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Consolatoria
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2026-07-28T14:22:15Z
Spinoziano
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Porto il SAL a SAL 100%
3867867
wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=100%|data=28 luglio 2026}}
{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore = Francesco Guicciardini
| Nome e cognome del curatore = Roberto Palmarocchi
| Titolo = Consolatoria
| Anno di pubblicazione =
| Lingua originale del testo =
| Nome e cognome del traduttore =
| Anno di traduzione =
| Progetto =
| Argomento =
| URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guicciardini, Francesco – Scritti autobiografici e rari, 1936 – BEIC 1843787.djvu
}}
{{raccolta|Scritti autobiografici e rari}}
<pages index="Guicciardini, Francesco – Scritti autobiografici e rari, 1936 – BEIC 1843787.djvu" from=169 to=196 />
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Memorandum sulla situazione politica in Italia
0
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Giaccai
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aggiunto Argomento
3868175
wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=100%|data=19 giugno 2011|arg=Da definire}}{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore =P2
| Titolo =Memorandum sulla situazione politica in Italia
| Anno di pubblicazione =1985
| Lingua originale del testo =
| Nome e cognome del traduttore =
| Anno di traduzione =
| Progetto =
| Argomento =Massoneria italiana
| URL della versione cartacea a fronte =Indice:Memorandum sulla situazione politica in Italia.djvu
}}
<pages index="Memorandum sulla situazione politica in Italia.djvu" from=1 to=8 />
[[Categoria:Testi dei raggruppamenti sociali]]
[[Categoria:Documenti storici Italia]]
[[Categoria:Massoneria]]
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Aiuto:Interprogetto
12
43416
3868193
2783955
2026-07-29T08:39:34Z
Candalua
1675
/* Documentazione del codice */
3868193
wikitext
text/x-wiki
{{Da migliorare}}
{{TOCright Aiuto}}
{{quote|Per collegare nel menu di sinistra ad una pagina in un'altra lingua si usa un interwiki, così: <samp><nowiki>[[codice lingua:nome pagina]]</nowiki></samp>. È possibile farlo anche per collegare un altro progetto?}}
Il '''[[Template:Interprogetto]]''' permette di inserire uno o più collegamenti a pagine di altri [[template:Progetti Wikimedia|progetti Wikimedia]]: si tratta dell'equivalente dell'[[aiuto:interlink|interwikilink]], solo che mentre questo collega la pagina ad un'altra ''del medesimo progetto'' ma in ''altra lingua'', il Template Interprogetto collega la pagina ad un'altra ''di un altro progetto'' nella ''medesima lingua''.
Il collegamento che ne risulta compare nella colonna di sinistra in un box con intestazione "Altri progetti" subito sopra quella con intestazione "Altre lingue".
Il template va inserito in un nuovo paragrafo dal titolo ''Altri progetti'' verso la fine della pagina, secondo il seguente schema standard:
:<samp><nowiki>==</nowiki> [[Aiuto:Note|Note]] <nowiki>==</nowiki></samp></br>
:<samp><nowiki>==</nowiki> [[Wikipedia:Voci correlate|Voci correlate]] <nowiki>==</nowiki></samp></br>
:<samp>'''<nowiki>==</nowiki> [[Aiuto:interprogetto|Altri progetti]] <nowiki>==</nowiki>'''</samp></br>
I progetti Wikimedia a cui è possibile inserire collegamenti sono:
*[[m:Pagina principale|Meta-Wiki]],
*[[Wikisource:Wiktionary|Wikizionario]],
*[[Wikisource:Wikibooks|Wikibooks]],
*[[Wikisource:Wikiquote|Wikiquote]],
*[[Wikisource:Wikipedia|Wikipedia]],
*[[Wikisource:Wikinews|Wikinotizie]],
*[[Wikisource:Wikimedia Commons|Wikimedia Commons]],
*[[Wikisource:Wikispecies|Wikispecies]],
*[[Wikisource:Wikiversity|Wikiversità]].
È possibile inserire un collegamento ad un progetto in un'altra lingua (per esempio al Wikipedia inglese). Non sono compresi collegamenti a siti non Wikimedia (per questo usare la sezione ''collegamenti esterni'' della voce).
È bene inserire ''soltanto un template interprogetto per pagina'' (ma questo può collegare a più progetti, come spiegato in seguito); eccezione: se si usa il template con il parametro "notizia". Se si inseriscono più template bisogna tener conto del fatto che solo il primo (il primo senza parametro "notizia") produce anche i collegamenti nel menu di sinistra.
Per capire come usare il template bisogna sapere che:
* va usato un solo template per pagina (con l'eccezione del collegamento a notizie su wikinews)
* inserisce un collegamento in alto a sinistra ad una pagina di un altro progetto
* ogni progetto ha un prefisso di collegamento (es: wikinotizie ha il prefisso "n")
* inserisce una nota nel testo della voce in cui è usato
* il testo della nota è: <samp>"PROGETTO" contiene "OGGETTO" "PREPOSIZIONE" <nowiki>[[</nowiki>COLLEGAMENTO|ETICHETTA<nowiki>]]</nowiki></samp>. Il Progetto si specifica tramite il prefisso usato. Oggetto, Preposizione, Collegamento, Etichetta sono inseriti automaticamente, ma possono essere modificati a piacere con parametri opzionali.
==Guida rapida==
* Uso: <samp><nowiki>{{interprogetto|parametro1|parametro2|...}}</nowiki></samp>
** Stesso nome pagina: <samp><nowiki>|</nowiki>prefisso del progetto<nowiki>|</nowiki></samp> esempio: <nowiki>{{Interprogetto|wikt}}</nowiki>
** Nome pagina diverso: <samp><nowiki>|</nowiki>prefisso=nome pagina diverso<nowiki>|</nowiki></samp> esempio: <nowiki>{{Interprogetto|n=Prova}}</nowiki>
** Altra lingua: <samp><nowiki>|</nowiki>progetto=lingua:nome pagina<nowiki>|</nowiki></samp> esempio: <nowiki>{{Interprogetto|b=fr:Tentatif}}</nowiki>
* Prefissi brevi (progetti in italiano o multilingua):
** <small> Nota: la lingua di default si può comunque cambiare indicando il prefisso della lingua prima del collegamento (xx:)</small>
** <samp><nowiki>|commons|</nowiki></samp> (commons)
** <samp><nowiki>|w|</nowiki></samp> (wikipedia in italiano)
** <samp><nowiki>|b|</nowiki></samp> (wikibooks in italiano)
** <samp><nowiki>|ricetta|</nowiki></samp> per il wikibook libro di cucina
** <samp><nowiki>|n|</nowiki></samp> (wikinotizie in italiano)
** <samp><nowiki>|q|</nowiki></samp> (wikiquote in italiano)
** <samp><nowiki>|m|</nowiki></samp> e <samp><nowiki>|meta|</nowiki></samp> (meta)
** <samp><nowiki>|v|</nowiki></samp> (wikiversità in italiano)
** <samp><nowiki>|wikt|</nowiki></samp> (wikizionario in italiano)
** <samp><nowiki>|wikispecies|</nowiki></samp> (wikispecies in inglese)
===Altri prefissi===
* Prefissi lunghi (porta automaticamente ai progetti in lingua inglese):
** <small> Nota: la lingua di default si può comunque cambiare indicando il prefisso della lingua prima del collegamento (xx:)</small>
** <samp><nowiki>|wikipedia|</nowiki></samp> (wikipedia in inglese)
** <samp><nowiki>|wikibooks|</nowiki></samp> (wikibooks in inglese)
** <samp><nowiki>|wikinews|</nowiki></samp> (wikinews in inglese)
** <samp><nowiki>|wikiquote|</nowiki></samp> (wikiquote in inglese)
** <samp><nowiki>|wikiversity|</nowiki></samp> (wikiversità in inglese)
** <samp><nowiki>|wiktionary|</nowiki></samp> (wiktionary in inglese)
* Collegare una notizia (vedi [[#Wikinews_2|Guida progetto per progetto]])
**<samp><nowiki>/notizia|titolo|</nowiki></samp> titolo notizia obbligatorio; usare un template interprogetto a parte per questo parametro
**<samp><nowiki>/notizia|...|data=...|</nowiki></samp> per aggiungere anche la data alla notizia
*Non inserire il collegamento nel testo: <samp><nowiki>|nolink|</nowiki></samp> come primo parametro
*Solo il primo template interprogetto nella pagina produce collegamenti a sinistra.
*Etichetta particolare nel collegamento nel testo (per tutti i progetti):<samp><nowiki>|etichetta=questo testo|</nowiki></samp>
*Etichetta particolare nel collegamento nel testo (per un progetto):<samp><nowiki>|</nowiki><small>(progetto)</small>_etichetta=questo testo<nowiki>|</nowiki></samp>
*Diversa descrizione contenuto del progetto (libro, ricetta...):<samp><nowiki>|</nowiki><small>(progetto)</small>_oggetto= testo da usare<nowiki>|</nowiki></samp>
*Preposizione diversa prima del collegamento (del, della, degli...): <samp><nowiki>|</nowiki><small>(progetto)</small>_preposizione = preposizione da usare<nowiki>|</nowiki></samp>}}
==Guida dettagliata==
===Il caso più semplice - collegare una pagina con lo stesso nome===
Per collegare ad una pagina con lo stesso nome è sufficiente inserire:
<samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso}}</nowiki></samp>, sostituendo a "prefisso" uno dei prefissi accettati per il collegamento ad altri progetti (scritti in minuscolo, vedi sopra l'elenco completo). Per esempio per collegare a Wikisource è sufficiente inserire: <samp><nowiki>{{interprogetto|s}}</nowiki></samp>.
Per collegare più progetti basta inserire più di un codice, separandolo con il carattere <samp><nowiki>|</nowiki></samp>. Per esempio per inserire un collegamento a Commons e Wikinotizie inserire: <samp><nowiki>{{interprogetto|commons|n}}</nowiki></samp>.
Non usare più richiami al template per collegare a più progetti, ma, come visto, un solo richiamo a cui vengano aggiunti più parametri. In caso contrario i richiami successivi al primo non produrranno alcun collegamento in alto a sinistra.
===Collegare una pagina con un nome diverso===
Se la pagina sul progetto da collegare ha un nome o namespace diverso (per esempio dalla voce di wikipedia [[Pavia]] collegare la [[n:Categoria:Pavia|Categoria:Pavia]] su Wikinews) è necessario specificare il nome della pagina da collegare: <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso=nome pagina}}</nowiki></samp> (nell'esempio di Pavia occorre inserire: <samp><nowiki>{{interprogetto|n=Categoria:Pavia}}</nowiki></samp>).
Anche in questo caso è possibile collegare due o più progetti. Per esempio: <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Alessandro Manzoni|q=Alessandro Manzoni}}</nowiki></samp>, collega sia a Wikisource che a Wikiquote e specifica esplicitamente a quali pagine collegare. È anche possibile combinare le due tecniche di collegamento viste in questo paragrafo e in quello precedente. Per esempio per collegare una pagina con lo stesso nome su Wikinotizie, ma con nome diverso su Commons si può scrivere: <samp><nowiki>{{interprogetto|n|commons=World Cup 2006}}</nowiki></samp>.
===Collegare ad un progetto in un'altra lingua===
Per collegare una pagina ad un progetto in una lingua differente (per esempio Wikisource in inglese) è necessario specificare esplicitamente il prefisso della lingua + il nome della pagina (anche se questo dovesse essere uguale): <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso=lingua:nome pagina}}</nowiki></samp>. Si noti che attualmente in mediawiki (e anche in interprogetto) alcuni prefissi collegano di default ai progetti in lingua italiana, altri in lingua inglese: per esempio "s" a it.wikisource, "wikisource" a en.wikisource. Per collegare alle pagine inglesi basta quindi spesso usare la forma più lunga del prefisso.
===Wikinews===
L'uso del template interprogetto per collegare ad una categoria di wikinotizie avviene esattamente come indicato finora. Per esempio inserendo <nowiki>{{interprogetto|n=Categoria:Pavia}}</nowiki> in [[Pavia]] si collega alla categoria:Pavia di wikinotizie. Se si vuole invece inserire un collegamento ad una singola notizia, è necessario usare un richiamo del template {{tl|Interprogetto/notizia}}. Come primo parametro è obbligatorio inserire il titolo della notizia. Anche in questo caso esiste un parametro opzionale che è <nowiki>|</nowiki>data=... per inserire la data della notizia. Il template <nowiki>{{interprogetto/notizia|...}}</nowiki> è un template indipendente dall'inteprogetto inserito con tutti gli altri parametri. Esso inoltre non inserisce alcun collegamento nel menu della barra di sinistra ed è posizionabile ovunque nella voce.
==Parametri avanzati==
===Personalizzazioni del testo inserito===
====Cambiare la preposizione====
In alcuni casi il testo inserito da interprogetto nella voce suona male per via della preposizione che collega la frase standard con il nome della voce. Per esempio: "Wikisource contiene il testo completo di Inferno" (inserito con il paramentro <nowiki>|</nowiki>testo=...) sarebbe più elegante se la preposizione prima di Inferno fosse cambiata in "dell'". Nessun problema: in questo caso aggiungere un parametro con il nome del prefisso più "_preposizione" e dargli come valore la preposizione da usare. Nell'esempio visto: <samp><nowiki>|</nowiki>s_preposizione=dell'</samp>.
====Specificare l'etichetta ====
Il testo che viene inserito da ''Interprogetto'' nella voce è per esempio: "Wikisource contiene opere originali di o su " + ''nome della voce''. Se al posto del ''nome della voce'' si vuole visualizzare qualcosa di differente, si può specificare il testo desiderato usando il parametro etichetta.
Consideriamo la pagina [[Biella (BI)]]: per chi sta leggendo la pagina risulta poco elegante il fatto che nel testo del collegamento agli altri progetti appaia sempre il "(BI)". Si può quindi decidere di cambiare l'"etichetta" del collegamento inserendo il parametro <samp><nowiki>|</nowiki>etichetta=Biella</samp>. In questo modo qualsiasi progetto venga collegato con il template avrà come testo standard del collegamento "Biella" e non il nome della pagina "Biella (BI)". Usando <nowiki>|</nowiki>etichetta cambia l'etichetta di default per tutti i progetti. Per personalizzare un singolo progetto, vedi la sezione successiva.
====Etichette specifiche per ogni progetto====
In alcuni casi si desidera un'etichetta diversa a secondo di quale progetto venga collegato. Ciò si ottiene inserendo un parametro opzionale il cui nome è il prefisso usato, per esempio "b", più "_etichetta". Il valore del parametro è l'etichetta da usare per quel progetto specifico. Per esempio in [[Microprocessore]] per collegare il libro su Wikibooks "Architetture dei processori", è stato inserito il template interprogetto con il paramentro aggiuntivo: <samp><nowiki>|</nowiki>b_etichetta=Architetture dei processori</samp>. In questo modo il testo inserito risulta: ''Wikibooks contiene un libro su "Architetture dei processori"'' e non ''su "Microprocessore"'' come sarebbe stato senza specificare l'etichetta.
Specificando l'etichetta per un singolo progetto, l'etichetta di default non cambia (rimane il nome della voce o l'etichetta esplicitamente definita tramite il parametro <nowiki>|</nowiki>etichetta).
====I parametri "_oggetto"=====
Oltre a personalizzare l'etichetta e la preposizione di collegamento tra la frase e l'etichetta, è a volte utile poter cambiare l'oggetto della frase. Per esempio la frase "Wikisource contiene ''opere originali''..." può essere cambiata, specificando al posto del generico opere originali qualcosa di più specifico, per esempio ''l'autobiografia''. Questo è possibile usando il parametro "_oggetto", a cui prima di _ va inserito il prefisso del progetto, per esempio s_oggetto=... per wikisource. Dopo il segno = inserire il testo che si desidera far apparire.
===Eliminare il testo inserito - il parametro <samp>nolink</samp>===
Se si desidera evitare che il template interprogetto inserisca i collegamenti anche nel testo della voce (per esempio è così nel bar o nelle pagine utente) aggiungere come ''primo'' parametro <samp>nolink</samp>. Per esempio il testo:
<samp><nowiki>{{interprogetto
|nolink
|commons=Commons:Bar_italiano
|s=Wikisource:Bar
|n=Wikinotizie:Bar
|q=Wikiquote:Bar
|wikt=Wikizionario:Bar
|m=Meta:Babel
|b=Wikibooks:Bar
|wikispecies=Wikispecies:Village Pump}}
</nowiki></samp>
fa apparire nella barra di sinistra i collegamenti ai bar italiani degli altri progetti ma non li inserisce nel testo del bar.
===I prefissi speciali===
In alcuni casi (per ora: libro di ricette su Wikibooks e testi completi su Wikisource) sono stati definiti dei prefissi che non funzionano normalmente in Mediawiki, ma che sono stati creati appositamente per Interprogetto. Per esempio scrivendo <nowiki>[[ricetta:Pizza]] non ottengo alcun collegamento, invece {{interprogetto|ricetta}}</nowiki> inserito in [[pizza]] collega al libro di cucina di wikibooks e personalizza il testo del collegamento in modo automatico.
===Le pagine utente===
Spesso si possiedono pagine utente su molti dei progetti Wikimedia. Per collegare le pagine utente di Wikipedia nelle varie lingue è possibile aggiungere un interwiki, come per qualsiasi altra voce. Ma come collegare anche la pagina di Commons e quella di Wikisource per esempio?
Se si usa lo stesso nome utente sarà necessario aggiungere nella propria pagina utente:
::<samp><nowiki>{{interprogetto|nolink|commons|s}}</nowiki></samp>.
Se si usa un nome utente diverso in uno dei progetti il codice da usare è leggermente più complicato. Per esempio se ci chiamiamo Utente:NomeDiProva in Wikipedia e Wikinews, ma Utente:FotografoProvetto in Commons sarà necessario aggiungere alla propria pagina utente:
::<samp><nowiki>{{interprogetto|nolink|commons=Utente:FotografoProvetto|n}}</nowiki></samp>.
Si noti che inserendo come primo parametro nolink non apparirà nulla nel testo della pagina, ma soltanto nella barra di sinistra.
==Guida progetto per progetto==
Apri il cassetto relativo al progetto che desideri collegare. Ricorda che se è già presente un template interprogetto nella voce, non se ne deve aggiungere un secondo: aggiungi invece i parametri al template già presente.
Qui si trovano anche le guide alla conversione dei vecchi template nel template unificato interprogetto.
===Wikisource===
* Prefissi standard per il collegamento a wikisource "s" (lingua di default: italiano); "wikisource" (lingua di default: inglese). * In interprogetto esiste in più il prefisso "testo" per collegare il testo completo di un'opera.
{{{!}} {{prettytable}}
!Esempio d'uso!! Risultato
{{!}}-
{{!}} '''<samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Giacomo Leopardi}}</nowiki></samp>'''
{{!}} Questo e il seguente sono gli usi più comuni del template. Collega alla pagina Giacomo Leopardi del namespace Autore: di it.wikisource.
{{!}}-
{{!}} '''<samp><nowiki>{{interprogetto|testo=I promessi sposi}}</nowiki></samp>'''
{{!}} Collega un testo su Wikisource
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|s}}</nowiki></samp>
{{!}} Collega alla pagina con lo stesso nome e stesso namespace in Wikisource versione italiana
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|wikisource}}</nowiki></samp>
{{!}} Collega alla pagina con lo stesso nome e stesso namespace in Wikisource versione inglese
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|wikisource=it:Autore:Giacomo Leopardi}}</nowiki></samp>
{{!}} Identico al primo esempio, ma inutilmente più complicato
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|wikisource=Author:Daniel Defoe}}</nowiki></samp>
{{!}} Collega alla pagina su Daniel Defoe nel wikisource inglese
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|s=en:Author:Daniel Defoe}}</nowiki></samp>
{{!}} Identico al precedente
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Giacomo Leopardi|s_oggetto=poesie}}</nowiki></samp>
{{!}} Al posto di "opere originali di o su Giacomo Leopardi" scrive "poesie di o su Giacomo Leopardi"
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Giacomo Leopardi|s_preposizione=di}}</nowiki></samp>
{{!}} Al posto di "opere originali di o su Giacomo Leopardi" scrive "opere originali di Giacomo Leopardi"
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Giacomo Leopardi|s_etichetta=Leopardi, Giacomo}}</nowiki></samp>
{{!}} Al posto di "opere originali di o su Giacomo Leopardi" scrive "opere originali di o su Leopardi, Giacomo"
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|testo=I promessi sposi|testo_oggetto=una porzione del testo}}</nowiki></samp>
{{!}} Al posto di "il testo completo di I promessi sposi" scrive "una porzione del testo di I promessi sposi"
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|testo=I promessi sposi|testo_preposizione=de}}</nowiki></samp>
{{!}} Al posto di "il testo completo di I promessi sposi" scrive "il testo completo de I promessi sposi"
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{interprogetto|testo=I promessi sposi|testo_preposizione=dei|testo_etichetta=Promessi sposi}}</nowiki></samp>
{{!}} Al posto di "il testo completo di I promessi sposi" scrive "il testo completo dei Promessi sposi"
{{!}}}
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikisource}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|s</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikisource|Autore:Giacomo Leopardi}} </nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|s=Autore:Giacomo Leopardi</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikisource|Author:Daniel Defoe|en:}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|s=en:Author:Daniel Defoe</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikisourcetesto|I promessi sposi}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|testo=I promessi sposi</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikisourcetesto2|I promessi sposi}}</nowiki></samp><br>(in una voce diversa da [[I promessi sposi]])
{{!}} <samp><nowiki>|testo=I promessi sposi|etichetta=I promessi sposi</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{Wikisource articolo|titolo=Puoi fidarti del tuo computer|autore=Richard Stallmann}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|s=Puoi fidarti del tuo computer|s_oggetto=l'articolo di [[Richard Stallmann]]|s_preposizione=:</nowiki></samp>
{{!}}}
===Commons===
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{commons}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|commons</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{commons|airport}}</nowiki></samp> <br>(in [[aeroporto]])
{{!}} <samp><nowiki>|commons=airport</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{commons|Biella|Biella}}</nowiki></samp> <br>(in [[Biella (BI)]])
{{!}} <samp><nowiki>|commons=Biella|etichetta=Biella</nowiki></samp>
{{!}}}
===Wikibooks===
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikibooks|titololibro/sottopagina}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|b=titololibro/sottopagina</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikibooks|titololibro/sottopagina|della}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|b=titololibro/sottopagina|b_preposizione=della</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikibooks|titololibro||libro}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|b=titololibro|b_oggetto=un libro</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikibooks|titololibro|libro}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|b=titololibro|b_etichetta=libro</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{ricetta}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|ricetta</nowiki></samp>
{{!}}}
===Wikiquote===
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikiquote}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|q</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikiquote|Titolo}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|q=Titolo</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}}<samp><nowiki>{{wikiquote|Titolo|xx:}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|q=xx:Titolo</nowiki></samp>
{{!}}}
===Wiktionary===
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wiktionary}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|wikt</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wiktionary|titolo}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|wikt=titolo</nowiki></samp>
{{!}}}
===Wikispecies===
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikispecies}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|wikispecies</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikispecies|Titolo}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|wikispecies=Titolo</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikispecies|Titolo|Etichetta}}</nowiki></samp>
{{!}}<samp><nowiki>|wikispecies=titolo|etichetta=Etichetta</nowiki></samp>
{{!}}}
===Wikinews===
{{{!}} {{prettytable}}
! Vecchi template!! Parametri corrispondenti in interprogetto
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikinews|categoria:nome categoria}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|n=Categoria:nome categoria</nowiki></samp>
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikinews|titolo notizia}}</nowiki></samp>
{{!}} <samp><nowiki>|notizia=titolo notizia</nowiki></samp></br>in un template separato
{{!}}-
{{!}} <samp><nowiki>{{wikinewsmulti|titolo notizia1|titolo notizia 2}}</nowiki></samp><br>template inutilizzato
{{!}}<samp><nowiki>|notizia=titolo notizia</nowiki></samp><br>un template per ogni notizia
{{!}}}
'''Nota:''' per collegare una o più notizie all'interno delle voci è fortemente consigliato utilizzare il {{tl|Interprogetto/notizia}}, nella forma:
{| {{prettytable|align=center}}
|| <nowiki> {{Interprogetto/notizia|titolo della notizia|data=...}} </nowiki>
|}
dove ''data='' è un parametro opzionale.
==Risoluzione di eventuali problemi==
Se il template non funziona correttamente:
* Sono corretti i prefissi di collegamento ad altri progetti usati?
::Leggi sopra l'elenco dei prefissi accettati. In particolare notare che i nomi dei prefissi sono ''case sensitive'' e vanno per il template interprogetto solo in minuscolo! Per esempio <samp>Wikisource</samp> o <samp>WikiSource</samp> non sono accettati dal template, mentre <samp>wikisource</samp> lo è.
* È stato inserito un collegamento a un progetto non Wikimedia?
::I progetti non wikimedia (per esempio Wikitravel) non si possono collegare in questo modo.
* È stato inserito un prefisso seguito da = ma senza inserire il nome della pagina?
::I due modi per inserire il prefisso dei progetti sono <samp>prefisso</samp> (senza il segno "=") e <samp>prefisso=nome pagina</samp>. Nel primo caso non va usato il segno "=" e viene inserito il collegamento alla pagina con lo stesso nome e nello stesso namespace, nel secondo caso è possibile specificare il nome (+ eventualmente codice lingua e namespace) della pagina da collegare. Inserendo <samp>prefisso=</samp> (sbagliato: c'è il segno "=") si inserisce un collegamento errato.
* Si è tenuto conto dei namespace con nome diverso?
::A volte il nome del namespace varia a seconda del progetto. Per poter collegare ad un namespace diverso da quello della pagina di partenza, occorre usare la sintassi esplicita. Per esempio per collegare dalla voce [[Alessandro Manzoni]] di Wikipedia alla voce corrispondente su Wikisource, che si trova nel namespace "Autore", bisogna scrivere: <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Alessandro Manzoni}}</nowiki></samp> al posto di <samp><nowiki>{{interprogetto|s}}</nowiki></samp>, che collega invece al namespace principale (nell'esempio di Manzoni funzionerebbe comunque, visto che c'è un redirect, ma non è ovviamente così in tutti i casi).
* Si è inserito nolink ma i collegamenti appaiono comunque nel testo della voce?
::Il parametro nolink deve essere inserito come primo parametro per essere efficace.
* Ho inserito correttamente il template ma, una volta salvata la pagina, appiono dei strani simboli tipo: <samp><nowiki>#if: [[#switch:{{{1}}}]][[#switch:{{{1}}}]]</nowiki></samp>
::Il problema è dovuto al superamento del [[:en:Wikipedia:Template limits|pre-expand include size]] ([[Wikipedia:Bar/Discussioni/IMPORTANTE: problemi del bar, spiegazioni tecniche e soluzioni pratiche|vedi anche]]). Se vengono collegate più notizie cambia il richiamo da <nowiki>{{Interprogetto|notizia=...}} a {{Interprogetto/notizia|...}}</nowiki>, lasciando uguale nei collegamenti ad altri progetti. Se il problema rimane controllare gli altri template presenti nella pagina e provare ad accorparne qualcuno, se possibile; oppure, nei casi più gravi, cancellare quelli non indispensabili.
* Altri malfunzionamenti
::Descrivere il problema nella pagina di discussione del template.
== Documentazione del codice ==
:''Nota: se modificate il codice del template, per favore modificate anche questa documentazione.''
Il codice comprende:
* La funzione interProject, inserita nel [[Mediawiki:monobook.js|monobook.js]] comune
::<small>Il codice è stato copiato dal monobook del wikizionario tedesco e lasciato praticamento identico, a parte i nomi delle etichette e variabili che sono stati italianizzati.</small>
* Il template Interprogetto
:<small>Richiama la funzione interProject e stabilisce il contenuto del testo che va inserito nel menu "altri progetti" in base ai parametri passati dall'utente. Se il primo parametro non è nolink, aggiunge anche collegamenti nel testo della voce.</small>
::<small>Per prima cosa se esiste un parametro il cui nome è uno dei [[Aiuto:Namespace#Progetti Wikimedia|prefissi accettati]] per il collegamento ad altri progetti, ne usa il valore per creare un collegamento (nel menu progetti) <samp><nowiki>[[nome del parametro:valore del parametro]]</nowiki></samp>. Questo si ottiene con una serie di istruzioni if che richiama il template "/Collegamento" nel caso in cui il parametro esista, per esempio (per il prefisso WikiSource): <samp><nowiki>{{#if: {{{WikiSource|}}} |{{Interprogetto/Collegamento|s:{{{WikiSource|}}}|Wikisource}}|}}</nowiki></samp>: è inserita un'istruzione if per ogni prefisso attualmente accettato. Inoltre controlla se uno dei parametri passati senza nome esplicito (1,2,3... fino al 9) corrisponde ad uno dei prefissi accettati, richiamando il template "/leggiParametro". In caso positivo, il template leggiParametro inserisce un collegamento ad una pagina del progetto corrispondente con lo stesso nome.</small>
::<small>Per ognuno dei prefissi accettati viene quindi controllato che il prefisso esista e che il primo parametro non sia nolink. Se entrambe le condizioni sono avverate viene inserito un richiamo al template inteprogetto/Box che inserisce la scritta nella voce relativa al prefisso in questione. Il controllo viene fatto sia sui parametri standard da 1 a 9, sia sulla presenza di parametri che abbiano come nome un prefisso accettato. In quest'ultimo caso si usa il valore del parametro per impostare il collegamento. Nel caso sia inserito il parametro etichetta, il richiamo al template /box ne tiene conto, passando il parametro (altrimenti passa come etichetta il nome della pagina senza namespace).</small>
[[Categoria:Aiuto|Interprogetto]]
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><div align="center" style="font-size: 120%;">'''DE’ MATEMATICI ITALIANI'''</div><br />
<div align="center" style="font-size: 110%;">ANTERIORI ALL’ INVENZIONE DELLA STAMPA</div><br />
<div align="center" style="font-size: 120%;">'''COMMENTARIO STORICO'''</div><br />
<div align="center" style="font-size: 110%;">DEL CAV. B. VERATTI</div><br />
<div align="center" style="font-size: 100%;">ALL’ECCELLENZA</div><br />
<div align="center" style="font-size: 120%;">'''DI D. BALDASSARRE BONCOMPAGNI'''</div><br />
<div align="center" style="font-size: 110%;">PRINCIPE ROMANO</div><br />
[[Immagine:De' matematici italiani - logo.jpg|140px|center]]
<div align="center">'''MODENA'''<br />
Tipografia degli Eredi Soliani<br />
1860
</div><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><div align="center">''Principe Eccellentissimo''</div>
''L’offerta che ho desiderato di fare all’E.V. di questo Commentario storico de’ Matematici Italiani anteriori all’invenzione della stampa, è sì nella mia intenzione un omaggio di ossequio e di rispetto agl’insigni meriti Vostri inverso alle scienze; ma sovr’ogni altra cosa è un atto di doverosa restituzione. Imperocchè gli accurati e importanti Vostri lavori sopra le persone e le opere degli antichi matematici italiani non solo hanno dato occasione al mio scritto, ma pur anche ne hanno somministrata la materia migliore.''<noinclude></noinclude>
hgy7e7zg2g20uu0bwav777ek4reqdm6
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude>''Se, come ben ho ragion di temere, ove mi è mancato l’ajuto e la guida di que’ Vostri lavori, troppo imperfetto è riuscito il mio scritto, e indegno d’esservi presentato, io non posso che implorarvi perdono del mio ardimento, e riprometterlo dall’E.V. per quella benignità che fa accogliere il buon volere e compatire i difetti.''
::''Dell’E. V.''
:::::::::<small>''L’umilissimo Devotissimo Servitore</small>
::::::::::''Bartolomeo Veratti''<noinclude></noinclude>
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Template:Interprogetto/doc
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Candalua
1675
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wikitext
text/x-wiki
{{Documentazione sottopagina}}<includeonly>{{Template complesso}}</includeonly><includeonly>{{templateprotetto}}</includeonly>
<!-- INSERIRE LE CATEGORIE E GLI INTERWIKI IN CALCE ALLA PAGINA, I TEMPLATE "Template complesso" E "Template protetto" QUI SOPRA DENTRO "includeonly" -->
__NOTOC__
== Descrizione ==
Il '''template Interprogetto''' permette di inserire uno o più collegamenti a pagine di altri progetti Wikimedia: si tratta dell'equivalente dell'interwiki per effettuare il collegamento ad altri progetti anzichè ad altre lingue. Il collegamento viene aggiunto sia nella barra di sinistra (in un nuovo menu chiamato "altri progetti"), che nel testo della voce (opzionale).
I progetti Wikimedia a cui è possibile inserire collegamenti sono: Meta, Wiktionary/Wikizionario, Wikibooks, Wikiquote, Wikipedia, Wikinews/Wikinotizie, Commons e Wikispecies. È possibile inserire un collegamento ad un progetto in un'altra lingua (per esempio al Wikisource inglese). Non è permesso inserire collegamenti a siti non Wikimedia (per questo usare la sezione ''collegamenti esterni'' della voce).
È possibile inserire soltanto un template interprogetto per pagina (ma questo può collegare a più progetti, come spiegato in seguito). Il template va inserito nella sezione "Voci correlate" della voce.
== Uso ==
:''Nota:Se usate per la prima volta il template, leggete prima la '''guida dettagliata'''.''
*Stesso nome pagina: <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso1|prefisso2|prefisso3|...}}</nowiki></samp>
*Nome pagina diversi: <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso1=nomepagina1|prefisso2=nomepagina2|...}}</nowiki></samp>
*Stesso nome pagina ma progetto in altra lingua. <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso1=lingua1:nomepagina1|...}}</nowiki></samp>
*Combinato: <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso1=lingua1:nomepagina1|prefisso2|prefisso3=nomepagina3|...}}</nowiki></samp>
*Senza inserire il collegamento nel testo: <samp><nowiki>{{interprogetto|nolink|prefisso1=nomepagina1|...}}</nowiki></samp>
*Con un etichetta particolare nel collegamento nel testo:<samp><nowiki>{{interprogetto|etichetta=questo testo|prefisso1=nomepagina1|...}}</nowiki></samp>
*Elenco dei [[Aiuto:Namespace#Progetti Wikimedia|prefissi accettati]].
{{cassetto|Titolo='''Guida dettagliata'''|Testo=
Vedere anche la pagina [[Aiuto:Interprogetto]].
;Collegare una pagina con lo stesso nome
Per collegare ad una pagina con lo stesso nome è sufficente inserire:
<samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso}}</nowiki></samp>, sostituendo a "prefisso" uno dei prefissi accettati per il collegamento ad altri progetti (vedi [[Aiuto:Namespace#Progetti Wikimedia|questa pagina]] per l'elenco completo).
Per esempio per collegare a Wikisource è sufficente inserire: <samp><nowiki>{{interprogetto|s}}</nowiki></samp>.
Per collegare due progetti inserire più di un codice, separandolo con il carattere <samp><nowiki>|</nowiki></samp>. Per esempio per inserire un collegamento a Commons e Wikinotizie inserire: <samp><nowiki>{{interprogetto|commons|n}}</nowiki></samp>.
;Collegare una pagina con un nome diverso
Per collegare ad una pagina in un altro progetto che non ha lo stesso nome della pagina in cui si inserisce il collegamento, è necessario specificare il nome della pagina in questo modo: <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso=nome pagina}}</nowiki></samp>, sostituendo a "prefisso" uno dei prefissi accettati per il collegamento ad altri progetti (vedi [[Aiuto:Namespace#Progetti Wikimedia|questa pagina]] per l'elenco completo) e a "nome pagina" il nome della pagina da collegare.
Per esempio per collegare alla pagina [[w:Alessandro Manzoni|Alessandro Manzoni]] di Wikipedia, inserire <samp><nowiki>{{interprogetto|w=Alessandro Manzoni}}</nowiki></samp>.
E' utile in alcuni casi inserire anche il parametro <samp>etichetta</samp> (vedi sotto).
Anche in questo caso è possibile collegare due o più progetti. Per esempio: <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Alessandro Manzoni|q=Alessandro Manzoni}}</nowiki></samp>, collega sia a Wikisource che a Wikiquote.
È anche possibile combinare le due tecniche di collegamento viste in questo paragrafo e in quello precedente. Per esempio per collegare una pagina con lo stesso nome su Wikinotizie, ma con nome diverso su Commons si può scrivere: <samp><nowiki>{{interprogetto|n|commons=World Cup 2006}}</nowiki></samp>.
;Collegare ad un progetto in un'altra lingua
Per collegare una pagina ad un progetto in una lingua differente (per esempio Wikisource in inglese) è necessario usare la tecnica di inserimento del collegamento vista nel paragrafo precedente (cioè specificando il nome della pagina) aggiungendo il prefisso per la lingua prima del nome della pagina, in questo modo: <samp><nowiki>{{interprogetto|prefisso=lingua:nome pagina}}</nowiki></samp>.
Per esempio per collegare dalla pagina Robinson Crusoe la pagina con lo stesso nome della Wikisource inglese è necessario scrivere: <samp><nowiki>{{interprogetto|s=en:Robinson Crusoe}}</nowiki></samp>.
Anche in questo caso è possibile combinare con gli altri tipi di collegamento, per esempio inserendo <samp><nowiki>{{interprogetto|s=en:Robinson Crusoe|commons|q=Daniel Defoe}}</nowiki></samp> nella voce su Robinson Crusoe si ottiene il collegamento alla pagina Robinson Crusoe della Wikisource inglese, alla pagina Robinson Crusoe su Commons e alla pagina Daniel Defoe sulla Wikisource italiana.
;Caso particolare - il parametro <samp>etichetta</samp>
In alcuni casi, si decide di collegare una pagina di Wikipedia ad una pagina su un altro progetto che non tratta direttamente dello stesso argomento.
Il testo che viene aggiunto da ''Interprogetto'' nella voce è per esempio: "Wikisource contiene opere originali di o su " + ''nome della voce''. Se al posto del ''nome della voce'' si vuole visualizzare qualcosa di differente, è necessario specificare il testo desiderato usando il parametro etichetta.
Per esempio: <samp><nowiki>{{interprogetto|etichetta=questo personaggio|s=en:Robinson Crusoe}}</nowiki></samp> inserisce nel testo della voce "Wikisource contiene opere originali di o su questo personaggio" anzichè "Wikisource contiene opere originali di o su Robinson Crusoe", come avviene normalmente.
Si noti che l'etichetta viene applicata a tutti i collegamenti ai vari progetti. Non è cioè possibile specificare un'etichetta diversa per ogni progetto. Se si desidera farlo è necessario disabilitare l'inserzione dei collegamenti nel testo (parametro nolink, vedi sezione successiva) e inserire i collegamenti richiamando a mano il template "inteprogetto/box" per ognuno dei progetti, inserendo ogni volta come parametro etichetta il testo desiderato (vedi documentazione del codice per maggiori informazioni).
;Caso particolare - il parametro <samp>nolink</samp>
Se si desidera evitare che il template interprogetto inserisca i collegamenti anche nel testo della voce (per esempio è così nel bar o nelle pagine utente) aggiungere come ''primo'' parametro <samp>nolink</samp>. Per esempio il testo:
<samp><nowiki>{{interprogetto
|nolink
|commons=Commons:Bar_italiano
|s=Wikisource:Bar
|n=Wikinotizie:Bar
|q=Wikiquote:Bar
|wikt=Wikizionario:Bar
|m=Meta:Babel
|b=Wikibooks:Bar
|wikispecies=Wikispecies:Village Pump}}
</nowiki></samp>
fa apparire nella barra di sinistra i collegamenti ai bar italiani degli altri progetti ma non li inserisce nel testo del bar.
;Esempio - Collegare la propria pagina utente
Spesso si possiedono pagine utente su molti dei progetti Wikimedia. Per collegare le pagine utente di Wikipedia nelle varie lingue è possibile aggiungere un interwiki, come per qualsiasi altra voce. Ma come collegare anche la pagina di Commons e quella di Wikisource per esempio?
Se si usa lo stesso nome utente sarà necessario aggiungere nella propria pagina utente:
::<samp><nowiki>{{interprogetto|nolink|commons|s}}</nowiki></samp>.
Se si usa un nome utente diverso in uno dei progetti il codice da usare è leggermente più complicato. Per esempio se ci chiamiamo Utente:NomeDiProva in Wikipedia e Wikinews, ma Utente:FotografoProvetto in Commons sarà necessario aggiungere alla propria pagina utente:
::<samp><nowiki>{{interprogetto|nolink|commons=Utente:FotografoProvetto|n}}</nowiki></samp>.
Si noti che inserendo come primo parametro nolink non apparirà nulla nel testo della pagina, ma soltanto nella barra di sinistra.
}}
{{cassetto|Titolo='''Risoluzione di eventuali problemi'''|Testo=
Se il template non funziona correttamente:
* Sono corretti i prefissi di collegamento ad altri progetti usati?
::Leggi l'[[Aiuto:Namespace#Progetti Wikimedia|elenco dei prefissi accettati]]. In particolare notare che i nomi dei prefissi sono ''case sensitive''. Per esempio <samp>Wikisource</samp> o <samp>wikisource</samp> non sono prefissi accettati, mentre <samp>WikiSource</samp> lo è.
* È stato inserito un collegamento a un progetto non Wikimedia?
::I progetti non wikimedia (per esempio Wikitravel) non si possono collegare in questo modo.
* È stato inserito un prefisso seguito da = ma senza inserire il nome della pagina?
::I due modi per inserire il prefisso dei progetti sono <samp>prefisso</samp> (senza il segno "=") e <samp>prefisso=nome pagina</samp>. Nel primo caso non va usato il segno "=" e viene inserito il collegamento alla pagina con lo stesso nome e nello stesso namespace, nel secondo caso è possibile specificare il nome (+ eventualmente codice lingua e namespace) della pagina da collegare. Inserendo <samp>prefisso=</samp> (sbagliato: c'è il segno "=") si inserisce un collegamento errato.
* Si è tenuto conto dei namespace con nome diverso?
::A volte il nome del namespace varia a seconda del progetto. Per poter collegare ad un namespace diverso da quello della pagina di partenza, occorre usare la sintassi esplicita. Per esempio per collegare dalla voce [[Alessandro Manzoni]] di Wikipedia alla voce corrispondente su Wikisource, che si trova nel namespace "Autore", bisogna scrivere: <samp><nowiki>{{interprogetto|s=Autore:Alessandro Manzoni}}</nowiki></samp> al posto di <samp><nowiki>{{interprogetto|s}}</nowiki></samp>, che collega invece al namespace principale (nell'esempio di Manzoni funzionerebbe comunque, visto che c'è un redirect, ma non è ovviamente così in tutti i casi).
* Si è inserito nolink ma i collegamenti appaiono comunque nel testo della voce?
::Il parametro nolink deve essere inserito come primo parametro per essere efficace.
}}
{{cassetto|Titolo='''Documentazione del codice'''|Testo=
:''Nota: se modificate il codice del template, perfavore modificate anche questa documentazione.''
Il codice comprende:
* La funzione interProject, inserita nel [[Mediawiki:monobook.js|monobook.js]] comune
::<small>Il codice è stato copiato dal monobook del wikizionario tedesco e lasciato praticamento identico, a parte i nomi delle etichette e variabili che sono stati italianizzati.</small>
* Il template Interprogetto
:<small>Richiama la funzione interProject e stabilisce il contenuto del testo che va inserito nel menu "altri progetti" in base ai parametri passati dall'utente. Se il primo parametro non è nolink, aggiunge anche collegamenti nel testo della voce.</small>
::<small>Per prima cosa se esiste un parametro il cui nome è uno dei [[Aiuto:Namespace#Progetti Wikimedia|prefissi accettati]] per il collegamento ad altri progetti, ne usa il valore per creare un collegamento (nel menu progetti) <samp><nowiki>[[nome del parametro:valore del parametro]]</nowiki></samp>. Questo si ottiene con una serie di istruzioni if che richiama il template "/Collegamento" nel caso in cui il parametro esista, per esempio (per il prefisso WikiSource): <samp><nowiki>{{#if: {{{WikiSource|}}} |{{Interprogetto/Collegamento|s:{{{WikiSource|}}}|Wikisource}}|}}</nowiki></samp>: è inserita un'istruzione if per ogni prefisso attualmente accettato. Inoltre controlla se uno dei parametri passati senza nome esplicito (1,2,3... fino al 9) corrisponde ad uno dei prefissi accettati, richiamando il template "/leggiParametro". In caso positivo, il template leggiParametro inserisce un collegamento ad una pagina del progetto corrispondente con lo stesso nome.</small>
::<small>Per ognuno dei prefissi accettati viene quindi controllato che il prefisso esista e che il primo parametro non sia nolink. Se entrambe le condizioni sono avverate viene inserito un richiamo al template inteprogetto/Box che inserisce la scritta nella voce relativa al prefisso in questione. Il controllo viene fatto sia sui parametri standard da 1 a 9, sia sulla presenza di parametri che abbiano come nome un prefisso accettato. In quest'ultimo caso si usa il valore del parametro per impostare il collegamento. Nel caso sia inserito il parametro etichetta, il richiamo al template /box ne tiene conto, passando il parametro (altrimenti passa come etichetta il nome della pagina senza namespace).</small>
}}
<includeonly><!--
++++ INSERIRE LE CATEGORIE E GLI INTERWIKI QUI SOTTO, GRAZIE -->
[[Categoria:Template di servizio|{{PAGENAME}}]]
[[es:plantilla:wikimedia]]
[[fr:Modèle:Interprojet]]
[[la:Formula:Intraincepti]]
[[ml:ഫലകം:Plain sister]]
</includeonly>
dwzjuz4wikpp2ajn4acgcb2bc1he3ps
Template:Intestazione pagine indice inizio
10
60930
3867883
3773419
2026-07-28T15:13:44Z
Candalua
1675
3867883
wikitext
text/x-wiki
<includeonly>{{modulo}}<!-- CATEGORIE
CAT: SOMMARI -->[[Categoria:Sommari|{{{Nome della pagina principale}}}]]<!--
CAT: QUALITA' -->{{#switch:{{{Qualità|}}}
|1|25|25%= [[Categoria:Pagine indice SAL 25%|{{{Nome della pagina principale}}}]][[Categoria:SAL 25%]]<div id="pagequality" class="25%"></div>
|2|50|50%=[[Categoria:Pagine indice SAL 50%|{{{Nome della pagina principale}}}]][[Categoria:SAL 50%]]<div id="pagequality" class="50%"></div>
|3|75|75%=[[Categoria:Pagine indice SAL 75%|{{{Nome della pagina principale}}}]][[Categoria:SAL 75%]]<div id="pagequality" class="75%"></div>
|4|100|100%=[[Categoria:Pagine indice SAL 100%|{{{Nome della pagina principale}}}]][[Categoria:SAL 100%]]<div id="pagequality" class="100%"></div>
|[[Categoria:Pagine indice SAL non indicato|{{{Nome della pagina principale}}}]]}}<!--
controllo: se l'Indice è al 100% e la pagina ns0 è al 75% o meno lo segnalo
-->{{ #switch: {{{Qualità|}}}
|4|100|100%={{ #switch: {{#invoke:Testo | sal | {{{Nome della pagina principale}}}}}
|25%|50%|75%=[[Categoria:Testi con SAL inferiore rispetto alla pagina indice]]
}}
|3|75|75%={{ #switch: {{#invoke:Testo | sal | {{{Nome della pagina principale}}}}}
|25%|50%=[[Categoria:Testi con SAL inferiore rispetto alla pagina indice]]
}}
|2|50|50%={{ #switch: {{#invoke:Testo | sal | {{{Nome della pagina principale}}}}}
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|1|25|25%={{ #switch: {{#invoke:Testo | sal | {{{Nome della pagina principale}}}}}
|50%|75%=[[Categoria:Testi con SAL superiore rispetto alla pagina indice]]
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}}<!--
CAT: LIBRI PER AUTORE -->{{ #if: {{{Nome e cognome dell'autore|}}}
|{{ #ifeq: {{{Nome e cognome dell'autore|}}}
|Anonimo|[[Categoria:Libri di autore anonimo]]
|{{ #if: {{elemento|1|{{{Nome e cognome dell'autore|}}}}}
|[[Categoria:Libri di {{elemento|1|{{{Nome e cognome dell'autore|}}}}}]]
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|[[Categoria:Libri di {{elemento|2|{{{Nome e cognome dell'autore|}}}}}]]
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|[[Categoria:Libri di {{elemento|3|{{{Nome e cognome dell'autore|}}}}}]]
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|[[Categoria:Libri di {{elemento|4|{{{Nome e cognome dell'autore|}}}}}]]
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|[[Categoria:Libri di {{elemento|5|{{{Nome e cognome dell'autore|}}}}}]]
}}}}}}}}}}
}}
|[[Categoria:Libri di autore anonimo]][[Categoria:Pagine indice senza indicazione dell'autore]]
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|[[Categoria:Libri curati da {{elemento|1|{{{Curatore|}}}}}]]
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[[Categoria:Libri illustrati da {{elemento|1|{{{Illustratore|}}}}}]]
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|[[Categoria:Libri pubblicati a {{elemento|5|{{{Città di pubblicazione|}}}}}]]
}}}}}}}}}}
}}
|[[Categoria:Libri senza luogo di pubblicazione]]
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-->{{ #if: {{{Editore|}}}
|[[Categoria:Libri pubblicati da {{{Editore}}}]]
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|[[Categoria:Libri pubblicati nel {{{Anno di pubblicazione}}}]]
|[[Categoria:Libri senza anno di pubblicazione]]
}}<!--
CAT: LIBRI DIVISI IN PIU' VOLUMI
-->{{ #if: {{{Volumi|}}}|[[Categoria:Libri in più volumi]]|}}<!--
CATEGORIA DI SERVIZIO PER GLI INDICI NON ANCORA TRASCLUSI
-->{{ #ifexist:{{{Nome della pagina principale}}}||{{#switch:{{{Qualità|}}}
|1|25|25%
|2|50|50%=[[Categoria:Indici incompleti non trasclusi in ns0]]
|3|75|75%
|4|100|100%=[[Categoria:Indici trascritti ma non trasclusi in ns0]]
}}
}}<!--
CAT: SOMMARIO NON COMPILATO
-->{{ #if: {{{Sommario|}}}||[[Categoria:Indici senza sommario]]}}<!--
CAT: FONTE NON COMPILATA
-->{{ #if: {{{Fonte|}}}||[[Categoria:Indici senza fonte]]}}<!--
FINE CATEGORIE
BOX DI INTESTAZIONE --><div id="indiceHeader" class="sfondo bordo plainlinks">
{{ #ifeq: {{{Nome e cognome dell'autore|}}}
|| '''[[Autore:Anonimo|Anonimo]]''', '''''[[{{{Nome della pagina principale}}}|{{ #ifeq: {{{Titolo}}}||{{{Nome della pagina principale}}}|{{{Titolo}}}}}]]'''''{{Testo/Qualità|{{{Nome della pagina principale}}}}}
| '''<span id="dati-autore">{{Intestazione/autori|{{{Nome e cognome dell'autore}}}}}</span>''', '''''<span id="dati-titolo">[[{{{Nome della pagina principale}}}|{{ #ifeq: {{{Titolo}}}||{{{Nome della pagina principale}}}|{{{Titolo}}}}}]]</span>'''''{{Testo/Qualità|{{{Nome della pagina principale}}}}}
}}{{ #if: {{{Titolo originale|}}}
| — ''<span id="dati-titolooriginale">{{{Titolo originale}}}</span>''
}}{{ #if: {{{Sottotitolo|}}}
|, <span id="dati-sottotitolo">{{{Sottotitolo}}}</span>
}}{{ #if: {{{Traduttore|}}}
|, traduzione di <span id="dati-traduttore">{{Intestazione/autori|{{{Traduttore}}}}}</span>
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|, a cura di <span id="dati-curatore">{{Intestazione/autori|{{{Curatore}}}}}</span>
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|, illustrazioni di <span id="dati-illustratore">{{{Illustratore}}}</span>
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|, <span id="dati-città">{{{Città di pubblicazione}}}</span>
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|Note={{Estratto|Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2<br /> - IX Legislatura<br /> - Allegati alla relazione<br /> - serie II: documentazione raccolta dalla Commissione<br /> - Volume terzo<br /> - Documenti citati nelle relazioni<br /> - Tomo VII-bis, Doc. XXIII n. 2-quater/3/VII-bis,<br /> pp. 611-625}}
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Discussioni utente:Pic57
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Pic57
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/* Brevi note */ Risposta
3867849
wikitext
text/x-wiki
{{benvenuto|firma=[[Utente:Samuele Papa|<span style="color:#ff6600">Samuele</span>]] 06:55, 4 giu 2012 (CEST)}}
Ho appena terminato la rilettura del libro di Cristina Trivulzio di Belgioioso, "[[Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire]]". Una lettura molto interessante per me e spero anche utile a wikisource. Ho fatto del mio meglio per correggere le bozze. Ho incontrato in pratica solo errori, pochi tutto sommato, dovuti all'importazione da OCR. Per il resto bisognava mantenere l'ortografia dell'epoca, ma per questo bastava rimanere fedeli al testo fotocopiato.
==Grazie==
Caro Pic57,
grazie per l'ottimo lavoro di rilettura: se avessi bisogno di delucidazioni non farti riguardo a scrivermi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:16, 13 lug 2012 (CEST)
Caro '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''',
grazie per l'accoglienza. Ho recentemente ripreso la mia attività wikipediana dopo 6 anni di interruzione. Ho pensato che la cosa migliore fosse imparare a conoscere il codice rileggendo i testi scansionati, e cercando così di rendermi utile da subito.
Oggi ho terminato la rilettura dei [[Solenni_funerali_di_Pio_papa_ottavo_(Amat)|Solenni funerali di Pio papa ottavo]] (Amat), 15 lug 2012 (CEST)<br />
Oggi ho terminato la rilettura de [[L'Effigie_di_Roma|L'Effigie di Roma]], 21:12, 21 lug 2012 (CEST)
== Benvenuto e suggerimenti ==
Ciao Pic57, benvenuto in questo progetto!
Vedo che stai contribuendo attivamente alla crescita di Wikisource e ne sono felice. Come utente "anziano" oltre a darti il benvenuto ed incoraggiarti nel proseguimento del tuo lavoro,, ti voglio anche dare dei suggerimenti per evitare alcuni errori comuni quando si creano le pagine autore:
:1) Pagine autore, link a altri progetti: è sufficiente inserire solo il nome della voce sull'altro progetto e non l'URL intero. ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Autore%3AFriedrich_Gottlieb_Welcker&diff=1148149&oldid=1146688 vedi esempio])
:2) Inserire link da Wikipedia e progetti fratelli verso Wikisource ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Friedrich_Gottlieb_Welcker&diff=51282431&oldid=50222866 vedi esempio])
:3) Inserire le date di nascita e morte di un autore nelle [[Wikisource:Ricorrenze|Ricorrenze]] (vedi esempio per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_novembre&diff=1148167&oldid=965516 nascita] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F17_dicembre&diff=1148168&oldid=1084255 morte])
Ciao,
--[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:58, 24 lug 2012 (CEST)
== Accorgimenti ==
Vedo il tuo gran lavoro di rilettura, grazie per il contributo importante col quale ti prodighi in questo progetto.<br />
Consentimi qualche consiglio: quando rileggi, il testo deve essere il più attinente possibile alla scansione; [[Pagina:Primi poemetti.djvu/188|qui]] (guarda la cronologia) probabilmente ti sei fidato troppo di chi ha lavorato prima di te: una svista può sempre capitare, tocca al rilettore sistemare (anche alcune piccolezze di formattazione).<br />
Perdona l'intrusione e se avessi dubbi, sono a tua disposizione.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:49, 28 lug 2012 (CEST)<br />
:Mi riferivo anche al numero romano della strofa (v), raggruppamento dei versi sbagliato e altri piccole sviste (accento dattilografico ' in tipografico ’, eliminazione dello spazio tra parola e simbolo di punteggiatura, esempio: parola ; e altro), quest'ultime risolvibili premendo postOCR se hai attivato gli ''Strumenti per la rilettura'' o la bottoniera da ''Preferenze''. Da premere due volte per portare ''RigaIntestazione'' nell'header se non fosse già presente e, se stai trascrivendo e non rileggendo, premere solo dopo aver inserito il tag poem.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:08, 30 lug 2012 (CEST)
::Vai su ''Preferenze → Accessori'' e abilita il quarto: avrai svariati strumenti sulla sinistra, molto utili per svolgere compiti sempre uguali e noiosi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 01:13, 31 lug 2012 (CEST)
== Attestato di partecipazione ==
In assenza di Edo, ti ho assegnato io stesso la medaglia di partecipazione alla rilettura del mese; mi sono permesso qualche cambiamento per meglio sistemare la pagina. Ti ringrazio per il tuo cospicuo contributo.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:46, 31 lug 2012 (CEST)
:Visto che riguarda sempre la rilettura del mese, ti scrivo qui.
:La correzione che hai apportato a [[Pagina:La Cicceide legittima.djvu/3|questa]] pagina è sbagliata: quel simbolo anticamente stava a indicare la nostra ''s''; è vero che cerchiamo di attenerci al testo, ma questo non deve risultare illeggibile. Ti consiglio a questo proposito di leggerti le [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]], dove troverai altri utili suggerimenti.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:03, 2 ago 2012 (CEST)
::Toh ho letto adesso il tuo dubbio; se riesci a ritrovare le pagine dell'opera precedente dove hai fatto lo stesso errore, potresti correggerle? {{smaller|{{Fatto}} (Credo ti riferissi solo alle ''[[Saggio di rime devote e morali/Notizie di Marianne Santini Fabri Bolognese|Notizie di Marianne Santini...]]''; altrove non ne ho riscontrato la presenza.)}}
:: Sì, solo nelle rime della Santini; confermo. Solo lì ho fatto il danno.
::Riguardo alle immagini, il meccanismo non è complicato: meglio scaricarle dal file originale che dal djvu, poi caricarle su ''Commons'' dove devi esplicitare la licenza (libero dominio ecc.) e poi richiamarle qui con <nowiki>[[File:''nome del file''|''larghezza del file in px'']]</nowiki>.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:08, 2 ago 2012 (CEST)
== svg ==
Ho catturato un'immagine, l'ho resa trasparente in png ed esportata in svg con Inkscape. Ma non sono soddisfatto del risultato.<br />
Tu dicevi:<br />
"meglio scaricarle dal file originale che dal djvu"<br />
io ho copiato l'url dell'img dal djvu, ma l'ampiezza dell'immagine è equivalente al djvu mi pare. <br />
Ad es.: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Saggio_di_rime.djvu/page50-600px-Saggio_di_rime.djvu.jpg<br />
C'è da qualche parte un'immagine originale più definita?<br />
--[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:19, 5 ago 2012 (CEST)
:Difatti è la stessa cosa; quando dicevo ''dal file originale'', mi riferivo a [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/ScansioneGIX458aa.pdf questo].
:Prova e fammi sapere.
:Ah la prossima volta scrivi nella mia talk; sono passato qui per caso, altrimenti non avrei potuto leggere le tue perplessità.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:40, 21 ago 2012 (CEST)
::Hai ragione, andrebbero riprodotti; difatti ho aggiunto un template (immagine da inserire) come memorandum. Avevo capito che fosse tuo interesse riprodurli, in caso contrario il template me lo ricorderà, a meno che l'esperto in questa materia ([[Utente:Luigi62|Luigi62]]) non mi preceda e gliene sarei ben grato.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:41, 22 ago 2012 (CEST)
==Recensione==
Ciao! Vedo che stai un po'impazzendo su quella pagina 24. Devo chiederti scusa; credo di essere stato io ad assegnare il 75%. Mica vero! Indipendentemente da chi sia responsabile, però ti suggerisco di fermarti. Non ricordavo di aver lasciato quel lavoro da fare e lo farò appena finito di sistemare quella pletora di Rigaintestazione. La soluzione più veloce sarebbe una tabella (che nemmeno io sono molto bravo a costruire ma me la cavo...cavicchio) oppure credo ci sia un template RigaIndice o qualcosa del genere con cui si costruiscono le pagine di indice dei libri (non le Pagina "Indice, eh!"(che ho scoperto solo un paio di giorni fa appunto durante la sistemazione di Rigaintestazione e che ho già dimenticato dove sia. Mamma mia che testa! Naturalmente fai come preferisci ma uomo avvisato... :). Ah, Io sono tutto il contrario di uno bravo ma se ti serve una qualche mano, fai un fischio; magari hai fortuna :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:17, 20 ago 2012 (CEST)
{{smaller|Aggiungo}}- Scusa se ti uso come blocknotes (così poi lo ritrovo anch'io...) quella riga template x indice la puoi trovare (anche) [[Pagina:Sulle_frontiere_del_Far-West.djvu/259|qui]]. :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:29, 20 ago 2012 (CEST)
Ancora scuse (finirò mai?) per averti indicato una strada non esatta. Come ripeto, anch'io non sono molto conoscitore di trucchi. Vedo che hai provato il template Rigaindice che però, noto ora- non lo sapevo-, crea un link nella cifra che normalmente indica la pagina. (A posteriori è ovvio, così si possono linkare le pagine del testo). Quindi non va bene per questo problema. Ho parzialmente risolto con una tabella molto semplice e senza tanti puntini. Se poi ti interessassero le tabelle (che io e quasi tutti qui detestiamo) provo a cercare qualche esempio messo su da un 'collega' mostruosamente bravo nel settore tabelle ma che -purtroppo- è durato pochi mesi. È da un anno che non lo vediamo :( . Grazie per l'aiuto e per aver messo in luce questa carenza nella 'mia' produzione adesso mollo tutto e porto avanti queste pagine. Alla meno peggio. Non prendertela se ho 'rovinato' tutti i tuoi tentativi. Conosco come ci si sente. Giuro che non l'ho fatto con cattiveria o soprattutto non con spocchia :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:44, 20 ago 2012 (CEST)
Oh figurati, è stata un'occasione per imparare varie cose, come troverai scritto nella tua pagina di discussione. Sono un novizio di wikisource. Ecco una cosa che non ho capito è questa: ma per risponderti devo farlo qui, o nella tua pagina di discussione? --[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 17:02, 20 ago 2012 (CEST)
:Dove scrivere? Bella domanda! La prima volta si scrive sulla pagina "Discussione" (o talk) dell'utente che vuoi contattare. È ovvio dato che così gli arriva la riga arancione. Se no come fa? Mettiamo che mi scrivi, per la risposta ho tre metodi:
* Ti rispondo direttamente nella tua pagina talk così ti arriva la riga arancione. Però se la cosa diventa lunga si perde il filo del discorso. Allora, secondo metodo:
* ti rispondo sotto il tuo messaggio e, per generare la riga, ti metto un breve avviso nella tua pagina talk (tipo "ti ho risposto da me") - la raffinatezza di un link alla stessa pagina è apprezzata ma per nulla necessaria (Io so benissimo come arrivare alla 'mia' pagina, no?). E arriviamo al terzo metodo:
* Si scrive sotto il primo post e basta. Perché siamo pochi, un paesino - anzi una frazione- e ci facciamo i fatti degli altri in continuazione. E come? occhieggiando le "Ultime Modifiche" dove le varie talk sono inevitabilmente controllabili ed evidenziate dato che, scrivendoci, le rispettive talk entrano fra gli Osservati Speciali. (Poiché mi hai scritto vedrai la mia talk in blu e di maggior spessore. ATTENZIONE! questo sistema funziona solo qui su Source, in questo paesino. Perché i cambiamenti nelle "Modifiche" della metropoli ('Pedia) sono talmente tanti e frequenti che in pochi minuti la pagina scompare.
In sintesi dopo i primi interventi puoi tranquillamente usare il terzo metodo perché ti 'terrò d'occhio' e lo faranno tutti quelli cui hai scritto e che ti hanno risposto :). Lo stesso varrà per te per tutti quelli la cui pagina di talk mostrerà la stellona blu in alto a destra vicino a Cronologia. Prova e vedrai. Il primo metodo resta ovviamente valido -anzi necessario- se vuoi/devi attirare l'attenzione dell'interlocutore che avrà la riga arancione non appena entrerà in Source. Non farti scrupolo di chiedere; chi non chiede non impara. Solo, può capitare che la risposta arrivi con calma (sai, gli impegni). Ma se non arriva uno arriva un altro. A presto! :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:07, 21 ago 2012 (CEST)
== Note ==
Ciao! due parole in fretta sulle note; (è quasi un caso che sia passato di qua perché da qualche giorno sono superimpegnato in altra vita). Hai avuto fortuna :). Mezza fortuna. Confesso che non ho mai usato quel template ma mi sembra di aver orecchiato che sia qualcosa di simile al template che unisce le note che cominciano in una pagina e finiscono nella successiva. Quello che me lo fa pensare è quel "Pt" (di cui non conosco esattamente la funzione). "a naso" il template prende un pezzo di testo o nota e lo attacca a un altro pezzo; qualcosa di simile al template "ref name..." "ref follow". Ma tutto questo per unire o comunque sistemate le cose che nel NS "Pagina" sono in un modo diverso che nel NS0, dove altrimenti le note col solito "ref" "/ref" andrebbero a tagliare il testo. L'esatta funzione dovrebbe essere spiegata [[Aiuto: Come aggiungere le note|QUI]] ma non lo è. Qualcuno sta lentamente cercando di sistemare gli Aiuti con le nuove invenzioni ma... ;( Se ti interessa conoscere a fondo la funzione dovrai rivolgerti a qualcuno di esperto. Lasciando in pace Alex che 'sta bombardato' credo che conoscano bene il trucco Xavier, Orbilius, ma anche Barbaforcuta. Anzi chiediglielo che così mi imparo la risposta :). {{smaller|(poi, per cortesia, alla fine del post clicca sulla firma se no mi/ci tocca andare in giro a cercare chi mi/ci ha scritto ... per stavolta ti perdono perché era mezzanotte... ;)}} ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:08, 2 set 2012 (CEST)
:Continuo. Mi hai incuriosito. Allora sono andato a cercare un esempio (certo che se mi linkavi qualcosa era più facile ...). allora: in [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/64|questa pagina]] c'è la 'nota separata' alla djvu/118. Sono quindi andato a vedere cosa c'era in ''quella'' pagina djvu/118 e ho scoperto che era una pagina di note! Allora ho dedotto questo. Le note di questo testo non sono in calce alla pagina ma raggruppate a fine testo (in altri sarà magari capitolo, dipende). Se hai messo quel template, ''quando di ritrovi nelle note'', in questo caso [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/118|qui]], con un clic ti ritrovi alla pagina cui la nota fa riferimento. Adesso però non chiedermi a cosa serva una nota senza il numeretto di rimando, eh! È roba che ha scritto Vincenzo Monti; chi sono io per criticare?. hehe Ciao ancora. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:21, 2 set 2012 (CEST)
== Questione ''autori cinematografici'' ==
Caro Pic57, come avrai potuto notare abbiamo dovuto cancellare gli autori da te inseriti a causa di un dubbio espresso in [[Wikisource:Bar#Recente infornata di pagine autori .28.3F.29_cinematografici|bar]]. A questo punto converrebbe che tu li linkassi alle pagine di Wikipedia, in attesa che Wikidata (prossimo progetto che conterrà tutti gli autori e molto altro) risolva del tutto i nostri problemi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:11, 14 set 2012 (CEST)
== Immagine Santini ==
Ho dato un'occhiata e mi sembra che il lavoro sia stato fatto abbastanza bene. Mi sono permesso alcune modifiche (il ''Centrato'' e le dimensioni). Forse un po' obligua e sfocata: hai preso l'immagine dal file di origine (Internet Archive per esempio)? Se sì, non possiamo farci niente; prosegui pure così. Per qualsiasi miglioria, puoi chiedere al nostro esperto in materia: [[Utente:Luigi62]].--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 15:37, 1 ott 2012 (CEST)
== SAL delle pagine indice ==
Caro Pic57,
ti scrivo per spiegare il mio [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Indice%3AFogazzaro-IdilliSpezzati-1902.djvu&diff=1519286&oldid=1519152 annullamento della tua modifica] all'indice di Fogazzaro.
Una pagina indice passa a SAL 100% quando tutte le sue pagine sono al 100%.
Qualche anno fa era emerso il dubbio filosofico sul significato di SAL 100% in "metapagine" che servono a riportare contenuti di altre pagine, e abbiamo deciso che tali pagine seguono il destino dei testi al cui servizio sono state create. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:06, 28 feb 2015 (CET)
Caro Orbilius,
perfetto. Approfitto di te perché ho un problema di...
;Numerazione nota e riga in solo testo
Vedi ad es. qui:
[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Gramsci-antonio-sul-fascismo.djvu/7 Gramsci, Il riformismo borghese]
Il problema è la numerazione della Nota... in alto a destra
Inoltre la riga del Pié di pagina si vede nella pagina con l'immagine, ma scompare nella pagina solo testo.
:Caro Pic57, non c'è nulla di sbagliato: nel namespace Pagina la numerazione delle note ricomincia ad ogni pagina, ma nella ricomposizione delle pagine in namespace Principale la numerazione — sempre in automatico — torna a posto.
:In second luogo è normale che il piè di pagina scompaia nella pagina solo testo (quella in namespace Principale) dato che tale visualizzazione "ricompone" il testo continuo superandone la suddivisione in pagine: intestazioni e piè di pagina hanno (un po' di) senso nelle singole pagine ma non nel namespace principale dove interromperebbero la continuità del testo: ecco perciò che tali ''accidenti'' del mondo cartaceo vengono mantenuti quando graficamente sono sostanziali (cioè nel namespace Pagina), mentre quando la ''sostanza'' del testo deve essere sfrondata dagli ''accidenti'' del mondo cartaceo (cioè nel namespace Principale) tale sfrondamento avviene in automatico perché intestazioni e piè di pagina sono inseriti in aree che automaticamente non appaion in Namespace Principale. Scusa per i prestiti temerari dal lessico filosofico, ma spero che rendano l'idea. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:27, 3 mar 2015 (CET)
Caro Orbilius,
grazie per l'esaustiva precisazione. Direi che l'avevo anche sospettato, ma... volevo esserne certo. Condivido pienamente tutta l'impostazione: "entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem".
== Tra colleghi ==
:Caro Collega!
:Mi stavo giusti chiedendo chi ringraziare per l'improvviso interessamento di nuovi utenti per l'antologia di Cino da Pistoia... l'ho scoperto e dunque Grazie! Casualmente ci stavo lavorando e dunque mi unisco all'allegra brigata. Io uso Wikisource a scuola (poemi epici, Promessi sposi o vari autori del programma del triennio sono spessissimo sulla mia LIM), ma non sono ancora giunto all'arruolamento di ''st''utenti. Complimenti ancora. Accetto indicazioni su come muovermi con loro :D - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:20, 4 mar 2015 (CET)
:Caro collega, ma per carità! "Indicazioni"... diciamo che sto facendo un esperimento (di cui sono orgoglioso). Un gruppetto di studenti sta reagendo bene e spero che si tirino dietro anche i più riottosi. Anche io uso wikisource sulla LIM, e allora mi son detto: ma perché non metterli al lavoro? Non voglio parlarne granché per ora: vediamo che succede alla distanza. Comunque l'idea è che agiscano INSIEME, come una SQUADRA di operai (ma ognuno con il proprio contributo BEN VISIBILE da tutti e da me). La cosa è piaciuta perché vedono immediatamente il risultato del loro operato. Questa è una grande potenzialità educativa di wikisource: poche chiacchiere, agisci! E la cosa li gratifica molto, oltre al mio incentivo scolastico s'intende, che comunque vale per quel che vale, come ben saprai... Ora chiudiamo su Cino da Pistoia: ci siamo interessati solo alle sue Rime. Ci getteremo su... ma perché rovinarti l'effetto sorpresa? :-D Riferirò a tutti comunque dell'interessamento mostrato da un autorevole amministratore di wikisource per il loro operato.... A presto
Stavo sistemando un po' la pagina autore di Cino da Pistoia. Ma forse meglio che imposti tu, così imparo come gestire opere come queste: le Rime sono di Cino, ma sono una scelta di Carducci ecc.
::Allora, caro {{ping|OrbiliusMagister}} qua l'arruolamento sta andando avanti alla grande. Si sta creando uno "zoccolo duro". Ho dovuto aprire una cartella su Quip per coordinare i lavori. Gli studenti (comunque maggiorenni) scrivono su quip quali pagine si impegnano a rileggere, in modo da evitare sovrapposizioni e ordinare i lavori: in genere si procede a "decine". Ho creato poi uno strumento di valutazione che si basa sul Conteggio Modifiche di wikisource. Certo, anziché usare Quip potrei fare direttamente tutto su wikisource, aprendo un Progetto, credo. Ma forse, meglio aspettare ancora un po'. E poi comunque non senza averne parlato prima con te. Ecco appunto: che ne pensi? PS: l'unica cosa che sta andando male è la mia ricerca di testi senza copyright, come forse avrai letto in giro. Prima o poi imparerò :-( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:29, 14 mar 2015 (CET)
== Idillii spezzati ==
Su segnalazione di {{ping|Margherita}}, ho visto che la scansione di Idillii era "rotta" (mancavano alcune pagine in fondo al libro) e l'ho sostituita al volo con un'altra scansione, migliore, da IA: {{IA|idilliispezzatir00fogauoft}}. Adesso mi pare a posto. Va sistamata l'ultima decina di pagine. Mi pare che l'edizione sia identica, le pagine corrispondono, va comunque verificato in modo ''paranoide'' :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:54, 10 mar 2015 (CET)
:Grazie {{ping|Alex brollo}}. Avrai visto che su Internet Archive le due edizioni erano apparentemente identiche. Mi sono accorto della lacuna delle ultime pagine quando ormai avevo trascritto il libro. Ho aggiunto il testo finale scansionandolo direttamente dalla copia che tu ora hai importato. Stavo giusto leggendo sul manuale come sostituire i dejavu, cosa che non mi è sembrata proprio semplice. Poi ho visto che {{ping|Margherita}} ci stava lavorando e ho lasciato andare. Sì comunque hai ragione: val la pena essere paranoici e controllare tutto, ma proprio tutto, prima di importare. Ho riletto e sistemato le ultime pagine a SAL 75%
:: Nonostante tutti i controlli, capita di dover sistemare dei file djvu. Non siamo in molti a maneggiarli senza impazzirci, talora servono spostamenti massicci di pagine già trascritte e quindi è utile avere un bot... a ma i djvu piacciono molto, se ti servirà chiedi tranquillamente, mi ci diverto :-)
:: Ho ritoccato l'ultima pagina SAL 75%. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 10 mar 2015 (CET)
== Sul Fascismo ==
Caro Pic57,
ho una brutta notizia.
Data la natura sospetta del testo di Gramsci da te caricato ho effettuato una rapida indagine, ricostruendo la ''tradizione'' del testo copia su copia.
Il testo deriva in ultima analisi dal pdf presente su Liberliber. Esso è stato utilizzato da qualcuno della casa editrice Altrimedia per produrre il testo nell'edizione che poi da qualcuno è stata caricata su Internet Archive, dove è stato trasformato nel djvu infine utilizzato da te qui.
Il problema grosso è che il testo di Liberliber è proposto con licenza CC BY-NC-SA. Gli editori di Altrimedia hanno ''offuscato'' la provenienza del loro testo per poterlo proporre in vendita, contravvenendo così a tutte le clausole della licenza d'uso di Liberliber. Su Internet Archive non c'è un controllo del copyright come da noi, dunque tu l'hai utilizzato qui in buona fede, ma in realtà a noi è arrivato un testo riutilizzato illegalmente e sui cui qualcuno potrebbe rivalersi: non abbiamo il diritto morale di perpetuare questa infrazione di copyright. Il testo andrà dunque cancellato. Se ti riesce salva il salvabile di quenato bbiamo trascritto perché a breve passerò a cancellare tutto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:27, 11 mar 2015 (CET)
:Capito. Cancella pure. Se lo avessi visto su Liber Liber non l'avrei caricato. Vuol dire che guarderò anche lì prima di caricare qualcosa.
== Indice-Commons ==
Scusa Pic57, abbiamo un problema. L'ultimo indice da te creato non risponde ai criteri proposti nella [[Aiuto:Guida alla pubblicazione di un testo/Caricare il file djvu su Commons|nostra guida]]. Ti suggeriamo di seguire scupolosamente i consigli sulla scelta del nome perché eventuali errori sono difficili da sistemare: '''Cognome autore - Titolo libro, Volume''' (se diviso in volumi e tomi ecc.)''', Anno di pubblicazione.djvu''', è lo schema principe (una variante, quando è importante anche l'editore, la trovi [[Indice:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|qui]]). Buon lavoro. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:36, 20 mar 2015 (CET)
: Ok, dimmi se devo ricaricarlo come corradini-sopraleviedelnuovoimpero-1912.djvu. Ho formattato solo qualche pagina. Eventualmente fammi sapere qui. Comunque almeno stavolta ho caricato un libro privo di copyright.
::'''Indice:Corradini - Sopra le vie del nuovo impero, 1912.djvu''', --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:12, 21 mar 2015 (CET)
:::Fatto. https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Corradini_-_Sopra_le_vie_del_nuovo_impero,_1912.djvu. Cancella pure il vecchio
==Re:Malombra==
Sì, penso proprio che le edizioni siano due come mi ha spiegato [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768 Alex] al quale avevo esposto i miei dubbi e problemi riguardo la rilettura di Malombra. Questa rilettura mi sta facendo disperare. Io ho una edizione del 1886 di Giuseppe Galli che viene riportata come terza edizione. Sarei contenta se andassi a leggere i messaggi relativi che ci siamo scambiati al proposito. Stasera te li cerco e te li linco. A più tardi.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 19:24, 13 apr 2015 (CEST)
:::::::::::Eccomi. Leggi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768#Malombra] e poi One word message.... nella mia talk. Ciao--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:58, 13 apr 2015 (CEST)
::::::Consolati. Sono contenta che ad essere "tardi" siamo in due!! Anch'io avevo pensato come te. Ora rivolgo la tua domanda ad Alex che, senza dubbio, saprà darci una risposta.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:23, 13 apr 2015 (CEST)
::::::::::::Fatto! Leggi [https://it.wikisource.org/wiki/Discussioni_utente:Alex_brollo qui] Ancora Malombra --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:57, 13 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Pic57, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
::Grazie {{ping|Nemo_bis}}, non sapevo neanche dell'esistenza di questa bella iniziativa, per la quale... diciamo che sarei un po' fuori target ahimé per via dell'età, come potrai desumere dallo user wiki. Spero piuttosto che la cosa interessi qualche mio studente, magari l'anno prossimo: quest'anno qualcuno di loro ha cominciato a darsi da fare, ma non credo abbastanza. Comunque '''ho colto l'occasione per iscrivermi a wikimedia italia.'''
== Lo cunto ==
Forse ho capito il problema delle note, ricade nel proverbio "''il meglio è nemico del bene''". Non serviva quel lavoraccio! Io ho qualche tool ancora poco pubblicizzato, ma facendone a meno la procedura più comoda è:
* correggere il testo lasciandolo dov'è (ossia, le note in fondo);
* circondare ciascuna nota con un <nowiki><ref>...</ref></nowiki>; occhio alle note sulla stessa riga;
* selezionarle una a una e trascinarle nel punto giusto del testo. Fine.
Il ref name e il ref follow vanno usati solo nelle note molto lunghe, che continuano su più pagine.
Volendo rileggere il testo dopo aver messo le note al loro posto, è comodo "rimetterle in fondo pagina" con lo strumento Spostamento note; finito di rileggere, si rimettono dov'erano cliccando di nuovo Spostamento note.
Raccomando anche di seguire le indicazioni che ho messo in Discussioni indice, compreso il modello di rigaintestazione (testo minuscolo inserito in un template Sc) e di aggiungere il template RuleLeft|8em nel footer, prima del tag references.
Beninteso: è stato fatto un lavoro molto buono, e molto faticoso, grazie! Sistemare la formattazione è molto, ma molto meno faticoso che correggere un testo così ostico. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:09, 28 apr 2015 (CEST)
:: Mah sì, non ti preoccupare non sono permaloso. Venivo dalle rime estravaganti del bandello dove invece usavo quel sistema... ci avevo preso la mano. A proposito, dai un'occhiata anche lì se ti capita.
::: vedo! Là però per merito di poem non dà fastidio (non spezza il testo). Una curiosità.... come hai pescato questa curiosa sintassi?? Per ottenere che risultato? E... i nomi delle annotazioni, li crei e inserisci tutti pazientemente a mano? Approfitto per congratularmi con te per la scoperta dell'uso dei tag <nowiki><i>...</i></nowiki> al posto dei maledetti apostrofi, '''bravo!!!''' --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:08, 28 apr 2015 (CEST)
La "curiosa sintassi", caro {{Ping|Alex brollo}}, era strettamente connessa alla rilettura SAL 75%. Se si rilegge a quel livello di profondità si ha il tempo di creare dei tag apparentemente complessi che in realtà sono dei copia e incolla. Voglio dire: sfrutto la memoria del computer per i tag che sono dei copia-e-incolla quasi uguali, mentre il cervello è impegnato nella rilettura.
Tutto è nato dal fatto che credevo che - trovandosi le note in pagine diverse dal testo a cui si riferivano - dovessi comunque usare il <nowiki><ref follow>...</ref></nowiki> e il <nowiki><ref name>...</ref></nowiki>. Pertanto procedevo così (dopo aver sistemato le sezioni della pagina):
* stabilivo il nome del tag ref con il seguente criterio p|numeropagina-numeroverso. Avevo letto da qualche parte nella guida che questo era il criterio consigliato per evitare nomi di tag uguali
* creavo il primo tag ref follow e lo copiavo in memoria pc (ad esempio <nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki>.
* correggevo e chiudevo il follow.
* Passavo alla nota successiva incollando la prima parte del ref e cambiando solo il numero del verso e così via fino alla fine delle note
* Infine passsavo al testo. Incollavo il tag follow nel punto del testo utile, rinominandolo "name" (<nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki> diventa <nowiki><ref name="p307-v6"></nowiki>
Tutto qua.
Intanto ho cominciato ad usare il PostOCR, anche se per testi come quello del buon Basile è utile fino ad un certo punto. Però Intestazione e piè di pagina sono già qualcosa. Il memo regex ora lo vedo, perché ho anche la bottoniera, e leggo Carica regex e salva regex: ma non ho ancora capito bene come funzionano. Ho capito che con il ''Trova e sostituisci'' se spunto ''Ricorda questa sostituzione'', in effetti se le ricorda e il PostOCR me le esegue nella pagina. Per ora sono a questo livello.
== Wikisource a scuola ==
Bella la tua iniziativa. Ti segnalo che Al liceo Pascal di via Corti di Milano è iniziato un progetto di realizzazione di una ''biblioteca scolastica digitale'' che raccoglie in modo comodo gli ebook in formato epub, raccolti secondo l'ordine dei programmi ministeriali. Il contatto con la Biblioteca comunale di via Valvassori Peroni - sezione ipovedenti porta a sottolineare la possibilità di usare gli ebook anche per la didattica dei BES, ipovedenti e dislessici. Per ora in via Corti si era solo alla prima fase: caricamento sul PC dell'aula di informatica degli .epub. [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 06:02, 24 lug 2015 (CEST)
== Studenti ==
:Ottima idea quella di far rileggere agli studenti :-) Facci sapere come va.<br>
PS: da una discussione con Marco Calvo su Facebook mi è parso di capire che loro gli ISBN sugli epub (almeno) li mettono. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 16:14, 18 apr 2016 (CEST)
::{{ping|Aubrey}} Sì, mi pare sia stata un'ottima idea perché così si aggiungono loro via via che si registrano e io li posso aiutare senza perderli di vista. Sugli ISBN ho chiarito tutto, con AIE. Ti scrivo in privato. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:19, 18 apr 2016 (CEST)
== Cinema ==
Ciao. Io sono una funzionaria INPS, forse ti posso aiutare a trovare le date di morte se mi fornisci nome cognome e data di nascita. Almeno ci provo. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 13:02, 15 gen 2025 (CET)
:Ciao @[[Utente:Lagrande|Lagrande]]. Uao!
:Purtroppo per gli autori di incerto © non posso risalire alla data di nascita perché neanche l'IA è in grado di fornirmela. Quindi per loro mi rimangono solo questi dati:
:* un nome e un cognome,
:* l'anno in cui ha pubblicato l'articolo o l'opera
:* il titolo
:* la rivista
:Si può ragionare sul fatto che non possano avere meno di 25 anni dalla data di pubblicazione dell'articolo e risalire all'anno di nascita... ma è un lavoraccio. Tuttavia se ci vuoi provare, [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Pic57/Laboratorio_cinema '''qua'''] trovi la tabella che costruisco man mano che scandaglio riviste e simili. Il punto interrogativo sta per: "sospendo perché NON conosco la data di morte dell'autore e quindi NON sono in grado di stabilire se l'opera è in Pubblico Dominio". Al momento ci sono una decina di nominativi con il ? [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:00, 15 gen 2025 (CET)
ːTemo che senza data di nascita non arriverò a niente, ma comunque ci provo. --[[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 09:42, 16 gen 2025 (CET)
== Lilypond ==
Programma di incisione musicale. Ecco quel che può fare:
* '''[https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Partiture Partiture]'''
Chi vuol dare una mano è benvenuto/a.
{{riga punteggiata|300}}
Versioni in uso
* ''LilyPond 2.24.4 {{smaller|released - July 21, 2024}}''
Editor in uso:
* ''Frescobaldi 4.03 {{smaller|da novembre 2025}}''
* Frescobaldi 3.3
== [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 372 crop).jpg]] ==
Ciao. Scusa ma ho ricroppato e ricaricato questa immagine perchè nel ritagliarla avevi "mangiato" una parte del decoro in alto a dx... ;-)
Già che c'ero l'ho ripulita, alzato la risoluzione e resa in b/n. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:06, 5 lug 2025 (CEST)
:Anzi, vedo ora che di quell'immagine ci sono svariate versioni, pure migliori e a risoluzione più alta, tipo [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 164 crop).jpg]]. Potrebbe essere un'idea usare sempre la stessa img indipendentemente dalla pag. di origine, come discusso [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.05#Immagini ripetitive e duplicate|qui]].
:Da [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Illustrations_from_Ars_et_Labor questa categoria] si può cercare le immagini "riciclabili" che già esistono. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:20, 5 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] intervieni pure come pensi sia meglio. Non mi offendo, anzi... In genere sbianco solo lo sfondo delle immagini-decorazioni... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:34, 5 lug 2025 (CEST)
:::Ok. E' anche più comodo per te, se già c'è un'immagine caricata su Commons, riutilizzarla anzichè ritagliarla e sbiancarla ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:39, 6 lug 2025 (CEST)
== Segnalazione antologia spartiti ==
Ciao! Ho notato la tua passione nel trascrivere spartiti, ti segnalo la seguente antologia:
https://archive.org/details/neretti-canti-giuochi-danze/mode/1up
Vedi tu se ti può interessare.
Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:23, 27 feb 2026 (CET)
:Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]], ma certo che mi interessa! E' una testimonianza significativa della concezione educativa dell'epoca e anche della musica popolare toscana (per eccellenza "italiana" e quindi ''patriottica'').
:Ho inserito il libro nella mia lista su IA. Diciamo che è "in coda".
:Un caro saluto. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:28, 27 feb 2026 (CET)
::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Mi stavo accingendo a caricare il libro di Luigi Neretti su Commons, ma mi è sorto il dubbio: Luigi Neretti è nato nel 1865, ma non se ne conosce la data del decesso. Tuttavia "molto probabilmente" la sua opera è già di pubblico dominio. Ma Marina Battigelli, che è co-autrice del libro per via delle illustrazioni NON è ancora di Pubblico Dominio perché deceduta nel 1979, come afferma questa fonte (Giuseppe Ortolan, collezionista e antiquario di Padova): https://www.anticortolan.it/autori_scheda.asp?ID=65 e confermata da questo: https://www.galleriarecta.it/autore/battigelli-marina/ e anche dal Dizionario d'Arte Sartori: https://dizionariodartesartori.it/artisti/battigelli-marina
::Per cui non ho caricato il libro su Commons, anche se scansionato da Google Books e presente su IA. Peccato! :( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:41, 17 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Capito, peccato. Ne approfitto per segnalarti due testi sicuramente di pubblico dominio contenenti spartiti, "L'anima musicale d'Italia" di Giulio Fara [https://archive.org/details/fara-anima-musicale-italia qui] e "Le canzonete dei nostri veci" di Luigi Bauch [https://archive.org/details/bauchlecanzonetedeinostriveci qua]. Vedi se ti possono interessare. Ciao! [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:07, 18 mar 2026 (CET)
::::Molto belli entrambi@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Comincerei da quello di Bauch. Vedo di organizzarmi: li trascriverò senza interrompere le altre cose che sto facendo... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:23, 18 mar 2026 (CET)
:::::Ne aggiungo uno anch'io: ''La marcia dei soldatini di piombo'', a pag. 8 di [[Indice:Il giornalino della Domenica, anno 1 n. 7, 5 agosto 1906.pdf]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:17, 19 mar 2026 (CET)
::::::Ok @[[Utente:Candalua|Candalua]] fatto. {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:53, 21 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho dato inizio ai lavori: {{testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:53, 25 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Terminata la trascrizione de {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:27, 10 mag 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ottimo, grazie! Non ho presente per ora altri testi da suggerirti, in teoria potresti fare quello di Neretti sopra citato evitando di inserire le illustrazioni. Già in altri casi passati su Wikisource abbiamo evitato di inserire parti di certi testi in quanto ancora sotto copyright. Vedi tu... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:06, 10 mag 2026 (CEST)
::::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho caricato https://it.wikisource.org/wiki/Indice:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu che mi avevi segnalato. Ho pensato che l'opera di un musicologo a questo punto fosse necessaria. Piano piano la trascriverò... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:25, 15 mag 2026 (CEST)
:::::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ieri hai scritto nel Bar che eri interessato a segnalazioni di nuovi testi con dentro spartiti musicali, ti segnalo allora i seguenti testi di canti tradizionali o antichi, tutti con gli autori/curatori con diritti scaduti:
:::::::Fiorita di canti tradizionali, di Eugenia Levi, [https://archive.org/details/levifioritadicantitradizionali/mode/2up qui]
:::::::L'anima della Sardegna, di Giulio Fara, [https://archive.org/details/faraanimadellasardegna/mode/2up qui];
:::::::Musica francese nel medioevo, di Vincenzo Crescini, [https://archive.org/details/CresciniMusicaFrancese/mode/2up qui];
:::::::I canti delle trincee, di Cesare Caravaglios, [https://archive.org/details/CaravagliosCantiTrincee/mode/2up qui];
:::::::Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 17:09, 17 giu 2026 (CEST)
== Musica, che passione! ==
Ogni volta che ti vedo aggiungere pagine di musica mi scappa un sospiro di gratitudine: sei un benemerito del wiki. Per il momento quel che posso fare, grazie a Frescobaldi, è aggiusticchiare qua e là, ma a differenza della scrittura in greco che mi è abbastanza familiare, il perfezionismo mi prende e comincio a farmi troppe domande su come piegare legature, centrare espressioni agogiche ecc. ecc. per cui mi limito, e anche questo con lentezza, a correggere principalmente note e ottave che scappano nella trascrizione... comunque facendo questo sto imparando. Ad esempio oggi ho capito l'uso di \stemDown e \stemUp. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:26, 3 apr 2026 (CEST)
:Carissimo @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] non si finisce mai di imparare. Certe volte scelgo le partiture da trascrivere in base alle difficoltà che presentano: mi sfido da solo; altre volte càpita invece che una partitura apparentememnte semplice, finisce per presentare difficoltà impreviste. E va bene anche questo, perché è il modo migliore per imparare, almeno per me.
:Mi rendo conto che nella foga di superare nuove difficoltà, finisco per tralasciare di "revisionare" quel che ho già scritto, ma... meno male che ci sei tu! :-)
:Del resto se dovessi oggi riprendere il codice scritto quando ho cominciato, ormai un anno fa, o anche solo qualche mese fa, o anche solo qualche settimana fa, quante cose migliorerei! Ma ora non è il momento: ho ancora troppo da imparare e quindi devo continuare a esplorare questa giungla di note... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:49, 3 apr 2026 (CEST)
== Brevi note ==
Ciao, all'interno di [[Indice:Musica d'Oggi, 1962.djvu|questo indice]] sono presenti alcune pagine - più precisamente 175, 176, 177 - che presentano delle brevi partiture ad accompagnamento dell'articolo. Sarebbe carino trascriverle con gli strumenti che usi ottimamente da tempo (anzi, ne aprofitto per farti i complimenti). [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 21:20, 28 mag 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] visto. Ok. Metto in lista e ti avviso quando le trascrivo [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:56, 29 mag 2026 (CEST)
::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Ok, vedi se ti piace così: [[Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/231]]. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:22, 5 giu 2026 (CEST)
:::Per quanto possa capire delle partiture, per me è un ottimo lavoro, direi che puoi fare lo stesso con le altre pagine! Una curiosità: come mai hai trascluso lo spartito anche a parte? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 18:22, 7 giu 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] in questo modo posso richiamarlo anche dalla '''[[:Categoria:Partiture|categoria Partiture]]''' e dalla pagina '''[[Autore:Manuel de Falla|Autore di Manuel de Falla]]'''. Sebbene si tratti di un frammento, è pur sempre un frammento di una grande opera di Manuel de Falla (e farà il paio con il frammento successivo, forse ancor più interessante). Inoltre questi frammenti sono richiamati all'interno di un articolo del grande [[Autore:Massimo Mila|Massimo Mila]] (e si potranno raggiungere anche dalla sua pagina Autore, che tuttavia è scomparso nel 1988... ma credo che se l'Archivio Ricordi l'ha pubblicato non ci siano problemi... o no?), il quale cita anche un rarissimo ''Re di Thule'' di Gounod. Insomma, ho pensato di mettere in sinergia tutto... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:50, 7 giu 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]]Finito. · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}
:::::Segnalami pure altro [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:49, 28 lug 2026 (CEST)
f166f6ymw92a15wnk4rcmoh2xc2dk2j
3867864
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2026-07-28T14:18:35Z
Pic57
12729
3867864
wikitext
text/x-wiki
{{benvenuto|firma=[[Utente:Samuele Papa|<span style="color:#ff6600">Samuele</span>]] 06:55, 4 giu 2012 (CEST)}}
{{Cassetto
| Titolo = == Archivio ==
| Testo =
Ho appena terminato la rilettura del libro di Cristina Trivulzio di Belgioioso, "[[Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire]]". Una lettura molto interessante per me e spero anche utile a wikisource. Ho fatto del mio meglio per correggere le bozze. Ho incontrato in pratica solo errori, pochi tutto sommato, dovuti all'importazione da OCR. Per il resto bisognava mantenere l'ortografia dell'epoca, ma per questo bastava rimanere fedeli al testo fotocopiato.
==Grazie==
Caro Pic57,
grazie per l'ottimo lavoro di rilettura: se avessi bisogno di delucidazioni non farti riguardo a scrivermi. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 08:16, 13 lug 2012 (CEST)
Caro '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''',
grazie per l'accoglienza. Ho recentemente ripreso la mia attività wikipediana dopo 6 anni di interruzione. Ho pensato che la cosa migliore fosse imparare a conoscere il codice rileggendo i testi scansionati, e cercando così di rendermi utile da subito.
Oggi ho terminato la rilettura dei [[Solenni_funerali_di_Pio_papa_ottavo_(Amat)|Solenni funerali di Pio papa ottavo]] (Amat), 15 lug 2012 (CEST)<br />
Oggi ho terminato la rilettura de [[L'Effigie_di_Roma|L'Effigie di Roma]], 21:12, 21 lug 2012 (CEST)
== Benvenuto e suggerimenti ==
Ciao Pic57, benvenuto in questo progetto!
Vedo che stai contribuendo attivamente alla crescita di Wikisource e ne sono felice. Come utente "anziano" oltre a darti il benvenuto ed incoraggiarti nel proseguimento del tuo lavoro,, ti voglio anche dare dei suggerimenti per evitare alcuni errori comuni quando si creano le pagine autore:
:1) Pagine autore, link a altri progetti: è sufficiente inserire solo il nome della voce sull'altro progetto e non l'URL intero. ([https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Autore%3AFriedrich_Gottlieb_Welcker&diff=1148149&oldid=1146688 vedi esempio])
:2) Inserire link da Wikipedia e progetti fratelli verso Wikisource ([https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Friedrich_Gottlieb_Welcker&diff=51282431&oldid=50222866 vedi esempio])
:3) Inserire le date di nascita e morte di un autore nelle [[Wikisource:Ricorrenze|Ricorrenze]] (vedi esempio per [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F4_novembre&diff=1148167&oldid=965516 nascita] e [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Wikisource%3ARicorrenze%2F17_dicembre&diff=1148168&oldid=1084255 morte])
Ciao,
--[[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 15:58, 24 lug 2012 (CEST)
== Accorgimenti ==
Vedo il tuo gran lavoro di rilettura, grazie per il contributo importante col quale ti prodighi in questo progetto.<br />
Consentimi qualche consiglio: quando rileggi, il testo deve essere il più attinente possibile alla scansione; [[Pagina:Primi poemetti.djvu/188|qui]] (guarda la cronologia) probabilmente ti sei fidato troppo di chi ha lavorato prima di te: una svista può sempre capitare, tocca al rilettore sistemare (anche alcune piccolezze di formattazione).<br />
Perdona l'intrusione e se avessi dubbi, sono a tua disposizione.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:49, 28 lug 2012 (CEST)<br />
:Mi riferivo anche al numero romano della strofa (v), raggruppamento dei versi sbagliato e altri piccole sviste (accento dattilografico ' in tipografico ’, eliminazione dello spazio tra parola e simbolo di punteggiatura, esempio: parola ; e altro), quest'ultime risolvibili premendo postOCR se hai attivato gli ''Strumenti per la rilettura'' o la bottoniera da ''Preferenze''. Da premere due volte per portare ''RigaIntestazione'' nell'header se non fosse già presente e, se stai trascrivendo e non rileggendo, premere solo dopo aver inserito il tag poem.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 19:08, 30 lug 2012 (CEST)
::Vai su ''Preferenze → Accessori'' e abilita il quarto: avrai svariati strumenti sulla sinistra, molto utili per svolgere compiti sempre uguali e noiosi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 01:13, 31 lug 2012 (CEST)
== Attestato di partecipazione ==
In assenza di Edo, ti ho assegnato io stesso la medaglia di partecipazione alla rilettura del mese; mi sono permesso qualche cambiamento per meglio sistemare la pagina. Ti ringrazio per il tuo cospicuo contributo.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:46, 31 lug 2012 (CEST)
:Visto che riguarda sempre la rilettura del mese, ti scrivo qui.
:La correzione che hai apportato a [[Pagina:La Cicceide legittima.djvu/3|questa]] pagina è sbagliata: quel simbolo anticamente stava a indicare la nostra ''s''; è vero che cerchiamo di attenerci al testo, ma questo non deve risultare illeggibile. Ti consiglio a questo proposito di leggerti le [[Wikisource:Convenzioni di trascrizione|Convenzioni di trascrizione]], dove troverai altri utili suggerimenti.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:03, 2 ago 2012 (CEST)
::Toh ho letto adesso il tuo dubbio; se riesci a ritrovare le pagine dell'opera precedente dove hai fatto lo stesso errore, potresti correggerle? {{smaller|{{Fatto}} (Credo ti riferissi solo alle ''[[Saggio di rime devote e morali/Notizie di Marianne Santini Fabri Bolognese|Notizie di Marianne Santini...]]''; altrove non ne ho riscontrato la presenza.)}}
:: Sì, solo nelle rime della Santini; confermo. Solo lì ho fatto il danno.
::Riguardo alle immagini, il meccanismo non è complicato: meglio scaricarle dal file originale che dal djvu, poi caricarle su ''Commons'' dove devi esplicitare la licenza (libero dominio ecc.) e poi richiamarle qui con <nowiki>[[File:''nome del file''|''larghezza del file in px'']]</nowiki>.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 23:08, 2 ago 2012 (CEST)
== svg ==
Ho catturato un'immagine, l'ho resa trasparente in png ed esportata in svg con Inkscape. Ma non sono soddisfatto del risultato.<br />
Tu dicevi:<br />
"meglio scaricarle dal file originale che dal djvu"<br />
io ho copiato l'url dell'img dal djvu, ma l'ampiezza dell'immagine è equivalente al djvu mi pare. <br />
Ad es.: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/6d/Saggio_di_rime.djvu/page50-600px-Saggio_di_rime.djvu.jpg<br />
C'è da qualche parte un'immagine originale più definita?<br />
--[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:19, 5 ago 2012 (CEST)
:Difatti è la stessa cosa; quando dicevo ''dal file originale'', mi riferivo a [http://www.opal.unito.it/psixsite/Miscellanea%20di%20testi%20di%20genere%20diverso/Elenco%20opere/ScansioneGIX458aa.pdf questo].
:Prova e fammi sapere.
:Ah la prossima volta scrivi nella mia talk; sono passato qui per caso, altrimenti non avrei potuto leggere le tue perplessità.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 12:40, 21 ago 2012 (CEST)
::Hai ragione, andrebbero riprodotti; difatti ho aggiunto un template (immagine da inserire) come memorandum. Avevo capito che fosse tuo interesse riprodurli, in caso contrario il template me lo ricorderà, a meno che l'esperto in questa materia ([[Utente:Luigi62|Luigi62]]) non mi preceda e gliene sarei ben grato.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 16:41, 22 ago 2012 (CEST)
==Recensione==
Ciao! Vedo che stai un po'impazzendo su quella pagina 24. Devo chiederti scusa; credo di essere stato io ad assegnare il 75%. Mica vero! Indipendentemente da chi sia responsabile, però ti suggerisco di fermarti. Non ricordavo di aver lasciato quel lavoro da fare e lo farò appena finito di sistemare quella pletora di Rigaintestazione. La soluzione più veloce sarebbe una tabella (che nemmeno io sono molto bravo a costruire ma me la cavo...cavicchio) oppure credo ci sia un template RigaIndice o qualcosa del genere con cui si costruiscono le pagine di indice dei libri (non le Pagina "Indice, eh!"(che ho scoperto solo un paio di giorni fa appunto durante la sistemazione di Rigaintestazione e che ho già dimenticato dove sia. Mamma mia che testa! Naturalmente fai come preferisci ma uomo avvisato... :). Ah, Io sono tutto il contrario di uno bravo ma se ti serve una qualche mano, fai un fischio; magari hai fortuna :D --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 10:17, 20 ago 2012 (CEST)
{{smaller|Aggiungo}}- Scusa se ti uso come blocknotes (così poi lo ritrovo anch'io...) quella riga template x indice la puoi trovare (anche) [[Pagina:Sulle_frontiere_del_Far-West.djvu/259|qui]]. :) --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 14:29, 20 ago 2012 (CEST)
Ancora scuse (finirò mai?) per averti indicato una strada non esatta. Come ripeto, anch'io non sono molto conoscitore di trucchi. Vedo che hai provato il template Rigaindice che però, noto ora- non lo sapevo-, crea un link nella cifra che normalmente indica la pagina. (A posteriori è ovvio, così si possono linkare le pagine del testo). Quindi non va bene per questo problema. Ho parzialmente risolto con una tabella molto semplice e senza tanti puntini. Se poi ti interessassero le tabelle (che io e quasi tutti qui detestiamo) provo a cercare qualche esempio messo su da un 'collega' mostruosamente bravo nel settore tabelle ma che -purtroppo- è durato pochi mesi. È da un anno che non lo vediamo :( . Grazie per l'aiuto e per aver messo in luce questa carenza nella 'mia' produzione adesso mollo tutto e porto avanti queste pagine. Alla meno peggio. Non prendertela se ho 'rovinato' tutti i tuoi tentativi. Conosco come ci si sente. Giuro che non l'ho fatto con cattiveria o soprattutto non con spocchia :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 16:44, 20 ago 2012 (CEST)
Oh figurati, è stata un'occasione per imparare varie cose, come troverai scritto nella tua pagina di discussione. Sono un novizio di wikisource. Ecco una cosa che non ho capito è questa: ma per risponderti devo farlo qui, o nella tua pagina di discussione? --[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 17:02, 20 ago 2012 (CEST)
:Dove scrivere? Bella domanda! La prima volta si scrive sulla pagina "Discussione" (o talk) dell'utente che vuoi contattare. È ovvio dato che così gli arriva la riga arancione. Se no come fa? Mettiamo che mi scrivi, per la risposta ho tre metodi:
* Ti rispondo direttamente nella tua pagina talk così ti arriva la riga arancione. Però se la cosa diventa lunga si perde il filo del discorso. Allora, secondo metodo:
* ti rispondo sotto il tuo messaggio e, per generare la riga, ti metto un breve avviso nella tua pagina talk (tipo "ti ho risposto da me") - la raffinatezza di un link alla stessa pagina è apprezzata ma per nulla necessaria (Io so benissimo come arrivare alla 'mia' pagina, no?). E arriviamo al terzo metodo:
* Si scrive sotto il primo post e basta. Perché siamo pochi, un paesino - anzi una frazione- e ci facciamo i fatti degli altri in continuazione. E come? occhieggiando le "Ultime Modifiche" dove le varie talk sono inevitabilmente controllabili ed evidenziate dato che, scrivendoci, le rispettive talk entrano fra gli Osservati Speciali. (Poiché mi hai scritto vedrai la mia talk in blu e di maggior spessore. ATTENZIONE! questo sistema funziona solo qui su Source, in questo paesino. Perché i cambiamenti nelle "Modifiche" della metropoli ('Pedia) sono talmente tanti e frequenti che in pochi minuti la pagina scompare.
In sintesi dopo i primi interventi puoi tranquillamente usare il terzo metodo perché ti 'terrò d'occhio' e lo faranno tutti quelli cui hai scritto e che ti hanno risposto :). Lo stesso varrà per te per tutti quelli la cui pagina di talk mostrerà la stellona blu in alto a destra vicino a Cronologia. Prova e vedrai. Il primo metodo resta ovviamente valido -anzi necessario- se vuoi/devi attirare l'attenzione dell'interlocutore che avrà la riga arancione non appena entrerà in Source. Non farti scrupolo di chiedere; chi non chiede non impara. Solo, può capitare che la risposta arrivi con calma (sai, gli impegni). Ma se non arriva uno arriva un altro. A presto! :) [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 19:07, 21 ago 2012 (CEST)
== Note ==
Ciao! due parole in fretta sulle note; (è quasi un caso che sia passato di qua perché da qualche giorno sono superimpegnato in altra vita). Hai avuto fortuna :). Mezza fortuna. Confesso che non ho mai usato quel template ma mi sembra di aver orecchiato che sia qualcosa di simile al template che unisce le note che cominciano in una pagina e finiscono nella successiva. Quello che me lo fa pensare è quel "Pt" (di cui non conosco esattamente la funzione). "a naso" il template prende un pezzo di testo o nota e lo attacca a un altro pezzo; qualcosa di simile al template "ref name..." "ref follow". Ma tutto questo per unire o comunque sistemate le cose che nel NS "Pagina" sono in un modo diverso che nel NS0, dove altrimenti le note col solito "ref" "/ref" andrebbero a tagliare il testo. L'esatta funzione dovrebbe essere spiegata [[Aiuto: Come aggiungere le note|QUI]] ma non lo è. Qualcuno sta lentamente cercando di sistemare gli Aiuti con le nuove invenzioni ma... ;( Se ti interessa conoscere a fondo la funzione dovrai rivolgerti a qualcuno di esperto. Lasciando in pace Alex che 'sta bombardato' credo che conoscano bene il trucco Xavier, Orbilius, ma anche Barbaforcuta. Anzi chiediglielo che così mi imparo la risposta :). {{smaller|(poi, per cortesia, alla fine del post clicca sulla firma se no mi/ci tocca andare in giro a cercare chi mi/ci ha scritto ... per stavolta ti perdono perché era mezzanotte... ;)}} ciao! --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:08, 2 set 2012 (CEST)
:Continuo. Mi hai incuriosito. Allora sono andato a cercare un esempio (certo che se mi linkavi qualcosa era più facile ...). allora: in [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/64|questa pagina]] c'è la 'nota separata' alla djvu/118. Sono quindi andato a vedere cosa c'era in ''quella'' pagina djvu/118 e ho scoperto che era una pagina di note! Allora ho dedotto questo. Le note di questo testo non sono in calce alla pagina ma raggruppate a fine testo (in altri sarà magari capitolo, dipende). Se hai messo quel template, ''quando di ritrovi nelle note'', in questo caso [[Pagina:In morte di Lorenzo Mascheroni.djvu/118|qui]], con un clic ti ritrovi alla pagina cui la nota fa riferimento. Adesso però non chiedermi a cosa serva una nota senza il numeretto di rimando, eh! È roba che ha scritto Vincenzo Monti; chi sono io per criticare?. hehe Ciao ancora. --[[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 08:21, 2 set 2012 (CEST)
== Questione ''autori cinematografici'' ==
Caro Pic57, come avrai potuto notare abbiamo dovuto cancellare gli autori da te inseriti a causa di un dubbio espresso in [[Wikisource:Bar#Recente infornata di pagine autori .28.3F.29_cinematografici|bar]]. A questo punto converrebbe che tu li linkassi alle pagine di Wikipedia, in attesa che Wikidata (prossimo progetto che conterrà tutti gli autori e molto altro) risolva del tutto i nostri problemi.--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 18:11, 14 set 2012 (CEST)
== Immagine Santini ==
Ho dato un'occhiata e mi sembra che il lavoro sia stato fatto abbastanza bene. Mi sono permesso alcune modifiche (il ''Centrato'' e le dimensioni). Forse un po' obligua e sfocata: hai preso l'immagine dal file di origine (Internet Archive per esempio)? Se sì, non possiamo farci niente; prosegui pure così. Per qualsiasi miglioria, puoi chiedere al nostro esperto in materia: [[Utente:Luigi62]].--[[User:Barbaforcuta|Barbaforcuta]] ([[User talk:Barbaforcuta|disc.]]) 15:37, 1 ott 2012 (CEST)
== SAL delle pagine indice ==
Caro Pic57,
ti scrivo per spiegare il mio [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Indice%3AFogazzaro-IdilliSpezzati-1902.djvu&diff=1519286&oldid=1519152 annullamento della tua modifica] all'indice di Fogazzaro.
Una pagina indice passa a SAL 100% quando tutte le sue pagine sono al 100%.
Qualche anno fa era emerso il dubbio filosofico sul significato di SAL 100% in "metapagine" che servono a riportare contenuti di altre pagine, e abbiamo deciso che tali pagine seguono il destino dei testi al cui servizio sono state create. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 07:06, 28 feb 2015 (CET)
Caro Orbilius,
perfetto. Approfitto di te perché ho un problema di...
;Numerazione nota e riga in solo testo
Vedi ad es. qui:
[https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Gramsci-antonio-sul-fascismo.djvu/7 Gramsci, Il riformismo borghese]
Il problema è la numerazione della Nota... in alto a destra
Inoltre la riga del Pié di pagina si vede nella pagina con l'immagine, ma scompare nella pagina solo testo.
:Caro Pic57, non c'è nulla di sbagliato: nel namespace Pagina la numerazione delle note ricomincia ad ogni pagina, ma nella ricomposizione delle pagine in namespace Principale la numerazione — sempre in automatico — torna a posto.
:In second luogo è normale che il piè di pagina scompaia nella pagina solo testo (quella in namespace Principale) dato che tale visualizzazione "ricompone" il testo continuo superandone la suddivisione in pagine: intestazioni e piè di pagina hanno (un po' di) senso nelle singole pagine ma non nel namespace principale dove interromperebbero la continuità del testo: ecco perciò che tali ''accidenti'' del mondo cartaceo vengono mantenuti quando graficamente sono sostanziali (cioè nel namespace Pagina), mentre quando la ''sostanza'' del testo deve essere sfrondata dagli ''accidenti'' del mondo cartaceo (cioè nel namespace Principale) tale sfrondamento avviene in automatico perché intestazioni e piè di pagina sono inseriti in aree che automaticamente non appaion in Namespace Principale. Scusa per i prestiti temerari dal lessico filosofico, ma spero che rendano l'idea. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 00:27, 3 mar 2015 (CET)
Caro Orbilius,
grazie per l'esaustiva precisazione. Direi che l'avevo anche sospettato, ma... volevo esserne certo. Condivido pienamente tutta l'impostazione: "entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem".
== Tra colleghi ==
:Caro Collega!
:Mi stavo giusti chiedendo chi ringraziare per l'improvviso interessamento di nuovi utenti per l'antologia di Cino da Pistoia... l'ho scoperto e dunque Grazie! Casualmente ci stavo lavorando e dunque mi unisco all'allegra brigata. Io uso Wikisource a scuola (poemi epici, Promessi sposi o vari autori del programma del triennio sono spessissimo sulla mia LIM), ma non sono ancora giunto all'arruolamento di ''st''utenti. Complimenti ancora. Accetto indicazioni su come muovermi con loro :D - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 21:20, 4 mar 2015 (CET)
:Caro collega, ma per carità! "Indicazioni"... diciamo che sto facendo un esperimento (di cui sono orgoglioso). Un gruppetto di studenti sta reagendo bene e spero che si tirino dietro anche i più riottosi. Anche io uso wikisource sulla LIM, e allora mi son detto: ma perché non metterli al lavoro? Non voglio parlarne granché per ora: vediamo che succede alla distanza. Comunque l'idea è che agiscano INSIEME, come una SQUADRA di operai (ma ognuno con il proprio contributo BEN VISIBILE da tutti e da me). La cosa è piaciuta perché vedono immediatamente il risultato del loro operato. Questa è una grande potenzialità educativa di wikisource: poche chiacchiere, agisci! E la cosa li gratifica molto, oltre al mio incentivo scolastico s'intende, che comunque vale per quel che vale, come ben saprai... Ora chiudiamo su Cino da Pistoia: ci siamo interessati solo alle sue Rime. Ci getteremo su... ma perché rovinarti l'effetto sorpresa? :-D Riferirò a tutti comunque dell'interessamento mostrato da un autorevole amministratore di wikisource per il loro operato.... A presto
Stavo sistemando un po' la pagina autore di Cino da Pistoia. Ma forse meglio che imposti tu, così imparo come gestire opere come queste: le Rime sono di Cino, ma sono una scelta di Carducci ecc.
::Allora, caro {{ping|OrbiliusMagister}} qua l'arruolamento sta andando avanti alla grande. Si sta creando uno "zoccolo duro". Ho dovuto aprire una cartella su Quip per coordinare i lavori. Gli studenti (comunque maggiorenni) scrivono su quip quali pagine si impegnano a rileggere, in modo da evitare sovrapposizioni e ordinare i lavori: in genere si procede a "decine". Ho creato poi uno strumento di valutazione che si basa sul Conteggio Modifiche di wikisource. Certo, anziché usare Quip potrei fare direttamente tutto su wikisource, aprendo un Progetto, credo. Ma forse, meglio aspettare ancora un po'. E poi comunque non senza averne parlato prima con te. Ecco appunto: che ne pensi? PS: l'unica cosa che sta andando male è la mia ricerca di testi senza copyright, come forse avrai letto in giro. Prima o poi imparerò :-( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:29, 14 mar 2015 (CET)
== Idillii spezzati ==
Su segnalazione di {{ping|Margherita}}, ho visto che la scansione di Idillii era "rotta" (mancavano alcune pagine in fondo al libro) e l'ho sostituita al volo con un'altra scansione, migliore, da IA: {{IA|idilliispezzatir00fogauoft}}. Adesso mi pare a posto. Va sistamata l'ultima decina di pagine. Mi pare che l'edizione sia identica, le pagine corrispondono, va comunque verificato in modo ''paranoide'' :-) --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 07:54, 10 mar 2015 (CET)
:Grazie {{ping|Alex brollo}}. Avrai visto che su Internet Archive le due edizioni erano apparentemente identiche. Mi sono accorto della lacuna delle ultime pagine quando ormai avevo trascritto il libro. Ho aggiunto il testo finale scansionandolo direttamente dalla copia che tu ora hai importato. Stavo giusto leggendo sul manuale come sostituire i dejavu, cosa che non mi è sembrata proprio semplice. Poi ho visto che {{ping|Margherita}} ci stava lavorando e ho lasciato andare. Sì comunque hai ragione: val la pena essere paranoici e controllare tutto, ma proprio tutto, prima di importare. Ho riletto e sistemato le ultime pagine a SAL 75%
:: Nonostante tutti i controlli, capita di dover sistemare dei file djvu. Non siamo in molti a maneggiarli senza impazzirci, talora servono spostamenti massicci di pagine già trascritte e quindi è utile avere un bot... a ma i djvu piacciono molto, se ti servirà chiedi tranquillamente, mi ci diverto :-)
:: Ho ritoccato l'ultima pagina SAL 75%. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 21:53, 10 mar 2015 (CET)
== Sul Fascismo ==
Caro Pic57,
ho una brutta notizia.
Data la natura sospetta del testo di Gramsci da te caricato ho effettuato una rapida indagine, ricostruendo la ''tradizione'' del testo copia su copia.
Il testo deriva in ultima analisi dal pdf presente su Liberliber. Esso è stato utilizzato da qualcuno della casa editrice Altrimedia per produrre il testo nell'edizione che poi da qualcuno è stata caricata su Internet Archive, dove è stato trasformato nel djvu infine utilizzato da te qui.
Il problema grosso è che il testo di Liberliber è proposto con licenza CC BY-NC-SA. Gli editori di Altrimedia hanno ''offuscato'' la provenienza del loro testo per poterlo proporre in vendita, contravvenendo così a tutte le clausole della licenza d'uso di Liberliber. Su Internet Archive non c'è un controllo del copyright come da noi, dunque tu l'hai utilizzato qui in buona fede, ma in realtà a noi è arrivato un testo riutilizzato illegalmente e sui cui qualcuno potrebbe rivalersi: non abbiamo il diritto morale di perpetuare questa infrazione di copyright. Il testo andrà dunque cancellato. Se ti riesce salva il salvabile di quenato bbiamo trascritto perché a breve passerò a cancellare tutto. - '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 17:27, 11 mar 2015 (CET)
:Capito. Cancella pure. Se lo avessi visto su Liber Liber non l'avrei caricato. Vuol dire che guarderò anche lì prima di caricare qualcosa.
== Indice-Commons ==
Scusa Pic57, abbiamo un problema. L'ultimo indice da te creato non risponde ai criteri proposti nella [[Aiuto:Guida alla pubblicazione di un testo/Caricare il file djvu su Commons|nostra guida]]. Ti suggeriamo di seguire scupolosamente i consigli sulla scelta del nome perché eventuali errori sono difficili da sistemare: '''Cognome autore - Titolo libro, Volume''' (se diviso in volumi e tomi ecc.)''', Anno di pubblicazione.djvu''', è lo schema principe (una variante, quando è importante anche l'editore, la trovi [[Indice:Pirandello - Sei personaggi in cerca d'autore, R. Bemporad & figlio, 1921.djvu|qui]]). Buon lavoro. --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 19:36, 20 mar 2015 (CET)
: Ok, dimmi se devo ricaricarlo come corradini-sopraleviedelnuovoimpero-1912.djvu. Ho formattato solo qualche pagina. Eventualmente fammi sapere qui. Comunque almeno stavolta ho caricato un libro privo di copyright.
::'''Indice:Corradini - Sopra le vie del nuovo impero, 1912.djvu''', --'''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 00:12, 21 mar 2015 (CET)
:::Fatto. https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Corradini_-_Sopra_le_vie_del_nuovo_impero,_1912.djvu. Cancella pure il vecchio
==Re:Malombra==
Sì, penso proprio che le edizioni siano due come mi ha spiegato [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768 Alex] al quale avevo esposto i miei dubbi e problemi riguardo la rilettura di Malombra. Questa rilettura mi sta facendo disperare. Io ho una edizione del 1886 di Giuseppe Galli che viene riportata come terza edizione. Sarei contenta se andassi a leggere i messaggi relativi che ci siamo scambiati al proposito. Stasera te li cerco e te li linco. A più tardi.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 19:24, 13 apr 2015 (CEST)
:::::::::::Eccomi. Leggi [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Alex_brollo&oldid=1540768#Malombra] e poi One word message.... nella mia talk. Ciao--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 21:58, 13 apr 2015 (CEST)
::::::Consolati. Sono contenta che ad essere "tardi" siamo in due!! Anch'io avevo pensato come te. Ora rivolgo la tua domanda ad Alex che, senza dubbio, saprà darci una risposta.--[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:23, 13 apr 2015 (CEST)
::::::::::::Fatto! Leggi [https://it.wikisource.org/wiki/Discussioni_utente:Alex_brollo qui] Ancora Malombra --[[User:Margherita|Paola]] ([[User talk:Margherita|disc.]]) 23:57, 13 apr 2015 (CEST)
== Richiedi una borsa "[[wmit:Alessio Guidetti|Alessio Guidetti]]" per Wikimania ==
Ciao Pic57, ti segnalo il [[wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015|programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2015]], che potrebbe esserti utile per partecipare al raduno mondiale degli utenti Wikimedia. Abbiamo prorogato i termini, c'è tempo '''fino alle 23.59 di martedì 28 aprile''' per fare richiesta.
Ti scrivo perché ho visto che ti dai da fare da queste parti e non hai ancora fatto richiesta. Perdonami se la segnalazione non è di tuo interesse. [[User:Nemo_bis|Nemo]] 10:09, 26 apr 2015 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:Nemo bis@metawiki usando l'elenco su http://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Meta:Sandbox&oldid=12028809 -->
::Grazie {{ping|Nemo_bis}}, non sapevo neanche dell'esistenza di questa bella iniziativa, per la quale... diciamo che sarei un po' fuori target ahimé per via dell'età, come potrai desumere dallo user wiki. Spero piuttosto che la cosa interessi qualche mio studente, magari l'anno prossimo: quest'anno qualcuno di loro ha cominciato a darsi da fare, ma non credo abbastanza. Comunque '''ho colto l'occasione per iscrivermi a wikimedia italia.'''
== Lo cunto ==
Forse ho capito il problema delle note, ricade nel proverbio "''il meglio è nemico del bene''". Non serviva quel lavoraccio! Io ho qualche tool ancora poco pubblicizzato, ma facendone a meno la procedura più comoda è:
* correggere il testo lasciandolo dov'è (ossia, le note in fondo);
* circondare ciascuna nota con un <nowiki><ref>...</ref></nowiki>; occhio alle note sulla stessa riga;
* selezionarle una a una e trascinarle nel punto giusto del testo. Fine.
Il ref name e il ref follow vanno usati solo nelle note molto lunghe, che continuano su più pagine.
Volendo rileggere il testo dopo aver messo le note al loro posto, è comodo "rimetterle in fondo pagina" con lo strumento Spostamento note; finito di rileggere, si rimettono dov'erano cliccando di nuovo Spostamento note.
Raccomando anche di seguire le indicazioni che ho messo in Discussioni indice, compreso il modello di rigaintestazione (testo minuscolo inserito in un template Sc) e di aggiungere il template RuleLeft|8em nel footer, prima del tag references.
Beninteso: è stato fatto un lavoro molto buono, e molto faticoso, grazie! Sistemare la formattazione è molto, ma molto meno faticoso che correggere un testo così ostico. --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 00:09, 28 apr 2015 (CEST)
:: Mah sì, non ti preoccupare non sono permaloso. Venivo dalle rime estravaganti del bandello dove invece usavo quel sistema... ci avevo preso la mano. A proposito, dai un'occhiata anche lì se ti capita.
::: vedo! Là però per merito di poem non dà fastidio (non spezza il testo). Una curiosità.... come hai pescato questa curiosa sintassi?? Per ottenere che risultato? E... i nomi delle annotazioni, li crei e inserisci tutti pazientemente a mano? Approfitto per congratularmi con te per la scoperta dell'uso dei tag <nowiki><i>...</i></nowiki> al posto dei maledetti apostrofi, '''bravo!!!''' --[[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]) 12:08, 28 apr 2015 (CEST)
La "curiosa sintassi", caro {{Ping|Alex brollo}}, era strettamente connessa alla rilettura SAL 75%. Se si rilegge a quel livello di profondità si ha il tempo di creare dei tag apparentemente complessi che in realtà sono dei copia e incolla. Voglio dire: sfrutto la memoria del computer per i tag che sono dei copia-e-incolla quasi uguali, mentre il cervello è impegnato nella rilettura.
Tutto è nato dal fatto che credevo che - trovandosi le note in pagine diverse dal testo a cui si riferivano - dovessi comunque usare il <nowiki><ref follow>...</ref></nowiki> e il <nowiki><ref name>...</ref></nowiki>. Pertanto procedevo così (dopo aver sistemato le sezioni della pagina):
* stabilivo il nome del tag ref con il seguente criterio p|numeropagina-numeroverso. Avevo letto da qualche parte nella guida che questo era il criterio consigliato per evitare nomi di tag uguali
* creavo il primo tag ref follow e lo copiavo in memoria pc (ad esempio <nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki>.
* correggevo e chiudevo il follow.
* Passavo alla nota successiva incollando la prima parte del ref e cambiando solo il numero del verso e così via fino alla fine delle note
* Infine passsavo al testo. Incollavo il tag follow nel punto del testo utile, rinominandolo "name" (<nowiki><ref follow="p307-v6"></nowiki> diventa <nowiki><ref name="p307-v6"></nowiki>
Tutto qua.
Intanto ho cominciato ad usare il PostOCR, anche se per testi come quello del buon Basile è utile fino ad un certo punto. Però Intestazione e piè di pagina sono già qualcosa. Il memo regex ora lo vedo, perché ho anche la bottoniera, e leggo Carica regex e salva regex: ma non ho ancora capito bene come funzionano. Ho capito che con il ''Trova e sostituisci'' se spunto ''Ricorda questa sostituzione'', in effetti se le ricorda e il PostOCR me le esegue nella pagina. Per ora sono a questo livello.
== Wikisource a scuola ==
Bella la tua iniziativa. Ti segnalo che Al liceo Pascal di via Corti di Milano è iniziato un progetto di realizzazione di una ''biblioteca scolastica digitale'' che raccoglie in modo comodo gli ebook in formato epub, raccolti secondo l'ordine dei programmi ministeriali. Il contatto con la Biblioteca comunale di via Valvassori Peroni - sezione ipovedenti porta a sottolineare la possibilità di usare gli ebook anche per la didattica dei BES, ipovedenti e dislessici. Per ora in via Corti si era solo alla prima fase: caricamento sul PC dell'aula di informatica degli .epub. [[User:Mizardellorsa|Mizar (ζ Ursae Maioris)]] ([[User talk:Mizardellorsa|disc.]]) 06:02, 24 lug 2015 (CEST)
== Studenti ==
:Ottima idea quella di far rileggere agli studenti :-) Facci sapere come va.<br>
PS: da una discussione con Marco Calvo su Facebook mi è parso di capire che loro gli ISBN sugli epub (almeno) li mettono. [[User:Aubrey|Aubrey]] ([[User talk:Aubrey|disc.]]) 16:14, 18 apr 2016 (CEST)
::{{ping|Aubrey}} Sì, mi pare sia stata un'ottima idea perché così si aggiungono loro via via che si registrano e io li posso aiutare senza perderli di vista. Sugli ISBN ho chiarito tutto, con AIE. Ti scrivo in privato. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:19, 18 apr 2016 (CEST)
== Cinema ==
Ciao. Io sono una funzionaria INPS, forse ti posso aiutare a trovare le date di morte se mi fornisci nome cognome e data di nascita. Almeno ci provo. [[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 13:02, 15 gen 2025 (CET)
:Ciao @[[Utente:Lagrande|Lagrande]]. Uao!
:Purtroppo per gli autori di incerto © non posso risalire alla data di nascita perché neanche l'IA è in grado di fornirmela. Quindi per loro mi rimangono solo questi dati:
:* un nome e un cognome,
:* l'anno in cui ha pubblicato l'articolo o l'opera
:* il titolo
:* la rivista
:Si può ragionare sul fatto che non possano avere meno di 25 anni dalla data di pubblicazione dell'articolo e risalire all'anno di nascita... ma è un lavoraccio. Tuttavia se ci vuoi provare, [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Pic57/Laboratorio_cinema '''qua'''] trovi la tabella che costruisco man mano che scandaglio riviste e simili. Il punto interrogativo sta per: "sospendo perché NON conosco la data di morte dell'autore e quindi NON sono in grado di stabilire se l'opera è in Pubblico Dominio". Al momento ci sono una decina di nominativi con il ? [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:00, 15 gen 2025 (CET)
ːTemo che senza data di nascita non arriverò a niente, ma comunque ci provo. --[[User:Lagrande|Lagrande]] ([[User talk:Lagrande|disc.]]) 09:42, 16 gen 2025 (CET)
== Lilypond ==
Programma di incisione musicale. Ecco quel che può fare:
* '''[https://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Partiture Partiture]'''
Chi vuol dare una mano è benvenuto/a.
{{riga punteggiata|300}}
Versioni in uso
* ''LilyPond 2.24.4 {{smaller|released - July 21, 2024}}''
Editor in uso:
* ''Frescobaldi 4.03 {{smaller|da novembre 2025}}''
* Frescobaldi 3.3
== [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 372 crop).jpg]] ==
Ciao. Scusa ma ho ricroppato e ricaricato questa immagine perchè nel ritagliarla avevi "mangiato" una parte del decoro in alto a dx... ;-)
Già che c'ero l'ho ripulita, alzato la risoluzione e resa in b/n. -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:06, 5 lug 2025 (CEST)
:Anzi, vedo ora che di quell'immagine ci sono svariate versioni, pure migliori e a risoluzione più alta, tipo [[:File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 164 crop).jpg]]. Potrebbe essere un'idea usare sempre la stessa img indipendentemente dalla pag. di origine, come discusso [[Wikisource:Bar/Archivio/2025.05#Immagini ripetitive e duplicate|qui]].
:Da [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Illustrations_from_Ars_et_Labor questa categoria] si può cercare le immagini "riciclabili" che già esistono. [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 21:20, 5 lug 2025 (CEST)
::@[[Utente:TrameOscure|TrameOscure]] intervieni pure come pensi sia meglio. Non mi offendo, anzi... In genere sbianco solo lo sfondo delle immagini-decorazioni... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:34, 5 lug 2025 (CEST)
:::Ok. E' anche più comodo per te, se già c'è un'immagine caricata su Commons, riutilizzarla anzichè ritagliarla e sbiancarla ;-) -- [[User:TrameOscure|TrameOscure]] ([[User talk:TrameOscure|disc.]]) 16:39, 6 lug 2025 (CEST)
| Default = Chiuso
}}
== Segnalazione antologia spartiti ==
Ciao! Ho notato la tua passione nel trascrivere spartiti, ti segnalo la seguente antologia:
https://archive.org/details/neretti-canti-giuochi-danze/mode/1up
Vedi tu se ti può interessare.
Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:23, 27 feb 2026 (CET)
:Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]], ma certo che mi interessa! E' una testimonianza significativa della concezione educativa dell'epoca e anche della musica popolare toscana (per eccellenza "italiana" e quindi ''patriottica'').
:Ho inserito il libro nella mia lista su IA. Diciamo che è "in coda".
:Un caro saluto. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:28, 27 feb 2026 (CET)
::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Mi stavo accingendo a caricare il libro di Luigi Neretti su Commons, ma mi è sorto il dubbio: Luigi Neretti è nato nel 1865, ma non se ne conosce la data del decesso. Tuttavia "molto probabilmente" la sua opera è già di pubblico dominio. Ma Marina Battigelli, che è co-autrice del libro per via delle illustrazioni NON è ancora di Pubblico Dominio perché deceduta nel 1979, come afferma questa fonte (Giuseppe Ortolan, collezionista e antiquario di Padova): https://www.anticortolan.it/autori_scheda.asp?ID=65 e confermata da questo: https://www.galleriarecta.it/autore/battigelli-marina/ e anche dal Dizionario d'Arte Sartori: https://dizionariodartesartori.it/artisti/battigelli-marina
::Per cui non ho caricato il libro su Commons, anche se scansionato da Google Books e presente su IA. Peccato! :( [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 18:41, 17 mar 2026 (CET)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Capito, peccato. Ne approfitto per segnalarti due testi sicuramente di pubblico dominio contenenti spartiti, "L'anima musicale d'Italia" di Giulio Fara [https://archive.org/details/fara-anima-musicale-italia qui] e "Le canzonete dei nostri veci" di Luigi Bauch [https://archive.org/details/bauchlecanzonetedeinostriveci qua]. Vedi se ti possono interessare. Ciao! [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:07, 18 mar 2026 (CET)
::::Molto belli entrambi@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Comincerei da quello di Bauch. Vedo di organizzarmi: li trascriverò senza interrompere le altre cose che sto facendo... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:23, 18 mar 2026 (CET)
:::::Ne aggiungo uno anch'io: ''La marcia dei soldatini di piombo'', a pag. 8 di [[Indice:Il giornalino della Domenica, anno 1 n. 7, 5 agosto 1906.pdf]]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 09:17, 19 mar 2026 (CET)
::::::Ok @[[Utente:Candalua|Candalua]] fatto. {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:53, 21 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho dato inizio ai lavori: {{testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:53, 25 mar 2026 (CET)
::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Terminata la trascrizione de {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:27, 10 mag 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ottimo, grazie! Non ho presente per ora altri testi da suggerirti, in teoria potresti fare quello di Neretti sopra citato evitando di inserire le illustrazioni. Già in altri casi passati su Wikisource abbiamo evitato di inserire parti di certi testi in quanto ancora sotto copyright. Vedi tu... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 21:06, 10 mag 2026 (CEST)
::::::Ciao @[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]]. Ho caricato https://it.wikisource.org/wiki/Indice:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu che mi avevi segnalato. Ho pensato che l'opera di un musicologo a questo punto fosse necessaria. Piano piano la trascriverò... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:25, 15 mag 2026 (CEST)
:::::::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ieri hai scritto nel Bar che eri interessato a segnalazioni di nuovi testi con dentro spartiti musicali, ti segnalo allora i seguenti testi di canti tradizionali o antichi, tutti con gli autori/curatori con diritti scaduti:
:::::::Fiorita di canti tradizionali, di Eugenia Levi, [https://archive.org/details/levifioritadicantitradizionali/mode/2up qui]
:::::::L'anima della Sardegna, di Giulio Fara, [https://archive.org/details/faraanimadellasardegna/mode/2up qui];
:::::::Musica francese nel medioevo, di Vincenzo Crescini, [https://archive.org/details/CresciniMusicaFrancese/mode/2up qui];
:::::::I canti delle trincee, di Cesare Caravaglios, [https://archive.org/details/CaravagliosCantiTrincee/mode/2up qui];
:::::::Ciao. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 17:09, 17 giu 2026 (CEST)
== Musica, che passione! ==
Ogni volta che ti vedo aggiungere pagine di musica mi scappa un sospiro di gratitudine: sei un benemerito del wiki. Per il momento quel che posso fare, grazie a Frescobaldi, è aggiusticchiare qua e là, ma a differenza della scrittura in greco che mi è abbastanza familiare, il perfezionismo mi prende e comincio a farmi troppe domande su come piegare legature, centrare espressioni agogiche ecc. ecc. per cui mi limito, e anche questo con lentezza, a correggere principalmente note e ottave che scappano nella trascrizione... comunque facendo questo sto imparando. Ad esempio oggi ho capito l'uso di \stemDown e \stemUp. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 20:26, 3 apr 2026 (CEST)
:Carissimo @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] non si finisce mai di imparare. Certe volte scelgo le partiture da trascrivere in base alle difficoltà che presentano: mi sfido da solo; altre volte càpita invece che una partitura apparentememnte semplice, finisce per presentare difficoltà impreviste. E va bene anche questo, perché è il modo migliore per imparare, almeno per me.
:Mi rendo conto che nella foga di superare nuove difficoltà, finisco per tralasciare di "revisionare" quel che ho già scritto, ma... meno male che ci sei tu! :-)
:Del resto se dovessi oggi riprendere il codice scritto quando ho cominciato, ormai un anno fa, o anche solo qualche mese fa, o anche solo qualche settimana fa, quante cose migliorerei! Ma ora non è il momento: ho ancora troppo da imparare e quindi devo continuare a esplorare questa giungla di note... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:49, 3 apr 2026 (CEST)
== Brevi note ==
Ciao, all'interno di [[Indice:Musica d'Oggi, 1962.djvu|questo indice]] sono presenti alcune pagine - più precisamente 175, 176, 177 - che presentano delle brevi partiture ad accompagnamento dell'articolo. Sarebbe carino trascriverle con gli strumenti che usi ottimamente da tempo (anzi, ne aprofitto per farti i complimenti). [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 21:20, 28 mag 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] visto. Ok. Metto in lista e ti avviso quando le trascrivo [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 07:56, 29 mag 2026 (CEST)
::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Ok, vedi se ti piace così: [[Pagina:Musica d'Oggi, 1962.djvu/231]]. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 22:22, 5 giu 2026 (CEST)
:::Per quanto possa capire delle partiture, per me è un ottimo lavoro, direi che puoi fare lo stesso con le altre pagine! Una curiosità: come mai hai trascluso lo spartito anche a parte? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 18:22, 7 giu 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] in questo modo posso richiamarlo anche dalla '''[[:Categoria:Partiture|categoria Partiture]]''' e dalla pagina '''[[Autore:Manuel de Falla|Autore di Manuel de Falla]]'''. Sebbene si tratti di un frammento, è pur sempre un frammento di una grande opera di Manuel de Falla (e farà il paio con il frammento successivo, forse ancor più interessante). Inoltre questi frammenti sono richiamati all'interno di un articolo del grande [[Autore:Massimo Mila|Massimo Mila]] (e si potranno raggiungere anche dalla sua pagina Autore, che tuttavia è scomparso nel 1988... ma credo che se l'Archivio Ricordi l'ha pubblicato non ci siano problemi... o no?), il quale cita anche un rarissimo ''Re di Thule'' di Gounod. Insomma, ho pensato di mettere in sinergia tutto... [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 20:50, 7 giu 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]]Finito. · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}
:::::Segnalami pure altro [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:49, 28 lug 2026 (CEST)
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Utente:Pic57
2
282152
3868019
3867350
2026-07-28T20:23:59Z
Pic57
12729
/* Canti popolari */
3868019
wikitext
text/x-wiki
<!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small>
<!--== Wikimedia italia ==
Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]-->
== Contributi ==
{{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}}
{{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}}
=== Partiture trascritte ===
==== Arie da Opere ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera_in_film/La_serva_padrona_di_G._B._Pergolesi._Intermezzo_primo._Partitura_con_note_per_sequenza_cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}}
}}
==== Barcarole ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}}
}}
==== Canti patriottici ====
{{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
}}
==== Canti popolari ====
{{smaller|
· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La prova}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/La rosa è il più bel fiore}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Moretina che l'albero pende...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No, l'amore peccato non è}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Nina mia son barcaiolo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ninetta mia bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No g'ho la ciave del porton}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Non pianzer mia Nineta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/O mamma mamma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Ora che m'hai lasciata}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Peschi_fiorenti}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Più bella sei}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Poverino ahimé}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Quanno Noene l'arca frabbicò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se fussi una regina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se mi volevi bene}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son andado in Albania}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son bambinela}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Sta su Lazaro che fai!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Stava lo grillo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Tu nel tuo letto}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Tu sei bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Viva Noè!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Fiza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Prega mi bella fortuna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Antichissimo canto russo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Tema indiano}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E muninni cu Maria}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta che lucive}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Lu sonnu e ninna beddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Santu Nicola}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Βerceuse natalizia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Figghiu miu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Specciuri l'uocci miei}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Pro truncare sas cadenas}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Nobilissima dama}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la novella}}
}}
==== Canzoni ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}}
}}
==== Gavotte ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}
}}
==== Marce ====
{{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}}
}}
==== Mazurche ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}}
}}
==== Minuetti ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}}
}}
==== Musica sacra ====
{{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}}
}}
==== Ninna nanne ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}}
}}
==== Polke ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}}
}}
==== Romanze ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}}
}}
==== Valzer ====
{{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
}}
=== Articoli e saggi brevi ===
{{smaller|
{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
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=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]''' · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
}}
=== Riviste ===
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{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
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{{Rule|10em|}}
<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
{{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem>
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[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|300px|centro]]
== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
* [[Speciale:PagineIndice|Un po' di tutto]]
== Education ==
* [[Utente:Pic57/wikimediaeducation|Ho cominciato così]]
* [[Utente:Pic57/studenti|Pagina degli Studenti]]<br/>
* [[Utente:Pic57/studenti/biblioteca|Biblioteca Scolastica]]
<hr />
== Statistiche di Pic57==
* [https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Special%3ACentralAuth&target=Pic57 Global account information]
* [https://dewkin.toolforge.org/Pic57@itwikisource Deep Wiki Inspector su it.wikisource]
== Statistiche Wikisource ==
* [[Speciale:Statistiche| it.wikisource]]
** [[:na:Special:Statistics| na.wikisource]]
* [[:la:Special:Statistics| la.wikisource]]
* [[:fr:Special:Statistics| fr.wikisource]]
* [[:en:Special:Statistics| en.wikisource]]
{{Rule|4em}}
== [[Utente:Pic57/wikidiario|Wikidiario]] ==
== Vecchissima, ma pur sempre... Tesi ==
* [[Trasformazioni_industriali_e_trasformazioni_linguistiche_nel_cinema_americano_del_dopoguerra|Trasformazioni industriali e trasformazioni linguistiche nel cinema americano del dopoguerra, 1981.]]
