Wikisource itwikisource https://it.wikisource.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.19 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikisource Discussioni Wikisource File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Autore Discussioni autore Progetto Discussioni progetto Portale Discussioni portale Pagina Discussioni pagina Indice Discussioni indice Opera Discussioni opera TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Autore:Giambattista Roberti 102 89292 3899048 3784192 2026-09-14T13:46:08Z Candalua 1675 Gadget PopolaTestiAutore: ricreato l'elenco dei testi 3899048 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Giambattista | Cognome = Roberti | Eventuale altro nome = | Secolo di attività = XVIII secolo | Attività = gesuita | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == * {{Testo|L'Armonia}} * {{Testo|Lettera sopra il canto de' pesci}} {{Sezione note}} suqfni0iztmi4ydbpkwjjiqne0p3j70 Autore:Vilfredo Pareto 102 90625 3899295 3793060 2026-09-15T07:18:33Z Accurimbono 14 3899295 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Vilfredo | Cognome = Pareto | Attività = economista/sociologo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == * {{Testo|Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale}} === Saggi === * {{Testo|Rivista di Scienza - Vol. I/L'économie et la sociologie au point de vue scientifique}} == Opere su Vilfredo Pareto == * [[Rivista di Scienza - Vol. I/Manuale di economia politica|Recensione]] di [[Autore:Federigo Enriques|Federigo Enriques]] a ''Manuale di economia politica'' 9o5rkl88t4hgbqs4db0dqn9pcrtz2gj L'alfier nero 0 92373 3899119 3770828 2026-09-14T16:08:00Z Candalua 1675 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Contenuto sostituito con '{{Qualità|avz=75%|data=6 febbraio 2009|arg=novelle}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore =Arrigo Boito | Titolo =L'alfier nero | Anno di pubblicazione =1867 | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto =letteratura | Argomento =novelle | URL della versione cartacea a fronte =Indice:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf }} {{Raccolta|Novelle...' 3899119 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=6 febbraio 2009|arg=novelle}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore =Arrigo Boito | Titolo =L'alfier nero | Anno di pubblicazione =1867 | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto =letteratura | Argomento =novelle | URL della versione cartacea a fronte =Indice:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf }} {{Raccolta|Novelle e riviste drammatiche}} <pages index="Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf" from="29" to="50" /> m16bhpstfwc84b5brsd9j88ezu9a3p7 3899163 3899119 2026-09-14T17:10:51Z Candalua 1675 3899163 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=6 febbraio 2009|arg=novelle}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore =Arrigo Boito | Titolo =L'alfier nero | Anno di pubblicazione =1867 | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto =letteratura | Argomento =novelle/Scacchi | URL della versione cartacea a fronte =Indice:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf }} {{Raccolta|Novelle e riviste drammatiche}} <pages index="Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf" from="29" to="50" /> p64us4chwz6q187ome5ggsgu5u3o04j Autore:Arrigo Boito 102 92376 3899135 3847575 2026-09-14T16:48:08Z Candalua 1675 Gadget PopolaTestiAutore: aggiunti testi mancanti 3899135 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Arrigo | Cognome = Boito | Attività = poeta/compositore/librettista | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == === Poesie === * {{Testo|Il libro dei versi - Re Orso}} ** {{Testo|Il libro dei versi}} ** {{Testo|Re Orso}} === Novelle === * {{Testo|L'alfier nero}} * {{Testo|Iberia}} * {{Testo|Il pugno chiuso}} === Canzoni === * {{Testo|Do mi sol... la do mi...}} === Commedie === * {{Testo|Le madri galanti}} === Libretti === * {{Testo|Otello (Boito)|Otello}} === Raccolte === * {{Testo|Novelle e riviste drammatiche}} == Opere in veneziano == * {{Testo|lingua=vec|La spatola|La canzon de la spatola (Elogio de la polenta)}} == Opere su Arrigo Boito == * {{Testo|Musica d'oggi, 1962/N. 6/Boitiana}} == Autori correlati == * [[Autore:Camillo Boito|Camillo Boito]] (1836 – 1914), fratello maggiore di Arrigo Boito. {{Sezione note}} [[Categoria:Autori della scapigliatura]] b79akoj7qqlpt3k0d9uhmyp8g3okf59 Discussione:Do mi sol... la do mi... 1 92383 3899059 587091 2026-09-14T14:55:23Z Candalua 1675 /* Fonte disponibile */ nuova sezione 3899059 wikitext text/x-wiki {{Infotesto | Progetto= cantastoria | Edizione = ''"Do mi sol... la do mi...: canzone"'' di Arrigo Boito<br/>Milano, Bottega di Poesia, 1924 | Fonte = Sito internet [http://www.digitami.it/opera.do?operaId=19&visual=img&paginaN=1 DigitaMI] | Eventuali dati sulle Incisioni = | Eventuale nome del traduttore = | Nome del primo contributore = [[User:Snark|Snark]] ([[User talk:Snark|disc.]]) | Nome del rilettore = | Note = }} == Fonte disponibile == La fonte originale è disponibile su {{IA|digitami_MUS0211360}}. @[[Utente:Pic57|Pic57]]: ti può interessare? [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 16:55, 14 set 2026 (CEST) 8p9e4qntn0995n3dx0exg1ghud6dm32 Autore:Raffaele Garrucci 102 233563 3899040 3791499 2026-09-14T13:28:15Z Carlomorino 42 /* Opere */ 3899040 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Raffaele | Cognome = Garrucci | Attività = numismatico/archeologo/religioso | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = religioso, numismatico e archeologo italiano, specializzato in storia dell'arte cristiana }} == Opere == * {{Testo|Questioni Pompeiane}} * ''[[:c:File:Le monete dell'Italia antica.djvu|Le monete dell'Italia antica]]'', 1885 === Traduzioni === * ''Manuale di archeologia artistica'' di [[autore:Karl Otfried Müller|Karl Otfried Müller]] == Biografia == * {{Testo|Vite di illustri Numismatici Italiani - Raffaele Garrucci}} {{Sezione note}} 5j4qd7q6jistp1tssy4zylwo0yj8jzu Pagina:Periodi istorici e topografia delle valli di Non e Sole nel Tirolo meridionale (1805).djvu/130 108 276415 3899124 3324146 2026-09-14T16:35:16Z Cruccone 53 3899124 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|||113}}</noinclude>{{Pt|partiene|appartiene}} a quelle illustri del tratto Attesino, ove possiede la giurisdizione feudale di Altenburg, ossia Eppan, e le castella di Gandegg, ed Englar, con altri feudi. Per altro i genealogisti la derivano da Egone di Trameno<ref>{{Wl|Q98838|Gaven}} {{TestoAssente|Dizionario de’ Nobili}}. Art. Khuen.</ref> che fiorì alla fine del duodecimo secolo. Avvenne, che Arnoletto Khuen di Trameno l’anno 1380 sposò Elisabetta, ultima della famiglia Bellasi, onde conseguì poi questa baronia, o feudo.<ref>Nelle {{TestoAssente|notizie trentine}} V. III. pag. 40. viene nominato ''Giovanni di Bellasio milite'', e corrisponde all’anno 1327 circa.</ref> L’anno 1474 nella matricola tirolese gli fu aggiunto il predicato di Bellasi. Mattìa Khuen di Bellasi fu Presidente dell’Austria superiore verso l’anno 1560, e suo fratello Jacopo Presidente della Camera. Gio: Giacomo fu Arcivescovo di Salisburgo, morto l’anno 1586 dopo aver governata quella chiesa per 25 anni. Altro Gio: Giacomo era l’anno 1592 Gran Capitano all’Adige.<ref>Il {{AutoreCitato|Franz Adam von Brandis|Brandis}} {{TestoAssente|della Nobiltà tirolese}} pag. 60. lo mette il 37. di numero.</ref> Ludolfo l’anno 1573 era Cavallerizzo maggiore dell’Imperatore Massimiliano, ed in quest’anno divennero Baroni. Mattìa l’anno 1630 divenne Conte, e tutta la famiglia, con aggiunta di predicati. Gio: Francesco Vescovo e Principe di Bressanone morì l’anno 1701. Questa famiglia ora è formata da diverse linee, cioè di Baviera o Boemia, Innsbruck, Eppan, e Bellasi. La giurisdizione feudale austriaca di ''Spor'' confina a mattina colla Pieve di Mezzolombardo, colla quale furono rinnovati i termini vecchi l’anno 1797, ed il torrente Noce la separa dal resto delle Valli: confina a mezzodì colla giurisdizione di Belfort, a sera coi monti di Rendena, ed a settentrione coi monti della giurisdizione di Flavon, e colla Pieve di Denno. I suoi prodotti sono analoghi a quelli della Pieve di Denno; ma il vino è inferiore. I monti sono fruttiferi di legne da fuoco, e se ne vendono alla Rocchetta. Ne’ tempi del secolo XII. questa giurisdizione avea de’ particolari feudatarj sotto il nome di Sporo; ma mancati questi verso l’anno 1330 in circa, come abbiamo osservato sotto l’articolo di C. Valer, passò alli presenti Conti di Spaur, che vengono investiti, e godono li diritti feudali. Esercitano per mezzo d’un Vicario la giurisdizione civile e criminale. SPOR MAGGIORE, in tedesco detto ''Altspaur'', giace in pendenza alle falde d’un monte, ed è Capoluogo, ma non grande. La chiesa parrocchiale è antica: quì si venera da più età una divota immagine di Maria Vergine, della quale vien fatta menzione nell’Atlante Mariano, la quale opera viene a riferirsi al tempo del Vescovo Carlo Madruzzo verso l’anno 1652 e seguenti. Questa chiesa veniva visitata anche da’ tedeschi, perchè porta la voce, ch’il parroco dovea sapere la lingua tedesca. Appartengono a questa Villa alcuni masi, che giacciono verso sera. Qui ha un palazzo la famiglia de’ Conti Spaur di Mezzolombardo. La famiglia Altspaur domiciliata in Mezzotedesco gode un palazzo di vecchia architettura con decime feudali, canoni, e stabili, e vi abita in tempo d’estate. Di questa famiglia abbiamo un’investitura dell’anno 1373 e susseguenti, ove li Conti furono investiti sotto<noinclude> <references/></noinclude> j0zy55iojr0ahtixt1yk4anaidutzh0 Pagina:Periodi istorici e topografia delle valli di Non e Sole nel Tirolo meridionale (1805).djvu/141 108 276426 3899125 3035340 2026-09-14T16:39:46Z Cruccone 53 3899125 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" /></noinclude>poi si sia convertito in Villa, avendo però conservato il nome, preso probabilmente dal castello. L’aver li Romani pensato alla fabbrica di un castello in un luogo ora affatto separato dal consorzio sociale, mi fa formare una conghiettura, che l’antica strada avesse la direzione per questa parte, e che quella di Tajo per il Caussonar alla Rocchetta sia stata aperta ne’ tempi posteriori; ora nella vicinia si ritrova una chiesa dedicata a S. Martino con una contigua cappella. La Pieve di {{Sc|Vigo}} giace all’estremità della Valle verso la Rocchetta; ella produce tutte le sorta di grani, come quella di Torri, ma il suo vino è migliore, e viene stimato il bianco. Vigo ha la chiesa parrocchiale situata in piano; le Ville minori sono ''Tos'', e li ''Masi''. Sotto questa Pieve passa la strada del Caussonar, che conduce alla Rocchetta, e vi si ritrova una fabbrica di coppi; sopra un’eminenza evvi un’antica torre detta castel Visione, ed indi l’imperial regio dazio della Rocchetta. Castel {{Sc|Thunn}}, situato in un colle eminente, ossia dosso fabbricato sul cengio, cinto di grossa muraglia con torri e fortini, e che avanti l’invenzion della polvere s’avrebbe riguardato per una fortezza, giace a mezzogiorno, ha un aspetto magnifico, ma, siccome è esposto al vento periodico del lago di Molveno, che soffia da’ primi di Marzo sino alla metà di Settembre, questo vento australe riesce assai incommodo principalmente per quelli, che non vi sono assuefatti. Vicine sono le caccie di ogni sorta di selvatici, ed uccellami minori, eccettuatone li camozzi. In quest’ultimi tempi la maggior parte del castello fu rinnovata, e ridotta al gusto moderno, e fu arricchito di sufficienti condotti d’acque per innaffiare le contigue praterie. Le colonne, sopra le quali si traduce l’acqua dal monte S. Pietro, ove una volta esisteva l’antico castello di tal cognome, contiguo al medesimo, furono piantate l’anno 1548, e poscia rinnovate l’anno 1780. Di questo castello abbiamo nelle {{TestoCitato|Notizie istorico-critiche della chiesa di Trento|notizie trentine}} T. II. pag. 96. l’investitura del Vescovo Conrado dell’anno 1194 concessa ad Albertino, e Manfredino di Thunno, e ad Ottolino figlio di Marsili ''de supra dicto loco Toni, & de Dosso uno nominatim ad Castrum {{Ec|ædificatum|ædificandum}}''. Avea Enrico VI. Imperatore sotto l’anno 1191 al suddetto Vescovo Conrado concesso, come accennato abbiamo nell’Istoria, che senza licenza del Vescovo non si potesse fabbricare nel Ducato trentino veruna torre. ''{{TestoAssente|Monumenta Ecclesiae Tridentinae|Monumenta Trident.}} Tom. III.'' pag. 38. Onde convien credere, che il primo soggiorno di questa cospicua famiglia nel Tirolo sia stato l’antico castello di S. Pietro situato sopra il moderno castel Thunn nel monte, e che fu intieramente abbandonato. Per altro un’inscrizione italiana, che si ritrova incisa nella torre del nuovo castello all’ingresso, porta il compimento della fabbrica all’anno 1422. Onde abbia questa famiglia preso il suo cognome nasce maggiore difficoltà. Ora ci fa sapere il {{AutoreCitato|Anton Friedrich Büsching|Büsching}} nella sua {{TestoAssente|Geografia}} Tom. XI. sotto il Cantone di Berna contarsi la Pretura di ''Thunn'', che anticamente avea li suoi Conti di Kyburg e Burgdorf, che l’anno 1376 la impegnarono alla città di Berna. Esiste il famoso lago di ''Thunn'', una picciola città, e castello dello stesso nome; da quì il {{Wl|Q98838|Gaven}} nel {{TestoAssente|Dizionario de’ Nobili}} sotto l’articolo<noinclude><references/></noinclude> apitk4hbxp3s241vgzozz66pq34r6q2 Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/44 108 300919 3899283 2470696 2026-09-15T06:48:49Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899283 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude>{{Centrato|{{x-larger|MONETE DI MILANO}} INEDITE}} {{rule|4em}} {{Centrato|''Supplemento all’Opera'': {{Sc|Le Monete di Milano da Carlo Magno a Vittorio Emanuele II}}, ''pubblicata nel 1884 da F. ed E. Gnecchi''.}} {{rule|6em}} È vano pretendere che un lavoro qualunque, specialmente se complesso, possa riuscire perfetto di primo acchito. Per avvicinarsi alla perfezione, esso ha bisogno di venire successivamente ritoccato, corretto, migliorato, ingrandito; ed in tale persuasione, noi non ci siamo mai illusi che la nostra descrizione delle {{TestoCitato|Le monete di Milano|Monete di Milano}} fosse completa ed esatta in tutti i suoi particolari. L’abbiamo pubblicata, nove anni or sono, come meglio da noi allora si poteva, quando ci sembrò d’averla abbastanza studiata; ma, già facendo la prima edizione, presentivamo il bisogno di una seconda che, oltre alle correzioni di inevitabili inesattezze, vi aggiungesse quello che nella prima era stato dimenticato, o per meglio dire, quello che allora ci era ignoto, e che sarebbe venuto a nostra cognizione dappoi, come ci venne infatti, appunto perchè esisteva la prima edizione. Come avevamo previsto e desiderato, parecchie collezioni, che da anni giacevano ignorate e sepolte, vennero ordinate e classificate, risorsero per così<noinclude><references/></noinclude> suiqf33ni76rnzrh04s8i3hfpam4493 Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/45 108 300920 3899284 2470697 2026-09-15T06:49:01Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899284 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|38|{{Sc|f. ed e. gnecchi}}|riga=sì}}</noinclude>dire da uno stadio di letargo a quello di una nuova vita, e furono notevolmente accresciute, precisamente perchè v’era il mezzo di ordinarle e classificarle; e in seguito all’ordinamento e alla classificazione vennero alla luce monete fino allora sconosciute, e che probabilmente sarebbero rimaste tali per molto tempo ancora. Qualche altra collezione deve al medesimo incentivo i suoi principii e i progressivi aumenti; cosicché nel nuovo elenco di monete che pubblichiamo, insieme alle collezioni già note e ora aumentate, se ne vedranno figurare parecchie nuove, sulle quali ci sia lecito sentire con compiacenza una specie di paternità morale. Oltre a ciò, dopo la pubblicazione del nostro lavoro, i negozianti di numismatica si diedero premura, frugando in parecchie collezioni estere, di procurarci, come più interessanti per noi, le monete milanesi, che mancavano alla nostra descrizione o che più o meno ne differivano, ed è colla contribuzione di tutti questi elementi che ci venne fatto di riunire un buon numero di monete inedite o varianti, che meritano d’essere aggiunte alla Descrizione generale, onde avvicinare d’un passo la vagheggiata perfezione. A tale scopo contribuiranno pure alcune rettifiche d’attribuzione, dovute agli studi di parecchi egregi colleghi, e alcuni complementi di descrizione, ottenuti coll’esame di esemplari migliori dei primi esaminati e venutici nelle mani solo posteriormente alla prima pubblicazione. Oltre le monete inedite e le varianti capitateci in questo frattempo, uniremo a questo Supplemento le poche inedite da altri pubblicate dopo la comparsa del nostro libro, in modo che le nostre due pubblicazioni riunite possano comprendere tutto quanto si conosce fino ad oggi in fatto di monete milanesi. Ci si potrà ora dimandare perchè, avendo<noinclude><references/></noinclude> dsbhv1inq5nn0id5hdrsrdlmf60tyum Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/46 108 300921 3899285 2470698 2026-09-15T06:49:18Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899285 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|monete di milano inedite}}|39|riga=sì}}</noinclude>raccolto questi nuovi materiali, non facciamo addirittura una rifusione completa del nostro lavoro. Alla quale dimanda risponderemo che il tempo non ci sembra ancora maturo per tale rifusione; e d’altra parte, non volendo che i materiali raccolti arrischiassero d’andare smarriti, come avvenne di tante memorie manoscritte, abbiamo creduto opportuno pubblicarli nella ''Rivista'', sia a comodo dei raccoglitori attuali di monete milanesi, sia perchè un giorno possano, o a noi stessi o ad altri, servire a formare l’Edizione definitiva delle Monete di Milano. Nella descrizione, abbiamo adottato il metodo identico a quello da noi seguito nella prima pubblicazione. Diamo cioè la descrizione delle monete distinte per metallo, oro, argento e rame, e per ciascun metallo in ordine decrescente di valore. Dappertutto dove ci fu possibile, segniamo il peso, citiamo le collezioni in cui le monete si trovano, e infine, per uniformarci completamente al nostro primo lavoro, di cui il presente dovrebbe essere una appendice, diamo il grado di rarità e il valore mercantile di ciascuna moneta. In un solo particolare ci siamo scostati dai limiti prefissi in quel nostro lavoro. Abbiamo cioè ommesso tutte quelle monete dei Carolingi e dei re d’Italia, le quali non hanno che la leggenda {{Sc|xpistiana religio}} senza alcuna indicazione di zecca. — Tra le inedite o varianti trovammo pure un discreto numero di queste monete, ed altre ne pubblicò il Gariel nella sua bell’opera sulle ''Monete dei Carolingi''<ref>Gariel, ''Les monnaies royales de France sous la race carolingienne'', Strasbourg-Paris, 1883-85, in-4.</ref>, uscita contemporaneamente alla nostra. Queste monete tuttora di incerta attribuzione, ci proponiamo<noinclude><references/></noinclude> 3curze5zfdbse0zevde965tr888qezf Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/47 108 300925 3899286 2470699 2026-09-15T06:49:32Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899286 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|40|{{Sc|f. ed e. gnecchi}}|}}</noinclude>farle oggetto di uno studio speciale, e intanto, come monete di zecche incerte, le ommettiamo dalla serie delle monete milanesi, sembrandoci che quelle pubblicate nel nostro primo lavoro (le quali del resto rappresentano tutti i tipi conosciuti) possano bastare per darne un’idea. Sotto la denominazione di ''Monete di Milano'', dovrebbero strettamente intendersi quelle di Milano come capitale di uno Stato, e dovrebbero quindi a rigore terminare colla fine del Ducato di Milano; ma, avendovi già noi fatto un seguito fino a ''Vittorio Emanuele II'', non vedremmo ora una ragione di non descrivere anche quelle che furono coniate dappoi al nome di Umberto I, tanto più che con queste si chiude il periodo attivo, anzi la esistenza stessa della zecca di Milano. Abbiamo quindi fatto tale aggiunta a complemento della serie, per quanto piccolo numismaticamente possa essere il suo interesse. Chiuderemo queste brevi parole facendo i nostri più vivi ringraziamenti a tutti gli amici che ci coadiuvarono; non ne ripeteremo qui i nomi, figurando già questi nella citazione delle collezioni alla descrizione di ciascuna moneta. {{A destra|{{Sc|F. ed E. Gnecchi.}}}}<noinclude><references/></noinclude> 69dl0j0njxnjpll1l9k5a5rya2yizz9 Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/48 108 300926 3899287 1797150 2026-09-15T06:52:23Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899287 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|monete di milano inedite}} |41}}</noinclude> {{Ct|t=3|v=1|f=120%|CARLO MAGNO}} {{Ct|t=1|v=1|{{Sc|imperatore e re d’italia.}}}} {{Ct|t=1|v=2|(774-814).}} {{no rientro}}1. ''Denaro'' (gr. 1.600). — ''Var. Gnecchi, n. 1-5.'' ::<div style=text-indent:-1em;">D/ — {{sans-serif|'''+ CARLVS • REX • FR •'''}} Nel campo, in un circolo perlato, Croce.</div> ::<div style=text-indent:-1em;">R/ — <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>+ MEDIOL/</span>. Nel campo, in un circolo c. s.: <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;><big>⊏</big>ROLS</span> in monogramma.</div> {{sinistraDestra|Coll. Boyne a Firenze.|R.<sup>3</sup> Arg. L. 25.}} {{smaller block|f=90%|t=1|v=1|Il Signor William Boyne di Firenze, in un suo Articoletto pubblicato nel 1886 sull’''Annuaire de Numismatique'' (Observations au sujet de la trouvaille de Sarzana et de quelques pièces publiées par E. Gariel. ''Ann. de Num.'', 1886, pag. 459-462), parlando di alcuni denari di Carlo Magno, appartenenti al ripostiglio di Sarzana, e descritti dal Gariel, come di zecca incerta, vorrebbe attribuirne alcuni a Milano, leggendo nel monogramma del rovescio le lettere {{Sc|med}}. Il Sig. M. Cerexhe, nel suo libro: ''Les Monnaies de Charlemagne'', pubblicato nel 1887, descrive a pag. 78-79 tre di questi stessi denari di Sarzana, attribuendoli a Milano pel monogramma del rovescio, ch’egli decompone nelle lettere {{Sc|mediol}}. A pag. 131 poi della stessa opera, egli pubblica un altro denaro, il quale porta nel dritto, sotto il busto di Carlo Magno, la lettera {{Sc|m}}, e ciò induce l’autore ad assegnare pure quella moneta a Milano. Queste attribuzioni però, come lo confessa lo stesso autore, sono già oppugnate da qualche valente numismatico. Noi, alla nostra volta, pur rispettando l’opinione degli egregi Autori, essendo l’attribuzione di quei denari ancora molto incerta e contestata, non crediamo opportuno di includerli nella serie delle monete milanesi.}} {{Ct|t=3|v=1|f=120%|LODOVICO IL PIO}} {{Ct|t=1|v=1|{{Sc|imperatore e re d’italia.}}}} {{Ct|t=1|v=2|(814-840).}} {{no rientro}}1. ''Denaro'' (gr. 1.600). — ''Var. n. 1-2.'' ::<div style=text-indent:-1em;">D/ – <span style=font-family:sans-serif;font-weight:bold;>HLVD • VVICVS IMP AVG</span>. Busto laureato a destra.</div> {{nop}}<noinclude><references/></noinclude> 13bamgdfw930unf4bg9za4865efuhet Pagina:La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu/641 108 301796 3899279 2426515 2026-09-15T06:45:32Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899279 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" /><small>{{RigaIntestazione | sin =''Le ribellioni d’Israele.'' | centro = GEREMIA, 33. | dx =''Il ritorno predetto. ''}}</small></noinclude><section begin=32 />{{colonna}}{{vb|32|21|continua}}del paese di Egitto, con miracoli, e prodigi, e man forte, e braccio steso, e con grande spavento<ref>{{BibLink|Es|6|6}}, {{BibLink|Es|6|7|7}}.</ref>. {{vb|32|22}}E desti loro questo paese, il quale tu avevi giurato a’ padri loro di dar loro, paese stillante latte, e mele. {{vb|32|23}}Nel quale essendo entrati, l’han posseduto; ma non hanno ubbidito alla tua voce, e non son camminati nella tua Legge; non han fatte tutte le cose che tu avevi lor comandate di fare<ref>{{BibLink|Dan|9|10}}-{{BibLink|Dan|9|11|11}}.</ref>; laonde tu hai lor fatto avvenire tutto questo male. {{vb|32|24}}Ecco, gli argini son giunti fino alla città, per prenderla; e la città è data in man de’ Caldei che la combattono, per cagion della spada, e della fame, e della pestilenza; e quello che tu hai detto è avvenuto; ed ecco, tu ''il'' vedi. {{vb|32|25}}E pure, o Signore Iddio, tu mi hai detto: Comperati quel campo per danari, e prendi''ne'' testimoni; avvegnachè la città sia data in man de’ Caldei. {{vb|32|26}}Ma la parola del Signore fu ''indirizzata'' a Geremia, dicendo: {{vb|32|27}}Ecco, io ''sono'' il Signore, l’Iddio d’ogni carne; emmi cosa alcuna difficile? {{vb|32|28}}Perciò, il Signore ha detto così: Ecco, io do questa città in man de’ Caldei, e in man di Nebucadnesar, re di Babilonia; ed egli la prenderà; {{vb|32|29}}E i Caldei, che combattono contro a questa città, ''vi'' entreranno dentro, e vi metteranno il fuoco, e l’arderanno, insieme con le case, sopra i cui tetti hanno fatti profumi a Baal, e offerte da spandere ad altri dii, per dispettarmi. {{vb|32|30}}Perciocchè i figliuoli d’Israele, e i figliuoli di Giuda non hanno, fin dalla lor fanciullezza, fatto altro che quel che mi dispiace; perciocchè i figliuoli d’Israele non fanno altro che dispettarmi con l’opere delle lor mani, dice il Signore. {{vb|32|31}}Conciossiachè questa città mi sia ''sempre'' stata da ''provocar'' l’ira mia, e il mio cruccio, dal dì che fu edificata, infino a questo giorno; acciocchè io la tolga via dal mio cospetto; {{vb|32|32}}Per tutta la malvagità de’ figliuoli d’Israele, e de’ figliuoli di Giuda, la quale hanno adoperata per dispettarmi, essi, i lor re, i lor principi, i lor sacerdoti, e i lor profeti, e gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme; {{vb|32|33}}E mi han volte le spalle, e non la faccia; e benchè io li abbia ammaestrati del continuo per ogni mattina, non però hanno ubbidito, per ricevere correzione. {{vb|32|34}}E han messe le loro abbominazioni nella Casa che si chiama del mio Nome, per contaminarla. {{vb|32|35}}E hanno edificati gli alti luoghi di Baal, che ''son'' nella valle del figliuolo di Hinnom, per far passare i lor figliuoli e le lor figliuole, ''per lo fuoco'' a Molec<ref>{{BibLink|Lev|18|21}}.</ref>; il {{AltraColonna}}{{vb|32|35|continua}}che io non comandai loro ''giammai''; e non mi entrò ''giammai'' in cuore, che facessero questa cosa abbominevole, per far peccare Giuda. {{vb|32|36}}Ma nondimeno ora, così ha detto il Signore, l’Iddio d’Israele, intorno a questa città, della quale voi dite: Ella è data in man del re di Babilonia, per la spada, e per la fame, e per la pestilenza: {{vb|32|37}}Ecco, io li adunerò da tutti i paesi, dove li avrò scacciati nella mia ira, nel mio cruccio, e nella ''mia'' grande indegnazione; e li farò ritornare in questo luogo, e li farò abitare in sicurtà<ref>{{BibLink|Deut|30|1}}-{{BibLink|Deut|30|3|3}}.</ref>. {{vb|32|38}}E mi saranno popolo, ed io sarò loro Dio. {{vb|32|39}}E darò loro uno stesso cuore, ed una stessa via, per temermi in perpetuo<ref>{{BibLink|Ezec|11|19}}, {{BibLink|Ezec|11|20|20}}.</ref>, in ben loro, e de’ lor figliuoli dopo loro. {{vb|32|40}}E farò con loro un patto eterno, che io non mi ritrarrò giammai indietro da loro, per non far loro bene; e metterò il mio timor nel cuor loro, acciocchè non si dipartano da me. {{vb|32|41}}E mi rallegrerò di loro, facendo loro bene; e li pianterò in questo paese stabilmente, di tutto il mio cuore, e di tutta l’anima mia. {{vb|32|42}}Perciocchè, così ha detto il Signore: Siccome io ho fatto venire sopra questo popolo tutto questo gran male, così farò venire sopra loro tutto il bene che io prometto loro. {{vb|32|43}}E si compereranno ''ancora'' de’ campi in questo paese, del quale voi dite: Egli è deserto, e non ''vi è più'' uomo, nè bestia; egli è dato in man de’ Caldei. {{vb|32|44}}Si compereranno ''ancora'' de’ campi per danari, e se ne faranno scritte, e si suggelleranno, e se ne prenderanno testimoni, nel paese di Beniamino, e ne’ luoghi circonvicini di Gerusalemme, e nelle città di Giuda; e nelle città del monte, e nelle città del piano, e nelle città del Mezzodì; perciocchè io li ritrarrò di cattività, dice il Signore. <section end=32 /> <section begin=33 /> {{vb|33|1|capolettera}} E LA parola del Signore fu ''indirizzata'' la seconda volta a Geremia, mentre egli ''era'' ancora rinchiuso nel cortile della prigione, dicendo: {{vb|33|2}}Così ha detto il Signore, che fa questa cosa; il Signore, che la forma, per istabilirla; il cui Nome ''è'': Il Signore: {{vb|33|3}}Grida a me, ed io ti risponderò, e ti dichiarerò cose grandi, e riserbate, che tu non sai. {{vb|33|4}}Perciocchè, così ha detto il Signore Iddio d’Israele, delle case di questa città, e delle case del re di Giuda, che sono state diroccate per li terrapieni, e per le macchine; {{vb|33|5}}Le quali sono state impiegate per combattere co’ Caldei, e per empierle di corpi {{FineColonna}}<section end=33 /><noinclude> <hr> <references/>{{PieDiPagina||633}}</noinclude> pr3b5n5wim5feud5l1uhrewfjuozu6d Pagina:La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu/642 108 301798 3899280 2426516 2026-09-15T06:47:08Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899280 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" /><small>{{RigaIntestazione | sin =''Dio ristabilirà Israele'' | centro = GEREMIA, 34. | dx =''e farà un patto nuovo con lui.''}}</noinclude></small> <section begin=33 />{{colonna}}{{vb|33|5|continua}}morti d’uomini; perciocchè io ''li'' ho percossi nella mia ira, e nel mio cruccio; e perchè io ho nascosta la mia faccia da questa città, per tutta la lor malvagità: {{vb|33|6}}Ecco, io ristorerò, e rifarò questa ''città'', e riparerò queste ''case'', e farò loro apparire abbondanza di pace, e di stabilità; {{vb|33|7}}E ritrarrò di cattività Giuda e Israele, e li riedificherò come ''erano'' prima; {{vb|33|8}}E li purgherò di tutta la loro iniquità<ref>{{BibLink|Eb|9|13}}, {{BibLink|Eb|9|14|14}}.</ref>, per la quale hanno peccato contro a me; e perdonerò loro tutte le loro iniquità, per le quali hanno peccato contro a me; e per le quali hanno misfatto contro a me. {{vb|33|9}}E ''questa città'' mi sarà in nome di gioia, in lode, e in gloria appresso tutte le nazioni della terra, che udiranno tutto il bene che io farò loro; e saranno spaventate, e tremeranno per tutto il bene, e per tutta la pace, della quale io la farò godere. {{vb|33|10}}Così ha detto il Signore: In questo luogo, del quale voi dite: Egli ''è'' deserto, e non ''vi è più'' nè uomo, nè bestia; nelle città di Giuda, e nelle piazze di Gerusalemme, che sono desolate, senza che ''vi sia più'' nè uomo, nè abitante, nè bestia; ancora sarà udita {{vb|33|11}}Voce di gioia, e voce di allegrezza; voce di sposo, e voce di sposa; voce di persone che diranno: Celebrate il Signor degli eserciti; perciocchè il Signore ''è'' buono; perciocchè la sua benignità ''è'' in eterno<ref>{{BibLink|Sal|136|1}}.</ref>; porteranno offerte di lode alla Casa del Signore; perciocchè io trarrò di cattività il paese, ''e lo rimetterò'' nello stato ch’era prima, ha detto il Signore. {{vb|33|12}}Così ha detto il Signor degli eserciti: In questo luogo, che è deserto, e dove non ''vi sono più'' nè uomini, nè bestie; e in tutte le sue città, vi saranno ancora mandre di pastori, che ''vi'' faranno posar le gregge. {{vb|33|13}}Nelle città del monte, e nelle città del piano, e nelle città del Mezzodì, e nel paese di Beniamino, e ne’ luoghi circonvicini di Gerusalemme, e nelle città di Giuda, le pecore passeranno ancora sotto la mano di colui che ''le'' conta, ha detto il Signore. {{vb|33|14}}Ecco, i giorni vengono, dice il Signore, che io metterò ad effetto la buona parola, che io ho pronunziata alla casa d’Israele, e alla casa di Giuda. {{vb|33|15}}In que’ giorni, e in quel tempo, io farò germogliare a Davide il Germoglio di giustizia<ref>{{BibLink|Ger|23|5}}, e rif.</ref>, il quale farà giudicio e giustizia nella terra. {{vb|33|16}}In que’ giorni Giuda sarà salvato, e Gerusalemme abiterà in sicurtà; e questo ''è il nome'', del quale ella si chiamerà: IL SIGNORE ''È'' LA NOSTRA GIUSTIZIA. {{vb|33|17}}Perciocchè, così ha detto il Signore: {{AltraColonna}}{{vb|33|17|continua}}Giammai non verrà meno a Davide, uomo che segga sopra il trono della casa d’Israele<ref>{{BibLink|2 Sam|7|16}}. {{BibLink|1 Re|2|4|1 Re 2. 4}}. {{BibLink|Luc|1|32}}, {{BibLink|Luc|1|33|33}}.</ref>; {{vb|33|18}}E a’ sacerdoti Leviti non verrà giammai meno nel mio cospetto, uomo che offerisca olocausto, e che faccia profumo d’offerta, e che faccia sacrificio tutti i giorni<ref>{{BibLink|Rom|12|1}}. {{BibLink|1 Piet|2|5}}, {{BibLink|1 Piet|2|9|9}}. {{BibLink|Apoc|1|6}}.</ref>. {{vb|33|19}}La parola del Signore fu ancora ''indirizzata'' a Geremia, dicendo: {{vb|33|20}}Così ha detto il Signore: Se voi potete annullare il mio patto intorno al giorno, e il mio patto intorno alla notte, sì che il giorno e la notte non sieno ''più'' al tempo loro; {{vb|33|21}}Ei si potrà altresì annullare il mio patto con Davide, mio servitore, sì ch’egli non abbia ''più'' figliuolo che regni sopra il suo trono; e co’ sacerdoti Leviti miei ministri. {{vb|33|22}}Perciocchè, come l’esercito del cielo non si può annoverare, e la rena del mare non si può misurare; così accrescerò la progenie di Davide, mio servitore, e i Leviti che fanno il servigio. {{vb|33|23}}La parola del Signore fu ancora ''indirizzata'' a Geremia, dicendo: {{vb|33|24}}Non hai tu posta mente a ciò che questo popolo ha pronunziato, dicendo: Il Signore ha riprovate le due nazioni, ch’egli avea elette? laonde sprezzano il mio popolo, ''come'' se non dovesse mai più esser nazione nel lor cospetto. {{vb|33|25}}Così ha detto il Signore: Se io non ho stabilito il mio patto intorno al giorno, e alla notte, ''e'' gli statuti del cielo, e della terra; {{vb|33|26}}Io altresì riproverò la progenie di Giacobbe, e di Davide, mio servitore; per non prender più del suo legnaggio persone che signoreggino sopra la progenie d’Abrahamo, d’Isacco, e di Giacobbe; perciocchè io li ritrarrò di cattività, e avrò pietà di loro<ref>{{BibLink|Esd|2|1}}.</ref>. <section end=33 /> <section begin=34 /> {{Centrato|{{smaller|''La sorte di Sedechia predetta.''}}}} {{vb|34|1|capolettera}} LA parola, che fu dal Signore ''indirizzata'' a Geremia, allora che Nebucadnesar, re di Babilonia, e tutto il suo esercito, tutti i regni della terra, sottoposti al suo imperio, e tutti i popoli, combattevano contro a Gerusalemme, e contro a tutte le sue città<ref>{{BibLink|2 Re|25|1|2 Re 25. 1}}-{{BibLink|2 Re|25|5|5}}.</ref> dicendo: {{vb|34|2}}Così ha detto il Signore Iddio d’Israele: Va’, e parla a Sedechia, re di Giuda, e digli: Così ha detto il Signore: Ecco, io do questa città in man del re di Babilonia, ed egli l’arderà col fuoco; {{vb|34|3}}E tu non iscamperai dalla sua mano; perciocchè per certo sarai preso, e sarai dato in man sua, e vedrai il re di Babilonia a faccia a faccia, ed egli ti parlerà a bocca a bocca, e tu verrai in Babilonia.{{FineColonna}}<section end=34 /><noinclude> <hr> <references/>{{PieDiPagina||634}}</noinclude> lyjy4r0e4e3c26kzmcs7nusvpfwao0b Geremia (Diodati 1821)/capitolo 32 0 301802 3899281 3695374 2026-09-15T06:47:44Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899281 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=|prec=../capitolo_31|succ=../capitolo_33}} <pages index="La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu" from=640 to=641 fromsection=32 tosection=32 /> {{Sezione note}} <!--{{Sezione note}}--> [[Categoria:Testi sacri del cristianesimo]] szhg7wr93e8jv1zak1odeyqp93hlc46 Geremia (Diodati 1821)/capitolo 33 0 301803 3899282 3695375 2026-09-15T06:47:46Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899282 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=|prec=../capitolo_32|succ=../capitolo_34}} <pages index="La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu" from=641 to=642 fromsection=33 tosection=33 /> {{Sezione note}} <!--{{Sezione note}}--> [[Categoria:Testi sacri del cristianesimo]] 2b4upzn1jrwp38gyfpdpw3g43rbicia Autore:Italo Pizzi 102 343511 3899407 3867969 2026-09-15T11:34:10Z Alex brollo 1615 3899407 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Italo | Cognome = Pizzi | Attività = traduttore/orientalista/professore | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == * {{testo|La vita ai tempi eroici di Persia}} * {{testo|Dante e Firdusi}} == Traduzioni == * {{Testo|Il Libro dei Re}} * {{Testo|I Nibelunghi (1889)|I Nibelunghi}} * {{Testo|Le Novelle Indiane di Visnusarma}} * {{Testo|Il Roseto}} * {{Testo|L'Avesta (Pizzi, 1914)}} * ''Fiori d'Oriente'' (1907) [https://archive.org/details/pizzi-fiori-oriente IA] * ''Il canto di Atli nell'Edda'', Parma, G. Ferrari e figli, 1876 ([https://books.google.it/books?id=2jqUXkexsRsC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false GB]) {{Sezione note}} 19eoa8xaseyw99au1uguk3u30l0dmmk Autore:Gaetano Mosca 102 392408 3899294 3783697 2026-09-15T07:15:32Z Accurimbono 14 3899294 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Gaetano | Cognome = Mosca | Attività = giurista/politologo/politico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = giurista, politologo, politico e storico delle dottrine politiche italiano }} ==Opere== *{{Testo|Elementi di scienza politica}} {{Sezione note}} 8uzmflhy5hi88udi0sk2yncbjwhrfaq Autore:Gioachino Brognoligo 102 424090 3899150 3784327 2026-09-14T16:53:01Z Candalua 1675 Gadget PopolaTestiAutore: ricreato l'elenco dei testi 3899150 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Gioachino | Cognome = Brognoligo | Attività = letterato/scrittore/filologo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Curatele == * {{Testo|Il pastor fido e il Compendio della poesia tragicomica}} * {{Testo|Novelle (Bandello, 1910)}} * {{Testo|Novelle e riviste drammatiche}} {{Sezione note}} g9sx84hbxs25t9q2n8sq5emmpoijye1 Autore:Guillaume Massieu 102 425734 3899050 3786061 2026-09-14T13:50:03Z Candalua 1675 Gadget PopolaTestiAutore: aggiunti testi mancanti 3899050 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Guillaume | Cognome = Massieu | Secolo di attività = XVII secolo/XVIII secolo | Attività = gesuita/traduttore/poeta | Nazionalità = francese | Professione e nazionalità = }} == Opere == * ''Caffæum carmen'' ({{GB|5LWMg7CdNVwC}}): ** {{Testo|Il Caffè}} * ''[https://books.google.it/books?id=m6WAnQEACAAJ Delle grazie dissertazione]'', trad. italiana 1848 * ''[https://books.google.it/books?id=n2dQMwEACAAJ Degli scudi votivi]'', trad. italiana 1848 {{Sezione note}} s0rndez9z4fbknw6mmm9fswyhw369ky Pagina:Goethe - Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87.djvu/174 108 437496 3899026 3073250 2026-09-14T12:08:31Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899026 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||— 160 —|}}</noinclude>qui in Roma dove si scatenarono cotanti arbitri, dove si commisero cotante pazzie per prepotenza e per danaro. Mi recò particolare soddisfazione un passo di una lettera di Winkelmann a {{Wl|Q21415736|Franken}}. «A Roma, dice egli, fa d’uopo esaminare ogni cosa con una certa pacatezza, che diversamente si corre il rischio di essere scambiato per un Francese. Roma, io credo sia la più grande scuola per ognuno, e per conto mio l’ho provato, e me ne sono persuaso.» Queste parole corrispondono a puntino all’idea che io mi sono potuto formare di questa città; e per certo non è possibile, fuori di Roma, imaginarsi le sensazioni che qui si provano. Qui in certo modo si nasce una seconda volta, e si considerano quali idee puerili tutte le idee che si ebbero dapprima. Anche l’uomo il più semplice, qui si trasforma in qualche maniera; se non altro si allarga la cerchia delle sue idee. Questa lettera vi perverrà coll’anno nuovo, ed io vi auguro ogni felicità in principio di quello; prima che desso volga al suo fine ci rivedremo, e sarà questa pure per me vivissima soddisfazione. Il passato fu la parte più importante della mia vita, ed ora, sia che io debba morire, sia che io abbia a prolungare ancora la mia esistenza in entrambi i casi sarà bene. Poche parole ancora per i ragazzi, ai quali le potrete leggere, ovvero narrare loro quanto segue: Non si sa qui che cosa è l’inverno; nei giardini si vedono piante sempre verdi, il sole splende limpido e riscalda; non si scorge neve, se non a distanza, sui monti verso tramontana. I limoni che sono piantati nei giardini contro le pareti, si riparano con coperture mobili, formate di canne, ma altre piante di agrumi più robuste, crescono all’aria libera. Non sono tagliati come da noi, nè piantati in una cassa di legno, ma crescono bensì in piena terra, disposti in filari, gli uni accanto agli altri. Non è possibile imaginare vista più piacevole. Con pochi spiccioli si ottengono frutti di quelli, quanti<noinclude><references/></noinclude> djdr49pc65vmjgmpqfsbuaawsb94239 Pagina:Pertusati Teodoro Della scienza e di Cesare Beccaria 1870.djvu/46 108 474536 3899138 1940790 2026-09-14T16:48:53Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899138 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|||49}}</noinclude>grande dottrina. Non dobbiamo tuttavia tacere come difetti la chiarezza, o la dizione sia trascurata. Cagione di frequenti errori fu poi il voler ridurre ogni facoltà dell’anima alla sola sensazione. Tale dottrina egli importava di Francia dove l’ebbe difesa {{AutoreCitato|Étienne Bonnot de Condillac|Condillac}}, ma questi più logicamente volgevasi all’analisi, e il metodo sintetico, seguito da Beccaria, condannava come ''tenebroso''<ref>Logica P. II. C. VI.</ref>. Fu ad ogni modo il suo libro giovevole alla scienza ed, additando il legame fra la letteratura e la filosofia, dispose le menti a quelle sottili indagini che fecero chiaro di poi il nome di {{AutoreCitato|Immanuel Kant|Kant}}, di {{AutoreCitato|Johann Gottfried Herder|Herder}}, di {{AutoreCitato|Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel}}, di {{AutoreCitato|Victor Cousin|Cousin}}, di {{AutoreCitato|Vincenzo Gioberti|Gioberti}} e di altri non pochi. Fu questa forse nuova occasione a rinnovargli l’accusa che el pensasse a mo’ di Francia come alla francese si esprimeva, e fosse in tutto pedissequo degli Enciclopedisti. Veramente egli ritrae assai de’ tempi, ma non copia, non serve ad alcuno. Inclinando al sensismo, lo vedemmo, riuscì ad un metodo opposto a quello del maestro; lo scherno cinico di Voltaire ammirò, non volle imitare giammai; gli uomini non tenne a vile come {{AutoreCitato|Jean-Jacques Rousseau|Rosseau}}; lodò {{AutoreCitato|Claude-Adrien Helvétius|Elvezio}}, e forse troppo, ma seppe serbare integra la fede nella moralità; ebbe encomi anche per {{AutoreCitato|Paul Henri Thiry d'Holbach|D’Holbach}}, ma dimostrò di nutrire nell’animo la nobile speranza che la scienza si potesse conciliare col Cristianesimo. Nato dal moderno rivolgimento dell’umano sapere egli venera chi lo precedette, ma in nome della libertà, dalla scienza {{pt|pro-}}<noinclude><references/></noinclude> k2w55bq3ldz4opiratzwjm3uggcyiv8 Autore:David Silvagni 102 517473 3899392 3781099 2026-09-15T10:34:40Z Carlomorino 42 /* Opere */ 3899392 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = David | Cognome = Silvagni | Attività = storico/prefetto | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == * ''Sabina Savelli: Novella per David Silvagni'', Roma, Sinimberghi, 1873 ({{IA|bub_gb_XAnuy_mslckC}}) * ''La Corte pontificia e la società romana nei secoli XVIII e XIX'' ** volume I ([[:file:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf|Commons]], {{IA|lacorteesocietr01silvgoog}}, {{IA|lacorteelasocie02silvgoog}}) ** volume II ({{IA|lacorteelasocie01silvgoog}}) ** volume III ([[:File:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf|La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX]]) :::anche {{IA|lacorteelasociet00silv}}) * ''Eroi sconosciuti (Fratelli Archibugi), '', Città di Castello, S. Lapi Tipografo – Editore, 1848-1849 ({{GB|92QpAAAAYAAJ}}, {{GB|IuU7AQAAIAAJ}}) Inoltre: {{GB|autore="David Silvagni"}} <!--ce ne sono altre https://archive.org/search.php?query=David%20Silvagni--> {{Sezione note}} qfv9trvacsz4ywpc1u5r6bg87mdsl6h Pagina:Cena - Homo.djvu/81 108 559889 3899296 3447266 2026-09-15T07:19:31Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899296 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" /></noinclude>{{ct|f=100%|v=2|t=3|'''In un museo lontano.'''