Wikisource itwikisource https://it.wikisource.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.12 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikisource Discussioni Wikisource File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Autore Discussioni autore Progetto Discussioni progetto Portale Discussioni portale Pagina Discussioni pagina Indice Discussioni indice Opera Discussioni opera TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Wikisource:Burocrati 4 10295 3865966 2888173 2026-07-25T11:03:24Z OrbiliusMagister 129 in momentaneo ritiro 3865966 wikitext text/x-wiki {{burocrati}} Un '''burocrate''' è un utente con [[Wikisource:Burocrati#Compiti di un burocrate|compiti specifici]] che gode della fiducia della comunità. Essere burocrate non è un titolo di merito o di differenza rispetto agli altri ''wikisourciani'', ma è una funzione di servizio per la quale, volontariamente, un utente decide di assumersi la responsabilità. Un burocrate non ha più diritti degli altri utenti né gode di privilegi particolari. Per lo svolgimento dei suoi compiti gli vengono fornite alcune [[Wikisource:Burocrati/Procedure|funzionalità aggiuntive del software]]. La durata della carica '''non''' è prestabilita e un burocrate ha la facoltà di dimettersi dalla sua carica. Al verificarsi di seri problemi, può essere rimosso (si veda il paragrafo [[Wikisource:Burocrati#Come si diventa o si smette di essere burocrate|relativo]]). == Burocrati di it.wikisource == <section begin="crats" /> {|{{prettytable|width=60%|align=center|text-align=center}} |+ <big>Burocrati</big> <!--|- |colspan="2" align="center" style="background:#efefef;" width="180"| '''Nome utente''' | align="center" style="background:#efefef;" width="120"| '''contatti''' | align="center" style="background:#efefef;" width=""| '''note''' |- | width="20" align="center"| [[Image:Crystal Clear app kuser.svg|20px]] | [[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] | <small>[[Discussioni utente:OrbiliusMagister|Messaggio]] - [[Speciale:InviaEMail/OrbiliusMagister|Email]]</small> | <small></small>--> |- | width="20" align="center"| [[Image:Crystal Clear app kuser.svg|20px]] | [[Utente:Candalua|Candalua]] | <small>[[Discussioni utente:Candalua|Messaggio]] - [[Speciale:InviaEMail/Candalua|Email]]</small> | <small></small> |}<section end="crats" /> ===Ex burocrati=== *[[Utente:iPork|iPork]] *[[Utente:Frieda|Frieda]] == Compiti di un burocrate == La funzione del burocrate è quella di attivare alcune funzionalità aggiuntive del software riservate agli [[Wikisource:Amministratori|amministratori]] e compiere operazioni potenzialmente pericolose, ma spesso necessarie per il buon funzionamento di Wikisource, ovvero: # [[Aiuto:Diritti degli utenti|Modificare i diritti degli utenti]]: #* Attribuire i diritti di [[Wikisource:Amministratori|amministratore]]. #* Attribuire i diritti di [[Wikisource:Burocrati|burocrate]]. #* Attribuire i diritti di [[Wikisource:Bot|bot]]. # [[Aiuto:Cambiare il nome utente|Cambiare il nome di un utente]]. == Come si diventa o si smette di essere burocrate == === Come si diventa burocrate === Le fasi per diventare burocrate sono 2: # La '''candidatura''' che può essere: #* Una '''autocandidatura''', ovvero l'utente che vuole candidarsi indica il proprio nome nella [[Wikisource:Burocrati/Candidati|pagina dedicata]] utilizzando [[Wikisource:Burocrati/Elezioni/Modelli#Modello_per_l.27autocandidatura|questo modello]]. #* Una '''candidatura proposta da un utente''', ovvero un utente di Wikisource propone un altro utente e lo inserisce nella [[Wikisource:Burocrati/Candidati|pagina dedicata]] utilizzando [[Wikisource:Burocrati/Elezioni/Modelli#Modello_per_la_candidatura_proposta_da_un_utente|questo modello]]. # L''''elezione''' che si svolge nella [[Wikisource:Burocrati/Elezioni|pagina dedicata]] una volta che si è controllato che il candidato rispetti i [[Wikisource:Burocrati/Meccanismo_di_elezione#Requisiti_per_la_candidatura|requisiti richiesti]]. === Come si smette di essere burocrate === * Un burocrate può rinunciare alla carica facendo richiesta di revoca a uno [[Wikisource:Steward|steward]]. * La revoca può anche essere richiesta da altri utenti qualora si verificassero problemi con il burocrate. == Voci correlate == * [[Speciale:Log/rights|Registro dei diritti degli utenti]] * [[Wikisource:Amministratori|Amministratori]] * [[Wikisource:Amministratori dell'interfaccia|Amministratori dell'interfaccia]] * [[m:Stewards|Stewards su Meta]] [[Categoria:Amministratori e burocrati|{{PAGENAME}}]] [[Categoria:Linee guida|{{PAGENAME}}]] bq0sg6wr2h3enzb2vpwnj7szryu0d3c 3865968 3865966 2026-07-25T11:06:39Z OrbiliusMagister 129 /* Compiti di un burocrate */ 3865968 wikitext text/x-wiki {{burocrati}} Un '''burocrate''' è un utente con [[Wikisource:Burocrati#Compiti di un burocrate|compiti specifici]] che gode della fiducia della comunità. Essere burocrate non è un titolo di merito o di differenza rispetto agli altri ''wikisourciani'', ma è una funzione di servizio per la quale, volontariamente, un utente decide di assumersi la responsabilità. Un burocrate non ha più diritti degli altri utenti né gode di privilegi particolari. Per lo svolgimento dei suoi compiti gli vengono fornite alcune [[Wikisource:Burocrati/Procedure|funzionalità aggiuntive del software]]. La durata della carica '''non''' è prestabilita e un burocrate ha la facoltà di dimettersi dalla sua carica. Al verificarsi di seri problemi, può essere rimosso (si veda il paragrafo [[Wikisource:Burocrati#Come si diventa o si smette di essere burocrate|relativo]]). == Burocrati di it.wikisource == <section begin="crats" /> {|{{prettytable|width=60%|align=center|text-align=center}} |+ <big>Burocrati</big> <!--|- |colspan="2" align="center" style="background:#efefef;" width="180"| '''Nome utente''' | align="center" style="background:#efefef;" width="120"| '''contatti''' | align="center" style="background:#efefef;" width=""| '''note''' |- | width="20" align="center"| [[Image:Crystal Clear app kuser.svg|20px]] | [[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] | <small>[[Discussioni utente:OrbiliusMagister|Messaggio]] - [[Speciale:InviaEMail/OrbiliusMagister|Email]]</small> | <small></small>--> |- | width="20" align="center"| [[Image:Crystal Clear app kuser.svg|20px]] | [[Utente:Candalua|Candalua]] | <small>[[Discussioni utente:Candalua|Messaggio]] - [[Speciale:InviaEMail/Candalua|Email]]</small> | <small></small> |}<section end="crats" /> ===Ex burocrati=== *[[Utente:iPork|iPork]] *[[Utente:Frieda|Frieda]] == Compiti di un burocrate == La funzione del burocrate è quella di attivare alcune funzionalità aggiuntive del software riservate agli [[Wikisource:Amministratori|amministratori]] e compiere operazioni potenzialmente pericolose, ma spesso necessarie per il buon funzionamento di Wikisource, ovvero: # [[Aiuto:Diritti degli utenti|Modificare i diritti degli utenti]]: #* Attribuire i diritti di [[Wikisource:Amministratori|amministratore]]. #* Attribuire i diritti di [[Wikisource:Burocrati|burocrate]]. #* Attribuire i diritti di [[Wikisource:Bot|bot]]. == Come si diventa o si smette di essere burocrate == === Come si diventa burocrate === Le fasi per diventare burocrate sono 2: # La '''candidatura''' che può essere: #* Una '''autocandidatura''', ovvero l'utente che vuole candidarsi indica il proprio nome nella [[Wikisource:Burocrati/Candidati|pagina dedicata]] utilizzando [[Wikisource:Burocrati/Elezioni/Modelli#Modello_per_l.27autocandidatura|questo modello]]. #* Una '''candidatura proposta da un utente''', ovvero un utente di Wikisource propone un altro utente e lo inserisce nella [[Wikisource:Burocrati/Candidati|pagina dedicata]] utilizzando [[Wikisource:Burocrati/Elezioni/Modelli#Modello_per_la_candidatura_proposta_da_un_utente|questo modello]]. # L''''elezione''' che si svolge nella [[Wikisource:Burocrati/Elezioni|pagina dedicata]] una volta che si è controllato che il candidato rispetti i [[Wikisource:Burocrati/Meccanismo_di_elezione#Requisiti_per_la_candidatura|requisiti richiesti]]. === Come si smette di essere burocrate === * Un burocrate può rinunciare alla carica facendo richiesta di revoca a uno [[Wikisource:Steward|steward]]. * La revoca può anche essere richiesta da altri utenti qualora si verificassero problemi con il burocrate. == Voci correlate == * [[Speciale:Log/rights|Registro dei diritti degli utenti]] * [[Wikisource:Amministratori|Amministratori]] * [[Wikisource:Amministratori dell'interfaccia|Amministratori dell'interfaccia]] * [[m:Stewards|Stewards su Meta]] [[Categoria:Amministratori e burocrati|{{PAGENAME}}]] [[Categoria:Linee guida|{{PAGENAME}}]] jw3soswtxdr1n0lq9mljn1wh6gjcldl 3865969 3865968 2026-07-25T11:08:38Z OrbiliusMagister 129 /* Compiti di un burocrate */ 3865969 wikitext text/x-wiki {{burocrati}} Un '''burocrate''' è un utente con [[Wikisource:Burocrati#Compiti di un burocrate|compiti specifici]] che gode della fiducia della comunità. Essere burocrate non è un titolo di merito o di differenza rispetto agli altri ''wikisourciani'', ma è una funzione di servizio per la quale, volontariamente, un utente decide di assumersi la responsabilità. Un burocrate non ha più diritti degli altri utenti né gode di privilegi particolari. Per lo svolgimento dei suoi compiti gli vengono fornite alcune [[Wikisource:Burocrati/Procedure|funzionalità aggiuntive del software]]. La durata della carica '''non''' è prestabilita e un burocrate ha la facoltà di dimettersi dalla sua carica. Al verificarsi di seri problemi, può essere rimosso (si veda il paragrafo [[Wikisource:Burocrati#Come si diventa o si smette di essere burocrate|relativo]]). == Burocrati di it.wikisource == <section begin="crats" /> {|{{prettytable|width=60%|align=center|text-align=center}} |+ <big>Burocrati</big> <!--|- |colspan="2" align="center" style="background:#efefef;" width="180"| '''Nome utente''' | align="center" style="background:#efefef;" width="120"| '''contatti''' | align="center" style="background:#efefef;" width=""| '''note''' |- | width="20" align="center"| [[Image:Crystal Clear app kuser.svg|20px]] | [[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] | <small>[[Discussioni utente:OrbiliusMagister|Messaggio]] - [[Speciale:InviaEMail/OrbiliusMagister|Email]]</small> | <small></small>--> |- | width="20" align="center"| [[Image:Crystal Clear app kuser.svg|20px]] | [[Utente:Candalua|Candalua]] | <small>[[Discussioni utente:Candalua|Messaggio]] - [[Speciale:InviaEMail/Candalua|Email]]</small> | <small></small> |}<section end="crats" /> ===Ex burocrati=== *[[Utente:iPork|iPork]] *[[Utente:Frieda|Frieda]] == Compiti di un burocrate == La funzione del burocrate è quella di attivare alcune funzionalità aggiuntive del software riservate ad utenti con accesso avanzato: operazioni potenzialmente pericolose, ma necessarie per il buon funzionamento di Wikisource: # Attribuire i diritti di [[Wikisource:Amministratori|amministratore]]. # Attribuire i diritti di [[Wikisource:Burocrati|burocrate]]. # Attribuire i diritti di [[Wikisource:Bot|bot]]. == Come si diventa o si smette di essere burocrate == === Come si diventa burocrate === Le fasi per diventare burocrate sono 2: # La '''candidatura''' che può essere: #* Una '''autocandidatura''', ovvero l'utente che vuole candidarsi indica il proprio nome nella [[Wikisource:Burocrati/Candidati|pagina dedicata]] utilizzando [[Wikisource:Burocrati/Elezioni/Modelli#Modello_per_l.27autocandidatura|questo modello]]. #* Una '''candidatura proposta da un utente''', ovvero un utente di Wikisource propone un altro utente e lo inserisce nella [[Wikisource:Burocrati/Candidati|pagina dedicata]] utilizzando [[Wikisource:Burocrati/Elezioni/Modelli#Modello_per_la_candidatura_proposta_da_un_utente|questo modello]]. # L''''elezione''' che si svolge nella [[Wikisource:Burocrati/Elezioni|pagina dedicata]] una volta che si è controllato che il candidato rispetti i [[Wikisource:Burocrati/Meccanismo_di_elezione#Requisiti_per_la_candidatura|requisiti richiesti]]. === Come si smette di essere burocrate === * Un burocrate può rinunciare alla carica facendo richiesta di revoca a uno [[Wikisource:Steward|steward]]. * La revoca può anche essere richiesta da altri utenti qualora si verificassero problemi con il burocrate. == Voci correlate == * [[Speciale:Log/rights|Registro dei diritti degli utenti]] * [[Wikisource:Amministratori|Amministratori]] * [[Wikisource:Amministratori dell'interfaccia|Amministratori dell'interfaccia]] * [[m:Stewards|Stewards su Meta]] [[Categoria:Amministratori e burocrati|{{PAGENAME}}]] [[Categoria:Linee guida|{{PAGENAME}}]] fav9o3n3wfzaf4886p3u3klthlmtmm9 Autore:Giovanni Marchetti 102 68118 3865780 3784925 2026-07-24T17:15:25Z Micione 2672 +[[Categoria:Dantisti italiani]]; +[[Categoria:Dantisti del XIX secolo]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]] 3865780 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Giovanni | Cognome = Marchetti | Attività = poeta/politico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = poeta, politico e dantista italiano }} == Opere == * {{Testo|In morte del conte Giulio Perticari}} * {{Testo|Una notte di Dante}} === Traduzioni === * {{Testo|Odi di Anacreonte|Odi}} * {{Testo|Ave Maris Stella}} * {{Testo|Dies Iræ}} * {{Testo|Stabat Mater (Marchetti)|Stabat Mater}} {{Sezione note}} [[Categoria:Dantisti italiani]] [[Categoria:Dantisti del XIX secolo]] i3ztvr8z3jco7f7l6ym5o9kl7gj8czu Pagina principale/Sezioni 0 136096 3865736 3864727 2026-07-24T14:02:34Z Spinoziano (BEIC) 60217 /* Ultimi arrivi */ 3865736 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=21 agosto 2018|arg=Da definire}}<div class="noprint indice_gestione_portale_intestazione"> {{ucfirst:Gestione delle sezioni della Pagina principale}}</div> <span class="noprint indice_etichetta" style="float: right;">[[Image:Nuvola filesystems folder open.png|16px]] Categoria: '''[[:Categoria:Gestione della pagina principale|Pagina principale]]'''</span> <span class="noprint indice_etichetta">[[{{ucfirst:Pagina principale}}|{{lcfirst:Pagina principale}}]]&nbsp;[[File:Nuvola apps noatun.png|8px]] [[Pagina principale/Sezioni|Gestione della Pagina principale]]</span> <br style="clear: both;" /> __NOTOC__ <div class="usermessage">Se hai intenzione di modificare i contenuti della pagina principale assicurati di aver prima letto e compreso [[Aiuto:Pagina principale|questa pagina di istruzioni]].</div> <section begin="Layout" /> {|width=50% align=center |+ <big>'''Layout della pagina principale'''</big> !colspan=3 style="width: 100%; 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Rispetta le nostre '''[[Wikisource:Wikiquette|linee di condotta]]'''.<br />Domanda liberamente al '''[[Wikisource:Bar|Bar]]''' o sperimenta nella '''[[Wikisource:pagina delle prove|pagina delle prove]]'''.</div> <div style="margin-bottom:12px">{{Centrato|{{Sc|[[Aiuto:SAL|Qualità dei testi]]}}: [[File:100%.svg]] [[:Categoria:Pagine indice SAL 100%|Riletti]] &nbsp; [[File:75%.svg]] [[:Categoria:Pagine indice SAL 75%|Formattati]] &nbsp; [[File:50%.svg]] [[:Categoria:Pagine indice SAL 50%|Completi]] &nbsp; [[File:25%.svg]] [[:Categoria:Pagine indice SAL 25%|Incompleti]]}} </div> </div> </div> <div class="nomobile"> <div style="text-align: center">{{Sc|[[Aiuto:FAQ|FAQ]] • [[Aiuto:Guida essenziale|Guida essenziale]] • [[Wikisource:Avvertenze generali|Avvertenze generali]] • [[Aiuto:Aiuto|Manuale di Wikisource]] • [[Aiuto:Guida alla comunità|Guida alla comunità]] • [[Portale:Progetti|Progetti]] • [[Portale:Portali|Portali]] • [[wikimedia:Fundraising#Donation methods|Donazioni]]}}</div> {{Cassetto |MargineDestro=0 |Titolo=<div style="margin-right:0;">{{MainPageHeader|1|Videoguida di Wikisource}}</div> |Testo=[[File:File-Wikimedia Italia - WikiGuida 3 - Wikisource.ogv|center|750px|thumb|thumbtime=0:23|Video di introduzione a Wikisource. 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text-align: -webkit-center;">{{#section:Pagina principale/Proposte}}</div><section end="Proposte" /> ==Seconda colonna== === Laboratorio === <section begin="Laboratorio" /><div style="margin-bottom:10px;"> {{Centrato}}'''[[Wikisource:Aiuta Wikisource|Aiuta Wikisource!]]'''<br/> '''È sufficiente saper leggere''' [[File:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu|170px|page=9|border|link=Indice:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu]]<br/>La [[Wikisource:Rilettura del mese|collaborazione del mese]] propone la rilettura di [[Indice:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu|'''''L'argine''''']] di [[Autore:Grazia Deledda|Grazia Deledda]] In alternativa scegli pure un testo a piacimento tra quelli [[:Categoria:Pagine indice SAL 75%|da rileggere]], o se ti senti più esperto anche tra quelli [[:Categoria:Pagine indice SAL 25%|da ''trascrivere'']]! Qui c'è [[Speciale:IndexPages|l'elenco completo]]. [[Aiuto:Rilettura - 1 - primissimi passi|({{smaller|Serve un ''aiutino''?}})]]</div></div><section end="Laboratorio" /> {{Centrato|'''N.B. La rilettura del mese va rinnovata [[w:Template:Pagina principale/Wikisource|anche su Wikipedia]]'''}} === Ricorrenze === <section begin=Ricorrenze /><div style="margin-bottom:10px;">{{Wikisource:Ricorrenze/{{CURRENTDAY}} {{CURRENTMONTHNAME}}}}<div style="clear:both"></div></div><section end=Ricorrenze /> === Ultimi arrivi === <section begin=Ultimi arrivi /><div style="margin-bottom:10px;"> <b>Ultimi testi riletti</b> <!----------------------------------- MODIFICARE QUA SOTTO Inserire i nuovi testi SAL 100% in CIMA Numero massimo 5 testi --------------------------------------> * {{Testo|Esperienze intorno alla generazione degl'insetti}} *{{testo|Supplemento alla Storia d'Italia}} *{{testo|Il prato maledetto}} * {{testo|Prose (Foscolo)}} * {{testo|Il sessismo nella lingua italiana}} <!-------------------------------------- MODIFICARE QUA SOPRA ---------------------------------------> <div style="margin-top: 0;"></div> <b>Ultimi testi trascritti</b> <!----------------------------------- MODIFICARE QUA SOTTO Inserire i nuovi testi SAL 75% in CIMA Numero massimo: 5 testi NON TOGLIERE I TESTI SE DIVENTANO RILETTI! -------------------------------------> * {{Testo|Giovanni Episcopo}} * {{testo|Alpi e Appennini}} * {{Testo|L'amor platonico}} * {{Testo|Il Libro dei Re - Volume V}} * {{Testo|Il Roseto}} </div><section end=Ultimi arrivi /> === Oltre Wikisource === <section begin="Oltre Wikisource" /> <div style="text-align:center;"> Clicca sui loghi per conoscere gli altri progetti liberi della [[:foundation:|Wikimedia Foundation]]. [[File:Wikipedia-logo.svg|40px|link=:w:]] &nbsp; [[File:Commons-logo.svg|35px|link=:commons:]] &nbsp; [[File:Wikibooks-logo.svg|35px|link=:b:]] &nbsp; [[File:Wikiquote-logo.svg|35px|link=:q:]] &nbsp; [[File:Wiktionary-logo.svg|35px|link=:wikt:]] &nbsp;<br /> [[File:Wikiversity-logo.svg|35px|link=:v:]] &nbsp; [[File:Wikispecies-logo.svg|35px|link=:species:Pagina principale]] &nbsp; [[File:Wikimedia Community Logo optimized.svg|35px|link=:m:Pagina principale]] &nbsp; [[File:Wikidata-logo.svg|35px|link=:d:Wikidata:Pagina principale]] &nbsp; [[File:Wikivoyage-Logo-v3-icon.svg|35px|link=:voy:]] &nbsp; [[File:Wikifunctions-logo.svg|35px|link=:f:]] &nbsp; </div><section end="Oltre Wikisource" /> <noinclude>[[Categoria:Pagina principale]]</noinclude> jryew4jqz8rmnyjvbmlxju64q2aw9lf Autore:Carlo Troya 102 269923 3865782 3780277 2026-07-24T17:20:30Z Micione 2672 +[[Categoria:Dantisti italiani]]; +[[Categoria:Dantisti del XIX secolo]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]] 3865782 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Carlo | Cognome = Troya | Attività = storico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = storico e politico italiano, primo ministro costituzionale del Regno delle Due Sicilie }} == Opere == * {{testo|Del veltro allegorico di Dante e altri saggi storici}} ** {{testo|Del veltro allegorico di Dante}} ** {{testo|Dei primi popoli barbarici. Epilogo della Storia d'Italia}} ** {{testo|Della condizione dei romani sotto i longobardi}} ** {{testo|Roma nel secolo VIII e il potere dei papi}} ** {{testo|Dei fatti di Sicilia nel 1820 e delle aspirazioni nel 1848}} ** {{testo|Confidenze letterarie politiche e familiari}} *''Memoria sulla divisione fisica e politica delle Calabrie'' - Napoli - Tip. A.Trani - 1816 *''Gondebaldo re de' Borgognoni e santo avito vescovo di Vienna sul Rodano'' - Napoli - editore non indicato - dopo il 1826 *''Delle donne fiorentine di Dante Alighieri e del suo lungo soggiorno in Pisa ed in Lucca'' - editore non indicato - dopo il 1830 *''Storia d'Italia del medio-Evo'' - Napoli - Stamperia reale - 1830 [https://archive.org/details/bub_gb_2ym3VkJE3AEC I e II] [https://archive.org/details/bub_gb_615xnnarzd0C III e indici] [https://archive.org/details/bub_gb_qJfEa2GvkQAC IV] *''Della condizione de' romani vinti da' longobardi e della vera lezione d'alcune parole di Paolo Diacono'' - Napoli - Stamperia reale - 1841 *''Discorso intorno ad Everardo figliuolo del re Desiderio ed al vescovo Attone di Vercelli'' - Napoli - editore mancante - 1845 *''De' viaggi di Dante in Parigi e dell'anno in cui fu pubblicata la cantica dell'Inferno'' - editore mancante - forse 1845 *''Codice diplomatico longobardo dal 568 al 774'' - Napoli - Stamperia reale - 1852-1855 [https://archive.org/details/codicediplomati05minegoog I] [https://archive.org/details/codicediplomati00unkngoog II] [https://archive.org/details/codicediplomati02troygoog III] [https://archive.org/details/codicediplomati01troygoog IV] [https://archive.org/details/codicediplomati01minegoog V] [https://archive.org/details/appendicedodiss00marcgoog Appendice] [https://books.google.it/books?id=9xkMAAAAYAAJ Indice] *''Leggi sui maestri comacini promulgate dal re Liutprando, con altri documenti tratti dal quarto volume del Codice Diplomatico Longobardo'' - Napoli - Stamperia Reale - 1854 *''Appendice di dissertazioni al codice diplomatico longobardo: ovvero al quarto volume della storia d'Italia del medio evo'' - Napoli - Stamperia Reale - 1855 *''Del veltro allegorico de' Ghibellini: con altre scritture intorno alla Divina Commedia di Dante'' - Napoli - Stamperia del Vaglio - 1856 *''Della architettura gotica'', discorso di Carlo Troya estratto da ''Il Giambattista Vico'' - Napoli - Stab. tipografico del cav. G. Nobile - 1857 *''Della civile condizione dei romani vinti dai Longobardi e di altre quistioni storiche: lettere inedite'', di Carlo Troya e [[autore:Cesare Balbo|Cesare Balbo]] - Napoli - Tip. degli Accattoncelli - 1869 *''Studii di Carlo Troya intorno agli Annali d'Italia del Muratori'' - Napoli - Tip. degli Accattoncelli - 1869-1877 [https://archive.org/details/studidicarotroy01spacgoog I] [https://archive.org/details/studidicarotroy00spacgoog II] *''Tre lettere inedite di Carlo Troya, intendente di Basilicata nel 1821'' - Napoli - Tip. di A. Lanciano & C. - 1879 *''A Giacomo Maria Milano principe d'Ardore'' - editore ed anno mancanti *''Del veltro allegorico di Dante e altri Saggi storici'', a cura di Costantino Panigada - Bari - G. Laterza e Figli Edit. Tip. - 1932 *''Una lettera di S. Gregorio Magno relativa ad un oratorio di S. Pietro nel territorio di Fermo'', ripubblicata col commento di Carlo Troya e con note aggiunte del Sac. G. Marziali - Roma - Forzani e C. - 1892. [[Categoria:Dantisti italiani]] [[Categoria:Dantisti del XIX secolo]] oji7urnpd5kfxgvmadqcwujtyyd9gsr Utente:Pic57 2 282152 3865961 3865403 2026-07-25T10:41:34Z Pic57 12729 /* Canti popolari */ 3865961 wikitext text/x-wiki <!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small> <!--== Wikimedia italia == Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]--> == Contributi == {{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}} {{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}} === Partiture trascritte === ==== Arie da Opere ==== {{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} }} ==== Barcarole ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} }} ==== Canti patriottici ==== {{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}} }} ==== Canti popolari ==== {{smaller| · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le 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I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}} }} ==== Gavotte ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}} }} ==== Marce ==== {{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}} }} ==== Mazurche ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}} }} ==== Minuetti ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} }} ==== Musica sacra ==== {{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} }} ==== Ninna nanne ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} }} ==== Polke ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} }} ==== Romanze ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}} }} ==== Valzer ==== {{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}} }} === Articoli e saggi brevi === {{smaller| {{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. 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Tesi == * [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]] **[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]] ''Pagine linkabili e riferimenti'' ** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi] ** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]] ** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]] ** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]] ** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]] pkwy3vgi1nbulukrf02t6z3u5yv1d43 3865963 3865961 2026-07-25T10:53:05Z Pic57 12729 /* Libri */ 3865963 wikitext text/x-wiki <!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small> <!--== Wikimedia italia == Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]--> == Contributi == {{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}} {{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}} === Partiture trascritte === ==== Arie da Opere ==== {{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} }} ==== Barcarole ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} }} ==== Canti patriottici ==== {{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}} }} ==== Canti popolari ==== {{smaller| · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le 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I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}} }} ==== Gavotte ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}} }} ==== Marce ==== {{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}} }} ==== Mazurche ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}} }} ==== Minuetti ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} }} ==== Musica sacra ==== {{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} }} ==== Ninna nanne ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. 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II (page 237 crop).jpg|300px|centro]] == Laboratori == * [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]] * [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]] * [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]] == Education == * [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]] * [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/> * [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]] <hr /> == Statistiche di Pic57== * [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information] * [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource] == Statistiche Wikisource == * [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]] ** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]] * [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]] * [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]] * [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]] {{Rule|4em}} == [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] == == Vecchissima, ma pur sempre... Tesi == * [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]] **[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]] ''Pagine linkabili e riferimenti'' ** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi] ** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]] ** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]] ** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]] ** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]] d9jtv49h2hueob9f8jnmyedxxdubc5c 3865964 3865963 2026-07-25T10:54:28Z Pic57 12729 /* Libri */ 3865964 wikitext text/x-wiki <!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small> <!--== Wikimedia italia == Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]--> == Contributi == {{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}} {{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}} === Partiture trascritte === ==== Arie da Opere ==== {{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} }} ==== Barcarole ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} }} ==== Canti patriottici ==== {{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}} }} ==== Canti popolari ==== {{smaller| · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le 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I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}} }} ==== Gavotte ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}} }} ==== Marce ==== {{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}} }} ==== Mazurche ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}} }} ==== Minuetti ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} }} ==== Musica sacra ==== {{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} }} ==== Ninna nanne ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} }} ==== Polke ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} }} ==== Romanze ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}} }} ==== Valzer ==== {{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}} }} === Articoli e saggi brevi === {{smaller| {{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. 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II (page 237 crop).jpg|300px|centro]] == Laboratori == * [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]] * [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]] * [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]] == Education == * [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]] * [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/> * [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]] <hr /> == Statistiche di Pic57== * [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information] * [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource] == Statistiche Wikisource == * [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]] ** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]] * [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]] * [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]] * [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]] {{Rule|4em}} == [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] == == Vecchissima, ma pur sempre... Tesi == * [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]] **[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]] ''Pagine linkabili e riferimenti'' ** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi] ** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]] ** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]] ** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]] ** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]] 42xmp66j4qw58wmmu2cu467imxo2sge 3865965 3865964 2026-07-25T10:55:14Z Pic57 12729 /* Libri */ 3865965 wikitext text/x-wiki <!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small> <!--== Wikimedia italia == Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]--> == Contributi == {{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}} {{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}} === Partiture trascritte === ==== Arie da Opere ==== {{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} }} ==== Barcarole ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} }} ==== Canti patriottici ==== {{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}} }} ==== Canti popolari ==== {{smaller| · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le 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{{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Lu sonnu e ninna beddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Santu Nicola}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Βerceuse natalizia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Figghiu miu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Specciuri l'uocci miei}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} }} ==== Canzoni ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}} }} ==== Gavotte ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}} }} ==== Marce ==== {{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}} }} ==== Mazurche ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}} }} ==== Minuetti ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} }} ==== Musica sacra ==== {{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} }} ==== Ninna nanne ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} }} ==== Polke ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} }} ==== Romanze ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}} }} ==== Valzer ==== {{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}} }} === Articoli e saggi brevi === {{smaller| {{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}} }} === Libri === {{smaller| {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]''' }} === Riviste === {{smaller| {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}} {{Testo|Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2|Ars et Labor, 1908 n. 2}} }} {{Rule|10em|}} <poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}} {{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}} {{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem> <hr> [[w:Speciale:Contributi/Pic57|Contributi su '''wikipedia''']] — [[wikt:Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikizionario''']] — [[q:Speciale:Contributi/Pic57| su '''wikiquote''']] —[[Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikisource''']] — [[Commons:Special:Contributions/Pic57|su '''Commons''']] — [[Wikidata:Special:Contributions/Pic57|su '''Wikidata''']] — [[Utente:Pic57/attestati|Wikiriccio ecc...]] <hr > [[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]] == Laboratori == * [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]] * [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]] * [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]] == Education == * [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]] * [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/> * [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]] <hr /> == Statistiche di Pic57== * [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information] * [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource] == Statistiche Wikisource == * [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]] ** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]] * [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]] * [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]] * [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]] {{Rule|4em}} == [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] == == Vecchissima, ma pur sempre... Tesi == * [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]] **[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]] ''Pagine linkabili e riferimenti'' ** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi] ** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]] ** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]] ** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]] ** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]] pkwy3vgi1nbulukrf02t6z3u5yv1d43 3865967 3865965 2026-07-25T11:05:33Z Pic57 12729 /* Libri */ 3865967 wikitext text/x-wiki <!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small> <!--== Wikimedia italia == Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]--> == Contributi == {{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}} {{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}} === Partiture trascritte === ==== Arie da Opere ==== {{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} }} ==== Barcarole ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}} }} ==== Canti patriottici ==== {{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}} }} ==== Canti popolari ==== {{smaller| · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le 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{{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Lu sonnu e ninna beddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Santu Nicola}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Βerceuse natalizia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Figghiu miu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Specciuri l'uocci miei}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} }} ==== Canzoni ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}} }} ==== Gavotte ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}} }} ==== Marce ==== {{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}} }} ==== Mazurche ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}} }} ==== Minuetti ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}} }} ==== Musica sacra ==== {{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}} }} ==== Ninna nanne ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}} }} ==== Polke ==== {{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}} }} ==== Romanze ==== {{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}} }} ==== Valzer ==== {{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}} }} === Articoli e saggi brevi === {{smaller| {{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}} }} === Libri === {{smaller| {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]''' · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}} }} === Riviste === {{smaller| {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}} {{Testo|Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2|Ars et Labor, 1908 n. 2}} }} {{Rule|10em|}} <poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}} {{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}} {{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem> <hr> [[w:Speciale:Contributi/Pic57|Contributi su '''wikipedia''']] — [[wikt:Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikizionario''']] — [[q:Speciale:Contributi/Pic57| su '''wikiquote''']] —[[Speciale:Contributi/Pic57|su '''wikisource''']] — [[Commons:Special:Contributions/Pic57|su '''Commons''']] — [[Wikidata:Special:Contributions/Pic57|su '''Wikidata''']] — [[Utente:Pic57/attestati|Wikiriccio ecc...]] <hr > [[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]] == Laboratori == * [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]] * [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]] * [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]] == Education == * [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]] * [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/> * [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]] <hr /> == Statistiche di Pic57== * [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information] * [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource] == Statistiche Wikisource == * [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]] ** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]] * [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]] * [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]] * [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]] {{Rule|4em}} == [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] == == Vecchissima, ma pur sempre... Tesi == * [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]] **[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]] ''Pagine linkabili e riferimenti'' ** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi] ** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]] ** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]] ** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]] ** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]] pf5l8wz4o0u6yazoitujn7rr9sbhimt Indice:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu 110 333458 3865691 3865525 2026-07-24T13:12:28Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865691 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Francesco Redi |NomePagina=Esperienze intorno alla generazione degl'insetti |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore= |Editore=All'Insegna della Stella |Città=Firenze |Anno=1668 |Fonte={{IA|osservazioniint00redigoog}} |Immagine=2 |Progetto=Testi scientifici |Argomento= |Qualità=75% |Pagine=<pagelist 1to4=- 5=1 83=f1 93=87 94=88 95=89 96=90 101=97 127=f2 128=f3 129=f4 130=128 136=f5 137=136 158=f6 177=f9 178=f10 179=f11 180=183 206to233=highroman 206=1 234=209 /> |Sommario={{Indice sommario|nome=Esperienze intorno alla generazione degl'insetti|titolo=Esperienze intorno alla generazione degl'insetti|from=5|delta=4}} {{Indice sommario|nome=Esperienze intorno alla generazione degl'insetti/Indice delle cose più notabili, e degli autori citati|titolo=Indice delle cose più notabili, e degli autori citati|from=234|delta=25}} {{Indice sommario|nome=Esperienze intorno alla generazione degl'insetti/Errori e correzioni|titolo=Errori e correzioni|from=253|delta=25}} |Volumi= |Note=Nota: per un errore dello stampatore, le pagine dalla 89 alla 96 hanno ricevuto i numeri dall'87 al 94. La numerazione riprende correttamente dalla pagina 97. 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Se bene a molti sembrerà cosa dura e malagevole a credere che l’{{AutoreCitato|William harvey|Arveo}} potesse dare nel segno; imperciocchè ostinatamente affermano che la cagione efficiente procreatrice degli insetti naturalmente additar non si possa; onde il più sottile di tutti i filosofi de’ secoli trapassati, dopo averla nel mondo nostro indarno cercata, ebbe a dire che la cagione immediata promovente la generazione degl’insetti e producente nella materia disposta le loro anime non essere altra che la mano onnipotente di colui il saper del quale tutto trascende, cioè a dire Iddio ottimo e grandissimo; dal quale parimente essere infuse l’anime in tutti gli animali volanti fu opinione d’Ennio, se crediamo a {{AutoreCitato|Marco Terenzio Varrone|Varrone}} che nel quarto libro della Lingua latina scrisse: ''Ova parire solet genus penneis condecoratum; Non animas, ut ait Ennius. Et post: Inde venit divinitus pulleis insinuans se ipsa anima''. Quindi alcuni altri soggiungono maraviglia non essere se {{AutoreCitato|Galeno|Galeno}} modestamente ne’ suoi libri confessasse di non aver mai saputo ritrovarla, e che perciò porgesse preghiere a tutti i filosofi che, se mai vi s’imbattessero, di volere a lui darne la notizia; egli però, contro l’opinione de’ Platonici, confessa di non poter indursi a credere, che<noinclude> <references/></noinclude> sh7rw0zxwqka3xpo2ru36cs1zj8bw92 3865689 3865688 2026-07-24T13:07:58Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865689 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Lorenzozemo" />{{RigaIntestazione||''DI FRANCESCO REDI.''|13}}</noinclude>molte osservazioni che intorno a questa materia egli avea raccolte e notate. 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Quindi alcuni altri soggiungono maraviglia non essere se {{AutoreCitato|Galeno|Galeno}} modestamente ne’ suoi libri confessasse di non aver mai saputo ritrovarla, e che perciò porgesse preghiere a tutti i filosofi che, se mai vi s’imbattessero, di volere a lui darne la notizia; egli però, contro l’opinione de’ Platonici, confessa di non poter indursi a credere, che<noinclude> <references/></noinclude> ailqivw6g2yqotpkr31929du57jdy5a Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/89 108 337396 3865646 3865531 2026-07-24T12:11:12Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865646 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||''DI FRANCESCO REDI.''|85}}</noinclude>''{{Pt|bunt|haereditabunt}} illum'', e in {{wl|Q188794|Isaia}}, capitolo decimoquarto, ''detracta est ad inferos superbia tua, concidit cadauer tuum: subter te sternetur tinea, & operimentum tuum erunt vermes''. Ed in {{wl|Q179962|Giob}} al capitolo decimosettimo: ''putredini dixi: pater meus es: mater mea, & soror mea vermibus'': tutto è vero, ma però il sacro Testo parla generalmente, e non si ristrigne a dire se quei vermi nasceranno spontaneamente, e senza paterno seme dalle nostre carni; o se pure d’altronde correranno a divorarle, o nasceranno in esse per cagione della semenza portatavi sopra da altri animali; il che è più probabile, anzi verissimo: e chi pur creder volesse in contrario bisognerebbe, che credesse ancora, che non solo i vermi spontaneamente nascessero dagli umani cadaveri, ma vi si generassero ancora le tignuole, i serpenti e tutte l’altre maniere di bestie, leggendosi nell’Ecclesiastico al capitolo decimo, ''cum enim morietur homo haereditabit serpentes, & bestias, & vermes'': ma questa minaccia di Sirachide si dee intender come quell’altra di {{wl|Q158825|Geremia}} al capitolo decimo sesto numero quarto, ''erit cadaver eorum in escam volatilibus coeli, et bestijs terrae'', e altrove, ''erit morticinum eorum in escam volatilibus coeli, & bestiis terrae''. Ed oltre di queste bestie sarà pastura ancora de’ vermi partoritivi sopra da varie generazioni di mosche; e che ciò sia il vero, {{Pt|evidentemente}}<noinclude> <references/></noinclude> mm1b6ptdt86k8wrxcjluvahetmwnx4v Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/161 108 339437 3865653 3851682 2026-07-24T12:26:34Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865653 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|160|''ESPERIEN. INT. AGL’INSETTI.''|}}</noinclude>dotte, ed erudite da {{wl|Q5734835|Martino Foghelio Amburghese}} letterato di nobilissima fama, e mio grandissimo amico. I bachi delle susine son similissimi a quegli delle nocciuole, ma camminano con moto più veloce, e più lesto, ed alcuni son bianchi, ed altri rossigni: si trattengono dentro alle susine dove son nati nutrendosi della lor polpa, e sgravandosi degli escrementi del ventre, fintanto che sieno perfettamente cresciuti, ed allora l’abbandonano, ed ogni baco si fabbrica intorno un bozzoletto bianco di seta, dal quale rinasce poi in forma d’una farfallina grigia con la punta delle sue quattro ali macchiata di nero. Della stessa razza de’ vermi delle susine sono i vermi delle pesche, e delle pere, e fanno i bozzoli, e da’ bozzoli rinascono farfalle. Il giorno venticinque di Giugno rinchiusi in un vaso di vetro benissimo serrato con carta a più doppi dieci, o dodici bachi delle pere moscadelle, e tutti in quello stesso giorno avendo roso, e forato il foglio se ne fuggirono via; onde il giorno seguente ne misi due altri in un vaso serrato con sughero, e subito saliti nella parte superiore del vaso vi cominciarono a tessere due bozzoli, da ciascuno de’ quali il giorno quattordici di Luglio uscì una farfallina. Il giorno sedici dello stesso {{Pt|mese}}<noinclude> <references/></noinclude> 64dnihn2dolvtiaknl98xacwyfsmnu1 Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/235 108 428665 3865733 3865517 2026-07-24T13:58:07Z Spinoziano (BEIC) 60217 3865733 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|210|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude><includeonly> </includeonly> ''{{AutoreCitato|Apollodoro (medico)|Apollodoro}}'' {{Pg|65}}. ''{{AutoreCitato|Apollonio Rodio|Apollonio Rodio}}'' {{Pg|7}}. ''{{AutoreCitato|Apuleio|Apuleio}}'' {{Pg|96|94}}. ''Aquila reale ferita da uno scorpione di Tunisi'' {{Pg|78}}. ''Suoi pollini {{Pg|201}}. ''Arcadi, e loro opinione intorno al nascimento degli uomini'' {{Pg|6}}. ''{{AutoreCitato|Archelao|Archelao}} scolare di {{AutoreCitato|Anassagora|Anassagora}}, e sua opinione del nascimento degli uomini dalla terra'' {{Pg|7}}. {{Pg|41}}. {{Pg|55}}. ''{{AutoreCitato|Ludovico Ariosto|Ariosto}}'' {{Pg|8}}. {{Pg|131}}. {{Pg|150}}. ''{{AutoreCitato|Aristotele|Aristotile}}'' {{Pg|45}}. {{Pg|48}}. {{Pg|61}}. {{Pg|62}}. [[Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/94|88]]. {{Pg|2}}. {{Pg|96|94}}. {{Pg|97}}. {{Pg|118}}. {{Pg|148}}. {{Pg|183}}. {{Pg|192}}. {{Pg|193}}. {{Pg|195}}. {{Pg|196}}. {{Pg|198}}. {{Pg|199}}. ''{{AutoreCitato|William Harvey|Arveo}}'' {{Pg|11}}. {{Pg|13}}. ''Asino infestato da’ pidocchi'' {{Pg|196}}. {{Pg|197}}. ''lor figura tav.'' {{Pg|XXI|21}}. ''{{AutoreCitato|Athanasius Kircher|Atanasio Chircher}}'' {{Pg|29}}. {{Pg|30}}. {{Pg|31}}. {{Pg|35}}. {{Pg|44}}. {{Pg|59}}. {{Pg|80}}. {{Pg|82}}. {{Pg|83}}. {{Pg|94|92}}. {{Pg|98}}. {{Pg|116}}. {{Pg|117}}. {{Pg|119}}. {{Pg|121}}. {{Pg|128}}. {{Pg|133}}. {{Pg|183}}. ''Ateniesi perchè portassero le cicale ne’ capelli'' {{Pg|6}}. ''Attici crederono, che i primi uomini fossero nati nel lor paese dalla terra'' {{Pg|6}}. ''{{AutoreCitato|Avicenna|Avicenna}}'' {{Pg|60}}. {{Pg|64}}. {{Pg|81}}. {{Centrato|{{x-larger|B}}}} {{capolettera|B|6=-.8em}}''Achi sulle carni di bufolo, ammazzati e riposti in vaso serrato, e aperto.'' {{Pg|28}}. ''Che ne nasce'' {{Pg|29}}. ''Bachi nati sul prezzemolo, e sovr’altr’erbe'' {{Pg|136}}. ''Bachi delle ciriege in che si trasformino'' {{Pg|155}}. ''lor figura'' {{Pg|f6|157}}. ''Bachi delle nocciuole, e delle bietole rosse'' {{Pg|158}}. {{Pg|159}}. ''Bachi delle susine, delle pesche, delle''<noinclude></noinclude> l1ri0ds7qgf72a8g3dw4g1hmqd2qehr Indice:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu 110 512630 3865859 1932154 2026-07-25T06:09:34Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865859 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Francesco Mastriani |NomePagina=La cieca di Sorrento |Titolo=La cieca di Sorrento |TitoloOriginale= |Sottotitolo=Romanzo di Francesco Mastriani, quarta edizione, volume primo |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore= |Editore=Giosuè Rondinella |Città=Napoli |Anno=1856 |Fonte={{IA|bub_gb_ZUxoZoV7UsUC}} |Immagine=1 |Progetto=Letteratura |Argomento=Romanzi |Qualità=100% |Pagine=<pagelist /> |Sommario={{Indice sommario|nome=La cieca di Sorrento/Parte prima|titolo=Parte prima|from=5|delta=0}} {{Indice sommario|nome=La cieca di Sorrento/Parte prima/I|titolo=I. 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Il giornale di Beatrice}} * {{testo|../Parte terza/IX|IX. Dubbi e speranze}} * {{testo|../Parte terza/X|X. Il nuovo fidanzato}} * {{testo|../Parte terza/XI|XI. Il cavaliere Amedeo}} * {{testo|../Parte terza/XII|XII. Un ricordo inopportuno}} * {{testo|../Parte terza/XIII|XIII. Le tenebre}} c00yjk9lkkr65kdwumwxntwqcpp284s Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/158 108 514492 3865858 3865612 2026-07-25T06:09:23Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865858 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 158 —|}}</noinclude>non l’illuderete, non è vero, signore? Non gli direte certamente quello che avete detto a me. — E perchè, Beatrice? — Perchè io ne dispero... profondamente ne dispero. — Ciò che dirò a vostro padre, Beatrice, tra un’ora il saprete... oh! voi non potrete giammai immaginarvi quello che io dirò... Ma per adesso... parliam di voi. Beatrice, parliamo del vostro matrimonio... — Del mio matrimonio!... Oh signore, questo è appunto un subbietto al quale mai non vorrei pensare, perocchè non so qual ribrezzo ei mi mette nelle ossa... Quando penso che i miei figli esser potrebbero ciechi al pari di me!... E poi, io creatura così debole, così imperfetta, gittata tanto al di fuori delle ordinarie condizioni della vita, mi troverei in balia di un uomo... — Che voi amerete, se pur di presente non amate, interruppe Gaetano pallido e commosso. — Ch’io non amerò giammai, o Signore, ch’io non potrò amare. — Ma donde nasce in voi {{ec|nn|un}} tal convincimento? — Donde nasce? Ebbene, io vi dirò donde nasce, ma mi affido al vostro onore, perchè di quanto vi dirò non tenghiate motto con mio padre. — Ve lo giuro, Beatrice... parlate in tutta confidenza. — Una sera, riprese la cieca, io mi trovai sola col mio fidanzato in questo medesimo {{Pt|luo-|}}<noinclude></noinclude> af8oi38m0ftfht3v96wmzv7hdcvg7r4 La cieca di Sorrento/Parte terza/VII 0 514498 3865620 3714113 2026-07-24T11:59:20Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865620 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=VII. Confidenze|prec=../VI|succ=../VIII}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=152 to=162 fromsection="2" tosection="1" /> 05fod1blrhu1f8jse4bp0ht67q0qtbd Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/163 108 514528 3865618 1906085 2026-07-24T11:59:03Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865618 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 163 —|}}</noinclude>quello che li circonda pel consueto debbe avere condizioni tutte particolari ed ordinamento simmetrico tale da non assoggettarli a continue aberrazioni e contrarietà. La camera di Beatrice era dunque un santuario, nel quale non era permesso a nessuno di entrare, se non che al padre e a Geltrude. La ragione di questo provvedimento stava nella necessità di una immutabile disposizione delle masserizie di lei. Ogni oggetto, ogni mobile avea il suo sito particolare dal quale giammai non si partiva, tranne che ella medesima non ne avesse cangiato la disposizione. Un letto di ottone di gentil forma e di velati coltrinaggi era posto coi piedi volti verso la porta che corrispondeva alla camera assegnata a Gaetano. Alla dritta di questo letto era situato un elegante forziere di mogano, e alla sinistra un deschetto da lavoro. Un camino all’inglese era posto dappresso al balcone, e presso al camino un allucidato mobile di palessandra, che serviva da scrivania e da farvi merenda. Quattro grandi pastorine componevano il resto del guarnimento di quella camera. Portiere di seta bianca dalle nappe a fili di argento cascavan divisate a bande su pe’ palchetti della porta d’ingresso e del balcone, a grandi comignoli in mezzo terminati in pine d’oro. Era consuetudine di Beatrice gittare ogni sera in un quaderno di carta i pensieri, le impressioni, le ricordanze che ella avea premura di strappare al volubile soffio del tempo. Non è necessario far notare con quale paterna {{Pt|pa-|}}<noinclude></noinclude> hu2jdnecgvzfp2lfc7phkahegbuwl08 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/165 108 514530 3865619 1906094 2026-07-24T11:59:11Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865619 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 165 —|}}</noinclude>{{Nop}} Non possiamo tenerci dalla tentazione di dare a’ nostri lettori qualche passo di questa bizzarra miscellanea, ingenua creazione di un’anima vergine e solitaria. Sono pensieri staccati, ricordi gettati alla rinfusa, immagini tolte ad un universo nuovo per tutti gli altri, sentimenti malinconici e teneri, ispirazioni celesti ignote a sè medesime. Apriamo a caso il manoscritto, in diverse pagine, e alla rimescolata: «Ne’ miei giorni di tristezza, quando mi è grave la stessa compagnia di Geltrude, quando mi pesa finanche il camminare nella mia camera, quando mi piglia la malinconia... e veggo sorgere... là... in fondo in fondo del mio cervello... pensieri opprimenti e tetri;... allorchè queste tenebre che mi circondano mi pesano come un lenzuolo di morte;... allorchè di ogni umano conforto è privo il mio cuore, ben sovente un semplice tocco fuggitivo della campana della contigua parrocchia, una sbadata oscillazione del sacro bronzo, sono bastanti a ridonarmi la tranquillità e la gioia. Ed un brivido mi prende di dolce ebbrezza, che per tutte le fibre mi scorre, una indicibile commozione che da’ morti occhi miei tragge una lagrima; imperocchè, in quel fremito vago, fantastico e lontano, io trovo un incanto <ref follow="nota_p164">{{Pt|remo|accenneremo}} lo scrittor {{AutoreCitato|Aurelio Brandolini|Brandolini}}, anche cieco dall’infanzia, il quale in un sonetto indirizzato a {{AutoreCitato|Lorenzo de' Medici|Lorenzo de’ Medici}} dicea: <poem> «Riguarda alla mia cicca adolescenza, «Che in tenebrosa vita piango e scrivo, «Com’uom, che per via luce l’abbandona.</poem></ref><noinclude></noinclude> q6h2koes6m6z7z75jq212sv4bjy7a1g Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/170 108 514542 3865621 1906168 2026-07-24T11:59:55Z Dr Zimbu 1553 3865621 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Luigi62" />{{RigaIntestazione||— 170 —|}}</noinclude>polmoni... — Di chi è questo ritratto? chiesi con ansia a Geltrude. — Di Albina di Saintanges, di vostra madre, risposemi colei, ed io caddi in ginocchio, dirimpetto a quella tela, e detti un grido di gioia, e sentiva stemperarmi il cuore dalla tenerezza e dall’amore!.. «Da quel momento ogni mattina vado a baciar mia madre, ad accarezzarla, a dirle tante cose, a farle tante domande, alle quali ella risponde... poichè una misteriosa voce vien da quella tela... una voce che io sento nell’anima e che non passa per le mie orecchie... E mi rivela tanti misteri, e dice aspettarmi nel cielo dove ora ella si trova. «Oh mi ricordo che un giorno, nel baciar quelle labbra, mi parve che ella mi avesse renduto il bacio! «Era sicura di avermi formato una idea esattissima del volto di mia madre!..{{Ec|»|}} «Vorrei formarmi una chiara idea di quel che chiamano il ''cielo''. Mi ricordo che nella mia tenera fanciullezza, quando mi trovava fuori alla terrazza e alzava le pupille, mi vedeva sul capo una cosa intangibile, sottile, di bel colore, ma forse ora la mia fantasia m’inganna... Se potessi toccare il cielo con la mano, ne avrei un’immagine perfetta!<ref name="nota_p170">Martino Chatelain, nato cieco a Warvich in Inghilterra nell’ultimo passato secolo, esimio lavoratore di strumenti musicali, dimandato un giorno che cosa desiderasse</ref>.<noinclude></noinclude> rodlls1yyhateqqj9qxfdyjvaxc7di9 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/171 108 514543 3865622 1906160 2026-07-24T12:00:13Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865622 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 171 —|}}</noinclude>{{Nop}} «La vista è per me un mistero. Non saprei crearmi altra idea della vista che paragonandola ad una specie di mano immensa, fantastica ed impalpabile come l’anima! «La luce, i colori, le ombre sono per me parole senza significazione. Quando cerco comprendere i misteri della luce, m’ingolfo in assurdità ed errori: io ho bisogno della fede e della rivelazione per comprendere l’universo, siccome tutti gli uomini han bisogno della fede e della rivelazione per comprendere la vita avvenire e lo spirito della religione. «A giusto rigore, dir si potrebbe che io non appartengo alla medesima specie umana alla quale appartengono gli altri... Un abisso, un baratro, mi divide dal resto dell’umanità, e questo baratro è un senso di meno! Ma pur la Provvidenza ha fatto sì che quel che mi manca sia in qualche modo sparso e compensato nella perfezione degli altri sensi! «Su me non imperano le tristi passioni che hanno tanta potenza sull’uomo e sulla società. L’ambizione, l’avarizia, la vanità non albergano negli esseri della mia specie.» E finalmente le ultime parole da lei scritte nel suo giornale erano le seguenti: «L’idea del mio matrimonio mi spaventa... mi fa ribrezzo... Un marito è per me una specie di tiranno, di despota, che avrà <ref follow="nota_p170">più di vedere: ''i colori, perchè conosco quasi ogni altra cosa al tatto...'' Ma, gli si replicò, non vorreste piuttosto vedere il cielo? ''No'', soggiuns’egli, ''piuttosto vorrei toccarlo.''</ref><noinclude></noinclude> 5nqxgzkuqkz0feftp6sj08g40f5zugs Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/172 108 514545 3865623 1906752 2026-07-24T12:00:44Z Dr Zimbu 1553 3865623 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Luigi62" />{{RigaIntestazione||— 172 —|}}</noinclude><section begin="1" />su me l’impero che gli darà la forza della sua vista! «...E quando penso a colui che sarà mio marito! Non so perchè quest’uomo mi desta diffidenza e terrore: sarà forse un sintoma della mia fisica debolezza... Ma sento che io non sarò felice quando sarò sua moglie. «No... io non sarò felice col cav. Amedeo. Anche senza quello che mi ha detto il medico testè nella villa, io presentiva che quest’uomo ha un falso {{Ec|lingnaggio|lignaggio}}; le sue parole non partono dal cuore... Il cav. Amedeo è un uomo finto; egli inganna forse mio padre... No, io non sarò felice con lui, ma ormai è troppo tardi!.. Mio padre ha promesso... ha data la sua parola... ed io sarò moglie del cav. Amedeo... Iddio mi assisterà... D’altra parte, sento che la mia vita non sarà lunga...» <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|IX.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|dubbi e speranze.}}}} E Beatrice aveva in quel momento lasciata la penna che avea segnato quelle ultime parole, allorchè suo padre si presentò all’uscio della camera di lei. Il marchese Rionero stette pochi momenti immobile a riguardar sua figlia, innanzi di entrare... Egli aveva pianto, poichè gli occhi erano arrossiti, e le gote cosparse di tristezza... Scompigliati e a diversi gruppi cadevangli i capelli ancora lunghi e neri sulle tempia... Una {{Pt|cra-|}} <section end="2" /><noinclude></noinclude> rdfkzaywyk5wtd91yt05qdua8vhruw7 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/173 108 514546 3865624 3160633 2026-07-24T12:01:04Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865624 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 173 —|}}</noinclude>{{Pt|vatta|cravatta}} di seta nera discompostamente messa intorno al collo; una veste da camera che tutta covriva l’alta persona, indicavano abbastanza la straordinaria lotta di pensieri alla quale testè era stato in preda. Entrando il marchese, Beatrice avea chiuso il quaderno del suo giornale, ed avea salutato il padre con graziosità. S’intende già che con quel tatto morale così maraviglioso, onde i ciechi indovinano l’individuo che entra nelle loro camere, Beatrice non iscambiava mai il padre pel cav. Amedeo, o Geltrude per la cameriera. — Buon giorno, figlia mia. — Sei commosso, papà! sclamò la fanciulla, e il suo volto si alzò verso di lui, quasi avesse voluto guardarlo in viso. — Sì, figlia mia, tel confesso... non intendo dissimularti lo stato della mia anima... — E che avvenne, mio Dio! La giovinetta imbiancò in volto, e restò in quella posizione immobile e quasi stupida, in cui sogliono restare i ciechi ne’ momenti in cui la loro anima è più in movimento. Il marchese intanto avea chiusa la bussola della camera, ed era venuto a sedersi dappresso alla figliuola. — Ascoltami, figlia mia... Quello che debbo dirti, e che in questo momento cotanto mi agita, è tal cosa che dovrà decidere del destino dell’intera tua vita. — Parlate, padre mio, sono tranquilla e rassegnata alla volontà vostra che è pur quella di Dio.<noinclude></noinclude> fxhnb0crecz249ghiygwkbxvbv8pwsw Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/174 108 514547 3865625 1906137 2026-07-24T12:01:57Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865625 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 174 —|}}</noinclude> Il Marchese avea gittato, in sull’entrare, gli occhi sul giornale della giovinetta, e tosto eragli sorto un pensiero, cui per mandare ad effetto si strinse più daccanto alla figliuola, per modo che la sua mano distendersi potea sul tavolino dov’era riposto il manoscritto. Giammai il Marchese non avea violato i segreti della figliuola, e, comechè non poche volte fatto gli venisse di gettar lo sguardo su ciò che ella avea scritto, mai non avea voluto, per delicatezza d’animo, profittare della cecità della figlia per indagarne i pensieri che ella tuttodì confidava alla muta amicizia della carta. E questo dilicato sentimento il Marchese non solo addimostrava in questa particolarità, ma in ogni altra qualunque congiuntura che porta gli si fosse di valersi del miserando stato della fanciulla per fare alcuna cosa di che ella fosse inconsapevole. Egli trattava sua figlia come se mai fosse stata cieca, ed alla presenza di lei si comportava nella stessa guisa come se ella ogni atto o gesto di lui avesse osservato. Ma in questa fiata un potente motivo aveasi il Marchese d’ingannare la vigilanza della figlia... L’avvenire di lei potea forse dipendere da una parola che egli avrebbe letta a caso in quel libro... forse una inattesa rivelazione potea trovarsi che lo avrebbe illuminato su i sentimenti della cieca... Egli sapea come angelica si fosse l’anima di quella creatura; sapea che ella avrebbe fatto sempre il voler di suo padre, ancorchè morta ne sarebbe di poi; sapea quanti e quali misteri di dilicato sentire {{Pt|nasconde-|}}<noinclude></noinclude> b5kzcnvmrpm4lvwakualfc5swjykk8j Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/175 108 514548 3865626 3160643 2026-07-24T12:02:30Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865626 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 175 —|}}</noinclude>{{Pt|vansi|nascondevansi}} nel profondo di quel cuore, santuario di amore, d’abnegazione, di pazienza e di carità. Tutto ciò sapendo, il marchese si era deciso a strapparle dal cuore, anche a suo malgrado, un lampo che l’avesse rischiarato sulla risoluzione che dovea prender riguardo a lei. — Pria di tutto, figlia mia, ho bisogno che tu mi apri intieramente il tuo cuore; te lo chieggo in nome di tua madre. Poni da banda l’amore che mi porti; parlami come se Dio medesimo ascoltasse la tua confessione, e com’Egli in fatti l’ascolta... Dimmi, ami tu Amedeo? La fanciulla arrossò tutta, e chinò il capo quasi che avesse voluto chinar gli occhi. — Padre mio, disse poscia con voce debole e tremante, a che mi rivolgi questa domanda? Posso io amare altri che te sulla terra? — Tu dunque non ami il cav. Amedeo? — Sì, l’amo come i miei fiori, come Geltrude, ma non l’amo come te... Quando egli mi dice di amarmi, quando dice che io sono bella, anch’io il trovo bello... ma pur le sue parole non mi sembrano sincere, padre mio. — E che ne sai tu che egli è bello? — Oh! così bello fosse il suo cuore come il suo volto! Scommetterei che egli è alto, ben fatto, che i suoi capelli e la sua barba sono neri. Il marchese restò colpito. — Geltrude ti avrà detto tutto ciò. — Oh! no, ti assicuro... Geltrude non mi parla mai del cav. Amedeo; io gliel’ho proibito...<noinclude></noinclude> jdmyanuvgvkc70un5ziwspukkxrrtkz Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/176 108 514549 3865627 3160635 2026-07-24T12:02:56Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865627 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 176 —|}}</noinclude>{{Nop}} Il marchese non aveva udite queste ultime parole, dappoichè con somma destrezza gli era riuscito di aprire il quaderno appunto all’ultimo foglio scritto, e i suoi occhi aveano letto distintamente queste parole: «No, io non sarò felice col cav. Amedeo... Anche senza quello che mi ha detto il medico testè nella villa, io presentiva che quest’uomo ha un falso linguaggio;... le sue parole non partono dal cuore... Il cav. Amedeo è un uomo finto; egli inganna forse mio padre... No, io non sarò felice con lui... Ma ormai è troppo tardi... Mio padre ha promesso, ha dato la sua parola... ed io sarò la moglie del cav. Amedeo; Iddio mi assisterà... D’altra parte, sento che la mia vita non sarà lunga.» Il marchese respirò, e congiunse le mani in atto di ringraziamento a Dio... Egli si sentiva sollevato da un {{ec|poso|peso}} mortale, perocchè fino a quel momento avea creduto che sua figlia fosse presa d’amore pel cav. Amedeo; e di leggieri si comprende come questo sarebbe stato un ostacolo insormontabile per la proposta di Blackman. Dobbiamo accennare che, dopo la rivelazione fattagli dal medico inglese, il padre di Beatrice avea pregato Dio d’illuminargli la mente e suggerirgli quello che gli convenia di fare. Non era possibile creder finto l’amore di Blackman; le sue ardenti parole e il suo stoico carattere non davano luogo a dubbio alcuno. Dapprima il marchese avea {{Pt|riget-|}}<noinclude></noinclude> kyqn1l2zg51ohhnwyby2arg9es93t2e Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/177 108 514550 3865629 3160637 2026-07-24T12:03:40Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865629 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 177 —|}}</noinclude>{{Pt|tato|rigettato}} con ribrezzo l’idea di una unione con sua figlia, che troppa era la deformità dell’inglese; ma l’idea di riveder sua figlia godente della vista lo seduceva, l’abbagliava e scordar gli facea le irregolari fattezze di colui che tanto bene avrebbe ridonato alla infelice {{Ec|giovanettta|giovanetta}}. D’altra parte, Oliviero Blackman era ricco e rinomato, ed amava {{Ec|immenmensamente|immensamente}} Beatrice. La ricchezza, la gloria e l’amore non avrebbero forse un giorno fatto sparire agli occhi di sua figlia la deformità di suo marito? Tali considerazioni aveano in parte persuaso il marchese ad accogliere la proposta di Oliviero; ma un dubbio il rendea titubante, che sua figlia fosse innamorata di Amedeo. Ciò lo avrebbe decisivamente costretto a rigettare la specie di contratto propostogli dal medico. Il Marchese adunque provò una viva soddisfazione nel leggere quelle parole scritte dalla fanciulla, e fermò attaccar di botto il subbiato che più gli stava a cuore. — Ebbene, figlia mia, le disse con risolutezza, io leggo nel tuo cuore;.. tu non ami Amedeo. — Ah! sclamò Beatrice,., io non l’ho detto, n’è vero? — Non è necessario che mel confessi; le tue parole me lo hanno palesato abbastanza. — Non importa, padre mio, lo sposerò, se vuoi. — No, Beatrice... la tua tenerezza {{Pt|ver-|}}<noinclude></noinclude> t09mkues5vj6b8mbxr33goffebagktn Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/178 108 514551 3865630 3160638 2026-07-24T12:03:49Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865630 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 178 —|}}</noinclude>{{Pt|so|verso}} di me mal ti consigliava... Ma Dio non ha permesso che io mi fossi renduto involontariamente il tiranno del tuo cuore... Racconsola ti, figlia mia, Amedeo non sarà tuo marito. — Veramente! O mio Dio! E la tua parola verso di lui? — Sarà sciolta per tutt’oggi. Beatrice tolse tra le sue la mano di suo padre, e due volte la baciò... Una lagrima le scendea giù per la guancia. Il Marchese restò qualche tempo in silenzio. Il più difficile restava tuttora a farsi: ei non sapeva in che modo affrontar l’argomento, e rivolgea tra sè medesimo queste dimande: È conscia mia figlia della deformità di Oliviero? Non mi maledirà ella un giorno di averle fatto restituir la vista per venderla ad un uomo di sì sconcia apparenza? Sarà Oliviero un tenero ed affezionato marito? Questi problemi, che ei si dirigeva, ed a cui non sapea dare alcuna soluzione, l’avrebbero persuaso a differire il difficile abboccamento, se per tutta la giornata che correva non gli fosse stato forza il dare una risposta al medico innamorato. Sicchè, fattosi animo, e quasi che egli fosse stato la figliuola ed ella il padre, al quale accinger si doveva a dimandar una grazia, con voce alcun po’ tremante le disse: — Beatrice, la tua sorpresa sarà grande quando io ti avrò detto che un altro uomo ha chiesto la tua mano.<noinclude></noinclude> ab146cxvila23zs1k1yzkneu6mjqha2 La cieca di Sorrento/Parte terza/VIII 0 514818 3865628 3714114 2026-07-24T12:03:10Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865628 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=VIII. Il giornale di Beatrice|prec=../VII|succ=../IX}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=162 to=172 fromsection="2" tosection="1" /> {{Sezione note}} tfr39x30swkzhm1bvt7jvg2ah58ze61 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/179 108 514821 3865631 3160639 2026-07-24T12:03:52Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865631 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 179 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Che! sclamò la cieca... un altro! E chi mai?.. — Oliviero Blackman. — Egli!! La fanciulla si covrì il volto con ambo le mani. Non mica il rossore, ma una pallidezza mortale avea coperto le sue sembianze. Il padre chinò il capo in atto di scoraggiamento, e nell’interno della sua anima sclamò: Ben lo sapevo! Vi sono alcune situazioni nella vita in cui la cosa più difficile è il profferire una parola, una frase, un concetto; ed il silenzio, invece di troncar le difficoltà, più le ingarbuglia ed infosca. — Il tuo moto di ripugnanza è giusto, figlia mia, disse indi a poco il Marchese, imperciocchè Oliviero è, come dicesi... deforme. Beatrice non rispose. — Sì, continuò il padre, egli è deforme... le sue fattezze sono scontraffatte e irregolari;.. ma non affrettarti a pronunziar la sua condanna di morte... egli ha per sè un potente difensore... la sua anima. Beatrice continuava nel suo agghiacciate silenzio; ma il suo seno era agitato, e il biancore del suo volto era estremo. — E dico la sua condanna di morte, ripigliava il genitore, perciocchè ei ne morrà... sì, ne morrà, se tu lo rifiuti; come al contrario, se tu l’accetti, figlia mia, egli strapperà da’ tuoi occhi le tenebre che ora ti circondano, e nell’uomo che sarà tuo marito tu adorerai,<noinclude></noinclude> o2f80rppzigzc65a7yb7tkssyueq6g2 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/180 108 514822 3865632 1906783 2026-07-24T12:04:16Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865632 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 180 —|}}</noinclude>sotto laide forme, l’angelo che la Provvidenza ha mandato per ridonarti la luce del sole. Sono appena pochi dì che io conosco quest’uomo, e, non so, ma parmi che la sua anima sia tanto nobile e sublime quanto il suo corpo è ignobile ed abbietto. Qualche cosa è in lui che ti sforza ad ammirarlo. La scienza e la virtù, queste sublimi sorelle figlie del cielo, sembrano aver preso piacere a sdegnare in lui le caduche bellezze della creta e del fango... Non ti parlo della sua fama... della gloria che lo circonda... e dell’oro che ei calpesta... S’egli è deforme, ei ti ama, figlia mia... ti ama con quella passione che è {{ec|tossico|tossica}} per le anime sensitive, e che, non appagata, non si riposa altrove che nella tomba. Oh se tu l’avessi udito ieri... quando mi parlava del suo amore per te! Il suo accento mi squarciava le visceri. Non ti parlo di me!... Non ti parlo di quella gioia divina che proverei negli anni della mia vecchiezza se baciar potessi un’altra volta i tuoi occhi come allora ch’io li baciava nella tua culla, dopo aver stampato casti baci caldi di affetto sulla fronte di tua madre... Non ti parlo di tal consolazione che obbliar mi farebbe diciassette anni di amarezza e di pianto! Ancorchè fosse un estremo tentativo, ancorchè il tuo intimo convincimento ti dicesse che non mai potrai guarire, non bisogna andar contro ai decreti della Provvidenza, figlia mia, e ricusar la grazia che essa vuolti concedere. — Ebbene, la volontà di Dio sia fatta, rispose Beatrice con accento fermo e risoluto. Io<noinclude></noinclude> hjkc5aw0zb9t9tucfh9d4mqvyvrc9qw Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/181 108 514823 3865633 1906791 2026-07-24T12:04:27Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865633 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 181 —|}}</noinclude><section begin="1" />sposerò Oliviero Blackman, {{Sc|se questi restituirà la luce agli occhi miei}}... — Che tu sii benedetta, figlia mia, esclamò il padre abbracciandola e baciandola... Tu hai sollevato il mio cuore... Sento nell’animo che un giorno tu amerai Oliviero, non ostante la sua fisica imperfezione. Che ne dici? — Non so... la felicità non è stato il mio retaggio quaggiù; spero almeno formar la tua padre mio. Il marchese tornò ad abbracciarla, e questa volta una lagrima di quell’uomo eccellente cadde su i be’ capelli della fanciulla. — Oh! tu sarai felice... o neanch’io lo sarò... E non sei tu forse la sola, l’intera mia felicità sulla terra? Poco stante, il marchese usciva per recare ad Oliviero la risposta che questi aspettava con ansia estrema. <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|X.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|il nuovo fidanzato.}}}} Beatrice restò sola... meditando sul novello avvenire che le si apriva dinanzi più tenebroso... più spaventevole, perciocchè non era in esso altra cosa di certo, se non il passare da quello stato di malinconica ma dolce apatia, nel quale finora era vivuta, ad uno stato di passioni, di sacrificii, di forti sensazioni... Ella aveva acconsentito alla volontà di suo padre; ma tal subitanea risoluzione le avea lasciato un’indicibile agitazione nervosa, per la <section end="2" /><noinclude></noinclude> 5v4f4ecw5v9n8fhl4kfo1ygl0bfe7k3 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/182 108 514824 3865634 1906792 2026-07-24T12:04:35Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865634 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 182 —|}}</noinclude>quale sentiasi tremar le membra quasi per eccesso di febbre. Oliviero Blackman, questo personaggio che era tenuto repentinamente ad interrompere la monotona e placida vita che da molti anni godeasi in quei casino; questo personaggio che sembrava caduto in mezzo a quella famiglia come un essere fatale la cui missione è tuttavia un mistero; Oliviero Blackman che un momento prima era per Beatrice una di quelle centomila esistenze che incontriamo nel breve passaggio di questa valle, e che un istante di poi sono poste nell’obblio più profondo; questo personaggio si presentava ora all’immaginazione della fanciulla come uno di que’ fantasmi che si affacciano ne’ sogni febbrili, che ti stringono nelle loro braccia di ferro, senza che tu possa arrivare a scovrire il loro volto e la loro entità; e ti senti oppresso, strascinato, avvinto ad essi senza poterti sprigionare un tantino per prender fiato. E la povera cieca cercava ora richiamarsi a mente ad una ad una le parole dell’inglese, ma indarno, poichè queste tutte in una volta le si affollavano al cervello come una massa di fuoco e sottraevansi però all’analisi che ella volea farne. Soltanto l’accento di lui erale rimasto impresso e chiaro... e l’accento è pe’ ciechi ciò che la luce artifiziale è per gli altri uomini; basta a staccare in certo modo le ombre e i rilievi dell’anima di un individuo. Le donne in generale, ed in ispezialità quelle che sono poste nella funesta condizione di<noinclude></noinclude> 75xesyg8rw6m1fz27lo9g1ddoe8yqe5 La cieca di Sorrento/Parte terza/IX 0 514825 3865636 3714110 2026-07-24T12:04:56Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865636 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=IX. Dubbi e speranze|prec=../VIII|succ=../X}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=172 to=181 fromsection="2" tosection="1" /> aklxj0mokyah7q1gke1lv5vb29ddfpl Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/183 108 514969 3865635 1907202 2026-07-24T12:04:41Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865635 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 183 —|}}</noinclude>Beatrice, hanno un tatto finissimo per indovinare i sentimenti di simpatia e di amore che hanno fatto nascere. Per quanto semplice esser possa la donna che amate, e per quanto studio metter possiate a simulare l’indifferenza, siate certi che colei leggerà nel vostro cuore al primo sguardo, alla prima parola che le rivolgiate. Inutilmente vi sforzerete d’infinger calma nei vostri discorsi, inutilmente farete di dare al vostro accento il tuono che più vi è naturale, dappoichè lo stesso studio che porrete nell’infingervi darà in lei certezza di essere amata. Vi è nella voce di un uomo innamorato un’inflessione tutta propria che non isfugge alla donna che ne è l’oggetto; ella sa di essere amata anche prima che il suo amante lo sappia, vale a dire anche prima che questi abbia letto nel proprio cuore. Se le donne apprendessero i segreti della scienza con facilità pari a quella onde indovinano i segreti del cuore, il bel sesso diventerebbe ancora il più dotto e intelligente! Beatrice adunque, nel colloquio che ebbe con Blackman nella villetta, avea letto in parte nel cuor di lui, e la sua bell’anima se n’era commossa e contristata, chè fino a quel giorno avea creduto essere ella capace d’ispirare soltanto sentimenti di tenera pietà, e non mai avrebbe potuto credere di potere ispirare un amor passionato e profondo. Nelle parole del cavalier Amedeo null’altro si scorgea che affettazione, studio e ipocrisia. L’asprezza dell’accento di Blackman aveva invece una {{Pt|soa-|}}<noinclude></noinclude> 97n69xgpw343rxvxl8howppy0fqyxxt Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/184 108 514970 3865637 1907204 2026-07-24T12:05:08Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865637 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 184 —|}}</noinclude>{{Pt|vità|soavità}} misteriosa alle orecchie di lei, per modo che, ascoltandolo, Beatrice non sapea spiegarsi perchè dicevano esser brutto quell’uomo. La bruttezza fisica, scongiunta dalla malvagità e accoppiata a nobili sentimenti, non avea posto assegnato nel mondo ideale di Beatrice. La fanciulla si sentiva nel capo un’insolita confusione, un disquilibrio, e nei cuore un’agitazione indicibile... Si alzò, trasse accanto al letto, tirò la corda del campanello. — Dov’è Geltrude? dimandò al domestico che si era presentato. — È andata a distribuire la solita elemosina. — Va bene; non sì tosto di ritorno, fatela venir da me. Dopo un quarto d’ora, Geltrude era nella stanza di Beatrice. La fanciulla comunicò alla sua amica lo strano e repentino cambiamento del suo futuro stato, e palesò il nome del nuovo fidanzato. Geltrude dette un’esclamazione di sorpresa e di orrore, che non potè sfuggire alla cieca. — So quanto vuoi dirmi, Geltrude; ma... senti... Questa unione non è poi sicura... anzi per me la credo impossibile. — Come! Non avete data la vostra parola a vostro padre? — Sì, ma ci è una condizione a questo matrimonio. — E quale? — Il medico non mi sposerà se pria non mi ridona la vista.