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Supplemento alla Storia d'Italia/CXI
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{{Qualità|avz=100%|data=19 luglio 2026|arg=letteratura}}
{{IncludiIntestazione|autore=Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|sottotitolo=CXI - Talleyrand dichiara a nome del Direttorio la risposta fatta da Bonaparte alle note de’ plenipotenziarj austriaci energica, nobile, precisa, luminosa, e gli raccomanda la conclusione della pace|prec=../CX|succ=../CXII}}
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Supplemento alla Storia d'Italia/CXII
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Dr Zimbu
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Porto il SAL a SAL 100%
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{{IncludiIntestazione|autore=Napoleone Bonaparte|sottotitolo=CXII - Bonaparte informa il ministro delle relazioni estere della Repubblica delle operazioni che si fanno per decidere la Corte di Vienna a dare una risposta categorica alle sue note|prec=../CXI|succ=../CXIII}}
<pages index="Botta - Supplemento alla Storia d'Italia.djvu" from=234 to=234 fromsection=s1 tosection=s1 />
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Supplemento alla Storia d'Italia/CXIII
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Dr Zimbu
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{{Qualità|avz=100%|data=19 luglio 2026|arg=letteratura}}
{{IncludiIntestazione|autore=Charles Maurice de Talleyrand-Périgord|sottotitolo=CXIII - Talleyrand scrive a Bonaparte di fare tutto il possibile onde l'Imperatore riconosca un debito contratto coll’antica Lombardia, e dovuto per ciò alla Repubblica Cisalpina|prec=../CXII|succ=../CXIV}}
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Discussioni utente:Luigi62
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Candalua
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/* caption in immagine */ Risposta
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{{benvenuto|firma=[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]])}}
Già al lavoro, vedo! :-)
Grazie fin d'ora, qui sopra alcuni link alla doc, ma la cosa migliore è comunque chiedere: in bar. o a chiunque di noi. Ciao e di nuovo benvenuto! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:00, 22 ott 2010 (CEST)
== Congratulazioni! ==
Caro Luigi62, grazie per l'aiuto prestato nella Rilettura del mese. Come segno tangibile ti lascio questo attestato di partecipazione. Il suo posto sarebbe nella pagina utente, ma non è bello che una pagina utente vuota sia scritta per prima da altri. Se dunque volessi inaugurare la tua pagina utente puoi scrivervi quel che vuoi, come i tuoi interessi, le tue [[Wikisource:Babel|competenze linguistiche]] o altro che sia di interesse per il progetto... e naturalmente l'attestato di partecipazione! grazie ancora da - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:58, 27 ott 2010 (CEST)
<div class="toccolours itwiki_template_babelbox" style="float:right; clear:right; margin-bottom:1em">
<div class="intestazione">[[Wikisource:Rilettura del mese|Attestati di rilettura]]</div>
{| cellspacing="0" style="width:238px; border:1px solid #999; background:#EEE; margin:1px;"
! style="width:45px; height:45px; background:#DDD; text-align:center; font-size:14pt; color:black; padding:1px; line-height:1.25em; vertical-align: middle; " | [[File:Featured article star - check.svg|40px]]
| style="text-align:left; font-size:8pt; padding:4px; height:45px; line-height:1.25em; color:black; vertical-align: middle; " | <center>Medaglia di partecipazione alla [[Wikisource:Rilettura del mese|Rilettura del mese: ottobre 2010]]<br />'''[[Indice:Poesie (De Amicis).djvu|Poesie di Edmondo De Amicis]]'''</center>
|}
{| cellspacing="0" style="width:238px; border:1px solid #999; background:#EEE; margin:1px;"
! style="width:45px; height:45px; background:#DDD; text-align:center; font-size:14pt; color:black; padding:1px; line-height:1.25em; vertical-align: middle; " | [[File:Featured article star - check.svg|40px]]
| style="text-align:left; font-size:8pt; padding:4px; height:45px; line-height:1.25em; color:black; vertical-align: middle; " | <center>Medaglia di partecipazione alla [[Wikisource:Rilettura del mese|Rilettura del mese: novembre 2010]]<br />'''[[Indice:Canti di Castelvecchio.djvu|Canti di Castelvecchio]]'''</center>
|}
</div>
== Ringraziamenti ==
Ciao,
noto con piacere i tuoi contributi al libro di Oddi. Oltre a farti i ringraziamenti, ti invito a continuare e ti ringrazio per il capolettera, non conoscevo il Tl apposito. I capolettera del Compasso polimetro sono stupendi e vale la pena di preservarli. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:50, 8 nov 2010 (CET)
== Suggerimento ==
Lavoraccio, eh, il Compasso!
Ho ritoccato, come esempio, la pagina [[Pagina:Fabrica et uso del compasso polimetro-1633.pdf/21]]. Guarda l'uso di Centrato: il codice <nowiki>{{Centrato}}</nowiki> "apre" una zona centrata, il <nowiki></div></nowiki> la chiude; le varie righe nella zona centrata sono "fuori" del template, il che riduce vari problemi, e una riga vuota fra le righe ottiene che ogni riga sia "a capo"; infine, un ''doppio'' acapo ''prima'' di capolettera evita che il testo dopo il capolettera sia rientrato. Solo un suggerimento, eh... ma frutto di parecchi mal di testa. ;-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 01:15, 9 nov 2010 (CET)
: Mi rendo conto che sto aumentanto la confusione, perchè continuo a sperimentare. D0'altronde, solo con questa ostinazione sono riuscito a superare alcuni annosi problemi di formattazione, che prima costringevano a trucchi strani; il colpo migliore mi è riuscito con poem... e adesso mi sto dedicando a Centrato.
: Ogni tanto ci si avvita in abitudini basate sulla sola esperienza, ma "spesso l'esperienza non è che la ripetizione degli stessi errori". Per evitarlo, ogni tanto lavoro su en.source e altri progetti. Ne torno sempre come da un viaggio, pieno di idee e di progetti... e li provo a implementare, alternando fasi di "creazione" a fasi di "sperimentazione pratica intensiva". Gli altri utenti ne fanno le spese... ma poi la morchia si sedimenta, e pian piano qualcosa di buono resta. Abbi pazienza... e chiedimi qualsiasi cosa non sia chiara. Tu conosci un po' di html e di css? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:06, 9 nov 2010 (CET)
== Proposta di diversivo ==
Caro Luigi,
ho visto che mi stavi tenendo d'occhio mentre favo un'occhiata al Gozzi :D.
Ti rivelo il mio intento così che tu possa imitarmi se ne avrai voglia: ramazzando le categorie di sommari a SAL 25% mi sono accorto che qua e là ci sono libri che sono al 25% perché magari hanno '''pochissime''' pagine a SAL 25%. Così quando mi prendo una pausa dai lavori di ampio respiro punto a far avanzare quei libri rileggendo quelle pagine. Se anche tu avessi di queste velleità non hai che da imitarmi :-) - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:45, 11 nov 2010 (CET)
== Palladio ==
Wow, scelta coraggiosa ma di ottimo gusto. Ti suggerirei di lavorare (magari con Alex) sulla ''trascrizione inversa'', partendo dal [http://www.liberliber.it/biblioteca/p/palladio/index.htm testo di Liber Liber]. Fra l'altro, sia con Open Office sia con Word esistono tools che permettono l'esportazione in MediaWiki, con notevole risparmi di tempo. Ora scappo, ma vi terrò d'occhio! ;-)--[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 17:48, 11 nov 2010 (CET)
:Caro Luigi62, non so se ne avevi parlato con qualcuno (ne tal caso mi taccio), ma solitamente quando ci sono pagine bianche noi non eliminiamo il link dall'indice (come hai fatto per Palladio): fra le iconcine SAL, che ne una bianca, che con certi borwser è invisibile, che invece del 50% o 100% dà lo 00%, pagina bianca. Grazie mille per il tuo contributo --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 23:58, 14 nov 2010 (CET)
== Darwin e Canestrini ==
Non mi è sfuggito un tuo edit all'opera di Canestrini, [[L'istinto nel regno animale]]. Ho cercato su IA se per caso c'era la fonte immagine, aimè non c'è. Tuttavia, ho trovato qualche altro libro di Canestrini su Darwin, uno dei quali mi pare bello: [http://www.archive.org/details/lateoriadidarwi00canegoog La teoria di Darwin]]. L'OCR è di ottima qualità. Se l'argomento ti interessa, che ne dici? Carichiamo? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:06, 19 nov 2010 (CET)
== Formattazione tabelle ==
Ti rispondo qui. Volentieri metto mano alle tabelle. Ma, di preciso, quali difetti vorresti correggere? Semplicemente un po' di più "eleganza" grafica nelle spaziature fra celle e negli allineamenti? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 18:51, 22 nov 2010 (CET)
: Sono soddisfatto... tanto più che ho affrontato, e spero risolto, un problema su tutte le tabelle: adesso lo spazio fra le righe delle celle è identico allo spazio fra i paragrafi, l'allineamento a sinistra è perfetto e le singole celle sono separate però da un elegante spazio bianco... era ora, meno male che mi hai dato la spintarella necessaria. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 20:09, 22 nov 2010 (CET)
== VAI| ==
Vai Luigi! Tutto è pronto, basta premere il link Match!
Poi, dopo un po', comparirà la linguella Split... e allora il testo sarà trasferito. :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:43, 13 dic 2010 (CET)
: :-) Carino eh? Vista la quantità di "pagine inutili" dellIndice, forse sarebbe il caso di metterci un pagelist from=.. to=... tagliando via tutto ciò che non interessa. Ma... l'opera è tua a questo punto, vedi tu! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:19, 13 dic 2010 (CET)
== Rompino ==
io. Ti ho lasciato una richiesta di aiuto su commons.
--[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 17:57, 13 dic 2010 (CET)
Fai anche le altre? :-))
--[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 17:38, 14 dic 2010 (CET)
== Prova di Match (a mano) & split ==
Caro Luigi62,
vedendoti lodevolmente all'opera con [[Arabella]] ho provato a vedere se potevo darti una mano prima di andare a nanna: in effetti il [http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Arabella/Parte_1/11&curid=57253&diff=746564&oldid=645622 Match&Split "automatico"] non mi è andato, ma [http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Arabella/Parte_1/11&diff=next&oldid=746564 quello "manuale] è andato a bon fine! In questo modo avrai pronte in pochi minuti un sacco di pagine SAL 25% solo da guardare e mandare a SAL 75%. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:32, 4 gen 2011 (CET)
: Match era bloccato. Ho avvisato ThomasV e ha trovato l'inghippo. Adesso rifunziona. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 02:12, 6 gen 2011 (CET)
== Scuse ==
Mi scuso... Alebot non ha colpa, son io che ancora mezzo addormentato ho scritto una direttiva bot a membro di botolo (mi riferisco alla questione RigaIndice invece che RigaIntestazione). :-( --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 02:11, 6 gen 2011 (CET)
== Proposta indecente ==
Caro Luigi, te lo chiedo come commonista e come esperto di file grafici: ti interesserebbe accompagnarmi nell'esplorazione dei file djvu? Io mi sto occupando del layer testo, ma prima o poi arriverò a manipolare anche gli strati immagine, ed infine mi proporrei di manipolare le coppie testo/immagine (come avviene, ad esempio, alla fine della procedura reCAPTCHA, ma non solo; intravedo routine per l'estrazione automatica delle illustrazioni, fregi, capolettera da un djvu, dopodichè questi set dovrebbero essere ripuliti, ben nominati, ben categorizzati e caricati nel formato grafico più comodo, e qui cedo le armi ....)
Oltre a queste cose, eminentemente pratiche e sourciane, c'è poi una questione generale che riguarda Commons: i testi djvu sono trattati in modo troppo elementare, si utilizzano pochi dati, è come avere una Ferrari e utilizzare solo la prima e la seconda.... :-( --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:56, 25 gen 2011 (CET)
Per un paio di mesi sarò parecchio impegnato, ma conta senz'altro sulla mia collaborazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 15:34, 26 gen 2011 (CET)
== SAL 75% ==
Ho guardato quanto avevi fatto tu e mi sembrava che fosse simile... Sorry... [[User:Inskatolata|Inskatolata]] ([[User talk:Inskatolata|disc.]]) 18:28, 27 gen 2011 (CET)
Uhm... non era nei link del "sei un nuovo contribuente"... [[User:Inskatolata|Inskatolata]] ([[User talk:Inskatolata|disc.]]) 18:32, 27 gen 2011 (CET)
E' la prima volta che contribuisco. Anzi, ho appena scoperto wikisource. E non mi fidavo a fare riletture portando il SAL a 100% la prima volta... ^_^ [[User:Inskatolata|Inskatolata]] ([[User talk:Inskatolata|disc.]]) 18:46, 27 gen 2011 (CET)
== Piccola grande scoperta ==
Caro Luigi,
da un accenno presente in una talk, dopo aver letto di una pagina di ''Odi e inni'', intuisco che tu sei un utente di lungo lungo corso su commons che da qualche tempo è venuto ad operare qui con un nick diverso. Mi stupiva infatti la tua notevole disinvoltura e abilità con i file immagine e la tua scioltezza nel districarti con i codici di mediawiki.
Dato che con l'altro nick ti ho letto più volte al Bar italiano non posso che esultare per la tua presenza qui da noi: sappi solo che se anche non ci siamo scambiati molte parole (se ben ricordo solo una risposta a uno dei miei ingenui post al bar italiano), non posso trascurare il fatto che la stima che ti ho attribuito di là è la stessa che provo per il tuo grande contributo di qua. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:23, 28 gen 2011 (CET)
== margin— left ==
[http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina%3ANon_pi%C3%B9_illusioni_%28Carpi%29.djvu%2F13&action=historysubmit&diff=787014&oldid=703713 Sei sicuro che tra margin e left ci vadano i trattini lunghi?] --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 10:46, 12 mar 2011 (CET)
Hai ragione, ho fatto una sostituzione globale e non mi sono accorto della presenza di codice. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:51, 13 mar 2011 (CET)
== Ercolano ==
Caro Luigi,
Le pagine da trascrivere non sono propriamente una passeggiatina (il greco non è scritto benissimo, ed essendo una trascrizione diplomatica il testo presenta un sacco di parole scritte con una grafia apparentemente "sbagliata" perché scritte così nei papiri) ma un pezzetto alla volta lo farò. Te lo devo per tutto il lavoro di rilettura che ti accolli. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:47, 14 mar 2011 (CET)
== non ho resistito ;-) ==
volevo sapere come continuava dopo l'incendio del big-tree e per non restare sulle spine sono andato avanti io con la trascrizione! ;-) ma ora ti lascio volentieri il testimone! ciao [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 19:40, 24 mar 2011 (CET)
== Abbozzo di pagina WikisourceCommons ==
Ho abbozzato (soli titoli!) la pagina [[Progetto:Trascrizioni/Caricamento su Commons]]. Spero di poterci lavorare, la cosa è piuttosto complessa, il lavoro di riordino/correzione del pregresso è moltissimo.... chissà se ci riusciamo. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:03, 28 mar 2011 (CEST)
== Stella ==
Grazie. Non capisco per quale motivo a volte Illustrator inquadra bene e a volte no. --[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 15:31, 29 mar 2011 (CEST)
== Graffe ==
Il problema graffe si risolve con una tabella, in cui una delle celle (una cella "rowspan") è occupata dall'immagine di una graffa, che si può ottenere sia con un math, sia con semplici immagini png. Ho usato questa tecnica per il template [[Template:Anno di]], che ha all'interno un sistema per "automatizzare" l'altezza della graffa. Siccome so che a te basta un aiutino, ti lascio fare... se hai difficoltà ne parliamo ancora. --[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] 20:01, 5 apr 2011 (CEST)
== intestazione e pié di pagina ==
Oh, io il famigerato tasto [+] non lo vedo. Non lo trovo nemmeno con la ricerca. Per l'intestazione mi pare di avercela fatta... ma non capisco bene la differenza tra quello che dite voi e quello che faccio io... ora riprovo con la pagina che segue; c'è però il pié di pagina che sembra avere necessità della stessa minestra dell'intestazione (a leggere il Pascoli e pensare come il burino che sono chissà come esce quello che scrivo... brrrrrrrr; spero si comprenda) --[[User:Wikit2009|Wikit2009]] ([[User talk:Wikit2009|disc.]]) 16:48, 11 apr 2011 (CEST)
: ok, non ce l'ho quella roba :) Solo pochi tastini, non tutti quelli. --[[User:Wikit2009|Wikit2009]] ([[User talk:Wikit2009|disc.]]) 16:56, 11 apr 2011 (CEST)
:: ok intanto grazie per l'impegno! :) --[[User:Wikit2009|Wikit2009]] ([[User talk:Wikit2009|disc.]]) 21:21, 13 apr 2011 (CEST)
== un pezzo alla volta, verai che mettiamo poi tutto...==
Luigi, quella bellissima cosa che hai scritto a Wikit2009 la metti anche in una pagina di aiuto? dove vuoi come vuoi, però quello screenshot va fatto vedere, è utilissimo :-) --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 17:38, 11 apr 2011 (CEST)
== Formato jp2 ==
Caro Luigi62, ho un problema grafico.
Internet Archive propone sempre più spesso, fra i file che possono essere scaricati, un tar dei file jp2. Io non riesco ad aprire questi file, in alcun modo: ho provato XnView, ma anche convertitori online che - a loro dire - trattano i formati jpeg2000 e jp2.
Mi secca chiederti aiuto perchè dovrai scaricare un file veramente grosso, di solito si parla di centinaia di mega; ma .... veramente con ci esco, e la cosa mi dà molto fastidio. Se vuoi provare con un file che mi interesserebbe, eccolo: http://ia700402.us.archive.org/21/items/horsemanshipforw00mead/horsemanshipforw00mead_orig_jp2.tar (una "bestia" da 100 Mby). Grazie! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:55, 13 apr 2011 (CEST)
== datiPagine ==
Ci ho dormito sopra, adesso l'assegnazione di un valore "personale" di datiPagine al ''proprio'' vector.js dovrebbe funzionare. Sembrerebbe proprio un problema di sequenza di caricamento dei js, e la sequenza dovrebbe essere:
# js generali di sistema;
# common.js;
# vector.js personale;
# script gadget.
Stando così le cose, se negli script gadget veniva definita la var datiPagine, "accoppava" comunque quella definita nel vector.js. Adesso le cose sono cambiate, la var datiPagine viene definita ''dallo script che arriva prima'', e se c'è già, il successivo non la rulla (almeno, non dovrebbe). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:51, 14 apr 2011 (CEST)
== datiPagine: prova adesso... ==
se gli svuotamenti di cache hanno avuto successo, io mio account adesso usa il tuo vector.js, importandolo (vedi mio vector, prima riga attiva). E sembra funzionare. Prova tu per favore, sappimi dire.
La conversione grigi->livelli->conversione in jpg ha funzionato. Disgraziatamente, ho sbagliato nome di categoria (che vergogna) via Commonist, e lui ha obbedito supinamente . Quasi quasi faccio una ''lenta'' passata via bot e correggo le descrizioni dei file. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:18, 14 apr 2011 (CEST)
== IfranView ==
Che pacchia, IfranView! E ho solo cominciato a usarlo!
Visto che te ne intendi: risci a decodificare la firma dell'autore delle immagini di Miranda? Per ora, al solito, ho messo Fogazzaro come autore anche nel campo info delle immagini, ma me ne vergogno profondamente. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:34, 26 apr 2011 (CEST)
:Dalla firma si direbbe D. Salandra (si legge bene a pagina 48) ma non sono riuscito a trovare di chi si tratta. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:33, 27 apr 2011 (CEST)
== Lucifero ==
Caro Luigi, ormai sei diventato il nostro esperto di illustrazioni, e quindi ti ho trovato un bel lavoretto! Sul [[Indice:Lucifero (Mario Rapisardi).djvu|Lucifero]] ci sarebbero 40 stupendi disegni... devo aggiungere altro? :-) [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 22:44, 28 apr 2011 (CEST)
== Fastidio da link bucato ==
Infastidito dal link "riuscito male" nell'indice delle pagine su [[Indice:Le Vicinie di Bergamo.djvu]], ti ho creato una variante del template Djvu page link, chiamato [[Template:Djvu page link1]], che gestisce il caso in cui non c'è un numero arabo per la pagina cartacea, e l'ho applicato sulla prima voce che punta a pag vii. Mi pare che funzi. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:50, 29 apr 2011 (CEST)
== Piacerino con immagini ==
Caro Luigi,
se non ti è troppo gravoso, dato che vorrei porre ''[[Il cinque maggio]]'' in prima pagina tra breve, riusciresti a estrarre [[Pagina:Opere varie (Manzoni).djvu/695|le due immagini che compaiono nella versione proofread]]? Io non ne sarei in grado. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:20, 2 mag 2011 (CEST)
:Accipicchia! sei un fulmine! Grazie. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 14:49, 2 mag 2011 (CEST)
== Vita di Dante (Tiraboschi).djvu/15-16 ==
L'ho visto ora, grazie per essere accorso in mio aiuto :) --[[User:Micione|Micione]] ([[User talk:Micione|disc.]]) 00:27, 11 giu 2011 (CEST)
== Nuovo strumentino ==
Caro Luigi,
im sono accorto solo recentemente che ci sono altri pezzi in greco da trascrivere nel testo sui papiri di Ercolano che stai curando. Per tenerne traccia ho importato un templatino apposito: [[Template:Greco]]. Se lo usi farai un servizio a me e a chiunque voglia trascrivere o correggere testi in greco. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:02, 21 giu 2011 (CEST)
== Doppione? ==
Ciao. Credo che il testo sia di tuo interesse per cui ti lascio le decisioni. [[Wikisource:Rilettura_del_mese/Testi_brevi|Qui]] trovo due volte [[Indice:Principali monumenti della città e provincia di Bergamo.djvu]] uno con 26 pagine a un altro con 12. Poiché il titolo è lo stesso (e non sarebbe possibile avere due file con lo stesso titolo) e il link porta allo stesso file (mi pare) ti lascio ogni controllo e ogni decisione in merito :))--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:20, 22 giu 2011 (CEST)
:Grazie della segnalazione, non so perché è diventato doppio, comunque la differenza di pagine è dovuta alle immagini (essendo un libro illustrato) che praticamente non sono da rileggere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 08:53, 23 giu 2011 (CEST)
== Link Collegiata San Secondo ==
Ciao, ho visto che hai riletto [[Pagina:Carme dedicato a Filippo Artico, vescovo di Asti.pdf/24|questa pagina]]. Ho tolto il link alla Collegiata di San Secondo che avevi inserito perché in quel passo non si parla della Collegiata, ma di una piccola chiesa in cima all'attuale Corso alla Vittoria dedicata appunto a San Secondo della Vittoria e fatta abbattere per il suo pessimo stato a fine XIX sec. Ciao! [[Utente:Cinnamologus|<span style="font-family: Georgia, serif; font-size: 12px; color: #C42719;">Cinnamo</span>]][[Discussioni utente:Cinnamologus|<span style="font-family: Georgia, serif; font-size: 12px; color: #F56007;">logus</span>]] 15:31, 28 giu 2011 (CEST)
Grazie, una svista clamorosa, di solito sono più accorto nell'inserire i link. Comunque adesso dovrebbe essere quello giusto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:23, 29 giu 2011 (CEST)
== novelle rusticane ==
Ciao Luigi, rieccomi a chiederti un favore! :-)
Sulle [[Novelle rusticane]] abbiamo [http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Novelle_rusticane_(1885) queste immagini], come vedi molto sgranate. Mi chiedevo se [http://www.archive.org/details/novellerustican00verggoog dalla fonte] si riuscisse ad estrarle con qualità un pochino migliore... potresti fare un tentativo? Grazie! [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:50, 30 giu 2011 (CEST)
== Ritratto del Muratori ==
Caro Luigi,
ho notato oggi che [[Pagina:Annali d'Italia, Vol. 1.djvu/6|qui]] c'è un bel ritratto del Muratori, che potrebbe far miglior figura di quello attualmente in uso in tutti i progetti Wikimedia. Dato che per l'appunto non sarebbe un guadagno dappoco, riusciresti a estrarre quel ritratto dalla pagina in modo da renderlo disponibile a tutti? Ti ringrazio in anticipo.
P.S. starai notando che in questo periodo mi sto dando da fare anche su commons per adeguare le info dei nostri libri allo schema da te proposto, e sto creando diversi "creator" dei nostri autori, dunque non è senza interesse personale che ti scrivo questo... '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:40, 7 lug 2011 (CEST)
Fatto! --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:11, 7 lug 2011 (CEST)
== Grazie ==
<big><big>Smack!</big></big> --<span style="font-family:georgia">'''''[[Utente:FranzJosef|<span style="color:#6a5acd">FranzJosef</span>]] ''''' [[Discussioni utente:FranzJosef|<small> <span style="color:#cd5c5c">'''''(posta)'''''</span></small>]]</span> 19:17, 10 lug 2011 (CEST)
== Greco ==
Avevo capito che il tmp greco andava messo per invitare un noto prof a dare una controllata alla trascrizione e non per segnalere il fatto che l'immagine contenesse del testo in greco. Ho capito male io?
--[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 19:03, 29 lug 2011 (CEST)
Non mi ero accorto che mancava il titolo del papiro. --[[Utente:Carlomorino|Carlo Morino]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 20:10, 29 lug 2011 (CEST)
==Thx==
Grazie per l'informazione. Temo che ti darò un dispiacere dicendoti che sarà poco probabile che le mie scarse competenze nel settore, legate per lo più al centro-nord(est) si dirigano anche in quei remoti luoghi. Mi sono "specializzato", come puoi vedere dalla mia pagina utente che uso come promemoria, nell'area lombardo veneto + emilia + toscana. non per leghismo (non ho toccato nemmeno il piemonte) e per la due sicilie ci sono solo tre o quattro file. Ma non è detto che non mi allarghi. Certo lo spazio temporale è un po' ai limiti. Mi trascriverò il tuo msg per non perderlo quando la mia immane pigrizia mi permetterà di creare un archivio della posta :) Bye! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:23, 7 ago 2011 (CEST)
== Strane cose del js ==
Grazie! Ho chiesto aiuto anche a Candalua. --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 15:06, 29 ago 2011 (CEST)
== Immagini ==
Ciao Luigi,
a me [[Storia dei Mille]] sembra a posto. Forse perché io, al contrario di te, non ho nessuna esperienza con le immagini e mi accontento di poco. Puoi insegnarmi come estrarre un'immagine da [[Pagina:Cucina teorico-pratica.djvu/17|una pagina]]? Grazie, [[User:Erasmo Barresi|Erasmo Barresi]] ([[User talk:Erasmo Barresi|disc.]]) 11:24, 30 ago 2011 (CEST)
== Autoaggiornamento ==
Caro Luigi,
non prendertela, ma dato che recentemente con l'aiuto di un altro utente sto riprovando a tenere aggiornate le medagliette delle riletture del mese, ti chiederei un piacere: sicuramente tra maggio e agosto ti sei dato da fare nelle riletture, ma se volessi evitarmi di spulciare le centinaia di tuoi edit potresti aggiornarti la tabella delle medagliette da solo: rivolgendomi a te so bene che non si tratta certo di un atto di maleducazione, ma mi pare giusto che uno come te che non si è praticamente mai perso una rilettura riceva la giusta attestazione del suo impegno. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:55, 30 ago 2011 (CEST)
==Grazie mille...==
...per [http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina%3AMemorie_storiche_della_citt%C3%A0_e_marchesato_di_Ceva.djvu%2F155&action=historysubmit&diff=945294&oldid=924181 questo]!! Per molto tempo cercai una soluzione del genere, ma alla fine dovetti optare per quella che hai corretto siccome non a suo tempo non la trovai. C'è ancora qualche pagina con la vecchia "soluzione" da sistemare, se tu avessi tempo e voglia di ''fixare'' anche quelle mi faresti un grande favore, diversamente provvederò appena avrò un po' di tempo a disposizione. Buon lavoro! --''[[User:Marco Plassio|<span style="color:black">Marco</span>]] [[User talk:Marco Plassio|<span style="color:darkblue"><sup>dimmi!</sup></span>]]'' 17:18, 6 set 2011 (CEST)
== R: Fatemi capire, vi prego. ==
Sì. l'ho fatto ieri. Ha funzionato, ma mi pare che non debba diventare un sistema. Grazie, Luigi, come vedi mi sono riiscritto e non è il massimo perché devo rinunciare a pagina utente, contributi, preferenze ecc. Lo trovo scomodo. Appena lo trovo chiedo ad Alex se sa come intervenire. Ciao --<span style="font-family:georgia">'''''[[Utente:FranzJosef|1<span style="color:#6a5acd">FranzJosef</span>]] ''''' [[Discussioni utente:FranzJosef1|<small> <span style="color:#cd5c5c">'''''(posta)'''''</span></small>]]</span> 14:23, 19 set 2011 (CEST)
== Problema elaborazione immagini ==
[[File:Zibaldone di pensieri I.djvu|page=145|left|400px]] Abbiasi un tiff da immagine fotografica di una pagina con due difetti (vedi un'immagine qualsiasi di [[Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu]], ne metto a lato un esempio in thumb, pagina 145):
1. scarso contrasto caratteri/fondo
2. ombre sullo sfondo da illuminazione irregolare
Mi domando: esiste qualche filtro/trucco per ''uniformare il fondo'' smorzando le ombreggiature e per ''accentuare il contrasto caratteri/fondo senza perdere dettagli'', e che sia applicabile con uno script batch (perchè di intervenire su alcune migliaia di pagine a mano non se ne parla)? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:52, 26 set 2011 (CEST) <br clear="all" />
Farò qualche prova, ma adesso devo andare al lavoro. Ma per quale scopo? Migliorare la leggibilità ad un essere umano oppure all'OCR? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:00, 26 set 2011 (CEST)
: Leggibilità '''umana'''. Se entri in una Pagina, non badare all'immagine in ''visualizzazione'', ma bada a quella che appare in ''modifica'' (in visualizzazione appare un thumb da versione precedente, molto brutta, già sostituita ma ancora impigliata in qualche cache di mediawiki). Ti carico stasera un tiff o due qui da noi (o te lo spedisco in qualche modo?). Non c'è fretta: è un lavoro che continuerà per settimane/mesi. Grazie, --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 14:11, 26 set 2011 (CEST)
::Per aumentare la leggibilità la strada è sempre la stessa: conversione in scala di grigi, livelli (mi sembra un buon compromesso punto bianco 230, punto nero 120). Per lavorare in batch ho provato con XnView. Per l'ombra c'è poco da fare se non perdendo dettaglio a meno di lavorare a mano pagina per pagina, ma non mi sembra il caso, può valerne la pena solo per recuperare eventuali immagini. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:33, 27 set 2011 (CEST)
== Serve il tuo parere ==
Caro Luigi,
scusa se ti rompo, ma rispetto alla [[Wikisource:Bar#È ora di pensare agli amministratori inattivi|questione degli admin inattivi]] prima di muovermi vorrei che tutti gli utenti attivi si esprimessero, anche senza aggiungere qualcosa di originale: ribadire quanto già espresso da altri rafforza la presa di consenso, obiettare su qualche punto permette alla discussione di avanzare e di non dare nulla per scontato su un argomento così importante. Ti ringrazio per il tempo che ci dedicherai. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:36, 24 ott 2011 (CEST)
== Aggiornare le ricorrenze con i nuovi autori ==
Ciao,
un breve messagio per sensibilizzare gli utenti come te che inseriscono nuovi autori.
Per favore, quando crei una nuova pagina autore ([[Autore:Bartolomeo Lorenzi|come questa ad esempio]]), ricordati di aggiornare le [[Wikisource:Ricorrenze|ricorrenze]], cioè segnalare l'autore aggiornando la pagina del giorno di nascita e di morte ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_giugno&action=historysubmit&diff=992737&oldid=896861 così] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F13_febbraio&action=historysubmit&diff=992738&oldid=864559 così] ad esempio).
In questa maniera, nelle date dei loro anniversari, gli autori hanno più visibilità, direttamente dalla prima pagina.
Non mi ricordo se ti ho già sollecitato in questo senso, e nel caso mi scuso per la ripetizione.
Ciao e buona collaborazione, --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 12:16, 8 nov 2011 (CET)
== Scusa l'attesa ==
Caro Luigi,
ci è voluto del tempo, ma finalmente ho terminato la trascrizione dei brani in greco del [[Indice:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu|Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi]]. Dove ho lasciato SAL 50% è perché occorre integrare il testo con le note a margine o perché occorre passare con gli "span rossi" le lettere in rosso. Per il resto il testo greco è stato da me controllato anche dopo la trascrizione. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:35, 14 nov 2011 (CET)
==Accipicchia==
Fammi finire un po' :) - Tra l'altro c'è un doppio errore nel titolo (due spazi ma temo che dovremo lasciare tutto cos'ì visto che l'errore l'ho commesso proprio nel nome del file in Commons :( . [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 17:54, 21 nov 2011 (CET)
== Oink! ==
Caro Luigi,
dal titolo del post avrai già capito di che si tratta: sono ormai a buon punto con la pretransclusione degli ''[[Indice:Gli elogi del porco.djvu|elogi del porco]]''. Mi rimane da dare un'occhiata ad apostrofi e piccoli errori OCR. Avresti modo di estrapolare-elaborare le immagini in modo da inserirle nel testo? Normalmente non mi ci preoccuperei, ma dato che si tratta di una delle opere provenienti dalla Biblioteca La Vigna mi piacerebbe che facessimo (fare) bella figura. Sempre se hai tempo e voglia.
A proposito, grazie per la rilettura del ''Giovinetto di Canzano''. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:18, 22 nov 2011 (CET)
== richiesta fonte ==
Ciao Luigi, quando hai tempo ricordati di indicare la fonte di [[Lesbia Cidonia a Palide Lidio]] e [[Per la morte di Gerolamo Pompei]]. Grazie! :-) [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:42, 5 dic 2011 (CET)
== Un'occhiata ad Arabella ==
Caro Luigi,
scusa se rompo, ma ritengo necessario dare una riletta ad Arabella per controllare quei minimi aspetti che gli utenti nuovi possono aver tralasciato o male interpretato (non è colpa loro, sia chiaro): in particolare mi riferisco a
*parole spezzate tra due pagine, a volte tralasciate in fase di formattazione
*trattini lunghi a inizio battuta, a volte lasciati come trattini brevi.
*In fase di transclusione può darsi che occorra aggiungere un ''nop'' laddove a fine pagina corrisponda un fine paragrafo e questo non sia notato.
Ho riscontrato lo strano per cui tra paragrafi staccati appaiono paragrafi "invisibili" formati da cinque o sei spazi, ma questo è un lavoro da bot.
Se cominci dalla fine io comincio dall'inizio. Tutto questo è dovuto al fatto di aver posto al 75% il libro prima che facessimo caso a tutti questi particolari. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:28, 9 dic 2011 (CET)
: In effetti, il SAL 100% è una cosina delicata; in teoria sarebbe un lavoro da "utenti esperti". Temo che l'unica soluzione sia scervellarsi per creare una serie di controlli automatici che lancino un alert quando manca qualcosa; e dovrebbero scattare già a SAL 75%. Ovviamente i controlli automatici non potrebbero controllare tutto, ma qualcosa rimedierebbero. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:33, 9 dic 2011 (CET)
::Controllate le prime 102 pagine. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:08, 9 dic 2011 (CET)
:::Infatti sapevo di diversi errori che derivavano dal match end split, e li tenevo d'occhio man mano che si procedeva, anche se non ero in grado di intercettarli tutti. Domani farò una scorsa più accurata. Comincerò dalla quarta parte. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:56, 11 dic 2011 (CET)
::::Ripassatoe tutte le pagine. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:08, 12 dic 2011 (CET)
== sei admin? ==
Se si dai un'occhiata alle ultime modifiche e all'IP. se no... sorry!--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:15, 8 gen 2012 (CET)
== Peccato ==
che sul testo le immagini si vedano così piccole.
Complimenti per il lavoro fatto, mi fai diventare invidioso.
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 18:38, 15 feb 2012 (CET)
BTW: [[:File:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I p 427.jpg]]: Porta di Volterra?
::No! Copia e incolla. Grazie per la segnalazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 18:43, 15 feb 2012 (CET)
L'avevo capito. La tavola è citata [[Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/36|qui]] (e forse altrove).
Riconfermo i miei complimenti per le tavole. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 19:08, 15 feb 2012 (CET)
La descrizione è nel II volume ([[Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. III.djvu/19]]).
== Sfida buttons ==
Grazie della sistemazione del svg. Ma siccome l'appetito vien mangiando: bello sarebbe che - dato che lo sfondo sfumato grigio-blu dei bottoni è quasi uno standard wiki - si costruisse un css in grado di riprodurlo tal quale, o almeno indistinguibile a occhio nudo, "unificando" lo stile dei bottoni. Ho trovato questo sito che mi lascia basito: http://www.cssbuttoncreator.com/ e forse potrei farcela da solo.... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:47, 17 feb 2012 (CET)
:Scusa ma non capisco perché usare uno stile css. Ho disegnato il pulsante sulla base predefinita [[:File:Button base.svg]] che hai i colori standard. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:04, 17 feb 2012 (CET)
:: Perchè il css di base consentirebbe di creare un pulsante con una semplicità unica.:
:: * <nowiki><button class:"...." onclick="....">testo pulsante</button>.</nowiki> Svg è semplice, ma css è più semplice... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 17:02, 17 feb 2012 (CET)
:::Se parliamo di tasti con il testo, ma se usiamo l'immagine, non c'è alcun vantaggio. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:06, 17 feb 2012 (CET)
:::: Certo! Ma l'idea sarebbe proprio di creare uno stile ''comune'', o almeno "armonioso", pulsanti e bottoni. Per quello - fermo restando che ci dirai come usare la base svg e aggiungerci dentro qualcosa - penso sarebbe importante battere anche la strada css. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 19:06, 17 feb 2012 (CET)
== A gamba tesa ==
Caro Luigi,
scusa se sono intervenuto a metà del tuo lavoro, ma avevo notato l'incongruenza delle maiuscole nel titolo dell'opera di Tiraboschi, e dopo averne normalizzato il titolo ho effettuato gli spostamenti di rito: da ''Storia della letteratura'' a [[Storia della letteratura italiana (De Sanctis)]] per poi trasformare [[Storia della letteratura italiana]] in disambigua. In effetti per gli amministratori lo spostamento delle sottopagine in un colpo solo e lo spostamento senza creazione di redirect sono optional che ti potrebbero far comodo... hai mai accarezzato l'idea di entrare più addentro alla vita delle comunità? A me non spiacerebbe averti come amministratore, ma mi rendo conto che forse vorresti mantenere il basso profilo che hai mantenuto finora. Davvero non vorresti partecipare di più alle vicende di questo progetto ;) - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:31, 20 feb 2012 (CET)
:Ti propongo un lavoro da wikignomo: hai notato che i nomi delle sottopagine del Tiraboschi sono illeggibili: urgerebbe una rinominazione completa, anche tenendo conto che il template capitolo, quella strisciolina sotto l'intestazione che permette la navigazione tra capitolo precedente e successivo, "acchiappa automaticamente" il nome delle sottopagine, dunque tale nome dovrà essere sia coerente con la denominazione data ad esso dall'autore ("Capo I" piuttosto "parte I"), sia legato alla struttura dell'opera (Se occorrono più livelli di sottopaginazione li si adotta). Questo è un altro lavoro sporco che è meglio compiere prima di andare troppo avanti con la transclusione. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 22:13, 20 feb 2012 (CET)
::Aggiornamento: ho dato un'occhiata e sono giunto alla seguente considerazione. L'opera è divisa in tomi, che però sono una divisione prettamente fisica in "libri cartacei" dunque non strutturale; quella che ci interessa è la seguente divisione:
::*Una o più ''Parti'' che comprendono
::** uno o più''Libri'' che comprendono
::***uno o più ''Capi'' a loro volta suddivisi in paragrafi con numero romano che non richiedono suddivisione a parte.
::Ad esempio [[Pagina:Storia_della_letteratura_italiana_-_Tomo_I.djvu/267]] finirà transclusa da una parte in [[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)/Parte III/Libro III/Capo I]] dall'altra in [[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)/Parte III/Libro III/Capo II]].
::La divisione in tomi può essere presentata nell'Indice (come già avviene), mentre i diversi paragrafi numerato con numero romano possiamo tenerli uniti: possiamo infatti adottare per le loro titolazioni il [[Template:Annotazione a lato]] che dispone il testo del titolo a lato nel ns0. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 23:06, 20 feb 2012 (CET)
:::Concordo con te sull'uso criptico dei nomi utilizzati in [[Storia della letteratura italiana (Tiraboschi)]] e ci stavo pensando appunto ad un metodo più funzionale, ma uno degli obbiettivi che mi sono ripromesso come wikignomo è quella di individuare tutti i problemi che insorgono con l'esportazione in ePub e pdf, visto che sarà quello che potrà dare un futuro al progetto. In questo caso due sono le cose da valutare: la lunghezza dei nomi in ns0 (per i PDF) e l'annotazione a lato che genera delle cose poco leggibili sia in ePub che in pdf. Forse è il caso di spostarci su una pagina specifica: [[Wikisource:Epub]]? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:42, 21 feb 2012 (CET)
== Pirulì ==
Un sacco di lavoro in meno.
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 18:52, 29 feb 2012 (CET)
== ll problema Via (Voce indice analitico) ==
Sto lavorandoci, eh... è terribilmente complesso, ma vedo la fine del tunnell. Se tu vuoi seguire i lavori, sono in corso adesso su [[Utente:Alex brollo/pagelistParsing.js]]; per la precisione, adesso sto lavorando su p2d(), che è un passo intermedio cruciale e che dovrebbe restituire il numero di pagina djvu datagli una pagina cartacea, sia in cifra che romana. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:12, 8 mar 2012 (CET)
:Sapevo di chiedere una cosa difficile, e sinceramente sto capendo poco di come funziona quello che stai facendo, ma apprezzo molto il tuo impegno. Continuerò a ricoprire il ruolo di chi chiede cose "impossibili" per far accendere le lampadine. Spesso è più difficile capire che ''cosa'' serve piuttosto di ''come'' risolvere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:55, 8 mar 2012 (CET)
:: Il risultato finale è facile da dire. "Dato il numero di una pagina cartacea, trasformarlo con un click in un link alla pagina djvu e al capitolo in ns0". :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:59, 8 mar 2012 (CET)
::: Mi son preso una pausa di riflessione, e sto riordinando gli script, ma son sempre che ci penso.... abbi pazienza. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:41, 20 mar 2012 (CET)
== Un caffè, grazie! ==
Caro Luigi,
quando ti andasse, saresti così gentile da finire la rilettura del [[Manuale del dilettante del caffè]]? Dato che esso riguarda al Biblioteca la Vigna deidererei potessimo vantarci tramite Wikimedia Italia della collaborazione con tale biblioteca. Se ci sono pagine da te curate che vuoi che io rilegga basta che tu me lo faccia sapere e le rileggerò. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 19:22, 15 mar 2012 (CET)
Sicuramente le ultime le ho portate io al 75%, quindi sono escluse dalla mia lettura. Proseguirò senz'altro con le altre. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:38, 15 mar 2012 (CET)
:un grazie di cuore a te e a Silvio: missione compiuta. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:27, 16 mar 2012 (CET)
== Comment ==
[[Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/9|Che meraviglia]].... mai più mi azzarderò a estrarre immagini :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 15:40, 20 mar 2012 (CET)
== Le Blanc ==
Si. Anche se non so cosa abbia pubblicato. Se serve cerco in giro. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 17:38, 21 mar 2012 (CET)
Potrebbe essere François Le Blanc, ma anche qualche altro semi-omonimo. Devo controllare. Se fai qualche altro disegno te lo trovo ;-).
-- Carlo
Sembra sia proprio lui. François. Il testo potrebbe essere [http://books.google.it/books?id=3GBLAAAAcAAJ questo], sulle monete di Carlo Magno. Non ci metto la mano sul fuoco ma se dovessi scommettere punterei su lui. --Carlo
[[Pagina:Rivista_italiana_di_numismatica_1889.djvu/356|Qui]] si cita la "tua" pagina. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 19:56, 21 mar 2012 (CET)
== Miniproblema Gerusalemme ==
Il match & split spesso "lascia indietro" nella pagina precedente il template O della prima ottava della pagina successiva.
Soluzioni (che avrai già attuato suppongo):
# prima del salvataggio della pagina precedente, Ctrl-x sul template O perso, e Ctrl-c appena si apre la successiva;
# correggere gli errori nulla versione ns0 DOPO il match ma PRIMA dello split. Ormai lo faccio per abitudine. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:16, 23 mar 2012 (CET)
: Grazie, stavo giusto vedendo quale fosse la strategia migliore. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:22, 23 mar 2012 (CET)
:: Ti avviso che sei ampiamente sotto i fatidici 120 secondi a pagina... :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:21, 23 mar 2012 (CET)
== Grazie ==
Ti ringrazio ''molto'' per il tuo lavoro sullo [[Indice:Società anonima cooperativa di consumo di Castelleone di Suasa - Statuto 1897.djvu|Statuto]]. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 20:54, 1 apr 2012 (CEST)
==Petrarca==
Ciao. Ho lasciato da fare il fregio in [[Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca I.djvu/6|questa pagina]] perché, vista la tua bravura grafica sul frontespizio (et al.), immagino lo avrai già in lavorazione. Se sbaglio, ci posso pensare io basta che me lo dici. Inutile lavorare doppio, OK? :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:23, 2 apr 2012 (CEST)
== Priorità ==
Caro Luigi,
ho notato che Cinzia la nostra rilettrice da urlo, si è imbarcata nella ''Gerusalemme Liberata''. Mi spiace entrare negli affari tuoi, ma se avessi modo di ''prepararle il terreno'' portando al 75% le pagine che ancora non lo sono faresti un servizio enorme non solo a lei ma a tutto il progetto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 13:14, 10 apr 2012 (CEST)
== Ciao ==
su Pagina:Storia degli antichi popoli italiani - Vol. I.djvu/449 il ""XXV" appare due volte: nel file nella pagina come testo. ''Repetita iuvant''?
Ovviamente lo faccio notare perché sono invidioso della tua bravura...
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 12:44, 11 apr 2012 (CEST)
== un saluto ==
Volevo primaditutto ringraziare per i divertenti commenti positivi sul mio "lavorino" di rilettura (da urlo...)! Continuo, soprattutto, ringraziando per i consigli che mi vengono offerti per operare al meglio: sono contenta di avere una supervisione che mi consenta di lavorare non casualmente, ma in un progetto ben definito. Un saluto a presto
[[User:Cinzia sozi|Cinzia sozi]] ([[User talk:Cinzia sozi|disc.]]) 19:53, 15 apr 2012 (CEST)
Scusa, ma serve un aiuto: sono intervenuta sulla pagina GerusalemmeliberataII.djvu/29 portandola al SAL 75%: la puoi controllare, per favore? Grazie e di nuovo un saluto.
[[User:Cinzia sozi|Cinzia sozi]] ([[User talk:Cinzia sozi|disc.]]) 09:45, 24 apr 2012 (CEST)
Un altro aiuto: ho corretto la pagina Gerusalemmeliberata.diju/83: perdona la mia incapacità, ma non so proprio come si faccia a portarla al SAL 100%....abbi pazienza!!! [[User:Cinzia sozi|Cinzia sozi]] ([[User talk:Cinzia sozi|disc.]]) 23:32, 25 apr 2012 (CEST)
== Firma di Pascoli ==
Caro Luigi,
ho scoperto che [[Pagina:Myricae.djvu/14|in questa pagina]] compare la firma di Giovanni Pascoli! Estrarla e renderla disponibile su commons a tutti i progetti Wikiedia sarebbe un grande conributo epr l'anno pascoliano (1912-2012)... - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:58, 3 mag 2012 (CEST)
== Risposta ==
Ti ho risposto in bar tecnico sulla questione degli indici analitici --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:31, 15 mag 2012 (CEST)
: Update: facendo un test ho trovato (e corretto) un errore del template, adesso (tranne ev. errori in Dati) dovrebbe funzionare anche il link col terzo parametro section. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:52, 15 mag 2012 (CEST)
:: Mi sembra che ci siamo quasi. Quando puoi dammi feedback (la funzione completa di ricerca+ancoraggio+evidenziazione della parola chiave funziona dall'indice artisti in ns0 su [[Le pitture notabili di Bergamo/Indice artisti]]). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:53, 17 mag 2012 (CEST)
== Contatto ==
Avrei bisogno di un contatto interattivo botta-e-risposta con te. Però sono un disastro nell'uso delle chat (non so come sei tu, abbi pazienza con me se ci proviamo). Possiamo incontrarci? Dove? A me sarebbe comoda la chat collegata a gmail. Su #irc non garantisco il risultato.... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:30, 17 mag 2012 (CEST)
: Intanto ti sottopongo un problema ePub.
:# Il sistema "esporta" le ancore? Se sì, c'è qualche trucco?
:# i link pagina generano delle ancore o non generano nulla?
:# esiste la possibilità di definire, all'interno di un template, le parti che vanno in ePub riepstto a quelle che denono essere mascherate? Dove trovo un po' di doc sull'argomento? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:38, 18 mag 2012 (CEST)
::: Il file ePub esportato non include le ancore, ma non so se il limite è dell'esportazione oppure del formato, anzi avevo già posto tempo addietro lo stesso quesito al bar tecnico, ma era passato inosservato. Io mi limito a provare gli ePub sul mio computer. Mi spiace ma non posso aiutarti, comunque proverò a cercare. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:51, 18 mag 2012 (CEST)
:::: Le ancore sono sicuramente possibili perchè i rimandi alle note funzionano perfettamente. Ho trovato un altro "difetto" nell'esportazione ePub, il template Ec col terzo parametro (errata corrige originale) è indistinguibile in ns pagina e ns0, mentre negli ePub inserisce la scritta <sup>Vedi errata corrige originale</sup> (un esempio al capitolo [[Le pitture notabili di Bergamo/XXIV|XXIV]]). Un interessante effetto da approfondire. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:49, 18 mag 2012 (CEST)
== 10q ==
Prima ti ringrazio, Poi dico subito che sarà ''sicuramente'' di mio interesse. Anche se la parte 'commerciale' (biglietti) mi è meno vicina sono sicuro che ci sarà da imparare. Poi vado a guardare. Non ho capito se devo lavorarci su ma capirò, spero, durante la lettura. Grazie ancora. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:16, 1 giu 2012 (CEST)
Guarda guarda. Come si deve interpretare questa frase che copio dalle prime righe del testo che mi hai segnalato? (..."32 km. Treviglio, ove {{Sc|si lascia a s}}. la linea che prosegue per Brescia"...). Bene, se, provenendo da Milano, da Treviglio vai a Bergamo lasci "a destra" la linea che va a Brescia perché giri ''a sinistra''. (Su questo pezzo di ferrovia sono stati scritte pozzanghere di inchiostro fra il 1840 e il 1850 (e anche oltre) qualcosa è anche qui. Le guide dell'epoca parlavano, penso, un italiano diverso dal nostro :) Oppure io capisco poco. Non devi aizzarmi potrei mollare Petitti e mettermi a inseguire strane idee. 10q (as usual)--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:30, 1 giu 2012 (CEST)
Per la datazione, la cartina ferroviaria -XV- la più definita, potrebbe essere utile. A uno nato ferroviariamente sulla linea Bologna-Verona, non può non essere sfuggito (e infatti) che non era completa e arrivava solo a Poggio Rusco. La tratta più a nord, Poggio Rusco-Revere Scalo è stata aperta il 23 luglio 1909. Sarebbe buona notizia ma noto, purtroppo, che mancano un sacco di linee minori più vecchie (es Ferrara-Cento-San giovanni in Persiceto) del 1891. Ma forse non erano stata mangiate dalle EffeEsse nel 1905. Con calma, e col tempo :( ci giro attorno. Ciao grazie per il nuovo giochino. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:15, 1 giu 2012 (CEST)
:: La numerazione mi sembra fuori di due cifre 24 x 26, 27 x 29 ecc. Non so se è voluto e non tocco ma sappilo :) che sia l'effetto delle immagini? 'notte--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:44, 1 giu 2012 (CEST)
::: La numerazione è un errore di stampa, se avanzi di qualche pagina vedrai che esistono due pagine 29, ma visto che nella riga intestazione il template Ec o Pt non ha senso ho corretto direttamente l'errore. Meglio però mettere un commento per futura memoria. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:35, 1 giu 2012 (CEST)
== Immagini ==
Luigi, sono in fase rilettura di [[Indice:Myricae.djvu|Myricae]] e mi sono chiesto come dovremmo comportarci con le immagini lì presenti: alcune semplici riquadri, altre contornano il testo. Beh forse è meglio vederle che ingarbugliarsi con le spiegazioni. Nel dubbio non metto mano e lascio a te, che riesci a barcamenarti meglio di me in questo genere di cose, decidere il da farsi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 21:18, 6 giu 2012 (CEST)
:Se non abbiamo altra scelta, vada per il taglio; non mi sembra neanche malaccio.
:Proposta: non potremmo inserire anche il taglio laterale in paginaPagina con un noinclude, così da escluderlo in ns0 e, quindi, dall'epub? O è una forzatura?--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 00:49, 7 giu 2012 (CEST)
::Secondo me è perfetta, non ho parole. Non provo nemmeno a vedere come verrebbe altrimenti: immagino il lavoraccio da fare per indentare tutti i versi delle pagine successive per renderle allineate alla prima; inoltre se mi dici che l'epub avrebbe dei problemi, opterei per questa soluzione "a doppia entrata", ma lascio a te l'ultima parola.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 21:36, 7 giu 2012 (CEST)
:::Ehm... ho visto, sarebbe un disastro. Va bene, allora vada per la doppia opzione; qualora si trovasse, in futuro, un metodo migliore e adatto per ogni output, faremo le dovute modifiche.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 17:36, 9 giu 2012 (CEST)
==Immagini della Gerusalemme liberata==
Ciao Luigi, ho modificato [[Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/48|questa]] e [[Pagina:Gerusalemme liberata I.djvu/62|quest’altra]] pagina della Gerusalemme liberata, così che l’immagine possa comparire anche in ns0 al punto giusto, come già fatto per [[La scotennatrice]].
Ti pare una buona idea? Posso continuare man mano che arrivano le immagini?, Ciao,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:38, 11 giu 2012 (CEST)
:Sì, mi sembra una buona idea. Ho modificato le due pagine in modo che l'immagine venga transclusa con tutta la pagina, evitando così la doppia trascrizione del testo. Per le immagini abbi un po' di pazienza, perchè non ho ancora affrontato seriamente il problema delle immagini con la cornice distorta. Se confronti bene la cornice (e le firme) tra l'immagine ed il Djvu vedrai che è "tarocca". Sarebbe più corretto usare il template {{tl|pagina}}, perchè inserirebbe anche il link alla pagina con l'immagine (se andasse corretta), ma il template ha un bug che utilizza il numero di pagina del djvu (ed anche l'àncora) e potrebbe generare problemi di doppio riferimento. Si tratta tra l'altro di immagini fuori testo senza numero di pagina, cosa che rende ancora più complicata la cosa non avendo un nome univoco. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:01, 11 giu 2012 (CEST)
:Inoltre penso che sarebbe meglio non interrompere l'ottava, perciò l'ho spostata alla su fine. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:06, 11 giu 2012 (CEST)
::OK, mi sembrano delle scelte sensate. Allora resto in attesa di altre immagini. Buon lavoro,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 11:15, 14 giu 2012 (CEST)
::P.S.:Ho visto che importi libri prevalentemente ricchi di immagini, [http://archive.org/details/valletiberinadam53occhuoft questo] ti interesserebbe? [[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 11:15, 14 giu 2012 (CEST)
::: Al momento ho un "arretrato" pazzesco e poco tempo, quindi per il momento nessun nuovo libro. Quello che mi hai segnalato ricade in quella categoria di autori morti sì da più di 70 anni ma con in mezzo la seconda guerra mondiale (come Deledda e Pirandello), per cui non è ben chiaro lo stato del copyright. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 12:34, 15 giu 2012 (CEST)
== Grazie! ==
Grazie, per l'aiuto che mi hai dato trascrivendo [[Pagina:Piceno Annonario ossia Gallia Senonia illustrata Antonio Brandimarte 1825.djvu/172|questa pagina]]. :) --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:13, 12 giu 2012 (CEST)
:Purtroppo continua ad essere nera, quindi non riesco neanche a rileggere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 18:38, 12 giu 2012 (CEST)
== Che sia lo stesso? ==
Ciao! Stavo inverdendo Cosmorama Pittorico. L'articolo sul tempio della Vittoria è firmato Giuseppe Sacchi; [[Autore:Giuseppe_Sacchi|credo sia possibile che sia lo stesso]] (io non mi azzardo a linkare... :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:11, 19 giu 2012 (CEST)
Inoltre :) direi proprio di si visto che -non avevo realizzato- è ''quel'' Cosmorama. E anche "Defendente Sacchi"... Però nell'incertezza mi astengo Bye!--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:52, 19 giu 2012 (CEST)
::Probabilmente sono la stessa persona, ma ho trovato solo "prove indiziare", non ho ancora trovato una biografia che citasse la sua collaborazione con la rivista o la parentela con Defendente Sacchi. Ma non demordo, sto provando con i giornali dell'epoca. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:45, 19 giu 2012 (CEST)
Tu mi volevi fare uno scherzo :) e invece tutto il mondo dei ferromaniaci ti deve un ringraziamento di alta qualità. Tié! Anche solo la citazione finale di Sacchi è piuttosto importante specialmente dato il momento in cui appare. (Il 1836 è fondamentale per le ferrovie del Lombardo-Veneto). Quel testo (anonimo? -se trovi l'autore dimmelo, ti prego!) era introvabile e sconosciuto ai più. Tanto è vero che -parmi- non viene citato nemmeno da Contini, storico ferroviario e autore -anni fa- di una famosa bibliografia ferroviaria. Detta bibliografia è servita ad Alessandro Tuzza per il suo strafamoso sito che, però, ''non conosce questo testo''. Pensa un po'. Adesso glielo segnalo come gli ho segnalato un [[Sul_congiungimento_del_Mediterraneo_all%27Adriatico|altro testo]] scovato da Accurimbono qualche mese fa e inserito qui. Quando Alessandro uscirà dal letargo, sono sicuro che aggiungerà. Se ti interessa vedere come va a finire ti linko il sito al 1836 [[http://www.trenidicarta.it/1836.htm]]. Sto cercando di convincerlo a linkare i titoli ai nostri testi ma è un pigrone. e poi -cattiveria mia- coi link si esce dal suo sito... :)
Inoltre. Hai notato come ultimamente i djvu perdono di qualità? Nei giorni scorsi ho pistolato un po' "Rileggendo Malia" ma i djvu fanno quasi schifo, specialmente l'ultimo. Pensavo fosse colpa mia invece vedo che anche quelli che hai ottenuto non sono il massimo. Il 'bello' è che alcuni li ho ottenuti col DjvuToy ma altri con any2djvu. Il risultato è penoso lo stesso; cosa starà succedendo?. [[Pagina:Cosmorama Pittorico 1836 15.djvu/5|Questa pagina]] l'ho riletta con grande fatica e l'ho 'inverdita'... sulla fiducia. :D ma nella seconda riga c'è un "''i hanno qua e là''" che sono sicuro sia sbagliato. Tu hai certo il testo di alta qualità (si vede dalle immagini), pliz non farmi fare figuracce, metti a posto... :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 09:10, 21 giu 2012 (CEST)
''En passant'' mancano le info bibliografiche in Discussione...
:Se lo ritieni utile (anche per linkarlo separatamente) possiamo sempre transcluderlo in un ns0 dedicato, come ho fatto per gli articoli firmati del n° 36 del 1835 (vedi: [[Cosmorama Pittorico]]). Per l'autore non credo ci sia possibilità, sarà stato un comune redattore o lo stesso Sacchi a scriverlo.
:La qualità del Djvu è pessima perchè è pessimo l'originale, anche se un po' più leggibile (ma stiamo parlando di interpretare dei pixel). Normalmente carico gli originali in IA e lascio a loro il lavoro sporco, anche perchè con DjvuToy non posso inserire l'OCR (possiedo Office 2010 che non rende disponibili i servizi di OCR a DjvuToy). Comunque se vuoi vedere l'originale segui il link nella pagina di Commons oppure cerca "Cosmorama pittorico" in IA e scarica il PDF (non ti metto il link diretto perchè stamattina IA non connette).
:Ma si mettono ancora le info in Discussione? Mi sembrava di aver capito che per i testi proofread non si facesse più. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:10, 21 giu 2012 (CEST)
::Dunque, la transclusione in NS0 di un pezzo di rivista sarebbe una cosa da discutere a fondo. E che io approvo pienamente, specialmente ora che Ermanno Barresi sta finendo il Portale Strade Ferrate :). Mi sono reso conto che, senza minimamente pensarci, ho 'evidenziato' quei testi ferroviari che non sono 'libri' ma 'articoli'. Ne abbiamo parlato con Alex un paio d'anni fa. Lui ipotizzava l'inserimento di interi numeri di "Annali" ecc. la mia obiezione è che mentre ad es. "Cosmorama" è un a pubblicazione piccola "Annali Universali" o "Il Politecnico" sono delle bestiacce di millemila pagine. Estrapolando uno o due articoli li ho resi fruibili in fretta e reperibili automaticamente. Perché un conto è mettere l'indicazione bibliografica:"Vai là e trovi" e un conto è mettere sul monitor il testo bello e pronto. Ora, va bene che abbiamo i link ma te lo vedi il "Sommario" di Annali? (che poi la pubblicazione contiene tre mesi). E, onestamente, chi pensi che si metterebbe a editare una bestiaccia così moltiplicata per enne anni? Per cui, ho sempre pensato che le riviste ''non monotematiche'' ("BelloCavallo"; "UFO news" & co.) non dovrebbero 'obbligatoriamente' essere inserite complete. Grasso che cola se invece si transclude.
::Quanto all'inserimento delle info in "Discussione" non sapevo che fosse cessato l'uso. Però lo trovo una piccola cosa come fatica ma molto utile per i lettori. Io stesso non ricordo mai dove ho trovato certi "miei" testi e me li cerco partendo dal link. Penso che continuerò a inserire le info, se non altro 'per me' :). Ma, naturalmente, liberi tutti. [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:04, 21 giu 2012 (CEST)
== Ogni tanto... ==
...estraggo dalla naftalina gli stracci del mio latino e gli faccio prendere aria. Ieri passavo fra i testi "brevi" (brevi si, però...) e mi sono messo a verdeggiare [[Indice:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu|questo vecchio tuo inserimento]]. Non ho capito come comportarmi con le pagine a due colonne. alcune erano 100% ma -appunto- con due colonne; altre mi sembra sempre verdi o rosse ma a colonna singola (tra l'altro -per me- sarà, si, meno 'uguale' ma è più leggibile...). Una pagina l'avevo spezzata in colonne poi mi sono perso. Questo vale per le pagine in italiano e latino. Il resto ''grecus est, non legitur'' :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:42, 21 giu 2012 (CEST)
:Il motivo per cui quel testo è rimasto "abbandonato" è proprio la formattazione. Nel tempo si sono mescolate varie formattazioni, ma non sono mai rimasto entusiasta del risultato. Il confronto della doppia lingua sarebbe opportuno per colonne, ma la transclusione finale è un po' stretta e se non ricordo male il testo in greco è in versi, mentre quello latino no. Quando mi deciderò a riprendere in mano la cosa (hai presente quei progetti che rimandi a quando avrai tempo) penso di mettere tutto su unica colonna, anche in previsione che sia letto su strumenti diversi da uno schermo di PC. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:44, 21 giu 2012 (CEST)
::Capisco la poca spinta, capisco. Però è un peccato lasciarlo lì per aria. Sul greco non metto nemmeno la punta della lingua. Almeno le liste dei titoli in latino, però, io le metterei in colonna singola. Se sei d'accordo, appena mi scappa un po' di 'pigrizia' lo faccio (non è un gran lavoro, parmi). 'Taci ora o parla per sempre'! :P --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:53, 22 giu 2012 (CEST)
:::Tenterò di fare qualcosa, comunque la formattazione migliore da prendere ad esempio è quella della [[Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi/Tavola VI|Tavola VI]]. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:13, 23 giu 2012 (CEST)
Com'è che [[Pagina:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu/95|questa pagina]] non ha l'immagine lavorata come le altre? L'hai lasciata al 50% e non capisco il motivo. Comunque vedi tu :) perché nel NS0 potrebbe avere la stellina...--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:58, 23 giu 2012 (CEST)
:Perchè fa parte delle [[:Categoria:Pagine con immagini da inserire|centinaia]] di immagini in arretrato che ho da inserire. :-)). Non ha il template perchè allora non esisteva. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:06, 23 giu 2012 (CEST)
'''Doppia risposta'''
(conflittato da te :) ::Ah Ok capito scusa. Toglierò i neretti (avevo avuto dei sospetti, ''dopo''). Per la nota non sapevo del problema e-pub. D'altra parte da qui in avanti temo di essere poco utile. Il greco non lo so, ed è rimasto ben poco altro. Inoltre il sistema di tabelle che hai usato confligge con il "metodo" (scadente) che uso io e non riesco a impostare bene la pagina. Penso di essere ormai arrivato in fondo alla mia utilità. Ma tengo d'occhio, se posso, chessò, validare qualcosa senza intervenire pesantemente[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:15, 23 giu 2012 (CEST)
Per la pagina djvu/95, nonostante sia un tuo ammiratore per la grafica, io la considererei al 100% (e magari anche meglio delle altre :) perché 'più uguale' (cit.)--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 11:15, 23 giu 2012 (CEST)
:::Ora capisci perchè era rimasto indietro, non ci sono dei template adatti per risolvere le formattazioni, infatti i metodi adottati non sono omogenei tra le pagine, frutto di esperienze (errori sopratutto) maturate nel tempo. È vero che le immagini sono più 'uguali', ma io mi metto nell'ottica dello stampatore del tempo, quando la carta si presume fosse ancora bianca e odorava d'inchiostro (non di muffa). Se qualcuno volesse un libro 'antico' non ha che da infilare della carta vecchia nella stampante. :)). Comunque se vuoi provare a stampare un'immagine ingiallita ed una pulita (magari con una laser) ti rendi subito conto del perchè mi piacciono i disegni 'puliti'; anche se qui usiamo uno schermo considero che il naturale supporto del libro sia la carta. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:34, 23 giu 2012 (CEST)
::::Due o tre cose da ieri. 1) OrbiliusMagister approva il template note a lato. Forse non sa dei problemi. Forse è meglio che ne parlate fra di voi esperti. 2) grazie per avermi indicato la pagina generata dal template {{:Immagine da inserire}. Lo sto usando per Petrarca come promemoria. chissà che non riesca a ripulire quelle robine, finora è stato un lavoraccio e certo non sto usando qualche facilissimo filtro che non conosco. :( buona domenica [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:08, 24 giu 2012 (CEST)
== Immagine da inserire ==
Luigi, se ti dovesse servire, come leggo dal post sopra, posso mettere <nowiki>{{Immagine da inserire}}</nowiki> nelle pagine di Myricae con immagine mancante; ho evitato di farlo perché non riguarda una singola pagina dimenticata ma un intero testo in fase di rilettura, ma se ti fosse utile non hai che da chiedere.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 13:28, 26 giu 2012 (CEST)
:Al limite ne bastano un paio come promemoria. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:43, 26 giu 2012 (CEST)
==Credici o no==
Non ricordo e non ho voglia di scervellarmi per trovare dove mettere la notizia della rilettura del tuo [[Indice:Cosmorama Pittorico 1836 15.djvu|Cosmorama 1836]]. Sono in piedi dalle 5 e ho un po' sonno. 'notte.--[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:41, 26 giu 2012 (CEST)
== Immagini in Odi e Inni ==
Caro Luigi,
in [[Indice:Odi e inni.djvu]] ci sarebbe bisogno di estrarre un paio di immagini per completare l'opera e vorrei un tuo aiutino. Si tratterebbe di
* [[Pagina:Odi e inni.djvu/125]] e
* [[Pagina:Odi e inni.djvu/236]]. In particolare quest'ultima mi impedisce di mandafre al 75% un libro già per metà riletto. Senza alcuna fretta, ti ringrazio in anticipo per il piacere. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 11:44, 28 giu 2012 (CEST)
== Due pareri ==
Luigi, riguardo a quelle famose immagini, ho avuto una pensata, magari ingenua: se utilizzassimo lo stesso metodo per inserire le annotazioni a lato non sarebbe possibile risolvere l'annoso dilemma, chiaramente tagliando le immagini in maniera diversa? In epub non ho idea di come verrebbero. A ogni modo non voglio darti altro lavoro, le lasciamo così, ma pensarci su per un domani è sempre utile.
Ah vorrei un tuo parere in merito a [[Odi e inni/Indice|questa]] pagina: ovviamente non mettiamo gli indici in ns0 e infatti non è presente tra i link sulla pagina principale di {{Testo|Odi e inni}}; non sarebbe opportuno cancellarla?--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:28, 28 giu 2012 (CEST)
1) Penso che intenda sovrapporre il testo all'immagine completa, è sicuramente possibile, ma al di là delle mie capacità. Ho fatto qualche tentativo ma non funziona. Comunque anche le annotazioni a lato hanno problemi di epub (non sono dove vorresti che fossero), quindi presumo che anche tale tecnica non sia funzionale. Non dimentichiamo che non esiste più la singola pagina una volta transcluso il testo.