}} <poem> Siede un ramingo innanzi ai quadri. Dorme? Qualcosa de’ suoi padri è prigioniero in ogni terra: egli non è straniero ove dei padri hanno esulato l’orme. Oasi di riposo al suo pensiero destò la vista delle belle forme. Tace. Dintorno scendono ombre a torme, ombre di antichi dallo sguardo austero. Susurran l’ombre: «Occhio che par serbare la luce come il dïamante, mani suscitatrici d’armonie viventi!... Oggi avvinto a la gleba fra’ giumenti, d’idee latine e di beltà domani adornerai la terra arata e il mare!» </poem><noinclude>{{PieDiPagina||— 71 —|}}</noinclude> 8fjkh30a3onawo6hm7l9byr5c49crgs Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/59 108 600275 3899164 2128106 2026-09-14T17:12:22Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899164 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||— 57 —|}}</noinclude>braccia, e i due bimbi, ciechi per la furia, inciamparono in lui e gli caddero addosso, aggrappandoglisi alle maniche della giacca. — Dove si corre? Dove si corre? — Bindo chiese, continuando a ridere e tenendo fermi in una mano i due polsi uniti di Ermanno e nell’altra i due polsi uniti di Serena. Ermanno ubbidì alla stretta, ma Serena si divincolava, menando calci all’aria con le scarpettine bianche. — Eh! Eh! quanti capricci ha oggi la miss di Nuova York! — Bindo Ranieri esclamò, sollevando la bimba e tenendola sospesa. — Guarda, che ti butto in cima alla torre del Moro! — Vogliamo vedere la processione! — Ermanno disse, scuotendo i polsi, eccitato anche lui dall’esempio ribelle di Serena. — Sta bene, ma per vedere la processione non c’è bisogno di cacciarsi tra la folla dei villani. Si resta qui, all’ombra, e si aspetta che la processione passi. Un pochino di pazienza; che diamine! — Brutta la pazienza! — Serena gridò, rossa per la collera, e le sue mani sguisciarono dalla mano grande di Bindo, ed ella fuggì al galoppo serrato, piegando nel corso le gambe sottili, mentre le ali bianche del cuffiotto si gonfiavano e svolazzavano i nastri della bionda treccia. Ermanno, con uno strattone, si liberò anche lui, raggiunse Serena, e i bimbi scomparvero in via del Duomo, inseguiti dal povero Titta, di<noinclude> <references/></noinclude> 21bub1huph862ytj9c09h9xyn8l8h9y Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/60 108 600276 3899165 2128107 2026-09-14T17:13:40Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899165 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||— 58 —|}}</noinclude>cui le vecchie gambe sembravano un compasso spalancato e che brandiva in alto la mazza agitandola con gesti di desolazione. I bimbi, sempre di corsa, arrivarono nella piazza e s’inerpicarono sopra i sedili di pietra, collocati di fronte all’ingresso del Duomo. Il portale di mezzo, ampio e a tutto sesto, si apriva magnifico di fregi e mosaici, formando cornice alla processione, che, svolgendosi lentamente dall’interno della navata, usciva nel sole come per un’apoteosi, discendeva adagio la gradinata, passava sotto i balconi drappeggiati del palazzo dell’Opera, si snodava per via Soliana, oggi disabitata, una volta forte di torri filippesche, altera di filippesche dimore. Serena non era contenta. I fratelloni delle confraternite camminavano troppo adagio! Essa avrebbe voluto che le loro cappe rosse, azzurre, bianche, fossero volate via in un turbine, ed altre cappe di altri colori fossero sopraggiunte interminabilmente. Chiese ad Ermanno: — Perchè gli uomini turchini non corrono? Perchè gli uomini rossi non li spingono per fare più presto? Ermanno non le rispose; egli rifletteva profondamente al racconto di Domitilla Rosa, udito quasi in sogno la sera prima. Egli si domandava perchè tutt’i fatti meravigliosi accadono sempre in tempi antichissimi e perchè, quando gli si narrava la storia di un miracolo, tutti dicevano di averla sentita raccontare, di averla letta in qual-<noinclude> <references/></noinclude> tsfs6f4gv4c4v60gi3x0fl3t6avteq3 Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/61 108 600277 3899166 2128108 2026-09-14T17:14:23Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899166 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||— 59 —|}}</noinclude>che libro, di averla osservata dipinta in qualche quadro, e nessuno diceva mai di aver visto il miracolo cogli occhi della sua fronte? — C’era una volta un devoto servo di Dio — cominciava invariabilmente Domitilla Rosa, nel narrargli le gesta miracolose di santi e di sante. — C’era una volta la figlia di un re — cominciava invariabilmente Palmina, nel narrargli le avventure meravigliose di maghi e fate. E allora perchè egli commetteva peccato, dubitando dei racconti di Domitilla Rosa e gli si diceva ch’era sciocco se prendeva per vere le favole di Palmina? Perchè il sangue era grondato una volta sola dall’ostia, nelle mani del prete tedesco, e perchè non grondava ogni giorno nelle mani di monsignore, quando monsignore diceva la messa? A sua volta interrogò Serena: — Sai tu perchè non c’è nessun altro Corporale macchiato di sangue in tutto il mondo? Ma Serena non gli dava ascolto, protesa in avanti, con le labbra aguzze, le ciglia inarcate, colma di stupore nel vedere il vescovo, imponente nella sua mitra d’oro, immenso e abbagliante nel suo piviale gemmato, procedere solenne, a mani giunte. Che il vescovo potesse camminare così diritto, così immobile, tenendo il collo eretto, le palpebre ferme, proprio come se fosse di pietra e avesse due rotelle sotto le piante, pareva a Serena una cosa inverosimile e la colmava di meraviglia ammirativa.<noinclude> <references/></noinclude> d2qwkexjcg6xe50qhgs86jw9oijsbv3 Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/62 108 600278 3899168 2128109 2026-09-14T17:14:58Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899168 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||— 60 —|}}</noinclude><nowiki /> A un tratto la folla ammassata ondeggiò, le teste si scoprirono, i ginocchi si piegarono: sorretto da quattro uomini sudanti e barcollanti sotto l’enorme peso, apparve il tabernacolo illustre, dove la ricchezza del metallo è vinta dall’opera insigne di bulino e di smalto dell’orafo senese, e dove si offre, da secoli, al culto dei credenti, il breve lembo di tela portante le traccie del preziosissimo sangue. Anche Serena volle inginocchiarsi; ma il sedile di pietra su cui ella stava in piedi era stretto e la bimba ruzzolò in terra tra le scarpe ferrate dei villani. Ermanno si precipitò a sollevarla e il velluto nero della giacca di lui, la mussolina bianca del cuffiotto di lei formarono un unico viluppo, travolto dall’impeto della gente adunata, che adesso irrompeva verso l’altra parte della città per assistere di nuovo alla sfilata del sacro corteo. Sarebbero inevitabilmente rimasti schiacciati, se monsignore, che precedeva le camerate dei seminaristi, non si fosse chinato a raccogliere i bimbi e non avesse fatto cenno a Titta di venirseli a ripigliare. Ermanno e Serena, malconci nelle vesti, eppure felici di tutto quel chiasso, tutto quel moto, si recarono con Titta presso la torre del Moro, dove Bindo Ranieri li accolse distrattamente, essendo egli alle prese col Paterino, un eretico socialista, libero pensatore, schernitore della religione cattolica, al punto che avrebbe voluto<noinclude> <references/></noinclude> 1njf7w55ouggpwj5rqu6vumqm4yuiyq Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/63 108 600279 3899171 2128110 2026-09-14T17:15:52Z Federicor 9718 /* Trascritta */ Gadget AutoreCitato 3899171 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||— 61 —|}}</noinclude>insediare nel Duomo la Camera del lavoro e servirsi del reliquiario per custodirvi dentro gli opuscoli di propaganda socialista. Bindo rideva, tenendosi fermo il ventre con le mani incrociate, e il Paterino, di cui le gote apparivano anche più accese dei rossi baffi, si andava slacciando dalla vita la cintura di cuoio, sentendosi soffocare per la bile. — Ridi, ridi — egli diceva a Bindo nel suo cadenzato accento orvietano - fai bene a stringerti il ventre. Il tempo della cuccagna sta per finire. Dentro il Duomo ci metteremo la Camera del lavoro. — E sopra gli stalli intarsiati del coro vi metterete a cantare l’inno dei rivoluzionari? Farete un bel vedere. — Sissignore, ci metteremo al posto dei canonici. Il Duomo non è stato fabbricato forse coi quattrini del comune? Da tanti secoli la città non si dissangua forse per mettere oro e pitture sulla facciata e statue sopra gli altari? Ebbene, vogliamo godercela la roba nostra. L’epoca della inquisizione è finita da un pezzo! — E i papi non hanno fatto niente per Orvieto? Chi ha messo la prima pietra del Duomo? Sei stato tu oppure è stato {{AutoreCitato|Papa Bonifacio VIII|Bonifacio VIII}}? Chi ha fatto scavare il pozzo di San Patrizio? Sei stato tu oppure è stato {{AutoreCitato|Papa Clemente VII|Clemente VII}}? — Io me ne rido de’ tuoi papi! Io voglio il trionfo della classe proletaria! Il Duomo è della città, la città è dei lavoratori, e dentro il Duomo ci faremo baldoria! Ecco qua. E adesso ridi!<noinclude> <references/></noinclude> 2nslzmkmrtwnuw1wg2g7119qnzg66lu Pagina:De Sanctis, Francesco – Storia della letteratura italiana, Vol. I, 1912 – BEIC 1806199.djvu/56 108 616764 3899302 3379226 2026-09-15T07:32:03Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899302 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|50|{{Sc|storia della letteratura italiana}}|}}</noinclude> Il che non avvenne del notaio {{AutoreCitato|Giacomo da Lentini|da Lentino}}, di Guittone, rimasti al di qua del «dolce stil nuovo», perché esagerarono i sentimenti, andarono al di lá della natura, per «gradire», piacere a’ lettori: {{blocco centrato|style=font-size:90%|<poem> {{spazi|5}}E qual piú a gradire oltre si mette, non vede piú dall’uno all’altro stilo. </poem>}} Di questo dolce stil nuovo il precursore fu Guido Guinicelli, il fabbro fu Cino, il poeta fu Guido Cavalcanti. La nuova scuola non era altro che una coscienza piú chiara dell’arte. La filosofia per sé sola fu stimata insufficiente, e si richiese la forma. Guittone d’Arezzo non fu piú apprezzato, quantunque «di filosofia ornatissimo, grave e sentenzioso», come dice Lorenzo de’ Medici, perché gli mancava lo stile, «alquanto ruvido e severo, né di alcun dolce lume di eloquenza acceso». Anche {{AutoreCitato|Benvenuto da Imola|Benvenuto da Imola}} chiama «nude» le sue parole e lo commenda per le gravi sentenze, ma non per lo stile. Nasceva in Firenze un nuovo senso, il senso della forma. A quel tempo fra tante feroci gare politiche la letteratura era nel suo fiore in tutta Toscana e sotto i piú diversi aspetti. {{AutoreCitato|Dante da Maiano|Dante da Maiano}} era un’eco de’ trovatori, con la sua Nina siciliana. Guittone, Brunetto, {{AutoreCitato|Bonagiunta Orbicciani|Orbiciani}} da Lucca erano poeti dotti ma rozzi, come i bolognesi {{AutoreCitato|Onesto da Bologna|Onesto}} e {{Wl|Q141457979|Semprebene}}. Ma giá il culto della forma, l’amore del bello stile si sente in parecchi poeti. {{AutoreCitato|Dino Frescobaldi|Dino Frescobaldi}}, {{AutoreCitato|Rustico Filippi|Rustico di Filippo}}, {{AutoreCitato|Guido Novello da Polenta|Guido Novello}}, {{AutoreCitato|Lapo Gianni|Lapo Gianni}}, {{AutoreCitato|Cecco d'Ascoli|Cecco d’Ascoli}} sono il corteggio, nel quale emerge la figura di Guido Cavalcanti. Ma ben presto al nome di Guido Cavalcanti si accompagnò quello di Dante Alighieri, legati insieme da un’amicizia che non si ruppe se non per morte. Parvero le «nuove rime», e fu tale l’impressione ch’ei salí subito accanto a Cavalcanti. Sembrò che avesse risolto il problema di esprimere le profonditá della scienza in bella forma: ultimo segno a cui si mirava. Perciò ebbe molta voga la sua canzone: {{blocco centrato|style=font-size:90%|{{TestoCitato|Donne ch'avete intelletto d'amore|Donne, ch’avete intelletto d’amore}};}}<noinclude></noinclude> awutojyzylpj8tmwgv81bsgh7oeu30p Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/205 108 662268 3899030 3564356 2026-09-14T12:45:02Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3899030 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||''In vedetta''|195|riga=si}}</noinclude> {{Pt|zione|un’ispezione}} al cielo coperto di nuvole, la donna rivolse lo strumento verso il posto di guardia, e là ella scorse due piccoli personaggi neri; così piccini che si stentava a credere che fossero uomini: uno di questi osservava e l’altro gesticolava colle mani tese verso lo spazio silenzioso del cielo. La donna passò il canocchiale all’uomo che dopo aver guardato anche lui esclamò: — Io credo che quegli sia il Maestro! Sì: ne sono sicuro! È il Maestro! Quindi abbassando lo strumento continuò: — Egli agita le mani verso qualche cosa come se pregasse. Io mi domando ciò ch’egli è, in realtà. Adora egli il Sole? Al tempo suo, non vi era nessun Parso nel paese, non è vero? E di nuovo puntò lo strumento. — Ora smette: era un atteggiamento che aveva preso per caso, forse. Posò il canocchiale e riflettè: — Non avrà altra occupazione all’infuori di quella del piacere, nient’altro che questa. Ostrog s’incaricherà di condur bene quest’affare.... ciò sarà necessario, per tenere in ordine tutti questi imbecilli del Lavoro, col loro canto!... E dire che tutto ciò è accaduto mentre egli dormiva. È una cosa meravigliosa!<noinclude></noinclude> ft54l0tzc9frewzsv7s2xk3iifzdqu2 Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/206 108 662269 3899039 3564476 2026-09-14T13:18:56Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3899039 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|||}}</noinclude> {{ct|f=100%|t=2|v=1|L=0.2em|{{Sc|Capitolo XV.}}}} {{ct|f=120%|v=2|L=0.2em|'''Personaggi importanti.'''}} I grandi appartamenti del direttore dei motori a vento sarebbero parsi maravigliosamente complessi a Graham se vi fosse entrato, uscendo allora allora dalla sua vita del XIX secolo; ma già si abituava alle proporzioni della nuova epoca. Sarebbe stato difficile di notare in essi delle sale o delle stanze: un sistema inestricabile di ponti, di archi, di corridoi e di gallerie, dividevano e univano ogni parte di quel vasto spazio. Graham sboccò da una di quelle pareti mobili, ormai familiari, sopra un pianerottolo, in alto di una scalinata formata di scalini larghi e bassi dove salivano e scendevano degli uomini e delle donne da’ ricchi abiti quali non aveva veduto fino allora. Di là il suo sguardo si estendeva sopra una prospettiva dalle pareti cariche di ornamenti complicati, di un bianco opaco o di un lilla e porpora, attraversata da ponti che sembravan fatti di porcellana e di filigrana, terminando in lontananza in un nebbioso mistero di parafuochi traforati. Alzando la testa, egli<noinclude></noinclude> djjgn5o1zkncbwe97cimow75xutbef6 Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/207 108 662385 3899173 3564478 2026-09-14T17:41:07Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3899173 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{smaller|''Personaggi importanti''}}|197|riga=si}}</noinclude> vide interminabili file di gallerie sovrapposte le une alle altre da cui varie persone lo spiavano. L’aria era piena di un mormorio di voci innumerevoli e di una musica che veniva dall’alto, una musica gaia ed affascinante che non riusciva a capire donde venisse. La navata centrale era piena di gente, ma non di una folla disordinata: tale assemblea doveva contare parecchie migliaia di persone, tutte vestite sontuosamente, stranamente anzi, — gli uomini nella stessa maniera fantastica delle donne, — poichè si era rinunziato a quel concetto puritano della dignità che una volta aveva avuto una influenza così restrittiva sulla {{spaziato|toilette}} maschile. I capelli degli uomini, per quanto fossero raramente lunghi, erano generalmente ondulati dal ferro del parrucchiere, e non si contava più alcuna testa calva. Abbondavano invece le capigliature arricciate che avrebbero incantato {{AutoreCitato|Dante Gabriel Rossetti|Rossetti}}, e un personaggio barocco che fu indicato a Graham come un «amorista» portava due trecce graziose alla Gretchen. La treccia lunga era di moda: là i cittadini di origine cinese, non si vergognavano della loro razza. Il taglio degli abiti non rivelava che poca uniformità nelle mode; e gli uomini di migliore conformazione mostravano la loro simmetria per mezzo dei pantaloni e qui si vedevano sboffi e guarnizioni: là un mantello, là una veste ricercata. Le mode che datavano dal secolo di Leone X prevalevano forse, ma i concetti estetici dell’Estremo Oriente erano pure sensibilissimi. La grassezza mascolina che, ai tempi della regina Vittoria, sarebbe stata soggetta ai pericoli di una stretta abbottonatura, all’esagerazione implacabile delle {{Pt|ve-|}}<noinclude></noinclude> sdhhr5vl41dgsoaq4axjl1kuucjr29k Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/208 108 662386 3899299 3564479 2026-09-15T07:23:00Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3899299 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|198|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude> {{Pt|sti|vesti}} e dei calzoni che imprigionavano le braccia e le gambe, offriva il pretesto ad un’abbondanza di drappeggiature e di pieghe che cadevano nobilmente. La fine e graziosa eleganza predominava. Per Graham, tipo dell’uomo ruvido, appartenente a un’epoca tipicamente ruvida, quegli individui apparivano non soltanto troppo ricercati nella loro persona, ma anche troppo mobili nella loro fisonomia così vivamente significativa. Essi gestivano, esprimevano la sorpresa, l’interesse, la gioia e specialmente manifestavano con una franchezza maravigliosa le emozioni che suscitavano nel loro spirito le dame da cui erano circondari. Fin dalla prima occhiata egli constatò che le donne erano in grande maggioranza. Le signore mostravano nella loro {{spaziato|toilette}}, nel loro aspetto e nella loro maniera, minore enfasi e maggior complicazione. Alcune di esse affettavano ne’ loro abiti la semplicità classica e la grazia della moda francese del primo impero; e Graham subiva passando vicino a loro, lo splendore delle loro spalle e delle loro braccia. Altre portavano delle vesti accollate senza cucitura nè cintura alla vita, talvolta cadenti dalle spalle in lunghe pieghe. I deliziosi e liberi abiti da sera usavansi ancora malgrado il passaggio di due interi secoli. I movimenti di tutte quelle persone, erano improntati di una grazia estrema. Graham aveva constatato il portamento degli uomini, ricordava le pitture di Raffaello, e Lincoln lo informò che l’acquisto di un certo numero di gesti appropriati, faceva parte dell’educazione di ogni persona ricca. Al suo entrare il Maestro fu salutato da una specie<noinclude></noinclude> i8zk85wjn592xl48y20jr9j5ckhdg14 Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/209 108 662387 3899300 3565049 2026-09-15T07:24:13Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3899300 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione||{{smaller|''Personaggi importanti''}}|199|riga=si}}</noinclude> di sorrisetto d’approvazione: ma tutte quelle persone rivelavano la distinzione del loro modo di fare, col non precipitarsi in folla attorno a lui e non annoiarlo coll’insistenza dei loro sguardi mentre scendeva gli scalini per dirigersi verso la navata. Lincoln gli aveva già detto che la radunata era composta dei principali membri della società londinese: quasi tutte quelle persone erano potenti funzionari, o loro parenti, o loro alleati: molti erano ritornati dalle Città di Piacere, appositamente per dargli il benvenuto. Le autorità aereonautiche, la cui defezione aveva avuto nella caduta del Consiglio una parte quasi importante come quella di Graham, erano presenti in gran numero, come pure i capi del controllo dei Motori a vento. Vi erano ancora parecchi dei principali funzionari del Trust dell’Alimentazione; il controllore dei Porcili Europei, figura particolarmente melanconica e interessante, dalle maniere delicatamente ciniche: un vescovo in gran costume che conversava con un personaggio vestito esattamente come il tradizionale Chaucer, compresa perfino la corona di lauro. — Chi è quello là? — domandò Graham involontariamente. — Il vescovo di Londra, — rispose Lincoln. — No.... intendo dire dell’altro. — Il poeta laureato. — Ve ne sono ancora? — Egli non fa della poesia; bene inteso. È un cugino di Wotton, uno dei Consiglieri. Ma egli appartiene alla tribù realista della Rosa rossa.... un club simpaticissimo.... in cui si perpetuano tali tradizioni.... — Asano mi ha detto che esisteva un re. — Il re non appartiene al club.... da cui è stato<noinclude><references/></noinclude> 0bd8nwwgazdy7y5e5mpf9ae3y051a8s Pagina:Wells - Quando il dormente si sveglierà, 1907.djvu/210 108 662388 3899301 3564482 2026-09-15T07:25:38Z Carbonchiolo 81333 /* Riletta */ 3899301 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Carbonchiolo" />{{RigaIntestazione|200|{{Sc|quando il dormente si sveglierà}}|riga=sì}}</noinclude> espulso. Egli ha il sangue degli Stuardi, io credo, ma realmente esso abusava.... — Era giunto a quel punto? — Peggio ancora. Graham non capì a fondo tutte quelle reticenze, ma tutto ciò sembrava che facesse parte dell’anomalia generale del nuovo secolo.... Esso s’inchinò ossequiosamente davanti alla prima persona che gli fu presentata: evidentemente regnavano ancora sottili distinzioni di classe, persino in quell’assemblea, poichè Lincoln non teneva in considerazione che una piccola porzione de’ suoi membri, un piccolo gruppo scelto di quelli degni di esser presentati al Maestro. Questa prima persona presentata, fu il Capo aereonauta, il cui volto abbronzato dal sole, contrastava bizzarramente colle carnagioni delicate da cui era circondato, e questa opportuna differenza aveva fatto appunto di lui un personaggio veramente importante. Il suo atteggiamento contrastava in una maniera favorevolissima, secondo le idee di Graham, col contegno generale di quella gente. Egli, balbettando alcune frasi banali, fece proteste di fedeltà al Maestro, interessandosi vivamente dello stato della sua salute. Le sue maniere erano volgari, il suo accento non aveva la speditezza della lingua attuale; un modo molto chiaro fece capire a Graham che egli era un vecchio lupo del cielo, — era questa la frase, di cui si serviva, — che non si perdeva in frottole, che dalla testa a’ piedi era un uomo ardito e di vecchio stampo; che non faceva mostra di saper molto e che ciò che egli ignorava non valeva la pena di esser saputo. Quindi fece una riverenza alla buona,<noinclude><references/></noinclude> t6hlv8pqutel4p8axh2tuy3ylfr5btl Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/203 108 691319 3899147 3888982 2026-09-14T16:52:05Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899147 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto decimoquarto}}|197}}</noinclude><poem> {{Ottava|179}}Scioglie in languidi accenti il freno accolto ai desperati suoi gravi dolori, ed a l’agil corsier non men l’ha sciolto, che vagando sen va per mille errori. Sotto il seren, per entro il cupo e ’l folto e de’ notturni e de’ selvaggi orrori il corsier via sel porta: ed ei che ’l regge, da chi legge ha da lui prende la legge. {{Ottava|180}}Stanco alfin presso il fonte, ove la frasca è più densa e frondosa, il passo affrena. Dismonta a terra, e pria che ’l dì rinasca, vuol dar ristoro a l’affannata lena. Lascia ch’a suo diletto a piè gli pasca libero il corridor senza catena, ché la nova stagion, quantunque acerba, gli fa stalla la selva, e biada l’erba. {{Ottava|181}}— Tiranno empio e crudel, come n’alletti — cominciò poi — con dolci inganni e frodi! Pace, piacer, felicità prometti, e dài guerre e miserie, e lacci e nodi. Tieni i tuoi servi in forte giogo stretti, e vuoi che prigionier sieno in più modi; ed ai corpi ed a l’anime non doni altro alfin che legami, e che prigioni. {{Ottava|182}}Dura prigion, che mi contendi e serri quel Sol, che l’altro Sol vince d’assai, ahi quanto è vano il tuo rigor, quant’erri s’offuscar pensi i suoi lucenti rai. Fosti oscura spelonca, or che i tuoi ferri luce sì bella indora, un Ciel sarai: e fora un Ciel, se ’n quell’orrore eterno penetrasse un suo lampo, anco l’Inferno. </poem><noinclude><references/></div></noinclude> ff1r3zt7sxl747cg4eoeh3n2bz9vozv Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/205 108 691321 3899151 2499850 2026-09-14T16:54:24Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899151 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto decimoquarto}}|199}}</noinclude><poem> {{Ottava|187}}— Uopo qui non vi fia di brando o d’asta, Signor, giostra non vo’, guerra non cheggio. Cheggio pace e pietà, ché ben mi basta se con Fortuna e con Amor guerreggio. Chi con Fortuna e con Amor contrasta, che può da Marte mai temer di peggio? Lasso, che con altr’armi, e d’altra sorte, per man d’altra Guerrera ebbi la morte! {{Ottava|188}}Egli m’ha ben di sì pietosa cura vostro dolce languire il core impresso, ch’io saprei volentier di questa dura amorosa tragedia ogni successo. Qual talento, qual forza, o qual ventura vi desvia da le genti, e da voi stesso? Ch’io, che non son da simil laccio sciolto, gli affanni altrui non senz’affanno ascolto. {{Ottava|189}}E tanto più de l’ascoltate pene forte a pietà m’intenerisco e movo, ché ’l nostro stato si confà sì bene, ch’udendo i vostri, i dolor miei rinovo. Di ceppi, e ferri, e carceri, e catene (s’io ben comprendo) a ragionar vi trovo. Ed anch’io tra prigioni e sepolture di loco in loco ognor cangio sciagure. {{Ottava|190}}Questo amarvi non solo e reverirvi mi fa, quantunque incognito e straniero, ma la persona istessa anco offerirvi, quando pur non abbiate altro scudiero. Saprò con pronto affetto almen servirvi, tenervi l’armi anch’io, darvi il destriero. Chi porta ognor tante saette al fianco una lancia portar potrà ben anco. — </poem><noinclude> <references/></div></noinclude> grf44h1q87fhek8tzm237as39ilr00d Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/206 108 691322 3899153 2499851 2026-09-14T16:56:28Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899153 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione|200|{{Sc|gli errori}}|}}</noinclude><poem> {{Ottava|191}}A questo favellar cortese e pio, a quella egregia e signoril presenza il Guerrier placò l’ira, e ne stupio, mirando di beltà tanta eccellenza; né men ch’egli di lui, venne in desio d’averne a pien contezza e conoscenza, e gli occhi intento ne’ begli occhi affisse, pensando pur chi fusse, onde venisse. {{Ottava|192}}L’armi depose, e gli rispose — Amico, poi che tanto ti preme il mio lamento, non vo’ tacerlo, ancor che quant’io dico tempri no, ma rinfreschi il mal ch’io sento, con la membranza del diletto antico: dissi diletto, e devea dir tormento: ché non ha doglia il misero maggiore che ricordar la gioia entro il dolore. {{Ottava|193}}Gir così solo e sconsolato errando dura del Ciel necessità mi face; dagli altri lunge, e da me stesso in bando non vo però senza conforto e pace. Son discepol d’Amore, e contemplando filosofar co’ miei pensier mi piace: ch’a chïunque d’Amor s’afflige e lagna l’istessa solitudine è compagna. {{Ottava|194}}Ma se l’istoria amara e lagrimosa pur d’intender ti cal, cònta ti fia, e stupir ti farà quanto vuol cosa ch’altrui pietate e meraviglia dia. Fin che ’l dì sia vicin, meco riposa, poi sorgeremo, e parlerem per via, ché ben ch’uopo al mio affar non sia d’aiuto, né compagnia, né cortesia rifiuto. — </poem><noinclude> <references/></div></noinclude> 73cy1x3oj2vo3wqgtjvduob17h3qzhi Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/207 108 691323 3899155 2499852 2026-09-14T16:58:07Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899155 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione||{{Sc|canto decimoquarto}}|201}}</noinclude><poem> {{Ottava|195}}Ciò detto, in riva al fonte ambo posaro, l’un si fe’ seggio un tronco, e l’altro un sasso, e quei verso il Donzel, che gli era al paro, levato alquanto il viso umido e basso, dopo la tratta d’un sospiro amaro, che ’l profondo dolor ruppe in «Ahi lasso!», finalmente allargò per lungo corso in questa guisa a la favella il morso: {{Ottava|196}}— Su ’l mar d’Assiria in fra duo porti siede Sidon la terra, ov’io mi nacqui in prima. Il mio gran genitor tutto possiede tra Cilicia e Panfilia il fertil clima. Sidonio, de’ Fenici unico erede son io, che salsi a la gran rota in cima; ma caddi in breve, e i fior del mio gioire, misero, si seccaro in su l’aprire. {{Ottava|197}}Giunt’era il festo dì, quando tra noi l’Idol crudel si reverisce e cole, quando non pur con gli abitanti suoi onorar sì gran festa Egitto suole, ma Siria, e Saba, e dagli estremi Eoi vien l’Indo e ’l Perso a la Città del Sole; città vera del Sol, tra le cui mura abitava quel Sol, che ’l Sole oscura. {{Ottava|198}}A celebrar quel memorabil giorno, peregrin sconosciuto, anch’io ne venni. Nel ricco Tempio, e di bei fregi adorno, fra le turbe confuso, il piè ritenni. Ed ecco fuor del suo real soggiorno Argene uscir con pompe alte e sollenni, movendo a visitar (com’è costume), da gran popol seguita, il fiero Nume. </poem><noinclude> <references/></div></noinclude> peg3rz6f9itcbdssrsudtn38zfarezh Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. II, 1977 – BEIC 1871053.djvu/208 108 691324 3899161 2499853 2026-09-14T17:10:02Z Federicor 9718 /* Trascritta */ 3899161 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Federicor" />{{RigaIntestazione|202|{{Sc|gli errori}}|}}</noinclude><poem> {{Ottava|199}}Era Argene di Cinira sorella, che fu già di quest’Isola signore. Costei poi che del bando udì novella, che chiamava a lo scettro il successore, precorse ogni altro, e qua sen venne anch’ella ambizïosa del reale onore; ma pria ch’uscisse il generale editto, nel tempo ch’io ti dico, era in Egitto. {{Ottava|200}}Fu maritata al Principe Morasto, udito ricordar l’avrai talvolta. Ma la cara unïon del letto casto fu poi per morte in breve spazio sciolta. Pianse il nodo gentil reciso e guasto vedova acerba in brune spoglie avolta, né di lui le restò, fuor che sol una pargoletta real, progenie alcuna. {{Ottava|201}}Leggiadra è la fanciulla a meraviglia, e vie più ch’altri imaginar non pote: si che l’esser erede unica e figlia d’un sì gran Rege, è la minor sua dote. Vergin di bianco sen, di brune ciglia, di bionde chiome e di purpuree gote. Mira la fronte, ivi tien Corte Onore, volgiti agli occhi, ivi trïonfa Amore. {{Ottava|202}}La novella infelice a lei pervenne ch’ucciso in campo il Re fu di mia mano. Lungo a dir fora in qual battaglia avenne l’orribil caso, onde mi dolsi invano. Noi conobb’io, ché sott’altr’armi venne, e guerrier lo stimai privato e strano. Ma sempre in guerra e tra l’armate schiere lice (comunque sia) ferir chi fère. </poem><noinclude> <references/></div></noinclude> shrw92a0ksotiaiu6nmr8yawqje454z Pagina:Ossino - Appunti di relatività.pdf/120 108 702905 3899298 2590657 2026-09-15T07:21:44Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899298 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|118|PARTICELLE-DI-LUCE E ONDE-DI-MATERIA||riga=si}}</noinclude>{{FI |file = Ossino - Appunti di relatività (page 120 crop).png | width = 90% | float = center | caption = }} - La linea (1) rappresenta la curva di {{Wl|Q83331|de Broglie}}. È un ramo di iperbole passante per il punto di {{AutoreCitato|James Clerk Maxwell|Maxwell}}, per il resto questo grafico è completamente esterno alla ''zona reale''. De Broglie voleva estendere alle particelle materiali le proprietà ondulatorie della radiazione, ma il suo parametro ha un solo punto appartenente alla ''zona reale'', che coincide col punto elettromagnetico di Maxwell. La contraddizione è lampante.<noinclude></noinclude> 9fjzyio4v8m2yr27zzm5nr5evxjhpad Pagina:De Sanctis, Francesco – Storia della letteratura italiana, Vol. II, 1912 – BEIC 1807957.djvu/251 108 723074 3899304 3485297 2026-09-15T07:49:35Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899304 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||{{Sc|xix - la nuova scienza}}|245}}</noinclude>modesto, d’ingegno non grande, ma di grandissima giustezza di mente e di sano criterio, fu benemerito meno per le sue dottrine che per il metodo ed il linguaggio. E in veritá la grande e utile novitá era allora il metodo. Il suo maggiore elogio lo ha fatto Campanella in queste parole: «''Telesius in scribendo stylum vere philosophicum solus servat, iuxta verum naturam sermones significantes condens, facitque hominem potius sapientem quam loquacem''». L’obbiettivo era sciogliere il pensiero dalla servitú di {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotile}}, «tiranno degl’ingegni», e metterlo in diretta comunicazione con la natura, rifarlo libero: ciò che, con una precisione uguale alla concisione, dice Campanella nel suo famoso sonetto a Telesio: {{blocco centrato|style=font-size:90%|<poem> {{spazi|5}}Telesio, il telo della tua faretra uccide, de’ sofisti in mezzo al campo, degl’ingegni il tiranno senza scampo: libertá dolce alla veritá impetra. </poem>}} L’impresa non era lieve. Resistevano tutte le dotte mediocritá, tutto quel complesso di uomini e d’istituzioni che l’{{AutoreCitato|Pietro Aretino|Aretino}} chiamava la «pedanteria»: i «Polinnii» di Bruno, spalleggiati da francescani, domenicani e gesuiti; e spesso l’ultimo argomento era il rogo, il carcere, l’esilio. Dir cose nuove era delitto non solo alla Chiesa, ma a’ principi, venuti in sospetto di ogni novitá nelle scuole: pure la fede di un rinnovamento era universale, e «''Renovabitur''» fu il motto del {{AutoreCitato|Sertorio Quattromani|Montano}}, discepolo di Telesio, nel compendio che scrisse della sua dottrina. Si era fino allora pensato col capo d’altri: gli uomini volevano ora pensare col capo loro. Questo era il movimento. E fu cosí irresistibile, che la novitá usciva anche da’ segreti del convento. Fu lá che si formò ne’ forti studi libera e ribelle l’anima di Bruno. E lá, in un piccolo convento di Calabria, si educava a libertá l’ingegno di Tommaso Campanella. Assai presto oltrepassò gli studi delle scuole, e, fatto maestro di sé, lesse avidamente e disordinatamente tutti que’ libri che gli vennero alle mani. Nella solitudine si fa presto ad esser dotto. Ivi il giovine raccolse immensi materiali in tutto lo scibile. Il suo idolo<noinclude> <references/></div></noinclude> n3r9vvgsu167sp666y0hcoltkdghcu2 Pagina:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu/63 108 725745 3899266 3612671 2026-09-15T06:42:00Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899266 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||ii - rime d'amore e di religione|57}}</noinclude><section begin="s1" /> {{ct|c=t1|XC}} {{ct|c=t|Altri ormai tormenti Amore.}} <poem> :Tanti con mia vergogna aspri tormenti nel tuo regno ho sofferto, empio tiranno, tanti n’attendo ancor, ch’omai mi fanno {{R|4}}grave a me stesso e favola a le genti. :Le faci avventa e drizza i tuoi pungenti strali, ch’acceso ed impiagato m’hanno, nei freddi e duri petti, ed il mio affanno {{R|8}}tempra co’ raggi tuoi di pietá ardenti, :o il cor disciogli, il qual d’un nodo forte stringi, e riempi di vaghezze nòve; {{R|11}}ch’assai gloria ti fia l’avermi vinto; :e tanto piú quant’io per te dipinto il viso porto di color di morte, {{R|14}}e tu campo hai da far piú degne prove. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{ct|c=t1|XCI}} {{ct|c=t|A tale che, intento alla gloria, fugge amore.}} <poem> :Mentre che voi, cui vien dal ciel concesso quant’a molt’altri di valor comparte, per onorar il buon popol di Marte, {{R|4}}che per desio di voi si lagna spesso, :e per ornar di bei pregi voi stesso e degl’inchiostri e de’ pensier le carte, da l’empie man d’Amor fuggite in parte {{R|8}}ov’è lungi ’l caduco e ’l fermo presso; :io qui, com’uom che tardo si consiglia e co’ propri sospir nudre ’l suo foco, {{R|11}}cerco acquetar con un sol guardo il core; :peggio è ch’io mostro, a le turbate ciglia, ai passi lenti, al parlar rotto e fioco, {{R|14}}in quante guise il dí m’ancide Amore. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> nffpi6h13lxr8bh0ot8xhktbyvvd05n Pagina:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu/64 108 725746 3899267 3612675 2026-09-15T06:42:12Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899267 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|58|giovanni guidiccioni|}}</noinclude><section begin="s1" /> {{ct|c=t1|XCII}} {{ct|c=t|A Girolamo Rivola.<br>Spera vivere ind’innanzi sciolto da amore.}} <poem> :Soleano i miei famelici ed ardenti spirti viver de l’aria del bel viso, ch’aveva me da me stesso diviso {{R|4}}e allontanato in tutto da le genti; :e solean gli occhi desiosi, intenti mirando il vago e mansueto riso per cui s’apriva in terra un paradiso, {{R|8}}tanto lieti restar quant’or dolenti: :ma la spietata mia fiera ventura m’ha quel fido sostegno e ogni speranza {{R|11}}di ricovrarlo indegnamente tolto. :Or vorrei, poiché nulla al mondo dura, viver la breve vita che m’avanza, {{R|14}}Rivola mio, da tai legami sciolto. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{ct|c=t1|XCIII}} {{ct|c=t|Piange le perdute speranze.}} <poem> :Come su l’olmo i suoi fieri accidenti, se ’l duro zappator i nati appena figli sen porta, piagne Filomena, {{R|4}}empiendo l’aere di pietosi accenti; :cosí torno ad ogn’or lá ’ve i pungenti occhi turbati, i quai non rasserena la chiara umiltá mia, con larga vena {{R|8}}di pianto fêro i miei molli e dolenti, :allor che l’alte mie speranze vidi fulminare e sparir gioie e riposi, {{R|11}}come al sol umid’ombra si dilegua; :e quivi, senz’aver col dolor tregua, gli occhi infermi portando e lacrimosi, {{R|14}}percoto l’auree stelle co’ miei gridi. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> 7raxvg1ggz83jy0yza9sxpuypu5h3gk Pagina:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu/65 108 725747 3899268 3612680 2026-09-15T06:42:19Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899268 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||ii - rime d'amore e di religione|59}}</noinclude><section begin="s1" /> {{ct|c=t1|XCIV}} {{ct|c=t|Contento di piangere per lei.}} <poem> :Ora che forse voi con gli occhi fiso la donna vostra rimirate intento, e, veggendo l’orgoglio in lei giá spento, {{R|4}}rivolgete i sospiri e i pianti in riso, :i’, signor mio, da quel leggiadro viso, ch’Amor mi die’ per mio dolce tormento, mi sto lontano, e lagrimando sento {{R|8}}struggermi, lasso! sí da lui diviso. :E quanto piú ver’ me spietati e rei mi dipingo dinanzi i suoi be’ lumi, {{R|11}}tanto l’incendio ’l cor piú mi disface; :né, perché ognor piagnendo i’ mi consumi, di ciò mi doglio ancor; anzi mi piace, {{R|14}}piú che d’altra gioir, piagner per lei. </poem> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{ct|c=t1|XCV}} {{ct|c=t|Sua triste guerra con Amore.}} <poem> :Non pur quel terso e crespo oro lucente, che con nodo tenace il cor mi stringe, la fronte e gli occhi, ov’è ch’il fin dipinge {{R|4}}del mio mal, veggio io col pensier sovente, :ma il netto avorio disiosamente de la man bella palpo, e chi mi tinge di gioia il viso e a bene far mi spinge {{R|8}}con parlar odo d’onestate ardente: :e, se non ch’Amor poi per aspre vie mi riconduce a la mia guerra antica {{R|11}}e di pensier mi veste oscuri e tristi, :fôran di piú salute queste mie false dolcezze ove ’l desio s’intrica, {{R|14}}ch’ogni vero diletto ch’uom s’acquisti. </poem><section end="s2" /><noinclude></noinclude> 3hwbhpr9sc9a9trvnks7e8mpie7iz9t Pagina:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu/66 108 725748 3899269 3612682 2026-09-15T06:42:20Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899269 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|60|giovanni guidiccioni|}}</noinclude> {{ct|c=t1|XCVI}} {{ct|c=t|Si rammarica della vanitá del suo amore.}} <poem> :Quando talor vo rimembrando l’ore e i giorni e gli anni piú fioriti e cari spesi dal dí che sí lucenti e chiari {{R|4}}scoperse a me que’ duo begli occhi Amore, :e l’esilio infelice e ’l lungo errore che, ricercando terre, fiumi e mari, ho giá sofferto, a’ miei tormenti amari {{R|8}}pur procacciando ognor novo dolore, :e quai frutti di lor al fine ho còlto, tanta m’assale al cor doglia e paura, {{R|11}}che sol speme di morte è che m’acquete. :O mia sorte, o destino, o rea ventura, o per mio mal troppo sereno volto, {{R|14}}a che, me lasso! ricondotto avete! </poem><noinclude></noinclude> 89nh8dh8zy1xdjiv0wurko2g06o693l Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/222 108 735525 3899307 2636716 2026-09-15T08:20:52Z Francyskus 76680 /* Trascritta */ 3899307 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|216|{{Sc|ix - madonna lionessa}}|}}</noinclude> <poem> {{o|4|o1}} :Il re di Francia era fuori ad oste; mandò a sua donna ch’ella ’l soccorresse. Il Capitano, udendo le proposte, le si proferse, in quanto le piacesse, con semilia tedeschi alle sue coste. La reina gli disse: — Dio ’l volesse! — Onde da la reina si partíe: dov’era il re di Francia se ne gíe. {{o|5|o1}} :E grande festa gli fé’ il re di Francia, chéd amendue eran perfetti amici. De’ saracin v’era la gran possanza, e tutte piene n’eran le pendici; molti cristiani v’eran per certanza, e molti cavalier v’ha da Parigi: da l’una parte e l’altra acampati, cristiani e saracin sono ischierati. {{o|6|o1}} :Vedendo il Capitan tanta puntaglia di cavalieri da ciascuna parte, di grazia chiese la prima battaglia: il re gliel concedette, onde si parte. Disse a sua gente: — Se Cristo vi vaglia, siate ben franchi, ché sapete l’arte! — Onde tosto percossono a’ nimici: la prima ischiera mise alle pendici. {{o|7|o1}} :Non era in ’Tália uom tanto possente, com’era questo gentil Capitano: e’ con sua forza e con sua buona gente diede isconfitta al populo pagano; e il re di Francia ancor similemente, colla suo gente del popul cristiano, a’ saracini dieron tal trafitta, che per forza gli mise in isconfitta. </poem><noinclude></noinclude> rhjxi7l1i81wen4fys9w8ry6x4vy68c Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/223 108 735526 3899308 2636717 2026-09-15T08:25:41Z Francyskus 76680 /* Trascritta */ 3899308 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|ix - madonna lionessa}}|217}}</noinclude> <poem> {{o|8|o1}} :Color fuggendo e costoro incalciando, durò la caccia piú di dieci miglia. E lo re poi, a Parigi tornando, menò molti pregion con suo famiglia: e la reina ch’aspettava, quando rivide il Capitan, per mano il piglia. E’, vedendosi far tante carezze, subito inamorò di sue bellezze. {{o|9|o1}} :Cavalcando con lei a coscia a coscia, non si iscopría né in fatto né in detto. Giunti in Parigi, la reina poscia il convitava co’ molto diletto, ed e’ sentiva l’amorosa angoscia; e, trovandosi un dí con lei soletto, richiesela d’amore: a tal cagione il fe’ pigliare e mettere in prigione. {{o|10|o1}} :E po’ col re tutto il fatto ragiona, laonde il re ne fue molto dolente; ma, guardando l’onor della corona, co’ savi suoi si consigliò al presente. Ciascun dice di perder la persona: rispuose il re: — Non ne farò niente; ma io condanno quel vembro in due once, che le parole disse tanto isconce. {{o|11|o1}} :Po’ fece il Capitano a sé venire, ed e’ si venne tutto isbigottito. Il re gli disse: — Come avesti ardire di farmi oltraggio, avendomi servito? Ma tu se’ degno in tutto di morire, bench’io non aggi’ tuo fallo seguíto; a ciò che la tua vita non s’istingua, sieti tagliato due once di lingua. — </poem><noinclude></noinclude> iqaqvjn5dtgehr7dj5u2cmruugjp5dh Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/224 108 735527 3899312 2636718 2026-09-15T08:30:31Z Francyskus 76680 /* Trascritta */ 3899312 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|218|{{Sc|ix - madonna lionessa}}|}}</noinclude> <poem> {{o|12|o1}} :El Capitano disse: — I’ vi ringrazio, ch’io veggio ben ch’io son degno di morte; ma cento giorni i’ v’adimando ispazio prima ch’io venga a sí malvagia sorte. — Il re lo fece di quel voler sazio; fecel rimetter nella pregion forte. Egli poi iscrisse a la sua donna ardita, com’egli era a pericol della vita. {{o|13|o1}} :Quando la donna intese le novelle del Capitan, che piú che sé l'amava, delle mani si die’ nelle mascelle; subitamente in zambra se n’andava, e, non potendo immaginar cavelle dello suo iscampo, ella s’inginocchiava divotamente innanzi al Creatore, e piangendo dicea con gran dolore: {{o|14|o1}} :— O Signor mio, ch’a Maria Madalena tu perdonasti, non mi abandonare, ch’i’veggio ben che la fortuna mena il mio marito a mala morte fare: ma, se mi doni grazia e tanta lena, ch’io di pericolo il possa iscampare, i’ ti prometto, ch’i’ ho fatte assai disconce cose, ch’i’ non farò mai. — {{o|15|o1}} :Cosí adorando, si fue addormentata, e dal cielo le venne in visione un angiol, che le die’ questa ambasciata: — Se vuoi cavar tuo sposo di prigione, com’uom ti vesti, bene accompagnata, va’ dimostrando d’esser Salamone venuto al mondo a rinovar le leggi: contrasto non truovi; i tristi correggi. — </poem><noinclude></noinclude> 6k03bbnjem6iq55nsnz23pd0h6qzggk Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/225 108 735528 3899317 2636719 2026-09-15T08:35:19Z Francyskus 76680 /* Trascritta */ 3899317 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|ix - madonna lionessa}}|219}}</noinclude> <poem> {{o|16|o1}} :Quando la donna si fue risentita, volendo il sogno mettere in effetto, di porpore reai si fue vestita, e dice ch’era Salamon perfetto; e la voce d’intorno ne fu ita per Lombardia e per tutto il distretto, sí come Salamone era venuto: e per piacer di Dio era creduto. {{o|17|o1}} :Apresso, tolse di tutte le chiese di libri raunò some trecento, e mille preti vecchi del paese vestí a nero a suo comandamento, e cento savi colle menti accese pieni d’ogni iscienza e ’ntendimento, e mille cavalier, sergenti e fanti, che gramatica sapíen tutti quanti. {{o|18|o1}} :A’ preti comandò che per camino cantasson sempre l’uficio de’ morti per rimembranza del regno divino; al qual uficio istanno molti accorti, mostrando avere il mondo a suo dimino. E perché in creder ciascun si conforti, una gran palla d’òr portava in mano in sur un bianco palafren sovrano. {{o|19|o1}} :Le croci inanzi a sé mandava ritte con istendardi di zendado nero, con lettere e parole d’oro iscritte, sí com’egli era Salamon di vero, figliuol del santo padre re Davitte, da Dio mandato per cotal i,mestiero, per rinovar la legge al mondo guasta. E questo a credere alla gente basta. </poem><noinclude></noinclude> eogwp04v1lbf5zjx9ge1rehwhzviv3o Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/226 108 735529 3899324 2636720 2026-09-15T08:42:12Z Francyskus 76680 /* Trascritta */ 3899324 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione|220|{{Sc|ix - madonna lionessa}}|}}</noinclude> <poem> {{o|20|o1}} :Come la gente si maravigliava, non è mestieri ch’io vel dichi quici; ché tutto l’universo ne parlava, come tra loro iscriveano gli amici; e tutto il chericato ne tremava pensando perder tutti i benefici. Giunto presso a Parigi una mattina, gli si fa incontro il re e la reina; {{o|21|o1}} :e ’l vescovo con tutto il chericato si cavalcava col re sanza fallo. Quando si furon a lui appresentato, tutta la gente ismontò da cavallo; piangendo di letizia, inginocchiato, cominciâro il re e gli altri a salutallo: — Ben possiate venir, Santa Corona! — Ed e’ saluto non rende a persona. {{o|22|o1}} :Cui Salamon mirava punto fiso, accetto sel tenea piú ch’uom vivente, e di letizia si segnava il viso e sí diceva umile e riverente: — Egli è venuto ben dal paradiso, tanto ha l’aspetto angelico e piacente! — Giunto in Parigi, come gli fue a grado, col vescovo ismontò al vescovado. {{o|23|o1}} :E ’n sulla mastra sala fece fare una gran sedia con sette iscaglioni: su vi sedea, e a’ piè fece istare i gran maestri, i preti ed i baroni; e fece intorno a sé ingraticolare, empier la sala di libri e’ veroni. Po’ venne un prenze: com’egli ha ordinato, venne dinanzi a lui inginocchiato. </poem><noinclude></noinclude> mbam99evlzb0dd62mckzazu5p1yqqi8 Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/227 108 735530 3899325 2636721 2026-09-15T08:47:20Z Francyskus 76680 /* Trascritta */ 3899325 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Francyskus" />{{RigaIntestazione||{{Sc|ix - madonna lionessa}}|221}}</noinclude> <poem> {{o|24|o1}} :— Mercé, per Dio! Il re tiene in pregione, benché questo dovete voi sapello, nostro signor ch’elli ha ’n condennagione: a tal condennagion facciamo apello. — Vedendo ciò, comandò Salamone che comparisse il re di Francia ed elio. Temendo, il re comparí a mano a mano: apresso menò seco il Capitano. {{o|25|o1}} :Vedendo Salamone in suo presenza il Capitan con la catena in gola, dinanzi a sé fe’ legger la sentenza: «Due once — dice — sia tagliata sola». Salamon parla e disse: — In mia presenza faglici tagliare, parl’io tal parola, due once, come tu condennato hai; ma, se fie piú o men, la romperai. — {{o|26|o1}} :Ed e’ rispuose: — Corona beata, vo’ conoscete piú che non fo io; o vaglia o no la sentenzia ch’è data, vo’ ch’ella si cancelli, o signor mio. — Salamon la parola ha incorporata; fégli trar carta e assolver ogni rio, e poi apresso gli comandò, e disse che inanzi a lui ogni dí comparisse. {{o|27|o1}} :E vo’ che voi sappiate, o buona gente, ched egli il fece suo procuratore; ed egli e gli altri credean certamente ched e’ fusse mandato dal Signore qua giú in terra da Dio ’nipotente, per liberar del mondo alcun errore. E, poi che alquanto e’ si fue riposato, Salamone dal re prese comiato, </poem><noinclude></noinclude> br71lcibxgamwmin23jmcjv7eqbdbjr Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802.djvu/102 108 753071 3899260 2912588 2026-09-15T06:40:26Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899260 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|94|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude>{{Ct|class=capitoletto|NOTIZIE}} {{Ct|class=sezione|METEOROLOGICHE.