**[[Progetto: Tesi|Progetto Tesi]]
''Pagine linkabili e riferimenti''
** Discussione su [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wikimedia_Italia_ti_d%C3%A0_una_mano,_o_anche_20k:_chiedi_un_finanziamento_veloce_fino_a_500_%E2%82%AC Progetto tesi]
** [[w:Wikipedia:Bar/Wikipedia_e_tesi_di_laurea|Wikipedia e tesi di laurea]]
** [[w:Wikipedia:Lauree|Lauree su wikipedia]]
** [[w:Progetto:Coordinamento/Scuole|Coordinamento scuole]]
** [[Utente:Pic57/Piano_di_diffusione_del_Progetto_tesi|Piano di diffusione del Progetto Tesi]]
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Pic57
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/* Arie da Opere */
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wikitext
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<!--[[File:Wikimediaitaliatessera2017.jpg|thumb|Tessera socio wikimedia Italia 2017|right]]--><small><small>Registrato da {{Utente:IPork/da|year=2012|month=6|day=2}} (2 giugno 2012)<!--Che ore sono? Sono le {{LOCALTIME}} di {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}--> Oggi {{LOCALDAYNAME}} {{LOCALDAY}} {{LOCALMONTHNAME}} {{LOCALYEAR}}, alle ore {{LOCALTIME}} wikisource italia ha '''{{NUMBEROFARTICLES}}''' pagine di contenuti...</small></small>
<!--== Wikimedia italia ==
Socio [http://www.wikimedia.it/mission/ Wikimedia Italia]-->
== Contributi ==
{{#Babel:it|en-2|la-3|grc-3|}}
{{Qualità|avz=25%|data=9 giugno 2012|arg=Da definire}}
=== Partiture trascritte ===
==== Arie da Opere ====
{{smaller|· {{Testo|Al mio pregar t'arrendi}} · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Amore_o_grillo|Amore o grillo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Aria|Aria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Aria di Colette|Aria di Colette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.|Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} · {{Testo|E l'uccellino...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 4. Crépuscule|La nuit tombait. 4. Crépuscule}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/La nuit tombait. 6. Il pleut|La nuit tombait. 6. Il pleut}} · {{Testo|L'Opera in film/La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo. Partitura con note per sequenza cinematografica|La serva padrona di G. B. Pergolesi. Intermezzo primo}} · {{Testo|Nel cor più non mi sento}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi|Rinverdisca per noi}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per flauto}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per piano}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino|Giovanni Gallurese. Atto I. Solo di Giovanni. Riduzione per violino}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Risurrezione}} · {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}
}}
==== Barcarole ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Barcarola|Barcarola}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 6/Barcarolle|Barcarolle}}
}}
==== Canti patriottici ====
{{smaller|· {{Testo|Canzone del Grappa (Spartito)}} · {{Testo|Daghela avanti un passo}} · {{Testo|La campana di San Giusto (brano musicale)|La campana di San Giusto}}
}}
==== Canti popolari ====
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· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Addio mia bella addio}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A Roma le campane sona}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/A tavola rotonda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/All'ombra Ninetta}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bacchica}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bel'ucelin del bò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Bevè, bevè compare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Chi vuol sentir cantar la veneziana}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ciribiribin}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Cossa me importa a mi che non son bela}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/E noi siam sempre noi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El sogno de Violeta}}· {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Evviva Esperia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Fi mè}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di grispigni}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Fior di tomba}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Fior di viola}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia gentil}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Gigia mia bella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Giovanuttin che vesti de turchino}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda che bel seren...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Guarda che bela machina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Guarda la luna...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/I Scartozzi}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Il mar è turbido}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Il mazzolin di fiori}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/In gondola te voi' menar}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'andava in Lombardia}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'indormio}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/L'omo xe un angelo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La bella che dorme}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/La cas'è bbassa}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La Ciosota}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La mia bella se ciama Sofia...}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/M'affaccio a la finestra}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La pesca dell'anello}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/La prova}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/La rosa è il più bel fiore}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Moretina che l'albero pende...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No, l'amore peccato non è}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Nina mia son barcaiolo}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Ninetta mia bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/No g'ho la ciave del porton}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Non pianzer mia Nineta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/O mamma mamma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Ora che m'hai lasciata}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Per far i gnochi}} {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Peschi_fiorenti}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Più bella sei}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Canti della recluta/Poverino ahimé}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lazio/Quanno Noene l'arca frabbicò}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se fussi una regina}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se m'â tocà soldato...}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/El papà xe andà soldà}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Se mi volevi bene}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son andado in Albania}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Son bambinela}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Toscana/Sta su Lazaro che fai!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Stava lo grillo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Abruzzi/Tu nel tuo letto}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Tu sei bella}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Viva Noè!}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Fiza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Prega mi bella fortuna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Antichissimo canto russo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Tema indiano}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E muninni cu Maria}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta che lucive}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Lu sonnu e ninna beddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Santu Nicola}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Βerceuse natalizia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Figghiu miu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Specciuri l'uocci miei}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Pro truncare sas cadenas}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Nobilissima dama}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la novella}}
}}
==== Canzoni ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Bacio vivo}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/In sogno!|In sogno}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Io la baciavo...|Io la baciavo...}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/Perché dolce, caro bene}} · {{Testo|'Till The End O' The World With You}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 4/Torna Amore}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Tra il sì e il no}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 3/La ritrosa|La ritrosa}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Notti di maggio!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/On dit!|On dit!}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Prima Neve}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 10/Rayon de Lune!..}} · {{Testo|Il poveretto}} · {Testo|Lontana}}
}}
==== Gavotte ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 2/Charmante coquette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 3/Coquetterie}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 3/Dansez marquise}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 6/Paroline dolci}} · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 2/Talon Rouge}}
}}
==== Marce ====
{{smaller|· {{Testo|La marcia dei soldatini di piombo}} · {{Testo| Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia}}
}}
==== Mazurche ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/Bambini in festa|Bambini in festa}} · {{Testo|Mazurka in do maggiore. Opera postuma|Mazurka in do maggiore. Opera postuma}}
}}
==== Minuetti ====
{{smaller| · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 4/Minuetto lento|Minuetto lento}}
}}
==== Musica sacra ====
{{smaller| · {{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N. 9/Ave Maria|Ave Maria}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 12/Al Presepio|Al presepio}}
}}
==== Ninna nanne ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 9/Ninna-nanna|Ninna-nanna}}
}}
==== Polke ====
{{smaller|· {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 1/A bocca dolce|A bocca dolce}}
}}
==== Romanze ====
{{smaller|
· {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 5/Momento primaverile|Momento primaverile}} · {{Testo|Musica d'oggi, 1920/N. 7/Bluette}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907 vol. II/N. 11/Canzone marinaresca}}
}}
==== Valzer ====
{{smaller|· {{Testo|Musica e Musicisti, 1904 vol.II/N. 9/Intermezzo-Valse}} · {{Testo|Ars et Labor, 1907/N. 1/Valse Enlaçante}}
}}
=== Articoli e saggi brevi ===
{{smaller|
{{Testo|Alcune note sul cinema nord americano 1939-46}} · {{Testo|Armi e scene della guerra dell'avvenire}} · {{Testo|Cani attori}} · {{Testo|Charlot (Curio Mortari)}} · {{Testo|Cinecittà}} · {{Testo|Cinema sperimentale}} · {{Testo|Come riorganizzo la cinematografia tedesca}} · {{Testo|Dalla sceneggiatura alla produzione}} · {{Testo|Date della cinematografia italiana delle origini (1895-1935)}} · {{Testo|Dramma e sonoro}} · {{Testo|Due manifesti sul sonoro 1928-1934}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Eisenstein o della coerenza stilistica}} · {{Testo|Evoluzione del truccaggio}} · {{Testo|Fabbrica del volto|La fabbrica del volto}} · {{Testo|Film storici}} · {{Testo|Film storici}} ·
{{Testo|Fregoli pioniere del muto e precursore del sonoro}} · {{Testo|Gli attori che ho diretto in America}} · {{Testo|I popoli africani dinanzi allo schermo}} · {{Testo|I ragazzi eroi del film}} · {{Testo|Il cinema arte }} · {{Testo|Il cinema quando non esisteva}} · {{Testo|Il cinematografo non esiste}} · {{Testo|Il film sonoro }} · {{Testo|Il ritorno di Francesca Bertini}} · {{Testo|Il teatro è un'altra cosa}} · {{Testo|In fondo, un affare}} · {{Testo|Inferiorità del cinema}} · {{Testo|Ars et Labor, 1908 vol. I/N. 2/“La Nave„ di Gabriele D'Annunzio}} · {{Testo|L'Opera in film}} · {{Testo|La cinematografia futurista}} · {{Testo|La fucina della cinematografia italiana}} · {{Testo|La musica e il film}} · {{Testo|La segretaria invisibile}} · {{Testo|Manualetto del cinedilettante}} '''[**]''' · {{Testo|Melchiorre Dèlfico}} '''[**]''' ·{{Testo|Nella storia del cinema un rigo per Gertrude Stein}} · {{Testo|Nita Naldi}} · {{Testo|Note sul neo-realismo}} · {{Testo|Organizzazione della produzione}} · {{Testo|Per la storia...}} · {{Testo|Prassi del dialogo cinematografico}} · {{Testo|Realtà o verità?}} · {{Testo|Ricetta per scrivere commedie}} · {{Testo|Rod La Rocque}} · {{Testo|Un grande film del 1918}} · {{Testo|Un superfilm del 1902 }} · {{Testo|Un veliero bianco}}
}}
=== Libri ===
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{{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/I Carabinieri genovesi a Calatafimi}} '''[*]''' · {{Testo|Da Quarto al Volturno (raccolta)/Le guide dei Mille}} '''[*]''' · {{Testo|Francesco d'Assisi e il suo secolo}} · {{Testo|L'Antiteatro}} · {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci}} · {{Testo|Le novelle del Cinematografo}} · {{Testo|Pescatori d'Islanda}} · {{Testo|La scienza nuova - Volume I}} '''[*]''' · {{Testo|Cena de le ceneri}} '''[*]''' · {{Testo|Lo cunto de li cunti}} '''[*]''' · {{Testo|Il Canzoniere (Bandello)}} '''[*]''' · {{Testo|Sopra le vie del nuovo impero}} · {{Testo|Malombra}} · {{Testo|Idillii spezzati}} · {{Testo|La Cicceide legittima}} '''[*]''' · {{Testo|Come si possa diventare artisti cinematografici}} · {{Testo|La figlia di Lady Rose}} '''[*]''' · {{Testo|Guida allo studio della Lingua Italiana}} · {{Testo|Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire}}'''[***]''' · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
}}
=== Riviste ===
{{smaller|
{{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._1|Ars et Labor, 1906 n. 1}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._2|Ars et Labor, 1906 n. 2}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._3|Ars et Labor, 1906 n. 3}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._4|Ars et Labor, 1906 n. 4}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._5|Ars et Labor, 1906 n. 5}} · {{Testo|Ars_et_Labor,_1906/N._6|Ars et Labor, 1906 n. 6}}
{{Testo|Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2|Ars et Labor, 1908 n. 2}}
}}
{{Rule|10em|}}
<poem>{{x-smaller|'''[*]''' Contribuito significativamente}}
{{x-smaller|'''[**]''' Pubblicazione a puntate}}
{{x-smaller|'''[***]''' Rilettura}}</poem>
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== Laboratori ==
* [[Utente:Pic57/Laboratorio cinema|Cinema]]
* [[Utente:Pic57/Laboratorio musica|Musica]]
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Ed ecco orrendo il ripercote allora
Il gran monarca de’ guerrier stellanti,
E per quegli ampi regni in picciol ora
Ogni magion fassi magion di pianti:
Ivi non scorge al ritornar l’Aurora,
Se non mestizia, e di pietà sembianti;
Non scorge un occhio sol, ch’alto non pianga,
{{R|64}}Nè man, che di dolor chioma non franga.
Lieto Israel per solitaria sponda
Co’ duci intanto a libertà sen giva;
Armato l’orme Faraon seconda,
E dell’arabo golfo il giunge in riva:
Entravi il seme d’Abraamo, e l’onda
Asciutto varco a lor vestigie apriva:
Persegue Egitto le fuggenti spalle,
{{R|72}}E procella il sommerge a mezzo il calle.
Il rege, i duci, le falangi spente
Son de’ turbini preda, onda crudele
Armi, destrieri, e rote; onda fremente
Assorbe alti lamenti, alte querele:
Ma voi sul braccio del Signor possente,
Ma voi greggia di Dio, gente fedele,
Alzando canti in sulla turba oppressa,
{{R|80}}Gite a fruir la regïon promessa.
Così la pena del tiranno acerba
Il mare, i monti, la foresta, i fiumi
Per modo il colmo della stanza serba,
Che sembrano spirar tra l’ombra e i lumi;
Nè men ricchezza, oltra il pensier superba
Racchiusi in fila d’or sabei profumi,
Con bel trapunto di meonie sete,
{{R|88}}Pomposamente adombra ogni parete.
Nel mezzo cinta di bei seggi aurati
Mensa è di cedro, che soave spira,
E su serici drappi ha lin spiegati,
Testi per man di tessitrice Sira:
Sopra lei risplendean vasi gemmati,
Dilettoso stupor di chi li mira,
Pien d’amabili cibi in più maniere,
{{R|96}}Ne’ conviti reali esche primiere.
Son cento a riversar d’erbe più care
Sull’altrui mani distillati umori,
E cento a rasciugar quell’onde chiare
Con bianche tele, e peregrini odori:
Ed ecco allor, che ivi chiamato appare
Erode in ostri risplendenti, ed ori,
Con lungo manto di lavori egregi,
{{R|104}}E con corona in testa, uso de’ regi.
Seconda il tergo suo schiera infinita,
Illustre fior di cavalier, giojosa
Negli atti e ne’ sembianti, e sì vestita,
Che non men che gioconda, era pomposa:
Primo e soletto il re terge le dita
Dell’odorifer’onda, indi si posa
Eccelsamente in solitaria sede,
{{R|112}}Da lui remoto alquanto ogni altro siede.
Allor nobile gente, ognuno adorno
I regii cuochi a ritrovar s’affretta,
E fan con vario cibo indi ritorno,
Condito sì, che ogni appetito alletta;
E non men porta nobil gente attorno
In lucido cristal vendemmia eletta,
Che le sembianze altrui renda serene,
{{R|120}}E di viva allegrezza empia le vene.
Odonsi pronti a raddolcir le menti
Con soave armonia suoni diversi,
E spargono fra lor musici accenti
Scelti cantor di celebrati versi;
Ma tenne alle sue note i cori intenti
Più vivamente un, che di pel cospersi
Non avea i labbri giovinetti ancora,
{{R|128}}E di fulgide rose il volto infiora.
Alle corde gentil d’eburnea lira
Comanda con bell’arco, e con tal’arte
Dal petto giovenil la voce spira,
Che dolcezza di cielo altrui comparte:
Non così Filomena, ove sospira,
Iti iterando infra le fronde sparte,
Lusinga il ciel con gli ammirabil pianti,
{{R|136}}Com’egli ivi ogni cor con questi canti.
Quando per fiera invidia alto furore
A spegner valse natural pietate,
Sicchè a tanti fratei sofferse il core
Vender Gioseffo in sulla fresca etate;
Allor dal suo bel volto uscia splendore,
Sì celeste di grazia e di beltate,
Che seco in paragon furo men degni,
{{R|144}}Quanti ne avea ne’ paretonii regni.
Quinci in mirarlo d’amorosa pena
Ogni donzella scolori l’aspetto,
E raccogliendo ardor per ogni vena,
Sentía nuovo martir, nuovo diletto:
Ma più dura, ch’ogni altra, ebbe catena
Al collo intorno, e trapassò nel petto
Invisibilemente un stral più forte
{{R|152}}Alla gentil del suo signor consorte.
O come atroce conturbò sua mente!
O come l’agitò l’egro pensiero!
O come venne inferma, e come ardente
Al primo incontro, ed al guardar primiero!
Non è l’afflitta a sofferir possente,
Che si volga nell’alto un giorno intero,
E ch’ella intenta in bell’Ebreo non miri,
{{R|160}}Nè lassa il può mirar, che non sospiri.
Poi quando per lo ciel notte distende
L’ombra nemica a’ sfortunati amanti,
Pur un punto di sonno ella non prende,
Sì versa da’ begli occhi un mar di pianti:
Allor da lunge i cari detti intende,
E da lunge vagheggia i bei sembianti,
E per guise infinite il si figura,
{{R|168}}E cresce fiamme all’amorosa arsura,
Così predata da pensier, che cieco
A lei va per le vene al core intorno,
Tu pena sua, tu suo piacer l’hai teco,
Tu sul venir, tu sul partir del giorno;
Volge in petto sovente allor, che seco
Suol far dimora il Giovinetto adorno,
Gli incendj palesargli, onde s’affanna,
{{R|176}}Indi i consigli suoi mesta condanna.
Struggesi intanto, e de’ begli occhi i rai
Rider non san, nè le serene ciglia,
E son le rose dileguate omai,
Onde la guancia rilucea vermiglia;
Pure alcun scampo ricercando a’ guai,
Con amoroso ardir si riconsiglia,
E chiusa in luogo solitario chiama
{{R|184}}Soletta la beltà, che cotant’ama.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{sc|del chiabrera}}|275}}</noinclude><poem>
Ivi pensosa, e di suo stato incerta,
Abbassa il volto ora infocato or bianco,
E vuol pregar, ma nella bocca aperta
Langue la voce, e sull’uscir vien manco;
Gran segno al fin di passïon sofferta,
Rompe un sospir dal travagliato fianco,
E per l’orme di quello alza infelice
{{R|192}}La fredda lingua palpitando, e dice:
Non più t’affligga di Giudea pensiero,
O rimembranza di Sïon molesta,
Poich’alta sorte nell’Egizio impero
Somma per te felicitate appresta:
Quanto tesor, quanto di pregio altero
Non gode altrove coronata testa,
Tutto ne’ nostri alberghi a ciascun’ora,
{{R|200}}Negar nol puoi, tua giovinezza onora.
Or perchè lieta e tra’ mortali appieno
Passi l’etate in sul fiorir contenta,
Corri fra queste braccia in questo seno,
E di mia vita possessor diventa.
Nè tiensi ardente in quel parlare a freno,
Che verso il collo amato ella s’avventa;
Ma Giuseppe di marmo il cor mantenne,
{{R|208}}E per indi fuggir mise le penne.
Così la gloria con soavi note
Del buono Ebreo rinnovellava eterna;
E secondo la man, che la percuote,
La cetra or alto ed ora basso alterna:
Nè cessò di cantar, come si scuote
La donna a colpi di sua furia interna;
E come d’ira e di dolor confusa,
{{R|216}}Fatta nemica, il già diletto accusa.
In su quel punto per gli alberghi aurati
Dei gran rege al cospetto, {{Ec|eeco|ecco}} apparía
Per mani industri, e per industri fiati,
A di nuovo allegrarlo, alma armonia:
Quattro musici in pria bossi forati
Di spirto empiean, che ubbidïente uscía,
E quattro diffondean dolce diletto,
{{R|224}}Parto dell’arpe, ch’essi avean sul petto.
Quattro seguían, le cui sinistre dita
Van sulle corde a vïoloni d’oro,
E d’arco eburno l’altra man fornita
I canti tempra, ed i silenzj loro;
Schiera, che d’oro insino a’ piè guarnita,
E pur succinta d’ôr l’aureo lavoro,
Tarda movea le riverenti piante
{{R|232}}Innanzi a donna di real sembiante.
E costei, che ne vien, l’altera figlia
Dell’iniqua cognata al re diletta,
Vergine, di beltà gran meraviglia,
Sì tutti i cor soavemente alletta:
Vermiglia il volto, e dalle negre ciglia
Pure il soave sguardo arde e saetta;
E sempre o ch’ella il posi, o ch’ella il giri,
{{R|240}}Ammirabile riso ivi rimiri.
Le labbra di rubin, che almo diffonde
Per l’aria lampi di bell’ostro ardenti,
Perle chiudean, che le Gangetich’onde
Perle non san nudrir tanto lucenti;
E neve d’Appennin, che sulle sponde
Senza offesa cadeo d’umidi venti,
Perde suo pregio, e in paragon vien meno
{{R|248}}Colla bianchezza dell’eburneo seno.
Quale in nembi dipinti apparir fuori
Suol Alba, nunzia dell’amabil giorno,
Tale apparve costei tra’ bei colori
Di varj veli, ch’ella avea d’intorno:
Testi in candida seta argenti ed ori
Facean la gonna, e di smeraldi adorno
L’aria de’ ricchi raggi il lembo empiea,
{{R|256}}Nè basso più, che sul tallon scendea.
Grave di smalti in fulgid’ôr cospersi
Stringe l’ampiezza della nobil vesta
Cinto, che a’ fianchi intorno era a vedersi
Qual Iri, che dal ciel sgombri tempesta;
E d’odorifer’onda i crini aspersi
Serpeggiando ne van sull’aurea testa,
Ove fatta di gemme era ghirlanda,
{{R|264}}Che l’Inda Teti, e l’Eritrea ne manda.
Lungo monil, ben singolar tesoro,
Gira al collo d’avorio, onde discende
Gemma, che per ricchezza e per lavoro,
Quasi vampa di stella, in sen le splende:
Nè men lucide perle in anel d’oro
All’orecchie di rose ella s’appende,
E d’ambedue le man, pompa infinita,
{{R|272}}Pur con gemme dell’India orna le dita.
Tal entro spoglie peregrine avvolta,
E di beltate a deïtà sembiante,
Move danzando, e studïosa ascolta
Le leggi, che il bel suon detta alle piante;
Quinci leggiadra ella si gira in volta,
Or cede indietro, ora trascorre avante,
Or inchina cortese, ora sdegnosa
{{R|280}}Rivolge il tergo, ora s’affretta, or posa.
La nobil turba, che a i begli atti attende
Sì vivace diletto indi raccoglie,
Che da quei moti tutta immobil pende,
Nè guardo piega, nè sospir discioglie;
Ma l’alta danzatrice, ove comprende
Quasi del ciglio altrui paghe le voglie,
Dal ballo cessa, e fassi al re vicina,
{{R|288}}E sì gli dice umilemente inchina:
Sommo signor, sì desiato giorno
Non fia, che al viver tuo l’età rinnovi,
Che ogni affanno da’ tuoi non sgombri intorno
E sempre l’alme lor liete non trovi;
Ma pur sopra ciascuno al suo ritorno
Io, convien che nel cor dolcezza provi,
E che per ogni via con lieti segni
{{R|296}}Mio gran piacer manifestar m’ingegni.
Or cento volte alla real tua vita
Ei risorga dal mar chiaro e sereno,
Nè mai si vegga stanco alla partita
Colmo lasciarti d’allegrezza il seno:
Qui la luce degli occhi alma, infinita
A terra inchina, e bel rossor non meno
Sovra il candido volto ella dispiega,
{{R|304}}Pur vergognando, e le ginocchia piega.
Il re, che udendo singolar dolcezza
Trasse da’ saggi detti, il guardo intento
Ferma nell’ammirabile bellezza,
E lieto scioglie cotai note al vento:
Vergine, del mio cor somma vaghezza,
Vergine, de’ miei regni alto ornamento,
Sovra ognuno a ragion bramosa sei
{{R|312}}De’ miei lunghi anni, e degl’imperj miei.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|276|{{Sc|poesie}}|}}</noinclude><poem>
Che mentre alla mia vita il corso avanza,
E tra l’aure del ciel l’alma respira,
Sempre fia di mia reggia ogni possanza
Pronta a fornir ciò che il tuo cor desira:
Meco non disperar, nulla speranza
Di questi scettri ad ogni parte aspira;
E se con froda, e se è mia fè mentita,
{{R|320}}Dura m’aspetti, e miserabil vita.
Tanto Erode le parla; ella repente
Per lo gaudio del cor via più serena
Rassembrò di Ciprigna in Orïente
L’Idalia luce, che il bel dì ne mena:
Sfavilla il minio sulle labbra ardente,
E l’infocato sguardo arde e balena,
E sulle guance per candor nevose,
{{R|328}}Aprono accese in più beltà le rose.
Tal del tiranno all’ammirabil sede
Piegasi riverente, indi s’affretta
A colà por tra ricche stanze il piede,
Ove la madre i suoi ritorni aspetta;
Ed ella da vicin prima non vede
La tanto a sè venir cara e diletta,
Che tragge dall’albergo in sulle soglie,
{{R|336}}E con aperte braccia in sen l’accoglie.
Colma di ferventissimo desío
Baci le porge, e nel baciar le dice:
Sulla fronte gioconda, or che leggo io
Da più gioconda far la genitrice?
O gloria, o pregio altier del grembo mio,
O delle nozze mie parto felice,
A che del tuo piacer pur meco faci?
{{R|344}}E la stringeva, e le doppiava i baci.
Ella negli occhi, di beltà splendore,
Affina, e lieta ne saetta i rai,
E dice: io fei vedermi al mio signore,
E per lui dilettar, vaga danzai:
Fui fortunata sì, che il regio core
Tanto per tempo alcun non vinse mai,
Nè mai tanto gioir gli misi in petto,
{{R|352}}E prova alta mi diè del suo diletto.
Ogni mia voglia, ogni desir del regno
Non poca parte egli mi offerse ancora,
E giurando affermollo: or quale è degno
Far prego al re, che in modo tal m’onora?
Duro mostro d’inferno, al tuo disdegno
Tanto opportuna non perdesti l’ora,
Che sul fornir dell’aspettata voce
{{R|360}}Alla madre agitasti il cor feroce.
Subito giù nel sen nuovo spavento
All’empia donna il rio Demon cosparse,
E d’ira e di furore in un momento
Orribil fiamma suscitando, ei l’arse;
Quinci ebbra gli occhi di veneno, al vento
L’orrida chioma, e rabbuffata sparse,
E sparsa di livore ambe le gote,
{{R|368}}Il cielo empiè d’abbominevol note.
Deh, stridendo dicea, fiamma funesta
Mi strugga in polve, e di fier nembi involta,
Senza più lungo scorno, atra tempesta
Me nel fondo del mar lasci sepolta:
Dunque io vivrò, perchè alla nobil testa
La corona reale or mi sia tolta?
Ad ognun specchio? da ciascun schernita?
{{R|376}}Perverso Ciel, che mi ponesti in vita.
Meglio era pur tra le mondane genti
Non uscir unqua a rimirar le stelle,
O sugger tosco de’ più rei serpenti,
Quando latte mi dier l’empie mammelle.
Qui nelle proprie labbra imprime i denti,
E l’irte chiome infurïata svelle,
E fissa in terra i torbidi occhi, e poi
{{R|384}}Apre in vece di pianto i dolor suoi.
Come rinnovellar l’ingiurie e l’onte,
Che mia possanza oltra ragion sostenne,
O come sollevar posso la fronte,
L’autor membrando, onde l’offesa avvenne?
Tu stessa il sai, che del Giordano il fonte
Abbandonando un non so qual sen venne,
Che bagnava le turbe entro quell’acque,
{{R|392}}Onde a lui del {{Sc|Battista}} il nome nacque.
Vile di stato infra i miglior negletto,
Rozzo le membra, in volto aspro e selvaggio,
Il mio col re non separabil letto
A biasmar ebbe, ebbe a dannar coraggio:
Io ben di giusto sdegno accesi il petto,
E mossi contro il temerario oltraggio,
E spegner volli il disfrenato ardire;
{{R|400}}Ma tacque Erode, e venne lento all’ire.
Solo a miei prieghi ardenti, al mio cordoglio,
Al fervor delle lagrime diffuse,
Per rintuzzargli un così strano orgoglio,
Tra ferri e ceppi il traditor rinchiuse:
Ma qual conforto o sicurtà raccoglio,
Se non fur l’empie labbra unqua mai chiuse?
Anzi contro mio scettro, e mia corona,
{{R|408}}Gridando ognor, dalla prigione ei tuona.
Stanco non fia di rinnovarmi guerra,
D’impiegare a mio strazio ogni sua frode,
D’annojar con sue strida e cielo e terra,
Finchè di braccio non mi tragge Erode:
Figlia, se nel tuo cor pietà si serra,
Odimi tu, poscia che il re non m’ode:
Mira il mio danno estremo, e di te stessa
{{R|416}}Mira l’obbrobrio, e finalmente il cessa.
Poichè ad ogni tua brama oggi secondo
Del Signor nostro il giuramento avesti,
Fa che il nemico fier si cacci in fondo,
Fa che, morendo, d’oltraggiarne ei resti;
Per questo grembo, onde venisti al mondo,
Per questo petto, che primier suggesti,
Per gli baci che in fasce a donar t’ebbi,
{{R|424}}Per le lunghe vigilie, onde ti crebbi.
Ella fra queste note alto dolore,
E suon confuso di sospir traea
Profondamente, e di pietate il core,
Colma la figlia, e di stupor tacea.
Ma di quel suo tacer nuovo furore
La madre infiamma disdegnosa e rea,
Con voce aspra, e con acceso aspetto
{{R|432}}Sì fatti accenti sospingea dal petto:
Forse non è ragion, che a te sospiri,
Scampo cercando a mia fortuna indegna?
O pur forse è ragion, che tu mi miri
Colmar d’infamia, e che per gioco il tegna?
Erodïade lassa! I tuoi martiri,
Deh chi sarà, che a vendicar mai vegna?
S’avvien, che anzi tua figlia oggi tu pianga,
{{R|440}}E ch’ella a’ pianti tuoi sorda rimanga?
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refLabel = mw.wikibase.label(source)
if refLabel ~= '0' then
refText = refLabel
end
if source == 'Q1128537' then
dbiLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P1986')
if dbiLink then
refText = '[http://www.treccani.it/enciclopedia/' .. dbiLink .. '_(Dizionario-Biografico) ' .. mw.wikibase.label(source) .. ']'
end
elseif source == 'Q30237471' then
dbfLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P7203')
if dbfLink then
refText = '[http://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/' .. dbfLink .. ' ' .. mw.wikibase.label(source) .. ']'
end
elseif source == 'Q36578' then
gndLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P227')
if gndLink then
refText = '[http://d-nb.info/gnd/' .. gndLink .. ' ' .. mw.wikibase.label(source) .. ']'
end
elseif source == 'Q19938912' then
bnfLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P268')
if bnfLink then
refText = '[http://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb' .. bnfLink .. ' Bibliothèque nationale de France]'
end
elseif source == 'Q576951' then
sbnLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P396')
if sbnLink then
refText = '[https://opac.sbn.it/nome/' .. sbnLink .. ' Servizio Bibliotecario Nazionale]'
end
elseif source == 'Q1201876' then
olLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P648')
if olLink then
refText = '[https://openlibrary.org/works/' .. olLink .. ' OpenLibrary]'
end
elseif source == 'Q5375741' then
britLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P1417')
if britLink then
refText = '[https://www.britannica.com/' .. britLink .. ' Encyclopædia Britannica]'
end
elseif source == 'Q237227' then
brockLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P5019')
if brockLink then
refText = '[https://brockhaus.de/ecs/enzy/article/' .. brockLink .. ' Brockhaus Enzyklopädie]'
end
elseif source == 'Q2629164' then
isfdbLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P1233')
if isfdbLink then
refText = '[http://www.isfdb.org/cgi-bin/ea.cgi?' .. isfdbLink .. ' Internet Speculative Fiction Database]'
end
elseif source == 'Q23023088' then
vegeLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P2191')
if vegeLink then
refText = '[https://www.fantascienza.com/catalogo/NILF' .. vegeLink .. ' Catalogo Vegetti della letteratura fantastica]'
end
end
--cerco l'url della fonte in "described by source" (P1343)
describedBySource = c.getClaimByPropertyAndValue('P1343', source)
if describedBySource and describedBySource.qualifiers then
sourceURL = describedBySource.qualifiers.P854
if sourceURL and not c.empty(sourceURL) then
refURL = sourceURL
end
end
end
if refURL and not c.empty(refURL) then
if refLabel == nil then
refLabel = 'Fonte'
end
refLink = refURL[1].datavalue.value
refText = '['..refLink..' '..refLabel..']'
end
if refText then
n = n + 1
refList = refList .. mw.getCurrentFrame():extensionTag( 'ref', refText, { name = refText } )
end
end
end
return refList
end
--ritorna le 4 componenti della data formattate, più la stringa finale con i link e l'eventuale "circa"
local function getFormattedDate(value, prima, dopo, isEsatta, refList)
local data = {
dayMonth = '',
decade = '',
year = '',
century = '',
stringa = '',
esatta = isEsatta,
calendar = nil,
precision = nil
}
date = d.getDate(value)
if date then
data.calendar = date.calendar
data.precision = date.precision
if date.precision >= 9 and date.precision <= 11 then
data.year = d.formatYear(date)
end
--precision: 7 - century, 8 - decade, 9 - year, 10 - month, 11 - day
if date.precision == 7 then
data.stringa = linkSecolo(d.formatCentury(date)) -- "XVI secolo"
elseif date.precision == 8 then
data.decade = d.formatDecade(date)
data.stringa = data.decade .. ' del ' .. linkSecolo(d.formatCentury(date)) -- "anni 50 del XVI secolo"
elseif date.precision == 9 then
data.stringa = linkAnno(d.formatYear(date)) -- "1556"; "24 a.C."
elseif date.precision == 10 then
data.dayMonth = d.formatMonth(date)
data.stringa = linkGiornoMese(data.dayMonth) .. ' ' .. linkAnno(d.formatYear(date)) -- agosto 1556
elseif date.precision == 11 then
data.dayMonth = d.formatDayMonth(date)
data.stringa = linkGiornoMese(data.dayMonth) .. ' ' .. linkAnno(d.formatYear(date)) -- 1° agosto 1556
end
--mostra il tipo di calendario (solo per precisioni almeno di mese, e solo per il periodo in cui alcuni usavano ancora il giuliano)
if date.precision >= 10 and date.year and date.year >= 1582 and date.year <= 1924 then
data.stringa = data.stringa .. '<sup>' .. d.linkCalendar(value.calendarmodel) .. '</sup>'
end
--la frasetta prima e dopo la data
if prima then data.stringa = prima .. ' ' .. data.stringa end
if dopo then data.stringa = data.stringa .. ' ' .. dopo end
--aggiungo le note (TODO: per il momento escludo il ns Opera per evitare le note "inutili", da vedere come sistemare meglio)
if c.notEmpty(data.stringa) and c.isNSAutore() then
data.stringa = data.stringa .. getRefList(refList)
end
--categoria di controllo per date < 15 Oct 1582 ma segnate come GREGORIANE
if date.precision >= 10 and date.year and date.year <= 1582 and date.calendar == 'gregoriano' then
if date.year < 1582 or tonumber(date.month) < 10 or
(date.precision == 11 and tonumber(date.month) == 10 and tonumber(date.day) < 15) then
addCat('Autori con date fino al 1582 segnate come gregoriane')
end
end
end
return data
end
--ritorna la lista di tutte le date per la proprietà indicata (P569=nascita, P570=morte), con la stringa finale
function getAllDates(property)
local list = {} --lista di tutte le date
local stringa --stringa con il testo finale con i link, e concatenato da "o" oppure "tra il e il"
claims = c.sortClaimsByDate(c.getClaimsByProperty(property) or {})
for index, claim in pairs(claims) do
local val = c.getClaimValue(claim)
local preStringa = ''
local sourceAccuracy = c.getQualifierValueFromClaim(claim, 'P1480')
local circa
-- non mostrare l'inutile "calendario non specificato, si presume gregoriano" e altre amenità simili
if sourceAccuracy and sourceAccuracy.id ~= 'Q26877139' and sourceAccuracy.id ~= 'Q26877143' and sourceAccuracy.id ~= 'Q27055388' and sourceAccuracy.id ~= 'Q18195782' then
circa = c.getLabelFromValue(sourceAccuracy);
end
local ante = c.getQualifierValueFromClaim(claim, 'P1326')
local post = c.getQualifierValueFromClaim(claim, 'P1319')
if val then
preStringa = getFormattedDate(val, nil, circa, (circa == nil), nil).stringa .. ', '
end
if ante and post then
--caso "tra il"
local list = {}
table.insert(list, getFormattedDate(post, nil, nil, true, nil))
table.insert(list, getFormattedDate(ante, nil, nil, true, claim.references))
stringa = preStringa .. 'tra il ' .. list[1].stringa .. ' e il ' .. list[2].stringa
--in questo caso ritorniamo direttamente questa coppia di date con la stringa "tra il"
return list, stringa
elseif ante ~= nil and post == nil then
--caso ante
table.insert(list, getFormattedDate(ante, preStringa .. 'prima del', nil, false, claim.references))
elseif ante == nil and post ~= nil then
--caso post
table.insert(list, getFormattedDate(post, preStringa .. 'dopo il', nil, false, claim.references))
elseif val then
--caso normale
table.insert(list, getFormattedDate(val, nil, circa, (circa == nil), claim.references))
end
end
--se ci sono 2 date con stesso anno ma una più precisa dell'altra (cioè anche giorno/mese), allora nella stringa mostriamo solo quella più precisa
if c.size(list) == 2 and
list[1].precision >= 9 and list[2].precision >= 9 and list[1].year == list[2].year and list[1].calendar == list[2].calendar and list[1].precision ~= list[2].precision then
if list[1].precision > list[2].precision then
stringa = list[1].stringa
else
stringa = list[2].stringa
end
else
--a questo punto va costruita la stringa finale con gli "o" tra le varie date
local stringaList = {}
for i, e in pairs(list) do
if c.notEmpty(e.stringa) then table.insert(stringaList, e.stringa) end
end
stringa = mw.text.listToText(stringaList, ' o ', ' o ')
end
--default se non ci sono valori
if stringa == '' then stringa = '...' end
return list, stringa
end
--ritorna tutte le date di nascita (o di fondazione/creazione)
function getBirthDates()
local dates, stringa = getAllDates('P569') --data di nascita
if c.empty(dates) then
dates, stringa = getAllDates('P571') --data di fondazione
end
return dates, stringa
end
--ritorna tutte le date di morte (o di scioglimento/chiusura)
function getDeathDates()
local dates, stringa = getAllDates('P570') --data di morte
if c.empty(dates) then
dates, stringa = getAllDates('P576') --data di scioglimento
end
return dates, stringa
end
--ritorna le date del floruit
function getFloruitDates()
--property floruit
local dates, stringa = getAllDates('P1317')
if c.size(dates) == 2 then
stringa = 'tra il '..dates[1].stringa..' e il '..dates[2].stringa
else
--properties work period start/end
dateStart, stringaStart = getAllDates('P2031')
dateEnd, stringaEnd = getAllDates('P2032')
if c.size(dateStart) == 1 and c.size(dateEnd) == 1 then
dates = {}
table.insert(dates, dateStart[1])
table.insert(dates, dateEnd[1])
stringa = 'tra il '..stringaStart..' e il '..stringaEnd
end
end
return dates, '\'\'[[:w:Floruit|floruit]]\'\' '..stringa
end
--data una lista di date, ritorna la data più precisa possibile che si possa individuare con certezza, oppure nil
--es: se abbiamo una sola data, senza "circa", ritorna quella
--se abbiamo 2 date, senza "circa", con stesso anno e giorno diverso: ritorna la data col solo anno
function getDataCerta(dates)
--se c'è una data incerta ritorna nil
for i, d in pairs(dates) do
if not d.esatta then return nil end
end
--se c'è una sola data che arriva almeno all'anno, ritorna quella
if c.size(dates) == 1 and dates[1].year ~= '' then
--se la precisione è inferiore al giorno, ritorna solo l'anno
if dates[1].precision < 11 then dates[1].dayMonth = nil end
return dates[1]
elseif c.size(dates) > 1 then
--se le diverse date non concordano almeno sull'anno, non c'è una data certa
local anno = dates[1].year
for i, d in pairs(dates) do
if anno ~= d.year then return nil end
end
local dataCerta = dates[1]
--se le date sono 2, una gregoriana e l'altra giuliana, ritorna la gregoriana
if c.size(dates) == 2 and dates[1].calendar ~= dates[2].calendar then
if dates[2].calendar == 'gregoriano' then dataCerta = dates[2] end
--se la precisione è inferiore al giorno, ritorna solo l'anno
if dataCerta.precision < 11 then dataCerta.dayMonth = nil end
return dataCerta
end
--se ho più date, ritorna solo l'anno
dataCerta.dayMonth = nil
return dataCerta
end
end
--cerca di calcolare i secoli in cui l'autore era attivo, sulla base delle date di nascita/morte o del floruit
function p.getSecoloAttivita()
--cerca le date di nascita e morte esatte
local startDates = d.getDatesFromProperty('P569', 'asc')
local endDates = d.getDatesFromProperty('P570', 'desc')
--oppure cerca le date di fondazione / cessazione
if c.empty(startDates) then startDates = d.getDatesFromProperty('P571', 'asc') end
if c.empty(endDates) then endDates = d.getDatesFromProperty('P576', 'desc') end
local floruitDates = d.getDatesFromProperty('P1317')
--se non ci sono cerca "ante" e "post"
if c.empty(startDates) then
ap = d.getAnteOrPostFromProperty('P569')
if ap then table.insert(startDates, ap) end
end
if c.empty(endDates) then
ap = d.getAnteOrPostFromProperty('P570')
if ap then table.insert(endDates, ap) end
end
if c.empty(startDates) then
ap = d.getAnteOrPostFromProperty('P571')
if ap then table.insert(startDates, ap) end
end
if c.empty(endDates) then
ap = d.getAnteOrPostFromProperty('P576')
if ap then table.insert(endDates, ap) end
end
--se ancora non trovi nulla cerca work period start/end
if c.empty(startDates) then startDates = d.getDatesFromProperty('P2031', 'asc') end
if c.empty(endDates) then endDates = d.getDatesFromProperty('P2032', 'desc') end
mw.log('calcolo il secolo di attivita...')
mw.log('start: ' .. c.printElement(startDates))
mw.log('end: ' .. c.printElement(endDates))
mw.log('floruit: ' .. c.printElement(floruitDates))
local startDate = c.first(startDates)
local endDate = c.first(endDates)
if not startDate and endDate then
startDate = c.deepcopy(endDate)
startDate = d.addYears(startDate, -25) --ipotizziamo che sia vissuto almeno 25 anni
elseif not endDate and startDate then
endDate = c.deepcopy(startDate)
--gli autori senza data di morte e nati nel XX secolo si suppongono viventi nel XXI
if not p.isHuman() or (startDate and startDate.century and startDate.century == 20) then
endDate.century = 21
endDate.year = 2050
else
endDate = d.addYears(endDate, 25) --ipotizziamo che sia vissuto almeno 25 anni
end
end
if c.empty(startDate) and not c.empty(floruitDates) then
startDate = floruitDates[1]
else
if p.isHuman() and startDate and startDate.precision and startDate.precision >= 9 and startDate.year then
--supponiamo che un autore non sia "attivo" prima dei 15 anni di eta' + 5 anni di "tolleranza".
--(Es. se ha pubblicato dal 1896 al 1950 lo consideriamo solo nel XX secolo)
startDate = d.addYears(startDate, 20)
end
end
if c.empty(endDate) and not c.empty(floruitDates) then
if #floruitDates > 1 then endDate = floruitDates[2]
else endDate = floruitDates[1] end
else
if p.isHuman() and endDate and endDate.precision and endDate.precision >= 9 and endDate.year then
--5 anni di "tolleranza" (se un autore è morto nel 1901 non ha senso considerarlo "del XX secolo")
endDate = d.addYears(endDate, -5)
end
end
local centuries = {}
if not c.empty(startDate) and not c.empty(endDate) and endDate.century and startDate.century then
mw.log('start common: ' .. c.printElement(startDate))
mw.log('end common: ' .. c.printElement(endDate))
mw.log('secoli: ' .. tostring(startDate.century) .. '-' .. tostring(endDate.century))
mw.log('secolo di attivita: ' .. tostring(startDate.century))
-- se aggiungendo la tolleranza alla nascita siamo finiti nel secolo successivo alla morte, lo scartiamo
if startDate.century > endDate.century then
startDate = endDate
end
table.insert(centuries, d.formatCentury(startDate))
while #centuries < 10 and (endDate.century ~= startDate.century or endDate.ac ~= startDate.ac) do
if startDate.ac then
startDate.century = startDate.century - 1
if startDate.century == 0 then
startDate.ac = false
startDate.century = 1
end
else
startDate.century = startDate.century + 1
end
mw.log('secolo di attivita: ' .. tostring(startDate.century))
table.insert(centuries, d.formatCentury(startDate))
end
end
return centuries
end
function getSitelinksOrLabelsFromPropertyValues(propertyId, siteId, langCode)
local claims = c.getClaimsByProperty(propertyId) or {}
local sitelinksOrLabels = {}
local found = false
for _, claim in ipairs(claims) do
if not found and claim and claim.mainsnak and claim.mainsnak.datavalue then
local qid = 'Q'..claim.mainsnak.datavalue.value['numeric-id']
local entity = mw.wikibase.getEntity(qid)
-- check if entity is a "birth house", "museum", "arrondissement", i.e. something which is not a "town"
local s = c.set{ 'Q19979289', 'Q33506', 'Q1307276', 'Q3947', 'Q16560', 'Q3950', 'Q2087181', 'Q702842', 'Q27686', 'Q23413', 'Q79007', 'Q751876', 'Q2116450', 'Q615980', 'Q2026833', 'Q211690', 'Q1907114', 'Q46124', 'Q21752084', 'Q879050', 'Q16917', 'Q15848826', 'Q7543083', 'Q2845944' }
if entity.claims then
local instOf = entity.claims["P31"]
if instOf then
for i, cl in pairs(instOf) do
local pl = 'Q'..cl.mainsnak.datavalue.value['numeric-id']
if s[pl] then
local cla = c.first(entity.claims["P276"]) -- location
if not cla then cla = c.first(entity.claims["P131"]) end -- located in the administrative territorial entity
if not cla then cla = c.first(entity.claims["P3842"]) end -- located in present-day administrative territorial entity
if cla then
local value = c.getClaimValue(cla)
if value and value["numeric-id"] then
entity = mw.wikibase.getEntity('Q'..value["numeric-id"])
found = true;
break;
end
end
end
end
end
end
local sitelinkOrLabel = entity:getSitelink(siteId)
if not sitelinkOrLabel then
local itLabel = entity:getLabel(langCode)
if itLabel then
langCode = 'it'
sitelinkOrLabel = itLabel
isLink = false
end
end
if not sitelinkOrLabel then
sitelinkOrLabel = entity:getSitelink('enwiki')
langCode = 'en'
end
if not sitelinkOrLabel then
sitelinkOrLabel = entity:getSitelink('frwiki')
langCode = 'fr'
end
if not sitelinkOrLabel then
sitelinkOrLabel = entity:getSitelink('eswiki')
langCode = 'es'
end
if not sitelinkOrLabel then
sitelinkOrLabel = entity:getSitelink('dewiki')
langCode = 'de'
end
local isLink = true
if not sitelinkOrLabel then
langCode = 'it'
sitelinkOrLabel = entity:getLabel(langCode) or entity:getLabel('mul') or entity:getLabel('en') or entity:getLabel('fr') or entity:getLabel('de')
isLink = false
if not entity:getLabel(langCode) then
addCat('Etichetta mancante su Wikidata')
end
end
if sitelinkOrLabel then
table.insert(sitelinksOrLabels, {text = sitelinkOrLabel, isSitelink = isLink, lang = langCode})
end
end
end
return sitelinksOrLabels
end
function getPlaceOfBirth()
local places = getSitelinksOrLabelsFromPropertyValues('P19', 'itwiki', 'it')
if c.size(places) > 1 then
addCat('Autori con luogo di nascita incerto')
elseif c.size(places) == 1 and places[1].isSitelink then
addCat('Nati a '..places[1].text)
end
for k, v in pairs(places) do
if v.isSitelink then
places[k] = c.link(v.text, v.text:gsub(' %(%D+%)', ''), v.lang .. ':w')
else
places[k] = v.text
addCat('Autori con luogo di nascita o morte non presente in Wikipedia')
end
end
return c.concat(places, ' o ')
end
function getPlaceOfDeath()
places = getSitelinksOrLabelsFromPropertyValues('P20', 'itwiki', 'it')
mw.log('luogo morte: '..c.printElement(places))
if c.size(places) > 1 then
addCat('Autori con luogo di morte incerto')
elseif c.size(places) == 1 and places[1].isSitelink then
addCat('Morti a '..places[1].text)
end
for k, v in pairs(places) do
if v.isSitelink then
places[k] = c.link(v.text, v.text:gsub(' %(%D+%)', ''), v.lang .. ':w')
else
places[k] = v.text
addCat('Autori con luogo di nascita o morte non presente in Wikipedia')
end
end
return c.concat(places, ' o ')
end
--funzione che recupera i dati dell'autore, richiamabile anche con un item qualunque
function p.getDatiAutore(autoreItem)
item = autoreItem or item
c.setItem(item)
local dati = {}
--DATI ANAGRAFICI da Wikidata
dati.nomeCognome = c.getLabel()
dati.isHuman = p.isHuman()
dati.gender = p.sesso()
dati.immagine = p.immagine()
dati.birthDates, dati.birthStringa = getBirthDates()
dati.deathDates, dati.deathStringa = getDeathDates()
dati.birthPlaceList = c.getLabelsFromPropertyValues('P19')
dati.deathPlaceList = c.getLabelsFromPropertyValues('P20')
dati.birthPlace = c.concat(dati.birthPlaceList, ' o ')
dati.deathPlace = c.concat(dati.deathPlaceList, ' o ')
dati.floruitDates, dati.floruitStringa = getFloruitDates()
--pseudonimo P742
dati.pseudonimi = c.sublist(c.getClaimValuesByProperty('P742'), 1, 5)
table.sort(dati.pseudonimi)
dati.numeroPseudonimi = c.size(dati.pseudonimi)
dati.stringaPseudonimo = c.concat(dati.pseudonimi, "''', '''", "''' e '''")
--nome reale (birth name) P1477
dati.nomiReali = c.getClaimValuesByProperty('P1477')
table.sort(dati.nomiReali)
dati.stringaNomeReale = c.concat(dati.nomiReali, "''' o '''")
--alias (da cui vanno esclusi i precedenti campi e il nome "principale")
dati.alias = c.sublist(c.getLabelAndAliases(), 1, 5) --max 5 alias
c.subtractTable(dati.alias, dati.pseudonimi)
c.subtractTable(dati.alias, dati.nomiReali)
c.subtractTable(dati.alias, {dati.nomeCognome})
table.sort(dati.alias)
dati.stringaAlias = c.concat(dati.alias, "''', '''", "''' e '''")
--anni di nascita e morte esatti
dataNascitaCerta = getDataCerta(dati.birthDates)
dataMorteCerta = getDataCerta(dati.deathDates)
if dataNascitaCerta then
dati.annoNascita = dataNascitaCerta.year
dati.ricorrenzaNascita = dataNascitaCerta.dayMonth
end
if dataMorteCerta then
dati.annoMorte = dataMorteCerta.year
dati.ricorrenzaMorte = dataMorteCerta.dayMonth
end
--link al Diz. Biogr. degli Italiani
dati.dbiLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P1986')
--link a LiberLiber
dati.liberLiber = c.getSingleClaimValueByProperty('P7208')
return dati
end
function p.autore(frame)
if frame == nil or frame:getParent() == nil then
error('Nessun frame rilevato')
end
-- parametri passati al template Autore
args = c.getParameters(frame)
if args.Wikidata then
item = mw.wikibase.getEntityObject(args.Wikidata)
c.setItem(item)
end
naz = (args['Nazionalità'] or ''):gsub(" naturalizzato ", "/"):gsub(" naturalizzata ", "/"):gsub(",", ""):gsub("-", "/")
-- nome dell'autore: Nome, Cognome e Disambigua
local nomeCognome = mw.text.trim((args.Nome or '')..' '..(args.Cognome or ''))
if nomeCognome == '' then error('Nome autore non valido') end
-- nome UNIVOCO dell'autore: Nome, Cognome e Disambigua
nomeAutore = mw.text.trim(nomeCognome..' '..(args.Disambigua or ''))
--cognome, nome (per ordinamenti)
local cognonome = args.Cognome or ''
if cognonome ~= '' then cognonome = cognonome ..' , ' end
cognonome = c.stripAccents( cognonome .. (args.Nome or '') )
add(c.template('DEFAULTSORT', {cognonome} ))
local spanDati = mw.html.create('span'):attr('id', 'dati')
for k, v in pairs(attrs) do
spanDati:attr('data-'..k, (args[v] or ''))
end
add(tostring(spanDati))
-- DATI ANAGRAFICI
local secoloAttivita = p.getSecoloAttivita()
local secolo = c.concat(secoloAttivita, '/')
mw.log('Secolo di attivita da wikidata: ' .. secolo)
dati = p.getDatiAutore()
mw.log(c.printElement(dati))
--DATI ANAGRAFICI da Wikidata
local birthPlace = getPlaceOfBirth()
local deathPlace = getPlaceOfDeath()
--pseudonimo P742
local pseudonimi = c.getClaimValuesByProperty('P742')
c.subtractTable(pseudonimi, {nomeCognome})
pseudonimi = c.sublist(pseudonimi, 1, 5)
table.sort(pseudonimi)
local numeroPseudonimi = c.size(pseudonimi)
local stringaPseudonimo = c.concat(pseudonimi, "''', '''", "''' e '''")
--nome reale (birth name) P1477
local nomiReali = c.getClaimValuesByProperty('P1477')
table.sort(nomiReali)
local stringaNomeReale = c.concat(nomiReali, "''' o '''")
--alias (da cui vanno esclusi i precedenti campi e il nome "principale")
local alias = dati.alias
if (dati.nomeCognome ~= nomeCognome) then
table.insert(alias, dati.nomeCognome)
end
c.subtractTable(alias, pseudonimi)
c.subtractTable(alias, nomiReali)
c.subtractTable(alias, {nomeCognome})
table.sort(alias)
local stringaAlias = c.concat(alias, "''', '''", "''' e '''")
--inizio CATEGORIE
-- CAT: AUTORI NATI/MORTI NELL'ANNO
if dati.annoNascita and dati.annoNascita ~= '' then
addCat('Nati nel '..dati.annoNascita)
end
if c.size(dati.birthDates) > 1 then
local data1 = dati.birthDates[1]
local data2 = dati.birthDates[2]
if c.size(dati.birthDates) > 2 or data1.calendar == data2.calendar then
if data1.precision >= 9 and data2.precision >= 9 and data1.year == data2.year and data1.precision ~= data2.precision then
addCat('Autori con date di nascita aventi diversa precisione')
else
addCat('Autori con data di nascita incerta')
end
end
end
if dati.annoMorte and dati.annoMorte ~= '' then
addCat('Morti nel '..dati.annoMorte)
end
if c.size(dati.deathDates) > 1 then
local data1 = dati.deathDates[1]
local data2 = dati.deathDates[2]
if c.size(dati.deathDates) > 2 or dati.deathDates[1].calendar == dati.deathDates[2].calendar then
if data1.precision >= 9 and data2.precision >= 9 and data1.year == data2.year and data1.precision ~= data2.precision then
addCat('Autori con date di morte aventi diversa precisione')
else
addCat('Autori con data di morte incerta')
end
end
end
if p.isHuman() and dati.ricorrenzaNascita and dati.ricorrenzaNascita ~= '' then
if dati.ricorrenzaNascita:sub(1, 2) == '8 ' or dati.ricorrenzaNascita:sub(1, 3) == '11 ' then
addCat("Nati l'"..dati.ricorrenzaNascita)
else
addCat('Nati il '..dati.ricorrenzaNascita)
end
end
if p.isHuman() and dati.ricorrenzaMorte and dati.ricorrenzaMorte ~= '' then
if dati.ricorrenzaMorte:sub(1, 2) == '8 ' or dati.ricorrenzaMorte:sub(1, 3) == '11 ' then
addCat("Morti l'"..dati.ricorrenzaMorte)
else
addCat('Morti il '..dati.ricorrenzaMorte)
end
end
-- CAT: AUTORI-INIZIALE
addCat('Autori')
local primaLettera = mw.ustring.upper(c.template('Prima lettera', { (args.Cognome or '')..(args.Nome or '') } ))
addCat('Autori-'..primaLettera)
if dati.gender and dati.gender == 'femmina' then
addCat('Autrici')
end
-- CAT: AUTORI OMONIMI (cioè che usano il campo Disambigua per distinguersi da omonimi)
if args.Disambigua then addCat('Autori omonimi') end
-- CAT: AUTORI DEL SECOLO
if secolo == '' then addCat('Autori senza secolo indicato')
else
if lang:ucfirst(secolo) == 'Antichità' then addCat('Autori dell\'Antichità')
else addTmp('Autore/CategorieSecolo', { secolo, cognonome }) end
-- CAT: AUTORI PER NAZIONALITÀ E SECOLO
for n in string.gmatch(naz, "([^/]*)") do
local plur = c.template('Autore/PluraleNazionalità', { n } )
if plur and plur ~= '' then
if lang:ucfirst(secolo) == 'Antichità' then
addCat('Autori '..plur.." dell'Antichità")
else
addTmp('Autore/CategorieSecolo', { secolo, cognonome, plur })
end
end
end
end
-- CAT: AUTORI PER ATTIVITÀ
local att = args['Attività']
if att then
addTmp('Autore/CategorieAttività', { att, cognonome })
-- CAT: AUTORI PER ATTIVITÀ E SECOLO
if lang:ucfirst(secolo) == 'Antichità' then
addTmp('Autore/CategorieAttività', { att, cognonome, 'dell\'Antichità' })
else
addTmp('Autore/CategorieAttivitàSecolo', { att, secolo, cognonome })
end
else
addCat('Autori senza attività')
end
-- CAT: AUTORI PER NAZIONALITÀ
if naz and naz ~= '' then
mw.log("nazionalità: "..naz)
for n in string.gmatch(naz, "([^/]*)") do
if n and n ~= '' then
local plur = c.template('Autore/PluraleNazionalità', { mw.text.trim(n) } )
mw.log("plurale nazionalità: "..plur)
if plur and plur ~= '' then
addCat('Autori '..plur)
-- AUTORI PER ATTIVITÀ + NAZIONALITÀ
if att then addTmp('Autore/CategorieAttività', { att, cognonome, plur }) end
else
addCat('Autori di nazionalità non censita')
end
end
end
else
addCat('Autori senza nazionalità')
end
-- CAT: AUTORI CON/SENZA OPERE
if (c.pagesInCat('Testi di '..nomeAutore) + c.pagesInCat('Traduzioni di '..nomeAutore)) > 0 then
addCat('Autori con opere su Wikisource')
else
addCat('Autori senza opere su Wikisource')
end
-- CAT: AUTORI DI TESTI MUSICALI
if c.pagesInCat('Testi musicati da '..nomeAutore) > 0 then
addCat('Autori di testi musicali')
end
-- CAT: AUTORI CITATI IN OPERE PUBBLICATE
if c.pagesInCat('Testi in cui è citato '..nomeAutore) > 0 then
addCat('Autori citati in opere pubblicate')
elseif c.pagesInCat('Pagine in cui è citato '..nomeAutore) > 0 then
addCat('Autori citati in pagine non transcluse')
end
-- CAT: AUTORI SENZA DATI BIOGRAFICI
if ((args['Professione e nazionalità'] or '')..
(args['Attività'] or '')..
(args['Nazionalità'] or '') ) == '' then
addCat('Autori senza dati biografici')
end
-- CAT: AUTORI VIVENTI
if dati.annoMorte == nil and tonumber(dati.annoNascita) ~= nil and tonumber(dati.annoNascita) >= 1900 then
addCat('Autori viventi')
end
local wp = c.wikipedia()
local com = c.commons()
local wq = c.wikiquote()
-- CAT: AUTORI SENZA VOCE SUI VARI PROGETTI
if (wp or '') == '' then
addCat('Autori senza voce su Wikipedia')
if (naz and (naz:lower() == 'italiano' or naz:lower() == 'italiana')) then
addCat('Autori italiani senza voce su Wikipedia')
end
elseif (wp and wp ~= 'it') then
addCat('Autori con voce su Wikipedia non in italiano')
if (naz and (naz:lower() == 'italiano' or naz:lower() == 'italiana')) then
addCat('Autori italiani con voce su Wikipedia non in italiano')
end
end
if (wq or '') == '' then addCat('Autori senza voce su Wikiquote') end
if (com or '') == '' then addCat('Autori senza voce su Commons') end
if c.sitelink('vecwikisource') then
addCat('Autori presenti sul Wikisource veneto')
end
-- AUTORI SENZA ELEMENTO SU WIKIDATA
if not item then
add(c.template('Pagina non collegata a Wikidata', {}))
addCat('Autori non collegati a Wikidata')
end
if not dati.gender and p.isHuman() then
addCat('Autori senza proprietà sesso su Wikidata')
end
if nomeAutore ~= mw.title.getCurrentTitle().text then
addCat('Nome autore non corretto')
end
--FINE CATEGORIE
-- INIZIO BOX
add('<div class="boxAutore">');
-- IMMAGINE AUTORE con CATEGORIE
if dati.immagine then
add('[[File:'..dati.immagine..'|140px|right|alt=Immagine di '..(args.Nome or '')..' '..(args.Cognome or '')..']]')
addCat('Autori con immagine')
else
addCat('Autori senza immagine')
end
--INIZIO TESTO "Nome Cognome (1900-2000), scrittore italiano"
-- NOME E COGNOME
add(tostring(mw.html.create('b'):css('white-space', 'nowrap'):wikitext(nomeCognome)))
--date di nascita e morte
local datiAnagraficiMancanti = false
if dati.birthStringa == '...' and dati.deathStringa == '...' then
-- CAT: AUTORI SENZA DATI ANAGRAFICI
addCat('Autori senza dati anagrafici')
datiAnagraficiMancanti = true
if secolo and secolo ~= '' and c.empty(dati.floruitDates) then
if not dati.gender or secolo == 'Antichità' then
add(' ('..linkSecolo(secolo)..')')
end
end
if (birthPlace and birthPlace ~= '') or (deathPlace and deathPlace ~= '') then
if birthPlace and birthPlace ~= '' then dati.birthStringa = birthPlace .. ', ' .. dati.birthStringa end
if deathPlace and deathPlace ~= '' then dati.deathStringa = deathPlace .. ', ' .. dati.deathStringa end
add(' ('..dati.birthStringa..' – '..dati.deathStringa..')')
end
elseif dati.birthStringa == dati.deathStringa and (not birthPlace or birthPlace == '') and (not deathPlace or deathPlace == '') then
add(' ('..dati.birthStringa..')')
else
if birthPlace and birthPlace ~= '' then dati.birthStringa = birthPlace .. ', ' .. dati.birthStringa end
if deathPlace and deathPlace ~= '' then dati.deathStringa = deathPlace .. ', ' .. dati.deathStringa end
add(' ('..dati.birthStringa..' – '..dati.deathStringa..')')
end
--floruit (solo in mancanza di date certe)
if not c.empty(dati.floruitDates) and ((not dati.ricorrenzaNascita or dati.ricorrenzaNascita == '') or (not dati.ricorrenzaMorte or dati.ricorrenzaMorte == '')) then
add(', '..dati.floruitStringa)
elseif datiAnagraficiMancanti and secolo and secolo ~= '' then
if dati.gender and secolo ~= 'Antichità' then
add(', '..'\'\'[[:w:Floruit|floruit]]\'\' '..linkSecolo(secolo))
end
end
local oa = 'o/a'
if dati.gender then
if dati.gender == 'maschio' then oa = 'o'
elseif dati.gender == 'femmina' then oa = 'a' end
end
-- EVENTUALE ALTRO NOME
if stringaAlias ~= '' then
add(', not'..oa..' anche come \'\'\''..stringaAlias..'\'\'\'')
end
-- EVENTUALE PSEUDONIMO
if stringaPseudonimo ~= '' then
add(', not'..oa..' anche con ')
if numeroPseudonimi > 1 then add('gli pseudonimi')
else add('lo pseudonimo') end
add(' di \'\'\''..stringaPseudonimo..'\'\'\'')
addCat('Autori conosciuti con uno pseudonimo')
end
-- EVENTUALE NOME REALE
if stringaNomeReale ~= '' and stringaNomeReale ~= nomeCognome then
add(', nat'..oa..' \'\'\''..stringaNomeReale..'\'\'\'')
end
-- DATI BIOGRAFICI
if args['Professione e nazionalità'] then
add(', '..lang:lcfirst(args['Professione e nazionalità']))
elseif args['Attività'] then
add(', '..p.attivita(args['Attività']))
if args['Nazionalità'] then add(' '..args['Nazionalità']) end
end
add('.')
--fine della frase iniziale
-- INTERPROGETTO
add(tostring(mw.html.create('div'):css('margin-top', '15px'):wikitext(c.template('Interprogetto'))))
if args.Nome ~= 'Anonimo' then
-- LINK ALLA CATEGORIA TESTI DI ...
catLink('Testi di %s')
catLink('Testi curati da %s')
-- LINK ALLA CATEGORIA TESTI MUSICATI DA...
catLink('Testi musicati da %s', 'Nuvola filesystems folder sound.png')
end
-- LINK ALLA CATEGORIA TRADUZIONI DI ...
catLink('Traduzioni di %s')
-- LINK ALLA CATEGORIA TESTI IN CUI È CITATO ...
catLink('Testi in cui è citato %s')
-- LINK ALLA CATEGORIA PAGINE IN CUI È CITATO ...
if c.pagesInCat('Testi in cui è citato '..nomeAutore) == 0 then
catLink('Pagine in cui è citato %s')
end
--link a ricerca (per cercare altre citazioni)
add('<div>[[File:Nuvola_apps_xmag.png|24px|alt=Icona cerca citazioni]][[Speciale:Ricerca/'..nomeAutore..'|Cerca citazioni su '..nomeAutore..'...]]</div>')
-- CHIUSURA BOX
add('</div>')
-- SCHEDE DI AUTORITÀ
local authcon = cda()
if authcon == nil or authcon == '' then
addCat('Autori senza schede di autorità')
else
add(authcon)
end
if dati.dbiLink then
addCat('Autori presenti sul Dizionario Biografico degli Italiani')
end
if dati.liberLiber then
addCat('Autori presenti su LiberLiber')
end
if dati.dbiLink or dati.liberLiber then
local text = ''
if dati.dbiLink then text = text .. '<div>[http://www.treccani.it/enciclopedia/' .. dati.dbiLink .. '_(Dizionario-Biografico) Dizionario Biografico degli Italiani]</div>' end
if dati.liberLiber then text = text .. '<div>[https://liberliber.it/autori/autori-' .. dati.liberLiber .. ' LiberLiber]</div>' end
add(tostring(mw.html.create('div')
:addClass('controlloAutorita')
:tag('div')
:addClass('controlloAutoritaTitle')
:wikitext('Collegamenti esterni')
:done()
:tag('div')
:wikitext(text)
:allDone()))
end
if c.wikinews() then addCat('Autori con pagina su Wikinews') end
if c.wikispecies() then addCat('Autori con pagina su Wikispecies') end
mw.log(output..outputCat)
return output..outputCat
end
p['attività'] = function(frame)
return p.attivita(frame.args[1])
end
function p.autoreLinkDBI(frame)
local page = frame.args[1]
mw.log('Pagina: '..page)
item = mw.wikibase.getEntity(mw.wikibase.getEntityIdForTitle(page))
c.setItem(item)
local name = c.getLabel()
mw.log('Nome: '..name)
local output = "[["..page..'|'..name.."]]"
lang, sitelink = c.wikipedia()
mw.log('WP Link: '..lang..':'..sitelink)
if lang and sitelink then
output = output .. ' [[:'..lang..':'..sitelink..']]'
end
dbiLink = c.getSingleClaimValueByProperty('P1986')
mw.log('DBI: '..c.printElement(dbiLink))
if dbiLink then
output = output .. ' ([http://www.treccani.it/enciclopedia/' .. dbiLink .. '_(Dizionario-Biografico) DBI])'
end
return output .. ' '..frame:extensionTag('nowiki', output)
end
return p
0qtsev1m9udmyn34xvixk3ydalqbf7f
Autore:Italo Pizzi
102
343511
3867969
3834314
2026-07-28T17:05:48Z
Alex brollo
1615
/* Traduzioni */
3867969
wikitext
text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Italo
| Cognome = Pizzi
| Attività = traduttore/orientalista/professore
| Nazionalità = italiano
| Professione e nazionalità =
}}
== Opere ==
* {{testo|La vita ai tempi eroici di Persia}}
* {{testo|Dante e Firdusi}}
== Traduzioni ==
* {{Testo|Il Libro dei Re}}
* {{Testo|I Nibelunghi (1889)|I Nibelunghi}}
* {{Testo|Le Novelle Indiane di Visnusarma}}
* {{Testo|Il Roseto}}
* {{Testo|L'Avesta (Pizzi, 1914)}}
* ''Fiori d'Oriente'' (1906) [https://archive.org/details/pizzi-fiori-oriente IA]
* ''Il canto di Atli nell'Edda'', Parma, G. Ferrari e figli, 1876 ([https://books.google.it/books?id=2jqUXkexsRsC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false GB])
{{Sezione note}}
14c3dtf4lqxs0djwrhip5ppkgzrxqba
Autore:Licofrone
102
374367
3868195
3788183
2026-07-29T09:23:19Z
Accurimbono
14
3868195
wikitext
text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Licofrone
| Cognome =
| Attività = poeta/tragediografo
| Nazionalità = greco
| Professione e nazionalità =
}}
ahmg401kk55vd5fbrfiip5h2pbo555r
Modulo:Testo
828
441872
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3867476
2026-07-28T14:59:23Z
Candalua
1675
3867878
Scribunto
text/plain
local p = {}
local c = require('Modulo:Common')
local output = ''
local outputCat = ''
function p.testo(frame)
local title = mw.title.getCurrentTitle()
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = args[2] or c.stripTitolo2(link)
if mw.text.trim(titolo) == '' then titolo = c.stripTitolo2(link) end
local isTradizionale = args.tipo == 'tradizionale' or false
local lingua = args.lingua
local showEpub = not(args.epub == 'no' or false)
local showEdizione = not(args.edizione == 'no' or false)
local useSummary = args.noexport == nil or true
local isSottopagina = string.find(link, '/')
local classSottopagina = isSottopagina and ' tl-testo-subpage' or ''
if lingua ~= nil then
-- link ad altre Wikisource
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link, lingua = lingua} ) .. ' ')
end
write("''" .. c.link(link, titolo, lingua) .. "''")
cat('Pagine che puntano a testi su altre Wikisource')
else
if link:sub(1, 1) == '#' then
write("''" .. c.link(link, titolo) .. "''")
cat('Template Testo con link interni')
else
local linkFull = frame:callParserFunction( '#rel2abs', { link } )
local titlePagina = mw.title.new(linkFull)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local errorClass = ''
local redirect= ''
if not testoPagina then
write('<span class="tl-testo-link">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
else
if string.find(testoPagina:lower(), "#redirect") or string.find(testoPagina:lower(), "#rinvia") then
redirect = '↳ '
errorClass = ' tl-testo-warning'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad un redirect') end
titlePagina = titlePagina.redirectTarget
testoPagina = titlePagina:getContent()
if not testoPagina then
-- se siamo qui è perché c'è un redirect, ma è rosso
write('<span class="tl-testo-link tl-testo-error">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
end
end
end
if testoPagina then
if string.find(testoPagina:lower(), "{{disambigua") then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una Disambigua') end
end
if titlePagina:inNamespace(112) then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una pagina Opera') end
end
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if not sal then
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo con SAL non trovato') end
sal = '25'
end
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link } ) .. ' ')
end
if isTradizionale then
if not c.isNS0() then
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index ~= '' then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=Indice:' .. index .. ']]</span> ')
end
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
cat('Pagine che usano il Template:Testo tradizionale')
else
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local testoPaginaBase = isSottopagina and mw.title.new(titlePagina.rootText):getContent() or testoPagina
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index == '' then index = parametro("URL della versione cartacea a fronte", testoPaginaBase) or '' else index = 'Indice:' .. index end
local autoreTestoBase = findAutore(testoPaginaBase)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPaginaBase) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPaginaBase) or ''
local isPaginaTraduttore = c.getFullName() == traduttore
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPaginaBase) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPaginaBase) or ''
-- se siamo in una raccolta cerco l'autore della raccolta
if c.isNS0() and not c.isMainPage() and not isSottopagina and title.text ~= titlePagina.text then
autoreTestoBase = findAutore(title:getContent())
end
if autoreTesto == '' and autoreTestoBase ~= '' then autoreTesto = autoreTestoBase end
local isPaginaAutore = c.getFullName() == autoreTesto
if index ~= '' and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or c.isDisambig()) then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=' .. index .. ']]</span> ')
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '%"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
if autoreTesto ~= '' and not isPaginaAutore and not c.isNSOpera() and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or autoreTesto ~= autoreTestoBase or c.isDisambig())
and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="tl-testo-autore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' and not c.isNSOpera() and not isSottopagina then
write(' <span class="tl-testo-data">(' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')</span>')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') and (not c.isNS0() or not isSottopagina) then
write('<span class="tl-testo-traduzione">, traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
write('</span>')
end
if not c.isNS0() and index ~= '' and showEdizione then
local testoIndice = mw.title.new(index):getContent()
local curatore = string.match(testoIndice, "Curatore=(.-)\n|") or ''
local editore = string.match(testoIndice, "Editore=(.-)\n|") or ''
local anno = string.match(testoIndice, "Anno=(.-)\n|") or ''
local luogo = string.match(testoIndice, "Città=(.-)\n|") or ''
write('<small class="tl-testo-edizione" title="Edizione utilizzata per la trascrizione di questo testo"> - ')
if curatore ~= '' then write('A cura di ' .. curatore .. ', ') end
if luogo ~= '' then write(luogo .. ', ') end
if editore ~= '' then write(editore .. ', ') end
if anno ~= '' then write(anno) else write 'senza data' end
write('</small>')
end
end
end
end
end
local classSummary = (c.isNS0() and useSummary) and ' ws-summary' or ''
return '<span class="tl-testo' .. classSummary .. classSottopagina .. '">' .. output .. '</span>' .. outputCat
end
function p.testoAutoreAnno(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = c.stripTitolo2(link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPagina) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPagina) or ''
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPagina) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPagina) or ''
write('<i>' .. c.link(link, titolo) .. '</i>')
if autoreTesto ~= '' and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="taaAutore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') then
write(', traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
end
return output
end
function p.taaSottopagina(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local title = mw.title.new(link)
write('<i>' .. c.link(link, title.subpageText) .. '</i>')
local testoPagina = title:getContent()
local autore = findAutore(testoPagina)
if autore ~= '' then write('<span class="taaAutore"> di ' .. p.linkAutore(autore) .. '</span>') end
return output
end
function write(str)
output = output .. str
end
function cat(name)
outputCat = outputCat .. c.category(mw.text.trim(name))
end
function parametro(param, template)
return string.match(template, "|%s*" .. param .. "%s*=%s*(.-)%s*[|}]")
end
function findAutore(template)
return parametro("autore", template) or parametro("Nome e cognome dell'autore", template) or parametro("Organismo emittente", template) or ''
end
function p.categorieTestoAnno(str)
if not str then
return ''
else
str = mw.text.trim(str)
end
if str == 'Antichità' then
return "[[:Categoria:Testi dell'Antichità|Antichità]]"
else
date = str:gsub(" %- ", "/"):gsub("%-", "/")
cat = ''
for data in date:gmatch("[^/]+") do
data = mw.text.trim(data)
if cat ~= '' then
cat = cat .. '-'
end
cat = cat .. "[[:Categoria:Testi del " .. data .. "|" .. data .. "]]"
end
return cat
end
end
function p.linkTesto(frame)
link = frame.args[1]
label = frame.args[2]
anchor = frame.args[3]
if not label or label == '' then
label = c.stripTitolo2(link)
end
if anchor then
anchor = '#'..anchor
end
return "''[["..link..anchor..'|'..label.."]]''"
end
function p.linkAutore(str)
link = ''
for autore in str:gmatch("[^/]+") do
if link ~= '' then
link = link ..', '
end
link = link .. '[[Autore:' .. autore .. '|' .. autore:gsub(" %(.*%)", "") .. ']]'
end
return link
end
return p
lagzenkdtr8awnr8anrwtwudgjm5eio
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Candalua
1675
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Scribunto
text/plain
local p = {}
local c = require('Modulo:Common')
local output = ''
local outputCat = ''
function p.testo(frame)
local title = mw.title.getCurrentTitle()
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = args[2] or c.stripTitolo2(link)
if mw.text.trim(titolo) == '' then titolo = c.stripTitolo2(link) end
local isTradizionale = args.tipo == 'tradizionale' or false
local lingua = args.lingua
local showEpub = not(args.epub == 'no' or false)
local showEdizione = not(args.edizione == 'no' or false)
local useSummary = args.noexport == nil or true
local isSottopagina = string.find(link, '/')
local classSottopagina = isSottopagina and ' tl-testo-subpage' or ''
if lingua ~= nil then
-- link ad altre Wikisource
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link, lingua = lingua} ) .. ' ')
end
write("''" .. c.link(link, titolo, lingua) .. "''")
cat('Pagine che puntano a testi su altre Wikisource')
else
if link:sub(1, 1) == '#' then
write("''" .. c.link(link, titolo) .. "''")
cat('Template Testo con link interni')
else
local linkFull = frame:callParserFunction( '#rel2abs', { link } )
local titlePagina = mw.title.new(linkFull)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local errorClass = ''
local redirect= ''
if not testoPagina then
write('<span class="tl-testo-link">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
else
if string.find(testoPagina:lower(), "#redirect") or string.find(testoPagina:lower(), "#rinvia") then
redirect = '↳ '
errorClass = ' tl-testo-warning'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad un redirect') end
titlePagina = titlePagina.redirectTarget
testoPagina = titlePagina:getContent()
if not testoPagina then
-- se siamo qui è perché c'è un redirect, ma è rosso
write('<span class="tl-testo-link tl-testo-error">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
end
end
end
if testoPagina then
if string.find(testoPagina:lower(), "{{disambigua") then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una Disambigua') end
end
if titlePagina:inNamespace(112) then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una pagina Opera') end
end
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if not sal then
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo con SAL non trovato') end
sal = '25'
end
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link } ) .. ' ')
end
if isTradizionale then
if not c.isNS0() then
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index ~= '' then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=Indice:' .. index .. ']]</span> ')
end
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
cat('Pagine che usano il Template:Testo tradizionale')
else
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local testoPaginaBase = isSottopagina and mw.title.new(titlePagina.rootText):getContent() or testoPagina
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index == '' then index = parametro("URL della versione cartacea a fronte", testoPaginaBase) or '' else index = 'Indice:' .. index end
local autoreTestoBase = findAutore(testoPaginaBase)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPaginaBase) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPaginaBase) or ''
local isPaginaTraduttore = c.getFullName() == traduttore
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPaginaBase) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPaginaBase) or ''
-- se siamo in una raccolta cerco l'autore della raccolta
if c.isNS0() and not c.isMainPage() and not isSottopagina and title.text ~= titlePagina.text then
autoreTestoBase = findAutore(title:getContent())
end
if autoreTesto == '' and autoreTestoBase ~= '' then autoreTesto = autoreTestoBase end
local isPaginaAutore = c.getFullName() == autoreTesto
if index ~= '' and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or c.isDisambig()) then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=' .. index .. ']]</span> ')
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '%"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
if autoreTesto ~= '' and not isPaginaAutore and not c.isNSOpera() and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or autoreTesto ~= autoreTestoBase or c.isDisambig())
and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="tl-testo-autore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' and not c.isNSOpera() and not isSottopagina then
write(' <span class="tl-testo-data">(' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')</span>')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') and (not c.isNS0() or not isSottopagina) then
write('<span class="tl-testo-traduzione">, traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
write('</span>')
end
if not c.isNS0() and index ~= '' and showEdizione then
local testoIndice = mw.title.new(index):getContent()
local curatore = string.match(testoIndice, "Curatore=(.-)\n|") or ''
local editore = string.match(testoIndice, "Editore=(.-)\n|") or ''
local anno = string.match(testoIndice, "Anno=(.-)\n|") or ''
local luogo = string.match(testoIndice, "Città=(.-)\n|") or ''
write('<small class="tl-testo-edizione" title="Edizione utilizzata per la trascrizione di questo testo"> - ')
if curatore ~= '' then write('A cura di ' .. curatore .. ', ') end
if luogo ~= '' then write(luogo .. ', ') end
if editore ~= '' then write(editore .. ', ') end
if anno ~= '' then write(anno) else write 'senza data' end
write('</small>')
end
end
end
end
end
local classSummary = (c.isNS0() and useSummary) and ' ws-summary' or ''
return '<span class="tl-testo' .. classSummary .. classSottopagina .. '">' .. output .. '</span>' .. outputCat
end
function p.testoAutoreAnno(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = c.stripTitolo2(link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPagina) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPagina) or ''
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPagina) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPagina) or ''
write('<i>' .. c.link(link, titolo) .. '</i>')
if autoreTesto ~= '' and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="taaAutore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') then
write(', traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
end
return output
end
function p.taaSottopagina(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local title = mw.title.new(link)
write('<i>' .. c.link(link, title.subpageText) .. '</i>')
local testoPagina = title:getContent()
local autore = findAutore(testoPagina)
if autore ~= '' then write('<span class="taaAutore"> di ' .. p.linkAutore(autore) .. '</span>') end
return output
end
function write(str)
output = output .. str
end
function cat(name)
outputCat = outputCat .. c.category(mw.text.trim(name))
end
function parametro(param, template)
return string.match(template, "|%s*" .. param .. "%s*=%s*(.-)%s*[|}]")
end
function findAutore(template)
return parametro("autore", template) or parametro("Nome e cognome dell'autore", template) or parametro("Organismo emittente", template) or ''
end
function p.categorieTestoAnno(str)
if not str then
return ''
else
str = mw.text.trim(str)
end
if str == 'Antichità' then
return "[[:Categoria:Testi dell'Antichità|Antichità]]"
else
date = str:gsub(" %- ", "/"):gsub("%-", "/")
cat = ''
for data in date:gmatch("[^/]+") do
data = mw.text.trim(data)
if cat ~= '' then
cat = cat .. '-'
end
cat = cat .. "[[:Categoria:Testi del " .. data .. "|" .. data .. "]]"
end
return cat
end
end
function p.linkTesto(frame)
link = frame.args[1]
label = frame.args[2]
anchor = frame.args[3]
if not label or label == '' then
label = c.stripTitolo2(link)
end
if anchor then
anchor = '#'..anchor
end
return "''[["..link..anchor..'|'..label.."]]''"
end
function p.linkAutore(str)
link = ''
for autore in str:gmatch("[^/]+") do
if link ~= '' then
link = link ..', '
end
link = link .. '[[Autore:' .. autore .. '|' .. autore:gsub(" %(.*%)", "") .. ']]'
end
return link
end
function p.sal(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
return sal
end
return p
bsugtjxr3f7l1ivcf3c35743f3yyooq
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Candalua
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Scribunto
text/plain
local p = {}
local c = require('Modulo:Common')
local output = ''
local outputCat = ''
function p.testo(frame)
local title = mw.title.getCurrentTitle()
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = args[2] or c.stripTitolo2(link)
if mw.text.trim(titolo) == '' then titolo = c.stripTitolo2(link) end
local isTradizionale = args.tipo == 'tradizionale' or false
local lingua = args.lingua
local showEpub = not(args.epub == 'no' or false)
local showEdizione = not(args.edizione == 'no' or false)
local useSummary = args.noexport == nil or true
local isSottopagina = string.find(link, '/')
local classSottopagina = isSottopagina and ' tl-testo-subpage' or ''
if lingua ~= nil then
-- link ad altre Wikisource
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link, lingua = lingua} ) .. ' ')
end
write("''" .. c.link(link, titolo, lingua) .. "''")
cat('Pagine che puntano a testi su altre Wikisource')
else
if link:sub(1, 1) == '#' then
write("''" .. c.link(link, titolo) .. "''")
cat('Template Testo con link interni')
else
local linkFull = frame:callParserFunction( '#rel2abs', { link } )
local titlePagina = mw.title.new(linkFull)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local errorClass = ''
local redirect= ''
if not testoPagina then
write('<span class="tl-testo-link">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
else
if string.find(testoPagina:lower(), "#redirect") or string.find(testoPagina:lower(), "#rinvia") then
redirect = '↳ '
errorClass = ' tl-testo-warning'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad un redirect') end
titlePagina = titlePagina.redirectTarget
testoPagina = titlePagina:getContent()
if not testoPagina then
-- se siamo qui è perché c'è un redirect, ma è rosso
write('<span class="tl-testo-link tl-testo-error">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
end
end
end
if testoPagina then
if string.find(testoPagina:lower(), "{{disambigua") then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una Disambigua') end
end
if titlePagina:inNamespace(112) then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una pagina Opera') end
end
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if not sal then
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo con SAL non trovato') end
sal = '25'
end
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link } ) .. ' ')
end
if isTradizionale then
if not c.isNS0() then
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index ~= '' then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=Indice:' .. index .. ']]</span> ')
end
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
cat('Pagine che usano il Template:Testo tradizionale')
else
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local testoPaginaBase = isSottopagina and mw.title.new(titlePagina.rootText):getContent() or testoPagina
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index == '' then index = parametro("URL della versione cartacea a fronte", testoPaginaBase) or '' else index = 'Indice:' .. index end
local autoreTestoBase = findAutore(testoPaginaBase)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPaginaBase) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPaginaBase) or ''
local isPaginaTraduttore = c.getFullName() == traduttore
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPaginaBase) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPaginaBase) or ''
-- se siamo in una raccolta cerco l'autore della raccolta
if c.isNS0() and not c.isMainPage() and not isSottopagina and title.text ~= titlePagina.text then
autoreTestoBase = findAutore(title:getContent())
end
if autoreTesto == '' and autoreTestoBase ~= '' then autoreTesto = autoreTestoBase end
local isPaginaAutore = c.getFullName() == autoreTesto
if index ~= '' and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or c.isDisambig()) then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=' .. index .. ']]</span> ')
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '%"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
if autoreTesto ~= '' and not isPaginaAutore and not c.isNSOpera() and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or autoreTesto ~= autoreTestoBase or c.isDisambig())
and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="tl-testo-autore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' and not c.isNSOpera() and not isSottopagina then
write(' <span class="tl-testo-data">(' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')</span>')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') and (not c.isNS0() or not isSottopagina) then
write('<span class="tl-testo-traduzione">, traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
write('</span>')
end
if not c.isNS0() and index ~= '' and showEdizione then
local testoIndice = mw.title.new(index):getContent()
local curatore = string.match(testoIndice, "Curatore=(.-)\n|") or ''
local editore = string.match(testoIndice, "Editore=(.-)\n|") or ''
local anno = string.match(testoIndice, "Anno=(.-)\n|") or ''
local luogo = string.match(testoIndice, "Città=(.-)\n|") or ''
write('<small class="tl-testo-edizione" title="Edizione utilizzata per la trascrizione di questo testo"> - ')
if curatore ~= '' then write('A cura di ' .. curatore .. ', ') end
if luogo ~= '' then write(luogo .. ', ') end
if editore ~= '' then write(editore .. ', ') end
if anno ~= '' then write(anno) else write 'senza data' end
write('</small>')
end
end
end
end
end
local classSummary = (c.isNS0() and useSummary) and ' ws-summary' or ''
return '<span class="tl-testo' .. classSummary .. classSottopagina .. '">' .. output .. '</span>' .. outputCat
end
function p.testoAutoreAnno(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = c.stripTitolo2(link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPagina) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPagina) or ''
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPagina) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPagina) or ''
write('<i>' .. c.link(link, titolo) .. '</i>')
if autoreTesto ~= '' and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="taaAutore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') then
write(', traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
end
return output
end
function p.taaSottopagina(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local title = mw.title.new(link)
write('<i>' .. c.link(link, title.subpageText) .. '</i>')
local testoPagina = title:getContent()
local autore = findAutore(testoPagina)
if autore ~= '' then write('<span class="taaAutore"> di ' .. p.linkAutore(autore) .. '</span>') end
return output
end
function write(str)
output = output .. str
end
function cat(name)
outputCat = outputCat .. c.category(mw.text.trim(name))
end
function parametro(param, template)
return string.match(template, "|%s*" .. param .. "%s*=%s*(.-)%s*[|}]")
end
function findAutore(template)
return parametro("autore", template) or parametro("Nome e cognome dell'autore", template) or parametro("Organismo emittente", template) or ''
end
function p.categorieTestoAnno(str)
if not str then
return ''
else
str = mw.text.trim(str)
end
if str == 'Antichità' then
return "[[:Categoria:Testi dell'Antichità|Antichità]]"
else
local date = str:gsub(" %- ", "/"):gsub("%-", "/")
local cat = ''
for data in date:gmatch("[^/]+") do
data = mw.text.trim(data)
if cat ~= '' then
cat = cat .. '-'
end
cat = cat .. "[[:Categoria:Testi del " .. data .. "|" .. data .. "]]"
end
return cat
end
end
function p.linkTesto(frame)
local link = frame.args[1]
local label = frame.args[2]
local anchor = frame.args[3]
if not label or label == '' then
label = c.stripTitolo2(link)
end
if anchor then
anchor = '#'..anchor
end
return "''[["..link..anchor..'|'..label.."]]''"
end
function p.linkAutore(str)
local link = ''
for autore in str:gmatch("[^/]+") do
if link ~= '' then
link = link ..', '
end
link = link .. '[[Autore:' .. autore .. '|' .. autore:gsub(" %(.*%)", "") .. ']]'
end
return link
end
function p.sal(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
mw.log('link: '..link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
return sal
end
return p
kq6fxan88v9hl5xyavoddrdhfacf0ro
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Candalua
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Scribunto
text/plain
local p = {}
local c = require('Modulo:Common')
local output = ''
local outputCat = ''
function p.testo(frame)
local title = mw.title.getCurrentTitle()
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = args[2] or c.stripTitolo2(link)
if mw.text.trim(titolo) == '' then titolo = c.stripTitolo2(link) end
local isTradizionale = args.tipo == 'tradizionale' or false
local lingua = args.lingua
local showEpub = not(args.epub == 'no' or false)
local showEdizione = not(args.edizione == 'no' or false)
local useSummary = args.noexport == nil or true
local isSottopagina = string.find(link, '/')
local classSottopagina = isSottopagina and ' tl-testo-subpage' or ''
if lingua ~= nil then
-- link ad altre Wikisource
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link, lingua = lingua} ) .. ' ')
end
write("''" .. c.link(link, titolo, lingua) .. "''")
cat('Pagine che puntano a testi su altre Wikisource')
else
if link:sub(1, 1) == '#' then
write("''" .. c.link(link, titolo) .. "''")
cat('Template Testo con link interni')
else
local linkFull = frame:callParserFunction( '#rel2abs', { link } )
local titlePagina = mw.title.new(linkFull)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local errorClass = ''
local redirect= ''
if not testoPagina then
write('<span class="tl-testo-link">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
else
if string.find(testoPagina:lower(), "#redirect") or string.find(testoPagina:lower(), "#rinvia") then
redirect = '↳ '
errorClass = ' tl-testo-warning'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad un redirect') end
titlePagina = titlePagina.redirectTarget
testoPagina = titlePagina:getContent()
if not testoPagina then
-- se siamo qui è perché c'è un redirect, ma è rosso
write('<span class="tl-testo-link tl-testo-error">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
end
end
end
if testoPagina then
if string.find(testoPagina:lower(), "{{disambigua") then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una Disambigua') end
end
if titlePagina:inNamespace(112) then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una pagina Opera') end
end
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if not sal then
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo con SAL non trovato') end
sal = '25'
end
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link } ) .. ' ')
end
if isTradizionale then
if not c.isNS0() then
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index ~= '' then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=Indice:' .. index .. ']]</span> ')
end
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
cat('Pagine che usano il Template:Testo tradizionale')
else
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local testoPaginaBase = isSottopagina and mw.title.new(titlePagina.rootText):getContent() or testoPagina
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index == '' then index = parametro("URL della versione cartacea a fronte", testoPaginaBase) or '' else index = 'Indice:' .. index end
local autoreTestoBase = findAutore(testoPaginaBase)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPaginaBase) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPaginaBase) or ''
local isPaginaTraduttore = c.getFullName() == traduttore
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPaginaBase) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPaginaBase) or ''
-- se siamo in una raccolta cerco l'autore della raccolta
if c.isNS0() and not c.isMainPage() and not isSottopagina and title.text ~= titlePagina.text then
autoreTestoBase = findAutore(title:getContent())
end
if autoreTesto == '' and autoreTestoBase ~= '' then autoreTesto = autoreTestoBase end
local isPaginaAutore = c.getFullName() == autoreTesto
if index ~= '' and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or c.isDisambig()) then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=' .. index .. ']]</span> ')
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '%"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
if autoreTesto ~= '' and not isPaginaAutore and not c.isNSOpera() and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or autoreTesto ~= autoreTestoBase or c.isDisambig())
and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="tl-testo-autore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' and not c.isNSOpera() and not isSottopagina then
write(' <span class="tl-testo-data">(' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')</span>')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') and (not c.isNS0() or not isSottopagina) then
write('<span class="tl-testo-traduzione">, traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
write('</span>')
end
if not c.isNS0() and index ~= '' and showEdizione then
local testoIndice = mw.title.new(index):getContent()
local curatore = string.match(testoIndice, "Curatore=(.-)\n|") or ''
local editore = string.match(testoIndice, "Editore=(.-)\n|") or ''
local anno = string.match(testoIndice, "Anno=(.-)\n|") or ''
local luogo = string.match(testoIndice, "Città=(.-)\n|") or ''
write('<small class="tl-testo-edizione" title="Edizione utilizzata per la trascrizione di questo testo"> - ')
if curatore ~= '' then write('A cura di ' .. curatore .. ', ') end
if luogo ~= '' then write(luogo .. ', ') end
if editore ~= '' then write(editore .. ', ') end
if anno ~= '' then write(anno) else write 'senza data' end
write('</small>')
end
end
end
end
end
local classSummary = (c.isNS0() and useSummary) and ' ws-summary' or ''
return '<span class="tl-testo' .. classSummary .. classSottopagina .. '">' .. output .. '</span>' .. outputCat
end
function p.testoAutoreAnno(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = c.stripTitolo2(link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPagina) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPagina) or ''
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPagina) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPagina) or ''
write('<i>' .. c.link(link, titolo) .. '</i>')
if autoreTesto ~= '' and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="taaAutore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') then
write(', traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
end
return output
end
function p.taaSottopagina(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local title = mw.title.new(link)
write('<i>' .. c.link(link, title.subpageText) .. '</i>')
local testoPagina = title:getContent()
local autore = findAutore(testoPagina)
if autore ~= '' then write('<span class="taaAutore"> di ' .. p.linkAutore(autore) .. '</span>') end
return output
end
function write(str)
output = output .. str
end
function cat(name)
outputCat = outputCat .. c.category(mw.text.trim(name))
end
function parametro(param, template)
return string.match(template, "|%s*" .. param .. "%s*=%s*(.-)%s*[|}]")
end
function findAutore(template)
return parametro("autore", template) or parametro("Nome e cognome dell'autore", template) or parametro("Organismo emittente", template) or ''
end
function p.categorieTestoAnno(str)
if not str then
return ''
else
str = mw.text.trim(str)
end
if str == 'Antichità' then
return "[[:Categoria:Testi dell'Antichità|Antichità]]"
else
local date = str:gsub(" %- ", "/"):gsub("%-", "/")
local cat = ''
for data in date:gmatch("[^/]+") do
data = mw.text.trim(data)
if cat ~= '' then
cat = cat .. '-'
end
cat = cat .. "[[:Categoria:Testi del " .. data .. "|" .. data .. "]]"
end
return cat
end
end
function p.linkTesto(frame)
local link = frame.args[1]
local label = frame.args[2]
local anchor = frame.args[3]
if not label or label == '' then
label = c.stripTitolo2(link)
end
if anchor then
anchor = '#'..anchor
end
return "''[["..link..anchor..'|'..label.."]]''"
end
function p.linkAutore(str)
local link = ''
for autore in str:gmatch("[^/]+") do
if link ~= '' then
link = link ..', '
end
link = link .. '[[Autore:' .. autore .. '|' .. autore:gsub(" %(.*%)", "") .. ']]'
end
return link
end
function p.sal(frame)
local args = frame.args
local link = args[1]
mw.log('link: '..link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
return sal
end
return p
pfqw1eg7k87czkc8z6ytn8m4z3zkonc
3868181
3867886
2026-07-29T07:34:59Z
Candalua
1675
3868181
Scribunto
text/plain
local p = {}
local c = require('Modulo:Common')
local output = ''
local outputCat = ''
function p.testo(frame)
local title = mw.title.getCurrentTitle()
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = args[2] or c.stripTitolo2(link)
if mw.text.trim(titolo) == '' then titolo = c.stripTitolo2(link) end
local isTradizionale = args.tipo == 'tradizionale' or false
local lingua = args.lingua
local showEpub = not(args.epub == 'no' or false)
local showEdizione = not(args.edizione == 'no' or false)
local useSummary = args.noexport == nil or true
local isSottopagina = string.find(link, '/')
local classSottopagina = isSottopagina and ' tl-testo-subpage' or ''
if lingua ~= nil then
-- link ad altre Wikisource
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link, lingua = lingua} ) .. ' ')
end
write("''" .. c.link(link, titolo, lingua) .. "''")
cat('Pagine che puntano a testi su altre Wikisource')
else
if link:sub(1, 1) == '#' then
write("''" .. c.link(link, titolo) .. "''")
cat('Template Testo con link interni')
else
local linkFull = frame:callParserFunction( '#rel2abs', { link } )
local titlePagina = mw.title.new(linkFull)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local errorClass = ''
local redirect= ''
if not testoPagina then
write('<span class="tl-testo-link">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
else
if string.find(testoPagina:lower(), "#redirect") or string.find(testoPagina:lower(), "#rinvia") then
redirect = '↳ '
errorClass = ' tl-testo-warning'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad un redirect') end
titlePagina = titlePagina.redirectTarget
testoPagina = titlePagina:getContent()
if not testoPagina then
-- se siamo qui è perché c'è un redirect, ma è rosso
write('<span class="tl-testo-link tl-testo-error">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
end
end
end
if testoPagina then
if string.find(testoPagina:lower(), "{{disambigua") then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una Disambigua') end
end
if titlePagina:inNamespace(112) then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una pagina Opera') end
end
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if not sal then
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo con SAL non trovato') end
sal = '25'
end
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link } ) .. ' ')
end
if isTradizionale then
if not c.isNS0() then
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index ~= '' then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=Indice:' .. index .. ']]</span> ')
end
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
cat('Pagine che usano il Template:Testo tradizionale')
else
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local testoPaginaBase = isSottopagina and mw.title.new(titlePagina.rootText):getContent() or testoPagina
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index == '' then index = parametro("URL della versione cartacea a fronte", testoPaginaBase) or '' else index = 'Indice:' .. index end
local autoreTestoBase = findAutore(testoPaginaBase)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPaginaBase) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPaginaBase) or ''
local isPaginaTraduttore = c.getFullName() == traduttore
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPaginaBase) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPaginaBase) or ''
-- se siamo in una raccolta cerco l'autore della raccolta
if c.isNS0() and not c.isMainPage() and not isSottopagina and title.text ~= titlePagina.text then
autoreTestoBase = findAutore(title:getContent())
end
if autoreTesto == '' and autoreTestoBase ~= '' then autoreTesto = autoreTestoBase end
local isPaginaAutore = c.getFullName() == autoreTesto
if index ~= '' and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or c.isDisambig()) then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=' .. index .. ']]</span> ')
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '%"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
if autoreTesto ~= '' and not isPaginaAutore and not c.isNSOpera() and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or autoreTesto ~= autoreTestoBase or c.isDisambig())
and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="tl-testo-autore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' and not c.isNSOpera() and not isSottopagina then
write(' <span class="tl-testo-data">(' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')</span>')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') and (not c.isNS0() or not isSottopagina) then
write('<span class="tl-testo-traduzione">, traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
write('</span>')
end
if not c.isNS0() and index ~= '' and showEdizione then
local testoIndice = mw.title.new(index):getContent()
local curatore = string.match(testoIndice, "Curatore=(.-)\n|") or ''
local editore = string.match(testoIndice, "Editore=(.-)\n|") or ''
local anno = string.match(testoIndice, "Anno=(.-)\n|") or ''
local luogo = string.match(testoIndice, "Città=(.-)\n|") or ''
write('<small class="tl-testo-edizione" title="Edizione utilizzata per la trascrizione di questo testo"> - ')
if curatore ~= '' then write('A cura di ' .. curatore .. ', ') end
if luogo ~= '' then write(luogo .. ', ') end
if editore ~= '' then write(editore .. ', ') end
if anno ~= '' then write(anno) else write 'senza data' end
write('</small>')
end
end
end
end
end
local classSummary = (c.isNS0() and useSummary) and ' ws-summary' or ''
return '<span class="tl-testo' .. classSummary .. classSottopagina .. '">' .. output .. '</span>' .. outputCat
end
function p.testoAutoreAnno(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = c.stripTitolo2(link)
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPagina) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPagina) or ''
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPagina) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPagina) or ''
write('<i>' .. c.link(link, titolo) .. '</i>')
if autoreTesto ~= '' and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'anonimo') and not c.equalsIgnoreCase(autoreTesto, 'autori vari') then
write(' <span class="taaAutore">di ' .. p.linkAutore(autoreTesto) .. '</span>')
end
if data ~= '' and data ~= 'Antichità' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(data) .. ')')
end
if (traduttore ~= '' or dataTraduzione ~= '') then
write(', traduzione')
if c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo')
then write(' anonima')
end
if linguaOrig ~= '' then
write(' ' .. c.template('DaLingua', { linguaOrig }))
end
if traduttore ~= '' and not isPaginaTraduttore and not c.equalsIgnoreCase(traduttore, 'anonimo') then
write(' di ' .. p.linkAutore(traduttore))
end
if dataTraduzione ~= '' then
write(' (' .. p.categorieTestoAnno(dataTraduzione) .. ')')
end
end
return output
end
function p.taaSottopagina(frame)
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local title = mw.title.new(link)
write('<i>' .. c.link(link, title.subpageText) .. '</i>')
local testoPagina = title:getContent()
local autore = findAutore(testoPagina)
if autore ~= '' then write('<span class="taaAutore"> di ' .. p.linkAutore(autore) .. '</span>') end
return output
end
function write(str)
output = output .. str
end
function cat(name)
outputCat = outputCat .. c.category(mw.text.trim(name))
end
function parametro(param, template)
return string.match(template, "|%s*" .. param .. "%s*=%s*(.-)%s*[|}]")
end
function findAutore(template)
return parametro("autore", template) or parametro("Nome e cognome dell'autore", template) or parametro("Organismo emittente", template) or ''
end
function p.categorieTestoAnno(str)
if not str then
return ''
else
str = mw.text.trim(str)
end
if str == 'Antichità' then
return "[[:Categoria:Testi dell'Antichità|Antichità]]"
else
local date = str:gsub(" %- ", "/"):gsub("%-", "/")
local cat = ''
for data in date:gmatch("[^/]+") do
data = mw.text.trim(data)
if cat ~= '' then
cat = cat .. '-'
end
cat = cat .. "[[:Categoria:Testi del " .. data .. "|" .. data .. "]]"
end
return cat
end
end
function p.linkTesto(frame)
local link = frame.args[1]
local label = frame.args[2]
local anchor = frame.args[3]
if not label or label == '' then
label = c.stripTitolo2(link)
end
if anchor then
anchor = '#'..anchor
end
return "''[["..link..anchor..'|'..label.."]]''"
end
function p.linkAutore(str)
local link = ''
for autore in str:gmatch("[^/]+") do
if link ~= '' then
link = link ..', '
end
link = link .. '[[Autore:' .. autore .. '|' .. autore:gsub(" %(.*%)", "") .. ']]'
end
return link
end
function p.sal(frame)
local args = frame.args
local link = args[1]
local format = args[2]
local titlePagina = mw.title.new(link)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local sal = ''
if testoPagina then
sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if format == 'immagine' then return '[[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. link .. '|alt=icona qualità' .. sal .. '%]]' end
end
return sal
end
return p
jz5xfizlvgimqccwuf26pyi22w01aha
3868184
3868181
2026-07-29T07:36:58Z
Candalua
1675
3868184
Scribunto
text/plain
local p = {}
local c = require('Modulo:Common')
local output = ''
local outputCat = ''
function p.testo(frame)
local title = mw.title.getCurrentTitle()
local args = frame:getParent().args
local link = args[1]
local titolo = args[2] or c.stripTitolo2(link)
if mw.text.trim(titolo) == '' then titolo = c.stripTitolo2(link) end
local isTradizionale = args.tipo == 'tradizionale' or false
local lingua = args.lingua
local showEpub = not(args.epub == 'no' or false)
local showEdizione = not(args.edizione == 'no' or false)
local useSummary = args.noexport == nil or true
local isSottopagina = string.find(link, '/')
local classSottopagina = isSottopagina and ' tl-testo-subpage' or ''
if lingua ~= nil then
-- link ad altre Wikisource
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link, lingua = lingua} ) .. ' ')
end
write("''" .. c.link(link, titolo, lingua) .. "''")
cat('Pagine che puntano a testi su altre Wikisource')
else
if link:sub(1, 1) == '#' then
write("''" .. c.link(link, titolo) .. "''")
cat('Template Testo con link interni')
else
local linkFull = frame:callParserFunction( '#rel2abs', { link } )
local titlePagina = mw.title.new(linkFull)
local testoPagina = titlePagina:getContent()
local errorClass = ''
local redirect= ''
if not testoPagina then
write('<span class="tl-testo-link">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
else
if string.find(testoPagina:lower(), "#redirect") or string.find(testoPagina:lower(), "#rinvia") then
redirect = '↳ '
errorClass = ' tl-testo-warning'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad un redirect') end
titlePagina = titlePagina.redirectTarget
testoPagina = titlePagina:getContent()
if not testoPagina then
-- se siamo qui è perché c'è un redirect, ma è rosso
write('<span class="tl-testo-link tl-testo-error">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
if c.isNSAutore() or (c.isNS0() and not isSottopagina) then cat('Template Testo che puntano a pagine inesistenti') end
end
end
end
if testoPagina then
if string.find(testoPagina:lower(), "{{disambigua") then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una Disambigua') end
end
if titlePagina:inNamespace(112) then
errorClass = ' tl-testo-error'
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo che puntano ad una pagina Opera') end
end
local sal = string.match(testoPagina, "avz=(%d+)")
if titlePagina:inNamespaces(110) then
sal = string.match(testoPagina, "%|Qualità=(%d+)%%")
end
if not sal then
if title:inNamespaces(0, 102, 112) then cat('Template Testo con SAL non trovato') end
sal = '25'
end
if not isSottopagina and showEpub then
write(c.template('Epub', { link } ) .. ' ')
end
if isTradizionale then
if not c.isNS0() then
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index ~= '' then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=Indice:' .. index .. ']]</span> ')
end
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
write('<span class="tl-testo-quality ws-noexport" data-quality="' .. sal .. '"> [[File:' .. sal .. '%.svg|9px|link=' .. linkFull .. '|alt=icona qualità ' .. sal .. '%]]</span>')
cat('Pagine che usano il Template:Testo tradizionale')
else
local autoreTesto = findAutore(testoPagina)
local testoPaginaBase = isSottopagina and mw.title.new(titlePagina.rootText):getContent() or testoPagina
local index = string.match(testoPagina, '<pages index="(.-)"') or ''
if index == '' then index = parametro("URL della versione cartacea a fronte", testoPaginaBase) or '' else index = 'Indice:' .. index end
local autoreTestoBase = findAutore(testoPaginaBase)
local data = parametro("Anno di pubblicazione", testoPaginaBase) or ''
local traduttore = parametro("Nome e cognome del traduttore", testoPaginaBase) or ''
local isPaginaTraduttore = c.getFullName() == traduttore
local linguaOrig = parametro("Lingua originale del testo", testoPaginaBase) or ''
local dataTraduzione = parametro("Anno di traduzione", testoPaginaBase) or ''
-- se siamo in una raccolta cerco l'autore della raccolta
if c.isNS0() and not c.isMainPage() and not isSottopagina and title.text ~= titlePagina.text then
autoreTestoBase = findAutore(title:getContent())
end
if autoreTesto == '' and autoreTestoBase ~= '' then autoreTesto = autoreTestoBase end
local isPaginaAutore = c.getFullName() == autoreTesto
if index ~= '' and (not c.isNS0() or c.isMainPage() or c.isDisambig()) then
write('<span class="tl-testo-indice ws-noexport">[[File:Crystal128-kdict.svg|14px|link=' .. index .. ']]</span> ')
end
write(redirect .. '<span class="tl-testo-link' .. errorClass .. '">' .. c.link(link, titolo) .. '</span>')
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 147 —|}}</noinclude>{{Nop}}
Una sera egli attraversava un vicoletto scuro e poco frequentato, pel quale gli era stato forza di passare, reduce da una visita che avea fatta in quelle circostanze. Un uomo, un giovine di un trent’anni all’incirca, miseramente ma con compostezza vestito, se gli fa incontro, e con tremante voce gli dice:
— Signore, in nome dell’umanità e di Dio, datemi qualche cosa... ho una moglie e tre figliuoli che languono per fame.
— Tanto meglio, rispose Gaetano... avrai un impaccio di meno quando saranno morti.
— Signore... voi siete la quinta persona, alla quale ho chiesto l’elemosina inutilmente; vi ripeto che i miei figliuoli mancano di pane da trentasei ore.
— Vanne al diavolo, tu e i tuoi figliuoli... Quando non si ha danaro, non si fanno figli, non si regalano pitocchi alla società... Lasciami andare.
E Gaetano volea sprigionare il suo braccio da quel pugno di acciaio che l’avea stretto; ma quegli nol lasciò mica, e, traendo una pistola dal petto, la piantò sul volto del medico, dicendogli:
— Ebbene, poichè non avete visceri d’uomo, mi costringete a valermi del mio dritto alla vita... Presto, la borsa, o le tue cervella salteranno in aria.
Gaetano cavò tosto la sua borsa, e consegnolla a quell’uomo, ne’ cui occhi vedea già balenare una luce di sangue.
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Candalua
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 177 —|}}</noinclude>{{Pt|tato|rigettato}} con ribrezzo l’idea di una unione con sua figlia, che troppa era la deformità dell’inglese; ma l’idea di riveder sua figlia godente della vista lo seduceva, l’abbagliava e scordar gli facea le irregolari fattezze di colui che tanto bene avrebbe ridonato alla infelice {{Ec|giovanettta|giovanetta}}. D’altra parte, Oliviero Blackman era ricco e rinomato, ed amava {{Ec|immenmensamente|immensamente}} Beatrice. La ricchezza, la gloria e l’amore non avrebbero forse un giorno fatto sparire agli occhi di sua figlia la deformità di suo marito?
Tali considerazioni aveano in parte persuaso il marchese ad accogliere la proposta di Oliviero; ma un dubbio il rendea titubante, che sua figlia fosse innamorata di Amedeo.
Ciò lo avrebbe decisivamente costretto a rigettare la specie di contratto propostogli dal medico.
Il Marchese adunque provò una viva soddisfazione nel leggere quelle parole scritte dalla fanciulla, e fermò attaccar di botto il subbiato che più gli stava a cuore.
— Ebbene, figlia mia, le disse con risolutezza, io leggo nel tuo cuore;.. tu non ami Amedeo.
— Ah! sclamò Beatrice,.. io non l’ho detto, n’è vero?
— Non è necessario che mel confessi; le tue parole me lo hanno palesato abbastanza.
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Federicor
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/* Trascritta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione|18|{{Sc|della coltivazione}}|}}</noinclude><poem>Del suo vomer novel la prima piaga.
Avanti a tutti, il pio bifolco truove
Il più grasso terren che meno abbonde
{{R|130}}D’umor soverchio; il vago colle umíle,
La piaggia aprica che più guarde il Sole,
Il secco monte: ma l’acquosa valle,
Finchè più caldo Sol non vesta il Tauro,
Non senta oltraggio, e nel terren più leve,
{{R|135}}Sia raro e basso; e nel più vivo e lieto,
Spesso e profondo sia menato il solco;
Perchè l’erbe peggior che in questo sono,
Mostrando al ciel le sue radici aperte,
Restin sepolte; e che nell’altro poi
{{R|140}}La sua poca virtù non resti spenta.
Sia dritto e largo, e di lunghezza avanze
Poco oltra più che cento volte un piede.
Ove in alto pendente il campo stia,
Meni a traverso pur l’aratro e i buoi;
{{R|145}}Perchè se l’onda poi, che scorre in basso,
Scender trovasse alle sue voglie il rigo,
Rapidamente, oimè! donna e regina,
La sementa e ’l terren trarrebbe al fiume.
Ma guardi prima ben (che troppo nuoce,
{{R|150}}Nè lo puon ristorar fatica o tempo)
Che non tocchi il suo campo, o ferro adopre,
Se troppo il senta dalla pioggia oppresso;
Perchè tal diverría (creda a chi ’l prova)
</poem><noinclude>
<references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 68 —|}}</noinclude>e andò molto in collera con sua sorella fanciulla di dodici anni, che affatto indifferente a quello che succedeva, non aveva lasciato il suo telajo da ricamo.
Intanto erano già tre ore: bisognava dar ordine alla camera e preparare l’occorrente pel caffè; poichè le signorine Oster si erano fatte annunziare presso la loro amica. Ma Veronica aveva un bel ritirare una tavola, togliere un quaderno dal suo pianoforte, prendere dalla credenza le tazze, e la caffettiera; dietro la tavola, sul pianoforte, nella credenza, nelle tazze, in fondo alla caffettiera, dappertutto essa non vedeva che quella figura schifosa che rideva sardonicamente e diceva, gettando scintille dalle sue dita di ragno. “Tu hai un bel fare! Egli non sarà mai tuo marito! mai tuo marito” E quando la povera fanciulla tralasciando le sue faccende fuggiva spaventata in mezzo alla camera, la stessa figura nascosta dietro la stufa ingrandiva a vista d’occhio, e presentando un brutto naso lungo un braccio, ruggiva e muggiva, “Non mai tuo marito!” “Non vedi tu niente, non senti tu niente sorella mia” gridò Veronica tremando e non osando<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><noinclude>
</noinclude>{{Ct|v=4|'''VEGLIA VIII'''}}
{{smaller block|c=is|v=2|La biblioteca delle palme. — Storia d’una salamandra disgraziata. — Come la penna nera facesse all’amore con una grande rapa, e come il registratore Heerbrand si ubbriacasse gagliardamente.}}
{{CapoletteraVar|G}}ià da molti giorni lo studente Anselmo lavorava presso l’archivista Lindhorst; le ore ch’egli impiegava così erano le più felici della sua vita, poichè sempre circondato dai canti misteriosi e consolatori di Serpentina, sovente anche tocco da un soffio della sua bocca, egli sentiva un ben essere sconosciuto, che qualche volta si avvicinava alla voluttà<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 114 —|}}</noinclude>più perfetta. Tutti i pensieri, tutte le privazioni della sua vita meschina erano scomparse dal suo spirito, e nella nuova vita che si era alzata per lui come un sole benefico, egli comprendeva tutte le meraviglie d’un mondo più elevato, ch’egli non vedeva una volta che con istupore, ed anche con ispavento; egli copiava prestissimo, poich’egli si persuadeva sempre più che non faceva che trascrivere sulla pergamena dei caratteri che gli erano conosciuti da molto tempo, ed ei non aveva bisogno che di gettare appena gli occhi sull’originale per riprodurre il tutto colla più grande esattezza. — Fuor delle ore del pranzo, l’archivista Lindhorst non si mostrava che raramente, ma ogni volta egli compariva nel momento istesso in cui Anselmo tracciava le ultime linee d’un manoscritto; poi gliene dava un altro, e ripartiva subito senza aprir bocca, ma non senza aver prima mescolato l’inchiostro con una piccola bacchetta nera, e aver sostituito alle penne delle quali Anselmo erasi servito delle penne nuove e ben temperate. Un giorno, al battere del mezzodì, quando Anselmo saliva la scala<noinclude></noinclude>
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Dr Zimbu
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/* Riletta */
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 115 —|}}</noinclude>egli trovò chiusa la porta, per la quale ordinariamente entrava, e dall’altra parte comparve l’archivista Lindhorst, col suo abito da camera singolare, che sembrava seminato di fiori brillanti. Egli gridò ad alta voce: “Oggi voi entrerete per di qui, caro Anselmo; poichè bisogna che noi andiamo nell’appartamento, ove ci aspettano i maestri di Bhogovotgita.{{ec| “Egli|” Egli}} uscì dal corridojo e condusse Anselmo attraverso le stesse sale e gli stessi appartamenti che gli aveva mostrati la prima volta. Lo studente Anselmo ammirò di nuovo la magnificenza meravigliosa del giardino, ma allora egli vide chiaramente che molti fiori strani che brillavano sul cupo fogliame dei cespugli, non erano altro che gruppi d’insetti riccamente colorati, che battevano le ali, e che, ballando e girando sempre, sembravano accarezzarsi colle loro piccole proboscidi. Invece tutti quegli uccelli di color azzurro erano fiori odoriferi, e il profumo ch’essi esalavano s’innalzava dal loro calice con un suono dolce e armonioso, che si univa al mormorio delle cascate lontane, al movimento delle alte piante, e degli alberi, e for-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 116 —|}}</noinclude>mavano un accordo pieno di passione e di melanconia. Gli uccelli beffardi, che la prima volta lo avevano tormentato, volavano attorno alle sue orecchie, e gli gridavano senza stancarsi con una piccola voce aspra ed acuta: “Signor lo studente! signor lo studente! non correte tanto! — Non guardate così le nuvole, — voi potreste cadere a faccia per terra. — Eh! Eh! signor lo studente! — mettetevi dunque il vostro rocchetto, mio compare il barbagianni vi pettinerà il tupè.” Questi discorsi ridicoli continuarono, finchè Anselmo lasciò il giardino.
Alla fine l’archivista Lindhorst entrò nell’appartamento azzurro; il porfido e il vaso d’oro erano scomparsi. Nello stesso posto eravi una tavola coperta d’un tappeto di velluto violetto; Anselmo vi trovò tutto il necessario per iscrivere; una sedia d’appoggio ricoperta come la tavola sembrava non aspettar più che lui. “Caro signor Anselmo, disse l’archivista Lindhorst, voi avete sin adesso copiato più d’un manoscritto prontamente, con esattezza e con mia intera soddisfazione; voi avete acquistata la mia confidenza; ma il più importante è ancora<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 117 —|}}</noinclude>da fare; adesso si deve trascrivere o piuttosto ricalcare certi lavori scritti con segni particolari, ch’io conservo in questo appartamento, e che non possono esser copiati che sul luogo stesso. Voi lavorerete d’ora in avanti sempre qui; ma io non posso raccomandarvi abbastanza la prudenza e l’attenzione; una linea falsa, ovvero (cosa dalla quale il cielo vi preservi) una macchia d’inchiostro sull’originale vi immergerebbero nella disgrazia.”
Anselmo osservò che dai tronchi d’oro delle palme uscivano delle piccole foglie colore di smeraldo. L’archivista Lindhorst ne prese una, e Anselmo vide che quella foglia non era che un ruotolo di pergamena che l’archivista aperse e stese davanti a lui sulla tavola.
Anselmo contemplò con uno stupore estremo quei segni attorcigliati in modo sì bizzarro; alla vista di tanti punti, linee, tratti di penna, e uncini che sembravano rappresentare ora piante, ora muschi, ora figure d’animali, il coraggio quasi gli mancò. Egli rifletteva profondamente. “Coraggio, o giovane! gridò l’archivista, se tu hai una fede vera, un<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 118 —|}}</noinclude>amor vero, Serpentina ti ajuterà!” La sua voce rimbombò come un metallo sonoro, e quando Anselmo, tutto spaventato, alzò gli occhi, l’archivista Lindhorst era davanti a lui in apparecchio reale, come gli era comparso la prima volta in biblioteca. Anselmo era talmente colpito di rispetto, ch’egli non credette poter fare a meno di gettarsi in ginocchio, ma ecco che l’archivista Lindhorst si arrampica sul tronco d’una palma e scompare tra le foglie di smeraldo.
Lo studente Anselmo comprese che il re dei Genii gli aveva parlato, e che era salito nel suo gabinetto di studio, per dare udienza, forse, ai raggi mandatigli da qualche pianeta come ambasciatori, e per conferire con essi di quello che doveva fare di lui, Anselmo, e dell’amabile Serpentina. — Può essere anche, pensò lo studente, che gli sia pervenuta qualche nuova dalle sorgenti del Nilo, o che un mago di Laponia gli renda visita. — Quanto a me, io devo mettermi al lavoro senza ritardo. Ed egli cominciò a studiare gli strani segni tracciati sulla pergamena.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 119 —|}}</noinclude>
La musica meravigliosa del giardino, saliva sino a lui e lo circondava di dolci profumi; egli intese anche il chiaccherìo degli uccelli beffardi, ma non comprese le loro parole, cosa che gli fece gran piacere. Si credeva udire qualche volta il mormorio delle foglie color di smeraldo delle palme, qualche volta risonare nell’appartamento le armoniose campane di cristallo, che un certo giorno dell’Ascensione, giorno di fatale memoria, Anselmo aveva udite sotto al sambuco. Lo studente Anselmo, sommamente incoraggito da quegli accordi, e dallo splendore luminoso, esaminava la pergamena con attenzione sempre crescente, e bentosto (come avvertito da una voce che partiva dal più profondo della sua anima), egli sentì che i gerolifici del manoscritto non potevano significare altro che le parole seguenti: ''Delle nozze del salamandro e della colubra verde''.
Si udì un vigoroso ''accordo perfetto'' di campane di cristallo. — Dal seno dei fogliami lo zeffiro gli portò queste parole: “Anselmo, caro Anselmo!” e, oh prodigio! la colubra verde-dorata discendeva a spire lungo una palma. —<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 120 —|}}</noinclude>“Serpentina! amabile Serpentina! gridò Anselmo delirante di felicità; poichè guardandola d’appresso era una bella ed amabile fanciulla, erano quegli occhi azzurri che da tanto tempo riempivano la sua anima di turbamento e di felicità, e la fanciulla guardandolo con una tenerezza inesprimibile nuotava nell’aria avvicinandosi a lui. Le foglie sembrarono abbassarsi e distendersi: dappertutto lunghe spine uscivano dai tronchi, ma Serpentina si sdrucciolava con tanta destrezza, tirando dietro di sè il suo abito di madreperla, ch’essa passava attraverso tutte le punte delle palme senza restarvi attaccata nemmeno una volta. Ella sedette sulla sedia d’Anselmo, vicino a lui; lo circondò con un braccio e lo strinse verso di sè; lo studente non perdeva nulla nè del soffio delle sue labbra, nè del calore elettrico del suo corpo. “Caro Anselmo, disse Serpentina, alfine tu sarai presto mio, la tua fede, il tuo amore ti assicureranno il mio possesso ed io ti porterò il Vaso d’Oro che deve renderci felici per sempre.” — “Oh cara! amabile Serpentina! riprese Anselmo, se io ti possiedo,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 121 —|}}</noinclude>che cosa m’importa del resto? Purchè tu sii mia, io consento a perire in mezzo a tutti i prodigi che mi circondano dal momento in cui ti vidi!” — “Io so bene, disse Serpentina, che tutte quelle apparizioni strane che un capriccio di mio padre ti ha spesso mandate, hanno riempito l’anima tua di terrore, ma esse non torneranno più, io spero, poichè io non sono qui in questo momento che per confidarti, caro Anselmo, con tutti i particolari più minuti tutto quello che devi sapere per ben conoscere mio padre, e per comprendere perfettamente i rapporti, che hanno tutte quelle cose con lui e con me.”
Sembrava ad Anselmo di essere talmente abbracciato e allacciato da quell’amabile creatura, che non potesse muoversi e voltarsi che con lei, e che fossero i soli battiti del cuore di Serpentina, ch’egli udiva fremere attraverso i suoi nervi e le sue fibre: egli ascoltava, ed ogni parola dell’amabile fanciulla risonava nel suo cuore, e, simile ad un puro raggio di luce portava nella sua anima tutte le gioie del cielo. Egli aveva passato il suo braccio intorno alla<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 122 —|}}</noinclude>sua taglia più svelta ancora che la parola ''svelta'' non può esprimere, ma la stoffa morbida e brillante del suo abito era sì scorrevole e lucida, che Anselmo credette accorgersi ch’ella poteva sdrucciolare sotto al suo braccio e sfuggirgli senza che gli fosse possibile di ritenerla; ed egli fremette a questo pensiero. “Ah! non lasciarmi, amabile Serpentina!” gridò egli involontariamente: “tu sola sei la mia vita! non lasciarmi.” Non prima ch’io ti abbia raccontato tutto quello che puoi comprendere nell’eccesso del tuo amore per me, “riprese Serpentina.” — Sappi dunque, oggetto adorato, che mio padre discende dalla razza maravigliosa delle salamandre, e ch’io devo l’esistenza al suo amore per la colubra verde.
“Nei tempi più lontani regnava sull’Atlantide il possente Fosforo, re dei Genii elementari. Un giorno il salamandro ch’egli amava più di tutti (era mio padre), passeggiava nel magnifico giardino che la madre di Fosforo aveva ornato dei suoi doni più preziosi, ed egli intese un fiore di giglio dir sotto voce: “Tieni i tuoi occhi ben chiusi,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 123 —|}}</noinclude>fino a che il mio amante, il soffio del mattino, ti svegli. “— Egli si avvicinò: percosso dal suo alito di fuoco, il fior di giglio aprì le sue foglie, ed egli vide la figlia del giglio, la colubra verde, che sonnecchiava nel calice d’argento. Allora il salamandro si sentì preso da un violento amore per la bella colubra, ed egli la rapì al giglio, i cui profumi si spandevano vanamente in sospiri lamentevoli, e chiamavano per tutto il giardino l’amata sua figlia: giacchè il salamandro l’avea portata in seno a Fosforo e gli avea fatta questa preghiera. “Uniscimi alla mia amata affinchè essa m’appartenga per sempre.” — “Insensato! che domandi tu?” disse il re dei Genii, “sappi che il giglio fu altre volte la mia amata, e ch’essa regnò con me; ma il fuoco che io versai sopra di lei minacciò di annientarla, e la mia vittoria sul drago nero, che i Genii della terra tengono adesso incatenato, potè sola dare alle foglie del fior di giglio la forza di ricevere e di conservare nel suo seno quel fuoco divorante. Ma se tu stringi fra le tue braccia la colubra verde, il tuo ardore consumerà il suo corpo, e dalle sue ce-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 124 —|}}</noinclude>neri uscirà un nuovo essere, che prenderà il suo volo, e ti sfuggirà per sempre.”
Il salamandro non ascoltò gli avvertimenti del re dei Genii; nell’eccesso della sua passione, egli strinse tra le sue braccia la colubra verde; essa fu ridotta in cenere, e da quelle ceneri uscì un essere alato, che fuggì fremendo per l’aria. La disperazione s’impadronì del salamandro, egli corse, gettando fuoco e fiamme, attraverso a tutto il giardino; la sua rabbia non si calmò finch’egli non lo ebbe devastato: consumati dal suo soffio ardente, i più bei fiori morirono sui loro steli riempiendo l’aria di gemiti. Mosso dalla collera, il re de’ Genii, prese il salamandro, e disse: “La rabbia del tuo fuoco è finita. — estinte sono le tue fiamme, acciecati i tuoi raggi, — cadi adesso, cadi presso gli spiriti della terra; essi t’inseguano colle loro beffe e ti ritengano prigione fino a che il principio del fuoco si risvegli in te e faccia brillare d’un nuovo splendore il tuo essere rigenerato. “Il povero salamandro spento cadde sulla terra, e allora il vecchio e burbero gnomo che era stato il giardiniero di Fosforo, venne a questo e gli disse:<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 125 —|}}</noinclude>”Signore! chi più di me avrebbe da lamentarsi del salamandro? non aveva io ornato coi miei più ricchi metalli i bei fiori ch’egli ha consumati? non ho io sorvegliati e coltivati con cura i loro germi, non ho io speso pel loro abito i miei più ricchi colori? Con tutto ciò io m’interesso al povero salamandro, poichè l’amor solo, l’amore che tu stesso, o signore, hai sovente provato, lo ha portato a desolare nella sua disperazione il tuo bel giardino. Rivoca la tua sentenza troppo crudele! — “I suoi fuochi per ora sono estinti” riprese il re dei Genii, ma in quel tempo infelice in cui la voce della natura non sarà più compresa dalla razza degenerata degli uomini, in cui i Genii elementari, sbanditi e relegati nelle loro regioni, non parleranno più ai mortali che in suoni vaghi e misteriosi partiti da un’immensa lontananza; quando, strappato da questa sfera armoniosa, egli non ritroverà che in un desiderio senza limiti la memoria oscura ed incerta di questo regno meraviglioso ch’egli poteva abitare quando la fede e l’amore soggiornavano ancora nel cuore, — in quel tempo infelice il principio<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 126 —|}}</noinclude>del fuoco si risveglierà nel salamandro, ma egli non potrà innalzarsi al di sopra della condizione dell’uomo, ed egli dovrà, accettando la vita miserabile dei mortali, gustarne anche tutte le amarezze. Ma egli non ritroverà soltanto la memoria della sua origine; egli ritornerà a vivere in una santa armonia colla natura, egli comprenderà le sue meraviglie, e disporrà della potenza dei suoi fratelli, i Genii. Ei ritroverà in un cespuglio di gigli la sua amata, la colubra verde, e i frutti di questa unione saranno tre figlie che verranno al mondo sotto la forma della loro madre. Nella primavera, esse giocheranno nel cupo fogliame del sambuco, e faranno udire le loro voci cristalline. Allora si deve trovare, in quell’epoca d’acciecamento fatale un giovane che comprenda i loro canti; se una delle piccole colubre lo guarda con occhio dolce, questo sguardo risveglierà in lui il presentimento della regione lontana e misteriosa alla quale il suo coraggio potrà sollevarlo, s’egli rigetta tutto quello che vi è in lui di comune: e se, nel suo amore per la colubra, egli trova una fede sincera ed ardente<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 127 —|}}</noinclude>in queste meraviglie, la colubra sarà sua. Ma bisognerà trovare tre giovani simili, e ch’essi abbiano sposate le sue tre figlie, avanti che il salamandro si spogli della sua forma umana e venga a ritrovare i suoi fratelli.” — “Permetti, signore, “disse il vecchio gnomo,” che io faccia a ciascuna delle tre figlie un regalo, che abbellisca la sua vita e quella dello sposo che essa avrà trovato. Ciascheduna otterrà da me un vaso del più bel metallo ch’io possiedo, io li farò lucidi coi raggi rapiti al diamante; nel loro splendore si rifletterà la nostra meravigliosa patria, come essa è adesso, brillante, celeste, in armonia con tutta la natura; e dal suo interno dovrà innalzarsi al momento stesso della loro unione un bel giglio di fuoco, il cui fiore immortale spargerà i suoi profumi intorno al giovane adorato. Presto egli comprenderà la nostra lingua, e le maraviglie della nostra patria, alla fine egli stesso, colla sua amata sarà un abitante della fortunata Atlantide.
Tu sai benissimo adesso, caro Anselmo, che mio padre è lo stesso salamandro del quale ti raccontai la storia. Egli<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 128 —|}}</noinclude>ha dovuto a malgrado della sua nobile origine sottomettersi a tutte le miserie della vita comune, e da ciò deriva l’umore bizzarro e malizioso di cui egli fa qualche volta provare gli effetti a quelli che lo circondano. Egli mi ha detto molte volte che per designare la tempra di spirito, che il re Fosforo esigette allora pei nostri sposi, si adopra oggi un’espressione, della quale per disgrazia la gente ha fatto un abuso ridicolo; egli si chiama spirito poeticamente infantile. — Spesso, egli dice, si è veduto questo spirito in giovani, che coll’alta semplicità dei loro costumi, e perchè essi mancavano assolutamente di quello che si chiama l’educazione del mondo, sono diventati la favola e il ridicolo della plebaglia. Ahimè! caro Anselmo... Ma tu hai compreso il mio canto sotto il sambuco — tu ami la colubra, — tu credi in me, tu vuoi essere mio per sempre! Il bel giglio fiorirà nel Vaso d’Oro; noi saremo uniti e felici, e abiteremo la bella Atlantide!
“Ma io non posso nasconderti che in un orribile combattimento contro le salamandre ed i gnomi, il dragone nero ha spezzate le sue catene, ed è fuggito,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 129 —|}}</noinclude>volando con gran romore. Fosforo, per verità, lo tiene incatenato di nuovo, ma dalle penne nere ch’egli perdette nella pugna, sono nati dei Genii malefici che si oppongono dappertutto alle salamandre ed ai gnomi. La donna, caro Anselmo, che t’insegue col suo odio e che (mio padre lo sa benissimo) aspira alla possessione del Vaso d’Oro, non deve la sua esistenza che all’amore d’una penna staccata dall’ala del drago per una barbabietola. Essa conosce la sua origine e sente il suo potere, poichè nei muggiti, e nelle contorsioni convulsive del drago incatenato, essa può leggere i secreti di molte costellazioni meravigliose, e non trascura nessun mezzo d’agire di dentro e di fuori, mentre mio padre le resiste in senso contrario colle fiamme che escono dall’interno della salamandriera. Essa riunisce tutti i principii malefici, tutti i veleni chiusi nelle piante e negli animali: essa li mischia sotto l’influenza d’una costellazione favorevole, e produce così degli infami maleficj, che gettano nello spirito il turbamento ed il terrore, e sottomettono l’uomo al potere di quei demoni nati dalla disfatta del dragone. Guar-<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 130 —|}}</noinclude>dati dalla vecchia, caro Anselmo, essa ti odia, perchè il tuo candore infantile ha più d’una volta fatto mancare i suoi sortilegj. — Siimi fedele, molto fedele, — la meta non è lontana!”
“O Serpentina! — mia Serpentina!” gridò lo studente Anselmo, “come potrei io non restarti fedele, come potrei non amarti eternamente?”
Un bacio di fuoco sfiorò le sue labbra; egli si risvegliò come da un profondo sonno. Serpentina era scomparsa, le sei sonavano, egli era afflitto di non aver copiato neppure una riga: inquieto di quello che direbbe l’archivista, ei getta gli occhi sulla pergamena, ed oh meraviglia! la copia del misterioso manoscritto era felicemente terminata, egli credette, guardandola più da vicino, egli credette avere scritto il racconto di Serpentina, delle disgrazie di suo padre, favorito del re Fosforo nel meraviglioso paese dell’Atlantide.
In quel momento entrò l’archivista Lindhorst, vestito del suo soprabito grigio chiaro, col cappello in testa ed il bastone in mano; egli percorse la copia d’Anselmo, pigliò una grande presa di ta-<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 131 —|}}</noinclude>bacco e disse sorridendo “Io me lo pensava! Ebbene! ecco lo scudo da sei franchi, signor Anselmo; adesso, andiamo, ai bagni di Link, seguitemi.
L’archivista attraversò rapidamente il giardino, nei quale, vi era un sì gran romore di canti, fischi e ciarle, che lo studente Anselmo ne fu stordito, e ringraziò il cielo quando fu in istrada. Appena avevano fatto qualche passo che incontrarono il registratore Heerbrand che si unì ad essi come una vecchia conoscenza. Davanti alla porta della città, essi empirono le loro pipe; il registratore si lamentò di non aver acciarino, ma l’archivista Lindhorst gridò involontariamente: “A che serve un acciarino? ecco del fuoco quanto ne volete!” A queste parole, egli scosse le dita e ne fece cader delle grosse scintille sulle pipe, che fumarono sul momento”. Vedete questo colpo di chimica ricreativa!” disse il registratore Heerbrand; ma non fu senza un secreto orrore che lo studente Anselmo pensò al salamandro. Ai bagni di Link, il registratore Heerbrand bevette tanta birra doppia, ch’egli, che era pur conosciuto per un uomo quieto e<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 132 —|}}</noinclude>tranquillo, si pose a cantare con voce aspra di tenore delle canzoni da studente, e a domandare a ciascuno con impeto s’egli era suo amico o non lo era, cosicchè alla fine bisognò che lo studente Anselmo lo riconducesse a casa, poichè l’archivista Lindhorst era scomparso da molto tempo.<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><noinclude>
</noinclude>{{Ct|v=4|'''VEGLIA IX'''}}
{{smaller block|c=is|v=2|Come lo studente Anselmo ripigliasse qualche po’ di ragione. — Un punch. — Come lo studente Anselmo prendesse il vicerettore Paulmann per un gufo, e come questi ne fosse irritatissimo. — La macchia d’inchiostro, e sue conseguenze.}}
{{CapoletteraVar|G}}li avvenimenti strani e meravigliosi che accadevano ogni giorno ad Anselmo lo aveano intieramente gettato fuori della vita comune: egli non vedeva più nessuno dei suoi amici, ed aspettava ogni mattina con impazienza l’ora del mezzogiorno che doveva aprirgli la porta del<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 134 —|}}</noinclude>cielo. E tuttavia, quantunque, tutta la sua anima fosse colma delle grazie di Serpentina e delle meraviglie del regno delle fate presso l’archivista Lindhorst, un pentimento involontario lo faceva qualche volta pensare a Veronica; spesso anche gli sembrava ch’ella s’avvicinasse a lui e gli confessasse arrossendo quanto lo amava! indi ella si sforzava a strapparlo ai fantasmi che non facevano se non istancarlo e burlarsi di lui. Qualche volta egli credeva sentire una forza straniera che s’impadronisse di lui e lo strascinasse verso la povera abbandonata; e senza poter resistere, egli secondava quel potere capriccioso, come se fosse stato incatenato alla fanciulla.
La notte stessa, dopo ch’egli ebbe veduta per la prima volta Serpentina sotto la forma d’un’amabile vergine, e che il mistero dell’unione del salamandra colla colubra verde gli fu rivelato, Veronica gli comparve più distintamente che mai. Non fu che al suo svegliarsi ch’egli s’accorse chiaramente che aveva sognato quando si persuadeva che Veronica era davanti a lui; Veronica in lagrime, che si lagnava di essere sacrificata a vani fantasmi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 135 —|}}</noinclude>i quali non esistevano che nella testa d’Anselmo, e non mancherebbero di produrre la sua rovina. Veronica era più amabile che mai, egli poteva appena sbandirla dal suo pensiero, e questo combattimento gli cagionava un affanno ch’egli sperò di dissipare nel suo passeggio del mattino.
