afilo alle stanco pellegrino,
Saldo fostegno al minacciato lido,
Salgon Arabi incenfi al pan divino,
Sale iterato il fupplichevol grido,
E fiori intanto appar lieto e tranquillo
L’orfano ristorato, ed il pupillo.
Ma il vigile pastor, che in queste muta
Il nome de Puebla alza e fublima,
Pastor, che giunfe per comun ventura
Nella vigna di Dio full’ora prima,
Arfo di zelo, e di amorofa cura
Pubblici a noi devoti riti intima,
E fu dell’Angiol opra il bel disio;
Ch’ei commercio ha con gli Angioli, e con Dio.)
Fia facro il rito a lei, che in ciel reina
Siede, e ad Anfelmo ragionò fovente,
Che dall’orror di fervitù vicina
Speffo scampò la Mantovana gente.
Già piega il fole appena alla marina,
Che il facro bronzo rimbombar si fente:
Lo squillo al tempio il popolo trasporta,
Fatti l’uno dell’altro efempio e scorta.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Nel vetusto cenobio al Pò vicino
Di Matilda già un tempo al cener nido,
Pronto asilo allo stanco pellegrino,
Saldo sostegno al minacciato lido,
Salgon Arabi incensi al pan divino,
Sale iterato il supplichevol grido,
E fiori intanto appar lieto e tranquillo
L’orfano ristorato, ed il pupillo.
Ma il vigile pastor, che in queste mura
Il nome de’ Puebla alza e sublima,
Pastor, che giunse per comun ventura
Nella vigna di Dio sull’ora prima,
Arso di zelo, e di amorosa cura
Pubblici a noi devoti riti intima,
E fu dell’Angiol opra il bel disìo;
Ch’ei commercio ha con gli Angioli, e con Dio.
Fia sacro il rito a lei, che in ciel reina
Siede, e ad Anselmo ragionò sovente,
Che dall’orror di servitù vicina
Spesso scampò la Mantovana gente.
Già piega il sole appena alla marina,
Che il sacro bronzo rimbombar si sente:
Lo squillo al tempio il popolo trasporta,
Fatti l’uno dell’altro esempio e scorta.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Nel vetusto cenobio al Pò vicino
Di Matilda già un tempo al cener nido,
Pronto asilo allo stanco pellegrino,
Saldo sostegno al minacciato lido,
Salgon Arabi incensi al pan divino,
Sale iterato il supplichevol grido,
E fuori intanto appar lieto e tranquillo
L’orfano ristorato, ed il pupillo.
Ma il vigile pastor, che in queste mura
Il nome de’ Puebla alza e sublima,
Pastor, che giunse per comun ventura
Nella vigna di Dio sull’ora prima,
Arso di zelo, e di amorosa cura
Pubblici a noi devoti riti intima,
E fu dell’Angiol opra il bel disìo;
Ch’ei commercio ha con gli Angioli, e con Dio.
Fia sacro il rito a lei, che in ciel reina
Siede, e ad Anselmo ragionò sovente,
Che dall’orror di servitù vicina
Spesso scampò la Mantovana gente.
Già piega il sole appena alla marina,
Che il sacro bronzo rimbombar si sente:
Lo squillo al tempio il popolo trasporta,
Fatti l’uno dell’altro esempio e scorta.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> A manca entro le feriche cortine Si chiude full’altar l’augusta immago; Fan marmoree colonne alabastrine Fra le pietre di Lidia un ordin vago; Opre ammirande intorno, e peregrine Spiega industre pennello, e vigil ago: Dalle pareti in tanto onor giulive Pendon a mille immagini votive. La bella madre del divino Amore Dalla facr’arca riverenza inspira; Anfelmo anch’ei dalla sua tomba fuore Nuova di fanto...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
A manca entro le feriche cortine
Si chiude full’altar l’augusta immago;
Fan marmoree colonne alabastrine
Fra le pietre di Lidia un ordin vago;
Opre ammirande intorno, e peregrine
Spiega industre pennello, e vigil ago:
Dalle pareti in tanto onor giulive
Pendon a mille immagini votive.
La bella madre del divino Amore
Dalla facr’arca riverenza inspira;
Anfelmo anch’ei dalla sua tomba fuore
Nuova di fanto amor dolce aura spira;
L’ardente zelo, e ’l tenero suo core
Nell’affabil fembiante ancor si mira,
E ad una ad una le dilette agnelle
Conosce, come lui conobber quelle.
Par che si affifi ne’ togati patri
Della spada di Cefare custodi,
Onde orgoglio e fierezza indarno latri,
E indarno l’ingordigia ordisca frodi.
Anfelmo anch’effo in di torbidi ed atri
Colfe da’ suoi configli eterne lodi:
Schermo al tempio e alla reggia infieme unio
Di Matilda i diritti, e quei di Dio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
A manca entro le seriche cortine
Si chiude sull’altar l’augusta immago;
Fan marmoree colonne alabastrine
Fra le pietre di Lidia un ordin vago;
Opre ammirande intorno, e peregrine
Spiega industre pennello, e vigil ago:
Dalle pareti in tanto onor giulive
Pendon a mille immagini votive.
La bella madre del divino Amore
Dalla sacr’arca riverenza inspira;
Anselmo anch’ei dalla sua tomba fuore
Nuova di santo amor dolce aura spira;
L’ardente zelo, e ’l tenero suo core
Nell’affabil sembiante ancor si mira,
E ad una ad una le dilette agnelle
Conosce, come lui conobber quelle.
Par che si affisi ne’ togati patri
Della spada di Cesare custodi,
Onde orgoglio e fierezza indarno latri,
E indarno l’ingordigia ordisca frodi.
Anselmo anch’esso in dì torbidi ed atri
Colse da’ suoi consigli eterne lodi:
Schermo al tempio e alla reggia insieme unìo
Di Matilda i diritti, e quei di Dio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> E ben Matilda dall’etereo smalto Sprona i vaffalli antichi alle preghiere; Ricorda il di, che il braccio Anfelmo in alto Levando, benediffe aste e bandiere, Quando vittrici dal notturn) affalto Liete tornar le Mantovane schiere, E vuol ch’abbia in Anfelmo egual fostegno Chi a lei s’agguaglia, e le fucceffe al regno. Entra ognuho nel tempio, e le ginocchia Al velato gran Dio piega tremanti; Quinci a man...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
E ben Matilda dall’etereo smalto
Sprona i vaffalli antichi alle preghiere;
Ricorda il di, che il braccio Anfelmo in alto
Levando, benediffe aste e bandiere,
Quando vittrici dal notturn) affalto
Liete tornar le Mantovane schiere,
E vuol ch’abbia in Anfelmo egual fostegno
Chi a lei s’agguaglia, e le fucceffe al regno.
Entra ognuho nel tempio, e le ginocchia
Al velato gran Dio piega tremanti;
Quinci a manca si volge, e s’inginocchia
All adorato fimolacro avanti:
Ardon le faci, e il timiama crocchia
Arfo per entro agl’incenfier fumanti,
In duo già si diparte il popol folto
Intorno all’ara umilemente accolto.
Già vengono i pacifici Leviti
Coi bianchi lini, e col purpureo manto,
Tu pur Giovanni- ti prefenti ai riti
Con l’aurata tiara, e ’l lituo fanto;
Nella clamide augusta Aronne imiti,
Ei duo ministri, che ti stanno accanto
Del palio bipartito i lembi alzati
Tengon per riverenza alli due lati.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
E ben Matilda dall’etereo smalto
Sprona i vassalli antichi alle preghiere;
Ricorda il dì, che il braccio Anselmo in alto
Levando, benedisse aste e bandiere,
Quando vittrici dal notturno assalto
Liete tornar le Mantovane schiere,
E vuol ch’abbia in Anselmo egual sostegno
Chi a lei s’agguaglia, e le successe al regno.
Entra ognuho nel tempio, e le ginocchia
Al velato gran Dio piega tremanti;
Quinci a manca si volge, e s’inginocchia
All’adorato simolacro avanti:
Ardon le faci, e il timiama crocchia
Arso per entro agl’incensier fumanti,
In duo già si diparte il popol folto
Intorno all’ara umilemente accolto.
Già vengono i pacifici Leviti
Coi bianchi lini, e col purpureo manto,
Tu pur Giovanni ti presenti ai riti
Con l’aurata tiara, e ’l lituo santo;
Nella clamide augusta Aronne imiti,
E i duo ministri, che ti stanno accanto
Del palio bipartito i lembi alzati
Tengon per riverenza alli due lati.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Entra il ficro Senato, e feco il degzo Capo nel vallo onde l’altare è cinto; Fa in paradifo il riverito fegno Il Pontefice fanto all’opra accinto. Scenda l’aita tua dall’alto regno, E di pietà feconda il dolce istinto, La lingua e ’l cor padre dal ciel ne monda, Fa che l’effetto al buon disio risponda. Il padre invoca, ch’ha fugli astri impero, E l’uman prego inspira a un tempo, e ascolta; Quegli che...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Entra il ficro Senato, e feco il degzo
Capo nel vallo onde l’altare è cinto;
Fa in paradifo il riverito fegno
Il Pontefice fanto all’opra accinto.
Scenda l’aita tua dall’alto regno,
E di pietà feconda il dolce istinto,
La lingua e ’l cor padre dal ciel ne monda,
Fa che l’effetto al buon disio risponda.
Il padre invoca, ch’ha fugli astri impero,
E l’uman prego inspira a un tempo, e ascolta;
Quegli che padre ebbe il divia penfiero,
Indi natura ha riparata e sciolta,
E lui che d’Amor nacque, anzi è Amor vero,
E l’effenza in tre sparfa e in un raccolta,
Che da’ fuperni lucidi zaffiri
Pronta fu noi mifericordia spiri.
Maria s’invoca, (odo il gran nome appena,
Che il velo dall’immagine si fura)
Che a Dio diè vita, che di grazie piena,
Fu de’ Vergin la prima, e casta e para;
Amabil più di cofa altra terrena,
Meravigliofa del gran Dio fattura,
Che non ebbe fimil prima o dappoi,
E il gran tempio rimbomba; ora per noi.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Entra il sacro Senato, e seco il degno
Capo nel vallo onde l’altare è cinto;
Fa in paradiso il riverito segno
Il Pontefice santo all’opra accinto.
Scenda l’aita tua dall’alto regno,
E di pietà feconda il dolce istinto,
La lingua e ’l cor padre dal ciel ne monda,
Fa che l’effetto al buon disio risponda.
Il padre invoca, ch’ha sugli astri impero,
E l’uman prego inspira a un tempo, e ascolta;
Quegli che padre ebbe il divia pensiero,
Indi natura ha riparata e sciolta,
E lui che d’Amor nacque, anzi è Amor vero,
E l’essenza in tre sparsa e in un raccolta,
Che da’ superni lucidi zaffiri
Pronta su noi misericordia spiri.
Maria s’invoca, (odo il gran nome appena,
Che il velo dall’immagine si fura)
Che a Dio diè vita, che di grazie piena,
Fu de’ Vergin la prima, e casta e para;
Amabil più di cosa altra terrena,
Meravigliosa del gran Dio fattura,
Che non ebbe simil prima o dappoi,
E il gran tempio rimbomba; ora per noi.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Vergine faggia d’ogni lode degna, Lucido specchio di giustizia e fede, Per coi gaudio e falute al mondo regna, Vafe d’onor, di fapienza fede, Porta e stella del cielo, arca ed infegna Che li celefli cittadin precede,, Reina de’ novelli, e prischi eroi, E il gran tempio rimbomba: ora per noi. Poi misto incenfo alle parole fante Verfa nel fuoco, cui brev’urna ferra; Chiufo tre volte innalza, e l’ondeggia...
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Vergine faggia d’ogni lode degna,
Lucido specchio di giustizia e fede,
Per coi gaudio e falute al mondo regna,
Vafe d’onor, di fapienza fede,
Porta e stella del cielo, arca ed infegna
Che li celefli cittadin precede,,
Reina de’ novelli, e prischi eroi,
E il gran tempio rimbomba: ora per noi.
Poi misto incenfo alle parole fante
Verfa nel fuoco, cui brev’urna ferra;
Chiufo tre volte innalza, e l’ondeggiante
Turibolo tre volte abbaffi a terra;
Indi obliquo in fu it vibra, e di fiammante
Amor tutto raccefo umil si atterra,
E come fottil nebbia il fumo ascende
All’area, donde il puro azimo pende.
Sovra d’argentea bafe è un cerchio aurato,
Come stella crinita de’ suoi raggi,
E in mezzo quafi in centro è collocato
De forti il cibo, il produttor de’ faggi,
11 Verbo che per noi s’è trasformato
In testimonio de’ fofferti oltraggi,
Che tornar volle nel paterno ampleffo,
E tutto infieme a noi donar se steffo.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vergine saggia d’ogni lode degna,
Lucido specchio di giustizia e fede,
Per cui gaudio e salute al mondo regna,
Vase d’onor, di sapienza sede,
Porta e stella del cielo, arca ed insegna
Che li celesti cittadin precede,
Reina de’ novelli, e prischi eroi,
E il gran tempio rimbomba: ora per noi.
Poi misto incenso alle parole sante
Versa nel fuoco, cui brev’urna serra;
Chiuso tre volte innalza, e l’ondeggiante
Turibolo tre volte abbassi a terra;
Indi obliquo in su il vibra, e di fiammante
Amor tutto racceso umil si atterra,
E come sottil nebbia il fumo ascende
All’area, donde il puro azimo pende.
Sovra d’argentea base è un cerchio aurato,
Come stella crinita de’ suoi raggi,
E in mezzo quasi in centro è collocato
De’ forti il cibo, il produttor de’ saggi,
Il Verbo che per noi s’è trasformato
In testimonio de’ sofferti oltraggi,
Che tornar volle nel paterno amplesso,
E tutto insieme a noi donar se stesso.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Deh lode Ga (concorde canto al cielo Ergon le ardenti labbra umiliate), E dell’antico culto il fanto zelo Ceda al rito novel di nostra etate, Al corporeo fallace oscuro velo. Lampa e fostegno fian fede e pietate, Fede e pietà, che ful divino obbietto Dello sguardo compenfi ogni difetto. Sia lode al Padre, ed al Figliuol, che in lui S’interna, e come luce in fol si asconde, Lode allo Spirto egual, che d...
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text/x-wiki
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Deh lode Ga (concorde canto al cielo
Ergon le ardenti labbra umiliate),
E dell’antico culto il fanto zelo
Ceda al rito novel di nostra etate,
Al corporeo fallace oscuro velo.
Lampa e fostegno fian fede e pietate,
Fede e pietà, che ful divino obbietto
Dello sguardo compenfi ogni difetto.
Sia lode al Padre, ed al Figliuol, che in lui
S’interna, e come luce in fol si asconde,
Lode allo Spirto egual, che d’ambidui
Fonte d’amor deriva, e amor infonde.
Qui tace ognuno, indi alternando in dui,
Intuona il clero, e il popolo risponde:
Gran Re, pane del ciel ne porgi in dono;
Pane, in cui tutte le doleezze fono.
Nel centro quinci dell’altar si pone
Il Pontefice, e al ciel le braccia tende,
Al popol chino il cerchio aurato espone,
Che infra le mani gli scintilla, e splendes
Così toglie allo sdegno armi e ragione,
Così nova pietà ne’ cori accende,
Sicchè più bella a folgorar ritorni
Rofea falute sugli augusti giorni.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Deh lode sia (concorde canto al cielo
Ergon le ardenti labbra umiliate),
E dell’antico culto il santo zelo
Ceda al rito novel di nostra etate,
Al corporeo fallace oscuro velo
Lampa e sostegno sian fede e pietate,
Fede e pietà, che sul divino obbietto
Dello sguardo compensi ogni difetto.
Sia lode al Padre, ed al Figliuol, che in lui
S’interna, e come luce in sol si asconde,
Lode allo Spirto egual, che d’ambidui
Fonte d’amor deriva, e amor infonde.
Qui tace ognuno, indi alternando in dui,
Intuona il clero, e il popolo risponde:
Gran Re, pane del ciel ne porgi in dono;
Pane, in cui tutte le doleezze sono.
Nel centro quinci dell’altar si pone
Il Pontefice, e al ciel le braccia tende,
Al popol chino il cerchio aurato espone,
Che infra le mani gli scintilla, e splende;
Così toglie allo sdegno armi e ragione,
Così nova pietà ne’ cori accende,
Sicchè più bella a folgorar ritorni
Rosea salute sugli augusti giorni.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Certo n’è poi che full’altare il folto Famo ei vede degli Arabi profumi E star fospefo, e ricader disciolto, E rifalir compreffo in più volumi. Quivi l’Angiol di Dio stafi raccolto, Volgendo ai facri onor pietofi i lumi, E ben l’Angiol vegg’io, che in lieve e bruna Immagin di profumo i voti aduna. E un’altra il fumo meraviglia porge, Cangiando in un momento aspetto e forma: Che dal fosco suo grembo un...