}} {{CapoletteraVar|S}}I vorrebbe fare una relazione del cadente 1793. che attacca l’intrante; ma il Giornale dovendo esser allestito per la stampa dentro il mese di Settembre, o di Ottobre, questo non è possibile. Per la serie però dell’istoria nostra Meteorologica, conviene richiamare l’anno precedente 1792, benchè sia forse per fare poca sensazione, essendo queste cose di troppo soggette all’oblio; appena ci ricordiamo l’accaduto di un mese. Ci limiteremo a pochi oggetti. Fu l’anno 1792. generalmente regolare nelle stagioni, e felice per li prodotti. All’Autunno piovosissimo 1791. successe un’Inverno qual suole desiderarsi freddo, e nevoso. La Primavera riuscì alquanto asciutta, spezialmente nell’Aprile con qualche pregiudizio della campagna. L’Estate esercitò il suo potere nel caldo che fu insigne per tutto l’Agosto. L’Autunno per la prima metà piovoso, nel resto assai moderato. Non<noinclude></noinclude> toq5tb0ei190e4wpy44awvb6i5tsaji Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802.djvu/103 108 753072 3899261 2692384 2026-09-15T06:40:39Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899261 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|95}}</noinclude>mancarono gragnuole desolatrici; ma quale è la State senza gragnuole? e quale il Verno senza Neve? ben raro. Gran danno {{ec|all|alla}} frutta apportò la brinata delli ventidue Aprile che si vede notata anche in Francia; ma in pieno fu, come si è detto, Annata buona, ed abbondante. Si sentirono de’ ''Terremoti'' in Friuli, in Toscana; ed altrove, nel mese di Marzo; ed in Settembre nel Pedemonte Vicentino, ma tutti leggieri. ''Acque Alte'' in Venezia furono intorno il Solstizio di Estate, colle Maree del Novilunio, ed altissime dopo il Solstizio dei Verno sotto il Plenilunio. Il massimo grado di ''Freddo'' fu di gradi 9. li 10. Gennajo sostentandosi sensibile anche per tutto il seguente mese di Febbrajo. Il massimo grado di ''Caldo'' di gradi 25,8. li 20. Luglio; e sino li 31. Agosto di gradi 24., e si sostentò anche molto avanti in Settembre. Li 11. Settembre di notte scoppiò ''Vento Turbinoso'', il quale potè riguardarsi come un ricorso del Turbine dell’Agosto 1756. dopo la rivoluzione di due Cicli.<noinclude></noinclude> 0ykofc640lpumfj9lndodepjo52vsqv Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802.djvu/104 108 753073 3899262 3548785 2026-09-15T06:40:44Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899262 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|96|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude><nowiki/> Li 2. Agosto, dopo lungo romoreggiamento di notte, s’udì un ''orribile scoppio'', che qual terremoto fece tremar la terra, prima che si udisse, e par certo che fosse questo un vero fulmine terreno. Ma troppo lungo sarebbe il dettagliare tutti i fenomeni particolari di ogni anno. Passiamo alle ''Pioggie''. Vanno invero mancandoci gli osservatori, o le osservazioni. La poca salute del Collettore non permette molto di coltivare le corrispondenze, ed appunto per tali incomodi si sono smarrite alcune osservazioni già spedite, come quelle del Sig. ''{{Wl|Q135442849|Vordoni}}'' di Trieste, e forse altre. In compenso sono state di nuovo favorite le osservazioni di Ferrara dal Sig. Ab. {{AutoreIgnoto|Antonio Prieto}}, dotto ex-Gesuita Spagnolo, uno di que’ molti valorosi uomini che illustrano le lettere, e le scienze in Italia. L’inclita Nazione Spagnuola ha sempre simpatizzato coll’Italiana. In somma abbiamo ancora un sufficiente numero di luoghi che bastano a fornirci una sufficiente idea della distribuzione delle Pioggie quasi per tutta l’Italia, dalla Puglia sin dentro le Alpi, colla varietà de’ luoghi {{Pt|ma-|}}<noinclude>{{A destra|rit-|margine=2em}}</noinclude> guwigcobk5al4zyqjeml6qkeqh2yawf Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802.djvu/105 108 753074 3899263 2912590 2026-09-15T06:40:47Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899263 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|97}}</noinclude>{{Pt|rittimi|marittimi}} e mediterranei, di pianure aperte, di valli serrate. Quivi si può osservare che la quantità della pioggia va crescendo dalle spiaggie ai piani interni, e gradatamente, ai colli e ai catini dentro le Montagne Alpine: si vede che in Altamura in Puglia fu di pollici 19. a Cercivento nella Carnia 71. ed 83. a Schio; ed è notabile la differenza tra Molfetta, e la vicina Altamura, la qual differenza non potrebbe nascer da altro come pare, se non dall’essere Altamura luogo elevato, e Molfetta bassa sul Mare, onde i fili di pioggia più corti in quella raccolgono per via meno vapori, imitando in questo l’effetto de’ Barometri, che ne’ luoghi alti devono marcare minore altezza per la più corta colonna di aria che li preme. Mesi generalmente asciutti furono il Febbrajo, il Marzo, e Aprile, eccetto che a Pirano, e dentro l’Alpi: così pure fu asciutto il Decembre, eccettuati gli stessi luoghi; ciò che dipende dal trasporto dei vapori che fanno i venti variati dei monti. Umido da per tutto fu l’Ottobre, variamente il Settembre; ma ognuno potrà fare quei confronti che vorrà sulla seguente Tavola.<noinclude>{{PieDiPagina|{{Sc|Tom}}. III|G|}}</noinclude> oswve6kv7gl49hve0tq4ooxo23aeltv Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802.djvu/106 108 753075 3899264 2692515 2026-09-15T06:40:59Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899264 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|98|{{Sc|osservazioni}},|}}</noinclude><nowiki/> Un’osservazion Generale possiamo fare, ed è, che in questo torno corrono Annate notabilmente Asciutte, segnatamente questa che descriviamo, in cui per tutti li paesi della Tavola, anche de’ più piovosi, si scorge la quantità dell’acqua raccolta minore più d’un quarto del solito. La quantità media in Padova, dedotta da quasi 70 anni d’osservazione è di pollici 33 misura di Parigi; ora nel 1788 fu di poll. 30 l. 8; 1789 p. 27,10; 1790 p. 21,10; 1791 p. 25,11; 1792 p. 25,3. Nel cadente 1794 sin’ora è scarsissima. Questi Anni asciutti in serie ci annunciano altra serie d’anni umidi, poichè tali sono le vicende delle stagioni. Abbiamo altrove fatta vedere col fatto, che li Novennj si pareggiano nella quantità della pioggia: dal 1725, in cui cominciano le nostre osservazioni, sino al presente 1793 sono passati sette Novennj, e corre il sesto Anno dell’ottavo; la somma della Pioggia pareggiata per ciascuno è di Pollici 330 circa: solo nel Novennio secondo, dal 1733 al 1742, in cui corsero amate asciuttissime, fu la pioggia pollici 260, un buon quarto, quasi un terzo, più scarsa che negli altri; pare che il corrente, ch’è l’ottavo, gli corrisponda: così dopo sei<noinclude></noinclude> b8az8lrd2qsd764pqp4uxp994mpbzfg Pagina:Toaldo - Completa raccolta di opuscoli osservazioni e notizie diverse contenute nei giornali astro-meteorologici, Vol 3 - 1802.djvu/107 108 753076 3899265 2912591 2026-09-15T06:41:08Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899265 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||{{Sc|e notizie}} ec.|99}}</noinclude>Novennj, o anni 54, si tornerebbe a capo del circolo. Si vedrà da chi sarà vivo da quì a quattr’anni, se ritornino le pioggie, o prima. Le osservazioni del Sig. {{AutoreIgnoto|Barone di Salis}} fatte a Coira nel 1791 non essendo giunte a tempo per il Lunario passato, ne porrò quì i risultati. {{Ec|E’|È}} questo Signore Nipote del Sig. Generale de Salis, quì avanti il servizio di Francia, e di Napoli, che nomino per il carattere delle sue virtù, e per le cortesie da esso ricevute in Napoli. La somma della Pioggia in Coira, compresa la neve, fu di pollici 41. l. 2. Nevicò in tutto l’Anno 70 volte, delle quali 21 nella State, e nell’Autunno. Il ''Caldo'', in Agosto arrivò a Gradi 25. Il ''Freddo'' in Febbrajo a gradi 9. L’''Altezza media del Barometro'' è notata poll. 26,3. Secondo questa, se i Barometri confrontassero bene, la media altezza di Padova essendo stata quell’Anno di poll. 28,1,4 il ''Livello di Coira'' sarebbe ''più alto di quello di Padova'', Pertiche 298,2 o piedi 1790, quanto all’incirca è l’''altezza del nostro Monte di Venda'' tra gli Euganei.<noinclude>{{Ct|class=destra|G&nbsp;&nbsp;2}}</noinclude> pp1piiarkwa2002140d7ysgsfzhqzaj Template:PAGES NOT PROOFREAD 10 753893 3899288 3898942 2026-09-15T07:00:00Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3899288 wikitext text/x-wiki 88446 t98nwat06ky6jeipv7x9nk1la0pwoib Template:ALL PAGES 10 753894 3899289 3898943 2026-09-15T07:00:10Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3899289 wikitext text/x-wiki 631454 7gg7b64mpx6lbb5ecnzqyf5unn4ixdw Template:PR TEXTS 10 753895 3899290 3898944 2026-09-15T07:00:20Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3899290 wikitext text/x-wiki 87728 l6nre4ku0id3n2wdo1171dhqy8maf04 Template:ALL TEXTS 10 753896 3899291 3898945 2026-09-15T07:00:30Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3899291 wikitext text/x-wiki 109555 ozqgsqoouxxqv3x407ay1yg3dsfoy89 Template:PR PERCENT 10 753897 3899292 3897795 2026-09-15T07:00:40Z SodiumBot 71905 Unattended update of statistics templates 3899292 wikitext text/x-wiki 80.08 qjle4b18oep26bcjflyiydh81ki5jis Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/226 108 761410 3899226 2707246 2026-09-15T06:28:47Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899226 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|208||riga=si}}</noinclude>{{nop}} {{ct|f=1.8em|1850}} {{Rule|2em}} ''19 Gennaio''. — Questa mattina fu trovata sopra una colonnetta, a {{Wl|Q192784|Colonna Traiana}}, una ''mitra'', sotto alla quale era scritto: ''Accidenti al Papa, accidenti ai Cardinali''. ''21''. — Nella sera dei 19 corrente gli uffiziali francesi diedero una festa da ballo in maschera. Il biglietto d’ingresso era stabilito a bajocchi 30. Molto concorso, specialmente di donne di bel tempo. Vi furono varii sconcerti, fra i quali fischiate alle donne, all’ingresso. ''26''. — {{AutoreCitato|Enrico Cernuschi|Cernuschi}}, demagogo milanese, venuto in Roma nei principii dell’anarchia, fu membro dell’Assemblea e della Commissione delle barricate. Secondo la pubblica fama, condusse una turba di mascalzoni a minacciare l’Accademia di Francia, ed altre a saccheggiare il {{Wl|Q848386|palazzo Farnese}}. Nel giorno 3 di luglio sottoscrisse un proclama {{Pt|insul-|}}<noinclude></noinclude> 329qfkrrwvghn9n5a8xc5r8nprb7ex6 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/227 108 761411 3899227 3189998 2026-09-15T06:29:03Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899227 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|209|riga=s}}</noinclude>{{Pt|tante|insultante}} alla Francia<ref>Il proclama era sottoscritto da tutta la Commissione delle barricate, di cui facevano parte, col Cernuschi, il {{Wl|Q118673742|Cattabeni}}, il {{Wl|Q55226245|Caldesi}}, e l’{{Wl|Q55225085|Andreini}}. Il periodo al quale allude il Roncalli è il seguente:<br/> {{spazi|4}}«La Repubblica francese volle immergere nel cuore della Repubblica romana un pugnale, mentre gli Austriaci e i Borboni ne torturavano barbaramente le membra».</ref>, quindi fu visto pubblicamente, per il Corso, alla testa di una mano di pazzi che insultavano le truppe francesi, nel loro ingresso in Roma<ref>Abbiamo detto altrove che il Cernuschi cercò, in quel giorno, di frenare, anzichè di eccitare il popolo; aggiungiamo qui che sono false le altre accuse, sparso allora dai clericali contro lui e che il Roncalli accolse nel suo ''Diario''.</ref>. Fuggì da Roma con il {{Wl|Q157521|principe di Canino}}. Arrestato a Civitavecchia, fu poi tradotto a Roma per essere giudicato. Nel dì 24 andò la causa. Poco prima, essendo la sala del Consiglio, nel palazzo dell’Accademia Ecclesiastica, piena di spettatori, egli passeggiava, pubblicamente ed allegramente, sotto braccio ad alcuni uffiziali francesi, ch’erano appunto i suoi giudici. Il risultato fu d’essere stato dichiarato innocente, e nulla constare dei capi d’accusa. Gli spettatori uscirono in strepitosi applausi ed evviva. Ieri partì per Civitavecchia, dove si procurò un pronto imbarco. ''28''. — Nel giorno 26 l’impresario francese del teatro Metastasio emise i manifesti per un’altra festa in maschera nella sera. Dietro però gli inconvenienti e gli scandali avvenuti nella precedente festa, il Governo pontificio ordinò che si strappassero i manifesti dalle cantonate, si<noinclude></noinclude> 480labc9eozacv6fx2ba1mg68qf5l55 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/228 108 761416 3899228 2707283 2026-09-15T06:29:11Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899228 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|210|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>sospendesse la festa e ne fosse carcerato lo stampatore perchè aveva eseguito la stampa senza permesso. Così si fece; ma un carabiniere, nell’atto che staccava un manifesto, ebbe uno schiaffo da un uffiziale francese. Nel dì 26 furono trovati alcuni foglietti stampati, sparsi per la città, coi quali venivano minacciati del pugnale di Rossi coloro che avessero preso parte al prossimo carnevale. ''4 Febbraio''. — I liberali, avvicinandosi il carnevale, andavano susurrando che non era cosa conveniente che i Romani prendessero parte ai divertimenti mentre tante recenti memorie di lutto ritrovavano ovunque. Convenire piuttosto di dedicare le ore del Corso in passeggiate al Gianicolo, pregando pace e requie ai martiri della libertà e della patria. Infatti, alcuni giovinastri divisavano di recarsi presso i bastioni di S. Pancrazio a recitare i rosari. Il Comando militare e la Polizia presero misure di precauzione, e, se qualche assembramento tumultuoso si fosse verificato, la cavalleria francese aveva avuto ordine di far una carica. Non mancavano, però, di spargere fogli clandestini, minacciando coloro che prendessero parte al carnevale. Gli ebrei, venditori degli arazzi, furono anticipatamente, per mezzo di lettere, minacciati del pugnale di Rossi ove portassero in giro le loro mercanzie. Infatti, intimoriti da queste, non se ne vide alcuno. Anche ai venditori di fiori fu fatto altrettanto. A qualche ragazzo furono tolti e dispersi.<noinclude></noinclude> 8ddogy5rg0gz80a5e4q054kpt174r8d Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/229 108 761418 3899229 2707269 2026-09-15T06:29:31Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899229 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|211|riga=s}}</noinclude> Il corso di oggi, dunque, 1° di carnevale, fu senza venditori di fiori, senza arazzi (tranne la loggia del caffè Nuovo), senza carrozze e con pochissima gente. Si osservarono una ventina di maschere ordinarie, che furono prese a fischiate. La corsa è stata di nove cavalli. Le truppe pontificie guarnivano, secondo il solito, il Corso. Le francesi erano al Popolo ed in altre piazze. ''11''. — I festini ebbero luogo secondo il solito. In quello di venerdì, a notte lunga<ref>Questo festino cominciava dopo la mezzanotte e finiva all’alba.</ref>, intervennero circa 50 persone, tra le quali varie donne del volgo. Fu terminato il festino col fare ''a salto la quaglia''. In quello della domenica notte furonvi circa 30 persone. Dopo un’ora si chiuse. In Trastevere vi è un tal Gennaraccio, popolano, devoto al Governo pontificio, che seconda le operazioni della Polizia. I faziosi scrissero nelle muraglie con carbone: {{blocco centrato|<poem>«È più facil che voli un somaro, Che Gennaro finisca Febbraro».</poem>}} Al colonnato di S. Pietro si trovò scritto: {{blocco centrato|<poem>:«Preti vendicativi! Napoleone cascò. Sapete voi il perchè? Perchè non vi scannò. Due volte già cadeste Senza cavarne frutto; Vi accerto, un terzo fulmine Vi annienterà del tutto».</poem>}} {{nop}}<noinclude></noinclude> ee39nsfptfebzb8m55ta2ofwnw2sdmu Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/230 108 761419 3899230 2707284 2026-09-15T06:30:02Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899230 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|212|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>{{nop}} ''17''. — I liberali, detti ''demagoghi'', dietro l’ordinanza del generale francese, colla quale condanna alla fucilazione i detentori di armi, inviarono lettera al medesimo ove lo avvisavano che qualunque Romano che avrebbe fatto fucilare sarebbe costata la vita di un Uffiziale e di un Comune. ''Corrispondenza da Napoli del 16 marzo 1850:'' ''8 Aprile''. — «Qui è voce un’altra volta del ritorno del Papa in Roma; e se si dovesse aver fede nelle esteriorità diplomatiche, vi sarebbe, forse, qualche apparenza di vero, poichè Cardinali e Ministri esteri ne ebbero l’annuncio formale. Veramente, quelle stesse ragioni che rendevano la cosa quasi incredibile per lo passato, cioè le immense difficoltà della sua presenza in Roma, non vennero meno finora, anzi forse crescono di giorno in giorno; se non che la condizione attuale delle cose non gli rende meno difficile di continuare la sua dimora in questa Capitale del Regno. Lascio a parte che tutto il suo prestigio è perduto: nessuno, neppure il lazzaro, s’inginocchia più al suo passaggio, la sua benedizione o non si cura, o si accoglie con indifferenza da questo popolo che stimano il più superstizioso d’Italia; i ricchi si querelano che la Corte ecclesiastica, aggiunta alla Corte secolare, aggrava la condizione delle nostre finanze; fin la truppa mostrasi malcontenta per la troppa gravezza del servizio. Insomma, questo popolo aveva bisogno di veder da vicino il gran prete e la sua Corte per imparare a stimarlo per quel che vale. Così fosse veduto da vicino in quei paesi, oramai pochissimi della terra, dove ancora se ne fa qualche<noinclude></noinclude> 2oj5cfbhelyiwjj9q7b424rns66ex5m Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/231 108 761420 3899231 2707275 2026-09-15T06:30:54Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899231 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|213|riga=s}}</noinclude>stima! La bomba che scoppiò in piazza il giorno in cui diede la benedizione dal palazzo reale, è stata cagione di moltissimi arresti. — Dicesi che il numero degli arrestati in Napoli superi i 35.000; certo è che le prigioni rigurgitano, e di persone la maggior parte distinte; in guisa che potrebbe facilmente scoppiare un’altra bomba più tremenda, cioè l’ira del popolo. Per questo il Papa forse ci lascierà, ma per andare a Terracina, a Velletri, a Frosinone, in qualche città, insomma, dove possa trovarsi in mezzo alle due Capitali, ugualmente poco sicure..... {{A destra|{{type|f=.85em|(Si distribuisce gratis)}}|margine=2em}} {{type|f=.85em|''Affisso agli 8 Aprile''.}} {{a destra|{{type|f=.85em|Genova, 1850, Tipografia Sociale Italiana».}}|margine=2em}} ''12''. — Nel di 8 corrente i demagoghi pubblicarono una stampa clandestina contro l’arrivo di S. Santità: :::{{Sc|«Romani!}} » Il ''Giornale di Roma'' annunziò la venuta di colui che si nomò un giorno Vicario di Cristo, e che ora chiameremo, con più giustizia, il Precursore dell’Anticristo. Prima ancora che la santa causa dei popoli guadagnasse terreno, com’è avvenuto in questi ultimi giorni, mercè le elezioni di 27 deputati nell’Assemblea di Parigi, devoti agli interessi del Popolo, moltissimi si ostinavano a non credere possibile quel ritorno. Nessuno poi augurava, come forse avrebbe fatto tre anni indietro, la benedizione papale del giorno di Pasqua perchè quella {{Pt|benedi-|}}<noinclude></noinclude> fn21y8d7hnb0tynfq0rgsetd2xh2veu 3899250 3899231 2026-09-15T06:37:48Z Dr Zimbu 1553 3899250 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|213|riga=s}}</noinclude>stima! La bomba che scoppiò in piazza il giorno in cui diede la benedizione dal palazzo reale, è stata cagione di moltissimi arresti. — Dicesi che il numero degli arrestati in Napoli superi i 35.000; certo è che le prigioni rigurgitano, e di persone la maggior parte distinte; in guisa che potrebbe facilmente scoppiare un’altra bomba più tremenda, cioè l’ira del popolo. Per questo il Papa forse ci lascierà, ma per andare a Terracina, a Velletri, a Frosinone, in qualche città, insomma, dove possa trovarsi in mezzo alle due Capitali, ugualmente poco sicure..... {{A destra|{{type|f=.85em|(Si distribuisce gratis)}}|margine=2em}} {{type|f=.85em|''Affisso agli 8 Aprile''.}} {{a destra|{{type|f=.85em|Genova, 1850, Tipografia Sociale Italiana».}}|margine=2em}} ''12''. — Nel dì 8 corrente i demagoghi pubblicarono una stampa clandestina contro l’arrivo di S. Santità: :::{{Sc|«Romani!}} » Il ''Giornale di Roma'' annunziò la venuta di colui che si nomò un giorno Vicario di Cristo, e che ora chiameremo, con più giustizia, il Precursore dell’Anticristo. Prima ancora che la santa causa dei popoli guadagnasse terreno, com’è avvenuto in questi ultimi giorni, mercè le elezioni di 27 deputati nell’Assemblea di Parigi, devoti agli interessi del Popolo, moltissimi si ostinavano a non credere possibile quel ritorno. Nessuno poi augurava, come forse avrebbe fatto tre anni indietro, la benedizione papale del giorno di Pasqua perchè quella {{Pt|benedi-|}}<noinclude></noinclude> oi4xusvjd9wwl3kapo0xzk3r4lw888y Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/232 108 761421 3899232 2707285 2026-09-15T06:31:11Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899232 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|214|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>{{Pt|zione|benedizione}} era destinata a perdere tutto il suo prestigio nella Pasqua del 1849. Difatti, quale contrasto tra la Pasqua dell’anno primo della Repubblica Romana e la precedente! tra le benedizioni di Dio e quella di un tiranno mitrato ed atteggiato a sudicia ipocrisia, tra un corteo di rappresentanti eletti dal Popolo, di governanti che tremavano al cospetto del Popolo, il quale poteva sindacarli e rimuoverli, e un corteo di preti, di ogni colore, che insultavano, con un fasto più che orientale, alle miserie del Popolo, cui dissanguavano e mantenevano nell’oppressione! tra soldati, figli del Popolo, pronti sempre a combattere per la sua dignità, pe’ suoi diritti, per la sua gloria, e soldatesche straniere, prezzolate da tiranni stranieri e, per gli interessi di una infernale politica, convertiti in sbirri di sagrestia! tra un popolo giulivo e plaudente, pieno di gloria e di speranze, e migliaia di gemebondi senza patria e senza pane! Sì, senza patria, perchè chi osa proferire questo santo nome è gittato a marcire in una prigione dove patisce l’inedia e non ha un canile dove coricarsi, se dalla propria fortuna o dall’altrui pietà non trae tanto da satollare l’ingordigia della sbirraglia che lo custodisce. Ed oggimai la pietà ha esaurito le sue fonti perchè la miseria è comune, e il tiranno prete non vedrebbe, tornando, che volti squallidi per fame e corpi mutilati dai suoi carnefici! E non udrebbe che i gemiti delle vittime, perchè gli esigli, le proscrizioni, le carcerazioni, le destituzioni, le persecuzioni di ogni genere, l’impossibilità di ogni onesta industria hanno precipitato il Popolo in una miseria, quale forse non<noinclude></noinclude> okqh858jzxdq70seylh0zbgd7xvpuxh Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/233 108 761422 3899233 2707278 2026-09-15T06:31:18Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899233 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|215|riga=s}}</noinclude>ha provato da secoli! Ed oggi non è dato di campare la vita senza stento e senza angoscia, se non al prete, al ricco egoista, all’impiegato che ha cuore di soffrire qualunque umiliazione e piegarsi a qualunque bassezza, e finalmente alla spia perchè lo sbirro e la spia oggi regnano onnipotenti. Torni dunque il rinnegato Prete se ha cuore. Sarà testimone della propria agonia e della tremenda, inesorabile giustizia del Popolo, che è giustizia di Dio!!! E la tremenda giustizia non è lontana, perchè al Popolo d’Italia non bisogna che un grido per impugnare di nuovo le armi; la Francia protesta, col fatto stesso delle elezioni, contro un Governo liberticida. Europa tutta si scuote alla santa parola di Libertà; la potenza di una idea deve prevalere senza fallo ad una rancida forma. » Viva la Libertà, viva l’Italia, viva il Vangelo di Cristo!!!» Nella mattina dell’otto aprile, e precedente, furono fatti varii arresti d’individui che lordavano la notificazione della Commissione governativa di Stato sul ritorno di S. Santità. Nella notte dagli 11 ai 12, alle ore 10 3<sub>|</sub>4, nella via del Giardino, dietro il {{Wl|Q28224734|palazzo Teodoli}}, fu incendiata una grossa bomba che, oltre al danno delle invetriate, cagionò molto timore ai circostanti. Si crede che questa avesse per oggetto d’insultare la Polizia, che, col trasferimento a Montecitorio, trovasi distante dall’accaduto pochi passi. Nella stessa notte, presso il Quirinale, i soliti perturbatori dell’ordine, alla vista di alcuni soldati, abbandonarono alcune fascine con due fiaschi d’acqua<noinclude></noinclude> tu98vd42uj4wqxkhnmwnfx1utt1vpgt Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/234 108 761423 3899234 2707286 2026-09-15T06:31:45Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899234 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|216|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>di ragia. Probabilmente per incendiare il Monastero delle Sacramentate, dove appunto si rinvennero. Alle 4 pomeridiane, in punto, di oggi, con generale esultanza, si verificò il ritorno di S. Santità Pio IX. Il generale Baraguay d’Hilliers gli era allo sportello. Concorso immenso; non Evviva smoderate, ma dimanda spontanea della Benedizione. Il tutto procedette con dignità, ordine e quiete<ref>Questa narrazione del Roncalli mostra apertamente che i Romani non desideravano punto il ritorno di Pio IX. Di che il Papa ebbe altra prova in quei giorni, e per molto tempo ancora, nel veder vuotarsi le vie appena v’apparisse il suo corteggio. {{ec|Ne|Nè}} lo ingannarono gli applausi di una squadra raccolta da alcuni zelanti acciò lo accompagnasse ed applaudisse ovunque si presentasse perchè egli notò, argutamente, che, dopo il 1850, le dimostrazioni gli si facevano sempre dalle ''solite cento teste calve''. E dei ''cento calvi'' fu chiamata perciò, d’allora in poi, quella squadra di dimostranti.</ref>. Nella sera generali luminarie per la città. ''20 Aprile''. — Il S. Padre, nel dì 17 corrente, benedisse le truppe francesi, nella piazza di S. Pietro. Sono stati carcerati varii individui sospetti di corrispondenze segrete coi profughi ex repubblicani. Nel dì 19 si dice essere stato arrestato un individuo di Pesaro, sicario contro Pio IX, il quale doveva eseguire il reo suo disegno nel di lui passaggio per Albano. Fu trovata presso il medesimo una lettera che compromette un suo compagno di quella città. ''1° Maggio''. — I faziosi, che ancora s’illudono della vittoria riportata, il 30 aprile, 1849, sopra i<noinclude></noinclude> c11acbklbxgtp9yy9l3p6xyyit6kkhz Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/235 108 761424 3899235 2707281 2026-09-15T06:31:54Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899235 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|217|riga=s}}</noinclude>Francesi, si disponevano a festeggiare, nel compleanno, questa giornata con qualche fuoco di bengala e qualche altra dimostrazione. Nella notte precedente ai 30 la Polizia arrestò alcuni individui che erano riuniti in uno studio di pittura nella piazza di Firenze, i quali erano occupati a preparare fuochi di bengala, ed altri vogliono anche delle piccole granate. Fu, similmente, carcerato, al vicolo del Divino Amore, vicino alla piazza Borghese, un tal Bevilacqua, presso cui esisteva una piccola stamperia clandestina. ''20 Luglio''. — Quei tali giovinastri turbolenti che, al 30 aprile, furono sorpresi nell’atto che preparavano fuochi di gioia per festeggiare l’anniversario della presunta vittoria dei repubblicani contro i Francesi, sono stati condannati dai 15 ai 20 anni di ferri. Ieri mattina, alle 7 antimeridiane, un Antonio Pace di Frascati, minatore, tentò di uccidere, con un colpo di pugnale, il colonnello dei gendarmi, {{Wl|Q87067169|Nardoni}}, dentro al vicolo detto dell’Abate Luigi. Il colpo gli fallì ed il Nardoni stesso lo inseguì. Si dice ch’egli sia un emissario prezzolato da una congrega segreta. ''27''. — Il Pace, che voleva uccidere il colonnello Nardoni, rivelò alcuni complici. ''12 Agosto''. — Nel dì 31 del decorso mese (festa di S. Ignazio), i Gesuiti avevano fatto invito al S. Padre<noinclude></noinclude> djr9cgv04dmhmcdeu26ki85v9hor6na Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/236 108 761425 3899236 2708205 2026-09-15T06:31:59Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899236 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|218|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>perchè, nelle ore pomeridiane, si degnasse visitare la loro chiesa che ne porta il titolo. In tale circostanza viene assicurato che i Gesuiti volevano chiedere la grazia a S. Santità di poter nuovamente vestire il loro abito religioso. Però il S. Padre andò invece a passeggiare sul Monte Mario, ed i Gesuiti rimasero delusi e disgustati, tanto più che, nel dì seguente (Perdono di S. Francesco), S. Santità si recò a visitare quella chiesa e s’intrattenne con quei religiosi. ''16''. — Nel popolo romano si è sparsa voce che quanto prima, ad imitazione delle altre potenze, il S. Padre darà un’amnistia. Molti anche sperano una Costituzione. Checchè ne sia, il malcontento generale sempre aumenta per non vedersi realizzate molte fondate speranze di miglioramenti di cui tanto abbisogna lo Stato. Nei piccoli paesi prossimi a Castel Gandolfo si proseguono ad esiliare gli individui sospetti<ref>Come ognuno sa, a Castel Gandolfo andava a villeggiare il Papa.</ref>. Mentre l’erario è depauperato, si osserva, con dispiacere, che il pro-ministro delle Finanze, per accomodare il suo Dicastero, impiega circa 80 mila scudi. Ieri S. Santità andò, secondo il consueto, alla Cappella di S. M Maggiore. Vi furono ripetute salve dell’artiglieria. Essendosi, però, posta questa in via S. Vitale, strada alquanto stretta, la ripercussione {{Pt|dell’esplo-|}}<noinclude></noinclude> q8efpkth5ca4nacjw2y76owx5t6fi3u Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/237 108 761426 3899237 2707289 2026-09-15T06:32:08Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899237 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|219|riga=s}}</noinclude>{{Pt|sione|dell’esplosione}} spezzò tutte le invetriate dei casamenti quivi prossimi. Con uno scritto, affisso clandestinamente, venne tacciato, ier l’altro, d’inazione il Municipio Romano, quindi si minacciano della vita i membri, dove non si dimettano all’istante. ''19''. — Ieri, ricorrendo il giorno onomastico di uno dei figli dell’imperatore d’Austria, il Rappresentante Austriaco, residente in Roma, fece celebrare una messa solenne, con ''Te Deum'', nella chiesa nazionale {{Wl|Q2140145|dell’Anima}}. I demagoghi, spargendo voce che la sacra funzione era per festeggiare la Costituzione, che si dice accordata da quel Sovrano ne’ suoi Stati, avevano ideato di approfittare di tale circostanza per fare una dimostrazione popolare. La Polizia, conosciuto ciò, diede alcune disposizioni di precauzione ai carabinieri, e fece rafforzare i quartieri, facendo perlustrare quelle vicinanze da numerosa sbirraglia. Il Comando francese volle dare una maggiore importanza alla cosa e dispose uno squadrone di cavalleria sulla piazza dei Ss. Apostoli (con istruzione di caricare, nel caso, gli assembramenti dei mali intenzionati), nonchè rinforzi per i quartieri e depositi presso le piazze {{Wl|Q463400|Agonale}} e dei Ss. Apostoli. La pubblica tranquillità non fu punto turbata ed il tutto procedette senza strepito. Anche a Bologna ed Ancona si preparava eguale dimostrazione.<noinclude></noinclude> 6lkmotvmhcwoaw8uw4w362faf6t9f3d Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/238 108 761429 3899238 2707298 2026-09-15T06:32:31Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899238 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|220|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude> Sul Monte Pincio, nelle domeniche, vi è un concerto ora francese, ora romano. Ieri vi era il romano. La gioventù, che era accorsa colà numerosamente, allorchè il concerto suonò un’aria del ''{{Wl|Q202230|Nabucco}}'', nel cui finale vi sono le parole: ''Che sia morte allo stranier'', proruppe in strepitosi applausi e in grida di ''bis'', e così proseguì in tutte le altre suonate per fare anche un oltraggio ai molti Francesi che, sul primo, erano freddi spettatori, ma quindi incominciarono a dar segni d’intolleranza. ''26''. — Ai 22 corrente giunse in Roma il cavalier {{Wl|Q3382674|Pinelli}}, Presidente della Camera dei Deputati di Torino, colla qualità di Commissario speciale del Re di Sardegna presso la S. Sede e con i segretari {{Wl|Q337328|Cavalli}} e {{AutoreCitato|Giovanni Battista Borelli|Borelli}}, per trattare col Governo pontificio le questioni politico-religiose che si agitano in Torino. Prese alloggio alla locanda della Minerva. Il medesimo già fu ricevuto in udienza particolare dal cardinale {{AutoreCitato|Giacomo Antonelli|Antonelli}}<ref name=p238> Il 25 di febbraio del 1850 il ministro {{Wl|Q3771448|Siccardi}} aveva proposto al Parlamento piemontese «uno schema di legge per l’abolizione del foro e delle immunità ecclesiastiche e alla restrizione alle sole domeniche, e alle sei designate solennità per anno, della sanzione penale delle leggi statuali per l’osservanza delle feste religiose». La legge contro le immunità fu approvata con 130 voti contro 26 e quella intorno alle feste con 107. Un’altra legge, approvata con 128 voti contro 7, proibiva alle mani morte di acquistare beni stabili per donazioni tra vivi, o per testamento, senz’averne prima ottenuta facoltà dal re. Dopo che queste leggi ebbero l’approvazione della Camera dei Deputati e del Senato e la sanzione reale, il nunzio apostolico chiese i suoi {{Pt|pas- |}}</ref>.<noinclude></noinclude> 9nqrh2flgnfso49qhsgeti3r3za4wi1 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/239 108 761432 3899239 2707304 2026-09-15T06:33:09Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899239 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|221|riga=s}}</noinclude> Si dice che il Papa gli negherà qualunque udienza. Intanto S. Santità, la mattina dei 25, mandò alla Direzione del ''Giornale di Roma'' il numero 301 del <ref follow=p238>{{Pt|saporti.|passaporti.}} Cercò, più volte, il ministero piemontese di calmare le ire della Corte di Roma e di provarle come «l’esistenza d’una giurisdizione privilegiata, indipendente dal potere reale, e riguardante affari temporali, non poteva più conciliarsi collo disposizioni dello Statuto;» ma ogni tentativo riuscì vano. <br/> {{spazi|6}}{{Wl|Q922198|Luigi Franzoni}}, arcivescovo di Torino, ordinò al clero della sua Diocesi di non presentarsi ai tribunali ecclesiastici senza permesso della curia arcivescovile. <br/> {{spazi|6}}Come lui, fece {{Wl|Q64738137|Alessandro Varisini}}, arcivescovo di Sassari. <br/> {{spazi|6}}Intanto {{Wl|Q3388107|Pietro de’ Rossi di Santa Rosa}}, ministro per l’agricoltura e pel commercio, sentendosi vicino a morte, chiese l’Eucaristia. Quantunque un sacerdote, pio e dotto, attestasse d’aver ricevuta la confessione, tuttavia il parroco, per ordine dell’arcivescovo, glie la negò, ov’egli non disapprovasse prima la parte da lui avuta nella legge Siccardi. <br/> {{spazi|6}}Il pover’uomo, ch’era religiosissimo, dichiarò d’aver operato secondo che la coscienza gli dettava, e aggiunse che dei dubbî sòrtigli già aveva trattato col confessore. Ma stette ferma la curia in sul diniego. Il buon sacerdote, che l’aveva confessato, pieno di pietà, presentò, allora, una dichiarazione in cui il moribondo, riconoscendo l’autorità del capo dei cattolici, proclamava d’aver usata nella sua opera di ministro tutta la maggiore coscienza, e d’osservi stato sorretto dalla sicurezza di non venir meno alle sacre leggi della Chiesa. Ma il parroco, non che accontentarsene, tormentava vie più l’ammalato con vive insistenze e colla grave minaccia che il suo corpo non sarebbe stato sepolto in terra sacra. Piangevano gli astanti; piangevano i parenti; piangeva la infelice moglie, che, ginocchioni, supplicava il parroco a non straziare maggiormente le ultime ore del suo sventurato marito; dolevasi questi amaramente nel vedersi privo dei conforti di quella religione che aveva amata sempre e sempre scrupolosamente praticata; ma ripeteva, tra le lagrime, che la sua coscienza d’uomo onesto gli vietava di dichiarare cosa non vera e di lasciare un nome disonorato a’ suoi figli. E, in mezzo al</ref><noinclude></noinclude> hnb1du579xuvpfomysgq4qwx5jz0sa6 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/240 108 761436 3899240 2707310 2026-09-15T06:33:57Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899240 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|222|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>''Cattolico di Genova'' perchè fosse inserito, nel foglio pontificio che uscirà oggi, un articolo contrassegnato di proprio suo pugno, concernente i fatti che sono creduti più veritieri sul defunto ministro del Commercio, {{Wl|Q3388107|Santa Rosa}}. ''30''. — Le voci più accreditate relativamente alla Commissione torinese sono che il S. Padre abbia destinato l’Ecc.<sup>mo</sup> {{AutoreCitato|Luigi Lambruschini|Lambruschini}} per trattare sulle note questioni religiose, con istruzione, però, di non aprire trattative se non quando sia restituita la libertà al vescovo<ref>Il {{Wl|Q922198|Franzoni}}, per la sua circolare contro la legge del foro e delle immunità ecclesiastiche, era stato condannato a un mese di carcere e a 500 franchi di ammenda e per la sua condotta verso il Santa Rosa all’esilio. Il Pinelli, per la quiete del paese, ne chiedeva l’allontanamento da Torino; ma la Corte pontificia approvava così apertamente la condotta dell’arcivescovo che, nel concistoro segreto del 20 di maggio di quell’anno, era da Pio IX appellato ''ragguardevolissimo'' e dall’Antonelli, nelle sue note diplomatiche, qualificato per ''ottimo''.</ref> e venga fatta una pubblica ritrattazione dei fatti annunziati. <ref follow=p238>grave dolore dei suoi e a inenarrabili tormenti dello spirito, Pietro de’ Rossi di Santa Rosa spirò.<br/> {{spazi|6}}La indignazione per questo fatto fu grandissima in Torino, ove, per un istante, ebbe anche a soffrirne la publica quiete.<br/> {{spazi|6}}Dopo lo scambio di molte note tra il Governo piemontese e il pontificio, il ministro {{AutoreCitato|Massimo d'Azeglio|d'Azeglio}} mandò a Roma Pier Dionigi Pinelli perchè trovasse modo di rappacificare i due Stati, senza ledere le massime fondamentali dello Statuto. Ma il Pinelli, in 48 giorni che rimase in Roma, non potè conferire che in ''via privata'' col Pontefice e col cardinale Antonelli. (Vedasi ''Storia documentata della diplomazia europea in Italia, dall’anno 1814 al 1861'', per {{AutoreCitato|Nicomede Bianchi|Nicomede Bianchi}}. Torino, Unione Tipografico-Editrice, vol. VII, pag. 353-377).</ref><noinclude></noinclude> m1mo9l9z0mthtkfyy6g4fpi0lkdga5f Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/241 108 761439 3899241 2707313 2026-09-15T06:34:32Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899241 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|223|riga=s}}</noinclude> I Commissari, d’altronde, risposero che si sarebbe convenuto nella prima domanda ogni qualvolta quel monsignor {{Wl|Q922198|Franzoni}} avesse rinunziato al vescovato. ''2 Settembre''. — In una vigna fuori di porta del Popolo, che alcuni dicono del principe di Piombino, sono state trovate tre casse di fucili e pistole con cartuccie. In Anagni, distretto e delegazione di Frosinone, si fecero varie carcerazioni per cause politiche. Si assicura che in quella città si manteneva una corrispondenza segreta con {{AutoreCitato|Pietro Sterbini|Sterbini}} ed altri compromessi politici. Anche a Frosinone si fece qualche arresto. La moglie di {{Wl|Q535661|Angelo Brunetti}}, detto ''Ciceruacchio'', avendole scritto il suo marito che alla fine si era messo in salvo a Marsiglia (perchè sinora si era celato nelle vicinanze di Roma), volle solennizzare tale notizia piacevole (nel dì 25 perduto) con un pranzo di 60 coperti (tutte femmine popolane), presso {{Wl|Q1127325|Ponte Molle}}<ref>La notizia era falsa.</ref>. ''5''. — Ieri, natività della Madonna, il S. Padre andò ad assistere alla Cappella di S. M. del Popolo. Si era in curiosità di conoscere lo stradale che il Papa avrebbe tenuto. Si disse da qualcuno, satiricamente, che sarebbe passato per il Tevere e sbarcato al campo Bovario, per evitare le strepitose accoglienze.<noinclude></noinclude> mkpxon5ia4mf5c3xqte52ye5jlvipwb Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/242 108 761443 3899242 2707319 2026-09-15T06:35:17Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899242 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|224|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude> Il S. Padre tenne la via di Ripetta, e lungo la strada si osservò qualche arazzo; ma ebbe freddissima accoglienza dal popolo. ''13''. — Si hanno i seguenti pochi dettagli sulla udienza avuta dal cav. Pinelli col Papa: «Il Pinelli fu presentato al S. Padre dall’Incaricato di Sardegna, alla presenza di Monsignor Bernabò, Segretario di Propaganda. » L’udienza durò ''sette'' minuti ed i discorsi furono su cose indifferenti. » Il Pinelli motivò qualche cosa sugli avvenimenti piemontesi; ma il S. Padre gli troncò il discorso dicendo: «Di questi particolari ne terrà proposito col cardinale pro-segretario di Stato». {{Centrato|{{Sc|Satira}} Affissa per Roma nel dì 12 settembre 1850:}} {| |- style= "font-style: italic;; text-align:center;" |<poem >{{nowrap|«Morte a}} {{nowrap|Mazzini}} {{nowrap|La Repubblica è}} {{nowrap|Il più infame Governo}} {{nowrap|Abbasso}} {{nowrap|Il Comando del Popolo}}</poem> |<poem>{{nowrap|Pio IX}} {{nowrap|Viva lungamente}} {{nowrap|Il più dolce Governo}} {{nowrap|È quello dei preti}} {{nowrap|Il potere temporale del Papa}} {{nowrap|Regni eternamente».}}</poem> |} ''19''. — È stato scoperto un club repubblicano nell’Oratorio degli Angeli custodi. Varii individui si erano ascritti a quella congregazione, e nella sera, col pretesto di esercizii di pietà, si riunivano per trattare di cose politiche.<noinclude></noinclude> c5ratgmtybfsjxu69h639vkryruw8g9 3899244 3899242 2026-09-15T06:36:14Z Dr Zimbu 1553 3899244 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|224|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude> Il S. Padre tenne la via di Ripetta, e lungo la strada si osservò qualche arazzo; ma ebbe freddissima accoglienza dal popolo. ''13''. — Si hanno i seguenti pochi dettagli sulla udienza avuta dal cav. Pinelli col Papa: «Il Pinelli fu presentato al S. Padre dall’Incaricato di Sardegna, alla presenza di Monsignor Bernabò, Segretario di Propaganda. » L’udienza durò ''sette'' minuti ed i discorsi furono su cose indifferenti. » Il Pinelli motivò qualche cosa sugli avvenimenti piemontesi; ma il S. Padre gli troncò il discorso dicendo: «Di questi particolari ne terrà proposito col cardinale pro-segretario di Stato». {{Ct|t=1|v=1|{{Sc|Satira}}}} {{Ct|t=1|v=1|Affissa per Roma nel dì 12 settembre 1850:}} {| |- style= "font-style: italic;; text-align:center;" |<poem >{{nowrap|«Morte a}} {{nowrap|Mazzini}} {{nowrap|La Repubblica è}} {{nowrap|Il più infame Governo}} {{nowrap|Abbasso}} {{nowrap|Il Comando del Popolo}}</poem> |<poem>{{nowrap|Pio IX}} {{nowrap|Viva lungamente}} {{nowrap|Il più dolce Governo}} {{nowrap|È quello dei preti}} {{nowrap|Il potere temporale del Papa}} {{nowrap|Regni eternamente».}}</poem> |} ''19''. — È stato scoperto un club repubblicano nell’Oratorio degli Angeli custodi. Varii individui si erano ascritti a quella congregazione, e nella sera, col pretesto di esercizii di pietà, si riunivano per trattare di cose politiche.<noinclude></noinclude> 9jsiufrv2nrz1e1b3gshx2xdjqu4cp0 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/243 108 761444 3899243 2707321 2026-09-15T06:35:46Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899243 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|225|riga=s}}</noinclude>{{nop}} ''23''. — {{AutoreCitato|Luigi Carlo Farini|Farini}}, chirurgo in Osimo, quindi, nel 1848, sostituto nel ministero dell’Interno, ed ora Deputato nel Parlamento di Piemonte, stampò in Torino una storia col titolo: ''Lo Stato Romano dall’anno 1815 al 1850'', contenente fatti poco vantaggiosi al decoro del Governo pontificio. Il pro-ministro delle Finanze, con circolare segreta del 1° corrente, ordinò ai finanzieri di arrestare ai confini chiunque portasse quell’opera<ref>Non abbiamo bisogno di dire che qui si parla di Luigi Carlo Farini.</ref>. Difatti il marchese Clarelli (fratello del cardinale), nel giorno 10, entrando nello Stato, aveva il primo tomo di quell’opera nel sacco da notte. I finanzieri lo arrestarono e lo tradussero a Perugia. Colà riconosciuto dal Delegato, fu lasciato in libertà. ''11 Ottobre''. — Il Pinelli parti da Roma nella mattina degli 8 corrente e non si sa a qual punto sia la questione piemontese. ''8 Novembre''. — Forma oggetto di ciarla lo straordinario corteggio militare del Papa nel giorno di S. Carlo, alla Cappella. Si osservò che la cavalleria sommava a circa 300 uomini, tra Francesi e pontifici. Gli agenti poi di Polizia perlustravano accuratamente, ed in gran numero, lo stradale. Si assicura, da alcuni, che il trono che era in chiesa, fin dalla mattina, fu guardato a vista da due carabinieri.<noinclude></noinclude> bkhrwabxy24ky4k9b5a8ovgtc7fxpiv Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/244 108 761448 3899245 2707327 2026-09-15T06:36:46Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899245 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|226|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude> Altri aggiungono che, temendosi qualche preparativo demagogico in chiesa, diretto ad esplosione di un petardo od accensione di acqua di ragia, prima dell’apertura di quel tempio, la Polizia fece perlustrare la chiesa ed assicurare il sagrestano. ''16''. — Affisso clandestinamente: «Popolo Romano,<br/> «Saluta con gioia, ecc.<ref>È lo stesso publicato il 16 di novembre dell’anno precedente e riportato da noi sotto quella data.</ref>. ''2 Dicembre''. — Nella sera dei 30 decorso gli agenti di Polizia fecero una rigorosa perquisizione nella casa abitata dai {{Wl|Q3662238|Castellani}}<ref>Come ognuno sa, la famiglia Castellani fu, ed è tuttavia, tra le più liberali di Roma.