Uno sconosciuto potere magico lo condusse davanti alla porta di Pirna. Egli stava per prendere una strada remota, quando dietro a lui si fece udire la voce del vicerettore Paulmann: — “Ehi! Olà! caro signor Anselmo, ''amice! amice!'' in nome del cielo che cosa è di voi? non vi si vede più; sapete voi che Veronica muor dalla voglia di cantare con voi? Venite dunque, poichè voi già andavate a casa mia.” Lo studente Anselmo dovette per forza seguire il vicerettore Paulmann. Quando essi entrarono nella casa, Veronica, vestita con grande eleganza, corse ad incontrarli; il vicerettore ne fu sorpreso, e domandò: “Perchè quell’abito? aspettavi tu qualche visita? or ecco il signor Anselmo ch’io conduco!” Lo studente Anselmo, baciando la mano a Veronica con molta grazia e leggiadria sentì<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 136 —|}}</noinclude>una liete pressione di mano che fece circolare in tutto il suo corpo un torrente di fuoco. Veronica era l’allegria e l’amabilità stessa; e quando Paulmann passò nel suo gabinetto da studio, ella seppe, con ogni sorta di malizie e di scherzi, volgere a tal punto la testa del povero Anselmo, ch’egli dimenticò tutta la sua timidità, e si mise infine a correre ed a saltare di propria volontà per tutta la camera con quella pazzerella di fanciulla.
Ma ecco che il demonio della goffaggine s’impadronisce di lui: egli urta contro una tavola e ne fa cadere la bella cassetta da lavoro di Veronica. Anselmo la rialza, la molla si era aperta, ed i suoi occhi caddero sopra un piccolo specchio rotondo di metallo nel quale egli si guardò con un piacere estremo. Veronica passò dolcemente dietro di lui: ella mise la sua mano nel braccio del giovane, e stringendosi ad esso ella guardava sopra alla sua spalla nello specchio. Allora sembrò ad Anselmo che sorgesse un combattimento nel suo interno: pensieri, immagini brillavano come lampi e si estinguevano: — l’archivista Lindhorst, Ser-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 137 —|}}</noinclude>pentina, la colubra verde, — infine quest’agitazione si calmò, ed ogni cosa essendo rientrata nell’ordine, la sua incertezza cessò. Egli vide chiaramente che non aveva mai cessato di pensare a Veronica; che il fantasma che gli era comparso nel giorno antecedente nella sala azzurra, non era che Veronica stessa, e che la storia fantastica delle nozze del salamandro e della piccola colubra verde era bensì stata copiata da lui, ma ch’egli non l’avea mai udita raccontare. Egli si stupì per se stesso de’ suoi sogni, e gli attribuì in parte allo stato di riscaldamento prodotto nella sua anima dall’amor suo per Veronica, e in parte anche al suo lavoro presso l’archivista Lindhorst in sale imbalsamate dai profumi più inebbrianti. Egli rise di buon cuore della pazza idea d’essere innamorato d’una piccola colubra, e d’aver preso un rispettabile archivista privato per un salamandro. “Sì! Sì! — è Veronica!” gridò egli ad alta voce; e voltando la testa, i suoi sguardi caddero sugli occhi azzurri di Veronica nei quali brillava l’amore più vivo. Un sospiro soffocato sfuggì dalle labbra di lei, ardente come una fiamma.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 138 —|}}</noinclude>“Felice mortale ch’io sono!” gridò lo studente “quello che ieri non era che un sogno diventa oggi per me la più commovente realtà.” — “E tu mi sposerai quando sarai consigliere?” domandò Veronica. “Senza dubbio!” rispose Anselmo; ma la porta scricchiolò, ed il vicerettore Paulmann entrò dicendo: “In fede mia, caro signor Anselmo, oggi non vi lascio partire: voi pranzerete con noi; poi Veronica ci preparerà un eccellente caffè che noi prenderemo col registratore Heerbrand che ha promesso di venirci a trovare.” — Ah! carissimo signor vicerettore” riprese lo studente Anselmo{{ec|“ non| “non}} sapete voi dunque ch’io devo andare presso l’archivista Lindhorst a copiare i suoi manoscritti?” — “Guardate, ''amice!''” disse il vicerettore Paulmann, presentandogli il suo orologio, che segnava le dodici e mezzo. Lo studente vide che era troppo tardi per andare dall’archivista, ed accettò l’invito del vicerettore, tanto più volentieri ch’egli sperava passando la giornata con Veronica di rapirle qualche occhiata e forse anche qualche stringimento di mano. Fino a questo punto s’innalzava l’ambi-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 139 —|}}</noinclude>zione dello studente Anselmo! ed il suo buon umore cresceva a misura ch’egli si promettea di esser presto liberato da’ tutte quelle stravaganti visioni, che lo aveano messo in sì buona strada per diventar pazzo.
Il registratore Heerbrand venne in fatti dopo pranzo; e quando fu preso il caffè e la sera fu arrivata, egli si fregò le mani sorridendo, e diede da capire che portava con sè qualche cosa che misto dalla bella mano di Veronica, e preparato sotto la forma convenevole, diventerebbe un fonte d’allegria per loro in quella bella sera d’ottobre. “Mostrate dunque l’oggetto misterioso, che portate sopra di voi, onoratissimo registratore” disse il vicerettore Paulmann: e il registratore Heerbrand mise la mano nella vasta saccoccia del suo soprabito, e fece comparire alla luce, in tre volte, una bottiglia d’arak, dei limoni, e dello zucchero. Una mezz’ora appena era scorsa, e già un punch delizioso fumava sulla tavola di Paulmann. Veronica versava da bere, ed una conversazione delle più allegre si cominciò tra gli amici.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 140 —|}}</noinclude>
Ma appena i vapori del punch salirono alla testa dello studente Anselmo, che tutte le immagini strane e meravigliose che gli erano comparse da poco tempo, ritornarono in folla ad alloggiarvisi. Egli vide l’archivista Lindhorst nella sua vesta da camera di damasco che brillava come il fosforo; egli vide l’appartamento azzurro colle palme d’oro: gli sembrò ch’egli non potesse fare a meno di credere a Serpentina; tutto fermentava, tutto bolliva nel suo interno. Veronica gli presentò un bicchiere di punch; prendendolo, egli toccò leggermente la sua mano. “Serpentina, Veronica!” sospirò egli sotto voce. Egli cadde come in un profondo sogno; ma il registratore Heerbrand gridò: “L’archivista Lindhorst è, e sarà sempre un vecchio molto singolare, e nel quale nessuno non comprenderà mai niente. Ma egli viva; alla sua salute, a voi, signor Anselmo!” Lo studente si svegliò ad un tratto dai suoi pensieri, mentre egli toccava il suo bicchiere contro quello del registratore Heerbrand, e gli disse: “Ciò deriva, stimabilissimo signor registratore, dall’essere il signor archivista<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 141 —|}}</noinclude>Lindhorst, a dire il vero, un salamandro che ha devastato in un accesso di collera il giardino dei re dei Genii, Fosforo, perchè la colubra verde era volata via.” — “Come? — Che dite voi? domandò il vicerettore Paulmann.” — “Sì, continuò lo studente Anselmo, ecco perchè egli si trova ridotto ad essere archivista reale, e a vivere in casa sua qui a Dresda colle sue tre figlie, che non sono in fondo altro che tre piccole colubre verde-dorate che si riscaldano al sole tra i rami dei sambuchi, e che attirano i giovani col loro canto seduttore come quello delle sirene.” — “Signor Anselmo! signor Anselmo! gridò il vicerettore Paulmann; la macchina si scompone essa un’altra volta! Che significano, in nome del cielo, le ridicole parole che voi dite?” — “Egli ha ragione! disse interrompendolo il registratore Heerbrand, quel furbo, quell’archivista è un maledetto salamandro; egli getta dalle sue dita delle scintille che vi bruciano la manica del vostro abito come un’esca accesa. — Sì, sì, tu hai ragione, fratello Anselmo, e chi non lo crede è mio nemico.” Dicendo queste parole, il regi-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 142 —|}}</noinclude>stratore Heerbrand battè col pugno sulla tavola in modo da far tremare i vetri. “Registratore siete voi furioso? gridò il vicerettore sdegnato. Signor lo studente! signor lo studente! questo è uno dei vostri soliti intingoli!” — “Ah! disse lo studente, voi stesso non siete che un uccellacelo, un gufo, che arricciate i capelli, signor vicerettore!” — “Chi? — io un uccellaccio, un gufo, che arriccia capelli! gridò il vicerettore furioso.” — “Signore, siete voi arrabbiato? arrabbiato?” — “Ma la vecchia gli cadrà addosso, gridò il registratore Heerbrand.” — “Sì, là vecchia è potente, quantunque di bassa condizione, riprese lo studente Anselmo; poichè suo padre non è altro che una cattiva penna stracciata, e la sua signora madre una grama barbabietola; e quanto al suo potere essa lo deve ad ogni sorta di creature nemiche, canaglia avvelenata della quale essa si circonda.” — “Ecco un’abbominevole calunnia! gridò Veronica cogli occhi brillanti di collera, la vecchia Lisa è una donna rispettabile, e il gatto nero, ben lungi dall’essere una creatura nemica è invece un giovane amabile, ben<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 143 —|}}</noinclude>allevato, di buoni costumi e di più, suo cugino germano.” — “Può egli inghiottire il salamandro senza abbruciarsi i mustacchi e senza crepare miseramente, disse il registratore Heerbrand.” — “No, no, gridò lo studente Anselmo, egli non lo potrà mai; ed io sono amato dalla colubra verde; poichè il mio cuore è buono come quello d’un fanciullo, ed ho veduti gli occhi di Serpentina!” — “Sì, sì, il gatto gli strapperà! gridò Veronica.” — “Il salamandro — il salamandro li vincerà tutti — tutti,” urlò il vicerettore Paulmann al colmo del furore;{{ec|” ma| “ma}} sono io in un ospitale di pazzi! sono pazzo io stesso? — Che cosa sono dunque tutte queste scempiaggini ch’io faccio? — Sì, pazzo io stesso — pazzo io stesso!” A queste parole il vicerettore Paulmann si alzò, strappò la sua parrucca e la gettò per aria; i ricci schiacciati ne gemettero, e nella loro completa distruzione essi sparsero in lontananza una nuvola di polvere. A questa vista lo studente Anselmo e il registratore Heerbrand presero il vaso del punch e i bicchieri e gli slanciarono, con grida di gioja sino alla soffitta; da ogni parte<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 144 —|}}</noinclude>i pezzi ricadevano saltando sul terreno. “Viva il salamandro! — perisca, — perisca la vecchia! — spezzate lo specchio di metallo! — strappate gli occhi al gatto! — uccelli — uccelli dell’aria — eheu! — eheu! — evoé! salamandro!” Così appunto tutti tre gridavano e urlavano insieme come indemoniati. Fanny fuggì piangendo; ma Veronica era rovesciata sul sofà, e gettava grida di spavento e di dolore.
In quel momento la porta si aprì; subito si fece silenzio, e si vide entrare un piccolo uomo, inviluppato d’un corto mantello grigio. La sua figura aveva qualche cosa di singolarmente grave, ed il suo naso curvo cavalcato da un pajo di enormi occhiali si distingueva bizzarramente da tutti i nasi che si erano veduti sin allora. Egli portava inoltre una parrucca sì piacevolmente costrutta che rassomigliava ad un ciuffo di piume. “Buona sera a tutta la compagnia, balbettò il piacevole omicciattolo. Non è forse qui ch’io troverò il signore studente Anselmo? Il signor archivista Lindhorst vi fa i suoi umilissimi complimenti; egli ha vanamente aspettato oggi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 145 —|}}</noinclude>il signor Anselmo, ma lo prega di non mancare di venir domani all’ora ordinaria.” Avendo dette queste parole, egli uscì, e ciascheduno vide chiaramente che quell’uomo così piccolo e così grave non era altro che un pappagallo grigio.
Il vicerettore Paulmann ed il registratore Heerbrand gettarono uno scoppio di risa che fece tremar l’appartamento, mentre Veronica si lamentava e gemeva; ma lo studente Anselmo preso da un orrore insensato uscì al più presto senza saper quello che facesse, e si mise a correre per le strade. Egli trovò macchinalmente la sua dimora. Appena arrivato nella sua camera, egli vide entrare Veronica che gli domandò con aria amichevole e piena di grazia, perchè l’aveva tanto spaventata. Essa gli raccomandò di non bever più all’eccesso e di tenersi in guardia contro i suoi sogni, quando lavorava presso l’archivista Lindhorst. “Buona notte, amico mio, buona notte,” mormorò Veronica mandandogli colla mano un saluto. Egli volle stringerla tra le sue braccia, ma il fantasma era scomparso, ed egli si risvegliò rianimato e ben disposto.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 146 —|}}</noinclude>
Egli rise di buon cuore dell’effetto prodotto dal punch; ma pensando a Veronica, egli sentiva un ben essere pieno di dolcezza. È a lei sola, diss’egli, ch’io devo l’essere sbarazzato dalle mie ridicole visioni, e bisogna ben confessarlo, io non era molto più ragionevole di quel pazzo che s’immaginava di essere di vetro, o di quell’altro che non osava uscire dalla sua camera per paura d’esser mangiato dai polli, perchè si credeva un grano d’orzo. Ma quando diventerò consigliere, sposerò senza tardare madamigella Paulmann, e sarò felice.
Traversando dopo mezzo giorno il giardino dell’archivista Lindhorst, egli non potè concepire come, in quello stesso giardino, tutto gli fosse sembrato sì strano e sì meraviglioso. Egli non vide che vasi di fiori affatto ordinarii, molti mirti, molti geranj, ed invece degli uccelli beffardi che lo avevano tormentato, volavano qua e là alcuni passeri che salutarono Anselmo al suo arrivo con un fischio disaggradevole, ma inintelligibile. La camera azzurra gli sembrò tutt’altra, egli non comprese come quel color cilestro grossolano, quei tronchi di palma dorati<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 147 —|}}</noinclude>contro il senso comune e quel fogliame informe avesser potuto piacergli un solo momento.
L’archivista lo guardò con un sorriso affatto ironico, e gli disse: “Ebbene! come vi è sembrato ieri il punch, caro Anselmo?” — “Ah! certamente il pappagallo...” rispose lo studente vergognando; ma tacque. In fatti, pensava egli, l’apparizione del pappagallo non era che un nuovo errore dei miei sensi. “Eh! era io stesso nella compagnia,” disse l’archivista Lindhorst, “non mi avete dunque veduto? Ma in mezzo a tutte le vostre pazzie poco ha mancato ch’io non fossi gravemente ferito, poichè era ancora seduto nel vaso del punch nel momento in cui il registratore Heerbrand lo prese per gettarlo al soffitto e non ebbi che il tempo di ricoverarmi nella pipa del vicerettore. Adesso addio, signor Anselmo! — Siate assiduo, voi avrete il vostro scudo da sei franchi per la giornata che avete perduta jeri, poichè avete sì ben lavorato sin adesso.” — “Come può mai l’archivista vaneggiare in questo modo! disse lo studente Anselmo, ed egli sedette per copiare il ma-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 148 —|}}</noinclude>noscritto che l’archivista, secondo il solito, aveva aperto davanti a lui. Ma egli vide sopra questa nuova pergamena tante linee curve, incrociate ed attorcigliate, a modo da smarrire l’occhio senza alcun riposo, che considerò come impossibile di riprodurle fedelmente. A guardarla tutta insieme con una sola occhiata quella pergamena rassomigliava ad un marmo venato di mille colori, ad una pietra seminata di muschio finissimo.
Nondimeno egli volle fare il suo possibile, e bagnò bravamente la sua penna, ma l’inchiostro non iscorreva; impaziente, egli scuote la sua penna, e, — o cielo! un’enorme macchia d’inchiostro cadde sull’originale. Un lampo azzurro brillò nella macchia, fischiò, romoreggiò, e serpeggiò, crepitando, attraverso tutta la camera sino alla soffitta. Allora un denso fumo usci a grandi onde dalle mura, le foglie cominciarono a susurrare, come battute dall’uragano, migliaia di basilischi brillanti discesero attraverso ai fuochi, accesero il fumo, e ben presto, varie masse di fiamme rotolarono intorno ad Anselmo sbalordito. I tronchi d’oro delle palme divennero serpen-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 149 —|}}</noinclude>ti giganteschi che cozzavano con suono metallico spaventoso, e che inviluppavano il povero Anselmo coi loro corpi scagliosi. “Insensato! ricevi il premio della. tua colpevole insolenza!”
Così gridava la voce terribile del salamandro coronato, che comparve nelle fiamme sopra ai serpenti come un astro raggiante; i draghi, colle loro gole spalancate, vomitarono sopra Anselmo catteratte di fuoco, e quei torrenti di fiamme sembravano condensarsi intorno al suo corpo, e cambiarsi in una massa compatta, fredda come il ghiaccio. Ma mentre le sue membra s’intirizzivano e si raggrinzavano, Anselmo svenne. Quando egli ritornò in sè stesso non poteva più muoversi; egli era inviluppato d’uno splendore brillante, contro il quale, urtava ogni volta che voleva alzar la mano o cambiar posizione.
Ahimè!... egli era seduto in una bottiglia di cristallo ben chiusa sopra una tavoletta, nella biblioteca dell’archivista Lindhorst.<noinclude></noinclude>
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Gadget [[Aiuto:Gadget ErroriOrtografici|ErroriOrtografici]]
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 149 —|}}</noinclude>ti giganteschi che cozzavano con suono metallico spaventoso, e che inviluppavano il povero Anselmo coi loro corpi scagliosi. “Insensato! ricevi il premio della tua colpevole insolenza!”
Così gridava la voce terribile del salamandro coronato, che comparve nelle fiamme sopra ai serpenti come un astro raggiante; i draghi, colle loro gole spalancate, vomitarono sopra Anselmo catteratte di fuoco, e quei torrenti di fiamme sembravano condensarsi intorno al suo corpo, e cambiarsi in una massa compatta, fredda come il ghiaccio. Ma mentre le sue membra s’intirizzivano e si raggrinzavano, Anselmo svenne. Quando egli ritornò in sè stesso non poteva più muoversi; egli era inviluppato d’uno splendore brillante, contro il quale, urtava ogni volta che voleva alzar la mano o cambiar posizione.
Ahimè!... egli era seduto in una bottiglia di cristallo ben chiusa sopra una tavoletta, nella biblioteca dell’archivista Lindhorst.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><noinclude>
</noinclude>{{Ct|v=4|'''VEGLIA X'''}}
{{smaller block|c=is|v=2|Patimenti dello studente Anselmo in una bottiglia. — Vita felice degli scolari e dei praticanti. — Combattimento nella biblioteca dell’archivista Lindhorst. — Vittoria del salamandro e liberazione dello studente Anselmo.}}
{{CapoletteraVar|I}}o dubito con ragione, lettore benevolo, che tu non sia mai stato in una bottiglia, a meno che un sogno maligno non si sia divertito a metterti, qualche sera, in quella penosa situazione. Quando<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 151 —|}}</noinclude>ciò sia avvenuto, tu sentirai vivamente la disgrazia d’Anselmo. Ma quando anche tu non avessi mai sognato niente di simile, la tua bollente immaginazione vorrà bene, per compiacere ad Anselmo ed a me, farti passare qualche momento in quella prigione di cristallo. Strettamente chiuso tra mura abbaglianti, tu vedi tutti gli oggetti intorno a te rivestiti dei colori dell’iride. — Tutto ti trema, vacilla e ronza davanti in onde di luce. Tu nuoti senza movimento come in una massa d’etere congelato, che si è chiusa sopra di te, ed è invano che il tuo spirito comanda al tuo corpo inanimato. Sempre più pesante, una massa enorme opprime il tuo petto, — il tuo fiato acceso ha presto consumata la poca aria che rinfrescava ancora la tua angusta dimora; le tue arterie si gonfiano, e stracciato da una spaventosa ansietà, ciascheduno dei tuoi nervi palpita lottando colla morte.
Abbi pietà, o lettore generoso, dello studente Anselmo, che nella sua bottiglia, è in preda a tutti questi tormenti inesprimibili, tanto più disgraziato ch’egli sentiva che la morte stessa non poteva<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 152 —|}}</noinclude>liberarlo, poichè, la mattina, quando il sole ritornò a rischiarare l’appartamento colla sua dolce ed amichevole luce, non si risvegliò egli dal profondo svenimento ove era stato immerso dall’eccesso dei suoi mali, ed il suo martirio non ricominciò esso di nuovo! Ei non poteva movere nessun membro, ma il suo pensiero batteva il cristallo e gli rimandava romorose dissonanze; ed invece delle parole piene di ragione che il suo spirito poco prima gli dettava, egli non udiva più nella sua testa che il sordo mormorio della demenza.
Allora egli gridò nella sua disperazione; “Oh Serpentina! — Serpentina, liberami da questi tormenti infernali!” E fu come se dei leggieri sospiri agitassero l’aria, e questi sospiri si ripiegarono verso la bottiglia, come le foglie di sambuco verde e trasparenti; il romore cessò lo splendore abbagliante scomparve, ed Anselmo respirò più liberamente. “Ma non sono io stesso la cagione di tutta la mia disgrazia? Ahimè! non t’ho io crudelmente offesa, amabile Serpentina! non ho io concepito un miserabile dubbio sulla tua esistenza? Non ho io perduta<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 153 —|}}</noinclude>la fede e con essa tutto quello che doveva rendermi il più felice tra gli uomini. Ahimè! tu non vorrai più esser mia, il Vaso d’Oro è perduto per sempre, e non potrò mai più contemplare le sue meraviglie! Ahimè io non vorrei più che vederti una volta sola, che udire una sola volta ancora la tua voce dolce e melodiosa, amabile Serpentina!”
Così andava lamentandosi nel suo cocente dolore lo studente Anselmo, quando vicino a lui qualcheduno disse queste parole: “Io non comprendo nulla affatto di quello che volete, signor lo studente, nè perchè voi gemiate con sì poca moderazione.” — Lo studente Anselmo si accorse che accanto a lui sulla stessa tavoletta si trovavano cinque altre bottiglie contenenti tre scolari e due praticanti. — “Ah! signori e carissimi compagni di disgrazia,” gridò egli, “come è mai possibile che voi siate sì tranquilli, dirò anche sì allegri, se bisogna credere alla vostra fisonomia? Voi siete pur rinserrati, com’io, in una bottiglia, e non potete nè movervi, nè pensare a qualche cosa di ragionevole che subito non s’innalzi intorno a voi un romore ed<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 154 —|}}</noinclude>un frastuono del diavolo, e non udiate, zufolare, susurrare e scampanellare tanto da averne la testa rotta. Ma voi non credete senza dubbio al salamandro ed alla colubra verde?” — “Voi delirate, cred’io, mio caro signore studente,” riprese uno scolaro, “noi non ci siamo mai divertiti tanto come adesso, poichè gli scudi da sei franchi datici dallo stravagante archivista per ogni sorta di scritture confuse ci fanno molto bene: adesso noi non ’abbiamo più bisogno d’imparare dei cori italiani, noi andiamo tutte le sere presso Giuseppe o qualche altro bettoliere, noi facciamo onore alla birra doppia, noi guardiamo senza un ritegno al mondo le belle fanciulle, noi cantiamo da veri studenti ''Gaudeamus igitur'', e noi siamo contenti.” — “Questi signori hanno tutta la ragione,” disse un praticante, “anch’io sono tutto carico di scudi da’ sei franchi, e come il mio caro camerata e vicino, faccio frequenti visite all’osteria invece di rinserrarmi tra quattro mura a scrivacchiare degli atti da far compassione.” — “Ma, miei ottimi e carissimi signori,” riprese lo studente Anselmo, “non sen-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 155 —|}}</noinclude>tite voi dunque che siete tutti ad uno ad uno rinserrati in bottiglie di vetro, e che non potete nemmeno muovervi, molto meno poi passeggiare?” — A queste parole gli scolari ed i praticanti gettarono un grande scoppio di riso e gridarono: “Questo studente è pazzo, egli s’immagina d’essere seduto in una bottiglia di vetro, mentre egli è in piedi sul ponte d’Elba, e guarda nell’acqua. Andiamo più oltre.” — Ahimè! sospirò lo studente, costoro non hanno mai veduta l’amabile Serpentina, essi non sanno che cosa sia la libertà e la vita nell’amore e nella fede, perciò essi non sentono la pena d’una prigione nella quale furono gettati dal salamandro per punirli della loro pazzia e della rozzezza del loro spirito; ma io, disgraziato, io sarò consumato dal dolore e dalla miseria, se quella che mi ama non mi libera. “La voce di Serpentina attraversò la camera e mormorò queste parole: “Anselmo! Anselmo! — ama, — credi, — spera!” — E ciascuna delle sue parole penetrava come un raggio di luce nella prigione d’Anselmo ed il cristallo dovette cedere ai suoi sforzi e<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 156 —|}}</noinclude>allargarsi, affinchè il petto del prigioniero potesse sollevarsi comodamente. Il suo stato diventava ogni momento meno penoso, ed egli si accorse che Serpentina lo amava ancora, e che era lei sola che gli rendeva sopportabile il suo tristo soggiorno. Egli non si occupò più dei suoi frivoli compagni d’infortunio, e non diresse il suo pensiero che verso l’amabile Serpentina.
Ma tutto ad un tratto, all’altra estremità dell’appartamento, si udì sorgere un mormorio sordo e disaggradevole. Egli conobbe presto che il mormorio veniva da una vecchia caffettiera dalla quale pendeva un avanzo di coperchio, e che era dirimpetto a lui sopra una piccola credenza. Guardandola con più d’attenzione egli vide svilupparsi a poco a poco i lineamenti schifosi d’un vecchio viso di donna, coperto di rughe, e presto egli ebbe davanti a sè la mercantessa di pomi della Porta-Nera. Ella sogghignava e gli rideva in faccia, e gridava con voce chioccia; Eh! Eh! mio bel figlio! — eccoti dunque preso! — te lo diceva bene: ''tu cadrai nel cristallo, — nel cristallo!'' — Non te l’aveva<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 157 —|}}</noinclude>io predetto” — “Ridi quanto vorrai maledetta strega,” rispose lo studente Anselmo, “tu sola sei cagione di tutta questa disgrazia, ma il salamandro saprà colpirti, infame barbabietola!” “Oh! Oh!” riprese la vecchia, “non essere così altiero! tu hai camminato sulla faccia dei miei figli, mi hai scottato il naso, e pure io ti amo, furbacchiotto, poichè tu eri sempre un bel giovane, ed anche mia figlia ti ama; ma una volta per tutte, tu non uscirai dal cristallo s’io non ti ajuto; io non posso arrivare sino a te, ma mio compare il sorcio che dimora sopra di te nella soffitta, rosicherà la tavola sulla quale tu riposi, tu cadrai, e ti riceverò nel mio grembiale, perchè non ti rompa il naso, e conservi intera la tua bella faccia; e ti porterò al più presto a madamigella Veronica, e tu la sposerai quando sarai consigliere.” — “Va in malora, figlia di Satanasso,” gridò lo studente Anselmo con veemenza, le tue sole astuzie infernali mi hanno spinto al fallo, del quale porto adesso la pena. — Ma mi prendo il mio male con rassegnazione, poichè non posso più vivere che qui, consolato<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 158 —|}}</noinclude>dall’amore di Serpentina! Ascolta vecchia, ed appiccati: — io mi burlo del tuo potere, amerò eternamente e non amerò che Serpentina, — io non voglio diventar consigliere, — io non voglio più guardare la tua Veronica, che mi ha per mezzo tuo indotto in tentazione. — Se la colubra verde non è mia, io morirò di dolore e di desiderio. — Togliti dai miei occhi, togliti dai miei occhi, detestabile strega.” — La vecchia gettò uno scoppio di risa che fece tremare tutto l’appartamento, e gridò: “Resta dunque, e perisci nella tua prigione; ma è tempo di mettersi all’opera, poichè ho qui altra cosa da fare.” — Essa gettò il suo mantello nero e restò in una schifosa nudità; allora essa si mise a ballare in giro, e da ogni parte cadevano dalla biblioteca dei grossi ''in folio'' dai quali strappò dei pezzi di pergamena. Essa li attaccò, prontamente gli uni agli altri e se ne rivestì, e bentosto comparve coperta come d’un’armatura di scaglie singolarmente macchiate. Il gatto nero saltò, gettando fuoco, fuori dal calamajo che si trovava sulla tavola, e corse miagolando verso la vecchia che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 159 —|}}</noinclude>alzò un grido di gioja, e scomparve con lui attraverso alla porta. Anselmo si accorse ch’ella era andata verso la sala azzurra, e bentosto egli udì fischiare e strepitare in lontananza; gli uccelli gridavano in giardino, il pappagallo balbettava: “Soccorso! Soccorso! — al ladro! al ladro!”
In quel momento, la vecchia rientrò saltando in camera col Vaso d’oro sotto al braccio, gettando grida selvaggie che essa accompagnava con gesti spaventosi. “Coraggio, coraggio! figlio mio, uccidi la colubra verde! coraggio, mio figlio, coraggio.” Anselmo credette udire dei profondi sospiri e la voce di Serpentina. Egli fu penetrato d’orrore, ed una violenta disperazione s’impadronii di lui. — Egli riunì tutte le sue forze, ed urtò contro il cristallo con tanta violenza che i suoi nervi e le sue arterie quasi si ruppero. Un suono acuto traversò la camera, e l’archivista Lindhorst stava ritto sotto la porta colla sua brillante veste da camera di damasco. “Eh! Eh! canaglia, sortilegj, — malefizj — per di qui — per di là!” così gridava egli. I capelli neri della vecchia si rizzarono come<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 160 —|}}</noinclude>altrettante setole, i suoi occhi rossi brillarono d’un fuoco infernale, e facendo battere uno contro l’altro i denti acuti della sua vasta gola, essa urlò: “Presto — presto, adopera le unghie, le unghie!” Essa rise e saltellò con aria beffarda, e strinse vigorosamente il vaso d’oro dal quale toglieva dei pugni d’una terra brillante che slanciava contro l’archivista; ma appena questa terra toccava la veste da camera, essa si cambiava in fiori che ricadevano sul pavimento. Allora i fiori di giglio della veste da camera si accesero e gettarono fiamme, e l’archivista le prendeva ardenti e crepitanti, e le gettava sulla strega che muggiva di dolore; ma essa fece un salto, scosse la sua armatura di cartapecora ed i gigli si spensero e caddero in cenere. “Presto — presto — mio piccolo!” gridò la vecchia; il gatto si slanciò con un brontolìo verso la porta e passò sul corpo del signor archivista; ma il pappagallo grigio volò davanti a lui e lo prese col suo becco ricurvo alla nuca con tanta forza, che un sangue rosso misto a foco scorrea dall’ugola, e la voce di Serpentina, gridava: “Salvata — salvata!”<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 161 —|}}</noinclude>
La vecchia si gettò piena di rabbia e di disperazione sull’Archivista, slanciò il vaso dietro di sè, e stendendo le sue dita lunghe e magre, volle graffiare il suo avversario; ma questi sciolse prontamente la sua veste da camera e la gettò sulla vecchia. Allora fischiando, e crepitando si slanciarono delle fiamme azzurrognole che sorgevano e scoppiettavano dai fogli di cartapecora, e la vecchia si ruotolava per terra gettando grida lamentevoli, e si sforzava di prendere sempre più terra nel vaso e di strappare dai libri più fogli di pergamena per estinguere le fiamme che ardevano intorno a lei; e, quando essa riesciva a coprirsi di terra o di pergamena, il fuoco si estingueva. Ma allora si slanciarono come dall’interno stesso del corpo dell’archivista delle fiamme fischianti e romoreggianti verso la vecchia. “Eh! Eh! su, su — vittoria al salamandro!” Così risonò la voce dell’archivista attraverso all’appartamento, e mille lampi serpeggiavano e descrivevano un cerchio di fuoco intorno alla strega che urlava. Un combattimento furioso si era attaccato tra il gatto ed il pappagallo, ed i<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 162 —|}}</noinclude>due campioni s’inseguivano l’un l’altro con rabbia in tutti i cantoni della camera; ma infine il pappagallo rovesciò il gatto con un colpo della potente ala, gli cacciò il suo artiglio nel fianco e lo tenne fermo, mentre il povero gatto miagolava lamentevolmente; poi col suo becco acuto ed uncinato ei gli strappò i suoi occhi fiammeggianti dai quali usciva un liquore ardente.
Un denso fumo sbucò dal luogo in cui la vecchia era caduta coperta della veste da camera; i suoi muggiti, le sue grida spaventevoli di cordoglio risonavano in lontananza. Il fumo che si era sparso con un’insopportabile puzza si rischiarò un poco: l’Archivista riprese la sua veste da camera, e ritrovò sotto di essa una schifosa barbabietola. “Onoratissimo signor archivista, io vi porto qui il mio nemico vinto,” disse il pappagallo stendendo col suo becco una pelle nera all’archivista Lindhorst. “Va benissimo, mio caro, rispose l’archivista, ecco anche la mia nemica vinta; prendete, vi priego, cura del resto; oggi stesso voi otterrete a titolo di gratificazione, sei noci di cocco ed un pajo di occhiali nuovi,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 163 —|}}</noinclude>poichè io vedo che il gatto vi ha maliziosamente spezzato i vostri” — “Tutto ai vostri comandi, mio rispettabile amico e protettore,” rispose il pappagallo allegro; egli prese, la barbabietola nel suo becco e volò per la finestra apertagli dall’archivista Lindhorst. Questi prese il Vaso d’oro, e gridò con voce alta: “Serpentina, Serpentina!”
Ma quando lo studente Anselmo, rallegrato per la morte della detestabile donna che aveva cagionato la sua disgrazia, guardò l’archivista, era un’altra volta la figura nobile e maestosa del re dei Genii che alzava gli occhi verso di lui con un’espressione ineffabile di dolcezza e di dignità. “Anselmo, disse il re dei Genii, se tu fosti incredulo, la colpa non è tua; si deve accusarne un principio nemico che cercava di portar il disordine nella tua anima e di metterti in contraddizione con te stesso; tu sei restato fedele, rinasci alla felicità ed alla libertà.” Un lampo traversa l’anima d’Anselmo, il meraviglioso ''accordo perfetto'' delle campane di cristallo risuona con più forza e potenza che mai, — le sue fibre ed i suoi nervi ne sono scossi;<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 164 —|}}</noinclude>sempre più pieno, sempre più vigoroso l’accordo mugge e romoreggia e riempie la sala; il vetro che rinserrava Anselmo scoppia, e lo studente cade.... tra le braccia dell’amabile, della cara Serpentina.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><noinclude>
</noinclude>{{Ct|v=4|'''VEGLIA XI'''}}
{{smaller block|c=is|v=2|Mal umore del vicerettore Paulmann per la pazzia che si è impadronita della sua famiglia. — Come il registratore Heerbrand divenisse Consigliere e passeggiasse nel più gran freddo in iscarpe e calze di seta. — Confessione di Veronica. — Sponsali presso alla zuppiera fumante.}}
“{{CapoletteraVar|M}}a ditemi, se non vi dispiace, carissimo Registratore, come mai quel punch maledetto ha potuto andarci così alla testa e farci fare mille stravaganze?”
Così parlava il vicerettore Paulmann, quando egli entrò la mattina seguente nella camera ancora seminata di vasi<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 166 —|}}</noinclude>rotti, in mezzo ai quali la disgraziata perrucca, ridotta ai suoi elementi primitivi, nuotava disciolta in un oceano di punch.
Quando lo studente Anselmo fu uscito, il vicerettore Paulmann e il registratore Heerbrand corsero e barcollarono per tutta la camera urlando come dannati e urtandosi la testa insieme, fino a che Fanny condusse nel suo letto il Vicerettore ubbriaco, e il Registratore oppresso dalla fatica si fu gettato sul sofà che Veronica aveva abbandonato per fuggire nel suo appartamento. Il Registratore colla testa avviluppata nel suo fazzoletto turchino da saccoccia, e con faccia pallida e melanconica, sospirò queste parole: “Ahimè! onoratissimo Vicerettore, non è il punch preparato deliziosamente da madamigella Veronica, no, no, è quel maledetto studente che è la cagione di ogni disgrazia. Non avete voi dunque osservato ch’egli è da molto tempo ''mente captus?'' E non sapete voi che la pazzia è un male attaccaticcio? — Un pazzo ne fa cento; perdonate, questo è un vecchio proverbio, e principalmente quando si ha bevuto un bicchierino, si<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 167 —|}}</noinclude>cade facilmente nella follìa e si eseguisce senza volerlo ogni sorta di fazioni e di esercizi a talento del suo stravagante capo di fila. Ma credereste voi, Vicerettore, che la testa mi gira ancora quando penso al pappagallo grigio?” — “E come? rispose il Vicerettore, tutto ciò è una pazzia! era il piccolo vecchietto ''Famulus'' dell’Archivista che aveva un mantello grigio e che cercava dello studente Anselmo.” — “Ciò può essere, riprese il registratore Heerbrand, ma bisogna convenire che sono affatto miserabile di corpo e di spirito; perchè tutta la notte io non ho udito che fischiare e sonar l’organo intorno a me, in una maniera affatto disaggradevole.” — “Era io, rispose il Vicerettore, poichè io russo a tutta gola.” — “Sia pure, io vi consento, continuò il registratore Heerbrand, ma Vicerettore, Vicerettore, — non era senza motivo ch’io aveva cercato jeri di procurarmi qualche momento piacevole, — ma Anselmo mi ha guastato tutto. — Voi non sapete, o Vicerettore., Vicerettore!” Il registratore Heerbrand si alzò vivamente, strappò dalla sua testa il suo fazzoletto turchino, si gettò tra le brac-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 168 —|}}</noinclude>cia del suo amico, gli strinse caldamente la mano, e gridò un’altra volta con voce lamentevole: “Oh Vicerettore! Vicerettore!” poi prendendoci suo bastone e il suo cappello, fuggì a tutte gambe.
“Quest’Anselmo non metterà più piede in casa mia, disse il vicerettore Paulmann; poichè vedo bene che colla sua pazzia ostinata egli priverà della ragione la miglior gente del mondo; il Registratore comincia già.” — “Fin adesso io me la sono cavata bene ma il diavolo che ha battuto ieri sera alla mia porta, potrebbe bene entrare per forza, e fare con me la sua commedia. — Così dunque, ''Apage Satanas!'' — fuori di qua quell’Anselmo!”
Veronica era diventata seria, non parlava mai, sorrideva qualche volta in un modo singolare, e preferiva a tutto la solitudine. “Eccone un’altra stregata da Anselmo,” disse il Vicerettore maliziosamente, “ma son contento che non si lascia vedere; io so ch’egli ha paura di me, il signor Anselmo, ecco perchè egli non viene più.” — Il Vicerettore disse queste parole ad alta voce davanti a Veronica; abbondanti lagrime<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 169 —|}}</noinclude>scorsero dagli occhi della povera fanciulla che disse sospirando: Ahimè! Come mai Anselmo potrebbe venire? Egli è rinserrato da molto tempo nell’ampolla di vetro!” — “Chi? Come?” — gridò il vicerettore Paulmann. “Ah! mio Dio — mio Dio! essa oramai delira come il Registratore: presto, essa pure sarà compiutamente pazza. — Ah! maledetto, abbominevole Anselmo!”
Egli corse subito a trovare il dottore Eckstein, che sorrise, e disse: “Eh! eh!” — ma egli non ordinò niente, e al poco che avea detto aggiunse partendo: “Spasimi, — affezione nervosa; — passerà da sè. — Condurla all’aria aperta, — passeggiare in vettura, — distrarla, — spettacolo, — ''Il Visionario'', — ''Le Sorelle di Praga'',<ref>Antiche Opere tedesche.</ref> — passerà da sè!” — “Il dottore è stato raramente così chiacchierone,” pensò il vicerettore Paulmann, “è una vera intemperanza di lingua.”
Dei giorni, delle settimane, dei mesi erano scorsi: Anselmo era scomparso, ed anche il registratore Heerbrand non<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 170 —|}}</noinclude>si faceva vedere. Infine il 4 Febbrajo, egli entrò con un vestito del panno più fino e tagliato all’ultima moda, in iscarpe e calze di seta a malgrado del rigore della stagione, e con un gran mazzo di fiori naturali in mano; egli entrò, come ho detto, a mezzo giorno preciso nel gabinetto del vicerettore Paulmann, che fu molto sorpreso al vedere il suo amico in tanta gala. Il registratore Heerbrand si avanzò con un’aria solenne verso il Vicerettore, l’abbracciò da uomo che sa il fatto suo e gli disse: Oggi, giorno della festa della vostra cara ed onorata figlia madamigella Veronica, io vi confesserò francamente ciò che da lungo tempo mi pesava sul cuore! Una certa sera, di fatale memoria, ch’io aveva portato nella mia saccoccia tutti gl’ingredienti necessari per preparare quel maledetto punch che ha cagionato tanto male, aveva l’intenzione di comunicarvi una fausta notizia e di celebrare con voi quel giorno di felicità; mi era stato detto in quel momento ch’io era nominato consigliere aulico, oggi io ho in saccoccia il mio brevetto, ''cum nomine et sigillo principis''. “— Ah! Ah! signor registrat... signor<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 171 —|}}</noinclude>consigliere Heerbrand, voleva dire,” balbettò il Vicerettore. — “Ma voi, onoratissimo Vicerettore,” riprese il nostro amico Heerbrand, adesso consigliere, “voi solo potete colmare la mia felicità: da molto tempo io amava in silenzio madamigella Veronica, e posso vantarmi d’aver ottenuto da essa molti sguardi d’amicizia che mi hanno provato chiaramente che ella non mi è affatto sfavorevole. In una parola, rispettabile Vicerettore, io, il consiglier aulico Heerbrand, vi prego di concedermi la mano della vostra amabile figlia Veronica, che mi propongo di sposare al più presto, se voi lo permettete.”
Il vicerettore Paulmann, al colmo dello stupore, alzò le sue braccia sopra alla testa e gridò. “Ah! — ah! — ah! — signor registr.... signor consigliere, io voleva dire, chi lo avrebbe mai pensato! — Ebbene! se Veronica vi ama davvero, per parte mia non vi faccio nessuna difficoltà; forse anche la sua attuale melanconìa non proviene che dal secreto amore ch’ella nutre per voi; ora si conoscono, grazie a Dio, tutte le sue mascherate.”<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 172 —|}}</noinclude>
In quel momento Veronica entrò pallida ed in disordine, come lo era da qualche tempo. Il consigliere Heerbrand andò ad incontrarla, ed in un galantissimo discorso disse qualche parola del giorno della sua festa, e le presentò oltre all’odorifero mazzo di fiori un pacchettino, essa lo aperse ed un pajo di brillanti orecchini si offrì ai suoi occhi; un pronto e passeggiero rossore colorò le sue guancie, i suoi occhi gettarono un lume più vivo, ed essa gridò: “Ah! mio Dio! Ecco gli stessi orecchini, ch’io portava, qualche settimana fa, e che mi cagionarono un sì gran piacere!” — “Come potrebb’essere” disse con istupore il consigliere Heerbrand, la cui suscettibilità si trovava leggermente ferita “come potrebbe essere? è un ora al più, che li ho comperati nella strada del Castello, per un poco di spregevole danaro.” — Ma Veronica non l’ascoltava più, essa era già davanti allo specchio ad osservare l’effetto prodotto dai giojelli ch’essa avea subito messi nelle sue amabili orecchie.
Il vicerettore Paulmann, assumendo un tuono grave e serio, le raccontò l’a-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 173 —|}}</noinclude>vanzamento del suo amico Heerbrand, e la domanda ch’egli faceva della sua mano. Veronica fissò sul consigliere uno sguardo penetrante, e disse: “Io sapeva da molto tempo che voi volevate sposarmi — Sia pure! io vi acconsento. — Io vi prometto il mio cuore e la mia mano; ma devo dichiararvi subito — a tutti due, voi padre mio, e voi mio fidanzato, una cosa che mi tormenta e mi opprime da molto tempo, — ma subito, dovesse pure raffreddarsi la zuppa che Fanny porta in tavola in questo momento.”
Senza aspettare la risposta del Vicerettore e del Consigliere, senza considerare che essi stavano visibilmente per parlare, Veronica continuò: Voi potete credermi, mio eccellente padre, ch’io amai Anselmo con tutto il mio cuore; e quando il registratore Heerbrand, dappoi diventato esso pure consigliere, assicurava che Anselmo potrebbe col tempo diventare qualche cosa di simile, io risolvetti di non aver altro sposo che lui; ma allora delle potenze nemiche vollero strapparmelo, ed io ricorsi alla vecchia Lisa, che fu altre<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 174 —|}}</noinclude>volte la mia aja, e che ora è una donna saggia, e di più, una gran maga.
Ella promise di ajutarmi, e di dare Anselmo tra le mie mani. Noi andammo nella notte dell’equinozio, a dodici ore sopra un crocicchio; essa evocò gli Spiriti infernali, e, coll’ajuto d’un gatto nero, noi fabbricammo un piccolo specchio di metallo, ed io non aveva che da guardarvi dentro e pensare ad Anselmo per governarlo intieramente a mia volontà. — Ma io mi pento sinceramente di aver fatte tutte queste cose, io rinuncio a tutti gli artifici di Satanasso. Il salamandro ha vinta la vecchia, ho udito le sue grida angosciose, ma non vi era nessun mezzo di soccorrerla; nel momento in cui, sotto la forma d’una barbabietola, essa fu divorata dal pappagallo, il mio specchietto di metallo si spezzò con un rumore acuto.” Veronica cavò dalla sua scatola i due frammenti dello specchio spezzato ed un riccio di capelli, e presentando questi due oggetti al consigliere Heerbrand, essa continuò: “Prendete, caro Consigliere, i pezzi dello specchio, e questa sera a mezzanotte gettateli dalla cima del ponte<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 175 —|}}</noinclude>dell’Elba dal luogo stesso ove è piantata la croce nel fiume; è il solo luogo che non sia coperto di ghiaccio; ma conservate il riccio, e portatelo fedelmente sul vostro cuore. Io rinuncio un’altra volta a tutti gli artifici di Satanasso, e quanto ad Anselmo io gli desidero volontieri tutte le felicità, poichè egli è maritato adesso colla colubra verde, che è molto più bella e più ricca di me. In quanto a voi, mio caro Consigliere, io vi amerò e vi onorerò, come lo deve una donna dabbene” — “Dio dei cielo!” gridò il vicerettore Paulmann oppresso dal dolore, “ella è pazza; ella è pazza! — essa non potrà più essere la signora consigliera, — ella è pazza, ella è pazza!” — “Permettete,” disse interrompendolo il consigliere Heerbrand “io so bene che madamigella Veronica nutriva nel cuor suo qualche inclinazione per quel cervello guasto di Anselmo, e può essere che in un momento di riscaldo essa si sia indirizzata a quella saggia donna, che non è altro in fondo, lo vedo bene, che la cavatrice di carte e la venditrice di caffè della porta d’Elba, — in una parola, la vecchia Rauer. Non si può ne-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 176 —|}}</noinclude>gare che non vi siano infatti delle scienze occulte che esercitano troppo spesso la loro influenza nemica sugli uomini; già gli autori antichi ne parlano; ma ciò che madamigella Veronica ha detto non può essere che un’allegoria, un poema, nel quale essa, ha cantato i suoi addii allo studente. “— Prendetelo per quello che volete, caro Consigliere! per esempio, per un sogno molto ridicolo,” aggiunse Veronica. — “Niente affatto,” riprese il consigliere Heerbrand, “poichè io so che Anselmo è ora in potere di potenze misteriose, che lo spingono ad ogni sorta di stravaganze e si burlano di lui.”
Il vicerettore Paulmann non potè ritenersi di più; egli gridò: Fermatevi, in nome del cielo, fermatevi! abbiamo noi forse bevuto ancora un po’ troppo di punch o la pazzia d’Anselmo agisce sopra di noi? Signor Consigliere, signor Consigliere, delirate? — io voglio credere, per adesso, che sia l’amore che turba il cervello d’ambidue, ma il matrimonio vi rimedierà presto, senza questo io temerei di vedervi colpito da pazzia, degnissimo e stimabilissimo Consigliere,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 177 —|}}</noinclude>e temerci anche molto che la vostra posterità non ereditasse il male dei suoi parenti. — Andiamo, io vi do la mia benedizione paterna, e vi permetto di abbracciarvi come futuri coniugi. “Ciò fu fatto, e avanti che la zuppa si fosse raffreddata, l’unione progettata era conclusa.
Poche settimane dopo, madama la consigliera Heerbrand era seduta in fatti, come avea sognato altrevolte, nella torricella d’una bella casa sul mercato nuovo, e guardava sorridendo i galanti che passavano per la strada, e che dirigendo i loro occhialetti verso la sua finestra dicevano: “Bisogna confessarlo, madama la consigliera Heerbrand è una donna amabile.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude><noinclude>
</noinclude>{{Ct|v=4|'''VEGLIA XII'''}}
{{smaller block|c=is|v=2|Del bel dominio signorile dato ad Anselmo in qualità di genero dell’archivista Lindhorst, e come ei ci vivesse con Serpentina. — Conclusione.}}
{{CapoletteraVar|C}}ome ho ben sentita la felicità dello studente Anselmo, allorchè divenuto sposo dell’amabile Serpentina, egli fu arrivato in quel regno misterioso nel quale riconobbe la patria che i suoi presentimenti ed i suoi desiderj aveano da tanto tempo indovinata! Ma invano, o lettore carissimo, ho tentato di darti un’idea, quantunque debolissima, di tutte le meraviglie che circondarono Anselmo. Io mi sentii profondamente disgustato, accorgendomi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 179 —|}}</noinclude>dell’insufficienza d’ogni mia espressione. Mi sentii arrestato dalle miserie della vita meschina di tutti i giorni: io soffriva un mal essere assai strano, errava dappertutto come un uomo che sogna, in fine io cadeva come un secondo Anselmo, nello stato che ti ho descritto, o benevolo lettore, nella quarta Veglia. Il dispiacere mi faceva dimagrire, e mi consumava a poco a poco; quando percorrendo le undici Veglie che aveva felicemente terminate io pensava che non mi sarebbe forse mai permesso di aggiungervi la duodecima, vera chiave della volta: poichè, la sera, tutte le fiate che sedeva al tavolino per finire questo lavoro, io credeva vedere dei fantasmi maligni (erano forse i parenti, forse i cugini germani della defunta strega), che mi presentavano uno specchio di metallo lucido, nel quale mi scorgeva pallido, debole e melanconico come il registratore Heerbrand quando si era ubbriacato di punch. Io gettava allora la penna e correva in letto per almeno sognare del felice Anselmo e dell’amabile Serpentina. Questo mal essere durava già da qualche giorno, quando io ricevetti, con grande mia sorpresa, un viglietto<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude>dell’archivista Lindhorst concepito nei termini seguenti:
“Voi, signore, se si deve credere alle voci che corrono, avete raccontato in undici veglie le avventure meravigliose del mio caro genero, altrevolte studente, ora poeta Anselmo; e voi vi tormentate molto per aver di che parlare nella duodecima ed ultima Veglia, della felice vita ch’egli conduce nell’Atlantide, ove abita con mia figlia il bel dominio signorile ch’io vi possiedo. Quantunque io non veda con piacere che voi abbiate raccontato ad un mondo di lettori la mia origine e la mia vera natura, cosa che potrebbe espormi a molti dispiaceri nelle mie funzioni di archivista privato e potrebbe far nascere nel ''collegio'' la domanda assai spinosa di sapere sino a qual punto un salamandro può impegnarsi con giuramento a servire lo Stato, e se è prudente e permesso di accettare le sue garanzie, infine sino a qual punto si può in generale mettergli tra le mani degli affari d’importanza; poichè, secondo Gabalis e Swedenbore, non bisogna fidarsi per nulla ai Genii elementari; — quantunque i miei migliori amici debbano fuggire d’ora<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 181 —|}}</noinclude>in avanti i miei abbracci, dominati da timore ch’io non getti qualche piccolo lampo, e non guasti la loro pettinatura, oppure il loro abito da festa: malgrado, tutto ciò, dico, io voglio o signore, aiutarvi a terminare questo lavoro, perchè voi parlate molto bene di me e della mia cara figlia, ora maritata (vorrei già essermi sbarazzato similmente anche delle altre due). Volete voi scrivere la vostra duodecima Veglia? Lasciate la vostra piccola cella, scendete i vostri cinque maledetti piani e venite a trovarmi. Nella sala turchina che vi è nota voi troverete tutto quello che è necessario per iscrivere, e potrete rendere conto in poche parole ai vostri lettori di tutto quello che avrete veduto; ciò sarà meglio per voi; che un lungo commentario sopra una vita che non conoscete se non da un racconto fattovi. Io sono con tutto il rispetto, o signore.
{{Blocco a destra|{{Centrato|Tutto vostro<br>Il Salamandro Lindhorst<br>{{Sc|p. t. archivista reale privato}}.}}}}
Questo viglietto dell’archivista Lindhorst per verità un po’ rude, ma però<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 182 —|}}</noinclude>amichevole, mi fece un gran piacere; sembrava certo, che quel vecchio singolare fosse perfidamente informato della strana avventura che mi avea fatto conoscere il suo genero, avventura della quale, legato dalla mia promessa, dovetti fare un secreto anche a te, caro lettore; ma egli non aveva presa la cosa in così mala parte come avrei dovuto credere; anzi egli stesso mi offriva la sua assistenza per finire il mio lavoro, dal che poteva concludere con ragione, che in fondo non gli dispiacesse che la sua esistenza meravigliosa nel paese dei Genii fosse rivelata per mezzo della stampa. Può anche essere, pensai, ch’egli speri così di maritare più presto le due figlie che gli restano; una scintilla cadrà forse nel cuore, del tale o tal altro giovane che morirà d’amore per la colubra verde, e che potrà il giorno dell’Ascensione cercare e trovare infatti la sua amata tra le foglie del sambuco.
Nella disgrazia stessa accaduta ad Anselmo, di essere cioè rinserrato in una bottiglia di vetro, egli troverà l’avvertimento, che deve sopra tutto difendersi dall’incredulità e dal dubbio. Le undici ore so-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 183 —|}}</noinclude>navano quando spensi la mia lucerna, ed andai dall’archivista Lindhorst, che già mi aspettava nell’anticamera. “Siete voi, — onoratissimo signore? — In fede mia, sono contento che voi abbiate {{Ec|cocosciute|conosciute}} le mie buone intenzioni: seguitemi!” — Dicendo queste parole, egli m’introdusse attraverso il giardino che era illuminato in modo abbagliante, nella sala turchina. Entrando io riconobbi la tavola violetta alla quale Anselmo era solito di {{Ec|lovorare|lavorare}}.
L’archivista Lindhorst scomparve, ma ritornò presto, tenendo in mano una bella coppa d’oro dalla quale usciva crepitando una piccola fiamma cilestrina “Io vi porto” mi diss’egli “la bevanda favorita del vostro amico, il maestro di cappella Giovanni Kreisler. È l’arac, acceso nel quale, ho gettato un po’ di zucchero. Gustatelo, io caverò la mia vesta da camera, e mentre voi sarete là seduto scrivendo e guardando, io voglio per divertirmi e per godere della vostra aggradevole società, passeggiare nella vostra coppa”.
“Come volete, onoratissimo signor Archivista,” risposi; “ma quando vorrò<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 184 —|}}</noinclude>gustare di questa bevanda, spero che voi non... “— Non abbiate nessuna inquietudine, mio caro signore!” gridò l’archivista. Egli gettò la sua vesta da camera, discese nella coppa e con mia grande sorpresa scomparve tra le fiamme.
Colla precauzione che avea preso di soffiar leggermente sulla fiamma, io gustai la bevanda senza ripugnanza: essa era deliziosa.
Non sono forse le foglie di smeraldo delle palme che tremano e si agitano con un dolce fremito, come accarezzate dal venticello del mattino? All’uscire dal loro sonno esse si muovono, si stendono e mormorano con mistero parlando delle meraviglie annunciate loro dai suoni d’arpa vaghi e vaporosi, eco dell’armonia d’una regione lontana. L’azzurro si stacca dalle mura, e si innalza e si abbassa come una nuvola leggiera, ma dei raggi brillanti fendono questo vapore che si svolge e si avvolge capricciosamente, che sale e va a perdersi ad un’altezza prodigiosa nella cupola azzurra che s’innalza al di sopra delle palme. — Ma, sempre più risplendenti i raggi succedono ai raggi, infino a che, dorato da<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 185 —|}}</noinclude>tutti i fuochi del sole, comparisca il giardino immenso nel quale vedo Anselmo. — Dei giacinti fiammeggianti, dei tulipani, delle rose, alzavano le loro teste nobili e graziose, ed il loro profumo diceva in suoni armoniosi al padrone fortunato che regnava sopra di esse: Resta, resta tra di noi, essere amato che ci comprendi, — il nostro profumo è il desiderio che nasce dall’amore; — noi ti amiamo e siamo tue per sempre. — I raggi dorati scolpiscono queste parole in lettere di fuoco: Noi siamo il fuoco acceso dall’amore. Il profumo è il desiderio, ma il fuoco è la passione; e non siamo noi nel tuo cuore? non siamo noi cosa tua? — Il fogliame dei cupi cespugli, e degli alberi giganteschi susurra, e mormora. Vieni, vieni presso di noi, o mortale felice, — mortale adorato! Il fuoco è la passione, ma la nostra ombra fresca e deliziosa è la speranza. Noi giochiamo amorosamente intorno alla tua testa, poichè tu ci comprendi, perchè l’amore abita nel tuo cuore. — I ruscelli e le fontane sprizzano e gorgogliano. Non passare sì presto, mio amato, getta uno sguardo nel nostro cristallo;<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 186 —|}}</noinclude>nel nostro seno dimora la tua immagine, e noi la custodiamo con amore, poichè tu ci hai compresi! — Gli uccelli gorgheggiano e cantano in coro: Ascoltaci, ascoltaci; noi siamo la gioja la voluttà l’estasi dell’amore! — Ma Anselmo indirizza i suoi sguardi appassionati verso il tempio che s’innalza da lungi. Le colonne sembrano alberi, i capitelli e le cornici pajono foglie d’acanto, che formano intrecciandosi delle figure e degli ornamenti d’una ricchezza estrema. Anselmo si avanza verso il tempio, egli considera con voluttà il marmo screziato, i gradini coperti da un musco singolare. “No, no!” grida egli nella sua estasi, “ella non è più lontana di qua!” Piena di grazia e di bellezza, Serpentina esce dal tempio, essa porta il Vaso d’Oro nel quale si era innalzato un giglio meraviglioso. Il desiderio e la voluttà brillano nei suoi begli occhi, essa guarda Anselmo, e dice. “Ah! mio amato! il giglio ha aperto il suo calice. — I nostri alti destini sono compiti: esiste forse una felicità eguale alla nostra?” Anselmo la stringe tra le sue braccia con tutto l’ardore della passione più viva. — Il<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 187 —|}}</noinclude>fior di giglio si accende e getta torrenti di fiamme al di sopra del di lui capo, ed ecco di nuovo fremere gli alberi e i cespugli e romoreggiare dolcemente i ruscelli; — e danzare nei turbini dell’aria, gli uccelli e mille insetti vario dipinti. Un mormorio di gioja, di felicità, d’inebbriamento, — nell’aria, — nell’acqua, — sulla terra celebra la festa dell’amore! — Tutto ad un tratto, lampi strisciano sui cespugli, diamanti simili ad occhi di fuoco trapassano il seno della terra, e guardano dalla sua superficie, — getti d’acqua scaturiscono dalle fontane; — dolci profumi si spargono, portati sopra ali frementi: sono i Genii degli elementi, che rendono omaggio al fior di giglio, e proclamano la felicità d’Anselmo. Anselmo alza la sua testa circondata da un’aureola splendente. — Questi sono sguardi? — Sono parole? — È un canto? — Si ode risonar distintamente: “Serpentina! — la fede e l’amore mi hanno aperti i tesori della natura! — tu mi porti il fior di giglio che nacque dall’oro, nella primitiva forza della terra, avanti anche che Fosforo avesse acceso il pensiero; — esso<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 188 —|}}</noinclude>è la conoscenza della santa armonia dì tutti gli esseri, ed in questa conoscenza io vivrò sempre al colmo della felicità. — Sì, uomo fortunato ch’io sono, ho conosciuto i più bei misteri. — Bisogna o Serpentina ch’io ti ami eternamente. — E mai non impallidiranno i raggi dorati del giglio, poichè la conoscenza è eterna come la fede e l’amore.”
La visione, durante la quale io vidi Anselmo nel suo bel dominio nell’Atlantide, è senza dubbio una galanteria fattami dal salamandro, e quello che vi ha di più bello si è che quando tutta questa apparizione scomparve nella nebbia, io ne trovai, sulla tavola violetta, l’istoria intera scritta benissimo, e senza verun dubbio di mia mano. — Ma allora io mi sentii subitamente lacerato e trasportato dal dolore. “Oh fortunato Anselmo, tu hai gettato lungi da te il fardello della vita comune, ti sei elevato col tuo amore per Serpentina ed abiti adesso, ricolmo di voluttà, un bel dominio signorile, nell’Atlantide! — Ma io disgraziato! — ben presto, — sì, in pochi minuti, sarò tolto da questo bel salone che però non somiglia nemmeno<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||— 189 —|}}</noinclude><section begin="s1" />da lungi ad un dominio signorile nell’Atlantide, per mettermi nella mia casipola; le miserie e i bisogni della vita occuperanno tutti i miei pensieri, mille disgrazie getteranno un denso velo di nebbia sopra i miei occhi, e non potrò certamente vedere mai più il fiore di giglio.”
In quel momento l’archivista Lihdhorst mi battè leggermente sulla spalla e mi disse: “Silenzio, silenzio, onoratissimo signore! non vi lamentate in questo modo! — Non siete voi stato un momento fa nell’Atlantide, e non vi possedete voi una casa a pigione almeno a titolo di feudo poetico? — In generale, la felicità d’Anselmo è forse altra cosa che quella vita nella poesia, alla quale si rivela la santa armonia di tutti gli esseri, come il più profondo mistero della natura?”
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Racconti (Hoffmann)/Il vaso d'oro
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== Indice ==
* {{Testo|/Veglia I|Veglia I}}
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* {{Testo|/Veglia IV|Veglia IV}}
* {{Testo|/Veglia V|Veglia V}}
* {{Testo|/Veglia VI|Veglia VI}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|8|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Sì, bisognava prevederlo... Io dovevo prevederlo...
— Soffriva molto?
— Soffriva tanto... tanto..., — rispose l’altro, con intonazione di così cupa tristezza che lo stesso magistrato tacque un poco.
— Era inferma? — domandò quest’ultimo, dopo un breve silenzio, al dottore.
— Sì, d’una malattia di petto.
— Lo sapeva?
— Senza dubbio. Non le si poteva nulla nascondere. Aveva tanta intelligenza e tanto coraggio che le pietose menzogne riuscivano inutili.
— Non si poteva sperare di salvarla?
— La sua infermità era di quelle sull’esito delle quali non c’è pur troppo da ingannarsi; ma che tuttavia lasciano vivere, con un appropriato regime, lunghi anni.
— Allora non la sola malattia l’ha spinta ad uccidersi?
— Non la sola malattia, — ripetè come un’eco il principe Alessio.
Era, durante quel triste interrogatorio, molto curiosa e quasi comica la vista della baronessa di Börne, la quale, non potendo parlare, atteggiava le labbra, moveva gli occhi, scoteva il capo e tutta la persona come per ripetere successivamente le domande del giudice, per confermare le risposte del dottore e del principe, per far noto che aveva<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il fatto}}|9|riga=si}}</noinclude>previsto le une e le altre, per avvertire segnatamente che anch’ella aveva qualcosa da osservare.
— Ecco!... È così!... Proprio così!... E con i suoi sentimenti religiosi...
— Quali erano? — domandò il giudice.
— Ho conosciuto poche donne d’una fede tanto salda ed ardente, — rispose il dottore.
— È vero?... — interruppe a sua volta la baronessa. — Non si può credere quanto grande fosse il suo fervore! Io ne so qualche cosa. Non faceva mai una passeggiata che non avesse una chiesa per meta. Le sue escursioni preferite erano nel distretto di Echallens, a Brétigny, ad Assens, a Villars-le-Terroir, per le chiese cattoliche che vi s’incontrano. La domenica, le feste, passava lunghe ore, qui, a San Luigi, in ginocchio, finchè non si reggeva più... Volevo appunto osservare: è perfino incredibile come, con tanta fede, abbia potuto fare quello che ha fatto.
Il principe non diceva più nulla. Il tremor nervoso che lo aveva scosso dal principio si veniva sedando; la sconvolta, violenta, paurosa espressione del livido viso e dei rossi occhi si trasformava: pallido, sfinito, disfatto, pareva sul punto di mancare anch’egli.
— Era sola quando si è uccisa? — continuò a interrogare il magistrato.
— Sola.
— Parlaste con lei, stamani?<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|10|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Sì, parlai.
— Era triste?
— Mortalmente.
— Si potrebbe vedere se ha lasciato qualche scritto.
La baronessa, battendo allora una mano contro l’altra, esclamò:
— È ciò che ho detto fin da principio!...
E il commissario, a un cenno del giudice, si diede alla ricerca.
La camera della morta non aveva molti mobili. Il letto, un armadio con lo specchio, un cassettone, una piccola scrivania disposta contro la finestra, alla luce, e un tavolinetto da lavoro, in un angolo, ne formavano l’addobbo. Sulla scrivania due pile di libri inglesi dalle copertine bianche, una scatola di carta da lettere, una cartella di stoffa antica e un calamaio da viaggio. Altri libri stavano sul tavolino da lavoro e sul comodino accanto al letto. Il commissario di polizia li rimoveva ad uno ad uno, apriva le cassette dei mobili, nessuna delle quali era chiusa, e data un’occhiata agli oggetti d’eleganza muliebre dei quali erano piene, le richiudeva. Nella scrivania vecchie scatolette di cartone contenevano la corrispondenza epistolare della defunta; c’era anche un portafogli pieno di valori italiani e francesi e qualche migliaio di lire in monete d’oro e d’argento. In fondo alla cassetta di destra una scatola<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il fatto}}|11|riga=si}}</noinclude>a foggia di libro, ricoperta di velluto nero, era chiusa da una minuscola chiave; sul punto che il commissario stava per aprirla il principe fece un passo incontro a lui, dicendo:
— È il suo libro di memorie... il giornale della sua vita...
Pareva, dal tono col quale diede quell’indicazione, dall’atteggiamento di tutta la sua persona, che volesse difendere contro gli sguardi indiscreti l’intimo pensiero della sua povera amica. Ma la baronessa di Börne:
— Qui appunto si potrà trovare qualche cosa!... — esclamò avvicinandosi al giudice, il quale prendeva dalle mani del commissario il libro che questi aveva tratto dalla nera custodia.
Era anch’esso rilegato di nero e fregiato d’argento, come un libro mortuario; e già quella vista diceva la tristezza e il dolore dei quali la vita dell’infelice doveva essersi abbeverata. Il giudice scorse rapidamente i fogli: la scrittura era piuttosto grande e magra, poco inchiostrata, elegante e d’una nitidezza mirabile. Il libro era forse pieno per tre quarti; e l’indagatore soffermavasi con maggior attenzione sulle ultime pagine; ma dopo aver letto scrollò il capo:
— Non s’intende, — disse; — non è una confessione...
Il commissario proseguiva frattanto le ricerche in uno stanzino attiguo, lo spogliatoio, dove un<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|12|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>altro armadio, il lavabo ed i bauli tenevano tutto il luogo disponibile. Non vi trovò nessuna carta. Rientrato nella camera, la traversò dirigendosi alla sala: qui le ricerche furono ancora più brevi ed inutili; perchè, oltre i divani e le poltrone, solo una tavola piena di minuti ninnoli e il pianoforte sul quale stava spiegato un fascicolo del Pessard la mobigliavano. Già il commissario tornava sui proprii passi, quando una voce di pianto ed esclamazioni d’ambascia lo fecero rivoltare: i gendarmi, obbedienti agli ordini ricevuti, vietavano l’entrata ad una donna vestita di scuro che portava sul capo il velo nero delle popolane lombarde.
— Ah! Signore! Ah! Signore!... — esclamava costei, a mani giunte, col magro viso solcato da lacrime ardenti. — Vederla!... Ancora una volta vederla!... La padrona mia... la mia buona padrona!... Ah, Signore, vederla!...
Era la Giulia che tornava in quel punto: piccola e magra, di dubbia età, ella appariva disfatta dall’ambascia.
— Lasciate che passi, — ordinò il magistrato cui la baronessa spiegò che, servendo la morta da lunghissimi anni, questa donna aveva goduto di tutta la sua confidenza.
E come, entrata barcollante e lacrimosa, a mani giunte, ella si avanzò verso la salma, il brivido nervoso riprese a scuotere la persona del principe,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il fatto}}|13|riga=si}}</noinclude>nel suo viso tornò a leggersi l’atterrito smarrimento, il pauroso dolore di poco prima, quasi la vista d’una persona cara alla morta, quasi lo strazio di questa persona rincrudisse il tormento suo. Egli non guardava più il cadavere ma la piangente, e pareva che si protendesse verso di lei, che volesse accostarsele, come per unire il proprio dolore a quello di lei, per parlarle della morta, per udirla parlar della morta. Tutti, gli uomini della giustizia, i dottori, la stessa baronessa erano impressionati dall’ansiosa attitudine di quel dolente; solo la straniera restava rigidamente atteggiata, impassibile e quasi senza sguardo.
— Come disse ha fatto!... Lo disse e l’ha fatto!... — gemeva la donna dinanzi al cadavere. — Voleva la morte... la chiamava... Ah, poveretta!... Ah, Signore!... E mi mandò via, mi mandò... per essere libera... perchè io non le leggessi in viso!... Ah, se le fossi stata vicina!... Quante volte, poveretta; quante volte pregò Dio di farla morire!... E s’è uccisa!... — ripetè con voce più rotta, quasi avesse potuto fino a quel momento dubitare e sperare, ma ricevesse a un tratto l’irrecusabile conferma della sciagura. — S’è uccisa!... È morta!... Signore! Signore!...
La baronessa, passandosi una mano sugli occhi e sospirando, le si fece dappresso.
— Basta, ora, povera donna!... Bisogna pur troppo farsene una ragione!... Siate calma! Basta!...<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|14|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>Dite piuttosto a questi signori, dite alla giustizia: dove vi mandò, perchè vi mandò?
— In città, a pagar delle note... a comperar delle cose... Io non so più... Pareva che volesse venire con me, quando si levò... poi mutò opinione, mi mandò via...
— Vi diede qualche carta? Sapete se scrisse qualche lettera, iersera o stamani?
— Non ieri, stamani. Stamani scrisse una lettera.
— A chi era diretta?
— A suor Anna.
— Chi è suor Anna? — domandò il magistrato, che aveva lasciato pazientemente interrogare la verbosa signora.
— Suor Anna Brighton, l’antica sua maestra inglese.
— Dove sta?
— Non so. C’era il nome sulla busta, un nome straniero.
— Non sapete neppur voi l’indirizzo? — soggiunse il giudice rivolto al principe Alessio.
— Lo ignoro; però...
La sua ansia pareva sedarsi, egli stava per dire qualche cosa, quando s’udirono ancora dal fondo della sala gli agenti della polizia contrastare il passo a qualcuno. Ma questa volta l’ignota persona non si lagnava, non piangeva; con voce vibrante, concitata e quasi imperiosa diceva:<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il fatto}}|15|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Lasciatemi passare!... Ho bisogno d’entrare, vi dico!...
Mentre il commissario andava a vedere chi fosse, il Bérard e la baronessa di Börne s’avvicinarono all’uscio.
— Vérod! — esclamò la baronessa, scorgendo un giovane alto, forte, con i capelli neri e i baffi biondi, il quale, tentato di forzar la consegna, s’inoltrò quando a un cenno del loro superiore le guardie si trassero da parte. Ma dopo aver ottenuto l’intento, mossi rapidamente i primi passi, il nuovo venuto parve a un tratto incerto e titubante; la concitazione che gli accendeva il viso diè luogo a una confusione angosciosa: sulla soglia della camera, scorto il cadavere, portò una mano al cuore e s’addossò allo stipite dell’uscio, sbiancato in viso, sul punto di stramazzare.
— La nostra povera amica! — esclamò ancora la baronessa, stendendogli la destra, quasi a sorreggerlo, a infondergli coraggio. — Chi l’avrebbe detto!... Non par di sognare?... Povera, povera amica!... Uccidersi, così...
Allora il giovane, riscotendosi, si avanzò ancora d’un passo e disse con voce acre:
— No.
Un movimento d’inquieto stupore passò tra gli astanti.
— Voi dite? — domandò il giudice avvicinandosi al Vérod e figgendogli gli occhi negli occhi.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|16|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Dico che questa donna non si è uccisa. Dico che è stata assassinata.
La voce risonava stranamente, come in un luogo vuoto, così gelato silenzio regnava tutt’intorno, tanto sospeso e trepidante era l’animo d’ognuno. Il principe Alessio, diritto, immobile, a testa alta, guardava anch’egli fiso l’imprevisto accusatore.
— Come potete asserirlo? — domandò ancora il giudice.
— Lo so.
— Quali prove ne avete?
— Nessuna prova materiale; tutte le morali certezze.
— Chi l’avrebbe uccisa?
Il giovane stese il braccio appuntando l’indice contro il principe e la straniera, e disse:
— Costoro.
Ora tutti gli attoniti sguardi si rivolgevano verso gli accusati.
Dapprima la fisonomia del principe Zakunine era rimasta vuota d’espressione, come se egli non avesse udito o non avesse compreso; a poco a poco una tra amara ed ironica contrazione del labbro, l’increspamento delle ciglia sugli occhi impiccoliti e quasi ridenti d’un doloroso riso, rivelarono il senso d’incredulo e in certo modo ilare stupore che l’inopinata accusa destava nell’animo suo. Quanto alla sconosciuta, ella restava con le braccia incrociate al seno e guardava l’accusatore<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il fatto}}|17|riga=si}}</noinclude>senza che il suo viso di statua esprimesse sdegno o stupore.
— Prima di dir nulla contro nessuno, — riprese il giudice con tono grave d’ammonimento, — bisogna esser certi di ciò che si dice.
— Se non fossi certo non avrei parlato.
— Quale interesse avrebbe armato queste persone?
Il giovane proruppe, studiando invano di contenersi:
— La malvagità dell’animo loro. Il piacere selvaggio di fare il male, di distruggere una vita, di spargere il sangue. La voluttà di chiudere con la morte il lungo martirio inflitto alla infelice.
La sua voce tremava, tremavano le sue mani, gli occhi erano gonfii di lacrime. Ma la commozione che quelle parole suscitavano nei circostanti diede improvvisamente luogo a un altro sentimento, a un sentimento di vera paura, quando il principe, avvicinatosi all’accusatore, col pugno stretto, le mascelle contratte, lo sguardo duro e cattivo, pronunziò:
— Pazzo, che dici?
I due uomini si guardarono. Lame arrotate ed aguzze, lame cozzanti e sprizzanti scintille erano i loro sguardi. Pareva che si volessero penetrare sino all’anima.
Il giudice e il commissario furono costretti a frapporsi.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|18|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Dite donde viene la vostra certezza! — ingiunse il primo.
— Da tutto! da tutto! Dai sentimenti di questa creatura, ch’io conobbi ed apprezzai; dalla cristiana rassegnazione, dall’angelica mitezza dell’animo suo. Dalla violenza di costoro, dai loro istinti sanguinarii, dalla complicità del male al quale sono intenti. Nessuno fra quanti lessero in lei crederà mai che ella abbia portato la mano sopra sè stessa. Chiedetene a chi volete, chiedetene a chiunque... dite voi... — aggiunse, come ebbe scorto la familiare nel guardarsi intorno a provocare la testimonianza dei presenti; — dite voi che la conosceste, che ne aveste l’affetto, se è possibile, se è credibile...
Il giudice, fermandogli ancora in faccia gli sguardi indagatori, lo interruppe:
— Questa donna ha detto il contrario. Ha dichiarato che la sua padrona tentò più volte d’uccidersi; che la mandò via apposta, stamani; che mise in atto un antico e fermo proponimento!
— Voi pensate questo? — esclamò l’altro, smarrito. — Voi avete detto così?
La donna non rispose. Girava intorno gli occhi, sbalordita, sgomenta: pareva non capire, non vedere.
— Di chi era quest’arma? — le domandò il magistrato.
— Era di lei.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|il fatto}}|19|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Poteva qualcuno servirsene? Dove la teneva?
— Chiusa, nascosta.
— Voi vedete, — disse egli ancora, rivolgendosi al giovane, — che niente conforta la vostra accusa. La ripetete ancora?
Parlava con voce grave, quasi in tono di sdegnato biasimo per la leggerezza della quale gli vedeva dar prova. Ma il giovane, dopo un momento di silenzio durante il quale si passò una mano sulla fronte e girò tutto intorno un dubitoso sguardo, mirò ancora una volta il corpo esanime disteso per terra, le forme irrigidite dalla morte, il viso ancora più bianco sul quale le gocce del sangue perdevano la loro porpora aggrumendosi, la bocca ancora un poco più aperta, gli occhi già stravolti, non più beati, tremendi; e allora, steso il braccio, con voce sorda e fremente:
— Attesto, — ripetè, — che questa donna è stata assassinata. Chiedo di parlare al giudice istruttore.
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude>
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{{ct|f=120%|t=2|v=4|{{Sc|Le prime indagini.}}}}
Francesco Ferpierre, giudice d’istruzione presso il Tribunale cantonale di Losanna, era molto giovane: non aveva ancora quarant’anni. Una cultura legale solidissima, molta scienza della vita e del cuore umano, la nativa attitudine all’osservare che nell’esercizio della professione era divenuta geniale chiaroveggenza e quasi prescienza fatidica, facevano di lui una delle migliori forze della magistratura elvetica. Pure la sua prima vocazione era stata un’altra.
Egli aveva cominciato a coltivar le lettere; aveva anzi, sul principio, trascurato gli studii legali come inutili e ingrati, e nutrito una specie di rancore contro la famiglia che lo esortava a compirli. Scrivendo versi d’amore e prose di romanzo, esercitando la divina facoltà creatrice dell’imaginazione, egli pensava di conquistare la gloria, sde-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|22|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>gnoso e neppur bisognevole di più reali compensi. Si ravvide alla morte del padre, sostegno della numerosa famiglia. Compreso il dovere di sostituirlo, egli disse da un giorno all’altro addio alla fantasia favolosa e indirizzò l’attività sua per una via più positiva. I primi esercizii non gli furono però inutili del tutto; l’abitudine dell’indagine psicologica, contratta nel considerare avvenimenti fittizii, gli giovò a districare i misteri proposti alla giustizia inquirente; cominciato a studiare la vita sopra i libri, egli potè presto comprendere come realmente è.
La professione politica e la giudiziaria sono forse quelle che più rapidamente e meglio d’ogni altra facciano conoscere gli uomini; ma dove l’uomo politico è egli stesso in preda a qualcuna di quelle passioni che presume giudicare negli altri, il magistrato, indifferente, sereno, straniero agli interessi che vede agitarsi d’intorno, è meglio d’ogni altro in grado di leggere nel libro del cuore. Ora il Ferpierre, dato sfogo con le artistiche esercitazioni della prima gioventù alle vivaci passioni, aveva compreso in tempo quel che c’è d’esagerato, di falso e di malsano in una troppo assidua prosecuzione poetica dell’esistenza; e come i suoi sentimenti erano divenuti più austeri, più severi erano divenuti i suoi giudizii. Il vecchio fondo morale della razza elvetica, la serietà quasi triste accumulata nel cuor della razza dalla contemplazione delle<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|23|riga=si}}</noinclude>Alpi giganti, la rigidezza quasi ingrata di quel protestantesimo che escluse un tempo da Ginevra la musica come arte troppo voluttuosa, si ridestarono dopo i primi ardimenti; e la scapataggine un poco voluta del giovane poeta diè luogo alla rettitudine inflessibile dell’uomo maturo.
Contro i personaggi del dramma d’Ouchy, che gli fu narrato dal giudice di pace ai ''Cyclamens'', dove subito accorse alla chiamata, il Ferpierre si sentiva pertanto animato da una secreta diffidenza. Certo la morta gl’ispirava molta pietà; ma se ella stessa aveva voluto uscir di vita, il biasimo contrastava al compatimento. Il legame che l’aveva unita con il principe Zakunine era del resto fuor della legge. L’amicizia tra lei ed il Vérod ne restava contaminata. Senza ancora aver visto l’accusatore, udendone soltanto il nome, il magistrato credè di riconoscere in lui Roberto Vérod, lo scrittore ginevrino che viveva da molti anni a Parigi, di dove diffondeva per il mondo libri pieni d’amari insegnamenti. Anzi, se non s’ingannava, costui gli doveva essere noto più intimamente; perchè, quindici anni addietro, il Vérod entrava nella facoltà di lettere dell’Università di Ginevra, mentre egli stesso vi faceva il penultimo corso degli studii legali, e un circolo di studenti li aveva accolti entrambi durante due anni. Ora perchè mai il giovane vedeva nella morte della contessa un assassinio e presumeva vendicarlo, se non perchè era stato rivale del principe e amante<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|24|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>della defunta? L’attitudine di sfida superba della straniera, la durezza dei suoi sguardi, la certezza che anch’ella doveva essere affiliata al nihilismo, avevano disposto il giudice di pace contro di lei; ma tutta la severità del Ferpierre s’accumulava sul capo del principe.
Egli lo conosceva da lungo tempo per fama. Sapeva che, con uno dei maggiori nomi e una delle più larghe fortune del suo paese, ne era stato bandito per complicità in una congiura contro la vita d’un generale. Sapeva che l’esiliato aveva proseguito a cospirare con maggior lena, che era divenuto uno dei più temibili direttori del partito rivoluzionario europeo, che una condanna di morte gli pendeva sul capo. E sapeva ancora che, nonostante lo scopo politico paresse prendere tutta l’attività del ribelle, costui trovava ancor tempo di fare una vita piena d’avventure galanti, di passare d’amore in amore, ripagando col dolore dell’abbandono e del tradimento le sciagurate incapaci di resistere alla sua seduzione. E da questo ribelle sanguinario, da questo indegno Don Giovanni, la contessa d’Arda s’era lasciata sedurre!... Ma aveva ella voluto morire per non assistere alla rovina d’un sogno d’amor fedele, oppure veramente il principe e la nihilista l’avevano uccisa?
Il Ferpierre, incerto e confuso dinanzi al mistero, discuteva la sera stessa della catastrofe, alla villa, questi ed altri quesiti con il giudice di pace, dopo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|25|riga=si}}</noinclude>aver ordinato la traduzione del cadavere alla sala incisoria e il sequestro di tutte le carte che si trovavano ai ''Cyclamens''. Posto pure che l’amore o il capriccio del principe per la contessa fosse finito, bastavano la noia ed il fastidio, od anche i malintesi e il disaccordo a spiegare l’omicidio — se un omicidio era stato commesso? La ragione addotta dall’accusatore e riferita dal giudice di pace, cioè la malvagità dei nihilisti, non aveva valore senza un più particolare ed efficace movente. Distruggere una vita per il solo piacere di distruggerla non era da nihilisti, ma da folli. Bisognava dunque che costoro fossero stati spinti da una passione, da qualche interesse. Forse il male che vedeva ordire al principe, le congiure alle quali lo sapeva mescolato, il sangue che udiva essere sparso per opera di lui, avevano atterrito la contessa: volendo impedire che perseverasse nell’opera tremenda ella poteva aver sorpreso qualche suo secreto, o un secreto non suo; e la rigida disciplina della setta misteriosa aveva forse armato quell’uomo e la sua complice? Questa supposizione alla quale il giudice di pace attribuiva un certo fondamento, pareva al Ferpierre, quantunque non del tutto inammissibile, poco probabile.
Era più probabile che, se delitto c’era, si trovassero dinanzi a un delitto d’amore? Il principe, dopo aver disamata quella donna, ricominciava ad amarla e l’aveva uccisa per gelosia? E di chi sa-<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|26|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>rebbe stato geloso, se non di quel Vérod che era tanto turbato dalla morte della contessa, e assumeva, non richiesto, la parte d’accusatore e di vindice? O non piuttosto ella stessa aveva commesso il misfatto perchè amava Zakunine ed era gelosa dell’amore che vedeva da lui portato alla Italiana?... Il delitto, chiunque fosse il colpevole, qualunque fosse lo scopo, non aveva potuto tuttavia essere consumato senza che tra l’assassino e la vittima fosse avvenuta una lotta, sia pur breve; ma nella camera mortuaria non se ne trovava vestigio, nè sulla persona della morta. Dalla posizione dell’arma, che stava con l’impugnatura in fuori e la canna rivolta verso il cadavere, i dottori avevano arguito che la contessa, se era suicida, doveva essersi uccisa in piedi; l’arma, cadendole di pugno, aveva compito una rotazione che ne spiegava la giacitura al suolo. Se pure non pareva molto naturale che la disgraziata avesse portato la mano sopra sè stessa stando ritta, contrariamente a ciò che fanno quasi tutti i suicidi, la circostanza che il revolver le apparteneva ed era tenuto da lei nascosto escludeva che un assassino avesse potuto servirsi proprio di quello. Inoltre da quel revolver mal chiuso una cartuccia era venuta fuori nella caduta: ciò si spiegava molto bene da parte d’una donna poco pratica nel maneggio delle armi, d’una suicida le cui mani dovevano per altre ragioni tremare, e non si spiegava da parte d’un assassino.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|27|riga=si}}</noinclude><nowiki />
Per potersi fermare sopra un’ipotesi bisognava ancora aspettare i risultati dell’autopsia; nel frattempo il Ferpierre, scelta la sala da pranzo della villa come suo gabinetto per l’inchiesta da compiere sulla faccia dei luoghi, ordinò che vi fosse introdotto il Vérod.
Quando il giovane apparve, il pallore del suo viso, l’ambascia dello sguardo, l’imbarazzo dell’atteggiamento confermarono chiaramente come egli dovesse esser legato alla defunta da un sentimento molto forte e delicato ad una volta. E il giudice, senza esitazione, quantunque tanto tempo fosse passato, tosto riconobbe l’antico studente di lettere. Egli rammentò d’averlo incontrato sovente, durante due anni, al circolo universitario ginevrino, e rammentò pure che fra i loro spiriti non era passato alcun moto di simpatia. Fin da quei giorni lontani l’indole triste ed amara dell’ingegno del Vérod si era rivelata nelle discussioni giovanili: nessuno dei sentimenti ai quali il Ferpierre aveva successivamente obbedito, nè gli entusiasmi poetici nè il dovere severo eran parsi intelligibili a quell’anima chiusa. Rammentava anch’egli l’antico incontro? Aveva chiesto del giudice istruttore sapendo chi fosse? Si sarebbe dato a conoscere?
— Avete voluto parlarmi, — disse il Ferpierre, che rivolgeva a sè stesso queste domande pure ordinando sulla tavola le carte sequestrate nella<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|28|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>camera della morta e del principe; — eccomi a voi. E innanzi tutto il vostro nome, l’età?
— Roberto Vérod; trentaquattro anni.
— Voi siete Vérod lo scrittore?
— Sì.
— Nato a Ginevra, domiciliato a Parigi?
— Sì.
Il giovane o non lo riconosceva o non voleva dirgli che lo riconosceva.
— Bene. Quali sono le prove che avete da confidarmi?
Non solamente il Vérod non era più, come prima, sicuro di sè; ma da accusatore pareva a un tratto essersi ridotto ad accusato, talmente si confuse a quell’interrogazione che pur doveva prevedere. Rimasto un poco in silenzio, fatto per dire qualcosa, poi pentito e di nuovo esitante, si avvicinò al giudice tendendogli una mano.
— Se voi sapeste, signore, — disse con voce malferma e sommessa, — che tumulto di sentimenti ho nel cuore, come ho paura di parlare, come ho bisogno d’affidarmi alla vostra indulgenza, alla vostra discrezione, per dire ciò che ho da dirvi!...
Quella invocazione fu espressa con tanta delicatezza e sincerità, che il Ferpierre ne fu commosso. Pure non volle ancora provocarlo a farsi riconoscere, aspettando di vedere se egli stesso avrebbe alluso ai loro rapporti d’un tempo. Lasciate le sue<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|29|riga=si}}</noinclude>carte e stretta la mano che il giovane gli tendeva quasi per afferrarsi a lui, rispose:
— Sarebbe già il dover mio; ma facciamo di meglio: dimentichiamo piuttosto la nostra condizione rispettiva e confidatevi non al magistrato, all’uomo.
— Grazie, signore! Io vi ringrazio di queste buone parole... Al magistrato, infatti, non avrei molto da dire, non riuscirei forse a comunicare, mancando di prove reali, la mia morale certezza...
— Ed all’uomo?
— All’uomo... all’uomo io domanderò: Chi ha sopportato la vita quando era piena di nerezza, credete voi che possa fuggirla mentre vede finalmente la luce risplendere? Chi ha disperato rassegnatamente, in silenzio, si dorrà, si ribellerà all’imprevista speranza?...
Il giudice che era stato a udirlo a capo chino, senza guardarlo, non rispose subito.
Levati gli occhi su lui, interrogò dopo un poco a sua volta:
— Eravate molto intimo della defunta?
Il giovane taceva. I suoi occhi si gonfiarono lentamente di lacrime.
— Non dovrei, no, dire questa cosa... — mormorò con voce rotta. — A nessuno io direi un secreto non mio... non tutto mio... E mi pare, guardate, che Ella se ne dolga, che mi vieti di aggiungere altro.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|30|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Voi l’amaste?
— Sì!
Le sue lacrime s’erano arrestate, il suo sguardo esprimeva ora una gioia orgogliosa, un’altera felicità.
— Sì, d’un amore che può essere confessato, con alta fronte, dinanzi a chiunque. Perchè lo negherei?
— Anch’ella vi amò?
— Sì!... E il mondo non seppe, non saprà mai che cosa fu l’amor nostro. Il mondo è tristo e a breve andare la vita inquina tutte le cose. Ma nulla, non un atto, non una parola, non un pensiero contaminò una sola volta il sentimento del quale vivemmo.
— Nondimeno il principe ebbe ragione d’esser geloso?
L’espressione di superba beatitudine che animava il Vérod diè luogo a un’amara contrazione di sdegno.
— Geloso?... Per esser geloso egli avrebbe dovuto amarla! E se l’avesse amata, fedelmente, puramente, sarei stato amato io stesso?
Il Ferpierre fu stupito dalla manifestazione di quest’idea. Non rammentava egli bene le crude e ingrate verità delle quali il Vérod sin da giovane era stato predicatore: oppure il pessimista, lo scettico si era convertito?
— Ma dunque in che rapporti stavano il principe<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|31|riga=si}}</noinclude>e la contessa? — continuò frattanto a interrogare. — Non è da dubitare che s’amassero un tempo?
— Voi sapete, signore, che questo nome, che il nome d’amore si dà a tante cose diverse: alle nostre illusioni, ai nostri capricci, alle nostre cupidità... Sì, ella lo amò d’un amore che fu illusione ed inganno. Ella lo amò perchè credette di essere amata da lui; da lui, che sa odiare soltanto!
— Come mai non si separarono, allora?
— Egli, sì, volle separarsene. Glie lo disse, le gettò in faccia la sua fedeltà; l’abbandonò, più volte. Ella non volle riconoscere d’essersi ingannata, o lo riconobbe soltanto tra sè; e pensando che gl’inganni si pagano, che gli errori si scontano, accettò il martirio.
— Potete precisare in che consisterono i mali trattamenti?
— Chi può ridirli tutti? Ogni suo atto, tutte le sue parole erano un’offesa o una durezza.
— Da chi lo sapeste?
Quantunque il giudice avesse nascosto sotto quell’espressione ambigua il suo dubbio, il giovane protestò:
— Non da lei, signore! Io non udii mai da lei un lamento contro quell’uomo!... Seppi, vidi io stesso... Lo conobbi a Parigi, molti anni addietro, prima che fosse con lei: so quel che vale. Non io solo: tutti lo sanno.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|32|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— V’incontraste con lui dopo che conosceste la contessa?
— Mai. L’anno scorso pareva ch’egli l’avesse lasciata per sempre. Ora, dopo il suo ritorno, lo vidi da lontano una o due volte.
— Che cosa sapete intorno alla sua attività politica?
— Che non fu uno dei meno gravi dolori della infelice.
— Ignorava ella, quando lo incontrò, gli scopi ch’ei prosegue?
— Non so... non credo... Ma se pur seppe che lo avevano bandito dalla patria e condannato a morte, buona e sensibile come ella era dovè tremare di pietà per lui. Se egli le disse che questa sua sete di sangue è amore di libertà e di giustizia, carità degli oppressi e sogno di perfezione, l’anima sua ignara del male dovè fors’anche accendersi d’entusiasmo ed ammirarlo!...
— Credete che il disinganno sopravvenisse molto presto?
— Troppo presto... e troppo tardi! Sì!
— Quando la conosceste?
— L’anno passato.
— Dove?
— Qui, al Beau-Séjour.
— Non aveva ancora preso in affitto la villa?
— Sì, ma stette alcune settimane all’albergo.
— Dove passava l’inverno?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|33|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— A Nizza.
— Dunque l’anno passato essi non erano più insieme?
— No.
— Egli era tornato da poco tempo con lei?
— In questi ultimi mesi.
— Quella donna, quella giovane, sapete dire chi è?
— Una sua connazionale e correligionaria.
— Conoscete la natura dei loro rapporti?
— No; ma non è difficile indovinarli.
— Sarebbe anch’ella sua amante?
— Vi stupirebbe? Non sapete che questi vendicatori dell’asservita umanità amano il piacere, lo cercano, sono ben contenti d’associarlo al ''dovere?''
Sempre più amara era l’espressione del giovane nel parlare di coloro che dovevano aver voluto la morte della creatura adorata.
— Dunque supponiamo che costei sia proprio l’amante del principe. Ella avrebbe ucciso la contessa per gelosia? Ma di chi sarebbe stata gelosa? Non della contessa, mi pare, che non amava più il principe, ma voi. E neppure del principe, certamente, che non amava più la contessa, ma lei!... Egli stesso, in questa condizione di cose, per qual motivo avrebbe commesso il delitto?... Del resto, voi invocaste la testimonianza della cameriera per confortare la vostra accusa. Come spiegate che questa<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|34|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>donna, appena visto il cadavere, dice che la sua padrona, uccidendosi, ha posto in atto un antico proponimento?
— Ciò non vi prova, — esclamò il giovane, senza rispondere direttamente all’interrogazione, anzi rispondendo con una nuova domanda, — ciò non vi prova in quale abisso di miseria ella era caduta? Perchè, ispirata e sorretta da una fede come la sua, ella parlasse di darsi la morte, la vita non doveva esserle veramente divenuta odiosa e intollerabile?... Volle morire, una volta. Io stesso udii la parola tremenda dalle sue labbra. Una volta, non ora... Debbo io dirvi la speranza che ora entrambi ci sosteneva... il sogno divino d’una felicità...
Soffocato subitamente dai singhiozzi non potè proseguire. E il giudice, sempre più impressionato dal vedere che la fisonomia morale del giovane era molto diversa da quella che, sulla fede dei ricordi e della fama, gli aveva attribuita, considerava ora tra sè, in atto di discreto compatimento, l’efficacia della prova morale che l’accusatore finalmente precisava.
Se era vero ciò ch’ei diceva, se la morta lo aveva amato, l’accusa appariva meno improbabile. Che il sentimento del di là avesse dovuto impedire a quella donna di uccidersi, il Ferpierre credeva fino ad un certo segno; ma che un sentimento più umano, tutto umano, avesse potuto disto-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|35|riga=si}}</noinclude>glierla dai funesti propositi, non gli pareva negabile. La qualità dei motivi ai quali gli uomini obbediscono è molto varia, e nella gerarchia dei sentimenti la fede tiene il posto più alto; ma la pratica loro virtù non è in rapporto col grado che occupano in questa scala ideale, e molto spesso non solo le passioni inferiori ma anche gli infimi istinti sono più forti. Contro dolori insopportabili, contro il bisogno di quiete e di riposo il sentimento religioso che vieta la morte volontaria può riuscire inefficace; l’amore, la speranza d’appagare una passione tutta vitale, riconcilia più prontamente con la vita.
Ma che cosa valeva questa presunzione? Come servirsene per incolpare due persone?
— Voi comprenderete, — riprese il magistrato quando vide sedarsi l’ambascia del Vérod, — la necessità che mi spinge a farvi domande certo dolorose per voi. Mi pare d’aver ben compreso il sentimento in forza del quale la contessa, a vostro giudizio, sarebbe rimasta con un uomo cui nulla più la legava. Ella voleva accettare, sopportar quasi, è vero? come un meritato castigo, fino all’ultimo, le conseguenze del proprio errore... Tuttavia, se ciò le fu possibile prima di conoscervi, come mai ella non riprese la sua libertà il giorno che un’altra speranza le sorrise?
— Sì, perchè non la riprese? — ripetè il Vérod come parlando tra sè.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|36|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Non ne sospettaste la cagione?
— Ella stessa me la disse.
Ma, invece di riferirla, il giovane tacque, guardando fiso dinanzi a sè, scrollando il capo, con espressione di dolore amaro.
— E fu?
— Ella non si credeva, non si sentiva più libera.... L’impegno che aveva preso un giorno, accettando di vivere insieme con quell’uomo, era un impegno sacro per lei.... Ella non voleva passare da un uomo all’altro.... Neppur io la volevo, così....
Lo scrupolo espresso dal narratore era credibile? Un amante che si sente amato conosce ostacoli al compimento dei suoi voti? Certo, nelle anime capaci di educarli, i pensieri generosi e gli scrupoli delicati hanno molta forza, segnatamente nei primordii della passione. Che la passione del Vérod fosse alla fase iniziale risultava dalle sue stesse dichiarazioni; ed egli appariva tanto diverso dalla sua reputazione, parlava con accento di così accasciata tristezza, nella sua voce c’era ancora tale tremore di pianto, che il Ferpierre non volle sospettare della sua sincerità.
— Ma allora, — riprese, — se questa donna v’amava e non si credeva libera; se da una parte voleva e non poteva dall’altra infrangere un legame divenuto increscioso; se il nuovo amore nel quale riponeva la sola ragione di vivere le era<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|37|riga=si}}</noinclude>vietato dagli scrupoli morali, l’argomento da voi addotto per confortare l’accusa non si ritorce contro di essa? La speranza che avrebbe dovuto sostenere questa donna non si dovè mutare invece in un nuovo, in un ultimo motivo di disperazione?
— Come?... Perchè?... — balbettò il Vérod, trasognato.
— Io dico che, volendo e non potendo amarvi, o non potendo amarvi se non a costo del proprio rispetto, questa donna non trovò nell’amor vostro il conforto da voi asserito; al contrario: esso fu per lei l’estremo dolore e la definitiva ragione di lasciare la vita!
Il giovane, come se non avesse dapprima compreso, o avesse voluto dubitare d’aver compreso male, ora guardava il suo interrogatore con occhio spaurito, e da tutto il suo atteggiamento, dalle labbra dischiuse, dal breve e precipitato respiro, dal trepido gesto col quale sollevava il braccio ed appressava la mano al petto, pareva che si fosse sentito improvvisamente trafiggere da una punta acutissima.
— Io?... Io?... Voi dite, per causa mia?... L’ho uccisa io?... Oh!
E nascosta la faccia tra le mani soffocò un grido di dolore inumano.
Il Ferpierre fu costretto al silenzio non tanto dalla discrezione quanto da un insolito turbamento.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|38|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>Egli era venuto ad istruire un processo, ed assisteva frattanto ad un dramma. Lo spettacolo delle passioni gli era abituale, ma il caso lo metteva ora di fronte a un’anima cui lo legavano i ricordi della giovinezza improvvisamente destati. Chi gli stava dinanzi non era soltanto l’antico compagno col quale aveva altra volta discusso, ma anche uno del più chiari ingegni del suo tempo. La natura di quell’ingegno non gli aveva ispirato simpatia; ma, se pure egli non avesse ora scoperto che l’uomo somigliava poco allo scrittore, la stessa rivalità intellettuale lo disturbava, lo toglieva all’ordinaria indifferenza, alla necessaria serenità. E la stessa vista di quel dolore lo commoveva, mentre egli aveva bisogno di tutta la lucidezza del proprio spirito per accertare l’accusa.
Se il giovane gemeva al dubbio d’essere stato egli medesimo causa involontaria del suicidio della contessa, bisognava credere che questo dubbio non solamente non fosse inverisimile, ma che anzi lo addolorasse come un rimorso. Nonostante, il giudice non voleva attribuirgli ancora troppo valore. Mancando le prove materiali, non si poteva fare assegnamento se non sopra mere induzioni: ora tra l’affermazione del Vérod, che la contessa non aveva potuto darsi la morte mentre la luce d’una nuova affezione rischiarava la tenebrosa sua vita, e il sospetto contrario, che la stessa impossibilità di obbedire a questo sentimento le avesse<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|39|riga=si}}</noinclude>rivelato l’insanabile miseria della propria esistenza, quale meritava più credito?
Avvezzo a esercitare le sue facoltà d’analisi in casi molto dubbii ed oscuri, il giudice non s’era ancora trovato maggiormente esitante. Nondimeno, invece di discutere tra sè le varie ipotesi, egli faceva di tutto per distrarsi, per impedire che una di queste, a sua propria insaputa, mettesse radici e gli contendesse l’esatta percezione del vero. Egli sapeva che la vegetazione delle idee è molto più rapida di quelle di certe piante che in breve stendono attorno folte chiome frondose; e che la vita delle opinioni, quantunque sembri dipendere dalla volontà e cessare sotto l’influenza delle opinioni contrarie, pure è tenacissima e talvolta resiste agli sforzi più gravi.
Anche il Vérod, che pareva tanto confuso ed abbattuto, fu ben tosto sollevato da una vivace reazione.
— No!... — disse a un tratto, rialzando il capo e scrollandolo in atto di chi si ricrede. — No!... Non è possibile!... Non può essere vero!... Se fosse morta per me non m’avrebbe ella detto, non m’avrebbe lasciato una parola, la parola del suo dolore, un saluto, un addio?... Pur ieri io le parlai, e nulla, nulla potè farmi sospettare il pensiero di morte: al contrario!... No! — ripetè, affermando la voce secondo che il suo convincimento si veniva afforzando: — No! Non si è uccisa! È stata as-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|40|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>sassinata!... Voi non credete perchè non sapete, perchè non la conosceste!... Voi avete bisogno di toccare con mano per credere. Io sono certo invece che un infame delitto è stato qui oggi commesso. Io prendo impegno di confondere gli assassini, di vendicare la morta. Il dover vostro è di non credere nulla, per ora; di indagare, di aiutarmi a cercare le prove che mancano. Esistono: le troverò!
— Tanto meglio! — rispose il Ferpierre. — Voi potete anche essere certo che le cercherò, che le cerco anch’io!...
E, prima d’esser persuaso dalla forza di quella fede, lo congedò e diede ordine che introducessero la giovane sconosciuta.
— Il vostro nome? — le domandò.
— Alessandra Paskovna Natzichev.
— Nata a?...
— Cracovia.
— Quanti anni?
— Ventidue.
— Che professione?
— Studente di medicina.
— Il domicilio?
— Zurigo.
Ella rispondeva con voce breve e secca, quasi insofferente delle domande.
— Come vi trovate in questa casa?
— Venni a parlare con Alessio Petrovich.
— A parlare di che?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|41|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Di cose che non riguardano la giustizia.
— O che la riguardano molto?
La donna non rispose.
— Siete sua correligionaria?
— Sì.
— Venivate a parlargli di affari politici?
Nuovo silenzio.
Il giudice, rimasto ad aspettare un poco la risposta, riprese con tono pacato:
— Vi avverto che le reticenze potrebbero anche nuocervi. Avete udito di che cosa siete accusata?
Ella alzò le spalle in atto di noncuranza sdegnosa.
— Chi accusate? Me, o Alessio Petrovich, o entrambi?
— Mi pare che adesso vogliate invertire le parti! Tocca a voi di rispondere. Siete soltanto correligionaria del principe?
— Non comprendo.
— Siete anche sua amante?
Ella guardò l’inquisitore con espressione quasi irosa, avvampando, senza dir nulla.
— Non volete rispondere neanche ora? Vi farò un’altra domanda. Dove eravate nel momento che quella donna moriva?
— Nello scrittoio del principe.
— Dove era egli?
— Con me.
— Conoscevate la morta?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|42|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Non parlai mai con lei.
— Oggi la vedeste?
— No.
— Sapevate che viveva da anni insieme col vostro amico, che lo amava, che si amavano?
Il giudice, prolungando quella domanda sulla quale faceva assegnamento per leggere nell’anima di lei, non le toglieva gli occhi dagli occhi; ma ella rispose, impassibile:
— Sì.
— Sapevate se erano gelosi l’uno dell’altra?
— Non so.
— V’accorgeste che dopo essersi amati furono per lungo tempo discordi?
— No.
— Quando udiste il colpo che cosa faceste?
— Accorsi.
Il Ferpierre fu un poco insospettito da quella risposta. Se fosse stato vero che ella era col principe, non avrebbe dovuto rispondere: «Accorremmo?»
— Sola? — continuò a domandare.
— Con lui.
— Era già morta?
— Spirava.
— Perchè si sarebbe uccisa?
— Non so.
— Che disse il principe?
— Pianse.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|43|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Quante volte siete venuta in questa casa?
— Due o tre volte.
— Le vostre visite non dispiacevano alla defunta?
— Non so.
— Conoscete il Vérod?
— Non so chi sia.
— È la persona che denuncia l’assassinio.
— Non lo conosco.
Il giudice lasciò allora d’interrogare.
— La vostra ignoranza è un po’ troppo grande. Procureremo di aiutarvi a rammentare. Resterete frattanto a disposizione della giustizia.
Ella andò via a testa alta, impassibile com’era rimasta durante l’interrogatorio; e il Ferpierre, seguendola con gli occhi, pensava che da quella parte non avrebbe nulla saputo. Egli ne aveva conosciuta più d’una, di queste Slave dall’anima misteriosa, di queste giovani che nel fiore dell’età, tra gli studii più severi, proseguivano con ferreo cuore un tragico ideale, e per esso, per assicurarne il trionfo, non solamente sapevano sfidare e vincere resistenze ed ostacoli, ma gettavano perfino la vita. L’oscurità che avvolgeva l’avvenimento, invece di rischiararsi, addensavasi; ma il giudice aspettava ora impaziente d’affrontarsi con quello che doveva pur esserne il principale attore.
Quando il principe gli fu condotto dinanzi egli ne considerò attentamente la figura. Era senza dubbio uno dei più belli uomini che avesse mai<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|44|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>visti: alto, forte, agile, con le guance incorniciate dalla barba d’un biondo di seta, i capelli castani un poco diradati sulla fronte che pareva pertanto più ampia, la carnagione bianca, anzi pallida e quasi macerata come quella dei discendenti di razze elettissime, gli occhi azzurri e profondi sotto i puri archi delle sopracciglia, il naso aquilino dalle narici nervose, l’abito elegante, il portamento veramente principesco. A vederlo, tutti avrebbero riconosciuto in lui il gran signore e l’uomo galante, nessuno il rivoluzionario. Il suo viso, dapprima scomposto dall’ambascia in presenza del cadavere dell’amica, poi dall’ira all’accusa del Vérod, era adesso atteggiato ad una cupa tristezza.
— Voi siete il principe Alessio Petrovich Zakunine? Dove siete nato?
— A Cernigov, nel 1855.
— Foste mai condannato?
— Fui condannato alla relegazione in Siberia, per complotto; poi graziato e bandito dalla Russia.
— Non c’è un’altra pena più grave?
— Tutte le successive furono confuse in quella capitale per alto tradimento e regicidio.
— Ora udiste di che vi accusa il Vérod.
A quelle parole il sangue imporporò la faccia del principe, i suoi occhi tornarono a lampeggiare.
— Che rispondete?
Egli si strinse la fronte tra le mani, quasi a reprimere il suo corruccio; poi disse:<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|45|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— È vero...
Confessava? S’incolpava? Riconosceva d’averla egli assassinata? Il giudice quasi dubitò di avere udito male, tanto gli pareva inverisimile che da un momento all’altro quell’uomo si disdicesse; ma il suo dubbio fu di breve durata, perchè Zakunine così precisava il proprio pensiero:
— È vero... l’ho uccisa io... è morta per me...
Egli parlava piano, immobile, con voce così sorda che s’udiva appena.
— È morta per voi e per mano vostra?
— Che importa? Sono io responsabile...
— Importa moltissimo, invece, e non ho bisogno, credo, di spiegarvi la differenza!... Voi confessate di averla spinta al suicidio, non d’averla uccisa materialmente? Come, perchè l’avreste spinta al suicidio?
— Perchè ero indegno di lei. Perchè la disconobbi. Perchè l’offesi.
— Non l’amavate più?
— Non l’amavo.
— E la piangete così?
C’erano infatti lacrime nella sua voce. Siccome lasciò cadere senza risposta la domanda del giudice, questi riprese:
— Voleste abbandonarla?
— L’abbandonai.
— Perchè tornaste a lei? L’amavate ancora un poco? Vi faceva pietà?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|46|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Tanta.
— Come vi amò ella?
— Come io l’amai, un tempo.
— Foste felici?
Gli occhi del principe s’arrossirono.
— Ella vi amava ancora?
Egli rispose scrollando la testa, lentamente, disperatamente.
— Vi diede motivo di gelosia?
Alla nuova domanda rispose con un gesto dubitoso.
— Sapevate sì o no che nutriva un nuovo affetto?
— Lo supposi.
— Le rimproveraste mai l’amicizia per il Vérod?
A quel nome il principe s’accigliò e tornò a fremere.
— No, — rispose con voce sorda.
— Che cosa lo spingerebbe ad accusarvi?
— Non so.
— Il dolore? La gelosia?
— Forse.
— Da quanto durava la vostra amicizia con la contessa?
— Da cinque anni.
— Era libera quando la conosceste?
— Sì, libera: vedova.
— Dove l’incontraste?
— A Aberdeen, in Iscozia.
— Quanti anni aveva?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|47|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Ventinove.
— Ora o allora?
— Ora.
— Non pensaste mai, neppure nei primi tempi, d’unirvi legalmente in matrimonio?
— Io disconosco questa legge.
— Ella non sofferse d’una situazione che per i suoi sentimenti cristiani doveva essere immorale e punibile?
— Ella si era impegnata dinanzi al suo Dio.
— Vivendo con lei, dormendo sotto lo stesso tetto, conoscendola intimamente, è impossibile che non abbiate visto prepararsi la catastrofe.
— Non vivevo più con lei. Venivo a trovarla talvolta.
— Dove è allora il vostro domicilio?
— A Zurigo.
— Quando veniste qui?
— L’altro ieri.
— Nulla vi fece sospettare il disperato proposito?
— Soffriva più del consueto.
— Vi chiese qualche volta di separarvi?
— Mai.
— Che cosa pensava delle vostre idee politiche, dei vostri atti?
— L’idea del riscatto umano l’infiammava, gli atti le repugnavano.
— Volle impedirvi di commetterli? Tentò di distogliervi dalla vostra attività?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|48|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Più volte.
— In che modo?
— Dicendo che nell’amore, non nell’odio, consiste il rimedio.
— Voi la mettevate a parte dei vostri secreti politici?
— Un tempo.
— Ora non più? Cercò ella qualche volta di sorprenderli?
— Oh, mai!
— Che relazioni passano tra voi e Alessandra Natzichev?
— Pensiamo a un modo.
— Lavorate insieme alla propaganda?
— Sì.
— La defunta ebbe motivo di essere gelosa di questa donna?
— Nessun motivo.
— Null’altro fuorchè l’ideale comune vi lega? Non mentite; da queste carte sapremo la verità.
— Attesto che null’altro ci lega.
La sua voce pareva sincera.
— A vostra insaputa la giovane vi amerebbe e sarebbe stata per ciò secretamente gelosa della contessa?
L’interrogato tacque un poco prima di rispondere.
— No, — disse poi.
— Dove eravate quando udiste lo sparo?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|49|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— In camera mia.
— Nella camera da letto?
— Nello scrittoio.
— A che ora sarebbe precisamente avvenuto il suicidio?
— Alle undici e tre quarti.
— Che faceste udendo il colpo?
— Accorsi.
— La vostra compagna accorse dopo di voi? — domandò ancora il giudice, studiandosi di dare alla sua voce un tono di stanchezza quasi infastidita per nascondere l’importanza della domanda.
— Accorse con me.
Entrambi, da principio, avevano risposto al singolare, quando naturalmente avrebbero dovuto dire: «Accorremmo.» Il Ferpierre dava un certo peso a questo fatto, parendogli di poterne dedurre che i due non erano insieme come asserivano. Ma chi era presso la contessa? Chi mentiva? Su chi rivolgere i sospetti?
— Rammentate quando la defunta comprò quell’arma?
— La vinse a una lotteria tempo addietro.
— E le cartucce?
— Furono comprate quando volle esercitarsi a tirare.
— Allora, riassumendo, ella si sarebbe uccisa per i dolori che voi le cagionaste; perchè, sposatasi a voi senza riti, non potè sopportare il vo-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|50|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>stro abbandono? Però se amava un altro?... Voi avete confessato che sospettaste il suo nuovo amore... Perchè si sarebbe uccisa, se amava un altro? Da chi potevano venirle impedimenti ed ostacoli a una nuova felicità?
— Da sè stessa.
— Che intendete dire?
— I suoi sentimenti del dovere, del rispetto, dell’onestà, erano altissimi.
— Se voi sospettaste che volesse uccidersi, come mai non le toglieste quell’arma?
— Non sospettai.
— La sua donna ha detto invece che era da prevedersi!
— Ella godeva della sua confidenza, non io.
— Infatti, se eravate la causa dei suoi dolori!... Però costei non vi avvertì mai? Non vi disse mai di vegliare?
— No.
— Sentiremo ora da lei.
Il magistrato si decideva improvvisamente a metterli l’uno dinanzi all’altra.
Rammentando la relazione del giudice di pace, secondo la quale il principe al sopravvenire di Giulia Pico s’era turbato e aveva ricominciato a tremare nervosamente ed a respirare con ansia, il Ferpierre pensava che forse in lei Alessio Zakunine avesse visto un’accusatrice e che da ciò provenisse il suo turbamento. Ma ora, all’annunzio del<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|51|riga=si}}</noinclude>confronto al quale stava per essere sottoposto, nulla rivelava nella sua espressione che la prova gli paresse temibile.
La donna, nella camera funerale, rendeva alla salma della padrona gli estremi pietosi ufficii prima che la trasportassero via: lavata la fronte e la guancia sanguinosa, ricomponeva i capelli, incrociava le mani sul seno, intrecciava alle dita la corona del rosario. La poveretta non vedeva ciò che faceva, così fitto velo di lacrime le appannava gli occhi. Vicino a lei la baronessa di Börne si dava ancora da fare, zelante e loquace: quando la familiare fu chiamata di là per poco non le andò dietro.
Due, tre volte dovette il Ferpierre ripetere le sue domande alla povera donna, talmente costei era stordita dal dolore. Giulia Pico, di quarantacinque anni, nata a Bellano, sul lago di Como, stava al servizio della contessa d’Arda da quando questa era ancora fanciulla, nella casa paterna, a Milano.
— Voi avete detto che la vostra padrona manifestò più volte il proposito di morire?
— Sì.
— Da quanto tempo?
— Da molto... da oltre un anno.
— Non rivelaste mai questo pericolo al suo amico?
— Sì.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|52|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
Il giudice, come se la smentita non lo stupisse, quasi il principe non fosse presente, continuò a interrogare la familiare senza neppure voltarsi dalla parte dell’accusato.
— Quando glie lo rivelaste? In quali circostanze? Procurate d’esser precisa.
— L’anno passato, un giorno il signore stava per partire... la signora lo pregò lungamente di non lasciarla sola... Egli partì; allora ella pianse molto, molto: parlò della morte... Al ritorno del signore io gli dissi d’aver cura di lei.
— Che cosa avete da rispondere? — pronunziò freddamente il Ferpierre, rivoltandosi verso il principe e guardandolo fiso.
— Non rammento il fatto del quale parla, — rispose questi sostenendo fermamente lo sguardo del giudice. — Ho confessato i miei torti, più volte questa donna me li rappresentò. Forse intendeva mostrarmi il pericolo, ma non disse mai chiaramente che cosa aveva ragione di temere.
— Negli ultimi tempi, — riprese il giudice rivolto a lei, — parlava ella ancora del suo proposito?
— No.
— Come spiegate questo fatto? Non aveva tuttavia ragione di dolersi di lui?
— Il signore era più premuroso da qualche tempo.
— È vero ciò che dice costei?<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|53|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Non è vero. Se io avessi riconosciuto i miei torti, se ne avessi fatto ammenda, ella vivrebbe.
Riabbassato lo sguardo, egli parlava ora con accento di così sincero rimorso che il Ferpierre ne fu impressionato. Se la cameriera diceva che il suo padrone era ridiventato migliore, e se costui aveva prima taciuto e quindi anche negava questo fatto perseverando invece nell’incolparsi, l’accusa appariva meno fondata. Allora, se bisognava credere agli argomenti del Vérod, i sospetti dovevano piuttosto rivolgersi contro la giovane studente? Il principe voleva dimostrare il suicidio per salvare la compagna di fede?
— Della donna che era qui in casa, di questa Natzichev, che cosa pensava la vostra padrona?
— Non so. Non la vedeva.
— Pure sapeva delle sue visite? Le dispiacevano?
— Non so...
Parve al giudice che la presenza dell’accusato le impedisse ora di parlare liberamente.
— Lasciateci soli, — disse pertanto al Zakunine. Poi, quando costui, inchinata la testa, fu scomparso dietro l’uscio dove i gendarmi vigilavano, si avvicinò alla donna.
— Sentite, — riprese, piano ma vivacemente e in tono di persuasiva confidenza; — noi qui siamo dinanzi a un dubbio grave. Mentre le apparenze dimostrano che la vostra padrona si è uccisa,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|54|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>qualcuno asserisce che è stata assassinata. Nessuno meglio di voi può aiutare la giustizia a scoprire la verità. Voi pensavate che ella si fosse tolta la vita; ora che avete udito l’accusa non dubitate?
La donna giunse le mani, malcerta, confusa.
— Che dirvi, signore!... È una cosa di spavento!... Io non so...
— Che pensate del vostro padrone? Lo credete capace d’aver commesso un delitto simile?
Ella rispose dopo un minuto di esitazione, ma risoluta:
— No.
— Perchè dite così?
— Volle molto bene alla signora, quando si conobbero. Le volle un bene pazzo. La consolò dei suoi tanti dolori.
— Che dolori?
— Soffriva, era mortalmente inferma. A distanza di pochi mesi perdette il padre e il marito; restò sola al mondo. Il signor conte morì anche in un modo spaventevole, schiacciato sotto un treno.
— Ma il principe poi la maltrattò?
— Sì, offese le sue credenze, l’abbandonò; ma ciò non è una ragione per sospettare questa cosa orribile.
— Rammentate quando, come, perchè cominciarono i mali trattamenti?
— In Italia, quando il signore fu espulso dal nostro paese.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|55|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Da quanto tempo?
— Dall’altro anno. La signora aveva tanto sperato che laggiù egli sarebbe stato migliore, più suo!...
— Vi furono diverbii tra loro?
— Non diverbii propriamente. La signora pregava sempre, quando chiedeva qualche cosa; il signore la lasciava dire, non rispondeva e faceva poi a suo modo.
— La tradì, anche?
— Non so. Chi può dire che cosa facesse nel lungo tempo che stava lontano!
— Diceste che da poco egli era diventato migliore. Da quanto?
— Da tre o quattro mesi.
— Come v’accorgeste del mutamento?
— Venne a trovarla dopo una lunghissima lontananza, quando credevo che non sarebbe mai più tornato.
— Veniva da Zurigo?
— Da Zurigo, credo.
— Restò a lungo?
— Pochi giorni, ma tornò poi molte volte ancora, a Nizza e qui. Pareva un altro. Pareva temesse di lei.
— Come spiegate il mutamento?
— Non posso dire. Forse riconosceva d’aver fatto male vedendola così triste e dolente...
— State bene attenta alla domanda che vi farò.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|56|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>Che cosa era per la vostra padrona il signor Vérod?... Dite quel che sapete. Bisogna scoprire la verità, punire i colpevoli se ce ne sono, vendicare la morte della povera signora se è stata assassinata. Volete che gli assassini restino impuniti?
— Vi dirò quel che compresi. La poveretta non mi parlò mai di lui. Una volta mi disse solamente: «Come è gentile il signor Vérod, è vero?...» Compresi che la sua compagnia, che la sua amicizia le erano molto gradite, benchè qualche volta lo evitasse...
— Come mai?
— Non so: alle volte pareva anzi che le dispiacesse, quasi che avesse avversione anche per lui. Ma era cosa passeggera...
— Forse temeva che il signor Vérod, come tutti gli uomini, non dovesse alla lunga trattarla con la delicatezza dei primi tempi?
— Non credo. Il signor Vérod è tanto buono! Forse temeva, sì; ma...
— Di che cosa?
— Di sè stessa.
— Allora, se ella aveva questa simpatia, e se il vostro padrone se ne accorse come voi, credete che egli divenisse migliore con lei per paura di perderla, per gelosia del Vérod?
Ella aperse le braccia e scrollò il capo.
— Non posso dire, signore.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|le prime indagini}}|57|riga=si}}</noinclude><nowiki />
— Della Russa, della studente, che cosa pensate?... Che cosa veniva a far qui?
— Stavano chiusi nello scrittoio del signore: non so che dicessero.
— Quante volte venne?
— Tre o quattro volte.
— Non avete mai sospettato che tra loro ci fosse una relazione molto intima... che fossero amanti?
— Non posso dire. Un giorno...
— Che cosa?
— La vidi che baciava la mano al signore.
— Non udiste che cosa dicevano?
— Parlavano russo, non potevo comprendere.
— Facciamo una supposizione. Ammettiamo che costei amasse il vostro padrone. Dovrebbe per conseguenza essere stata gelosa della contessa, è vero?
La donna rispose con una ambigua espressione del viso che poteva significare tanto ignoranza quanto consenso.
— Se sapeva della disunione, la sua gelosia non sarebbe stata però molto ragionevole... — soggiunse il Ferpierre, il quale si proponeva da sè stesso le obbiezioni e, nello sforzo di veder chiaro in quel mistero, annunziava tutti i pensieri che gli si venivano affacciando. — Seppe che erano in discordia?
— Non posso dire.<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|58|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude><nowiki />
— S’accorse che ultimamente il principe era divenuto migliore per la defunta?
— Non so, signore.
— Quando se ne fosse accorta, se lo amava, la gelosia avrebbe potuto armarla?
Ma la donna non disse nulla, quasi comprendendo che il magistrato, più che interrogarla, non faceva oramai altro che parlare con sè stesso, che pensare ad alta voce.
{{Rule|t=4|v=2|6em}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude>
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{{ct|f=120%|t=6|v=2|III.}}
{{ct|f=120%|t=2|v=4|{{Sc|I ricordi di Roberto Vérod.}}}}
Tramontava il sole. Dietro la catena del Jura i raggi d’oro che fendevano le nuvole agglomerate sui culmini davano imagine d’un immenso trofeo di spade. Sotto le rive di ponente il lago era di lavagna; verde come uno stagno fra le basse rive boscose di San Sulpizio, ridiveniva azzurro al largo, nell’alta conca chiusa dalle Alpi vallesi dove le nevi s’infiammavano all’ultima luce. Due vele immobili, incrociate come due ali, sulle acque immobili; una tenue riga di fumo verso Collonge; niun altro segno di vita. Nel silenzio infinito lenti rintocchi lontanamente dicevano che una vita erasi spenta.
Al cielo, alla terra, alla luce, Roberto Vérod chiedeva quella vita. Tratto tratto egli perdeva la coscienza dell’incredibile verità; dinanzi allo spettacolo che tante volte aveva rimirato con lei gli<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|60|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>pareva d’esserle ancora d’accanto; poi, girando lo sguardo ansioso, la solitudine lo sgominava, l’orrore s’aggravava su lui. Andava, andava, ignaro della sua via, per respirare: l’immobilità lo avrebbe soffocato. Su per l’erta di Losanna, oltre la Croce, una carrozza lo avanzò. Allora egli fermossi, tremando.
Su quella via, in quel punto, alla stess’ora, egli l’aveva vista la prima volta apparire; un anno addietro, mentre errava per quella via, ella era passata, forse in quella stessa carrozza. L’imagine risorse in lui così viva, che ne fu abbagliato.
Che faceva egli a quel tempo? Che pensava? Che aspettava? Grigia, disutile, vuota era la vita sua a quel tempo. Trentaquattro anni, non rughe sulla fronte; ma quante nell’anima! Il chiuso pensiero, l’assiduo esame interiore, l’inveterato istinto e l’ostinato bisogno di guardare in sè stesso lo avevano avvelenato. La goccia d’acqua sembra più liquida perla quando l’occhio armato di lenti vi scorge dentro un orrido mondo? Col pensiero egli aveva guardato troppo sè stesso e le cose, e la bellezza aveva perduto ogni incanto, e della gioia egli aveva saputo il costo, e la speranza gli s’era consunta dinanzi. Una volta, in più fresca età, di quel suo genio dell’esame egli era stato superbo come d’una forza, come d’una potenza; con gli anni aveva sentito che era la miseria sua. Nel mondo delle idee gli estremi orizzonti, le cime<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|61}}</noinclude>vertiginose erano a lui familiari; nella vita pratica moveva i suoi passi malcerto ancora più di un bambino. Quando tentava di reagire contro quell’impotenza, riconosceva che la volontà era inefficace, che egli restava condannato a una vita infeconda. Nato al confluente di tre civiltà, da una razza nella quale troppi elementi etnici si erano confusi, sollecitato in vario senso dagli istinti ereditarii e dai concetti acquisiti, sentiva di non poter gustare altre gioie fuorchè quelle dell’arido pensiero.
Aveva vissuto; ma come? Come il visitatore d’un cosmorama crede di trovarsi dinanzi agli spettacoli rappresentati: sapendo che sono dipinti sopra cartone. Egli non credeva alla vita. Gl’insensibili oggetti, le inanimate opere d’arte possono accenderci, pur sempre restando quelle che sono, fredde, mute, inerti: così egli aveva amato viventi creature. Ma dove il sentimento, non che essere ricambiato dalle cose, non si può neppure esprimere ad esse, da creature a lui simiglianti egli aveva un tempo sognato d’esser compreso; e poichè mai il suo sogno, il suo bisogno era stato appagato, un moto di superbia lo aveva persuaso d’avere un’anima diversa dalle comuni, di valer più che gli altri. La sua superbia era stata punita con la spaventosa solitudine che lo aveva circondato. Più triste della solitudine un’ultima persuasione gli aveva dimostrato che, pur valendo presso a poco<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|61|riga=si}}</noinclude>vertiginose erano a lui familiari; nella vita pratica moveva i suoi passi malcerto ancora più di un bambino. Quando tentava di reagire contro quell’impotenza, riconosceva che la volontà era inefficace, che egli restava condannato a una vita infeconda. Nato al confluente di tre civiltà, da una razza nella quale troppi elementi etnici si erano confusi, sollecitato in vario senso dagli istinti ereditarii e dai concetti acquisiti, sentiva di non poter gustare altre gioie fuorchè quelle dell’arido pensiero.
Aveva vissuto; ma come? Come il visitatore d’un cosmorama crede di trovarsi dinanzi agli spettacoli rappresentati: sapendo che sono dipinti sopra cartone. Egli non credeva alla vita. Gl’insensibili oggetti, le inanimate opere d’arte possono accenderci, pur sempre restando quelle che sono, fredde, mute, inerti: così egli aveva amato viventi creature. Ma dove il sentimento, non che essere ricambiato dalle cose, non si può neppure esprimere ad esse, da creature a lui simiglianti egli aveva un tempo sognato d’esser compreso; e poichè mai il suo sogno, il suo bisogno era stato appagato, un moto di superbia lo aveva persuaso d’avere un’anima diversa dalle comuni, di valer più che gli altri. La sua superbia era stata punita con la spaventosa solitudine che lo aveva circondato. Più triste della solitudine un’ultima persuasione gli aveva dimostrato che, pur valendo presso a poco<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|62|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>egualmente, le creature umane sono condannate a non intendersi mai.
Così, con questa fede disperata, con l’amara compiacenza d’aver saputo comprendere la sterile verità, egli viveva da anni. L’arte sua rispecchiava troppo fedelmente queste opinioni; essa era negatrice fredda ed amara. Diceva che la vita è un inganno, che non c’è distinzione fra i sentimenti dell’uomo cosciente e le cieche potenze della natura, che tutto si riduce nel mondo a un meccanismo impassibile. Egli non aveva più nessuna ragione di vivere, e la sua vita era una continua morte. Egli frenava ogni sua tentazione cominciando da quella di morire; e col furore d’un iconoclasta distruggeva dentro di sè tutte le imagini delle cose e degli esseri. Così viveva da anni, quando ella era apparsa.
La vedeva ancora, nella carrozza che procedeva lentamente per l’erta, accanto a un’altra dama, incrociare un rapido sguardo col suo. Egli n’era rimasto stordito. Come era bianca, pallida, stanca! Che diceva lo sguardo?
E l’aveva riveduta, la sera stessa, qualche ora dopo, alla Casa di salute dove un dottore amico lo persuadeva a curare con un po’ d’acqua tepida sulle spalle il male dell’anima. D’altro rimedio aveva egli bisogno! Non le docce, non l’aria, non l’esercizio dei muscoli potevano nulla contro il suo dolore. Anche una volta, alla terrazza della<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|63}}</noinclude>Casa di salute, egli le era passato dinanzi, più da presso; e quantunque il nuovo incontro fosse rapido come il primo, pure egli aveva notato che l’estenuata bellezza di lei era a un tratto tutta rianimata e lucente. E anche una volta l’aveva guardata negli occhi. Che diceva lo sguardo?...
Ora le ombre sorgevano più dense dalla conca del lago. Le nubi già d’oro erano grige, e solo per qualche pennellata cuprea e violacea la luce attestava di non essere morta interamente. Un riflesso di quelle colorazioni dava alle acque stagnanti l’iridescenza delle lamine metalliche. Le digradanti coste dei monti savoiardi parevano cadere a picco sul lago e le cime staccavansi nere sul chiaro fondo del cielo, come un intaglio. Egli riprese ad andare, anelante.
L’appressarsi della notte lo sgominava. Che avrebbe fatto, nella notte? Dovunque volgesse lo sguardo, ora vedeva almeno qualcosa che gli parlava di lei. Egli la rivedeva come l’aveva tante volte veduta, tutta vestita dell’ultima luce, contemplare immobile il muto spettacolo del tramonto; egli tratteneva il respiro ed il passo, come un tempo dinanzi alla figura vivente, pauroso di vederla sparire, di vederla dileguare, di perderla. Ed era sparita, si era dileguata, egli l’aveva perduta! Quante volte questo sentimento di paura aveva stretto il suo cuore! Era ella fatta per la vita terrena? Quante volte l’aveva udita<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|63|riga=si}}</noinclude>Casa di salute, egli le era passato dinanzi, più da presso; e quantunque il nuovo incontro fosse rapido come il primo, pure egli aveva notato che l’estenuata bellezza di lei era a un tratto tutta rianimata e lucente. E anche una volta l’aveva guardata negli occhi. Che diceva lo sguardo?...
Ora le ombre sorgevano più dense dalla conca del lago. Le nubi già d’oro erano grige, e solo per qualche pennellata cuprea e violacea la luce attestava di non essere morta interamente. Un riflesso di quelle colorazioni dava alle acque stagnanti l’iridescenza delle lamine metalliche. Le digradanti coste dei monti savoiardi parevano cadere a picco sul lago e le cime staccavansi nere sul chiaro fondo del cielo, come un intaglio. Egli riprese ad andare, anelante.
L’appressarsi della notte lo sgominava. Che avrebbe fatto, nella notte? Dovunque volgesse lo sguardo, ora vedeva almeno qualcosa che gli parlava di lei. Egli la rivedeva come l’aveva tante volte veduta, tutta vestita dell’ultima luce, contemplare immobile il muto spettacolo del tramonto; egli tratteneva il respiro ed il passo, come un tempo dinanzi alla figura vivente, pauroso di vederla sparire, di vederla dileguare, di perderla. Ed era sparita, si era dileguata, egli l’aveva perduta! Quante volte questo sentimento di paura aveva stretto il suo cuore! Era ella fatta per la vita terrena? Quante volte l’aveva udita<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|64|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>dire, parlando del futuro, di disegni da compiere un giorno: «Se sarò ancora al mondo!...» Allora egli sostava, senza vedere più nulla, con gli occhi chiusi dal pianto; e il suo dolore era così acuto e ineffabile che diveniva quasi una mortale voluttà. Il pianto era stato la voluttà di quell’amore: di gioia, di speranza, di pietà, di paura, di dolore egli aveva pianto.
Così fortemente la prima vista di lei lo aveva percosso, che egli non aveva potuto tutta comprenderne la bellezza. Consisteva la sua maggior seduzione nella grazia languida e quasi vacillante della persona alta e tenue, o nella purezza dei lineamenti, del gracile viso, della fronte tersa come un’opera di scultura, cinta di chiome copiose nere e lucenti che le scendevano in due bande lungo le tempie e la rassomigliavano alle figurazioni della Vergine; o nella dolcezza dolorosa dello sguardo, nell’espressione profonda di un’anima ansiosa?
Per una più pacata contemplazione aveva egli compreso più tardi che tutte queste cose insieme formavano il molteplice incanto di lei; ma allora aveva anche visto che quella bellezza non era durabile. A giorni, a ore la magrezza delle guance pareva troppo grande; tutte le linee del viso s’alteravano come prossime a disfarsi; la carnagione, non più illuminata dalle fiamme interiori, era smorta; lo sguardo velato e quasi cieco. Ma queste improvvise oscurazioni che parevano lo scotto d’una<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|65}}</noinclude>bellezza troppo grande e quasi fuor dell’umano, lo avevano fatto tremar di paura, rivelandogli la minaccia che pendeva sulla vita di lei. Il sentimento d’ammirazione che la prestigiosa creatura destava nei momenti del suo massimo splendore mutavasi allora in sollecita pietà; e la pietà della fugace e peritura bellezza avvinceva il cuore di lui più saldamente che non potesse avvincerlo l’ammirazione per ogni altra bellezza superba e trionfante. Egli rammentava ancora le parole udite una sera lontana, quando, in uno dei troppi rari momenti di pace, sedotta dalla insistenza d’una folla giuliva, ella s’era messa al pianoforte. Musiche inebbrianti uscivano dallo strumento sonoro, e la misteriosa virtù della melodia disponeva l’animo di lui a tutta comprendere la sovrumana bellezza che per l’improvvisa animazione le sfolgorava in viso. A quel massimo grado di meraviglia egli sentivasi però umiliato e quasi offeso: quanto più stupenda ella era, tanto più inarrivabile doveva sentirla, tanto più mediocre e indegno doveva giudicare sè stesso. Ma come più il suo cuore chiudevasi dall’angoscia per la coscienza della troppa distanza che lo separava da lei, ad un tratto, senza che ella interrompesse l’esecuzione d’un ''Largo'' di Bach, la porpora delle sue guance impallidì, la meravigliosa purezza dei suoi lineamenti s’alterò e dissolse. In quel punto uno degli spettatori ch’ei credeva occupati da un sentimento eguale al suo pro-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|65|riga=si}}</noinclude>bellezza troppo grande e quasi fuor dell’umano, lo avevano fatto tremar di paura, rivelandogli la minaccia che pendeva sulla vita di lei. Il sentimento d’ammirazione che la prestigiosa creatura destava nei momenti del suo massimo splendore mutavasi allora in sollecita pietà; e la pietà della fugace e peritura bellezza avvinceva il cuore di lui più saldamente che non potesse avvincerlo l’ammirazione per ogni altra bellezza superba e trionfante. Egli rammentava ancora le parole udite una sera lontana, quando, in uno dei troppi rari momenti di pace, sedotta dalla insistenza d’una folla giuliva, ella s’era messa al pianoforte. Musiche inebbrianti uscivano dallo strumento sonoro, e la misteriosa virtù della melodia disponeva l’animo di lui a tutta comprendere la sovrumana bellezza che per l’improvvisa animazione le sfolgorava in viso. A quel massimo grado di meraviglia egli sentivasi però umiliato e quasi offeso: quanto più stupenda ella era, tanto più inarrivabile doveva sentirla, tanto più mediocre e indegno doveva giudicare sè stesso. Ma come più il suo cuore chiudevasi dall’angoscia per la coscienza della troppa distanza che lo separava da lei, ad un tratto, senza che ella interrompesse l’esecuzione d’un ''Largo'' di Bach, la porpora delle sue guance impallidì, la meravigliosa purezza dei suoi lineamenti s’alterò e dissolse. In quel punto uno degli spettatori ch’ei credeva occupati da un sentimento eguale al suo pro-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|66|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>prio gli era venuto accosto per dirgli, additandola: «Non è un peccato, guardate? Senza queste improvvise mancanze, che bellezza perfetta! Sarebbe veramente stupenda, se non mancasse da un momento all’altro, così!...» Allora, repentinamente, l’angoscia e la tristezza s’erano dileguate; egli non l’aveva più sentita tanto alta e lontana da lui, ma tutta vicina e sua; perchè non il senso di rammarico che altri esprimeva, ma un impeto di tenerezza lo animava ponendo mente alla inferma, un sentimento di commossa pietà, un bisogno di prodigare alla vulnerata creatura tante cure gelose, un così vigile affetto, da compensare i suoi passati dolori, da risparmiarle i venturi.
Era egli riuscito in quest’opera?...
Anche una volta dal cielo delle memorie la sua attenzione rivolgevasi al circostante spettacolo. Le prime fiamme splendevano, aurate nell’ultimo crepuscolo, sulle rive e sulle pendici della Savoia; il fanale d’un battello, come una punta infocata, solcava le acque. Andarsene, fuggire, sparire: solo così egli avrebbe potuto evitare a lei ed a sè stesso altre pene. Di fuggire egli era stato tentato, quando il turbamento che lo vinceva anche a scorgerla da lontano gli diceva che fuoco lo avrebbe investito se l’avesse conosciuta da presso. E rammentava le lettere scritte in quei giorni per annunziar la partenza: lettere dove la tristezza della rinunzia a un’adorazione ch’ei presentiva formidabile si<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|67}}</noinclude>mascherava, si sfogava in accuse alla volgarità del luogo e dei suoi popolatori. Ma, deliberato di andarsene, era rimasto ancora, aveva continuamente rimandato il distacco gustando la mirrata dolcezza dell’ultima contemplazione; quando un giorno aveva potuto parlarle. Egli aveva potuto udire la sua voce: la voce sommessa, armonia lenta, musica velata, eco dell’anima profonda. Che sottile virtù era nelle sue parole; come ogni sua parola pareva inaudita, felicemente creata ad esprimere il pensiero recondito! Ed era rimasto, per udirla.