<noinclude></noinclude> bz4of92yow150wrae63cm10bk3wsz5n Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/185 108 514971 3865638 1907206 2026-07-24T12:05:11Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865638 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 185 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Ora comprendo. — Vedi adunque, Geltrude, che la cosa non è mica fattevole. — Ma sento dire che l’Inglese abbia fatto portenti su i ciechi... — L’avvenire è nelle mani di Dio, Geltrude; ora più che mai sento il bisogno della preghiera e della meditazione... Prendi, prendi i biblici salmi... troverò in essi il coraggio che mi manca e la forza di ogni sacrificio... Apri a caso e leggi. Geltrude obbedì, e lesse: «Ho meditato di notte tempo nel silenzio del mio cuore, ed ho scoverto l’intimo del mio pensiero. «I miei occhi han vegliato innanzi tempo; mi sono turbato e taciuto. «Dischiusi gli occhi miei, e contemplai le meraviglie della tua legge.» Non avea finito Geltrude di leggere questo versetto, il quale parea scelto a bella posta per la situazione di Beatrice, che un domestico venne a significarle da parte del marchese il desiderio che si fosse recata nel salotto. Beatrice, raffermata nelle sue disposizioni da quel versetto della Bibbia, che la Provvidenza sembrava aver fatto appositamente cadere sotto gli occhi di Geltrude, si accinse a fare il piacimento di suo padre, e, fattasi accompagnare dalla sua amica, trasse al salotto di compagnia. Stavano ad aspettarla il Marchese, e Oliviero. Questi, non appena comparir vide alla soglia<noinclude></noinclude> e55dqhtamk0a89ougp3a3cr0xv9qr72 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/186 108 514972 3865639 1907207 2026-07-24T12:05:14Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865639 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 186 —|}}</noinclude>la cieca fanciulla, non potè frenare un trasporto di gioia che divampò sul suo volto quasi avesse voluto incendiarlo, ma si contenne. Beatrice procedè in mezzo alla stanza arrossendo in volto, salutò prima il padre e poscia Oliviero, che Geltrude le avea detto trovarsi colà. — Figlia mia, il sig. Blackman vuole ossequiarti. — Non ossequiarvi, ma adorarvi, Beatrice, esclamò Gaetano cadendo alle ginocchia di lei... Grazie, Beatrice, voi mi salvate dalla disperazione e dalla morte. Io sono felice... pienamente felice. A queste parole, che una strana combinazione ponea sulle labbra di Gaetano, il marchese Rionero impallidì. Erano le precise identiche parole che egli profferiva a Parigi ai piedi di Albina di Saintanges. Nè Gaetano nè Beatrice accorger si poteano del turbamento del marchese. La fanciulla avea fatto alzare il medico e si era seduta sovra un sofà. — La mia vita d’ora in, poi è consacrata alla vostra felicità, Beatrice... Voi mi avete attaccato ad una esistenza che io abborriva, e che mi era di un peso importabile. Tenuissimo pegno di mia gratitudine vi sarà la luce che io restituirò agli occhi vostri, siccome ne fo ora solenne giuramento innanzi a Dio e a vostro padre. Il marchese e sua figlia rimasero stupefatti della estrema audacia che la scienza dava<noinclude></noinclude> gn4lkpkv37cvcinhcwf5zaq776aoqdw Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/187 108 514975 3865640 1907212 2026-07-24T12:05:25Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865640 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 187 —|}}</noinclude>a quest’uomo, il quale pronunziava un solenne giuramento, il cui adempimento sembrava impossibile senza una special grazia di Dio. — Voi non sarete mia, continuò Gaetano, se se prima le tenebre non si saranno diradate dagli occhi vostri... Ricordatevi delle mie parole nella villetta. Io ti renderò la vista, o sarò cieco come te, vi ho detto... — Signor Blackman, disse la cieca con voce fioca e tremante, ogni donna, che posta non fosse nella misera mia condizione, si stimerebbe avventurata di essere prescelta a compagna di un uomo così illustre come voi siete. Che dirò io se accoppiar dovrò la gratitudine al rispetto del vostro ingegno? — La gratitudine! che parlate, Beatrice. Oh... d’ora in poi, ecco quale sarà per me la vita, l’avvenire, l’universo: voi e vostro padre! — E il vostro genitore, Oliviero, più non esiste? dimandò il marchese. Una nube passò sulla fronte di Gaetano; le sue sopracciglia s’inarcarono, ed involontariamente abbassò gli occhi, compreso da lacerante vergogna. — No, marchese; mio padre più non esiste, rispose quindi con voce alterata e rauca. Il marchese notò il turbamento del medico, e lo attribuì al dolore di un figliuolo che ricorda la morte del padre. — E vostra madre? chiese Beatrice. — Tutti... tutti morti... non ho famiglia, soggiunse Gaetano con voce soffocata e {{Pt|rab-|}}<noinclude></noinclude> 6z5p9c91fgyh5ee6bhpx5prcg22xtlp Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/188 108 514977 3865824 1907214 2026-07-25T06:03:02Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865824 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 188 —|}}</noinclude><section begin="1" />{{Pt|biosa|rabbiosa}}, la mia famiglia, se Dio mi accorderà tanta suprema felicità, siete voi... voi, mio padre... Oh io ricomincerò la mia esistenza.... mi permetterete, n’è vero, sig. marchese, che mi permetterete di darvi il dolce nome di padre? Gaetano stampò un bacio sulla mano del marchese, il quale a quel bacio sentì un brivido scorrergli per le ossa, e macchinalmente strinse la mano del giovine medico. Intanto di quasi tutta questa scena era stato testimonio un uomo che era entrato nel salotto, mentre il marchese e Oliviero, seduti di rimpetto a Beatrice, davano le spalle alla porta d’ingresso. Quell’uomo era il Cav. Amedeo! <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|XI.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|il cavaliere amedeo.}}}} Egli è ormai tempo che i nostri lettori stringano più intima conoscenza con questo personaggio, che abbiam presentato di volo ne’ precedenti capitoli. Il cav. Amedeo Santoni, di antica famiglia napolitana, era unico superstite tra cinque figli che suo padre, semplice fornitore di marina, avea procreati con una ricca siciliana... Due maschi e due femmine disparvero dal mondo nel breve spazio di pochi anni, parte a Palermo e parte a Napoli, e Amedeo restò solo ad ereditare le richezze del padre. Amedeo alla <section end="2" /><noinclude></noinclude> o489q801p5yy8yqp1huink4m537ru9g La cieca di Sorrento/Parte terza/X 0 514978 3865831 3714115 2026-07-25T06:04:30Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865831 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=X. Il nuovo fidanzato|prec=../IX|succ=../XI}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=181 to=188 fromsection="2" tosection="1" /> drnpln1m79jdio0srg9yd2a30w7pwgz Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/189 108 515215 3865825 1907972 2026-07-25T06:03:18Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865825 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 189 —|}}</noinclude>morte di suo padre avea sedici anni e duecento piastre al mese. L’ambizione e l’avarizia divoravano il cuore di questo giovanotto, le quali due passioni crescevano in lui in ragione dei suoi anni. Un nastro all’occhiello dell’abito era il suo sogno color rosa; e tutto avrebbe dato, fuorchè i suoi denari, per possedere un titolo di nobiltà e un posto distinto nell’alta aristocrazia napolitana. Ei sapeva che suo padre avea sostenuto lunga e dispendiosa lite per rivendicare un feudo in Sicilia, al quale andavan congiunti antichi privilegi e titoli; un testamento distruggea queste ragioni, o almeno grandemente le svigorava, un testamento, onde quel feudo doveva essere alienato e venduto per suffragare l’anima del testatore. Non importa alla nostra istoria, nè minutamente siamo informati de’ particolari di questa lunghissima lite; ma il fatto è che un giorno il tribunale di Napoli decise vinta la causa a favore di Amedeo Santoni per non essersi trovato il testamento originale. Pria di questo tempo, e senza sapere il come, il donde e il perchè, Amedeo comparve nella società napolitana con un nastro rosso all’occhiello della sua giubba, e col titolo di cavaliere. E il cavalier Amedeo si slanciò nel gran mondo, dove in qualche modo era accolto e ben veduto pel suo spirito e per l’avvenentezza dei suoi modi. Facile parlatore, perchè superficialmente istrutto di arti belle e di lettere, esimio suonator di pianoforte, ricco e giovine, di bella persona, ei brillava tra i fatui del<noinclude></noinclude> kqa7wpp9rjh6ema4m5vg4gfwk62vjag Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/190 108 515216 3865826 1907973 2026-07-25T06:03:21Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865826 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 190 —|}}</noinclude>giorno, e studiavasi di dimenticare e far dimenticare di essere stato suo padre un semplice fornitore. L’ambizione intanto il rodeva. Pago non era del titolo di cavaliere; avea bisogno di un posto luminoso, di una carica elevata, d’una missione diplomatica; ed eccolo buttarsi tra gli uomini politici, ed insinuarsi nei salotti de’ ministri. Il marchese Rionero, benchè ritirato intieramente dai pubblici negozii da molti anni, e per sua stessa volontà esiliato in Sorrento e tutto consacrato alle cure che esigeva il miserevole stato della figliuola, godea sempre, per giusta deferenza usatagli, del suo credito e della sua influenza. I ministri andavano talvolta a consultarne la saggia esperienza e il sottil tatto diplomatico, onde agevol gli era di ottenere quel che bramava. Oltracciò, la intemerata sua probità e la sua larga beneficenza avean ristretto attorno a lui un cerchio tale che l’invidia, la calunnia e la maldicenza non osavano invadere e valicare. Il cav. Amedeo indovinò nel marchese l’uomo che avrebbe potuto servire a’ suoi proponimenti ambiziosi, e fece di avvicinarglisi. Il che non gli fu difficile, essendo amico del conte Franconi, amicissimo del marchese. Un bel mattino adunque il cav. Amedeo si trovava nel casino Rionero a Sorrento. Veder la cieca e tosto concepire l’ardito disegno di divenir genero del favorito diplomatico fu la faccenda di un istante. E non riposò<noinclude></noinclude> gd5thxby9ifhn0cms302ofamqp1cooi Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/191 108 515217 3865827 1907975 2026-07-25T06:03:43Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865827 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 191 —|}}</noinclude>finchè non ebbe strappato al marchese una promessa di matrimonio. Dissimulazione, ipocrisia, astuzie, tutto fu posto in opera per sedurre l’animo del padre di Beatrice; ma non giunse pero ad ingannar l’anima di costei, nella quale, come in limpido cristallo, venivano a riflettersi i vizi di lui e la mal celata ambizione. Questi pochi cenni bastano per giudicar di quest’uomo, e per comprendere da quanta rabbia dovette essere divorato allorchè udì l’aborrito Inglese parlare a Rionero come un figlio parla a suo padre. — Scusate, o signori, se disturbo così amabili intrinsechezze, disse ironicamente il cav. Amedeo; veggo di essere un quarto non invitato. — Ma che giunge opportuno, osservò Gaetano con ghigno beffardo. {{ec|— Amedeo|Amedeo}} gittò sul medico uno sguardo feroce. — Sig. cavaliere, in verità non vi aspettavo quest’oggi, disse il marchese, tanto che vi avea scritto una lunga lettera, il cui tenore essendo ingrato per voi, dolmi che ora leggerla dobbiate in mia presenza. Ma l’uomo è nelle mani di Dio, e la volontà umana è sottoposta alle leggi della Provvidenza cui dobbiamo tutti rassegnarci e adorare! Grandi novità abbiamo in famiglia... Saprete il tutto dalla lettera. — Ho saputo più di quel che volea, rispose fremendo il cavaliere; indovino queste leggi della Provvidenza di cui parlate... Dite {{Pt|be-|}}<noinclude></noinclude> 5iauzg61is407311h4gklll0cr10ap7 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/192 108 515218 3865828 1907976 2026-07-25T06:03:56Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865828 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 192 —|}}</noinclude>{{Pt|nissimo|benissimo}}; si vede che questa è l’opera della Provvidenza... in fatti, quale donna se non una cieca sposar potrebbe un mostro? A queste parole Gaetano si alzò pallido di furore. — Signore! disse il marchese rivolto al cavaliere; ricordatevi che siete in mia casa e alla mia presenza. — Io sono un mostro, disse Gaetano le cui labbra tremavano convulsivamente, perchè Dio così mi fece... ma tu sei un codardo e un infame, indegno di portar questo nastro, che serve a nutrir la tua stolta superbia. Ciò dicendo, Gaetano, avventatosi al cavaliere, gli strappava dall’occhiello della giubba nera il nastro e a terra sdegnoso il gittava. Non sappiamo a quale atto di violenza sarebbesi spinto l’orgoglioso Amedeo, se il marchese frapposto non si fosse tra i due rivali. — Uscite, o signore, disse al cavaliere, voi avete insultato in mia presenza il sig. Blackman e mia figlia... uscite... non soffrirò che qui, in questa sala, al cospetto di questa disgraziata, si scambii tra voi una sola parola, un sol gesto di violenza e di collera. — Esco, esco, sig. marchese; conosco i riguardi dovuti a me e al vostro nome, ma pria di uscire... prendete, signore, disse rivolto a Gaetano, eccovi il mio indirizzo a Napoli; se avete cuore, domani mi aspetto una vostra visita. Gaetano raccolse freddamente il bigliettino di fina carta porcellana, e lo intascò. Il cav. Amedeo era già fuori.<noinclude></noinclude> mb4rjr3liih4nujao2ujd2pwo5lhfbr Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/193 108 515219 3865829 1907981 2026-07-25T06:04:13Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865829 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 193 —|}}</noinclude>{{ct|t=1|v=1|XII.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|un ricordo inopportuno.}}}} Il domani di buon’ora Gaetano partiva per Napoli, dopo aver rassicurato il marchese e Beatrice, promettendo loro di non battersi col cav. Amedeo. — Non dovrò adoprare altre armi, ei disse loro, che una parola... Non dubitate; resterò tutta questa giornata in Napoli, avendo lasciato le mie carte all’Albergo delle Crocelle... Domattina ritornerò a Sorrento per non più dipartirmene. Il marchese gli accomandò prudenza e circospezione, ed il pregò di consegnare al cavaliere la lettera che gli avea scritta il giorno innanzi, e che nel trasporto della sua collera avea dimenticato di dargli. {{ec|— Verso|Verso}} le undici antimeridiane, Gaetano giunge a Napoli. Ei portossi immantinente alle Crocelle, assestò le sue carte, si fece recare abiti nuovi e tagliati all’ultima moda, si vestì con ricercatezza, caricò una pariglia di pistolette inglesi a quattro colpi e le pose nella tasca di lato della sua giubba di color fumo di Londra, ov’era benanche riposto un portafogli che conteneva gran numero di biglietti bancali, e un piccolo ordegno d’oro, nel quale erano rinchiusi varii gioielli. Uscito dall’albergo, si fece venire una {{Pt|car-|}}<noinclude></noinclude> ifbghpfoec7eiwbnz202mglvssgk3hd La cieca di Sorrento/Parte terza/XI 0 515220 3865832 3811772 2026-07-25T06:04:33Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865832 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XI. Il cavaliere Amedeo|prec=../X|succ=../XII}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=188 to=192 fromsection="2" /> f9auhhz4ybqegqgcq0mm2s8rg1rkzxb Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/194 108 515270 3865830 1908408 2026-07-25T06:04:17Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865830 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 194 —|}}</noinclude>{{Pt|rozza|carrozza}}, dette un’occhiata al biglietto di visita del cav. Amedeo, e disse al cocchiere: — Strada Nardones. A capo di pochi minuti egli si trovava al sito indicato. — Il cav. Amedeo Santoni? chiese al guardaportone. Il guardaportone sbirciò l’individuo, e considerando la carrozza che lo avea portato e la giubba inglese, fece col capo un gesto come se avesse detto: Passate. E Gaetano Pisani fece annunziare Oliviero Blackman. Poco stante, veniva introdotto nel gabinetto del cavaliere. Nell’entrar che fece il medico, un uomo ne usciva, il quale fecegli profondo saluto, e gli tenne aperta la bussola per farlo passare. Gaetano salutò col capo, quindi la bussola fu chiusa, ed ei si trovò faccia a faccia col cav. Amedeo. Stava costui seduto in ampio seggiolone a bracciuoli, co’ piedi distesi sovr’altro seggiolone; una larga veste da camera di seta, tutta fiori ed arabeschi, covriva in parte una gala di camicia inglese, sulle piegoline della quale brillavano due bottoni di diamanti... Una specie di berretto militare messo a sghembo gli covriva la folta capellatura... I baffi erano rilucenti, arricciati e appuntati col cannello di ceretta; un sigaro dello spaccio di eccezione si dondolava fumigante tra quelle labbra sdegnose.<noinclude></noinclude> ormtp4offwt45ouefi7o3s388scn2q6 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/195 108 515271 3865833 1908410 2026-07-25T06:04:48Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865833 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 195 —|}}</noinclude>{{Nop}} Nell’entrar Gaetano, il cavaliere non si smose dalla sua posizione... ma una leggiera tinta di pallore gli sfumò sulle gote. — Eccomi al vostro invito, sig. cavaliere... benchè l’avermi voi dato un convegno in vostra casa sia stato poco gentile e dilicato procedere. Sapete che siamo nemici, e che io avrei potuto sospettare un agguato... Non voglio credere che la speranza ch’io non fossi venuto vi avesse indotto a darmi la vostra casa per ritrovo. Se ciò fosse, vi sareste ingannato, perocchè la paura è per me un nome ignoto. — Questo lo vedremo tra poco, sig. Blackman, rispose il cavaliere assannandosi le labbra... Vi sono grato della vostra esattezza, e vi giuro che non ne dubitava affatto... Accomodatevi, di grazia. Gaetano si sedè sovra modesta sedia di paglia. — Senza toccare de’ motivi che hanno potuto indurre il marchese Rionero a mancare così villanamente ad una solenne promessa fattami, i quali motivi mi vergogno di ricercare, vi dichiaro, sig. Blackman, che ieri voi mi avete fatto un oltraggio mortale, di cui desidero avere al più presto una piena soddisfazione di sangue. Nel pronunziare quest’ultima parola, il labbro del cavaliere oscillò per tremore. — Quanto a’ motivi che hanno indotto il marchese a ritrarre saggiamente e non mica ''villanamente'' la parola che vi avea data, li troverete in questa lettera che il marchese mi ha incaricato di consegnarvi...<noinclude></noinclude> j3uxyjwz9k4uj04yhhiedhsu5k4zsg2 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/196 108 515272 3865834 3383863 2026-07-25T06:05:05Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865834 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 196 —|}}</noinclude>{{Nop}} E ciò dicendo, la ponea sovra una mensoletta accanto al cavaliere. — Per ora non si tratta di questo, disse Amedeo con disprezzo... Qualunque sieno questi motivi, sarà una faccenda che passerà tra me e il marchese Rionero... Per ora si tratta d’un conto che dovete saldar con me. — Pria di tutto vi fo osservare, rispose Gaetano, che voi siete stato il primo ad offendermi, e che a me spetta il domandarvi soddisfazione. — L’è questa una inutile gara, mio caro Britanno, soggiunse con dileggio il cavaliere... Sia stato io o voi il primo ad offendere, il certo è che il sangue soltanto può colmare la lacuna che esiste tra noi... Io vi abborro e vi ho abborrito dal primo momento che una stella perversa vi menò a Sorrento. Gaetano rispose con la solita freddezza: — Se io vi ho ispirato odio e antipatia dal primo momento che mi avete veduto, voi dal vostro canto mi avete ispirato solo disprezzo. Il cavaliere si alzò furioso. — Pensate che siete in mia casa. — Ci ho pensato. — Sono stanco! sclamò il cavaliere,.. si finisca questa insopportabile conversazione... Confesso di essere stato il primo ad offendervi... Se non isbaglio, vi chiamai un mostro, n’è vero? Ebbene, scegliete le armi ed un secondo... e tra un’ora sia tronca tra noi la quistione. Ciò detto, tornò a sedersi.<noinclude></noinclude> jjf6e42k7oxwbju8x8gi5uaedfmg4g5 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/197 108 515273 3865835 1908415 2026-07-25T06:05:08Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865835 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 197 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Su questo la sbagliate, sig. cavaliere, perchè io non mi batterò con voi. — Non vi batterete con me? — Vi ripeto che non mi batterò con voi. — Che vuol dir questo? Sareste mai tanto vile... — Adagio, adagio, sig. cavaliere, riprese pacatamente Gaetano... Vi dimostrerò perchè non posso battermi con voi, e perchè non sono un vile. Il cavaliere sembrava dominato da una smaniosa impazienza. — Ma io non ho tempo da perder con voi. — Un poco di pazienza, sig. cavaliere... eccomi a voi... Prima di tutto, non posso battermi con voi per due ragioni... Ascoltatemi bene. La prima si è che, se ci battiamo, sia che io ammazzi voi, o che voi ammazziate me, io non potrei render la vista a Beatrice e quindi sposarla... Comprenderete che questa ragione vale per cento... Se io vi ammazzassi, siccome i duelli sono vietati, sarei quindi arrestato, processato, e Dio sa quanto tempo si perderebbe... Ed io ho fretta... capite... ho fretta di sposare quell’incantevole creatura... ho fretta di ridonarle la luce degli occhi. Il cavaliere era pallido per estrema rabbia. — La seconda ragione, continuò Gaetano con la stessa placidezza e fingendo di non accorgersi dell’effetto satannico che le sue parole producevano sull’ex-fidanzato di Beatrice, la seconda ragione... la quale dovrà essere molto potente per voi, si è che voi avete tutta {{Pt|l’ap-|}}<noinclude></noinclude> ccbf6q6f1vtvyg0o71wfcdovk9esa4x Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/198 108 515275 3865836 3154884 2026-07-25T06:05:28Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865836 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 198 —|}}</noinclude>{{Pt|parenza|l’apparenza}} e tutte le qualità, secondo il grande Hufeland, dell’uomo destinato a vivere lunga vita, epperò sarebbe un peccato il troncarla così ''ex-abrupto'', e per un capriccio altri cinquanta a sessanta anni che forse vi sono ancora riserbati. — Fine a questa insipida celia, o signore borbottava furibondo il cavaliere. — Come! insipida celia! Ma che... vorreste mo insegnarmi l’arte medica! Per bacco, nel maggior senno del mondo vi dico che voi vivrete lunghi anni, e ve lo provo... Voi siete di statura mezzana, ben proporzionata e complessa, non avete per solito, e quando non siete sotto l’impero delle passioni, non avete nè troppo colore nè poco sul volto; avete i capelli castagni, la pelle ferma e senza ruvidezza, le vene spiccate e ben disegnate alle estremità, le spalle un pò rotonde, il collo nè lungo nè corto, il ventre senza preminenza, il piede piuttosto largo che lungo, il petto elevato e capace d’una forte inspirazione (badate a non confondere l’inspirazione de’ polmoni con l’ispirazione del genio), la voce forte, i sensi ottimi e senza eccessiva delicatezza. Soltanto badate a governare le tristi passioni che tanto dominio hanno su di voi, e che potrebbero render fallaci le predizioni della scienza... — Ho sopportato abbastanza la vostra derisione... disse il Cavaliere di bel nuovo levandosi, vi ripeto che mi fa d’uopo una riparazione dell’oltraggio fattomi ieri da voi... Se ricusate di battervi meco, mi darete il dritto di pubblicare il vostro vergognoso rifiuto.<noinclude></noinclude> cexe53m5de039n1yoncowh6v98bpl44 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/199 108 515276 3865837 3160640 2026-07-25T06:05:39Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865837 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 199 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Voi nol farete, sig. Cavaliere. — Nol farò! e chi potrebbe impedirmelo? — Io, sig. Cavaliere, vi dico che io non mi batterò con voi; e voi non direte una iota sul mio rifiuto di battermi, non già perchè io stimassi il non battermi disonorevol cosa, ma bensì perchè non ho l’assuefazione di far sapere i fatti miei... — Se voi non siete un pazzo, siete un imbecille, signor Blackman... Alle corte, volete battervi? — No. — Ebbene, in questo caso mi permetterete di applicarvi una leggiera lezione sul volto... E la sua mano si alzava per colpire la guancia di Gaetano, ma questi prevenne l’atto, gli afferrò ambo le braccia, e gli disse: — Tu sei in tua casa, Santoni, e credi però di abusare della tua situazione; ma non permetterti veruna parola, verun atto di violenza contro di me, se non vuoi aver domani un cattivo negozio per le mani. — Che intendete dire? — Niente... Ti dico soltanto che io conosco i fatti tuoi, Santoni, onde procura di fare la mia volontà. — Tu conosci i fatti miei! ripetea il cavaliere aprendo gli occhi esterrefatti. — Sì, conosco un certo commesso di notaio... di notar Tommaso Basileo, il quale mi ha fatto una certa confidenza... — Come! Chi! Quando? Dove? — Inutili sono tanti particolari... Non vi<noinclude></noinclude> q5uvdiok1w0qb3ha9mxf3yskakjy0cq Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/200 108 515277 3865838 1908434 2026-07-25T06:05:46Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865838 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 200 —|}}</noinclude>presentaste voi il dì 21 settembre 1840 alla curia di notar Basileo, e prometteste cento piastre al commesso, affinchè vi avesse dato nelle mani l’atto-originale di un testamento all’anima? Il cavaliere tremava a verghe... egli era pallidissimo... un freddo sudore gli bagnava la fronte... Gaetano gli tenea sempre strette le braccia. — Menzogna... calunnia... non so quello che dite... — Non dovreste però impallidire... e tremare in tal modo... i vostri polsi sono esili... tutto il vostro sangue ha rifluito al cuore... Ricordatevi ch’io sono medico. — Non so niente... vi ripeto... vi sognate. — Forse sognerò, ma intanto ascoltami bene: io sono un onest’uomo, incapace di far del male a chicchessia, e però nulla rivelerò de’ fatti tuoi, siccome finora nulla ho rivelato... Ma ''sub conditione'' che non rimetterai più il piede in Sorrento, che dimenticherai per sempre Beatrice Rionero, e non cercherai in verun modo di offendere la mia persona o il mio onore... Ci siamo intesi? — Lasciatemi, signore, diceva il cavaliere facendo uno sforzo per isprigionarsi dalle mani di Gaetano, il quale gli stringeva i pugni come due tenaglie. — Rispondimi in prima: ci siamo intesi? — Lasciatemi, perdio! — Rispondi. — Sì... farò quel che vorrete, rispose il cavaliere gittando una bava di furore...<noinclude></noinclude> 46zsbvd182ea1ddyu8xiua7glcxcouf Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/201 108 515278 3865839 1908437 2026-07-25T06:05:50Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865839 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 201 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Benissimo... Ora... addio... Siamo amici, n’è vero?... Ebbene, avete ora più volontà di battervi meco? Amedeo non rispose. — Vedete che io non aveva tanto torto, continuò Gaetano, allorchè ieri vi dissi che eravate indegno di portare quel nastro rosso all’occhiello dell’abito. Il cavaliere fremeva di rabbia... e non rispondeva. Nei suoi occhi per altro luccicava un lampo di satannica gioia. — Addio, dunque... cavaliere, e non dimenticate mai la conversazione di questa mattina... Ci siamo intesi? Eh! ci siamo intesi, sig. ladro di testamenti? — Sì, rispose il cavaliere con freddezza. — Addio. La bussola si chiuse dietro Gaetano... Il cavaliere intanto aprì un altro uscio della sua camera, attraversò un salone, dischiuse una finestra in sulla strada Nardones, e si pose a guardar giù,... precisamente verso il proprio portone. Gaetano stava per montare sulla carrozza che lo aveva aspettato, quando un uomo di circa 40 anni, vestito con molta decenza, se gli accosta. — Non è ella il famoso dottore inglese Oliviero Blackman? — Per servirla. — Imploro un istante dalla vostra filantropia, sig. Blackman. Un funesto accidente ha colpito un vecchio, sostegno di una numerosa<noinclude></noinclude> ncmpe8497hx0q2zdzx99uogo3i3yz61 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/202 108 515279 3865840 1908438 2026-07-25T06:06:08Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865840 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 202 —|}}</noinclude>famiglia... Io vi ho veduto a uscire dall’Albergo delle Crocelle, e ho atteso finora... Ho speranza che salverete il mio povero zio. — Andiamo, disse Gaetano; salite in carrozza con me... Dove abita vostro zio? — Un pò lontano, sig. Blackman... egli è al casino. — Ma insomma? — Salita Betlemme... presso l’erta di Brancaccio. — Sferza, cocchiere, disse Gaetano. La carrozza torse la via e tenne l’alto. Cammin facendo, quell’uomo con sembiante di dolore e con occhi smarriti raccontava al medico tutto il tristo accaduto; dicea come di botto una furia di sangue avea stramazzato al suolo il povero zio, il quale nella sera prima avea straperduto al giuoco; come fosse rimasto senza sentimenti e senza vita apparente; come gli stava intorno con affettuose cure la famiglia, che tutte in lui, Blackman, riponea di presente le sue speranze. Dicea che per lungo volgere di anni nissuno potea scordarsi del beneficio che egli avrebbe fatto a quella famiglia, ridonandole il padre, lo zio, la provvidenza di tutti. Gaetano l’udiva macchinalmente: il suo pensiero era rivolto al Santoni, e nel suo cuore fluiva a torrenti la gioia di avere umiliato quel superbo. La carrozza volò. Dopo dieci minuti si trovarono al cominciar della salita di Betlemme. L’incognito disse al cocchiere d’aspettar quivi,<noinclude></noinclude> jttnw4ooi24k6obkm36ckjpi6vjlhun Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/203 108 515280 3865841 1908439 2026-07-25T06:06:25Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865841 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 203 —|}}</noinclude><section begin="1" />fece salir Gaetano in su quell’erta, e poscia: — Siamo arrivati, sig. Blackman. Eglino si trovarono dinanzi ad uno scalcinato portoncino di sinistro augurio. E Gaetano entrò, preceduto da quell’uomo;.. salirono due gradini... La luce penetrava appena. — Alla vostra dritta, signore, seguitatemi. E quell’uomo, preso per mano il medico, il fece entrare per un’angustissima e bassa porta... — Camminate, dottore... Gaetano diede un passo... Il rumore di pesanti lucchetti fu udito... quel poco di luce sparì... e Gaetano si trovò nelle più fitte tenebre. Scesero per altri gradini. — L’ora tua è suonata, Blackman, gridò una voce sinistra... Così si vendica il cavalier Amedeo. E due colpi di pugnale gli furon nel tempo stesso vibrati alle spalle. <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|XIII.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|le tenebre.}}}} Diamo di presente al lettore talune necessarie spiegazioni rischiarative di questo inatteso attentato. Allorchè il cav. Amedeo (che ora sappiamo essere quella stessa persona che si presentò nella curia di Tommaso Basileo, per indurre {{Pt|Gae-|}} <section end="2" /><noinclude></noinclude> i2oei7tkaz0tnjbxczfyh5ne4eq807o La cieca di Sorrento/Parte terza/XII 0 515281 3865847 3811773 2026-07-25T06:07:15Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865847 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XII. Un ricordo inopportuno|prec=../XI|succ=../XIII}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=193 to=203 tosection="1" /> fi1ozvs28gyzbd6ipejt6tz5etm9nop Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/204 108 515376 3865842 1908981 2026-07-25T06:06:37Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865842 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 204 —|}}</noinclude>{{Pt|tano|Gaetano}} a furare ii testamento), allorchè il cav. Amedeo ricevette dal commesso del notaio il convegno pel domani, presso le gradinate dell’Orto Botanico, per ricever da quello il testamento all’anima e consegnargli le cento piastre di promesso guiderdone, non mancò, siccome può ciascuno immaginarsi, di trovarsi al sito indicato, verso le ventitrè ore italiane, secondo che convenuto si era tra lui e il giovine scribente della curia. Ma indarno aspettò quivi fino al cader della notte, perciocchè il commesso non venne. In quella medesima ora, Gaetano, se i nostri lettori sel ricordano, tornava in sua cosa col denaro ricavato dalla vendita di un gioiello, e trovava, dopo fracassata la porta, estinta la nonna. È chiaro che Gaetano, cui la Provvidenza avea posto sottocchio la lettera del genitore, sicuro oggimai di aver nelle mani un documento che lo avrebbe arricchito, non si era dato più alcun pensiero d’involare il testamento che gli potea fruttare soltanto qualche centinaio di piastre. Anzi, dobbiam dire che, nello scompiglio in cui lo avea gettato la scopritura della lettera, avea dimenticato interamente la faccenda del signore dal nastro rosso. Pochi giorni di poi, Gaetano abbandonava Napoli, e postergava tutte le funeste ricordanze della sua prima giovinezza. Intanto il domani del giorno in cui avea inutilmente aspettato, il cav. Amedeo si portava di bel nuovo alla curia di Tommaso Basileo, che trovò chiusa; vi ritornò il giorno appresso, e<noinclude></noinclude> ib9s5xy9e537ucekkvkjsl4fo5jt5b0 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/205 108 515377 3865843 1908982 2026-07-25T06:06:48Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865843 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 205 —|}}</noinclude>parimente rinvennela barrata; e così per molti giorni consecutivi. Il cavalier Amedeo, sospettoso di qualche funesta avventura accaduta al giovin commesso, ricercò della cagione, per la quale la curia rimanea chiusa, e gli fu detto che da oltre una settimana notar Basileo era gravemente infermo, e che il suo commesso era sparito, non si sapea per dove e per qual motivo. Santoni vivea nella più ambasciosa incertezza per non poter conoscere se il testamento era stato involato: gli ricorreva spesso alla mente il pensiero che il commesso non si fosse valuto dell’istrumento per venderlo alla giustizia: pensava a tante cose che il rendevano insonne e smanioso, e ogni dì il suo carrozzino attraversava il vicolo dov’era situata la curia. Un mattino la curia era sbarrata... Amedeo respirò, e, dato un balzo dal suo carrozzino, fu dentro. Un uomo sedeva alla scrivania, ma non era Gaetano... Un sudor freddo bagnò la fronte del signorotto, e dimandò al nuovo commesso: — Di grazia, è ammalato forse quel giovine che occupava non è guari il posto che voi occupate presentemente? — No, il notaio lo ha congedato. — Qualche mancanza forse?... — Un delitto, o signore. — Un delitto! Cielo! e quale? — Un furto.<noinclude></noinclude> 8heq5oqz3trrbgvfbpsbywezr36whgv Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/206 108 515378 3865844 1908983 2026-07-25T06:07:00Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865844 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 206 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Un furto! per bacco! Ha involato forse del denaro? — Così dicono, ma il notaio non ha voluto, o, per meglio dire, non ha potuto rivelar niente, perocchè ei giace nel letto gravemente infermo... — Ah! il vostro principale è infermo! E che male ha? — Sfido a saperlo!... Egli non vuol farsi visitare da nessun medico... è ammalato dal giorno che ha licenziato il suo commesso... Se lo vedeste com’è rifinito!... è una larva... molte volte ha il delirio; dice tante cose strane... bizzarre... Pare che la somma di ventimila ducati gli abbia stravolto il cervello; a qualunque dimanda ei risponde: ventimila ducati. Se a sua estrema povertà non fosse nota in tutto il quartiere, si potrebbe sospettare che il commesso gli abbia involato per lo appunto questa somma. D’altra parte, se ciò fosse, in qualche momento di lucido intervallo di ragione, egli avrebbe rivelato alla giustizia l’enorme furto commessogli dal calabrese. — E credete, domandava Amedeo, credete che il vostro principale potrebbe morirne? — Eh!... Non mi pare difficile... o, se campa, credo che la sua ragione darà uno sgambetto al cervello, e se ne andrà ai regno dei pazzi. — E ditemi, di grazia, siete voi che ora menate innanzi le sue bisogne? — Per lo appunto. — Ed avete per conseguenza la consegna di tutte le schede?<noinclude></noinclude> 9n5swegm7p2hd9l23lobr19itd674x0 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/207 108 515379 3865845 1908984 2026-07-25T06:07:04Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865845 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 207 —|}}</noinclude>{{Nop}} — Sì; la Camera Notariale mi ha facoltato a supplir notar Tommaso. — Abbiate dunque la bontà di trovarmi l’atto originale d’un testamento formato nell’anno 1745. E Amedeo gli diede le indicazioni necessarie. Il nuovo commesso, per nome Domenico, si apprestò a fare la volontà del cavaliere. — Cospettone! sciamò Domenico, l’armadio è aperto!.. Un ''incartamento'' è qui spiegato!!... è questo appunto il vostro testamento, signor cavaliere. — Il mio! — Forse notar Basileo, soggiunse il commesso, dovette riveder qualche cosa in questo atto originale. — È probabile, disse Amedeo che si sentiva sollevato da un peso mortale. — Ebbene? che cosa vi occorre di sapere, signor cavaliere? — Nulla! mi occorre di avere nelle mani questo testamento... Ecco di che compensare il vostro silenzio. E ciò dicendo, gittava sulla scrivania una borsa, che diede un suono acuto e nuovo alle orecchie di Domenico... Era zeppa d’oro. Il commesso restò trasognato. — Non abbiate scrupolo alcuno, ripigliò subitamente Amedeo, nè timore per la vostra persona... Domenico guardava la borsa con occhi di fuoco.<noinclude></noinclude> f6f93wujjibu7zip6hn4a3z2vkqfmd0 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/208 108 515380 3865846 1908986 2026-07-25T06:07:06Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865846 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 208 —|}}</noinclude>{{Nop}} — E questa borsa... questo danaro, ei diceva, voi me lo date... me lo regalate, non è vero? — Quest’oro è vostro, e il testamento è mio... slegatelo, mio caro. Domenico tagliò macchinalmente il filo che ligava quell’atto originale alle altre scritture... Amedeo s’impadronì dell’''istrumento''. — Non temete per notar Basileo, diceva il cav. Amedeo con sorriso di gioia, chi sa!... la natura gli risparmierà i ferri... E Amedeo saltava sul suo carrozzino, lasciando il commesso più in cielo che in terra. Pochi mesi dopo, notar Tommaso Basileo era condannato ai ferri dall’alta Corte Criminale... Ma quando la sentenza fu pronunziata, notar Basileo più non era nel numero dei viventi — Quasi contemporaneamente, un’altra sentenza del tribunale civile investiva il cav. Amedeo Santoni del feudo in Sicilia, dopo una lite di moltissimi anni. Tutta questa storia era interamente ignorata da Gaetano, il quale nel tempo in cui simili cose accadevano si trovava nell’alta Italia — Nel giungere a Sorrento, dopo quattro anni di assenza da Napoli, egli avea riconosciuto nel fidanzato di Beatrice Rionero l’uomo che gli avea fatto la proposta del furto del testamento; ma il cav. Amedeo non si era minimamente ricordato delle fattezze di Gaetano, nè avrebbe mai potuto supporre che nel medico inglese Oliviero Blackman si nascondesse il commesso povero e succido della curia di notar Basileo —<noinclude></noinclude> 53p8r2dv6y7tb3kh7j5iexlpujq7iq3 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/209 108 515381 3865848 1908987 2026-07-25T06:07:34Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865848 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 209 —|}}</noinclude>S’immagini adunque il lettore la sorpresa del cavaliere, allorchè Gaetano gli palesò di conoscere il fatto del testamento, fatto che Gaetano non sapea compiuto, ma che divinò dal turbamento del suo rivale. Amedeo suppose che per una funesta combinazione o per secreto motivo Domenico avesse rivelato il tutto all’Inglese; e si vide perduto. Già, pria che Gaetano gli avesse detto di conoscere il fatto del testamento, il cav. Amedeo, dopo la scena accaduta nel salotto di Rionero a Sorrento avea giurato di sacrificare l’aborrito Blackman alla sua vendetta... Egli avea veduto quest’uomo levarsi qual tremendo ostacolo agli ambiziosi proponimenti che avea fabbricati sul matrimonio con Beatrice, e non sapea portar l’idea che un uomo brutto, straniero, di modi selvaggi, fosse caduto dal cielo per rapirgli un brillante avvenire, in seno del quale stava per slanciarsi con tanto prospera fortuna. «Oliviero Blackman morrà per mano ignota... misteriosa... La sua morte sarà attribuita ad un assassinio nello scopo di rubarlo... Una volta rimosso questo ostacolo, il tempo, l’assiduità, la mia ipocrisia faranno il resto; e Beatrice Rionero sarà mia... Questi Inglesi si battono come diavoli... D’altra parte... che sciocchezza sarebbe il morire per una donna che io non amo... e poi per una cieca! per una stupida creatura, che mi preferisce un Blackman!... un mostro, un ignobile maniscalco inglese...!» Queste parole rimasticava il Santoni sdraiato<noinclude></noinclude> ei4otnc8b9naycm9g933zt0uwak5fo2 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/210 108 515382 3865849 1908988 2026-07-25T06:07:37Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865849 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 210 —|}}</noinclude>su i sofà de’ vaggoni di prima classe della strada di ferro... Egli tornava a Napoli, dopo la scena violenta avuta con Blackman a Sorrento, e dopo che dato gli avea convegno pel domani nel suo appartamento alla strada Nardones. Maturato ben bene l’infernale disegno di fare assassinare Oliviero Blackman, Amedeo ne affidò l’esecuzione a tre esperti sicari, de’ quali egli si era servito altre volte per infami dissolutezze. Tutto era ponderato a puntino... tutto era stato concertato con diabolica sagacia, e niente altro mancava al compimento della malvagia rete che la venuta di Blackman. Amedeo, per un resto, non diremo di scrupolo, ma di prudenza, avea combinato con uno dei suoi sicari, che, non sì tosto il Blackman sarebbe salito sull’appartamento, si fosse quegli fermato in istrada per ricevere un comando deffinitivo dell’assassinio. I lettori ricorderanno che, entrando Gaetano nel gabinetto del cavaliere, un uomo ne usciva... Questi era colui che doveva aspettare il cenno deffinitivo, e che, per non farsi conoscere dalla sua vittima, gli fece un profondo inchino sotto la bussola, affinchè Blackman non avesse potuto osservarne le fattezze del volto. Noto è parimente il dialogo tra il cavaliere e Gaetano. La rivelazione fatta da quest’ultimo dette il colpo di grazia alla rea determinazione del Santoni; onde, quando Gaetano fu in istrada, il cavaliere, fattosi alla finestra, faceva col {{Pt|ca-|}}<noinclude></noinclude> hg6m81lvd0f7ulbna11mdp0jddtxoai Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/211 108 515383 3865850 1908989 2026-07-25T06:07:41Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865850 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 211 —|}}</noinclude>{{Pt|po|capo}} un movimento affermativo ad un uomo che, decentemente vestito, non aveva cessato di guardar su con ismania crescente d’impazienza. E quando ebbe avuto quella riconferma, il sicario si mosse verso Gaetano, che stava per montare nella carrozza, ed il pregò, com’è noto, di salvargli uno zio moribondo. Si osservi eziandio che, per maggior sicurezza ed agio di commettere il delitto, si era scelto un luogo cui la carrozza non potea pervenire... Il cocchiero, se non altro, avrebbe conosciuto il sito dov’era entrato il medico... E tutto rimaner dovea profondo mistero. Gaetano dovea scomparir dalla faccia della terra, senza lasciare indizii della sua morte. Gaetano ricevè due colpi di pugnale alle spalle. Le tenebre erano densissime come nelle profonde visceri della terra... Egli gittò un grido soffocato di rabbia, di dolore, di sorpresa, e, voltatosi con indicibil prestezza, quasi contemporaneamente al ricevere i due colpi, afferrò le due braccia che glieli aveano vibrati, e le strinse con forza convulsiva. — Un colpo è sbagliato... e l’altro non è mortale, il medico disse con sorprendente freddezza e lucidezza d’intelletto... Giù le armi, vilissimi assassini. Ciò dicendo, con forza colossale diede una scossa alle due braccia che avea impugnate, ma i due pugnali non caddero a terra. Ebbe luogo allora una lotta tremenda... Gaetano non abbandonava le due braccia {{Pt|nemi-|}}<noinclude></noinclude> dx2sq7h9wixkg7n9nc77w5rleebwp08 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/212 108 515384 3865851 1908990 2026-07-25T06:07:53Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865851 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 212 —|}}</noinclude>che, ma due altre braccia erano libere, e tosto egli si sentì stretto alla gola da due pugni di ferro... e la sua respirazione fu interrotta. Era finita per lui!... Pochi altri secondi, ed altre tenebre lo avrebbero circondato nella eterna loro caligine, le tenebre della morte... Egli sentiva scoppiarsi il petto e il cervello... la soffocazione il vinceva, nè potea difendersi, perocchè, se abbandonava uno delle braccia dei suoi nemici, lasciava libero il proprio petto a un pugnale... In un momento un grido lacerante si fa udire... Uno degli assassini è ferito... mortalmente ferito. Uno de’ due sicarii, fatto uno sforzo inaudito, era pervenuto a sprigionare il suo braccio; tosto egli avea vibrato un colpo; ma invece di ferir Gaetano, avea trafitto il fianco dell’altro sicario. L’assassino era caduto... Gaetano avea questa volta libero il braccio destro, sel cacciò immantinente nella tasca, afferrò una delle pistole, e puntatala sul petto dell’altro avversario che ancora cercava di soffocarlo, scattò il grilletto... Una costola dell’assassino era infranta... Ma Gaetano era caduto anch’egli privò di vita, imperocchè l’assassino, nel ricevere il colpo, aveagli stretto la gola con tanta forza che l’infelice sentì il sangue affogargli il cervello... e cadde come morto. Non sapremmo dire quanto tempo ei rimanesse nello stato cadaverico... Il sentimento della<noinclude></noinclude> n12wr85hbgzkp663xlch6t86jh9hvgo Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/213 108 515385 3865852 1908992 2026-07-25T06:07:57Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865852 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 213 —|}}</noinclude>vita gli tornò col sentimento del dolore, che la sua ferita sotto la scapola erasi inasperata per l’eccessivo freddo ed umido che si pativa in quella specie di caverna. Nel ridestarsi ci si trovò gittato sovra il cadavere di uno de’ suoi assassini... Le tenebre erano fittissime, e non era possibile sapere se era giorno o notte. Gaetano si alzò in piedi... Ei risentiva ancora alla gola l’impressione dolorosa delle dita che lo avrebbero senza meno affogato senza un prodigio della Provvidenza... e la ferita alla spalla gli dava uno spasimo infernale. Ma in questo momento, più del dolore della ferita, dominava in lui il pensiero di trarsi fuori di quella tomba... Cercò di richiamarsi lo idee e le ricordanze, ed appunto ricordò che pochi passi egli avea fatti quando era entrato col suo assassino in quella caverna... l’uscita non dovea esser lontana. Gli sarebbe bastato un poco di luce per cavarsi fuori d’impaccio, e trovò subito il modo di proccurarsela... Si ricordò che egli avea nella tasca un’altra pistola carica a quattro colpi (una eragli caduta nel cader che egli fece a terra), la trasse tosto, e tirò un colpo... Questo lampo non gli fece distinguere altro se non che la tomba nella quale ei trovavasi: una specie di antro nero e fuliginoso scavato sotto un monte e zeppo di schifosi animali, i quali, allo scoppio dell’arma, erano fuggiti in tutti i versi, strisciando su quell’umida terra... Ma nessuna porta era apparsa, nessuna {{Pt|u-|}}<noinclude></noinclude> ddfkjlib0xsns9qvcp285hg9xuabvee Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/214 108 515386 3865853 1908993 2026-07-25T06:08:06Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865853 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 214 —|}}</noinclude>{{Pt|scita|uscita}}; sicchè Gaetano sì trovò nello stato primiero. Egli sparò un altro colpo per ritrovare l’altra pistola, e col fatto quel getto istantaneo di luce bastò per fargliela vedere giacente a fianco del cadavere dell’ultimo che egli avea morto... Il medico la raccolse, e questa volta avea cinque altri lampi che poleangli forse servire a rintracciare l’uscita di quell’orrido speco. Ogni volta che si accingeva a scattare un colpo, ei cambiava la direzione del proprio corpo, ad oggetto di osservare tutt’i punti di quell’antro. Sparò due altri colpi, l’un dopo l’altro, ma inutilmente! Le tenebre lo investivano più tremende, più mortali... Gaetano cominciò a tentare con la mano quelle mura, non ostante il ribrezzo che gl’ispiravano i succidi animali che gli scappavano sotto le dita; proccurò di studiare la posizione.... Dopo alquanti passi, urtò col capo contro la volta, e fu costretto a chinarsi per poter procedere nelle sue ricerche. Le mura non cedevano affatto.... dappertutto la stessa sepolcrale immobilità!! La disperazione cominciava a stringere il cuore di Gaetano... ma egli non voleva esaurire gli ultimi tre colpi di pistola che gli rimanevano; erano le ultime speranze di salvezza. La ferita all’omero gli dava cruccio mortale; l’umidità gli era penetrata nel midollo delle ossa.... le tenebre gli pesavano come piombo sulle palpebre... Nella sua disperazione gli corse<noinclude></noinclude> i49n4mi7f03eb4efsgrc7obbejmxude Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/215 108 515387 3865854 1908994 2026-07-25T06:08:21Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865854 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 215 —|}}</noinclude>alla mente un pensiero tetro... infernale! Due altri colpi doveano servirgli a tentare l’uscita di quella tomba... e l’ultimo colpo dovea servirgli ad abbreviargli le torture d’una morte lenta e atroce. Questo pensiero impertanto si andò perdendo nella immagine di Beatrice, la quale apparivagli come vinta dall’infame seduzione del cav. Amadeo... E questa idea pose nell’animo di Gaetano il desiderio ardentissimo della vita, imperocchè la sua morte avrebbe esaudito i voti di quello scellerato... Ei richiamò tutta l’energia della sua volontà; si accinse freddamente a prendere una risoluzione qualunque. Un’idea gli corse alla mente, ed il fece palpitare di speranza... si cacciò la mano nella tasca, ne cavò il taccuino, prese dal taccuino una carta... una cambiale... la ravvolse a bacchetta... l’accostò alla canna della pistola, e sparò. La Provvidenza lo aveva favorito... La carta si accese... Una somma enorme era sacrificata, ma la sua vita era salva. Gaetano capovolse la carta per farla meglio accendere, e in pari tempo altre carte estrasse dal taccuino per sovvenire alla prima quando si sarebbe consumata... Nella ebbrezza della speranza egli non si curò di gettar gli occhi sulla polizza che andava parimente perduta... E si pose a guardare con avidità all’intorno di sè... Dapprima nulla vide, ma indi a poco si accorse che uno dei due cadaveri degli assassini<noinclude></noinclude> aftsjjmzsl2g2szku7eehcavagtfhd8 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/216 108 515388 3865855 1908995 2026-07-25T06:08:26Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865855 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 216 —|}}</noinclude><section begin="1" />era caduto in modo che col capo e con le spalle covriva due gradini... Gaetano respirò..... rimosse il cadavere da quel luogo, e sollevò la carta accesa che avea nelle mani. Quelle gradine menavano ad uno stretto corridoio, in fondo al quale era una porta bassa... Ei si ricordo che quando venne introdotto in quella specie di sepoltura, gli fu ingiunto di abbassar la testa e di scendere per quelli due gradini... La carta accesa, epperò la luce durò appunto tanto quanto bastò a Gaetano di sgangherare il pesante lucchetto, e aprir quella porta... Nell’uscir che ei fece, l’aria esterna e tepida gli rifluì sul cuore un torrente di gioia, come se veramente fosse uscito da una tomba... Era notte!... Gaetano si trovò bentosto fuori di quel palazzo, dal quale più non doveva uscir vivo... Non ostante l’asprezza della sua ferita, discese precipitosamente l’erta di Betlemme. La carrozza non si era dipartita. — Che ora è? chiese Gaetano al cocchiere cacciandosi in fretta nel cocchio. — Le nove e mezzo, signore. — Va bene... Ritorna alle Crocelle. Gaetano era stato in quella tomba circa sette ore. <section end="1" /><section begin="2" />{{Centrato|{{Sc|fine del volume primo.}}}} <section end="2" /><noinclude></noinclude> hh9fytjk7pd53jdpdewokdnzs0ut31t La cieca di Sorrento/Parte terza/XIII 0 515389 3865856 3811774 2026-07-25T06:08:37Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865856 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XIII. Le tenebre|prec=../XII|succ=../../Parte quarta}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu" from=203 to=216 fromsection="2" /> 4af5dntk1d8uy3jmwhj2s15znm38ysa Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/3 108 515394 3865860 2568329 2026-07-25T06:10:28Z Dr Zimbu 1553 3865860 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Antoncip" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><section begin="1" />{{Centrato|{{larger|'''PARTE QUARTA'''}}}} {{Rule|3em}} <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|I.}} {{ct|t=1|v=1|lh=1.4|{{Sc|la giustizia di dio<br />e la giustizia degli uomini.}}}} {{Sc|Un’arcana legge di Provvidenza regola il mondo}}. La Scienza umana, la Ragione e la Filosofia han confessato la loro nullità a petto di questo altissimo mistero e la loro impossanza a spiegarlo. La storia universale dell’umanità rivela questo fatto ignoto nella sua essenza, e soltanto percettibile ne’ suoi effetti. La libertà delle azioni umane, di cui le passioni sono il precipuo agente, ha per norma la Ragione. La Giustizia ha per norma la Coscienza. L’Intelligenza ha per norma la Fede. Chiunque non regola le proprie passioni secondo i dettami della Ragione, attenta alla legge della Provvidenza, ed è misero per l’effetto medesimo della sua scioperata e malvagia condotta. Chiunque lede i dritti altrui, attenta alla Legge della Provvidenza, e lede la Giustizia. <section end="2" /><noinclude></noinclude> mhock2yb2u7vtp9a67dm2is3sgmexz4 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/4 108 515403 3865861 2568332 2026-07-25T06:10:52Z Dr Zimbu 1553 3865861 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Antoncip" />{{RigaIntestazione||— 4 —|}}</noinclude>{{Nop}} Chiunque spinge il suo intelletto alla ricerca dell’ignoto senza la face della Fede attenta alla Legge della Provvidenza, ed è misero per effetto del caos delle proprie idee e dei proprii errori. La Fede sussidia la Ragione e la guida nel campo dell’Infinito. {{Sc|Gli avvenimenti umani son tutti concatenati da una Mano invisibile, che regge l’universo morale siccome il materiale.}} La Giustizia degli uomini non è che emanazione di quella di Dio. Lo spettacolo dell’uomo giusto che soffre e del malvagio che gode tragge in empii errori e bestemmie coloro i quali non vogliono persuadersi di non poter comprendere i disegni della Provvidenza. Ma tra mille giusti, un solo soffre; tra mille empi, un solo gode. Esseri dotati di cinque meschini sensi, che sappiam noi? L’apparenza è tutto per noi; le passioni modificano e depravano i nostri giudizi; l’organica conformazione di ciascheduno li diversifica. A queste rapide considerazioni eravamo naturalmente indotti nel considerar la morte dei due assassini di Albina di Saintanges, Nunzio Pisani e Tommaso Basileo. Il primo fu vittima della Giustizia degli uomini. La Provvidenza {{ec|consegno|consegnò}} al rigor delle leggi sociali colui che le aveva infrante. Le leggi colpiron di morte chi avea dato morte. Il secondo fu vittima della Giustizia di Dio. La Provvidenza tesseva la tela onde il Basileo fu colpito nelle sue più esecrate passioni. Egli<noinclude></noinclude> pvuqev88yensl0vko4a6rn57nxwh6fr Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/10 108 515496 3865862 2962276 2026-07-25T06:11:01Z Dr Zimbu 1553 3865862 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||— 10 —|}}</noinclude>{{Pt|mento|momento}} in cui con la sua albergatrice a lieto banchetto sedeva. Quella donna avea scoperto chi fosse il supposto cacciatore, e, sedotta dal guiderdone promesso dalla giustizia e dal marchese Rionero, consegnava nelle mani del potere l’assassino di Albina di Saintanges. Dopo un anno, il dì 9 ottobre 1828, Nunzio Pisani moriva sulle forche, nella piazza del Mercato di Napoli... {{Sc|La Giustizia degli uomini era soddisfatta.}} Tommaso Basileo, dopo la notte dell’assassinio e del furto, non avendo avuto più contezza di Nunzio, si persuase che questi sen fosse fuggito in Calabria, portando seco il cassettino delle gioie. Qualche volta nasceagli il dubbio che quegli fosse stato arrestato, sia in Napoli, sia in altra provincia del regno. In somma, passati alquanti mesi, il notaio più non pensò al Pisani e si tenne contento della porzione del furto che gli era rimasta nelle mani, e che pur valea qualche migliaretto di ducati. Gli passò, sul bel principio per la mente di denunziare il Pisani per vendicarsi di lui ma il rattenea la paura che quegli, scoperto l’autore della denunzia, avesse palesato il complice; e questa paura fu più potente del desiderio della vendetta. Notar Basileo, messo da banda ogni pensiero, si vivea tranquillo; la spilorceria del suo vivere allontanava da lui ogni sospetto, chè tenuto era in concetto di poveruomo e dabbene. Qual però si fosse la sua sorpresa non è a dire,<noinclude></noinclude> 80mrh28ul0xwa57sqk5zpno29mz19od Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/11 108 515497 3865863 3335928 2026-07-25T06:11:11Z Dr Zimbu 1553 3865863 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||— 11 —|}}</noinclude>nel ricevere e leggere la lettera di Nunzio Pisani che gli scrivea da Quagliano. Il suo cuore ribaltò d’una gioia oppressiva: il cassettino era suo! Il gaglioffo comprendea che Nunzio gli avea fatto rivelazione del luogo, ov’era riposto il tesoro, soltanto perchè non vedea più speranza di sottrarsi alla giustizia. Nel momento in cui il notaio ricevè la lettera del Pisani, era intento a ricercare talune notizie nel quaderno delle scritture, tra cui stava legato il testamento all’anima, che fu chiesto di poi dal cav. Amedeo: egli avea ricevuto poco innanzi una lettera da Palermo, da persona che li dimandava per lo appunto que’ ragguagli, in su i quali egli stava occupato. Nell’effervescenza della gioia, in cui lo immerse la lettura della lettera del Pisani, e premuroso di sperdere ogni orma della sua complicità col calabrese, lacerò in mille pezzi la lettera di Palermo credendo lacerare quella del Pisani, la quale invece egli pose nel mezzo di quel quaderno, come lettera di affari ad esso pertinenti. Ciò spiega il come Gaetano s'imbattè nella lettera del padre, allorchè iva ricercando il testamento all’anima. Il tesoro fu tolto dallo ''Streppato'', e andò a riposare nel cassettone dell’avaro. Basileo seppe la cattura del suo complice e tremò per sè. Ma Nunzio Pisani mantenne la sua promessa e serbò il più assoluto silenzio sul suo compagno di delitto; egli avea confessato l’assassinio e il furto, ma ostinato si era a negare l’esistenza del cassettino {{Pt|invola-|}}<noinclude></noinclude> 5n5pwz62jsbzfz7u10v01kq59e31z73 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/12 108 515498 3865864 3125724 2026-07-25T06:11:23Z Dr Zimbu 1553 3865864 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||— 12 —|}}</noinclude>{{Pt|to|involato}}, dicendo di averlo perduto nel fuggire che facea di paese in paese. L’avaro, per viemaggiormente indurre Nunzio a non parlare, avea trovato modo di fargli sapere, nel fondo della prigione, di aver mandato somme di denaro alla famiglia di lui in Calabria. Questa menzogna non potea mai essere smentita, imperciocchè il Pisani avea cercato sempre di nascondere a’ suoi la vita infame ch’ei menava, l’assassinio, il furto e la prigionia; epperò nessuna corrispondenza epistolare avea con essi, anche a ragione della vita fuggiasca e nomada, a cui il suo delitto obbligavalo. La condanna e la morte di Nunzio Pisani colpì di spavento lo scellerato Basileo, chè tremava sempre non avesse quegli palesato alla fine per terror di coscienza, il complice del misfatto. E non respirò che quando la testa del Pisani cadde dal patibolo. Due uomini, diametralmente opposti per carattere, per sentimenti, per posizione sociale, aveano assistito all’estremo supplizio del Calabrese. Separati dalla folla, pallidi per differenti commozioni, eglino avean contato i momenti che teneano ancor quel capo congiunto a quel corpo. L’uno satollava in quello spettacolo una sete di vendetta. L’altro vi scorgea l’impunità del suo delitto. Que’ due uomini erano il marchese Rionero, e Tommaso Basileo! La morte di Nunzio rassicurò il notaro, che<noinclude></noinclude> kaby6w6s6u1l0esvoozztl4htg5kf9r Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/13 108 515500 3865865 1909485 2026-07-25T06:11:41Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865865 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 13 —|}}</noinclude>tutto si diede alle proprie bisogne, più non pensando al passato che solo allora che i suoi occhi si letiziavano con paterna sollecitudine e affetto nella vista de’ gioielli. Dopo la scena, da noi descritta, e in cui Gaetano strappò all’avaro il cassettino, che era pur tutta la costui vita, il notaro infermò sì gravemente che per oltre ventiquattro ore restò come morto. Riscosso dal letargo, fu colto da febbre ardentissima, nonostante l’intensità della quale dovette uscire per provvedere a’ suoi bisogni e per ricercare un altro commesso. L’istinto dell’avarizia non lo abbandonava: oltracciò, il cassettino non era la sola ricchezza che egli possedesse; ben altre ne aveva, impiegate sul debito pubblico. La curia gli fruttava discretamente e non avrebbe potuto abbandonar le sue faccende, senza gravissimo danno de’ propri interessi. Laonde gli fu forza di torre a stipendio un commesso; e questi si fu appunto quel Domenico che consegnò il testamento al cavalier Amedeo. La febbre esacerbò per modo che il notaio più non potè uscire. Domenico veniva talvolta a visitarlo; gli facea da medico, gli ordinava medicami, ma il sordid’uomo non volea sentirne a parlare, perocchè trattavasi di spender danaro. La testa del vecchio fu perduta... Il timore che il rubassero durante la sua malattia, la ferita mortale che Gaetano gli aveva aperta nell’anima involandogli il cassettino, avean {{Pt|per-|}}<noinclude></noinclude> s9hit94smv27k6trgfw0yh7eqjdtrb7 Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/14 108 515505 3865867 1909730 2026-07-25T06:12:06Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865867 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 14 —|}}</noinclude>{{Pt|cosso|percosso}} il suo cervello così che il delirio se n’era impadronito. E smozzicava frasi incomprensibili, e chiedeva ad ogni istante la somma di ventimila ducati, e piangea talora come bambino, e talora ad un riso d’idiota movea le labbra. Un giorno (eran già parecchi dì ch’ei non poteva abbandonare il suo pagliericcio) Tommaso Basileo si sentia peggio; avrebbe voluto pregar Domenico a rimanersi con lui la sera; ma il timore che quegli, profittando di un momento di suo sopore, lo avesse rubato, glielo sconsigliò. Domenico accese, come al solito, un lucernino, e, messolo accanto al letto dell’infermo, si partiva in sul tardi della giornata, augurandogli la buona notte. L’uscio che si chiudeva dietro Domenico risuonò questa volta cupamente alle orecchie dell’avaro, come il marmo della tomba che si chiude, sul capo di un sepolto vivo. La sera non indugiò a covrire di sue tenebre quella camera, di cui il fioco lume del lucernino non serviva che ad allungar vieppiù le ombre. Tommaso Basileo si sentiva male... e male assai. Una sete ardentissima il divorava; ebbe la forza di levarsi un momento a sedere in letto per bere un’unica secchia d’acqua che Domenico gli avea preparata. Ma quell’acqua tepida non rinfrescò le sue fauci... Il sangue correva a fiumi verso il capo e la gola... più gli occhi non potean rimanersi aperti; il vecchio ricadde nel delirio. Gli sembrava che l’uscio d’ingresso si fosse<noinclude></noinclude> 3y6icdz8jnxllikthrjubz78apndsok Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/15 108 515515 3865868 1909740 2026-07-25T06:12:11Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865868 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 15 —|}}</noinclude>aperto e che un uomo fosse entrato nella camera grondante sangue dalle vene jugulari... Era Nunzio Pisani! — Pietà... pietà, con voce soffocata gridava il notaio, e con le mani facea di allontanar da se lo spettro che si era avvicinato; il cassettino lo ha preso tuo figlio... Lasciami, vattene, che vuoi da me? Io sono un poveruomo... non ho danaro... vattene in nome di Dio, vattene... oh... per pietà non mi strangolare! Aiuto! Aiuto! Madonna del Carmine! E le sue convulse braccia si moveano in atto di chi vuolsi liberare da due mani che gli abbiano afferrato il collo. — Oh! non mi strangolare!.. Nunzio tel chiedo pe’ tuoi figli... Oh... è Gaetano adesso che viene!.. Aiuto! Ahi!.. il respiro! il respiro!! Siete in due mo a strozzarmi!... Ah... non mi rubate almeno!!! La sua destra fece un movimento di estrema energia convulsiva, urtò il lucernino che rovesciossi a terra e si spense. L’oscurità più fitta invase la camera!! Basileo più non parlava!.. soltanto un rantolo somigliante al russar di un tigre risuonava nella caverna di quel petto... La bocca era spalancata, simbolo della fossa preparata ad accogliere la sua preda. Dopo qualche tempo un suono articolato uscì da quelle labbra una parola tronca... spenta. — Acqua!.. acqua!! chiedea l’avaro. Ma nissuno, nissuno ristorava di un ultimo<noinclude></noinclude> 7xjfd9gp5ggfx1shbpoyrjos2ufivnc Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/16 108 515517 3865869 3160039 2026-07-25T06:12:32Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865869 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 16 —|}}</noinclude><section begin="1" />conforto quell’esistenza riprovata che si estingueva in disperata agonia! Poco stante, e un sospiro breve... a mò di singulto {{ec|fa|fu}} udito. Tommaso Basileo era morto! {{Sc|La giustizia di Dio era soddisfatta.}} <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|II.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|la guarigione}}}} Il domani del funesto giorno, in cui Gaetano si trasse, per miracolo, dalla tomba che gli avea preparata il suo nemico, restò a letto nell’albergo delle Croccelle, dove si era novellamente stabilito per curarsi dalla ferita all’omero destro. Egli scrisse una lunga lettera al marchese Rionero, dandogli i più minuti particolari di quanto gli era accaduto il dì precedente, e promettendogli di portarsi a Sorrento incontanente che fosse in istato di abbandonare il letto: non celò il nome dell’autore del nero attentato, affinchè il Marchese avesse pienamente conosciuto di che tempra era l’uomo, al quale doveva andar sacrificata Beatrice. Una decina dì giorni scorsero... Gaetano ebbe il piacere di ricevere in questo tempo, oltre tre lettere del Marchese, una lettera di Beatrice spirante vivissima inquietudine per la salute di lui, e profondo orrore del misfatto tramato. Il nome del Cav. Amedeo non avea contaminato quelle righe segnate dalla mano della cieca: solamente del delitto ella scriveva con {{Pt|sen-|}} <section end="2" /><noinclude></noinclude> d4fa09vo7j8urqe4psc95b4vsfhw686 La cieca di Sorrento/Parte quarta/I 0 515519 3865873 3714083 2026-07-25T06:13:39Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865873 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=I. La giustizia di Dio e la giustizia degli uomini|prec=../../Parte quarta|succ=../II}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu" from=3 to=16 fromsection="2" tosection="1" /> adtgi8y1gju8nbfjf5kk0emih2ue9lu Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/17 108 515550 3865870 1909833 2026-07-25T06:12:50Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865870 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 17 —|}}</noinclude>{{Pt|timento|sentimento}} di calda riconoscenza verso il cielo, che non avea permesso il trionfo, di tanta scelleraggine. Non sapremmo dire quante volte Gaetano rilesse e ribaciò quel foglietto di carta avvegnachè nella lettera di Beatrice nissuna parola esprimesse l’amore, ma tutte la più sincera amicizia. Eppur di tanto era pago il cuore del giovin calabro, il quale, nel corso di sua vita, mai non avea gustato la dolcezza di un’amica parola! Gli sembrava impossibile che Beatrice avesse scritto a lui! Allora che più esacerbavansi i dolori della sua ferita, ei toglievasi in mano quella scrittura, la rileggea dall’un capo all’altro, e sempre vi trovava un balsamo che l’asprezza dei patimenti gli molceva, e l’anima gli andava temperando alla pazienza, alla mansuetudine, al perdono! Dopo un mese, Gaetano si sentì guarito a bastanza per tornare a Sorrento. È indicibile con quanta gioia ei vide spuntar il giorno nel quale gli era concesso di riveder Beatrice. Come lunghi e penosi gli erano sembrati i giorni che lo avean tenuto lontano da quanto egli amava! Nella ebbrezza del contento per vedersi in istato di volare là dove perennemente era stato col pensiero, egli avea dimenticato ogni altro proponimento da lui formato nel corso della sua malattia: la vendetta che avea meditata fredda, terribile, inaudita contro l’infame che aveva attentato ai suoi giorni, non si era neanche presentata al suo animo in quel dì che {{Pt|ri-|}}<noinclude></noinclude> ok8m44r4hkcoeuvb2emquxf9fgz8tef Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/18 108 515551 3865871 1909835 2026-07-25T06:13:17Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865871 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 18 —|}}</noinclude>{{Pt|veder|riveder}} doveva la carissima fanciulla cieca — Quando il cuore si apre a’ più dolci sentimenti di amicizia e dì amore; quando, dopo un mese di assenza, si va a ritrovare una cara famiglia; un’amante, nessun odio può albergare nell’animo, nessun pensiero di vendetta! — Durante le lunghe ore in cui restava confinato nel suo letto, e quando più fortemente ingagliardivano i suoi patimenti, ei facea vagare il pensiero sul diletto di vendicarsi in modo tremendo ed esemplare del vile assassino che gli avea preparato una morte impensata, oscura e feroce. Già s’intende che per sottrarsi ad ogni interrogazione od equivoco da parte dell’autorità, il domani del funesto avvedimento egli avea scritta e firmata una minuta relazione di quanto gli era accaduto, dicendo nondimeno che il tentativo del barbaro assassinio era stato fatto solamente per estorquergli il denaro e le cambiali che avea addosso: avea palesato di aver ucciso i due ladri ed il modo onde a stento avea potuto salvarsi; ma avea taciuto il nome del cav. Amedeo, non mica per generosità, che sarebbe stata inopportuna, stolta e imprudente, ma perchè non voleva affidare ad altre mani una vendetta ch’ei desiderava gustare intera e da sè medesimo. Stimiamo non riescirà discaro a’ nostri lettori di leggere la lettera che Gaetano scrisse a Beatrice, pregando Geltrude di leggergliela, e di farla leggere benanche al marchese Rionero.<noinclude></noinclude> 5cyw10aeugn1d5620mburik5pspo2lh Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/19 108 515554 3865872 1909838 2026-07-25T06:13:30Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865872 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 19 —|}}</noinclude>{{Nop}} «Beatrice, angiolo della mia vita, ed è vero! Son questi i tuoi caratteri! Non m’illude la febbricitante fantasia! Oh, grazie; grazie ti rendo per l’eternità; nettare, ambrosia, eliso, io più non v’invidio! «Beatrice! oh Beatrice! Sento che ormai non potrò più vivere diviso da te! Tu sei necessaria alla mia esistenza. — Ti confesso che qualche volta mi assale il terribile dubbio che tu non possa giammai amarmi, e che, unendoti meco per sempre, tu non fai che obbedire alla volontà di tuo padre e partire il mio destino, quasi a compenso della luce ch’io restituirò agli occhi tuoi — Angiol mio, dissipa, questo mio dubbio! «Se tu sapessi come trista era l’anima mia, come scuro era per me l’orizzonte della vita, pria che tu venissi ad abbellirla con un sorriso d’innocenza e di virtù!... Io debbo sembrarti freddo, egoista; questo è appunto il fato che mi tormenta, l’affanno che mi divora; io non comparisco mai nel mio vero aspetto; ed allora che il sogghigno sta sulle labbra, le lagrime mi scorrono amare sul cuore... Ieri a notte ho pianto assai!... Mia cara, mia celeste Beatrice, no... no, io non merito il tuo amore, ma se tu me ne privi, non saprei come più lungamente sopportare il vuoto d’una esistenza senza scopo. Là felicità non è che l’amore! «In una delle notti febbrili che ho passate, ho sognato che era la sera del nostro matrimonio; un lautissimo banchetto riuniva i nostri<noinclude></noinclude> 48uo2ianbfujxuyj0nd7dtwo94mg1gl Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/20 108 515555 3865874 1909839 2026-07-25T06:14:05Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865874 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 20 —|}}</noinclude>amici; tu eri seduta accanto a me (non saprei dirti quanto eri bella!).. Alla mia sinistra stava una cara vecchiarella, la sola creatura che io mi abbia amata su questa terra... mia nonna, la madre di mio padre. Il tuo genitore stava dirimpetto a noi... Tu eri bella, bella oltremodo, ma il tuo volto era maliconico, e una lagrima bagnava i tuoi occhi novellamente aperti alla luce... Quando ci siam ridotti nella stanza nuziale, tu hai abbracciato la nonna mia, ed hai pianto lungo tempo nel sen di lei, e tu chiamavi tua madre. — Oh quanto bella esser dovea la madre tua! Oh quanto amarti ella dovea! — Sogno divino, illusion carissima, avrei voluto che la febbre non mi avesse giammai abbandonato, se alla febbre ero debitore di queste larve adorate: non mai ebbi un sogno così chiaro; mi svegliai con un fortissimo battito di cuore. «Nella mia solitudine, ho avuto peraltro momenti d’inferno, in cui un demonio mi afferrava il cervello, e lo stringea nelle sue mani... ed io perdea la ragione... io era pazzo!... sì pazzo... «Ti scrivo alle due dopo mezzanotte! Beatrice adorata, m’immagino di vederti, di parlarti. Oh! io ti ho amata fin dall’infanzia; io ti vedea nel mio avvenire come un’immagine velata cui non sapea discernere, ma ti adorava... Ogni notte io sognava di te, perchè tu eri il primo e l’ultimo pensiero delle mie giornate... Quando io era fanciullo, misero, oscuro, mi assaliva alle volte una tristezza inconcepibile, ed<noinclude></noinclude> a0esetk55dloh28jyah6izjn3gcfgrw Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/21 108 515556 3865875 1909840 2026-07-25T06:14:36Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865875 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 21 —|}}</noinclude>una irresistibile smania di pianto; allora verso il tramonto del sole, io saliva su gli alti monti della mia terra nativa, e, rincantucciato in uno spigoletto di muro, guardava la lontana marina leggiermente ombreggiata dagli ultimi riverberi del sole, guardava la bianca nugoletta che attraversava il limpido cielo, e le cime delle annose elci... «Allora io piangeva perchè avrei voluto che tutta la natura si fosse animata, ed avesse corrisposto alla tenerezza dell’anima mia; allora io m’immaginava una fanciulla tutta pallida nel viso, tutta pensieri sulla fronte... io la vedevo, questa creatura, la vedevo attraverso la nebbia dell’avvenire, ed una vaga speranza sorrideva al mio cuore, ed io piangea... piangea: questa creatura eri tu, Beatrice; possano gli angioli benedirti com’io ti ho benedetta nei mio cuore! «Io sono d’un carattere incomprensibile; vi sono momenti nelle mie giornate in cui tutto mi annoia, mi desola; cerco avidamente il sonno, il niente!... Ieri al giorno mi dominava uno di questi momenti terribili e inesplicabili della mia vita. O Beatrice, niente al mondo può consolarmi in questi istanti, niente... nè le ricchezze, nè la gloria, nulla... Eppure se tu mi volgessi in que’ momenti una parola d’amore, se io potessi leggere i tuoi caratteri mi si allargherebbe il petto, e sentirei scendere sul povero mio cuore un poco di calma... «Qualche volta io penso che con questo mio<noinclude></noinclude> 9rlsaxx3m73q4yh2swlyyqm71xr87xa Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/22 108 515557 3865876 1909842 2026-07-25T06:14:44Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865876 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 22 —|}}</noinclude>carattere tu forse, unendoti meco, sarai infelice... Chi sa se un giorno... O mio Dio, mio Dio, fa che io muoia innanzi che tu abbi a versare una sola lagrima per me!.... Ti scrivo questa lettera con le lagrime agli occhi... Io non merito che un giorno tu mi ami. Che cosa poss’offrirti in compenso del celeste tuo amore? La mia anima inferma, ed un passato... Oh... non amarmi, Beatrice, non amarmi; io forse ne morrò, ma morrò senza il rimorso di averti renduta infelice. «Tempo verrà che io ti aprirò tutta l’anima mia; tempo verrà che ti narrerò tutta la storia del viver mio. Io non ho che trenta ed un anno, e sembro aver già tocco l’età in cui si comincia a declinare. Le mie spalle son curvate dal peso degli affanni; ne’ miei capelli comincia a spuntar la neve della vecchiezza. Se sapessi quanto ho sofferto! Nè credere che le dovizie di cui ora godo io le abbia sempre godute. No, Beatrice, la miseria scarna e pallida fu compagna dei miei primi anni; mia madre, mia sorella e mia nonna morirono negli stenti e nelle privazioni... Un fato orrendo pose il marchio della sventura sulla mia fronte!... Ho tolto il pane dalla mia bocca per aver mezzi onde studiare; mi sono intisichito in su i libri e in su i cadaveri; hommi logorato fibra per fibra il corpo per la ricerca della scienza. Oh com’io amo l’arte mia! Con che superba gioia ritolgo alla morte le sue vittima!.. Eppure, io odiava l’umanità, Beatrice, l’odiava come odiava me stesso... E tu ritemperasti quest’anima<noinclude></noinclude> k2vq4i2rckx6cg82tqev8v1i4o0knkw Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/23 108 515558 3865877 3160040 2026-07-25T06:14:58Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865877 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 23 —|}}</noinclude>mia; la tua voce; la sola tua voce bastò a trasformare il mio essere a darmi altra esistenza... E quando ti vidi... Oh, sallo Iddio quel che provò questo mio cuore! Una forza superiore, incompressibile, mi cacciò nell’anima un subitaneo ardentissimo amaro. Sì, la volontà dell’Eterno mi comandò di amarti! «Io renderò tra poco tempo la vista agli occhi tuoi; sarà questo il giorno più bello della vita mia. Per esso io benedirò venti anni di studi indefessi e di enormi fatiche durate in su i volumi dell’arte medica. Per questo giorno io non maledirò gli affanni patiti e le torture del mio povero cuore. Le tue pupille ricontempleranno il cielo, il creato, tuo padre... e si fisseranno su me... Ahi! Come tremo in pensandovi! Oh! possa tu non guardare l’anima mia; possa tu non vedere altro che il mio cuore! «Se io fossi rimasto morto a Napoli, sotto i colpi dei sicarî del Santoni, forse tu non avresti mai più riacquistata la vista ma non mi avresti odiato, siccome forse mi odierai quando... Oh no, Beatrice, se il tuo cuore non potrà sentire amore per me, se l’anima tua concepirà una invincibile ripugnanza per la mia persona, non hai che a dire una parola, una sola parola, e questa mia esecrata esistenza più non sarà che una funesta memoria della tua vita. Comanda, e l’uomo che avrà dischiusa la luce agli occhi tuoi s’immergerà da sè medesimo in quelle tenebre, da cui l’umana scienza non vale a trarre coloro che vi caggiono.<noinclude></noinclude> bip0ql1ibrhsnepz3l2af8w2qqrn7gx Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/24 108 515559 3865878 1909847 2026-07-25T06:15:06Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865878 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 24 —|}}</noinclude>Che le tue labbra si aprano, e per sempre taceranno quelle dell’infelice {{A destra|{{Sc|Oliviero Blackman}}.»|2em}} Gaetano ripartì per Sorrento, divorando col pensiero il cammino. Egli aveva il giorno innanzi spedito a posta un messo per avvisar del suo arrivo il marchese Rionero. All’una dopo mezzogiorno giungeva alla piazzetta della parrocchia di Sorrento. Il marchese Rionero che gli era andato all’incontro lo accolse con le lagrime agli occhi, ed il baciò con effusione grandissima di cuore. Gaetano era pallido per dobolezza di convalescenza, e per l’estrema commozione che ei provava in quel momento... Arrivati alla villa Rionero, e saliti in sul casino, trovaron Beatrice che stava immobile ad aspettarli sotto l’uscio del salotto di passaggio... Gaetano si slanciò a’ piedi di lei, e, senza profferir parola, covrì di baci la destra che ella porta gli avea. Geltrude e tutt’i famigliari del Marchese aveano gli occhi bagnati di lagrime. Questa volta Gaetano era vestito con la massima accuratezza, sì che una ben disegnata dirizzatura partiva dal sinistro lato i suoi capelli, i quali ei portava luoghi, poichè nutricava la chioma con cura grandissima, e sovente ravviavala per darle forma gentile e morbida. Neppure una parola fu scambiata pel momento tra il marchese Rionero, Beatrice e Gaetano intorno ad Amedeo.<noinclude></noinclude> 2g6j7nhlyb06y2eicham3jrrhrpq6vr Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/25 108 515560 3865879 1909849 2026-07-25T06:15:31Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865879 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 25 —|}}</noinclude><section begin="1" />{{Nop}} La sera passò nella più cara e confidenziale conversazione... Gaetano non era più tristo ed impensierito; la sua taciturnità pareva anzi aver ceduto il posto alla più cordiale espansione, benchè sulla fronte di Beatrice ei si studiasse di scovrire le tracce anche impercettibili di un sentimento, che ormai era tutto il suo avvenire, e verso il quale volava l’anima sua con l’ansia di un esule che scorge in lontananza i colli della sospirata patria. Gaetano non avea pertanto dimenticato il cav. Amedeo. Alquanti giorni dopo del suo ritorno a Sorrento, egli chiese a Rionero il permesso di andare a Napoli per un giorno, imperocchè una sua faccenda ivi lo chiamava. Tolto momentaneo commiato dal Marchese a da Beatrice, e partito di gran mattino da Sorrento, egli arrivava in Napoli verso le dieci, saltava in carrozza e si facea condurre al consueto Albergo delle Crocelle. Rimase un paio di ore chiuso nella sua camera, occupato in chimiche preparazioni. Verso mezzogiorno egli usciva, trando seco un domestico di piazza. A piedi s’incamminarono entrambi alla volta della strada Nardones. <section end="1" /><section begin="2" />{{ct|t=1|v=1|III.}} {{ct|t=1|v=1|{{Sc|colezione da celibi.