2) Non c'è motivo di non transcludere un indice, è solo questione di dotarlo di tutti i link che servono. In [[Le pitture notabili di Bergamo]] può trovare, ad esempio, uno degli indici attualmente più evoluti. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:00, 28 giu 2012 (CEST)
:In questo caso l'indice è assolutamente identico a quello creato in ns0, quindi creare tutti i link... non so se ne valga la pena. Vabbè intanto lo aggiungo così com'è alla fine, tutt'al più si cancellerà in seguito se verrà ritenuto non indispensabile.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 22:49, 29 giu 2012 (CEST)
::Anzi faccio in una e lascio nell'altra come ha disposto Edo: transclusa ma non visibile se non in nsIndice, poi si vedrà.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 17:12, 1 lug 2012 (CEST)
==Tiraboschi==
Già in passato avevi curato molte pagine della ''Storia della letteratira italiana'' del Tiraboschi. Io con il djvu mi sento analfabeta. Ho ''messo a posto'' il testo delle sigole pagine, ma mi trovo male con le note, che nel testo originale sono numerate pagina per pagina. Mi dai qualche suggerimento? E' ''obbligatorio'' lavorare ''pagina per pagina'' o il testo può essere messo tutto insieme?[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 22:02, 4 lug 2012 (CEST)
::Grazie ancopra per la pazienza con cui stai migliorando le pagine. Come ti ho detto ho le note ''rilette'' secondo la numerazione progressiva. Ti possono essere utili per diminuire la fatica?--[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 17:06, 5 lug 2012 (CEST)
::: Sicuramente! Il modo più veloce è inserirle nel testo e poi ricorrere al match and split. Se come la parte precedente le note sono in fondo bisogna procede così: Inserire tutto il testo in una pagina (anche una sandbox va bene) al posto dei numerini nel testo si mette il codice <nowiki><sup>nota</sup></nowiki>. Le note in fondo devono essere racchiuse tra <nowiki><ref></ref></nowiki>. Una volta fatto questo utilizzare lo strumento "spostamento note" (vedi [[Aiuto:Strumenti per la rilettura]]) e tutte le note finiscono al posto giusto. A questo punto o continui ad incollare pagina per pagina oppure ricorri al match and split (vedi [[Aiuto:Match and Split]]). Per le pagine già inserite inseriscimi le note da qualche parte ([[Utente:Luigi62/Sandbox|qui]] in testa va benisssimo), che poi le inserisco. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:47, 5 lug 2012 (CEST)
::Grazie molte: Faccio un po' di giorni di vacanza.:poi provo[[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 23:43, 6 lug 2012 (CEST)
== Aiutino ==
In altra sede ho fatto un disegnino ([[:File:Position Kastell Klosterneuburg.svg]])
Il fatto è che il testo si impicca: su "U-Turm" il trattino se ne va a giro.
Che font dovrei usare?
--[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 08:40, 11 lug 2012 (CEST)
Il font va bene o quasi. Il testo era diviso in tre parti. Siccome ogni render si comporta in modo diverso con i font, la diversa lunghezza li portava a sovrapporsi (perché il punto di partenza è assoluto), quindi mi sono limitato a riunire il testo. Purtroppo il render di commons allunga un po' la scritta che si sovrappone al bordo rosso; con quello di firefox, ad esempio, è perfetto. Mi sono permesso di apportare qualche piccolo cambiamento al resto del disegno (margini dell'area visibile). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:18, 11 lug 2012 (CEST)
Grazie tante. --[[Utente:Carlomorino|Carlo M. (a.k.a. zi' Carlo)]] ([[Discussioni_utente:Carlomorino|disc.]]) 16:52, 11 lug 2012 (CEST)
== Trattato di archeologia ==
Ho visto che hai messo mano all'intrico orribile dell'indice di Trattato di Archeologia. Stamattina ho fatto mente locale e mi sono preparato un tool utile, rmak(), mnemonico di Row Maker, ovviamente non ancora documentato: volevo solo avvisarti che c'è, se ce la fai a capire come funziona dal codice che sta in [[MediaWiki:Gadget-Tools.js]], montalo e usalo; altrimenti, lascia l'indice a me o chiedimi altre delucidazioni, perchè è un peccato fare con fatica e noia quello che si può fare più comodamente. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:31, 13 ago 2012 (CEST)
== Immagini in Nuovi poemetti ==
Caro Luigi,
con tutta la calma di questo mondo, quando avrai tempo e voglia, ti pongo qui sotto le pagine di [[Indice:Nuovi poemetti.djvu]] con immagini da estrarre e aggiungere alla trascrizione:
[[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=21|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/21]][[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=119|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/119]][[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=211|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/211]][[File:Nuovi poemetti.djvu|200px|page=212|link=Pagina:Nuovi poemetti.djvu/212]]
Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:54, 20 ago 2012 (CEST)
:GRAZIE!! Ti faccio notare che d'ora in avanti se vedi pagine SAL 50% da parte mia ci sono altissime probabilità che siano legate a immagini mancanti (Vedi quanto sto facendo su [[Indice:Poesie varie (Pascoli).djvu]]. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:33, 29 ago 2012 (CEST)
== Bisogno di te per Book e Creator ==
Caro Luigi, da ''commonista'' esperto ti chiedo di rivedere con attenzione i due template Book e Creator di Commons, di "sfrondarli" e individuare i campi che ci interessano (oggi) e che ci potrebbero interessare (domani). Intravedo belle cose: ma occorre rendere la complilazione di questi due template ''sourcian-friendly'', quando li ho visti la prima volta mi sono molto spaventato. Aubrey ci sta pensando dal punto di vista del'esperto in bibliologia, da te vorrei che ti mettessi nei panni del ''sourcio comune'' e individuassi eventuali pleonasmi, trabocchetti, difficoltà in vista della preparazione di una semplice pagina di aiuto. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:41, 29 ago 2012 (CEST)
== Bug accoppato? ==
Il bug "Modifica non consentita" è ricomparso o è svanito? Tu l'avevi incontrato? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 11:45, 12 nov 2012 (CET)
== Sei l'unico che edita stasera.... ==
Come siamo? Hai incontrato di nuovo l'orrendo bug? Aspetto notizie, ansiosamente! Dovrebbe essere sparita anche la "cannibalizzazione" di SAL altrui. Puoi verificare? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:12, 13 nov 2012 (CET)
== Hangout ==
{{#section:Discussioni utente:Xavier121/Archivio/5#Hangout|hangout}}
== La Valle Seriana ==
Caro Luigi, posso darti un consiglio spassionato? Perchè non colleghi [[La Valle Seriana]] anche alle relative pagine di Wikipedia? potrebbe essere una cosa interessante. Io ho fatto una prova con [[w:Desenzano al Serio]], inserendo il template interprogetto con questo codice
<pre><nowiki>{{ip|s=La Valle Seriana|s_preposizione=su}}</nowiki></pre>
--[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 11:49, 21 nov 2012 (CET)
:Lo faccio spesso, e stavo valutando di fare qualcosa finita la tranclusione. Di solito per i comuni e le altre località metto il testo in Bibliografia a meno che possediamo una categoria specifica del luogo, vedi ad esempio [[w:Bergamo#Altri progetti|Bergamo]]. Se invece si vuole fare come dici tu (nei piccoli comuni abbiamo qualche probabilità di raccattare qualche rilettore) sarebbe meglio puntare direttamente al capitolo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 12:01, 21 nov 2012 (CET)
== Novelle ==
Ciao Luigi, mi potresti per favore aggiustare i sottotitoli in [[Pagina:Novellette e racconti.djvu/149|questa pagina]]? Io ci ho provato e riprovato, ma non riesco a farlo come è stampato. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 07:54, 30 nov 2012 (CET)
: Come sospettavo, Edo è molto contrario a cambiare i titoli, guarda cosa ha risposto nella discussione che hai aperto da me. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 07:41, 5 dic 2012 (CET)
::Se posso dire la mia ritengo che, ove possibile e coerentemente con la struttura dell'opera, è opportuno avere sottotitoli espliciti (evitando le semplificazioni, quando non è chiaro il vantaggio che potremmo trarne) e conformi all'indice di riferimento; ogni caso, ovviamente, va considerato volta per volta.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:23, 5 dic 2012 (CET)
== Piceno Annonario ==
Ti ringrazio per le riletture e le correzioni che hai apportato al testo, ti invito a continuare se hai tempo. Grazie e buona giornata! :) --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 08:50, 9 dic 2012 (CET)
==Piccolo ringraziamento==
Ciao Luigi, ho visto che hai riletto alcune pagine di [[Indice:Sermoni giovanili inediti.djvu]], opera che sto lentamente trascrivendo, e volevo ringraziarti per il tuo contributo. Potresti farmi un piccolo favore portando, quando hai tempo e voglia, al SAL 75% la copertina ed il frontespizio del libro? Te ne sarei veramente grato. Ciao,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:56, 15 dic 2012 (CET) Grazie mille!! Ti devo un favore. Se hai bisogno di un aiuto in qualche testo chiedimi! Grazie ancora,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 16:27, 17 dic 2012 (CET)
== Un Consiglio su Satire di Giovenale ==
Ciao Luigi62
ho visto che sei sul testo e vorrei chiederti: sto creando da pochi giorni le pagine trascritte, faccio bene a spuntare lo stato di avanzamento al 75?
E poi c'è una categoria "Pagine di Satire (Giovenale).djvu" che contiene due pagine (di note) che non capisco.
Grazie tante per l'aiuto
[[User:Will Rollo|Will Rollo]] ([[User talk:Will Rollo|disc.]]) 13:55, 29 dic 2012 (CET)
== Pascoli ==
Caro Luigi, abbiamo un testo quasi completo; la sola pagina ancora al 75% è [[Pagina:Poesie varie (Pascoli).djvu/189|questa]] e credo che la reticenza riguardi la mancaza dell'immagine. Potresti occupartene?<br />
Non ricordo se ne servano altre, ma per il momento pensiamo a inverdire l'ultimo tassello.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 13:21, 16 gen 2013 (CET)
== TT (trattini tossici) ==
Adesso postOCR dovrebbe "rendere commestibili" i trattini tossici. Puoi verificare? Grazie! Alla "grande pulizia" penseremo in seguito. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:36, 29 gen 2013 (CET)
:Sembra che non ci siano problemi, i trattini vengono sostituiti correttamente. Se vuoi fare una prova in piccolo [[La scotennatrice]] ne è pieno. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:23, 29 gen 2013 (CET)
== Versione provvisoria e definitiva ==
Caro Luigi,
notavo il tuo caricamento di ''Da Quarto al Faro'', e non ho nulla da ridire, ma sapendo che tale libro è una tappa mediana del cammino il cui approdo definitivo è ''Da Quarto al Volturno'' (come puoi evincere da [[w:Giuseppe Cesare Abba|Wikipedia]]), o stai creando un progetto come le varie edizioni del romanzo manzoniano, o mi sa sfuggendo qualche particolare: c'è un motivo che ti ha spinto a lavorare prioritariamente su ''Da Quarto al Faro'' in vece che su ''Da Quarto al Volturno''? - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 06:13, 3 feb 2013 (CET)
Il motivo principale è che non sono riuscito a reperire una scansione di ''Da Quarto al Volturno''. Come molti libri che ancora vengono pubblicati, misteriosamente non esistono nei vari archivi. Se mi fossi accorto subito della mancanza di tante pagine, non l'avrei cominciato e per il momento l'ho sospeso in attesa di reperire le pagine mancanti. Ho scritto ad un paio di biblioteche per avere le immagini delle pagine assenti, ma la momento non ho ricevuto risposta. Comunque, nel lungo periodo, vista la storicità del testo, non penso che sia disdicevole avere entrambe le versioni. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:30, 4 feb 2013 (CET)
:Il ragionamento non fa una grinza. Ok.
:A proposito, ti andrebbe di estrarre due immagini da ''Italia e Grecia''? Eccoti le pagine: [[File:Italia e Grecia.djvu|100px|page=10]] e [[File:Italia e Grecia.djvu|100px|page=5]]. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:04, 12 feb 2013 (CET)
== testo senza fonte ==
Ciao Luigi, non è che riusciresti a recuperare e indicare la fonte de [[La bella Gigogin]], da te inserita ancora l'altr'anno? Grazie :) [[User:Candalua|Candalùa]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:39, 27 feb 2013 (CET)
== Grazie grazie grazie! ==
Caro Luigi,
ti ringrazio profondamente per il M&S su Machiavelli, perché io non ce la faccio a metterlo in atto (sto lavorando agli altri sommari finché ho la mente "inchiavardata" su quello) ma mi rattristava pensare che i link blu nel sommario non facessero capo a pagine transcluse e mi chiedevo cosa sarebbe successo se nessuno se ne fosse accorto in tempi brevi. Il prossimo obiettivo è l'ultimo volume, quello delle opere letterarie, perché delle legazioni non abbiamo nulla. Il problema si pone invece per i ''[[Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio]]'': il risultato del M&S dovrà poi essere spostato a ''[[Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio (782)]] e la pagina [[Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio]] andrà trasformata in disambigua e snon ancora transclusi ma con due fonti di cui una con pagine già inserite. Altrettanto dicasi per ''Il principe'', ''Vita di castrucci di Castracani'' e altre opere già presenti. Ma una cosa alla volta. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:54, 29 mar 2013 (CET)
==Cavallotti quasi 100%==
Ciao Luigi, ho dato un'occhiata agli indici SAL 75% con poche pagine da rileggere. [[Indice:Commemorazione di Paolo Ferrari.djvu|Questo]] è quasi a posto, manca la copertina, che necessità dell'inserimento dell'immagine. Potresti, quando hai tempo, occupartene tu? Grazie in anticipo,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:12, 22 apr 2013 (CEST)
:Grazie mille! Immagine ottima, come al solito. Ciao,--[[User:Federicor|Federicor]] ([[User talk:Federicor|disc.]]) 17:20, 23 apr 2013 (CEST)
== Immagini di Ordini di cavalcare (1571).djvu ==
Ho caricato su Commons le immagini delle briglie dalla pag. 132 in poi; la qualità è quella che è, mi spiegherai a suo tempo come fai a "pulire" così bene le tue. Intanto ci sono. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:58, 24 giu 2013 (CEST)
== Ringraziamenti da Stefano Mariucci ==
Ciao Luigi, vedo con piacere il tuo contributo dato all'opera http://it.wikisource.org/wiki/Cronica_de_Matematici (che fra l'altro è il mio primo contributo in Wikisource). Spero che tu possa investire ancora il tuo tempo in questa opera. Buona giornata.[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 14:16, 1 lug 2013 (CEST)
::E' meglio spaccarsi subito la testa che un pò alla volta ma, per essere del tutto sinceri, non credevo mica fosse così incredibilmente <s>incasinato</s> complicato. Comunque grazie per il contributo, è stata una soddisfazione vedere che c'è che mette mano nella tua opera. Ciao e buon lavoro su Wiki.--[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 05:53, 2 lug 2013 (CEST)
:::Ciao Luigi62, innanzitutto voglio ringraziarti per il gran lavoro di correzione che stai facendo in http://it.wikisource.org/wiki/Cronica_de_Matematici; come puoi immaginare c'è una gran soddisfazione nel vedere che il proprio impegno, sommato a quello degli altri, pian piano porta dei risultati concreti. Adesso vorrei farti una domanda: vedo che stai già inserendo le citazioni di autore e volendoti aiutare e, anche per poter imparare qualche cosa di più, ho provato a farlo in http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/90. E' corretto quello che ho fatto? E nel caso l'autore fosse citato non solo in Wikipedia ma anche in Wikisource, come dovrebbe essere il codice corretto? Lasciati ringraziare nuovamente e continua ad avere pazienza.:)--[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 06:10, 22 lug 2013 (CEST)
== Wikisource User Group ==
Wikisource, la biblioteca digitale libera, sta avanzando velocemente verso un modo di gestione dei libri migliore e più semplice, sia per quanto riguarda la la rilettura che per il caricamento. Tutte le comunità linguistiche sono molto importanti in Wikisource. Noi vogliamo proporvi la creazione di un [[m:Wikisource User Group|Wikisource User Group]], un gruppo libero e informale di volontari che faciliterà il dialogo e la cooperazione fra comunità, associazioni e organizzazioni, assieme all'attenzione all'innovazione tecnologica. Ogni aiuto è benvenuto.
Questo ci darà un mezzo per condividere e migliorare gli strumenti nelle Wikisource locali. Siete tutti invitati ad iscrivervi alla mailing list '[https://lists.wikimedia.org/mailman/listinfo/wikisource-l wikisource-l]' (in inglese), o il canale IRC [http://webchat.freenode.net/?channels=#wikisource #wikisource], potete seguire anche la [https://www.facebook.com/Wikisource pagina Facebook] e a seguire il profilo [https://twitter.com/wikisource Wikisource twitter].
Ci sono inoltre 4 progetti legati a Wikisource, nella ''Google Summer of Code'' del 2013. Per ottenere risultati migliori, è importante la vostra opinione e il vostro feedback. I progetti sono descritti nella pagina "[[m:Wikisource across projects|Wikisource across projects]]". Potente infine trovare il report del progetto (''midpoint report'') IEG su Wikisource [[m:Grants:IEG/Elaborate Wikisource strategic vision/Midpoint|qui]].
[[m:Global message delivery|Global message delivery]], 02:50, 25 lug 2013 (CEST)
<!-- EdwardsBot 0542 -->
== Sfondo delle immagini ==
Ciao Luigi62, grazie per il grande lavoro che hai e stai facendo per aiutarmi a concludere il lavoro. Ho visto che hai sistemato [[http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/13 questa]] lettera miniata ottenendo il risultato che lo sfondo non è più originalmente giallastro ma si fonde con il resto del documento (bianco). Come hai fatto? Altre situazioni simili sono a pag.[[http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/7 7]], [[http://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Cronica_de_matematici.djvu/167 167]].Ciao e buona giornata:) --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 05:27, 7 ago 2013 (CEST)
== Errori grossolani ==
Uff, ci credi che non ci ho pensato? Essendo stampato prima del 1923 è legale negli Stati Uniti, per cui mi sentivo tranquillo... --[[Utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >Aubrey</span>]] [[Discussioni_utente:Aubrey|<span style= "font-family:Palatino Linotype, serif" >McFato</span>]] 11:01, 23 ago 2013 (CEST)
== Grazie da Phuket ==
La tentazione di entrare in Source mi ha vinto. Ho visto i tuoi nuovi e numerosi interventi. Grazie di nuovo per l'aiuto. Non mi dilungo perche' la tastiera e' tainlandese e ... le lettere... dove sono (il punto di domanda non lo trovo). --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 07:21, 21 set 2013 (CEST)
== Consulenza numismatica ==
Più che consulenza informatica sarebbe necessario un corso di italiano per Daidone. Ma dubito che sia possibile. Da quel che ho capito con questa "bilancia a acqua" e con il principio si Archimede vorrebbe spiegare come si quantifica la fregatura ricevuta. Ebbene, nell'esempio di oro ce ne sta solo il 75 % circa, quindi 75 tutto attaccato etc.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 20:30, 24 set 2013 (CEST)
p.s. ho avuto grossi problemi di computer (risolti sostituendo il disco rigido) e ora sono con una connessione che non funziona. Spero di sistemare a breve il tutto e farmi vedere un po'.
== Croniche di Trento ==
''Il testo della pagina Pagina:Annali overo Croniche di Trento.djvu/263 non coincide con l'immagine. Se possiedi il testo originale lo potresti sostituire? --Luigi62 (disc.) 21:19, 3 ott 2013 (CEST)''
: La fonte è sempre Google Books. Quando ho però a suo tempo convertito il pdf in djvu, i capilettera (memorizzati come immagine separata -- forse lo scanner di Google è abbastanza furbo da riconoscerli, e magari scannerizzarli a diversa risoluzione ?) non sono stati convertiti, e con essi una parte del testo adiacente. Per la trascrizione ho fatto riferimento al pdf. Mi pare di aver capito che per altri testi è stato possibile collegarsi direttamente al pdf, ma non so come fare. [[User:StefanoC|StefanoC]] ([[User talk:StefanoC|disc.]]) 17:38, 4 ott 2013 (CEST)
==Sulle ferrovie==
Grazie dell'aiuto. Si tratta di un testo di Sebastiano Mottura, a cui è dedicato un Istituto tecnico a Caltanissetta (l'unico in Italia ad indirizzo minerario). OppidumNissenae ha lanciato un progetto che con l'aiuto del preside dovrebbe riuscire a coinvolgere i ragazzi. Se ci dai delle indicazioni, tanto di guadagnato [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 18:58, 25 ott 2013 (CEST)
:Non c'è alcun problema, dimmi in quale modo posso essere utile. Il primo consiglio è senz'altro quello di attivare gli '''Strumenti per la rilettura''' ([[Aiuto:Strumenti per la rilettura|aiuto]]), postOCR è uno strumento indispensabile. Altra cosa utilissima è il correttore ortografico (in Firefox, non so gli altri). Ma per la rilettura finale ci vuole attenzione, concentrazione e ancora attenzione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:19, 25 ott 2013 (CEST)
== E invece, sì.... ==
Mi pare di aver risolto il problema dell'immagine "centrata flottante". La soluzione sembra assai banale: un'immagine centrata flottante delle dimensioni width:20% è un'immagine float:left (o float:right) circondata da due margini width:40% (e questo perchè, logicamente, 20%+40%+40%=100%...). Si può fare proprio con il template FI.... :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 18:35, 30 ott 2013 (CET)
: Ti scrivo da "sloggato", perchè ho appena verificato che la cosa funzioni per tutti. Vedi [[I_promessi_sposi/Capitolo_VIII#pagename163]], ci siamo! ([[Utente:Alex brollo|alex sloggato]])
== Help needed in vista ==
Come avrai intuito sto già pensando a un tool (bot) per ripassare la [[:Categoria:Pagine con immagini provvisorie]] e sostituire le immagini costruite con il mio trucco con immagini regolari, ritagliate e caricate su Commons. Ora, nel template mi sembra esistano tutti gli elementi per un automatismo integrate: nome del file, pagina, coordinate per il ritaglio. Potrei fare tutto in python sfuttando la libreria PIL ma forse appoggiarmi a un altro programma, che accetti righe di comando (tipo GIMP o imagemagick) semplificherebbe le cose.
Se hai pratica anche della costruzione di comandi batch e se hai volgia, mi proponi qualcosa? Mi interessa soprattutto sapere quali sono i parametri necessari in modo di preparare già delle "righe di comando" pronte, nascoste in qualche anfratto del codice della pagina e/o nell'html.
PS: sentiti liberissimo, ed anzi incoraggiato, a sostituire le immagini provvisorie con immagini definitive... --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:02, 4 nov 2013 (CET)
:Tendenzialmente sono contrario a fare dei crop automatici, per la semplice ragione che le fonti sono dei file .djvu, probabilmente le peggiori tra tutte quelle a disposizione. Io sono un "artigiano" per le immagini e cerco sempre la miglior risoluzione e pulizia. Purtroppo in questo caso fa difetto la velocità. La scelta dell'immagine provvisoria mi sembra un buon compromesso, anche se c'è qualche problema con l'esportazione in ePub. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:15, 4 nov 2013 (CET)
:: Non è detto che le fonti siano i djvu... per tutto IA ci sono i magnifici TIFF/JP2 e lavorandoci si potrebbe preparare un sistema di download "specifico per pagina". Per l'ePub non so se Candalua ha già aggiornato "il css da esportazione", posso fare un test aggiungendo brutalmente il css all'Epub con Sigil.
:: In ogni caso, nessun sistema automatico potrà mai sostituire l'elaborazione manuale e quindi anche un eventuale caricamento via bot dell'immagine croppata andrebbe comunque considerata "molto migliorabile". Ostica, in via automatica, anche la decisione se caricare come png o jgp. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 10:19, 5 nov 2013 (CET)
== Pt, Ec, noinclude ==
Caro Luigi,<br/>ho letto il tuo intervento sul template Pt e mi ricordo si fosse rimasti a un uso del template Ec per gli errata corrige e del Pt per le parole spezzate, da usare in entrambe le pagine. Stessa cosa leggo in un intervento di Aubrey, mentre io ho sempre consigliato tutt'altro. Conviene metterci d'accordo o faremo impazzire i nuovi arrivati. Che ne dici, ne parliamo al bar?--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:51, 25 nov 2013 (CET)
:Non trovo più la pagina dove avevo letto i consigli discordanti, quindi se mi sono sbagliato porta pazienza. In ogni caso ho creato una [[Wikisource:Bar#Ec o Pt|discussione]] al bar sull'argomento, nel caso volessi dire la tua.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 03:11, 27 nov 2013 (CET)
== ops! ==
[[Discussioni_utente:Accurimbono#Favole_per_Re_...|Ti ho risposto dalle mie parti... :)]] --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 20:50, 25 nov 2013 (CET)
== Immagini per Il diamante di Paolino ==
Ciao,
grazie per avere migliorato la qualità delle immagini nel "Diamante di Paolino" eliminando lo sfondo giallo... ottimo risultato! (non ho idea di come si faccia) :)
ciao --[[User:Eusebia|Eux]] ([[User talk:Eusebia|disc.]]) 00:30, 5 dic 2013 (CET)
== Vincitori del concorso per il Compleanno di Wikisource ==
Carissimo {{PAGENAME}}, grazie per il tuo contributo a Wikisource. Grazie al tuo lavoro e a quello di tutti gli altri partecipanti, abbiamo riletto 4228 pagine in soli 7 giorni: la comunità ci mette solitamente 7 mesi a rileggere quel numero di pagine! La vostra presenza ha reso questo compleanno di Wikisource una festa fantastica, e speriamo che anche tu ti sia divertito. Grazie anche per aver pazientemente aspettato l'annuncio dei vincitori: è finalmente giunto il momento tanto atteso :-)
Vai [[Wikisource:Decimo_compleanno_di_Wikisource|qui per sapere chi ha vinto]]!
Ma vogliamo ricordarti che Wikisource non finisce qui: il progetto di una biblioteca digitale libera e collaborativa si nutre di contributi quotidiani, di utenti generosi come te. Per cui sei ufficialmente invitato a rimanere, e a collaborare con noi, quanto vuoi, quando vuoi; non c'è nessun obbligo. Puoi sempre scrivere al [[Wikisource:Bar|Bar]], quando hai un dubbio, o a uno di noi utenti.
Infine, ci piacerebbe sapere la tua opinione sul concorso: ti è piaciuto? E' stato semplice partecipare? Pensi verrai su Wikisource a contribuire, di tanto in tanto? Ti piacerebbe se rifacessimo un concorso del genere? Scrivici pure quello che vuoi (critiche e suggerimenti) [[Wikisource:Decimo_compleanno_di_Wikisource/Feedback|qui sotto]]. A presto, e grazie ancora di aver festeggiato con noi! [[Utente:Aubrey|Aubrey]] ([[Discussioni utente:Aubrey|talk]]) 12:31, 15 dic 2013 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:Aubrey@itwikisource usando l'elenco su http://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource:Decimo_compleanno_di_Wikisource/Lista&oldid=1357296 -->
== Il Magno Palazzo ==
Ti ringrazio per la rilettura che stai facendo del Magno Palazzo. Come vedi, ho adottato la tua convenzione per il numero dei versi.
Mi sono però permesso di invertire alcune tue correzioni, cioè l'aggiunta di accenti su ''piu'', ''perche'', ''cosi'', che non credo siano errori di stampa, dato che nel testo sono costantemente scritti senza accento. Ho verificato nelle [[Wikisource:Convenzioni_di_trascrizione]] e mi pare che la norma sia mantenere gli accenti dell'originale. Lo stesso dicasi dello spazio prima dell'articolo eliso ''’l''. [[User:StefanoC|StefanoC]] ([[User talk:StefanoC|disc.]]) 12:33, 29 dic 2013 (CET)
:''Invece sugli apostrofi non condivido: secondo me si tratta di aferesi, perciò lo spazio prima dell'apostrofo ci vuole (anche se devo ammettere che in "a’mbiancar" avrei dovuto mettere lo spazio prima e non dopo l'apostrofo). ''
::(dopo essermi letto sul dizionario cosa vuol dire aferesi) dato che è dipendente dal contesto (appare solo dopo parola che termina per vocale, e non in altri casi), io direi che si tratti di elisione. Comunque, nel dubbio credo che la scelta da privilegiarsi sia l'aderenza all'originale.
:''Per finire ti lascio un altro dubbio: in questa pagina ci sono due ij (Tempij, & edifitij) che sono resi con il carattere ÿ.''
::A guardare da vicino, a me paiono due caratteri separati. Dubito che i font di un tipografo italiano del 1500 compredessero la ÿ, considerando che non disponeva neppure di lettere accentate maiuscole. [[User:StefanoC|StefanoC]] ([[User talk:StefanoC|disc.]]) 13:57, 30 dic 2013 (CET)
== Insetti ==
Intanto grazie di usare i miei tool e di farlo con attenzione.
Prova, per curiosità, ad aggiungerti in common.js codesta cosa:
<pre>shortcut.add("Alt+2",function() {
scriviBox(leggiBox().replace(/f([bcdgmnptz])/g,"s$1")
.replace(/lT/g,"ll'")
.replace(/é/g,"è")
.replace(/ j /g,"; "));
});</pre>
Dovrebbe ripulirti almeno un po' l'OCR degli insetti di Redi; e dovrebbe attivarsi con la combinazione di tasti Alt+2. Se ti barcameni nelle regex puoi accodare quanti altri replace vuoi. Prendilo come un rimborso del fastidio derivante dalle "semplificazioni" ;-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:44, 12 gen 2014 (CET)
:Grazie della dritta, ma... in realtà gli insetti di Redi sono uno split ''manuale''; visto che il testo non splitta più automaticamente e sono necessari diversi aggiustamenti manuali per autori e testo greco illeggibile ne copio-incollo qualche pagina ogni tanto prelevandola dal testo precedentemente presente (il match è nella mia sandbox). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:53, 12 gen 2014 (CET)
:: Ok, riciclerò l'idea per il prossimo testo pieno di ſ ma senza "match" che mi capita di veder trascrivere. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:11, 12 gen 2014 (CET)
== Lo sapevi che.... ==
.... si possono scaricare al volo le jp2/jpg (e se ci sono i tiff) ad alta risoluzione delle ''singole e specifiche'' pagine di Internet Archive, delle quali le immagini compresse e maltrattate dentro i file djvu sono una brutta copia? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 01:11, 25 mar 2014 (CET)
== Errore nel titolo di un file ==
Ciao Luigi62, ti ringrazio comunque per avermi aiutato. Ho provato a ricaricare il file su Commons ma il sistema mi segnala che esiste già un file con quel nome. Non capisco perchè. Ho provato a cercarlo ma oltre il mio non esiste nulla. Ho inserito una richiesta di aiuto anche su Commons. Ora attendo la risposta poi, chiederò, come mi suggerisci, aiuto a qualche amministratore. Ciao e buona giornata. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 19:24, 6 apr 2014 (CEST)
== News su Ritaglio ==
Sto scrivendo due versioni di un estrattore di immagini, che si basa sui parametri del template Ritaglio per andare a cercare le immagini e ritagliarle fisicamente, mettendole in una cartella locale.
Il primo test è la sequenza di immagini caricate in [[commons:Category:Illustrations_from_Avventure_di_Robinson_Crusoe]], le riconosci per lo schema nome "Avventure di Robinson Crusoe 9999 9.jpg" (i 9 sono numeri di pagina e progressivo nella pagina).
Mi piacerebbe un tuo parere/un tuo commento/un tuo suggerimento. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 16:47, 26 apr 2014 (CEST)
:Il risultato mi sembra buono. Alcune vanno ritoccate o ritagliate in manuale, ma dipende dall'originale (da ruotare) o dal ritaglio non ben definito. Adesso ci vuole una passata di bot per sostituire al ritaglio l'immagine estratta. In commons aggiungerei anche una categoria che dica che sono state estratte automaticamente, può essere utile in futuro discriminare le immagini trattate in maniera automatica da quelle in manuale. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:32, 28 apr 2014 (CEST)
== Trova & sostituisci smemorato ==
Caro Luigi62, una delle cose più frustranti della mia passione di "costruttore di gadget" è di non avere quasi mai la prova che almeno un utente, poi, li usa. Succede che dopo un tempo più o meno lungo li modifico, o magari li disabilito, e allora - a distanza di tempo, in genere - vien fuori che qualcuno li usava....
Ti chiedo: adesso sto dandomi da fare per riattivare la memorizzazione delle modifiche impostate con trova & sostituisci. Hai tempoo e voglia di darmi una mano, testando passo passo la nuova configurazione basata su localStorage e non più su cookie? --[[User:Alex brollo|Alex]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 08:19, 3 set 2014 (CEST)
:Molto volentieri, fammi sapere quando sarà attivo. Ho già verificato che al momento è non funzionante. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:53, 4 set 2014 (CEST)
== Wikimedia per la scuola ==
Ciao! Pare che tu sia uno degli [[Speciale:UtentiAttivi|utenti più attivi]] di questo progetto. Sarebbe gradita la tua opinione in una [[Wikisource:Bar#Wikimedia per la scuola|discussione al bar]].<br />
Stiamo discutendo su come preparare Wikisource ad una [[b:Utente:Riccardo Rovinetti/Sandbox 26|campagna pubblicitaria]] per attirare nuovi utenti. --[[User:Riccardo Rovinetti|Riccardo Rovinetti]] ([[User talk:Riccardo Rovinetti|disc.]]) 23:56, 16 ott 2014 (CEST)
== Storia delle arti del disegno ==
Chiedesi opinione:
Nel testo usa mettere la prima sillaba della pagina successiva in fondo, dopo le note.
Il invece l'ho messa prima. Visto che sono ancora all'inizio, pensi sia il caso di mettere il tutto così come nel testo oppure proseguo come ho fatto finora?
Grazie per una risposta.
--[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 10:08, 22 ott 2014 (CEST)
Contrordine: a volte sopra e a volte sotto. grrrrrrrrr --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 11:11, 22 ott 2014 (CEST)
:Non essere così purista, io personalmente il più delle volte non lo trascrivo. :-)) --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:41, 22 ott 2014 (CEST)
== I Malavoglia ==
Grazie per la pront(issim)a risposta sulla spaziatura...
Ho rivisto da pag 150 a pag 165 (adesso vado a dormire...) ma ho trovato anche, a pag 161 la parole "spie" e a pag 150 "madre addolorata" che sono ugualmente spaziate nell'originale. Io le ho messe spaziate ma se credi rimettile normali. Spero in altre tre serate di sistemare a ritroso le pagine già riviste (dalla 1 alla 150). Tra quelle fatte stasera ho trovato la 165 non modificabile. Come mai? --[[User:UDB1060|UDB1060]] ([[User talk:UDB1060|disc.]])
== Piccolo lavoretto grafico ==
Veramente piccolo, spero. Avrei bisogno di una serie di immaginette di accenti e altri diacritici, per la precisione di questi: ´ ˆ ¨ ~ ˇ ¯ ˘ ˛ ˚ ˙ ˝¸`
Siccome voglio metterli dentro dei bottoni per il tool Diacritici.js, vorrei che fossero leggibili - non le illeggibili formiche che ho ficcato nel gadget; enon ho trovato immagini adeguate, dove fossero grandi, ma inscrivibili in uno spazio quadrato, restando però chiaro che alcuni sono "sopra" e alcuni sono "sotto".
Se non mi sono spiegato.... non perdere tempo a scervellarti. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:42, 17 nov 2014 (CET)
: Ho trovato questi: [[File:Apostrophe.svg|20px]] [[File:Tylda.svg|50px]] [[File:Degree symbol.svg|10px]], effettivamente c'è difficoltà a renderli omogenei, dammi qualche giorno e ne creo una serie omogenea. Una domanda, la tilde ~ ti serve centrata quella usata come "circa", oppure alta come in ñ? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:05, 17 nov 2014 (CET)
== Fior di Sardegna ==
Ciao, Luigi62, grazie per avermi avvertito. Cercherei volentieri di fare quello che proponi, se solo avessi un minimo di ''reali'' abilità tecniche nel maneggiare il computer. Questo purtroppo è un problema che mi limita molto. Se il mio lavoro fin qui dovesse risultare inutile, avrò se non altro fatto un po' di pratica in pagine SAL 25%, cosa questa che mi mancava. Grazie per avermi scritto. Ciao, --[[User:Filippo Sorrentino|Filippo Sorrentino]] ([[User talk:Filippo Sorrentino|disc.]]) 17:07, 16 dic 2014 (CET)Filippo
==Un aiuto==
Ciao Luigi62, avrei bisogno che mi dicessi come fare per formattare [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Album_Paulista.pdf/289 questa pagina]. Tutto il testo è stato da me riletto. Sono un po' alle prime armi e non sono in grado di eseguire bene l'operazione. (Dopo Natale mi darò da fare per imparare) Grazie e approfitto per inviarti gli auguri di Buon Natale. (Il testo ''Senso'' è stato da te così perfettamente scannerizzato e controllato che ho ben poco da correggere durante la mia rilettura! Sei proprio bravo.)--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 11:37, 21 dic 2014 (CET)
::::Mi fa piacere leggerti così mi permetto di disturbarti. Non so se sto facendo bene, ma mi sono trovata a rileggere il testo ''I Robinson italiani'' che non sempre è fedele allo scritto originale che mi appare a fianco. Sto quindi cercando di essere più precisa nei riguardi dell'originale anche se, ammetto, la versione da correggere in molti punti è senza dubbio migliore (certo più moderna nel linguaggio). Va bene come sto facendo o no? Ancora una cosa. Mi sono trovata in difficoltà con la rilettura del testo della Deledda ''Elias Portulu''. Ci sono molte pagine da formattare e non credo di essere ancora pronta per farlo. Un saluto e BUON ANNO e, già che ci siamo... Buona Befana!!--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:13, 2 gen 2015 (CET)
::::Lo avevo immaginato. Certo è meglio. Continuo quindi come sto facendo. O.K.?--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:43, 2 gen 2015 (CET)
== Global account ==
Hi Luigi62! As a [[:m:Stewards|Steward]] I'm involved in the upcoming [[:m:Help:Unified login|unification]] of all accounts organized by the Wikimedia Foundation (see [[:m:Single User Login finalisation announcement]]). By looking at [[Special:CentralAuth/Luigi62|your account]], I realized that you don't have a global account yet. In order to secure your name, I recommend you to create such account on your own by submitting your password on [[Special:MergeAccount]] and unifying your local accounts. If you have any problems with doing that or further questions, please don't hesitate to contact me on my [[User talk:DerHexer|talk page]]. Cheers, [[User:DerHexer|DerHexer]] ([[User talk:DerHexer|disc.]]) 22:42, 16 gen 2015 (CET)
== Re:Il castello di Otranto ==
Preferirei fossero tre righe dato che le pagine formattate da me sono così--[[User:Piaz1606|Piaz1606]] ([[User talk:Piaz1606|disc.]]) 20:35, 23 gen 2015 (CET)
==Elias Portulo==
Ciao Luigi, volevo continuare a rileggere Elias Portulo ma non è possibile. Qual' è la ragione?--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 00:05, 5 feb 2015 (CET)
== Demetrio Pianelli: spostamento di titolo ==
Caro Luigi,
Sono felice che tu stia lavorando così alacremente a ''Demetrio Pianelli'', così sto pensando di metterlo in coda da rileggere dopo ''Malombra''. Certo che occorrerà sistemare per bene i titoli in ns0. Chiedo scusa per eventuali disagi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:16, 12 apr 2015 (CEST)
== Re:La capanna dello zio Tom ==
Grazie, seguirò il tuo consiglio--[[User:Piaz1606|Piaz1606]] ([[User talk:Piaz1606|disc.]]) 20:33, 12 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Luigi62, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
==Un paio di domande==
Ciao Luigi sto scoprendo ogni giorno cose nuove e per molte ho bisogno di spiegazioni e conferme. Nel rileggere un paio di pagine [https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Costantino_Beltrami.djvu di questo testo] ho notato un template che non sapevo si potesse mettere e che linka a voci su wikipedia. Il template è il Template|w. Vuol dire che se trovo autori o opere o qualsiasi cosa che si trova su pedia posso linkarlo? E ancora una domanda. Sempre girovagando mi sono trovata a rileggere alcune pagine dello Zibaldone e ho notato che un autore viene citato più volte anche nella stessa pagina e mi chiedevo quale era il criterio. Io pensavo che, come in pedia, bisognasse evitare di fare doppi richiami. Cosa mi puoi dire al riguardo? --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:23, 19 mag 2015 (CEST)
::::::::Ti ringrazio. Trovo che sia molto utile. Cercherò di usarlo con "[[w:Cum grano salis|cum grano salis]]". Ma nel template {{tl|AutoreCitato}} il tl per cosa sta?--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:56, 19 mag 2015 (CEST)
:::::::::E ancora grazie.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 22:20, 19 mag 2015 (CEST)
==Il Cappello del prete==
Sono ancora a disturbarti ma ho iniziato ora la rilettura del Cappello del prete e non sono riuscita ad applicare in modo corretto il template alla parola «sperimentale» [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:De_Marchi_-_Il_cappello_del_prete,_1918.djvu/14&action=submit qui] --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 00:17, 21 mag 2015 (CEST) .
== Autore:Gabrielle Bremont ==
Per quel po' di francese che ricordo, Gabrielle sembra un nome femminile. Dovrebbe essere Gabriel [http://viaf.org/viaf/search?query=local.personalNames+all+%22Gabriel%20Bremont%22&sortKeys=holdingscount&recordSchema=BriefVIAF] --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:26, 22 mag 2015 (CEST)
Infatti è una donna. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 16:28, 22 mag 2015 (CEST)
:{{ping|Carlomorino}} era un problema che era già emerso e mi ero riproposto di lasciarne traccia, ma poi me ne sono dimenticato. Ho rimediato mettendo una nota in [[Discussioni autore:Gabrielle Bremont]]; chissà che un giorno non torni utile. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:25, 22 mag 2015 (CEST)
== Caratteri speciali ==
Ciao Luigi62, mi rivolgo a te su consiglio di Alex. Dovrei inserire in [[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Mondolfo_-_L%27infinit%C3%A0_numerica_dai_pitagorici_e_da_Platone_ad_Archimede,_1933.djvu/4 questa opera]] alcuni caratteri grafici sulla falsa riga del carattere grafico threedots.png presente su Commons. Io sono in grado di crearli con un qualsiasi programma di fotoritocco ma non sono in grado di applicargli la caratteristica della '''trasparenza'''. Ho provato anche ad utilizzare alcuni software online per togliere il background ma per un motivo o per l'altro non sono ancora riuscito a salvare una copia in locale del file modificato. Hai qualche suggerimento da darmi su come posso fare? Per intanto ti auguro una buona giornata. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 07:08, 8 giu 2015 (CEST)
:{{ping|Stefano mariucci}}: molto meglio creare un SVG. Se vuoi una mano e non hai troppa fretta posso prepararteli io. L'unica cosa di cui ho bisogno è l'elenco delle pagine che contengono i caratteri speciali in modo da farli tutti con lo stesso margine. Se invece vuoi cimentarti tu nella grafica vettoriale (SVG) il programma giusto è inkscape. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:00, 9 giu 2015 (CEST)
:::Innanzitutto grazie della disponibilità e ovviamente non ho problemi ad aspettare, quando vuoi i simboli ti aspettano in[[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Mondolfo_-_L%27infinit%C3%A0_numerica_dai_pitagorici_e_da_Platone_ad_Archimede,_1933.djvu/4 questa]] e [[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Mondolfo_-_L%27infinit%C3%A0_numerica_dai_pitagorici_e_da_Platone_ad_Archimede,_1933.djvu/5 questa]] pagina (per adesso). Comunque proverò (per conto mio) a tentare di farli seguendo i tuoi consigli nell'ottica di ''impara l'arte e mettila da parte'' ;) Grazie e buona giornata. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 16:53, 11 giu 2015 (CEST)
::::Ciao Luigi, ritieniti sollevato dalla richiesta perchè ho sollevato dei dubbi sul rispetto dei diritti dell'opera (se hai letto la discussione al bar). Ebbene... l'opera è stata cancellata. Comunque grazie lo stesso e alla prossima. --[[User:Stefano mariucci|Stefano mariucci]] ([[User talk:Stefano mariucci|disc.]]) 07:21, 15 giu 2015 (CEST)
== Rilettura Poesie di G. Savonarola ==
Vedo che ha iniziato la rilettura del testo che sto editando. Ho dato uno sguardo ai criteri ed ho visto due cosette che avrei trattato alla fine in Discussione Pagina Indice. Note con asterisco. L'uso nel libretto è caotico e non sistematico però il curatore intendeva chiaramente distinguere quelle con gli asterischi (del curatore), da quelle originali del Savonarola. Note originali ce ne sono solo in IV (De ruina Ecclesiae) e il metodo adottato permetteva di distinguerle facilmente. Passato il componimento IV, il tipografo è tornato, fino a quasi fine libro ad indicare le note del curatore coi soli numeri, tanto non c'era più possibilità d'errore. Usare in IV due gruppi di note, asteriscate e non, veniva male perché alcune parole avevano doppia nota. Mi pareva d'aver fatto il meno peggio. Poi ho visto che mi ha bocciato il corsivo ''ec.'' nei ritornelli. A me pareva una gran bella cortesia grafica per il lettore. Forse per la rilettura sarebbe stato il caso di attendere la fine della trascrizione.[[User:Lino Marco|Lino Marco]] ([[User talk:Lino Marco|disc.]]) 15:40, 20 giu 2015 (CEST)
:{{ping|Lino Marco}}, hai ragione, ho riletto prima che fosse finito. Personalmente toglierei l'asterisco perché non vedo ambiguità nelle note, visto che tutte cominciano con ''L’autografo''; l'uso del corsivo per ''ec.'' sarà anche utile al lettore, ma non è conforme all'originale, comunque visto che non si tratta di modifiche sostanziali, scegli tu ed io mi adeguo. Nel frattempo mi sono permesso di inserire nel testo le note poste alla fine libro. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:46, 20 giu 2015 (CEST)<br />
::Ho inserito solo ora le note per la rilettura, (ma è un testo nato in 24 ore!) dove faccio un po' la storia delle note ed esprimo le mie preferenze. Siccome sta continuando la rilettura Aubrey, vedrò cosa fa la maggioranza e poi ripasso a normalizzare alla fine. Grazie per le note inserite, sono tutti particolari che ancora mi sfuggono. Ma ieri, visto che eravamo contemporaneamente online (ho controllato le cronologie), avrei preferito che tu mi avessi avvisato che stavi cominciando la rilettura. :-) Saluti. [[User:Lino Marco|Lino Marco]] ([[User talk:Lino Marco|disc.]]) 13:13, 21 giu 2015 (CEST)
== Filtro lente in Gimp ==
Ho alcune scansioni (anzi: fotografie) di pagine con qualcosa di analogo alla deformazione lente (testo "curvo" perchè è stata fotografata una pagina non spianata; un effetto vagamente analogo a una lente cilindrica-conica). Ho visto che Gimp ha un filtro per la correzione dell'effetto lente; l'hai mai provato su questo artefatto? Hai qualche altro suggerimento "grafico" per eliminarlo/ridurlo in Gimp o con altre applicazioni non proprietarie? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:36, 17 ago 2015 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Non è possibile correggere il testo curvo con Gimp, perché non è una deformazione dovuta alla lente. Con quegli strumenti puoi correggere distorsioni tipo a "barilotto" o a "cuscino". Per correggere la foto di una pagina devi ricorrere ad altri programmi. Ho visto un video che Scan Tailor può fare un lavoro del genere, ma non ci ho mai provato e non so quanto sia complesso. Guarda [https://vimeo.com/13246060 questo video] (più altre due parti) e vedi se è quello che ti serve. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:39, 17 ago 2015 (CEST)
:: E che cavolo! Ho passato Scan Tailor da cima a fondo saltando proprio quell'opzione! Certo, funziona, e funziona perfino, nella maggioranza delle pagine, in ''automatismo integrale''. Grazie! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:15, 18 ago 2015 (CEST)
== Sette virtù divine descritte in pace e affetto ==
So che sembrerà quasi ridicolo, ma sono sincero: ho sempre voluto leggere e leggere e leggere per poter "chiudere" a mio nome un testo a SAL 75. Ma dopo l'aiuto dato nel testo dei vizi, faccio un omaggio quasi puerile, ma molto sentito: lascio a te l'onore, ché io non me lo merito. Quindi, a te lo scettro di "chiusura" di questo piccolo lavoretto. Grazie per la dritta, [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 22:33, 9 set 2015 (CEST)
(P.S.: sto imparando a ritagliare immagini; ma per poterle mettere su Wiki, devo anche fare in modo che siano "trasparenti" / "che si adattino allo sfondo di Wikisource"? Che programma usi? Io uso GIMP 2.8, ma solo da due ore)
== Crop e crock ==
No, non sono impazzito: "qualquadra non cosa", come si dice tra le genti strane.
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/46
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/5
A parte che vedo un segnaspazio uguale, non riesco assolutamente a modificare pagina 1. Nella cronologia appare che ho fatto tre modifiche ed è vero, perché ho pensato: "Se manca questo elemento grafico, la pagina non è completa completa al 100%". Pertanto, si es pusible, si potrebbe croppare quel bel divisiorio e apporlo?
Ah, sarebbe carino anche questo quadretto floreale: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/15
Grazie, [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 23:06, 2 ott 2015 (CEST)
EDIT: https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Raffaello_-_Lettera_a_Leone_X,_1840.djvu/18 Ma è uno solo o è una sovrapposizione di Google? Comunque sia, anche se bug, pare carino. Si può fare?
== Memoregex ==
Mi pare che vari giorni fa tu mi abbia chiesto qualcosa riguardo l'inaccessibilità del sistema memoregex; a cosa ti riferivi, ai tool "canonici" attivati dai gadget di it.source o all'alternativa costituita dallo script monoblocco che uso io, dalla pagina User:Alex brollo/common.js di oldwikisource? In quest'ultimo caso, ok: ho trovato la soluzione, meglio, ho trovato l'errore che faceva sparire i tool da poem in poi, l'ho corretto, adesso verificherò che tutto funzioni. Sappimi dire. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:19, 16 nov 2015 (CET)
:{{Ping|Alex brollo}} purtroppo il problema sembra più complesso. Non solo non mi compaiono più i tastini per le memoregex, ma non funziona neanche AutoreCitato. Non riesco a capire da che dipende. Ho provato con XP, Vista, e Win10 da casa mia e non funzionano anche usando un account senza edit su wikisource. Dal lavoro invece con Win 7 funziona AutoreCitato ma non i tastini per le memoregex. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:04, 17 nov 2015 (CET)
:: Spetta un momento. Io uso due utenze, [[Utente:Alex brollo]] con un gruppo di tool monoblocco e multiprogetto con cui mi trovo benissimo, ma che ha parecchi limiti (e con questo tool memoregex mi funziona); uso invece [[Utente:Alex brollo bis]] per attivare i gadget di itsource non implementati nel tool monoblocco. Con questa utenza posso cercare di emulare il tuo ambiente, per trovare l'inghippo, ma dovresti dirmi esattamente (magari con uno o due screenshot, o con un elenco completo dei gadget che hai attivato) com'è la tua pagina Preferenze->Accessori; dopodichè, con una guardata ai tuoi common.js/vector.js dovrei riuscire a emulare completamente la tua situazione. A questo punto, se qualcosa non funziona a te, non funzionerà nemmeno a me. Purtroppo mi sono demoralizzato come "costruttore di gadget", alcune modifiche di MediaWiki hanno causato un crash generalizzato, poichè i gadget erano "scritti male" (causa mia!)... e non mi sono mai più ripreso. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 19:17, 17 nov 2015 (CET)
::: Mi sono calato in Alex brollo bis e ho trovato il problema. E' una malefica conseguenza delle novità nel caricamento dei gadget; mi pare di averci messo una pezza, una bruttissima cosa, ne parlerò con Candalua ma in qualche modo i pulsanti regex up, regex down, regex align compaiono, e se hai attivato il gadget memoregex, con opportune purghe, dovrebbero ricomparire anche a te. Per stasera non riesco a verificare che funzionino, lo farò domani. Intanto avviso Candalua del problema. [[User:Alex brollo bis|Alex brollo bis]] ([[User talk:Alex brollo bis|disc.]]) 00:01, 24 nov 2015 (CET)
::::{{Ping|Alex brollo}} funziona!!! Sei stato veramente grande. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:19, 24 nov 2015 (CET)
::::: Grazie Luigi, ma in realtà sono solo un dilettante allo sbaraglio.... che non vuole più fare danni. :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 22:07, 24 nov 2015 (CET)
== Problema immagini ==
In questa pagina: [[Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/7]] ho inserito delle immagini che mi sembravano carine, formato png, e che invece perdono tutto il contrasto diventando grigine e smorte dopo ridimensionamento. Qual è il formato file più adatto per immagini in scala di grigi, per non "ammazzare" il contrasto? E per le immagini BN? Il jpg non mi piace sul BN per l'effetto "puntini sul bianco". Aiutooooo! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:19, 25 nov 2015 (CET)
:{{ping|Alex brollo}} purtroppo è difficile ottenere delle immagini ben definite da originali così piccoli. La tua immagine è solo un ingrandimento (usando l'originale ho ottenuto un'immagine 164x164). Comunque hai ragione, sono diversi mesi che ho l'impressione che le immagini ridimensionate siano più chiare: potrebbero aver cambiato il software di conversione. Ho provato ad aumentare il contrasto ma la differenza non è molto apprezzabile. Altrimenti puoi giocare diversamente, inserisci l'immagine non ridimensionata con il template <nowiki>{{TI}}</nowiki> e lasci che sia il browser a ridimensionare l'immagine. Il rovescio della medaglia è che l'immagine occupa molto più spazio (prova a scaricare l'epub di [[Alice nel paese delle meraviglie]]). Comunque ho modificato la pagina [[Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/7]] in tal senso per dimostrazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:22, 26 nov 2015 (CET)
== Vincitori del concorso per il Compleanno di Wikisource ==
Carissimo {{PAGENAME}}, grazie per il tuo contributo a Wikisource. Grazie al tuo lavoro e a quello di tutti gli altri partecipanti, abbiamo formattato e riletto 6958 pagine, completando 9 libri in soli 15 giorni: la comunità ci mette solitamente dei mesi a rileggere e formattare quel numero di pagine! La vostra presenza ha reso questo compleanno di Wikisource una festa fantastica, e speriamo che anche tu ti sia divertito. Grazie anche per aver pazientemente aspettato l'annuncio dei vincitori: è finalmente giunto il momento tanto atteso :-)
Vai [[Wikisource:Dodicesimo_compleanno_di_Wikisource|qui per sapere chi ha vinto]]!
Ma vogliamo ricordarti che Wikisource non finisce qui: il progetto di una biblioteca digitale libera e collaborativa si nutre di contributi quotidiani, di utenti generosi come te. Per cui sei ufficialmente invitato a rimanere, e a collaborare con noi, quanto vuoi, quando vuoi; non c'è nessun obbligo. Puoi sempre scrivere al [[Wikisource:Bar|Bar]], quando hai un dubbio, o a uno di noi utenti.
Infine, ci piacerebbe sapere la tua opinione sul concorso: ti è piaciuto? E' stato semplice partecipare? Pensi verrai su Wikisource a contribuire, di tanto in tanto? Ti piacerebbe se rifacessimo un concorso del genere? Scrivici pure quello che vuoi (critiche e suggerimenti) [[Wikisource:Dodicesimo_compleanno_di_Wikisource/Feedback|qui sotto]]. A presto, e grazie ancora di aver festeggiato con noi! --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 13:39, 26 gen 2016 (CET)
:P.S. Chiediamo cortesemente di comunicare un indirizzo mail valido per il ritiro del PREMIO, grazie, --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 09:31, 18 feb 2016 (CET)
== .... ==
Che ''bella galoppata''! :-) Grazie Luigi! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:14, 7 apr 2016 (CEST)
Grazie Luigi. [[User:Mauro11|Mauro11]] ([[User talk:Mauro11|disc.]]) 23:27, 22 apr 2016 (CEST)
== Borse Alessio Guidetti per Wikimania 2016 ==
{|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;"
|[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]]
|<center><big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse Alessio Guidetti'''</big><br />
Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br />
Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/>
Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/>
La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/>
Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br />
Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-)
----
<small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small>
----
</center>
|}--[[User:Alexmar983|Alexmar983]] ([[User talk:Alexmar983|disc.]]) 12:11, 24 apr 2016 (CEST)
== A te Eros e a me una Peccatrice ==
Caro Luigi,
che dici se concentrando i nostri sforzi dessimo ''una botta ciascuno, due colpi di Verga'' (mammamammamia cosa diavolo sto scrivendo!), io mi occuperei di ''[[Una peccatrice]]'' e tu di ''[[Eros (Verga)|Eros]]'' a cui vedo che stai già mettendo mano da un po'?
In tal modo avremmo portato a termine il grande sforzo di M&S iniziato tre mesi fa! - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 16:48, 28 mag 2016 (CEST)
== Michiel - Notizia d'opere di disegno ==
Ciao Luigi, felice che tu abbia trovato "pasta" per i tuoi denti nel Morelli, ma serve che ci si metta d'accordo sulle citazioni bibliografiche. Avevo iniziato a scrivere per esteso quelle date dal Morelli in forma abbreviata fra parentesi, verificando le edizioni, talvolta anche attraverso altri dati bibliografici, come i numeri di pagina; ti dispiace se intervengo in questo senso anche nella sezione bergamasca? Si tratta di citazioni che devono avere funzione pratica e così abbreviate ne hanno poca, tanto più che l'autore non ha corredato il testo con un indice delle abbreviazioni. --[[User:Naamar|Naamar]] ([[User talk:Naamar|disc.]]) 00:13, 26 giu 2016 (CEST)
:{{@|Naamar}} Normalmente non sciolgo le abbreviazioni, ma comunque antepongo l'omogeneità del testo, quindi fai pure le sostituzioni che ritieni necessarie. Sarebbe meglio lasciare una nota nella pagina di discussione delle modifiche apportate, anche a beneficio dei rilettori. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:24, 26 giu 2016 (CEST)
:: Inserisco la nota e scrivo una lista delle citazioni che ho normalizzato, con il link alle pagine in cui si trovano. --[[User:Naamar|Naamar]] ([[User talk:Naamar|disc.]]) 22:12, 26 giu 2016 (CEST)
== Una manina grazie! ==
Caro vincitore dello scorso anno,
mi rendo conto che non posso chiedere alcunché in forma imperativa, né è mia intenzione farlo, ma visto che dubito tu voglia vincere a tutti i costo anche quest'anno (o se lo volessi saresti un utente "cannibale") vorrei coinvolgerti nel lavoro di controllo che stiamo svolgendo. In pratica, se ti va di aiutarci ci sono le seguenti priorità che non fanno vincere il concorso ma tengono ordinato il progetto:
*Quando un testo passa a SAL 100% occorre
**portare al 100% anche le pagine corrispondenti in ns0: non avvenendo automaticamente bisogna che qualcuno lo faccia, né si può pretenderlo da utentei inesperti o neoiscrittti per il concorso;
**Aggiungere il testo terminato all'elenco presente in [[Wikisource:Tredicesimo compleanno di Wikisource/Scrutini]]
*Ringraziare e/o appicicare la medaglietta di partecipazione nella pagina utente di chi viene qui appositamente per noi;
ma soprattutto un'azione ti riesce meglio che a molti altri:
*Facilitare la formattazione di indici ancora al 25 o 50% ma messi in concorso, formattando in essi una o più pagine, con i vari template di formattazione, dei template per le note separate o a piè di pagina; i template {{Tl|Ct}} per le intestazioni, le section per separare dei contenuti differenziati ma già presenti in una stessa pagin; insomma dando ai rilettori più coraggiosi un modello da seguire.
Grazie in anticipo. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:18, 26 nov 2016 (CET)
{{ping|OrbiliusMagister}} - Darò sicuramente una mano. Ho riletto un po' di pagine al 100% per fare un massa critica e sopratutto non accumulare troppi punti che avrebbero spaventato i neofiti in caso di classifiche parziali; sarò felice di dedicarmi a promuovere le pagine al 75%. Nel caso ci siano classifiche intermedie mettetemi pure come fuori concorso. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:48, 27 nov 2016 (CET)
== Immagini per Mugello ==
Ciao Luigi62,
sì infatti per essere alle primissime armi ho scelto un testo troppo complicato! Grazie per il tuo aiuto e per i consigli, con la formattazione della prima pagina che hai fatto ho anche modo di vedere i templetes che hai usato per impaginare la foto a dx con il testo a lato sx.--[[User:FilippoIvan|FilippoIvan]] ([[User talk:FilippoIvan|disc.]]) 21:31, 13 feb 2017 (CET)
== Aiuto template nota separata per Leonardo o dell'arte ==
Caro Luigi,
sto aiutando aborio a formattare [[ Indice:Ferrero - Leonardo o dell'arte, 1929.djvu |Leonardo o dell'arte]] di Ferrero ma ho delle difficoltà a lavorare da sola, figurati ad aiutare un altro utente! Abbiamo visto il tuo suggerimento del template Nota separata, che abbiamo accolto subito come più rispettoso del testo. Non so se vada bene pero' come l'abbiamo usato. Vedo due cose che non mi piacciono: i numeri delle note sembrano più grandi del normale e soprattutto in transclusione le note sono ripetute due volte. Potresti dare un'occhiata?
Grazie!
[[User:Sbubi|Sbubi]] ([[User talk:Sbubi|disc.]]) 00:46, 11 mar 2017 (CET)
{{@|Sbubi}} Le note si ripetevano perché bisognava limitare la transclusione solo al segmento "0". Ho già sistemato. Effettivamente hai ragione i numeri delle note sono più grandi, ma la cosa è dovuta ad un errore del template, che andrà sistemato: perciò continua pure ad applicare il template come hai fatto finora. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:01, 11 mar 2017 (CET)
Grazie! ciao! :) [[User:Sbubi|Sbubi]] ([[User talk:Sbubi|disc.]]) 13:52, 14 mar 2017 (CET)
== numero pagina ==
Ciao, mi spieghi come faccio a far comparire il numero di pagina in [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Luigi_Barzini_-_L%27Argentina_vista_come_%C3%A9.djvu/13 questa pagna?], grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 16:02, 14 mag 2017 (CEST)
: :D passavo... (È una delle poche cose che so) Bastava spostare il "|3" fuori dal template "Sc" [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:27, 14 mag 2017 (CEST)
== creazione indice ==
Ciao, mi aiuti a [[Indice:Mozzoni_Un_passo_avanti_nella_cultura_femminile.djvu|fare il sommario]]. Sono riuscita a metere i numeri, ma il titolo resta rosso ;-(. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 21:20, 28 mag 2017 (CEST)
== simboli e comandi ==
Caro Luigi ho visto le tue recenti correzioni: mi spieghi il senso del comando NOP e di questo altro <nowiki>{{ct|t=1|v=1|⁂}}</nowiki>. Inoltre come si scrive l'apostrofo in modo corretto? Grazie per ora --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:48, 20 giu 2017 (CEST)
:{{ping|Giaccai}} il template {{tl|nop}} non fa assolutamente nulla. Il suo scopo è di fungere da segnaposto e permette quindi di aggiungere righe vuote in fondo o in cima ad un testo. È indispensabile in fondo al testo se si vogliono aggiungere righe vuote: il caso più comune è dello spazio dopo le linee o i disegni che vengono messe in chiusura di capitolo e non sono molto belle appiccicate al fondo pagina: il suo uso è comunque estetico. Fino ad un paio di anni fa veniva aggiunto dopo un riga vuota in fondo alle pagine in cui si chiudeva un paragrafo; ora preferiamo metterlo sulla prima riga della pagina successiva seguito poi da una riga vuota. Il suo scopo è dire al sistema che inizia un nuovo paragrafo. Mettere due righe vuote ottiene lo stesso effetto, ma non è sempre stato così: quindi preferisco metterlo perché in futuro potrebbe essere indispensabile (il software di transclusione NON dipende da noi).
:Il <nowiki>{{ct|t=1|v=1|⁂}}</nowiki> è molto semplice, inserisce il carattere ⁂ al centro con uno spazio vuoto di 1 pc sopra (t=) e uno spazio vuoto di 1 pc sotto (v=); se aggiungi anche il parametro f= puoi ingrandire il carattere. È uno dei tanti modi per inserire un separatore nel testo: io personalmente non ne prediligo uno rispetto ad un altro ma cerco di essere costante all'interno di uno stesso testo. Quindi se l'ho corretto all'interno di un testo è perché in qualche pagina precedente era già stato usato in quella forma. Un errore molto frequente è aggiungere una sola riga vuota dopo un template <nowiki>{{Centrato|}}</nowiki> (devono essere o zero o in numero pari). Se ne aggiungi una sola (o in numero dispari) noterai che il paragrafo successivo non rientra, quindi il sistema non ha interpretato correttamente l'inizio di un nuovo paragrafo.
:Il vantaggio nel preferire il template {{tl|ct}} è apprezzabile solo guardando il codice HTML generato ed è utile se si eseguono esportazioni del testo in altri formati come .RTF.
:L'apostrofo corretto si ottiene premendo il comando postOCR che li converte in automatico. Altrimenti ricorro al copia-incolla.
:So di essere un po' contorto nelle spiegazioni, ma spero di esserti stato utile. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:26, 22 giu 2017 (CEST)
::Ti ringrazio molto, sei stato chiarissimo. Trovo corretto avere un comportamento omogeneo almeno nel singolo libro e quindi cercherò di adottare i tuoi criteri: ma, esiste la possibilità di aggiungere certe istruzioni nella barra comandi? ricordarmi quest <nowiki>{{ct|t=1|v=1|⁂}}</nowiki> sarà sempre impossibile ;-); questione inizio paragrafo e quindi indentazione: ho notato che a seconsa se metto a capo ad inizio riga o sopra la riga i risultati mi pare siano diversi; quale è il modo corretto per indicare che si tratta di un nuovo paragrafo? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:06, 22 giu 2017 (CEST)
:::{{ping|Giaccai}} per ricordarmelo lo considero l'acronimo di Centra Testo (anche se in realtà deriva da {{tl|Centrato}} e {{tl|Type}}). Per l'indentazione di un paragrafo è una questione di esperienza, l'unico modo è controllare l'effetto nella transclusione in Ns0. In NsPagina la presenza o meno del template {{tl|RigaIntestazione}} cambia l'aspetto dell'indentatura e purtroppo cambia anche nel tempo a causa delle modifiche del software. Ritornando ai tre asterischi c'è anche il template {{tl|Asterism}}
{{Asterism}}
che non ha alcun parametro, quindi sarà sempre uguale. Se ti vuoi divertire ci sono anche i separatori specifici per opera: {{tl|Separatore/dqf}} {{Separatore/dqf}} {{tl|Separatore/cdm}} {{Separatore/cdm}} {{tl|Separatore/bsv}} {{Separatore/bsv}} --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:29, 22 giu 2017 (CEST)
== colonne ==
Ci risono! mi aiuti a sistemare [[Pagina:Le_facciate_del_Duomo_di_Firenze.djvu/38|questa pagina]] dividendo in clonne; così capisco come fare le 3 pagine precedenti. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:31, 28 giu 2017 (CEST)
::Grazie. Per fare lavoro di revisione totale, esiste una funzionalità che mi consenta di vedere tutto il testo in formato txt e mi consenta di fare le correzioni velocemente, magari anche usando il trova/sostituisci? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:47, 2 lug 2017 (CEST)
:::{{Ping|Giaccai}} No, non esiste un modo per modificare l'intero testo se non attraverso un bot, e in questo caso non saprei neanche da dove cominciare. Le modifiche avvengono sempre a livello di NsPagina. Per avere una visione d'insieme puoi utilizzare Book2Scroll (dall'indice la terza icona in alto). Un altro metodo consiste nell'esportare (da Ns0) in formato TXT o RTF e poi utilizzare dei programmi come word per vedere come è formattato il testo, ma se trovi degli errori devi comunque modificarli in NsPagina. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:23, 3 lug 2017 (CEST)
==Pazienza==
Abbi pazienza, mi ci vorrà un po' per imparare tutti i trucchetti che stai mettendo ;-(. Esiste una pagina in cui siano tutti riassunti ? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 06:36, 4 lug 2017 (CEST)
==Note==
== nota dentro nota ==
[[Pagina:Ida_Baccini,_La_mia_vita_ricordi_autobiografici.djvu/261|questa pagina]] e la successiva hanno un errore che non sono riuscita a risolvere; c'è una nota follow=p250 e all'interno un'altra nota. Mi aiuti? Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:14, 10 lug 2017 (CEST)
::Ho visto che hai risolto, ma mi puoi spiegare cosa esattamente hai fatto? la nota inclusa non mi pare sia marcata con niente. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:30, 12 lug 2017 (CEST)
:::{{ping|Giaccai}}. Il trucco sta nel <nowiki>{{#tag:ref|...}}</nowiki>. Sono andato un po' per tentativi e seguendo passo passo ciò che è indicato nella pagina [[Aiuto:Come_aggiungere_le_note]]. Per quello che ne so è la prima volta che si presenta un caso simile (nota nella nota entrambe spezzate su più pagine), infatti ho aggiunto un appunto alle spiegazioni. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:11, 12 lug 2017 (CEST)
== manoscritto ==
Caro Luigi, mi è stato proposto di caricare le memorie dattiloscritte inedite sulla ritirata di Russia del 1942/43 scritta da un soldato italiano negli anni seguenti il suo rientro in Italia. Ovviamente il testo sarebbe caricato in CC BY SA; pensi possa non essere accetto? Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 15:50, 23 lug 2017 (CEST)
:{{Ping|Giaccai}}: è una bella domanda. Wikisource non accetta opere originali, ma ritengo che lo scopo sia di evitare che chiunque in cerca di credito o di legittimazione possa pubblicare testi o tesi campate per aria. Il caso che presenti è sul limite perché immagino sia stato scritto da persona ormai deceduta e quindi non in cerca di visibilità. Qualche manoscritto inedito esiste, vedi [[:Categoria:Manoscritti]], ma si tratta di opere molto meno recenti e dietro c'è sempre una biblioteca. Porrei la domanda a tutta la comunità al bar. Indipendentemente dalla trascrivibilità su source penso che possa comunque essere caricata su commons la scansione del dattiloscritto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 17:32, 23 lug 2017 (CEST)
:: Grazie; dal mio punto di vista lo riterrei un documento storico che documenta fatti di 75 anni fa, cui si potrebbero affiancare mappe che tracciano le diverse ipotesi di percorso fatto dalle truppe italiane in ritirata; Ciao --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:46, 23 lug 2017 (CEST)
== tempistica lavoro ==
Caro Luigi, il volume di Sordini lo trascrivo a pezzi, facendo prima il grosso del lavoro e poi tornando per rifinire; ti ringrazio comunque dei tuoi interventi. Ciao--[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 17:51, 23 lug 2017 (CEST)
== tabella ==
Ciao, mi aiuti per favore a sistemare [[Pagina:Matilde_Serao_Il_ventre_di_Napoli.djvu/39|questa pagina]]. Grazie e ciao--[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:21, 3 ago 2017 (CEST)
== Indice arruffato ==
Caro Luigi, devo aver fatto qualche pasticcio e non capisco come sistemare l'inidice di [[Indice:Matilde_Serao_Il_ventre_di_Napoli.djvu| questo libro]], mi puoi aiutare per favore? grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:10, 4 ago 2017 (CEST)
== spazi vuoti ==
Caro Luig, C'è un comando come PostOCR, che serva a levare tutti i doppi spazi tra le parole?, grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:15, 5 ago 2017 (CEST)
:{{ping|Giaccai}} No, ma puoi usare "unisci linee" che li rimuove (oltre che unire le linee). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:46, 5 ago 2017 (CEST)
::Grazie !! --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 13:49, 5 ago 2017 (CEST)
== Re: Modifiche a Viaggio sentimentale di ... ==
Ciao e grazie per l'interessamento. Ho unito le righe perché ritenevo che male non facesse e per tema di ritrovare gli "a capo" allorché il testo sia esportato in ePub. --[[User:Dalmoil|Dalmoil]] ([[User talk:Dalmoil|disc.]]) 20:14, 10 ago 2017 (CEST)
== Serao ==
Ehy! Grazie per avermi seguito nelle mie stralunate peregrinazioni. Commetto troppi errori. Mi dovrò accontentare da portare le pagine al 75 se no qualcuno crede che il lavoro sia fatto bene. La pagina dell'indice mostra che i titoli sono incolonnati con una loro giustificazione a sinistra. Probabilmente serve una tabella o altro trucco di cui non ricordo lo'esistenza e l'uso per cui mi ero fermato. Vedo anche una differenza fra le date. Nel frontespizio vedo datato 1884 mentre in alto, qui: [[Il_ventre_di_Napoli#pagename7]] c'è un 1887 che non ricordo come correggere... Se è da correggere :). Danke --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:15, 12 ago 2017 (CEST)
:{{ping|Silvio Gallio}} Ho visto che la formattazione dell'indice non è perfetta, ma l'indice normalmente non viene transcluso e non ci perderei troppo tempo. Se passa qualche purista ... ci penserà lui. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:20, 12 ago 2017 (CEST)
::Giusto! Mia pignolaggine derivante da ignoranza. Allora potresti mettere il 100 alla pagina, no? E chiudere davvero. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:23, 12 ago 2017 (CEST)
:::{{ping|Silvio Gallio}} Non posso, l'ho portato al 75%. Ho paura che tocchi a te. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:27, 12 ago 2017 (CEST)
::::si, ho sbagliato a scrivere dovevo usare l'imperfetto. Vabbé, mi sacrifico :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:43, 12 ago 2017 (CEST)
== Template Wl ==
Adesso qualcosa (poco poco!) il tl|Wl lo fa. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:08, 7 set 2017 (CEST)
== aggiustare Indice ==
Ciao, per favore mi puoi sistemare il primo capitolo di [[https://it.wikisource.org/wiki/Le_facciate_del_Duomo_di_Firenze questo indice]] che non riesco a capire dove sbaglio. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:33, 1 ott 2017 (CEST)
== Lavoro su immagini ==
Sto caricando su Commons un sacco di immagini con CropTool, sostitutive di quelle ottenuto con il glorioso, ma deprecato, Ritaglio. Molte richiederebbero una seconda passata per eliminare il background ecc. Se ti avanzasse tempo.... le trovi tutte nei miei caricamenti recenti su Commons. La lista delle pagine che contengono Ritaglio, suddivise per SAL della pagina (quelle SAL 100% e SAL 75% hanno la precedenza) è qui: [[Utente:Alex brollo/Pagine con immagini provvisorie]], nel caso tu potessi "convertirne" qualcuna. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 13:55, 24 ott 2017 (CEST)
{{ping|Alex brollo}} Vedrò di fare quello che posso. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:59, 24 ott 2017 (CEST)
== collegamento a wikipedia ==
Gentile Luigi62, vedo che hai modificato questa pagina https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Italiani_illustri_ritratti_da_Cesare_Cant%C3%B9_Vol.1.djvu/16 con collegamenti a a wikipedia, vorrei, per i prossimi, inserirli anch'io, ma non ho capito il codice. Per esempio {{Wl|Q219731|Canning}}, quel numero Q219731 dove lo pesco? Ciao e grazie --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 18:59, 2 nov 2017 (CET)
Sorry, ma nel frattempo ho trovato il link al template.