L’anima sua fu allora occupata dalla meraviglia. Egli non credeva possibile dipendere così da una creatura umana. Ripensando i suoi passati amori non rinveniva nulla di simile alla presente realtà. I suoi amori erano morti, interamente; ma non perciò egli ne negava la forza; essi non già gli parevano scialbi per quella natural legge secondo la quale i ricordi hanno più debole vita e importano meno delle impressioni attuali: la nuova apparizione trionfava per una tutta sua propria virtù, offuscava fantasmi ed imagini con la purezza della sua luce. Anche la meraviglia di lui cresceva per la subitanea fede risposta in un’anima che gli era tuttavia ignota. L’idea della bellezza associasi naturalmente alle idee contigue della bontà e della virtù, talchè nulla è più facile dell’attribuzione di queste doti alle belle creature; ma non era egli uso, oltre che a difendersi contro le troppo natu-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|67|riga=si}}</noinclude>mascherava, si sfogava in accuse alla volgarità del luogo e dei suoi popolatori. Ma, deliberato di andarsene, era rimasto ancora, aveva continuamente rimandato il distacco gustando la mirrata dolcezza dell’ultima contemplazione; quando un giorno aveva potuto parlarle. Egli aveva potuto udire la sua voce: la voce sommessa, armonia lenta, musica velata, eco dell’anima profonda. Che sottile virtù era nelle sue parole; come ogni sua parola pareva inaudita, felicemente creata ad esprimere il pensiero recondito! Ed era rimasto, per udirla.
L’anima sua fu allora occupata dalla meraviglia. Egli non credeva possibile dipendere così da una creatura umana. Ripensando i suoi passati amori non rinveniva nulla di simile alla presente realtà. I suoi amori erano morti, interamente; ma non perciò egli ne negava la forza; essi non già gli parevano scialbi per quella natural legge secondo la quale i ricordi hanno più debole vita e importano meno delle impressioni attuali: la nuova apparizione trionfava per una tutta sua propria virtù, offuscava fantasmi ed imagini con la purezza della sua luce. Anche la meraviglia di lui cresceva per la subitanea fede risposta in un’anima che gli era tuttavia ignota. L’idea della bellezza associasi naturalmente alle idee contigue della bontà e della virtù, talchè nulla è più facile dell’attribuzione di queste doti alle belle creature; ma non era egli uso, oltre che a difendersi contro le troppo natu-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|68|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>rali e non ancora verificate deduzioni, a osservare altresì con tanta penetrazione gli altri, sè stesso e la vita da negare, come aveva negato, ogni prestigio? Pagava ora forse la lunga, strenua e disperata resistenza a tutte le lusinghe con la dedizione improvvisa? Ma la prova maggiore del mutamento operatosi in lui era questa: che non più come un tempo egli compiacevasi nei faticosi e infecondi esercizii dell’indagine intima, nelle continue alternative del dubbio; ma, senza discutere, quasi obbediva una volontà estranea e imperiosa. L’espressione di questa volontà era nello sguardo di lei che diceva: «Ama e vivi, credi e vivi, spera e vivi.» Egli uniformavasi al comandamento.
L’atto di fede compito attribuendo ogni pregio alla creatura d’elezione era quotidianamente confortato di prove. Poteva egli pensare d’essersi ingannato se al suo sentimento tutti partecipavano, intorno a lui? Parole di ammirazione erano su tutte le labbra; quale appariva in vista tale ella rivelavasi: tutta buona, dolce e pietosa, tutta piena di grazia. Come non parea fatta per la vita del mondo così intendeva costantemente al cielo lo sguardo e il pensiero. Quando egli la cercava, quando aveva bisogno di vederla, era sicuro di trovarla nelle case della preghiera, genuflessa, umiliata dinanzi a Dio. Quante volte, non visto da lei, era entrato negli insoliti luoghi! Che ore ineffabili vi aveva vissuto! All’idea che anch’egli una<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|69}}</noinclude>volta aveva creduto, al ricordo dell’anima ingenua che era morta in lui, alla speranza di poter credere ancora per essere più vicino a lei, per comunicare con lei, come aveva pianto di dolce tristezza e di trepida gioia!
Un giorno, da Evian, l’aveva guidata a una cappella dove celebravano una festa che chiamava a torme i credenti dai luoghi più lontani: anche egli aveva chinato la dubitosa fronte come tutti quegli umili, come lei; ma non soltanto per seguire l’esempio della fedele, per nascondere a un tempo il pianto che lo accecava. Un’altra volta, sulla montagna, ella erasi fermata dinanzi a una cappelletta alla porta tarlata della quale stava infissa la grossa chiave rugginosa; con la debole mano bianca cercava di schiudere quella porta, inutilmente. Egli stesso l’aprì, e nell’atto che schiudeva alla pia il varco del sacro luogo, egli pensava come grande fosse la secreta forza di quella debolezza apparente: quando la povera mano s’era stancata invano e pareva aver dovuto rinunziare all’intento, il muscoloso braccio era stato spinto a vincere per lei l’ostacolo. E allora egli aveva sentito struggersi dal bisogno di baciare quella mano addolorata, di baciarla devotamente sul dorso, di baciarla avidamente sulla palma; dal bisogno di sentirsi imporre la miracolosa mano sulla fronte infiammata. Non era la dolce mano soccorrevole e salutare? Non l’aveva egli vista un giorno me-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|69|riga=si}}</noinclude>volta aveva creduto, al ricordo dell’anima ingenua che era morta in lui, alla speranza di poter credere ancora per essere più vicino a lei, per comunicare con lei, come aveva pianto di dolce tristezza e di trepida gioia!
Un giorno, da Evian, l’aveva guidata a una cappella dove celebravano una festa che chiamava a torme i credenti dai luoghi più lontani: anche egli aveva chinato la dubitosa fronte come tutti quegli umili, come lei; ma non soltanto per seguire l’esempio della fedele, per nascondere a un tempo il pianto che lo accecava. Un’altra volta, sulla montagna, ella erasi fermata dinanzi a una cappelletta alla porta tarlata della quale stava infissa la grossa chiave rugginosa; con la debole mano bianca cercava di schiudere quella porta, inutilmente. Egli stesso l’aprì, e nell’atto che schiudeva alla pia il varco del sacro luogo, egli pensava come grande fosse la secreta forza di quella debolezza apparente: quando la povera mano s’era stancata invano e pareva aver dovuto rinunziare all’intento, il muscoloso braccio era stato spinto a vincere per lei l’ostacolo. E allora egli aveva sentito struggersi dal bisogno di baciare quella mano addolorata, di baciarla devotamente sul dorso, di baciarla avidamente sulla palma; dal bisogno di sentirsi imporre la miracolosa mano sulla fronte infiammata. Non era la dolce mano soccorrevole e salutare? Non l’aveva egli vista un giorno me-<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|70|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>dicare pietosamente un ferito, un infermo della cui insania morale tutti ridevano e che ella sola commiserava? Quell’uomo era caduto, grondava sangue; e alla vista del suo sangue, all’udire le sue parole più scomposte del consueto, le risa crudeli crescevano; ella sola, come una suora, aveva saputo medicarlo e guarirlo. La sua mano era soave ed agile, pronta e destra all’ufficio di carità, tutta animata da una vita prodiga di sè stessa; la sua mano era larga, pieghevole, venata e fresca come una foglia; nello stringerla nuda egli risentiva la freschezza d’una foglia polputa.
E i ricordi, i dolci luminosi imperituri ricordi lo incalzavano, nella sera serena, dinanzi al cielo verde come la speranza che ella aveva suscitata nel cuore di lui. Ella aveva spirato la vita nell’anima morta, ella era stata la vita dell’anima sua. Tutto ciò che ella credeva, le cose semplici, le cose buone, le cose eterne, erano state da lui finalmente credute. Ella aveva compito questo prodigio naturalmente, senza volerlo, con la sola virtù della sua presenza, come fa credere alla luce la vista del sole. Ella faceva il bene perchè era nata a farlo. E un sentimento nuovo, inaudito, incredibile, aveva occupato il cuore di lui, un sentimento che avrebbe dovuto essergli cagione di pena intollerabile, ma che invece egli sopportava rassegnatamente, quasi con gioia. Il cupido istinto voleva impossessarsi della miracolosa creatura, averla<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|71}}</noinclude>tutta per sè; la ragione riconosceva che ella non poteva essere distolta dal suo ufficio buono per amore d’un solo. Qual pazzo potrebbe sognare di prendere per sè tutta l’aria? Ed egli non era stato geloso sapendola d’un altro. Aveva pensato che, se era di un altro, ella doveva compiere un’opera fruttuosa; nessuno poteva biasimarla per questo, nessuno poteva distrarla dall’opera sua. Ella conosceva le secrete vie del cuore, sapeva le parole che leniscono e sanano, le parole soavi come un unguento. E l’uomo cui s’era unita aveva bisogno di soccorso; non proseguiva per vie sanguinose un intento inarrivabile? Non sospingeva a lotte tremende le anime miti con l’efficacia di un disperato esempio? Accanto a quell’uomo abbeverato d’odio, per cui la vita umana non aveva valore, che seminava di cadaveri il suo cammino, accanto a quell’uomo era il posto di lei. Nulla di nuovo aveva per lei l’ideale di giustizia e di pace in nome del quale colui levavasi in armi; ella doveva anzi difendere queste cose sante, tutelare la bellezza delle idee dalla contaminazione cruenta, convertire i fanatici, confortare i disperati. Ella era la ragione accanto al sofisma, l’umiltà accanto alla superbia, l’amore accanto all’odio; ella era la correzione del male, la sua vista era la consolazione del mondo...
Guardando intorno a sè, il giovane non sapeva ora più dove fosse. Ebbe bisogno di passarsi una<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|71|riga=si}}</noinclude>tutta per sè; la ragione riconosceva che ella non poteva essere distolta dal suo ufficio buono per amore d’un solo. Qual pazzo potrebbe sognare di prendere per sè tutta l’aria? Ed egli non era stato geloso sapendola d’un altro. Aveva pensato che, se era di un altro, ella doveva compiere un’opera fruttuosa; nessuno poteva biasimarla per questo, nessuno poteva distrarla dall’opera sua. Ella conosceva le secrete vie del cuore, sapeva le parole che leniscono e sanano, le parole soavi come un unguento. E l’uomo cui s’era unita aveva bisogno di soccorso; non proseguiva per vie sanguinose un intento inarrivabile? Non sospingeva a lotte tremende le anime miti con l’efficacia di un disperato esempio? Accanto a quell’uomo abbeverato d’odio, per cui la vita umana non aveva valore, che seminava di cadaveri il suo cammino, accanto a quell’uomo era il posto di lei. Nulla di nuovo aveva per lei l’ideale di giustizia e di pace in nome del quale colui levavasi in armi; ella doveva anzi difendere queste cose sante, tutelare la bellezza delle idee dalla contaminazione cruenta, convertire i fanatici, confortare i disperati. Ella era la ragione accanto al sofisma, l’umiltà accanto alla superbia, l’amore accanto all’odio; ella era la correzione del male, la sua vista era la consolazione del mondo...
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|72|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>mano sugli occhi prima di riconoscere la via di Belmont. Allora cadde sul parapetto della via, chiamando:
— Anima! Anima! Anima!...
Lo sconforto fremeva sordamente sotto la fede che gli dettava quell’invocazione. Egli non voleva e non poteva rassegnarsi alla mostruosa realtà; e un impeto violento di sdegno iracondo lo sollevava: torbide imagini e truci proponimenti gli accendevano lo sguardo e gli facevano stringere le pugna; disperate parole gli salivano alle labbra:
— Non c’è nulla!... Tutto è menzogna!... Non c’è altro che il male!...
Se l’amore era ripagato dall’odio, se la povera labile vita della creatura d’amore cui si dovevano le più gelose e trepide cure era stata selvaggiamente distrutta da chi pur sapeva la benignità del suo sorriso, non c’era nulla, null’altro che il male...
Ma Roberto Vérod reprimeva queste parole. Dal giorno che la vista di tutte le bellezze adunate nella fedele lo aveva abbagliato e convertito, un giudice e un custode vegliavano dentro di lui, lo difendevano contro i tristi pensieri, contro i propositi indegni, contro le imagini impure. In tutti gli atti della vita, in tutte le disposizioni della mente egli aveva voluto esser degno di lei, e quest’opera di preservazione gli era stata agevole fino a quel giorno. Se il dubbio lo aveva morso talvolta,<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|73|riga=si}}</noinclude>quando lo spettacolo delle nequizie gli era apparso troppo crudamente, solo a pensare che la creatura d’amore esisteva egli agguerrivasi nella sua fede. Ora ella era morta! Era morta! Egli l’aveva dinanzi agli occhi, distesa al suolo, immota, gelata, col mostruoso fiore sanguigno sulla pallida tempia; e un’ansia mortale lo soffocava, perchè egli voleva credere che la morte non l’avesse tutta distrutta, che la miracolosa anima vivesse ancora, vegliasse su lui, gli ripetesse le parole della fede e del perdono; ma non poteva; o se pure la voce soave che ancora gli echeggiava attorno lo persuadeva, l’oltre umana vita di quell’anima non bastava più a consolare la sua esistenza; i suoi occhi mortali avevano bisogno di vedere, le sue orecchie di udire, egli aveva bisogno di stringere la mano di lei, di toccare il lembo della sua veste; e questo suo bisogno sarebbe rimasto inappagato, per sempre. Perdonare agli assassini? Egli doveva vendicarla!
L’ultima luce del crepuscolo agonizzava, ma già l’alba lunare schiariva l’oriente. La pace era divina. E nella divina pace, nel silenzio augusto, Roberto Vérod si premeva la testa fra le mani per tentar di sedare la tempesta che lo travolgeva. Al pensiero di non aver saputo ispirare al giudice la propria certezza la sua ragione vacillava. Perchè non era stato più efficace? Se un caso imprevedibile aveva voluto che il giudice fosse un suo antico<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|74|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>compagno, perchè non gli si era dato a conoscere, come mai non aveva saputo persuaderlo della propria sincerità? Non solo per discrezione egli non aveva rammentato al giudice i loro antichi rapporti, ma per paura altresì; giacchè sapeva diverso dal suo, e rigido, e severo l’animo di lui. Ed aveva costui visto più lucidamente? Egli stesso si era ingannato? Aveva ella voluto morire?... Tornava allora con la mente al passato, all’angoscioso stupore che lo aveva occupato nel discoprire il male secreto dal quale quella povera anima era piegata. Nell’atto che salvava altrui ella stessa era perduta. Le sue parole d’un giorno gli tornavano alla memoria: un giorno, alla notizia che un disperato s’era tolta la vita, alla condanna che i più facevano pesare sopra il suicida, ella aveva espresso un sentimento del quale i credenti non sono capaci: non era vero, ella diceva, che il rinunziare all’esistenza portasse una dannazione implacabile, che la fede condannasse in ogni caso la volontaria morte. Come d’ogni altra azione umana doveva la coscienza liberamente valutare i motivi di questa ed accettare le conseguenze del proprio deliberato; ma se l’inganno, la paura, la viltà meritavano biasimo e pena, per altre ragioni non si doveva disperare d’un più mite giudizio. Perchè queste idee fossero da lei concepite ed espresse non bisognava che ella stessa si trovasse ridotta a tale da pensare alla morte? E di che pietà il cuore di lui era stato invaso nel<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|75|riga=si}}</noinclude>vedere che l’argomentazione rispondeva al vero più ch’ei non credesse!
Ella non aveva pensato alla morte per fuggire il dolore. Il dolore era la stessa legge della vita, diceva. Non che fuggirlo, bisognava far consistere il dovere e la gioia nel sopportarlo serenamente. Ella aveva voluto sottrarsi al male. Lo aveva affrontato per distruggerlo; era discesa fino ad esso per un’opera di redenzione. La forza dell’amore le era parsa così grande da trionfare, immancabilmente. Passando sopra alle leggi umane e, prova maggiore, alle divine, aveva sperato di farle accettare all’uomo che le negava e le combatteva, tutte. Ella stessa era caduta nell’errore per evitare che egli continuasse a consumarlo, perchè egli credesse a qualche cosa di bene. Dal sogno superbo s’era destata impotente, piagata, avvilita ella stessa. L’amor suo era stato disprezzato, le sue preghiere schernite, la sua fede offesa; l’opera di distruzione era continuata più alacre di prima; ella che aveva voluto impedirla se n’era sentita complice. Allora aveva riconosciuto troppo tardi che la via tenuta doveva fatalmente avere quell’uscita; il suo inganno le era parso immeritevole di perdono: allora aveva pensato alla morte. Nel punto che le conseguenze dell’inganno fatale le apparivano più gravi, quando l’ultimo lume di speranza erasi spento, Roberto Vérod l’aveva incontrata; e come egli aveva attinto in lei la salute, ella stessa s’era<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|76|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>sentita rivivere. Cieco, egli aveva visto per lei; piagata, ella era stata sorretta da lui. Lungamente quella mutua salvazione era rimasta ignota ad entrambi. Nessuno dei due, sentendosi rinascere per opera dell’altro, aveva creduto possibile che un eguale miracolo si fosse prodotto per sua propria virtù. Nei primi tempi egli s’era appagato della vista di lei, era vissuto nella sua luce, nessuna gioia imaginando maggiore. Quando ne aveva concepita e intraveduta un’altra, allora era fuggito.
Girando intorno lo sguardo per la cerchia dei monti grigi nel lume di luna, egli ricordava ora l’alba della fuga, l’alba livida e fredda, il lago plumbeo flagellato dal vento, irto di onde opache. Egli fuggiva senza esitare. La speranza, la certezza di rivederla lo sorreggevano. Quando, dove? Non sapeva. Ma l’avrebbe rivista. E la portava nell’anima. Non aveva pianto, con l’anima piena di lei. Sulla riva, all’improvviso apparire del battello, grigio sulle acque grige, ansante e tangheggiante, s’era sentito chiudere il cuore. Finchè erano rimaste visibili, i suoi occhi non avevano lasciato le sponde di Ouchy, le alture di Losanna. E nulla rammentava del viaggio, altro che alcune rapide scene. Aveva vegliato tutta la notte prima di fuggire, scrivendo. Sapeva che non avrebbe potuto mandarle altro che una parola di saluto: ma aveva scritto tutta la notte. Sul battello un<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|77|riga=si}}</noinclude>sonno penoso, un incubo greve lo aveva abbattuto. Udiva tratto tratto il fragore delle onde rotte contro i fianchi poderosi, l’arrestarsi dell’ansante respiro; vedeva le rive fuggire e ignorava dove fosse, dove andasse. Era andato in Italia, per vedere il bel paese, il chiaro sole, il cielo dolce che l’avevano fatta qual era. Era stato a Milano per vedere la sua casa natale: la casa alta e severa come una torre, in una via remota e silenziosa, dinanzi a una chiesetta tutta fiorita. Aveva visitato la piccola cittadella di provincia nel collegio della quale ella aveva trascorsa l’adolescenza; poi, in Brianza, il paese delle rose dove ella aveva passato tanta parte della giovinezza, dove erano sepolti i suoi cari. Imaginazioni felici lo avevano occupato; pensando ai giovani anni della diletta, alle ingenue speranze che le avevano sorriso, alla pura gioia che aveva diffuso intorno a sè, all’alba radiosa di quella benefica vita, egli aveva pianto lacrime grate. Ma il tempestoso pianto lo aspettava altrove.
Dopo una lunga peregrinazione, al morire della bella stagione era passato per Nizza come sempre usava prima di ridursi a Parigi. A Nizza egli aveva perduta la sorella sua, la sola compagna della sua orfana giovinezza; dinanzi al sepolcro della sorella egli veniva a meditare sui formidabili enimmi della vita e della morte. Quell’anno s’appressava al sepolcro più trepidante, pieno dei<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|78|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>nuovi pensieri da confidare alla cara memoria, cupido delle ispirazioni che ella gli serbava. Della sorella morta aveva parlato a lei un giorno, accompagnandola a Chillon; le aveva detto che geloso amore egli aveva perduto, quanta parte di sè era chiusa in quella tomba. Ed ella stessa gli aveva chiesto di parlargliene ancora, più volte; aveva voluto sapere la vita della sorella sua e vederne i ritratti; con parole delle quali possedeva il secreto aveva detto la dolcezza forte del fraterno amore.
Appressatosi al sepolcro per comporre in un solo pensiero le tutelari imagini della morta e della lontana, i suoi occhi furono percossi da un bagliore. Sul muro funerario, accanto agli scheletri delle ghirlande votive che era venuto altre volte ad appendervi, una grande corona candida abbagliava come un’aureola. Non era intessuta di fiori, ma di bianche stoffe e di fili d’argento: una mano sapiente aveva piegato il raso bianco, i merletti bianchi, i veli bianchi, in modo da raffigurare petali nivei e foglie spumose. La sua confusione dinanzi a quel voto durò un attimo; per un attimo, pensando che nessuno al mondo fuorchè egli stesso aveva amato la morta, lo stupore, l’ignoranza dell’affetto dal quale veniva quel voto lo lasciarono perplesso e ansioso. Comprese come alla luce d’un lampo. Certo che nessuno fuorchè la creatura d’amore era potuto venire ad appendere quella corona<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|79|riga=si}}</noinclude>votiva, le lacrime cominciarono a sgorgargli dagli occhi, inesauribili. Beatrice secreta, consolatrice pietosa, egli la riconosceva al pensiero d’amore che l’aveva nascostamente guidata dinanzi a quella lapide, al pensiero d’amore che le aveva fatto intrecciare quella ghirlanda. Le ossa della sorella morta avevano dovuto tremare, quando la pietosa mano aveva appeso la bianca ghirlanda! Tremando egli piangeva di gioia secreta, di gratitudine effusa, di timida speranza. Egli dunque viveva nella memoria, nel cuore di lei! Quando ancora chiedeva a sè stesso quali ricordi aveva lasciati alla lontana, quando dubitava d’esser rammentato da lei, ella aveva sposato la sua religione del sepolcro! Fissando lo sguardo velato alla corona luminosa pareva a lui che per un nuovo prodigio la sorella morta esprimesse i sentimenti dai quali egli era invaso; come oltre lo spazio ed il tempo il pensiero della lontana arrivava fino a lui, così oltre la vita l’anima della sorella parlava, ripeteva il consiglio che egli aveva udito altra volta: «Ama e vivi, credi e vivi, spera e vivi.» Presentendo di adunare in uno stesso quadro le imagini belle, egli le vedeva tenersi per mano, venirgli incontro raggianti. La lontana aveva tratto dal sepolcro la morta; i due fantasmi vivevano d’una stessa vita sovrumana, intangibile. Ma sopra la meraviglia beata e l’estasi trepida e la grata fede, un sentimento di secreta ambascia gli stringeva il cuore<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|80|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>pensando che nessuna parola mai avrebbe potuto significare alla creatura vivente l’impeto di devozione, il bisogno di genuflessione che lo piegavano. Prendere genuflesso la mano di lei, baciare la mano che aveva intessuta la corona virginea, ciò solo egli poteva. Ma gli sarebbe bastato? Tutte le cose dolci che s’agitavano in lui non lo avrebbero soffocato? E al pensiero d’amor puro dal quale era stata guidata dinanzi a quella tomba avrebbe egli risposto confessando un amore esigente, un lesivo amore? Non voleva egli ora averla per sè, tutta, ora che la sapeva sua nella fraternità d’oltre tomba? La fuga era stata dunque inutile? Che avrebbe dovuto dunque egli fare?...
Sorse in piedi al ricordo di quell’ansietà, tornò indietro verso il lago, stendendo il braccio come in cerca d’un sostegno, come ebro. La dolcezza delle memorie lo inebriava, lo sottraeva allo strazio presente. Ma come l’insanguinata imagine riappariva, egli sentiva il suo cuore schiantarsi. L’iniquo destino distruggeva così le sole creature degne di vivere: una dopo l’altra egli perdeva così le sorelle.
— Sorella!... Sorella!...
Tale era stata per lui. L’amor di sorella, il nome di sorella, erano le sole cose soavi al suo cuore. Tutti gli altri suoi amori erano stati perfidi e velenosi, non avevano lasciato neppure un solo ricordo buono; sdegno e nient’altro avanzava, di<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|81|riga=si}}</noinclude>tanti amori: sdegno contro le perfide, sdegno contro sè stesso. Un tempo egli si era gloriato di queste sue passioni, se n’era insuperbito come di altrettante fortune. Ma, concepite nel male, esse portavano dentro il germe della distruzione; se null’altro n’era avanzato fuorchè putredine, se egli n’era rimasto ammorbato, ciò era il suo meritato castigo. Non volendo più commettere l’errore, sentendo risorgere il bisogno lungamente inappagato e represso d’un’intima comunione, non potendo più vivere solo, egli ritrovava in lei la sorella. Andarle incontro, dirle con viva voce la gioia che ella gli dava, era stato il suo primo impulso; ma non l’aveva obbedito. L’esagitazione dell’anima era ancora tanto violenta, e alla solitudine sua veniva tanta consolazione dall’assiduo pensiero di lei, che egli volle e potè aspettare. Geloso di sè stesso, quasi pauroso di menomare il proprio sentimento indagandolo, era vissuto in una beatitudine secreta della quale obliava quasi l’origine. Come al destarsi di lieti sogni, come quando latenti e ignote energie eccitano e moltiplicano i sensi della vita, egli trovava in tutte le cose una nuova virtù. Un giorno finalmente le scrisse. Alla sensitiva creatura, al proprio sentimento secreto, la troppo vivace espressione vocale non conveniva. E scrivendole egli contenne l’impeto delle passioni: tacque la speranza, moderò la gioia, disse soltanto pienamente la gratitudine. Ella rispose. Gli parlò<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|82|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>della sorella morta. Quali altri ricordi avrebbero potuto mai cancellare dalla memoria di lui le parole fraterne? «Io certamente conobbi ed amai vostra sorella. Quando mi parlaste di lei, quando mi diceste le preziose e care doti della sua persona e del suo cuore, sentii che ella fu il desiderio della mia gioventù, la sorella che mai non potei consolarmi di non trovare al mio fianco nelle ore della gioia e della tristezza. Quando mi narraste lo strazio della sua morte mi parve come se tanta bellezza e tanta bontà fossero state da me stessa perdute. Io mi proposi di pregare sulla sua tomba, quando seppi che è sepolta nella città dove passo parte della mia vita. Ho compito con gioia l’impegno preso tra me e sono felice che il mio pensiero vi sia tanto grato...» Ora anch’ella era morta!
Il giorno era morto, la gioia era morta. La luna spandeva sul paesaggio un mortuario lume cinereo; i muri inalbati davano imagine di lapidi sepolcrali; il silenzio e l’immobilità della morte tenevano le acque, la terra, il cielo, tutte le cose. Ora egli aveva un altro sepolcro dinanzi al quale inginocchiarsi e appendere voti! Ma ella non era per anco sepolta. La salma sanguinosa era rimasta tutto il pomeriggio sulla tavola incisoria, in mano degli anatomisti. A quell’ora giaceva in chiesa. Egli si guardò ancora attorno per riconoscere il luogo, per avviarsi alla chiesa. Era sul Cammino<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|83|riga=si}}</noinclude>di Lucinge: riprese ad andare per il Cammino di Jurigoz con passo più fermo.
Nella casa della preghiera dove erano convenuti le prime volte avevano ora l’estremo convegno! Lontano da lei il suo sguardo e il suo pensiero s’erano rivolti al cielo, per incontrarla. Dopo la prima lettera egli aveva tentato di scriverle ancora, ma le parole erano state inadatte. Allora era vissuto nell’ansia. La cercava dovunque. Credeva di vederla dinanzi a tutte le cose belle. Talvolta il cuore gli sobbalzava, se tra le figure incontrate per via qualcuna lontanamente le somigliava. Ma dopo queste imaginazioni il dolore si aggravava su lui. Il terrore delle notti erano i sogni durante i quali sentiva d’averla perduta, di non poterla rivedere più mai. Uno tornava assiduamente: egli le stava dinanzi, col cuore pieno di tumulto, con le mani tremanti, e non poteva dirle una sola parola: ed ella, dopo avere invano aspettato le sue parole, s’allontanava, svaniva, lasciandolo inanimato, impetrito. Questo sentimento di angosciosa incapacità lo teneva anche nella veglia, gl’impediva di correre incontro a lei. Quando andò a Nizza e non ve la trovò quasi ne restò confortato. Nel rivederla a Ouchy, sul principio dell’estate, tremò. Col tempo, per la lontananza, egli aveva creduto e quasi sperato d’essersi sottratto alla sua grazia: ella doveva rinnovare il prodigio. Ma l’angoscia e la paura e tutti i sentimenti indegni<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|84|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>cederono improvvisamente quando le fu vicino. Poteva egli tacerle che viveva del suo favore?... Prima ancora che parlasse ella lo aveva compreso. Ella non s’era offesa della confessione dell’amor suo, non ne aveva dubitato. I falsi pudori, le ipocrisie del sentimento le erano ignoti. «Come io vi credo, mi crederete?» gli aveva domandato. Erano sulla montagna, nel bosco della Comte: oltre la pendula volta frondosa il lago, i monti, i paesi si disegnavano limpidi e tersi nella luce abbagliante. Bagliori di verità erano nelle sue parole: «La verità è come la luce: non si nasconde. La vostra memoria mi accompagnò dovunque; la speranza di rivedervi mi sorrise. Io sapevo che quest’ora sarebbe venuta. Ma vi sono più verità nella vita. Come ciò è realmente vero, è pur vero d’una verità morale che l’amor vostro e il mio non sono durabili. L’amore dev’essere appagato. Muore nella piena felicità, ma dopo aver vissuto. Contendergli la vita per paura della morte è lo stesso che uccidersi perchè si deve morire. Ma la vita dell’amore dipende da una condizione: dall’osservanza delle leggi. Pensate alla vostra sorella morta. Che cosa le avrebbe desiderato il vostro cuore, se fosse vissuta? Che avesse amato un uomo che l’avesse amata. Voi non avreste ricercato molto a dentro la precedente vita di quest’uomo; non vi sareste molto inquietato delle sue prime e meno degne passioni. Ciò è nella legge naturale che<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|85|riga=si}}</noinclude>vuole gli uomini più cupidi e impazienti. Ma quest’uomo avrebbe sdegnato il proprio passato e avrebbe tremato di gioia superba nello stringere al cuore la vergine. Essi si sarebbero uniti per sempre. Non si sarebbero contentati d’un tacito impegno, ma avrebbero chiesto la sanzione sociale e la divina; perchè la legge morale vuole che l’amore sia il fondamento della famiglia: allora esso non muore, o si trasforma. Noi ci siamo conosciuti troppo tardi. Io non nego che si possa amare più d’una volta, da parte vostra segnatamente. Per noi donne l’esperienza è più rischiosa. E in generale quanto più si prova tanto meno si crede. Troppo a lungo io sono vissuta fuori della legge, perchè possa ancora sperare di rientrarvi. Voi non vorrete crederlo, ora, e siete sincero; ma sarete egualmente sincero più tardi, credendolo. Non mi faccio peggiore di quel che sono; ma se non gli altri, io stessa ho, indistruttibile, il sentimento della mia decadenza. Questo sentimento contenderebbe la vita alla fede. Dinanzi al sepolcro di vostra sorella, quando voi eravate lontano, quando non sapevo bene che cosa sarebbe accaduto fra noi, io pensai d’esservi unita da un sentimento fraterno. Ora sento che anche questo ci è conteso. Voi dovreste arrossire di me. Se la pietà fosse più forte, non riuscireste a vincere la tentazione di mutare la natura del nostro legame; o vincendola ne soffrireste troppo. Queste cose<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|86|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>sono tutte fuori legge, tutte destinate naturalmente a perire ed a ferire...» Egli aveva tentato di opporsi alle luminose dimostrazioni, non sapendo ancor bene di trovarsi dinanzi a una coscienza tanto sicura. Allora ella aveva steso la mano verso i monti lontani: «Vedete quelle pendici? Alcune parti sono illuminate, altre restano avvolte nell’ombra. Ma come il sole compie il suo corso, così queste si illuminano e le altre si velano. La verità è in tutto come la luce: non va senza l’ombra. Se a quest’ora voi credete che ombre misteriose e propizie ci consentano di sperare, aspettate che il tempo s’avanzi e la luce cruda vi mostrerà l’inganno...» Egli non l’aveva lasciata finire: «E io vi dirò altre verità che voi non sapete o non volete sapere! Voi che vi giudicate così, voi che avete uno sguardo tanto chiaroveggente, non sapete che per la vostra dirittura, per la vostra sincerità, per la vostra umiltà, siete una creatura d’elezione, degna di riverenza? Non sapete che la vita contamina tutte le cose? Vi è tra noi chi sia esente da errori? E credete che la distinzione fra i lievi ed i maggiori importi poi molto? Ciò che importa è nutrire l’ideale del bene. Chi si smarrì una volta e se ne dolse non è altrettanto degno di premio di chi seguì sempre la via diritta? Un tempo io credei che questa fosse l’ingiustizia della fede cristiana; voi stessa mi faceste ricredere. Se pure erraste, le intenzioni che vi guidarono vi fanno più<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i ricordi di roberto vérod}}|87|riga=si}}</noinclude>meritevole di perdono di ogni altro. Voi che ve ne sentite indegna, lo sperate, lo aspettate...»
Ella disse: «Non qui.» Allora egli pianse. Non ella!
E il tempo era passato senza disperdere l’ombre proprie. Egli non le aveva detto che l’amor suo aveva fatto di lui un uomo nuovo, capace di nuove cose: quest’orgoglio le sarebbe dispiaciuto, questa presunzione l’avrebbe ferita. Senza dirle più nulla s’era lasciato vivere nel puro incantamento. La certezza d’essere amato da lei lo colmava di una così limpida gioia, che non restava nell’essere suo nessun’altra energia per nessun altro oggetto. La speranza fioriva nell’ombra, nascostamente. Le parole non l’esprimevano perchè non aveva bisogno di essere espressa: doveva anzi restare gelosamente celata. La sua vitalità era così tenue che non avrebbe resistito ad un tocco. Lasciata a sè stessa si sostentava naturalmente, a poco a poco; traeva alimento da tutte le cose, era il loro alimento...
Robert Vérod s’arrestò a un tratto, rabbrividendo.
Era dinanzi a San Luigi. Le finestre si disegnavano sui muri della chiesa illuminate dalle luci interiori; le lampade vegliavano. Egli cadde contro il cancello.
Il giorno innanzi aveva udita la sua voce! Il giorno innanzi le aveva aperto il proprio cuore!<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|88|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>Il giorno innanzi ella aveva lasciato che le baciasse la mano!
Ora era morta, assassinata; e il giudice non credeva al delitto, ed egli viveva!
{{Rule|t=4|v=2|6em}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|226|{{Sc|spasimo}}||riga=si}}</noinclude>
— Volete dire che non per amor vostro egli trascurava di lavorare al trionfo della causa, ma per la contessa?
— Sì.
— Perchè stava allora a Zurigo, vicino a voi, e non con lei?
— Perchè sapeva di esserle odioso, ma voleva parlare con qualcuno di lei.
— E ne parlava con voi?
— Sì.
— Già voi diceste che non ve ne tenne parola! Ma, se ve ne parlava, non vi amava?
— Non mi ha amata mai.
Nonostante la freddezza impassibile del viso statuario, qualcosa di così dolente echeggiava nelle ultime parole della giovane, che il Ferpierre pensò: «Non mentisce!»
— E voi sì, l’amaste, l’amate?
— Che v’importa di ciò? — riprese ella tornando a una durezza che il Ferpierre giudicava ora ostentata. — Importerà a voi ciò che non importa a me stessa? Se volessi trovare un’attenuante all’atto commesso, se volessi essere scusata da voi, dalla vostra società, vi direi che lo amavo, che la uccisi per gelosia. Questa debolezza, questo egoismo sono scusati e perfino glorificati dalla società vostra. L’amante che per evitare a sè stesso un dolore, per assicurare il piacere suo proprio uccide il rivale, è perdonato; talvolta il cieco e letale amor<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|284|{{Sc|i libri della famiglia}}|}}</noinclude>quello ordine proseguito sue argumentazioni e sentenze, scegliendo di tutte quale e’ più approvasse.
{{Sc|Adovardo}}. Anzi a me piace la sentenza di {{AutoreCitato|Aulo Cornelio Celso|Cornelio Celso}}, quale più loda quel medico per cui opera si restituisca la buona sanità, e restituita si conservi, che di colui per cui sapienza sia noto se ’l cibo, come dicea {{AutoreCitato|Ippocrate|Ippocrate}}, nello stomaco si consumi da innato alcuno in noi quasi ardore naturale, o se, come {{Wl|Q7205037|Plistonico}} discipulo di {{AutoreCitato|Prassagora di Cos|Parassagora}} affermava, si putrefà, o se, come ad {{AutoreIgnoto|Asclepiade}} parea, così si traduce indigesto e crudo. Così qui, se come el medico cerca sanità, così el filosofo e chi disputa di queste cose cerca felicità, e la felicità non si può avere senza virtù; e se la virtù consiste in operarla, e se l’amicizia si dice officio di virtù, costoro udirò io più molto attento e loderolli, se m’insegneranno quanto m’è certo necessario prima acquistarmi numero d’amici, già che niuno come di roba, così nasce ricco d’amici. Ma chi non se gli acquista, certo non si truova quanta li conviene copia d’amici. Poi quando nulla può in vita da mortali a noi in una ora essere e principiata e perfetta, costoro vorre’ io a me dessono via a condurre la principiata amicizia in quello stato, quale egli stimano essere buono e onesto e da ogni parte perfetto: e se in questa opera qualche non prima a me noto e nocivo vizio in cu’ io amava si scoprisse, rendano me dotto qual sia utile arte a quanto e’ vogliono ch’io discucia la amicizia e non la stracci. E se tempo acadessi che io potessi revocarlo emendato ad onesto amarmi, vorrei non essere ignorante e poco saputo a ritrarlo e raggiugnermelo di vera amicizia, quale, poiché vediamo quanta sia ne’ mortali instabilità e volubilità d’ogni pensiero e instituto, ancora non meno desidero sapermelo in perpetua benivolenza e fede molto conservare. ''Nam'' e che utile porge in vita sapere disputando persuadere che la sola qual sia amicizia onesta persevera durabile e perpetua più che l’utile o la voluttuosa? che ancora troverrò io forse più numero d’amici, quando {{AutoreCitato|Pitagora|Pitagora}} filosofo m’arà persuaso che degli amici tutte le cose debbano fra chi insieme s’ama essere comuni? che credo quelli me ameranno<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|libro quarto}}|285}}</noinclude>con più fede e più constanza, quando Zenone, quell’altro, o Arestotele filosofo m’arà persuaso che l’amico, come domandato Zenone rispuose, sia quasi un altro sé stessi, o sia, come rispuose {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotele}}, l’amicizia ha due corpi, una anima? Né {{AutoreCitato|Platone|Platone}} ancora mi satisfa dicendo che alcune amicizie sono da essa natura quasi constituite, alcune unite con semplice e aperta coniunzione ed equalità d’animo, alcune con minor vinculo collegate e solo con domestichezza, conversazione e convivere, uso d’amicizia, contenute; quali tre e’ nomina la prima naturale, l’altra equale, l’ultima ditta da quella antica consuetudine ch’e’ cittadini di qui divertivano a casa quelli là, e’ quali si riducono simili qui ospiti apresso di costoro, e per questo s’appella ospitale.
Queste adunque simili scolastice e diffinizioni e descrizioni in ozio e in ombra fra’ litterati non nego sono pure ioconde, e quasi preludio come all’uso dell’arme lo schermire: ma a travagliarsi in publico fra l’uso e costume degli uomini, se null’altro aducessero che sapere se la madre più che ’l padre ama e’ nati suoi, o se l’amor del padre verso e’ figliuoli sia maggior che quello de’ figliuoli verso el padre, e qual cagion faccia e’ fratelli insieme amarsi, temo loro interverrebbe come a quel Formio peripatetico filosofo, al quale Annibal, udita la sua lunghissima orazione dove e’ disputava ''de re militari'', rispose avere veduti assai, ma non alcuno pazzo maggior che costui, el quale dicendo forse stimasse potere in campo e contro all’inimici quanto in scuola ozioso disputando. E ben sai, in tanta diversità di ingegni, in tanta dissimilitudine d’oppinioni, in tanta incertitudine di volontà, in tanta perversità di costumi, in tanta ambiguità, varietà, oscurità di sentenze, in tanta copia di fraudolenti, fallaci, perfidi, temerarii, audaci e rapaci uomini, in tanta instabilità di tutte le cose, chi mai si credesse colla sola simplicità e bontà potersi agiugnere amicizia, o pur conoscenze alcune non dannose e alfine tediose? Conviensi contro alla fraude, fallacie e perfidia essere preveduto, desto, cauto; contro alla temerità, audacia e rapina de’ viziosi, opporvi constanza, modo e virtù d’animo; a qual cose<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|286|{{Sc|i libri della famiglia}}|}}</noinclude>i’ desidero pratico alcuno uomo, da cui io sia più in fabricarmi e usufruttarmi l’amicizie, che in descriverne e quasi disegnarle fatto ben dotto. Così adunque vorrei dell’amicizia m’insegnassero acquistarla, accrescerla, descinderla, recuperarla, e perpetuo conservalla.
{{Sc|Lionardo}}. Questo ordine tuo apresso e’ dotti credo, Adovardo, non poco sarebbe approvato, ché così la natura el conduce. Né quelli scrittori antiqui però stimo a te meno per questo satisfacciano, se per altri loro principii e processi dimostrano prima la vera amicizia nulla essere altro che coniunzione di tutte nostre divine cose e umane, consentendosi insieme e amandosi con aperta e somma benivolenza e carità; né se non solo tra e’ buoni consisterà questa vera amicizia, poich’e’ viziosi sempre a sé stessi sono odiosi e gravi, pieni sempre o di tedio o di sfrenata libidine, adunque e meno atti con altri ad amicizia. Onde quinci descrissero le differenze di varie amicizie, e di quelle qual sia stabile e vera, e in quella ottima quali sieno ottime e santissime regole a ben fruttarla: ché sai loro essere precetto, che prima si giudichi quanto quello sia atto ad amicizia, né cominci ad amare chi tu non bene conosca fido e diritto; e siamo ad amarlo non troppo da principio inclinati e quasi ruinosi, ma sostegniamo l’impeto della benivolenza; e ogni così nostro affetto, dicono, con prudenza e modestia si fermi e temperi; e poi ivi datosi ad amare, sia fra noi nulla fitto, nulla simulato, nulla non onesto, sempre vero e volontario officio e pronto beneficio retto e contenuto non da ambizione o cupidità, ma da vera, constante e ferma virtù. E se pur forse quello ordine tuo te più dilettasse, troverai credo apresso e’ scrittori antiqui da copioso in qual vogli parte satisfarti.
{{Sc|Adovardo}}. Né io a te negherei, Lionardo, e’ precetti antiqui assai essere utilissimi, né però ti concederò che in questo artificio siano quanto vi desidero scrittori molto copiosi; già che oggi, come tu sai, troviamo in questa materia de’ nostri scrittori non molti più che solo {{AutoreCitato|Marco Tullio Cicerone|Cicerone}}, e in qualche epistola {{AutoreCitato|Lucio Anneo Seneca|Seneca}}; e de’ Greci hanno {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotele}}, {{AutoreCitato|Luciano di Samosata|Luciano}}.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|libro quarto}}|287}}</noinclude>E questi non li biasimo, ma né molto in questa parte credo altri che io gli lodassi, a cui sempre qualunque scrittore fu in reverenza e ammirazione. E dicono che la virtù è vinculo e ottima conciliatrice della amicizia, e che l’amicizia fiorisce a buon frutto, poiché fra loro el beneficio sia ricevuto, lo studio conosciuto, adiuntovi consuetudine. E dicono starvi la virtù ad onestà, la consuetudine ad iocondità, ed esservi una quasi necessitudine creata dai benefici, quale induca ad amare. Simile né molto suttili, né assai al vivere utilissimi detti sì certo sapevi tu non inesperto prima che mai gli leggessi altrove scritti. E quale sì sciocco in tutto e nulla intendente non conosce che e’ beneficii, l’essere studioso e assiduo in cose quale sieno grate, fanno averci cari e amati? Ma non ciascuno dotto in lettere saprà porgere la sua virtù con modo e dignità a farsi valere a benivolenza e amicizia, né saprà quello scolastico dove e quanto l’assiduità, lo studio, el beneficio, in questo più che in quello ingegno, luogo e tempo giovi e bene s’asetti; quale cognizione dico, e tu non credo neghi, essere necessaria. Né puossi bene averne dottrina solo da’ libri muti e oziosi. Conviensi in mezzo alle piazze, entro a’ teatri e fra e’ privati ridutti averne altra essercitazione e manifesta esperienza. Non truovo io sì facile conoscere que’ buoni a chi solo piaccia la virtù, né a tutti con mio officio e beneficio, quanto desidero, tanto m’è licito far noto l’animo mio verso di lui; né per nostra assiduità e frequente uso a noi sempre fie luogo a ricevere frutto della amicizia. Quanto si truova raro che quella parità ed equalità d’animo fra gli amici risponda a quel antico detto del nostro poeta latino {{AutoreCitato|Quinto Ennio|Ennio}}: l’amico certo si possa conoscere ne’ casi incerti. Dicoti, Lionardo, non fia forse come gl’indotti si stimano facile, no, acquistarsi gli amici; che industria non vi bisogni altra che pur solo sapere se la amicizia fu trovata per sovenire alle necessità, o se doviamo essere di quel medesimo animo verso gli amici di quale e’ sono verso di noi, o se la amicizia si debba ad altro alcun fine che solo a frutto di vero e onesto amore.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|288|{{Sc|i libri della famiglia}}|}}</noinclude>{{nop}}
{{Sc|Lionardo}}. Quasi, Adovardo, come se tu poco avessi in questa parte apresso ciascuno scrittore veduto più e più ammonimenti ed essempli utilissimi; ché non solo e’ filosofi, ma e ancora ciascuno istorico a me pare pieno di documenti perfettissimi a ogni uso di qual si sia amicizia, quali credo non posponi ad alcuno essemplo tratto di mezzo il volgo e moltitudine. Né credo truovi posta apresso della istoria meno che apresso di qualunque espertissimo plebeo, prudenza e ragione del vivere. Se la età lunga presta conoscimento di varie cose, la istoria vedi comprende più d’una non solo età, ma seculi. Se l’avere udito, veduto, provato molte cose porge cognizione e cauta astuzia, la istoria e vide e conobbe e cagioni ed effetti, e più a numero e più maravigliosi, con maggiore autorità e dignità, che qual si sia mai diligente padre di famiglia in vita. Della istoria adunque e degli altri ancora litterati potremo facile trovare e coadunare questa industria e artificio tuo, quando da’ filosofi arai compreso che ogni tuo studio e opera sarà con piccolo profitto, se non osserverai loro precetti e amonimenti in eleggere virtuosi e studiosi amici; quali precetti se poco valessero ad amicizia, nulla ti nocerebbono no’ gli osservando, dove ti noceranno poco osservati.
{{Sc|Adovardo}}. Maravigliomi che tu della istoria, quale solo sempre recita perturbazioni di stati, eversioni di republiche, inconstanza e volubilità della fortuna, preponga dedurmi precetti a conseguire quanto voglio amicizia. Son certo della dissensione quale venne fra’ Cartaginesi e’ Latini per ottenere ciascuno l’isola di Cicilia, tu estrarrai e’ vincoli della amicizia, e dalle insidie e prede fra loro seguite, tu comporrai arte da condurmi in tranquilla e dolce coniunzione e unione d’animo. Riderei se tu meco facessi professione monstrarmi con quelle occisioni e ruine delle terre in che modo io potessi godere con felice amicizia.
{{Sc|Lionardo}}. E’ sono apresso gli storici e apresso e’ filosofi essempli e detti infiniti ad acquistarsi amici accomodatissimi, dolcissimi a leggerli, degnissimi a mandarseli a memoria, pieni d’autorità, e da nulla parte da poco udirli e stimarli.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||— 222 —||riga=si}}</noinclude>quello del primo e dell’ultimo atto venivano provati in casa della maestra, e ''Alfredo'' era un tenore zoppo che per quest’infermità non avendo potuto «calcare le scene» e cantava nella Cappella di San Giovanni in Laterano, invisibile dietro la grata d’oro del coretto ma sicuro del suo avvenire e con diritto alla pensione. Del resto, cantava anche negl’imbuti d’una fabbrica di cilindri per fonografo, e aveva una lira a cilindro.
Veramente la voce di Giacinta si arrotondava: la maestra andava in visibilio, e più Giacinta progrediva, più la signora Armenia vantava l’infallibilità miracolosa dei suoi metodi.
Al
<poem>
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che la scolara secondo i precetti cominciava con uno scoppio di voce subito smorzata in un sospiro d’agonia, la maestra si raccoglieva il petto nelle due mani come a contenere tutt’una marea di commozione, e spiegava:
— Quando è venuta da me, le rispondevano i gatti nel cortile. Non aveva nemmeno la pronuncia. Le ho fatto la bocca, la gola, i polmoni io, tutto io...<noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||— 231 —||riga=si}}</noinclude><nowiki/>
...che Sabatino ripensò alla maestra Armenia, all’intonazione solenne della sera in cui gli aveva gittato le grandi braccia al collo soffocandogli per un minuto il respiro nelle onde del petto e dichiarando: – Povero figlio! Lo so; alla vostra età è troppa privazione. Eccomi qua. Mi sacrifico io per l’arte di vostra moglie. Fate di me quello che volete. – Ed egli ne aveva fatto invece quello che aveva potuto.
Pagando la bibita ripensò anche che per arrivare al ventisette, giorno di paga, possedeva lire nove e ventidue centesimi, perchè risparmii, stipendio, credito tutto era stato – come la fedeltà coniugale e la maestra Armenia – sacrificato all’arte di sua moglie.
Ma le angustie economiche, negl’individui come nei popoli, aboliscono o deprimono il senso estetico. Passando davanti al giornalajo sull’angolo egli vide la ''Farfalla romana'' tesa fra due fili, lesse il principio di una poesia bisillabica
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Da te,
Mio re,
Non v’è
Per me
Mercè...</poem>
eppure preferì prendere il tranvai.<noinclude>
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Le vie del peccato/Per l'arte
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<noinclude><pagequality level="1" user="Fcallox" />{{RigaIntestazione|36|STATUTI CRIMINALI|}}</noinclude>et compiuta detta elettione, sijno parimente eletti alri sei, da esser imbossolati, et estratti; nel medesimo modo. Il qual Massarolo sij tenuto essercitar detto officio personalmente, et non per sostituto; et sij obligato di osservar gli infrascritti Ordini, et patti; sotto le pene, ivi notate: Et di più nel principio dell'anno giurar nelle mani del Sindico, e Deputati di osservar quelli: Et finito, il suo officio vachi per anni cinque.
Che ogni Massarolo sij tenuto dar idonea sicurtà di conservar i pegni, e di dar à tutti il suo, conforme al proprio officio.
Parimente, che il detto Massarolo sij tenuto scriver i pegni, che si faranno; et che à lui saranno consegnati pe gli Ministrali, ò per qualunque altra persona; et così tutti gli incanti, e delibertazioni delli pegni, tanto civili, quanto criminali, sopra un libro da tenersi per questo particolare, insieme co'l suo indice.
Et che non possa pigliar alcuna mostra per pegno da verun debitore, intromissionario, ò laudo; ma effettualmente si diano i pegni medesimi.
Et che non possa procedere ad alcun incanto de' pegni; se i detti pegni non saranno stati prima nell'officio del Massarolo per trè giorni continoi, dopò la presentatione di essi; et finiti i trè giorni possa incantargli; et ciò publicamente premesso prima il suono della Tromba in trè giorni giuridici; et non senza mandato del creditore; et così deliberar quelli con termine di giorni quindici à ricuperarli: et sii tenuto immediate, ciò fatto, di sodisfare alli creditori insieme con le spese. quelli
contermine di giorni quindici jj tor j infieme con le fpefe.
to immediate, ciòfatto** fodisfare alli " r h ff^^ru d credito, fii obliEt
fe faranno incantati di più di quello,:: nt ^ rm i ne di giorni quinsssfiKStóssr,
t4r • L - niSSt «sfa
Le Vedi frutte perla metàdefgiufto prezzo*.
Voglio per il fettimomancodelgiuftoprezzo.
ri vino &ofauelli, per il terzo manco del. giufto prezzo.
II Vino, K oiauem, p ilquarto manco del giufto prezzo.
Et gli Incantatori detti pegni,(tino tenuti, lafciar quelli, in alcuna cala,, ^®y?*®^,| aBbSSSSS&!ES£&B5^lM2SB^
& datti Deputati dèli a. Commutile*,, fecondo fora, bifogno dl m ‘<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Deledda - L'argine, Milano, Treves, 1934.djvu/129
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||— 119 —|}}</noinclude><nowiki />
Egli pronunzia la parola 'serva' con accento pietoso: tanto che io, anche perché non so che altro dire, domando:
— Perché tormentata? Sembra invece placida e contenta.
— Sembra. Siamo sempre lì. È, al contrario, un’anima in pena: il marito, scomparso di guerra, dicono invece sia vivo e vegeto, in Jugoslavia, con un’altra donna: e lei si tira su un disgraziato bambino, bello ma scemo e sordomuto, e, naturalmente, non figlio del marito. Lo tiene qui, nascosto, per più ragioni, e lo adora come un idolo segreto e proibito.
Io non insisto: non ho il coraggio di sentir parlare delle disgrazie altrui, specialmente dei bambini infelici; appunto per un sentimento di pietà quasi morboso: l’assoluta assenza di crudeltà, nel mio spirito pur così triste e buio, mi fa qualche volta pensare ad un sogno, in me, di superiorità: nell’India antica, la più alta êra civile fu segnata dall’assenza completa di sentimenti crudeli.
Del resto anche il mio ospite non insiste nel parlare della sua domestica; fuma, guarda in alto con occhi quasi allucinati, verso le lampadine fisse sul soffitto che a poco a poco si velano di fumo; poi d’improvviso si alza e va a guardare alla finestra.
Senza saper perché, spinto sempre da un senso<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||— 119 —|}}</noinclude><nowiki />
Egli pronunzia la parola ''serva'' con accento pietoso: tanto che io, anche perché non so che altro dire, domando:
— Perché tormentata? Sembra invece placida e contenta.
— Sembra. Siamo sempre lì. È, al contrario, un’anima in pena: il marito, scomparso di guerra, dicono invece sia vivo e vegeto, in Jugoslavia, con un’altra donna: e lei si tira su un disgraziato bambino, bello ma scemo e sordomuto, e, naturalmente, non figlio del marito. Lo tiene qui, nascosto, per più ragioni, e lo adora come un idolo segreto e proibito.
Io non insisto: non ho il coraggio di sentir parlare delle disgrazie altrui, specialmente dei bambini infelici; appunto per un sentimento di pietà quasi morboso: l’assoluta assenza di crudeltà, nel mio spirito pur così triste e buio, mi fa qualche volta pensare ad un sogno, in me, di superiorità: nell’India antica, la più alta êra civile fu segnata dall’assenza completa di sentimenti crudeli.
Del resto anche il mio ospite non insiste nel parlare della sua domestica; fuma, guarda in alto con occhi quasi allucinati, verso le lampadine fisse sul soffitto che a poco a poco si velano di fumo; poi d’improvviso si alza e va a guardare alla finestra.
Senza saper perché, spinto sempre da un senso<noinclude><references/></div></noinclude>
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Egli pronunzia la parola ''serva'' con accento pietoso: tanto che io, anche perché non so che altro dire, domando:
— Perché tormentata? Sembra invece placida e contenta.
— Sembra. Siamo sempre lì. È, al contrario, un’anima in pena: il marito, scomparso di guerra, dicono invece sia vivo e vegeto, in Jugoslavia, con un’altra donna: e lei si tira su un disgraziato bambino, bello ma scemo e sordomuto, e, naturalmente, non figlio del marito. Lo tiene qui, nascosto, per più ragioni, e lo adora come un idolo segreto e proibito.
Io non insisto: non ho il coraggio di sentir parlare delle disgrazie altrui, specialmente dei bambini infelici; appunto per un sentimento di pietà quasi morboso: l’assoluta assenza di crudeltà, nel mio spirito pur così triste e buio, mi fa qualche volta pensare ad un sogno, in me, di superiorità: nell’India antica, la più alta êra civile fu segnata dall’assenza completa di sentimenti crudeli.
Del resto anche il mio ospite non insiste nel parlare della sua domestica; fuma, guarda in alto con occhi quasi allucinati, verso le lampadine fisse sul soffitto che a poco a poco si velano di fumo; poi d’improvviso si alza e va a guardare alla finestra.
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 120 —|}}</noinclude>di disagio e dal bisogno di fare ritorno alla mia tana, mi alzo e guardo anch’io sullo spiazzo. C’è l’automobile, coi fanali accesi: la loro luce si sbatte contro il parapetto della balaustrata, e uno dei vasi, col cactus spinoso, sembra, in quel chiarore irreale, una coppa mostruosa di fattucchiere: così, al paese di mia nonna, le streghe, di notte, deponevano davanti alle case che volevano colpire di sventura, un’anfora piena di rovi e di spille malefiche.
— Guida lei? — domandai, senza nascondere il desiderio di metter fine all’incanto ambiguo di quella serata.
— Sì; ma la macchina non è mia: il padrone mi aspetta alla stazione, e se lei vuole accompagnarmi, egli poi la ricondurrà a casa.
Io non vorrei accompagnarlo, ma come si fa? La donna fantasma è ricomparsa dietro la vetrata, con la sua bocca vuota e chiusa, gli occhi divenuti violetti come fiori appassiti di genziana. Ella deve aver pianto: e non attribuisco se non ad una sua devozione materna questo dolore per la partenza del giovane padrone.
{{rule|2em}}
Oggi ho finalmente conosciuto la signorina Agar, e nel modo più impensato. È venuta lei in persona, da me, per trasmettermi un’{{Pt|amba-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 121 —|}}</noinclude>{{Pt|sciata|ambasciata}} dello zio. A vederla ho ricordato le mie parole a suo riguardo, che quasi avevano scandalizzato Paolone: m’è parso, cioè, che ella avesse l’aria fra timida e spavalda di una servetta spensierata e incosciente: la sua presenza sfata le leggende che si raccontano di lei, leggende, del resto, di gente da villaggio che vede il male anche dove non esiste; tuttavia gli occhi furtivi della Paolona, all’ombra del fazzoletto, hanno una luce di perfetta malizia quando ella, dopo aver bussato al mio uscio, dice tutta sorpresa:
— Signor conte, c’è qui la signorina Bellini, che desidera parlarle.
È forse la prima volta che io sento distintamente la voce della mia padrona di casa, e mi fa uno strano effetto: e quel titolo di Conte, che mi appartiene ma che io non ho mai partecipato a nessuno, — poiché veramente lo sento staccato da me come una cosa della quale voglio disfarmi, — mi dà un senso di fastidio, ma anche di allegria carnevalesca.
O quest’allegria tra vera e falsa, forse me la comunica l’entrata in camera mia della signorina Bellini: sì, non più l’Agar fatale della fantasia popolaresca, ma, a giudicarne dagli innocenti occhi, non grandi, limpidi, color nocciola fresca, circondati da una raggiera di lunghe ciglia nere e dorate, la mite e ingenua nipote del {{Pt|par-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 122 —|}}</noinclude>{{Pt|roco.|parroco.}} Non è alta, ma lo sembra, per la sua personcina snella stretta in un soprabitino grigio attillato: grigie sono pure le modeste calze di filo che però disegnano bene le caviglie svelte, e grigio il berrettino di lana che a sua volta fa risaltare il colore caldo, fra il rame e il nero, dei folti capelli: ma quello che più mi colpisce sono le due trecce che scappano dal berrettino, con le estremità arricciate, e che le servono come di sciarpa, di qua e di là del lungo collo davvero di cigno. Il colore dorato della sua carnagione freschissima in armonia con gli occhi e coi capelli, e sopra tutto il mento ovale, con una profonda fossetta, mi ricordano qualche figura di quadro, direi quasi del Botticelli, se le trecce di lei fossero sciolte e svolazzanti serpentine al vento di un azzurro mattino di marzo.
Oggi l’azzurro non c’è: c’è del grigio, come il vestito e il berretto di lei; il vento è freddo, umido, e le mani nude e rosse della ragazza dànno un senso di pena. Ella dice subito, come recitando d’impeto l’inizio di una lezione:
— Mio zio, don Achille, mi manda per dirle che sarebbe venuto lui a trovarla, se non si trovasse a letto con l’influenza.
Pausa. Ella ha dimenticato il seguito; ma poi continua per conto suo:
— E ce n’è voluto, per farcelo stare, a letto. Voleva alzarsi a tutti i costi, per la messa. Poi<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 123 —|}}</noinclude>è venuto il nostro cappellano, quello del convento, e la messa l’ha detta lui.
Un’altra pausa. Ella si guarda attorno, con quell’istintiva curiosità dei bambini, ed anche di certi uccelli, attirata da ogni particolare: la sua bocca, infantile davvero, rimane aperta, e ci si vedono i denti bianchi e le gengive di corallo rosa.
— Speriamo sia niente, — dico io.
— Che cosa?
— Il malessere del suo signor zio.
Ella fa tre volte — oh, oh, oh, — come se io avessi pronunziato parole straordinarie; poi di nuovo ricorda la lezione:
— Mio zio voleva venire anche per dirle che il nostro cappellano, padre Leone, dei minori osservanti, desidera conoscerla.
Domando notizie di questo padre: ella si fa rossa, beffarda e maligna: si frena, però, e dice:
— Padre Leone è il cappellano delle nostre Suore: vive coi suoi fratelli, nel convento di San Francesco di Castellaccio, ma è sempre da queste parti. È un omone rosso, un vero leone, — ella si corregge subito, – un leone santo. Noi lo chiamiamo «pecora di Dio».
— Va bene, — approvo io; — ma non saprebbe per caso, lei, signorina, perché padre Leone mi vuol conoscere?<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 124 —|}}</noinclude><nowiki />
Ella capisce che io voglio semplicemente divertirmi: quindi mi fissa negli occhi, ed ecco che, per reciproca cordialità, o per un senso più ascoso di confidenza, quasi di complicità, un principio di amicizia si stabilisce fra noi.
— Non lo so davvero, — ella mentisce tuttavia, caricando le tinte della sua spontanea ingenuità: – non vengono a dirle a me, le cose. Ecco, poi, quanto mi incarica di dirle lo zio: se il signor ingegnere... se il signor conte (qui ha un sorriso felino, che mi piace molto) ha un momento di tempo, se ne ha piacere, favorisca di venire alla parrocchia, per prendere una tazza di caffè.
Io però mi allarmai: potevo bene essere amico di lei, come fra di loro sono amici i ragazzi anche se cattivi, ma diffidano degli altri: sentivo che mi si voleva tendere una rete; in buona fede, certo, e non per interessi esclusivamente privati, ma, infine, sempre la rete con la quale si pesca la persona che può essere sfruttata.
Dissi, freddo, abbassando gli occhi per non incontrare più gli occhi di lei, che se avevano un po’ di sole, in certi momenti non mancavano di ombre equivoche:
— Appena suo zio starà bene, mi farò un piacere di venire: e conoscerò volentieri padre Leone. Li saluti per me, intanto: oggi ho molto da fare.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 125 —|}}</noinclude><nowiki />
{{rule|2em}}
Ma che cosa è il mio gran da fare, oggi? Poco o nulla. Dovrei recarmi al mio costretto ufficio, e poi alla Casa comunale, a riverire il nuovo podestà, al quale ieri Antioco ha già fatto la consegna. Ma questo nuovo podestà non mi interessa: nulla spero da lui, anzi lo so ostile al mio progetto: è un pensionato, un pesante ex-Ricevitore del Registro, grande cacciatore, grande pescatore di trote, sole sue turbinose passioni: del resto è un galantuomo, all’antica; anzi si adagia nelle cose tradizionali come un vecchione che ama il suo letto di legno dove da mezzo secolo usa dormire. Non mi interessa, anche perché ha un mucchio di figlie, tutte zitelle stagionate, che dalle loro finestre non fanno altro, quando sono costretto a passarci sotto, che sbirciarmi fra spaventate e affascinate. Brave ragazze del resto, oneste e laboriose: ma è da una specie di loro laboratorio di sarte, dove convengono tutte le altre ragazze civili del luogo, che scaturiscono, più che dal gruppo delle lavandaie in riva al fiume, i pettegolezzi, le allusioni, le calunnie che infestano il paese.
Dunque, resto a casa e leggo, scrivo, mi annoio, mi domando se la mia di questi giorni non è una vita sterile; se non sarebbe meglio<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 126 —|}}</noinclude>ritornare in città e rimettermi a lavorare. A Roma potrei anche sollecitare personalmente la pratica, presso il Ministero, e uscire da questa gora che piano piano cresce e tenta di soffocarmi. Cresce, oggi, dopo qualche ora di pioggia diluviale, anche la fiumana: l’acqua vien giù torbida, inquietante, anzi minacciosa: la sua voce grossa mi pare quella di una madre energica quando rimbrotta il figlio fannullone e infingardo.
Ha già invaso un po’ del campo di Paolone, l’acqua melmosa; arriva fin quasi alla nostra casupola; ed io ne profitto per predicare al mio vecchio testardo padrone:
— Vedete? Vedete bene che...
Egli interrompe, quasi soddisfatto:
— Lasci fare: è tanta abbondanza.
Ma la pioggia riprende a cadere; non ho mai veduto l’eguale: è un velo fitto, una stoffa grigia; soffi impetuosi di vento la sollevano, e allora pare un fumo, denso, un rifarsi di nuvole.
Tutta la giornata è stato un diluvio: si placa solo al cadere della notte; la luna si affaccia fra enormi rocce di nubi, e pare guardi con curiosità le onde grosse e lanose della corrente infuriata. L’acqua circonda la nostra casa, batte ai muri delle doppie fondamenta, e pare un lupo affamato. Anche Paolone, e sopra tutto la<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 127 —|}}</noinclude>moglie sono preoccupati; ma già è un buon segno che la pioggia sia cessata, e che un provvidenziale vento di tramontana sibili acuto, lottando strenuamente con l’acqua subdola, e respingendola col suo impeto e i suoi fischi di cacciatore. Caccia via anche le nuvole; e d’un tratto il cielo appare grande e limpido, con la luna verginale che adesso tenta di dare un riflesso di metallo alle onde del fiume, simili a un gregge che il pastore spinge di furia: la tranquillità torna anche nelle anime nostre; anzi il vecchio mi fa l’occhiello e tenta di imitare il mio accento:
— Vedete? Vedete che...
{{rule|2em}}
Vado dunque a visitare il parroco, sebbene lo sappia ancora sofferente, costretto a stare a letto dalla nipote e da padre Leone.
È questo padre Leone che mi viene incontro; è davvero una figura mosaica; robusto e nello stesso tempo agile, coi capelli e la barba rossi, ardenti, smorzati un poco dal pallore della pelle lentigginosa: il naso è leonino, ma gli occhi sono miti, quasi bianchi, illuminati per riflesso dagli occhiali d’oro: molto oro è anche dentro la sua bocca, poiché si sono ricoperti anche i denti canini, e la sua voce pare ne prenda il<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 128 —|}}</noinclude>timbro: timbro metallico e sonoro, sì, ma vibrante di una voluta compunzione. Il suo abito è accurato, con un cordone ricco, quasi donnesco: anche le dita delle sue mani lunghe e bianche, sono ben tenute; ha, infine, un’aria da gentiluomo convertito, che però non mi soddisfa.
Quella che invece mi sorprende e mi piace è la camera di don Achille; spaziosa, bianca, alta, quale io non mi aspettavo nell’interno della vecchia parrocchia; con fasce decorative sulle quali un pittore primitivo da pareti ha stampato fiori, agnellini, colombi, simboli cristiani.
Il lettino dove giace lungo stecchito il prete è tutto ricami e trine: sul canterano una tovaglia quasi d’altare e uno di quei bellissimi candelabri ad olio, di lucido ottone, con catenelle per lo smorzatoio e la forcina per smoccolare. Un inginocchiatoio sta davanti ad una finestrina dalla quale si vede, come in un quadretto con vetro, un paesaggio da presepio, una capanna fra due olivi, su un poggio verde incoronato di piccole nuvole rosse. È già tramontato il sole, e nella camera vi permane il suo tepore, misto a un odore di trementina bruciata.
— Ecco il nostro vero dottore, il dottore delle anime nostre, — disse padre Leone, accostando una sedia al letto del parroco, e invitandomi a sedere. Il malato si era fatto rosso<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 129 —|}}</noinclude>per il piacere di vedermi, ma anche per la vergogna e il pudore di farsi trovare a letto: e rosso mi faccio io, protestando per il complimento del frate, sebbene intenda a che cosa egli alluda: è sempre una stoccata contro la mia, e veramente non mia, borsa miracolosa.
Tentando di ambientarmi, e pensando ad Agar, che forse sta dietro l’uscio ad origliare, dico a voce alta: — sarei venuto ieri, ma hanno veduto che tempo? L’acqua quasi ci penetrava in casa: eppure questi testoni di contadini non vogliono sentir parlare di argini.
Avrei aggiunto: — e non loro soli, — se padre Leone, con le belle mani intrecciate al suo pulito rosario, non avesse appunto cominciato a difendere l’ignoranza dei contadini, e, senza parerlo, anche le ragioni per le quali si combatteva il mio progetto.
— Persino il podestà è contrario...
Ho voglia di parlar male del nuovo podestà: ma subito capisco che non conviene. Podestà, segretario, farmacista, dottore, parroco, cappellano, sono tutti una cosa, in luoghi come questo: forse nemici, in fondo, ma fratelli alla superficie: le colonne che reggono la comunità. Domando piuttosto come va la malattia di don Achille: egli si agita e sbuffa, e infine, con dispetto infantilmente sincero, dice:
— Credo sia padre Leone a legarmi qui, con<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 130 —|}}</noinclude>la camicia di forza, per portarsi via al convento la signoria vostra.
— A far che?
— A far che? A far che? A farle vedere in che stato miserando è quel luogo sacro.
Io mi metto a ridere, di cuore, mentre padre Leone, per nulla mortificato, anzi tutto lieto e scintillante al riflesso della finestrina, si stropiccia le mani.
— Ma se lo conduco al convento, vuol dire che lei, don Achille, rimane qui solo, libero di alzarsi e buscarsi una bella polmonite.
E ride anche lui; ma non rido più io: anzi, quella luce tranquilla e vivida di crepuscolo già primaverile mi richiama a tutte le mie inquietudini.
{{rule|2em}}
Sarà la fede, l’amore alle cose sacre, anche lo spirito del dovere, che spinge i due bravi uomini di Dio a contendersi il mio aiuto, finanziario, s’intende, più che morale; ad ogni modo si nasconde, in fondo, sempre il calcolo umano, forse personale; e ciò mi disgusta. Meglio lottare contro l’ostilità dei contadini, e sopra tutto contro le forze ingiuste della natura: il mio pensiero dominante è la costruzione dell’argine, anche perché questa era la prima volontà di ''lei.''<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 131 —|}}</noinclude><nowiki />
E poi mi annoio, in compagnia di questi uomini di chiesa, che mascherano in modo abilissimo la loro umanità. Padre Leone comincia a raccontare la storia del convento, e quella della parrocchia, un tempo uniti dallo stesso ordine e dai medesimi interessi: poi mi spiega perché lui ha dovuto accettare l’incarico di cappellano delle Suore, ma, intelligente e furbo com’è, si accorge che io non m’interesso a questi discorsi, e cambia argomento. Parla dei suoi viaggi, delle sue missioni: è arrivato fino al Congo, fino all’Estremo Oriente; molte avventure ha avuto: ma visto che neppure questo mi commuove, si agita per la camera, costringe don Achille a ingoiare la medicina, e infine, aperto d’un colpo l’uscio di comunicazione, con voce padronale che rimbomba nella solitudine della casa, chiama due volte:
— Rina? Rina?
— Dove si è ficcata quella scimmia, — dice poi, senza più alcun riguardo, e balza nella camera attigua, facendo scricchiolare i pavimenti di legno, mentre don Achille sospira, con un viso di martire, ed io capisco che l’invasione del vivace confratello, nella quiete profonda della parrocchia, deve essere per lui una sofferenza più molesta del suo raffreddore.
Non oso confortarlo; non vedo l’ora di andarmene: anche l’idea di dover rivedere la {{Pt|pic-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 132 —|}}</noinclude>{{Pt|cola|piccola}} Agar mi infastidisce: ed ecco invece la sua graziosa figura viene a rallegrare la stanza. Ella non mi guarda; non mi vede neppure; tutta intenta a un vassoio che regge con prudenza fra le mani, con su alcuni calici di vermut.
Certo, ella è bellissima, questa volta, forse anche per effetto della luce morente, forse anche perché si è preparata per me: è vestita di nero, con una cintura di cuoio rosso che le stringe la vita sottile e molle nello stesso tempo, e fa più provocanti i suoi seni dei quali si vede completa la forma. E i suoi capelli, treccia sul petto, treccia sulla spalla, ricciolino sulla tempia, hanno sul colore dello sfondo della finestrina davanti alla quale ella si è un momento fermata, sfumature quasi rosee.
Intanto sopraggiunge padre Leone, con una fisionomia cambiata, arcigna: ma egli stringe le labbra per non parlare, ed evita di guardare la ragazza, contro la quale evidentemente è irritato: non riesco a intenderne il perché.
— Rina; ecco un altro nome di lei, che le sta molto meglio di quello di Agar, — penso io, mentre ella sporge verso di me il vassoio, ed io intravedo il fulgore dei suoi occhi attraverso le palpebre vibranti.
Il frate intanto accende il candeliere; tre fiammelle, un odore di lucignolo bruciato, ombre che lottano col chiarore ostinato dei vetri. Io<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 133 —|}}</noinclude>sollevo il calice, come in casa di Antioco, e assaggio il liquido alla salute del parroco: e Agar profitta di tutto quel vago subbuglio per socchiudere le palpebre e fissarmi negli occhi. Un attimo; e la mia noia in qualche modo si scompone.
{{rule|2em}}
Qui mi fermo e sorrido di me stesso, ma non tanto, chiedendomi se, invece dell’Agar fantastica inventata dai pettegolezzi del paese, si trovasse davanti a me la semplice Rina nipote innocente del parroco, mi interesserei altrettanto alla sua persona.
Ma così è, amica mia: il male è sempre più interessante del bene; ed anche i santi, nei loro eremitaggi, soffrivano di tentazioni. Tentazione per me, adesso, più che altro, è questo padre Leone, che ha davvero dentro di sé una potenza stramba e selvaggia. Tanto egli fa e dice, nel circuirmi apertamente, e infine accostandosi a me a palparmi le spalle e le braccia come per provare la sua forza e la mia remissione, che mi costringe a promettergli di andare con lui al convento.
Non so, Noemi, se ti ho mai confidato che ancora non conosco questo triste luogo: nel breve tempo del mio sventurato fidanzamento, più di una volta io proposi a ''lei'' di andare a {{Pt|vi-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 134 —|}}</noinclude>{{Pt|sitarlo:|visitarlo:}} ella rispondeva, sì, sì, tanto più che era suo dovere di salutare le suore le quali, si può dire, l’avevano allevata; ma poi non se ne fece niente. Nutriva, lo intesi dopo, una specie di ripugnanza, quasi di terrore, per il luogo ove tanto melanconica e chiusa era stata la sua fanciullezza: parlava con dispetto delle suore, ma rabbrividendo ricordava il freddo dei lunghissimi inverni, la solitudine del suo spirito privo dell’affetto materno. Perché l’avessero cacciata lassù lo seppi solo dal racconto di Antioco: avrebbero potuto almeno metterla in un grande collegio; ma la madre egoista, il padre abulico e già malato, l’ava tremebonda, la volevano almeno sott’occhio, e credevano di sopperire a quanto le mancava col mandarle in convento la maestra di piano e quella di disegno, e compensare a parte padre Leone perché le insegnasse anche il latino: due volte la settimana, poi, e durante vacanze estive la portavano a casa. E una volta uscita dalla sua prigione, ella non desiderò rimetterci piede: del resto per poco tempo; poiché fu durante l’estate in cui ella uscì dal convento che ci si conobbe.
Fu certo per reazione, quasi per vendetta contro quella sua ingrata adolescenza che ella si gettò, appena si fu in città, coi larghi mezzi assegnati dalla sua famiglia, alla vita mondana. Eppure, nei momenti di abbandono, più che per<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 135 —|}}</noinclude>amore per bisogno di sfogo, ella mi raccontava le sue disperazioni invernali, lassù, nel convento, senza fuoco, senza luce; l’acqua del fiume, anzi dei due torrenti che s’incontrano e si accapigliano sotto le mura dell’edificio, era sempre minacciosa e torbida: una notte salì, invase il cortile, penetrò nell’atrio. Furono ore di angoscia, specialmente per le ragazze pronte a tutte le fantasie: il pensiero dell’argine sorse in lei forse, quella notte: e se lo ricordò, certo, per istinto, per impeto del subcosciente, quando la disperazione della vita la travolse e la portò nella notte eterna.
Io avevo giurato a me stesso, Noemi, di non parlarti mai più di lei; e invece non faccio altro; è come un male che mi costringe a lamentarmi senza tregua. Qui, poi, io rivivo giorno per giorno la sua vita, respiro l’aria ch’ella respirava, la sento presente in ogni cosa.
Mentre si parte, con padre Leone, dopo esserci dato appuntamento davanti alla parrocchia, Agar si sporge da una finestra.
— Padre, padre; mi faccia un piacere; porti, per me, questo mazzolino alla Madonna.
E ci butta un mazzo, stretto stretto, di quei fiori detti di «ogni mese» color oro rosso, che hanno un odore quasi di cicuta: poi si ritira, senza lasciarci neppure il tempo di salutarla. Ho preso io, a volo, il selvatico mazzolino; e il<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 136 —|}}</noinclude>padre pretende che lo porti io, sebbene ciò mi sembri ridicolo; tuttavia accosto i fiori al viso, e nel loro bottone dorato mi pare ci sia qualche cosa degli occhi di Agar, che mi sorride, mi stuzzica, mi distrae. E veramente ho bisogno di un po’ di distrazione, durante questo viaggio strano del quale non so ancora spiegarmi bene lo scopo: solo mi sembra che, guidato come un cane al guinzaglio dal mio autoritario compagno, io compia uno di quei pellegrinaggi che i fanatici s’impongono, per voto e per espiazione, verso un santuario miracoloso.
Chi sa che un po’ di salvezza non mi aspetti? La mattina è tiepida, ma non serena: un cielo lattiginoso, la fiumana bigia, che si diverte a scavalcare il ponticello di legno come un ragazzo che salta con la corda: il cimitero, dopo la parrocchia, tutto infreddolito e lagrimoso di guazza, con le lapidi e le tombe, sulla china erbosa, che mi dànno l’idea di panni tesi ad asciugare. Una tristezza pietosa torna a stringermi il cuore come i bambini impauriti mi fermo davanti al cancello, e penso che ella deve aver freddo; poi, mentre padre Leone fa segni ed inchini che sembrano scongiuri, vedo, sugli scalini della tomba Decobra, entro una piccola urna di bronzo, un mazzo di fiori simile a quello che tengo fra le mani. Chi l’ha deposto? La famiglia? Ma la famiglia ha rose e garofani. Forse Agar?<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 137 —|}}</noinclude><nowiki />
Si riprende a camminare, sempre costeggiando la fiumana: ed ecco la seconda tappa della mia ''via crucis:'' la villa Decobra: ed anche qui mi fermo, quasi con ostentazione e per dispetto al frate che mi ha trascinato a questo viaggio.
Attraverso le sbarre di ferro battuto, che finiscono in lance dorate, rivedo il viale in salita, tutto bianco e duro di ghiaia, tra due fila di cipressi, che oggi s’intonano col colore del mio spirito; ma tutto, oggi, ha pure un significato quasi mistico, di elevazione; e questi cipressi, che tendono al cielo, con le cime appuntite, mi dànno l’idea di grandi misteriosi uccelli, con le ali raccolte, dritti come gli aironi su una gamba sola: la linea di una larga e lunga aiuola, tutta dorata di fiori simili a quelli del mio mazzolino, si stende, simile a un tappeto di altare, sotto la scalinata della villa; ed anche le vetrate in fondo al portico d’ingresso, hanno un tenue splendore rossastro, come illuminate internamente da ceri accesi; mentre, sulla loggia, la balaustrata di marmo bruno si affaccia, un po’ desolata, quasi ascoltando il desolato rumore dell’acqua della quale riproduce il freddo umido chiarore.
Sopra la villa le grandi cupole dei castagni si tingono di una lieve promessa di sole; il sole, infatti, appena noi si riprende il viaggio, si libera dai vapori dell’orizzonte; ogni cosa si rallegra; i carbonai che scendono la strada dei poggi ci<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 138 —|}}</noinclude>salutano e sorridono, quasi per farci vedere che almeno i loro denti sono bianchi; e padre Leone li benedice, loro coi loro asinelli, i cani, i sacchi di carbone; e in questo ha davvero qualche cosa di francescano schietto, che mi riconcilia con lui.
Quando si arriva davanti al convento io sono già un altro, disposto a tutto, persino a voler bene alle suore: e d’altronde il luogo desta davvero un senso di pietà. È triste anche sotto la luce del sole: a parte la facciata tinta alla meglio, con un portico lastricato di pietre di fiume, il resto è in perfetta decadenza: i muri scrostati, il lembo del tetto privo di embrici, che dà l’idea di una bocca sdentata, i vetri rotti delle finestre, mi dànno l’impressione che l’edificio, così sospeso sulle due correnti fragorose, sia un mulino abbandonato. Un noce secolare, a fianco del cortile, gli dà però un’aria pittoresca, di vecchia stampa romantica. Entriamo per una porticina laterale, in un lungo corridoio illuminato solo dalla luce fredda che scende dalla finestra della scala: ci riceve un’alta suora pallida, con l’abito stinto, con gli occhi azzurri stinti, che però si animano di una luce ridente per la presenza del miracoloso forestiere: poiché tutto il convento sa già quello che si può aspettare da lui.
Le consegno il mazzolino, del quale mi rimane l’odore aspro sulle dita, ed ella, più silenziosa di un’ombra, ci precede. Che tristezza,<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 139 —|}}</noinclude>quel corridoio che ha sentore di sotterraneo, e quella scala di pietra che pare scavata nella roccia: i gradini corrosi dànno l’impressione che bocche selvagge e disperate li abbiano, per secoli, rosicchiati; con l’esasperazione dei bambini quando mettono i denti: e il mio pensiero è sempre con lei: lei che sale lieve questi scalini, dapprima troppo alti per le sue piccole gambe; poi sempre più agile e svelta, pronta alla fuga: lei che, arrivata al pianerottolo si ferma a guardare, attraverso la vetrata polverosa, il poggio verde solitario con in cima una croce che pare quella di un calvario.
Il fiume da qui non si vede, ma se ne sente il rumore, minaccioso, impressionante, come nei sogni. E nei sogni spauriti ella forse sentiva questa voce, e pensava al modo di salvarsi dallo spaventoso pericolo.
{{rule|2em}}
La sala di ricevimento sarebbe al pian terreno; ma la Madre Superiora ci riceve nella sua camera, poiché i dolori artritici dei quali da lungo tempo soffre le impediscono di muoversi. Seduta su un alto seggiolone a colonne, che pare un trono, ha un aspetto di potenza quasi pontificale: il viso bianco cascante, la bocca piccola e stretta, gli occhietti verdi circondati di {{Pt|minu-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 140 —|}}</noinclude>{{Pt|tissime|minutissime}} rughe, e sopra tutto la persona gigantesca, le dànno, oltre all’aspetto imponente e ieratico, un non so che di antico, come di una statua di pietra, che più non vive una vita mortale, ma una vita da monumento. Tuttavia, quando comincia a parlare, — e parla in dialetto, poiché, al contrario delle precedenti Madri, tutte di famiglie nobili, ella è una schietta contadina, — la sua voce maschia muta l’atmosfera dell’ambiente. Anzitutto s’informa della salute del parroco; domanda notizie di Agar; notizie del nuovo podestà: è informata di tutto; e a tutte le sue domande padre Leone risponde sorridente, scintillante, con un certo spirito civettuolo, quasi voglia farle la corte: finché ella, da padrona dispotica e incurante delle adulazioni, gli ordina di far portare il caffè. Ed egli va, scivola silenzioso, sparisce; la Madre tace e mi guarda fisso si sente, per la vasta camera nuda e fredda, il rumore del fiume, padrone assoluto del luogo.
Con le mani immobili intrecciate sul grosso ventre, ella dice:
— Vede, non abbiamo neppure un campanello, qui: ne ho uno, a corda, sopra il letto: lo vede? Ma ha un suono di piffero, che questo boia di fiume si mangia come ridere.
Proprio così: questo boia di fiume: ed io sorrido, compiacente, pur avendo già capito l’antifona.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 141 —|}}</noinclude><nowiki />
— Povere siamo, — ella riprende, sforzandosi da un accento solenne, falsamente commosso; — e povere il Signore vuole le sue serve. Ma c’è un limite a tutto: non abbiamo riscaldamento, non luce elettrica, e quasi neppure acqua perché quella del maledetto fiume non è potabile: e intanto essa ci si mangia, sotto, ci corrode; farà un giorno di noi e della nostra casa una bella zuppa. Lei ride? Ho piacere: è giovane, lei, è un ragazzo: ma la vita le insegnerà molte cose; meglio che un maestro a pagamento.
— La nostra Comunità era ricca, — riprende, severa; — non per fare della storia, ma per la verità, le dirò che le nostre suore, verso il 1490, possedevano circa mille tornature di terra, con boschi, vigne, oliveti e seminati; tanto che un breve di papa Clemente VIII, le mise, le nostre suore, anche in possesso della chiesa di Sant’Antioco, perché la tenessero da conto e la aiutassero nella sua povertà. Poi tutto andò in malora: i fattori si mangiarono a poco a poco il nostro patrimonio, i governi ci rovinarono con le tasse: siamo ridotti in miseria perfetta, adesso; a volte qui, oltre il freddo, l’umido, le malattie, si soffre quasi la fame. L’unica risorsa sono le ragazze, che le buone famiglie dei dintorni, ci affidano: il mensile da loro versato è però appena sufficiente per nutrirle e tenerle {{Pt|be-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 142 —|}}</noinclude>{{Pt|ne;|bene;}} il loro numero, poi, diminuisce di anno in anno, appunto perché durante l’inverno le care fanciulle stanno molto a disagio; noi facciamo il meglio che si può; ma, nonostante la nostra fede, miracoli non ne avvengono. Eppure speriamo ''ancora.'' (Qui gli occhietti della Madre brillarono come le lucciole, nel tenebrore del suo funebre discorso; ed io capii benissimo che il miracolo lo si aspettava da me). Adesso, se non le dispiace, pregherò padre Leone di accompagnarla a vedere i nostri locali. Vedrà che pulizia, che precisione, che ordine. Si fa quel che si può: e di qui escono giovinette che onorano la famiglia e la società: timorose di Dio, oneste, felici.
Io l’ascoltavo; ma ascoltavo anche la voce del fiume, e il senso di oppressione che da poco mi aveva lasciato, riprendeva a serrarmi il cuore. Pensavo: ci vuole una bella faccia tosta, a parlarmi così; così, a me, che so in che modo la sventurata Pia uscì macerata da questo luogo. Ma una vaga paura si univa alla mia pena: mi pareva che la Madre giudicasse male, a sua volta, nella sua cupa coscienza, la mia impassibilità. Doveva anche lei pensare che la tragica fine dell’infelice creatura era dipesa da me. Come una colomba, ella era caduta nelle grinfe del falco assassino. E adesso, doveva pensare la Madre, adesso, signor carnefice, paghi almeno il fio del<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 143 —|}}</noinclude>suo misfatto; versi una buona somma per riattare il convento. Infatti proseguì:
— Persino l’organo, in chiesa, non funziona più: a causa dell’umido. Una delle suore si ostina a suonarlo, ma più armonia fa il vento nella gola del camino. E una chiesa senza organo è come una fontana senza acqua. Adesso speriamo nel nuovo podestà, che se non potrà lui, poiché anche il Comune è pieno di debiti, cercherà più in alto. È bravo, il signor Pellegrino, religioso e serio, mentre l’altro era… boh, puff... puff...
Ella gonfiò le guancie; fischi e soffi uscirono dalla sua bocca di pesce: pareva una maschera buffa e tragica nello stesso tempo: e non ebbi neppure l’idea di difendere Antioco, tanto la derisione e il disprezzo per lui erano formidabilmente radicati nell’anima della Madre: anzi ne rimasi sgradevolmente suggestionato. Però non la incoraggiai a proseguire, ed ella intese. È una donna molto diplomatica, e le sue stesse espressioni burlesche giovano a rinforzare la commedia dei suoi discorsi.
{{rule|2em}}
Tornò la lunga suora pallida, seguita da padre Leone scodinzolante e allegro come un cane fedele.<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 144 —|}}</noinclude><nowiki />
Il caffè era squisito; e c’erano anche, in un cestellino di metallo, certi dolci che sembravano frutta candite.
— Tutto fatto dalle buone sorelle, — disse la Madre, rallegrandosi per il caffè. — Sono brave in tutto: cavano il filo persino dalle ortiche. Fanno il pane, le ostie, tessono, rattoppano le scarpe; si sono messe persino a fare da muratore, con le loro manine di cera; ma ci vuol altro. Prenda, prenda un altro amaretto, signor... signor...
— Conte Franci, — aiuta padre Leone, con la massima deferenza: anzi pare che il mio titolo gli riempia di molle dolcezza la bocca, come questi dolci che hanno un sapore quasi voluttuoso.
Al sentire il mio nome, anche la scialba suora che tiene in mano il vassoio con atto supplice e umile, si accende tutta; ma subito abbassa le palpebre e il suo viso ridiventa d’avorio: però, quando la Madre, dopo aver di nuovo enumerato tutti i bisogni e le virtù del Convento e della Comunità, la prega di condurmi a visitare i dormitori e la sala di lavoro (le aule no, poiché è l’ora delle lezioni), mi accorgo che ella ha una lievissima vibrazione fra di sorpresa, di sdegno, di piacere. Andiamo dunque, mentre il Padre e la Madre, di perfetta intesa fra di loro, confabulano su certi affari di amministrazione:<noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="MDeSantis85" />{{RigaIntestazione||— 145 —|}}</noinclude>andiamo, la lunga suora davanti, io dietro; la scala per salire al piano superiore si fa più ripida, e la finestra dell’ultimo pianerottolo, chiusa con un lucchetto, ha un chiarore lunare.
— È chiusa in questo modo, — spiega la suora, — per impedire alle ragazze di affacciarsi. Ci sono testoline matte, fra di loro.
Anche di queste parole ella si pente subito due pieghe profonde le solcano il viso, di nuovo le palpebre si abbassano; e quasi di corsa mi precede fino al corridoio sul quale si aprono gli usci dai quali vien fuori, rinforzata, la voce del fiume.
— Questa è la sala da lavoro, e questa è la stanza del telaio.
Il grande telaio con una tela grezza a metà distesa fra i suoi ormeggi, non mi interessa gran che; e neppure la sala da lavoro, con una tavola ingombra di carte, disegni da ricamo, modelli di vestiti: mi colpisce di più un salottino attiguo, con un piccolo pianoforte che sembra una pianola e un cavalletto con una tela ingenuamente disegnata.
Torna a commuovermi il dormitorio, veramente spazioso e arioso, diviso da un arco con una tenda che si gonfia come una vela, per l’aria che corre da una finestra all’altra.
Il luogo è confortevole; un’oasi del tetro convento. Dalla vôlta candida pendono tre {{Pt|lam-|}}<noinclude><references/></div></noinclude>
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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/168
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<noinclude><pagequality level="4" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione|162|{{Sc|gli errori}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|39}}Questi fummo noi duo, che come roti
l’instabil Dea, del mondo agitatrice,
provato abbiam, dal dì che tra’ suoi moti
aprimmo gli occhi al Sol, coppia infelice.
Argene poi, di cui noi siam nipoti,
in vece n’allevò di genitrice,
però che quella in su l’angosce estreme
l’anima avea col parto espressa insieme.
{{Ottava|40}}Non è gran tempo, che per bando espresso
Cipro intorno mandò publici gridi
ch’a tòrre il regno al più bell’uom promesso
venga chïunque in sua beltà confidi.
La nostra Zia, c’ha pretendenza in esso,
fe’ da Menfi tragitto a questi lidi;
e stimandoci ancor tra ’l popol greco
degni di comparir, ne menò seco.
{{Ottava|41}}L’altr’ier (però che qui nostro costume
era sovente essercitar le cacce)
per un Cervo seguir, ch’entro nel fiume
spaventato da gridi e da minacce,
perdemmo insieme col dïurno lume
de la Fera e de’ nostri in un le tracce.
Così smarriti, in altri lacci tesi
fummo di cacciator cacciati e presi. —
{{Ottava|42}}Tacque, e volendo dir ch’altra prigione
tenea le voglie sue strette e legate,
sospirò sì, che ne sorrise Adone,
e parte di quel male ebbe pietate,
ché già dotto in Amor, di ciò cagione
ben conobbe esser sol la sua beltate:
beltà, principio e fin d’un gran tormento,
vista, amata, e perduta in un momento.
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="OrbiliusMagister" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto decimoquarto}}|163}}</noinclude><poem>
{{Ottava|43}}Già da l’ombrose sue riposte cave,
de la notte compagno, aprendo l’ali,
con lento e grato lurto il sonno grave
togliea la luce ai pigri occhi mortali;
e con dolce tirannide e soave
sparse le tempie altrui d’acque letali,
i tranquilli riposi e lusinghieri
s’insignorian de’ sensi, e de’ pensieri:
{{Ottava|34}}quando le lor parole al mezo rotte
repente fur da sùbito tumulto.
Fracassi d’armi e strepiti di bòtte
ferivan l’aere d’un romore occulto.
Confusa dal timore e da la notte
va la casa sossovra al novo insulto;
ed ecco allor di quel drappel protervo
viene anelante a la lor volta un servo.
{{Ottava|45}}Furcillo è questi, un giovane Epirota,
ben degno imitator del buon maestro,
che già sei volte almeno è da la rota
per gran sorte scampato, e dal capestro.
Segnato tien con indelebil nota
de la bolla reai l’omero destro.
Barro di carte, e ficcator di dadi,
tutti d’ogni bell’arte ha scorsi i gradi.
{{Ottava|40}}Di Filora la bella, e più de’ suoi
ricchi ornamenti avea l’alma invaghita.
Venìa per vïolarla, e tòrle poi
con le misere spoglie anco la vita.
Va il mondo a sangue — ei disse — e qui sol voi
seggendo, al mal commun non date aita.
Parlo a te bel Garzon, che pur mi sembri
di forte core, e di robusti membri!
</poem><noinclude><references/></div></noinclude>
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Federicor
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<noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione|174|{{Sc|gli errori}}|}}</noinclude><poem>
{{Ottava|87}}Vaghezza püeril (sì come è l’uso
de’ fanciulli inesperti) in pugna il mena.
Non avea questi il quarto spazio chiuso
de la stagion più fresca e più serena,
però ch’avea del debil filo al fuso
Cloto sedici giri attorti a pena;
né gli segnava ancor poco né molto
vestigio pur di nova piuma il volto.
{{Ottava|88}}Semplicetto credea, là tra le schiere,
dove l’ira e ’l furor fère e minaccia,
quel trastullo trovarsi, e quel piacere,
che per le selve avea trovato in caccia;
e che ’l seguir de le fugaci fere
co’ cani a lato e ’l dardo in man la traccia
non fusse ardir men coraggioso e forte,
che ’l girne in campo ad affrontar la morte.
{{Ottava|89}}Il fianco e ’l tergo ha senz’altr’armi armati
d’una pelle di Lince oscura e bianca.
Gli è cuffia il teschio, e pendon d’ambo i lati
con l’unghie intere e l’una e l’altra branca.
Duo di fiero Cinghiai denti lunati,
un da la destra parte, un da la manca
gli escono innanzi, e con due fibbie stretto
gli fan vago fermaglio in mezo al petto.
{{Ottava|90}}A que’ sembianti angelici diventa
qual più rigido cor molle e cortese.
Trattiene i colpi, e con man lieve e lenta
schermo si fa da l’innocenti offese.
Ma ’l Garzon più s’inaspra, e più s’aventa
tra le più dubbie e men secure imprese;
e chi gli cede irrita, e di chi ’l mira
contro se stesso e sua beltà s’adira.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Federicor
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<noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto decimoquarto}}|175}}</noinclude><poem>
{{Ottava|91}}Melanto nato al freddo Tronto in riva
là tra l’Alpe Picena e la Peligna,
suo curator, suo difensor veniva,
e seco in un facea l’erba sanguigna.
Per la calca maggior questi il seguiva,
e fermando talor l’asta ferrigna,
volgeasi a rimirar quai più mortali,
de l’occhio o de la man, fusser gli strali.
{{Ottava|92}}Or davante, or da tergo, ed or da’ fianchi
gli lasciava i guerrier feriti e vinti,
perché gli avanzi suoi storditi e stanchi
fusser da lui con minor rischio estinti.
In cotal guisa, ove i più fieri e franchi
segnalarsi vedea di sangue tinti,
le fatiche scemando al bel fanciullo,
di spianargli la strada avea trastullo.
{{Ottava|93}}Così strozziero a l’aghiron talora
spuntando il lungo rostro e i curvi artigli,
al falcon giovinetto, e non ancora
uso a le cacce, agevola i perigli.
Così Leon, traendo al bosco fòra
de l’aspra cova i non chiomati figli,
Caprio o Torel, cui di branar disdegna,
lor mezo ucciso a divorare insegna.
{{Ottava|04}}Va tra’ nemici Armillo, e l’arco tende,
ch’è di fin or pomposamene adorno,
e ’l cordone ha di seta, e tutto splende
di sottil minio e di lucente corno.
Con la manca nel mezo il nervo prende,
ed al dritto de l’occhio il gira intorno,
con l’altra il laccio tira, e fuor del legno
fa guizzar l’asta, ed accertar nel segno.
</poem><noinclude>
<references/></div></noinclude>
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Indice:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu
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|Autore=Ferdowsi
|NomePagina=Il Libro dei Re
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|TitoloOriginale=
|Sottotitolo=poema epico
|LinguaOriginale=persiano
|Lingua=italiano
|Traduttore=Italo Pizzi
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|Editore=Vincenzo Bona
|Città=Torino
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|Progetto=Letteratura
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|Sommario={{Indice sommario|nome=Il Libro dei Re/Errata corrige VI|titolo=Errata corrige|from=8|delta=5}}
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{{Qualità|avz=100%|data=29 luglio 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=I. Il fatto|prec=../|succ=../II. Le prime indagini}}
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|297}}</noinclude>
{{Ct|class=sezione|Dubbietà sul Saros Meteorologico, e Risposta.}}
Una dubitazione oggi muovono alcuni sulla circolazione delle Meteore Atmosferiche; non che si dubiti se le Meteore abbiano anch’esse una certa legge, sapendosi, che come tutto nell’Universo è legato, e connesso, niente può succedere senza causa, ma si dubita se, per esempio il nostro Saros Caldaico, o Ciclo di 223 Lune sia quel periodo, secondo cui ordinariamente ben corrisponda la successione tanto anomale in apparenza, e variabile dei fenomeni dell’Atmosfera; non si nega che per le Osservazioni di 56. Anni il Signor Toaldo non l’abbia trovato più soddisfacente di tutti i Cicli, ma perchè in quest’anni, nei quali se ne attende la corrispondenza, si osserva che talvolta i fenomeni succedono con qualche differenza di numero, o di tempo, o di quantità, o anche totalmente diversi, perciò si sospetta, che il ritorno vero delle Stagioni forse procede diversamente.
Or di questa dubitazione a dir vero non è da stupire nei primordj che siamo d’una<noinclude>{{Ct|class=destra|T 5}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|298|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>Meteorologia meglio intesa di quella degli Antichi, dovendosi per bene stabilirla evitare principj arbitrarj, e regole incerte, ed io rispetterò la sospensione dell’approvazione di que’ Dotti, che quanto è naturale per una parte il sospettare dell’appropriato Ciclo trovandosi delle discrepanze nel ritorno delle Stagioni, altrettanto essere ragionevole, che se la pluralità dei fenomeni lo rende probabile, come pare, e se si conoscano delle cause, le quali possono produrre le marcate anomalie, debbano gli Osservatori Meteoristi, piuttosto di escluderlo, applicarvi la loro attenzione per verificarlo, come li primi Astronomi attesero a verificare le rivoluzioni non ben certe dei Pianeti.
Che per tanto sia probabile il nostro Saros per il maggior numero anche delle recenti Osservazioni, se ne ha una prova in qualunque di questi ultimi Anni, ne’ quali si notarono le discrepanze. Chi osserva le Meteore ogni giorno scorra il suo proprio Registro, e troverà, per esempio, nel 1800 che di 49 Fasi Lunari, sole 12 a tutto rigore escono della regola, ma vedrà che anche, tra le 12 escluse, qualcheduna mostra dell’inclinazione corrispondente {{Pt|all’indicazio-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|299}}</noinclude>{{Pt|ne|all’indicazione}} del Saros, e così a un dipresso troverà scorrendo gli altri Anni. Qual maggior probabilità dunque, se da tutti questi Anni risulta quasi la cosa medesima, che per l’esame degli Anni 56?
Ora questa replicata prova di fatto basterebbe per ammettere il Saros; ma in oltre si comprende, e si conosce, che se in ogni ritorno s’incontrano dei fenomeni non concordi vi sono però delle cause turbanti, le quali possono produrli di tempo in tempo lasciando poscia restituirsi l’ordinario corso del periodo. Tra le cause turbanti molte ve ne possono essere nel Globo stesso della Terra, e forse nell’Aria legale ad altre cause rimote, ma mi ristringo a dire di due sole che sono fuori del Globo, l’una ricorrente a differenti intervalli, l’altra ricorrente ogni Anno, ed in tutti li moti; la prima si è l’aspetto dei Pianeti, la seconda il corso annuale delle Meteore, in quanto che dipende dal Sole.
Che i Pianeti per attrazione agiscano sulla Terra, e sull’Atmosfera, come agisce la Luna, è fuor di dubbio, e benchè sia piccolissima l’azione di ciascheduno, separatamente, pure quando si ritrovano in {{Pt|Con-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|300|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Pt|giunzione,|Congiunzione,}} e spezialmente Venere, Giove, e Saturno (e possono ritrovarsi talvolta anche tutti) la combinazione delle loro forze deve certamente accrescere, o diminuire l’effetto dell’azione della Luna, secondo che ad essi ella è opposta, o congiunta, o a 90 gradi distante; ora è chiaro, che avendo i Pianeti rivoluzioni tanto diverse, nè gli stessi Aspetti possono succedere ad ogni dieciotto Anni, nè in giorni al Saros corrispondenti, e perciò quindi dovrà vedersi una qualche discrepanza di fenomeni nella ricorrenza delle Lunazioni.
Ma la causa più valida a turbare il Saros deve essere certamente la progressione annuale delle Meteore dipendente dal Sole. Imperciocchè questa causa oltrechè nelle Stagioni medie, nelle quali rapidamente varia la temperatura, per la differenza di 11 Giorni (di quanto pospongono le Lunazioni dopo 18 Anni) può dare delle giornate d’indole diversa; in tutti li Mesi dà pure dei giorni di una inclinazione distintamente propria dipendente dalla Stagione, come vedesi nel Calendario Meteorologico Perpetuo, composto dal Sig. {{Wl|Q1088737|Toaldo}}, coll’Osservazioni di 60 Anni ({{TestoCitato|La meteorologia applicata all'agricoltura|Meteor. Appl. all’Agric.}}), il che si<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|301}}</noinclude>noti bene, onde è facile comprendere, come l’indole dei Giorni Lunari può venire alterata, o anche totalmente cambiata. Per esempio, in detto Calendario i due primi Giorni di Marzo sono notati come belli, ed i Giorni 9, 10, 11, 12, come soggetti a Neve, o Grandine, o Burrasche; se dunque supponiamo, che un Quarto di Luna d’inclinazione buona 18 Anni avanti cadesse i ultimi di Febbrajo, o il Primo, o Secondo di Marzo, 18 Anni dopo cadendo agli 11, o 12, o 30 di detto Mese potrà perdere della sua indole buona per l’impressione generale della Stagione che fa triste quelle giornate. Ecco dunque come l’influenza d’una Fase Lunare può rinforzarsi, o indebolirsi o anche produrre dei fenomeni opposti.
Per la qual cosa piuttosto sarebbe forse meglio considerare la variante produzione delle Meteore Atmosferiche, come l’effetto di combinazione dell’azione, ed impressione generale proveniente dal Sole, secondo le Stagioni, e delle forze della Luna, secondo le sue Fasi, distanze della Terra, e posizioni che va occupando lungo l’Eclittica; o più rettamente potrebbe essere che il Sole, o sia il progresso Ascendente, e {{Pt|Discenden-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|302|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Pt|te|Discendente}} del calore fosse la causa principale; e perenne delle successive Meteore Atmosferiche, e la Luna la causa secondaria, e modificante. Ma poichè la combinazione variante di queste due cause si trova a un di presso la medesima a capo di ogni 18 Anni, quando è una rivoluzione dei Nodi, e degli Absidi Lunari, così sembra ragionevole di doversi attenere a questo periodo per predire all’incirca con probabilità le Stagioni, e mutazioni di tempo, come in fatti ce lo avvertono le Osservazioni.
<noinclude>{{Ct|v=4|t=4|''Fine del Tomo Terzo''.}}</noinclude><noinclude>{{Rule}}
(*) Tratto dal Giornale Astro-Meteorologico dell’Anno 1802. del Sig. D. {{Wl|Q4013167|Vincenzo Abb. Chiminello}} P.P.P. d’Astronomia, ec.</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione||1870|635|riga=a}}</noinclude>''22''. — Ieri, 21 corrente, giornata rimarchevole, come quella che apriva il ventesimo quinto anno della coronazione di Pio IX. Questo avvenimento fu festeggiato, direi così, ufficialmente, poichè la popolazione non prese alcuna parte a gioia pubblica.
Soltanto le solite visite di congratulazione, illuminazione, nella sera, degli edificii governativi e stabilimenti pubblici, concerti musicali dei varii corpi militari che, insolitamente, seguivano le ritirate lungo la via del Corso e musica al casino militare. Alle truppe furono distribuiti cinquanta centesimi a testa.
L'''Osservatore Romano'', messo a festa, espresse caldi voti per poter registrare anche nell’anno venturo le glorie del pontefice e re.
''24''. — Il {{Wl|Q1230758|cardinale Guidi}}, arcivescovo di Bologna, domenicano, è uno dei più dotti del sacro collegio. Questi mostrò molto coraggio civile nelle adunanze sinodali arringando, con paroli autorevoli e libere, colla vera impronta del «Non erubesco evangelium». Egli, nell’ultima adunanza, si pronunziò fermo ed energico oppositore del dogma della infallibilità del Papa, del che molti dei Padri furono scandalizzati.
Il Papa, dopo che fu terminata l’adunanza, lo fece chiamare a sè e lo rampognò, ad alta voce ed aspramente, dello scandalo dato; ma il dotto arcivescovo rispose che tanto gli dettavano la coscienza, le nozioni teologiche, la propria convinzione ed il bene stesso della S. Sede e della sacra persona sua.
Tutta la città conosce ciò e se ne parla dovunque, senza mistero, con gl’inerenti commenti.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|430|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>Avendo egli un’acconciatura verde, nel ringraziare coi mazzi in mano, si videro chiaramente i colori nazionali. Allora il pubblico proruppe in strepitosissimi e prolungati applausi.
''18''. — Nella sera dell’11, ricorrendo l’anniversario dello sbarco di Garibaldi a Marsala, s’incendiò qualche bengala tricolore<ref>Il 19 di marzo gli studenti della Università publicarono, in onore di Garibaldi, la seguente epigrafe:
<poem style="text-align:center; font-style:italic;">
A TE O GIUSEPPE GARIBALDI
Che vendicati sui campi lombardi
Gli oltraggi del prepotente straniero
Scendesti guai folgore
Maravigliata attonita l’Europa
A spezzare disperdere il trono abborrito
Dei spergiuri Borboni
Gli studenti dell’Università Romana
Confidando nell’invitto tuo braccio
Per la redenzione completa della sagra tara
Che ci è patria carissima
Nel dì XIX del mese di marzo MDCCCLXI
Non immemori di averti a concittadino
Innalzano voti perché Iddio Onnipotente
Conservi per lunghi anni la tua vita
Alle speranze d’ITALIA
All’amore dei Romani
All’ammirazione del mondo.</poem></ref>.
Uno di questi al vicolo del Governo Vecchio, e furono arrestati, come sospetti, un Antonio Quattrini....<ref>Mancano i nomi degli altri arrestati.</ref>.
Nella sera medesima, 11 corrente, al teatro Alibert solita dimostrazione alla prima ballerina per gli ornamenti di presunti tre colori.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1861 |435|riga=s}}</noinclude>Nello stesso giorno, 1° corrente, si mandarono zuavi, con militi di altri corpi, fuori delle porte, formanti posti avanzati.
Si concentrarono in Roma altri gendarmi, richiamati dalla Comarca, e si rafforzarono e moltiplicarono pattuglie.
Nelle ore pomeridiane alcune compagnie francesi occuparono piazza Colonna e formarono fasci di armi.
Il Comitato italiano romano pubblicò un ordine a stampa, in data del 1° corrente, col quale, esortando ad astenersi da qualsiasi dimostrazione, consigliava a sovvenire, invece, sul suo esempio, famiglie indigenti tanto dell’uno quanto dell’altro partito.
Poco dopo partiti i Francesi, fu attaccata una bandieretta tricolore al palazzo di Piombino.
Nella notte i gendarmi perlustrarono accuratamente tutta la città, e si può dire che non vi fosso portone dove non si nascondesse forza.
Non pertanto, nel mattino, si trovò il palazzo di Venezia tempestato di piccole bandierette, attaccate col solito mezzo della creta.
Sulla via di Borgo furono attaccate varie iscrizioni di «Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia».
Sulla facciata e campanile di S. Maria Maggiore furono inalberate bandiere tricolori.
Nelle ore pomeridiane i Francesi rinnovarono il solito apparecchio militare in piazza Colonna.
Numerose pattuglie perlustrarono il Corso.
Il giorno 2 corrente, solennizzandosi per le chiese la chiusura del mese Mariano, per prudenza, si si tralasciò di cantare il ''Te Deum''.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|444|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>fu dono speciale del cielo all’Italia nostra, ma fu dono meritato, poiché gl’italiani erano degni al fine d’uomo sì grande.
::» Roma, 9 giugno 1861.
:::» ''II Comitato Nazionale Romano''».
Nei giorno 13 corrente venne arrestato, per cose politiche, un Francesco Benzi, ex-impiegato, dimesso dalla censura.
Nel giorno 15 corrente mori Ignazio Freschi, notissimo pizzicagnolo, incontro a S. Carlo al Corso, uno fra i più caldi papalini.
Un bell’umore andò a Porta-Leone, dove si portano le bestie morte, e denunciò che era morto un somaro e che perciò andassero a caricarlo; per tale effetto lasciò l’indirizzo della casa del Freschi.
Temendosi che il cadavere fosse fischiato, se ne fece il trasporto il giorno 16, alle 4 pomeridiane, colla sorveglianza della Polizia.
Nella sera dei 16 tornò ad agire il teatro Alibert. Mezz’ora prima dell’''Ave-Maria'', quaranta gendarmi passarono da piazza Colonna, e quindi, imboccando per il Corso, si recarono, a passo militare, ad occupare, preventivamente, il teatro.
Naturalmente, si declamò che fosse un ''quid-simile'' della dimostrazione fatta altra volta dal boia a porta Pia.
Lo spettacolo ebbe luogo. Platea piena. Applausi strepitosissimi e prolungati. Grida di brava e di ''bis'' che fu accordato in una parte.
Dei gendarmi pochi erano visibili; ma sembra che ve ne fosse un centinaio.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1861 |453|riga=s}}</noinclude>è intimata la sentenza della S. Consulta alle ore 11 di questa sera a Cesare fu Antonio Lucatelli, romano, di anni 37, facchino, omicida del gendarme pontificio Francesco Velluti, per ispirito di parte.
{{nop}}<ref follow="p478">''vittima del potere clericale, compilata da Antonio Fiore di Trani''. Livorno, tipografia La Minerva, 1861).<br/>
{{spazi|6}}L’accusato, chiamato innanzi al giudice processante, narrò prima come avesse trascorsa la giornata, e poi soggiunse:<br/>
{{spazi|6}}«Questa è la pura verità, e siccome m’avete detto che dei testimoni hanno assicurato che io fui quello che uccisi il carabiniere, così, per provarvi che sono falsità, calunnie ed infamità io posso portarvi in confronto molti testimoni, che li smentiranno, e dichiareranno V innocenza mia. Non posso dirvi altro, per non sapere altro, e lo giuro innanzi a questo crocifisso che ne deve giudicare tutti e due.<br/>
{{spazi|6}}» Al che il processante, con un’arte tutta ammaliatrice per la mente di un idiota, quale si era la sua vittima preconizzata con un sardonico sorriso d’inferno, lungi dal seguire il volere impostogli dalla legge, lungi dal rispondere adequatamentc a quanto in pieno diritto Lucatelli domandava, rispose: ''essere a tutto provveduto''. «Non temete: il sacro tribunale è già pienamente convinto di quanto per pura coscienza deve deliberare: non temete, ripeto, e vi sarà fatta giustizia; anzi le vostre riprove potrebbero esserne d’impaccio, e la vostra sorte potrebbe cangiarsi di colore: perciò siate tranquillo, o presto ci rivedremo.<br/>
{{spazi|6}}» Ma la causa si tenne a porte chiuse; al Lucatelli si fu dato a difensore il Fisco che «si offriva idoneo all’accusa appostagli», e non vennero ammessi i testimoni a difesa. Fu detto al Lucatelli «da qualche pratico detenuto, che egli, prima della seduta, aveva diritto a far esaminare i suoi testimoni, non solo, ma che poteva farsi difendere da un avvocato di sua scelta, e non già dal Fisco, ''che è un prete''. Tutto questo il Lucatelli fece legalmente noto al tribunale, il quale per tutta risposta si servì del silenzio.... » (Opuscolo, cit., pagg. 32-38).<br/>
{{spazi|6}}Il fisco, mutatosi, con molta coscienza, in difensore, conchiuse: «che l’accusato Cesare Lucatelli è reo convinto della uccisione del gendarme Velluti, vittima della ribellione provocata dallo</ref><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|454|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>»Egli, all’intimo cursorile dinanzi la conforteria delle carceri nuove, si è espresso che ne ringraziava e che era per accettare la condanna con tutto coraggio.
{{nop}}<ref follow="p478">stesso imputato Lucatelli. In conseguenza di che, il fisco, nel suo potere, e nella sua giustizia, trova insufficiente e di niun conto le riprove chieste dal giudicabile, mentre ogni estremo tentato dalla equità del Magistrato compilatore del processo fu infruttuoso e vano, quantunque si tenesse di mira volerlo trovare innocente, onde non addolorare l’animo nostro, in tanti tristi giorni di persecuzioni, nel doverlo condannare.<br/>
{{spazi|6}}» Quindi null’altro ammettendo, il sacro tribunale vorrà, nella sua imparziale giustizia, giudicare nei modi legittimi ed espliciti voluti dalla legge» (Opuscolo cit., pag. 43).<br/>
{{spazi|6}}E fu condannato a morte. Ma alcuni giorni prima che la sentenza fosse publicata un Giacomo Castrucci, emigrato romano, per salvare l’innocente, «spontaneo si presentò al regio Procuratore del tribunale di prima instanza di Firenze e dichiarò solennemente, che egli, introdottosi a Roma clandestinamente onde consolare per qualche ora la sua derelitta madre, nella sera del 29 giugno, vedendo che un gendarme del Papa sciabolava l’onorato stemma del Redentore d’Italia, si appiattò dietro la palizzata dello stabile in costruzione, sulla piazza di S. Carlo al Corso, e da quella fenditura, senza esser visto, uccise con due coltellate quel ribaldo, gittando poscia l’arme.<br/>
{{spazi|6}}» Gli riesci fuggire dal di dentro dello stabile (perchè tutto era senza imposte), sulla via Carrozze, lato interno della casa: quindi diffilò per piazza di Spagna e da colà prese cammino per fuori porta del Popolo, da dove, non senza stenti, prese lo stradale interno e montuoso, che mena a Rieti, oggi terra italiana.<br/>
{{spazi|6}}Il regio Procuratore accolse, per coscienza, tale deposizione, e, per esserne convinto, invitò il Castrucci a firmarlo, ciò che fece di buon grado; e quindi per soprappiù lo fece tradurre alle carceri delle Murate.<br/>
{{spazi|6}}» Poscia, quel lodevolissimo signor Procuratore del Re, nulla trasandando dalle vie della giustizia, addivenuta oggi in Italia di onorevolissima amministrazione, credè suo debito di dovere</ref><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1861 |463|riga=s}}</noinclude>» Altra dimostrazione politica ebbe luogo, contemporaneamente, di fuochi di bengala in piazza di Spagna, strada Condotti e S. Carlo al Corso<ref>Era la continuazione della stessa dimostrazione, nelle vicinanze del teatro.</ref>.
''28 Dicembre''. — Nella ricorrenza delle feste natalizie gli impiegati nei ministeri si recarono, secondo l’antica usanza, ad ossequiare il S. Padre.
Sua Santità parlò a tutti con dignità, ma col suo solito candore, delle angustie in cui si trova attualmente lo Stato. A quelli del ministero dell’interno disse, fra le altre cose: «Oramai potete andare alle case vostre, poichè nulla più avrete da fare. Ci vogliono fare morire di fame».
Ad altri disse che nel 1862 succederebbe la crisi decisiva.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|482|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>{{nop}}
{{ct|f=1.8em|1863}}
{{Rule|2em|000}}
''17 Gennaio''. — Ai 13, essendo giornata bellissima, il Papa andò a passeggiare a Villa Medici, quindi entrò al Pincio e fece un giro a piedi, all’ora del passeggio.
Vi furono diverse grida, e fra le altre: «Viva Pio IX re d’Italia, viva Pio IX padrone dell’universo».
''31''. — Da varii giorni circola il seguente motto satirico:
{{centrato|«L’Italia costò tre ducati}}
{{centrato|Il Messico un Napoleone<ref name=p508>Nel mese di gennaio, come nel resto d’Italia, così in Roma fu aperta una sottoscrizione a pro dei danneggiati dal brigantaggio. «E se Roma, così si legge in un proclama del Comitato nazionale del giorno 25 di quel mese, raffrenata dalla forza straniera ed oppressa dalla sbirraglia clericale, non potò coll’esempio precedere le Città sorelle, non fu seconda nello slancio {{Pt|pa-|}}</ref>».}}
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|492|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>{{nop}}
''31''. — Il Papa, nelle ore pomeridiane dei 29 cadente, andò a trottare fuori di porta Angelica. Dopo ponte Molle, discese; entrò per porta del Popolo e, sempre a piedi, giunse fino a piazza Colonna.
Naturalmente, molto si notò un tale insolito avvenimento, tanto più nel giorno della discussione della causa politica. Il Papa aveva al fianco monsignor De Merode<ref>Di un’altra passeggiata che fece il Papa col cardinale De Merode, nell’ottobre di quello stesso anno, il numero 3 del ''Don Pirlone Redivivo'', giornale clandestino, con caricature, che si diffondeva allora per Roma, dà così la notizia:<br/>
{{spazi|6}}«Uno dei passati giorni si videro nelle ore antimeridiane passare per il Corso due ladri mandati alla berlina dal Tribunale Criminale. Nelle ore pomeridiane pel Corso si fece vedere il papa, passeggiando a piedi a braccetto con monsignor De Merode. Questa circostanza ha ispirato, come segue, la musa d’un trasteverino:<br/>
<br/>
{{Centrato|{{Sc|Sonetto}}.}}
{{blocco centrato|<poem style="font-style:italic;">
:Oh! mo davero che nun stamo male
Mo che pijeno sti provvedimenti
Eh! mo potemo sta pure contenti
E annà senza pavura per le scale.
:È inutile a sto Papa nun c’è uguale,
Pensa pe’ tutti quanti, e poi t accidenti!
Ce hanno de sta pure i marcontenti
Che pe burlallo scrivano et giornale.
:Come gastiga i ladri eh! du birbanti
Avevano rubato, e ’na matina
Che tutti li vedessero voleva
:E pe ’ dà esempio poi che conosceva
Ch’eira più ladro lui de tutti quanti,
Er doppo pranzo annà lui alla berlina».
</poem>}}</ref>.
''11 Luglio''. — Nelle bussole di varii cardinali e prelati furono lasciati esemplari della difesa {{Pt|(stam-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1863 |495|riga=s}}</noinclude>» Questo insulto ci pesa più che le sofferte sciagure, e, protestando innanzi all’Europa della nostra ferma risoluzione di non più tollerarlo, riversiamo sul protettore francese la responsabilità di atti cui la nostra disperazione ci spingerà.
::» Romani!
» Il prete già in due circostanze ha fatto innanzi a voi pomposa mostra dei suoi cointeressati qua convenuti da tutta Europa per attestarvi, che al suo temporale dominio ha l’appoggio d’Europa. Oggi ha d’uopo di mostrare all’Europa, che allo stesso dominio l’appoggio dei Romani non gli manca.
» È tempo che in faccia alle nazioni civili rivendichiate la conculcata vostra dignità, e che mostriate alla iena sacerdotale che se esso per avvilirvi ha prigioni e un carnefice, voi, per vendicarvi, avete mille pugnali.
{{blocco a destra|{{Centrato|» ''Il Comitato romano d'azione''
» Preside: {{AutoreCitato|Giuseppe Garibaldi|{{Sc|Garibaldi}}}}».}}|margine=1em}}
''19''. — Nel giorno 11 corrente, un gendarme pontificio sparò (a quanto dicesi, per equivoco) lo schioppo contro un individuo che si bagnava nel fiume Sacco, presso l’isoletta di Ceprano.
Quell’individuo era un uffiziale di gendarmeria italiana.
Uscito dal fiume, prese un distaccamento di bersaglieri e si recò per assalire i gendarmi e finanzieri pontifici nel ponte dell’Isoletta. Il comandante francese, per evitare qualche grave sconcerto, {{Pt|in-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1866 |523|riga=s}}</noinclude>Nell’ultima domenica di carnevale, 11 corrente, 10 nobili giovani, fra i quali
<poem style="margin-left:4em;">Carpegna C. Guido,
Lovatelli, conte,
Santasilia, marchese,
Colonna Marcantonio,
Doria Giannettino,
Piombino Ignazio,
{{Wl|Q17328870|Odescalchi Baldassare}},
Odescalchi Ladislao,
Ruspoli N.,</poem>
si unirono ad un pranzo nella trattoria di Spilmann e, sul fine, fecero brindisi a Vittorio Emanuele.
Poco si parlò in Roma di un tal fatto perchè rimasto quasi ignoto; ma vi fu chi lo scrisse a giornali esteri, e così prese grande pubblicità ed il Papa stesso ne fu dispiacentissimo.
Si dice che i giovani liberali saranno condotti a fare i Ss. Esercizi.
La Polizia li assoggettò, immediatamente, a sorveglianza segreta.
Si crede che molti dei medesimi, piuttosto che tollerare le misure, che senza dubbio saranno adottate a loro carico, prenderanno l’esiglio.
''6 Marzo''. — Si conferma, generalmente, che le trattative del nuovo prestito siano state sconcluse.
Alcuni soggiungono che il Governo si trovi in tali strettezze d’aver dovuto ricorrere ad un prestito di 60.000 scudi dalla Cassa di Risparmio per pagare i soldi agli impiegati.
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1866 |535|riga=s}}</noinclude>Emanuele II, in appoggio del quale vi è la corrispondenza confidenziale tenuta dall’imperatore Napoleone III con la Santità Sua.
Questo, alla partenza delle truppe francesi, sarà distribuito al Corpo Diplomatico.
In seguito a spionaggio, recentemente, cioè, per quanto si riferì, domenica scorsa, la Polizia fermò due individui mentre entravano a Roma da porta del Popolo, provenienti dalle Marche, i quali erano possessori di varii dispacci del Comitato italiano.
In conseguenza di che, si arrestarono circa 20 persone.
Il {{Wl|Q3779978|conte Ponza di S. Martino}}, già ministro italiano, deputato al Parlamento, da alcuni giorni giunto in Roma, tenne molti colloqui col suo fratello padre Ponza, provinciale dei Gesuiti.
Questi, con persone di confidenza, disse che da vario tempo cerca di convertire il suo fratello, deplorabilmente traviato.
Il conte tenne una conferenza con monsignor Berardi, sostituto della Segreteria di Stato, di tre ore.
Il Comitato romano ha diramato un proclama col quale raccomanda di conservare la tranquillità fino a che non si daranno istruzioni per procedere<ref name=p561>Il proclama del Comitato nazionale, che porta, adir vero, la data del 14 di dicembre, è il seguente:
::«Romani,
<br><br>{{spazi|6}}«Alfine l’ultimo soldato francese ha lasciato Roma, l’ultimo straniero l’Italia.
<br>{{spazi|6}}» Dall’Alpi al mare niun vessillo straniero spiega su terra italiana, prepotente dominio od ingiusta protezione. Spettacolo {{Pt|do-|}}</ref>.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|538|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>Nel giorno 9 corrente tutti gli uffiziali dei gendarmi furono chiamati dalla Polizia e comunicati ai medesimi segrete istruzioni.
Intanto, si potè conoscere che tra le misure che il Governo adotterà è quella di fare occupare, dopo la partenza dei Francesi, le principali piazze da colonne militari, le quali, al segnale di un colpo di cannone, dovranno mettersi in movimento per reprimere qualsiasi dimostrazione.
A tale effetto, sarà pubblicato un Proclama di legge quasi stataria per i ribelli, con comminatoria di fucilazione.
Lo sgomento della popolazione è grave e si prevede che pochi attenderanno alle loro occupazioni ed il piccolo commercio cesserà intieramente.
''11''. — Ai 6 il Papa ricevette in udienza di congedo l’uffizialità francese del presidio di Roma.
Il generale Montebello pronunziò un breve discorso nel quale, in sostanza, disse:
«Sul punto di ritornare in Francia, commossi da sentimenti di profonda venerazione, ci presentiamo, per l’ultima volta, a chiedere dalla Santità Vostra l’apostolica benedizione.
»Noi partiamo; ma il nostro imperatore che, per lo spazio di 17 anni, difese colle armi la città eterna, non tralascia di coadiuvarla in trattative di conciliazione, ed assiste, colla garanzia morale, la Santità Vostra, acciò possa conciliarsi coi suoi vicini ed esercitare liberamente il suo potere spirituale, fino agli estremi confini della terra».<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|552|{{Sc|diario roncalli}}|riga=a}}</noinclude>del concentramento delle indigene a Roma e del presidio gratuito italiano alle piazze scoperte.
Monsignor Randi, nel giorno 26, era estremamente inquieto. Si dice che nella notte precedente due gendarmi felloni, con ordine falso, avrebbero potuto estrarre dal carcere politico un personaggio assai interessante e quindi si sarebbero sottratti.
''29''. — Le truppe francesi partono; ma viene l’I...<ref>Manca il seguito della parola.</ref>.
Il calzolaio è sempre quello e mette sempre la stessa suola. Quindi raccomandiamoci al Signore.
''5 Febbraio''. — Vi è chi assicura che, ultimamente, r ambasciatore di Francia, per istruzioni avute dai suo imperatore, abbia richiamato l’attenzione del Papa sulla emigrazione romana che minaccia incessantemente d’irrompere.
Intanto, persona segreta, ben informata, assicura, che negli ultimi tre giorni, sono partiti, alla spicciolata, circa 120 volontari romani per destinazione ignota. Però, i liberali sono di malumore per l’arrivo sempre crescente di reclute pontificie.
Ieri sera si attendevano, da Civitavecchia, 200 legionari.
Il ministro delle armi fece preparare i locali a S. Silvestro e Montecavallo.
Nel giorno 3 corrente, presso S. Giovanni dei Fiorentini, passava il Ss. Viatico per un infermo.
Un soldato zuavo, che trovavasi in quella contrada, non si scoprì la testa, nè fece alcun altro atto di ossequio.
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1868 |599|riga=s}}</noinclude>e sembra che l’esecuzione avrà luogo martedì 24 corrente.
Si dubita molto di qualche dimostrazione, non ostante le grandiose precauzioni della Polizia e di qualche imprudenza degli zuavi, atta più ad eccitarla che a frenarla.
''24''. — Il cursore del tribunale della S. Consulta, Luciani, intimò la sentenza di morte ai due condannati:
{{Wl|Q3771038|Giuseppe Monti}}, soprastante muratore, d’anni 33, di Fermo,
{{Wl|Q3757141|Gaetano Tognetti}}, garzone muratore, d’anni 23, romano.
I titoli espressi nella sentenza sono per insurrezioni, devastazioni e varii omicidii deliberati.
Nel giorno 23, due Gesuiti andarono alle carceri per predisporre, frattanto, i due condannati ad essere rassegnati nel caso che la loro sentenza fosse confermata.
Monti si mostrò alquanto rassegnato; ma non così il Tognetti, il quale, scagliando vituperii ed ingiurie atroci contro i medesimi, si provò di attentare alla loro vita se non veniva trattenuto dai custodi carcerarii.
«Dettagli ufficiali, dei 24 novembre 1868, sulla esecuzione della sentenza di morte contro:
Gaetano Tognetti, romano, garzone muratore, celibe, d’anni 23 e
Giuseppe Monti, di Fermo, soprastante muratore, ammogliato con figli:
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Carlomorino" />{{RigaIntestazione|| 1868 |605|riga=s}}</noinclude>Essi, in un certo modo, assistevano ad un loro trionfo, il che poteva far vacillare la rassegnazione di quegli sventurati ed indisporre i loro animi come indispose quelli della popolazione.
Ora vuol farsi credere, da alcuni papalini, che il S. Padre sia altamente indignato perchè s’è, arbitrariamente, decampato dalle istruzioni date.
Si dice che aveva espresso il suo volere che qualora i due condannati avessero mostrata una vera resipiscenza e sincero pentimento dei loro traviamenti, avrebbe loro commutata la pena capitale nella galera in vita e che, invece, si volle secondare la loro rassegnazione.
Tutti ricordano, e specialmente i trasteverini, la strage che avvenne nel casino Aiani, in Trastevere, l’autunno dell’anno scorso.
I popolani guardano con orrore e spavento quella casa, che, dopo la catastrofe, non fu abitata che dalla compagnia equestre Guillaume.
Restò nuovamente vuota, e, benché sia stata offerta a prezzo modicissimo e si scarseggi di abitazioni, nessuno vuole andarla ad occupare.
Una compagnia comica napolitana, diretta da un Gargano, agisce nel teatro di Metastasio, che è molto frequentato dal mezzo ceto.
In una delle scorse sere il Pulcinella, rappresentando un mercante di pecore, ne aveva delle bianche e delle nere.
Doveva ucciderne alcune e chiedeva consiglio da qual branco dovesse sceglierle.
La platea, che era piena di spettatori, rispose gridando: «Dalle nere, dalle nere».
{{nop}}<noinclude></noinclude>
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Racconti (Hoffmann)/Il vaso d'oro/Veglia XII
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|124|{{Sc|diario del viaggio in spagna}}|}}</noinclude>
Da Calagor venimo a dí 20 a Logrogno, discosto otto leghe; ma desinamo a una venta per non si trovare altro luogo in mezzo. Cavalcamo tutto giorno in su l’Ebro, dove per spazio di piú leghe è confine tra la Castiglia e la Navarra; in su’ quali confini di lá dallo Ebro fu morto el duca Valentino, e ci fu mostro el luogo.
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{{Sezione note}}
<includeonly>[[Categoria:Diari di viaggio]]</includeonly><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|140|{{Sc|relazione di spagna}}|}}</noinclude>{{Pt|genito.|secondogenito.}} Benché queste infelicitá sieno ascritte da qualcuni a buona sorte, perché se el maschio o la prima delle femine fussin vivi, o la seconda fussi in sé, saria facile cosa si fussi avuto a ritirare in Aragona. Nelle altre cose ha avuto perpetua fortuna, eccetto che quando el re don Filippo venne in Castiglia, nel quale tempo piú tosto scherzò seco che lo offese.
La potenzia di questi regni di Spagna congiunti tutti insieme è oggi grande, massime per la copia grande ha di uomini armigeri e buoni cavalli, delle quali cose el nervo tutto consiste in Castiglia, donde ancora esce el forte della entrata de’ danari. Perché el regno di Aragona è di poco utile di rendita al re, con ciò sia che per privilegi antiquissimi non li pagano quasi nulla; né solo tengono immunitá circa a’ pagamenti, ma ancora nelle cose civile e criminale hanno appello dal re el quale non li può maneggiare interamente; in forma che la reina donna Elisabeth, infastidita di tanti loro privilegi e libertá, usava dire: Aragona non è nostra, bisogna andiamo di nuovo a conquistarla. Non è cosí in Castiglia, dove e’ populi pagano assai, e la parola sola del re prevale a tutte le legge. Quel che sia la entrata di tutto non so particolarmente, ma non ha nome di essere molto grande, ed è soprafatta da molte spese e da provisione e merzede perpetue assai; ed è ancora, a tempo di questo re, minore che lo ordinario, perché per le spese lunghe che gli ha avuto, ha alienate entrate assai. Insomma alla grandezza del paese è povero re, e sanza Castiglia saria mendico; perché de’ regni di Aragona non trae quasi nulla, se non che quando li fussi rotto guerra, sono tenuti a darli pagati per difesa del regno, seicento uomini d’arme; ed anche alcuna volta li danno voluntariamente qualche sussidio, ma non è cosa ordinaria, né vi possono essere constretti. Valsi ancora el re di estraordinari, come de’ maestralghi, confiscazione di inquisizione, e con licenzia apostolica decime di preti; che sono tutte cose che escono di Castiglia.
Tiene el re ordinariamente..... uomini d’arme a uso di Italia, che si chiamano li uomini d’arme della guardia, a’ quali dá per uno ducati ottanta l’anno; ha di poi una altra<noinclude></noinclude>
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Pagina:Guicciardini, Francesco – Scritti autobiografici e rari, 1936 – BEIC 1843787.djvu/147
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione di spagna}}|141}}</noinclude>sorte di milizia che si chiamono quelli dello accostamento, che tiene.... uomini d’arme e cavalli leggieri; a’ quali dá lo anno una piccola cosa di provisione, e loro sono obligati a tenere uno solo cavallo per uno, cosí l’omo d’arme come el giannettiero, e stare parati a ogni posta del re per le guerre di qua. Comandali quando vuole, e dá loro, del tempo che li adopera, uno tanto per dí, che viene a ragione di quattro ducati el mese ''vel circa''. E ne risulta di questo ordine piú benefici, prima, che con poca spesa ordinaria ha sempre a sua posta in ordine quel tanto numero di uomini d’arme e giannetti; secondo, quando li ha a adoperare, non dá loro presta innanzi se non per uno mese o dua; terzio, che li licenzia a sua posta, ed avendone bisogno per dua mesi, li paga per dua mesi soli; che cosí non interviene alli altri, che bisogna che li conduchino per uno anno o dua almeno; e questi omini d’arme di accostamento non hanno, come è detto, se non uno cavallo per uno.
Tiene alla guardia sua cento alabardieri, a’ quali dá, per uno, poco meno di tre ducati el mese; tiene circa a millecinquecento fanti quali chiama di guardia, credo colla medesima provisione; e quando non se n’ha a servire in fazione di guerra, stando sempre presso alla corte quattro o cinque leghe, che è cosa ordinata da questo re da poi tornò di Italia. Li altri fanti che ha di bisogno, toglie alla giornata, e credo con non molta spesa, perché la povertá delli uomini, e la inclinazione che li hanno alla milizia, gliene dá copia assai. In effetto ha milizia assai e tutti sudditi e de’ paesi sua; è vero che li uomini d’arme né sono bene a cavallo, né sono tenuti buoni. Sono e’ giannettieri ottimi, e per esservi esercitati, e per avere cavalli perfetti; ma sono giannettieri schietti, perché insino a ora non usano balestre a cavallo, ma giannette sole. Hanno le fanterie nome di essere buone, e massime in espugnare le terre, ma communemente sono male armate, ed e’ piú hanno solo spada e brochiere; ed hanno questi soldati una proprietá, che sono tutti pazientissimi di ogni disagio, e sanno vivere col poco quando bisogna.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|142|{{Sc|relazione di spagna}}|}}</noinclude>
Oltre a queste milizie ha la Spagna una altra ragione di milizia per la cristiana religione; perché essendo anticamente oppressa molto da’ Mori, furono in Castiglia instituiti tre ordini di cavalieri, Santo Iacopo, Alcantara e Calatrava, a similitudine de’ cavalieri di Rodi, e’ quali si chiamano commendatori, ed e’ benefici loro commende; ed hanno grossissime entrate, e sono obligati a combattere contro a’ Mori che venissino in Ispagna; e vi è qualche ordine che non tiene altro carico, come San Iacopo che è el principale: possono tôrre donna, e vivono in tutto come li altri seculari. Ognuno di questi ordini suole avere uno Maestro Grande a vita, che è creato da tutti e’ cavalieri di quello ordine; e quello Maestro conferisce a modo suo tutte le incommende. Ottennono di poi el re e la reina per apostolica autoritá che questi maestralghi fussino in loro, e cosí li tiene oggi el re; il che feciono e per conto della entrata, che tutti e tre e’ maestralghi passa ogni anno piú di ducati cento ventimila, e per distribuire quelle commende a modo loro ed in loro allievi e favoriti. E serví ancora molto alla loro intenzione di abassare e’ signori di Castiglia; perché essendo sempre quelli maestralghi in uomini grandi, e trovandosi con tanta entrata, e con avere a conferire sí grasse incommende, si tiravano drieto la nobilitá di tutta Castiglia.
El modo della corte del re è che dá a quegli che lo servono ed uficiali di casa sua, provisione secondo la qualitá delle persone e de’ luoghi che tengono, ma tutti vivono in loro abitazione di loro propio. Lui mangia solo ed in presenzia di molti, eccetto che per qualche grande solennitá mangiono insieme la reina e lui. Altri non mangia con lui, se non a chi vuole fare onore supremo, come saria qualche gran signore del suo regno, o qualche grande imbasciata; il che non interviene quasi mai. Ognuno che vuole parlarli, quando lui siede, si inginocchia e non si leva, se da lui non è comandato; el quale quando è privatamente, fa sedere molti uomini di qualitá; in publico, dove lui siede, non siede persona se non li imbasciadori. Usasi baciarli la mano ne’ congressi primi o in sulle<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione di spagna}}|143}}</noinclude>dipartenzie; la quale lui, come a imbasciadori e simili persone, mostra di fare resistenzia a porgerla. Alli altri se non la porgessi subito sarebbe carico, quando e’ vengono di nuovo o vogliono partire; altrimenti per umanitá spesse volte non la porge; e piace alli spagnoli che el re sia umano, ma in modo che ritenga la gravitá e maestá sua. Mutasi ordinariamente la corte spesso di luogo a luogo, ed a chi séguita la corte è consegnato alloggiamento in casa altri, ed è tenuto el padrone della casa servirlo della metá della casa e di mezze le masserizie che vi ha drento; el quale costume è solo in Castiglia, perché ne’ regni di Aragona tengono per privilegio di non avere a dare alloggiamenti piú che si voglino.
Con tutto che, come è detto, questa nazione sia universalmente misera, nondimeno e’ Grandi, per quanto io intendo, vivono splendidamente e con suntuositá grande, né solo circa li apparati di tappezzerie ed argenterie, che è cosa che molto lo usano eziandio e’ populari che hanno qualche facultá, ma in tutte le altre spese del vivere. Tengono buono numero di cortigiani, a’ quali danno communemente provisione; e benché molti abitino disperse, sono sempre a accompagnare el signore quando cavalca; a alcuni dánno le spese in propria casa, a alcuni altri mandano ogni dí el vitto quotidiano per loro ed e’ cavalli, che si chiama mandare razione: el quale modo usano ancora quando vogliono onorare alcuno forestiero. Molti de’ primi signori tengono uno numero di qualche centinaio di lance o di giannetti, chi piú e chi meno, secondo le facultá loro, a’ quali danno accostamento allo uso del paese; tengono grande tavola e grande piatto, e si fanno servire con tante cerimonie e reverenzie, come se ciascuno fussi re; parlano loro li uomini in ginocchioni, ed insomma si fanno adorare; che mostra quanto naturalmente questa nazione sia superba. Solevano a tempo degli altri re, questi signori di Castiglia governare el tutto, non essere molto obedienti, e male si lasciavano maneggiare dal re. Ridussonli el re e reina a’ termini debiti, in modo che non sono in quella autoritá e grandezza che giá solevano; nondimeno vi è piú duchi e marchesi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|144|{{Sc|relazione di spagna}}|}}</noinclude>e conti, e le entrate maggiore non passano ducati quarantamila; e questa sono molti pochi che la abbino.