}}}} Amedeo aspettava con impazienza il risultamento dell’attentato sulla persona di {{Pt|Gaeta-|}} <section end="2" /><noinclude></noinclude> kpcjikzfab5kekyqvplvkr69087djlf La cieca di Sorrento/Parte quarta/II 0 515561 3865881 3714084 2026-07-25T06:15:57Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865881 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=II. La guarigione|prec=../I|succ=../III}} <pages index="Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu" from=16 to=25 fromsection="2" tosection="1" /> 3it9u0spw2f8thk9ynsykucesn7otob Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 2.djvu/26 108 515777 3865880 1910633 2026-07-25T06:15:45Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865880 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 26 —|}}</noinclude>{{Pt|no|Gaetano}}; il cuore gli battea con violenza; avea quella febbre che rode le anime perverse allorchè attendono i frutti delle loro esecrabili opere. Abbiam detto che tre sicari erano stati da lui incaricati di eseguire il misfatto. Quegli che addusse la favola della malattia dello zio e che menò il medico al luogo, in cui si dovea compiere il macello, spinto che ebbe Gaetano in quella maniera di sepoltura, tornò, per altra via, alla strada Nardones, sicuro che i due suoi compagni avrebbero spacciato per l’eternità il dottore. — Tutto è stato eseguito a capello, disse il sicario al cav. Amedeo; a quest’ora l’amico incomincia a nutrir col suo corpo i topi e le donnole della vecchia cantina in su Betlemme. Sul volto dello scellerato Amedeo lampeggiò una gioia feroce. — E non, hai aspettato che i tuoi compagni fornissero l’opera? chiese indi al sicario. — Mi era cuore di volare a renderle conto della buona riuscita della mia parte. Se Vostra Eccellenza avesse veduto come il gonzo mandava giù nello stomaco le pappolate ch’io gl’imbeccava sulla repentina infermità di mio zio! Com’era feconda la mia fantasia! Lodato il cielo, tutto andò bene, e or ora verranno Peppe e Antonio a raccontarle quante botte han regalate al gobbo. Sta sera pecchieremo un poco alla sua memoria; e ci daremo un bocconcino dilicato per solennizar la giornata. Non<noinclude></noinclude> d014fob15bv79x3u0v9iitwpxfn09c6 Indice:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu 110 550102 3865753 3606286 2026-07-24T14:41:57Z Cruccone 53 Porto il SAL a SAL 100% 3865753 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Leon Battista Alberti |NomePagina=Opere volgari (Alberti) |Titolo=Opere volgari |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore=Cecil Grayson |Editore=Laterza |Città=Bari |Anno=1973 |Fonte={{IA|254AlbertiTrattati3Si003}} |Immagine=5 |Progetto=Letteratura |Argomento= |Qualità=100% |Pagine=<pagelist 1=copertina 2=- 3=1 5=frontespizio 180=facsimile1 181=facsimile2 182=178 /> |Sommario={{Indice sommario|nome=Della pittura (Alberti)|titolo=De Pictura|from=7|delta=2}} {{Indice sommario|nome=Della pittura (Alberti)/Prologo|titolo=Prologo|from=9|delta=2}} {{Indice sommario|nome=Della pittura (Alberti)/Libro primo|titolo=Libro 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secondo}}|119}}</noinclude>Leggesi alcuni nomi essere stati infelicissimi, come in Grecia quelle vergini quali si chiamorono Milesie, per varii modi, per suspendio, precipizio, con veneno, con ferro, tutte sé stessi furiose dierono anti tempo a morte. E così e’ nomi leggiadri e magnifichi pare a me tengano buona grazia, e non so donde rendono la virtù e l’autorità in noi più splendida e più pregiata. {{AutoreCitato|Alessandro Magno|Alessandro}} macedonico, el cui nome già era apresso tutte le nazioni celebratissimo, movendo le sue copie d’armi per convincere un certo castello, chiamato a sé un suo macedonico giovanetto a cui era simil nome Alessandro: «E tu, Alessandro», disse per incenderlo a meritare laude, «a te sta portare in te virtù pari al nome, quale hai, quanto puoi vedere, non vulgare». E certo io non dubito ne’ buoni ingegni uno leggiadrissimo nome sia non minimo stimolo a fare che desiderino aguagliarsi come al nome, così ancora alla virtù. E non sanza cagione e’ prudentissimi nostri maggiori, quando alcuno fortissimo e amantissimo della patria, in premio e memoria delle virtù loro per incitare e’ minori a seguire pari lode, da loro era nel numero degli idii ascritto, gl’imponevano nuovo e quanto potevano elegantissimo e chiarissimo nome, come e’ nostri Latini a {{Wl|Q2186|Romolo}}, chiamòrollo Quirino, quegli altri a Leda Nemesis, a Giunone Leucotea. Ma siamoci troppo stesi. Statuiamo adunque così: non guardino e’ padri a’ passati nomi nella famiglia tanto che giudichino da non piacere in prima e’ bellissimi nomi, poiché i brutti sono odiosi e spesse ore dannosi. Siano in la famiglia nomi clarissimi e famosissimi, e’ quali costano poco, vagliono e giovano assai. Imperoché in tutti e’ nostri Alberti sempre fu questa innata e quasi naturale volontà ardentissima d’essere più che parere in ogni lodatissima cosa periti e dottissimi. Adunque abbiamo detto una delle due quali proposi dire cose. L’altra sì è che l’ora, el dì, il mese e l’anno, e anche il luogo si noti, e in sui nostri domestici commentarii e libri secreti si scriva subito che ’l fanciullo nacque, e serbisi tra le care cose. Questo per molte cagioni, ma non essendovi altra ragione, pur e’ dimostra quanto sia nel padre in ogni cosa<noinclude></noinclude> 7cb2um35gkhdpg4v9q10zft2j339dph Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. I, 1960 – BEIC 1723036.djvu/271 108 551333 3865903 2000843 2026-07-25T06:20:53Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ Gadget AutoreCitato 3865903 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|libro quarto}}|265}}</noinclude>gesti accommodatissimi Buto avea dolce recitati, furono grati. — Né mi par questo, — disse Lionardo, — dissimile da quelli conviti filosofici, quali {{AutoreCitato|Platone|Platone}}, {{AutoreCitato|Senofonte|Senofonte}}, {{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}} descrissero, pieni di giuoco e riso, e non vacui di prudenza e sapienza, con molta grazia e dignità. — Quanto, — allora disse Piero Alberti, — io lodo l’ingegno di Buto! E confermo il detto suo essere verissimo, quanto provai, che ad acquistare amicizia con molte iniurie vi si oppone la povertà e interrompe ogni nostro instituto e impresa. Come sapete, ogni mio sussidio e fortuna familiare era, quando sedavamo in la patria nostra, quasi tutta in possessioni e ville. In questo poi nostro grave essilio, a difendermi dagli odii e nimicizia quali noi spogliorono de’ publici ornamenti e troppo ci persequitavano, a me parse utile agiugnermi a qualche principe, apresso di chi io vivessi con più autorità che escluso, e con men sospetto che nudo, e con più riguardo della salute mia. Così feci adunque; con molta industria e sollecitudine a me acquistai la grazia di tre, come sapesti, in Italia ottimi, e in tutte le genti famosissimi principi. Questi furono Gian Galeazzo duca di Melano, Ladislao re di Napoli, e Giovanni summo pontefice, a quale ciascuna impresa provai quanto il non essere più ch’io mi fussi ricco a me noceva e disturbava. Qui disse Lionardo: — Credo, Piero, le ricchezze assai giovino a più facile farsi grato, come agli altri, così massime a’ principi, quali quasi, non so se natura sua o consuetudine, tutti solo pregiano chi a sue voglie e bisogni loro in tempo essere possa accomodato. E in principe (perché sono i principi quanto vogliono d’ogni onesto essercizio vacui, oziosi, e in tempo non poco dati alle voluttà, e acerchiati non da amici ma da simulatori e assentatori) raro nascon voglie se non lascive e brutte, e spesso loro bisogna adoperare le ricchezze de’ suoi cittadini e di ciascuno a lui amico pecunioso e ricco. E perché prima certi segni delle ricchezze più si veggono palese che della virtù, però apresso de’ principi, dove per poca qual di sé fanno copia meno possono conoscere le virtù<noinclude></noinclude> 3ai64m51p9yjsiiklra8jq68h8alas6 Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. I, 1960 – BEIC 1723036.djvu/272 108 551334 3865904 2000844 2026-07-25T06:21:20Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ Gadget AutoreCitato 3865904 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|266|{{Sc|i libri della famiglia}}|}}</noinclude>che la fortuna, sono i ricchi più forse che i buoni in prima accetti. E perché non dubitano che chi sia buono poco li seconderebbe alle sue non lodate volontà e appetiti, però pregiano quanto loro acade i viziosi, e preferiscono la amicizia di chi a’ suoi errori in proposito cauto e con astuta malizia sovenga. Benché in voi però comprenda la vostra virtù, Piero, tanto sempre valse apresso di ciascuno ch’ella per merito suo era non poco scorta, grata e amata da tutti; e poi la probità e integrità vostra sempre giovò più che non fu impedimento el non essere quanto meritavate ricchissimo e fortunatissimo. — Come? Concederott’io qui forse, — disse Adovardo, — che a giugnerti a benivolenza ad un principe, non molto più vaglia la virtù che le ricchezze? Puoe forse in sì oscuro luogo giacere la virtù, ch’ella da chi stia in alta fortuna poco sia scorta e al tutto non conosciuta? E tanto più si porge la virtù maravigliosa a’ principi, quanto più vede numero di ricchi un principe che di virtuosi. E sempre fu la virtù in sé da tutti tenuta tale, ch’ella merita in qualunque ben povero essere amata; e assai forse troverrai copia di ricchi malvoluti perché non sono ornati di virtù e onestà, che poveri virtuosi e onesti non da molti accetti e pregiati. E tanto in qualsisia animo non in tutto bestiale e perduto può certo la onestà, che prencipe per intemperante e poco modesto che sia, mai alcuno userà ogni sua licenza in seguire ciascuna sua volontà, che ’l santissimo nome della onestà nollo rafreni e contenghi. E parmi talora miracolo, che chi quanto e’ vuole puote, costui pur per non essere tenuto e detto vizioso, vinca e moderi sé stessi. Così intendiamo che da natura niuno quasi non giudica cosa brutta l’essere e parere non virtuoso, e fugge per questo sé male essere per suo vizio accetto. Adunque e’ degna la virtù in altrui, quale egli stima in sé. E forse questi segni e applaudimenti d’amicizia, co’ quali i principi allettano e ablandiscono e’ suoi ricchi e fortunati, sono solo per adoperarli, come scrive {{AutoreCitato|Gaio Svetonio Tranquillo|Suetonio}} di Vespasiano Cesare, quale disponea in luogo d’amici, a’ suoi credo porti e doane e in simili magistrati, uomini rapaci e industriosi al guadagno, e nati quasi solo<noinclude></noinclude> 7rpvsdzyjk97s0tuif115b6bqqiklio Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. I, 1960 – BEIC 1723036.djvu/273 108 551335 3865905 2000845 2026-07-25T06:21:54Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865905 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|libro quarto}}|267}}</noinclude>per congregare pecunia; ché dove questi poi erano come la spongia bene inzuppata e pregna, ben gravi di rapina, lui eccitatoli contra, e uditone più e più accuse e doglienze delli offesi, gli premea, e rendeali arridi e poveri con tôrli e’ beni loro paterni e questi così sopra accumulati. E solea per questo adunque Vespasiano chiamarli sue per spungie. Così ultimo sentiano sé essere non amici, dove rimanevano vacui e arridi d’ogni copia e sugo di sue fortune, pieni d’odio e malivolenza. E stimo Piero così trovò in uso più esserli assai la virtù stata in aiuto, che cosa qual altra potesse la fortuna averli donato e agiunto. E questa fie sua, credo, sentenza: cosa niuna trovarsi a farsi amare quanto la virtù commoda e utilissima. {{Sc|Piero}}. Non sapre’ io qui certo averarvi qual più sia, o la virtù, o pure le ricchezze, utile a farsi amare. Voi litterati fra voi meglio el discernerete, che solete d’ogni difficile e oscurissima cosa con vostre suttilissime disputazioni trovare ed esporne el certo. Ma in me el non essere più che allora mi fussi abiente e fortunato a potere suplire alle molte che forse bisognavano spese e liberalità, certo m’era pure incommodo: e non vi nego però che la industria e diligenza mia a me giovò non poco ad acquistarmi la grazia e benivolenza, quale io desiderava, di que’ principi, ché credo, se la fortuna mia fusse stata più copiosa e abundante, a me gran parte bisognava meno usare quanta usai arte e sollecitudine. {{sc|Ricciardo}}. Chi credesse potere arrivare e giugnere a buona grazia e nome sanza splendore di qualche virtù e via di simplice gentilezza e interi costumi, o credessi ch’e’ doni della fortuna soli assai per sé valessero a farsi amare, stimo io costui certo errarebbe. Raro ch’e’ viziosi siano se non odiati. E a chi la fortuna poco seconda, non a costui sarà facile acquistar buon nome e fama di sue virtù. La povertà, quanto chi che sia pruova, non affermo io al tutto impedisca, ma ottenebra e sottotiene in miseria ascosa e sconosciuta spesso la virtù; come pure veggiamo in panni, quanto dicono, sordidi e abietti, qualch’ora latitare la virtù. Conviensi adunque<noinclude></noinclude> qsf3jrdgpfrohc1azpbh7nixzipm1t6 Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. I, 1960 – BEIC 1723036.djvu/274 108 551336 3865906 2000846 2026-07-25T06:22:48Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ Gadget AutoreCitato 3865906 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|268|{{Sc|i libri della famiglia}}|}}</noinclude>sì, ch’e’ beni della fortuna sieno giunti alla virtù, e che la virtù prenda que’ suoi decenti ornamenti, quali difficile possono asseguirsi sanza copia e affluenza di que’ beni, quali altri chiamano fragili e caduchi, altri gli apella commodi e utili a virtù. Ma guardate non in prima forse sia necessaria non tanto virtù e ricchezza, quanto certa non so come la nominare cosa, quale alletta e vince ad amare più questo che quello, posta non so dove, nel fronte, occhi e modi e presenza, con una certa leggiadria e venustà piena di modestia. Nollo posso con parole esprimere; ché vedrete saranno due pari virtuosi, pari studiosi, pari in ogni altra fortuna, nobili e pecuniosi, e di loro questo verrà iocondo e amato, quello ritarderà quasi odiato. E forse chi persuadeva le amicizie avere occulti e quasi divini principii e radici era da udirlo. Sono in le cose produtte dalla natura maravigliose e occultissime forze d’inimicizia e di amore, delle quali ancora non seppi comprendere causa o aperta ragione alcuna. Scrive {{AutoreCitato|Lucio Giunio Moderato Columella|Columella}} tanta essere inimicizia tra l’olivo e il quercio, che ancora tagliata la quercia, le sole sue sotto terra radici estingueno qualunque ivi presso fusse piantato olivo. {{AutoreCitato|Pomponio Mela|Pomponio Mela}} racconta alle fini di Egitto presso quella gente detta Esfoge, come da innata e naturale inimicizia convenirvi numero d’uccegli chiamati ''ibides'' ad inimicare e combattere contra la moltitudine de’ serpenti quale ivi inabita. El cavallo, dice {{AutoreCitato|Erodoto|Erodoto}}, naturale sua inimicizia, tanto teme il cammello, che non tanto vederlo fugge, ma odorarlo el perturba. E così contrario racconta {{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|Plinio}} troppo la ruta essere amicissima al fico, poiché insieme curano el veneno, e sotto el fico piantata escresce lietissima, e più che in qual sia altrove luogo si fa ampla e verzosa. E {{AutoreCitato|Marco Tullio Cicerone|Cicerone}} scrisse trovarsi animali, quali insieme vivono amicissimi, come fra l’ostree quello chiamato pinea, pesce amplo, quale apre e quasi come pareti tende que’ due suoi scorzi, dove convenuta copia di pisciculi, la squilla, piccino animale, la eccita ch’ella inchiuda la congregata preda, onde così ambedue si pascano. Noto animale el coccodrillo, altrove feroce, quale pasciuto iace facile e {{Pt|tratta-|}}<noinclude></noinclude> 13ce48k165g75qymrvavgksm9icei6c Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871)/Rassegna bibliografica/Tucidide e Teocrito 0 559364 3865645 3673241 2026-07-24T12:10:53Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865645 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}} {{IncludiIntestazione|sottotitolo=Tucidide e Teocrito <br/>di Niccolò Camarda|prec=../Le Vite dei Dodici Cesari di Svetonio|succ=../Processo del Carnesecchi|autore= Niccolò Tommaseo|argomento=Archivio storico italiano 1871/Storia}} <pages index="Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu" from=298 to=307 fromsection="2" tosection="1"/> 933qs9dnhlw9v9lx4ju2k4jysnc6kot Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/304 108 559390 3865644 3865319 2026-07-24T12:10:45Z Dr Zimbu 1553 3865644 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|300|{{Sc|rassegna bibliografica}}|}}</noinclude>{{Pt|bia|s’abbia}} che fare con autori d’opere così meditate e così meditabili, i quali avendo la coscienza profonda del vero e del bello, in chi si esercita a osservarli la esercitano, e, direi quasi, la ispirano. Non so quanto si sia in tali indagini fatta innanzi la erudizione straniera; ma debbo una menzione di lode riconoscente a {{AutoreCitato|Sebastiano Ciampi|Sebastiano Ciampi}} pistoiese, il quale, illustrando {{AutoreCitato|Pausania|Pausania}}, s’ingegnò di discernere il valore proprio di vocaboli affini concernenti le opere d’arte, promiscuamente intesi dai più, e diede saggio del come siffatto discernimento possa giovare alla storia di tutte le umane cose. Ma il pover’uomo, morto da circa un quarto di secolo, è sepolto oramai sotto un monte di nuove glorie, non so quanto ai posteri memorande. Simile prova mi sia conceduta sopra tre soli versi del {{TestoCitato|Idilli (Teocrito - Romagnoli)/III - La serenata|terzo idillio}} di {{AutoreCitato|Teocrito|Teocrito}}; ma premesso che in altri luoghi a me pare ancora più felice la versione di Lei; più felice che la pregevole dataci dall’abate Bentini, non mi rammento se d’Imola o di Faenza. {{smaller block|style=font-size:90%| <poem>{{Sc|{{AutoreCitato|Luca Antonio Pagnini|Pagnini}}}}. {{spazi|30}} Or io conosco Amore. {{spazi|20}}È un dio crudel. Certo ei succhiò le poppe {{spazi|20}}Di lionessa, e la sua madre in selve {{spazi|20}}Nudrillo. Ei m’arde, e sugge infino all’osso.</poem> <poem>{{Sc|Camarda}}. Ora conosco Amor, molesto nume, {{spazi|20}}Il qual succhiò di leonessa il latte, {{spazi|20}}E tra le selve si nutria la madre; {{spazi|20}}Che lentamente mi consuma, e dentro {{spazi|20}}L’ossa per tutto penetra, e s’insinua.</poem> }} ''Ora conosco Amor'': meglio qui senza l’''io'': e ''conoscere'' ha valore più pieno che nel {{AutoreCitato|Francesco Petrarca|Petrarca}} ''{{TestoCitato|Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono|Ove sia chi per prova intenda Amore}}'', che però tiene un poco del più spirituale, conforme ai tempi mutati dalla Sicilia di Teocrito alla Toscana che aveva dianzi sentiti i cantici di {{AutoreCitato|Francesco d'Assisi|Francesco d’Assisi}}. Onde {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} ''{{TestoCitato|Opera:Donne ch'avete intelletto d'amore|Donne che avete intelletto d’amore}}''. La forma del passato alla qual corrisponde il ''novi'' latino, alla lingua italiana manca; e significa filosoficamente la conoscenza compiuta, il riflettere sopra quel che si sa. ''Saper l’amore'' non avrebbe in italiano evidenza; sebbene in Dante sia modo simile: ''{{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXX|Quando il settentrïon del primo cielo}}, Che''<noinclude></noinclude> l31dqjvi8dwgcs6thrzqq13fqvv8jse Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/306 108 559398 3865642 2012536 2026-07-24T12:09:35Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865642 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|302|{{Sc|rassegna bibliografica}}|}}</noinclude>familiarmente parlando si fanno. Ma poi Virgilio, che pare ''Syracosio tudere versu'', anzi fare un bisticcio, soggiungendo ''Saevus Amor docuit nutorum Sanguine matrem Commaculare manus. Crudelis tu quoque, mater! Crudelis mater magis, An puer improbus Ille? Improbus ille puer, crudelis tu quoque, mater;'' viene, come altrove io notavo, a discernere con equità di coscienza quello che negli atti dell’anima umana attenua, e quello che aggrava la colpa, cioè l’impeto della passione, e la elezione della libera volontà, che potrebbe volendo alla passione più impetuosa resistere. Se fosse chiaro nell’uso moderno il ''frugare'' nel senso che Dante l’usa d’un tormentato dall’ardor della sete ''{{TestoCitato|Divina Commedia/Inferno/Canto XXX|La rigida Giustizia che mi fruga}}'', e altrove ''{{TestoCitato|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XIV|Virtù così per nemica si fuga Da tutti come biscia, o per sventura Del luogo, o per mal uso che li fruga}}''; questo corrisponderebbe a qualche modo in radice al greco verbo composto; e potrebbesi dire: ''Che mi fruga, e la smania all’osso'' addentra; e il suono e il senso di ''smania'' l’ultimo verbo greco altresì renderebbe. Ma, perchè non sarebbe reso insieme il concento del verso intero; e perchè non mi dispiacerebbe serbare il singolare di ''poppa'', come i Toscani dicono ''dar la poppa'', e qui torna meglio che il virgiliano ''admorunt ubera tigres''; e perchè gioverebbe serbare anche l’altro singolare greco, ch’è nel Petrarca ''{{TestoCitato|Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/A qualunque animale alberga in terra|Qual torna a casa e qual s’annida in selva}}''; però, a voler esprimere il mio concetto, per modo di dire proporrei a un dipresso: ''Ora conosco Amor, terribil Dio, Che la poppa succiò di leonessa, Ed in foresta lo allevò la madre: E’ mi distrugge, e all’osso il duolo addentra''. Preporrei, com’Ella fa, l’epiteto al dio, acciocchè questa potenza grave risalti di più; e coll’intendimento medesimo direi ''dio'' piuttosto che ''nume''. Non vorrei ch’egli stesso penetri e s’insinui in fondo all’osso; ma il verbo che ha radice comune col nome di freccia, fa piuttosto pensare che la forza sua di lontano s’avventi e s’interni così. Nè mi spiacerebbe che ''leonessa'' rimanga alla fine del verso, come in Teocrito; e l’''allevare'' mi par più vivo qui di ''nutrire'', più comune ai parti umani e degli altri animali. Io poi credo (e mi pare lo senta anche Lei) che una delle meno osservate parti nella fedeltà del tradurre poeti, sia di concludere al possibile il verso là dove<noinclude></noinclude> 08qnfok330edrnze1dws2tx4usry9p7 Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/307 108 559401 3865643 2012554 2026-07-24T12:10:16Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865643 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|rassegna bibliografica}}|303}}</noinclude><section begin=1 />lo conchiude il poeta nella sua lìngua; e che spezzare altrimenti i costrutti, e gl’incisi stessi, diventi un continuo stonare. Se il {{AutoreCitato|Vincenzo Monti|Monti}}, col senso che aveva del verso italiano, senza intendere {{AutoreCitato|Omero|Omero}}, se lo fosse via via fatto leggere, e ricevuta nell’anima quella piena di suoni, si sarebbe avvisto da sè dello stonare che fanno da Omero le pose diverse e rotture del suo endecasillabo. E se noi leggessimo la prosa de’ Greci non a misura d’accenti ma della quantità metrica, come di necessità i versi leggonsi per sentire che versi sono, pregeremmo di più l’artifizio de’ suoni corrispondenti all’idea, e a ben tradurre ne avremmo norma, anzi ispirazione. Questa e altre cose Ella potrebbe, signore, e col precetto e coll’esempio insegnare alla gioventù siciliana, che non può non tenere tuttavia degli spiriti greci. E acciocchè l’insegnamento riesca e moralmente e civilmente più fruttuoso, essendo l’arte lunga e le ore fuggevoli, gioverebbe che, se Ella vuol dare ancora le dotte e ingegnose sue cure al tradurre, trascelga gli scritti e i luoghi più belli e più puri, e che più si confacciano alle condizioni del mondo odierno, non per lusingare i nostri difetti, ma per correggerli con la voce d’uomini i quali, con idee men rette e con sentimenti men alti, pur seppero e dire e operare così belle e nobili cose. Accolga i ringraziamenti e gli augurii del suo {{blocco a destra| {{Centrato|dev. <br/> {{Sc|Tommaseo.}}}} }} {{Rule|4em}}<section end=1 /><section begin=2 /> {{Centrato|''Processo'' del {{Sc|Carnesecchi}}, ''e il T. X della Miscellanea di Storia italiana.''}} Pochi fatti del cinquecento son tanto celebri quanto il processo di monsignor {{Wl|Q1244489|Pietro Carnesecchi}}, finito col fuoco nel 1569. Era il Carnesecchi un gentiluomo toscano di antico casato, poeta, bello scrittore, bel parlatore, talmente ben veduto dalla Corte toscana, che gli fu concesso d’aggiungersi il cognome de’ Medici. Divenne protonotaro apostolico, fu in corrispondenza coi più alti personaggi, e incaricato d’affari<section end=2 /><noinclude></noinclude> toc9jql5k0q9onhkqou2r01ag5e770o Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/85 108 619122 3865809 2783240 2026-07-24T20:39:16Z Violetczy 67028 /* Riletta */ 3865809 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 75 —|}}</noinclude>{{Pt|mente|volutamente}} scolastico, come se egli si trovi già davanti alla Commissione di esami, o parli dalla conquistata cattedra. Io l’ascolto, senza molto interesse; non però indifferente; e a misura che il fumo livido delle sue sigarette si spande nel sole come un principio di nebbia, il malessere mi riprende, le ombre ritornano: ecco, è lo stesso odore, lo stesso clima della nostra pensione di Roma. Cerco tuttavia di liberarmi, di ridere di me stesso: lo so, limpidamente, che mi trovo sempre in un senso di vano incubo; e che il rimorso del quale ho il sangue intossicato, fa di me un essere più che mai visionario e fuori della realtà: e l’uomo che senza riguardo fuma e parla di altre epoche, di personaggi ferrei e violenti, di cortigiane e di condottieri, di denaro e di lussuria, capisce benissimo con chi ha da fare: ma non ha compassione di me, anzi pare provi un gusto sadico a godersi la mia timidezza e la mia sofferenza. E forse appunto per questo, smesso finalmente di fumare, mentre ancora però i mozziconi delle sigarette e la loro cenere, nel vasetto di rame dorato, odoravano come un avanzo d’incenso, egli disse: – Mi duole che la nostra conoscenza sia avvenuta un po’ tardi; ma ho ancora due giorni da restare quassù, e spero che lei vorrà favorirmi, domani sera, di venire qui a pranzo da<noinclude><references/></div></noinclude> cdspw5abgok2551kg68lbdp5ixv00k3 Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/86 108 619123 3865810 2783242 2026-07-24T20:41:24Z Violetczy 67028 /* Riletta */ 3865810 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 76 —|}}</noinclude>me, la riaccompagnerò io, in paese, mentre mi recherò alla stazione. Spero. Anche per me si aprì, per un attimo, il velo della speranza. Perché no? La speranza di un po’ di amicizia, di fede, di confidenza, fra tanta gente che mi si mostra ostile, interessata, o, peggio ancora, indifferente. Sì, ecco che l’aiuto, per il quale istintivamente ero salito alla villetta del poggio degli ulivi, mi veniva incontro: almeno una promessa di questo aiuto. Oh, Noemi, avere un amico! L’amicizia, fra uomo e uomo, è il maggior dono di Dio: più che l’amore, più che il potere. Ed io non l’ho mai avuto, un amico: mai, pur sognandolo come la fanciulla sogna lo sposo. Pensavo: «Quest’uomo, intelligente e vivo, mi renderà forse agevole l’opera che devo compiere: l’opera morale, più che quella materiale. Ci vorrà tempo, ma siamo giovani entrambi e l’avvenire è nostro. Ed io, forse, potrò fare del bene a lui, come lui a me». Sogni? Ad ogni modo, prima che me ne andassi, egli promise ancora di sollecitare l’ingegnere del Genio Civile per il disbrigo della mia pratica: e poi mi accompagnò cordialmente fino al cancello del suo spalto. Te lo confesso, Noemi, me ne andai come un po’ ubbriaco: di quell’ebbrezza che lascia un incontro d’amore o il vedere il principio concreto di una nostra opera d’arte. Il tempo, la strada,<noinclude><references/></div></noinclude> ky59mig2lmtpxh8nyu25vdu86h2vnjw Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/87 108 619124 3865811 2783245 2026-07-24T20:43:15Z Violetczy 67028 /* Riletta */ 3865811 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 77 —|}}</noinclude>la vista del limpido paesaggio, i gridi di gioia delle cornacchie che s’inseguivano fra le querce del poggio accanto, mi rendevano più agile e bravo: sentivo intorno a me, finalmente, un’aria di perdono. Arrivo alla mia fortezza palustre. Paolone è sempre al lavoro, con la moglie accoccolata sull’ombra di lui: ella taglia le patate, nodo per nodo, dove questi cominciano a tirar fuori il piccolo corno del germoglio: ed egli le pianta nel solco, umido e molle come una farina scura appena impastata. L’odore della terra e delle radici avvolge queste due creature come un incenso a loro dovuto; e il mio arrivo incrina qualche cosa di quest’armonia naturale, come la mia ombra taglia, spada sinistra di malaugurio, l’ombra accoppiata per terra quasi in atto di amore. Sento la mia voce risonare stonata nel silenzio del luogo. – È arrivata la posta? È arrivata: è lassù, nel mio osservatorio, ma non mi affretto a cercarla perché so che non c’è una tua lettera: non c’è, non ci sarà mai: e questo è giusto: te l’ho chiesto io, e fa parte della mia espiazione. Può un condannato a vita ricevere notizie che sciolgano la sua catena? Eppure... Ma no, non scuotiamola, questa catena: il suo stridore rompe l’incanto del tempo che<noinclude><references/></div></noinclude> 8jve00uzdg2x7vmbtm9ysl7n7k8dvdz Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/88 108 619125 3865812 2783246 2026-07-24T20:44:43Z Violetczy 67028 /* Riletta */ 3865812 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Violetczy" />{{RigaIntestazione||— 78 —|}}</noinclude>passa; e un giorno, presto o tardi, cadrà da sé e la porta del carcere terreno si aprirà. Melanconie. Domando al vecchio: – Paolo conoscete il podestà? Mi aspetta uno sguardo di lui, – non parlo della donna che sotto la capanna del suo fazzoletto sembra non vedermi neppure, – uno sguardo verdolino e furbo che significa: il podestà? E chi lo conosce? Invece Paolone, senza smettere il suo lavoro, risponde tranquillo: – Lui no, non lo conosco: è sempre fuori del paese. Ma conoscevo il suo babbo. Era un bravo ragazzo, ma irrequieto: sempre nella macchia a prendere nidi, o nell’acqua a pescare le trote. E scappava anche più lontano, con disperazione dei suoi. Poi andò in Francia, trovò lavoro, trovò fortuna. Sposò una donnina, che aveva qualche cosa. Dicono, però, che questa signorina aveva fatto la bella vita: poi, dicono, diventò una brava donna: è morta, di parto, perché era già vecchiotta quando nacque il signor Antioco, il nostro podestà. Il padre poi tornò qui, col ragazzo; lo fece studiare, gli comprò casa e terra. Adesso è morto anche lui. Era un bravo uomo. Breve il racconto, ma gonfio di spiegazioni. Cose che avevo già sentito accennare, e che in bocca al vecchio prendevano il sapore della {{Pt|ve-|}}<noinclude><references/></div></noinclude> 182ejtmpr5tui6cp85k68crniht0vj4 Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/272 108 619328 3865741 3852135 2026-07-24T14:12:40Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865741 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 262 —|}}</noinclude><nowiki /> — Mi dica, signor Lante; crede lei proprio che l’ingegnere Franci riesca a restaurare la chiesa? Egli spalancò gli occhi; li richiuse: era come se una porta si fosse d’improvviso spalancata davanti a lui, rivelandogli un interno eguale a tanti altri, che egli invece aveva immaginato di cose straordinarie e quasi misteriose. — Se vuole, certo; i denari non gli mancano. È però un po’ confusionario, romantico e debole; si lascia facilmente rimorchiare dalla fantasia, e dal calcolo degli altri, il che è peggio, per mancanza di volontà propria. Io, per esempio, nella questione dell’argine, mi sarei piantato nell’anticamera del Ministero, e l’avrei spuntata. Non che sia un’opera eccessivamente necessaria per il paese: abbiamo vissuto tanti secoli con la fiumana, e potremo viverci ancora; ma si tratta di una volontà, sia pure anch’essa sentimentale, di una persona cara, e si doveva compiere. — Si può ancora compiere, — disse Noemi; e l’altro ne provò dispetto. A sua volta continuò a demolire il ricordo del Franci come doveva esistere nel cuore della donna. — Sarà difficile; credo di conoscere abbastanza l’ingegnere Franci: ho l’impressione che egli si crei un’esistenza fittizia, che si creda vittima di una fatalità inesistente, di una persecuzione del<noinclude><references/></div></noinclude> d7ittmjmbs2jgxrihjfedgn7c6b821t Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/273 108 619329 3865742 3852134 2026-07-24T14:19:24Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865742 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 263 —|}}</noinclude>destino. E si piega, si abbandona, non reagisce. Le ripeto, è un romantico. La moglie si è uccisa, forse lei lo sa, un anno appena dopo che si erano sposati. Egli crede di essere stato la causa del suicidio; e, bisogna ammetterlo, forse non ha davvero, appunto per il suo carattere incerto, aiutato l’infelice signora a superare la sua crisi disperata: ma il male, in lei, era congenito; ella apparteneva ad una famiglia di anormali: la madre amorale, leggera e incosciente, il padre malato di tabe dorsale; anche lei, la disgraziata, di natura romantica, allevata ed educata in convento nervosa e piena d’illusioni. Si sarebbe uccisa lo stesso, anno prima o anno dopo, senza lasciare rimpianti. Oh, verità, o almeno realtà, più di così, che vuoi, Noemi? Le tue ultime ombre dovrebbero sparire, la tua coscienza ritornare limpida come l’aria che ti circonda. Eppure ella non era soddisfatta: desiderava qualche altra spiegazione, se non rivelazione: quella, per esempio, dell’intimo, del vero pensiero dell’uomo che le sta di fronte. Perché? per curiosità umana, per istinto di dargli, se può qualche aiuto. Lo stesso istinto che la spingeva a lavorare per i bambini poveri: il desiderio di fargli, cristianamente, un po’ di bene? O sogno di farsi amare, di poter ancora una volta, prima che il calore della giovinezza svanisca, poter ancora una volta amare? O per<noinclude><references/></div></noinclude> 1dpvs0n1cpxoivl4xyucde2vamry74k Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/274 108 619330 3865744 3852133 2026-07-24T14:23:55Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865744 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 264 —|}}</noinclude>vendicarsi dell’altro, che, oramai, era perduto per lei. Ella non sapeva; non cercava di sapere. Il fatto è che la presenza di lui, in quell’ora, in quel luogo, forse lo stesso influsso del desiderio di lui, di piacerle, di conquistarla, eccitavano la sua femminilità; l’eterno inganno li avvolgeva, col sole, con l’odore dei fiori, col ritmo della vita circostante. Con diversa voce, con nascosta trepidazione, ella d’un tratto s’interessò a lui, come se davvero non lo conoscesse. — Lei studia? — domandò. Ed egli sorrise, ma come di un sorriso ch’era tutto per lui solo, e se aveva una lieve piega di sfiducia ed anche di derisione, era tutto per sé stesso. Tuttavia Noemi ne fu quasi offesa: ella ricordava la lettera nella quale Franco le aveva raccontato la conversazione fra lui e il suo ospite, nella villa del poggio, e i modi quasi sdegnosi di Antioco nel parlare dei suoi studi: non insisté, ma guardò fissa la bocca di lui, come per rispondere severa a quel sorriso sprezzante. — Dopo tutto sono io la più forte, – significava il suo sguardo; – e se ti interrogo è per un esame ben più vitale di quello dei professori nell’aula delle lauree. E Antioco intreccia le mani sul petto, e guarda lontano, verso il campo del tennis, dove si<noinclude><references/></div></noinclude> qnaec69lffed55g6bvjq7os2a5qwft9 Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/275 108 619331 3865758 3852132 2026-07-24T14:53:39Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865758 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 265 —|}}</noinclude>vedono come danzare le figure bianche e rosse dei giocatori. — Sì, — dice, docile e compiacente; – fra poco prenderò la laurea in belle lettere. Quella in filosofia ce l’ho già. La mia tesi è su Pietro Aretino e il suo tempo. E senza altre insistenze, anzi con una certa interessata sorpresa del gobbo, continuò a parlare. — Sembrò un forte, Pietro Aretino; invece fu un debole, poiché si dové difendere e fare strada, nel magnifico secolo dei principi e dei cardinali, soltanto con la lingua. Rispetto agli altri coltissimi umanisti del ’500, fu un ignorante; ma di talento così acuto che una notizia gettata là con ardore e con sicurezza dava l’aspetto di una cultura fine e delicata. Aveva, del resto, ben ragione, Pietro, di difendersi a quel modo. Nato in Arezzo, da Antonio Bacci e, pare, da una cortigiana, fu lasciato solo nel mondo. Dopo varie vicende entrò nelle lettere, e, temendo principi e alti prelati certe sue coraggiose e sfacciate satire, fu tenuto a bada, con denari e favori. Di queste benevolenze ne approfittò in modo che per un suo insulto si buscò una coltellata da un sicario di Strozzi. I tempi, d’altra parte, permettevano la lingua dell’Aretino e i sicari dei patrizi. Dopo una vita piena di vituperi e di ricatti letterari, egli se ne andò nella libera Venezia; quasi ricco e tutto uomo di {{Pt|let-|}}<noinclude><references/></div></noinclude> 4rq4k5ryn2muiaf0xfy42quetwouwph 3865759 3865758 2026-07-24T14:56:07Z Francyskus 76680 3865759 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 265 —|}}</noinclude>vedono come danzare le figure bianche e rosse dei giocatori. — Sì, — dice, docile e compiacente; – fra poco prenderò la laurea in belle lettere. Quella in filosofia ce l’ho già. La mia tesi è su [[Autore: Pietro Aretino|Pietro Aretino]] e il suo tempo. E senza altre insistenze, anzi con una certa interessata sorpresa del gobbo, continuò a parlare. — Sembrò un forte, Pietro Aretino; invece fu un debole, poiché si dové difendere e fare strada, nel magnifico secolo dei principi e dei cardinali, soltanto con la lingua. Rispetto agli altri coltissimi umanisti del ’500, fu un ignorante; ma di talento così acuto che una notizia gettata là con ardore e con sicurezza dava l’aspetto di una cultura fine e delicata. Aveva, del resto, ben ragione, Pietro, di difendersi a quel modo. Nato in Arezzo, da Antonio Bacci e, pare, da una cortigiana, fu lasciato solo nel mondo. Dopo varie vicende entrò nelle lettere, e, temendo principi e alti prelati certe sue coraggiose e sfacciate satire, fu tenuto a bada, con denari e favori. Di queste benevolenze ne approfittò in modo che per un suo insulto si buscò una coltellata da un sicario di Strozzi. I tempi, d’altra parte, permettevano la lingua dell’Aretino e i sicari dei patrizi. Dopo una vita piena di vituperi e di ricatti letterari, egli se ne andò nella libera Venezia; quasi ricco e tutto uomo di {{Pt|let-|}}<noinclude><references/></div></noinclude> hkfwzgmvytg1nqxqunsj5q44de7gh8e Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/276 108 619332 3865760 3852131 2026-07-24T14:59:59Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865760 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 266 —|}}</noinclude>{{Pt|tere.|lettere.}} Piacevoli i suoi ricatti ai ricchi; ma fu generoso con i poveri. E forse, per queste sue azioni di pietà, si possono giustificare i suoi scritti sulla vita di Cristo, di altri santi; e sopra tutto una parafrasi sui Salmi. Certamente i suoi scritti sacri sono d’esaltazione artistica, invece che di fede; e perciò hanno il loro valore caratteristico. Il resto della vita di questo brigante della letteratura è pieno di avventure e di spirito. Ne fanno fede soltanto i titoli delle sue opere, – chiamiamole così, – temporali: ''Capitoli, Le lettere, Dialoghi, Ragionamenti;'' e ancora più quelli delle commedie: ''La cortigiana, Il marescalco, L’ipocrito, Il filosofo, La Talanta''. V’è una tragedia bene composta: ''L’Orazia;'' non si contano le poesie oscene. Morì in un banchetto scoppiato dal ridere – secondo cronaca, – nell’udire che una sua sorella s’era fatta cortigiana. Curioso destino: nato e morto per cortigiane. Sepolto, vi fu l’epigramma: <poem>Qui giace l’{{AutoreCitato|Pietro Aretino|Aretin}}, poeta tosco; Di tutti disse mal fuor che di Cristo, Scusandosi col dir: Non lo conosco.</poem> {{rule|2em}} Antioco aveva parlato con voce eguale, monotona, come recitando una lezione a memoria i suoi occhi fissavano sempre il campo del {{Pt|ten-|}}<noinclude><references/></div></noinclude> l63v7zpxlos6597k7g808ebhpgoft7k Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/277 108 619333 3865761 2783727 2026-07-24T15:10:39Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865761 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 267 —|}}</noinclude>{{Pt|nis,|tennis,}} dove, sul fondo rosso dei recinti battuti, si moltiplicavano e si muovevano come in sale da ballo, agili figure di efebi in maglia e pantaloni candidi e fanciulle vestite di vivaci colori: predominava il rosso; le racchette brillavano al sole come palette d’argento, e le rondini, da un albero all’altro intorno al campo parevano imitare il gioco dei giovani sportivi. Disse Noemi, per ringraziare Antioco: — È molto interessante. — Come conferenza, è stata però troppo breve: ad ogni modo, grazie, — rincalzò il gobbo; ma la sua voce era quasi commossa. L’altro piegò alquanto la testa, sciolse le mani e le sollevò, con le dita aperte, per ringraziare a sua volta dell’attenzione che gli avevano prestata: e Noemi non sapeva se egli lo facesse convinto, o per ironia: ad ogni modo era lusingata per la compiacenza di lui, tanto più che le sembrava aver Antioco parlato del suo personaggio come un attore che studia la sua parte. No, ella non si occupava né s’intendeva molto di letteratura; ma pensava: «Ecco quello che egli forse vorrebbe essere. Anche sua madre...». Poi ebbe paura dei suoi pensieri, e di nuovo si domandò se Antioco le piaceva, se poteva penetrare, nella sua vita, se si sarebbero incontrati ancora.<noinclude><references/></div></noinclude> 4o8dz8on1lxm8248d28xp8w7gpx6jya Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/278 108 619334 3865951 2784022 2026-07-25T09:15:12Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865951 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 268 —|}}</noinclude><nowiki /> Le piaceva, sì: era intelligente, aveva oltre alla rassomiglianza fisica, qualche vago punto di rispondenza, col morto: ma anche questa impressione le parve cattiva, quasi velenosa, e cercò di riscuotersi. Ebbe voglia di dire, per reazione: — Ma questa non è una tesi adatta per uno che vuol andare a far scuola ai selvaggi; — e godersi la sorpresa e lo sdegno di Antioco e dello stesso gobbo: era troppo educata e timida per farlo; però domandò, fingendo una curiosità piena d’interesse: — E che farà, dopo la laurea? — Che vuole che faccia? Probabilmente un concorso: avrò una supplenza, andrò ad insegnare in un ginnasio inferiore, in una cittadina sperduta fra i monti o in un’isola, dove, per confortarmi, ci sarà almeno del buon vino. — E belle donne, — sbofonchia il gobbo, fregandosi le mani, tutto lieto che Antioco non accenni a quei tali melanconici progetti di apostolo. — Può anche darsi. — E ne troverà una, ricca e ben nata, che farà per il caso suo. — E può anche darsi. — Nelle vacanze verranno a Roma, o andranno al suo paese?<noinclude><references/></div></noinclude> 235xunefyt2cz7dfhxav710j2ylnrqj Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/279 108 619335 3865953 2784027 2026-07-25T09:18:54Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865953 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 269 —|}}</noinclude><nowiki /> Ma che fa, la signora Noemi? Vuol pigliarsi gioco di lui? E lui ci sta: la fissa, la sfida: — Oh, per questo ce ne sarebbero anche al mio paese, di queste donne. Noemi vorrebbe ribattere: — La nipote del parroco? — ma, ancora una volta, ha paura: sopra tutto paura di sé stessa, o meglio di quanto le succede dentro: come uno che teme di avere il germe di una malattia. Il gobbo è però lì, mezzo salvatore. — Ce n’è qualcuna in vista? — Sì, ci sarebbe la figlia del Re del tabacco: molto ricca, bruttina e ignorante; la sposerei, sì, volentieri, per comprarmi una bella biblioteca. — Null’altro? — Non gliel’ho già detto? Un paesetto salubre, buon vino, libri: non c’è altra gioia, nel mondo. — E l’amore? — L’amore si prova una sola volta, nella vita: il primo amore: il resto non è che il riflesso del sole nell’acqua. — È vero: è proprio vero; — disse Noemi, senza alzare la voce: e guardò di nuovo l’orologio. — Oh, cavaliere; è l’ora della sua messa. La sposa lo aspetta. I due uomini balzarono in piedi: anche lei<noinclude><references/></div></noinclude> oetauks77p7nn4u6dhu5j0o3mgc6krn Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/280 108 619336 3865954 2784032 2026-07-25T09:46:58Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865954 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 270 —|}}</noinclude>si alzò, si aggiustò il cappello, si trovò così vicina ad Antioco che ne sentì l’odore della pelle: profumo di sapone e di tabacco, di capelli e di alito caldo. Un’ultima vampa di sensualità la sfiorò; cadde; e quando tese la mano al gobbo, le parve di sentire anche l’odore intimo di lui, sebbene fasciato da un profumo umido di acqua di Colonia; ed era quello del gobbo, un sentore di animale, di vecchio ariete: odore ch’ella sentiva, nel suo salottino, a certi suoi inquilini quando venivano col deliberato proposito di imbrogliarla o almeno defraudarla. — No, gobbo, tu non mi ingannerai, — pensa, mentre egli le tiene la mano e gliela accarezza quasi vellicandola; mentre con l’altra mano ella sfiora l’onda azzurra dei miosotis. Dice il gobbo sollevandosi più che può come per misurarsi con lei: — Dunque, donna Noemi, presto faremo questo viaggio per aria: per oggi rallegriamoci di quello che la sua gentilezza ci ha permesso di fare qui. Grazie, e tanti auguri. Ella non gli risponde; ma si rivolge rapida ad Antioco e, con la sua voce bassa, quasi dura, gli dice: — Gli auguri a lei. Egli s’inchina; fa il saluto romano: poi mentre se ne vanno, cammina sull’ombra del gobbo, e pare voglia calpestarla.<noinclude><references/></div></noinclude> 24lv4cv1yxsurr96zcvwcse8y7o2zqw Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/281 108 619337 3865955 2784045 2026-07-25T10:16:00Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865955 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 271 —|}}</noinclude><nowiki /> La signora Noemi sta ancora un momento ferma ad accarezzare i miosotis felici senza più vederli: quando il passo dei due uomini non si sente più, lascia la terrazza, chiude la porticina e rientrata in casa, manda giù la chiave al portiere avvertendo Pierina di non dirgli nulla. {{rule|2em}} Mortificato rimase il portiere; ma la voce che la padrona aveva ricevuto e trattenuto a lungo in terrazza i due uomini valeva a ritorcere il suo sdegno contro di lei. Ella avrebbe dovuto dare una lezione al gobbo, e, indirettamente, al signorino Antioco; invece era stata gentile; e la prima, dunque, a trasgredire i regolamenti dello stabile, era precisamente lei. Adesso, poiché Pierina, non ostante i suoi eroici propositi, è di nuovo uscita in buona e rinnovata compagnia, egli va a suonare alla porta della padrona: una, due, tre volte: è il segno convenzionale di quando suona lui ed ha qualche cosa d’importante da comunicarle. — Oh, signor Francesco, che c’è? Egli aveva, sì, come sempre, il suo sguardo attento e vigile di cane fedele; ma le labbra scure arricciate erano quelle di uno che ha bevuto un cattivo liquido. Con la mano alzata al saluto: — Due sole parole, — risponde.<noinclude><references/></div></noinclude> 5ciubmdpquw50bn1e0rrfzd5yqenlhf Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/282 108 619338 3865957 2784046 2026-07-25T10:26:34Z Francyskus 76680 /* Riletta */ 3865957 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||— 272 —|}}</noinclude><nowiki /> La signora Noemi sa già quali sono le due parole; pensa che forse questa è l’ultima scena del suo oramai troppo lungo dramma, e vuole interessarsene, più come spettatrice che come attrice. Poiché il signor Francesco, ella sa anche questo, reciterà a vuoto: ma ella si divertirà per la gelosia di lui, i suoi valorosi propositi, la sua sicurezza di essere anche lui un argine contro i pericoli dei deboli. — Si accomodi, signor Francesco. Egli si pulì bene i piedi, prima di entrare; si guardò bene di non sfiorare, neppure con la punta di un dito, la persona e le sacre cose che appartenevano alla sua padrona; cose che, nel salottino giapponese, inondato dalla luminosità quasi marina del pomeriggio calante, assunsero come un aspetto fragile e timoroso alla presenza erculea e risoluta di lui. Ripete la signora, prendendo il suo solito posto come alla prua d’una barca: — Si accomodi. Egli se ne guarda bene: se piegasse la sua persona su una di quelle sedie aeree, la barca si capovolgerebbe: alto, lineare, rispettoso, ma energico, dice lentamente: — È venuta giù da me, poco fa, la signorina Billi, la maestra di pianoforte, lei la conosce brava vecchia ragazza, della quale tutti trovano da dire bene. È lei che mantiene la famiglia, il<noinclude><references/></div></noinclude> ps62dm23gxc9mmtate5h7m3t2z1zjrj Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/148 108 691264 3865820 2499793 2026-07-25T05:25:56Z OrbiliusMagister 129 /* new eis level3 */ 3865820 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|142|{{Sc|la prigione}}|}}</noinclude><poem> {{Ottava|239}}Havvi ancora i Pianeti e gli Elementi, tre Provincie del mondo, e quattro Etati, rilievi pur d’artefici eccellenti, del metallo medesimo intagliati. Parte poi di bisanti e di talenti, di medaglie e di stampe havvi dai lati, parte di zolle cariche e di masse ampi forzieri, e ben capaci casse. {{Ottava|240}}Tra forziero e forzier v’ha tavolini d’estranie pietre, e gabbinetti molti, che di vezzi di perle e di rubini tengon gran mucchi e cumuli raccolti. Altri lapilli generosi e fini in più groppi vi son legati e sciolti. Scettri e corone v’ha, branchigli e rose, c catene, e cinture, ed altre cose. {{Ottava|241}}Vi conobbe tra mille il bel diamante Adon, che già la Maga empia gli tolse. Oh Dio con quanti baci, oh Dio con quante affettuose lagrime il raccolse. Ma quando poi col fido specchio avante gli occhi a l’amata imagine rivolse, traboccò di letizia in tanto eccesso che ne l’imaginar resta inespresso. {{Ottava|242}}Sorge in mezo a la sala aureo colosso maggior degli altri assai tutto d’un pezzo, d’un pezzo sol, ma sì massiccio e grosso che non è fabro a fabricarne avezzo. Di Fortuna ha l’effigie, e tiene addosso tante gemme, e nel sen, che non han prezzo. Tal è la rota ancor, tal è la palla, tale il Delfin che la sostiene in spalla. </poem><noinclude><references/></div></noinclude> os6mhsgisvqormijyaznhynv3ct8ngl Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/149 108 691265 3865821 2499794 2026-07-25T05:28:39Z OrbiliusMagister 129 /* new eis level3 */ 3865821 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto decimoterzo}}|143}}</noinclude><poem> {{Ottava|243}}A piè di questa un letturin d’argento riccamente legato un libro regge, e vergata ogni linea ed ogni accento in idïoma Arabico si legge. De lo stranio volume a l’ornamento ornamento non è che si paregge. La covertura in ogni parte è tutta di fin topazio e lucido costrutta. {{Ottava|244}}Son le fibbie a la spoglia ancor simili, di zaffiri composte, e di giacinti. Son d’or battuto in lamine sottili i fogli in bei caratteri distinti. Ha di fregi ogni foglio e di profili d’azurro e minio i margini dipinti, e figurate di grottesche antiche le maiuscole tutte, e le rubriche. {{Ottava|245}}Quanti ha tesori il mondo a parte a parte, ciò che la terra ha in sen di prezïoso, opra sia di Natura, o lavor d’Arte, in miniere diffuso, o in arche ascoso, tutto scritto e notato in quelle carte mostra l’indice pieno e copïoso. I propri siti insegna, e i lor custodi, e per trovargli i contrasegni e i modi. {{Ottava|246}}Gira Adon gli occhi, e ’n questa parte e ’n quella scorge diverse, e ’n su diverse basi, ricche reliquie, e ’n rotolo o in tabella de le memorie lor descritti i casi. V’ha de la pioggia, in cui per Danae bella scese Giove dal Ciel, colmi gran vasi. E verghe v’ha di traboccante pondo, che dal tatto di Mida ebbero il biondo. </poem><noinclude><references/></div></noinclude> h4itvzcjv1j7zf27yccogyss2iic1ec Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/150 108 691266 3865822 2499795 2026-07-25T05:30:45Z OrbiliusMagister 129 /* new eis level3 */ 3865822 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|144|{{Sc|la prigione}}|}}</noinclude><poem> {{Ottava|247}}V’ha l’aurea pelle che d’aver si vanta rapita a Coleo il nobile Argonauta. E v’ha le poma de l’Hesperia pianta, ond’Alcide portò preda sì lauta. Le palle v’ha, che vinsero Atalanta, pur troppo il corso ad arrestarvi incauta. Ed havvi il ramo che sterpar dal piano fe’ la Vecchia di Cuma al pio Troiano. {{Ottava|248}}Vide fra l’altre pompe in un pilastro pendere un fascio di selvaggi arnesi. V’ha la faretra con sottile incastro di perle riccamata, e di turchesi. V’ha gli strali per man d’egregio mastro di fin or lavorati insieme appesi. N’avria (credo) non ch’altri, invidia Apollo, né so se tale Amor la porta al collo. {{Ottava|249}}L’arco non men de la faretra adorno d’oro e seta ha la corda attorta insieme, di nervo il busto, e di forbito corno di questo capo e quel le punte estreme. Brama Adon quelle spoglie aver intorno, ma di Mercurio il duro annunzio teme. Vede che de la scritta esplicatrice: “Armi di Meleagro” il breve dice. {{Ottava|250}}Di tutto ciò ch’ivi raccolto ei vede, nessuna punto avidità l’invoglia, sì che di tante e sì pregiate prede pur una (ancor che minima) ne toglia. Questa sola desia, perché la crede per lui ben propria e necessaria spoglia; ed essendo senz’arco, e senza strali, aver non spera altronde armi mai tali. </poem><noinclude><references/></div></noinclude> q7usrtclnndwzodlxlriiplpwf6al28 Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/10 108 697680 3865917 2798651 2026-07-25T06:29:43Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865917 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione}}|riga=a}}</noinclude>lode cortigiana, nè la censura elevare a biasimo od astio di partito, procureremo di tenerci in quel giusto mezzo che costituisce per lo storico la coscienza del vero, e dà il guiderdone del bene operato. Considerare la pubblica veste senza l’individuo, o l’individuo anatomizzare senza la veste, cosa sarebbe quanto facile altrettanto pericolosa: il buon padre sarà un buon consigliere nel Comune, ma niuno potrà ardimentarsi di tanto, per trarre dalla vita privata un assoluto giudizio sulla pubblica, siccome gli errori della pubblica non possono autorizzare a trascorrere i sacri limitari della casa domestica. Con ciò non vogliamo essere fraintesi, poiché la giustizia nel bene, la severità nel male saranno le parallele fra le quali proseguiremo, sicuri di fare cosa gradita a Roma, e di fare a tutti conoscere come il diritto o la brama di occupare un posto nel Municipio importi «intelligenza, cuore, indipendenza.» Queste biografie serviranno eziandio ad ammonimento por gli elettori, che potranno avere dinnanzi un giusto mezzo per conoscere gli uomini del passato e formarsi un criterio su quelli dell’avvenire. Epoca singolare si è quella che noi attraversiamo. — V’hanno uomini che usciti ieri da un povero casolare, o per il denaro molto in breve tempo raccolto, o per qualche fatto che fece discorrere alquanto del loro nome, pretenderebbero che la fama evocasse memorie che non esistono, ed irradiasse l’oscurità di loro origine, e ne’secoli lontani rintracciasse la prima vena di quel sangue magnanimo che scorre in oggi generoso nei loro corpi destinati a gonfiarsi per grandi ambizioni: — altri ve n’hanno che un nome antico possedendo, perdettero però lungo la via percorsa dalle generazioni la splendida polvere che copriva le armi gentilizie, e l’ultima sbatterono disdegnosi simulando di democratizzarsi in conformità ad alcune massime del secolo: — altri finalmente ve n’hanno che nobilissimi per senno e coscienza, nè il vecchiume vantano — nè ciò che non sono vogliono apparire. E noi ci troveremo dinnanzi forse a tutte queste tre specie che maggiormente rendono difficile e penoso lo scrivere: Poterono questi, possono, o potrebbero i loro simili fare del bene nel Municipio di Roma? Il Municipio è la esistenza media fra la Famiglia e lo Stato; ente naturale la prima, fittizio ed accidentalissimo il secondo. Il Municipio soggiacque in ogni tempo alle fatalità corrodenti, e sempre venne schiacciato o dalla rozza invasione della famiglia, o dalla preponderanza dello Stato, e così rimase sempre privo di quei<noinclude></noinclude> gqni7xosbpdq4pbab7cmu63emexzl9j Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/11 108 697681 3865918 2822409 2026-07-25T06:29:51Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865918 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||{{Sc|prefazione}}|riga=a}}</noinclude>caratteri che gli dovevano essere propri ''in politica, in morale, in economia''. Consideriamo il Municipio secondo la Storia. La Grecia che fu fra le prime e le più grandi nazioni nella civiltà, reggevasi a Comune, e Solone, Clistene, Aristide ne allargarono i privilegi. I Latini germani dei Greci svilupparono il Comune, e da Servio Tullio ad Augusto si vennero sempre riordinando. Nella età di mezzo le città italiane tenevano i cittadini divisi fra interni ed esterni, e quelli per regione, ed ogni regione aveva una Giunta speciale. In Roma antica ogni regione amministrava la pulizia, il culto, l’edilizia, per opera di edili, tribuni e pretori: — nell’America oggi perdura il Comune: — nella Russia si conservano le grandi tradizioni, e nella Svizzera sono tuttora in vigore le costumanze mediovali dell’Italia. — Ma in ogni parte troviamo il Municipio individualità collettiva innata, quindi con la totalità degli attributi sociali divisi od in idea od in fatto. Gli attributi si partirono successivamente in politici, morali ed economici; da ciò la necessità di unificarli, riconoscendosi la unità per tenerli indissolubili. — Ogni ingerenza dello Stato, ogni invasione nella Famiglia fu passo a tirannide. — Lo straniero non pago di essere sempre sceso in Italia per riscaldarsi al sole della latina civiltà, studiò profondamente la scienza sociale che stà incisa sulle mura merlate degli antichi Municipi. Non fuvvi nazione così fiorente per Municipi, e quindi per libertà, nè altra fuvvene che sì al basso precipitasse da patire e tollerare la più penosa servitù, quanto l’Italia. I Vicari imperiali pare le avessero inoculato il veleno del servaggio, ed a poco a poco i governi, indigeni o stranieri dispoticando vennero ad invadere tutto il campo municipale, ottenendo con la forza la sommissione. Sbocconcellata la patria, divenne facile pasto ad ogni violento, disparve il Municipio, rimase il Governo. Il Municipio non è che l'esistenza media fra la Famiglia e lo Stato: distrutto il Municipio, la Famiglia scompare, assorbita dallo Stato ch’è la forza collettiva. La Famiglia è un ente federale nel Municipio, il Municipio deve esserlo tale nello Stato. Se altrimenti avvenisse, non conviene illudersi, vi sarebbe la forza sulla ragione, l’indice sulla intelligenza, la catena sulla volontà. Nello scrivere le biografie di quanti sedettero nel Municipio di Roma dopo il Settembre 1870, stimammo convenienza e debito premettere queste parole, siccome programma, chè gli uomini noi considereremo particolarmente in ordine all’idea che il Municipio deve essere l'esistenza media fra la Famiglia e lo Stato. Vi sono uomini che la Famiglia, specialmente se blasonata, eleverebbero sopra il<noinclude></noinclude> l014he1x6gqkunwy31v1yhzgri0453w Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/14 108 697723 3865919 2907379 2026-07-25T06:30:20Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865919 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||{{Sc|alibrandi cav. luigi}}|riga=a}}</noinclude>ed il generale Duphot rimase ucciso: dichiarossi la violazione ''iuris gentium'', domandossi vendetta siccome allora che il Basville veniva scannato nel 1793 per furia di popolo che non voleva si facesse guerra al Papa per favorire la Francia: il gridìo fu sommo, ed il Direttorio di Parigi che da gran tempo anelava e preparava il pretesto, intimò guerra, e guerra si combattè. Ma nel gennaio del 1798 lo Stato Pontificio veniva tutto occupato e messo a rubba, dove non si ardeva si taglieggiava, sino a che nel dì 10 febbraio Berthier coi Franco-Cisalpini entrava in Roma proclamando solenne la redenzione che la Francia generosa veniva ad apportare alla propria sorella del Tebro. Qua e là s’innalzarono gli alberi della libertà, intorno a cui mattirono molti che pareano severi cittadini, e femminacce spudorate ballarono la ridda d’inferno, mentre al Foro Romano dinnanzi ad un notaio proclamavasi la Repubblica Romana. Il Papa veniva intanto tolto dalla sua residenza poiché aveva fermamente data ripulsa al Cervoni di patteggiare la rinunzia della sua temporale signoria, per cui stretto sotto la più rigorosa sorveglianza passava in Toscana, e veniva tratto prigione in Francia. E Roma i francesi liberatori mettevano al sacco, ed i palazzi del Vaticano, del Quirinale, di Castel Gandolfo venivano di tutto depredati, e quando le suppellettili ebbero fine, allora si diè mano a schiodare porte, a sfasciare armadi, seco asportando checché avessero trovato, ed i beni di Propaganda, dell’Accademia, le Paludi Pontine, vennero gittate in pasto al Fisco, e tanta fu la desolazione che i Romani subirono, da rimanersi come smemorati dinnanzi ai più feroci depredamenti ed arsioni. — Nel dì 20 marzo 1798 bandivasi solennissima festa per far tripudio nel nome della Repubblica Romana, a cui come gemme nella corona si univano l’Anconitana, il Tevere con Roma, Cimino od Anagni, Circeo o Viterbo, Clitunno o Spoleto, Metauro o Macerata, Musone o Sinigaglia, Trasimeno o Perugia, Tronto o Fermo. — E nella festa aprivasi lo Senato e proclamavasi lo Statuto, e facevasi l’appello, quindi coniavasi una medaglia commemorativa, con le scritte ''Berthier restitutor urbis — Gallia salus generis humani''. — E Berthier era il ''restitutore'' della antica invasione de’ barbari, che della ''salute'' portata dalla Gallia provonne Roma per lungo tempo gli sciaguratissimi effetti. — Brutta storia, e coloro che troppo s’illusero nella redenzione per tale mezzo venuta dalla Francia, tardi piansero sui mali della patria che videro da ogni orrore e niquizia contaminata. — L’Angeloni, quando gli alleati vennero a por fine a stato miserevolissimo tanto por il male sfiduciato migrò a Parigi. E gli alleati compirono l’opera di strage dai franchi intrapresa, perchè le case dei più ardenti repubblicani furono messe a sacco ed a fuoco, patendone l’Angeloni stesso un danno di oltre 45 mila scudi. Rattristato ma non iscorato per la niquizia dei Galli avventurieri che avevano causato tanto eccidio alla propria terra, rivolse in Parigi ogni cura perchè a Roma parte almeno del rubato in oggetti d’arte si restituisse; e se il {{Wl|Q533003|cardinale Consalvi}} regalollo di un ricco orologio accompagnandolo con il permesso di rimpatriare {{Pt|pur-|}}<noinclude></noinclude> qy9ff7r8qkr6epaecgwgsgj1msdo5un Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/15 108 697725 3865920 3290535 2026-07-25T06:30:26Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865920 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||{{Sc|alibrandi cav. luigi }}|riga=a}}</noinclude>{{Pt|chè|purchè}} smettesse l’occuparsi di politica, l’uno e l’altro rifiutò esso per mandare anche da Parigi il grido disperato di una patria che meritava migliori destini. E questo grido metteva in carta, e con le stampe diffondeva, onde guadagnossi nel 1814 dal re di Prussia la seguente lettera: «Je vous remercie de m’avoir fait connaitre votre brochure sur l’état politique de l’Italie, dont la destinèe interesse toutes le puissances européennes. Je vous previens, que j’ai envoyé cet ouvrage à mon chancellier, le baron d’Handerberg. » Au Quartier Général de Paris le 23 Mai 1814 {{A destra|margine=4em|» {{Sc|Frédéric Guillaume}}.}} Ma dalla Francia ch’esso con sommo impegno aveva servita stimandola del bene d’Italia interessantissima, ebbe dolori che lo costrinsero ad esulare: a Londra credette trovar pace all’animo per tante vicende trangosciato ed al corpo per molto lavoro affranto, e là morì nel 1837, lasciando come legato alla italiana gioventù fra altri pregiati scritti il suo libro ''Esortazioni patrie''. Dell’Angeloni scrivemmo per rilevare un punto principale della storia di Roma nel principio del nostro secolo, e perchè da questi, meglio che la scarsa fortuna, che la più in prò della libertà aveva esso sacrificata, ereditò l’Alibrandi l’amore alle liberali istituzioni. — Percorsi ch’ebbe nel {{Wl|Q2157592|Collegio Romano}} gli studi, addottrinossi in diritto presso la Università, quando le vicende politiche del 1848 e 49 lo trassero in piena politica; e perchè animosissimo e del pacifico vivere disdegnoso fra tanto agitarsi di armi e di armati volle prendere parte nella difesa di Roma, trovandosi sotto gli ordini del {{AutoreCitato|Giuseppe Garibaldi|generale Garibaldi}} alla difesa del Casino dei Quattro Venti nel dì memorando del 30 Aprile. Appresso alla restaurazione del pontificio governo era naturale che il suo nome venisse segnato nel libro nero dei facinorosi e tenuto in osservanza, impedito quindi di rientrare alla Università, e per grazia speciale ammesso a studiare privatamente sotto a maestro assegnatogli dalla Congregazione degli studi. Molte cose raccontano dell’Alibrandi quando fu chiamato negli esami a sostenere la tesi ''Quomodo demonstratur formam regiminis a Christo Domino Ecclesiae suae datam esse monarchicam''; certo è che felicemente raggiunse la riva dell’avvocatura, ma dì per dì diradandosi le file dei patrioti, perchè il governo papale i più temerari arrestava e metteva ai confini, pensò bene l’Alibrandi di darsi con più impegno alla politica che alle leggi. Destro però in ogni fatto suo riuscì sì bene a deludere la politica sorveglianza che senza d’uopo di mettersi a sicuro asilo continuò a trattare per la causa della italiana unificazione, quasichè sopra ed intorno a sè occhio umano non v’invigilasse. Scoccò l’ora da esso per tanto tempo sospirata nel dì 20 Settembre 1870, e siccome schivo era stato in ogni suo atto di pubblicità, così a quell’epoca non ricercò onori<noinclude></noinclude> ieyxqme1a7efo26zfj5a740kakjoyy6 Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/16 108 697728 3865921 3051825 2026-07-25T06:30:31Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865921 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="MARIO ZANELLO" />{{RigaIntestazione||{{Sc|alibrandi cav. luigi}}|riga=a}}</noinclude>e posti, pago alla coscienza che dicevagli di avere qualche cosa fatto per il proprio paese. Ma modestia non cela i nomi, e per primo incarico ebbe quello di far parte della Commissione che doveva rivedere i processi politici di tale epoca. E non iscappò la pena della crocefissione, che gli cade sulle spalle quella proprio della Corona d’Italia, quindi fu membro straordinario del Consiglio provinciale sanitario, e giudice supplente al Tribunale d’Appello. Ebbe prove lusinghiere di fiducia dai Consigli Comunale e Provinciale, essendo dal primo stato eletto membro della Giunta di Statistica, e di quella per la verifica delle Opere Pie di Roma, dal secondo membro della Commissione per la vendita dei beni demaniali, alle quali prove di fiducia corrispose l’Alibrandi con eguali prove di zelo e di sicura coscienza, e dal Governo in ciò stimatissimo venne nominato sotto economo dei benefizi vacanti nella Provincia di Roma, uffizio senza lucro e di molta briga per la eccezionalità dello stato di Roma. E posciachè il ben fare non sempre è qualità in tutti coloro che per ambizione o per ispeciale interesse mirano a sedersi in qualche pubblico scanno, chè facile anzi riesce nei presenti tempi e comune troppo il veder rivoltarsi le casacche con singolare indifferenza, e raramente avere la fede secondo la livrea che uno indossa, così è commendevole chi alle opinioni fa seguire le azioni, nulla essendovi di peggiore del cattolico che vuol salvare petto e borsa ascondendo il crocefisso nel tricolore, o del liberale che in una mano stringe l’arma contro la propria credenza e nell’altra snocciola il rosario per ammenda del suo mentire. — Avviene spesso che coscienze pusillanimi messe in alto rimangano come prese dal capogiro, e rinnegando sà stesse ed il mandato dagli elettori avuto tradendo operino a caso come la tema non come la coscienza li consiglia, oggi alla messa domani alla sinagoga, poi alle conferenze evangeliche, quindi ai banchetti dei materialisti, per ritornare poi all’antico pascolo senza fede e rispetto nè al primo nè all’ultimo; e da ciò nasce che chi compie il dover proprio, quantunque elogio non gli convenisse perchè non dovrebbesi segnare il merito che ne’ fatti specialissimi, pure si hanno onoranza e gloria; prova che gli uomini sono sempre della razza dei conigli, ed amano essere ingannati, perciò solo che così non hanno la pena di pensare e di operare da sè, bastando lasciare che gli altri operino mentre gittano il cappio al collo. Queste parole non iscriviamo a caso: apostati e finti in religione ed in politica ve n’hanno anche in Campidoglio; beato il popolo che può vivere cieco nella fede insino a che la delusione con due dita di ferro non gli stringa il collo. L’Alibrandi si vanta liberale e da liberale agisce, meglio così: almeno è un uomo sul quale gli elettori potranno contare con fiducia perchè l’azione non ismentirà la parola. {{Rule|8em}}<noinclude>{{PieDiPagina||{{smaller|Roma 1873. Tip. Cuggiani, Santini e C.}}|}}</noinclude> lm9sykm3aawptrw6ycpvzmjaf6jts3k Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/31 108 697971 3865923 3836394 2026-07-25T06:30:49Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865923 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|biografie dei consiglieri comunali di roma}} |riga=s}}</noinclude> {{Ct|f=1.7em|ASTENGO COMM. GIACOMO }} {{Ct|f=1.1em|{{Sc|Consigliere Municipale}}}} <div class="testi">{{capolettera|[[file:Capolettera C - Biografie dei consiglieri comunali di Roma (page 29 crop).jpg|50px|C]]| |-30px}}on il nome di {{Wl|Q3761979|Astengo avvocato Giacomo}} venne nelle elezioni amministrative del 1873 portata in Campidoglio a Consigliere comunale una persona nata e vissuta lontano da Roma. — Chi era?... In Savona capoluogo della divisione e provincia del suo omonimo negli antichi Stati Sardi, città che si distende lungo il Mediterraneo, nacque Astengo Giacomo nel dì 17 febbraio dell’anno 1814. I Padri delle Scuole Pie godendo colà fama di savi e distinti maestri, tenevano un pubblico collegio frequentato dai giovani non solo del luogo ma eziandio delle provincie limitrofe. L’Astengo ebbe presso tali Padri a percorrere i suoi studî, e da loro venne portato sulla porta della Università di Genova, ove nell’anno 1836 prese la solita laurea ''in utroque''. Avvocatò per qualche tempo, fino a che il re di Piemonte con suo decreto 19 marzo dell’anno 1849 nominollo Provveditore per gli studi nella provincia di Savona. Nel giugno 1852 i Savonesi per dar prova che lo conoscevano se lo elessero a deputato, ed in tre legislature successive a lui vollero affidato l’incarico di rappresentarli in Parlamento. Intruppossi fra ''{{TestoCitato|Divina Commedia/Inferno/Canto IV|color che son sospesi}}'', e se il suo scanno al centro non fu come la trutina nella bilancia parlamentare, ciò nemmeno tolse che quale essere pensante l’ago di sue opinioni piegasse a destra segnando gradi tanti e tanti nel partito politico capitanato dal {{AutoreCitato|Camillo Benso, conte di Cavour|conte di Cavour}}. Parecchie volte la Camera ebbe ad ascoltare la sua relazione discutendosi i bilanci del ministero di Grazia e Giustizia, ma la parte principale sostenne esso quando fu relatore della Commissione sul progetto di legge per l’ordinamento giudiziario e per la istituzione dei Giurati. — Ad ogni tratto il nome<noinclude></noinclude> ixq38pzlbxbxtj4rrmimt8hpztwo4h7 Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/33 108 697976 3865924 3836392 2026-07-25T06:31:16Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865924 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|astengo comm. giacomo}} |riga=1}}</noinclude>quanti per le vicende del 1848 erano stati messi al bando dai governi restaurati, rifugio di molti i quali prese in uggia le signorie straniere volevano respirare all’ombra del vessillo tricolore, se ristretto nei confini si fece grande nelle attribuzioni, e passo passo che venne la bandiera piantando oltre il Ticino, insediando nelle pubbliche amministrazioni i fedeli suoi, fece disparire le multiformi favelle, ed in ogni ufficio alto e basso non risuonò altro idioma che quello della Dora. Qualche mordace disse che l’Italia era fatta paese di conquista, ma le erano calunnie cotesto, che l’avere il Piemonte fatto occupare da suoi i più alti e bassi impieghi, e nei medi per bisogno di pane avendo i servi dei caduti governi accettato, non voleva esprimere conquista, ma la idea savissima sempre di educare i popoli a libero vivere siccome liberissimi si chiamavano i pubblici funzionari da qualunque basso stato fossero sorti. Moltissimi fra coloro che la Storia di Roma e d’Italia non appresero sui testi delle scuole albertine ma per istudî serî e fondati criterî e pratica nel leggere i monumenti, pensavano che Roma capitale del regno dovesse essere il compimento di una idea non da ogni mente possibile a concepirsi. — Roma! questa grande regina che ha per corona venticinque secoli di gloria, che fece di sò parlare perchè essa era l’Italia e l’Italia era Roma; cosmopolita che abbracciò nei secoli gli uomini di tutte le famiglie senza distinzione di razze, di zone, di lingue; vera madre della umanità, vera maestra delle scienze più ardue, delle arti più belle, delle virtù più generose, delle più antiche tradizioni dalle prime leggi dei re all’ultima bolla del papa; che mostra ancora orgogliosa i monumenti di tutte le sue epoche, le memorie di tutti i suoi fasti, solenne vassallaggio del mondo a lei captivo; Roma, co’ suoi archi trionfali, con i suoi palazzi cesarii, con i suoi obelischi tolti all’Egitto, con le sue statue rapite alla Grecia, con quella di Pompeo ancora rosseggiante del sangue di Cesare; Roma, dove ogni atomo di terra parla di una gloria, dove vedesi ancora il selciato con il solco dei carri trionfali che si trascinavano dietro incatenati i re di tutto il mondo; Roma, con il colle dove tracollò la bilancia al peso della spada di Brenno, dove stà ancora arido il campo di Tarquinio ultimo re; Roma, dove il Colosseo parla di tre milioni di gagliardi che lottarono con i leoni, e morirono straziati per trovar nella religione quella libertà che i Cesari tiranni rapivano; Roma, dove sei generazioni si scavarono sotterra in una notte eterna un’altra Roma più grande e più meravigliosa di quella che stava di sopra; Roma, che non rivide i re entro le sue mura che supplichevoli nella polvere delle basiliche o reggenti la staffa sotto ai piedi dei pontefici; Roma, dall’alto de’ suoi colli guardava sdegnosa, ripetendo «è impossibile che la mia gloria da nuova libertà si menomi e distrugga.» Quell’esercito di statue di uomini veramente grandi in ogni tempo, pareva dovesse dire come nelle arti e nelle scienze, nelle anni e nella toga nulla da altri avesse Roma da imparare. — Ma così essere non doveva; e conquistata Roma, quale ultima fra le più piccole terre giudicata, predicòssele per sommo bene che gli uomini di altrove {{Pt|do-|}}<noinclude></noinclude> hrt7bm01twmwr0if7dhsecjc2ptcc4s Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/34 108 697977 3865925 3836391 2026-07-25T06:31:23Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865925 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|astengo comm. giacomo}} |riga=1}}</noinclude>{{Pt|vesse|dovesse}} essa liberamente chiamare perchè nella municipale amministrazione consigliassero, e meglio ancora se quella reggessero. Poteva il principio essere buono per dare prova di una unificazione che non ingrettisce nel municipalismo; questo chiamare in Campidoglio gli uomini di ogni plaga poteva rimostrare come Roma sia, siccome fu, l’Italia; ma a ciò non bastava che la reggia, il Senato, la Camera elettiva, i ministeri s’empissero di persone d’ogni idioma da convertir Roma in Babele con la vera confusione delle lingue? — Il Campidoglio doveva essere come una famiglia inaccessibile e rispettata dagli occupanti la città; l’ufficialismo governativo non avrebbe dovuto salire la rocca, che il solo desiderarlo era poca cortesia verso gli ospitanti riguardandoli per gentarella troppo semplice che il ''grande'' vivere ignorasse e gli affari propri male avesse saputo tenere. — Brutta cosa la è sempre ingerirsi negli altrui fatti, e poco al bene corrispondente, perchè gli uomini d’importazione al Campidoglio avrebbero più facilmente spropositato per dar segno di vita, anzichè recato quel lume e vantaggio che solo può venire da chi conosce i bisogni ed ha dovere ed interesse a provvedervi. — Poteva ancora l’importazione fare apparire che come il politico ed il civile ordinamento, così il municipale eziandio si volesse regolamentare secondo le massime del governo ed incorporare il Comune nello Stato. Scrivendo dell’Astengo nato nelle provincie degli antichi Stati Sardi, e poi portato a consigliere municipale in Campidoglio era in noi necessità esprimere questo concetto, non perchè giudichiamo sole ottime le piante che crescono sui colli di Roma, nè perchè l’erba del di fuori spregiamo, ma perchè la tutela del Comune in tempi di promessa libertà essere dovrebbe siccome sacra ed inviolabile solo ai cittadini del luogo lasciata. — E l’Astengo tale verità riconobbe, e nello accettare l’onorevolissimo incarico venutogli dai voti di coloro che per i nuovi uffizi presero stanza in Roma, volle darsi con intelligenza e coscienza a tenere il posto nel Consiglio municipale, che se sul ''Piano regolatore'' disputando non compose alla nomèa goduta, ciò è prova che mal di Roma può trattare, chi di Roma non conosce i veri bisogni. Auguriamoci che l’Astengo possa volere che gl’interessi veri del Comune prosperino senza riguardo a famiglie, a caste, a partiti, e così diverrà cittadino romano per la stima degli amministrati, non già per la accidentalità di un soggiorno, o per i voti di coloro che ebbero con esso lui comuni la culla e la vita. {{nop}}<noinclude></noinclude> pwtmif26awwtpa3aqyaw2zunf9441fz Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/73 108 698581 3865926 3836352 2026-07-25T06:31:42Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865926 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| ciampi cav. ignazio }}|riga=ce}}</noinclude>di chi ha vinto, ciò non monta, chè anzi il più spesso avviene che il nemico audace prenda per sè la parto migliore nel bottino di sua sconfitta, e si presenti reciso con il dire: «ciò voglio e tengo perchè oggi mi unisco al vincitore.» E gli amici si trovano di sovente a serenare la notte, dopo che la casa propria hanno perduta sperando riaverla migliore nella patria una e libera. Il commento fa al caso, e ci trarrebbe a lavorar di forbice: lasciamo quindi anche il panno della politica, e riparliamo solo dell’uomo Ignazio Ciampi. Vestì la toga nel Tribunale della Rota di dove uscì avvocato nel 1855, e volendo esercitare anche nella parte penale, mentre i civilisti del tempo vi si sdegnavano, dedicossi con impegno sommo in difese, dove all’intelletto richiedevasi molto cuore, e fra queste trattò quella per la sommossa di Trastevere e per il seguito eccidio in casa Aiani, causa che se fu prima per la importanza, fu seconda nel suo esercizio, perchè di altra sommossa trasteverina egli aveva gl’imputati difesi ed in parte salvati. — Le difficili cure del foro divise con i più cari lavori della penna, e poetò e scrisse commedie e racconti, e le vite di vecchi uomini commentò, e così isfuggendo la politica, nè per quanto avveniva molto interessandosi, giunse tranquillo al settembre 1870. L’aver esso avuta parte in parecchi processi politici, fu ragione perchè dal nuovo governo ricevesse l’incarico di rivedere le buccie a quelli che si erano fatti dal governo pontificio specialmente negli ultimi tempi. — L’incarico poteva essere bene affidato per la intelligenza e la integrità di carattere nel Ciampi, ma quale campo spinoso non gli si dava mai a districare? — La è storia in tutti i governi che ne’ Tribunali la passione politica spesso predomini sulla vera giustizia, senza osservare poi la giustizia stessa essere parola, e molte volte senza correlativo. Raro avviene che chi signoreggia non abbia ragione in Tribunale, e che giudici, per quanto si vantino integerrimi ed indipendenti, dacchè il dirlo costa poco, non subiscano l’influsso generale della forma di governo predominante. La giustizia vera è dunque un accidente, che ove così non fosse, non si vedrebbe un Tribunale dar contro alla sentenza dell’altro, e chiamarsi sempre giusto ciò che l’ultimo ha sentenziato; e quando il governo cambia, quei giudici {{ec|stesssi|stessi}} giudicare per intimo e retto ed indipendente convincimento, reità ciò che sotto il governo, che ebbero appena cessato di servire, giudicavano devozione e buon rispettò alla sacra legge, e per contrario plaudire alle manifestazioni verso il nuovo regime, mentre poco tempo innanzi le aveano condannate. — E solo chi si desse briga di porre a fianco dei nomi dei giudici ciò che molti fra essi sentenziarono allorchè stavano al soldo del Pontefice, dell’Austria, del Borbone, severemente condannando in nome della giustizia e per la propria intemerata coscienza, chi avesse fatto un viva all’Italia e per la sua unificazione cospirato, con ciò che in oggi sentenziano contro chi fa voti per qualcuno dei caduti sovrani, vi sarebbe materia di che lungamente ridere, se a paro con il riso non sorgesse amara la domanda, dove sia la giustizia, quale sentenziamento per coscienza sia attendibile, e se nello giudicare<noinclude></noinclude> iqj1nwg9v2jkphbgg5ta6krr1tc13zl Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/133 108 699429 3865907 3836292 2026-07-25T06:25:07Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865907 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| biografie dei consiglieri municipali di roma }}|riga=7}}</noinclude>{{nop}} {{Ct|f=1.8em|LOVATELLI CONTE GIACOMO}} {{Ct|f=1.1em|{{Sc|Consigliere Municipale}}}} {{capolettera|[[file:Capolettera N - Biografie dei consiglieri comunali di Roma (page 317 crop).jpg|45px|N]]| |-40px}}iun’altra cosa è più utile ad ispirare virtù nell’animo della gioventù e ad incamminare sulle orme della vita onorata la crescente generazione, quanto porre in rilievo le doti, sì della mente che del cuore, di quei cittadini, che risplendono per se stessi di luce bellissima, e che, alcuno officio sostenendo, pongono semprepiù in splendido aspetto le loro più elette qualità. — E noi che in mezzo alla luce di Roma, in mezzo agli splendori dell’Italia nostra, andiamo in queste nostre pubblicazioni dimostrando quegli uomini, che sedendo al Consiglio del Comune o della Romana Provincia onorano non solo sè stessi, ma il proprio paese, ci è grata cosa con la nostra libera penna particolarmente scriver di queglino, che alle più distinte doti dell’animo e al sapere congiungono altezza d’ingegno e nome onorando, e di questi è l’egregio cittadino conte {{Wl|Q63878697|Giacomo Lovatelli}}, di cui oggi prendiamo a esporre in breve quadro la vita. — </p> Sortiva egli i natali in Ravenna da nobile ed antica famiglia. — Suo padre {{Wl|Q84765518|Francesco}} fu uomo di integro carattere, di sensi altamente liberali, e martire della sua fede politica. — E di vero prese parte attivissima nel 1831 ai moti politici della Romagna e fu nominato Capo Battaglione della Guardia Nazionale Mobile. — Occupata dagli austriaci Bologna, si ritirò in Ancona, ove si era portata la sede del Governo Provvisorio. — Dopo la capitolazione di Ancona, emigrò a Corfù in Grecia con la schiera eletta dei primi emigrati italiani. — Ed essendo esso congiunto in matrimonio con una Principessa Chigi-Albani di Roma, correndo meno difficili i tempi del governo pontificio, era ritornato in patria da alcun tempo, quando ricercato di nuovo dall’odio del {{Pt|go-|}}<noinclude></noinclude> 1w4eein3yoml3gtctdvm51yzuc0t82f Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/134 108 699430 3865908 3836291 2026-07-25T06:25:36Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865908 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lovatelli conte giacomo }}|riga=7}}</noinclude>{{Pt|verno,|governo,}} dovette parimenti nell’8 agosto 1843 per sottrarsi alla persecuzione papale emigrare con {{Wl|Q729032|Carlo Luigi Farini}} e suoi numerosi amici. — Allora si riparò in Toscana, ma poichè quel governo cedeva alla pressione pontificia ed austriaca, fu obbligato a lasciare Firenze, ove consegnava all’illustre {{Wl|Q3821629|Raffaele Lambruschini}}, morto senatore del Regno italiano, la educazione di un suo fanciullo, che è appunto quello, di cui oggi noi tessiamo la biografica memoria. — Recatosi a Parigi il Conte Francesco Lovatelli, ebbe colà più intime relazioni cogli emigrati eminenti italiani e con gli uomini di lettere francesi. — Poscia dovendo preferire terreno più libero, si recò nel Belgio, da dove nell’autunno 1845 si condusse in Africa e stabilì la sua dimora in Algeri, ove il suo nome già cognito ebbe accoglienza benevola, e fu nominato Vice-Presidente dell’Istituto d’Africa. — Nel giugno del 1846, chiamato nominativamente dall’amnistia di Pio IX, venne in patria, e poco dopo, essendo egli l’idolo di tutto il suo paese fu nominato Comandante la Guardia civica. — Indi fu eletto Deputato, e il giorno stesso, in cui accadea la sua elezione, gli giunse la nomina di Senatore. — Alla improvvisa partenza del Card. Ferretti Legato di Ravenna fu nominato Pro-Legato di quella città e Provincia. — Durante quel tempo o sia circa l’aprile 1848 ebbe dal ministero secolare straordinarie missioni. — Nel luglio 1848 fu traslocato Pro-Legato in Ferrara, e molto fu ivi amato da quei cittadini per la sua equità, per il suo molto ingegno e per la energica condotta tenuta davanti alla burbanza austriaca, quando quelle orde invasero la città. — La gratitudine dei Ferraresi per lui non fu di quelle, che presto sì scordano, giaccchè nel 1870 affidavano al suo figlio, di cui oggi discorriamo la vita, il mandato cittadino di loro deputato al Parlamento. — Nel 17 agosto 1847 ebbe nomina sovrana del Pio IX riformatore, che lo chiamava al portafoglio delle Armi, al quale onore rinunciò. — La fuga del papa da Roma, la caduta del Ministero, il giuramento dato al governo costituzionale, gli fecero lasciare Ferrara, credendo di non potersi uniformare alla opinione repubblicana. — Fallite le speranze della restaurazione costituzionale si ritirò in Toscana, ove dimorò alcun tempo e dove lasciò il proprio figlio Giacomo a formarsi negli studî universitarî — Ritornato a vita domestica volle essere estraneo ad ogni partito. — Un velo misterioso copre gli ultimi giorni della sua vita, la quale fu spenta la notte del 29 novembre 1850 da una mano omicida. — Pertanto la prima gioventù di Giacomo Lovatelli fu quella dell’emigrato, e crebbe negli anni all’amore degli studî, e rivelò bellezza d’ingegno, e gentilezza di cuore. —<noinclude></noinclude> 6b46dfxpaxrjgwwsx47xkm1q8t2cytl Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/135 108 699431 3865909 3836290 2026-07-25T06:26:06Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865909 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| lovatelli conte giacomo }}|riga=7}}</noinclude> Dallo studio delle leggi, su cui lungamente meditò, e dalla paterna origine, era trasfuso nell’anima di lui l’amore di patria, cui ha consacrato l’ingegno e l’opera. — Nel 1850 egli escì dal collegio essendo già Italia in piena restaurazione, e si laureò per amore di studî in due diverse università italiane. — La morte violenta del proprio genitore gli fecero abbandonare il paese nativo, non già i propri principî liberali, cui restò sempre immutabilmente fedele. — E a provare la fermezza de’ suoi principî, giovi notare, com’egli essendo stretto in parentela al {{Wl|Q969336|Duca Sermoneta}} per avere condotta in isposa {{Wl|Q1361810|la di lui figlia}}, giovane ornata di bello ingegno e di forti studî, onde è nota nella repubblica letteraria, avvenne che resosi vacante il posto di Colonnello dei Vigili per la rinuncia del Duca medesimo, fu a lui proposto succedervi, e chiamato dinanzi al pontefice, questi gli fece intendere, che ad occupare quella carica era necessario si fosse pronunciato nella sua religione politica. — Il Lovatelli accomiatatosi dal papa si fece sollecito emettere dichiarazione di non potere accettare l’offertogli ufficio, perochè non avrebbe rinnegato giammai la fede e i principî del padre suo, i suoi sentimenti liberali. — E di fatti noi lo vediamo in ogni istante della sua vita operare sempre da sincero patriota, da cittadino integerrimo, da uomo onestissimo, ed acquistarsi universalmente stima ed affetto, e il suo nome essere circondato di luce limpidamente serena. — E il suo nome acquistò sempre più rinomanza quando Roma fu congiunta ai destini d’Italia, essendo tosto chiamato dai suffragi popolari a Colonnello della Guardia Nazionale, quindi deputato al Parlamento della città di Ferrara, poscia Consigliere Comunale in Roma con 4864 voti, il che per vero non poteva avvenire che a favore di chi era antico commilitone del partito della libertà. — E in fatti quando si fece da tutti i Circoli romani la primitiva nota dei 60 Consiglieri Comunali, che dovevano sedere per primi nelle aule capitoline, la nota unica, in cui si fusero tutti i Circoli romani, propose alla Roma redenta 61 nomi invece di 60, volendo lasciar libero al suffragio popolare la scelta fra il nome di Sermoneta e Lovatelli, non potendo a un tempo siedere suocero e genero nel comunale consiglio. — E quando il Circolo Cavour giungeva all’ultima fase della sua politica esistenza, una commissione di distinti cittadini rivolse il pensiero al nome illibato del nostro deputato al Parlamento, per invitarlo ad assumere la presidenza del Circolo medesimo. — E di fatti quantunque egli fosse uno dei soci, che mai aveva in quel circolo insino allora posto piede, nondimeno accettò, e la bandiera che egli tenne alzata fu quella dell’uomo di forte concordia, di schietto patriotta, del cittadino di carattere nobilissimo, e fermo. — Ma in<noinclude></noinclude> f7m9cuso8dbzuao3ydvvr8aikg0xqj8 Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/136 108 699432 3865910 3836289 2026-07-25T06:26:38Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865910 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|lovatelli conte giacomo }}|riga=7}}</noinclude>breve il Circolo dissolvevasi, chè sembrava il medesimo non poter corrispondere alla missione, che si era assunta, di mantener vive lo idee liberali, curare il bene comune, e sostenere le istituzioni costituzionali. — Il Lovatelli ama Roma come la sua vera e nuova patria — in essa se non ebbe i natali, vi trascorse tutta la sua vita virile — figlio di una romana, marito di una romana e stretto consanguineo in questa città a numerosi parenti, in essa si stabiliva per censo, perocchè qui una parte delle sue proprietà terrene ed urbane possiede; — in essa un domicilio lungo e non interrotto da gran tempo gli accordava quei diritti civili, che gli confermava il voto capitolino, che diede la cittadinanza romana ai deputati, i quali votarono l’annessione di Roma all’Italia; e gl’incarichi pubblici, che da questa cittadinanza ricevette, lo confermarono rappresentante di Roma. — Ma dove egli di presente occupa tutta la potenza del suo ingegno, tutta la sua sollecitudine, tutte le sue cure, è nell’Ospizio di S. Michele, di cui è meritamente Presidente. — E di vero egli intende, insieme ad una Commissione, di cui uguali e concordi sono gl’intenti ed il valore dell’opera, ad una nuova e più perfetta organizzazione dell’Ospizio medesimo, allo scopo che da esso escano cittadini non solo negli studî professionali largamente istruiti, ma principalmente nelle arti. Epperò questa Commissione da lui presieduta, è riuscita a sciogliere l’arduo problema di coordinare le due cose suddette, per guisa che i giovani orfani reclusi, nel mentre si danno agli studî elementari, si esercitano eziandio nelle officine delle arti, dappoichè se un tempo fiorì il S. Michele nelle arti, però allora fu per studî abbietto, e nei tempi recenti essendosi in esso voluto ristabilire gli studî, ne furono quasi ridotte al silenzio le armoniose officine dell’operaio. Una scuola dunque professionale per le arti belle di 2.