</ref>, gioiellieri, (al palazzo Costa, a S. Marcello). Anche le persone estranee che vi si trovavano furono visitate; ma il tutto senz’alcun risultato. Venne soltanto preso un ritratto di {{Wl|Q16586884|Narducci}}, tenente di artiglieria, morto il dì 30 aprile per la libertà italiana, che era appeso ad una parete. ''27''. — Circolano per Roma, clandestinamente, otto mezzi fogli stampati in Genova — Tipografia Sociale Italiana — con titolo: ''Roma e gli Stati Romani nel 1850''. È diviso in quattro paragrafi: <poem>§ 1° I tribunali politici. § 2° Giustizia civile e punitiva. § 3° Stato economico. § 4° Stato politico.</poem><noinclude></noinclude> 8zy30zuttvfpf5d2yj1m7hxabxfjv41 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/245 108 761462 3899246 2707352 2026-09-15T06:36:58Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899246 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1850&nbsp;|227|riga=s}}</noinclude> Sembra che il suddetto stampato abbia per oggetto una risposta al Messaggio del presidente della repubblica francese, dando così (com’esso s’esprime) un reale rendiconto della condizione attuale dello Stato pontificio per norma di coloro che, nell’Assemblea francese, non si vergognano di difendere da quella tribuna, il dispotismo teocratico della Corte di Roma<ref>A sbugiardare costoro, scese, allora, in campo anche {{AutoreCitato|Giuseppe Mazzini|Giuseppe Mazzini}} con una eloquentissima lettera diretta ai ministri di Francia Tocqueville e Falloux, i quali, per difendere il Governo pontificio, avevano fatto segno delle loro calunnie la rivoluzione romana, e «un intero popolo, buono, valoroso e notabile per affetto all’ordine e abitudini di disciplina, tramandate ad esso dagli antichi suoi padri».</ref>. La Polizia, avendo conosciuto che delle medesime si faceva una numerosa diramazione, procurò andare sulle traccie dei depositi, presso gli individui più sospetti. Nella mattina dei 23 corrente, per tale oggetto, fu carcerato il conte Canale di Terni, abitante al palazzo Mazio sulla {{Wl|Q785275|via di Ripetta}}. La Polizia è stata informata che ne sono in giro 2000 esemplari. Di questi ne furono inviati al Santo Padre, al cardinale Segretario di Stato e ad altri distinti personaggi. È noto che, con qualche cautela, furono dispensati anche per il Corso, e che sono stati letti nelle pubbliche botteghe.<noinclude></noinclude> 5fij5viafqz1eljgt12kyx4989r8ad0 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/246 108 761463 3899247 2707355 2026-09-15T06:37:09Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899247 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|228|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude> Sembra, poi, che la stampa sia stata eseguita in Roma e che la composizione, stante la molta parte legale, possa essere dell’avv. {{AutoreCitato|Giuseppe Galletti (politico)|Giuseppe Galletti}}<ref>Cioè del Galletti che, sotto il regno di Pio IX, fu comandante dei carabinieri, ministro delle armi e dell’interno, e più tardi presidente della Costituente.</ref>. Meno qualche anacronismo, la pubblica voce giudica il contenuto siccome basato sopra fatti ineccezionabili e veritieri. ''30''. — La sera dei 27 cadente fu da S. Santità una Commissione municipale per esporre i pubblici desiderii pel sollecito riordinamento del Municipio di Roma. Il S. Padre, a tale istanza, rispose indignato, e conchiuse dicendo: «Se il pubblico non si trova contento, sopprimerò intieramente il Municipio». {{Rule|8em}} {{nop}}<noinclude></noinclude> dt0uzmubaarzlcb8b43gz2ahzvlrqts Diario di Nicola Roncalli/1850 0 761736 3899251 3685385 2026-09-15T06:38:15Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899251 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Anno 1850|prec=../1849|succ=../1851}} <pages index="Diario_di_Nicola_Roncalli.djvu" from="226" to="246" /> {{Sezione note}} 9a6ew24ncxww9sbv8ut9spfg6u3kmou Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/247 108 761740 3899248 2708292 2026-09-15T06:37:16Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899248 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|||229|riga=s}}</noinclude>{{nop}} {{ct|f=1.8em|1851}} {{Rule|2em}} ''6 Gennaio''. — Circola per Roma altra stampa intitolata: ''Atti del Comitato nazionale italiano''. Essa, in sostanza, contiene una protesta del Comitato ai Rappresentanti del popolo nell’Assemblea Legislativa di Francia, sopra le conseguenze dell’intervento francese in Roma. Porta la data di Londra, 21 novembre, 1850, ed è sottoscritta da <poem style="margin-left:6em"> {{AutoreCitato|Giuseppe Mazzini|Giuseppe Mazzini}}, {{AutoreCitato|Giuseppe Sirtori|Giuseppe Sirtori}}, {{AutoreCitato|Aurelio Saffi|Aurelio Saffi}}, {{AutoreCitato|Aurelio Saliceti|Aurelio Saliceti}}, {{AutoreCitato|Mattia Montecchi|Mattia Montecchi}}, {{AutoreCitato|Cesare Agostini|Cesare Agostini}}, ''Segretario''.</poem> Nella trattoria così detta del ''Falcone'', i carabinieri francesi perquisirono, scrupolosamente, tutti gli individui che vi si trovavano, ed assoggettarono a<noinclude></noinclude> 9hdbqrzoxju2joodh0ls0umgp1porc5 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/248 108 761741 3899249 2708226 2026-09-15T06:37:25Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899249 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|230|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>tale visita anche le donne, il che fece qualche sensazione presso il pubblico. Furono carcerate circa 10 persone; ma sembra per mero sospetto. Nella stessa notte la Polizia romana carcerò circa 70 persone, sospette principalmente di essere autrici o distributrici di libelli infamatori. Fra queste sono otto stampatori, già addetti alla stamperia Pallotta. Fu similmente carcerato un Petroni, bolognese, avvocato criminale e consulente di Canino. È voce che costui sia l’autore del libello stampato: ''Roma e gli Stati Romani nel 1850''. Tutta la truppa di linea, anche francese, in quella sera ebbe la consegna. Si assicura da qualcuno che dovesse aver luogo qualche assembramento con canti sediziosi. ''27 Gennaio'' — All’esposizione di pitture, posta alla piazza del Popolo, fu messo in mostra un quadro rappresentante il combattimento di S. Pancrazio con la morte del colonnello {{Wl|Q1873330|Manara}}<ref>Autore di questo quadro fu Filippo Vittori, morto da pochi anni.</ref>. Molti curiosi e fanatici corsero in folla a vederlo; ma il Governo, poco dopo, ordinò che fosse rimosso da quel luogo. Difatti fu portato via ed ora si trova a via Mazzarini, presso Monte Cavallo, dove attualmente si dirige la massa dei demagoghi a venerarlo. Si crede che la Polizia vorrà proibirne anche l’esposizione particolare.<noinclude></noinclude> gfiz0sh4x04v1prko34whty5g02bzek Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/249 108 761742 3899252 2708293 2026-09-15T06:39:00Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899252 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1851&nbsp;|231|riga=s}}</noinclude> Si parla molto di una scoperta fatta dalla Polizia di Marsiglia sopra un bastimento, in cui erano molte casse di ombrelli diretti a Roma, il cui bastone nascondeva uno stile. ''7 Febbraio''. — Circola per Roma un opuscoletto, di due fogli, in 4°, intitolato: ''Comitato Nazionale Italiano''. Esso, in sostanza, contiene l’atto della formazione di un Comitato Nazionale Italiano composto di {{AutoreCitato|Giuseppe Mazzini|Mazzini}}, {{AutoreCitato|Aurelio Saffi|Saffi}} e {{AutoreCitato|Mattia Montecchi|Montecchi}}, sottoscritto ai 4 luglio, 1849. Lo scopo a cui tende è «Indipendenza — Libertà — Unificazione». I mezzi per raggiungerlo: «Guerra e Costituente Italiana»<ref>Di questo Comitato, e di questo documento storico, abbiamo parlato nella parte storica del presente lavoro.</ref>. Seguono quindi due circolari pel ''Prestito Nazionale Italiano'' di dieci milioni di lire italiane con le module. Queste portano la data di «Londra, 11 settembre, 1850». Circola, similmente, altro foglio stampato, in occasione del nuovo anno, coll’indirizzo: ''I Romani ai fratelli delle Provincie'', per promuovere le azioni del Prestito Nazionale. Nominando Pio IX, lo chiama il più miserabile dei papi, lo schiavo ultimo dei tiranni d’Europa, quegli che della religione di Cristo fa la più sozza e finale prostituzione. Si raccomanda di vestire abiti nazionali tenendo lungi le merci di Francia e d’Austria. Si assicura essere stampato in Roma sul fine dello scorso gennaio.<noinclude></noinclude> rshmux6fixqi7mlu0qrrvhm26ti819g Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/250 108 761743 3899253 2708235 2026-09-15T06:39:11Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899253 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|232|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude> Circola per Roma una piccola caricatura, rappresentante l’assedio della trattoria del Falcone, dove figurano i cacciatori d’Orleans ed altri militi della guarnigione francese occupati alla espugnazione, non che il generale stesso, avente tra le mani un grosso squadrone in atto minaccevole. Alle finestre vi sono cuochi, sguatteri, camerieri armati di cazzeruole, piatti, spiedi, che si difendono. Il disegno, eseguito in Roma, fu mandato a Genova per la incisione, e quindi ne furono spediti un buon numero di esemplari a Roma, che vennero distribuiti con somma cautela. Varie copie furono indirizzate al generale stesso, che si assicura montasse in piena collera. In seguito a tali insulti, il generale diramò alle sue truppe ordini severissimi contro la gioventù ''briosa ed insolente'', e perchè si tenessero di mira i frequentatori delle trattorie e segnatamente quelli del Falcone. Intanto sono arrestati coloro che, a notte avanzata, vanno, innocuamente, canterellando per la città. I più scaltri, per non essere arrestati, si qualificano per parenti di cardinali, di principi, e, se non altro, non vengono trattenuti, ma dichiarano, però, sotto parola d’onore, di astenersi, d’ora in poi, di cantare. Ai 5 del corrente, nel teatro Valle, vi fu una manifestazione liberale mediante prolungati applausi ad una innocente frase contenuta nel dramma intitolato ''La morte di Tasso'', dove dicesi «Gloria all’Italia» e che fu rappresentato in quella sera, in occasione della beneficiata dell’attore Salvini.<noinclude></noinclude> nl167valr2vzwqqqpy2gf6jzaa9rrzj Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/251 108 761744 3899254 2708294 2026-09-15T06:39:18Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899254 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1851&nbsp;|233|riga=s}}</noinclude> La Polizia fece all’istante togliere alcune cose, e così ne permise la replica. ''10''. — Ieri (9) fu giornata politica essendo il compleanno della repubblica romana. Si disse che fin dal giorno precedente il generale Gemeau si era recato dal Papa ad annunziargli, per di lui quiete, le precauzioni militari che andava a prendere sotto la sua responsabilità, per prevenire qualunque disordine. La Polizia raddoppiò la sua vigilanza, nella notte dagli 8 ai 9, per sorprendere qualche atto preparatorio dei faziosi, e tutte le truppe ebbero il ''ritengo''. Si assicurava che doveva aver luogo una passeggiata demagogica col distintivo della cravatta bianca. Però nulla si osservò che un tal distintivo. Richiamò bensì l’attenzione il vedere, per il Corso e per il Pincio, moltissime femmine che, nel loro vestiario, combinavano i colori repubblicani. Nella sera, per altro, si accesero fuochi di bengala a tre colori, al Popolo, presso S. Maria in via Lata, a S. Lorenzo in Lucina ed alla scalinata presso la piazza di Spagna, al Quirinale ed al Campidoglio; e l’audacia giunse a tal punto da accendere due fuochi al palazzo Lozzano, dove risiede il generale Gemeau, e vicino alla sentinella. ''14''. — A quanto si accennò nel foglio precedente, relativamente alle dimostrazioni di gioia fatte dai faziosi, nel dì 9 corrente, deve aggiungersi che nella stessa sera, circa le 8, sulla piazza di S. Pietro fu incendiato un razzo a colori. Oltre a ciò, fu {{Pt|ve-|}}<noinclude></noinclude> 37sydggzgqc7vk37v92jyyrheji137i Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/252 108 761745 3899255 2708243 2026-09-15T06:39:21Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899255 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|234|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>{{Pt|duta|veduta}} una carrettella piena di giovinastri, circolanti per la città, che cantavano canzoni sediziose. Infine, circa le 10 pomeridiane, una numerosa turba di persone di basso ceto, composta a plotoni, fu incontrata a piazza Colonna Traiana, che, cantando, si avviava verso il Corso. V’è chi assicura che desse la caccia a qualche pattuglia per assalirla. Nella stessa notte si fecero varii insulti alle case di persone addette alla Polizia. Fra essi si rimarcò quello di essersi portato via il portone della casa dove abita il cavaliere Minardi. Le operazioni, poi, eseguite dagli agenti di Polizia si restringono principalmente all’aver carcerato un Fortini ed un Bossi (figlio quest’ultimo del capitano), ambidue cogniti papalini, nell’atto che si adopravano a spegnere i fuochi di bengala. Si dice però, generalmente, che i faziosi avevano dato l’onore agli agenti di Polizia di spargere i fuochi di bengala, se pure non avevano affidato loro l’attribuzione anche d’incendiarli, mentre sembra impossibile che, senza una intelligenza ed una loro cooperazione, potessero essi agire così impunemente. Però, non è a tacersi che si assicura essere stati carcerati, come sospetti, un dottor Mucchielli ed un Giorgioli, capo-mastro muratore, già cogniti repubblicani. ''17''. — Nell’occasione del prossimo carnevale la Polizia prende molte misure di precauzione, a carico specialmente d’individui sospetti. Si fanno molte perquisizioni domiciliari e si mandano via i forestieri statisti a cui carico possano esservi anche {{Pt|lon-|}}<noinclude></noinclude> 2bgj6cztshbnyhj00p9uk2yl0weggbj Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/253 108 761746 3899256 2708295 2026-09-15T06:39:25Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899256 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1851&nbsp;|235|riga=s}}</noinclude>{{Pt|tani|lontani}} sospetti politici, o che non siano provveduti di regolari carte di permanenza. A molti individui, i quali, dai piccioli paesi, si volevano recare in Roma, per passare il carnevale, come di costume, in quest’anno fu vietato. I repubblicani formarono il progetto di essere lontani dal Corso durante il carnevale. I più agiati se la passano in campagna; gli altri a passeggiate democratiche, fuori delle porte. Uno di questi non dubitava di dire che poco più tempo restava ai divertimenti per i neri, mentre a maggio le cose si sarebbero cambiate stabilmente, ed a quell’epoca riportavano il carnevale loro. Anche in quest’anno si dice che vi sieno persone prezzolate nella Polizia le quali avrebbero lo scopo di destare il brio nel basso ceto e studiare lo spirito pubblico. Si fanno ascendere ad un centinaio, fra sbirri ed altri soggetti della stessa tempra. Si aggiunge, finalmente, che la suddetta comitiva si produrrà con mascherata avente il fine di procurare di far cadere nella rete i poco cauti, i quali li seguiranno in qualche finto movimento semi-politico. ''24''. — Le guerre di confetti tra soldati francesi e romani, assumendo un carattere serio, per reciproco abuso, un Ordine del Giorno proibisce ai primi di prender, d’ora in poi, parte a tale divertimento. A ciò aggiungasi che, nei giorni 25 e 26, furono lanciati ai Francesi molti mazzetti di fiori con sassi, più alle dame, sì francesi che romane, biglietti stampati contenenti nomi di signore cognite, fatte segno<noinclude></noinclude> drlo3hvyf3eqe6mqbm6yk15h5njchhi Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/254 108 761747 3899257 3563406 2026-09-15T06:39:30Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899257 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione|236|{{Sc|diario roncalli}}|riga=si}}</noinclude>di abborrimento per avere compromesso l’onor loro coll’uffizialità francese. ''28''. — Una donna racconta che, essendo andata dal cardinale {{AutoreCitato|Giacomo Antonelli|Antonelli}} a scongiurarlo per intercedere presso il Sovrano la grazia per suo marito, che soffrì un esilio quasi ingiusto, egli, dopo aver ascoltato le preghiere, rispose francamente che non sarebbe mai riuscito ad intenerirlo perchè esso non era noto per far del bene. ''31''. — Ieri ebbe luogo un pranzo repubblicano, nella tenuta della ''Cesarina'', alla distanza di quattro miglia circa fuori di porta Pia. ''4 aprile.'' — Anche tra cardinali stessi vi è un grande malumore col cardinale Antonelli. Il {{Wl|Q2517870|cardinale Orioli}}, in una società, disse che egli non andava dal Papa se non quando ne sarebbe chiamato, mentre troppo gli ripugnava andare soggetto a quel.... del cardinale Antonelli. ''11''. — Nelle sere dei 7 e 8 vi furono le consuete orchestre sulla piazza di Ss. Apostoli per il novello cardinale francese. Una delle orchestre era occupata da suonatori romani e l’altra da francesi. Fin dalla prima sera si fece qualche dimostrazione di applausi agli uni e di fischi agli altri. Nella seconda sera, tale inconveniente essendosi riprodotto, si eseguirono varie carcerazioni. Si raccontano nuovi insulti fatti a predicatori nelle pubbliche piazze.<noinclude></noinclude> oykg0vxcirxbq75hs8ntnfg5bsmp668 Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/255 108 761748 3899258 2708296 2026-09-15T06:39:34Z Dr Zimbu 1553 /* Riletta */ 3899258 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1851&nbsp;|237|riga=s}}</noinclude> ''2 Maggio''. — Avvicinandosi l’anniversario della battuta sotto le mura dei giardini del Vaticano (il 30 aprile), che i repubblicani decantano come glorioso per loro, la Polizia prese qualche misura di precauzione per ovviare qualsiasi benchè futile dimostrazione demagogica. Non ostante ciò, elusero la vigilanza della Polizia, e nella sera, verso S. Giovanni de’ Fiorentini, incendiarono fuochi di bengala con qualche razzo. Nella mattina precedente ai 30 di aprile furono carcerati varii individui sospetti, tra i quali vi è un Carnevalini, figlio dell’avvocato, segretario della Camera di Commercio. Le truppe, tanto indigene quanto quelle di occupazione, ebbero istruzioni per reprimere ogni atto tendente a perturbare la tranquillità pubblica. Dentro Castel S. Angelo sempre più si fanno lavori di fortificazioni e si aumenta il deposito di materiali da guerra. ''5''. — In seguito alle missioni fatte da alcuni ecclesiastici in varie chiese, nelle quali si declamò specialmente contro i libri proibiti e gli emblemi antipapalini, furono recati ai medesimi alcuni di tali oggetti, e ieri vennero incendiati pubblicamente, sulla piazza di S. Carlo a Catinari. Alcuni soldati francesi, spettatori a tale funzione, si permisero deriderla, per lo che altri militi romani, unitamente ai popolani, prendendo ad offesa un simile contegno, sul primo scambiarono insulti e minaccie e quindi passarono alle mani. L’attacco fu sanguinoso perchè vi prese parte il popolo, e, oltre l’arma<noinclude></noinclude> 3rr0bbiug2qonrnnlgjcx03e6ae0uce 3899259 3899258 2026-09-15T06:39:45Z Dr Zimbu 1553 3899259 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Dr Zimbu" />{{RigaIntestazione||&nbsp;1851&nbsp;|237|riga=s}}</noinclude>{{nop}} ''2 Maggio''. — Avvicinandosi l’anniversario della battuta sotto le mura dei giardini del Vaticano (il 30 aprile), che i repubblicani decantano come glorioso per loro, la Polizia prese qualche misura di precauzione per ovviare qualsiasi benchè futile dimostrazione demagogica. Non ostante ciò, elusero la vigilanza della Polizia, e nella sera, verso S. Giovanni de’ Fiorentini, incendiarono fuochi di bengala con qualche razzo. Nella mattina precedente ai 30 di aprile furono carcerati varii individui sospetti, tra i quali vi è un Carnevalini, figlio dell’avvocato, segretario della Camera di Commercio. Le truppe, tanto indigene quanto quelle di occupazione, ebbero istruzioni per reprimere ogni atto tendente a perturbare la tranquillità pubblica. Dentro Castel S. Angelo sempre più si fanno lavori di fortificazioni e si aumenta il deposito di materiali da guerra. ''5''. — In seguito alle missioni fatte da alcuni ecclesiastici in varie chiese, nelle quali si declamò specialmente contro i libri proibiti e gli emblemi antipapalini, furono recati ai medesimi alcuni di tali oggetti, e ieri vennero incendiati pubblicamente, sulla piazza di S. Carlo a Catinari. Alcuni soldati francesi, spettatori a tale funzione, si permisero deriderla, per lo che altri militi romani, unitamente ai popolani, prendendo ad offesa un simile contegno, sul primo scambiarono insulti e minaccie e quindi passarono alle mani. L’attacco fu sanguinoso perchè vi prese parte il popolo, e, oltre l’arma<noinclude></noinclude> gxtkg278kgj4mvyr4refjqeybl1odld Autore:Michele Accursi 102 766300 3899158 3789545 2026-09-14T17:04:43Z Carlomorino 42 /* Opere */ 3899158 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Michele | Cognome = Accursi | Attività = patriota/politico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} == Opere == * ''Declamazione di un libero romano alle provincie unite d'Italia'' {{GB|Dt6msCHaZRAC}} === Libretti === * {{GB|BDbGaGZJMqcC|Don Pasquale. Dramma buffo in tre atti}} * {{GB|kkyG0w9NJH0C|Don Pasquale (partitura)}} == Autori correlati == * [[Autore:Gaetano Donizetti]] {{Sezione note}} f2b0jo2ea49yxu0z6x8rugwp7wx90ud Pagina:Poemetti italiani, vol. XII.djvu/257 108 812735 3899053 3651490 2026-09-14T13:52:43Z Candalua 1675 3899053 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{nop}} {{Centrato|{{x-larger|[[Poemetti italiani, vol. III|III]].}}}} {{rule|4em}} {{Vi|titolo=''[[Il palazzo d'amore|Il Palazzo d’Amore]] di [[Autore:Lodovico Paterno|Lodovico Paterno]] Napolitano''|pagina=1}} {{Vi|titolo=''[[Il podere (Tansillo)|Il Podere]] di [[Autore:Luigi Tansillo|Luigi Tansillo]] da Nola ''|pagina=12}} {{Vi|titolo=''[[Celeo o l'Orto|Celeo, o l’Orto]] di [[Autore:Bernardino Baldi|Bernardino Baldi]] Fiorentino ''|pagina=57}} {{Vi|titolo=''[[L'Oro|L’Oro]] di [[Autore:Gaspare Cassola|Gasparo Cassola]] da Caravadona ''|pagina=67}} {{Vi|titolo=''[[Il Tupè|Il Tuppè]] di [[Autore:Iacopo Vittorelli|Jacopo Andrea Vettorelli]] Veronese ''|pagina=127}} {{Vi|titolo=''[[La Toletta|La Toeletta]] di [[Autore:Giuseppe Colpani|Giuseppe Colpani]] Bresciano ''|pagina=158}} {{Vi|titolo=''[[Il Commercio]] dello stesso ''|pagina=170}} {{Vi|titolo=''[[L'Armonia|L’Armonia]] del Conte [[Autore:Giambattista Roberti|Giambatista Roberti]] da Bassano ''|pagina=182}} {{Vi|titolo=''[[Il Caffè]] traduzione dal Latino di [[Autore:Guillaume Massieu|Guglielmo Massieu]]''|pagina= 194}} {{Vi|titolo=''[[La morte di Cleopatra]] del Conte G. F. G. N. Piemontese''|pagina= 206}} {{Vi|titolo=''[[La Patria (Marenco)|La Patria]] del Conte [[Autore:Vincenzo Marenco|Vincenzo Marenco]] Piemontese''|pagina=231}}<noinclude><references/></noinclude> 441ft5n6mefvvv3al115rqp5x3743ld 3899055 3899053 2026-09-14T13:59:03Z Candalua 1675 3899055 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{nop}} {{Centrato|{{x-larger|[[Poemetti italiani, vol. III|III]].}}}} {{rule|4em}} {{Vi|titolo=''[[Il palazzo d'amore|Il Palazzo d’Amore]] di [[Autore:Lodovico Paterno|Lodovico Paterno]] Napolitano''|pagina=1}} {{Vi|titolo=''[[Il podere (Tansillo)|Il Podere]] di [[Autore:Luigi Tansillo|Luigi Tansillo]] da Nola ''|pagina=12}} {{Vi|titolo=''[[Celeo o l'Orto|Celeo, o l’Orto]] di [[Autore:Bernardino Baldi|Bernardino Baldi]] Fiorentino ''|pagina=57}} {{Vi|titolo=''[[L'Oro|L’Oro]] di [[Autore:Gaspare Cassola|Gasparo Cassola]] da Caravadona ''|pagina=67}} {{Vi|titolo=''[[Il Tupè|Il Tuppè]] di [[Autore:Iacopo Vittorelli|Jacopo Andrea Vettorelli]] Veronese ''|pagina=127}} {{Vi|titolo=''[[La Toletta|La Toeletta]] di [[Autore:Giuseppe Colpani|Giuseppe Colpani]] Bresciano ''|pagina=158}} {{Vi|titolo=''[[Il Commercio]] dello stesso ''|pagina=170}} {{Vi|titolo=''[[L'Armonia|L’Armonia]] del Conte [[Autore:Giambattista Roberti|Giambatista Roberti]] da Bassano ''|pagina=182}} {{Vi|titolo=''[[Il Caffè]] traduzione dal Latino di [[Autore:Guillaume Massieu|Guglielmo Massieu]]''|pagina= 194}} {{Vi|titolo=''[[La morte di Cleopatra]] del Conte [[Autore:Gian Francesco Galeani Napione|G. F. G. N.]] Piemontese''|pagina= 206}} {{Vi|titolo=''[[La Patria (Marenco)|La Patria]] del Conte [[Autore:Vincenzo Marenco|Vincenzo Marenco]] Piemontese''|pagina=231}}<noinclude><references/></noinclude> rla2vywxigdzn5iljtefyjjsga4e8rr Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/246 108 816504 3899054 2891412 2026-09-14T13:53:07Z Candalua 1675 3899054 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=150%|L=0.3em|v=1|INDICE}} {{Ct|t=1|v=1|DE’ POEMETTI E DEGLI AUTORI}} {{Ct|f=80%|t=1|v=1|DEL}} {{Ct|t=1|v=1|TERZO VOLUME}} {{rule|4em}} {{Vi|titolo=''[[Il palazzo d'amore|{{xx-larger|I}}l palazzo d’amore]] del [[Autore:Lodovico Paterno|Paterno]] Napolitano''|pagina=1}} {{Vi|titolo=''[[Il podere (Tansillo)|Il Podere]] del [[Autore:Luigi Tansillo|Tansillo]] da Nola ''|pagina=12}} {{Vi|titolo=''[[Celeo o l'Orto|Celeo o l’Orto]] del [[Autore:Bernardino Baldi|Baldi]] Fiorentino ''|pagina=57}} {{Vi|titolo=''[[L'Oro|L’Oro]] del [[Autore:Gaspare Cassola|Cassola]] da Caravadona ''|pagina=67}} {{Vi|titolo=''[[Il Tupè|Il Tupè]] del [[Autore:Iacopo Vittorelli|Vettorelli]] Veronese ''|pagina=127}} {{Vi|titolo=''[[La Toletta|La Toletta]] del [[Autore:Giuseppe Colpani|Colpani]] Bresciano ''|pagina=158}} {{Vi|titolo=''[[Il Commercio]] dello stesso ''|pagina=170}} {{Vi|titolo=''[[L'Armonia|L’Armonia]] del [[Autore:Giambattista Roberti|Roberti]] Veronese''|pagina=182}} {{Vi|titolo=''[[Il Caffè]] del [[Autore:Guillaume Massieu|Massieu]]''|pagina= 194}} {{Vi|titolo=''[[La morte di Cleopatra]] del Conte G. F. G. N. Piemontese''|pagina= 206}} {{Vi|titolo=''[[La Patria (Marenco)|La Patria]] del Conte [[Autore:Vincenzo Marenco|Vincenzo Marenco]] Piemontese''|pagina=231}}<noinclude><references/></noinclude> eqzrj3g8iznllq074jelsc2kuhplwgo Pagina:Alighieri, Giuliani - Opere latine vol I - 1878.djvu/161 108 833024 3899154 2978181 2026-09-14T16:56:29Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3899154 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{Rh|142|DE VULGARI ELOQUENTIA.|}} </br></noinclude>{{Pt|na|Malaspina}}, e che l’egregio prof. {{AutoreCitato|Pier Vincenzo Pasquini|Pier Vincenzo Pasquini}} ha ripubblicata nel prezioso suo libro: {{Sc|Dell’Unificazione della Lingua in Italia}}: ''Firenze, Le Monnier, 1869''. Laddove il Volgare di quelle stesse Canzoni, paragonato all’antico Volgare de’ Toscani, quale apparisce nelle loro ''Cronache'', nell’''Epistole'' negli ''Statuti'', e va dicendo, vi si ritroverà del tutto consimile, pur che si faccia ragione della differente qualità de’ componimenti. Ond’è che sin d’ora possiamo tenere per verità, ravvalorata da antichi e nuovi documenti, cbe il ''Volgare Illustre'', dal nostro Dante singolarmente sublimato e appropriato allo ''Stile tragico'' della Canzone, gli è sì la parte più eletta del ''Volgare Italico'', ma benanco la meno disforme dal ''Volgare Toscano'', se non la più connaturata con esso e da esso derivata principalmente. E contro all’evidenza e persistente realtà de’ fatti dobbiam prometterci, che non si perda altr’opera e tempo nell’avventar sofismi e propugnare accampando lusinghevoli novità di sistema o interpretazioni speciose, anzi che vere. Trattandosi qui di una materia singolarissima, e dove vi sarebbe pur uopo d’un’esperienza lunga e varia e diligente sopra tanti discordanti dialetti, Dante non poteva altronde ritrarre migliori e pronte norme, se non dal Latino, a cui aveva atteso con assiduo studio, e dal materno Volgare, che per benigna natura e abitudine era divenuto la prepotente forma de’ suoi pensieri, dell’animo suo. {{Ancora|XV20|[[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber I#XV20|20]]}}. Monto ''pro'' molto ''dicunt''. Persuaso dalle vive testimonianze, il prof. {{Ac|Francesco D'Ovidio|D’Ovidio}} dovette convincersi, che s’avesse a tenere come genuina questa lezione, contro il parere del {{Ac|Eduard Böhmer|Böhmer}}, cui piacerebbe di leggere ''morto'', anzichè ''monto'', quando oggi ancora i Parmigiani sogliono dire, non senza un po’ di asprezza, ''montben'' per ''molto bene''. {{Ancora|XV31|[[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber I#XV31|31]]}}. ''Maximus Guido Guinicelli, Guido Ghiselerius... doctores fuerunt illustres et Vulgarium discretione repleti''. Al {{Ac|Guido Guinizelli|Guinicelli}} il nostro Autore assegna il titolo di ''massimo'', avendo risguardo non solo a {{Ac|Guido Ghislieri|''Guido'' Ghislieri}} ed a {{Ac|Guido Cavalcanti|''Guido'' Cavalcanti}}, ma e sì anche a quanti mai altri ''Rime d’amor usâr dolci e leggiadre:'' {{Tc|Divina Commedia/Purgatorio/Canto XXVI|Purg., {{sc|xxvi}}, 97}}. Bensì costoro che qui son ricordati ad onore, tutti, qual più qual meno, gli sembrava<noinclude><references/></noinclude> expnz8jqd9lesa5nvkouji7z3rmf66t Pagina:Alighieri, Giuliani - Opere latine vol I - 1878.djvu/192 108 833512 3899127 2979954 2026-09-14T16:44:04Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3899127 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{Rh||COMMENTI.|173}} </br></noinclude>ponga differenza di ''misero'' da ''misero'', per iscorgere poi meglio chi sia più o meno da compatire. Infatti dal {{Ac|Gian Giorgio Trissino|Trissino}} così vien {{TestoCitato|De la vωlgare εlωquεnzia|tradotto}} il testo citato: ''Di tutti i miseri m’incresce; ma ho maggior pietà di coloro, i quali, in esilio affliggendosi, rivedono solamente in sogno la patria loro''. Quindi possiamo indurci e star fermi nel credere che siasi omesso «''miseris''» dopo «''cunctis,''» se pure questa voce medesima non si è scambiata con «''miseris,''» qual si conviene al compimento della sentenza. Che anzi io non ebbi difficolta di scrivere «''miserorum,''» non tanto per ragione grammaticale, quanto per non discostarmi dalle norme che Dante stesso segue di frequente. Sopra ciò non si tralasci d’osservare che in quell’esempio singolarissimo di costruzione, addotto dall’esule Poeta, questi dimostra verso altrui quel sentimento, che bramava forse per sè da’ suoi concittadini. Ed in simile modo poi ridice altrove, anche facendosi interprete de’ suoi compagni d’esilio: «''pro desiderio somniantes, inhiabamus patriæ salutem''.» Veggasi l’[[:la:Epistulae_(Dantes_Aligherius)#I.|Epistola]] da lui composta in nome di Alessndro Guidi da Romena, capo del Consiglio dei dodici Ghibellini stabilito in Arezzo, e indirizzata a Fra Niccolò da Prato, cardinale d’Ostia e Velletri, Paciaro in Toscana per Legazione di Benedetto XI: § 2. {{Ancora|VI34|[[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber II#VI34|34]]}}. ''Qui'' (gradus constructionum ''excelsus'') ''est Dictatorum illustrium''. La {{TestoCitato|De la vωlgare εlωquεnzia|Traduzione}} del {{Ac|Gian Giorgio Trissino|Trissino}} ne guiderebbe a interpretare, che siffatto grado di costruzione or fosse da notarsi nei ''dettati illustri'', laddove l’Autore l’ascrive agl’''illustri Dettatori'', posti in confronto con gli altri suaccennati ([[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber II#VI26|lin. 26]] e [[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber II#VI30|30]]), mirando essi appunto a quell’''eccelso grado'', di cui parecchi già porsero notabile esempio nelle loro Canzoni. Donde inoltre tengo per certo, che quante volte nel presente Trattato occorre il vocabolo «''doctores''» ([[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber I#IX|Vulg. El., {{sc|i}}, 9]] e segg.), debba riporsi «''dictatores''» come il più legittimo e confacevole all’uopo: [[:la:Epistola ad Cangrande|Ep. Can., § 10]]. {{Ancora|VI36|[[:la:De Vulgari Eloquentia/Liber II#VI36|36]]}}. Conformemente all’opinione del {{AutoreCitato|Dionigi di Borgo San Sepolcro|Dionigi}}, il {{Ac|Pietro Fraticelli|Fraticelli}} asserisce che qui per ''Totila'' sia figurato {{Wl|Q270438|Carlo di Valois}}. Il quale, venuto in Firenze, tuttochè concorresse molto a promuovere le sventure di Dante e della fazione de’ Bianchi, non riuscì poi ad ottenere per sè il Regno di Sicilia, {{Pt|vagheg-|}}<noinclude><references/></noinclude> li24rbdnqbxo8acsudcd46mf83syvgr Pagina:Gozzi - Le fiabe. 1, 1884.djvu/383 108 881620 3899122 3576417 2026-09-14T16:30:04Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899122 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||atto primo.|161}}</noinclude>{{nop}} {{centrato|SCENA TREDICESIMA.}} {{centrato|{{Sc|Tartaglia, Pantalone}} ''e detti.''}} <poem> {{Sc|Pant.}} (''con trasporto'') Mia fia, Maestae? {{Sc|Der.}} Sì, vostra figlia, fortunato padre, :E fortunato più d’aver prodotta :Sì bell’ anima al mondo, che per essere :Suocero d’un Monarca. </poem> {{indentatura}} {{Sc|Tart.}} (''irato a parte'') Oh maledetto punto! Io mi sento morire. Angela perdo; perde il trono mia figlia. {{Sc|Pant.}} Ah, Maestae, no bastava, che avesse da ella tante beneficenze senza meriti, che la vol innalzar a tanto grado una povera fiola?... </div> <poem> {{Sc|Der.}}{{spazi|25}}La virtude :Innalzo al posto suo. Necessitade :Di successore al Regno a sceglier sposa :Mi sforza, ed una sposa la più degna :D’Angela non trovai. </poem> {{indentatura}} {{Sc|Tart.}} (''con affettata allegrezza'') E viva, e viva... Maestà, mi rallegro; non potevate far miglior scelta. Angela, mi consolo... Pantalone, non posso esprimere la mia gioia... (''a parte'') Mi sento rodere... o morte... o inferno... o vendetta. {{Sc|Pant.}} Cara fia, no te desmentegar mai la to nascita; no te insuperbir. Varda ogni momento el Cielo, dal qual vien le fortune, ma vien anca le desgrazie improvvise. Basta; el nostro<noinclude> {{PieDiPagina|{{Sc|Gozzi}}.||11}}</noinclude> kf0qvviq4fgsrm8ig1irk6nk0t84xeu Faust/Parte seconda/Atto primo/La sala de' cavalieri 0 890549 3899057 3801799 2026-09-14T14:48:00Z Francyskus 76680 3899057 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=29 luglio 2023|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Atto primo]] - La sala de' cavalieri|prec=../Salone splendidamente illuminato|succ=Faust/Parte seconda/Atto secondo}} <pages index="Fausto, tragedia di Volfango Goethe, Firenze, Le Monnier, 1857.djvu" from="275" to="284" fromsection="s2" /> {{Sezione note}} phas77a4ap3bj5rxouv31g2xsxxxxmf Faust/Parte seconda/Atto secondo/Baia tra le rupi del mare Egeo 0 892025 3899060 3801806 2026-09-14T14:57:11Z Francyskus 76680 3899060 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=8 agosto 2023|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Atto secondo]] - Baia tra le rupi del mare Egeo|prec=../Il peneo (II)|succ=Faust/Parte seconda/Atto terzo}} <pages index="Fausto, tragedia di Volfango Goethe, Firenze, Le Monnier, 1857.djvu" from="344" to="362" fromsection="s2" /> {{Sezione note}} sevobo4apzcwwps5sqsjv55ejyblree Pagina:Fausto, tragedia di Volfango Goethe, Firenze, Le Monnier, 1857.djvu/363 108 893408 3899058 3214539 2026-09-14T14:53:15Z Francyskus 76680 3899058 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione||{{Sc|parte seconda.}}|355}}</noinclude> <section begin="s1" />{{Centrato|{{x-larger|ATTO TERZO.}}<ref>Quando il presente atto comparve la prima volta (1827) nel quarto volume delle opere di Goethe, portava per titolo: ''Fantasmagoria classicoromanlica, intermezzo per la tragedia di Fausto'', titolo che ne mostra assai chiara la destinazione. Per ciò che riguarda l’idea racchiusavi, essa par manifesta nel leggerlo. — Avvegnachè, usciti appena dalla notte delle Ombre, il personaggio di Elena, evocato dal regno delle idee, o delle Madri, ne si tragga ora dinanzi nella realtà dell’esistenza, non però meno l’allegoria seguita sempre. I due elementi, l’Antico, ed il Romantico, si riscontrano e si accomunano: da un lato, Elena seguita dalle sue belle prigioniere; Fausto dall’altro col corteo de’ cavalieri del Medio Evo; meraviglioso imeneo dond’esce Euforione, o la poesia moderna: indi, come spauracchio, Mefistofele sotto la sembianza d’una Forchiade, che tragge la sua antica mascherata a traverso della schiera delle giovani troiane spaventate.</ref>}} {{rule|4em}} <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Centrato|'''PROSPETTO DEL PALAZZO DI MENELAO,''' {{Sc|in isparta}}. ELENA {{Sc|si avanza, attorniata da un Coro di prigioniere troiane}}. PANTALIDE, {{Sc|corifea}}.}} ''Elena''. Quell’io, Elena, ammirata tanto quanto vituperata, qui giungo dalla piaggia ove sbarcammo — tutta ancora commossa dallo spesso ondeggiamento de’ marosi, che dalle campagne di Frigia, sul loro dorso sublime e spumoso, ne traevano col favore di Poseidon, e colla forza d’Euros nel golfo della terra natale. Laggiú, a quest’ora, s’allegra il re Menelao del ritorno, cinto da’ più arditi fra’ suoi guerrieri. Ma tu accoglimi, qual ospite ben vista ed accetta, palagio sublime cui Tindaro, il padre mio,<noinclude><references/></noinclude> 24j6dn1wmujxykzpd8otmamol5is45s Faust/Parte seconda/Atto terzo/Prospetto del palazzo di Menelao 0 893488 3899061 3690826 2026-09-14T14:58:51Z Francyskus 76680 piccole correzioni 3899061 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=20 agosto 2023|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Atto terzo]] - Prospetto del palazzo di Menelao|prec=Faust/Parte seconda/Atto terzo|succ=../Corte interna del castello}} <pages index="Fausto, tragedia di Volfango Goethe, Firenze, Le Monnier, 1857.djvu" from="363" to="388" fromsection="s2" tosection="s1" /> {{Sezione note}} cwcze3up13o66a4ageegafi26bm5f9s Faust/Parte seconda/Atto quarto/Sulla parte anteriore della montagna 0 894568 3899056 3690809 2026-09-14T14:44:29Z Francyskus 76680 3899056 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=1 settembre 2023|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Atto quarto]] - Sulla parte anteriore della montagna|prec=../Alta montagna|succ=../La tenda del pseudo-imperatore}} <pages index="Fausto, tragedia di Volfango Goethe, Firenze, Le Monnier, 1857.djvu" from="434" to="450" fromsection="s2" tosection="s1" /> {{Sezione note}} 0r0bpfc31wcf4qyes7u67fdw71e2igc Pagina:Lorenzoni Cadore 1907.djvu/17 108 940703 3899224 3401771 2026-09-14T23:32:47Z ZandDev 66586 +didascalia per immagine croppata 3899224 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="ZandDev" />{{RigaIntestazione||{{Sc|cadore}}|11}}</noinclude>{{nop}} I Romani guadagnarono la valle del Piave, facendo prima centro militare il ''Castrum Lacbatii'' ({{Wl|Q40214|Castellavazzo}}), poi, risalendo il fiume, posero un ''Castrum'' intorno all’odierno {{Wl|Q3862335|Montericco}}, dominante le vallate del Piave e del Bòite. Lo attestano una statuina romana, un genietto elegantissimo, una patera di rame portante la scritta ''Marti Cornelia L. S. Ossa'' e molti altri oggetti dell’età romana ritrovati negli scavi di Montericco e in altri luoghi del Cadore. Al Catubrium i Romani tenevano assai per i boschi ricchi di ottimo legname da navi: e in Cadore, in grazia degli offici {{Pt|govern-|}} {{FI |file = Lorenzoni Cadore 1907 (page 17 crop).jpg | tsize = 90% | float = center | caption = {{smaller|{{sc|{{Wl|Q39530|Ospitale di Cadore}}.}}}}{{A destra|{{Smaller|(Fot. Riva).}}}}}} {{Pt|nativi,|governativi,}} si stabili e acquistò terreni qualche famiglia romana. Insistente nel Cadore e nel Veneto il nome della famiglia ''Saufeia'', ricchissimi romani dei tempi di {{Wl|Q1541|Cicerone}}, di cui godevano l’intimità. Le monete battute col nome di ''{{Wl|Q115191995|Lucius Saufeius}}'' ci apprendono, che egli era uno dei ''tribuni aerariales'', mandati tra questi monti dai lontani padroni. Siamo, naturalmente, in pieno {{Wl|Q1106575|paganesimo celtico}}, modificato dal romano venuto dal sud per il Piave. Il Cristianesimo vi penetra dall’est per il {{Wl|Q747929|Tagliamento}} e il Màuria con S. {{Wl|Q1391756|Ermagora}} e {{Wl|Q26253747|Fortunato}}, e, quasi, contemporaneamente, dal sud, con i messi di S. {{Wl|Q914115|Prosdocimo}} evangelizzatore di Padova, Feltre e Belluno. Fin dal primo secolo, o poco dopo, sorge intorno a {{Wl|Q3862335|Montericco}} il ''pagus'' e con esso i primi edifici destinati al culto: al pagus concorrono le ''plebes'' disperse nei ''vici''<noinclude></noinclude> h9o4rl5t1rwhfgyi126lf73zw5rjmm6 Nuova enciclopedia popolare 0 942797 3899180 3734115 2026-09-14T19:02:37Z Panz Panz 3665 3899180 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=8 ottobre 2024|arg=Letteratura}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Autori vari | Nome e cognome del curatore = | Titolo =Nuova enciclopedia popolare | Anno di pubblicazione = 1841 | Lingua originale del testo = italiano | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = | Argomento = Letteratura | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu }} <pages index="Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu" from="7" to="7" /> ==Indice== * {{testo|/Gli editori. A chi legge}} * {{testo|/Introduzione}} * {{testo|/Tavola delle principali abbreviazioni impiegate in questa enciclopedia}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. A}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. B}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. C}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. CN}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. D}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. E}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. F}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. G}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. H}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. I}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. J}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. K}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. L}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. M}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. ME}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. N}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. O}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. P}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. Q}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. R}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. S}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. T}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. U}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. V}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. W}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. X}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. Y}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. Z}} * {{testo|/Nuova enciclopedia popolare. Errata corrige}} * {{testo|/Elenco dei collaboratori di questa Enciclopedia popolare}} * {{testo|/Indice degli articoli contenuti nell'Enciclopedia popolare}} * {{testo|/Supplemento alla Enciclopedia popolare}} al8nqnhsjz97u3ixfpj1k6ctzwcpucf 3899223 3899180 2026-09-14T19:52:50Z Candalua 1675 3899223 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=8 ottobre 2024|arg=Letteratura}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Autori vari | Nome e cognome del curatore = | Titolo =Nuova enciclopedia popolare | Anno di pubblicazione = 1841 | Lingua originale del testo = italiano | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = | Argomento = Letteratura | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu }} <pages index="Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu" from="7" to="7" /> ==Indice== * {{testo|/Gli editori. A chi legge}} * {{testo|/Introduzione}} * {{testo|/Tavola delle principali abbreviazioni impiegate in questa enciclopedia}} * {{testo|/A}} · {{testo|/B}} · {{testo|/C}} · {{testo|/CN}} · {{testo|/D}} · {{testo|/E}} · {{testo|/F}} · {{testo|/G}} · {{testo|/H}} · {{testo|/I}} · {{testo|/J}} · {{testo|/K}} · {{testo|/L}} · {{testo|/M}} · {{testo|/ME}} · {{testo|/N}} · {{testo|/O}} · {{testo|/P}} · {{testo|/Q}} · {{testo|/R}} · {{testo|/S}} · {{testo|/T}} · {{testo|/U}} · {{testo|/V}} · {{testo|/W}} · {{testo|/X}} · {{testo|/Y}} · {{testo|/Z}} * {{testo|/Errata corrige}} * {{testo|/Elenco dei collaboratori di questa Enciclopedia popolare}} * {{testo|/Indice degli articoli contenuti nell'Enciclopedia popolare}} * {{testo|/Supplemento alla Enciclopedia popolare}} rojq36mx34qhg0xsrefnzos493vcmn8 Homo/Patria/In un museo lontano 0 953555 3899297 3804178 2026-09-15T07:19:45Z Cruccone 53 Porto il SAL a SAL 100% 3899297 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Patria]] - In un museo lontano|prec=../Bruto ultimo|succ=../Garibaldi}} <pages index="Cena - Homo.djvu" from="81" to="81" /> gnbsivb9r8tr2lo2mrxjxtyqxn37axz Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/421 108 956446 3899098 3472194 2026-09-14T15:37:35Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899098 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" /><!--{{RigaIntestazione|410|la giara|}}{{block|recita}}--></noinclude> {{Ct|c=atto|ATTO UNICO}}<noinclude></noinclude> 0u27v4pgjpn0wh47djnwcyhzijsyrbg Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/422 108 956447 3899101 3472195 2026-09-14T15:40:51Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899101 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" /><!--{{RigaIntestazione|412|maschere nude|}}{{block|recita}}--></noinclude> {{vs|5}} {{block|is|Spiazzo erboso davanti alla cascina di don Lolò Zirafa in vetta a un poggio. A sinistra è la facciata della cascina, rustica, a un sol piano. La porta, rossa, un po’ stinta, è nel mezzo; sopra la porta, un balconcino. Finestre sopra e sotto: quelle di sotto, con grate. A destra, un secolare olivo saraceno; e, attorno al tronco scabro e stravolto, un sedile di pietra, murato tutt’in giro. Di là dall’olivo lo spiazzo scoscende con un viottolo. In fondo, degradanti per il pendio del poggio, altri olivi. È ottobre.}} {{vs|5}}<noinclude></noinclude> 62ko2jidtl7n48czsbx07zi13hed21x Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/423 108 956448 3899104 3472196 2026-09-14T15:43:38Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899104 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" /><!--{{RigaIntestazione|412|la giara|}}{{block|recita}}--></noinclude> {{vs|3}} {{block|recita}} {{block|is|Al levarsi della tela, ’Mpari Pè, sentendo un canto campestre delle donne, che vengono su per il viottolo a destra con ceste colme d’olive sul capo o tra le braccia, montato sul sedile attorno all’olivo saraceno, grida:}} {{Sc|’Mpari Pè}}. O oh! Toppe senza chiave! E tu costà, moccioso! Piano, corpo di... badate al carico! {{block|is|Le donne e Nociarello vengono su dal viottolo a destra, cessando il canto.