Benché particularmente usino cerimonie e mostrino reverenzia alle cose di Dio, nondimeno el culto divino non vi fiorisce molto, né si esercita con ordine, anzi disordinatamente; né vi si intende monasterio alcuno, o di uomini o di donne, avere nome di santitá o di una singulare vita. È bene vero che vi è molti vescovadi con entrate grossissime, e che hanno lo spirituale e temporale, de’ quali è maggiore lo arcivescovado di Toledo che dicono aggiugne a ducati cinquantamila; èvi Sibilia e Compostella che passano ducati quindicimila; molti vi sono di sei otto o diecimila ducati. Sonvi molte buone chiese e badíe. E la ricchezza de’ luoghi ecclesiastici è causata in gran parte dalle decime che pagono e’ populi, e’ quali danno alla Chiesa la decima parte di tutto quello che nasce in sul loro, cosí degli animali come delle possessione, che è grande cosa; e di questa decima ne va circa a dua noni nel re, l’altra si distribuisce parte nel prelato della chiesa, parte nel vescovo della diocesi.
La entrata di tutto el regno si può sapere male a punto el particulare, pure per quanto io intendo, questi regni di Castiglia rendono in tutto poco piú di trecento conti, che sono ducati ottocentomila in circa; de’ quali circa alla metá ne è obligata per giuri e promettiti, che sono alienazione di entrate, e provisione o merzede perpetue fatte da’ re; e di questi el re non vede uno maravidis. In sulli altri quattrocentomila ha le spese della corte sua, degli uficiali, le spese delle case delle reine, le fortezze; in modo che di questi non può avanzare molti. Ha di poi la entrata de’ maestralghi, in sulla quale nondimeno ha spese di accostamenti ed altri oblighi; in modo che non la avanza tutta, e lui dice che non ne avanza niente. Ha la entrata di queste isole trovate di nuovo, che la quinta parte di tutto lo oro si cava è sua; che dicono gli tocca l’uno anno per l’altro circa a cinquantamila castigliani, ed è chi dice di settantamila. Cavato ha pe’ tempi passati molto delle inquisizione, perché a ogni sentenzia che se ne dia, o della<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione di spagna}}|145}}</noinclude>vita o di altro, vi è la confiscazione de’ beni; e benché ne donassi molti degli immobili, pure n’ebbe di gran profitti; oggi fa poco. Ha le confiscazione ordinarie delli altri delitti che non sono molte.
Valsi in queste sue guerre che fa contro agli infedeli o per difesa della Chiesa, per licenzia apostolica, di decime dal clero; così ottiene giubilei, indulgenzie, composizione di chi avessi roba aliena e di qualche altro delitto. A rincontro di questo, oltre alle spese di sopra, ha questi accostamenti; ha la guardia di Orano, Mazalchibir, Bugia e li altri luoghi di Barberia; in modo che raccolto tutto, si giudica che la spesa si accosti molto bene alla entrata; e benché sia voce che li abbi in Aragona assai tesoro, pure e’ savi non lo credono. La entrata de’ regni di Aragona, Sardigna, Maiorica e Minorica è piccola cosa; così di Sicilia non cava molto. Della entrata di Napoli anche va assai ne’ sessantamila ducati che dá ogni anno alle reine, ed in molte rendite di danari che gli assegnò a’ signori della parte di Aragona, a’ quali tolse li stati per rendegli agli Angioini, secondo la forma de’ capituli fatti con Francia; a’ quali tutti dette lo equivalente o in danari o in stati; in modo che tra queste spese, quelle che fa nelle gente d’arme e condotte vi tiene ordinariamente, nella guardia delle fortezze e delle galee, è fama qua che a lui non ne sia pervenuti ordinariamente ducati trentamila lo anno.
Oltre alle entrate sopradette ha el piú del tempo per privilegio apostolico facultá di riscuotere dallo ecclesiastico una decima e qualche volta dua; la quale benché sia generale in su tutti e’ regni sua di Castiglia ed Aragona, nondimeno quello ne trae è quasi solo di Castiglia; perché quando el regno di Aragona lo serve di qualche sussidio per via delle corte, eccettua sempre che durante uno tanto tempo li ecclesiastici non abbino a pagare alcuna spezie di decima o sussidio che el re in quel tempo ottenessi dal papa, in modo che questo peso rimane in Castiglia solo; la quale si è convenuta seco di quanto abbi a pagare per decima, che sono ducati sessantamila ''vel circa''. Ottenne ancora uno sussidio ecclesiastico per<noinclude>{{RigaIntestazione|{{smaller|{{Sc|F. Guicciardini}}, ''Opere'' - {{Sc|ix}}}}||{{smaller|10}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|146|{{Sc|relazione di spagna}}|}}</noinclude>conto della guerra contro agli infedeli, che lo chiamono la cruciata; per la quale si dá perdoni grandi a chi la piglia, autoritá di assolvere da quasi tutti e’ casi reservati ed in vita ed in morte, pagando ciascuno per questo dua reali, che è moneta che ne va undici a ducato. Dassi ancora per questa bolla autoritá di assolvere da molti casi usurari, e dove cade restituzione, ne’ quali compongono secondo la qualitá del caso, o piú o meno; e tutto quello che se ne trae viene nel re, sotto nome della guerra contro alli infedeli, e venendo in beneficio regio, e’ ministri che vi sono deputati la aiutano con tutti e’ modi diretti ed indiretti che sia possibile, dividendola e distendendola a infiniti casi.
Questa facultá fu concessa da principio per tempo determinato; di poi el re ne ha sempre di tempo in tempo ottenuta la prorogazione, e così la ha ancora oggi. Cavòronne assai nel principio, sendo la cosa nuova; e dicono in spezie che lo anno che el re prese Malica, ne trasse ducati ottocentomila. Di poi è diminuita, perché nelle cittá pochi la pigliano; nel contado assai, quasi sforzati e per paura; pure rende oggi ordinariamente presso a trecentomila ducati. Pare a questi papi concederli poca cosa; ma è stata tanta, che sanza tali sussidi questo re non solo non arebbe presa Granata e tanti regni esterni, ma arebbe avuto difficultá di conservare Aragona e Castiglia. E però uno papa prudente, e che intendessi bene le cose, gliene concederebbe con qualche gran profitto della Chiesa; la quale non è re alcuno che sia piú obligato ad aiutare che costui, avendo per la autoritá di lei tanto profitto. Compiaceronlo ancora e’ papi di conferire e’ vescovadi communemente a modo suo; e particularmente nel regno di Granata li concedette Innocenzio non solo el padronato de’ vescovadi, ma ancora de’ canonicati e di tutti e’ benefici curati, rimettendo allo arbitrio suo di assegnare loro solamente quella entrata e rendita che li paressi.
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<includeonly>{{Sezione note}}</includeonly><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" /></noinclude>{{nop}}
Perché in tutte le cose che io ho maneggiate insino a questo dí, nessuna ne è stata insino a ora piú onorevole per me che fu l’anno passato la difesa di Parma, mi è parso doverne piú brevemente che io possa, scrivere el successo.
Io mi trovai allo acquisto di Milano, quando vi entrò lo esercito ecclesiastico e cesareo, commissario generale del campo, e quivi soprastetti con monsignore rev.<sup>mo</sup> de’ Medici insino a dí 28 di novembre; nel quale dv sendo venuto uno messo del conte di Caiazzo a significarli che el signor Federico da Bozzole ed e’ franzesi erano partiti di Parma, e che avevano lasciato lui nella cittadella, quale teneva a nome di N. S., monsignore mi commisse che io andassi a buone giornate a tôrre la tenuta, e che soprasedessi alla cura di quella cittá insino a tanto che N. S. deputassi uno governatore, quale in fatto si disegnava che fussi io.
Cosí venni, e tolta la tenuta, a pena vi ero stato tre dí che arrivò la notizia della morte di {{AutoreCitato|Papa Leone X|papa Lione}}, la quale per essere cosa repentina ed in tempo molto estraneo perturbò tutte le cose: fu necessario soprasedere el corso della vittoria, con la quale in uno mese o meno si sarebbono spiccati e’ viniziani dalla amicizia de’ franzesi, e tolto a’ franzesi quanto gli restava in Italia, eccetto le fortezze di Milano e Cremona. Ma vòlti e’ pensieri a conservare quello che restava insino alla creazione del papa, monsignore de’ Medici passando da Parma, che andava in poste a Roma, ordinò che io restassi alla difesa di Parma; Iacopo mio fratello, che era luocotenente mio<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|150|{{Sc|relazione della difesa di parma}}|}}</noinclude>in Reggio e Modona, stessi in Reggio; e di Modona si lasciassi totalmente la cura al conte Guido Rangone. E perché io non mi trovavo in Parma altro che tre compagnie di condotta di novecentocinquanta fanti, quali non avevo assegnamento di pagare; e la terra era in grave pericolo, sendo sanza artiglierie, sanza arme e sanza munizione, e le mura da una banda aperte per la batteria fatta el settembre precedente dal nostro esercito, e li franzesi erano vicini perché tenevano Cremona e tutta quella banda di lá da Po, dalla Adda insino a Casalmaggiore, che è vicino a Parma a dieci miglia; mi disse avere lasciato ordine al vescovo di Pistoia che de’ svizzeri del cantone di Zurigo, che erano a Piacenza piú di tremila, ne venissi mille a Parma; col quale presidio le cose di Parma resterebbono sicure, massime che si pensava la elezione del papa nuovo non si avessi a tardare. E che ''isto interim'', el marchese di Mantova capitano della Chiesa, che era a Milano, si reducerebbe con le gente ecclesiastiche in Piacenza, e li cesarei che erano di lá da Po, farebbono qualche segno di volere stringere Cremona: in modo che e’ francesi non potriano pensare a fare impresa di qua da Po; ed inoltre si trovavano in Modona duemila altri svizzeri, la vicinitá de’ quali dava favore alle cose di Parma; e vi era el conte Guido, ed in Bologna el signor Vitello.
Tutti questi disegni restorono vani; perché e’ zurigani, per non vi essere modo di pagarli, resolverono essere contenti difendere Piacenza insino alla elezione del papa, ma che non volevano servire in alcuna fazione, ''etiam'' a difesa dello stato ecclesiastico, fuori di Piacenza; e lo ingresso del conclave per varie cause, ed ultimamente per la cattura fatta in Milanese del cardinale Ivreas, andò in lungo, non pensando e’ cardinali a cosa alcuna manco che alla difesa del stato ecclesiastico; ed el marchese di Mantova per consiglio del signor Prospero e capitani cesarei, non passò Po, quando la separazione delle genti della Chiesa dalle sue pareva che togliessi loro riputazione; né essi feciono effetto o segno alcuno di passare Adda, per il che e’ franzesi avessino a pensare di difendere {{Pt|Cre-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione della difesa di parma|151}}}}</noinclude>{{Pt|mona,|Cremona,}} anzi si stettono ociosissimamente nelle sue guarnigione; e la andata di Francesco Maria della Ruvere alla via di Romagna per la recuperazione del ducato di Urbino, causò la partita del signor Vitello con li suoi da Bologna; e dicendosi el duca di Ferrara prepararsi, fece che li svizzeri di Modona andorono alla difesa di Bologna.
Invitati da tutte queste opportunitá li franzesi, e persuasele a’ viniziani, deliberorono con lo aiuto suo passare Po e venire a Parma, confortati molto dal signor Federico da Bozzole; quale per essere stato molti mesi alla guardia di Parma, e sapendo esservi temuto molto, ed el popolo per li travagli e servitú passata quasi attonito e sanza arme perché l’aveva tolte loro, propose la impresa essere facilissima; massime perché vi erano pochi fanti forestieri e male pagati, uno governatore non uomo di guerra e persona nuova in quella cittá, e che ragionevolmente per essere la Sede vacante, e non sapere chi si serviva, né lui né li altri non vorrieno mettersi in pericolo. Pensasi che dello acquisto di Parma avessino disegnato grandissime opportunitá, perché Reggio, terra vicina e dove era pochissimo presidio, si saría poi avuta con uno trombetto; ed uscendo da altro canto el duca di Ferrara in campagna con grossa banda di artiglierie, avevano da sperare di voltare presto Modona e Bologna, con la quale reputazione sola si voltava lo stato di Firenze, che era giá in gravissimi sospetti per conto del duca Francesco Maria, Baglioni ed altri malcontenti da Toscana; col quale successo sarebbono in effetto corsi a suo piacere insino a Roma.
Disegnata la impresa di Parma, cominciorono per mezzo Cremona a gittare uno ponte di barche in sul Po; pure lentamente, credo per insospettire manco, e perché la piú prestezza non importava loro essendo in ogni modo necessario aspettare la fanteria de’ viniziani, la quale si veniva raccogliendo di qua da Oglio. El gittare del ponte dette sospetto a tutte le bande di qua; pure fu opinione quasi universale che non fussino per assaltare alcuna cittá, ma fussi fatto solo<noinclude></noinclude>
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Invitati da tutte queste opportunitá li franzesi, e persuasele a’ viniziani, deliberorono con lo aiuto suo passare Po e venire a Parma, confortati molto dal signor Federico da Bozzole; quale per essere stato molti mesi alla guardia di Parma, e sapendo esservi temuto molto, ed el popolo per li travagli e servitú passata quasi attonito e sanza arme perché l’aveva tolte loro, propose la impresa essere facilissima; massime perché vi erano pochi fanti forestieri e male pagati, uno governatore non uomo di guerra e persona nuova in quella cittá, e che ragionevolmente per essere la Sede vacante, e non sapere chi si serviva, né lui né li altri non vorrieno mettersi in pericolo. Pensasi che dello acquisto di Parma avessino disegnato grandissime opportunitá, perché Reggio, terra vicina e dove era pochissimo presidio, si saría poi avuta con uno trombetto; ed uscendo da altro canto el duca di Ferrara in campagna con grossa banda di artiglierie, avevano da sperare di voltare presto Modona e Bologna, con la quale reputazione sola si voltava lo stato di Firenze, che era giá in gravissimi sospetti per conto del duca Francesco Maria, Baglioni ed altri malcontenti da Toscana; col quale successo sarebbono in effetto corsi a suo piacere insino a Roma.
Disegnata la impresa di Parma, cominciorono per mezzo Cremona a gittare uno ponte di barche in sul Po; pure lentamente, credo per insospettire manco, e perché la piú prestezza non importava loro essendo in ogni modo necessario aspettare la fanteria de’ viniziani, la quale si veniva raccogliendo di qua da Oglio. El gittare del ponte dette sospetto a tutte le bande di qua; pure fu opinione quasi universale che non fussino per assaltare alcuna cittá, ma fussi fatto solo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|152|{{Sc|relazione della difesa di parma}}|}}</noinclude>per potere scorrere ed infestare el paese. E le ragione del fare credere cosí erano, che essendo tante gente della Chiesa ed imperatore fra Milano, Piacenza, Modona e Bologna, non si credeva che e’ franzesi dovessino essere tanto arditi; nondimanco questo ponte mi cominciò a insospettire, ma avevo piú tosto modo di temere che di provedere; pure deliberai aiutarmi di quello che potetti.
Avevo, alla notizia della morte di Leone, ritenuto in Parma uno cannone e dua sacri con alcuni barili di polvere grossa che el governatore di Bologna mandava alla impresa di San Secondo; e sapendo che la terra era disarmata e mal provista di tutte le cose necessarie, feci venire della cittadella di Reggio certa quantitá di polvere fine e mille picche; e feci convocare el popolo, cacciati e’ sospetti, e fare dimostrazione di armarlo e di ordinarlo; non tanto fondandomi in questo presidio, quanto parendomi in proposito che andassi la voce che el popolo fussi in arme e per difendersi, acciò che si diminuissi lo animo alli inimici, se facessino disegno in su’ nostri disordini. Ma questo aviso non bastò, perché finito che fu el ponte, el signor Federico partí da Cremona a dí 18 di dicembre a ore 20 con la sua fanteria e con una banda di cavalli leggeri, e venne a alloggiare di lá da Po all’incontro di Torricella, donde poi la notte con barche che aveva ordinate da Casalmaggine, passò Po per alla volta di Parma; e la medesima notte partirono di Cremona e passorono Po per el ponte el signor Marcantonio Colonna, monsignore di Buonavalle e Carbone con trecento lance franzese e con la fanteria viniziana, e’ quali feciono el primo alloggiamento a Borgo a San Donnino, e non si condussono a Parma prima che l’altra mattina a dí 20.
Io subito che ebbi lo aviso del primo alloggiamento del signor Federico, e che le barche erano quivi per passarlo, di che mi avisò el signor Francesco Maria Simonetta di Torricella, giudicando venissino alla impresa di Parma, feci la notte a dieci ore convocare e’ capi della terra, e fatto intendere el pericolo ed el buono animo che avevo che noi ci defendessimo, {{Pt|ri-|}}<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione della difesa di parma}}|153}}</noinclude>{{Pt|solvei|risolvei}} con loro che si dessino le arme al popolo, e distribuissino le picche, e si ordinassino sotto diversi capi; e cosí fu esequito. E poste le guardie opportune, e circundato la terra, insino al dí, messi in ragionamento con li principali, se era di abbandonare el Codiponte, e ritirarci di qua dalla Parma, overo volere difendere tutta la terra. Ci consigliava a abbandonarlo, che con el Codiponte la terra ha sí grande circuito che a guardarla saria bisognata molta maggiore gente, e la porta di Santa Croce verso Piacenza con quella banda della muraglia era molto debole per le ruine che vi avea fatto el settembre precedente la nostra artiglieria. A difenderlo ci confortava la incommoditá che si sarebbe data alli inimici, che sarebbono stati necessitati a alloggiare alla campagna, il che in quella stagione era molto aspro; e tutti quelli che hanno le case in Codiponte instavano che si defendessi, offerendosi, come è natura de’ popoli, a molto piú che non possono prestare.
Resolvei che a ogni modo si abandonassi, perché non aveamo modo a guardarlo; e ce lo insegnava lo esemplo loro, che stretti da noi si ritirorono nella terra principale; e si sapeva che el signor Federigo quando restò in Parma aveva disegnato, se el campo nostro vi tornava, fare el fondamento suo quivi; ma deliberai ci ritirassimo innanzi che li inimici, che si cominciavano a vedere, si accostassino alla muraglia; perché conoscevo che essendo el popolo male pratico, se si avessino avuti a ritirare con stretta, era pericolo che li inimici non entrassino mescolati co’ nostri nella terra. Il che per la pazzia di alcuni mi fu difficile a fare, e’ quali feci ritornare drento quasi per forza, né lo feciono tanto destramente che li inimici calcando loro a dosso, in sul ponte della Pietra, non fussino per entrare insieme con loro.
El signor Federico come fu vicino alla terra mandò uno trombetta, el quale per parte del signor Marcantonio Colonna e sua mi dimandò la cittá in nome del re di Francia. Dimandato che l’ebbi che gente avevano e se veniva artiglieria ed altre particularitá, li risposi dicessi a quelli signori che per<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|154|{{Sc|relazione della difesa di parma}}|}}</noinclude>le condizioni sue se mi dimandassino qualunque cosa mia la darei loro volentieri, ma che dimandandomi cosa che mi era stata confidata da altri, non potevo disponerne sanza voluntá de’ patroni; e che in particularitá dicessi al signor Federico che io non li volevo essere manco cortese che fussi stato lui a noi quando vi eravamo stati a campo, perché come ci aveva lasciato el Codiponte, cosí avevo io deliberato lasciarlo a lui; sperando che ''etiam'' lui non userebbe meco minore cortesia che avessimo usata noi, che non gli avevamo tolta la terra, e cosí speravo che lui sarebbe cortese a non la tôrre a noi. Entrò adunche in Codiponte a venti ore, ed alloggiò la gente sua drento, eccetto e’ cavalli leggeri, quali mandò alla Certosa e verso l’Enza per impedire se venissi alcuno soccorso.
El dí e la notte sequente non si fece altro; attendemo a fare buona guardia, e come accade in uno popolo imbelle e timido, a ogni piccolo strepito si faceva tumulto e gridava alle arme; ed ancora che io avessi ordinato che sanza mia commissione o segno non sonassino campane, ''tamen'' era impossibile tenerle; in modo che eravamo in continui rumori, ne’ quali io osservavo presentarmi subito a quello luogo dove el romore si levava: il che era di molta utilitá, perché la presenzia mia levava molti disordini; ed el dimostrare io di non temere dava ardire assai alla moltitudine.
La mattina sequente a dí 20 arrivò el signor Marcantonio e le gente franzese e la fanteria viniziana, in modo che in tutto erano intorno a Parma da quattro in cinquemila fanti, cinquecento cavalli leggeri de’ viniziani, e trecento in quattrocento lance franzese; e perché si erano persuasi non avere contrasto, non menorono altra artiglieria che dua falconetti. Avevano nel venire preso Giovan Francesco Cerrato cittadino di Parma, buono mercatante, ed avendolo per mezzo del conte Cristoforo Torello che era con loro, bene persuaso che erano cinquemila fanti e che aspettavano cannoni, e che era impossibile che la terra si difendessi, lo lasciorono perché venissi drento; il che io sentendo, conobbi era come pigliare el veneno, ma el non ammetterlo non mi saria stato comportato;<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione della difesa di parma}}|155}}</noinclude>però prevenni e li parlai prima che altri, instruendolo di quello doveva credere e quanto aveva a referire. Ma tutto fu vano, ché subito divulgò per la terra quello che li era stato persuaso: di modo che entrò in tutti tanto timore, che convocata dalli anziani, come loro dicono, una Credenza (che non è altro che, sanza chiamare el Consiglio, pigliare parere) fu per tutti unitamente consigliato essere pazzia el resistere; e che si capitolassi, ''dummodo'' che per loro iustificazione intervenissi el consenso mio, el quale si cercassi con ogni diligenzia di ottenere. E cosí mi furono a dosso con parole efficaci, promettendo non capitolare se non salvavano me, li miei fanti ed artiglieria e robe; ed io in contrario dissuadendoli, col mostrare non essere piú che tremila fanti, e sanza artiglieria grossa non bastare a pigliarci.
A queste disputazioni mi s’aggiugneva un’altra difficultá, che dimandando e’ fanti la paga, che era el dí suo, ed io per scarsitá di danari avendo disegnato darla loro mezza, alla quale mi mancavano ottocento ducati, che la comunitá el giorno avanti aveva promesso di servirmene, ma di poi nato questo timore avevano variato, il che ci conduceva in ultima ruina; pure con molte persuasioni li ebbi, mostrando che quando bene fussino certi di avere infra una ora a capitolare, dovevano sborsarli, perché questa saria sempre con ogni pontefice la piú viva iustificazione che potessino avere dalla fede ed affezione loro. Avutoli, e volendo pagare e’ fanti, quelli di {{wl|Q3750579|Francesco Salamone}} sollevati da lui recusorono, dicendo volere la paga intera, il che era impossibile; e doppo molti prieghi e dispute si volsono alla via della porta gridando per uscire nel campo franzese; pure seguitati da me, e d’altra banda fermati dal suo capitano, a chi pareva la cosa scorsa piú che non aría voluto, furono contenti accettare la mezza paga. E certo questo fu stretto punto, perché una parte della muraglia era abandonata, ed in questo tumulto quelli della terra mi strignevano con estrema instanzia a capitulare, increpando la ostinazione mia, che ''etiam'' restando sanza fanti volevo essere causa della sua ruina. A’ quali risposi gagliardamente, che insino che e’<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|156|{{Sc|relazione della difesa di parma}}|}}</noinclude>fanti non erano usciti fuori della terra, non si poteva dirmi che io fussi restato sanza fanti.
Era in questi tempi venuto alla muraglia uno trombetto del signor {{wl|Q878288|Marcantonio Colonna}} a dimandare di parlare co’ deputati della cittá; e non sendo ammesso, dette occasione a quelli della terra di fare instanzia che io li consentissi mandare uno trombetto al signor Marcantonio a escusarli che era stato escluso da me e non da loro, allegando che in simili frangenti lo sdegno suo era molto pernizioso a quella cittá; ma in veritá sotto questo pretesto si cercava principio di pratica. Recusai vivamente, ma loro non pazienti a questo, quasi in ogni momento di tempo con parole e querele gravissime mi importunavano di sorte che entrai in uno gravissimo pensiero; considerando da uno canto che se permettevo el mandare del trombetto e ne nascessi principio di pratica che poi partorissi capitolazione, tutto el carico sarebbe mio, perché loro sempre aríano addutto in sua escusazione che el trombetto fussi andato fuora con mia licenzia; da altro canto conoscendo che se lo negavo, e loro pigliassino ardire di mandarlo sanza saputa mia, che poi piglierebbono animo a capitolare sanza mio consenso.
E tutte le difficultá nascevano che avevo drento sí poche forze che non solo non bastavano a difendere la terra contro a loro voluntá, ma né ''etiam'' la potevo defendere sanza l’aiuto suo: perché drento erano tre compagnie di fanti forestieri, Francesco Salamone con quattrocento, signor Francesco dal Monte con altrettanti e Prete Bachione da Lerice con centocinquanta; a’ quali credo mancassi del numero debito piú di dugento fanti, perché giá molti dí li avevo intertenuti con uno scudo per fante per volta, ed el costume de’ capitani quando sono male pagati, è non fare rassegna e valersi nel numero. Vi erano ancora entrati due dí innanzi cinquanta uomini d’arme del marchese di Mantova, gente assai inutile, di chi era capo messer Ludovico da Fermo, quale si portò prudentemente e valorosamente. Però sendo queste poche forze, bisognava non si alienare li uomini della<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione della difesa di parma}}|157}}</noinclude>terra, e’ quali ognora piú instando e con parole sempre piú pungenti, mi parse manco male lasciarli mandare questo trombetto: ma mandai la cosa in lungo verso el dí, el piú che potetti, e con la commissione scritta che fu ''solum'' di escusarsi; e volli mi dessino la fede che per qualunque risposta o imbasciata che riportassi, non apiccherebbono pratica alcuna sanza mio consenso, e non mi farebbono nuova instanzia di udire o rimandare altri.
La notte tutta si continuò nelli medesimi rumori e tumulti, sendo in veritá molto intimoriti quelli della terra, a’ quali non potevo persuadere che li inimici non avevano condotti cannoni: ed erano tanto presi, che volendo io fare lavorare da’ soldati, perché non vi era guastatori, uno riparo da quella banda dove ci pareva verisimile che avessino a battere se pure avessino cannoni, non fu mai possibile, con ogni instanzia che io facessi con li anziani, che mi ritrovassino zappe ed instrumenti che bisognano: di sorte che io ero certissimo che se avessino cannoni, le cose nostre non avevano remedio, e come la terra fussi stata certa che n’avessino pure dua, saria stato impossibile retenerli che non corressino a capitulare.
Questo timore ed andamenti delli uomini della terra veduti ed intesi da’ nostri soldati, messono tanto sospetto in loro che non potevo assicurarli; perché dubitavano che la cittá non voltassi, ed a uno tempo medesimo avere a combattere con li inimici ed a guardarsi le spalle, o almanco non essere abbandonati da loro. Perché la guardia della terra era partita: la cittadella insino al ponte di Cavrazuca, al signor Francesco dal Monte; di quivi insino presso a porta di Bologna a Francesco Salamone; e ’l resto a Prete Bacinone: e nella guardia di ognuno di questi concorrevano e’ deputati della terra con le sue squadre; e’ quali se ci avessino abandonato, non si poteva col nostro poco numero guardare el circuito tutto della terra, ed in uno tempo medesimo resistere alla battaglia, la quale si giudicava si avessi a dare in piú luoghi. Tutte queste difficultá mi erano maggiore, perché ero nuovo in quella cittá,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|158|{{Sc|relazione della difesa di parma}}|}}</noinclude>non cognosciuto da nessuno, né cognoscevo alcuno; per il che non potevo né valermi delli uomini, né provedere alle cose in quello modo che arei fatto se avessi avuto la pratica della terra. La notte si consumò in questo modo, ed el trombetto tornò con risposta che el signor Marcantonio per bene loro gli confortava a capitulare; il che loro tanto piú desideravano, quanto piú el tempo andava innanzi, non vedendo comparire soccorso alcuno come io avevo data certa speranza ed affermato; benché ero certissimo per le difficultá dette di sopra e per la natura di chi poteva darlo, che tutto sarebbe niente.
La mattina, come fu dí, comparsono trombetti nuovi del signor Marcantonio, quali non ammessi; e mi parse segno della debolezza loro, poi che ci sollecitavano con sí spessi prieghi, e tanto piú vedendo non avere piantata artiglieria, mi rendevo sicuro da quella cosa che era piú pericolosa. Le quali ragione credendo potere imprimere alla cittá, andai nelli anziani, quali trovai con numero grande di cittadini principali, e con maggiore instanzia che mai mi cominciorono a strignere del consentire alla capitulazione, potendo piú in loro la sua timiditá, ed el non vedere comparire alcuno soccorso, che le ragione che io allegavo loro. Le dispute furono molte, mostrandoli io che se el pericolo fussi quale loro si immaginavano, non avevo causa di volerlo correre: perché era morto papa Leone di chi ero ministro, non avevo certezza di chi avessi a essere papa, che facilmente potria essere tale che io mi allegrerei de’ suoi danni, e che perdendo la terra per forza era mio grandissimo danno, perché almanco mi bisogneria pagare grossa taglia; accordandola non era mio danno perché non ero parmigiano, né diventavo suddito de’ franzesi. Finalmente crescendo la instanzia ed importunitá sua, con parole e termini molto gagliardi li dissi chiaramente, che insino non vedevo maggiore pericolo non consentirei mai, e che loro cercavano el consenso mio non perché non potessino fare sanza esso, non avendo io forze da proibirli, ma per sua iustificazione; e che io non potendo altro, almanco di tanta ingiuria<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione della difesa di parma}}|159}}</noinclude>farei questa vendetta, che non accorderebbono mai in modo che fuggissino la nota di traditori e di rebelli. In questi ragionamenti, in queste altercazioni fu sentito uno tiro di artiglieria, che era uno falconetto delli inimici, il che pensando loro che fussi uno tiro di cannone, saltorono in tanto romore che non si potria dire: di che si può conoscere che se avessino avuti pure dua cannoni, nessuna ragione o autoritá bastava a ritenerli.
Era giá el dí alto, e si intendeva li inimici mettersi in ordinanza; però sendo io uscito in piazza per provedere alli bisogni, non restava la importunitá delli anziani ed altri principali, instando con diversi partiti estorquere el mio consenso, insino a mandare fuora uno mio ed uno suo insieme a vedere la quantitá de’ fanti inimici; perché el conte Cristoforo Torello aveva per el trombetto mandato a fare questa offerta, e che in questo modo li certificheria erano cinquemila fanti; di che loro inferivano, quando fussi vero, essere impossibile el defendersi; e n’avevano parlato con messer {{wl|Q55227270|Lodovico da Fermo}} al quale pareva el medesimo, che atteso el nostro poco presidio e la titubazione della terra, saria difficile difendersi da cinquemila fanti, perché arebbono modo di combatterci in piú luoghi in uno tempo medesimo. In tutte queste difficultá e dispute che ognora crescevano, io stetti fermo allegando varie ragioni, tanto che intendendosi li inimici accostarsi alla muraglia si interroppono le pratiche, sendo necessario attendere piú a’ pensieri del defendersi che del capitulare.
Spinse el signor Federigo la fanteria sua al bastione della Stradella che è tra porta Nuova e porta Santo Michele, e quivi fu cominciato uno bravo assalto, combattendo ancora tal volta in piú luoghi la muraglia che è tra el bastione e porta Nuova, e poco di poi si cominciò uno bravo assalto a porta Santo Michele, combattendo ''etiam'' tal volta alla muraglia tra quella porta ed el bastione; avevano grandissima quantitá di scale con le quali cercavano salire la muraglia. La guardia di questi luoghi era di Francesco Salamone con la compagnia sua, a chi aiutavano alcuni della terra, benché pochi da principio;<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|160|{{Sc|relazione della difesa di parma}}|}}</noinclude>e molte volte o di uomini o della terra o di altre compagnie vi si spingeva soccorso secondo el bisogno: sendo pieno ogni cosa di vari strepiti e rumori, e tal volta venendo insino in piazza, dove ero io per provedere di punto in punto alle cose necessarie, la voce che li inimici erano entrati. Alli altri luoghi della cittá non si combatteva, eccetto che fu dato al ponte della pietra uno poco di assalto, ma furono ributtati facilmente. E quanto piú el combattere andava in lungo, tanto piú quelli della terra pigliavano vigore e concorrevano piú grossi alla muraglia; in modo che in ultimo vi erano insino alle donne a portare botte e sassi e vettovaglia per rinfrescare chi combatteva, ed altre cose necessarie.
Cominciò la battaglia tra 17 e 18 ore e continuò per quattro ore; alla fine li inimici, vedendo non potere fare frutto, ed essendo morti molti di loro e feriti grandissimo numero, si ritirorono, lasciate le scale alla muraglia, e si ridussono in Codiponte, con grande querela de’ fanti verso el signor Federico, ed altercazione di lui e signor Marcantonio, lamentandosi el signor Federico che lui non avessi dato la battaglia dalla porta di Bologna e Santo Barnaba come era ordinato; e l’altro riprendendo la vanitá della impresa, che avessi creduto pigliarla a battaglia di mano, e condotto a morire tanti uomini da bene, e persuaso a’ franzesi questa impresa sotto vana opinione che el popolo non piglierebbe l’arme; e cosí con poco onore e con poco acquisto la mattina sequente levorono el campo e si ritirorono di lá da Po.
La cosa fu molto pericolosa, non perché non sia arduo pigliare con le scale a battaglia di mano una terra simile, perché in veritá è difficiliimo, e si difende con pochissimo periculo di quelli di drento, che non morirono de’ nostri oltre a due, e feriti circa a cinquanta; ma perché el pericolo consisté nella timidezza della cittá che con grandissima fatica si sostenne non si accordassi, e tale che io fu’ poi certificato che se loro non davano il dí la battaglia, che la cittá si accordava; perché non vedendo venire soccorso, né prestando piú fede alle parole mie, si diminuiva loro lo animo; anzi mi fu poi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|relazione della difesa di parma}}|161}}</noinclude>affermato che giá avevano concluso farlo, e che quando si levò el romore che li inimici si accostavano alla muraglia, giá venivano a trovarmi e parlarmi chiaramente: ci si aggiunse di piú la difficultá del non avere danari e la ammutinazione de’ fanti, che fu cosa spaventosa, e ’l non avere munizione, che in sul bello della battaglia si restò sanza polvere fine, e bisognava fornire li scoppiettieri con la grossa. Però doppo lo aiuto di Dio, posso dire veramente che quella cittá fu conservata alla Chiesa per opera mia; il che fu di grandissima importanza, non solo per interrompere a’ franzesi li disegni detti di sopra, ma ''etiam'' perché da questo esemplo tutti li altri populi presono animo e vigore; di sorte che milanesi <ref>Parola di dubbia lettura.</ref>tutti piú valorosamente resisterono a’ franzesi, e’ quali poco di poi con potentissimo esercito passorono in Lombardia.
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<includeonly>{{sezione note}}</includeonly><noinclude>{{RigaIntestazione|{{smaller|{{Sc|F. Guicciardini}}, ''Opere'' - {{Sc|ix}}}}||{{smaller|11}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude>{{Ct|f=100%|v=1|t=3|L=0px|CONSOLATORIA}}
{{blocco a destra|larghezza=50%|{{Smaller block|class=is|Fatta di settembre 1527 a Finocchieto tempore pestis.}}}}
Io non mi maraviglio, Francesco, benché io ti cognosca di animo fermo e virile, che tu ti truovi ripieno di grandissimo dispiacere, perché sono concorsi in uno tempo medesimo troppi accidenti a perturbarti; né è solo la roba in che tu patisci, ma di piú la grandezza, la degnitá, e quello che io credo che ti pesi sopra tutte le cose, l’onore. Hai per la ruina del pontefice perduto la presidenzia di Romagna, luogo che ti dava grandissima utilitá e tanta riputazione, che ogni uomo grande e nato in maggiore grado che privato, se ne sarebbe onorato; hai perduto uno pontefice che t’aveva singulare affezione, ma molto maggiore confidenzia, e che voleva che ordinariamente tu stessi apresso a lui e consigliassi e trattassi tutte le faccende importante e segrete dello stato, e ne’ tempi della guerra t’aveva proposto a eserciti con tanta autoritá che maggiore non aveva riservata a sé. Donde oltre a consumare el tempo in cose onorevoli e che dilettano la natura tua, eri venuto e ti saresti conservato in notizia e riputazione apresso a tutti e’ principi cristiani, e per tutta Italia cognosciuto e stimato tanto, che tanto non credo che tu avessi non dico mai sperato ma neanche ardito di desiderare. E da questa grandezza e riputazione ti venivano in mano grossissime facultá, lecitamente, onoratamente e sanza offesa o dispiacere di persona; e quello io so che tu stimavi assai, vedervi<noinclude></noinclude>
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Io non mi maraviglio, Francesco, benché io ti cognosca di animo fermo e virile, che tu ti truovi ripieno di grandissimo dispiacere, perché sono concorsi in uno tempo medesimo troppi accidenti a perturbarti; né è solo la roba in che tu patisci, ma di piú la grandezza, la degnitá, e quello che io credo che ti pesi sopra tutte le cose, l’onore. Hai per la ruina del pontefice perduto la presidenzia di Romagna, luogo che ti dava grandissima utilitá e tanta riputazione, che ogni uomo grande e nato in maggiore grado che privato, se ne sarebbe onorato; hai perduto uno pontefice che t’aveva singulare affezione, ma molto maggiore confidenzia, e che voleva che ordinariamente tu stessi apresso a lui e consigliassi e trattassi tutte le faccende importante e segrete dello stato, e ne’ tempi della guerra t’aveva proposto a eserciti con tanta autoritá che maggiore non aveva riservata a sé. Donde oltre a consumare el tempo in cose onorevoli e che dilettano la natura tua, eri venuto e ti saresti conservato in notizia e riputazione apresso a tutti e’ principi cristiani, e per tutta Italia cognosciuto e stimato tanto, che tanto non credo che tu avessi non dico mai sperato ma neanche ardito di desiderare. E da questa grandezza e riputazione ti venivano in mano grossissime facultá, lecitamente, onoratamente e sanza offesa o dispiacere di persona; e quello io so che tu stimavi assai, vedervi<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|166|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>aperta la via di collocare nella tua patria le tue figliuole con migliori e piú onorati partiti che vi fussino. Le quali perdite, in sé grandissime, fa ancora maggiore la causa per la quale tu l’hai perdute; perché non morte naturale del papa, non impedimento sopravenuto alla persona tua, non caso ordinario o che prima si fussi potuto pensare, t’ha tolto tanto grado, ma uno accidente atroce e miserabile, sendo quello povero e misero principe cosí infelicemente diventato prigione degli spagnuoli. In che bisogna che non solo ti offenda el danno tuo, ma forse non manco quello di Italia e di tutto el mondo; non solo lo interesse tuo, ma la compassione di quello infelice signore col quale hai grandissima obligazione, e per gli utili e per gli onori grandissimi che t’ha fatto, ma molto piú per la fede eccessiva che ha avuto in te, per la quale t’ha tante volte posto in mano tutto lo stato suo, non ostante che tu non gli fussi né parente, né ne’ tempi infelici di casa sua gli avessi serviti ed obligatili in cosa alcuna.
Ed in questo oltre al dispiacere che tu senti di tanta sua miseria, credo ti molesti non poco el ricordarti che la deliberazione del pigliare la guerra dalla quale sono nati tutti e’ suoi mali, fu ancora consigliata e riscaldata da te: in modo che non meno ti debba muovere el parerti che anche tu n’abbia dato qualche causa, che faccia lo effetto stesso di tanta ruina; e se pure tu non avessi perduto altro che questi accidenti dependenti dal papato, credo che pure li tollereresti assai commodamente, considerando che erano cose avventizie e non naturali tue. Ma quando io veggo che tu sei percosso si può dire nel tuo proprio, ed in quello che depende dalla patria tua, non posso credere che el dispiacere tuo non sia infinito; perché io veggo che con grandissima iniquitá ti è stata posta una gravezza di qualitá che le facultá tue non la possono portare; e se si metterá in uso qualche volta, bisogna o che pagandola tu impoverisca, o che non la volendo pagare tu perda per modo di parlare la civilitá e forse la patria, donde oltre alli altri incommodi ti si difficulta mirabilmente el maritare delle figliuole, cosa tanto stimata da te, ed in modo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|167}}</noinclude>che quelli medesimi che altra volta l’hanno dimandate, offerendole ora tu loro, le rifiuteranno.
Veggo che per li umori che ora possono nella cittá tu ti truovi escluso da tutto el governo, e con poca speranza che questi romori, causati da errore o da malignitá, s’abbino a purgare presto come molti credono; in modo che da uno estremo eccessivo di onori, di riputazione, di faccende grandissime e di notizia universale in che tu eri, ti truovi precipitato subito in uno altro estremo di uno vivere ozioso, abietto, privatissimo, sanza degnitá, sanza faccende, inferiore nella tua cittá a ogni piccolo cittadino, e di sorte che non che altro, credo ti vergogni quando passano per questa forestieri che t’hanno visto in tanta grandezza, ed ora intendono che tu sia ridotto in grado sí basso e sí infelice. Né è di poco momento li inimici, che per volere fare el debito e per volere servire fedelmente al tuo padrone e satisfare all’onore tuo, tu ti hai fatti in molti luoghi di Italia, grandi e di qualitá da poterti nuocere in molte occasione, massime se la necessitá ti constrignessi a andare fuora, dove non puoi andare piú con guardie e con armati come hai fatto per el passato; in modo che della grandezza ed autoritá che hai avuto, ti è restato el pericolo, e ti è restato quasi per necessitá uno modo di vivere di piú spesa che non conviene al grado presente ed alle facultá che tu hai.
Ma oltre a tutti e’ dispiaceri detti di sopra, che certo sono grandi, perché io so quanto conto tu hai sempre tenuto dell’onore, e quanto per questo ti sei sempre conservato integro ed astinente della roba di altri, e procurate con tutte le opere ed azioni tue avere buono nome; perché io so quanto sempre hai amato la patria, e quanto capitale hai sempre fatto di avervi drento buona grazia e buona fama, e per questa cagione le grandezze e maneggi tuoi non mai t’hanno potuto spiccare da pensieri e dimostrazione di cittadino; sono certissimo che quello che ti duole insino al cuore, quello che ti cava l’anima, è el vedere che sanza alcuno fondamento di veritá, sanza alcuna cagione, fu sparsa voce sí universale che tu abbi in questa guerra rubato e’ danari publici, che tu abbia<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|168|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>per avarizia o per malignitá permesso che e’ soldati faccino tanti danni in questo contado, che tu sia di animo tirannico ed inimico della libertá della cittá. La quale opinione non solo si è dimostrata con le parole, ma molto piú con le opere, poi che in questa distribuzione della gravezza, e nelle elezione de’ venti che avessino a prestare, sei stato messo al paragone o di persone vili e di nessuno rispetto, o di uomini corruttibili, usurpatori e di pessima fama. E cosí in luogo di quello buono nome e quella fama e benevolenzia singulare di integritá, di modestia e di amatore de’ populi, che tu con tante fatiche e pericoli hai acquistato nelle provincie forestiere, ora nella patria tua alla quale sempre hai avuto la mira, ti truovi in concetto di animo non integro, non bene composto, né moderato, né amatore de’ commodi publichi.
Quando io mi ricordo di queste cose e considero quanto torto ti sia fatto, e quanto male siano ricognosciute le tue buone opere, cosí mi aiuti Dio come per lo amore che io ti porto, io ho dolore, non voglio dire equale al tuo, ma certo come sentirei di cose proprie che mi pesassino assai; e lo mostrerrei con l’effetto se, benché con mia grandissima incommoditá, io potessi fare opera alcuna che in qualche parte ti alleggerissi la causa di tanti dispiaceri. Ma poi che io non posso fare questo, mi sforzerò almanco con le parole darti quella medicina o quello lenitivo che io saprò; non perché io non intenda non potere né sapere dire cosa che tu meglio di me non cognosca, ma per fare lo officio dell’amico almeno con la buona volontá, se non potrò o non saprò con gli effetti.
E’ dispiaceri che tu hai sono sanza dubbio grandissimi, e potentissime le ragione che ti fanno risentire; ma non sono, se tu bene consideri, alla fine minore quelle donde ha a nascere el conforto e la consolazione tua; dico ancora quelle che sono facilmente capace al senso degli uomini, né aliene dal vivere nostro commune e quotidiano el quale è delicato e non patisce rimedi o medicine troppo potenti, le quali chi potessi comportare, ed udire in questo luogo e’ teologi o e’ filosofi, si curerebbe facilissimamente molto maggiore {{Pt|infer-|}}<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|169}}</noinclude>{{Pt|mitá|infermitá}} che non è la tua. Perché come tu proponessi la memoria dell’altra vita, a comparazione della quale questa è uno punto, e che Dio manda spesso le tribulazione agli uomini non per gastigargli ma per purgarli, e che chi per amore suo le tollera pazientemente ha da reputare felicitá lo essere visitato da lui di qua con questi modi, perché mirabilmente approfittano di lá: chi dico, si riducessi a memoria queste cose, sarebbe ne’ tuoi dispiaceri con maggiore piacere che non avesti mai tu nelle tue felicitá. Cosí, chi procedendo filosoficamente si ricordassi che questi beni della fortuna sono di nessuno momento, e da essere stimati da’ savi come cosa vilissima, e’ quali chi perde, perde piú presto una soma inutile e travagliosa, che cosa di alcuno valore, e che la felicitá ed el sommo bene consiste solo nella virtú e ne’ beni dello animo: chi dico, si ricordasse di questo, avendo perso quello che hai perduto tu, non gli parrebbe avere perduto niente, ma essere piú leggiere e piú scarico a seguitare el resto del cammino suo.
Sono queste cose verissime, e che se noi avessimo purgato gli animi, come ragionevolmente doverremo avere, medicherebbono tutte le nostre infermitá, e ci terrebbono sempre in questo mondo contenti e felici; ed io non solo giudico degni di laude, ma ammirabili e beati quelli che si truovono disposti in modo che con queste contemplazioni si spicchino tanto dalle cose del mondo che non sentino e non curino gli accidenti suoi. Ma ho anche per scusato chi dalla fragilitá umana è impedito a levarsi tanto alto, e chi in ogni avversitá che gli sopravenga si ricorda e senta di essere uomo; e come io desidero che tu sia in questa perfezione, cosí confesso io di esserne alieno: e però non volendo imitare certi medici che spesso danno allo infermo quelle medicine che per sé non piglierebbono, parlerò teco piú bassamente e piú secondo la natura degli uomini e del mondo.
Mi persuado che l’avere perduto le grandezze che tu avevi con la Chiesa, cosí per conto dell’uficio di Romagna, come di essere presso al papa, ti abbino dato poca molestia, e che<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|170|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>per conto loro ti bisogni poca consolazione: non perché non fussino di quella importanza e degnitá che io ho detto di sopra, ma perché io non ti cognosco sí imprudente né sí poco consideratore delle cose del mondo, che tu medesimo non le tenessi come cose aliene, e come cose che a ogni ora ti potessino essere tolte o caderti. Una mutazione della volontá del papa, che benché tu paressi bene appiccato, poteva pure nascere per varietá della natura sua, per le mutazione di corte, per molti altri accidenti, ti poteva ogni ora tôrre tutto quello luogo; al piú lungo la morte sua te ne privava, la quale tu sapevi che poteva nascere a ogni momento. Avevi provata la morte di Leone nel maggiore corso delle prosperitá e vittorie sue. tempo che tu pensavi sentire qualche frutto de’ molti travagli che avevi durati per lui quella state; e se quella fu improvisa ed immatura, sapevi potere accadere el medesimo a questo altro. Però se bene tu desideravi che la vita sua ed el buono essere che tu avevi seco si allungassi el piú che fussi possibile, nondimeno poi che tu sapevi non avere a perpetuarsi e potere perdere questo grado facilmente ed a ogni ora, e non venire però a perdere le cose tue proprie e naturali ma accidentali e molto estrinseche, sono certissimo non essere questo quello che ti cruccia e ti affligge, e che se tu non avessi perduto altro, che in pochissimi dí anzi in pochissime ore aresti dimenticato tutto questo danno.
Ma è bene degno di laude e molto pietoso el dispiacere che tu senti che le cose del papa abbino avuto fine sí miserabile, e che come tu m’hai detto molte volte, non ti truovi mai in sí allegro ragionamento e pensiero, che rappresentandotisi la memoria della sua prigione, non si interrompa e si converta in somma mestizia, non per la considerazione de’ danni tuoi, ma della sua sí lacrimosa infelicitá. Nondimanco questo solo non ti terrebbe in quello grande e continuo dispiacere che tu hai, né arebbe bisogno della consolazione mia né di altri; perché non toccando principalmente te, piglierebbe alla fine presto luogo, e col corso di poche settimane invecchierebbe questo dolore; perché dove el dispiacere nasce solo dalla {{Pt|com-|}}<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|171}}</noinclude>{{Pt|passione|compassione}} o dalla affezione di chi si duole, né ha fondamento di interesse o di cagione che ogni dí ti gravi o si faccia risentire, si viene facilmente scancellando da se medesimo. E però dico di nuovo che da altro nasce el punto del tuo dolore, che da essere privato di quelle cose le quali sapevi che erano aliene, non potevano essere perpetue, ed el tempo del perderle poteva nascere a ogni ora.
Consiste adunche el fondamento del dispiacere tuo dalla infamia ed odio che ti pare avere contratto apresso a’ tuoi cittadini, e da essere ridotto in grado inferiore di gran lunga, non dico a quello che agli anni passati avevi avuto, ma a quello che hanno e’ pari tuoi nella patria tua; perché ti senti percosso in quello tesoro che stimavi quanto la vita, in quelle cose che ti pareva che fussino proprie tue e dovessino essere perpetue. Dove el fondamento della consolazione mia consisterá in questo, che quello che sia che queste che tu chiami calamitá abbino a durare lungamente o no, ti debbe essere assai e bastarti el sapere tu e cognoscere che quelle colpe e peccati che ti sono imputati sono falsi, e ne sei innocentissimo, ed hai la conscienzia purgatissima. Perché ed in questa guerra ed in tutti e’ maneggi che tu hai avuti, la veritá è che sei stato integerrimo de’ danari publici e privati, e che di te si può dire gagliardamente quello che scrisse {{Ac|Tucidide|Tucidide}} di {{wl|Q80398|Pericle}}, che e’ fu sanza dubio incorrotto dalla pecunia, anzi non fu mai uomo che con maggiore diligenzia, con maggiore parsimonia e con maggiore ardore si affaticassi perché non si spendessino inutilmente; e quello che in questa parte ti raddoppia la laude è che non solo e’ maneggi tuoi sono stati lunghi e grandissimi, ma v’hai avuto la briglia larghissima, perché sono stati totalmente commessi alla fede tua, né mai te ne è stato riveduto conto, in modo che piú che a altri ti si convengono quelle parole di Paulo: ''qui potuit facere et non fecit, qui potuit transgredi et non est transgressus''.
Manco si accosta alla veritá che tu abbi permesso e’ danni fatti nel nostro dominio, ne’ quali non hai colpa né di voluntá né di negligenzia, anzi per el contrario ti sei affaticato<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|172|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>e gridato quanto hai potuto per evitargli e sí veementemente che n’hai avuto inimicizie per le quali sei stato in pericolo quasi certissimo di essere amazzato. Sia adunche el fondamento ed una base solidissima della consolazione tua el sentirti la conscienzia monda, el sentirti innocentissimo da tutte le calunnie che ti sono date, el potere con allegro animo dire teco medesimo: io non ho mai tolto danaro di altri; io non ho mai permesso, anzi quanto è stato in me ho sanza rispetto sempre ovviato che non solo e’ cittadini e sudditi della mia patria, ma né anche gli strani, gli alieni siano stati mai ingiuriati o soprafatti da alcuno né nella persona né nella roba. Di che essendo conscio, ti possono e debbono poco perturbare le imputazione e romori falsi; perché è certo vana e ridicula la querela di coloro che aggravano e’ lamenti loro per dire di essere imputati a torto ed essere innocenti, come se piú si debba dolere chi patisce a torto che chi patisce con ragione.
Confesso che in uno certo modo manco debbe lamentarsi della pena chi cognosce meritarla, e chi non può dire essergli fatto ingiustizia, e che ricognoscendo se medesimo e la conscienzia sua è necessitato a dire: io merito questo e peggio; ma quanto alla causa della pena colui che è innocente non può sentire dolore o dispiacere alcuno, e da altro canto chi è in delitto ha sanza comparazione maggiore tormento, maggiore cruciato da se medesimo e dalla sua conscienzia che non è lo alleggerimento che gli dá el cognoscere che non si può lamentare della pena; perché quelle sono le punture, quegli sono gli aculei, quello è el vermine che rode le viscere, quella è la fiamma che non lascia riposare, che nasce da se medesimo, che lo costrigne a confessare che da sé procede, dalle azioni ed opere sue, tutto el male che lui sente. Questa è quella ruota di Sisifo che non si ferma, non si riposa mai; questa bene in continua afflizione, in continuo fuoco chi ha solo el peccato sanza essere punito; quanto piú chi ha l’uno e l’altro; anzi la pena estrinseca ed accidentale è piccola a comparazione di quella che continuamente dá el sentirsi sempre vessato e tormentato dalla conscienzia sua: non si può mandarla<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|173}}</noinclude>fuora sanza vergogna e sanza dispiacere, e quanto piú si tiene occulta e piú drento, tanto piú tribola, piú rode, piú arde.
Adunque poi che tu sei innocente e sanza colpa delle imputazione che ti sono date, tu manchi della principale e maggiore parte, anzi per dire meglio, della sustanzia del dispiacere che tu potresti avere; tu manchi di quello che difficilmente riceve consolazione, e resta quello che se tu ti vuoi racorre e considerare bene le cose, non ha quasi bisogno di consolazione. È come se in tempo di una pioggia grande ti trovassi in una campagna, ma provisto in modo di cappello, di stivali e di panni che l’acqua non può passare, e sanza toccartene una sola gocciola, non che le carne ma né anche le veste vicine a quelle, arrivato a casa non truovi alla fine bagnato altro che quegli abiti estrinsechi, e’ quali levandoti da dosso, e la persona e l’altre veste tue restano in quello medesimo modo che sarebbono se mai non fussi piovuto. Non è se tu consideri bene percosso di te per queste false vociferazione, altro che cose estrinseche: tu resti quello medesimo cosí buono, cosí integro, cosí virtuoso, eri prima; t’ha percosso una calamitá che non a te solo ma tante volte è accaduta a’ tempi antichi e moderni a uomini di virtú, di prudenzia, di bontá e di moderazione singulare; anzi è proprio degli uomini rari ed eccellenti essere lacerati da questi venti che alla fine hanno poca altra origine che da invidia. Gli esempli sono infiniti e tanto noti che è superfluo nominare alcuno, e di quelli massime che essendo sempre vivuti santamente, avendo fatto innumerabili benefici alla patria, non solo sono stati lacerati da questo romore e calunniose parole, ma a alcuni tolta la roba, mandati in esilio e qualche volta dalli ingrati popoli e patrie privati della vita.
Che adunche ti lamenti, ti duoli se hai una spezie di infelicitá che non a te primo né solo ma a infiniti uomini grandi e buoni è accaduta, e questa insino a ora leggerissimamente? Perché, non tolte facultá, né mandato in esilio, non fattati alcuna grave nota o pena, né è in effetto altro che romore: perché le cose della gravezza ingiusta e dello essere<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|174|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>stato astretto a prestare, sono piú presto segni dello odio e della mala opinione che hanno generato negli uomini queste calunnie, che effetti. Che adunche ti duoli se t’ha tocco una calamitá non nuova, non inaudita, ma usitata a venire a infiniti, ed a molti in questa spezie medesima con molto maggiore percossa che a te, a chi, a dire el vero, non ha bagnato si può dire altro che el cappello, gli stivali e la cappa? Non ti ricordi tu di essere nato uomo, sottoposto alle cose del mondo, a’ morsi della fortuna come gli altri uomini?
La felicitá grande e perpetua che tu hai avuto insíno a questa etá non solo [non] ti doveva fare dimenticare di essere sottoposto a’ casi umani, ma piú presto riducertelo in memoria, e farti temere piú di avere qualche colpo che quelli che hanno avuto la vita loro travagliata. Sanno pure insino a’ fanciulli, insino a quelli che non hanno elementi di lettere, che le prosperitá non durano, che la fortuna si muta; e tu che non sei però alieno dagli studi, che hai veduto tante cose, maneggiato tante faccende, ti maravigli, pigli per nuovo, ti risenti, non puoi sopportare se in spazio di tanti anni, se doppo tanti di che hai sentito allegri ed onorevoli, ti è venuta una piccola infelicitá? La chiamo piccola a comparazione di quelle che sogliono accadere; perché insino a ora non è altro che un romore di volgo e di ignoranti, de’ quali gli uomini savi sempre tennono pochissimo conto: e tu che sempre hai aspirato a questo nome ed a questa professione, vuoi nell’esperienzia avere el giudicio ed el senso diverso da loro?
Non puoi giá dire di non avere previsto o questo o simile accidente, perché io mi ricordo pure averti molte volte nelle tue prosperitá udito temere di tanta fortuna, e discorrere quanto la è solita a mutarsi, e quanto la non soglia essere perpetua a alcuno. E quando non ti avessi mai udito, non ti cognosco sí ignorante delle cose del mondo, che io non pensassi che tu non avessi sempre innanzi agli occhi, e massime che è proprio di chi ha fatto e fa assai faccende grande percuotere in questo medesimo; perché come non succedono bene, che sempre non possono succedere, si scuoprono e’ frutti della<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|175}}</noinclude>invidia, e viene loro dietro el romore e la infamia populare. Però che puoi lamentarti se avendo desiderato di maneggiare faccende grande ed onorevoli è bisognato che vi entri con la medesima condizione e sorte che sono entrati tutti gli altri? Anzi ti debbi piú presto lodare che el corso delle faccende tue ha avuto maggiore e piú lunga prosperitá che non soglia avere communemente, perché rari o forse nessuno sono stati quelli che abbino avuto la felicitá perpetua, pochissimi che l’abbino avuta piú lunga di te, infiniti che o nel principio de’ travagli loro o in pochi.....<ref>''Il testo reca'': danno di essi, ''parole di senso non intelleggibile.''</ref> non abbino sentito qualche intoppo della fortuna. A te insino a questo dí sono andate le cose felicissime, né avevi insino a ora avuto mai, io non dico uno colpo, ma né anche sentito ne’ maneggi tuoi cosa che ti potessi dispiacere; ed ora quella avversitá che ti è venuta, a comparazione di quelle che dá el mondo, di quelle che accaggiono tuttodí agli altri, è di qualitá che hai piú presto da ringraziare Dio che non te l’abbia data maggiore, che a lamentarti, da pregarlo che la si fermi qui e non ti venga maggiore colpo, che da parerti questo troppo grave o troppo acerbo.
Considera, se si vinceva questa impresa, alla quale andasti con tanto ardore, e se l’aveva quella prosperitá che da principio si credette, quanto era piú quello che tu acquistavi di grandezza, di riputazione e di onore, che non è quello che tu hai perduto; e quanto è la diversitá dall’uno all’altro, tanto ti paia che la fortuna t’abbia avuto di rispetto. E se el caso ha dato che la impresa sia perduta, il che potere accadere credo che considerassi da principio, e che con questo presupposito vi entrassi, ed el perdersi non poteva essere sanza tuo danno, hai piú presto a restare obligato alla fortuna che abbia voluto el danno tuo essere piccolo, che a reputare per tua infelicitá che si sia perduta quella impresa che non era tua, ma di tanti príncipi, e dove tu non intervenivi per principale ma per instrumento, in modo che el vincersi o perdersi non<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|176|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>aveva a dependere dalla buona o mala fortuna tua, ma dalla fortuna di papi, di imperadori, di re, e per dire meglio, del mondo, nel concorso e aggiramento della quale non è in considerazione la fortuna privata e di pari tuoi. Cosí non puoi dolerti di quello che è stato causa del male tuo, anzi debbi piú presto ricognoscere che in tanta ruina, la quale non è nata per mala fortuna tua ma per infelicitá di altri, tu abbia patito molto manco di quello che facilmente aresti potuto patire.
Considera quanto abbino sentito gli altri e quanto sia stato miserabile el caso di coloro che erano nel medesimo grado che tu apresso al medesimo principe, e che in questa faccenda ed impresa hanno avuto la medesima parte che tu; e di qui confessa che a comparazione loro el caso tuo è leggiere, poi che hai la persona salva, hai la libertá, hai le facultá integre e la conscienzia inlesa, e dell’onore non è in veritá ed in sustanzia diminuito niente, se bene pare maculato qualche cosa nella opinione del volgo e degli ignoranti, ed è stato data occasione alla invidia di scoprire teco della sua malignitá.
Né ti turbi quello che io dicevo in principio, che el ricordarti tu di essere stato uno di quegli che confortorono la guerra, dalla quale sono nate tutte le ruine, non può fare che non ti dia dispiacere e che non ti morda la conscienzia, perché non sei sanza colpa, che è quello fondamento in che consisteva el verbo principale della consolazione tua. Perché oltre che la deliberazione di fare la guerra, poi che si intese el re di Francia non volere osservare la capitulazione fatta con lo imperadore a Madril, ebbe poca anzi nessuna consulta; quando bene questo si potessi attribuire a te e te solo, ed el consiglio non fussi stato buono, te ne doverresti cruciare la conscienzia se l’avessi consigliato per ambizione o per malignitá; ma essendo stato errore di giudicio, el quale in simili cose tanto incerte ed importanti accade spesso ed a piú savi e piú esperti di te, non ti debbe né può questo ragionevolmente cruciare o affliggere, perché in quelle cose s’ha a rimordere la conscienzia dove cognosce colpa di voluntá.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|177}}</noinclude>
Benché da questo affanno e te [e] gli altri che avessino avuto quello parere, libera abondantemente la natura del caso: perché ognuno che considererá particularmente le ragione che sono in questa materia, sará constretto a confessare che atteso e’ mali termini che erano usati al papa, el cammino della monarchia di Italia a che si vedeva andare Cesare, la opportunitá grande che pareva che avessi el papa per avere seco el re di Francia e’ viniziani, e la inclinazione a questa parte del re di Inghilterra; la debolezza che si mostrava negli imperiali per avere in Italia poca gente, essere sanza danari e co’ populi dello stato di Milano inimicissimi, e che le arme non si pigliorono né per ambizione né per altro fine che per liberarsi da questo pericolo; chi considererá, dico, queste ragione, sará sforzato a confessare che rare volte fu per alcuno principe presa impresa né si giusta né si necessaria, né con maggiore speranza della vittoria. Né si gridava allora altro per ognuno e non manco per e’ savi, che contro alla timiditá ed irresoluzione del papa che pareva che andassi piú lentamente che non si doveva a questa deliberazione; nella quale se lo evento è stato diverso dal giudicio, non per questo si debbe dare colpa a chi avessi consigliato la guerra, poi che le ragione erano tale che lo persuadevano a ogni savio: altrimenti a troppo dura condizione sarebbono sottoposti e’ consiglieri de’ príncipi, se fussono obligati a portare in consiglio non solo discorsi e considerazione umane, ma ancora o giudicii di astrologi, o pronostici di spiriti, o profezie di frati.
Non sei adunche in colpa se al consiglio che tu avessi dato della guerra non ha corrisposto lo evento; anzi meriti laude e non piccola, perché come sa chi è stato vicino alle azioni tue, hai quanto ti è stato possibile aiutato che lo effetto non sia stato diverso dalla ragione; e tanto che se gli altri che hanno avuto carico nella guerra avessino fatto nel grado loro quanto hai fatto tu nel tuo, o se el papa poi che era entrato nel mare avessi nel navigare seguitato e’ ricordi tuoi, forse che le cose arebbono avuto altro fine di quello che hanno avuto. Non ci è adunche colpa tua né nel consiglio<noinclude>{{RigaIntestazione|{{smaller|{{Sc|F. Guicciardini}}, ''Opere'' - {{Sc|ix}}}}||{{smaller|12}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|178|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>poi che l’hai dato ragionevole, né nello evento poi che di quello che era in potestá tua non gli sei mancato; e però ritrovandoti da ogni parte innocente e sanza errore, ti debbi anche ragionevolmente trovare sanza dispiacere. Sanza che, tu puoi essere certo che quella mala fama che è divulgata di te circa la integritá e danni de’ soldati, in breve tempo si purgherá e ne sará cognosciuta la veritá, ed a te interverrá come a tutti gli altri che hanno avuto a torto simili carichi, che el tempo per se medesimo sanza altro aiuto gli ha consumati e portati via; massime che in te non hanno avuto né colore, né fondamento, né verisimile alcuno.
Sogliono qualche volta e’ carichi essere falsi, ma avere seco qualche indizio, qualche riscontro, qualche apparenzia che sono creduti ragionevolmente anche da’ savi; e questi a purgarsi hanno bisogno di qualche giustificazione e di piú tempo, ma ne’ tuoi non è niente simili: sono semplici, nudi e sanza colore: perché chi non sa quanto poco sia verisimile che tu abbia consentito che el paese nostro sia danneggiato, e voluto sanza utile tuo acquistare questo odio e questa infamia? E quanto a’ danari spesi in questa guerra, apparisce ne’ libri e si sa per infinite vie che non sono passati per tua mano; e se bene da te sia stato commesso lo spendergli, s’ha a intendere da altri se siano spesi o no; le persone che gli hanno maneggiati sono in essere, sono stati deputati dal papa, ed el conto che n’hanno a rendere ha a essere sanza alcuna infamia o laude tua.
Vedi quanto poco colore ha questo carico; e dubiti che per se medesimo s’abbia presto a purgare? Sanza che, non è spenta però negli uomini la antica memoria della integritá tua; la quale se bene si è avuta a cognoscere ne’ paesi forestieri ed in quelli è stata singularmente celebrata, pure ne è anche risonata la fama in questa cittá, che ora a questo rumore è alquanto suffocata; ma quanto el carico andrá diminuendo, tanto quella ritornerá allo essere suo, e la veritá aiutata da lei fará tanto piú spegnere el carico che non ha appoggio o colore alcuno. Ed e’ quali io sono certissimo, che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|179}}</noinclude>piú sono stati quelli che l’hanno detto, che quelli che l’hanno creduto, ma el dispiacere fresco de’ danni ricevuti dagli uomini nostri che non sono usi a sentirne, fu causa che molti per la passione dissono quello che venne loro alla bocca; altri che non avevano questo dolore lo fomentorono per invidia, e nella moltitudine fu creduto facilmente, ma con la medesima facilitá si spegnerá. Gli uomini prudenti e non passionati non lo credettono, ed è intervenuto come interverrebbe di quello mantello che io dissi di sopra, che essendo bagnato si darebbe a credere facilmente a chi fussi discosto che fussi macchiato da altro che da acqua, chi è vicino cognoscerebbe la veritá; ma asciutto che sia in spazio di qualche dí, e chi è discosto e chi è presso vede che non vi è restata macchia alcuna e che la fu acqua. Cosí la moltitudine che considera le cose da.....<ref>''Parola d'incerta lettura.''</ref>, avendo sentito dire che è olio e non acqua, l’ha creduto; e’ savi che considerano da presso non vi hanno dato fede, e come el caso non sará fresco, cognoscerá ognuno che è stata acqua, e che el mantello resterá netto e purgato come fussi mai. Mi sono disteso volentieri in persuaderti che questa infamia passerá, perché se bene trovandoti la conscienzia netta, tu non doverresti stimarla, pure so che a chi è tenero dell’onore, malvolentieri comporta el sentirlo maculato ''etiam'' nella opinione degli ignoranti.
Non voglio giá durare la fatica medesima in persuaderti che el sospetto che ha el popolo di te per reputarti amico de’ Medici, passerá, e che verrá tempo, forse piú presto che tu non credi, che tu sarai in buono concetto ed opinione; perché questo modo di consolarti quando bene fussi vero mi pare troppo effemminato; e mi pare ragionevole, se tu hai quella grandezza di animo e quella virilitá ed altre parte che io credo, che se non t’ha a essere fatto maggiore male che di non essere mai adoperato per la cagione predetta, che tu lo debba comportare sanza una minima molestia. Credo bene, anzi tengo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|180|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>per certo, che se la cittá ará vita e non affoghi in questa tempesta grande che ora si mostra, che non passerá molto tempo che non solo non sarai rifiutato, ma che agli uomini parrá forse avere fatto perdita di non si essere valuto in tempi tanto strani della virtú ed esperienzia tua, la quale è impossibile che in tanta carestia di uomini non sia cognosciuta; ed anche credo che el modo del vivere tuo sará tale che congiunto con la memoria de’ tempi passati, fará facilmente credere agli uomini che tu non abbia lo animo alieno da uno vivere libero, e che t’abbino sempre a piacere piú quelli governi che siano piú a beneficio ed utile della cittá; o almanco che tu non sia mai in tempo alcuno per favorire o fomentare chi cercassi mutazione. Credo questo, ma lo voglio porre da parte e non ci fare fondamento; perché, come ho detto, mi pare ragionevole che anche sanza questo ti debbi contentare, e che tantí libri che tu hai letti, tante ístorie che tu hai scorse, tante faccende che tu hai maneggiate, t’abbino in modo ammaestrato e fatto lo animo sedato e pacifico, che la vita tua e’ fini tuoi siano per pigliare píú presto legge e regola dalla veritá e ragione delle cose che dalle vane opinione degli uomini.
Io confesso essere molti che lodono lo ozio e la tranquillitá, e se gli mostrano con le parole affezionatissimi, ma che in fatto pochissimi sono quelli che quando hanno occasione di fare faccende con onore o con utile, non le abbraccino piú volentieri che el riposo; anzi si vede tuttodí che ancora quelli che si sono ridotti a vita appartata e quieta, quasi tutti malcontenti d’avere lasciate le faccende e la ambizione, subito che si rappresenti loro qualche spiraglio di grandezza, vi si gettano sanza vergogna alcuna di abbandonare la tanto lodata quiete. Donde è necessario concludere che questi tali si siano vòlti alla quiete non per amore di Dio, non per stanchezza delle cose del mondo e della fortuna, non per vera o ferma elezione, ma o per necessitá o per sdegno o per pazzia; e nondimanco io lo dico di nuovo che a me pare che tu debba contentarti in questa vita, e se non piacerti piú che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|181}}</noinclude>l’altra, almanco non dispiacerti tanto che el trovarti escluso da quella t’abbia a parere infelicitá o calamitá. Perché el giudicio mio è che si debba non biasimare ma piú presto favorire la ambizione di coloro che non avendo mai fatto faccende, desiderano di farne per avere occasione di mostrare lo ingegno, le virtú sua e le dote che gli ha dato la natura o che s’ha acquistato accidentalmente, parendo loro che se una volta non fanno questo, avere a passare la vita come persone inutili né nate per beneficio di altri che suo medesimo.
Non può cadere in te questo desiderio, perché hai avuto grandissima facultá, e l’hai fatto con ottimo successo, di dimostrare in maneggi grandissimi el tuo valore, ed in maggiore e piú veduto campo che non pareva potessi accadere a uno che non fussi nato in altro grado di te, o che non avessi fatto altra professione che quella che hai fatta tu. Però se desideravi che si cognoscessi che tu eri incorruttibile, e che non danari, non amicizie, non prieghi, non rispetti di potenti bastavano a piegarti dalla via retta e debita, n’hai fatto tanti e sí publichi paragoni che io non credo che in questa parte tu possa desiderare piú. Se avevi caro essere cognosciuto per uomo virile e coraggioso e di animo presente ne’ travaglí e’ pericoli grandi in che ti sei trovato, e’ campi, le ossidione delle cittá dove tu eri, l’hanno fatto cognoscere e credere pure troppo chiaramente. Dimanda tutti e’ luoghi dove sei stato, e’ popoli che hai governato, gli eserciti dove hai avuto tanta autoritá; confesseranno che tu sei uomo di ingegno, di giudicio resoluto nelle deliberazione, abondante di partiti ed espeditissimo nelle azione. E se bene sapranno anche dare conto quali siano e’ difetti tuoi, perché nessuno nacque mai perfetto, pure ti celebreranno nelle cose principali e piú sustanziali; e se bene tutto è stato fuora della patria, nondimeno e per el grido di molti e per avere pure le faccende della Chiesa avuto sempre o uno interesse medesimo, o qualche connessitá con la cittá, quella opinione che è stata fuora di te è pervenuta ancora piena ed abondante insino a noi. Non<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|182|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>hai dunche causa giusta di desiderare piú le faccende per questo conto, anzi piú tosto d’aborrirle per cavare dell’onde e della tempesta e conducere in porto ed assicurare la nave tua, carico di buono concetto e di laude rare degli uomini.
Per un’altra ragione è laudabilissimo el desiderio di travagliare, quando l’uomo cognoscendo le sue buone qualitá, si persuade o per la condizione de’ tempi che corrono o per altro rispetto, potere essere utile alla patria o agli altri, e mosso da bontá di natura desidera farlo; e questo non credo che ti cruci, perché quando bene tu presummessi di te piú che degli altri, non è el vivere di Firenze di sorte che uno cittadino solo possi essere di momento grande alle cose; e pure quando questo fussi, assai hai satisfatto allo instinto che ti muove con lo essere disposto e parato a farlo quando n’abbia occasione o quando la patria ti ricerchi; né ti può dare dispiacere alcuno o molto leggiere o molto commune, se el non gli fare tu questo bene manca da lei o da quelli che sarebbono beneficati, che o non lo credono o non lo vogliono.
Può muovere chi desidera faccende un’altra ragione, la quale non è laudabile come le superiori, pure non è anche dannabile, e questo è lo appetito degli onori, non dico della buona fama, della buona opinione e della gloria di che è detto di sopra, ma di non avere passato la vita sanza magistrati grandi; né può cadere in te questo, perché n’hai avuti tanti e di tanta qualitá ed in etá giovane, che si può dire che sono forse centinaia di anni che della patria nostra non uscí cittadino piú onorato di te. Desiderano altri faccende per appetito di guadagnare, e questo oltre a essere fine basso, non credo ti dia affanno, perché se Dio ti conserva le facoltá che hai, sono al grado tuo tante che bastano; ed io mi ricordo averti molte volte udito dire che el fine delle fatiche e travagli tuoi non era le ricchezze, perché sapevi non avere a guadagnarne mai tante che sempre a Firenze non fussino molti cittadini che sanza virtú, sanza qualitá rare ne avessino molto piú di te; e però che tu eri piú vòlto al fine dell’onore, nel<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|183}}</noinclude>quale potevi sperare manco compagni, e che avessino a aggiugnervi con piú virtú.
Sono uomini di un’altra sorte che desiderano le faccende non tanto per gli effetti che seguitano da esse, quanto perché pigliano piacere e si nutriscono del travagliare, e da questi non sei forse alieno tu, perché mi è parso sempre comprendere che el fine per se stesso ti piaccia e che la natura t’abbi inclinato a questo; né è forse maraviglia né anche da lamentarsi se la dá agli uomini inclinazione di quelle cose a che gli ha creati atti, anzi sarebbe quasi ingiuria che l’avessi fatto uno inabile a una cosa e ''tamen'' desideroso di quella. Ed in questo mi occorre dirti che le faccende di quella sorte che noi ragioniamo, cioè di stati e di governi, hanno seco tante fatiche, tanti dispiaceri e tanti pericoli, che chi non v’ha drento altro fine né ví considera altro frutto drento che del satisfare a questa sua inclinazione, vi truovi sanza comparazione maggiore fastidio che contento, o almanco non vi è tanta differenzia, che trovandosene escluso dalla fortuna abbia causa di averne molta ansietá. Considera bene questo passo e vedrai che è verissimo, che chi nelle faccende non tiene conto di alcuno degli altri fini per li quali le sogliono desiderarsi, troverrá questo solo del dilettarsi di farle, tanto semplice, tanto asciutto, tanto digiuno che poco affanno gli dará el mancarne.
Resta l’ultimo fine che può piú che tutti gli altri apresso agli animi generosi, agli ingegni nobili; e questo è proprio la ambizione, cioè el desiderio di essere stimato ed onorato dagli uomini, di mantenere fresca la sua riputazione, ed essere quasi mostrato a dito; come si dice di {{Ac|Demostene|Demostene}} che si rallegrava quando passando per la via sentiva la vecchierella che tornava dalla fonte per la acqua, dire con la voce bassa alle vicine: quello è Demostene. In effetto el maneggiare faccende di stato ed avere grandezza ti fa in uno certo modo adorare dagli altri, e però forse è escusabile questo appetito; perché lo essere in riverenzia appresso agli altri uomini non si può dire che non sia cosa bella e beata, né in altro pare<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|184|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>che ci possiamo assimigliare a Dio; nondimeno non mi pare anche giusto che questo ti domini, perché se tu consideri quante fatiche, travagli, sospetti e pericoli sono in questa vita, e da altro canto quanta facilitá, quanto riposo, quanta sicurezza e contento di animo sia nella vita ociosa e tranquilla, ti parrá che di gran lunga sia da proponere questa all’altra, o almanco che non vi sia tale differenzia che allegramente non debbi vivere in quella che la sorte ti apresenta. Piglino e’ fini vani e le superficie delle cose quegli che sanza lettere o sanza esperienzia non hanno occhio che penetri drento, e però si lasciano abbagliare da quello splendore che porta seco lo stato di quella grandezza; ma [tu] che hai provato per tanti versi che cosa è mondo, che hai da tante cose che hai lette e che hai veduto, potuto cognoscere quanta sia la varietá della fortuna, che hai tocco con mano che tutto el bene che è nelle grandezze è quello che apparisce di fuora, ma che sotto quella coperta è pieno di pericoli, di sdegni, di affanni e di inquietudine di animo, non ti debbi muovere da quelle cose vane che muovono gli altri, ma solo dalle ragione vere, solide e fondate delle cose.
Ricordomi pure averti udito dire molte volte ne’ tempi che tu chiamavi felici, che tu avevi desiderato come tutti gli altri uomini l’onore e l’utile, e che per grazia di Dio e buona sorte ti era molte volte succeduto sopra el disegno; e nondimeno non vi avevi trovato drento alcuna di quelle satisfazione che da principio avevi immaginato; ragione, che come tu usassi dire, chi la considerassi bene, doverrebbe bastare a estinguere assai della sete degli uomini; però se in quella vita non sono come è verissimo quegli contenti che gli ignoranti credono, che ha ella però in sé che tanto si debba desiderare? È bello, io voglio ammetterlo, poi che cosí è el commune gusto degli uomini, lo essere reputato e risguardato dagli altri, che delle parole e pareri tuoi si faccia conto, e lo essere de’ principali che abbino autoritá nella patria sua; ma chi consídera bene, non è manco bello vivere libero dalle cupiditá, dependere da se medesimo e non dalle opinione degli uomini; partire ed<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|185}}</noinclude>usare el tempo a suo modo, riposare a arbitrio tuo, vivere sanza offendere o fare male a persona, non essere sottoposto o almeno molto manco che gli altri alle mutazione della fortuna, non pigliare dispiacere degli augumenti degli altri, usare a tua posta la cittá, a tua posta la villa, sentirsi lo animo quieto e contento; cose che tutte mancano a chi si maneggia nella vita ambiziosa. Dove se quello onore, o per parlare cosí, quella adorazione ha similitudine con Dio, non gli è manco simile chi ha uno stato di qualitá che possa vivere sicuro e pieno di quiete, e contento di quella tranquillitá essere disprezzatore di molte leggerezze, di molti vani affanni e perturbazione degli uomini.
E certo tu potresti discrepare, da questa opinione e parole mie, se io ti figurassi in uno grado abietto e privatissimo, e come persona le condizione e qualitá di chi fussino incognite: perché se bene questo sia grado che quando con la conscienzia retta vi è la tranquillitá della mente, dovessi bastare a uno animo purgatissimo, io non sento in me questa perfezione né la ricerco in te; ma dico che el caso tuo è molto diverso, perché le faccende grande che tu hai travagliato pel passato, e la riputazione che hai acquistata con esse, e la opinione delle tue buone qualitá, quale io non voglio raccontare per non parere adulatore, fanno che ancora che tu viva appartato dalle faccende, non viverai sanza qualche estimazione e riputazione, ed essendo oltre a questo cinto di parenti, e parenti onorati, come sei, sarai sempre nella memoria degli uomini, e di te sará tenuto qualche conto; in modo che ed el maritare delle figliuole e le altre faccende che noi consideravamo di sopra, non sará con tante difficultá, ed el tuo non si chiamerá semplicemente ocio, ma, considerato questo, le lettere e notizia delle cose che tu hai, e che saprai bene dispensare ed accommodare el tempo tuo, si chiamerá piú presto ocio con degnitá: vita che a giudicio degli antichi scrittori è cosí desiderabile come el vivere nelle faccende sanza pericolo, ma di gran lunga anteposta alle faccende con pericolo, che è la vita nella quale tu insino a ora sei vivuto.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|186|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>
Sarai adunche ocioso ma con degnitá: la quale ti recherá la memoria delle cose passate, la riputazione che hai acquistata col lungo e pericoloso travagliare, la opinione che sará di te, ed in ultimo el consumare el tempo ora alla cittá, ora alla villa, ora in solitudine, ora in conversazione di uomini, e sempre con pensieri, opere e memoria degne di te e della passata tua vita; o io mi inganno, o sará uno stato el tuo desiderabile, perché sará quieto, sicuro ed onorevole. Né sará minore laude l’accommodarsi bene in questo, che sia stato quella delle faccende; anzi mi pare che alla riputazione tua si appartenga, poi che hai dato conto di te nel travagliare ed acquistato riputazione in quella vita, avere occasione di potere dare conto nello ocio, e mostrare che tu sia atto e sappia cosí bene ordinarti nel non fare come nel fare.
Dicono alcuni savi che la vita nostra è simile a una commedia, nella quale a dare laude a coloro che vi recitano, non si attende tanto che persona ciascuno sostenga, quanto se porta bene la persona che ha: perché a ognuno tocca a fare la persona che gli è assegnata, e quello che è proprio suo è el modo del farla. Cosí la persona che sostegnamo nel mondo è quella che ci è data dalla fortuna, ma quello che è laudato in noi è el modo con che noi viviamo nel grado o nella sorte nostra; e so nelle commedie è degno di laude chi rapresenta bene una persona, quanto sará piú lodato chi ne rapresenterá bene dua, massime di spezie diversa! Cosí se tu consideri bene, non ti toglie la riputazione lo essere passato dalle faccende allo ocio, anzi te la raddoppia se tu saprai usarla bene; e se in quella persona che tu hai insino a ora rappresentata è stata la tua rara laude, sará rarissima a chi considererá che n’abbia usato egregiamente dua.
Non hai tu letto di {{wl|Q2253|Scipione Africano}} che ridottosi in esilio per non vedere el conspetto della ingrata patria, fu in tanta esistimazione apresso a ognuno che insino a’ ladroni andorono a vederlo e fargli reverenzia? Perché lo ocio non spegne la memoria delle virtú e delle cose passate, non oscura le laude che gli uomini hanno acquistate. Non sai tu che {{AutoreCitato|Diocleziano|Diocleziano}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|187}}</noinclude>deposto lo imperio trovò tanto contento in quello suo orto ed in quella sua agricultura, che richiamato allo imperio non vi volse tornare, come vita misera ed infelice a comparazione della quiete in che si godeva? Sono pieni e’ libri delle laude della tranquillitá e dello ocio onesto, né io chiamo in questa parte ocio el non fare niente, ma el non essere obligato per ambizione o faccenda alcuna; attendere quando vuole alle lettere, quando alla agricultura, conversare e ragionare virtuosamente con gli amici, né si alienare al tutto dalla vita civile, ma esservi drento libero, sicuro e con degnitá: vita certo da preporre a quella de’ re, né io mi distendo a laudarla con quelle parole magnifiche di che sono piene le scritture, perché se gli effetti non te la faranno piacere, se non l’hai in queste poche settimane cominciata a gustare, invano ti si imprimerebbe colle parole.
Ma a giudicio mio o tu debbi reputare felicitá che ti sia venuta occasione di vivere cosí, o se non hai lo animo sí purgato, almeno non ti debbe parere tanto migliore quella che questa, che però ti truovi malcontento: perché le cose del mondo hanno questa condizione che le non sono perfette da ogni parte, né si truova vita alcuna che non gli manchi qualche cosa di importanza, ma migliore dell’altra è quella alla quale mancono meno cose e meno importanti. E la tua se tu consideri è di queste, perché da quello splendore in fuora che è piú presto vano che altro, non veggo cosa alcuna che importi, che manchi a questa tua vita, ma vedevo bene mancartene molte ne’ negocii, le quali non apparivano ma erano; e pel contrario a questa pare piú presto che manchi, che in veritá sia cosí. Considera piú oltre in che grado tu nascesti e se aresti avuto per grandissima felicitá conseguire la metá di quello che hai conseguito; ed essendoti succeduto molto piú di quello che mai sperasti, vedi se ti puoi chiamare infelice, o se a lamentartene meriteresti nome di ingrato. Considera che se gli onori tanti che tu hai avuti non fussino concorsi in dieci o dodici anni come sono, ma t’avessino accompagnato per tutta la vita, che non si potrebbe dire che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|188|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>tu non fussi vivuto molto onorato e felice, e poi fai el conto se l’avergli avuto piú presto, ed essersi accumulato l’uno sopra l’altro, è stata infelicitá o felicitá. Dirai certo, né potrai dire altrimenti, che è stata somma felicitá, né potersi dire che siano finiti presto, ma che siano venuti presto quegli che ti sarebbe parso assai se fussino venuti tardi: sarebbe come se uno operaio che ha in tutto uno dí a fare una opera, si lamentassi d’averla finita a mezzodí, e che gli avanzassi vacuo el resto del dí, come uno mercatante che desiderassi guadagnare in trenta anni verbigrazia trentamila ducati, e la buona sorte gli dessi che gli guadagnassi in dieci.
Però a me pare che né le infamie avute a torto ti debbino cruciare, perché trovandoti innocentissimo manca quella cagione che era la principale a arrecarti dolore, e perché secondo la natura delle cose tu hai a tenere per certo che la si purgherá presto, e resterai in quello concetto di integritá e virtú che meritano le opere ed azioni tue. Manco ti debbe dare affanno l’avere consigliato la guerra che ha avuto cattivo successo, perché oltre che per la liberazione del re la era deliberata sanza el consiglio tuo, se fussi stato errore sarebbe stato di giudicio e non di voluntá: ma el consiglio secondo la occorrenzia delle cose fu buono, né el consultare è obligato agli effetti; e massime che anche in questi tu hai per la parte tua fatto tanto, che se gli altri avessino fatto el simile, non sarebbono le cose dove sono. Né ti tormenti d’avere perduto quello che ottenevi della Chiesa, perché erano cose aliene e che tu sapevi potere perdersi ogni dí; anzi t’hai da contentare e reputare guadagno che sono durate molto piú e maggiore che ragionevolmente non sperasti da principio. Né ti paia essere infelice se ancora in Firenze sei alienato dalle faccende e dal governo, perché quando bene anche questo durassi continuamente, il che non è credibile, tu che sei vivuto in esse lungamente, ed a chi sono accadute molte cose prospere, sai che non vi è drento quel contento e satisfazione di animo che molti credono. N’hai cavato facultá tali che se Dio te le conserva, potrai vivere onestamente secondo el costume<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|consolatoria}}|189}}</noinclude>della tua patria, ed in esse hai guadagnato quello che era da stimare piú di tutto, buono nome, buona fama e di integritá e di virtú, e memoria gloriosa di te.
Né questa ambizione di essere stimato ed onorato, e di essere tenuto di quelli che governano, è da stimare tanto, sendo piena di fatiche, di dispiaceri e di pericoli, che non sia da tenere molto piú conto di quello riposo, di quello contento e sicurtá di animo che è nella tranquillitá ed onesto ocio; massime che el tuo essendo accompagnato da lettere, da notizie di cose, da riputazione causata dalla buona opinione di te e dalla memoria delle cose fatte, sará proprio ocio con degnitá. E per questo e per parenti, ed altre buone qualitá che hai nella patria, non sará la vita tua abietta ed incognita, né al tutto sepulta o negletta; ma se non in azione, almanco in luce, in notizia ed in memoria degli uomini, non aliena da ogni conversazione civile, ma non obligata a faccende; la quale se ti dispiacerá, sará a mio giudicio come di uno che liberato di servitú suspiri alla vita passata, il che non gli fará fare la ragione, ma l’abito che ha preso di servire.
Le quali ragione perché mi pare che siano abastanza, e perché sono piú secondo el gusto della nostra fragilitá, io non ti riduco in memoria la autoritá de’ filosofi che non tennono mai conto alcuno di questi beni della fortuna, per essere alieni e troppo sottoposti a ogni mutazione, e perché quando bene durassino non vi si truova drento quiete e tranquillitá di animo, che è el frutto principale delle felicitá; non la memoria della legge cristiana la quale ci ricorda che abbiamo a morire, che questa vita a comparazione della altra è uno punto, che la felicitá ed infelicitá nostra s’ha a considerare dalla condizione che per le opere nostre areno di lá, che le tribulazione nel mondo sono spesso desiderabile perché sono visitazione di Dio a chi le riceve con forte animo, e mezzo a conseguire quella eterna felicitá. E cosí se tu consideri questa misura e come cristiano e come filosofo ed uomo del mondo, troverrai o che questa vita è piú desiderabile o almanco non tanto peggiore che meriti querela, ed oltre che è cosí debita<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|190|{{Sc|consolatoria}}|}}</noinclude>e conveniente, consiste ancora in questo l’onore e riputazione tua, che tu ti ci disponghi ed accommodi, in modo che non paia uomo che nascessi ieri né che non abbi provato niente delle cose del mondo, ma che abbia a essere cognosciuto da ognuno, persona piena di notizia di lettere, piena di virtú, e finalmente piena di animo e di esperienzia.
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<includeonly>{{Sezione note}}</includeonly><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" /></noinclude>{{Ct|f=100%|v=1|t=3|L=0px|ORATIO ACCUSATORIA}}
<ref>''Alla redazione definitiva l'A. fece precedere l'annotazione'': causa stili eadem oratio ordinata. </ref> Non si doveva pregare piú Dio di cosa alcuna, giudici, nessuna in questo tempo poteva essere piú a proposito della republica, che esserci data occasione che questa nuova legge dell’accusare, ordinata con quello ardore che voi sapete di coloro che favoriscono la nostra libertá, fussi ne’ suoi princípi confermata con qualche notabile esempio; la quale poi che si è offerta piú opportuna ancora e maggiore che non aremo saputo immaginare, non può essere dubio a persona che non consiglio ed opera alcuna di uomini, ma la divina voluntá e disposizione ce l’ha mandata. Perché veduto con quanto sforzo si erano opposti questi cittadini grandi e che vogliono tenere soggiogati gli altri, perché sí santa legge non si ordinassi, era giá quasi opinione universale di tutta la cittá, che quello che con tante arte sue non avevano potuto ottenere direttamente appresso a molti che la non si vincessi, l’avessino a conseguire per indiretto apresso a pochi, provedendo che la esecuzione sua restassi vana con operare tanto con favori e con minacci ancora, che mai da’ giudici nessuno potente fussi condannato.
Alla quale opinione non so se piú vituperosa o perniziosa alla republica mi sono arditamente opposto io, anzi per dire piú el vero non io, ma lo onnipotente e sommo Dio, manifesto protettore della nostra cittá, avendomi messo in animo<noinclude>{{RigaIntestazione|{{smaller|{{Sc|F. Guicciardini}}, ''Opere'' - {{Sc|ix}}}}||{{smaller|13}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|194|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>di chiamare in giudicio con inestimabile iubilazione di tutto questo popolo, non uno cittadino incolpato di oscuri e leggeri errori, non di qualitá sí piccole che e la pena sua facessi poco utile alla republica, e la assoluzione poco danno; ma messer {{AutoreCitato|Francesco Guicciardini|Francesco Guicciardini}}, uomo rubatore de’ danari publici, saccheggiatore del nostro contado, uomo che ha esosa la vita privata, desideroso del ritorno de’ Medici, amatore delle tirannide, occupatore del vostro Palazzo, inimico capitalissimo della commune libertá, e finalmente pieno di sí gravi, di sí noti e di sí odiosi peccati che non è possibile che sia assoluto, e nondimeno sí potente che el condannarlo abbia a essere di grandissima utilitá sí per levare via ed estirpare questa peste della republica, sí molto piú per lo esempio e per chiarire al tutto ognuno che in questi nuovi giudici ha a potere piú, come è conveniente, la veritá, la religione e la severitá de’ giudici che qualunque altro rispetto o corruttele.
A questa impresa se non m’avessi spinto lo amore della republica, ed el desiderio grande che io ho di vedere bene assicurata la nostra libertá, ed el cognoscere che uno de’ vivi fondamenti che la possi avere è el terrore ed el freno di questa legge, siate certi, giudici, che nessuno altro rispetto mi arebbe mosso; perché né con lui ho particulare inimicizia, anzi da’ teneri anni ho avuto seco conversazione e benivolenzia, né le condizione mie sono tali che io non abbia a tenere conto grande di tanti inimici che mi nasceranno da questa accusazione, né la natura mia come può sapere ognuno, è stata inclinata mai a offendere altri, né a pigliare piacere delle incommoditá di persona, né è tanta la laude che io spero se sará condannato, perché questo faranno per se medesimo, sanza alcuna industria dello accusatore, e’ suoi peccati sí enormi, sí pericolosi e sí chiari, quanto sarebbe el biasimo se fussi assoluto; perché piú resta negli uomini la memoria di quello che è molesto che di quello che piace, e sempre dove le imprese succedono male è piú avuto lo occhio allo evento che al consiglio.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|195}}</noinclude>
Ma non mi lascia la natura del caso avere questa paura; perché se in messer Francesco fussi solo el peccato della ambizione ed el pericolo che da’ suoi cattivi fini porta la libertá della cittá, ma el resto della sua vita non fussi maculato da peccati gravissimi, o se per el contrario e’ costumi fussino corrotti, ma lo animo e le condizione aliene da turbare lo stato della republica, io dubiterei forse che o la integritá degli altri costumi lo difendessi da’ carichi della ambizione, o che el non essere lui formidoloso alla libertá facessi che a scusare gli altri peccati valessino piú che la giustizia, gli immoderati favori ed estraordinari mezzi che voi vedete che usano gli amici e parenti suoi. Ma concorrendo in lui tutte queste cose ed in modo che non si possi facilmente discernere quale sia maggiore o lo odio o el pericolo, nessuno è che abbia mai dubitato quali abbino a essere le vostre sentenzie, nessuno che non l’abbia tenuto per condannato el dí medesimo che fu chiamato in giudicio. Perché per cominciare da’ peccati della avarizia e delle rapine e sacchi fatti al paese, e’ quali io vi metterò in modo innanzi agli occhi, che piú sará maraviglia che questi giudici, che questo popolo ti possa guardare, ti possa udire, che non sarebbe se tutta la cittá non potendo sopportare tante sceleratezze e che una peste sí pestifera stessi tra noi, ti corressi furiosamente a casa o facessi sentire a te, alle facultá ed alle figliuole tue giustamente quelli medesimi mali che per tua colpa hanno sentito ingiustamente tanti altri; io dico che messer Francesco Guicciardini ha rubato in questa guerra somma infinita di danari nella nostra comunitá; ha per potergli rubare concesso a’ nostri soldati che vivino a discrezione nel nostro paese, che non vuole dire altro che avergli consentito che rubassino e saccheggiassino ogni cosa come di inimici; e quella autoritá che gli era stata data per difendere e conservare lo stato nostro l’abbia usata a metterlo in preda. Credo che el medesimo abbia fatto in quello della Chiesa; ma io non mi querelo delle ingiurie di altri, perché le nostre sono sí grandi che abbiamo da fare pure troppo a risentirci de’ nostri mali. Non parlo calunniosamente, non<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|196|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>accusatoriamente, perché la cosa che ha tanti testimoni, tante chiarezze che non si può nascondere, non si può sfuggire. Non dice questo uno solo, non dua, non tre, non quattro, non sei, non dieci; non persone sospette, non inimiche, non persone che non avessino avuto da temere di darti calunnie false; ma lo dicono cento, dugento, trecento, cinquecento, mille uomini: lo dice finalmente uno esercito intero, uno esercito beneficato da te, uno esercito che stava a obedienzia tua, uno esercito che arebbe avuto timore di te a accusarti a torto, che arebbe sperato da te a scusarti falsamente. Lo dicono tante provincie intere: la Romagna suddita a noi, el Mugello, el Casentino, Val di Pesa, el Valdarno, l’Aretino, el Cortonese: diconlo tutti quelli che abitano intorno a queste cittá, le nostre ville, e’ nostri borghi; direbbonlo se sapessino parlare gli uccelli, le pietre, gli arbori, direbbonlo le mura e le torre nostre dalle quali si sentivano e’ pianti de’ poveri contadini, le stride delle meschine fanciulle.
Esaminerannosi moltissimi de’ vostri cittadini, persone degnissime di fede, e’ quali udirete testificare che non una volta, né dua, né tre, ma infinite hanno in diversi luoghi sentito dire a tutto lo esercito che non erano pagati, e che però avevano avuto licenzia di vivere a discrezione; e nondimeno vi si mostrerrá ne’ libri che lui medesimo produce, che è messo ogni mese a uscita la paga loro, (leggi la copia delle partite). Quello medesimo che dicono e’ cittadini vostri, diranno e’ vostri contadini, e’ cortonesi, e’ romagnoli, gli aretini, infiniti vostri sudditi; il che sento che ancora dicono e’ piacentini, e’ parmigiani, e’ bolognesi e tutta la Romagna della Chiesa; ne’ quali luoghi come nel paese nostro sono state infinite le rapine, moltissimi gli incendi, non pochi gli omicídi, violate innumerabili donne di ogni etá e qualitá, vecchie, giovane, fanciulle, maritate, vedove, vergini. Quante castella e terre vostre sono state saccheggiate con maggiore crudeltá che non arebbono fatto gli inimici!
Io vi priego, popolo, che udiate pazientemente, e che udendo tante indegnitá, tante iniquitá, tanti vostri danni, non vi {{Pt|con-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|195}}</noinclude>{{Pt|citiate|concitiate}} a furore, non lapidiate questo morbo: contentiatevi, poi che la cosa è qui, che sia gastigato da’ giudici; perché se bene sarebbe stato forse piú utile e piú secondo la degnitá di questa cittá e piú terrore degli altri, innanzi che fussi accusato averlo a furore di popolo esterminato, averlo abruciato in casa, averlo per eterna memoria tagliato a pezzi in sulle porte di questo palazzo, la autoritá del quale ha violato in tanti modi; quivi a’ piedi di quella Iudith, acciò che uno medesimo luogo fussi memoria dell’onore di chi ha conservato la patria, e del supplicio di chi l’ha oppressa; pure ora che la causa è introdotta, che el caso è in giudicio, sarebbe forse di malo esempio amazzarlo: mentre dice la causa, mentre che è innanzi a’ giudici, lasciate vi prego correre el giudicio. Avete giudici uomini prudenti, uomini virili, integri, amatori quanto si può della nostra libertá: non possono errare per non cognoscere quanto importi questa condannazione; non sono per temere minacci vani, non per lasciarsi corrompere a’ prieghi o altri mezzi; sanno la vostra voluntá; non è pericolo che la giustizia sia violata, non che della salute commune sia tenuto poco conto, non finalmente che se a loro non è mancato chi accusi, che se a me non manca materia di accusare, che a voi ed alla republica manchino giudici.
Io vi dico di nuovo che per la inaudita avarizia di messer Francesco è stato distrutto el paese vostro, sono state distrutte tante provincie, ripieno ogni cosa di rapine, di incendi, di violazione di donne, di vergine, di omicidi, saccheggiate tante vostre castella da vostri soldati con piú crudeltá che non arebbono fatto gli inimici. Testimonio di quello che io dico è Barberino, el Borgo a San Lorenzo e Decomano, testimonio el Pontasieve, testimonio San Casciano, testimonio quelle ricche e belle castella di Valdarno e quasi simile a cittá, Fighine, San Giovanni e Montevarchi, trattate con tanta impietá, con tanta crudeltá che ebbono invidia a Laterina, a Quarata, alla Chiassa ed agli altri luoghi dove stettono gli spagnuoli. Feciono cento volte peggio a’ sudditi nostri e’ nostri soldati chiamati, per chi ogni mese davamo le paghe a messer Francesco,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|198|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>che non feciono gli inimici. Non parlo del consumamento de’ grani e delle biade; non parlo de’ vini de’ quali quelli che avanzavano alla ebrietá militare, erano, sfondate le botte, sparsi per le volte e per le cantine che erano per tutto come laghi; non parlo delle bestie, delle quali quelle che non potevano mangiare erano condotte via a vendersi in altre provincie, ed infinite ne erano lasciate morte per e’ campi in preda a’ lupi: non parlo né mi lamento di queste cose.
Sia una licenzia militare, quando el paese è dato a discrezione, non solo in quello che si mangia, ma ancora in tutto quello che si può mangiare; abbino questo privilegio piú che le altre le discrezione di messer Francesco; ma le masserizie, le robe mobili delle case, di che le nostre ville ed e’ nostri palazzi erano forniti, le mercatantie di che quelle terre massime del Valdarno erano piene, andavano ancora loro sotto la medesima discrezione: non restò per le case e per le botteghe dove loro furono, cosa alcuna di qualunque sorte che si potessi portare via; dicevano essere loro date in pagamento. Né solo quello che si poteva portare, ma le bellezze ed ornamenti de’ vostri palazzi rompevano, distruggevano, rovinavano. Giá gli incendi quanti furono per tutto el paese! Vedevansi per tutto abruciare le case, sentivansi e’ romori delle cose che si rompevano e fracassavano, combattevansi per tutto le castella che non volevano aprire, le torre forti, le tenute, praticavasi ogni esempio di avarizia, di libidine, di crudeltá, in che ebbono maggiore facultá, perché nessuno era fuggito, ognuno o almanco la piú parte gli aveva aspettati come amici. E chi arebbe creduto altrimenti di un esercito nostro, menato da uno nostro cittadino? Chi arebbe pensato che uno figliuolo di Piero Guicciardini fussi una sentina di tante sceleratezze, che di uno padre tanto buono, tanto costumato, tanto catolico fussi uscita una pianta sí pestifera? Quanti furono gli sforzamenti delle donne, quante le bastonate e ferite degli uomini, quanti gli omicídi? Erano per tutto presi e’ vostri contadini, e’ vostri sudditi, e’ vostri fattori: erano constretti a ricomperarsi, a pagare la taglia a’ nostri medesimi.<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|197}}</noinclude>
Ma che mi dolgo io de’ contadini, de’ sudditi? Volessi Dio che tanta crudeltá si fussi saziata in loro, non fussi passata piú oltre. E’ nostri cittadini erano fatti prigioni, erano taglieggiati, erano tormentati, e’ nostri cittadini che avevano impegnato el suo, che s’avevano cavato el boccone di bocca per pagare gli accatti e l’altre gravezze perché e’ soldati avessino danari, e’ nostri cittadini che quando andavano per e’ nostri eserciti solevano essere alloggiati, essere carezzati, essere onorati da tutto el campo; ora da’ loro soldati medesimi, da quegli per chi avevano provisto le paghe, da quelli che avevano chiamati, che avevano alloggiati insino nelle nostre viscere, erano spogliati, erano assassinati, erano presi, erano legati, erano tormentati. Dimandate e’ soldati perché consumarono e’ vostri grani, e’ vostri vini, le vostre bestie: vi diranno che per non essere pagati era necessario vivessino di quello che trovavano; dimandategli perché saccheggiorono e venderono le masserizie e le mercatantie, perché feciono e’ prigioni: vi diranno che perché pure bisogna al soldato altro che mangiare, gli era dato licenzia da messer Francesco di fare questo; dimandategli perché sforzorono le donne, perché abruciorono tante case, perché amazzorono tanti uomini, perché fracassorono e rovinorono tanti ornamenti, perché feciono tanti mali sanza alcuna loro utilitá: vi diranno a una voce che vedendo che messer Francesco non aveva alcuno rispetto, alcuna umanitá, alcuna pietá alla sua patria ed a’ suoi cittadini, credevano portassi loro odio e gli avessi per inimici, e però quanto peggio facevano, tanto piú pensavano di fare cosa che gli fussi grata.
O ribalderia, o sceleratezza inestimabile, o impudenzia singolare, o incredibile pazienzia e dolcezza del popolo fiorentino! Tu doppo avere fatto tanti mali, offeso in tanti modi e sí atrocemente ognuno in publico ed in privato, doppo averci fatto peggio che non feciono mai gli inimici, doppo averci dato a sacco per tôrci e’ nostri danari, doppo l’averci assassinati ed amazzati con le arme nostre, con le arme che noi t’avavamo dato per nostra difesa, hai ardire tornare<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|199}}</noinclude>
Ma che mi dolgo io de’ contadini, de’ sudditi? Volessi Dio che tanta crudeltá si fussi saziata in loro, non fussi passata piú oltre. E’ nostri cittadini erano fatti prigioni, erano taglieggiati, erano tormentati, e’ nostri cittadini che avevano impegnato el suo, che s’avevano cavato el boccone di bocca per pagare gli accatti e l’altre gravezze perché e’ soldati avessino danari, e’ nostri cittadini che quando andavano per e’ nostri eserciti solevano essere alloggiati, essere carezzati, essere onorati da tutto el campo; ora da’ loro soldati medesimi, da quegli per chi avevano provisto le paghe, da quelli che avevano chiamati, che avevano alloggiati insino nelle nostre viscere, erano spogliati, erano assassinati, erano presi, erano legati, erano tormentati. Dimandate e’ soldati perché consumarono e’ vostri grani, e’ vostri vini, le vostre bestie: vi diranno che per non essere pagati era necessario vivessino di quello che trovavano; dimandategli perché saccheggiorono e venderono le masserizie e le mercatantie, perché feciono e’ prigioni: vi diranno che perché pure bisogna al soldato altro che mangiare, gli era dato licenzia da messer Francesco di fare questo; dimandategli perché sforzorono le donne, perché abruciorono tante case, perché amazzorono tanti uomini, perché fracassorono e rovinorono tanti ornamenti, perché feciono tanti mali sanza alcuna loro utilitá: vi diranno a una voce che vedendo che messer Francesco non aveva alcuno rispetto, alcuna umanitá, alcuna pietá alla sua patria ed a’ suoi cittadini, credevano portassi loro odio e gli avessi per inimici, e però quanto peggio facevano, tanto piú pensavano di fare cosa che gli fussi grata.
O ribalderia, o sceleratezza inestimabile, o impudenzia singolare, o incredibile pazienzia e dolcezza del popolo fiorentino! Tu doppo avere fatto tanti mali, offeso in tanti modi e sí atrocemente ognuno in publico ed in privato, doppo averci fatto peggio che non feciono mai gli inimici, doppo averci dato a sacco per tôrci e’ nostri danari, doppo l’averci assassinati ed amazzati con le arme nostre, con le arme che noi t’avavamo dato per nostra difesa, hai ardire tornare<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|200|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>nella cittá, andare alla signoria, venire ogni dí con faccia piena di audacia in publico; chiamato in giudicio hai ardire di comparire, hai ardire di sperare di essere assoluto; e questo popolo è sí dolce, sí buono e sí paziente che non ti lacera? Credevo che non ti bastassi l’animo di entrare in Montevarchi o in Fighine, ed io ti veggo ogni dí in Palagio ed in piazza: veggoti ogni dí innanzi a’ giudici con tanta fronte, con tanta impudenzia come se tu fussi cittadino e non crudelissimo inimico di questa cittá, come se tu fussi defensore della patria e non sceleratissimo predone e corsale, come se tu fussi conservatore di questa libertá e non uno immanissimo e pestifero tiranno.
Ma non è maraviglia, giudici, che dove abitano tante sceleraggine non sia faccia, non sia vergogna, non vi sia segno alcuno benché minimo di animo modesto, di animo composto ed ordinato, di animo simile a quello degli altri; anzi sarebbe da maravigliarsi se fussi in contrario, perché non può essere né rispetto né vergogna dove è uno recettaculo, una sentina di sí enormi e dannosissimi peccati; e come dicono questi savi che mal volentieri si può avere una virtú che non se n’abbia molte, cosí uno vizio può difficilmente essere solo, e quanto uno peccato è maggiore, tanto meno può essere sanza molti e gravi compagni. E certo, giudici, quando io considero quanti e quanto atroci delitti concorrono in uno fatto medesimo, non so trovare né vocabulo che lo esprimi, né immaginare supplicio che basti a punirlo: perché non solo è suo peccato quello che ha fatto egli, ma non manco quello che lui ha permesso ed è stato causa, e molto piú quello che è stato di suo ordine, di sua commissione.
Direno che sia furto per avere rubato e’ danari delle paghe? Ci sono ancora tante rapine fatte per forza e publicamente da’ soldati, ci sono le violazione di tante donne, ci sono tanti omicídi. Direno che sia avarizia? Ci è in compagnia tanti esempli di lussuria e di crudeltá, ci è il sacrilegio, perché non manco sono andate a bottino le chiese ed e’ luoghi pii che e’ profani. Direno che sia uno peccato che<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|201}}</noinclude>abbia tre teste come dicono e’ poeti di Cerbero, lussuria avarizia e crudeltá? Ci è congiunto el tradimento: saccheggiato sí impiamente, sí sceleratamente tutto el nostro paese, assassinato tanti nostri cittadini con quella autoritá, con quelle arme che t’avevano confidato per sua difesa. Direno che sia parricidio? Oh, e’ non è stata offesa la patria sola, ma el publico, el privato, e’ sudditi, gli amici, e’ vicini. Non ci è nome che basti, non {{Ac|Demostene|Demostene}}, non {{Ac|Marco Tullio Cicerone|Cicerone}} lo saprebbono fabricare; è uno peccato che ha piú capi che l’Idra, uno morbo, una fiamma, uno fuoco, uno inferno; è uno peccato che non cento mannaie, non cento forche, non tutte le pene insieme che si possono dare agli altri peccati, sarebbono bastanti a punirlo. E tu ancora ardisci difenderti, ancora procuri la assoluzione? Quanto meglio faresti, quanto saresti piú laudato a rimuoverti dal giudicio, a non comparire piú qua, a non rinnovare ogni dí tante acerbe piaghe, a tôrti da te medesimo la sentenzia: mostrerresti pure non essere acciecato totalmente, d’avere ancora qualche vestigio di vergogna, d’avere qualche stimulo di conscienzia, e dove non puoi diminuire la pena, non cercheresti di accrescere piú la indignazione, non di concitare piú lo odio.
Perché io ti domando: con che speranza vieni tu a difenderti, in che confidi? Speri tu nella eloquenzia tua? Maggiore sono le tue sceleratezze che si possino scusare o negare. Speri tu di potere allegare qualche beneficio fatto a questa cittá? Oh tu sei uno esemplo di tutti e’ mali che può fare uno cittadino alla patria. Speri tu nella nostra buona natura, nella dolcezza di questo popolo e di questi giudici? Troppo sono fresche le ingiurie che tu hai fatto in universale ed in particulare a tutti; troppo sono grande a dimenticarsele; troppo è el pericolo ed el danno che s’arebbe del perdonarti. Nessuno è di questi giudici, nessuno è in tanto concorso e moltitudine d’uomini che non sia stato atrocemente offeso da te o per te; a chi saccheggiata la roba, a chi abruciata la casa, chi fatto prigione, chi tormentato; quelli che hanno patito manco, hanno per e’ furti e rapine tue pagato tanto di gravezza, che è<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|202|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>bisognato o che patischino nelle cose necessarie, o che consumino el capitale che avevano disegnato per le dote delle figliuole, o che vi provedino con stocchi e trabalzi. Dirai che speri ne’ danari e mezzi tuoi? So bene che hai rubato tanto che aresti modo a corrompere dieci giudici, dua cittá intere, ma sono giudici troppo buoni, troppo integri, troppo amatori della libertá; cognoscono quello che non hai cognosciuto tu, quanto piú vale l’onore che e’ danari.
Speri tu impaurirgli o spaventargli? Ti veggo bene el volto pieno di audacia, ti veggo pieno tutto di superbia e di stizza; ti pare avere gli eserciti teco, ti pare che abbiamo tuttavia paura che tu non ci dia un altro sacco. So bene che queste sono le voglie tue, che questi sono e’ tuoi desiderii; ma è passato el tempo tuo: hai a vivere privato, hai a vivere abietto, hai a vivere odioso a ognuno, sanza forze, sanza autoritá, sanza grazia, peggio veduto che una fiera, peggio voluto che una biscia; sanza che, quando bene tutte queste cose potessino tornare, sono e’ giudici sí animosi e sí virili che non per questo mancheranno di fare quello che sanza eterna infamia non possono fare el contrario. Speri tu nel favore e riputazione de’ parenti, nello aiuto di tanti amici, ne’ diguazzamenti che per te fanno tutti e’ partigiani de’ Medici? Non vedi tu infelice che non è piú el tempo che si spendino queste monete? Che la cittá è libera, non piú sotto e’ tiranni? Che dominano le legge e la giustizia, non piú gli appetiti de’ privati? Che gli amici de’ Medici, per la memoria di quelli tempi e di quegli scelerati fini, affaticandosi per te ti offendono e ti nuocono? Che e’ parenti tuoi in tanto atroci peccati, in tanto odio universale, in tante grida di tutti, non solo non ti possono giovare, ma se fussono de’ giudici tutti e’ Guicciardini e Salviati sarebbono constretti a condannarti? In che speri tu adunche? Udiamo per l’amore di Dio queste sue egregie difese.
Allega che tutti e’ danari che si sono spesi in questa guerra sono andati in mano di Alessandro del Caccia, e che nessuno n’ha ricevuto lui, e che per e’ libri di Alessandro {{Pt|appa-|}}<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|203}}</noinclude>{{Pt|risce|apparisce}} che e’ danari sono stati spesi ne’ soldati e negli altri bisogni, e che a’ libri e scritture si debbe credere piú che alle parole degli uomini, piú alle persone proprie che a quelle che non sono intervenute nel negocio; difesa certo notabile e conforme alla impudenzia tua, perché se la veritá non constassi per altra via io confesso che la necessitá ci sforzerebbe a credere a’ libri e ci staremo a quegli non tanto per la fede che noi gli prestassimo, quanto perché non aremo el modo di fare altrimenti. Ma dove la veritá è manifestissima, dove sono le pruove sí chiare ed evidenti, non bisogna che lui mi meni alle conietture. Dico che messer Francesco ha rubato e’ danari nostri, e vi do testimoni non uno, né dua, non a decine, non a centinaia, ma a migliaia: testimoni di ogni sorte, di ogni qualitá e di ogni nazione, e testimoni che non avevano interesse a dirlo, piú presto potevano avere rispetto a tacerlo; in contrario non veggo se non uno testimonio, Alessandro del Caccia. Chi ha ricevuto e’ nostri danari? Alessandro del Caccia. Chi dice che e’ danari nostri sono stati bene spesi? Alessandro del Caccia. Chi che messer Francesco non gli ha avuti? Alessandro del Caccia. Chi ha scritto in su questi libri, in su questi vangeli? Alessandro del Caccia.
Tutto questo giuoco è segnato come una caccia. Dunche in una causa privata, in una causa minima non è creduto uno testimonio solo, quando bene non vi siano altre pruove in contrario, e si ammetterá uno testimonio solo in una causa publica, in una causa di tanta importanza e dove in contrario sono le migliaia de’ testimoni, in modo che se noi vogliamo attendere el numero, che comparazione è da uno esercito a uno uomo? Se la degnitá delle persone, che sono quelle cose che si considerano ne’ testimoni, sará bene cosa grande che in uno esercito intero, tra tante nobiltá, tra tanti signori, tra tanti capitani non siano testimoni di maggiore degnitá che Alessandro del Caccia. El quale se tutte le altre cose concorressino, è sospetto in questo caso, perché non è da credere che abbia consentito che un altro rubi, che anche lui non voglia essere in parte della preda; e si crederrá a uno testimonio<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|204|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>che scusando messer Francesco scusa sé, che non può accusare lui che non accusi sé? Si crederrá alle scritture tenute per mano di chi è stato compagno al furto? Come sia da maravigliarsi che chi non è stato ritenuto né dalla vergogna, né dalla paura, né dalla conscienzia a fare tanto assassinamento, non gli sia bastato l’animo a fare uno libro falso!
Dimmi Alessandro del Caccia, tu che sei mercatante, che sei uso a maneggiare danari, che sai quanto importano queste cose, parevat’egli onesto che una somma infinita di danari, tante centinaia di migliaia di ducati si maneggiassino cosí sobriamente, cosí asciuttamente ed in modo che se n’avessi a prestare fede a te solo? Come non si accompagnava el detto tuo con le ricevute di chi gli ha avuti, con le fede delle terze persone, con tante chiarezze come facilmente si poteva, che non si lasciassi luogo da dubitarne? Quello che e’ mercatanti cauti fanno nelle centinaia di ducati, non ti pareva conveniente doversi fare in sí grossa quantitá? Quello che tu eri solito fare negli interessi mediocri di {{wl|Q913241|Iacopo Salviati}}, non ti pareva debito farsi nello stato della tua patria? Avevavi accecati tutt’a dua tanto la avarizia ed el peccato, che voi credessi che uno furto sí smisurato e che toccava a tanti, non avessi a venire a luce? Credevi voi che in questa cittá fussi sí poco ingegno, sí poco discorso, sí poca esperienzia che questi conti, che per loro non hanno lume alcuno ed in contrario hanno tante ripruove, vi fussino ammessi? Sono certo non ci stimate però sí poco che lo credessi; e se avessi pensato averne a rendere el conto qui, saresti stati o piú vergognosi a fare el male o piú ingegnosi a dargli colore. Ma la cosa giace qui, el punto è questo: credesti, poi che la guerra si maneggiava in nome del papa, poi che eri in campo come ministri suoi, averne a dare conto a Roma, dove le cose vanno alla grossa, dove si corrompe ognuno, dove el papa sarebbe stato come per el passato cosí liberale de’ danari di altri, come sempre è stato stretto de’ suoi, dove la autoritá di messer Francesco arebbe serrato la bocca a ognuno, dove el favore di Iacopo Salviati arebbe difeso Alessandro. E chi sa anche se Iacopo è a<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|205}}</noinclude>parte di questo furto, perché la preda è sí grossa che a pena si può credere che messer Francesco solo, benché abbia lo stomaco grande, l’abbia smaltita, che una rete sola l’abbia tenuta; né lui si stima sí poco che a Alessandro solo avessi voluto dare dieci soldi per lira. Questo è verisimile: avevano fatto tutt’a dua la lega intorno al papa; Iacopo aveva procurato di farlo venire a Roma, l’uno rimetteva la palla in mano all’altro; è credibile che come erano compagni alla ambizione, fussino ancora compagni alle prede.
Vedete, giudici, come tuttavia si chiariscono piú le cose, e come cercando uno delitto se ne truova dua, cercando uno ladro se ne truovono parecchi: col furto veggiamo la falsitá de’ libri, con messer Francesco ladro vediamo ladro Alessandro del Caccia, scorgiamo qualche pedata di Iacopo Salviati, siamo in luogo che tutto verrá in luce: cosí vuole la divina giustizia, così vogliono e’ peccati vostri. Strignete pure alla restituzione messer Francesco, come è conveniente, sendo lui el principale che si vede, sendo quello che aveva autoritá di dispensare el danaro, quello a chi toccava a fare pagare e’ soldati, che aveva a commettere tutte le spese: vedrete che per non volere pagare la parte di altri, sará sforzato a cavare fuora el libro segreto, a scoprire e’ compagni, a pregarvi che voi riscotiate da ognuno la parte sua. Allegherá che nel tempo che ha governato le terre della Chiesa è stata predicata la sua integritá, e che non è credibile che se ha cercato buono nome nelle terre di altri, l’abbia voluto cattivo nella patria; produrrá testimoni, fede, lettere di quelle comunitá, e vorrá che noi crediamo piú alle cose da lontano e che ci sono e’ monti in mezzo, che a quelle che abbiamo innanzi agli occhi.
Io non so di che qualitá tu sia stato nelle terre di altri, né mi curo di cercarlo, ma dico bene che sei stato tristo quivi. Non è miracolo che tu abbia continuato nel male, perché chi comincia a farne abito va sempre peggiorando; se sei stato quivi buono, tanto minore scusa meriti, tanto piú sei degno di odio, sendoti dato al male non in etá giovane, non quando eri povero, che arebbe pure qualche compassione, ma quando<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|206|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>eri giá ricco, quando eri in su guadagni grossissimi, quando avevi giá passato quaranta anni, in modo che non si può averti né misericordia né perdono; e se in tale etá, in tale esperienzia hai cominciato a diventare tristo, né ti sei curato di perdere el nome di buono, quanto piú facilmente ora e con quanto minore rispetto, pure che n’avessi occasione, continueresti nel male! Rimuovi adunche questi tuoi testimoni lombardi e romagnuoli, queste tue carte mendicate dalle comunitá, perché né fo difficultá di accettare né durerei fatica di riprovarle. So bene come si vive in coteste cittá, so che quegli uomini che non ebbono mai né libertá né imperio, cognoscono solo lo interesse loro, ed el fare piacere a piú potenti di loro; non hanno nelle cose loro gravitá, non vergogna, non conscienzia; sono non manco servili con l’animo che con la necessitá; una raccomandazione in Lombardia di uno conte, uno priego in Romagna di uno governatore, uno cenno di uno vescovo non che di uno cardinale, gli farebbe ogni dí fare mille sagramenti falsi; e quello che fanno a casa loro e che si sanno per ognuno, che conto credete che tenghino di farlo negli interessi di altri, ed in luogo dove pensano che non sia ripruova? Non fui mai io in Lombardia né in Romagna, ma non sono però sí povero di amici, né ha alla fine sí poche forze la veritá, che se la importanza della causa consistessi in questo, non mi fussi dato l’animo affogarti nelle lettere e ne’ testimoni, ma per essere cose leggiere e di nessuno momento, mi pare perdere queste poche parole che io ci consumo drento, e mi incresce che tu abbia perduto la spesa e la fatica per condurre in qua tanti suggelli.
È adunche il furto chiaro ma non giá la quantitá, perché la non ha regola, non ha misura, non ha certezza; tanto ha rubato quanto ha voluto; pensate dunche quanto è stato; non vi aggiugne giá lo arbitrio mio, non lo capisce la immaginazione, come s’ha dunche a liquidare? Giudicherete che quello che non potrá fare constare legittimamente d’avere speso, tanto abbia a restituire, perché chi è debitore alla entrata è obligato a provare la uscita. Si farebbe cosí in ogni uomo<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|207}}</noinclude>buono, perché non è giusto che la negligenzia faccia male a altri che a sé; quanto piú si debbe fare in uno che s’ha certezza che sia tristo. Se questo modo di procedere non vi piacerá, giudici, le legge hanno provisto per altra via: vogliono che ogni volta che el danno è certo, ma la quantitá incerta, si stia al giuramento dello attore, né può lamentarsi di questo rigore chi con le ribalderie sue è stato causa che bisogni usare questo rigore. Avete udito, giudici, le rapine ed e’ mali causati dalla avarizia sua; non tutti, perché era cosa infinita ed impossibile, ma quegli che io v’ho saputo proporre. Udite ora e’ peccati della ambizione ed e’ pericoli che se non si provedessi porterebbe da lui la nostra libertá.
Io dico che in questa cittá non è cittadino alcuno che abbia ricevuto tanti benefici da’ Medici quanto ha lui; nessuno che della ruina loro abbia perduto piú che lui; nessuno che del ritorno e grandezza loro fussi per guadagnare piú; nessuno finalmente a chi s’abbia a credere che per molte ragione dispiaccia piú la vita privata; perché gli altri tutti o hanno avuto da’ Medici manco di lui, o se alcuno ha avuto piú, non è stato dato a lui ma al parentado, a qualche antica servitú, a qualche beneficio fatto loro nel tempo delle sue infelicitá. Quelli che hanno avuto o danari o benefici o altra utilitá, se le tengono, né l’hanno perduto per la ruina loro, né sono certi d’avere a cavare utilitá del ritorno loro; e ciò che hanno avuto non è stato per modo che gli abbia dato causa o necessitá di spiccarsi con lo animo o colle opere dalla civiltá. Ma costui non aveva co’ Medici congiunzione alcuna di sangue, non alcuno vinculo o dependenzia se non una generale, che con loro aveva avuto anticamente la casa sua, la quale per molti anni e vari accidenti che erano occorsi, era giá quasi fuora della memoria degli uomini; e nondimeno ha avuto da loro undici continui anni, magistrati ed amministrazione onoratissime e grandissime, di che ha cavato guadagno ed utilitá inestimabile e tanta riputazione e grandezza che si può dire che sono giá molti anni e forse qualche etá, che non uscí di Firenze cittadino che stessi fuora maggiore e piú onorato di<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|208|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>lui. Né gli ha avuti per tempo determinato, ma con certissima speranza d’avergli a tenere durante la vita del pontefice, apresso a chi era in tanto grado, che gli fussi concesso governare per sustituti una provincia grande ed importante come è la Romagna, avessi in tempo di guerra la cura di tutti gli eserciti ed arme sue, e nella pace fussi eletto a stargli apresso per consultore ed espeditore di tutte le faccende maggiore. Luoghi di tanta grandezza e di tanto profitto che non si può porre termine a questi guadagni uno, dua o tre migliaia di ducati l’anno, ma sono somme incerte ed infinite; e la riputazione non è minore, perché chi è sí grande apresso a uno papa è in notizia di tutta Italia, è osservato da tutta la corte, adorato da tutto lo stato della Chiesa, e finalmente è ancora grande e riputato apresso a tutti e’ príncipi del mondo; e per essere apresso a uno papa che aveva usurpato el governo di questa cittá, ci aveva cosí abundante quella autoritá e grandezza, che lui medesimo voleva, ed era in potestá sua disporre per e’ parenti ed amici suoi e per chi gli pareva, delli onori ed utili che ci sono. Perché come poteva negare tali cose el papa a uno che avessi in mano tutti e’ segreti e tutto lo stato suo? e come quegli che erano qua vicari suoi, poi che la indignitá in che era allora questa povera cittá mi sforza usare questo vocabulo, potevano fare di non consentire ogni cosa a uno che era di continuo agli orecchi ed in tanto credito con quello principe, da chi dependeva tutto el bene e la speranza loro?
Tutte queste cose adunche tanto utile, tanto grande, tanto onorevole ha perduto messer Francesco per la ruina de’ Medici; tutte e forse maggiore spererebbe recuperare per la esaltazione loro; ma mentre che stanno depressi, come desiderano tutti buoni, è restato sanza guadagni, sanza potenzia, sanza autoritá, fuora della memoria ed esistimazione de’ príncipi, e qui pari a tutti voi a chi gli pareva potere comandare, ed a molti de’ quali si sarebbe quasi sdegnato di parlare. E dove soleva dominare a nobile e magnifiche cittá, dove negli eserciti era obedito da’ principali signori e gentiluomini d’Italia,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|209}}</noinclude>dove giá undici anni è stata la casa, la vita, la spesa e la corte sua non da privato ma da principe, ora gli sono mancati e’ guadagni, gli è mancata la autoritá, sta sottoposto alle legge ed alla esistimazione degli uomini, e bisogna ancora che aspro gli paia che viva in casa e fuora in dimostrazione ed in effetti cosí privatamente, cosí abiettamente come fa ciascuno di noi.
Non crediate, giudici, che quelle cittá che lui ha governato siano povere e debole come sono quelle del vostro dominio; non crediate che chi le governa per la Chiesa vi stia con poca corte, con poco braccio o con la autoritá limitata come stanno e’ vostri rettori; e’ quali per avere poco salario, per vivere obligati alle legge vostre, per avere vicina la cittá dove e’ sudditi ogni dí hanno ricorso, si può quasi dire che in fatti ed in apparenzia siano poco meglio che privati. Ma immaginatevi cittá grande, abundanti, ricche, piene di nobilitá, piene di conti e di baroni, dove e’ governatori hanno gli emolumenti ordinari ed estraordinari grandissimi, dove hanno la autoritá molto maggiore: non sottoposta a legge o regola alcuna, è tutta in arbitrio loro. Per essere el papa lontano ed occupato in cose molto maggiore, non possono avere e’ sudditi ricorso a lui se non con grandissima spesa e difficultá, e con pochissimo profitto; in modo che reputano per manco male sopportare da’ governatori le ingiurie che gli sono fatte, che cercando el remedio perdere tempo e danari, e provocarsi piú chi di nuovo gli può ingiuriare; e però uno governatore ed è e pare signore di quelle cittá.
E certo se voi avessi veduto, giudici, messer Francesco in Romagna, come credo che qui siano presenti molti che l’hanno veduto, con la casa piena di arazzi, di argenti, di servidori, con el concorso di tutta la provincia, che dal papa in fuora, quale rimetteva totalmente ogni cosa a lui, non cognosceva altro superiore, con una guardia intorno di piú di cento lanzchenech, con alabardieri, con altre guardie di cavalli andare per la cittá in mezzo sempre di centinaia di persone, non cavalcare mai con manco di cento o centocinquanta<noinclude>{{RigaIntestazione|{{smaller|{{Sc|F. Guicciardini}}, ''Opere'' - {{Sc|ix}}}}||{{smaller|14}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|210|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>cavalli, affogare nelle signorie, ne’ titoli, nello illustrissimo signore, non l’aresti ricognosciuto per vostro cittadino, per simile a voi; ma considerata la grandezza delle faccende, la autoritá smisurata, el dominio e governo grandissimo, la corte e la pompa, vi sarebbe parso piú presto equale a ogni duca che a altro principe. Cosí quando era negli eserciti, non vi immaginate vedere uno vostro commissario, che per non essere e’ campi nostri piú grossi, né la autoritá della cittá maggiore di quello che la sia, e per molti altri rispetti, può parere grande negli occhi di ognuno, ma non supremo: non era cosí lui, trovandosi con tutta la autoritá in mano di sí grande principe come era uno papa, capo sempre e principale delle leghe in eserciti grossissimi, e dove erano tutti e’ grandi capitani e signori di Italia, tanti gentiluomini, tanta nobilitá; dove avendo grandissima occasione di fare utilitá e riputazione a molti, era non solo onorato ma quasi adorato.
Infiniti erano e’ concorsi, gli spacci, le faccende, le lettere delli imbasciadori, [de] príncipi e de’ duchi, insino del re di Francia, che gli venivano. Giá lui con le dimostrazione, co’ pensieri, con le voglie, con tutte le azione non sapeva piú di privato; giá le parole, e’ modi, la alterezza, el volere essere ubidito ed inteso a cenni, non erano altrimenti che di uno che fussi nato e vivuto sempre da principe, e che sempre avessi a vivere principe e morire. Fastidiva il titolo di commissario come inferiore alla grandezza sua: faceva chiamarsi luogotenente, che non è altro che dire di essere el medesimo che el papa. E crediamo che chi ha perduto tanto, non sia malcontento della ruina de’ Medici? Chi spera recuperare tanto, non desideri dí e notte la grandezza loro? Chi è uso tanti anni a vivere cosí, possa stare sotto la vita privata, possa fermare el capo sotto uno de’ nostri cappucci? Uno di noi se esce de’ signori, sta uno mese innanzi che possa assettarsi alla vita di prima; e nondimeno è officio di dua mesi, preso da noi con animo di lasciarlo; è limitato, accompagnato, e che a dire el vero ha di signore poco altro che ’l nome. E noi crediamo che uno che giá undici anni continui ha avuto tanta utilitá,<noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oratio accusatoria}}|211}}</noinclude>tanta riputazione, tanta grandezza, tanta pompa ed onori, e nella quale ha sempre pensato e sperato piú quasi perpetuarla che finirla, possa sopportare pazientemente la vita privata, possa vedersi spogliato di tutte quelle cose che lo facevano differente dagli altri, possa sopportare che noi mediocri cittadini gli siamo pari, parliamo delle cose della cittá, o seco o sanza lui come di cosa commune; non si vergogni d’averci per compagni ne’ magistrati, possa tollerare d’avere a essere vegghiato e giudicato da’ nostri pari, d’avere a essere finalmente condannato da voi?
Non è cosí, giudici, non è. Non solo tutti e’ suoi pensieri e disegni non hanno altro fine che ritornare a quello che ha perduto; ma chi potessi sapere la veritá, tutti e’ sogni della notte non sono pieni di altro che di guardie, di staffette, di governi, di eserciti, di signori e di tiranni. E certo, come io sono naturalmente inclinato piú a pensare e desiderare el bene, che a interpretare male, se io non vedessi nel resto della vita sua manifesti effetti, se io non lo vedessi avarissimo, io mi lascerei facilmente persuadere che avessi lo animo quieto, e che essendosi goduto modestamente tanti anni quello bene che la fortuna gli aveva dato, ora si accommodassi facilmente a quello che succede, come prudente che è, e finalmente come buono non tenessi piú conto delle particularitá sue e degli oblighi che ha co’ tiranni, che del bene universale e della libertá della sua patria. Ma quando mi rivolgo nella mente le opere sue e la vita passata, e ricognosco e’ costumi e cattivi fini suoi, e quello che sempre è stata la natura sua, la ragione mi vince, e mi bisogna, ancora che io non voglia, acconsentire e confessare che lui non desidera e pensa a altro che potere satisfare alle cupiditá sue, e ritornare in quella vita dove pensa che consista la felicitá.
Ricordomi averlo cognosciuto e conversato seco quando era giovanetto: non si potrebbe dire quanto era inquieto, quando desideroso di governare gli altri compagni suoi, ed essere sempre el primo fra tutti, nelle compagnie o come diciamo noi nelle buche, pieno di sètte e di praticuzze, {{Pt|semi-|}}<noinclude></noinclude>
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Marcella Medici (BEIC)
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<noinclude><pagequality level="4" user="Marcella Medici (BEIC)" />{{RigaIntestazione|212|{{Sc|oratio accusatoria}}|}}</noinclude>{{Pt|natore|seminatore}} di discordie e di scandoli. Che io non finga queste cose vi farò constare, giudici, perché de’ compagni nostri vivono molti degnissimi di fede, quali mi rendo certo che esaminati non negheranno la veritá, e vi diranno piú oltre che tra noi tutti era tanto nota questa sua inquiete ed ambizione, che alcuni de’ nostri lo chiamavano {{wl|Q187982|Alcibiade}}, volendo denotare uno spirito cupido, inquieto ed autore di cose nuove; il che, o fortuna della nostra cittá, non solo è stato prudente ed oculato iudicio, ma piú presto profezia, perché non di minori mali è stato costui causa a Firenze che fussi Alcibiade a Atene. Chi adunche in sí tenera etá dimostra e scuopre questa natura, che si può credere che abbia a essere nel resto della vita? Non dice quello proverbio vulgato che el buono dí si cognosce da mattina? E ragionevolmente, perché ognuno nella etá matura sa meglio coprire e simulare gli umori suoi; il che quegli che sono sí giovani non sanno fare, ma tutto quello che hanno insino nelle viscere, insino nel cuore apparisce sanza alcuno riservo. E se nella etá sí tenera, nella quale è quasi miracolo che sentissi el gusto della potenzia e degli onori, fu tale, che possiamo noi credere che sia stato poi e che sia ora, avendo ed eletto modo di vita ed avuto fortuna atta a destare la ambizione in ogni freddo e molle spirito, nonché in uno che da se medesimo ne ardessi?