ª classe e per la arti meccaniche esiste finalmente oggi nell’{{Wl|Q54863580|ospizio di S. Michele}}, unica in Italia e con lustro non indegno al certo dell’eterna città di Roma. — Noi pertanto segnalando queste opere del conte Giacomo Lovatelli crediamo avere adempiuto al debito dello scrittore, presentando in questa istorica memoria un cittadino già noto per i suoi fatti, per i suoi fermi principî e non per vane o compre parole. — {{Rule|4em}} {{Ct|f=0.8em|Roma — Gennaro 1875 }}<noinclude></noinclude> 2olebdeo9tuvr3cfb18i5jh8ntsyhoz Biografie dei consiglieri comunali di Roma/Giacomo Lovatelli 0 699441 3865911 3836051 2026-07-25T06:26:50Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865911 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Giacomo Lovatelli|prec=../Augusto Lorenzini|succ=../Remigio Manassei}} <pages index="Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu" from=133 to=136 /> [[Categoria:Biografie dei consiglieri comunali di Roma|Lovatelli, Giacomo]] i7agk6o62ztyh3q99fxea1u9avjgakw Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/137 108 699464 3865912 3836288 2026-07-25T06:27:16Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865912 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| biografie dei consiglieri municipali di roma }}|riga=7}}</noinclude>{{nop}} {{Ct|f=1.8em|MANASSEI CAV. REMIGIO }} {{Ct|f=1.1em|{{Sc|Consigliere Municipale}}}} {{Capolettera|[[File:Capolettera S - Biografie dei consiglieri comunali di Roma (crop).jpg|45px|S]]| |-40px}}ono ormai tre lustri, dacchè la gente italiana, dopo tanti sagrificî d’oro e di sangue, vide la patria risorta a libera vita, e portava fede che lo sviluppo civile e politico sarebbe seguito da quello economico, e che i reggitori dello Stato nello amministrare il patrimonio della Nazione si sarebbero rivelati profondi conoscitori della scienza economica e prattici amministratori, onde le tassazioni e le gabelle moderando avrebbero schiuso alla industria e al commercio più prospero e libero cammino, nè sarebbesi un depauperamento pubblico e privato prodotto, chè, non giova dissimularlo, un immane mostro si solleva gigante innanzi alla Nazione e al Comune — la Miseria. — E per fermo la piaga della mala governativa amministrazione anche a quella municipale si comunica, chè sta tra di loro comunanza di vincolo, epperò non ristaremo noi dal gridare in queste nostre pubblicazioni, che a fine di provvedere agli interessi nazionali e comunali è necessario iscegliere non solo uomini d’intemerata coscienza e di provata onestà, ma nell’arte del ben governare peritissimi e nelle discipline economiche sapientemente e pratticamente eccellenti. — E dei cittadini che al Comunale consiglio di Roma furono scelti, noi presentiamo oggi {{Wl|Q84822469|Remigio Manassei}} distintissimo nelle legali ed amministrative discipline, e degno quindi di stare alla trattazione degli affari comunali. —</p> Nacque egli nel 1817 in Civitavecchia da Vittorio Manassei e da Anna Assanti. — Suo padre fu uomo profondo nella scienza di economia e riuscì nell’arte dell’amministrare eccellente. — Nell’anno 1826 con la propria famiglia si trasferì in Roma e vi stabilì sua dimora. — E poichè era preceduto da splendida fama e per la integrità del carattere e per la intemerata onestà e per la sua virtù nelle amministrative discipline, venne perciò immediatamente prescelto siccome agente generale delle proprie fortune da quell’ottimo uomo, che<noinclude></noinclude> krv79odwlw69wowioizravh6el7a9bg Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/138 108 699466 3865913 3836287 2026-07-25T06:27:41Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865913 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| manassei cav. remigio }}|riga=7}}</noinclude>fu Gio: Tommaso Silvestrelli, ricco ed onesto proprietario e nella negoziatura abilissimo. — Rifulgendo il Manassei, siccome amministratore, semprepiù di luce bellissima, a lui volle affidata la trattazione dei proprî interessi anche il chiarissimo Principe D. Filippo Andrea Doria Pamphili, cui attese con ispeciale sollecitudine e con soddisfacimento gratissimo. — Egli moriva nel giorno 30 aprile del corrente anno 1874, lasciando alla famiglia la più bella eredità che possa desiderarsi nel mondo, qual’è quella di un nome immacolato, e di avere impressa di se memoria carissima in quanti lo conobbero. — Da tal padre ben discese degnissimo figlio, chè in Remigio furono le virtù paterne trasfuse, e mentre negli studî perfezionò la mente, ebbe il cuore educato a nobili e gentili sensi dalla sua madre, che fu donna virtuosissima, ed il figlio amò con tenera predilezione. — Remigio Manassei, d’intelligenza acutissima e di felice ingegno, si diè alle scienze legali, e così in quelle emerse, che nel 1838 era nominato procuratore Innocenziano. E tostochè tale nomina fu a lui conferita, venne dal Silvestrelli, di cui era agente generale il padre, assunto ad assisterlo in tutti gli affari siccome procuratore. — E poichè nel 1846 il proprio genitore recavasi nel principato di Melfi a trattare gl’interessi del Principe Doria, il perchè eragli impossibile occuparsi degli affari del Silvestrelli, questi eleggeva Remigio a surrogarlo nell’amministrazione, chè pur desso erasi, sull’esempio del padre, anche nella economica scienza e nella pratica amministrativa versato. — E così seppe l’amministrazione disimpegnare, che entrò semprepiù nella stima e nella affezione del Silvestrelli, il quale, venuto a morte nell’anno 1853, volle che fra gli amministratori del suo patrimonio e contutori de’ suoi figli fosse puranco il Manassei. — Volgeva l’anno 1860, quando Luigi il figlio primogenito dell’estinto Silvestrelli, giovane di eletto ingegno e di altissimi sensi, era dal papale governo cacciato in esilio, perciocchè amante del proprio paese si era dimostrato apertamente liberale, e patriota ardentissimo. — Esule stabilì sua dimora in Toscana, ove s’ebbe l’onore di essere eletto Deputato al Parlamento nazionale. — Correva l’anno 1867, quando il Silvestrelli assalito da grave malattia, fu il Manassei che ebbe ad assisterlo, e raccolse con immenso dolore l’ultimo sospiro di lui, chè era egli l’amico suo più caro e più intimo, e nell’esilio si parve sempre meglio la corrispondenza che passava fra loro e per patriottici sensi, e per affetti gentili, onde di Roma più volte il Manassei si partiva per recarsi a trovare l’esule amico. — E qui giova notare come per siffatta intimità ed amicizia, e perchè il Manassei non parteggiò mai per<noinclude></noinclude> 672altukzbslsuf8jcdejg5fhn5rcm3 Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/139 108 699467 3865914 3836286 2026-07-25T06:28:23Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865914 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| manassei cav. remigio }}|riga=7}}</noinclude>l’oscurantismo, fosse nel 1863 dalla polizia papale fatto segno a persecuzioni e a prigionia. — Imperocchè mentre nell’aprile di quell’anno perquisivasi la sua casa, e quella di {{Wl|Q61947581|Augusto Silvestrelli}} fratello di Luigi, non che le abitazioni di Giuseppe Rossi, degli avvocati Filippo Ricci e {{Wl|Q63975494|Vincenzo Tancredi}}, che credevansi in intelligenza di cospirazione politica, il solo Manassei era tratto prigione e racchiuso nelle segrete delle così dette Carceri nuove, famose per essere stata quivi detenuta la {{Wl|Q237908|Beatrice Cenci}} di pietosa ed infelice memoria. — Però nel mentre l’arbitrio e la violenza consumavasi da una polizia reazionaria e fanatica, nulla raccoglievasi contro il Manassei, che anzi per le sue virtù, per i suoi nobili ed ornati costumi, personaggi cospicui e d’ogni partito sorgevano a difesa di lui, e decorsi appena otto giorni di dolorosa prigionia procedeva allo scarceramento, e non restava che il vituperio di memoria sopra di una autorità trascinata a consumare arbitrii e vessazioni dal cieco fanatismo di tiranneggiare. — Nel 20 Settembre 1870 Roma coronavasi capitale d’Italia e compiutosi il Plebiscito, fu dalla cittadinanza romana al seggio degli avi nostri mandato in Campidoglio anche Remigio Manassei, chè la distinta sua reputazione ne facevano degno. — E di vero in quell’ufficio egli essendo, alla utilità del Comune di proposito attese, e fu sempre sua aspirazione vedere soddisfatti i popolari bisogni e la prosperità pubblica e privata vantaggiarsi. — Nel volgere dell’anno 1870 era colpita Roma da grave sciagura. — Le acque del Tevere inondavano spaventosamente la città. — Istituivasi tosto una Commissione di soccorso, e di questa fu pur chiamato a far parte il Manassei, che di poi ne era anche nominato cassiere. — Non diremo quante fatiche sostenne, quante sollecitudini adoperò, quante premure dimostrò in sollevare le famiglie, che maggiormente dalla inondazione erano state danneggiate, diremo sibbene come egli redigesse quindi e desse alla pubblica luce in grande volume un esatto rendiconto e delle somme raccolte, e dei sussidî apprestati, e con bella e diffusa relazione il rendiconto medesimo accompagnasse. — Fu egli nel comunale consiglio propugnatore fortissimo degli interessi degl’impiegati municipali, e a lui debbesi la definita pendenza sulle pensioni e giubilazioni, che per lunga serie di anni era rimasta in sospeso, e così la sorte avvenire di quegl’impiegati fu migliorata, e nel 1873 ottenne eziandio, dappresso sua ragionata relazione, che andassero tutti gl’impiegati esenti dal pagamento dei rilasci per pensione decorsi a tutto decembre 1869, che avrebbero importato una somma di L. 80792. 10. La Giunta poi ad attestargli la stima in che lo aveva, lo incaricò di compilare in proposito un regolamento, il quale eseguito, fu dal Consiglio approvato. —<noinclude></noinclude> 8k3wzg881186g2p533t88c59v884eqi Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/140 108 699468 3865915 3836285 2026-07-25T06:28:48Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865915 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc| manassei cav. remigio }}|riga=7}}</noinclude> S’istituì in Roma nel 1870 il Circolo legale, ed il Manassei fu meritamente eletto Vice-Presidente, ed in tale carica tutt’ora risiede con generale soddisfazione. Con regio decreto fu nominato siccome uno dei cinque membri della Camera di disciplina dei procuratori, e ne è stato quindi eletto Vice-Presidente. — Il governo lo volle poi destinato a far parte della Commissione di stralcio, e poichè in tale ufficio assai benemeritò, così nel 1872 allo sciogliersi di quella Commissione, sulla proposta del Ministro delle Finanze eragli conferita la decorazione della corona d’Italia, che fregiando il suo petto, vorremmo siffatti onori veramente sempre si offrissero a cittadini siccome lui benemeriti. — Avvegnachè stretto egli sia stato sempre dalle cure amministrative, pure non mai abbandonò la sua professione di procuratore legale, che anzi nel 1848 era egli iscritto nell’albo dei procuratori rotali, imperocchè venne ognorapiù in onoranza, avendo sostenuto con felicità di successo anche questioni gravissime in materia di procedura. E poichè sin dal decembre 1871 si riprodusse innanzi al Parlamento nazionale dal Ministero di Grazia e Giustizia il progetto di legge, con cui si voleva sanzionata la cumulativa delle due professioni, cioè di avvocato e di procuratore, così il Manassei in dotte e splendide relazioni lette ed approvate dal Circolo legale, l’una nell’adunanza del 23 gennajo 1872 e l’altra in quella del 6 novembre dell’istesso anno, confuta e rigetta le ragioni, che si allegavano a sostegno di quel progetto, e prova assai bene che nelle provincie romane la incompatibilità delle due professioni, ammessa da lunghissimo tempo, aveva prodotto in ambedue i migliori effetti. E sebbene i due rami del Parlamento abbiano piuttosto creduto di dare in quest’anno alla Italia le istituzioni, che aveva il solo Ducato di Modena, ammettendo la cumulativa delle due professioni anche nella stessa causa, pure questa risoluzione sarà sempre un paradosso perchè le due professioni furono dichiarate distinte, e offenderebbe ancora tutti i procuratori del Regno e specialmente il ceto dei procuratori romani, se fu presa sul falso supposto che la professione del procuratore sia più meccanica che scientifica. Il Manassei cuopre di presente anche la carica di Segretario legale presso l’eccellentissimo Principe Doria Pamphili, e ne cura con abilità amministrativa gl’interessi. — Come consigliere comunale egli deplora tutto quanto può essere contrario allo sviluppo del benessere del popolo, e a far prosperare le condizioni dei proprî concittadini — Lo spettro delle grandi passività nelle finanze del Comune vorrebbe allontanato, e da una regolare e prudente amministrazione amerebbe derivasse il mantenimento del patrimonio comunale, e ne scaturisse la comune fortuna. —<noinclude>{{PieDiPagina|<small>Tip. Tiberina Piazza Borghese.</small>|| <small>Riccardo Fait — Editore</small> }}</noinclude> fecsgyv4hh601ja4w6rsf3y07ni4wq9 Biografie dei consiglieri comunali di Roma/Remigio Manassei 0 699481 3865916 3836052 2026-07-25T06:29:06Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865916 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Remigio Manassei|prec=../Giacomo Lovatelli|succ=../Giuseppe Marchetti}} <pages index="Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu" from=137 to=140 /> [[Categoria:Biografie dei consiglieri comunali di Roma|Manassei, Remigio ]] 425e06ktdw715baniexdm6c6c135a8b Indice:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu 110 736683 3865889 2908458 2026-07-25T06:17:25Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865889 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Giuseppe Toaldo |NomePagina=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore= |Editore=Francesco Andreola |Città=Venezia |Anno=1802 |Fonte={{IA|completaraccolt03metgoog}} |Immagine=6 |Progetto=testi scientifici |Argomento=testi scientifici |Qualità=100% |Pagine=<pagelist 1to5=- 6=Frontespizio 7=2 /> |Sommario={{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici|titolo=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici|from=6|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1780|titolo=Giornale per l'Anno 1780. Ragionamento sopra la lunga siccità dell'lnverno 1779|from=8|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1781|titolo=Nel Giornale dell'Anno 1781. Prefazione di alcuni Fulmini accaduti, con osservazioni e conseguenze importanti per la difesa delle fabbriche e delle persone|from=51|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1782|titolo=Nel Giornale dell'Anno 1782. II Saros Meteorologico, o Saggio di un nuovo Ciclo delle Stagioni|from=87|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1783|titolo=Nel Giornale dell'Anno 1783. Confronto Dell'Anno 1782. cogli anni addietro 1764, 1746, 1728, ad esso corrispondenti per il Ciclo delle 223 Lune|from=112|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1784|titolo=Nel Giornale dell'Anno 1784. Dei Principali accidenti dell'Anno 1783|from=132|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1785|titolo=Nel Giornale dell'Anno 1785. Del Pronostico de' Tempi, e delle Stagioni che si può prendere dal passaggio degli Uccelli|from=175|delta=5}} {{Indice sommario|nome=Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/1786|titolo=Giornale dell'Anno 1786. 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Io concludo da questa osservazione, che nel formare la catena de’ Conduttori delle fabbriche, non è poi assolutamente necessaria quella scrupolosissima intima incorporazione de’ pezzi, che da alcuni si vuole, e da me stesso altre volte fu inculcata; ma che basta la contiguità, forse la sola vicinanza, purchè non vi sia corpo differentissimo più vicino. Però invece di unir li capi de’ pezzi con vite e piombo, basterà unirli con anelli, come ho fatto nel Conduttore del Campanile di S. Marco. Ecco un altro rimarcabilissimo fatto, che dimostra vieppiù la forza dei metalli, e del loro uso salutare. Nella mattina dei 19 Agosto verso le ore 13, andava il Sig. Dottor {{AutoreIgnoto|Simeoni}} Medico Fisico di Legnago in Campagna a visitar qualche ammalato. Era sulla sinistra riva dell’Adige colla sua Sedia tirata da un Cavallo, in un grande aperto. Era il Cielo interrottamente nuvoloso, e pioviginoso, ma così leggermente che neppure v’era stato bisogno di aprire l’ombrella. Di repente trovossi balzato di Sedia per terra da un Fulmine (come raccolse dopo,<noinclude></noinclude> m7q6bnmk4g45kmjkw7y0rh1rmcpc4jz Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/67 108 738007 3865883 2644827 2026-07-25T06:16:49Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865883 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|62|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>poichè non vide lampo, nè udì fragore), ma restò tramortito. Rottasi la Nuvola, come se aperte si fossero le Cataratte del Cielo, venne un diluvio d’acqua, come spesso accade in tali casi, che può aver durato un’ora, ed inondò il povero Medico prosteso a terra, e che nulla sentiva. Era caduto anche il Cavallo, come si arguì dagli arnesi rotti, e nell’alzarsi avea girato la Sedia sopra del Padrone. In questo intervallo, forse scosso dalle percosse, e dal freddo dell’acqua, cominciò il Sig. Dottore a riscuotersi un poco, e come tra il sonno, e la vigilia movendo le mani capì ch’era tra le Ruote della Sedia. La natura fece uno sforzo, e brancolando, e rampicandosi sempre come in sogno, si gettò boccone sullo staffone, ed ivi stette, sinchè sopravvenne un buon paesano, che riconoscendolo, lo rizzò in Sedia, e lo condusse alla Città, nella sua Casa, sempre come morto, e nulla senziente. Posto a letto, se gli fecero molte frizioni, si applicarono spiriti, e fomenti, ma indarno; si tentò cavargli sangue, ma il sangue non iscorreva; si temeva morto. Ma finalmente replicando gli ajuti, a poco a poco andò ricuperando i sensi, il moto, e la vita. Nulla si<noinclude></noinclude> ihy4s9b6srda7056jqvkkg5ecjb92ey Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/68 108 738009 3865884 2644828 2026-07-25T06:16:52Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865884 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|63}}</noinclude>ricordò, ed in conseguenza nulla sentì del caso passato; il che sia di conforto per chi temesse d’esser fulminato. Venendo alle circostanze, ritrovossi il suo cappello per terra, lacerata l’ala di dietro che aveva abbassata. Io lo vidi questo cappello, quando fui un mese dopo a Legnago, e parlai col degno, e dotto Soggetto. Il contorno dalla parte lacerata era a triangoli, o corona, come quello dell’infelice Carrettiere Vicentino; alla spalla destra trovossi trafforato il Rodingò di Panno, il giustacore di camellotto, la camiciuola di tela, il camiciolino di dimito, e la camiscia, i fori facendosi più ristretti verso il di dentro. La spalla era combusta, i capelli di dietro increspati, la pelle sotto brugiata, e livida; il sacchetto di seta, che conteneva la coda de’ capelli, gittato lontano. La fibbia del colletto era d’acciajo, e restò scoriata, e fusa alla superficie. La doratura del pomo della sedia dalla parte destra, annerita colle borchie d’ottone. Per otto giorni sentì il Sig. Dott. Simeoni intorno la sua persona una puzza di solfo, che nel principio gli era insopportabile. Che anche la Cavalla fosse stata fulminata iudicio ne fu una brugiatura di<noinclude></noinclude> qytskztuh55zqx7fpugfda4kjix3veq Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/69 108 738028 3865885 2833394 2026-07-25T06:16:55Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865885 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|64|{{Sc|osservazioni}},}}</noinclude>pello nella spalla destra: ed infatti per alcuni giorni andò zoppicando da quella parte, ma si riebbe. In questo caso molto è da notare la fusione, e scoriatura della fibbia del colletto, e la fumicatura dell’oro, e delle borchie della sedia. Si potrebbe pensare che questi metalli avessero provocato il Fulmine: ma si può credere più ragionevolmente, che sopravvenuta quella Nuvola temporalesca, essendo i corpi degli Animali conduttori, comunque imperfetti, il Fulmine sarebbe caduto e sopra il Medico, e sopra il Cavallo, anche senza i metalli; e però si può dire, che la fibbia colle borchie della sedia, abbia salvato il Medico, attirando il Fulmine al di fuori del suo corpo. Per questo fatto, e per questo riflesso, sempre più mi confermo nell’idea dell’utilità d’un ''Parafulmine'' di metallo. Una buona cappa di tela cerata spezialmente di seta, può aver luogo, ed ha dei casi favorabili. Ma una catenella di ferro, d’ottone, d’argento, di qualunque metallo, che arrivi in terra, e questa calata dal cappello, al quale si può portar avvolta, sarà d’una guardia sicura. Una simile catenella si può {{Pt|applica-|}}<noinclude>{{A destra|re|margine=2em}}</noinclude> h30hnlz0ew6vw7olemy79b11yqp7qum Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/70 108 738151 3865886 2833395 2026-07-25T06:17:04Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865886 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|65}}</noinclude>{{Pt|re|applicare}} alle Sedie, ai Calessi, alle Carrozze, ai Cavalli, ai Buoi sotto i Carri, e sotto gli Aratri (che tanti ne restano uccisi ogni anno), alle Barche, ec. Altra pratica salutare. Cade quì in acconcio di rendere pubblica, e consegnare all’Istoria una pratica curiosa, che mi è riferita dal sopralodato dotto nostro Collega Sign. Abb. {{AutoreIgnoto|Pieropan}}. A Montebello (terra cognita del Vicentino, Patria di questo degno Accademico) i Paesani rifugiandosi, come accade ne’ temporali, al coperto sotto degli alberi (asilo che si sa quanto sia pericoloso per li funesti casi che occorrono ogni anno), questi Paesani hanno l’uso di piantare il loro coltello alla parte opposta dell’albero. Questa pratica sussiste ab immemorabili avanti d’ogni nostra teoria elettrica: il che per dirlo in passando dietro le pruove che ho portato nella Prefazione delle ''{{TestoAssente|Memorie sopra i Conduttori}}'', è un altro indizio d’antica opinione, e tradizione, reliquie di qualche sublime fisica, che regnasse con altre scienze appresso qualche estinta ed ignota nazione, che il fulmine si potesse attrarre, e deviare coi metalli. Ma parliamo del fatto. Questa pratica è senza dubbio {{Pt|ingegnosis-|}}<noinclude>{{PieDiPagina|{{Sc|Tom}}. II.|E|}}</noinclude> pamfjpa7fkwrj5c5pefdh5rc6rtmi9p Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/71 108 738152 3865887 2644865 2026-07-25T06:17:07Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865887 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|66|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Pt|sima,|ingegnosissima,}} ed accortissima: se cade il Fulmine sull’albero, preferirà discendere dalla parte dov’è il coltello, come più attraente che il corpo umano; e potrà diventare pratica salutarissima, se al coltello piantato dietro l’albero si aggiunga la catenella detta di sopra, che arrivi in terra; riparo permesso alla stessa povera gente, poichè non può costare pezzo tale di fil di ferro (ridotto in anelli corti, o lunghi) più di tre, o quattro soldi. Si vede dunque che il metallo non è poi tanto cattivo vicino, quanto volea farsi credere: quando sia continuato, non v’è pericolo a passarvi, starvi, nè dormirvi vicino; li due Carrettieri di Vicenza rimasero salvi, benchè a mezzo piede del Fulmine, che passò loro sotto i piedi: v’è chi dorme tranquillamente col Conduttore sul letto. Non devia il Fulmine dal suo sentiero una volta infilato, se non trova interruzione: comunicazione dai lati non fa più che uno stagno per deviare un fiume che gli dà l’acqua. Che un tubo di grondaja passi fuori, o dentro de’ muri, purchè sia sano, nulla importa: e così d’un Conduttore, sia posto fuori, o dentro d’una fabbrica. Serva questo a calmare i timori di quelli che temono, che legando<noinclude></noinclude> 4lkcfvqeq2qubahq9akx72s904kgp0f Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 2 - 1802.djvu/72 108 738686 3865888 2833396 2026-07-25T06:17:09Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865888 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|67}}</noinclude>la catena del Conduttore principale con li ferri della fabbrica, non s’introduca un pericolo nella fabbrica stessa. Non v’è alcun pericolo; questa comunicazione si fa per li casi, se a caso il Fulmine si scagliasse prima nei ferri della fabbrica, acciò che trovi una sortita nell’emissorio comune. Parlando in generale de’ Conduttori, la pratica se ne va estendendo non meno nelle fabbriche pubbliche, che nelle private di Città, e di Campagna; ma non ancora quanto sarebbe desiderabile. Vi si oppone l’inerzia, la falsa economia, il pregiudizio ancora non levato. Non saprei quale stimolo applicare all’inerzia, se l’abitazione, e la vita non la scuote. Per la spesa, certo che nè il ferro si dona, nè gli Artefici lavorano senza mercede. Chi ha gran fabbriche, siccome deve aver premura di conservarle, così naturalmente ha modi proporzionati. Ma si può mitigare di molto: sei bastoni grossi di ferro costano molto, si faccia almeno uso di più sottili, che costeranno meno, e saranno utili le novanta nove volte. Quanto al pregiudizio dell’opinione contro la massima, vi sono tante pruove {{Pt|dell’effet-|}}<noinclude>{{Ct|class=destra|E&nbsp;&nbsp;2}}</noinclude> m5tnex6kpl12oaxpbqczjzgxuzv14tb Template:PAGES NOT PROOFREAD 10 753893 3865933 3865489 2026-07-25T07:00:06Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3865933 wikitext text/x-wiki 93771 mje5orhwmhlo8kw3hbvlf7d1g8c0auk Template:ALL PAGES 10 753894 3865934 3865490 2026-07-25T07:00:16Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3865934 wikitext text/x-wiki 628834 hcwavm6kt12mczvlpszh1hg7etk2kkw Template:PR TEXTS 10 753895 3865935 3865491 2026-07-25T07:00:26Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3865935 wikitext text/x-wiki 85394 lw7dg1b2anfkfgmzfar2n39c26csye0 Template:ALL TEXTS 10 753896 3865937 3865492 2026-07-25T07:00:36Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3865937 wikitext text/x-wiki 107195 05hsozs5a23jrhjyrr8dzwsp8mvg51g Opere volgari (Alberti)/Indici (volume II) 0 772588 3865752 3820642 2026-07-24T14:41:02Z Cruccone 53 Porto il SAL a SAL 100% 3865752 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Indici|prec=../Nota sul testo (volume II)/Versione della «Dissuasio Valerii»|succ=/Indice dei capoversi}} <pages index="Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu" from="467" to="468" /> == Indice == * {{testo|/Indice dei capoversi}} * {{testo|/Indice dei nomi}} cf31cycz8n2xnpnbqkuchrm9qs4ecjn Opere volgari (Alberti)/Nota sul testo (volume III) 0 784543 3865750 3820662 2026-07-24T14:40:04Z Cruccone 53 Porto il SAL a SAL 100% 3865750 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Nota sul testo (volume III)|prec=Lettere (Alberti)/6|succ=../Nota sul testo (volume III)/De Pictura}} <pages index="Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu" from="301" to="302" /> == Indice == * {{testo|/De Pictura}} * {{testo|/Elementi di pittura}} * {{testo|/Ludi rerum mathematicarum}} * {{testo|/Grammatica della Lingua Toscana}} * {{testo|/Ecatonfilea}} * {{testo|/Deifira}} * {{testo|/De amore}} * {{testo|/Sofrona}} * {{testo|/Istorietta amorosa}} * {{testo|/Lettere}} gwenqfmy7h48ns36i94lty5mnvzt5fq Opere volgari (Alberti)/Nota sul testo (volume III)/Deifira 0 784551 3865749 3820665 2026-07-24T14:39:48Z Cruccone 53 Porto il SAL a SAL 100% 3865749 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Deifira|prec=../Ecatonfilea|succ=../De amore}} <pages index="Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu" from="385" to="398" /> ntspdfcbk0s916cjimrapoao5ga2plp Opere volgari (Alberti)/Indici (volume III) 0 784557 3865751 3820645 2026-07-24T14:40:44Z Cruccone 53 Porto il SAL a SAL 100% 3865751 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Indici (volume III)|prec=../Appendice (volume III)|succ=../Indici (volume III)/Indice dei nomi}} <pages index="Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu" from="439" to="440" /> * {{testo|/Indice dei nomi}} * {{testo|/Indice del volume}} fr5l90zensunm6abda4g39yybvbdt7o Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/396 108 785183 3865747 3610545 2026-07-24T14:33:08Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3865747 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|392|{{Sc|nota sul testo}}|}}</noinclude>{|class=lba1 |class=td20|p. {{Pg|230}}||5. H Ve<sup>1</sup> ''qualunche'' {{spazi|5}}6. T ''né cercava né pensava né me piaceva'' {{spazi|5}}11. A B C P T M<sup>3</sup> M<sup>2</sup> H Ve<sup>1</sup> Co ''mia voglia'' {{spazi|5}}15-16. F<sup>9</sup> om. ''quanto certo... essere amato'' (om. pure in P, ma agg. in marg.) {{spazi|5}}21. H Ve<sup>1</sup> ''Molti... di vero amore'' {{spazi|5}}25. P ''quando'' {{spazi|5}}31. Ve<sup>1</sup> ''di miei danni ch’ora soffero me impauriva''. |- |p. {{Pg|231}}||4. F<sup>1</sup> ''che corre'': P M<sup>3</sup> ''troppo speronare'', A C Ve<sup>2</sup> ''troppo spronare'', H ''spronare trope'' (sic), B T ''troppo speronate'' {{spazi|5}}12. T ''doni che sono troppo'', A B C P ''doni che stanno troppo'' {{spazi|5}}16. P ''facea me in questo'' corr. ex ''in questo mi facea'', A B C T M M<sup>2</sup> ''facea me in questo'': H om. da ''in questo mi facea''... fino a ''cosa lo muove'' (r. 36) {{spazi|5}}17. Ve<sup>1</sup> ''guatavi'' {{spazi|5}}18-19. Ve<sup>1</sup> ''chi ’l guata'' {{spazi|5}}19. A B C P T M<sup>3</sup> Ve<sup>1</sup> Co M ''prima'' {{spazi|5}}21. A B C P T ''né posso scendere'' {{spazi|5}}28. A B C ''hai di compassione'' {{spazi|5}}30. A B C P T ''ad amare'' {{spazi|5}}34. F<sup>1</sup> ''rolare''. |- |p. {{Pg|232}}||9. B ''ultreggia'', A C ''oltreggia'', Ve<sup>2</sup> ''verteggia'' {{spazi|5}}10. B P H Ve<sup>2</sup> M<sup>3</sup> ''poppe'' {{spazi|5}}14. A ''pericolo, li quali tutti erano veri, ritardava'' {{spazi|5}}18. P ''te promissi stare e fare e dire'', A B T ''stare e fare e dire'', C ''stare a fare e dire'', M<sup>3</sup> ''trare fare e dire'' {{spazi|5}}19. A B C P T M<sup>3</sup> om. ''cosa'': P ''quantunque'' {{spazi|5}}22. H Ve<sup>1</sup> om. ''sì matto'' {{spazi|5}}23. T P om. ''così'' (agg. in P) {{spazi|5}}24. A B C P ''le promette'' {{spazi|5}}27. C ''domandolo'', A ''domandandolo''. |- |p. {{Pg|233}}||2. B om. ''amando'' (B contiene a questo punto, cc. 8''v''-9''r'', due facciate di un discorso completamente estraneo alla ''Deifira'', riguardante Perilaos e Phalaris; incipit «o sapientissimi in questa terra sempre nati, o Atheniensi...»; riprende poi a c. 9''v'' senza perdere che una sola parola della ''Deifira''): H salta da ''amando'' a ''Filarco. Né qui a me'' (r. 21) {{spazi|5}}4. A B P ''partire'' {{spazi|5}}8. T ''tanto più figendose ivi si ferma'' {{spazi|5}}10. V<sup>5</sup> F<sup>9</sup> Ve<sup>1</sup> Ve<sup>2</sup> ''repugnarvi'', C ''repugnarlo'' {{spazi|5}}11-12. M<sup>3</sup> ''amore serà più severo a spregiare e più tardo a licentiare'', T ''amore serà più severo a spregiare e più tardo a raconciliare e licenziare'', A B ''amore sarà più severo a spregiare licenziare e più tardo a riconciliare i contumaci'', C ''amore sarà più severo a spregiare licenziare e più tardo a riconsiliare'', P ''più tardo a riconciliare i contumaci'' {{spazi|5}}22-23. V<sup>5</sup> F<sup>9</sup> om. ''subito se li fanno servi. Sono le femmine'' {{spazi|5}}29. A ''avilirle'', M<sup>2</sup> ''invilirle'' {{spazi|5}}31. H Ve<sup>1</sup> ''o grande o minore cagione'' {{spazi|5}}33. T ''ramentative'', H Ve<sup>2</sup> ''ramentavi'', Ve<sup>1</sup> ''ramentovi'' {{spazi|5}}34. V<sup>5</sup> F<sup>9</sup> A B P T Ve<sup>1</sup> Ve<sup>2</sup> M<sup>3</sup> Co ''proseguirli'', M<sup>2</sup> ''preseguirli'', M ''consequirli''. |- |p. {{Pg|234}}||1. H ''e vui amanti'', Ve<sup>1</sup> ''e voi'' {{spazi|5}}4. A B C P T M<sup>3</sup> seguitata {{spazi|5}}8. A B C P T M<sup>3</sup> M M<sup>2</sup> ''bene in prima'': T P M<sup>3</sup> ''per vile e bella sia'', A B C ''per vile o bella ch’ella sia'' {{spazi|5}}11. T P ''pure per loro'', A B C M<sup>3</sup> M ''pure in loro'' {{spazi|5}}14. H Ve<sup>1</sup> ''alteza'' {{spazi|5}}19. Ve<sup>1</sup> ''la misera mia fortuna'' {{spazi|5}}23. A C ''più presto che'' {{spazi|5}}25. T om. ''sinistro'', M om. ''caso'' {{spazi|5}}25-27. Ve<sup>1</sup> {{Pt||''attristarsi. Se alcuno, o amanti, si mostra verso di voi con quello amore che per voi a loro si porta, fatine sotile experiencia per non essere inganati e derisi. Et se alcuna volta meno si mostra che de lo usato amarvi, non per quello vi adolorati. Stolti amatori'' {{spazi|5}}33. A B C P T M<sup>3</sup> Ve2 ''quale io misero non abbi'', M ''quale io misero me''.}} |}<noinclude></noinclude> 4o2hj3wsbkcv9rcma4mo499fm3ogypf Pagina:Panzini - Dizionario moderno.djvu/359 108 786844 3865956 3328415 2026-07-25T10:16:14Z Chiarazuccarini 8867 /* Riletta */ 3865956 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Chiarazuccarini" />{{RigaIntestazione|Mod|— 317 —|Mom|riga=s}}</noinclude> '''Modista:''' neol. dal fr. ''modiste'', voce sancita dall’uso ancorchè non assolutamente necessaria, avendo l’italiano la voce ''crestaia'', da cresta, gala. «''Modista'', spiega il {{AutoreCitato|Policarpo Petrocchi|Petrocchi}}, lo stesso che crestaia, ma questa ha più dell’ordinario e spregiativo». Così forse a Firenze, o per effetto della voce «moda» che denota finitezza e scienza della cosa, o perchè la voce francese ha, come di solito, senso nobile per noi. '''Modulo:''' con tale nome indicano i tecnici ed i meccanici un numero od una grandezza di riferimento per determinare altri numeri od altre grandezze simili. '''Modus est omnibus rebus:''' ''v’è misura in tutte le cose''. {{AutoreCitato|Tito Maccio Plauto|Plauto}}, ''Poenul'' I. 229. '''Modus vivendi:''' lat. ''modo di vivere'', accordo e concessione reciproca, pur di vivere in pace, fra parti contendenti ed opposte. ''Modus vivendi'' è pure termine diplomatico per indicare il complesso delle condizioni secondo le quali due o più Stati determinano i loro reciproci rapporti con cui intendono vivere, agire, negoziare. '''Mofetta:''' fenomeno vulcanico consistente nell’emanazione di acido carbonico, e che segna la fine delle eruzioni. (Grotta del cane). Cfr. ''Mefìte''. '''Mògano:''' Vedi ''Acagiù''. '''Moire:''' stoffa marezzata di seta o di lana, così manufatta sotto l’azione dei cilindri da ricevere un certo splendore o lividore ad onde o chiazze di vago e cangiante effetto. Oggi più specialmente intendesi di stoffe di seta, e le prime fabbriche furono in Francia, (Lione, Nimes, Tours). '''Moka:''' forma fr. più comune dell’italiana ''moca'': usasi per indicare il caffè che viene dalla ''Moka'', città dell’Arabia, ed è fra le specie più reputate, quando avviene di trovarne in commercio. E forse per la stessa acuta ragione che ''lucus'' deriva ''a non lucendo'', che i caffettieri gridano ''moka!'' alle loro bevande appunto per l’assenza completa del prezioso aroma. ''Moka'' per ''caffè'' è pure voce del gergo francese. '''Molazza:''' apparecchio di macinazione (e talora di miscela) con una o due mole ad asse orizzontale, rotolanti sur un piatto pure orizzontale, (per macinare terra, pula di riso, ecc.) Voce comune in Lombardia (dal lat. ''mola'' = macina). '''Molera:''' chiamano i milanesi (e credo tutti i lombardi) le pietre arenarie. '''Moletta:''' voce dialettale e familiare dell’alta Italia per ''arrotino'' (dal lat. ''mola'' = mola, macina). '''Molla, molla!:''' (V. ''Mollare'') classico grido delle nostre folle, caratteristicamente usato per impedire agli agenti della forza publica di trarre in arresto: si contrapone all’altro non meno tipico grido dialettale ''ciappa ciappa'' (acchiappa) che urlasi, specie contro ladruncoli, borsaiuoli. ''Molla!'' voce di comando marinaresco. '''Mollare:''' ''allentare'', ''lasciare'': voce speciale del linguaggio marinaresco; ''mollar'' le vele = scioglierne i gerli e spiegarle; ''mollar'' gli ormeggi = scioglierli a terra e ricuperarli a bordo quando la nave si disormeggia per salpare; ''mollar'' le scotte = allascarle quando si poggia o si molla in poppa: ''mollare'' in poppa = poggiare fino ad avere il vento in poppa. '''Molletton:''' voce francese: ''mou'' (latino ''mollis'' = molle): stoffa di lana o di cotone o anche di seta, pelosa da una o da ambo i lati, dolce e calda: se ne fanno coperte, camiciuole, sottovesti; serve per imbottire e coprire. Più usato è il color bianco. Milanese, ''mollettòn''. '''Moloch:''' voce fenicia = Re, Signore. Deità mostruosa e feroce di forma umana con testa taurina, adorata, un tempo, in Oriente (Fenici, Cartaginesi) e onorata di vittime umane. In tutte le letterature il nome di Moloch è simbolo di ogni costume istituzione disumana e violenta, che domanda sacrificio di bene. '''Moltiplica:''' voce ripresa da’ puristi in vece di ''moltiplicazione''. Questa abbreviazione notasi anche in altre parole come ''bonifica'', ''qualifica'', ''modifica'', ''notifica'', etc. '''Momento psicologico:''' si dice per ''momento opportuno'', ''favorevole'' per fare alcuna cosa. Il motto è riferito come di origine francese e in tale caso avrebbe rapporto storico con l’assedio di Parigi del 1871. Per bombardare Parigi con isperanza di pronta resa, attendevasi il ''momento psicologico'' in cui la città, divisa dal<noinclude></noinclude> eg8lm9ppraqm2m4f6jy211ar0kn2owr Pagina:Panzini - Dizionario moderno.djvu/360 108 786845 3865958 3327518 2026-07-25T10:31:10Z Chiarazuccarini 8867 /* Riletta */ 3865958 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Chiarazuccarini" />{{RigaIntestazione|Mon|— 318 —|Mon|riga=s}}</noinclude>mondo, stretta da un cerchio di ferro, affamata, non isperando soccorso, avrebbe giudicato inutile ogni ulteriore resistenza e difesa. '''Mona:''' voce veneziana, ''stupido'', ''sciocco'' V. Appendice. '''Monatto:''' nome storico dei lugubri e truci becchini della peste di Milano, nome salvato dall’oblio dalla mirabile narrazione che {{AutoreCitato|Alessandro Manzoni|A. Manzoni}} fa della peste nel cap. {{TestoCitato|I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_XXXII|XXXII de’ P. S.}} Quivi vedine pure l’etimologia probabile, cioè dal tedesco ''monatlich'', quasi assunto di mese in mese. '''Mondana:''' in fr. ''mondaine'' dicesi di ''donna che ama la vita e i piaceri mondani'': nell’italiano classico — benchè raro ne fosse l’uso — ''mondana'' o ''donna di mondo'' vale ''meretrice''. Nell’italiano dell’uso odierno ambedue i sensi hanno valore. Certo prevale quello francese che non ha mal senso. Però non oserei, come fa il {{AutoreCitato|Policarpo Petrocchi|Petrocchi}}, collocare ''mondana'' del secondo senso tra le voci morte, giacchè, o per influsso dell’antico valore o piuttosto per effetto del neol. fr. ''demi-mondaine = femme galante'', l’antico significato risorge per indicare ''cortigiana'', ''di alto grado'', ''etera''. '''Mondarisi:''' gli operai della campagna (opera) che attendono alle mondature del riso. '''Mondo politico, letterario, artistico''' etc. per il ''ceto'', o più semplicemente, gli ''artisti'', ''i letterati'', etc. è maniera iperbolica alla francese, ripresa dai puristi. Accogliesi ''mondo'' quando esprime ''totalità'' in senso vero e grande, come ''il mondo Cristiano''. '''Monferrina:''' danza originaria del Monferrato (Piemonte): è in sestupla di crome a movimento vivace. '''Monismo:''' dal gr. ''μόνος'' = solo; voce universale del linguaggio filosofico, e suole applicarsi a quei sistemi ideologici i quali considerano in tutto l’universo l’opera e la manifestazione di un solo principio efficiente. (Scuola Eleatica, {{AutoreCitato|Baruch Spinoza|Spinoza}}, {{AutoreCitato|Arthur Schopenhauer|Schopenhauer}}, {{AutoreCitato|Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel}}, derivato ''monista''). '''Monitor:''' da alcuni italianizzato in ''monitore''. Bastimento a vapore, corazzato e rostrato, senza alberatura, raso su l’acqua, con pochi e grossi cannoni. D’uso per le coste, laghi, fiumi. Fu inventato, denominato e terribilmente sperimentato dagli Americani nella guerra di secessione del 1864. '''Mono:''' gr. ''μόνος = solo'', ''unico'', ''semplice'', elemento costitutivo di moltissime parole di carattere scientifico, in ogni culto linguaggio. '''Monoculus in terra caecorum''' ''(rex est)'' ''':''' (è re colui che possiede) ''un sol occhio in terra di ciechi:'' locuzione latina usata, ironicamente, per esprimere la relatività del valore, del sapere, dell’intelligenza. Dev’essere motto di antica formazione popolare. V. ''Beati monoculi'', etc. '''Monofisiti:''' (da ''μόνος'' = solo e ''φύσις'' = natura) nome di seguaci di setta cristiana in oriente del V secolo, la quale pur ammettendo l’unione delle due nature in Cristo, affermò che la natura umana fu come assorbita da quella divina: opinione dichiarata eretica. La chiesa Armena è erede di questa eresia. '''Mongioia:''' V. ''Mont-joie''. '''Monomanìa:''' gr. ''μόνος'' = unico e ''μανία'' e secondo l’introduttore della parola che fu l’Esquirol, questo ''μανία'' sarebbe da ''μήνη'' = luna, onde ''maniaco'' dei greci = ''lunatico'' dei latini. Questa parola, divenuta universale, volle indicare in origine una pazzia parziale o melanconia, per distinguerla dalle forme più gravi della demenza. «Lesione parziale dell’intelligenza, degli affetti o della volontà» (Esquirol). '''Monosillabi:''' per le regole su gli accenti dei monosillabi, V. ''qui'', ''qua''. '''Monotremi:''' nome dell’infimo ordine dei mammiferi, formato dalle due specie australiane ''Echidna'' e ''Ornitorinco'', munite, la prima, di una bocca tubolare cornea, la seconda di un becco piatto, simile a quello dell’anitra. I monotremi si propagano per uova, ma si considerano come mammiferi in quanto nutrono i loro piccoli con una specie di secrezione lattea. '''Monsieur Alphonse:''' V. ''Alphonse'' nell’Appendice. '''Monsieur de la Palice:''' V. ''Palice''. '''Monsieur de Paris:''' nel gergo francese vale ''il carnefice''. '''Monsignore:''' titolo che noi diamo specialmente ai vescovi. In Francia ''Monseigneur'' era titolo altresì dei principi e del<noinclude></noinclude> 4fwszy4q5fo513o9yrs6zfnqlwnfkjz Pagina:Panzini - Dizionario moderno.djvu/361 108 786846 3865962 3327650 2026-07-25T10:42:34Z Chiarazuccarini 8867 /* Riletta */ 3865962 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Chiarazuccarini" />{{RigaIntestazione|Mon|— 319 —|Mop|riga=s}}</noinclude>Re. Sotto Luigi XIV designò specialmente il Delfino. ''Monsignore il re'' o ''lo re'' leggesi nelle antiche nostre prose ove si parla dei re di Francia. '''Monstre:''' nel linguaggio popolare la lingua francese seguendo l’indole sua iperbolica, chiama ''monstre'' tutto ciò che è anormale, fuor del costume, assai grande, quindi ''un bouquet monstre'', ''un établissement monstre'', etc. In tale senso da noi si usa talora questa parola, e in ciò sta la servile imitazione. ''Monstre'', dal latino ''monstrum'' (''quod moneat voluntatem deorum''). '''Montagnardo:''' e così la voce ''montagna'' nel noto senso politico, provengono dal fr. ''montagnard'' e ''montagne''. Al tempo della Convenzione di Francia i più accesi Giacobini sedevano a sinistra e in alto: da ciò il nome tramandatosi ne’ Parlamenti. '''Montarsi la testa:''' V. ''Montatura''. '''Montatura:''' nel linguaggio familiare usasi per ''esagerazione,'' cosa artificialmente ad arte montata con un dato fine. Così dicesi ''montarsi'', ''montarsi la testa'' per ''esaltarsi'', ''scaldarsi la testa''. V. ''autosuggestione''. Il fr. ha appunto ''monter la tête''. Talora ''montatura'' equivale a ''macchinazione'', ''trama''. '''Monte''' (a)''':''' nel giuoco delle carte la locuzione ''andare'' o ''mandare a monte'' per annullar la partita, è locuzione tanto toscana come della più parte de’ nostri dialetti. Dicesi anche di progetto, divisamento mancato. ''A monte'' = non se ne tenga conto, non se ne parli più, (familiarmente parlando). '''Monte di Venere:''' V. ''Appendice''. '''Monteur:''' così nel linguaggio dell’industria meccanica si chiama con voce francese quell’operaio che monta e compone nel loro luogo definitivo i vari pezzi di una macchina. '''Montista:''' nel dialetto lombardo, i locatari del monte di Pietà. '''Mont-joie (Saint-Denis):''' grido di guerra de’ Francesi nell’Evo Medio, dal monte presso Parigi ove S. Dionigi ebbe la ''gioia'' o compenso del martirio: ''Montegioia'', o ''Mongioia''. «Mongioia cavalieri» è, ad es., il grido dei signori francesi alla battaglia di Benevento come racconta {{AutoreCitato|Giovanni Villani|G. Villani}} nella sua ''Cronica'', VII, 8, 9. Singolare la forza che aveva l’italiano nostro antico di assimilare i nomi stranieri, anche i più difficili! Hawkwood diventava l’''Acuto;'' Valois, ''Valese'', etc. e questa assimilazione si compiva in modo naturale e popolare. Oggi questo importante fenomeno più non si avverte. '''Monroe''' (dottrina di)''':''' così sono chiamati certi principî di diritto internazionale espressi da Giacomo Monroe, presidente degli Stati Uniti dal 1817 al 1825, in suo messaggio del 2 dicembre 1823. Il concetto ne è questo: il sistema coloniale europeo non può applicarsi alle nuove condizioni dell’America però che tutto il gran continente è formato di Stati che hanno i medesimi diritti delle nazioni europee per quel che riguarda la loro indipendenza. Il fatto della prima occupazione o della esplorazione non costituisce un diritto di sovranità per gli Europei su quel continente, i cui possessi non possono d’ora innanzi dipendere che da trattati o da guerre. La dottrina di Monroe si venne in questi tempi sempre più concretando nel concetto dover essere l’America degli Americani, (specialmente di quelli degli Stati Uniti, vero imperialismo di razza!) '''Montura:''' per ''divisa'', ''uniforme'' non è voce «franciosa» come dice il {{AutoreCitato|Pietro Fanfani|Fanfani}}, ma d’origine — credo — lombarda. Il {{AutoreCitato|Policarpo Petrocchi|Petrocchi}} la fa derivare dal francese, ma ''monture'' vuol dire altra cosa, cioè ''cavalcatura''. Per dire ''montura'' nel senso di assisa, in fr. si dice ''uniforme''. Del resto questa ''montura'' è voce dell’uso da tempo. '''Monumenti Vespasiani:''' così sono detti talora gli orinatoi publici in forma di edicola e di torrette, dal nome dell’imperatore Vespasiano ''quod etiam urinae vectigal commentus esset'' ({{AutoreCitato|Gaio Svetonio Tranquillo|Svetonio}}, ''Vespasiano'', XXIII). Ma tale nome a simiglianti opere è di primo conio francese ''vespasienne = urinoirs publics sous forme de petites guérites ou de colonnes''. '''Mops:''' noto e piccolo cane di lusso; assai bruttino e comico con quel suo muso nero e rincagnato a mo’ del molosso ''(bulldog)'' a cui rassomiglia: pelo lucido e raso color caffè latte, orecchie corte che oggi più non costuma cimare. Pesa circa kg. sei, ma ha il difetto di facilmente {{Pt|impin-|}}<noinclude></noinclude> 0sq5x8cso2sds0scav348gtqxwxltyc Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/138 108 805318 3865890 2849150 2026-07-25T06:18:33Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865890 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|132|{{Sc|poemetti allegorico-didattici}}}}</noinclude><section begin="s1" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|XLVI}} {{Ms|7}}<poem> Sed io comincio dir, che pai’ alpestro e sia noioso, e non si possa ’ntendre, in veritá ch’uom no me ’n de’ riprendre, {{R|4}}però che ’l fatto mio va a sinestro; e di quell’arte, ond’io credea maestro esser, tuttora mi convien aprendre, come d’Amore, che or mi vuol car vendre {{R|8}}lo ben passato con crudel capestro. Ond’io sperava, lasso! esser sicuro, perché ben mi parea servire e starmi, {{R|11}}né mai no me ’n sarei guardato indietro. Non sacci’ ormai chi li si vada al mietro, dappoi che posto s’è ad ingannarmi, {{R|14}}che li so’ stato sí fedele e puro. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|XLVII}} {{Ms|7}}<poem> In quella guisa, Amor, che tu richiedi merzede, in quella parte ove tu ami, e, come tu mi conti, gioi’ ne brami, {{R|4}}sa’ tu ch’i’ sono a te tuttor a’ piedi? Sicché tu stesso di tua man ti fiedi quando di ciò pietade altrove chiami, donde tu se’ spietato e noia fa’ mi, {{R|8}}dandomi peggior colpi che di spiedi. Perch’io prego colei onde tu attendi d’aver piacer, ch’ella cosí ’l ti doni {{R|11}}come tu te acconci di servirmi. Di ciò non puoi ch’i’ ti diserva dirmi, ma puoi pensare, al termine che poni {{R|14}}di farmi ben, ché te medesmo offendi. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> lldx1l12t017uactg54kjwmfij8tz0r Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/139 108 805320 3865891 2849151 2026-07-25T06:18:40Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865891 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|trattato d'amore}}}}</noinclude><section begin="s1" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|XLVIII}} {{Ms|7}}<poem> Un poco esser mi pare isviatetto in veritá, e di ragion partito, e veggiomene ben mostrare a dito {{R|4}}alcuna volta, e sí m’è anche detto. Ma chi me ne riprende co’ lui metto che, se vedrá il viso colorito ch’i’ spesso veggio, ch’e’ ne fia schernito, {{R|8}}sí non sará saccente fancelletto. Ma tuttavia i’ vorrei ben potere da ciò partire e non punto pensarvi, {{R|11}}ché ben conosco mi sarebbe onore. Ma chi è quei che può far contr’Amore? Mai non udi’ medicina trovarvi, {{R|14}}ned io non son per gir contr’a podere. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|XLIX}} {{Ms|7}}<poem> Como ch’Amor mi meni tuttavolta, i’ sono issuto e son di sua masnada, né altra vita tener non m’agrada, {{R|4}}ben ched’e’ m’aggia la speranza tolta. Ché quand’om è acconcio in fede molta non leggermente su’ voler digrada; ma si pena seguir tutta fiada, {{R|8}}com’io fo, lasso! c’ho in ciò fede istolta. Né giá però non lascio mia follía, ché sí fermato sono in ciò per uso {{R|11}}ché saggiamente parmi dimenare; né ’nganno, ch’i’ conosca, non mi pare altro che dritto: onde però mi scuso, {{R|14}}ché in seguendo Amor fo cortesia. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> aeuztrw9v84w5lehwakk2fci4q8u5re 3865892 3865891 2026-07-25T06:18:49Z Dr Zimbu 1553 3865892 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|trattato d'amore}}|133}}</noinclude><section begin="s1" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|XLVIII}} {{Ms|7}}<poem> Un poco esser mi pare isviatetto in veritá, e di ragion partito, e veggiomene ben mostrare a dito {{R|4}}alcuna volta, e sí m’è anche detto. Ma chi me ne riprende co’ lui metto che, se vedrá il viso colorito ch’i’ spesso veggio, ch’e’ ne fia schernito, {{R|8}}sí non sará saccente fancelletto. Ma tuttavia i’ vorrei ben potere da ciò partire e non punto pensarvi, {{R|11}}ché ben conosco mi sarebbe onore. 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Dunque piú crudelmente può mal fare, che l’altre cose, cui e’ dá podere, {{R|14}}Amor, che me conquide piú ch’altrui. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|LI}} {{Ms|7}}<poem> Dicendo i’ vero, altrui fallar non curo, ch’alcuna volta il dritto si ritrova. Né non conven giá che colui si mova {{R|4}}che fa ’l ver su’ timon, ma stea sicuro; ché, sanz’irlo cercando, vedrá puro, a chi l’avrá conteso, perder prova: ché non è or la mia sentenza nova {{R|8}}che ’l menzonier rimane in loco iscuro a lungo andar con tutta sua menzogna; ma ben vedén che sempre è avvenuto {{R|11}}e similmente adiverrá ancora. E, quanto piú di tempo il ver dimora ad apparir, tant’è colui tenuto, {{R|14}}che l’ha nascoso, con maggior vergogna. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> ebrv2njkxzs286qazeh2wt8nklhkke2 Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/141 108 805322 3865898 2849153 2026-07-25T06:19:36Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3865898 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|trattato d'amore}}|135}}</noinclude><section begin="s1" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|LII}} {{Ms|7}}<poem> Due malvagie maniere di mentire mi par che sien, secondo quel ch’intendo: che tristi vada Iddio tutti faccendo {{R|4}}color che vivono ’n cotal disire! L’una si è di que’ che vuol covrire lo ben altrui, andandolo spegnendo, e far parer che ciò mal sia, mentendo, {{R|8}}ched è ben cosa da dover morire. L’altra si è di que’ che non sa nulla che possi dir di colui cu’ vuol male, {{R|11}}e ’n sé con’ trova alcuna villania, e’ con be’ motti fa creder che sia un ver chiarito, a ciascun comunale; {{R|14}}e dappoi se ne ride e se ’n trastulla. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" />{{Ct|f=100%|v=2|t=3|L=0px|LIII}} {{Ms|7}}<poem> Non posso rafrenar lo mi’ talento ch’ognor mi pinge in gioia dimostrare; lo core allegro la lingua parlare {{R|4}}fa lietamente per lo ben ch’i’ sento; ciascun de’ senni miei si sta contento quand’i’ m’accordo ’n gioia dimenare; e ’n questa guisa or posso confortare {{R|8}}e di tutto penar donarmi abento. Lá ’nd’io ne rendo a voi grazie e merzede, donn’amorosa, piú d’altra gentile, {{R|11}}compiuta di savere e conoscenza; che tutto ciò da voi nasce e comenza perseverando: ond’io col cor umile {{R|14}}dimor’ognora ’nclino al vostro pede. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> gvf5h76xgqjbdn2wp67zqzuyx6bzf6q Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/XLVI 0 805675 3865893 3765229 2026-07-25T06:18:55Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865893 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XLVI|prec=../XLV|succ=../XLVII}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="138" to="138" onlysection="s1" /> fhuy8f7m761h2s76oinmvt8w7zxt23v Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/XLVII 0 805676 3865894 3765230 2026-07-25T06:18:58Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865894 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XLVII|prec=../XLVI|succ=../XLVIII}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="138" to="138" onlysection="s2" /> qzrwgflb48iu9cscmuex6r8nns12a46 Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/XLVIII 0 805677 3865895 3765231 2026-07-25T06:19:10Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865895 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XLVIII|prec=../XLVII|succ=../XLIX}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="139" to="139" onlysection="s1" /> gvaltjxemy11flycb06gxiiqt5n0gq1 Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/XLIX 0 805678 3865896 3765227 2026-07-25T06:19:13Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865896 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=XLIX|prec=../XLVIII|succ=../L}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="139" to="139" onlysection="s2" /> 4fss13aqm3pobrwryedlhej72u8k7z7 Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/L 0 805679 3865899 3765200 2026-07-25T06:19:46Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865899 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=L|prec=../XLIX|succ=../LI}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="140" to="140" onlysection="s1" /> fb9r5ontwhb6hvllgumqe595muol6iz Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/LI 0 805680 3865900 3765201 2026-07-25T06:19:48Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865900 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=LI|prec=../L|succ=../LII}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="140" to="140" onlysection="s2" /> stm0p72kbo578qwitw9eplnbtyor38k Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/LII 0 805681 3865901 3765202 2026-07-25T06:19:58Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865901 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=LII|prec=../LI|succ=../LIII}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="141" to="141" onlysection="s1" /> 6851whlglflqs38q4cndzzy3ku7r4un Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/LIII 0 805682 3865902 3765203 2026-07-25T06:20:04Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3865902 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=25 luglio 2026|arg=sonetti}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=LIII|prec=../LII|succ=../LIV}} <pages index="Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu" from="141" to="141" onlysection="s2" /> o6t9majfs3fjf6zijydxa3kelbo9oz6 Autore:Lorenzo Filomusi-Guelfi 102 873367 3865740 3788269 2026-07-24T14:06:45Z Micione 2672 +[[Categoria:Dantisti italiani]]; 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Percy {{pg|262}} Adams John Quincy {{pg|125}} Adler Hans {{pg|64}} Adler Jules {{pg|159}} Affeltranger Jean {{pg|60}} Agache Alfred {{pg|159}} Agazzi Rinaldo {{pg|9}} Agghazy Giulio {{pg|349}} Agoston Emilio {{pg|368}} Agutte Georgette {{pg|159}} Ahlberg Olaf {{pg|110}} Aid George C. {{pg|336}}, {{pg|337}}, {{pg|339}} Airy Anna {{pg|253}} Aitken Robert I. {{pg|344}}, {{pg|345}} Ajdukiewicz Zygmunt {{pg|119}} Alaux Guillaume {{pg|159}} Alberts Jacob {{pg|185}} Albiker Karl {{pg|185}} Albrecht Karl {{pg|185}} Alcalà Galiano-Alvaro {{pg|307}} Alcayde y Montoya Julia {{pg|307}} Alciati A. {{pg|113}} </poem> {{AltraColonna}} <poem style=font-size:1em;text-align:left;> Alciati Antonio Ambrogio {{pg|24}}, {{pg|33}} Alexander Edwin {{pg|239}} Alexander Erbert {{pg|239}} Alexander John W. {{pg|318}}, {{pg|321}} Alexander R. {{pg|226}} Alippi Arturo {{pg|68}} Allan Robert W. {{pg|226}}, {{pg|239}} Allegri Oreste {{pg|277}} Alien Charles J. {{pg|270}} Allingham W. {{pg|239}} Allom Thomas {{pg|262}} Alloy Léonce {{pg|182}} Almagià Vittorio {{pg|35}} Alma-Tadema Anna {{pg|240}} Alma-Tadema L. {{pg|226}} Alt Theodor {{pg|208}} Altamura {{pg|74}} Altenburger Elisabeth {{pg|60}}, {{pg|64}} Alvarez Sala Ventura {{pg|307}} Alvarez Sotomayor Fernando {{pg|307}} Amiet Cuno {{pg|60}} Amisani Giuseppe {{pg|27}} Ancher Anna {{pg|49}} Ancher Michael {{pg|49}} Andersen Hendrick Christian {{pg|11}}, {{pg|22}}, {{pg|347}} Anderson Robert Rowand {{pg|263}} Andrade y Blazquez Anvel {{pg|307}} Andrae Elisabeth {{pg|185}} Andreew Jakow {{pg|295}} </poem> {{FineColonna}}<noinclude>{{PieDiPagina||377|}}</noinclude> nzkmg447m9q3y4gzt3x03jdtl8tsbnr Pagina:L Orto botanico di Padova nell anno 1842.pdf/41 108 942245 3865755 3635877 2026-07-24T14:46:21Z Cruccone 53 3865755 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|||29}}</noinclude>s’era offerto di scrivere, e per cui aveva ricevuto lettere e rimunerazioni onorevoli dai Riformatori dello Studio in data dei 13 Settembre 1741, dei 20 Marzo 1744, e dei 27 Gennajo del 1747. Questo suo manoscritto, che ora conservasi nella biblioteca dell’Orto stesso, è composto di sette volumi di varia mole, nel primo dei quali n’è incominciata la storia la quale però non arriva che alla morte del {{Wl|Q96965|Guilandino}}, e vi sono poi i cataloghi delle piante coltivatevi sotto ai varii Prefetti, co’ sinonimi aggiuntivi dal {{Wl|Q1377770|Pontedera}}; negli altri vi stanno osservazioni botaniche da lui fatte, figure che a queste si riferiscono, e notizie storiche da lui raccolte relative all’Orto ed ai professori. Malgrado l’avversione sua alle innovazioni allora fresche dell’immortale {{Wl|Q1043|Linneo}}, e specialmente al sistema sessuale, e malgrado il poco conto in cui il Linneo sembrava avere le opere del Pontedera; pure fu riverito e lodato dai primi botanici del suo tempo, l’{{Wl|Q63829|Eistero}}, il {{Wl|Q4302107|Monti}}, il {{Wl|Q179771|Tilli}}, il {{Wl|Q66324|Ludwig}}, l’{{Wl|Q123225|Haller}}; ed il Linneo stesso trovò giusto di intitolargli un genere che portasse il nome del professore di Padova. Fu onorato della estimazione di quanti lo conobbero di persona, fu amato qual fratello dall’illustre {{Wl|Q1230528|Poleni}}, qual figlio dall’immortale {{Wl|Q511841|Morgagni}}. Dopo la morte sua decretò il Senato che gli venisse eretto marmoreo busto in quell’Orto ch’egli aveva del nome e dell’opera sua mirabilmente nobilitato. Sotto la prefettura del Pontedera a {{AutoreIgnoto|Santo Migliorini}}, che aveva abbandonato il servigio dell’Orto, fu sostituito con lettera dei 23 Dicembre 1727 dei Riformatori il fratello di lui {{AutoreIgnoto|Antonio Migliorini}}, che da qualche tempo lavorava nell’Orto stesso; ed a {{AutoreIgnoto|Silvestro Latini}}, che da diciassette anni teneva il posto di primo giardiniere, fu aggiunta con lettera 5 Giugno 1738 l’opera del di lui figlio Giovanni, il quale avendo in appresso assai negletta la coltura dell’Orto, e cagionata la perdita di due rare piante, fu cacciato dal servigio con lettera 4 Marzo 1748 dei Riformatori. Incaricato allora il Prefetto di proporre persona a ciò idonea, lo fece egli profferendo un An-<noinclude></noinclude> k6p3f3i2z4c8eo264x7i4gj7dg6u9uj Pagina:Wilde - De Profundis, Milano, Bolla, 1926.pdf/39 108 953460 3865775 3447080 2026-07-24T16:59:16Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3865775 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|de profundis}}|riga=si}}</noinclude> volta ha le proprie funzioni nutritive e può trasformare in nobiltà di pensieri e in passioni di gran valore ciò che per sè stesso è vile, crudele e degradante; e a maggior ragione essa può trovarvi i suoi più efficaci mezzi di affermazione e rivelarsi più perfettamente mediante ciò che era destinato alla profanazione e alla distruzione. Mi occorre sottomettermi francamente al fatto d’essere stato il carcerato ordinario di una ordinaria prigione e, quantunque ciò sembri curioso, bisognerà ch’io impari a non provarne nessuna vergogna. È necessario accettare la cosa come un castigo, e, se uno è vergognoso della pena sofferta, tanto valeva non averla mai nemmeno patita. Certamente, ci sono molte colpe di cui mi hanno accusato e che io non ho mai commesso; ma ce n’è gran numero che mi hanno rimproverato e che in realtà ho compiuto e un numero più grande ancora di quelle che ho commesso e delle quali non sono mai stato accusato. E poichè gli dei sono strani e ci puniscono tanto per ciò che è umano e<noinclude>{{rule}}{{PieDiPagina||— 41 —|}}</noinclude> lr57fm38d7jtk2qubv9lv1c03eg2j36 Pagina:Wilde - De Profundis, Milano, Bolla, 1926.pdf/40 108 953461 3865950 3447081 2026-07-25T09:02:35Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3865950 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oscar wilde}}|riga=si}}</noinclude> buono in noi quanto per ciò che è cattivo e perverso, io devo sottomettermi alla legge che fa pagare il fio sì per il bene che per il male compiuto. Non ho nessun dubbio sulla perfetta giustizia di ciò. Questo giova o dovrebbe giovare a comprendere due cose e a non provare nessuna vanità nè per l’una nè per l’altra. Se, dunque, io non ho alcuna vergogna del mio castigo (come spero), sarò capace di pensare, di camminare e di vivere libero. Non pochi uomini, dopo la loro liberazione, portano con sè la prigione nell’aria che li circonda, e, alla fine, come delle povere creature avvelenate, si cacciano in qualche buco per morirvi. È ben triste ch’essi siano ridotti a questo e la società che ve li costringe è ingiusta, tremendamente ingiusta. La società s’arroga il diritto d’infliggere all’individuo dei castighi spaventevoli, ma essa ha anche il difetto supremo d’essere superficiale e di non giungere a comprendere ciò che fa. Quando il castigo è subìto, la società ab-<noinclude>{{rule}}{{PieDiPagina||— 42 —|}}</noinclude> q5j11dq8v47d76f3t3vji3pnkpxa1pd Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/143 108 956182 3865779 3468345 2026-07-24T17:12:00Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3865779 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||l’amica delle mogli|133}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|Marta}}. Che cosa? {{Sc|Venzi}}. Il discorso che ho fatto oggi stesso, all’una e all’altro, contro di lei. {{Sc|Marta}} (''dopo averlo guardato''). E crede che possa importarmi? {{Sc|Venzi}}. Sí sí: moltissimo. Per quello che n’è venuto fuori. {{Sc|Marta}}. Contro di me? {{Sc|Venzi}}. Sul male che lei fa. {{Sc|Marta}}. Io? {{Sc|Venzi}}. Sa che si può fare, anche senza volerlo. {{Sc|Marta}}. Ah, certo! {{Sc|Venzi}}. Io non so fino a qual punto lei non lo voglia. So, che è molto grave — {{Sc|Marta}}. — questo male che io farei? — {{Sc|Venzi}}. — questo male che lei ''fa''. Sí. Molto grave. {{Sc|Marta}}. Bisognerebbe che lo sapessi per riconoscerlo, se è vero. {{Sc|Venzi}}. Ah, per essere vero, stia sicura ch’è vero. {{Sc|Marta}}. Lo riconosce altri, qua — vero — oltre che lei? {{Sc|Venzi}}. Sí. {{Sc|Marta}}. Ah sí? — Mi dica chi! {{Sc|Venzi}}. Chi ne soffre di piú. {{Sc|Marta}}. Elena? {{Sc|Venzi}}. Perché dice subito Elena? {{Sc|Marta}}. Perché è quella che, qua, in questo momento, soffre di piú. {{Sc|Venzi}}. Elena, sí. {{Sc|Marta}}. Ma io ho creduto finora che soffrisse del ''suo'' male — non di quello che io, davvero, non ho alcun sospetto di farle. — Gliel’ha detto Elena? {{Sc|Venzi}}. Sí. Poco prima che svenisse, sentendo la sua voce. {{Sc|Marta}}. Ah, per questo? — Le ha detto di questo gran male ch’io le faccio? {{Sc|Venzi}}. Sí. Enorme. {{Sc|Marta}}. Volendolo? Sapendolo? {{Sc|Venzi}}. No! Elena si rifiuta d’ammettere qualsiasi colpa in lei; è indignata, anzi, posso aggiungere, indignata veramente, contro di me che, invece, l’ammetto. {{Sc|Marta}}. Non m’importa che lei l’ammetta! — Elena ha dunque il sospetto che suo marito...! {{Sc|Venzi}}. No! — Ma è questo appunto il male di cui soffre —<noinclude></noinclude> opayl4phwwagh7uuvncm74kjd2ug8cl Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/144 108 956183 3865781 3486149 2026-07-24T17:17:24Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3865781 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|134|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude><noinclude> </noinclude>di non poterne far colpa a nessuno dei due, né a lei né al marito! e di dovere per giunta provare il rimorso di ciò che è pur costretta a pensare di voi. {{Sc|Marta}}. Costretta? Perché costretta? {{Sc|Venzi}}. Ma perché, senza volerlo, lo pensa! anzi ribellandosi a questo pensiero! — Tutto qua, però, questa casa, la vostra presenza, i vostri modi, le cure, l’amore, le attenzioni che avete per lei, tutto, tutto le mette davanti, e addosso, quest’orrore! Me l’ha detto. Cose, m’ha detto, che fanno veramente strazio a sentirle! Di quello che soffre, là nel suo letto, di notte, nell’insonnia, pensando... Una pena orribile! Il martirio! {{Sc|Marta}}. E lei, sentendo queste cose orribili, anche per carità del suo male, non le ha detto nulla? {{Sc|Venzi}}. Io? Se le penso anch’io! {{Sc|Marta}}. Ma dico, per carità del suo male! {{Sc|Venzi}}. Che carità! Se ne soffro piú di lei! {{Sc|Marta}}. Che lei ne soffra o non ne soffra, non m’importa — {{Sc|Venzi}} (''subito''). — e ha torto, ha torto! perché — vede? — è stata la mia sofferenza, invece, proprio la mia sofferenza a svelarle tutto; nel vedervi qua, voi due, attorno a lei — {{Sc|Marta}}. — ma svelarle che cosa? Sa lei quello che si dice? — {{Sc|Venzi}}. Giuro che non le ho detto una parola! Me l’ha letto negli occhi. {{Sc|Marta}} (''con impeto di sdegno''). Che cosa? {{Sc|Venzi}}. La mia, la mia sofferenza: e le si è attaccata, per contagio! Dice appunto che sono stato io a fargliela pensare questa cosa infame di voi due! {{Sc|Marta}}. Infame? {{Sc|Venzi}}. No no: intenda bene! infame, appunto perché osa pensarlo di lei! — Ma la pensa, la pensa! — Come me! {{Sc|Marta}}. Che cosa pensa? ch’io possa...? {{Sc|Venzi}}. — sí, ''dopo'', dopo la sua morte! {{Sc|Marta}}. Ah, è orribile! {{Sc|Venzi}}. — come pensiero per lei — {{block|is|diabolico:}} ma non la cosa in sé, però — possibile, possibilissima — quasi certa! {{Sc|Marta}} (''sbalordita''). Che dice?<noinclude></noinclude> mymg9s1rxmw7nobjh4r1licnnsy4o6m Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/145 108 956184 3865784 3468347 2026-07-24T17:22:46Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3865784 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||l’amica delle mogli|135}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|Venzi}}. Eh via! lei non l’ha pensata? {{Sc|Marta}} (''turbatissima e fiera''). Si stia zitto: mi fa ribrezzo solo poter supporre che, anche a uno come lei, sia potuto venire in mente un tal pensiero! {{Sc|Venzi}}. Ma si pensano, sa, si pensano, certe cose! {{Sc|Marta}}. Si stia zitto, le dico! Non posso piú sentirla parlare! {{Sc|Venzi}}. Si può tutto pensare, tutto, di nascosto a noi stessi! È cosí naturale, creda, pensarle certe cose! {{Sc|Marta}}. Sí, per uno come lei! — {{Sc|Venzi}}. — eh già — che sono in grado anche di dirle! — Ma sia sincera! — Una cosa che poteva essere, che forse ''doveva essere'' e non è stata — che potrà essere domani, senza che nessuno ci possa vedere nulla di male! — La casa qua è pronta... {{Sc|Marta}}. Ah, me ne vado! me ne vado via subito! {{Sc|Venzi}}. No, perché se ne va, se non è vero? {{Sc|Marta}}. Appunto perché non è vero! Non posso piú stare qua! {{Sc|Venzi}}. Ma l’uccide, sa! Se in questo momento se ne va, l’uccide! {{Sc|Marta}}. Gliel’ha inoculato lei, come una vipera, il veleno di questo pensiero! {{Sc|Venzi}}. Tanto piú, se crede cosí, scusi. — Le dico che la farebbe morire dal rimorso, se se ne va! {{Sc|Marta}}. Ma la fa morire lei, per quello che ha fatto! {{Sc|Venzi}}. Io no, le giuro! Sarebbe terribile, per me, se morisse! L’ha pensato da sé, creda; e m’ha fatto raccapriccio a sentirle esprimere con le mie stesse parole le stesse cose che penso io! Questa gara di compitezza tra voi due, lo spettacolo della squisita carità con cui la accompagnate, la sospingete fino alla soglia della morte. {{Sc|Marta}} (''inorridita''). io? ha detto cosí? {{Sc|Venzi}} (''guardandola negli occhi''). — cosí! cosí! — Ma se veramente lei non l’ha pensato — {{Sc|Marta}}. — come vuole ch’io possa mai averlo pensato, un simile orrore! — {{Sc|Venzi}}. — e allora ha l’obbligo di restare qua a compiere questa suprema carità! — Anche per me: ma guardi, guardi come sono!<noinclude></noinclude> 3kg8hid2iwvcg0ptl4ypxm9bh42p229 Utente:Pic57/wikidiario 2 957775 3865970 3865405 2026-07-25T11:12:36Z Pic57 12729 /* Musica nel wikiverso 2026.8 */ 3865970 wikitext text/x-wiki == [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.08#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.8] == In costruzione [[File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a).jpg|Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a)|300px|centro]] {{Centrato|'''Aggiornamento mensile lilypondiano'''}} * Al '''15 agosto 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}'''). * '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''': :* {{Sc|'''Canti popolari'''}} :<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Fiza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Prega mi bella fortuna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Antichissimo canto russo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Tema indiano}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E muninni cu Maria}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta che lucive}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Lu sonnu e ninna beddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Santu Nicola}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Βerceuse natalizia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Figghiu miu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Specciuri l'uocci miei}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} </small> :* {{Sc|'''Musica colta'''}} :<small>......</small> <hr> :*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]'' <hr> :* {{Sc|'''Opere'''}} — Queste pagine contengono link a partiture appartenenti ad una stessa opera e sono collegate alle omonime pagine di Wikipedia tramite {{Sc|Interprogetto}} ::· [[Opera:Donna lombarda]] Grazie a Candalua ::· [[Opera:Giovanni Gallurese]] <hr> * {{Sc|'''Libri'''}} — Stiamo trascrivendo ::· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}} <hr> * [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica |'''{{Sc|Laboratorio}}''']] — E' un manualetto per chi vuole avvicinarsi a Lilypond, ma scritto dall'interno di wikisource, quindi senza l'uso di variabili. Contiene '''frammenti di codice complesso''' riutilizzabili in contesti analoghi corredati dagli esempi delle partiture trascritte.<br>Questo mese abbiamo aggiunto: :· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Parentesizzare_una_nota_con_acciaccatura |Parentesizzare una nota con acciaccatura]] :· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Pedale_doppio | Pedale doppio]] :· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Partitura_senza_tempo|Partitura senza tempo]] :· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Rosette|Rosette]] <hr> * '''{{Sc|Riletture}}''' — **.... [[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. 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La composizione è ancora più suggestiva perché il termine "bluette" - in francese - è utilizzato principalmente per indicare un colore azzurro intenso, (bleu turquoise o bleu vif). E - sempre in francese - l'assonante "bleuet" è il fiordaliso, uno dei pochi fiori davvero blu, così che per affinità «bluette» ha finito per significare "scintilla". Buon ascolto 🎹 Linkedin - facebook - ==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.04#Musica_nel_wikiverso|Musica nel wikiverso 2026.4]]== ==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.03#.eps_files|Musica nel wikiverso 2026.3]]== == 17.3.2026 == '''[[Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2/Automobile|Automobile]]''' è una divertente composizione per pianoforte di Giulio Ricordi (sì, oltre che editore è stato compositore). Frutto del clima culturale che anticipa il futurismo (1908), celebra con ironia l'avvento dell'automobile, quando delle macchine si poteva ancora scherzare e prima che il futurismo stesso venisse fagocitato dalla propaganda bellica. Esilarante il modo in cui viene reso il sobbalzo dei passeggeri a causa di una cunetta, nonché l'occasionale investimento di un povero cane vittima (collaterale) della macchina che tutto travolge: nulla la arresta! L'accidentale scoppio di una gomma (altra ironia) viene prontamente riparato e il motore - arrancando - porta finalmente i passeggeri a destinazione. Ah, la ''Belle Époque!'' ==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.02#Babel_Lilypond|Musica nel wikiverso 2026.2]]== == 22.2.2026== <poem>[[File:Sandringham House from the air (cropped).jpg|miniatura|sinistra]]'''Coincidenze!''' Stavo giusto trascrivendo la [[Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia |''Sandringham March'']] di Natalie Townsend quando giunge la notizia dell'arresto dell'ex-principe Andrea, indovinate dove? Ma a '''Sandringham House''', ovviamente, la residenza di campagna dei Windsor, nel Norfolk! Qui si era ritirato dopo lo sfratto dalla Royal Lodge di Londra in seguito alle indagini sugli Epstein Files! Ebbene, nel luglio 1904 la compositrice statunitense - nonché moglie di un ambasciatore USA - fu ospitata nella Sandringham House per una breve vacanza e lasciò come dono alla Regina Alexandra - che l'aveva invitata per la stima che aveva nei suoi confronti - questa elegante e briosa marcia. https://it.wikisource.org/wiki/Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia Non era raro che i brani della Townsend venissero eseguiti dalle bande militari britanniche durante i cambi della guardia o in occasione di eventi ufficiali a cui partecipava la Regina. Altri tempi!