}} {{Sc|Trisuzza}}. O che vi piglia, ’Mpari Pè? {{Sc|La ’gnà Tana}}. Alla grazia! Avete imparato anche voi a sacramentare? {{Sc|Carminella}}. Anche gli alberi di qui a poco si metteranno a bestemmiare in questa campagna. {{Sc|’Mpari Pè}}. Ah, vorreste che vi lasciassi seminare per terra le olive? {{Sc|Trisuzza}}. Seminare? Io per me non ne ho lasciata cadere nemmeno una. {{Sc|’Mpari Pè}}. Se don Lolò, Dio liberi, s’affaccia là al suo balcone! {{Sc|La ’gnà Tana}}. Eh, può anche starci affacciato dalla mattina alla sera! Chi attende al suo dovere, non ha nulla da temere. {{Sc|’Mpari Pè}}. Già, cantando col naso in aria. {{Sc|Carminella}}. O che non si può piú nemmeno cantare? {{Sc|La ’gnà Tana}}. Che! Solo bestemmiare si può. Pare che abbiano scommesso, padrone e servitore, a chi le spara piú grosse. {{Sc|Trisuzza}}. Non so come Dio non gliela fulmini codesta cascina con tutti gli alberi attorno! {{Sc|’Mpari Pè}}. Eh via! finitela! Linguacce! Andate a scaricare e non la fate più lunga!<noinclude></noinclude> 9fo3hgfwsq5rmdk8k5xxcjzeo65c176 Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/424 108 956449 3899108 3472197 2026-09-14T15:49:31Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899108 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|414|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|Carminella}}. Si seguita a raccogliere? {{Sc|’Mpari Pè}}. O che è mezza festa, che volete levar mano? C’è ancora tempo per due viaggi. Su, leste, andate, andate. {{block|is|Spinge verso l’angolo della cascina a sinistra le donne e Nociarello. Qualcuna, andando, riprende a cantare, per dispetto. ’Mpari Pè, rivolto verso il balcone, chiama:}}Don Lolò! {{Sc|Don Lolò}} (''dall’interno a terreno''). Chi mi vuole? {{Sc|’Mpari Pè}}. L’avverto che sono arrivate le mule col concime. {{Sc|Don Lolò}} (''venendo fuori, sulle furie. È un pezzo d’uomo sui quaranta, dagli occhi di lupo, sospettosi; iracondo. Porta in capo un vecchio cappellaccio bianco a larghe tese e agli orecchi due cerchietti d’oro. Senza giacca, con una camicia di ruvida flanella, a quadri, violacea, aperta sul petto irsuto; le maniche rimboccate''). Le mule, a quest’ora? Dove sono? Dove l’hai avviate? {{Sc|’Mpari Pè}}. Sono di là, stia tranquillo. Il mulattiere vuol sapere dove deve scaricare. {{Sc|Don Lolò}}. Ah sí? Scaricare: senza ch’io abbia veduto che cosa m’ha portato? E in questo momento non posso: sto parlando con l’avvocato. {{Sc|’Mpari Pè}}. Ah, della giara? {{Sc|Don Lolò}} (''squadrandolo''). Ohi, dico, chi t’ha promosso caporale? {{Sc|’Mpari Pè}}. No, dicevo... {{Sc|Don Lolò}}. Tu non devi dir nulla; obbedire, e mosca! Vorrei sapere per qual ragione t’è potuto venire in mente ch’io stia parlando della giara con l’avvocato. {{Sc|’Mpari Pè}}. Perché lei non sa in che apprensione — ma che dico, apprensione? — in che terrore vivo per questa giara nuova, a vederla esposta là nel palmento. {{block|is|Indica a sinistra, verso la cascina.}}La levi, la levi, in nome di Dio! {{Sc|Don Lolò}} (''urlando''). No! T’ho detto no cento volte! Deve star lí, e nessuno deve toccarla! {{Sc|’Mpari Pè}}. Con questo va e vieni di donne e di ragazzi, messa com’è accanto alla porta! {{Sc|Don Lolò}}. Sangue di... hai giurato di farmi andar via col cervello?<noinclude></noinclude> p19qlqi8diyi7ej8cz1avtthj58qtpb Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/425 108 956450 3899120 3483609 2026-09-14T16:10:42Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899120 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||la giara|415}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|’Mpari Pè}}. Purché poi non abbia a prendersi un dispiacere. {{Sc|Don Lolò}}. Non voglio che mi si esca in altri discorsi, mentre n’ho cominciato uno di là con l’avvocato. Dove vuoi che la metta codesta giara? Nella dispensa non c’è posto, se prima non si leva la botte vecchia; e per ora non ho tempo. {{block|is|Sopravviene da destra il mulattiere.}} {{Sc|Il Mulattiere}}. Oh, insomma, dove debbo scaricare questo concime? A momenti è bujo. {{Sc|Don Lolò}}. Eccone qua un altro! Sant’Aloe t’ajuti a romperti il collo, tu e tutte le tue bestie! Te ne vieni a quest’ora? {{Sc|Il Mulattiere}}. Prima non ho potuto. {{Sc|Don Lolò}}. E io gatte nel sacco non ne ho mai comperate. E voglio che tu i mucchi sul maggese me li faccia dove e come ti dico io; e a quest’ora è troppo tardi. {{Sc|Il Mulattiere}}. Oh, sa la nuova, don Lolò. Io scarico le mule dove vienviene, dietro il muro di cinta, e me ne vado. {{Sc|Don Lolò}}. Pròvati! Voglio vederti! {{Sc|Il Mulattiere}}. Ecco che glielo faccio vedere! {{block|is|S’avvia infuriato.}} {{Sc|’Mpari Pè}} (''trattenendolo''). Eh via, che furie! {{Sc|Don Lolò}}. Lascialo, lascialo andare! {{Sc|Il Mulattiere}}. Se egli ha la testa calda, io l’ho piú calda di lui! Non ci si può aver da fare! Ogni volta, una lite! {{Sc|Don Lolò}}. Eh, caro mio, con me, chi vuol aver da fare — guarda — {{block|is|cava di tasca un libro di piccolo formato, legato in tela rossa}}c’è questo. Lo sai che è? Ti sembra un libriccino da messa? È il Codice Civile! Me l’ha regalato il mio avvocato, che ora è qua, a villeggiatura da me. E ho imparato a leggerci, sai, in questo libriccino, e a me non me la fa piú nessuno, neppure il Padreterno! Contemplato tutto, qua: caso per caso. E me lo pago ad anno, io, l’avvocato! {{Sc|’Mpari Pè}}. Eccolo qua! {{block|is|Esce dalla porta della cascina l’avvocato Scimè con una vecchia paglietta in capo e un giornale in mano, aperto.}} {{Sc|Scimè}}. Che cos’è, don Lolò?<noinclude></noinclude> cz58idwaxgz7n0lbskt067mah1hb3pq Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/426 108 956451 3899121 3472199 2026-09-14T16:15:15Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899121 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|416|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|Don Lolò}}. Signor avvocato, quest’ignorante se ne viene al bujo con le mule a portarmi un carico di concime per il maggese, e invece di chiedermi scusa — {{Sc|Il Mulattiere}} (''cercando d’interrompere, rivolto all’avvocato''). — gli ho detto che prima non ho potuto {{Sc|Don Lolò}} (''seguitando''). — mi ha minacciato — {{Sc|Il Mulattiere}}. — io? non è vero! — {{Sc|Don Lolò}}. — tu, sí, di buttarmelo dietro il muro — {{Sc|Il Mulattiere}}. — ma perché lei... — {{Sc|Don Lolò}}. — io, che cosa? Lo voglio scaricato sul posto, come si deve, a mucchi, tutti d’una misura. {{Sc|Il Mulattiere}}. E andiamo! Perché non viene? C’è ancora due ore di sole, signor avvocato. È che lui vorrebbe soppesarselo in mano, con rispetto parlando, pallottola per pallottola. L’avessi a conoscere! {{Sc|Don Lolò}}. Oh, lascia star l’avvocato, ch’è qua per me e non per te! Non gli dia retta, signor avvocato: se ne vada giú per il viottolo là, al suo solito; si metta a sedere sotto il gelso, e si legga in pace il suo giornale. Verrò più tardi a seguitar con lei il discorso della giara. {{block|is|Al Mulattiere:}}Su, su, andiamo. Quante mule sono? {{block|is|S’avvia col Mulattiere verso destra.}} {{Sc|Il Mulattiere}} ({{block|is|seguendolo}}). Non s’era convenuto per dodici? E son dodici. {{block|is|Scompare con don Lolò dietro la cascina.}} {{Sc|Scimè}} (''alzando le mani e scotendole in aria''). Ah, via, via, via! Domattina all’alba, via a casa mia! Mi sta facendo girar la testa come un arcolajo! {{Sc|’Mpari Pè}}. Non dà requie a nessuno. E le assicuro che un bel regalo gli ha fatto vossignoria con quel libretto rosso! Prima, alla minima contrarietà, gridava: «Sellatemi la mula!». {{Sc|Scimè}}. Già, per correre in città, al mio studio, e farmi ogni volta la testa come un cestone. Caro mio, gliel’ho proprio regalato per questo, il Codice. Se lo cava di tasca, ci si scapa a cercare da sé e lascia me in pace. M’ha ispirato il<noinclude></noinclude> l5794xbbhrqt28y0be53wy7fafsog3a Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/427 108 956452 3899172 3483610 2026-09-14T17:25:45Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899172 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||la giara|417}}{{block|recita}}</noinclude><noinclude> </noinclude>diavolo, piuttosto, a venire a passare qua una settimana! Ma appena seppe dell’ordinazione del medico, che stessi in riposo per un po’ di giorni in campagna, mi mise in croce, mi mise, perché accettassi la sua ospitalità. Gli posi per patto che non dovesse parlarmi di nulla. Da cinque giorni mi rompe l’anima parlandomi d’una giara... di non so che giara... {{Sc|’Mpari Pè}}. Sissignore, della giara grande, per l’olio, arrivata ch’è poco da Santo Stefano di Camastra, dove si fabbricano. Uh, bella: grossa cosí, alta a petto d’uomo: pare una badessa. O che vorrebbe attaccarla anche col fornaciajo di là? {{Sc|Scimè}}. E come no? Perché gliel’ha fatta pagar quattr’onze, e dice che se l’aspettava piú grande. {{Sc|’Mpari Pè}} (''con stupore''). Piú grande? {{Sc|Scimè}}. Non mi parla d’altro da cinque giorni che son qui. {{block|is|S’avvia per il sentieruolo a destra:}}Ah, ma domani, via, via, via. {{block|is|Scompare per il sentieruolo.}} {{block|is|Dall’interno, lontano, per le campagne si ode il bercio cantilenato di Zi Dima Licasi: «Conche, scodelle da accomodare!»}} {{block|is|Dal sentieruolo a destra sopravvengono con scala e canne in collo Tararà e Fillicò.}} {{Sc|’Mpari pè}} (''vedendoli''). Oh, e come mai? Avete smesso d’abbacchiare? {{Sc|Fillicò}}. Ce l’ha ordinato il padrone, passando con le mule. {{Sc|’Mpari Pè}}. E vi disse anche d’andar via? {{Sc|Tararà}}. No, che! Ci disse di trattenerci per fare non so che lavoro nella dispensa. {{Sc|’Mpari Pè}}. Di levarne la botte vecchia? {{Sc|Fillicò}}. Già. Per dar posto alla giara nuova. {{Sc|’Mpari Pè}}. Ah, bene! Son contento che m’abbia dato ascolto almeno una volta! Venite, venite con me. {{block|is|S’avvia coi due verso sinistra; ma sopravvengono da dietro la cascina Trisuzza, la ’gnà Tana e Carminella con le ceste vuote.}} {{Sc|La ’gnà Tana}} (''vedendo i due abbacchiatori''). E come? S’è finito d’abbacchiare?<noinclude></noinclude> fqfyqhoul9ie534ns2r231ok878yx8u Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/428 108 956453 3899365 3472202 2026-09-15T10:12:57Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899365 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|418|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|’Mpari pè}}. Finito, finito, per oggi. {{Sc|Trisuzza}}. E nojaltre, che si fa? {{Sc|’Mpari Pè}}. Aspettate che il padrone torni e ve lo dica. {{Sc|Carminella}}. Cosí con le mani in mano? {{Sc|’Mpari Pè}}. Che volete ch’io vi dica? Andate a scartare nel magazzino. {{Sc|La ’gnà Tana}}. Ah, senza un ordine suo non m’arrischio. {{Sc|’Mpari Pè}}. Mandate allora qualcuno a prender l’ordine. {{block|is|Via da sinistra con Tararà e Fillicò.}} {{Sc|Carminella}}. Vai, vai tu, Nociarello. {{Sc|La ’gna Tana}}. Gli dirai cosí: gli uomini hanno smesso d’abbacchiare; le donne vogliono sapere che cosa han da fare. {{Sc|Trisuzza}}. Se vuole che si mettano a scartare. Digli cosí. {{Sc|Nociarello}}. Cosí. Va bene. {{Sc|Carminella}}. Corri! {{block|is|Nociarello, via di corsa per il sentieruolo a destra. Ritornano in scena da sinistra, prima uno, poi l’altro, sbalorditi, spaventati, con le mani per aria, Fillicò, Tararà e ’Mpari Pè.}} {{Sc|Fillicò}}. Vergine Santa, ajutateci voi! {{Sc|Tararà}}. Io non ho piú sangue nelle vene! {{Sc|’Mpari Pè}}. Castigo di Dio! Castigo di Dio! {{Sc|Le donne}} (''a una voce, facendosi attorno''). — Che è stato? — Che avete? — Che è accaduto? {{Sc|’Mpari pè}}. La giara! la giara nuova! {{Sc|Tararà}}. Spaccata! {{Sc|Le donne}} (''a una voce''). — La giara? — Davvero? — Oh Madre santa! {{Sc|Fillicò}}. Spaccata a metà! Come se le avessero dato con la mannaja: zà! {{Sc|La ’gnà Tana}}. E com’è possibile! {{Sc|Trisuzza}}. Non l’ha toccata nessuno! {{Sc|Carminella}}. Nessuno! Ma chi lo sentirà adesso don Lolò? {{Sc|Trisuzza}}. Farà cose da pazzi! {{Sc|Fillicò}}. Io per me lascio tutto e me ne scappo. {{Sc|Tararà}}. Che? ve ne scappate? Sciocco! E chi gli leverà dal capo allora che non siamo stati noi? Qua fermi tutti! E voi<noinclude></noinclude> sk5d63m1addndgeajwmt0uor1w8di4d Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/429 108 956454 3899387 3483611 2026-09-15T10:17:29Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899387 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||la giara|419}}{{block|recita}}</noinclude>{{block|is|a ’Mpari Pè:}} lo andrete a chiamare. No, no: lo chiamerete di qua; gli darete una voce. {{Sc|’Mpari PÈ}} (''montando sul sedile attorno all’olivo''). Ecco, sí, di qua. {{block|is|Gridando, con una mano presso la bocca, a più riprese:}} Don Lolò! Ah, don Lolòoo! Non sente: va gridando come un pazzo dietro le mule. Don Lolòoo! È inutile! Meglio farci una corsa! {{Sc|Tararà}}. Ma in nome di Dio, non gli fate nascere il sospetto... {{Sc|’Mpari Pè}}. State tranquilli! Come potrei in coscienza incolpar voi? {{block|is|Via di corsa per il sentieruolo.}} {{Sc|Tararà}}. Oh, tutti d’accordo, noi: una parola sola: fermi, a tenergli testa: ''la giara s’è rotta da sé''. {{Sc|La ’gnà Tana}}. S’è dato piú d’una volta — {{Sc|Trisuzza}}. — sicuro! che le giare nuove si rompano da sé! {{Sc|Fillicò}}. Perché tante volte — sapete com’è? — nel cuocerle in fornace, qualche favilla vi rimane presa dentro, che poi tutt’a un tratto ''pam!'' scoppia. {{Sc|Carminella}}. Proprio cosí! Come se le tirassero una schioppettata, {{block|is|accenna un segno di croce:}}Dio ne liberi e scampi. {{block|is|Si odono dall’interno, a destra, le voci di don Lolò e di ’Mpari Pè.}} {{Sc|Voce di don Lolò.}} Voglio sapere chi è stato, per la Madonna! {{Sc|Voce di ’Mpari Pè}}. Nessuno, glielo posso giurare! {{Sc|Trisuzza}}. Eccolo qua! {{Sc|La ’gnà Tana}}. Signore, ajutateci! {{block|is|Appare dal sentieruolo, pallido, infuriato, don Lolò, seguito da ’Mpari Pè e Nociarello.}} {{Sc|Don Lolò}} (''avventandosi prima contro Tararà, poi contro Fillicò, agguantandoli per il petto della camicia e scrollandoli''). Sei stato tu? Chi è stato? O tu o tu, uno dei due dev’essere stato, perdio, e me la pagherete! {{Sc|Tararà e Fillicò}} (''contemporaneamente, divincolandosi''). — Io?<noinclude></noinclude> ddxb3lljzom2equu4arvt7kwmm55x0g Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/430 108 956455 3899388 3486156 2026-09-15T10:21:36Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899388 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|420|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude><noinclude> </noinclude>Lei è pazzo! Mi lasci! Si stia quieto con le mani, o per come è vero Dio... {{block|is|E contemporaneamente, attorno, le donne e ’Mpari Pè, tutti in coro:}} {{Sc|Le Donne}} e '''Mpari Pè''. — S’è rotta da sé! — Non ci ha colpa nessuno! — S’è trovata rotta! — Gliel’ho detto e ripetuto! {{Sc|Don Lolò}} (''ribattendo, ora all’uno ora all’altro''). Ah sono pazzo? — Eh già, tutti innocenti! — S’è rotta da sé! — La farò pagare a tutti quanti! — Andatela a prendere intanto e portatela qua! {{block|is|’Mpari Pè, Tararà e Fillicò corrono a prendere la giara.}}Alla luce, se c’è segno d’urto o di botta, si vedrà. E se c’è, vi salto alla gola e vi mangio la faccia! Me la pagherete tutti quanti, uomini e donne! {{Sc|Le donne}} (''a una voce''). — Che? Noi? Lei farnetica! — Vuol che ne rispondiamo anche noi? — Noi non l’abbiamo nemmeno guardata! {{Sc|Don Lolò}}. Siete entrate e uscite dal palmento anche voi! {{Sc|Trisuzza}}. Eh, già, le abbiamo rotto la giara, strusciandola cosí con la sottana! {{block|is|Si prende con una mano la sottana e smorfiosamente fa l’atto di sbattergliela su una gamba.}} {{block|is|Intanto ’Mpari Pè, Tararà e Fillicò rientrano in iscena da sinistra recando la giara spaccata.}} {{Sc|La ’gnà Tana}}. Oh peccato! Guardatela! {{Sc|Don Lolò}} (''levando le disperazioni a modo di quelli che piangono un parente morto''). La giara nuova! quattr’onze di giara! E dove metterò l’olio dell’annata? Oh bella mia giara! È stata invidia o infamità! Quattr’onze buttate via! E questa ch’era annata d’olive! Ah Dio, che cosa! E come farò? {{Sc|Tararà}}. Ma no, no: guardi — {{Sc|Fillicò}}. — si può sanare — {{Sc|’Mpari Pè}}. — se n’è staccato un pezzo — {{Sc|Tararà}}. — un pezzo solo — {{Sc|Fillicò}}. — spacco netto — {{Sc|Tararà}}. — forse era incrinata. {{Sc|Don Lolò}}. Ma che incrinata! Sonava come una campana!<noinclude></noinclude> th3u8abevmwyy87xaqgm0fgg5251ibm Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/431 108 956456 3899389 3483612 2026-09-15T10:24:44Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899389 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||la giara|421}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|’Mpari Pè}}. È vero. Ne ho fatto io la prova. {{Sc|Fillicò}}. Le ritorna come nuova, dia ascolto a me, se chiama un buon conciabrocche; non si vedrà piú neanche il segno della saldatura. {{Sc|Tararà}}. Chiami zí Dima, zí Dima Licasi! Dev’essere qua presso; l’ho sentito gridare. {{Sc|La ’gnà Tana}}. Bravo mastro, fino: ha un mastice miracoloso, che non ci può neanche il martello, quando ha fatto presa. Corri, Nociarello: è qua accanto, alla chiusa di Mosca; va’ a chiamarlo! {{block|is|Nociarello, via di corsa, per la sinistra.}} {{Sc|Don Lolò}} (gridando). Statevi zitti! M’avete stordito! Non credo a codesti miracoli! Per me la giara è persa. {{Sc|’Mpari Pè}}. Eh, glielo dicevo io! {{Sc|Don Lolò}} (''su tutte le furie''). Che mi dicevi tu, ménchero, che mi dicevi, se è vero che la giara s’è rotta da sé, senza che nessuno l’abbia toccata? Anche se custodita in un tabernacolo, si sarebbe rotta lo stesso, se s’è rotta da sé! {{Sc|Tararà}}. È giusto! Non dite parole inutili! {{Sc|Don Lolò}}. Mi fa dannare, quest’imbecille! {{Sc|Fillicò}}. Vedrà che tutto s’accomoda, con poche lire! E lei sa che dura piú una brocca rotta che una sana. {{Sc|Don Lolò}}. Per l’anima di tutti i diavoli: ho le mule a mezza costa col concime! {{block|is|A ’Mpari Pè:}}Che stai a fare tu qua, a guardarmi in bocca? Corri, va’ a dare un occhio, almeno! {{block|is|’Mpari Pè, via per il sentieruolo.}}Ah, mi fuma la testa, mi fuma la testa! Che zí Dima e zí Dima! Con l’avvocato, piuttosto, devo intendermela! Che se si è rotta da sé, è segno che doveva aver qualche guasto. Sonava, però, sonava, quand’è arrivata! E me la son tenuta per sana. C’è la mia dichiarazione. Quattr’onze perdute. Ci posso far la croce. {{block|is|Si presenta a sinistra zí Dima Licasi seguito da Nociarello.}} {{Sc|Fillicò}}. Ah, ecco qua zí Dima!<noinclude></noinclude> l5pvjdhf6qv0qbhsb03upaxudsiphma Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/432 108 956457 3899390 3472212 2026-09-15T10:27:19Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899390 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|422|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|Tararà}} (''piano a don Lolò''). Badi che non parla. {{Sc|La ’gnà Tana}} (''c. s. quasi misteriosamente''). È di poche parole. {{Sc|Don Lolò}}. Ah sí? {{block|is|A zi Dima:}}E non usate neanche salutare, quando vi presentate davanti a qualcuno? {{Sc|Zí Dima}}. Ha bisogno della mia opera o del mio saluto? Della mia opera, credo. Mi dica che ho da fare e lo farò. {{Sc|Don Lolò}}. O se le parole vi costano tanto, perché non le risparmiate anche agli altri? Non lo vedete qua che cosa avete da fare? {{block|is|Gl’indica la giara.}} {{Sc|Fillicò}}. Sanare questa bella giara, zí Dima, col vostro mastice! {{Sc|Don Lolò}}. Dicono che fa miracoli. L’avete fabbricato voi? {{block|is|Zi Dima lo guarda scontroso e non risponde.}}Oh, rispondete e fatemelo vedere! {{Sc|Tararà}} (''di nuovo piano a don Lolò''). Se lei lo piglia cosí, non ne otterrà nulla. {{Sc|La ’gnà Tana}} (''c. s.''). Non lo fa vedere a nessuno. Ne è geloso. {{Sc|Don Lolò}}. E che è? Ostia consacrata? {{block|is|A zí Dima:}}Ditemi almeno se credete che la giara, accomodata, verrà bene. {{Sc|Zí Dima}} (''che ha posato a terra la cesta e n’ha cavato un vecchio fazzoletto di cotone turchino tutto avvoltolato''). Cosí subito? Io credo quando vedo. Mi dia tempo {{block|is|Si mette a sedere per terra e comincia a svolgere pian piano, con molta cautela, il fazzoletto. Tutti lo guardano, attenti e curiosi.}} {{Sc|La ’gnà Tana}} (''piano a don Lolò''). Sarà il mastice! {{Sc|Don Lolò}}. Io mi sento salire una cosa da qua. {{block|is|Indica la bocca dello stomaco.}} {{Sc|Tutti}} (''appena da quel fazzoletto vien fuori un pajo d’occhiali col sellino e le stanghette rotti e legati con lo spago, scoppiando in una''<noinclude></noinclude> nqe5nmtopzj5zuhj1jsiawmd1hanfr8 Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/433 108 956458 3899391 3483613 2026-09-15T10:31:14Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899391 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione||la giara|423}}{{block|recita}}</noinclude><noinclude> </noinclude>''risata''). — Uh, gli occhiali! — Chi sa che credevamo che fosse! — Credevamo il mastice! — Pare una capezza! {{Sc|Zí Dima}} (''pulendo gli occhiali con una cocca del fazzoletto li guarda; poi, inforcando gli occhiali, esamina la giara e dice''): Verrà bene. {{Sc|Don Lolò}}. Bum! Il tribunale ha emesso la sentenza. Ma vi avverto che di codesto vostro mastice, per quanto miracoloso, non mi fido. Ci voglio anche i punti. {{block|is|Zí Dima torna a guardarlo, poi, senza dir nulla, prende il fazzoletto, gli occhiali e li butta nella cesta rabbiosamente; afferra la cesta, se la rimette in ispalla e s’avvia.}}Ohi, dico, che fate? {{Sc|Zí Dima}}. Me ne vado. {{Sc|Don Lolò}}. Messere e porco, cosí trattate? {{Sc|Fillicò}} (''trattenendolo''). Eh via! zí Dima, pazienza! {{Sc|Tararà}} (''c. s.''). Fate come vi comanda il padrone. {{Sc|Don Lolò}}. Guardate un po’ che arie da Carlomagno! Scannato miserabile e pezzo d’asino, che non siete altro! Ci ho a metter l’olio là dentro, che trasuda. Un miglio di spaccatura, col mastice solo? Ci voglio anche i punti. Mastice e punti. Comando io. {{Sc|Zí Dima}}. Tutti cosí! Tutti cosí! Ignoranti! Sia pure una brocca o sia una conchetta, una ciotola o una tazzina: i punti! I denti della vecchia che digrignano e par che dicano: «Sono rotta e accomodata!». Offro il bene e nessuno ne vuole approfittare. E mi dev’esser negato di fare un lavoro pulito e a regola d’arte! {{block|is|S’appressa a don Lolò:}}Dia ascolto a me. Se questa giara non suona di nuovo come una campana, col solo mastice... {{Sc|Don Lolò}}. V’ho detto di no! Io con costui non ci posso combattere! {{block|is|A Tararà:}}Alla grazia! M’hai detto che parlava poco! {{block|is|A zi Dima:}}È inutile che facciate la predica! Se tutti vi comandano i punti, è segno che a giudizio di tutti i punti ci vogliono. {{Sc|Zí Dima}}. Che giudizio! È ignoranza!<noinclude></noinclude> szo40cdcov5fuws755c1s1g63cpttka Pagina:Pirandello - Maschere nude, Volume II - Verona, Mondadori, 1965.djvu/434 108 956459 3899393 3472216 2026-09-15T10:34:56Z Utoutouto 16823 /* Riletta */ 3899393 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Utoutouto" />{{RigaIntestazione|424|maschere nude|}}{{block|recita}}</noinclude> {{Sc|La ’gna Tana}}. Anche a me — sarà ignoranza — ma mi sembra che ci vogliano, zí Dima. {{Sc|Trisuzza}}. Certo, tengono meglio. {{Sc|Zí Dima}}. Ma bucano! Ci vuol tanto a capirlo? Ogni punto, due buchi; venti punti, quaranta buchi. Dove col mastice solo... {{Sc|Don Lolò}}. Cazzica, che testa! Neanche un mulo! Bucheranno, ma ce li voglio! Sono io il padrone! {{block|is|Rivolgendosi alle donne:}}Su, su, andiamo: vojaltre, a scaricare nel magazzino; {{block|is|agli uomini:}}e vojaltri, nella dispensa, a levar la botte vecchia; andiamo! {{block|is|Li spinge verso la cascina.}} {{Sc|Zí Dima}}. Oh, e aspetti! {{Sc|Don Lolò}}. C’intenderemo a lavoro finito. Non ho tempo da perdere con voi. {{Sc|Zí Dima}}. Vuol lasciarmi qua solo? Ho bisogno di qualcuno che m’ajuti a reggere il lembo spaccato. La giara è grossa. {{Sc|Don Lolò}}. Ah, e allora — {{block|is|a Tararà:}}rimani qua tu. {{block|is|A Fillicò:}}E tu vieni con me. {{block|is|Via con Fillicò. Le donne e Nociarello sono già andati via. Zí Dima si mette subito all’opera, con dispetto. Cava dal cesto il trapano e comincia a fare i buchi alla giara e al lembo spaccato. Nel mentre Tararà gli parlerà:}} {{Sc|Tararà}}. Manco male che l’ha presa cosí! Non ci so credere. Ho temuto che dovesse avvenire il finimondo stasera! Non s’amareggi il sangue, zí Dima. Ci vuole i punti? Lei ce li metta. Venti, trenta, {{block|is|zi Dima lo guarda:}}anche piú? trentacinque? {{block|is|Zi Dima torna a guardarlo:}}E quanti, allora?<noinclude></noinclude> 9v8vx15tlfp20igge28171x2r3j5x9s Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore 0 998529 3899277 3898480 2026-09-15T06:43:23Z Dr Zimbu 1553 3899277 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=9 gennaio 2026|arg=Da definire}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Rime d'amore e di religione]] - Secondo amore|prec=../|succ=../Secondo amore/Le lodi}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="28" to="28" tosection="s1" /> == Indice == *{{testo|/Le lodi}} *{{testo|/Il trionfo della castità}} *{{testo|/La lontananza}} *{{testo|/La gelosia}} *{{testo|/Il pentimento}} g8e5x0yv0l7vnoi9lp5rqr9l0jxrsl7 Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia 0 998891 3899278 3824690 2026-09-15T06:43:32Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899278 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Secondo amore]] - La gelosia|prec=../La lontananza|succ=../Il pentimento}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="55" to="55" tosection="s1" /> === Indice === * {{testo|Ne lo spuntar che il sol fe' in oriente|tipo=tradizionale}} * {{testo|Poiché questa mia donna in terra nacque|tipo=tradizionale}} * {{testo|Veramente in amore|tipo=tradizionale}} * {{testo|La fiamma almen de' sospir caldi e spessi|tipo=tradizionale}} * {{testo|Com'avrá sparsi i santi odor l'Aurora|tipo=tradizionale}} * {{testo|I dí giá involan parte|tipo=tradizionale}} * {{testo|S'io il dissi mai, che l'onorata fronde|tipo=tradizionale}} * {{testo|Iniquissimo sdegno|tipo=tradizionale}} * {{testo|Io son sì stanco sotto il grave peso|tipo=tradizionale}} * {{testo|Quella ch'a l'ombra e al sol ne' miei sospiri|tipo=tradizionale}} * {{testo|Se l'armi d'umiltade, ond'io pur soglio|tipo=tradizionale}} * {{testo|Or ch'atra nebbia, o re de' monti, il crine|tipo=tradizionale}} * {{testo|Tanti con mia vergogna aspri tormenti|tipo=tradizionale}} * {{testo|Mentre che voi, cui vien dal ciel concesso|tipo=tradizionale}} * {{testo|Soleano i miei famelici ed ardenti|tipo=tradizionale}} * {{testo|Come su l'olmo i suoi fieri accidenti|tipo=tradizionale}} * {{testo|Ora che forse voi con gli occhi fiso|tipo=tradizionale}} * {{testo|Non pur quel terso e crespo oro lucente|tipo=tradizionale}} * {{testo|Quando talor vo rimembrando l'ore|tipo=tradizionale}} i5j08fvn0jg2c7ic34tso185im66pea Tanti con mia vergogna aspri tormenti 0 999049 3899270 3828574 2026-09-15T06:42:37Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899270 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Tanti con mia vergogna aspri tormenti | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Or ch'atra nebbia, o re de' monti, il crine | succ = Mentre che voi, cui vien dal ciel concesso }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="63" to="63" tosection="s1" /> tc5jfzkxa6edej5r5u8t9yecxgh5tik Mentre che voi, cui vien dal ciel concesso 0 999050 3899271 3818247 2026-09-15T06:42:38Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899271 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Mentre che voi, cui vien dal ciel concesso | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Tanti con mia vergogna aspri tormenti | succ = Soleano i miei famelici ed ardenti }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="63" to="63" fromsection="s2" /> tnymewrsvpbliznmhlhnu69ofmgv3to Soleano i miei famelici ed ardenti 0 999051 3899272 3827074 2026-09-15T06:42:40Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899272 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Soleano i miei famelici ed ardenti | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Mentre che voi, cui vien dal ciel concesso | succ = Come su l'olmo i suoi fieri accidenti }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="64" to="64" tosection="s1" /> 37r8rxn7prc6slmjbghmo4jgdstzd65 Come su l'olmo i suoi fieri accidenti 0 999052 3899273 3797328 2026-09-15T06:42:44Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899273 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Come su l'olmo i suoi fieri accidenti | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Soleano i miei famelici ed ardenti | succ = Ora che forse voi con gli occhi fiso }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="64" to="64" fromsection="s2" /> 71h3rpdo777hegnjrhh809lwif8m5zy Ora che forse voi con gli occhi fiso 0 999053 3899274 3820733 2026-09-15T06:42:55Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899274 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Ora che forse voi con gli occhi fiso | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Come su l'olmo i suoi fieri accidenti | succ = Non pur quel terso e crespo oro lucente }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="65" to="65" tosection="s1" /> sit85yx7i00w87h46aj96nf01go012e Non pur quel terso e crespo oro lucente 0 999054 3899275 3818921 2026-09-15T06:42:57Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899275 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Non pur quel terso e crespo oro lucente | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Ora che forse voi con gli occhi fiso | succ = Quando talor vo rimembrando l'ore }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="65" to="65" fromsection="s2" /> 7i4cly54q5gja6c2vr23wd0kmntdhz6 Quando talor vo rimembrando l'ore 0 999055 3899276 3823688 2026-09-15T06:43:07Z Dr Zimbu 1553 Porto il SAL a SAL 100% 3899276 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=100%|data=15 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giovanni Guidiccioni/Francesco Beccuti | Nome e cognome del curatore = Ezio Chiorboli | Titolo =Quando talor vo rimembrando l'ore | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = Letteratura | Argomento = sonetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu | prec = Non pur quel terso e crespo oro lucente }} {{Raccolta|Rime (Guidiccioni)/Rime d'amore e di religione/Secondo amore/La gelosia|Secondo amore - La gelosia}} <pages index="Guidiccioni, Giovanni – Rime, 1912 – BEIC 1850335.djvu" from="66" to="66" /> 0vm1wf719g3z02egv63kw6se5md781f Pagina:Nuovo regolamento interno del Consiglio comunale di Roma (1895).pdf/3 108 1003532 3899123 3841842 2026-09-14T16:32:06Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 100% */ 3899123 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|4|}}</noinclude>convocazione, almeno tre giorni prima, salvo i casi d’urgenza. «È in facoltà del Prefetto d’ordinare, d’ufficio, adunanze del Consiglio comunale per deliberare sopra determinati oggetti da indicarsi nel relativo decreto». (''Art. 103 della legge com. e prov. 10 Febbraio 1889, modificato dall’art. 16 della legge 11 Luglio 1894 N. 287''). {{Ct|f=100%|t=1|v=1|L= |Art. 2.}} «La convocazione dei Consiglieri deve esser fatta dal Sindaco con avvisi scritti da consegnarsi a domicilio. «La consegna dovrà risultare da dichiarazione del messo comunale. «L’avviso per le sessioni ordinarie con elenco degli oggetti da trattarsi, deve essere consegnato ai Consiglieri almeno cinque giorni e, per le altre sessioni, almeno tre giorni prima di quello stabilito per la prima adunanza. «Tuttavia, nei casi d’urgenza basta che l’avviso, con relativo elenco, sia consegnato 24 ore prima; ma in questo caso, quante<noinclude></noinclude> g7tj2ose5vxn5yj9s7oje1vvip3xodl Pagina:L'illustratore fiorentino 1908.djvu/56 108 1011193 3899028 3657404 2026-09-14T12:31:29Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3899028 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|{{smaller|42}}|{{Sc|l’illustratore fiorentino}}|}}</noinclude>a favore della Badia di Settimo, alla quale dichiara dover esser rifatti i danni cagionati dalla depredazione o gravamento fatto da Gerio di Iacopo e Niccolò di Lotto sopra i mulini e infrantoi della medesima, come compratori della gabella dei macinati, per ragione della gabella medesima». {{smaller|({{Sc|Archivio di Stato di Firenze}} — ''Archivio Cistercense, Spogli di Pergamene, alla data'').}} {{A destra|{{Sc|{{Wl|Q125319497|A. Canestrelli}}}}.}} {{Ct|c=t2|Il Tetto dei Pisani.}} Sulla Piazza della Signoria, di prospetto a Palazzo Vecchio, nel luogo dove nel periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia sorse il palazzo oggi delle Assicurazioni di Venezia, esisteva un gruppo informe di fabbricati, differenti per carattere, per dimensioni, per altezza. Dei tratti di muraglie solide col paramento a bozze di pietra annerite dagli anni e dagl’incendi ricordavano che in quel luogo s’inalzavano un giorno antichi palagi ed altri edifizi di severa costruzione medievale. Nel centro di quel gruppo di fabbriche erano poche tracce della facciata di una chiesa; sul canto di Calimaruzza aprivasi un grande atrio che serviva al passaggio delle corriere postali e sull’opposto canto, verso Via Vacchereccia, inal-<noinclude></noinclude> 1c6huof2wbb6m510tbw3j63z14bd3nz Pagina:L'illustratore fiorentino 1908.djvu/68 108 1011439 3899132 3658093 2026-09-14T16:47:09Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3899132 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|{{smaller|54}}|{{Sc|l’illustratore fiorentino}}}}</noinclude>''portare elsabato sancto el fuocho benedetto a sancta maria del fiore el quale vi si porta honorevolmente'' (cioè) ''con chompagnia di preti e colle trombe fiorini trenta''<ref>Arch. di St. Fior., Catasto Firenze e Fiesole, n. 602, pag. 50.</ref>. Nella seconda metà del secolo XV, al cero deve essere stato sostituito l’artistico porta-fuoco, ordinato dai Capitani di Parte Guelfa, i quali avevano il patronato di Santa Maria sopra Porta. È composto di tre parti distinte, riunite senza troppo criterio: il soggetto principale è lo stemma della Parte consistente in un’aquila, che tiene tra’ suoi artigli un drago. Lo stemma è sormontato da una colomba, trattata più sommariamente e al di sotto trovasi un vaso, a forma di bracere, di rame dorato lavorato a sbalzo e fatto in modo da contenere il fuoco. L’aquila il drago e le volute sono di ferro a colori rosso e verde, che erano appunto i colori della Parte. Il porta fuòco è un insieme di pezzi disparati ed ha più l’aspetto di un emblema politico che religioso. {{A destra|{{Sc|{{Wl|Q141246401|Arnaldo Cocchi}}}}}}<noinclude><references /> {{Rule|t=2|4em}}</noinclude> sp4aly4a2ucr3kxkr1um0yy51sgxhwi Pagina:L'illustratore fiorentino 1908.djvu/76 108 1011627 3899303 3658738 2026-09-15T07:35:12Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3899303 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|{{smaller|58}}|{{Sc|l’illustratore fiorentino}}}}</noinclude>lore più noto col soprannome di ''{{Wl|Q1773802|Pesello}}'', possedeva: «una casa presso la porta di S. Frediano ed una casetta in Via S. Giovanni». {{AutoreIgnoto|{{Wl|Q856749|Benci di Lorenzo}}}} dipintore aveva una casa in Borgo S. Frediano a confine colla Via S. Benedetto (ora Via di Camaldoli). {{AutoreIgnoto|Iacopo di Cristofano}} dipintore, una casa nel Borgo a confine coi di Gardo ed una casa in Via del Fiore. {{AutoreIgnoto|Stefano di Lorenzo}} dipintore, una casa nella stessa via a confine con Borghi e Michele d’Arrigo orpellato. {{Ct|c=t2|Una scuola in Via Maggio nel XVI secolo.}} Ser Stefano d’Agnolo Della Stiava di Volterra e Ser Francesco di Frediano da Lari hanno a vita da Antonio Ridolfi due stanze d’una casa sul canto di Via Maggio e Via della Tromba (ora dello Sprone) «dove tengano scuola».<ref>Dalle Ricerche delle case del Quartiere di S. Spirito dell’anno 1561.</ref>.<noinclude><references /> {{Rule|6em|t=2}}</noinclude> 7rhzwcbd062c2jzdd1ur1ji0hpbfrgh Pagina:L'illustratore fiorentino 1908.djvu/89 108 1012010 3899305 3660938 2026-09-15T07:58:43Z Cruccone 53 /* Pagine SAL 75% */ 3899305 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione||{{Sc|l’illustratore fiorentino}}|75}}</noinclude>a che il Granduca Leopoldo II la fece porre nella Chiesa di Ripoli in via della Scala e di lì alla sua soppressione fu trasportata al Conservatorio della Quiete ove tuttora si conserva e si ammira. Il {{Wl|Q141458076|Giulianelli}}<ref>{{Sc|Giulianelli}}. {{TestoAssente|''Memorie degli intagliatori moderni in pietre dure''}}. Livorno 1753.</ref> a proposito di lui scrive: «Io riporto volentieri le espressioni di un tale uomo che hanno nella loro semplicità il carattere della verità, la quale è anco sostenuta e autenticata da molte persone degne di fede ancor viventi, che l’hanno conosciuto per quello stesso che egli si decanta. Si vedono in detto suo trattato sei macchine dallo stesso Torricelli inventate per tagliare, forare, pulire e sbozzare le pietre e girare la ruota di sotto il banco». Ingegno meccanico, sagace e inventore ingegnoso di ordigni ed attrezzi ci fa rammentare l’omonimo suo Evangelista di cui Faenza e Firenze hanno in questi giorni celebrata la gloria tre volte centenaria. Cosimo III granduca su cui gli storici e i cronisti hanno saputo accumulare un’intera congerie di odio e di sprezzo non davvero meritati del tutto, saggio estimatore e mecenate di dotti e di artisti, incaricò il Torricelli di recarsi a visitare la località di Levigliani presso Pietrasanta, dove credevasi di potere estrarre il cinabro minerale del quale il sovrano aveva<noinclude></noinclude> cv46sqfaadw7jjs5eawewuo82hzvg9x Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/119 108 1019025 3899321 3874317 2026-09-15T08:40:22Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899321 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 117 —|}}</noinclude><section begin="s1" />Come il lettore vede a [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/A_va_sun|tav. n. 38]] in realtà è un superbo esempio di canzone della culla. Ne ha tutti i peculiari caratteri. Il tono minore, il passo breve procedente per gradi, l’estensione pentatona, la linea melodica ondeggiante, le lunghe fermate, la disposizione della frase in pretto stile di ninna-nanna, con la cadenza dalla sopra tonica anzichè dalla sensibile. Ninna-nanna dunque e primitiva per giunta. Esempio degno di studio e da essere segnalato all’attenzione dei giovani musicografi.<section end="s1" /> <section begin="s2" /> {{Centrato|'''TOSCANA.'''}} Da questa Toscana che tante gioie m’ha dato nello studio della sua storia piena di mirabilissimi fatti, da cui emana tanta luce di civiltà che l’Italia prima e il mondo tutto poi dovevano restarne illuminati per tanti secoli; che tanta gioia m’ha dato nell’ammirazione dei suoi patriotti insigni di cui qualcuno, come il {{AutoreCitato|Francesco Ferrucci|Ferruccio}}, nel sacrifizio sublimi; nella contemplazione degl’innumerevoli capolavori dei suoi pittori, scultori, architetti, cesellatori, orali, artisti tutti per ogni ramo veramente eccelsi; nell’assidua lettura dei suoi scrittori poderosissimi e di pensiero e di forma, e nel tragico come nel comico, nel soave come nel satirico, da {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} a {{AutoreCitato|Francesco Domenico Guerrazzi|Guerrazzi}}, da <section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude> b6gs6p46br79n6e8vedulaukscpdljh Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/120 108 1019027 3899322 3842724 2026-09-15T08:41:18Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899322 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 118 —|}}</noinclude>{{AutoreCitato|Giovanni Boccaccio|Boccaccio}} a {{AutoreCitato|Giuseppe Giusti|Giusti}}; nello studio dei suoi musici che dalla ''Camerata Fiorentina'', e dai suoi grandi poeti che nel cantare i propri versi crearono forse con nuovi metri nuove melodie, fino ai maestri viventi che sono pure i nostri di maggior fama, dalla Toscana dico grandi gioie mi ripromettevo anche nello studio della sua canzone del popolo. Vero è che per un altro mio studio alcune preliminari ricerche condotte nel campo strumentale non mi avevano fruttato quasi nulla e che le melodie già raccolte e pubblicate da altri non mi davano grandi speranze, speravo però nell’incognito che talvolta serba le più gradite sorprese e questa volta, rappresentato dall’aiuto di un musicologo toscano professante, per giunta, a Firenze, poteva essere per me un vero scrigno. Nella giustificata smania dunque che mi bruciava l’animo di leggere le canzoni gentilmente favoritemi dal detto musicologo, se pur non era la speranza di potermi trovare innanzi a’ resti di una canzone etrusca, come talvolta, nelle lunghe passeggiate archeologiche su per le colline e le incolte terre che fan corona alla mia città natale fra i fittili cocci che andavo raccogliendo qualcuno ne ritrovavo di etrusca fattura, vi era però nell’avida lettura una segreta inconfessata speranza di ritrovarci l’eco delle {{Pt|can-|}}<noinclude><references/></noinclude> hqp23a6vqultfq21835l1zvpri0io16 Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/121 108 1019028 3899323 3842728 2026-09-15T08:42:08Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899323 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 119 —|}}</noinclude>{{Pt|zoni|canzoni}} che, dal medio evo fino al settecento, empivano l’aria delle serene notti di maggio di Fiorenza odorosa e innamorata del pari che sanguinosa come a’ tempi dello sciagurato {{AutoreCitato|Lorenzino de' Medici|Lorenzino de’ Medici}}. Ed io l’accarezzavo quella speranza perchè chi mi favoriva i canti era quello stesso professor Bonaventura che della Toscana sua va da tempo studiando amorosamente la storia della musica e più particolarmente di quel periodo che dal XIII secolo arriva fino a’ nostri giorni. Che ne ha studiato dal lato musicale i tre grandi poeti: {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}}, {{AutoreCitato|Giovanni Boccaccio|Boccaccio}}, {{AutoreCitato|Francesco Petrarca|Petrarca}}. Ma ogni audace volo è caduto frustato all’ali dal solito monito: in Italia non vi è, per ora, posto alle ricerche sulla etnofonia; è caduto appena scorso il breve foglio di carta da musica accompagnato da preziose notizie. L’erudito donatore mi scrive: «Può star sicuro che questi canti sono realmente puri da ogni inquinamento». Il giudizio è autorevolissimo e certo giusto, ma non per questo vale a ridarmi la ripromessami gioia. Essa è caduta come foglia al chetare del vento. Sono puri da ogni inquinamento? D’elementi musicali etnici di altre regioni non metto in dubbio, ma si può del pari star sicuri lo siano da contatti e mescolanze con la musica dotta?<noinclude><references/></noinclude> nxl4e967o0o1e57r2872ij3w1mz1u85 Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/111 108 1019505 3899311 3874313 2026-09-15T08:29:59Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899311 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 109 —|}}</noinclude>Io mi permetto darla (vedi [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/Ameime_mi|tav. n. 31]]) colle stesse parole con cui l'ho data per le altre regioni. Ciò a rendere più facile la comparazione, più evidenti i caratteri simili e dissimili che sono fra le varie lezioni. Così pure, a me pare che il Pedrelli avrebbe fatto meglio, anzichè segnare il valore del do finale con varie figure legate, tradurlo con un solo valore con la corona sopra, non avendo la nota finale durata fissa ma solo quanto la capacità polmonare dell’esecutore consente. In tre ottavi (che in realtà non sono altro che il tre quarti) e cioè in misure divise in tre movimenti come le tre lezioni riportate della sua omonima. Nonostante la maggior distanza si avvicina di più a quella piemontese. La melanconia della tonalità minore è accresciuta dall’acuta tessitura della seconda parte della prima frase che costringe il popolano ad una emissione vocale in falsetto a bocca semichiusa, di un effetto etnico assolutamente caratteristico. Al riguardo della tonalità anzi è mesta più della piemontese e dell’altre che sono tutte in maggiore. Lo stornello romagnolo ha, come il lettore può verificare nell’esempio a [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/Fior_di_bambare|tav. n. 32]], le forme comuni allo stornello del Lazio ed a quello toscano. Forme comuni, e ove dicasi stornello, {{Pt|faci-|}}<noinclude><references/></noinclude> 3rz9mdsynbtorl99x15few78587p640 Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/112 108 1019506 3899313 3844664 2026-09-15T08:30:40Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899313 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 110 —|}}</noinclude>le sarebbe anche ad un musicologo consumato e di udito sottile, il cadere in errore nell’assegnare ad uno stornello più un centro che un altro. Eppure anche in questo genere qualche differenza di stile vuolsi notare e mentre quello della Toscana è più sciolto, franco e svelto e da ciò gaio, quello romagnolo al contrario si serra in una linea che ha del più mesto nel tono minore che ne annuncia la maggiore primitività. {{Centrato|⁂}} Un gran respirone di sollievo mi viene dal fondo del cuore per questa regione poichè oltre al precedente coscienzioso studio del Pedrelli essa ha pure, come pur troppo poche in Italia, il suo appassionato studioso di etnofonia, e lo ha, per maggior letizia, nel suo più caro e vero artista del suono che l'''etnos'' musicale raccoglie nelle varie forme, ed appresta in forma di materiale da studio ai musicografi e in forma di gemme incastonate in lavori d’arte, cioè nei suoi melodrammi. Così è che gli altri temi che dò per questa regione, li devo alla cortesia del maestro Pratella che mi consente, e gliene porgo pubbliche grazie, di toglierli dalle ancor fresche bozze di un suo libro in corso di stampa che precede questo mio e, al momento, non so se<noinclude><references/></noinclude> 1zoi5viufq46ra9v9uq9konry07jpuh Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/113 108 1019507 3899314 3874314 2026-09-15T08:33:48Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899314 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 111 —|}}</noinclude>col mio possa avere affinità d’intenti o dissensi di vedute critiche. {{Centrato|⁂}} S’alternano nello stornello ([[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/Mi_voglio_fa_un_vestito|Tav. n. 33]]), i tempi di tre, due e quattro quarti, ma non producono, come parrebbe dovere, alcun senso d’instabilità e d’incertezza ritmica. Notevolissimo è il trovarci il gruppetto, che già di per sè è l’abbellimento più evoluto, e trovarcelo nella forma più completa di quattro note. Un altro fatto del pari degno dell’attenzione dell’archeologo della musica è l’apparizione di quel ''la bemolle'' che comparisce nel gruppetto di tre note nella seconda parte del ritornello. Ed io non ne vedo alcun perchè, della comparsa di un tal suono estraneo, e non saprei attribuirlo che ad un ritorno momentaneo al molleggiamento primitivo della gola del cantore già da lunghi secoli avvezza alle precisioni del sistema temperato. {{Centrato|⁂}} Nella Romagna usano il canto a più voci che arrivano a dividersi perfino in sei parti; tre femminili in alto, tre maschili al basso. Questo da noi riportato a [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/Io_son_nata_tra_le_rose|tav. n. 34]] è graziosissimo con quell’elegante terzina di biscrome<noinclude><references/></noinclude> ff9um4lqm5xahazujdpjp8oh3w8ebm3 Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/114 108 1019508 3899315 3874036 2026-09-15T08:34:30Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899315 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 112 —|}}</noinclude>ad uso di abbellimento vocale di effetto dolcissimo, che gli tolgono quel che di volgare suole avere questo genere di canzoni multivoche. Perchè, intendiamoci, se pur vi sono procedimenti di origine e stile montanino non è qui certo luogo a parlare di primi spontanei processi armonici o contrappuntistici. In questo genere di canti il fatto evolutivo è già avvenuto, completamente avvenuto. Si tratta di armonia più tosto che di contrappunto vocale, già passata attraverso la storia. Chi l’ha creata o la canta certo di scienza musicale non sa, ma ciò non toglie che inscientemente non abbia forse per atavismo, raccolto elementi storici o dotti della musica e li applichi istintivamente. Nonostante tutto quanto abbiano detto finora anche ne’ cori montanini, si o no contaminati dalla cittadinesca volgarità, il famoso cantare per terze si palesa di germinazione spontanea e non scolastico come vorrebbero i parrucconi della scienza musicale che, vedendo sfuggire ogni cosa al loro dominio nè sapendo a che afferrarsi, almeno questo procedimento, il più semplice in fin de’ conti, vogliono difendere a tutti i costi come invenzione di loro trattatisti, carcerieri e farmacisti di ogni manifestazione d’arte che vogliono tenere sotto chiave e ridurre in pillole.