Difficile è repugnare alla natura, giudici, difficile spegnere quelli abiti che sono infissi nelle ossa, che t’hanno accompagnato col latte e con la cuna. Chi per necessitá o per accidente piglia vita contraria, a pena con lungo tempo mortifica la inclinazione naturale; ma chi piglia vita conforme, e vi ha drento successo, la nutrisce e la accresce ogni giorno, in modo che se era per natura verbigrazia ambizioso, diventa per natura e per accidente ambiziosissimo. Non avete voi udito di {{AutoreCitato|Gaio Giulio Cesare|Cesare}}, in chi ancora fanciullo furono cognosciuti quelli semi, el frutto de’ quali fu poi la ruina della patria? Non so parlare per molto tempo degli anni che seguirono a quella etá, perché andò fuora di Firenze a studio, ma la ragione vi forza a credere che quale avete inteso essere stato el principio suo,<noinclude></noinclude>
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Relazione della difesa di Parma
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Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici/Dubbietà sul Saros Meteorologico e Risposta
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|Autore=Gaetano Previati
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==Indice==
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[[Categoria:Documenti storici Italia]]
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==Indice==
* {{testo|/Lettere}}
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* {{testo|/Introduzione}}
* {{testo|/Capitolo I. L'origine e la natura}}
** {{testo|/Capitolo I. L'origine e la natura/I - La Massoneria di Palazzo Giustiniani e le altre "famiglie" massoniche}}
** {{testo|/Capitolo I. L'origine e la natura/II - La prima fase della Loggia P2}}
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** {{testo|/Capitolo I. L'origine e la natura/IV - Licio Gelli, La Loggia Propaganda 2 e la massoneria. Conclusioni}}
* {{testo|/Capitolo II. L'organizzazione e la consistenza}}
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** {{testo|/Capitolo II. L'organizzazione e la consistenza/II - Autenticità e attendibilità delle liste}}
** {{testo|/Capitolo II. L'organizzazione e la consistenza/III - La struttura associativa della Loggia P2}}
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* {{testo|/Capitolo III. I mezzi impiegati e le attività svolte}}
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quality1 = $('<span class="quality1 oo-ui-widget oo-ui-widget-enabled oo-ui-inputWidget oo-ui-radioInputWidget" title="Testo incompleto (25%)"><input type="radio" name="quality" value="25%" onclick="addQuality(this.form,this.value)" checked><span></span></span>');
quality2 = $('<span class="quality2 oo-ui-widget oo-ui-widget-enabled oo-ui-inputWidget oo-ui-radioInputWidget" title="Testo completo, ma da formattare (50%)"><input type="radio" name="quality" value="50%" onclick="addQuality(this.form,this.value)"><span></span></span>');
quality3 = $('<span class="quality3 oo-ui-widget oo-ui-widget-enabled oo-ui-inputWidget oo-ui-radioInputWidget" title="Testo completo e formattato, da rileggere (75%)"><input type="radio" name="quality" value="75%" onclick="addQuality(this.form,this.value)"><span></span></span>');
quality4 = $('<span class="quality4 oo-ui-widget oo-ui-widget-enabled oo-ui-inputWidget oo-ui-radioInputWidget" title="Testo riletto usando la fonte cartacea (100%)"><input type="radio" name="quality" value="100%" onclick="addQuality(this.form,this.value)"><span></span></span>');
link = $('<label for="wpQuality-container"> <a href="/wiki/Aiuto:Stato_di_Avanzamento_del_Lavoro" target="_blank" title="Pagina di aiuto sul significato delle icone (si apre in una nuova finestra)">Cosa significano le icone?</a></label>');
body.append(quality1, quality2, quality3);
if ($("#wpTextbox1").val().match(/<pages/)) {
body.append(quality4);
}
container.append(body, link);
$('.editCheckboxes > .oo-ui-layout').append(container);
//imposta a checked il bottone in base alla qualità del testo
var str = $("#wpTextbox1").val();
var re = /\{\{[Qq]ualità\|avz=([0-9]*%)/;
var m = str.match(re);
if (m) {
switch (m[1]) {
case "100%":
quality4.find('input').prop('checked', true);
break;
case "75%":
quality3.find('input').prop('checked', true);
break;
case "50%":
quality2.find('input').prop('checked', true);
break;
default:
quality1.find('input').prop('checked', true);
}
}
//se ci sono Pagine al 25%, 50% o 75%, non permettere di portare al 100% l'intero testo (si applica ai testi proofread)
if (parseInt($('table.pr_quality td.quality1').attr('width')) +
parseInt($('table.pr_quality td.quality2').attr('width')) +
parseInt($('table.pr_quality td.quality3').attr('width')) > 0) {
$('.editCheckboxes span.quality4 input[name=quality]').attr('disabled','disabled');
}
};
if (mw.config.get("wgNamespaceNumber") === 0) {
addQualityButtons();
}
});
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Candalua
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javascript
text/javascript
$(function() {
arrayMese = new Array(" ", "gennaio", "febbraio", "marzo", "aprile", "maggio", "giugno", "luglio", "agosto", "settembre", "ottobre", "novembre", "dicembre");
addQuality = function (form, value) {
form.elements.wpSummary.value = "Porto il SAL a SAL " + value;
s = form.elements.wpTextbox1.value;
var qTestoRegexp = /\{\{[Qq]ualità.*?\|arg=(.*?)\}\}/;
var match = qTestoRegexp.exec(s);
var argomentoTesto = "Da definire";
if (match) {
argomentoTesto = match[1];
}
deleteAvzRegex = new RegExp("\{\{Qualità(.*?)\}\}", "gi");
s = s.replace(deleteAvzRegex, "");
var avzDate = new Date();
var dateString = avzDate.getDate() + " " + arrayMese[avzDate.getMonth() + 1] + " " + avzDate.getFullYear();
form.elements.wpTextbox1.value = "{" + "{Qualità|avz=" + value + "|data=" + dateString + "|arg=" + argomentoTesto + "}" + "}" + s;
};
addQualityButtons = function() {
//esci se siamo in una pagina di disambigua
if ($("#wpTextbox1").val().match(/\{\{[Dd]isambigua/)) return;
if (mw.config.get('wgTitle').match(/^Pagina principale/)) return;
container = $('<div>').addClass('oo-ui-widget').addClass('oo-ui-widget-enabled');
body = $('<span>').attr('id', 'wpQuality-container');
const qualityLevels = [
{ level: 1, percent: "25%", title: "Testo incompleto (25%)", checked: true },
{ level: 2, percent: "50%", title: "Testo completo, ma da formattare (50%)" },
{ level: 3, percent: "75%", title: "Testo completo e formattato, da rileggere (75%)" },
{ level: 4, percent: "100%", title: "Testo riletto usando la fonte cartacea (100%)" }
];
const [quality1, quality2, quality3, quality4] = qualityLevels.map(item =>
$(`<span class="quality${item.level} oo-ui-widget oo-ui-widget-enabled oo-ui-inputWidget oo-ui-radioInputWidget" title="${item.title}">
<input type="radio" name="quality" value="${item.percent}" onclick="addQuality(this.form,this.value)" ${item.checked ? 'checked' : ''}>
<span></span>
</span>`)
);
link = $('<label for="wpQuality-container"> <a href="/wiki/Aiuto:Stato_di_Avanzamento_del_Lavoro" target="_blank" title="Pagina di aiuto sul significato delle icone (si apre in una nuova finestra)">Cosa significano le icone?</a></label>');
body.append(quality1, quality2, quality3);
if ($("#wpTextbox1").val().match(/<pages/)) {
body.append(quality4);
}
container.append(body, link);
$('.editCheckboxes > .oo-ui-layout').append(container);
//imposta a checked il bottone in base alla qualità del testo
const text = $("#wpTextbox1").val();
const match = text.match(/\{\{[Qq]ualità\|avz=([0-9]+%)/);
if (match) {
const qualities = {
"100%": quality4,
"75%": quality3,
"50%": quality2
};
const selectedQuality = qualities[match[1]] || quality1;
selectedQuality.find('input').prop('checked', true);
}
//se ci sono Pagine al 25%, 50% o 75%, non permettere di portare al 100% l'intero testo (si applica ai testi proofread)
if (parseInt($('table.pr_quality td.quality1').attr('width')) +
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$('.editCheckboxes span.quality4 input[name=quality]').attr('disabled','disabled');
}
};
if (mw.config.get("wgNamespaceNumber") === 0) {
addQualityButtons();
}
});
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2026-07-28T14:03:23Z
Candalua
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tolgo il parametro "arg" da Qualità, non l'abbiamo mai usato e non serve a nulla
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//esci se siamo in una pagina di disambigua
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Indice:Matilde Serao Evviva la vita.pdf
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Candalua
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proofread-index
text/x-wiki
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Pagina:Wilde - De Profundis, Milano, Bolla, 1926.pdf/48
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2026-07-28T14:23:06Z
Carbonchiolo
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/* Riletta */
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oscar wilde}}|riga=si}}</noinclude>
posto nella mia filosofia. Mia madre, che conosceva la vita intera, mi citava spesso i versi di Goethe scritti da Carlyle sur una pagina d’un libro ch’egli le aveva donato una volta e tradotti così da lui stesso:
::''Colui che non ha mai mangiato il suo pane nel dolore,''
::''Che non ha mai passate le ore della notte ad attendere piangendo il mattino che tarda,''
::''Colui non vi conosce, o potenze del Cielo!''
Erano i versi che quella nobile regina di Prussia – trattata da Napoleone con tanta grossolana brutalità – recitava nella sua umiliazione e nel suo esilio; erano i versi che mia madre mi ripeteva spesso nel tormento della sua vita, prossima a spegnersi. Io rifiutai, allora, assolutamente, di riconoscere o d’ammettere l’enorme verità che essi contenevano. Mi rammento molto bene ch’io le ripetevo di non aver nessun desiderio di mangiare il mio pane nel dolore e di trascorrere<noinclude>{{rule}}{{PieDiPagina||— 50 —|}}</noinclude>
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2026-07-28T14:26:32Z
Carbonchiolo
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proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|oscar wilde}}|riga=si}}</noinclude>
posto nella mia filosofia. Mia madre, che conosceva la vita intera, mi citava spesso i versi di Goethe scritti da Carlyle sur una pagina d’un libro ch’egli le aveva donato una volta e tradotti così da lui stesso:
:''Colui che non ha mai mangiato il suo pane nel dolore,''
:''Che non ha mai passate le ore della notte ad attendere piangendo il mattino che tarda,''
:''Colui non vi conosce, o potenze del Cielo!''
Erano i versi che quella nobile regina di Prussia – trattata da Napoleone con tanta grossolana brutalità – recitava nella sua umiliazione e nel suo esilio; erano i versi che mia madre mi ripeteva spesso nel tormento della sua vita, prossima a spegnersi. Io rifiutai, allora, assolutamente, di riconoscere o d’ammettere l’enorme verità che essi contenevano. Mi rammento molto bene ch’io le ripetevo di non aver nessun desiderio di mangiare il mio pane nel dolore e di trascorrere<noinclude>{{rule}}{{PieDiPagina||— 50 —|}}</noinclude>
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Pagina:Wilde - De Profundis, Milano, Bolla, 1926.pdf/49
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Carbonchiolo
81333
/* Riletta */
3867963
proofread-page
text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{Sc|de profundis}}|riga=si}}</noinclude>
le notti aspettando in pianto un’alba d’amarezza.
Non avevo nessuna idea che proprio là eravi nascosta una delle singolari sorprese tenute in serbo dal destino per me e che, veramente, non altro io farei se non mangiare il mio pane nel dolore per un anno intero. Ma è così che anch’io ho avuto la mia parte; e che, durante questi ultimi mesi, ho potuto comprendere, mercè ostacoli e lotte senza pari, qualcuno degli insegnamenti che si celano nell’intimo del dolore. Preti e gente che adoperano frasi senza misura parlano, alle volte, della sofferenza come d’un mistero. Invece essa è una rivelazione. Fa distinguere delle cose che non si erano mai vedute prima e permette di considerare l’insieme della storia da un punto di vista tutt’affatto diverso. Quel che intorno all’arte, ad esempio, si era sentito in modo vago e per istinto, ora lo si afferra intellettualmente ed emozionalmente con una chiarezza perfetta di visione e con una intensità assoluta, comprensiva.<noinclude>{{rule}}{{PieDiPagina||— 51 —|}}</noinclude>
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Utente:Pic57/wikidiario
2
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2026-07-28T13:46:52Z
Pic57
12729
/* Musica nel wikiverso 2026.8 */
3867847
wikitext
text/x-wiki
== [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.08#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.8] ==
In costruzione
[[File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a).jpg|Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a)|300px|centro]]
{{Centrato|'''Aggiornamento mensile lilypondiano'''}}
* Al '''15 agosto 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
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</small>
:* {{Sc|'''Musica colta'''}}
:<small> · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}</small>
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:*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
<hr>
:* {{Sc|'''Opere'''}} — Queste pagine contengono link a partiture appartenenti ad una stessa opera e sono collegate alle omonime pagine di Wikipedia tramite {{Sc|Interprogetto}}
::· [[Opera:Donna lombarda]] Grazie a Candalua
::· [[Opera:Giovanni Gallurese]]
<hr>
* {{Sc|'''Libri'''}} — È in corso di trascrizione
::· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
<hr>
* [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica |'''{{Sc|Laboratorio}}''']] — E' un manualetto per chi vuole avvicinarsi a Lilypond, ma scritto dall'interno di wikisource, quindi senza l'uso di variabili. Contiene '''frammenti di codice complesso''' riutilizzabili in contesti analoghi corredati dagli esempi delle partiture trascritte.<br>Questo mese abbiamo aggiunto:
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Parentesizzare_una_nota_con_acciaccatura |Parentesizzare una nota con acciaccatura]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Pedale_doppio | Pedale doppio]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Partitura_senza_tempo|Partitura senza tempo]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Rosette|Rosette]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura|Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura]]
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* '''{{Sc|Riletture}}''' —
**....
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Immagini tratte da: Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
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==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.07#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.7] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.6 Musica nel wikiverso 2026.6] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.5 Musica nel wikiverso 2026.5] ==
== 8.5.2026 ==
Ho trascritto per wikisource una «'''bluette'''» di Pietro Floridia, pubblicata sulla rivista della Ricordi "Musica d'oggi" a luglio del 1920. La «bluette» è una breve e raffinata composizione pianistica di carattere elegiaco. Qui in effetti lo spunto è offerto al musicista da una poesia di Théophile Gautier. La composizione è ancora più suggestiva perché il termine "bluette" - in francese - è utilizzato principalmente per indicare un colore azzurro intenso, (bleu turquoise o bleu vif). E - sempre in francese - l'assonante "bleuet" è il fiordaliso, uno dei pochi fiori davvero blu, così che per affinità «bluette» ha finito per significare "scintilla".
Buon ascolto 🎹
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==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.04#Musica_nel_wikiverso|Musica nel wikiverso 2026.4]]==
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.03#.eps_files|Musica nel wikiverso 2026.3]]==
== 17.3.2026 ==
'''[[Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2/Automobile|Automobile]]''' è una divertente composizione per pianoforte di Giulio Ricordi (sì, oltre che editore è stato compositore). Frutto del clima culturale che anticipa il futurismo (1908), celebra con ironia l'avvento dell'automobile, quando delle macchine si poteva ancora scherzare e prima che il futurismo stesso venisse fagocitato dalla propaganda bellica.
Esilarante il modo in cui viene reso il sobbalzo dei passeggeri a causa di una cunetta, nonché l'occasionale investimento di un povero cane vittima (collaterale) della macchina che tutto travolge: nulla la arresta! L'accidentale scoppio di una gomma (altra ironia) viene prontamente riparato e il motore - arrancando - porta finalmente i passeggeri a destinazione. Ah, la ''Belle Époque!''
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.02#Babel_Lilypond|Musica nel wikiverso 2026.2]]==
== 22.2.2026==
<poem>[[File:Sandringham House from the air (cropped).jpg|miniatura|sinistra]]'''Coincidenze!'''
Stavo giusto trascrivendo la [[Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia |''Sandringham March'']] di Natalie Townsend quando giunge la notizia dell'arresto dell'ex-principe Andrea, indovinate dove? Ma a '''Sandringham House''', ovviamente, la residenza di campagna dei Windsor, nel Norfolk! Qui si era ritirato dopo lo sfratto dalla Royal Lodge di Londra in seguito alle indagini sugli Epstein Files!
Ebbene, nel luglio 1904 la compositrice statunitense - nonché moglie di un ambasciatore USA - fu ospitata nella Sandringham House per una breve vacanza e lasciò come dono alla Regina Alexandra - che l'aveva invitata per la stima che aveva nei suoi confronti - questa elegante e briosa marcia.
https://it.wikisource.org/wiki/Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia Non era raro che i brani della Townsend venissero eseguiti dalle bande militari britanniche durante i cambi della guardia o in occasione di eventi ufficiali a cui partecipava la Regina.
Altri tempi!</poem>
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.01#Ars_et_Labor_1906,_vol._I_con_SAL_75%|Musica nel wikiverso 2026.1]]==
== 27.1.2026==
:La musica attraversa il tempo e lo spazio perché è un linguaggio universale: più facile suonare con un giapponese, che parlargli.
:E questo vale anche per la musica del passato, per la quale wikisource offre mille possibilità.
:Accade così che [https://it.wikisource.org/wiki/Ars_et_Labor,_1907_vol._II/N._9/Aria questa "Aria barocca"] di Antonio Francesco Tenaglia, un clavicembalista della metà del XVII sec., venga scoperta e trascritta per violino e pianoforte 250 anni dopo, nel 1906, da [https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico%20Polo Enrico Polo], un violinista cultore di Paganini.
:E venga poi pubblicata su Ars et Labor, una bella rivista dell'Archivio Ricordi in corso di trascrizione su Wikisource.
:Così oggi, esattamente 120 anni dopo, accade che io possa codificarla per digitalizzarla in MIDI.
:E possa poi anche sostituire la voce del violino con quella della mia armonica accompagnata dal pianoforte e... [https://www.spreaker.com/episode/aria-barocca--69423778 suonare un pezzo barocco per poi pubblicarlo sul mio podcast].
:Non è sempre stato così: devo dire grazie a Wikisource. E ovviamente grazie all'autore, al musicista che l'ha scovato e trascritto, al decodificatore, all'interprete e grazie anche a [https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_d%27Arezzo Guido d'Arezzo], di cui a dicembre si è celebrato il millenario della notazione musicale da lui inventata.
{{A destra|(pubblicato sulla pagina Facebook di Wikisource)}}
== 21.1.2026 ==
All'Archivio Ricordi (info@)
Gent.ma Redazione,
... ho curato la trascrizione su Wikisource dei primi 6 numeri di Ars Et Labor con le relative partiture in MIDI.
Nell'accingermi a proseguire il lavoro con il secondo volume del 1906 della rivista, ho notato che le partiture elencate non sono però incluse nella versione digitale di Ars et Labor. E' possibile recuperarle?
Ecco l'elenco, così come ricostruito dalle stesse pagine della rivista:
# Sous les pommiers di Vittorio Monti per mandolino e piano (n. 7, 1906, p. 647 cartacea, 37 digitale)
# A lei di G. Calamani, romanza. (n. 7, 1906, p. 644 cartacea, 37 digitale )
# [https://musescore.com/user/97106398/scores/19541758 Quelle labbra non son rose... di Stefano Donaudy] (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Au son des harpes di Alfred Cottin (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Dejanice di Alfredo Catalani (n. 9,1906, p. 839 cartacea, 137 digitale)
# Campane di Napoleone Cesi (n. 10/1906, p. 927 cartacea, 181 digitale)
# Se vuoi ch'io muoia, amor, morrò... di Stefano Donaudy (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Éloignement di Henry Soro (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Allegretto per organo di Roberto Remondi (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Il presepio di J. Burgmein (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
# Musette (da: Heures deliceuses) di Enrico De Leva (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto
== 15.1.2026 ==
Elenco (67 autori) ottenuta da [https://query.wikidata.org/querybuilder/?uselang=it&query=%7B%22conditions%22%3A%5B%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3Anull%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P27%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q38%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q36180%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q201788%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q1930187%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q49757%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q28389%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%5D%2C%22limit%22%3A500%2C%22useLimit%22%3Atrue%2C%22omitLabels%22%3Afalse%7D questa query] a wikidata fatta con il comodo Query Builder chiedendo scrittori, poeti, storici, giornalisti e sceneggiatori italiani scomparsi nel 1955
{| class="wikitable sortable"
! item wikidata !! Nome !! Cognome
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| http://www.wikidata.org/entity/Q799111 || Ermanno || Amicucci
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3611526 || Alfredo || Zerbini
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| http://www.wikidata.org/entity/Q59533184 || Elio || Zorzi
|}
== 14.4.2025 ==
In questi giorni ho finito di trascrivere "Francesco e il suo tempo" di Francesco Prudenzano, un patriota meridionale che scrisse questo libro nel 1857, poco prima dell'Unità. L'avevo trovato citato in un articolo sul film "Frate Sole" (1918), emerso dallo scaffale del Cinema di Wikisource. Tra un anno si celebra l'ottavo centenario della morte di Francesco d'Assisi: piccolo contributo il mio nella speranza che il mite messaggio del poverello di Assisi non finisca soffocato dalle urla dei nazionalismi. L'11 gennaio di quest'anno 2025 ricorreva l'ottocentesimo anniversario del ''Cantico delle creature'', esordio poetico della letteratura italiana: non se n'è parlato molto, ma si può sempre rimediare...
Comunque il libro (il cui titolo completo sarebbe "Francesco d’Assisi e il suo secolo, considerato in relazione con la politica, cogli svolgimenti del pensiero e colla civiltà. Studii") bene ci mostra - con tutte le forzature nazional-patriottiche che si possono immaginare - come Francesco d'Assisi fosse destinato a diventare patrono d'Italia prima ancora che ci fosse uno Stato "Italia". Il buon Prudenzano si impegna a descriverci Francesco d'Assisi come "il santo italiano per eccellenza" e lo colloca all'inizio di una nuova "gloriosa" visione della cultura del nascente Stato.
Anche il cinema - sin dai suoi esordi muti - ha fatto la sua parte: ho contato 11 film italiani su Francesco d'Assisi dal 1911 al 2007... una media cioè di 1 film ogni 10 anni (e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno).
Nel gran calderone dei temi - talora polemici - sollevati dal libro, colpisce la storica rivalità tra francescani e domenicani, risalente al fatto che entrambi si trovarono nel XIII sec. a combattere le eresie, ma con due strumenti agli antipodi: la povertà di Francesco e la dottrina di Domenico. Dante nella Commedia risolve brillantemente la questione in Paradiso, facendo elogiare Francesco dal domenicano San Tommaso e Domenico dal francescano san Bonaventura. Perfetto! Ma la storia non finisce lì e si trascina fino al Risorgimento. E anche dopo: scopro infatti che se - come tutti sanno - Francesco è Patrono d'Italia, Caterina da Siena - terziaria domenicana a 16 anni, la cui reliquia della testa è custodita appunto nella Basilica di San Domenico a Siena - lo è anche lei! E così per non scontentare nessuno l'Italia si trova due patroni. La Francia ha Giovanna d'Arco, l'Inghilterra San Giorgio, l'Irlanda San Patrizio, la Spagna San Giacomo, noi invece due e pare che la Germania ne abbia addirittura tre. All'Europa ne basta uno: Benedetto da Norcia. Sit aliquis nobis auxilio!
== 21.2.2025 ==
Che bella sorpresa! Su wikisource possiamo anche trascrivere la musica e ascoltarla! Chi già legge la musica può con poco sforzo (e grande soddisfazione) usare Lilypond, un potente programma di incisione musicale per la produzione di spartiti di qualità eseguibili in MIDI. Ecco qui un piccolo esempio:
[[Al_mio_pregar_t'arrendi|Al mio pregar t'arrendi]], dalla Semiramide di Gioachino Rossini. E altri sono in arrivo :-) [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:51, 21 feb 2025 (CET)
== 21.1.2025 ==
C'è qualcosa di profetico nel breve racconto - umoristico - "Per la storia..." (1942) di Vitaliano Brancati. Egli immagina che il suo amico e regista Mario Camerini (quello delle commedie sentimentali piccolo-borghesi degli anni Trenta), riceva un sonoro '''"no!"''' da una ragazza (milanese) che rifiuta (incredibile!) di diventare famosa attrice in uno dei suoi film. Non vi voglio spoilerare il finale - assurdo e sarcastico -, ma credo che se le donne - e gli uomini - rifiutassero davvero "con uno sguardo sfavillante di rabbia" di sottrarsi - almeno un po' - alle lusinghe e ai facili successi dell'industria dello spettacolo, il mondo sarebbe meno cinico nei loro confronti e il cinema ne guadagnerebbe in termini di qualità artistica. Ma non è facile in un'epoca che sembra aver trasformato tutto in spettacolo. Sembra impossibile: tuttavia il raccontino dice che si può. Si legge in due minuti e sta [[Per_la_storia...|qui, su wikisource, solo su wikisource!]]
== 12.1.2025 ==
In [[Note sul neo-realismo|Note sul realismo]] del 1952 di Agostino degli Espinosa, che l'autore sviluppa magistralmente a partire da una breve conversazione con Cesare Zavattini, leggo:<br>
''Un brano di musica o un discorso trasmesso dalla radio, raccoglie gli ascoltatori in un’unica commozione, rendendo illusoria la loro consapevolezza di essere ognuno in una dimora privata.''
Non esiste realtà individuale che non sia sempre inevitabilmente anche collettiva. Questa è la «fame di realtà» da cui nasce il neorealismo.
''Ognuno di noi per un’abitudine che solamente uno sforzo di pensiero può vincere, si crede ricinto di solitudine, libero da ogni rapporto con gli altri e lo spazio sociale in cui si libra gli appare come un oscuro «al di là» che trascenda il suo mondo. E’, affondando lo sguardo in questo «al di là», che Cesare Zavattini ha cercato «gli altri».''
Come il neo-realismo ci ha dimostrato, il cinema può essere quello "sforzo di pensiero" che solleva il velo delle solitudini.
== 10.1.2025 ==
Ho recentemente riletto per WS ''La figlia di Iorio'' di Gabriele D'Annunzio portando il SAL al 100% e l'ho trovato di un'attualità sorprendente in merito a quanto si sta dicendo sul patriarcato e sui femminicidi. Quest'opera (1904) - di carattere mitologico e non veristico, come si vorrebbe far credere (lo dimostrano i nomi i dei personaggi "Lazaro di Roio • Candia della Leonessa • Aligi • Splendore • Mila di Codra ecc..."), mi sembra la tomba del patriarcato. E infatti c'è un parricidio. Aligi uccide il padre Lazaro, più o meno intenzionalmente: per legittima difesa o per difendere Mila. O perché davvero si ribella. Ma - dilaniato com'è tra Mila e Vienda - non ha più la forza di sostituire Lazaro perché non è come lui. La figura che giganteggia alla fine è Ornella che - sottraendo Mila, la figlia di Iorio, al suo destino - ha di fatto ucciso il patriarcato che la reclamava attraverso l'ululante ''coro dei mietitori''. Alla fine l'eroina si immolerà per salvare Aligi (non più eroe, ma una vittima, un po' vigliacca anche). Chi ha capito tutto è invece Ornella, che da lì continuerà la sua emancipazione.
<poem>''A chi lo lasci l’aratro,
oh Lazaro, a chi lo lasci?
Chi ti vanga il campo tuo,
la tua mandra chi la pasce?''</poem>
Nessuno risponde. Perché il patriarcato è indissolubilmente legato all'agricoltura e alla pastorizia. E così la sua religione, ridotta qui a superstizione.
== 9.1.2025 ==
''[[La musica e il film]]'' è un saggio di ''S. A. Luciani'' scovato dentro il n. 6 della rivista B&N del 30 giugno 1937. Tra le tante cose interessanti che vi si scoprono, questa mi sembra una vera perla: <br>
''La musica nel film non ha solo la funzione di integrare obbiettivamente la visione silenziosa, ma di commentarla dal punto di vista dello spettatore, funzione analoga questa (non stupisca il richiamo storico) a quella del coro nella tragedia greca.''<br>
Proprio così: il coro agiva come intermediario tra la narrazione e il pubblico, offriva commenti, riflessioni, e spiegazioni sugli eventi che si svolgevano sulla scena. Insomma guidava la comprensione e l'interpretazione dei temi principali enfatizzando i momenti di tensione, dramma o pathos. E la colonna sonora non fa questo all'interno del film? Guida le nostre emozioni spesso anticipandole: quante volte siamo stati messi sull'avviso da una musica improvvisamente cupa che annuncia un evento catastrofico. O che lo sottolinea. O che al contrario libera da uno scampato pericolo un personaggio... e così via...
== 4.1.2025 ==
Qualche giorno fa stavo sfogliando su Internet Archive alcuni numeri della rivista "Cinema" del 1939 alla ricerca di qualche bel pezzo da portare su Wikisource: tra pagine intere di pubblicità (belle immagini però!) e propaganda di regime (uff!), sfoglia, sfoglia... ecco che all'improvviso leggo:
"Dramma e sonoro". Un articolo di Luigi Pirandello.... <br>
Faccio un salto sulla sedia! <br>
E da dove salta fuori quest'articolo del Maestro sul rapporto tra cinema e teatro? Nel '39 Pirandello era già passato a miglior vita da 3 anni. Possibile che ci abbia scritto qualcosa dall'aldilà e noi non ce ne siamo accorti? Sembrerebbe la trama di una delle sue novelle! <br>
Strabuzzo gli occhi e vado a leggere meglio. Si tratta di un articolo del 1929 (aaaah.... ecco!) scritto per "La Nacion" di Buenos Aires, in cui si è imbattuto - per caso anche lui - il buon Renato Giani che lo ha ri-tradotto in Italiano dallo Spagnolo e pubblicato poi sulla rivista "Cinema" dieci anni dopo la sua pubblicazione in Argentina. Un gioiellino! Vado subito a trascriverlo.
Eccolo, lo potete leggere qui anche voi: https://it.wikisource.org/wiki/Dramma_e_sonoro
Ma tu vedi cosa ti può capitare di leggere su wikisource... solo su wikisource!😀
== 28.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura di Piccoli eroi, un romanzo per ragazzi scritto nel 1892 da Virginia Tedeschi-Treves - sotto lo pseudonimo di Cordelia - e pubblicato (ovviamente) dall'Editore Giuseppe Treves di Milano, di cui Virginia era consorte. Anzi sarà proprio grazie alla sua dote, proveniente da una facoltosa famiglia veronese, che la casa editrice potrà ingrandirsi e acquistare a Milano, in via Palermo, adiacente alla via Solferino, già sede della casa editrice, il terreno in cui insediare la tipografia che darà alle stampe nel 1864 ''Il Corriere di Milano'', giornale liberale di ispirazione cavouriana, che dieci anni dopo diventerà ''Il Corriere della Sera''.
''Piccoli eroi'' è un romanzo piuttosto importante nella nostra letteratura: non tragga in inganno il fatto che sia destinato ai ragazzi. Sarebbe anzi ora di finirla di considerare la letteratura per ragazzi come una letteratura di serie B. Questo romanzo ebbe ben 62 ristampe! A p.63/64 si legge: .''..le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l’Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.'' Un bel messaggio per i ragazzi dell'epoca. Le cose sarebbero però andate diversamente: ci sarebbe stata non solo una prima guerra mondiale, ma pure una seconda. Però fa piacere sapere che nel 1892 c'era chi la pensasse così!
== 22.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura dei Canti orfici di Dino Campana nell'edizione originale, quella pubblicata a Marradi (la sua città d'origine, sull'Appennino tosco-romagnolo) nel 1914. Già questo è emozionante perché dietro quell'edizione c'è una bella storia che vi vorrei raccontare.
La raccolta dei Canti Orfici era già pronta per la pubblicazione nel 1913, ma la redazione della rivista Lacerba - quella di Papini e Soffici - a cui Campana aveva affidato l'unica copia del manoscritto - ebbe la dabbenaggine di smarrirla. Che fare?
Io penso che li avrei torturati.
Il poeta invece non si perse d'animo e riscrisse tutte le poesie a memoria: un'impresa titanica! Finito il manoscritto però, non lo riconsegnò a Lacerba (e come dargli torto?). Lo affidò a una tipografia del suo paese, la Tipografia F. Ravagli, appunto, come leggiamo sulla copertina. Ora, questa tipografia ha una storia particolare: era stata fondata da un marradese, Federico Ravagli, professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona. La tipografia era il suo sogno e pubblicò varie riviste e opere del territorio, finendo per lavorare addirittura con il giornale di Firenze, La Nazione. Alla sua morte (1910) i macchinari furono trasferiti a Marradi, dove Bruno insieme a Baldo e Teresa, continuò l'attività del fratello Francesco. Fu dunque Bruno a pubblicare i Canti orfici, facendo un ottimo lavoro come possiamo vedere. La sua edizione è quella che stiamo trascrivendo digitalmente: proprio quella! Ecco perché anche solo sfogliarla per rileggerla è già emozionante.
Se la storia vi è piaciuta e volete fare un giro per provare anche voi l'emozione di trascrivere qualche pagina dei Canti orfici, cliccate qui: ( https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Dino_Campana_-_Canti_Orfici,_Ravagli,_Marradi_1914.djvu )
Scegliete una pagina con l'iconcina rossa e buon lavoro. Però affrettatevi, perché le pagine da formattare stanno per finire e dovrete aspettare la prossima rilettura.
Ma tu vedi dove può portare un canto orfico di wikisource...😀
== 20.12.2024 ==
Rileggendo, per formattarlo in wikisource, il cap. IX del Trattato Primo del Convivio di Dante mi imbatto con meraviglia in un proverbio popolare, e cioè: "una rondine non fa primavera", cosa apparentemente inappropriata in un'opera filosofica di alto livello come il Convivio.
E invece scopro che Dante lo mutua da Aristotele: "come dice il mio maestro Aristotile nel primo de l’Etica". Vado immediatamente a verificare.
Aristotele ne parla a proposito della felicità: «come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno»
Aristofane non si lascia scappare l'occasione per fare una battuta delle sue: «C'è bisogno di molte rondini» e Dante invece ne parla a per motivare la sua scelta (ancora una volta "popolare" ) di usare il volgare in un'opera filosofica: «pronta liberalitade mi mosse al volgare anzi che a lo latino»
Ma tu vedi dove può portare una rondine di wikisource😀
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2026-07-28T20:39:05Z
Pic57
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/* Musica nel wikiverso 2026.8 */
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wikitext
text/x-wiki
== [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.08#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.8] ==
In costruzione
[[File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a).jpg|Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a)|300px|centro]]
{{Centrato|'''Aggiornamento mensile lilypondiano'''}}
* Al '''15 agosto 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:* {{Sc|'''Canti popolari'''}}
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Fiza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Prega mi bella fortuna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Antichissimo canto russo}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Tema indiano}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Anna Annuzza mia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E muninni cu Maria}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta che lucive}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Campania/Fenesta vascia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Lu sonnu e ninna beddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Santu Nicola}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Calabria/Βerceuse natalizia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Figghiu miu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/Specciuri l'uocci miei}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E pigghiùn cuteddu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/E si fussi pisci}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/A Casteddammari}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sicilia/La sicciara}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Anninnia}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/In sa matt'è su spiccu}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Corsica/Quando junse la nuvella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Pro truncare sas cadenas}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Sardegna/Nobilissima dama}}
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:* {{Sc|'''Musica colta'''}}
:<small> · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}</small>
<hr>
:*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
<hr>
:* {{Sc|'''Opere'''}} — Queste pagine contengono link a partiture appartenenti ad una stessa opera e sono collegate alle omonime pagine di Wikipedia tramite {{Sc|Interprogetto}}
::· [[Opera: Donna lombarda]] Grazie a Candalua
::· [[Opera: Giovanni Gallurese]]
::· [[Opera: La figlia di Iorio (Franchetti)]]
<hr>
* {{Sc|'''Libri'''}} — È in corso di trascrizione
::· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
<hr>
* [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica |'''{{Sc|Laboratorio}}''']] — E' un manualetto per chi vuole avvicinarsi a Lilypond, ma scritto dall'interno di wikisource, quindi senza l'uso di variabili. Contiene '''frammenti di codice complesso''' riutilizzabili in contesti analoghi corredati dagli esempi delle partiture trascritte.<br>Finora abbiamo pubblicato:
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Immagini | Immagini]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Parentesizzare_una_nota_con_acciaccatura |Parentesizzare una nota con acciaccatura]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Pedale_doppio | Pedale doppio]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Partitura_senza_tempo|Partitura senza tempo]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Rosette|Rosette]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura|Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura]]
<hr>
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
**....
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Immagini tratte da: Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr>
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.07#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.7] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.6 Musica nel wikiverso 2026.6] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.5 Musica nel wikiverso 2026.5] ==
== 8.5.2026 ==
Ho trascritto per wikisource una «'''bluette'''» di Pietro Floridia, pubblicata sulla rivista della Ricordi "Musica d'oggi" a luglio del 1920. La «bluette» è una breve e raffinata composizione pianistica di carattere elegiaco. Qui in effetti lo spunto è offerto al musicista da una poesia di Théophile Gautier. La composizione è ancora più suggestiva perché il termine "bluette" - in francese - è utilizzato principalmente per indicare un colore azzurro intenso, (bleu turquoise o bleu vif). E - sempre in francese - l'assonante "bleuet" è il fiordaliso, uno dei pochi fiori davvero blu, così che per affinità «bluette» ha finito per significare "scintilla".
Buon ascolto 🎹
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==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.04#Musica_nel_wikiverso|Musica nel wikiverso 2026.4]]==
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.03#.eps_files|Musica nel wikiverso 2026.3]]==
== 17.3.2026 ==
'''[[Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2/Automobile|Automobile]]''' è una divertente composizione per pianoforte di Giulio Ricordi (sì, oltre che editore è stato compositore). Frutto del clima culturale che anticipa il futurismo (1908), celebra con ironia l'avvento dell'automobile, quando delle macchine si poteva ancora scherzare e prima che il futurismo stesso venisse fagocitato dalla propaganda bellica.
Esilarante il modo in cui viene reso il sobbalzo dei passeggeri a causa di una cunetta, nonché l'occasionale investimento di un povero cane vittima (collaterale) della macchina che tutto travolge: nulla la arresta! L'accidentale scoppio di una gomma (altra ironia) viene prontamente riparato e il motore - arrancando - porta finalmente i passeggeri a destinazione. Ah, la ''Belle Époque!''
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.02#Babel_Lilypond|Musica nel wikiverso 2026.2]]==
== 22.2.2026==
<poem>[[File:Sandringham House from the air (cropped).jpg|miniatura|sinistra]]'''Coincidenze!'''
Stavo giusto trascrivendo la [[Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia |''Sandringham March'']] di Natalie Townsend quando giunge la notizia dell'arresto dell'ex-principe Andrea, indovinate dove? Ma a '''Sandringham House''', ovviamente, la residenza di campagna dei Windsor, nel Norfolk! Qui si era ritirato dopo lo sfratto dalla Royal Lodge di Londra in seguito alle indagini sugli Epstein Files!
Ebbene, nel luglio 1904 la compositrice statunitense - nonché moglie di un ambasciatore USA - fu ospitata nella Sandringham House per una breve vacanza e lasciò come dono alla Regina Alexandra - che l'aveva invitata per la stima che aveva nei suoi confronti - questa elegante e briosa marcia.
https://it.wikisource.org/wiki/Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia Non era raro che i brani della Townsend venissero eseguiti dalle bande militari britanniche durante i cambi della guardia o in occasione di eventi ufficiali a cui partecipava la Regina.
Altri tempi!</poem>
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.01#Ars_et_Labor_1906,_vol._I_con_SAL_75%|Musica nel wikiverso 2026.1]]==
== 27.1.2026==
:La musica attraversa il tempo e lo spazio perché è un linguaggio universale: più facile suonare con un giapponese, che parlargli.
:E questo vale anche per la musica del passato, per la quale wikisource offre mille possibilità.
:Accade così che [https://it.wikisource.org/wiki/Ars_et_Labor,_1907_vol._II/N._9/Aria questa "Aria barocca"] di Antonio Francesco Tenaglia, un clavicembalista della metà del XVII sec., venga scoperta e trascritta per violino e pianoforte 250 anni dopo, nel 1906, da [https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico%20Polo Enrico Polo], un violinista cultore di Paganini.
:E venga poi pubblicata su Ars et Labor, una bella rivista dell'Archivio Ricordi in corso di trascrizione su Wikisource.
:Così oggi, esattamente 120 anni dopo, accade che io possa codificarla per digitalizzarla in MIDI.
:E possa poi anche sostituire la voce del violino con quella della mia armonica accompagnata dal pianoforte e... [https://www.spreaker.com/episode/aria-barocca--69423778 suonare un pezzo barocco per poi pubblicarlo sul mio podcast].
:Non è sempre stato così: devo dire grazie a Wikisource. E ovviamente grazie all'autore, al musicista che l'ha scovato e trascritto, al decodificatore, all'interprete e grazie anche a [https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_d%27Arezzo Guido d'Arezzo], di cui a dicembre si è celebrato il millenario della notazione musicale da lui inventata.
{{A destra|(pubblicato sulla pagina Facebook di Wikisource)}}
== 21.1.2026 ==
All'Archivio Ricordi (info@)
Gent.ma Redazione,
... ho curato la trascrizione su Wikisource dei primi 6 numeri di Ars Et Labor con le relative partiture in MIDI.
Nell'accingermi a proseguire il lavoro con il secondo volume del 1906 della rivista, ho notato che le partiture elencate non sono però incluse nella versione digitale di Ars et Labor. E' possibile recuperarle?
Ecco l'elenco, così come ricostruito dalle stesse pagine della rivista:
# Sous les pommiers di Vittorio Monti per mandolino e piano (n. 7, 1906, p. 647 cartacea, 37 digitale)
# A lei di G. Calamani, romanza. (n. 7, 1906, p. 644 cartacea, 37 digitale )
# [https://musescore.com/user/97106398/scores/19541758 Quelle labbra non son rose... di Stefano Donaudy] (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Au son des harpes di Alfred Cottin (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Dejanice di Alfredo Catalani (n. 9,1906, p. 839 cartacea, 137 digitale)
# Campane di Napoleone Cesi (n. 10/1906, p. 927 cartacea, 181 digitale)
# Se vuoi ch'io muoia, amor, morrò... di Stefano Donaudy (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Éloignement di Henry Soro (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Allegretto per organo di Roberto Remondi (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Il presepio di J. Burgmein (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
# Musette (da: Heures deliceuses) di Enrico De Leva (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto
== 15.1.2026 ==
Elenco (67 autori) ottenuta da [https://query.wikidata.org/querybuilder/?uselang=it&query=%7B%22conditions%22%3A%5B%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3Anull%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P27%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q38%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q36180%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q201788%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q1930187%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q49757%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q28389%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%5D%2C%22limit%22%3A500%2C%22useLimit%22%3Atrue%2C%22omitLabels%22%3Afalse%7D questa query] a wikidata fatta con il comodo Query Builder chiedendo scrittori, poeti, storici, giornalisti e sceneggiatori italiani scomparsi nel 1955
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! item wikidata !! Nome !! Cognome
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| http://www.wikidata.org/entity/Q98164064 || Giuseppe || Ammendola
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3893714 || Paolo || Arcari
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| http://www.wikidata.org/entity/Q1316687 || Ferruccio || Biancini
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| http://www.wikidata.org/entity/Q54925054 || Amato || Masnovo
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| http://www.wikidata.org/entity/Q536191 || Angelo || Mercati
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3732619 || Ersilio || Michel
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| http://www.wikidata.org/entity/Q23775667 || Francesco || Palmegiani
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| http://www.wikidata.org/entity/Q52576898 || Luca || Pignato
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| http://www.wikidata.org/entity/Q61481359 || Benvenuto || Pitzorno
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| http://www.wikidata.org/entity/Q115766708 || Pietro || Pizzoni
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| http://www.wikidata.org/entity/Q18421227 || Gustavo || Reisoli
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| http://www.wikidata.org/entity/Q63025648 || Romana || Rompato
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q98346641 || Anaïs || Ronc-Désaymonet
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q3733999 || Ettore || Rossi
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| http://www.wikidata.org/entity/Q107149686 || Guido || Ruberti
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3948292 || Sandro || Salvini
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| http://www.wikidata.org/entity/Q1897006 || Mariano || San Nicolò
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q93243643 || Angelo || Silvagni
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3659855 || Carlo || Silvestri
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| http://www.wikidata.org/entity/Q75837465 || Cipriano || Silvestri
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q55452458 || Anna || Stančova
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3740416 || Fausto || Torrefranca
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q3629710 || Augusto || Turati
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q23854442 || Alessandro || Visconti
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q92600748 || Vito || Vitale
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3611526 || Alfredo || Zerbini
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q59533184 || Elio || Zorzi
|}
== 14.4.2025 ==
In questi giorni ho finito di trascrivere "Francesco e il suo tempo" di Francesco Prudenzano, un patriota meridionale che scrisse questo libro nel 1857, poco prima dell'Unità. L'avevo trovato citato in un articolo sul film "Frate Sole" (1918), emerso dallo scaffale del Cinema di Wikisource. Tra un anno si celebra l'ottavo centenario della morte di Francesco d'Assisi: piccolo contributo il mio nella speranza che il mite messaggio del poverello di Assisi non finisca soffocato dalle urla dei nazionalismi. L'11 gennaio di quest'anno 2025 ricorreva l'ottocentesimo anniversario del ''Cantico delle creature'', esordio poetico della letteratura italiana: non se n'è parlato molto, ma si può sempre rimediare...
Comunque il libro (il cui titolo completo sarebbe "Francesco d’Assisi e il suo secolo, considerato in relazione con la politica, cogli svolgimenti del pensiero e colla civiltà. Studii") bene ci mostra - con tutte le forzature nazional-patriottiche che si possono immaginare - come Francesco d'Assisi fosse destinato a diventare patrono d'Italia prima ancora che ci fosse uno Stato "Italia". Il buon Prudenzano si impegna a descriverci Francesco d'Assisi come "il santo italiano per eccellenza" e lo colloca all'inizio di una nuova "gloriosa" visione della cultura del nascente Stato.
Anche il cinema - sin dai suoi esordi muti - ha fatto la sua parte: ho contato 11 film italiani su Francesco d'Assisi dal 1911 al 2007... una media cioè di 1 film ogni 10 anni (e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno).
Nel gran calderone dei temi - talora polemici - sollevati dal libro, colpisce la storica rivalità tra francescani e domenicani, risalente al fatto che entrambi si trovarono nel XIII sec. a combattere le eresie, ma con due strumenti agli antipodi: la povertà di Francesco e la dottrina di Domenico. Dante nella Commedia risolve brillantemente la questione in Paradiso, facendo elogiare Francesco dal domenicano San Tommaso e Domenico dal francescano san Bonaventura. Perfetto! Ma la storia non finisce lì e si trascina fino al Risorgimento. E anche dopo: scopro infatti che se - come tutti sanno - Francesco è Patrono d'Italia, Caterina da Siena - terziaria domenicana a 16 anni, la cui reliquia della testa è custodita appunto nella Basilica di San Domenico a Siena - lo è anche lei! E così per non scontentare nessuno l'Italia si trova due patroni. La Francia ha Giovanna d'Arco, l'Inghilterra San Giorgio, l'Irlanda San Patrizio, la Spagna San Giacomo, noi invece due e pare che la Germania ne abbia addirittura tre. All'Europa ne basta uno: Benedetto da Norcia. Sit aliquis nobis auxilio!
== 21.2.2025 ==
Che bella sorpresa! Su wikisource possiamo anche trascrivere la musica e ascoltarla! Chi già legge la musica può con poco sforzo (e grande soddisfazione) usare Lilypond, un potente programma di incisione musicale per la produzione di spartiti di qualità eseguibili in MIDI. Ecco qui un piccolo esempio:
[[Al_mio_pregar_t'arrendi|Al mio pregar t'arrendi]], dalla Semiramide di Gioachino Rossini. E altri sono in arrivo :-) [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:51, 21 feb 2025 (CET)
== 21.1.2025 ==
C'è qualcosa di profetico nel breve racconto - umoristico - "Per la storia..." (1942) di Vitaliano Brancati. Egli immagina che il suo amico e regista Mario Camerini (quello delle commedie sentimentali piccolo-borghesi degli anni Trenta), riceva un sonoro '''"no!"''' da una ragazza (milanese) che rifiuta (incredibile!) di diventare famosa attrice in uno dei suoi film. Non vi voglio spoilerare il finale - assurdo e sarcastico -, ma credo che se le donne - e gli uomini - rifiutassero davvero "con uno sguardo sfavillante di rabbia" di sottrarsi - almeno un po' - alle lusinghe e ai facili successi dell'industria dello spettacolo, il mondo sarebbe meno cinico nei loro confronti e il cinema ne guadagnerebbe in termini di qualità artistica. Ma non è facile in un'epoca che sembra aver trasformato tutto in spettacolo. Sembra impossibile: tuttavia il raccontino dice che si può. Si legge in due minuti e sta [[Per_la_storia...|qui, su wikisource, solo su wikisource!]]
== 12.1.2025 ==
In [[Note sul neo-realismo|Note sul realismo]] del 1952 di Agostino degli Espinosa, che l'autore sviluppa magistralmente a partire da una breve conversazione con Cesare Zavattini, leggo:<br>
''Un brano di musica o un discorso trasmesso dalla radio, raccoglie gli ascoltatori in un’unica commozione, rendendo illusoria la loro consapevolezza di essere ognuno in una dimora privata.''
Non esiste realtà individuale che non sia sempre inevitabilmente anche collettiva. Questa è la «fame di realtà» da cui nasce il neorealismo.
''Ognuno di noi per un’abitudine che solamente uno sforzo di pensiero può vincere, si crede ricinto di solitudine, libero da ogni rapporto con gli altri e lo spazio sociale in cui si libra gli appare come un oscuro «al di là» che trascenda il suo mondo. E’, affondando lo sguardo in questo «al di là», che Cesare Zavattini ha cercato «gli altri».''
Come il neo-realismo ci ha dimostrato, il cinema può essere quello "sforzo di pensiero" che solleva il velo delle solitudini.
== 10.1.2025 ==
Ho recentemente riletto per WS ''La figlia di Iorio'' di Gabriele D'Annunzio portando il SAL al 100% e l'ho trovato di un'attualità sorprendente in merito a quanto si sta dicendo sul patriarcato e sui femminicidi. Quest'opera (1904) - di carattere mitologico e non veristico, come si vorrebbe far credere (lo dimostrano i nomi i dei personaggi "Lazaro di Roio • Candia della Leonessa • Aligi • Splendore • Mila di Codra ecc..."), mi sembra la tomba del patriarcato. E infatti c'è un parricidio. Aligi uccide il padre Lazaro, più o meno intenzionalmente: per legittima difesa o per difendere Mila. O perché davvero si ribella. Ma - dilaniato com'è tra Mila e Vienda - non ha più la forza di sostituire Lazaro perché non è come lui. La figura che giganteggia alla fine è Ornella che - sottraendo Mila, la figlia di Iorio, al suo destino - ha di fatto ucciso il patriarcato che la reclamava attraverso l'ululante ''coro dei mietitori''. Alla fine l'eroina si immolerà per salvare Aligi (non più eroe, ma una vittima, un po' vigliacca anche). Chi ha capito tutto è invece Ornella, che da lì continuerà la sua emancipazione.
<poem>''A chi lo lasci l’aratro,
oh Lazaro, a chi lo lasci?
Chi ti vanga il campo tuo,
la tua mandra chi la pasce?''</poem>
Nessuno risponde. Perché il patriarcato è indissolubilmente legato all'agricoltura e alla pastorizia. E così la sua religione, ridotta qui a superstizione.
== 9.1.2025 ==
''[[La musica e il film]]'' è un saggio di ''S. A. Luciani'' scovato dentro il n. 6 della rivista B&N del 30 giugno 1937. Tra le tante cose interessanti che vi si scoprono, questa mi sembra una vera perla: <br>
''La musica nel film non ha solo la funzione di integrare obbiettivamente la visione silenziosa, ma di commentarla dal punto di vista dello spettatore, funzione analoga questa (non stupisca il richiamo storico) a quella del coro nella tragedia greca.''<br>
Proprio così: il coro agiva come intermediario tra la narrazione e il pubblico, offriva commenti, riflessioni, e spiegazioni sugli eventi che si svolgevano sulla scena. Insomma guidava la comprensione e l'interpretazione dei temi principali enfatizzando i momenti di tensione, dramma o pathos. E la colonna sonora non fa questo all'interno del film? Guida le nostre emozioni spesso anticipandole: quante volte siamo stati messi sull'avviso da una musica improvvisamente cupa che annuncia un evento catastrofico. O che lo sottolinea. O che al contrario libera da uno scampato pericolo un personaggio... e così via...
== 4.1.2025 ==
Qualche giorno fa stavo sfogliando su Internet Archive alcuni numeri della rivista "Cinema" del 1939 alla ricerca di qualche bel pezzo da portare su Wikisource: tra pagine intere di pubblicità (belle immagini però!) e propaganda di regime (uff!), sfoglia, sfoglia... ecco che all'improvviso leggo:
"Dramma e sonoro". Un articolo di Luigi Pirandello.... <br>
Faccio un salto sulla sedia! <br>
E da dove salta fuori quest'articolo del Maestro sul rapporto tra cinema e teatro? Nel '39 Pirandello era già passato a miglior vita da 3 anni. Possibile che ci abbia scritto qualcosa dall'aldilà e noi non ce ne siamo accorti? Sembrerebbe la trama di una delle sue novelle! <br>
Strabuzzo gli occhi e vado a leggere meglio. Si tratta di un articolo del 1929 (aaaah.... ecco!) scritto per "La Nacion" di Buenos Aires, in cui si è imbattuto - per caso anche lui - il buon Renato Giani che lo ha ri-tradotto in Italiano dallo Spagnolo e pubblicato poi sulla rivista "Cinema" dieci anni dopo la sua pubblicazione in Argentina. Un gioiellino! Vado subito a trascriverlo.
Eccolo, lo potete leggere qui anche voi: https://it.wikisource.org/wiki/Dramma_e_sonoro
Ma tu vedi cosa ti può capitare di leggere su wikisource... solo su wikisource!😀
== 28.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura di Piccoli eroi, un romanzo per ragazzi scritto nel 1892 da Virginia Tedeschi-Treves - sotto lo pseudonimo di Cordelia - e pubblicato (ovviamente) dall'Editore Giuseppe Treves di Milano, di cui Virginia era consorte. Anzi sarà proprio grazie alla sua dote, proveniente da una facoltosa famiglia veronese, che la casa editrice potrà ingrandirsi e acquistare a Milano, in via Palermo, adiacente alla via Solferino, già sede della casa editrice, il terreno in cui insediare la tipografia che darà alle stampe nel 1864 ''Il Corriere di Milano'', giornale liberale di ispirazione cavouriana, che dieci anni dopo diventerà ''Il Corriere della Sera''.
''Piccoli eroi'' è un romanzo piuttosto importante nella nostra letteratura: non tragga in inganno il fatto che sia destinato ai ragazzi. Sarebbe anzi ora di finirla di considerare la letteratura per ragazzi come una letteratura di serie B. Questo romanzo ebbe ben 62 ristampe! A p.63/64 si legge: .''..le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l’Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.'' Un bel messaggio per i ragazzi dell'epoca. Le cose sarebbero però andate diversamente: ci sarebbe stata non solo una prima guerra mondiale, ma pure una seconda. Però fa piacere sapere che nel 1892 c'era chi la pensasse così!
== 22.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura dei Canti orfici di Dino Campana nell'edizione originale, quella pubblicata a Marradi (la sua città d'origine, sull'Appennino tosco-romagnolo) nel 1914. Già questo è emozionante perché dietro quell'edizione c'è una bella storia che vi vorrei raccontare.
La raccolta dei Canti Orfici era già pronta per la pubblicazione nel 1913, ma la redazione della rivista Lacerba - quella di Papini e Soffici - a cui Campana aveva affidato l'unica copia del manoscritto - ebbe la dabbenaggine di smarrirla. Che fare?
Io penso che li avrei torturati.
Il poeta invece non si perse d'animo e riscrisse tutte le poesie a memoria: un'impresa titanica! Finito il manoscritto però, non lo riconsegnò a Lacerba (e come dargli torto?). Lo affidò a una tipografia del suo paese, la Tipografia F. Ravagli, appunto, come leggiamo sulla copertina. Ora, questa tipografia ha una storia particolare: era stata fondata da un marradese, Federico Ravagli, professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona. La tipografia era il suo sogno e pubblicò varie riviste e opere del territorio, finendo per lavorare addirittura con il giornale di Firenze, La Nazione. Alla sua morte (1910) i macchinari furono trasferiti a Marradi, dove Bruno insieme a Baldo e Teresa, continuò l'attività del fratello Francesco. Fu dunque Bruno a pubblicare i Canti orfici, facendo un ottimo lavoro come possiamo vedere. La sua edizione è quella che stiamo trascrivendo digitalmente: proprio quella! Ecco perché anche solo sfogliarla per rileggerla è già emozionante.
Se la storia vi è piaciuta e volete fare un giro per provare anche voi l'emozione di trascrivere qualche pagina dei Canti orfici, cliccate qui: ( https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Dino_Campana_-_Canti_Orfici,_Ravagli,_Marradi_1914.djvu )
Scegliete una pagina con l'iconcina rossa e buon lavoro. Però affrettatevi, perché le pagine da formattare stanno per finire e dovrete aspettare la prossima rilettura.
Ma tu vedi dove può portare un canto orfico di wikisource...😀
== 20.12.2024 ==
Rileggendo, per formattarlo in wikisource, il cap. IX del Trattato Primo del Convivio di Dante mi imbatto con meraviglia in un proverbio popolare, e cioè: "una rondine non fa primavera", cosa apparentemente inappropriata in un'opera filosofica di alto livello come il Convivio.
E invece scopro che Dante lo mutua da Aristotele: "come dice il mio maestro Aristotile nel primo de l’Etica". Vado immediatamente a verificare.
Aristotele ne parla a proposito della felicità: «come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno»
Aristofane non si lascia scappare l'occasione per fare una battuta delle sue: «C'è bisogno di molte rondini» e Dante invece ne parla a per motivare la sua scelta (ancora una volta "popolare" ) di usare il volgare in un'opera filosofica: «pronta liberalitade mi mosse al volgare anzi che a lo latino»
Ma tu vedi dove può portare una rondine di wikisource😀
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Pic57
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/* Musica nel wikiverso 2026.8 */
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wikitext
text/x-wiki
== [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.08#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.8] ==
In costruzione
[[File:Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a).jpg|Ars et Labor, 1906 vol. I (page 112 crop a)|300px|centro]]
{{Centrato|'''Aggiornamento mensile lilypondiano'''}}
* Al '''15 agosto 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
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:* {{Sc|'''Musica colta'''}}
:<small> · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}</small>
<hr>
:*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
<hr>
:* {{Sc|'''Opere'''}} — Queste pagine contengono link a partiture appartenenti ad una stessa opera e sono collegate alle omonime pagine di Wikipedia tramite {{Sc|Interprogetto}}
::· [[Opera: Donna lombarda]] Grazie a Candalua
::· [[Opera: Giovanni Gallurese]]
::· [[Opera: La figlia di Iorio (Franchetti)]]
<hr>
* {{Sc|'''Libri'''}} — È in corso di trascrizione
::· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
<hr>
* [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica |'''{{Sc|Laboratorio}}''']] — E' un manualetto per chi vuole avvicinarsi a Lilypond, ma scritto dall'interno di wikisource, quindi senza l'uso di variabili. Contiene '''frammenti di codice complesso''' riutilizzabili in contesti analoghi corredati dagli esempi delle partiture trascritte.<br>Finora abbiamo pubblicato:
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Immagini | Immagini]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Parentesizzare_una_nota_con_acciaccatura |Parentesizzare una nota con acciaccatura]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Pedale_doppio | Pedale doppio]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Partitura_senza_tempo|Partitura senza tempo]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Rosette|Rosette]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura|Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura]]
<hr>
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
**....
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Immagini tratte da: Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr>
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.07#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.7] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.6 Musica nel wikiverso 2026.6] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.5 Musica nel wikiverso 2026.5] ==
== 8.5.2026 ==
Ho trascritto per wikisource una «'''bluette'''» di Pietro Floridia, pubblicata sulla rivista della Ricordi "Musica d'oggi" a luglio del 1920. La «bluette» è una breve e raffinata composizione pianistica di carattere elegiaco. Qui in effetti lo spunto è offerto al musicista da una poesia di Théophile Gautier. La composizione è ancora più suggestiva perché il termine "bluette" - in francese - è utilizzato principalmente per indicare un colore azzurro intenso, (bleu turquoise o bleu vif). E - sempre in francese - l'assonante "bleuet" è il fiordaliso, uno dei pochi fiori davvero blu, così che per affinità «bluette» ha finito per significare "scintilla".
Buon ascolto 🎹
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==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.04#Musica_nel_wikiverso|Musica nel wikiverso 2026.4]]==
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.03#.eps_files|Musica nel wikiverso 2026.3]]==
== 17.3.2026 ==
'''[[Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2/Automobile|Automobile]]''' è una divertente composizione per pianoforte di Giulio Ricordi (sì, oltre che editore è stato compositore). Frutto del clima culturale che anticipa il futurismo (1908), celebra con ironia l'avvento dell'automobile, quando delle macchine si poteva ancora scherzare e prima che il futurismo stesso venisse fagocitato dalla propaganda bellica.
Esilarante il modo in cui viene reso il sobbalzo dei passeggeri a causa di una cunetta, nonché l'occasionale investimento di un povero cane vittima (collaterale) della macchina che tutto travolge: nulla la arresta! L'accidentale scoppio di una gomma (altra ironia) viene prontamente riparato e il motore - arrancando - porta finalmente i passeggeri a destinazione. Ah, la ''Belle Époque!''
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.02#Babel_Lilypond|Musica nel wikiverso 2026.2]]==
== 22.2.2026==
<poem>[[File:Sandringham House from the air (cropped).jpg|miniatura|sinistra]]'''Coincidenze!'''
Stavo giusto trascrivendo la [[Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia |''Sandringham March'']] di Natalie Townsend quando giunge la notizia dell'arresto dell'ex-principe Andrea, indovinate dove? Ma a '''Sandringham House''', ovviamente, la residenza di campagna dei Windsor, nel Norfolk! Qui si era ritirato dopo lo sfratto dalla Royal Lodge di Londra in seguito alle indagini sugli Epstein Files!
Ebbene, nel luglio 1904 la compositrice statunitense - nonché moglie di un ambasciatore USA - fu ospitata nella Sandringham House per una breve vacanza e lasciò come dono alla Regina Alexandra - che l'aveva invitata per la stima che aveva nei suoi confronti - questa elegante e briosa marcia.
https://it.wikisource.org/wiki/Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia Non era raro che i brani della Townsend venissero eseguiti dalle bande militari britanniche durante i cambi della guardia o in occasione di eventi ufficiali a cui partecipava la Regina.
Altri tempi!</poem>
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.01#Ars_et_Labor_1906,_vol._I_con_SAL_75%|Musica nel wikiverso 2026.1]]==
== 27.1.2026==
:La musica attraversa il tempo e lo spazio perché è un linguaggio universale: più facile suonare con un giapponese, che parlargli.
:E questo vale anche per la musica del passato, per la quale wikisource offre mille possibilità.
:Accade così che [https://it.wikisource.org/wiki/Ars_et_Labor,_1907_vol._II/N._9/Aria questa "Aria barocca"] di Antonio Francesco Tenaglia, un clavicembalista della metà del XVII sec., venga scoperta e trascritta per violino e pianoforte 250 anni dopo, nel 1906, da [https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico%20Polo Enrico Polo], un violinista cultore di Paganini.
:E venga poi pubblicata su Ars et Labor, una bella rivista dell'Archivio Ricordi in corso di trascrizione su Wikisource.
:Così oggi, esattamente 120 anni dopo, accade che io possa codificarla per digitalizzarla in MIDI.
:E possa poi anche sostituire la voce del violino con quella della mia armonica accompagnata dal pianoforte e... [https://www.spreaker.com/episode/aria-barocca--69423778 suonare un pezzo barocco per poi pubblicarlo sul mio podcast].
:Non è sempre stato così: devo dire grazie a Wikisource. E ovviamente grazie all'autore, al musicista che l'ha scovato e trascritto, al decodificatore, all'interprete e grazie anche a [https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_d%27Arezzo Guido d'Arezzo], di cui a dicembre si è celebrato il millenario della notazione musicale da lui inventata.
{{A destra|(pubblicato sulla pagina Facebook di Wikisource)}}
== 21.1.2026 ==
All'Archivio Ricordi (info@)
Gent.ma Redazione,
... ho curato la trascrizione su Wikisource dei primi 6 numeri di Ars Et Labor con le relative partiture in MIDI.
Nell'accingermi a proseguire il lavoro con il secondo volume del 1906 della rivista, ho notato che le partiture elencate non sono però incluse nella versione digitale di Ars et Labor. E' possibile recuperarle?
Ecco l'elenco, così come ricostruito dalle stesse pagine della rivista:
# Sous les pommiers di Vittorio Monti per mandolino e piano (n. 7, 1906, p. 647 cartacea, 37 digitale)
# A lei di G. Calamani, romanza. (n. 7, 1906, p. 644 cartacea, 37 digitale )
# [https://musescore.com/user/97106398/scores/19541758 Quelle labbra non son rose... di Stefano Donaudy] (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Au son des harpes di Alfred Cottin (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Dejanice di Alfredo Catalani (n. 9,1906, p. 839 cartacea, 137 digitale)
# Campane di Napoleone Cesi (n. 10/1906, p. 927 cartacea, 181 digitale)
# Se vuoi ch'io muoia, amor, morrò... di Stefano Donaudy (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Éloignement di Henry Soro (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Allegretto per organo di Roberto Remondi (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Il presepio di J. Burgmein (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
# Musette (da: Heures deliceuses) di Enrico De Leva (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto
== 15.1.2026 ==
Elenco (67 autori) ottenuta da [https://query.wikidata.org/querybuilder/?uselang=it&query=%7B%22conditions%22%3A%5B%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3Anull%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P27%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q38%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q36180%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q201788%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q1930187%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q49757%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q28389%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%5D%2C%22limit%22%3A500%2C%22useLimit%22%3Atrue%2C%22omitLabels%22%3Afalse%7D questa query] a wikidata fatta con il comodo Query Builder chiedendo scrittori, poeti, storici, giornalisti e sceneggiatori italiani scomparsi nel 1955
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! item wikidata !! Nome !! Cognome
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== 14.4.2025 ==
In questi giorni ho finito di trascrivere "Francesco e il suo tempo" di Francesco Prudenzano, un patriota meridionale che scrisse questo libro nel 1857, poco prima dell'Unità. L'avevo trovato citato in un articolo sul film "Frate Sole" (1918), emerso dallo scaffale del Cinema di Wikisource. Tra un anno si celebra l'ottavo centenario della morte di Francesco d'Assisi: piccolo contributo il mio nella speranza che il mite messaggio del poverello di Assisi non finisca soffocato dalle urla dei nazionalismi. L'11 gennaio di quest'anno 2025 ricorreva l'ottocentesimo anniversario del ''Cantico delle creature'', esordio poetico della letteratura italiana: non se n'è parlato molto, ma si può sempre rimediare...
Comunque il libro (il cui titolo completo sarebbe "Francesco d’Assisi e il suo secolo, considerato in relazione con la politica, cogli svolgimenti del pensiero e colla civiltà. Studii") bene ci mostra - con tutte le forzature nazional-patriottiche che si possono immaginare - come Francesco d'Assisi fosse destinato a diventare patrono d'Italia prima ancora che ci fosse uno Stato "Italia". Il buon Prudenzano si impegna a descriverci Francesco d'Assisi come "il santo italiano per eccellenza" e lo colloca all'inizio di una nuova "gloriosa" visione della cultura del nascente Stato.
Anche il cinema - sin dai suoi esordi muti - ha fatto la sua parte: ho contato 11 film italiani su Francesco d'Assisi dal 1911 al 2007... una media cioè di 1 film ogni 10 anni (e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno).
Nel gran calderone dei temi - talora polemici - sollevati dal libro, colpisce la storica rivalità tra francescani e domenicani, risalente al fatto che entrambi si trovarono nel XIII sec. a combattere le eresie, ma con due strumenti agli antipodi: la povertà di Francesco e la dottrina di Domenico. Dante nella Commedia risolve brillantemente la questione in Paradiso, facendo elogiare Francesco dal domenicano San Tommaso e Domenico dal francescano san Bonaventura. Perfetto! Ma la storia non finisce lì e si trascina fino al Risorgimento. E anche dopo: scopro infatti che se - come tutti sanno - Francesco è Patrono d'Italia, Caterina da Siena - terziaria domenicana a 16 anni, la cui reliquia della testa è custodita appunto nella Basilica di San Domenico a Siena - lo è anche lei! E così per non scontentare nessuno l'Italia si trova due patroni. La Francia ha Giovanna d'Arco, l'Inghilterra San Giorgio, l'Irlanda San Patrizio, la Spagna San Giacomo, noi invece due e pare che la Germania ne abbia addirittura tre. All'Europa ne basta uno: Benedetto da Norcia. Sit aliquis nobis auxilio!
== 21.2.2025 ==
Che bella sorpresa! Su wikisource possiamo anche trascrivere la musica e ascoltarla! Chi già legge la musica può con poco sforzo (e grande soddisfazione) usare Lilypond, un potente programma di incisione musicale per la produzione di spartiti di qualità eseguibili in MIDI. Ecco qui un piccolo esempio:
[[Al_mio_pregar_t'arrendi|Al mio pregar t'arrendi]], dalla Semiramide di Gioachino Rossini. E altri sono in arrivo :-) [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:51, 21 feb 2025 (CET)
== 21.1.2025 ==
C'è qualcosa di profetico nel breve racconto - umoristico - "Per la storia..." (1942) di Vitaliano Brancati. Egli immagina che il suo amico e regista Mario Camerini (quello delle commedie sentimentali piccolo-borghesi degli anni Trenta), riceva un sonoro '''"no!"''' da una ragazza (milanese) che rifiuta (incredibile!) di diventare famosa attrice in uno dei suoi film. Non vi voglio spoilerare il finale - assurdo e sarcastico -, ma credo che se le donne - e gli uomini - rifiutassero davvero "con uno sguardo sfavillante di rabbia" di sottrarsi - almeno un po' - alle lusinghe e ai facili successi dell'industria dello spettacolo, il mondo sarebbe meno cinico nei loro confronti e il cinema ne guadagnerebbe in termini di qualità artistica. Ma non è facile in un'epoca che sembra aver trasformato tutto in spettacolo. Sembra impossibile: tuttavia il raccontino dice che si può. Si legge in due minuti e sta [[Per_la_storia...|qui, su wikisource, solo su wikisource!]]
== 12.1.2025 ==
In [[Note sul neo-realismo|Note sul realismo]] del 1952 di Agostino degli Espinosa, che l'autore sviluppa magistralmente a partire da una breve conversazione con Cesare Zavattini, leggo:<br>
''Un brano di musica o un discorso trasmesso dalla radio, raccoglie gli ascoltatori in un’unica commozione, rendendo illusoria la loro consapevolezza di essere ognuno in una dimora privata.''
Non esiste realtà individuale che non sia sempre inevitabilmente anche collettiva. Questa è la «fame di realtà» da cui nasce il neorealismo.
''Ognuno di noi per un’abitudine che solamente uno sforzo di pensiero può vincere, si crede ricinto di solitudine, libero da ogni rapporto con gli altri e lo spazio sociale in cui si libra gli appare come un oscuro «al di là» che trascenda il suo mondo. E’, affondando lo sguardo in questo «al di là», che Cesare Zavattini ha cercato «gli altri».''
Come il neo-realismo ci ha dimostrato, il cinema può essere quello "sforzo di pensiero" che solleva il velo delle solitudini.
== 10.1.2025 ==
Ho recentemente riletto per WS ''La figlia di Iorio'' di Gabriele D'Annunzio portando il SAL al 100% e l'ho trovato di un'attualità sorprendente in merito a quanto si sta dicendo sul patriarcato e sui femminicidi. Quest'opera (1904) - di carattere mitologico e non veristico, come si vorrebbe far credere (lo dimostrano i nomi i dei personaggi "Lazaro di Roio • Candia della Leonessa • Aligi • Splendore • Mila di Codra ecc..."), mi sembra la tomba del patriarcato. E infatti c'è un parricidio. Aligi uccide il padre Lazaro, più o meno intenzionalmente: per legittima difesa o per difendere Mila. O perché davvero si ribella. Ma - dilaniato com'è tra Mila e Vienda - non ha più la forza di sostituire Lazaro perché non è come lui. La figura che giganteggia alla fine è Ornella che - sottraendo Mila, la figlia di Iorio, al suo destino - ha di fatto ucciso il patriarcato che la reclamava attraverso l'ululante ''coro dei mietitori''. Alla fine l'eroina si immolerà per salvare Aligi (non più eroe, ma una vittima, un po' vigliacca anche). Chi ha capito tutto è invece Ornella, che da lì continuerà la sua emancipazione.
<poem>''A chi lo lasci l’aratro,
oh Lazaro, a chi lo lasci?
Chi ti vanga il campo tuo,
la tua mandra chi la pasce?''</poem>
Nessuno risponde. Perché il patriarcato è indissolubilmente legato all'agricoltura e alla pastorizia. E così la sua religione, ridotta qui a superstizione.
== 9.1.2025 ==
''[[La musica e il film]]'' è un saggio di ''S. A. Luciani'' scovato dentro il n. 6 della rivista B&N del 30 giugno 1937. Tra le tante cose interessanti che vi si scoprono, questa mi sembra una vera perla: <br>
''La musica nel film non ha solo la funzione di integrare obbiettivamente la visione silenziosa, ma di commentarla dal punto di vista dello spettatore, funzione analoga questa (non stupisca il richiamo storico) a quella del coro nella tragedia greca.''<br>
Proprio così: il coro agiva come intermediario tra la narrazione e il pubblico, offriva commenti, riflessioni, e spiegazioni sugli eventi che si svolgevano sulla scena. Insomma guidava la comprensione e l'interpretazione dei temi principali enfatizzando i momenti di tensione, dramma o pathos. E la colonna sonora non fa questo all'interno del film? Guida le nostre emozioni spesso anticipandole: quante volte siamo stati messi sull'avviso da una musica improvvisamente cupa che annuncia un evento catastrofico. O che lo sottolinea. O che al contrario libera da uno scampato pericolo un personaggio... e così via...
== 4.1.2025 ==
Qualche giorno fa stavo sfogliando su Internet Archive alcuni numeri della rivista "Cinema" del 1939 alla ricerca di qualche bel pezzo da portare su Wikisource: tra pagine intere di pubblicità (belle immagini però!) e propaganda di regime (uff!), sfoglia, sfoglia... ecco che all'improvviso leggo:
"Dramma e sonoro". Un articolo di Luigi Pirandello.... <br>
Faccio un salto sulla sedia! <br>
E da dove salta fuori quest'articolo del Maestro sul rapporto tra cinema e teatro? Nel '39 Pirandello era già passato a miglior vita da 3 anni. Possibile che ci abbia scritto qualcosa dall'aldilà e noi non ce ne siamo accorti? Sembrerebbe la trama di una delle sue novelle! <br>
Strabuzzo gli occhi e vado a leggere meglio. Si tratta di un articolo del 1929 (aaaah.... ecco!) scritto per "La Nacion" di Buenos Aires, in cui si è imbattuto - per caso anche lui - il buon Renato Giani che lo ha ri-tradotto in Italiano dallo Spagnolo e pubblicato poi sulla rivista "Cinema" dieci anni dopo la sua pubblicazione in Argentina. Un gioiellino! Vado subito a trascriverlo.
Eccolo, lo potete leggere qui anche voi: https://it.wikisource.org/wiki/Dramma_e_sonoro
Ma tu vedi cosa ti può capitare di leggere su wikisource... solo su wikisource!😀
== 28.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura di Piccoli eroi, un romanzo per ragazzi scritto nel 1892 da Virginia Tedeschi-Treves - sotto lo pseudonimo di Cordelia - e pubblicato (ovviamente) dall'Editore Giuseppe Treves di Milano, di cui Virginia era consorte. Anzi sarà proprio grazie alla sua dote, proveniente da una facoltosa famiglia veronese, che la casa editrice potrà ingrandirsi e acquistare a Milano, in via Palermo, adiacente alla via Solferino, già sede della casa editrice, il terreno in cui insediare la tipografia che darà alle stampe nel 1864 ''Il Corriere di Milano'', giornale liberale di ispirazione cavouriana, che dieci anni dopo diventerà ''Il Corriere della Sera''.
''Piccoli eroi'' è un romanzo piuttosto importante nella nostra letteratura: non tragga in inganno il fatto che sia destinato ai ragazzi. Sarebbe anzi ora di finirla di considerare la letteratura per ragazzi come una letteratura di serie B. Questo romanzo ebbe ben 62 ristampe! A p.63/64 si legge: .''..le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l’Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.'' Un bel messaggio per i ragazzi dell'epoca. Le cose sarebbero però andate diversamente: ci sarebbe stata non solo una prima guerra mondiale, ma pure una seconda. Però fa piacere sapere che nel 1892 c'era chi la pensasse così!
== 22.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura dei Canti orfici di Dino Campana nell'edizione originale, quella pubblicata a Marradi (la sua città d'origine, sull'Appennino tosco-romagnolo) nel 1914. Già questo è emozionante perché dietro quell'edizione c'è una bella storia che vi vorrei raccontare.
La raccolta dei Canti Orfici era già pronta per la pubblicazione nel 1913, ma la redazione della rivista Lacerba - quella di Papini e Soffici - a cui Campana aveva affidato l'unica copia del manoscritto - ebbe la dabbenaggine di smarrirla. Che fare?
Io penso che li avrei torturati.
Il poeta invece non si perse d'animo e riscrisse tutte le poesie a memoria: un'impresa titanica! Finito il manoscritto però, non lo riconsegnò a Lacerba (e come dargli torto?). Lo affidò a una tipografia del suo paese, la Tipografia F. Ravagli, appunto, come leggiamo sulla copertina. Ora, questa tipografia ha una storia particolare: era stata fondata da un marradese, Federico Ravagli, professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona. La tipografia era il suo sogno e pubblicò varie riviste e opere del territorio, finendo per lavorare addirittura con il giornale di Firenze, La Nazione. Alla sua morte (1910) i macchinari furono trasferiti a Marradi, dove Bruno insieme a Baldo e Teresa, continuò l'attività del fratello Francesco. Fu dunque Bruno a pubblicare i Canti orfici, facendo un ottimo lavoro come possiamo vedere. La sua edizione è quella che stiamo trascrivendo digitalmente: proprio quella! Ecco perché anche solo sfogliarla per rileggerla è già emozionante.
Se la storia vi è piaciuta e volete fare un giro per provare anche voi l'emozione di trascrivere qualche pagina dei Canti orfici, cliccate qui: ( https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Dino_Campana_-_Canti_Orfici,_Ravagli,_Marradi_1914.djvu )
Scegliete una pagina con l'iconcina rossa e buon lavoro. Però affrettatevi, perché le pagine da formattare stanno per finire e dovrete aspettare la prossima rilettura.
Ma tu vedi dove può portare un canto orfico di wikisource...😀
== 20.12.2024 ==
Rileggendo, per formattarlo in wikisource, il cap. IX del Trattato Primo del Convivio di Dante mi imbatto con meraviglia in un proverbio popolare, e cioè: "una rondine non fa primavera", cosa apparentemente inappropriata in un'opera filosofica di alto livello come il Convivio.
E invece scopro che Dante lo mutua da Aristotele: "come dice il mio maestro Aristotile nel primo de l’Etica". Vado immediatamente a verificare.
Aristotele ne parla a proposito della felicità: «come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno»
Aristofane non si lascia scappare l'occasione per fare una battuta delle sue: «C'è bisogno di molte rondini» e Dante invece ne parla a per motivare la sua scelta (ancora una volta "popolare" ) di usare il volgare in un'opera filosofica: «pronta liberalitade mi mosse al volgare anzi che a lo latino»
Ma tu vedi dove può portare una rondine di wikisource😀
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wikitext
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== [https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.08#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.8] ==
In costruzione
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:* {{Sc|'''Musica colta'''}}
:<small> · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Chiusa corale}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia}} · {{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}}</small>
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::· [[Opera: Donna lombarda]] Grazie a Candalua
::· [[Opera: Giovanni Gallurese]]
::· [[Opera: La figlia di Iorio (Franchetti)]]
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:* {{Sc|'''Libri'''}} — È in corso di trascrizione
::· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia}}
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:''[[:Categoria:Partiture|→ Vai a tutte le partiture]]''
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* [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica |'''{{Sc|Laboratorio}}''']] — E' un manualetto per chi vuole avvicinarsi a Lilypond, ma scritto dall'interno di wikisource: il codice è infatti scritto senza l'uso di variabili. Contiene '''frammenti di codice complesso''' riutilizzabili in contesti analoghi corredati dagli esempi delle partiture trascritte.<br>Finora abbiamo pubblicato:
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Immagini | Immagini]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Parentesizzare_una_nota_con_acciaccatura |Parentesizzare una nota con acciaccatura]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Pedale_doppio | Pedale doppio]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Partitura_senza_tempo|Partitura senza tempo]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Rosette|Rosette]]
:· [[Utente:Pic57/Laboratorio_musica#Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura|Terzine senza parentesi quadra, ma tonda, con legatura e acciaccatura]]
<hr>
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
**....
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Immagini tratte da: Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr>
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.07#Musica_nel_wikiverso Musica nel wikiverso 2026.7] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.6 Musica nel wikiverso 2026.6] ==
==[https://it.wikisource.org/wiki/Wikisource:Bar/Archivio/2026.06#Musica_nel_wikiverso_2026.5 Musica nel wikiverso 2026.5] ==
== 8.5.2026 ==
Ho trascritto per wikisource una «'''bluette'''» di Pietro Floridia, pubblicata sulla rivista della Ricordi "Musica d'oggi" a luglio del 1920. La «bluette» è una breve e raffinata composizione pianistica di carattere elegiaco. Qui in effetti lo spunto è offerto al musicista da una poesia di Théophile Gautier. La composizione è ancora più suggestiva perché il termine "bluette" - in francese - è utilizzato principalmente per indicare un colore azzurro intenso, (bleu turquoise o bleu vif). E - sempre in francese - l'assonante "bleuet" è il fiordaliso, uno dei pochi fiori davvero blu, così che per affinità «bluette» ha finito per significare "scintilla".
Buon ascolto 🎹
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==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.04#Musica_nel_wikiverso|Musica nel wikiverso 2026.4]]==
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.03#.eps_files|Musica nel wikiverso 2026.3]]==
== 17.3.2026 ==
'''[[Ars_et_Labor,_1908_vol._I/N._2/Automobile|Automobile]]''' è una divertente composizione per pianoforte di Giulio Ricordi (sì, oltre che editore è stato compositore). Frutto del clima culturale che anticipa il futurismo (1908), celebra con ironia l'avvento dell'automobile, quando delle macchine si poteva ancora scherzare e prima che il futurismo stesso venisse fagocitato dalla propaganda bellica.
Esilarante il modo in cui viene reso il sobbalzo dei passeggeri a causa di una cunetta, nonché l'occasionale investimento di un povero cane vittima (collaterale) della macchina che tutto travolge: nulla la arresta! L'accidentale scoppio di una gomma (altra ironia) viene prontamente riparato e il motore - arrancando - porta finalmente i passeggeri a destinazione. Ah, la ''Belle Époque!''
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.02#Babel_Lilypond|Musica nel wikiverso 2026.2]]==
== 22.2.2026==
<poem>[[File:Sandringham House from the air (cropped).jpg|miniatura|sinistra]]'''Coincidenze!'''
Stavo giusto trascrivendo la [[Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia |''Sandringham March'']] di Natalie Townsend quando giunge la notizia dell'arresto dell'ex-principe Andrea, indovinate dove? Ma a '''Sandringham House''', ovviamente, la residenza di campagna dei Windsor, nel Norfolk! Qui si era ritirato dopo lo sfratto dalla Royal Lodge di Londra in seguito alle indagini sugli Epstein Files!
Ebbene, nel luglio 1904 la compositrice statunitense - nonché moglie di un ambasciatore USA - fu ospitata nella Sandringham House per una breve vacanza e lasciò come dono alla Regina Alexandra - che l'aveva invitata per la stima che aveva nei suoi confronti - questa elegante e briosa marcia.
https://it.wikisource.org/wiki/Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._7/Sandringham_-_Marcia Non era raro che i brani della Townsend venissero eseguiti dalle bande militari britanniche durante i cambi della guardia o in occasione di eventi ufficiali a cui partecipava la Regina.
Altri tempi!</poem>
==[[Wikisource:Bar/Archivio/2026.01#Ars_et_Labor_1906,_vol._I_con_SAL_75%|Musica nel wikiverso 2026.1]]==
== 27.1.2026==
:La musica attraversa il tempo e lo spazio perché è un linguaggio universale: più facile suonare con un giapponese, che parlargli.
:E questo vale anche per la musica del passato, per la quale wikisource offre mille possibilità.
:Accade così che [https://it.wikisource.org/wiki/Ars_et_Labor,_1907_vol._II/N._9/Aria questa "Aria barocca"] di Antonio Francesco Tenaglia, un clavicembalista della metà del XVII sec., venga scoperta e trascritta per violino e pianoforte 250 anni dopo, nel 1906, da [https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico%20Polo Enrico Polo], un violinista cultore di Paganini.
:E venga poi pubblicata su Ars et Labor, una bella rivista dell'Archivio Ricordi in corso di trascrizione su Wikisource.
:Così oggi, esattamente 120 anni dopo, accade che io possa codificarla per digitalizzarla in MIDI.
:E possa poi anche sostituire la voce del violino con quella della mia armonica accompagnata dal pianoforte e... [https://www.spreaker.com/episode/aria-barocca--69423778 suonare un pezzo barocco per poi pubblicarlo sul mio podcast].
:Non è sempre stato così: devo dire grazie a Wikisource. E ovviamente grazie all'autore, al musicista che l'ha scovato e trascritto, al decodificatore, all'interprete e grazie anche a [https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_d%27Arezzo Guido d'Arezzo], di cui a dicembre si è celebrato il millenario della notazione musicale da lui inventata.
{{A destra|(pubblicato sulla pagina Facebook di Wikisource)}}
== 21.1.2026 ==
All'Archivio Ricordi (info@)
Gent.ma Redazione,
... ho curato la trascrizione su Wikisource dei primi 6 numeri di Ars Et Labor con le relative partiture in MIDI.
Nell'accingermi a proseguire il lavoro con il secondo volume del 1906 della rivista, ho notato che le partiture elencate non sono però incluse nella versione digitale di Ars et Labor. E' possibile recuperarle?
Ecco l'elenco, così come ricostruito dalle stesse pagine della rivista:
# Sous les pommiers di Vittorio Monti per mandolino e piano (n. 7, 1906, p. 647 cartacea, 37 digitale)
# A lei di G. Calamani, romanza. (n. 7, 1906, p. 644 cartacea, 37 digitale )
# [https://musescore.com/user/97106398/scores/19541758 Quelle labbra non son rose... di Stefano Donaudy] (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Au son des harpes di Alfred Cottin (n. 8, 1906, p. 751 cartacea, 88 digitale)
# Dejanice di Alfredo Catalani (n. 9,1906, p. 839 cartacea, 137 digitale)
# Campane di Napoleone Cesi (n. 10/1906, p. 927 cartacea, 181 digitale)
# Se vuoi ch'io muoia, amor, morrò... di Stefano Donaudy (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Éloignement di Henry Soro (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Allegretto per organo di Roberto Remondi (n. 11, p. 1036 cartacea, 236 digitale)
# Il presepio di J. Burgmein (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
# Musette (da: Heures deliceuses) di Enrico De Leva (n. 12, p. 1133 cartacea, 284 digitale)
Grazie per l'attenzione e un cordiale saluto
== 15.1.2026 ==
Elenco (67 autori) ottenuta da [https://query.wikidata.org/querybuilder/?uselang=it&query=%7B%22conditions%22%3A%5B%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3Anull%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P570%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22time%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%7B%22value%22%3A%22%2B1955-00-00T00%3A00%3A00Z%22%2C%22precision%22%3A9%7D%2C%22subclasses%22%3Afalse%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P27%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q38%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q36180%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22and%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q201788%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q1930187%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q49757%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%2C%7B%22propertyId%22%3A%22P106%22%2C%22propertyDataType%22%3A%22wikibase-item%22%2C%22propertyValueRelation%22%3A%22matching%22%2C%22referenceRelation%22%3A%22regardless%22%2C%22value%22%3A%22Q28389%22%2C%22subclasses%22%3Atrue%2C%22conditionRelation%22%3A%22or%22%2C%22negate%22%3Afalse%7D%5D%2C%22limit%22%3A500%2C%22useLimit%22%3Atrue%2C%22omitLabels%22%3Afalse%7D questa query] a wikidata fatta con il comodo Query Builder chiedendo scrittori, poeti, storici, giornalisti e sceneggiatori italiani scomparsi nel 1955
{| class="wikitable sortable"
! item wikidata !! Nome !! Cognome
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| http://www.wikidata.org/entity/Q799111 || Ermanno || Amicucci
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| http://www.wikidata.org/entity/Q3611526 || Alfredo || Zerbini
|-
| http://www.wikidata.org/entity/Q59533184 || Elio || Zorzi
|}
== 14.4.2025 ==
In questi giorni ho finito di trascrivere "Francesco e il suo tempo" di Francesco Prudenzano, un patriota meridionale che scrisse questo libro nel 1857, poco prima dell'Unità. L'avevo trovato citato in un articolo sul film "Frate Sole" (1918), emerso dallo scaffale del Cinema di Wikisource. Tra un anno si celebra l'ottavo centenario della morte di Francesco d'Assisi: piccolo contributo il mio nella speranza che il mite messaggio del poverello di Assisi non finisca soffocato dalle urla dei nazionalismi. L'11 gennaio di quest'anno 2025 ricorreva l'ottocentesimo anniversario del ''Cantico delle creature'', esordio poetico della letteratura italiana: non se n'è parlato molto, ma si può sempre rimediare...
Comunque il libro (il cui titolo completo sarebbe "Francesco d’Assisi e il suo secolo, considerato in relazione con la politica, cogli svolgimenti del pensiero e colla civiltà. Studii") bene ci mostra - con tutte le forzature nazional-patriottiche che si possono immaginare - come Francesco d'Assisi fosse destinato a diventare patrono d'Italia prima ancora che ci fosse uno Stato "Italia". Il buon Prudenzano si impegna a descriverci Francesco d'Assisi come "il santo italiano per eccellenza" e lo colloca all'inizio di una nuova "gloriosa" visione della cultura del nascente Stato.
Anche il cinema - sin dai suoi esordi muti - ha fatto la sua parte: ho contato 11 film italiani su Francesco d'Assisi dal 1911 al 2007... una media cioè di 1 film ogni 10 anni (e sicuramente ne avrò dimenticato qualcuno).
Nel gran calderone dei temi - talora polemici - sollevati dal libro, colpisce la storica rivalità tra francescani e domenicani, risalente al fatto che entrambi si trovarono nel XIII sec. a combattere le eresie, ma con due strumenti agli antipodi: la povertà di Francesco e la dottrina di Domenico. Dante nella Commedia risolve brillantemente la questione in Paradiso, facendo elogiare Francesco dal domenicano San Tommaso e Domenico dal francescano san Bonaventura. Perfetto! Ma la storia non finisce lì e si trascina fino al Risorgimento. E anche dopo: scopro infatti che se - come tutti sanno - Francesco è Patrono d'Italia, Caterina da Siena - terziaria domenicana a 16 anni, la cui reliquia della testa è custodita appunto nella Basilica di San Domenico a Siena - lo è anche lei! E così per non scontentare nessuno l'Italia si trova due patroni. La Francia ha Giovanna d'Arco, l'Inghilterra San Giorgio, l'Irlanda San Patrizio, la Spagna San Giacomo, noi invece due e pare che la Germania ne abbia addirittura tre. All'Europa ne basta uno: Benedetto da Norcia. Sit aliquis nobis auxilio!
== 21.2.2025 ==
Che bella sorpresa! Su wikisource possiamo anche trascrivere la musica e ascoltarla! Chi già legge la musica può con poco sforzo (e grande soddisfazione) usare Lilypond, un potente programma di incisione musicale per la produzione di spartiti di qualità eseguibili in MIDI. Ecco qui un piccolo esempio:
[[Al_mio_pregar_t'arrendi|Al mio pregar t'arrendi]], dalla Semiramide di Gioachino Rossini. E altri sono in arrivo :-) [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:51, 21 feb 2025 (CET)
== 21.1.2025 ==
C'è qualcosa di profetico nel breve racconto - umoristico - "Per la storia..." (1942) di Vitaliano Brancati. Egli immagina che il suo amico e regista Mario Camerini (quello delle commedie sentimentali piccolo-borghesi degli anni Trenta), riceva un sonoro '''"no!"''' da una ragazza (milanese) che rifiuta (incredibile!) di diventare famosa attrice in uno dei suoi film. Non vi voglio spoilerare il finale - assurdo e sarcastico -, ma credo che se le donne - e gli uomini - rifiutassero davvero "con uno sguardo sfavillante di rabbia" di sottrarsi - almeno un po' - alle lusinghe e ai facili successi dell'industria dello spettacolo, il mondo sarebbe meno cinico nei loro confronti e il cinema ne guadagnerebbe in termini di qualità artistica. Ma non è facile in un'epoca che sembra aver trasformato tutto in spettacolo. Sembra impossibile: tuttavia il raccontino dice che si può. Si legge in due minuti e sta [[Per_la_storia...|qui, su wikisource, solo su wikisource!]]
== 12.1.2025 ==
In [[Note sul neo-realismo|Note sul realismo]] del 1952 di Agostino degli Espinosa, che l'autore sviluppa magistralmente a partire da una breve conversazione con Cesare Zavattini, leggo:<br>
''Un brano di musica o un discorso trasmesso dalla radio, raccoglie gli ascoltatori in un’unica commozione, rendendo illusoria la loro consapevolezza di essere ognuno in una dimora privata.''
Non esiste realtà individuale che non sia sempre inevitabilmente anche collettiva. Questa è la «fame di realtà» da cui nasce il neorealismo.
''Ognuno di noi per un’abitudine che solamente uno sforzo di pensiero può vincere, si crede ricinto di solitudine, libero da ogni rapporto con gli altri e lo spazio sociale in cui si libra gli appare come un oscuro «al di là» che trascenda il suo mondo. E’, affondando lo sguardo in questo «al di là», che Cesare Zavattini ha cercato «gli altri».''
Come il neo-realismo ci ha dimostrato, il cinema può essere quello "sforzo di pensiero" che solleva il velo delle solitudini.
== 10.1.2025 ==
Ho recentemente riletto per WS ''La figlia di Iorio'' di Gabriele D'Annunzio portando il SAL al 100% e l'ho trovato di un'attualità sorprendente in merito a quanto si sta dicendo sul patriarcato e sui femminicidi. Quest'opera (1904) - di carattere mitologico e non veristico, come si vorrebbe far credere (lo dimostrano i nomi i dei personaggi "Lazaro di Roio • Candia della Leonessa • Aligi • Splendore • Mila di Codra ecc..."), mi sembra la tomba del patriarcato. E infatti c'è un parricidio. Aligi uccide il padre Lazaro, più o meno intenzionalmente: per legittima difesa o per difendere Mila. O perché davvero si ribella. Ma - dilaniato com'è tra Mila e Vienda - non ha più la forza di sostituire Lazaro perché non è come lui. La figura che giganteggia alla fine è Ornella che - sottraendo Mila, la figlia di Iorio, al suo destino - ha di fatto ucciso il patriarcato che la reclamava attraverso l'ululante ''coro dei mietitori''. Alla fine l'eroina si immolerà per salvare Aligi (non più eroe, ma una vittima, un po' vigliacca anche). Chi ha capito tutto è invece Ornella, che da lì continuerà la sua emancipazione.
<poem>''A chi lo lasci l’aratro,
oh Lazaro, a chi lo lasci?
Chi ti vanga il campo tuo,
la tua mandra chi la pasce?''</poem>
Nessuno risponde. Perché il patriarcato è indissolubilmente legato all'agricoltura e alla pastorizia. E così la sua religione, ridotta qui a superstizione.
== 9.1.2025 ==
''[[La musica e il film]]'' è un saggio di ''S. A. Luciani'' scovato dentro il n. 6 della rivista B&N del 30 giugno 1937. Tra le tante cose interessanti che vi si scoprono, questa mi sembra una vera perla: <br>
''La musica nel film non ha solo la funzione di integrare obbiettivamente la visione silenziosa, ma di commentarla dal punto di vista dello spettatore, funzione analoga questa (non stupisca il richiamo storico) a quella del coro nella tragedia greca.''<br>
Proprio così: il coro agiva come intermediario tra la narrazione e il pubblico, offriva commenti, riflessioni, e spiegazioni sugli eventi che si svolgevano sulla scena. Insomma guidava la comprensione e l'interpretazione dei temi principali enfatizzando i momenti di tensione, dramma o pathos. E la colonna sonora non fa questo all'interno del film? Guida le nostre emozioni spesso anticipandole: quante volte siamo stati messi sull'avviso da una musica improvvisamente cupa che annuncia un evento catastrofico. O che lo sottolinea. O che al contrario libera da uno scampato pericolo un personaggio... e così via...
== 4.1.2025 ==
Qualche giorno fa stavo sfogliando su Internet Archive alcuni numeri della rivista "Cinema" del 1939 alla ricerca di qualche bel pezzo da portare su Wikisource: tra pagine intere di pubblicità (belle immagini però!) e propaganda di regime (uff!), sfoglia, sfoglia... ecco che all'improvviso leggo:
"Dramma e sonoro". Un articolo di Luigi Pirandello.... <br>
Faccio un salto sulla sedia! <br>
E da dove salta fuori quest'articolo del Maestro sul rapporto tra cinema e teatro? Nel '39 Pirandello era già passato a miglior vita da 3 anni. Possibile che ci abbia scritto qualcosa dall'aldilà e noi non ce ne siamo accorti? Sembrerebbe la trama di una delle sue novelle! <br>
Strabuzzo gli occhi e vado a leggere meglio. Si tratta di un articolo del 1929 (aaaah.... ecco!) scritto per "La Nacion" di Buenos Aires, in cui si è imbattuto - per caso anche lui - il buon Renato Giani che lo ha ri-tradotto in Italiano dallo Spagnolo e pubblicato poi sulla rivista "Cinema" dieci anni dopo la sua pubblicazione in Argentina. Un gioiellino! Vado subito a trascriverlo.
Eccolo, lo potete leggere qui anche voi: https://it.wikisource.org/wiki/Dramma_e_sonoro
Ma tu vedi cosa ti può capitare di leggere su wikisource... solo su wikisource!😀
== 28.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura di Piccoli eroi, un romanzo per ragazzi scritto nel 1892 da Virginia Tedeschi-Treves - sotto lo pseudonimo di Cordelia - e pubblicato (ovviamente) dall'Editore Giuseppe Treves di Milano, di cui Virginia era consorte. Anzi sarà proprio grazie alla sua dote, proveniente da una facoltosa famiglia veronese, che la casa editrice potrà ingrandirsi e acquistare a Milano, in via Palermo, adiacente alla via Solferino, già sede della casa editrice, il terreno in cui insediare la tipografia che darà alle stampe nel 1864 ''Il Corriere di Milano'', giornale liberale di ispirazione cavouriana, che dieci anni dopo diventerà ''Il Corriere della Sera''.
''Piccoli eroi'' è un romanzo piuttosto importante nella nostra letteratura: non tragga in inganno il fatto che sia destinato ai ragazzi. Sarebbe anzi ora di finirla di considerare la letteratura per ragazzi come una letteratura di serie B. Questo romanzo ebbe ben 62 ristampe! A p.63/64 si legge: .''..le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l’Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.'' Un bel messaggio per i ragazzi dell'epoca. Le cose sarebbero però andate diversamente: ci sarebbe stata non solo una prima guerra mondiale, ma pure una seconda. Però fa piacere sapere che nel 1892 c'era chi la pensasse così!
== 22.12.2024 ==
E' in corso su wikisource la rilettura dei Canti orfici di Dino Campana nell'edizione originale, quella pubblicata a Marradi (la sua città d'origine, sull'Appennino tosco-romagnolo) nel 1914. Già questo è emozionante perché dietro quell'edizione c'è una bella storia che vi vorrei raccontare.
La raccolta dei Canti Orfici era già pronta per la pubblicazione nel 1913, ma la redazione della rivista Lacerba - quella di Papini e Soffici - a cui Campana aveva affidato l'unica copia del manoscritto - ebbe la dabbenaggine di smarrirla. Che fare?
Io penso che li avrei torturati.
Il poeta invece non si perse d'animo e riscrisse tutte le poesie a memoria: un'impresa titanica! Finito il manoscritto però, non lo riconsegnò a Lacerba (e come dargli torto?). Lo affidò a una tipografia del suo paese, la Tipografia F. Ravagli, appunto, come leggiamo sulla copertina. Ora, questa tipografia ha una storia particolare: era stata fondata da un marradese, Federico Ravagli, professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona. La tipografia era il suo sogno e pubblicò varie riviste e opere del territorio, finendo per lavorare addirittura con il giornale di Firenze, La Nazione. Alla sua morte (1910) i macchinari furono trasferiti a Marradi, dove Bruno insieme a Baldo e Teresa, continuò l'attività del fratello Francesco. Fu dunque Bruno a pubblicare i Canti orfici, facendo un ottimo lavoro come possiamo vedere. La sua edizione è quella che stiamo trascrivendo digitalmente: proprio quella! Ecco perché anche solo sfogliarla per rileggerla è già emozionante.
Se la storia vi è piaciuta e volete fare un giro per provare anche voi l'emozione di trascrivere qualche pagina dei Canti orfici, cliccate qui: ( https://it.wikisource.org/wiki/Indice:Dino_Campana_-_Canti_Orfici,_Ravagli,_Marradi_1914.djvu )
Scegliete una pagina con l'iconcina rossa e buon lavoro. Però affrettatevi, perché le pagine da formattare stanno per finire e dovrete aspettare la prossima rilettura.
Ma tu vedi dove può portare un canto orfico di wikisource...😀
== 20.12.2024 ==
Rileggendo, per formattarlo in wikisource, il cap. IX del Trattato Primo del Convivio di Dante mi imbatto con meraviglia in un proverbio popolare, e cioè: "una rondine non fa primavera", cosa apparentemente inappropriata in un'opera filosofica di alto livello come il Convivio.
E invece scopro che Dante lo mutua da Aristotele: "come dice il mio maestro Aristotile nel primo de l’Etica". Vado immediatamente a verificare.
Aristotele ne parla a proposito della felicità: «come una rondine non fa primavera, né la fa un solo giorno di sole, così un solo giorno o un breve spazio di tempo non fanno felice nessuno»
Aristofane non si lascia scappare l'occasione per fare una battuta delle sue: «C'è bisogno di molte rondini» e Dante invece ne parla a per motivare la sua scelta (ancora una volta "popolare" ) di usare il volgare in un'opera filosofica: «pronta liberalitade mi mosse al volgare anzi che a lo latino»
Ma tu vedi dove può portare una rondine di wikisource😀
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La cinematografia futurista
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| Nome e cognome dell'autore = Filippo Tommaso Marinetti/Bruno Corra/Emilio Settimelli/Arnaldo Ginna/Giacomo Balla/Remo Chiti
| Nome e cognome del curatore =
| Titolo =La cinematografia futurista
| Anno di pubblicazione = 1916
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Un veliero bianco
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{{Qualità|avz=100%|data=29 luglio 2026}}{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore = Francesco Pasinetti
| Nome e cognome del curatore =
| Titolo =Un veliero bianco<br>(Storia di Friedrich W. Murnau)
| Anno di pubblicazione = 1939
| Lingua originale del testo = Italiano
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La fucina della cinematografia italiana
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{{Qualità|avz=100%|data=29 luglio 2026}}{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore = Mario Carlo Corsi
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| Titolo =La fucina della cinematografia italiana
| Anno di pubblicazione = 1940
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| Nome e cognome del traduttore =
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| Progetto =
| Argomento = cinema
| URL della versione cartacea a fronte = Indice:La fucina della cinematografia italiana.pdf
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Discussioni utente:AdrianaB64
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/* proseui la rilettura? */ Risposta
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== Benvenuto ==
{{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}}
:Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST)
== [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] ==
Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono:
* Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo.
* Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo.
Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST)
:Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST)
::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu.
::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato.
::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica].
::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST)
:::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST)
:::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST)
{{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST)
::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio per le indicazioni ricevute e per la conferma che la modalità con cui rispondo ai messaggi ora è corretta. Grazie anche per la verifica rispetto alle mie ultime modifiche. Porto allora le pagine 2,3 e 4 a SAL 75% e vado avanti con più fiducia! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:24, 25 lug 2026 (CEST) </br>
::P.S.: mi sono permesso di fare una piccola modifica che ti semplificherà il lavoro in casi simili: il comando <code><nowiki><nowiki/></nowiki></code>. Guarda la [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/11&oldid=3865940 mia modifica]. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:06, 25 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio molto per la segnalazione e per avermi indicato il template corretto da utilizzare! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:25, 25 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, una domanda: ogni tanto, accanto al nome dell'autore e al titolo dell'opera, a piè di pagina, c'è un numero con o senza asterisco, come alle pagine 3 e 13. Io per il momento stavo riportando il numero senza quello che sembra appunto essere un asterisco però mi è venuto il dubbio che anche questo simbolo vada trascritto. Mi puoi gentilmente aiutare? [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:52, 25 lug 2026 (CEST)
::::Ciao! Ingrandendo molto l'immagine della scansione ho visto che a pagina 3 il numero 1 è effettivamente affiancato da un asterisco. Aggiungilo pure e se capita in altre pagine, trascrivilo senza problemi. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 18:30, 25 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, sì, ho visto che la stessa cosa capita anche in altre pagine quindi lo trascrivo. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 22:36, 25 lug 2026 (CEST)
== proseui la rilettura? ==
Ciao, sono capitata per caso sul libro che stai rileggendo, e visto che mancava l'indice ho provveduto a farlo. Vai avanti tu nella rilettura? Per curiosità, sei bibliotecaria in UNITO? Ri Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:15, 28 lug 2026 (CEST)
:Ciao, ti ringrazio per aver creato l'indice di quest'opera perchè non avrei saputo come fare! Ti confermo che non sono una bibliotecaria e nel voler imparare a dare un mio contributo nelle trascrizioni, ho scelto quet'opera tra quelle disponibili e passo dopo passo, con l'aiuto di chi mi sta dando supporto, sto portando le pagine da me trascritte da SAL 50 a SAL 75%. Per quanto riguarda la rilettura, per portarle da SAL 75% a 100% ti confermo che puoi tranquillamente rileggerle se ti fa piacere. Perchè la mia intenzione è quella di dedicarmi sempre di più alle trascrizioni. Grazie e buon lavoro anche a te! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:54, 28 lug 2026 (CEST)
::Ciao Adriana, come ti anticipavo sul Bar, adesso che è stato creato il sommario e che hai un buon numero di pagine al 75%, puoi provare a creare le pagine dei capitoli. Clicca ad esempio su Capitolo I o Capitolo II, che adesso sono link rossi: vedrai che la nuova pagina da creare avrà già dentro del testo, tra cui un tag che inizia con <pages e dice in pratica: mostra qui le pagine da X a Y. Questo si chiama ''trasclusione'', ovvero: tu hai trascritto le singole pagine che compongono questo capitolo, ora esse vengono riunite assieme e mostrate una di seguito all'altra (solo il "corpo del testo", non le righe di intestazione e pié di pagina: ecco il perché di questa distinzione).
::I numeri che vedi nel "pages" provengono dal sommario, e in questo caso dovrebbero essere giusti perché li abbiamo già ricontrollati, ma in generale non fidarti mai :) Controlla sempre che il testo inizi effettivamente con il titolo del capitolo e finisca con le sue ultime parole, e, pur senza rileggere tutto, dài almeno una rapida occhiata al testo per vedere che non ci siano errori evidenti (ad esempio spazi bianchi indesiderati tra le pagine, numeri di pagina o righe di intestazione finite per sbaglio nel "corpo del testo" e via così).
::Se tutte le singole pagine sono già al 75%, allora puoi cliccare anche qui il 75% e salvare così il capitolo: se avessi ancora pagine al 25% o 50%, puoi decidere di creare ugualmente la pagina (perché magari ti fa comodo vedere già come appare il testo e riguardarlo con calma), oppure puoi aspettare di avere tutto al 75%; ovviamente l'importante è che la percentuale di avanzamento del capitolo corrisponda sempre alla ''più bassa'' tra quelle delle singole pagine (comunque se così non fosse ti compare in alto un avviso).
::Una volta salvato il capitolo, c'è uno strumento molto utile per controllare che le pagine "si attacchino" bene tra loro: si chiama "Controlla interruzioni di pagina" e lo trovi nel menu di destra. Ti mostra la fine di ogni pagina e l'inizio della successiva, così puoi verificare che tutte le parole divise tra due pagine siano state riattaccate debitamente (mi sono un po' dilungato, ma come avrai capito era qui che volevo arrivare, visto che tutto il discorso era nato dalle parole spezzate :) )
::Bene; una volta che avrai tutti i capitoli al 75%, porta al 75% anche la pagina "base", ovvero [[Della pittura (Previati)]], e avrai completato la tua prima trascrizione :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:57, 28 lug 2026 (CEST)
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2026-07-28T16:56:20Z
AdrianaB64
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/* proseui la rilettura? */ Risposta
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wikitext
text/x-wiki
== Benvenuto ==
{{Benvenuto|firma=--[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 22:05, 1 nov 2025 (CET)}}
:Grazie mille per il benvenuto e spero di riuscire a dare al meglio il mio contributo. Ovviamente rimango disponibile per consigli o suggerimenti per migliorare. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 17:12, 19 giu 2026 (CEST)
== [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]] ==
Ciao! Ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo. Per facilitarti la trascrizione, ti consiglio di usare anche altri ''strumenti di rilettura'' (li trovi nella barra laterale a sinistra). Fra quelli che uso io con molta soddisfazione ci sono:
* Aggiusta paragrafi (combinazione tasti Alt+6): separa con una riga vuota i paragrafi, così hai automaticamente il rientro ad ogni inizio paragrafo.
* Unisci linee (Alt+8). Unisce le linee togliendo gli a capo di troppo (tranne ovviamente la riga vuota), così da semplificare la lettura del testo.
Io di solito applico in sequenza Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee. Tranne qualche piccolo ritocco, il testo è così pronto per SAL75%. Se hai bisogno di altri chiarimenti, contattami pure! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 12:03, 23 lug 2026 (CEST)
:Ciao, ti ringrazio per l'apprezzamento! Sto procedendo a piccoli passi per rimediare agli errori fatti e soprattutto seguire i consigli e le indicazioni che mi state dando di volta in volta per portare le pagine a SAL 75%. Prima di tutto sto inserendo i numeri di pagina nell'apposita riga di intestazione e riunendo le parole erroneamente spezzate in precedenza. Fatto questo volevo riprendere le pagine dell'opera di Previati per sistemare gli a capo dei paragrafi e i rispettivi rientri. Mi confermi che, all'interno di una singola pagina, in fase di trascrizione gli a capo dell'originale vanno rispettati? Quindi lo strumento "Aggiusta paragrafi" lo fa in automatico con i relativi rientri? Infine volevo anche sistemare i corsivi laddove presenti: come devo fare per questo? Già che ci sono...alla fine di qualche pagina c'è indicato il nome e cognome in stampatello dell'autore e il titolo dell'opera: G. PREVIATI, Della Pittura. Come e dove va trascritta questa parte? Perchè immagino io l'abbia trascritta in maniera errata. Quando avrò sistemato anche queste cose farò passare le pagine in SAL 75% salvo controindicazioni ovviamente. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:37, 23 lug 2026 (CEST)
::# Gli a capo originali vanno rispettati. Fortunatamente il rientro viene fatto automaticamente. Basta che fra un paragrafo e l'altro ci sia una riga vuota. "Aggiusta paragrafi" lo fa ottimamente, ma se sfugge qualcosa, puoi aggiungere righe vuote tu.
::# Per fare il corsivo, basta mettere i doppi apici: se scrivi <code><nowiki>''esempio''</nowiki></code> il risultato sarà ''esempio''. In modalità modifica, in alto della finestra di modifica, ci sono dei pulsanti che ti aiutano nella formattazione. Quello con la lettera ''C'' mette in corsivo il testo che hai selezionato.
::# Nella finestra del ''pié di pagina'' usa il template {{tl|PieDiPagina}}. Il testo scritto in questa finestra non verrà trascluso. Guarda [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/8&oldid=3865354 questa mia modifica].
::Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 17:36, 23 lug 2026 (CEST)
:::Grazie mille per le indicazioni ricevute che sto già mettendo in pratica! Infatti sto applicando la sequenza che mi hai suggerito "Aggiusta paragrafi, PostOCR, Unisci linee" ed è davvero utilissimo come strumento. Sistemerò quindi anche i corsivi e grazie per l'esempio del Piè di pagina, ora so come fare per agggiustare questa parte. Un passo alla volta e conto di mettere a posto tutti i capitoli. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:08, 23 lug 2026 (CEST)
:::Ciao, volevo chiederti se è necessario anche il rientro della prima riga del primo paragrafo (vedi Capitolo I di Previati) perché quando utilizzo lo strumento Aggiusta paragrafi mi sistema solo i rientri successivi. E se è necessario, per rispettare l'originale, come devo fare? Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:02, 24 lug 2026 (CEST)
{{Rientro}} Ciao! Scusa il ritardo. Sarebbe meglio rispettare il rientro. Però ho fatto anche un'altra correzione: il titolo del capitolo e dei sottoparagrafi, fa parte del testo, quindi non va nell'intestazione. Li ho spostati e per formattarli il più fedelmente possibile ho usato i template {{tl|Ct}} e {{tl|IndentInverso}}. Dai pure un'occhiata alle loro pagine di aiuto, se vuoi provare ad usarli. Il meccanismo con cui vengono rese le rientranze del paragrafo, riguarda il numero di righe fra i due capoversi. Un numero dispari mostra il rientro. Un numero pari no. Tuttavia a volte bisogna inserire un numero pari di righe vuote. Eventualmente, fa qualche prova. Se non ti trovi in quello che ho scritto, scrivimi pure. P.S.: se rispondi nella tua pagina utente, pingami usando <code><nowiki>@[[Utente:paperoastro|paperoastro]]</nowiki></code>, così sei sicura che vedo il tuo messaggio ;-) -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:28, 24 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, non devi assolutamente scusarti di nulla! Ho visto la prima pagina del Capitolo I e ti ringrazio per avermi segnalato l'errore del titolo e dei sottoparagrafi che sono parte del testo e non dell'intestazione come invece lo sono i numeri delle pagine. Provvederò alle dovute correzioni...Inotre ti chiedo gentilmente se puoi dare un'occhiata alla pagina 4 per dirmi se ho ben interpretato il rientro della prima riga. Infine, per quanto riguarda la modalità con cui mi hai suggerito di rispondere ai tuoi messaggi, attendo di sapere se anche in questo caso ho ben interpretato la tua richiesta. [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 00:00, 25 lug 2026 (CEST)
::Ciao! Per quanto riguarda il "ping", è corretto. Una volta loggati, in alto a destra dopo il nostro nome utente ci sono gli avvisi di messaggi nella pagina utente (che immagino tu abbia già notato) e un numero su fondo rosso che avvisa di essere stati menzionati. In questo modo mi accorgo subito della tua richiesta. ;-) Per quanto riguarda pagina 4, è corretto come hai fatto. Ho dato una veloce occhiata anche alle pagine 2 e 3 e secondo me puoi tranquillamente portarle a SAL 75%. Non preoccuparti troppo: per il SAL100% ci vuole un altro occhio (ovvero un altro rilettore) che correggerà eventuali sviste o formattazioni non conformi. Buona continuazione! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:02, 25 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio per le indicazioni ricevute e per la conferma che la modalità con cui rispondo ai messaggi ora è corretta. Grazie anche per la verifica rispetto alle mie ultime modifiche. Porto allora le pagine 2,3 e 4 a SAL 75% e vado avanti con più fiducia! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:24, 25 lug 2026 (CEST) </br>
::P.S.: mi sono permesso di fare una piccola modifica che ti semplificherà il lavoro in casi simili: il comando <code><nowiki><nowiki/></nowiki></code>. Guarda la [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Previati_-_Della_pittura.djvu/11&oldid=3865940 mia modifica]. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:06, 25 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, ti ringrazio molto per la segnalazione e per avermi indicato il template corretto da utilizzare! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:25, 25 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, una domanda: ogni tanto, accanto al nome dell'autore e al titolo dell'opera, a piè di pagina, c'è un numero con o senza asterisco, come alle pagine 3 e 13. Io per il momento stavo riportando il numero senza quello che sembra appunto essere un asterisco però mi è venuto il dubbio che anche questo simbolo vada trascritto. Mi puoi gentilmente aiutare? [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:52, 25 lug 2026 (CEST)
::::Ciao! Ingrandendo molto l'immagine della scansione ho visto che a pagina 3 il numero 1 è effettivamente affiancato da un asterisco. Aggiungilo pure e se capita in altre pagine, trascrivilo senza problemi. --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 18:30, 25 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:paperoastro|paperoastro]] Ciao, sì, ho visto che la stessa cosa capita anche in altre pagine quindi lo trascrivo. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 22:36, 25 lug 2026 (CEST)
== proseui la rilettura? ==
Ciao, sono capitata per caso sul libro che stai rileggendo, e visto che mancava l'indice ho provveduto a farlo. Vai avanti tu nella rilettura? Per curiosità, sei bibliotecaria in UNITO? Ri Ciao [[User:Giaccai|Susanna Giaccai]] ([[User talk:Giaccai|disc.]]) 07:15, 28 lug 2026 (CEST)
:Ciao, ti ringrazio per aver creato l'indice di quest'opera perchè non avrei saputo come fare! Ti confermo che non sono una bibliotecaria e nel voler imparare a dare un mio contributo nelle trascrizioni, ho scelto quet'opera tra quelle disponibili e passo dopo passo, con l'aiuto di chi mi sta dando supporto, sto portando le pagine da me trascritte da SAL 50 a SAL 75%. Per quanto riguarda la rilettura, per portarle da SAL 75% a 100% ti confermo che puoi tranquillamente rileggerle se ti fa piacere. Perchè la mia intenzione è quella di dedicarmi sempre di più alle trascrizioni. Grazie e buon lavoro anche a te! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 13:54, 28 lug 2026 (CEST)
::Ciao Adriana, come ti anticipavo sul Bar, adesso che è stato creato il sommario e che hai un buon numero di pagine al 75%, puoi provare a creare le pagine dei capitoli. Clicca ad esempio su Capitolo I o Capitolo II, che adesso sono link rossi: vedrai che la nuova pagina da creare avrà già dentro del testo, tra cui un tag che inizia con <pages e dice in pratica: mostra qui le pagine da X a Y. Questo si chiama ''trasclusione'', ovvero: tu hai trascritto le singole pagine che compongono questo capitolo, ora esse vengono riunite assieme e mostrate una di seguito all'altra (solo il "corpo del testo", non le righe di intestazione e pié di pagina: ecco il perché di questa distinzione).
::I numeri che vedi nel "pages" provengono dal sommario, e in questo caso dovrebbero essere giusti perché li abbiamo già ricontrollati, ma in generale non fidarti mai :) Controlla sempre che il testo inizi effettivamente con il titolo del capitolo e finisca con le sue ultime parole, e, pur senza rileggere tutto, dài almeno una rapida occhiata al testo per vedere che non ci siano errori evidenti (ad esempio spazi bianchi indesiderati tra le pagine, numeri di pagina o righe di intestazione finite per sbaglio nel "corpo del testo" e via così).
::Se tutte le singole pagine sono già al 75%, allora puoi cliccare anche qui il 75% e salvare così il capitolo: se avessi ancora pagine al 25% o 50%, puoi decidere di creare ugualmente la pagina (perché magari ti fa comodo vedere già come appare il testo e riguardarlo con calma), oppure puoi aspettare di avere tutto al 75%; ovviamente l'importante è che la percentuale di avanzamento del capitolo corrisponda sempre alla ''più bassa'' tra quelle delle singole pagine (comunque se così non fosse ti compare in alto un avviso).
::Una volta salvato il capitolo, c'è uno strumento molto utile per controllare che le pagine "si attacchino" bene tra loro: si chiama "Controlla interruzioni di pagina" e lo trovi nel menu di destra. Ti mostra la fine di ogni pagina e l'inizio della successiva, così puoi verificare che tutte le parole divise tra due pagine siano state riattaccate debitamente (mi sono un po' dilungato, ma come avrai capito era qui che volevo arrivare, visto che tutto il discorso era nato dalle parole spezzate :) )
::Bene; una volta che avrai tutti i capitoli al 75%, porta al 75% anche la pagina "base", ovvero [[Della pittura (Previati)]], e avrai completato la tua prima trascrizione :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:57, 28 lug 2026 (CEST)
:::Grazie mille per l'aiuto! Poichè ho sempre timore di fare dei pasticci sto procedendo un passo per volta. Per il momento l'obiettivo era quello di portare le singole pagine a SAL 75%. Però nel frattempo posso provare a portare anche i singoli capitoli a SAL 75% verificando che sia tutto corretto, grazie alle tue indicazioni. Mi cimento con il Capitolo I e vediamo il risultato :). [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 18:56, 28 lug 2026 (CEST)
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Autore:Charles Gounod
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text/x-wiki
{{Autore
| Nome = Charles
| Cognome = Gounod
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}}
== Opere ==
{{Testo|Musica_d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia}} ''(Incipit)''
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Porto il SAL a SAL 100%
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=100%|data=28 luglio 2026}}{{Intestazione
| Nome e cognome dell'autore = Riccardo Pitteri
| Titolo = In campagna
| Anno di pubblicazione = 1881
| Lingua originale del testo = Italiano
| Nome e cognome del traduttore =
| Anno di traduzione =
| Progetto = letteratura
| Argomento = Raccolte di poesie
| URL della versione cartacea a fronte =Indice:Pitteri - In campagna, Gradisca, Antonio Bello, 1881.pdf
}}
<pages index="Pitteri - In campagna, Gradisca, Antonio Bello, 1881.pdf" from="7" to="7" />
== Indice ==
#{{testo|/E che m'importa di quel che diranno|«E che m'importa di quel che diranno»}}
#{{testo|/Campagna|Campagna}}
#{{testo|/A una contadina|A una contadina}}
#{{testo|/A mia madre|A mia madre}}
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#{{testo|/Piove|Piove}}
#{{testo|/In famiglia|In famiglia}}
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Utente:Candalua/TODO
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Candalua
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text/x-wiki
Indici caricati da me e rimasti al 25%:
# [[Indice:Alcuni scritti del dottor Carlo Cattaneo vol. I, Milano 1846.djvu]]
# [[Indice:Alcuni scritti del dottor Carlo Cattaneo vol. II, 1846.djvu]]
# [[Indice:Alcuni scritti del dottor Carlo Cattaneo vol. III, Milano 1846.djvu]]
# [[Indice:Altitalienische Chrestomathie, 1903.djvu]]
# [[Indice:Apicius Coelius.djvu]]
# [[Indice:Ateneo Veneto vol. 127 n. 11.12.djvu]]
# [[Indice:Boyajian - Armenian legends and poems.djvu]]
# [[Indice:CTI - Guida dell'Africa Orientale Italiana, 1938.djvu]]
# [[Indice:Canti di Luigi Mercantini, Milano, Ferrario, 1885.djvu]]
# [[Indice:Collezione d'opuscoli scientifici e letterarj 4.djvu]]
# [[Indice:Delli componimenti diversi di Carlo Goldoni 1.djvu]]
# [[Indice:Delli componimenti diversi di Carlo Goldoni 2.djvu]]
# [[Indice:Diego Sant'Ambrogio - Marmi e lapidi di Milano nella Villa Antona-Traversi di Desio, 1900.pdf]]
# [[Indice:Egeria.djvu]]
# [[Indice:Epistole di Dante Allighieri.djvu]]
# [[Indice:Fabi - Milano e il ministro Prina, Novara, Pedroli, 1860.djvu]]
# [[Indice:Fiore di classiche poesie italiane ad uso della gioventù, volume II, Milano, Guigoni, 1867.djvu]]
# [[Indice:Fiore di virtù 1477.djvu]]
# [[Indice:Franchetti - Condizioni politiche e amministrative della Sicilia, Firenze, Barbèra, 1877.djvu]]
# [[Indice:Galileo e l'Inquisizione.djvu]]
# [[Indice:Giustizia ed altre poesie.djvu]]
# [[Indice:I versi latini di Giovanni del Virgilio e di Dante Alighieri, Venezia, 1845.djvu]]
# [[Indice:Il canapajo di Girolamo Baruffaldi, Bologna 1741.djvu]]
# [[Indice:L'Argonautica di C. Valerio Flacco volgarizzata dal marchese Marc'Antonio Pindemonte, Verona, 1776.djvu]]
# [[Indice:L'Illustrazione Italiana, anno 43, n. 23, 4 giugno 1916.pdf]]
# [[Indice:La Tavola Rotonda, anno II, n. 46, Napoli, 13 novembre 1892.pdf]]
# [[Indice:La gloriosa epopea.djvu]]
# [[Indice:Le Pescatorie di Azio Sincero Sannazaro.djvu]]
# [[Indice:Le cene ed altre prose di Antonfrancesco Grazzini, Firenze, Le Monnier, 1857.djvu]]
# [[Indice:Lippi - Fu il fuoco, o l'acqua che sotterrò Pompei ed Ercolano, Napoli, Sangiacomo, 1816.djvu]]
# [[Indice:Luzio-Renier - Mantova e Urbino, Roux, 1903.djvu]]
# [[Indice:Mainati - Dialoghi piacevoli in dialetto vernacolo triestino, Trieste, Marenigh, 1828.pdf]]
# [[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu]]
# [[Indice:Opere complete di Giambatista Casti, Parigi, Baudry, 1838.pdf]]
# [[Indice:Opere di Giovanni Berchet pubblicate da Francesco Cusani, Milano, Pirotta, 1863.djvu]]
# [[Indice:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu]]
# [[Indice:Opere di messer Agnolo Firenzuola 1802, volume I.djvu]]
# [[Indice:Opere varie di Michel Angelo Buonarroti il Giovane, Firenze, Le Monnier, 1863.djvu]]
# [[Indice:Opuscoli idraulici, Bologna, Marsigli, 1822.djvu]]
# [[Indice:Pirandello - Novelle per un anno, Volume 2 di 2, Milano, Mondadori, 1938.pdf]]
# [[Indice:Poe - Racconti straordinari, Firenze, Bemporad, 1911.pdf]]
# [[Indice:Poemetti italiani, vol. III.djvu]]
# [[Indice:Poemetti italiani, vol. IV.djvu]]
# [[Indice:Poemetti italiani, vol. IX.djvu]]
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# [[Indice:Poesie complete di Vittoria Aganoor, Firenze, Le Monnier, 1912.djvu]]
# [[Indice:Poesie di Francesco Gianni 1806.djvu]]
# [[Indice:Poesie e satire di Pietro Buratti veneziano.pdf]]
# [[Indice:Raccolta de' tempj antichi (Piranesi).pdf]]
# [[Indice:Rapisardi - Poemi liriche e traduzioni, Remo Sandron, 1911.djvu]]
# [[Indice:Rime di M. Pietro Bembo 1808.djvu]]
# [[Indice:Rime scelte de' poeti ferraresi antichi e moderni 1713.djvu]]
# [[Indice:Saggi di prose e poesie de' più celebri scrittori d'ogni secolo, Volumi 1-2, Londra, 1796.pdf]]
# [[Indice:Saggio di rime di diversi buoni autori, Firenze, Ronchi, 1825.djvu]]
# [[Indice:Satire (Giovenale).djvu]]
# [[Indice:Spaccio de la bestia trionfante 1863.djvu]]
# [[Indice:Stoppani - Il Bel Paese, 1915.djvu]]
# [[Indice:Strenna dell'Uomo di pietra per l'anno 1860.djvu]]
# [[Indice:Tacito - La Germania, versione di F. T. Marinetti, 1928.djvu]]
# [[Indice:Tommaseo - Esempi di generosità proposti al popolo italiano, Milano, Agnelli, 1868.djvu]]
# [[Indice:Versi e lettere di Costanza Monti Perticari e odi di Achille Monti, Firenze, Felice Le Monnier, 1860.djvu]]
# [[Indice:Vita giornali lettere di Vittorio Alfieri per cura di Emilio Teza, 1861.djvu]]
# [[Indice:Vocabolario degli accademici della crusca 1623 - A.djvu]]
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Pagina riportata dalla versione di [[Special:Contributions/BuzzerLone|BuzzerLone]] ([[User talk:BuzzerLone|disc.]]) a quella precedente di Candalua
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Alex brollo
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione|XII|{{Sc|INTRODUZIONE}}|}}</noinclude>{{Ct|f=150%|APPENDICE ALL’INTRODUZIONE}}
{{Centrato|{{Sc|la favola dell’usignuolo e della formica}}}}
Raccontano che un usignuolo, in un giardino, aveva il nido sui rami di una rosa. Per caso, una povera formica sotto quell’albero aveva posto la sua stanza e, per mezzo di certe sue astinenze, vi aveva fatto il soggiorno suo poveretto. L’usignuolo notte e giorno, volando attorno per il roseto, faceva risuonare il liuto dei suoi gorgheggi ingannatori dei cuori. Ma la formica, all’opposto, la notte e il giorno era in faccende, laddove colui, dai suoi mille gorgheggi, per le aiuole del giardino andavasi inebbriando dei suoi dolci canti. L’usignuolo andava dicendo i suoi segreti alla rosa e faceva confidente fra sé e lei la brezza del mattino.<ref> È nota la bella favola orientale degli amori degli usignuoli e delle rose.</ref> Quando la povera formica ebbe veduto i vezzi della rosa e l’affannarai dell’usignuolo per lei, con linguaggio appropriato al caso disse: Qual cosa verrà poi da cotesto cicalare, aí vedrà in altro tempo!
Quando stagion di primavera fu passata, sottentrato il tempo dell’autunno, le spine occuparono il luogo delle rose e i corvi si appollaiarono nell’ostello degli usignuoli. Cominciò allora a spirare il rovaio autunnale e le foglie a cadere dagli alberi; la gota delle foglia impallidí e lo spirar dell’aria si fece freddo, dai lembi delle nuvole caddero perle, e dal crivello dell’aria si vagliarono granelli di canfora. L’usignuolo allora entrò d’un tratto nel giardino. Non vide color di rose; non sentí fragranze di spigonardi; la lingua sua dalle mille melodie rimase muta; non c’era rosa di cui potesse ammirar la vista, non verzura di cui potesse contemplar la bellezza.
La spina allora disse all’usignuolo: O usignuolo, e fino a quando cercherai tu il connubio tuo con la rosa? Quest’ora è pur quel tempo in cui, per l’assenza dell’amica tua, tu dovrai far moine alla pungente spina!
L’usignuolo girò attorno uno sguardo. Non vide esca che gli venisse all’uopo. La costanza gli venne meno per mance di prospero stato, ed egli mancò di maladia per manco di sostentamento.
Gli venne allora in mente che nei giorni andati una formica aveva la casa sotto quell’albero, già stata tutta intenta a radunar grano. Oggi, egli disse, rappresenterò a lei il mio bisogno. Per ragione di vicinanza e per di-<noinclude><references/></noinclude>
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Raccontano che un usignuolo, in un giardino, aveva il nido sui rami di una rosa. Per caso, una povera formica sotto quell’albero aveva posto la sua stanza e, per mezzo di certe sue astinenze, vi aveva fatto il soggiorno suo poveretto. L’usignuolo notte e giorno, volando attorno per il roseto, faceva risuonare il liuto dei suoi gorgheggi ingannatori dei cuori. Ma la formica, all’opposto, la notte e il giorno era in faccende, laddove colui, dai suoi mille gorgheggi, per le aiuole del giardino andavasi inebbriando dei suoi dolci canti. L’usignuolo andava dicendo i suoi segreti alla rosa e faceva confidente fra sé e lei la brezza del mattino.<ref> È nota la bella favola orientale degli amori degli usignuoli e delle rose.</ref> Quando la povera formica ebbe veduto i vezzi della rosa e l’affannarai dell’usignuolo per lei, con linguaggio appropriato al caso disse: Qual cosa verrà poi da cotesto cicalare, sí vedrà in altro tempo!
Quando stagion di primavera fu passata, sottentrato il tempo dell’autunno, le spine occuparono il luogo delle rose e i corvi si appollaiarono nell’ostello degli usignuoli. Cominciò allora a spirare il rovaio autunnale e le foglie a cadere dagli alberi; la gota delle foglia impallidí e lo spirar dell’aria si fece freddo, dai lembi delle nuvole caddero perle, e dal crivello dell’aria si vagliarono granelli di canfora. L’usignuolo allora entrò d’un tratto nel giardino. Non vide color di rose; non sentí fragranze di spigonardi; la lingua sua dalle mille melodie rimase muta; non c’era rosa di cui potesse ammirar la vista, non verzura di cui potesse contemplar la bellezza.
La spina allora disse all’usignuolo: O usignuolo, e fino a quando cercherai tu il connubio tuo con la rosa? Quest’ora è pur quel tempo in cui, per l’assenza dell’amica tua, tu dovrai far moine alla pungente spina! L’usignuolo girò attorno uno sguardo. Non vide esca che gli venisse all’uopo. La costanza gli venne meno per mance di prospero stato, ed egli mancò di maladia per manco di sostentamento.
Gli venne allora in mente che nei giorni andati una formica aveva la casa sotto quell’albero, già stata tutta intenta a radunar grano. Oggi, egli disse, rappresenterò a lei il mio bisogno. Per ragione di vicinanza e per {{Pt|di-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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Raccontano che un usignuolo, in un giardino, aveva il nido sui rami di una rosa. Per caso, una povera formica sotto quell’albero aveva posto la sua stanza e, per mezzo di certe sue astinenze, vi aveva fatto il soggiorno suo poveretto. L’usignuolo notte e giorno, volando attorno per il roseto, faceva risuonare il liuto dei suoi gorgheggi ingannatori dei cuori. Ma la formica, all’opposto, la notte e il giorno era in faccende, laddove colui, dai suoi mille gorgheggi, per le aiuole del giardino andavasi inebbriando dei suoi dolci canti. L’usignuolo andava dicendo i suoi segreti alla rosa e faceva confidente fra sé e lei la brezza del mattino.<ref> È nota la bella favola orientale degli amori degli usignuoli e delle rose.</ref> Quando la povera formica ebbe veduto i vezzi della rosa e l’affannarai dell’usignuolo per lei, con linguaggio appropriato al caso disse: Qual cosa verrà poi da cotesto cicalare, sí vedrà in altro tempo!
Quando stagion di primavera fu passata, sottentrato il tempo dell’autunno, le spine occuparono il luogo delle rose e i corvi si appollaiarono nell’ostello degli usignuoli. Cominciò allora a spirare il rovaio autunnale e le foglie a cadere dagli alberi; la gota delle foglia impallidí e lo spirar dell’aria si fece freddo, dai lembi delle nuvole caddero perle, e dal crivello dell’aria si vagliarono granelli di canfora. L’usignuolo allora entrò d’un tratto nel giardino. Non vide color di rose; non sentí fragranze di spigonardi; la lingua sua dalle mille melodie rimase muta; non c’era rosa di cui potesse ammirar la vista, non verzura di cui potesse contemplar la bellezza.
La spina allora disse all’usignuolo: O usignuolo, e fino a quando cercherai tu il connubio tuo con la rosa? Quest’ora è pur quel tempo in cui, per l’assenza dell’amica tua, tu dovrai far moine alla pungente spina! L’usignuolo girò attorno uno sguardo. Non vide esca che gli venisse all’uopo. La costanza gli venne meno per mance di prospero stato, ed egli mancò di maladia per manco di sostentamento.
Gli venne allora in mente che nei giorni andati una formica aveva la casa sotto quell’albero, già stata tutta intenta a radunar grano. Oggi, egli disse, rappresenterò a lei il mio bisogno. Per ragione di vicinanza e per {{Pt|di-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||{{Sc|INTRODUZIONE}}|XIII}}</noinclude>{{Pt|ritto|diritto}} di amicizia, la dimanderò di qualche cosa. Forse avverrà che senta compassione, e mi faccia toccare qualche soccorso!
L’usignuolo affamato venne per elemosina nella presenza della formica e disse: Generosità è segno di fortuna e capitale di contentezza. Io, la mia dolce vita, la passai nella spensieratezza, ma tu naasti del senno e radunasti provvigione. Che sarebbe mai se oggi per un poco tu me ne facessi larghezza? — Disse la formica: Tu notte e giorno fosti in discorsi, e io in faccende; tu ora andavi pensando alla freschezza della rosa, ora sei affascinato dall’ammirazione per la primavera, e non sapevi intanto che ad ogni primavera sta dietro l’autunno e ad ogni via un termine?
Ascoltate, o cari, la storia dell’usignuolo e comparate il nostro stato a quello di lui, e sappiate intanto che ad ogni vita sta dietro la morte, che ad ogni connubio sta dietro la separazione! Non è senza fecola il liquor della vita, e anche il raso ha le sue strie.<ref>Si confronti la favola del [[Autore:Jean de La Fontaine|Lafontaine]]: ''La cicala e la formica,'' e si vegga quanto piú profondo senso abbia questa di Saadi. La chiusa poi di quelle dal [[Autore:Jean de La Fontaine|Lafontaine]], se non è cinica, è sguaiata.</ref><noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||{{Sc|APPENDICE ALL'INTRODUZIONE}}|15}}</noinclude>{{Pt|ritto|diritto}} di amicizia, la dimanderò di qualche cosa. Forse avverrà che senta compassione, e mi faccia toccare qualche soccorso!
L’usignuolo affamato venne per elemosina nella presenza della formica e disse: Generosità è segno di fortuna e capitale di contentezza. Io, la mia dolce vita, la passai nella spensieratezza, ma tu naasti del senno e radunasti provvigione. Che sarebbe mai se oggi per un poco tu me ne facessi larghezza? — Disse la formica: Tu notte e giorno fosti in discorsi, e io in faccende; tu ora andavi pensando alla freschezza della rosa, ora sei affascinato dall’ammirazione per la primavera, e non sapevi intanto che ad ogni primavera sta dietro l’autunno e ad ogni via un termine?
Ascoltate, o cari, la storia dell’usignuolo e comparate il nostro stato a quello di lui, e sappiate intanto che ad ogni vita sta dietro la morte, che ad ogni connubio sta dietro la separazione! Non è senza fecola il liquor della vita, e anche il raso ha le sue strie.<ref>Si confronti la favola del [[Autore:Jean de La Fontaine|Lafontaine]]: ''La cicala e la formica,'' e si vegga quanto piú profondo senso abbia questa di Saadi. La chiusa poi di quelle dal [[Autore:Jean de La Fontaine|Lafontaine]], se non è cinica, è sguaiata.</ref><noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Luop2" /></noinclude>{{Centrato|
{{xxx-larger|HISTORIA}}
{{x-larger|DELLE GENTI ET DELLA NATVRA}}
DELLE COSE SETTENTRIONALI
{{Sc|Da Olao Magno Gotho Arcivescovo di Vpsala}}
{{smaller|''nel Regno di Svezia e Gozia, descritta in XXII Libri.''}}
{{larger|Nuovamente tradotta in lingua Toscana.}}
Opera molto dilettevole per le varie & mirabili cose, molto
diverse dalle nostre, che in essa si leggono.
{{smaller|''Con una Tavola copiosissima delle cose più notabili,''}}
{{smaller|''in quella contenute.''}}
''Con Privilegio dell’Illustrissimo Senato Veneto:''
{{smaller|IN VINEGIA APPRESSO I GIUNTI,}}
M D LXV.
}}<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Olao Magno Historia delle genti et della natura delle cose settentrionali 1565.pdf/7
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<noinclude><pagequality level="3" user="Luop2" /></noinclude>{{Centrato|DI OLAO MAGNO GOTHO
ARCIVESCOVO DI VPSALA,
Sopra la sua Historia de le genti Settentrionali,
e de la natura delle cose Aquilonari.
PREFAZIONE}}
{{Capolettera|G}}LI antichi Filosofi una gran lode attribuirono a Democrito, il quale per lo smisurato amore, e desiderio che aveva di filosofare, circa ottanta anni continui sempre andò per il mondo vagando, e pervenuto all’età di cento ottanta anni, vide molte regioni, paesi, e Città. Imperochè in qualunque parte, o in qualunque nazione, egli pensava poter qualche cosa apprendere, colà subito se ne andava, accioche niente lasciasse, che per umana investigazione in qual si voglia luogo potesse esser conosciuto. La onde egli se ne andò in Babilonia, capo degli Assiri, accioche forse quivi riguardar potesse quelle mura, che con solfo, con ferro, e con mattoni cotti, furono per comandamento, e a spese de la Regina Semiramide fabricate. Quindi trapassò in Egitto, accioche quivi da li Sacerdoti imparasse la Geometria,& alcune altre cose, che allora a lui erano ascose . Di poi in Perside ascoltò li Magi, e li Caldei, da li quali imparò la Teologia, e la Astronomia. Ancora penetrò in India, accioche la loro disciplina da li Ginnosofisti imparasse. Quindi si trasferì in Etiopia di là dal mare Rosso, acciochè quivi con alcuni dotti uomini potesse abboccarsi. Ma non merita in ciò, questo solo da esser commendato. Perchè altri filosofi ancora, per diventare più savi, e dotti, non volsero starsi ascosi in un picciol angulo. Percioch’essi si imaginavano, come in vero era, la sapienza, e scienza da diversi luoghi, e da vari uomini, come da molti, che insieme abbiano ogni scienza assoluta, e ne la quale siano esperimentati, doversi cercare. Osiri Re d’Egitto, cercò quasi la maggior parte del mondo, perchè tanto si gloriava del suo padre, che ne la colonna, che sopra il suo sepolcro era, fece scrivere queste parole. Io sono Osiri Re , il più antico figliuolo di Saturno, il quale non lasciai luogo alcuno del mondo, dove io non penetrassi, insegnando tutte quelle cose, le quali io per l’utilità de l’umana generazione ritrovai ; Si come Diodoro Siculo nel suo primo libro testifica. Di questa lode era parimente desideroso Alessandro Magno, il quale tanto stimò avere la scienza di tutte le cose, che egli ordinò che Aristotile, eccellentissimo filosofo, investigasse la natura di tutte le cose, di quelle diligentissimamente trattasse, e scrivesse; e comandò che tutte quelle cose che a cotale investigazione fussero giovevoli, o necessarie ,gli fussero con ogni spesa de la sua Camera, e fisco provedute. Il perchè Aristotile, filosofo singularissimo, compose un’opera, divisa in cinquanta libri, de li quali, molti fino a questa nostra età, ne le scuole, e ne le catedre de dotti sono accettati, eletti, con gran maraviglia de li sapienti, anzi con incredibile utilità di cialcuno, di tempo in tempo perpetuamente fi studiano. Oltra dì questa, Omero con il suo grandissimo, e lunghissimo peregrinaggio, imparando la Cosmografia, e la Geometria (come scrive Ipparco) prima a ogn’altro la insegnò, il quale con grande acutezza di ingegno, il suo poema empi, e ornò d’ogni forte di dottrina, che poi la diede fuori publicamente, come cosa utilissima a tutti gli uomini studiosi. Ancora Hecateo Milesio, primo a tutti, componendo un libro del sito del Mondo, brevemente scrisse molte cose, ma molto note, lasciando agli altri quelle più oscure. Il quale però si deve ringraziare, perchè egli fece quello che puote, e con una breve opera eccitò gli ingegni de li posteri, e li svegliò a l’investigazione di cose piu copiose. E quello che egli brevemente aveva come in una somma raccolto, li suoi seguaci poi, con più lunghe parole, e trattati, lo amplificarono. E non solo nei loro libri trattarono, e compresero, genti, regioni, città, mari, fiumi, laghi, paludi, fonti, monti, animali, alberi, virgulti, li erbe, e così fatte cose, ma diverse usanze, e costumi di varie nazioni, e varie nature di uomini. Et ancora molti illustri, e preclari uomini, per virtù, per armi, per la sapienza, per ingegno, per dottrina, per arte, per industria , per opere, o per parole vi aggiunsero, e ne li suoi luoghi dimostrano molti degni fatti, e egregi, così in pace, come in guerra,
in modo<noinclude><references/></noinclude>
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ARCIVESCOVO DI VPSALA,
Sopra la sua Historia de le genti Settentrionali,
e de la natura delle cose Aquilonari.