</poem> ==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.01#Ars_et_Labor_1906,_vol._I_con_SAL_75%|Musica nel wikiverso 2026.1]]== == 27.1.2026== :La musica attraversa il tempo e lo spazio perché è un linguaggio universale: più facile suonare con un giapponese, che parlargli. :E questo vale anche per la musica del passato, per la quale wikisource offre mille possibilità. :Accade così che [https://it.wikisource.org/wiki/Ars_et_Labor,_1907_vol._II/N._9/Aria questa "Aria barocca"] di Antonio Francesco Tenaglia, un clavicembalista della metà del XVII sec., venga scoperta e trascritta per violino e pianoforte 250 anni dopo, nel 1906, da [https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico%20Polo Enrico Polo], un violinista cultore di Paganini. :E venga poi pubblicata su Ars et Labor, una bella rivista dell'Archivio Ricordi in corso di trascrizione su Wikisource. :Così oggi, esattamente 120 anni dopo, accade che io possa codificarla per digitalizzarla in MIDI. :E possa poi anche sostituire la voce del violino con quella della mia armonica accompagnata dal pianoforte e... [https://www.spreaker.com/episode/aria-barocca--69423778 suonare un pezzo barocco per poi pubblicarlo sul mio podcast]. :Non è sempre stato così: devo dire grazie a Wikisource. E ovviamente grazie all'autore, al musicista che l'ha scovato e trascritto, al decodificatore, all'interprete e grazie anche a [https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_d%27Arezzo Guido d'Arezzo], di cui a dicembre si è celebrato il millenario della notazione musicale da lui inventata. {{A destra|(pubblicato sulla pagina Facebook di Wikisource)}} == 21.1.2026 == All'Archivio Ricordi (info@) ​Gent.ma Redazione, ... ho curato la trascrizione su Wikisource dei primi 6 numeri di Ars Et Labor con le relative partiture in MIDI. Nell'accingermi a proseguire il lavoro con il secondo volume del 1906 della rivista, ho notato che le partiture elencate non sono però incluse nella versione digitale di Ars et Labor. E' possibile recuperarle? Ecco l'elenco, così come ricostruito dalle stesse pagine della rivista: # Sous les pommiers di Vittorio Monti per mandolino e piano (n. 7, 1906, p. 647 cartacea, 37 digitale) # A lei di G. Calamani, romanza. (n. 7, 1906, p. 644 cartacea, 37 digitale ) # [https://musescore.com/user/97106398/scores/19541758 Quelle labbra non son rose... di Stefano Donaudy] (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale) # Au son des harpes di Alfred Cottin (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale) # Dejanice di Alfredo Catalani (n. 9,1906, p. 839 cartacea, 137 digitale) # Campane di Napoleone Cesi (n. 10/1906, p. 927 cartacea, 181 digitale) # Se vuoi ch'io muoia, amor, morrò... di Stefano Donaudy (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale) # Éloignement di Henry Soro (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale) # Allegretto per organo di Roberto Remondi (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale) # Il presepio di J. Burgmein (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale) # Musette (da: Heures deliceuses) di Enrico De Leva (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale) Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto == 15.1.2026 == Elenco (67 autori) ottenuta da [https://query.wikidata.org/querybuilder/?uselang=it&query=%7B%22conditions%22%3A%5B%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3Anull%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P27%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q38%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q36180%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q201788%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q1930187%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q49757%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q28389%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%5D%2C%22limit%22%3A500%2C%22useLimit%22%3Atrue%2C%22omitLabels%22%3Afalse%7D questa query] a wikidata fatta con il comodo Query Builder chiedendo scrittori, poeti, storici, giornalisti e sceneggiatori italiani scomparsi nel 1955 {| class="wikitable sortable" ! item wikidata !! Nome !! Cognome |- | http://www.wikidata.org/entity/Q799111 || Ermanno || Amicucci |- | http://www.wikidata.org/entity/Q98164064 || Giuseppe || Ammendola |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3893714 || Paolo || Arcari |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3611325 || Alfredo || Baccelli |- | http://www.wikidata.org/entity/Q1615033 || Piero || Ballerini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q19753744 || Achille || Bertini Calosso |- | http://www.wikidata.org/entity/Q1316687 || Ferruccio || Biancini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q16554572 || Ettore || Boschi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q569638 || Anselmo || Bucci |- | http://www.wikidata.org/entity/Q4015314 || Vittorio || Butera |- | http://www.wikidata.org/entity/Q55226171 || Franco || Caburi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3623763 || Arrigo || Cajumi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3770245 || Giuseppe || Cardinali |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3833066 || Lino || Carrara |- | http://www.wikidata.org/entity/Q93260474 || Antonio || Casamassa |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3082360 || Franco || Casavola |- | http://www.wikidata.org/entity/Q21196716 || Garzia || Cassola |- | http://www.wikidata.org/entity/Q28030727 || Eugenio || Cirese |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3737981 || Fabrizio || Colamussi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3848457 || Mario || Colombi Guidotti |- | http://www.wikidata.org/entity/Q65132766 || Melchiorre || Corelli |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3737666 || Fabio || Cusin |-style="background-color:#abcdef;" | http://www.wikidata.org/entity/Q1005945 || Silvio || D'Amico |- | http://www.wikidata.org/entity/Q102278256 || Nicola || D'Atri |- | http://www.wikidata.org/entity/Q20953743 || Marziale || Ducos |- | http://www.wikidata.org/entity/Q55227407 || Silvano || Fasulo |- | http://www.wikidata.org/entity/Q104761101 || Giuseppe || Ferrandi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q50804877 || Raffaele || Foà |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3882159 || Omero || Franceschi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3901119 || Petru || Giovacchini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q110214924 || Paolo || Guicciardini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3935925 || Rinaldo || Küfferle |-style="background-color:#abcdef;" | |http://www.wikidata.org/entity/Q50059259 || Carolina || Lanzani |- | http://www.wikidata.org/entity/Q113765776 || Francesco || Lo Bue |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3845620 || Marcello || Manni |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3845507 || Marcella || Mariani |- | http://www.wikidata.org/entity/Q123925248 || Antonio || Martino |- | http://www.wikidata.org/entity/Q54925054 || Amato || Masnovo |- | http://www.wikidata.org/entity/Q536191 || Angelo || Mercati |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3732619 || Ersilio || Michel |- | http://www.wikidata.org/entity/Q1165939 || Luigi || Motta |- | http://www.wikidata.org/entity/Q42298127 || Ruggero || Nuti |- | http://www.wikidata.org/entity/Q206442 || Biagio || Pace |- | http://www.wikidata.org/entity/Q23775667 || Francesco || Palmegiani |- | http://www.wikidata.org/entity/Q98731369 || Luigi || Parigi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q27824408 || Ferdinando || Pasini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3840013 || Luigi || Piccioni |- | http://www.wikidata.org/entity/Q52576898 || Luca || Pignato |- | http://www.wikidata.org/entity/Q61481359 || Benvenuto || Pitzorno |- | http://www.wikidata.org/entity/Q115766708 || Pietro || Pizzoni |- | http://www.wikidata.org/entity/Q18421227 || Gustavo || Reisoli |- | http://www.wikidata.org/entity/Q63025648 || Romana || Rompato |- | http://www.wikidata.org/entity/Q98346641 || Anaïs || Ronc-Désaymonet |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3733999 || Ettore || Rossi |- | http://www.wikidata.org/entity/Q107149686 || Guido || Ruberti |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3948292 || Sandro || Salvini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q1897006 || Mariano || San Nicolò |- | http://www.wikidata.org/entity/Q93243643 || Angelo || Silvagni |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3659855 || Carlo || Silvestri |- | http://www.wikidata.org/entity/Q75837465 || Cipriano || Silvestri |- | http://www.wikidata.org/entity/Q55452458 || Anna || Stančova |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3740416 || Fausto || Torrefranca |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3629710 || Augusto || Turati |- | http://www.wikidata.org/entity/Q23854442 || Alessandro || Visconti |- | http://www.wikidata.org/entity/Q92600748 || Vito || Vitale |- | http://www.wikidata.org/entity/Q3611526 || Alfredo || Zerbini |- | http://www.wikidata.org/entity/Q59533184 || Elio || Zorzi |} == 14.4.2025 == In questi giorni ho finito di trascrivere "Francesco e il suo tempo" di Francesco Prudenzano, un patriota meridionale che scrisse questo libro nel 1857, poco prima dell'Unità. L'avevo trovato citato in un articolo sul film "Frate Sole" (1918), emerso dallo scaffale del Cinema di Wikisource. Tra un anno si celebra l'ottavo centenario della morte di Francesco d'Assisi: piccolo contributo il mio nella speranza che il mite messaggio del poverello di Assisi non finisca soffocato dalle urla dei nazionalismi. L'11 gennaio di quest'anno 2025 ricorreva l'ottocentesimo anniversario del ''Cantico delle creature'', esordio poetico della letteratura italiana: non se n'è parlato molto, ma si può sempre rimediare... Comunque il libro (il cui titolo completo sarebbe "Francesco d’Assisi e il suo secolo, considerato in relazione con la politica, cogli svolgimenti del pensiero e colla civiltà. Studii") bene ci mostra - con tutte le forzature nazional-patriottiche che si possono immaginare - come Francesco d'Assisi fosse destinato a diventare patrono d'Italia prima ancora che ci fosse uno Stato "Italia". Il buon Prudenzano si impegna a descriverci Francesco d'Assisi come "il santo italiano per eccellenza" e lo colloca all'inizio di una nuova "gloriosa" visione della cultura del nascente Stato. Anche il cinema - sin dai suoi esordi muti - ha fatto la sua parte: ho contato 11 film italiani su Francesco d'Assisi dal 1911 al 2007... una media cioè di 1 film ogni 10 anni (e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno). Nel gran calderone dei temi - talora polemici - sollevati dal libro, colpisce la storica rivalità tra francescani e domenicani, risalente al fatto che entrambi si trovarono nel XIII sec. a combattere le eresie, ma con due strumenti agli antipodi: la povertà di Francesco e la dottrina di Domenico. Dante nella Commedia risolve brillantemente la questione in Paradiso, facendo elogiare Francesco dal domenicano San Tommaso e Domenico dal francescano san Bonaventura. Perfetto! Ma la storia non finisce lì e si trascina fino al Risorgimento. E anche dopo: scopro infatti che se - come tutti sanno - Francesco è Patrono d'Italia, Caterina da Siena - terziaria domenicana a 16 anni, la cui reliquia della testa è custodita appunto nella Basilica di San Domenico a Siena - lo è anche lei! E così per non scontentare nessuno l'Italia si trova due patroni. La Francia ha Giovanna d'Arco, l'Inghilterra San Giorgio, l'Irlanda San Patrizio, la Spagna San Giacomo, noi invece due e pare che la Germania ne abbia addirittura tre. All'Europa ne basta uno: Benedetto da Norcia. Sit aliquis nobis auxilio! == 21.2.2025 == Che bella sorpresa! Su wikisource possiamo anche trascrivere la musica e ascoltarla! Chi già legge la musica può con poco sforzo (e grande soddisfazione) usare Lilypond, un potente programma di incisione musicale per la produzione di spartiti di qualità eseguibili in MIDI. Ecco qui un piccolo esempio: [[Al_mio_pregar_t'arrendi|Al mio pregar t'arrendi]], dalla Semiramide di Gioachino Rossini. E altri sono in arrivo :-) [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:51, 21 feb 2025 (CET) == 21.1.2025 == C'è qualcosa di profetico nel breve racconto - umoristico - "Per la storia..." (1942) di Vitaliano Brancati. Egli immagina che il suo amico e regista Mario Camerini (quello delle commedie sentimentali piccolo-borghesi degli anni Trenta), riceva un sonoro '''"no!"''' da una ragazza (milanese) che rifiuta (incredibile!) di diventare famosa attrice in uno dei suoi film. Non vi voglio spoilerare il finale - assurdo e sarcastico -, ma credo che se le donne - e gli uomini - rifiutassero davvero "con uno sguardo sfavillante di rabbia" di sottrarsi - almeno un po' - alle lusinghe e ai facili successi dell'industria dello spettacolo, il mondo sarebbe meno cinico nei loro confronti e il cinema ne guadagnerebbe in termini di qualità artistica. Ma non è facile in un'epoca che sembra aver trasformato tutto in spettacolo. Sembra impossibile: tuttavia il raccontino dice che si può. Si legge in due minuti e sta [[Per_la_storia...|qui, su wikisource, solo su wikisource!]] == 12.1.2025 == In [[Note sul neo-realismo|Note sul realismo]] del 1952 di Agostino degli Espinosa, che l'autore sviluppa magistralmente a partire da una breve conversazione con Cesare Zavattini, leggo:<br> ''Un brano di musica o un discorso trasmesso dalla radio, raccoglie gli ascoltatori in un’unica commozione, rendendo illusoria la loro consapevolezza di essere ognuno in una dimora privata.'' Non esiste realtà individuale che non sia sempre inevitabilmente anche collettiva. Questa è la «fame di realtà» da cui nasce il neorealismo. ''Ognuno di noi per un’abitudine che solamente uno sforzo di pensiero può vincere, si crede ricinto di solitudine, libero da ogni rapporto con gli altri e lo spazio sociale in cui si libra gli appare come un oscuro «al di là» che trascenda il suo mondo. E’, affondando lo sguardo in questo «al di là», che Cesare Zavattini ha cercato «gli altri».'' Come il neo-realismo ci ha dimostrato, il cinema può essere quello "sforzo di pensiero" che solleva il velo delle solitudini. == 10.1.2025 == Ho recentemente riletto per WS ''La figlia di Iorio'' di Gabriele D'Annunzio portando il SAL al 100% e l'ho trovato di un'attualità sorprendente in merito a quanto si sta dicendo sul patriarcato e sui femminicidi. Quest'opera (1904) - di carattere mitologico e non veristico, come si vorrebbe far credere (lo dimostrano i nomi i dei personaggi "Lazaro di Roio • Candia della Leonessa • Aligi • Splendore • Mila di Codra ecc..."), mi sembra la tomba del patriarcato. E infatti c'è un parricidio. Aligi uccide il padre Lazaro, più o meno intenzionalmente: per legittima difesa o per difendere Mila. O perché davvero si ribella. Ma - dilaniato com'è tra Mila e Vienda - non ha più la forza di sostituire Lazaro perché non è come lui. La figura che giganteggia alla fine è Ornella che - sottraendo Mila, la figlia di Iorio, al suo destino - ha di fatto ucciso il patriarcato che la reclamava attraverso l'ululante ''coro dei mietitori''. Alla fine l'eroina si immolerà per salvare Aligi (non più eroe, ma una vittima, un po' vigliacca anche). Chi ha capito tutto è invece Ornella, che da lì continuerà la sua emancipazione. <poem>''A chi lo lasci l’aratro, oh Lazaro, a chi lo lasci? Chi ti vanga il campo tuo, la tua mandra chi la pasce?''</poem> Nessuno risponde. Perché il patriarcato è indissolubilmente legato all'agricoltura e alla pastorizia. E così la sua religione, ridotta qui a superstizione. == 9.1.2025 == ''[[La musica e il film]]'' è un saggio di ''S. A. Luciani'' scovato dentro il n. 6 della rivista B&N del 30 giugno 1937. Tra le tante cose interessanti che vi si scoprono, questa mi sembra una vera perla: <br> ''La musica nel film non ha solo la funzione di integrare obbiettivamente la visione silenziosa, ma di commentarla dal punto di vista dello spettatore, funzione analoga questa (non stupisca il richiamo storico) a quella del coro nella tragedia greca.''<br> Proprio così: il coro agiva come intermediario tra la narrazione e il pubblico, offriva commenti, riflessioni, e spiegazioni sugli eventi che si svolgevano sulla scena. Insomma guidava la comprensione e l'interpretazione dei temi principali enfatizzando i momenti di tensione, dramma o pathos. E la colonna sonora non fa questo all'interno del film? Guida le nostre emozioni spesso anticipandole: quante volte siamo stati messi sull'avviso da una musica improvvisamente cupa che annuncia un evento catastrofico. O che lo sottolinea. O che al contrario libera da uno scampato pericolo un personaggio... e così via... == 4.1.2025 == Qualche giorno fa stavo sfogliando su Internet Archive alcuni numeri della rivista "Cinema" del 1939 alla ricerca di qualche bel pezzo da portare su Wikisource: tra pagine intere di pubblicità (belle immagini però!) e propaganda di regime (uff!), sfoglia, sfoglia... ecco che all'improvviso leggo: "Dramma e sonoro". Un articolo di Luigi Pirandello.... <br> Faccio un salto sulla sedia! <br> E da dove salta fuori quest'articolo del Maestro sul rapporto tra cinema e teatro? Nel '39 Pirandello era già passato a miglior vita da 3 anni. Possibile che ci abbia scritto qualcosa dall'aldilà e noi non ce ne siamo accorti? Sembrerebbe la trama di una delle sue novelle! <br> Strabuzzo gli occhi e vado a leggere meglio. Si tratta di un articolo del 1929 (aaaah.... ecco!) scritto per "La Nacion" di Buenos Aires, in cui si è imbattuto - per caso anche lui - il buon Renato Giani che lo ha ri-tradotto in Italiano dallo Spagnolo e pubblicato poi sulla rivista "Cinema" dieci anni dopo la sua pubblicazione in Argentina. Un gioiellino! Vado subito a trascriverlo. Eccolo, lo potete leggere qui anche voi: https://it.wikisource.org/wiki/Dramma_e_sonoro Ma tu vedi cosa ti può capitare di leggere su wikisource... solo su wikisource!😀 == 28.12.2024 == E' in corso su wikisource la rilettura di Piccoli eroi, un romanzo per ragazzi scritto nel 1892 da Virginia Tedeschi-Treves - sotto lo pseudonimo di Cordelia - e pubblicato (ovviamente) dall'Editore Giuseppe Treves di Milano, di cui Virginia era consorte. Anzi sarà proprio grazie alla sua dote, proveniente da una facoltosa famiglia veronese, che la casa editrice potrà ingrandirsi e acquistare a Milano, in via Palermo, adiacente alla via Solferino, già sede della casa editrice, il terreno in cui insediare la tipografia che darà alle stampe nel 1864 ''Il Corriere di Milano'', giornale liberale di ispirazione cavouriana, che dieci anni dopo diventerà ''Il Corriere della Sera''. ''Piccoli eroi'' è un romanzo piuttosto importante nella nostra letteratura: non tragga in inganno il fatto che sia destinato ai ragazzi. Sarebbe anzi ora di finirla di considerare la letteratura per ragazzi come una letteratura di serie B. Questo romanzo ebbe ben 62 ristampe! A p.63/64 si legge: .''..le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l’Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.'' Un bel messaggio per i ragazzi dell'epoca. Le cose sarebbero però andate diversamente: ci sarebbe stata non solo una prima guerra mondiale, ma pure una seconda. Però fa piacere sapere che nel 1892 c'era chi la pensasse così! == 22.12.2024 == E' in corso su wikisource la rilettura dei Canti orfici di Dino Campana nell'edizione originale, quella pubblicata a Marradi (la sua città d'origine, sull'Appennino tosco-romagnolo) nel 1914. Già questo è emozionante perché dietro quell'edizione c'è una bella storia che vi vorrei raccontare. La raccolta dei Canti Orfici era già pronta per la pubblicazione nel 1913, ma la redazione della rivista Lacerba - quella di Papini e Soffici - a cui Campana aveva affidato l'unica copia del manoscritto - ebbe la dabbenaggine di smarrirla. Che fare? Io penso che li avrei torturati. Il poeta invece non si perse d'animo e riscrisse tutte le poesie a memoria: un'impresa titanica! Finito il manoscritto però, non lo riconsegnò a Lacerba (e come dargli torto?). Lo affidò a una tipografia del suo paese, la Tipografia F. Ravagli, appunto, come leggiamo sulla copertina. Ora, questa tipografia ha una storia particolare: era stata fondata da un marradese, Federico Ravagli, professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona. La tipografia era il suo sogno e pubblicò varie riviste e opere del territorio, finendo per lavorare addirittura con il giornale di Firenze, La Nazione. Alla sua morte (1910) i macchinari furono trasferiti a Marradi, dove Bruno insieme a Baldo e Teresa, continuò l'attività del fratello Francesco. Fu dunque Bruno a pubblicare i Canti orfici, facendo un ottimo lavoro come possiamo vedere. La sua edizione è quella che stiamo trascrivendo digitalmente: proprio quella! Ecco perché anche solo sfogliarla per rileggerla è già emozionante. Se la storia vi è piaciuta e volete fare un giro per provare anche voi l'emozione di trascrivere qualche pagina dei Canti orfici, cliccate qui: ( https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Dino_Campana_-_Canti_Orfici,_Ravagli,_Marradi_1914.djvu ) Scegliete una pagina con l'iconcina rossa e buon lavoro. Però affrettatevi, perché le pagine da formattare stanno per finire e dovrete aspettare la prossima rilettura. Ma tu vedi dove può portare un canto orfico di wikisource...😀 == 20.12.2024 == Rileggendo, per formattarlo in wikisource, il cap. IX del Trattato Primo del Convivio di Dante mi imbatto con meraviglia in un proverbio popolare, e cioè: "una rondine non fa primavera", cosa apparentemente inappropriata in un'opera filosofica di alto livello come il Convivio. E invece scopro che Dante lo mutua da Aristotele: "come dice il mio maestro Aristotile nel primo de l’Etica". Vado immediatamente a verificare. Aristotele ne parla a proposito della felicità: «come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno» Aristofane non si lascia scappare l'occasione per fare una battuta delle sue: «C'è bisogno di molte rondini» e Dante invece ne parla a per motivare la sua scelta (ancora una volta "popolare" ) di usare il volgare in un'opera filosofica: «pronta liberalitade mi mosse al volgare anzi che a lo latino» Ma tu vedi dove può portare una rondine di wikisource😀 gt7s3a5psnnmr37u9hphuswe4poo60j Autore:Stanislao De Chiara 102 958957 3865738 3792387 2026-07-24T14:05:11Z Micione 2672 +[[Categoria:Dantisti italiani]]; +[[Categoria:Dantisti del XIX secolo]]; +[[Categoria:Dantisti del XX secolo]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]] 3865738 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Stanislao | Cognome = De Chiara | Attività = scrittore/poeta/biografo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} {{sezione note}} [[Categoria:Dantisti italiani]] [[Categoria:Dantisti del XIX secolo]] [[Categoria:Dantisti del XX secolo]] 8b73c8aw84s1y3kgpvhpk4cfj6p7bw7 Utente:Pic57/Laboratorio musica 2 959115 3865673 3863465 2026-07-24T12:54:30Z Pic57 12729 /* Esempio facile facile */ 3865673 wikitext text/x-wiki <poem>Naturalmente occorre '''saper leggere la musica'''. Non si può pretendere di tra-scrivere, se prima non si sa leggere e scrivere. :) Detto questo, puoi cominciare a dare un'occhiata qui sotto. </poem> {{Cassetto | Titolo = == Esempio facile facile == | Testo = {{Ct|f=140%|L=0.1em|El pobrecito}} {{Centrato|<small>''Huaynito'' del folklore ecuadoriano. 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Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} == Frammenti (snippets) == Tutto il codice è senza variabili, e pertanto eseguibile in WikiSource ==={{Sc|'''Immagini'''}}=== <poem>Il messaggio "not allowed in safe" su Wikisource compare perché l'ambiente MediaWiki esegue LilyPond in Modalità Sicura (--safe) per proteggere i server da codice dannoso. In questa modalità, il comando \epsfile è bloccato per diversi motivi di sicurezza: Accesso al File System: \epsfile tenta di leggere un file esterno ("Automobile1.eps") dal disco del server, operazione vietata in modalità sicura. Codice PostScript: I file EPS contengono istruzioni PostScript che potrebbero essere sfruttate per eseguire operazioni non autorizzate sul sistema. '''In ogni caso occorre interrompere lo score.''' Per fare in modo che l'utente non si accorga dell'interruzione dello score dovuto all'inserimento dell'immagine, occorre questo piccolo stratagemma: il lettore midi in calce va sostituito con un lettore midi che legga al pagina dal frammento midi caricato su Commons</poem> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. BLOCCO VISIVO PARTE 2 --> <score> \relative c'' { g4 a b c } </score> Qui inserire il lettore del frammento caricato su Commons <pre><nowiki> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. 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Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} | Default = Chiuso }} {{Cassetto | Titolo = == Frammenti (snippets) == | Testo = Tutto il codice è senza variabili, e pertanto eseguibile in WikiSource ==={{Sc|'''Immagini'''}}=== <poem>Il messaggio "not allowed in safe" su Wikisource compare perché l'ambiente MediaWiki esegue LilyPond in Modalità Sicura (--safe) per proteggere i server da codice dannoso. 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Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} | Default = Chiuso }} {{Cassetto | Titolo = == Frammenti (snippets) == | Testo = Tutto il codice è senza variabili, e pertanto eseguibile in WikiSource ==={{Sc|'''Immagini'''}}=== <poem>Il messaggio "not allowed in safe" su Wikisource compare perché l'ambiente MediaWiki esegue LilyPond in Modalità Sicura (--safe) per proteggere i server da codice dannoso. In questa modalità, il comando \epsfile è bloccato per diversi motivi di sicurezza: Accesso al File System: \epsfile tenta di leggere un file esterno ("Automobile1.eps") dal disco del server, operazione vietata in modalità sicura. Codice PostScript: I file EPS contengono istruzioni PostScript che potrebbero essere sfruttate per eseguire operazioni non autorizzate sul sistema. '''In ogni caso occorre interrompere lo score.''' Per fare in modo che l'utente non si accorga dell'interruzione dello score dovuto all'inserimento dell'immagine, occorre questo piccolo stratagemma: il lettore midi in calce va sostituito con un lettore midi che legga al pagina dal frammento midi caricato su Commons</poem> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. BLOCCO VISIVO PARTE 2 --> <score> \relative c'' { g4 a b c } </score> Qui inserire il lettore del frammento caricato su Commons <pre><nowiki> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. BLOCCO VISIVO PARTE 2 --> <score> \relative c'' { g4 a b c } </score> Qui inserire il lettore del frammento caricato su Commons </nowiki></pre> '''Esempio:''' https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210 <hr> === {{Sc|'''Parentesizzare una nota con acciaccatura'''}} === <score> \relative c'{ \acciaccatura { \once \override Parentheses.font-size = #6.5 \once \override Parentheses.padding = #0.5 <\parenthesize f'>16 }e8 d d| } </score> === {{Sc|'''Pedale doppio'''}} === <score> \relative c' { r4 _\markup { \concat { \bold "2 " \italic "Ped." } } bes'2.^>^~| } </score> <pre><nowiki> <score> \relative c' { r4 _\markup { \concat { \bold "2 " \italic "Ped." } } bes'2.^>^~| } </score> </nowiki></pre> '''Esempio''': https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Musica_e_Musicisti,_1904_vol._II.djvu/193 battuta 23 <hr> ==={{Sc|'''Partitura senza tempo'''}}=== <score> \relative c' { \tempo 4=90 \omit Score.MetronomeMark \set Staff.midiInstrument = #"voice oohs" \key bes \major %rigo 1.1 \cadenzaOn bes'8_(_~[ bes16 a g)] g4. \bar "|" c8 c8. ^( [ d16 c bes8 ]\cadenzaOff \bar "|." } \layout { \context { \Staff \remove "Time_signature_engraver" } ragged-last = ##t } \midi {} </score> <pre><nowiki> \context { \Staff \remove "Time_signature_engraver" % Rimuove l'elemento dalla memoria dello spartito, ma le note vanno inserite in una cadenza in modo da poter collocare le barrette delle battute dove vuoi } </nowiki></pre> '''Esempio''': · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} <hr> ==='''{{Sc|Rosette}}'''=== <score> \relative c' { aes'8 aes8\rest -\markup { \concat { \fontsize #3 "✴" \hspace #0.5 \fontsize #3 "✴" } } aes4\rest aes2\rest \cadenzaOff \bar "|." } </score> <pre><nowiki> <score> \relative c' { aes'8 aes8\rest -\markup { \concat { \fontsize #3 "✴" \hspace #0.5 \fontsize #3 "✴" } } aes4\rest aes2\rest \cadenzaOff \bar "|." } </score> </nowiki></pre> '''Esempio''': https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Musica_e_Musicisti,_1904_vol._II.djvu/193 battuta 25 <hr> | Default = Chiuso }} bnx9jp09adp1615b643pxh02bvb333k 3865687 3865685 2026-07-24T13:07:29Z Pic57 12729 3865687 wikitext text/x-wiki <poem>Naturalmente occorre '''saper leggere la musica'''. Non si può pretendere di tra-scrivere, se prima non si sa leggere e scrivere. :) Detto questo, puoi cominciare a dare un'occhiata qui sotto. </poem> <hr> == Esempio facile facile == {{Ct|f=140%|L=0.1em|El pobrecito}} {{Centrato|<small>''Huaynito'' del folklore ecuadoriano. Fine del XIX sec.</small>}} <score sound=1>{ \relative c \clef treble \key c \major \time 4/4 r2 r4 a'8 b'8| c''4 e'' b' d''| c'' a' r4 a'8 b'8| c''4 e'' b' d''| c'' a' r4 a'8 c'' \break d''4 c'' c'' c'' | d'' c'' r4 a'8 c''8 | d''4 c'' c'' c''| a' g' r4 c''8 d''\break e''4 e'' e'' e''| g'' e'' r2| gis''2 e''4 d''| c'' a' r2 \bar "|." } \addlyrics { Aun que | soy un po -- bre -- ci -- to in -- di -- gno | de | tu pre -- sen -- cia ven -go | a | can -- tarte | de | no -- che | pa' | no | mo -- rir | de | ver -- guen -- za | pa' | no | mo -- rir | de | ver -- guen -- za. | Ay, | po -- bre -- ci -- to! | } </score> Ed ecco il codice:<br> <pre><nowiki> <score sound=1>{ \relative c \clef treble \key c \major \time 4/4 %rigo 1 r2 r4 a'8 b'8| c''4 e'' b' d''| c'' a' r4 a'8 b'8| c''4 e'' b' d''| c'' a' r4 a'8 c'' \break %rigo 2 d''4 c'' c'' c'' | d'' c'' r4 a'8 c''8 | d''4 c'' c'' c''| a' g' r4 c''8 d''\break e''4 e'' e'' e''| g'' e'' r2| gis''2 e''4 d''| c'' a' r2 \bar "|." } \addlyrics { Aun que | soy un po -- bre -- ci -- to in -- di -- gno | de | tu pre -- sen -- cia ven -go | a | can -- tarte | de | no -- che | pa' | no | mo -- rir | de | ver -- guen -- za | pa' | no | mo -- rir | de | ver -- guen -- za. | Ay, | po -- bre -- ci -- to! | } </score> </nowiki> </pre> {{Rule|4em}} {{Cassetto | Titolo = ==Esempio un po' più complesso== | Testo = {{Ct|f=140%|L=0.1em|Addio del volontario}} {{Centrato|<small>in progress</small>}} Questo brano prevede: # un inizio parziale, ovvero la prima battuta di 2/4 inizia però con 1/8 # prevede una ripetizione <score sound=1>{ \relative c'' \clef treble \key f \major \time 2/4 \partial 8 c'8 \bar ".|:" ^\(a'4. g'8 f'4 g' a'4. 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Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} | Default = Chiuso }} <hr> {{Cassetto | Titolo = == Frammenti (snippets) == | Testo = Tutto il codice è senza variabili, e pertanto eseguibile in WikiSource ==={{Sc|'''Immagini'''}}=== <poem>Il messaggio "not allowed in safe" su Wikisource compare perché l'ambiente MediaWiki esegue LilyPond in Modalità Sicura (--safe) per proteggere i server da codice dannoso. In questa modalità, il comando \epsfile è bloccato per diversi motivi di sicurezza: Accesso al File System: \epsfile tenta di leggere un file esterno ("Automobile1.eps") dal disco del server, operazione vietata in modalità sicura. Codice PostScript: I file EPS contengono istruzioni PostScript che potrebbero essere sfruttate per eseguire operazioni non autorizzate sul sistema. '''In ogni caso occorre interrompere lo score.''' Per fare in modo che l'utente non si accorga dell'interruzione dello score dovuto all'inserimento dell'immagine, occorre questo piccolo stratagemma: il lettore midi in calce va sostituito con un lettore midi che legga al pagina dal frammento midi caricato su Commons</poem> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. 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BLOCCO VISIVO PARTE 2 --> <score> \relative c'' { g4 a b c } </score> Qui inserire il lettore del frammento caricato su Commons </nowiki></pre> '''Esempio:''' https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210 <hr> === {{Sc|'''Parentesizzare una nota con acciaccatura'''}} === <score> \relative c'{ \acciaccatura { \once \override Parentheses.font-size = #6.5 \once \override Parentheses.padding = #0.5 <\parenthesize f'>16 }e8 d d| } </score> === {{Sc|'''Pedale doppio'''}} === <score> \relative c' { r4 _\markup { \concat { \bold "2 " \italic "Ped." } } bes'2.^>^~| } </score> <pre><nowiki> <score> \relative c' { r4 _\markup { \concat { \bold "2 " \italic "Ped." } } bes'2.^>^~| } </score> </nowiki></pre> '''Esempio''': https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Musica_e_Musicisti,_1904_vol._II.djvu/193 battuta 23 <hr> ==={{Sc|'''Partitura senza tempo'''}}=== <score> \relative c' { \tempo 4=90 \omit Score.MetronomeMark \set Staff.midiInstrument = #"voice oohs" \key bes \major %rigo 1.1 \cadenzaOn bes'8_(_~[ bes16 a g)] g4. \bar "|" c8 c8. ^( [ d16 c bes8 ]\cadenzaOff \bar "|." } \layout { \context { \Staff \remove "Time_signature_engraver" } ragged-last = ##t } \midi {} </score> <pre><nowiki> \context { \Staff \remove "Time_signature_engraver" % Rimuove l'elemento dalla memoria dello spartito, ma le note vanno inserite in una cadenza in modo da poter collocare le barrette delle battute dove vuoi } </nowiki></pre> '''Esempio''': · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} <hr> ==='''{{Sc|Rosette}}'''=== <score> \relative c' { aes'8 aes8\rest -\markup { \concat { \fontsize #3 "✴" \hspace #0.5 \fontsize #3 "✴" } } aes4\rest aes2\rest \cadenzaOff \bar "|." } </score> <pre><nowiki> <score> \relative c' { aes'8 aes8\rest -\markup { \concat { \fontsize #3 "✴" \hspace #0.5 \fontsize #3 "✴" } } aes4\rest aes2\rest \cadenzaOff \bar "|." } </score> </nowiki></pre> '''Esempio''': https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Musica_e_Musicisti,_1904_vol._II.djvu/193 battuta 25 <hr> | Default = Chiuso }} m1d54f6gsretn50t0aoezch48asaqbj 3865690 3865687 2026-07-24T13:11:09Z Pic57 12729 3865690 wikitext text/x-wiki <poem>Naturalmente occorre '''saper leggere la musica'''. Non si può pretendere di tra-scrivere, se prima non si sa leggere e scrivere. :) Detto questo, puoi cominciare a dare un'occhiata qui sotto. </poem> <hr> == Esempio facile facile == {{Ct|f=140%|L=0.1em|El pobrecito}} {{Centrato|<small>''Huaynito'' del folklore ecuadoriano. 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Codice PostScript: I file EPS contengono istruzioni PostScript che potrebbero essere sfruttate per eseguire operazioni non autorizzate sul sistema. '''In ogni caso occorre interrompere lo score.''' Per fare in modo che l'utente non si accorga dell'interruzione dello score dovuto all'inserimento dell'immagine, occorre questo piccolo stratagemma: il lettore midi in calce va sostituito con un lettore midi che legga al pagina dal frammento midi caricato su Commons</poem> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. 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Archivi !! Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} | Default = Chiuso }} gaf26yqj04caoay8xtpd2eowahwgta2 3865692 3865690 2026-07-24T13:15:05Z Pic57 12729 /* Miniere */ 3865692 wikitext text/x-wiki <poem>Naturalmente occorre '''saper leggere la musica'''. Non si può pretendere di tra-scrivere, se prima non si sa leggere e scrivere. :) Detto questo, puoi cominciare a dare un'occhiata qui sotto. </poem> <hr> == Esempio facile facile == {{Ct|f=140%|L=0.1em|El pobrecito}} {{Centrato|<small>''Huaynito'' del folklore ecuadoriano. 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(g'8) f'4\) f'8 g' a'4 a' c'' a'8 (f'8) g'2 (g'8) r8 g' a' bes'4 bes'4 d'' bes' a'4 a'4 c'' a'8 f'8 g'2 c'' a' (a'8) r8 g'8 a'8 bes'4 bes'4 d'' bes' a' a' c'' a'8 f'8 g'2 c''2 f'2 f'4 r8 c' \bar ":|." f'2 (f'4) r4 \bar "|." } \addlyrics { } </score> {{Rule|4em}} | Default = }} Non esitare a contattarmi al [[Wikisource:bar|'''bar''']] se vuoi anche tu avvicinarti a questo linguaggio e/o collaborare alle trascrizioni. <hr> <hr> {{Cassetto | Titolo = == Frammenti (snippets) == | Testo = Tutto il codice è senza variabili, e pertanto eseguibile in WikiSource ==={{Sc|'''Immagini'''}}=== <poem>Il messaggio "not allowed in safe" su Wikisource compare perché l'ambiente MediaWiki esegue LilyPond in Modalità Sicura (--safe) per proteggere i server da codice dannoso. In questa modalità, il comando \epsfile è bloccato per diversi motivi di sicurezza: Accesso al File System: \epsfile tenta di leggere un file esterno ("Automobile1.eps") dal disco del server, operazione vietata in modalità sicura. Codice PostScript: I file EPS contengono istruzioni PostScript che potrebbero essere sfruttate per eseguire operazioni non autorizzate sul sistema. '''In ogni caso occorre interrompere lo score.''' Per fare in modo che l'utente non si accorga dell'interruzione dello score dovuto all'inserimento dell'immagine, occorre questo piccolo stratagemma: il lettore midi in calce va sostituito con un lettore midi che legga al pagina dal frammento midi caricato su Commons</poem> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. BLOCCO VISIVO PARTE 2 --> <score> \relative c'' { g4 a b c } </score> Qui inserire il lettore del frammento caricato su Commons <pre><nowiki> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. 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Archivi !! Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} }} f43z3o5xcmbaoh625fq9gyy4jycooft 3865693 3865692 2026-07-24T13:16:21Z Pic57 12729 /* Miniere */ 3865693 wikitext text/x-wiki <poem>Naturalmente occorre '''saper leggere la musica'''. Non si può pretendere di tra-scrivere, se prima non si sa leggere e scrivere. :) Detto questo, puoi cominciare a dare un'occhiata qui sotto. </poem> <hr> == Esempio facile facile == {{Ct|f=140%|L=0.1em|El pobrecito}} {{Centrato|<small>''Huaynito'' del folklore ecuadoriano. 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Codice PostScript: I file EPS contengono istruzioni PostScript che potrebbero essere sfruttate per eseguire operazioni non autorizzate sul sistema. '''In ogni caso occorre interrompere lo score.''' Per fare in modo che l'utente non si accorga dell'interruzione dello score dovuto all'inserimento dell'immagine, occorre questo piccolo stratagemma: il lettore midi in calce va sostituito con un lettore midi che legga al pagina dal frammento midi caricato su Commons</poem> <!-- 1. BLOCCO SOLO AUDIO (Unico e continuo) --> <div style="display:none"> <score vorbis="1"> \relative c' { c4 d e f | g a b c } % Tutta la musica qui </score> </div> <!-- 2. BLOCCO VISIVO PARTE 1 --> <score> \relative c' { c4 d e f } </score> <!-- 3. IMMAGINE --> {{FI |file = Ars et Labor, 1908 vol. I (page 210 crop).jpg | tsize = 400px | float = center | caption = }} <!-- 4. 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Link |- | Biblioteca Nazionale Roma || http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/spartiti |- | Archivio Ricordi || https://www.archivioricordi.com/collezioni/riviste#/ |- |MusOpen ||https://musopen.org/ |- | IA - Chorus score || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=Chorus+score |- | IA - Pergolesi || https://archive.org/details/texts?tab=collection&query=pergolesi |- |Choral Wiki || https://www.cpdl.org/ |- | Mutopia || https://www.mutopiaproject.org/ |- |IMSLP (Petrucci Music Library) || https://imslp.org/ |- |Barocco || https://baroquemusic.it/ |- | — || Puoi cercare su [https://archive.org/ Internet Archive] e creare una lista "Partiture" come ho fatto io sul mio account. |} ozjmdbalwztovsclw2rvdtkjfvacbyw Pagina:Fabbrica del volto.pdf/1 108 965479 3865710 3849808 2026-07-24T13:33:36Z Gatto bianco 43648 3865710 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{Ct|f=180%|'''FABBRICA DEL VOLTO}} {{Centrato|'''Il truccaggio arte creativa'''}} [[File:Fabbrica del volto (page 1a crop).jpg|450px|miniatura|centro|L’assidua, quotidiana fabbricazione del ‘bello ideale’ davanti allo specchio da truccaggio. Si osservi quest’ultimo: le lampadine sono nel diffusore che si trova su un piano immediatamente dietro a quello dello specchio. In altri termini, lo specchio sta in ombra mentre il viso dell’attore è illuminato.]] '''Max Factor, al quale si deve questo articolo, è il più famoso truccatore di Hollywood e del mondo. Nel suo genere, un grande artista; e anche un intelligente scrittore.'''<ref>Introduzione della rivista "Cinema" n. 2, 25 luglio 1936, in cui l’articolo di Max Factor è stato pubblicato. Non è specificato il traduttore</ref> {{Capolettera|U}}{{Sc|n filosofo}}, [[w:Jules de Gaultier|Jules de Gaultier]], ha imperniato tutto un sistema sul fatto che gli uomini si immaginano di essere altri da quelli che sono. Ma in quest’ordine di fatti c’è, tra gli uomini, una categoria privilegiata: quella degli attori. Privilegiata nel senso che l’attore può e deve realmente trasformarsi nel personaggio che incarna. Fisicamente, non meno che spiritualmente. Autore di una tale trasformazione è il truccaggio, che in questo caso diventa vera e propria arte creativa. In generale, il truccaggio può esser definito quella branca dell’arte drammatica che fa uso di un mezzo plastico e pittorico per ottenere che gli attori, rassomigliando fisicamente al personaggio che impersonano, ne riproducano più esattamente anche le caratteristiche spirituali. Un’arte autentica, dunque, che assume il fisico originario dell’attore come supporto e base per la propria creazione.<br> Un buon attore può dirsi tale solo quando riesca a far dimenticare di esserlo: quando giunga, cioè, a creare nel pubblico una necessaria ‘sospensione della incredulità’, intimamente collegata alla logica ed al pathos dell’azione che si svolge sul palcoscenico o sullo schermo. Per conseguire siffatti risultati, egli dovrà anzitutto sviscerare accuratamente la propria parte. Che se poi ciò non basti, nè il personaggio gli appaia sufficientemente chiaro, allargherà l’àmbito dello studio intrapreso, esaminerà fotografie, leggerà descrizioni appropriate, e potrà giungere fino ad osservare nella vita i tipi simili a quello del suo personaggio; nei ghetti, nei quartieri cinesi, nei porti, nelle miniere o dovunque possano condurlo le esigenze della sua futura interpretazione. Quando l’‘idea’ della figura da incarnare sarà ben chiara nella sua mente, solo allora egli ricorrerà all’ausilio di quell’arte che si chiama il truccaggio. <br> In cinematografia, il truccaggio inteso come arte creativa, offre anzitutto all’attore la possibilità di raffigurare un numero indefinito di personaggi, realizzandoli in tutte le loro caratteristiche, con la necessaria varietà e ricchezza. Si è così veduto un giovine attore come [[w:Paul Muni|Paul Muni]] messo in grado di dar corpo ad un vasto numero di personaggi diversi, e<noinclude><hr> <references/></noinclude> 7sblnhyl8h2tojpogb8sgas4eherscy 3865711 3865710 2026-07-24T13:34:20Z Gatto bianco 43648 3865711 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>{{Ct|f=180%|'''FABBRICA DEL VOLTO}} {{Centrato|'''Il truccaggio arte creativa'''}} [[File:Fabbrica del volto (page 1a crop).jpg|450px|miniatura|centro|L’assidua, quotidiana fabbricazione del ‘bello ideale’ davanti allo specchio da truccaggio. Si osservi quest’ultimo: le lampadine sono nel diffusore che si trova su un piano immediatamente dietro a quello dello specchio. In altri termini, lo specchio sta in ombra mentre il viso dell’attore è illuminato.]] '''Max Factor, al quale si deve questo articolo, è il più famoso truccatore di Hollywood e del mondo. 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In generale, il truccaggio può esser definito quella branca dell’arte drammatica che fa uso di un mezzo plastico e pittorico per ottenere che gli attori, rassomigliando fisicamente al personaggio che impersonano, ne riproducano più esattamente anche le caratteristiche spirituali. Un’arte autentica, dunque, che assume il fisico originario dell’attore come supporto e base per la propria creazione.<br> Un buon attore può dirsi tale solo quando riesca a far dimenticare di esserlo: quando giunga, cioè, a creare nel pubblico una necessaria ‘sospensione della incredulità’, intimamente collegata alla logica ed al pathos dell’azione che si svolge sul palcoscenico o sullo schermo. Per conseguire siffatti risultati, egli dovrà anzitutto sviscerare accuratamente la propria parte. Che se poi ciò non basti, nè il personaggio gli appaia sufficientemente chiaro, allargherà l’àmbito dello studio intrapreso, esaminerà fotografie, leggerà descrizioni appropriate, e potrà giungere fino ad osservare nella vita i tipi simili a quello del suo personaggio; nei ghetti, nei quartieri cinesi, nei porti, nelle miniere o dovunque possano condurlo le esigenze della sua futura interpretazione. Quando l’‘idea’ della figura da incarnare sarà ben chiara nella sua mente, solo allora egli ricorrerà all’ausilio di quell’arte che si chiama il truccaggio. <br> In cinematografia, il truccaggio inteso come arte creativa, offre anzitutto all’attore la possibilità di raffigurare un numero indefinito di personaggi, realizzandoli in tutte le loro caratteristiche, con la necessaria varietà e ricchezza. 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Nel suo genere, un grande artista; e anche un intelligente scrittore.'''<ref>Introduzione della rivista “Cinema” n. 2, 25 luglio 1936, in cui l’articolo di Max Factor è stato pubblicato. Non è specificato il traduttore.</ref> {{Capolettera|U}}{{Sc|n filosofo}}, [[w:Jules de Gaultier|Jules de Gaultier]], ha imperniato tutto un sistema sul fatto che gli uomini si immaginano di essere altri da quelli che sono. Ma in quest’ordine di fatti c’è, tra gli uomini, una categoria privilegiata: quella degli attori. Privilegiata nel senso che l’attore può e deve realmente trasformarsi nel personaggio che incarna. Fisicamente, non meno che spiritualmente. Autore di una tale trasformazione è il truccaggio, che in questo caso diventa vera e propria arte creativa. In generale, il truccaggio può esser definito quella branca dell’arte drammatica che fa uso di un mezzo plastico e pittorico per ottenere che gli attori, rassomigliando fisicamente al personaggio che impersonano, ne riproducano più esattamente anche le caratteristiche spirituali. Un’arte autentica, dunque, che assume il fisico originario dell’attore come supporto e base per la propria creazione.<br> Un buon attore può dirsi tale solo quando riesca a far dimenticare di esserlo: quando giunga, cioè, a creare nel pubblico una necessaria ‘sospensione della incredulità’, intimamente collegata alla logica ed al pathos dell’azione che si svolge sul palcoscenico o sullo schermo. Per conseguire siffatti risultati, egli dovrà anzitutto sviscerare accuratamente la propria parte. Che se poi ciò non basti, nè il personaggio gli appaia sufficientemente chiaro, allargherà l’àmbito dello studio intrapreso, esaminerà fotografie, leggerà descrizioni appropriate, e potrà giungere fino ad osservare nella vita i tipi simili a quello del suo personaggio; nei ghetti, nei quartieri cinesi, nei porti, nelle miniere o dovunque possano condurlo le esigenze della sua futura interpretazione. Quando l’‘idea’ della figura da incarnare sarà ben chiara nella sua mente, solo allora egli ricorrerà all’ausilio di quell’arte che si chiama il truccaggio. <br> In cinematografia, il truccaggio inteso come arte creativa, offre anzitutto all’attore la possibilità di raffigurare un numero indefinito di personaggi, realizzandoli in tutte le loro caratteristiche, con la necessaria varietà e ricchezza. Si è così veduto un giovine attore come [[w:Paul Muni|Paul Muni]] messo in grado di dar corpo ad un vasto numero di personaggi diversi, e<noinclude><hr> <references/></noinclude> tbxbm59bpkuxv3uzwh0koycfr04eg0k Pagina:Fabbrica del volto.pdf/2 108 965480 3865715 3849809 2026-07-24T13:36:32Z Gatto bianco 43648 3865715 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>[[File:Fabbrica del volto (page 2a crop).jpg|450px|miniatura|centro|Creazioni del truccaggio: 1. L’attore [[w:Fredric March|Fredrich March]] al naturale; 2. nella parte del dott. Jeckyll; 3. una delle fasi della trasformazione del dott. Jeckyll in Mr. Hide.]] [[File:Fabbrica del volto (page 2b crop).jpg|450px|miniatura|centro|Creazioni del truccaggio: questi due ‘maturi’ personaggi sono [[w:Norma Shearer|Norma Shearer]] e [[w:Clark Gable|Clark Gable]] in ‘[[w:Strano interludio (film)|Strano interludio]]’.]]<noinclude><references/></noinclude> 46b9yq8c0q7o1ss5jy3mbesxu76yqyk Pagina:Fabbrica del volto.pdf/3 108 965481 3865718 3849810 2026-07-24T13:37:40Z Gatto bianco 43648 3865718 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>nei generi più disparati: dramma, o commedia, o tragedia. D’altra parte poi, in soggetti come il {{Sc|testamento del dr. mabuse}} o {{Sc|frankenstein}}, come il {{Sc|fantasma dell’opera}} o il {{Sc|dr. jeckyll}} — per ricordare soltanto alcuni esempi dei più famosi — è stato appunto il truccaggio a render possibile la realizzazione di temi drammatici sbalorditivamente fantasiosi ed azzardati. Ma i successi più efficaci del truccaggio si riscontrano nei casi in cui esso riesce a mutare gradualmente l’aspetto di un attore, la cui parte in un film si svolge in una lunga serie di anni, con il conseguente crescere della età dell’interprete.<br> Vuole infine essere annoverata una virtù del truccaggio ancor più specificamente, ancor più squisitamente cinematografica. Il cinema di ieri e d’oggi è stato ed è un inesauribile vivaio, un fantastico e caleidoscopico repertorio di intrecci e favole e romanzi d’amore. Il 90% della produzione filmistica non è che variazione su una nota od un motivo od un canto del poema eterno. Ma ogni storia d’amore — soprattutto se sia, com’è nel più dei casi, una storia romantica — esige che il protagonista e la protagonista principali, gli eroi insomma, siano ambedue ‘belli’. Ebbene, tra i còmpiti creativi del truccaggio figura appunto, in prima linea, quello di far risaltare la loro bellezza: poichè il Cinema, come ha detto acutamente [[w:Charlie Chaplin|Charlie Chaplin]], ha trionfato non tanto per l’arte e l’abilità esplicate nei film, quanto perchè ha ridato all’umanità bellezza e fascino: per lo meno ad un’umanità privilegiata, posta in primo piano; ed è questo che il pubblico desidera ed ammira.<br> Per dir tutto, però, anche il truccaggio ha il suo rovescio, specialmente per le attrici. In genere, a meno che non debbano truccarsi profondamente per interpretare personaggi che mutino di età o di condizioni fisiche — e questo càpita raramente perchè si preferisce veder le ‘stelle’ sotto il loro aspetto più noto — esse son molto più preoccupate di mantener la propria pelle in buone condizioni che non di truccarsi, giacchè all’ultima cosa provvedono gli esperti delle rispettive Case. Vale a dire, che grande è la cura da esse posta nel far scomparire tutti i segni del complicato truccaggio cinematografico, e assidua la loro ricerca di un prodotto così squisito da cancellare efficacemente tutte le traccie spiacevoli e così rapido da far sentire immediatamente, con un pronto refrigerio, la sua azione rigeneratrice. Nuovo problema, da aggiungersi ai tanti già affrontati e risolti dallo specialista. E problema non semplice. E necessario infatti che quei preparati posseggano in sommo grado tre qualità: applicazione facile, regolarità assoluta di funzionamento, azione subitanea. Ed è stata finalmente trovata una crema, la cosiddetta ‘crema dissolvente’, la quale ha tutti e tre questi requisiti e che, in più, è adatta sia alle pelli grasse (bisognose di astringenti) per conservare la loro limpidezza, spesso faticosamente acquisita, sia a quelle secche (che hanno necessità di esser lubrificate e tonificate). In fatto di truccaggio non esiste più nessuno lacuna da colmare.<br> Proprio come l’antica favola di Mida: trovato il segreto per convertire ogni cosa in oro, si rischia di morire sotto il peso di quello splendore. Trovato nel truccaggio il segreto di una bellezza quasi sovrumana, superiore alle offese del tempo e all’ingiuria delle passioni, tutta la cura è di scoprire un metodo per distruggere quella inviolabile maschera di bellezza e riscoprire, sotto di essa, la povera carne fragile e peritura. {{A destra|MAX FACTOR}} [[File:Fabbrica del volto (page 3a crop).jpg|300px|miniatura|centro|Ann Harding al naturale]] [[File:Fabbrica del volto (page 3bcrop).jpg|450px|miniatura|centro|Ann Harding durante la metamorfosi in vecchia]]<noinclude><references/></noinclude> io1z4g7xixr8ax8eprzycdvqtlj96xt 3865719 3865718 2026-07-24T13:38:19Z Gatto bianco 43648 3865719 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" /></noinclude>nei generi più disparati: dramma, o commedia, o tragedia. D’altra parte poi, in soggetti come il {{Sc|testamento del dr. mabuse}} o {{Sc|frankenstein}}, come il {{Sc|fantasma dell’opera}} o il {{Sc|dr. jeckyll}} — per ricordare soltanto alcuni esempi dei più famosi — è stato appunto il truccaggio a render possibile la realizzazione di temi drammatici sbalorditivamente fantasiosi ed azzardati. Ma i successi più efficaci del truccaggio si riscontrano nei casi in cui esso riesce a mutare gradualmente l’aspetto di un attore, la cui parte in un film si svolge in una lunga serie di anni, con il conseguente crescere della età dell’interprete. Vuole infine essere annoverata una virtù del truccaggio ancor più specificamente, ancor più squisitamente cinematografica. Il cinema di ieri e d’oggi è stato ed è un inesauribile vivaio, un fantastico e caleidoscopico repertorio di intrecci e favole e romanzi d’amore. Il 90% della produzione filmistica non è che variazione su una nota od un motivo od un canto del poema eterno. Ma ogni storia d’amore — soprattutto se sia, com’è nel più dei casi, una storia romantica — esige che il protagonista e la protagonista principali, gli eroi insomma, siano ambedue ‘belli’. Ebbene, tra i còmpiti creativi del truccaggio figura appunto, in prima linea, quello di far risaltare la loro bellezza: poichè il Cinema, come ha detto acutamente [[w:Charlie Chaplin|Charlie Chaplin]], ha trionfato non tanto per l’arte e l’abilità esplicate nei film, quanto perchè ha ridato all’umanità bellezza e fascino: per lo meno ad un’umanità privilegiata, posta in primo piano; ed è questo che il pubblico desidera ed ammira.<br> Per dir tutto, però, anche il truccaggio ha il suo rovescio, specialmente per le attrici. In genere, a meno che non debbano truccarsi profondamente per interpretare personaggi che mutino di età o di condizioni fisiche — e questo càpita raramente perchè si preferisce veder le ‘stelle’ sotto il loro aspetto più noto — esse son molto più preoccupate di mantener la propria pelle in buone condizioni che non di truccarsi, giacchè all’ultima cosa provvedono gli esperti delle rispettive Case. Vale a dire, che grande è la cura da esse posta nel far scomparire tutti i segni del complicato truccaggio cinematografico, e assidua la loro ricerca di un prodotto così squisito da cancellare efficacemente tutte le traccie spiacevoli e così rapido da far sentire immediatamente, con un pronto refrigerio, la sua azione rigeneratrice. Nuovo problema, da aggiungersi ai tanti già affrontati e risolti dallo specialista. E problema non semplice. E necessario infatti che quei preparati posseggano in sommo grado tre qualità: applicazione facile, regolarità assoluta di funzionamento, azione subitanea. Ed è stata finalmente trovata una crema, la cosiddetta ‘crema dissolvente’, la quale ha tutti e tre questi requisiti e che, in più, è adatta sia alle pelli grasse (bisognose di astringenti) per conservare la loro limpidezza, spesso faticosamente acquisita, sia a quelle secche (che hanno necessità di esser lubrificate e tonificate). In fatto di truccaggio non esiste più nessuno lacuna da colmare. Proprio come l’antica favola di Mida: trovato il segreto per convertire ogni cosa in oro, si rischia di morire sotto il peso di quello splendore. Trovato nel truccaggio il segreto di una bellezza quasi sovrumana, superiore alle offese del tempo e all’ingiuria delle passioni, tutta la cura è di scoprire un metodo per distruggere quella inviolabile maschera di bellezza e riscoprire, sotto di essa, la povera carne fragile e peritura. {{A destra|MAX FACTOR}} [[File:Fabbrica del volto (page 3a crop).jpg|300px|miniatura|centro|Ann Harding al naturale]] [[File:Fabbrica del volto (page 3bcrop).jpg|450px|miniatura|centro|Ann Harding durante la metamorfosi in vecchia]]<noinclude><references/></noinclude> qaawu2a597862m068wixrx0frh379dx Utente:Myron Aub 2 966244 3865746 3864474 2026-07-24T14:30:16Z Myron Aub 24422 /* */ Aggiunto Agostino 3865746 wikitext text/x-wiki Nella mia pagina su IA [https://archive.org/details/@myron_aub/uploads qui] ci sono i miei caricamenti mentre nella mia collezione dei "favorites" [https://archive.org/details/fav-myron_aub qua] sono inclusi testi non caricati da me già presenti su IA che trovo interessanti perché traduzioni abbastanza recenti soprattutto di classici filosofici e di alcuni classici letterari. Nella seguente pagina [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Myron_Aub/Refusi_con_hunspell qua] espongo come cercare refusi con Hunspell. In questa pagina elenco testi di pubblico dominio che sono principalmente traduzioni di testi (soprattutto filosofici e in minor parte letterari) greci, latini e stranieri. Privilegio le traduzioni in italiano più moderno, dal XIX secolo ai giorni nostri. '''Informazioni su dati anagrafici difficilmente rintracciabili di autori.''' [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Myron_Aub/Autori_con_date qui] c'è una sottopagina di un elenco di autori (per ora non tutti di pubblico dominio) con date di nascita e morte difficilmente disponibili in rete e un altro elenco di autori con data di morte incerta. '''Vari testi di pubblico dominio finora non trovati come scansioni in rete:''' Elenco qui alcuni testi di pubblico dominio che mi interesserebbe vedere in formato scansione e che spero che un giorno appaiano in rete: '''1) testi di filosofia:''' Augustinus, Aurelius Contro la menzogna / S. Agostino ; testo latino, versione e introduzione a cura del p. Domenico Bassi Roma : Gioventù italica, stampa 1931 Comte, Auguste (1798-1857) Catechismo positivista 2a edizione... Tradotto da Walter Congreve. [Avvertimento di P. Laffitte.] San Remo, Stab. Tipo. litogr. G. B. Biancheri, 1882. In-8°, 386 p., tabl. (ripubblicato nel 2024, nella sua 3a edizione, dalla Società Positivista Italiana: Catechismo Positivista Augusto Comte, trad. Gualtiero Congreve, pp. 323, Società Editrice Positivista Italiana, Padova, CCXXXII; ISBN: 9791281601178). Mill, John Stuart Augusto Comte e il positivismo / John Stuart Mill ; traduzione dall'inglese di Amedeo Dardanelli Roma : Tip. Forzani e C., 1903 230 p. ; 23 cm. '''2) Testi di religione, spiritualità e occulto''' Kerbaker, Michele. Scritti inediti / Michele Kerbaker ; con prefazione di Carlo Formichi e a cura di Vittore Pisani Roma : Reale accademia d'Italia 1932-1939. 6 volumi contenenti un'antologia del Mahabharata (volumi 2 e 3 già presenti su Internet Archive). Lodge, Oliver Pitoni, Rinaldo <n. 1864> Oltre la vita : studio di facoltà umane ancora ignote / Oliver Lodge ; traduzione dall'undecima edizione inglese, con note di Rinaldo Pitoni Bari : Laterza, 1933 Marcus, Ernst (1856-1928) Rensi, Giuseppe <1871-1941> Teoria di una magia naturale fondata sulla dottrina di Kant / Ernesto Marcus ; traduzione e prefazione di Giuseppe Rensi Bari : G. Laterza & figli, 1938 Trezza, Gaetano (1828-1892) Le religioni e la religione. Verona ; Padova : Drucker & Tedeschi, 1884 '''3) Testi di scienza''': Baldwin, James Mark (1861-1934) L'intelligenza / J. Mark Baldwin ; traduzione dall'inglese del professore Guida Villa (1867-1949) Torino : Fratelli Bocca, 1904 XXVIII, 290 p. : ill. ; 21 cm. Darwin, Charles Autobiografia / Darwin Milano : Istituto editoriale italiano, \1919! 182 p. ; 10 cm. Hampson, William (1854–1926) Paradossi della natura e della scienza, cioè fatti che sembrano contraddire generali esperienze o principi scientifici / di W. Hampson Alessandria : Boffi, 1910 Lewes, George Henry (1817-1878) Lo studio della psicologia : suo obbietto, scopo e metodo / George Henry Lewes ; prima edizione italiana con prefazione e note del prof. Giambattista Grassi Bertazzi (1867-1951) Milano ; Roma : Società editrice Dante Alighieri, 1907 XXX, 185 p. ; 20 cm. Ribot, Theodule La psicologia dei sentimenti / Teodulo Ribot ; traduzione italiana di F. M. C. Milano [etc.] : R. Sandron, pref. 1896 438 p. ; 23 cm '''4) Testi di letteratura''' Antologia dell'amore turco / a cura di Edmond Fazy e Abdul-Alim Memdouh ; versione italiana di Decio Cinti Milano : Corbaccio, 1923 Capuana, Luigi Il braccialetto / Luigi Capuana Milano : Brigola di G. Marco, 1898 Della Sala Spada, Agostino Nel 2073! : sogni d'uno stravagante / messi in carta per l'avvocato Agostino Della Sala Spada Testo Casale : Tipografia del giornale Il Monferrato, 1874 Goethe, Johann Wolfgang : von Fiaba del serpente verde e della bella Gigliola / J. W. v. Goethe ; commento di G. Blason Trieste : Trani, stampa 1944 Gogol’, Nikolaj Vasil’evic. Mirgorod / Nikola Gogol ; traduzione di Federigo Verdinois Lanciano : Carabba, 1923 Gogol’, Nikolaj Vasil’evic. Le veglie alla fattoria di Dicanca / Nicola Gogol ; versione di F. Verdinois Napoli : G. Giannini, 1920 Novelle russe / a cura di Corrado Alvaro: vol. I-II (Pusckin, Lermontov, Gogol, Gonciarov, Turghenev, Scedrin, Dostojewski, Tolstoi, Garscin, Cecov, Gorki, Andreiev, Ciricov, Artzibascev, Kuprin, Sologub, Lomakin, Uspenski, Timkovski, Skitalitz) Milano : Soc. Ed. R. Quintieri, 1920 (Saita e Bertola) Turgenev, Ivan Sergeevic. Le poesie in prosa / di Ivan Turgheniev ; tradotte da Enrico Damiani Pubblicazione Lanciano : Carabba, [1923] Villiers de l'Isle-Adam, Auguste <comte de> Eva futura : Romanzo. Unica traduzione di D. C. (probabilmente Decio Cinti). Milano : Casa Edit. Bietti Edit. Tip., 1930 Wells, H. G. Sodini, A. M. La Guerra dei mondi : Romanzo / H. G. Wells ; traduzione di Angelo Maria Sodini (1875-1939) Milano : F. Vallardi, 1901 Morandi, Luigi <1844-1922>; Ciampoli, Domenico <1852-1929> Poeti stranieri lirici, epici, drammatici : scelti nelle versioni italiane (2 volumi) / Morandi L. e Ciampoli D. Milano [etc.] : Società editrice Dante Alighieri di Albrighi, Segati 1904 '''5) altri testi:''' Pestalozzi, Johann Heinrich Leonardo e Geltrude : libro per il popolo / Enrico Pestalozzi ; traduzione, prefazione e note di Giovanni Sanna (1877-1950). (in 4 volumi). Venezia [poi] Firenze : La nuova Italia, 1928 (e altre ristampe successive). Squillace, Fausto Titolo La moda / Fausto Squillace Pubblicazione Milano [etc.] : Sandron, 1912 159 p. ; 19 cm. '''In pubblico dominio dal 2027:''' Barié, Giovanni Emanuele (1894-1956). La spiritualità dell'essere e Leibniz. Padova : CEDAM, 1933 Sbloccabile su Google Libri [https://books.google.it/books?id=EHYLAQAAIAAJ qui] Capone Braga, Gaetano La vecchia e la nuova logica / Gaetano Capone Braga (1889-1956) Padova : Cedam, 1948 Sbloccabile su Google Libri [https://books.google.it/books?id=LzUAAAAAMAAJ qui] Cassirer, Ernst. Storia della filosofia moderna (4 volumi). Traduzione di Angelo Pasquinelli (1926-1956) Torino : G. Einaudi, 1958 e ristampe seguenti. Primo volume sbloccabile su Google Libri qui: https://books.google.it/books?id=64AcH4mrab0C Jevons, William Stanley Lezioni di logica elementare / W.S. Jevons ; a cura di Gaetano Capone Braga (1889-1956) Padova : Cedam, 1948 Sbloccabile su Google Libri [https://books.google.it/books?id=WztCAQAAIAAJ qui] Pastore, Annibale Scritti di varia filosofia / Annibale Pastore Milano : Fratelli Bocca, 1940 Sbloccabile su Google Libri [https://books.google.it/books?id=8HA_AAAAIAAJ qui] Pastore, Annibale La volontà dell'assurdo : storia e crisi dell'esistenzialismo / Annibale Pastore Milano : Giovanni Bolla, 1948 Sbloccabile su Google Libri [https://books.google.it/books?id=S5Lad41dxasC qui] Stefanini, Luigi <1891-1956> Imaginismo come problema filosofico : vol. primo Padova : CEDAM, 1936 Sbloccabile su Google Libri [https://books.google.it/books?id=5BHBNszP5LUC qui] '''In pubblico dominio dal 2028:''' Della magia / Apuleio di Madaura ; testo latino, traduzione e note di Concetto Marchesi Bologna : Zanichelli, 1955 Descrizione fisica: XXX, 226 p. ; 20 cm Bonaventura : da Bagnorea <santo> Breviloquio (2 vv.) / S. Bonaventura da Bagnoregio ; a cura del p. Giuliano Piccioli (1878-1957) Siena : Ezio Cantagalli, 1931 Burckhardt, Jacob Considerazione sulla storia del mondo / Jacob Burckhardt; traduzione di Antonio Banfi Milano : Bompiani, 1954 Kierkegaard, Søren Il concetto dell'angoscia / Soren Kierkegaard ; tradotto dal danese da Meta Corssen (1894-1957) Firenze : Sansoni, 1942 Kierkegaard, Søren La malattia mortale : (svolgimento psicologico cristiano di Anti-Climacus) / Sören Kierkegaard ; a cura di Meta Corssen (1894-1957) ; prefazione di Paolo Brezzi Milano : Edizioni di Comunità, 1947 Kierkegaard, Søren L'ora : atti d'accusa al cristianesimo del Regno di Danimarca, anno 1855 / Soren Kierkegaard ; traduzione di Antonio Banfi Milano ; Roma : Doxa, stampa 1931 Palacio Valdes, Armando Santa Rogelia Traduzione di Mario Puccini Torino : UTET, 1961 Sarmiento, Domingo Faustino Facundo o Civiltà e barbarie / Domingo F. Sarmiento ; a cura di Mario Puccini Torino : Unione tipografico-editrice torinese, stampa 1953 Simmel, Georg Banfi, Antonio <1886-1957> I problemi fondamentali della filosofia / G. Simmel ; traduzione e introduzione di A. Banfi Firenze : Vallecchi, [dopo il 1921] Stoermer, Carlo (1874-1957). Dalle stelle agli atomi; prefazione di Giovanni Giorgi ; appendici di G.B. Angioletti ... [et al.] Milano : Hoepli, 1934 Subhadra <bhikschu> (1852-1917) De Lorenzo, Giuseppe <1871-1957> Catechismo buddhistico per avviamento nella dottrina di Gotamo Buddho / di Subhadra Bhikshu ; tradotto in italiano da Giuseppe De Lorenzo Napoli : Ricciardi, 1922 Tommaso : d'Aquino <santo> : Mazzoni, Giuseppe ; L'anima umana : estratti dalla Somma teologica / s. Tommaso ; a cura di Giuseppe Mazzoni (1881-1957) ; Verona : La scaligera, 1941 (Vicenza : Tip. vicentina) Whitehead, Alfred North Banfi, Antonio <1886-1957> La scienza e il mondo moderno / A. N. Whitehead ; con una introduzione di Antonio Banfi Milano : Bompiani, 1945 02hg81oiudhoti3osxbttgy6iw3og9q Utente:Myron Aub/Autori con date 2 969834 3865756 3861600 2026-07-24T14:51:56Z Myron Aub 24422 /* Autori con date di morte non ancora trovate */ Aggiunto Primo Montanari 3865756 wikitext text/x-wiki ;Dati anagrafici di vari autori difficili da trovare in rete in altri luoghi o con data di morte incerta I siti dove è più probabile trovare le date di nascita e morte di autori e traduttori poco noti sono * il sito dell'SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale), * viaf.org, * il sito Treccani, * Internet Archive * le ricerche dentro Google Libri. Se di un autore o traduttore si conosce solo #il luogo e la data di nascita oppure #l'indirizzo di dove risiedeva in un certo anno allora si possono contattare i servizi demografici del relativo comune per sapere la data di morte dell'autore. Se l'autore o il traduttore ha pubblicato testi per una casa editrice ancora esistente si può contattare questa casa editrice per sapere da essa se ha maggiori notizie di questo autore o traduttore. == Autori con date di morte certe == ;Albergamo, Francesco (1896-1973): traduttore di testi di Poincarè e Bergson ;Benuzzi, Valerio (1892-1961): traduttore di: Nietzsche, Friedrich :Benuzzi, Valerio ; ''Lettere scelte e frammenti epistolari'' / Federico Nietzsche ; Prefazione e traduzione di Valerio Benuzzi; Lanciano : R. Carabba, 1914 ;Berra, Camillo (1885-1956): traduttore di De La Barca, Pérez Galdós, de Queiroz e altri autori spagnoli, portoghesi e francesi. ;Biancotti, Angiolo: (a volte noto come Biancotti Angelo) (1892-1964). Traduttore di Poe, Emerson, Carlyle ed altri. ;Castellani, Giuseppe (1886-1976): (da non confondere con un omonimo storico e numismatico, vissuto dal 1858 al 1938), gesuita traduttore de "L'unità dell'intelletto" di Tommaso d'Aquino ;Cervini. Maria Luisa (1889-1977): traduttrice di: Coleridge, Samuel Taylor :Cervini, Maria Luisa ; ''Poesie e prose'' / Samuele T. Coleridge ; a cura di Maria Luisa Cervini ; Torino : UTET, 1931 ;Costantini, Gennaro (1885-1955): traduttore di: Le Dantec, Félix :Costantini, Gennaro ; ''Elementi di filosofia biologica'' / Felix Le Dantec ; traduzione autorizzata del dott. Gennaro Costantini (con introduzione e note del traduttore) ; Palermo : R. Sandron, [1909] ;De Ruggiero, Nicola (germanista, 1887-1967): traduttore di vari testi di Goethe e Schiller. ;Einaudi, Costanzo (m. 1953): traduttore di Snyder, Carl :Einaudi, Costanzo ; ''La nuova scienza ''/ Carlo Snyder ; versione dall'inglese e aggiunte [di] Costanzo Einaudi ; Torino : Fratelli Bocca, 1907 (presente su Internet Archive) ;Fedi, Remo (1888-1975 ca): traduttore di: Hermes Trismegistus :Fedi, Remo ''Il Pimandro'' / di Ermete Trismegisto ; introduzione e traduzione dal greco a cura di Remo Fedi ; Milano : Bocca, 1942 ;Fidi, Alberto (1882-1958): traduttore di testi di Agrippa von Nettesheim, Paracelso, Herbert George Wells, Robert Louis Stevenson e Walter Scott. ;Garrone, Luigi Antonio (1886-1950): traduttore di Jeans, James Hopwood :Garrone, Luigi A. ; ''Le stelle nel loro corso'' / James Jeans ; traduzione di L. A. Garrone ; Milano : Treves, 1933 :Kipling, Rudyard ; ''Capitani coraggiosi'' : Racconto dei banchi di Terranova. Traduzione [dall'inglese] di Luigi A. Garrone ; Milano : Ed. Aurora, 1937 (Tip. Locatelli, Sommaruga, Monesi) ;Giartosio de Courten, Maria Luisa (1893–1990): traduttrice di Charles Dickens, G. K. Chesterton, Jack London, Saffo e altri ;Jung, Leopoldo (1847-1922): traduttore di Gibson, Charles Bernard :Jung, Leopoldo ; ''Idee scientifiche d'oggi sulla natura della materia, elettricità, Luce, calore ecc. Alla portata di tutti'' : Traduzione di Leopoldo Jung : Milano : L. F. Cogliati, 1925 (Varese, A. Nicola e C.) ;Liguori Barbieri, Ersilia (nata a Gragnano il 25 settembre 1898, morta nel 1974): traduttrice di: Boutroux, Émile Gentile, Giovanni <1875-1944>; Liguori Barbieri, Ersilia Dell'idea di legge naturale nella scienza e nella filosofia contemporanea / Emilio Boutroux ; traduzione e bibliografia di E. Liguori Barbieri ; prefazione di G. Gentile Firenze : Vallecchi, stampa 1925 ;Lopes-Pegna, Ubaldo (1894-1964): traduttore di :Spinoza, Benedictus : de Lopes-Pegna, Ubaldo ; ''Lettere'' : traduzione, introduzione e note di Ubaldo Lopes-Pegna : vol. 1., 2 ; Lanciano : R. Carabba, 1938 ;Mackenzie, William (morto nel 1972): Autore di vari testi di metapsichica. ;Mathis, Giuseppe nato e morto a Torino (1902-1988): traduttore di: :Tommaso : d'Aquino <santo> : Mathis, Giuseppe ; ''De regimine principum ad regem Cypri'' / S. Tommaso d'Aquino ; prefazione e traduzione italiana di Giuseppe Mathis Torino [etc.! : Paravia, 1928 ;Meschini Ubaldini, Mario Umberto (a volte scritto come Mario Meschini, Mario Alberto Meschini o Mario Ubaldini, 1908-1984): traduttore di Fontenelle, Bernard : de Meschini, Mario ; ''Conversazioni sulla pluralità dei mondi ; Dialoghi dei morti'' / traduzione a cura di Mario Meschini ; Milano : V. Bompiani, 1945 (Tip. E. Sormani) ;Muzio, Giuseppe noto anche con lo pseudonimo di Giuseppe Marino (1888-1973): traduttore di testi di Tommaso d'Aquino e Bonaventura da Bagnoregio ;Puccetti, Angelo (anche scritto come Angiolo Puccetti) (1887-1965): traduttore di testi di Tommaso d'Aquino, Ambrogio e Giovanni Damasceno ;Raspini, Corrado (1881-1959): traduttore di :Benson, Robert Hugh : Raspini, Corrado ; ''Il dominatore del mondo'' : romanzo / R. Hug Benson : traduzione dall'inglese di Corrado Raspini ; Firenze : Vallecchi, pref. 1920 ;Roncali Elsa (1877-1966): Traduttrice di "Sulla missione del dotto" di Johann Gottlieb Fichte. ;Rotta, Paolo (1873-1962): traduttore di testi di Cusano, Platone, Agostino. ;Sola, Emma (1894-1971): traduttrice di opere di Friedrich Nietzsche, Johann Wolfgang von Goethe, Gotthold Ephraim Lessing, Georg Simmel, Gustav Theodor Fechner. ;Valenti Pfeiffer, Matilde (1893-1988): traduttrice di testi di Edward Murray East e di Edward Washburn Hopkins. ;Clary Zannoni Chauvet (1899-1989): nipote del nonno Costanzo Chauvet (1844-1918). Traduttrice di vari testi di Tagore e anche di: :Kabir : Zannoni Chauvet, Clary ; ''Cento canti'' / di Kabir ; [traduzione di Clary Zannoni Chauvet] ; Lanciano : G. Carabba, 1923 == Autori con date di morte non ancora trovate == Bozzone, Antonio (Anton Maria Bozzone), autore scomparso probabilmente dopo la fine degli anni '50 traduttore di: Pascal, Blaise Bozzone, Antonio Pensieri / Biagio Pascal ; scelti e tradotti, con una introduzione di Antonio Bozzone Torino : G. B. Paravia e C., 1928 Cadei, Erme. Traduttore tra il 1912 e il 1954 di molti autori russi tra cui Tolstoj, Gor'kij, Cehov, Turgenev, Andreev, Kuprin e altri. Castelli, Cesare (n. ad Arezzo nel 1871). Traduttore di testi di Leonid Nikolaevic Andreev, George Bernard Shaw, Guy de Maupassant, Anton Cehov. Coardi, Carlo. Di questo traduttore non hanno informazioni neanche le case editrici per cui ha pubblicato. Le sue ultime traduzioni inedite sono del 1938. Alcune voci lo ritengono lo pseudonimo di una persona morta nel 1957. Traduttore di testi di Hendrik Willem Van Loon, Walter Boughton Pitkin, Franklin Delano Rossevelt e altri. Cremonini, Pia (nata a Salorino il 2 dicembre 1873- vivente nel 1920), traduttrice di: Lea, Henry Charles Cremonini, Pia Le origini del potere temporale dei Papi : la immunità del Clero / Charles Henry Lea ; prima ed unica versione italiana di Pia Cremonini Mendrisio : Cultura Moderna, 1915 (Lodi, S. Tip.) Lea, Henry Charles Cremonini, Pia Storia del celibato ecclesiastico nella Chiesa Cristiana / Henry Charles Lea ; prima ed unica traduzione italiana sulla terza edizione inglese riveduta di Pia Cremonini Mendrisio : Cultura moderna, 1911 (presente su Internet Archive) De Vivo, Catello (n. il 24 gennaio 1872, forse a Napoli). Autore di: De Vivo, Catello Fiabe / Catello De Vivo Gallipoli : G. Stefanelli, 1920 Diambra, Tito (nato a Senigallia nel 1872 ca.), traduttore di vari testi di Louisa May Alcott, George Bernard Shaw, Rudyard Kipling, Mark Twain, Jack London, Joseph Conrad, Charles Dickens. Dobelli, Ausonio (n. 25 dicembre 1874), traduttore di testi di Tacito, Cicerone, Virgilio, Orazio, Tito Livio Domenichini, Mario (n. il 2 gennaio 1882) traduttore di testi di Honorè de Balzac e di Ernst Haeckel Favilli, Mario (autore e traduttore dal 1927 al 1954). Trasuttore di: Emerson, Ralph Waldo Favilli, Mario La presenza di Dio : antologia dai saggi emersoniani / R. W. Emerson ; a cura di Mario Favilli Firenze : Felice Le Monnier, 1931 Emerson, Ralph Waldo Favilli, Mario (vivente fino almeno al 1954) Lo spirito energia vitale / R. W. Emerson ; introduzione e traduzione di Mario Favilli Firenze : Le Monnier, 1952 Flechia, Giuseppe (insegnante della scuola libera popolare di Schio, morto dopo il 1954) traduttore di testi di Orazio, Omero, Fedro e Virgilio Giannini, Clemente (nato il 27 aprile 1897, vivente fino almeno agli anni '60) traduttore di vari testi di Knut Hamsun, Henrik Ibsen e altri autori nordici. Graziussi, Marino (nato il 14 aprile 1885 forse a Trieste) traduttore di: Windelband, Wilhelm Graziussi, Marino Platone / Guglielmo Windelband ; traduzione italiana di Marino Graziussi Palermo [etc.] : Remo Sandron, [1914?] Levi, Evelina (nata a Modena l'11 agosto 1883, traduttrice di testi fino al 1951, i servizi demografici di Modena non sono riusciti a rintracciare la data di morte). Traduttrice di: Bonsels, Waldemar Giannaccini, Ilio; Levi, Evelina L'ape Maja e le sue avventure / W. Bonsels ; traduzione di Evelina Levi ; illustrazioni di Ilio Giannaccini Firenze : R. Bemporad, stampa 1926 Marzini, Rovigo (morto prima del 1940) traduttore di: Hermas Marzini, Rovigo Il pastore / Erma ; a cura di Rovigo Marzini Siena : Cantagalli, 1928 Montanari, Primo (nato il 1 luglio 1891 a Carrara, residente nel 1930 a Firenze in Via del Corso 3, vivente fino almeno al 1967, traduttore di testi di Aristotele, Agostino e Tommaso d'Aquino). Pucci, Ulisse (nato il 29 giugno 1889, sacerdote e docente di storia e filosofia al liceo Tasso di Roma, vivente fino almeno al 1964) traduttore di testi di Agostino e Tommaso d'Aquino Quadri, Goffredo (autore di testi dal 1934 al 1967, docente all'Università di Siena fino almeno al 1968) autore di: Quadri, Goffredo La filosofia degli arabi nel suo fiore (2 volumi) Firenze : La nuova Italia, stampa 1939 Silvestri Giorgi, Agnese (Lucca il 10 marzo 1881-dopo il 1965) traduttrice di testi di Louisa May Alcott, Tagore, Francis S. Fitzgerald, Gustav Meyrink :Vitali, Guido (nato a Milano l'11 settembre 1881, preside del liceo Parini di Milano fino al 1936 o 1937 e vivente fino agli anni '60 circa). Traduttore di testi di Virgilio, Omero, Ovidio, Plauto e altri. sgp8x538o2ne3f8n8k07kmrwmhg67fy Discussioni utente:Francyskus 3 978724 3865772 3853126 2026-07-24T16:39:11Z FreeCorp 36114 /* Texts in Italian and in French for Wikisource */ nuova sezione 3865772 wikitext text/x-wiki {{benvenuto|firma=[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 08:30, 12 giu 2025 (CEST)}} == Copyright== Ciao Francyskus, non possiamo caricare testi ancora sotto copyright. Come regola generale, devono essere passati 70 anni dalla morte dell'autore, e sia Calvino che la Viganò sono morti molto più di recente. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 08:30, 12 giu 2025 (CEST) == Viaggi alle Due Sicilie == Ciao, per favore lascia perdere la trascrizione di [[Indice:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 2, 1792 - BEIC IE6332532.djvu]]: le pagine che hai pubblicato al 75% non era formattate ed è anche inutile che pubblichi pagine al 25% utilizzando l'OCR senza un buon criterio. Visto che stiamo già lavorando sull'opera io e un'altra utente, lei trascrivendo e io rileggendo il testo, i tuoi interventi sono solo una perdita di tempo per te e per noi, che dobbiamo rifare il lavoro che lasci indietro, quindi per cortesia dedicati a fare esperienza su altre opere. Grazie. [[User:Spinoziano|Spinoziano]] ([[User talk:Spinoziano|disc.]]) 15:13, 13 giu 2025 (CEST) :{{ping|Candalua}} questo nuovo utente non si ferma e non risponde ai messaggi, puoi intervenire? Sta facendo danni. --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 16:05, 13 giu 2025 (CEST) ::Francyskus, prima di tutto dovresti sempre rispondere ai messaggi che ricevi, anche solo per darci conferma che hai capito e che terrai conto delle indicazioni. Questo è un progetto collaborativo e la comunicazione per noi è imprescindibile. Poi: le pagine senza testo non vanno segnate come "trascritte" ma come "pagine vuote": vedi [[Aiuto:Stato di Avanzamento del Lavoro]] per capire meglio come funziona. Altra cosa: ti sei messo a trascrivere alcune pagine di [[Indice:Yambo - Manoscritto trovato in una bottiglia - 1905 - Scotti.pdf]], ma quello è un indice abbandonato, come è indicato; quindi hai fatto del lavoro inutile. In generale vedo che stai lavorando su una pagina qua, un'altra là... io ti consiglierei di fare pratica con un'opera per volta, magari cominciando con una da rileggere. Così anche per noialtri è più facile seguirti e darti le giuste dritte. Attendo una tua risposta. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:41, 13 giu 2025 (CEST) == Formattazioni varie == Ciao, sei attivissimo! oltre 500 modifiche in 3 giorni! Occhio però a prendere prima confidenza con le formattazioni tipiche di wikisource (piuttosto ostiche pure se uno già conosce wikipedia), vedi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:I_poeti_dell%27Antologia_Palatina_(Romagnoli)_3.djvu/7&diff=prev&oldid=3535344 per es.] l'uso del template ''rigaintestazione'' e del codice ''poem''. Prendi ispirazione da altre pagine già sistemate da utenti esperti, e magari datti una lettura alle pagine di aiuto per poter contribuire al meglio. Se hai dubbi chiedi pure :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:20, 14 giu 2025 (CEST) == Mancate risposte == Se continui a non rispondere ai messaggi, segnalerò la cosa e prenderemo dei provvedimenti. Non è accettabile questo comportamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:40, 14 giu 2025 (CEST) == Attività in Sicilia: si conclude il 2025, nuovi progetti nel 2026 == [[File:Wikimediani durante Wiki Loves Sicilia 2025 - Pasta e pesce 3.jpg|thumb|Wikimediani siciliani durante un evento di contribuzione]] Buongiorno a tutti, Si conclude un altro bellissimo anno di raduni in Sicilia. Dal 2023, il nostro gruppo di volontari a Wikipedia si è dedicato ad organizzare incontri e progetti per stimolare la partecipazione sul territorio siciliano. Potete ritrovare [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2025|sulla pagina dei raduni 2025]] tutti i progetti che abbiamo organizzato durante l'anno. In particolare, potete dare un'occhiata: * alle [[c:Commons:Wiki Loves Monuments 2025 in Italy/Sicily|foto vincitrice dell'edizione regionale del concorso '''Wiki Loves Monuments''']]; * alla pagina del progetto '''[[it:Wikipedia:Wiki Loves Sicilia 2025|Wiki Loves Sicilia]]''' in cui abbiamo elencato gli eventi organizzati, le foto di cibo scattate e le voci migliorate nell'ambito di questo progetto di documentazione della gastronomia siciliana; * alle foto e la documentazione del convegno '''[[m:ItWikiCon/2025|itWikiCon 2025]]''' che abbiamo organizzato a Catania. Ora, si avvicina il 2026, e abbiamo già alcuni eventi in preparazione! [[File:Locandina WP25 Palermo.png|thumb|Locandina dell'evento del 17 gennaio 2026 a Palermo]] Prima di tutto, vi invito ad aggiungere '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2026|la pagina dei raduni 2026]]''' nella vostra lista di osservati speciali per poter essere informati dei prossimi progetti svolti in Sicilia. Vi ricordo inoltre che quella pagina e la sua pagina di discussione sono aperte a tutti: ogniuno può decidere di organizzare un evento o un progetto nella sua provincia. Non esitare a contattare [[:it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]] o [[:it:utente:Auregann|Auregann]] per scambiare idee o domande! Nelle prossime settimane, celebreremo insieme il '''compleanno di 25 anni di Wikipedia'''. Per l'occasione, stiamo organizzando 3 incontri: * A [[it:Evento:Compleanno di Wikipedia 25 a Palermo|'''Palermo''' (Orbita), il sabato 17 gennaio]] * A [[it:Evento:Compleanno di Wikipedia 25 a Catania|'''Catania''' (sede Legambiente), il sabato 24 gennaio]] * In provincia di Ragusa, febbraio, in corso di organizzazione Non esitare ad iscrivervi sulla pagina dedicata, e a contattare [[:it:utente:Auregann|Auregann]] se volete dare una mano all'organizzazione. Vi auguriamo delle buone feste e non vediamo l'ora di continuare a sviluppare attività wikimediane sul territorio nel 2026. A presto! [[it:utente:Auregann|Auregann]] - 09:28, 18 dic 2025 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=29683760 --> == Saadi == Sono stato un po' troppo frettoloso nel caricamento dei due pdf di Saadi, non sono soddisfatto per 2 motivi: 1. ho caricato da IA il pdf senza strato testo OCR; 2. non sono affatto soddisfatto della risoluzione delle scansioni, così come sono rese dal software mediawiki. Infatti, se apri il [[:File:Saadi - Il Roseto, I.pdf|file pdf]], le dimensioni delle immagini risultano di 704 × 1 083 pixel, troppo piccole. Vedo che hai già cominciato a trascrivere: se trovo il modo di migliorare le cose, salverò tutto il tuo lavoro. Vediamo... Come stai lavorando? Sicuramente usi il tool OCR di mediawiki: ma come, di preciso? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:42, 28 gen 2026 (CET) :Ho provato a caricare io file pdf con strato testo OCR (volume I), ma mi sembra veramente uno strato OCR di bassa qualità. E' comunque oportuno usare il tool Trascrivi il testo. Usando Trascrivi il testo, l'opzione Tesseract non dà un buon risultato, è migliore, ma con parecchi errori, l'OCR Google. Continuo le prove. Archive.org non è più quello di una volta... :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:58, 28 gen 2026 (CET) ::Procede bene, sto usando il tool Trascrivi il testo, ma alcune prole sono praticamente illeggibili, come nelle note [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:21, 28 gen 2026 (CET) :::Ho imparato mediante il manuale di Wikisource a creare un'indice, a collegare l'opera alla pagina dell'autore, la reputo una piccola vittoria personale XD. Ma se ci sono problemi nel lavoro in generale fammi sapere! (O se commetto qualche errore) [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:29, 28 gen 2026 (CET) ::::Gran lavoro! Ho ritoccato qualcosa nella struttura della transclusione, lasciando un breve messaggio in Discussioni indice del vol. I; se qualcosa non ti è chiaro, oppure trovi errori, sono qua. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:01, 27 giu 2026 (CEST) == Prossimi incontri: OSM a Messina, Wikipedia a Catania == [[File:Wikipedia 25 event in Palermo, Sicily 03.jpg|thumb|Partecipanti durante l'incontro di Wikipedia 25 a Palermo a gennaio]] Buongiorno a tutti, Appena completato il [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Eventi_per_il_compleanno_di_Wikipedia|nostro tour di Sicilia con eventi per celebrare il compleanno di Wikipedia]], andiamo avanti con i nostri prossimi incontri per conoscerci di persona e migliorare insieme i nostri progetti collaborativi preferiti. Puoi raggiungerci prossimamente a queste occasioni: * '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Mapping_Day_e_formazione_a_Messina,_28_Febbraio|Mapping Day a Messina, questo sabato 28 febbraio]]''': giornata di scoperta e di contribuzione alla mappa libera OpenStreetMaps attraverso vari strumenti che si usano dal telefono. * '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Modifichiamo_Wikipedia_insieme!_Catania,_13_marzo|Incontro di contribuzione a Wikipedia a Catania il 13 marzo]]''': un raduno per modificare Wikipedia insieme. Se vuoi partecipare, non dimenticare di iscriverti nell'elenco di partecipanti per ogni evento, e di raggiungere il nostro gruppo Telegram per ricevere aggiornamenti. E come sempre, se hai un'idea o vuoi organizzare un incontro nella tua zona, non esitare a contattare me o [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]], ti supportiamo con gran piacere. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]], 08:21, 25 feb 2026 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30124662 --> == Prossimi incontri di presenza in Sicilia (marzo-aprile 2026) == Ciao! Ecco i prossimi eventi che organizziamo per i volontari di Wikipedia in Sicilia. Se hai voglia di conoscere altri utenti di persona o di diventare più coinvolto/a nei nostri progetti, non esitare a partecipare! * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Wikimeet_palermitano_-_Palermo,_27_marzo|Wikimeet a '''Palermo, 27 marzo''']] * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Astrofotografia_e_licenze_libere,_Gruppo_Astrofili_Catanesi,_16_aprile|Incontro sull'astrofotografia e licenze libere a '''Catania, 16 aprile''']] * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Modifichiamo_Wiki_e_OSM_insieme!_-_Catania,_23_aprile|Modifichiamo Wiki e OSM insieme! a '''Catania, 23 aprile''']] Per qualsiasi domanda su questi eventi, o se hai un idea per un prossimo evento, non esitare a contattare il nostro coordinatore regionale [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]]. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]], 12:17, 24 mar 2026 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30244242 --> == Prossimi incontri wiki e OSM in provincia di Catania (aprile e maggio 2026) == Ciao! Il gruppo dei Wikimediani in Sicilia ha organizzato nuovi incontri per conoscere altri utenti di Wikipedia e OSM di persona e lavorare insieme sui nostri progetti preferiti. Ecco i prossimi raduni in zona di Catania ad aprile e maggio, tutte le informazioni e iscrizioni si trovano [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2026|sulla pagina dei raduni in Sicilia]]. * '''Modifichiamo Wiki e OSM insieme!''' il 23 aprile sera da Localhost (Catania), per conoscere nuove persone e lavorare insieme * '''Editathon "Voci di carta, voci digitali"''' il 7 maggio pomeriggio al DISUM dell'Università di Catania, per migliorare insieme voci sugli autori italiani * '''Mappiamo le Aci''', 16 e 17 maggio ad Acireale, per arricchire i dati cartografici su OpenStreetMap, a piedi o in bici Per qualsiasi domanda su questi eventi, o se hai un idea per un prossimo evento, non esitare a contattare il nostro coordinatore regionale [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]]. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]] 10:35, 22 apr 2026 (CEST) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30244242 --> == Texts in Italian and in French for Wikisource == The texts I was telling you about earlier today are: * by [[d:Q466987|Marceline Desbordes-Valmore]], the most famous/studied French poetess of the XIXth century (who doesn't yet have a page on the Italian Wikisource): I scanned [https://drive.google.com/file/d/1oh-2gd81XqhqeriqVQW844v_JgO4z2Se/view?usp=sharing this book] which is a translation of [[s:fr:Livre:Desbordes-Valmore_-_Le_Livre_des_petits_enfans,_1834.pdf|this one]] which is already proofread on the French Wikisource (there are missing pages in this document but a colleague from Italy sent me the missing pages so I will soon be able to upload to book to Wikisource); I'm not sure I can also add [https://archive.org/details/desbordes-valmore-poesie-lettere this book] because I don't know the date of death of the translator who [https://fr.findagrave.com/memorial/85155490/fernanda-fratoddi was born in 1890]. Same doubt for [the poetry book ''Liriche d'Amore''] (Milan, Modernissima, 1923) translated by [[d:Q130303303|Walter Vaccari who was born in 1896]]. * by her daughter [[d:Q3352519|Ondine Valmore]], who published [https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k62819751 this book in 1844] (not yet proofread on the French Wikisource), which was [https://semdv.fr/oeuvre/traductions/Desbordes-Valmore%20-%20Come%20si%20diviene%20felici,%201846.pdf translated into Italian 2 years later]. About uploading scans to Wikimedia Commons, I have prepared [https://www.youtube.com/watch?v=PPTepM7_Ghc this video tutorial/demo] on how to upload a book on Wikimedia Commons (I don't give details on how to check that it is indeed in the public domain, which is a prerequisite) and creating the corresponding element in Wikidata. Don't hesitate if you have questions about the Wikisource workshops we have been organizing in France since 2018 to proofread texts written by women (project presented [[s:fr:Wikisource:Autrices|here]]). -- [[User:FreeCorp|FreeCorp]] ([[User talk:FreeCorp|disc.]]) 18:39, 24 lug 2026 (CEST) lztv3450oqlqudby5kgdtigw6prbwfc 3865774 3865772 2026-07-24T16:47:12Z FreeCorp 36114 /* Texts in Italian and in French for Wikisource */ Risposta 3865774 wikitext text/x-wiki {{benvenuto|firma=[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 08:30, 12 giu 2025 (CEST)}} == Copyright== Ciao Francyskus, non possiamo caricare testi ancora sotto copyright. Come regola generale, devono essere passati 70 anni dalla morte dell'autore, e sia Calvino che la Viganò sono morti molto più di recente. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 08:30, 12 giu 2025 (CEST) == Viaggi alle Due Sicilie == Ciao, per favore lascia perdere la trascrizione di [[Indice:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 2, 1792 - BEIC IE6332532.djvu]]: le pagine che hai pubblicato al 75% non era formattate ed è anche inutile che pubblichi pagine al 25% utilizzando l'OCR senza un buon criterio. Visto che stiamo già lavorando sull'opera io e un'altra utente, lei trascrivendo e io rileggendo il testo, i tuoi interventi sono solo una perdita di tempo per te e per noi, che dobbiamo rifare il lavoro che lasci indietro, quindi per cortesia dedicati a fare esperienza su altre opere. Grazie. [[User:Spinoziano|Spinoziano]] ([[User talk:Spinoziano|disc.]]) 15:13, 13 giu 2025 (CEST) :{{ping|Candalua}} questo nuovo utente non si ferma e non risponde ai messaggi, puoi intervenire? Sta facendo danni. --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 16:05, 13 giu 2025 (CEST) ::Francyskus, prima di tutto dovresti sempre rispondere ai messaggi che ricevi, anche solo per darci conferma che hai capito e che terrai conto delle indicazioni. Questo è un progetto collaborativo e la comunicazione per noi è imprescindibile. Poi: le pagine senza testo non vanno segnate come "trascritte" ma come "pagine vuote": vedi [[Aiuto:Stato di Avanzamento del Lavoro]] per capire meglio come funziona. Altra cosa: ti sei messo a trascrivere alcune pagine di [[Indice:Yambo - Manoscritto trovato in una bottiglia - 1905 - Scotti.pdf]], ma quello è un indice abbandonato, come è indicato; quindi hai fatto del lavoro inutile. In generale vedo che stai lavorando su una pagina qua, un'altra là... io ti consiglierei di fare pratica con un'opera per volta, magari cominciando con una da rileggere. Così anche per noialtri è più facile seguirti e darti le giuste dritte. Attendo una tua risposta. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:41, 13 giu 2025 (CEST) == Formattazioni varie == Ciao, sei attivissimo! oltre 500 modifiche in 3 giorni! Occhio però a prendere prima confidenza con le formattazioni tipiche di wikisource (piuttosto ostiche pure se uno già conosce wikipedia), vedi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:I_poeti_dell%27Antologia_Palatina_(Romagnoli)_3.djvu/7&diff=prev&oldid=3535344 per es.] l'uso del template ''rigaintestazione'' e del codice ''poem''. Prendi ispirazione da altre pagine già sistemate da utenti esperti, e magari datti una lettura alle pagine di aiuto per poter contribuire al meglio. Se hai dubbi chiedi pure :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:20, 14 giu 2025 (CEST) == Mancate risposte == Se continui a non rispondere ai messaggi, segnalerò la cosa e prenderemo dei provvedimenti. Non è accettabile questo comportamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:40, 14 giu 2025 (CEST) == Attività in Sicilia: si conclude il 2025, nuovi progetti nel 2026 == [[File:Wikimediani durante Wiki Loves Sicilia 2025 - Pasta e pesce 3.jpg|thumb|Wikimediani siciliani durante un evento di contribuzione]] Buongiorno a tutti, Si conclude un altro bellissimo anno di raduni in Sicilia. Dal 2023, il nostro gruppo di volontari a Wikipedia si è dedicato ad organizzare incontri e progetti per stimolare la partecipazione sul territorio siciliano. Potete ritrovare [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2025|sulla pagina dei raduni 2025]] tutti i progetti che abbiamo organizzato durante l'anno. In particolare, potete dare un'occhiata: * alle [[c:Commons:Wiki Loves Monuments 2025 in Italy/Sicily|foto vincitrice dell'edizione regionale del concorso '''Wiki Loves Monuments''']]; * alla pagina del progetto '''[[it:Wikipedia:Wiki Loves Sicilia 2025|Wiki Loves Sicilia]]''' in cui abbiamo elencato gli eventi organizzati, le foto di cibo scattate e le voci migliorate nell'ambito di questo progetto di documentazione della gastronomia siciliana; * alle foto e la documentazione del convegno '''[[m:ItWikiCon/2025|itWikiCon 2025]]''' che abbiamo organizzato a Catania. Ora, si avvicina il 2026, e abbiamo già alcuni eventi in preparazione! [[File:Locandina WP25 Palermo.png|thumb|Locandina dell'evento del 17 gennaio 2026 a Palermo]] Prima di tutto, vi invito ad aggiungere '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2026|la pagina dei raduni 2026]]''' nella vostra lista di osservati speciali per poter essere informati dei prossimi progetti svolti in Sicilia. Vi ricordo inoltre che quella pagina e la sua pagina di discussione sono aperte a tutti: ogniuno può decidere di organizzare un evento o un progetto nella sua provincia. Non esitare a contattare [[:it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]] o [[:it:utente:Auregann|Auregann]] per scambiare idee o domande! Nelle prossime settimane, celebreremo insieme il '''compleanno di 25 anni di Wikipedia'''. Per l'occasione, stiamo organizzando 3 incontri: * A [[it:Evento:Compleanno di Wikipedia 25 a Palermo|'''Palermo''' (Orbita), il sabato 17 gennaio]] * A [[it:Evento:Compleanno di Wikipedia 25 a Catania|'''Catania''' (sede Legambiente), il sabato 24 gennaio]] * In provincia di Ragusa, febbraio, in corso di organizzazione Non esitare ad iscrivervi sulla pagina dedicata, e a contattare [[:it:utente:Auregann|Auregann]] se volete dare una mano all'organizzazione. Vi auguriamo delle buone feste e non vediamo l'ora di continuare a sviluppare attività wikimediane sul territorio nel 2026. A presto! [[it:utente:Auregann|Auregann]] - 09:28, 18 dic 2025 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=29683760 --> == Saadi == Sono stato un po' troppo frettoloso nel caricamento dei due pdf di Saadi, non sono soddisfatto per 2 motivi: 1. ho caricato da IA il pdf senza strato testo OCR; 2. non sono affatto soddisfatto della risoluzione delle scansioni, così come sono rese dal software mediawiki. Infatti, se apri il [[:File:Saadi - Il Roseto, I.pdf|file pdf]], le dimensioni delle immagini risultano di 704 × 1 083 pixel, troppo piccole. Vedo che hai già cominciato a trascrivere: se trovo il modo di migliorare le cose, salverò tutto il tuo lavoro. Vediamo... Come stai lavorando? Sicuramente usi il tool OCR di mediawiki: ma come, di preciso? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:42, 28 gen 2026 (CET) :Ho provato a caricare io file pdf con strato testo OCR (volume I), ma mi sembra veramente uno strato OCR di bassa qualità. E' comunque oportuno usare il tool Trascrivi il testo. Usando Trascrivi il testo, l'opzione Tesseract non dà un buon risultato, è migliore, ma con parecchi errori, l'OCR Google. Continuo le prove. Archive.org non è più quello di una volta... :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:58, 28 gen 2026 (CET) ::Procede bene, sto usando il tool Trascrivi il testo, ma alcune prole sono praticamente illeggibili, come nelle note [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:21, 28 gen 2026 (CET) :::Ho imparato mediante il manuale di Wikisource a creare un'indice, a collegare l'opera alla pagina dell'autore, la reputo una piccola vittoria personale XD. Ma se ci sono problemi nel lavoro in generale fammi sapere! (O se commetto qualche errore) [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:29, 28 gen 2026 (CET) ::::Gran lavoro! Ho ritoccato qualcosa nella struttura della transclusione, lasciando un breve messaggio in Discussioni indice del vol. I; se qualcosa non ti è chiaro, oppure trovi errori, sono qua. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:01, 27 giu 2026 (CEST) == Prossimi incontri: OSM a Messina, Wikipedia a Catania == [[File:Wikipedia 25 event in Palermo, Sicily 03.jpg|thumb|Partecipanti durante l'incontro di Wikipedia 25 a Palermo a gennaio]] Buongiorno a tutti, Appena completato il [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Eventi_per_il_compleanno_di_Wikipedia|nostro tour di Sicilia con eventi per celebrare il compleanno di Wikipedia]], andiamo avanti con i nostri prossimi incontri per conoscerci di persona e migliorare insieme i nostri progetti collaborativi preferiti. Puoi raggiungerci prossimamente a queste occasioni: * '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Mapping_Day_e_formazione_a_Messina,_28_Febbraio|Mapping Day a Messina, questo sabato 28 febbraio]]''': giornata di scoperta e di contribuzione alla mappa libera OpenStreetMaps attraverso vari strumenti che si usano dal telefono. * '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Modifichiamo_Wikipedia_insieme!_Catania,_13_marzo|Incontro di contribuzione a Wikipedia a Catania il 13 marzo]]''': un raduno per modificare Wikipedia insieme. Se vuoi partecipare, non dimenticare di iscriverti nell'elenco di partecipanti per ogni evento, e di raggiungere il nostro gruppo Telegram per ricevere aggiornamenti. E come sempre, se hai un'idea o vuoi organizzare un incontro nella tua zona, non esitare a contattare me o [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]], ti supportiamo con gran piacere. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]], 08:21, 25 feb 2026 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30124662 --> == Prossimi incontri di presenza in Sicilia (marzo-aprile 2026) == Ciao! Ecco i prossimi eventi che organizziamo per i volontari di Wikipedia in Sicilia. Se hai voglia di conoscere altri utenti di persona o di diventare più coinvolto/a nei nostri progetti, non esitare a partecipare! * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Wikimeet_palermitano_-_Palermo,_27_marzo|Wikimeet a '''Palermo, 27 marzo''']] * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Astrofotografia_e_licenze_libere,_Gruppo_Astrofili_Catanesi,_16_aprile|Incontro sull'astrofotografia e licenze libere a '''Catania, 16 aprile''']] * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Modifichiamo_Wiki_e_OSM_insieme!_-_Catania,_23_aprile|Modifichiamo Wiki e OSM insieme! a '''Catania, 23 aprile''']] Per qualsiasi domanda su questi eventi, o se hai un idea per un prossimo evento, non esitare a contattare il nostro coordinatore regionale [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]]. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]], 12:17, 24 mar 2026 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30244242 --> == Prossimi incontri wiki e OSM in provincia di Catania (aprile e maggio 2026) == Ciao! Il gruppo dei Wikimediani in Sicilia ha organizzato nuovi incontri per conoscere altri utenti di Wikipedia e OSM di persona e lavorare insieme sui nostri progetti preferiti. Ecco i prossimi raduni in zona di Catania ad aprile e maggio, tutte le informazioni e iscrizioni si trovano [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2026|sulla pagina dei raduni in Sicilia]]. * '''Modifichiamo Wiki e OSM insieme!''' il 23 aprile sera da Localhost (Catania), per conoscere nuove persone e lavorare insieme * '''Editathon "Voci di carta, voci digitali"''' il 7 maggio pomeriggio al DISUM dell'Università di Catania, per migliorare insieme voci sugli autori italiani * '''Mappiamo le Aci''', 16 e 17 maggio ad Acireale, per arricchire i dati cartografici su OpenStreetMap, a piedi o in bici Per qualsiasi domanda su questi eventi, o se hai un idea per un prossimo evento, non esitare a contattare il nostro coordinatore regionale [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]]. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]] 10:35, 22 apr 2026 (CEST) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30244242 --> == Texts in Italian and in French for Wikisource == The texts I was telling you about earlier today are: * by [[d:Q466987|Marceline Desbordes-Valmore]], the most famous/studied French poetess of the XIXth century (who doesn't yet have a page on the Italian Wikisource): I scanned [https://drive.google.com/file/d/1oh-2gd81XqhqeriqVQW844v_JgO4z2Se/view?usp=sharing this book] which is a translation of [[s:fr:Livre:Desbordes-Valmore_-_Le_Livre_des_petits_enfans,_1834.pdf|this one]] which is already proofread on the French Wikisource (there are missing pages in this document but a colleague from Italy sent me the missing pages so I will soon be able to upload to book to Wikisource); I'm not sure I can also add [https://archive.org/details/desbordes-valmore-poesie-lettere this book] because I don't know the date of death of the translator who [https://fr.findagrave.com/memorial/85155490/fernanda-fratoddi was born in 1890]. Same doubt for [the poetry book ''Liriche d'Amore''] (Milan, Modernissima, 1923) translated by [[d:Q130303303|Walter Vaccari who was born in 1896]]. * by her daughter [[d:Q3352519|Ondine Valmore]], who published [https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k62819751 this book in 1844] (not yet proofread on the French Wikisource), which was [https://semdv.fr/oeuvre/traductions/Desbordes-Valmore%20-%20Come%20si%20diviene%20felici,%201846.pdf translated into Italian 2 years later]. About uploading scans to Wikimedia Commons, I have prepared [https://www.youtube.com/watch?v=PPTepM7_Ghc this video tutorial/demo] on how to upload a book on Wikimedia Commons (I don't give details on how to check that it is indeed in the public domain, which is a prerequisite) and creating the corresponding element in Wikidata. Don't hesitate if you have questions about the Wikisource workshops we have been organizing in France since 2018 to proofread texts written by women (project presented [[s:fr:Wikisource:Autrices|here]]). -- [[User:FreeCorp|FreeCorp]] ([[User talk:FreeCorp|disc.]]) 18:39, 24 lug 2026 (CEST) :And maybe I should have mentioned that "[https://societedesetudesmarcelinedesbordesvalmore.fr/oeuvrepoetique/poeme.php?id_poeme=Bertrand521 Les Roses de Saadi]" is Marceline Desbordes-Valmore most famous poem ;)! A translation into Italian can be found [https://archive.org/details/desbordes-valmore-poesie-lettere/page/72/mode/2up here]. -- [[User:FreeCorp|FreeCorp]] ([[User talk:FreeCorp|disc.]]) 18:47, 24 lug 2026 (CEST) 58i54j01f59t6gqjuovdjrx1m8wg3un 3865819 3865774 2026-07-24T22:11:57Z FreeCorp 36114 /* Texts in Italian and in French for Wikisource */ 3865819 wikitext text/x-wiki {{benvenuto|firma=[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 08:30, 12 giu 2025 (CEST)}} == Copyright== Ciao Francyskus, non possiamo caricare testi ancora sotto copyright. Come regola generale, devono essere passati 70 anni dalla morte dell'autore, e sia Calvino che la Viganò sono morti molto più di recente. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 08:30, 12 giu 2025 (CEST) == Viaggi alle Due Sicilie == Ciao, per favore lascia perdere la trascrizione di [[Indice:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 2, 1792 - BEIC IE6332532.djvu]]: le pagine che hai pubblicato al 75% non era formattate ed è anche inutile che pubblichi pagine al 25% utilizzando l'OCR senza un buon criterio. Visto che stiamo già lavorando sull'opera io e un'altra utente, lei trascrivendo e io rileggendo il testo, i tuoi interventi sono solo una perdita di tempo per te e per noi, che dobbiamo rifare il lavoro che lasci indietro, quindi per cortesia dedicati a fare esperienza su altre opere. Grazie. [[User:Spinoziano|Spinoziano]] ([[User talk:Spinoziano|disc.]]) 15:13, 13 giu 2025 (CEST) :{{ping|Candalua}} questo nuovo utente non si ferma e non risponde ai messaggi, puoi intervenire? Sta facendo danni. --[[User:Spinoziano (BEIC)|Spinoziano (BEIC)]] ([[User talk:Spinoziano (BEIC)|disc.]]) 16:05, 13 giu 2025 (CEST) ::Francyskus, prima di tutto dovresti sempre rispondere ai messaggi che ricevi, anche solo per darci conferma che hai capito e che terrai conto delle indicazioni. Questo è un progetto collaborativo e la comunicazione per noi è imprescindibile. Poi: le pagine senza testo non vanno segnate come "trascritte" ma come "pagine vuote": vedi [[Aiuto:Stato di Avanzamento del Lavoro]] per capire meglio come funziona. Altra cosa: ti sei messo a trascrivere alcune pagine di [[Indice:Yambo - Manoscritto trovato in una bottiglia - 1905 - Scotti.pdf]], ma quello è un indice abbandonato, come è indicato; quindi hai fatto del lavoro inutile. In generale vedo che stai lavorando su una pagina qua, un'altra là... io ti consiglierei di fare pratica con un'opera per volta, magari cominciando con una da rileggere. Così anche per noialtri è più facile seguirti e darti le giuste dritte. Attendo una tua risposta. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:41, 13 giu 2025 (CEST) == Formattazioni varie == Ciao, sei attivissimo! oltre 500 modifiche in 3 giorni! Occhio però a prendere prima confidenza con le formattazioni tipiche di wikisource (piuttosto ostiche pure se uno già conosce wikipedia), vedi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:I_poeti_dell%27Antologia_Palatina_(Romagnoli)_3.djvu/7&diff=prev&oldid=3535344 per es.] l'uso del template ''rigaintestazione'' e del codice ''poem''. Prendi ispirazione da altre pagine già sistemate da utenti esperti, e magari datti una lettura alle pagine di aiuto per poter contribuire al meglio. Se hai dubbi chiedi pure :-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 15:20, 14 giu 2025 (CEST) == Mancate risposte == Se continui a non rispondere ai messaggi, segnalerò la cosa e prenderemo dei provvedimenti. Non è accettabile questo comportamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:40, 14 giu 2025 (CEST) == Attività in Sicilia: si conclude il 2025, nuovi progetti nel 2026 == [[File:Wikimediani durante Wiki Loves Sicilia 2025 - Pasta e pesce 3.jpg|thumb|Wikimediani siciliani durante un evento di contribuzione]] Buongiorno a tutti, Si conclude un altro bellissimo anno di raduni in Sicilia. Dal 2023, il nostro gruppo di volontari a Wikipedia si è dedicato ad organizzare incontri e progetti per stimolare la partecipazione sul territorio siciliano. Potete ritrovare [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2025|sulla pagina dei raduni 2025]] tutti i progetti che abbiamo organizzato durante l'anno. In particolare, potete dare un'occhiata: * alle [[c:Commons:Wiki Loves Monuments 2025 in Italy/Sicily|foto vincitrice dell'edizione regionale del concorso '''Wiki Loves Monuments''']]; * alla pagina del progetto '''[[it:Wikipedia:Wiki Loves Sicilia 2025|Wiki Loves Sicilia]]''' in cui abbiamo elencato gli eventi organizzati, le foto di cibo scattate e le voci migliorate nell'ambito di questo progetto di documentazione della gastronomia siciliana; * alle foto e la documentazione del convegno '''[[m:ItWikiCon/2025|itWikiCon 2025]]''' che abbiamo organizzato a Catania. Ora, si avvicina il 2026, e abbiamo già alcuni eventi in preparazione! [[File:Locandina WP25 Palermo.png|thumb|Locandina dell'evento del 17 gennaio 2026 a Palermo]] Prima di tutto, vi invito ad aggiungere '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2026|la pagina dei raduni 2026]]''' nella vostra lista di osservati speciali per poter essere informati dei prossimi progetti svolti in Sicilia. Vi ricordo inoltre che quella pagina e la sua pagina di discussione sono aperte a tutti: ogniuno può decidere di organizzare un evento o un progetto nella sua provincia. Non esitare a contattare [[:it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]] o [[:it:utente:Auregann|Auregann]] per scambiare idee o domande! Nelle prossime settimane, celebreremo insieme il '''compleanno di 25 anni di Wikipedia'''. Per l'occasione, stiamo organizzando 3 incontri: * A [[it:Evento:Compleanno di Wikipedia 25 a Palermo|'''Palermo''' (Orbita), il sabato 17 gennaio]] * A [[it:Evento:Compleanno di Wikipedia 25 a Catania|'''Catania''' (sede Legambiente), il sabato 24 gennaio]] * In provincia di Ragusa, febbraio, in corso di organizzazione Non esitare ad iscrivervi sulla pagina dedicata, e a contattare [[:it:utente:Auregann|Auregann]] se volete dare una mano all'organizzazione. Vi auguriamo delle buone feste e non vediamo l'ora di continuare a sviluppare attività wikimediane sul territorio nel 2026. A presto! [[it:utente:Auregann|Auregann]] - 09:28, 18 dic 2025 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=29683760 --> == Saadi == Sono stato un po' troppo frettoloso nel caricamento dei due pdf di Saadi, non sono soddisfatto per 2 motivi: 1. ho caricato da IA il pdf senza strato testo OCR; 2. non sono affatto soddisfatto della risoluzione delle scansioni, così come sono rese dal software mediawiki. Infatti, se apri il [[:File:Saadi - Il Roseto, I.pdf|file pdf]], le dimensioni delle immagini risultano di 704 × 1 083 pixel, troppo piccole. Vedo che hai già cominciato a trascrivere: se trovo il modo di migliorare le cose, salverò tutto il tuo lavoro. Vediamo... Come stai lavorando? Sicuramente usi il tool OCR di mediawiki: ma come, di preciso? [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:42, 28 gen 2026 (CET) :Ho provato a caricare io file pdf con strato testo OCR (volume I), ma mi sembra veramente uno strato OCR di bassa qualità. E' comunque oportuno usare il tool Trascrivi il testo. Usando Trascrivi il testo, l'opzione Tesseract non dà un buon risultato, è migliore, ma con parecchi errori, l'OCR Google. Continuo le prove. Archive.org non è più quello di una volta... :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 06:58, 28 gen 2026 (CET) ::Procede bene, sto usando il tool Trascrivi il testo, ma alcune prole sono praticamente illeggibili, come nelle note [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:21, 28 gen 2026 (CET) :::Ho imparato mediante il manuale di Wikisource a creare un'indice, a collegare l'opera alla pagina dell'autore, la reputo una piccola vittoria personale XD. Ma se ci sono problemi nel lavoro in generale fammi sapere! (O se commetto qualche errore) [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 09:29, 28 gen 2026 (CET) ::::Gran lavoro! Ho ritoccato qualcosa nella struttura della transclusione, lasciando un breve messaggio in Discussioni indice del vol. I; se qualcosa non ti è chiaro, oppure trovi errori, sono qua. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:01, 27 giu 2026 (CEST) == Prossimi incontri: OSM a Messina, Wikipedia a Catania == [[File:Wikipedia 25 event in Palermo, Sicily 03.jpg|thumb|Partecipanti durante l'incontro di Wikipedia 25 a Palermo a gennaio]] Buongiorno a tutti, Appena completato il [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Eventi_per_il_compleanno_di_Wikipedia|nostro tour di Sicilia con eventi per celebrare il compleanno di Wikipedia]], andiamo avanti con i nostri prossimi incontri per conoscerci di persona e migliorare insieme i nostri progetti collaborativi preferiti. Puoi raggiungerci prossimamente a queste occasioni: * '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Mapping_Day_e_formazione_a_Messina,_28_Febbraio|Mapping Day a Messina, questo sabato 28 febbraio]]''': giornata di scoperta e di contribuzione alla mappa libera OpenStreetMaps attraverso vari strumenti che si usano dal telefono. * '''[[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Modifichiamo_Wikipedia_insieme!_Catania,_13_marzo|Incontro di contribuzione a Wikipedia a Catania il 13 marzo]]''': un raduno per modificare Wikipedia insieme. Se vuoi partecipare, non dimenticare di iscriverti nell'elenco di partecipanti per ogni evento, e di raggiungere il nostro gruppo Telegram per ricevere aggiornamenti. E come sempre, se hai un'idea o vuoi organizzare un incontro nella tua zona, non esitare a contattare me o [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]], ti supportiamo con gran piacere. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]], 08:21, 25 feb 2026 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30124662 --> == Prossimi incontri di presenza in Sicilia (marzo-aprile 2026) == Ciao! Ecco i prossimi eventi che organizziamo per i volontari di Wikipedia in Sicilia. Se hai voglia di conoscere altri utenti di persona o di diventare più coinvolto/a nei nostri progetti, non esitare a partecipare! * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Wikimeet_palermitano_-_Palermo,_27_marzo|Wikimeet a '''Palermo, 27 marzo''']] * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Astrofotografia_e_licenze_libere,_Gruppo_Astrofili_Catanesi,_16_aprile|Incontro sull'astrofotografia e licenze libere a '''Catania, 16 aprile''']] * [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni_in_Sicilia_2026#Modifichiamo_Wiki_e_OSM_insieme!_-_Catania,_23_aprile|Modifichiamo Wiki e OSM insieme! a '''Catania, 23 aprile''']] Per qualsiasi domanda su questi eventi, o se hai un idea per un prossimo evento, non esitare a contattare il nostro coordinatore regionale [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]]. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]], 12:17, 24 mar 2026 (CET) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30244242 --> == Prossimi incontri wiki e OSM in provincia di Catania (aprile e maggio 2026) == Ciao! Il gruppo dei Wikimediani in Sicilia ha organizzato nuovi incontri per conoscere altri utenti di Wikipedia e OSM di persona e lavorare insieme sui nostri progetti preferiti. Ecco i prossimi raduni in zona di Catania ad aprile e maggio, tutte le informazioni e iscrizioni si trovano [[it:Wikipedia:Raduni/Raduni in Sicilia 2026|sulla pagina dei raduni in Sicilia]]. * '''Modifichiamo Wiki e OSM insieme!''' il 23 aprile sera da Localhost (Catania), per conoscere nuove persone e lavorare insieme * '''Editathon "Voci di carta, voci digitali"''' il 7 maggio pomeriggio al DISUM dell'Università di Catania, per migliorare insieme voci sugli autori italiani * '''Mappiamo le Aci''', 16 e 17 maggio ad Acireale, per arricchire i dati cartografici su OpenStreetMap, a piedi o in bici Per qualsiasi domanda su questi eventi, o se hai un idea per un prossimo evento, non esitare a contattare il nostro coordinatore regionale [[it:utente:GiovanniPen|GiovanniPen]]. A presto, [[it:utente:Auregann|Auregann]] 10:35, 22 apr 2026 (CEST) <small>Ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a nella [[m:lGlobal message delivery/Targets/Wikimediani in Sicilia|lista di diffusione dei Wikimediani in Sicilia]].</small> <!-- Messaggio inviato da User:Auregann@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Wikimediani_in_Sicilia&oldid=30244242 --> == Texts in Italian and in French for Wikisource == The texts I was telling you about earlier today are: * by [[d:Q466987|Marceline Desbordes-Valmore]], the most famous/studied French poetess of the XIXth century (who doesn't yet have a page on the Italian Wikisource): I scanned [[Indice:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf|this book]] which is a translation of [[s:fr:Livre:Desbordes-Valmore_-_Le_Livre_des_petits_enfans,_1834.pdf|this one]] which is already proofread on the French Wikisource; I'm not sure I can also add [https://archive.org/details/desbordes-valmore-poesie-lettere this book] because I don't know the date of death of the translator who [https://fr.findagrave.com/memorial/85155490/fernanda-fratoddi was born in 1890]. Same doubt for the poetry book ''Liriche d'Amore'' (Milan, Modernissima, 1923) translated by [[d:Q130303303|Walter Vaccari who was born in 1896]]. * by her daughter [[d:Q3352519|Ondine Valmore]], who published [https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k62819751 this book in 1844] (not yet proofread on the French Wikisource), which was [https://semdv.fr/oeuvre/traductions/Desbordes-Valmore%20-%20Come%20si%20diviene%20felici,%201846.pdf translated into Italian 2 years later]. About uploading scans to Wikimedia Commons, I have prepared [https://www.youtube.com/watch?v=PPTepM7_Ghc this video tutorial/demo] on how to upload a book on Wikimedia Commons (I don't give details on how to check that it is indeed in the public domain, which is a prerequisite) and creating the corresponding element in Wikidata. Don't hesitate if you have questions about the Wikisource workshops we have been organizing in France since 2018 to proofread texts written by women (project presented [[s:fr:Wikisource:Autrices|here]]). -- [[User:FreeCorp|FreeCorp]] ([[User talk:FreeCorp|disc.]]) 18:39, 24 lug 2026 (CEST) :And maybe I should have mentioned that "[https://societedesetudesmarcelinedesbordesvalmore.fr/oeuvrepoetique/poeme.php?id_poeme=Bertrand521 Les Roses de Saadi]" is Marceline Desbordes-Valmore most famous poem ;)! A translation into Italian can be found [https://archive.org/details/desbordes-valmore-poesie-lettere/page/72/mode/2up here]. -- [[User:FreeCorp|FreeCorp]] ([[User talk:FreeCorp|disc.]]) 18:47, 24 lug 2026 (CEST) j6thpf1kabz2zbqfazduypww16opar0 Discussioni utente:AdrianaB64 3 989734 3865785 3865507 2026-07-24T17:28:32Z Paperoastro 3695 /* Indice:Previati - Della pittura.djvu */ Risposta 3865785 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) ::::{{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) 54x32kngbw1hsmctztsy7f0ef5qwri8 3865786 3865785 2026-07-24T17:28:54Z Paperoastro 3695 3865786 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) 931y041p7zyllncr2giu4zsuwufvjov 3865815 3865786 2026-07-24T22:00:22Z AdrianaB64 78175 /* Indice:Previati - Della pittura.djvu */ Risposta 3865815 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST) gx3dikapt8nw6si2c5ooyogoshslq06 3865939 3865815 2026-07-25T07:02:50Z Paperoastro 3695 /* Indice:Previati - Della pittura.djvu */ Risposta 3865939 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST) ::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST) 5cjtyxgbcwj61j51kgfaxt2243azd24 3865941 3865939 2026-07-25T07:06:33Z Paperoastro 3695 PS 3865941 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST) ::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST)</br> ::P.S.: mi sono permesso di fare una piccola modifica che ti semplificherà il lavoro in casi simili: il comando <code><nowiki><nowiki/></nowiki></code>. Guarda la [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/11&oldid=3865940 mia modifica]. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:06, 25 lug 2026 (CEST) 7cugwsy2kc4kwh59mh7qrqfhax3vu7q 3865971 3865941 2026-07-25T11:24:54Z AdrianaB64 78175 /* Indice:Previati - Della pittura.djvu */ Risposta 3865971 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST) ::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio per le indicazioni ricevute e per la conferma che la modalità con cui rispondo ai messaggi ora è corretta. Grazie anche per la verifica rispetto alle mie ultime modifiche. Porto allora le pagine 2,3 e 4 a SAL 75% e vado avanti con più fiducia! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:24, 25 lug 2026 (CEST) </br> ::P.S.: mi sono permesso di fare una piccola modifica che ti semplificherà il lavoro in casi simili: il comando <code><nowiki><nowiki/></nowiki></code>. Guarda la [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/11&oldid=3865940 mia modifica]. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:06, 25 lug 2026 (CEST) fs6vo3zjlg7f46oi9l6syt2apa3few6 3865972 3865971 2026-07-25T11:25:51Z AdrianaB64 78175 /* Indice:Previati - Della pittura.djvu */ Risposta 3865972 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST) ::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio per le indicazioni ricevute e per la conferma che la modalità con cui rispondo ai messaggi ora è corretta. Grazie anche per la verifica rispetto alle mie ultime modifiche. Porto allora le pagine 2,3 e 4 a SAL 75% e vado avanti con più fiducia! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:24, 25 lug 2026 (CEST) </br> ::P.S.: mi sono permesso di fare una piccola modifica che ti semplificherà il lavoro in casi simili: il comando <code><nowiki><nowiki/></nowiki></code>. Guarda la [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/11&oldid=3865940 mia modifica]. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:06, 25 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio molto per la segnalazione e per avermi indicato il template corretto da utilizzare! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:25, 25 lug 2026 (CEST) me0yrecy1gvqmufdq1frls6ovadl5wf 3865989 3865972 2026-07-25T11:52:12Z AdrianaB64 78175 /* Indice:Previati - Della pittura.djvu */ Risposta 3865989 wikitext text/x-wiki == Benvenuto == {{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}} :Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST) == [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] == Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono: * Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo. * Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo. Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST) :Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST) ::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu. ::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato. ::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica]. ::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST) :::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST) :::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST) {{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST) ::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio per le indicazioni ricevute e per la conferma che la modalità con cui rispondo ai messaggi ora è corretta. Grazie anche per la verifica rispetto alle mie ultime modifiche. Porto allora le pagine 2,3 e 4 a SAL 75% e vado avanti con più fiducia! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:24, 25 lug 2026 (CEST) </br> ::P.S.: mi sono permesso di fare una piccola modifica che ti semplificherà il lavoro in casi simili: il comando <code><nowiki><nowiki/></nowiki></code>. Guarda la [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/11&oldid=3865940 mia modifica]. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:06, 25 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio molto per la segnalazione e per avermi indicato il template corretto da utilizzare! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:25, 25 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, una domanda: ogni tanto, accanto al nome dell'autore e al titolo dell'opera, a piè di pagina, c'è un numero con o senza asterisco, come alle pagine 3 e 13. Io per il momento stavo riportando il numero senza quello che sembra appunto essere un asterisco però mi è venuto il dubbio che anche questo simbolo vada trascritto. Mi puoi gentilmente aiutare? [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:52, 25 lug 2026 (CEST) hqb01pzm4oj45gb39usl6t0wqqtcbfk Esperienze intorno alla generazione degl'insetti/Indice delle cose più notabili, e degli autori citati 0 991960 3865729 3801565 2026-07-24T13:55:25Z Spinoziano (BEIC) 60217 Porto il SAL a SAL 100% 3865729 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Indice delle cose più notabili, e degli autori citati|prec=../|succ=../Errori e correzioni}} <pages index="Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu" from="234" to="252" /> 6rkkwa9nje1ul513tja1q8s7wjgprz3 Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/237 108 991974 3865712 3865348 2026-07-24T13:34:27Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865712 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|212|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude>''{{Pt|chie,|pecchie,}} e i mosconi'' {{Pg|53}}. 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''Cicale portate ne’ capelli dagli Ateniesi'' {{Pg|6}}. ''non son prodotte dalla terra'' {{Pg|9}}. ''Chiosatori di Nicandro'' {{Pg|56}}. {{Pg|65}}. {{Pg|68}}. {{Pg|70}}. ''Cicogna'' {{Pg|202}}. ''Cigno, e suoi pollini'' {{Pg|210}}. lor figura tav. {{Pg|VIII|8}}. {{Pg|IX|9}}. ''Cinghiale mangia le carni de’ cinghiali'' {{Pg|92|90}}. ''Ciriege bacano'' {{Pg|155}}. ''figura de lor bachi, ed in che si trasformino'' {{Pg|156}}. {{Pg|f6|157}}. {{nop}}<noinclude><references/> {{PieDiPagina|||''Clematide,''}}</noinclude> mmkcu947w7ux29xkm2k2d5hfx3js87i Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/241 108 991984 3865647 3865513 2026-07-24T12:12:26Z Marcella Medici (BEIC) 22982 /* Riletta */ 3865647 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|216|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude><includeonly> </includeonly> ''{{wl|Q158825|Geremia}}'' {{Pg|85}}. ''Germano reale, e suoi pollini'' {{Pg|201}}. 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''Piviere, e suoi pollini tav:'' {{Pg|XI|11}}. ''{{AutoreCitato|Pitagora|Pittagora}}'' {{Pg|84}}. {{Pg|148}}. {{Pg|149}}. ''{{AutoreCitato|Platone|Platone}}'' {{Pg|6}}. {{Pg|148}}. ''{{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|Plinio}}'' {{Pg|36}}. {{Pg|45}}. {{Pg|48}}. {{Pg|49}}. {{Pg|50}}. {{Pg|52}}. {{Pg|55}}. {{Pg|56}}. {{Pg|57}}. {{Pg|58}}. {{Pg|61}}. {{Pg|62}}. {{Pg|63}}. {{Pg|64}}. {{Pg|68}}. {{Pg|80}}. {{Pg|83}}. {{Pg|84}}. {{Pg|88}}. {{Pg|94|92}}. {{Pg|95|93}}. {{Pg|111}}. {{Pg|112}}. {{Pg|117}}. {{Pg|136}}. {{Pg|137}}. {{Pg|149}}. {{Pg|196}}. {{Pg|198}}. ''{{AutoreCitato|Plotino|Plotino}}'' {{Pg|148}}. ''{{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}}'' {{Pg|42}}. {{Pg|55}}. {{Pg|94|92}}. {{Pg|112}}. ''Pollini, e loro storia'' {{Pg|200}}. {{Pg|201}}. ''pollini dell’astore tav''. {{Pg|I|''pr''.}} ''pollino del piccion grosso tav''. {{Pg|II|2}}. ''dello storno tav''. {{Pg|II|2}}. ''dello storno bianco tav''. {{Pg|XVII|17}}. ''della gru tav.'' {{Pg|III|3}}. ''della folaga tav''. {{Pg|IV|4}}. 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''{{AutoreCitato|Pomponio Mela|Pomponio Mela}}'' {{Pg|111}}.<noinclude>{{PieDiPagina|||''Priceo''}}{{RigaIntestazione||E e 3|}}</noinclude> kduuilmmi4bzccj7mx5cx5wn32c362o Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/247 108 992002 3865667 3591335 2026-07-24T12:52:41Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865667 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|222|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude><includeonly> </includeonly> ''{{AutoreCitato|John Price|Priceo}}'' {{Pg|94}}. ''Pronostico preso dalle mosche, e da vermi delle gallozzole delle querce, è favoloso'' {{Pg|98}}. {{Pg|99}}. ''Punteruolo del grano'' {{Pg|204}}. ''sua figura tav''. {{Pg|XXV|25}}. {{ct|t=1|v=1|{{x-larger|Q}}}} {{capolettera|Q|6=-.8em}}''Uaglie se nascano dalle carni putrefatte del tonno'' {{Pg|86}}. {{ct|t=1|v=1|{{x-larger|R}}}} {{capolettera|R|6=-.8em}}''Abbi Salomone''{{Pg|46}}. {{gap|2em}}''Ragni falsamente creduti nati dalla terra '' {{Pg|9}}. ''quanto campino senza mangiare'' {{Pg|88}}. {{Pg|2}}. {{Pg|99}}. {{Pg|91}}.''gettano la spoglia'' {{Pg|91}}. {{Pg|92}}. ''loro nidi e tele'' {{Pg|92}}. ''donde si cavino la materia delle tele'' {{Pg|93}}. ''fanno uova, e non vermi'' {{Pg|97}}. ''non nascono di putredine'' {{Pg|97}}. ''non nascono dalle gallazzole delle querce'' {{Pg|98}}. ''come facciano a tirare i capi della tela da un albero all’altro'' {{Pg|99}}. {{Pg|100}}. ''morti, e inverminati'' {{Pg|102}}. ''Rane se nascano di fango, e se morte rinascano da'' {{Pg|111}}. ''fino a'' {{Pg|114}}. ''modo di farle rinascere riprovato'' {{Pg|116}}. ''loro storia'' {{Pg|117}}. 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''scorpione favoloso nato nel cervello di un uomo'' {{Pg|60}}. ''Scorpioni non partoriscono uova, ma animali vivi, e ne fanno più di undici'' {{Pg|61}}. ''subito nati quanto campino senza mangiare'' {{Pg|62}}. ''come stiano nel ventre della madre'' {{Pg|62}}. ''non ammazzano la madre, ne sono da essa ammazzati'' {{Pg|62}}. ''non son velenosi in Italia'' {{Pg|63}}. {{Pg|64}}. ''quanti nodelli anno nella coda'' {{Pg|64}}. ''Scorpioni di Egitto'' {{Pg|65}}. ''in che differiscano dagl’Italiani'' {{Pg|66}}. ''Scorpioni di Tunisi'' {{Pg|66}}. ''lor descrizione'' {{Pg|67}}. ''se il lor pungiglione sia forato'' {{Pg|68}}. ''di che colore sia il lor veleno'' {{Pg|69}}. {{Pg|75}}. ''Esperienze interno al lor veleno da'' 70 ''fino a {{Pg|78}}. Superstizione de’ barbari per preservarsene'' {{Pg|71}}. ''di che tempo sien velenosi'' {{Pg|73}}.74, ''lor figura'' {{Pg|f1|79}}. ''Scorpioni morti bagnati col sugo dell’elleboro non tornano in vita'' {{Pg|50}}. 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''Serpi infracidate ricoperte di vermi, e perchè'' {{Pg|16}}. {{Pg|17}}. ''tenute in vaso aperto, e serrato'' {{Pg|27}}. ''Serpenti favolosi, che si nutriscono di latte, e partoriscono le pecchië'' {{Pg|54}}. ''Serpenti, e lor generazione,'' {{Pg|82}}. ''non rinascono da’ cadaveri de’ serpenti, ne dalla spina degli uomini'' {{Pg|82}}. ''{{AutoreCitato|Servio Mario Onorato|Servio}}'' {{Pg|56}}. ''Sorano'' {{Pg|57}}. ''Spinbianco'' {{Pg|121}}. ''sua figura'' {{Pg|f2|123}}. ''Stellione'' {{Pg|53}}. ''{{AutoreCitato|Niccolò Stenone|Stenone}}'' {{Pg|75}}. {{Pg|129}}. ''Stoici crederono, che gli uomini nascessero dalla terra, come i funghi'' {{Pg|6}}. ''Storia degli animali generati dalle querce, e da altri alberi'' {{Pg|146}}. ''Storno, suoi pollini'' {{Pg|201}}. ''tav''. {{Pg|I|1}}. ''tav''. {{Pg|XVII|17}}. ''{{AutoreCitato|Strabone|Strabone}}'' {{Pg|64}}. ''Struzzolo, e se abbia pollini'' {{Pg|202}}. ''Susine, e loro bachi in che si trasformino'' {{Pg|160}}.<noinclude><references/> {{PieDiPagina|||''Tazze''}}</noinclude> aal1d338nz33eq22lg8z0tut3m5hfy5 Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/250 108 992016 3865682 3591344 2026-07-24T13:02:35Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865682 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||''DELLE COSE PIU NOTABILI.''|225}}{{Indentatura}}</noinclude> {{ct|t=1|v=1|{{x-larger|T}}}} {{capolettera|T|6=-.8em}}''Azze di corno d’alicorno medicamento inutile'' {{Pg|72}}. {{gap|2em}}''Talmudisti'' {{Pg|64}}. ''Teofrasto'' {{Pg|53}}. {{Pg|118}}. {{Pg|119}}. ''Tertulliano'' {{Pg|68}}. {{Pg|73}}. {{Pg|96|94}}. {{Pg|136}}. ''Terra creduta madre di tutti gli animali'' {{Pg|6}}. ''Testuggine'' {{Pg|115}}. ''Tignole'' {{Pg|85}}. ''Tigre'' {{Pg|90}}. ''sua zecca tav.'' {{Pg|XXIV|24}}. ''Tommaso Bartolini'' {{Pg|43}}. {{Pg|45}}. {{Pg|57}}. {{Pg|58}}. ''Tommaso Campanella'' {{Pg|148}}. 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''Vermi su varie carni, lor progresso, e trasformazione'' {{Pg|20}}. {{Pg|21}}. ''Vermi su ranocchi'' {{Pg|21}}. ''su’ barbi'' {{Pg|22}}. ''lor peso, e trasformazione'' {{Pg|23}}.<noinclude><references/> {{Sc|}}{{PieDiPagina|||24.}}</noinclude> tnyqw87588jl039v7pjqe9fu0iw5pmk Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/251 108 992017 3865694 3592440 2026-07-24T13:22:31Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865694 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|226|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude>{{Pg|24}}. ''Vermi delle carni morte nascon da semi delle mosche'' {{Pg|26}}. ''Vermi partoriti da’ mosconi, e in che numero'' {{Pg|33}}. {{Pg|34}}. ''Vermi fatti dalle mosche su cadaveri de’ ragni, e lor metamorfosi'' {{Pg|102}}. ''Vermi nel formaggio, nel latte, nella ricotta'' {{Pg|102}}. ''fin’ a'' {{Pg|106}}. ''Vermi nati sopra ’l popone'' {{Pg|109}}. ''nel cocomero, nelle pesche, ed in altri frutti, e che ne nasca'' {{Pg|110}}. ''Vermi de’ funghi'' {{Pg|138}}. ''fino a'' {{Pg|141}}. ''Vermi del fegato de’ castrati è lor figura'' {{Pg|190}}. {{Pg|191}}. ''della testa de’ cervi, e lor figura'' {{Pg|190}}. {{Pg|192}}. {{Pg|193}}. ''della testa de’ castrati'' {{Pg|193}}. ''Vespe da alcuni credute nascer dalla terra'' {{Pg|9}}. ''si cibano di carne'' {{Pg|50}}. ''lor fierezza'' {{Pg|51}}. ''mangiano i serpenti, e per qual fine'' {{Pg|52}}. {{Pg|53}}. ''perseguitano le pecchie, e i mosconi'' {{Pg|53}}. ''Si pascono d’erbe, e di frutti'' {{Pg|53}}. {{Pg|54}}. ''Non nascono dalle carni de cavalli'' {{Pg|55}}. ''ne dalle carni del coccodrillo, ne dal cuoio dell’asino'' {{Pg|56}}. {{Pg|57}}. ''Viburno'' {{Pg|119}}. ''Vincenzio Mannucci'' {{Pg|148}}. ''Vipera, e suo liquor velenoso'' {{Pg|52}}. ''{{AutoreCitato|Publio Virgilio Marone|Virgilio}}'' {{Pg|37}}. {{Pg|38}}. {{Pg|39}}. {{Pg|42}}. {{Pg|43}}. {{Pg|50}}. {{Pg|55}}. {{Pg|95|93}}. {{Pg|152}}. {{Pg|188}}. ''Vitalba'' {{Pg|121}}. ''sua figura'' {{Pg|f4|127}}. ''Vitello marino'' {{Pg|53}}. {{Pg|201}}. ''{{AutoreCitato|Ulisse Aldrovandi|Vlisse Aldovrando}}'' {{Pg|43}}. {{Pg|65}}. {{Pg|68}}. {{Pg|87}}. {{Pg|188}}. ''Vocabolario dell’Accademia della Crusca'' {{Pg|25}}. ''Vocabolario arabico di {{Wl|Q4115262|Iacub Alfiruzabadi}}'' {{Pg|197}}. ''Volfango Oeffero'' {{Pg|59}}.<noinclude><references/> Vomini''}}</noinclude> pgnw7241l6q81gfk3xgpve0rg9dtf2i 3865695 3865694 2026-07-24T13:23:10Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865695 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|226|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude>{{Pg|24}}. ''Vermi delle carni morte nascon da semi delle mosche'' {{Pg|26}}. ''Vermi partoriti da’ mosconi, e in che numero'' {{Pg|33}}. {{Pg|34}}. 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''Vincenzio Mannucci'' {{Pg|148}}. ''Vipera, e suo liquor velenoso'' {{Pg|52}}. ''{{AutoreCitato|Publio Virgilio Marone|Virgilio}}'' {{Pg|37}}. {{Pg|38}}. {{Pg|39}}. {{Pg|42}}. {{Pg|43}}. {{Pg|50}}. {{Pg|55}}. {{Pg|95|93}}. {{Pg|152}}. {{Pg|188}}. ''Vitalba'' {{Pg|121}}. ''sua figura'' {{Pg|f4|127}}. ''Vitello marino'' {{Pg|53}}. {{Pg|201}}. ''{{AutoreCitato|Ulisse Aldrovandi|Vlisse Aldovrando}}'' {{Pg|43}}. {{Pg|65}}. {{Pg|68}}. {{Pg|87}}. {{Pg|188}}. ''Vocabolario dell’Accademia della Crusca'' {{Pg|25}}. ''Vocabolario arabico di {{Wl|Q4115262|Iacub Alfiruzabadi}}'' {{Pg|197}}. ''Volfango Oeffero'' {{Pg|59}}.<noinclude><references/> ''Vomini''</noinclude> t0gi65uoxt2zjot62zg6vfrjv6fmtmp 3865696 3865695 2026-07-24T13:24:03Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865696 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|226|''T A V O L A''|}}{{Indentatura}}</noinclude>{{Pg|24}}. ''Vermi delle carni morte nascon da semi delle mosche'' {{Pg|26}}. 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''Vova dalle quali nascono i vermi'' {{Pg|22}}. {{Pg|25}}. {{ct|t=1|v=1|{{x-larger|Z}}}} {{capolettera|Z|6=-.8em}}''{{AutoreCitato|Zakariyya al-Qazwini|Accaria Ben Muahammed Ibn Mahmud}}'' {{Pg|94|92}}. {{Pg|115}}. {{gap|2em}}''Zanzare, nascon di perfetta grandezza'' {{Pg|30}}. {{Pg|140}}. ''{{AutoreCitato|Zarathustra|Zareta Caldeo}}'' {{Pg|149}}. ''Zecca della gallina, della tortora tav''. {{Pg|II|2}}. ''del leone'' {{Pg|204}}. ''del capriuolo tav:'' {{Pg|19}}. ''del tigre'' {{Pg|204}}. ''tav''. {{Pg|XXIV|24}}. ''Zeze'' {{Pg|137}}. {{Ct|f=120%|v=1|t=3|L=8px|''FINE''}}<noinclude><references/> {{PieDiPagina|||''Errori''}}</noinclude> 1od4i3f5heiwf41z1vee7l9zuy180ct Pagina:Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu/253 108 992019 3865705 3591351 2026-07-24T13:29:38Z Marcella Medici (BEIC) 22982 3865705 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" /></noinclude> {| width=80% align=center class=ec |||||''Errori''||Correzioni |- |{{nowrap|''Pag''. {{Pg|2}}.}}||''v''. 9.||''intiero''||intero |- |{{Pg|37}}.||{{nowrap|''v''. 21.}}||''quattuor''||quatuor |- |{{Pg|55}}.||6.||''vrassemblable''||vraisemblable |- |||9.||''puquez''||piquez |- |{{Pg|84}}.||11.|| ''Pisia''||Pitia |- |||17.||''nascono''||nascano |- |{{Pg|102}}.||6.||''priemero''||primiero |- |{{Pg|117}}.||9.||''quando le rane nascono''||quando le rane ; o, bottè nascono |- |{{Pg|131}}.||19.||''le divide''||gli divide |- |{{Pg|142}}.||2.||''il quale, quando''||il qual verme, quando |- |||6.||''gellozzola''||gallozzola |- |{{Pg|146}}.||25.||''quercie''||querce |- |||27.||''Pizzighi''||Pizzichi |- |{{Pg|154}}.||25.||''non abbia''||non sia |- |{{Pg|168}}.||17.||''induriro''||indurito |- |{{Pg|197}}.||3.||''lambicciandosi''||lambiccandosi |} Il num. 87. e 88. delle pagine si è replicato per errore due volte.<noinclude></noinclude> pfl0bvo0uphmgrdkogivxi0uzmmxzmw 3865706 3865705 2026-07-24T13:30:10Z Marcella Medici (BEIC) 22982 /* Riletta */ 3865706 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" /></noinclude> {| width=80% align=center class=ec |||||''Errori''||Correzioni |- |{{nowrap|''Pag''. {{Pg|2}}.}}||''v''. 9.||''intiero''||intero |- |{{Pg|37}}.||{{nowrap|''v''. 21.}}||''quattuor''||quatuor |- |{{Pg|55}}.||6.||''vrassemblable''||vraisemblable |- |||9.||''puquez''||piquez |- |{{Pg|84}}.||11.|| ''Pisia''||Pitia |- |||17.||''nascono''||nascano |- |{{Pg|102}}.||6.||''priemero''||primiero |- |{{Pg|117}}.||9.||''quando le rane nascono''||quando le rane ; o, bottè nascono |- |{{Pg|131}}.||19.||''le divide''||gli divide |- |{{Pg|142}}.||2.||''il quale, quando''||il qual verme, quando |- |||6.||''gellozzola''||gallozzola |- |{{Pg|146}}.||25.||''quercie''||querce |- |||27.||''Pizzighi''||Pizzichi |- |{{Pg|154}}.||25.||''non abbia''||non sia |- |{{Pg|168}}.||17.||''induriro''||indurito |- |{{Pg|197}}.||3.||''lambicciandosi''||lambiccandosi |} Il num. 87. e 88. delle pagine si è replicato per errore due volte.<noinclude></noinclude> jta5hq0s94kqxsun5vxpk4iwaz6z9o3 Esperienze intorno alla generazione degl'insetti/Errori e correzioni 0 992023 3865731 3801564 2026-07-24T13:55:36Z Spinoziano (BEIC) 60217 Porto il SAL a SAL 100% 3865731 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Errori e correzioni|prec=../Indice delle cose più notabili, e degli autori citati|succ=}} <pages index="Esperienze intorno alla generazione degl'insetti.djvu" from="253" to="253" /> lgk2jc8g7qdrupksy54am1a419cwk4n Pagina:L Orto botanico di Padova nell anno 1842.pdf/63 108 1005319 3865947 3865154 2026-07-25T07:21:13Z Paperoastro 3695 /* new eis level1 */ 3865947 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione|||51}}</noinclude>{| class=catalogo |Adoxa Moschatellina||L.||per.||s.d.||Agave yuccaefolia||Red.||per.||tep. |- | Aegilops caudata||L.||ann.||s.d.||Ageratum conyzoides||L.||ann.||s.d. |- | — cylindrica||Host||ann.||s.d.||— — coeruleum||Desf.||ann.||s.d. |- | — ovata||L.||ann.||sp.||— — mexicanum||Swt.||ann.||s.d. |- | — triaristata||W.||ann.||s.d.||— corymbosum||Zucc.||lign.||frig. |- | — triticoides||Req.||ann.||s.d.||— Houstonianum||Mill.||ann.||s.d. |- | —triuncialis||L.||ann.||s.d.||Agrimonia caffra||Eckl.||per.||s.d. |- | Aegiphyla martinicensis|| L.|| lign.|| cal.||— dahurica||W.|| per.|| s.d. |- |Aegle sepiaria||DC.|| lign.|| frig.||— Eupatorium||L.|| per.|| s.d. |- | Aegopodium Podagraria|| L.|| per.|| sp.||— leucantha|| Ker|| per.|| s.d. |- | Aeollanthus suavis|| Mart.|| ann.|| s.d.||— odorata||Mill.|| per.|| s.d. |- | colspan="2" | Aeonium balsamiferum | class="celato" | &nbsp; ||a||b|| — pilosa||Ledeb.|| per.|| s.d. |- | class="celato" | &nbsp; | colspan="2" | Webb. et Berth.||per.||tep.||— repens||L.|| per.|| s.d. |- | — caespitosum|| W.B.|| per.|| tep.||— suaveolens||Pursh|| per.|| s.d. |- | — cruentum|| W. et B.|| per.||tep.||Agrostis alba||L.|| per.|| s.d. |- | — holochrysum|| W.B.|| per.|| tep.||— — sylvatica||Host|| per.|| s.d. |- | strepsicladum|| W.B.||per.|| tep.||— canina||L.|| per.|| sp. |- |Aerva brachiata||Mart.|| ann.|| s.d.||— frondosa||Tenor.||per.|| s.d. |- | — sanguinolenta|| Blum.|| lign.|| tep.||— interrupta||L.|| ann.|| s.d. |- | Aeschinomene americana|| L.|| ann.|| s.d.||— spica venti||L.|| ann.|| sp. |- | — Aesculus carnea||W.|| lign.|| s.d.||— verticillata||Vill.|| per.|| s.d. |- | — flava||Ait.|| lign.|| s.d.||— vulgaris||With.|| per.|| sp. |- | — Hippocastanum|| L.|| lign.|| s.d.||Ailanthus glandulosa|| Desf.|| lign.|| s.d. |- | — hybrida||DC.|| lign.|| s.d.||Aira atropurpurea|| Wahlnb.|| per.|| s.d. |- | —incisa||Host|| ann.|| sp.||— capillaris||Host.|| lign.|| s.d. |- | macrostachya|| Mehx|| lign.|| s.d.||— caryophyllea||L.|| ann.|| sp. |- | — neglecta||L.|| lign.|| s.d.||— flexuosa||L.|| per.|| sp. |- | ohioensis||Michx|| lign.|| s.d.||— montana||L.|| per.|| s.d. |- | — Pavia||L.|| lign.|| s.d.||Ajuga Chamaepytis|| Schreb.|| ann.|| sp. |- | — rubicunda||Lodd.|| lign.|| s.d.||— genevensis||L.|| per.|| sp. |- | — tortuosa||Hort.|| lign.|| s.d.||— pyramidalis||L.|| per.|| sp. |- | — Welschiana|| Hort.|| lign.|| s.d.||— reptans||L.|| per.|| sp. |- | colspan="2" | Aescynanthus grandiflorus | class="celato" | &nbsp; || || ||Aizoon canariense||L.|| ann.|| sp. |- | || Spr.|| per.|| tep.|| — rigidum||L. fil.|| lign.|| frig. |- | — Roxburghii|| Hort.|| per.|| tep.||Albuca altissima||Jacq.|| per.|| frig. |- | Aetheorrhiza bulbosa || Cass. ||per. s.d.||— fastigiata|| Dryand.|| per.|| frig. |- | Aethionema Buxbaumii||DC.|| ann.|| s.d.||— longifolia||Fisch.|| per. ||frig. |- | — clandestinum ||Delil.|| ann.|| s.d.||— minor||L.|| per.|| frig. |- | — coridifolium||DC.|| lign.||s.d.||Alchemilla Aphanes|| Leers|| ann.|| sp. | — cristatum||DC.|| ann.|| s.d.||— hybrida||Mill.|| per.|| s.d. |- | — saxatile||DC.|| per.|| s.d.||— vulgaris||L.|| per.|| sp. |} <!-- ann Aethusa Cynapium sp. L. . Alisma parnassifolia L. per. s. d. Agapanthus medius Lodd. per . frig. Plantago L. per. sp. - undulatus Hort. per. frig. -angustifoliaHopp. per. sp. W. per. frig. ranunculoides praecox L. per. sp: umbellatus Herit. per. frig. Allamanda Aubletii Pohl lign . cal. verticillata Desf. lign. cal. variegatus Hort. per. frig. Allionia albida Walt. ann. s. d. Agasyllis caucasica Spr. per. s . d. Agathaea amelloides DC. lign . frig . Hort. per. s. d. glomerata L. ann. s. d. Agathosma ciliata incarnata Lk. lign. frig. ovata Agave americana L. per. frig. Pursh per. s. d. - variegata Allium acre Presl per. s. d. Hort. per. frig. brachystachys Cav. per. tep. acutangulum Schrd. per. s. d. albidum " Fisch. per. s. d. geminiflora Brand. per. tep. lurida Ait . per. tep . Ampeloprasum L. per. s. d. ascalonicum L. per. s. d. vivipara L. per. tep. --><noinclude></noinclude> ssb2i0nh535cqmjq3pl600ngtmz1hvi 3865948 3865947 2026-07-25T07:51:08Z Paperoastro 3695 /* new eis level3 */ 3865948 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Paperoastro" />{{RigaIntestazione|||51}}</noinclude>{| class=catalogo |Adoxa Moschatellina||L.||per.||s.d.||Agave yuccaefolia||Red.||per.||tep. |- | Aegilops caudata||L.||ann.||s.d.||Ageratum conyzoides||L.||ann.||s.d. |- | — cylindrica||Host||ann.||s.d.||— — coeruleum||Desf.||ann.||s.d. |- | — ovata||L.||ann.||sp.||— — mexicanum||Swt.||ann.||s.d. |- | — triaristata||W.||ann.||s.d.||— corymbosum||Zucc.||lign.||frig. |- | — triticoides||Req.||ann.||s.d.||— Houstonianum||Mill.||ann.||s.d. |- | —triuncialis||L.||ann.||s.d.||Agrimonia caffra||Eckl.||per.||s.d. |- | Aegiphyla martinicensis|| L.|| lign.|| cal.||— dahurica||W.|| per.|| s.d. |- |Aegle sepiaria||DC.|| lign.|| frig.||— Eupatorium||L.|| per.|| s.d. |- | Aegopodium Podagraria|| L.|| per.|| sp.||— leucantha|| Ker|| per.|| s.d. |- | Aeollanthus suavis|| Mart.|| ann.|| s.d.||— odorata||Mill.|| per.|| s.d. |- | colspan="2" | Aeonium balsamiferum | class="celato" | &nbsp; ||a||b|| — pilosa||Ledeb.|| per.|| s.d. |- | class="celato" | &nbsp; | colspan="2" | Webb. et Berth.||per.||tep.||— repens||L.|| per.|| s.d. |- | — caespitosum|| W.B.|| per.|| tep.||— suaveolens||Pursh|| per.|| s.d. |- | — cruentum|| W. et B.|| per.||tep.||Agrostis alba||L.|| per.|| s.d. |- | — holochrysum|| W.B.|| per.|| tep.||— — sylvatica||Host|| per.|| s.d. |- | strepsicladum|| W.B.||per.|| tep.||— canina||L.|| per.|| sp. |- |Aerva brachiata||Mart.|| ann.|| s.d.||— frondosa||Tenor.||per.|| s.d. |- | — sanguinolenta|| Blum.|| lign.|| tep.||— interrupta||L.|| ann.|| s.d. |- | Aeschinomene americana|| L.|| ann.|| s.d.||— spica venti||L.|| ann.|| sp. |- | — Aesculus carnea||W.|| lign.|| s.d.||— verticillata||Vill.|| per.|| s.d. |- | — flava||Ait.|| lign.|| s.d.||— vulgaris||With.|| per.|| sp. |- | — Hippocastanum|| L.|| lign.|| s.d.||Ailanthus glandulosa|| Desf.|| lign.|| s.d. |- | — hybrida||DC.|| lign.|| s.d.||Aira atropurpurea|| Wahlnb.|| per.|| s.d. |- | —incisa||Host|| ann.|| sp.||— capillaris||Host.|| lign.|| s.d. |- | macrostachya|| Mehx|| lign.|| s.d.||— caryophyllea||L.|| ann.|| sp. |- | — neglecta||L.|| lign.|| s.d.||— flexuosa||L.|| per.|| sp. |- | ohioensis||Michx|| lign.|| s.d.||— montana||L.|| per.|| s.d. |- | — Pavia||L.|| lign.|| s.d.||Ajuga Chamaepytis|| Schreb.|| ann.|| sp. |- | — rubicunda||Lodd.|| lign.|| s.d.||— genevensis||L.|| per.|| sp. |- | — tortuosa||Hort.|| lign.|| s.d.||— pyramidalis||L.|| per.|| sp. |- | — Welschiana|| Hort.|| lign.|| s.d.||— reptans||L.|| per.|| sp. |- | colspan="2" | Aescynanthus grandiflorus | class="celato" | &nbsp; || || ||Aizoon canariense||L.|| ann.|| sp. |- | || Spr.|| per.|| tep.|| — rigidum||L. fil.|| lign.|| frig. |- | — Roxburghii|| Hort.|| per.|| tep.||Albuca altissima||Jacq.|| per.|| frig. |- | Aetheorrhiza bulbosa || Cass. ||per. s.d.||— fastigiata|| Dryand.|| per.|| frig. |- | Aethionema Buxbaumii||DC.|| ann.|| s.d.||— longifolia||Fisch.|| per. ||frig. |- | — clandestinum ||Delil.|| ann.|| s.d.||— minor||L.|| per.|| frig. |- | — coridifolium||DC.|| lign.||s.d.||Alchemilla Aphanes|| Leers|| ann.|| sp. |- | — cristatum||DC.|| ann.|| s.d.||— hybrida||Mill.|| per.|| s.d. |- | — saxatile||DC.|| per.|| s.d.||— vulgaris||L.|| per.|| sp. |- | Aethusa Cynapium||L.||ann.||sp.||Alisma parnassifolia||L.|| per.|| s.d. |- | Agapanthus medius|| Lodd.|| per.|| frig.||— Plantago||L.||per.||sp. |- | — — undulatus|| Hort.|| per.|| frig.||— — angustifolia||Hopp.|| per.|| sp. |- | praecox||W.|| per.|| frig.||— ranunculoides||L.|| per.|| sp.|| |- | umbellatus|| Herit.|| per.|| frig.||Allamanda Aubletii|| Pohl|| lign.|| cal. |- | — — variegatus|| Hort.|| per.|| frig.||verticillata||Desf.|| lign.|| cal. |- | Agasyllis caucasica||Spr.|| per.|| s.d.||Allionia albida||Walt.|| ann.|| s.d. |- | Agathaea amelloides|| DC.|| lign.|| frig.||— glomerata||Hort.|| per.|| s.d. |- | Agathosma ciliata||Lk.|| lign.|| frig.||— incarnata||L.|| ann.|| s.d. |- | Agave americana||L.|| per.|| frig.||— ovata||Pursh|| per.|| s.d. |- | — — variegata||Hort.|| per.|| frig.||Allium acre||Presl|| per.|| s.d.|| |- | — brachystachys|| Cav.|| per.|| tep.||— acutangulum|| Schrd.|| per.|| s.d. |- | geminiflora|| Brand.|| per.|| tep.||— albidum || Fisch.|| per.|| s.d. |- | — lurida ||Ait.|| per.|| tep.||— Ampeloprasum|| L.|| per.|| s.d. |- | — vivipara||L.|| per.|| tep.||— ascalonicum||L.|| per.|| s.d. |}<noinclude></noinclude> tncigc2pgj2xkk01zjrvo5rliruxj60 Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/293 108 1015107 3865794 3865548 2026-07-24T18:19:03Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865794 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 288 —|}}</noinclude> <poem> Vuotava un nappo Mihr-bidàd e l’altro A Behràm ei porgea, studio ponendo Per dargli gioia a quel banchetto suo. :Ma quando allegro per il molto vino Fu Mihr-bidàd, Eroe che belle in terra L’orme tue stampi, ei disse al re, deh! sappi Che tu somigli al nostro re; tu sembri La bianca luna al mezzo del suo corso Allor che splende a mezzanotte. — Lieta Cosa è cotesta, re Behràm gli disse. Ma chi dipinse questo volto è un Sire Che tale crea quale più vuol, nè mai Incremento egli vede in sè medesmo O alcuna defezion. Che se davvero IO somiglio al mio re, dono di questa Selva e del loco ti farò ch’è intorno. :Questo egli disse e si balzò in arcioni Per ritornarsi, e ascese alla sua gaia Dimora imperïale ebbro dal vino. :In quella notte oscura ei non dormìa Negli orti suoi, che ricordossi allora Le molli labbra de le sue fanciulle. :Al primo albor, come sedette in trono. Del vino ei dimandò. Vennero allora Gioiosamente di sue schiere i duci E venne ancora in quell’istante un capo De’ villaggi a l’intorno. Alquanti frutti Del suo villaggio al nobile signore Costui recava e some di cammelli. Cariche tutte di pomi granati, Di mele agresti e di pomi cotogni, E di mazzi di rose, insiem conserti In foggia imperïal. Di questa terra 11 nobile signor, tosto che il vide. Gli fe’ carezze e loco fra gli eroi Anche gli fece. Ma costui, di ville </poem><noinclude></noinclude> okwc254pik8s5a85tnubr58fwgfgeur Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/299 108 1015113 3865697 3665354 2026-07-24T13:24:14Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865697 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 294 —|}}</noinclude> <poem> {{Ct|c=t1|VI. Il villaggio distrutto e riedificato.}} {{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1501-1504).}} :Al primo albor del terzo giorno andava Prence Behràm della sua caccia al loco, Egli co’ prodi suoi. Da mano manca Hormùz ministro gli venia, da destra Di nobile consiglio il sacerdote, Quali a narrargli portentose istorie Erano intenti, e di Gemshìd antico E di Fredùn tenean parole. Innanzi Eran cani e cervieri e falchi arditi E falconi reali. In cotal guisa Breve ei rendea del giorno lungo e lento Il gravoso durar. Ma quando il sole Toccò splendente d’esto ciel la volta. In nessun luogo di gazzelle e onàgri Orma ei scoverse; e poi che l’offendea Questo fulgido sol co’ rai cocenti, Di sua caccia dal posto ei fea ritorno Corrucciato del cor. Ma un verde loco Vennegli innanzi allor; pieno di case Era e d’uomini e pieno di quadrupedi, E molti in su la via da quel villaggio Scesero in folla e vennero all’incontro Delle sue schiere a riguardar. Nessuno Benedisse al suo re; detto tu avresti Che quai giumenti erano avvinti al suolo Tutti cotesti, e pieno d’ira intanto, Pien di corruccio il re del mondo, fiera Di scender nel villaggio entro al suo core Una brama si avea. Però si dolse </poem><noinclude></noinclude> oh7ihwqwnvdiq788vhgafr80bt0l0ei Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/300 108 1015114 3865701 3665355 2026-07-24T13:26:23Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865701 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 295 —|}}</noinclude> <poem> Di quella gente nè le volse un guardo Con un atto benigno e al sacerdote Fe’ in suo disdegno questi detti: Oh! possa Cotesto loco, sciagurato e infausto, Di belve agresti e di selvaggie fiere Diventar nido, e come pece torbida L’acqua diventi ne’ ruscelli suoi! :Quale fosse il voler del suo signore Conobbe ratto il sacerdote, e tosto A quel villaggio dalla via discese. :Agli abitanti ei disse: Oh! questo loco, Ch’è verde e pien di frutti e di quadrupedi E d’uomini così, piacque al signore Di tutti i re, prence Behràm, che nuovo, Dolce desìo ripose in esso. Or voi Tutti principi ei fa d’un tratto e insieme, Perchè poi d’esto borgo ameno e bello Facciasi una città. Donne e fanciulli. Prenci voi siete in questo borgo, e d’uopo Non è che alcun di voi serva e obbedisca. Artefici che vivon per mercede, E signori di case, ecco! un sol grado In questo loco abbiansi omai. Voi tutti, Uomini e donne e teneri garzoni, D’esto villaggio principi sarete. :Da quel borgo opulento alto levossi Di gioia un grido, che principi tutti Egli erano davver, pari ed eguali; Uomini e donne e servi per mercede E famigli così furon di pari Consiglio e potestà col lor signore, E tosto che i più giovani del borgo Da ogni timor furon disciolti, al prence Di lor villaggio repentini e pronti Recisero la testa, indi fra loro S’accapigliâr, versarono dovunque, </poem><noinclude></noinclude> rn4xdoo90cdoswjbyvnxzr5knvk3nwu Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/301 108 1015115 3865703 3665356 2026-07-24T13:28:32Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865703 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 296 —|}}</noinclude> <poem> Ed in luoghi inaccessi, il caldo sangue. Come poi si levò tanto scompiglio In quel loco abitato, all’improvviso Tutti dal borgo presero la fuga, Abbandonando i vecchi affranti, nullo Stromento intatto a lavorar campagne Lasciato là, non frutti e non arnesi E non armi di guerra. E desolato E tristo aspetto quel bel loco assunse, E seccaron le piante ed i ruscelli Restâr senz’onda. Fu deserto il piano, Fûr le case deserte, che fuggite N’eran le genti con lo bestie ancora. :Poi che un anno passò, quando ritorno Fe’ primavera, a quella parte andava L’iranio sire per la caccia, e allora Ch’egli giunse a quel loco ameno in pria E fiorente e beato, in riguardando Nulla trovò che integro fosse. Vizze Eran le piante e deserte le case, Senz’uomini la terra e di quadrupedi Vuota all’intorno. Pallida si fea Di principe Behràm per ciò la gota. Sì ch’ei temette dell’Eterno e pieno Fu d’acerbo dolor. Si volse e disse Al sacerdote: Deh! Ruzbìh, qual mai Sventura è qui! Deserto è il loco ameno! Ma tu va tosto e co’ tesori miei Rendilo colto ed abitato, adopra Che d’ora in poi non veggasi rancura. :Del re dei regi dal cospetto andava Il sacerdote e rapido scendea A quel loco deserto. Ei s’affrettava Da questo a quello de’ villaggi e alfine Inoperoso rinvenia sul loco Un vecchio stanco. Giù discese a terra </poem><noinclude></noinclude> g2l8q7xrcihnwc7pbsbmqecxnrzpyde Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/302 108 1015116 3865707 3665357 2026-07-24T13:30:22Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865707 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 297 —|}}</noinclude> <poem> Dal palafreno e fe’ carezze al vecchio E a sè d’accanto il fece assiso e dissegli: :Antico sere, deh! chi mai rendea Così deserto questo loco ameno? :Un dì, rispose, fe’ passaggio il prence Da questa terra nostra, e venne allora Un sacerdote senza senno; egli era Di quegl’incliti suoi che non dan frutto, Che disse a noi: «Tutti qui siete omai Signori e duci. E vi guardate ancora Dal far stima d’altrui. Tutti ed insieme Prenci siete del loco. Or de’ sovrani D’un tempo siete voi, uomini e donne, E imperanti e signori». Ei così disse, E ratto di scompiglio e di tumulto Pieno andò questo borgo. Oh! di rapine Anche fu pieno e di morti e di colpi Mortiferi di legni! Amico a quello, Come egli merta, sia dal cielo Iddio E rinnovinsi a lui rancura e morte Ed ambascia di core in sempiterno! A peggior stato volge omai frattanto Condizïon di questo loco, e tale Egli è, che lagrimar di noi s’addice. :Per quel vegliardo fu d’angoscia pieno Sacerdote Ruzbìh; fe’ inchiesta e disse: :Quale è il duce di voi? — Questa risposta Il vegliardo rendea: Là ’ve ora crescono Erbe e sementi, è il nostro duce. — Oh! dunque, Ruzbìh dissegli allor, prence tu sii In questo loco. Deh! tu sii qual nobile Serto alla fronte in l’opre tue leggiadre! Dal tesoro del re chiedi monete, Chiedi sementi ed asini al lavoro E bovi e merci e traggi ognun che voglia In questo borgo lavorar. Saranno </poem><noinclude></noinclude> s0vucxpcdktc182hrooa24rb4xqwpfr Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/303 108 1015117 3865709 3665358 2026-07-24T13:32:26Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865709 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 298 —|}}</noinclude> <poem> Quelli i tuoi servi e sarai tu signore. Ma tu frattanto al vecchio sacerdote Non imprecar, che le parole sue Non disse giusta il suo desire. E quando Voglia tu alcuno aiutator da quella Del re dimora, a te sarà ch’io ’l mandi. Tu, quante cose vuoi, da me richiedi. :Ratto che udì quelle parole, il vecchio Si fe’ gioioso e dall’antico affanno Si liberò. Corse alla casa intanto Ed uomini recò là sui ricetti Dell’acque accolte e cominciò la terra A coltivar, tutti i confini suoi A correr prese. Furon chiesti allora Dai vicini abitanti asini e bovi E acconciamente ogni campagna intorno S’ordinò ratto. Il vecchio intento e i suoi Coloni tutti, con gran studio e cura, Posero in ogni loco alberi molti, E quand’ei, lavorando, un campo ancora Volse a fruttificar, gioioso fece Il cor d’ognun ch’era in que’ lochi. Allora, Quanti un giorno fuggian da que’ confini, Lagrime di dolor giù da le ciglia Versâr compunti, e come poi novella Anche si sparse dell’ameno loco E della cura del longevo sire, Tutti al villaggio ritornâr festosi E quel borgo ordinâr novellamente E i ruscelli sgombrâr. Moltiplicarsi Ne’ seminati campi asini e bovi E pecore e galline, e ognun piantava Alberi ovunque, e il loco in pria deserto Qual paradiso divenìa leggiadro. Al terz’anno che giunse, ecco! fu adorno Tutto il villaggio e tutte del suo duce </poem><noinclude></noinclude> q405m1urxr8clptpj7p0bm9ugpymryy Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/304 108 1015118 3865713 3665359 2026-07-24T13:34:45Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865713 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 299 —|}}</noinclude> <poem> Prosperavano l’opre oneste e liete Per la sua cura. E quando giunse tempo Della gioconda primavera, il prence Ai campi scese della caccia, e seco, Sire de’ sacerdoti, era pur anco Ruzbìh. Come al villaggio ambo venièno, E riguardava Behram-gòr, e intanto Pieno di colti e di giumenti l’ampio Loco intorno vedea. Levate al cielo Erano alte le torri e di giovenchi E di pecore pieno era il villaggio, E v’erano acque e v’erano giardini E messi e campi seminati; ancora Di tulipani e di fiengreco i monti Eran coperti e per li monti attorno Capre ed agnelli si vedean dispersi, Chè veramente la montagna e tutti Sembravano que’ campi un paradiso. :Disse Behràm al sacerdote: Oh! dunque Che mai festi, o Ruzbìh, se desolato Questo borgo n’andò verde e fiorente? Ne uscirono dispersi uomini e bestie In ogni parte. Ed or, che desti mai, Se al suo stato di pria tornava il borgo? :Dissegli allora il sacerdote: A un solo Motto ch’io feci, rovinò l’antica Città d’un tratto, e per un motto solo Ridivenne fiorente il borgo ameno. Così ne andava giubilante e lieto Del re d’Irania il cor. Questo mi disse Il mio prence e signor: «Cotesto loco E verde e ricco per monete accolte E per tesori tu distruggi». Ed io M’ebbi sgomento dell’eterno Autore Di questa terra, e del biasmo pungente Di prenci e servi. Anche vedea che quando </poem><noinclude></noinclude> 8pjyqm6zqhlbv46k5ymxpobmzxzkln9 Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/305 108 1015119 3865716 3665360 2026-07-24T13:36:57Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865716 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 300 —|}}</noinclude> <poem> Fa due pensieri un solo cor, si perde Subitamente questo cor pei due Pensieri avversi, come già, se due D’una sola città sono i regnanti, Mai non sarà che incolume si resti La terra che li accoglie. Andai, signore, E dissi ai vecchi del villaggio: «Niuno É principe su voi, di questa terra Abitatori. Imperano le donne E i fanciulli con esse ed i famigli, I servi tutti per mercede e quelli Che hanno gli orti in custodia». Allor che prence Colui divenne ch’era servo in pria. Cadde recisa dell’antico duce Al suol la testa. Così dunque, à un solo Motto che feci, desolato e tristo Andava il loco dilettoso. Lungi, Lungi furon da me biasmo d’altrui E timor dell’Eterno. Allor che il prence Ebbe pietà degl’infelici ancora, Al loco ritomai, diversa via Per additarvi, e suscitai dal loco Un vecchio saggio, sapïente e accorto Ed eloquente, ed ei vi pose molta Industria e cura e fe’ fiorir novella&hypen; mente i lochi deserti, onde fe’ lieto De’ tuoi soggetti il cor. Quando uno solo È principe e signor, buono è il consiglio E bontà cresce e sminuendo cade Ogni opra trista. Ma la via del male A quella gente io sì mostrai coperto E secreto già un dì, poscia il sentiero Lor dischiusi di Dio. Migliore assai D’ogni gemma lucente è la parola, Quando alcuno l’adopri acconciamente Ad un loco propizio. In noi saggezza </poem><noinclude></noinclude> kx55qqis0k4s6c7ktuq4tx3rjbm53jo Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/306 108 1015120 3865720 3665361 2026-07-24T13:38:50Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865720 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 301 —|}}</noinclude><section begin="s1" /> <poem> Sia qual regina e guidi le sue schiere La lingua nostra, se pur vuoi che sciolta Vada l’anima tua d’ogni rancura. Eternamente giubilante il core Sia del nostro signor, disciolto sempre Da ogni pensiero desolato e tristo! :Come ascoltò quelle parole il sire, Evviva! disse; di regal corona Tu sei degno, Ruzbìh! — Donava allora Una sportella di monete d’oro A quest’uom sì veggente ed assennato, Vecchio e ricco di pregi. Anche apprestata Gli era una veste imperïale, ond’ei Fino alle nubi sollevò la fronte. </poem><section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t1|VII. Avventura delle figlie del mugnaio.