Ciao grazie comunque --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 19:37, 2 nov 2017 (CET)
{{ping|Utoutouto}} hai anche trovato il pulsantino che attiva la ricerca in wikidata? Se vai su preferenze->accessori e attivi il bottone con l'icona di wikidata hai il supporto offerto dal nostro Alex brollo. In molti casi trovi subito ciò che ti serve. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:11, 2 nov 2017 (CET)
:Si, intendi questo vero?
:''Aggiunge il pulsante Button Wikidata editor toolbar.png Aggiungi Wl alla toolbar di modifica; attiva la ricerca dell'elemento wikidata appropriato'' --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 20:26, 2 nov 2017 (CET)
== Forse ti è sfuggito ==
ciao, per me va bene tutto ma ti segnalo che Barzini, assieme ad altri che sono al 75% servirebbe a EusebiaP per farli portare al 100% dai suoi "scagnozzi :)" come ha detto al bar [[Wikisource:Bar#Libri_sulla_Prima_Guerra_Mondiale.2C_aiuto_per_SAL_75.25]]. Se glieli porti al 100% siamo fregati! :) Suggerimento ci sarebbe l'altro testo di Barzini [[Dal_Trentino_al_Carso]] che è quasi tutto da fare... Vedi tu 'Notte --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 23:24, 2 nov 2017 (CET)
{{ping|Silvio Gallio}} hai ragione, me ne ricordavo solo vagamente, ma quando passando vedo un rientro mancante o di troppo non resisto senza sistemarlo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:34, 2 nov 2017 (CET)
:Si, dannazione! Sui rientri anch'io ho una specie di mania. Anche perché è una delle poche cose che ricordo come sistemare. Ma sei stato proprio tu a "rimproverarmi" l'altro giorno per aver noppato una sfilza di pagine (mo' non ricordo quali) che poi magari cambia tutto. E vorrei tanto che qualcuno decidesse di mettere un punto fermo. Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:03, 3 nov 2017 (CET)
== Info su formattazione ==
Ciao, ho visto le tue correzioni sulle mie riletture. Non riesco a capire, il <nowiki>{{Nop}}</nowiki> va messo o no? Io ho optato l'aggiungerlo perché era stato fatto prima dicme da chi aveva porta a Sal 75% ma se è scorretto lo tolgo ovunque. Grazie[[User:Emmepici|Emmepici]] ([[User talk:Emmepici|disc.]]) 22:21, 28 nov 2017 (CET)
: {{ping|Emmepici}} Il <nowiki>{{Nop}}</nowiki> seguito da una riga vuota va messo quando in una nuova pagina inizia un nuova paragrafo, cioè la prima riga è leggermente rientrata. Se proprio vuoi che non rientri la prima riga in una pagina puoi mettere una riga vuota all'inizio, ma è superfluo perché in futuro un aggiornamento del software potrebbe invertire le cose (è una lunga storia che si trascina da anni). --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:27, 28 nov 2017 (CET)
::Grazie. Adesso conrollo anche le "stelline" che ho visto che hai corretto...ho imparato un'altra cosa :-) [[User:Emmepici|Emmepici]] ([[User talk:Emmepici|disc.]]) 22:31, 28 nov 2017 (CET)
: {{ping|Emmepici}} Un consiglio sulla stellina: deve essere preceduta e seguita da due righe bianche. Se si trova all'inizio di una pagina un <nowiki>{{Nop}}</nowiki> seguito da due righe bianche. Vedi [[Pagina:Deledda - Il segreto dell'uomo solitario, 1921.djvu/53]] come esempio. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:47, 28 nov 2017 (CET)
::grazie [[User:Emmepici|Emmepici]] ([[User talk:Emmepici|disc.]]) 22:58, 28 nov 2017 (CET)
==[[Pagina:Fedele, ed altri racconti (Fogazzaro).djvu/347]]==
Avevo chiesto ad [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] [[Discussioni utente:Accurimbono#Pagine con talloncini|qui]] e di fatto mi aveva dato il via libera, non capisco (anche perché non sono pratico del progetto) perché tu abbia annullato tutto. --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:34, 30 nov 2017 (CET)
:{{ping|Gce}} Normalmente tali pagine non vengono trascritte perché non fanno parte del libro. In effetti non c'è una regola che dice di tenere o cancellare, è una questione di gusti personali. Comunque l'ho ripristinata. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:45, 30 nov 2017 (CET)
::Grazie; credo che una linea comunitaria unificata vi serva in futuro, quantomeno per non creare confusione ai nuovi utenti :) --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:47, 30 nov 2017 (CET)
:::{{ping|Gce}} Intenderai '''CI''' serva, questo progetto è mio quanto tuo. ;) --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:52, 30 nov 2017 (CET)
::::Non lo frequento così tanto da considerarmi un membro stabile, ma in effetti hai ragione, è "ci" :) Ecco un altro esempio, [[Pagina:Carli - Noi arditi, 1919.djvu/2]], creata al 25%, mi ammazzo a formattarla e nel frattempo viene svuotata (l'unica pagina di tutto il libro, oltretutto), credo serva uniformità. --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:58, 30 nov 2017 (CET)
:::::{{ping|Gce}} Beh, in questo caso direi che c'è omogeneità. Chi ha frequentato questo progetto con assiduità si è accorto che il lavoro è potenzialmente gigantesco e i contributi limitati, quindi eliminare delle pagine poco significative equivale a guadagnare tempo. Personalmente ex-libris e cose del genere li elimino senza pensarci perché non fanno parte del libro mentre le pagine "pubblicitarie" mi limito a mettere il SAL a 0 ma lascio il testo grezzo. In ogni caso rimangono in NsPagina e non c'è motivo vengano transcluse in Ns0. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 22:15, 30 nov 2017 (CET)
:::::: Teniamo presente una differenza: le pagine pubblicitarie fanno parte dell'EDIZIONE (anche se non del testo), mentre ex libris, firme e talloncini bibliotecari sono caratteristici del singolo ESEMPLARE. Da qui la possibilità di non trascriverli. Ovviamente se un utente desidera riprodurre anche questi elementi, ben venga, ma la loro non-trascrizione non è di impedimento al raggiungimento della qualità massima in Wikisource. --[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 08:56, 1 dic 2017 (CET)
:::::::Bene, ma ritenete corretto anche che elementi già trascritti vengano azzerati, come nell'ultima pagina da me citata? --[[User:Gce|Gce]] ([[User talk:Gce|disc.]]) 21:02, 1 dic 2017 (CET)
== Autore (cognome) - Titolo, casa editrice, città, anno, tomo (eventuale) ==
Anno nuovo, nessuna deroga sui nomi file djvu e loro corretta rappresentazione in nsIndice/pagina. Questo [[Indice:Matilde Serao ilromanzodellafanciulla.djvu|Indice]] è da rifare! '''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:40, 5 gen 2018 (CET)
:{{ping|Xavier121}}, scusa ma non capisco questo messaggio, ho solo corretto un errore; non sto gestendo io questo indice. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 18:33, 5 gen 2018 (CET)
::Hai ragione, scusami, ho già segnalato a chi di dovere! :) --'''<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>[[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 18:49, 5 gen 2018 (CET)
== Artusi - La scienza in cucina ==
Ciao Luigi, mi pare che stai lavorando sull'Artusi. Mi chiedevo se ci fosse un modo per rendere meglio sull'epub l'indice delle prime pagine. Il testo 'dentro' la cornice viene reso molto male, testo e cornice sono slegati e modificando la dimensione dei caratteri il testo esce dalla pagina per sovrapporsi all'indice wiki della pagina seguente con una orribile sovrapposizione. Non si può mettere un break di pagina o simili per evitarlo ? Magari in wiki non cambia niente ma gli epub vengono resi molto meglio ... C'è inoltre da sistemare alcuni indici, quello per materie, a proposito di Minestre che non prendono la doppia suddivisione di capitolo/sezione , non so se lo puoi fare tu. :[[User:MauC66|MauC66]] ([[User talk:MauC66|disc.]]) 18:33, 7 gen 2018 (CET)
:{{Ping|MauC66}}, purtroppo per ora non abbiamo ancora trovato una soluzione e personalmente penso che non ci sia. HTML permette dei riferimenti relativi che mal si conciliano con ePub, il cui testo può variare per dimensione a discrezione dell'utente. La soluzione è un'immagine in un sol pezzo (compresi i testi) della copertina come in [[Le avventure di Pinocchio|Pinocchio]] oppure una copertina tutto testo senza la cornice. Lo stesso problema si pone per le immagini scontornate all'interno del testo. Una possibile soluzione potrebbe essere una transclusione alternativa ottimizzata per ePub. Per l'indice l'esperto è {{Ping|Alex brollo}}. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:51, 7 gen 2018 (CET)
== Barzini ==
Ciao, ci stiamo inseguendo sul Barzini. Ottimo! Un solo particolare: tutti i 75% ''precedenti'' le ultime pagine che hai/abbiamo lavorato mi sono preclusi dalla regole del SAL e non posso portarle al 100%. Ti prometto che continuo fino alla fine col 75% ma devo lasciare il lavoro pregresso in rosso. Giusto per tua info, così ti sai regolare. Ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 12:51, 8 gen 2018 (CET)
== Problemi da ornatista ==
[[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896.djvu|page=9|thumb|400px|right]]Il problema di [[Indice:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896.djvu]], come vedi dall'immagine, è: come "riempire di sfondo" la cornice, ossia far sparire dall'immagine il testo?
La soluzione che io esplorerei è:
* usando le coordinate delle parole, che posso estrarre dal djvu, riempire di un colore "pieno" tutti i rettangoli che contengono le parole;
* usando un programma in grado di elaborare immagini, e io userei python, trovare e riempire tali aree con un pattern copiato dagli spazi adiacenti;
* dare una sfumata a tutto il "rettangolone" che contiene il testo per ridurre eventuali margini che dovessero apparire nei confini (l'occhio umano è terribile).
Domanda: GIMP può fare facilmente, con pochi click, una cosa del genere? Ci sono altri sistemi praticabili, che tu sappia? In questo caso si tratta di poche pagine con testo dentro una cornice complessa, e colore; in altri casi potrebbero essere molte di più. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:29, 27 feb 2018 (CET)
:{{Ping|Alex brollo}} Cancellare un testo in una selezione rettangolare è una cosa di pochi secondi. Un po' più di tempo ci vuole per sbiancare correttamente l'intera pagina, raddrizzare e tagliare a misura, si tratta comunque di operazioni abbastanza semplici. Personalmente quando "restauro" un'immagine di un libro parto sempre dall'ipotesi che l'autore l'ha pensata con il fondo bianco, è il tempo che ingiallisce la carta, non l'editore. Dammi qualche minuto e provo ha prepararti la cornice e poi mi sai dire. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:00, 28 feb 2018 (CET)
:: Basta che tu mi "faccia sparire" il testo nelle poche pagine che ce l'hanno, per il raddrizzamento e croppatura posso arrangiarmi. Se carichi le tue immagini con testo cancellato su Common con lo stesso nome che darebbe CropTool mi agevoli il lavoro successivo. Grazie! [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 18:17, 28 feb 2018 (CET)
::: {{Ping|Alex brollo}}. [[Pagina:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896.djvu/9|Questa pagina]] l'ho fatta, per le prossime nei prossimi giorni. Fammi sapere se è quello che intendevi. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:53, 1 mar 2018 (CET)
:::: Altre pagine sono a colori.... sostituisco l'immagine con una fatta da me (male, di prova) per farti vedere cosa penso sia opportuno per non scatenare la guerra civile. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:28, 2 mar 2018 (CET)
== Un aiuto...==
Ciao, ho visto che hai sistemato alcune cose sulle pagine che ho trascritto, se ne hai voglia mi dai, per favore, una mano a capire gli errori così evito di ripeterli, ho un po' sbirciato le tue correzioni ma non basta per cogliere tutto...<br />
* sto togliendo il references dal piè di pagina, è corretto?
* sto sistematicamente saltando le pagina vuote ma anche quelle con immagini perché non so come gestirle...
* come si fa ad andare a capo senza l'indentazione? (tipo [[Pagina:Gemma_Giovannini_-_Le_donne_di_casa_Savoia.djvu/52|qui, primo capoverso]]?
* i link agli autori citati vanno messi sempre o solo alla prima ricorrenza?
Poi mi verranno altri dubbi... Ti ringrazio fin d'ora per correzioni, consigli e suggerimenti! --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 08:48, 12 mar 2018 (CET)
:{{ping|Civvì}}:
# È irrilevante lasciarlo o toglierlo, è un retaggio del passato, ora è il sistema che gestisce automaticamente la cosa.
# Le pagine vuote le devi salvare con SAL 00%, le pagine con immagini puoi preparare le immagini (per il momento non ti spiego la cosa perché non ho tempo) e inserirle nella pagina; oppure trascrivere il testo e aggiungere al posto dell'immagine il template {{Tl|Immagine da inserire}}, qualcuno poi penserà a inserire l'immagine, e salvare: direi SAL 50% se l'immagine è necessaria alla comprensione del testo oppure già con SAL 75% se l'immagine è puramente ornamentale.
# quella che mi hai indicato non è un a capo senza indentazione ma semplicemente la prima riga di una pagina il cui paragrafo è cominciato nella pagina precedente. È un fatto puramente estetico (nella trasclusione in nS0 non fa differenza), e per sistemarlo basta una riga vuota all'inizio del testo (attenzione una sola riga; due righe equivalgono a un nuovo paragrafo). Il vero testo senza indentatura è raro e si presenta di solito alla fine di versi citati nel testo e si risolve con il template {{Tl|Indentatura}}.
# Sì, la regola è una sola volta per pagina per gli autori e i testi citati. Per link ad altre wiki è consigliato un solo link per capitolo (es: {{Tl|W}} o {{Tl|Wl}}).
Ciao e non esitare a chiedere, anche se non sempre sarò veloce nel risponderti. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:29, 14 mar 2018 (CET)
:Grazie per le indicazioni! [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Gemma_Giovannini_-_Le_donne_di_casa_Savoia.djvu/82&curid=578024&diff=2067740&oldid=2067728 Qui] ero in effetti un po' in dubbio, è palesemente un errore di stampa perché l'autore inteso è quello che ho linkato (citato nelle opere consultate e autore della ''Storia delle repubbliche italiane''). Vanno quindi riportati fedelmente anche gli "errori"? Per le immagini sto studiando :-) --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 13:47, 17 mar 2018 (CET)
::{{ping|Civvì}} Mi scuso per aver corretto un errore che non era un errore. Se trovi un errore di stampa lo correggi con il template {{tl|Ec}} in modo che ne rimanga traccia. Il nome era diventato rosso per colpa del postOCR che avevo usato per correggere gli apostrofi e inverte "é" con "è" (infatti evito sempre di includere questa sostituzione in automatico). Comunque l'ho già sistemato, ma ho dovuto utilizzate il template {{tl|Pt}} perché il template Ec ha dei problemi quanto è nidificato. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:01, 17 mar 2018 (CET)
:::No ma non ti scusare, sbircio tantissimo le tue modifiche per imparare a fare le cose per benino :-) Prima o poi capirò anche come funzionano i tools di correzione, ora sto facendo tutto a manina. Certo è che c'è un mare di lavoro! --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 14:25, 17 mar 2018 (CET)
::::{{ping|Civvì}} Ti ho preparato un paio di esempi di immagini: in [[Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/28|questa]] ho usato lo strumento CropTool (su Commons) invece in quest'[[Pagina:Gemma Giovannini - Le donne di casa Savoia.djvu/54|altra]] ho pulito l'immagine partendo dall'originale (ho dovuto scaricarmi 600 mega di file). La differenza è nella qualità e nel tempo... necessario per fare un lavoro "pulito". --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:02, 17 mar 2018 (CET)
:::::Grazie! Oggi e domani non riuscirò ma da lunedì mi ci metto e provo, tra i tuoi esempi e le pagine di aiuto conto di poter riuscire a fare qualcosa di sensato :-) --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 16:05, 17 mar 2018 (CET)
== Indice dei nomi di Storia d'Italia ==
Ho finito il lavoro che mi avevi chiesto (ti ho fatto aspettare un po'...) e visto che c'ero con un colpo di Excel ho templatizzatro anche l'indice finale del volume II. Ti segnalo che ho dovuto essere "creativo" nella transclusione dell'indice dei nomi; ho dovuto spezzare la transclusione in pezzi, perchè il numero di chiamate a Modulo:Pg superava il massimo tollerato (è il più lungo indice dei nomi che abbia finora trovato); vedi se ti va bene. Pingo anche {{ping|OrbiliusMagister}} che giustamente mi aveva ricordato il mio impegno. Alla prossima! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:26, 23 mag 2018 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Grazie, ho visto il tuo lavoro man mano che procedeva, e adesso comincia il noioso lavoro di rilettura; una o due pagine al giorno sono sopportabili. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 23:35, 23 mag 2018 (CEST)
== Status albertino ==
Caro Luigi,
il titolo del messaggio è uno scherzo: volevo chiederti se ti andava di dare un'occhiata alla paragrafatura (caporiga e rientri vari) de paragrafi di [[Grammatica della lingua toscana]] di L.B. Alberti: ho effettuato il M&S e la formattazione corretta di corsivi maiuscoletti ecc., ma quando è toccato gestire i caporiga e le indentature confrontando la resa tra nsPagina e ns0 (non sempre uguali) la mia pazienza è deragliata e sono passato a elaborare [[Ludi mathematici]] che invece ho sistemato meglio ed ora è solo da rileggere. Ti ringrazio per qualunque anche minima attenzione tu voglia dedicare. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 18:52, 25 mag 2018 (CEST)
: {{ping|OrbiliusMagister}} - Ho dato un'occhiata e già alla [[Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/179|prima pagina]] ho avuto problemi con gli accenti. Sono utilizzati dei segni fonetici che non saprei come rappresentare perciò ho scelto quelli che assomigliavano, "e Verbum" è proprio diversa. Queste sono tutte le "e" disponibili {{x-larger|ḔḕḖḗḘḙḚḛḜḝẸẹẺẻẼẽẾếỀềỂểỄễỆệ}}. Scegli quali meglio rappresentano e scrivilo nella pagina di discussione dell'indice, in modo che rimanga come riferimento.
: Le pagine successive sono una vera complicatezza. Per risolverlo ho utilizzato in carattere <code> </code> ma non è detto che funzioni correttamente su ogni browser o con un copia-incolla in un word-processor. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 09:25, 26 mag 2018 (CEST)
== Bug & in eis ==
Adesso a me eis funziona regolarmente in [[Indice:Serao - Il romanzo della fanciulla, R. Bemporad & figlio, Firenze, 1921.djvu]], anche per la creazione di nuove pagine: mi confermi? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:51, 1 giu 2018 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} Ti confermo il perfetto funzionamento. Ma come mai nelle pagine c'è una categoria con il nome del file? --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:28, 2 giu 2018 (CEST)
:: E' una cosa emulata da mul.source. Ne abbiamo parlato in bar, una delle ultime discussioni di maggio. Permette di fare una ''intersezione di categorie specifica per le pagine di un'opera.'' Potrebbe essere utile. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:50, 2 giu 2018 (CEST)
::: Lo stesso identico bug bloccava anche Modulo Dati: sembra risolto! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:48, 3 giu 2018 (CEST)
== Duemila leghe sotto l'America ==
Vedo che ti stai occupando tu delle immagini di [[Duemila leghe sotto l'America]], passo ad altro Salgari! Se vuoi una mano fammi un fischio. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 23:45, 29 giu 2018 (CEST)
==Lettera di Boratto per guasto Alfa di Mussolini==
[[File:Lettera Boratto p1.JPG|thumb|100px]]
If you look at [[commons:Lettera di Boratto per guasto Alfa di Mussolini]], it seems like this should be on wikisource. [[User:Evrik|Evrik]] ([[User talk:Evrik|disc.]]) 18:43, 26 ott 2018 (CEST)
== Re:La facciata del nostro duomo ==
Mah, per me non cambia nulla: puoi pure procedere in questo modo con la rilettura, anche se confesso che tutto sommato avrei preferito mantenere l'aspetto originario del testo (anche perché ritengo che ci fosse un motivo ben preciso per cui l'autore avesse elencato a parte quelle note rispetto alle altre regolarmente numerate). Ammetto comunque che non ero a conoscenza della tecnica della "nota separata" e per questo ti ringrazio (oltre che ovviamente per la tua pazienza nel rileggere quanto da me trascritto). Ciao e auguri di buone feste! --[[User:Mess|Mess]] ([[User talk:Mess|disc.]]) 00:07, 24 dic 2018 (CET)
:Ah, inoltre mi son permesso di correggere [[Pagina:Beltrami - La facciata del nostro duomo, 1883.pdf/21|qui]] il collegamento all'autore citato: controllando la [[w:Luca Beltrami|biografia del Beltrami]], sono convinto che il Boito a cui si riferisca sia Camillo e non Arrigo (anche perché il primo era architetto e il secondo no). --[[User:Mess|Mess]] ([[User talk:Mess|disc.]]) 00:15, 24 dic 2018 (CET)
::{{ping|Mess}} Credo proprio che tu abbia ragione. Della serie "prima di salvare controllo" e poi te ne dimentichi. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 00:25, 24 dic 2018 (CET)
== Risultati del concorso per il 15º compleanno di Wikisource ==
<div style="background: #{{Colore portale sfondo barre 3}}; background: box-shadow: 0 0 .3em; border:2px solid #A7D7F9; border-radius: .2em; margin: 1em 0 2em 0; padding: 1em;">
[[File:Nuvola_wikisource_icon_IT.png|120px|right]]
Carissimo {{PAGENAME}},
'''Grazie''' per il tuo contributo a Wikisource. Grazie alla tua opera e a quella di tutti gli altri partecipanti, abbiamo riletto ben 4937 pagine in soli 14 giorni: la comunità solitamente impiega mesi a rileggere quel numero di pagine! La tua presenza ha reso questo compleanno di Wikisource una festa fantastica, e speriamo che anche tu ti sia divertito. Grazie anche per aver pazientemente aspettato l'annuncio dei vincitori: è finalmente giunto il momento tanto atteso :-)
'''Vai [[Wikisource:Quindicesimo_compleanno_di_Wikisource|a questa pagina per sapere chi ha vinto]]!'''
Ma vogliamo ricordarti che Wikisource non finisce qui: il progetto di una biblioteca digitale libera e collaborativa si nutre di contributi quotidiani, di utenti generosi come te. Per cui sei ufficialmente invitato a rimanere e a collaborare con noi, quanto vuoi, quando vuoi; non c'è nessun obbligo. Quando hai un dubbio puoi sempre scrivere al [[Wikisource:Bar|Bar]] o a uno di noi utenti.
Infine ci piacerebbe sapere la tua opinione sul concorso: ti è piaciuto? Hai idee per migliorarlo? E' stato semplice partecipare? Scrivici pure quello che vuoi (critiche e suggerimenti) [[Wikisource:Quindicesimo_compleanno_di_Wikisource/Feedback|a questa pagina]].
A presto, e grazie ancora di aver festeggiato con noi!
'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''', 01:55, 26 dic 2018 (CET)
</div>
<!-- Messaggio inviato da User:OrbiliusMagister@itwikisource usando l'elenco su https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource:Quindicesimo_compleanno_di_Wikisource/Lista&oldid=2240287 -->
== sezione locale ==
Ciao, grazie per la sistemazione di [[Pagina:Il_Valdarno_da_Firenze_al_mare.djvu/15|questa pagina]]; vedo che sei interessato a libri di storia locale: Dato che anch'io focalizzo le mie attività anche su questo tema, vedi [[Progetto:Toscana|questa pagina]] potresti darmi una mano ad organizzare meglio le cose. Mi interesserebbe creare una Sezione locale generale in cui siano presenti testi di storia locale suddivisi per regione con accesso dal [[Wikisource:Testi_in_ordine_alfabetico_per_argomento|livello iniziale]] della biblioteca Wikisource. Cosa ne pensi? buon anno --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 09:13, 31 dic 2018 (CET)
== de gregory ==
Ho avuto un momento di rimbecillimento, nella fonte originaria si chiama Gasparo. Non so veramente come abbia potuto trasformarlo in Giacomo, pover'uomo :-( Vado a sistemare! --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 18:13, 5 gen 2019 (CET)
:Grazie! Bel lavoro, l'abbiamo finito in tempi record! Per chiudere il cerchio ho scritto anche la voce su Wikipedia. Ho trovato qualche sua opera ma devo prima finire quelle altre millemila cose che ho incompiute :-) --[[User:Civvì|Civvì]] ([[User talk:Civvì|disc.]]) 16:40, 8 gen 2019 (CET)
== Pensaci ==
Caro Luigi,
so come la pensi sull'argomento, ma mi permetto di tornare con te su un discorso che mi urgeva da tempo: in una Wikisource ideale tutti gli utenti di lungo corso sono amministratori; in questa Wikisource i problemi che richiedano un'adminship impegnativa sono assai pochi; il tuo curriculum tecnico e comportamentale è un esempio per tutta la comunità; gli utenti meno esperti ti cercano per consigli... insomma, non vedo motivi per non candidarti.
So come la pensi sull'argomento, ma a distanza di tempo penso che tu possa cambiare idea ed aver piacere di entrare nella squadra degli admin; di certo il progetto ne guadagnerebbe molto. Pensaci e dammi un cenno di risposta: con te non mi permetterei mai sorprese che possano risultare anche minimamente sgradite. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 10:31, 8 feb 2019 (CET)
== Educazione della donne ==
Grazie per avermi sistemato le intestazioni; non riesco a levare lo sfondo e raddrizzare le immagini, hai fatto un lavoro perfetto. Ho imparato ad unsare <nowiki>{{ct| ...}}</nowiki> ma non ho ancora capito come formattare i caratteri se non si usa quel template, e come fare a sistemare i testi al 75% si una pagina senza che sia cantrato ma con allineamento a destra, e come fare a indentare il paragrafo dopo la prima riga. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:29, 11 feb 2019 (CET)
:{{ping|Giaccai}} Nello specifico caso era impossibile ottenere un'immagine decente dall'originale perché la luminosità dello sfondo non era omogenea e la distorsione della pagina molto accentuata. Il trucco è stato pulire e ricostruire solo un piccolo pezzo dell'immagine e poi incollarlo 4 volte di seguito. Una immagine non è un pezzo originale che va preservato, perciò quello che mi prefiggo è di cercare di riportarlo a come l'autore voleva che fosse. Ad esempio la carta era in origine molto probabilmente bianca e non gialla, quindi non ha senso preservare il giallo, ecc.
:Per le formattazioni la casistica è molto ampia ed è difficile darti un consiglio rapido. La cosa migliore è fare una raccolta delle pagine più complesse da usare come esempio quando ci si imbatte in casi simili. Bisogna andare per tentativi e ricordarsi che anche l'ordine in cui sono utilizzati i template può influire sul risultato finale (e purtroppo ogni tanto cambia in seguito a delle modifiche). Comunque come regola generale quando si nidificano i template all'interno devono andare quelli che formattano il testo e all'esterno quelli che formattano il paragrafo: ad esempio se devo centrare una scritta in piccolo la sequenza corretta è <nowiki>{{Centrato|{{smaller|testo}}}}</nowiki> e non <nowiki>{{smaller|{{Centrato|testo}}}}</nowiki>. Non è sempre così semplice: {{tl|Indentatura}}, ad esempio, che va chiuso con un <nowiki></div></nowiki> quando lo si nidifica può generare dei problemi, spesso visibili solo dopo la transclusione, idem per {{tl|Ct}} se usato in NsPagina sulla prima riga genera un errore che si ripercuote sulle pagine successive (basta inserire una riga vuota all'inizio e la cosa si risolve).
:Spero di esserti stato utile. Alla prossima --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 19:28, 11 feb 2019 (CET)
::seguirò il tuo consiglio facendomi una lista di esempi. Grazie --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:09, 11 feb 2019 (CET)
:::Divento pazza ;-( mi sistemi [[Pagina:Giuseppe_Aliani,_Educazione_della_donne_1922.djvu/169|questa pagina]] per favore?--[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 20:40, 11 feb 2019 (CET)
::::Grazie infinite !! --[[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 08:07, 12 feb 2019 (CET)
== perchè tutte le pagine di ques'opera non hanno il testo da modificare? ==
Gentile Luigi, sorry, ma tuo malgrado ti ho... nominato mio tutor :-) e vorrei chiederti (se vuoi, se puoi, se hai tempo) perchè tutte le pagine di ques'opera non hanno il testo da modificare? https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Ascensioni_umane_Fogazzaro.djvu/1 Ciao e grazie --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 18:40, 15 mar 2019 (CET)
: {{ping|Utoutouto}} - Non c'è testo da modificare perché non è stato aggiunto lo strato testo. L'unico modo è ricaricare il testo utilizzando [https://tools.wmflabs.org/ia-upload/ IA-Upload] che unisce automaticamente lo strato testo. L'alternativa è recuperare il file "Fogazzaro-Ascensioni_djvu.txt" su Internet Archive e lavorare di copia-incolla in ogni pagina. Se hai bisogno di aiuto non hai che da chiedere. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:58, 17 mar 2019 (CET)
:: Grazie, --[[User:Utoutouto|Utoutouto]] ([[User talk:Utoutouto|disc.]]) 17:41, 17 mar 2019 (CET)
== completata rilettura Andrea_da_Barberino_-_Guerino_detto_il_Meschino,_1841 ==
ciao
ho completato la rilettura di questo testo inserendo le immagini che mancavano.
Sei tu che ci hai lavorato ?
C'è una netiquette in merito o chi finisce di fare le ultime cose chiude il SAL al 100% ?
E da dove si vede chi ha partecipato al lavoro sul libro in generale ?
scusa per le domande
grazie
--[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 10:43, 25 mar 2019 (CET)
:{{ping|Accolturato}} Ben fatto! Grazie per aver completato il lavoro. Non esiste una tradizione per chiudere il lavoro, se ti senti di farlo porta pure al 100% sia l'indice che la transclusione. Per l'indice basta guardare che tutte le caselle siano verdi, mentre per la tranclusione sarebbe meglio prima dare una veloce occhiata al testo che non ci siano errori di impaginazione (ad esempio corsivi non terminati o paragrafi senza indentatura). L'elenco delle persone che hanno partecipato si vedono nella pagina di discussione, e un elenco dei contributori viene allegato al testo ogni volta che si esporta in un altro formato. Grazie ancora per la collaborazione e non farti problemi a chiedere se hai qualche dubbio. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:41, 26 mar 2019 (CET)
::{{ping|Luigi62o}} ti ringrazio! ho proceduto allora.--[[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 09:25, 26 mar 2019 (CET)
== Vajani ==
Ho notato [[:File:Vincenzo Capriolo.jpg|qui]] la firma di un Vajani. Abbiamo notizie? Ne sai nulla? Forse Pietro? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 13:27, 4 mag 2019 (CEST)
:{{ping|Carlomorino}} Direi che si tratta proprio di Pietro Vajani, le uniche notizie che ho trovato sono che operava nella seconda metà del XIX secolo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:30, 6 mag 2019 (CEST)
Che dici di fare almeno la categoria su Commons? --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 08:29, 6 mag 2019 (CEST)
== File:Vincenzo Cepolla.jpg ==
[[:File:Vincenzo Cepolla.jpg]] siccome mi serviva subbbitissimo l'ho creata. Se per caso la fai meglio mantieni pure il nome. --[[Utente:Carlomorino|'''Carlo M.''']] ([[Discussioni utente:Carlomorino|disc.]]) 19:18, 5 giu 2019 (CEST)
== Telepatia dannunziana ==
Caro Luigi,
grazie infinite per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:D'Annunzio_-_Laudi,_IV.djvu/198&curid=678927&diff=2343718&oldid=2342869 questa modifica]! Di fatto mi hai letto il pensiero, infatti
#Stavo cercando da giorni il glifo per la fogliolina giusta e ci avevo ormai rinunciato.
#Nella mia mente folle immaginavo che un utente di buona volontà collegasse il maggior numero possibile di riferimenti (con link a pagine autore o a Wikipedia mediante {{Tl|Wl}}). Tu lo hai fatto: te ne sono enormemente grato.
P.S. Sto ancora pensando a come presentare queste note, spesso così lunghe da invogliare a tenerle come testo a parte ma sempre troppo interessanti per non collegarle in qualche maniera al testo che commentano. Accetto suggerimenti. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:26, 5 ago 2019 (CEST)
== Lettura veloce ==
Ciao Luigi, ho notato – leggendo lo stesso libro tuo – che metti un po' a caso le pagine al livello 3 o 4. Cerca di leggerle prima di cambiarle di stato, dato che non credo che tu abbia potuto leggere 2-3 pagine in un minuto. Comprendi che è controproduttivo per il progetto cercare di mettere "record di velocità" in questo modo, perché poi ci teniamo dei refusi che con una corretta lettura sarebbero stati corretti. Lo noto io, lo notano anche gli altri utenti. Nel caso ti consiglierei di concentrarti su un libro solo e di leggere (ma leggere veramente!) solo quello. Grazie --<span style="font-family:Times; color:#219">'''[[Utente:Ruthven|Ruthven]]'''</span> <span style="color:#0070EE"><small>([[User talk:Ruthven|<span style="color:#101090">msg</span>]])</small></span> 23:28, 21 ago 2019 (CEST)
== Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
La Wikimedia Foundation chiede il tuo parere in un sondaggio sulla tua esperienza con {{SITENAME}} e Wikimedia. Lo scopo di questo sondaggio è quello di capire come la Foundation sta supportando il tuo lavoro su wiki e come possiamo cambiare o migliorare le cose in futuro. Le tue opinioni condivise influenzeranno direttamente il lavoro attuale e futuro della Wikimedia Foundation.
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act5) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 16:34, 9 set 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act5)&oldid=19352874 -->
== Reminder: Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
Un paio di settimane fa ti abbiamo invitato a partecipare al Community Insights Survey. È il sondaggio annuale della Wikimedia Foundation sulle nostre comunità globali. Vogliamo capire quanto bene sosteniamo il tuo lavoro su wiki. Siamo al 10% del nostro obiettivo di partecipazione. Se non hai già partecipato al sondaggio, puoi aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo! '''La tua opinione è importante per noi.'''
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act5) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 21:14, 20 set 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act5)&oldid=19395141 -->
== Reminder: Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
Mancano solo poche settimane per partecipare al Community Insights Survey! Siamo al 30% del nostro obiettivo di partecipazione. Se non hai già partecipato al sondaggio, puoi aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo!
Con questo sondaggio, la Wikimedia Foundation raccoglierà dei pareri su come sosteniamo il tuo lavoro su wiki. Ci vorranno solo 15-25 minuti per completarlo e avrà un impatto diretto sul sostegno che forniamo.
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act5) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 19:04, 4 ott 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act5)&oldid=19435548 -->
== Polinice ==
Ho visto che hai portato a SAL 100% [[Pagina:Alfieri, Vittorio – Tragedie, Vol. I, 1946 – BEIC 1727075.djvu/121|una pagina di Polinice]], grazie! Avrai notato che è un altro "esperimento", con formattazione via templatestyles. Ti sei ritrovato? Cosa ne pensi? --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 09:40, 19 ott 2019 (CEST)
:{{ping|Alex brollo}} - Il risultato è ottimo, la rilettura veloce ma l'implementazione tutt'altro che semplice. Ho cercato di capire come definire uno stile, ma la cosa non è alla mia portata. Mi sembra un ottimo sistema per avere la certezza che lo stile sia omogeneo all'interno di un testo. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 11:30, 19 ott 2019 (CEST)
:: Purtroppo il "sistema mediawiki" fa di tutto per scoraggiare l'utente dall'utilizzo (e dalla comprensione) dell'html e del css. Comunque c'è Ruthven molto interessato che sta esaminando il problema e la soluzione (molto più generalizzata) su nap.source. Siamo in fase sperimentale, se son fiori fioriranno.... e fiorirà qualche buona doc :-)
:: A me interessava che la cosa non fosse troppo ostica per l'utente che si trova davanti il risultato, anche senza averne capito a fondo il funzionamento. Il "cuore" della cosa è che finalmente possiamo usare le ''classi'' invece di usare il deprecato stile css inline (direttamente o via template poco cambia). --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:31, 19 ott 2019 (CEST)
== Anima sòla ==
Ciao. Lo dico io ad Alex di quella pagina 200? No, forse meglio che fai tu che ci sei passato... Io vado avanti col resto. Bye! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:23, 3 apr 2020 (CEST)
:{{ping|Silvio Gallio}} - Solo il djvu è difettoso perchè la pagina esiste e l'ho riletta direttamente da Internet Archive. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 14:44, 3 apr 2020 (CEST)
::Avevo immaginato, ma mi sembrava che il caricamento fosse stato fatto dal Grande, per cui era meglio se operava lui che sa. Ma forse mi sbaglio. Comunque ho verdurizzato tutto il resto. Fatta quella qualcuno può cambiare il suggerimento, magari con qualcosa di meno "spiritualistico". Brrr :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:40, 3 apr 2020 (CEST)
(cont.) Sono passato per quel testo e ho visto che l'hai messo al verde. Però pensavo che fosse possibile cambiare la pagina semibianca con quella stampata intera. So che Alex lo sa fare. (io no) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 20:49, 3 apr 2020 (CEST)
== [[Il clima sulle Alpi ha mutato in epoca storica?]] ==
Ciao, ho visto che stiamo entrambi lavorando alla ricerca degli AutoriIgnoti. Una volta trovati, ritieni sia meglio citarli usando il template AutoreCitato, e quindi l'ideale sarebbe anche creare la pagina relativa al detto autore, oppure è sufficiente aggiungere il link a Wikipedia?
P.S. Ho in progetto la traduzione di almeno due pagine dall'inglese all'italiano su Wikipedia, di cui la prima è quasi pronta --[[User:Mrcesare|Mrcesare]] ([[User talk:Mrcesare|disc.]]) 10:07, 24 giu 2020 (CEST)
:{{ping|Mrcesare}} - L'uso del template {{tl|W}} te lo sconsiglio perché obsoleto, utilizza piuttosto il template {{tl|Wl}}. Sarebbe sempre meglio utilizzare il template {{tl|AutoreCitato}} che impegna meno i server, ma richiederebbe poi la creazione della pagina autore. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:21, 24 giu 2020 (CEST)
::{{ping|Luigi62}} Uso sempre il template {{tl|Wl}}, ma forse mi è scappato qualche {{tl|W}} perché l'avevo visto nella stessa pagina, inserito in precedenza da altri contributori. Il mio dubbio principale stava nella ripetizione del template {{tl|AutoreCitato}}, che pensavo impiegasse maggiormente i server del Wl, ma mi sbagliavo: in effetti, ripensandoci, Wl è un collegamento interwiki e quindi è ovvio che sia più "pesante".
== Lettere di Campanella ==
Ho visto che hai validato qualche pagina delle Lettere di Campanella. Mi sento un po' in colpa, perchè durante il primo passaggio ho sperimentato varie strategie di formattazione, e ho raggiunto una certa uniformità solo dopo molte pagine; mi ripromettevo di fare un ripasso dall'inizio, ma mi hai preceduto :-)
Non immaginavo che gli epistolari fossero così ostici. :-(
Come ci organizziamo? Procedo con una (parziale) armonizzazione della formattazione, o lascio le cose come stanno? Magari dà un'occhiata a come "vengono" le pagine corrette più recentemente (circa da metà libro in poi) e soprattutto suggeriscimi, se ti vengono in mente, tecniche di formattazione ancora più semplici, ragionevolmente fedeli. Grazie! --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:12, 26 feb 2021 (CET)
== GIMP vs. Imagemagik ==
GIMP mi ha sempre respinto con perdite.... ma alla fine sono riuscito a produrre le prime immagini "trasparenti" grazie a Imagemagick. :-)
Prima o poi anche GIMP cederà.
Ti raccomando di assegnare a [[:Categoria:Pagine con immagini complesse]] le più interessanti e ostiche. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 28 mar 2021 (CEST)
== Ti prego ! ==
Devo anche io ti ringraziare :) Perché ho usato questa frase per il Wikizionario in francese. Ecco la : [[wikt:it:in generale]]. [[User:Otourly|Otourly]] ([[User talk:Otourly|disc.]]) 10:28, 29 apr 2021 (CEST)
== Misteri di Polizia ==
Ciao, casualmente abbiamo lavorato insieme nella sistemazione di "Misteri di Polizia". È stata una bella collaborazione e ti ringrazio. Io ho finito la rilettura di tutte le pagine che potevo. A te l'onore di completare il testo... ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:47, 9 mag 2021 (CEST)
== una mano ==
caro Luigi, vedo che mi dai spesso una mano ti ringrazio; tu di cosa ti occupi in genere? io di libri di storia locale e di libri di e sulle donne. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:13, 15 lug 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}}: Ho cominciato per delle richieste di migliorare le immagini dei libri, quindi sono passato a Salgari. Poi ho ripiegato sulla storia locale. Quando mi collego passo sempre dalle ultime modifiche e se vedo qualche nuovo testo di solito rileggo qualche pagina e correggo la formattazione in modo da fornire suggerimenti. Detesto i testi ben trascritti e al 25% perciò, ogni tanto, armato di pazienza lo porto al 75%. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 10:31, 18 lug 2021 (CEST)
:caro Luigi, dici che ti occupi anche di storia locale, mi potresti allora aiutare a creare il Progetto:Storia locale? mi aveva dato delle dritte generali OrbiliusMagister ma non mi erano state suficienti. Per ora ho creato solo [[Utente:Giaccai/Sezione locale|questa lista]]. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:41, 26 ago 2021 (CEST)
::{{ping|Giaccai}} - Scusa se ti rispondo solo ora, ma sono diversi giorni che non mi collegavo. Se hai bisogno di un aiuto per sistemare qualcosa non hai che da chiedere, ma non me la sento di imbarcarmi nella creazione di un progetto. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:49, 2 set 2021 (CEST)
:::Era solo una mano nel creare la pagina come c'è per [[Portale:CantaStoria]]. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 14:02, 3 set 2021 (CEST)
== apostrofo ==
grazie per le tue correzioni. Quale tasto si usa per fare l'apostrofo? (io uso Linux Ubuntu Mint). Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:36, 26 ago 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}} - Di solito mi affido al pulsante PostOCR, oppure uso il copia-incolla. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:06, 2 set 2021 (CEST)
== carattere ridotto? ==
in [[Pagina:LadonnafiorentinaDel Lungo.djvu/71|questa pagina]] è necessario mettere carattere smaller a tutte le note? Grazie [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 10:54, 2 set 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}} - No, è solo per renderlo il più possibile uguale all'originale; anzi per essere più simile all'originale sarebbe meglio <nowiki><sup>1</sup></nowiki> = <sup>1</sup>. Dato che il numero non viene transcluso quando si utilizza "nota separata" la cosa è puramente estetica. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:43, 2 set 2021 (CEST)
== minuscolo ==
Come mai mi hai tolto in [[Pagina:Grammatica italiana, Fornaciari.djvu/17|questa pagina]] l template Smaller? . Io tendo spesso ad usarlo quando vedo caratteri più piccoli del resto del testo Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 11:34, 29 set 2021 (CEST)
{{ping|Giaccai}} - Li ho tolti perché tutta la pagina ha praticamente lo stesso carattere (escludiamo i titoli) e ridurre il carattere ne peggiora solo la leggibilità. La dimensione del carattere dipende anche dal device che si sta utilizzando quindi tendo a non ridurre il carattere se non c'è un vero motivo grafico. La pagina è un indice e usa template che utilizzano tabelle e non sempre si comportano correttamente se nidificati all'interno di altri template; infatti smaller serve per le parole all'interno di un testo e non per interi paragrafi perché non modifica proporzionalmente l'interlinea. Già ho dovuto scendere a compromessi per i numeri romani che sono allineati a destra anziché a sinistra e trattandosi di una pagina indice che normalmente non viene transclusa ho scelto la via più rapida. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:55, 30 set 2021 (CEST)
:grazie; spiegazione molto chiama, mi adeguerò. Vedo che non c'è verso di allineare a sinistra i numeri romani? Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 12:45, 30 set 2021 (CEST)
::{{ping|Giaccai}} - Non utilizzando il template {{tl|Vi}}. È sempre possibile disegnare una tabella ad hoc che riproduca esattamente la formattazione. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:10, 30 set 2021 (CEST)
== Le piacevoli notti ==
Sono rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare il tuo lavoro su "Le piacevoli notti": vai avanti tu con il terribile lavoro di Nota separata o ti va che ti dia una mano, almeno sulle novelle III e IV della notte V, che sono pesantissime (ognuna ha decine e decine di note)?
Prima però vorrei affrontare l'Indice finale, e sarà l'occasione per ripensare al template Vi, rivedendolo sulla base delle novità software: templatestyles e/o la pagina styles.css di nsIndice. L'idea è quella di far sparire tutti i parametri o quasi, sostituendoli con un unico parametro <code>c=</code> seguito dal nome di una classe. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:05, 18 ott 2021 (CEST)
: Ho rinunciato a mettere le mani su Vi, troppo complesso. Invece ho ripassato i misteri di Nota separata, e penso di aver trovato il modo di far visualizzare, in nsPagina, esattamente il numero nota che compare nel testo (ferme restando tutte le altre caratteristiche del template). Si tratta solo di aggiungere un parametro opzionale con nome (tipo <code>n=1</code> per visualizzare 1). Vediamo....
: Nota che manca soltanto di passare a sal 75% una singola pagina, la seconda delle varianti del col. I, e poi l'intero testo può essere marcato SAL 75%. :-)
: Un suggerimento: mi pare che sia ora di "archiviare" gran parte delle sezioni di questa pagina.... sono veramente tante. Ti suggerisco la tecnica di {{ping|OrbiliusMagister}}, che ho rubato. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:14, 25 ott 2021 (CEST)
:: Il parametro n= per Nota separata è stato facilissimo da implementare. funziona e soprattutto l'idea non dispiace a Candalua. In breve, un esempio, dalle prime nota separate che hai inserito in [[Pagina:Straparola, Giovanni Francesco – Le piacevoli notti, Vol. I, 1927 – BEIC 1930099.djvu/17|questa pagina]]. Aggiungendo al primo codice template n=1 e al secondo n=2, nel meccanismo del template non cambia niente; le ancore possono restare invariate; ma nella pagina gli indicatori di nota diventano <sup>1</sup> e <sup>2</sup> esattamente come compaiono sul testo a fronte. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:32, 25 ott 2021 (CEST)
== Sorry ==
Non avevo visto che stavi editando il coso mensile. Vai pure avanti tu :D io mi trovo altro. Ciso e scusa --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 21:02, 27 gen 2022 (CET)
:{{ping|Silvio Gallio}} Nessun problema, di solito rileggo quando ho poco tempo e non rimango attivo per molto. Infatti ci siamo fermati più o meno contemporaneamente. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 20:14, 29 gen 2022 (CET)
== Traduzione Paolo Diacono ==
Buon giorno... ma soprattutto BUONA PASQUA !!!
Grazie per l'aiuto sulla traduzione. Volevo chiederti due cose:
1) ho visto che hai cambiato il tipo di apice/apostrofo - io lo avevo cambiato quello dello scan del testo con quello della tastiera, anche perché quello originale non è presente nelle nostre tastiere moderne. Dato che ho fatto questa sostituzione in tutte le pagine già trascritte, volevo chiederti delucidazioni al riguardo, meglio: perché usare un carattere "desueto" e non mettere quello "moderno"? Non è un grosso problema, perché nel caso faccio Find+Replace quando inizio a rivedere le varie pagine (prima della rilettura di un lettore esterno)
2) (malsana curiosità) ma il 62 di Luigi62 significa che sei del 1962? Nel qual caso siamo vec.... (ops) giovani uguale !!!!
Ciao e nuovamente Buona Pasqua![[User:YukioSanjo|YukioSanjo]] ([[User talk:YukioSanjo|disc.]]) 13:45, 15 apr 2022 (CEST)
:{{ping|YukioSanjo}} Buona pasqua anche a te.
::1) L'apostrofo va utilizzato quello tipografico come puoi leggere nelle [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]] e il cambio è molto facile utilizzando il tasto PostOCR.
::2) Sì.
:Qualunque altro dubbio tu abbia non esitare a contattarmi. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 13:58, 15 apr 2022 (CEST)
== Trovato errore ortografia su testo originale ==
Domanda: cosa bisogna fare se nel testo originale si trova un plateale errore ortografico?
Es: in questa pag. [[Pagina:Storia_dei_fatti_de_Langobardi_-_vol_2.djvu/141]] è scritto ''treventomila'', ma è sicuramente ''trecentomila'', come si può vedere nell'originale latino su lat.wiki. Cosa fare ?
Grazie [[User:YukioSanjo|YukioSanjo]] ([[User talk:YukioSanjo|disc.]]) 15:28, 19 apr 2022 (CEST)
:{{ping|YukioSanjo}} - In questo caso si usa il template {{tl|Ec}}. Comunque ho già riletto la pagina e ho inserito anche le sezioni corrette. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 15:49, 19 apr 2022 (CEST)
== Immagini ==
Ciao Luigi, ti disturbo per un lavoretto che, credo, tu possa svolgere molto meglio di me.
Ho provato a inserire le immagini in queste due pagine ([[Pagina:Eneide_(Caro).djvu/4|1]] e [[Pagina:Eneide_(Caro).djvu/42|2]]), ma con scarsi risultati.
Riesci a migliorarle? [[User:|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 00:45, 22 apr 2022 (CEST)
:Ah dimenticavo la più importante: [[Pagina:Eneide_(Caro).djvu/1|questa]].
:Grazie ancora! [[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:37, 22 apr 2022 (CEST)
::Velocissimo; mi piacerebbe sapere quale programma usi. [[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:41, 22 apr 2022 (CEST)
:::{{ping|Barbaforcuta}} Solo perché in questi giorni sono in quarantena e ho del tempo. Per le immagini bitmap utilizzo GIMP. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 21:26, 22 apr 2022 (CEST)
::::Mi auguro per te che finisca in fretta.
::::Ah allora devo studiarmelo bene. Grazie! [[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:08, 23 apr 2022 (CEST)
== Sentenze ecc. ==
Caro Luigi,
prima di caricare l'indice forse si poteva chiedere un rename a una forma meno lunga o criptica: il nome attuale è pensato per l'assenza di metadata che i nostri template forniscono ampiamente. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 03:37, 16 ago 2023 (CEST)
:{{ping|OrbiliusMagister}} - Per la verità ci ho pensato, ma sono partito dal presupposto che se lo faccio rinominare prima o poi venga ricaricato. Mi sono imbattuto altre volte in file che abbiamo trascritto (magari .djvu) ed è stato ricaricato con quel nome criptico ([[:File:Principali monumenti della città e provincia di Bergamo (IA PrincipaliMonumentiDellaCittEProvinciaDiBergamo).pdf|questo]] ad esempio è un libro che ho addirittura scansionato io). Il fatto è che i file interessati sono migliaia perciò ho pensato che fosse meglio lasciare le cose come stanno. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 16:53, 16 ago 2023 (CEST)
== E' o È? ==
Ciao, grazie della rilettura. Però in tutto il libro viene usata "E'" e non "È"... per cui [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Yambo%20-%20Manoscritto%20trovato%20in%20una%20bottiglia,%20Roma,%20Scotti,%201905.pdf/24&curid=9611803&diff=3517214&oldid=3508585 non so se va corretto]... io ho lasciato come sono nel testo originale. Che ne pensi?-- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:43, 8 mag 2025 (CEST)
:{{ping|TrameOscure}} Io personalmente ritengo che vada corretto, ma non mi sembra che ci sia mai stata una qualche discussione al riguardo. E' e È sono dal punto di vista concettuale due cose diverse, perciò normalmente lo correggo. Si potrebbe portare al questione al bar e vedere cosa ne pensano gli altri. --[[User:Luigi62|Luigi62]] ([[User talk:Luigi62|disc.]]) 07:50, 14 mag 2025 (CEST)
== Redi ==
Ho adocchiato il [[Indice:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu|magnifico lavoro di Redi]] su cui hai lavorato parecchio. Metto le mani sulle pagine dell'Indice. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:23, 23 nov 2025 (CET)
:@[[Utente:Luigi62|Luigi62]] Per motivi di linkaggio, ho dovuto fare alcune modifiche al pagelist dell'Indice. Erano necessarie a far funzionare regolarmente il tl {{tl|Pg}}. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 16:27, 23 nov 2025 (CET)
== caption in immagine ==
Ciao, credo di averti già detto che quando inserisco una immagine croppata non inserisco il titolo dell'immagine nel campo caption, perchè inserisco sempre nel ritaglio la didascalia dell'immagine. In questo modo in Commons risulta presente una immagine con la didascalia. Sarebbe più lungo croppare senza didascalia e poi in Commons taggare l'immagine. Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 18:07, 16 lug 2026 (CEST)
:Scusate, mi inserisco io visto che Luigi sembra assente, per raccomandare a @[[Utente:Giaccai|Giaccai]] di croppare invece le immagini '''senza''' la didascalia, che essendo anch'essa un testo va trascritta e inserita nel campo caption del template. Il nostro obiettivo primario è fornire a Wikisource un'immagine con una didascalia "copiabile" e "cercabile", e se la lasci dentro l'immagine non risulta leggibile con la stessa facilità. Il fatto che su Commons vada poi taggata l'immagine è per noi del tutto secondario. Grazie, [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 21:23, 18 lug 2026 (CEST)
gzvhyohlv80gfva1r5me7wr1lbbh7z6
Utente:Pic57
2
282152
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2026-07-19T09:24:24Z
Pic57
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/* Canti popolari */
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<!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small>
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== Contributi ==
{{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}}
{{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}}
=== Partiture trascritte ===
==== Arie da Opere ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}}
}}
==== Barcarole ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}}
}}
==== Canti patriottici ====
{{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
}}
==== Canti popolari ====
{{smaller|
· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La prova}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/La rosa è il più bel fiore}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Moretina che l'albero pende...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No, l'amore peccato non è}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Nina mia son barcaiolo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ninetta mia bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No g'ho la ciave del porton}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Non pianzer mia Nineta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/O mamma mamma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Ora che m'hai lasciata}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Peschi_fiorenti}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Più bella sei}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Poverino ahimé}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Quanno Noene l'arca frabbicò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se fussi una regina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se mi volevi bene}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son andado in Albania}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son bambinela}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Sta su Lazaro che fai!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Stava lo grillo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Tu nel tuo letto}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Tu sei bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Viva Noè!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Fiza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Prega mi bella fortuna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Antichissimo canto russo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Tema indiano}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E muninni cu Maria}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Fenesta che lucive}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Fenesta vescia}}
}}
==== Canzoni ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}}
}}
==== Gavotte ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}
}}
==== Marce ====
{{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}}
}}
==== Mazurche ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}}
}}
==== Minuetti ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}}
}}
==== Musica sacra ====
{{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}}
}}
==== Ninna nanne ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}}
}}
==== Polke ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}}
}}
==== Romanze ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}}
}}
==== Valzer ====
{{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
}}
=== Articoli e saggi brevi ===
{{smaller|
{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
}}
=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]'''
}}
=== Riviste ===
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{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
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{{Rule|10em|}}
<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
{{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem>
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[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
* [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource]
== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]]
* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
''Pagine linkabili e riferimenti''
** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi]
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** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]]
** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]]
** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]]
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3863719
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2026-07-19T09:26:05Z
Pic57
12729
/* Canti popolari */
3863719
wikitext
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<!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small>
<!--== Wikimedia italia ==
Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]-->
== Contributi ==
{{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}}
{{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}}
=== Partiture trascritte ===
==== Arie da Opere ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}}
}}
==== Barcarole ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}}
}}
==== Canti patriottici ====
{{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
}}
==== Canti popolari ====
{{smaller|
· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La prova}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/La rosa è il più bel fiore}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Moretina che l'albero pende...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No, l'amore peccato non è}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Nina mia son barcaiolo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ninetta mia bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No g'ho la ciave del porton}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Non pianzer mia Nineta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/O mamma mamma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Ora che m'hai lasciata}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Peschi_fiorenti}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Più bella sei}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Poverino ahimé}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Quanno Noene l'arca frabbicò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se fussi una regina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se mi volevi bene}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son andado in Albania}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son bambinela}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Sta su Lazaro che fai!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Stava lo grillo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Tu nel tuo letto}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Tu sei bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Viva Noè!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Fiza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Prega mi bella fortuna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Antichissimo canto russo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Tema indiano}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E muninni cu Maria}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta che lucive}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}}
}}
==== Canzoni ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}}
}}
==== Gavotte ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}
}}
==== Marce ====
{{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}}
}}
==== Mazurche ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}}
}}
==== Minuetti ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}}
}}
==== Musica sacra ====
{{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}}
}}
==== Ninna nanne ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}}
}}
==== Polke ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}}
}}
==== Romanze ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}}
}}
==== Valzer ====
{{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
}}
=== Articoli e saggi brevi ===
{{smaller|
{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
}}
=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]'''
}}
=== Riviste ===
{{smaller|
{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
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}}
{{Rule|10em|}}
<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
{{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem>
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[[w:Speciale:Contributi/Pic57|Contributi su '''wikipedia''']] — [[wikt:Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikizionario''']] — [[q:Speciale:Contributi/Pic57| su '''wikiquote''']] —[[Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikisource''']] — [[Commons:Special:Contributions/Pic57|su '''Commons''']] — [[Wikidata:Special:Contributions/Pic57|su '''Wikidata''']] — [[Utente:Pic57/attestati|Wikiriccio ecc...]]
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[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
* [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource]
== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]]
* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
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Ben Hur/Libro Quarto
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Ben Hur/Libro Settimo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|418||}}</noinclude>disposto, cullato da quella dolce influenza, come avrebbe potuto resistere a lungo alla malìa della bella Egiziana, cui la solitudine del deserto accresceva la potenza pure aumentando il pericolo?
In amore, il più debole fisicamente è spesso il più forte. L’eroe diventa come la cera, nelle mani di una fanciulla. Iras era pienamente conscia del potere che esercitava sull’animo di Ben Hur. Fin dal mattino aveva {{Ec|estrato|estratto}} una reticella di monete d’oro da un ripostiglio nel baldacchino e se l’era accomodata in modo che le frange lucenti cadessero sulla fronte e sopra le guancie, confondendosi con l’ammasso dei suoi capelli neri. Dal medesimo ripostiglio aveva preso alcuni monili — anelli, orecchini, un vezzo di perle ed uno scialle ricamato con fili d’oro — completando l’effetto del tutto con una sciarpa di trina Indiana, artisticamente drappeggiata sopra le spalle. In questo abbigliamento essa attirava Ben Hur con innumerevoli civetterie, con mille lenocini nel discorrere e nei modi; tempestandolo di sorrisi — ridendo con un tremolìo rassomigliante a quello del flauto — per tutto il tempo seguendolo con sguardi, ora tenerissimi, ora splendenti di luce. Con tali furberie Cleopatra privò Antonio della sua gloria; eppure colei che lo trascinò alla rovina, non fu più bella di questa sua compatriota.
Rapidamente giunse per essi il mezzogiorno, e, quasi senza che se ne avvedessero, cadde la sera. Quando il sole tramontò dietro allo sperone del vecchio Bashan, la compagnia si fermò presso uno stagno d’acqua limpida che la pioggia aveva accumulato in un punto del deserto. Là fu piantata la tenda, allestita la cena e furono fatti i preparativi per la notte.
La seconda veglia spettava a Ben Hur; ed egli stava ritto dinanzi alla tenda con la lancia in mano, alla distanza di un braccio dal sonnolento cammello, fissando ora le stelle sopra il suo capo, ora la distesa del deserto che l’oscurità della notte fasciava. Il silenzio era intenso; solo di tanto in tanto un alito caldo passava nell’aria, ma senza disturbarlo, assorto com’era nei pensieri dell’Egiziana, della quale enumerava i fascini, cercando di indovinare discutendo, talora il modo in cui ella era venuta a giorno dei suoi segreti, e talora l’uso che ne avrebbe fatto. E durante tutto il tempo della veglia lo spirito d’Iras era vicino a lui e gli sussurrava dolci tentazioni all’orecchio.
Proprio nel momento in cui egli stava per cedere alla<noinclude><references/></noinclude>
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In amore, il più debole fisicamente è spesso il più forte. L’eroe diventa come la cera, nelle mani di una fanciulla. Iras era pienamente conscia del potere che esercitava sull’animo di Ben Hur. Fin dal mattino aveva {{Ec|estrato|estratto}} una reticella di monete d’oro da un ripostiglio nel baldacchino e se l’era accomodata in modo che le frange lucenti cadessero sulla fronte e sopra le guancie, confondendosi con l’ammasso dei suoi capelli neri. Dal medesimo ripostiglio aveva preso alcuni monili — anelli, orecchini, un vezzo di perle ed uno scialle ricamato con fili d’oro — completando l’effetto del tutto con una sciarpa di trina Indiana, artisticamente drappeggiata sopra le spalle. In questo abbigliamento essa attirava Ben Hur con innumerevoli civetterie, con mille lenocini nel discorrere e nei modi; tempestandolo di sorrisi — ridendo con un tremolìo rassomigliante a quello del flauto — per tutto il tempo seguendolo con sguardi, ora tenerissimi, ora splendenti di luce. Con tali furberie Cleopatra privò Antonio della sua gloria; eppure colei che lo trascinò alla rovina, non fu più bella di questa sua compatriota.
Rapidamente giunse per essi il mezzogiorno, e, quasi senza che se ne avvedessero, cadde la sera. Quando il sole tramontò dietro allo sperone del vecchio Bashan, la compagnia si fermò presso uno stagno d’acqua limpida che la pioggia aveva accumulato in un punto del deserto. Là fu piantata la tenda, allestita la cena e furono fatti i preparativi per la notte.
La seconda veglia spettava a Ben Hur; ed egli stava ritto dinanzi alla tenda con la lancia in mano, alla distanza di un braccio dal sonnolento cammello, fissando ora le stelle sopra il suo capo, ora la distesa del deserto che l’oscurità della notte fasciava. Il silenzio era intenso; solo di tanto in tanto un alito caldo passava nell’aria, ma senza disturbarlo, assorto com’era nei pensieri dell’Egiziana, della quale enumerava i fascini, cercando di indovinare discutendo, talora il modo in cui ella era venuta a giorno dei suoi segreti, e talora l’uso che ne avrebbe fatto. E durante tutto il tempo della veglia lo spirito d’Iras era vicino a lui e gli sussurrava dolci tentazioni all’orecchio.
Proprio nel momento in cui egli stava per cedere alla<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||419}}</noinclude>lusinga, una mano bianca, e scintillante nell’oscurità crepuscolare, si appoggiò leggermente sulla sua spalla. Egli trasalì al contatto e si voltò. Era Iras.
— «Ti credevo addormentata» — egli disse dopo un momento.
— «Il sonno è per la gente vecchia e pei bambini. Io venni fuori per vedere le mie amiche, le stelle nel sud — quelle che ora splendono sul Nilo. Ti confessi sorpreso?» —
Egli prese la mano ch’era caduta dalla spalla e disse: — «Ebbene, sì, ma lo sono stato da un nemico?» —
— «Oh no! L’essere nemici significa odiare, e l’odio è una malattia che Iside tiene lontana da me. Ella mi baciò sul cuore, devi sapere, quand’ero bambina.» —
— «Il tuo discorso assomiglia poco a quello di tuo padre. Non sei tu della stessa sua fede?» —
— «Forse lo sarei stata» — essa disse piano, —
«forse lo sarei stata se avessi veduto ciò che vide lui. Potrò esserlo quando avrò la sua età. Non dovrebbe esistere altra religione per la gioventù, tranne la poesia e la filosofia; e nessuna poesia eccettuata quella inspirata dal vino, e dall’amore, e nessuna {{Ec|fisolofia|filosofia}} che non insegni a
giustificare le passeggiere follie di una stagione. Il Dio di mio padre è troppo terribile per me. Non lo trovai nella grotta di Dafne e non credo che esista negli atri di Roma. Ma io ho un desiderio, figlio di Hur.» —
— «Un desiderio! Dov’è colui che potrebbe rifiutarlo?» —
— «Ti metterò alla prova.» —
— «Parla allora.» —
— «E’ molto semplice. Desidero di aiutarti.» —
Mentre parlava gli si fece più vicina.
Egli rise, e rispose dolcemente: — «O Egitto! — stavo per dire cara Egitto! — non è essa la sfinge nativa del tuo paese?» —
— «Ebbene?» —
— «Tu sei uno dei suoi enigmi. Abbi compassione, e dammi la chiave che mi faccia comprenderti. In che ho io bisogno d’aiuto? E come puoi tu aiutarmi?» —
Ella ritirò la sua mano, e, voltandosi verso il cammello, gli parlò amorosamente, ed accarezzò la sua testa mostruosa, come se fosse d’una rara bellezza.
— «O tu, ultimo e più rapido e più grande degli animali di Giobbe! Qualche volta tu pure, inciampi, perchè la via è scabrosa ed il fardello è grave. Ma com’è che tu conosci<noinclude><references/></noinclude>
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— «Ti credevo addormentata» — egli disse dopo un momento.