<noinclude><references/></noinclude> qwqnywfjote00fggf6gfqp1drsvfhcd Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/115 108 1019509 3899316 3874315 2026-09-15T08:35:14Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899316 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 113 —|}}</noinclude>{{Centrato|⁂}} Ma in ogni regione la voce più dolce è quella che culla il pargoletto e che ognuno di noi vorrebbe ci fosse per cullarlo ancora quando uno di que dolori, che talora passano nella vita di un uomo come una tempesta che schianta anima e cuore, fa invocare la madre che non è più. Vedi a tav. n. [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/Fa_la_nana,_fa_la_dounca|35]], [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/Fi_la_nana,_fi_la_so|36]] due di tali voci. Nelle Romagne come in Sardegna come in Norvegia come presso i Siù d’America o le tribù dell’Africa centrale, più o meno evolute, più o meno fiorite, è lo stesso ascendere della voce, le stesse note lunghe veramente cullanti e concilianti il sonno. È un fenomeno troppo identico e troppo identicamente sentito perchè nella sua manifestazione fonica possa aver ricevuto palesi e sostanziali differenze unicamente per essere sbocciato dal cuore di mamme appartenenti a popoli e regioni diverse. Certo queste della Romagna, raccolte dal Pratella, sono fra le più semplici, ma non per questo delle più antiche nè delle più espressive. Non delle più antiche perchè non è l’estrema semplicità che sia indizio di maggior antichità, talora anzi essendo il contrario. Qui poi la troppo regolare quadratura e l’assenza di ogni movimento ritmico che palesi l’interna emozione o<noinclude><references/></noinclude> auqn4qcj0893ccnc82tzc5pypcj9igt Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/116 108 1019510 3899318 3844772 2026-09-15T08:36:20Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899318 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 114 —|}}</noinclude>almeno il fatto materiale del dondolio esclude essere una diretta manifestazione sentimentale, umana. Non una nota col punto e seguente semicroma, non una reale emotiva acciaccatura. Per di più il fatto della tonalità maggiore moderna contrasta alla prima espressione fonica del sentimento che è e deve essere nel contesto musicale della ninna-nanna. Strumenti da gabinetto di scienze, positivi, matematicamente precisi, incapaci del minimo tradimento o distrazione, ''l’ergografo'' ed il ''dinamometro'', hanno, per moltiplici, lunghe e minuziose esperienze, concordemente segnalato il rinforzarsi del loro lavoro sotto l’azione del tono maggiore e il rilasciarsi e infiacchirsi alle musiche in tono minore, il che accerta non essere un vuoto assioma esistere una musica energetica ed una deprimente, essere il tono maggiore indice e fonte di forza e di gioia, di attività insomma; e il minore, espressione e dare impressione di mestizia, accasciamento, indebolimento delle facoltà intellettive e muscolari. Ciò provato, noi non possiamo credere mettersi la natura in contradizione con se stessa e dettare alla madre, come sonnifero pel suo bambino, una melodia che ne possa, in qualche guisa, destare le energie e quindi turbare e ritardare il riposo. Noi vediamo al contrario come il guerriero selvaggio, dalla natura guidato, intoni le sue marce in tono {{Pt|mag-|}}<noinclude><references/></noinclude> luudg909uhvqs9caxsorng8tk7gnppq Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/117 108 1019523 3899319 3844775 2026-09-15T08:36:49Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899319 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 115 —|}}</noinclude>{{Pt|giore|maggiore}} e con marcato ritmo capaci di sollevarne ed ecitarne le energie necessarie alla fatica ed il coraggio indispensabile ad affrontare i pericoli della guerra, come il pastore arabo sa bene per istinto e per primitiva osservazione, scegliere fra la sua musica quella da intonare mentre il gregge pascola perchè questo ingrassi, e come la madre di tribù primitive intoni, per squisito istinto materno, le sue ninne-nanne in tono minore con note prolungate e a voce sommessa in modo da riunire i tre grandi coeficenti deprimenti del suono, meravigliosamente atti a predisporre al riposo e conciliare il sonno. Queste modeste nostre conclusioni urtano e sono in contradizione con quelle cui è arrivata l’{{AutoreCitato|Ella Adaïewsky|Adaïewsky}} nel suo studio sulla ''Berceuse populaire'' in cui prende in esame ben diciannove ninne-nanne di diversi paesi, e contrasta anche col famoso tono minore che sarebbe stato dagli antichi, greci compresi, considerato bellico per eccellenza, così come pare contrastare alla comune psicologia musicale dello scozzese il quale anzichè di sonanti metalli o come più volgarmente dicesi di corni e trombe, si serve della cornamusa come di strumento incitatore alla pugna. Ma, che farci? È ventura ch’io debba contrastare in molte cose alle affermazioni dei miei predecessori. Anche qui la natura mi dice {{Pt|altri-|}}<noinclude><references/></noinclude> 55yhvrfuuv9n4l0509b3jemap4ltg7e Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/40 108 1019592 3899215 3896068 2026-09-14T19:16:49Z Panz Panz 3665 3899215 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione|{{Sc|xxxvi}}|INTRODUZIONE.||riga=sì}}</noinclude><section begin="s1" />king di Confucio. Lo Sciu-king, il Theun-tsion di {{AutoreCitato|Confucio|Confucio}}, col commentario e colle aggiunte del suo amico {{AutoreCitato|Zuo Qiuming|Tso-kieou-ming}} sono fra i più augusti e legittimi monumenti storici della Cina. {{AutoreCitato|Diodoro Siculo|Diodoro}} prova come in Persia una pubblica legge di Stato obbligasse a conservare scritte ordinatamente in certe membrane reali le antichissime gesta della nazione<ref>Lib. II.</ref>. Lo stesso Diodoro asserisce aver avute i sacerdoti d’Egitto memorie antichissime di tutte le varie successioni del regno nelle quali erano notate le più importanti notizie politiche e civili e militari del regno<ref>Lib. XLIII.</ref>; e le notizie che {{AutoreCitato|Erodoto|Erodoto}} dà come avute dai sacerdoti egizi sono prova della loro sapienza storica<ref>Lib. II.</ref>. Quanti storici non precedettero i più antichi di cui ci pervennero le opere o le notizie? {{AutoreCitato|Flavio Giuseppe|Giuseppe Ebreo}} prova avere i Tiri custodite lungamente tutte le loro antichissime storie<ref>Contr. App. lib. I.</ref>. {{AutoreCitato|Sancuniatone|Sanconiatone}} ricavò le sue da quelle di molti antichi scrittori che lo avevano di secoli preceduto<ref>{{AutoreCitato|Porfirio|Porph.}} presso {{AutoreCitato|Eusebio di Cesarea|Euseb.}}, ''Præp. evang.'', cap. 111.</ref>. Mosco e Mocho storico fenicio anteriore alla guerra di Troia aveva composte le opere sue sopra altre, molto ancor più vetuste e citate da Giuseppe Ebreo<ref>Contr. App., lib. I.</ref>. Tutti gli scrittori greci e romani, dice {{AutoreCitato|Nicolas Fréret|Fréret}}<ref>Acad. des Inscript.'', tom. VII.</ref>, si accordano in riguardare gli Assiri i fondatori della più antica monarchia, ed alla antichità della monarchia corrispondeva certamente quella della storia. {{AutoreCitato|Berosso|Beroso}}, dice il già citato Giuseppe, confrontando gli antichissimi annali de’ suoi Caldei e que’ dei Fenici compose le storie sue. {{AutoreCitato|Palefato|Palefato}} di cui abbiamo tuttavia il primo libro ''Delle cose incredibili'', è anteriore ad {{AutoreCitato|Omero|Omero}}, come lo furono {{AutoreCitato|Ditti Cretese|Ditti cretese}} e {{AutoreCitato|Darete Frigio|Darete frigio}}, autori della storia delle guerre troiane. Che diremo di tutti i poeti fatti di più secoli più antichi di Omero, di cui fanno parola {{AutoreCitato|Sesto Empirico|Sesto Empirico}}, {{AutoreCitato|Eustazio di Tessalonica|Eustazio}}, Suida, {{AutoreCitato|Claudio Eliano|Eliano}}, {{AutoreCitato|Strabone|Strabone}}, e dei quali il {{AutoreCitato|Johann Albert Fabricius|Fabricio}} ne notò ben settanta<ref>Biblioth. græc.'', tom. VII.</ref> e su cui pur tanto scrisse {{AutoreCitato|Lilio Gregorio Giraldi|Lilio Giraldi}}?<ref>''De Poet.'', Dial. III.</ref> I Purana degli Indi e le loro due immense epopee, cioè a dire il Mahabarata di Vyasa ed il Ramajana di Valmiki rimontano ad una antichità la quale per quanto supporre la si voglia dagli orientalisti esagerata, la debbe pur éssere grandissima, e l’Edda, secondo le dimostrazioni di {{AutoreCitato|Jacob Schimmelmann|Schimmelman}} risalirebbe a quindici secoli prima di Cristo. <section end="s1" /> <section begin="s2" />{{Centrato|CAPITOLO III.}} {{Indentatura}}{{Sc|Epoca}} III, ''ossia della storia'' primitiva ''certa risguardante lo sviluppamento delle prime istituzioni politiche e civili, dei primi progressi delle scienze naturali, fisiche e morali, delle lettere e delle arti.''{{FineIndentatura}} {{Centrato|{{smaller|(Dal 1000 al 300 av. C.).}}}} Nell’epoca precedente già noi abbiamo fatto parola dei varii governi e dei legislatori che segnarono per così dire le prime fasi dell’ordinamento politico dei popoli, ma quel nostro cenno dovette essere breve e sfuggevole, non essendo stato allora lo scopo nostro che quello di toccare alle sole origini di quelle istituzioni, giacchè quella informe età non dava luogo ad alcun profondo ragionamento positivo sulla natura di esse. Se egli è vero, come è avviso di molti profondi storici politici, che le monarchie siano state le prime forme di governo dei più antichi popoli, egli è altresì certo che esse per lo più non poteano essere sorte che da una specie di supremazia domestica acquistatasi dai meglio veggenti e potenti delle varie famiglie, estesasi quindi dalle famiglie alle tribù che venivano di mano in mano colla riunione di più famiglie organizzandosi. Avanti che si potessero costituire le grandi monarchie, egli è certo che debbono essere preesistiti altrettanti regoli, quante erano le tribù che popola vano allora la terra. Quante erano le città, altrettanti dovevano quindi essere i regni, o i governi autonomi e indipendenti. La storia sacra profana ci offrono numerosi documenti di questa verità. Al tempo di Abramo cinque erano i monarchi nella sola valle di Sodoma<ref>Genes., cap. XIV, v. 8.</ref>. Il numero dei re disfatti da Giosuè nei brevi limiti delle sole terre di Palestina arrivava a trentuno<ref>Gios., cap. XII, v. 24.</ref>. Adonibesec, morto dopo Giosuè, confessò aver nelle varie guerre da lui intraprese fatti morire ben settanta regi<ref>Giudic., cap. 1, v. 7.</ref>. L’Egitto era in prima origine diviso in molti Stati<ref>{{AutoreCitato|Eusebio di Cesarea|Euseb.}}, ''Prœp. evang.'', lib. IX, cap. 27.</ref>. Le differenti provincie che oggidì costituiscono l’impero della Cina del Giapone formavano anticamente altrettante sovranità<ref>''Anc. Relat. de Indes et de la Chine'', pag. 186. — Lo stesso dice {{AutoreCitato|Johann Georg Schlosser|Schlosser}} essere stato dell’India.</ref>. Per quanto tempo non ebbe la Grecia altrettanti re, quanti erano non pure le sue città, ma i suoi borghi, le sue picciole tribu? L’Africa, l’America ed una parte dell’Asia offrono<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude> b6hevkap5fa7euek89j3i5yylwpoo1j Pagina:L'Anima musicale d'Italia.djvu/118 108 1019622 3899320 3874316 2026-09-15T08:37:17Z Gatto bianco 43648 /* Riletta */ 3899320 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="4" user="Gatto bianco" />{{RigaIntestazione||— 116 —|}}</noinclude>{{Pt|menti|altrimenti}} di quanto gli studiosi hanno finora affermato della ninna-nanna. Sicilia, Sardegna, Corsica forniscono esempi puri di ninna-nanna con caratteri generici primitivi, preistorici, che confermano le nostre modeste conclusioni tratte dagli stessi fatti fornitici da i molti esempi studiati. Una ninna-nanna degli indiani Cerochi d’America (vedi [[L'Anima_musicale_d'Italia/Romagna_ed_Emilia/A_va_sun|tav. n. 37]]) valga d'esempio al lettore che volesse prendersi il gusto di istituire raffronti, approfondire ed allargare le indagini. Sarà sempre interessante un nuovo studio su un solo genere di canto popolare, impostato su larga base con riferimenti a popolazioni viventi tutt’oggi nello stato di primitività la più assoluta. {{Centrato|⁂}} Chiudo questo capitolo, per non smentirne l’intestazione, con una melodia puramente emiliana detta ''cantäda a la disteisa'', e cioè canto per eccellenza, in cui lo scopo principale è il suono come musica, ampio e disteso vocalmente. Quando ne intesi parlare me l’imaginai un canto d’amore, chè nei canti d’amore, nelle serenate, o tristi o lieti che siano, più che in qualsiasi altra forma di canto la voce va distendendosi in vocalismo puro, ma uditolo cantare dovetti ricredermi.<noinclude><references/></noinclude> addvhswmw7meo1dc3lwlyreznk870zt Pagina:Zarathustra - L'Avesta.djvu/155 108 1021727 3899022 3897390 2026-09-14T12:02:12Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3899022 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude><poem> Laudator proclamò, d’Astia Vahista<ref>Il Genio della purità. Vedi l’''Introduzione'', II, 26.</ref> Migliore assai. Te conformava un dio Artefice così, te ben creato Ed aitante. Artefice ti diede Figura un nume, a te ben conformato, A te aitante, là, sovra le alture Di Berezaiti<ref>I! mitico monte che circonda la terra, già ricordato di sopra.</ref>, donde poscia augelli Di santi e fausti segni attorno in tutte Le regioni ti portâr del mondo. :E tu cresci sui monti, Haoma, in diverse Guise, tu pingue, di color dorato. Là ’ve ti penetrar, di Vohumano<ref>Uno dei Santi immortali. Vedi l’''Introduzione'', P, 26.</ref> Per la virtude, i salutari umori. Tu però la mia mente, Haoma, dilunga Da ogni trista parola, e tu rintuzza Di lui la mente che con ree parole<ref>Cioè con le vietate formole magiche.</ref> A me contro si leva. Ad Haoma gloria, Ch’ei fa dell’uomo poverello e gramo Ugual l’intento a quel d’ogni più ricco E opulento di beni! Ad Haoma gloria, Che ugual l’intento fa d’uom poverello A quello di chi è grande in sapienza! :(''Yasna'', X, 1-36). </poem><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 155 —|}}</noinclude> 0qls0zrddu7bw3pzqghhmd2r60c3o38 Pagina:Zarathustra - L'Avesta.djvu/156 108 1021728 3899025 3897391 2026-09-14T12:04:40Z Alex brollo 1615 /* new eis level1 */ 3899025 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione|''ZARATHUSTRA''||}}</noinclude><section begin="s1" /> 3. PROFESSIONE DI FEDE ZOROASTRIANA Io ripudio i Demoni, mi professo adoratore di Mazda, zoroastriano, avverso ai Demoni, della religione di Ahura: laudatore dei Santi immortali, adoratore dei Santi immortali. Ad Ahura Mazda buono, che ha mente benigna, onninamente buono, santo, opulento, splendente, attribuisco io le cose tutte che sono sommamente buone. Si appartiene a lui la giovenca primeva *. Si appartiene a lui la santità; si appartengono a lui gli astri rilucenti, e si appartengono a lui gli splendori che vengono dagli astri. ’ {Yasna. XIII, 1-5). ^ La giovenca primeva creata da Ahura Mazdao insieme al primo uomo, simbolo della fecondità della tetra. Vedi Vlniroduzione, 11, 48. ^ È questa la prima parte. Seguono altre cose meno importanti. <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|4. LA PREGHIERA AHUNA VAIRYA ’}} Come Ahura Mazda è signore per sua propria volontà, così egli è anche moideratore in forza della sua propria santità. * È la più santa preghiera zoroastriana, a cui si attribuisce potenza grandissima. Vedi i passi antecedenti e 17nfroduzione, II. 48.<section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 156 —|}}</noinclude> 5ojblv98dbvfd7gx5prvdwz8f2jgt7n 3899027 3899025 2026-09-14T12:09:16Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3899027 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|''ZARATHUSTRA''||}}</noinclude><section begin="s1" /> {{Ct|c=t2|3. PROFESSIONE DI FEDE ZOROASTRIANA}} Io ripudio i Demoni, mi professo adoratore di Mazda, zoroastriano, avverso ai Demoni, della religione di Ahura: laudatore dei Santi immortali, adoratore dei Santi immortali. Ad Ahura Mazda buono, che ha mente benigna, onninamente buono, santo, opulento, splendente, attribuisco io le cose tutte che sono sommamente buone. Si appartiene a lui la giovenca primeva<ref>La giovenca primeva creata da Ahura Mazdao insieme al primo uomo, simbolo della fecondità della terra. Vedi l’''Introduzione'', II, 48.</ref>. Si appartiene a lui la santità; si appartengono a lui gli astri rilucenti, e si appartengono a lui gli splendori che vengono dagli astri.<ref>È questa la prima parte. Seguono altre cose meno importanti.</ref> (''Yasna'', XIII, 1-5). <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|4. LA PREGHIERA AHUNA VAIRYA<ref>È la più santa preghiera zoroastriana, a cui si attribuisce potenza grandissima. Vedi i passi antecedenti e l’''Introduzione'', II. 48.</ref>}} Come Ahura Mazda è signore per sua propria volontà, così egli è anche moideratore in forza della sua propria santità. <section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 156 —|}}</noinclude> gngvkwlvwhoofl4zbdkc5ckuavdv4z8 Pagina:Zarathustra - L'Avesta.djvu/157 108 1021729 3899032 3897392 2026-09-14T12:49:37Z Alex brollo 1615 /* new eis level1 */ 3899032 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude><section begin="s1" /> 1 doni del buono spirito son frutto delle opere buone compiute nel mondo che si appartiene a Mazda. Ad Ahura si appartiene la signoria del mondo, la signoria ch’egli ha data qual difesa a tutti i miseri di quaggiù.<sup>nota</sup> <ref>Se pure va intesa così questa preghiera, il cui senso è oscurissimo e incertissimo. Abbiamo altre versioni, ma tutte discordanti, dell Anquetil, dell’Oppert, del Roth, dello Spie^^el. dell’Haug, del Justi. del De Harlez. del Kossowiecz (HoVELACQUE, A cesia, p. 452-54), ma ne facciam grazia ai lettori.</ref> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|5. IL FUOCO}} <poem> A te lode, a te culto, a te la buona Offerta io reco, salutare., amica, O Fuoco, figlio d’Aura Mazda! E sei Degno di culto e laude. Oh! sempre adunque Laudato esser tu possa e venerato Nell’ostel dei mortali! Abbia colui Che costante ti adora in man reggendo E sarmenti e verbene e il rituale Lembo di carne ed i mortai felice E buono stato! Ed abbiti mai sempre Tu, o Fuoco, figlio d’Aura Mazda, i legni ^ Tutte cose richieste per compiere il rito sacrificale. </poem><section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 157 —|}}</noinclude> nx57d75tnnktvx0itqqfdhvq86v9cl3 3899335 3899032 2026-09-15T09:39:57Z Alex brollo 1615 3899335 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude><section begin="s1" /> I doni del buono spirito son frutto delle opere buone compiute nel mondo che si appartiene a Mazda. Ad Ahura si appartiene la signoria del mondo, la signoria ch’egli ha data qual difesa a tutti i miseri di quaggiù.<ref>Se pure va intesa così questa preghiera, il cui senso è oscurissimo e incertissimo. Abbiamo altre versioni, ma tutte discordanti, dell Anquetil, dell’Oppert, del Roth, dello Spie^^el. dell’Haug, del Justi. del De Harlez. del Kossowiecz (HoVELACQUE, A cesia, p. 452-54), ma ne facciam grazia ai lettori.</ref> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|5. IL FUOCO}} <poem> A te lode, a te culto, a te la buona Offerta io reco, salutare., amica, O Fuoco, figlio d’Aura Mazda! E sei Degno di culto e laude. Oh! sempre adunque Laudato esser tu possa e venerato Nell’ostel dei mortali! Abbia colui Che costante ti adora in man reggendo E sarmenti e verbene e il rituale Lembo di carne ed i mortai felice E buono stato! Ed abbiti mai sempre Tu, o Fuoco, figlio d’Aura Mazda, i legni ^ Tutte cose richieste per compiere il rito sacrificale. </poem><section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 157 —|}}</noinclude> e6n86lo83uqf31wr7j2trdm35meh67f 3899336 3899335 2026-09-15T09:41:35Z Alex brollo 1615 3899336 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude><section begin="s1" /> I doni del buono spirito son frutto delle opere buone compiute nel mondo che si appartiene a Mazda. Ad Ahura si appartiene la signoria del mondo, la signoria ch’egli ha data qual difesa a tutti i miseri di quaggiù.<ref>Se pure va intesa così questa preghiera, il cui senso è oscurissimo e incertissimo. Abbiamo altre versioni, ma tutte discordanti, dell’Anquetil, dell’Oppert, del Roth, dello Spiegel. dell’Haug, del Justi. del De Harlez. del Kossowiecz ({{Sc|Hovelacque}}, ''Avesta'', p. 452-54), ma ne facciam grazia ai lettori.</ref> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|5. IL FUOCO}} <poem> A te lode, a te culto, a te la buona Offerta io reco, salutare., amica, O Fuoco, figlio d’Aura Mazda! E sei Degno di culto e laude. Oh! sempre adunque Laudato esser tu possa e venerato Nell’ostel dei mortali! Abbia colui Che costante ti adora in man reggendo E sarmenti e verbene e il rituale Lembo di carne ed i mortai felice E buono stato! Ed abbiti mai sempre Tu, o Fuoco, figlio d’Aura Mazda, i legni ^ Tutte cose richieste per compiere il rito sacrificale. </poem><section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 157 —|}}</noinclude> gr3p6yy02ryyce4z1x0tpi15noyexkk 3899337 3899336 2026-09-15T09:41:48Z Alex brollo 1615 /* Trascritta */ 3899337 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude><section begin="s1" /> I doni del buono spirito son frutto delle opere buone compiute nel mondo che si appartiene a Mazda. Ad Ahura si appartiene la signoria del mondo, la signoria ch’egli ha data qual difesa a tutti i miseri di quaggiù.<ref>Se pure va intesa così questa preghiera, il cui senso è oscurissimo e incertissimo. Abbiamo altre versioni, ma tutte discordanti, dell’Anquetil, dell’Oppert, del Roth, dello Spiegel. dell’Haug, del Justi. del De Harlez. del Kossowiecz ({{Sc|Hovelacque}}, ''Avesta'', p. 452-54), ma ne facciam grazia ai lettori.</ref> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|5. IL FUOCO}} <poem> A te lode, a te culto, a te la buona Offerta io reco, salutare., amica, O Fuoco, figlio d’Aura Mazda! E sei Degno di culto e laude. Oh! sempre adunque Laudato esser tu possa e venerato Nell’ostel dei mortali! Abbia colui Che costante ti adora in man reggendo E sarmenti e verbene e il rituale Lembo di carne ed i mortai felice E buono stato! Ed abbiti mai sempre Tu, o Fuoco, figlio d’Aura Mazda, i legni ^ Tutte cose richieste per compiere il rito sacrificale. </poem><section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 157 —|}}</noinclude> f7b4f7fqhr2vtphzfrzb9cfp2ft8bwe 3899338 3899337 2026-09-15T09:44:35Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3899338 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude><section begin="s1" /> I doni del buono spirito son frutto delle opere buone compiute nel mondo che si appartiene a Mazda. Ad Ahura si appartiene la signoria del mondo, la signoria ch’egli ha data qual difesa a tutti i miseri di quaggiù.<ref>Se pure va intesa così questa preghiera, il cui senso è oscurissimo e incertissimo. Abbiamo altre versioni, ma tutte discordanti, dell’Anquetil, dell’Oppert, del Roth, dello Spiegel. dell’Haug, del Justi. del De Harlez. del Kossowiecz ({{Sc|Hovelacque}}, ''Avesta'', p. 452-54), ma ne facciam grazia ai lettori.</ref> <section end="s1" /><section begin="s2" /> {{Ct|c=t2|5. IL FUOCO}} <poem> A te lode, a te culto, a te la buona Offerta io reco, salutare., amica, O Fuoco, figlio d’Aura Mazda! E sei Degno di culto e laude. Oh! sempre adunque Laudato esser tu possa e venerato Nell’ostel dei mortali! Abbia colui Che costante ti adora in man reggendo E sarmenti e verbene e il rituale Lembo di carne ed i mortai<ref>Tutte cose richieste per compiere il rito sacrificale.</ref>, felice E buono stato! Ed abbiti mai sempre Tu, o Fuoco, figlio d’Aura Mazda, i legni </poem><section end="s2" /><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 157 —|}}</noinclude> 50mjqm3nz7vsirn7ti3c4o4of8kyii4 Pagina:Zarathustra - L'Avesta.djvu/158 108 1021730 3899340 3897394 2026-09-15T09:49:02Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3899340 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|''ZARATHUSTRA''||}}</noinclude> <poem> Secondo il rito e l’alimento acconcio E i profumi e l’ostello! Un uom ch’è adulto, Ti custodisca. Un uom ch’è pio, ti guardi! Ardi tu intanto in questa casa, e lunga‐ mente splender vi possa e mandar luce! Crescivi, o Fuoco, in questa casa, e lunga Stagion vi resta, fino al dì lucente In che gli estinti sorgeran, dei morti Risorti anche al di là del dì lucente!<ref>Cioè quando vi sarà un nuovo cielo e una nuova terra. Vedi l’''Introduzione''. II. 49.</ref> Dammi tu, o Fuoco, d’Aura Mazda figlio, Pronto vigor, pronto alimento e vita Alacre e forte! Copia anche v’aggiugni Di vigor, d’alimento e di vitale Possa per me, prosperità, grandezza, Facondia nel parlar, senno, intelletto Di quest’anima mia, grandezza e forza Che mai non cessi, marzïal possanza D’uom ch’è fra l’armi. E dà ch’io, vigilando. Insonne, in piè, tre parti al dì, alla notte, Resti pregando. Al corso anche mi dona Prestezza, vigil possa, alacri figli, Ben nutriti, socievoli del core, Quali a cerchio mi stian tutti d’intorno, Bene operanti, d’avvenente aspetto, La persona aitanti, al mal nemici. Questa dimora mia deh! faccian elli E questo vico prosperar, la gente </poem><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 158 —|}}</noinclude> dlcxlofssqstbwnm7ddcat1e1eg8n0r Pagina:Zarathustra - L'Avesta.djvu/159 108 1021731 3899341 3897395 2026-09-15T09:52:21Z Alex brollo 1615 /* new eis level3 */ 3899341 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Alex brollo" />{{RigaIntestazione|||''L'AVESTA''}}</noinclude> <poem> E questa terra e ogni altra regione. :Dammi tu, o Fuoco, d’Aura Mazda figlio Che un maestro mi venga, ed egli intanto Ora e sempre m’insegni ove de’ pii Sta il luogo eletto, splendido, lucente Di luce eterna<ref>Il Paradiso.</ref>. Rinomanza buona, Buona mercede e per quest’alma mia Buono stato e felice indi mi tocchi! :E il Fuoco, il figlio d’Aura Mazda, a quelli Tutti pei quali ei va cuocendo il pasto Del vespero nell’ora, ecco! rivolge Una parola, e da tutti un’offerta Buona egli brama e un buono augurio e buona Anche una laude. A tutti che da presso Passando vanno a lui, le mani osserva<ref>Per vedere se hanno legne da alimentarlo.</ref> E dice intanto: Oh! che mai dunque apporta All’amico l’amico, e chi va attorno A chi sta fermo che mai dona? — Oh! il Fuoco Santo adoriam, suvvia! forte, possente, Guerrier curule! Che se a lui qualcuno Fomento apporta ritüali di legni, Verbene apporta ritüali ed erbe Di profumo odoroso, a quel di beni Augurio apporta d’Aura Mazda il figlio. :(''Yasna'', LXI, 1-25). </poem><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 159 —|}}</noinclude> gjvx5qo5vn8xuw7gjk1d3a6o57hnloj Pagina:Zarathustra - L'Avesta.djvu/160 108 1021732 3899348 3897396 2026-09-15T10:10:24Z Alex brollo 1615 /* new eis level1 */ 3899348 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="BrolloBot" />{{RigaIntestazione|''ZARATHUSTRA''||}}</noinclude> {{Ct|c=t2|6. LA DEA DELLE ACQUE ARDVI SURA<sup>nota</sup>}} <poem> L’acqua Ardvi Sura venerar vogl’io. Purissima, che vaste ha le correnti. Salutare acqua, ai dèmoni nemica. Devota ad Aura Mazda! E le si addice Lode quaggiù dal terren mondo, encomio Dal mondo di quaggiù, ch’ella è datrice Pura di vita, donatrice pura D’armenti, pura di dovizie e beni Elargitrice e d’opulenza e d’ampie Regioni. De’ maschi ella purifica I germi tutti, e l’alvo per il parto Alle femmine tutte ella fa puro Che figliar dènno. Un partorir felice Dà alle donne feconde, e l’opportuno Ritiial latte a quante già figliare. Ella è grande e da lunge celebrata. Tanto grande così, quanto son Tacque Tutte che scorron per la terra, tanto Forte così, che giù dall’alto scendesi Dalle cime d’Hukairya in fino al lago Di Vourukasha. Là, di Vourukasha Nel lago allor che scende, ecco! le foci Di tante acque congiungonsi, e di mezzo Tutta in esso scommuovasi la parte. * Antica divinità di origine assira. Per essa e per il mitico lago Vourukaslia ricordato appresso, vedi V Introduzione, II, 29. </poem><noinclude><references/>{{PieDiPagina||— 160 —|}}</noinclude> 8smbr2hli6n4tfvm4vluo7gsnxolq9e L'Avesta (Pizzi, 1914) 0 1022022 3899346 3862513 2026-09-15T10:07:21Z Alex brollo 1615 3899346 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=16 luglio 2026|arg=Da definire}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Zarathustra | Nome e cognome del curatore = | Titolo =L'Avesta | Anno di pubblicazione = Antichità | Lingua originale del testo = persiano | Nome e cognome del traduttore = Italo Pizzi | Anno di traduzione = 1914 | Progetto = | Argomento = libri sacri | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Zarathustra - L'Avesta.djvu }} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="1" to="1" /> ==Indice== * {{testo|/Prefazione}} * {{testo|/Introduzione}} ** {{testo|/Introduzione/Capo I - Gli Irani}} ** {{testo|/Introduzione/Capo II - Zarathustra e la sua religione}} * {{testo|/L'Avesta}} ** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/1|1. — Il re Yima propagatore del genere umano e primo agricoltore}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/2|2. — Il diluvio}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/3|3. — Lodi e pregi dell’agricoltura}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/4|4. — Le contaminazioni}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/5|5. — Contaminazione della Drugia cadaverica}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/6|6. — Il taglio delle unghie e dei capelli}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/7|7. — Il Fuoco}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/8|8. — Tentazione di Zarathustra}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/9|9. — Condizione dell’anima umana dopo la morte}} *** {{testo|/L'Avesta/I. Dal Vendidad/10|10. — Scongiuri contro le malattie}} ** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna}} *** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna/1|1. — Glorificazione di Haoma}} *** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna/2|2. — Preparazione della bevanda sacrificale dell’haoma}} *** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna/3|3. — Professione di fede zoroastriana}} *** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna/4|4. — La preghiera Ahuna Vairya}} *** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna/5|5. — Il Fuoco}} *** {{testo|/L'Avesta/II. Dal Yasna/6|6. — La dea delle acque Ardvi Sura Anahita}} ** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha}} *** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha/1|1. — Preci e auguri per Zarathustra e per Vistaspa}} *** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha/2|2. — Lamento della giovenca primeva}} *** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha/3|3. — I due spiriti primevi}} *** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha/4|4. — Contro i nemici della religione}} *** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha/5|5. — Domande ad Ahura Mazdao intorno al perchè e all’origine delle cose}} *** {{testo|/L'Avesta/III. Dalle Gatha/6|6. — Preghiere, voti, benedizioni}} ** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/1|1. — Inno alla dea delle acque Ardvi Sura Anahita}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/2|2. — Inno al Sole}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/3|3. — inno alla Luna}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/4|4. — Combattimento di Tistrya (Sirio) col demone Apaosha}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/5|5. — Inno a Mithra }} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/6|6. — Inno alle Fravashi}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/7|7. — Il lamento di Ashi }} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/8|8. — Inno alla maestà reale}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/9|9. — Ancora della condizione dell’anima umana dopo la morte}} *** {{testo|/L'Avesta/IV. Dagli Inni (Yasht)/10|10. — Risurrezione dei morti e venuta del Saoshyant}} * {{testo|/Bibliografia}} mguynzv09u51zcvsxnar594g4zzuyog Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/81 108 1022057 3899170 3896624 2026-09-14T17:15:49Z Panz Panz 3665 3899170 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione||INTRODUZIONE.|{{Sc|lxxvii}}|riga=sì}}</noinclude>l’entusiasta neoplatonismo di {{AutoreCitato|Plotino|Plotino}} in cui distinguonsi {{AutoreCitato|Cassio Longino|Longino}}, Origene, {{AutoreCitato|Erennio|Erennio}}, {{AutoreCitato|Porfirio|Porfirio}}, {{AutoreCitato|Amelio Gentiliano|Amelio d’Etruria}}<ref> Vedi le opere di Plotino, traduz. del {{AutoreCitato|Marsilio Ficino|Ficino}}, 1580, e la filosofia neoplatonica di {{AutoreCitato|Georg Gustav Fülleborn|Fülleborn}} nei ''Beitrüge'', m° fasc., n° 3. — {{AutoreCitato|Wilhelm Gottlieb Tennemann|Tennemann}}, part. I, per. 1, §. 200.</ref>, il misticismo filosofico di {{AutoreCitato|Giamblico|Giamblico}}<ref> {{AutoreIgnoto|Habenstreit}}, ''De Jamblici philosophi syri doctrina etc.'', 1704.</ref>, seguito da una innumerevole caterva di discepoli, fra i quali {{AutoreCitato|Dessippo|Dessippo}}, {{AutoreCitato|Sopatro di Apamea|Sopatere d’Apamea}}, Edesio, {{AutoreCitato|Eunapio|Eunapo}}, l’imperatore {{AutoreCitato|Flavio Claudio Giuliano|Giuliano}}, {{AutoreCitato|Ambrogio Teodosio Macrobio|Macrobio}}, e specialmente {{AutoreCitato|Proclo|Proclo}} il quale ebbe a seguaci Marino suo biografo, {{AutoreCitato|Isidoro di Alessandria|Isidoro}}, {{AutoreCitato|Zenodoto|Zenodoto}}, Asclepiade, Egias, {{AutoreCitato|Ulpiano|Ulpiano}}, {{AutoreCitato| Giovanni Stobeo|Stobeo}}, {{AutoreCitato|Damascio|Damascio}} ultimo ad insegnare il neoplatonismo ad Atene (529 d.C.)<ref>''Procli philosophi platonici opera'', ediz. di {{AutoreCitato|Victor Cousin|Cousin}}, 1819-24. Sui tempi così detti eclettici della filosofia, cui appartiene in gran parte questo periodo, vedi la nota {{AutoreCitato|Baldassarre Poli|Poli}} nel Manuale di Tennemann, part. I, per. 1, pag. 293, ediz. di Milano, 1852.</ref>. Ma fra l’avvicendamento di tutte queste speculazioni sorgeva sempre più grandeggiante il cristianesimo, il quale per la sua semplicità, per la sua unione intima colla morale e per l’indole ad un tempo stesso severa ed umana del suo culto, in una parola per la sua religione divina, era costituito per diventare una religione universale e nel tempo stesso la irraggiatrice di tutti i più involuti problemi della filosofia. E questa l’epoca dei santi padri della Chiesa. Fu pure in questo periodo che l’India, abbandonando agli eruditi le quistioni cronologiche di precedenza, ebbe in {{AutoreCitato|Kaṇāda|Kan’ada}} il suo {{AutoreCitato|Talete|Talete}}, in Kapila il suo {{AutoreCitato|Pitagora|Pitagora}}, in Diaimini il suo {{AutoreCitato|Socrate|Socrate}}, in {{AutoreCitato|Vyāsa|Uyasa}} il suo {{AutoreCitato|Platone|Platone}}, in {{AutoreCitato|Gautama Buddha|Gotama}} il suo {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotele}}, in {{AutoreCitato|Patañjali|Patandjali}} il suo {{AutoreCitato|Zenone|Zenone}}<ref>Opinione di {{AutoreIgnoto|Jones}}. Vedi {{AutoreCitato|Guillaume Pauthier|Pouthier}}, ''Essai sur la philosophie des Hindous''. — {{AutoreCitato|Jules Lacroix de Marlès|De Marlès}}, ''Histoire générale de l’Inde'', e specialmente il {{AutoreCitato|Henry Thomas Colebrooke|Colebrooke}}, ''Asiatic Researches'', 1824-27.</ref>. Ma intanto tutti i molteplici rami della letteratura subivano in questo periodo vicende ben diverse in Grecia, in Egitto, a Roma. E la storia, mentre si estingue affatto in Atene, e in Alessandria distemperasi in una morta erudizione, sorge affatto rigenerata con {{AutoreCitato|Polibio|Polibio}}, che introduce primo nell’arte storica il pragmatismo didascalico<ref>{{AutoreCitato|Franz Ficker|Ficker}}, ''Manuale della storia della letteratura'', §. 100, tom. I. — {{AutoreCitato|Friedrich Creuzer|Creuzer}}, ''L’arte storica dei Greci'', pag. 319-320.</ref>; {{AutoreCitato|Apollodoro di Atene|Apollodoro}} scrive le perdute sue Croniche e la sua Biblioteca mitologica la quale, avvegnachè pervenuta a noi mutilata, è pur sempre la più considerevole opera dell’antichità sulla storia favolosa<ref>{{AutoreIgnoto|Siebel}}, ''Observationes in Apollodorum in Beckii comment. societ. philol.'', 1802.</ref>; {{AutoreCitato|Dionigi di Alicarnasso|Dionigi d’Alicarnasso}} offre nelle sue storie, vera scuola degli uomini di Stato, vera filosofia in esempi, le più minute particolarità, le più profonde osservazioni che siansi mai fatte dagli antichi sulla prisca costituzione di Roma<ref>{{AutoreCitato|Philipp Friedrich Schulin|Schulin}}, ''De Dionys. Halic.'', Eidelberga 1821.</ref>; {{AutoreCitato|Diodoro Siculo|Diodoro di Sicilia}} nella sua Biblioteca storica, scritta con principii e metodo affatto opposti a quelli sapientemente ragionati nella sua prefazione, presenta un tesoro di materiali storici e di frammenti di antiche e belle opere ch’egli solo fra gli antichi ci fa conoscere; e di documenti di inestimabile pregio per la cronologia, per la geografia e pei miti dell’antichità<ref>{{AutoreCitato|Christian Gottlob Heyne|Heyne}}, ''De fontibus et auctoritatibus historiarum Diodori etc.'' nell’edizione Bipontina, vol. I.</ref>; {{AutoreCitato|Nicola di Damasco|Nicolò Damasceno}} compone una storia universale di 144 libri, di cui pervenne a noi solo qualche frammento conservatoci da {{AutoreCitato|Giovanni Stobeo|Stobeo}}<ref>{{AutoreCitato|François Sevin|Sévin}}, ''Mémoir. de l’Acad. des Inscript.'', tom. IX. — {{AutoreCitato|Friedrich Creuzer|Creuzer}}, ''Fragm. historic. græc.'', Eidelberga 1806.</ref>; {{AutoreCitato|Memnone di Eraclea|Memnone}} compone una storia dei tiranni d’Eraclea, di cui non ci sono rimasti più che i frammenti che abbiamo in {{AutoreCitato|Fozio di Costantinopoli|Fozio}}<ref>Vedi l’edizione dell’{{AutoreCitato|Johann Caspar von Orelli|Orelli}}, Lipsia 1816.</ref>; {{AutoreCitato|Flavio Giuseppe|Giuseppe Flavio}} ebreo scrive la storia della guerra della Giudea di cui fu contemporaneo, le Antichità giudaiche che costituiscono una storia de’ Giudei dalla creazione del mondo sino al XII anno di Nerone, difende la buona fede storica e l’onore della sua nazione contro le calunnie di {{AutoreCitato|Apione|Appione}} in due libri dell’antichità della nazione giudaica, e porge con tutto ciò l’unica fonte cui si possa ricorrere per supplire alle lacune storiche della {{TestoCitato|Bibbia|sacra Scrittura}}<ref>''Chrestomathia Flaviana'' a {{AutoreCitato|Johann Georg Trendelenburg|J. G. Frendelenburg}}, Lipsia 1789.</ref>; {{AutoreCitato|Adriano|Adriano}} mette a disposizione di {{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}} tutti i documenti raccolti nel Campidoglio e nelle altre biblioteche; e questi scrive le celebri biografie parallele degli uomini illustri di Grecia e di Roma, fonti copiosissime della storia greca e romana<ref>{{AutoreCitato|Arnold Hermann Ludwig Heeren|Heeren}}, ''De fontibus et auctoritate vitarum parallelarum Plutarchi'', Gotting. 1820.</ref>; {{AutoreCitato|Arriano|Flavio Arriano}} porge nella storia della spedizione di {{AutoreCitato|Alessandro Magno|Alessandro}} e degli avvenimenti dell’India un incomparabile modello di chiarezza, di esattezza nelle più minute particolarità<ref>{{AutoreCitato|Pieter Otto van der Chijs|P. O. van der Chys}}, ''Comm. in Arian. de expedit. Alex.'', Leida 1828.</ref>; {{AutoreCitato|Appiano di Alessandria|Appiano}} colla sua storia romana dai più rimoti tempi ad {{AutoreCitato|Augusto|Augusto}}, e dei 24 libri della quale rimasero a noi nemmeno la metà, avvegnachè più compilatore che storico critico, ci dà una molto profonda conoscenza della militare costituzione di Roma<ref>{{AutoreCitato|Johann Schweighäuser|Schweighäuser}}, ''Opusc. Acad.'', Strasburgo 1806. — {{AutoreCitato|Daniel Albert Wyttenbach|Wyttenbach}}, ''Bibl. crit.'', tom. III. Vedi {{AutoreCitato|Angelo Mai|Mai}} e {{AutoreCitato|Marx Johannes Friedrich Lucht|Lucht}} pei frammenti nuovamente scoperti e pubblicati.</ref>; {{AutoreCitato|Cassio Dione Cocceiano|Dione Cassio}} scrive la storia romana dalla venuta<noinclude><references/></noinclude> 0ifxjwucu7qjmh0dk9pxdh20uz78lte 3899174 3899170 2026-09-14T18:55:50Z Panz Panz 3665 3899174 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione||INTRODUZIONE.|{{Sc|lxxvii}}|riga=sì}}</noinclude>l’entusiasta neoplatonismo di {{AutoreCitato|Plotino|Plotino}} in cui distinguonsi {{AutoreCitato|Cassio Longino|Longino}}, Origene, {{AutoreCitato|Erennio|Erennio}}, {{AutoreCitato|Porfirio|Porfirio}}, {{AutoreCitato|Amelio Gentiliano|Amelio d’Etruria}}<ref> Vedi le opere di Plotino, traduz. del {{AutoreCitato|Marsilio Ficino|Ficino}}, 1580, e la filosofia neoplatonica di {{AutoreCitato|Georg Gustav Fülleborn|Fülleborn}} nei ''Beitrüge'', m° fasc., n° 3. — {{AutoreCitato|Wilhelm Gottlieb Tennemann|Tennemann}}, part. I, per. 1, §. 200.</ref>, il misticismo filosofico di {{AutoreCitato|Giamblico|Giamblico}}<ref> {{AutoreCitato|Johann Paul Hebenstreit|Habenstreit}}, ''De Jamblici philosophi syri doctrina etc.'', 1704.</ref>, seguito da una innumerevole caterva di discepoli, fra i quali {{AutoreCitato|Dessippo|Dessippo}}, {{AutoreCitato|Sopatro di Apamea|Sopatere d’Apamea}}, Edesio, {{AutoreCitato|Eunapio|Eunapo}}, l’imperatore {{AutoreCitato|Flavio Claudio Giuliano|Giuliano}}, {{AutoreCitato|Ambrogio Teodosio Macrobio|Macrobio}}, e specialmente {{AutoreCitato|Proclo|Proclo}} il quale ebbe a seguaci Marino suo biografo, {{AutoreCitato|Isidoro di Alessandria|Isidoro}}, {{AutoreCitato|Zenodoto|Zenodoto}}, Asclepiade, Egias, {{AutoreCitato|Ulpiano|Ulpiano}}, {{AutoreCitato| Giovanni Stobeo|Stobeo}}, {{AutoreCitato|Damascio|Damascio}} ultimo ad insegnare il neoplatonismo ad Atene (529 d.C.)<ref>''Procli philosophi platonici opera'', ediz. di {{AutoreCitato|Victor Cousin|Cousin}}, 1819-24. Sui tempi così detti eclettici della filosofia, cui appartiene in gran parte questo periodo, vedi la nota {{AutoreCitato|Baldassarre Poli|Poli}} nel Manuale di Tennemann, part. I, per. 1, pag. 293, ediz. di Milano, 1852.</ref>. Ma fra l’avvicendamento di tutte queste speculazioni sorgeva sempre più grandeggiante il cristianesimo, il quale per la sua semplicità, per la sua unione intima colla morale e per l’indole ad un tempo stesso severa ed umana del suo culto, in una parola per la sua religione divina, era costituito per diventare una religione universale e nel tempo stesso la irraggiatrice di tutti i più involuti problemi della filosofia. E questa l’epoca dei santi padri della Chiesa. Fu pure in questo periodo che l’India, abbandonando agli eruditi le quistioni cronologiche di precedenza, ebbe in {{AutoreCitato|Kaṇāda|Kan’ada}} il suo {{AutoreCitato|Talete|Talete}}, in Kapila il suo {{AutoreCitato|Pitagora|Pitagora}}, in Diaimini il suo {{AutoreCitato|Socrate|Socrate}}, in {{AutoreCitato|Vyāsa|Uyasa}} il suo {{AutoreCitato|Platone|Platone}}, in {{AutoreCitato|Gautama Buddha|Gotama}} il suo {{AutoreCitato|Aristotele|Aristotele}}, in {{AutoreCitato|Patañjali|Patandjali}} il suo {{AutoreCitato|Zenone|Zenone}}<ref>Opinione di {{AutoreIgnoto|Jones}}. Vedi {{AutoreCitato|Guillaume Pauthier|Pouthier}}, ''Essai sur la philosophie des Hindous''. — {{AutoreCitato|Jules Lacroix de Marlès|De Marlès}}, ''Histoire générale de l’Inde'', e specialmente il {{AutoreCitato|Henry Thomas Colebrooke|Colebrooke}}, ''Asiatic Researches'', 1824-27.</ref>. Ma intanto tutti i molteplici rami della letteratura subivano in questo periodo vicende ben diverse in Grecia, in Egitto, a Roma. E la storia, mentre si estingue affatto in Atene, e in Alessandria distemperasi in una morta erudizione, sorge affatto rigenerata con {{AutoreCitato|Polibio|Polibio}}, che introduce primo nell’arte storica il pragmatismo didascalico<ref>{{AutoreCitato|Franz Ficker|Ficker}}, ''Manuale della storia della letteratura'', §. 100, tom. I. — {{AutoreCitato|Friedrich Creuzer|Creuzer}}, ''L’arte storica dei Greci'', pag. 319-320.</ref>; {{AutoreCitato|Apollodoro di Atene|Apollodoro}} scrive le perdute sue Croniche e la sua Biblioteca mitologica la quale, avvegnachè pervenuta a noi mutilata, è pur sempre la più considerevole opera dell’antichità sulla storia favolosa<ref>{{AutoreCitato|Johannes Siebelis|Siebel}}, ''Observationes in Apollodorum in Beckii comment. societ. philol.'', 1802.</ref>; {{AutoreCitato|Dionigi di Alicarnasso|Dionigi d’Alicarnasso}} offre nelle sue storie, vera scuola degli uomini di Stato, vera filosofia in esempi, le più minute particolarità, le più profonde osservazioni che siansi mai fatte dagli antichi sulla prisca costituzione di Roma<ref>{{AutoreCitato|Philipp Friedrich Schulin|Schulin}}, ''De Dionys. Halic.'', Eidelberga 1821.</ref>; {{AutoreCitato|Diodoro Siculo|Diodoro di Sicilia}} nella sua Biblioteca storica, scritta con principii e metodo affatto opposti a quelli sapientemente ragionati nella sua prefazione, presenta un tesoro di materiali storici e di frammenti di antiche e belle opere ch’egli solo fra gli antichi ci fa conoscere; e di documenti di inestimabile pregio per la cronologia, per la geografia e pei miti dell’antichità<ref>{{AutoreCitato|Christian Gottlob Heyne|Heyne}}, ''De fontibus et auctoritatibus historiarum Diodori etc.'' nell’edizione Bipontina, vol. I.