}} {{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1504-1507)}} <poem> :La settimana che seguì, con prenci E sacerdoti ritornò alla caccia Il re del mondo, e così fu ch’ei stette Della sua caccia al dilettoso loco Per tutto un mese e vin fumoso ei bevve Con gli armigeri suoi. La preda sua Passò misura in belve agresti al piano, In belve al monte, ed ei tornava intanto Con gli armigeri suoi gioioso in core Alla regal città, mentre la notte Calava sul sentiero e intenebrava Tutta la terra. Andavano que’ prenci Dell’esercito suo per lor sentiero Di regi antiqui raccontando storie, Quando l’inclito re scorse da lungi Splendïente una vampa, in quella guisa </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> h8z31uc6ef9hqj1t51m5qfzr4ojaovx Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/307 108 1015121 3865723 3665362 2026-07-24T13:41:46Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865723 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 302 —|}}</noinclude> <poem> Che nella festa di Behmèn raccende Un re sovrano. Volse a quella luce Subitamente il re dei regi il volto, E tosto in quella parte un borgo ameno Gli si scovrì. Dinanzi a quel villaggio Un mulino egli scorse, e innanzi a quello I magnati sedean, qua e là dispersi, Del solitario borgo. Anche dinanzi A quel fuoco lucente eran fanciulle Che in quel confine della terra amena Erano intente a celebrar la festa. Avea d’esse ciascuna in su la fronte Un bel serto di rose e in ogni parte Stava assiso un cantor. Tutte cantavano Di battaglie di re ballate adorne, E d’esse ognuna, or questo or quell’istante, Apprestavane un’altra, ed eran tutte Con bei volti di luna e con ricciuti I lor capelli e di muschio odoranti E di arguta favella armonïosa. Del mulino dinanzi da la porta, Steso sull’erba con gioioso core Un bel tappeto, di purpuree rose Con un mazzo nel pugno, elle si stavano, Quasi ebbre invero per la gioia e il vino. :Da quel loco di festa alta una voce Risuonò. L’aura è questa, una dicea, Di principe Behràm! Forza ed amore Ei sì possiede e maestà sovrana E nobil volto; questo ciel rotante Reggesi per lui sol. Ben tu diresti Che stilla da sue gote un vin purpureo, Che vien fragranza da’ capegli suoi Di puro muschio. Son leoni e onàgri La sua preda soltanto ed in Irania Altri di Behram-gòr gli aggiusta il nome. </poem><noinclude></noinclude> c5g45sfbma87gezxhjdzgk58ti2n2jv Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/308 108 1015122 3865724 3665363 2026-07-24T13:43:48Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865724 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 303 —|}}</noinclude> <poem> :Della terra il signor che bene udìa Queste lor voci, volse le sue redini E ver quel loco s’avanzò. Da quelle Vaghe fanciulle non appena ei venne, Che il luogo ei riguardò da questo a quello Confine suo. Vedea come quel campo Di vaghissime donne ingombro fosse, Sì che tolto gli fu del ritornarsi Alla città il sentier. Pe’ cenno allora Che i coppieri del vin dalla sua via Recasser vino e bevitori a lui, Prence sovrano, ed apportava un nappo Di fulgido cristal subitamente Il coppiero del vin, ponealo in mano A Behram-gòr. Ma quelle che più illustri Erano per beltà fra le donzelle, Ed eran quattro, da la turba usciro; Una era Mushkinàz, Mushkinèk l’altra. La terza Nazitàb, Susnèk la quarta, E venner tutte saltellando insieme, Prendendosi alla man, della persona Alte così, qual dolce primavera Nelle gote fiorenti. Elle cantarono Una ballata a re Behràm, sovrano D’alto saper, d’alto desio. Ma intanto, Poi che per esse era caduto in core Un turbamento a lui, quelle sì vaghe Quattro fanciulle a inchiedere si fea Behram-gòr disïoso: Oh! chi son mai Queste fanciulle di rosate guancie, E perchè, per accendersi tal fuoco, Elle si stanno qui? — Rispose allora Una fanciulla: Cavalier gentile, Che di cipresso hai nobile statura, Che somigli a Behràm nostro signore In ogni cosa tua, vecchio mugnaio </poem><noinclude></noinclude> 2uqlwjjlafnvmpy8mbv6l6e1wkhe31h Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/309 108 1015123 3865725 3665364 2026-07-24T13:45:56Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865725 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 304 —|}}</noinclude> <poem> È il padre nostro, che su questi monti Le belve atterra con sue frecce. E tosto Ritorno egli farà, che tenebrosa È già la notte e per l’ombre vincenti Fatti saranno gli occhi suoi già torbi. :Nell’ora istessa, scese giù dal monte Il mugnaio e recò la selvaggina Con la sua scorta. Ratto ch’ei scoverse Prence Behràm, con le sue guancie il suolo Inchinossi a toccar, quindi sen venne Con sgomento e terror. Fe’ cenno allora Prence Behràm che una dorata coppa Al vecchio si porgesse, a lui tornato Da lontano sentier. Dissegli poi: :Queste quattro fanciulle, che di sole Hanno l’aspetto, perchè mai qui tieni? Di dolce sposo non è tempo forse? :Benedisse il vegliardo e gli rispose: Non han marito queste figlie mie, Ben che venute in questa età. Son vergini, E in loro stato virginal son pure E intatte ancor. Ma nulla veramente Elle hanno in terra, e più di ciò parola Alcuna non dirò. — Tu a me deh! cedi, Behràm dicea, le quattro giovinette, E cura d’oggi in poi di dolci figlie Non averti più mai. — Deh! ti ritraggi. Rispose il vecchio, cavalier gentile, Da ciò che hai detto! Non son vesti a noi, Non possessi, non terre e non argento, Non giovenchi, non asini e non case. :Forse, forse avverrà, Behràm gli disse, Che senza nulla este fanciulle tue Si convengano a me. — Dolci tue spose Elle son dunque tutte quattro, disse; Della polve del suol di tue riposte </poem><noinclude></noinclude> nwiv436gtk60tm0qbzhggxa16qir7u3 Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/310 108 1015124 3865726 3665365 2026-07-24T13:47:57Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865726 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 305 —|}}</noinclude> <poem> Stanze, o signor, queste fanciulle mie Schiave dicansi omai. L’occhio tuo vigile Il difetto ne vide e il pregio ancora; Elle piacquero a te per quella via Che veder le potesti. — Or io, soggiunse Prence Behràm allor, coteste quattro Da Dio santo ricevo. — Ei così disse E in piedi si levò. Dalla campagna Nitrir s’intese allor di palafreni, E il sire ingiunse di sua scorta eletta Ai famigli così di addur le vaghe Fanciulle al gineceo del prence iranio. Tutta si volse alla campagna a un tratto Quella gente guerriera, e l’atra notte Quell’ampio stuol nell’ombre sue ravvolse. :Ebbe il mugnaio meraviglia. Tutta L’oscura notte che seguì, pensieri Nell’alma accolse, finchè disse poi Alla mogliera sua: Cotesto illustre, Bello qual luna in ciel, con tal statura, Con tal forza e poter, come giugnea Della notte nell’ombre a questo loco? Da lungi ei vide il fuoco acceso, disse La donna allora, e però venne dietro Al gioioso cantar de le fanciulle, All’ebbrezza del vino, al suon giocondo Di musici e cantori. — O donna mia, Disse il mugnaio alla sua donna, questa Vaga istoria mi narra! E sarà lieto, O sarà tristo di quest’opra il fine? :Opra è questa di Dio, disse la donna, Che l’uom non chiese già d’alto lignaggio Appena ei vide le fanciulle, e in core Pensier non ebbe di ricchezze mai. Dell’ampia terra per la faccia errando, Leggiadra ei si cercava una fanciulla, FiBDOsi, VI. 20 </poem><noinclude></noinclude> gmyl9dq93re7tj37cxi3oqzouz1cr0w Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/311 108 1015125 3865727 3665366 2026-07-24T13:49:54Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865727 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 306 —|}}</noinclude> <poem> Non già denari, non di re una figlia. L’adorator degl’idoli, se in Cina Queste vaghe fanciulle un dì vedesse, Ratto le lodi sue, le sue preghiere Che agl’idoli pur fa, si scorderebbe. :Così, fin che sul dorso dell’oscuro Augello de la notte apparve il sole E si fe’ il mondo qual splendente face, Andò sermon di tutte cose, intorno A nobili e a malnati. Allor che giorno Si fe’ la notte, il sire del villaggio Dal borgo giunse e a quell’antico vecchio Così parlò: Signor di bella sorte, O valoroso^ in questa notte oscura Venne fortuna al tuo guancial. Davvero! Che di tua pianta il verdeggiante ramo Frutti venne a portar! Levò gli sguardi. Vide la festa quell’illustre e il fuoco Vide pur anco e le redini volse E a questa parte scese. Ed or sue spose Le figlie tue son fatte e già son elle Nelle sue stanze più secrete, al loco De’ suoi dolci riposi. Al tuo signore. Con que’ bei volti e que’ capegli crespi E il verace tuo dir, le figlie tue Destinasti così. Re de’ regnanti, Behràm illustre, genero gli è tuo, Sì che dovunque in ogni terra attorno D’oggi in avanti fia di te ricordo. Ma principe Behràm questo confine Tutto a te dona e questa terra; e tu Non averti dolor, che da rancura E da timor libero uscisti. Or dunque Tu fa comandi, chè il comando è tuo; Tutti servi ti slam, che di te solo È potestà. Soggetti qui noi tutti </poem><noinclude></noinclude> 63bz2oi3os8eunx7rz17dcp1oc6qhcf Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/312 108 1015126 3865728 3665367 2026-07-24T13:52:46Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865728 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 307 —|}}</noinclude><section begin="s1" /> <poem> Inver ti siamo. Oh! quai soggetti! Schiavi Tutti a te qui siam noi veracemente! :Ecco! restar di lui meravigliosi E il mugnaio e la donna, e il santo nome Ognun d’essi invocò di Dio sovrano. Davver! dicea di quel villaggio il sire, Che fin dal quarto ciel trassero sposo Quest’almo sol que’ volti e quelle trecce! </poem><section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t1|VIII. Il tesoro di Gemshìd rinvenuto.}} {{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1507-1510).}} <poem> :All’altra settimana, egli e i più fidi Nelle suo schiere e i sacerdoti, al loco Di sua caccia venìa. Devoto al sire, Un uomo allora s’avanzò, veloce Sì come nembo, ed una marra in pugno. Innanzi venne e dimandò a le genti Dove mai fosse, in mezzo a tanta schiera, Prence Behràm. Ciò che tu vuoi, tu esponi, Dissegli allora il sacerdote; al volto Non riconosci tu il signor del mondo. :Finch’io del prence non vedrò la fronte, Rispose quegli, non dirò parola All’esercito suo. — Quest’uom sì fermo Ne’ suoi dimandi, sapïente e sciolto In favellar, dinanzi al re fu addotto. Ei s’avanzò; come Behràm scoverse, Disse: Per te soltanto una parola Serbo nel mio secreto. — Ecco! volgea Le briglie Behram-gòr, sì che lontano Dall’esercito suo ratto egli uscia. :Disse quell’uomo allor: Prence sovrano Dell’ampia terra, alle parole mie </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> 44hwvf4ccq3fxgc0eoq03eabbgqoa5r Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/313 108 1015127 3865730 3665368 2026-07-24T13:55:28Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865730 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 308 —|}}</noinclude> <poem> Or vuolsi riguardar. Duce e signore D’esti campi son io, signore e donno Di questa terra e d’esti seminati, Di queste case. Ne’ miei pingui colti L’acque limpide invìo, sì che il mio pregio Fo manifesto per mia intenta cura. Ma un dì che l’acque crebbero e soverchio Impeto si prendean, là in mezzo a un campa Un pertugio si aperse. Un grido strano Agli orecchi mi venne, e per timore Da quest’anima mia proruppe un gemito. Qual di timpani un suon veracemente Venne dall’acque in giù stillanti, e quello Estranio suon la via ci dimostrava A tesori nascosti. — A quella parte, Ratto che udì, Bohràm si volse e vide Una campagna verdeggiante, piena D’acque scorrenti. E cenno ei fea che tosta Con marre agresti artefici raccolti Fosser per lui fino a lontane vie, E là discese dal cavallo, ei prence E sovrano signor, tosto che eretto Un padiglione fu per lui sul campo. Venne la notte, e que’ gagliardi accesero Lor molte faci e destarono intorno, In ogni parte, una gran vampa. Allora Che dal mar sollevò le sue bandiere Questo fulgido sol, quando più bella Si fe’ la volta dell’azzurro cielo, Artefici calâr da tutte parti Subitamente, e là, quale una grande Oste guerriera, s’affollâr. La terra Giù presero a scavar con forte lena, E l’ampio loco dell’aperto campo Tutto fu pieno di fossati. Allora Ch’eran già stanchi del cavar la terra </poem><noinclude></noinclude> oufz1j2mpmla96thwq01mecy0j8ibtj Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/314 108 1015128 3865732 3665369 2026-07-24T13:57:39Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865732 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 309 —|}}</noinclude> <poem> Gli artefici solerti, ecco! che sotto A quella terra apparve loco, pari A una montagna, chè una casa eretta Eravi acconcia con mattoni cotti E con calce lucente, adorna in foggia Di paradiso. V’assestar gli artefici Colpi di marra prontamente, e lungi Della porta mostrossi il vano aperto. :Ratto ch’ei vide, entrovvi il sacerdote Di principe Behràm, v’entrò con lui Non invitato ogni ospite del loco; E lunga e spazïosa egli vedeano Una gran casa alto levata a molti Cubiti lunghi. Effigiati in piedi E in fulgid’or due bufali pur anco Vi si vedean con una greppia in oro A lor dinanzi, e dentro a quella greppia Smeraldi eran gittati, ivi commisti Anche a rubini d’un color di porpora. Ma l’interno de’ bufali, di carri Agitatori, vuoto si mostrava, Sì che lor ventre tutto pien di pomi E di mele cotogne e melagrani Era davvero. Una fulgida perla D’ogni mela cotogna era nel corpo, E d’ogni perla qual lucente stilla D’un’acqua pura il grano si vedea. Ma de’ bufali sculti erano gli occhi Rossi rubini e per età vetusta Erano attriti i volti lor. Dintorno Eran leoni ed asini selvaggi, E gli occhi uno si avea d’un bel rubino E l’altro di cristal. Fagiani intorno Eran scolpiti in or, maschi pavoni V’eran pur anco, di lucenti gemme Tutti nel petto e ne’ begli occhi adorni. </poem><noinclude></noinclude> jiup8zmjjfgw7mb6snz0bnnqbrh67sz Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/315 108 1015129 3865795 3665370 2026-07-24T18:22:13Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865795 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 310 —|}}</noinclude> <poem> Tornava al suo signor, come ciò vide, Il ministro, corona a questa luna Per suo retto consiglio, e così disse Al re del mondo con ardor: Deh! levati, Che sorvenne dovizia a’ tuoi tesori. Piena di gemme si mostrò una casa, Di cui la chiave questa volta azzurra Del ciel si avea. — Rispose il prence: Scrive, Scrive suo nome sui tesori suoi Chi ne ha cura e desìo. Vedi tu adunque Di chi nome si sta su quel tesoro E il suo colmarsi di chi mai nel tempo Della sua vita si facea. — Ne andava, Udito ciò, de’ sacerdoti il prence E di Gemshìd ai bufali sul corpo Il suggello vedea. Tutto osservai, Diceva allora de la terra al sire, E sta scritto sui bufali lucenti Nome di re Gemshìd. — O in ogni cosa Più sapïente d’ogni saggio, o duce De’ sacerdoti, disse il re, di quelli Ampi tesori che Gemshid ripose, Perchè farci dovrem nostro tesoro? Ogni tesor che per diversa via Di giustizia e di spada a noi pervenne, Mai non possa durar! Ma tu frattanto A chi è più degno, ciò ch’è là, dispensa, Sì che non venga mai trista iattura In nostra sorte a noi. Se il nome nostro Vuolsi far chiaro, con giustizia sola, Sol con la spada colmeremo noi Il tesor nostro. Ma di tal dovizia Che or si scoprìa, già non si vuol che parte Abbia lo stuol de’ prodi miei, che angusta Non è la terra a noi pel valor nostro, E la ricchezza tutta, in quella guisa </poem><noinclude></noinclude> i2j6446bmejgmcitqn1uy43x85yl8me Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/316 108 1015130 3865796 3665371 2026-07-24T18:25:43Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865796 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 311 —|}}</noinclude> <poem> Ch’è costume dei re, donar si vuole. Per argento e per or coteste gemme Tutte vendete, e le vedove donne E gli orfani bambini e i poverelli Ch’ebbero nome illustre, e che dal core Ebber divelta ogni lor gioia ed ogni Desìo col nome ancor, qui raccogliete Da luoghi colti e da deserti e poi Le cose tutte dispartite. A quelli, A quelli ancor che grama e desolata Ebber la vita, ben si vuol che alcuna Parte qui tocchi del regal tesoro, E voi, di re Gemshìd per l’alma santa A bel conforto, le monete e i nummi Donate ad altri e la ricchezza in copia Ch’è qui raccolta. Fin che forte e giovane IO sarò qui, perchè dovrei tesoro Cercarmi di Gemshìd? Anche darai Di dieci parti una a colui che questo Sentier mostrando fra le accolte schiere Il suo re ricercò. Quei che il lenzuolo Di re Gemshìd solleverà, non mai Abbia speranza di sua gioia ancora Quaggiù nel mondo. Co’ gagliardi miei Quand’io m’adduco a faticar pel regno Il corpo mio, gloria e tesori aduno E di Cina e di Grecia intorno intorno: Col mio destrier nero qual notte oscura, Con l’acuta mia spada, inganni o frodi Io non imprendo nè il fuggir conosco. :Di là tornava al suo tesor che un tempo Radunato egli avea con sua fatica, Col sudor della fronte. Ivi pur anco Della sua terra tutti accolse i prodi E diè monete all’esercito suo Qual d’un anno stipendio. Un gran convito </poem><noinclude></noinclude> ihzsjfebloarqixkna8h4o2a5eiyrvj Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/317 108 1015131 3865797 3665372 2026-07-24T18:28:26Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865797 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 312 —|}}</noinclude> <poem> Ei celebrava in Nev-behàr, la sua Regal dimora a splendïenti gemme Tutta adornando e in coppe di cristallo Di purpureo rubin mescendo un vino. :Principe Behram-gòr, come fu lieto E fu giocondo, così disse a’ suoi Diletti amici: Eroi di fronte altera, Voi che intendeste raccontar del trono De’ grandi già, da Hoshèng a quell’illustre Nèvdher monarca qual fu erede in terra Di principe Fredùn, poi, per tal via, Fino alla testa di Kobàd, che cinse Di sua grandezza la corona in fronte, Vedete voi che rimanea di questi Sì grandi un tempo e chi lor lodi ancora Cantando va per debita giustizia. Ma poichè si troncò volger degli anni Per questi re, qual debile ricordo Un detto solo ne restava, e dicesi Di questi sì che mente egli si avea, E dicesi di quel ch’ei n’era privo, E questi ha biasmo, e quel si loda. Ancora Passerem noi quando verrà stagione; Ma vuolsi ancor che per mal far la terra Non si calchi da noi. Di questi morti Oh! che mi fanno le ricchezze, e il core Per monete così perchè nel petto Aprir mi si dovrìa? Questo mio core Io non avvinco a questo viver breve, Nè per corona ho alcun desìo, nè stendo A tesori la man. Quando in letizia Passa un giorno sereno, oh! perchè mai Dovrìa dolersi chi è più saggio? Allora Che de’ soggetti miei, de’ miei devoti In questa reggia alcuno o alcun de’ capi De’ villaggi all’intorno o alcun de’ servi </poem><noinclude></noinclude> a9qg2wsojm6pe8q8camr4d02nrrda2v Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/318 108 1015132 3865798 3665373 2026-07-24T18:30:48Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865798 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 313 —|}}</noinclude> <poem> Per mia cagione si dorrà di qualche Travaglio suo, caggiami al suol la testa E la corona e il mio tesor si sperda. :Un vecchio eravi allor, Mahyàr il nome, Di cui cento e sessanta e quattro ancora Erano gli anni omai. Com’egli intese Quelle parole, in piè levossi e disse: :Di verace giustizia inclito sire. Novella di Gemshìd ebbimi un giorno E di Fredùn, di tutti i prenci ancora Incliti già, ne’ lor difetti e pregi. Ma pari a te non vide mai qualcuno Sire del mondo, che tu sei la speme De’ servi tuoi, la maestà de’ grandi Veracemente. Che se fosse il mare Ampio e profondo come il tuo bel core, Ondate leverebbersi di gemme Dal mare oh sì! chè di Seròsh la luce Vien dall’anima tua, sì che nel core De’ sapienti già scemò saggezza Al tuo paraggio. Per la terra intorno Un tesor profondesti, e ciò nessuno Vide giammai da principi regnanti E da valletti. Ma se alcun parola De’ giorni fea di re Gemshid e intanto Di quel tesor da’ bufali scolpiti Qualche volta leggea, niuno in qual parte Fosse del mondo quel tesor nascosto Seppesi mai, se fosse entro le viscere Del suol più veramente o ne la strozza Di fero drago. Tu il trovasti e gli occhi Già non volgesti a le ricchezze accolte, Che ti venne disdegno ed onta all’alma Per questa vita ch’è sì breve. In mare Davver! che tante perle alcun non vide, Nè le vedranno mai cento sovrani </poem><noinclude></noinclude> 4j9m8pbfuxmxbbpj742hrt60856a2ca Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/319 108 1015133 3865799 3665374 2026-07-24T18:32:40Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865799 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 314 —|}}</noinclude><section begin="s1" /> <poem> Incoronati! Tu donasti attorno Ai poverelli le raccolte gemme E i bufali puranco e i presti onàgri Colà dipinti, tutti. Oh! la corona, Oh! la cintura imperïal non restino Di te senza mai più! Vivi beato Della persona e vincitor, s’allieti Di te la sorte! Molti libri invero Che narran opre di regnanti, un giorno Nereggieranno per notati detti, Nè termine sarà. Dopo la tua Partita da la terra, oh! vivo sempre Il tuo nome sarà, quando la storia Si leggerà de’ giorni tuoi passati Ogni più saggio in favellar maestro. </poem><section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t1|IX. Avventura del mercante.}} {{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1510-1512).}} <poem> :Un giorno, all’altra settimana, uscìa Prence Behràm a caccia, ed era mesto; Avea faretra e dardi aveva. Il campo Cocente diventò per questo sole Che in alto risplendea, sì che tornava Il nobile signor dalla sua caccia A passi lenti. Giunse ad una casa Di mercatanti e riguardossi attorno E non scoverse alcun vivente. Allora Al mercante ei si volse e così disse: :Forse che qui tu puoi donarci ospizio? Nessun travaglio vedrai tu da noi. :Poi che l’accolse il mercatante, un loco Fecegli eletto a riposar. Ma il prence, Per fiera doglia d’intestini, a un tratto </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> e5fpk5h9extua6pxau5lrzfhtqxcswt Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/320 108 1015134 3865800 3665375 2026-07-24T19:41:32Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865800 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 315 —|}}</noinclude> <poem> A gemere si diè, sì ch’egli porse Alcune dramme a quell’ospite suo, Di merci venditor, così dicendo: :Picciolo brano di formaggio antico Deh! tu fammi arrostir, tanto se’ buono, Con noccioli di mandorlo! — Non porse Il mercatante ciò che il re dicea, Che noccioli di mandorlo riposti Ei non serbava; ma poichè discese L’ombra notturna, placido sen venne L’ospite avaro ed apprestò un augello Caldo, bollente, su la vampa allora Apposto a rosolar. Pose la mensa E la recò dinanzi al re; ma quello, Nobile e grande, così disse: Chiesi, Chiesi da te formaggio antico, e volsi A dir di tal desìo questa mia lingua; Ma quello a me tu non recasti, ed io Data una dramma pur ti avea, che molto, Per fiera doglia d’intestini, a un tratto A gemere mi diei. — Stolto! rispose Il mercatante, non hai tu saggezza Ch’è nutrimento all’alma. Or, poi che questo Augello, caldo ancor, qui t’imbandii, Costume non è d’uom che ha verecondia, Altra cosa cercar. — Queste parole Ratto che intese, del formaggio antico Cadde la voglia in re Behràm. Pentito Dì cotesto che disse, ei mangiò il pane, Nè al mercatante ricordò le cose Intravvenute, e come giunse tempo Dei dolci sonni, s’addormì tranquillo E non fe’ motto a l’ospite mercante. :Quando levossi questo sol lucente Dal mar profondo e tempestoso e il fosco Vel della notte via disparve, disse </poem><noinclude></noinclude> mtedcgsnmrhy71bidcagq4jwo7hkpgf Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/321 108 1015135 3865801 3665376 2026-07-24T19:43:41Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865801 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 316 —|}}</noinclude> <poem> Al discepolo suo quel mercatante Possente e ricco: O stolto ed inesperto, Un augel perchè mai, di cui non era D’una sol dramma il prezzo, a me comprasti Con dispendio maggior, sì che per esso Vïolenza m’hai fatto? Ove l’augello Stato pur fosse di tal prezzo degno, Con questo cavalier per l’atra notte Avuta non avrei contesa alcuna. Che se di cacio sol per una quarta Parte di dramma tu gli avessi mai Fatto l’acquisto, come dolce latte, Com’acqua dolce oggi ei per me sarìa. :Sola una cosa è ben cotesta, disse Il discepolo allor; tu sappi adunque Che l’augel ch’io comprai, torna a mia spesa. Con questo cavaliere, ospite mio Oggi qui resta e non contender meco Per un misero augel. — Come levossi Dal dolce sonno, al suo destrier sen venne, Diletto amico e aiutator fedele, Prence Behràm, la sella per imporgli E ritornarsi alla sua reggia e quivi Fino a le stelle sollevar del cielo La sua corona. Tosto che il vedea, Così disse il discepolo: Deh! resta Oggi col servo tuo. — Ne andava il sire, Sedea di quello al seggio, assai di tale Fortuna di colui meravigliando. :Andava allora il giovinetto ed ova Recavasi dugento e al suo maestro Così dicea: Signor, non indugiarti, Ma poni a rosolar caldi sul fuoco I noccioli di mandorlo e congiungi Pan fresco e molle con formaggio antico. Ieri cotesto l’ospite chiedea; </poem><noinclude></noinclude> r5f1pxotb9cc8u0m1lpj0mhbtiupaap Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/322 108 1015136 3865802 3665377 2026-07-24T19:45:35Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865802 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 317 —|}}</noinclude> <poem> Tu reca il pane e tu la mensa apponi Acconciamente. — Di Behràm venuto Poscia al cospetto, O cavalier, gli disse, Cotesto cose tu cercasti ieri. Ed ora il tuo desìo con calda cura Qui t’apprestiam; ti recherem più tardi Cibi novelli a quando a quando. — Queste Parole ei disse e discese a le piazze E in altra foggia comprator si fece. :Zucchero ei si cercò, noccioli ancora Di mandorli ed agnelli ed uccelletti Per imbandirne tutta insiem la sua Tavola apposta, e si recò del vino E zafferano e muschio intatto ed acqua Di fresche rose, indi tornossi a casa, Sollecito del cor. Là pose un desco Pien di vivande saporose, elette, Che accorto e saggio e di valente ingegno Era davvero il garzoncello. Il pane Poi che gustato ebbe ciascun, di vino Colmo nappo ei recò; porselo in prima Al regnante Behràm. Per questa via EUi andaron così, fin che divennero Allegri e lieti e si volser da’ cibi Subitamente ai colmi nappi. Allora, A quell’ospite suo così parlava Behràm signore: Già farà di noi Behràm inchiesta. Il dolce vino intanto Qui si beva per voi, sì che per esso Ebbri n’andiate. Alcun di voi non muova Dal loco suo, del vin dolce e gagliardo Fattosi adorator. — Dall’atra polve Il suo bruno destrier così mondava, Ratto la sella gl’imponea, poi, lieto Del fumoso licor, là nel giardino Scendeasi ratto. Al mercatante ei disse: </poem><noinclude></noinclude> 52fgwx6kkqjtxlsqwchw0uv6jut96il Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/323 108 1015137 3865803 3665378 2026-07-24T19:47:55Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865803 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 318 —|}}</noinclude> <poem> :Tanto non ti crucciar per incremento Di tua ricchezza, o venditor di merci. Ieri, sul vespro, per la quarta parte D’una dramma così tanto vendesti E turbamento agli occhi verecondi Del discepolo tuo recasti allora, Per ch’egli si comprò di là dal prezzo Un gramo augello, e me dentro alla strozza Quasi gittasti d’un dragon feroce. :Questo egli disse al mercatante, poi Rapidamente si partì, discese Con fiero incesso ed a veloci passi Al regio ostello. Quando poi nel cielo Mostrò quest’almo sol la sua corona, Al trono suo di rilucente avorio Si assise il re dell’ampia terra e tosto, Ei principe e signor, questo precetto Fe’ al maggiordomo, di cercar per esso Dell’ospite mercante. E l’adducea Col discepolo suo, l’un d’essi lieto E tristo l’altro, il maggiordomo, e il sire Come vedea quel giovinetto suo, Gli fe’ carezze e tra i principi suoi Lieto il fece seder. D’auree monete Gli fu recata una sportella e tosto L’alma sua fosca si fe’ chiara e allegra Qual è nel ciel la bianca luna. Intanto Al mercatante così disse il prence: :Fin che vivo sarai, sappi che servo Al discepolo tuo sei veramente. Ad ogni mese gli darai due volte Dramme sessanta, numerando a lui Tutto un tesoro. Con la tua ricchezza Cura ei si avrà degli ospiti che vengono, Esilarando il cor de’ generosi. :Al sacerdote così disse poi: </poem><noinclude></noinclude> nhpig6hx82wfaem2xhdos8cnmn95w8t Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/324 108 1015138 3865804 3665379 2026-07-24T19:49:50Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3865804 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 319 —|}}</noinclude><section begin="s1" /> <poem> L’opre del mondo ove il prence non guardi, Come saper potrà chi di sua gente È grande e generoso? o come mai Scerner potrà da chi è più tristo, i buoni? Saggio che cerchi sapïenza, ancora Se una parola qui tu vuoi, fedele Serbala in mente: Generoso sei? Non ti pigliar costume d’avarizia In niuna guisa, che potresti invero Dall’umana famiglia andar reietto. </poem><section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t1|X. Uccisione di un drago.}} {{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1513-1517).}} <poem> :Tempo rimase co’ principi suoi, Tra il vin lucente e le ricolme coppe, Tra musici e cantor, l’iranio sire. Venne la dolce primavera intanto, E fu la terra quale un paradiso Veracemente, che parea dall’alto Vaghi fiori gittar su questa terra Il ciel sereno. Di selvaggie belve Pieno intorno ogni campo, e ne’ ruscelli Come tepido latte o dolce vino Divenner l’acque; andavan saltellando Onagri e damme per deserti e boschi, E dovunque stendevasi tappeto D’erbe novelle verdeggianti. Ancora Di muschio intatto una fragranza eletta Mandavano i ruscelli e si piegavano Carchi intorno di fiori i melagrani. :A prence Behram-gòr fu detto allora: Lunga è stagion che non andammo noi D’onagri a caccia. — Ed ei rispose: Mille </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> n5n02sj2mcpkpbppp2xi85yxr9irxn0 Indice:L'Anima musicale d'Italia.djvu 110 1018103 3865793 3865208 2026-07-24T18:11:39Z Pic57 12729 3865793 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Giulio Fara |NomePagina=L'Anima musicale d'Italia |Titolo=L'Anima musicale d'Italia |TitoloOriginale= |Sottotitolo=La canzone del popolo |LinguaOriginale=Italiano |Lingua=Italiano |Traduttore= |Illustratore= |Curatore= |Editore=Ausonia |Città=Roma |Anno=1920 |Fonte=[https://dn790001.ca.archive.org/0/items/fara-anima-musicale-italia/FaraAnimaMusicaleItalia.pdf dn790001.ca.archive.org] |Immagine=1 |Progetto= |Argomento= |Qualità=25% |Pagine=<pagelist /> |Sommario={{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia|titolo=L'Anima musicale d'Italia|from=1|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/Dedica|titolo=Dedica|from=7|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/Prefazione|titolo=Prefazione|from=9|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/La canzone del popolo e la canzone popolare|titolo=La canzone del popolo e la canzone popolare|from=13|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/Germi e forme sentimentali|titolo=Germi e forme sentimentali|from=23|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/Influenze e caratteri etnici|titolo=Influenze e caratteri etnici|from=29|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/I caratteri principali della canzone dei vari popoli d'Europa|titolo=I caratteri principali della canzone dei vari popoli d'Europa|from=35|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/La nostra canzone|titolo=La nostra canzone|from=49|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/Piemonte|titolo=Piemonte|from=61|delta=0}} {{Indice sommario|nome=L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi|titolo=1. 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Povero mi}} :* {{testo|/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda |2. Ameime mi dona Lombarda}} 239 3. Crave crave mie 239 4. Novara Novara la bella sità 239 5. Pelegrin che vien da Ruma 239 6. Giurumeta de la montagna 239 7. Noi siamo tre sorelle (A) 240 8. Noi siamo tre sorelle (B) 240 9. Chi t'à fatto sti be' scarpette 240 10. Di là da cui boscage 240 11. Madama Carolin 240 12. Pianta la fava * {{testo|/Lombardia}} * {{testo|/Venezia}} * {{testo|/Istria}} * {{testo|/Romagna ed Emilia}} * {{testo|/Toscana}} * {{testo|/Lazio}} * {{testo|/Abruzzi}} * {{testo|/Campania}} * {{testo|/Calabria}} * {{testo|/Sicilia}} * {{testo|/Sardegna}} * {{testo|/Corsica}} * {{testo|/Bibliografia}} 8qdb5f7ta3opo0n1xnedzrigr27ydu6 Pagina:Biografie dei consiglieri comunali di Roma.djvu/26 108 1018227 3865922 3851843 2026-07-25T06:30:37Z Dr Zimbu 1553 Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]] 3865922 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|armellini cav. augusto}}|riga=s}}</noinclude>tuta: {{Wl|Q153500|Radetzky}} nel fatto del 6 maggio a santa Lucia aveva vinto, e la battaglia del 25 luglio a Custoza tornògli pure favorevole. — Sulle alte creste del Cadore, sui colli di Vicenza, nei piani ridenti della Marca trivigiana, con sommo valore erasi combattuto: ma la Lombardia e la Venezia ritornavano sotto il tedesco dominio; in ogni stato la rivoluzione mandava gli ultimi guizzi; la sua gloria si andava così spegnendo. La storia dei secoli, la missione dei popoli, la vita degli uomini, ciò tutto non forma che il grande anello della ragione e del diritto che nel mezzo racchiude il motto — ''pensiero ed azione''. — L’affermazione della Patria giammai venne meno, poichè siccome di secolo in secolo percorse i gradi dell’umano progresso, così l’uomo ne seguì sempre l’impulso; genio ed arma che rimise la teoria al suo posto, a destra l’esame, dinnanzi l’esperienza. In mezzo all’epopea del 1848 trovossi {{Wl|Q16529883|Augusto Armellini}}. Parve nei primi anni che il sacro fuoco di Marte lo invadesse, perciò erasi dato allo studio delle matematiche per meglio poter percorrere la militare carriera. Fra i volontari nel 1848 e semplice artigliere meritò nella difesa di Vicenza di venir ricordato in un ordine del giorno, e quindi nominato uffiziale nell’artiglieria regolare. — Ma la guerra della italiana indipendenza mandava ancora due scintille: — Venezia e Roma che si erano dichiarate repubbliche. — {{Wl|Q187336|Mazzini}}, {{AutoreCitato|Aurelio Saffi|Saffi}} ed {{AutoreCitato|Carlo Armellini|Armellini}}, il padre dell’Augusto del quale ora scriviamo la biografia, formavano in Roma il triumvirato nel libero reggimento della città per tanti secoli sede di pontefici; e {{AutoreCitato|Giuseppe Garibaldi|Garibaldi}}, l’uomo leggendario, lottando disperatamente per rendere più malagevole e penosa la conquista che l’esercito francese si andava preparando, dalle alture del Gianicolo molestava gli assedianti, le opere fatte struggeva, e di morti e feriti seminava il campo nemico, per quanto anche i nemici recassero stragea gli assediati nella città eterna — Colà combattè l’ultima battaglia l’Augusto Armellini, mentre nel dì 3 luglio 1849 il triumvirato, vista vana ogni ulteriore resistenza, convenuta la capitolazione, si allontanava da Roma prendendo la via dell’esilio. — Nel dì 25 agosto 1849, anche Venezia, flagellata dal fuoco, messa in istento dalla fame e dalla pestilenza venne occupata dall’austriaco. Uno storico di Germania scrisse queste memorande parole: «sebbene gl’italiani debbano ascrivere in parte a sè medesimi il cattivo esito della loro rivoluzione, una gloria non può essere loro negata — l’onore della nazione fu salvo. — Gl’italiani per così lungo tempo vilipesi dagli altri popoli, provarono di saper tenere ancora le armi in pugno: se questa volta soccombettero, non tanto per i propri errori, quanto per la prevalenza militare del nemico, spunterà anche per loro il giorno della unità nazionale e della legittima libertà.» Lo parole dello storico di Germania appagarono l’Armellini che saputo salvo l’onore della nazione, e persuaso di avere per parte propria compiuto al dovere di<noinclude></noinclude> 6v881ieer8x8s4xawkt5hk7h4pogk81 L'Anima musicale d'Italia/Piemonte 0 1020157 3865976 3848683 2026-07-25T11:28:39Z Pic57 12729 Porto il SAL a SAL 75% 3865976 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Piemonte|prec=../La nostra canzone|succ=../Lombardia}} <pages index="L'Anima musicale d'Italia.djvu" from="61" to="80" fromsection="s2" tosection="s1" /> <pages index="L'Anima musicale d'Italia.djvu" from="239" to="241" fromsection="s1" tosection="s1" /> jpvgfn02a0sc83aoylmrlhclpzbveir Wikisource:Bar/Archivio/2026.07 4 1021929 3865652 3865190 2026-07-24T12:25:17Z MediaWiki message delivery 17789 /* Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) */ nuova sezione 3865652 wikitext text/x-wiki {{Bar}} == A volte ritornano (tabella da "smarginare") == Salve a tutti, sono riemerso dalla nebbia per rileggere [[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]] un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987. Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore: se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo) https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45 In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura. Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali. Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST) :Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST) ::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST) :::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta. :::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST) == Sui testi anonimi == In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST) == Testi compilatori == Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come Costanti matematiche (come i decimali di pi greco) Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni) Materiale crittografico Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico" In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST) == Libri senza immagini == [[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST) ::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST) :::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769] '''Updates for technical contributors''' * In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance. * The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute. * The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]] '''In depth''' * The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon. '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W28"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 --> == Collegamento autore == Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST) ::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis. * The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916] '''Updates for technical contributors''' * Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778] * To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]] '''In depth''' * The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]]. '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W29"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30804401 --> == 1 occhio alla realtà == Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST) :Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST) == Musica nel wikiverso == Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese: * Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}'''). * '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''': :Canti popolari :<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}} </small> :Musica colta :<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small> *''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]'' * '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui: :https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index * '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo. ** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} ** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} ** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} ** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} ** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} * '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure! * '''{{Sc|Riletture}}''' — ** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]] ** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]] ** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7. [[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]] {{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}} <hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST) ::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST) == A.A.A. Grecisti cercansi == Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST) == Compilazione del file d'input LilyPond fallita: == Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio: Compilazione del file d'input LilyPond fallita: senza nessun'altra spiegazione. Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah! Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST) :Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST) ::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto ::<score sound="1">{ a b c' d}</score> ::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. e ho rotto le scatole segnalando il problema pure là[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST) ::Ora sembra tornato tutto ok. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:20, 17 lug 2026 (CEST) :::Ne sono felice! Probabilmente sono riusciti a risolvere! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:17, 19 lug 2026 (CEST) == Stesso autore o persone diverse? == [[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST) :Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST) ::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST) :::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST) == Trascrizione manoscritti == Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti. Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST) ::Transkribus si può usare anche da dentro Wikisource, in creazione di una pagina dove c'è "Trascrivi il testo" vai sulla freccetta a fianco e puoi scegliere il "motore" da usare, poi sotto bisogna scegliere il modello e bisogna cercare "Transkribus Italian Handwriting M1", circa a metà dell'elenco. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 17 lug 2026 (CEST) :::Torno dalle ferie e provo a creare un indice. Mi servirebbe solo per i casi dubbi... [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 16:44, 17 lug 2026 (CEST) == Dubbio su parole spezzate a fine riga == Buongiorno, Sono una utente relativamente nuova e mi sto dedicando alla trascrizione di alcuni testi. Finora ho trascritto circa un centinaio di pagine di opere diverse, ma ho un dubbio operativo. Durante la trascrizione, ho sempre seguito fedelmente il testo cartaceo originale, andando a capo all'interno della pagina esattamente dove andava a capo il libro e mantenendo le parole spezzate con il trattino. Solo ora, leggendo con più attenzione il manuale per principianti, ho notato la nota che spiega che in sede di trascrizione digitale i limiti della pagina fisica decadono e che le parole spezzate a fine riga andrebbero invece riunite. A questo punto vorrei chiedervi due cose per capire come procedere correttamente: Per il futuro: Quando trovo una parola spezzata all'interno della stessa pagina, mi confermate che la cosa migliore da fare (anche se mi occupo solo di trascrizione grezza e non di formattazione avanzata) è riunire i due tronconi ed eliminare il trattino, lasciando scorrere il testo? E come mi conviene gestire invece le parole spezzate tra due pagine diverse? Per il passato: Come mi devo comportare con il centinaio di pagine che ho già inserito andando a capo come nel cartaceo? Devo riprenderle in mano una a una e modificarle per unire le parole, oppure ci penserà la comunità in fase di rilettura? Non vorrei lasciare del lavoro "sporco" o creare problemi ai passaggi successivi. Grazie mille in anticipo per l'aiuto e per i consigli! --[[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:54, 19 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:AdrianaB64|AdrianaB64]]: ciao! Confermo che i due spezzoni vanno riuniti, e sì, sarebbe meglio tornare indietro e sistemare anche le pagine che hai già fatto (mi dispiace che non ce ne siamo accorti prima). Se fai Alt+7 ottieni già una prima formattazione del testo che include anche queste "riunioni". Tra l'altro vedo che hai lasciato molte pagine allo stato 50% (cioè pagina da formattare). Alcune mi sembrano già buone per passare al 75% (i tre quadratini rossi), altre magari necessitano di qualche piccola formattazione tipo le parole in corsivo (nella barra in alto trovi i comandi per grassetto, corsivo ecc.). Altra cosa da sistemare sarebbe il numero di pagina, che andrebbe messo nel campo Intestazione (o Pié di pagina, se è in basso) usando il template {{tl|RigaIntestazione}}: non è obbligatorio inserirlo, ma perlomeno dovresti toglierlo dal corpo del testo, altrimenti poi il testo finale risulterà inframezzato da questi numerelli. :Noi di solito incoraggiamo gli utenti a cercare di fare sempre queste piccole sistemazioni e portare le pagine almeno al 75%, riservando il 50% per i casi più complessi (tabelle, frontespizi un po' difficili da riprodurre, ecc.). Questo perché di solito tendiamo a fare due passaggi: uno trascrive e porta al 75%, un altro rilegge e porta al 100%. Se hai dubbi puoi anche lasciare la pagina al 50%, ma questo ovviamente richiede un passaggio in più, quindi almeno 3 persone che lavorano sullo stesso testo: questa è una sicurezza in più, ma se il testo è abbastanza semplice può non essere necessario. :C'è anche uno strumento che aiuta a trovare errori come il trattino, o altri errori di trascrizione: da una pagina Indice, clicca "Cerca errori ortografici" a destra. Parte una ricerca degli errori più comuni, dalla quale puoi andare sulla pagina in questione e trovare l'errore evidenziato, così è più facile correggerlo. :Per le parole spezzate tra due pagine, se l'ultimo carattere della pagina è un trattino, le due metà vengono riunite automaticamente e non serve fare nulla. :Vedo che hai lavorato principalmente su [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]], però ti sei limitata al namespace Pagina. Per completare il lavoro, oltre a quanto detto sopra, andrebbe creato il sommario, cioè l'indice dei capitoli: se vai in modifica dell'indice, nel campo Sommario c'è un bottone "Compilazione assistita" che apre un box dove c'è anche il link alla guida. Prova a vedere se riesci a compilarlo, così poi possiamo provare a creare le pagine dei capitoli e allora ti risulterà anche molto più chiaro quale sia il risultato che vogliamo ottenere al termine di una trascrizione. Ovviamente per qualunque dubbio scrivi pure qua :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:16, 20 lug 2026 (CEST) ::Grazie mille per il chiarimento. Sicuramente provvederò a sistemare le pagine già trascritte e seguirò i consigli dati per migliorare il mio contributo. Ero convinta che oltre alla trascrizione fosse previsto un passaggio intermedio, ovvero quello della formattazione, in capo a un'altra persona. Però capisco perfettamente che posso assolutamente fare qualcosa di più per cercare di formattare anche il testo trascritto secondo le regole, portandolo al 75%. Provo quindi a riprendere le pagine trascritte e chiederò conferma, strada facendo, se sono sulla strada giusta. E mi cimenterò anche a creare il sommario, ma per questo immagino già che tornerò ad avere bisogno di aiuto. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:34, 20 lug 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-30</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W30"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * The [[mw:Special:MyLanguage/Reader/Reader Experience|Reader Experience team]] has incorporated community feedback around the placement of watchstar and watchlist buttons for the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading Lists beta feature]], which would allow for saving articles for later reading – a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W102|wishlist item]] to bring the functionality to web. Editors are invited to enable the beta feature to test it out and [[phab:T426453|share their thoughts]]. * [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] offers edit suggestions within the VisualEditor for improving Wikipedia articles. [[Special:EditChecks|All suggestions]] are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators – local customization|community-configurable]]. The [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/TextMatch|TextMatch]] feature is a way for volunteers to create custom local suggestions. The feature searches in articles for strings of text, and now includes support for regular expressions. This gives volunteers greater precision and flexibility over the kinds of local suggestions they can create. Note: Suggestions [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Configuration#:~:text=maximumEditcount|can be targeted]] based on the edit count of the person editing as well as other aspects of the page. You can [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#Create custom local types of Suggestions|find examples from other communities]] for inspiration, including TextMatches that detect: typos, grammar-errors, potential advertisements, clichés, incorrect dash or hyphen usage, non-specific time keywords, outdated names, and more. Any [[mw:Special:MyLanguage/Talk:VisualEditor/Suggestion Mode|feedback]] is appreciated. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the SVG Translate tool could use an outdated version of a file, causing existing translations to be overwritten when new ones were uploaded, has now [[phab:T430577|been fixed]]. Overall, in the last quarter from April – June 2026 about 337 community tasks were resolved by the Wikimedia Foundation. '''Updates for technical contributors''' * On Parsoid-enabled wikis, Parsoid now renders a maximum of 1,250 images per page. A new tracking category, "media-limit-reached", will be soon made available to identify pages where this limit is reached, making it easier to find content whose media output may have been restricted during rendering. 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(vedi pagina [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Canti_(1835)/All%27Italia&action=edit<nowiki> All'Italia]). </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:35, 21 lug 2026 (CEST) :@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: lo so, credo abbia smesso di funzionare con l'ultimo grosso aggiornamento dell'interfaccia, quando hanno introdotto la nuova Vector. Ma in realtà ormai è pressoché inutile, abbiamo il link automatico verso la pagina Opera ("Vedi le edizioni disponibili di questo testo") che è meno immediato ma più visibile e più facile, basta mettere l'edizione nella pagina Opera e ti mostra il link. Io inizierei a marcare il template come obsoleto e a toglierlo dalle pagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:18, 22 lug 2026 (CEST) ::@[[Utente:Candalua|Can da lua]]: A me più che altro serviva la funzione di '''visualizzazione parallela di due testi''' (non ricordo se potevamo averne anche tre). Non si può più fare? '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:30, 22 lug 2026 (CEST) :::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ah, ma allora c'era ancora qualcuno che la usava! :D Quella funzione l'ho disattivata l'anno scorso, dato che ormai non funzionava più, mancando il link (e già da molto prima non funzionava più con gli interwiki, che erano il motivo principale per cui l'avevo fatta). Nessuno finora ne aveva sentito la mancanza :) ma se ti interessa posso provare a reintrodurla sotto forma di gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Magari.... Tu sai che io ho un approccio più ''filologico'' e per me queste funzioni sono '''oro''', praticamente introvabili, non esiste altra piattaforma dove sperimentare simili finezze :) '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:57, 22 lug 2026 (CEST) :::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ho messo in piedi un gadget "d'emergenza", devi attivarlo e poi lo trovi nel menu di destra, si chiama "Confronta fianco a fianco". Per il momento ti chiede con quale testo vuoi confrontare e devi dargli tu il titolo (solo testi su it.ws), poi ci lavorerò ancora. Idealmente vorrei che fosse possibile: :::::* scegliere una delle altre edizioni linkate sull'Opera :::::* scegliere tra gli interwiki :::::* inserire una pagina a piacere indicando su che dominio si trova. :::::[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:17, 23 lug 2026 (CEST) == Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) == <bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr"> Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}} You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}} [[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST) </bdi> (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 --> dze7fuxx4j3aij7l7u4yroxwj0fkjuy Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/79 108 1022001 3865757 3856960 2026-07-24T14:53:39Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3865757 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||INTRODUZIONE.|{{Sc|lxxv}}|riga=sì}}</noinclude>per togliere le fistole dall’ano; farsi nella encatide e nella trichiasi la eccisione della caruncola lacrimale e di parte degli integumenti palpebrali; le estrazioni dei denti, la sezione del frenulo della lingua, la eccisione delle amigdale tumefatte, la gastrorafia, le amputazioni, il trapano essere cose molto note, e molto destramente allora praticate<ref>{{AutoreCitato|Kurt Sprengel|Sprengel}}, ''Geschichte der Chirurgie''. - {{AutoreCitato|Albrecht von Haller|Haller}}, ''Bibliotheca chirurgica''.</ref>. Meno chirurgo di {{AutoreCitato|Aulo Cornelio Celso|Celso}}, ma più di lui ordinato nei suoi scritti e più esatto nella indicazione dei segni dei mali, {{AutoreCitato|Galeno|Galeno}} fa pure di qualche passo progredire la chirurgia. La operazione dell’idrocele col setone, la descrizione del sciringotomo, detto più tardi ''bistorino reale'', alle cui estremità si aggiunse uno specillo, e l’osservazione intorno l’applicazione del trapano allo sterno, sono argomenti che gli fanno perdonare l’arbitraria sua classificazione dei morbi chirurgici, le distinzioni da lui stabilite in riguardo alla loro natura, le regole da lui tracciate sul modo di curare le ferite e le ulcere, dietro le parti in cui ritrovansi, che fecero per tanti secoli traviare la scienza<ref>{{Wl|Q139101843|Dujardin}}, ''Histoire de la chirurgie depuis son origines jusqu’à nos jours''. - {{AutoreCitato|Niels Ditlev Riegels|Riegels}}, ''Comment. historica de fatis chirurgiæ''.</ref>. Democrate e {{AutoreCitato|Scribonio Largo|Scribonio Largo}} aumentano il numero dei medicamenti esterni; {{AutoreCitato|Areteo di Cappadocia|Areteo}} rende familiare l’arteriotomia; {{AutoreCitato|Sorano di Efeso|Sorano}} e Moschione illustrano l’ostetricia osservando il primo con molta perspicacia i cambiamenti subíti, durante la gestazione, dal collo della matrice; descrivendo l’altro i segni dell’aborto: {{AutoreCitato|Antillo|Antillo}} opera in modo nuovo e felice gli aneurismi: {{AutoreCitato|Leonida di Alessandria|Leonide}} trova le ernie non originarsi sempre per rottura, ma di sovente anche per dilatazione del peritoneo; {{AutoreCitato|Filagrio Epirota|Filagrio}} opera l’aneurisma per eccisione; {{AutoreCitato|Menecrate|Menecrate}}, Tessalo, {{AutoreCitato|Archigene|Archigene}} impiegano il legamento dei vasi innanzi l’amputazione; ma con tutto ciò la chirurgia, da Galeno in poi venne in un sempre maggiore decadimento sino al secolo XIV. {{AutoreCitato|Strabone|Strabone}}, {{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}}, {{AutoreCitato|Ateneo di Naucrati|Ateneo}}, {{AutoreCitato|Claudio Eliano|Eliano}} citano parecchi greci cultori della storia naturale che apparterrebbero a quest’epoca, ma nessuno di questi potè nemmeno di un passo avanzare la scienza oltre lo stato in che la lasciarono {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotele}} e {{AutoreCitato|Teofrasto|Teofrasto}}. Il solo {{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|Plinio}} potè colle enciclopediche sue dottrine, colle laboriosissime sue raccolte, col suo genio, acquistarle un considerevole incre- mento. «Non solo, dice {{AutoreCitato|Georges-Louis Leclerc de Buffon|Buffon}}<ref>''Hist. nat., prem. disc. de la man. etc.''</ref>, sapeva Plinio tutto ciò che potea sapersi al suo tempo, ma avea quell’attitudine di astrarre in grande il pensiero, che moltiplica la scienza: e l’opera sua o la si riguardi come una compilazione di tutto ciò ch’era stato scritto innanzi lui, o come una copia di quanto s’era fatto di meglio ed utile a sapersi, questa copia, questa compilazione tesoreggia di lanta e si nuova materia, ch’è preferibile alla maggior parte delle opere originali». Di ciò che scrissero posteriormente Plutarco, Ateneo, {{AutoreCitato|Pausania|Pausania}}, Eliano, {{AutoreCitato|Apuleio|Apuleio}} e più altri<ref>{{AutoreCitato|Johann Albert Fabricius|Fabricius}}, ''Bibl. latin.''</ref>, e poco ci rimase e nulla acquistò la scienza, la quale più che non da tutti gli scritti di costoro, ebbe forse un positivo alimento da quello stesso strabocchevole lusso e dalla strana ghiottoneria di quegli opulenti Romani che attirando in Roma i più strani animali, uccelli e pesci i più peregrini, porgevano indiretta cagione di studi naturali. I cento leoni di Silla, i quattrocento di {{AutoreCitato|Gaio Giulio Cesare|Cesare}}, i seicento di Pompeo; le centocinquanta diverse pantere di Scauro, le quattrocento dieci di Pompeo, le mille di {{AutoreCitato|Augusto|Augusto}} offerte ai pubblici spettacoli<ref>Andres, tom. V. P. 1, cap. v.</ref>; i leoni aggiogati al carro trionfale di Antonio<ref>Plinio, lib. VIII e XVI. - Probo offerse in un solo spettacolo la strage di 100 leoni, 100 leonesse, 200 leopardi, 300 orsi ({{AutoreCitato|Flavio Vopisco|Vopisco}}, ''Stor. Aug.'', pag. 240); fra gli animali raccolti e preparati dal più giovine Gordiano pel suo trionfo e che il suo successore fece vedere ne’ giuochi secolari, si ammirarono 20 zebre, 10 alci, 10 giraffe, 30 iene africane, 10 tigri indiane, rinoceronti ed ippopotami ({{AutoreCitato|Gisbert Cuper|Cuper}}, ''De eleph. exercit.'', 11. 7{{Ec|)|}}; {{AutoreCitato|Tito Calpurnio Siculo|Calpurnius}}, ''Eglog.'' VII. 66). - {{AutoreCitato|Cassio Dione Cocceiano|Dione Cassio}} (lib. LV, pag. 781) asserisce avere Augusto offerto lo spettacolo di 56 cocodrilli.</ref>; le tigri dimesticate, e più altre feroci belve procacciate ai sollazzi del popolo, non poteano a meno di eccitare nelle menti pensanti d’allora un impulso di studio, siccome veggiamo essere avvenuto in {{AutoreCitato|Marco Terenzio Varrone|Varrone}}, in {{AutoreCitato|Publio Nigidio Figulo|Nigidio, Figulo,}} {{AutoreCitato|Marco Tullio Cicerone|Cicerone}}, {{AutoreCitato|Lucio Giunio Moderato Columella|Columella}}, {{AutoreCitato|Publio Virgilio Marone|Virgilio}}, {{AutoreCitato|Publio Ovidio Nasone|Ovidio}}, {{AutoreCitato|Lucio Anneo Seneca|Seneca}}, che si danno a conoscere molto addentro nelle naturali cognizioni. Le tavole stesse di quei signori dell’universo servivano, per così dire, di altrettanti musei di storia naturale. C. Irio, che fu il primo a formar vivai di murene, ne somministrò seimila nelle cene trionfali di Cesare dittatore<ref>Plinio, lib. IX, cap. LV.</ref>. M. Lelio Strabone fabbrica pel primo grandiose carceri per gli uccelli<ref> {{spazi|4}}Id.{{spazi|4}}lib. X.</ref>. Sergio Orata, immensi vivai di ostriche; Fulvio Irpino di chiocciole; e si istituiscono da essi accurati studi su le parti, le figure, i colori, le grandezze, la fecondità; Licinio Murena stabilisce i primi vivai di pesci, seguíto in ciò da tutti i più opulenti; e Lucullo taglia nientemeno che un monte per far entrare nella sua piscina un braccio di mare. Un consolare citato da Plinio<ref>{{spazi|4}}Id.{{spazi|4}}lib. IX, cap. LIII.</ref> fabbrica un alveare<noinclude><references/></noinclude> 7kizseac3gnygskc7fk3790aw2zeo5h Pagina:Previati - Della pittura.djvu/8 108 1022740 3865783 3865354 2026-07-24T17:21:44Z Paperoastro 3695 /* Trascritta */ 3865783 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Paperoastro" /></noinclude>{{Ct|f=120%|CAPITOLO I.|t=3|v=3}} {{IndentInverso}} {{smaller|Legame intrinseco della tecnica coll’effetto del dipinto. — La tavolozza. — Norme per l’abbozzo. — Meccanismi fondamentali per formare le tinte.}} </div> Nella pittura la dipendenza degli effetti dai mezzi tecnici impiegati dal pittore oltrepassa sempre il legame che in genere si ritiene possa intercorrere fra tecnica ed arte. Vale a dire che per quanto semplice ed intelligibile possa apparire il vero che l’artista si propone di raggiungere, avviene sempre che il risultato ottenuto si risenta di un carattere che non appartiene all’oggetto riprodotto, ma deriva dall’influsso della interpretazione tecnica della quale si è valso l’esecutore. Ma oltre la parte direttamente significativa, il dipinto e costituito da una compagine di materiale che sembra intervenire soltanto come aggregato di sostanza colorante necessaria perchè l’im-<noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|G. {{Sc|Previati}}, ''Della Pittura''.||1}}}}</noinclude> 7o7ru2hx13xxksqdxrni0gl7od8dw3z Pagina:Previati - Della pittura.djvu/9 108 1022792 3865973 3865217 2026-07-25T11:27:17Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865973 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 2 —|}}</noinclude>magine abbia consistenza corporea, mentre anche la varia grossezza della superfice colorata ed ogni adattamento meccanico dei colori per raggiungere il grado di tinta voluto, porta un contingente di impressione sull’effetto complessivo dell’opera che non sempre è in facolta dell’artista di convergere secondo la propria volontà. ll numero ingente dei materiali usati dal pittore e gli effetti variatissimi che la più leggera differenza nel modo d’impiego trascina seco, aggiunge complicazioni infinite all’atto del dipingere, talchè l’importanza enorme che la tecnica presenta nella pittura riverberandosi infine sull’arte che ne è lo scopo finale impone che nulla sia trascurato o ritenuto men degno d’attenzione che appartenga all’argomento tecnico, e tutto quanto ha attinenza colla tecnica debba procedere da un criterio razionale fondato sulla nozione positiva del materiale pittorico. Così nella tavolozza che è l’istrumento principale per dipingere noi troveremo subito occasione di riscontrare la convenienza di un coordinamento previdente le difficoltà principali all’impiego dei colori. Essendo veramente strano che mai si sia pensato all’imbarazzo che la tavolozza arreca a chiunque si accinge per le prime volte a dipingere<noinclude><references/></noinclude> n8ofasayrczdzbs54mjy4pjynlxhi8b Pagina:Previati - Della pittura.djvu/10 108 1022793 3865975 3865495 2026-07-25T11:28:06Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865975 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 3 —|}}</noinclude>e come all’essere pensante e colto che si ritiene debba essere un pittore abbia da repugnare l’inoltrarsi nell’uso di un istrumento e di materiali così complessi senza il sussidio di un ragionamento qualsiasi. Eppure non vi è sicurezza maggiore di quella di mettere in serio imbarazzo anche dei vecchi pittori colla sola richiesta di sapervi dire quali siano i colori necessari per dipingere, mentre se chiedete anche a dei bambini quali siano le note principali della musica quasi tutti vi sapranno ripetere senza esitazione la scala naturale dei suoni. E non solo fra i pittori troverete degli impacciati a rispondervi per lo sforzo di ricordare cosi all’improvviso i nomi dei colori come sono battezzati dall’industria, ma tra i fabbricanti ed i venditori stessi di colori la risposta sarà lunga e stentata. Il nero magari sarà il primo nominato, poi il verde ''inglese'', la lacca ''garance'', il giallo ''cadmio'', e via di questo passo. Che se poi l’interrogato è appena appena intinto di cognizioni sulla pittura antica vi sciorinerà una lista di nomi di colori ancora più singolari, come il ''caput mortum'', il verde ''vescica'', la lacca verzino, il lapislazzuli, il giallo Santo, il bianco San Giovani...<noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|G. {{Sc|Previati}}, ''Della Pittura''.||1}}}}</noinclude> haj66dlumrnmjkhpa492lw5lc7ie7o9 Pagina:Previati - Della pittura.djvu/11 108 1022794 3865813 3865496 2026-07-24T21:50:25Z AdrianaB64 78175 3865813 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 4 —|}}</noinclude><!----> Eppure in natura non esistono che i colori della scomposizione della luce: il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l`azzurro ed il violetto! Gli unici colori sui quali si modulano tutte le infinite gradazioni di tinte che vediamo sul vero e che non è possibile imitare senza che pur sulla tavolozza sia del rosso, dell’aranciato, del giallo, del verde, dell’azzurro e del violetto. Sostanze assai differenti dai raggi luminosi, ma tuttavia che debbono tale colore sempre alle stesse cause produttrici, uniche produttrici d’ogni parvenza colorata possibile, cioè, sempre, i già detti raggi colorati della luce: il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l’azzurro ed il violetto. L’aggiunta del nome della sostanza dalla quale l’industria dei colori ricava i propri prodotti sta nel rapporto dei colori come il legno, l’ottone, le corde di budella o metalliche che si volesse aggiungere alle note musicali nell’enumerarle. Come mai nella pittura tutto ciò, che è così semplice e facile, non è penetrato nelle consuetudini e sia pure non nelle consuetudini del pubblico, ma nemmeno nelle scuole di pittura nè fra i professanti l’arte dei colori? Sulla tavolozza, perchè coi colori materiali più intensi non si potrebbero fare gradazioni più chiare o più scure senza il sussidio del bianco e del nero,<noinclude><references/></noinclude> eqr8a4zrd4bc6fhq2osyrwmvc1gumrr 3865940 3865813 2026-07-25T07:03:33Z Paperoastro 3695 3865940 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 4 —|}}</noinclude><nowiki/> Eppure in natura non esistono che i colori della scomposizione della luce: il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l`azzurro ed il violetto! Gli unici colori sui quali si modulano tutte le infinite gradazioni di tinte che vediamo sul vero e che non è possibile imitare senza che pur sulla tavolozza sia del rosso, dell’aranciato, del giallo, del verde, dell’azzurro e del violetto. Sostanze assai differenti dai raggi luminosi, ma tuttavia che debbono tale colore sempre alle stesse cause produttrici, uniche produttrici d’ogni parvenza colorata possibile, cioè, sempre, i già detti raggi colorati della luce: il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l’azzurro ed il violetto. L’aggiunta del nome della sostanza dalla quale l’industria dei colori ricava i propri prodotti sta nel rapporto dei colori come il legno, l’ottone, le corde di budella o metalliche che si volesse aggiungere alle note musicali nell’enumerarle. Come mai nella pittura tutto ciò, che è così semplice e facile, non è penetrato nelle consuetudini e sia pure non nelle consuetudini del pubblico, ma nemmeno nelle scuole di pittura nè fra i professanti l’arte dei colori? Sulla tavolozza, perchè coi colori materiali più intensi non si potrebbero fare gradazioni più chiare o più scure senza il sussidio del bianco e del nero,<noinclude><references/></noinclude> ku8rqqzpagef6flc83u9fg4fzbmwv6p 3865977 3865940 2026-07-25T11:29:21Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865977 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 4 —|}}</noinclude><nowiki/> Eppure in natura non esistono che i colori della scomposizione della luce: il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l`azzurro ed il violetto! Gli unici colori sui quali si modulano tutte le infinite gradazioni di tinte che vediamo sul vero e che non è possibile imitare senza che pur sulla tavolozza sia del rosso, dell’aranciato, del giallo, del verde, dell’azzurro e del violetto. Sostanze assai differenti dai raggi luminosi, ma tuttavia che debbono tale colore sempre alle stesse cause produttrici, uniche produttrici d’ogni parvenza colorata possibile, cioè, sempre, i già detti raggi colorati della luce: il rosso, l’aranciato, il giallo, il verde, l’azzurro ed il violetto. L’aggiunta del nome della sostanza dalla quale l’industria dei colori ricava i propri prodotti sta nel rapporto dei colori come il legno, l’ottone, le corde di budella o metalliche che si volesse aggiungere alle note musicali nell’enumerarle. Come mai nella pittura tutto ciò, che è così semplice e facile, non è penetrato nelle consuetudini e sia pure non nelle consuetudini del pubblico, ma nemmeno nelle scuole di pittura nè fra i professanti l’arte dei colori? Sulla tavolozza, perchè coi colori materiali più intensi non si potrebbero fare gradazioni più chiare o più scure senza il sussidio del bianco e del nero,<noinclude><references/></noinclude> 9bs14mgft6py464bkbb01zrfqvtxsvi Pagina:Previati - Della pittura.djvu/12 108 1022797 3865978 3865510 2026-07-25T11:31:23Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865978 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 5 —|}}</noinclude>oltre i sei colori fondamentali della luce è necessario tale aggiunta. E se venisse fatto di doversi chiedere quale sarebbe la migliore disposizione da dare ai colori sulla tavolozza, non vi è da rimanere in forse che la preferibile non sia mantenere la disposizione presentata dai colori stessi nello spettro solare. Mancherebbero argomenti ragionevoli perchè assumendo dall’esempio stesso della natura i propri colori l’artista pensasse di alterarne sulla tavolozza l’ordine di successione che Leonardo da Vinci indicava già come la più armonica possibile. Il bianco ed il nero di aggiunta possono trovare posto utile alle due estremità della graduazione o, per il maneggio più pronto del bianco, che è il colore continuamente necessario nel dipingere, utilmente si può far posto al bianco fra il giallo ed il verde che sono i colori in minor contrasto fra tutti e segnano anche la divisione fra i colori detti ''caldi'', cioè il rosso, l’aranciato, ed il giallo, e quelli detti ''freddi'', cioè il verde, l’azzurro ed il violetto. Importando principalmente che dalla tavolozza si possa ricavare tutte le possibili gradazioni di tinte non sarà inutile sapere come lo Chevreul, nella sua Carta cromatica abbia mostrato pra-<noinclude><references/></noinclude> d73l8qwttrgyw0fv3jtbbmxsvpjdowb Pagina:Previati - Della pittura.djvu/13 108 1022798 3865665 3864099 2026-07-24T12:52:03Z AdrianaB64 78175 3865665 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 6 —|}}</noinclude>ticamente che col rosso, l’aranciato, il giallo, il verde ed il violetto in unione al bianco ed al nero si ottengano sino a quattordicimila gradazioni di colori le quali possono soddisfare senza dubbio il pittore più esigente, senza impedimento alcuno, se la sensibilità di questi non fosse ancora soddisfatta, di farsene altre e quante ritenesse necessarie per la propria arte. Alcuni pittori, partendo da un equivoco principio teorico dei tre colori fondamentali, semplificano ancora di più la tavolozza non usando oltre il bianco ed il nero che l’azzurro, il giallo ed il rosso, ma l’inutile fatica di moltiplicare i miscugli per arrivare a quegli stessi colori che già fornisce l’industria, come l’aranciato, il verde ed il violetto, senza dire degli inconvenienti dal lato della durabilità delle tinte così ottenute che necessitano una quantità enorme di lacche alterabilissime, oltre forse l’impossibilità di raggiungere il brillante necessario del verde, non trova alcuna giustificazione dal lato pratico. Dato un assetto ragionevole alla tavolozza, l’interesse tecnico viene subito a trasportarsi sulla costituzione dello strato dei colori che si verrà formando sotto il lavoro del pennello. Ciò che richiede delle idee già stabilite particolarmente in<noinclude><references/></noinclude> 7aj7nrj43lmljx08i6nwgs0nx7pztgu 3865979 3865665 2026-07-25T11:32:50Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865979 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 6 —|}}</noinclude>ticamente che col rosso, l’aranciato, il giallo, il verde ed il violetto in unione al bianco ed al nero si ottengano sino a quattordicimila gradazioni di colori le quali possono soddisfare senza dubbio il pittore più esigente, senza impedimento alcuno, se la sensibilità di questi non fosse ancora soddisfatta, di farsene altre e quante ritenesse necessarie per la propria arte. Alcuni pittori, partendo da un equivoco principio teorico dei tre colori fondamentali, semplificano ancora di più la tavolozza non usando oltre il bianco ed il nero che l’azzurro, il giallo ed il rosso, ma l’inutile fatica di moltiplicare i miscugli per arrivare a quegli stessi colori che già fornisce l’industria, come l’aranciato, il verde ed il violetto, senza dire degli inconvenienti dal lato della durabilità delle tinte così ottenute che necessitano una quantità enorme di lacche alterabilissime, oltre forse l’impossibilità di raggiungere il brillante necessario del verde, non trova alcuna giustificazione dal lato pratico. Dato un assetto ragionevole alla tavolozza, l’interesse tecnico viene subito a trasportarsi sulla costituzione dello strato dei colori che si verrà formando sotto il lavoro del pennello. Ciò che richiede delle idee già stabilite particolarmente in<noinclude><references/></noinclude> ryorlskdzktfnw03dumii70l5qyv2az Pagina:Previati - Della pittura.djvu/14 108 1022799 3865666 3864098 2026-07-24T12:52:33Z AdrianaB64 78175 3865666 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 7 —|}}</noinclude>riguardo alla durabilità di questa compagine di colori, sulla quale non è più possibile ritornare perchè le prime applicazioni delle tinte rimangono nascoste dagli strati successivi e quasi sempre irrimediabilmente sottratte ad ogni modificazione radicale. Coll’esperienza, e purtroppo una lunghissima esperienza fatta quasi sempre a proprie spese, l’artista riesce a formarsi un criterio preciso del procedimento da preferirsi nel lavoro meccanico, se così si può mai dire, della sovrapposizione dei colori, che ebbe la sua osservanza perfetta soltanto nel periodo aureo della pittura, quando cioè il tirocinio lunghissimo degli allievi presso i maestri e la meticolosità scrupolosa di ogni pratica diventava come una seconda natura dell’artefice. ll pittore moderno, nè per quello che gli si insegna nella scuola, nè per quanto può essergli insegnato dalla propria pratica difficilmente e quasi sempre troppo tardi arriva a tale criterio e quello che più monta arriva al dominio di sé stesso così da rinunziare all’abitudine presa di un lavoro affrettato e di continua modificazione del disegno e della distribuzione delle masse del chiaroscuro nel proprio dipinto, nel quale disordine è la ragione unica dei guasti d’ogni sorta che ra-<noinclude><references/></noinclude> ikddiawbz2rl4lm7bpfwmfhzqsf8mj1 3865980 3865666 2026-07-25T11:33:26Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865980 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 7 —|}}</noinclude>riguardo alla durabilità di questa compagine di colori, sulla quale non è più possibile ritornare perchè le prime applicazioni delle tinte rimangono nascoste dagli strati successivi e quasi sempre irrimediabilmente sottratte ad ogni modificazione radicale. Coll’esperienza, e purtroppo una lunghissima esperienza fatta quasi sempre a proprie spese, l’artista riesce a formarsi un criterio preciso del procedimento da preferirsi nel lavoro meccanico, se così si può mai dire, della sovrapposizione dei colori, che ebbe la sua osservanza perfetta soltanto nel periodo aureo della pittura, quando cioè il tirocinio lunghissimo degli allievi presso i maestri e la meticolosità scrupolosa di ogni pratica diventava come una seconda natura dell’artefice. ll pittore moderno, nè per quello che gli si insegna nella scuola, nè per quanto può essergli insegnato dalla propria pratica difficilmente e quasi sempre troppo tardi arriva a tale criterio e quello che più monta arriva al dominio di sé stesso così da rinunziare all’abitudine presa di un lavoro affrettato e di continua modificazione del disegno e della distribuzione delle masse del chiaroscuro nel proprio dipinto, nel quale disordine è la ragione unica dei guasti d’ogni sorta che ra-<noinclude><references/></noinclude> tcoul3zi78rn1tp2fhnpf55j0lqsl6x Pagina:Previati - Della pittura.djvu/15 108 1022800 3865668 3864097 2026-07-24T12:52:55Z AdrianaB64 78175 3865668 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 8 —|}}</noinclude>pidamente presentano quasi tutte le pitture moderne. Guasti caratteristici per chi ha pratica anche dei quadri antichi, iniziatisi colla decadenza e sempre più determinatisi in una forma unica più che si viene verso la nostra epoca, onde potendosi facilmente verificare da un semplice esame del dipinto il comune procedere tecnico e dei pittori moderni e degli artefici più a noi vicini, e giuocoforza riconoscere gli stessi effetti dalla stessa causa. Questo guasto caratteristico è la spaccatura completa dello strato dei colori in varia estensione e direzione, talvolta concentrica o come irradiata da vari fuochi, ma in ciò sta il notevole, sempre attraversante uno o più oggetti del dipinto. Così la spaccatura da un volto passa sul fondo e si prolunga su altro volto vicino come se il dipinto fosse di pietra o di altra materia suscettibile di spaccarsi da un estremo all’altro. Questo guasto specifico è impossibile riscontrarlo tanto sulle tempere del quattrocento che sui dipinti ad olio del cinquecento, salvo che sia prodotto dalle spaccature delle tavole. Anche il guasto dei dipinti del seicento e tutt’affatto diverso: sollevamenti e piccole scrostature fatte a<noinclude><references/></noinclude> 9kex68f725k5u7bypy87o8gtcsrq0z9 3865981 3865668 2026-07-25T11:34:30Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865981 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 8 —|}}</noinclude>pidamente presentano quasi tutte le pitture moderne. Guasti caratteristici per chi ha pratica anche dei quadri antichi, iniziatisi colla decadenza e sempre più determinatisi in una forma unica più che si viene verso la nostra epoca, onde potendosi facilmente verificare da un semplice esame del dipinto il comune procedere tecnico e dei pittori moderni e degli artefici più a noi vicini, e giuocoforza riconoscere gli stessi effetti dalla stessa causa. Questo guasto caratteristico è la spaccatura completa dello strato dei colori in varia estensione e direzione, talvolta concentrica o come irradiata da vari fuochi, ma in ciò sta il notevole, sempre attraversante uno o più oggetti del dipinto. Così la spaccatura da un volto passa sul fondo e si prolunga su altro volto vicino come se il dipinto fosse di pietra o di altra materia suscettibile di spaccarsi da un estremo all’altro. Questo guasto specifico è impossibile riscontrarlo tanto sulle tempere del quattrocento che sui dipinti ad olio del cinquecento, salvo che sia prodotto dalle spaccature delle tavole. Anche il guasto dei dipinti del seicento e tutt’affatto diverso: sollevamenti e piccole scrostature fatte a<noinclude><references/></noinclude> 117lzjydfm1euo33q502vmti9ignqtk Pagina:Previati - Della pittura.djvu/16 108 1022801 3865669 3864096 2026-07-24T12:53:19Z AdrianaB64 78175 3865669 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 9 —|}}</noinclude>tegolo: ma non ancora questo carattere di fenditura vitrea aprentesi in modo disgustoso e invadente due o tre parti del dipinto, come se fossero state, piuttosto che dipinte separatamente, fuse in una stessa lastra. di colore. Nel quadro di figura tale forma di spaccatura del colore è più disgustosa perchè dà l’idea di una continuità fra la figura ed il fondo che è contraria ad ogni illusione di vero, ma è nello stesso tempo rivelatrice della causa da cui dipende. Perchè infatti se il pittore, modellando la sua figura dalle parti più tonde e di maggiore rilievo, andasse degradando coi suoi colori assottigliandoli man mano che anche il rilievo sfugge verso i contorni è indubitato che tutta la superficie del suo quadro verrebbe formando come un bassorilievo di colori, solidi e compatti nei grandi rilievi e quasi nulli nelle separazioni da un corpo all’altro. Avvenendo una spaccatura dove il colore è più grosso è evidente che non potrebbe estendersi oltre lo strato della stessa grossezza; e perchè sono gli strati della stessa grossezza che subiscono la stessa forma di contrazioni molecolari che decidono dello spacco, se noi concediamo che sul rotondeggiare, ad esempio, di un braccio una modellatura razionale non può portare che il colorito<noinclude><references/></noinclude> t0zdfxsxw5oo8x38o2gfz4b0ygkhpya 3865671 3865669 2026-07-24T12:54:05Z AdrianaB64 78175 3865671 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 9 —|}}</noinclude>tegolo: ma non ancora questo carattere di fenditura vitrea aprentesi in modo disgustoso e invadente due o tre parti del dipinto, come se fossero state, piuttosto che dipinte separatamente, fuse in una stessa lastra. di colore. Nel quadro di figura tale forma di spaccatura del colore è più disgustosa perchè dà l’idea di una continuità fra la figura ed il fondo che è contraria ad ogni illusione di vero, ma è nello stesso tempo rivelatrice della causa da cui dipende. Perchè infatti se il pittore, modellando la sua figura dalle parti più tonde e di maggiore rilievo, andasse degradando coi suoi colori assottigliandoli man mano che anche il rilievo sfugge verso i contorni è indubitato che tutta la superficie del suo quadro verrebbe formando come un bassorilievo di colori, solidi e compatti nei grandi rilievi e quasi nulli nelle separazioni da un corpo all’altro. Avvenendo una spaccatura dove il colore è più grosso è evidente che non potrebbe estendersi oltre lo strato della stessa grossezza; e perchè sono gli strati della stessa grossezza che subiscono la stessa forma di contrazioni molecolari che decidono dello spacco, se noi concediamo che sul rotondeggiare, ad esempio, di un braccio una modellatura razionale non può portare che il colorito<noinclude><references/></noinclude> q48185oy0k7000jafa4h37wedbfdjg0 3865674 3865671 2026-07-24T12:54:49Z AdrianaB64 78175 3865674 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 9 —|}}</noinclude>tegolo: ma non ancora questo carattere di fenditura vitrea aprentesi in modo disgustoso e invadente due o tre parti del dipinto, come se fossero state, piuttosto che dipinte separatamente, fuse in una stessa lastra. di colore. Nel quadro di figura tale forma di spaccatura del colore è più disgustosa perchè dà l’idea di una continuità fra la figura ed il fondo che è contraria ad ogni illusione di vero, ma è nello stesso tempo rivelatrice della causa da cui dipende. Perchè infatti se il pittore, modellando la sua figura dalle parti più tonde e di maggiore rilievo, andasse degradando coi suoi colori assottigliandoli man mano che anche il rilievo sfugge verso i contorni è indubitato che tutta la superficie del suo quadro verrebbe formando come un bassorilievo di colori, solidi e compatti nei grandi rilievi e quasi nulli nelle separazioni da un corpo all’altro. Avvenendo una spaccatura dove il colore è più grosso è evidente che non potrebbe estendersi oltre lo strato della stessa grossezza; e perchè sono gli strati della stessa grossezza che subiscono la stessa forma di contrazioni molecolari che decidono dello spacco, se noi concediamo che sul rotondeggiare, ad esempio, di un braccio una modellatura razionale non può portare che il colorito<noinclude><references/></noinclude> rf8qt4acij2u93bhe3t6a6r369q17wj 3865982 3865674 2026-07-25T11:35:20Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865982 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 9 —|}}</noinclude>tegolo: ma non ancora questo carattere di fenditura vitrea aprentesi in modo disgustoso e invadente due o tre parti del dipinto, come se fossero state, piuttosto che dipinte separatamente, fuse in una stessa lastra. di colore. Nel quadro di figura tale forma di spaccatura del colore è più disgustosa perchè dà l’idea di una continuità fra la figura ed il fondo che è contraria ad ogni illusione di vero, ma è nello stesso tempo rivelatrice della causa da cui dipende. Perchè infatti se il pittore, modellando la sua figura dalle parti più tonde e di maggiore rilievo, andasse degradando coi suoi colori assottigliandoli man mano che anche il rilievo sfugge verso i contorni è indubitato che tutta la superficie del suo quadro verrebbe formando come un bassorilievo di colori, solidi e compatti nei grandi rilievi e quasi nulli nelle separazioni da un corpo all’altro. Avvenendo una spaccatura dove il colore è più grosso è evidente che non potrebbe estendersi oltre lo strato della stessa grossezza; e perchè sono gli strati della stessa grossezza che subiscono la stessa forma di contrazioni molecolari che decidono dello spacco, se noi concediamo che sul rotondeggiare, ad esempio, di un braccio una modellatura razionale non può portare che il colorito<noinclude><references/></noinclude> 30fh68a3ivrep3e9bm8vi97auyqq9kk Pagina:Previati - Della pittura.djvu/17 108 1022802 3865675 3864095 2026-07-24T12:55:57Z AdrianaB64 78175 3865675 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 10 —|}}</noinclude>più grosso nel colmo del rotondo è pure evidente che spaccandosi questo punto più rilevante di colore il guasto non oltrepasserebbe la lunghezza della pennellata che ha fissato questo punto di massimo rilievo. Era questo il procedimento tecnico dei tempi migliori dell’arte: basta leggere la descrizione del Cennini sul modo di colorire per sincerarsene ed intravedervi tutto il sistema della condotta dell’opera. Fissato accuratamente il disegno della composizione si incominciava colle tinte chiare, le più solide, sui lumi e si degradava non soltanto per colore, ma per grossezza di colori. Nelle tempere antiche ed anche nei dipinti ad olio si trovano delle grossezze sui contorni, ma sono delimitate al solo contorno come se passando col pennello intinto di colore e facendo pressione il colore si fosse portato sul margine esteriore del pennello e vi avesse lasciato un filo di rilievo: ma non mai si potrà rintracciare l’assurda continuità di spessore che fa dei volti, delle braccia e dei corpi tutt’una grossezza col piano dei fondi, come è diventata abitudine sempre più accentuata della pittura e dalla quale illogica tecnica scaturisce l’inconveniente inevitabile che andiamo esaminando.<noinclude><references/></noinclude> 3hy1qcvqb7li1c8k0onnpe258xozqtu 3865983 3865675 2026-07-25T11:36:06Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865983 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 10 —|}}</noinclude>più grosso nel colmo del rotondo è pure evidente che spaccandosi questo punto più rilevante di colore il guasto non oltrepasserebbe la lunghezza della pennellata che ha fissato questo punto di massimo rilievo. Era questo il procedimento tecnico dei tempi migliori dell’arte: basta leggere la descrizione del Cennini sul modo di colorire per sincerarsene ed intravedervi tutto il sistema della condotta dell’opera. Fissato accuratamente il disegno della composizione si incominciava colle tinte chiare, le più solide, sui lumi e si degradava non soltanto per colore, ma per grossezza di colori. Nelle tempere antiche ed anche nei dipinti ad olio si trovano delle grossezze sui contorni, ma sono delimitate al solo contorno come se passando col pennello intinto di colore e facendo pressione il colore si fosse portato sul margine esteriore del pennello e vi avesse lasciato un filo di rilievo: ma non mai si potrà rintracciare l’assurda continuità di spessore che fa dei volti, delle braccia e dei corpi tutt’una grossezza col piano dei fondi, come è diventata abitudine sempre più accentuata della pittura e dalla quale illogica tecnica scaturisce l’inconveniente inevitabile che andiamo esaminando.