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{{Capolettera|G}}LI antichi Filosofi una gran lode attribuirono a Democrito, il quale per lo smisurato amore, e desiderio che aveva di filosofare, circa ottanta anni continui sempre andò per il mondo vagando, e pervenuto all’età di cento ottanta anni, vide molte regioni, paesi, e Città. Imperochè in qualunque parte, o in qualunque nazione, egli pensava poter qualche cosa apprendere, colà subito se ne andava, accioche niente lasciasse, che per umana investigazione in qual si voglia luogo potesse esser conosciuto. La onde egli se ne andò in Babilonia, capo degli Assiri, accioche forse quivi riguardar potesse quelle mura, che con solfo, con ferro, e con mattoni cotti, furono per comandamento, e a spese de la Regina Semiramide fabricate. Quindi trapassò in Egitto, accioche quivi da li Sacerdoti imparasse la Geometria,& alcune altre cose, che allora a lui erano ascose . Di poi in Perside ascoltò li Magi, e li Caldei, da li quali imparò la Teologia, e la Astronomia. Ancora penetrò in India, accioche la loro disciplina da li Ginnosofisti imparasse. Quindi si trasferì in Etiopia di là dal mare Rosso, acciochè quivi con alcuni dotti uomini potesse abboccarsi. Ma non merita in ciò, questo solo da esser commendato. Perchè altri filosofi ancora, per diventare più savi, e dotti, non volsero starsi ascosi in un picciol angulo. Percioch’essi si imaginavano, come in vero era, la sapienza, e scienza da diversi luoghi, e da vari uomini, come da molti, che insieme abbiano ogni scienza assoluta, e ne la quale siano esperimentati, doversi cercare. Osiri Re d’Egitto, cercò quasi la maggior parte del mondo, perchè tanto si gloriava del suo padre, che ne la colonna, che sopra il suo sepolcro era, fece scrivere queste parole. Io sono Osiri Re, il più antico figliuolo di Saturno, il quale non lasciai luogo alcuno del mondo, dove io non penetrassi, insegnando tutte quelle cose, le quali io per l’utilità de l’umana generazione ritrovai ; Si come Diodoro Siculo nel suo primo libro testifica. Di questa lode era parimente desideroso Alessandro Magno, il quale tanto stimò avere la scienza di tutte le cose, che egli ordinò che Aristotile, eccellentissimo filosofo, investigasse la natura di tutte le cose, di quelle diligentissimamente trattasse, e scrivesse; e comandò che tutte quelle cose che a cotale investigazione fussero giovevoli, o necessarie, gli fussero con ogni spesa de la sua Camera, e fisco provedute. Il perchè Aristotile, filosofo singularissimo, compose un’opera, divisa in cinquanta libri, de li quali, molti fino a questa nostra età, ne le scuole, e ne le catedre de dotti sono accettati, eletti, con gran maraviglia de li sapienti, anzi con incredibile utilità di cialcuno, di tempo in tempo perpetuamente fi studiano. Oltra dì questa, Omero con il suo grandissimo, e lunghissimo peregrinaggio, imparando la Cosmografia, e la Geometria (come scrive Ipparco) prima a ogn’altro la insegnò, il quale con grande acutezza di ingegno, il suo poema empi, e ornò d’ogni forte di dottrina, che poi la diede fuori publicamente, come cosa utilissima a tutti gli uomini studiosi. Ancora Hecateo Milesio, primo a tutti, componendo un libro del sito del Mondo, brevemente scrisse molte cose, ma molto note, lasciando agli altri quelle più oscure. Il quale però si deve ringraziare, perchè egli fece quello che puote, e con una breve opera eccitò gli ingegni de li posteri, e li svegliò a l’investigazione di cose piu copiose. E quello che egli brevemente aveva come in una somma raccolto, li suoi seguaci poi, con più lunghe parole, e trattati, lo amplificarono. E non solo nei loro libri trattarono, e compresero, genti, regioni, città, mari, fiumi, laghi, paludi, fonti, monti, animali, alberi, virgulti, li erbe, e così fatte cose, ma diverse usanze, e costumi di varie nazioni, e varie nature di uomini. Et ancora molti illustri, e preclari uomini, per virtù, per armi, per la sapienza, per ingegno, per dottrina, per arte, per industria, per opere, o per parole vi aggiunsero, e ne li suoi luoghi dimostrano molti degni fatti, e egregi, così in pace, come in guerra,
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 479 —|}}</noinclude>
<poem>
Fosse pur data a’ poverelli, e a tutti
Fe’ tale inchiesta e disse: Or dite voi
Chi libero sen va da grave pena
E quale è poverello ed orbo vive
Di tesori quaggiù per ogni loco?
Delle cose del mondo or voi mi fate
Consapevole in tutto ed al cor mio
Schiudete il varco a luce ch’è del vero.
:Da ognun de’ sacerdoti, ecco, gli venne
Un foglio allor, da ogni più saggio ancora
E da ogni prence. L’ampia terra tutta,
Dicean, vedemmo noi fiorente e bella,
Sì che dovunque è sempiterna lode
E benedizion; del prence solo
Hanno lagnanze i miseri e pur anche
Di lor trista fortuna. «Ecco! egli dicono.
Quando bevesi un ricco il vin giocondo,
Egli ha corone di purpuree rose
Sopra la fronte, e bevesi quel vino
De’ musici al cantar, mentre di noi
Non si fa stima qual d’uomini veri
In alcun tempo. Il povero e meschino
Senza concenti e senza rose in capo
Il vin si gusta». De’ regnanti il sire
A cotesto riguardi un cotal poco!
:Per questi fogli rise il prence assai
E ratto un messaggier sovra un cammello
In via sospinse, e tal mandava intanto
A principe Shengùl, così dicendo:
O re cui giunge la preghiera altrui,
Di girovaghi musici trascegli
Uomini e donne, a diecimila, tali
Che cavalcando battere in cadenza
Sappian lïuti, e a me li invia ben tosto
Perchè la voglia mia per questa gente,
Celebre tanto, satisfatta sia.
</poem><noinclude></noinclude>
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Alex brollo
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 480 —|}}</noinclude>
<poem>
:A re Shengùl come quel foglio aggiunse,
Ei parve sollevar fino a le stelle
La fronte sua per gloria ch’ei n’avea.
Oh sì! rapidamente e in quell’istante
Prence Shengùl dai musici vaganti
Quelli trascelse che l’iranio sire
Gli comandava. E come quei sen vennero
Da principe Behràm, che fosse dato
Accesso fino a lui precetto ei fece;
Quindi a ciascun diede un giovenco e un asino,
Ch’ei de’ musici ognun render volea
Cultor di campi. Di frumento ancora
Mille some donò liberalmente
D’essi a colui che servo si dicea,
Perchè i campi con asini e giovenchi
Ei lavorasse e il grano seminando
L’adducesse a dar frutti, e però intanto
Nel cospetto de’ poveri cantasse
E sonasse pur anco e tal servizio
Porgesse privo di mercede. Andaro
I musici vaganti ed i giovenchi
E il grano divorar subitamente
E venner poi con pallide le gote,
Dell’anno al fin, dinanzi al prence. Ei disse:
:Questo non era ufficio vostro. Quello
Era bensì di gittar le sementi
E lavorarle e mieter poi. Ma intanto.
Poi che i giumenti vi restâr, le some
Loro apponete e andate attorno in canti
E suoni sempre e di seta le corde
Tender vi piaccia sui lïuti vostri.
:Ed or così, dopo quel detto vero
Del nobile signor, vanno pel mondo
I musici raminghi, il viver gramo
Intenti a sostener. Di via compagni
E compagni di tetto han lupi e cani
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/486
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 481 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
E vanno errando per le aperte vie
Per tutto l’anno, a far rapine intenti.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|XXXIII. Morte di re Behrâm-gôr.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1586-1587).}}
<poem>
:Prence Behràm per questa via passava
Anni sessantatrè, nè per la terra
Avea chi egual gli fosse. Ecco! al principio
Dell’anno giovinetto, a lui sen venne
Il regio scriba, savio sacerdote
Ch’era di lui fedel ministro, e disse:
:Del re de’ forti vacuo sta il tesoro,
Ed io men venni sì a veder, signore,
Qual precetto darai. Chi s’alimenta
Di sua dovizia più non guarda a noi,
Prezzo per darci di tributi. — Allora
Così rispose il re dei re: Soverchio
Non cercar tu, che di cotesta cura
Necessità non abbiam noi. La terra
Tu abbandona a Colui che la fondava
E da cui venne manifesto al giorno
Tutto il creato. E passerà pur anco
Questa volta del ciel, rimarrà eterno
Iddio sovrano, ad opere leggiadre
Guida per me, per te, veracemente.
:Ei s’addormì per quella notte. Poi,
Al primo albor del dì novello, schiera
Infinita d’eroi salì alla reggia,
Indi s’accolse quanta era più all’uopo
Gente d’Irania e al padre suo ne venne,
Figho diletto, Yezdeghìrd. Allora,
Dinanzi a’ prenci, l’inclita corona
Porgeva il sire al figlio suo bennato,
</poem><section end="s2" /><noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|{{Sc|Firdusi, VI}}||31}}}}</noinclude>
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<poem>
La collana e il monil di re sovrano
Gli abbandonava con l’eburneo seggio.
Desio potente era venuto in lui
D’andar servendo a Dio, sì che quel serto
El ripudiava e di regnante il seggio
Sgombrava tosto, e poi che d’ogni cosa
Di questa terra venne in lui corruccio,
Giunta la notte tenebrosa, al sonno
S’abbandonò. Ma quando la sua gota
Là sul basso orizzonte il sol mostrava,
Pien di spavento fu d’un tratto il core
Del sacerdote di quel prence illustre,
Chè del mondo il signor da’ suoi giacigli
Ancor non era sorto. Oh! forse egli era
Già già fuggito de’ gagliardi irani
Da l’inclita assemblea! Ne andò frattanto
Principe Yezdeghìrd al padre suo,
Ma ne la strozza, al rimirarlo, il fiato
Ratto gli s’arrestò, ch’ei lo scoverse
Con pallide le gote e già spirato,
Giacente sopra un drappo intesto d’oro.
:Tale fu sempre, da ch’ei fu, l’oscuro
Giorno del mondo, e tu nel cor non ardere
Per cupidigia e ambizïon. Di morte
Anche ha temenza cor di dura pietra,
Core di ferro, ed acconciarti al mondo
Cosa non è propizia. Assai t’è d’uopo
Senza offesa d’altrui vivere in terra
Con sensi umani. A che cercar grandezza
Che mordere ti può? Deh! sventurato
Questo gran re con la giustizia sua!
Deh! non sia mai che ricordanza in male
Tu far voglia di lui! Fra que’ cinquanta
De’ Kay del seme principi e monarchi
Quali cingean sovra l’iranio trono
L’alta cintura, a Behram-gòr nessuno
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<poem>
Fu mai simìle nella sua giustizia,
Nella grandezza sua, nel forte braccio
E nel saper. Chiamavalo il ministro
Rùstem sovrano, ch’egli un monte ancora
Tutto di ferro con sue frecce alate
Fender potea. Ma quando venne a lui
L’estremo giorno e indugio egli non ebbe,
Qual frutto mai dal valor suo prestante
Gli venne mai, qual da virtù guerriera?
:Il novello signor quaranta giorni
Ebbe cordoglio per l’estinto padre,
E il popol suo vestì d’azzurro e nero,
Alto segno di duol. Come quel forte,
Inclito sire nell’avel fu sceso,
Detto tu avresti ch’ei recò dal mondo
Ogni grazia con sè. La luna e il sole
E Venere e Saturno ugual monarca
Mai non vedranno, e nol vedrà quel soglio,
Non quel suo serto. Ahimè! l’aspetto suo
Di re sovrano e quella sua statura
E quella maestade! Ahimè! quell’alta
Fortuna sua, quella sua man possente
E quella clava! Adorno iva per lui
Il regal seggio con la sua corona.
Ed egli si prendea tributi e offerte
E di Cina e di Grecia. Eppur, ne andava
Quale un meschino senza cibo ed acqua,
Oh! che valse per lui quel regio ostello
Che al sole si adergea? Ma poi che uguale
Era a tal prence, nel partir dal mondo.
Il poverello che non ha suo cibo,
E breve è il duol che l’accompagna, e breve
È la rancura, potestà sovrana
E delizie che valgono, se a lungo
Non t’è dato restar di re nel grado?
:Oh! beato il tapin che ha senno e fede,
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<poem>
Ben che molto il tormenti e lo persegua
Il mondo infido, chè quand’ei si parte
Da questa terra, buona fama in terra
Di lui rimane ed è beato e lieto
L’estremo de’ suoi dì! Nell’altra vita
Egli si avrà cospicua parte e gloria
Appo l’Eterno, nè sarà dispetto
Nè in giù caduto dalla sua fortuna
Qual io mi son, cacciato già il mio carco
Senza mia voglia a l’infernal dimora,
Senza speranza in poter mio per questa
O per la vita ch’è di là, sconfitto
E per questa e per quella in fondo all’alma!
:Ma frattanto, se tutti i suoi pensieri
La mia mente raduna, a dir m’accingo
Di prence Yezdeghìrd le imprese in terra.
</poem>
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{{Ct|c=t01|5. Quattro Re Sassanidi.}}
{{Rule|2em|t=1|v=3}}<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|I. Il re Yezdeghird figlio di Behrâm-gôr.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1588-1589).}}
<poem>
:In questa terra poi che fu sovrano
Principe Yezdeghird, ratto le sparse
Falangi egli adunò. Coi saggi e i prenci
Tutti i magnati ivi sedean, sedeano
I sacerdoti che han di re l’aspetto.
:Il nobile signor su l’aureo trono
Si assise allora e la porta del duolo
Rapido chiuse ed infrenò la mano
Della sventura, e disse in pria: Colui
Che si ritrae da le peccata a dietro.
Di punitor sicuro vive. Allora
Che per invidia s’intenebra il core,
Medicator di quella cura acerba
Tristo Devo si fa, che quando mena
Invidia rea le disoneste voglie
E miseria e furor, maligno Devo
Ne fa vendetta. Ma se alcuna cosa
A te grata non vien, deh! non avvincervi
Contro al nemico tuo la mano e il core
Per ch’ei n’abbia dolor. L’atto cortese
È ben fratello di ragion, ragione
Sovra la fronte di saper sovrano
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
È serto che risplende; e se tu fai
Beneficio ad alcun, quel beneficio
Mai non opporgli, se non vuoi quel core
Di cruccio trapassar. Ma se degli altri
Benefattor con pazïenza sei,
Dispetto non andrai di chi è più saggio
Dinanzi agli occhi. Che se aita porge
La vincitrice mia fortuna e tutto
Mi compie il mio desìo su questa terra.
Con l’opre mie conformi alla giustizia
Farò un volume, là ’ve nulla accolto
Di menzogna o di frode unqua non sia.
:Con la giustizia sua governò il mondo
Per alcun tempo, e fu beato il mondo
Per lui che sì n’andò beato ancora.
Ed ei mandava in ogni parte attorno
Schiere infinite e da’ nemici suoi
Guardò la terra. Ma diciotto intanto
Anni volgean su lui rapidamente.
Ed egli pianse allor che intenebrava
La sua fortuna. I principi ed i saggi
A sè raccolse e fe’ posarli intorno
All’aureo trono suo su le ginocchia
E così disse: Questa volta infausta
Del ciel superno mai non riconosce
Chi nutre o chi è nutrito. Ella non mira
Alla corona de’ regnanti e coglie
La preda che rinvien. Ma giunge intanto
Al termin suo questo mio dì sereno
E vien rottura al mio vigor. Frattanto,
Ad Hormùz la corona ed il suggello
Affido qui con l’esercito ancora
E coi tesori de l’irania terra.
Voi gli orecchi porgete ed il comando
Eseguite d’Hormùz, cercando pace
Nel nostro patto a l’alme vostre. Ancora
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<poem>
Che Pirùz figlio mio che ha maestate
E sovrano vigor, maggior d’alquanto
Sia negli anni ad Hormùz, prudenza e senno
Veggo in Hormùz e dolci atti cortesi
E gentilezza e verecondia assai.
:Disse cotesto e sette giorni ancora
Sorvisse poi. Parti da questa terra
E parve che per lui gemesse il trono
Imperïal per alcun tempo. — O sia
Che cent’anni tu viva o cinque e venti,
Da questa vita ch’è sì breve e grama,
Andar t’è d’uopo. Ma qualunque cosa
A te in essa verrà, durevol cosa
Non la stimar nel computo che tieni.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|II. Il re Hormuz.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1589)}}
<poem>
:Quando principe Hormùz del padre sua
Montava il seggio e la regal corona
Di fulgid’or poneasi in fronte, allora
Detto avresti che lagrime d’invidia
Saliano agli occhi di Pirùz gagliardo
Per grave sdegno veramente. Ratto
E all’improvviso a tal monarca ei venne
Della gente d’Heytàl con un esercito,
Con tesori e con prenci. Era colui
Di Ceghàn regnator, di voglie fiere
E ambizïose, ricco di tesori
E d’armigeri eletti, e il proprio nome
Erane Fughanìsh. Deh! amico mio,
Dicea Pirùz a Fughanish, due figli
Eravam noi degni di trono, eppure
Il serto imperïal diede al minore
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
Il padre nostro. Poi ch’egli era ingiusto,
Così assegnava la regal corona
E si morìa. Che se tu a me di prodi
Un pugno affidi, ho meco ampi tesori,
Armi e grandezza e potestà di mano.
:Bene questo sarà, gli rispondea
Quel di Ceghàn. Re de la terra ancora
Fu il genitor del principe del mondo.
Or io sì ti darò schiera di forti
Ed a giustizia additerò pur anco
La via diritta con tal fermo patto,
Che Vesah-ghìrd in poter mio rimanga
Con Tirmìdh; e cotesta è la promessa
Che da re Yezdeghìrd ebbimi un giorno.
:Bene questo sarà, gli rispondea
Pirùz allora, e sì tu avresti merto
Di maggior regno di cotesto. — Allora
Principe Fughanìsh a trentamila
Gli diè guerrieri, usi a vibrar le spade,
Nella gente d’Heytàl, inclita schiera,
E re Pirùz ne fece una falange
Sì che alla negra polve intenebravano
E cielo e luna. Fiera una battaglia
Con prence Hormùz incominciò, ma poi
Quell’aspro assalto non sostenne a lungo
Hormùz, e alfin cadea prigione. Allora,
Cosa vile e dispetta il regal trono
E la corona imperïal del padre
Parvero a lui. Ma del fratello il volto
Come vide Pirùz, ratto all’amore
E al vincolo del sangue il cor nel petto
Inclinando gli corse ed ei fe’ cenno
Che in sella il fratel suo si ritornasse
E rapido si mosse e per la mano
Il prese con la man, poi con onore
Alle sue case il rimandando questo
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<poem>
Patto gl’impose e questa legge sua.
E Hormùz gli disse: Grazie a Dio si rendano,
Che l’uom che Dio conosce, è veramente
E accorto e saggio. Ecco, mi tolse omai
E del trono e del serto il grave peso
Il fratel mio. Deh! resti in sempiterno
A re Pirùz l’invitta sua fortuna!
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|III. Il re Pîrûz.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1590-1591).}}
<poem>
:Del fratel suo come fu pago in core
Prence Pirùz e l’alma sua fu sciolta
Da ogni tristo pensier, venne e sedette
Sul trono imperïal qual è regnante
Che Iddio conosce. E così disse in prima
Ai grandi tutti: Principi che avete
Nobil lignaggio e pregi assai, da Dio
Giudicator che vince ogni bisogno.
Io chieggo sì che lunga la mia vita
Rimanga in terra, per che i servi io tratti
Quai servi e i prenci come prenci e ricco
Sia di prudenza e in tutti fortunato
I giorni miei. D’umani sensi è a capo
Pazïenza, e cotal precipitoso
Sarà dispetto sempre. È la giustizia,
È la grazia del re primo sostegno
Alla ragione e del donar la porta
È adornamento a lui. La gloria sua
È la lingua eloquente e l’ali sue
Umani sensi e fermo cor. Tal prence
Che non ha senno, come mai potria
Addicersi d’un trono alla grandezza?
Anche chi è saggio non vive in eterno,
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
Nè fu gloria giammai che superasse
Di re Gemshìd la gloria. Allor che giunse
La sua óorona a rasentar la bianca
Luna su in cielo, ei si morì, lasciando
A un altro il seggio imperïal. Nessuno
In sempiterno qui dimora, e voi
Da ogni sventura in Dio vi rifugiate!
Un anno ei visse con la sua giustizia.
Con tal consiglio, nobile e avveduto
E senza danni da sventure, e poi,
Nell’anno che seguì, secca ed asciutta
Si fe’ l’aria del ciel, sì che nei rivi
Qual bruno muschio nereggiavan l’acque,
E al terz’anno del pari e al quarto ancora
Lieto non era alcun per la cocente
Aridità. Secche del ciel le fauci
Come alla terra, e ne’ ruscelli intorno
Erano l’acque preziose e scarse
Come balsamo eletto. Anche pei molti
Che si morìan d’umani in tutte parti,
Di quadrupedi ancor, muovere i passi
Nessun potea per la terra deserta.
Ma d’Irania il signor, re di monarchi,
Poi che vedea la cosa orrenda, tolse
Dall’ampia terra ogni tributo a un tratto
E ogni balzello, e dov’eran nascosti.
Per ville e per città, colmi granai,
A principi ed a servi inclito dono
Ei far ne volle e dal regal palagio
Levossi un grido. Principi, si disse.
Di sovrano poter, quante serbate
Raccolte messi, or dispensate intorno,
Di Pirùz col denaro il tesor vostro
Intenti a ricolmar. Chi guarda in serbo
Raccolte messi ed ha giovenchi e pecore
Disciolte ai paschi, venda per tal prezzo
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Quale più l’attalenta, or che son l’alme
Alla distretta per lo scarso cibo.
:Ad ogni facitore, ad ogni prence
Di libero poter, mandò correndo
Un’epistola sua, perchè i granai
Aprisser tutti a chi nel mondo avea
Grave necessità. Ma se qualcuno
Perisse mai per fame ch’egli avesse
Del pane giornalier, giovane o vecchio,
Afflitto di dolor, Pirùz dicea:
:De’ granai del custode io da le membra
Spargerò il sangue, ch’ei di Dio le cose
In lieve conto si tenea, col ferro,
Col ferro acuto ne aprirò squarciando
La persona e di lui caccerò l’alma
Tutta a scompiglio da le membra sue.
:E comandò che lasciasser le case
Gli abitatori e scesi alla campagna
Levassero le mani a Dio signore.
Andava allora fino al cielo un pianto
Di molta doglia e di molta rancura
E d’alto affanno, e tal per le montagne,
Pei deserti e pei campi e le spelonche,
Grazia a Dio si chiedea. Così, per sette
Anni che seguitar, non servi o prenci
Vider pel mondo il verdeggiar d’un’erba
Dovunque mai, fin che all’ottavo, allora
Che incominciò di Ferverdìn la luna,
Benedetta levossi una gran nube
Che su l’arida terra in ampie stille
L’umor suo riversò. Dagli orti allora
Venne fragranza qual di muschio e l’acqua
Ne’ calici s’accolse de’ novelli
Fiori sbocciati, quale un vìn giocondo
Entro una tazza, e risplendette in cielo
L’arcobalen. Così disciolto il mondo
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 492 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
Andava ratto da ogni mal pensiero
Di tristi, che dovunque agli archi loro
Le corde poste avean. Libero allora
Che andò Pirùz da quell’angustia estrema,
Sul trono imperïal si assise in pace.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|IV. Guerra coi Turani.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1591-1594).}}
<poem>
:Ei fece una città, poi fe’ comando
Che Piruz-ràm ne fosse il nome apposto,
Donde nel mondo venner frutti assai,
Ch’ella era ostello a riposar gradito
Di questi re da l’inclit’orme. Un’altra
Ei fece ancor, Badan-firùz di nome.
Di cui dovunque celebrate ed inclite
Eran le gioie co’ piaceri. A questi
Nostri dì, tu Ardebìl suoli appellarla,
Ove ponea, per suo diritto, il segno
Del suo confin l’Imperator di Grecia.
:Poi che fiorenti ed abitati e ameni
Fe’ questi lochi re Pirùz, gioioso
Ei rese il cor d’ogni più saggio, e intanto
All’esercito suo famoso in armi
Donò monete e s’apprestò alla guerra
Contro Turani. In quella guerra, duce
Eragli prence Hormùz che ne venia
Con novelli guerrieri, e dietro al sire
Venia Kobàd con uno stuol d’armati.
Come nembo veloce in su la via,
Kobàd, che di Pirùz era bennato,
Nobile figlio, saggio molto, ed inclito
Fecondo ramo d’una pianta regia.
Balàsh intanto, minor figlio al prence,
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 493 —|}}</noinclude>
<poem>
Ricco di maestà, d’alta giustizia
Ricco pur anco, al trono imperïale
Sedea gioioso. Un inclito di Persia
Era vi allor, che il nobile signore
Surkhàn chiamava. A lui fe’ cenno e disse
Pirùz monarca: Qui a restar t’appresta,
Di Balàsh nel cospetto, quale un suo
Fedel ministro. — Le falangi sue
Così menava coi Turani in guerra
E traea seco la real corona
E de’ principi il soglio. Ei sospingea
Le sue falangi e l’armi ed i tesori
A dimandar con Khoshnavàz illustre
Fiera tenzone. Del confine un segno
Eravi allor quale Beliràm gagliardo
Posto in que’ lochi avea, dal basso in alto
Il sollevando, e v’era scritto un patto
De’ re dei re, perchè nessun d’Irania,
Di Turania nessun, per tutto il mondo,
Oltrepassasse quel ben certo segno
E dal fiume di là ponesse il piede.
:Vincitor di leoni, allor che giunse
A quel loco Pirùz, tosto ch’ei vide
Dei prenci irani quel ben certo segno.
Disse d’un tratto a’ prodi suoi gagliardi:
:Io pur, dinanzi dai Turani, in questa
Guisa medesma, eleverò una torre
Co’ miei tesori e con la spada mia.
Perchè a niuno mai più tocchi rancura
Dalla gente d’Heytàl. La torre eccelsa
Quando fla posta di Terèk sul fiume
E i prenci tutti {{Ec|recherammi|recheranmi|Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/8}} a gara
Scritto un patto di fede, io, che tal cosa
Principe Behram-gòr già fece un tempo
Col valor suo, con la regal sua forza,
Con l’alta maestà, col saper suo,
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 494 —|}}</noinclude>
<poem>
Aperto ridirò, nè in alcun loco
Di Khoshnavàz lascierò l’orme o in terra
Di Turani o d’Heytàl, o in alto o in basso.
:Principe Khoshnavàz, figlio del sire
Di Cina, come udì che già passava
Con l’esercito suo Tiranio prence
Del Gihùn l’acque chiare, infranto omai
Di Behram-gòr l’antico patto (e intanto
Per questa terra già si rinfrescava
L’antica lite ed il tumulto), ratto
Al regio scriba che venisse a lui,
Esperto scriba, fe’ comando, e allora,
Piena di voti a Dio pel re del mondo,
Un’epistola scrisse e fe’ tai detti:
:Se dal patto dei re giusti e veraci
T’allontani così, di regal stirpe
Non ti dirò. Degli avi tuoi non questo
Era costume, non de’ prenci eletti
E de’ gagliardi di tua gente. Allora
Che di liberi prenci il sacro patto
Rompere ardisci e atterri ogni bel segno
Di tua grandezza al suol, romper quel patto
Io pur dovrò, per manco di ritegno
La man recando al ferro. — E in quell’epistola
Consapevole ei fe’ d’ogn’altra cosa
L’iranio sire e quella accompagnava
Di molti doni. Un cavalier facondo.
Che alta recava la cervice sua,
Di Khoshnavàz n’andò col foglio allora.
:Prence Pirùz, come leggea quel foglio.
Ben s’adirava contro quei, regnante
Inclito in guerra, e al messaggier dicea:
Lèvati e va! Ritorna a quell’uom vile
E digli sì: «Mandava legge a voi
Pino al fiume Terèk Behràm sovrano,
Quale a vostro confin; ma tu frattanto
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<poem>
Il suol possiedi fino all’alte rive
Del fiume di Gihùn; l’alture hai tutte
E i luoghi bassi e le pianure. Intanto,
Eccol ch’io mando esercito possente
D’eroi, di forti che hanno eretta fronte,
E di guerrieri; nè vorrò che a lungo
L’ombra di Khoshnavàz resti sul suolo».
:Come procella, rapido sen venne
Il messaggiero e tutte le già udite
Cose ridisse. Khoshnavàz udia
Quelle parole e dell’iranio intanto
L’epistola leggea; tutte ei raccolse
Le sue schiere disperse, e là, nel campo
Della battaglia, le recò, figgendo
Su la punta d’un’asta alto sorretta
Di quel patto la carta, avuto un giorno
Dall’avo suo da Behràm imperante,
Ov’era detto: «In mezzo a noi, sull’ampia
Via che qui mena, del Gihùn è il fiume».
:Un uom di cor veggente e di favella
Facile e pronta, di gran pregio e onore,
Scelse tra le sue genti. Or tu n’andrai,
Dissegli il prence, a re Pirùz; a lui
Con sagace sermon dirai parole
E n’udrai tu risposta. E in pria l’assali
Con questi detti: «Il patto di colui,
Padre del padre tuo, re fortunato
Ch’è tua guida, qui reco innanzi a’ miei
Sovra la punta d’una lancia, quale
Un sol splendente, per la via. Ciascuno
Che ha fior di senno, mirerà quel patto
Di quel giusto sovrano. A me fia lode,
A te biasmo sarà, che il nome tuo
Sarà di prence che di fede è privo.
Nè Dio giammai, nè chi é fedele a Dio,
Nè chi pel mondo è a principi soggetto,
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/501
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<poem>
Gradirà mai che cerchisi pel mondo
Ingiustizia qualcun, di re di regi
Sè ribellando ai sacri patti. Invero,
Per giustizia e valor, nessuno in terra
Come prence Behràm si pose in capo
La corona regal. Ma in testimonio
È a questo Iddio, signor del mondo, ancora
Che non sia bello in testimonio Iddio
Chieder per noi, che tu con me la guerra
Ingiustamente vuoi, con tale esercito
Ingiustamente contro a me ten vieni.
Ma in questo loco non sarai tu al certo
Il vincitor, nè troverai buon frutto
Dalla fortuna tua. D’oggi in avanti
Mandar miei nunzi non vorrò più mai,
E in questa guerra m’é propizio Iddio».
:Come procella, rapido sen venne
Il messaggiero con quel foglio e tutte
A Pirùz ricordò quelle parole.
Di Khoshnavàz poi ch’ebbe letto il foglio,
L’altero prence si fe’ colmo d’ira
E disse al messaggier: Tante parole
Non dice l’uom ch’é già del mondo esperto
E provetto d’età. Che se tu muovi
Da Ciàci il piede verso il fiume, ratto
Dell’asta mia per la fulgida punta
Il mio saluto a te verrà. — Tornava
A Khoshnavàz il messaggier, con lui
Molte parole avea nel suo secreto
E dicea: No davver! che non vegg’io
Di Dio temenza in re Pirùz, nè trovasi
Che vero senno gli sia guida! Ei vuole
Guerra ed odio e scompiglio, e non cammina
Conforme al cenno dell’eterno Iddio.
:Khoshnavàz, come udì queste parole,
In Dio ripose la sua dolce speme
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<poem>
E l’adorò, dicendo: O santo, o vero
Giudice di giustizia, oh! tu sei quello
Che l’aer creava con la terra! E sai
Che ingiusto è re Pirùz, che non ha parte
Alle virtù di Behram-gòr. Parole
Disoneste egli avventa e con la spada
Grandezza è intento a ricercar. Ma tu
Dalla faccia del suol quell’orme sue
Ratto cancella, nè rimanga in lui
Di cor fermezza o sapïenza o forza!
:Allor, dintorno de’ suoi prodi al vallo,
Fossa profonda egli scavò. La cima
Ei ne coprì, tutta l’ascose; e n’era
D’un laccio veramente in giù sospeso
L’altezza, ed uguagliavano l’ampiezza
Cubiti venti in integra misura.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|V. Battaglia e morte di Plrùz.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1594-1595)}}
<poem>
:Fatto cotesto, il nome egli invocava
Di Dio signor, da Samarkànd l’esercito
Ratto adducendo. Di rincontro insano
Venia prence Pirùz, le sue falangi
Come procella per la via spingendo,
E di qua stava Khoshnavàz col core
Pien di temenza, l’alto suo secreto
A Dio fidando, giudice verace.
:D’ambe le parti uno squillar di trombe
Alto levossi e fremer di timballi,
E l’aria nereggiò per l’atra polve
Di tante genti. Piovvero da questa
E quella parte le volanti frecce
In cotal guisa, che scorrea ne’ rivi
</poem><section end="s2" /><noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|{{Sc|Firdusi, VI}}||32}}}}</noinclude>
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<poem>
Come acqua il sangue. Come giunse poi
L’iranio prence su la fossa, indietro
De’ Turani il signor rapidamente,
Khoshnavàz, si ritrasse e le ritorte
Briglie volgendo fe’ veder le spalle.
Ferocemente allor l’iranio esercito
Dietro gli corse, ed incitò il destriero
Prence Pirùz e corse con alquanti
Pochi de’ suoi. Ma tosto, entro la fossa,
Con alcuni gagliardi ei si cadea,
Forti e leoni in giorno di battaglia,
Hormùz fratello suo, Kobàd illustre,
Principi tutti e re, d’inclita e regia
Stirpe venuti. In questa via ne andavano
A capo in giù sette regnanti, tutti
Incliti in guerra e con elmetti d’oro,
E gioioso del cor ne ritornava
Khoshnavàz vincitor. Sovra la fossa
Egli si trasse e chi vivea pur anco
Fuor ne cavò. Deh sì! parve che il trono
Imperïal degl’infelici eroi
La fortuna piangesse! Il capo infranto
E le vertebre infrante avea nel fondo
Prence Pirùz, di celebrati in guerra
Nobil signor, di maestà, di gloria
Cinto mai sempre. Ma dei re nessuno,
Fuor di Kobàd, era ancor vivo; il sire
E l’esercito suo dentro l’abisso
Tutti eran morti allor. Con la sua voglia
Del cor compiuta, Khoshnavàz altero,
Con l’esercito suo pugnace e forte,
Venne là innanzi e sterminò le avverse
Falangi tutte e l’ampie provvigioni,
Si che nessun più discernea di quelle
L’ala diritta o la sinistra. Molti
Via fûr menati prigionier d’Irania;
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<poem>
Ma quant’altri giacean di stral feriti,
Abbandonati su la terra oscura!
:Prence che il mondo signoreggia, mai
Avido non si mostri. Avido core
Sen va congiunto con la terra oscura
In sempiterno. Ma di questo cielo
La volta infida così appunto volge
E per soggetti e per monarchi, e avversa
Quelli che un giorno s’allevò, sian elli
Insani e stolti o nobile sostegno
D’alta saggezza. E non restasi eterno
Su questa terra alcun. Deh! sempre intanto
Sia la saggezza l’alimento tuo!
:E Khoshnavàz, come varcò la fossa,
Fece che i prodi suoi senza rancura
Fosser davver per le ricchezze molte
Ch’elli trovar. Di ferro con catene
Furono i piedi a re Kobàd avvinti,
Nè del suo trono o de la stirpe sua
Ragion si fece. Come poi novella
Giunse d’Irania al popolo dolente
Di quella fossa e dell’orrendo assalto
Di principe Pirùz, levossi grido
Da Irania per dolor di tanti prenci
E nobili e gagliardi. E quando nota
Fu la sciagura per la terra intorno,
Giù si gittò dal trono suo dorato
Prence Balàsh e il regal crin dal capo
Si svelse a ciocche e su quell’alto seggio
Polve trista gittò. Ma l’uom dell’armi
E l’uom delle città d’Irania bella,
Uomini e donne e piccioletti infanti.
Per acerbo dolor, feano alti lai
E strappavansi il crin, feriansi al volto,
Tutti parlando dell’estinto sire.
Tutti cercando il lor signor. Sedeano
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/505
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<poem>
Principi e servi con angustia e affanno,
Tutti a cercar qual scegliersi dovea
Nuovo consiglio, per lasciar d’Irania
Il suol d’un tratto ed irne quel fatale
Campo a mirar, propizio a la vendetta.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|VI. Il re Balâsh.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1595-1596).}}
<poem>
:Poi che sedette nel suo acerbo duolo
Per tutto un mese re Balàsh, col capo
Pieno di polve e piena di ferite
La smorta gota, il popol suo ne venne,
De’ sacerdoti venne il duca, e i forti
Nell’armi ed ogni saggio inclito e illustre,
Intenti a consigliar. Molte parole
Dissero a lui, quant’erano a suo stato
Propizie e acconce. E tosto su quel seggio
Il posero a seder di re sovrano
E gli sparsero al piè gemme d’assai
Ed oro assai. Sul trono imperïale
Si assise re Balàsh e così disse:
O prenci, o illustri, deh! per voi si cerchi
Del cor de’ saggi l’intimo secreto
In ogni tempo! E qui, nel mio cospetto.
Grandezza avrete voi, quando per voi
La mente mia già fosca abbiasi luce.
Per chi fa in terra opre leggiadre, voi
Studio ponete che il consiglio suo
Per voi non s’interrompa. E se qualcuno
È tristo e reo, nè vuol che alcun l’uguagli
Nell’opra sua, nel grado suo, davvero!
Ch’io per preghiere e per consigli in pria
Forte nel bene il renderò; ma quando
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
Il mio dir non accolga, una corona
D’atri grumi di sangue intorno al capo
Gli cingerò. Se alcun per questi eroi
Addetti al regio ostel fa suoi lamenti
A me dinanzi e a me soggetto ei sia,
Dell’uomo ingiusto spezzerò nel petto
Il tristo core e svellerò dal fondo
Le sue radici e i rami suoi. Ma innanzi
Al vostro prence deh! non siate mai
E protervi ed alteri, e meno il sia
Chi è più saggio ed accorto. È il re talvolta
Quale un velen, tal’altra è quale un balsamo
A quel veleno, e tu dovrai pur sempre
L’antìdoto cercar del tosco amaro.
Oh sì! alla terra il gradimento solo
Cercherai del tuo re, nè innanzi al trono
Tu gli anderai che con ridente volto!
Quando s’adira il tuo signor, tue scuse
Tu gli farai, tu benedici a lui
Nell’opre sue, giuste ed ingiuste; e allora
Che tu dirai: «Saggio son io, possente
In ogni sorta di saper son io»,
Bada ed intendi che in quell’ora appunto
Stolto se’ più d’assai. Non esser dunque
A te medesmo il tuo nemico! Intanto
Se al mio consiglio obbedirete voi
Cedendo a mio parlar che frutto apporta,
Da’ saggi prenci toccherete in dono
Ampio tesoro, che per sapïenza
Mai non vedemmo l’uom nella rancura.
:Benedissero a lui tutti que’ prenci
Di suo molto saper meravigliando,
E questo a quello di quell’ampia schiera
Così dicea: Per questo re, davvero!
Che riceve splendor la sua corona
Con l’alto seggio! Dall’aspetto suo
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Lungi mai sempre della rea sventura
Stia la pupilla ed abbia cruccio e doglia
De’ suoi nemici la persona! — Andavano
Così beati da quel regio ostello,
A Dio signor del prence la persona
Commendando e lo spirto. Era ogni core
Pieno d’amor per lui, piena ogni lingua
Delle sue lodi. In sempiterno viva,
Gridavan elli, cotal re sovrano!
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|VII. Lettere di Sûfrây e di Khoshnavâz.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1596-1598).}}
<poem>
:Nel tempo che Pirùz andò alla pugna,
Ei cercossi un eroe d’alti consigli
E di gran senno, perch’ei fosse a un tempo
Dei seggio imperïal, della corona
Fido custode e amico al giovinetto
Prence Balàsh. E Sufrày era degno
Dell’alto ufficio, egli possente e puro
Neì suoi consigli. Di Shiràz egli era,
Quest’uom di cose esperto, ed era duca
Di magnanimo cor, d’alta cervice,
E di Zabùl governator pur anco,
Di Kabùl, di Ghaznìn, di Bust ancora.
:Come venne a Sufrày novella certa
Di Pirùz che ne andò qual sconsigliata
E senza guida, lagrime cocenti
Ei da le ciglia per le gote sue
Versò piangendo e lacerò sul petto
La sua veste da eroe. Gli elmi dal capo
Levaronsi gli eroi subitamente
E sedetter nel duol pel fato acerbo
Dell’estinto monarca. E quei dicea:
:Come adunque potrà Balàsh garzone
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
Chieder vendetta dell’estinto sire?
Infruttuoso quell’intento suo
Ratto ch’ei vide, poi che già l’altezza
Del trono imperïal tutta ne andava
In iscompiglio, le disperse squadre
Tutte raccolse e tempestar di colpi
Fece i timballi, e si levò dal campo
Turbo di polve. Centomila eroi
Di spade armati intorno a lui s’accolsero.
Avidi tutti di battaglie e tutti
Autori di vendetta. E diè monete
Sufrày intanto e la falange accolta
Ordinò tutta e de’ gagliardi suoi
Fe’ il cor beato; e cercavasi un nunzio
Accorto e saggio e di favella dolce
E d’anima serena. Ei scrisse allora
Un’epistola sua piena d’angoscia
E d’alto affanno, pallido le gote,
Con lagrimosi gli occhi suoi. Consigli
E ammonimenti ei ricordò in quel foglio
Da Gemshìd e Kobàd venuti un giorno
E da prence Khusrèv; poscia quel foglio
A Balàsh invïò con questi accenti:
:Per la morte d’altrui, prence d’Irania,
Dolente esser non dèi, che questa doglia
Ognun debbe gustar. Gloria soltanto
Cerchisi l’uomo ed al soffrir costanza.
Al mover d’uno spiro al mondo ei venne
E in un breve alitar sen parte poi,
E da qualcun ciò dicesi giustizia,
Ingiustizia da un altro. Ed io, frattanto,
Con vènia del mio re, per la vendetta
E per la guerra sì m’appresto. In cielo,
Per la vendetta ch’è dovuta al sangue
Di re Pirùz, gemono luna e sole.
:Da questa parte il messaggier ne andava,.
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Andavane Sufrày da quella parte
Pieno di voglia di vendetta. Un’ampia
Schiera ordinò qual è di fero augello
Nitida piuma e di Zabùl discese
Di Merv alla città. Tale ei vi scelse
Di vigil core che nel dir si avea
Mite l’anima e dolce, e al regio scriba
Fe’ tal precetto: Levati, che giunse
D’esti calami tuoi sovra la punta
Moto improvviso! A Khoshnavàz un foglio
Tu scriverai, dicendo: «O stolto, o insano,
O fraudolento che d’un Devo hai l’arti,
Peccaminosa innanzi a Dio tu festi
La tua persona, e di te piange intanto
Quell’involucro tuo. Deh! chi fe’ mai
Ciò che tu festi, o traditor? Ma intanto
Ben vedrai tu qual è poter di spada
Rapidamente! D’ogni colpa immune
Traesti a morte de’ monarchi il sire,
Di principe Behràm, signor del mondo,
Nobil nipote, e per la terra intanto
Odio novello a suscitar corresti,
Quale non mai si tacerà. Ma innanzi
A re Pirùz, quando levossi fremito
Di timpani laggiù, perchè, rispondi,
Non sei tu corso quale un fido cane
Che il suo signor vezzeggia? Era un meschino
Di questa casa imperïal quel tuo
Avo pur anco, e il padre tuo qual servo
Stava dinanzi a Behram-gòr. Frattanto,
Di vendetta bramoso, ecco! son io
In Merv disceso, e d’Heytàl de la gente
Non vo’ lasciar gloria o splendor superstiti,
E que’ captivi e le ricchezze tolte
Quante pur sono, che in tua man sen vennero
Dal fatal campo della pugna, tutto,
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Tutto cotesto a dimandar ti vegno
Col ferro mio vendicator. Davvero!
Che in Merv io porterò la polve strutta
Del turanico suol, nè aperto il mondo
Lascierò a’ figli tuoi, ma i tuoi congiunti,
I consanguinei tuoi tutti del fuoco
Arderò ne le vampe, e quel tuo capo
Ti troncherò di Dio per il precetto,
E quale un mare, per il molto sangue,
Farò la terra tua. Ma non è questa
Guerra cotal che lungo se ne debba
Tener sermone, che ben tosto, ucciso,
Sotto la terra tenebrosa e oscura
Giacerà Khoshnavàz pel sangue sparso
Di principe Pirùz, e l’alma invano
Giustizia chiederà giù dall’inferno».
:Il messaggiero, di Sufrày col foglio,
Partì dal loco suo come leone
Ardimentoso e a Khoshnavàz ne venne
Qual uom vinto dall’ira. Ei fino al trono
S’avanzò in pria, poi rese omaggio e poi
Porse a quel prence di Sufrày le carte.
E l’esercito allor fiero e superbo
Abbandonò quel loco e il re frattanto
Porgea quel foglio al regio scriba in questi
Detti così: Ciò che di giusto o reo
È qui, tu mi dirai per via secreta.
:Lo scriba al prence così disse allora:
Di clave piena e di saette alate
E di ferri è l’epistola. — Davvero!
Che di colui, già di battaglie esperto,
Il cor s’infranse di Sufrày pel foglio,
Tutto ripieno di parole! Ond’ei
Rapidamente e in quel medesmo istante
La risposta ne scrisse ad ogni motto
O giusto o ingiusto di quel foglio ardito.
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<poem>
E così disse in pria: Deh! temiam noi
Di Dio sovrano e del mutar sovente
Della fortuna! che colui che sempre
Fu devoto al Signor, de’ re nei patti
Non fa rottura. Epistola mandai
Giovevole a Pirùz primieramente,
Indi gli ricordai di quell’eccelso
Prence Behràm il fermo patto. Eppure,
Quelli ch’io dissi acconci detti, a lui
Venner dispetti e parvegli dispetta
La ferma legge dell’antico sire.
E poi che disioso egli si fece
Di guerra farmi ed io dovei la giusta
Difesa mia cercar, quando gli eserciti
A faccia a faccia si scontrâr, disdegno
Ebbero gli astri di Pirùz, nè al certo
Per nostra volontà quel tuo sovrano
Ucciso cadde. Da quel dì ch’ei ruppe
Di giustissimi re l’antico patto,
Un giorno sol non fu beato e lieto
Di sua giovane età, nè l’ebbe caro
Del mondo il Creator, sì che diresti
Averlo al piede incatenato il suolo.
Quei che degli avi il sacro patto infrange
E il vero e il giusto calpestar non teme,
Sarà come Pirùz là, nel fatale
Campo dell’armi, rotto alla persona
E pian di polve nella fossa. Allora
Che tu verrai, ciò stesso a te fia pronto,
Che presso a me di belligeri eroi
E di tesori non è mai scarsezza.
:Partendo a corsa da quel loco, venne
In sette giorni il messaggier veloce
A principe Sufrày. L’eroe che lesse
Di Khoshnavàz l’epistola, disciolse
Ratto la lingua ad imprecar feconda.
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<poem>
E tosto udissi uno squillar di tube
Dalla palestra e un fremer di timballi
Di bronzo cavo. In Kashmayhèn sì grande
Schiera addusse d’eroi l’iranio duce,
Che del ciel per la volta il suo sentiero
Parea smarrir quest’almo sole. In questa
Guisa medesma valicarno il fiume
Tutti que’ prodi, la dirotta via
Quasi estimando lor gradito albergo.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|VIII. Battaglia di Sùfrày e di Khoshnavàz.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1599-1602).}}
<poem>
:A Khoshnavàz come novella giunse,
Ei discese nel campo e l’armi a quella
Guerra apprestò. Venne in Baykènd e quivi
Loco si elesse al guerreggiar propizio,
Sì che la volta del rotante cielo
Del suol la faccia non vedea. Ma intanto,
Pieno in cor di desio d’aspra vendetta,
Prence Sufrày dal loco suo balzava
Come procella, e poi che giunse oscura
Dal ciel la notte, ei duca di guerrieri,
Con elefanti riposati e freschi,
Chiuse l’accesso al campo suo. Ne vennero
Alle due parti le vedette allora,
E di voci d’eroi, che aman la pugna,
Tutto il mondo s’empì. Di scolte apposte
Erano voci, di sonagli intorno
Un tintinnar, quale salia davanti,
Qual di retro salia d’ambe le schiere.
E fu cotesto fin che apparve il sole
Della montagna su la vetta e il campo
E la valle brillò pe’ raggi suoi
Qual lucente cristallo. Ecco! due squadre
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<poem>
Già s’apprestano all’armi e già sollevano
Di lor grandezza le bandiere. Allora,
Al gridar degli eroi che aman la pugna,
Anco a’ dragoni pel deserto loco
Parve schiantarsi il cor; l’aria parea
D’aquile piena per le molte penne
De le frecce volanti e lago il suolo
Si fe’ pel sangue de’ caduti prenci,
Che da ogni parte ove tal un guardava,
Era mucchio d’uccisi, allor che a tanti
Di questi forti tramontava il giorno
Della vita quaggiù. Balzava allora
Prence Sufrày dal mezzo di sue schiere
E dietro gli correa dal loco suo
Tutta in furor la sua falange; e allora,
Dalla parte di là, della vendetta
Col ferro in pugno, Khoshnavàz dall’alto
Spronava il suo destrier verso la valle
Precipitoso. Ma poichè vedea
Trista per lui quella giornata, torse
Le redini e mostrò volte le spalle.
:Ma con l’asta nel pugno, usa le teste
A colpir de’ guerrieri, ecco! gli corse
Ratto da tergo qual bufera in volta
Prence Sufrày che molti de’ più illustri
Si fe’ prigione. Molti sotto a lui
Caddero uccisi per quadretta e spade.
Corse quel prode fin che giunse accanto
A Kohendìz e molti là vedea
Sul tristo calle eroi trafitti o uccisi.
Ma Khoshnavàz dall’alto d’un poggetto
Stavasi intanto a rimirar l’esercito
Sparso pei lochi di quel vasto piano,
Or alti or bassi. Era la via d’assai
Suppellettili ingombra e assai d’uccisi
Ed un orto parea l’ampia campagna
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<poem>
Ove son molte cose e varie e spesse.
Redini ed aste e celate di prenci
Erano ovunque ed armi infrante e cinti
E cavalli e scudieri; e ognun frattanto
La ricchissima preda a’ piè recava
Di principe Sufrày, sì che gran cumulo
Sul loco si formò qual è pur anco
D’Albùrz la vetta. Ma non volse un guardo
Alle ricchezze de’ Turani accolte
Quel valoroso e tutto a’ prodi suoi
Rapidamente dispensò, poi disse
Alle sue genti radunate: In oggi,
Per la fortuna, si compìa l’impresa
Del nostro cor conforme a dolce brama.
Quando possanza mostrerà pel cielo
Il sol fiammante, attoniti e confusi
Poltrir non vuolsi in questo campo. Noi
L’iranio sire a vendicar ne andremo,
Come leoni avventandoci a quella
Di Kohendìz temuta rocca. — Al petto
Si apposero la destra i prodi suoi,
Ma sentenza diversa ognun dicea.
:Conforme al suo desìo, quando mostrossi
Nella volta del ciel la chiara gemma
Che adorna il serto di quest’almo sole,
Da’ recinti all’intorno un alto strepito
Ratto levossi di timballi, e intanto
Prence Sufrày al suo destrier balzava.
A lui duca e signor che la cervice
Alta tenea, sen venne un messaggiero
Di Khoshnavàz allor. Dal far la guerra,
Dicea quel messo, dal versato sangue.
Dalle contese, nulla a noi discende
Fuor che rancura di contrasti. Noi
Due giovinetti eroi, saggi e valenti,
Giù nell’inferno ad albergar mandammo,
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<poem>
Ed elli ambo correan. Ma se tu cerchi
Della ragione pel sentier, saprai
Che opra di Dio fu sì cotesta. Ucciso
Non giacque re Pirùz veracemente
Per stolto ardir di noi, ma sol pel fato
E gli anni e i mesi suoi toccaron fine.
Colpevole si fa chi patti infrange,
Ch’ei gitta il miele e d’una beva amara
Fa elezïon. Ma intanto, ecco! ogni cosa
Sul nostro capo si tornò; beato,
Quegli beato che non volse mai
Ad opre dure il cor! Que’ prigionieri
E quanta è presso a me preda raccolta.
Oro ed argento e gemme intatte, e l’armi
E le corone e i seggi imperïali
E i palafreni che lasciò nel campo
Re Pirùz che perdea la sorte amica,
Tutto cotesto al duce dell’iranio.
Monarca invio, con tutti suoi tesori
De’ suoi più fidi e l’ampia suppellettile
Dell’esercito suo, perchè tu rieda
In suol d’Irania vincitor, tornando
Appo quel prence di gagliardi. Intanto,
Voglia desìo di scendere in Irania
Io più mai non avrò, nè la cervice
Tu dal patto sciorrai che fece un tempo
Principe Behram-gòr. Quel re dei regi
Dell’ampia terra giustamente il regno
Un dì spartiva, sì che a me Turania
Resta con Cina, a te l’iranio suolo.
:Sufrày, come ascoltò quel suo messaggio,
Dentro al recinto suo l’ampia falange
De’ suoi raccolse e così disse al nunzio:
:Dinanzi a questi eroi quel che già udisti
Dal tuo re battagliero, anche qui esponi.
:S’avanzò allor di Khoshnavàz il messo
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<poem>
E ciò ch’era secreto o manifesto,
Tutto ridisse. Or voi quale, dicea
Prence Sufrày alle falangi sue,
In ciò vedete opinïon? — Rispose
L’oste guerriera: Il far comandi è tuo,
E in questa pace a te il poter si spetta,
A te il consiglio. Non conosce alcuno
Stato d’Irania più di te; signore
Tu ci sei veramente e prence e duca.
:Altro consiglio oggi non è per noi,
Sufrày disse a que’ prenci incliti e grandi,
Che dai Turani d’oggi in poi contrasto
Non dimandar di pugna. Or, senza indugio,
In suol d’Irania recherò l’esercito,
Ed è in lor mani re Kobàd, illustre
Figlio di re Pirùz, di regia stirpe,
E stanno in lor poter de’ sacerdoti
Il principe, Ardeshir, e molti grandi
Giovani e vecchi de le iranie schiere.
Che se noi seguirem la guerra assidua
Con prence Khoshnavàz, senz’alcun frutto
E lunga assai quest’opra fia di noi
Indubbiamente. Uccideranno i tristi
Quei che hanno in lor poter d’iranio sangue
Prigioni avvinti, re Kobàd illustre
Ed Ardeshìr con lui. Che se non fosse
Prence Kobàd in mezzo a quelli, il core
E la mia mente non farìan menzione
Del sacerdote. Ma se danno alcuno
Toccasse a re Kobàd per questi avversi
Turani prenci, nulla rimarrebbe
In iranico suol fuor che di biasmo
Lungo bisbiglio, e vituperio ed onta
Sarìa davver che passerebbe a tutti
I suoi gagliardi fino al giorno estremo
Che sorgeranno i morti. Al messaggiero
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<poem>
Rendasi adunque risposta gentile
E pongasi da noi buono consiglio
A far la pace, perchè almen da noi
Veggasi ancora di Kobàd la fronte
(Deh! senza lui non resti mai grandezza
Di re sovrano!) ed Ardeshìr pur anco,
De’ sacerdoti il maggior duca, e quanti
Hanno essi in potestà, vecchi e garzoni.
:Benedicendo a lui, tutto l’esercito
Gridava allora: Oh sì! legge è cotesta.
Questo è costume e questa è fede! — Allora
A sè dinanzi il messaggier turanio
Chiamossi il duce degl’Irani e seco
Disse parole con melliflua lingua.
:Opra è questa di Dio, dicea quel grande,
Veracemente, ma la sorte avversa
Medita il male nè il disvela. I prenci
D’Irania bella che cadean prigioni
(Kobàd sono e Ardeshir, di Dio ministro,
E quant’altri hanno al piè ceppi e catene),
Tutti con molto onor mandate omai
A me dinanzi. Le ricchezze poi
Che avete ancora in fulgide corone
In monete ed in cose alto pregiate,
Tutte inviate a me, tutte dinanzi
Della mia gente ai principi gagliardi.
E noi mai più distenderem la mano
A rapine ed a morti, chè all’Eterno
Siam noi devoti nè sentiam di tanto
Alcun bisogno, e del Gìhùn ben tosto,
Al decimo dei di, l’acque scorrenti
Valicheremo, nè d’allora in poi
Calcherem l’orme de la trista guerra.
E tu, di Khoshnavàz inclito messo,
A ciò che dissi, orecchio porgi, e tosto
Che tornato sarai, tutte ripeti
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<poem>
Coteste cose a lui. — Tornava allora
Il messo e ardito a Khoshnavàz venia
E ciò che udì, gli ripetea. Gioia
Quel prence e ratto le catene sue
Toglieva a re Kobàd e le toglieva
Ad Ardeshìr, maggior de’ sacerdoti,
E a quanti erano là d’Irania bella
Prigioni avvinti. Poi raccolse tutta
La preda qua e colà, quanta rinvenne
Al fatal campo, della pugna in giorno,
E il regal seggio e la regal corona
Di principe Pirùz e quante cose
Tra i prodi suoi ne andavano disperse.
Tutto cotesto ei rimandò fedele
A Sufrày battaglier per man d’un prode
Di nobili consigli. Allor che l’ampia
Schiera de’ forti di Kobàd rivide
Il regal volto, del vederlo ancora
Festosi tutti giubilâr, gioiro
Per Ardeshìr, maggior dei sacerdoti,
E per quanti eran là captivi ancora,
Giovani e vecchi. Abbandonar le tende
D’Irania i prenci allor, tutti le mani
Sollevarono al ciel, che senza offesa
Elli vedeano omai quel nobil figlio
Di re dei re con tanti di sua gente
Ch’eran degni d’onor. Sciolse i recinti
Il maggior duce in quel medesmo istante
E al suo destrier balzò in arcioni. L’acque
Del Gihùn ei varcò lieto e beato
Di sua vittoria e seco avea l’illustre
Sacerdote e Kobàd, figlio di prenci.
:In iranico suol novella certa
Allor che giunse di quest’uom preclaro,
Principe benedetto e d’inclit’orme,
Dì sue battaglie e de’ tremendi assalti
</poem><noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|{{Sc|Firdusi, VI}}||33}}}}</noinclude>
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<poem>
Con duce Khoslmavàz, dì suo consiglio
Degno di tal che all’arti sue ricorre;
Come s’udì che lieto e vincitore
Ei ritornava da la guerra, sciolte
Dal pie di re Kohàd le rie catene,
E menando venia de’ sacerdoti
Il maggiore, Ardeshir con quanti seco
Eran captivi dell’irania terra,
Ed ora del Gihùn l’acque scorrenti
Varcate avea, sì che per monti e piani
D’Irania la sua gente iva dispersa,
Da Irania tutta si levò tal grido,
Che intronarne davver detto tu avresti
L’orecchio di chi udia. Tutti levarsi
I prenci di gran senno e al valoroso
Ad irne incontro apprestavansi a gara,
E Balàsh all’istante un aureo seggio
Fe’ collocar perchè sedesse quivi
Kobàd accanto al prode. Allor ch’entrava
Sufrày nella città, tutti si mossero
Dal loco i prenci e ad incontrar quel grande
S’apprestò re Balàsh, venne con quella
Schiera d’eroi che seco avea pur anco.
Balàsh, nell’ora che vedea quel volto
Di Kobàd or disciolto da le rie
Catene e lieto e vincitor, lui strinse
Ratto al suo sen con molta gioia e intanto
Levò le mani a deplorar l’offesa
Della gente d’Heytàl, di Cina ancora,
Con molto sdegno. Da l’aperta via
Ascesero all’ostel del prence iranio
Tutti que’ grandi, ma ferito il core
Elli si avean, sì che venìan bramosi
Di lor vendetta. D’apprestar le mense
Pur fe’ cenno Balàsh, di chieder vino
E musici e cantori e suon festoso,
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Ma non era conforme a lor desìo
La festa inver per doglia ch’elli aveano
Del nobile Pirùz. Lodava intanto
Di ballate il cantor Sufrày valente
E sul lïuto le turanie guerre
Iva cantando. Ma su lui tenea
Intenti gli occhi e fermi ogni più illustre,
Che per lui ritornato era alla gioia
Veracemente e libero e novello
In suo voler per lui. Restituite
D’Irania le città furon da quello,
E a chi brama s’avea d’aspra vendetta
Di Khoshnavàz, ora diè gioia al core
Quel valoroso in ciò ch’ei fe’, ne sciolse
Da ogni tristo pensier l’anima ancora.
:Ma nel mondo quaggiù senza un eguale
Era prence Sufrày; così ne venne
Fino a quattr’anni, nè si fea giammai,
Se non quanto ei bramava, in tutta Irania,
Ed ei conforme a suo talento il mondo
Governando venìa. Come fu aperto
E libero dovunque il suo comando
Per l’ampia terra, ei liberò con arte
Di sagace parola il regal seggio
Da principe Balàsh. Dissegli: Il regno
Tu non governi e da’ malvagi i buoni
Riconoscer non sai. Stimi qual gioco
L’imperïale potestà; ciò fai
Per l’indole tua trista e l’agio tuo.
Ma Kobàd più di te saggio si mostra
E più possente in questo regno avito.
:Balàsh, in ritornarsi a le sue case.
Dir non ardi a Sufrày: Vanne, più a lungo
Non t’è dato restar! — ma disse in core:
Quest’alto seggio imperïal rancura
Davver non ha, ch’egli è senza travaglio
E senza biasmo e senza affanno grave.
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{{Ct|c=t01|6. Il re Kobâd figlio di Pirûz.}}
{{Rule|2em|t=1|v=3}}<section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|I. Parole di re Kobâd.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1603-1604).}}
<poem>
Come si assise re Kobàd illustre
Sul trono imperïal, come si pose
Di sua grandezza il diadema in fronte.
Da città d’Istakhàr discese ratto
A Tisifuna, da Istakhàr, dov’era
La gloria allor de’ principi d’Irania.
:Sovra quel trono di turchesi adorno
Poi che fu assiso, così disse: Or nulla
Nascosto a me per voi si tenga. A voi
Schiusa è la porta fino a me nel chiaro
Giorno mai sempre e nella notte oscura.
Quel grande che discioglie a dir del vero
La lingua sua nè cercasi menzogna,
Quand’ei nell’ira sua perdon si reca,
Sua guida e sire lui dirà pur sempre
De’ veridici il duce. Egli si pone
Di pace e di contento un trono eccelso
Nel mondo qui, per giustizia verace
Lode ei tocca da’ prenci. E tu se il core
Lungi terrai da brama di vendetta,
Piccoli e grandi a te faranno lode
Veracemente. Allor che menzognero
</poem>
<section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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<poem>
Mostrasi il prence, dalle sue menzogne
Rapido scorre a disïar contese.
Ond’è che ben si vuol primieramente
Detti ascoltar d’altrui, render verace
Risposta, ove tu sia prudente e saggio,
Che al contrario, ove sia pieno di voglie
Il sapïente, a recar frutti mai
Non giunge il suo saper. Tosto che il saggio
Precipitando va nella sua brama,
Saper che val per lui, che val ne’ campi
Acqua impura e salmastra? Oh! meglio fia
Se de’ suoi prodi l’alma generosa
Cattiverà, facendosi pusillo
Nel castigar l’opra d’altrui pur anco.
E il possente che mostrasi crudele
E duro in ciò ch’ei fa, dell’uom tapino
Più vil si rende, e quel tapino stolto
Che si fa tracotante, in questa sua
Vana contesa ben somiglia a tale
Ch’è di Devi in poter. Ma se qualcuno
Proprio difetto e riconosce e vede,
Molto a parlar di mancamenti altrui
Non si starà. Sostegno è pazïenza
A vero senno, e se tu muovi all’ira,
Sarai dispetto e vil. Che se contento
Della giustizia tu ne andrai di Dio,
Sarai possente e fermo in cor, di nobili
Consigli e puri, che disciolta avrai
La tua persona da travaglio, e tale
Che libero sen va d’ogni desìo,
Migliore è assai d’ogni tesor. Colui
Che ha sapïenza, l’alimento suo
Porta sempre con sè; muore il suo corpo,
E il nome suo mai non si muor. Voi dunque
Tutti recate a bene oprar la mano
D’un moto sol, per male oprar le vie
Del mondo infido non calcando mai.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 518 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
:Benedissero a lui tutti que’ prenci,
Gittâr smeraldi su la sua corona.
:Fanciullo era Kobàd; sedici gli anni
Ch’ei numerava, e poca parte invero
Di governo si avea. L’opre del mondo
Reggea prence Sufrày; solo in sue stanze
Era Kobàd signore. Il duca suo
Le cose tutte governava, e niuno
Del prence suo lasciava al fianco. Il sire
Non avea sacerdoti e non comando,
Non volontà. Di Sufrày dal potere
Tutta era invasa questa terra allora.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|II. Disgrazia di Sufrây.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1604-1607).}}
<poem>
:E fu cotesto fin che gli anni giunsero
A ventitré del giovinetto sire.
:Un di che ne le coppe di cristallo
Qual tulipano il vino rosseggiava,
Salse al prence Sufrày per chieder vènia
Di ritornarsi al loco suo. Quel duce
Apprestavasi allor con sue falangi,
E i timpani battea per ritornarsi
All’amena Shiràz. Così ne andava
All’alma sua città lieto e contento,
Parte avuta cospicua in ogni suo
Desìo più dolce. E Persia tutta invero
Era qual serva a lui, tutto egli avea
Fuori che il serto imperïal. Frattanto
Er’egli in questa opinïon: Sol io
Posi qual prence re Kobàd in trono
E sire il proclamai benedicendo.
Che se alcun gli dirà trista parola
Di me per trista voglia, una risposta
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/524
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<poem>
Ei renderà fredda e sgradita e il reo
Via caccerà dalla presenza sua.
:Regi tributi ei riscuotea frattanto
Da ogni provincia, da ogni illustre in guerra,
Da ogni prence così. Quando pervenne
All’inclito Kobàd novella certa
Di Shiràz e dell’opre ivi compiute
E giuste e ingiuste di Sufrày, ciascuno
Di re Kobàd così dicea, pensando:
:Fuor che il serto regal, nulla ei possiede
Di tesori e d’eserciti d’Irania;
Comando egli non ha d’alcuna cosa,
Non regia autorità; la gente omai
Tutta a Sufrày è serva addetta. — Allora,
Quanti erano colà d’ogni secreto
Assunti a parte di Kobàd, coteste
Parole tutte ripeteano a lui
E sì dicean: Deh! perchè mai, signore
Inclito e grande, te rendesti pago
Del nome solo di monarca? Colmi
Ben più del tuo tesor son quei che aduna
Prence Sufrày. Deh sì, vuolsi dal mondo
Svellere omai l’intento suo! Qual schiava
E Persia tutta a lui, li prenci suoi
Servono a lui devotamente a gara.
:Trista di re Kobàd l’alma si fece
Ai detti acerbi, ed ei non fe’ ricordo
Di tanto faticar del vecchio duce
Nel profondo del cor, ma così disse:
:Schiera d’eroi quand’io mandassi, il duce
Ei ne sarebbe, contro a me sorgendo
Esattor di vendetta. E poi che avverso
A me si fece per tesori suoi,
Molto travaglio e lungo duol dovremo
Toccar da lui, che ognun, quanto egli fece
Ben ricordando, ignorerà secreto
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/525
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<poem>
Desìo ch’egli ha nel cor, ned io conosco
In tutta Irania battagliero duce
Quale osi in guerra scendere con lui,
Seco menando i prodi suoi. — Ma un saggio
Dissegli allora: Di cotesto, o prence,
Non far pensiero, che Sufrày diventi
Signor d’Irania con auguri e voti.
Servi devoti hai tu, duce di prodi
Hai teco, ed essi ben potrìan la volta
Del ciel rotante con la mano attingere.
Quando Shapùr di Rey dal loco suo
In armi balzerà, nel petto il core
Si schianterà di quel Sufrày protervo.
:Bene ascoltò quelle parole il prence
E ne assunse vigor, tutte scordando
Di Sufrày le virtù, le colpe sue
Tutte afferrando; e tosto ad uomo esperto
Ei fe’ precetto che in arcion salisse
Ratto qual nembo ed a Shapùr di Rey
Così ne andasse con un falso invito
A cacciar con falconi. Egli dovea
Porlo in sella a l’istante e al regio albergo
Richiamarlo da Rey con due cavalli.
Del sire al cenno, andava in Rey il messo
Come vento autunnal. Ratto che il vide
Il maggiordomo, gli fe’ inchieste e prese
L’epistola del sire, indi si mosse
Ed a Shapùr di Rey poi che la porse,
Gli menò il cavalier d’alta cervice.
:Di re Kobàd come il foglio leggea,
Shapùr, nipote di Mihrèk, sorrise,
Che fuor di lui per tutta l’ampia terra
Contro a Sufrày non era alcun nemico
In aperto o in secreto. Ond’ei che intese,
Tutti i fedeli suoi chiamossi attorno
E l’esercito suo rapidamente
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<poem>
Condusse a Tisifuna. Allor che quelli
Prodi guerrieri suoi presso a l’iranio
Sire ebbe addotti, fu l’accesso dato
In quell’istante e ratto che del mondo
Il re sovrano il suo fedel scoverse,
Oneste fece le accoglienze e in trono
Di turchesi il fe’ assidere. Son io
Orbo di serto, disse allor. Pel mondo
Va la fama di me qual d’uom che nullo
Ha in sè valor. Della real grandezza
Tutta è la parte di Sufrày, ch’io godo
Del nome solo di monarca. Intanto
Per questa che mi preme alla cervice
O giustizia o ingiustizia, il corpo mio,
Di tanti giorni al fin, crucciasi e duole
Che se fosse in Irania il mio fratello
Principe come un dì, meglio saria
Di cotesto Sufrày malvagio e reo.
:Per cotesto, o signor, Shapùr gli disse,
Non aver tu dolente il cor. Qui vuolsi
Aspra ed acerba scrivere un’epistola,
Che gloria hai tu con maestà di sire,
Nascita illustre e vigorìa. Nel foglio
Così a quello dirai: «Per questo serto
Imperïal, travaglio con fatica
È la mia parte e vacuo è il mio tesoro.
Tu l’esattor sei de’ tributi, ed io
N’ho la colpa. Davver! che più non voglio
Che tu m’appelli re sovrano! Intanto,
Ecco! ti mando un valoroso, ch’io
Per l’opre tue mi lagno assai». L’epistola
Di cotal foggia quando a lui sen vegna,
Quand’io pur là sarò con questo esercito
Bramoso di pugnar, le sue palp̀ebre
Non soffrirò ch’egli soltanto muova.
Nè seco parlerò fuor che per ira.
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<poem>
Di fogli a uno scrittor fecero invito
E il posero a seder di fianco al prode
Shapùr di Rey. Ciò ch’egli disse al prence,
Shapùr ridisse allo scrittor; notava
Le cose tutte e nel secreto core
Crucciavasi pur anco. Allor che il prence
Pose a quel foglio il suo sigillo, trasse
Prence Shapùr su la dirotta via
Le sue falangi, scelto in pria ciascuno
Più illustre in armi, quale iva disperso
Dall’oste imperïale. Egli, con incliti
Che la pugna chiedean, volse la fronte
Di città di Shiràz verso alle mura.
:Prence Sufrày, com’ebbe di tal cosa
Novella certa, le falangi sue
Mosse dal loco e ad incontrar sen venne
Con grave schiera, cavalieri eletti
Che usberghi al petto avean, quel valoroso.
Ambo scontrarsi questi eroi superbi
Dall’alto capo e scesero di sella
Rapidamente. Come poi tornato
Fu in arcioni Shapùr con l’altro duce,
Molto si consigliar di cose molte
E buone e ree. L’epistola del sire
Dava all’altro Shapùr, quindi ne andava
E difficile e dura e dispettosa
Per ogni via la gran faccenda. Allora
Che letta ebbe l’eroe la regia epistola,
In volto impallidì, perdè vigore
E quell’anima sua fosca si fece.
:Letto quel foglio da Sufrày, Nascondere,
Shapùr gli disse, più non vuolsi omai
La cosa grave. Le catene indisse
Il re del mondo a te. Pianse per questo
Dinanzi a’ prenci assai; ma in quella guisa
Che questo foglio ne leggesti, sai
Che ha suo proprio voler de’ re il sovrano.
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<poem>
:Ben mi conosce il re del mondo, a lui
L’eroe rispose, ch’io portai per lui
Tanta fatica e tanto stento allora
Che venni di Zabùl con le mie schiere.
Col valor mio da’ ceppi il liberai.
Nè soffrii che toccassegli giammai
Offesa o danno, e furon sempre intanto
Pronte le mani mie pel mio signore,
Dell’iranico suol per tutti i forti
Eroi guerrieri. Che se il premio sono
A me suoi ceppi e tu nel farmi guerra
Dèi sopportar questa fatica, indugi
Io da te più non voglio e tu mi allaccia
I piè suvvia, che forse i ceppi suoi
Frutto mi recheranno. Oh! non è dunque
Vergogna a lui dinanzi a Dio cotesta,
Dinanzi al popol suo, ch’io tante volte
11 caldo sangue mio sparsi per lui?
Deh! sì, nel tempo che il re nostro in ceppi
Anche languìa, terribil sacramento
Di me fu questo innanzi a Dio, che allora
Così dissi: «Davver! che la mia mano
Altro non toccherà fuor che del ferro
L’elsa lucente, ed io quest’almo sole
Anche addurrò sotto vaganti nubi
Col mio pugnar, perch’io questo mio capo
O perda in guerra, ovver, col mio valore.
Dentro a la force dal suo seggio tragga
Di Khoshnavàz il capo reo». Colui
M’indisse intanto le catene! Oh! dunque
Son di me degne le catene ed ogni
Parola stolta va per me! Tu intanto
Non dilungar da quel comando suo
Per niuna guisa. Che d’un forte al piede
Sono i ceppi ornamento, e intendi e sappi!
:Shapùr, come ascollò, gli avvinse i piedi,
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<poem>
Fe’ dar fiato alle trombe e con un balzo
In arcioni salì. Di Persia allora
Addusse a re Kobàd quel prigioniero,
Ma Kobàd non fe’ già per le trascorse
Cose alcun verbo. Comandò che tratto
In oscura prigion, presso ai meschini
Che la mente perdean, fosse quel grande,
E fe’ cenno dipoi che quante cose
In Shiràz egli avea, servi e tesori
In campi e messi, tutto fosse addotto
In Tisifuna ed il ministro suo
Questo affidasse al tesoriere ancora.
:Al trapassar di sette dì, col suo
Sacerdote fedel consigli molti
Stettesi il prence a ventilar, parlando
Di Sufrày valoroso, e il consigliero
Così dissegli poi: Tutto gli è amico
Di Tisifuna il popolo, o signore,
E gli è amico l’esercito con tutti
I sudditi di noi, con tutti i capi
De’ villaggi e di questa inclita reggia
Con tutti i servi. Che s’ei resta ancora
Tenacemente nell’irania terra,
Davver! che dovrai tu pel regno tuo
Deporre ogni pensieri Meglio è che ucciso
Cada il nemico del signor del mondo,
Meglio è che d’ogni avverso in giù travolta
Sia la fortuna! — Come udì que’ detti
Del sacerdote suo l’iranio prence.
Al nuovo ei corse con la mente e nullo
Si diè pensier de le trascorse cose.
Si comandò che tolta al valoroso
La vita fosse, trafiggendo il core
D’estrema ambascia a quella gente sua.
</poem>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/530
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<poem>
{{Ct|c=t1|III. Prigionia di Kobâd.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1607-1609).}}
:Quando venne agi’Irani annunzio certo
Che giunto era al suo fin di quel gagliardo
Il dolce tempo, si levò da tutta
La terra intorno per angoscia un grido
E fecero gran pianto uomini e donne
E pargoletti. Allor, contaminârsi
Di parole a imprecar le lingue tutte
De’ forti irani e sciolto lor pensiero
Balzò nel mezzo, in pria celato. Sdegno
Irania prese e si levò tumulto
E ciascun l’armi s’apprestò di guerra,
Che ciascun si dicea: Poi che perìa
Sufrày gagliardo, nell’irania terra
Seggio non resti di Kobàd! — Allora,
Cittadini e guerrieri un sol drappello
Si fean compatto nè per poco mai
Di re Kobàd con reverenza il nome
Vollero profferir, ma tutti insieme
All’ostello regal correndo ascesero
Pel reo calunniator pieni di doglia,
Chiedendo aita. E quei che appo il sovrano
A calunniar fûr pronti il valoroso
E per tristo pensier la sua sventura
Agognarono un dì, la folla irata
Prese e fuor trasse dal regale ostello,
Indi le tracce a ricercar si diede
Di principe Giamàsp. Minor fratello
Di re Kobàd era Giamàspe, un forte
D’altero capo, e re Kobàd l’avea
Nutrito con amor. Lui scelse allora
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{{Ct|c=t1|III. Prigionia di Kobâd.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1607-1609).}}
<poem>
:Quando venne agi’Irani annunzio certo
Che giunto era al suo fin di quel gagliardo
Il dolce tempo, si levò da tutta
La terra intorno per angoscia un grido
E fecero gran pianto uomini e donne
E pargoletti. Allor, contaminârsi
Di parole a imprecar le lingue tutte
De’ forti irani e sciolto lor pensiero
Balzò nel mezzo, in pria celato. Sdegno
Irania prese e si levò tumulto
E ciascun l’armi s’apprestò di guerra,
Che ciascun si dicea: Poi che perìa
Sufrày gagliardo, nell’irania terra
Seggio non resti di Kobàd! — Allora,
Cittadini e guerrieri un sol drappello
Si fean compatto nè per poco mai
Di re Kobàd con reverenza il nome
Vollero profferir, ma tutti insieme
All’ostello regal correndo ascesero
Pel reo calunniator pieni di doglia,
Chiedendo aita. E quei che appo il sovrano
A calunniar fûr pronti il valoroso
E per tristo pensier la sua sventura
Agognarono un dì, la folla irata
Prese e fuor trasse dal regale ostello,
Indi le tracce a ricercar si diede
Di principe Giamàsp. Minor fratello
Di re Kobàd era Giamàspe, un forte
D’altero capo, e re Kobàd l’avea
Nutrito con amor. Lui scelse allora
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 526 —|}}</noinclude>
<poem>
La gente e in trono il fe’ seder, gridando
Lui prence e sire, assai benedicendo.
Di ferri poi furono avvinti i piedi
A Kobàd, e nessun diessi pensiero
Di suo grado real, di suo lignaggio.
:Un figlio di Sufrày eravi allora
Eletto e saggio e ne’ consigli puro,
Anche degno di lode. Il giovinetto,
Scevro d’offese inverso altrui, s’avea
Rezmìhr a nome, e il padre suo già un tempo
Di sua fama gioìa. La gente avversa
Diè in mano di Rezmihr in ceppi avvinto
L’iranio prence, a lui nemico e avverso,
Perchè, nel suo dolor, l’alta vendetta
Di principe Sufrày dal re del mondo
Or si chiedesse l’amoroso figlio.
:Scevro d’offese inverso altrui, devoto
A Dio signor, la mano sua non volle,
Per fargli offesa, contro al re del mondo
Rezmìhr intègro sollevar, ma sempre
Dinanzi a re Kobàd servendo ei stette,
Nè ricordo gli fece in alcun tempo
Di sofferto dolor. Meravigliava
Di Rezmìhr giovinetto il re del mondo
E a lui benedicea, questa sua scusa
Diceagli ancor: La stella mia, la mia
Luna propizia scompigliâr que’ tristi
Avversi a me. Che s’io trovassi mai
Dalle catene libertà, ben io
Giovevol ti sarei, garzon diletto,
In ogni tua sventura! E toglierei
Dal tuo bel cor l’antico affanno e luce
A’ miei occhi darei nella tua vista.
:Rezmihr gli disse allor: L’anima tua
Non crucciar per cotesto, inclito sire.
Che se il padre non fe’ ciò che dovea
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 527 —|}}</noinclude>
<poem>
Oprar per te, per la sua morte n’ebbe
Soltanto il figlio suo doglia e corruccio.
Qual servo a te son io, nel tuo cospetto
Son come schiavo, e se tu a me l’imponi,
Patto con te farò per sacramento
Che la tua fè non romperò giammai.
:Dette ch’ebbe Rezmìhr queste parole,
Ratto che il prence le ascoltò, quel core
Nel petto gli balzò per improvviso
Conforto e gioia. Sicurezza allora
L’anima di Kobàd ebbe per lui,
Del giovinetto sì prudente e saggio
Alle parole ei s’allietò, che il suo
Alto secreto sì gli aperse e disse:
:Celarti non vogl’io pensier del core,
E tu sappi, Rezmìhr, che il mio secreto
A cinque soli aperto sta. Nessuno,
Fuor di cotesti, la mia voce mai
Udir potè. Deh! chiaminsi qui adunque,
E se bisogno di lor opra noi
Toccasse un dì, l’arcano mio pensiero
Tutto a lor disveliam. Che se da’ piedi
Mi toglierai queste catene, sappi
Che frutto sì t’avrai dal mio disegno.
:Rezmìhr, garzon di nobile consiglio,
Ratto che udì, gli tolse le catene
Gravi dal piede, e in quella notte oscura
Uscìan dalla città, scendeano al piano,
Lungi dagli occhi de’ nemici, e il viso
Della gente d’Heytàl verso a’ castelli
Volgean correndo, offesi al cor da molte
Cure e pensieri e dell’andar bramosi.
Così, cotesti sette, omai perduti
Nella fortuna, rapidi ne vennero
Come nembo ad Ahvàz, poi camminando
Giunsero ad un castel ricco e opulento,
</poem><noinclude></noinclude>
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<poem>
Ov’era un duce di gran nome. A quella
Casa del sire del castello ei scesero
E quivi s’arrestâr, quivi rimasero
A riposarsi a quella volta in pria.
:Ma il duce del caste! vaga qual luna
Una figlia si avea con un bel serto
Di nere trecce in su la fronte, e il sire
Come vedea di quella figlia il volto,
Giovane essendo ancor, sentìa fuggirsi
Dalla sua mente il senno, onde, all’istante,
Venne a Rezmìhr e così disse: Un detto
Ho in secreto per te. Va tosto, e al sire
Del villaggio per me dirai se forse
Quella sua figlia che ha volto di luna,
Consorte mia diventa. — Andò il garzone
Rapidamente e del villaggio al duca
Il secreto svelò: Se alla tua bella
Figlia, signor, non è alcun sposo in terra.
Io qui t’adduco un inclito compagno
Di lei, sì che in Ahvàz prence sarai.
:Il ricco duce del villaggio, allora,
Così disse a Rezmìhr: Non è uno sposo
A questa figlia mia leggiadra e vaga;
Ma se alcuno è pur qui degno di lei,
È tua la potestà. Donala adunque
A colui che più l’ama. — E il giovinetto
Saggio ed accorto al re sen venne e disse:
:Questa fanciulla, qual leggiadra luna,
Di lieto augurio al mio signor deh! sia.
Ratto che la vedesti, ella ti piacque,
Ella ti piacque come pur l’hai vista.
:Prence Kobàd a sè chiamava allora
Quella dal volto di Perì, la fea
Quel re gagliardo su le sue ginocchia
Posar cortese, e poi che seco avea
Fulgido anello di cui niuno al mondo
</poem><noinclude></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 529 —|}}</noinclude>
<poem>
Sapea quale il valor, così gliel porse
E così disse: Questo mio suggello
Sèrbati, o cara. Verrà un dì che questo
Da te richiederò. — Così rimase
In quel villaggio sette giorni ancora
Per la leggiadra giovinetta, e poi
Al primo albor partì del giorno ottavo.
:Della gente d’Heytàl sen venne al prence
Kobàd allora e de’ trascorsi eventi
Gli fe’ ricordo e sì narrò che fatto
Avean gl’Irani a lui, pronti ed accinti
Al male oprar d’un tratto. Oh! per l’offesa
Di Khoshnavàz, quel re gli disse allora,
Necessità della tua trista sorte
Così t’incolse veramente! Or io
Per un patto con te stuol di guerrieri
Sì ti darò, di cui ciascun si reca
Sovra le chiome un serto. E se tu avrai
La tua corona ancor co’ tuoi tesori,
La terra di Geghàn mi fia compenso
Coi tesori e col seggio. Oh! quel confine
E il sovrano poter di me saranno,
E tu sarai de l’alleanza mia,
Del mio patto, custode. — A quel superbo
Kobàd rispose sorridendo: Nullo
Ricordo farò mai di quella terra,
E un dì, quando il vorrai, schiera infinita
Invïerò per te. Che è mai la terra
Di Geghàn, perch’io volga a lei lo sguardo?
:Poi che feano quel patto i due monarchi
Da l’eretta cervice, ecco! le porte
Schiuse il prence d’Heytàl de’ suoi tesori
E diè a Kobàd monete ed armi e poi
Quarantamila, usi a vibrar la spada,
Prodi gli addisse, tutti eroi famosi
E cavalieri. Scese allor da quella
</poem><noinclude>{{smaller|{{PieDiPagina|{{Sc|Firdusi, VI}}||34}}}}</noinclude>
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<poem>
Terra d’Heytàl fino ad Ahvàz munita
L’iranio prence, e già di tal novella
Pieno era il mondo in ogni suo confine.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|IV. Ritorno di re Kobâd.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1609-1611).}}
<poem>
:Come giunse vicino alla dimora
Del sire del villaggio, ecco! vedea
Prence Kobàd per l’ampia via dispersa
Tutta la gente che giocondo annunzio
A lui recava: Sia cagion di gaudio
Un pargoletto al nostro re! Nascea
Simile a te, signor, quel figlio tuo
In questa notte, e da la bianca luna
Anche per poco scerner nol potrai
In tanta sua beltà. — Come ciò intese.
Venne, gioioso in core, a quell’ostello
Prence Kobàd, e ratto e in quell’istante
Nome di Kìsra al fanciullin fu imposto.
:Del villaggio al signor così fe’ inchiesta
Kobàd allora: Da chi mai la tua
Origin tieni, o fortunato? — E quei
Così rispose: Da Fredùn gagliardo
Che rapì al seme di Dahàk protervo
La regia dignità. Così a me disse
Il padre mio, la madre mia puranco,
E del cielo invochiam benedizioni
In ogni tempo a re Fredùn. — Più assai
Gioì Kobàd alle parole sue
E la corona imperïal si cinse.
:Egli apprestossi un palanchino allora
E scese nella via; nel palanchino
Sedea del re l’inclita sposa, e intanto
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/536
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<poem>
L’esercito ei menò ver Tisifuna,
Pieno d’un’ira il cor per l’alta offesa
Degl’Irani ribelli. Oh! ma in Irania
Tutti i prenci sedean più vecchi e sperti
Co’ saggi tutti più famosi intanto
E sommessi dicean: Deh! che ben lunga
È faccenda per noi fra due regnanti,
Fra due prenci superbi! Ora di Cina
E di Grecia pur anco una falange
Verrà nemica, e molto sangue in questa
Frontiera nostra verserà. — Deh! prenci,
Disse un dell’assemblea, che alta levate
Al ciel la fronte, eroi, prodi campioni,
Andarne a re Kobàd qui vuolsi omai
Per ch’ei le cose già trascorse e viete
Più non ricordi. Anche si meni a lui
Giamàspe, di dieci anni garzoncello,
Perchè ratto ei converta in perle a noi
L’atra gragnuola che dal ciel minaccia.
Forse noi da rapine e da fraterno
Sangue versato e da battaglie e liti
Ad altre cure volgeremci ancora.
:Così a prence Kobàd ne andaron tutti
E dissero: Signor di regia stirpe.
Se per te di tue genti il cor trafitto
Andava un giorno e furon gli occhi e il core
Contaminati da stoltizia, or tutto,
Qual più t’è caro, compi del tuo core
Il desiderio, che il signor del mondo
Governa il mondo in suo poter. — Correndo
Così vennero a piè dinanzi a lui,
Sparsi di polve il crin, con alma fosca.
Ma l’inclito signor de’ prenci tutti
Condonò le peccata e fe’ che intanto
Scusa passasse del versato sangue.
Anche a Giamàspe il suo perdon concesse,
</poem><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/537
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<poem>
E i grandi gli applaudian benedicendo,
Ed ei venne frattanto e sul regale
Trono si assise; poi che a lui fedele
Era Giamàsp qual servo, ogn’alta cura
Dell’ampio regno a Rezmìhr giovinetto
Affidò intanto e il fe’ sedere innanzi
Al suo cospetto. S’ordinava allora
Il dominio de’ re, che di ricchezza
E d’opre giuste si fe’ pieno il mondo.
:E fu cotesto, fin che grande e forte
Kìsra divenne e fecesi garzone
Ardimentoso e di gran cor. Ma il padre
A’ maestri affidò quel figlio suo,
Virente ramoscel d’una gran pianta,
Nato a recar giocondi frutti, e poi
Tutte d’Irania e di Turania ancora
Pose in ordin le cose e salse intanto
La sua corona di regia grandezza
D’un tratto fino al cielo. Indi menava
Le genti in Grecia, e quella terra fue
Lieve a pigliar come di cera globo,
Sì che un deserto di cardi e di spine
Ei fe’ de’ campi. Chiesero da lui
Grazia e perdono due città frattanto,
Hindìa per prima, Farikìn seconda,
E il nobile signor del Zendavesta
A quelle genti la dottrina apprese
E la sua fede là fondò. Costrusse
Del Fuoco un tempio nobile ed ingente
Su quel confine e la festa v’indisse
Del primo dì dell’anno giovinetto
E di Sadèh. Madàyn munita e forte
Fe’ residenza de’ regnanti, e quivi
E bene e male sparse intorno assai,
E d’Ahvàz fino al suol di Persia amena
Eresse una città, posevi loco
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<poem>
E i grandi gli applaudìan benedicendo,
Ed ei venne frattanto e sul regale
Trono si assise; poi che a lui fedele
Era Giamàsp qual servo, ogn’alta cura
Dell’ampio regno a Rezmìhr giovinetto
Affidò intanto e il fe’ sedere innanzi
Al suo cospetto. S’ordinava allora
Il dominio de’ re, che di ricchezza
E d’opre giuste si fe’ pieno il mondo.
:E fu cotesto, fin che grande e forte
Kìsra divenne e fecesi garzone
Ardimentoso e di gran cor. Ma il padre
A’ maestri affidò quel figlio suo,
Virente ramoscel d’una gran pianta,
Nato a recar giocondi frutti, e poi
Tutte d’Irania e di Turania ancora
Pose in ordin le cose e salse intanto
La sua corona di regia grandezza
D’un tratto fino al cielo. Indi menava
Le genti in Grecia, e quella terra fue
Lieve a pigliar come di cera globo,
Sì che un deserto di cardi e di spine
Ei fe’ de’ campi. Chiesero da lui
Grazia e perdono due città frattanto,
Hindìa per prima, Farikìn seconda,
E il nobile signor del Zendavesta
A quelle genti la dottrina apprese
E la sua fede là fondò. Costrusse
Del Fuoco un tempio nobile ed ingente
Su quel confine e la festa v’indisse
Del primo dì dell’anno giovinetto
E di Sadèh. Madàyn munita e forte
Fe’ residenza de’ regnanti, e quivi
E bene e male sparse intorno assai,
E d’Ahvàz fino al suol di Persia amena
Eresse una città, posevi loco
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<poem>
Gli egri per ricovrar. Kobàd sovrano
Erèsh quella città chiamar si volle,
Cui posero d’Holvàn gli Arabi il nome
Ai nostri tempi. Da ogni parte in essa
Fu aperto, pieno d’acque, un ruscelletto,
E fu di pace e di riposo a un tratto
Loco propizio quella terra amena.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|V. Venuta di Mazdak.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1611-1613).}}
<poem>
:Facondo parlator, di sapïenza
E di consigli ricco e d’alte voglie,
Tale sen venne allor (Mazdàk il nome),
Uom di gran pregio, venditor di molta
Scïenza arcana, e re Kobàd ardito
Orecchio gli prestò, sì ch’ei ministro
Del re de’ regi e de’ tesori suoi
Custode e dispensier divenne a un tratto.
Scarso era allora per la terra tutta
E in mezzo a prenci e in mezzo a servi il pane
Per fiera siccità. Su per gli spazi
Ampi del ciel sparite eran le nubi
Carche di neve, e per l’irania terra
Nessun veder potea piogge o nevischi
In alcun tempo. I principi del mondo
Là su le porte di Kobàd regnante
Acqua e pane chiedean. Mostrerà il prence,
Disse a quelli Mazdàk, sentiero a voi
Con nuova speme. — E corse e alla regale
Presenza venne e questi detti fea:
:Re saggio e accorto, una parola sola
Fra tante cose di quaggiù vogl’io
Inchiederti, se pur risposta rendi
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu/539
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<poem>
Per alcun poco. — E re Kobàd, esperto
In favellar, Parla, gli disse, e il mio
Onor pel mondo rinnovar ti piaccia.
:Morso da un angue è tal, disse colui,
E già l’anima sua dal corpo affranto
Apprestasi a volar. Possiede un altro
Un balsamo gagliardo, e di quel balsamo
Parte non ha chi s’ebbe il morso. Or dimmi
Uomo cotal che mai si merti, pondo
Allor ch’egli ha di dieci dramme e dieci
Di balsamo gagliardo? — Un omicida,
Risposegli Kobàd prence sovrano,
È il possessor del balsamo, e fa d’uopo.
Pel sangue di cotal ch’ebbesi il morso,
Ucciderlo pur qui nella mia reggia,
Ratto che in poter suo l’abbia quel grama
Che per l’offesa gli è nemico. — Allora
Che udì cotesto, si levò colui
Dal cospetto regal, sen venne a quelli
Chiedenti aita e così disse: D’ogni
Cosa inchiesta fec’io dal nostro prence.
Deh! s’attenda per voi fin che dimani,
Al primo albor, diritta vi dimostri
A giustizia la via. — Partiano quelli
E tornavano poi sul primo albore,
Tornavano dolenti e al cor trafitti.
:Come da lungi que’ gagliardi ei vide,
All’iranio signor dall’erme soglie
Andò Mazdàk e disse: O re che invitta
Hai tua fortuna, o accorto ed eloquente
E ornamento del trono, una parola
Io già ti dissi e destimi tu pure
La risposta, e la porta, chiusa in pria,
Con tua risposta mi facesti aperta.
Se vènia a me sarà, dirò parola
Che ti sia guida. — Oh! parla, il re gli disse,
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<poem>
Non chiudere le labbra! Ogni parola
È giovevole a me. — Famoso prence,
Disse Mazdàk, se con ben fermi ceppi
Tu alcuno avvinci ed altri gli sottrae
Suo cibo ed ei si muor, l’anima dolce
Nella distretta abbandonando, quale
Qual sarà pena di colui che il pane
Dell’infelice ritenea, lasciandolo
Dispetto e vil ne’ ceppi suoi? Che fia?
Forse che a me dirà che sapïente
E accorto era costui, l’inclito sire?
:Tristo è quel corpo, re Kobàd rispose,
Chè omicida è colui; gli pesa intanto
Sulla cervice l’opra sua malvagia
Ben che non fatta di sua mano. — Un bacio
Sulla terra stampò, ratto che udia,
Mazdàk allora, e fiero abbandonando
La presenza regal, nell’aula entrava
E al popolo raccolto, Ove, dicea.
Trovasi grano ancor nascosto, voi
Andate tosto, e prendasi ciascuno
Parte di quello, e se qualcun dimanda
Prezzo per oro, al suolo il calpestate.
:Così quant’era là raccolto, in quella
Regal città, Mazdàk disperse allora,
Perchè ciascun la parte sua togliesse.
Corse ciascun ch’era affamato, e venne
Il grano a saccheggiar tra le provviste;
E ne’ granai de’ cittadini e in quelli
Di re Kobàd non andò lieto alcuno
D’allora in poi d’un grano di frumento.
E i ministri del re che ciò vedeano,
Corsero a quel signor dell’ampia terra
Vigile e accorto e dissero: Dispersa
Han quelli del re nostro ogni granaia,
E ne ricade su Mazdàk la colpa.
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<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 536 —|}}</noinclude>
<poem>
:Prence Kobàd colui del dire esperto
Chiamossi allora e fe’ parole seco
Di tal rapina, e quei rispose: Lieto
Esser tu possa, o re! sia l’alimento
Alla saggezza tua parola acconcia!
Le cose che ascoltai dal mio signore,
Placidamente a’ mercatanti io dissi,
Chè in pria così, dinanzi al re sovrano
Di questa terra, favellai del serpe
E del veleno e di colui che parte
Del balsamo s’avea. Questa risposta
A questo servo il principe rendette
Intorno a quei che il balsamo serbava,
Intorno a quei che il balsamo valente
Chiedea pregando, e disse: «Ove si muoia
Da un angue ucciso, alla città qualcuno
E non tocca del balsamo dell’altro
Alcuna parte, cerchisi la pena
Del sangue da colui tristo ed avaro»,
E vile non si può l’opra sovrana
Di principe estimar nel suo comando.
Se ha fame alcuno, antidoto alla fame
È il pane inver, nè cercasi rimedio
Di balsamo colui che va satollo.
Che se giusto sei tu, signor d’Irania,
Vedi che in nulla ne’ granai celato
Il frumento a te giova. Ecco! son morti
Tanti che fame avean; trasseli a morte
Il granaio regal che stava inerte.
:Prence Kobàd, alle parole sue,
Ebbe in angustia il cor; dietro a que’ detti
A giustizia voltati, egli la mente
Abbandonò precipitoso, e intanto,
D’allora in poi, fe’ sue dimande a lui
E le risposte udì. Vide che l’alma,
Vide che il core di quest’uom pregnanti
</poem><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 537 —|}}</noinclude>
<poem>
Eran di detti e di sentenze, quali
Disser profeti e giusti sacerdoti
E sapienti un dì. Smarrìasi allora
Per le parole di Mazdàk il prence,
E andavano parole intorno a lui
Da misura di là. Turba infinita
Adunavasi intanto, e pel profeta
Molti senza sentier che li guidasse,
Traviaron per lui. Quale è più ricco,
Dicea Mazdàk, di contro egli ha il tapino
Uguale e pari a lui. Che più possegga
Alcuno in terra, più non lice, e il ricco
Esser debbe la trama e il poverello
Esser debbe l’ordito. Uguale in tutte
Le cose di quaggiù facciasi il mondo,
E di ricchi opulenza ingiusta e vieta
Cosa si estimi. Assegnar case e donne
E ricchezze ad altrui qual suo possesso,
Licito più non è, che il ricco e il gramo
Sola una cosa in terra sono; ed io
Tanto farò che questo con la santa
Religïon s’accordi e il basso e l’alto
Discernere possìam veracemente.
Chi poi, qualunque ei sia, che in altra fede
Posi da questa mia, da Dio signore
Abbia anatèma qual perverso Devo!
:O fosse vecchio o garzoncello fosse,
Ogni gramo e tapino era per lui
Una sol cosa, ed ei prendea da questo
E dava a quello, e i sacerdoti intanto
Avean di lui gran meraviglia. Allora
Che udì Kobàd queste novelle cose.
Nella fè di Mazdàk entrò voglioso
E del suo dir nel viver suo fu lieto.
Anche seduto a la sua destra il volle,
E la gente frattanto ove mai fosse
</poem>̈<noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 538 —|}}</noinclude><section begin="s1" />
<poem>
Il sacerdote non sapea del prence;
Ma qual era tapino e meschinello
E chi per faticar si procacciava
Il pane d’ogni dì, venia bramoso
Di Mazdàk nel cospetto. E già pel mondo
Vigor prendea la sua novella fede
E niuno di cercar si ardia nel core
Pena o castigo di colui; ma il ricco,
Abbandonando ogni possesso suo
Liberamente a un tratto, a’ poverelli
In potestà, quanto si avea, lasciava.
</poem><section end="s1" /><section begin="s2" />
{{Ct|c=t1|VI. Castigo di Mazdak.}}
{{Ct|c=t2|(Ed. Calc. p. 1613-1616).}}
<poem>
:Avvenne un dì che al primo albor venia
Mazdàk profeta innanzi, da sue case,
All’iranio signor. Molti, egli disse,
Devoti a nostra fè, soggetti nostri
D’intatto e puro cor, prenci nel mondo,
Stanno a le porte. Forsechè dovremo
Accôrgli tutti andar dovranno? — Allora
Che di Mazdàk udìa questa parola
Prence Kobàd, fe’ cenno al maggiordomo
Che l’accesso ei donasse. Angusta, o prence,
Disse Mazdàk al nobile signore,
È questa casa, e quella turba è grande.
Nè veramente qui potrìa nell’aula
Contenersi. Deh! scenda giù nel piano
Il prence e a quelli si riguardi ancora!
:E comandò che il seggio imperïale,
Re Kobàd, fosse tratto da la reggia
Al piano aperto, e di fedeli intanto
A profeta Mazdàk ben centomila
</poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione||— 539 —|}}</noinclude>
<poem>
In quel piano scendean, venìan gioiosi
Al lor prence e signor. Mazdàk allora
Dell’ampia terra così disse al prence:
:Deh! tu che avanzi ogni sapere in terra
Ed ogni lode, sappi tu, signore.
Che in nostra fede non è Kìsra. Or dunque
Come potrà la fronte sua ribelle
A nostra fe’ volger colui? Qui vuolsi
Scritto foglio ottener dalla sua mano
Che volga a dietro dalla via del male
Quella sua mente. Volgesi il mortale
Per cinque cose da giustizia, e il saggio
A queste cinque nulla aggiunger puote.
E son l’ira e l’invidia e la vendetta
E il bisogno, e la quinta è quella invero
Ambizïon che vince l’altre. Allora
Che i cinque vincerai Devi maligni,
Chiara ed aperta ti sarà la via
Del Re dell’universo. Or, per coleste
Cinque cose congiunte, alta iattura
Menano in terra a nostra intatta fede
Ricchezze e donne, e però vuolsi ancora
Porre là in mezzo, libero possesso.
Donne e ricchezze, se pur vuoi che danno
Unqua non venga a nostra intatta fede.
Per coteste due cose, invidia nasce,
Bisogno, ambizïon, fidi alleati
Di corrucci e vendette. Ecco! sconvolge
Mente di saggi un Devo, ed in comune
Vuolsi però lasciar quelle due cose.
:Poi che detto fu ciò, la mano ei prese
Di Kìsra e ne stupia d’Irania bella
Il re sovrano. Ma con ira e cruccio
L’inclito giovinetto a sè ritrasse
La mano e con disdegno gli occhi suoi
Rivolse da Mazdàk. Ridendo allora
</poem><noinclude></noinclude>
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L'Anima musicale d'Italia
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==Indice==
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: {{testo|/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette |9. Chi t'à fatto sti be' scarpette}}<abbr title="Partitura">♫</abbr>
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* {{testo|/Venezia}}
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Ecco dunque tre punti dove la musica di questa composizione eminentemente oratoriale allude sottilmente a momenti tipici del linguaggio musicale operistico. E’ probabile che in ulteriori episodi, per esempio nell’artificio del terzetto vocale che impersona le tre teste di Gerione, o in passi del «Coro di azione», altri riesca a ravvisare nessi e riferimenti che a me sfuggono verso momenti tipici del linguaggio musicale operistico. Nel suo eclettismo un po’ ibrido, l’''Atlán-''<noinclude><references/>
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Sì, sì, ci saranno certamente lì sotto una melodia popolare granadina e una catalana; ma per me non fa l’ombra di dubbio che, consapevolmente o meno, l’ideale, l’archetipo di romanza lirica che assisteva la fantasia novecentesca di {{AutoreCitato|Manuel de Falla|Manuel de Falla}} era in quel momento la popolare romanza di Margherita. Cosa che, poi, potrà stupire soltanto quelli che non avendo conosciuto da vicino i protagonisti della rivoluzione musicale antiottocentesca, non sanno di quanto sincero affetto essi fossero animati verso le reali grandezze del secolo passato.
Ecco dunque tre punti dove la musica di questa composizione eminentemente oratoriale allude sottilmente a momenti tipici del linguaggio musicale operistico. E’ probabile che in ulteriori episodi, per esempio nell’artificio del terzetto vocale che impersona le tre teste di Gerione, o in passi del «Coro di azione», altri riesca a ravvisare nessi e riferimenti che a me sfuggono verso momenti tipici del linguaggio musicale operistico. Nel suo eclettismo un po’ ibrido, l’''Atlán-''<noinclude><references/>
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{{Centra|XVIII.}}
Luca se n’andò al cordone; Jérochka fischiò ai suoi cani, si arrampicò sopra la siepe e passò pei cortili interni per giungere fino all’alloggio di Olénine; evitava d’incontrare delle donne andando alla caccia.
Olénine dormiva ancora; e Vania, per quanto sveglio, era tuttavia in letto e si domandava se era tempo o no di alzarsi, quando Jérochka, col fucile in spalla e in completo arnese da caccia, aprì la porta.
— Mille colpi di bastone! — esclamò con la sua voce di basso — sonate l’allarme: i tetcheni sono là! Ivan! scalda il ramino! E tu, presto, alzati! Che cosa vi è da dire? Le ragazze sono alzate e vanno a prender l’acqua, guarda dunque dalla finestra, e tu dormi! —
Olénine si svegliò e saltò dal letto. Si sentì<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="4" user="Accolturato" />{{RigaIntestazione||{{Sc|i cosacchi.}}|119|riga=si}}</noinclude>fresco e disposto alla vista del cosacco e al suono della sua voce.
— Presto! presto! Vania! — esclamò.
— È così, che vai a caccia? Le persone oneste fanno colazione, e tu, dormi!... Lamm! qui! — gridò al suo cane. — Hai il fucile in ordine? — diceva con degli scatti di voce, come se la camera fosse piena di gente.
— Sono in mora, lo confesso. Vania! la polvere, la borsa — diceva Olénine.
— L’ammenda! — gridava il vecchio.
— ''Du thé, voulez-vous?'' — domandava Vania in francese sorridendo.
— Che brontoli, demonio? Un dialetto sconosciuto? — gridava il vecchio, sorridendo anche lui, e lasciando vedere dei resti di denti.
— Un primo fallo si perdona... — implorava Olénine scherzando e mettendosi gli stivali alti.
— Questa volta perdonerò, — rispose Jérochka — ma, alla seconda, tu mi pagherai un litro di vino. Appena l’aria si riscalda, il cervo non si trova più.
— E anche se lo trovassimo, è più intelligente di noi, e ci sfuggirà — disse Olénine ripetendo le parole dette dal vecchio il giorno avanti.
— Tu ridi! No, uccidilo, eppoi me ne dirai qualche cosa. Suvvia, presto! ecco che viene il padrone — interruppe Jérochka, col capo fuor di finestra. — Guarda come si è fatto bello! ha indossato un nuovo caftano, affinchè tu sappia che egli è ufficiale. Eh!... povero signore! —<noinclude><references/></noinclude>
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Vania annunziò che l’ospite voleva vedere il suo padrone.
— ''L’argeant!'' — disse Vania stropicciandosi il pollice e l’indice della mano destra, prevenendo così il padrone circa lo scopo della visita del primo ufficiale, che entrò vestito di un’uniforme nuova coi galloni da ufficiale; e con le scarpe lustre, cosa rara per un соѕассо.
Camminava dondolandosi col sorriso sulle labbra, ed augurando la buona festa ad Olénine.
Ilia Vassilitch era un cosacco civilizzato; era stato in Russia; era maestro di scuola, ma, prima di tutto un gentiluomo, e gli piaceva molto di sembrarlo. Però, sotto quell’orpello preso a imprestito, il parlare affettato, i modi sciolti e l’aria di sicurezza, s’indovinava il cosacco della stessa razza dello zio Jérochka; s’indovinava dal colorito abbronzato, dalle sue mani, dal naso troppo rosso. Olénine lo invitò a sedersi.
— Buon giorno, amico; buon giorno, Ilia Vassilitch — disse Jérochka alzandosi e salutando profondamente e con aria ironica; almeno così parve ad Olénine.
— Buon giorno, zio! Sei già qui? — rispose il primo ufficiale con un cenno noncurante della testa.
Il primo ufficiale era un uomo di quarant’anni, magro, slanciato, di bella figura e abbastanza fresco per la sua età; aveva la barba grigia a punta. Si capiva benissimo che egli temeva di esser preso da Olénine per un semplice cosacco, e voleva a tutta prima farlo convinto della sua importanza.<noinclude><references/></noinclude>
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— Questo è il nostro Nembrotte d’Egitto; — disse con aria soddisfatta accennando Jérochka — è un gran cacciatore davanti all’Eterno. È buono a tutto! Lo conoscete già? —
Lo zio Jérochka con lo sguardo fisso sulle sue scarpe molli, tentennava la testa e sembrava colpito dalle cognizioni del primo ufficiale.
— Nembrotte d’Egitto! — mormorò — ma che cosa va inventando?
— Noi andiamo insieme a caccia — disse Olénine.
— Va bene, va bene, — riprese il primo ufficiale — ed io, ho un affaruccio da regolare con voi.
— Sono agli ordini vostri.
— Voi siete nobile, — cominciò il primo ufficiale — io pure sono ufficiale, e fra noi gentiluomini, potremo intenderci. — Tacque e sorrise guardando il giovane e il vecchio cosacco. — Se voi desiderate il mio consenso, per quanto è in me, poichè mia moglie ha l’intelligenza ottusa propria della sua condizione, e l’altro giorno non vi ha capito, il mio alloggio avrebbe potuto essere preso in affitto dall’aiutante di campo del reggimento in ragione di sei monete, senza la scuderia, e come gentiluomo non posso acconsentire. Sono ufficiale, e come tale farò con voi le mie condizioni.
— Parla eloquentemente — borbottò il vecchio.
Il primo ufficiale ragionò ancora a lungo nello stesso stile, e Olénine finì per comprendere, non senza fatica, che egli voleva sei rubli al mese per la sua ca-<noinclude><references/></noinclude>
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Testamento di Fortunato Pio Castellani
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Testamento di Fortunato Pio Castellani/Testamento
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<pages index="Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf" from="3" to="12" />
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Testamento di Fortunato Pio Castellani/1. Codicillo
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Testamento di Fortunato Pio Castellani/2. Codicillo
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 82 —|}}</noinclude>{{Centrato|⁂}}
L'unica raccolta di melodie lombarde realmente popolari ch'io conosca, si restringe alla
regione comasca. Di tali canzoni di cui il raccoglitore, Bolza, dice che si cantavano all'unisono da cori di contadine, quando l'estate lavorano nei campi e nell'inverno filano a veglia nelle stalle mi contento riportarne una sola perchè han tutte gli stessi caratteri cronologici ed etnici. Sono cioè tutte creazione ingenua e semplice, balbettamento di melodia creata però in tempi storici avanzati il che loro toglie quel carattere originale puramente etnico ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira|Tav. n. 13]]).
Il ''sei ottavi'' e il ''modo minore'' sono i suoi caratteri generali e palesi di melodia popolare e mesta; la veste esteriore, con l'estensione che si spinge oltre l'ottava, la così detta perfetta quadratura della frase, la non identità di questa quando si ripresenta, anzi con una certa e tal quale pretesa di salire all'acuto, la fan palese frutto del contado un po' infangatosi della poltiglia cittadinesca.
{{Centrato|⁂}}
Nelle città, come dissi, canzone vera e propria del popolo non c'è; ma, oltre alla canzonetta cosmopolita con caratteri nazionali ma non<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 84 —|}}</noinclude>{{Pt|dia|melodia}} di tal genere di musica rappresenti la etnofonia moderna, se così posso esprimermi.
Ritornando alla regione che in questo momento ne occupa, dico che non essendomi riuscito riportare genuini canti della campagna lombarda, il meglio è dare almeno qualche esempio
delle canzoni della moderna etnofonia milanese. Eccone una, la più nota, dell'ultimo e più celebre cantastorie che abbia avuto Milano, il ''Barbapedana'' ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era|Tav. n. 14]]).
Essa ha per titolo ''El piscinin'', il piccolino.
In tal genere di canzonette non solo spesso non è nulla di regionale, di colore locale, ma talvolta, come precisamente in questa, reminiscenze palesi di volgari melodie di opere di poco pregio ma molto in voga. E non manca neppure la chiusa in alto a così detto effetto.
Un'altra, fra le più conosciute, non del ''Barbapedana'', è ''El moletta'', l'arrotino ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira|[[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta|Tav. n. 15]]]]).
È questa canzone che pare abbia dato vita ad un onesto e legittimo figliolo ch'ha per titolo ''Me padre fa 'l moletta''. Il lettore confronti e tragga quelle deduzioni che il particolare gusto e discernimento critico gli suggeriscono, ma, come vede, nè padre nè figlio discendono dal nonno lavoro e non hanno quindi nulla a che spartire colla vera canzone del popolo ([[17. Mi gh'hoo la mia sorella|Tav. n. 16]]).<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 84 —|}}</noinclude>{{Pt|dia|melodia}} di tal genere di musica rappresenti la etnofonia moderna, se così posso esprimermi.
Ritornando alla regione che in questo momento ne occupa, dico che non essendomi riuscito riportare genuini canti della campagna lombarda, il meglio è dare almeno qualche esempio
delle canzoni della moderna etnofonia milanese. Eccone una, la più nota, dell'ultimo e più celebre cantastorie che abbia avuto Milano, il ''Barbapedana'' ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era|Tav. n. 14]]).
Essa ha per titolo ''El piscinin'', il piccolino.
In tal genere di canzonette non solo spesso non è nulla di regionale, di colore locale, ma talvolta, come precisamente in questa, reminiscenze palesi di volgari melodie di opere di poco pregio ma molto in voga. E non manca neppure la chiusa in alto a così detto effetto.
Un'altra, fra le più conosciute, non del ''Barbapedana'', è ''El moletta'', l'arrotino ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira|Tav. n. 15]]).
È questa canzone che pare abbia dato vita ad un onesto e legittimo figliolo ch'ha per titolo ''Me padre fa 'l moletta''. Il lettore confronti e tragga quelle deduzioni che il particolare gusto e discernimento critico gli suggeriscono, ma, come vede, nè padre nè figlio discendono dal nonno lavoro e non hanno quindi nulla a che spartire colla vera canzone del popolo ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta|Tav. n. 16]]).<noinclude><references/></noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Pic57" />{{RigaIntestazione||— 85 —|}}</noinclude>{{Centrato|⁂}}
Ancora un tema. ''La bella Rachele''.
È questo il tipo generico della mesta canzone amorosa lombarda. Canzone di dominio del popolo, ma non popolaresca creazione ([[L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella|Tav. n. 17]]).
{{Centrato|⁂}}
Se, come è detto in principio, Milano non ha la sua Marsigliese, ha bene però una canzone sua, tutta sua, della intiera Lombardia anzi, divenuta un'abitudine, una seconda natura, un incosciente bisogno dell'animo, canticchiata dal villico come dal cittadino, dall'organetto in istrada come dal pianoforte nel salotto, dall'orchestra in teatro, come dalle voci avvinazzate nella bettola. Questa canzone ripete il fatto della Marsigliese in quanto un musicista esprime il pensiero del popolo; ma più della Marsigliese è del popolo perchè prima di essere scritta, di ricevere l'impronta dell'artista che doveva fissarla in forme durature e perenni, di avere quel regolare passaporto fra gli uomini che è la denunzia di nascita innanzi all'uficiale di stato civile, il battesimo, già vagava nell'aria, era nel petto e nell'anima di tutti i lombardi, bisogno sentito, non formulato, non appagato con forma {{Pt|concre-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=29 giugno 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Lombardia]] - 14. De tan piscinin che l'era|prec=../Dove si stâ jersira|succ=../E gira che ti gira
|argomento=Partiture}}
<pages index="L'Anima musicale d'Italia.djvu" from="241" to="241" fromsection="s14" tosection="s14" />
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Wikisource:Bar/Archivio/2026.07
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Dorine Barth (WMCH)
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/* itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio */ nuova sezione
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text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 -->
== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. e ho rotto le scatole segnalando il problema pure là[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
::Ora sembra tornato tutto ok. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:20, 17 lug 2026 (CEST)
:::Ne sono felice! Probabilmente sono riusciti a risolvere! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:17, 19 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST)
::Transkribus si può usare anche da dentro Wikisource, in creazione di una pagina dove c'è "Trascrivi il testo" vai sulla freccetta a fianco e puoi scegliere il "motore" da usare, poi sotto bisogna scegliere il modello e bisogna cercare "Transkribus Italian Handwriting M1", circa a metà dell'elenco. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 17 lug 2026 (CEST)
:::Torno dalle ferie e provo a creare un indice. Mi servirebbe solo per i casi dubbi... [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 16:44, 17 lug 2026 (CEST)
== Dubbio su parole spezzate a fine riga ==
Buongiorno,
Sono una utente relativamente nuova e mi sto dedicando alla trascrizione di alcuni testi. Finora ho trascritto circa un centinaio di pagine di opere diverse, ma ho un dubbio operativo.
Durante la trascrizione, ho sempre seguito fedelmente il testo cartaceo originale, andando a capo all'interno della pagina esattamente dove andava a capo il libro e mantenendo le parole spezzate con il trattino. Solo ora, leggendo con più attenzione il manuale per principianti, ho notato la nota che spiega che in sede di trascrizione digitale i limiti della pagina fisica decadono e che le parole spezzate a fine riga andrebbero invece riunite.
A questo punto vorrei chiedervi due cose per capire come procedere correttamente:
Per il futuro: Quando trovo una parola spezzata all'interno della stessa pagina, mi confermate che la cosa migliore da fare (anche se mi occupo solo di trascrizione grezza e non di formattazione avanzata) è riunire i due tronconi ed eliminare il trattino, lasciando scorrere il testo? E come mi conviene gestire invece le parole spezzate tra due pagine diverse?
Per il passato: Come mi devo comportare con il centinaio di pagine che ho già inserito andando a capo come nel cartaceo? Devo riprenderle in mano una a una e modificarle per unire le parole, oppure ci penserà la comunità in fase di rilettura? Non vorrei lasciare del lavoro "sporco" o creare problemi ai passaggi successivi.
Grazie mille in anticipo per l'aiuto e per i consigli!
--[[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:54, 19 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:AdrianaB64|AdrianaB64]]: ciao! Confermo che i due spezzoni vanno riuniti, e sì, sarebbe meglio tornare indietro e sistemare anche le pagine che hai già fatto (mi dispiace che non ce ne siamo accorti prima). Se fai Alt+7 ottieni già una prima formattazione del testo che include anche queste "riunioni". Tra l'altro vedo che hai lasciato molte pagine allo stato 50% (cioè pagina da formattare). Alcune mi sembrano già buone per passare al 75% (i tre quadratini rossi), altre magari necessitano di qualche piccola formattazione tipo le parole in corsivo (nella barra in alto trovi i comandi per grassetto, corsivo ecc.). Altra cosa da sistemare sarebbe il numero di pagina, che andrebbe messo nel campo Intestazione (o Pié di pagina, se è in basso) usando il template {{tl|RigaIntestazione}}: non è obbligatorio inserirlo, ma perlomeno dovresti toglierlo dal corpo del testo, altrimenti poi il testo finale risulterà inframezzato da questi numerelli.
:Noi di solito incoraggiamo gli utenti a cercare di fare sempre queste piccole sistemazioni e portare le pagine almeno al 75%, riservando il 50% per i casi più complessi (tabelle, frontespizi un po' difficili da riprodurre, ecc.). Questo perché di solito tendiamo a fare due passaggi: uno trascrive e porta al 75%, un altro rilegge e porta al 100%. Se hai dubbi puoi anche lasciare la pagina al 50%, ma questo ovviamente richiede un passaggio in più, quindi almeno 3 persone che lavorano sullo stesso testo: questa è una sicurezza in più, ma se il testo è abbastanza semplice può non essere necessario.
:C'è anche uno strumento che aiuta a trovare errori come il trattino, o altri errori di trascrizione: da una pagina Indice, clicca "Cerca errori ortografici" a destra. Parte una ricerca degli errori più comuni, dalla quale puoi andare sulla pagina in questione e trovare l'errore evidenziato, così è più facile correggerlo.
:Per le parole spezzate tra due pagine, se l'ultimo carattere della pagina è un trattino, le due metà vengono riunite automaticamente e non serve fare nulla.
:Vedo che hai lavorato principalmente su [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]], però ti sei limitata al namespace Pagina. Per completare il lavoro, oltre a quanto detto sopra, andrebbe creato il sommario, cioè l'indice dei capitoli: se vai in modifica dell'indice, nel campo Sommario c'è un bottone "Compilazione assistita" che apre un box dove c'è anche il link alla guida. Prova a vedere se riesci a compilarlo, così poi possiamo provare a creare le pagine dei capitoli e allora ti risulterà anche molto più chiaro quale sia il risultato che vogliamo ottenere al termine di una trascrizione. Ovviamente per qualunque dubbio scrivi pure qua :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:16, 20 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille per il chiarimento. Sicuramente provvederò a sistemare le pagine già trascritte e seguirò i consigli dati per migliorare il mio contributo. Ero convinta che oltre alla trascrizione fosse previsto un passaggio intermedio, ovvero quello della formattazione, in capo a un'altra persona. Però capisco perfettamente che posso assolutamente fare qualcosa di più per cercare di formattare anche il testo trascritto secondo le regole, portandolo al 75%. Provo quindi a riprendere le pagine trascritte e chiederò conferma, strada facendo, se sono sulla strada giusta. E mi cimenterò anche a creare il sommario, ma per questo immagino già che tornerò ad avere bisogno di aiuto. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:34, 20 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-30</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W30"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Reader/Reader Experience|Reader Experience team]] has incorporated community feedback around the placement of watchstar and watchlist buttons for the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading Lists beta feature]], which would allow for saving articles for later reading – a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W102|wishlist item]] to bring the functionality to web. Editors are invited to enable the beta feature to test it out and [[phab:T426453|share their thoughts]].
* [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] offers edit suggestions within the VisualEditor for improving Wikipedia articles. [[Special:EditChecks|All suggestions]] are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators – local customization|community-configurable]]. The [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/TextMatch|TextMatch]] feature is a way for volunteers to create custom local suggestions. The feature searches in articles for strings of text, and now includes support for regular expressions. This gives volunteers greater precision and flexibility over the kinds of local suggestions they can create. Note: Suggestions [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Configuration#:~:text=maximumEditcount|can be targeted]] based on the edit count of the person editing as well as other aspects of the page. You can [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#Create custom local types of Suggestions|find examples from other communities]] for inspiration, including TextMatches that detect: typos, grammar-errors, potential advertisements, clichés, incorrect dash or hyphen usage, non-specific time keywords, outdated names, and more. Any [[mw:Special:MyLanguage/Talk:VisualEditor/Suggestion Mode|feedback]] is appreciated.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the SVG Translate tool could use an outdated version of a file, causing existing translations to be overwritten when new ones were uploaded, has now [[phab:T430577|been fixed]]. Overall, in the last quarter from April – June 2026 about 337 community tasks were resolved by the Wikimedia Foundation.
'''Updates for technical contributors'''
* On Parsoid-enabled wikis, Parsoid now renders a maximum of 1,250 images per page. A new tracking category, "media-limit-reached", will be soon made available to identify pages where this limit is reached, making it easier to find content whose media output may have been restricted during rendering. See [[phab:T430854]] for more information and to provide feedback.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.12|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W30"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 07:46, 21 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30836091 -->
== AltraEdizione ==
Scusate ragazzi, è da un po' che non modifico e ho notato che sulla colonna di sx non funziona più il <nowiki>'''</nowiki>template:AltraEdizione<nowiki>'''</nowiki>: è un problema solo mio? (vedi pagina [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Canti_(1835)/All%27Italia&action=edit<nowiki> All'Italia]). </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:35, 21 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: lo so, credo abbia smesso di funzionare con l'ultimo grosso aggiornamento dell'interfaccia, quando hanno introdotto la nuova Vector. Ma in realtà ormai è pressoché inutile, abbiamo il link automatico verso la pagina Opera ("Vedi le edizioni disponibili di questo testo") che è meno immediato ma più visibile e più facile, basta mettere l'edizione nella pagina Opera e ti mostra il link. Io inizierei a marcare il template come obsoleto e a toglierlo dalle pagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:18, 22 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Can da lua]]: A me più che altro serviva la funzione di '''visualizzazione parallela di due testi''' (non ricordo se potevamo averne anche tre). Non si può più fare? '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:30, 22 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ah, ma allora c'era ancora qualcuno che la usava! :D Quella funzione l'ho disattivata l'anno scorso, dato che ormai non funzionava più, mancando il link (e già da molto prima non funzionava più con gli interwiki, che erano il motivo principale per cui l'avevo fatta). Nessuno finora ne aveva sentito la mancanza :) ma se ti interessa posso provare a reintrodurla sotto forma di gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Magari.... Tu sai che io ho un approccio più ''filologico'' e per me queste funzioni sono '''oro''', praticamente introvabili, non esiste altra piattaforma dove sperimentare simili finezze :) '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:57, 22 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ho messo in piedi un gadget "d'emergenza", devi attivarlo e poi lo trovi nel menu di destra, si chiama "Confronta fianco a fianco". Per il momento ti chiede con quale testo vuoi confrontare e devi dargli tu il titolo (solo testi su it.ws), poi ci lavorerò ancora. Idealmente vorrei che fosse possibile:
:::::* scegliere una delle altre edizioni linkate sull'Opera
:::::* scegliere tra gli interwiki
:::::* inserire una pagina a piacere indicando su che dominio si trova.
:::::[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:17, 23 lug 2026 (CEST)
== Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) ==
<bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}}
You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}}
[[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST)
</bdi>
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-31</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W31"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] [[mw:Special:MyLanguage/ContentTranslation|Content Translation]] now supports dark mode, fulfilling a [[m:Community Wishlist/W544|Community Wishlist request]]. This brings the tool in line with the accessibility features available in the Vector 2022 and Minerva skins, helping reduce visual fatigue for users translating content. [https://phabricator.wikimedia.org/T367077]
* DiscussionTools' source mode and the 2017 wikitext editor will now offer autocomplete for links (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>[[</nowiki></code></bdi>), templates (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>{{</nowiki></code></bdi>), HTML and parser tags (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki><</nowiki></code></bdi>), and magic words (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>__</nowiki></code></bdi>), making it quicker and easier to insert links, templates, and other wiki markup while editing. [https://phabricator.wikimedia.org/T432400]
* The [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/Mobile page previews|Readers Growth team]] has concluded its experiment with mobile page previews and will not roll out the feature. Page Previews are a pop-up bottom sheet that appears when readers tap a blue link, showing a thumbnail, lead paragraph, and an option to open the article. The experiment showed flat retention and negative indicator metrics, suggesting that mobile web readers preferred navigating directly to linked articles rather than using page previews.
* The Reader Experience team has seen encouraging early results from the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/Reading lists|Reading Lists feature]], with 93% of participating users reporting that it was useful. Reading Lists help active readers save articles for future reading and support their learning goals on Wikimedia projects. The team plans further improvements before expanding the feature to more users.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Apps/Team/Explore Feed Refresh|Explore Feed Refresh]] initiative was tested with new and casual Wikipedia app readers. The refreshed feed helps readers discover new and relevant content. After a 10.5% increase in engagement with the feed, Wikimedia Apps team has decided to scale the Home Feed redesign to iOS with the learnings from the Android release applied.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where subject names in the Article Guidance feature were displayed with incorrect capitalization on French Wikipedia, has now been fixed. Subject names will now follow the correct capitalization rules for the language. [https://phabricator.wikimedia.org/T427201]
'''Updates for technical contributors'''
* After running several [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments|Account Creation Experiments]] to improve registration completion rates, a new version of the username field on [[Special:CreateAccount|Create Account]] has been rolled out. It includes [[:c:File:Create account - July 2026 updates.png|a popover summarizing the username policy]] to provide clearer guidance during account creation. As part of this change, the messages <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-helpusername</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-help</nowiki></code></bdi> that several communities have configured will no longer be used. If communities want to customize the guidance shown in the new popover, they can instead edit the following messages: <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet1</nowiki></code></bdi>, <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet2</nowiki></code></bdi>, and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet3</nowiki></code></bdi>. [https://phabricator.wikimedia.org/T430604]
* Later this week, the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|CodeMirror syntax highlighter]] will offer [[w:en:Theme (computing)|themes]]. The themes can be picked from a dropdown menu in the full [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#CodeMirror preferences|CodeMirror preferences]] dialog. For wikitext, available themes are default, colorblind-friendly (previously the colorblind preference option on [[Special:Preferences#mw-prefsection-editing]]) and no-highlighting. For code languages (i.e., CSS/JavaScript/JSON/Vue/Lua), there are several themes available. These same themes will eventually be available for wikitext, too. [https://phabricator.wikimedia.org/T163533]
* From now on, wikis can restrict editing in the "User" namespace to only the page owner and certain user groups. [[mw:Special:MyLanguage/Manual:$wgRestrictUserPageEditing|Read the configuration documentation]] to learn more.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.14|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W31"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:49, 27 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30856308 -->
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[User talk:Dorine Barth (WMCH)|disc.]]) 14:08, 28 lug 2026 (CEST)
1th9lurszha94mgb10gnyqwimgnwofh
3867678
3867677
2026-07-28T12:09:09Z
Dorine Barth (WMCH)
80194
/* itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio */
3867678
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
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== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30804401 -->
== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. e ho rotto le scatole segnalando il problema pure là[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
::Ora sembra tornato tutto ok. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:20, 17 lug 2026 (CEST)
:::Ne sono felice! Probabilmente sono riusciti a risolvere! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:17, 19 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST)
::Transkribus si può usare anche da dentro Wikisource, in creazione di una pagina dove c'è "Trascrivi il testo" vai sulla freccetta a fianco e puoi scegliere il "motore" da usare, poi sotto bisogna scegliere il modello e bisogna cercare "Transkribus Italian Handwriting M1", circa a metà dell'elenco. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 17 lug 2026 (CEST)
:::Torno dalle ferie e provo a creare un indice. Mi servirebbe solo per i casi dubbi... [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 16:44, 17 lug 2026 (CEST)
== Dubbio su parole spezzate a fine riga ==
Buongiorno,
Sono una utente relativamente nuova e mi sto dedicando alla trascrizione di alcuni testi. Finora ho trascritto circa un centinaio di pagine di opere diverse, ma ho un dubbio operativo.
Durante la trascrizione, ho sempre seguito fedelmente il testo cartaceo originale, andando a capo all'interno della pagina esattamente dove andava a capo il libro e mantenendo le parole spezzate con il trattino. Solo ora, leggendo con più attenzione il manuale per principianti, ho notato la nota che spiega che in sede di trascrizione digitale i limiti della pagina fisica decadono e che le parole spezzate a fine riga andrebbero invece riunite.
A questo punto vorrei chiedervi due cose per capire come procedere correttamente:
Per il futuro: Quando trovo una parola spezzata all'interno della stessa pagina, mi confermate che la cosa migliore da fare (anche se mi occupo solo di trascrizione grezza e non di formattazione avanzata) è riunire i due tronconi ed eliminare il trattino, lasciando scorrere il testo? E come mi conviene gestire invece le parole spezzate tra due pagine diverse?
Per il passato: Come mi devo comportare con il centinaio di pagine che ho già inserito andando a capo come nel cartaceo? Devo riprenderle in mano una a una e modificarle per unire le parole, oppure ci penserà la comunità in fase di rilettura? Non vorrei lasciare del lavoro "sporco" o creare problemi ai passaggi successivi.
Grazie mille in anticipo per l'aiuto e per i consigli!
--[[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:54, 19 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:AdrianaB64|AdrianaB64]]: ciao! Confermo che i due spezzoni vanno riuniti, e sì, sarebbe meglio tornare indietro e sistemare anche le pagine che hai già fatto (mi dispiace che non ce ne siamo accorti prima). Se fai Alt+7 ottieni già una prima formattazione del testo che include anche queste "riunioni". Tra l'altro vedo che hai lasciato molte pagine allo stato 50% (cioè pagina da formattare). Alcune mi sembrano già buone per passare al 75% (i tre quadratini rossi), altre magari necessitano di qualche piccola formattazione tipo le parole in corsivo (nella barra in alto trovi i comandi per grassetto, corsivo ecc.). Altra cosa da sistemare sarebbe il numero di pagina, che andrebbe messo nel campo Intestazione (o Pié di pagina, se è in basso) usando il template {{tl|RigaIntestazione}}: non è obbligatorio inserirlo, ma perlomeno dovresti toglierlo dal corpo del testo, altrimenti poi il testo finale risulterà inframezzato da questi numerelli.
:Noi di solito incoraggiamo gli utenti a cercare di fare sempre queste piccole sistemazioni e portare le pagine almeno al 75%, riservando il 50% per i casi più complessi (tabelle, frontespizi un po' difficili da riprodurre, ecc.). Questo perché di solito tendiamo a fare due passaggi: uno trascrive e porta al 75%, un altro rilegge e porta al 100%. Se hai dubbi puoi anche lasciare la pagina al 50%, ma questo ovviamente richiede un passaggio in più, quindi almeno 3 persone che lavorano sullo stesso testo: questa è una sicurezza in più, ma se il testo è abbastanza semplice può non essere necessario.
:C'è anche uno strumento che aiuta a trovare errori come il trattino, o altri errori di trascrizione: da una pagina Indice, clicca "Cerca errori ortografici" a destra. Parte una ricerca degli errori più comuni, dalla quale puoi andare sulla pagina in questione e trovare l'errore evidenziato, così è più facile correggerlo.
:Per le parole spezzate tra due pagine, se l'ultimo carattere della pagina è un trattino, le due metà vengono riunite automaticamente e non serve fare nulla.
:Vedo che hai lavorato principalmente su [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]], però ti sei limitata al namespace Pagina. Per completare il lavoro, oltre a quanto detto sopra, andrebbe creato il sommario, cioè l'indice dei capitoli: se vai in modifica dell'indice, nel campo Sommario c'è un bottone "Compilazione assistita" che apre un box dove c'è anche il link alla guida. Prova a vedere se riesci a compilarlo, così poi possiamo provare a creare le pagine dei capitoli e allora ti risulterà anche molto più chiaro quale sia il risultato che vogliamo ottenere al termine di una trascrizione. Ovviamente per qualunque dubbio scrivi pure qua :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:16, 20 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille per il chiarimento. Sicuramente provvederò a sistemare le pagine già trascritte e seguirò i consigli dati per migliorare il mio contributo. Ero convinta che oltre alla trascrizione fosse previsto un passaggio intermedio, ovvero quello della formattazione, in capo a un'altra persona. Però capisco perfettamente che posso assolutamente fare qualcosa di più per cercare di formattare anche il testo trascritto secondo le regole, portandolo al 75%. Provo quindi a riprendere le pagine trascritte e chiederò conferma, strada facendo, se sono sulla strada giusta. E mi cimenterò anche a creare il sommario, ma per questo immagino già che tornerò ad avere bisogno di aiuto. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:34, 20 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-30</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W30"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Reader/Reader Experience|Reader Experience team]] has incorporated community feedback around the placement of watchstar and watchlist buttons for the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading Lists beta feature]], which would allow for saving articles for later reading – a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W102|wishlist item]] to bring the functionality to web. Editors are invited to enable the beta feature to test it out and [[phab:T426453|share their thoughts]].
* [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] offers edit suggestions within the VisualEditor for improving Wikipedia articles. [[Special:EditChecks|All suggestions]] are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators – local customization|community-configurable]]. The [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/TextMatch|TextMatch]] feature is a way for volunteers to create custom local suggestions. The feature searches in articles for strings of text, and now includes support for regular expressions. This gives volunteers greater precision and flexibility over the kinds of local suggestions they can create. Note: Suggestions [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Configuration#:~:text=maximumEditcount|can be targeted]] based on the edit count of the person editing as well as other aspects of the page. You can [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#Create custom local types of Suggestions|find examples from other communities]] for inspiration, including TextMatches that detect: typos, grammar-errors, potential advertisements, clichés, incorrect dash or hyphen usage, non-specific time keywords, outdated names, and more. Any [[mw:Special:MyLanguage/Talk:VisualEditor/Suggestion Mode|feedback]] is appreciated.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the SVG Translate tool could use an outdated version of a file, causing existing translations to be overwritten when new ones were uploaded, has now [[phab:T430577|been fixed]]. Overall, in the last quarter from April – June 2026 about 337 community tasks were resolved by the Wikimedia Foundation.
'''Updates for technical contributors'''
* On Parsoid-enabled wikis, Parsoid now renders a maximum of 1,250 images per page. A new tracking category, "media-limit-reached", will be soon made available to identify pages where this limit is reached, making it easier to find content whose media output may have been restricted during rendering. See [[phab:T430854]] for more information and to provide feedback.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.12|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W30"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 07:46, 21 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30836091 -->
== AltraEdizione ==
Scusate ragazzi, è da un po' che non modifico e ho notato che sulla colonna di sx non funziona più il <nowiki>'''</nowiki>template:AltraEdizione<nowiki>'''</nowiki>: è un problema solo mio? (vedi pagina [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Canti_(1835)/All%27Italia&action=edit<nowiki> All'Italia]). </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:35, 21 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: lo so, credo abbia smesso di funzionare con l'ultimo grosso aggiornamento dell'interfaccia, quando hanno introdotto la nuova Vector. Ma in realtà ormai è pressoché inutile, abbiamo il link automatico verso la pagina Opera ("Vedi le edizioni disponibili di questo testo") che è meno immediato ma più visibile e più facile, basta mettere l'edizione nella pagina Opera e ti mostra il link. Io inizierei a marcare il template come obsoleto e a toglierlo dalle pagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:18, 22 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Can da lua]]: A me più che altro serviva la funzione di '''visualizzazione parallela di due testi''' (non ricordo se potevamo averne anche tre). Non si può più fare? '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:30, 22 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ah, ma allora c'era ancora qualcuno che la usava! :D Quella funzione l'ho disattivata l'anno scorso, dato che ormai non funzionava più, mancando il link (e già da molto prima non funzionava più con gli interwiki, che erano il motivo principale per cui l'avevo fatta). Nessuno finora ne aveva sentito la mancanza :) ma se ti interessa posso provare a reintrodurla sotto forma di gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Magari.... Tu sai che io ho un approccio più ''filologico'' e per me queste funzioni sono '''oro''', praticamente introvabili, non esiste altra piattaforma dove sperimentare simili finezze :) '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:57, 22 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ho messo in piedi un gadget "d'emergenza", devi attivarlo e poi lo trovi nel menu di destra, si chiama "Confronta fianco a fianco". Per il momento ti chiede con quale testo vuoi confrontare e devi dargli tu il titolo (solo testi su it.ws), poi ci lavorerò ancora. Idealmente vorrei che fosse possibile:
:::::* scegliere una delle altre edizioni linkate sull'Opera
:::::* scegliere tra gli interwiki
:::::* inserire una pagina a piacere indicando su che dominio si trova.