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Certo n’è poi che full’altare il folto
Famo ei vede degli Arabi profumi
E star fospefo, e ricader disciolto,
E rifalir compreffo in più volumi.
Quivi l’Angiol di Dio stafi raccolto,
Volgendo ai facri onor pietofi i lumi,
E ben l’Angiol vegg’io, che in lieve e bruna
Immagin di profumo i voti aduna.
E un’altra il fumo meraviglia porge,
Cangiando in un momento aspetto e forma:
Che dal fosco suo grembo un globo forge
D’aurea luce, che in se tutto il trasforma,
Quinci e quindi la luce errar si scorge,
E alle pareti di se imprimer l’orma,
Luce del Dio confortator che grunge,
E i petti infiamma, e speme a speme aggiunge.
Così nel tempio augusto, in cui ripofe
Sua speranza miglior Gerufalemme,
Cui delle spoglie il faggio re compofe
Tolte dal fen dell’indiche maremme,
Tra le mille svenate ostie odorofe,
L’arder di faci, e il folgorar di gemme
In lieve nebbia la gran mole empio
Scefa dal ciel la maestà di Dio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Trascritta */
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Certo n’è poi che sull’altare il folto
Famo ei vede degli Arabi profumi
E star sospeso, e ricader disciolto,
E risalir compresso in più volumi.
Quivi l’Angiol di Dio stassi raccolto,
Volgendo ai sacri onor pietosi i lumi,
E ben l’Angiol vegg’io, che in lieve e bruna
Immagin di profumo i voti aduna.
E un’altra il fumo meraviglia porge,
Cangiando in un momento aspetto e forma:
Che dal fosco suo grembo un globo sorge
D’aurea luce, che in se tutto il trasforma,
Quinci e quindi la luce errar si scorge,
E alle pareti di se imprimer l’orma,
Luce del Dio confortator che grunge,
E i petti infiamma, e speme a speme aggiunge.
Così nel tempio augusto, in cui ripose
Sua speranza miglior Gerusalemme,
Cui delle spoglie il saggio re compose
Tolte dal sen dell’indiche maremme,
Tra le mille svenate ostie odorose,
L’arder di faci, e il folgorar di gemme
In lieve nebbia la gran mole empio
Scesa dal ciel la maestà di Dio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Ma che non veggio? qual rotata fuole Macchina teatral ful facil perno Rapir lo sguardó d’una in altra mole, Così fugli occhi miei cangia il fuperno Contorto raggio, e a dir non ho parole Qual novello di me prenda governo. Tema, gioia, stupore a me comparte Il tempio, che fuccede a quel che parte. Candido forge in oriente il giorno, E di spontanei fior la valle pinge, Verfo l’occafo a bianca nube intorn...
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma che non veggio? qual rotata fuole
Macchina teatral ful facil perno
Rapir lo sguardó d’una in altra mole,
Così fugli occhi miei cangia il fuperno
Contorto raggio, e a dir non ho parole
Qual novello di me prenda governo.
Tema, gioia, stupore a me comparte
Il tempio, che fuccede a quel che parte.
Candido forge in oriente il giorno,
E di spontanei fior la valle pinge,
Verfo l’occafo a bianca nube intorno,
Ove il fole non anco i raggi spiage
Spunta di pace il vago cerchio adorno,
E di mille colori il manto tinge:
Tal era forfe quel che Dio deferiffe
Quando le mete al suo furor preferiffe.
Io mi feuoto, e lo sguardo intorno giro
Di meraviglia, e di piacer comprefo,
Quando a mezzo del ciel repente miro
Quafi di luce immenfo mar distefo;
Altronde che dal fole i raggi uteiro,
Che di luce men bella è il fole accefo;
Giunge a me il lume, e si dilata e cresce,
E tra vortici suoi mi avvolge e mesce.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Trascritta */
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma che non veggio? qual rotata suole
Macchina teatral sul facil perno
Rapir lo sguardo d’una in altra mole,
Così sugli occhi miei cangia il superno
Contorto raggio, e a dir non ho parole
Qual novello di me prenda governo.
Tema, gioia, stupore a me comparte
Il tempio, che succede a quel che parte.
Candido sorge in oriente il giorno,
E di spontanei fior la valle pinge,
Verso l’occaso a bianca nube intorno,
Ove il sole non anco i raggi spiage
Spunta di pace il vago cerchio adorno,
E di mille colori il manto tinge:
Tal era forse quel che Dio descrisse
Quando le mete al suo furor prescrisse.
Io mi scuoto, e lo sguardo intorno giro
Di meraviglia, e di piacer compreso,
Quando a mezzo del ciel repente miro
Quasi di luce immenso mar disteso;
Altronde che dal sole i raggi uteiro,
Che di luce men bella è il sole acceso;
Giunge a me il lume, e si dilata e cresce,
E tra vortici suoi mi avvolge e mesce.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Ma nel pelago afforto in vano io temo Oltraggio alle percoffe egre pupille, Che i rai fanno del ciglio al lembo estremo Qual fottil vel di rugiadofe stille, E come suol dietro al favor del remo Fender rapido pin l’onde tranquille, Pel luminofo mar l’occhio penètra, E giunge confortato infino all’etra. Giunge dell’etra al più fublime cerchio All’anime beate albergo e centro. Tutti dell’ale vel fanfi al...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma nel pelago afforto in vano io temo
Oltraggio alle percoffe egre pupille,
Che i rai fanno del ciglio al lembo estremo
Qual fottil vel di rugiadofe stille,
E come suol dietro al favor del remo
Fender rapido pin l’onde tranquille,
Pel luminofo mar l’occhio penètra,
E giunge confortato infino all’etra.
Giunge dell’etra al più fublime cerchio
All’anime beate albergo e centro.
Tutti dell’ale vel fanfi al foverchio
Divinó lume, a cui nuotan per entro.
Me veggo pur feco rapito in cerchio,
E nell’orbite lor più mi concentro,
Nè quel che vegga io fo; che l’uman fenfo
Confonde, opprime, e feco trae l’immenfo.
Olo foavi armonici concenti,
Odo la cetra, e l’arpa, odo la tromba:
Fino alla baffa region de’ venti
Dal fublime de’ cieli il fuon rimbomba:
Al misto fuon de’ Cherubini ardenti
Dolce il canto si mesce, e dolce romba.
Lode a chi ficde a eternità ful dorfo,
Onde ai fecoli stringe e allarga il morfo.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Ma nel pelago assorto in vano io temo
Oltraggio alle percosse egre pupille,
Che i rai stanno del ciglio al lembo estremo
Qual sottil vel di rugiadose stille,
E come suol dietro al favor del remo
Fender rapido pin l’onde tranquille,
Pel luminoso mar l’occhio penètra,
E giunge confortato insino all’etra.
Giunge dell’etra al più sublime cerchio
All’anime beate albergo e centro.
Tutti dell’ale vel fansi al soverchio
Divino lume, a cui nuotan per entro.
Me veggo pur seco rapito in cerchio,
E nell’orbite lor più mi concentro,
Nè quel che vegga io so; che l’uman senso
Confonde, opprime, e seco trae l’immenso.
Odo soavi armonici concenti,
Odo la cetra, e l’arpa, odo la tromba:
Fino alla bassa region de’ venti
Dal sublime de’ cieli il suon rimbomba:
Al misto suon de’ Cherubini ardenti
Dolce il canto si mesce, e dolce romba.
Lode a chi siede a eternità sul dorso,
Onde ai secoli stringe e allarga il morso.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Dell’infinito gaudio ecco il torrente, Che ai quattro lati il gran foggiorno allaga: L’anima vi si tuffa avidamente Che la dolce acqua ogni defio ne appaga; Nè per ciò fazia o stanca mai si fente, Che più che fugge più di berne è vaga, E più che l’alta gioja il fen le innonda Nuova fempre è la fete, e nuova è l’onda. Sugger dell’acque io pur vorrei, ma tolto, M’è di accoflar le labbra alla riviera:...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Dell’infinito gaudio ecco il torrente,
Che ai quattro lati il gran foggiorno allaga:
L’anima vi si tuffa avidamente
Che la dolce acqua ogni defio ne appaga;
Nè per ciò fazia o stanca mai si fente,
Che più che fugge più di berne è vaga,
E più che l’alta gioja il fen le innonda
Nuova fempre è la fete, e nuova è l’onda.
Sugger dell’acque io pur vorrei, ma tolto,
M’è di accoflar le labbra alla riviera:
Veggo d’Angioli intanto un popol folto
All’Empireo poggiar di sfera in sfera.
Giunti all’eterno folio il trino ascolto
Canto di lodi a chi fugli anni impera,
E in così dire al fuol cadon prostrati
Delle candide il capo ale velati.
Han altri in mano tazze d’or coperte
D’odorifere erbette e verdi fiori,
Alui vario-dipinte urne, che apene
Spargon dolci fragranze, e ambrosj odori;
Ciascuno a Dio suo don porge, e le offerte
Accompagnan col canto a ceri a cori.
Nulla intender potea, se non che udiva
Suonar Terefa la beata riva.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Dell’infinito gaudio ecco il torrente,
Che ai quattro lati il gran soggiorno allaga:
L’anima vi si tuffa avidamente
Che la dolce acqua ogni desio ne appaga;
Nè per ciò sazia o stanca mai si sente,
Che più che sugge più di berne è vaga,
E più che l’alta gioja il sen le innonda
Nuova sempre è la sete, e nuova è l’onda.
Sugger dell’acque io pur vorrei, ma tolto
M’è di accostar le labbra alla riviera:
Veggo d’Angioli intanto un popol folto
All’Empireo poggiar di sfera in sfera.
Giunti all’eterno solio il trino ascolto
Canto di lodi a chi sugli anni impera,
E in così dire al suol cadon prostrati
Delle candide il capo ale velati.
Han altri in mano tazze d’or coperte
D’odorifere erbette e verdi fiori,
Altri vario-dipinte urne, che aperte
Spargon dolci fragranze, e ambrosj odori;
Ciascuno a Dio suo don porge, e le offerte
Accompagnan col canto a ceri a cori.
Nulla intender potea, se non che udiva
Suonar Teresa la beata riva.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/161
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 159 —|}}</noinclude>si eseguiscono di poco differiscono da una regione all'altra nei caratteri fondamentali. E la zona si allarga forse all'insù, certo all'ingiù, voglio dire, verso la Sicilia. Calabria e Sicilia molti caratteri etnici hanno comuni, molti caratteri etnofonici si scambiarono. La cornamusa è anche in Sicilia, lo zufolo di canna siciliano anche in Calabria trovasi e vi prende lo stesso nome: ''farautu'', di uso antico ma, come mi scriveva un egregio Uomo di Ortì, con più perfezione suonati in Sicilia.
Questa ''berceuse'' ha, come bene osserva il Fedeli, caratteri musicali greci per la tonalità che è quella ''ipofrigia'', come per il colore armonico e ritmico basato su un pedale formato di due note tenute alla distanza di ottava come appunto le figurazioni di concerti dell'epoca greca ci fan fede avessero le musiche elleniche.
{{Centrato|⁂}}
Il continente, la così detta terra ferma, e mai fu più impropriamente detto che per le Calabrie, sta per mancarci sotto i piedi, e per quanto lo stretto possiamo attraversare senza scendere dal vagone, pure sentiamo subito viva la sensazione del distacco. Qualche cosa d'invisibile ma pur di tangibile al sentimento ci avverte che l'acque, il mare si apre fra noi e il resto dell'Italia; che<noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> S’alza, e fugli altri il capo erge fublime L’Angiol che a’ miei penfier fin or fu duce, E a me rivolto cotai fenfi esprime Fra un nuovo balenar di rofea luce. Già si dilegus il duol che Europa opprime, Già novello di cofe ordin si adduce, E nuovo ordin di eventi a te palefa Quel che vedi qua fu; falva è Terefa. Questi che vedi a piè del folio eterno, Scuoter festofi i fulgidi cimieri, Gli Angioli fono,...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
S’alza, e fugli altri il capo erge fublime
L’Angiol che a’ miei penfier fin or fu duce,
E a me rivolto cotai fenfi esprime
Fra un nuovo balenar di rofea luce.
Già si dilegus il duol che Europa opprime,
Già novello di cofe ordin si adduce,
E nuovo ordin di eventi a te palefa
Quel che vedi qua fu; falva è Terefa.
Questi che vedi a piè del folio eterno,
Scuoter festofi i fulgidi cimieri,
Gli Angioli fono, a cui dato è il governo,
E la ’custodia de’ terreni imperi.
Austria a me diè l’alto Motor fuperno,
Per ciò gli altri fon ligi a’ miei voleri,
Nè quello è in lor contrasto, onde si noma
L’Angiol d’Effefo avverfo a quel di Roma.
Al cafo acerbo innanzi a Dio fur prefli,
E’l comun pianto ne recar con loro;
Le diverfe che in mano a lor vedesti
Gemmate urne dipinte, e coppe d’oro,
De’ voti, che porgeano i popol mesti,
Chiudono il moltiforme ampio teforo,
E dal turibol, che in mia man risplende
In dolce fumo la preghiera ascende.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
S’alza, e sugli altri il capo erge sublime
L’Angiol che a’ miei pensier sin or fu duce,
E a me rivolto cotai sensi esprime
Fra un nuovo balenar di rosea luce.
Già si dilegua il duol che Europa opprime,
Già novello di cose ordin si adduce,
E nuovo ordin di eventi a te palesa
Quel che vedi qua su; salva è Teresa.
Questi che vedi a piè del solio eterno,
Scuoter festosi i fulgidi cimieri,
Gli Angioli sono, a cui dato è il governo,
E la custodia de’ terreni imperi.
Austria a me diè l’alto Motor superno,
Per ciò gli altri son ligi a’ miei voleri,
Nè quello è in lor contrasto, onde si noma
L’Angiol d’Effeso avverso a quel di Roma.
Al caso acerbo innanzi a Dio fur presti,
E ’l comun pianto ne recar con loro;
Le diverse che in mano a lor vedesti
Gemmate urne dipinte, e coppe d’oro,
De’ voti, che porgeano i popol mesti,
Chiudono il moltiforme ampio tesoro,
E dal turibol, che in mia man risplende
In dolce fumo la preghiera ascende.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Della fronda vital le chiome adorna Alma falute il vol rapida moffe, Baciò Terefa, e come allor che aggiorna Si dileguan dai rai l’ombre percoffe, Libero il fangue a ferpeggiar ritorna, Son l’orme infeste inaridite e scoffe; E il volto appar quale il cristallo emerge Sotto il bel vel, che dalla nebbia il terge. Vanne, e vedrai quel che sarà fra poco Dell’efultante Mincio in fu le rive. Fra il crepitar...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Della fronda vital le chiome adorna
Alma falute il vol rapida moffe,
Baciò Terefa, e come allor che aggiorna
Si dileguan dai rai l’ombre percoffe,
Libero il fangue a ferpeggiar ritorna,
Son l’orme infeste inaridite e scoffe;
E il volto appar quale il cristallo emerge
Sotto il bel vel, che dalla nebbia il terge.
Vanne, e vedrai quel che sarà fra poco
Dell’efultante Mincio in fu le rive.
Fra il crepitar del cinnamo, e del croco
Fumeran le odorofe are votive,
Nè le pompe ti victo a te.npo e loco,
Che ingannin le notturne ore festive,
Ma la gioja e il piacer nè più nè meno,
Che il duol lo strinfe, in voi rallenti il freno.
Nel rispettato piano, ove già crebbe
Sacra al profano Apollo arbore antica,
Intorno a cui si affife, e a gara bebbe
Timido stuol l’arte de’ carmi amica;
Ergere il capo altera mole or debbe,
Mole d’inonorato ozio nemica;
Opra di lei, che ridonata al regno
De’ suoi primi penfier Manto fe’ fegno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Della fronda vital le chiome adorna
Alma salute il vol rapida mosse,
Baciò Teresa, e come allor che aggiorna
Si dileguan dai rai l’ombre percosse,
Libero il sangue a serpeggiar ritorna,
Son l’orme infeste inaridite e scosse;
E il volto appar quale il cristallo emerge
Sotto il bel vel, che dalla nebbia il terge.
Vanne, e vedrai quel che sarà fra poco
Dell’esultante Mincio in su le rive.
Fra il crepitar del cinnamo, e del croco
Fumeran le odorose are votive,
Nè le pompe ti vieto a tempo e loco,
Che ingannin le notturne ore festive,
Ma la gioja e il piacer nè più nè meno,
Che il duol lo strinse, in voi rallenti il freno.