— «Il sonno è per la gente vecchia e pei bambini. Io venni fuori per vedere le mie amiche, le stelle nel sud — quelle che ora splendono sul Nilo. Ti confessi sorpreso?» —
Egli prese la mano ch’era caduta dalla spalla e disse: — «Ebbene, sì, ma lo sono stato da un nemico?» —
— «Oh no! L’essere nemici significa odiare, e l’odio è una malattia che Iside tiene lontana da me. Ella mi baciò sul cuore, devi sapere, quand’ero bambina.» —
— «Il tuo discorso assomiglia poco a quello di tuo padre. Non sei tu della stessa sua fede?» —
— «Forse lo sarei stata» — essa disse piano, —
«forse lo sarei stata se avessi veduto ciò che vide lui. Potrò esserlo quando avrò la sua età. Non dovrebbe esistere altra religione per la gioventù, tranne la poesia e la filosofia; e nessuna poesia eccettuata quella inspirata dal vino, e dall’amore, e nessuna {{Ec|fisolofia|filosofia}} che non insegni a giustificare le passeggiere follìe di una stagione. Il Dio di mio padre è troppo terribile per me. Non lo trovai nella grotta di Dafne e non credo che esista negli atri di Roma. Ma io ho un desiderio, figlio di Hur.» —
— «Un desiderio! Dov’è colui che potrebbe rifiutarlo?» —
— «Ti metterò alla prova.» —
— «Parla allora.» —
— «E’ molto semplice. Desidero di aiutarti.» —
Mentre parlava gli si fece più vicina.
Egli rise, e rispose dolcemente: — «O Egitto! — stavo per dire cara Egitto! — non è essa la sfinge nativa del tuo paese?» —
— «Ebbene?» —
— «Tu sei uno dei suoi enigmi. Abbi compassione, e dammi la chiave che mi faccia comprenderti. In che ho io bisogno d’aiuto? E come puoi tu aiutarmi?» —
Ella ritirò la sua mano, e, voltandosi verso il cammello, gli parlò amorosamente, ed accarezzò la sua testa mostruosa, come se fosse d’una rara bellezza.
— «O tu, ultimo e più rapido e più grande degli animali di Giobbe! Qualche volta tu pure, inciampi, perchè la via è scabrosa ed il fardello è grave. Ma com’è che tu conosci<noinclude><references/></noinclude>
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— «Ti credevo addormentata» — egli disse dopo un momento.
— «Il sonno è per la gente vecchia e pei bambini. Io venni fuori per vedere le mie amiche, le stelle nel sud — quelle che ora splendono sul Nilo. Ti confessi sorpreso?» —
Egli prese la mano ch’era caduta dalla spalla e disse: — «Ebbene, sì, ma lo sono stato da un nemico?» —
— «Oh no! L’essere nemici significa odiare, e l’odio è una malattia che Iside tiene lontana da me. Ella mi baciò sul cuore, devi sapere, quand’ero bambina.» —
— «Il tuo discorso assomiglia poco a quello di tuo padre. Non sei tu della stessa sua fede?» —
— «Forse lo sarei stata» — essa disse piano, —
«forse lo sarei stata se avessi veduto ciò che vide lui. Potrò esserlo quando avrò la sua età. Non dovrebbe esistere altra religione per la gioventù, tranne la poesia e la filosofia; e nessuna poesia eccettuata quella inspirata dal vino, e dall’amore, e nessuna {{Ec|fisolofia|filosofia}} che non insegni a giustificare le passeggiere follìe di una stagione. Il Dio di mio padre è troppo terribile per me. Non lo trovai nella grotta di Dafne e non credo che esista negli atri di Roma. Ma io ho un desiderio, figlio di Hur.» —
— «Un desiderio! Dov’è colui che potrebbe rifiutarlo?» —
— «Ti metterò alla prova.» —
— «Parla allora.» —
— «E’ molto semplice. Desidero di aiutarti.» —
Mentre parlava gli si fece più vicina.
Egli rise, e rispose dolcemente: — «O Egitto! — stavo per dire cara Egitto! — non è essa la sfinge nativa del tuo paese?» —
— «Ebbene?» —
— «Tu sei uno dei suoi enigmi. Abbi compassione, e dammi la chiave che mi faccia comprenderti. In che ho io bisogno d’aiuto? E come puoi tu aiutarmi?» —
Ella ritirò la sua mano, e, voltandosi verso il cammello, gli parlò amorosamente, ed accarezzò la sua testa mostruosa, come se fosse d’una rara bellezza.
— «O tu, ultimo e più rapido e più grande degli animali di Giobbe! Qualche volta tu pure, inciampi, perchè la via è scabrosa ed il fardello è grave. Ma com’è che tu conosci<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione|420||}}</noinclude>con una parola la gentile intenzione di chi ti guida, e sempre rispondi con gratitudine, benchè l’aiuto venga offerto da una donna? Ti voglio baciare!» — ella si abbassò e toccò l’ampia fronte lanosa con le sue labbra, aggiungendo — «poichè nella tua mente non alligna ombra di sospetto!» —
Ben Hur, reprimendosi, disse tranquillamente:
— «Il tuo rimprovero non mancò di colpire nel segno, o Egitto. Ma quand’anche avessi detto di no, non potrebbe darsi ch’io fossi costretto da un giuramento o che dal mio silenzio dipendessero le vite e le sorti di altri?» —
— «Potrebbe darsi?» — ella disse freddamente — «Lo è!» —
Egli indietreggiò di un passo, e domandò, pieno di stupore.
— «Che cosa ne sai tu?» —
Ella rispose ridendo: — «Perchè gli uomini negano che i sensi delle donne sono più acuti dei loro? Io ebbi il tuo viso sotto ai miei occhi tutta la giornata. Non avevo che a guardarlo per leggere il peso che vi gravava sulla mente, e per trovare il peso, cosa dovevo io fare, se non rammentarmi le discussioni tue con mio padre? Figlio di Hur!» — ella abbassò la voce con singolare destrezza, ed avvicinandosi a lui in modo che il suo alito caldo gli sfiorasse la guancia, disse: — «Figlio di Hur, colui del quale tu vai in cerca, dev’essere Re degli Ebrei, non è vero?» —
Il cuore gli palpitò violentemente.
— «Un Re degli Ebrei come Erode, solamente più grande.» — ella continuò.
Egli vagò con lo sguardo lontano nella notte, fra le stelle; poi i suoi occhi incontrarono quelli di lei e si fermarono. L’alito profumato gli riscaldava il viso.
— «Fin dal mattino,» — ella continuò — «noi abbiamo avuto delle visioni. Adesso se io ti racconto le mie, farai tu altrettanto? Che? ancora taci?» —
Ella respinse la mano di lui, e fece per andarsene; ma egli l’afferrò e disse con veemenza: — «Resta! Resta e parla!» —
Ella tornò indietro e gli si appoggiò colla mano sulla spalla; egli le cinse la vita e se la trasse vicina, molto vicina, avendo nelle sue carezze la promessa ch’ella domandava.
— «Parla e raccontami le tue visioni, o Egitto! Nè il<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="BuzzerLone" />{{RigaIntestazione|||421}}</noinclude>Tisbita nè il Legislatore avrebbero potuto rifiutare una tua domanda. Abbi compassione: sii pietosa, ti prego.» —
La supplica sembrò passar inosservata, poichè, guardando verso di lui, e cercando un rifugio nelle sue braccia, ella disse lentamente:
— «La visione che ebbi fu quella d’una splendida guerra combattuta per terra e per mare — con clamore di armi e cozzo di eserciti, come se Cesare e Pompeo fossero tornati in terra, e con loro Ottavio ed Antonio. Una nube di polvere e di cenere si alzò e coperse il mondo e Roma non si vide più; tutta la potenza ritornò all’Oriente; dalla nube uscì un’altra razza di eroi, che si divise la terra in satrapie più ricche di quelle di Dario e di Serse. E mentre la visione svaniva, figlio di Hur, e dopo che se ne fu andata, io continuai a chiedermi: — «E cosa non dovrà avere quegli il quale servì il Re per il primo, e meglio tutti?» —
Ben Hur trasalì nuovamente. La domanda era quella stessa che l’aveva tormentato tutto il giorno. Finalmente s’immaginava di aver trovata la guida che gli mancava.
— «Oh! Oh!» — egli disse — «io ti capisco ora. Per ottenere le satrapie e le corone tu mi vuoi prestare aiuto. Vedo! Vedo! E non vi fu mai una regina come saresti tu, così sagace, così bella, così regale, mai! Ma, ahimè, cara Egitto! La visione di cui parli promette solo i premi da conquistarsi con le armi, e tu non sei che una donna, benchè Iside t’abbia baciata sul cuore. Le corone son doni celesti e non scendono sul capo di una donna, a meno che tu non conosca una via più sicura di quella della spada. S’è così, o Egitto, mostramela e io la percorrerò, se non altro per amor tuo.» —
Essa si svincolò da lui e disse:
— «Distendi il tuo soprabito sulla sabbia, qui, affinchè io possa riposarmi appoggiando la testa al cammello. Mi siederò e ti racconterò una storia nota sulle sponde del Nilo e popolare anche in Alessandria, ove io l’appresi.» —
Egli fece quanto ella disse, piantando prima la lancia per terra, a portata di mano.
— «Ed ora che cosa devo fare?» — egli domandò con tristezza, allorchè ella si fu seduta. — «In Alessandria, chi ascolta usa sedersi o stare in piedi?» —
Dal suo comodo posto, appoggiata al vecchio animale, ella rispose, ridendo: — «Il pubblico dei cantastorie è ostinato, e di solito fa ciò che crede.» —<noinclude><references/></noinclude>
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Ben Hur/Libro Settimo/Capitolo IV
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{{Qualità|avz=100%|data=18 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Capitolo IV|prec=../Capitolo III|succ=../Capitolo V}}
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Opera:La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene
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{{Opera}}
'''''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene''''', noto semplicemente come "'''''L'Artusi'''''", è un manuale di cucina del {{AnnoTesto|1891}} dello scrittore e gastronomo [[Autore:Pellegrino Artusi|Pellegrino Artusi]]. Scritto con sapienza e ironia, tradotta in numerose lingue, rappresenta un capolavoro della cucina italiana e del servire a tavola.
Artusi pagò di tasca propria la pubblicazione del libro, non avendo trovato nessun editore disposto a finanziarlo. L'opera fu pubblicata nel 1891 presso la tipografia "L'Arte della Stampa", di Salvadore Landi (uno dei tipografi preferiti dall'editore milanese Hoepli, che in principio aveva rifiutato di pubblicare il volume di Artusi).
Fu il pubblico a decretare il successo del libro. L'arte di mangiar bene raggiunse la popolarità, tanto da rimanere ancora in stampa ad oltre cent'anni di distanza.
Artusi poté curare le prime quindici edizioni, dal 1891 al 1911, susseguitesi con grande rapidità. In questo lasso di tempo le ricette aumentarono da 475 a 790. L'opera conta 111 edizioni, con oltre un milione di copie vendute. Dopo la morte dell'autore il libro non è più stato aggiornato: l'edizione attualmente disponibile in commercio è identica a quella del 1911.
Se si può parlare de ''La scienza in cucina'' come di un'opera inserita a pieno titolo nel canone della letteratura italiana ''tout court'', ciò è dovuto in gran parte all'edizione pubblicata da Einaudi nel 1970 e curata da Piero Camporesi, ricostruita con rigore filologico e con una ricca introduzione critica di oltre 70 pagine, nella quale il conterraneo studioso dell'alimentazione dimostra l'importanza del testo artusiano ben al di là della manualistica culinaria, un testo che più di tanti altri ha cementato l'unità d'Italia non solo a tavola, ma anche sotto il profilo della lingua: «La Scienza in cucina ha fatto per l'unificazione nazionale più di quanto non siano riusciti a fare i Promessi sposi». I «gustemi» artusiani, sostiene Camporesi, «sono riusciti a creare un codice di identificazione nazionale là dove fallirono gli stilemi e i fonemi manzoniani»
== Edizioni ==
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Firenze, Tip. Di Salvadore Landi, {{AnnoTesto|1891}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036900 SBN])
* [[La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene (1895)|''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'']], 2. ed. corretta ed accresciuta di cento nuove ricette, Firenze, Tip. Di Salvadore Landi, {{AnnoTesto|1895}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036904 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie'', 3. ed. corretta ed ampliata, Firenze, Tip. Di Salvadore Landi, {{AnnoTesto|1897}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036905 SBN])
* ''Igiene, economia, buon gusto : La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie'', Quarta edizione con molte aggiunte, e preceduta da norme d'igiene, Firenze, Tip. Di Salvadore Landi, {{AnnoTesto|1899}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036893 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, igiene, economia, buon gusto, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 5. ed., con l'aggiunta di trentacinque ricette, Firenze, Tip. di S. Landi, {{AnnoTesto|1900}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036894 SBN], [http://id.sbn.it/bid/UBO3708441 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 6. ed. con l'aggiunta di 25 nuove ricette e la storia di un libro, Si vende in Firenze, presso l'autore, presso R. Bemporad & figlio, {{AnnoTesto|1902}} ([Firenze], Tip. di S. Landi) ([http://id.sbn.it/bid/PAR1199513 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Ottava edizione con l'aggiunta di 15 nuove ricette, Firenze, Tip. Di Salvadore Landi, {{AnnoTesto|1905}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036903 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 8. ed. con l'aggiunta di 15 nuove ricette, Firenze, Bemporad, {{AnnoTesto|1905}} ([http://id.sbn.it/bid/RML0054127 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Undecima edizione, Firenze, Tip. S. Landi, {{AnnoTesto|1907}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036917 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, 744 ricette fra cui 8 ricette nuove / compilato da Pellegrino Artusi'', 11. ed, Firenze : Bemporad, [19..] ([http://id.sbn.it/bid/RAV1410327 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, 766 ricette, compilato da Pellegrino Artusi'', 10 ed. con l'aggiunta di 22 nuove ricette, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1907}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036899 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, 178 nuove ricette'', Firenze, Tip. S. Landi, {{AnnoTesto|1908}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036933 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1908}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036906 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 12. ed. con l'aggiunta di 6 nuove ricette, Si vende in Firenze, presso l'autore, presso R. Bemporad & figlio, {{AnnoTesto|1908}} (Firenze, Tip. di S. Landi) ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036925 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie (790 ricette)'', Tredicesima edizione, con l'aggiunta di 10 nuove ricette, Firenze, Tip. S. Landi, {{AnnoTesto|1909}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036926 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione, corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1910}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036907 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, 790 ricette'', 14. ed. e in appendice La cucina per gli stomachi deboli, Firenze, Tip. S. Landi, {{AnnoTesto|1910}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036927 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi; in appendice: La cucina per gli stomachi deboli'', 15. ed, Si vende in Firenze, presso l'autore, presso R. Bemporad & figli, {{AnnoTesto|1911}} (Firenze, Tip. di S. Landi) ([http://id.sbn.it/bid/UBO1432406 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione, corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1912}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036908 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie, 790 ricette, compilato da Pellegrino Artusi'', 16. ed. e in appendice: "La cucina per gli stomachi deboli", Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1913}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036928 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie (790 ricette)'', 17 edizione, e in appendice, la cucina per gli stomachi deboli, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1913}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036929 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione, corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1914}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036909 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione, corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1914}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036910 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 18 ed, Firenze, Eredi di Pellegrino Artusi, Bemporad & figlio, {{AnnoTesto|1914}} ([http://id.sbn.it/bid/VIA0241414 SBN])
* ''La Scienza in cucina e l'arte di mangiare bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 3. ed. corretta ed ampliata, Firenze, Salani, stampa {{AnnoTesto|1914}} ([http://id.sbn.it/bid/PAR1110598 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione, corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1916}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036911 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie (790 ricette), compilato da Pellegrino Artusi'', 20 ed., e in appendice, la cucina per gli stomachi deboli, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1917}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036930 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', 21 edizione, e in appendice. La cucina per gli stomachi deboli, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1919}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036919 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, Pellegrino Artusi'', 3. ed. corr. ed ampliata, Firenze, A. Salani editore, stampa {{AnnoTesto|1919}} ([http://id.sbn.it/bid/UM10069337 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', 22 edizione, e in appendice. La cucina per gli stomachi deboli, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1920}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036920 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 22 ed. e in appendice, La cucina per i deboli di stomaco, Firenze, Eredi Pellegrino Artusi, Bemporad & Figlio, {{AnnoTesto|1920}} ([http://id.sbn.it/bid/BRI0361933 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 3. ed. corretta ed ampliata, Firenze, Salani, {{AnnoTesto|1920}} ([http://id.sbn.it/bid/MOD0870044 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, Manuale pratico per le famiglie'', 24 edizione, e in appendice, la cucina per gli stomachi deboli, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1921}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036922 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, Compilato da Pellegrino Artusi'', 3. ed. corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, stampa {{AnnoTesto|1921}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036912 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 23 edizione, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1921}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036921 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, manuale pratico per le famiglie, compilato da Pellegrino Artusi'', 3. ed. corretta ed ampliata, Firenze, Salani, stampa {{AnnoTesto|1922}} ([http://id.sbn.it/bid/LO10409747 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, (790 ricette)'', 27 edizione, e in appendice. La cucina degli stomachi deboli, Firenze, Tip. L'arte Della Stampa, Succ. Landi, {{AnnoTesto|1923}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036934 SBN])
* ''La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene : Manuale pratico per le famiglie'', Terza edizione, corretta ed ampliata, Firenze, A. Salani, {{AnnoTesto|1923}} ([http://id.sbn.it/bid/CUB0036913 SBN])
* ...
* ...
* ...
* {{Testo|Scienza in cucina e l'arte di mangiar bene|La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene}}, Einaudi Editore, Ristampa XI, Anno {{AnnoTesto|1994}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||229|}}</noinclude>{{a destra|Parigi, 2 fruttidoro anno 5 (19 agosto 1797)}}
{{ct|t=1.5|v=1|lh=1.4|CXI. ''Al Generalissimo.''}}
Ho ricevuto l’altro jeri, 30 termidoro, cittadin Generale, con la lettera che mi avete indirizzata, la vostra risposta alle cinque note dei ministri dell’Imperatore. Io l’ho trovata, come tutto ciò che vien da voi, energica, nobile, precisa, e luminosa. A questo modo convien che parli Bonaparte: a questo modo voi sapete anche co’ vostri scritti far rispettare la Repubblica. Io l’ho immantinente comunicata al Direttorio; esso ne ha ricevuta la stessa impressione, e desidera che io ve lo comunichi. Non dubito che le disposizioni più concilianti, che annunzia il baron di Thugut nella lettera che vi ho già inviata, non sieno, in più gran parte, il risultamento della vostra risposta. La vostra fermezza ha senza dubbio imposto alle sue pretenzioni. Voi saprete, del resto, apprezzare il suo nuovo linguaggio.
Col corriere di oggi indrizzo a voi, ed al general Clarke una lettera, il di cui contenuto il Direttorio desidera che sia presente al vostro spirito durante la negozziazione. Ve lo ripeto, queste non sono che vedute, delle quali tirerete il miglior partito, che vi sarà possibile, e non già degli ostacoli. Alla fin de’ conti il Direttorio vi lascia un campo libero per la pace: essa è d’altronde nei voti di tutti i Francesi, e conchiusa da voi, essa sveglierà il loro entusiasmo. Non saprei dirvi abbastanza, cittadino Generale, sino a qual punto, il mio amore per il ben pubblico, si confonda con la mia confidenza nei vostri lumi, col mio rispetto per la vostra gloria, e col mio attaccamento per la vostra persona.
{{A_destra|{{Sc|C. M. Talleyrand}}}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||230|}}</noinclude><section begin="s1" />
{{a destra|Passeriano, 27 fruttidoro anno 5 (13 settembre 1797)}}
{{ct|t=1.5|v=1|lh=1.4|CXII. ''Al Ministro delle relazioni Estere.''}}
Il M. del Gallo jeri è venuto a trovarmi; e mi ha detto che il Generale Meerweldt partiva questa mattina per Vienna, per decidere quella Corte a farci una risposta categorica, e a rovesciare Thugut, o forzarlo, suo malgrado, a far la pace, ch’egli aveva scritto a quest’oggetto all’Imperatrice, e posto in azione i suoi piccoli intrighi di Corte.
Siamo convenuti, che se l’Imperatore in esecuzione dell’articolo 4 de’ preliminari riconoscesse i nostri limiti costituzionali, i quali presso a poco sono quelli del Reno; se di buona fede egli facesse tutti i suoi sforzi per metterci in possesso di Magonza, noi lo metteremo dal canto nostro in possesso di Venezia, e della sponda dell’Adige. Esso non entrerebbe in possesso di Palmanova, d’Osopo ec. che quando noi fossimo tra le mura di Magonza. Durante i dieci o dodici giorni che son necessarj per aver la risposta da Vienna, le negozziazioni cadranno poco men che in languore.
{{A_destra|{{Sc|Bonaparte}}.}}
<section end="s1" />
{{Rule|4em}}
<section begin="s2" />
{{a destra|Parigi, 30 fruttidoro anno 5 (16 settembre 1797)}}
{{ct|t=1.5|v=1|lh=1.4|CXIII. ''Al General Bonaparte.''}}
Il Direttorio cisalpino ha già reclamato il vostro intervento per ottenere il rimborso de’ crediti della innanzi così detta Lombardia su la casa d’Austria. Sembra che questi crediti si elevino ad alcune centinaja di milioni: queste sono l’espressioni del cittadino Visconti. Voi sentite quanto sarebbe importante per la nuova Repubblica la ricognizione d’un debito cosi considerabile. Il Direttorio esecutivo vedrebbe con piacere, che vi fosse possibile di proporre, nelle negozziazioni, i reclami della Repubblica cisalpina, e di sostenerli {{Pt|efficacemen-|}}
<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||231|}}</noinclude><section begin="s1" />{{Pt|te|efficacemente}}. V’invito, cittadino Generale, a fare intorno a ciò tutto quello che giudicherete più conveniente.
{{A destra|{{Sc|Talleyrand}}.}}
<section end="s1" />
{{Rule|4em}}
<section begin="s2" />
{{a destra|Parigi, 30 fruttidoro anno 5 (7 settembre 1797)}}
{{ct|t=1.5|v=1|lh=1.4|CXIV. ''Al General Bonaparte.''}}
Ho ricevuto i vostri dispacci del 17, e del 20 fruttidoro; ecco ciò che sono incaricato di rispondere. Si può fare sul Reno tutto ciò che chiedete: ma l’invio delle truppe in Italia non può aver luogo al termine che desiderate. Tutto ciò che il Direttorio può fare relativamente a quest’oggetto, è di farci passare 2 a 3000 uomini di cavalleria, tirati da’ depositi delle armate di Sambra e Mosa, e del Reno, e Mosella, se avete di che montarli, ed equipaggiarli in Italia, voi dovete pur sentire ch’essi non possono arrivarci se non molto tardi. Non bisogna nè anche contare su i 10,000 Piemontesi che voi domandate. Il Direttorio non si trova in caso di ratificare il trattato col Re di Sardegna. Alla Repubblica Cisalpina appartiene di procurarvi il rinforzo, del quale avete bisogno. Da essa dovete attingerlo: fate degli sforzi per avere 4,000 Genovesi, di cui parlate, ed anche domandatene un maggior numero se vedete facile ottenerlo. Alla fine se la calma durerà nel mezzogiorno potrete chiamar presso di voi la colonna che avevate ordine di spedirvi: l’unanimità della nazione su gli avvenimenti del 18 fruttidoro fa credere che il Direttorio potrà dispensarsene.
Passo ai particolari diplomatici. Rilevo dal vostro dispaccio del 20 che i plenipotenziarj austriaci vi abbian fatto delle singolarissime proposizioni. Essi domandano la Romagna, il Ferrarese, Mantova, Peschiera, Venezia, e tutto lo stato Veneto; dite loro in risposta a queste strane comunicazioni, e significate ad essi come ultimatum del Direttorio, che in Italia l’Imperatore riterrà Trieste, e otterrà l’Istria, e la Dalmazia: che rinuncierà<section end="s2" /><noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||232|}}</noinclude>a Mantova, a Venezia, alla Terra-ferma, al Friuli Veneto, e che evacuerà Ragusi. La Repubblica francese non vuol nulla ritenere nel continente dell’Italia. In quanto alle Isole, gli accomodamenti che saranno fatti su di questo punto con la repubblica Cisalpina, non riguardano l’Imperatore. L’Imperatore può indennizzarsi con l’Arcivescovado di Saltzbourg, ed il Vescovado di Passau. Egli cercherà in Germania, l’indennità del Duca di Modena, e del principe di Orange. La Francia darà il consenso a queste disposizioni. Ella è risoluta di conservare i limiti del Reno. L’Imperatore farà, su di ciò, così come Imperatore, che come Principe dell’Impero, una dichiarazione ch’esprima il suo consenso, e che non lasci più luogo a veruno equivoco. Evacuerà Ingolstad, Manheim, Magonza, Ebrenhreistein, Ulm, e Koenigstein.
Tal sarebbe, cittadino Generale, l’ultimatum del Direttorio, se tuttavia voi siete in grado di sostenere queste proposizioni. Se no, farete conoscere al governo ciò che potete ottenere dalla negozziazione. Voi avrete carta bianca. Ma non posso dirvi abbastanza quanto il Direttorio desidera, e quanto sia dell’interesse della Repubblica, che vi riuscisse far accettare gli articoli sopra indicati. L’Imperatore dev’essere intieramente allontanato dall’Italia: i suoi compensi debbono consistere in beni ecclesiastici secolarizzati in Germania, e noi dobbiamo prendere tutte le precauzioni perchè non possa egli esserci d’ostacolo nella pace con l’Impero. Ecco ciò a cui tendono gli accommodamenti proposti. Se l’Imperatore si ricusa a questa transazione ragionevole, e voi trovate la vostra situazione abbastanza forte, e sentite che la negozziazione non possa esser portata a buon fine, allora proseguirete il piano di espellere la Casa d’Austria dall’Italia. Il Direttorio attualmente si trova in situazione di proporre una pace fondata non sopra preliminari conchiusi con precipitazione, ma su le convenienze naturali, e sopra i limiti permanenti delle due potenze.
La Repubblica è già consolidata nell’interno, ed il governo abbattendo la fazione, che favoriva l’Austria, si trova padrone delle riserve necessarie per dare alla {{Pt|na-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 19 —|}}</noinclude>tasma del marito potesse sentire le parole insensate del vivo. Ma lui proseguiva, più veemente, alzando la voce:
– È lui, sì, che si interpone fra noi. Una prima volta si interpose, mentre tu sapevi ch’era già un cadavere, e mi hai cacciato via. E la nostra vita sarebbe stata diversa, oh, ben diversa, quella appunto che tu chiami la vita secondo le leggi e i regolamenti umani, poiché io ti amavo, con amore sano e dritto, e non ti domandavo che di aspettarmi. E anche tu mi amavi, e ancora mi ami, con tutto il tuo sangue e il tuo diritto di vivere. Ma tu mi hai cacciato, e ancora mi scacci, come un lebbroso; hai paura, e non è la legge, non è la religione, che ti impedisce di soccorrermi: è la superstizione, è il terrore di lui.
Ella s’era fatta verde e rigida in viso, come un vecchio bronzo: accennò anche ad andarsene, dura di sdegno e quasi di spavento; ma egli le balzò dietro, la fermò per le braccia, la costrinse a volgersi, si piegò, parve rifugiarsele in grembo, floscio, davanti a lei, come un sacco vuotato di tutte le sue cose immonde. Singhiozzava:
– Perdonami. Ma se tu, come in un primo momento di abbandono, te lo ricordi, vero, almeno questo? avessi continuato a dirmi una parola di conforto, le cose mie non sarebbero precipitate a questo punto. E io non ti domandavo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 20 —|}}</noinclude>altro, se non di lasciarmi venire qui, ogni tanto, per lamentarmi, per rivedere i tuoi occhi pietosi. Null’altro, ti domandavo. Ne convieni? Dì la verità, dì una buona volta la verità.
Adesso era lei, a piegare la testa; e il contatto dell’uomo in bufera, l’ardore del corpo febbricitante di lui, la stretta delle mani tenaci, le davano un senso di vertigine, di nausea fisica, ma anche di potenza e di libertà.
– Lasciami, Franco, lasciami. Tu forse hai ragione, ma tu sai meglio di me come queste cose vanno a finire. E poi non ti accorgi, disgraziato, che io sono vecchia? Vecchia, per te, per me, per la vita.
Egli non badò a queste ultime parole, già attaccato alle altre con esasperazione piangente.
– Come vanno a finire? No, tu non mi conosci; non mi hai conosciuto mai. Nessuno mi ha conosciuto, e tu meno degli altri. Io non ti avrei mai fatto male, e non te ne farò. E poi, e poi, che cosa è il male? È forse l’evitare il bene: e il nostro bene era quello di intenderci, poiché Dio aveva permesso il nostro incontro; e lo aveva permesso ai limiti della morte, per farci risorgere tutti e due. Tu non hai voluto; tu hai preferito e preferisci la morte. Tu vivi con un morto: sola, peggio che sola.
– Lasciami, – ella impose, fissandolo con occhi duri: – io non sono sola, né vivo coi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 21 —|}}</noinclude>morti. Vivo con me stessa e con la coscienza del mio dovere. Vattene.
Allora egli la lasciò, anzi s’irrigidì anche lui, e parve ricordarsi di qualche cosa di oscuro, di lontano, che lo distaccava completamente da lei.
– Scusami, – disse, cercando il cappello; – è vero, c’è ben altro da fare.
E s’avviò per andarsene. Ella lo seguì, fino al corridoio. Si era di nuovo fatta pallida, fredda, ma di un gelo, adesso, che le arrivava al cuore: perduta la sua potenza, si sentiva di nuovo piccola, curva; e batteva i denti. Aveva l’impressione sinistra che l’uomo andasse verso un pericolo mortale: bastava una parola per salvarlo; ella non la pronunziò.
{{Ct|t=2|v=2|f=200%|~}}
Dopo che ebbe chiuso la porta, sentì però un senso di liberazione. Adesso, sì, tutto era finito; tutto era stato osservato secondo i regolamenti della vita; della vita ch’ella si era imposta.
Eppure, nel tornare indietro per il corridoio, esitò un momento davanti all’uscio dello studio; si sentiva i fianchi e le braccia come macchiate da ecchimosi, dopo una caduta sia pure involontaria: e le selvagge parole di verità che Franco le aveva detto, le turbinavano intorno come vespe.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 22 —|}}</noinclude>
Entrò. Il ritratto era lì, con lo sguardo vivente, con l’orecchio in ascolto. Ella lo fissò, dal basso, come gli animali fedeli guardano il loro padrone. Ne cercava l’approvazione, l’aiuto, l’amicizia; non il perdono; poiché sapeva che ancora una volta, sia pure contro la sua volontà, il suo istinto, il suo stesso dolore, lo aveva tradito: col ricevere Franco, col lasciarsi toccare da lui e dal suo torbido delirio.
Ed egli, di là, dove tutto è davvero chiaro e fissato da leggi invincibili, non perdonava; non per lui, ma per il male ch’ella aveva fatto a sé stessa.
Ella insisté, tuttavia; e un rapido colloquio parve svolgersi fra loro due: o meglio, con quel senso di allucinazione che sempre l’avvolgeva davanti al fantasma, ella sentì ancora il soffio misterioso della voce afona di lui, negli ultimi mesi dopo la lunga malattia che già lo aveva sbranato della sua carne.
«Noemi, io credo in una vita eterna. Ti aspetterò, di là, e ci riuniremo nella gioia che non ha fine. Ma bisogna, per questo, morire senza peccato. Io, sì, credo di farlo, almeno riguardo a te: se anche tu lo potrai, il regno di Dio sarà nostro».
Erano parole precise, quasi matematiche: e rimanevano incise nel cuore di lei come cifre sulle tavole di pietra delle antichissime leggi umane.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 23 —|}}</noinclude>
Per questo ella tentò di ribellarsi.
«Dopo tutto, non ho reagito, contro il peccato? Una, due volte? Così, adesso tutto è finito».
«Era meglio non cominciare, Noemi. Perché gli hai aperto la nostra porta? La prima e seconda volta?».
Allora ella si buttò bocconi sul tappeto, e cominciò a singhiozzare come una bambina.
«Perdonami: è vero, avevo dimenticato le tue parole, tu ancora vivente, e adesso ancora, perdonami».
«Non posso: poiché tu hai fatto male anche ad altri; e bisogna espiare, adesso».
Allora ella si sollevò, quasi confortata.
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Rinnovò gli ordini a Pierina, e riprese il suo lavoro degli altri giorni; un piccolo ma finissimo ricamo, per una lotteria di beneficenza a favore di bambini malati. Seduta nell’angolo del salottino, sulla cui parete una damina giapponese le faceva compagnia, sollevava di tanto in tanto gli occhi a guardare lo spigolo del giardino di fronte alla finestra; e le pareva che il cedro del Libano, e un pino che lo seguiva, questo coi suoi aghi tutti infilati di sole, l’altro con la sua scala di rami che finiva in una guglia di smeral-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 24 —|}}</noinclude>do, si sollevassero a gara, il più in alto possibile, per veder meglio dentro la sua casa.
Da anni ella li conosceva; e li vedeva crescere, nel sole, nella luna, nel grigio dell’inverno, nel rosso dei tramonti estivi; sempre tesi all’alto, puri e potenti nel cerchio delle miserie intorno; l’uno tentando di sopravanzare l’altro, ma sempre eguali, nobili, amici: e le sembrava di essere una loro terza compagna.
Anche adesso la confortavano, col loro esempio, col loro fresco splendore; e quando riabbassava gli occhi e riprendeva il lavoro, aveva la impressione di farlo con uno dei loro aghi, sul disegno dei loro trafori; tanto immersa nella sua volontà di solitudine che trasalì, quasi per la minaccia di un’altra visita simile alla prima, nel sentir bussare all’uscio.
È Pierina, che si rallegrò ancora una volta, in cuor suo, nel veder la padrona, quel giorno, così stordita e remissiva da potersene abusare: le chiese dunque il permesso di scendere un momento dalla merciaia, per comprare due metri di fettuccia che, dopo tutto, servivano per il grembiale di cucina.
– Va pure: torna subito.
– Signora, volo.
Il suo volo è come quello delle rondini migratrici: passa un momento, ne passano due, passa mezz’ora e Pierina non torna: la padrona<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 25 —|}}</noinclude>sa che questo era inevitabile, e comincia ad irritarsi, non per la volontaria assenza della ragazza, ma perché sente di essere burlata da lei.
Sporgendosi però dalla finestra, vide giù nella strada uno spettacolo al quale non solo la sua ma numerose altre servotte, – teste lucide di uccelli spensierati, collane di tutti i colori, baveri di coniglio e agili gambe tutte ben calzate a spese dei padroni, – assistevano come ammaliate da un prestigiatore: e dietro di esse, per azione naturale, una siepe di giovinotti sfaccendati e di ragazzini con le faccie solcate da smorfie e sberleffi di tutti i generi.
In mezzo al gruppo sfolgorava una testa di donna, una Venere tra cittadina e campagnola, coi lunghi capelli d’oro ondeggianti sul busto rivestito di seta azzurra; un giovane in camice bianco da parrucchiere, coi capelli anch’essi fulgidi di brillantina, pettinava e lisciava con la mano che sembrava di sapone candido, questa chioma di fata; pareva, anzi, s’indugiasse ad accarezzarla come quella di un’amante: arrivato in fondo ne attorcigliava l’estremo ciuffo intorno ad una specie di pernio di celluloide, a molla: e su e su, l’avvolgeva in un rotolo, fin sopra la nuca; finché la molla scattava, fermando a semicerchio i bei capelli di seta, fra l’uno e l’altro dei due grandi riccioli ricadenti sulle orecchie della leggiadra testa.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 26 —|}}</noinclude>
Era, certo, una pettinatura armoniosa, angelica, ed il primo a restarne incantato, in religioso silenzio, era lo stesso artefice; ma poi d’un subito egli sollevava il braccio destro, scuotendo in giù la manica della giubba, e, mostrando fra l’indice e il pollice volteggianti, una delle numerose stanghette esposte sulla mensola che sosteneva il manichino, gridava con strilli d’aquila:
– Venticinque soldi; venticinque soldi appena; all’industria della vera beltà.
Le ragazze avevano tutte i capelli corti; eppure guardavano affascinate; qualche donna anziana abboccava all’amo, comprando a prezzo ridotto la stanghetta portentosa; e i giovinastri si giovavano della scena per palpare le fanciulle.
Uno gridò:
– Io la comprerei, la molla; ma la mia fidanzata ha la testa pelata come un uovo.
– Questa signorina, invece, ha una bella chioma – dice un altro, additando il manichino; – prova però a tirargliela e vedrai che rimane anche lei pelata.
Serio e dignitoso il parrucchiere ambulante volge in là il busto del manichino, ne scioglie i capelli, ricomincia la sua opera.
Così, come Dio vuole, Pierina rientra in casa, e si scusa con la padrona offrendole una stanghetta.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 27 —|}}</noinclude>
– Ecco, ho pensato che può andare bene ai suoi bellissimi capelli: la prenda, la prenda: gliela offro io.
Poi, senza darle tempo di rispondere una parola, fissandola in viso con due immoti occhi di serpente, le offre anche una notizia:
– Sa chi è morta? La signora dell’ingegnere Franci.
– La signora? – domanda minacciosa la padrona, quasi sfidando la ragazza a ripetere le sue parole.
– La signora, la moglie del Conte Franci, quello che è venuto qui stamattina.
– Tu vaneggi.
– Lo sa anche il signor Francesco, il portiere. Glielo ha detto la portinaia del palazzo dove abita il signor ingegnere: pare anzi sia venuta apposta, per dirglielo. Pare che la povera moglie del signor ingegnere l’abbiano trovata avvelenata; pare, anzi, che accusino il signor ingegnere.
{{Ct|t=2|v=2|f=200%|~}}
– Non è possibile, non è possibile, – gridò Noemi, con disperazione e sdegno. Ed ebbe voglia di battere Pierina, poi di trascinarla fuori, giù per le scale, fino in portineria, per sapere dal signor Francesco la verità: ondate di sangue<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 28 —|}}</noinclude>la travolgevano, le riempivano gli occhi, la bocca, le orecchie di fuoco e di orrore: ma passarono; ella tornò a galla, rivide la luce. Prudentemente Pierina era sparita; né lei andò a cercarla. Anzi si rimise al posto dove stava prima; con le dita della mano sinistra strinse l’altro polso, quasi per fermare il corso del sangue, e tentò di uscire dal cerchio tenebroso della morte dell’altra.
«Perché? Perché?».
«Pare accusino il marito...».
«Perché? Perché?».
S’era avvelenata, o l’aveva avvelenata lui? La figura di lui era ancora lì, aggrappata a lei: ella ne sentiva l’odore, l’ansito, le parole di tragedia: e macchie violette le passavano davanti agli occhi. Sì, le ecchimosi che le mani di lui le avevano fissato sui fianchi, sulle braccia; ebbe voglia di scoprirle, di accettarle, poi si riebbe, scosse la testa, calcolò.
– Quando egli venne qui, il fatto era già avvenuto. Ecco perché egli parlava così. La responsabilità è tutta sua.
Ebbe voglia di muoversi, di uscire, correre, interrogare il portiere, la portinaia, la gente della strada, e, in fine, di vedere la vittima. Sapere, sapere, squarciare con le sue mani il mistero; sapere, sapere. Ma che doveva sapere, che già non sapesse dentro di sé? E non si mosse, anzi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 29 —|}}</noinclude>sentì di nuovo un brivido di spavento che le destò un senso di imminente paralisi. E, durante quel momento, le parve di sentir suonare di nuovo alla porta, ma uno squillo lieve, interno, come quando ci ronzano le orecchie. Chi era? Il portiere, il signore gobbo suo inquilino, che si ficcava spesso nei fatti di lei, e che ella, superstiziosa sopportava per vaga credenza di fortuna; o la grossa signora di lui; o un altro inquilino? O ''lui'', che tornava per nascondersi da lei? Paura, paura. Ma di che cosa? Il suono non si ripeté: tuttavia ella si alzò, furtiva, e andò ad assicurarsi che la porta era fermata col catenaccio. Eppure, quando ritornò nel salottino le parve che una persona estranea vi fosse entrata di nascosto. Era Pierina, che voleva sapere se la signora desiderava la minestra o solo il brodo.
– Ma fa quello che vuoi. Va via.
Pierina va via; ma la sua apparizione ha, per la prima volta, suscitato in Noemi l’immagine viva della morta: poiché un giorno Franco aveva detto che la moglie rassomigliava alla ragazza: solo era più magra e con gli occhi neri. Da questa visione materiale, anzi quasi grossolana, ecco però sorgere un barlume tremulo, come quello che il vento, passando, suscita nelle ombre dei rami sulle pareti.
È passato: qualche cosa è passato, sì, illuminando le ombre dentro l’anima sua in delirio.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 30 —|}}</noinclude>Ella crede fermamente al ''di là'', dove lo spirito dei morti, lasciate le apparenze terrene, vive la vera vita. Da questo spazio infinito, che non conosce limiti né distanze, l’anima di Pia Franci, era per un attimo discesa accanto a lei, e le aveva parlato.
– Noemi, sono qui. Non muoverti, non agitarti. Tu sai la verità: sei tu che hai avvelenato il mio sangue, prima del vero veleno: ma non per questo io posso volerti del male; solo il bene adesso esiste per me, e voglio che tu non soffra, e che nessuno, mai più, soffra nel mondo.
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Allora Noemi si sollevò davvero, e si guardò attorno come uno che dopo un’operazione dolorosa ha riacquistato la vista. Sentì ch’era stata, ancora una volta, la sua coscienza a parlare. Via i fantasmi: avvenga che può. Ella non soffre già più; e se ha da subire un castigo, per il suo presunto delitto, lo accetta con coraggio. Verranno forse gli uomini della giustizia a portarla via, come complice responsabile del Franci; vengano pure: ella vede già la scena, gli occhi ostili che la guardano come un’appestata, il calvario che deve salire sotto la sua croce. Il suo compagno stesso la cacciava via dalla loro casa, come da un tempio del quale non era stata degna. E<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 31 —|}}</noinclude>andò, per l’ultima volta, nella sala da pranzo, sedette alla tavola apparecchiata, mangiò: ma ricordava, pur senza soffrire, una leggenda del suo paese: i morti che, in certe occasioni famigliari, ritornano nelle loro case dove i superstiti pietosi hanno per essi imbandito la mensa.
E tutto infatti le appariva attraverso un velo di lontananza irreale; il vino s’era pietrificato come un rubino nella bottiglia smerigliata, il pane sembrava di quelli trovati in qualche scavo archeologico: la fruttiera con le arance di croco e le mele di carminio, era dipinta sulla tovaglia. Ed ella aveva perduto il senso del gusto, del tatto, e il sangue le si era seccato nelle vene come l’acqua di un ruscello in estate. Solo le orecchie ascoltavano. A poco a poco questo senso di attesa si fece quasi di desiderio: perché non venivano? Ella era come uno che deve assolutamente partire e aspetta, nella stazione, che si apra lo sportello dei biglietti. Ma non si mosse finché non ebbe, come gli altri giorni, fatti i soliti gesti, ripiegata la salvietta, raccolte e gettate sul piatto le bricciole della tovaglia: infine, con un atto quasi di dispetto contro sé stessa, bevette un bicchiere di liquore e andò nella sua camera. E come certi prigionieri che si abbandonano alla loro sorte, cercando solo un momentaneo scampo nel sonno, chiuse gli occhi: ma pochi momenti dopo, uno squillo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 32 —|}}</noinclude>di campanello disordinò ancora il silenzio della casa, sebbene fosse, questo squillo, garbato come quello degli inquilini che supplicavano di essere ricevuti, e nello stesso tempo astuto come quello del ladro che si accerta se la casa è abitata o no. Ella lo sentì così, nel suo cuore, che rispose con un’eco di terrore ma anche di coraggio e quasi di sfida: balzò quindi, con agilità fantastica, e corse lei stessa per aprire, dopo aver respinto silenziosamente Pierina pallida di curiosità. Prima di allargare la catena della porta si volse a guardare lungo il corridoio, quasi per assicurarsi se tutto era a posto: tutto era a posto, come sempre: eguali le luci e le ombre, i riflessi e i colori: dall’uscio aperto della sala da pranzo ancora il sole, velato dalla trasparenza delle vetrate, stendeva sul pavimento un rettangolo di riverbero quasi lunare. Mai più significativa e densa era stata l’intimità del luogo, aderente a lei come una seconda veste: eppure ella ne provò sgomento: di nuovo le parve che qualcuno la scacciasse dal tempio; ch’ella dovesse uscirne per un giusto esilio e forse non rientrarvi mai più. Era giusto. Ma spaventoso. Aprì.
Tre uomini stavano davanti alla porta: due, alti, quasi eguali anche nel viso scuro, quadrato e caricaturale; il viso dei poliziotti come se lo immagina chi non lo ha veduto che sui mani-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 33 —|}}</noinclude>festi cinematografici: l’altro, al quale essi facevano da sfondo, era di media statura, distinto come un piccolo borghese elegante. Aveva intorno al collo, sotto il bavero del soprabito, un fazzoletto di seta scozzese, il cui colore incrociato di marrone e di azzurro scuro, rendeva più chiaro il pallore del viso fine, quasi fragile. Dolci, castanei erano gli occhi; ma egli corrugava le folte sopracciglia nere per indurirne l’espressione: e pareva sporgesse le labbra sottili e il mento quadrato per accrescersi importanza. Ma quello che più colpì Noemi, fin dal primo sguardo, fu l’impressione di aver veduto altre volte quel viso, e sopra tutto quegli occhi. Dove? Quando? Non poteva, in quell’attimo, frugare nella sua memoria, eppure un baleno di luce le rischiarò il sangue: le parve che quell’uomo, venuto a lei in armatura nemica, dovesse invece recarle aiuto.
Domanda egli, con voce mascherata:
– La signora Noemi Davila?
Risponde lei, con voce severa.
– Sono io.
– Ho l’incarico di parlarle.
– Si accomodino.
Entrano, i tre: egli con passo per natura lieve e signorile, gli agenti quasi intimiditi e paurosi di scivolare sul pavimento. Ella chiude la porta col catenaccio.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 34 —|}}</noinclude>
Senza reticenze, ma anche con tono lievemente amichevole, l’uomo si presenta.
– Sono un commissario di pubblica sicurezza ed ho il compito di eseguire presso di lei una perquisizione.
Ella ripete, stendendo una mano come a dire: «Il luogo oramai è vostro».
– Si accomodino.
Ma già la voce è mutata, vibrante di sdegno represso. Alla perquisizione ella non aveva pensato e, fulmineo, fa mentalmente l’elenco delle cose che le dispiace veder violate dagli agenti. Nulla e tutto: nulla che potesse comprometterla; tutto che avrebbe in qualche modo fatto intravedere l’intimità nuda del suo corpo e della sua anima.
La faccenda tuttavia procede meno pesante di quanto ella s’immagina. Anzitutto uno degli agenti rimane nel primo vestibolo del corridoio, come a guardia della porta; mentre l’altro segue in punta di piedi il Commissario: ne sembra l’ombra; e tutti e due rassomigliano a stranieri educati che visitano un museo privato.
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Noemi li guidava: e un po’ per volta, a misura che venivano aperti i cassetti, gli armadi, le librerie, si distaccava dalla sua angoscia sde-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 35 —|}}</noinclude>gnosa, quasi presa da un senso di curiosità per le cose che da lungo tempo non rivedeva. Così come quando un autore rilegge un suo libro giovanile e vi rivede passioni dimenticate. Ma per Noemi era anche un senso allucinato, di ricordi balenanti, che s’incrociavano, brillavano, svanivano: luci nella notte, intorno ad uno che si è smarrito e non ritrova la strada pur sapendo che è vicino a casa sua.
Fu dapprima frugato nella sua camera: niente carte, niente libri, tranne quello della messa con la copertina di pelle tigrata, che si scaldava come un animaletto al contatto delle mani: niente carte, niente libri nelle altre sale, tranne gli spartiti musicali sulla mensola del pianoforte: solo nello studio del marito morto risero i libri, tanti, rilegati in pergamena, dagli scaffali, dalle librerie; ma era un sogghigno d’irrisione, macabro, come quello dei teschi di giovani, che mostrano la dentatura intatta: e dai cassetti saltarono fuori fascicoli di carte e pacchi di lettere ben disposte entro buste solide ma già qua e là morsicate dal tempo.
L’agente se li trovava in mano quasi contro sua volontà; poiché erano quelli che saltavano fuori per protestare la loro innocenza; e il Commissario, quando l’altro glieli porgeva, si piegava un attimo, quasi a fiutarne l’odore, a sentirne le parole di difesa: l’agente li rimetteva a<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 36 —|}}</noinclude>posto, senza sgarbatezza, ma con un certo naturale ordine: e questa era la maggiore inquietudine di Noemi. Quel disordine, quello spostamento, le si comunicavano fisicamente. Mai più ella avrebbe ripreso, nelle sue abitudini, nei suoi bisogni, il ritmo vitale di prima: tutto in lei doveva procedere come in un orologio che continua a camminare pure essendo profondamente guasto.
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D’altronde la perquisizione fu più rapida di quanto potesse credersi: poiché il Commissario per primo pareva convinto della sua inutilità. Eppure anche lui forse vedeva il mistero, negli occhi stessi della donna; e non procedette all’interrogatorio di lei nello studio, perché un veloce sguardo al ritratto gli fece intendere che il vero padrone del luogo era ancora quel fantasma, e che la vedova non avrebbe mai confessato tutta la verità davanti a lui.
Ritornarono dunque nel salottino, ed egli, ordinato all’agente di restare col compagno nel corridoio, sedette davanti alla piccola tavola, al posto ov’era già stato l’altro. Lentamente trasse un taccuino d’appunti, ma evidentemente con intenzione di non farne uso, perché lo tenne, senza aprirlo, fra le mani incrociate. Noemi gli stava di fronte, rigida, decisa a rispondere alle<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 37 —|}}</noinclude>domande di lui con la più perfetta sincerità, ma senza abbandono né speranza d’indulgenza, sebbene le sembrasse che egli, adesso che erano soli, la guardasse con umanità, come si guarda una donna ancora giovane e graziosa, nell’atmosfera di lusso e di quiete della sua casa: una donna che, a sguardi superficiali, può apparire invidiabile e sicura, mentre è profondamente sola e infelice. E il pensiero ormai fisso di aver veduto altre volte quell’uomo, o almeno uno che molto gli somigliava, non la sollevava più: anzi le dava un senso di fastidio, come quando in un giorno di miseria s’incontra qualcuno che ha conosciuto la nostra passata ricchezza.
Disse il Commissario: e la sua voce era sempre come senza suono:
– Lei, signora, ha già inteso quale è il mio compito. Devo interrogarla sul suo passato, le sue relazioni, la sua vita, insomma.
– Domandi pure; – ella risponde calma, già piegata sul panorama della sua vita; panorama che le si presenta come quello di una pianura invernale, nudo, fatto di linee, con soltanto qualche macchia di colore; sotto un cielo limpido simile a quello della giornata che si attraversava: sì, ma quelle sue macchie erano rosse, nere, verdi: sangue, dolore, veleno.
– Mi dica anzitutto qualche cosa della sua famiglia.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 38 —|}}</noinclude>
– Della mia famiglia ho conosciuto solo mio padre. La mamma era morta in parto. Mi allevò una serva già anziana, che mi si affezionò talmente da essere gelosa quando io le chiedevo di parlarmi di mia madre. Io, al contrario, non le volevo bene: mi sentivo lontana da lei, per istinto, per razza, per quella nostalgia continua della mamma morta. Non amavo neppure mio padre, che era un uomo sempre pieno di affari, e quindi poco si curava di me. Abitavamo una piccola città, nella quale però si era stranieri. Mio padre ci era andato come capo di una squadra di carbonai, per il taglio di un bosco; a poco a poco diventando lui stesso speculatore di legname, di carbone, di cenere. Comprava intere foreste: le disboscava, ci guadagnava molto. La popolazione, sebbene si avvantaggiasse del lavoro dato da lui, ne parlava come di un negriero o di un mercante di veleni. Invidia. Persino le stagioni di siccità e di conseguente carestia erano incolpate a lui, attribuendo al taglio dei boschi la mancanza di pioggia. Ma egli non si curava di nessuno, e davvero trattava i suoi dipendenti come schiavi. Ma in fondo era buono, e faceva elemosine segrete, e lavorava solo per me. La nostra casa era sempre piena di operai, per le paghe: poveri diavoli melanconici, mal vestiti, scuri, per lo più stranieri, che finivano con lo sposare donne equi-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 39 —|}}</noinclude>voche del paese e vi si stabilivano. Eppure io avevo paura di loro, come del resto avevo paura di tutto, perché mi sentivo sola e quasi indifesa. Non avevo amiche, non parenti, non conoscevo nessuno. La scuola era di fronte alla nostra casa, e per arrivarci attraversavo di corsa la piazzetta, tenuta d’occhio dalla serva, che poi veniva a prendermi all’uscita e non mi lasciava parlare con nessuno. Anche la Maestra, che per quattro anni fu sempre la stessa, non s’interessò mai a fondo di me. Così passò la mia fanciullezza, scialba, innocente, di una innocenza quasi idiota. Mai un libro, mai un giornale che non fosse di commercio; e bambole di straccio, e giocattoli ridicoli. Passavo le giornate nel cortile; mi fabbricavo fornelli di pietruzze e di fango e vi cucinavo semi e granellini di riso; parlavo con le galline e il maiale, che erano i miei soli amici. Mai un fatto che spezzasse la monotonia grigia dei miei giorni sempre eguali; l’avvenimento più grande, pieno di ansia, di paura, di fatica, ma anche di gioia indicibile, era quando Giovanna, la serva, mi portava con sé nei boschi dove mio padre dirigeva il taglio delle piante, per cogliere ghiande per il nostro maiale. Le stavo sempre appresso perché avevo sempre paura degli uomini del luogo, e mi piegavo a cogliere le ghiande tra le felci, il muschio, il capelvenere; ma trovavo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 40 —|}}</noinclude>anche i ciclamini, i funghi, le violette; sentivo i gridi, le bestemmie, i canti degli operai; respiravo un’aria di fiaba. Ancora non posso ricordare quei giorni senza un brivido di piacere e di terrore. Forse era un presentimento. Perché un fatto avvenne, infine, nella mia pallida adolescenza, ma terribile. Mio padre fu trovato morto, poco distante da una carbonaia, intorno alla quale egli faceva un giro d’ispezione notturna. Io, neppure lo vidi, né mai ho saputo come fu ucciso; ma ancora lo immagino steso bocconi tra le foglie bruciate, nere di sangue, in quel cimitero di alberi. Furono arrestati molti degli operai che lavoravano per conto di lui, poi tutti furono rilasciati. Venne giù un cugino di mio padre, ma aveva una famiglia numerosa, e non volle assumersi la responsabilità di prendermi con sé: provvide, con le Autorità del luogo a nominarmi un tutore, a liquidare le lavorazioni imprese da mio padre, ad acquistare, col ricavo, titoli di rendita, che furono depositati per conto mio in una Banca; poi se ne tornò a casa. Avevo, del resto, diciotto anni, e potevo continuare a vivere da sola, con la mamma-serva che piangeva mio padre quasi fosse stato suo marito: e forse, in un certo modo, lo era stato.
Il tutore, un grasso e ricco possidente nostro vicino di casa, ubbriacone ma di cuore generoso, si illudeva di sorvegliarmi; mi diceva barzellet-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 41 —|}}</noinclude>te, mi mandava le figlie a farmi compagnia. Tutto scivolava sulla mia anima come su una lastra di cristallo. Il dolore, lo smarrimento, la più desolata sfiducia della vita mi congelavano. Stavo ore ed ore immobile, come ho veduto fare a una donna del popolo che aveva il marito disperso in guerra e lo aspettava in quel modo. Anch’io aspettavo un miracolo: che mio padre tornasse dalla foresta. E adesso, sì, gli volevo bene; e il rimorso di non averlo potuto far prima, accresceva la mia pena. Non mi preoccupavo del mio avvenire, avevo una buona rendita, e basta. Il mio tutore mi cercava marito; qualche suo affine, s’intende: io provavo già paura e repugnanza di questo marito, decisa a non volerlo: lo sentivo puzzare di vino come il mio tutore: ma tacevo; sembravo una idiota. Eppure un giorno mi svegliai. Forse attirato anche lui dal miraggio della dote, ma anche da curiosità e pietà umana, cominciò a frequentare la nostra casa un nipote di Giovanna, la serva. Era un avvocatino, appena laureato, venuto su dal nulla, cioè da una famiglia di contadini che aveva venduto la metà del suo campo per aiutarlo negli studi. Era ambizioso, intelligentissimo; e vide subito in me una ''cosa'' che bisognava scuotere, ravvivare, scoprire come la brage sotto la cenere. E fu dapprima ragazzo con me; come quei ragazzi intraprendenti e cordiali che si av-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 42 —|}}</noinclude>vicinano al compagno scontroso e gli domandano: Come ti chiami? Che fai? Che mestiere fa tuo padre? – Così si diventò amici: solo amici; poiché egli capiva che così bisognava comportarsi con me: poi, a poco a poco, si strinse fra di noi una specie di alleanza contro quelli del paese, che continuavano a nutrire astio per me e avversavano anche il mio giovane amico perché aveva già un certo successo nella sua carriera, ma sopra tutto perché frequentava la mia casa. Più che altro, forse, questo distacco dall’ambiente che ci stringeva nemico, fece nascere in entrambi il desiderio di andarcene lontano, di tentare assieme, con l’attività e l’ingegno di lui e i mezzi che io possedevo, una sorte migliore. Fu questa la prima ragione del nostro matrimonio: l’amore venne dopo, già fondato su basi che di solito, fra due sposi, sorgono dopo anni di convivenza e di solidarietà. Egli era religioso, Giacomo, perché tale era la sua famiglia di patriarchi: mi fece conoscere la Bibbia, e mi condusse alle nozze come ad un nuovo battesimo. Si andò subito via dal paese. La vecchia Giovanna non volle seguirci: rimase nella casa che considerava sua, e là è morta di solitudine. I primi tempi, qui, sarebbero stati per noi, se non duri, alquanto inquieti, senza la nostra ferma volontà di vincere, e la gioia di vivere, di esser liberi finalmente, di non aver nemici.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 43 —|}}</noinclude>Mio marito era tenace, forte, quasi aspro: inoltre credeva di avere, di fronte a me, un impegno preciso, morale ed anche economico. E la fortuna, d’un tratto lo aiuta. Egli aveva messo su un piccolo studio di avvocato, ma le cause si facevano aspettare. Frequentava anche lo studio di un penalista celebre: ed ecco che questo lo chiama ad assisterlo in un processo passionale, di gente ricca e aristocratica, tutto un intrigo spaventoso di menzogne, di calunnie, di livore, che lei forse ricorderà: il processo detto degli Ebrei. Basta; il giorno in cui il grande avvocato deve pronunziare la sua difesa, gli succede una disgrazia: muore d’improvviso la moglie. Il Pubblico Ministero respinge la proposta di rimandare sia pure di pochi giorni il proseguimento della causa. Allora parla mio marito. Fu un successo clamoroso. Gli accusati assolti; la fama del mio Giacomo assicurata.
Cominciò per noi una fortuna fantastica: ma bisogna dire che egli lavorava giorno e notte, e non si prestava se non alla difesa di accusati che egli riteneva assolutamente incolpevoli. Eravamo felici: solo un’ombra; la mancanza di figli: e poi un’altra ombra più terribile. Avevamo appena acquistato questo palazzo e messo a posto l’ultimo oggetto di questo appartamento che Giacomo si ammalò. Giorni terribili. Si va in una clinica: Giacomo è operato; sembra {{Pt|gua-|}}<noinclude>
<references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 44 —|}}</noinclude>{{Pt|risca,|guarisca,}} ma non può più lavorare. Due anni durò la sua agonia. Fu operato una seconda volta: passò mesi e mesi nella triste clinica: poi me lo riportai a casa, ed egli morì qui. Ma per me è sempre vivo, è sempre qui.
{{rule|2em}}
Ella tace, adesso, e quasi non vede più la persona per la quale ha parlato: poichè le sembra di essere scesa nel suo passato solo per rievocarlo a sè stessa e farsi sentire dal ritratto in ascolto nella casa.
Ma la voce sempre eguale del Commissario, quasi senza suono, eppure inesorabile sebbene impersonale, come quella del confessore dietro la grata, la fa riaffiorare alla realtà del presente.
– Questo palazzo, dunque, è suo? Che altre rendite possiede?
Ella sorrise, lievemente beffandosi della ingenuità del Commissario.
– Ho solamente questo stabile; senza ipoteche, senza oneri. Non è grande, ma è signorile: otto appartamenti, senza questo, due botteghe, giù, un deposito di automobili. Ci sono le tasse e le spese di manutenzione, ma sempre rimane qualche cosa, per una donna che vive sola.
– Ha un’amministratore?<noinclude>
<references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 45 —|}}</noinclude><nowiki />
– No, grazie a Dio. Ma ho un ottimo portiere, intelligente, onesto, affezionato e quasi geloso di me come la serva Giovanna. È un ex-maresciallo di finanza: s’incarica lui di tutti gli affari dello stabile, del pagamento delle tasse, degli operai per i lavori, persino della coltivazione di una specie di giardinetto che ha impiantato su una delle terrazze della casa, per mio uso.
– Chi frequenta la sua casa?
– Ma… quasi nessuno. Gl’inquilini, che vengono a lamentarsi, a pagare, a domandare riparazioni: qualche rara visita di gente conosciuta quando era vivo mio marito.
Ci fu un momento di silenzio grave: poi il Commissario senza mutar tono, domandò:
– Mi dica adesso delle sue relazioni col signor Franco Franci.
Ella aprì e subito rinchiuse gli occhi; poi tornò a fissarli sull’uomo: e uomo veramente egli adesso le appariva, avvicinatosi da una distanza nebbiosa ove dapprima le era sembrato anche lui un po’ fantasma: ne distinse il viso chiaro, fino, con le narici diafane e la bocca fanciullesca contrastante col mento pietroso. E questi occhi, dove li aveva già veduti? Così velati d’oro, intenti a mascherarsi con l’ombra delle ciglia e il gioco delle sopracciglia che sembravano finte? Dove? Più che la loro ambigua<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 46 —|}}</noinclude>espressione, questa incertezza del dove e quando li aveva veduti, la tenne un momento sospesa: poi ebbe desiderio di cambiare strada, di mentire, di affermare che fra lei e il Franci non c’era stata che una fredda e momentanea relazione. Prove contrarie non esistevano.
Ma subito l’istinto l’avvertì che le strade false conducono sempre al pericolo. Disse:
– Ho per caso conosciuto il Franci nella clinica dove mio marito era stato operato la seconda volta. Il Franci era gravemente malato di polmonite. La suora mi disse che egli stava per morire. Cieca anch’io per il mio dolore, entro nella sua cameretta: egli mi vede; nel delirio mi scambia per una sua sorella lontana: si attacca a me, non mi lascia più in pace. Dopo la morte del mio povero marito non l’ho più veduto: ma pochi mesi or sono venne di nuovo a trovarmi; m’annunziò il suo matrimonio, si lamentò di non essere felice. Questa mattina stessa è venuto qui, dicendo che aveva questionato con la sua signora. Cercai di calmarlo, gli diedi buoni consigli.
– Può dirmi qualche cosa del suo carattere?
– Non so; è difficile giudicare il prossimo. Il Franci m’è parso sempre un buon giovane, un po’ visionario, forse, molto sentimentale.
– Nulla, fra voi due, si svolse di colpevole? Neppure nelle intenzioni?<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 47 —|}}</noinclude><nowiki />
Ella risponde sommessa, ma ferma e quasi ironica:
– Le intenzioni sono in potere di Dio.
– Tanto è vero, – scatta d’improvviso il Commissario, – che la strada dell’inferno ne è lastricata.
Ma il suo accento non è scherzoso; anzi le incute una vaga paura; tanto più che egli solleva la voce e domanda, rude:
– Ella conosceva la signora Franci?
– No.
– Che diceva di lei il marito?
– Ne parlava con angoscia: diceva ch’ella, giovanissima, quasi ancora bambina, era nervosa, capricciosa, scontenta di lui e di tutto.
– Crede lei che ella fosse gelosa?
– Sì, egli diceva ch’era gelosa.
– Di lei?
– Non so, non credo: il marito non le parlava mai di me. Eppure...
– Eppure?
Noemi si scuote tutta: è stanca, sebbene l’interrogatorio non sia stato lungo nè tormentoso: ma ha paura che lo diventi, che, dopo lunghe inutili parole si venga ad una conclusione facile a ottenersi subito. Dice dunque:
– Eppure, sì, credo che la debolezza del marito verso di me abbia potuto esasperarla.
– Oh, brava, – esclama il Commissario,<noinclude><references/></div></noinclude>
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L'argine/Parte prima
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 242 —|}}</noinclude>visto il cielo coprirsi di cenere, e il sole spegnersi come una lampada fulminata: piovve fango, e Pierina s’inginocchiò di nuovo, davanti al marmo dell’acquaio, come davanti ad un altare troppo a lungo profanato. Singhiozzava forte.
— È il finimondo; il finimondo: — e pensava di confessare alla padrona che anche quella mattina aveva rubato diciotto soldi sulla spesa.
Ma anche l’umore della padrona s’era fatto scuro: ella aveva persino rifiutato, quella mattina, di ricevere il signor Francesco, per le solite comunicazioni. Seduta accanto alla finestra nel salottino di vimini, guardava il cedro e il pino investiti dalla nebbia, e le pareva di trovarsi in un paese nordico, mai prima veduto, dove si stava a disagio, come in terra d’esilio. Il disagio e lo spostamento erano invece dentro di lei, ed ella lo sapeva benissimo. Perché aveva rifiutato di ricevere il fedele signor Francesco? Certo, per timore che egli toccasse definitivamente la questione del subaffitto dei signori Giovi, e le chiedesse l’autorizzazione di provvedere all’allontanamento del loro inquilino.
Ed ella, ed anche di questo sapeva il perché, avrebbe voluto tergiversare, un po’ sempre per superstizione del gobbo, un po’ perché si sentiva legata a quell’ultimo filo del suo dramma. Antioco rappresentava ancora una parte, in questo dramma, ed era umano ch’ella desiderasse<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 243 —|}}</noinclude>conoscere, almeno per una volta, l’amico e nemico di Franco, e sapere da lui come le cose sarebbero andate a finire.
— Finirla, finirla! — In fondo il suo più vivo bisogno era di finirla; di ritornare al punto di prima, quando la sola compagnia del suo compagno silenzioso le bastava nella vita.
Dopo tutto, fra un mese, Antioco Lante avrebbe preso la laurea e se ne sarebbe andato. Le sembrava anche poco dignitoso e generoso disturbare i Giovi per così poco. E se no, se ne sarebbe andata lei, al mare, ai monti, alle acque, lasciando al signor Francesco l’incarico ingrato di far rispettare lui il regolamento della casa.
Tanto per scuotersi, andò, al solito, a cercare Pierina.
— E così, Pierina, andremo presto in campagna, quest’anno: appena il tempo si ristabilisce. Ti porterò con me, perché non mi va di andare all’albergo. Cucineremo in casa. Ho già veduto, lo scorso anno, dov’ero per le acque, una casetta bellissima, piccola, tutta in mezzo alle rose: per un sentiero, fra il grano e le ginestre, e poi per il bosco, si scende alla fonte. Quando non avrò voglia di andar giù, ti manderò a prendere l’acqua, nello stabilimento, e farò la cura in giardino, in santa pace. C’è anche, lì accanto, una chiesetta solitaria, dove chi entra non vorrebbe più uscirne.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 244 —|}}</noinclude><nowiki />
Pierina, già mezzo nuda e sbuffante di caldo, si allungava come un baco da seta, spolverando i mobili più alti: non sembrava molto entusiasta dei progetti romantici della padrona, pure credendosi in dovere di dar gridi di gioia e riconoscenza. Avrebbe certo preferito star sola, come lo scorso anno, nell’appartamento; in lotta, sì, con la sorveglianza del signor Francesco, ma spesso anche padrona di scorrazzare su per le scale, dove passavano i garzoni con le provviste per gli inquilini, il materassaio galante, lo stagnaio con la sua cassetta inquietante e le mani più infuocate e svelte dei suoi strumenti; e sopra tutto gli operai del telefono, che quando erano, su in terrazza, sulle antenne simili ad alberi di cuccagna, ad aggiustare i fili guasti, e parlamentavano coi compagni rimasti giù nel cortile, sembravano a Pierina angeli mascherati da diavoli.
Ma la padrona era ferma nel suo proposito. Andare, fuggire, cambiare aria. E poi cominciava a far caldo sul serio, e certi giorni di scirocco, se pure portavano un odore di mare, costringevano a tenere le finestre chiuse, per il vento afoso e la polvere invadente.
Alla notte, poi, Noemi, sentiva un insolito senso di oppressione; le giunture le scricchiolavano; s’immaginava di essere malata, e certi sogni, — Agar, Franco, Antioco, il signor {{Pt|Fran-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 245 —|}}</noinclude>{{Pt|cesco,|Francesco,}} e persino padre Leone e le suore del convento ne erano i deformi protagonisti, — le destavano paura. Per distrarsi, tentava di pensare al passato, al ''suo'' passato, a quello che apparteneva a lei sola: e certe nenie infantili le risalivano dal mistero della memoria, come il residuo di un profumo di una fiaba antica: nenie infantili, ma già tiepide di una vaga sensualità, nostalgiche e monodiche come i canti dei pastori adolescenti, vaganti dietro il gregge che pascola nella solitudine, privi di donne, di amici, di amore, di madre: gliele aveva cantate, cullandola orfana e straniera, in una terra ostile, la serva fedele: e le erano rimaste in fondo all’essere, come un elemento carnale, poiché ella le aveva ripetute mille e mille volte, durante i periodi inquieti del suo sviluppo di fanciulla, nelle dormiveglie, nei turbamenti della giovinezza, e le servivano ancora, a volte, come un calmante o una musica che addormenta.
E anche adesso finiva, ricantandole a sé stessa, col riaddormentarsi più tranquilla: allo svegliarsi, erano rinnovati propositi di vita serena; tornava a sorriderle la casetta fra i rosai e i campi di frumento, il sentiero del bosco, fra i castagni e le felci, che scendeva alla fonte salutare. Lo stesso fantasma immobile nella penombra della sala, pareva la incoraggiasse a muoversi.
— Va, Noemi, va: la vita è ancora bella,<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 246 —|}}</noinclude>per te, anche se rinunzi alle illusioni dell’amore: tante altre cose ci sono, nella vita. Va, Noemi, va.