:::::[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:17, 23 lug 2026 (CEST)
== Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) ==
<bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}}
You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}}
[[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST)
</bdi>
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-31</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W31"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] [[mw:Special:MyLanguage/ContentTranslation|Content Translation]] now supports dark mode, fulfilling a [[m:Community Wishlist/W544|Community Wishlist request]]. This brings the tool in line with the accessibility features available in the Vector 2022 and Minerva skins, helping reduce visual fatigue for users translating content. [https://phabricator.wikimedia.org/T367077]
* DiscussionTools' source mode and the 2017 wikitext editor will now offer autocomplete for links (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>[[</nowiki></code></bdi>), templates (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>{{</nowiki></code></bdi>), HTML and parser tags (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki><</nowiki></code></bdi>), and magic words (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>__</nowiki></code></bdi>), making it quicker and easier to insert links, templates, and other wiki markup while editing. [https://phabricator.wikimedia.org/T432400]
* The [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/Mobile page previews|Readers Growth team]] has concluded its experiment with mobile page previews and will not roll out the feature. Page Previews are a pop-up bottom sheet that appears when readers tap a blue link, showing a thumbnail, lead paragraph, and an option to open the article. The experiment showed flat retention and negative indicator metrics, suggesting that mobile web readers preferred navigating directly to linked articles rather than using page previews.
* The Reader Experience team has seen encouraging early results from the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/Reading lists|Reading Lists feature]], with 93% of participating users reporting that it was useful. Reading Lists help active readers save articles for future reading and support their learning goals on Wikimedia projects. The team plans further improvements before expanding the feature to more users.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Apps/Team/Explore Feed Refresh|Explore Feed Refresh]] initiative was tested with new and casual Wikipedia app readers. The refreshed feed helps readers discover new and relevant content. After a 10.5% increase in engagement with the feed, Wikimedia Apps team has decided to scale the Home Feed redesign to iOS with the learnings from the Android release applied.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where subject names in the Article Guidance feature were displayed with incorrect capitalization on French Wikipedia, has now been fixed. Subject names will now follow the correct capitalization rules for the language. [https://phabricator.wikimedia.org/T427201]
'''Updates for technical contributors'''
* After running several [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments|Account Creation Experiments]] to improve registration completion rates, a new version of the username field on [[Special:CreateAccount|Create Account]] has been rolled out. It includes [[:c:File:Create account - July 2026 updates.png|a popover summarizing the username policy]] to provide clearer guidance during account creation. As part of this change, the messages <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-helpusername</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-help</nowiki></code></bdi> that several communities have configured will no longer be used. If communities want to customize the guidance shown in the new popover, they can instead edit the following messages: <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet1</nowiki></code></bdi>, <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet2</nowiki></code></bdi>, and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet3</nowiki></code></bdi>. [https://phabricator.wikimedia.org/T430604]
* Later this week, the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|CodeMirror syntax highlighter]] will offer [[w:en:Theme (computing)|themes]]. The themes can be picked from a dropdown menu in the full [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#CodeMirror preferences|CodeMirror preferences]] dialog. For wikitext, available themes are default, colorblind-friendly (previously the colorblind preference option on [[Special:Preferences#mw-prefsection-editing]]) and no-highlighting. For code languages (i.e., CSS/JavaScript/JSON/Vue/Lua), there are several themes available. These same themes will eventually be available for wikitext, too. [https://phabricator.wikimedia.org/T163533]
* From now on, wikis can restrict editing in the "User" namespace to only the page owner and certain user groups. [[mw:Special:MyLanguage/Manual:$wgRestrictUserPageEditing|Read the configuration documentation]] to learn more.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.14|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W31"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:49, 27 lug 2026 (CEST)
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<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30856308 -->
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:08, 28 lug 2026 (CEST)
kz91re3i89itk0hdmtuus79hpgtdzex
3868130
3867678
2026-07-29T06:31:46Z
Myron Aub
24422
/* Sui testi anonimi */ Risposta
3868130
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] La sezione "Niente testi anonimi" la avevi scritta tu, magari puoi spiegarci che criteri avevi in mente e se gli esempi da me sopra citati li rispettano... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 08:31, 29 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30773578 -->
== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. e ho rotto le scatole segnalando il problema pure là[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
::Ora sembra tornato tutto ok. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:20, 17 lug 2026 (CEST)
:::Ne sono felice! Probabilmente sono riusciti a risolvere! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:17, 19 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST)
::Transkribus si può usare anche da dentro Wikisource, in creazione di una pagina dove c'è "Trascrivi il testo" vai sulla freccetta a fianco e puoi scegliere il "motore" da usare, poi sotto bisogna scegliere il modello e bisogna cercare "Transkribus Italian Handwriting M1", circa a metà dell'elenco. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 17 lug 2026 (CEST)
:::Torno dalle ferie e provo a creare un indice. Mi servirebbe solo per i casi dubbi... [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 16:44, 17 lug 2026 (CEST)
== Dubbio su parole spezzate a fine riga ==
Buongiorno,
Sono una utente relativamente nuova e mi sto dedicando alla trascrizione di alcuni testi. Finora ho trascritto circa un centinaio di pagine di opere diverse, ma ho un dubbio operativo.
Durante la trascrizione, ho sempre seguito fedelmente il testo cartaceo originale, andando a capo all'interno della pagina esattamente dove andava a capo il libro e mantenendo le parole spezzate con il trattino. Solo ora, leggendo con più attenzione il manuale per principianti, ho notato la nota che spiega che in sede di trascrizione digitale i limiti della pagina fisica decadono e che le parole spezzate a fine riga andrebbero invece riunite.
A questo punto vorrei chiedervi due cose per capire come procedere correttamente:
Per il futuro: Quando trovo una parola spezzata all'interno della stessa pagina, mi confermate che la cosa migliore da fare (anche se mi occupo solo di trascrizione grezza e non di formattazione avanzata) è riunire i due tronconi ed eliminare il trattino, lasciando scorrere il testo? E come mi conviene gestire invece le parole spezzate tra due pagine diverse?
Per il passato: Come mi devo comportare con il centinaio di pagine che ho già inserito andando a capo come nel cartaceo? Devo riprenderle in mano una a una e modificarle per unire le parole, oppure ci penserà la comunità in fase di rilettura? Non vorrei lasciare del lavoro "sporco" o creare problemi ai passaggi successivi.
Grazie mille in anticipo per l'aiuto e per i consigli!
--[[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:54, 19 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:AdrianaB64|AdrianaB64]]: ciao! Confermo che i due spezzoni vanno riuniti, e sì, sarebbe meglio tornare indietro e sistemare anche le pagine che hai già fatto (mi dispiace che non ce ne siamo accorti prima). Se fai Alt+7 ottieni già una prima formattazione del testo che include anche queste "riunioni". Tra l'altro vedo che hai lasciato molte pagine allo stato 50% (cioè pagina da formattare). Alcune mi sembrano già buone per passare al 75% (i tre quadratini rossi), altre magari necessitano di qualche piccola formattazione tipo le parole in corsivo (nella barra in alto trovi i comandi per grassetto, corsivo ecc.). Altra cosa da sistemare sarebbe il numero di pagina, che andrebbe messo nel campo Intestazione (o Pié di pagina, se è in basso) usando il template {{tl|RigaIntestazione}}: non è obbligatorio inserirlo, ma perlomeno dovresti toglierlo dal corpo del testo, altrimenti poi il testo finale risulterà inframezzato da questi numerelli.
:Noi di solito incoraggiamo gli utenti a cercare di fare sempre queste piccole sistemazioni e portare le pagine almeno al 75%, riservando il 50% per i casi più complessi (tabelle, frontespizi un po' difficili da riprodurre, ecc.). Questo perché di solito tendiamo a fare due passaggi: uno trascrive e porta al 75%, un altro rilegge e porta al 100%. Se hai dubbi puoi anche lasciare la pagina al 50%, ma questo ovviamente richiede un passaggio in più, quindi almeno 3 persone che lavorano sullo stesso testo: questa è una sicurezza in più, ma se il testo è abbastanza semplice può non essere necessario.
:C'è anche uno strumento che aiuta a trovare errori come il trattino, o altri errori di trascrizione: da una pagina Indice, clicca "Cerca errori ortografici" a destra. Parte una ricerca degli errori più comuni, dalla quale puoi andare sulla pagina in questione e trovare l'errore evidenziato, così è più facile correggerlo.
:Per le parole spezzate tra due pagine, se l'ultimo carattere della pagina è un trattino, le due metà vengono riunite automaticamente e non serve fare nulla.
:Vedo che hai lavorato principalmente su [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]], però ti sei limitata al namespace Pagina. Per completare il lavoro, oltre a quanto detto sopra, andrebbe creato il sommario, cioè l'indice dei capitoli: se vai in modifica dell'indice, nel campo Sommario c'è un bottone "Compilazione assistita" che apre un box dove c'è anche il link alla guida. Prova a vedere se riesci a compilarlo, così poi possiamo provare a creare le pagine dei capitoli e allora ti risulterà anche molto più chiaro quale sia il risultato che vogliamo ottenere al termine di una trascrizione. Ovviamente per qualunque dubbio scrivi pure qua :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:16, 20 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille per il chiarimento. Sicuramente provvederò a sistemare le pagine già trascritte e seguirò i consigli dati per migliorare il mio contributo. Ero convinta che oltre alla trascrizione fosse previsto un passaggio intermedio, ovvero quello della formattazione, in capo a un'altra persona. Però capisco perfettamente che posso assolutamente fare qualcosa di più per cercare di formattare anche il testo trascritto secondo le regole, portandolo al 75%. Provo quindi a riprendere le pagine trascritte e chiederò conferma, strada facendo, se sono sulla strada giusta. E mi cimenterò anche a creare il sommario, ma per questo immagino già che tornerò ad avere bisogno di aiuto. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:34, 20 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-30</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W30"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Reader/Reader Experience|Reader Experience team]] has incorporated community feedback around the placement of watchstar and watchlist buttons for the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading Lists beta feature]], which would allow for saving articles for later reading – a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W102|wishlist item]] to bring the functionality to web. Editors are invited to enable the beta feature to test it out and [[phab:T426453|share their thoughts]].
* [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] offers edit suggestions within the VisualEditor for improving Wikipedia articles. [[Special:EditChecks|All suggestions]] are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators – local customization|community-configurable]]. The [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/TextMatch|TextMatch]] feature is a way for volunteers to create custom local suggestions. The feature searches in articles for strings of text, and now includes support for regular expressions. This gives volunteers greater precision and flexibility over the kinds of local suggestions they can create. Note: Suggestions [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Configuration#:~:text=maximumEditcount|can be targeted]] based on the edit count of the person editing as well as other aspects of the page. You can [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#Create custom local types of Suggestions|find examples from other communities]] for inspiration, including TextMatches that detect: typos, grammar-errors, potential advertisements, clichés, incorrect dash or hyphen usage, non-specific time keywords, outdated names, and more. Any [[mw:Special:MyLanguage/Talk:VisualEditor/Suggestion Mode|feedback]] is appreciated.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the SVG Translate tool could use an outdated version of a file, causing existing translations to be overwritten when new ones were uploaded, has now [[phab:T430577|been fixed]]. Overall, in the last quarter from April – June 2026 about 337 community tasks were resolved by the Wikimedia Foundation.
'''Updates for technical contributors'''
* On Parsoid-enabled wikis, Parsoid now renders a maximum of 1,250 images per page. A new tracking category, "media-limit-reached", will be soon made available to identify pages where this limit is reached, making it easier to find content whose media output may have been restricted during rendering. See [[phab:T430854]] for more information and to provide feedback.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.12|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W30"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 07:46, 21 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30836091 -->
== AltraEdizione ==
Scusate ragazzi, è da un po' che non modifico e ho notato che sulla colonna di sx non funziona più il <nowiki>'''</nowiki>template:AltraEdizione<nowiki>'''</nowiki>: è un problema solo mio? (vedi pagina [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Canti_(1835)/All%27Italia&action=edit<nowiki> All'Italia]). </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:35, 21 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: lo so, credo abbia smesso di funzionare con l'ultimo grosso aggiornamento dell'interfaccia, quando hanno introdotto la nuova Vector. Ma in realtà ormai è pressoché inutile, abbiamo il link automatico verso la pagina Opera ("Vedi le edizioni disponibili di questo testo") che è meno immediato ma più visibile e più facile, basta mettere l'edizione nella pagina Opera e ti mostra il link. Io inizierei a marcare il template come obsoleto e a toglierlo dalle pagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:18, 22 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Can da lua]]: A me più che altro serviva la funzione di '''visualizzazione parallela di due testi''' (non ricordo se potevamo averne anche tre). Non si può più fare? '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:30, 22 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ah, ma allora c'era ancora qualcuno che la usava! :D Quella funzione l'ho disattivata l'anno scorso, dato che ormai non funzionava più, mancando il link (e già da molto prima non funzionava più con gli interwiki, che erano il motivo principale per cui l'avevo fatta). Nessuno finora ne aveva sentito la mancanza :) ma se ti interessa posso provare a reintrodurla sotto forma di gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Magari.... Tu sai che io ho un approccio più ''filologico'' e per me queste funzioni sono '''oro''', praticamente introvabili, non esiste altra piattaforma dove sperimentare simili finezze :) '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:57, 22 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ho messo in piedi un gadget "d'emergenza", devi attivarlo e poi lo trovi nel menu di destra, si chiama "Confronta fianco a fianco". Per il momento ti chiede con quale testo vuoi confrontare e devi dargli tu il titolo (solo testi su it.ws), poi ci lavorerò ancora. Idealmente vorrei che fosse possibile:
:::::* scegliere una delle altre edizioni linkate sull'Opera
:::::* scegliere tra gli interwiki
:::::* inserire una pagina a piacere indicando su che dominio si trova.
:::::[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:17, 23 lug 2026 (CEST)
== Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) ==
<bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}}
You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}}
[[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST)
</bdi>
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-31</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W31"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] [[mw:Special:MyLanguage/ContentTranslation|Content Translation]] now supports dark mode, fulfilling a [[m:Community Wishlist/W544|Community Wishlist request]]. This brings the tool in line with the accessibility features available in the Vector 2022 and Minerva skins, helping reduce visual fatigue for users translating content. [https://phabricator.wikimedia.org/T367077]
* DiscussionTools' source mode and the 2017 wikitext editor will now offer autocomplete for links (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>[[</nowiki></code></bdi>), templates (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>{{</nowiki></code></bdi>), HTML and parser tags (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki><</nowiki></code></bdi>), and magic words (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>__</nowiki></code></bdi>), making it quicker and easier to insert links, templates, and other wiki markup while editing. [https://phabricator.wikimedia.org/T432400]
* The [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/Mobile page previews|Readers Growth team]] has concluded its experiment with mobile page previews and will not roll out the feature. Page Previews are a pop-up bottom sheet that appears when readers tap a blue link, showing a thumbnail, lead paragraph, and an option to open the article. The experiment showed flat retention and negative indicator metrics, suggesting that mobile web readers preferred navigating directly to linked articles rather than using page previews.
* The Reader Experience team has seen encouraging early results from the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/Reading lists|Reading Lists feature]], with 93% of participating users reporting that it was useful. Reading Lists help active readers save articles for future reading and support their learning goals on Wikimedia projects. The team plans further improvements before expanding the feature to more users.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Apps/Team/Explore Feed Refresh|Explore Feed Refresh]] initiative was tested with new and casual Wikipedia app readers. The refreshed feed helps readers discover new and relevant content. After a 10.5% increase in engagement with the feed, Wikimedia Apps team has decided to scale the Home Feed redesign to iOS with the learnings from the Android release applied.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where subject names in the Article Guidance feature were displayed with incorrect capitalization on French Wikipedia, has now been fixed. Subject names will now follow the correct capitalization rules for the language. [https://phabricator.wikimedia.org/T427201]
'''Updates for technical contributors'''
* After running several [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments|Account Creation Experiments]] to improve registration completion rates, a new version of the username field on [[Special:CreateAccount|Create Account]] has been rolled out. It includes [[:c:File:Create account - July 2026 updates.png|a popover summarizing the username policy]] to provide clearer guidance during account creation. As part of this change, the messages <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-helpusername</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-help</nowiki></code></bdi> that several communities have configured will no longer be used. If communities want to customize the guidance shown in the new popover, they can instead edit the following messages: <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet1</nowiki></code></bdi>, <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet2</nowiki></code></bdi>, and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet3</nowiki></code></bdi>. [https://phabricator.wikimedia.org/T430604]
* Later this week, the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|CodeMirror syntax highlighter]] will offer [[w:en:Theme (computing)|themes]]. The themes can be picked from a dropdown menu in the full [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#CodeMirror preferences|CodeMirror preferences]] dialog. For wikitext, available themes are default, colorblind-friendly (previously the colorblind preference option on [[Special:Preferences#mw-prefsection-editing]]) and no-highlighting. For code languages (i.e., CSS/JavaScript/JSON/Vue/Lua), there are several themes available. These same themes will eventually be available for wikitext, too. [https://phabricator.wikimedia.org/T163533]
* From now on, wikis can restrict editing in the "User" namespace to only the page owner and certain user groups. [[mw:Special:MyLanguage/Manual:$wgRestrictUserPageEditing|Read the configuration documentation]] to learn more.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.14|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W31"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:49, 27 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30856308 -->
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:08, 28 lug 2026 (CEST)
4vpp94x17pw35zk6silhhu7xlqg8b7k
3868210
3868130
2026-07-29T10:26:35Z
OrbiliusMagister
129
/* Sui testi anonimi */
3868210
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] La sezione "Niente testi anonimi" la avevi scritta tu, magari puoi spiegarci che criteri avevi in mente e se gli esempi da me sopra citati li rispettano... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 08:31, 29 lug 2026 (CEST)
::Ottima osservazione: ho scritto il testo agli albori di Wikisource, e la logica era prettamente difensiva:
::*Il pericolo di copyviol impone che testi nuovi a maggior ragione se recenti, abbiano indicato il loro autore dato che dietro l'anonimato può celarsi facilmente un autore vivo e vegeto o o morto da troppo poco tempo (è il caso delle traduzioni anonime)
::*Il pericolo di accumulo di testi spazzatura, originali, o comunque in grado di offuscare la presenza di testi d'autore fondamentali la cui presenza all'inizio era la priorità.
::In entrambi i casi il tempo ha reso alcuni autori anonimi dell'Ottocento liberi da diritto d'autore; quanto al "valore riconosciuto" in effetti ho ripreso una modalità wikipediana di decisione comunitaria che presuppone una comunità ampia, partecipativa in grado di valutare la rilevanza di un testo anonimo recente, ma il tempo mi ha smentito... La comunità di Wikisource in italiano è prospera ma abbastanza piccola e tendenzialmente silenziosa.
::Infine, distinto [[Autore:Anonimo]] da [[Autore:Autori vari]] che hanno considerazioni simili ma non uguali, direi che il problema della notorietà si è molto ridimensionato. io terrei il testo com'è per valutare eventuali testi "considerabili controvewrsi o a rischio". '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 12:26, 29 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
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== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. e ho rotto le scatole segnalando il problema pure là[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
::Ora sembra tornato tutto ok. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:20, 17 lug 2026 (CEST)
:::Ne sono felice! Probabilmente sono riusciti a risolvere! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:17, 19 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST)
::Transkribus si può usare anche da dentro Wikisource, in creazione di una pagina dove c'è "Trascrivi il testo" vai sulla freccetta a fianco e puoi scegliere il "motore" da usare, poi sotto bisogna scegliere il modello e bisogna cercare "Transkribus Italian Handwriting M1", circa a metà dell'elenco. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 17 lug 2026 (CEST)
:::Torno dalle ferie e provo a creare un indice. Mi servirebbe solo per i casi dubbi... [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 16:44, 17 lug 2026 (CEST)
== Dubbio su parole spezzate a fine riga ==
Buongiorno,
Sono una utente relativamente nuova e mi sto dedicando alla trascrizione di alcuni testi. Finora ho trascritto circa un centinaio di pagine di opere diverse, ma ho un dubbio operativo.
Durante la trascrizione, ho sempre seguito fedelmente il testo cartaceo originale, andando a capo all'interno della pagina esattamente dove andava a capo il libro e mantenendo le parole spezzate con il trattino. Solo ora, leggendo con più attenzione il manuale per principianti, ho notato la nota che spiega che in sede di trascrizione digitale i limiti della pagina fisica decadono e che le parole spezzate a fine riga andrebbero invece riunite.
A questo punto vorrei chiedervi due cose per capire come procedere correttamente:
Per il futuro: Quando trovo una parola spezzata all'interno della stessa pagina, mi confermate che la cosa migliore da fare (anche se mi occupo solo di trascrizione grezza e non di formattazione avanzata) è riunire i due tronconi ed eliminare il trattino, lasciando scorrere il testo? E come mi conviene gestire invece le parole spezzate tra due pagine diverse?
Per il passato: Come mi devo comportare con il centinaio di pagine che ho già inserito andando a capo come nel cartaceo? Devo riprenderle in mano una a una e modificarle per unire le parole, oppure ci penserà la comunità in fase di rilettura? Non vorrei lasciare del lavoro "sporco" o creare problemi ai passaggi successivi.
Grazie mille in anticipo per l'aiuto e per i consigli!
--[[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:54, 19 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:AdrianaB64|AdrianaB64]]: ciao! Confermo che i due spezzoni vanno riuniti, e sì, sarebbe meglio tornare indietro e sistemare anche le pagine che hai già fatto (mi dispiace che non ce ne siamo accorti prima). Se fai Alt+7 ottieni già una prima formattazione del testo che include anche queste "riunioni". Tra l'altro vedo che hai lasciato molte pagine allo stato 50% (cioè pagina da formattare). Alcune mi sembrano già buone per passare al 75% (i tre quadratini rossi), altre magari necessitano di qualche piccola formattazione tipo le parole in corsivo (nella barra in alto trovi i comandi per grassetto, corsivo ecc.). Altra cosa da sistemare sarebbe il numero di pagina, che andrebbe messo nel campo Intestazione (o Pié di pagina, se è in basso) usando il template {{tl|RigaIntestazione}}: non è obbligatorio inserirlo, ma perlomeno dovresti toglierlo dal corpo del testo, altrimenti poi il testo finale risulterà inframezzato da questi numerelli.
:Noi di solito incoraggiamo gli utenti a cercare di fare sempre queste piccole sistemazioni e portare le pagine almeno al 75%, riservando il 50% per i casi più complessi (tabelle, frontespizi un po' difficili da riprodurre, ecc.). Questo perché di solito tendiamo a fare due passaggi: uno trascrive e porta al 75%, un altro rilegge e porta al 100%. Se hai dubbi puoi anche lasciare la pagina al 50%, ma questo ovviamente richiede un passaggio in più, quindi almeno 3 persone che lavorano sullo stesso testo: questa è una sicurezza in più, ma se il testo è abbastanza semplice può non essere necessario.
:C'è anche uno strumento che aiuta a trovare errori come il trattino, o altri errori di trascrizione: da una pagina Indice, clicca "Cerca errori ortografici" a destra. Parte una ricerca degli errori più comuni, dalla quale puoi andare sulla pagina in questione e trovare l'errore evidenziato, così è più facile correggerlo.
:Per le parole spezzate tra due pagine, se l'ultimo carattere della pagina è un trattino, le due metà vengono riunite automaticamente e non serve fare nulla.
:Vedo che hai lavorato principalmente su [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]], però ti sei limitata al namespace Pagina. Per completare il lavoro, oltre a quanto detto sopra, andrebbe creato il sommario, cioè l'indice dei capitoli: se vai in modifica dell'indice, nel campo Sommario c'è un bottone "Compilazione assistita" che apre un box dove c'è anche il link alla guida. Prova a vedere se riesci a compilarlo, così poi possiamo provare a creare le pagine dei capitoli e allora ti risulterà anche molto più chiaro quale sia il risultato che vogliamo ottenere al termine di una trascrizione. Ovviamente per qualunque dubbio scrivi pure qua :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:16, 20 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille per il chiarimento. Sicuramente provvederò a sistemare le pagine già trascritte e seguirò i consigli dati per migliorare il mio contributo. Ero convinta che oltre alla trascrizione fosse previsto un passaggio intermedio, ovvero quello della formattazione, in capo a un'altra persona. Però capisco perfettamente che posso assolutamente fare qualcosa di più per cercare di formattare anche il testo trascritto secondo le regole, portandolo al 75%. Provo quindi a riprendere le pagine trascritte e chiederò conferma, strada facendo, se sono sulla strada giusta. E mi cimenterò anche a creare il sommario, ma per questo immagino già che tornerò ad avere bisogno di aiuto. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:34, 20 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-30</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W30"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Reader/Reader Experience|Reader Experience team]] has incorporated community feedback around the placement of watchstar and watchlist buttons for the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading Lists beta feature]], which would allow for saving articles for later reading – a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W102|wishlist item]] to bring the functionality to web. Editors are invited to enable the beta feature to test it out and [[phab:T426453|share their thoughts]].
* [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] offers edit suggestions within the VisualEditor for improving Wikipedia articles. [[Special:EditChecks|All suggestions]] are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators – local customization|community-configurable]]. The [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/TextMatch|TextMatch]] feature is a way for volunteers to create custom local suggestions. The feature searches in articles for strings of text, and now includes support for regular expressions. This gives volunteers greater precision and flexibility over the kinds of local suggestions they can create. Note: Suggestions [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Configuration#:~:text=maximumEditcount|can be targeted]] based on the edit count of the person editing as well as other aspects of the page. You can [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#Create custom local types of Suggestions|find examples from other communities]] for inspiration, including TextMatches that detect: typos, grammar-errors, potential advertisements, clichés, incorrect dash or hyphen usage, non-specific time keywords, outdated names, and more. Any [[mw:Special:MyLanguage/Talk:VisualEditor/Suggestion Mode|feedback]] is appreciated.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the SVG Translate tool could use an outdated version of a file, causing existing translations to be overwritten when new ones were uploaded, has now [[phab:T430577|been fixed]]. Overall, in the last quarter from April – June 2026 about 337 community tasks were resolved by the Wikimedia Foundation.
'''Updates for technical contributors'''
* On Parsoid-enabled wikis, Parsoid now renders a maximum of 1,250 images per page. A new tracking category, "media-limit-reached", will be soon made available to identify pages where this limit is reached, making it easier to find content whose media output may have been restricted during rendering. See [[phab:T430854]] for more information and to provide feedback.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.12|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W30"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 07:46, 21 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30836091 -->
== AltraEdizione ==
Scusate ragazzi, è da un po' che non modifico e ho notato che sulla colonna di sx non funziona più il <nowiki>'''</nowiki>template:AltraEdizione<nowiki>'''</nowiki>: è un problema solo mio? (vedi pagina [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Canti_(1835)/All%27Italia&action=edit<nowiki> All'Italia]). </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:35, 21 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: lo so, credo abbia smesso di funzionare con l'ultimo grosso aggiornamento dell'interfaccia, quando hanno introdotto la nuova Vector. Ma in realtà ormai è pressoché inutile, abbiamo il link automatico verso la pagina Opera ("Vedi le edizioni disponibili di questo testo") che è meno immediato ma più visibile e più facile, basta mettere l'edizione nella pagina Opera e ti mostra il link. Io inizierei a marcare il template come obsoleto e a toglierlo dalle pagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:18, 22 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Can da lua]]: A me più che altro serviva la funzione di '''visualizzazione parallela di due testi''' (non ricordo se potevamo averne anche tre). Non si può più fare? '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:30, 22 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ah, ma allora c'era ancora qualcuno che la usava! :D Quella funzione l'ho disattivata l'anno scorso, dato che ormai non funzionava più, mancando il link (e già da molto prima non funzionava più con gli interwiki, che erano il motivo principale per cui l'avevo fatta). Nessuno finora ne aveva sentito la mancanza :) ma se ti interessa posso provare a reintrodurla sotto forma di gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Magari.... Tu sai che io ho un approccio più ''filologico'' e per me queste funzioni sono '''oro''', praticamente introvabili, non esiste altra piattaforma dove sperimentare simili finezze :) '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:57, 22 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ho messo in piedi un gadget "d'emergenza", devi attivarlo e poi lo trovi nel menu di destra, si chiama "Confronta fianco a fianco". Per il momento ti chiede con quale testo vuoi confrontare e devi dargli tu il titolo (solo testi su it.ws), poi ci lavorerò ancora. Idealmente vorrei che fosse possibile:
:::::* scegliere una delle altre edizioni linkate sull'Opera
:::::* scegliere tra gli interwiki
:::::* inserire una pagina a piacere indicando su che dominio si trova.
:::::[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:17, 23 lug 2026 (CEST)
== Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) ==
<bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}}
You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}}
[[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST)
</bdi>
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-31</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W31"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] [[mw:Special:MyLanguage/ContentTranslation|Content Translation]] now supports dark mode, fulfilling a [[m:Community Wishlist/W544|Community Wishlist request]]. This brings the tool in line with the accessibility features available in the Vector 2022 and Minerva skins, helping reduce visual fatigue for users translating content. [https://phabricator.wikimedia.org/T367077]
* DiscussionTools' source mode and the 2017 wikitext editor will now offer autocomplete for links (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>[[</nowiki></code></bdi>), templates (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>{{</nowiki></code></bdi>), HTML and parser tags (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki><</nowiki></code></bdi>), and magic words (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>__</nowiki></code></bdi>), making it quicker and easier to insert links, templates, and other wiki markup while editing. [https://phabricator.wikimedia.org/T432400]
* The [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/Mobile page previews|Readers Growth team]] has concluded its experiment with mobile page previews and will not roll out the feature. Page Previews are a pop-up bottom sheet that appears when readers tap a blue link, showing a thumbnail, lead paragraph, and an option to open the article. The experiment showed flat retention and negative indicator metrics, suggesting that mobile web readers preferred navigating directly to linked articles rather than using page previews.
* The Reader Experience team has seen encouraging early results from the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/Reading lists|Reading Lists feature]], with 93% of participating users reporting that it was useful. Reading Lists help active readers save articles for future reading and support their learning goals on Wikimedia projects. The team plans further improvements before expanding the feature to more users.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Apps/Team/Explore Feed Refresh|Explore Feed Refresh]] initiative was tested with new and casual Wikipedia app readers. The refreshed feed helps readers discover new and relevant content. After a 10.5% increase in engagement with the feed, Wikimedia Apps team has decided to scale the Home Feed redesign to iOS with the learnings from the Android release applied.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where subject names in the Article Guidance feature were displayed with incorrect capitalization on French Wikipedia, has now been fixed. Subject names will now follow the correct capitalization rules for the language. [https://phabricator.wikimedia.org/T427201]
'''Updates for technical contributors'''
* After running several [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments|Account Creation Experiments]] to improve registration completion rates, a new version of the username field on [[Special:CreateAccount|Create Account]] has been rolled out. It includes [[:c:File:Create account - July 2026 updates.png|a popover summarizing the username policy]] to provide clearer guidance during account creation. As part of this change, the messages <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-helpusername</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-help</nowiki></code></bdi> that several communities have configured will no longer be used. If communities want to customize the guidance shown in the new popover, they can instead edit the following messages: <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet1</nowiki></code></bdi>, <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet2</nowiki></code></bdi>, and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet3</nowiki></code></bdi>. [https://phabricator.wikimedia.org/T430604]
* Later this week, the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|CodeMirror syntax highlighter]] will offer [[w:en:Theme (computing)|themes]]. The themes can be picked from a dropdown menu in the full [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#CodeMirror preferences|CodeMirror preferences]] dialog. For wikitext, available themes are default, colorblind-friendly (previously the colorblind preference option on [[Special:Preferences#mw-prefsection-editing]]) and no-highlighting. For code languages (i.e., CSS/JavaScript/JSON/Vue/Lua), there are several themes available. These same themes will eventually be available for wikitext, too. [https://phabricator.wikimedia.org/T163533]
* From now on, wikis can restrict editing in the "User" namespace to only the page owner and certain user groups. [[mw:Special:MyLanguage/Manual:$wgRestrictUserPageEditing|Read the configuration documentation]] to learn more.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.14|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W31"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:49, 27 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30856308 -->
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:08, 28 lug 2026 (CEST)
o3xy1s70wv8vz7erndt850z34e65vn0
3868211
3868210
2026-07-29T10:32:48Z
OrbiliusMagister
129
/* Testi compilatori */ Risposta
3868211
wikitext
text/x-wiki
{{Bar}}
== A volte ritornano (tabella da "smarginare") ==
Salve a tutti,
sono riemerso dalla nebbia per rileggere
[[Indice:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf]]
un testo che fra l'altro era avantissimo - considerato che è stato redatto nella sua forma finale nel 1987.
Dato che mi sono dimenticato quasi tutto l'editing wiki, vi chiederei un favore:
se potete modificare questa tabella (poi lo applicherò a tutte le altre tabelle del testo)
https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:IlSessismoNellaLinguaItaliana.pdf/45
In pratica non riesco a inserire spazi di margine tra il testo e il limite celle e quindi i testi delle tabelle (che sono anche giustificati) vengono a appiccicarsi creando non solo un brutto effetto estetico ma anche errori di lettura.
Ho provato un po' a maneggiare con gap e vari ma non riesco a ottenere che risultati parziali.
Vi ringrazio come sempre per la vostra infinita pazienza. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 17:07, 2 lug 2026 (CEST)
:Ciao @[[Utente:Accolturato|Accolturato]]. Ho preparato io quelle tabelle. Come posso migliorarle? Intendi maggiore spazio fra le colonne? --[[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 19:41, 7 lug 2026 (CEST)
::Ciao@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]! Forse è un problema solo dal device col quale visualizzo. Quello che vedo io è che le scritte sono giustificate e senza margine rispetto alla divisione di celle, per cui non si capisce che la lettura va a capo ma si "sbaglia" leggendo di fila. Se questa cosa non ti è immediatamente visibile vuol dire che probabilmente dipende da me. Grazie per aver risposto e complimenti per il lavoro, è un documento prezioso ed è bene che sia presto a disposizione di tutti. [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 08:56, 8 lug 2026 (CEST)
:::Ho proceduto a concludere il lavoro e ho messo al 100%. Spero di aver prodotto più contributi che danni :-). Ah ho notato che tra le Ec già presenti c'era un 'subliminare' corretto in 'subliminale'. Considerato che questa forma ricorre più volte l'ho considerata un "arcaismo" e non l'ho corretta.
:::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] @[[Utente:AntonellaBecci98|AntonellaBecci98]] se volete dare un occhio in generale spero di aver rispettato le vostre intenzioni. Lieto della collaborazione. Alla prossima! [[User:Accolturato|Accolturato]] ([[User talk:Accolturato|disc.]]) 12:45, 8 lug 2026 (CEST)
== Sui testi anonimi ==
In una discussione recente si è ricordato la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente testi anonimi|Niente testi anonimi]] che dice "I testi anonimi di accreditata rilevanza storica sono benvenuti in Wikisource. Comunque testi anonimi moderni non dovrebbero essere aggiunti in Wikisource, a meno di non avere un riconosciuto valore storico. Testi anonimi dal valore non riconosciuto o controverso possono essere cancellati direttamente da un amministratore o sottoposti al giudizio della comunità che può decidere di farli cancellare." Non riesco a capire la ratio di questa regola. I testi anonimi di epoca moderna (e anche oggi) sono diffusissimi ad esempio dentro le pubblicazioni periodiche (riviste, giornali...) dove vari articoli non sono firmati perché la pubblicazione vuole evidenziare non il punto di vista dell'autore ma il fatto che il contenuto sia condiviso dalla linea editoriale. Inoltre testi anonimi sono spesso stati usati quando l'autore non voleva essere "perseguitato" da autorità politiche o religiose, ad esempio il seguente testo [https://archive.org/details/QuarantaProposizioni Le Quaranta Proposizioni condannate di Antonio Rosmini] dove l'autore anonimo (poi identificato con Fabrizio Montebugnoli) dissentiva dalla condanna da parte del Sant'Uffizio di varie affermazioni del filosofo e sacerdote Antonio Rosmini e non voleva però essere a sua volta condannato dalle autorità cattoliche. Discorso analogo si può fare per il seguente testo [https://archive.org/details/irredentismo-italiano-in-dalmazia L'irredentismo italiano in Dalmazia] dove l'autore anonimo sostenitore degli italiani di Dalmazia non vuole essere identificato dalle autorità politiche straniere in quella terra e così via. Poi ci sono casi dove più banalmente le informazioni sono generiche e oggettive e il nome dell'autore ha importanza minore, ad esempio guide geografiche come [[Bergamo e sue valli, Brescia e sue valli, Lago d'Iseo, Valcamonica]]. Dunque non è chiaro quali "testi anonimi dal valore non riconosciuto" debbano essere tolti da Wikisource. Poi ci sarebbero i casi di testi anonimi che sono stati "rivendicati" ovvero poi si è scoperto il nome dell'autore ma in tal caso dunque i testi non sono più anonimi. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 12:58, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] La sezione "Niente testi anonimi" la avevi scritta tu, magari puoi spiegarci che criteri avevi in mente e se gli esempi da me sopra citati li rispettano... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 08:31, 29 lug 2026 (CEST)
::Ottima osservazione: ho scritto il testo agli albori di Wikisource, e la logica era prettamente difensiva:
::*Il pericolo di copyviol impone che testi nuovi a maggior ragione se recenti, abbiano indicato il loro autore dato che dietro l'anonimato può celarsi facilmente un autore vivo e vegeto o o morto da troppo poco tempo (è il caso delle traduzioni anonime)
::*Il pericolo di accumulo di testi spazzatura, originali, o comunque in grado di offuscare la presenza di testi d'autore fondamentali la cui presenza all'inizio era la priorità.
::In entrambi i casi il tempo ha reso alcuni autori anonimi dell'Ottocento liberi da diritto d'autore; quanto al "valore riconosciuto" in effetti ho ripreso una modalità wikipediana di decisione comunitaria che presuppone una comunità ampia, partecipativa in grado di valutare la rilevanza di un testo anonimo recente, ma il tempo mi ha smentito... La comunità di Wikisource in italiano è prospera ma abbastanza piccola e tendenzialmente silenziosa.
::Infine, distinto [[Autore:Anonimo]] da [[Autore:Autori vari]] che hanno considerazioni simili ma non uguali, direi che il problema della notorietà si è molto ridimensionato. io terrei il testo com'è per valutare eventuali testi "considerabili controvewrsi o a rischio". '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 12:26, 29 lug 2026 (CEST)
== Testi compilatori ==
Sempre nella sezione "Cosa non mettere su Wikisource" ci sarebbe la seguente regola [[Wikisource:Cosa non mettere su Wikisource#Niente materiale compilatorio|Niente materiale compilatorio]] "Wikisource non incoraggia l'inserimento di materiale puramente numerico o compilatorio come
Costanti matematiche (come i decimali di pi greco)
Tabelle di dati matematici o scientifici (tabelle logaritmiche o risultati di votazioni)
Materiale crittografico
Codice sorgente di programmi o altro materiale informatico"
In effetti questa esclusione è sensata in quanto questi documenti non sono "testi" in senso stretto, può essere però che a volte contengano anche materiale testuale interessante. Non so se si è discusso se inserire o no il seguente testo compilatorio [[Statistica delle elezioni generali politiche 1904]] e come mai si è deciso di tenerlo. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:20, 3 lug 2026 (CEST)
:Il pericolo agli albori di Wikisource era il travisamento della parola "source" la trasformazione del progetto in una sorta di appendice di Github o simili. LA limitazione è dovuta a questo.
:Quando il materiale compilatorio è inserito in un testo che ne motiva la presenza, a maggior ragione se si parla di testi storicamente lontani, non vedo difficoltà a includerlo. Certamente portare al 100% liste e liste di numeri e tabelle è un'impresa che si potrebbe anche evitare eliminando tali testi, ma appunto la rilevanza storica e il fatto che comunque si trata di dati fonte utile per Wikipedia ci permette di accettare tali repertori [[Wikisource:Buon senso|come un'eccezione]]. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">ε</span><span style="color:blue;">Δ</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">ω</span>]]''' 12:32, 29 lug 2026 (CEST)
== Libri senza immagini ==
[[Indice:Woolf - Gita al faro, Garzanti, 1954.pdf]] e [[Indice:Testamento di Fortunato Pio Castellani.pdf]]. Qualcuno potrebbe gentilmente correggere? Grazie! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:09, 3 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Problema ricorrente... adesso su Commons la visualizzazione è ok, ma su wikisource no. Getto la spugna :-( [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:27, 4 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Non mi rassegnavo... sembra risolto, cancellando dai due pdf le pagine finali bianche. Il problema sembra essere qualche magagna nell'elaborazione delle immagini all'atto del primo caricamento, apparentemente risolte da una radicale nuova elaborazione. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:56, 7 lug 2026 (CEST)
:::Grande! [[User:Gatto bianco|Gatto bianco]] ([[User talk:Gatto bianco|disc.]]) 18:08, 7 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Gatto bianco|Gatto bianco]] Grazie :-). Una precisazione: ho provato e riprovato a usare il "Purge" anche associandolo alla cancellazione della cache del browser, ma in questi due casi non funzionava su wikisource. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 07:16, 8 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-28</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W28"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:34}} community-submitted {{PLURAL:34|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the search bar results on Wikidata, showed English results instead of using the correct language fallback for users of language variants, has now been fixed. Search suggestions will now follow the expected language fallback chain. [https://phabricator.wikimedia.org/T429769]
'''Updates for technical contributors'''
* In preparation for [[m:Special:MyLanguage/Event:Celebrate Women|Celebrate Women campaign]] planned for March 2027, the Wikimedia Foundation’s [[m:Special:MyLanguage/Wikimedia Foundation/Advancement/Community Growth/Content Enablement|Content Enablement team]] has launched a 22-question survey to better understand technical contributions by women+ (anyone who identifies as a woman) across Wikimedia projects. The survey takes approximately 15–20 minutes to complete and will remain open until 20 July 2026. The [[m:Special:MyLanguage/Celebrate Women/Technical contributions survey|questions]] are also available on-wiki for review in advance.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Extension:Score|Score extension]] now supports rendering music scores as SVG images in addition to PNG, addressing a long-standing [[:phab:T49578|feature request]] and resolving historical image quality issues. Both formats are now provided to clients, with PNG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>src</nowiki></code></bdi> attribute and SVG in the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>srcset</nowiki></code></bdi> attribute.
* The new [[wikitech:Parsoid|Parsoid]] parser [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid/Parser_Unification/Updates|continues to be deployed to additional wikis]], making it easier to introduce new reading and editing features. It was enabled on French Wikipedia, bringing total progress to covering 78.9% of Wikipedia page views. Rollout to English Wikipedia desktop will progress through this week.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.10|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Hackathon 2026 [[diffblog:2026/06/29/wikimedia-hackathon-2026-building-collaborating-and-shaping-the-future-together/|recap blog post]] is now live. It highlights the projects, sessions, and social activities from this year’s event, and shares initial plans for the 2027 Wikimedia Hackathon.
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/28|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W28"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 15:57, 6 lug 2026 (CEST)
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== Collegamento autore ==
Buon pomerigio, stavo trascrivendo [[L'amor platonico|l'Amor platonico]] di [[Autore:Neera|Neera]], mi sono imbattuto in [[Pagina:Neera - L'amor platonico, Pierro, 1897.djvu/56|questa pagina]] dove è presente il nome di San Francesco d'Assisi diviso in due pagine, come è possibile rendere uniforme il collegamento autore? [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 17:37, 12 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Francyskus|Francyskus]] Vedi se ti va bene. La soluzione permette il collegamento da entrambe le pagine nsPagina e da ns0. Non credo affatto che sia l'unica soluzione possibile nè che sia la migliore; ma funziona. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 17:35, 15 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille! Penso vada più che bene, funziona, ed è perfetto anche a livello visivo nella lettura. [[User:Francyskus|Francyskus]] ([[User talk:Francyskus|disc.]]) 22:01, 15 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-29</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W29"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone|Revise Tone]] helps newcomers identify passages in Wikipedia articles that may contain non-encyclopedic language and encourages them to consider revising the tone. The feature was [[w:en:A/B_testing|A/B tested]] on the Arabic, English, French, and Portuguese Wikipedias, where newcomer task completion rates [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Revise_Tone#Experiment_Results|increased by 38.7%]] compared to the default Copyedit task, with no decrease in edit quality. The test ended on July 9, and the feature is now available for everyone on these wikis, configurable via Community Configuration. [[phab:T426364|The plan]] is to release Revise Tone to more wikis.
* The community configuration that allows [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Mentorship#Automated mentor list cleanup|automatic removal of inactive mentors]] based on configurable criteria will be enabled on Thursday 16, [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Deployment|on some wikis]] to keep mentor lists up to date. Mentors are experienced contributors who opt in to help new users on-wiki through the [[mw:Special:MyLanguage/Growth/Feature summary|Growth Features]]. Administrators can now prepare the settings via [[w:Special:CommunityConfiguration/Mentorship|Special:CommunityConfiguration/Mentorship]]; they will take effect starting Thursday.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:38}} community-submitted {{PLURAL:38|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where some users of the Wikipedia Android app were logged out immediately after signing in, preventing them from staying logged in and editing pages, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T316916]
'''Updates for technical contributors'''
* Editing a page via user scripts or gadgets was causing watchlist labels that the user had assigned to that page to reset. This has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T423778]
* To work around a Safari bug (see [[phab:T425211]]), on Parsoid-enabled wikis, wikilink hrefs now use absolute urls instead of protocol-relative urls. REST API output remains unchanged and continue to use protocol-relative urls. Gadgets, user scripts, bots, and CSS might need to be adapted if they relied on the presence of protocol-relative urls in wikilink hrefs. [https://phabricator.wikimedia.org/T431358]
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.11|MediaWiki]]
'''In depth'''
* The Wikimedia Foundation’s Experiment Platform Team has published a blog post reflecting on its first year of structured experimentation. It highlights successful experiments such as Paste Check, Reference Check, and Tone Check, which improved editing outcomes and have been rolled out to more users, as well as experiments that did not lead to product changes. [[diffblog:2026/07/07/moving-the-needle-how-we-test-new-ideas-across-wikimedia-projects|Read more]].
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/29|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W29"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 18:11, 13 lug 2026 (CEST)
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== 1 occhio alla realtà ==
Ciao, mi sembra il momento di mettere '''bene''' in evidenza l''''Odissea''' quella vera, eh! [[User:Silvio Gallio|Silvio Gallio]] ([[User talk:Silvio Gallio|disc.]]) 18:45, 14 lug 2026 (CEST)
:Vero! [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:27, 15 lug 2026 (CEST)
== Musica nel wikiverso ==
Consueto '''aggiornamento lilypondiano''' di metà mese:
* Al '''15 luglio 2026''', abbiamo trascritto (165) ''[[:Categoria:Partiture|partiture]]'' (ad oggi '''{{PAGESINCATEGORY:Partiture}}''').
* '''P{{Sc|ubblicati questo mese}}''':
:Canti popolari
:<small> · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Fior di bambare}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Mi cioro}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/E su la reîva}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Fiuri de reîso}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Dove si stâ jersira}}· {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/De tan piscinin che l'era}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/E gira che ti gira}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Me pader fa 'l moletta}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Lombardia/Mi gh'hoo la mia sorella}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto del gondoliere}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Pelegrin che vien da Roma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Fame la nana}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O benedett l'amor dei giovin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/O giovanoti ô o}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Canto l'armi pietose}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Povero mi}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Crave crave mie}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Novara Novara la bella sità}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pelegrin che vien da Ruma}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Giurumeta de la montagna}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (A)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Noi siamo tre sorelle (B)}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Chi t'à fatto sti be' scarpette}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Di là da cui boscage}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Madama Carolin}} · {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Pianta la fava}}
</small>
:Musica colta
:<small>{{Testo|Musica_e_Musicisti,_1904_vol.II/N._8/Madama Butterfly. Finale Atto II.}} (Riduzione per pianoforte)</small>
*''[[:Categoria:Partiture|Vai a tutte le partiture]]''
* '''{{Sc|Didattica}}''' — Come accennavamo a giugno, i '''frammenti''' (''snippets'') sono '''pezzi di codice precompilato riutilizzabile in contesti musicali analoghi'''. L'editor Frescobaldi consente di crearne di nuovi e salvarli nel programma, ma esiste in pubblico dominio un'opera davvero meritoria curata dall'Università Statale di Milano e integrata nei Manuali Lilypond. Si tratta della più vasta '''antologia di frammenti (snippets)''' disponibile on line, utile per il neofita come per l'esperto. Offre una vasta gamma di modelli, di trucchi ecc... Non è completa (come potrebbe esserlo? Così al volo potrei suggerire almeno due argomenti che mancano) e si presenta un po' in Italiano e un po' in Inglese, ma è assolutamente affidabile ed aggiornata alla ver. 2.24.4, quasi l'ultima versione di Lilypond. Alcuni frammenti utilizzano delle variabili: come tali, non sono direttamente importabili in Wikisource. Tuttavia suggeriscono delle soluzioni che possono essere riscritte senza variabili ed eseguite su Wikisource. Questo comporta un intervento di qualche rilievo sul codice; da qui l'idea di creare un repertorio di frammenti di Lilypond - libero da variabili - integrato dagli esempi di codice scritto su Wikisource... vedremo... ci sto lavorando. Intanto trovate l'antologia di frammenti qui:
:https://lilypond.org/doc/v2.24/Documentation/snippets/index
* '''{{Sc|Edizioni critiche}}''' — Pur avendo in archivio un numero relativamente piccolo di partiture, tuttavia si cominciano a intravedere alcuni percorsi di rilevanza musicologica attraverso la comparazione di più versioni dello stesso brano musicale. Ad esempio abbiamo almeno 5 diverse versioni di ''Donna Lombarda'', un canto popolare antichissimo.
** Versione dalmata: {{Testo|Le Canzonete dei nostri veci/Dona lombarda}}
** Versione romagnola: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Romagna ed Emilia/Ameime mi}}
** Versione veneta: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Venezia/Amememi o dona Lombarda}}
** Versione piemontese: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Piemonte/Ameime mi dona Lombarda}}
** Versione istriana: {{Testo|L'Anima musicale d'Italia/Istria/Amememeî}}
* '''{{Sc|Integrazione con Wikipedia}}''' — Per rimanere nell'esempio, possiamo migliorare la relativa voce ''Donna Lombarda'' presente su wikipedia, ad es. integrandone la Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Donna_lombarda#Bibliografia e facendo molto altro, ma non so se gradirebbero... eventualmente se la vedranno loro. Mi sarebbe piaciuto mettere un interwiki, ma non funzionarebbe perché "Dona Lombarda" è diverso da "Donna lombarda" e poi comunque prenderebbe solo una delle cinque versioni. Se però ci fossero idee per fare un interwiki migliore... suggerite pure!
* '''{{Sc|Riletture}}''' —
** [[Discussioni_pagina:'Till_The_End_O'_The_World_With_You.djvu/5#c-Cruccone-20260703081900-Rilettura|Till the end of the world with you]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Discussioni_pagina:Lontana_(Zandonai).pdf/4#c-Cruccone-20260604081600-Rilettura|Lontana (Zandonai)]] segnalata da @[[Utente:Cruccone|Cruccone]]
** [[Pagina:Ars_et_Labor,_1908_vol._I.djvu/210|Automobile]] - p. 2, battuta 7.
[[File:Musica e Musicisti, 1905 vol. II (page 237 crop).jpg|400px|centro]]
{{Centrato|{{x-smaller|Ricordi, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, da Wikimedia Commons}}}}
<hr> [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:31, 15 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Pic57|Pic57]]: per l'interwiki è presto fatto! Ho creato la pagina [[Opera:Donna lombarda]] elencando le cinque versioni, e l'ho linkato all'elemento Wikidata, poi ho aggiunto il template Interprogetto su Wikipedia, così ora c'è un collegamento. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:23, 15 lug 2026 (CEST)
::Ottimo @[[Utente:Candalua|Candalua]]. Grazie. Alcuni altri celebri canti popolari potrebbero essere trattati analogamente. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 19:00, 15 lug 2026 (CEST)
== A.A.A. Grecisti cercansi ==
Ho trascritto i ''[[Indice:Marco Aurelio - I Ricordi, nuova traduzione di Umberto Moricca, Torino, Chiantore, 1923.djvu|Colloqui con sé stesso]]'' di Marc'Aurelio, ma ci sarebbero rimaste un po' di paroline greche da trascrivere, così poi si può portare tutto al 75%. Chi ci si vuole cimentare le può trovare [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Categoria:Testo_greco_da_controllare&pagefrom=Marco#mw-pages qui]. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 18:13, 15 lug 2026 (CEST)
== Compilazione del file d'input LilyPond fallita: ==
Da ieri sulle nuove partiture create ottengo questo messaggio:
Compilazione del file d'input LilyPond fallita:
senza nessun'altra spiegazione.
Solo sulle nuove. Tutte le vecchie funzionano. Mah!
Per es. https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:L%27Anima_musicale_d%27Italia.djvu/260 [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 08:52, 16 lug 2026 (CEST)
:Ciao, @[[Utente:Pic57|Pic57]]. Ho provato con un codice semplice, tipo <score sound="1">{ a b c d }</score> e funziona. Prova a inserire il codice un po' alla volta, in modo da identificare cosa rompe la compilazione. Appena posso faccio qualche tentativo anche io. -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 09:50, 16 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]]Basta aggiungere un apostrofo per alzare una nota di un'ottava che salta tutto
::<score sound="1">{ a b c' d}</score>
::Temo che ci sia qualcosa di più grave a monte. Ma la cosa più strana è che tutte le partiture esistenti funzionano. La compilazione fallisce solo per le nuove compilazioni [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 15:15, 16 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Pic57|Pic57]] Ho paura che tu abbia ragione. Ho preso diversi esempi da [https://en.wikisource.org/wiki/Help:Sheet_music qui] e funzionano. Ma appena cambi anche una nota, la compilazione fallisce! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 21:49, 16 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Paperoastro|Paperoastro]] Vedo che la compilazione fallisce anche su fr. e en. e ho rotto le scatole segnalando il problema pure là[[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 13:29, 17 lug 2026 (CEST)
::Ora sembra tornato tutto ok. [[User:Pic57|Pic57]] ([[User talk:Pic57|disc.]]) 21:20, 17 lug 2026 (CEST)
:::Ne sono felice! Probabilmente sono riusciti a risolvere! -- [[User:Paperoastro|Paperoastro]] ([[User talk:Paperoastro|disc.]]) 15:17, 19 lug 2026 (CEST)
== Stesso autore o persone diverse? ==
[[Autore:Ernesto Zay]] vs [[Autore:Ernest Zay]]: stesso autore o persone diverse? [[Utente:Accurimbono|Accurimbono]] <small>([[Discussioni_utente:Accurimbono|disc]])</small> 11:03, 16 lug 2026 (CEST)
:Il numismatico francese è morto nel 1909, dell'ingegnere minerario [https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-di-gorno-bg/ è menzionata] una lettera del 1919, quindi direi che sono persone diverse. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 11:38, 16 lug 2026 (CEST)
::L'ingegnere è morto nel 1921 stando al [https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile/CAI-Bergamo_Bollettino-Mensile_1921_Anno-002_Num-001.pdf?utm_source=chatgpt.com necrologio], decisamente due persone diverse (grazie all'AI) --[[User:Cruccone|Cruccone]] ([[User talk:Cruccone|disc.]]) 12:20, 16 lug 2026 (CEST)
:::Brrr, leggo peraltro che è morto proprio per lo scoppio di una mina :( [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 14:36, 16 lug 2026 (CEST)
== Trascrizione manoscritti ==
Finiti alcuni lavori in sospeso, vorrei dedicarmi alla trascrizione di qualche manoscritto inedito (ce ne sono tantissimi su IA) che consentirebbe di riportare alla luce dei testi completamente inediti.
Certi testi sono in buona calligrafia e scansionati in alta qualità: se ci fosse qualche incertezza a ricostruire qualche parola esiste qualche strumento che può aiutare a dirimere la questione o qualche utente esperto "calligrafo"? [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 12:36, 17 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Panz Panz|Panz Panz]] Il primo strumento che mi viene in mente è Transkribus [https://www.transkribus.org/handwriting-ocr qui]. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:45, 17 lug 2026 (CEST)
::Transkribus si può usare anche da dentro Wikisource, in creazione di una pagina dove c'è "Trascrivi il testo" vai sulla freccetta a fianco e puoi scegliere il "motore" da usare, poi sotto bisogna scegliere il modello e bisogna cercare "Transkribus Italian Handwriting M1", circa a metà dell'elenco. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:12, 17 lug 2026 (CEST)
:::Torno dalle ferie e provo a creare un indice. Mi servirebbe solo per i casi dubbi... [[User:Panz Panz|Panz Panz]] ([[User talk:Panz Panz|disc.]]) 16:44, 17 lug 2026 (CEST)
== Dubbio su parole spezzate a fine riga ==
Buongiorno,
Sono una utente relativamente nuova e mi sto dedicando alla trascrizione di alcuni testi. Finora ho trascritto circa un centinaio di pagine di opere diverse, ma ho un dubbio operativo.
Durante la trascrizione, ho sempre seguito fedelmente il testo cartaceo originale, andando a capo all'interno della pagina esattamente dove andava a capo il libro e mantenendo le parole spezzate con il trattino. Solo ora, leggendo con più attenzione il manuale per principianti, ho notato la nota che spiega che in sede di trascrizione digitale i limiti della pagina fisica decadono e che le parole spezzate a fine riga andrebbero invece riunite.
A questo punto vorrei chiedervi due cose per capire come procedere correttamente:
Per il futuro: Quando trovo una parola spezzata all'interno della stessa pagina, mi confermate che la cosa migliore da fare (anche se mi occupo solo di trascrizione grezza e non di formattazione avanzata) è riunire i due tronconi ed eliminare il trattino, lasciando scorrere il testo? E come mi conviene gestire invece le parole spezzate tra due pagine diverse?
Per il passato: Come mi devo comportare con il centinaio di pagine che ho già inserito andando a capo come nel cartaceo? Devo riprenderle in mano una a una e modificarle per unire le parole, oppure ci penserà la comunità in fase di rilettura? Non vorrei lasciare del lavoro "sporco" o creare problemi ai passaggi successivi.
Grazie mille in anticipo per l'aiuto e per i consigli!
--[[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 23:54, 19 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:AdrianaB64|AdrianaB64]]: ciao! Confermo che i due spezzoni vanno riuniti, e sì, sarebbe meglio tornare indietro e sistemare anche le pagine che hai già fatto (mi dispiace che non ce ne siamo accorti prima). Se fai Alt+7 ottieni già una prima formattazione del testo che include anche queste "riunioni". Tra l'altro vedo che hai lasciato molte pagine allo stato 50% (cioè pagina da formattare). Alcune mi sembrano già buone per passare al 75% (i tre quadratini rossi), altre magari necessitano di qualche piccola formattazione tipo le parole in corsivo (nella barra in alto trovi i comandi per grassetto, corsivo ecc.). Altra cosa da sistemare sarebbe il numero di pagina, che andrebbe messo nel campo Intestazione (o Pié di pagina, se è in basso) usando il template {{tl|RigaIntestazione}}: non è obbligatorio inserirlo, ma perlomeno dovresti toglierlo dal corpo del testo, altrimenti poi il testo finale risulterà inframezzato da questi numerelli.
:Noi di solito incoraggiamo gli utenti a cercare di fare sempre queste piccole sistemazioni e portare le pagine almeno al 75%, riservando il 50% per i casi più complessi (tabelle, frontespizi un po' difficili da riprodurre, ecc.). Questo perché di solito tendiamo a fare due passaggi: uno trascrive e porta al 75%, un altro rilegge e porta al 100%. Se hai dubbi puoi anche lasciare la pagina al 50%, ma questo ovviamente richiede un passaggio in più, quindi almeno 3 persone che lavorano sullo stesso testo: questa è una sicurezza in più, ma se il testo è abbastanza semplice può non essere necessario.
:C'è anche uno strumento che aiuta a trovare errori come il trattino, o altri errori di trascrizione: da una pagina Indice, clicca "Cerca errori ortografici" a destra. Parte una ricerca degli errori più comuni, dalla quale puoi andare sulla pagina in questione e trovare l'errore evidenziato, così è più facile correggerlo.
:Per le parole spezzate tra due pagine, se l'ultimo carattere della pagina è un trattino, le due metà vengono riunite automaticamente e non serve fare nulla.
:Vedo che hai lavorato principalmente su [[Indice:Previati - Della pittura.djvu]], però ti sei limitata al namespace Pagina. Per completare il lavoro, oltre a quanto detto sopra, andrebbe creato il sommario, cioè l'indice dei capitoli: se vai in modifica dell'indice, nel campo Sommario c'è un bottone "Compilazione assistita" che apre un box dove c'è anche il link alla guida. Prova a vedere se riesci a compilarlo, così poi possiamo provare a creare le pagine dei capitoli e allora ti risulterà anche molto più chiaro quale sia il risultato che vogliamo ottenere al termine di una trascrizione. Ovviamente per qualunque dubbio scrivi pure qua :) [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:16, 20 lug 2026 (CEST)
::Grazie mille per il chiarimento. Sicuramente provvederò a sistemare le pagine già trascritte e seguirò i consigli dati per migliorare il mio contributo. Ero convinta che oltre alla trascrizione fosse previsto un passaggio intermedio, ovvero quello della formattazione, in capo a un'altra persona. Però capisco perfettamente che posso assolutamente fare qualcosa di più per cercare di formattare anche il testo trascritto secondo le regole, portandolo al 75%. Provo quindi a riprendere le pagine trascritte e chiederò conferma, strada facendo, se sono sulla strada giusta. E mi cimenterò anche a creare il sommario, ma per questo immagino già che tornerò ad avere bisogno di aiuto. Grazie! [[User:AdrianaB64|AdrianaB64]] ([[User talk:AdrianaB64|disc.]]) 10:34, 20 lug 2026 (CEST)
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-30</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W30"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* The [[mw:Special:MyLanguage/Reader/Reader Experience|Reader Experience team]] has incorporated community feedback around the placement of watchstar and watchlist buttons for the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/WE3.3.4 Reading lists|Reading Lists beta feature]], which would allow for saving articles for later reading – a [[m:Special:MyLanguage/Community Wishlist/W102|wishlist item]] to bring the functionality to web. Editors are invited to enable the beta feature to test it out and [[phab:T426453|share their thoughts]].
* [[mw:Special:MyLanguage/VisualEditor/Suggestion Mode|Suggestion Mode]] offers edit suggestions within the VisualEditor for improving Wikipedia articles. [[Special:EditChecks|All suggestions]] are [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#For administrators – local customization|community-configurable]]. The [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/TextMatch|TextMatch]] feature is a way for volunteers to create custom local suggestions. The feature searches in articles for strings of text, and now includes support for regular expressions. This gives volunteers greater precision and flexibility over the kinds of local suggestions they can create. Note: Suggestions [[mw:Special:MyLanguage/Edit check/Configuration#:~:text=maximumEditcount|can be targeted]] based on the edit count of the person editing as well as other aspects of the page. You can [[mw:Special:MyLanguage/Help:Suggestion mode#Create custom local types of Suggestions|find examples from other communities]] for inspiration, including TextMatches that detect: typos, grammar-errors, potential advertisements, clichés, incorrect dash or hyphen usage, non-specific time keywords, outdated names, and more. Any [[mw:Special:MyLanguage/Talk:VisualEditor/Suggestion Mode|feedback]] is appreciated.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:27}} community-submitted {{PLURAL:27|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where the SVG Translate tool could use an outdated version of a file, causing existing translations to be overwritten when new ones were uploaded, has now [[phab:T430577|been fixed]]. Overall, in the last quarter from April – June 2026 about 337 community tasks were resolved by the Wikimedia Foundation.
'''Updates for technical contributors'''
* On Parsoid-enabled wikis, Parsoid now renders a maximum of 1,250 images per page. A new tracking category, "media-limit-reached", will be soon made available to identify pages where this limit is reached, making it easier to find content whose media output may have been restricted during rendering. See [[phab:T430854]] for more information and to provide feedback.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.12|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/30|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W30"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 07:46, 21 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30836091 -->
== AltraEdizione ==
Scusate ragazzi, è da un po' che non modifico e ho notato che sulla colonna di sx non funziona più il <nowiki>'''</nowiki>template:AltraEdizione<nowiki>'''</nowiki>: è un problema solo mio? (vedi pagina [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Canti_(1835)/All%27Italia&action=edit<nowiki> All'Italia]). </nowiki> '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 20:35, 21 lug 2026 (CEST)
:@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: lo so, credo abbia smesso di funzionare con l'ultimo grosso aggiornamento dell'interfaccia, quando hanno introdotto la nuova Vector. Ma in realtà ormai è pressoché inutile, abbiamo il link automatico verso la pagina Opera ("Vedi le edizioni disponibili di questo testo") che è meno immediato ma più visibile e più facile, basta mettere l'edizione nella pagina Opera e ti mostra il link. Io inizierei a marcare il template come obsoleto e a toglierlo dalle pagine. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 10:18, 22 lug 2026 (CEST)
::@[[Utente:Candalua|Can da lua]]: A me più che altro serviva la funzione di '''visualizzazione parallela di due testi''' (non ricordo se potevamo averne anche tre). Non si può più fare? '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:30, 22 lug 2026 (CEST)
:::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ah, ma allora c'era ancora qualcuno che la usava! :D Quella funzione l'ho disattivata l'anno scorso, dato che ormai non funzionava più, mancando il link (e già da molto prima non funzionava più con gli interwiki, che erano il motivo principale per cui l'avevo fatta). Nessuno finora ne aveva sentito la mancanza :) ma se ti interessa posso provare a reintrodurla sotto forma di gadget. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:39, 22 lug 2026 (CEST)
::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Magari.... Tu sai che io ho un approccio più ''filologico'' e per me queste funzioni sono '''oro''', praticamente introvabili, non esiste altra piattaforma dove sperimentare simili finezze :) '''[[Utente:Xavier121|<span style="color:orange;">X</span><span style="color:black;">avier</span>]][[Discussioni_utente:Xavier121|<span style="color:orange;">1</span><span style="color:black;">21</span>]]''' 17:57, 22 lug 2026 (CEST)
:::::@[[Utente:Xavier121|Xavier121]]: ho messo in piedi un gadget "d'emergenza", devi attivarlo e poi lo trovi nel menu di destra, si chiama "Confronta fianco a fianco". Per il momento ti chiede con quale testo vuoi confrontare e devi dargli tu il titolo (solo testi su it.ws), poi ci lavorerò ancora. Idealmente vorrei che fosse possibile:
:::::* scegliere una delle altre edizioni linkate sull'Opera
:::::* scegliere tra gli interwiki
:::::* inserire una pagina a piacere indicando su che dominio si trova.
:::::[[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 12:17, 23 lug 2026 (CEST)
== Request for comment (the future of Abstract Wikipedia) ==
<bdi lang="en" dir="ltr" class="mw-content-ltr">
Apologies if this has not yet been translated into your wiki's language. {{int:Please-translate}}
You are invited to voice your opinions in a [[:m:Requests for comment/The future of Abstract Wikipedia|request for comment about the future of Abstract Wikipedia]]. {{Int:Feedback-thanks-title}}
[[:m:User:Kowal2701|Kowal2701]] ([[:m:User talk:Kowal2701|talk]]) 14:25, 24 lug 2026 (CEST)
</bdi>
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<!-- Messaggio inviato da User:DreamRimmer@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Distribution_list/Global_message_delivery&oldid=30513860 -->
== <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-31</span> ==
<div lang="en" dir="ltr">
<section begin="technews-2026-W31"/><div class="plainlinks">
Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translations]] are available.
'''Updates for editors'''
* [[File:Maki-gift-15.svg|12px|link=|class=skin-invert|Wishlist item]] [[mw:Special:MyLanguage/ContentTranslation|Content Translation]] now supports dark mode, fulfilling a [[m:Community Wishlist/W544|Community Wishlist request]]. This brings the tool in line with the accessibility features available in the Vector 2022 and Minerva skins, helping reduce visual fatigue for users translating content. [https://phabricator.wikimedia.org/T367077]
* DiscussionTools' source mode and the 2017 wikitext editor will now offer autocomplete for links (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>[[</nowiki></code></bdi>), templates (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>{{</nowiki></code></bdi>), HTML and parser tags (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki><</nowiki></code></bdi>), and magic words (<bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>__</nowiki></code></bdi>), making it quicker and easier to insert links, templates, and other wiki markup while editing. [https://phabricator.wikimedia.org/T432400]
* The [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Growth/Mobile page previews|Readers Growth team]] has concluded its experiment with mobile page previews and will not roll out the feature. Page Previews are a pop-up bottom sheet that appears when readers tap a blue link, showing a thumbnail, lead paragraph, and an option to open the article. The experiment showed flat retention and negative indicator metrics, suggesting that mobile web readers preferred navigating directly to linked articles rather than using page previews.
* The Reader Experience team has seen encouraging early results from the [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader Experience/Reading lists|Reading Lists feature]], with 93% of participating users reporting that it was useful. Reading Lists help active readers save articles for future reading and support their learning goals on Wikimedia projects. The team plans further improvements before expanding the feature to more users.
* The [[mw:Special:MyLanguage/Wikimedia Apps/Team/Explore Feed Refresh|Explore Feed Refresh]] initiative was tested with new and casual Wikipedia app readers. The refreshed feed helps readers discover new and relevant content. After a 10.5% increase in engagement with the feed, Wikimedia Apps team has decided to scale the Home Feed redesign to iOS with the learnings from the Android release applied.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:23}} community-submitted {{PLURAL:23|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where subject names in the Article Guidance feature were displayed with incorrect capitalization on French Wikipedia, has now been fixed. Subject names will now follow the correct capitalization rules for the language. [https://phabricator.wikimedia.org/T427201]
'''Updates for technical contributors'''
* After running several [[mw:Special:MyLanguage/Contributors/Account Creation Experiments|Account Creation Experiments]] to improve registration completion rates, a new version of the username field on [[Special:CreateAccount|Create Account]] has been rolled out. It includes [[:c:File:Create account - July 2026 updates.png|a popover summarizing the username policy]] to provide clearer guidance during account creation. As part of this change, the messages <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-helpusername</nowiki></code></bdi> and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-help</nowiki></code></bdi> that several communities have configured will no longer be used. If communities want to customize the guidance shown in the new popover, they can instead edit the following messages: <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet1</nowiki></code></bdi>, <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet2</nowiki></code></bdi>, and <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>createacct-username-policy-popover-bullet3</nowiki></code></bdi>. [https://phabricator.wikimedia.org/T430604]
* Later this week, the [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror|CodeMirror syntax highlighter]] will offer [[w:en:Theme (computing)|themes]]. The themes can be picked from a dropdown menu in the full [[mw:Special:MyLanguage/Help:Extension:CodeMirror#CodeMirror preferences|CodeMirror preferences]] dialog. For wikitext, available themes are default, colorblind-friendly (previously the colorblind preference option on [[Special:Preferences#mw-prefsection-editing]]) and no-highlighting. For code languages (i.e., CSS/JavaScript/JSON/Vue/Lua), there are several themes available. These same themes will eventually be available for wikitext, too. [https://phabricator.wikimedia.org/T163533]
* From now on, wikis can restrict editing in the "User" namespace to only the page owner and certain user groups. [[mw:Special:MyLanguage/Manual:$wgRestrictUserPageEditing|Read the configuration documentation]] to learn more.
* [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.14|MediaWiki]]
'''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]] • [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/31|Translate]] • [[m:Tech|Get help]] • [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]] • [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].''
</div><section end="technews-2026-W31"/>
</div>
<bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:49, 27 lug 2026 (CEST)
(This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.)
<!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=30856308 -->
== itWikiCon 2026: potete candidarvi per una borsa di partecipazione entro il 31 luglio ==
Ciao a tutti!
Vi ricordiamo che c’è tempo '''fino al 31 luglio''' per inviare le candidature per ricevere una '''borsa di partecipazione''' per itWikiCon 2026, che si terrà '''a Vezia (Lugano) dal 6 all’8 novembre'''. Troverete tutte le informazioni sulla pagina del progetto '''[[m:ItWikiCon/2026/Borse|nella sezione borse]]'''.
Per domande o suggerimenti scriveteci sulla [[metawiki:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o via e-mail a info{at}itwikicon.org.
A presto,
Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 14:08, 28 lug 2026 (CEST)
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/4
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Porto il SAL a SAL 75%
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wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=28 luglio 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|I re Sassanidi]] - 4. - Il re Behrâm-gôr|prec=../3/X|succ=/I}}
<pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="270" to="270" tosection="s1" />
=== Indice ===
* {{testo|/I|I. - Principio del regno di Behrâm-gôr}}
* {{testo|/II|II. - Partenza di Mundhir e di Nomân}}
* {{testo|/III|III. - Avventura di Lanbek acquaiolo e di Abrâhâm giudeo}}
* {{testo|/IV|IV. - Battaglia di Berhâm coi leoni}}
* {{testo|/V|V. - Avventura del giovane calzolaio}}
* {{testo|/VI|VI. - Il villaggio distrutto e riedificato}}
* {{testo|/VII|VII. - Avventure delle figlie del mugnaio}}
* {{testo|/VIII|VIII. - Il tesoro di Gemshîd rinvenuto}}
* {{testo|/IX|IX. - Avventura del mercante}}
* {{testo|/X|X. - Uccisione di un drago}}
* {{testo|/XI|XI. - Richieste delle figlie di Berzîn borgomastro}}
* {{testo|/XII|XII. - Avventura del gioielliere}}
* {{testo|/XIII|XIII. - Avventura di Fershîd-verd}}
* {{testo|/XIV|XIV. - Avventura dello estirpator delle spine}}
* {{testo|/XV|XV. - La caccia dei leoni}}
* {{testo|/XVI|XVI. - La caccia degli onagri}}
* {{testo|/XVII|XVII. - Guerra del principe di Cina}}
* {{testo|/XVIII|XVIII. - Il confine segnato fra l'Iran e il Turan}}
* {{testo|/XIX|XIX. - Lettera di Behrâm-gôr a Nersî}}
* {{testo|/XX|XX. - Avvertimenti di Behrâm agli ufficiali}}
* {{testo|/XXI|XXI. - Udienza del messaggiero dell'Imperatore}}
* {{testo|/XXII|XXII. - Partenza del messaggiero}}
* {{testo|/XXIII|XXIII. - Andata di Behrâm-gôr presso Shengul in India}}
* {{testo|/XXIV|XXIV. - Prodezze di Behrâm-gôr alla corte di Shengul}}
* {{testo|/XXV|XXV. - Un lupo e un dragone uccisi}}
* {{testo|/XXVI|XXVI. - Nozze di Behrâm-gôr con la figlia di Shengul}}
* {{testo|/XXVII|XXVII. - Lettera dell'imperatore di Cina}}
* {{testo|/XXVIII|XXVIII. - Fuga di Behrâm-gôr con la figlia di re Shengul}}
* {{testo|/XXIX|XXIX. - Riconoscimento di Behrâm-gôr}}
* {{testo|/XXX|XXX. - Venuta di re Shengul con altri sette re}}
* {{testo|/XXXI|XXXI. - Il tributo condonato}}
* {{testo|/XXXII|XXXII. - Chiamata dei musici da piazza}}
* {{testo|/XXXIII|XXXIII. - Morte di re Behrâm-gôr}}
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/5
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Alex brollo
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Porto il SAL a SAL 75%
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wikitext
text/x-wiki
{{Qualità|avz=75%|data=28 luglio 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|I re Sassanidi]] - 5. - Quattro Re Sassanidi|prec=../4/XXXIII|succ=/I}}
<pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="490" to="490" tosection="s1" />
=== Indice ===
* {{testo|/I|I. - Il re Yezdeghird figlio di re Behrâm-gôr}}
* {{testo|/II|II. - Il re Hormuz}}
* {{testo|/III|III. - Il re Pîrûz}}
* {{testo|/IV|IV. - Guerra coi Turani}}
* {{testo|/V|V. - Battaglia e morte di Pîrûz}}
* {{testo|/VI|VI. - Il re Balâsh}}
* {{testo|/VII|VII. - Lettere di Sûfrây e di Khoshnavâz}}
* {{testo|/VIII|VIII. - Battaglia di Sûfrây e di Khoshnavâz}}
snoaixe6j9tyzuusuq81obbi902wato
Il Libro dei Re/I re Sassanidi/6
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Alex brollo
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text/x-wiki
{{Qualità|avz=25%|data=11 luglio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|I re Sassanidi]] - 6. - Il re Kobâd figlio di Pîrûz|prec=../5/VIII|succ=/I}}
<pages index="Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1888, VI.djvu" from="521" to="521" tosection="s1" />
=== Indice ===
* {{testo|/I|I. - Parole di Kobâd}}
* {{testo|/II|II. - Disgrazia di Sûfrây}}
* {{testo|/III|III. - Prigionia di Kobâd}}
* {{testo|/IV|IV. - Ritorno di Kobâd}}
* {{testo|/V|V. - Venuta di Mazdak}}
* {{testo|/VI|VI. - Castigo di Mazdak}}
* {{testo|/VII|VII. - Morte di re Kobâd}}
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 111 —|}}</noinclude>sarà ancora più vivo; se invece le luci attornianti saranno azzurre o violette, la tela rossa passerà al cremisi od anche al porpora. Gli effetti più magnifici sono quelli presentati da luci differenti, come quelle dei raggi gialli del sole e quelli azzurri del cielo puro: i colori degli oggetti possono così modificarsi in maniera meravigliosa e produrre effetti magici che sfuggono quasi all’analisi „ (R{{Sc|ood}}).
Ecco la riflessione vista da un punto certamente più interessante ed imprevisto forse per chi non si era fissato che su quel filo di luce solare, visto in un’esperienza scolastica percuotere un vetro e riprodursi ancora in un filo di sole verso il soffitto della stanza d’esperimento.
La riflessione della luce è il fatto dal quale dipende la colorazione di tutto il mondo visibile, e la varietà dei colori è modificata ancora dacchè tutti i corpi non riflettono la luce che li colpisce, ma parte ne trattengono, parte esce trasformata. In conclusione, come sono infinite le cause che determinano il colore dei corpi che vediamo, infinite sono le tinte e la costituzione delle tinte dal vero, sicchè l’idea di quelle tinte piatte terrose, inerti, colle quali così ordinariamente si traduce il vero, sono tutto quello che di meno<noinclude><references/>
{{PieDiPagina|{{x-smaller|G. P{{Sc|reviati}}, ''Della Pittura.''}} ||{{x-smaller|10*}}}}</noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 112 —|}}</noinclude>intelligentemente si può vedere nel vero e tradurre in pittura.
Il pittore che dimentica la legge di riflessione della luce è in rischio continuo di falsare anche l’armonia dei colori stessi che interpreta, alterando la legge che li produce; onde è evidente che il sapere tali leggi ed applicarle col massimo criterio e l’osservazione sempre vigile ed illuminata del vero non possono che condurlo anche verso l’armonia giusta degli stessi colori.
Così dicasi della conoscenza e della applicazione dei colori complementari.
Press’a poco tutti sanno che si dicono tali quei raggi colorati della luce che riuniti a due a due riproducono la luce bianca: cioè se nella camera oscura si riuniscono il rosso ed il verde dello spettro solare, si ricompone la luce bianca, così col giallo ed il violetto, coll’aranciato e l’azzurro. Comunemente questi colori si dicono opposti e nei loro effetti approssimativi erano noti anche ai pittori antichi, non al di là però di quello che lo sappiano anche le donne valendosene nelle acconciature. Ma le leggi che reggono questi colori, possono suggerire al pittore ben altre applicazioni, e aiutarlo per esempio nell’indagine sulle ombre. Perchè tutte le ombre partecipano del<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 113 —|}}</noinclude>colore complementare della luce determinante l’ombra ed in parte anche del colore complementare dell’oggetto che riceve l’ombra. Questa legge vige costantemente anche quando nella stanza dove il pittore lavora c’è poca luce e le cose che copia producono ombre oscurissime. È evidente che ricordando questa legge cadrà meno nello scuro esagerato, che offusca per solito tutti gli effetti di luogo racchiuso, dacchè, si può dire, si dipinge, e non parliamo poi dell’aiuto ad interpretare le ombre nell’aperto, dove i colori complementari si manifestano più esplicitamente, perchè le luci e le ombre sono decise. Ma siccome il fenomeno avviene anche dove le luci e le ombre sono tenuissime, tanto che a voler partire da quello che vede l’occhio non si potrebbe che cadere nell’incertezza, è evidente che la nozione della regola riesce di non poco aiuto. Non si può mettere in dubbio che la sola presenza di piccole ombre sbagliate basta per introdurre note false che per quanto tenui siano in sè, pure producono il loro effetto diminuendo il senso di naturalezza dei colori, nei quali questi errori sono commisti, e ciò sempre a scapito dell’armonia. Ma se lo studio delle leggi dei colori non avesse portato ad altro che alla scoperta degli effetti del con-<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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<noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 114 —|}}</noinclude>trasto e di tutta la serie delle sensazioni prodotte sul nostro occhio dalle opposizioni dei colori, il pittore ne sarebbe già beneficato in maniera così grande da persuadersi che solo applicando intelligentemente questi effetti, ciò basterebbe a trasformare la sua opera in modo da rendere irriconoscibili a lui stesso i lavori propri eseguiti avanti e dopo tali nozioni. Le leggi del contrasto; ma in quale mai scuola di pittura si fa parola del contrasto e delle azioni fisiologiche dei colori sulla retina e delle mille esperienze istruttive che ne seppero ricavare dapprima lo Chevreul e poi tutti gli scienziati che se ne occuparono sino al Mile, che scoprì come i colori del pittore potessero in parte funzionare a guisa di raggi di luce e dette origine alla tecnica che oggi si dice divisionismo?
Ma restando nell’argomento dell’importanza dei colori complementari per l’armonia del dipinto, perchè mai dovrebbe esserci l’inutile sussidio di una formola matematica, perchè il pittore sappia che per temperare l’effetto di un rosso troppo vivo gli basterà ricorrere a qualche leggero tocco del colore complementare, introdotto nello stesso rosso, mentre a fare parere più vivo il medesimo rosso basterà che adoperi ancora il verde, non per inframmetterlo al rosso, ma porvelo accanto?<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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La grande forza della pittura è rappresentata dalla legge del contrasto, per il quale l’artista può acquistare il facile maneggio delle opposizioni e bilanciando le impressioni ottenere l’equilibrio dei colori contrari nello stesso tempo che gli è permesso di introdurre nella propria opera quella varieàa di effetti che preserva dalla sazietà sempre prossima tanto alla ricchezza straordinaria, come alla austerità più severa delle colorazioni.
“Dopo avere contemplato delle grandi superfice coperte di numerose varietà di colori caldi, nulla equivale al piacere di riposare l’occhio su qualche tinta leggermente opposta; così quando un dipinto è sopratutto composto di tinte fredde ed azzurrine, qualche tocco di un colore caldo gli dona una forza ed uno splendore straordinario„ (Rood).
L’armonia dei colori è subordinata all’armonia delle luci e delle ombre. Dei colori che presi isolatamente ci sembrerebbero belli e armonici, sottoposti a luci ed ombre in disaccordo ci riescono sgradevoli ed urtanti. Ed eccoci ancora al sussidio prezioso delle osservazioni scientifiche, ''negli effetti dell’aumento e della diminuzione della luce sui colori'', ma non è certamente qui il caso di malamente ridurre in cenni quelle dimostrazioni e quelle esperienze che prendono tutta la loro forza dal coordinamento<noinclude><references/></noinclude>
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AdrianaB64
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="AdrianaB64" />{{RigaIntestazione||— 116 —|}}</noinclude>stesso della esposizione e dal novero dei fatti che Chevreul, Helmholtz, Bruke e Rood più particolarmente, riuniscono nelle loro teorie scientifiche dei colori.
L’artista moderno può dunque trovare un materiale di aiuto che se non è il trattato d’armonia auspicato dai sognatori di un sistema per fare i quadri, pur nondimeno per le applicazioni ed i risultati ottenuti, ha dimostrato abbastanza che non invano vi può rinunziare l’artista ed è dimenticato o non voluto nelle scuole.
Checchè si pensi dell’aiuto scientifico in quanto riguarda i colori, sarà sempre difficile dimostrare come non debba avvenire che l’ommissione o l’alterazione delle leggi che reggono gli effetti dei colori non abbiano da contribuire a rendere difettosi i dipinti nei quali tali leggi furono arbitrariamente interpretate e ciò anche non possa bastare, anzi essere l’implicita ragione del mancato effetto di molti dipinti. Oggidì l’artista non si forma più compiutamente nella scuola e come trova il tempo per dedicarsi ad esperienze e ricerche per la speranza di trovare dei colori che gli risparmino il cruccio della luminosità insufficente, può anche trovare qualche po’ di tempo per rendersi famigliari delle cognizioni che non basta<noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:D'Annunzio - Giovanni Episcopo, Luigi Pierro Editore, 1892.djvu/113
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Candalua
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<noinclude><pagequality level="3" user="PapaYoung89" /></noinclude>cosa di straordinario: un significato profondo
e oscurissimo, che la mia anima non
riuscì a penetrare.
A un tratto, il campanello squillò.
Ci guardammo, io e mio figlio. Ginevra
mi disse:
— È Wanzer. Va tu ad aprire.
Andai ad aprire. L’atto era nella mia persona, ma la volontà era fuori della mia
persona.
Wanzer entrò.
Debbo descrivervi la scena? Debbo ridirvi
le sue parole? Nulla di straordinario in
quel che fece e in quel che disse, in quel
che facemmo e in quel che dicemmo. Due
antichi amici si rivedono, si abbracciano, si
scambiano le solite domande e le solite risposte: — ecco l’apparenza.
Portava un gran mantello impermeabile,
con un cappuccio, tutto molle di pioggia,
luccicante. Sembrava più alto, più grosso,
più fiero. Aveva tre o quattro anelli alle
dita, uno spillo alla cravatta, una catena {{Ec|di oro|d’oro}}. Parlava senza imbarazzo, come un uo-<noinclude><references/></noinclude>
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Pic57
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Quan -- do jun -- se la nu -- vel -- _ _ _ la
Chi per nos -- _ _ _ _ _ tra ma -- _ la sor -- _ _ ti
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Quan -- do jun -- se la no -- vel -- la Chi per nos -- tra
ma -- la sor -- ti o co -- ru di la su -- rel -- la
Ti di -- cìa spe di tu_a mor -- ti Ghià la ne -- ve_a
la mon -- ta -- gna Chiu -- su via tut -- ti li por -- ti
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Cor74
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Cor74" />
{{RigaIntestazione||{{Sc|lettere di santa caterina}}|91}}</noinclude><section begin="s1" />sto e zelante dell’onore di Dio, ch’egli è. <ref>Al papa stesso dice parole severe, del papa agli altri tocca con riverenza.</ref> Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio, e bagnatevi nel sangue di Cristo crocifisso. Gesù dolce, Gesù amore.<section end="s1" />
<section begin="s2" />
CCCXXIV — A Stefano di Corrado Maconi.
Lo invita a Roma. Raccomanda Raimondo.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo figliuolo in Cristo Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a te nel prezioso sangue suo; con desiderio di vederti morire spasimato per onore di Dio, di quella morte che dà vita all’anima; cioè, che per onore di Dio non curi di te, ma virilmente io ti vegga correre in qualunque parte meglio tu possa compire la volontà sua. Tempo è, figliuolo mio dolce, da perdere sè, e non curare di cosa veruna, pur che noi facciamo l’onore di Dio per molta occupazione. Non dico più qui.
Pregoti e comando per parte di Cristo crocifisso, che, se ’l Priore....<ref>Della Minerva in Roma; il confessore di lei, Raimondo: partitosene alla legazione di Francia.</ref> o altri per lui con lettere o con ambasciata ti richiedesse d’alcuno servizio, che tu l'obbedisca, come la mia persona propria, sapendo che per mia volontà ti sarà imposto ciò ch’egli volesse da te. Ed il simigliante ti dico di<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude>
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Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/49
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Cruccone
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||CAPITOLO I|41}}</noinclude><section begin="17" />ristampati, con l’aggiunta di altri inediti, dal dott. {{Sc|{{Wl|Q5743139|Carlo Frey}}}} nell’opera ''Die Loggia dei Lanzi zu Florenz'', Berlin, 1885. Però fra quelli spettanti al Palazzo de’ Priori ve n’hanno altri che non ci hanno luogo.<section end="17" />
(18) <section begin="18" />Op. cit., vol. {{Sc|ii}}, pag. 449.<section end="18" />
(19) <section begin="19" />''Illustrazione istorica del Palazzo della Signorìa detto in oggi il Palazzo Vecchio''. Ragionamento di {{Sc|Modesto Rastrelli}} Socio della R. Accademia Fiorentina. Firenze 1792, presso Ant. Gius. Pagani e Comp., pag. 52.<section end="19" />
(20) <section begin="20" />Op. cit., vol. {{Sc|ii}}, pag. 450.<section end="20" />
(21) <section begin="21" />Op. cit., pag. 51.<section end="21" />
(22) <section begin="22" />Op. cit., vol. {{Sc|ii}}, pag. 459.<section end="22" />
(23) <section begin="23" />Op. cit., vol. {{Sc|ii}}, pag. 461.<section end="23" />
(24) <section begin="24" />Op. cit., vol. {{Sc|ii}}, pag. 462.<section end="24" />
(25) <section begin="25" />Op. cit., pag. 40.<section end="25" />
(26) <section begin="26" />Op. cit., vol. {{Sc|ii}}, pag. 464.<section end="26" />
(27) <section begin="27" />Op. cit., pag. 75.<section end="27" />
(28) <section begin="28" />Op. cit., {{Sc|xi, lxvii}}.<section end="28" />
(29) <section begin="29" />Da’ libri «Deliberazioni e stanziamenti dell’Opera del Duomo» ricaviamo queste notizie: 1395, 3 Febb. (s. c. 1396). Gli Operai di S. M. del Fiore — «Locaverunt Bindo Pieri Guarnerii orafo ad faciendum et dorandum leonem qui debet manere et stare super turrim palatii dominorum priorum cum infrascriptis pactis, etc.» Cioè che l’Opera dia l’oro e F. 30 per mano d’opera. — Vol. 38, c. 7, 18 «Providerunt quod lilius qui fieri debet pro ponendo in manum Leonis morantis sub ''(sic)'' turri palatii dominorum Priorum, sit floritus.» — C. 10, 26 «Bindo dicto pro auro cum quo dorabitur Leo qui morabitur super turrim Palatii etc. Fl. 90 — c. 11, 10 marzo «Locav. Bindo dicto ad faciendum lilium qui morabitur super stilo ferri in quo girat Leo qui manet super turrim.» — Il rame e ogni altra cosa ''usque ad doraturam'', dev’essere a spese dell’artista — 50 libbre almeno, alto braccia 1 <math>\scriptstyle\frac{2}{3}</math> deve aver l’oro per dorarlo — c. 16, 21, 30.<section end="29" />
(30) <section begin="30" />{{Sc|Luca Landucci}}. ''Diario Fiorentino'' dal 1450 al 1516, continuato da un anonimo fino al 1542, pubblicato sui codici della comunale di Siena e della Marucelliana, con annotazioni, da {{Wl|Q132975480|Jodoco Del Badia}}. In Firenze, G. C. Sansoni, 1883, pag. 345.<section end="30" />
(31) <section begin="31" />I Cardinali che, non sconosciuti, come dice il Landucci, ma travestiti, vennero a vedere questa festa, furono sei a detta del Pitti e del Cambi. Quest’ultimo nomina anzi alcuni di essi dicendo che vi fu il nipote del Papa (Cibo) il Cardinale senese, un veneziano e il Bibbiena; e «tutti andavano fuori d’abito, vestiti di nero alla spagnola, colla spada allato e turati».<section end="31" />
(32) <section begin="32" />La residenza del Tribunale della Mercanzia era in quel palazzo sulla Piazza dei Signori che fa cantonata alla via de’ Gondi; sul quale vedonsi anc’oggi scolpite le armi delle ventuna Arti fiorentine.<section end="32" />
(33) <section begin="33" />{{Sc|B. Varchi}}, ''Ercolano'', ediz. Rachaeli, pag. 42.<section end="33" />
(34) <section begin="34" />''Arch. Stat. Fior.''; Provvigioni, {{sc|xx}}, c. 2.<sup>t</sup><section end="34" /><noinclude></noinclude>
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Musica d'oggi, 1962/N. 4-5/Il sogno di Isabella. Melodia
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Aggiunta a' viaggi di Europa/Parte III/Cap. I
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/4/XXXII
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{{Centrato|{{x-larger|CAPITOLO II.}}
''Due uomini, ed un solo pensiero.''}}
{{x-larger|G}}ustavo, riparatosi dal freddo della notte mediante un largo ferraiuolo, e passeggiando nella grande strada del villaggio di Villa Real, col sigaro in bocca, attendeva impaziente il tenente colonnello.
Era un bel giovanotto Gustavo Chatenay! anima forte in corpo robusto, occhi neri ed alteri, da cui tratto tratto sfavillavano in raggi luminosi alcune particelle di quell’anima di ottima tempra.<noinclude><references/></noinclude>
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I di lui lineamenti prendevano una singolare espressione di pena, di cordoglio, ogni qualvolta il suo labbro tentava di sorridere; e questo stesso sorriso, doloroso a vedersi, gli veniva specialmente all’annunzio di una disgrazia, o al racconto di un evento funesto.
Sorrideva costui come fa il prigioniero di una tribù selvaggia al quale si dica ponendolo alla tortura: Vinto! rallegrati, oggi sarai abbrucciato; e che risponda contemplando il rogo: Mi rallegro, sì! chè avranno fine i miei strazi.
Non mai la gioia, il contento, muovevano in cotal guisa le sue labbra; era quella una contrazione del cuore, che involontariamente si ripeteva sul volto; era anche l’orgogliosa ed ironica sfida che si fa alle sventure, allorchè desse ci hanno tormentati tanto che non temiamo più che ne piombino addosso.
Egli dunque sorrideva allora, perchè sognava la prossima sua liberazione. Fra pochi minuti giungerebbe senza dubbio l’amico; tra due ore, e<noinclude><references/></noinclude>
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Musica d'oggi, 1962/N. 4-5/Il Re di Thule. Melodia
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Racconti (Hoffmann)/La casa deserta
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== Indice ==
* {{Testo|/Capitolo I}}
* {{Testo|/Capitolo II}}
* {{Testo|/Capitolo III}}
* {{Testo|/Capitolo IV}}
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|267}}</noinclude>molto la tagliatura degli assediati, guarnita di fosso, palificate, e mine, con notabile danno de’ Cittadini, oltre quello cagionavano le bombe, e cannonate, che passorno in questo giorno 6000. sotterrando famiglie intiere nelle rovine delle case. Due hore prima del giorno la Cavalleria della Piazza, avendo presi due Contadini vicino al Convento de’ Cappuccini; condotti legati alle code de’ cavalli gli fece il Vicerè verso le 22. hore impiccare: mentre dava per ogniuno, che si prendesse, una dobla.
Nel 29. si fece un gran fuoco dalle batterie di mare e terra, che pareva un Mongibello, che vomitasse bombe, palle, pietre, e granate reali: non essendovi nessuno ricovero nella Città, perche in ogni parte si dilatarono, sino alle tre hore della notte. Le batterie di terra fecero gran progresso nella breccia, di modo che gli assediati si sollecitavano a perfezionare la tagliatura, e ricominciarono di nuovo nel 30. al far del giorno tutte le batterie a battere in breccia: di modo che pareva un tremuoto nella Città, mentre le bombe de’ mortari della montagna si stendevano sino al Borgo, cagionando la morte di più Cittadini, mentre nella sola taglia-<noinclude>{{PieDiPagina|||tura{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|268|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>tura fecero volare undeci persone.
Il 1. di Ottobre essendo entrati nella Piazza due Bombardieri, per non tenerne il Vicerè nessuno disposero questi negli Orti di S. Paolo, 3. mortari, che fecero poco danno nel Campo; nel mentre gli assedianti facevano gran danno in tutta la Città, colla morte di più persone: particolarmente nell’Ospedale generale: di tal forma, che risolsero gli Amministratori andar dagli aggressori a supplicargli, che non si dannificasse detto Ospedale; ma non fu lor concessa dal Vicerè la licenza.
Nel 2. i Collegati fecero un tremendo fuoco, ma quello della Piazza fu molto poco, per aver perduto in questo giorno uno de’ Bombardieri; dimodochè la guarnigione si pose in confusione, vedendo, che era piu temerità, che valore tirar più in lungo la resa. Ne’ 3. si viddero fuochi da ogni parte, e di varj istrumenti, che cagionavano gran ruina, e morti in tutta la Città. Posero gli assediati 200. uomini nella tagliatura della breccia fra Spagnuoli, Napoletani veterani, e guardia del Duca di Popoli; però sulle quattordeci ore, una bomba de’ Collegati cadendovi sopra, diede fuoco alle mine,<noinclude>{{PieDiPagina|||bom-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|269}}</noinclude>bombe, e granate reali, che stavano pronte per sostenere l’assalto, che fecero sì terribile scoppio, che tremò tutta la Città, cadendo alcune case offese dalle bombe antecedenti: fuggirono tutti i Soldati della tagliatura, e muraglia, di maniera, che sarebbe stato facile agli assedianti l’acquisto della Piazza, se allora montavano la breccia. Mandarono però otto trombetti, spediti dal detto Genetalissimo Peterburì, con lettera per il Vicerè Velasco, dimandando la Piazza fra il termine di cinque ore; il quale rispose, che si formavano le Capitolazioni, e che per dover’intervenire la Città, e Deputazione si ricercava maggior tempo. A questi poi detto Vicerè partecipò la resoluzione della resa.
In questo mentre non cessava il fuoco di mare, e di terra a bersagliare la Città; però alla fine conoscendo il Vicerè il danno che poteva ricevere dalle sue ostinazioni, e vedendo la breccia di 74. passi larga, e pratticabile; verso la notte mandò un trombetta al Campo colle Capitolazioni; cessando da una parte, e l’altra due ore prima della mezza notte il fuoco, mentre si diedero gli ostaggi soliti, entrando per la parte degli aggres-<noinclude>{{PieDiPagina|||sori{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|270|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>sori il Brigadiero {{Wl|Q332603|Stanhop}}, e dalla parte degli assediati il Marchese di Risbovis.
Si diede intanto il possesso a’ Collegati del bastione, avanti la porta dell’Angelo, dove quattro battaglioni presero posto, accampando nel Convento di Jesus vicino a questa porta. Durarono i trattati, e Capitolazioni sino a’ 14. Nel cui tempo i Cittadini dentro la Città fecero un tumulto, volendo trucidare il Vicerè, e tutta la guarnigione; per cagione, che voleva condurre via alcuni prigionieri Cittadini, carcerati a Maggio del 1704., come inconfidenti, mentre disimbarcò a terra il Signor Principe d’Armestat, per far l’impresa di Barcellona. Ricevè fomento questo tumulto, dall’ aver veduto il giorno antecedente, nel fosso della muraglia verso il monte tre corpi d’uomini senza testa, involti in una stuora; come anche dall’aver’un’Alfiero il giorno verso le 14. ore, maltrattato di parole uno de’ Prigionieri, a chi tirò un colpo di pistola, che non gli diede fuoco. Tal rumore, e gridi sentendo i Cittadini della Riviera, giudicavano, che o volevano sentenziargli, o portargli via, e perciò si unirono molti, e avvicinati alla Torre, (lasciando da parte una sì lunga sofferen-<noinclude>{{PieDiPagina|||za){{spazi|5}}}}</noinclude>
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Categoria:Testi di Charles Gounod
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Opera:La figlia di Iorio (Franchetti)
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Opera}} == Edizioni == * {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.}} * {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto III. Solo di Aligi: Rinverdisca per noi}}
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{{Opera}}
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* {{Testo|Ars et Labor, 1906/N. 5/La figlia di Iorio. Atto I. Solo di Candia: Carne mia viva, ti tocco la fronte.}}
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|271}}</noinclude>za) con una voce diedero all’armi in tutto quel Quartiero. La cui commozione si aumentò, dall’aver’un Soldato voluto offendere un Catalano colla bajonetta, perche portava la fettuccia gialla; di modo che da questa parte anche cominciarono a disparare più tiri, gridando alcuni: Viva la Patria, altri, Viva CARLO III., e correndo per tutta la Città una voce all’armi, non mancarono alcuni di sonare per detto effetto, la Campana di Santa Maria; al cui suono le Chiese vicine fecero l’istesso. Intanto la prima diligenza, che fecero i Cittadini, fu di tirar fuora i Prigionieri dalla Torre, incaminandosi per fare il medesimo nelle carceri Reali, del Vescovato, e della Torre della Spulgas, scarcerando 200. colla perdita di due uomini soli. In questo tempo nella Piazza del Borno, Strade di Moncada, Ancia, Plataria, ed altre, si fece un serra porte, pigliando tutti l’armi. Custodivano le Cantonere della Riviera, Palagio, ed Encantes; altri guardavano i Baluardi, e porte del mare, e porte verso la Città, serrando le bocche delle strade con trinciere; assistevano alcuni alle case de’ Comuni: altri al maggior pericolo della Riviera; molti si facevano forti ne’ Palagi: e<noinclude>{{PieDiPagina|||gli{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|272|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>gli Angioini erano rinserrati nelle Case, e Chiese. In fine tutta era posta in confusione la Città, avendo preso l’armi ogni condizione di persone.
I Soldati de’ Baluardi di Levante, Mezzogiorno, e San Ramon, que’ della porta del mare, e Cavalleria; disparavano continuamente contro i Cittadini, e questi si difendevano dalle bocche delle strade, tenendo le case aperte per ritirarsi, in caso fossero soprafatti dalla Cavalleria. Quei, che stavano all’incontro la Porta del mare, per guadagnar questa, si determinarono occupare il Palagio del Vicerè, a’ cui balconi salirono con scale, come pure nella Casa della Generalità (edificj che dominano molto da vicino la porta del Rastello di mare) da’ cui posti facendo continue scariche, atterriti i Soldati anche dal suono delle campane, gridi, e fuoco, in breve si resero a’ Cittadini sudetti, i quali gli dissarmarono, e gli condussero presi in S. Maria del Mar. Venuta in questo mentre una Compagnia di Cavalleria dalla parte della Darsena, che per la muraglia s’incamminava alla Riviera, nel passar’avanti de los Incantes, e Piazza di Palagio, maliziosamente acclamava: Viva CARLO III. ed<noinclude>{{PieDiPagina|||alcu-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|272|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>gli Angioini erano rinserrati nelle Case, e Chiese. In fine tutta era posta in confusione la Città, avendo preso l’armi ogni condizione di persone.
I Soldati de’ Baluardi di Levante, Mezzogiorno, e San Ramon, que’ della porta del mare, e Cavalleria; disparavano continuamente contro i Cittadini, e questi si difendevano dalle bocche delle strade, tenendo le case aperte per ritirarsi, in caso fossero soprafatti dalla Cavalleria. Quei, che stavano all’incontro la Porta del mare, per guadagnar questa, si determinarono occupare il Palagio del Vicerè, a’ cui balconi salirono con scale, come pure nella Casa della Generalità (edificj che dominano molto da vicino la porta del Rastello di mare) da’ cui posti facendo continue scariche, atterriti i Soldati anche dal suono delle campane, gridi, e fuoco, in breve si resero a’ Cittadini sudetti, i quali gli dissarmarono, e gli condussero presi in S. Maria del Mar. Venuta in questo mentre una Compagnia di Cavalleria dalla parte della Darsena, che per la muraglia s’incamminava alla Riviera, nel passar’avanti de los Incantes, e Piazza di Palagio, maliziosamente acclamava: Viva CARLO III. ed<noinclude>{{PieDiPagina|||alcu-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|273}}</noinclude>alcuni Soldati anche alzavano il cappello in aria; il che vedendo i Cittadini, gli giudicarono Inglesi entrati in loro soccorso, e quelli della porta del mare, che vedevano più da vicino, stimarono, che erano milizie Angioine, che desertavano, per venir’al loro partito; e così gli uni, e gli altri gli lasciarono passare, senza sparargli: di maniera che uniti colle altre Cavallerie della Riviera, fecero una scarica sopra i Cittadini, i quali vedendo questo vile stratagemma, arditamente attaccarono il Baluardo di San Ramon, dove era una Compagnia di Napoletani, che in breve si resero; ed avviliti, buttaron l’armi a terra. Mentre questi de lo Incantes fecero tal’impresa, quelli della Riviera ne fecero una più ardua, investendo la Cavalleria, posta in buona forma, e sostenendo le cariche di quella animosamente; ma poi credendo incontrargli colla spada alla mano, gli viddero saltar di cavallo, e senz’armi fuggire ne’ baluardi di Mezzogiorno, e Levante, ed altri rendersi senza resistenza.
Continuarono i Cittadini a proseguire questi buoni successi, attaccando il baluardo di Mezzogiorno, dove stava la maggior Infanteria della Piazza, ritirata<noinclude>{{PieDiPagina||S|col-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Categoria:Testi di Fortunato Pio Castellani
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[[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Fortunato Pio Castellani}} [[Categoria:Testi per autore|Castellani, Fortunato Pio]]
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{{Vedi anche autore|Fortunato Pio Castellani}}
[[Categoria:Testi per autore|Castellani, Fortunato Pio]]
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text/x-wiki
<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|274|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>colla Cavalleria dismontata, provista di munizione, e rivolti due cannoni, caricati di palle minute, per guardar detta porta. Subito, che guadagnarono i due cannoni, cominciarono a tirar granate sopra detti Soldati, colla scarica degli archibugi, a tal segno, che gli obbligarono a dar segno di rendersi. Entrati i Barcellonesi dentro, disarmarono tutti i Soldati, che passavano di 300, e gli condussero in S. Maria del Mar prigionieri, senza offendere nessuno, benche avessero cagion di farlo, per gli maltrattamenti a loro fatti. Si vedevano in questo mentre giovani, e ragazzi carichi d’armi di soldati, e provisti di cavalli, andar per tutta la Città, acclamando, Viva CARLO III.
Avvedutesi le truppe Collegate, ch’erano fuori, e dentro con gli attacchi, del tumulto, e disordine, che continuava in Città, montarono per la breccia, e si posero in possesso della Città, e di tutte le porte. In sì imminente periglio il Vicerè, e tutta la guarnigione si raccomandò alla protezione de’ medesimi, che entravano in Città, assistiti da’ Cittadini, e Nobili; i quali per aver con tanto valore, e fortezza d’animo acquistati più baluardi, e fatto deporre l’armi a buona<noinclude>{{PieDiPagina|||par-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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Pagina:Gemelli Careri - Aggiunta a' viaggi di Europa, Napoli, Mosca,1711.djvu/295
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|275}}</noinclude>parte della guarnigione, da molti Capi Inglesi, ed Olandesi erano applaudite le loro azzioni, abbracciandogli, per non potersi esplicare colla lingua. Era dunque in evidente pericolo della vita il Vicerè fra un Popolo bellicoso coll’armi alle mani; tanto più, che accudiva nel Monastero di S. Pedro, dove detto Vicerè stava rinserrato. Determinarono perciò i Comuni mandare un Cancelliero, ed un’Auditore dal Generalissimo Milord, Conte di Peterburì, per supplicarlo, di salvargli la vita. Questi con molta generosità dal Portal dell’Angel, dove stava, s’incamminò per la muraglia, assistito da’ suoi Soldati per ciò fare; e s’incontrò con detto Vicerè sopra i muri (mentre un Chierico per la porta del Giardino l’avea salvato dal pericolo) e dimandando la vita, gliela promise con molta cortesia il Conte: e postolo al suo fianco, lo condusse al Portal dell’Angel, e di là ad una casa di campagna, discosta un tiro di cannone dalla Città, salvandosi ivi ancora il Marchese suo figlio, il Conte di Llar, il Marchese della Valle de la Paloma, D. Pedro Frias, ed altri di sua compagnia, che poi da detta casa furono posti sopra i Vascelli.<noinclude>{{PieDiPagina||S 2|Suc-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|276|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>
Successero in questo tempo in Città due orrendi uracani, o venti impetuosi, uno in Città, e l’altro in mare, che fecer’andare in picco più imbarcazioni, carimento di baugli, casse, fardi, e robbe del Velasco, Generali, Militari, e Catalani, che andavano via. Perdendosi anche con questa confusione, e timore altri fardi, e casse di prezzo, che stavano a terra per imbarcarsi, mentre tutti al suono delle campane della Città entravano in confusione dentro; e quelli della Ribera si approfittarono; come fecero altri Cittadini, che saccheggiarono alcune Case Angioine; se bene poi riparò questo disordine la Città. Restarono intanto al Re nostro Signore i cannoni, mortari, munizioni, e varj attrezzi di guerra, tutte le armi, cavalli. Di 4000. soldati, pochi s’imbarcarono; mentre la maggior parte prese partito; di che Sua Maestà restò gustosissima; lodando il gran valore de’ Catalani: gradimento, che poi espresse con particolar viglietto, in data 14. Ottobre 1705 incaricando anche nel medesimo a D. Giuseppe Paguen, e a D. Bonaventura suo figlio, di raccogliere i cavalli della guarnigione nemica, che erano stati presi da’ Cittadini, per servirsene alla difesa del<noinclude>{{PieDiPagina|||Prin-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|277}}</noinclude>Principato, con ordin di darsi loro, un tanto di gratificazione per ogni cavallo, ed una pezza d’otto per ogni archibugio.
Le Capitolazioni furono molte onorate per tale difesa, mentre si concesse, che la guarnigione uscirebbe liberamente con tutti gli onori militari, Infanteria in battaglia, Cavalleria montata; tutti toccando casse, e trombette, bandiere spiegate, miccia accesa a due capi, palle in bocca, e i Soldati con munizioni per tre giorni. Si portarono 16. pezzi di artiglieria differenti, tre mortari di bronzo, di bombe col treno, e munizioni necessarie per 25. tiri per ciaschedun pezzo e mortaro, sei carri coverti, che non potessero riconoscersi. In effetto dopo essere entrate le Truppe Collegate nella Piazza, dal giorno de’ 14. sino a’ 20; uscirono in appresso per terra i Marchesi d’Aitona, Duca di Popoli, ed altri Signori, come le loro mogli; mentre alle medesime non volle permettere il Vicerè, che si dimandasse salvocondotto al Generalissimo, per potersi ritirare fuori di Barcellona, in tempo, che la Città bruciava pel continuato fuoco de’ Collegati.
Preparato il Palagio Reale, entrò il Re a 23. di Ottobre per la porta di {{Pt|Sant’|}}<noinclude>{{PieDiPagina||S 3|An-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|278|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>{{Pt|Antonio|Sant’Antonio}} in Città. Intanto si preparavano i Comuni delle prevenzioni necessarie per il pubblico ingresso.
Parte della Flotta condusse in Alicante, ed altre parti: il Comandante della Piazza, e i Cadetti Napoletani col loro Capo Signor Duca di Popoli; come anche 600. Soldati, mentre da 5000. si restarono per prender partito in più Reggimenti, che formò il Re: e l’Ammiraglio, Cavalier Leack fece vela colla sua Squadra per Lisbona.
Ne’ 5. di Novembre uscì il Re dalla Città, e fu in una casa di campagna, chiamata Sans, dove ricevè da’ Giurati, e Consiglieri della Città i dovuti complimenti per il felicissimo successo; e ne’ 7. ritornò fuori della Città per fare il suo pubblico ingresso. Entrando poi per la porta di S. Antonio, dove dalla parte di sopra, per una machina scese un ragazzo in abito d’Angelo, e gli presentò le Chiavi dentro un Bacile: cantando poi un’arietta in lode del Re, il quale fu poi a dirittura nella Chiesa Vescovale per fare le sue divozioni; e di là alla Piazza di S. Francesco, dove era preparato un Dossello molto elevato, sotto il quale il Re si assise sul Trono. Intanto venne il Priore di San<noinclude>{{PieDiPagina|||Fran-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|279}}</noinclude>Francesco con tutti i Frati processionalmente; portando il Libro delle Costituzioni, e Privilegj del Principato di Catalogna, sopra i quali il Re giurò publicamente di volergli mantenere. E fatte queste cerimonie si ritirò al suo Palagio Reale, cominciando l’allegrezze per tutta la Città; che durarono per tre giorni con grandi illuminazioni.
Nell’8. il Re andò nella Chiesa Cattedrale in pubblico, e si cantò il ''Te Deum'', con processione generale. Ne’ 9. fu il baciamano de’ Consiglieri della Città. Nel 28. il Re fece altra cerimonia pubblica nella Sala, detta del Burgon; dove diede giuramento, e prese possesso del Canonicato della Cattedrale. In questo mentre le Truppe cominciarono a marciare verso le frontiere del Principato.
Ne’ 5. di Decembre il Re fu in pubblico ad aprire le Porti generali del Principato. Ne’ 14. un Vascello d’Irlanda portò le lettere di Gibraltar; ed a i 21. arrivò D. Alessandro Nebot colla notizia, che il Regno di Valenza avea dato l’ubbidienza al Re; e che il Colonnello D. Rafael Nebot, era passato dalla nostra parte col suo Reggimento di Cavalleria. Si posero in questo giorno in mar-<noinclude>{{PieDiPagina||S 4|cia{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|280|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>cia tre Reggimenti Inglesi per andare in Tortosa di guarnigione. Si cantò nel 23. il ''Te Deum'' nella Cattedrale per l’acquisto del Regno di Valenza, facendosi illuminazioni per tutta la Città, e Palagio.
Nel 30. il Milord Peterburì si partì da Barcellona per Tortosa. In questo mese morì d’insermità il Gen. Olandese Monsieur de Schiatembach in Girona, mentre era Governatore di quella Piazza.
Tutto il mese di Gennajo 1706. si occupò a fare le reclute delle Truppe, delle quali la più parte marciarono verso le frontiere. Trovandosi il Luogotenente Generale Conningham, Governadore, e Comandante della frontiera d’Aragona, e Lerida; uscì con un distaccamento della guarnigione, per far retrocedere al nemico, che stava in S. Estevan: e battendosi in una campagna, restaron padroni del Campo, però ricevè tal ferita, che se ne morì subito.
Il primo di Febrajo passò una Squadra di {{Ec|Vaseelli|Vascelli}} avanti Barcellona, facendo il cammino verso Levante. Ne’ 4. il Conte di Sifuentes fu mandato in Tortosa per comandare su quelle frontiere, inviandovi ancora per quella parte il Reggimento di Dragoni del Re. Ne’ 12. comparve<noinclude>{{PieDiPagina|||una{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione||{{Type|l=0.3em|{{Sc|Del Gemelli}}.}}|281}}</noinclude>una Squadra di Vascelli, che veniva da Levante. Ne’ 16. sette Vascelli Francesi diedero fondo dentro la Spiaggia di Barcellona. Ne’ 19. il detto Principe Errigo di Armestat fu nominato {{Ec|Maresciallo.|Maresciallo,}} Luogotenente di S. M. Cattolica, Governatore di Lerida; e delle Frontiere, verso la qual parte si pose in cammino con tutta la sua famiglia nel 25.
Il primo di Marzo giunse in {{Ec|Lerida.|Lerida,}} dove Fu ricevuto con grande allegrezza, ed acclamazione; pervenendovi a’ 5. ivi il Capitan de’ Dragoni Reali D. Pietro Tlenes con 70. Micheletti, e medesimamente 200. uomini del Reggimento d’InFanteria della Città di Barcellona, comandati dal Luogotenente Colonnello D. Antonio Andrada, che condusse seco quattro pezzi di cannone di campagna. Si tenne Consiglio di guerra a 9. in Casa di detto Signor Principe Errigo.<noinclude>{{PieDiPagina|||CAP.{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" />{{RigaIntestazione|282|{{Sc|Aggiunta de’ Viaggi}}|}}</noinclude>{{Ct|t=1|v=1.6|w=0.5em|f=110%|{{Type|l=0.8em|CA}}P. II.}}
{{Ct|v=1.5|''Continente l’assedio di Barcellona,</br>fatto dal Signor Duca d’Angiò,</br>ed Armata Gallispana.''}}
{{Capolettera|P}}Er l’impresa suddetta passò il Signor {{Wl|Q170467|Duca d’Angiò}} sulla fine di Marzo il Fiume {{Wl|Q23145|Secli}}, due ore discosto da {{Wl|Q15090|Lerida}}, con tutta la sua Armata, e prese la marcia verso Barcellona, alla qual Piazza pose l’assedio formale. Il detto Signor Principe a’ 4. di Aprile presi 700. uomini della guarnigione di Lerida, due pezzi di artiglieria, ed un mortaro; s’incaminò per Seracera (atteso s’era rivoltata la Cittadinanza) dove giunto a’ 5. fece dar sacco alla Villa, e fatti prigionieri i Giurati del Borgo, fece demolire una parte della muraglia, e saltare in aria le Torri. Dopo aver ciò fatto, si pose in marcia colle sue Truppe, per soccorrere Barcellona, prendendo il cammino per il Campo di {{Wl|Q15088|Terracona}}; e non potendovi entrar per terra, s’imbarcò a {{Wl|Q11492|Matarò}} di notte sopra un Bergantino, e traversando la Flotta Francese, entrò felicemente nella Piazza.<noinclude>{{PieDiPagina|||Per-{{spazi|5}}}}</noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|36|PALAZZO VECCHIO|}}</noinclude>que’ leoni di pietra, o Marzocchi, che vi furono posti nel 1354. Il serraglio de’ leoni era dietro alla residenza del Capitano, in uno di quegli edifizi che più tardi furono incorporati nel Palazzo. Rimane tuttora ''Via de’ Leoni'', quel tratto di strada che dal Canto del Borgo de’ Greci conduce alle Loggie del grano. Avevano i Fiorentini in grande amore i leoni, e di leoni spesso e volentieri fa ricordo la storia nostra antica. Fino i ragazzi leggono in scuola il fatto narrato da {{AutoreCitato|Ricordano Malispini|Ricordano Malespini}}, come «fu presentato al Comune di Firenze un nohile e feroce leone, il quale fu rinchiuso in sulla piazza di Santo Giovanni. Avvenne che per mala guardia di colui che lo custodiva uscì dalla sua stia correndo per Firenze; onde tutta la città fu commossa di paura: e capitò in Orto Santo Michele, e quivi prese un fanciullo, e tenevalo fra le branche. E vedendo la madre questo (e non ne aveva più, e di questo fanciullo era rimasa grossa, e partorillo poi che ’l padre fu morto, che gli fu morto da’ suoi nemici di coltello), e vedendo ciò, come disperata, con grande pianto, e scapigliata corse centra ’l leone, e trasseglielo dalle branche: e il detto leone nessun male fece nè alla donna nè al fanciullo; se non che li guatò e ristettesi». Ai 25 di luglio del 1331, nacquero qui in Firenze del leone e leonessa del Comune, che stavano, dice il Villani, in istia incontro a San Piero Scheraggio, due leoncini, e vivetteno e fecionsi grandi; che non s’era mai sentito dire che nascessero di qua dal mare, perchè se ne fece molta festa, e se ne presero buoni auguri; e sei anni dopo, cioè all’uscita di giugno del 1337 ne nacquero sei della leonessa vecchia, e delle due giovani sue figliuole «la qual cosa, afferma lo stesso Villani{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/49|29|n=29}}, secondo l’auguro degli antichi pagani, fu segno di grande magnificenza della nostra città di Firenze. E certo in questo tempo e poco appresso fu in grande colmo e potenzia, come leggendo si potrà trovare. De’ detti piccoli leoni alquanto cresciuti il comune di Firenze ne fece presenti a più Comuni e signori loro amici.» Di leoni e di altre fiere si servivano in seguito anche per fare delle cacce, in occasione di feste, come si usava de’ tori; una di queste cacce, quella fatta in Piazza della Signoria ai 25 di giugno 1514, così è descritta da {{Wl|Q1422497|Luca Landucci}}, nel suo Diario{{Nota separata|Pagina:Storia del Palazzo Vecchio 1889.djvu/49|30|n=30}}.
«E a dì 25 di giugno 1514, si fecie una caccia in Piazza de’ Si-<noinclude></noinclude>
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/6/II
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Il Libro dei Re/I re Sassanidi/6/IV
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Dr Zimbu
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Pagina riletta su [https://www.google.it/books/edition/Spasimo/K8oCs5glB6AC?hl=it&gbpv=0 quest'altra scansione]--[[Utente:Dr Zimbu|Dr ζimbu]] ([[Discussioni utente:Dr Zimbu|msg]]) 08:37, 29 lug 2026 (CEST)
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: Altrimenti no/ E però vi dissi ch’io desideravo di vedere consumato ogni amore proprio di voi nella fornace della divina carità. Escano fuore i servi di Dio, e vengano ad annunciare e sostenere ^ per la verità; che ora è il tempo loro. Venite, e non indugiate; con ferma disposizione di volere attendere solo all’onore di Dio, e bene della santa Chiesa; e per questo ponere la vita, se bisognerà. Non dico più qui. Permanet...
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Altrimenti no/ E però vi dissi ch’io desideravo di vedere consumato ogni amore proprio di voi nella fornace della divina carità. Escano fuore i servi di Dio, e vengano ad annunciare e sostenere ^ per la verità; che ora è il tempo loro. Venite, e non indugiate; con ferma disposizione di volere attendere solo all’onore di Dio, e bene della santa Chiesa; e per questo ponere la vita, se bisognerà. Non dico più qui. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce. Gesù amore.
CCCXXIII — Al Priore di Gorgona dell’Ordine della Certosa in Pisa. ^
L’invita a Roma, che venga con altri a consigliare il papa; essa che l’aveva consigliato a ascoltare i consigli non di cardinali, aignori grandi, ma di pov’eri monaci e frati.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi sollicito ad esercitarvi in servizio della dolce sposa di Cristo, la quale si vede ora in tanta
’ Pare intenda: se non lo fate, segno è che nella vostra pietà è amore proprio.
* Come portare. Sottinteso: ogni cosa spiacevole.
■ Del 78 era priore Don Bartolomeo Serafini di Ravenna, ch’ebbe poi titolo di Beato. La Gorgona, aspra isoletta di cinque sole miglia, dal secolo quarto abitata da monaci, i quali, come nido prezioso di solitudine, lo nominarono Margherita. La disciplina, scaduta, riformò san Gregorio I pontefice. Gregorio XI ai Benedettini degenerati tolse il monastero, e lo diede a que’ di Certosa: e primo abate ne fu il Serafini. Nel 1425, per fuggire le invasioni de’ Corsari, si ritirarono in Pisa. Invitata, da questo priore, andò Caterina a quel!’ isola, e parlò ai monaci parole efficaci.<noinclude><references/></noinclude>
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Altrimenti no.<ref>Pare intenda: se non lo fate, segno è che nella vostra pietà è amore proprio.</ref> E però vi dissi ch’io desideravo di vedere consumato ogni amore proprio di voi nella fornace della divina carità. Escano fuore i servi di Dio, e vengano ad annunciare e sostenere<ref>Come ''portare''. Sottinteso: ogni cosa spiacevole.</ref> per la verità; che ora è il tempo loro. Venite, e non indugiate; con ferma disposizione di volere attendere solo all’onore di Dio, e bene della santa Chiesa; e per questo ponere la vita, se bisognerà. Non dico più qui. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce. Gesù amore.
<div class="titolo"><p>
CCCXXIII — Al Priore di Gorgona dell’Ordine della Certosa in Pisa.
<ref>Del 78 era priore Don Bartolomeo Serafini di Ravenna, ch’ebbe poi titolo di Beato. La Gorgona, aspra isoletta di cinque sole miglia, dal secolo quarto abitata da monaci, i quali, come nido prezioso di solitudine, lo nominarono Margherita. La disciplina, scaduta, riformò san Gregorio I pontefice. Gregorio XI ai Benedettini degenerati tolse il monastero, e lo diede a que’ di Certosa: e primo abate ne fu il Serafini. Nel 1425, per fuggire le invasioni de’ Corsari, si ritirarono in Pisa. Invitata, da questo priore, andò Caterina a quel!’ isola, e parlò ai monaci parole efficaci.</ref>
</p></div>
<div class="sottotitolo"><p>
L’invita a Roma, che venga con altri a consigliare il papa; essa che l’aveva consigliato a ascoltare i consigli non di cardinali, aignori grandi, ma di pov’eri monaci e frati.
</p></div>
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo figliuolo in Cristo dolce Gesù. Io Catarina, serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi sollicito ad esercitarvi in servizio della dolce sposa di Cristo, la quale si vede ora in tanta<noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: necessità. Ora è il tempo nostro, che si vedrà chi sarà amatore della verità, o no. Non è da dormire, ma è da destarsi dal sonno, e ponersi per obietto il sangue di Gesù Cristo crocifisso, acciocché siamo più inanimati alla battaglia. Il nostro dolce Santo Padre papa Urbano VI, vero sommo pontefice, pare che voglia pigliare quello rimedio che gli è necessario alla reformazione della santa Chiesa, cioè di volere i servi d...
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<noinclude><pagequality level="1" user="Cor74" /></noinclude>necessità. Ora è il tempo nostro, che si vedrà chi sarà amatore della verità, o no. Non è da dormire, ma è da destarsi dal sonno, e ponersi per obietto il sangue di Gesù Cristo crocifisso, acciocché siamo più inanimati alla battaglia. Il nostro dolce Santo Padre papa Urbano VI, vero sommo pontefice, pare che voglia pigliare quello rimedio che gli è necessario alla reformazione della santa Chiesa, cioè di volere i servi di Dio allato a sè^ e col consiglio loro guidare sé e la santa Chiesa. Per questa cagione vi manda questa Bolla, ^ nella quale si contiene che voi abbiate a richiedere tutti quelli che vi saranno scritti. Fatelo sollicitamente, e tosto, * e non ci mettete spazio di tempo; che la Chiesa di Dio non ha bisogno d’indugio. Lassate stare ogni altra cosa, sia ciò che si vuole; e sollecitate gli altri che vi saranno scritti, che tosto siano qui. Non tardate, non tardate, per l’amore di Dio. Entrate in questo giardino a lavorare di qua; e frate E, * è ito a lavorare di là, perocché il Santo Padre l’ha mandato al re di Francia. Pregate Dio per lui, che ’1 faccia vero seminatore della verità; e s’egli è bisogno, che ne ponga la vita. Il Santo Padre si conforta, bene e realmente, come uomo virile giu ’ Data in dicembre: che faccia pregare per la Chiesa nomini e donne buone, di vita o religiosa o secolare; e venga egli a Roma, con Giovanni delle Celle, e Guglielmo Fletè inglese eremitano e altri cinque d’altri ordini. Il papa assomiglia sé a Giuseppe, il quale, riprendendo i vizi de’ fratelli, irritò gli odii loro. I più degli invitati erano conoscenti e veneratori di Caterina. Non tutti tennero l’invito: ma il Serafini ubbidì. Bonifazio IX l’inviò in Francia con un altro monaco d’Asti a re Carlo VI; il quale li liberò delle mani dell antipapa, ma non fece quanto per la concordia poteva. Anco Gregorio XII l’ebbe in onore. E morì nel 1413 nella Certosa di Pavia; e a quella lasciò la tonaca, memoria della vergine.
’ È chiaro qui che sollecitudine non ha il senso moderno; ma dice la pronta cura dell’animo, dalla qual segue la prestezza dell’atto.
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Or viddesi mai tanta necessità, quanta oggi vediamo nella santa Chiesa, di vedere i figliuoli notricati al petto suo, essersi levati e fare centra a lei, e centra al padre, con tanta miseria (cioè Cristo in terra, papa Urbano VI, vero sommo Pontefice); e hanno eletto l’antipapa, dimonio incarnato, egli e chi ’1 seguita? Ben ci debbe stringere il debito di sovvenire al padre nostro in questa necessità; il ^ quale dimanda benignamente e con grande umilità l’aiutorio de’ servi di Dio, volendoli dallato a sé. Noi doviamo rispondere, consumati nella fornace della carità; e non ritrare addietro, ma andare innanzi con una verità schietta, che mai non sia contaminata per veruno piacere^ umano; con uno cuore virile intrare in questo campo della battaglia, con vera e cordiale umilità. Rispondete adunque al sommo Pontefice Urbano VI, il quale con grande umilità vi chiama, ’ non per le nostre giustizie o virtù, ma per la bontà di Dio, e umilità sua. E però io vi prego per l’amore di Gesù Cristo crocifisso, che voi prontamente compiate la volontà’ di Dio e sua.
Or m’avvedrò se voi sarete amatori di Dio e della reformazione di santa Chiesa, e se voi non ragguarderete alle proprie consolazioni. Son certa che, se voi averete consumato l’amore proprio in questa fornace, voi non curerete d’abbandonare la cella del cognoscimento di voi, e con essa verrete a ponere la vita, se bisognerà, per la verità dolce.
’ La stampa: al.
^ Cura di piacere vilmente agli uomini, o compiacere fiaccamente a noi stessi.
’ Non si sa che ci andasse: ma non abbiamo lettera di Caterina che lo rimproveri del suo ricusare, come ella fece il monaco inglese. Se il Delle Celle andò a Koma, dev’essere ritornato ben presto al suo romitorio, dov’era al tempo che Caterina morì.<noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: guita vergogna, siccome all’uomo che si vede nudo), ella la ricr’^re del vestìmeato delle vere e reali virtù. Ella ■■ un cibo che insiememente notrica l’anima, e dàlie fame: che altrimenti, non sarebbe cibo dilettevole, se non fusse la fame insiememente col cibo. Onde noi ’tediamo che l’anima la quale si notrica in questa fornace, sempre vuole mangiare il cibo SUO; e quanto più mangia, più ha fame. Quale è il cibo s...
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guita vergogna, siccome all’uomo che si vede nudo), ella la ricr’^re del vestìmeato delle vere e reali virtù. Ella ■■ un cibo che insiememente notrica l’anima, e dàlie fame: che altrimenti, non sarebbe cibo dilettevole, se non fusse la fame insiememente col cibo. Onde noi ’tediamo che l’anima la quale si notrica in questa fornace, sempre vuole mangiare il cibo SUO; e quanto più mangia, più ha fame.
Quale è il cibo suo? è l’onore di Dio, e la salute dell’anime. Levatasi da cercare l’onore proprio, corre come innamorata alla mensa della croce a cercare l’onore di Dio. Ella si satolla d’obbrobrii, abbracciando scherni e villanie; conformandosi tutta nella dottrina del Verbo, con seguitare in verità le vestigie sue. Non gli è duro il portare pena né fadiga; anco, gli è diletto, perchè con odio santo ha abbandonato sé medesimo, onde riluce in lui la virtù della pazienzia, con le sue sorelle, cioè fortezza e longa perseveranzia. Questi gusta l’arra di vita eterna: siccome quegli che stanno nell’amore proprio, gustano l’arra dell’inferno; perchè sono fatti incomportabili a loro medesimi, amando disordinatamente sé e le creature e le cose create.
Bene è dunque dolce questa dolce madre. Non è da dormire, ma è da cercarla con perfetta sollicitudine, chi l’avesse smarrita per colpa. Smarrita,* dico; perché la può ritrovare, mentre che ha il tempo. E chi l’ha imperfettamente, cerchi d’averla con perfezione. E non si dorma più; che noi siamo chiamati, e invitati a levarci dal sonno. Dormiremo noi nel tempo che i nemici nostri vegghiano? No. La necessità ci chiama, e il debito ci strigne; che, come stretti d’amore, ci debbe destare.
’ Accenna forse delicatamente agli errori del monaco,<noinclude><references/></noinclude>
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/* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: desideravo di vedervi veri lavoratori. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore. CCCXXII — A Don Giovanni Monaco delle Celle di Talle Oml)rosa, essendo richiesto da ’papa Urbano TI. Lòdi della carità affettuose. Lo prega che venga a Eoma, a sovvenire Urbano del consiglio e del nome. Le sue preghiere dimostrano che né essa né il delle Celle stimava desiderabile il soggiorno...
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desideravo di vedervi veri lavoratori. Altro non dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Gesù dolce, Gesù amore.
CCCXXII — A Don Giovanni Monaco delle Celle di Talle Oml)rosa, essendo richiesto da ’papa Urbano TI.
Lòdi della carità affettuose. Lo prega che venga a Eoma, a sovvenire Urbano del consiglio e del nome. Le sue preghiere dimostrano che né essa né il delle Celle stimava desiderabile il soggiorno di Roma.
Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.
Carissimo figliuolo e padre in Cristo dolce Gesù. Io Catarina^ serva e schiava de’ servi di Gesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo; con desiderio di vedervi arso nella fornace della divina carità. La quale carità consuma l’acqua dell’amore proprio di noi medesimi, fa l’uomo perdere sé medesimo, cioè che non cerca se per sé, ma sé per Dio, né appetisce le proprie consolazioni; ama il prossimo non per sé ma per Dio, cercando, quanto gli è possibile^ la salute sua; ed ama Dio per Dio, perché cognosce ch’egli è somma ed eterna bontà, degno d’essere amato. Oh quanto è dolce questa madre della carità! ella notrica i figliuoli delle virtù al petto SUO; e neuna virtù può dare a noi vita di Grazia, se ella non è fatta e notricata dalla carità. Ella è uno lume che tolle la tenebra della ignoranzia, col quale lume più perfettamente si cognosce la verità: e, per lo cognosci mento, più ama. Ella è uno vestimento che ricopre la nostra nudità: cioè, che l’anima che è nuda di virtù (onde le sé<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||41}}</noinclude>forse meno, la sua vita che egli portava come una soma troppo grave se n’andrebbe col sangue delle vene, con l’ultimo suo fiato, il quale doveva ancora proferire un nome adorato, lo stesso sempre Clementina.
Il sigaro era consunto, e Montlieu non compariva.
Gustavo stanco di aspettarlo si accingeva a partirsi solo. Si risovenne della propria sorella, buona ed allegra donnetta di ventidue anni, che era stata il di lui primo affetto in quell’età in cui non si suppone che n’esista un altro, del quale si deve soffrire più tardi, e che ne fa dimenticare tutti quelli che lo precedettero.
Tornò in casa del fattore Juan Requelmo, ove egli, cioè Gustavo, ed alcuni soldati francesi occupavano un posto d’osservazione. Con la punta del fodero della spada sollevò il largo lucignolo di cotone che fumava nell’olio denso di una lampada di terra, ne rianimò il lume, e si mise a scrivere, ma non tanto per adempiere un dovere di famiglia quanto per passare un poco di tempo.<noinclude><references/></noinclude>
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“Mia buona sorella, (scriveva) se i presentimenti sono ancora un eco della procella che tuttavia non è scoppiata, io ti presagisco che più non ci vedremo. Sai pure, tu che sei la confidente di tutti i miei guai, se sopportai animosamente una esistenza che altro non poteva essermi se non eterno lutto. Però mi opposi ai tuoi consigli allorchè mi pronosticavi una consolazione, secondo te possibile, ma alla quale io non poteva e particolarmente non voleva credere.
“Sì, io son teco concorde nell’opinione che le ferite più profonde ponno cicatrizzarsi, che i più pungenti dolori alla fine si estinguono: ma per ciò è d’uopo esser fermamente decisi a risanarsi, ed io nol volli.
“Coloro che sentono il bisogno di vivere si assicurino pure, lottando ostinati contro le disgrazie, che si arriva quindi al punto di non più conservare che una lieve ricordanza dell’amore che si provò; quelli si destino un giorno attoniti, e vergognandosi di aver amato tanto! Io non intendo arrossire del mio passato, che fu<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||43}}</noinclude>troppo bello! non vuo’ ridermi delle mie speranze svanite, che furono troppo soavi! non vuo’ svegliarmi, mentre penso alla morte, che in breve mi avvicinerà a ''lei!''
“Non dirmi che mi manca energia, e che l’uomo debbe aspettare, perocchè nell’avvenire sta in gran copia l’obblio. Appunto perchè temerei di obbliarla, l’avvenire ricuso.
“Il mondo dirà ch’è azione da vile affrettare il proprio destino, gli stolti osserveranno ch’è segno di coraggio sgravarsi dal peso che ne opprime; io so che non v’è nè viltà nè coraggio; non è altro che l’esecuzione di una volontà individuale, e quegli che l’adempie non ha da servire di esempio agli uni nè di spauracchio agli altri. D’altronde, chi può accertarsi che nel libro degli umani destini non sia scritto anticipatamente: il tale si darà la morte? qual moralista religioso oserebbe negare che vi siano tali parole, mentre la Provvidenza tiene sì bene occulti i suoi segreti?
“E perchè sono dominato da queste idee lugubri, non suppor già, {{Pt|ot-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|44||}}</noinclude>{{Pt|tima|ottima}} sorella mia, ch’io abbia un progetto di suicidio. Bramo che la mia morte riesca utile alla causa, qualunque sia, a cui servo per obbligo; deggio il mio sangue a questa causa, che desidererei fosse migliore che non è: per darglielo, oggi compierò un’impresa che so esser pericolosissima. Questo si chiama finir bene, non è vero? Tutte le probabilità sono contro di me; può accadere però che l’evento deluda la mia speranza. Basta! io tenterò. Il presente foglio, che lascerò a te diretto, e che alcuno ti farà pervenire s’io non ritorno, ti avvertirà almeno ch’io pensava a te anche quando ''ella'' sola doveva occupare la mia mente.
“Felice madre! non ho bisogno di raccomandarti il coraggio onde sopportare con rassegnazione il duolo che ti cagionerà la nostra separazione eterna. All’avviso della mia morte ti porrai in mezzo alla tua famiglia, acciò ella ti sia come un riparo contro l’afflizione; fra le lagrime guarderai i tuoi figli, ed il giubilo che proverai veggendoli sì belli ti {{Pt|distrar-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||45}}</noinclude>{{Pt|rà|distrarrà}} dal rincrescimento di avermi perduto.
“E po, perchè piangermi? A colui che la morte viene a colpire in mezzo alle gioie; a colui che volgendosi gli occhi d’intorno scorgeva dovunque qualche oggetto amato, e riflettendo fra sè incontrava sempre una lieta memoria; a quello devesi il compianto, dacchè per esso la vita era un bene: ma quando lo schiavo dello infortunio sente spezzarsi l’ultimo anello della sua catena, quando l’augello per lungo tempo imprigionato stende le ali e riprende il volo nello spazio, allora, o buona sorella! conviene benedire Iddio, che frange i ferri di tutti, e che dispensa la libertà sotto il nome di morte.
“Te lo ripeto, questa sera, se ho da dar fede ai miei presentimenti, io sarò libero. Addio, cara Giulietta!”
Gustavo piegò la lettera, la suggellò, e quindi segnò sulla soprascritta:
“Questo foglio è raccomandato alla gentilezza dei miei camerati, acciò lo facciano avere alla signora {{Pt|Giu-|}}<noinclude><references/></noinclude>
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<noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|46||}}</noinclude>{{Pt|lietta|Giulietta}} Angerville, in via della Tour di-Auvergne N. 2 a Parigi.”
Lasciò la missiva sulla tavola, ed uscì, ma non più per attendere Montlieu. Era deciso a partir solo, occorrendo, anzi che non andare là dove lo spingeva la sua cattiva stella. Intanto che arrivava in fondo al villaggio lo raggiunse il tenente colonnello, che aveva terminato il suo lungo colloquio con Laboissiere.
“Io non contava più sopra di voi, disse all’amico.
“Facevate male, Gustavo: io non vi diedi mai diritto di dubitare della mia buona volontà.
“No, per certo; ma nulla mi avevate promesso, ed è un ora che aspetto.
“Sono pronto a seguirvi da per tutto.
“Convien pure ch’io vi dica ove andiamo.
“Che mi cale del luogo ove mi conducete, purchè si compia l’impegno che prendeste? Oggi più che mai bramo di non tornare indietro, capite!
“Anch’io, mio caro; e mi sembra<noinclude><references/></noinclude>
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