Nel rispettato piano, ove già crebbe
Sacra al profano Apollo arbore antica,
Intorno a cui si assise, e a gara bebbe
Timido stuol l’arte de’ carmi amica;
Ergere il capo altera mole or debbe,
Mole d’inonorato ozio nemica;
Opra di lei, che ridonata al regno
De’ suoi primi pensier Manto fe’ segno.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Vedrai nell’ampia trionfal Palestra, Ove stavan le Mufe al fuol dimeffe, Spaziar le feienze a manca e a destra, E tornar Poesia in un con effe De’ bei costumi, e del penfar maestra, Senza cui foran le scienze isteffe Quafi schel tri ignudi, e inani forme, Come fenza la luce è l’orbe informe. Quella vedrai che agli astri erranti e ai fi Col vetro esplorator gli sguardi vibra: E colei che del dritto apre...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vedrai nell’ampia trionfal Palestra,
Ove stavan le Mufe al fuol dimeffe,
Spaziar le feienze a manca e a destra,
E tornar Poesia in un con effe
De’ bei costumi, e del penfar maestra,
Senza cui foran le scienze isteffe
Quafi schel tri ignudi, e inani forme,
Come fenza la luce è l’orbe informe.
Quella vedrai che agli astri erranti e ai fi
Col vetro esplorator gli sguardi vibra:
E colei che del dritto apre gli abiffi,
E gli offici dell’uom fecerne e libra;
L’altra che i giorni guarda a noi prefiffi
Conscia de’ mali, e dell’umana fibra,
E follecita scorre ove fia d’uopo
Fin dal cedro del libano all’ifopo.
Docili i fiumi, e ripartiti i fonti
Doppiar le meffi fa le zolle apriche:
I prischi fasti dalle annofe fronti
Scuoter le fepolcrali ombre nemiche;
Vedrai gli emoli fabbri a esprimer pronti
Le perfette dell’arti opre e fatiche,
E star genj del loco in enei busti
L’Augusta geniuice, e i figli Augusti.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vedrai nell’ampia trionfal Palestra,
Ove stavan le Muse al suol dimesse,
Spaziar le scienze a manca e a destra,
E tornar Poesia in un con esse
De’ bei costumi, e del pensar maestra,
Senza cui foran le scienze istesse
Quasi scheletri ignudi, e inani forme,
Come senza la luce è l’orbe informe.
Quella vedrai che agli astri erranti e ai fissi
Col vetro esplorator gli sguardi vibra:
E colei che del dritto apre gli abissi,
E gli offici dell’uom secerne e libra;
L’altra che i giorni guarda a noi prefissi
Conscia de’ mali, e dell’umana fibra,
E sollecita scorre ove sia d’uopo
Fin dal cedro del libano all’isopo.
Docili i fiumi, e ripartiti i fonti
Doppiar le messi su le zolle apriche:
I prischi fasti dalle annose fronti
Scuoter le sepolcrali ombre nemiche;
Vedrai gli emoli fabbri a esprimer pronti
Le perfette dell’arti opre e fatiche,
E star genj del loco in enei busti
L’Augusta genitrice, e i figli Augusti.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> In due famofi antichi manoscritti Da tarme e topi rofi e rifiniti Di tre Greche i discorfi io leffi feritti, Che in tale occasion fur proferiti Ver l’olimpiade ottava, o poco innante Sotto il celebre arconte Euridamante. Dice dunque la storia che la bella Egle, la vivaciffima Apamèa, E la bionda patetica Nigella Che destava l’invidia in Citerèa, Comparvero a quei giudici davanti La caufa a perorar de’...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|168||}}</noinclude><poem>
In due famofi antichi manoscritti
Da tarme e topi rofi e rifiniti
Di tre Greche i discorfi io leffi feritti,
Che in tale occasion fur proferiti
Ver l’olimpiade ottava, o poco innante
Sotto il celebre arconte Euridamante.
Dice dunque la storia che la bella
Egle, la vivaciffima Apamèa,
E la bionda patetica Nigella
Che destava l’invidia in Citerèa,
Comparvero a quei giudici davanti
La caufa a perorar de’ loro amanti.
I belli ingegni della Grecia tutti
I dotti, i femidotti, ed i dottori
Quel giorno ad ascoltar s’eran ridutti
La discuffion de’ concorrenti amori
Venere e il figlio entro a una nube d’oro
Si vennero a pofare in mezzo a loro.
Egle la prima fu (così decifo
Avea la forte) a far la sua concione:
Le risplendea l’ingenuità ful vifo,
Che ognun a suo favor muove e dispone,
E con il metro dell’ottava rima
Così l’arringa sua fregia e fublima.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|168||}}</noinclude><poem>
In due famosi antichi manoscritti
Da tarme e topi rosi e rifiniti
Di tre Greche i discorsi io lessi scritti,
Che in tale occasion fur proferiti
Ver l’olimpiade ottava, o poco innante
Sotto il celebre arconte Euridamante.
Dice dunque la storia che la bella
Egle, la vivacissima Apamèa,
E la bionda patetica Nigella
Che destava l’invidia in Citerèa,
Comparvero a quei giudici davanti
La causa a perorar de’ loro amanti.
I belli ingegni della Grecia tutti
I dotti, i semidotti, ed i dottori
Quel giorno ad ascoltar s’eran ridutti
La discussion de’ concorrenti amori
Venere e il figlio entro a una nube d’oro
Si vennero a posare in mezzo a loro.
Egle la prima fu (così deciso
Avea la sorte) a far la sua concione:
Le risplendea l’ingenuità sul viso,
Che ognun a suo favor muove e dispone,
E con il metro dell’ottava rima
Così l’arringa sua fregia e sublima.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Giunta che fui dal terzo lustro fuore ,,Sceglier ti vuo’, diffemi un di, marito, Ma lo vuo’ gran poeta e gran pittore, E della gloria nel desio nudrito, ’ Io già donato avea questo mio cuore A un giovinetto amabile e compito, Compito sì che un altro Adon parca, Ma nè dipinger, nè cantar fapea. Mi amava quanto amar puonno i mortali, E molto ingegno avea fenza coltura, Ne’ sguardi fuoi, sguardi per me fa...
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|170||}}</noinclude><poem>
Giunta che fui dal terzo lustro fuore
,,Sceglier ti vuo’, diffemi un di, marito,
Ma lo vuo’ gran poeta e gran pittore,
E della gloria nel desio nudrito, ’
Io già donato avea questo mio cuore
A un giovinetto amabile e compito,
Compito sì che un altro Adon parca,
Ma nè dipinger, nè cantar fapea.
Mi amava quanto amar puonno i mortali,
E molto ingegno avea fenza coltura,
Ne’ sguardi fuoi, sguardi per me fatali!
Trasparir si vedea l’alma più pura,
I suoi detti, i suoi moti erano quali
D’innocenza nel cuor spira natura,
Che in lui mostrava, come ancor fenz’arte
Spirito e cortefia speffo comparte.
Amar fapea, e in ciò la sua dottrina
Quella vinceva de’ più gran fofisti,
Amar fapea di quell’amor che affina
Le menti, e giubilar fa i cuor più tristi:
Ma poi ch’ei fa che il padre me destina
Al miglior fra i poeti, e i grandi artisti,
Per man mi prefe ed esclamò;,, Ben mio,
Vado a morire o a meritarti; addio,
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|170||}}</noinclude><poem>
Giunta che fui dal terzo lustro fuore
„Sceglier ti vuo’, dissemi un dì, marito,
„Ma lo vuo’ gran poeta e gran pittore,
„E della gloria nel desio nudrito.”
Io già donato avea questo mio cuore
A un giovinetto amabile e compito,
Compito sì che un altro Adon parea,
Ma nè dipinger, nè cantar sapea.
Mi amava quanto amar puonno i mortali,
E molto ingegno avea senza coltura,
Ne’ sguardi suoi, sguardi per me fatali!
Trasparir si vedea l’alma più pura,
I suoi detti, i suoi moti erano quali
D’innocenza nel cuor spira natura,
Che in lui mostrava, come ancor senz’arte
Spirito e cortesia spesso comparte.
Amar sapea, e in ciò la sua dottrina
Quella vinceva de’ più gran sofisti,
Amar sapea di quell’amor che affina
Le menti, e giubilar fa i cuor più tristi:
Ma poi ch’ei sa che il padre me destina
Al miglior fra i poeti, e i grandi artisti,
Per man mi prese ed esclamò; „Ben mio,
„Vado a morire o a meritarti; addio,
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Diffe, e parti: qual mi restaffi allora Lo può dir chi per prova amore intende; La più barbara fiamma mi divora La più cruda puntura il cuor mi fende, E il filial dover mi grida ognora, Che speri dall’amor, che il padre offende? ,, Membrati, ch’egli è autor de’ giorni tui » Muori se vuoi, ma ubbidiente a lui. ’ Intanto il genitor fece palefe, Che al poeta, al pittor io farei spofa Che avria compito dop...
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Diffe, e parti: qual mi restaffi allora
Lo può dir chi per prova amore intende;
La più barbara fiamma mi divora
La più cruda puntura il cuor mi fende,
E il filial dover mi grida ognora,
Che speri dall’amor, che il padre offende?
,, Membrati, ch’egli è autor de’ giorni tui
» Muori se vuoi, ma ubbidiente a lui. ’
Intanto il genitor fece palefe,
Che al poeta, al pittor io farei spofa
Che avria compito dopo il festo mefe
In rima o in tela la più bella cofa.
Detta m’avea la fama entro il paefe
D’ogni giovin beltà la più vezzofa,
E al termine preferito più di venti
Furono alla mia destra i concorrenti.
Il fuperbo, il crudele, il duro Arpago
Superò tutti quanti i suoi rivali,
Nè più bel colorito, nè più vago
Difegno feron mai pennei mortali,
Pinfe egli amor, cui d’acutiffim’ago
Punto avea un ape, ei dibattendo l’ali
Piangendo forte alla madre correa,
Che dolce lo guardava e forridea.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Disse, e partì: qual mi restassi allora
Lo può dir chi per prova amore intende;
La più barbara fiamma mi divora
La più cruda puntura il cuor mi fende,
E il filial dover mi grida ognora,
„''Che speri dall’amor, che il padre offende?''
„Membrati, ch’egli è autor de’ giorni tui
»Muori se vuoi, ma ubbidiente a lui.”
Intanto il genitor fece palese,
Che al poeta, al pittor io sarei sposa
Che avria compito dopo il sesto mese
In rima o in tela la più bella cosa.
Detta m’avea la fama entro il paese
D’ogni giovin beltà la più vezzosa,
E al termine preferito più di venti
Furono alla mia destra i concorrenti.
Il superbo, il crudele, il duro Arpago
Superò tutti quanti i suoi rivali,
Nè più bel colorito, nè più vago
Disegno feron mai pennei mortali,
Pinse egli amor, cui d’acutissim’ago
Punto avea un ape, ei dibattendo l’ali
Piangendo forte alla madre correa,
Che dolce lo guardava e sorridea.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Quindi cantò fulla smarrita cetra Dell’infelice Adon la dura morte; Poscia i giganti, che affaltaron l’etra, E voleano con Giove ugual la forte, E Andromeda legata in fulla pietra, E Orfeo che varca l’Acheronzie porte: Ogni competitor tosto a lui ceffe, E il padre la mia destra a lui conceffe. Già l’aborrito vincitor s’avanza Ad abbracciar me vittima dolente, Quand’ecco comparire entro la stanza Un nuo...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|172||}}</noinclude><poem>
Quindi cantò fulla smarrita cetra
Dell’infelice Adon la dura morte;
Poscia i giganti, che affaltaron l’etra,
E voleano con Giove ugual la forte,
E Andromeda legata in fulla pietra,
E Orfeo che varca l’Acheronzie porte:
Ogni competitor tosto a lui ceffe,
E il padre la mia destra a lui conceffe.
Già l’aborrito vincitor s’avanza
Ad abbracciar me vittima dolente,
Quand’ecco comparire entro la stanza
Un nuovo inaspettato concorrente
Nel manto avea coperta la fembianza,
E un quadro prefentò velocemente,
In cui ciascun ravvifa stupefatto
Opra degna d’un nume il mio ritratto.
Mancavagli foltanto la favella,
Che negli occhi brillava il fentimento
La dolce voluttà, che tutto abbella
La speranza, il defire eran là drento,
Amor parea vibrar le sue quadrella
Dal rofeo volto, e dal tornito mento
Arpago steffo pien di meraviglia
Fremè di rabbia, ed aggrottò le ciglia.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|172||}}</noinclude><poem>
Quindi cantò sulla smarrita cetra
Dell’infelice Adon la dura morte;
Poscia i giganti, che assaltaron l’etra,
E voleano con Giove ugual la sorte,
E Andromeda legata in sulla pietra,
E Orfeo che varca l’Acheronzie porte:
Ogni competitor tosto a lui cesse,
E il padre la mia destra a lui concesse.
Già l’aborrito vincitor s’avanza
Ad abbracciar me vittima dolente,
Quand’ecco comparire entro la stanza
Un nuovo inaspettato concorrente
Nel manto avea coperta la sembianza,
E un quadro presentò velocemente,
In cui ciascun ravvisa stupefatto
Opra degna d’un nume il mio ritratto.
Mancavagli soltanto la favella,
Che negli occhi brillava il sentimento
La dolce voluttà, che tutto abbella
La speranza, il desire eran là drento,
Amor parea vibrar le sue quadrella
Dal roseo volto, e dal tornito mento
Arpago stesso pien di meraviglia
Fremè di rabbia, ed aggrottò le ciglia.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> ,, Che mortal, diffe il padre, oppur che Dio ,, A tal perfezion l’arte ha fospinta?’ L’incognito fèuopriffi, e al padre mio Diffe,, E’ un mortal, che la tua figlia ha pinta, ., Guardami in volto Liddamon fon io, ,, E della figlia tua la mano ho vinta, ,, La speme di tal ben mi fu macstra, » E amore isteffo mi guidò la destra.’ Quindi prendendo in man l’eburnea lira Un inno egli intuonò facro ad amore,...
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,, Che mortal, diffe il padre, oppur che Dio
,, A tal perfezion l’arte ha fospinta?’
L’incognito fèuopriffi, e al padre mio
Diffe,, E’ un mortal, che la tua figlia ha pinta,
., Guardami in volto Liddamon fon io,
,, E della figlia tua la mano ho vinta,
,, La speme di tal ben mi fu macstra,
» E amore isteffo mi guidò la destra.’
Quindi prendendo in man l’eburnea lira
Un inno egli intuonò facro ad amore,
Tanta dolcezza la sua voce spira,
Che tratta io fon da me medefima fuore,
E vincendo il pudor che mi ritira
Ne corro a lui che m’ha rapito il cuore.
E del padre abbracciandolo al cospetto,
Spofo lo acclamo, unico mio diletto.
Se già dipinto avea qual Zeufi, o Apelle
Allor cantò come cantava Orfeo
Arpago l’ire sue maligne e felle
A freno ritener più non poteo.
», lo fon vinto, ei gridò, barbare stelle!
,, Ma non cedo per anco al destin reo!...
Ed in ciò dir l’empio la spada impugna,
Ed il mio Liddam on sfida alla pugna,</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
„Che mortal, disse il padre, oppur che Dio
„A tal perfezion l’arte ha sospinta?”
L’incognito scuoprissi, e al padre mio
Disse „È un mortal, che la tua figlia ha pinta,
„Guardami in volto Liddamon son io,
„E della figlia tua la mano ho vinta,
„La speme di tal ben mi fu maestra,
„E amore istesso mi guidò la destra.”
Quindi prendendo in man l’eburnea lira
Un inno egli intuonò sacro ad amore,
Tanta dolcezza la sua voce spira,
Che tratta io son da me medesima fuore,
E vincendo il pudor che mi ritira
Ne corro a lui che m’ha rapito il cuore.
E del padre abbracciandolo al cospetto,
Sposo lo acclamo, unico mio diletto.
Se già dipinto avea qual Zeusi, o Apelle
Allor cantò come cantava Orfeo
Arpago l’ire sue maligne e felle
A freno ritener più non poteo.
„Io son vinto, ei gridò, barbare stelle!
„Ma non cedo per anco al destin reo!...
Ed in ciò dir l’empio la spada impugna,
Ed il mio Liddamon sfida alla pugna.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> Svenuta caddi al genitore in braccio All’affalto terribile e improvvifo, Qual corpo morto più fredda che ghiaccio, E di letal fudor asperfa in vifo, Ma Liddamone si levò d’impaccio Arpago rovesciando al fuol conquifo, E lasciandogli poi la vita in dono Lo copri di roffor col suo perdono. Or giudicate voi se il caro amante, Se il dolce oggetto del mi’ amor primiero Deve il premio ottenere a ogni altro a...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|174||}}</noinclude><poem>
Svenuta caddi al genitore in braccio
All’affalto terribile e improvvifo,
Qual corpo morto più fredda che ghiaccio,
E di letal fudor asperfa in vifo,
Ma Liddamone si levò d’impaccio
Arpago rovesciando al fuol conquifo,
E lasciandogli poi la vita in dono
Lo copri di roffor col suo perdono.