Andrà: ma lascia passare i giorni, lascia passare le notti, inerte, o trasportata solo dalla corrente del tempo: e le sembra, infatti, di essere avvolta da un velo di acqua e di aria, e di veder le cose come si vedono nelle fantasmagorie delle nuvole, o riflesse da un lago.
{{rule|2em}}
Ed ecco un’altra volta la dolce domenica dei quartieri nuovi di città, che invece di fredde basiliche hanno qualche chiesina dove i ritardatari alla messa devono star fuori e allungare la testa dall’arco della porta spalancata, come davanti alle chiese campestri nei giorni della festa annuale.
La signora Noemi non correva questo pericolo, perché sempre una delle prime ad arrivare: il suo posto è pronto, e il mazzo delle piccole vecchie, intorno a lei, coi fazzoletti puliti intorno alle teste tremule, le pare esali un buon odore di villaggio, di siepi di sambuco, di sentieri che conducono al paradiso. Immersa in mezzo a loro, come la coccinella tra i cespugli selvatici, provava un senso d’innocenza, di riposo: pensava alla chiesetta solitaria, su, fra i campi<noinclude><references/></div></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|L=2px|lh=1.5|'''Legio, legionis.'''}}
L’uscio della stanza si aperse. Ma non era Bertrada, che appariva nel vano; era un uomo, uno sconosciuto, un coso lungo, dalla faccia sinistra.
Ansperto si tirò istintivamente indietro, facendo scricchiolare, nella furia dell’atto, il suo seggiolone di quercia.
— Chi sei tu? — domandò egli frattanto, con la voce chioccia e soffocata dell’uomo sbigottito.
— Niente paura, messer canonico! — disse lo sconosciuto, restando ancora con cavalleresco ritegno nel vano dell’uscio. — Son uno che tu hai chiamato dianzi più matto del Matto. Che credi tu? che ad un par mio non possa venire il ticchio di prender moglie? È una scioccheria che tutti, qual più, qual meno, la fanno, e non sono da annoverarsi tra quelli<noinclude></noinclude>
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{{Ct|f=100%|v=1|L=0px|lh=1.5|'''Dove i cinque falciatori in gara si riducono a quattro.'''}}
Come aveva detto il fosco personaggio ad Ansperto, o com’egli, il pauroso canonico, sapendolo già, aveva credulo che un altro gli dicesse, il conte Anselmo, signore di quelle terre, si era messo in cammino da Acqui verso i confini di Cairo.
Il secondogenito del grande Aleramo viaggiava con orrevole corteggio di liberi uomini, tutti militi del suo seguito e compagni delle sue cavalcate, qualunque fossero, o di guerra o di caccia.
A quel tempo (e mi pare di averlo già accennato) non potevano esser militi che gli uomini liberi. Questi, poi, erano uomini liberi di varie derivazioni: o di legge salica, {{Pt|burgun-|}}<noinclude></noinclude>
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— Ammaliato, fìgliuol mio? e in che modo? da chi?
— Dalla bella figliuola di Dodone.
— Ah, capisco; — disse Ansperto. — Ed altri crederà ch’ella sia ammaliata da te, quella cara figliuola.
— Così sia, — replicò quasi divotamente Rainerio. — Ne sono invaghito, e niente mi sarà più caro che di essere amato da lei.
— Ecco una confessione che non accenna a nessun pentimento! — disse Ansperto, sforzandosi di sorridere. — Tu non pensi, figliuol mio, che hai promesso amore e fedeltà ad un’altra, e che....
— Lo so, padre, lo so, e non è questo il pensiero che mi turba. L’amore non conosce questi argomenti, o non li cura.
— Ah! uomini! uomini! — mormorò Ansperto, levando le palme al cielo. — Almeno queste cose non veniste a dirle ad un ministro del tempio!
— È giusto, — riprese Rainerio, sospirando. Ma volevo dirti che questo amore è più forte di me. Del resto, io non volevo nuocere al<noinclude></noinclude>
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buon nome di Getruda, nè all’utile di suo padre. Se il vecchio Dodone non si fosse ostinato nell’idea di darle per marito quel suo Marbaudo, io l’avrei collocata assai meglio, con qualcuno de’ miei familiari, che un giorno o l’altro sarebbe potuto salire anche al grado di gastaldo, o di castellano, in qualche terra di questi dintorni; e ciò sarebbe stato assai meglio per lei e per la sua famiglia, che il darla in moglie ad un semplice aldione. Ma il vecchio non ha voluto, ed io ho dovuto metter mano agli spedienti.
— Ah, sì! — disse Ansperto. — La gara dei falciatori. E son io che te ne ho suggerita l’idea senza volerlo. Ma non potrebbe anche vincerla Marbaudo, la gara?
— No! — rispose il castellano, aggrottando le ciglia. — Questo non avrei consentito mai. Pensa che erano scritti per la prova i due uomini più forti della masnada, vissuti fino ai venticinque anni nel lavoro dei campi. Uno d’essi era boscaiuolo, e in quattro colpi di scure ti abbatteva un tronco di faggio.
— Sia. Egli dunque mostrerà col fatto di<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 181 —|}}</noinclude>
poter falciare il maggese di San Donato in tre giorni. Di che temi tu allora? e perchè vieni da me per consiglio?
— Perchè un altro si è presentato dianzi alla ròcca, dicendosi pronto a falciare egli solo lutto il maggese in un giorno, tra la levata e il tramonto del sole.
— Ma chi è costui! — gridò Ansperto. — Di questi prodigi non può farne che il.... presso che nol dissi!
— Vedi? Ci ho pensato ancor io. E per questo sono venuto da te.
— Che ci posso far io?
— Scongiurarlo, padre, discacciarlo da una prova che va fatta tra uomini.
— Adagio! — disse il canonico. — È presto detto, uno scongiuro! Ma io, quel personaggio, non ho mai avuto il dispiacere di vederlo in faccia. Qualche volta mi è occorso di fare gli esorcismi agli ossessi; ma egli era in forma invisibile, e in forma invisibile se ne andava, ai primi spruzzi di acqua benedetta.
— E in egual modo puoi dunque esser sicuro di rimandarlo, se. come io penso, è lui<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 182 —|}}</noinclude>
in persona, quel coso lungo, dalla faccia sinistra, che mi è capitato davanti.
— No, non mi piace di vedere costui; — disse il canonico Ansperto, con un gesto di ripugnanza. — Egli sarà poi un matto, come quell’altro che è già scritto nel tuo libro. Ma supponiamo che sia davvero il maligno. Egli potrebbe chiedermi di venire a parlamento; nè io potrei ricusarmi, senza mostrare d’aver paura di lui.
— E tu lo ascolteresti; — disse di rimando il castellano.
— Ah si! per sentirmi fare un discorso come questo: “Messere Ansperto, canonico di Santa Maria, che giustizia è mai questa vostra? Cacciate me dalla gara, per darla vinta ad uno scherano di Rainerio? Non sapete che la va tra me e lui da galeotto a marinaio?„
Il castellano rizzò la testa, con piglio tra maravigliato e sdegnoso.
— Ti accenno quello che potrebbe dirmi il maligno; — soggiunse il canonico Ansperto. — Se egli entra in gara, è segno che vuole<noinclude></noinclude>
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in persona, quel coso lungo, dalla faccia sinistra, che mi è capitato davanti.
— No, non mi piace di vedere costui; — disse il canonico Ansperto, con un gesto di ripugnanza. — Egli sarà poi un matto, come quell’altro che è già scritto nel tuo libro. Ma supponiamo che sia davvero il maligno. Egli potrebbe chiedermi di venire a parlamento; nè io potrei ricusarmi, senza mostrare d’aver paura di lui.
— E tu lo ascolteresti; — disse di rimando il castellano.
— Ah sì! per sentirmi fare un discorso come questo: “Messere Ansperto, canonico di Santa Maria, che giustizia è mai questa vostra? Cacciate me dalla gara, per darla vinta ad uno scherano di Rainerio? Non sapete che la va tra me e lui da galeotto a marinaio?„
Il castellano rizzò la testa, con piglio tra maravigliato e sdegnoso.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 183 —|}}</noinclude>
la fanciulla. E tu pure la vuoi: me lo hai confessato poc’anzi. Or dunque, sapendo l’animo di tutt’e due, come potrei io usare della mia autorità contro lui solo? Rainerio, ti prego, ragioniamo. Se quel nuovo venuto è il nemico dell’uman genere, diciamo pure che ciò è permesso da Dio per castigo de’ nostri peccati. Noi non badiamo abbastanza ai diritti della Chiesa, e questo prodigio che avviene per un prato di sua pertinenza, dovrebbe parere a te avvertimento salutare.
— Il prato non lo usurpo io; — rispose Rainerio. — Il conte lo possiede; e certi avvertimenti, caso mai paressero necessarii, dovrebbero toccare a lui, non a me.
— Non sei tu che fai tutto, e che comandi in suo nome? Qui, poi, non ti arroghi ancora l’autorità, non solo di comandare alla terra, ma di fare il piacer tuo delle anime che ci vivono, e che incontrastabilmente appartengono a Dio? Rainerio, bada; io ti parlo così per tuo bene. Castellano, non avrei nulla a dirti, pover uomo qual sono. Cristiano, che ti volgi a me per consiglio, ti esorto a far senno,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 184 —|}}</noinclude>
a mutar la tua strada. E prima di tutto, credi a me, disdici la gara.
— Impossibile! — rispose il castellano. — È bandita per domani, e ci sono uomini iscritti.
— Quali uomini! — ribattè il vecchio prete. — Due di costoro appartengono alla tua masnada; sei tu che li hai messi avanti; potrai anche ritirarli. Di Marbaudo non è a credere che desideri la prova, se tu, che l’hai voluta per nuocergli, dichiari di non volerla più. Resta il Matto; un cervello balzano, che persuaderemo noi, e che ad ogni modo non conta.
— E l’altro, che è capitato quest’oggi?
— L’altro? ah sì, capisco; c’è l’altro. Ma se questi è il maligno, e se tu venivi a me per chiedere alla Chiesa la virtù de’ suoi esorcismi, io debbo pensare che tu stesso non lo abbia per un concorrente di cui vadano molto rispettate le ragioni. —
Rainerio sentì “il velen dell’argomento„, ma non seppe che rispondergli.
— E se poi non fosse.... quel ch’io temevo? — diss’egli annaspando, dopo un momento di pausa.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 185 —|}}</noinclude>
— Ecco per l’appunto quel che pensavo ancor io! Se non fosse?... — gridò Ansperto, dando una rifiatata di sollievo. — Te lo avevo detto fin da principio: questo è un matto più matto del Matto.
— In verità — riprese il castellano — aveva certi occhi spiritati!...
— Come i matti, naturalmente! — replicò Ansperto. — I matti guardano tutti cosi. Ed anche nel discorso avrai notate le stravaganze.
— No, se togli la millanteria di falciare il prato in un giorno, dall’alba al tramonto. Parlò franco, dopo avermi dato il suo nome di Legio.... un nome breve, come vedi, e facile a dirsi.... Parlò franco e spedito, come uno che ha girata la sua parte di mondo; ma infine, non disse nulla che potesse farlo credere più savio di un altro. E sono sciocco io, — soggiunse il castellano, — a mettermi in testa certe idee. Se è il diavolo, vedremo le corna, e faremo il segno della santa croce; non è vero? Se è un matto, come tu pensi, e come incomincio a crederlo anch’io, lo vedremo fallire alla prova.<noinclude></noinclude>
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— Ecco per l’appunto quel che pensavo ancor io! Se non fosse?... — gridò Ansperto, dando una rifiatata di sollievo. — Te lo avevo detto fin da principio: questo è un matto più matto del Matto.
— In verità — riprese il castellano — aveva certi occhi spiritati!...
— Come i matti, naturalmente! — replicò Ansperto. — I matti guardano tutti così. Ed anche nel discorso avrai notate le stravaganze.
— No, se togli la millanteria di falciare il prato in un giorno, dall’alba al tramonto. Parlò franco, dopo avermi dato il suo nome di Legio.... un nome breve, come vedi, e facile a dirsi.... Parlò franco e spedito, come uno che ha girata la sua parte di mondo; ma infine, non disse nulla che potesse farlo credere più savio di un altro. E sono sciocco io, — soggiunse il castellano, — a mettermi in testa certe idee. Se è il diavolo, vedremo le corna, e faremo il segno della santa croce; non è vero? Se è un matto, come tu pensi, e come incomincio a crederlo anch’io, lo vedremo fallire alla prova.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 186 —|}}</noinclude>
— Alla prova si scortica l’asino; — conchiuse Ansperto, facendo bocca da ridere. — Oh, dunque, sia lodato il cielo, tu sei persuaso di questo. Così potess’io persuaderti dell’altro! Ma confidando nell’aiuto del Signore; — aggiunse sospirando il canonico. — Almeno sii giusto, o Rainerio, e se quel povero ragazzo degli Arimani lavora come ha promesso, mostrando di poter vincere i suoi competitori, tu non negare a Marbaudo ciò ch’egli avrà guadagnato. —
Rainerio non istette più oltre a sentire la predica; se ne andò, non credendo più al diavolo, ma avendone, vi so dir io, uno per occhio.
In materia d’occhi, debbo soggiungere che Ansperto non potè quella sera chiudere i suoi, come faceva di solito, per il gusto di schiacciare un sonnellino, prima di recitare il resto delle sue ore.
— In un giorno! — andava borbottando egli. — In un giorno! Ma quello è un matto, senz’altro. E il castellano voleva che fosse.... l’avversario! Eh via! l’avversario ha ben altro da fare che occuparsi di queste piccolezze. E<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 187 —|}}</noinclude>
poi, perchè si metterebbe egli in gara con quattro falciatori, povera gente e rozza delle nostre vallate! Che forse, dopo aver tentato tante anime, sarebbe tentato egli di prender moglie? Non ci mancherebbe più altro che il maligno facesse famiglia, e ci diventasse davvero legione! Legione! ''Legio, legionis!''...
Il monologo del canonico Ansperto fu interrotto da un colpo battuto discretamente contro l’uscio della stanza.
— Avanti! — gridò il canonico, scuotendosi. — Che cosa vuoi tu, Bertrada? —<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 189 —|}}</noinclude>
che la fanno meno quei tali che hanno l’aria di non farla.
— Che arzigogoli son questi? io non t’intendo; — borbottò il canonico Ansperto, niente raffidato da quella pacata stravaganza di discorso. — Bertrada!
— Lascia stare la tua segaligna nipote, che io non ho nessuna intenzione di sposare; — ripigliò lo sconosciuto. — È troppo magra e stagionata, e a me non mancano legna per alimentare il mio fuoco.
— ''Vade retro!''... — urlò il canonico, — ''Vade retro!''...
Lo sconosciuto si era appunto allora fatto innanzi due passi. A quel latino si fermò, ma più offeso che spaventato.
— Ebbene? — diss’egli, con accento di rimprovero. — Che accoglienze son queste? Son tutti così rustici, i canonici di Santa Maria? Vedete qua! Si viene a trovare un personaggio di cui tutti fanno gran lodi, un luminare della Chiesa, un fiume di sacra eloquenza, un’arca di dottrina, un pozzo....
— Basta! basta! — mormorò Ansperto. —<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 190 —|}}</noinclude>
Non merito tanto. Sono un povero servo di Dio.
— Come me, dolce canonico, come me. Siam tutti servi di Dio, e lo serviamo come possiamo, non è vero? e secondo dove batte la luna. Ma offrimi una sedia, perbacco baccone! Infine, sono stato creduto degno di sedere alla tavola del principale, e tu, che resta ancor dubbio se andrai di sopra o di sotto, mi fai ora lo schizzinoso? Bada, messer canonico! potrebbe accadere che io fossi al caso di renderti pan per focaccia.
— Siedi! siedi! Là, ecco una sedia! Ma non ti accostare, ti supplico!
— Non dubitare, starò qua, due braccia lontano. E calmati, intanto, egregio amico; ricogli il fiato; non è mia intenzione di farti paura. Sono un buon diavolo; amo la creatura ancor io, perchè nella sua formazione ci ho avuta ancor io la mia parte.
— La tua parte! — balbettò il canonico.
— Sicuramente. Il principale ha fatto il corpo, e poi ci ha soffiato su per dargli l’anima; quell’anima tanto carina, nella sua primitiva innocenza. Ma poi ci ho soffiato io, e l’innocenza<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 191 —|}}</noinclude>
è svanita, sottentrando la scienza del bene e del male, e del distinguere tra questo e quello. ''Distingue frequenter!'' La logica, a buon conto, è un’opera mia. Avverti che so distinguere tra creatura e creatura. Non scelgo, per esempio, i canonici. Amo e cerco le belle donnine, io, vere e proprie aiutanti della mia potestà, e capaci di far loro con una semplice occhiata quello che io non sarei buono ad ottenere con dieci anni di tentazioni. Voi altri, canonici, quando siete così atticciati e bofficioni, mi servite, non lo nego, mi servite a quel Dio, per far scoppiettare più allegramente il mio buon focherello.
— Empio! — gridò Ansperto, sentendosi correre un brivido tra carne e pelle.
— Ahimè, padre, questo è il mio stato, e non posso mutarlo, — ripigliò il visitatore ciarliero. — Vedi un po’ quello che mi è toccato, per un primo errore commesso!... Io, veramente, ho sempre sostenuto che è stata una ingiustizia, quella parzialità per Michele. Ma lasciamola lì; non è questione da trattarsi ora con te.<noinclude></noinclude>
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— Meno male! — mormorò il canonico, che ripigliava il flato per davvero, incominciando ad agguerrirsi con la {{ec|familiarita|familiarità}} del suo ospite. — Veniamo al fatto: che vuoi tu ora da me?
— Nulla; son venuto per ringraziarti. È un ufficio di cortesia, e a questi uffici non son venuto mai meno. Avrai dalle Sacre Carte che io non mi trattengo nemmeno, quando occorre, di visitare il principale, alle sue feste solenni. Dovevo ringraziarti, ed eccomi qua.
— Ringraziarmi? e di che? — rispose il canonico. — Sono un misero peccatore, lo so; ma non credo, nel mio ministero, di aver mai lavorato per te.
— Ecco! qui ti casca l’asino, Ansperto. Se mi lasci parlare, vedi subito che l’obbligo mio era questo. Non sei tu che hai posto sulla via il castellano Rainerio? Il brav’uomo, con tutta la sua furia amorosa, non sapeva ancora a qual santo votarsi, per riescire ai suoi fini. Da una parte aveva l’autorità di un padre, che gli guastava le uova nel paniere; dall’altra l’autorità del conte, che poteva fargli costar caro un atto d’arbitrio, un colpo di<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 193 —|}}</noinclude>
testa. Poteva rapir la ragazza? Non avrebbe saputo dove portarla e nasconderla. Poi, quella ragazza, se è disposta a lasciarsi rapire, non è ugualmente disposta a lasciarsi nascondere. E d’altra parte, se tu avessi mai consigliato al vecchio Dodone di rivolgersi al conte Anselmo, d’invocare la sua protezione contro la prepotenza del castellano, chi sa? le cose potevano andar altrimenti. Ma tu, prudentissimo uomo, ti sei ristretto a raccomandare Marbaudo alla bontà di Rainerio, sapendo benissimo di pestar l’acqua nel mortaio.
— Ahimè! — disse Ansperto. — È questo il mio cruccio.
— Benissimo! Tu sai che io sono il diavolo, ma puoi credere che sono anche il rimorso. Tu non hai fatto quel che dovevi. E per sostenere così timidamente le ragioni di Marbaudo, di quel poveraccio, non hai avuto altro da ricordare che la sua robustezza, la sua alacrità al lavoro, e finalmente la bella impresa da lui compiuta l’anno scorso nel prato di San Donato. Quella è stata la semente gittata da te, ed ha germogliato assai bene. {{Pt|Rai-|}}<noinclude></noinclude>
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{{Pt|nerio|Rainerio}} è andato dal conte, e gli ha proposto di fare quella graziosa burletta. Il conte ha riso, non ci ha visto il baco, e n’è venuta fuori quella cara pagina comitale che ha stabilita la gara dei falciatori; gara naturalissima, come una festa villereccia che si accompagna alle nozze, abbellimento di cerimonia, non atto di prepotenza. Così almeno si giudica dai più, che non vanno oltre la scorza delle cose. Dunque, io dico, la prima idea è venuta dal mio buon canonico Ansperto; ed io sento l’obbligo di ringraziarlo. Poteva nuocermi; ha preferito darmi una mano.
— Che c’entri tu, finalmente? — disse Ansperto, seccato da quella ironia continuata. — Vuoi tu esser leale nel giuoco? La gara è da senno, o per celia?
— È da senno; che vuoi tu dire con ciò?
— Voglio dire che in questo caso vincerà il più robusto e il più pronto. E la vittoria, per conseguenza, sarà di Marbaudo.
— Lo credi?
— Ne son certo. I falciatori che ha fatto entrare in gara il castellano sono scherani<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 195 —|}}</noinclude>
suoi, già uomini della gleba, ma oramai disavvezzi al lavoro dei campi.
— Concedo; — rispose quell’altro.
— Quanto al Matto.... — ripigliò il canonico, animato dalla concessione. — Quanto al Matto, io penso....
— Pensa pure che non conti nulla; — interruppe il visitatore ciarliero. — Quello si ferma a mezzodì.
— O allora! — gridò Ansperto, con aria di trionfo.
— Allora — rispose il contradittore — continuerà un altro, che è già iscritto tra i falciatori. Io Legio (e ti permetto anche di declinarmi in ''Legio, Legionis!''), falcerò io il maggese, vincerò io, guadagnerò io la bianca Getruda.
— Ah sì, ''Legio; Legionis!'' — ripetè il povero prete, crollando melanconicamente la testa. — Il tuo nome è Legione. Ma che ti salta in capo di metterti in gara?
— Ti ho detto già che vo’ prender moglie.
— Tu, Legione?
— Io, sì, io. La gente non dice forse che<noinclude></noinclude>
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quando sarò vecchio mi farò frate? Sarà, non sarà; nessuno può giurare per il futuro. Per intanto, prima di diventar vecchio ed invalido, vo’ prender moglie e avere una bella nidiata di figliuoli. L’occasione, sai, fa l’uomo ladro. Quella diavola di ragazza è bella; e non somiglia punto a Dodone. Scommetterei che in quel sangue c’è mistura di più superbo legnaggio. Peccati vecchi, canonico! Tu che confessi da trent’anni, saprai forse anche questo. —
Ansperto chinò la testa, e aggiunse all’atto rassegnato il sospiro dell’uomo che sa e non vuol dire.
— La tua Getruda, — proseguiva frattanto quell’altro, — è bella per cento, orgogliosa per mille, ed ambiziosa per diecimila. Gliel hanno detto tanti, che è un occhio di sole, che può sperare ogni fortuna più grande! e tanti, che non glielo hanno detto, gliel hanno fatto pensare! Il sangue non è acqua; e il sangue di Getruda si è manifestato nel lavoro assiduo delle più matte ambizioni. Non vuol restare tra censuarii, accomunata ai vili servi della gleba. Oggi fa assegnamento sull’amore del<noinclude></noinclude>
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castellano, di quel fosco e losco Rainerio, che la mariti lui e la porti via. Farà costui tutto ciò che ella spera? lascerà il certo per l’incerto? lascerà la sua condizione invidiabile abbastanza, e che potrà fare, in processo di tempo, dei suoi figliuoli e discendenti una schiatta di feudatarii minori? e ciò per correre ventura, con una bella ambiziosa, alla corte di Tolosa, o a quella di Reims, o presso alcuno degli eterni contendenti per la corona imperiale di Lamagna? Io già l’ho poco in pratica. È tanto tristo, quell’uomo, che io non ho mai pensato di perdere il mio tempo con lui. Quando un’anima va da sè, il diavolo non ha da guidarla sul buon sentiero che mette ai suoi regni. Io dunque penso che quella ragazza la indovini, o la sbagli, secondo i casi. E poi, se non sarà il castellano Rainerio, sarà un altro, che la avrà di seconda mano e la condurrà egli altrove, e cercherà di farla piacere ad un potente della terra. In quella bionda testina, canonico mio, c’è tutto l’ingegno e l’audacia di un cercator di ventura. Filava: non vuol più filare; questo è l’essenziale. —<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 198 —|}}</noinclude>
Ansperto era stato a sentire molto attentamente quella esposizione sommaria di due anime, e non vedeva che ci fosse niente a ridire. Ma un punto restava oscuro. Se il maligno lavorava per gli altri, che bisogno c’era egli che entrasse in gara coi falciatori?
— E sia; — diss’egli; — ma tu, che parte ti serbi in questa faccenda? Vuoi le anime, lo so; ma dianzi mi parlavi....
— Di voler anche l’involucro, non è vero? — interruppe il maligno. — Ebbene, sì; accanto al mio solito fine metto questa volta anche quello di contentare un capriccio. Vincerò io la gara, sposerò io la bianca Getruda, la condurrò io dove sarà necessario. Quella è una sirena che farà naufragare più d’uno.
— Che follie!
— Chiamale pure così. Le mie son debolezze di cuore; le tue, Ansperto, son debolezze di spirito. Che io lavori anche un pochino per altri, non allontana me dal mio fine. Che tu lavori solamente per darla vinta al castellano Rainerio, è imperdonabile davvero. Aggiungi che il chinar la fronte agli impuri capricci<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 199 —|}}</noinclude>
del castellano non è conforme alla dignità del tuo ministero. Tu sei fiacco, Ansperto. L’obbligo di ringraziarti, che mi ha condotto da te, non esclude il piacere di farti un rimprovero. Siamo a quattr’occhi, infine, e qui, mentre nessuno ci ascolta, posso ben dirti che sei uno spirito debole; due volte debole, perchè dimentichi insieme la cura delle anime e i diritti della Chiesa.
— Non è vero! — rispose Ansperto. — Questi diritti li ho ricordati ancora l’altro dì al castellano Rainerio.
— Sì, ma timidamente, come si farebbe una preghiera.
— Ed oggi ancora li ho ribaditi.
— Ah sì, un bel coraggio, in fede mia! — replicò l’implacabile ragionatore. — Quando il castellano è venuto a darti la prova manifesta di aver paura di me! Ti è nato allora, l’ardimento del rimprovero. Ma queste son chiacchiere; nel fatto, tu e i tuoi, vi adattate benissimo alla violenza, e al trono dei violenti conducete per sacrificio, vittime legate, e neanche inghirlandate, i poveri figli della<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 200 —|}}</noinclude>
gleba. Perchè non gridar alto? Sarebbe questa una nobile occasione di combattere per il buon diritto delle creature di Dio; ed anche il diavolo vi rispetterebbe.
— Ma non così il conte, che ci farebbe impiccare ai merli del suo castello; — rispose il canonico.
— Davvero? E dimmi; che religione professi tu, Ansperto mio dolce?
— Quella di nostro Signor Gesù Cristo!
— Conosco, sì, conosco. È dunque la stessa religione dei martiri. Quei primi cristiani si facevano ammazzare allegramente, solo per il gusto di proclamare il loro Dio. C’era tanto amore in quel sacrifizio, c’era tanta giovinezza di sentimento, da rendermi perfino invidioso. Mi pareva, vedendoli, di essere ritornato a quel giorno che uscimmo noi, angeli, allegro sciame di alati pensieri, dalla mente dell’Eterno. Noi fummo il fiore della creazione; voi, uomini, ne siete stati la feccia. Ed io li amai, vedi, li amai quei poveri confessori di una fede di cui essi medesimi non dovevano salutare il trionfo. Incantato, rintontito, stetti<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 201 —|}}</noinclude>
cento e più anni a contemplare la magnifica scena. Qualche volta, bensì, per effetto d’abitudine, mi accadeva di ripigliarmi qualche catecumeno; ma poi me lo lasciavo scappar di mano. Va, gli dicevo, va a farti ammazzare per il tuo Dio. Questa, fin che dura, è ancora una ribellione contro qualcuno, e le ribellioni mi piacciono. Del resto, povere vittime, vedrete poi che bel frutto avrà il mondo dal vostro sangue purissimo. Tra papi e imperatori, i vostri nepoti saranno conciati per il dì delle feste. Quella gente là leveranno anche l’incomodo a me. Verrà giorno che il diavolo sarà licenziato, come un buon veterano, e mandato a godersi il suo peculio castrense.
— Eretico! — brontolò Ansperto. — Eretico! eretico! —
Quell’altro gli rispose con una spallucciata, che aveva l’aria di dire; gran che! nel più si comprende il meno.
— Parole! — soggiunse egli poscia. — Quanto sarebbe meglio che tu affrontassi il martirio! Eccola qua, una stupenda occasione! Io, vedi, se fossi nella tua pelle, vorrei andarmene {{Pt|su-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 202 —|}}</noinclude>
{{Pt|bito|subito}} a convocare il Capitolo, gli esporrei bravamente quel che succede, e gli domanderei di gridare, in nome della legge divina, contro il capriccio di Rainerio, la cui malvagità è riuscita ad ingannare la buona fede del conte Anselmo. Ed io, poi, anche a rischio di dover consigliare Dodone a portar via la figliuola, per sottrarla agli effetti di questa gara che offende il libero arbitrio di lei come l’autorità di suo padre, andrei difilato dal conte, a dirgli come stanno le cose. E gliene direi tante, che egli si persuaderebbe, e manderebbe il castellano a marcire in prigione; o non si persuaderebbe, e manderebbe me a far quella fine. —
Il canonico Ansperto rimase un istante sovra pensiero, come se meditasse il pro ed il contro dell’ardita proposta. Ma dopo quell’istante di pausa, crollò il capo e rispose:
— Non ci sarà più tempo.
— Se Dodone accetta il consiglio di fuggire, e il Capitolo quello di intromettersi finchè il conte non sia avvertito, perchè no? Tu sai inoltre che non ci sarà bisogno di giungere in Acqui, perchè il conte ha promesso di {{Pt|as-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 203 —|}}</noinclude>
{{Pt|sistere|assistere}} alla gara. Lo trovi sicuramente per via, alla stazione di Spigno, o di Dego.
— Ma io.... — balbettò Ansperto, che non sentiva davvero la voglia di una corsa notturna, e per riuscire ad un urto in cui temeva troppo di avere la peggio. — Ma io.... son vecchio.... pieno d’acciacchi....
— Ho capito! Aggiungi pure di guidaleschi, come certe bestie arrembate. Io ti ho dato un consiglio che non è da diavolo, e il diavolo (dovrai riconoscerlo) non è così brutto quanto si dipinge. Ora tu farai quel che ti parrà meglio; a me resterà la noia di compiangerti. Canonico Ansperto, a rivederci.
— Mai! — borbottò il canonico, facendo un crocione in aria tra sè ed il suo interlocutore.
— Mai? — ripetè l’altro. — Non lo giurare, Ansperto. Se vai diritto per questa via, ci si rivede di certo. Ah, che buon fuocherello per le mie veglie invernali! Come vorrà scoppiettare allegramente, rosolando i lombi di un così dolce canonico! —
Il prete sudava freddo; ma il timore di {{Pt|de-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 204 —|}}</noinclude>
stare la collera del conte Anselmo e del suo castellano Rainerio fu per allora più forte di ogni altra considerazione.
L’altro si allontanò, sogghignando, e parve ad Ansperto che lasciasse nella stanza odore di zolfo.
Come il prete lo ebbe veduto sparire e richiudersi l’uscio dietro, gli crebbe la paura di ciò che aveva veduto ed udito.
— Berlrada! — gridò egli, appena potè riaversi. — Bertrada! — soggiunse, rinforzando ancora la voce.
— Eccomi, zio, eccomi! — rispose la nipote, accorrendo.
Ansperto la guardò fissamente; rimase un istante muto, con gli occhi sbarrati; poi, riprendendo a grado a grado gli spiriti, le disse:
— Lo hai accompagnato sino all’uscio di strada?
— Sì, mio buon zio.
— Ah, era dunque vero? era un uomo in carne ed ossa?
— Che vuol dire questa domanda, — riprese Bertrada, sbarrando gli occhi a sua volta. —<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 205 —|}}</noinclude>
Pensi tu, zio, di non aver parlato dianzi.... al castellano Rainerio?
— Sì, sì, dicevo bene, — balbettò il povero canonico. — Ma mi pareva tanto strano, che venisse da me, per consiglio. È un malvagio, pur troppo, un malvagio con cui bisogna star bene. Ma senti che odore di zolfo ha lasciato qua dentro?
— Di zolfo? — disse Bertrada, — non mi pare. Piuttosto d’aglio, e viene dalla cucina.
— Ecco, sì, dalla cucina. Ah, tanto meglio! — rispose il canonico, respirando. — E che cosa mi hai tu preparato per cena?
— Hai cenato, zio; non ti ricordi? Io ora stavo facendo l’agliata, per conservare quel ch’è rimasto delle trote, che ci ha portate Landolfo, il pescatore di Brania.
— È giusto; hai fatto bene; sono anche buone con l’agliata; — disse il canonico. — Va pure, va alle tue faccende, Bertrada. Io mi ero un po’ stancato nello studio, e avevo perduto la memoria. —
Bertrada se ne andò. E il canonico Ansperto soggiunse, quando fu solo:<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 208 —|}}</noinclude>
{{Pt|dica,|burgundica,}} gotica, longobarda, i cui padri a tempi diversi erano sccsi come guerrieri e invasori in Italia, o di legge romana, cioè a dire cittadini italiani che l’invasione aveva trovati, ridotti qua e là confusamente in servitù, ma in servitù non potuti ritenere, e più facilmente usati, essi e i loro discendenti, ad uffizi civili, dove la destrezza e l’ingegno ridavano loro quel credito onde la condizione di vinti li aveva spogliati.
Qui naturalmente si parla degli abitanti delle città. Nei campi e nei piccoli borghi, che incominciavano a formarsi sul territorio dei vichi e dei latifondi romani, gli uomini liberi, non avevano altra alternativa che di coltivare la terra come aldioni e censuarii, col pericolo di cadere in servitù, accomunati ai servi della gleba, o di darsi al mestiere delle armi, diventando così veri compagni, quantunque inferiori, dei conti di marca, e da questa domesticità più onorata passando agli uffici di castellani, castaldi, gasindi, valvassori e vassalli.
Erano i cortigiani d’allora, ma cortigiani militari; ed ogni signore investito di alta {{Pt|sovra-|}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
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{{Pt|dica,|burgundica,}} gotica, longobarda, i cui padri a tempi diversi erano scesi come guerrieri e invasori in Italia, o di legge romana, cioè a dire cittadini italiani che l’invasione aveva trovati, ridotti qua e là confusamente in servitù, ma in servitù non potuti ritenere, e più facilmente usati, essi e i loro discendenti, ad uffizi civili, dove la destrezza e l’ingegno ridavano loro quel credito onde la condizione di vinti li aveva spogliati.
Qui naturalmente si parla degli abitanti delle città. Nei campi e nei piccoli borghi, che incominciavano a formarsi sul territorio dei vichi e dei latifondi romani, gli uomini liberi, non avevano altra alternativa che di coltivare la terra come aldioni e censuarii, col pericolo di cadere in servitù, accomunati ai servi della gleba, o di darsi al mestiere delle armi, diventando così veri compagni, quantunque inferiori, dei conti di marca, e da questa domesticità più onorata passando agli uffici di castellani, castaldi, gasindi, valvassori e vassalli.
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{{Pt|nità,|sovranità,}} duca, conte di palazzo o di marca, ad esempio del re e dell’imperatore da cui aveva ricevuto egli il suo titolo, faceva di que’ militi la sua corte e la sua nobiltà secondaria, che poi doveva anche riuscire a liberarsi dalla dipendenza del conte, non riconoscendo più altra autorità fuor quella dell’imperatore.
Autorità lontana, costretta a farsi temere soltanto a punti di luna, l’imperatore concedeva e confermava il dominio ai grandi sui piccoli, o ai piccoli contro i grandi, e imponendo a tutti prestazioni di denaro o di braccia, secondo il bisogno del momento.
Alle stesse città che male lo riconoscevano, l’imperatore porgeva aiuto, o muoveva guerra, secondo il proprio interesse. E perchè tra gli eredi dell’impero di Carlomagno (vasta potenza non potuta durare in una mano sola) si erano moltiplicate le divisioni e le contese, ne venne la conseguenza che si formassero due nuove condizioni di vita: i signori indipendenti nei contadi, i comuni indipendenti nelle grosse città.
E quelli e queste ricorrevano all’imperatore<noinclude></noinclude>
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quando non potevano farne di meno, o quando avevano mestieri di lui, per difendere e custodire i lor privilegi. Nell’un caso e nell’altro, s’intende, erano oboli d’oro, che bisognava sempre pagare alla Camera imperiale, che sarebbe come dire all’erario di quei Cesari imbarbariti.
Non siamo ancora al tempo dei vicarii imperiali, stabiliti nell’intento di ridare una certa apparenza d’unità alla compagine sconnessa della forza o del caso. Nè siamo ancora all’infierire della contesa tra l’Impero e la Corte papale. Perciò il discreto lettore consentirà che noi lasciamo questi elementi nuovi fuori del quadro modesto che abbiamo preso a tratteggiare. Noi dobbiamo restringerci a considerare il grande Aleramo, anzi la spartizione avvenuta dei suoi dominii tra i due figliuoli di lui; perchè quei dominii non ebbero la sorte di diventare uno Stato, e rimasero piuttosto un patrimonio; o meglio, non rimasero neanche in tal forma. È la sorte dei patrimoni di andare in dileguo, quando incominciano a spartirsi tra un paio di eredi.<noinclude></noinclude>
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Anselmo, come sapete, comandava a ponente di Acqui fin verso il mare. Il suo fratello maggiore comandava in Acqui e di là verso il confluente del Tanaro e della Bormida, e più su verso Asti, dando così fondamento e principio alla marca di Monferrato, mentre il suo fratello minore dava principio alla marca delle Langhe e a quelle del Finaro e di Savona.
Il conte Anselmo comandava come poteva, perchè a quei tempi le condizioni del comando e dell’obbedienza erano turbate per tutti. Ma in quel turbamento medesimo covavano i germi di una nuova società.
Per allora, il conte Anselmo doveva mettere castellani a governare in suo nome le terre lontane; e quei castellani erano uomini liberi della sua corte, che dovevano a lor volta far progenie di nobili campestri, e poscia ancora di conti, quando i titoli via via mutarono significato.
E per allora non si vedevano conti nel seguito di Anselmo; ma semplici militi, o cavalieri che vogliam dire. Perchè i militi erano<noinclude></noinclude>
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combattenti a cavallo; laddove i combattenti pedestri erano tutti uomini dei campi, raccolti dalla condizione incerta di aldioni e censuarii, costretti a prestar servizio in certe occasioni, e per certo spazio di tempo, secondo il costume dei luoghi; oppure erano tolti senz’altro alla gleba, e messi nella schiera, come si è detto; donde il lor nome di scherani, anch’esso poi volto a significare altra cosa.
Mi duole nell’anima di dovermi indugiare in queste minuzie. Ma non c’intenderemmo mai più, se queste benedette minuzie non fossero almeno brevemente accennate.
Il conte Anselmo visitava i suoi dominii nelle alte valli della Bormida, col pretesto della caccia, che in ogni altra circostanza avrebbe potuto essere una buona ragione.
Per quella volta il movente della gita era la curiosità di vedere quella bella Getruda, di cui gli aveva tenuto discorso il castellano Rainerio, e per la quale si faceva la gara dei falciatori.
Quella del conte, uomo giovane ancora, amante del piacere, e pronto ad ammirar la<noinclude></noinclude>
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bellezza più che non fosse inchinevole ad onorare la virtù, era una curiosità giustificata dai fatti che erano seguiti, domandando a lui un editto munito del suo comitale sigillo. Sicuramente era un fior di ragazza, quella figliuola di Dodone.
Ma si doveva credere che fosse un miracolo di bellezza, una Venere ritornata in terra, per far girar la testa ai fedeli cristiani? No davvero; il conte non lo credeva, quantunque, per sincerarsene, si muovesse da Acqui in veste di cacciatore; pensava bensì di trovare una ragazza avvenente, ma non si aspettava nulla di meraviglioso.
Nondimeno, voi sapete com’è fatto il cacciatore. Egli, che guarda poco le dame della città, e quasi non intende la bellezza, circondata di veli protettori e rinterzata da una sapiente associazione di colori e di profumi, va in estasi per una forosetta, incontrata sul margine di una fontana, o alla svolta di un sentiero boschereccio, col viso arso dal sole, e coi colori vivaci della salute sotto l’arsiccio del viso, e con la tranquilla audacia dipinta su quella<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 214 —|}}</noinclude>
fronte, agguerrita alle carezze del sole e agli ardori volgari di mandriani e bifolchi.
La sera precedente il conte Anselmo si era fermato con la sua comitiva a Dego; e quei terrazzani, secondo il costume, avevano dovuto recare alla casa del suo castaldo tante misure di fieno e di biada quanti erano i cavalli della gualdana, senza contare il tributo di pane, vino e pollame, a quel padrone che si degnava di venire come ospite.
Nella notte si era dormito poco, volendo Anselmo giungere a Cairo prima dell’alba. Egli, infatti, si era alzato nel cuor della notte dal suo giaciglio e aveva destati i suoi militi.
— Amici, sbrighiamoci! — aveva detto. — Fate sellare i cavalli. Mi preme di essere a Cairo prima di giorno, per vedere questa gara di falciatori. Una graziosa novità, in fede mia, e bisognerà darne lode al nostro castellano Rainerio. —
Mezz’ora dopo erano tutti a cavallo, e gli arcieri tenendo a guinzaglio i cani, e i falconieri coi falconi incappucciati sul pugno, aprivano la marcia.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 215 —|}}</noinclude>
Sul bruzzico la comitiva era giunta alla porta del castello di Cairo, donde per l’appunto esciva il castellano Rainerio, per recarsi a San Donato, insieme coi due scabini che dovevano assistere al giudizio.
— E così? — disse il conte. — Il nostro buon Rainerio si prepara a cogliere il frutto delle sue invenzioni? Ma sai che più ci penso, a questa tua gara, e più mi va a sangue? Son d’avviso che tutti i matrimoni si dovrebbero fare quind’innanzi per gara. La donna, miei cari, è la più bella cosa che al mondo sia; ed è giusto che si ottenga come premio al valore, per isforzo di braccia o d’ingegno. Aggiungete che è sempre due tanti più caro quello che ci è costato fatica ottenere. Ma che hai tu, castellano, che mi stai lì muto come un pesce? Forse non ti pare che io ragioni abbastanza diritto?
— Dio tolga, che io non approvi col pensiero, quando parla il mio signore, — rispose Rainerio, inchinandosi. — Io ascoltavo con reverenza.
Il conte Anselmo era di buon umore; e diede, a quelle parole, in una matta risata.<noinclude></noinclude>
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— Ecco una gravità di discorso — diss’egli — che tu hai portato con te per accrescere la dignità del tuo ufficio di giudice. Ma qui, caro mio, non sei giudice ancora.
— Nè sarò tale a San Donato; — replicò il castellano. — Dove tu sei, la giustizia è tuo diritto.
— Che! che! non mi parlar di restare un giorno a vedere quei tuoi falciatori. Non vedi, Rainerio? Abbiam cani e falconi; faremo caccia, stamane. Ritorneremo stasera, e vedremo quello che tu e gli scabini avrete giudicato. Quanti sono in gara!
— Cinque; — rispose Rainerio, sospirando.
— Cinque! — ripetè il conte. — Così pochi? Ma non è dunque un prodigio di bellezza, questa decantata Getruda?
— Erano molti di più; — disse Rainerio, evitando di rispondere alle ultime parole del conte. — Ma li ha spaventati la parola di un ultimo venuto, che ha offerto di falciare tutto il prato in un dì.
— Niente di meno! — esclamò il conte Anselmo. — Ma che grandezza ha egli, quel<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 217 —|}}</noinclude>
prato? Mi par di ricordare che non è la palma della mia mano.
— Quanto abbraccia l’occhio di un uomo a cavallo, tanto è lungo; quanto abbraccia l’occhio di un uomo a piedi, tanto è largo; — rispose Rainerio.
— E costui si propone di falciarlo in un giorno? Ma è pazzo da legare! — disse il conte. — E chi è questo matto?
— Un certo Legio.
— Di queste terre?
— No, vien da lontano. Tu hai consentito, o signore, che tutti, di qualunque terra, anche fuori de’ tuoi domimi, potessero entrar nella gara.
— E non mi disdico. Se egli accetta di servire a Dodone, nel manso di Croceferrea, diventa uno dei nostri, in quella stessa guisa che la fanciulla è sua, se egli vince la prova. Ma tu non hai risposto ad una mia domanda. È poi così bella, questa Getruda?
— Eh, così così! — rispose il castellano, torcendo il collo e abbassando l’orecchio verso la spalla, come per indicare lo sforzo che {{Pt|fa-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 218 —|}}</noinclude>
{{Pt|ceva,|faceva,}} a concedere quel poco. — Bellezza montanina!
— Ce ne sono di maravigliose, in montagna; — disse il conte Anselmo, meno schizzinoso del suo castellano di Cairo. — Sappi, Rainero, che l’altro giorno mi è accaduto di vederne una stupenda, fiorellino campestre, nascosto nel fondo di una valletta solitaria. Passavo sul margine di una ripa, lungo il letto di un torrente; il verde fitto dei càrpini mi nascondeva la persona, e l’erba folta della proda spegneva il rumore de’ miei passi. Una cantilena mi giunse all’orecchio, venendo dal basso; la cantilena era monotona, ma la voce era argentina. Mi fermai a guardare tra i rami, e vidi allora, inginocchiata sulla sponda di un borro, colle braccia e il collo ignudi, una bellissima giovane. Bellissima, ti dico, e molte delle nostre donne avrebbero potuto invidiarle quella sua vita snella, le braccia tonde e bianche, il collo e l’òmero fatti a pennello. Insomma, castellano mio, un prodigio di bellezza; e quando si voltò, mostrandomi il profilo del viso, pensai che il più bello non avessi {{Pt|ve-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 219 —|}}</noinclude>
{{Pt|duto|veduto}} mai. Ed era una montanina, Rainerio. Tu sei giudice, oggi; rendi dunque giustizia alle bellezze di montagna, come ho saputo renderla io. —
Rainerio s’inchinò, facendo bocca da ridere. Bisognava ridere, infatti, perchè il conte era di buon umore.
— Fu ella riconoscente al suo signore per la grazia che egli le faceva.... guardandola? — domandò poscia il castellano.
— No; — disse Anselmo. — Tu ora fantastichi Dio sa che storie, intorno alla bella fanciulla che lavava i suoi pannilini nel borro. Le parlai, veramente; e avrei anche voluto tenerle un più lungo discorso; ma la montanina bella mi dimostrò subito di avermi riconosciuto, ed io mi allontanai; sospirando un pochino, te lo confesso, ma mi allontanai. In amore, l’autorità non mi piace, per vincere. Vorrei essere amato per me, non per il comando che esercito. Essere obbedito da tutti gli uomini e amato da tutte le donne, alla pari, ecco il gran punto. Mi dorrebbe di avere per rispetto i sorrisi della bellezza, come mi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 220 —|}}</noinclude>
ripugnerebbe di ottenerne le grazie con la violenza. —
Per un uomo come il conte Anselmo, a cui nulla resisteva, quello era già un dir molto. E al castellano Rainerio parve una allusione diretta, un acerbo rimprovero a ciò ch’egli pur meditava di fare.
Frattanto la cavalcata era giunta alla chiesuola di San Donato. Colà, sul sagrato, stavano i falciatori, aspettando.
Ma erano quattro, e Rainerio, guardandoli attentamente al bianco lume dell’alba, non vide l’ultimo iscritto.
Il castellano si sentì sollevato dalla assenza di Legio, e un gaio pensiero gli venne tosto alla mente.
Se fosse stato un sogno quel che gli era accaduto la sera innanzi!
Il nome di Legio, veramente, era scritto nel suo libro. Ma sì, scritto da lui! Poteva benissimo avere scritto quel nome, per un errore della sua mente, stravolta dai terrori di una brutta visione.
C’era bensì il fatto della gara ridotta al {{Pt|ter-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 221 —|}}</noinclude>
{{Pt|mine|termine}} di un giorno, per riscontro alla offerta di Legio.
Ma anche quella poteva essere stata una gherminella, un’alzata d’ingegno, suggerita a lui, Rainerio, da un sentimento naturalissimo. Lavorando tutti per apparir capaci di falciare il prato in un giorno, nessuno avrebbe riportata la vittoria, ed egli allora avrebbe assegnata a suo talento la palma.
Il conte Anselmo si volse a Rainerio, dopo aver veduti gli uomini che stavano là ritti con le falci al piede.
— Che mi dicevi tu di cinque competitori? — domandò. — Io non no vedo che quattro.
— È vero, — rispose il castellano. — Molti si erano iscritti, ma soli quattro rimasero in gara, poichè l’ultimo venuto dichiarò di poter falciare il prato in un giorno. Ora, è proprio quell’uno che manca.
— Speriamo che venga. Del resto, chi tardi arriva male alloggia, — disse il conte ridendo. — Voi altri, giovanotti, all’ora assegnata, prendete i vostri posti, e falciate animosamente. Per oggi sarà erba; ma domani, per il vincitore, vuol essere una rosa; non è vero?<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 222 —|}}</noinclude>
— Se l’è rosa fiorirà; se l’è spina pungerà; — sentenziò quello dei falciatori che chiamavano il Matto.
— È vero, ragazzo mio! — disse il conte. — Ma siccome non c’è rosa senza spine, io ti auguro di pungerti bene.
— Ah si! e per non avere la rosa!
— Perchè dici tu questo?
— Perchè in un giorno non si falcia questo prato, nè da un uomo solo, nè da due.
— E allora perchè sei rimasto in gara?
— Perchè, mio signore? Perchè ho detto tra me; se ci sono dei matti che accettano di gareggiare ai patti del diavolo, perchè non ci starei io, che mi chiamo il Matto? Infine, se la ragazza non la dànno a Marbaudo, che è sicuramente il più forte di noi altri, potrebbero anche darla a me, che sono senza dubbio il più bello. Oh gua’! —
Così dicendo, il Matto fece una smorfia ed un salto.
— La modestia, — osservò il conte Anselmo, — non è mai passata sull’uscio di casa tua.
— Sì, mio signore, è passata; — rispose il<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 222 —|}}</noinclude>
— Se l’è rosa fiorirà; se l’è spina pungerà; — sentenziò quello dei falciatori che chiamavano il Matto.
— È vero, ragazzo mio! — disse il conte. — Ma siccome non c’è rosa senza spine, io ti auguro di pungerti bene.
— Ah sì! e per non avere la rosa!
— Perchè dici tu questo?
— Perchè in un giorno non si falcia questo prato, nè da un uomo solo, nè da due.
— E allora perchè sei rimasto in gara?
— Perchè, mio signore? Perchè ho detto tra me; se ci sono dei matti che accettano di gareggiare ai patti del diavolo, perchè non ci starei io, che mi chiamo il Matto? Infine, se la ragazza non la dànno a Marbaudo, che è sicuramente il più forte di noi altri, potrebbero anche darla a me, che sono senza dubbio il più bello. Oh gua’! —
Così dicendo, il Matto fece una smorfia ed un salto.
— La modestia, — osservò il conte Anselmo, — non è mai passata sull’uscio di casa tua.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 223 —|}}</noinclude>
Matto; — ma è così cenciosa, che ho pensato subito di aizzarle i cani alle calcagna. —
Bisognava ridere, e il conte Anselmo rise, alla bizzarra risposta.
— Sia pure; — diss’egli. — Ma perchè hai tu detto poc’anzi che si gareggia ai patti del diavolo?
— Perchè quell’ultimo, che ci ha guastate le uova nel paniere, è il diavolo, non può essere altri che il diavolo. Io gliel ho detto subito, quando si è vantato all’osteria di poter falciare il prato in un giorno: o tu sei il babbo dell’Anticristo, o sei un gran scimunito, che vuoi perdere il premio e farlo perdere agli altri. —
Il conte Anselmo non rise più, ma stette alquanto sovra pensiero. Quando parla un matto, o uno che abbiamo per tale, tutti proviamo questa debolezza del pensarci su, e più assai che non faremmo per le parole di un savio. Ciò forse avviene perchè sentiamo in quel momento le voci della pietà, di questo sentimento divino i cui germi ha nel cuore ogni creatura mortale, spesso dimenticati e dormenti, non mai soffocati o distrutti? O<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 224 —|}}</noinclude>
forse avviene perchè nei discorso di un matto vien voglia a noi, curiosi animali, di cercare quel tanto di saviezza che ci han lasciato le vecchie consuetudini della ragione? Passiamo questo problema ai filosofi; essi lo scioglieranno, come ne hanno sciolti tanti altri.
Rainerio pensò che il matto fosse men matto di quanto si credeva comunemente. Se fosse stato solo, lo avrebbe castigato lui, l’insolente discorritore, matto o savio che fosse; ma c’era il conte, e davanti a lui non si poteva aprir bocca.
Del resto, il castellano pensò ancora tal cosa che doveva rimettergli un po’ di fiato in corpo: pensò che la supposizione impertinente del matto avvalorava in buon punto i suoi stessi ragionamenti.
Legio, come diavolo, altro non poteva essere che un sogno del suo spirito infermo. E il sogno, sicuramente, si era formato in questa guisa. Gli avevano riferito di un tale, pazzo davvero, o scimunito, che si era vantato di poter falciare il prato in un giorno. A lui quel vanto aveva fornito il pretesto di accorciare il termine della prova. Il pretesto, naturalmente,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 225 —|}}</noinclude>
gli aveva fatto nascere il desiderio; e il desiderio non poteva aver preso corpo in visione? Oppure lo smargiasso si era presentato davvero per farsi iscrivere nella gara, e all’ultima ora gli veniva meno l’ardimento di entrare in campo, per sostenere i suoi vanti. Sì, una delle due doveva essere.
Quanto alla terza, che si trattasse del diavolo in persona, era una scioccheria da lasciare ai bambini. Che forse il diavolo ha una forma visibile e tangibile? o non è piuttosto uno spirito che opera dentro di noi, come un fumo delle nostre passioni, che c’invade il cuore e ci sale al cervello, per indurci al peccato?
— Animo dunque, — aveva detto il conte Anselmo. — Preparatevi alla vostra gara, o falciatori. Rainerio, mio castellano, e i nostri savi scabini, vi assegneranno i posti, per cominciare la prova. Buon dì, Rainerio; noi proseguiremo il nostro cammino. —
Così dicendo, il conte Anselmo si disponeva a partire.
— Non rimarrai tu, mio signore, — disse Rainerio, — a vedere questa prova?<noinclude></noinclude>
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— No, in fede mia, la cosa mi tornerebbe a fastidio; — rispose Anselmo, chinandosi sull’arcione, e mettendo amorevolmente la mano sulla spalla del castellano. — In confidenza, vo’ dirti ancora che mi basta di aver veduto questo gran prato, per intendere che nessuno potrà lavorar tanto da mostrarsi capace di falciarlo in un giorno, nè in due. Son certo che questa prova non la vincerà nessuno; e il Matto meriterebbe la sposa, solo per aver dichiarato di mettersi all’opera senza alcuna speranza di ottenerla. Ma facciamo le cose onestamente e liberamente; poichè qui tutto dipende da noi. Si potrà assegnare la fanciulla in moglie a quello dei falciatori che avrà dimostrato più alacrità nel lavoro. Quel Marbaudo, per esempio, è un bel pezzo di giovinotto, e mi pare che per forza di volontà come per robustezza di braccio si lascerà molto indietro i suoi competitori. Auguro che guadagni lui la bella sposa. Ma che sarà mai questa bellezza, per cui si combatte? Un’Elena troiana? Io vado a Croceferrea, e dò un’occhiata a questa ottava meraviglia. Se vuole,<noinclude></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/120
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OrbiliusMagister
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<noinclude><pagequality level="1" user="Phe-bot" /></noinclude><poem>
{{Ottava|127}}Or còlta ha l’erba rara e vigorosa,
non so ben dire in qual estrania terra,
contro la cui virtú meravigliosa
con mille chiavi indarno uscio si serra:
e se le piante alcun destrier vi posa,
ne svelle i chiodi, e lo discalza e sferra.
Con questa senza strepito o fracasso,
invisibile altrui, s’aperse il passo.
{{Ottava|128}}Carna, Dea de le porte e de le chiavi,
di quella entrata agevolò le frodi,
e di volger per entro i ferri cavi
l’adunco grimaldel mostrògli i modi.
Le fibbie doppie, i catenacci gravi,
le grosse sbarre, i ben confitti chiodi
e le guardie saltar d’intorno al buco
fé’ cosí pian, che non l’udí l’Eunuco.
{{Ottava|129}}Uditi ch’ebbe il messaggier del Cielo
del tribulato Giovane i lamenti,
a lui scoprissi, e con un molle velo
gli venne ad asciugar gli occhi piangenti.
Poi tutto pien d’affettuoso zelo
dolce il riprende, e con sommessi accenti,
che de la Dea tra’ suoi maggior perigli
cosí mal custoditi abbia i consigli.
{{Ottava|130}}E ch’avisato in prima, ed avertito,
stato sia sí malcauto, e sí leggiero,
che lasciato levar s’abbia di dito
quel don maggior di qualsivoglia impero,
e dato agio a colei, che l’ha rapito,
di porvi un falso anel simile al vero.
Poi de la gemma adultera e mendace
gli fa chiaro veder l’arte fallace.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|46|}}</noinclude>[[File:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 1 - 1802 (page 12_1 crop).png|center|450px]]
{{Ct|class=capitoletto|Nel {{Sc|Giornale}} dell’Anno 1781.}}
{{Ct|class=capitoletto|PREFAZIONE}}
{{Ct|class=capitoletto|{{Sc|di alcuni fulmini accaduti}}}}
{{Ct|{{Sc|con osservazioni}}}}
{{Ct|t=2|''E conseguenze importanti per la difesa delle fabbriche, e delle persone''.}}
{{CapoletteraVar|Q}}uantunque non vi sia nè fatto, nè soggetto alcuno individuale del tutto simile ad un altro, come non v’è foglia affatto simile a foglia, pure sarebbe come il voler fare l’enumerazione, e la descrizione appunto di tutte le foglie, l’intraprendere di descrivere ad una ad una tutte le Meteore, le Pioggie, le Nuvole, i Venti, le Saette, ed altri accidenti dell’aria. Questo però vale nell’ordine comune delle cose: quello che si è detto dell’una, è detto di tutte. Ma se arriva un caso estraordinario, nel quale siano pur marcate certe circostanze luminose per la<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|47}}</noinclude>teoria, o per l’uso, allora questo fatto merita d’esser rilevato, e consegnato alla storia per monumento. Così ne’ Volumi dell’Accademie trovansi registrati tutti i fenomeni venuti a loro notizia, che tengono della singolarità in qualunque genere, mentre la singolarità, nello stesso atto che devia dalla regola comune, dimostra ad un tempo il fatto particolare, e la legge generale, da cui si scosta, e così meglio manifesta l’operare della natura.
Con questa vista andrò quì esponendo alcuni casi notabili di Fulmini accaduti nel corso dello spirante anno 1780, i quali possono illuminare ancor meglio la comunque ormai quasi nota natura del Fulmine, e porgere insieme qualche regola salutare sul fatto de’ Conduttori rispetto alle fabbriche, e per guardia in alcune circostanze anche delle stesse persone. Fertilissimo essendo stato quest’anno di Saette, troppo lungo sarebbe numerare solamente tutte quelle, che sono pervenute a mia notizia. Farò scelta di pochi casi più riflessibili.
Il primo che mi si presenta è quello di S. Francesco della Vigna in Venezia. Era stato quel Campanile fulminato nella notte<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|48|{{Sc|osservazioni}},}}</noinclude>dei 18 a 19 Agosto 1777, e danneggiato a segno, che convenne demolire, e rifabbricare l’intiera guglia. Il Serenissimo Governo, che ha già adottato la pratica de’ Conduttori per li Vascelli, per le Polveriere, ed altre fabbriche pubbliche; ad istanza di quei buoni Padri (Minori Osservanti) aveva ordinato di applicare un Conduttore anche a questo Campanile, che serve di segnale ai Vascelli per accostarsi al Porto. Era già posta la catena per tre quarti della sua lunghezza, ma interrottamente; cioè, due parti in alto, ed un quarto a terra; restando vuoto il rimanente quarto prossimo. In questo stato pericoloso di cose, la mattina dei 24 Maggio scoppiò un Fulmine sull’istesso Campanile, e nel Conduttore, con danni di poca conseguenza; e prescindendo da questi era un tal caso desiderabile per verificare l’utilità dei Conduttori. Poichè per tutto il tratto superiore sin dove si estendeva la catena, non si vide segno di verun danno; il Conduttore adempì pontualmente il suo ufficio di trasmettere il Fulmine: solamente fece qualche squarcio nel sito dell’interruzione; ed ogni ragione vuole di presumere, che se il Conduttore fosse stato compiuto,<noinclude>{{A destra|come|margine=2em}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|49}}</noinclude>come lo è di presente, il Fulmine sarebbe passato senza recar verun nocumento. Intanto il fatto parla: prova più evidente non può darsi della forza conduttrice delle catene metalliche rapporto a’ Fulmini, del pericolo de’ metalli interrotti, e dell’utilità della loro continuazione sino in terra.
Ecco un altro caso ben più strano, occorso li 12 Agosto nel Territorio Vicentino. In quel giorno temporalesco anche quì in Padova, tra molte Saette videsi verso le ore 17 ardere una Casa coperta di paglia fuor di Porta Santa Croce, percossa da una Saetta, che uccise insieme varj animali. Ma questo non merita attenzione in confronto del caso Vicentino, ch’io descriverò sulla relazione che ne diede il Sig. {{AutoreIgnoto|Alberto Pieropan}}, uno de’ nostri Accademici Esterni, uomo per la sua intelligenza in tutte le cose Fisiche, per la felicità di ritrovare nuove macchine, ed ordigni, per il suo indefesso zelo a promuovere i buoni studj, e l’agricoltura, per {{ec|i|il}} suo candido carattere, degnissimo d’ogni stima. Accorse egli stesso al caso annunciato in Città, e raccolse l’Istoria delle circostanze ch’io riferirò quasi con le sue parole, aggiungendo solamente qualche riflesso.<noinclude>{{PieDiPagina|{{Sc|Tom}}. II.|D|}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|50|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Nop}}
Storia di un Fulmine caduto a ''Passo di Riva'', luogo distante da Vicenza circa 6 Miglia, sulla strada che taglia il Torrente ''Astico'' a un di presso da Tramontana a Mezzodì, e conduce dalla terra di Sandrigo alla Città; per il qual Fulmine perì un Giovane di anni 18, e cinque Cavalle attaccate a tre differenti Carri.
La mattina delli 12 Agosto 1780 all’ore 8<math>\textstyle\frac{1}{4}</math> Italiane, sfortunatamente s’incontrarono su questa strada in mezzo all’alveo dell’Astico (che ivi si dilata per 200 buone pertiche) tre Carri carichi di grossa legna, che dirigevano il loro cammino verso Vicenza. Il primo che precedeva era tirato da quattro Cavalle, il Carrettiere era in piedi sulla ''Brazzola'', o ''Sierpa'', avendo però li piedi circa sei oncie innanzi del sito, a cui sta affisso di sotto il rampone, o uncino, al quale era attaccata la catena corrispondente alle Cavalle davanti, le quali perirono, come si dirà.
Il secondo Carro seguiva alla distanza di 34 piedi Vicentini; e questo era tirato da quattro animali, cioè, da due buoi a timone, e da due cavalle d’avanti, le quali furono uccise dal Fulmine, assieme col {{Pt|Carret-|}}<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|136|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude><noinclude>{{Ct|class=capitoletto|TAVOLA}}
{{Ct|class=sezione|De’ Prezzi del Frumento.}}
{| class="tab17"
|- class="pdati2"
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|-
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! colspan="2" | Prezzo
! colspan="2" | Prezzo
|-
!
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|-
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| L. 64
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| L. 52
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| {{Dotted|10}}
|-
| 1692 —
| L. 64
| {{Dotted|}}
| L. 56
| {{Dotted|}}
| L. 58
| {{Dotted|8,8}}
|-
| 1693 —
| L. 95
| {{Dotted|8 Mag.}}
| L. 64
| {{Dotted|Sett.}}
| L. 80
| {{Dotted|1,6}}
|-
| 1694 —
| L. 88
| {{Dotted|}}
| L. 48
| {{Dotted|Giug.}}
| L. 70
| {{Cs|L}} | {{Dotted|6,}}
|-
| 1695 —
| L. 84
| {{Dotted|Gen.}}
| L. 50
| {{Dotted|Lug.}}
| L. 70
| {{Dotted|11,6}}
|-
| 1696 —
| L. 96
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| L. 73
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| L. 88
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|-
| 1697 —
| L. 82
| {{Dotted|}}
| L. 62
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| L. 72
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|-
| 1698 —
| L. 82
| {{Dotted|Lug.}}
| L. 52
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|-
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| L. 68
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| L. 44
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|-
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| L. 80
| {{Dotted|}}
| L. 58
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|-
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| L. 76
| {{Dotted|Lug.}}
| L. 60
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|-
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| L. 60
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|-
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|-
| 1704 —
| L. 60
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|-
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| L. 76
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|-
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|-
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|-
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|-
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|-
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|-
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| L. 76
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|-
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| L. 88
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|-
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|-
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|-
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| L. 84
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|-
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| L. 80
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| L. 72
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|-
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| L. 72
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| L. 72
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| L. 72
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|-
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|-
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| L. 56
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|-
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Ultime lettere di Iacopo Ortis (1912)/Parte seconda
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{{Qualità|avz=100%|data=29 dicembre 2025|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Parte seconda|prec=../Parte prima|succ=Prose (Foscolo)/Ultime lettere di Iacopo Ortis (seconda versione) - Varianti}}
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Francyskus
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|48|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>sotto una rugiada che si chiamava la manna ed era bianca come la neve e più dolce del pane.
Dopo la Storia sacra, preso da una singolare ambizione Zacchiele cominciò a leggerle le imprese dei Reali di Francia da Costantino imperatore sino ad Orlando conte d’Anglante. Un gran tumulto sconvolse allora la mente della donna: le battaglie dei Filistei e dei Siriaci si confusero con le battaglie dei Saraceni, Oloferne si confuse con Rizieri, il re Saul col re Mambrino, Eleazaro con Balante, Noemi con Galeana. Ed ella, affaticata, non seguiva più il filo delle narrazioni, ma si riscoteva soltanto ad intervalli quando udiva passare nella voce di Zacchiele i suoni di qualche nome prediletto. E predilesse Dusolina e il duca Bovetto che prese tutta l’Inghilterra innamorandosi della figliuola del re di Frisia.
Erano le calende di settembre. Nell’aria temperata dalla pioggia recente, si andava diffondendo una placida chiarità autunnale. La stanza di Anna divenne il luogo delle letture. Un giorno Zacchiele, seduto, leggeva ''come Galeana, figliuola del re Galafro, s’innamorò di Mainetto e volle da lui la ghirlanda dell’erba''. Anna, poichè la favola pareva semplice e campestre e poichè la voce del lettore pareva addolcirsi di accenti novelli, ascoltava con<noinclude></noinclude>
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Francyskus
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|52|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>lucerne di ottone e fumigavano; un giumento bendato girava una mola gigantesca, con passo regolare; e i coloni, vestiti di certe lunghe tuniche simili a sacchi, nudi le gambe e le braccia, muscolosi, oleosi, versavano il liquido nelle giare, nelle conche, nelli orci.
Anna si mise a considerare l’opera, attentamente; e, come Zacchiele impartiva ordini ai faticatori, e girava tra le macine, osservando la qualità delle olive con una grave sicurezza di giudice, ella sentì per lui in quel momento crescere l’ammirazione. Poi, come Zacchiele dinanzi a lei prese un gran boccale colmo e versando nell’orcio quell’olio purissimo e luminoso nominò la grazia di Dio, ella si fece il segno della croce, tutta compresa di venerazione per l’opulenza della terra.
Venivano intanto su la porta le due femmine della fattoria; e ciascuna teneva contro il seno un poppante, e si traeva un bel grappolo di figliuoli dietro le gonne. Si misero a conversare placidamente; e, poichè Anna tentava accarezzare i fanciulli, ciascuna si compiaceva della propria fecondità, e con una ridente onestà di parole ragionava dei parti. La prima aveva avuti sette figliuoli; la seconda undici. — Era la volontà di Gesù Cristo; e per la campagna poi ci volevano braccia.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|49}}</noinclude>visibile assiduità. La testuggine si traeva in mezzo ad alcune foglie di lattuga, pianamente; il sole su la finestra illuminava una gran tela di ragno, e li ultimi fiori rosei del tabacco si vedevano a traverso la sottile opera di filo d’oro.
Quando il capitolo fu finito, Zacchiele depose il libro; e, guardando la donna, sorrise d’uno di quei sorrisi fatui che solevano increspargli le tempie e li angoli della bocca. Poi cominciò a parlarle vagamente, con la peritanza di colui che non sa in qual modo giungere al punto desiderato. Finalmente ardì. — Ella non aveva pensato mai al matrimonio? — Anna alla domanda non rispose. Stettero ambedue in silenzio ed ambedue sentivano nell’animo una dolcezza confusa, quasi un risveglio inconsciente della giovinezza sepolta e un umano richiamo dell’amore. E n’erano turbati come dal fumo d’un vino troppo forte che montasse al loro cervello indebolito.
{{Ct|t=1|v=1|VIII.}}
Ma una tacita promessa di nozze fu data molti giorni dopo, in ottobre, nella prima natività dell’olio d’oliva e nell’ultima migrazione delle rondini. Con licenza di Donna Cristina, un lunedì<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|51}}</noinclude>l’animo una letizia vaga, quale di chi dopo lungo tempo sia dilettato da sensazioni già innanzi conosciute. Come il cammino prese a volgere su pe ’l declivio tra i ricchi oliveti di Cardirusso, chiaramente le sorse nell’animo il ricordo di Sant’Apollinare e dell’asino e del custode delli armenti. Ed ella sentì quasi rifluirsi al cuore tutto il sangue, d’improvviso. Avvenne allora in lei un fenomeno. Quell’episodio obliato della sua giovinezza le si coordinò nella memoria con una perspicuità meravigliosa; l’imagine dei luoghi le si formò dinanzi; e nella scena illusoria ella rivide l’uomo dal labbro leporino, ne riudì la voce, provando un turbamento nuovo senza sapere perchè.