<noinclude><references/></noinclude> kcn2vy2w1g416fnfo3heny2nqk1gqxm Pagina:Previati - Della pittura.djvu/18 108 1022803 3865678 3864094 2026-07-24T12:58:59Z AdrianaB64 78175 3865678 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 11 —|}}</noinclude>Ammesso quest’ordine di lavoro si pensi cosa può avvenire se dopo l’abbozzo il pittore non contento della posa di un braccio, in una figura nuda, continuasse a spostarlo ora a destra ora a sinistra sempre ingrossando gli strati di colore senza un pensiero al mondo delle azioni successive del tempo, oppure modificasse il suo parere sulla distribuzione del chiaroscuro trasportando le ombre dove erano i lumi od al contrario. Ma si arriva ben anche più oltre; come, ad esempio, iniziare un ritratto di persona vestita di nero e poi capovolgere il telaio e ricominciare la testa dove era il vestito, cosicchè per quanto si tenti di togliere il nero sottostante, non però lo si può così che questo fondo improprio non finisca per influenzare malamente, in un avvenire immancabile, la tinta del volto. Sovrapposizioni di questo genere sono le più nocive al dipinto che si possano mettere ad effetto. Perchè le dilatabilità e le contrazioni differentissime fra i colori scuri ed i chiari dovranno quando che sia manifestarsi e manifestarsi sempre in forma di spaccature; il che vuol poi dire prossimo o lontano crollo dal dipinto di qualche porzione di colore. Era necessario, volendo dire dello strato del colore che è l’inizio del dipinto, accennare alla<noinclude><references/></noinclude> 1ofk1y6qjprquv5xjf1vbodgtytabqr 3865984 3865678 2026-07-25T11:38:40Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865984 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 11 —|}}</noinclude><nowiki/> Ammesso quest’ordine di lavoro si pensi cosa può avvenire se dopo l’abbozzo il pittore non contento della posa di un braccio, in una figura nuda, continuasse a spostarlo ora a destra ora a sinistra sempre ingrossando gli strati di colore senza un pensiero al mondo delle azioni successive del tempo, oppure modificasse il suo parere sulla distribuzione del chiaroscuro trasportando le ombre dove erano i lumi od al contrario. Ma si arriva ben anche più oltre; come, ad esempio, iniziare un ritratto di persona vestita di nero e poi capovolgere il telaio e ricominciare la testa dove era il vestito, cosicchè per quanto si tenti di togliere il nero sottostante, non però lo si può così che questo fondo improprio non finisca per influenzare malamente, in un avvenire immancabile, la tinta del volto. Sovrapposizioni di questo genere sono le più nocive al dipinto che si possano mettere ad effetto. Perchè le dilatabilità e le contrazioni differentissime fra i colori scuri ed i chiari dovranno quando che sia manifestarsi e manifestarsi sempre in forma di spaccature; il che vuol poi dire prossimo o lontano crollo dal dipinto di qualche porzione di colore. 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Tecnicamente, nei rapporti coll’arte, a formare la compagine del dipinto, gli elementi sui quali si deve fissare in modo assoluto il concetto dell’artista sono quelli riguardanti i meccanismi del pennello, dai quali risultano l’impasto, la velatura e la giustapposizione dei colori o divisionismo come è invalsa la parola per denotare tale meccanismo tecnico. La differenza intrinseca che risulta da questo diverso adattamento dei colori non si sarà mai abbastanza dilucidata sia per la complessità delle cause che concorrono a determinarne i singoli effetti, sia perchè non si potrà mai dire esaurito il partito che il talento pittorico potrà ricavare dall’abbandonarsi con perfetta convinzione all’impiego dei propri mezzi, nulla nuocendo di più nel-<noinclude><references/></noinclude> mtmuxjosg4vsyuo5p5g6achhc3iu6yu 3865985 3865679 2026-07-25T11:39:36Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865985 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 12 —|}}</noinclude>importanza del processo da seguirsi, per le possibili conseguenze, quantunque l’argomento tecnico nel rapporto coll’arte non vi abbia relazione alcuna. Ma nella tecnica della pittura, abbenchè in genere possa ben distinguersi nella mansione della solidità ed in quella dell`effetto pittorico, non sempre se ne può mantenere separato il discorso involgendo i due risultati uno stesso atto del pennello, come è appunto il caso attuale e qualche altro che incontreremo. Tecnicamente, nei rapporti coll’arte, a formare la compagine del dipinto, gli elementi sui quali si deve fissare in modo assoluto il concetto dell’artista sono quelli riguardanti i meccanismi del pennello, dai quali risultano l’impasto, la velatura e la giustapposizione dei colori o divisionismo come è invalsa la parola per denotare tale meccanismo tecnico. La differenza intrinseca che risulta da questo diverso adattamento dei colori non si sarà mai abbastanza dilucidata sia per la complessità delle cause che concorrono a determinarne i singoli effetti, sia perchè non si potrà mai dire esaurito il partito che il talento pittorico potrà ricavare dall’abbandonarsi con perfetta convinzione all’impiego dei propri mezzi, nulla nuocendo di più nel-<noinclude><references/></noinclude> 2wjnwd9ra8pgufel1chiedx0o9webwd Pagina:Previati - Della pittura.djvu/20 108 1022807 3865681 3864092 2026-07-24T13:02:27Z AdrianaB64 78175 3865681 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 13 —|}}</noinclude>l’atto del dipingere che il dubbio sulla modalità tecnica. da impiegarsi. L’impasto, del quale è così importante precisare le proprietà tecniche, è quel miscuglio che risulta allorchè per ottenere una data tinta occorre modificare qualche colore puro della tavolozza coll’introduzione di altro o più colori, formandone col pennello un corpo unico che sarà la tinta desiderata. Supponendo che questa tinta sia un colore roseo presumibilmente raggiungibile dal miscuglio del bianco col cinabro rosso, i mezzi offerti al pittore per ottenere il colore roseo desiderato possono essere tre: ''L’impasto'', ossia l’unione fatta col pennello dei due colori mescolati insieme finchè ne risulta una pasta omogenea del roseo voluto. ''La velatura'', ossia la disposizione sulla tela di uno strato di bianco, sul quale, allorchè essiccato, si sovrappone una soluzione conveniente di cinabro rosso finchè per trasparenza risulta il colore roseo desiderato. ''Il divisionismo'', ossia la disposizione di tratti alternati bianchi e rosso cinabro finchè, dal punto di veduta del dipinto, nell’occhio riguardante i tratti si fondono insieme ed apparisce il roseo ricercato.<noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|G. {{Sc|Previati}}, ''Della Pittura''.||2}}}}</noinclude> 0v5fs1jrc3znz3ediu5efcz0e4d0aps 3865986 3865681 2026-07-25T11:40:43Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865986 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 13 —|}}</noinclude>l’atto del dipingere che il dubbio sulla modalità tecnica. da impiegarsi. L’impasto, del quale è così importante precisare le proprietà tecniche, è quel miscuglio che risulta allorchè per ottenere una data tinta occorre modificare qualche colore puro della tavolozza coll’introduzione di altro o più colori, formandone col pennello un corpo unico che sarà la tinta desiderata. Supponendo che questa tinta sia un colore roseo presumibilmente raggiungibile dal miscuglio del bianco col cinabro rosso, i mezzi offerti al pittore per ottenere il colore roseo desiderato possono essere tre: ''L’impasto'', ossia l’unione fatta col pennello dei due colori mescolati insieme finchè ne risulta una pasta omogenea del roseo voluto. ''La velatura'', ossia la disposizione sulla tela di uno strato di bianco, sul quale, allorchè essiccato, si sovrappone una soluzione conveniente di cinabro rosso finchè per trasparenza risulta il colore roseo desiderato. ''Il divisionismo'', ossia la disposizione di tratti alternati bianchi e rosso cinabro finchè, dal punto di veduta del dipinto, nell’occhio riguardante i tratti si fondono insieme ed apparisce il roseo ricercato.<noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|G. {{Sc|Previati}}, ''Della Pittura''.||2}}}}</noinclude> 47j1trz3dqgvqlbywh17winlm1zc1j7 Pagina:Previati - Della pittura.djvu/21 108 1022808 3865987 3864091 2026-07-25T11:42:27Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865987 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 14 —|}}</noinclude><nowiki/> Ora chi avesse a disposizione per questo piccolo esperimento soltanto una limitata quantità di bianco e di cinabro rosso e credesse di poterla egualmente distribuire su tre spazi di dimensione precisa scompartendo i detti colori in parti eguali sia in peso che in volume, sbaglierebbe assai, perchè ognuna di queste modalita d’impiego dei colori ha un suo modo proprio di manifestarsi che non può essere subordinato mai ad una ragione di peso o di volume, e ciò senza pregiudizio alcuno per il fatto più importante del risultato e cioè che ciascheduno di questi mezzi tecnici darà sempre alla tinta risultante una differenza intrinseca d’effetto che nessun artificio pittorico nè abilità di pittore riescirebbe a togliere. Ammettendo che il pittore con uno sforzo straordinario riuscisse a dare al roseo dei tre saggi una assomiglianza perfetta, quando però allineasse i tre campioni uno accosto all’altro vedrebbe subito che nel grado di luce risulterebbe una differenza notevole, la velatura apparirebbe più scura dell’impasto ed il più luminoso dei tre saggi apparirebbe quello trattato col divisionismo. Quanto dire cioè che questi tre meccanismi tecnici non si equivalgono nè si possono sostituire reciprocamente in alcun modo, il che vuol anche dire che<noinclude><references/></noinclude> 3jta5xqyq1zg8nfve9o3ms0aqgwywx9 Pagina:Previati - Della pittura.djvu/22 108 1022810 3865988 3864090 2026-07-25T11:44:42Z AdrianaB64 78175 /* Trascritta */ 3865988 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione|| — 15 —|}}</noinclude>in una superfice di certa estensione eseguita ad impasto non si potrebbe riparare il guasto occasionale accadutovi in qualche porzione se non con un rappezzo eseguito pure ad impasto, perchè altrimenti colla velatura o col divisionismo non si avrebbe altro che una macchia ora più chiara ora più scura, mai l’eguaglianza dell’effetto, e così reciprocamente sulla velatura e sul divisionismo. Noi qui usciremmo affatto dal nostro argomento e dal nostro scopo esplicando le ragioni intime del comportarsi così differente di queste modalità tecniche. Ragioni semplici d’altronde per l’impasto e la velatura che dipendono da una condizione materiale nel modo di essere dei colori presi ad esempio, essendo subito comprensi- bile come la luce che percuote sopra due superfici di colore costituite in maniera tanto diversa non possa dare gli stessi risultati. La ripercussione della luce sull’impasto è immediata e perciò maggiore di quella che può essere rimandata dal bianco sottostante alla velatura che per quanto tenue è evidentemente un ostacolo interposto. Ma per l’effetto del processo divisionistico, oltre la ripercussione diretta della luce sui singoli tratti di colori, interviene un elemento particolare di impressione dovuto esclusivamente a questo modo<noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|G. {{Sc|Previati}}, ''Della Pittura''.||2}}}}</noinclude> ag2gvdyd4htc89izm1ktaq8dw4yuk3m Pagina:Münter, Friederich – Viaggio in Sicilia, 1831, volume II – BEIC IE4635291.djvu/141 108 1024285 3865658 3864033 2026-07-24T12:34:19Z Spinoziano (BEIC) 60217 3865658 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Spinoziano (BEIC)" />{{RigaIntestazione|136|{{Sc|viaggio}}}}</noinclude>lettori alquanto lungo, ed ancora non a tutti piacevole. Ma io non potei passare in silenzio una circostanza che mi è stata tanto interessante, e che forma una considerevole parte della letteratura siciliana. Mi è intanto sensibile, che per mancanza di libri, di mezzi ed in particolare dell'opera del menzionato Ventimiglia, abbia dovuto limitarmi sulle osservazioni e sopra i piccioli scritti che ho marcato nel mio giornale. Altri viaggiatori, che restar possono più a lungo nel paese, saranno per dirne assai di più; mentre il contento che avranno nel comprendere questo linguaggio, è ugualmente grande che utile, dappoichè un forestiere acquista non compreso il vantaggio di poter parlare con ognuno, la confidenza e l'amicizia de' paesani. Io parlo per esperienza, ed assicurar posso che l'accidente, il quale mi fece avere l'opportunità di leggere con alcuni amici assai spesso il siciliano, e con questo mezzo di apprenderlo, mi aprì molti ingressi che mi sarebbero altrimenti rimasti forse sconosciuti.<noinclude><references/></noinclude> ays81x7jsndwpthshhkplnphy0ve7w8 Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/261 108 1024490 3865792 3863477 2026-07-24T18:09:40Z Pic57 12729 3865792 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Pic57" /></noinclude><section begin="s76" /> {{Centrato|'''76. In sa matt'è su spiccu'''}} <section end="s76" /> <section begin="s77" /> {{Centrato|'''77. Tristu vassiri'''}} <section end="s77" /> <section end="s76" /> <section begin="s78" /> {{Centrato|'''78. 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In sa matt'è su spiccu'''}} <score sound=1> \relative c' { \numericTimeSignature \time 3/4 \tempo 4=90 \omit Score.MetronomeMark \set Staff.midiInstrument = #"voice oohs" \key g \major %rigo 1.1 a'4 b2| \time 4/4 a4 d8 c b4. b8| \time 3/4 a4 b2| a4 b2| \time 4/4 a4 d8 c b4. b8 \break %rigo 1.2 \time 3/4 \acciaccatura b8 a4 b2| \time 4/4 fis4 g4. \stemUp b \time 3/4 \acciaccatura g16 fis4 g4. b8 \acciaccatura b8 a4 g2| fis4 g4. b8 \acciaccatura g8 fis4 g4. b8 \break %rigo 1.3 \acciaccatura b8 a4 g2 \bar "|." } \addlyrics{ In sa _mat -- t'è _ su _ spic -- cu canta _ s'arro -- _ _ ssi _ gno -- lu Su co -- ru mi -- u_è pi -- ti -- cu ci ca -- pi tu i _ so lu } \layout { ragged-last =##t } \midi {} </score> <section end="s76" /> <section begin="s77" /> {{Centrato|'''77. Tristu vassiri'''}} <section end="s77" /> <section end="s76" /> <section begin="s78" /> {{Centrato|'''78. Pro truncare sas cadenas'''}} <section end="s78" /><noinclude><references/></noinclude> q7e483vssu430qub745opmjlxlr7fzo Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/262 108 1024491 3865790 3863485 2026-07-24T18:04:26Z Pic57 12729 3865790 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Pic57" /></noinclude><section begin="s1" /> {{Ct|f=150%|CORSICA}} <section end="s1" /> <section begin="s2" /> <section begin="s79" /> {{Centrato|'''79. Quando junse la nuvella'''}} <score sound=1> \relative c' { \time 6/8 \tempo 4=90 \omit Score.MetronomeMark \set Staff.midiInstrument = #"voice oohs" \key f \major %rigo 1.1 a'4_( a16 g f4) g8| a4.~a4 \stemUp c16 bes| g4 fis16 a g4 f8| a4.~a4.| \break %rigo 1.2 a4 bes8 f16[ g] f e f e \bar "||" \time 9/8 d4.~d4. e8[ g] f \bar "||" \time 6/8 e16 f e4 d4. \bar "|." } \addlyrics{ Quan -- do jun -- se la nu -- vel -- _ _ _ la Chi per nos -- _ _ _ _ _ tra ma -- _ la sor -- _ _ ti } \layout { ragged-last =##f } \midi {} </score> <section end="s79" /> <section begin="s80" /> {{Centrato|'''80. Quando junse la novella'''}} <section end="s80" /> <section begin="s81" /> {{Centrato|'''81. Eju filava'''}} <section end="s81" /> <section begin="s82" /> {{Centrato|'''82. Via lasciate un passà'''}} <section end="s82" /> <section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude> 4yababbyvvy9nkaijy58uem4gef26tn Il Libro dei Re/I re Sassanidi/4/VI 0 1024808 3865721 3865575 2026-07-24T13:39:04Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3865721 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|4]] - VI. - Il villaggio distrutto e riedificato|prec=../V|succ=../VII}} <pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="299" to="306" tosection="s1" /> q1cuscwt5r7v70wh53a1438onw2avzc L'Esposizione Triennale di Brera (Chirtani) 0 1024809 3865734 3865586 2026-07-24T13:59:00Z Niketto sr. 55393 3865734 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Luigi Archinti | Titolo = L'Esposizione Triennale di Brera | Eventuale sottotitolo = Che si apre mercoledì 6 maggio | Anno di pubblicazione = 1891 | Lingua originale del testo = Italiano | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Arti | Argomento = Esposizioni artistiche italiane | URL della versione cartacea a fronte = }} {{Centrato|I.}} {{Centrato|'''IL PIAN TERRENO.'''}} Malgrado la concorrenza delle esposizioni di Vienna, Berlino e Monaco assai frequentate dai nostri artisti, e soprattutto malgrado la grande Mostra autunnale, che avrà luogo quest'anno a Palermo e che esercita la maggiore attrazione sugli artisti d’Italia, dalla Emilia giù giù sino allo stretto di Messina, per la prima Esposizione triennale di Brera abbiamo una buona esposizione. L'area occupata è più del doppio di quella destinata in passato alle mostre annuali. L’architetto conte Alemagna con una decorosa costruzione provvisoria in legno ha saputo sfruttare al pian terreno oltre i portici tutto il cortile, non senza qualche inevitabile ingombro per la necessità di lasciar liberi gli aditi alle scuole di Brera; alla Biblioteca, alla Pinacoteca, all’ Istituto lombardo e al Museo archeologico, serbando esclusivamente all’Esposizione uno dei due grandi scaloni d’ accesso al piano superiore. La Commissione d’accettazione, più che di soddisfare tutti coloro che hanno mandate opere, si è preoccupata di non ingombrare con farragginosa mostra spazi e pareti, e di distribuire il meglio in modo da presentare ciascuna opera spiccata con uno spazio libero intorno, acciò fosse più nettamente offerta all'osservazione del pubblico. Perciò, dicesi, furono difficili nell'accettare. Le pitture non ammesse sono state rimandate senz'altro, ma i loro autori potranno ricorrere all’ esposizione d'appello, che si prepara nel palazzo Broggi in Via Dante, sotto il nome di ''Esposizione dei rifiutati''; le sculture non ammesse, all'ultimo sono state trattenute, destinando ad esse il lato meno bene illuminato del porticato inferiore. Io pure dal canto mio più che di soddisfare ogni esponente devo preoccuparmi dello spazio riservato alla mia rassegna e scegliere a mia volta tra quanto può maggiormente interessare il pubblico. E con questo entriamo. {{Centrato|⁂}} 7ipm2947iijyxtodfv1y31t8kj69fdd 3865737 3865734 2026-07-24T14:04:45Z Niketto sr. 55393 3865737 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Luigi Archinti | Titolo = L'Esposizione Triennale di Brera | Eventuale sottotitolo = Che si apre mercoledì 6 maggio | Anno di pubblicazione = 1891 | Lingua originale del testo = Italiano | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Arti | Argomento = Esposizioni artistiche italiane | URL della versione cartacea a fronte = }} {{Centrato|I.}} {{Centrato|'''IL PIAN TERRENO.'''}} Malgrado la concorrenza delle esposizioni di Vienna, Berlino e Monaco assai frequentate dai nostri artisti, e soprattutto malgrado la grande Mostra autunnale, che avrà luogo quest'anno a Palermo e che esercita la maggiore attrazione sugli artisti d’Italia, dalla Emilia giù giù sino allo stretto di Messina, per la prima Esposizione triennale di Brera abbiamo una buona esposizione. L'area occupata è più del doppio di quella destinata in passato alle mostre annuali. L’architetto conte Alemagna con una decorosa costruzione provvisoria in legno ha saputo sfruttare al pian terreno oltre i portici tutto il cortile, non senza qualche inevitabile ingombro per la necessità di lasciar liberi gli aditi alle scuole di Brera; alla Biblioteca, alla Pinacoteca, all’ Istituto lombardo e al Museo archeologico, serbando esclusivamente all’Esposizione uno dei due grandi scaloni d’ accesso al piano superiore. La Commissione d’accettazione, più che di soddisfare tutti coloro che hanno mandate opere, si è preoccupata di non ingombrare con farragginosa mostra spazi e pareti, e di distribuire il meglio in modo da presentare ciascuna opera spiccata con uno spazio libero intorno, acciò fosse più nettamente offerta all'osservazione del pubblico. Perciò, dicesi, furono difficili nell'accettare. Le pitture non ammesse sono state rimandate senz'altro, ma i loro autori potranno ricorrere all’ esposizione d'appello, che si prepara nel palazzo Broggi in Via Dante, sotto il nome di ''Esposizione dei rifiutati''; le sculture non ammesse, all'ultimo sono state trattenute, destinando ad esse il lato meno bene illuminato del porticato inferiore. Io pure dal canto mio più che di soddisfare ogni esponente devo preoccuparmi dello spazio riservato alla mia rassegna e scegliere a mia volta tra quanto può maggiormente interessare il pubblico. E con questo entriamo. {{Centrato|⁂}} Al piano terreno dove è l’ingresso si incomincia dalla scultura, e precisamente dalle prime opere dei più giovani che hanno appena compito il corso Accademico. Tra i più intraprendenti allievi del Barzaghi: Oreste Grossoni, Domenico Ghidoni, Eugenio Pellini, Alfredo Sassi, Enrico Cassi, hanno esposto gruppi e statue al vero in gesso con impronte personali, e qualità così serie e importanti da dar luogo ai più lieti pronostici sull’evoluzione della giovine scultura lombarda. 99cq20chbnac6fjkziwv80x6tn0a4j5 3865748 3865737 2026-07-24T14:34:17Z Niketto sr. 55393 3865748 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Luigi Archinti | Titolo = L'Esposizione Triennale di Brera | Eventuale sottotitolo = Che si apre mercoledì 6 maggio | Anno di pubblicazione = 1891 | Lingua originale del testo = Italiano | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Arti | Argomento = Esposizioni artistiche italiane | URL della versione cartacea a fronte = }} {{Centrato|I.}} {{Centrato|'''IL PIAN TERRENO.'''}} Malgrado la concorrenza delle esposizioni di Vienna, Berlino e Monaco assai frequentate dai nostri artisti, e soprattutto malgrado la grande Mostra autunnale, che avrà luogo quest'anno a Palermo e che esercita la maggiore attrazione sugli artisti d’Italia, dalla Emilia giù giù sino allo stretto di Messina, per la prima Esposizione triennale di Brera abbiamo una buona esposizione. 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Le pitture non ammesse sono state rimandate senz'altro, ma i loro autori potranno ricorrere all’ esposizione d'appello, che si prepara nel palazzo Broggi in Via Dante, sotto il nome di ''Esposizione dei rifiutati''; le sculture non ammesse, all'ultimo sono state trattenute, destinando ad esse il lato meno bene illuminato del porticato inferiore. Io pure dal canto mio più che di soddisfare ogni esponente devo preoccuparmi dello spazio riservato alla mia rassegna e scegliere a mia volta tra quanto può maggiormente interessare il pubblico. E con questo entriamo. {{Centrato|⁂}} Al piano terreno dove è l’ingresso si incomincia dalla scultura, e precisamente dalle prime opere dei più giovani che hanno appena compito il corso Accademico. 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L'area occupata è più del doppio di quella destinata in passato alle mostre annuali. L’architetto conte Alemagna con una decorosa costruzione provvisoria in legno ha saputo sfruttare al pian terreno oltre i portici tutto il cortile, non senza qualche inevitabile ingombro per la necessità di lasciar liberi gli aditi alle scuole di Brera; alla Biblioteca, alla Pinacoteca, all’ Istituto lombardo e al Museo archeologico, serbando esclusivamente all’Esposizione uno dei due grandi scaloni d’ accesso al piano superiore. La Commissione d’accettazione, più che di soddisfare tutti coloro che hanno mandate opere, si è preoccupata di non ingombrare con farragginosa mostra spazi e pareti, e di distribuire il meglio in modo da presentare ciascuna opera spiccata con uno spazio libero intorno, acciò fosse più nettamente offerta all'osservazione del pubblico. Perciò, dicesi, furono difficili nell'accettare. Le pitture non ammesse sono state rimandate senz'altro, ma i loro autori potranno ricorrere all’ esposizione d'appello, che si prepara nel palazzo Broggi in Via Dante, sotto il nome di ''Esposizione dei rifiutati''; le sculture non ammesse, all'ultimo sono state trattenute, destinando ad esse il lato meno bene illuminato del porticato inferiore. Io pure dal canto mio più che di soddisfare ogni esponente devo preoccuparmi dello spazio riservato alla mia rassegna e scegliere a mia volta tra quanto può maggiormente interessare il pubblico. E con questo entriamo. {{Centrato|⁂}} Al piano terreno dove è l’ingresso si incomincia dalla scultura, e precisamente dalle prime opere dei più giovani che hanno appena compito il corso Accademico. 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Ad includere nell'elenco alcuni miei scritti sono stato costretto o dall'averli citati hel testo o dall'essere, per la Sardegna almeno, gli unici che tentino un'indagine razionale della etnofonia. Al contrario se ne ho escluso alcuni articoli e scritti di altri autori è stato perchè non mi parvero tali, per forma e per contenuto, da meritare l'onore di figurare in un libro che, almeno intenzionalmente, vorrebbe essere un vero saggio critico sulla canzone popolare condotto con serietà d'intenti. E pur troppo da che ho iniziato la serie dei miei studi etnofonici ho visto molti, troppi, che si sono messi a scrivere della musica del popolo senza convinzione, senza le naturali disposizioni, senza la necessaria preparazione. Com'era naturale non ho qui incluso le opere che si occupano di etnofonia straniera dato che non mi era nè per l'indole del libro nè per lo spazio concesso nè consigliato dilungarmi in comparazioni che altrove mi avrebbero sedotto e sarebbero state utilissime. Se avrò tempo e modo una bibliografia su gli studi etnofonici di tutto il mondo mi riprometto ordinare e pubblicare a delizia di quegli archeologi della musica che per ora in Italia mi pare sian proprio.... pochini.<noinclude><references/></noinclude> 39od9uxbttfzv4jt94qvc9i3n33mt9l Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/215 108 1024814 3865717 2026-07-24T13:37:21Z Pic57 12729 /* Trascritta */ 3865717 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 213 —|}}</noinclude>{{Ct|f=170%|OPERE DI INDOLE GENERALE}} Levi E., ''Fiorita di canti tradizionali del popolo italiano.'' Firenze, 1895. Raccolta diligente in cui è il merito di non poche melodie fatte trascrivere appositamente. Lavoro però sempre di raccolta, più propriamente di spigolatura nelle raccolte altrui, che ha per mira principale la poesia e non la musica. In ogni modo utile per la consultazione purchè fatta con le debite precauzioni specie in quanto riguarda la parte musicale. Ad esempio, chi si fidasse della sincerità dei temi dati come musica sarda cadrebbe in un bell'errore. Attenti dunque a' mali passi. {{Sc|Oddone E}}., Canzoniere popolare italiano — Milano, 1917. Mescolanza di melodie dal popolo create ed accolte. Raccolta fatta con poco discernimento nelle diverse opere che la precedettero delle quali riporta pure alcuni brani esplicativi più o meno esatti nei giudizi. L'unica parte che sia veramente dell'A. è proprio quel- la che non dovrebbe esserci: un accompagnamento posticcio che non ha neppure il merito di intonarsi all'ambiente, come ad esempio seppe invece fare il Favara, nè di riprodurre il tessuto chitarresco o di altri primitivi strumenti di cui talora il popolo ama avvol- gere le sue melodie. Lavoro dunque inutile, agli stu- diosi; all'arte assolutamente estraneo. Un altro difetto di questa raccolta, difetto comune a molte altre, è quello di aver trasportato le canzoni in tonalità diverse dalle originali.<noinclude><references/></noinclude> nbrd9x14o5cboxxoq1hmgvorj76ilrg Il Libro dei Re/I re Sassanidi/4/VII 0 1024815 3865722 2026-07-24T13:39:32Z Alex brollo 1615 Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]] 3865722 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|4]] - VII. - Avventure delle figlie del mugnaio|prec=../VI|succ=../VIII}} <pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="306" to="312" fromsection="s2" tosection="s1" /> r1emo6vohzuzfq7s985iw512l6s91m1 3865805 3865722 2026-07-24T19:50:10Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3865805 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|4]] - VII. - Avventure delle figlie del mugnaio|prec=../VI|succ=../VIII}} <pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="306" to="312" fromsection="s2" tosection="s1" /> 7a8ry92rt3432cq0w40irzed344e8bl Pagina:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone.djvu/48 108 1024816 3865763 2026-07-24T16:11:18Z Giaccai 13220 /* Trascritta */ 3865763 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 44 —|}}</noinclude>simile di tazze di tè. I ristoranti nelle stazioni sono provvisti d'ogni ben di Dio e, oltre al ristorante, c'è sempre una specie di piccolo mercato coperto dove i contadini vengono a vendere le cibarie più appetitose. Il vagone-ristorante poi del «Transiberiano» è addirittura sontuoso. Quando vi sono entrato, la prima volta, mi parve di introdurmi in una sala dove fosse stato apparecchiato un albero di Natale. Piante e fiori in ogni angolo, una decorazione di palloncini di vetro multicolori, un pianoforte addossato ad un lato. Alla tastiera si succedono persone che suonano più o meno da cane, ma talvolta anche qualcuno che si fa ascoltare volentieri. Dalle ventidue alla mezzanotte serata danzante con caduta frequente delle coppie addosso agli spettatori a cagione delle scosse del treno. Viaggia con noi anche una compagnia teatrale che va a Vladivostok; il genere femminile quindi abbonda. Dopo la mezzanotte ad ogni finestrino d'andito che precede i corridoi, una coppia molto unita è occupatissima a raccontare ai milioni di betulle dei boschi che trascorrono infiniti, i propri sentimenti. Chi non racconta niente a nessuno è il generale mongolo, ministro della guerra di una delle Repubbliche mongoliche che confinano con la {{Wl|Q6838|Trasbaicalia}}. Già, quando si dice mongolo da noi si pensa a qualche cosa di semiselvaggio. Ma in effetto questi capi, questi guidatori nuovi delle popolazioni primitive del centro asiatico, sono degli intellettuali raffinati che hanno studiato a Berlino e corrono a Mosca a udire il verbo dei grandi capi comunisti russi e li seguono ciecamente, diffondendolo nei loro paesi. Bastano dieci persone di una tale specie in ciascuna delle nomadi nazioni di Asia per rendere le masse dei confinanti con l'Unione delle Repubbliche dei Soviet devote alla causa russa e odiatrici della civiltà occidentale. Siamo a {{Wl|Q887|Ekaterimburg}}, la fatale città dell'eccidio dei Romanoff. {{Centrato|{{larger|''2. Nella città dell'eccidio dei Romanoff.'}}'}} {{A destra|EKATERIMBURG, luglio.}} L'uomo straordinario che divide la mia cabina sul «Transiberiano» e che designerò con la lettera V. per vendicarmi della dichiarazione ch'egli mi ha fatto di essere io indicato − sia pur benevolmente − sui registri della Ghe-Pe-U, della polizia segreta bolscevica, con il N. 173; due ore prima di arrivare a Ekaterimburg ha cominciato a parlarmi<noinclude><references/></noinclude> 1087rg58frt1nwiaasjxha1d2huzq7u Pagina:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone.djvu/49 108 1024817 3865764 2026-07-24T16:14:21Z Giaccai 13220 /* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: a sbalzi delle sue reminiscenze personali su Nicola II. Indovinava il mio pensiero. A dire il vero non esiste in Russia un ricordo del passato meno compianto dell'ultimo Zar. La stessa orrenda fine sua e della sua famiglia hanno destato assai maggior pietà all'estero che non fra i russi non avversi allo scomparso regime. È vero che questi russi, oggi in Russia sono piuttosto rari. V. a proposito del sentimento corrente i... 3865764 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||― 45 ―|}}</noinclude>a sbalzi delle sue reminiscenze personali su Nicola II. Indovinava il mio pensiero. A dire il vero non esiste in Russia un ricordo del passato meno compianto dell'ultimo Zar. La stessa orrenda fine sua e della sua famiglia hanno destato assai maggior pietà all'estero che non fra i russi non avversi allo scomparso regime. È vero che questi russi, oggi in Russia sono piuttosto rari. V. a proposito del sentimento corrente in Russia nei riguardi del sovrano, poco prima dello scoppio della Rivoluzione, mi ha raccontato la storiella del poliziotto che arresta il contadino perchè l'ha udito imprecare allo Zar. Il contadino protesta dicendo che non ha nominato l'imperatore, ma ha detto semplicemente: Accidenti a quell'idiota! - Se hai detto idiota significa che pensavi allo Zar - replica il poliziotto l'idiota è lui!... - V. mi assicura che il Comitato Centrale rivoluzionario non si sarebbe mai deciso a far fare allo Zar una fine sia pure uso Luigi XVI. Ma il mio compagno di viaggio, che al momento dell'esecuzione dell'imperatore era l'alter ego di Trotzky, mi parla della cosa in un modo urtante. Decisamente non ho ancora acquistata confidenza con la mentalità comunista per considerare gli episodi più orrendi della Rivoluzione come eventi logici. Per V. lo Zar è una figura meno interessante dell'ultimo mugik. ― Del resto - aggiunge V., Il mio compagno di viaggio V... Nicola II fu fucilato o trucidato per errore, come per errore finirono Kolciak, Dimitrieff e le mille vittime più insigni della Rivoluzione. Errore che però - secondo V. - non ha in fondo nessuna vera importanza. Quando V. con la sua aria modesta, remissiva, gentile, parla in quel modo diventa odioso. - Non capite - osservo - che sono cotesti errori, come voi li chiamate, quelli che mantengono in Europa l'avvversione verso di voi? E V. mi risponde che il merito maggiore della Rivoluzione è precisamente quello di sapersi assumere la responsabilità di quel mezzo milione di massacrati per il trionfo del comunismo, esclusi naturalmente gli errori dovuti alle iniziative dei Comitati Rivoluzionari locali.<noinclude><references/></noinclude> cylgap2zdx5mmlgakcocuw3occq5ygo 3865765 3865764 2026-07-24T16:27:24Z Giaccai 13220 Aggiunto template FI tramite il gadget CropTool 3865765 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||― 45 ―|}}</noinclude>a sbalzi delle sue reminiscenze personali su Nicola II. Indovinava il mio pensiero. A dire il vero non esiste in Russia un ricordo del passato meno compianto dell'ultimo Zar. La stessa orrenda fine sua e della sua famiglia hanno destato assai maggior pietà all'estero che non fra i russi non avversi allo scomparso regime. È vero che questi russi, oggi in Russia sono piuttosto rari. V. a proposito del sentimento corrente in Russia nei riguardi del sovrano, poco prima dello scoppio della Rivoluzione, mi ha raccontato la storiella del poliziotto che arresta il contadino perchè l'ha udito imprecare allo Zar. Il contadino protesta dicendo che non ha nominato [[File:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone (page 49 crop).jpg|70%px|miniatura|destra|alt=foto del compagno di viaggio|Il mio compagno di viaggio V...]] l'imperatore, ma ha detto semplicemente: Accidenti a quell'idiota! ― Se hai detto ''idiota'' significa che pensavi allo Zar − replica il poliziotto l'idiota è lui!... V. mi assicura che il Comitato Centrale rivoluzionario non si sarebbe mai deciso a far fare allo Zar una fine sia pure uso Luigi XVI. Ma il mio compagno di viaggio, che al momento dell'esecuzione dell'imperatore era l'alter ego di Trotzky, mi parla della cosa in un modo urtante. Decisamente non ho ancora acquistata confidenza con la mentalità comunista per considerare gli episodi più orrendi della Rivoluzione come eventi logici. Per V. lo Zar è una figura meno interessante dell'ultimo mugik. ― Del resto − aggiunge V., Il mio compagno di viaggio V... Nicola II fu fucilato o trucidato per ''errore'', come per errore finirono Kolciak, Dimitrieff e le mille vittime più insigni della Rivoluzione. Errore che però − secondo V. − non ha in fondo nessuna vera importanza. Quando V. con la sua aria modesta, remissiva, gentile, parla in quel modo diventa odioso. − Non capite − osservo − che sono cotesti errori, come voi li chiamate, quelli che mantengono in Europa l'avvversione verso di voi? E V. mi risponde che il merito maggiore della Rivoluzione è precisamente quello di sapersi assumere la responsabilità di quel mezzo milione di massacrati per il trionfo del comunismo, esclusi naturalmente gli errori dovuti alle iniziative dei Comitati Rivoluzionari locali.<noinclude><references/></noinclude> jwl6284plw4kqev91tcikcsbsi6lrh6 3865766 3865765 2026-07-24T16:28:16Z Giaccai 13220 3865766 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||― 45 ―|}}</noinclude>a sbalzi delle sue reminiscenze personali su Nicola II. Indovinava il mio pensiero. A dire il vero non esiste in Russia un ricordo del passato meno compianto dell'ultimo Zar. La stessa orrenda fine sua e della sua famiglia hanno destato assai maggior pietà all'estero che non fra i russi non avversi allo scomparso regime. È vero che questi russi, oggi in Russia sono piuttosto rari. V. a proposito del sentimento corrente in Russia nei riguardi del sovrano, poco prima dello scoppio della Rivoluzione, mi ha raccontato la storiella del poliziotto che arresta il contadino perchè l'ha udito imprecare allo Zar. Il contadino protesta dicendo che non ha nominato [[File:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone (page 49 crop).jpg|70%px|miniatura|destra|alt=foto del compagno di viaggio|Il mio compagno di viaggio V...]] l'imperatore, ma ha detto semplicemente: Accidenti a quell'idiota! ― Se hai detto ''idiota'' significa che pensavi allo Zar − replica il poliziotto l'idiota è lui!... V. mi assicura che il Comitato Centrale rivoluzionario non si sarebbe mai deciso a far fare allo Zar una fine sia pure uso Luigi XVI. Ma il mio compagno di viaggio, che al momento dell'esecuzione dell'imperatore era l'alter ego di Trotzky, mi parla della cosa in un modo urtante. Decisamente non ho ancora acquistata confidenza con la mentalità comunista per considerare gli episodi più orrendi della Rivoluzione come eventi logici. Per V. lo Zar è una figura meno interessante dell'ultimo mugik. ― Del resto − aggiunge V., Il mio compagno di viaggio V... Nicola II fu fucilato o trucidato per ''errore'', come per errore finirono Kolciak, Dimitrieff e le mille vittime più insigni della Rivoluzione. Errore che però − secondo V. − non ha in fondo nessuna vera importanza. Quando V. con la sua aria modesta, remissiva, gentile, parla in quel modo diventa odioso. − Non capite − osservo − che sono cotesti errori, come voi li chiamate, quelli che mantengono in Europa l'avvversione verso di voi? E V. mi risponde che il merito maggiore della Rivoluzione è precisamente quello di sapersi assumere la responsabilità di quel mezzo milione di massacrati per il trionfo del comunismo, esclusi naturalmente gli errori dovuti alle iniziative dei Comitati Rivoluzionari locali.<noinclude><references/></noinclude> ogiiiseyrmp9db2aui315kob5tuna1f Pagina:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone.djvu/50 108 1024818 3865767 2026-07-24T16:32:42Z Giaccai 13220 /* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: Nell'avvicinarsi a Ekaterimburg, il treno corre fra una natura dagli aspetti grandiosi. Le foreste degli Urali ci mandano il loro profumo, nelle stazioni operai e contadini ci offrono fragranti cestini di lamponi e nel cavo della mano rubini, smeraldi, ametiste, pietre dure. degli Urali, acque marine e domandano il pagamento in monete d'oro. Lo Stato sovietista proibisce di detenere monete d'oro, ma tutti ne hanno in tas... 3865767 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 46 —|}}</noinclude>Nell'avvicinarsi a Ekaterimburg, il treno corre fra una natura dagli aspetti grandiosi. Le foreste degli Urali ci mandano il loro profumo, nelle stazioni operai e contadini ci offrono fragranti cestini di lamponi e nel cavo della mano rubini, smeraldi, ametiste, pietre dure. degli Urali, acque marine e domandano il pagamento in monete d'oro. Lo Stato sovietista proibisce di detenere monete d'oro, ma tutti ne hanno in tasca e quelli che possono, comperano. I prezzi però delle pietre sono abbastanza elevati. Non credo che vi sia la convenienza di venire sin qui per acquistare pietre preziose. Osservo che le strade nella foresta che costeggia la linea sono tappezzate di tronchi. I boschi hanno l'aspetto delle foreste equatoriali tanto gli alberi sono colossali. Vengono in mente quelle scene invernali russe popolarizzate dalle oleografie che ornano le camere dei vecchi alberghi di provincia, la fuga di slitte sulla strada mal tracciata, trascinate da cavalli al galoppo e inseguite da torme di lupi affamati. Improvvisamente la scena cambia: grandi radure, spazi di foresta incendiata; dai tronchi carbonizzati sale nell'azzurro la nebbia del fumo. Più innanzi è la foresta che brucia tranquillamente, con pacata terribilità. Abbiamo attraversato parecchie decine di chilometri di boschi in fiamme, in una atmosfera asfissiante fra denso fumo e bagliori. Episodio insignificante nella immensità delle foreste russe. A Jefa, alla prima stazione dove ci fermiamo, ci dicono che l'incendio dura da un mese e che qualche giorno finirà. Jefa sembra una stazione svizzera ed ha intorno vasti depositi di traversine accatastate in pile altissime destinate a rinnovare quelle sulle quali sono adagiati i nostri binari sconquassati. Al di là di Jefa, la superficie azzurra di un immenso lago artificiale di una miniera d'oro e soldati russi lungo la linea e nel fondo delle valli, opifici in mattoni dalle alte ciminiere fumanti, che contrastano con le case dei villaggi intorno, tutte in legno, tutte ornate di piante di gerani, dietro i vetri delle finestre. E finalmente Ekaterimburg. La stazione è un vasto edificio can- dido che sorge su di una spianata dominante tutta la città. Avevo immaginata questa di aspetto tenebroso, sinistro; viceversa nulla è più gaio nel dorato pomeriggio del massimo centro degli Urali. Eka- terimburg conterrà oggi centomila abitanti. Immense ortaglie la cir- condano e intorno, da tutti i lati, la foresta di abeti ad ombrella, chiude con infiniti colonnati vegetali l'orizzonte. Ad occidente, sulle chiome degli alberi, sormontano azzurrine le catene delle montagne dai pro- fili armoniosi.<noinclude><references/></noinclude> 7pn6ctcpv8a741qvcm8qf8glswkpf29 3865768 3865767 2026-07-24T16:36:08Z Giaccai 13220 3865768 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 46 —|}}</noinclude> Nell'avvicinarsi a Ekaterimburg, il treno corre fra una natura dagli aspetti grandiosi. Le foreste degli Urali ci mandano il loro profumo, nelle stazioni operai e contadini ci offrono fragranti cestini di lamponi e nel cavo della mano rubini, smeraldi, ametiste, pietre dure. degli Urali, acque marine e domandano il pagamento in monete d'oro. Lo Stato sovietista proibisce di detenere monete d'oro, ma tutti ne hanno in tasca e quelli che possono, comperano. I prezzi però delle pietre sono abbastanza elevati. Non credo che vi sia la convenienza di venire sin qui per acquistare pietre preziose. Osservo che le strade nella foresta che costeggia la linea sono tappezzate di tronchi. I boschi hanno l'aspetto delle foreste equatoriali tanto gli alberi sono colossali. Vengono in mente quelle scene invernali russe popolarizzate dalle oleografie che ornano le camere dei vecchi alberghi di provincia, la fuga di slitte sulla strada mal tracciata, trascinate da cavalli al galoppo e inseguite da torme di lupi affamati. Improvvisamente la scena cambia: grandi radure, spazi di foresta incendiata; dai tronchi carbonizzati sale nell'azzurro la nebbia del fumo. Più innanzi è la foresta che brucia tranquillamente, con pacata terribilità. Abbiamo attraversato parecchie decine di chilometri di boschi in fiamme, in una atmosfera asfissiante fra denso fumo e bagliori. Episodio insignificante nella immensità delle foreste russe. A Jefa, alla prima stazione dove ci fermiamo, ci dicono che l'incendio dura da un mese e che qualche giorno finirà. Jefa sembra una stazione svizzera ed ha intorno vasti depositi di traversine accatastate in pile altissime destinate a rinnovare quelle sulle quali sono adagiati i nostri binari sconquassati. Al di là di Jefa, la superficie azzurra di un immenso lago artificiale di una miniera d'oro e soldati russi lungo la linea e nel fondo delle valli, opifici in mattoni dalle alte ciminiere fumanti, che contrastano con le case dei villaggi intorno, tutte in legno, tutte ornate di piante di gerani, dietro i vetri delle finestre. E finalmente Ekaterimburg. La stazione è un vasto edificio candido che sorge su di una spianata dominante tutta la città. Avevo immaginata questa di aspetto tenebroso, sinistro; viceversa nulla è più gaio nel dorato pomeriggio del massimo centro degli Urali. Ekaterimburg conterrà oggi centomila abitanti. Immense ortaglie la circondano e intorno, da tutti i lati, la foresta di abeti ad ombrella, chiude con infiniti colonnati vegetali l'orizzonte. Ad occidente, sulle chiome degli alberi, sormontano azzurrine le catene delle montagne dai profili armoniosi.<noinclude><references/></noinclude> 006j0hvql0yxyg1zwkyrsiwkkn3mdx4 3865769 3865768 2026-07-24T16:36:28Z Giaccai 13220 3865769 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 46 —|}}</noinclude>Nell'avvicinarsi a Ekaterimburg, il treno corre fra una natura dagli aspetti grandiosi. Le foreste degli Urali ci mandano il loro profumo, nelle stazioni operai e contadini ci offrono fragranti cestini di lamponi e nel cavo della mano rubini, smeraldi, ametiste, pietre dure. degli Urali, acque marine e domandano il pagamento in monete d'oro. Lo Stato sovietista proibisce di detenere monete d'oro, ma tutti ne hanno in tasca e quelli che possono, comperano. I prezzi però delle pietre sono abbastanza elevati. Non credo che vi sia la convenienza di venire sin qui per acquistare pietre preziose. Osservo che le strade nella foresta che costeggia la linea sono tappezzate di tronchi. I boschi hanno l'aspetto delle foreste equatoriali tanto gli alberi sono colossali. Vengono in mente quelle scene invernali russe popolarizzate dalle oleografie che ornano le camere dei vecchi alberghi di provincia, la fuga di slitte sulla strada mal tracciata, trascinate da cavalli al galoppo e inseguite da torme di lupi affamati. Improvvisamente la scena cambia: grandi radure, spazi di foresta incendiata; dai tronchi carbonizzati sale nell'azzurro la nebbia del fumo. Più innanzi è la foresta che brucia tranquillamente, con pacata terribilità. Abbiamo attraversato parecchie decine di chilometri di boschi in fiamme, in una atmosfera asfissiante fra denso fumo e bagliori. Episodio insignificante nella immensità delle foreste russe. A Jefa, alla prima stazione dove ci fermiamo, ci dicono che l'incendio dura da un mese e che qualche giorno finirà. Jefa sembra una stazione svizzera ed ha intorno vasti depositi di traversine accatastate in pile altissime destinate a rinnovare quelle sulle quali sono adagiati i nostri binari sconquassati. Al di là di Jefa, la superficie azzurra di un immenso lago artificiale di una miniera d'oro e soldati russi lungo la linea e nel fondo delle valli, opifici in mattoni dalle alte ciminiere fumanti, che contrastano con le case dei villaggi intorno, tutte in legno, tutte ornate di piante di gerani, dietro i vetri delle finestre. E finalmente Ekaterimburg. La stazione è un vasto edificio candido che sorge su di una spianata dominante tutta la città. Avevo immaginata questa di aspetto tenebroso, sinistro; viceversa nulla è più gaio nel dorato pomeriggio del massimo centro degli Urali. Ekaterimburg conterrà oggi centomila abitanti. Immense ortaglie la circondano e intorno, da tutti i lati, la foresta di abeti ad ombrella, chiude con infiniti colonnati vegetali l'orizzonte. 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Osservo che le strade nella foresta che costeggia la linea sono tappezzate di tronchi. I boschi hanno l'aspetto delle foreste equatoriali tanto gli alberi sono colossali. Vengono in mente quelle scene invernali russe popolarizzate dalle oleografie che ornano le camere dei vecchi alberghi di provincia, la fuga di slitte sulla strada mal tracciata, trascinate da cavalli al galoppo e inseguite da torme di lupi affamati. Improvvisamente la scena cambia: grandi radure, spazi di foresta incendiata; dai tronchi carbonizzati sale nell'azzurro la nebbia del fumo. Più innanzi è la foresta che brucia tranquillamente, con pacata terribilità. Abbiamo attraversato parecchie decine di chilometri di boschi in fiamme, in una atmosfera asfissiante fra denso fumo e bagliori. Episodio insignificante nella immensità delle foreste russe. A Jefa, alla prima stazione dove ci fermiamo, ci dicono che l'incendio dura da un mese e che qualche giorno finirà. 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Ci si arriva in mezz’ora di vettura, attraversando dapprima un sobborgo di case di legno, entrando quindi nel cuore della città che non ha nulla di particolare ed uscendo di nuovo nella campagna. A poca distanza dalla foresta sorge una villetta a un piano seminascosta da un’alta spalliera di caprifoglio. È la casa dello scempio, occupata attualmente da un pensionato di figli di minatori. Gruppi di bambini giuocano nel giardino, sorvegliati da giovani donne con i capelli corti e assorte nella lettura. L’aria è piena di profumo di caprifoglio, si sente l’eco di un piccolo coro di voci infantili venire dalla. parte posteriore della casa, da altri vicini edifici minori ad un sol piano. Nel giardino v’è un pozzo. V., come sempre, indovina il mio pensiero... No, l’inchiesta fatta prima dai rivoluzionari del Comitato centrale e confermata poi dai kolciakiani ha dimostrato che i cadaveri dello Zar, della Zarina, del povero rachitico principe ereditario Alessio, di Tatiana, di tutti infine non furono gettati nel pozzo... Nicola Sokoloff che fu giudice istruttore presso il tribunale di Omsk sino alla cattura di Kolciak da parte dei rivoluzionari, ha oramai detto l’ultima parola sulla fine miseranda della famiglia imperiale russa nel suo Rapporto che s’intitola Inchiesta giudiziaria sull’assassinio della famiglia imperiale russa. Il grosso volume costituisce una documentazione completa ricca di verbali, di sopraluoghi, di interrogatori, di deposizioni e fotografie sullo straziante avvenimento. Il libro che è l’opera di un magistrato più che di uno scrittore, e sopratutto di un magistrato spassionato che fa parlare gli altri e mai se stesso, parte dall’abdicazione dello Zar avvenuta il 15 marzo 1917. In quel giorno Nicola II si congedava dall’esercito con un messaggio datato dal 21 marzo e lo stesso giorno egli e l’imperatrice venivano dichiarati in istato d’arresto dal Governo provvisorio in seguito ad una deliberazione di cui non restano traccie, e che Kerensky attribuì alla necessità di salvaguardare la vita dei sovrani e la sicurezza della nazione. Il 22 marzo la famiglia imperiale fu riunita a Tzarskoe e vi rimase sino al 14 agosto, strettamente vigilata. Al primo indizio della sciagura i cortigiani si erano affrettati ad abbandonarla; molti domestici si mutarono da servitori in spie del nuovo regime comportandosi con insolenza volgare. Ufficiali, soldati, non salutavano più lo Zar, per paura o bassezza d’animo. E il Governo rivoluzionario mirò a ricercare di quale delitto lo Zar e la Zarina si fossero resi colpevoli dinanzi alla patria. (1 ) Il 15 febbraio 1924 la villa detta Ipatieff dell’eccidio dei Romanoff, venne distrutta da un incendio.<noinclude><references/></noinclude> 29qndkmrkzqxwaodij4mgtmbqq3g8uw 3865773 3865771 2026-07-24T16:45:20Z Giaccai 13220 /* new eis level3 */ 3865773 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||― 47 ―|}}</noinclude>Ho pregato V. di accompagnarmi alla villa Ipatieff dove fu consumato il delitto<ref>Il 15 febbraio 1924 la villa detta ''Ipatieff'' dell’eccidio dei Romanoff, venne distrutta da un incendio.</ref>. Ci si arriva in mezz’ora di vettura, attraversando dapprima un sobborgo di case di legno, entrando quindi nel cuore della città che non ha nulla di particolare ed uscendo di nuovo nella campagna. A poca distanza dalla foresta sorge una villetta a un piano seminascosta da un’alta spalliera di caprifoglio. È la casa dello scempio, occupata attualmente da un pensionato di figli di minatori. Gruppi di bambini giuocano nel giardino, sorvegliati da giovani donne con i capelli corti e assorte nella lettura. L’aria è piena di profumo di caprifoglio, si sente l’eco di un piccolo coro di voci infantili venire dalla. parte posteriore della casa, da altri vicini edifici minori ad un sol piano. Nel giardino v’è un pozzo. V., come sempre, indovina il mio pensiero... No, l’inchiesta fatta prima dai rivoluzionari del Comitato centrale e confermata poi dai kolciakiani ha dimostrato che i cadaveri dello Zar, della Zarina, del povero rachitico principe ereditario Alessio, di Tatiana, di tutti infine non furono gettati nel pozzo... Nicola Sokoloff che fu giudice istruttore presso il tribunale di Omsk sino alla cattura di Kolciak da parte dei rivoluzionari, ha oramai detto l’ultima parola sulla fine miseranda della famiglia imperiale russa nel suo ''Rapporto'' che s’intitola ''Inchiesta giudiziaria sull’assassinio della famiglia imperiale russa''. Il grosso volume costituisce una documentazione completa ricca di verbali, di sopraluoghi, di interrogatori, di deposizioni e fotografie sullo straziante avvenimento. Il libro che è l’opera di un magistrato più che di uno scrittore, e sopratutto di un magistrato spassionato che fa parlare gli altri e mai se stesso, parte dall’abdicazione dello Zar avvenuta il 15 marzo 1917. In quel giorno Nicola II si congedava dall’esercito con un messaggio datato dal 21 marzo e lo stesso giorno egli e l’imperatrice venivano dichiarati in istato d’arresto dal Governo provvisorio in seguito ad una deliberazione di cui non restano traccie, e che Kerensky attribuì alla necessità di salvaguardare la vita dei sovrani e la sicurezza della nazione. Il 22 marzo la famiglia imperiale fu riunita a Tzarskoe e vi rimase sino al 14 agosto, strettamente vigilata. Al primo indizio della sciagura i cortigiani si erano affrettati ad abbandonarla; molti domestici si mutarono da servitori in spie del nuovo regime comportandosi con insolenza volgare. Ufficiali, soldati, non salutavano più lo Zar, per paura o bassezza d’animo. E il Governo rivoluzionario mirò a ricercare di quale delitto lo Zar e la Zarina si fossero resi colpevoli dinanzi alla patria.<noinclude><references/></noinclude> pogm17tyw981j8cdoric9hdp25pfvu5 Pagina:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone.djvu/52 108 1024820 3865776 2026-07-24T17:01:22Z Giaccai 13220 /* new eis level3 */ 3865776 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 48 —|}}</noinclude>Il 14 agosto 1917 la famiglia imperiale fu fatta partire : da Tzarskoe per Tobolsk dove giunse il 19. Il motivo del trasferimento , osserva il Sokoloff, è chiaro: ''bisognava inviare l'imperatore nella fredda e lontana Siberia dove egli aveva mandato gli altri'' . A Tobolsk continuò la prigionia, e lo Zar dovette obbedire al primo venuto, subire le indecenze dei soldati , sopportare le sconvenienze e le prepotenze dei commissari de- legati a sorvegliarlo . La detenzione a Tobolsk durò sino al 26 aprile 1918 , con alternative di sollievo e riprese di severità, causate dagli avvenimenti politici o dal carattere dei custodi . Sembrò che sulle prime l'imperatore potesse venir utilizzato nei rapporti internazionali, e intorno alla sua persona nacquero , da parte dei rivoluzionari, intrighi e progetti che non si concretarono . Il 30 aprile 1918 l'imperatore e l'imperatrice, posti in treno per destinazione ignota (avevano dovuto abbandonare lo Zarevitch, colpito da una crisi di emofilia che gli pa- ralizzava le gambe) venivano fermati a Ekaterimburg, ultima tappa della loro travagliata esistenza. Il 23 maggio li raggiungevano le gran- duchesse e lo Zarevitch Il Sokoloff esclude che lo Zar e la Zarina si fossero resi autori di tradimento : la base quindi di una possibile giustificazione del loro assassinio viene da lui distrutta . Egli traccia un impressionante quadro della famiglia imperiale {{FI |file = Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone (page 52 crop).jpg |width = 70% |caption = La villa Ipatieff a Ekaterimburg }}: lo Zar debole preda della moglie, affezionato H alla Russia, limitato e bo- nario ; la Zarina , isterica, la cui ragione era stata sconvolta prima dal terrore di non saper dare un erede al trono, poi dalla tara fisiologica del figlio, mistica in guisa da cader vit- tima della grossolana super- stizione di Rasputin, amma- lata immaginaria e che soffriva invece di disturbi curati con trascuratezza ; lo Zarevitch, po- vero ragazzo , in cui però era viva la coscienza della propria nascita, fortissima nella madre ; le granduchesse : quattro fanciulle pure e mo- deste. La villa Ipatieff a Ekaterimburg. A Ekaterimburg il piccolo gruppo di servitori e di fedeli che ac- compagnavano la famiglia imperiale fu ancora diradato dalla deten- zione o dall'obbligo di lasciar la città. Nella casa Ipatieff, di cui il piano terreno era abitato dai prigionieri , rimasero lo Zar , la Zarina , lo Za- revitch, le quattro granduchesse, il dottor Boltkin, un cuoco , un do-<noinclude></noinclude> 2z8mtwurahvl0hiktbxmdg4ffrrbpdq 3865777 3865776 2026-07-24T17:03:14Z Giaccai 13220 /* new eis level3 */ 3865777 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Giaccai" />{{RigaIntestazione||– 48 —|}}</noinclude>Il 14 agosto 1917 la famiglia imperiale fu fatta partire : da Tzarskoe per Tobolsk dove giunse il 19. Il motivo del trasferimento , osserva il Sokoloff, è chiaro: ''bisognava inviare l'imperatore nella fredda e lontana Siberia dove egli aveva mandato gli altri'' . A Tobolsk continuò la prigionia, e lo Zar dovette obbedire al primo venuto, subire le indecenze dei soldati , sopportare le sconvenienze e le prepotenze dei commissari de- legati a sorvegliarlo . La detenzione a Tobolsk durò sino al 26 aprile 1918 , con alternative di sollievo e riprese di severità, causate dagli avvenimenti politici o dal carattere dei custodi . Sembrò che sulle prime l'imperatore potesse venir utilizzato nei rapporti internazionali, e intorno alla sua persona nacquero , da parte dei rivoluzionari, intrighi e progetti che non si concretarono . Il 30 aprile 1918 l'imperatore e l'imperatrice, posti in treno per destinazione ignota (avevano dovuto abbandonare lo Zarevitch, colpito da una crisi di emofilia che gli pa- ralizzava le gambe) venivano fermati a Ekaterimburg, ultima tappa della loro travagliata esistenza. Il 23 maggio li raggiungevano le gran- duchesse e lo Zarevitch Il Sokoloff esclude che lo Zar e la Zarina si fossero resi autori di tradimento : la base quindi di una possibile giustificazione del loro assassinio viene da lui distrutta . 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La detenzione a Tobolsk durò sino al 26 aprile 1918 , con alternative di sollievo e riprese di severità, causate dagli avvenimenti politici o dal carattere dei custodi . Sembrò che sulle prime l'imperatore potesse venir utilizzato nei rapporti internazionali, e intorno alla sua persona nacquero , da parte dei rivoluzionari, intrighi e progetti che non si concretarono . Il 30 aprile 1918 l'imperatore e l'imperatrice, posti in treno per destinazione ignota (avevano dovuto abbandonare lo Zarevitch, colpito da una crisi di emofilia che gli pa- ralizzava le gambe) venivano fermati a Ekaterimburg, ultima tappa della loro travagliata esistenza. Il 23 maggio li raggiungevano le gran- duchesse e lo Zarevitch Il Sokoloff esclude che lo Zar e la Zarina si fossero resi autori di tradimento: la base quindi di una possibile giustificazione del loro assassinio viene da lui distrutta . Egli traccia un impressionante quadro della famiglia imperiale [[File:Arnaldo Cipolla - Per la Siberia in Cina e Giappone (page 52 crop).jpg|60%px|miniatura|sinistra|La villa Ipatieff a Ekaterimburg.]] lo Zar debole preda della moglie, affezionato alla Russia, limitato e bonario ; la Zarina, isterica, la cui ragione era stata sconvolta prima dal terrore di non saper dare un erede al trono, poi dalla tara fisiologica del figlio, mistica in guisa da cader vittima della grossolana superstizione di {{Wl|Q43989|Rasputin}}, ammalata immaginaria e che soffriva invece di disturbi curati con trascuratezza ; lo Zarevitch, povero ragazzo, in cui però era viva la coscienza della propria nascita, fortissima nella madre; le granduchesse: quattro fanciulle pure e mo- deste. A Ekaterimburg il piccolo gruppo di servitori e di fedeli che accompagnavano la famiglia imperiale fu ancora diradato dalla detenzione o dall'obbligo di lasciar la città. Nella casa Ipatieff, di cui il piano terreno era abitato dai prigionieri, rimasero lo Zar, la Zarina, lo Zarevitch, le quattro granduchesse, il dottor Boltkin, un cuoco, un do-<noinclude></noinclude> d4jlbx65tg8p4dt6fybxu0vt879sdpx Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/216 108 1024821 3865787 2026-07-24T17:33:57Z Pic57 12729 /* Trascritta */ 3865787 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione|||214}}</noinclude>C'è, è vero, il tenore sfiatato che si fa abbassare la romanza e ciò può ancora non costituire un danno per l'opera d'arte, ma in fatto di scienze la bisogna corre altrimenti. Negli studi di fonetica sperimentale, in quelli di etnofonia comparata, è indispensabile tener conto di tutto, ed è un dato importantissimo l'altezza originale colla quale i canti vengono intonati dal popolo. Que- st'altezza, che pare dover variare da individuo ad individuo, varia più spesso da regione a regione come lo comportano e il paesaggio e l'indole degli abitanti e l'anatomia e fisiologia dei loro organi respiratori e vocali e i caratteri dialettali e indi il timbro generale delle voci. Altezza dunque che può essere indizio e norma dei peculiari caratteri dell'etnofonia di una data regione. {{Sc|Jahier P.}} e {{Sc|Gui V.}}, — ''Canti di soldati.''Trento redenta, 1919. Io non dubito punto del valore e della abnegazione dei bravi giovinotti che dettarono questi canti, ma dai versi talvolta osceni, e dalle melodie sempre volgari esala un tanto di caserma che ammorba ed appesta un miglio lontano. Non è, salvo qualche disperso minuzzolo, canzone ma canzonaccia, non del popolo ma del volgo, non della sorgente montanina ma del rigagnolo cittadino. Non ci sentiamo quindi di deprecare l'accompagnamento appiccicatovi dal Gui perchè tali rac- colte si sottraggono persino alla critica. Ciò che prova come non basti essere musicisti, come il Gui è, per essere del pari buoni musicologi in genere ed etnofonisti in specie. {{Sc|Adaïewsky E.}}, ''La berceuse populaire, «Riv. Mus. It.»,1894, fasc. II; 1895, fasc. III; 1897, fasc. III. Studio accurato, minuzioso, qua e là arido e pedante, dilungantesi in disamine e paragoni spesso su basi<noinclude><references/></noinclude> sskh7ifjefn0v004jslfttp55qg0hg3 Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/217 108 1024822 3865788 2026-07-24T17:40:35Z Pic57 12729 /* Trascritta */ 3865788 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 215 —|}}</noinclude>alquanto artifiziose ed oscure. In ogni modo lavoro d'indiscusso valore in cui sono alcune ben trovate dissertazioni estetiche e che ci fa arrossire pensando che neppure il pungolo dell'amor proprio, la lezione dell'altezzoso straniero che colpisce a sangue, non siano stati capaci di incitare uno solo dei nostri musicologi a fare nella nostra terra quanto vi ha saputo fare un musicologo non italiano. In tale studio sono comparate molte ninne-nanne dell'alta Italia e di altre nazioni con amore e cura mirabili. {{Sc|Pitrè G.}}, ''Bibliografia delle tradizioni popolari d'Italia''. — Palermo, 1894. Magnifica ed utilissima ad essere consultata anche oggi ma che dovrebbe essere aggiornata coll'aggiunta delle moltissime pubblicazioni d'interesse etnografico pubblicate in questi ultimi venticinque anni. {{Sc|tommaseo N.}}, ''Canti popolari toscani, côrsi, illirici, greci.'' — Venezia, 1841. {{Sc|Ascoli G.}}, ''Archivio glottologico italiano.'' Roma. {{Sc|Alaleona D.}}, ''Le laudi spirituali italiane nei secoli XVI e XVII e il loro rapporto coi canti profani'', «Riv. Mus. It.» — Torino, 1909. Lavoro che per bontà si riallaccia a quelli dei nostri migliori musicologi. {{Sc|Reclus E}}., ''Nuova geografia''. — Milano. {{Sc|Pizzi I.}}, ''Storia della poesia persiana''. Torino, 1894. Libro di cui la lettura di molti passi di canti persiani è utile per conoscere usi e costumi anche musicali della Persia. Specialmente interessante al musicologo il capitolo IX per le indagini su le somiglianze e relazioni tra la poesia persiana e la nostra del medio evo.<noinclude><references/></noinclude> 3f1ekxr7fk6rlxs08c6ll5avt4756pl Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/218 108 1024823 3865789 2026-07-24T17:47:35Z Pic57 12729 /* Trascritta */ 3865789 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione|||216}}</noinclude>{{Sc|D'ancona A.}}, ''La poesia popolare italiana''. Livorno, 1906. {{Sc|D'ancona A.}}, ''Le origini del teatro italiano''. Firenze, 1891. {{Sc|D'ancona A.}}, ''Saggi di letteratura popolare''. Livorno, 1913. {{Sc|Fara G.}}, Unità di essenza e di forma nella musica primitiva in "Cronaca Musicale. Pesaro, 1912 {{Sc|Fara G}}., ''Contributo alle ricerche sulla genesi della musica'' in «Nuova musica». Firenze, 1917. {{Sc|Caselli F.}}, ''Chants populaires de l'Italie''. Paris, 1865 {{Sc|Marcoaldi O.}}, ''Canti popolari inediti Umbri, Liguri, Piceni, Piemontesi, Latini'' Genova, 1855. {{Centrato|'''Piemonte.'''}} ''Chansonnier Valdotain'', pubblicato per iniziativa del Comitato italiano per la protezione della lingua francese nella Valle d'Aosta. Non ho potuto, per quante ricerche abbia fatto e con mio gran dispiacere, avere fra le mani questo libro. Nelle biblioteche di Torino e Firenze non figura a catalogo. Peccato! Mi avrebbe divertito un mondo a straziarlo a punta di penna. Bel paese il nostro! Dall'associazione più fiorente numerosa e ricca ch'è intitolata ''Turing club'' in barba alla Dante Alighieri che dorme, e quasi non si potesse dargli nome italiano, al ''coiffeur'' che abbrutta tutte le insegne da barbiere, dall'abborracciatore di balletti che prende a prestito un qualsiasi nome tedesco per dar valore alle sue porcheriole, tutto s'è cercato sempre d'imbarbarire, e, passato il primo bollore bellico, già vediamo<noinclude><references/></noinclude> 0wwmn8jfw1alu7lfrvcjn17vo8tg9dc L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella 0 1024824 3865791 2026-07-24T18:05:29Z Pic57 12729 Porto il SAL a SAL 75% 3865791 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=24 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Corsica]] - 79. 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Da quel tempo i fanciulli sono felici: hanno madri che vegliano</i><noinclude><references/></noinclude> cy2l9dzftzi61fzyhdodrz3i31qf3hc 3865942 3865816 2026-07-25T07:12:59Z FreeCorp 36114 3865942 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" /></noinclude><nowiki/> {{rule|4em}} {{rule|10em}} {{rule|4em}} {{Centrato|'''PREFAZIONE'''<br><br>AI FANCIULLI.}} <i>Iddio, allorchè ebbe formato gli uomini, cercò un alleviamento alle loro pene, e mise nel mondo l’amor materno. Da quel tempo i fanciulli sono felici: hanno madri che vegliano</i><noinclude><references/></noinclude> a4u3um6x754nigalj4wzb653efxb2f9 Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/8 108 1024830 3865817 2026-07-24T22:04:52Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865817 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" />{{RigaIntestazione|4||}}</noinclude><i>sopra di essi, e che li consolano de’ loro abbracciamenti. Quand’ e’ sono piccini, con ogni sollecitudine li curano; rassettano il loro letticciuolo pulito e soffice; loro insegnano a pregare, a leggere e ad amare! Gli amano tanto queste buone madri! Una di esse, che ha cullato i propri figliuoletti, cercando in una d’istruirli con affettuosi e facili ammaestramenti, ha raccolte queste sue lezioni adattate a tutti i fanciulli, ai quali i suoi mandano augurj, e baci, ed il loro libro, che sanno tutto tutto a memoria. A rivederci nella vita, amabili scolaretti; coraggio!</i><noinclude><references/></noinclude> 2nmwrav89fp9h64g5ixf8dwnqlu5xfi Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/9 108 1024831 3865818 2026-07-24T22:10:35Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865818 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" /></noinclude><nowiki/> {{Centrato|Semplice Preghiera.}} — Vieni a recitare la tua preghiera, dolce amor mio. — Non giuocare con le tue manine giunte. — Non tentare di fuggire, nè di scapparmi dalle ginocchia; perchè quando preghi con me sei alla presenza di Dio. — Or via dunque: egli ti ascolta. — “Dio mio! stendete la<noinclude><references/></noinclude> n1f8csm0uet6idzks773z1b3mgi3pst 3865946 3865818 2026-07-25T07:20:11Z FreeCorp 36114 3865946 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" /></noinclude><nowiki/> {{rule|100%|h=3px}} {{rule|98%}} {{Centrato|Semplice Preghiera.}} — Vieni a recitare la tua preghiera, dolce amor mio. — Non giuocare con le tue manine giunte. — Non tentare di fuggire, nè di scapparmi dalle ginocchia; perchè quando preghi con me sei alla presenza di Dio. — Or via dunque: egli ti ascolta. — “Dio mio! stendete la<noinclude><references/></noinclude> f7el9zqkkoehy5r38nyj3h5ygjhsgnz Utente:Luca.favorido/common.js 2 1024832 3865823 2026-07-25T05:43:09Z Luca.favorido 28484 add colorize lex 3865823 javascript text/javascript mw.loader.load( '//en.wikisource.org/w/index.php?title=User:Dagmawi_M/leximap.js&action=raw&ctype=text/javascript' ); fjgn598fgjbqpwjviwv4bwj0m5rx4rg Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/10 108 1024833 3865866 2026-07-25T06:11:44Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865866 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" />{{RigaIntestazione|6||}}</noinclude>vostra mano sopra mia madre, affinchè mi guidi là dove volete ch’io vada. “Non avrò mai paura di sera, all’ oscuro, nel corridojo, perchè so bene che voi siete con me; quando andrò non griderò, perchè illeso o ferito si cade sempre nelle vostre braccia. Vi ringrazio, mio Dio, che siate ovunque io sarò! Questo pensiero m’ infonderà coraggio, e non avrò altro timore, tranne quello di dispiacervi. “Dopo aver pregato, mio Dio, solleverò il mio capo verso di voi, per ricevere nei raggi del giorno i baci che mandate ai figli vostri. “Concedetene una notte felice, o mio Dio! fate discendere la pace ed il sonno sopra la nostra famiglia gli è tanto dolce il dormire come le rondinelle nei loro nidi!”<noinclude><references/></noinclude> 2nmt9ql3s6jzxnykqo0uu9l5dhonp99 Discussioni utente:FreeCorp 3 1024834 3865927 2026-07-25T06:47:04Z OrbiliusMagister 129 /* Welcome */ nuova sezione 3865927 wikitext text/x-wiki == Welcome == {{Welcome|firma=}} '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 08:47, 25 lug 2026 (CEST) jcbve9duh8flx6bo3kbp4w9jw0xzghl Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/12 108 1024835 3865928 2026-07-25T06:49:39Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865928 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" />{{RigaIntestazione|8||}}</noinclude>sono tanto pericolosi quanto allettevoli; egli non lo sapeva; tanto era nuovo nel mondo. Così adunque sua madre, trista e sollecita ad un tempo, lo vegliò notte e giorno, aprendo frequentemente le finestre, affinchè il suo letto, che non era più grande di una culla, fosse di continuo purificato dall’ aria. Ma i profumi avevano quasi soffocato il fanciullo. Sua madre ne fu sì afflitta, che non mangiò più, non dormi più, e lasciava posare il suo caro ammalato sopra le sue ginocchia, fino a tanto che divenne inferma anch’ella; poichè nessuna pena le pareva troppo grande per salvare la vita della sua giovane creatura. Piacque a Dio di riaprire gli occhi chiusi del fanciullo. Una sera egli sorrise a sua madre, e furono guariti entrambi ! Allora ella pensò che il figlio dovesse esserle riconoscente, e che l’amerebbe di più; poichè lo amava di più anch’ella per tutte le tenere cure che le aveva costate quell’ amorino ammalato.<noinclude><references/></noinclude> 087d6p8yh8jhiefibv2rvvyxgyxllv1 Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/13 108 1024836 3865929 2026-07-25T06:52:06Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865929 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" />{{RigaIntestazione|||9}}</noinclude><nowiki/> Ma ecco (quanto mi spiace di confessarvelo!), egli non fu buono quanto doveva. Se sua madre non era in casa, non voleva lasciarsi porre in letto dalla governante: gridava, si contorceva come un serpentello, fino a tanto ch’ ella ritornava; e si dice anche che una sera allungò la lingua con una smorfia che fa piangere la Vergine, la Vergine così tenera coi fanciulli sommessi! Questa cosa ricominciava quando lo vestivano la mattina; avvinghiava le sue piccole mani alle barre della culla, e gridava: “Voglio la mamma! voglio la mamma!” Così la serva, quantunque premurosa, era mortificata, e la colezione molto ritardata: tutto andava male. Quando la paziente sua madre gl’insegnava a leggere, in un libro comprato proprio apposta per lui, riteneva appena una lettera, rotolava i canti delle pagine, ed era (poichè fa d’ popo tutto dirvi) divenuto sì ghiotto, che non allungava le braccia se non verso le focacce, di cui empivasi<noinclude><references/></noinclude> 8tpabg5tz2ojsibfic7a3f8qhgzr3y2 Autore:Marceline Desbordes-Valmore 102 1024837 3865931 2026-07-25T06:58:21Z FreeCorp 36114 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Marceline | Cognome = Desbordes-Valmore | Attività = poetessa/scrittrice | Nazionalità = francese | Professione e nazionalità = }} == Opere == * {{Testo|Il Libro dell’infanzia}} 3865931 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Marceline | Cognome = Desbordes-Valmore | Attività = poetessa/scrittrice | Nazionalità = francese | Professione e nazionalità = }} == Opere == * {{Testo|Il Libro dell’infanzia}} 137hy44i40tyet41wbnr2znet93661a 3865932 3865931 2026-07-25T07:00:03Z FreeCorp 36114 3865932 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Marceline | Cognome = Desbordes-Valmore | Attività = poetessa/scrittrice | Nazionalità = francese | Professione e nazionalità = }} == Opere == * {{Testo|Il Libro dell'infanzia}} 5yxp23ea8kbmgg8bhr0e1jt79vttfw3 Il Libro dell'infanzia 0 1024838 3865938 2026-07-25T07:01:23Z FreeCorp 36114 Porto il SAL a SAL 25% 3865938 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Marceline Desbordes-Valmore | Nome e cognome del curatore = | Titolo =Il Libro dell'infanzia | Anno di pubblicazione = 1837 | Lingua originale del testo = francese | Nome e cognome del traduttore = Gaetano Buttafuoco | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf }} <pages index="Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf" from="5" to="224" /> fjozc4u6b75vhbqa0uccxdfks5037kv Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/11 108 1024839 3865943 2026-07-25T07:16:03Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865943 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" /></noinclude><nowiki/> {{c|'''IL LIBRO'''<br><br>DELL’INFANZIA.}} {{rule|100%}} {{rule|100%|h=3px}} {{rule|100%}} {{c|I.<br><br>IL PICCOLO VIZIATO.}} {{x-larger|V}}enite a me, che vi dirò quello che mi hanno raccontato d’un piccolò fanciullo. Un giorno ch’egli si era addormentato sopra un cumulo di fiori, destinati a comporne delle ghirlande pel ''Corpus Domini'', si svegliò come soffocato, colle membra intormentite, la testa pesante, tanto debole e tanto pallido, che sua madre pensò ei fosse per morire. I fiori, in troppa abbondanza, sapete,<noinclude><references/></noinclude> 6f8u4cerz1xvxkk9lm5elbrdtg1boou 3865944 3865943 2026-07-25T07:16:22Z FreeCorp 36114 3865944 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" /></noinclude><nowiki/> {{c|'''IL LIBRO'''<br><br>DELL’INFANZIA.}} {{rule|100%}} {{rule|100%|h=3px}} {{rule|100%}} {{c|I.<br><br>IL PICCOLO VIZIATO.}} {{x-larger|V}}enite a me, che vi dirò quello che mi hanno raccontato d’un piccolò fanciullo. Un giorno ch’egli si era addormentato sopra un cumulo di fiori, destinati a comporne delle ghirlande pel ''Corpus Domini'', si svegliò come soffocato, colle membra intormentite, la testa pesante, tanto debole e tanto pallido, che sua madre pensò ei fosse per morire. I fiori, in troppa abbondanza, sapete,<noinclude><references/></noinclude> jzrc5aiqq08eh5ob1l17mr4c04bdpop Pagina:Desbordes-Valmore - Il Libro dell'infanzia, 1837.pdf/14 108 1024840 3865945 2026-07-25T07:19:00Z FreeCorp 36114 /* Trascritta */ 3865945 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="FreeCorp" />{{RigaIntestazione|10||}}</noinclude>la bocca a tale da perderne la respirazione. Questo stato di cose non poteva durare; sua madre si pose ad osservare; ed in suo cuore disse: “Che cosa trista! ho cullato e nutrito questo fanciullo, l’ho vegliato sopra le mie ginocchia fino a che fosse salvato; debbo ora sanarlo d’un’ altra malattia: dalla malizia. Dio mio! ispiratemi! poichè trovo ch’egli è divenuto cattivissimo, e non posso aver pace nè calma con lui”. Dio le inspirò di parlare in tal guisa al piccolo viziato: — “Debbo dirvi, fanciullo, ch’io vorrei amare come in altro tempo! che fa d’uopo separarci per un poco. “Venite affinchè vi abbracci, poichè non ci rivedremo che allorquando sarete corretto delle vostre male abitudini. Voi avete turbato la pace della mia casa!” Il fanciullo si arrestò innanzi di sua madre, seria e grave: la guardò lungo tempo, e lungo tempo il suo petto si alzò, poichè, quantunque giovane, pensò<noinclude><references/></noinclude> q2i143ejfmyt0vtspod9ewwdwugyt5k Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/34 108 1024841 3865949 2026-07-25T08:34:28Z Cruccone 53 /* new eis level3 */ 3865949 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|26|PALAZZO VECCHIO|}}</noinclude>raboschi, la quale, secondo ragione, doveva essere stata come tutte le altre scapezzata nel 1250, rimanesse sì chiusa nel nuovo Palazzo, ma non precisamente dove veniva a cadere la torre nuova, la quale potè prendere benissimo il nome di Torre della Vacca, che avea quella de’ Foraboschi, per il solo fatto che essa avea preso in certa guisa il luogo dell’altra, in faccia a Vacchereccia; e il motto «la vacca mugghia» da’ tempi de’ Foraboschi e di Dino e di Dante arrivò, a quelli del senatore {{AutoreCitato|Filippo de' Nerli|Filippo Nerli}}, quando sarebbe stato più ragionevole dire che «il leone ruggiva». È da notare ancora che il Vasari racconta come Arnolfo oltre di avere unita ed accomodata «nel palazzo la torre de’ Foraboschi, chiamata la torre della Vacca, alta cinquanta braccia per uso della campana grossa» aveva ripiena la detta torre di buona materia, perchè fu poi facile ad altri maestri farvi sopra il campanile altissimo che oggi vi si vede, non avendo egli, aggiunge, in termine di due anni finito se non il palazzo. Ed invece fu trovato nel 1814, per certi ristauri e riattamenti che nel palazzo ebbe a fare l’architetto {{Wl|Q3770449|Del Rosso}}, essere la torre del tutto vuota fino alla profondità di sei braccia al di sotto del pavimento del cortile, la qual cosa toglierebbe affatto fede al racconto del Vasari, o potrebbe far credere che la ''torre della Vacca'', cioè la torre de’ Foraboschi, fosse altrove nel palazzo, e Arnolfo tiratala giù fino dove bisognava, abbia riempito il resto che cadeva al di sotto, ne’ fondamenti del Palazzo. A quegli anni tutte le case e i palazzi avevano le loro torri, ed era ragionevole che l’avesse, e ben più alta di tutte le altre e da servire principalmente se non unicamente per la campana, quello del Popolo, e che l’architetto si studiasse di farla tale che anche da lontano a chi la guardasse desse il pensiero della magnificenza, della eleganza, della ricchezza di tutta la fabbrica e apparisse degna della città, dentro le cui mura, cioè il terzo cerchio medievale, si stava lavorando ad un tempo al palazzo di Giustizia e alla Prigione delle Stinche, ad Orsanmichele, al palazzo Spini, al Battistero, a quel miracolo di amore di Dio e della patria, che è la nostra Santa Maria del Fiore, a Santa Croce, al Carmine, a Santa Maria Novella; tutti monumenti, ciascuno de’ quali basterebbe alla gloria dell’arte e della città. La torre dunque del Palazzo del Popolo, a giudizio de’ secoli che si sono succeduti, riescì mirabile cosa e tale che aggiunse grazia e direi<noinclude></noinclude> 559i0ahz2y9jtqt14opvf2k031bgqhq Pagina:L Orto botanico di Padova nell anno 1842.pdf/64 108 1024842 3865952 2026-07-25T09:16:56Z Paperoastro 3695 /* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {| class=catalogo | Allium atropurpureuma||W.||per.||s.d.||Allium subhirsutum||L.||per.||s.d. |- | {{Cs|R}}|et||K.||per.||sp.|| — tataricum||L||per.||s.d. |- | — carinatum||L.||per.||s.d.||— tenuiflorum||Ten.||per.||s.d. |- | — carolinianum||Red.||per.||s.d.||— triquetrum||L.||per.||s.d. |} <!-- cinereum Cepa ciliatum coerulescens Cyrill.||per.||s.d. Lehm.||per.||s.d. 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W.||lign.||s.d. DC.||lign.||tep. Lam.lign.||tep. Lper.||s.d. Pall||per..d. viridis Ledeb.||per.||s.d.||Aloe||abyssinica Lper.||s.d. acinacifolia Jacq.||per.||tep. Wet||Kper.||s.d. acuminata Haw.||per.||tep. foliosum Clark.||per.||s.d. africans Mill.||lign.||tep. fragrans Fent.||per..||d. variegata Hawligu.||tep. fuscum glaucum -baicalense globosum guttatum Wet||K.||per.||s.d. albicans Haw.||per.||tep. Schrad.||per.||s.d. altilinea Schult.||per.||tep. Wper.||s.d. angulata W.||per.||tep. Bieb.||per.||s.d. angustifolia Haw.||per.||tep. Stev.||per.||s.d. arachnoidea Millper.||tep. Jacq.||per.||6.||d. arborescens Mill||ligo.||tep. atrovirens DC.||per.||tep. Haw.||per.||tep. illyricum intermedium||Lam.||per...||d. Ledebourianum lineare longicaule lositanicum magicum moschatum. Schult.||per.||s.d. L.||per.||s.d. Horn.||per.||s.d. Lam.||per.||s.d. Lper.||s.d. Lper.||s.d. narcissiflorum||Vill||per..||d. neapolitannm||Cyrill.||per.||s.d. Lper..d. Lper.||ap nutans odorum oleraceum||Lper.||s.d. Pallasii Murr.||per.||sp. pallens Lper.||sp. paniculatum||Lper.||s.d. pendulinum||Tenor.||per.||s.d. Porrum.||Lper.||s.d. proliferum||Schrad.||per.||s.d. prostratum||Trevir.||per.||s.d. Don||per.||s.d. Schrad.||per.||s.d. Purshii rubens rupestre sativum Bieb.||per.||s.d. Lper.||sp. Schocooprasum||per.||s.d. sibiricum Lper.||sp. sphaerocephalum||L.||per..||d. Stellerianum||Wper.||s.d. striatum||Jacq.||per.||s.d. strictum||Schrad.||per.||s.d. attenuata clariperla||Schlt.||per.||tep. barbadensis||Mill.||lign.||tep. Bowiea||Schult||per.||tep. caesia Salm||lign.||tep. candicans Schult.||per.||tep. carinata Mill.||per.||tep. cbinensis Haw.||per.||tep. Commelini W.||lign.||tep. conspareata||Salm||per.||tep. -sparsipunctata||H. Schoenbr.||per.||tep. cymbifolia||Schrad.||per.||tep. Haw.||per.||tep. depressa Haw.||per.||tep. distans disticha -||major echinata elongata excavata fasciata ferox Lper.||tep. Haw.||per.||tep. W.||per.||tep. Mill.||liga.||tep. W.per.||tep. Salm||per.||tep. Lam.||per.||tep. foliolosa frutescens Haw.||lign.||tep. Salm||lign.||tep. glabra glauca Haw.||per.||tep. Mill.||lign.||tep. Salm||lign.tep. humilior Salm||lign.||tep. -||elatior spinosior||Haw.lign.||tep. --><noinclude><references/></noinclude> foqcgv62htndxo26fghjz94e744zm4f L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu 0 1024843 3865960 2026-07-25T10:38:51Z Pic57 12729 Porto il SAL a SAL 75% 3865960 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=25 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Sardegna]] - 76. In sa matt'è su spiccu|prec=../Anninnia|succ=../Tristu vassiri |argomento=Partiture}} <pages index="L'Anima musicale d'Italia.djvu" from="261" to="261" fromsection="s76" tosection="s76" /> 44w7tgqs7nc19lmk6416izbcv1ffnd2