Or giudicate voi se il caro amante,
Se il dolce oggetto del mi’ amor primiero
Deve il premio ottenere a ogni altro avante
Da voi ferbato a un amator fincero,
Ei che egregio pittor, cigno prestante
Mostroffi a un punto e intrepido guerriero,
Ei che si a tempo in mio foccorfo venne,
E colla sua virtù mia destra ottenne!
Egle così parlò, Vener, Cupido
Furono i primi a batter palma a palma,
E nel confeffo, univerfale un grido
Offerir parve a Liddamon la palma,
Egle intanto chinava a terra il ciglio
E fea il bel volto suo vieppiù vermiglio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|174||}}</noinclude><poem>
Svenuta caddi al genitore in braccio
All’assalto terribile e improvviso,
Qual corpo morto più fredda che ghiaccio,
E di letal sudor aspersa in viso,
Ma Liddamone si levò d’impaccio
Arpago rovesciando al suol conquiso,
E lasciandogli poi la vita in dono
Lo coprì di rossor col suo perdono.
Or giudicate voi se il caro amante,
Se il dolce oggetto del mi’ amor primiero
Deve il premio ottenere a ogni altro avante
Da voi serbato a un amator sincero,
Ei che egregio pittor, cigno prestante
Mostrossi a un punto e intrepido guerriero,
Ei che sì a tempo in mio soccorso venne,
E colla sua virtù mia destra ottenne!
Egle così parlò, Vener, Cupido
Furono i primi a batter palma a palma,
E nel consesso, universale un grido
Offerir parve a Liddamon la palma,
Egle intanto chinava a terra il ciglio
E fea il bel volto suo vieppiù vermiglio.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Surse allora Apamèa, null’era in Lei
Di severo, di grave, e ricercato,
Annunziava il bel labbro di costei
Il brio giocondo, il riso delicato,
E in versetti parlò d’altra misura
Quali a Frugoni ne ispirò natura.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 160 —|}}</noinclude><section begin="s1" />siamo in un'isola, che siamo agli ultimi passi, che la meta è vicina.<section end="s1" />
<section begin="s2" />
{{Ct|f=200%|t=5|SICILIA.}}
Più di qualunque altra contrada d'Italia, serba questa, ancora in tutta la loro freschezza, i colori africani e greci. E ve n'ha ben donde poichè da un lato, per la sua vicinanza alla costa africana, era più che naturale che prima di potér affermare la propria individualità della possente e civilissima Cartagine dovesse e subire il giogo e risentire l'influsso, mentre dall'altro troppo artista era l'anima sicula per non imbeversi del fascino di Ellade sacra alle Muse, di cui tante colonie in Sicilia erano da andare quest'isola con altra parte d'Italia superbamente chiamata Magna Grecia.
Di colore greco ed arabo, ma ancora e sopra tutto siciliano poichè nelle contrade meridionali l'etnos ha tale e tanta potenza che fa simili a sè così gli uomini come le piante: bisogna morirvi o prender l'abito del paese, e se arabi e greci poterono lasciarvi visibile orma è unicamente perchè tali forestiere civiltà ben si attagliavano e per più di un lato pienamente si confacevano al carattere paesano così che si può dire che il rosso africano non abbia che {{Pt|aggiun-|}}
<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|||169}}</noinclude>{{Nop}}
{{Ct|f=120%|L=0.3em|EGLE}}
<poem>
Erotimo il mio padre ha consagrati
I suoi giorni alle Muse, ed ai talenti,
Delle bell’arti amante ha dispregiati
Gli onori, che seducono le genti;
Non aveva in sua casa accumulati
A prezzo di delitti ori ed argenti,
Non batteva de’ Grandi unqua alle porte
Ne i fasti invidiò mai della corte,
Del suo tenero amore unico pegno
Sotto la sua custodia io mi crescea,
E non spregievol figlia a più d’un segno
Di si buon genitore esser parea
Ad ogni lampo di vivace ingegno
Che in miei detti confantili egli scorgea,
Ringraziava la mia diletta madre
Che avealo fatto di tal figlia padre.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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{{Ct|f=120%|L=0.3em|EGLE}}
<poem>
Erotimo il mio padre ha consagrati
I suoi giorni alle Muse, ed ai talenti,
Delle bell’arti amante ha dispregiati
Gli onori, che seducono le genti;
Non aveva in sua casa accumulati
A prezzo di delitti ori ed argenti,
Non batteva de’ Grandi unqua alle porte
Ne i fasti invidiò mai della corte,
Del suo tenero amore unico pegno
Sotto la sua custodia io mi crescea,
E non spregievol figlia a più d’un segno
Di si buon genitore esser parea
Ad ogni lampo di vivace ingegno
Che in miei detti confantili egli scorgea,
Ringraziava la mia diletta madre
Che avealo fatto di tal figlia padre.
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<poem>
Ben conosce ognun di voi
Il mio tenero Cimone,
Vince in grazie Endimione
In coraggio i primi Eroi.
Le sue guance giovinette
Biondo pelo adombra appena,
Luce vivida e serena
Dai begli occhi ognor saetta.
La sua chioma è d’oro fino,
E il più vivido cinabro
Non pareggia il suo bel labro
Tumidetto e porporino.
Sul fiorir de’ diciott’anni
A giurarmi amore ci venne,
E da me pietade ottenne
Del suo cuore ai crudi affanni.
Non è mica, ch’io cadessi
Al poter di sua bellezza,
Coll’ardir, colla prodezza
Ei di me sovrano fessi.
Se donzella alle pupille
Parea timide e modeste,
In valor detto lo avreste
Un rival del fero Achille.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<poem>
Ben conosce ognun di voi
Il mio tenero Cimone,
Vince in grazie Endimione
In coraggio i primi Eroi.
Le sue guance giovinette
Biondo pelo adombra appena,
Luce vivida e serena
Dai begli occhi ognor saetta.
La sua chioma è d’oro fino,
E il più vivido cinabro
Non pareggia il suo bel labro
Tumidetto e porporino.
Sul fiorir de’ diciott’anni
A giurarmi amore ci venne,
E da me pietade ottenne
Del suo cuore ai crudi affanni.
Non è mica, ch’io cadessi
Al poter di sua bellezza,
Coll’ardir, colla prodezza
Ei di me sovrano fessi.
Se donzella alle pupille
Parea timide e modeste,
In valor detto lo avreste
Un rival del fero Achille.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/254
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <section begin="s58" /> {{Centrato|'''Int'a nu boscu'''}} <section end="s58" />
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{{Centrato|'''Int'a nu boscu'''}}
<section end="s58" /><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
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{{Centrato|'''58. Int'a nu boscu'''}}
<section end="s58" /><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/42
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>si rinfocolano, sorte ne l’affannose faccende dei campi,
all’epoca della semina o delle raccolte, specie in quegli
infocati giorni di luglio, quando sull’aia la trebbiatrice,
alto ronzando, fa volare le cinghie e l’opera incalza e
gli operai gareggiano a chi è più lesto a passare al
macchinista di sopra il barcone le cóve, o a chi più
grosse al pagliaio sa stendere le inforcate di paglia,
mentre ogni tanto, di tra il vocio dei motteggi e dei
comandi, risonante si leva per l’aria polverosa il fem-
minile ritornello.
Così di solito nasce l’amore nei nostri campagnoli
e, se non hanno avuto modo di dichiararselo in con-
fidenza, il giovanotto ne fa parlare alla ragazza ed ai
genitori. Poi, essendo il partito di comune piacimento,
in un giorno convenuto, l’innamorato con qualche
amico della famiglia va a conoscere la giovane in sua
casa e le reca un primo dono. Oggi questo è ridotto
ad una specie di caparra, che la ragazza restituirà, rom-
pendo dimani la relazione coll’innamorato. Che se in-
vece la ragazza fosse lasciata da lui, essa riterrà la ca-
parra, almeno fintanto che non avrà fatto un ragazzo
nuovo, il quale avrà premura di rifondere la caparra,
perchè venga a chi spetta restituita.
Dopo quella visita s’intende che i due giovani facciano
l’amore. Lu regazzu nel pomeriggio dei dì festivi
Questo e moltissima parte degli altri dati del presente arti-
colo, mi sono stati suggeriti dall’egregio canonico D. Enrico Bet-
tucci. Colgo quindi l’occasione per rendergliene pubblici ringra-
ziamenti.<noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <section begin="s59" /> {{Centrato|'''59. Lu sonnu e ninna beddu'''}} <section end="s59" /> <section begin="s60" /> {{Centrato|'''60. Jantu Nicola'''}} <section end="s60" /> <section begin="s61" /> {{Centrato|'''Senza parole'''}} <section end="s61" />
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<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>va a descóre con la regazza. Li curtina’ usano parlarsi
stando all’aperto, accanto al pagliaio o sotto il capanno
del forno; li condadi’ invece sogliono entrare in camera
ed essere ivi lasciati soli, ma con la porta aperta, al-
meno per lo passato.
Nelle feste, che di primavera si celebrano nelle chiese
campestri, gli innamorati usano far la comparsa, an-
dando in coppia gli uni dietro gli altri. Al ritorno poi
da le funzioni religiose il ragazzo suole accompagnare
la ragazza sino a casa. In tale intrinsichezza hanno
modo di conoscersi i sentimenti, come nelle faccende
agricole, ove cercano di ritrovarsi assieme, hanno modo
di sperimentare la loro inclinazione alla fatica.
Continuando così l’amore senza scorrucci, suole av-
venire che, nel mattino del primo giorno o della prima
domenica di maggio, qualche mano ignota faccia tro-
vare una infiorata dinanzi all’abitazione della innamo-
rata. Se l’infiorata è bella, ossia di fiori, allora vuol dire
che chi l’ha fatta ha inteso lodar la giovane, che se lo
meréta, perchè adé ’na joenotta de garbu, che non je se
pole di’ cósa.
Può invece l’infiorata prestarsi alle più ingrate sor-
prese, per opera di rivalità materna, o per dispetto del
ragazzo abbandonato o di qualche malevolo. Al mattino
può trovarsi, per un tratto di via dinanzi all’abitazione
Cortinari si chiamano i coloni che coltivano un piccolo ter-
reno (cortina), mentre contadini e contadini grossi son detti quelli
che coltivano un terreno grande (possessione). V. il mio opuscolo
Campagne e campagnoli nelle Marche. Macerata 1897.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>della ragazza, una infiorata, anzichè di fiori, di cenere,
cocce d’uova ed ossa, per significare che la ragazza
pecca di ghiottoneria o, peggio ancora, una infiorata
di fuligine, stabbio ed altre immondezze, per significare
che l’onestà della ragazza è chiacchierata. Guai in tali
casi se la famiglia della giovane o l’innamorato riesce
a sorprendere o a scoprire lo spargitore: non la passe-
rebbe liscia di certo!
Gli amanti usano regalarsi di castagne e portogalli
nel giorno di S. Tomasso; di confetti nel Carnevale;
di mazzi di fiori e confetti, di scialletti, di cappelli di
paglia, adorni di fettuccie e fiori finti, nel giorno di
S. Giovanni all’epoca della mietitura.
Trascorsi così due o tre anni, secondo le contin-
genze, i due innamorati risolvono di sposarsi e, d’in-
tesa coi genitori, stabiliscono il giorno nel quale si
deve dar parola, costume, che evidentemente è la trac-
cia tradizionale degh antichi sponsali, o promessa nu-
ziale. I genitori o, in mancanza, i fratelli dello sposo
vanno a casa della sposa, che esce tutta rliccata dalla
sua camera e riceve i loro complimenti.
Ammanito quindi un buon desinare, la fidanzata, sul
finir della mensa, è richiesta del giorno più opportuno
per lo sposalizio, giacché a lei è riserbata la scelta e
Un consimile dispetto (despettu) si suol fare nel tempo della
semina. Se nel sabato a sera le donne non avessero terminata la
zappatura, potrebbe avvenir di trovare al mattino nel campo una
impaglicciata di strame (per rendere poi più fastidioso il lavoro)
ed un fantoccio a forma d’asino, fatto di gamboni e di paglia.<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>a fare la roba e il fidanzato acquista di piacimento della
fidanzata la stoffa per l’abito nuziale, lo scialle o la
veletta di seta, la fede e qualche altro anello, i pendenti
e il caschimpetto d’oro o di corallo, la palma e il quadro
da appendere da capo al letto.
Il giorno dello sposalizio dai contadini grossi si fa
cadere di giovedì e di sabato dai cortinari. Nel mattino
lo sposo, in compagnia di due cognate o sorelle ma-
ritate e di uno o due uomini, preferibilmente fratelli,
si reca alla casa della sposa. Le donne entrano nella
sua camera per aiutarla a vestirsi. Lo sposo quindi le
presenta i gioielli, di cui ella sarà superba andare a-
doma. Allorchè la sposa ha terminata la sua rusticana
toilette, viene dalle donne di compagnia presentata ai ge-
nitori, cui essa chiede commossa la benedizione. Quindi
il nuziale corteo si avvia alla chiesa parrocchiale.
Precede la sposa, in mezzo a due sorelle o cognate,
seguita da alcuni uomini; indi viene lo sposo co’ suoi.
La cerimonia dinanzi a l’altare è accompagnata dalla
messa e dalla comunione degli sposi. Dal Sanctus alla
comunione viene dato a tenere a ciascun d’essi un
cero acceso. I parenti e le jente fanno attenzione al
modo, con cui ardono quei ceri. Quello degli sposi, a
cui il cero arde meno allegro, si ritiene morirà prima.
Essendo la cerimonia civile introdotta di recente,
Degno di nota questo uso dialettale del vocabolo gente in
plurale, che ricorda la corrispondente dizione latina, di cui però
attualmente ha perduto il primitivo significato.<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>co la mutazio’ de Goèrnu, quella religiosa conserva an-
cora nelle abitudini dei nostri campagnoli la maggiore
importanza. Il matrimonio civile si effettua in forma
semplicissima, per lo più dopo il religioso, talvolta
con un intervallo di qualche settimana: la coppia degli
sposi va alla casa comunale (su la Cummune) in com-
pagnia di due testimoni e della madre.
Al ritorno dalla sacra funzione, si ritirano le sorelle
o cognate della sposa e ad accompagnarla subentrano
quelle dello sposo.
A casa si ammanisce il desinare e si procede quindi
alla stima de l’accunciu o corredo della sposa, del quale
vien fatto un inventario molto alla buona da qualche
conoscente {combá’), che sa di lettera.
Fa parte dell’acconcio la cassa, più o meno di lusso
per riporre le masserizie. Ora l’imitazione del costume
cittadinesco fa aggiungere ad essa non di rado il comó
e anche il comodino. Si sfoggia poi nel numero delle
coperte, delle lenzuola, delle camicie e di altri capi di
biancheria e di vestiario.
Dopo l’inventario la roba viene caricata sul carro
(viroccu), che è stato all’uopo là condotto dal fratello
Tale inventario, per la sua forma primitiva e non legale, bene
spesso alla morte dei genitori è causa di questioni e di litigi di-
spendiosi.
Il carro caratteristico dei nostri contadini può ben meritare lo
appellativo carducciano di ben dipinto plaustro. Esso è in forma di
cassettone quadrato di struttura solida e massiccia e tutto adorno
esternamente di guide su fondo carminio o turchino e di trofei di<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>dello sposo. Sopra la cassa ed il comò, disposti tra-
sversalmente, si fa la spasa delle coperte più belle. Il
conduttore, guidando il carro alla casa dello sposo, va
facendo lu paccó’ con sul cappello il fazzoletto regalato-
gli da la spusa. Le manse (giovenche) dalla testiera
ricamata e adorna di specchietti, dal giogo (júu) in-
tarsiato, dalle fiocche, e dalle golette ben dipinte, fanno
tintinnire per via il grosso campanello, e il suono ri-
chiama la curiosità dei contadini e delle comari, che
si fanno all’uscio o sulla loggia per osservare e ta-
gliare le loro critiche.
fiori e di frutta. Ai lati vi sono raffigurati d’ordinario una fanciulla
e un garzone a mezzo busto, recanti l’una una colomba o una rosa
con delle spighe e l’altro una falce, simbolo della semplicità, dello
amore e del lavoro. Sul davanti è dipinta l’imagine del santo
protettore delle bestie. Il tutto, eseguito con vernici dalle tinte vi-
vaci, rivela dì regola una rustica maestria di pennello. I conta-
dini sono quindi gelosi di dare in prestito i loro carri per sciu-
parli il meno possibile; in qualche carro anzi si legge sul davanti
questo distico significativo:
Caro amico ti parlo sincero
Oggi non si presta domani nemmeno.