La fattoria si avvicinava; fra li alberi soffiava il vento facendo cadere le ulive mature; una zona di mare sereno si scopriva dall’altitudine. Zacchiele s’era messo a fianco della donna e la guardava di tratto in tratto con una pia supplicazione di tenerezza. — A che pensava ella dunque? — Anna si volse, con un’aria quasi di sbigottimento, come fosse stata colta in fallo. — A niente pensava. —
Giunsero al frantoio, dove i coloni macinavano la prima raccolta delle olive cadute precocemente dall’albero. La stanza delle macine era bassa e oscura; dalla vôlta luccicante di salnitro pendevano<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|61}}</noinclude>temente. La sua vita da allora fu tutta spesa tra le pratiche religiose, li uffici domestici e l’amore della testuggine. Ai primi tepori d’aprile la testuggine uscì dal letargo. Un giorno, d’improvviso, sbucò di sotto allo scudo la testa serpentina e tentennò debolmente mentre i piedi erano ancora immersi nel torpore. I piccoli occhi rimasero coperti a mezzo dalla palpebra. E l’animale, forse non più consapevole d’essere captivo, si mosse finalmente con un moto pigro e incerto, tastando co’ i piedi il suolo, spinto dal bisogno di trovarsi il cibo come nella sabbia del suo bosco natale.
Anna, innanzi a quel risveglio fu invasa da una tenerezza ineffabile e stette a guardare con li occhi umidi di lacrime. Poi prese la testuggine, la mise sul letto, le offerì alcune foglie verdi. La testuggine esitava a toccare le foglie, e nell’aprire le mandibole mostrava la lingua carnosa come quella dei pappagalli. Li indumenti del collo e delle zampe parevano membrane flosce e giallognole di un corpo estinto. La donna a quella vista si sentiva stringere da una gran misericordia; ed eccitava al ristoro il bene amato, con le blandizie di una madre pe ’l figliuolo convalescente. Unse d’olio dolce lo scudo osseo; e, come il sole vi percoteva sopra, le piastre pulite risplendevano più belle.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|65}}</noinclude>la persistenza del fragore e l’oscurità dell’aria le fecero smarrire ogni nozione del luogo e del tempo.
Quando l’alluvione cominciò a decrescere, la gente del contado entrò nella città per mezzo di scialuppe. Uomini, donne e fanciulli avevano su la faccia e nelli occhi una stupefazione dolorosa. Tutti narravano fatti tristi. E un bifolco dei Cappuccini venne alla casa Basile per annunziare che Don Zacchiele se n’era andato ''a marina''. Il bifolco parlava semplicemente, narrando la morte. Disse che in vicinanza dei Cappuccini certe femmine avevano legato i figliuoli lattanti su la cima di un grande albero per salvarli dall’acqua e che i vortici avevano sradicato l’albero trascinandosi le cinque creature. Don Zacchiele stava su ’l tetto con altri cristiani in un mucchio compatto, urlando; e il tetto stava già per sommergersi; e cadaveri d’animali e rami rotti venivano già a urtare contro i disperati. Quando finalmente l’albero dei lattanti passò di là sopra, la violenza fu così terribile che dopo il passaggio non si vide più traccia di tetto nè di cristiani.
Anna ascoltò, senza piangere; e nella sua mente percossa, il racconto di quella morte, con quell’albero dei cinque bambini e con quelli uomini am-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|68|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>i pastori. Accompagnata dalla figlia del sagrestano, ella andò per i fossati della via Salaria a cercare il musco. Sotto la vitrea serenità iemale i latifondi riposavano pingui di limo; la fattoria d’Albarosa si vedeva su ’l colle, tra li olivi; nessuna voce turbava il silenzio. Anna, come scorgeva il musco, si chinava e con un coltello tagliava la zolla. Al contatto delle fredde erbe le sue mani divenivano lievemente violacee. Di tratto in tratto, alla vista di una zolla più verde, le sfuggiva una esclamazione di contentezza. Quando il canestro fu pieno, ella sedette su ’l ciglio del fossato, con la fanciulla. I suoi occhi salirono pe ’l sentiero dell’oliveto, lentamente, e si fermarono alle mura bianche della fattoria che pareva un edifizio claustrale. Allora ella chinò la fronte, assalita da un pensiero. Poi d’un tratto si volse alla compagna. — Non aveva mai veduto macinare le olive? — E cominciò a figurar l’opera delle macine con molta prolissità di parole; e, come parlava, a poco a poco le salivano dall’animo altri ricordi, le venivano su la bocca spontaneamente a uno a uno, e le passavano nella voce con un piccolo tremito.
Quella fu l’ultima debolezza. Nell’aprile del 1858, poco dopo la Pasqua maggiore, ella infermò. Stette nel letto quasi durante un mese, tormentata dal-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|69}}</noinclude>l’infiammazione pulmonare. Donna Cristina veniva la mattina e la sera nella stanza a visitarla. Una vecchia fantesca, che faceva pubblica professione d’assistere i malati, le somministrava i medicamenti. Poi la testuggine le rallegrò i giorni della convalescenza. E come l’animale era estenuato dal digiuno, ed era tutto aridamente pelloso, Anna vedendosi macilente, e sentendosi anch’essa affievolita, provava quella specie di appagamento interiore che noi proviamo, quando una stessa sofferenza ci accomuna alla persona diletta. Un tepore molle saliva dalli émbrici coperti di licheni, verso i convalescenti; dal cortile i galli cantavano; e una mattina due rondini entrarono d’improvviso, batterono l’ali in torno alla stanza e fuggirono.
Quando Anna tornò la prima volta nella chiesa, dopo la guarigione, era la Pasqua delle rose. Ella, nell’entrare, aspirò il profumò dell’incenso cupidamente. Camminò piano lungo la navata per ritrovare il posto dove soleva prima inginocchiarsi; e si sentì prendere da una súbita gioia, quando scorse finalmente tra le lapidi mortuarie quella che portava nel mezzo un bassorilievo tutto consunto. Vi piegò i ginocchi sopra, e si mise a pregare. La gente aumentava. A un certo punto della cerimonia due accoliti scesero dal coro con due bacini d’argento<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|67}}</noinclude>volontà del Signore. L’unzione di questo semplice atto d’abbandono le sparse su ’l cuore un’abbondanza di dolcezza. Ella si sentì libera da ogni inquietudine, e trovò il riposo in quell’umile e ferma confidenza. Da allora nella sua regola non fu che questa clausula: — La soprana volontà di Dio, sempre giusta, sempre adorabile, sia fatta in tutte le cose, sia lodata ed esaltata per tutta l’eternità. —
{{Ct|t=1|v=1|XII.}}
Così alla figlia di Luca fu aperta la vera strada del paradiso. E il giro del tempo per lei non fu determinato che dalle ricorrenze ecclesiastiche. Quando il fiume rientrò nell’alveo, uscirono per ordine consecutivo di giorni molte processioni nella città e nelle campagne. Ella le seguì tutte, insieme con il popolo, cantando il ''Te Deum''. Le vigne in torno erano devastate; il terreno era molle e l’aria pregna di vapori biondi, singolarmente luminosa, come nelle primavere palustri.
Poi venne la festa d’Ognissanti; poi, la solennità dei Morti. Grandi messe furono celebrate in suffragio delle vittime dell’alluvione. Nel Natale Anna volle fare il presepe; comprò un bambino di cera, Maria, san Giuseppe, il bove, l’asino, i re Magi e<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|53}}</noinclude>{{nop}}
Allora la conversazione volse in materie familiari. Albarosa, una delle madri, fece molte domande ad Anna. — Ella non aveva avuto mai figliuoli? — Anna, nel rispondere che non s’era maritata, provò per la prima volta una specie di umiliazione e di rammarico, dinanzi a quella possente e casta maternità. Poi, cambiando il discorso, ella tese la mano sul più vicino dei bimbi. Li altri guardavano con li occhi ampi che pareva avessero assunto un limpido color vegetale dallo spettacolo continuo delle cose verdi. L’odore delle olive infrante si spandeva nell’aria, ed entrava nelle fauci ad eccitare il palato. I gruppi dei faticatori apparivano e sparivano sotto il rossore delle lucerne.
Zacchiele, che fino a quel momento aveva invigilato su la misura dell’olio, si accostò alle donne. Albarosa lo accolse con un volto festevole. — Quanto voleva aspettare Don Zacchiele a prender moglie? — Zacchiele sorrise con un po’ di confusione, a quella domanda; e diede un’occhiata sfuggente ad Anna che accarezzava ancora il bimbo selvatico e fingeva di non avere inteso. Albarosa, per una benevola arguzia contadinesca, riunendo visibilmente con l’ammiccar delli occhi bovini il capo di Anna e quello di Zacchiele, seguitò le incitazioni. — Erano<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|66|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>mucchiati tutti sopra un tetto e con quei cadaveri di bestie che andavano a urtar contro, suscitò una specie di meraviglia superstiziosa simile a quella suscitatale un tempo da certe narrazioni del Vecchio Testamento. Ella salì con lentezza alla sua stanza, e cercò di raccogliersi. Il sole modesto splendeva su ’l davanzale; la testuggine in un angolo dormiva ricoverata sotto il suo scudo; un cinguettío di passeri veniva dalli émbrici. Tutte queste cose naturali, questa usuale tranquillità della vita circonstante, a poco a poco la rasserenarono. Dal fondo di quella momentanea calma della conscienza alfine sorse chiaro il dolore; ed ella chinò la testa su ’l petto, in un grande sconforto.
Allora quasi un rimorso le punse l’animo, il rimorso d’aver serbato contro Zacchiele quella specie di muto rancore per tanto tempo; e i ricordi a uno a uno vennero ad assalirla; e le virtù del defunto le rifulgevano ora nella memoria più religiosamente. Poichè l’onda del dolore cresceva, ella si alzò, andò verso il letto, vi si distese bocconi. E i suoi singhiozzi risonavano tra il cinguettío delli uccelli.
Dopo, quando le lacrime si arrestarono, la quiete della rassegnazione cominciò a discenderle nell’animo; ed ella pensò che tutte le cose della terra sono caduche, e che noi dobbiamo conformarci alla<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|73}}</noinclude>più sensibili del comune idioma strinsero l’una e l’altro d’amicizia.
Come essi conversavano, i ricordi del passato pullulavano nelle loro parole. Fra Mansueto aveva conosciuto Luca Minella e si trovava nella basilica quando accadde la morte di Francesca Nobile tra i pellegrini. — ''Pe’ li Turchi!''... — Egli aveva anzi dato aiuto a trasportare il cadavere fino alle case di Porta-Caldara; e si ricordava che la morta aveva addosso una veste di seta gialla e tante collane d’oro....
Anna divenne triste. Nella sua memoria il fatto fino a quel momento era rimasto confuso, vago, quasi incerto, poichè forse la prima impressione reale le era stata attenuata nel cervello dal lunghissimo stupore inerte che aveva susseguito i primi accessi epilettici. Ma quando Fra Mansueto disse che la morta stava in paradiso perchè chi muore per causa di religione va fra i santi, Anna provò una dolcezza indicibile e si sentì d’un tratto crescere nell’animo una immensa adorazione per la santità della madre.
Allora, per un bisogno di rammentare i luoghi del paese nativo, ella si mise a discorrere su la basilica dell’Apostolo, minutamente, determinando le forme delli altari, la positura delle cappelle, il<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|74|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>numero delli arredi, le figurazioni della cupola, le attitudini delle imagini, le divisioni del pavimento, i colori delle vetrate. Fra Mansueto la secondava con benignità; e, poichè egli era stato ad Ortona alcuni mesi innanzi, raccontò le nuove cose vedute. — L’arcivescovo di Orsogna aveva donato alla basilica un ciborio d’oro con incrostature di pietre preziose. La Confraternita del SS. Sacramento aveva rinnovato tutti i legnami e i corami delli stalli. Donna Blandina Onofrii aveva fornito una intera muta di parati consistente in pianete, dalmatiche, stole, piviali, cotte.
Anna ascoltava avidamente; e il desiderio di vedere le nuove cose e di rivedere le antiche cominciò a tormentarla. Ella, quando il cappuccino tacque, si rivolse a lui con un’aria tra di letizia e di timidezza. — La festa di maggio si avvicinava. Se andassero? —
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Alle calende di maggio la donna, avuta licenza da Donna Cristina, fece li apparecchi. Una inquietudine le nacque nell’animo per la testuggine. — Doveva lasciarla? o portarla seco? — Stette lungamente in forse; e alfine decise di portarla, per<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|55}}</noinclude>le culle; da tutto emanava la serenità della concordia familiare. Anna, considerando quell’ordine, sorrideva timidamente a una dolcezza interiore; e in un punto fu presa da una strana commozione, quasi che tutte le sue latenti virtù di madre casalinga e i suoi istinti di allevatrice fremessero e insorgessero d’improvviso.
Quando le donne ridiscesero su lo spiazzo, li uomini stavano ancora in torno alla tavola; Zacchiele parlava con loro. Albarosa prese un piccolo pane di frumento, lo divise nel mezzo, lo consperse d’olio e di sale, e l’offerì ad Anna. L’olio novello, allora allora gemuto dal frutto, spandeva nella bocca un saporoso aroma asprino; ed Anna allettata mangiò tutto il pane. Bevve anche vino. Poi, come il vespro cadeva, ella e Zacchiele ripresero il cammino del declivio.
Dietro di loro i coloni cantarono. Molti altri canti sorsero dalla campagna, e si dispiegarono nella sera con la piana larghezza di un salmo gregoriano. Il vento soffiava fra li oliveti più umido; un chiarore moriente tra roseo e violaceo indugiava effuso pe ’l cielo.
Anna camminò innanzi, con passo celere, rasente i tronchi. Zacchiele la seguì, pensando alle parole ch’egli voleva dire. Ambedue, da poi che si<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|72|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>le braccia villose; la sua barba si moveva tutta ad ogni moto della bocca; la sua voce si frangeva in stridori. Fra Mansueto in vece era un vecchio macilente, con una testa caprina da cui pendeva una barbicola candida, con due occhi giallognoli pieni di sommissione. Egli coltivava l’orto, e questuando portava l’erbe mangerecce per le case. Nell’aiutare il compagno prendeva attitudini modeste, zoppicava da un piede; parlava nel molle idioma patrio di Ortona, e, forse in memoria della leggenda di san Tommaso, esclamava: — ''Pe’ li Turchi!'' — ad ogni momento, lisciandosi con una mano il cranio polito.
Anna attendeva a porgere i piatti, li arnesi, i vasellami di rame. Le pareva ora che la cucina assumesse una sorta di solennità sacra per la presenza dei due frati. Ella restava intenta a guardare tutti li atti di Fra Vittorio, presa da quella trepidazione che le persone semplici provano in conspetto delli uomini dotati di qualche virtù superiore. Ammirava ella in ispecie il gesto infallibile con cui il gran cappuccino spargeva su li intingoli certe sue droghe segrete, certi suoi aromi particolari. Ma l’umiltà, la mitezza, la modesta arguzia di Fra Mansueto a poco a poco la conquistarono. E i legami della comune patria e quelli<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|58|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>risi melliflui. La vittoria fu contrastata con un accanimento implacabile, fino all’ora rituale della pompa funeraria. Il popolo fremeva nell’aspettazione; il comandante delle milizie, partigiano dell’abbadia, minacciava castighi ai facinorosi della Confraternita. La rivolta stava per irrompere. Quand’ecco giungere su la piazza un soldato a cavallo latore di un messaggio episcopale che dava la vittoria ai congregati.
L’ordine della pompa si dispiegò allora con insolita magnificenza per le vie sparse di fiori. Un coro di cinquanta voci bianche cantò gl’inni liturgici della Passione; e dieci turiferari incensarono tutta la città. I baldacchini, li stendardi, i ceri per la nuova ricchezza empirono li astanti di meraviglia. L’abate sconfitto non intervenne; ed in sua vece Don Pasquale Carabba, il Gran Coadiutore, vestito dei paramenti badiali, seguì con molta solennità d’incesso il feretro di Gesù.
Anna, nel frangente, aveva fatto voti per la vittoria dell’abate. Ma la suntuosità della cerimonia la abbagliò; una specie di stupore la invase, allo spettacolo; ed ella sentì gratitudine anche per Don Fiore Ussorio che passava reggendo nel pugno un cero immane. Poi, come l’ultima schiera dei celebranti le giunse dinanzi, ella si mescolò<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|50|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>Zacchiele condusse Anna alla fattoria dei Colli, dov’era il frantoio. Uscirono da Portasale, a piedi, e presero la via Salaria, volgendo le spalle al fiume. Dal giorno della favola di Galeana e di Mainetto, essi provavano l’un verso l’altra una specie di trepidazione, un misto di temenza, vergogna e rispetto. Avevano perduta quella bella familiarità d’una volta; parlavano poco insieme e sempre con un tal riserbo esitante, senza mai guardarsi nel volto, con incerti sorrisi, confondendosi talora per una subitanea espansion di rossore, indugiando così in questi timidi bamboleggiamenti d’innocenza.
Camminarono in silenzio, da prima, ciascuno seguendo lo stretto sentiero asciutto che i passi dei viandanti avevano praticato su i due margini della via; e li divideva il mezzo della via fangoso e segnato di solchi profondi dalle ruote dei veicoli. Una libera gioia vendemmiale occupava le campagne: i canti del mosto per la pianura si avvicendavano. Zacchiele si teneva un poco in dietro, rompendo a tratti a tratti il silenzio con qualche parola su la temperie, su le vigne, su la raccolta delle olive. Anna guardava curiosa tutti i cespugli rosseggianti di bacche, i campi lavorati, le acque dei fossi; e a poco a poco le nasceva nel-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|54|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>una coppia benedetta da Dio. Che aspettavano? — I coloni, avendo sospesa l’opera per attendere al pasto, facevano in torno cerchia. E la coppia, anche più confusa per quella testimonianza, restava muta in un’attitudine tra di sorriso tremulo e di pudica modestia. Qualcuno dei giovini fra i testimoni, esilarato dalla faccia amorosamente compunta di Don Zacchiele, sospingeva con urti di gomito i compagni. Il giumento nitrì, per fame.
Fu apprestato il pasto. Un’attività diligente invase la gran famiglia rustica. Su lo spiazzo, all’aperto, tra li olivi pacifici e in conspetto del sottostante mare, li uomini sedevano alla mensa. I piatti dei legumi conditi d’olio novello fumavano; il vino scintillava nelle semplici forme liturgiche dei vasi; e il cibo frugale dispariva rapidamente entro li stomachi dei faticatori.
Anna ora si sentiva come assalire da un tumulto di giubilo, e si sentiva d’un tratto quasi legata da una specie di dimestichezza amichevole con le due donne. Queste la condussero nell’interno della casa, dove le stanze erano larghe e luminose benchè antichissime: su le pareti le imagini sacre si alternavano con le palme pasquali; provvigioni di carni suine pendevano dai soffitti, i talami dal pavimento si elevavano ampi ed altissimi con a canto<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|57}}</noinclude>l’animo il fasto della sua basilica, la solennità delle cerimonie, le undici lampade d’argento, i tre altari di marmo prezioso.
Ma nella Settimana Santa del 1857, sorse un grande avvenimento. Tra la Confraternita capitanata da Don Fileno d’Amelio e l’abate Cennamele, coadiuvato dai satelliti parrocchiali, scoppiò la guerra; e ne fu causa un contrasto per la processione di Gesù morto. Don Fileno voleva che la pompa, fornita dai congregati, uscisse dalla chiesa della Confraternita; l’abate voleva che la pompa uscisse dalla chiesa parrocchiale. La guerra attrasse e avviluppò tutti i cittadini e le milizie del Re di Napoli, residenti nel forte. Nacquero tumulti popolari; le vie furono occupate da assembramenti di gente fanatica; pattuglie armigere andarono in volta per impedire i disordini; il conte arcivescovo di Chieti fu assediato da innumerevoli messi d’ambo le parti; corse molta pecunia per corruzioni; un mormorío di congiure misteriose si sparse nella città. Focolare delli odii la casa di Donna Cristina Basile. Don Fiore Ussorio sfolgorò per mirabili stratagemmi e per audacie novissime, in quei giorni di lotta. Don Paolo Nervegna ebbe un grave spargimento di bile. Don Ignazio Cespa adoperò in vano tutte le sue blande arti conciliative e i suoi sor-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|60|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>tesco; seguivano li stendardi che tenevano l’altissima asta in equilibrio su la fronte o su ’l mento, atteggiandosi con dotto giuoco di muscoli. Poi, quasi in mezzo a una nuvola d’incenso, venivano le altre schiere, i cori angelici, li incappati, le vergini, i signori, il clero, le milizie. Lo spettacolo era grande. Una specie di terrore mistico teneva l’animo della donna.
Si avanzò su ’l vestibolo, secondo la consuetudine, un accolito munito d’un largo piatto d’argento per ricevere i ceri. Anna guardava. Allora fu che il comandante, spezzando tra i denti aspre parole contro la Confraternita, gittò violentemente il suo cero nel piatto e voltò le spalle con piglio minaccioso. Tutti rimasero allibiti. E nel momentaneo silenzio si udì tintinnare la spada di colui che si allontanava. Solo Don Fiore Ussorio ebbe la temerità di sorridere.
{{Ct|t=1|v=1|X.}}
I fatti per moltissimo tempo occuparono l’attività vocale dei cittadini e furono causa di turbolenze. Come Anna era stata testimone dell’ultima scena, alcuni vennero a lei per ragguagli. Ella raccontava sempre con le stesse parole, pazien-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|70|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>colmi di rose, e cominciarono a spargere i fiori su le teste dei prostrati, mentre l’organo sonava un inno giocondo. Anna era rimasta china, in una specie di estasi che la beatitudine del misterio celebrato e il senso vagamente voluttuoso della guarigione le davano. Come alcune rose vennero a caderle su la persona, ella n’ebbe un fremito. E la povera donna nulla aveva provato nella sua vita di più dolce che quel fremito di sensualità mistica e il susseguito sfinimento di languore.
La Pasqua rosata rimase perciò la festività prediletta di Anna, e ritornò periodicamente senza alcun episodio notevole. Nel 1860 la città fu turbata da gravi agitazioni. Si udivano spesso nella notte i rulli dei tamburi, li allarmi delle sentinelle, i colpi della moschetteria. Nella casa di Donna Cristina si manifestò un più vivo fervore di azione tra i cinque proci. Anna non si sbigottì; ma visse in un raccoglimento profondo, non prendendo conoscenza delli avvenimenti pubblici nè di quelli domestici, adempiendo ai suoi uffici con un’esattezza macchinale.
Nel mese di settembre la fortezza di Pescara fu evacuata; le milizie borboniche si sbandarono, gittando armi e bagagli nelle acque del fiume; stuoli di cittadini corsero le vie con liberali acclamazioni<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|59}}</noinclude>alla turba fanatica delli uomini, delle donne e de’ fanciulli; e andò così, quasi senza toccar terra, tenendo sempre li occhi fissi al serto culminante della ''Mater dolorosa''. In alto, dall’uno all’altro balcone, stavano tesi i drappi signorili consecutivamente; dalle case dei panettieri pendevano rustiche forme d’agnelli materiate di fromento; ad intervalli, nei trivi, nei quadrivi, un braciere acceso spandeva fumo di aròmati.
La processione non passò sotto le finestre dell’abate. Di tratto in tratto una specie di movimento irregolare correva lungo le file, come se la schiera antesignana incontrasse un ostacolo. E n’era causa il contrasto tra il crocifero della Confraternita e il luogotenente delle milizie, i quali ambedue avevano ricevuto il comando di seguire un itinerario diverso. Poichè il luogotenente non poteva usar violenza senza commetter sacrilegio, vinse il crocifero. I congregati esultavano; il comandante generale ardeva d’ira; il popolo s’empiva di curiosità.
Quando la pompa, in vicinanza dell’arsenale, si rivolse per rientrare nella chiesa di San Giacomo, Anna prese un vicolo obliquo e in pochi passi fu su la porta madre. S’inginocchiò. Giungeva primo verso di lei l’uomo portante il crocifisso gigan-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|56|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>sentivano soli, provavano una trepidazione infantile, quasi un timore. A un punto Zacchiele chiamò la donna per nome; ed ella si volse umile e palpitante. — Che voleva? — Zacchiele non disse più altro; fece due passi, giunse al fianco di lei. E così continuarono il cammino, in silenzio, finchè la via Salaria non li divise. Come nell’andare, essi presero ciascuno il sentiero del margine, a destra e a manca. E rientrarono a Portasale.
{{Ct|t=1|v=1|IX.}}
Per una nativa irresolutezza, Anna differiva continuamente il matrimonio. Dubbi religiosi la tormentavano. Ella aveva sentito dire che soltanto le vergini sarebbero ammesse a far corona in torno alla Madre di Dio, nel paradiso. Dunque? Doveva ella rinunziare a quella dolcezza celeste per un bene terreno? Un più vivo ardore di devozione allora la invase. In tutte le ore libere ella andava alla chiesa del Rosario; s’inginocchiava innanzi al gran confessionale di quercia, e rimaneva immobile in quell’attitudine di preghiera. La chiesa era semplice e povera; il pavimento era coperto di lapidi mortuarie; una sola lampada di metallo vile ardeva innanzi all’altare. E la donna rimpiangeva nel-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|64|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>Per intervalli, dinanzi al forte passavano in precipizio tronchi enormi con tutte le radici, masserizie, materie di forme irriconoscibili, gruppi di bestiami non ancora morti che urlavano e sparivano e riapparivano e si perdevano in lontananza. I branchi dei bovi, in ispecie, davano uno spettacolo mirabile: i grossi corpi biancastri s’incalzavano l’un l’altro, le teste si ergevano disperatamente fuori dell’acqua, furiosi intrecciamenti di corna avvenivano nell’impeto del terrore. Come il mare era di levante, le onde alla foce rigurgitavano. Il lago salso della Palata e li estuari si riunirono co ’l fiume. Il forte divenne un’isola perduta.
Nell’interno le vie si sommersero; la casa di Donna Cristina ebbe la linea delle acque sino a metà della scala. Il fragore cresceva di continuo, mentre le campane sonavano a distesa. I forzati, dentro le carceri, urlavano.
Anna, credendo in qualche supremo castigo dell’Altissimo, ricorse alla salvezza delle preghiere. Il secondo giorno, come salì su la sommità della colombaia, non vide che acque e acque in torno sotto le nuvole, e scorse poi de’ cavalli sbigottiti che galoppavano in furia su le troniere di San Vitale. Discese, stupida, con la mente sconvolta; e<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|62|{{Sc|annali d’anna.}}|}}</noinclude>{{nop}}
In queste cure passarono i mesi della primavera. Ma Zacchiele, consigliato dalla stagione novella a maggiori impeti di amore, incalzò la donna con così tenere supplicazioni che n’ebbe alfine una promessa solenne. Le nozze si sarebbero celebrate il giorno precedente la Natività di Gesù Cristo.
Allora l’idillio rifiorì. Mentre Anna attendeva alle opere dell’ago pe ’l corredo nuziale, Zacchiele leggeva ad alta voce la storia del Nuovo Testamento. Le nozze di Cana, i prodigi del Redentore in Cafarnao, il morto di Naim, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la liberazione della figliuola della Cananea, i dieci lebbrosi, il cieco nato, la resurrezione di Lazzaro, tutte quelle narrazioni miracolose rapirono l’animo della donna. Ed ella pensò lungamente a Gesù che entrava in Gerusalemme cavalcando un’asina, mentre i popoli stendevano su la sua via le vesti e spargevano fronde.
Nella stanza l’erbe di timo odoravano su da un vaso di terra. La testuggine veniva talvolta alla cucitrice e le tentava con la bocca il lembo delle tele o le morsicchiava il cuoio sporgente delle scarpe. Un giorno Zacchiele, nel leggere la parabola del Figliuol Prodigo, sentendosi d’improv-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|71}}</noinclude>di gioia. Anna, come seppe che l’abate Cennamele era fuggito precipitosamente, pensò che i nemici della Chiesa di Dio avessero ottenuto il trionfo; e n’ebbe molto dolore.
Dopo, la sua vita si svolse in pace, lungo tempo. Lo scudo della testuggine crebbe in latitudine e divenne più opaco; la pianta del tabacco annualmente sorse, fiorì e cadde; le sagge rondini in ogni autunno partirono per la terra dei Faraoni. Nel 1865 alfine la gran contesa dei proci terminò con la vittoria di Don Fileno d’Amelio. Le nozze si celebrarono nel mese di marzo, con solenne giocondità di conviti. E vennero allora ad ammannire vivande preziose due padri cappuccini, Fra Vittorio, e Fra Mansueto.
Erano costoro i due che di tutta la compagnia rimanevano, dopo la soppressione, a custodire il cenobio. Fra Vittorio era un sessagenario invermigliato, fortificato e letificato dal succo dell’uva. Una piccola benda verde gli copriva l’infermità dell’occhio destro, e il sinistro gli scintillava pieno di vivezza penetrante. Egli esercitava fin dalla gioventù l’arte farmaceutica; e, come aveva pratica molta di cucina, i signori solevano chiamarlo in occasione di festeggiamenti. Nell’opere aveva gesti rudi che gli scoprivano fuor delle ampie maniche<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|annali d’anna.}}|63}}</noinclude>viso qualche cosa di mobile tra i piedi, per un involontario moto di ribrezzo diede co’ i piedi un urto; e la testuggine urtata andò a battere contro la parete e rimase capovolta. Il guscio dorsale si scheggiò in più parti; un po’ di sangue apparve in una delle zampe che l’animale agitava inutilmente per riprendere la posizione primitiva.
Se bene l’infelice amante si mostrò atterrito del fatto e inconsolabile, Anna dopo quel giorno si chiuse in una specie di severità diffidente, non parlò più, non volle più ascoltare la lettura. E così il figliuol prodigo rimase per sempre sotto li alberi delle ghiande a guardare i porci del suo signore.
{{Ct|t=1|v=1|XI.}}
Nella grande alluvione dell’ottobre (1857) Zacchiele morì. La cascina dov’egli abitava, nei dintorni dei Cappuccini, fuori di Porta-Giulia, fu invasa dalle acque. Le acque inondarono tutta la campagna, dal colle d’Orlando fino al colle di Castellammare; e poichè avevano attraversato vastissimi sedimenti d’argilla, erano sanguigne come nella favola antica. Le cime delli alberi emergevano qua e là su quel sangue melmoso ed estuoso.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|160|{{Sc|rime varie}}||riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
:Fiso la miro; e tacito, e tremante,
Dai be’ negri occhi ancora ardenti io pendo:
{{R|11}} Ma pur, non volgo addietro io già le piante.
:Meco è la Donna,<ref>12. '''La Donna,''' la {{Wl|Q63057|Contessa d’Albany}}; ma che ben profondamente rimanesse colpito l’A. al rivedere la donna un tempo amata, dicono le parole dell’''Aut.'', sovraccitate, dicono i versi 9° e 10° di questo son.</ref> in cui tutte comprendo;
Madre, moglie, sorella, amica, amante:
{{R|14}} Non d’amor piú, sol di pietà mi accendo.<ref>14. E ad un sentimento di commiserazione fu certamente ispirata la lettera dell’A. alla signora {{Wl|Q75930449|Pitt}}, non pubblicata nell’''Autob.'', se dobbiamo giudicare dalla risposta, che vi è riprodotta.</ref>
</poem><ref follow="p159">anni dopo, l’avventura occorsagli a Londra forniva al Poeta materia per una novella giocosa ancora {{ec|,|}} inedita, salvo un breve saggio, pubblicato da {{AutoreCitato|Francesco Novati|{{Sc|Francesco Novati}}}} ne ''La Domenica letteraria'' del 20 ag. 1882. Il {{Sc|Bertana}} (''Op. cit.'', 81 e segg.) mostra di creder poco ai gravi dolori provati dall’A., giacché, pensa egli, se veramente il Poeta avesse sofferto, non avrebbe potuto, dalle sue sofferenze, ricavare materia di riso: {{Wl|Q3844485|{{Sc|Manfredi Porena}}}} (''V. A. e la tragedia'', Milano, Hoepli, 1903, 124) è di opinione diversa: a me pare che un uomo, trascorso del tempo, possa anche ridere, e cercar di far ridere gli altri, su ciò che un giorno gli era stato causa di acerbo dolore, se sia riuscito ad aprire gli occhi sulla verità dei fatti, come era accaduto all’A.</ref><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLV.<ref>Nel ms.: «6 maggio 1792, Parigi, in letto».<p>Tornato a Parigi al principio del ’92 l’A. con la {{Wl|Q63057|Contessa}}, e preso in affitto un appartamento, tentò di rimettersi a’ suoi studii, e imprese la traduzione di {{AutoreCitato|Publio Virgilio Marone|Virgilio}} e di {{AutoreCitato|Publio Terenzio Afro|Terenzio}}; ma, dopo la giornata del 10 agosto, non si senti colà piú sicuro e oltrepassò, con la Signora, il confine fra mezzo a enormi difficoltà, anzi col pericolo di essere ucciso. ({{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, IV, 22°.) Durante il soggiorno di Parigi, compose solamente il surriferito sonetto, a dir vero, un poco pedestre.</p></ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Superiore ad ogni altro è il linguaggio d’Italia.'''}}
<poem>
:Se pregio v’ha, per cui l’un Popol deggia
Palma d’ingegno sovra l’altro aversi,<ref>2. '''Aversi,''' avere.</ref>
Pregio al certo sovrano egli è il valersi
{{R|4}} Di favella che in copia e in suon<ref>4. '''In copia,''' in abbondanza di vocaboli; '''in suono,''' in armonia.</ref> primeggia.
:Non v’ha parola, che un’idea non chieggia,<ref>5. Verissimo, ed altrettanto vera la conclusione che da questa premessa l’A. trae al v. 9°: i popoli che sono ai primi gradini della civiltà hanno piú povero degli altri il vocabolario.</ref>
Come non fiume cui fonte non versi;
Né mai dolci sonanti accenti fersi
{{R|8}} Dov’organo perfetto non li echeggia.<ref>8. '''Non li echeggia,''' non li fa risuonare.</ref>
:Piú le parole son, le idee piú furo:
Piú vaghe sono e splendide ed intere,
{{R|11}} Piú fu il valor della creante stampa.<ref name="p160">11. Della mente del popolo che {{Pt|fog-|}}</ref>
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Dr Zimbu
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|161|riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
:Non v’è questo mio dire, Itali, oscuro;
Nostra è la palma or da Natura, e chere<ref>13. '''Chere,''' arcaismo per ''chiede'', dal lat. ''quaerere''.</ref>
{{R|14}} Sol che si nutra in noi sua sacra vampa.<ref>14. '''Vampa,''' fiamma.</ref>
</poem><ref follow="p160">{{Pt|giò|foggiò}} tali vocaboli: in luogo di '''creante,''' non bello e poco chiaro, l’A. aveva prima scritto ''matrice'', indi ''primiera''.</ref><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLVI.<ref>«Ci eramo diretti a Calais, perché non essendo ancora la guerra cogli Inglesi, si pensò che si potea piú facilmente andare in Inghilterra che in Fiandra, dove la guerra si faceva vivamente. Giunti a {{Wl|Q239|Bruselles}}, la signora volle rimettersi un poco dalle paure sofferte con lo stare un mesetto in villa colla sorella, e il degnissimo suo cognato.... Visto poi sempre piú oscurarsi il cielo di quel paese, e nata nel terrore e nel sangue quella sedicente republica, noi saviamente ascrivendo a guadagno tutto quello che ci potea rimanere altrove, ci ponemmo in via per l’Italia il dí primo d’ottobre [1792], e per Aquisgrana, {{Wl|Q1794|Francfort}}, Augusta ed {{Wl|Q1735|Inspruck}} venuti all’Alpi e lietamente varcatele, ci parve di rinascere il dí che ci trovammo nel bel paese qui dove il sí suona». Durante questo viaggio dice l’A. che gli si riaprí il fonte delle rime; ciò veramente non pare, perché solo due sonetti si riferiscono a quel periodo: questo surriportato, che fu composto il 23 ottobre fra Tarvis e Inspruck, quello che segue, scritto due giorni dopo, scendendo il Brenner; il terzo, che nel ms. manca di data, è da collocarsi dopo il 5 nov., giorno e mese nei quali l’A. e la Contessa posero piede in Firenze.</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Ritornando in Italia.'''}}
<poem>
:Per queste orride selve atre d’abeti,
Ch’irto fan dell’aspre Alpi il fero dorso,
Donna mia, già soletto io tenni il corso
{{R|4}} Tuoi rai seguendo, astri miei fidi e lieti.<ref>1-4. Efficace mi pare il contrasto fra il suono cupo ed aspro dei primi due versi e quello pacato e lento de’ successivi. '''Il dorso,''' il fianco.</ref>
:Indivisibili or, contenti, e queti,
Piú non temendo della invidia il morso,<ref>6. Allusione a ciò che si era detto intorno al poeta e alla {{Wl|Q63057|Contessa}}, nei primi tempi del loro amore, prima a Firenze, poi a Roma.</ref>
Noi la via pittoresca a sorso a sorso
{{R|8}} Libando andiam, come pittor-poeti.<ref>8. '''Libando:''' vocabolo piú adatto l’A. non avrebbe potuto trovare, per darci l’idea della lentezza con la quale la Signora e lui percorrono la strada per meglio gustarne le bellezze e per piú assaporare la compagnia una dell’altro. Nel ms. questo verso ha una var.:
::Libando andiam, ch’è nettare ai poeti;
ma è migliore la lezione del testo.</ref>
:Dopo quasi due lustri,<ref>9. '''Dopo quasi due lustri;''' sette anni per l’A., che era partito dall’Italia nel 1785, nove per la Contessa, che ne era uscita nell’83.</ref> alla bramata
Italia alfin rivolte l’orme, addio
{{R|11}} Diam sempiterno alla Germania ingrata.
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/>
{{PieDiPagina|{{Type|f=0.8em|l=1px|{{Sc|Alfieri}}, ''Poesie varie.''}}||{{Type|f=0.8em|11}}|m=1em}}</noinclude>
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLIV. Rivedendo un'antica sua fiamma
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[[Categoria:Sonetti|Già la quarta fiata ultima forse]]
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[[Categoria:Sonetti|Se pregio v'ha per cui l'un popol deggia]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXXIII. Se pregio v'ha per cui l'un popol deggia|ed. 1903}}
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<section begin="1" /><poem>
:Liberi no,<ref>12. '''Liberi no,''' perché anche l’Italia è terra di servitú.</ref> men Servi assai, dal rio
Giogo d’arci-tirannide<ref>13. '''Arci-tirannide;''' piú e peggio che la tirannide; uno dei tanti vocaboli di conio alfieriano.</ref> insensata
{{R|14}} Là vivrem scevri,<ref>14. '''Scevri,''' esenti.</ref> in prezïoso oblio.
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLVII.<ref>Nel ms.: «25 ottobre, scendendo il Brenner».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Sullo stesso soggetto.'''}}
<poem>
:Per la decima volta or l’Alpi io varco:
E il Ciel, deh, voglia ch’ella sia l’estrema!
L’Italo suol queste ossa mie, deh prema,<ref>3. Possa io morire in Italia.</ref>
{{R|4}} Poiché già inchina del mio viver l’arco!<ref>4. L’espressione è di {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIII|''Purg.'', XIII}}, 112):
::...Già discendendo l’arco de’ miei anni.</ref>
:Di giovenile insofferenza carco,
Quando la mente piú di senno è scema,<ref>6. '''Scema,''' priva.</ref>
Io di biasmarti, o Italia, assunsi il tema,<ref>7. '''Il tema,''' l’incarico, l’ufficio.</ref>
{{R|8}} Né d’aspre veritadi a te fui parco.<ref>8 '''Parco,''' avaro.</ref>
:Domo or da lunga esperïenza, e mite
Dai maestri anni,<ref>9-10. '''Mite Dai maestri anni:''' quarantatré ne aveva allora l’A.</ref> ai peregrini guai<ref>10. '''Ai peregrini guai,''' specialmente a quelli della Francia, onde era fuggito con raccapriccio.</ref>
{{R|11}} Prepongo i guai delle contrade avíte.<ref>11. '''Delle contr. avíte,''' della terra natia.</ref>
:Meco è colei, ch’ognor seguendo andai:
Sol che sian pari le due nostre vite,
{{R|14}} Chieggioti, Apollo, s’io fui tuo pur mai.<ref>13-14. Intendasi: solo che noi moriamo nel medesimo istante io ti chieggo, Apollo, in compenso del lungo amore ch’io t’ho portato. Cosí {{Sc|Dante}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXIX|''Purg.'', XXIX}}, 37 e segg.):
:::O sacrosante Vergini, se fami
::Freddi e vigilie mai per voi soffersi,
::Cagion mi sprona, ch’io mercè ne chiami.
Nel ms. l’ultimo verso ha una var.:
::Ch’altro non chieggo io piú, Febo, tu il sai.</ref>
</poem><section end="2" />
<section begin="3" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLVIII.{{Pt|<nowiki>*</nowiki>|}}}}
{{ct|f=110%|v=2|L=3px|'''A Firenze.'''}}
<poem>
:Oh brillante spettacolo giocondo,
Di cui troppi anni io vissi in Gallia privo!
Celeste azzurro, d’ogni nebbia mondo,<ref>3. '''Mondo,''' puro.</ref>
{{R|4}} Cui solca d’igneo<ref>4. '''Igneo,''' di fuoco.</ref> Sole aurato rivo.
</poem><section end="3" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|163|riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
:Qui al Capricorno, invan gelato e immondo,
Fa guerra ognor dell’alma luce il Divo:<ref>6. '''Dell’alma luce il Divo,''' il Sole.</ref>
Qui non contrista di canizie il mondo
{{R|8}} L’ispido verno, e i fior non prende a schivo.<ref>8. '''E i fior non prende a schivo,''' non impedisce ai fiori di germogliare.</ref>
:Scevra d’ogni torpore, ecco disserra
L’urna il biondo Arno alle volubili acque,
{{R|11}} Che irrigan liete la Palladia terra.<ref>9-{{Ec|10|11}}. Anticamente i fiumi venivan rappresentati sotto l’immagine di un dio che versava acqua da un’urna. — '''Palladia;''' cosí è detta Firenze da Pallade, dea del sapere, come quella città da cui
::::::::::{{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XV|ogni scienza disfavilla}}.</ref>
:E qui il mio spirto pur, che al gel soggiacque
Là d’oltramonti, or ridestato afferra
{{R|14}} La dolce Lira, a cui fors’anco ei nacque.
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLIX [{{Sc|clxxxiix}}].<ref>Il primo anno della dimora dell’A. in Firenze fu speso, oltreché nel cercare un alloggio conveniente per sé e per la Contessa, nel proseguimento della traduzione dell’{{TestoCitato|Opera:Eneide|Eneide}} e di {{AutoreCitato|Publio Terenzio Afro|Terenzio}}, nella composizione di parte del {{TestoCitato|Opera:Il Misogallo|''Misogallo''}} e nel recitare, con alcuni giovani e con una signora, le proprie tragedie. Cosí, per tutto il 1793, il Canzoniere non si arricchí di un sonetto e solo ai primi del ’94 si rinnovò, anche in questo campo, l’attività letteraria del nostro Poeta. Il sonetto che ho surriportato, e che è nell’autografo privo di data, dev’essere stato necessariamente composto verso la metà di gennaio del ’94, e non si capisce come alcuni editori l’abbiano collocato fra i componimenti del 1790.</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Compiendo il quarantacinquesimo anno.'''}}
<poem>
:Del dí primier del nono lustro mio
Già sorge l’alba. Ecco, prudenza e senno
Siedonmi al fianco; e in placid’atto e pio,
{{R|4}} A una gran turba di sgombrar fan cenno.<ref>4. La turba delle passioni giovanili, specificate nei versi seguenti.</ref>
:Le audaci brame, e l’ire calde, e il brio
Giovenil, che all’errar norma mi dienno;<ref>6. '''Che all’errar norma mi dienno,''' che mi spinsero all’errore.</ref>
Ed altri ed altri i di cui nomi oblio,
{{R|8}} Tutti or dan loco: ed obbedir pur denno.
:Ma, né pur segno di voler ritrarsi
Fanno due alteri, il cui tenace ardore
{{R|11}} Par che col gel degli anni osi affrontarsi:
:Poesia che addolcisce e innalza il core
Vuol meco ancor, scinto il coturno,<ref name="p163">13. '''Scinto il coturno,''' abbandonata la poesia tragica; l’ultima tragedia doveva essere il {{TestoCitato|Opera:Bruto secondo (Alfieri)|''Bruto II''}}, composto a Colmar nel 1786, e su cui l’A. «aveva rinnovato il giuramento ad Apolline piú {{Pt|so-|}}</ref> starsi;
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|164|{{Sc|rime varie}}||riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
{{R|14}} E, sotto usbergo d’amistade, Amore.<ref>14. '''Usbergo,''' corazza, difesa. Il verso è un po’ oscuro, mi sembra; ma forse l’A. vuol dire che l’affetto che egli provava allora per la {{Wl|Q63057|Contessa}} era, oltreché amore, amicizia, non già che il loro amore in faccia al mondo si celasse sotto l’aspetto dell’amicizia; ormai, qual relazione li stringesse era noto {{Wl|Q3833227|''lippis et tonsoribus''}}, e sarebbe stato inutile voler far apparire una cosa per l’altra.</ref>
</poem><ref follow="p163">{{Pt|lenne|solenne}} che non avesse fatto mai»: ({{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Aut.''}}, IV, 16°): senonchè nel ’98, avendo letta l’{{TestoCitato|Opera:Alcesti (Euripide)|''Alceste''}} di {{AutoreCitato|Euripide|Euripide}}, ne fu cosí scosso e cosí intenerito che prima la tradusse, poi ne scrisse {{TestoCitato|Opera:Alceste seconda (Alfieri)|una sullo stesso argomento}}.</ref><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLX.<ref>Nel ms.: «4 marzo [1794] in {{Wl|Q888825|Boboli}}».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Per la malattia dell’{{AutoreCitato|Tommaso Valperga di Caluso|Abate di Caluso}}.'''}}
<poem>
:Mentr’io dell’Arno in su la manca riva
Mesto pel vago Boboli<ref>2. '''Boboli''' è il giardino del {{Wl|Q29286|Palazzo reale}} in Firenze.</ref> passeggio,
L’ultimo amico a chi<ref>3. '''L’ultimo amico,''' dopo Don José d’Acunha e dopo il {{Wl|Q24033587|Gori-Gandellini}}. '''A chi,''' a cui.</ref> il mio cor si apriva,
{{R|4}} Spirante (oimé!) là sulla Dora<ref>4. '''Sulla Dora,''' a Torino: di questa malattia dell’Abate di Caluso non fa parola né l’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Autobiografia''}}, né l’epistolario.</ref> io veggio.
:Carta fatal già già mi soprarriva;
Temo in aprirla, e in un d’aprirla chieggio,
Che ancora un raggio di speranza avviva
{{R|8}} L’alma mia, bench’io sempre aspetti il peggio.
:Cinque dí interi in cotal dubbio orrendo
Viver dovrommi; e poi, chi sa se il sesto?....
{{R|11}} Tutto, (ahi!) già tutto il danno mio comprendo.
:Io sperava precederti; e son presto<ref>12. '''Presto,''' pronto.</ref>
A dar vita per vita, ove il tremendo
{{R|14}} Fato il conceda: e il nieghi, io sol non resto.<ref>14. E se il Fato non mi concederà di dar la vita per te, certo non vorrò rimanere solo nel mondo, ma ti seguirò.</ref>
</poem><section end="2" />
<section begin="3" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLXI.<ref>Nel ms.: «23 ottobre, alle Cascine in fondo».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Umane chimere.'''}}
<poem>
:Beata vita ogni uom quella esser crede,
Ch’egli al suo lungo desïar fea scopo.<ref>2. Ch’egli faceva oggetto de’ suoi lunghi desideri.</ref>
Ma intenso oprare al conseguirla è d’uopo;<ref>3. Diceva {{AutoreCitato|Quinto Orazio Flacco|{{Sc|Orazio}}}} ({{Wl|Q1226154|''Sat.''}}, I, 9):
::Nil sine magno
::Vita labore dedit mortalibus.</ref>
{{R|4}} Natura il vuol, che al comun ben provvede.
</poem><section end="3" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLVI. Ritornando in Italia
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Per queste orride selve atre d'abeti]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXXIV. Per queste orride selve atre d'abeti|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLVII. Sullo stesso soggetto
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Per la decima volta or l'Alpi io varco]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXXV. Per la decima volta or l'Alpi io varco|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLVIII. A Firenze
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[[Categoria:Sonetti|Oh brillante spettacolo giocondo]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXXVI. Oh brillante spettacolo giocondo|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLIX. Compiendo il quarantacinquesimo anno
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[[Categoria:Sonetti|Del dì primier del nono lustro mio]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCX. Del dì primier del nono lustro mio|ed. 1903}}
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Rime varie (Alfieri, 1912)/CLX. Per la malattia dell'Abate di Caluso
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{{Sezione note}}
[[Categoria:Sonetti|Mentr'io dell'Arno in su la manca riva]]
{{AltraVersione|Rime varie (Alfieri, 1903)/CCXXVII. Mentr'io dell'Arno in su la manca riva|ed. 1903}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|di vittorio alfieri}}|165|riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
:Cosí poi desïando, e oprando, prede
Tutti cadiam della nemica Atrópo:<ref>6. '''Atropo,''' (''l’inflessibile''), per la rima Atròpo, quella fra le {{Wl|Q370547|Parche}} destinata a tagliare il filo della vita umana.</ref>
Né disinganno arreca a chi vien dopo
{{R|8}} Lo stuol deriso immenso, che il precede.
:Chi in falsi onori, e chi in ricchezza il senno
Perde, invecchiando in vergognose fasce;<ref>10. '''In vergognose fasce,''' eternamente bambino.</ref>
{{R|11}} E muor, senza al ben vivere far cenno.<ref>11. {{AutoreCitato|Dante Alighieri|{{Sc|Dante}}}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto VI|''Purg.'', VI}}, 139 e segg.):
:::Atene e Lacedemona, che fenno
::L’antiche leggi, e furon sí civili
::Fecero al viver bene un picciol cenno
:::Verso di te...</ref>
:Altri gode, di guerra infra le ambasce;
Altri (e ben so cui, nol volendo, accenno)<ref>13. Il Poeta accenna evidentemente a se stesso.</ref>
{{R|14}} Il cor di mobil vana aura si pasce.<ref>14. '''La mobil vana aura,''' è la Gloria. Considerate tutte insieme, queste due terzine ricordano i versi di {{Sc|Dante}} ({{TestoCitato|Divina Commedia/Paradiso/Canto XI|''Par.'', XI}}, 1 e segg.):
:::O insensata cura dei mortali,
::Quanto son difettivi sillogismi,
::Quei che ti fanno in basso batter l’ali!
:::Chi dietro ad iura, e chi ad aforismi
::Sen giva, e chi seguendo sacerdozio,
::E chi regnar per forza o per sofismi,
:::E chi rubare, e chi civil negozio,
::Chi nel diletto della carne involto,
::S’affaticava, e chi si dava all’ozio;
:::Quando, da tutte queste cose sciolto,
::Con Beatrice m’era suso in cielo
::Cotanto glorïosamente accolto.</ref>
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLXII.<ref>«Meglio tardi che mai. Trovandomi dunque in età di anni 46 ben suonati, ed aver bene o male da 20 anni esercitata e professata l’arte di poeta lirico e tragico, e non aver pure mai letto né i tragici greci, né {{AutoreCitato|Omero|Omero}}, né {{AutoreCitato|Pindaro|Pindaro}}, né nulla in somma, una certa vergogna mi assalí, e nello stesso tempo anche una lodevole curiosità di vedere un po’ cosa aveano detto quei padri dell’arte». Cosí l’A. nell’{{TestoCitato|Vita (Alfieri, 1804)|''Autobiografia''}} all’anno 1795, e allo stesso irresistibile desiderio di apprendere che lo aveva assalito e alle gravi difficoltà che incontrava l’A. nel sodisfarlo, si riferisce il sonetto che ho surriportato e che egli ideò il 24 novembre, mentre passeggiava sulla riva d’Arno, al Pignone.</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Si vergogna della propria ignoranza.'''}}
<poem>
:Tardi or me punge del Saper la brama;
Me, cui finora non pungea ’l rossore
Del Non-saper, mentr’iva, ebro d’errore,
{{R|4}} Dal coturno<ref>4. '''Dal coturno,''' dall’opera tragica.</ref> tentando acquistar fama.
:Nulla di quanto l’uom scïenza chiama,
Per gli orecchi mai giunto erami al cuore:
Ira, vendetta, libertade, amore,
{{R|8}} Suonava io sol, come chi freme ed ama.<ref>7-8. Poiché in me parlava solo l’ira, la vendetta, la libertà, l’amore, di ciò solo cantai.</ref>
</poem><section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|166|{{Sc|rime varie}}||riga=si}}</noinclude>
<section begin="1" /><poem>
:Tai vampe in me dagli anni or semi-spente,
D’indagar ciò che altrove altri dicea
{{R|11}} Destan vaghezza entro all’ignuda<ref>11. '''Ignuda,''' priva di coltura.</ref> mente:
:Ma, sdegnosa, l’altera Attica Dea<ref>12. La dea della poesia greca, e fors’anche la lingua stessa della Grecia.</ref>
Torva mi guarda, e sgridami repente:
{{R|14}} «Me conosci, e te stesso; o dormi, o crea».<ref>14. «Conosci quanto io sia ardua ad apprendersi, pesa il tuo ingegno e la tua tarda età; e quindi, o cessa da questa inane fatica o continua a crear di tuo genio».</ref>
</poem><section end="1" />
<section begin="2" />
{{ct|f=110%|t=2|v=1|L=1px|CLXIII.<ref>Il presente sonetto ha nell’Autografo una strana annotazione: «5 decembre. Cominciatolo dormendo, finito passeggiando».</ref>}}
{{ct|f=110%|v=2|L=1px|'''Nulla di nuovo al mondo.'''}}
<poem>
:Cose omai viste, e a sazietà riviste,
Sempre vedrai, s’anco mill’anni vivi:
E studia, e ascolta, e pensa, e inventa, e scrivi,
{{R|4}} Mai non fia ch’oltre l’uom passo ti acquiste.<ref>1-4. Questi versi ricordano le sconsolate parole dell’{{Wl|Q131072|{{Sc|Ecclesiaste}}}}: «Vanità delle vanità..... ogni cosa è vanità.... Quello che è stato è lo stesso che sarà; e quello che è stato fatto è lo stesso che si farà; e non vi è nulla di nuovo sotto il Sole».</ref>
:Sue cagioni ha Natura, in se frammiste
D’alti Principj d’ogni luce schivi,
E di volgari, a cui veder tu arrivi,
{{R|8}} Se pazïenza e brama in te persiste.
:Ma, a che il saper ciò che imparar pon tutti?<ref>9. Alcune leggi della Natura sono impenetrabili alla mente umana; ad altre ognuno può giungere, se lo desidera, con la pazienza; e allora, che vale imparar quello che tutti possono apprendere?</ref>
Che prò il crear, poiché creando imíti?
{{R|11}} Che prò indagar, se in piú indagar men frutti?<ref>11. A che pro indagare, se quanto piú indaghi, minori risultati tu ottieni?</ref>
:Muori: ei n’è tempo il dí, che indarno arditi
Gli occhi addentrando nei futuri lutti,
{{R|14}} Cieco esser senti e d’esserlo t’irríti.<ref>12-14. Il giorno in cui l’uomo si avvede della vanità di tutti i suoi sforzi, quello è il giorno in cui per esso è meglio morire.</ref>
</poem>
<section end="2" /><noinclude><br clear="all" />
<references/></noinclude>
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{{Ct|f=200%|v=3|t=3|L=5px|PERSONAGGI<ref>Così l’ed. Zatta (cl. IV, t. I, 1794). Nell’ed. Valvasense (1734) è stampato: ''Attori''; e nell’ed. Tevernin (t. IV, 1753): ''Interlocutori''.</ref>.}}{{Indentatura}}
PELARINA, Musica principiante, poi finta Paroncino veneziano, figlia di
{{vs|1}}
VOLPICIONA, che poi si finge Canacchiona, poi Sgherro, poi Ebreo <ref>Nell’ed. Zatta è stampato soltanto: "''Pelorina'', musica principiante, figlia di ''Volpiciona''".</ref>.
{{vs|1}}
TASCADORO, Uomo ordinario, protettore della Musica, che poi viene da Gentiluomo, poi da Donna in maschera <ref>Nell’ed. Zatta è stampato soltanto: "''Tascadoro'' uomo ordinano, protettore della musica ". ''Musica'' significa qui virtuosa, ossia cantante.</ref>.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Utenteutentoso" />{{RigaIntestazione||''LA PELARINA''|17}}</noinclude>{{FI
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{{Ct|c=atto|PARTE PRIMA.}}
{{Ct|c=scena|SCENA PRIMA.<ref>Ci sembra opportuno conservare per il lettore d’oggi questa divisione in scene che si trova soltanto nell’ed. Zatta, la quale segue quasi certamente le istruzioni mandate di Francia dal vecchio commediografo. Ma è bene avvertire che gli intermezzi non avevano nelle antiche stampe nessuna divisione di scene, bensì di sole parti (o atti), dette comunemente intermezzi (donde poi il nome del componimento stesso), quando la recita di ciascuna parte si intercalava fra l’uno e l’altro atto delle opere in musica.</ref>}}
{{Ct|c=scena1|Pelarina ''e'' Volpiciona.}}
{{poem t|
Pelarina.+Non me ne dite altre.
Volpiciona.+Ma se il tuo ben...
Pelarina.+8 Non ne faremo niente.
Volpiciona.+Tu sei pur insolente.
Pelarina.+8 A voi, mia madre,
In tutto obbedirò, ma (perdonatemi)
}}<noinclude></noinclude>
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Utente:TrameOscure
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{| cellspacing="0" style="width:238px;background:#E0FFFF"
| style="width:50px;height:50px;background:#87CEFA;text-align:center;font-size:13.5pt" | 😲
| style="font-size:8.5pt;padding:5pt;line-height:1.25em" | Questo utente [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Amministratori/Riconferma_annuale/LukeWiller/6#c-Actormusicus-20250618132400-Astenuti è vittima di un oscuro wikigombloddo] ordito [[W:Wikipedia:Commissione arbitrale|ai massimi livelli]].
|}</div>
<div style="border:solid #87CEFA 1px;margin:1px">
{| cellspacing="0" style="width:238px;background:#E0FFFF"
| style="width:50px;height:50px;background:#87CEFA;text-align:center;font-size:13.5pt" | ➗🙈
| style="font-size:8.5pt;padding:5pt;line-height:1.25em" | Questo utente [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:TrameOscure&oldid=146046316#RichiestaVAR pare causi] divisioni in [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Commissione_arbitrale/Deliberazioni/TrameOscure anonimi comitati segreti].
|}</div>
<div style="border:solid #87CEFA 1px;margin:1px">
{| cellspacing="0" style="width:238px;background:#E0FFFF"
| style="width:50px;height:50px;background:#87CEFA;text-align:center;font-size:13.5pt" | '''a==!a'''
| style="font-size:8.5pt;padding:5pt;line-height:1.25em" | Questo utente [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:TrameOscure&oldid=146046316#Closing si dispiace] ma comunque nota le contraddizioni logiche.
|}</div>
<div style="border:solid #87CEFA 1px;margin:1px">
{| cellspacing="0" style="width:238px;background:#E0FFFF"
| style="width:50px;height:50px;background:#87CEFA;text-align:center;font-size:13.5pt" | 🤪
| style="font-size:8.5pt;padding:5pt;line-height:1.25em" | Questo utente non è sicuro che i suoi codici si capiscano...
|}</div>
<div style="border:solid #87CEFA 1px;margin:1px">
{| cellspacing="0" style="width:238px;background:#E0FFFF"
| style="width:50px;height:50px;background:#87CEFA;text-align:center;font-size:13.5pt" | '''Pa-0'''
| style="font-size:8.5pt;padding:5pt;line-height:1.25em" | ...ma di certo non ha la coda di paglia e non si nasconde dietro un dito.
|}</div>
</div>
[https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Utente:TrameOscure&oldid=142472116 Pagina utente su Wikipedia], più carina di quella [[w:Utente:TrameOscure|attuale 🚷]] ;-p
*[[Utente:TrameOscure/WikiPaciocchi|Wikipaciocchi]]
<br/><br/><br/><br/><br/>
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[[File:Commons-logo.svg|20px|link=c:User:TrameOscure]]
[[File:Wikidata-logo S.svg|20px|link=d:User:TrameOscure]]
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Discussioni utente:TrameOscure
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Àncilu
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wikitext
text/x-wiki
== Benvenuto ==
{{Benvenuto|firma=—[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 00:41, 26 nov 2024 (CET)}}
== Notice of expiration of your interface-admin right ==
<div dir="ltr">Hi, as part of [[:m:Global reminder bot|Global reminder bot]], this is an automated reminder to let you know that your permission "interface-admin" (Amministratori dell'interfaccia) will expire on 2024-12-14 15:20:46. Please renew this right if you would like to continue using it. <i>In other languages: [[:m:Global reminder bot/Messages/default|click here]]</i> [[User:Leaderbot|Leaderbot]] ([[User talk:Leaderbot|disc.]]) 20:45, 7 dic 2024 (CET)</div>
==ehila==
Goditi wikisource sono l'ip di wikipedia--[[Speciale:Contributi/93.33.99.191|93.33.99.191]] 00:36, 13 dic 2024 (CET)
:Non si capisce se sia una trollata patetica o un augurio sincero. A differenza di quanto è stato fatto con me su wiki, dove qualunque cosa io abbia scritto è stata letta con le deformanti lenti del preconcetto e del pregiudizio assoluti, ti concedo il beneficio del dubbio. --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 08:55, 13 dic 2024 (CET)
::Ma sono quello che parlava del Topic ban quello che voleva aiutarti--[[Speciale:Contributi/160.80.177.48|160.80.177.48]] 11:00, 13 dic 2024 (CET)
:::Ok, quello di uniroma. Sai, sono intervenuti vari IP, alcuni anche dicendo cose piuttosto assurde e incoerenti, tipo chiedere un CU fra me e un altro IP che proponeva di infinitarmi (?!?). E io sono ancora un po' girato per le alte vette di illogicità, ridicolo e ipocrisia toccate là dentro. Ti ringrazio del tentativo. Sei lo stesso che ha fatto [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/TrameOscure/8_dicembre_2024#c-93.40.54.203-20241212095400-Kirk39-20241211233900 questo] intervento? Perchè dopo 180kb di logorroici e ripetitivi bla bla, dire "annullate tutto e riaprite un'altra pagina" per un mero formalismo scusa ma avrà fatto girare un po' le palle a qualcuno... Capisco la buona fede e sollevare (formalmente giusti) rilievi, ti ringrazio del pensiero, ma a quel punto si aggiungeva solo casino inutile ad una roba che è stata di puro sfinimento, specie per me. E poi nella patria dell'arbitrio, la logica e i fatti non funzionano proprio. Per altri colloqui penso che su Wikipedate saresti un ospite gradito: qua è un po' OT. Ciao e buoni studi.
:::ps: qua su wikisource si pubblicano anche Tesi di laurea discusse. Magari ti [[Wikisource:Bar/Archivio/2024.12#Progetto tesi di laurea|interessa]]... -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 17:35, 13 dic 2024 (CET)
== Dentro l'OCR ==
In breve.
* lo strato testo dei file djvu è strutturato in blocchi; la libreria DjvuLibre consente l'esportazione della rappresentazione xml dei blocchi con il comando djvutoxml.exe.
* se il file djvu deriva dalla conversione di un file pdf, la struttura è molto povera (costituita solo da blocchi line e blocchi word. E' comunque sufficiente (anzi, bastano i blocchi word).
* ogni blocco word ha questa struttura: <code><WORD coords="407,329,576,291">Luigi</WORD></code>. Le coordinate (origine top-left) rappresentano x1, y1, x2, y2 del rettangolo dell'immagine che contiene la parola. Uno script python estrae tutti i blocchi word e per comodità li converte in oggetti tipo <code>[407,329,576,291,"Luigi"]</code> più maneggevole.
* lo strato testo del pdf NON riproduce bene il contenuto delle linee originali; nè, naturalmente, lo fa il file xml del djvu derivato. Avviene che blocchi di parole siano spostati in altre linee.
* elaborando le coordinate, è possibile ricostruire le linee e, al loro interno, la corretta sequenza delle parole.
Le coordinate potrebbero essere sfruttate per una marea di altre elaborazioni, ma per adesso mi sono fermato qui. Le prime pagine caricate stanno in [[Pagina:Pirandello - Novelle per un anno, Volume II - La vita nuda, Verona, Mondadori, 1953.pdf/22]] e successive. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:21, 14 dic 2024 (CET)
:PS: l'algoritmo ha al momento un grosso difetto: non funzionerebbe su pagine un po' sghembe. Sto riflettendo a come migliorarlo. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 18:35, 14 dic 2024 (CET)
::{{ping|Alex brollo}}
::Argh, qua andiamo nel tecnicissimo del formato dei file a basso livello... che mi incuriosisce molto ma non ne so proprio nulla... :-(
::OCR a parte, pensavo che i pdf fossero usati tal quali, e fossero scansioni pure e semplici (=bit map), senza strutturazioni interne, semplicemente "incollate" nella pagina pdf. Invece si passano in djvu e poi se ne fa l'OCR? E avevo capito anche che il djvu si basasse sui glifi, non sulle parole (quindi blocco-glifo, non blocco-word)...
::In pratica non avevo capito una mazza :-D
::Il discorso a valle dell'OCR ok, sono fantasioso e mi immagino concettualmente come debba funzionare un algoritmo del genere: ogni stringa/word UTF8 (?) ha le sue coordinate (ma non basta x1,y1 ?) e quindi si mettono in fila secondo il crescere delle X a ~parità di Y, e poi al crescere delle Y secondo un delta medio dell'altezza di riga. Quindi ok il concetto ma da qui a scriverlo in un linguaggio...
::A monte e "nell"'OCR come debba funzionare un alg. che "monta" un raster fatto di pixel in blocchi-parole con coordinate e relative stringhe... quello non me lo immagino proprio ed è di gran lunga oltre le mie capacità. Curiosissimo lostesso, ma ''out of (my) range'' :-D
::Ma non so se è questo che mi stai chiedendo... Sei tu che scrivi 'sti algoritmi? Cioè sei uno sviluppatore di DjvuLibre? 😲 --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 19:05, 14 dic 2024 (CET)
:::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Hai presente quando selezioni, in un pdf con strato testo, alcune parole? O quando effettui una ricerca di testo, e il testo viene evidenziato? Quei rettangolini colorati sfruttano le coordinate del testo nell'immagine: se non ci fossero le coordinate, non sarebbe possibile.
:::Non preoccuparti della trasformazione in djvu per estrarre testo e sue coordinate; il djvu è "aperto e accessibile" proprio come il pdf è "chiuso e inaccessibile". Il djvu è stato creato apposta (oltre che per consentire una maggiore compressione dei file, cosa che, ai tempi, era importante). Che io sappia, solo io faccio queste stranezze, perlomeno in itwikisource: ''non sono affatto pratiche correnti'', e non sono nemmeno necessarie per lavorare bene in wikisource. Quindi, se vuoi, ignora pure tutto... ti ho visto fare cose complesse e pensavo che ti fossi occupato anche di questo. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:39, 14 dic 2024 (CET)
::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Trovo una domanda a cui non ho risposto.... no, non sono affatto uno sviluppatore dj DjvuLibre, ma solo un utente di lungo corso di parecchi script di DjvuLibre. E' sufficiente per essere un po' ''alieno.'' :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:43, 14 dic 2024 (CET)
::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]
::::*si ho presente pdf del genere, mi è chiaro che abbiano un OCR incluso. Ma sono abbastanza rari e non ho mai approfondito. Cmq il discorso sulle coord. mi ha acceso una lampadina sul come siano strutturati "sotto il cofano", anche quelli più comuni di solo testo, e perchè quando se ne copiaincolla il contenuto si hanno i noti problemi: insomma, se il testo è diviso "per parola", ora tutto mi torna. Davvero interessante.
::::*prima di capitare qua non conoscevo il djvu: ma sembra che l'uso sia un po' in declino ([https://archive.org/post/1053214/djvu-files-for-new-uploads]) a vantaggio del pdf... Ti risulta? Non ho avuto il tempo di approfondire e migliorare molto la voce relativa di it.wiki, una di quelle scritte nella notte dei tempi e sostanzialmente abbandonate per i successivi 20 anni.
::::*naaa... che complesse. E poi vedo che sei admin d'interf. "stabile", quindi di certo non puoi trovare complessi i miei paciocchi sui css :-D Mi sembra più complesso occuparsi da soli di formati esotici! :-D Quindi sei tu l'unico che carica in ws tutti i djvu? WS è un progetto complicatissimo e diversissimo da WP, devo ancora coglierne tutti gli step... 😲 anche solo per capire il workflow complessivo.
::::*Ma se mi indichi di preciso qual'è il problema che sopra hai descritto con "''algoritmo ha al momento un grosso difetto: non funzionerebbe su pagine un po' sghembe. Sto riflettendo a come migliorarlo''" magari qualche idea mi viene. Sarebbe uno script del progetto djvulibre, di ws o tuo personale? Scritto in cosa? è quello che mette in ordine le word? 👽 :-D
::::[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 10:14, 15 dic 2024 (CET)
:::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Oltre a un po' di roba di base (html, poco css, un po' di regex) io uso solo javascript e python (giusto quello che mi basta, eh!). Se i "piani alti", fra le varie opzioni tesseract OCR, concedessero anche il formato hOCR (ouput opzionale di tesseract, restituisce la "mappatura" del testo con la stessa logica de djvu.xml) potrei lavorare sulle coordinate anche in javascript; al momento, uso python sia offline, che con la libreria pywikibot. Le elaborazioni di cui parliamo sono in python offline; la conversione eccellente da pdf a djvu (strato testo compreso) si fa con pdf2djvu, sia offline che online. Il bot mi serve per caricare il risultato. Naturalmente, poi ci si appoggia sulla libreria DjvuLibre, sia direttamente dalla console, che con invocazioni da python.