Nell’Urbinate ì barrocci invece delle semplici figure portano di-
pinte delle scene di faccende agricole e il S. Antonio è raffigurato
in mezzo a un paesaggio. Non per nulla l’Urbinate è il paese na-
tivo di Raffaello!
1 Le ’acche, se vacche e le vo’ se bovi.
2 Pezzi quadrilunghi di legno dipinto, legati sotto il giogo di
fianco al collo.
3 La loggia (lojia) è parte integrante del vecchio tipo della casa
colonica, nel quale il pianterreno è adibito nella maggior parte<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Segue il carro lo sposo a piedi, e in mezzo a due
fantelle, sorelle o parenti della sposa, che recano in
testa la canestra con i guanciali, lo specchio, la palma
di fiori finti e i quadri dei santi, ornati grossolana-
mente di orpelli e di nastri di carta colorata.
Le due giovani hanno anche l’incombenza di pre-
parare la camera nuziale e il letto de li spusi, letto che
di prammatica, deve essere più alto dell’ordinario. Ri-
mangono quindi in casa dello sposo fino alla vegnente
domenica, nel qual giorno lo sposo la mena, cioè con-
duce in sua casa la sposa. Questa nel frattempo ri-
mane in perfetto ritiro nella casa paterna ed è tenuta
con riguardo, poiché la sua famiglia ora non ce comanna
più.
Nella domenica i parenti convengono in casa della
sposa, la quale dovrà finalmente staccarsi dalla sua fa-
miglia. La coppia novella, se parte in legno, ha per
compagnia due donne parenti dello sposo. Seguono i
suoi parenti e dietro a loro quelli della sposa e infine
il padre.
Nei matrimoni dei più grossi contadini precede gli
sposi, a cavallo, il paggio, fratello o parente dello sposo
con sul cappello il fazzoletto regalatogli dalla sposa.
per la stalla e il piano superiore per l’abitazione. Neil’economia
della fabbrica la loggia funge da scala esterna addossata di tra-
verso nel mezzo della facciata, e conduce in cucina. La scala ter-
mina in un pianerottolo coperto a forma di altana (la loggia pro-
priamente detta), che serve al contadino di riparata vedetta. Sotto
la scala è adattato lo stipo per il maiale.<noinclude><references/></noinclude>
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Le tre Greche
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La Guarigione
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 161 —|}}</noinclude>{{Pt|to|aggiunto}} splendore al rosso siculo, l'eleganza greca sveltezza alla già elegante Trinacria.
Dimetta pure l'antico uso, ceda pure alla civiltà invadente l'ultimo baluardo di color locale, si calpesti l'ultimo bottone di filigrana che allaccia il busto delle villanelle, cada in brandelli l'ultimo berrettone che copre il capo del pastore, si spezzi l'ultima brocca con tanto amore e fine gusto ornata dall'ultimo vasaio diretto discendente del grande e preistorico avo di Stentinello, si chiuda a chiavaccio l'ultima vestigia del passato nella istoriata cassapanca famigliare, s'indossi la brutta coda di rondine, si sfoggi il più ardito ''décolleté'', ma l'anima siciliana si rivelerà sempre intatta e pura in una canzone, vibrerà intiera in una lunga nota di cadenza, portata di campo in campo, di villaggio in villaggio, di città in città, come farfalla e aquila in uno, risonante nell'alta cavità celeste, sulla bassa superficie del mare. E quest'anima
che ha le squisite fragranze dei cedri, dei limoni e degli aranci e gli ardori del fuoco dell'Etna che dà sensibili fremiti al suolo come alla calda voce del timido amante, esala, ribolle e dilaga dai grandi come dagli umili, dai colti come dai popolani, dai Meli e dai Bellini come dal pastore e dalla forosetta. E più da questi che da quelli sincera, pura, senza lisciature e smalti, niellature e ceselli, finezze e finitezze
erudite, drappeggi e ingioiellamenti sapienti, che<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 162 —|}}</noinclude>aggiungeranno forse valore, ma tolgono certo quel che di fresco e spontaneo rende le cose del popolo sublimi.
Degli usi e dei costumi di quest'isola ha scritto {{AutoreCitato|Giuseppe Pitrè|Giuseppe Pitrè}} come io ed ogni italiano deve volere si scriva di tutte le altre regioni d'Italia. Nulla ha trascurato, tutto è pazientemente registrato in quella monumentale opera comprendente ben, venticinque volumi a scrivere i quali l'illustre siciliano che ci onorava di sua amicizia, spese tutta la vita. Del canto poco, ma bene come ancora non s'è fatto, ch'io sappia, per nessun'altra nostra regione.
Fin dal 1871 dunque il Pitrè in uno dei suoi interessanti volumi riportava le melodie di alcuni canti e specialmente interessante quella di una ninna-nanna che qui riporto a tav. n. 62.
Antichissima l'afferma il {{AutoreCitato|Giuseppe Pitrè|Pitrè}}, ed è tale un'autorità cui c'è poco da contrastare. In ''sol minore'' acquista maggior carattere di mestizia dal movimento cromatico del quarto grado che pare accennare ad una modulazione all'affine tono minore di ''re''. Vedi in proposito un caso simile nel canto della mietitura degli Abruzzi.
{{Centrato|⁂}}
Quattro anni più tardi di quello del {{AutoreCitato|Giuseppe Pitrè|Pitrè}} compariva un altro volume di canzoni popolari, ma questa volta dello studioso Avolio e ristretta al<noinclude><references/></noinclude>
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 163 —|}}</noinclude>solo circondario di Noto, di cui riportiamo una elegante e fiorita canzone a tav. n. 63.
Trovo che troppo giustamente e bene ne parla il primo raccoglitore per non lasciare a lui stesso la parola. «Il motivo musicale di questa canzone si allontana dalle cadenze comuni agli altri paesi di Sicilia; si dice “cantare alla noticiana„. Ha uno strascico peculiare e certe note che sono un grido di dolore, note che è difficile fermare sulla
carta per cavarne un effetto che si assomigli a quello che ne trae il contadino di Noto. Il quale non ama i canti corali, il suo canto è un monologo semplice e naturale. Lo intuona a sera, malinconico. E, simile all'usignolo, quando canta fa tra un verso e l'altro una lunga pausa».
Siamo alla solita difficoltà di fermare sulla carta tutto quanto è nell'esecuzione del suono quando esce dalla gola del cantore. Mentre siamo convinti che il musicologo pratico di tali cose saprà con un pò di studio far rivivere tutto ciò che manca alla segnatura, ci auguriamo una volta di più che a mettere i nostri studi su solide basi
si adoperi una grafia speciale come adoperano i glottologi per i loro studi fonetici, e finalmente s'imprenda a raccogliere sistematicamente tutte le manifestazioni etnofoniche per mezzo del fonografo il che se non taglierà la testa al toro taglierà però a corto dubbi, discussioni, spropositi,<noinclude><references/></noinclude>
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Gadget AutoreCitato
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 164 —|}}</noinclude>{{Centrato|⁂}}
Ultimo cronologicamente arriva il maestro {{AutoreCitato|Alberto Favara|Alberto Favara}} con una memoria presentata alla sezione della storia e dell'arte musicale drammatica del Congresso internazionale di Scienze storiche tenutosi a Roma nel 1903; memoria in cui non solo trascrisse una ventina di canti del popolo siciliano, resistendo allo stimolo dell'artista, che in lui poteva essere potentissimo, di rimaneggiare secondo il proprio gusto affinato dallo studio, ma che alla fedelissima trascrizione aggiunse un bel tentativo di esame psicologico e cronologico. Nella raccolta, che si restringe alle melodie tradizionali cantate a Val di Mazzara, una lacuna; il canto della culla di cui non è alcun esempio che sarebbe stato, invece, desiderabilissimo, perchè il più importante dal lato storico.
Una deficienza per i non specialisti in archeologia musicale: non aver messo le stanghette e diviso la melodia in battute. Tanto più che certe figurazioni fanno presentire l'intenzione di misurare, come i diversi ''do'' legati del seguente esempio che, non dovendo essere misurati, potevano benissimo essere rappresentati da un solo e qualsiasi valore coronato o con l'indicazione talvolta usata: lunga. Infatti il Favara in un'altra raccolta<noinclude><references/></noinclude>
o9vndhrwrykisasgz3wez9pwiferdio
Autore:Alberto Favara
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text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Alberto
| Cognome = Favara
| Attività = etnomusicologo/compositore
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
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Categoria:Testi in cui è citato Alberto Favara
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2026-07-16T19:24:48Z
Pic57
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Alberto Favara}} [[Categoria:Testi per autore citato|Favara, Alberto]]
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text/x-wiki
{{Vedi anche autore|Alberto Favara}}
[[Categoria:Testi per autore citato|Favara, Alberto]]
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/167
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Pic57
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/* Trascritta */ Gadget Pt
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 165 —|}}</noinclude>degli stessi canti, che ha scopo volgare, ha fatto la divisione per battute.
Ecco senz'altro come il {{AutoreCitato|Alberto Favara|Favara}} descrive il canto del contadino che va al lavoro e del quale qui riporto l'ultima parte della melodia. Tav. n. 64.
«Noi abbiamo in questa cantilena l'immagine del paesaggio, quale si offre al cantore del ''Rabattu'', dalla collina, per quella profonda tendenza di tutto ciò che è visibile a diventar sonoro e rivelare nel suono la sua essenza intima. Come l'occhio guarda dall'alto, senza ostacolo, così l'impulso lirico prorompe libero, in un suono
acuto e fermo che si spande per la valle. Poi nellà discesa alla pianura la voce si ferma ancora su altri suoni prolungati sempre più degradanti fino al suono finale, grave e lontano come l'orizzonte segnato dal mare. Il contadino trova che questi suoni lunghi e puri danno dolcezza (''dulcizza'') al canto: sicchè il maggior merito del cantore sta per lui in questi suoni filati».
Non si poteva dir meglio. Le note lunghe però hanno, come dissi altre volte, altra origine, meno descrittiva, e sorgono da necessità estetiche primordiali.
A proposito di contadinesche canzoni del lavoro, mi sovviene come {{AutoreCitato|Giacomo Meyerbeer|Meyerbeer}} al principio dell'ultimo atto della ''Dinorah'' metta una canzone di cacciatore e una di contadino. Si racconta che lo stesso autore prima della {{Pt|rappre-|}}<noinclude><references/></noinclude>
oz3lj275j2q1o5t82qhfppjb3ws526z
Autore:Giacomo Meyerbeer
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Giacomo | Cognome = Meyerbeer | Attività = compositore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }}
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{{Autore
| Nome = Giacomo
| Cognome = Meyerbeer
| Attività = compositore
| Nazionalità = tedesco
| Professione e nazionalità =
}}
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Categoria:Pagine in cui è citato Giacomo Meyerbeer
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2026-07-16T19:31:48Z
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Giacomo Meyerbeer}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Meyerbeer, Giacomo]]
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text/x-wiki
{{Vedi anche autore|Giacomo Meyerbeer}}
[[Categoria:Pagine per autore citato|Meyerbeer, Giacomo]]
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/168
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Pic57
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/* Trascritta */ Gadget AutoreCitato
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 166 —|}}</noinclude>{{Pt|sentazione|rappresentazione}} ne dicesse al critico allora di maggior fama, lo Scudo: «Feci al rovescio del poeta la- tino, modulando sopra rustici flauti, ''gracili avena'', dopo aver imboccata la tromba eroica e cantate le grandi passioni del cuore umano». Ma il guaio veramente è stato che il {{AutoreCitato|Giacomo Meyerbeer|Meyerbeer}} non ha saputo imboccare le pastorali canne, e in cambio dei dolci suoni che ne sa trarre il pastore non seppe cavarne altro che un falso suono di canna fessa. E, per associazione d'idee, penso a quell'Opera 68 di {{AutoreCitato|Robert Schumann|Schumann}} in cui è descritto
il ritorno dal lavoro di un contadino allegro; penso alle ''Stagioni'' di {{AutoreCitato|Franz Joseph Haydn|Haydn}} e specialmente alla più importante, colossale, magnificata estrinsecazione musicale delle impressioni agresti ricevute dall'anima umana dalla campagna, penso, dico, alla ''Pastorale'' di {{AutoreCitato|Ludwig van Beethoven|Luigi Van Beethoven}}. Come mi sembrano elaborate, pesanti, pensate più che
sentite tutte queste musiche in confronto al semplice e veramente ispirato canto dell'oscuro primo pastore siculo. Tanto quanto mi sembra falso e convenzionale il canto che intona il corno inglese all'ultimo atto del ''Tristano e Isotta'' in confronto
all'ingenua e sincera cantilena del piffero irlandese, della zampogna sarda della dudka russa.
Ma torniamo alla grande isola di {{AutoreCitato|Archimede|Archimede}} e {{AutoreCitato|Teocrito|Teocrito}}.
Ecco, a tav. n. 65, un tema di Vita, grosso villaggio.
Il trascrittore osserva: «Come potremo noi<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/50
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Per via gli sposi usano far getto di confetti ai ragazzi,
che non mancano quindi di farsi loro attorno. Le ami-
che della sposa, al passaggio del corteo nuziale, so-
gliono far rinfiorata davanti al loro terreno.
Se in questo giorno o in quello antecedente dello
sposalizio piove, si suol dare la baia alla pôra spusa,
perchè, se je ce pióe, è segno che qualche volta ha
’rcordo lu callá’, ossia ha ripulito e mangiato la polenta
{la pulè) e la crosta rimaste in fondo al caldaio, dopo
che la polenta fu versata sulla spianatoia.
Se d’altra parte la sposa ha avuto qualche preten-
dente che sopra de essa ce pinnìa, la gente coglie l’oc-
casione per far buon sangue anche sopra di lui, com-
piangendolo ironicamente: Pórittu, oji s’è mmantatu lu
pellicciò’!.
Giunti a casa de lo sposo, la suocera va incontro a
far buona accoglienza alla sposa, che, abbracciandola e
baciandola, la saluta col nome di mamma. Si sale
quindi in cucina, la sala de’ contadini. La sposa viene
complimentata e i parenti vanno ad ammirare la ca-
mera e il corredo nuziale.
Intanto si fa l’ora del pranzo, per il quale è stata
immancabilmente chiamata qualche comare esperta di
cucina, se non addirittura qualche cuoco. Il pranzo
1 Pelliccia, spellicciata, nel senso di sudata. Ha sudato invano ad
andarle dietro!<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/51
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2026-07-16T19:56:45Z
AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>passa tra la più cordiale e rumorosa allegria, con ev-
viva agli sposi e tirate di confetti. Qualcuno poi va
più volte in giro, producendo butfonescamente cocci e
utensili consumati e raccogliendo danaro dai commen-
sali col pretesto che si hanno a rifare. Si suole anche
andare tra essi a la chiesta col pretesto di provvedere
alla sposa i quattrini per comperare le spille a Loreto,
dove, terminate le cerimonie nuziali, gli sposi usano
recarsi per far le devozioni.
In fin di tavola poi le fantelle, che portarono le ca-
nestre dell’acconcio e prepararono la camera nuziale,
distribuiscono i doni, che la sposa offre allo sposo, ai
suoi genitori e ai suoi fratelli, consistenti, per gli uo-
mini, in camicie, di solito ricamate, per le donne in
iscialletti e per i ragazzi in fazzoletti.
Levate le mense, si dà principio al ballo del tradi-
zionale saltarello accompagnato dal canto e dal suono
dell’organetto, e del cembalo o del tamburello. Ad esso
prendono parte anche gli amici degli sposi, uomini e
donne, che sopraggiungono recando la conocchia, ossia
dei piccoli doni, che talvolta qualche originale fa con-
sistere realmente in una conocchia bene intarsiata e
adorna di nastri.
Allorchè poi viene per gli invitati l’ora di accomia-
tarsi, incominciano i saluti, gli abbracci, i pianti, i
rammarichii, da parte dei parenti più intimi della sposa,
1 I contadini marchigiani sono rinomati nell’Umbria e nella
campagna romana come buoni suonatori d’organetto.<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>che si stringono a lei dintorno quasi intendessero ri-
condurla via, finchè i parenti dello sposo con modi
or seri, or faceti, confortandoli a darsi pace, non li
inducono a separarsi.
Quando tutti sono partiti, le donne di casa, per far
divagar la sposa, la portano a vedere il terreno, dove
essa dovrà d’ora in poi lavorare e allevare la futura
famiglia.
Intanto si fa sera, e si torna a mangiare un boccone,
si recitano le preghiere consuete e, venuta l’ora repida
del riposo, la sposa viene condotta in camera dalla
madre. Avveniva talvolta nei tempi passati, oggi forse
non più, che la sposa, per eccesso di pudore, tentasse
fuggire dalla compagnia del marito!
All’indomani la sposa per mostrarsi solerte, si leva
per tempo e fa trovar riempite le brocche dell’acqua
e pulita la cucina. La madre poi per isperimentare la
sua capacità, le dà a cucire una camicia, un paio di cal-
zoni o qualche altro pezzo di biancheria o di vestiario.