:::::Comunque: la prima fase di qualsiasi OCR consiste nella "segmentazione" del testo, a vari livelli, almeno linee-parole-caratteri; quindi i dati delle coordinate vengono ''sempre ''raccolti, anche se alle volte sono utilizzati solo per fini interni e non restituiti.
:::::Il problema delle linee sghembe, con un po' di pazienza, è risolvibile; ma per [[Novelle per un anno]] sono più urgenti due pensate: come riconoscere bene le indentature di inizio paragrafo, e come "indovinare" i trattini di inizio battuta ed eventualmente anche i trattini intercalati nel testo a fine battuta; stranamente l'OCR spesso non li restituisce.
:::::Come avrai capito, sono concentrato sui trucchi che sveltiscono l'editing, il che è essenziale perchè l'editing è lo "zoccolo duro" del lavoro su wikisource. Esattamente l'opposto di wikipedia, dove lo "zoccolo duro" è la ''creazione ''di contenuti testuali (e non solo), "originali, ma rigorosamente non originali" ;-). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:16, 15 dic 2024 (CET)
== Chi è causa del suo mal... ==
Hai dimostrato interesse per gli intrichi dell'OCR... aite... ;-)
Ho avuto ''un'intuizione delirante'': un sistema per risolvere sia il problema delle pagine sghembe che quello delle linee di testo non diritte, ma incurvate (succede). Sono curioso di sapere se l'idea ti pare promettente.
Poche righe di python (11..) mi restituiscono la lista degli oggetti WORD di una pagina xml, ciascuno con le sue coordinate. E' tutt'altro che impossibile registrare, parola per parola, quale altra parola della lista è ''molto vicina nelle quattro direzioni'': sopra, sotto, a destra e a sinistra. Nel caso delle parole periferiche della pagina, che sono particolarmente importanti, alcuni di questi agganci mancheranno e la loro mancanza darà informazioni critiche.
Che te ne pare, dal punto di vista logico? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 23:54, 15 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]], al contrario, 'sti problemi mi piacciono un sacco!
:Ti dirò, non ho ancora capito bene tutto il meccanismo perchè senza vedere dei dati concreti (xml o le tuple python), la pagina da cui sono tratti, e il codice che li elabora, mi riesce un po' difficile pensare a soluzioni che vadano oltre l'astratto. E le idee astratte temo si schianterebbero al primo caso reale :-D. Se mi indichi dove trovare qualche materiale di questi, elaboro meglio la questione. Se non sono già presenti in qualche meandro di ws, sentiti libero di creare una sottopagina della mia talk e mettercele dentro, così ragiono su dati reali. Cioè, vorrei vedere di una paginetta "standard" con poco testo, come si presenta il dato grezzo e come si passa da word+coord a un testo continuo. E già che ci siamo che ruolo hanno in questo le "line" (oltre le word) di cui hai anche parlato. Tipo [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Dickens_-_Il_grillo_del_focolare,_1869.djvu/105 questa] o [https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Tragedie_di_Sofocle_(Romagnoli)_I.djvu/117 questa] come si presentano grezze?
:Cmq si, dal punto di vista logico "giocare" con le coordinate raggruppandone i valori in vari modi è indubbiamente la strada da seguire. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:46, 16 dic 2024 (CET)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Come diceva Manzoni? "Lo sventurato rispose".
::Hai scaricato la libreria DjvuLibre? Se sì, scarica anche un djvu e partiamo con l'esplorazionem da fare rigorosamente da una console o da cmd.exe se sei sotto windows. MIca usi Mac?
::Lo strato testo strutturato si ottiene con tre comandi: djvutxt, djvused oppure djvutoxml. I primi due restituiscono un formato lisp-like, fastidioso perchè l'origine delle coordinate è down-left invece che il solito top-left; na hanno il vantaggio che puoi chiedere il livello di dettaglio del blocchi. I livelli sono PAGE, COLUMN, REGIONm PARAGRAPH, LINE. WORD e CHAR (ma il livello CHAR spesso manca).
::Per vari motivi io preferisco il formato xml; ma il formato lisp-like è molto più compatto e per una semplice esplorazione è più comodo.
::Una volta che lanci con gli opportuni parametri djvused, ottieni un file di puro testo. Non solo: puoi editarlo con qualsiasi buon editor di testo e ricaricarlo sul djvu.
::Dall'inizio della pagina 9 del testo cher mi hai proposto:
<pre>
:: (page 182 40 1538 2158
:: (column 280 2082 1246 2158
:: (region 280 2082 1246 2158
:: (para 280 2082 1246 2158
:: (line 280 2082 1246 2158 (word 280 2084 346 2152 "IL")
:: (word 392 2082 644 2152 "GRILLO")
:: (word 694 2086 828 2154 "DEL")
:: (word 876 2086 1246 2158 "FOCOLARE") ) ) ) )
:: (column 553 1574 957 1626
:: (region 553 1574 957 1626
:: (para 553 1574 957 1626
:: (line 553 1574 957 1626 (word 553 1574 729 1626 "PRIMO")
:: (word 763 1576 957 1626 "GRIDO.") ) ) ) )
:: (column 182 282 1342 1400
:: (region 182 282 1342 1400
:: (para 182 704 1340 1400
:: (line 245 1341 1334 1400 (word 245 1352 284 1394 "Il")
:: (word 303 1341 489 1396 "paiuolo")
:: (word 511 1353 803 1399 "incominciò!")
:: (word 824 1353 896 1398 "Nè")
:: (word 911 1355 975 1398 "mi")
:: (word 994 1355 1096 1398 "cale")
:: (word 1118 1356 1165 1400 "di")
:: (word 1181 1342 1334 1397
</pre>
::con il comando <code>djvutxt -page=9 -detail=word Dickens_-_Il_grillo_del_focolare,_1869.djvu>pagina9.txt</code> [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:30, 17 dic 2024 (CET)
:::@[[User:Alex brollo|Alex brollo]] Ok, ci sono, ho l'xml. Ma niente furbate, Egidio! XXD --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:18, 17 dic 2024 (CET)
Vedo che l'xml a differenza del tuo ha coord solo per le word. E che le linee qua sono abbastanza dritte e le y oscillano solo di 1-2-3 unità.
*I rientri a sto modo sembrano abbastanza facili da individuare: la prima X di una line differisce dalle altre che invece sono pure lì quasi uguali
* se la scansione è storta, le Y dovrebbero avere un delta che si può calcolare come diff della Y della word con la X minore e Y i quella con al X maggiore. Su più line. Poi fare la media, e ricorreggere riga per riga le Y applicandogli una quota del delta crescente, mano a mano che cresce la X.
*se la scansione è curva (tomi spessi) è più un casino perchè il Δy non è lineare ma... boh, ''curvo'', ma forse sempre correggibile mediando fra varie righe (saranno tutte curve uguali, e con parole che si trovano a valori di X sufficienti a costruire una curva + o - matematicamente definita.
Così le word dovrebbero finire sulla riga giusta del testo... Ma il tuo problema qual'era? In fondo se hai già le line, le parole di una riga sono già nella stessa line... 🤔
Oppure dici che ci sono word che sono fra tag line di un'altra riga? Tipo:
<pre>
::(line 280 2082 1246 2158 (word 280 2084 346 2152 "IL")
:: (word 392 2082 644 2152 "GRILLO")
::
:: (word 876 2086 1246 2158 "FOCOLARE") ) ) ) )
:: (column 553 1574 957 1626
:: (region 553 1574 957 1626
:: (para 553 1574 957 1626
:: (line 553 1574 957 1626 (word 553 1574 729 1626 "PRIMO")
:: (word 694 2086 828 2154 "DEL") <<<<questa è fuori posto
:: (word 763 1576 957 1626 "GRIDO.") ) ) ) )
</pre>
--[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:53, 17 dic 2024 (CET)
:@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] IL problema è che talora l'attribuzione delle parole alle linee è ''sbagliato!'' E la conseguenza è che caratteri, parole o gruppi di parole sono spostati dalla corretta sequenza. Succede particolarmente nei pdf. Orientarsi e correggere questi spostamenti di parole a tradimento è logorante e rallenta moltissimo la trascrizione.
:Come ti dicevo, il ritorno di fiamma del mio interesse sul tema è l'OCR di [[Novelle per un anno]], dove il problema si è presentato in maniera particolarmente fastidiosa.
:Ma ricostruire la sequenza delle parole è solo il primo passo: il mio obiettivo è molto più ambizioso... ricostruire i paragrafi; identificare i testi in versi; indovinare i centrati, e il loro font-size; identificare le regioni con testo a formattazione non standard (come sono, di regola, le annotazioni a piè di pagina); identificare e formattare le tabelle, almeno quelle "regolari"... [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 08:54, 18 dic 2024 (CET)
::Andiamo avanti.
::Il problema principale dell'elaborazione delle coordinate è che il software si destreggia benissimo con l'uguaglianza, ma trova grosse difficoltà con le "lievi disuguaglianze", cosa che invece l'occhio umano coglie immediatamente. Esempio: l'altezza delle singole parole ad occhio sembra uguale, ma le coordinate dicono che sono diverse; e le diversità dipendono sia dai caratteri (maiuscole, minuscole, tratti ascendenti, tratti discendenti) sia da piccole variazioni casuali. La distribuzione delle altezze è, statisticamente, plurimodale. E questo avviene per qualsiasi misura. Ma qual'è la differenza fra variazioni che vanno trascurate, e variazioni significative? E come farlo calcolare al software, evitando di prevedere limiti arbitrari? Intanto che passeggio con i miei due cani, questo è attualmente il problema che tento di risolvere in maniera efficiente (l'analisi statistica della plurimodalità è un casinaccio, una via che ho abbandonato).
::Risolto questo problema, molte cose si chiariscono: i paragrafi si riconoscono dalla indentatura "significativa"; il font-size di un paragrafo da una differenza significativa dell'altezza delle parole e spesso da una differenza significativa dell'interlinea.
::Problema successivo, il riconoscimento di pattern. Le poesie si riconoscono per essere un blocco continuo di righe più brevi della norma, spesso con un'indentatura "ragionevole" e ricorrente; i titoli per la centratura e un font-size significativamente dai valori "normali", ecc. Nessuno dei software OCR prevede il risconoscimento dei possibili poem, nè, ad esempio, delle note a piè di pagina.
::Tutto ciò, per me, ha un certo fascino :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 10:26, 18 dic 2024 (CET)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]:
::#Ok, ma le coordinate sono giuste ed è solo un problema di collocazione della WORD all'interno del giusto tag LINE (come nell'esempio artefatto che ho postato sopra) o proprio è tutto completamente sballato? Perchè nel primo caso si può pensare ad un fix complicato quanto vuoi ma automatico, nel secondo mi sembra impossibile.
::#capisco bene uguale vs. quasi-uguale, infatti parlavo di medie e/o di parametri di "approssimazione" da passare all'algoritmo per vedere cosa sputa fuori nei vari casi (gli dai un valore 1 di approssimazione e vedi che risultato produce, se non va gli dai 2, ecc finché il risultato è accettabile).
::::Pigliamo uno spezzone:
::::: (para 280 <u>2082 </u>1246 2158
:::::: (line 280 <u>2082 </u>1246 2158 (word 280 <u>2084 </u>346 2152 "IL")
:::::: (word 392 <u>2082 </u>644 2152 "GRILLO")
:::::: (word 694 <u>2086 </u>828 2154 "DEL")
:::::: (word 876 <u>2086 </u>1246 2158 "FOCOLARE") ) ) ) ) ''
::::la y1 top left di ogni parola della riga non è così diversa, anzi vedo che la coordinata della line è x1y1 della prima word e x2y2 dell'ultima, ovvero il rettangolo che include tutte le word della line (come per le singole word è il rettangolo che include la parola). Ora, puoi impostare un parametro di approssimazione "4" e catturi da 2082 a 2086. O magari fare la diff. ymax-ymin=4 e poi aggiungere come approssimazione arbitraria "2" (totale 6) per applicarlo infine alla media fra 2082 e 2086, cioè 2084+/-6. Si può anche fare lo stesso con le y2 (2158-2152=6 + appross. 2 = tot.8) e poi la media delle due medie (7).
::::E' sufficiente che l’approssimazione (quindi il conseguente range di y) non vada ad interferire con le y della line successiva per riuscire a discriminare le line, ma mi sembra difficile che capiti.
::Tralascio per ora i passaggi successivi e più complessi, ma trovo anche io che il problema, come molti problemi, abbia un certo fascino...👽 :-D -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:02, 18 dic 2024 (CET)
:::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Conclusione: nelle pagine SAL 25% di [[Indice:Pirandello - Novelle per un anno, Volume III - La rallegrata, Verona, Mondadori, 1955.pdf|questo nsIndice]] vedi lo stato dell'arte. L'unità di misura interna (quindi non arbitraria) per valutare la significatività di una differenza fra coordinate è ''l'altezza mediana delle righe di testo'', e per ora il margine sin di una riga non indentata è ''la mediana dei margini sin''. Questo ha consentito l'identificazione delle indentature e quindi dei paragrafi, e anche di indovinare la presenza di vari trattini di inizio battuta, non restituiti dall'OCR. Per ora sono appagato. :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 15:35, 20 dic 2024 (CET)
::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] Si, appunto immaginavo qlc del genere ;-)
::::Ottimo risultato! [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Pirandello_-_Novelle_per_un_anno,_Volume_III_-_La_rallegrata,_Verona,_Mondadori,_1955.pdf/58&diff=prev&oldid=3440830 Qui] la riga che inizia con " — Marco" ha perso un trattino, e un altro era breve. Davvero strano che l'OCR non li prenda... boh. I trattini iniziali suppongo che siano dedotti dove le righe sono "più rientrate ancora" di quelle di inizio paragrafo, giusto?
::::Ma i rientri normali sono fatti come? Nel wikitesto non vedo nulla che imposti il rientro...
::::E il codice di questa elaborazione (py?) è da qualche parte da vedere o è tuo? -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:14, 20 dic 2024 (CET)
:::::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] Gioia e dolori del codice wiki: un tag p è automaticamente creato dopo una div e dopo una riga vuota; il default per i paragrafi è un'indentatura e anche un piccolo margine sopra e sotto per cui i paragrafi sono leggermente staccati. In genere si usa la riga vuota.
:::::Con python uso un approccio molto personale: in pratica lo uso sia pywikibot che le mie robe come una libreria di routine che uso interattivamente in ambiente Idle. Un approccio primitivo e troppo personale perchè abbia senso condividerlo. Niente in contrario a fartelo vedere, naturalmente... :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 19:31, 20 dic 2024 (CET)
::::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: ok, immaginavo, ma quindi è per NON avere l’indentazione che bisogna fare qualcosa... ah, forse {norientro} che vedo fra le robe qua sotto l'editor, ok.
::::::Su py, era per capire se era qualche anfratto misterioso di ws (gadget, pulsanti, giocattoli) che non avevo ancora scoperto o appunto roba fatta "esternamente". In effetti WS ha molte elaborazioni fatte "fuori", più di WP mi pare. --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 20:44, 20 dic 2024 (CET)
== Saluti ==
Ciao, non mi ero reso conto del tuo ban su wp, mi dispiace, ma vedo con piacere che qua sei sempre attivo. Non ti avevo mai incrociato se non nella UP di FCarbonara e devo dire che certe tue posizioni sono anche le mie. Mi sono reso conto che su WP se vuoi un minimo vivere tranquillo è necessario evitare certe discussioni, certe procedure, insomma "devi stare nel tuo". E mi rendo conto che non è facile, io sono utente registrato da 20 anni e per 19 ho sempre e solo editato voci fregandomene di tutto il resto, nell'ultimo anno mi sono approcciato a certi "ambienti", è stata una catastrofe. Sappi che ho fatto mio il tuo "De rerum wikipedianæ". Se un giorno mi venisse voglia di approcciare questo progetto wsource verrò di sicuro a disturbarti. Saluti. [[User:Sanghino|Sanghino]] ([[User talk:Sanghino|disc.]]) 00:11, 12 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Sanghino|Sanghino]]: Ciao, mi fa molto piacere leggerti :-). Ultimamente mi sono "allergato" a vari progetti mettendo un po' le mani, poco, ma in vari wikiluoghi, anche se la mia attività non è sempre al 100% "allineata/conforme"... Ma non penso sia nè inutile nè dannosa. Proprio l'altro giorno si discuteva sul forum di Wikipedate del fatto che spesso i ban/blocchi/infinitature passano del tutto inosservati alla stragrande maggioranza della comunità, per cui la gente "[[w:Desaparecidos|sparisce]]" (wikilink ''non'' casuale :-p) e ci si accorge dell'assenza magari dopo giorni, mesi o anni.
:*Sullo stare "nel tuo", evitare certe discussioni e procedure, è pazzescamente (ontologicamente!) all'antitesi dell'idea di ''progetto collaborativo'' in cui ognuno mette il suo piccolo ''rispettabile'' mattoncino, ma si vede che nel tempo (?) il concetto si è un po' (tanto) raffreddato ed è virato verso altro, almeno nella testa di alcuni. Mi sembra una deriva brutta e pericolosa.
:*Sul ''[https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Utente:TrameOscure&oldid=142472116#Rules De rerum wikipedianæ]'', mi ricordo che mi avevi scritto un apprezzamento ma non avevo notato che l'avessi ripresa nella tua pagina utente... Però non hai ''citato la fonte''... male, male, molto male: violazione della CC-BY!!!!! Devo venire a metterci un {cn} o un {f}?!? XD <br/> BTW, in effetti qualche punto mi era venuto in mente proprio pensando alla tua fallita candidatura a sysop (a cui non avevo partecipato non avendoti mai incrociato prima... col senno di poi, un vero peccato quello che è accaduto anche se un mio +1 sarebbe cmq stato assolutamente ininfluente).
:*Su WS, essendo un progetto di trascrizione con nullo o pochissimo spazio per POV e pareri, è decisamente molto meno conflittuale ma molto più macchinoso e complicato tecnicamente... Anche con 20 anni di wikiesperienza ci si può sentire un po' spaesati. Ma poi nessuno ti disturba, puoi tranquillamente startene "nel tuo", per cui pensaci.
:Buon lavoro e a rileggerti :-) [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 10:56, 12 gen 2025 (CET)
== A Dictionary of Music and Musicians vol 1 ==
Ciao! Ho visto che hai corretto lo spartito [[Pagina:A Dictionary of Music and Musicians vol 1.djvu/35|qui]]. Ho notato la cosa perché ho la pagina negli osservati speciali... Siccome ho importato questo libro per fare delle prove, fra poco penso di cancellarlo. Riusciresti a fare la correzione nella Wikisource in lingua inglese, da dove ho preso il testo? Penso che sarà una cosa molto apprezzata! ;-) Ovviamente aspetto un tuo segnale, prima di cancellare tutto. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 14:30, 15 gen 2025 (CET)
:@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] {{fatto}} [https://en.wikisource.org/w/index.php?title=Page:A_Dictionary_of_Music_and_Musicians_vol_1.djvu/35&diff=prev&oldid=14791798] ;-) [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:21, 15 gen 2025 (CET)
::Grande! Hai avuto un ottimo occhio! ;-) --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:30, 15 gen 2025 (CET)
:::Solo botta di c.... M'è caduto l'occhio sull'ultima nota. Mi son talmente concentrato sullo spartito che non avevo neanche realmente notato che il testo fosse in inglese, figurati... XD --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:04, 15 gen 2025 (CET)
== Dimissioni ==
@[[w:Utente:Actormusicus|Actormusicus]] non so se il ping transwiki ti arriva, ma sono dispiaciuto della tua scelta un po' "drammatica" di dimissioni, specie avendo letto quanto scrivi nella tua [https://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Actormusicus#Per_non_intasare_la_RdP talk]: dire "''il difetto è in radice: il progetto è ispirato all'idea fasulla che più siamo e meglio funzioniamo, invece non solo non si riesce a farlo funzionare come si deve nemmeno in quattro gatti, ma bisogna mettere una pezza per tenere a bada tutti i topi. Da cui gli amministratori. E da cui gli arbitri. E da cui le revisioni. E da cui non so che altro ma prima o poi verrà fuori anche qualcos'altro, ci scommetto.''" è davvero una critica totale alle radici stesse del progetto ed ai pilastri. Sembra quasi un redde rationem, per cui spero che almeno come utente continuerai ad esserci nonostante tutto. Ciao :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:57, 31 gen 2025 (CET)
:Vedo adesso. No, il ping transwiki a quanto vedo non funziona, funzionano quelli comuni se uno è registrato qui.
:Ti sarà utile la prossima volta --[[User:Actormusicus|Actormusicus]] ([[User talk:Actormusicus|disc.]]) 13:47, 7 feb 2025 (CET)
== Come purgare i gadget ==
Da una discussione in bar, mi pare che tu sia incappato nel ritardo dell'aggiornamento di un gadget. Al momento, la tecnica per "purgare un gadget modificato" che uso è: entrare in Preferenze->Accessori, fare una modifica (es. deselezionare un gadget qualsiasi), salvare, annullare la modifica, salvare di nuovo. ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:58, 2 feb 2025 (CET)
:@[[User:Alex brollo|Alex brollo]]: Argh, perchè non mi metti un link alla discussione? Per me ma anche per chi vuole "curiosare" ;-) Ti riferisci a [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2025.01#c-TrameOscure-20250201195100-Paperoastro-20250201185300 questo?]. Ho provato come dici ma la nota finale mi pare manchi lostesso. BTW, quindi il midi è generato client-side al volo per ogni singolo accesso... hmmm. --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 09:28, 2 feb 2025 (CET)
== Re: ==
Visto che qui sei admin saprai che scrivendomi mi hai rivelato il tuo indirizzo e-mail, e che rispondendoti farei altrettanto io. Non sono ancora niubbo su Wikisource e credo che mai lo sarò, ma un admin non dovrebbe usare la mail, si fanno brutti incontri e io in passato li ho fatti. Un'altra dritta. Se non devi dirmi nulla di riservato, basta comunque un ping: alcuni utenti bloccati su altri progetti lo fanno.
Pensa che uno – uno a caso – mi mandò addirittura un ringraziamento su Meta per il ritiro delle precedenti dimissioni, per poi dirmene di peste e corna altrove. Immagino perfettamente il senso di certe “premure”: tu mi ringrazi perché così puoi divertirti ancora a buttare fango addosso al mio nome – perché questo è un vero nome, è uno pseudonimo, sai? l'ho adottato per tale, ora in una piccola cerchia mi conoscono anche così – buttare fango strepitando che dovevo essere deflaggato: per questo... non dovevo dimettermi XD
È uno di quel tipo di incontri che ho fatto in e-mail, tienine conto e probabilmente vivrai più tranquillo.
In ogni caso non ti offendere, ma sono desolato di rifiutare il tuo invito e chiudere la conversazione. Bye --[[User:Actormusicus|Actormusicus]] ([[User talk:Actormusicus|disc.]]) 02:11, 7 feb 2025 (CET)
:@[[Utente:Actormusicus|Actormusicus]]: Se "basta un ping" significa che avresti rinunciato alla malsana idea di farti infinitare, il che mi fa piacere. Cmq ti rispondo via mail :-)
:<del>Qua "pubblicamente" lascio solo un commento sul "fango": io non butto fango su nessuno. Esercito eventualmente un ''legittimo'' diritto di critica se e quando penso sia necessario. Le critiche bisogna saperle un minimo accettare e mi pare che tu le prenda troppo sul personale (comprese quelle di Civvì e degli altri intervenuti nelle procedure in corso su wiki) e ne faccia una dramma eccessivo.</del>
:<del>Semmai a esser sinceri mi pare che sia tu a buttar fango su di me dicendo in modo così generico e ''diffamatorio'' quel che hai detto qua sopra...</del> Ciao. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:07, 7 feb 2025 (CET)
::Non obietto alle tue chiavi di lettura esterne.
::Anche se hai appena dimostrato di essere proprio tu a prendere sul personale, al punto di confutarlo punto per punto in una lunghissima perorazione via e-mail, qualcosa che non ti riguardava nemmeno. Parlavo di ping, quindi di un ringraziamento notificato, effettuato con il tasto [ringrazia]. Ho scritto anche «su Meta», non via mail. Fatica sprecata.
::Una conversazione chiusa è chiusa, direi poi che questa è ''out of scope''.
::Non sono interessato a questo progetto e ne sto abbandonando definitivamente un altro: a che pro mandarmi e-mail da Wikisource e pingarmi per invitarmi qui?
::Incidentalmente, per il diritto i toni possono far trascendere il diritto di critica, da legittimo a illegittimo.
::Ah, e no, la mia mail non è nomecognome, ma una mail è tracciabile lo stesso.
::Regards, --[[User:Actormusicus|Actormusicus]] ([[User talk:Actormusicus|disc.]]) 12:56, 7 feb 2025 (CET)
:::@[[Utente:Actormusicus|Actormusicus]]: In effetti ho frainteso alcune tue frasi qua sopra che sembravano rivolte a me. Ok, mi fa piacere che non lo fossero. :-) In effetti m'era parso strano, ma chiarire bene le cose è sempre meglio: sottrarsi lascia zone d'ombra che non è bene rimangano, anche se stranamente c'è chi la pensa così. Pertanto, indipendentemente dal merito, mi spiace -come spiace a tanti- che un utente con 130.000 edit si voglia chiudere nella torre d'avorio allontanandosi da tutto e tutti così drasticamente, e per motivi che -visti dal di fuori dei "canali riservati"- sembrano piuttosto goffi e incomprensibili. Cmq, spero di rileggerti e auguri per la RL. --[[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:21, 7 feb 2025 (CET)
== Spartiti presenti sulla rivista Ars et Labor, 1906 ==
Buonasera,
Pensavo di mettere gli spartiti della rivista sopracitata presenti su Wikimedia Commons anche su IMSLP, noto per i suoi spartiti in pubblico dominio. Con le dovute precauzioni (compositori deceduti da oltre 70 anni e spartiti non già presenti sul portale), potremmo avviare una pubblicazione multi-sito.
Ad esempio, Ernesto Becucci e la sua polka brillante "A bocca dolce", Op.335: l'autore è morto nel 1905 e lo spartito non è attualmente su IMSLP, quindi possiamo caricarlo. Questo valorizzerebbe gli spartiti musicali su un sito appositamente dedicato.
Ovviamente, ho citato solo qualche linea guida, ma se l'idea va in porto, si possono controllare tutte le istruzioni del sito. [[User:Niketto sr.|Niketto sr.]] ([[User talk:Niketto sr.|disc.]]) 00:45, 25 feb 2025 (CET)
:@[[Utente:Niketto sr.|Niketto sr.]] Buongiorno. Ciò che si trova su Wikisource e su Commons, è ripubblicabile dove si vuole, a patto di rispettare la [[ccorg:licenses/by-sa/4.0/deed.it|licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo]], per cui non credo ci sia alcun problema. Segnalo cmq a @[[Utente:Ruthven|Ruthven]] (che ti può dare indicazioni su Commons), @[[Utente:Pic57|Pic57]] e @[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] (che stanno lavorando sugli spartiti di Ars et Labor). -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:05, 25 feb 2025 (CET)
::Va bene, grazie mille, resto in attesa. [[User:Niketto sr.|Niketto sr.]] ([[User talk:Niketto sr.|disc.]]) 11:16, 25 feb 2025 (CET)
== Pirandello ==
Oi, grazie infinite per la transclusione di Pirandello di oggi. So che vale pochino, una manciata di pixel a schermo, ma te ne sono riconoscente davvero dentro. [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 18:59, 13 mar 2025 (CET)
:Dovessi avere altri problemi su altri incartamenti di CSS e simili su Pirandello, mi puoi dare una mano tu? [[User:Shinitas|Shinitas]] ([[User talk:Shinitas|disc.]]) 18:59, 13 mar 2025 (CET)
::@[[Utente:Shinitas|Shinitas]]. Ma figurati, quello che vale pochino è quello che ho fatto, che peraltro è lungi dall'essere perfetto visto che non viene in corsivo come dovrebbe! Cmq se ci fossero altri problemi tu pingami e io provo a mettere le mani. Ciao e grazie a te. :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:10, 13 mar 2025 (CET)
== Il punto in Yambo. ==
Ciao, ho visto il tuo commento su [[Pagina:Yambo_-_Manoscritto_trovato_in_una_bottiglia,_Roma,_Scotti,_1905.pdf/56]], ho risolto così: trascritto paragrafo a mano sotto all'originale, aggiunte tre o quattro linee vuote, cancellato paragrafo originale e rimosse linee vuote. Probabilmente l'OCR ha aggiunto qualche carattere non-visibile Unicode per la scrittura right-to-left che causava il comportamento anormale del punto. [[User:Verderame33|Verderame33]] ([[User talk:Verderame33|disc.]]) 17:29, 5 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Verderame33|Verderame33]]: ti ringrazio molto... ho provato a copiarlo in notepad, a sloggarmi, chiudere e riaprire browser ecc, ma il punto continuava a stare dove voleva lui. Mi mancava solo provare con un altro sistema operativo... Non m'era mai capitata una roba del genere, probabilmente è come dici tu. Grazie per il fix :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:17, 5 mag 2025 (CEST)
==Il manoscritto trovato nella bottiglia==
Ciao Trame, ci rivediamo dopo un bel po' anche se come immagini in questi mesi ho dato spesso uno sguardo alle tue produzioni letterarie su altri siti proibiti. Ti ringrazio per aver segnalato l'errore, il romanzo era anche carino da leggere anche se l'ho fatto decisamente in fretta. La trama ora credo sia corretta, se trovi ci siano delle altre migliorie da fare rispondimi pure qui (al posto di Paolo ho usato il cognome, Roberto non mi convinceva). Per quanto riguarda l'elefante nella stanza, lasceró che siano altri ad occuparsene, anche se ora che la vera trama é presente mi pare evidente come anche la seconda stesura fosse effettivamente molto problematica (inoltre non si tratta assolutamente di un romanzo di fantascienza). --[[User:Paul Gascoigne|Paul Gascoigne]] ([[User talk:Paul Gascoigne|disc.]]) 00:05, 20 mag 2025 (CEST)
:@[[Utente:Paul Gascoigne|Paul Gascoigne]] Ciao prezzemolo :-D. <small>"Proibito" è un parolone, e sinceramente un concetto assurdo: peraltro è una fisima al 100% esclusivamente it.wikipediana, qua a nessuno frega particolarmente, che io abbia visto. E neanche "internazionalmente" mi pare sia fregato nulla a nessuno. Comunque no, non immaginavo di averti fra i ''follower'' dei miei parti letterari :D spero che tu non li abbia trovati troppo fuori luogo.</small> Fatta questa premessa OT, ti ringrazio molto per la lettura, che peraltro è uno stacco da tensioni e veleni wikipediani. Hai ragione, ''Liviani'' è meglio, e "fantascienza" era altrettanto un problema (anzi, la prima cosa che avevo notato leggendo la voce, prima di imbattermi nel resto), ma in proporzione alla enormità dell'insieme, una vera pagliuzza. Ritocchini vari ne farei, ma son quisquilie e soprattutto non mi pare il caso che tu faccia da proxy: sicuro che qualcuno non mancherebbe di addebitartelo: conosco i miei polli (o erano velociraptor? 🤔 :-p)
:Sull'elefante (è più un brontosauro) nella stanza, sono curioso di sapere cosa possa accadere. Sono anzi un intero branco di brontosauri: l'uso dell'IA in generale (contro cui tanti su wiki si sperticano in textwall... e quindi ora in pratica?), il mancato controllo di quello che l'IA produce, l'efficacia (nulla) del mitologico "patrolaggio" (che peraltro erano edit autoverificati...), il perchè sia stata fatta una cosa simile (due volte! diabolico!), il perchè non ci siano risposte ("ho fatto una cazzata, scusa, mi dici come fixare?"), il perchè continuino a non esserci (white-only?), il perchè non sia stato parte attiva nel risolvere il problema (mi parrebbe il minimo!), se ci siano altre situazioni così (se tanto mi dà tanto...).
:Se pensi che per robe molto meno impattanti (come traduzioni mal fatte) si va dall'infinito di un Camoz (se ricordo bene il nick, potrei confondermi, dovrebbe essere quello di Scuola di Chicago) alle UP eterne come contro GordonGordon... Si, c'è un intero -sistemico- Jurassic Park in una stanza. A proposito di isole... -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 11:28, 20 mag 2025 (CEST)
== Confermo ==
Confermo anche a {{ping|Gitz6666}} che sono io. [[User:Smatteo499|Smatteo499]] ([[User talk:Smatteo499|disc.]]) 15:11, 26 mag 2025 (CEST)
== Foglio di stile in Lirici greci ==
Caro TrameOscure
oggi ho finito di trascrivere [[Indice:Poeti lirici (Romagnoli), vol. I.djvu]], un lavoro molto interessante, che in futuro riguarderà altri quattro volumi. Proprio per questo desidero il tuo aiuto: ti andrebbe di dare un'occhiata alla pagina syles.css confrontando l'effetto su titoli, poem e altri paragrafi standard con l'effettiva forma che questi hanno sulla pagina cartacea? Di fatto vanno già abbastanza bene come sono, ma erano stati preparati quando le pagine trascritte erano ancora poche, dunque prima di intraprendere la trascrizione dei prossimi volumi mi piacerebbe un occhio esperto come il tuo per un ''fine tuning'' del preesistente o l'aggiunta di qualche stile per migliorare dimensioni, spaziatura ecc. di qualche particolare paragrafo: se ci sarà da aggiustare molte pagine a mano lo farò io volentieri, mi serve solo avere il "lato css" ottimizzato in vista della sua applicazione in altri quattro volumi.
Se non avessi voglia o tempo non farti problemi a scrivermelo: non sentirti obbligato, semplicemente immagino che per te questo aggiustamento sia un'operazione piuttosto rapida laddove per me o altri sarebbe assai più lenta e gravosa.
Ti ringrazio in anticipo. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:04, 9 giu 2025 (CEST)
:Ciao @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]. Ho dato una scorsa ad una decina di pagine a caso e poi a una transclusione di tutto il testo non suddiviso in capitoli, e in generale mi sembrano già ben formattate. Forse sono solo le spaziature e le interlinea ad essere perfettibili, ma la messa a punto è un po' delicata non essendoci classi specifiche distinte per le varie tipologie di paragrafi. Quindi toccare tag generici come div, span o p è un po' delicato perchè gli effetti sono poco controllabili e poco circoscrivibili alle sole parti di interesse, e così non è detto che si riesca a limitare gli effetti solo dove si vorrebbe.
:In generale, le formattazioni andrebbero sempre il più possibile fatte con classi apposite, non "forzando" spaziature, centrature, e stili vari puntualmente. E' un po' un corollario del tema che per i titoli si stava discutendo [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.05#Semantizzazione dei titoli|qui]]: i titoli sono solo "estetici" e non "semantici". Qua lo stesso vale per i vari tipi di paragrafo.
:Comunque vedo cosa riesco a fare solo con tag e classi esistenti senza toccare la trascrizione/wikitesto. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:52, 9 giu 2025 (CEST)
::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: come anticipato, è abbastanza difficile modificare gli stili in modo sicuro e preciso perchè non ci sono molte classi css su cui agire, per cui si deve andare sugli elementi standard come P (pargarafo), OL (liste numerate) ecc. e modificando da una parte si rischia di incasinare dall'altra. Comunque mi sembra che ora sia più simile al testo originale, ma per leggibilità ho preferito lasciare un minimo spazio fra i paragrafi (0.2) anche se nel testo sembra 0.0. Nel complesso mi sembra che meno spazi-ovunque renda più comprensibili e distinte le unità argomentative grazie agli spazi superstiti.
::Visto che il testo lo conosci certamente più di me, dimmi se qualcosa ti sembra ancora perfettibile. Per i prossimi volumi tieni comunque presente che una stilizzazione così senza classi apposite è un po' "fragile" e qualcosa può rompersi. Se ci sono altre liste tipo quella di [[Pagina:Poeti_lirici_(Romagnoli),_vol._I.djvu/7]] e 8, formattale con # e non come paragrafi ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Poeti_lirici_(Romagnoli),_vol._I.djvu/7&diff=prev&oldid=3535012]). volendo anche il numero (I, II, III, IV...) potrebbe essere omesso e inserito da stile. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:40, 13 giu 2025 (CEST)
:::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] ⛱️? Non mi hai poi detto se il risultato ti soddisfa o se rilevi dei problemi... :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:00, 26 giu 2025 (CEST)
====Considerazioni da Zoomer====
Caro TrameOscure,
scusa se non mi sono fatto leggere prima: ho preferito compiere un paio di operazioni psicologiche:
*Ho notato subito la differente impostazione del testo a seguito del tuo intervento, e sulle prime mi ha sconcertato: non era il caso di rispondere immediatamente;
*Ho provato a cambiare teatro di operazioni, dedicandomi per un po' all'antologia provenzale e poi alle rime degli Arcadi, con stili di impaginazione diversi ma non troppo;
*dopo un mese sono tornato ai ''Lirici greci'' con un ragionevole distacco temporale ed emotivo, in modo tale da risponderti con cognizione.
In effetti il foglio di stile dà al testo un aspetto molto più vicino alla pagina di libro, con un risultato che a me piace molto; al tempo stesso ho potuto appurare che l'originaria interlinea più ampia è meno affaticante per l'occhio abituato a leggere dal web e su schermo: il mio punto di vista è quello di chi è nato e cresciuto in un contesto predigitale da ''{{Wl|Q363806|galassia Gutenberg}}'' e che negli anni Novanta si è concentrato sulla videoscrittura per la stampa...
Ciò che a me appare attraente e pronto per la stampa su carta è però in contrasto con le consuetudini visive di chi legge principalmente dal Web, non intende stampare e legge meno di un libro stampato all'anno. Proverò a sentire cosa ne pensano al Bar. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 15:24, 6 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]]: ok, pensavo di averti perso e non ne capivo il motivo... :-D
:Capisco il punto sull'interlinea. Ma IMHO il problema è un altro, che credo di aver già accennato in passato al bar o da qualche altra parte: la modalità di lettura IMHO dovrebbe essere più personalizzabile dal lettore a seconda delle sue preferenze. Per tutti i testi. Un po' come la "modalità lettura" dei browser, in cui puoi scegliere combinazione di colori (chiaro, scuro, seppia, grigio...), tipo di font (serf/sansserif), peso del font (sottile, grassetto) interlinea, spaziatura parole, spaziatura lettere, larghezza globale del testo ecc.
:Noi abbiamo solo la dimensione del font (i bottoncini a dx [[file:Farm-Fresh_magnifier_zoom_in.png|20px]] e [[file:Farm-Fresh_magnifier_zoom_out.png|20px]]) che è molto limitativo. Avevo anche provato a studiare il meccanismo di questi bottoni per aggiungerne altri, ma non è propriamente la mia specialità, per quanto credo che sia piuttosto banale, e per ora non mi sono molto applicato a studiare js.
:In generale, mi pare che nel progetto ci sia da sempre molta attenzione per tutto quel che riguarda produrre le trascrizioni, ma non molto alla resa finale al lettore, che si tratti di schermo (appunto non personalizzabile) o stampa (tremenda sotto vari punti di vista). Forse si potrebbe sollecitare i dev di mediawiki o portare il problema dell'output in altre sedi. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:55, 6 lug 2025 (CEST)
== Mi spiace.... ==
Ho provato a modificare il codice per "annerire i bottoni", ma... ormai sono arrugginito, non capisco più bene l'impalcatura generale del codice nè la strategia usata da @Candalua per mettere ordine: in breve, temo di combinare pasticci. Mi fermo. :-(. Mi spiace. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:56, 14 lug 2025 (CEST)
:@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]]: non so cosa hai fatto, ma mi sembra che funzioni benissimo. Ora tutti i bottoni sono neri con testo bianco, tanto in eis che nella bottoniera. Quindi su con la vita, meriti una 🍺 anche se virtuale :-D -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:37, 14 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] ah, no, aspetta. i bottoni salva/carica/esegui regex hanno ancora il fondo chiaro. si vede che sono definiti da un'altra parte
::c'è ancora lo <code>style="background-color: #f0f0f0;</code> per quei 3 bottoni -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 13:18, 14 lug 2025 (CEST)
== Re: Rilettura e riassunto ==
Ciao. In genere non mi piace molto creare voci che hanno solo la trama (anche se probabilmente mi è capitato, qualche volta). Magari nei prossimi giorni vedo se riesco a mettere insieme qualcos'altro. [[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 09:15, 24 ago 2025 (CEST)
:@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] Sono d'accordo ma è un progetto collaborativo. Tu puoi metterci la trama, altre cose le possono mettere altri. Il discorso era solo "sfruttare" la (tua) lettura per fare una trama sensata, evitando che magari la metta chi non ha neanche letto mezza pagina del testo (che come da esempio che ti ho fatto, ''capita''). Nel caso si potrebbe anche "parcheggiare" questa sintesi in una sottopagina (del ns0 o della relativa talk) come una "4° di copertina" per guidare il lettore nello scegliere il testo che più gli aggrada... Ho notato vari testi che abbiamo qua ma non hanno alcun genere di riscontro in wp e non mi pare male per una "biblioteca/libreria" come è ws, avere anche dei riassunti: è roba un po' borderline perchè non è nè trascrizione nè realmente enciclopedica, però sarebeb utile IMHO. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 12:41, 24 ago 2025 (CEST)
::C'è da dire che non sono convinto che tutti i romanzi che abbiamo su Wikisource siano enciclopedici (in generale, non penso che tutti i libri pubblicati lo siano). Comunque lo metto in lista tra le varie cose da fare--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 15:38, 24 ago 2025 (CEST)
:::@[[Utente:Dr Zimbu|Dr Zimbu]] No appunto. Per quello che stavo meditando se potesse essere utile (in generale per tutte le opere) a un "riassunto" direttamente da qualche parte su ws: un box, una sottopagina, oppure una proprietà specifica su wikidata... Magari la butto lì al bar. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 18:48, 24 ago 2025 (CEST)
== Errore di Lint ==
Ciao, ho modificato la tua pagina utente perché conteneva un errore di Lint causato dal tag <syntaxhighlight inline lang="html5"><small></syntaxhighlight> che inglobava un elenco puntato. Questo non è compatibile con html5 e infatti ho rimpiazzato il doppio tag <syntaxhighlight inline lang="html5"><small></syntaxhighlight> con un tag <syntaxhighlight inline lang="html5"><div></syntaxhighlight>. Per maggiori informazioni puoi vedere la pagina [[:mw:Help:Lint errors]] [[User:Àncilu|Àncilu]] ([[User talk:Àncilu|disc.]]) 00:50, 19 lug 2026 (CEST)
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione|10|{{Sc|lettere di santa caterina}}|}}</noinclude><div class="titolo"><p>
CLIV. — ''A Frate Francesco Tebaldi di Fiorenza, essendo nell’Isola di Gorgona.''
</p></div>
<div class="sottotitolo"><p>
Al vero conoscimento di sé vuolsi lume di fede. Dell’amor proprio sono vassalli il mondo e il demonio. I nemici possono percuotere l’anima di fuori, non prenderla. Stringasi in orazione fondata in umiltà. Orazione de’ fatti, spirito odoroso del fiore dell’anima. Consigli.
</p></div>
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce,
Carissimo e dolcissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi abitare nella casa del cognoscimento di voi, nel quale cognoscimento acquisterete ogni virtù; e senza questo vivereste in ogni male e senza veruna ragione. Ma potreste dire a me: «In che modo ci posso entrare? e come mi ci posso conservare dentro?» Rispondovi. Voi sapete che senza il lume in neuno luogo potremo andare se non in tenebre; dalla qual tenebra<ref>Singolare anco in Dante. Lo scrive sempre ''tenebre'', come in Toscana ''la macine''</ref>. saremo offesi: e in questa tenebra non potreste cognoscere la vostra necessità di quello che vi bisogna tra via. Noi siamo tutti viandanti e peregrini, posti nella strada della dottrina di Cristo Crocifisso. Chi va con comandamenti<ref>Avrebbe a dire ''con'' i. Dice ''coi comandamenti, e per li consigli'', perchè quelli son guida necessaria, e possonsi osservare sempre; ma i consigli, essendo di perfezione, può l’animo cercar di seguirli, star sempre di pari con essi non può, non si potendo l’ideale del bene raggiungere nella vita.</ref> nella carità comune; e chi va per gli consigli, per la carità perfetta, non scordandosi però dei comandamenti. Per questa via neuno può andare senza il lume; perocché non avendo lume, non potrebbe vedere il luogo dove gli conviene ri-<noinclude><references/></noinclude>
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CLIV. — ''A Frate Francesco Tebaldi di Fiorenza, essendo nell’Isola di Gorgona.''
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<div class="sottotitolo"><p>
Al vero conoscimento di sé vuolsi lume di fede. Dell’amor proprio sono vassalli il mondo e il demonio. I nemici possono percuotere l’anima di fuori, non prenderla. Stringasi in orazione fondata in umiltà. Orazione de’ fatti, spirito odoroso del fiore dell’anima. Consigli.
</p></div>
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo e dolcissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi abitare nella casa del cognoscimento di voi, nel quale cognoscimento acquisterete ogni virtù; e senza questo vivereste in ogni male e senza veruna ragione. Ma potreste dire a me: «In che modo ci posso entrare? e come mi ci posso conservare dentro?» Rispondovi. Voi sapete che senza il lume in neuno luogo potremo andare se non in tenebre; dalla qual tenebra<ref>Singolare anco in Dante. Lo scrive sempre ''tenebre'', come in Toscana ''la macine''</ref>. saremo offesi: e in questa tenebra non potreste cognoscere la vostra necessità di quello che vi bisogna tra via. Noi siamo tutti viandanti e peregrini, posti nella strada della dottrina di Cristo Crocifisso. Chi va con comandamenti<ref>Avrebbe a dire ''con'' i. Dice ''coi comandamenti, e per li consigli'', perchè quelli son guida necessaria, e possonsi osservare sempre; ma i consigli, essendo di perfezione, può l’animo cercar di seguirli, star sempre di pari con essi non può, non si potendo l’ideale del bene raggiungere nella vita.</ref> nella carità comune; e chi va per gli consigli, per la carità perfetta, non scordandosi però dei comandamenti. Per questa via neuno può andare senza il lume; perocché non avendo lume, non potrebbe vedere il luogo dove gli conviene ri-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|dell'editore italiano}}|}}
<hr/></noinclude>francese la tragedia in un atto «''Salome''» pubblicata poi nel 1893. Nel 1892 «''Salome''» doveva essere rappresentata a Londra da Sara Bernhardt, ma la censura inglese ne proibì l’esecuzione. Il 20 febbraio 1892 fu rappresentata a Londra la commedia «''Il ventaglio di Lady Windermere''», il 19 Aprile 1893 «''Una donna di poco conto''», il 3 Gennaio 1895 «''Un marito ideale''», il 14 Febbraio 1895 «''L’importanza di essere serio''», e poi «''Una tragedia fiorentina''».
Intanto la sua notorietà non gli aveva permesso di tenere nascosti i suoi vizi. Nel 1895 non solo perdette il processo di diffamazione ch’egli aveva intentato al marchese di Queensbury, ma fu arrestato sotto un’imputazione più grave. Ebbe la libertà provvisoria perchè i giudici non erano concordi nel giudizio. Gli amici speravano ch’egli fuggisse dall’Inghilterra. Invece rimase, subì il processo e fu condannato a due anni di prigione per perversioni sessuali. Entrò nel carcere di Reading il 25 maggio 1895. L’uomo di genio diventò agli occhi di tutti un uomo esecrando. L’artista meraviglioso fu dimenticato. Il suo nome fu sinonimo di obbrobrio. La sua ricchissima raccolta di mobili e di oggetti d’arte andò dispersa all’asta. Molti suoi libri furono bruciati. Le rappresentazioni dei suoi drammi furono proibite.
Verso la fine della prigionia scrisse la lettera da dove fu poi tratto il «''De Profundis''», pubblicato nel 1905. Uscì dal carcere il 19 Maggio 1897.<noinclude><references/>
<hr/>{{PieDiPagina||— 11—|}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|dell’editore italiano}}|}}
<hr/></noinclude>francese la tragedia in un atto «''Salome''» pubblicata poi nel 1893. Nel 1892 «''Salome''» doveva essere rappresentata a Londra da Sara Bernhardt, ma la censura inglese ne proibì l’esecuzione. Il 20 febbraio 1892 fu rappresentata a Londra la commedia «''Il ventaglio di Lady Windermere''», il 19 Aprile 1893 «''Una donna di poco conto''», il 3 Gennaio 1895 «''Un marito ideale''», il 14 Febbraio 1895 «''L’importanza di essere serio''», e poi «''Una tragedia fiorentina''».
Intanto la sua notorietà non gli aveva permesso di tenere nascosti i suoi vizi. Nel 1895 non solo perdette il processo di diffamazione ch’egli aveva intentato al marchese di Queensbury, ma fu arrestato sotto un’imputazione più grave. Ebbe la libertà provvisoria perchè i giudici non erano concordi nel giudizio. Gli amici speravano ch’egli fuggisse dall’Inghilterra. Invece rimase, subì il processo e fu condannato a due anni di prigione per perversioni sessuali. Entrò nel carcere di Reading il 25 maggio 1895. L’uomo di genio diventò agli occhi di tutti un uomo esecrando. L’artista meraviglioso fu dimenticato. Il suo nome fu sinonimo di obbrobrio. La sua ricchissima raccolta di mobili e di oggetti d’arte andò dispersa all’asta. Molti suoi libri furono bruciati. Le rappresentazioni dei suoi drammi furono proibite.
Verso la fine della prigionia scrisse la lettera da dove fu poi tratto il «''De Profundis''», pubblicato nel 1905. Uscì dal carcere il 19 Maggio 1897.<noinclude><references/>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione}}|}}
<hr/></noinclude>Non potè riprendere mai più l’attività letteraria di prima. L’artista era stato ucciso nell’uomo condannato in nome della morale comune.
Dopo la liberazione abitò a Berneval sur Mer vicino a Dieppe, dove cominciò «''La Ballata del carcere di Reading''» che continuò a Napoli. Tornò a Parigi, dove nel febbraio 1898 apparve in volume la ballata che aveva dapprima offerto a varii giornali senza poterla vendere. Scriveva sotto il pseudonimo di Sebastiano Melmoth. Due sue lettere sui maltrattamenti nelle prigioni furono pubblicate dal ''Daily Chronicle''.
Nella primavera del 1900 andò a Roma dove fu attratto dalla bellezza e dalla ricchezza delle cerimonie religiose del Vaticano. Era tale il suo piacere di assistere alle meravigliose funzioni che si presentò per sette volte alle udienze papali. In maggio tornò a Parigi. Pochi amici lo aiutarono. Passava il suo tempo nei caffè a bere, ridotto ormai a una larva. La sua volontà si estinse completamente e tornò fanciullo. Abitava all’Albergo d’Alsazia al n. 13 della Rue des Beaux-Arts. Si ammalò di meningite, presa in seguito a un attacco di sifilide terziaria. Aveva continuamente l’emicrania. Il 10 Ottobre subì un’operazione e parve ristabilirsi. Ma in Novembre peggiorò. Il 29 Novembre fu battezzato. Nel pomeriggio del 30 morì. Fu sepolto il 3 Dicembre al cimitero di Bagneux. Il 20 Luglio. 1909 i suoi resti furono trasportati al Père-Lachaise.<noinclude><references/>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione}}|riga=si}}</noinclude>Non potè riprendere mai più l’attività letteraria di prima. L’artista era stato ucciso nell’uomo condannato in nome della morale comune.
Dopo la liberazione abitò a Berneval sur Mer vicino a Dieppe, dove cominciò «''La Ballata del carcere di Reading''» che continuò a Napoli. Tornò a Parigi, dove nel febbraio 1898 apparve in volume la ballata che aveva dapprima offerto a varii giornali senza poterla vendere. Scriveva sotto il pseudonimo di Sebastiano Melmoth. Due sue lettere sui maltrattamenti nelle prigioni furono pubblicate dal ''Daily Chronicle''.
Nella primavera del 1900 andò a Roma dove fu attratto dalla bellezza e dalla ricchezza delle cerimonie religiose del Vaticano. Era tale il suo piacere di assistere alle meravigliose funzioni che si presentò per sette volte alle udienze papali. In maggio tornò a Parigi. Pochi amici lo aiutarono. Passava il suo tempo nei caffè a bere, ridotto ormai a una larva. La sua volontà si estinse completamente e tornò fanciullo. Abitava all’Albergo d’Alsazia al n. 13 della Rue des Beaux-Arts. Si ammalò di meningite, presa in seguito a un attacco di sifilide terziaria. Aveva continuamente l’emicrania. Il 10 Ottobre subì un’operazione e parve ristabilirsi. Ma in Novembre peggiorò. Il 29 Novembre fu battezzato. Nel pomeriggio del 30 morì. Fu sepolto il 3 Dicembre al cimitero di Bagneux. Il 20 Luglio. 1909 i suoi resti furono trasportati al Père-Lachaise.<noinclude><references/>
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{{Asterischi}}
È impossibile non esprimersi con parole di entusiasmo quando si parla dell’opera di Wilde. L’arte di Oscar Wilde ha raggiunto altezze vertiginose. Il suo astro ha brillato molto intensamente e gli uomini non l’hanno fissato. Ma una nube nera si è interposta e tutti si sono sentiti in diritto di giudicare e disprezzare l’uomo e l’artista. Purtroppo i suoi contemporanei inglesi non compresero la sua arte nè la sua vita. Wilde ha messo il suo genio nella sua vita. Anzi egli stesso disse che la sua vita era la sua opera d’arte. Questa frase che lo doveva assolvere lo fece condannare. Ma la nube nera è sparita e l’astro brillerà per molto e molto tempo ancora.
Perchè Wilde ha scritto non tanto per i suoi contemporanei quanto per i posteri. Egli ci ha detto delle cose la cui bellezza sarà analizzata un po’ per volta; ha lasciato profumi fortemente concentrati che dureranno nel tempo e piaceranno sempre. Tutti i letterati dal ’90 ad oggi hanno attinto all’opera di Wilde; tutti attingeranno anche in seguito. Molte cose scritte da Wilde furono da lui copiate; ma il suo genio gli permetteva di dare la sua impronta a tutto. Anche alle cose inverosimili e senza senso dette bellezza. Spettatore della sua stessa vita, riconobbe la propria potenza e si educò e si migliorò. Godeva egli stesso della sua crea-<noinclude><references/>
<hr/>{{PieDiPagina||— 13 —|}}</noinclude>
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Carbonchiolo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione}}|}}
<hr/></noinclude>zione libera, senza impacci di scuole, di norme, di tradizioni.
Perciò preferì la conversazione della quale fu principe, perciò preferì l’arte dello scrivere alle altre belle arti. Leggendo Wilde si ha la netta impressione dell’artista che foggia con la parola cose meravigliose. I suoi paradossi non saranno più tali domani; ma, pur potendo essere oggetto di discussione, sono bellissimi. Non si può definire l’opera di Oscar Wilde con le definizioni fino ad oggi sufficienti.
{{Asterischi}}
Il «''De Profundis''» che qui è presentato in fedele e corretta traduzione è composto di alcuni brani tolti da una lunga lettera scritta da Wilde verso la fine della sua pena e indirizzata a un suo amico (che non era il Ross) che avrebbe avuto una parte importante sia prima che dopo il processo nella vita di Wilde. La lettera fu poi consegnata da Wilde stesso al Signor Ross con le istruzioni per la sua pubblicazione parziale che avvenne nel 1905, cinque anni dopo la morte dell’autore. Altri brani della lettera comparirono nel 1913 in seguito a vicende giudiziarie. Se ne sta preparando la traduzione italiana. Ma la pubblicazione integrale della lettera sarà impossibile per molto tempo ancora.
Il «''De Profundis''» è il poema di dolore di un’anima macerata dalla prigione. Vediamo passare in triste sequenza tutti i sentimenti delle anime deli-<noinclude><references/>
<hr/>{{PieDiPagina||— 14 —|}}</noinclude>
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Cor74
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione|162|{{Sc|lettere di santa caterina}}|}}</noinclude>scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi con vero e perfettissimo lume; il quale lume ci tolle la tenebra, e drizzaci per la via della verità; facci cognoscere la nostra imperfezione, e il danno che te ne seguita, e l’eccellenza della perfezione, e quanto è utile a noi e piacevole a Dio. E però da questo lume veniamo all’odio perfetto della propria sensualità e della imperfezione; e veniamo ad amore della virtù; in tanto che veruna cosa può cercare, volere o desiderare l’anima, se non quello che la faccia venire a virtù. Non rifiuta pene né fadighe; anco le abbraccia e dilettasi in esse, perchè vede bene che per altra via non può compire il desiderio suo d’acquistare quella virtù che ama. Ed ella si fa una strada della dottrina di Cristo crocifisso, seguitandola con ansietato desiderio: ella non si reputa di sapere altro che Cristo crocifisso. <ref>Questo detto di Paolo è ben più sapiente, più umile insieme ed alto, e più confortante che quell’ironicamente modesto e non vero: ''«Hoc unum scio, me nihil scire.»''</ref> La sua volontà non è sua, perocché ella l’ha morta e annegata nella dolce volontà di Dio; nella quale volontà s’è unita per affetto d’amore, e con lui fa mansione; perocché allora Dio è nell'anima per grazia, e l’anima é in Dio. Ella levasi sopra di sé, cioè sopra il sentimento suo sensitivo, e gusta la dolcezza della verità eterna, la quale verità cognobbe nella dolce volontà di Dio col lume della fede; e vide nel sangue dell’Agnello, che la sua volontà non vuole altro che la nostra santificazione. La verità sua è questa: ch’egli ha creato l’uomo alla imagine e similitudine sua per dargli vita eterna, e acciocché renda gloria, e loda<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||CAPITOLO I|11}}</noinclude>possa e debbia vicitare i segnori Podestà e Capitano, e loro inducere debbia e confortare che reddano justitia a tutte persone, e puniscano i malfattori, sì come la qualità del peccato vorrà. Debiano etiandio loro confortare e inducere che facciano i loro reggimenti sollecitamente e attentamente, sì e in tal modo che ’l pacefico e lo riposevole stato della città di Firenze sia conservato».
Però era ben sempre lontana Firenze dall’entrare in quel «pacefico e riposevole stato», che il Gonfaloniere avrebbe dovuto contribuire a conservare; e ben di ciò dovette accorgersi quello stesso Giano della Bella, il quale decorsi appena due anni doveva lasciare la patria; e la patria gli lanciava dietro, a’ dì 5 di marzo 1294 (1295), la sentenza del bando contro lui e tutti i suoi, e dava al guasto la sua casa e i suoi beni. Il Della Bella si rifugiava e moriva in Francia, «nel cui seno, dice il Del Lungo, un’altro de’ tanti Fiorentini che allora v’esularono, aveva, pochi anni innanzi, portata la famiglia che fra cinque secoli darebbe il Mirabeau: dovevano, Giano, morire in Francia, attendendo colà a que’ traffici ch’erano la principal vena della potenza dell’ingrata sua patria; e il Mirabeau, del titolo di mercante far cartello, quasi teatrale, al suo snobilitarsi, probabilmente senza ricordare o sapere che intitolandosi, in onta a’ suoi quarti, «''Mirabeau marchand de draps''» e’ non faceva che rinnovare ne’ suoi Riquetti un vecchio e glorioso titolo del loro fiorentino progenitore Azzo Arrighetti{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/48|4}}» .
Ma il nuovo ufficio del Gonfalonierato, se non dava pace e riposo alla città, a sanare la quale nessun altro ufficio sarebbe mai stato sufficiente in que’ tempi, rispondeva a quella grandigia e signoria popolana, che in ogni cosa si mostrava allora, andandosi Firenze tutta ammantando del suo «grande gonfalone di buono e saldo zendado bianco, con una grande croce rossa nel mezzo, distesa per tutto il gonfalone»; insegna della nuova potestà del Gonfaloniere. «Quello fu il tempo, dice il {{AutoreCitato|Gino Capponi|Capponi}}{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/48|5}}, delle più vere grandezze a questo popolo fiorentino che tutte in un subito le dispiegava, o tutte in germe le conteneva; nè credo si trovi nelle istorie esempio d’un’altra città, la quale più secoli vissuta con piccola fama, sorgesse in pochi anni sino a porsi direi quasi a capo della civiltà nell’Europa risorgente, e ad un tratto manifestasse tale espansione<noinclude></noinclude>
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Cruccone
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<noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|12|PALAZZO VECCHIO|}}</noinclude>di vita e tale magnificenza d’opere e tale altezza d’ingegni». Già viveva in lei {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante Alighieri}} che meditava con l’ingegno sovrumano,
{{Centrato|«descriver fondo a tutto l’universo»;}}
{{no rientro}}viveva {{Wl|Q315249|Arnolfo}} che avrebbe architettato Santa Maria del Fiore, Santa Croce, e il Palagio del Comune, viveva {{AutoreCitato|Giotto|Giotto}} che con la potenza sua ampliava la pittura, e delle sue opere ornava molte tra le maggiori città d’Italia, e meritava Egli di ritrarre in Dante il primo e più grande italiano che sia stato mai, e che il poeta scrivesse il nome suo nel poema che non morrà. Già erano fabbricati il Palagio del Potestà, la chiesa del Carmine, quella di Santa Maria Novella.
I Priori però, che aveano cominciato nel 1282, non avevano casa propria, e risedevano dove i {{Sc|xiv}} Buonuomini, almeno per un anno che i due uffici durarono insieme, cioè nelle case della Badìa «domus Abbatie». Ma intorno alle prime residenze che ebbero i Priori, è meglio lasciar parlare il Del Lungo, che ne ha fatto uno studio, come egli suol fare, diligentissimo; e prendo le sue parole. «I Priori, egli dice{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/48|6}}, incominciarono, com’è noto, nel 1282; ed ebbero per prima loro residenza quella stessa dei {{Sc|xiv}} Buonomini: al qual magistrato, instituito due anni innanzi dal Cardinal {{Wl|Q1276551|Latino}}, essi i Priori poi succedettero; non così presto bensì, che per alcun tempo (fino al 1283 almeno) i due uffici non coesistessero l’uno accanto all’altro: fatto, questo, dagli storici taciuto, ma che i documenti chiaramente ci attestano{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/48|7}}. Risedevano pertanto i Priori in quella stessa «domus Abbatie» dove i {{Sc|xiv}}, e della quale parlammo in {{Sc|i}}, {{Sc|iv}}, 23. Dal 1285 al 1290 vediamo la «domus Priorum», la «domus mansionis dominorum Priorum», la «domus in qua ipsi Priores morantur pro eorum officio exercendo», essere ora la stessa «domus Abbacie fiorentine», nella quale, per esempio, risiedono nel maggio e nel giugno dell’86 e nel marzo dell’87; ora la casa di Gano del Forese «domus Ghani Forensis», nella quale essi «faciunt mansionem» nell’agosto dell’85 e nell’agosto dell’89; e nel luglio dell’86 vi tengon consiglio nel verziere, «in domo seu viridario Ghani Forensis et consortium»: ora la casa di un Pela o Pella, «domus Pelle Dominici», nella quale sono ne’ primi mesi del 1290: ora finalmente<noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/179
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 174 —|}}</noinclude>
<poem>
Della fortuna. Le falangi sue
Tutte all’intorno son disperse, intente
Su le frontiere a far rapine. Al giorno
Non son vedette, non son guardie a lui
Per l’atra notte, e l’esercito suo
È come greggia che non ha pastore.
Da niuna parte il suo nemico intanto
Egli non vede, che campar gli piace
Ogni sua brama secondando a prova.
:Giubilò re Shapùr tosto che intese,
Ed ogni dolor suo qual vento inane
Si fe’ per lui. Tremila egli scegliea
Irani prodi, cavalieri eletti,
Con loriche e gualdrappe, e sovra il petto
Si compose l’usbergo, alle notturne
Ombre fidato, e le sue schiere addusse
Ver Tisifuna. Per la notte ombrosa
Rapidamente egli correa, ma quando
Chiaro spuntava il dì, si dilungava
Dal diritto sentier. Così, per monti
Ei camminava e per deserti, in lochi
Accessi ed inaccessi, egli e le sue
Raccolte schiere. Ma una squadra innanzi
Più che due parasanghe egli inviava,
Ed erano per lui vedette intorno
Per luoghi accessi ed inaccessi. In questa
Guisa adoprò, fin che le sue vedette
Sospinse innanzi presso a Tisifuna,
E giunse al campo, trapassate appena
Due vigilie alla notte. Entro al suo core
Pel greco Imperator tema non era,
E intanto ei non udìa da quel confine
Voce alcuna d’umani e non alterno
Di vedette gridar, non di sonagli
Lontano squillo; ma di tende ingombro
Era quel piano e d’alti padiglioni
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<poem>
In ogni parte. Annunzio oh! chi s’avea
Dell’assalto improvviso? — Al suo recinto
Ebbro si stava il greco re, nè spazio
Era là intorno per cotante genti.
:Ma Shapùr valoroso, allor che vide
Tali gli eventi di quaggiù, le redini
Imperïali al nobile destriero
Abbandonò. Nel campo de’ nemici
Trasse le schiere e la man stese e fuori
La mazza liberò nodosa e grave.
Fino a le nubi allor di trombe e corni
Salì fragore, fu romor di clave
E di crotali d’India, e d’ogni parte
Sorse tumulto e d’ogni loco intorno
Romor d’armi si alzò. Detto tu avresti
Che il cielo si fendea, che giù per l’etra
Piovean dal sol goccie sanguigne; e intanto
Alta splendea di Kàveh la bandiera
Per l’atra notte e risplendeano i ferri
D’azzurra tinta. Detto avresti allora
Che spade l’aer piovea, che fosca nube
Ingombrava la terra in ogni parte,
Che veramente si oscurò la plaga
Di questo ciel per la rotante polve
Dell’esercito in giostra, e un lembo oscuro
Parea gli astri coprir. Shapùr gagliardo
Del greco Imperator vile ed abietto
Dal basso in alto rovesciò la tenda.
Dall’alto in basso, e i prodi suoi frattanto
Infinito uno stuol di cavalieri
Spegnean di Grecia, più d’assai nel novero
Di ben dodicimila. In ogni parte
Fuoco ei gittàr, precipitar dall’alto
Fean su la terra il ciel. Ma cadde alfine
Il greco Imperator, prigione ei cadde,
E la fortuna sua, sì bella un tempo,
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<poem>
Di lui non si curò. Da le lor tende
Molti famosi in guerra e molti eroi
E molti eletti cavalieri intanto
Fean prigionier d’Irania i valorosi,
Carchi di ceppi li rendean, chè tale
È pur costume di quest’alto cielo.
Vien grandezza talor da questo cielo,
Vien iattura tal’altra, e gioia ancora
E sgomento del cor di quando in quando;
Ma ben cosa è miglior fermezza in core
Ed umano sentir, quando ad alcuno
Del mondo il Creator propizio sia.
:Quando il giorno spuntò, quando la notte
Ritrasse il lembo de’ suoi negri veli
E si mostrò del monte in su la cima
Il vessillo del sol, Shapùr fe’ cenno
Che imperïal scrittor venisse a lui.
Calami dimandò, carte con muschio
Ed ambra pura. Ad ogni terra intorno
Fu scritto un foglio, ad ogni re gagliardo,
Ad ogni prence, e re Shapùr fe’ questo
Principio al foglio suo: Benedizioni
Dall’intimo del cor salgan da noi
A l’eterno Fattor de l’universo.
Ch’egli ha poter sull’opere più belle,
Né, in suo poter, necessità d’alcuno
Il tocca mai. Di nostra sorte ancora
Egli è l’autor, maestro in tutte l’opre
Che sono egregie. Ma poichè obblïava
Il greco Imperator di Dio precetto
E in iranico suol spargea soltanto
D’opere triste la semenza, or ecco
Ch’egli in molto dolor rode i suoi ceppi
Da che all’anima sua non fu saggezza
Guida verace; e a noi l’imperïale
Corona abbandonò, nè dalla terra
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<poem>
Altro con sè portò che un tristo nome.
Rovesciate cadean le sue falangi
E il suo trono cadea, poi che la via
Con suo poter mostravami dall’alto
Iddio signore. Ma qual sia di voi
Che per queste città greco ritrovi,
Vuoisi ch’egli abbia per ultrice spada
La parte sua. Cercatevi frattanto
Giustizia, amici, il voler mio seguendo,
E rinnovate da principio ancora
Qual era il patto inverso a me già un tempo.
:Andavan messaggieri in ogni parte
Correndo ratto, e recavan le epistole
Di quell’inclito re d’alma serena.
:Così venne dal campo in Tisifuna
E là sedette senza doglia e cura
Col suo fedele consiglier. Sul capo
Com’ei si pose l’inclita corona
Degli avi suoi, di Dio fe’ ricordanza
Dator di grazie e comandò che scendere
Alle prigioni dovesse uno scriba,
De’ captivi a notar sovra le carte
I nomi tutti. E furon mille e cento
E due pur anco al novero cotesti,
Grandi di Grecia, quali aveano in terra
Inclito nome, consanguinei tutti
Del greco Imperator, congiunti suoi,
Principi veramente in terra greca,
Ma l’iranio signor lor mani e piedi,
Di quanti al male oprar maestri furo,
Con la spada troncò; fe’ cenno poi
Che il greco Imperator, della nemica
Terra sovrano, fosse innanzi addotto.