Il martedì o il mercoledì dopo che è stata menata,
la sposa va con lo sposo a lu palazzu a conoscere lu
patró’, recandogli, ben si intende, un bel paio di polli,
in omaggio al canone contadinesco, che non è conve-
nienza andare a trovare alcuno co le ma’ su’ mocca. Il
padrone (che, sia pure per semplice atto di osservanza,
non mancò di essere invitato al pranzo di nozze) com-
plimenta gli sposi, passa loro una piccola colazione e
contraccanìbia i polli con qualche regalia in oggetti o
in danaro.<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>Nella domenica vegnente vi ha il rinvito a casa dello
sposo, ma questa volta in intimità: la madre va a tro-
vare la sua figlia, conducendo d’ordinario con sè quelli
della famiglia che non furono al pranzo della domenica
innanzi.
L’usanza di sposare e di menar la sposa in giorni
differenti è tuttora generalmente osservata nelle nostre
campagne; ma così non lo è presso i braccianti, gli
ortolani e i cortinari vicini alla città, che sposano e
conducono la sposa nello stesso giorno. Presso loro,
dopo il matrimonio religioso, lo sposo prende sotto
braccio la sposa. I parenti, prima e dopo la cerimonia
seguono la coppia nuziale in corteo {compagnia), egual-
mente accoppiati per uomo e donna e possibilmente
per marito e moglie. L’uso del corteo si è ormai esteso
anche tra i contadini.
Con lo sposalizio si può dire finita per i nostri cam-
pagnoli la poesia dell’amore. La vita ripiglia il mono-
tono suo corso, tra le preoccupazioni quotidiane e gli
stimoli dell’interesse economico. La sposa deve pre-
starsi a faticosi lavori e sottoporsi alle privazioni e agli
strapazzi senza riguardo, di modo che la sua venustà
giovanile finisce presto coll’avvizzire, specie dopo il
primo parto. Anche la sua faccia diventa abbronzata,
angolosa, patita.
Se poi nella nuova famiglia ha la disgrazia di tro-<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>vare la vergara o qualche cognata bisbetica e perma-
losa, incominciano tra di loro le gelosie di preminenza,
i dispetti, i battibecchi, le terribili guerre femminili,
che finiscono col trascinare anche gli uomini, e la po-
vera nuora non ha più pace.
Talvolta è dessa l’origine della discordia famigliare,
tal’altra combattuta resiste e termina coll’imporsi. Tal
altra invece diventa vittima, je tocca de gnotte’ li vuccù’
amari e non trova altro conforto che negli sfoghi con-
fidenziali e nella religione, a cui la sua rozza mente fem-
minile si abbandona con trasporto, con quel devoto
fervore, col quale chi assiste alle sacre funzioni nelle
chiesuole di campagna, sente accompagnare le preghiere
intonate dal curato dinanzi all’immagine dell’altare, alla
cui luminosa visione sono intesi tanti sguardi di fedeli,
ginocchioni e in atto fidente e pietoso del tribolato,
che si raccomanda.
Allorchè la sposa si è sgravata, i parenti la vanno a
trovare, recando la tradizionale gallina e la ciarlotta
(pan bianco compro) per la puerpera. È una gran con-
solazione nella famiglia campagnola, più che non possa
1 Nella nostra famiglia colonica, che conserva ancora un ordi-
namento patriarcale, il capo di casa (padre della famiglia o figlio
maggiore) si chiama vergato, da verga, antico segno del comando,
e vergara si chiama la sua moglie, la quale è la regina della casa.
2 Quando la madre torna la prima volta a vederla, le porta il
pane sfiorato.<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>vare la vergara o qualche cognata bisbetica e perma-
losa, incominciano tra di loro le gelosie di preminenza,
i dispetti, i battibecchi, le terribili guerre femminili,
che finiscono col trascinare anche gli uomini, e la po-
vera nuora non ha più pace.
Talvolta è dessa l’origine della discordia famigliare,
tal’altra combattuta resiste e termina coll’imporsi. Tal
altra invece diventa vittima, je tocca de gnotte’ li vuccù’
amari e non trova altro conforto che negli sfoghi con-
fidenziali e nella religione, a cui la sua rozza mente fem-
minile si abbandona con trasporto, con quel devoto
fervore, col quale chi assiste alle sacre funzioni nelle
chiesuole di campagna, sente accompagnare le preghiere
intonate dal curato dinanzi all’immagine dell’altare, alla
cui luminosa visione sono intesi tanti sguardi di fedeli,
ginocchioni e in atto fidente e pietoso del tribolato,
che si raccomanda.
Allorchè la sposa si è sgravata, i parenti la vanno a
trovare, recando la tradizionale gallina e la ciarlotta
(pan bianco compro) per la puerpera. È una gran con-
solazione nella famiglia campagnola, più che non possa
1 Nella nostra famiglia colonica, che conserva ancora un ordi-
namento patriarcale, il capo di casa (padre della famiglia o figlio
maggiore) si chiama vergato, da verga, antico segno del comando,
e vergara si chiama la sua moglie, la quale è la regina della casa.
2 Quando la madre torna la prima volta a vederla, le porta il
pane sfiorato.<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: esserlo in altri ceti, se Dio manda un maschio. E se ne comprende la ragione. Alla famiglia borghese può metter pensiero l’avere una femmina anzichè un maschio solo per la conti- nuazione del casato o per il problema della dote: meno ancora può importare alla sconnessa famiglia dell’ope- raio, i cui figli d’ambo i sessi, non appena sien buoni a qualche cosa, devono ingegnarsi di concorrere col loro guadagno al sostenta...
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="AdrianaB64" /></noinclude>esserlo in altri ceti, se Dio manda un maschio. E se ne
comprende la ragione.
Alla famiglia borghese può metter pensiero l’avere
una femmina anzichè un maschio solo per la conti-
nuazione del casato o per il problema della dote: meno
ancora può importare alla sconnessa famiglia dell’ope-
raio, i cui figli d’ambo i sessi, non appena sien buoni
a qualche cosa, devono ingegnarsi di concorrere col
loro guadagno al sostentamento comune. Ma per la
famiglia del campagnolo, ed in ispecie del mezzadro,
un maschio è un valore economico non indifferente,
poichè essa costituisce un’unità di forze lavoratrici,
oltre che di capitali, la cui proporzione, la cui strut-
tura e il cui sviluppo si regolano a seconda delle esi-
genze del terreno colonico, che coltiva o aspira a col-
tivare.
In omaggio a tale regola il giovanotto non isposa
normalmente prima de’ trenta anni, in caso diverso
non andrebbe sempre immune dalle critiche e dal ri-
dicolo. Quando in famiglia son parecchie donne o
quando essa sia sopraccarica di bambini, di frichi, il
giovanotto non si ammoglia, perchè l’economia dome-
stica non lo consente e non lo permetterebbe il pa-
drone, cui preme che nel terreno stia il minor numero
possibile di bocche inutili, specie di bambini, dei quali,
il proverbio canta:
Prèti e frati, frichi e pugli
Non se tröa mai satulli.
Se nella famiglia colonica sono più fratelli, è dato<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>esserlo in altri ceti, se Dio manda un maschio. E se ne
comprende la ragione.
Alla famiglia borghese può metter pensiero l’avere
una femmina anzichè un maschio solo per la conti-
nuazione del casato o per il problema della dote: meno
ancora può importare alla sconnessa famiglia dell’ope-
raio, i cui figli d’ambo i sessi, non appena sien buoni
a qualche cosa, devono ingegnarsi di concorrere col
loro guadagno al sostentamento comune. Ma per la
famiglia del campagnolo, ed in ispecie del mezzadro,
un maschio è un valore economico non indifferente,
poichè essa costituisce un’unità di forze lavoratrici,
oltre che di capitali, la cui proporzione, la cui strut-
tura e il cui sviluppo si regolano a seconda delle esi-
genze del terreno colonico, che coltiva o aspira a col-
tivare.
In omaggio a tale regola il giovanotto non isposa
normalmente prima de’ trenta anni, in caso diverso
non andrebbe sempre immune dalle critiche e dal ri-
dicolo. Quando in famiglia son parecchie donne o
quando essa sia sopraccarica di bambini, di frichi, il
giovanotto non si ammoglia, perchè l’economia dome-
stica non lo consente e non lo permetterebbe il pa-
drone, cui preme che nel terreno stia il minor numero
possibile di bocche inutili, specie di bambini, dei quali,
il proverbio canta:
Prèti e frati, frichi e pugli
Non se tröa mai satulli.
Se nella famiglia colonica sono più fratelli, è dato<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/56
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AdrianaB64
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/* Problematica */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>ordinariamente di sposare ad un solo di essi, al mag-
giore, cui spetta all’occorrenza di diventar vergaro e
prendere il governo di casa. Gli altri, in omaggio a
questo tradizionale diritto di maggiorasco, si rassegnano
al celibato, o per lo meno debbono aspettare il loro turno
in ragione dell’età, perchè come dice quillu 1 :
Maritu a chi troa e moglie a chi tocca.
Nelle famiglie dei cortinari il fratello cadetto per
ammogliarsi dovrebbe per lo più uscire dalla famiglia
e metter su casa per conto suo, il che è tutt’altro che
agevole, perchè non si è sempre sicuri di trovare un
terreno e un terreno conveniente e perchè non sem-
pre la famiglia è disposta a espropriarsi fin d’ora di
quella porzione di patrimonio, che potrà ad esso andare
un giorno, per formargli l’occorrente capitale d’im-
pronto.
La dinamica del minimo mezzo col massimo risul-
tato, date le condizioni, in cui la famiglia colonica si
trova a svolgere la sua attività, si traduce per essa
nella tendenza ad avere il massimo di braccia e il mi-
nimo di bocche. Onde tutto in essa, fino il sentimento
e l’affettualità di famiglia, son subordinati e come im-
prontati a tale esigenza. È noto infatti che i contadini
finiscono col sopportare mal volentieri le persone,
anche le più intime, che per qualche disgrazia, o per
1 Cioè, come si suol dire. Quillu propriamente indicherebbe quel
tale, dalla cui bocca fu per la prima volta udita quella sentenza
o quella espressione felice.<noinclude><references/></noinclude>
5vyg2vznr0sxt8aya4ap1w5r4ixennh
Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/94
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Panz Panz
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/* Da trascrivere */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>XC
INTROD
presso di questi nelle arti del dire. Hariri, a quel
che ne dicono Chalecan, il Golio, lo Schultens,
Rosenmüller, Sacy, De-Rossi, avrebbe emulato
nell'oratoria Demostene e Cicerone (").
Che diremo degli studi storici? Cominciando
da Vakedi abu Abdalla, il più antico degli sto-
rici arabi pervenuti sino a noi, e giungendo fino
ad Abulfeda che ne è il più illustre, qual prodi-
gioso numero di storie universali e particolari
non annovera l'araba letteratura? I lavori di Atir
Azzedin (), di Batrik (), di Novairi ("), di Bei-
davi Nassereddin (), di Chaldun (), di Dahabi ('),
di Tabari (), di Emadeddin ("), di Gianabi (10),
ed i centocinquanta volumi della Storia orientale
ed occidentale di Abulhassan Ali ben Said, quale
concetto non ci porgono della vastità della sto-
rica erudizione degli Arabi? Aggiungete a costoro
le storie particolari dell'Egitto di Tagri Bar-
() Nel quadro storico che porgiamo qui della letteratura
e delle scienze degli Arabi, noi oltrepasseremo talvolta i li-
miti di questo periodo menzionando autori ed opere di tempo
posteriore al 1093; e ciò abbiamo creduto di dover fare
onde viemeglio prospettare nella sua unità l'origine ed il
progresso della civiltà araba, alla quale, per la necessaria
rapidità e stringatezza del nostro discorso, non ci sarà dato
di poter toccare nei periodi successivi: del resto l'influenza
di questa civiltà sull'Occidente, non ha durato che finchè
durarono le tenebre in Europa; l'Italia, come lo vedremo
tra poco, ha fatto dimenticare gli Arabi e la Spagna.
(2) Camel perfetto, è una storia universale dalla creazione
al 1230, Storia della dinastia degli Alabech del 1084 al
1210: di questa si giovò copiosamente il Witcheus per la sua
Storia delle crociate, premiata dall'Università di Gottinga.
(3) Ornamento di perle, è una storia universale dalla
creazione al 937. Fu pubblicata in latino ed in arabo dal
Seldeno e dal Pocock nel 1654-9 ad Oxford, e forni molti
materiali ad Ottingen.
(*) Meta dei desiderii, è una grandiosa storia universale
in 10 immensi volumi: Schultens e Gregorio ne pubblica-
rono alcune parti.
() Nedam altavarik, è una storia universale tradotta in
latino da Müller, e stampata coll'originale a Berlino nel-
l'anno 1689.
() Storie, antichità, studii, guerre e domini degli Arabi;
questo lavoro cui per esser classico non altro mancò che una
minore tendenza al maraviglioso, tendenza che contamina
presso che tutte le storie degli Arabi, tratta nei suoi prole.
gomeni dell'eccellenza della storia, del genere umano in so-
cietà, quindi passa alla storia degli Arabi dal principio del
mondo, e di quella degli Stati contemporanei e dei Berberi
del Magreb.
(7) Scrisse gli Annali maomettani ed una Biblioteca sto-
rica universale, continuata da Alsachavi.
(*) Tarif giafari, è una vasta storia universale tanto sti-
mata per la sua fedeltà ed esattezza, che passa, secondo
Chalecan per la più sincera di tutte le altre, e pel fondamento
di tutte le storie arabe. Kosegarten la tradusse e pubblicò
in latino con belle note ed aggiunte a Gripswald nel 1829.
() Prato fiorito, è una storia da Adamo fino al 1308.
(10) Mar gonfio, è una storia universale dalla creazione
al 1588, è la più ampia che abbiano i Musulmani, dai quali
fu più volte compendiata.
UZIONE.
dei
di ('), dei visiri di Ebad (2), dei Saraceni di
Elmacin (), di Saladino e dei Selgiucidi di Ema-
deddin (), degli Etiopi di Giuzi, dell'alto e basso
Egitto, e della Tebaide di Tunes, dei profeti,
di Maometto, dei califli e dei re, di Kodai, del
l'Arabia Felice di Kotbeddin (), dell'Egitto,
Gioibiti e Mameluchi, dei re maomettani dell'A-
bissinia, di Damiata, di Fostat, del celebre Ma
krizi Takieddin, ed innumerevoli altri, di cui
Pocock, Uri, Casiri, Schnurrer, Schultens, Sacy
e più e più altri, fanno menzione; si consideri
come non vi abbia città alcuna delle province
state dominate dagli Arabi, che non vanti cro-
nache, annali, storie più o meno diffuse, e
induca il fervore con cui hanno gli Arabi appli
calo a quegli studi storici che formano uno de
più sicuri eriterii della civiltà di un popolo.
Le genealogie di Ismael Abal Magidi, di ko
taiba, le cronologie di Abu Issa Mohamed.
Catib, di Fachreddino, di Hamza ecc., gli im
mensi dizionarii storici di Chalecan (), di
reid (), Makrizi ed infiniti altri; i lavori cosmo
grafici e geografici di Abulhassan ("), di Ajas
eba Mohamed ( di Edrisi ("), di Aukal
di
(1) Nogium alzalera, è una esimia storia universale
dell'Egitto dal primo dominio degli Arabi fino al 1455:4
essa fece Tagri varii compendii, dei quali uno fu pubblicato
da Carlyle in arabo ed in latino a Cambridge nel 1792. Sa
ne fa grandissimi elogi (Notizie de' suoi mss.).
(*) Ebad visir, egli stesso, detto da Ben Scolna l'uom
più liberale del suo secolo, aveva raccolta una biblioteca 4
centodiciassette mila volumi.
(3) Pubblicata in arabo ed in latino da Erpenio (Leida
1625), vuolsi sia questa un compendio della grande
Tabari.
storia
(*) Ne pubblicò qualche parte lo Schultens nel 1752
Leida dietro la vita di Saladino, del Bohaddino.
(5) Bark Jemani (Il folgore del Jemen), opera
insigne
che narra la conquista di quella vasta provincia fatta dag
Ottomani, e la storia della politica rivoluzione
vallo di 80 anni.
per
l'inter
di una immensa erudizione, in cui per ordine alfabetico
() Vafiat alajam (le morti degli uomini illustri), oper
espongono la patria, la nascita, la vita, la morte, le virt
valore si sono distinti. E questi il Moreri degli Arabi, e tutt
gli scritti degli Arabi d'ogni paese, che
per dignità,
un
dottrin
grandissim
gli orientalisti europei ne fecero e ne fanno
uso. Tychsen ed Adler ne pubblicarono alcuni estratti.