:Andava un manigoldo e per la mano
Dal carcere traea qual forsennato
Il greco sire. E quel malvagio e reo,
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<poem>
Di principe Shapùr come scoverse
Il dïadema, fe’ cader dagli occhi
Giù per le gote lagrime sanguigne,
E quelle gote di rossor suffuse
Chinò alla terra. Benedisse il trono
D’Irania e il serto e con le ciglia sue
Il duro suol toccò; ivan congiunti
Al pavimento la sua barha e il corpo.
:Dissegli il re: Malvagia creatura,
Addetto a Cristo, e se’ nemico a Dio,
Osi un figlio asserir di Chi nel cielo
Non ha compagni! Di tal cosa in terra
Non è principio o fin, tanto ella è stolta!
Ma tu se’ ingannator, se’ forsennato
Veracemente, se’ malvagio e tristo
Di nascimento vil, non saggio sei!
Dir parole non sai fuor che in menzogne.
Ma la menzogna è tristo fuoco, privo
D’ogni gaio splendor. Che se tu in Grecia
Se’ imperator, dov’è la verecondia,
Dove il consiglio tuo? dov’è quel core,
Guida all’opre leggiadre? E perchè mai
Vincol mi fosti della trista spoglia
D’asino vil, gittando al suol la mia
Grandezza imperïal? Ch’io me ne venni
Con mercatanti per conviti e cene,
Teco non venni a contrastar menando
Genti armate e timballi. E tu avvolgevi
Dentro alla spoglia dell’asino abietto
L’ospite tuo per volgerti a l’Irania
E per menarvi tuoi guerrieri. Intanto
Vedrai la man degli uomini gagliardi
Qual sia davver, perchè tu d’oggi in poi
In iranico suol guerra non cerchi.
Dissegli il greco Imperator: Deh! sire,
Scampo chi trova da voler supremo
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<poem>
Di Dio signor? Da me prudenza e senno
Allontanava il seggio mio regale
Per stolta voglia e schiava fe’ quest’alma,
Qual per mercede, a un tristo Devo. Intanto,
Se opra benigna fai compenso al male,
Sarai quaggiù di nobile racconto
Nobil soggetto, nè il tuo nome antico
Mai si farà, ma per valor che accogli,
Ogni tua brama fia compiuta. Or io,
Se grazia toccherò per la mia vita
Da te, signor, dinanzi agli occhi miei
Terrò qual cosa vile ogni tesoro,
Ogni moneta ancor. Nella tua reggia
Verrò qual servo, nulla disïando
Fuor che del trono tuo l’alto splendore.
:Tristo e malvagio! disse il re, quest’alma
Terra perchè mandasti in iscompiglio?
Tante dovizie che di qui recasti
In Grecia tua (deh! mai non sia che ancora
Quella terra tu vegga infausta e rea!)
Se dal tuo tetto qui riporterai
D’un tratto e insiem, rendendole a’ miei prodi
Che recan alta la cervice, e il suolo
Che desolasti per l’irania terra,
Sì che ricetto di leoni e pardi
Per te si rese, allor che renderai
Fiorente e bello con le tue monete,
Compenso avrai dell’opre tue. Ma poi.
Per quanti uccisi hai tu d’iranio sangue.
Di regia stirpe cercherai cotanti
In Grecia tua. De’ nostri per un solo
Dieci, in ammenda, darai tu di Grecia
E qui porrai, dinanzi a me, qual pegno
La tua vita medesma. Or io non chieggo
Altro che sangue imperïale, ostaggi,
Che abitin meco questa terra mia
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<poem>
Con letizia di cor. Per quante ancora
Piante schiantasti per il suol d’Irania
(Alberi non divelle in alcun tempo
L’uom che ha propizia la sua sorte), un’altra
Per ognuna di quelle pianterai
E rifarai le discrollate mura
Per la campagna, sì che l’ira scemi
In ogni cor per te. Ma te frattanto
Qui terrò avvinto de’ miei ceppi. Oh! come,
Come potrei dell’asino la trista
Spoglia da te gradir? Che se tu queste
Cose non fai quali diss’io, le cuoia
Altri ti toglierà dal capo al piede.
:Poi che Shapùr coleste cose tutte
Annoverò, Shapùr conquistatore
Dell’ampia terra e di poter sovrano.
Al greco Imperatore ambo gli orecchi
In due diviso con un ferro acuto
E ad un punto del naso un picciol foro
Aprir gli fe’. Così la lignea spranga
Posegli al naso per quel picciol foro
Quale a’ cammelli, che Shapùr in mente
Il crudo cuoio ben serbava, e poi
Due ceppi gravi al piè gli pose, e ratto
Il carcerier l’addusse al loco suo.
:Una rivista allor si preparava
E suoi registri, e furon chieste intanto
De’ {{Ec|tesori,|tesori|Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/8}} le chiavi. I prodi suoi
Raccolse il prence e diè stipendi, e intanto
Quella sua mente colma d’un pensiero
Di vendetta ne andava e di giustizia
Era pieno quel cor. D’Irania ei scese
Là, di Grecia al confin. Le sue falangi
Qual si trovò in que’ campi e in quella terra,
Trassero a morte e n’arsero le case
E il mondo intero illuminâr de’ fuochi
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/186
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<poem>
De’ tristi incendi. Come annunzio venne
D’Irania in Grecia, desolata e squallida
Andar la terra sì fiorente in pria,
L’inclito Imperator cader captivo
La notte oscura, tra le file, in giostra
De’ suoi guerrieri, piansero dolenti
In Grecia tutti e grave ebber cordoglio
Alle proposte di Shapùr. Chi mai,
Ciascun dicea, chi mai fe’ questo male,
Fuor che il nostro signor non generoso?
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|XV. Guerra di Shâpûr con Yânus.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1448-1449).}}
<poem>
:Del greco Lnperator viveva intanto
Un fratello minor; morto era il padre,
E la sua madre era anche viva. Giovane
Egli era sì, Yanùs di nome, assai
D’onor bramoso, liberal ne’ doni
E gioioso di cor. Sulle sue porte
Stuol di guerrieri s’adunava e intanto
La madre sua, di guerreggiar vogliosa,
Gli diè monete e dissegli: Vendetta
Cerca del fratel tuo! Forse non vedi
Che gente armata già d’Irania scende?
:Yanùs, come ascoltò, ratto si accese
E disse: Del fratello oh! qui non vuolsi
La vendetta obblïar! — Battè i timballi
E recò fuor la croce, una gran croce,
E di gagliardi formidabil schiera.
:Tosto che s’incontrar, questa con quella,
Le genti avverse, ogni guerrier bramoso
D’aspre battaglie più non ebbe pace;
Ma tosto s’ordinâr le lunghe file
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
E fiere voci si levâr, correndo
Yanùs duce avanzò. Levossi allora
Una nuvola fosca e d’atra polve
Un nembo oscuro, sì che gli occhi a tutti
Nella tenebra densa già smarriano
La via diritta. Avea lo stuol di Grecia
Da questa parte un monte e dall’opposta
Una riviera, là ’ve tutto accolto
Era il nerbo maggior. Sorsero grida
Tumultuose e fûr scintille vive
Di pugnali e di frecce sibilanti
E di clave ferrate, e l’etra intanto
De’ cavalieri alla volante polve
Intenebrava. Lampeggiavan l’aste
Da le cuspidi lor, splendean da lungi
Le bandiere levate. A quella pugna
Stavan da l’alto a riguardar le stelle,
Che quella era stagion d’aspra vendetta,
Quello era tempo di tumulti e d’ire.
:Ma di Grecia gli eroi tutti s’accinsero
Alla battaglia insiem, come leoni
In subito furor. Di ferro parve
Il suol profondo ricoperto e l’aria
D’un livido color, che fino all’alto
Delle nubi del ciel salìano i vortici
De la torbida polve. E detto avresti
Che il cielo allor di nuvole rotanti
Tutto era ingombro, che piovean dall’alto
Dell’alte nubi adamantine spade.
:Le schiere allora dell’iranio prence
Sangue a versar pel contrastato campo
S’accinsero furenti, e fu cotesto
Fino a che smorto si fe’ il sole e intorno.
Da tutte parti, si levò con impeto
Della battaglia la tempesta. Uccisero
Tanti nemici, che di ferro tutta
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 183 —|}}</noinclude>
<poem>
Parve la faccia del profondo suolo
Per le corazze degli uccisi: e quando
Prence Shapùr dal mezzo di sue schiere
Precipitoso s’avanzò, da destra
E da sinistra i prodi amici suoi
Tutti raccolse. Quando co’ suoi prenci
Sospinse il palafren l’iranio sire,
Tutto il suol traballò, tutte le avverse
Falangi sbigottir. Dentro la folla
De’ greci eroi con impeto egli diede.
Ogni più illustre all’uom del volgo è pari.
:Yanùs, come vedea che innanzi al sire
Fermo piè non avea, fuggendo corse
Con gli armigeri suoi. Dietro gli corse
Shapùr valente e la sua luce all’etra
Egli rapì con la volante polve
Che sollevò. Dovunque ei fece cumulo
D’eroi trafitti, e di cervella sparse
Da’ capi sfatti tutto intorno il campo
Contaminò. Tanti di greca gente
Egli uccidea, che di squarciati corpi
Era ingombro e di piè, di capi sfatti,
Tutto quel piano. Nel deserto loco
Non croci rimanean, non genti accolte,
E ne’ castelli incolumi non furo
Vescovi croci, ma dovunque il sire
Tanta preda si tolse intorno intorno,
Che l’esercito suo là si rimase
Meravigliando. A le falangi sue
Tutte le cose dispensando ei venne,
E sola fu di lui parte assegnata
Del greco Imperator l’ampio tesoro.
Davver! che gran fatica avea costui
Portata un dì pel suo tesoro! e intanto
Non gli fruttò la sua molta fatica
Di quel tesor picciola parte. Intorno
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 184 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
Adunavansi là di Grecia insieme
I più gagliardi e fean queste parole
Del greco Imperator, tutti a una voce:
:Deh! mai non sia che sire ci governi
A lui simìl! Del greco Imperatore
Perdasi il nome via di Grecia! Intanto,
Poi che il cinto de’ diaconi perìa
Nel vasto incendio e vi perìan le croci
De’ metropolitani, una sol terra
Kannògia e Grecia son per noi, che spenta
Della fede di Cristo è omai la gloria!
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|XVI. Conclusione della pace.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1449-1453)}}
<poem>
:Un uomo oravi allor di regal stirpe,
D’Imperator dell’inclita semenza,
Bezanùsh era tal, ricco di senno,
E la sua lingua e l’anima sua bella
Di nobili consigli erano piene.
:Dissegli il popol suo: Deh! tu ci sii
Imperatore, di cotesto schiere
Oggi principe sii! Tutta la gente
Volge gli orecchi a tue parole, e tu
Al dïadema il suo splendor ridona
E appresta il trono. — Elli apprestâr per lui
L’eburneo seggio, e Bezanùsh vi assise
Con serto e tutta maestate. Al loco
Egli ’l ponean di sua grandezza e poi
Diceanlo Imperator tutti que’ Greci.
:Bezanùsh là si assise e fe’ pensiero
Dell’aspra guerra e del campo dell’armi,
E s’avvide e conobbe alto periglio
A lui venir dall’inclito signore
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 185 —|}}</noinclude>
<poem>
D’Irania bella, per battaglie e fieri
Assalti in campo. Ond’è che messaggiero
Tosto ei cercò che nobile prudenza
E verecondia si vantasse, tale
Che con mite parlar sua sapïenza
Addimostrasse. Eloquente ed esperto
E saggio e sapïente e a lui gradito
Di fogli uno scrittor volle con seco
E a sè daccanto il fe’ seder, poi disse
Quelle parole sue saggie ed acute.
Un’epistola allor con molti auguri
Da Dio signor pel re dell’ampia terra
Tosto egli scrisse e incominciò in tal guisa:
:In sempiterno la corona tua,
O re, fulgida sia, tutti i regnanti
Sian servi innanzi a te! Ben tu conosci
Che far rapine e sparger sangue e assalti
Menar contro innocenti ebbero sempre
D’alta sventura in segno i prenci tutti
Che levan alta la cervice, detti
Sian pur sovrani di città d’Irania
O di greche città. Che se tal guerra
Fu da principio per Eràg’ tradito,
Minocìhr col valor veracemente
La suggellava. Per quell’aspra guerra,
Ora è polvere abietta la persona
Di Salm antico, e la faccia del mondo
Di Tur da la presenza andò disciolta.
Che se fu guerra ancor per l’infelice
Dàra e per Sikendèr, vieta divenne
Cotesta lite in Grecia omai. Uccisero
Principe Dàra due malvagi e tristi
Suoi consiglieri, poi che già sua sorte
Precipitava. Che se questa guerra
Pel nostro Imperator s’aggiunse or ora,
Nelle carceri tuo le tue catene
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<poem>
Egli intanto si rode. E non è bello,
Bello non è che desolata resti
La greca terra, chè non è qual Grecia
Altra terra quaggiù. Che se tu ancora
Di rapine hai desio, di sangue e stragi,
Sappi che tutta Grecia omai divenne
E senza mani e senza piè. Captivi
Di te son già le donne ed i fanciulli
De’ nostri prodi, o giacciono feriti
Dalle tue spade e dalle tue saette.
Venne stagione, o re, che tu raccorci
Quell’odio tuo, quell’ira tua, che mai
Non convengono insiem religïone
Ed ira stolta. Ogni tesoro in Grecia
T’appaghi, o re, quale di noi riscatto,
Che affranta è omai per l’incresciosa guerra
L’anima nostra. E tu dà pace al core,
Tante città non arder per la terra,
Che non è bello che sottentri un giorno
All’altro giorno in simil via. L’Eterno
Già non ha caro che ingiustizia ed odio
Cerchi il monarca. Su l’iranio sire
Benedizion di Dio discenda, e serto
Sia della luna la sua sorte illustre!
:Il calamo depose allor che scritto
Ebbe il foglio real l’inclito scriba.
Indi sul foglio imperïal suggello
Fu apposto e al prence dell’irania terra
Si volse il messaggier. Venne quel savio
E l’epistola dié quale venia
A re Shapùr di nobile lignaggio
Dal greco Imperator. Come quel foglio
Fu letto innanzi al nobile sovrano.
Tutti su quello fêr parole oneste
E dolci, e re Shapùr già perdonava
E fea pieni di lagrime cadenti
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/192
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<poem>
I fulgidi occhi suoi, piene di luce
Fea pur le ciglia sue nemiche in pria,
E ratto e in quell’istante una in risposta
Epistola scrivea; così vi disse
E il bene e il mal de’ già trascorsi casi:
:Chi mai cucì dell’asino nel cuoio
Lo stesso ospite suo? chi dell’antico
Odio rinfocolò la rea faccenda?
Ma ove saggio sei tu, levati e vieni
Al mio cospetto, tu medesmo vieni
Co’ filosofi tuoi che hanno consigli
Nobili in core. Farò grazia a voi,
Nè più guerra farò, che l’ampia terra
Angusta già non è pel sapïente.
:Il messaggier si ritornò portando
Quella risposta, tutte ripetendo
Quelle parole. A Bezanùsh, che vide
Cotal risposta su quel foglio, ratto
Il core palpitò per molta gioia,
A lui nobile e onesto. Ei comandava
Che di Grecia gl’illustri (ed eran cento)
Venissero con lui da quella terra
Verde e fiorente. E quelli ben sessanta
Di giumenti facean carche le some
D’auree monete e di fulgide gemme
E di strati a giacervi. Anche s’accolse,
Intorno da gittarsi, ampio tesoro
Di monete d’argento, e furon queste
In ogni parte trentamila. Vennero
Tutti que’ prenci dall’iranio sire.
Vennero tutti nudo il piè, col capo
Senza corona. Ma quand’ei profusero
Dinanzi a lui le fulgide monete
E mescolâr gittando oro disperso
E gemme chiare, ebbe pietade e tutti
Accolse re Shapùr con molto affetto
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/193
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<poem>
Ed assegnò, conforme a grado, un loco
Ad abitar con dolce atto cortese.
Ei disse a Bezanùsh: Da città greche
Molti vennero qui tristi e malvagi
Uomini invero; ond’è’ che ove in Irania
Eran città fiorenti ed abitate,
Or son brughiere in ogni parte. Chieggo,
Chieggo di quanto andò deserto e guasto
E si fe’ covo di leoni agresti
E di pardi, da voi risarcimento.
:Di’ ciò che chiedi, Bezanùsh gli disse;
Ove grazia ne fai, da ciò che parli,
Non rifuggir. — Così rispose allora
L’inclito re: Se tu ben vuoi che tutte
Io perdoni le colpe, a te fa d’uopo
Tributo a me invïar tre volte all’anno
Di monete di Grecia; e sian coteste
Centomila due volte. E mia pur anco
Nisibi diverrà, se pur tu vuoi
Che lungi da me sia pensier di guerra.
Bezanùsh gli dicea: L’Irania è tua
E Nisibi pur anco e la campagna
Abitata da eroi. Da te il tributo
Grave e il balzello su me prendo, ch’io
Non ho poter contro quell’ira tua,
Contro la guerra che mi fai. — Allora,
Da parte di Shapùr prence sovrano,
Scrissero un patto ch’ei d’allora in poi
Mai non avria le sue falangi armate
Fuor d’Irania sospinte, ove non fosse
Per opere leggiadre e amico intento,
Si che iattura non toccasse a Grecia
Per lui mai più. Ma tutti accomiatava
Il sire vincitor con atti onesti,
Con dolci atti così, fra gli altri illustri
Esaltando lor capo. E allor che quelli
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/194
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<poem>
Così partìan da lui, menò sue genti
Prence Shapùr con sè, molto invocando
Iddio creator di questa terra. Ei scese
Lieto e beato in Istakhàr di Persia,
Chè la gloria di Persia era a que’ giorni
D’Istakhàr la città su l’ampia terra.
:Quando novella in Nìsibi la gente
Ebbesi certa, tutti a nuova guerra
Subitamente s’apprestâtr. Non vuolsi,
Non vuolsi, elli dicean, che per se tolga
Prence Shapùr di Nìsibi l’impero
E meni i prodi suoi, ch’ei non fa vera
La fè di Cristo e qui addurrà le leggi
Del Zendavesta e de’ suoi Guebri. Allora
Ch’ei qui verrà, niuna parola nostra
Ascolterà. Noi sì lo Zendavesta
Ripudiam con la sua legge vetusta.
:Gente soggetta s’arrogava intanto
Poter sovrano e in sella anche si assisero
I sacerdoti ad ingaggiar battaglia.
Ma come giunse la novella certa
A principe Shapùr, sua dritta via
Non custodir là in Nìsibi la gente,
Cruccio ebbe in cor di Cristo per la fede
Ed infinito stuol di gente armata
In via sospinse. Di profeta, ei disse,
Cui trasse a morte di Giudea la gente,
Religïon lodar non vuolsi. — Allora
Per sette giorni fu battaglia quivi
E dell’ardua città furon le porte
A’ combattenti anguste. Oh! ma di quelli
Molti a morte traea principi illustri
Lo stuol di Persia e ceppi gravi impose
A chi vivo restò. Chiedean cotesti
Ratto in dono la vita e al prence un foglia
Scrivean compunti. L’inclito signore
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/195
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<poem>
Lor perdonava e fea precetto, indietro
Perchè tornasse la sua gente armata.
Ma in ogni terra splendida egli s’ebbe
E gloria e fama e per la terra tutta
D’ogni sua brama toccò fine. Il dissero
Monarca invitto le sue genti allora,
Ed ei visse così per alcun tempo
Gol suo trono regal, col dïadema,
E a quella intanto giovinetta umile
Che disciolto l’avea, l’avea condotto
A nobil meta d’ogni dolce brama,
Impose un nome e <i>Dilettosa luce
Del cor</i> la disse e tra le belle sue
Lei sola del suo cor fece conforto
E delizia quaggiù. Molte dovizie
Ei diede ancora al giardiniero e poi
Da sè l’accomiatò ricco e beato.
:Era in catene e in carcere frattanto
Il greco Imperator, dolente e gramo,
Qual d’un laccio ne’ vincoli. Qual cosa
In Grecia egli s’avea dentro a’ tesori,
Accumulata un dì con molto stento
Da tutte parti, ei già recata avea
Tutta per darla a re Shapùr, e intanto
Ei visse ancor con labbra sospirose
Per alcun tempo. Al fin, dentro a’ suoi ceppi
E nel carcere suo, morì dolente,
Di sua grandezza abbandonando il serto
Ad altri. In Grecia ne mandò la spoglia
Prence Shapùr in un’angusta bara,
Pòstale in pria su la gelida fronte
Di muschio una corona. E questo, ei disse,
Il nostro fine, ed io non so nè vedo
Nostra pace ove sia! Tale, frattanto.
Mostrasi tutto d’avarizia pieno
E di stoltizia, di prudenza l’altro
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/196
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 191 —|}}</noinclude>
<poem>
È ricco e di sentir nobile e grande.
Ma per questo e per quel trapassa il tempo
Rapido e ugual. Deh! quei beato in terra
Che ha core intatto e teme Iddio sovrano!
:Così, sul trono imperïal, recava
Prence Shapùr il piè, così del mondo
Per alcun tempo ei fu signore, e poi
Nella terra dei Khìizi egli mandava
E bene e mal, che una città costrusse
Pe’ suoi captivi in quella terra e tutta
Partecipe ne fe’ la gente sua.
Era Khurrem-abàd l’inclito nome
Della città. Ma chi di quella terra
Lieta e beata ebbesi frutto? — Quelli,
A cui già in pria troncò le mani il sire,
Ebbero quel confine, ad abitarvi
Loco propizio. Quella terra egli ebbero
Tutta per sè, prendendosi una ricca
Veste real d’ogn’anno in sul principio,
Inclito dono. Altra città poi fece
Shapùr in Siria, qual chiamò del nome
Di Piruz-i-Shapùr; fece la terza
Nella terra d’Ahvàz, e v’eran torri
Ed ospedali. La chiamâr del nome
Di Kanam-i-asiràn, ch’ebbero in essa
Loco a posar, d’ogni lor brama il fine,
I prigionieri. Del dominio suo
Cinquant’anni passâr, nè per quel tempo
Un eguale ei si avea per l’ampia terra.
</poem>
{{Ct|c=t1|XVII. Venuta di Mâni.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1453-1454).}}
<poem>
:Venne di Cina un uom facondo. Mai,
Mai non vide pittor che l’uguagliasse
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<poem>
È ricco e di sentir nobile e grande.
Ma per questo e per quel trapassa il tempo
Rapido e ugual. Deh! quei beato in terra
Che ha core intatto e teme Iddio sovrano!
:Così, sul trono imperïal, recava
Prence Shapùr il piè, così del mondo
Per alcun tempo ei fu signore, e poi
Nella terra dei Khìizi egli mandava
E bene e mal, che una città costrusse
Pe’ suoi captivi in quella terra e tutta
Partecipe ne fe’ la gente sua.
Era Khurrem-abàd l’inclito nome
Della città. Ma chi di quella terra
Lieta e beata ebbesi frutto? — Quelli,
A cui già in pria troncò le mani il sire,
Ebbero quel confine, ad abitarvi
Loco propizio. Quella terra egli ebbero
Tutta per sè, prendendosi una ricca
Veste real d’ogn’anno in sul principio,
Inclito dono. Altra città poi fece
Shapùr in Siria, qual chiamò del nome
Di Piruz-i-Shapùr; fece la terza
Nella terra d’Ahvàz, e v’eran torri
Ed ospedali. La chiamâr del nome
Di Kanam-i-asiràn, ch’ebbero in essa
Loco a posar, d’ogni lor brama il fine,
I prigionieri. Del dominio suo
Cinquant’anni passâr, nè per quel tempo
Un eguale ei si avea per l’ampia terra.
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{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1453-1454).}}
<poem>
:Venne di Cina un uom facondo. Mai,
Mai non vide pittor che l’uguagliasse
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<poem>
Tutta la terra, ed ei, per la sua mano
Abile e pronta, d’ogni voglia sua
Il fin toccato avea. Màni era il nome
Di cotest’uom da le superbe voglie.
Per l’arte di pittore, ei dir solea,
Son io profeta, il primo e il più prestante
De’ banditori d’una fè novella
Per tutto il mondo. — Venne, ei sì, di Cina
A re Shapùr e chiese accesso e volle
A sè compagno l’inclito signore
In tale ufficio di profeta. Disse
Parole assai quest’uom, che sciolta avea
E libera la lingua, e il re del mondo
Per le parole sue ne’ suoi pensieri
Si fe’ dubbioso. Ma, la mente sua
Precipitando, ei radunò d’intorno
I sacerdoti e fe’ parole assai
Di Màni in lor presenza. Ecco, egli disse,
Per cotest’uom di Cina, in sue parole
Soverchiante, davver! ch’io son caduto
In pensier grave per la fè che annunzia!
Seco parlate e le parole sue
Piacciavi d’ascoltar; forse che fede
Porrete a’ detti suoi. — Adoratore
D’immagini è costui, dissero i saggi,
Non è costui de’ sacerdoti il duce
Nobile e grande. Ma di Màni i detti
Odi, signor; tu chiamalo pur anco.
Ratto ch’ei ti vedrà, la lingua sua
Come scioglier potrà? — Fe’ cenno allora
Màni venisse là dinanzi, e seco
Più che misura assai parole ei disse.
Così, dinanzi al prence, egli e que’ saggi
Di Dio ministri, di contrarie cose,
Qual del nero e del bianco, avean parole.
In mezzo al disputar, mùto restossi
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/198
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 193 —|}}</noinclude>
<poem>
Màni d’un tratto agli argomenti innanzi
Del sacerdote dell’antica fede.
:Adorator d’immagini, gli disse
11 sacerdote, perchè mai superba
Stendi la mano a Dio? Quei che creava
Quest’alto cielo e vi fe’ spazio e tempo,
Là ’ve pur son le tenebre e la luce
Insieme accolte, di natura è tale
Che ogni natura superando vince.
Volgesi notte e dì quest’alto cielo
Da cui pur viene a te difesa e schermo
O periglio talor. Negli argomenti
Delle immagini tue deh! perchè credi?
De’ banditori della fè piuttosto
Il detto ascolta. Ei dicono; «L’Eterno,
Unico Egli è, santo e verace, e nullo
È in te consiglio fuor che a Lui servaggio
Prestar con umil core». E se tu muovi
Queste immagini fatte, un argomento
Licito è forse, qual tu prenda e tragga
Da ciò ch’è mosso per tal via? Tu sai
Che argomento non è che venga all’uopo,
Nè alcuno mai terrassi fermo e vero
Questo tuo detto. Che se mai congiunto
Fosse Ahrimàne a Dio, l’oscura notte
Ugual sarebbe al giorno che risplende,
Pari sarian la notte e il dì per tutto
Dell’anno il corso ed incremento mai
Non sarebbe ne’ suoi rivolgimenti,
Non diminuzion. Non è compreso
In umano pensier Dio creatore,
Che ad ogni spazio e ad ogni uman pensiero
Alto Ei sovrasta. Ma le tue parole
Sono da stolti, e basti ciò, che niuno
Socio t’avrai ne le credenze tue.
:Di là da queste, altre parole ei disse,
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/199
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Alex brollo
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3863705
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 194 —|}}</noinclude>
<poem>
Molte davver, quali erano congiunte
A sensi umani e sapïenza. Attonito
Màni restava a que’ detti vincenti
Ed avvizzìan le gote sue già un tempo
Fiorenti e gaie. S’adirò con lui
Prence Shapùr; oh sì! della fortuna
Di Màni già si feano avversi e tristi
I mutamenti! Fe’ precetto il sire
Di levarlo di là, fuor da la reggia
Di scacciarlo con onta, e disse poi:
Quest’uomo, adorator di fatte immagini,
Oh! non è degno d’abitar dimore
D’uomini in terra. Poi che andò pel mondo
Fiero tumulto da un confine all’altro
Per opra sua, dal capo giù alle piante
D’uopo è levargli la rugosa pelle
E quel cuoio colmar d’arida paglia,
Perchè ninno più mai cerchisi grado,
Com’ei fe’, di profeta. In su le porte
Della città voi l’appendete o innanzi
All’alte mura de l’ostel degli egri.
:Fecero allora qual comando fea
L’iranio sire. A quel loco ei l’appesero
E fêr lodi a Shapùr, quindi gittarono
Arida polve sul misero ucciso.
:Fu di tal guisa di Shapùr la sorte
D’allora in poi, che fra le rose fresche
Del suo giardino non fu visto mai
O spino o cardo per la sua giustizia,
Pel suo consigllo e per la mente sua,
Per la molta sua grazia e per la cura
E per l’opre dell’armi. Alcun nemico
Non gli rimase in tante regioni
Non restò nido al male oprar pel mondo.
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/200
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 195 —|}}</noinclude>
{{Ct|c=t1|XVIII. Morte di re Shàpùr.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1455-1157).}}
<poem>
:Orbo di speme verso l’alto cielo
Come divenne, poi che già settanta
Erano e poco più gli anni trascorsi
Della sua vita, re Shapùr fe’ cenno
Che con prence Ardeshìr e il sacerdote
Inclito e illustre innanzi gli venisse
Il regio scriba. Giovinetto prence
Era allora Ardeshìr, minor fratello
A lui d’età, ma per giustizia e senno
Quale un bel serto su la fronte sua.
Un figlio il re si avea, picciolo infante,
Shapùr di nome, di cui senno ancora,
In forza del destin, giunto alla meta
Non era del desìo del vecchio padre.
:Alla presenza de’ suoi grandi allora,
Del regio scriba alla presenza, disse
Il re sovrano ad Ardeshìr: Se un patto,
Di giustizia per via, farai con meco,
Se porrai la tua lingua in testimonio
Al patto tuo, che la corona e il trono
E i tesori darai pronto e fedele
Al figlio mio quand’egli tocchi i giorni
D’età virile, quando spiri a lui
L’aura felice di poter sovrano,
E tu ministro e consigliere e amico
Di fede gli sarai, questa corona
Imperïale a te darò, lasciando
A te i tesori e i miei gagliardi in guerra.
:Bene accolse Ardeshìr queste parole
Là nel cospetto di que’ grandi, quali
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/60
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Pic57
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 58 —|}}</noinclude>conferisce a tutti i paesaggi d'Italia un qualche cosa di simile alcune linee rassomiglianti e li fa parere come bagnati dalla medesima luce. È forse, è certo questa magnifica forza che dall'Alpi alla Sicilia conserva un fondo unico ai più disparati dialetti d'Italia. Ed è forse, è certo questa magnifica forza dell'etnos che il canto fa abbondantissimo germogliare in tutta Italia dello stesso colore tinto.
Dello stesso colore ma non della stessa gradazione, chè questa grande maravigliosa unità e pur piena dei più graziosi contrasti, delle più pittoresche diversità per cui nessun paese è, anche etnofonicamente, nel medesimo tempo più vario e più unito. Così è che i canti popolani di tutta Italia pur avendo qualche cosa che li lega in soavissimo mazzo, hanno però alcune gradazioni che contraddistinguono quelli di una regione da quelli di tutte le altre. Tutte rose ma di cento varietà. Dalle foglie che vanno dal verde bottiglia a quello grigiastro o venato di carminio, dalle corolle del bianco più puro del carnicino più tenero del vermiglio più chiassoso del carminio più cupo, dando l'impressione della carta, della seta, del velluto, della porcellana, coi petali corti, larghi, bilobati, appena concavi o allungati, stretti attorno nelle più graziose volute, più o meno ricche di foglie e di profumo, ma pur sempre ed evidentemente ed indiscutibilmente rose,<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/61
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2026-07-19T09:57:00Z
Pic57
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 59 —|}}</noinclude><section begin="s1" />il più leggiadro il più bello dei fiori come il canto del popolo d'Italia è il più dolce il più appassionato il più bello dei canti del mondo!<section end="s1" />
<section begin="s2" />
{{Ct|f=200%|t=5|PIEMONTE.}}
Gianduia nonostante l'apparenza non è allegro.
C'è chi, in udendo la sua parlata correre svelta e precipitare ad ogni parola verso l'ultima sillaba, potrebbe crederlo allegro, ma ascoltando più attentamente, udendo tutti quegli ''e'' ed ''o'' ed ''u'' scuri, un po' sordi, come opachi, si convince ben presto
come Gianduia non sia allegro neppure nel tono generale del suo discorso. Gianduia è in fondo all'anima mesto, malinconico e perfino la sua allegria par sempre un po' presa ad imprestito. Dire- ste che nel suo cuore sia un po' di quella malinconia che suole essere nel cuore degli isolani.
Le Alpi sono vicine, son lì a due passi, bianche impassibili ed impervie, che si accendono dei più vivi colori dell'iride sotto i raggi del sole ma che non mandano che gelidi soffi ad ammonire che il bel vestito di sete cangianti non è che vano miraggio. Sono la due passi ma l'ascesa n'è aspra, terribile, spesso mortale e Gianduia è al
basso. La montagna l'attira col sogno lo respinge colla realtà. La più triste delle tristezze. Voler {{Pt|es-|}}<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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L'Anima musicale d'Italia/La nostra canzone
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Porto il SAL a SAL 75%
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wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=19 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=La nostra canzone|prec=../I caratteri principali della canzone dei vari popoli d'Europa|succ=../Piemonte}}
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 187 —|}}</noinclude><section begin="s1" />di umili e pur veraci eroi, per recarci in quell'altra che fu patria al più grande genio della guerra, a {{AutoreCitato|Napoleone Bonaparte|Napoleone}}.
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<section begin="s2" />{{Ct|f=200%|CORSICA.}}
Siamo all'ultima giumella di canti che l'Italia aprendo le mani lascia cadere e volteggiare e spandersi nell'aria e pel mondo qual leggiadrissima pioggia di colorati e profumati petali del più prezioso e delicato fiore del suo giardino, il supremo e più intimo secreto dell'anima del suo popolo.
Poca e povera terra. Che importa? Forse che la madre si ama in ragione di venustà? O non ama anzi più fortemente il povero il suo tugurio del ricco il suo palazzo? E la madre
che degna sia di tal nome, non serba essa le sue più affettuose cure per la creatura debole e malaticcia che gli costa insonni ed angosciose veglie? E l'amor di patria mai si fa sentire tanto forte quanto nel momento ch'essa vediamo calpestata. E svisceratissimo amore portano alla diletta isola i figli suoi, e ai tempi eroici di quella grande fiamma di libertà che fu il {{AutoreCitato|Pasquale Paoli|Paoli}}, il corso che dopo lunga e forzata assenza, che per proprio gusto mai l'abbandona, vedeva troppo tardare alla propria passione l'ormeggiare
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\stemUp f4. r4. r2 \bar "|."
}
\addlyrics{
Fe -- ne -- sta che lu -- ci -- ve e_mo non lu -- _ ci sign'
è la _ Nenna mia stace am -- ma -- _ la -- _ _ _ ta S'af -- fac -- cia la so -- rel -- la_e me_lo
di -- _ ce: Nen -- nel -- la toja è mor -- ta e s'è at -- ter -- ra -- ta Chia-
gne -- va sem -- pe ca dor -- me -- va so -- la, ah.... mo dor -- me co li
muort -- te ac -- compagna -- _ _ ta Mo dor -- me co li
muor -- te accompagna -- _ _ ta
}
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è la _ Nenna mia stace am -- ma -- _ la -- _ _ _ ta S'af -- fac -- cia la so -- rel -- la_e me_lo
di -- _ ce: Nen -- nel -- la toja è mor -- ta e s'è at -- ter -- ra -- ta Chia-
gne -- va sem -- pe ca dor -- me -- va so -- la, ah.... mo dor -- me co li
muort -- te ac -- compagna -- _ _ ta Mo dor -- me co li
muor -- te accompagna -- _ _ ta
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c4.\) r4 s8 \bar "|."
}
\addlyrics{
Fe -- ne -- sta _ vascia,_e pa -- tro -- na cru -- de -- _ _ le, quan-
ta so -- spi -- re m'aje fatto _ jet -- tà -- _ _ re! _ M'avide sto co -- re comm'a _ na can-
ne -- _ _ la! Bel -- la _ quanno te sen -- to annome -- _ na -- _ _
re! Oje pi -- glio la spe -- rien -- za de la ne -- -- -- _ -- -- _ _ ve! La
ne -- ve è fredda e_se fa ma -- ni -- a -- -- -- _ -- -- _ _ re. E
tu com -- me s'i' tant' -- aspra e cru -- de -- -- -- _ -- -- _ _ le?
Muorte nun me vi -- de_e non mme vuò ajuta -- -- -- _ -- _ re?
}
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Cor74
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|153}}</noinclude>li pastori, e ogni creatura, dell’ignoranzia e superbia e piacimenti nostri, a ragguardare tanta larghezza e bontà e amore ineffabile del nostro Creatore. Il quale s’è mostrato a noi arbore, nella nostra umanità, pieno di dolci e soavi frutti; perchè noi, arbori salvatichi, ci potessimo innestare in lui. Or questo fu dunque il modo che tenne lo innamorato di <ref>Gentile idiotismo, che ora direbbesi: Quell’innamorato di. E il lo non è che scorcio di quello. Ma non vedere in Gregorio Magno che un innamorato, è segno di grande potenza d’amori grandi.</ref> Gregorio e gli altri buoni pastori; cioè, cognoscendo, loro senza neuna virtù non essere, <ref>Può intendersi in doppio modo: conoscendo di non avere nessuna virtù per sé; e: conoscendo di non essere, cioè non esistere veramente senza virtù.</ref> ragguardando il Verbo, arbore nostro; e fecero uno innesto in lui, legati e vinti<ref>Sta per ''avvinti''. Come in Dante ''vincia'' spiegasi per ''circondava''.</ref> col legame dell’amore. Perocché di quello che l’occhio vede, di quello si diletta, quando è cosa bella e buona. Adunque videro, e vedendo, si legaro sì e per siffatto modo che non vedevano loro, ma ogni cosa vedevano e gustavano in Dio. E non era ne vento né grandine, né dimonia, <ref>''Dimon''; anco in Dante. Dimonia plurale, come tuttavia nel contado le prata e simili.</ref> né creature, che le potesse tollere che non producessero frutti domestichi: perocché erano innestati nel midollo dell’arbore nostro, Gesù. E li frutti, dunque, loro producevano eglino per lo midollo della dolce carità, nella quale erano uniti. E non ci ha altro modo.
E questo è quello ch’io voglio vedere in voi. E se per insino a qui non ci fussi stato ben fermo, in verità voglio e prego che si facci questo punto del tempo che e’ è rimasto, virilmente, e come uomo virile, seguitando Cristo, di cui Vicario sete. E non<noinclude><references/></noinclude>
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/2/XIV
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2026-07-18T15:44:02Z
Alex brollo
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Porto il SAL a SAL 75%
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wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=18 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|2]] - XIV. - Assalto notturno di re Shâpûr|prec=../XIII|succ=../XV}}
<pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="178" to="186" fromsection="s2" tosection="s1" />
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text/x-wiki
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 188 —|}}</noinclude>della galera, in acqua si buttava per potere di qualche istante prima premere co' piedi il de- siato suolo. Forse a tale amore si deve se ancora i canti della Corsica conservano i caratteri originali che giogo di straniero non valse a distruggere. Travestitela come meglio vi talenta, mettetegli sul volto la maschera più impenetrabile, caricatela di catene e di gioghi perchè un sol gesto non le sia consentito che riveli la sua nazionalità, mettete sulle così dette carte geografiche, che altro non sono che piani di battaglia e di rapina, mettete dico al punto in cui trovasi la Corsica una dicitura a grandi caratteri che la proclami turca o cinese ma lasciatele sciogliere l'anima al canto che nessuno pensò ancora vietargli, e vedrete se non si rivelerà
italiana, italianissima in tutto l'essere suo.
{{Centrato|⁂}}
Il {{AutoreCitato|Niccolò Tommaseo|Tommaseo}}, che non solo fu scrittore e critico fra i grandi grandissimo ma degli usi e costumi de' paesi illirici, della Dalmazia, della Corsica e della Grecia conoscitore profondo, dice che: «Al bandito greco e dalmata il canto è alimento dell'anima più che al corso» e poco più oltre che «La musica corsa è delle tre la più bella: meste il più tutte e tre. I tre popoli amano il canto; e le donne cefalene col fascio<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/191
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Pic57
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/* Trascritta */ Gadget Pt
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 189 —|}}</noinclude>in capo scendono pendii precipitosi filando e cantando; le corse, e bennale filando menano il cavallo alla fonte e alla fonte si siedono in cerchio filando e cantando. A me non resta che aggiungere sommesso essere il canto corso di melodia dolce e passionata, non vivo, anzi più tosto lento e melanconico. Più del sardo meno del siculo sviluppato. Ai caratteri indigeni forte mescolarsi caratteri greco-arabi. Quanto a certe analogie fra i canti corsi e quelli di altri paesi segnalate da alcuni scrittori bisogna
andar cauti nell'accettarle e pensare che nel più de' casi non si tratta di infiltrazioni ed influenze straniere, ma bensì della stessa parentela che esiste fra i canti sardi e quelli di altri popoli coi quali non ebbe mai diretti contatti. Gli studiosi dell'''etnos'' corso osserveranno essere i canti côrsi in genere impostati in una tessitura ardita. Per questo carattere noi li vediamo allacciarsi ai canti di quella parte settentrionale della Sardegna che è precisamente quella più vicina alla Corsica. A questo modo non un anello manca alla catena che riunisce i canti del popolo di tutta Italia.
{{Centrato|⁂}}
Quando uno muore, vestito de' migliori panni, il viso scoperto e volto verso l'uscio in direzione del quale è posto co' piedi innanzi, {{Pt|di-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 190 —|}}</noinclude>stendono in su tavola retta da un desco o da seggiole, che dicesi ''tola'', termine similare al sardo ''taula'', con sotto al capo un guanciale, le mani e i piedi giunti. La ''tola'' in mezzo a una stanza, per solito la cucina, alla pietosa vista dei passanti esposta, lasciando spalancate le porte. La notte fanno la camera ardente di ceri ed al-
tri fuochi e congiunti ed amici a duolo vestiti intorno siedono taciturni per lunghe veglie.
{{Centrato|⁂}}
Il bisogno di piangere i morti, portato di natura, è nato coll'uomo e col primo morto si è manifestato e come allora tale ancora dura e durerà finchè uomo viva.
Il tumulare e rendere tributi d'onore in determinate forme cerimoniali alle salme, pure essendo cose dal sentimento derivate non parrebbero così spontanee nè così naturali come il pianto, e parrebbero piuttosto opera di civiltà. Infatti presso alcune selvagge tribù oceaniche ed africane i morti abbandonansi sulla terra all'intemperie celesti, all'ira delle belve, e nel Siam stesso, ove pure i funerali di un alto dignitario e di un principe richiedono una spettacolosissima e costosissima messa in scena, i cadaveri
della gente povera si gettano in un immondo carnaio ove solo i topi ed i corvi pensano a rendere<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/193
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 191 —|}}</noinclude>servizio alla pubblica igiene spolpando quegli avanzi umani di cui solo l'ossa verranno bruciate. Ma tutto quest'orrore è imposto da tristi necessità o prodotto da una civiltà barbara, mi si con- senta l'apparente contrasto, come sono le asiatiche; in genere, fin dalle più lontane epoche, noi abbiamo la prova di un culto della morte che si è manifestato nelle stesse forme con cui ancor oggi si manifesta.
È stato possibile, mercè le preziose vestigia riesumate dai sapienti scavi compiuti a scopo di studio, ricostrurre tutto il cerimoniale che, sul termine dell'epoca quaternaria e forse, e certo ancor prima, l'uomo compiva o in pro dedicava dei defunti seppellendoli nelle caverne naturali o artificiali.
Quando, in tal lontana epoca, la morte portava la desolazione in mezzo ad una tribù, il
cadavere veniva trasportato in una caverna destinata ad uso sepolcrale ed ivi o bruciato o più raramente sotterrato ponendogli vicino armi, giocattoli o quant'altri oggetti in vita gli fossero stati cari; amuleti e cibo. Una lastra o grossi massi posti alla bocca della caverna impediva- no l'ingresso alle belve, mentre di fuori, accanto alla dimora dei defunti, acceso il fuoco e squartati grossi animali, si procedeva al banchetto con una distribuzione di carni ancora fumanti, di frutti, di bevande fermentate.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 192 —|}a</noinclude>A tale rievocazione, fatta dalle ceneri, dai rimasugli di un pasto, dagli scheletri, dalle mummie rinvenute nelle preistoriche grotte, manca così com'era naturale che mancasse, ogni e qual- siasi traccia di movimento e ancor più di suono. Il suono svanisce man mano che vien prodotto senza lasciare traccia alcuna, e posto che le famose spugne che ritengono il suono, scoperte dal capitano Vosterloch nelle terre australi
altro non erano che una spiritosa invenzione del gazzettiere del ''Corriere Veridico'' che si stampava nel 1632, e che il fonografo non vive la sua vita pratica che dal 1889, ogni eco era da lun- go tempo spento in quelle misteriose caverne dei nostri antenati. Ma allora come e perchè ritenere che nella preistorica epoca della pietra ai morti si indirizzasse il dolore nella sua più pura e sublime forma di canto? Perchè, mi do-
mandate?
Perchè ancora adesso vi sono popoli presso i quali vige intiero il costume di onorare i defunti con pratiche simili a quelle preistoriche e che pure ai morti cantano. Se le due cerimonie sono identiche in tutti i particolari, non è forse logico supporre, fermamente credere che anche l'uomo primitivo cantásse e ballasse come canta e balla l'uomo selvaggio del presente?
Selvaggi del presente che, come gl'indiani d'America, i Comanchi, non è molto tempo {{Pt|usava-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 192 —|}}</noinclude>A tale rievocazione, fatta dalle ceneri, dai rimasugli di un pasto, dagli scheletri, dalle mummie rinvenute nelle preistoriche grotte, manca così com'era naturale che mancasse, ogni e qual- siasi traccia di movimento e ancor più di suono. Il suono svanisce man mano che vien prodotto senza lasciare traccia alcuna, e posto che le famose spugne che ritengono il suono, scoperte dal capitano Vosterloch nelle terre australi
altro non erano che una spiritosa invenzione del gazzettiere del ''Corriere Veridico'' che si stampava nel 1632, e che il fonografo non vive la sua vita pratica che dal 1889, ogni eco era da lun- go tempo spento in quelle misteriose caverne dei nostri antenati. Ma allora come e perchè ritenere che nella preistorica epoca della pietra ai morti si indirizzasse il dolore nella sua più pura e sublime forma di canto? Perchè, mi do-
mandate?
Perchè ancora adesso vi sono popoli presso i quali vige intiero il costume di onorare i defunti con pratiche simili a quelle preistoriche e che pure ai morti cantano. Se le due cerimonie sono identiche in tutti i particolari, non è forse logico supporre, fermamente credere che anche l'uomo primitivo cantásse e ballasse come canta e balla l'uomo selvaggio del presente?
Selvaggi del presente che, come gl'indiani d'America, i Comanchi, non è molto tempo {{Pt|usava-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 193 —|}}</noinclude>{{Pt|no|usavano}} coltelli di quarzo dimostrando chiaramente essersi il loro progresso arrestato all'età della pietra. Non c'è esploratore dell'America, si può dire, che nella relazione dei suoi arditi viaggi descrivendo gli usi ei costumi di que' popoli selvaggi e le loro strane cerimonie funebri, non s'intrattenga su le danze e i lamenti come il particolare dirò così più costante e che più li ha colpiti. Potrei citare djecine di esempi; mi contento riportarne due fra i più caratteristici.
Il primo, che si riferisce agli Irochesi, tolgo all'opera del Morgan; il secondo, che parla degli yokaia di California, tolgo al Powers.
Presso agli Irochesi dunque "La danza pel morto, detta ''Ohewa'', era fatta dalle sole donne. La musica era vocale e cantata da persone collocate nel mezzo della stanza. Il coro delle danzanti si univa al canto, e tutto insieme era una musica luttuosa e lamentevole. La danza cominciava al crepuscolo o poco dopo e continuava fino al mattino, quando l'ombra dell'estinto che si suppone partecipare alla danza, si crede sia
spenta.
Presso gli Yokaia in occasione dei funerali di un capo morto, dopo i discorsi di circostanza segue un pianto e un lamento di pochi minuti che cessa immediatamente ad un dato cenno. Seguono poi le preparazioni per la danza.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/716
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione|{{Sc|708}}|{{Sc|libro quinto.}}|}}</noinclude>{{Pt|<br>|}}mentale o subbiettiva che la si chiami. Ed io stesso che la unità reale dei mondi combatto, la penso a ciascun istante e medito le cose finite e sconnesse dentro uno schema sintetico; eccetto che io ne vivo sempre mai consapevole e la mia forma logica distinguo e separo dall’esteriore materia.
{{larger|26.}} — Per fermo, fu divisato eziandio da noi che l’opera assidua della divina mentalità consiste. appunto a condurre il diverso il disgregato e il discorde a una tal quale conformazione e congregazione e a certe sintesi terminative di più maniere e a passo per passo arricchite di maggior perfezione. E quanto, per via di dire, il Possibile va seminando e moltiplicando le differenze, altrettanto il Convenevole le tempra e le accoppia, vincendo a poco insieme e non mai totalmente le necessità, le scarsezze e ogni ragione d’impotenze che porta seco il finito. Laonde ei si potrebbe anche descrivere la nostra cosmologia dicendo ch’ella è la natura la quale dalla disgregazione e dalla inerzia trapassa all’aggregazione ed all’atto; poscia all’automatismo, indi all’organizzazione e indi ancora al senso ed all’appetito; da ultimo all’intelletto e per esso alla congiunzione col bene assoluto.
{{larger|27.}} — Nelle quali forme avvi del sicuro un moto e progresso di unificazione ma non quale s’intende dal più dei cosmologi odierni, agli occhi de’ quali tutto ciò si compone e sviluppa per legge d’identità e senza stranieri elementi. Noi all’incontro diciamo, che niuna di queste sintesi esce sostanzialmente dall’altra e con lei s’immedesima. Perocchè l’aggregazione, ancora che leghi insieme i finiti, lascia interissima la pluralità dei subbietti; nè di poi varca all’automatismo senza far cospirare insieme cause diverse e diversi elementi; e la coordinazione loro e il complicato risultamento che<noinclude><references/></noinclude>
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Tuvok1968
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione||{{Sc|del progresso nell’universo.}}|{{Sc|709}}}}</noinclude>{{Pt|<br>|}}n’esce è fatale e molteplice, è retto dalle forze comuni e particolari e niente non à d’individuo e d’inseparato.
{{larger|28.}} — Del pari, nell’organismo vegetativo apparisce un altro differente principio ed originale, che, parte sottomette le materie aggregate, parte vi cede e vi si adatta. L’organismo poi che sente e appetisce e quello più alto che intende e vuole pervengono alla sintesi loro con l’intervento di due principj novissimi l’anima senziente e l’anima razionale, troppo dissimili da tutte le forze che operano nei composti inferiori.
{{larger|29.}} — Ugualmente, la congiunzione dell’intelletto e della volontà col bene assoluto è per sè differente ed aliena da tutte le sintesi che la precedono. Il perchè, l’uomo, ultimo effetto sul nostro pianeta della virtù creatrice, sebbene si lega intimamente agli organi proprj, non fa con essi unità di sostanza; come negli organi, materia e monadi si connettono piuttosto che s’immedesimino. E la natura automatica, quale sarebbe il nostro globo e il sistema solare e molte catene fisiche di cause e di effetti, quando anche prepari e atteggi ogni cosa all’organizzazione, non fa un solo subbietto con lei ma opera indipendente e divisa.
{{larger|30.}} — D’altro canto, cotesti gradi d’unificazione e coteste serie di sintesi che altro sono nei mondi creati se non particolari e speciali subbietti di una più diversa e più vasta moltiplicità? Considerato che di là dalla creazione visibile in mezzo di cui ànno effettuazione quelle relative unità e quelle sintesi di cui si discorre stendonsi altri pelaghi di esistenze tanto dissimili che niuna potenza fantastica perviene a fingerle e indovinarle. E sebbene eziandio in que’ differenti oceani a vincere le necessità del finito il sol modo possibile è di congiungere gli enti e condurli bel bello<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/718
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Tuvok1968
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione|{{Sc|710}}|{{Sc|libro quinto.}}|}}</noinclude>{{Pt|<br>|}}a qualche composto sintetico, nullameno l’indole di essi mondi è tanto remota dalle nostre esperienze e dai nostri concetti, che niuna parità e niuna conformazione vi corre.
{{Ct|f=115%|t=2|III.}}
{{larger|31.}} — Il creato, adunque, è consonanza delle parti e coordinazione del tutto, e non è l’uno che si esplica nel diverso e nettampoco il diverso che immedesimasi a grado per grado con l’uno. Chi si rappresenta di tal maniera la natura naturata, confonde da capo e per due vie contrarie l’infinito col finito. Laddove quest’ultimo, non mai capace di perdere le sue condizioni essenziali e non declinabili, assume bensì interrottamente ed a luogo a luogo molte specie di unificazione; ma nel tutto insieme e pel più ordinario risulta di numerose molteplicità separate e diverse. Vero è ch’eziandio queste debbono poi rinvenire un limite necessario nell’ultima attenuazione dell’essere e perciò negli atomi indivisibili e condotti al termine estremo della negazione.
{{larger|32.}} — Coteste ultime e individue sussistenze sono però inconfondibili, perchè A ed A formano due e non uno. La individuazione loro esce immediata dal loro esistere primitivo, ed ogni altra cosa accede e s’aggiunge a quello. Perciò la nostra cosmologia fa il principio d’individuazione sinonimo dell’esistere finitamente e sciogliesi di tal maniera da tutte le ambagi della Scolastica intorno al proposito; nè suda a cavar l’individuo dall’universale e da certa arcana contrazione
della materia.
{{larger|33.}} — Un altro limite poi dee trovare l’ente finito e individuo nell’ampliazione dell’essere. Conciossiachè<noinclude><references/></noinclude>
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Discussioni utente:Carbonchiolo
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Ciao! Ho visto [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Wilde_-_De_Profundis,_Milano,_Bolla,_1926.pdf/10&diff=prev&oldid=3863517 questa tua modifica]. Grazie per la rilettura e la precisione nei dettagli. In intestazione, ti suggerisco di usare l'opzione <code>riga=si</code> nel template {{tl|RigaIntestazione}}, in questo modo la riga di separazione rimane legata al testo e ti semplifica la modifica. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Wilde_-_De_Profundis,_Milano,_Bolla,_1926.pdf/10&oldid=3863519 come ho fatto io]. Grazie ancora e buona contribuzione! [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:43, 18 lug 2026 (CEST)
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:Grazie mille per la dritta, non conosco ancora bene i vari template. Esiste un elenco con tutte le possibili opzioni? Ad esempio sarebbe utile ci fosse una opzione simile per il {{PieDiPagina}}. [[User:Carbonchiolo|Carbonchiolo]] ([[User talk:Carbonchiolo|disc.]]) 19:01, 18 lug 2026 (CEST)
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:Grazie mille per la dritta, non conosco ancora bene i vari template. Esiste un elenco con tutte le possibili opzioni? Ad esempio sarebbe utile ci fosse una opzione simile per il {{tl|PieDiPagina}}. [[User:Carbonchiolo|Carbonchiolo]] ([[User talk:Carbonchiolo|disc.]]) 19:01, 18 lug 2026 (CEST)
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/2/XV
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione||{{Sc|del progresso nell’universo.}}|{{Sc|711}}}}</noinclude>{{Pt|<br>|}}la varianza e la energia delle sue facoltà e degli atti non può trascender quel punto in cui non terrebbe più proporzione e omogeneità con la energia peculiare dell’intrinseco principio attivo.
{{larger|33.}} — Fu pure spediente a noi di provare che cotesto individuo vero e spirituale, cui demmo il nome qualitativo di ''polidinamo'', è sforzo supremo della natura e vi giunge essa per lunga serie di ostacoli vinti e d’insufficienze supplite, appunto perchè in lui si attua il grado maggiore di unificazione del quale sia capace il finito. Di tal che dopo essere trapassati i corpi per tutte le aggregazioni del simile, le partecipazioni del diverso e loro meschianze ed aver compita la sequela degli apparecchi e l’automatismo generale e particolare, i nuovi principj vegetativi non possono altro in sul primo se non separarsi appena e distinguersi dall’ambiente materia.
{{larger|35.}} — Poi l’organismo medesimo costruendo altre preparazioni ed altri principj vi fa comparire gradatamente la unificazione individua col moto locale, la sensibilità e l’appetito, e prosegue con la percezione la volontà e l’intelletto; e qui finalmente è l’individuo perfetto dell’ordine nostro terreno, qui accade la congiunzione spirituale dell’ente creato con l’Assoluto.
{{larger|36.}} — Sebbene, per le disposizioni innate ed incorreggibili della finità, esso individuo rimarrebbesi quasichè impotente ed inoperoso, quando i principj vegetativi non lo fornissero degli strumenti acconci da un lato ad usufruttuare il mondo corporeo e dall’altro, non male adatti ad occasionare nella mente di lui la visione dell’Assoluto e il sentimento arcano degl’influssi divini.
{{larger|37.}} — Di tal maniera, dopo aver noi dimostrato che parte delle esistenze finite à sola ragione di mezzo, e aver<noinclude><references/></noinclude>
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Tuvok1968
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione|{{Sc|712}}|{{Sc|libro quinto.}}|}}</noinclude>{{Pt|<br>|}}descritto le varie categorie per le quali la mezzanità dilata l’essere proprio e si abilita ai richiesti preparamenti, indicammo le porte, a così parlare, onde entra la vita nel mondo o vogliam dire l’attuazione progressiva del fine.
{{larger|38.}} — Guardata poi questa nella sua sostanza profonda e perpetua quanto nella sua estensione a tutte le parti del creato capaci di vera finalità, stimammo doverla definire: l’esplicazione e perfezione dell’individuo in ordine al bene, mediante un acconcio individuo.
{{larger|39.}} — E perchè nel colmo della vita si attua il colmo della finalità e quivi è la meta dell’universo, ci risultò evidente quest’altra sentenza che in ogni sfera di cose rette da leggi proprie e costituenti un mondo particolare e dissimile dal rimanente debba la creazione mirar senza meno a questo effetto terminativo di unire e immedesimare al possibile il più alto principio vitale e la più perfetta forma degli strumenti nel grado però e nella sufficienza che è conseguibile a quella sfera e a quel mondo. Salvochè ci avvedemmo la congiunzione e partecipazione diretta dell’Assoluto condur seco (in qualunque luogo e mondo succeda) un’indole d’organismo nuovo e spirituale, ed ogni potenza d’organismo inferiore (come testè si notava) pigliar carattere di mera causa occasionale.
{{larger|40.}} — L’uso poi dei fisiologi e d’ogni sorta naturalisti di chiudere la scienza intera della vita per entro i fenomeni dell’organismo corporeo ci menò a discorrerne stesamente e sotto diversi rispetti. Ne definimmo razionalmente la natura e le leggi; ne indagammo le origini; e quelle teoriche combattemmo che pure in tale subbietto amplificano stranamente il principio d’identità e d’unificazione.<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/721
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Tuvok1968
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione||{{Sc|del progresso nell’universo.}}|{{Sc|713}}}}</noinclude>
{{larger|41.}} — Dall’atto creativo procedono immediate i subbietti sostanziali d’ogni ragione, e ciascheduno ne procede ben determinato e individuato nell’essere suo. Quindi le cagioni seconde, ancora che il possano modificare, mutarlo nella essenza non possono. E del pari non è in loro arbitrio impedire o mutare quelle congiunzioni e composizioni fra essi che derivano drittamente dalle forze ed attribuzioni essenziali e native; e sono del novero tutti i sistemi originali di monadi; e però in ciascuno è costituito la forma perpetua ed inalterabile d’una specie vegetale o animale.
{{larger|42.}} — Salvochè a queste forze ed attribuzioni native ed ai loro composti necessario è un cotale ordine di promozioni e certe congiunture di luogo e di tempo; e sono talvolta l’una forza all’altra un conveniente apparecchio.
{{larger|43.}} — Quindi non può, esempli grazia, la coesione apparire innanzi d’un qualche moto ed accostamento della materia in fra sè; nè le affinità differenti innanzi dell’incontro di certe sostanze speciali ed eterogenee; nè l’attrazione meccanica innanzi della costituzione de’ grandi corpi; nè gli ossidi metallici innanzi dell’adunarsi dei principj aerosi sulla superficie del globo; nè infine i sistemi delle monadi vegetative e la formazione dei germi innanzi del combinarsi a tre a quattro ed a più gli elementi metalloidi in tempra e misura idonea.
{{larger|44.}} — Adunque, da un lato gli elementi che semplici sono domandati, dall’altro le monadi e gli altri principj spirituali viventi sono i semi eterni di tutte le cose. Perocchè dagli elementi provengono onninamente e senza giammai fallire i primi composti e le forme molecolari; dalle monadi, i viventi cristalli; e da ogni generazione di anime, la certa e successiva {{Pt|effet-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Mamiani - Confessioni di un metafisico, Vol. 2, 1865.pdf/722
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<noinclude><pagequality level="3" user="Tuvok1968" />{{RigaIntestazione|{{Sc|714}}|{{Sc|libro quinto.}}|}}</noinclude>{{Pt|<br>|effet}}tuazione degli archetipi organici e gli aspetti e le guise diverse e ascendenti della vita e della finalità.
{{larger|45.}} — In cotesti semi eterni è sostanziale separazione dall’uno all’altro ed è insieme fatale necessità di accostarsi o repellersi; e nel lor tutto insieme campeggia la discorde concordia che fa delle parti dell’universo un macchinismo maraviglioso ed immenso, il quale risulta di macchine innumerabili e d’innumerabili organizzazioni disperse nei mondi particolari ma tutte accomodate e corrispondenti al concetto informatore della creazione.
{{larger|46.}} — Questo diventano il finito e il molteplice nelle mani della natura; e perciò sono chiuse ed attutite per sempre le vane disputazioni sull’anima universale, e se le cose possono o no trasformarsi l’una nell’altra, e se in ciascheduna giace qualche appetizione e virtualità d’ogni rimanente e per lo manco i semi del sentire del volere e del conoscere e la facoltà rappresentativa dell’intero creato ed altre simiglianti immaginazioni, che tutte, per nostro giudicio, provengono da intempestivo mescolamento dell’infinito col finito e dal volere a forza che questo secondo in ogni sua parte costitutiva sia copia e simulacro fedele del primo.
{{larger|47.}} — Laonde chi studia di cogliere il concetto vero e fruttifero della creazione debbe antecedentemente avvisare (quel che facemmo nel primo Libro) la schietta e germana essenza della finità e scrutarne le condizioni le insufficienze le necessità e le angustie che sono il primo lato del grande parallelogrammo da costruire.
{{larger|48.}} — Ciò veduto, egli debbe chiedere a sè medesimo con lunga istanza per quale arte divina può il finito e il molteplice congiungere le sue esistenze sconnesse e bizzarre, e l’una fare preparazione alle altre e scemare a grado per grado la loro impotenza comune,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 194 —|}}</noinclude>Un angolo della stanza è separato, come luogo destinato all'abbigliamento. Gli attori principali sono cinque uomini agili e muscolosi, i quali vanno profusamente ornati, fra l'altro di collane di conchiglie le quali risuonano ad ogni mossa dei danzatori. Essi tengono in bocca un fischietto mentre danzano, inclinano la testa e piegano il corpo con destrezza.
I cinque uomini sono accompagnati da un semicerchio di dodici donne, le quali battono il
tempo a piccoli passi e portano pur esse collane di conchiglie di halistio e di pachiderma intorno al collo e braccialetti analoghi.
Al primo giorno la danza in onore del capo Yokaia è lenta e funebre, la musica semplice e lamentevole, il canto monotono essendo compo- sto di due soli toni ed accompagnato dal cupo rumore prodotto da colpi vibrati sopra un oggetto concavo. Nel secondo giorno la danza è più animata e la musica più variata e più ricca di toni coll'aggiunta anche del coro delle donne. Nel terzo finalmente danza e musica acquistano un deciso carattere più gaio e vivace.
Anche i Senel usano danzare nell'atto che il cadavere dell'estinto brucia sul rogo. Il loro muoversi nella danza è violento, la musica fortemente ritmata, melodicamente saltellante ed i danzatori cantano in coro le seguenti parole che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 195 —|}}</noinclude>non hanno alcun significato ripetendole indefinitamente:
{{Blocco centrato|<poem>Hol-lel-li-ly
Hol-lel-lo
Hol-lel-lu</poem>}}
Due toni, dice il Powers che erano usati nel canto del primo giorno, due toni cioè due note. O non vi pare che tale descrizione potrebbe be- nissimo adattarsi al primo dei temi di ''attittidus'' riportati nel capitolo sulla Sardegna? E tutte queste descrizioni di usi viventi non completano maravigliosamente bene le notizie che in proposito ai riti funerari dell'epoca quaternaria ab- biamo mercè gli studi paletnologici, e non sono in tutto simili agli usi funerari tutt'oggi in uso in Sardegna e più specialmente in Corsica ove tutt'ora è in vigore il caracollo che altro non è che la primitiva selvaggia danza?
Tralasciando le descrizioni degli usi funerari del ''Vecchio testamento'', a lusso di prove, a completare tutta la catena degli usi funerari che nelle diverse epoche presero forme sempre iden tiche, ed il canto ai morti costantemente usarono, ricordiamo che nei funerali greco-romani, che in sè compendiano e mostrano affinate le anteriori civiltà Asiatiche ed Egizie, non erano solo i flautisti (''tibicines'') limitati dalla legge delle XII tavole al numero di dieci, e talvolta anche alcuni trombettieri (''tubicines'') ma vi erano<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 196 —|}}</noinclude>pure le ''praeficae'', piagnitrici prezzolate, che do- vevano, in atto di stracciarsi sconciamente le chio- me e percuotersi il petto, levare alti urli e lamenti, cantare lunghi inni (''naeniae'', ''morturalia''). Non solo, guidata dall'''Archimimus'', che rappresenta- va la persona del morto coll'abito e la maschera e lo imitava nei gesti, seguiva una schiera di mimi i quali recitavano passi seri di poeti o davano spettacolo di scène comiche mettendo in ridicolo le originalità del defunto; ma, talvolta durante la cremazione, avevano luogo intorno al rogo dei combattimenti gladiatori come già usavasi dagli Etruschi. E questi combattimenti originati sono dalle primitive danze selvagge intorno alla salma del defunto; danze che degeneravano troppo spesso in orge di sangue.
Più tardi, nello stesso rito cattolico, pei morti si canta, e se non si danza si officia in modo da vederci i visibili resti delle antiche danze.
Dall'epoca delle caverne ad oggi il morto vien messo nel centro della caverna, del tempio, della stanza a secondo i tempi e i luoghi, come diritto spettante al personaggio principale della tragica scena. Dall'epoca quaternaria a quello de' primi imperatori Cinesi, ai tempi omerici, ai nostri giorni presso i sardi, il banchettare è usato e delle stesse vivande composto: focacce e carni di grosse bestie. Tal dottor Franchi,
vecchio corso all'antica, educato in Italia, al<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 196 —|}}</noinclude>pure le ''praeficae'', piagnitrici prezzolate, che dovevano, in atto di stracciarsi sconciamente le chiome e percuotersi il petto, levare alti urli e lamenti, cantare lunghi inni (''naeniae'', ''morturalia''). Non solo, guidata dall'''Archimimus'', che rappresenta- va la persona del morto coll'abito e la maschera e lo imitava nei gesti, seguiva una schiera di mimi i quali recitavano passi seri di poeti o davano spettacolo di scène comiche mettendo in ridicolo le originalità del defunto; ma, talvolta durante la cremazione, avevano luogo intorno al rogo dei combattimenti gladiatori come già usavasi dagli Etruschi. E questi combattimenti originati sono dalle primitive danze selvagge intorno alla salma del defunto; danze che degeneravano troppo spesso in orge di sangue.
Più tardi, nello stesso rito cattolico, pei morti si canta, e se non si danza si officia in modo da vederci i visibili resti delle antiche danze.
Dall'epoca delle caverne ad oggi il morto vien messo nel centro della caverna, del tempio, della stanza a secondo i tempi e i luoghi, come diritto spettante al personaggio principale della tragica scena. Dall'epoca quaternaria a quello de' primi imperatori Cinesi, ai tempi omerici, ai nostri giorni presso i sardi, il banchettare è usato e delle stesse vivande composto: focacce e carni di grosse bestie. Tal dottor Franchi,
vecchio corso all'antica, educato in Italia, al<noinclude><references/></noinclude>
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Gadget AutoreCitato
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 197 —|}}</noinclude>{{AutoreCitato|Niccolò Tommaseo|Tommaseo}} raccontava che nella perdita d'un de' loro furono ammazzati due bovi, e andarono mille pani. E in certi luoghi l'anniversario
celebravano come in Grecia com banchetto. E. ad ogni famiglia del paese distribuivano pane e carne. Come in Sardegna. In montagna il morto per terra, con a cintola la ''charchiera'', le pistole, lo stile, il fucile allato, da' piedi il cane, i parenti intorno. Anco presso i Dakota dell'America alla morte di un gran capo il costume
simile. E magnifica descrizione in uno dei suoi romanzi ne fa il {{AutoreCitato|James Fenimore Cooper|Cooper}}.
Le cerimonie per i morti, come tutti gli usi, si svolgono da uno stesso germe, senza interruzione, dalla più alta antichità ai nostri giorni. Ma come tutti gli altri usi e costumi anche questo vive due diverse vite. Una ch'è venuta evolvendo, civilizzando le sue forme esteriori; l'altra che si mantiene semplice e pura qual'era in sul na- scere suggerita all'uomo dal sentimento. Dirò a modo di paragone, essere così come il rusticale zufolo di canna che perdura nelle sue primitive forme ed in queste continua a mostrarsi mentre altre copie di se stesso si vennero modificando ed arrivarono alla complessa ed ultima concezione del flauto {{AutoreCitato|Theobald Böhm|Boehm}}. Ma vi ha certo maggiori differenze fra questi due campioni di uno stesso strumento che non fra le primitive e le attuali cerimonie funebri. Essendo però di<noinclude><references/></noinclude>
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Autore:Theobald Böhm
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Categoria:Pagine in cui è citato Theobald Böhm
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