() Dizionario storico e genealogico delle tribù e famig
degli Arabi. Contiene anche le vite degli uomini illustri che
ne sono usciti, ed un'esposizione grammaticale ed etimologic
dei nomi.
aver pre
(*) Descrizione geografica e storica del mondo.
(") Odor dei fiori. E una geografia, in cui dopo a
messa una notizia generale della terra passa a
ragionare
sette climi e dei regni, provincie, città, mari, isole, i
de
fiumi e
monti, che vi sono compresi, delle ere più celebri e delle
4 stagioni dell'anno, ecc.
(10) Vedi questo nome nella nostra Enciclopedia
(1) Geografia orientale, fu tradotta in inglese da Ouseley
de
l
4<noinclude><references/></noinclude>
8xogmiugeudoybueqtihy6f3p361doz
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Panz Panz
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/* Da trascrivere */
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<noinclude><pagequality level="1" user="Panz Panz" /></noinclude>INTROD
di Jakut (1), di Makrizi (*), di Nurreddin Ahmed (3), 1
di Obeidalla (*) ecc., quali immense dovizie non
rappresentano dell'araba sapienza? Ma qui non
è tutto. Volete scrittori di statistica, vedete le
opere del solo Daheri (5), che ben mostra avere
(Londra 1800): Sacy (Magaz. encyclop., tom. VI, anno VII)
trovò molto infedele questa traduzione.
Alfabeto dei paesi. Fu compendiata questa geografia
da Safieddin Abdalmamen.
T
Descrizione geografica e topografica dell' Egitto e del
Cairo. Questo immenso e classico lavoro parla del sistema
del cielo e della terra, poi del mar Mediterraneo, del mar
Rosso, del Nilo, de' suoi canali, delle piramidi, dei sovrani A
e governatori dell'Egitto, dei riti e delle leggi, delle fortezze, v
ricchezze, redditi, bagni, città, edifizi pubblici, tempii, tribu-
nali, ospedali, collegi, ponti, piazze, contrade, delle chiese
dei
c
a
conti, dei cristiani e più altre cose. Langlès, Hornemann,
Sacy, lodarono a cielo questo lavoro, e trassero da esso n
grande partito.
S
si
מ
libri tratta della terra e sua divisione, delle varie regioni
(Doni offerti a re. Quest'opera vastissima divisa in 10
del mondo, provincie, regni, città, mari, isole, monti,
fiumi, laghi, fontane, animali, pietre, piante, religioni, abi-
tanti, ed in un corollario che segue, delle longitudini e lati- pc
tudini.
scudi e Macrini tennero quest'opera di grande autorità.
() Le strade, i paesi e la descrizione delle terre. Ma-
() Esposizione esatta delle provincie e descrizione dei
Questa grandiosa opera offre un quadro minuto
Comuni
ecc.
C
op
ri
bl
als
dell'impero dei Mamelucchi in Egitto: è troppo importante m=
il contenuto di essa perchè non abbiamo a porgerne l'indice:
111 libro o capo tratta dei titoli che assicurano all'Egitto
la superiorità sopra gli altri imperi del mondo, dei suoi luo- no
ghi di divozione e di pellegrinaggio, de' suoi meravigliosi
monumenti tanto antichi che moderni, de' suoi limiti, delle Sta
e città, delle sue frontiere, delle provincie e paesi di suo qu
dominio: il II del potere sovrano, delle qualità di usufrut-il r
fuario, dei suoi doveri, dei giorni di gala e di cerimonia, sto
degli uniformi degli impiegati; il III del capo dei fedeli, reg
sue
0
imani
vizir o
dottori,
dei legali e dei cadi particolari; il IV del Ma
primo ministro e sopraintendente delle finanze, st'u
del tesoro del sultano e suoi amministratori, dei segretarii mas
di Stato, dell'ispettore generale delle armate, dell'oratore od prim
avvocato del divano, o gran consiglio, del prefetto di palazzo; stin
il V dei figli del sultano e dei principi dela
sangue,
del
reg-
l'ine
(
ch'e
gente, del vicario dell'impero, del prefetto delle scuderie, Vec
degli emiri comandanti di mille mamelucchi ed altri emiri ed-
d'inferior grado; il VI dei grandi ufficiali della corona, dei
si, delle colombaie di piccioni messaggieri, del trasporto la s
ciambellani e guardie del corpo, dei loro servigi, e loro po
delle nevi e delle poste reali; il VII delle case delle prin- cons
chi o domestici liberi dal serraglio, della guardaroba della fond
Corona, della sala d'armi, dei magazzini del sultano, dei due della
Cucina, delle scuderie, della falconeria, caccia del sultano e d'O
granai reali; I'VIII degli uffiziali del palazzo, della risp
cipesse
grandi
e sottointendente
luoghi ad essa
degli harem o serragli, degli eunu
destinati; il IX degli inspettori delle terre e
che
(3
(5
incumbence, dei governatori delle provincie d'Egitto, Casi
dei comandanti particolari, degli impiegati della città e dei
borghi; il X dei vicerè preposti al governo delle otto pro- Reis
Mratori ed ufficiali impiegati in queste provincie, delle guar- prez
vincie della Siria, dei gran cadi, degli emiri, degli ammini-
igioni e loro comandanti particolari; I'X1 degli emiri e (Ros
eich arabi, degli emiri turchi e curdi al servigio dello n° 2
FRODUZIONE.
XCI
(compreso l'ufficio e le competenze della statistica
mon con una latitudine di viste non minore di quella che
on la concepi Gioia in questi ultimi tempi. La lucerna
le dei re di Abubeckr Mohamed, che in 64 capitoli
ere riassume la scienza dell'arte di ben governare
ma
ar
un regno, attinta non tanto al Corano, quanto
1)
ai migliori autori arabi, persiani, greci, indiani
fia e cinesi; il Libro dei doveri di un re, di Fachred-
dino; il Libro di politica, di Navali Maulana;
lel Serag almoluch (iaceola dei re), di Rose; Ahia
olum eddin, di Algazeli; le diverse opere di
Abilnur, di Thalhat e di moltissimi altri vi ri-
e, velano la scienza politica e civile sì dei prin-
cipi, che degli uomini di Stato e dei filosofi
arabi. Venite agli studi della giurisprudenza, e
non v'ha quistione di diritto civile che non sia
stata da qualche dotto giureconsulto illustrata (');
si che la schiera di questi scrittori tocca a tal
numero, che Ibrahim Alseirazi, il quale nel suo
Catalogo de' giureconsulti maomettani volle solo
-porgere il nome di essi e il titolo delle loro
U-
se
n,
50
0
ni
i,
opere, venne a capo di due forti volumi, e Rose
riuscì ad opera ancora più voluminosa nella Bi-
blioteca araba de giureconsulti spagnuoli (*) Askeri
abu Helab () e Makrizi () illustrarono la numis-
ematica ecc.
i
Non vi fu ramo delle scienze naturali a cui
non siansi gli Arabi applicati, e cominceremo
il
Stato, delle spedizioni militari, dei campi volanti, della con-
quista dell'Jemen, del Diarbeckr e dell'isola di Cipro sotto
regno del sultano Malech Asceraf; il XII di alcuni fatti
storici degni di esser conosciuti e meditati, perchè servan di
regola, e di alcuni pezzi di poesia morale di Malech Scia-
mel, principe sovrano del forte di Heifa, con una risposta di
Malec Asceraf a Mirza Scah Roch figlio di Tamerlano. Que-
st'ultimo capo contiene in tre sezioni degli aneddoti e delle
massime arabe, che convengono in questi tre punti, che i
principi sono rovesciati da quelli che innalzano, che il de-
stino regge tutto e bisogna esser paziente e rassegnato, e che
l'incostanza e la mala fede sono la base del cuor umano.
Vedi il Viaggio di Volney, la Crestomazia araba di Sacy,
ed il citato Dizionario di De Rossi.
(') Shafei parlando del quale Ebn Hanbal soleva dire
ch'egli era pel mondo ciò stesso che era il sole, era ciò che
la salute era per il corpo, passa per il principe dei giure.
consulti dell'islamismo: il Thabakat al Shafeiat non è più
che una storia di tutti i dottori seguaci di lui. Altra opera
fondamentale della giurisprudenza musulmana è l'Hidayet
dello sceiko Burhaneddin Ali (1196). Intorno a questa giu.
risprudenza veggasi la classica opera del cav. Muradjea
d'Obsson.
() Vedi Reiske nei suoi Supplementi citati, pag. 255.
Casiri, tom. II, pag. 164.
(3) Libro delle monete arabe d'oro e d'argento. Vedi
Reiske, pag. 711.
(*) Storia delle monele arabe e musulmane. Quest'opera
preziosissima venne tradotta in latino e stampata da Tychsen
(Rostock 1797) ed in francese da Sacy (Magas. Encyclop.
n° 24, anno 11, e u° 1, anno III.<noinclude><references/></noinclude>
1ira4aoc4tt9jw6f9cget7o8cf5cz6v
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Una sera sopra il mare
In barchetta colla mia
Amorosa antica zia
Ce ne andammo a passeggiare.
Un corsaro maladetto.
Ad un tratto ci sorprese,
La mia zia lasciò, me prese,
Che gli piacque il mio visetto.
Di zitelle il traditore
Alla cerca solea gire
Il serraglio per fornire
D’un ricchissimo signore.
Tratta a forza nel suo legno
Mi trovai, misera, appena,
Che al Pirèo voltò la schiena,
E ver Lidia diede il segno;
Ove giunti il quarto giorno
Fui condotta, il gran serraglio
D’un Visir detto Carvaglio
Co’ miei vezzi a far adorno.
Dopo il caso atroce e reo
La mia zia piangendo forte
Invocando a se la morte
Ritornossene al Pirèo.
Ed a tutti raccontava
Come un perfido, un furfante
Di donzelle mercadante
Verso Lidia mi portava.
H5</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Una sera sopra il mare
In barchetta colla mia
Amorosa antica zia
Ce ne andammo a passeggiare.
Un corsaro maladetto.
Ad un tratto ci sorprese,
La mia zia lasciò, me prese,
Che gli piacque il mio visetto.
Di zitelle il traditore
Alla cerca solea gire
Il serraglio per fornire
D’un ricchissimo signore.
Tratta a forza nel suo legno
Mi trovai, misera, appena,
Che al Pirèo voltò la schiena,
E ver Lidia diede il segno;
Ove giunti il quarto giorno
Fui condotta, il gran serraglio
D’un Visir detto Carvaglio
Co’ miei vezzi a far adorno.
Dopo il caso atroce e reo
La mia zia piangendo forte
Invocando a se la morte
Ritornossene al Pirèo.
Ed a tutti raccontava
Come un perfido, un furfante
Di donzelle mercadante
Verso Lidia mi portava.
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Una sera sopra il mare
In barchetta colla mia
Amorosa antica zia
Ce ne andammo a passeggiare.
Un corsaro maladetto.
Ad un tratto ci sorprese,
La mia zia lasciò, me prese,
Che gli piacque il mio visetto.
Di zitelle il traditore
Alla cerca solea gire
Il serraglio per fornire
D’un ricchissimo signore.
Tratta a forza nel suo legno
Mi trovai, misera, appena,
Che al Pirèo voltò la schiena,
E ver Lidia diede il segno;
Ove giunti il quarto giorno
Fui condotta, il gran serraglio
D’un Visir detto Carvaglio
Co’ miei vezzi a far adorno.
Dopo il caso atroce e reo
La mia zia piangendo forte
Invocando a se la morte
Ritornossene al Pirèo.
Ed a tutti raccontava
Come un perfido, un furfante
Di donzelle mercadante
Verso Lidia mi portava.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|178||}}</noinclude><poem>
Credereste che Cimone
Si mettesse allora a piangere,
E cantor dolente a tangere
Una lira, un colascione?
Nò, pensò solo a sottrarmi
Di quel barbaro alla frode,
E qual deve uom forte e prode
Preferì la via dell’armi.
Ma siccome era spiantato
Non poteva a suo piacere
Radunar possenti schiere,
E condurle in campo armato.
Il mio caro giovinetto
Travestissi da donzella,
E si cinse una gonnella,
E si mise un bel ''fiandretto''.
N’una scuffia alla ''mimì''
Il dorato crin raccolse,
In mantiglia si ravvolse,
E in tal guisa si partì.
Però sotto del grembiale
Per passar l’indegno cuore
Del mio barbaro signore
Si nascose un gran pugnale.
Verso Lidia il cammin prese,
Ed in brevi dì vi ginnse,
Tanto il seno amor gli punse,
Amor fabro d’alte imprese.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|178||}}</noinclude><poem>
Credereste che Cimone
Si mettesse allora a piangere,
E cantor dolente a tangere
Una lira, un colascione?
Nò, pensò solo a sottrarmi
Di quel barbaro alla frode,
E qual deve uom forte e prode
Preferì la via dell’armi.
Ma siccome era spiantato
Non poteva a suo piacere
Radunar possenti schiere,
E condurle in campo armato.
Il mio caro giovinetto
Travestissi da donzella,
E si cinse una gonnella,
E si mise un bel ''fiandretto''.
N’una scuffia alla ''mimì''
Il dorato crin raccolse,
In mantiglia si ravvolse,
E in tal guisa si partì.
Però sotto del grembiale
Per passar l’indegno cuore
Del mio barbaro signore
Si nascose un gran pugnale.
Verso Lidia il cammin prese,
Ed in brevi dì vi ginnse,
Tanto il seno amor gli punse,
Amor fabro d’alte imprese.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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Credereste che Cimone
Si mettesse allora a piangere,
E cantor dolente a tangere
Una lira, un colascione?
Nò, pensò solo a sottrarmi
Di quel barbaro alla frode,
E qual deve uom forte e prode
Preferì la via dell’armi.
Ma siccome era spiantato
Non poteva a suo piacere
Radunar possenti schiere,
E condurle in campo armato.
Il mio caro giovinetto
Travestissi da donzella,
E si cinse una gonnella,
E si mise un bel ''fiandretto''.
N’una scuffia alla ''mimì''
Il dorato crin raccolse,
In mantiglia si ravvolse,
E in tal guisa si partì.
Però sotto del grembiale
Per passar l’indegno cuore
Del mio barbaro signore
Si nascose un gran pugnale.
Verso Lidia il cammin prese,
Ed in brevi dì vi giunse,
Tanto il seno amor gli punse,
Amor fabro d’alte imprese.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>Colà giunto ei fu creduto
Un boccon per il serraglio,
E al ricchissimo Carvaglio
Fu condotto, fu venduto.
Io mi vidi a un tratto allato
Il mio caro giovinetto,
E ogni sorta di diletto
Fa da noi tosto provato.
Una notte mentre stiamo
L’un dell’altro tra le braccia,
Con barbuta orrida faccia
Il padron venir veggiamo
Che scoprendoci esclamò;
„Due zitelle a un colpo istesso?
„Non c’è male, adesso, adesso...
Ma Cimone in piè balzò.
E al Visir in atto fiero
Rivolgendosi afferrollo
Per la barba e per il collo
E gli disse in tuon severo.
„Vieni aprir tosto la porta
„Perfidissimo tiranno,
„Vieni, o temi il tuo malanno,
„E a noi due servi di scorta.
„Se tu chiami, se fai segno
„A qualcun de’ servi tuoi,
„Aspettarti, empio, ti puoi
„Ch’io ti passo il core indegno.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Colà giunto ei fu creduto
Un boccon per il serraglio,
E al ricchissimo Carvaglio
Fu condotto, fu venduto.
Io mi vidi a un tratto allato
Il mio caro giovinetto,
E ogni sorta di diletto
Fa da noi tosto provato.
Una notte mentre stiamo
L’un dell’altro tra le braccia,
Con barbuta orrida faccia
Il padron venir veggiamo
Che scoprendoci esclamò;
„Due zitelle a un colpo istesso?
„Non c’è male, adesso, adesso...
Ma Cimone in piè balzò.
E al Visir in atto fiero
Rivolgendosi afferrollo
Per la barba e per il collo
E gli disse in tuon severo.
„Vieni aprir tosto la porta
„Perfidissimo tiranno,
„Vieni, o temi il tuo malanno,
„E a noi due servi di scorta.
„Se tu chiami, se fai segno
„A qualcun de’ servi tuoi,
„Aspettarti, empio, ti puoi
„Ch’io ti passo il core indegno.
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Candalua
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|180||}}</noinclude><poem>
„Hai capito? or via si vada”
E in ciò dir di quel briccone
Sovra’l petto il mio Cimone
Tenea fissa la sua spada.
I signori, lo sapete,
Son soggetti per natura
A patir della paura
Se le cose non son quete.
Perciò il Barbaro tremante
Ubbidì con sommissione
All’impero di Cimone,
E non fece l’arrogante.
Così fuora del serraglio
Presto presto ci trovammo,
Ed al mar veloci andammo
Colla scorta di Carvaglio.
Colà stavaci aspettando
Agilissima barchetta
Assai comoda, assai netta
Di Cimone per comando
C’imbarchiam, si vola via,
In due giorni in Grecia siamo
E Carvaglio ringraziamo
Della buona compagnia.
Ma l’usanza gli era nota,
Ed un sacco tanto fatto
Pria ci diè per suo riscatto,
E servì per la mia dota.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|180||}}</noinclude><poem>
„Hai capito? or via si vada”
E in ciò dir di quel briccone
Sovra’l petto il mio Cimone
Tenea fissa la sua spada.
I signori, lo sapete,
Son soggetti per natura
A patir della paura
Se le cose non son quete.
Perciò il Barbaro tremante
Ubbidì con sommissione
All’impero di Cimone,
E non fece l’arrogante.
Così fuora del serraglio
Presto presto ci trovammo,
Ed al mar veloci andammo
Colla scorta di Carvaglio.
Colà stavaci aspettando
Agilissima barchetta
Assai comoda, assai netta
Di Cimone per comando
C’imbarchiam, si vola via,
In due giorni in Grecia siamo
E Carvaglio ringraziamo
Della buona compagnia.
Ma l’usanza gli era nota,
Ed un sacco tanto fatto
Pria ci diè per suo riscatto,
E servì per la mia dota.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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/* Trascritta */
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
Vanti adesso Liddamone
La sua cetra, il suo pennello
Tutte inezie in faccia a quello
Che per me compì Cimone.
Piacque di quell’amabile fanciulla
Ai circostanti il facile racconto,
Che si potea far meglio assai, ma nulla
Le cose ad arte preparate io conto,
E qualche rima ripetuta al certo
Alla chiacchera sua non tolse il merto.
Il popol Greco amava sempre a ridere,
E quell’ingenuo stil rider lo fece,
Molti in pro di Cimon volean decidere,
Ma il senato sclamò: questo non lece,
Odasi pria ciò che dirà la bella,
La tenera e patetica Nigella.
Questa tenendo un fazzoletto in mano
Di tratto in tratto i bei rai s’asciugava,
Che spesso qualche lagrima pian piano
La pallidetta guancia le rigava;
Ella la bocca aperse, ed ognun tacque,
Trasse un sospiro, e quel sospiro piacque.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|182||}}</noinclude><poem>
Poscia in terzine, metro consacrato
Alla dolente e flebile elegia,
Uno sguardo pietoso avendo dato
All’aspettante augusta compagnia,
Incominciò in tal guisa il suo discorso,
Cui frequenti sospir rompeano il corso.</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Nop}}
{{Ct|f=120%|L=0.3em|t=2|v=2|NIGELLA}}
<poem>
L’astro crudel sotto cui vidi il giorno
Nascer mi fece in Amatunta, in cui
Ha la madre di amore il suo soggiorno.
Là il mar la generò dai flutti sui
Ella vi nacque per beare il mondo,
Vi nacqui io per menar di tristi e bui.
Sotto l’impero suo dolce e giocondo
Viveamo lieti, ma fra noi s’intruse
Corruttor de’ contenti il vizio immondo.
Che sovra tutti i cuori ahi si diffuse,
E ne bandì la candida innocenza,
Al paro sentimento i petti chiuse.
La voluttà diè loco alla licenza,
Ed Apollo sdegnato infra di noi
Inviò la più cruda pestilenza.
Fur consultati gli oracoli suoi,
Che rispose; la morte di un amante
Puro e fedel placherà il ciel con voi.
Ci eravam conosciuti un anno avante
Il giovinetto Artesidoro, ed io
Presi a vicenda d’un ardor costante.
D’un amor più fedel mai non s’udio
Parlar in Cipro; ah ciò che fèa mia gioia
Dovea far poi l’aspro tormento mio!</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|184||}}</noinclude><poem>
Gridò ciascuno allor; forza è che muoia
Dunque Nigella, e fui tosto arrestata:
Dei! la virtù dunque prendete in noja!
Innanzi a sacerdoti io fui guidata,
E mi feron giurar che non fu mai
Da me in amor la data fe’ violata.
Nel cimento fatal non esitai,
E piuttosto che fingermi spergiura,
Scelsi morire, e di mia fe’ giurai.
Fui scelta allor vittima, ahi sorte dura!
Al Dio sdegnato: era già tratta a morte;
Ma finir non dovea qui mia sventura.
Ecco l’amato mio dolce consorte
Infra le guardie penetra e m’abbraccia,
„Soffermatevi olà! gridando forte;
„D’un amante fedel qui si va in traccia?
„Ebben di lei più fido ancora io sono,
„Mirate; e un ferro acuto in sen si caccia.”
S’udì a sinistra alto mugghiare il tuono,
E una voce del ciel gridò repente;
Compiuto è il sacrifizio, io vi perdono.
Sull’adorato mio sposo morente
Mi precipito allor dai lacci sciolta;
Egli ancor mi conosce, ancor mi sente.
„L’ultimo prego mio, dissemi, ascolta;
„Vivi, o sposa adorata, io tel comando,
„L’impeto affrena della doglia stolta.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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Candalua
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude><poem>
„Giuralo!” oh Dio giurai, ed egli esangue
Fissando in me le luci moribonde
Più mi vuol dir, ma la sua forza langue:
La voce sul suo labbro si confonde,
Dandomi alfin l’ultimo suo sospiro
Corse l’anima bella alle stigi’onde.
Chi può esprimer la rabbia ed il deliro
Che m’assalgono l’alma allor ch’estinto
A me dinanzi Artesidoro io miro!
Lungo tempo il poter tacque in me vinto
Della ragione, e certo allor m’avrei
Un acuto pugnal nel petto spinto.
Ma i parenti vegliar sui giorni mici,
Io vivo ancor per lor crudele alta,
Rea d’un vile spergiuro io non mi fei.
Non è però ch’io possa amar la vita,
Anzi affretto coi voti oggi il momento
Di rivedermi al dolce sposo unita,
E (invan non spero) appressar già lo sento!
Tacque ciò detto, e duo rivi di pianto
Le piovver dalle tremule pupille,
Sorse un grido pietoso in ogni canto,
Ed esclamaron mille voci e mille:
„S’incoroni la tomba dell’estinto,
„Ancor che morto Artesidoro ha vinto.
</poem><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>infermità, o per vecchiaia, sieno ridotte invalide e
senza apportare più alcun utile, non sieno alla famiglia
che di peso.
La forza e la fortuna della famiglia colonica, ove il
capitale non faccia difetto, trovasi nel poter disporre
di molti uomini validi al lavoro. In tale condizione
alla famiglia, che se ’rfa un pizzittu de tera, si apre la
via de rengranisse, di passare cioè da una cortina ad
un terreno grande, ad una possessione (pusciïo’). Se il
capitale sufficiente non si è raggiunto, ecco che qual-
cuno dei giovanotti parte per l’America per potere in
qualche anno, coll’assiduo lavoro e coll’assiduo rispar-
mio, accrescere convenientemente alla famiglia il patri-
monio.
Diversamente avviene quando la famiglia colonica
si trova con un numero di femmine o di bambini,
sproporzionato alle domestiche risorse. Essi, consumando
più di quel che producono, turbano l’equilibrio eco-
nomico famigliare. Se allora la famiglia non trova nel
suo seno l’accortezza e lo spirito di parsimonia neces-
sari, o non riesce a sgravarsi dei piccoli, collocandone
alcuni come garzoni presso altre famiglie e a liberarsi
delle ragazze mandandole a marito; se si incontra con
un padrone inumano, o è perseguitata da annate av-
verse, rapidamente decade, s’immiserisce, s’indebita e
deve ridursi in un terreno più piccolo, o cedere al
partito di tentar la fortuna emigrando oltre mare. O
addirittura finisce con l’andare a casa a náulu (a nolo),
tra il rifiuto degli agricoltori, nell’inferno dei senza-terra,<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>infermità, o per vecchiaia, sieno ridotte invalide e
senza apportare più alcun utile, non sieno alla famiglia
che di peso.
La forza e la fortuna della famiglia colonica, ove il
capitale non faccia difetto, trovasi nel poter disporre
di molti uomini validi al lavoro. In tale condizione
alla famiglia, che se ’rfa un pizzittu de tera, si apre la
via de rengranisse, di passare cioè da una cortina ad
un terreno grande, ad una possessione (puscïo’). Se il
capitale sufficiente non si è raggiunto, ecco che qual-
cuno dei giovanotti parte per l’America per potere in
qualche anno, coll’assiduo lavoro e coll’assiduo rispar-
mio, accrescere convenientemente alla famiglia il patri-
monio.
Diversamente avviene quando la famiglia colonica
si trova con un numero di femmine o di bambini,
sproporzionato alle domestiche risorse. Essi, consumando
più di quel che producono, turbano l’equilibrio eco-
nomico famigliare. Se allora la famiglia non trova nel
suo seno l’accortezza e lo spirito di parsimonia neces-
sari, o non riesce a sgravarsi dei piccoli, collocandone
alcuni come garzoni presso altre famiglie e a liberarsi
delle ragazze mandandole a marito; se si incontra con
un padrone inumano, o è perseguitata da annate av-
verse, rapidamente decade, s’immiserisce, s’indebita e
deve ridursi in un terreno più piccolo, o cedere al
partito di tentar la fortuna emigrando oltre mare. O
addirittura finisce con l’andare a casa a náulu (a nolo),
tra il rifiuto degli agricoltori, nell’inferno dei senza-terra,<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>dei braccianti, senza più la speranza di poter risorgere,
come avviene di sicuro allorquando la famiglia ha la
sventura di perdere col capo ogni uomo valido.
Se invece l’insufficienza della famiglia colonica per le
faccende agricole e domestiche è soltanto passeggera,
essa provvede prendendo una serva o un garzone o, sti-
mandolo opportuno, rinforza addirittura le fondamenta
col matrimonio di qualche figlio.
Così nelle nostre campagne il contratto di colonia,
regolando a seconda del bisogno le nozze e la prolifi-
cazione, esercita innegabilmente un maltusiano ritegno;
e ben lo notò e ne fece argomento di apologia il Bastia t
nelle sue celebri Armonie economiche. Se non che, come
al sopravvenir dell’estate scompaiono da le vette dei
monti le ultime lingue di neve, similmente, per l’in-
fluenza della civiltà capitalistica, nelle più appartate e
refrattarie regioni finiscono coll’alterarsi e col dissol-
versi i primitivi costumi e con essi gli ultimi residui
della medioevale economia.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/59
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>LA CADUTA DELLA GRANDINE
E I PUBBLICI INCANTATORI.
Il cielo è annuvolato, ma d’un color chiaro:
da lungi brontola cupo il tuono: la pioggia
come fosco diaframma attraversa in una parte
l’orizzonte e rapidamente s’approssima: mi-
naccia il temporale. Le campane de le chiese
suonano a distesa come nell’agonia, chiamando alla
preghiera i fedeli per iscongiurare Iddio a tener lon-
tano il flagello: se la pioggia deve venire, ch’ir Si-
gnore ce la manni vona!
Il contadino sta su la loggia a speculare il contrasto
de le nubi e il moto dei venti, e trae i prognostici.
Le donne, leste, radunato e riposto il pollame, salgono
mezzo ’nfusse su in casa, chè già sono caduti i primi
goccioloni: Jessu, ecco che mino’ ve’ la tempéra!...
Tutta la famiglia, raccolta in isgomento ne la cu-
cina, si mette in ginocchio: uno dei vecchi intona, a<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/60
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>voce alta e con accento di fervore, le letanie, il rosa-
rio ed i paternostri e le avemarie a San Vincenzo, che
ce protege da le disgrazie, e a tutti gli altri santi pre-
diletti e più miracolosi, come per muovere a compas-
sione i celesti. E a le preghiere seguono i tradizionali
scongiuri: si butta la catena del camino in mezzo del-
l’ara (aja), si gettano fuori dei pizzichi di sale, si bru-
ciano fronde di palma benedetta, si spara la polvere
avanzata da la notte de la Venuta.
La pioggia comincia a cader dirotta, accompagnata
da granischi, che poi man mano si fanno più spessi,
fino a venir giù fitti fitti, asciutti asciutti, tintillando
sul tetto e ballonzolando terribili sull’ammattonato del-
l’aja. Jessu, Maria, aiutatece: ’mo ve’ la porcaría!... È
il flagello: poveri raccolti, povere speranze, povere fa-
tiche d’un anno in un momento distrutte!
Le donne invocano, scongiurano, piangono, si dispe-
rano: Jessu, Maria: póra grazia De Dio; porë fatighe no-
stre; Jessu, e che farímo!... È il gastigo dei peccati: i
peccati sono tanti e il Signore non ne può più: adé
lu gastigu. — Guizzano i lampi, abbarbagliando la vista;
scroscia il fulmine e terribilmente rintrona e: Jessu Dio!
Santus Deu, Santus forti... e col poHice si segnano ri-
petutamente in atto di compunzione la fronte 1. Il
1 Per tener lontani i fulmini dalla casa i contadini usano con-
servare superstiziosamente le antiche frecce di pietra, che talvolta
trovano scavando fosse nel terreno e che essi credono non siano
altro che saette, ossia folgori cadute.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Domenico Spadoni - Alcune costumanze e curiosità storiche marchigiane (Provincia di Macerata), 1885.djvu/61
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>contadino, con le mani intrecciate e coll’occhio vitreo,
sta ancora rimirando il passaggio della nube tempora-
lesca e il contrasto dei venti nel cielo finchè, visti inu-
tili ogni preghiera e ogni scongiuro, si dà il caso che
si rivolga alle donne con accento di dispetto e di do-
lore: Lasciate ji’!... Che preghète più a fa’?... Tanto
’mmo’ ce s’ha funito ’ngni cosa.
Ecco la grandine e la pioggia rallentano: il tempo-
rale si allontana, accompagnato dal rombo del tuono
sempre più sordo. Il contadino, melanconioso e come
istupidito, va giù per i campi e muto contempla la de-
solata campagna, le messi abbattute, le viti e gli alberi
sfrondati e malconci. Nel cielo intanto rompe il sereno
e una spera di sole scende a illuminare i piani e le
coste qua e là biancicanti, le foglie, che sgocciolano
ancora, e il grosso e torbo ruscello.
Il colono, anche per un bisogno potente di sfogare
il suo affanno, corre a dar notizia al padrone della di-
sgrazia, da cui si è stati battuti: Jessu, patro’ mia, se
ve lessáte, adé un piantu; ha fatto pulizia de ’gni cósa!...
Venátece ’mpo’ patro’!... Jessu, a me non me dá più core
de ji’ jo’ pe la curtina pe non vede’ tutta ’lla vella grazia
de Dio per téra...
La porcaría, la gránnoia, che Dio ce ne scampi e lib-
beri, è passata, lasciando dietro a sè una striscia lunga
di desolazione. A che valsero le invocazioni e gli scon-
giuri? Eppure la pratica superstiziosa si conserva e si
tramanda gelosamente di padre in figlio, e contro tale<noinclude><references/></noinclude>
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2026-07-17T08:54:10Z
AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" /></noinclude>contadino, con le mani intrecciate e coll’occhio vitreo,
sta ancora rimirando il passaggio della nube tempora-
lesca e il contrasto dei venti nel cielo finchè, visti inu-
tili ogni preghiera e ogni scongiuro, si dà il caso che
si rivolga alle donne con accento di dispetto e di do-
lore: Lasciate ji’!... Che preghète più a fa’?... Tanto
’mmo’ ce s’ha funito ’ngni cosa.
Ecco la grandine e la pioggia rallentano: il tempo-
rale si allontana, accompagnato dal rombo del tuono
sempre più sordo. Il contadino, melanconioso e come
istupidito, va giù per i campi e muto contempla la de-
solata campagna, le messi abbattute, le viti e gli alberi
sfrondati e malconci. Nel cielo intanto rompe il sereno
e una spera di sole scende a illuminare i piani e le
coste qua e là biancicanti, le foglie, che sgocciolano
ancora, e il grosso e torbo ruscello.
Il colono, anche per un bisogno potente di sfogare
il suo affanno, corre a dar notizia al padrone della di-
sgrazia, da cui si è stati battuti: Jessu, patro’ mia, se
ve lessáte, adé un piantu; ha fatto pulizia de ’gni cósa!...
Venátece ’mpo’ patro’!... Jessu, a me non me dá più core
de ji’ jo’ pe la curtina pe non vede’ tutta ’lla vella grazia
de Dio per téra...
La porcaría, la gránnoia, che Dio ce ne scampi e lib-
beri, è passata, lasciando dietro a sè una striscia lunga
di desolazione. A che valsero le invocazioni e gli scon-
giuri? Eppure la pratica superstiziosa si conserva e si
tramanda gelosamente di padre in figlio, e contro tale<noinclude><references/></noinclude>
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