</ref>; {{AutoreCitato|Nicola di Damasco|Nicolò Damasceno}} compone una storia universale di 144 libri, di cui pervenne a noi solo qualche frammento conservatoci da {{AutoreCitato|Giovanni Stobeo|Stobeo}}<ref>{{AutoreCitato|François Sevin|Sévin}}, ''Mémoir. de l’Acad. des Inscript.'', tom. IX. — {{AutoreCitato|Friedrich Creuzer|Creuzer}}, ''Fragm. historic. græc.'', Eidelberga 1806.</ref>; {{AutoreCitato|Memnone di Eraclea|Memnone}} compone una storia dei tiranni d’Eraclea, di cui non ci sono rimasti più che i frammenti che abbiamo in {{AutoreCitato|Fozio di Costantinopoli|Fozio}}<ref>Vedi l’edizione dell’{{AutoreCitato|Johann Caspar von Orelli|Orelli}}, Lipsia 1816.</ref>; {{AutoreCitato|Flavio Giuseppe|Giuseppe Flavio}} ebreo scrive la storia della guerra della Giudea di cui fu contemporaneo, le Antichità giudaiche che costituiscono una storia de’ Giudei dalla creazione del mondo sino al XII anno di Nerone, difende la buona fede storica e l’onore della sua nazione contro le calunnie di {{AutoreCitato|Apione|Appione}} in due libri dell’antichità della nazione giudaica, e porge con tutto ciò l’unica fonte cui si possa ricorrere per supplire alle lacune storiche della {{TestoCitato|Bibbia|sacra Scrittura}}<ref>''Chrestomathia Flaviana'' a {{AutoreCitato|Johann Georg Trendelenburg|J. G. Frendelenburg}}, Lipsia 1789.</ref>; {{AutoreCitato|Adriano|Adriano}} mette a disposizione di {{AutoreCitato|Plutarco|Plutarco}} tutti i documenti raccolti nel Campidoglio e nelle altre biblioteche; e questi scrive le celebri biografie parallele degli uomini illustri di Grecia e di Roma, fonti copiosissime della storia greca e romana<ref>{{AutoreCitato|Arnold Hermann Ludwig Heeren|Heeren}}, ''De fontibus et auctoritate vitarum parallelarum Plutarchi'', Gotting. 1820.</ref>; {{AutoreCitato|Arriano|Flavio Arriano}} porge nella storia della spedizione di {{AutoreCitato|Alessandro Magno|Alessandro}} e degli avvenimenti dell’India un incomparabile modello di chiarezza, di esattezza nelle più minute particolarità<ref>{{AutoreCitato|Pieter Otto van der Chijs|P. O. van der Chys}}, ''Comm. in Arian. de expedit. Alex.'', Leida 1828.</ref>; {{AutoreCitato|Appiano di Alessandria|Appiano}} colla sua storia romana dai più rimoti tempi ad {{AutoreCitato|Augusto|Augusto}}, e dei 24 libri della quale rimasero a noi nemmeno la metà, avvegnachè più compilatore che storico critico, ci dà una molto profonda conoscenza della militare costituzione di Roma<ref>{{AutoreCitato|Johann Schweighäuser|Schweighäuser}}, ''Opusc. Acad.'', Strasburgo 1806. — {{AutoreCitato|Daniel Albert Wyttenbach|Wyttenbach}}, ''Bibl. crit.'', tom. III. Vedi {{AutoreCitato|Angelo Mai|Mai}} e {{AutoreCitato|Marx Johannes Friedrich Lucht|Lucht}} pei frammenti nuovamente scoperti e pubblicati.</ref>; {{AutoreCitato|Cassio Dione Cocceiano|Dione Cassio}} scrive la storia romana dalla venuta<noinclude><references/></noinclude> 2bbzdo3easxbwf97acrj1fjf4pkpqcl Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/93 108 1024225 3899179 3896126 2026-09-14T19:01:45Z Panz Panz 3665 3899179 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione||INTRODUZIONE.|{{Sc|lxxxix}}|riga=sì}}</noinclude>gloria della Siria<ref>{{AutoreCitato|Johann Jakob Reiske|Reiske}} nelle sue note all’{{AutoreCitato|Abulfeda|Abulfeda}}, pag. 677.</ref>; Abu Naves, la gloria della Persia, e giudicato dal {{AutoreCitato|Miguel Casiri|Casiri}}<ref>Op. cit., tom. I, pag. 127.</ref> il principe dei poeti arabi fioriti dopo {{AutoreCitato|Maometto|Maometto}}; {{AutoreCitato|Al-Mutanabbi|Motanabbo}}, proclamato tanto dagli Arabi, che dagli Orientalisti europei, il più grande dei poeti della sua nazione<ref> {{AutoreCitato|Joseph Dacre Carlyle|Carlyle}}, ''Specimen of arabian poetry, with some account of the authors'', Camb. 1776. {{AutoreCitato|Jacob Golius|Golio}}, Reiske, {{AutoreCitato|Antoine-Isaac Silvestre de Sacy|Sacy}}, {{AutoreCitato|Johann Bernhard Köhler|Köhler}}, {{AutoreCitato|Samuel Friedrich Günther Wahl|Wahl}}, {{AutoreCitato|John Haddon Hindley|Hindley}}, {{AutoreCitato|William Ouseley|Ouseley}} offersero copioni saggi di questo sommo poeta.</ref>; {{AutoreCitato|Abu Tammam|Abu Tamam Habib}}, secondo soltanto a Motanabbo<ref>Secondo {{AutoreCitato|Ibn Khallikan|Ebn Chalecan}}, storico degno di fede, Habib avrebbe avuto in dono da un califfo cinquantamila scudi d’oro per un solo de’ poemi.</ref>. Il solo {{AutoreIgnoto|Abulabbas Abdalla}} nel suo ''Epitome della classe poetica'', raccolse la vita di ben 151 dei più celebri poeti, riportando alcuni saggi dei loro versi: un numero ancor maggiore ne raccoglie la ''Biblioteca dei poeti arabi'', di {{AutoreIgnoto|Abulvalid}}, e queste due opere insieme non arrivano alla metà di ciò che abbraccia ''La storia dei poeti arabi e dei tradizionarii'', di Abu Said: aggiungete a queste i dieci immani volumi della ''Storia dei Poeti arabi'' di {{AutoreIgnoto|Almansur Mohamed}}, di {{AutoreIgnoto|Kaissi}} e di {{AutoreIgnoto|Botaiba}} e più altri; e poi inducete alla sterminata famiglia poetica dell’araba letteratura. Volete autori che trattarono dell’arte della poesia? {{AutoreIgnoto|Faraidi Chall ben Hamed}}<ref>''Arte poetica'' o ''Trattato di prosodia''. Vedi {{AutoreCitato|Barthélemy d'Herbelot de Molainville|Herbelot}}, pag. 974. Casiri, tom. I, pag. 166.</ref>, ed Abubecker<ref>''Gemme delle belle lettere e tesoro dei poeti''. Casiri, tom. I, pag. 91.</ref> sono gli {{AutoreCitato|Aristotele|Aristoteli}} e gli {{AutoreCitato|Quinto Orazio Flacco|Orazii}} degli Arabi. Ma l’operosità letteraria degli Arabi non si restrinse soltanto alle poetiche creazioni. E innanzi di passare ad alcun’altra parte della loro letteratura, stimiamo dover dire dei loro lavori su la maravigliosa e ricchissima loro lingua, intrapresi mentre la greca e la romana andava sempre più imbarbarendosi e spegnendosi. Il celebre Ali Abu Taleb temendo che il permischiarsi della sua con altre nazioni non apportasse gusto e corruzione alla purità della lingua araba, commette ad {{AutoreCitato|Abu al-Aswad ad-Du'ali|Abu Alasuadeo}} di redigere una grammatica; e dietro il lavoro di questi una infinita schiera di grammatici si vanno succedendo finchè sorgono i due partiti ''bassorense'' e ''cufiense'' pari ai nostri cruscanti e non cruscanti<ref>{{AutoreIgnoto|Ali ben Jusef}} scrisse una storia di questi due partiti nella sua ''Storia dei grammatici arabi''. {{AutoreIgnoto|Abu Said Hossain}} ha pure scritto le ''Vite e gli elogi dei grammatici arabi'', Herbelot, pag. 1012.</ref>; {{AutoreIgnoto|Saibuiah}} nell’Assiria<ref>Herbelot, ''Biblioth. orient.'', pag. 809.</ref>, {{AutoreIgnoto|Al Giorgiani}} o {{AutoreIgnoto|Abdelcader}} nella Persia<ref>L’''Avamel'' di costui fu tradotto in latino dall’{{AutoreCitato|Erpenius|Erpenio}}, e stampato colla Grammatica giarumia in Leida, 1617, e ristampato in Calicut nel 1802, ed a Scutari nel 1805.</ref>, Ebn Alhageb, Ebn Hescham nell’Egitto<ref>È celebre particolarmente per la sua grammatica ''Cafia'' (sufficiente) stampata a Roma nel 1592, a Costantinopoli, 1796, ed altrove.</ref>, {{AutoreIgnoto|Sanhagi Agrum}} nel resto dell’Africa<ref>È l’autore della famosa grammatica ''Giarumia'' o ''Agrumia'' sopra accennata più volte stampata in Europa.</ref>, Malech nella Spagna<ref>Nulla meglio delle opere di questo principe dei grammatici arabi di Spagna prova la vastità della letteratura araba nella sola parte filologica. Il titolo di ben 40 di esse può vedersi nel Casiri, op. cit., tom. I, pag. 16. {{AutoreCitato|Abu Hayyan al-Gharnati|Haian di Granata}} è autore di ben 50 opere di grammatica e filologia araba. Vedi {{AutoreCitato|Ibn al-Khatib|Catib}}, ''Biblioteca arabica-spagnuola'', e Casiri, op. cit., tom. II, pag. 81.</ref> divengono i sommi legislatori della grammatica araba. Senza parlare dell’antichissimo lessico attribuito ad {{AutoreIgnoto|Al Kali}}<ref>Casiri, tom. II, pag. 156.</ref>, di quello di {{AutoreCitato|Zamakhshari|Zamkhaschri}}<ref>Ha il titolo di ''Fondamenti dell’eloquenza'', è disposto per ordine alfabetico, ed ogni dizione avvalorata di passi di oratori e poeti arabi.</ref>, di {{AutoreIgnoto|Gieweri}}<ref>''Sehah allegat'' (purità di lingua) così è il titolo di questo famoso e vasto dizionario tanto lodato dal Golio (prefaz. al suo ''Lessico'') e dal {{AutoreCitato|Richard Pococke|Pocock}} (''Specim. hist. Arab.'', pag. 364).</ref>, qual concetto non possiamo far noi della vastità dei lavori lessicografi degli Arabi dal solo dizionario di {{AutoreCitato|Firuzabadi|Firuzabadi}}, compilato sopra un altro precedente (il ''Lame almoallem'') di ben 65 volumi?<ref>È intitolato ''Camus'' (oceano), fu la fonte principale di quella del nostro milanese {{AutoreCitato|Antonio Giggei|Giggeo}}. Ai su citati aggiungete la ''Face lucida'' di {{AutoreIgnoto|Alfaiumi}}, il Dizionario di Ahmed ben Fares, compilato per ordine di radici, quello di Doreid, detto per antonomasia ''Allogavi'' (il lessicografo), quello del visir {{AutoreIgnoto|Ebad}}, di {{AutoreIgnoto|Mohamed Aldalchalck}}, detto dall’{{AutoreCitato|Abraham Hinckelmann|Hinckelmann}}, di un merito inestimabile.</ref> Aggiungansi a ciò l’onomastico di {{AutoreIgnoto|Alcossa}} che trattava esclusivamente delle voci scolastiche, teologiche, legali, filosofiche, e tutti gli altri speciali vocabolari pei nomi degli animali, delle piante, dei minerali, delle arti ecc.; i lessici arabo-ebraici, gli arabo-greci, gli arabo-latini, gli arabo-ispani; degli epiteti, dei sinonimi ecc., di cui parlano e l’{{AutoreCitato|János Uri|Uri}}, e Casiri e lo {{AutoreCitato|Christian Friedrich Schnurrer|Schnurrer}}: e voi vi avrete un’imagine dell’avanzamento degli studi lessicografici degli Arabi. E nemmeno mancarono questi di quei vocabolari poliglotti che si vorrebbero pure d’invenzione nostra e non molto antica. Di questi citeremo il solo ''Dizionario arabo, persiano, turco e mongolo'' di {{AutoreIgnoto|Mohamed ben Ahmed}}, ''La Fiaccola'' di {{AutoreIgnoto|Althai}}, il ''Metodo di scrivere'' di {{AutoreIgnoto|Abu Mohamed Abdalla}}, il ''Prato fiorito'' di {{AutoreIgnoto|Alsiuthi}}, l’''Alfa'' di Ben Maath, il ''Trattato di retorica ed eloquenza'' di Abdulkaher Abubecker, e particolarmente le ''Instituzioni oratorie'', la ''Chiave delle scienze'' del persiano {{AutoreIgnoto|Alsokaki}}, detto il {{AutoreCitato|Marco Fabio Quintiliano|Quintiliano}} degli Arabi, ben accennano il progresso fatto<noinclude><references/></noinclude> 4lsnoaubxqp2ha1x7tn4a81acvbfq92 Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/108 108 1025655 3899169 3896629 2026-09-14T17:15:20Z Panz Panz 3665 3899169 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione|{{Sc|civ}}|INTRODUZIONE.||riga=sì}}</noinclude>mostrato d’onde questo funesto prolungamento della schiavitù e servità nella Spagna e nell’Italia sia provenuto<ref>Opera citata, sezione 2<sup>a</sup>, cap. 1 e 2.</ref>. Del resto la storia tutta quanta chiarisce abbastanza il concorso efficace del cristianesimo per l’abolizione della schiavitù, sì mediante l’azione diretta del suo principio d’eguaglianza spirituale, che mediante il generale mitigamento dei costumi, operato da’ suoi principii morali, senza dover immaginare cause contrarie alla verità, senza fare in ciò intervenire le Crociate per quel minimo bene che ponno avere in ciò apportato, col miglioramento della condizione di qualche servo. — Si scrisse pur molto intorno agli impulsi che le Crociate avrebbero dati al commercio ed alla navigazione, arricchendo particolarmente alcune repubbliche italiane; noi non sappiamo come siasi potuto trascorrere a un tanto errore di cronologia; si studii la storia della navigazione e del commercio anteriori alle Crociate, e ben si vedrà come anzi che creare la potenza degli Stati italiani liberi commerciali, le Crociate non fecero più che approfittare dei mezzi che la già cresciuta potenza di questi somministro pei loro bisogni di trasporto e di provisioni<ref> Basti il dire che Venezia ed Amalfi dominavano il commercio della Siria e della Palestina fino dal X secolo ({{AutoreCitato|Guglielmo di Tiro|Guglielmo di Tiro}}, lib. XVIII, cap. IV, {{AutoreCitato|Liutprando da Cremona|Liutprand.}}, ''Legat. ad Niceph. Phoc.''). Pisa nel secolo XI era già così potente da poter conquistare la Sardegna. Barcellona cominciò la sua prosperità mercantile con Raimondo Beranger, cioè nel secolo XI (''Usatia Barcinonensis''). Marsiglia ed Arles avevano già la loro indipendenza politica, la loro navigazione, il loro commercio coll’Oriente e coll’Egitto fino dal secolo X ({{AutoreCitato|Jean-Marie Pardessus|Pardessus}}, ''Tableau du commerce'', ecc. pag. LXXVII).</ref>. Quale e quanta ricchezza poi potessero cumulare su quegli Stati che già tenevano il commercio di tutto il mondo, il nolo di qualche centinaio di vascelli di trasporto, è ben facile cosa ad indarsi; ed i privilegi che dopo la conquista della Palestina ottennero i Veneziani, i Genovesi, i Pisani, i Marsigliesi dai re di Gerusalemme, che cosa sono mai a petto di ciò che ottenuto aveano dagli Arabi e dai Greci in quasi tutte le città marittime, in cui aveano come in Italia le loro libertà, le loro leggi, i loro magistrati? Che sono mai gli approvigionamenti annonarii, che quei mercanti ponno avere somministrati, a petto di tutte le importazioni ed esportazioni che già faceano nella Cina, nell’India, nell’interno dell’Asia, nella Siria, nell’Armenia, nella Mesopotamia?<ref>Veggansi le prove di ciò in {{AutoreCitato|Jens Lassen Rasmussen|Rasmussen}}, ''De Orientis commercio cum Russia et Scandinavia medio ævo''. Hafniæ 1825. {{AutoreCitato|Georg Friedrich Sartorius|Sartorius}}, ''Geschichte des Hanseatischen Bundes''. {{AutoreCitato|Johann Angelius von Werdenhagen|Werdenhagen}}, ''De rebus publicis Hanseat''. {{AutoreCitato|Giovanni Battista Fanucci|Fanucci}}, ''Storia dei tre celebri popoli marittimi dell’Italia''. {{AutoreCitato|Lorenzo Cantini|Contini}}, ''Storia del commercio e della navigazione dei Pisani'', Firenze 1797. {{AutoreCitato|Georges Depping|Depping}}, ''Histoire du commerce entre le Levant et l’Europe'', Parigi 1830. {{AutoreCitato|Vincenzo Formaleoni|Formaleoni}}, ''Saggio sulla nautica antica dei Veneziani'', Venezia 1783. {{AutoreCitato|Jacopo Filiasi|Filiasi}}, ''Memorie storiche sui Veneti primi e secondi, con un Saggio sull’antico commercio, arti e marina dei Veneziani'' ecc., Padova 1811. Il Baldelli nella ''Storia delle relazioni vicendevoli dell’Europa e dell’Asia'', inserita nella dottissima edizione da lui data in Firenze nel 1827, del ''{{TestoCitato|Milione|Milione}}'' di {{AutoreCitato|Marco Polo|Marco Polo}}.</ref> Ma vi ha un altro quisito cui vogliamo soddisfare. Le guerre sante furono giuste? In ciò vuolsi fare una distinzione fra la causa religiosa e la causa politica. Niente più delle Crociate tornò contrario ai principii fondamentali della nostra religione, inculcando il cristianesimo la dolcezza e la carità, ed opponendosi al saccheggio ed alle uccisioni, anche contro gli stessi infedeli; oltre a ciò, come lo osserva l’abate {{AutoreCitato|Claude Fleury|Fleury}}, i cristiani non aveano alcun particolare diritto sopra la Palestina. «La religione di Gesù Cristo, così egli non tiene ai luoghi santi, come ce lo ha rivelato egli medesimo, allorchè disse essere surto il giorno in cui Dio non sarebbe più adorato nè a Gerusalemme nè a Samaria, ma bensì per tutta la terra, in ispirito e verità». Ed altrove questo stesso storico osserva, essere un mero equivoco la denominazione che si attribuisce alla Palestina di ''retaggio del Signore e terra promessa al suo popolo''; le quali espressioni spettano all’antico Testamento nel senso proprio e letterale, ma non si possono applicare al nuovo, se non nel senso figurato. Il retaggio acquistato dal Salvatore a prezzo del suo sangue è la Chiesa universale, e la terra ch’egli ha promessa è il regno dei cieli. Il Dio dei cristiani certamente non è una divinità locale; e il possedimento di Betlemme o del Calvario, l’acquisto della tomba o della culla del Redentore, non renderanno mai scusabile agli occhi di Lui l’infrazione dei precetti morali del suo Vangelo<ref>È noto che quando Niceforo volle dare un carattere religioso alla sua Crociata contro i Musulmani, e collocare fra i martiri coloro che morivano nella zuffa, i prelati della Chiesa condannarono quel disegno come sacrilego, e gli opposero un canone di {{AutoreCitato|Basilio Magno|san Basilio}}, il cui testo ingiungeva a colui che avesse ucciso un nemico di astenersi per tre anni dal partecipare ai santi misteri. A ciò si aggiunga che contro gli abusi dei pellegrinaggi stessi pacificamente intraprasi insorsero parecchi santi Padri. {{AutoreCitato|Agostino d'Ippona|Sant’Agostino}} così si esprimeva, ''Dominus non dixit, vade in Orientem et quære justitiam; naviga usque ad Occidentem, ut accipiass indulgentiam'' (Serm. 3, ''De martyr. verb.''); e altrove, ''Noli longa itinera meditari; ibi credis, ubi venis; ad eum qui ubiquæ est, amando venitur, non navigando'' (Serm. 1. ''De verb. apost. Petri ad Christum''). {{AutoreCitato|Gregorio di Nissa|San Gregorio di Nissa}} nella sua lettera ''De euntibus Hierosolymam'', sorge ancora con maggiore veemenza; {{AutoreCitato|San Girolamo|san Girolamo}} scriveva a {{AutoreCitato|Paolino di Nola|san Paolino}} per distorlo dal pellegrinaggio a Gerusalemme, ''De Hierosolymis et de Britannia æqualiter patet aula cælestis.''</ref>. — Ma la politica giustifica ella le Crociate?<noinclude><references/></noinclude> p6fqct7m5ywfph5xwz1el3ugu7kns7n Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/113 108 1025676 3899167 3898082 2026-09-14T17:14:37Z Panz Panz 3665 3899167 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Panz Panz" />{{RigaIntestazione||INTRODUZIONE.|{{Sc|cix}}|riga=sì}}</noinclude>alle missioni i Certosini, i Bernardini, i Trappisti, i Maturini, i Carmelitani, i Francescani o Cordiglieri, i Domenicani o Giacobini, i Celestini, gli Agostiniani. {{AutoreCitato|Irnerio|Irnerio}}, {{AutoreCitato|Vacario|Vacario}}, {{AutoreCitato|Piacentino|Placentino}}, {{AutoreCitato|Graziano|Graziano}}, {{AutoreCitato|Azzone da Bologna|Azone}}, {{AutoreCitato|Bulgaro|Bulgaro}}, {{AutoreCitato|Accursio|Accursio}}, {{AutoreCitato|Pietro da Fontaines|Pietro di Fontaines}}, {{AutoreCitato|Alberico da Rosciate|Merigo di Rosate}}, {{AutoreCitato|Roffredo Epifanio|Odofredo di Benevento}}, {{AutoreCitato|Philippe di Beaumanoir|Beanmanoir}}, avevano cominciati i primi albori della risturazione scientifica del diritto romano, e {{AutoreCitato|Guido da Suzzara|Guido di Suzania}} porge il più antico trattato speciale del diritto penale. Gli studii storici e geografici avevano già avuto qualche moto di vita da {{AutoreCitato|Ermanno il contratto|Ermanno Contratto}}, da {{AutoreCitato|Adamo da Brema|Adamo di Brema}}, dai greci {{AutoreCitato|Teofilatto Simocatta|Teofilatto}}, {{AutoreCitato|Giovanni Zonara|Zonara}}, {{AutoreCitato|Giorgio Cedreno|Cedreno}}, dall’{{AutoreCitato|Anna Comnena|Anna Comneno}}, dai francesi {{AutoreCitato|Sugerio di Saint-Denis|Sugger}}, {{AutoreCitato|Ugo Falcando|Falcando}}, {{AutoreCitato|Guglielmo di Tiro|Guglielmo di Tiro}}, {{AutoreCitato|Matteo Paris|Matteo Paris}}, {{AutoreCitato|Guillaume de Nangis|Guglielmo di Nangis}}, {{AutoreCitato|Jean de Joinville|Joinville}}, dagli Inglesi {{AutoreCitato|Enrico di Huntingdon|Enrico Hutington}}, {{AutoreCitato|Ruggero di Hoveden|Ruggero d’Hoveden}}, da {{AutoreCitato|Ottone di Frisinga|Ottone di Frisinga}}, da {{AutoreCitato|Beniamino di Tudela|Beniamino di Tudela}}, da {{AutoreCitato|Saxo Grammaticus|Sassone il grammatico}}, da {{AutoreCitato|Goffredo di Villehardouin|Villarduino}}, da {{AutoreCitato|Jacques de Vitry|Giacomo di Vitry}}, da {{AutoreCitato|Niceforo Blemmida|Niceforo Blemmida}}, {{AutoreIgnoto|Foca Giovanni}}, da {{AutoreCitato|Gervasio di Tilbury|Gervasio di Tilbery}}, da Giovanni di Novogorod, da {{AutoreIgnoto|Carpino}}, Andrea di Longimello, {{AutoreCitato|Guglielmo di Rubruck|Guglielmo Rubruquis}}, e dal gran {{AutoreCitato|Marco Polo|Marco Polo}}. {{AutoreIgnoto|Duoso Lucio}}, {{AutoreCitato|Cielo d'Alcamo|Ciullo d’Alcamo}}, {{AutoreCitato|Riccardo di San Germano|Riccardo di S. Germano}}, {{AutoreCitato|Guido Ghislieri|Guido Ghislieri}}, {{AutoreCitato|Guidotto da Bologna|Guidotto di Bologna}}, {{AutoreCitato|Dante da Maiano|Dante da Maiano}}, {{AutoreCitato|Guido Guinizelli|Guinicelli}}, {{AutoreCitato|Nicolò Smereglo|Smerago Nicolò}}, {{AutoreCitato|Ricordano Malispini|Malespini Ricordano}}, {{AutoreCitato|Guittone d'Arezzo|Guittone d’Arezzo}}, {{AutoreCitato|Brunetto Latini|Brunetto Latini}}, {{AutoreCitato|Onesto da Bologna|Onesto Bolognese}}, Spinello Matteo, {{AutoreCitato|Francesco d'Assisi|San Francesco d’Assisi}}, con o poesie o cronache, o traduzioni od altri lavori di diverso genere cominciano la letteratura della lingua italiana, la quale già si rallegra della nascita di {{AutoreCitato|Dante Alighieri|Dante}} (1263). IV. ''Periodo.'' La Magna Carta concessa da Giovanni Senza Terra (1215), la Lega anseatica (1541), la Bolla d’oro (1216) che determinò i limiti del potere regio che non degli Stati, e pose un freno all’anarchia feudale, la lotta delle città lombarde contro gli imperatori, la Lega del papato colla democrazia a combattere la soverchiante potenza del ghibellinismo<ref>Il vocabolo di Guelfo e di Ghibellino agitò l’Europa anche dopo l’origine di quelle famose fazioni, che passarono dalla Germania in Lombardia ai tempi delle guerre civili fra Lotario III e Corrado II. Allora i Guelfi erano in pari tempo i discussori della Chiesa e dei privilegi del popolo mentre i Ghibellini erano i campioni delle prerogative dell’operatore e della nobiltà. Le due fazioni vantavansi egualmente amiche della libertà e ne invocavano il nome, ma ne cercavano la guarantigia per due opposte strade: la prima voleva consolidare le costituzioni delle città, l’altra mantenere quelle dell’impero. Successivamente però i Guelfi alleati dei Francesi non seppero meglio mantenere l’indipendenza d’Italia di quello che lo facessero i Ghibellini alleati dei Tedeschi, e più di una volta eserciti guelfi combatterono la causa del popolo e dell’indipendenza italiana, mentre eserciti ghibellini combatterono quella degli imperatori e della aristocrazia italiana.</ref>, la prevalenza democratica nelle città libere dell’Italia, furono nel secolo XIII le prime manifestazioni di quella reazione che il poter regio dovette sostenere nel periodo in che siamo per entrare. Filippo Augusto col convocare i primi stati generali in Francia (1502), Dionigi col promovere i comuni nel Portogallo, Rienzi cogli ancorchè efimeri commovimenti popolari in Roma (1548), {{AutoreCitato|Guglielmo Tell|Guglielmo Tell}} (1408) colle libere confederazioni suscitate nella Svizzera, la lotta degli Aragonesi o piuttosto Catalani contro Pietro IV, che di poi sconfitto in più battaglie lascia iscorrere il proprio sangue da una ferita mano sul proprio codice per cancellare col sangue di un re una legge violatrice della libertà dei suoi popoli; le vittorie delle città libere anseatiche contro i re specialmente di Danimarca; Venceslao (1278) che quasi prelude alla sorte toccata in questi ultimi tempi a Carlo X di Francia; la nullità in che cade l’antica preponderanza imperiale sull’Italia per opera della inettitudine dei successori di Enrico VII, nonostante le efimere conquiste di questi e di Lodovico il Bavaro e di Carlo IV: la guerra della Lega della libertà intrapresasotto la protezione dei Fiorentini: la potenza repubblicana di Venezia, Genova, e della più particolarmente democratica di Firenze, e di tante altre città italiane ricche di splendidi esempi di cittadine virtù e di politica indipendenza: la Camera dei comuni in Inghilterra che fa annuali, sotto Odoardo III, le sue convocazioni, e che più tardi (1408) rende necessario il suo concorso per gli affari importanti e di tutta sua attribuzione l’iniziativa dei bill di finanza: lo statuto di Enrico IV che acquista una estensione tanto democratica al suffragio popolare; i corpi giudiziarii fattisi così in Francia come in Inghilterra indipendenti dalla corona, infine la preponderanza cominciata dal terzo stato in Eu-ropa rappresentano i fatti maggiori di quella lotta popolare, la quale secondo noi costituisce il progresso politico, che caratterizza più specialmente questo quarto periodo del medio evo da noi denominato del popolo. Ben la lotta subi diversi e disastrosi risultati nel corso, e più ancora sul finire di questo periodo, e particolarmente in Italia; ben è vero che nei secoli a questo successivi la causa del popolo toccò crudelissime fortune; ma il seme germinato primamente in Italia, andò sempre più, da questo periodo in poi, rampollando qua e là sul continente europeo vigorose radici, e già qualche frutto ne raccolsero gli ultimi nostri padri, ne raccolgono in parte alcuni dei contemporanei nostri, e ne raccoglieranno sempre più gli avvenire per quell’eterna legge providenziale che fa i principii delle passioni più potenti, e rende irrefre-<noinclude><references/></noinclude> p8lhieb3lg8elzocqvh6b0ozblpxdxk Pagina:Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu/116 108 1025731 3899126 3872147 2026-09-14T16:43:47Z Panz Panz 3665 3899126 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Cruccone" />{{RigaIntestazione|{{Sc|cxii}}|INTRODUZIONE.||riga=sì}}</noinclude><section begin="s1" />il coraggio di combatterle nel tempo in cui erano astrologi ed alchimisti i dotti, i principi, i pontefici. D’altra parte i lavori di {{AutoreCitato|Giovanni Sacrobosco|Sacrobosco}}, {{AutoreCitato|Paolo dell'Abbaco|Paolo dell’Abaco}}, di {{AutoreCitato|Luca Pacioli|Luca Pacioli}} nell’aritmetica; quelli di Luca Pacioli illustratore del {{AutoreCitato|Leonardo Fibonacci|Fibonacci}}, e di tutta la scuola italiana di quei tempi, nell’algebra; di {{AutoreCitato|Georg von Peuerbach|Purbach}} e {{AutoreCitato|Regiomontano|Regiomontano}} nella geometria; i lavori di {{Wl|Q2832837|Alessandro di Spina}}, cui si tribuisce l’invenzione degli occhiali, nell’ottica, del Purbach, del Regiomontano, del {{AutoreCitato|Giovanni Bianchini|Bianchini}}, del {{AutoreCitato|Agostino Ricci|Ricci}}, del {{AutoreCitato|Bernhard Walther|Walter}}, del {{AutoreCitato|Johann Werner|Werner}}, dell’{{AutoreCitato|Pietro Apiano|Appiano}} nell’astronomia; di {{AutoreCitato|Mondino dei Liuzzi|Mondini}}, di {{AutoreCitato|Giovanni Matteo Ferrari|Matteo del Grado}}, di {{AutoreCitato|Bartolomeo da Montagnana|Montegnana}} nell’anatomia; di {{AutoreCitato|Benedetto Rinio|Benedetto Rivi}}, di {{AutoreCitato|Euricius Cordus|Euricio Cordo}}, di {{AutoreCitato|Otto Brunfels|Ottone Braufus}} nella botanica; di {{AutoreCitato|Pietro de' Crescenzi|Pier Crescenzi}} nell’agricoltura, segnano i primi albori di quel progresso scientifico che nel periodo successivo doveva andare sì oltre nell’Italia, e di quivi passare nella Francia, nella Germania, nell’Inghilterra e nell’Olanda. Giovanni ed Andrea da Pisa, Taddeo Gaddi, i Masacci, {{AutoreCitato|Andrea Orcagna|Orgagna}}, Brunelleschi, Giuliano da Maiano, {{AutoreCitato|Michelozzo|Michelozzi}}, {{AutoreCitato|Francesco di Giorgio Martini|Francesco di Giorgio}}, {{AutoreCitato|Leon Battista Alberti|Leon Battista Alberti}}, e più altri avanzano sempre più i progressi dell’architettura; {{AutoreCitato|Giotto|Giotto}}, Orgagna, Taddeo Gaddi, Masaccio, il {{AutoreCitato|Beato Angelico|beato Angelico}}, il {{AutoreCitato|Domenico Ghirlandaio|Ghirlandaio}}, Luca di Cortona, il Mantegna, avanzano quelli della pittura; il Margaritone, Giovanni ed Andrea da Pisa, il Memmi, Nicolò di Arezzo, il Verrocchio, e più di tutti {{AutoreCitato|Donatello|Donatello}}, e {{AutoreCitato|Lorenzo Ghiberti|Ghiberti}} vanno sempre più aggiungendo perfezione all’arte scultoria. Finiguerra ha trovata perfezionata l’arte dei nielli; nell’Italia e nell’Olanda si conosce la pittura ad olio. Intanto scoperta è l’arte della stampa, il più prodigioso organo del moderno progresso scientifico letterario e politico; la più generale applicazione della polvere da cannone rivoluziona l’arte della guerra; Vasco di Gama ha passato il Capo di Buona Speranza, {{AutoreCitato|Cristoforo Colombo|Colombo}} ha dato al mondo antico il nuovo Mondo. E qui si compiono quei quattro periodi nei quali abbiamo noi compresi tutti quei secoli ai quali viene comunemente dato il nome di medio Evo. La feudalità è quasi affatto scomparsa, e con essa quella tanto cantata cavalleria che ci ha lasciato in retaggio il falso punto d’onore, il duello e la galanteria, le tre piaghe dell’Europa moderna<ref>Ciò venne molto bene provato or ora da {{AutoreCitato|Étienne-Jean Delécluze|Delecluze}}, ''Roland, ou la Chevalerie'', Parigi 1845.</ref>; le democrazie sono per soggiacere affatto sotto l’aristocrazia e la monarchia, ma più particolarmente sotto quest’ultima che dal XVI secolo in poi va sempre più consolidandosi mercè le o assunte o subíte forme costituzionali in cui si raccoglie equilibrato od equilibrante l’antagonismo democratico ed aristocratico.<section end="s1" /> <section begin="s2" /> {{Centrato|CAPITOLO SESTO.}} {{Indentatura}}{{Sc|Epoca vi}}, ''ossia della'' storia moderna ''e suoi periodi principali, considerata in tutti i suoi rapporti col progresso universale delle scienze delle lettere e delle arti.''</div> {{Centrato|{{smaller|(dal 1501 al 1789).}}}} Come ognun vede, il campo che qui ne si schiude dinnanzi va acquistando una latitudine sempre malagevole, anzi impossibile a raccogliersi entro i brevi confini imposti dalla natura del nostro discorso. L’incivilimento ha passato le Alpi, e va dilatandosi su ogni parte dell’Europa e di quivi a tutto quanto il globo. {{AutoreCitato|Antoine César Becquerel|Becquerel}} ha avuto bisogno di 12 forti volumi, per iscrivere la storia dell’elettricità, potremo noi scrivere quella di tutte le scienze naturali, matematiche pure ed applicate, delle lettere, delle arti, e dell’industria in una semplice introduzione? Noi abbiamo studiato con qualche minutezza di esame e di ricerca i primi passi dello spirito umano, e perchè forse i meno noti, e quindi i più importanti a studiarsi, i più limitati e quindi più possibili di una esposizione alquanto analitica; ma giunti sul limite di quel vasto edificio che costituisce l’enciclopedica civiltà del mondo moderno, noi non possiamo che trasvolare con una somma rapidità tutto ciò che lo scibile ne può prospettare non accenneremo per così dire che alle sole pietre viarie dell’immenso cammino percorso dallo spirito umano<ref>Un più ampio sviluppamento di questi periodi che stiamo per toccare, se non più ampio, pari almeno a quello da noi qui dato ai precedenti, forma l’argomento di un altro nostro lavoro particolare, che, piacendo a Dio, pubblicheremo ma in forma meno angustiata di quella di una introduzione.</ref>. A chi ben guarda alle cause principali che promossero o svilupparono i più grandi avvenimenti di quest’epoca, sarà facilmente aperto siccome questa, il che già venne dimostrato dall’{{AutoreCitato|Arnold Hermann Ludwig Heeren|Heeren}}, dividasi per se stessa in tre periodi, dei quali i primi due sono presso a poco uguali nella durata, del terzo non sapremmo indovinare la durata. Si estende il primo dal principio del secolo sino al tempo in cui {{AutoreCitato|Luigi XIV di Francia|Luigi XIV}} cominciò a governare da solo (1661); il secondo da quell’epoca sino alla morte di {{AutoreCitato|Federico II di Prussia|Federico il Grande}} ed al principio delle rivoluzioni in Europa (1786); il terzo comincia da questo punto e giunge all’oggidì. La ragione di questa divisione sta nel diverso carattere della politica pratica di ciascun periodo<section end="s2" /><noinclude><references/></noinclude> d80sm55wdo5p2awxhjija53tqf5ttar Wikisource:Bar/Archivio/2026.09 4 1029421 3899094 3898244 2026-09-14T15:31:13Z MediaWiki message delivery 17789 /* Tech News: 2026-38 */ nuova sezione 3899094 wikitext text/x-wiki {{Bar}} == Il Libro dei Re: rifiniture == @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sto ritoccando [[Il Libro dei Re]], su cui ha lavorato parecchio @[[Utente:DLamba|DLamba]], e che era un peccato lasciare incompiuto. Ecco alcuni quesiti: # inizialmente la struttura generale era suddivisa in pagine ns0 indipendenti, una per ciascuno degli 8 volumi. Adesso invece c'è una sola pagina principale, suddivisa in sottopagine che rispecchiano le macro-sezioni dell'opera. Le pagine ns0 dei volumi sono conservate ma "orfane": la prima, [[Il Libro dei Re - Volume I]]. Io le cancellerei: ok? # fra le prime centinaia di pagine del poema, che DLamba ha portato a un eccellente SAL 75%, e le successive ci sono piccole differenze di formattazione. In particolare, DLamba ha numerato i versi (ogni 5) ma la numerazione cessa alla [[Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1886, I.djvu/261|pagina 260]] del primo volume. Rimuovo la numerazione versi oppure la continuo? E: da dove riparto con la numerazione? Se dovessi inserirla, io ripartirei da ognuna delle sezioni trascritta come sottopagina in ns0. Sarebbe un lavoraccio, ma forse potrebbe essere fatto via bot. PS: Esiste una pagina FB "Amici della Persia", dove il poema di Ferdusi viene nominato più volte. Vediamo se riesco a farci un po' di divulgazione wikisource :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:40, 1 set 2026 (CEST) :Nell'ordine: :# Sì, cancella pure. :# mi rendo conto che se la numerazione non c'è non siamo tenuti ad aggiungerla, ma al tempo stesso i template di numerazione R, Ottava ecc. sono pensati per essere anche delle "áncore" per citare con precisione un passo, dunque è sempre ottima idea aggiungerle. Anni e anni fa si scrisse che la numerazione dei versi fosse requisito per il SAL 75%, dunque si aggiungano i versi. :'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 10:51, 2 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi organizzo, ma mi manca un dettaglio su come organizzare la numerazione, ossia se ripartire ad ogni sezione di dettaglio o, come ha fatto DLamba, ripartire solo dalle macro-sezioni (alcune delle quali veramente immense). Personalmente preferirei la prima delle due. Intanto scaldo il bot :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:17, 2 set 2026 (CEST) :::Il criterio è semplice: fintantoché non ci sono numeri di verso ripetuti nella transclusione in ns0 nella stessa pagina, puoi ricominciare la numerazione quanto vuoi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 12:40, 2 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] (e a chiunque altro interessi): visto che nel Libro dei Re è nominata un'infinità di re, principi e gente varia, ho fatto uno strumento per controllare l'ortografia dei nomi propri. Sul "Cerca errori ortografici" adesso c'è un tab "Nomi propri", che cerca tutte le parole maiuscole, le conta e ne cerca altre di simili (1-2 lettere di differenza). Così ad esempio sull'ultimo volume risulta che: Khusrèv è nominato 368 volte, ma 39 volte c'è Khusrev senza accento, Khusròv c'è 2 volte e 1 volta c'è Kliusrèv, tutti probabili errori di trascrizione. Ovviamente trova anche somiglianze che non c'entrano e trova normali parole che per puro caso sono sempre maiuscole, perché appaiono solo all'inizio di un verso. Ma a parte questo spero che possa venire utile. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:19, 2 set 2026 (CEST) :::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Altrochè! Grazie! Ma lo userò dopo aver risolto il problema della numerazione dei versi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:53, 2 set 2026 (CEST) ::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sono '''stupefatto '''del risultato della nuova opzione per la verifica della grafia dei nomi (delle persone e dei luoghi) e noto una "proprietà emergente": potrebbe anche essere utilizzata per la compilazione di un "Indice dei nomi delle persone e dei luoghi". ''Facile'' la compilazione di un semplice elenco alfabetico, laborioso un elenco completo di link al volume e alla pagina per ciascuna voce. Problema: sarebbe un contributo originale? Potrebbe essere aggiunto a ns0 senza violare le regole di itwikisource? Di certo, in un testo complesso come Il Libro dei Re, privo sia di annotazioni che di indici analitici, sarebbe utile. ::::::Seconda idea: c'è qualcosa che impedisce di caricare un'eventuale versione del testo, integrata di annotazioni e di indici analitici, in itwikibooks? ::::::Comunicazione di servizio: BrolloBot sta aggiungendo la numerazione versi (ogni 5). Il primo volume è stato un po' ostico, ma i successivi, più standardizzati nella formattazione, vanno via lisci, salvo E & O. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:14, 4 set 2026 (CEST) :::::::As usual, :::::::l'indice o la concordanza di un testo sono sogni nel cassetto che sento quasi da quando sono arrivato qui. :::::::Di fatto sono o ricerca originale o materiale compilatorio, inoltre, dato che sono uno strumento scientifico, o si basano su un testo ad altissimo grado di affidabilità o non fanno che convalidare scientificamente dati di partenza non affidabili. :::::::Questo non significa che non si possano creare, ma che vanno pensati ''esternamente al testo'' in un luogo apposito, non saprei bene dove indicarlo, oppure come aggiunta in testi considerati affidabili. Chiederò alla comunità internazionale se ci sono stati esempi in tal senso. :::::::Qui esco un po' dal thread, ma mi ricordo che quando un amico mi chiese cosa significa "SAL 100%" e gli risposi "che almeno due lettori hanno controllato il testo" mi girò le spalle con sufficienza ritenendo questo un criterio troppo minimale per dare credibilità scientifica ai nostri testi. Non mi sono sentito di dargli totalmente torto. Riusciremo un giorno ad avere "featured texts" o testi con altissimo livello di controllo? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 08:31, 6 set 2026 (CEST) ::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Io, nel tempo, preso atto dei miei limiti di accuratezza "caratteriali", mi sono specializzato in SAL 75% rapidi + formattazione (sperando di agevolare il lavoro di "specialisti nel controllo minuzioso"). Se dovessi affrontare il problema del controllo minuzioso della concordanza con la fonte, al momento non immagino altra soluzione che lavorare in coppia, come facevo nella correzione delle bozze si stampa degli articoli che pubblicava il mio primario: uno legge l'originale, il secondo legge le bozze. Forse c'è un metodo alternativo per fare da soli, sfruttando qualche trucco informatico, con efficacia pari o superiore, ma non lo immagino. ::::::::''Indici'': pensavo a indici analitici dei singoli testi, non a ipotetici "indici di wikisource". Senza obiettivi troppo ambiziosi: mi basterebbe che gli indici fossero allineati alla qualità della trascrizione della singola edizione. Un'altra cosa di cui sento spesso la necessità sono le ''annotazioni dei rilettori'', ammesse, se non sbaglio, da altri progetti wikisource, ma non consentite dalle nostre regole (anche se non sarebbe impossibile creare una convenzione che permetta di distinguerle chiaramente da quelle originali dell'edizione). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:14, 7 set 2026 (CEST) == Tavola cronologica assente in Vico == segnalo che nell'edizione stampata nel 1911 della Scienza Nuova di Vico curata da Nicolini a un certo punto è presente una tavola cronologica qui [[La scienza nuova - Volume I/Libro I/Tavola cronologica]] mentre è assente in una edizione del 1928 sempre curata da Nicolini [[La scienza nuova seconda/Libro primo]]. Entrambe le edizioni ristampano l'edizione originale del 1744. Con tutta probabilità nelle scansioni dell'edizione 1928 il foglio ripiegabile della tavola cronologica era presente anche lì (infatti è richiamato nel testo) ed è stato staccato. Bisognerebbe quindi cercare altre scansioni con quella tavola. Inoltre segnalo che la digitalizzazione del 1911 mette dopo il titolo e l'autore l'anno 1911 che è errato dato che si deve mettere il 1744, cioè l'anno di prima pubblicazione dell'opera. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:38, 2 set 2026 (CEST) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Ho dato un'occhiata alla Tavola, spaventosa. Ma ci sarebbe bisogno di un lavoro di riorganizzazione ns0: i tre volumi dovrebbero essere riuniti in un'unica pagina principale. Anni fa la regola "nelle edizioni in più volumi, a ogni pagina nsIndice una pagina principale ns0" aveva motivazioni tecniche, ma oggi sono superate. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:45, 4 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] in effetti la tavola è davvero enorme e la digitalizzazione della tavola nell'edizione del 1911 non è stata terminata, non so se qualcuno esperto in tabelle ha qualche suggerimento... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:13, 5 set 2026 (CEST) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Si può provare riducendo parecchio le dimensioni dei caratteri e allargando la larghezza della tabella in ns0, ma sarà dura. Provo con una o due righe. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:27, 6 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Test fatto, ma bisognerebbe estenderlo a una riga "bella piena". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:12, 6 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-37</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W37"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Tools/Add_a_link|Add a Link]] has been upgraded for English Wikipedia users with improved detection of links that have different capitalization. This will help reduce ambiguous suggestions caused by differences in capitalization in article titles, including articles about cultural goods. A second phase of improvements is planned, which will also prepare the feature for release in other languages. [https://phabricator.wikimedia.org/T435526#12240876] [https://phabricator.wikimedia.org/T434259] * The [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance|Article guidance]] feature will be enabled by default for junior editors on Simple English and Turkish Wikipedia starting 10 September 2026 following [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance/Updates#Summary_of_experiment_result|an experiment]]. Junior editors with 0 to 99 edits will automatically see the feature when they click a red link or use the "[[tr:Vikipedi:Madde_sihirbazı|Madde oluşturto]]" option on Turkish Wikipedia to create a new article. The change is intended to help junior editors create higher-quality articles that meet each Wikipedia’s standards. [[phab:maniphest/query/z3tcTjmLMxk5/#R|Additional improvements]] will continue based on the experiment results and community feedback. * The [https://pageviews.wmcloud.org Pageviews Analysis] tool which allows users to compare pageviews across multiple pages, turns 10 years old this year and several new features have been added. They include [[toolforge:wikinav|WikiNav]] which provides insights into how readers of Wikipedia explore the content, editing stats in [https://pageviews.wmcloud.org/siteviews?range=latest-30&sites=en.wikipedia.org Siteviews], the ability to [https://pageviews.wmcloud.org/massviews?source=wikiproject&project=en.wikipedia.org lookup articles belonging to a WikiProject], and support for dark mode. [https://phabricator.wikimedia.org/T378549] * A [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Minimal_Minerva|visually simplified Minerva]] navigation bar is being tested for logged-out readers using mobile web on the Bengali, Czech, English, Farsi, and Polish Wikipedias. The experiment aims to determine whether simplifying the navigation improves reader retention. The test will run from August 31 to September 28, and no action is required from users. * [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|WMDE Technical Wishes]] is working on improving [[en:Wikipedia:VisualEditor/Named references|auto-generated reference names in VisualEditor]]. Editors will only notice a slight change starting this week. When adding automatic reference names the numbering will start at <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:1</nowiki></code></bdi> instead of <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:0</nowiki></code></bdi>. Read more on the [[m:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names|project page]]. [https://gerrit.wikimedia.org/r/c/VisualEditor/VisualEditor/+/1332704] * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming weeks. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:25}} community-submitted {{PLURAL:25|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid|Parsoid]] could mishandle nested nowiki tags, causing content to be lost and displaying unwanted text has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435116] '''Updates for technical contributors''' * Interface administrators can configure gadgets from [[MediaWiki:Gadgets-definition]]. The definition format has been updated and no longer requires the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi> option, as gadgets are always loaded through <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi>. This simplifies gadget configuration by removing an option that is no longer necessary, making gadget definitions easier for administrators. [https://phabricator.wikimedia.org/T298199] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.19|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W37"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:44, 7 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31008437 --> == itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''. Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''. Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione. Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org. Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia! Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 11:44, 11 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-38</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W38"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translations]] are available. '''Weekly highlight''' * The Future Audiences team has started a [[en:Special:MyLanguage/Wikipedia:Village pump (proposals)#New proposed experiment to let readers know about “Google preferred sources”|discussion on English Wikipedia]] about a proposed new experiment to show a temporary notice about the new [https://blog.google/products-and-platforms/products/search/original-high-quality-content-search/ Google Preferred Sources] feature to Wikipedia readers coming from Google. The experiment is to test whether this notice makes visitors come back to Wikipedia more often. Preferred Sources feature lets users choose websites they trust so Google can highlight content from those sources more prominently in Search and AI experiences. We are interested in testing this on other languages that Google supports and would welcome assistance with starting conversations on other wikis. If interested, please reach out to Future Audiences on the [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences/Preferred sources|talk page]]. '''Updates for editors''' * The chat platform Discord is releasing a new self-service framework that websites can use to specify how their links should look when shared on Discord. The Future Audiences team is planning to start using this new framework to improve how Wikipedia links look when shared on Discord, giving better attribution and credit to contributors. The link appearance and behavior won't change in the first phase of this project as we want to first collect some baseline data to assess the impact of future changes. However, if community members who are active on Discord spot any issues, they can reach out on [[phab:tag/future-audiences/|Phabricator]] or [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences|Metawiki]]. * The Reader Growth team will be running an experiment to test whether [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Compact Lead|compacting article lead sections on mobiles]] with the addition of a "read more" button improves reader retention. The test will begin on September 17 on Arabic, Spanish, French, Indonesian, Italian, Japanese, Portuguese, Vietnamese, and Chinese Wikipedias and will run for four weeks. * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming week. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:28}} community-submitted {{PLURAL:28|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [https://wikistats.wmcloud.org/ Wikistats] for Wikipedias was returning an HTTP 500 error and could not be reached, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435959] '''Updates for technical contributors''' * Developers who maintain a tool that queries the Wikimedia Commons links tables need to update their code to connect to the new x4 database cluster. The links tables have been moved from the s4 cluster to x4, and will no longer receive updates on s4. The page and redirect tables remain available on both clusters. A wiki replica for the x4 cluster will be set up afterwards. The change is being made because the s4 cluster has grown too large to operate efficiently. You can [[wikitech:Special:MyLanguage/News/2026 Commons links tables database split|read more]]. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.20|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W38"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:31, 14 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31039826 --> 1plh2n0lub9hpmuhtmrgyz063ocevn6 3899344 3899094 2026-09-15T09:58:07Z Alex brollo 1615 /* Orientalizzando... */ nuova sezione 3899344 wikitext text/x-wiki {{Bar}} == Il Libro dei Re: rifiniture == @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sto ritoccando [[Il Libro dei Re]], su cui ha lavorato parecchio @[[Utente:DLamba|DLamba]], e che era un peccato lasciare incompiuto. Ecco alcuni quesiti: # inizialmente la struttura generale era suddivisa in pagine ns0 indipendenti, una per ciascuno degli 8 volumi. Adesso invece c'è una sola pagina principale, suddivisa in sottopagine che rispecchiano le macro-sezioni dell'opera. Le pagine ns0 dei volumi sono conservate ma "orfane": la prima, [[Il Libro dei Re - Volume I]]. Io le cancellerei: ok? # fra le prime centinaia di pagine del poema, che DLamba ha portato a un eccellente SAL 75%, e le successive ci sono piccole differenze di formattazione. In particolare, DLamba ha numerato i versi (ogni 5) ma la numerazione cessa alla [[Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1886, I.djvu/261|pagina 260]] del primo volume. Rimuovo la numerazione versi oppure la continuo? E: da dove riparto con la numerazione? Se dovessi inserirla, io ripartirei da ognuna delle sezioni trascritta come sottopagina in ns0. Sarebbe un lavoraccio, ma forse potrebbe essere fatto via bot. PS: Esiste una pagina FB "Amici della Persia", dove il poema di Ferdusi viene nominato più volte. Vediamo se riesco a farci un po' di divulgazione wikisource :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:40, 1 set 2026 (CEST) :Nell'ordine: :# Sì, cancella pure. :# mi rendo conto che se la numerazione non c'è non siamo tenuti ad aggiungerla, ma al tempo stesso i template di numerazione R, Ottava ecc. sono pensati per essere anche delle "áncore" per citare con precisione un passo, dunque è sempre ottima idea aggiungerle. Anni e anni fa si scrisse che la numerazione dei versi fosse requisito per il SAL 75%, dunque si aggiungano i versi. :'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 10:51, 2 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi organizzo, ma mi manca un dettaglio su come organizzare la numerazione, ossia se ripartire ad ogni sezione di dettaglio o, come ha fatto DLamba, ripartire solo dalle macro-sezioni (alcune delle quali veramente immense). Personalmente preferirei la prima delle due. Intanto scaldo il bot :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:17, 2 set 2026 (CEST) :::Il criterio è semplice: fintantoché non ci sono numeri di verso ripetuti nella transclusione in ns0 nella stessa pagina, puoi ricominciare la numerazione quanto vuoi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 12:40, 2 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] (e a chiunque altro interessi): visto che nel Libro dei Re è nominata un'infinità di re, principi e gente varia, ho fatto uno strumento per controllare l'ortografia dei nomi propri. Sul "Cerca errori ortografici" adesso c'è un tab "Nomi propri", che cerca tutte le parole maiuscole, le conta e ne cerca altre di simili (1-2 lettere di differenza). Così ad esempio sull'ultimo volume risulta che: Khusrèv è nominato 368 volte, ma 39 volte c'è Khusrev senza accento, Khusròv c'è 2 volte e 1 volta c'è Kliusrèv, tutti probabili errori di trascrizione. Ovviamente trova anche somiglianze che non c'entrano e trova normali parole che per puro caso sono sempre maiuscole, perché appaiono solo all'inizio di un verso. Ma a parte questo spero che possa venire utile. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:19, 2 set 2026 (CEST) :::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Altrochè! Grazie! Ma lo userò dopo aver risolto il problema della numerazione dei versi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:53, 2 set 2026 (CEST) ::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sono '''stupefatto '''del risultato della nuova opzione per la verifica della grafia dei nomi (delle persone e dei luoghi) e noto una "proprietà emergente": potrebbe anche essere utilizzata per la compilazione di un "Indice dei nomi delle persone e dei luoghi". ''Facile'' la compilazione di un semplice elenco alfabetico, laborioso un elenco completo di link al volume e alla pagina per ciascuna voce. Problema: sarebbe un contributo originale? Potrebbe essere aggiunto a ns0 senza violare le regole di itwikisource? Di certo, in un testo complesso come Il Libro dei Re, privo sia di annotazioni che di indici analitici, sarebbe utile. ::::::Seconda idea: c'è qualcosa che impedisce di caricare un'eventuale versione del testo, integrata di annotazioni e di indici analitici, in itwikibooks? ::::::Comunicazione di servizio: BrolloBot sta aggiungendo la numerazione versi (ogni 5). Il primo volume è stato un po' ostico, ma i successivi, più standardizzati nella formattazione, vanno via lisci, salvo E & O. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:14, 4 set 2026 (CEST) :::::::As usual, :::::::l'indice o la concordanza di un testo sono sogni nel cassetto che sento quasi da quando sono arrivato qui. :::::::Di fatto sono o ricerca originale o materiale compilatorio, inoltre, dato che sono uno strumento scientifico, o si basano su un testo ad altissimo grado di affidabilità o non fanno che convalidare scientificamente dati di partenza non affidabili. :::::::Questo non significa che non si possano creare, ma che vanno pensati ''esternamente al testo'' in un luogo apposito, non saprei bene dove indicarlo, oppure come aggiunta in testi considerati affidabili. Chiederò alla comunità internazionale se ci sono stati esempi in tal senso. :::::::Qui esco un po' dal thread, ma mi ricordo che quando un amico mi chiese cosa significa "SAL 100%" e gli risposi "che almeno due lettori hanno controllato il testo" mi girò le spalle con sufficienza ritenendo questo un criterio troppo minimale per dare credibilità scientifica ai nostri testi. Non mi sono sentito di dargli totalmente torto. Riusciremo un giorno ad avere "featured texts" o testi con altissimo livello di controllo? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 08:31, 6 set 2026 (CEST) ::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Io, nel tempo, preso atto dei miei limiti di accuratezza "caratteriali", mi sono specializzato in SAL 75% rapidi + formattazione (sperando di agevolare il lavoro di "specialisti nel controllo minuzioso"). Se dovessi affrontare il problema del controllo minuzioso della concordanza con la fonte, al momento non immagino altra soluzione che lavorare in coppia, come facevo nella correzione delle bozze si stampa degli articoli che pubblicava il mio primario: uno legge l'originale, il secondo legge le bozze. Forse c'è un metodo alternativo per fare da soli, sfruttando qualche trucco informatico, con efficacia pari o superiore, ma non lo immagino. ::::::::''Indici'': pensavo a indici analitici dei singoli testi, non a ipotetici "indici di wikisource". Senza obiettivi troppo ambiziosi: mi basterebbe che gli indici fossero allineati alla qualità della trascrizione della singola edizione. Un'altra cosa di cui sento spesso la necessità sono le ''annotazioni dei rilettori'', ammesse, se non sbaglio, da altri progetti wikisource, ma non consentite dalle nostre regole (anche se non sarebbe impossibile creare una convenzione che permetta di distinguerle chiaramente da quelle originali dell'edizione). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:14, 7 set 2026 (CEST) == Tavola cronologica assente in Vico == segnalo che nell'edizione stampata nel 1911 della Scienza Nuova di Vico curata da Nicolini a un certo punto è presente una tavola cronologica qui [[La scienza nuova - Volume I/Libro I/Tavola cronologica]] mentre è assente in una edizione del 1928 sempre curata da Nicolini [[La scienza nuova seconda/Libro primo]]. Entrambe le edizioni ristampano l'edizione originale del 1744. Con tutta probabilità nelle scansioni dell'edizione 1928 il foglio ripiegabile della tavola cronologica era presente anche lì (infatti è richiamato nel testo) ed è stato staccato. Bisognerebbe quindi cercare altre scansioni con quella tavola. Inoltre segnalo che la digitalizzazione del 1911 mette dopo il titolo e l'autore l'anno 1911 che è errato dato che si deve mettere il 1744, cioè l'anno di prima pubblicazione dell'opera. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:38, 2 set 2026 (CEST) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Ho dato un'occhiata alla Tavola, spaventosa. Ma ci sarebbe bisogno di un lavoro di riorganizzazione ns0: i tre volumi dovrebbero essere riuniti in un'unica pagina principale. Anni fa la regola "nelle edizioni in più volumi, a ogni pagina nsIndice una pagina principale ns0" aveva motivazioni tecniche, ma oggi sono superate. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:45, 4 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] in effetti la tavola è davvero enorme e la digitalizzazione della tavola nell'edizione del 1911 non è stata terminata, non so se qualcuno esperto in tabelle ha qualche suggerimento... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:13, 5 set 2026 (CEST) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Si può provare riducendo parecchio le dimensioni dei caratteri e allargando la larghezza della tabella in ns0, ma sarà dura. Provo con una o due righe. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:27, 6 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Test fatto, ma bisognerebbe estenderlo a una riga "bella piena". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:12, 6 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-37</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W37"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Tools/Add_a_link|Add a Link]] has been upgraded for English Wikipedia users with improved detection of links that have different capitalization. This will help reduce ambiguous suggestions caused by differences in capitalization in article titles, including articles about cultural goods. A second phase of improvements is planned, which will also prepare the feature for release in other languages. [https://phabricator.wikimedia.org/T435526#12240876] [https://phabricator.wikimedia.org/T434259] * The [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance|Article guidance]] feature will be enabled by default for junior editors on Simple English and Turkish Wikipedia starting 10 September 2026 following [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance/Updates#Summary_of_experiment_result|an experiment]]. Junior editors with 0 to 99 edits will automatically see the feature when they click a red link or use the "[[tr:Vikipedi:Madde_sihirbazı|Madde oluşturto]]" option on Turkish Wikipedia to create a new article. The change is intended to help junior editors create higher-quality articles that meet each Wikipedia’s standards. [[phab:maniphest/query/z3tcTjmLMxk5/#R|Additional improvements]] will continue based on the experiment results and community feedback. * The [https://pageviews.wmcloud.org Pageviews Analysis] tool which allows users to compare pageviews across multiple pages, turns 10 years old this year and several new features have been added. They include [[toolforge:wikinav|WikiNav]] which provides insights into how readers of Wikipedia explore the content, editing stats in [https://pageviews.wmcloud.org/siteviews?range=latest-30&sites=en.wikipedia.org Siteviews], the ability to [https://pageviews.wmcloud.org/massviews?source=wikiproject&project=en.wikipedia.org lookup articles belonging to a WikiProject], and support for dark mode. [https://phabricator.wikimedia.org/T378549] * A [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Minimal_Minerva|visually simplified Minerva]] navigation bar is being tested for logged-out readers using mobile web on the Bengali, Czech, English, Farsi, and Polish Wikipedias. The experiment aims to determine whether simplifying the navigation improves reader retention. The test will run from August 31 to September 28, and no action is required from users. * [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|WMDE Technical Wishes]] is working on improving [[en:Wikipedia:VisualEditor/Named references|auto-generated reference names in VisualEditor]]. Editors will only notice a slight change starting this week. When adding automatic reference names the numbering will start at <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:1</nowiki></code></bdi> instead of <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:0</nowiki></code></bdi>. Read more on the [[m:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names|project page]]. [https://gerrit.wikimedia.org/r/c/VisualEditor/VisualEditor/+/1332704] * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming weeks. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:25}} community-submitted {{PLURAL:25|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid|Parsoid]] could mishandle nested nowiki tags, causing content to be lost and displaying unwanted text has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435116] '''Updates for technical contributors''' * Interface administrators can configure gadgets from [[MediaWiki:Gadgets-definition]]. The definition format has been updated and no longer requires the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi> option, as gadgets are always loaded through <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi>. This simplifies gadget configuration by removing an option that is no longer necessary, making gadget definitions easier for administrators. [https://phabricator.wikimedia.org/T298199] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.19|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W37"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:44, 7 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31008437 --> == itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''. Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''. Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione. Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org. Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia! Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 11:44, 11 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-38</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W38"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translations]] are available. '''Weekly highlight''' * The Future Audiences team has started a [[en:Special:MyLanguage/Wikipedia:Village pump (proposals)#New proposed experiment to let readers know about “Google preferred sources”|discussion on English Wikipedia]] about a proposed new experiment to show a temporary notice about the new [https://blog.google/products-and-platforms/products/search/original-high-quality-content-search/ Google Preferred Sources] feature to Wikipedia readers coming from Google. The experiment is to test whether this notice makes visitors come back to Wikipedia more often. Preferred Sources feature lets users choose websites they trust so Google can highlight content from those sources more prominently in Search and AI experiences. We are interested in testing this on other languages that Google supports and would welcome assistance with starting conversations on other wikis. If interested, please reach out to Future Audiences on the [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences/Preferred sources|talk page]]. '''Updates for editors''' * The chat platform Discord is releasing a new self-service framework that websites can use to specify how their links should look when shared on Discord. The Future Audiences team is planning to start using this new framework to improve how Wikipedia links look when shared on Discord, giving better attribution and credit to contributors. The link appearance and behavior won't change in the first phase of this project as we want to first collect some baseline data to assess the impact of future changes. However, if community members who are active on Discord spot any issues, they can reach out on [[phab:tag/future-audiences/|Phabricator]] or [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences|Metawiki]]. * The Reader Growth team will be running an experiment to test whether [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Compact Lead|compacting article lead sections on mobiles]] with the addition of a "read more" button improves reader retention. The test will begin on September 17 on Arabic, Spanish, French, Indonesian, Italian, Japanese, Portuguese, Vietnamese, and Chinese Wikipedias and will run for four weeks. * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming week. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:28}} community-submitted {{PLURAL:28|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [https://wikistats.wmcloud.org/ Wikistats] for Wikipedias was returning an HTTP 500 error and could not be reached, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435959] '''Updates for technical contributors''' * Developers who maintain a tool that queries the Wikimedia Commons links tables need to update their code to connect to the new x4 database cluster. The links tables have been moved from the s4 cluster to x4, and will no longer receive updates on s4. The page and redirect tables remain available on both clusters. A wiki replica for the x4 cluster will be set up afterwards. The change is being made because the s4 cluster has grown too large to operate efficiently. You can [[wikitech:Special:MyLanguage/News/2026 Commons links tables database split|read more]]. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.20|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W38"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:31, 14 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31039826 --> == Orientalizzando... == Fatto [[Il Libro dei Re]], in dirittura di arrivo [[L'Avesta (Pizzi, 1914)|L'Avesta]], sto palpeggiando un'altra traduzione antologica di Pizzi, [[Fiori d'Oriente (1906)]], che ha un'ottima scansione IA. Ma siamo solo alle verifiche preliminari. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:58, 15 set 2026 (CEST) 1hp5yiskz2a5kxos8qej0zqni7zdt1n 3899345 3899344 2026-09-15T09:59:50Z Alex brollo 1615 /* Orientalizzando... */ 3899345 wikitext text/x-wiki {{Bar}} == Il Libro dei Re: rifiniture == @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sto ritoccando [[Il Libro dei Re]], su cui ha lavorato parecchio @[[Utente:DLamba|DLamba]], e che era un peccato lasciare incompiuto. Ecco alcuni quesiti: # inizialmente la struttura generale era suddivisa in pagine ns0 indipendenti, una per ciascuno degli 8 volumi. Adesso invece c'è una sola pagina principale, suddivisa in sottopagine che rispecchiano le macro-sezioni dell'opera. Le pagine ns0 dei volumi sono conservate ma "orfane": la prima, [[Il Libro dei Re - Volume I]]. Io le cancellerei: ok? # fra le prime centinaia di pagine del poema, che DLamba ha portato a un eccellente SAL 75%, e le successive ci sono piccole differenze di formattazione. In particolare, DLamba ha numerato i versi (ogni 5) ma la numerazione cessa alla [[Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1886, I.djvu/261|pagina 260]] del primo volume. Rimuovo la numerazione versi oppure la continuo? E: da dove riparto con la numerazione? Se dovessi inserirla, io ripartirei da ognuna delle sezioni trascritta come sottopagina in ns0. Sarebbe un lavoraccio, ma forse potrebbe essere fatto via bot. PS: Esiste una pagina FB "Amici della Persia", dove il poema di Ferdusi viene nominato più volte. Vediamo se riesco a farci un po' di divulgazione wikisource :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:40, 1 set 2026 (CEST) :Nell'ordine: :# Sì, cancella pure. :# mi rendo conto che se la numerazione non c'è non siamo tenuti ad aggiungerla, ma al tempo stesso i template di numerazione R, Ottava ecc. sono pensati per essere anche delle "áncore" per citare con precisione un passo, dunque è sempre ottima idea aggiungerle. Anni e anni fa si scrisse che la numerazione dei versi fosse requisito per il SAL 75%, dunque si aggiungano i versi. :'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 10:51, 2 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi organizzo, ma mi manca un dettaglio su come organizzare la numerazione, ossia se ripartire ad ogni sezione di dettaglio o, come ha fatto DLamba, ripartire solo dalle macro-sezioni (alcune delle quali veramente immense). Personalmente preferirei la prima delle due. Intanto scaldo il bot :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:17, 2 set 2026 (CEST) :::Il criterio è semplice: fintantoché non ci sono numeri di verso ripetuti nella transclusione in ns0 nella stessa pagina, puoi ricominciare la numerazione quanto vuoi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 12:40, 2 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] (e a chiunque altro interessi): visto che nel Libro dei Re è nominata un'infinità di re, principi e gente varia, ho fatto uno strumento per controllare l'ortografia dei nomi propri. Sul "Cerca errori ortografici" adesso c'è un tab "Nomi propri", che cerca tutte le parole maiuscole, le conta e ne cerca altre di simili (1-2 lettere di differenza). Così ad esempio sull'ultimo volume risulta che: Khusrèv è nominato 368 volte, ma 39 volte c'è Khusrev senza accento, Khusròv c'è 2 volte e 1 volta c'è Kliusrèv, tutti probabili errori di trascrizione. Ovviamente trova anche somiglianze che non c'entrano e trova normali parole che per puro caso sono sempre maiuscole, perché appaiono solo all'inizio di un verso. Ma a parte questo spero che possa venire utile. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:19, 2 set 2026 (CEST) :::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Altrochè! Grazie! Ma lo userò dopo aver risolto il problema della numerazione dei versi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:53, 2 set 2026 (CEST) ::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sono '''stupefatto '''del risultato della nuova opzione per la verifica della grafia dei nomi (delle persone e dei luoghi) e noto una "proprietà emergente": potrebbe anche essere utilizzata per la compilazione di un "Indice dei nomi delle persone e dei luoghi". ''Facile'' la compilazione di un semplice elenco alfabetico, laborioso un elenco completo di link al volume e alla pagina per ciascuna voce. Problema: sarebbe un contributo originale? Potrebbe essere aggiunto a ns0 senza violare le regole di itwikisource? Di certo, in un testo complesso come Il Libro dei Re, privo sia di annotazioni che di indici analitici, sarebbe utile. ::::::Seconda idea: c'è qualcosa che impedisce di caricare un'eventuale versione del testo, integrata di annotazioni e di indici analitici, in itwikibooks? ::::::Comunicazione di servizio: BrolloBot sta aggiungendo la numerazione versi (ogni 5). Il primo volume è stato un po' ostico, ma i successivi, più standardizzati nella formattazione, vanno via lisci, salvo E & O. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:14, 4 set 2026 (CEST) :::::::As usual, :::::::l'indice o la concordanza di un testo sono sogni nel cassetto che sento quasi da quando sono arrivato qui. :::::::Di fatto sono o ricerca originale o materiale compilatorio, inoltre, dato che sono uno strumento scientifico, o si basano su un testo ad altissimo grado di affidabilità o non fanno che convalidare scientificamente dati di partenza non affidabili. :::::::Questo non significa che non si possano creare, ma che vanno pensati ''esternamente al testo'' in un luogo apposito, non saprei bene dove indicarlo, oppure come aggiunta in testi considerati affidabili. Chiederò alla comunità internazionale se ci sono stati esempi in tal senso. :::::::Qui esco un po' dal thread, ma mi ricordo che quando un amico mi chiese cosa significa "SAL 100%" e gli risposi "che almeno due lettori hanno controllato il testo" mi girò le spalle con sufficienza ritenendo questo un criterio troppo minimale per dare credibilità scientifica ai nostri testi. Non mi sono sentito di dargli totalmente torto. Riusciremo un giorno ad avere "featured texts" o testi con altissimo livello di controllo? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 08:31, 6 set 2026 (CEST) ::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Io, nel tempo, preso atto dei miei limiti di accuratezza "caratteriali", mi sono specializzato in SAL 75% rapidi + formattazione (sperando di agevolare il lavoro di "specialisti nel controllo minuzioso"). Se dovessi affrontare il problema del controllo minuzioso della concordanza con la fonte, al momento non immagino altra soluzione che lavorare in coppia, come facevo nella correzione delle bozze si stampa degli articoli che pubblicava il mio primario: uno legge l'originale, il secondo legge le bozze. Forse c'è un metodo alternativo per fare da soli, sfruttando qualche trucco informatico, con efficacia pari o superiore, ma non lo immagino. ::::::::''Indici'': pensavo a indici analitici dei singoli testi, non a ipotetici "indici di wikisource". Senza obiettivi troppo ambiziosi: mi basterebbe che gli indici fossero allineati alla qualità della trascrizione della singola edizione. Un'altra cosa di cui sento spesso la necessità sono le ''annotazioni dei rilettori'', ammesse, se non sbaglio, da altri progetti wikisource, ma non consentite dalle nostre regole (anche se non sarebbe impossibile creare una convenzione che permetta di distinguerle chiaramente da quelle originali dell'edizione). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:14, 7 set 2026 (CEST) == Tavola cronologica assente in Vico == segnalo che nell'edizione stampata nel 1911 della Scienza Nuova di Vico curata da Nicolini a un certo punto è presente una tavola cronologica qui [[La scienza nuova - Volume I/Libro I/Tavola cronologica]] mentre è assente in una edizione del 1928 sempre curata da Nicolini [[La scienza nuova seconda/Libro primo]]. Entrambe le edizioni ristampano l'edizione originale del 1744. Con tutta probabilità nelle scansioni dell'edizione 1928 il foglio ripiegabile della tavola cronologica era presente anche lì (infatti è richiamato nel testo) ed è stato staccato. Bisognerebbe quindi cercare altre scansioni con quella tavola. Inoltre segnalo che la digitalizzazione del 1911 mette dopo il titolo e l'autore l'anno 1911 che è errato dato che si deve mettere il 1744, cioè l'anno di prima pubblicazione dell'opera. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:38, 2 set 2026 (CEST) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Ho dato un'occhiata alla Tavola, spaventosa. Ma ci sarebbe bisogno di un lavoro di riorganizzazione ns0: i tre volumi dovrebbero essere riuniti in un'unica pagina principale. Anni fa la regola "nelle edizioni in più volumi, a ogni pagina nsIndice una pagina principale ns0" aveva motivazioni tecniche, ma oggi sono superate. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:45, 4 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] in effetti la tavola è davvero enorme e la digitalizzazione della tavola nell'edizione del 1911 non è stata terminata, non so se qualcuno esperto in tabelle ha qualche suggerimento... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:13, 5 set 2026 (CEST) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Si può provare riducendo parecchio le dimensioni dei caratteri e allargando la larghezza della tabella in ns0, ma sarà dura. Provo con una o due righe. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:27, 6 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Test fatto, ma bisognerebbe estenderlo a una riga "bella piena". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:12, 6 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-37</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W37"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Tools/Add_a_link|Add a Link]] has been upgraded for English Wikipedia users with improved detection of links that have different capitalization. This will help reduce ambiguous suggestions caused by differences in capitalization in article titles, including articles about cultural goods. A second phase of improvements is planned, which will also prepare the feature for release in other languages. [https://phabricator.wikimedia.org/T435526#12240876] [https://phabricator.wikimedia.org/T434259] * The [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance|Article guidance]] feature will be enabled by default for junior editors on Simple English and Turkish Wikipedia starting 10 September 2026 following [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance/Updates#Summary_of_experiment_result|an experiment]]. Junior editors with 0 to 99 edits will automatically see the feature when they click a red link or use the "[[tr:Vikipedi:Madde_sihirbazı|Madde oluşturto]]" option on Turkish Wikipedia to create a new article. The change is intended to help junior editors create higher-quality articles that meet each Wikipedia’s standards. [[phab:maniphest/query/z3tcTjmLMxk5/#R|Additional improvements]] will continue based on the experiment results and community feedback. * The [https://pageviews.wmcloud.org Pageviews Analysis] tool which allows users to compare pageviews across multiple pages, turns 10 years old this year and several new features have been added. They include [[toolforge:wikinav|WikiNav]] which provides insights into how readers of Wikipedia explore the content, editing stats in [https://pageviews.wmcloud.org/siteviews?range=latest-30&sites=en.wikipedia.org Siteviews], the ability to [https://pageviews.wmcloud.org/massviews?source=wikiproject&project=en.wikipedia.org lookup articles belonging to a WikiProject], and support for dark mode. [https://phabricator.wikimedia.org/T378549] * A [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Minimal_Minerva|visually simplified Minerva]] navigation bar is being tested for logged-out readers using mobile web on the Bengali, Czech, English, Farsi, and Polish Wikipedias. The experiment aims to determine whether simplifying the navigation improves reader retention. The test will run from August 31 to September 28, and no action is required from users. * [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|WMDE Technical Wishes]] is working on improving [[en:Wikipedia:VisualEditor/Named references|auto-generated reference names in VisualEditor]]. Editors will only notice a slight change starting this week. When adding automatic reference names the numbering will start at <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:1</nowiki></code></bdi> instead of <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:0</nowiki></code></bdi>. Read more on the [[m:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names|project page]]. [https://gerrit.wikimedia.org/r/c/VisualEditor/VisualEditor/+/1332704] * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming weeks. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:25}} community-submitted {{PLURAL:25|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid|Parsoid]] could mishandle nested nowiki tags, causing content to be lost and displaying unwanted text has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435116] '''Updates for technical contributors''' * Interface administrators can configure gadgets from [[MediaWiki:Gadgets-definition]]. The definition format has been updated and no longer requires the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi> option, as gadgets are always loaded through <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi>. This simplifies gadget configuration by removing an option that is no longer necessary, making gadget definitions easier for administrators. [https://phabricator.wikimedia.org/T298199] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.19|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W37"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:44, 7 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31008437 --> == itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''. Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''. Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione. Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org. Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia! Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 11:44, 11 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-38</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W38"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translations]] are available. '''Weekly highlight''' * The Future Audiences team has started a [[en:Special:MyLanguage/Wikipedia:Village pump (proposals)#New proposed experiment to let readers know about “Google preferred sources”|discussion on English Wikipedia]] about a proposed new experiment to show a temporary notice about the new [https://blog.google/products-and-platforms/products/search/original-high-quality-content-search/ Google Preferred Sources] feature to Wikipedia readers coming from Google. The experiment is to test whether this notice makes visitors come back to Wikipedia more often. Preferred Sources feature lets users choose websites they trust so Google can highlight content from those sources more prominently in Search and AI experiences. We are interested in testing this on other languages that Google supports and would welcome assistance with starting conversations on other wikis. If interested, please reach out to Future Audiences on the [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences/Preferred sources|talk page]]. '''Updates for editors''' * The chat platform Discord is releasing a new self-service framework that websites can use to specify how their links should look when shared on Discord. The Future Audiences team is planning to start using this new framework to improve how Wikipedia links look when shared on Discord, giving better attribution and credit to contributors. The link appearance and behavior won't change in the first phase of this project as we want to first collect some baseline data to assess the impact of future changes. However, if community members who are active on Discord spot any issues, they can reach out on [[phab:tag/future-audiences/|Phabricator]] or [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences|Metawiki]]. * The Reader Growth team will be running an experiment to test whether [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Compact Lead|compacting article lead sections on mobiles]] with the addition of a "read more" button improves reader retention. The test will begin on September 17 on Arabic, Spanish, French, Indonesian, Italian, Japanese, Portuguese, Vietnamese, and Chinese Wikipedias and will run for four weeks. * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming week. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:28}} community-submitted {{PLURAL:28|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [https://wikistats.wmcloud.org/ Wikistats] for Wikipedias was returning an HTTP 500 error and could not be reached, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435959] '''Updates for technical contributors''' * Developers who maintain a tool that queries the Wikimedia Commons links tables need to update their code to connect to the new x4 database cluster. The links tables have been moved from the s4 cluster to x4, and will no longer receive updates on s4. The page and redirect tables remain available on both clusters. A wiki replica for the x4 cluster will be set up afterwards. The change is being made because the s4 cluster has grown too large to operate efficiently. You can [[wikitech:Special:MyLanguage/News/2026 Commons links tables database split|read more]]. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.20|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W38"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:31, 14 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31039826 --> == Orientalizzando... == Fatto [[Il Libro dei Re]], in dirittura di arrivo [[L'Avesta (Pizzi, 1914)|L'Avesta]], sto palpeggiando un'altra traduzione antologica di Pizzi, [[Fiori d'Oriente (1906)]], che ha un'ottima scansione IA. Ma siamo solo alle verifiche preliminari. NB: qualsiasi richiesta di una mano per altre cose avrà comunque la precedenza :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:58, 15 set 2026 (CEST) 3fbmviju7gvk8yxok5gcpxmti0ej4n2 3899408 3899345 2026-09-15T11:34:41Z Alex brollo 1615 /* Orientalizzando... */ 3899408 wikitext text/x-wiki {{Bar}} == Il Libro dei Re: rifiniture == @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sto ritoccando [[Il Libro dei Re]], su cui ha lavorato parecchio @[[Utente:DLamba|DLamba]], e che era un peccato lasciare incompiuto. Ecco alcuni quesiti: # inizialmente la struttura generale era suddivisa in pagine ns0 indipendenti, una per ciascuno degli 8 volumi. Adesso invece c'è una sola pagina principale, suddivisa in sottopagine che rispecchiano le macro-sezioni dell'opera. Le pagine ns0 dei volumi sono conservate ma "orfane": la prima, [[Il Libro dei Re - Volume I]]. Io le cancellerei: ok? # fra le prime centinaia di pagine del poema, che DLamba ha portato a un eccellente SAL 75%, e le successive ci sono piccole differenze di formattazione. In particolare, DLamba ha numerato i versi (ogni 5) ma la numerazione cessa alla [[Pagina:Il Libro dei Re, Vincenzo Bona, 1886, I.djvu/261|pagina 260]] del primo volume. Rimuovo la numerazione versi oppure la continuo? E: da dove riparto con la numerazione? Se dovessi inserirla, io ripartirei da ognuna delle sezioni trascritta come sottopagina in ns0. Sarebbe un lavoraccio, ma forse potrebbe essere fatto via bot. PS: Esiste una pagina FB "Amici della Persia", dove il poema di Ferdusi viene nominato più volte. Vediamo se riesco a farci un po' di divulgazione wikisource :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:40, 1 set 2026 (CEST) :Nell'ordine: :# Sì, cancella pure. :# mi rendo conto che se la numerazione non c'è non siamo tenuti ad aggiungerla, ma al tempo stesso i template di numerazione R, Ottava ecc. sono pensati per essere anche delle "áncore" per citare con precisione un passo, dunque è sempre ottima idea aggiungerle. Anni e anni fa si scrisse che la numerazione dei versi fosse requisito per il SAL 75%, dunque si aggiungano i versi. :'''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 10:51, 2 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi organizzo, ma mi manca un dettaglio su come organizzare la numerazione, ossia se ripartire ad ogni sezione di dettaglio o, come ha fatto DLamba, ripartire solo dalle macro-sezioni (alcune delle quali veramente immense). Personalmente preferirei la prima delle due. Intanto scaldo il bot :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:17, 2 set 2026 (CEST) :::Il criterio è semplice: fintantoché non ci sono numeri di verso ripetuti nella transclusione in ns0 nella stessa pagina, puoi ricominciare la numerazione quanto vuoi. '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 12:40, 2 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] (e a chiunque altro interessi): visto che nel Libro dei Re è nominata un'infinità di re, principi e gente varia, ho fatto uno strumento per controllare l'ortografia dei nomi propri. Sul "Cerca errori ortografici" adesso c'è un tab "Nomi propri", che cerca tutte le parole maiuscole, le conta e ne cerca altre di simili (1-2 lettere di differenza). Così ad esempio sull'ultimo volume risulta che: Khusrèv è nominato 368 volte, ma 39 volte c'è Khusrev senza accento, Khusròv c'è 2 volte e 1 volta c'è Kliusrèv, tutti probabili errori di trascrizione. Ovviamente trova anche somiglianze che non c'entrano e trova normali parole che per puro caso sono sempre maiuscole, perché appaiono solo all'inizio di un verso. Ma a parte questo spero che possa venire utile. [[User:Candalua|Can da Lua]] ([[User talk:Candalua|disc.]]) 17:19, 2 set 2026 (CEST) :::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] Altrochè! Grazie! Ma lo userò dopo aver risolto il problema della numerazione dei versi. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 21:53, 2 set 2026 (CEST) ::::::@[[Utente:Candalua|Candalua]] @[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Sono '''stupefatto '''del risultato della nuova opzione per la verifica della grafia dei nomi (delle persone e dei luoghi) e noto una "proprietà emergente": potrebbe anche essere utilizzata per la compilazione di un "Indice dei nomi delle persone e dei luoghi". ''Facile'' la compilazione di un semplice elenco alfabetico, laborioso un elenco completo di link al volume e alla pagina per ciascuna voce. Problema: sarebbe un contributo originale? Potrebbe essere aggiunto a ns0 senza violare le regole di itwikisource? Di certo, in un testo complesso come Il Libro dei Re, privo sia di annotazioni che di indici analitici, sarebbe utile. ::::::Seconda idea: c'è qualcosa che impedisce di caricare un'eventuale versione del testo, integrata di annotazioni e di indici analitici, in itwikibooks? ::::::Comunicazione di servizio: BrolloBot sta aggiungendo la numerazione versi (ogni 5). Il primo volume è stato un po' ostico, ma i successivi, più standardizzati nella formattazione, vanno via lisci, salvo E & O. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 09:14, 4 set 2026 (CEST) :::::::As usual, :::::::l'indice o la concordanza di un testo sono sogni nel cassetto che sento quasi da quando sono arrivato qui. :::::::Di fatto sono o ricerca originale o materiale compilatorio, inoltre, dato che sono uno strumento scientifico, o si basano su un testo ad altissimo grado di affidabilità o non fanno che convalidare scientificamente dati di partenza non affidabili. :::::::Questo non significa che non si possano creare, ma che vanno pensati ''esternamente al testo'' in un luogo apposito, non saprei bene dove indicarlo, oppure come aggiunta in testi considerati affidabili. Chiederò alla comunità internazionale se ci sono stati esempi in tal senso. :::::::Qui esco un po' dal thread, ma mi ricordo che quando un amico mi chiese cosa significa "SAL 100%" e gli risposi "che almeno due lettori hanno controllato il testo" mi girò le spalle con sufficienza ritenendo questo un criterio troppo minimale per dare credibilità scientifica ai nostri testi. Non mi sono sentito di dargli totalmente torto. Riusciremo un giorno ad avere "featured texts" o testi con altissimo livello di controllo? '''[[Utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 08:31, 6 set 2026 (CEST) ::::::::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Io, nel tempo, preso atto dei miei limiti di accuratezza "caratteriali", mi sono specializzato in SAL 75% rapidi + formattazione (sperando di agevolare il lavoro di "specialisti nel controllo minuzioso"). Se dovessi affrontare il problema del controllo minuzioso della concordanza con la fonte, al momento non immagino altra soluzione che lavorare in coppia, come facevo nella correzione delle bozze si stampa degli articoli che pubblicava il mio primario: uno legge l'originale, il secondo legge le bozze. Forse c'è un metodo alternativo per fare da soli, sfruttando qualche trucco informatico, con efficacia pari o superiore, ma non lo immagino. ::::::::''Indici'': pensavo a indici analitici dei singoli testi, non a ipotetici "indici di wikisource". Senza obiettivi troppo ambiziosi: mi basterebbe che gli indici fossero allineati alla qualità della trascrizione della singola edizione. Un'altra cosa di cui sento spesso la necessità sono le ''annotazioni dei rilettori'', ammesse, se non sbaglio, da altri progetti wikisource, ma non consentite dalle nostre regole (anche se non sarebbe impossibile creare una convenzione che permetta di distinguerle chiaramente da quelle originali dell'edizione). [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 22:14, 7 set 2026 (CEST) == Tavola cronologica assente in Vico == segnalo che nell'edizione stampata nel 1911 della Scienza Nuova di Vico curata da Nicolini a un certo punto è presente una tavola cronologica qui [[La scienza nuova - Volume I/Libro I/Tavola cronologica]] mentre è assente in una edizione del 1928 sempre curata da Nicolini [[La scienza nuova seconda/Libro primo]]. Entrambe le edizioni ristampano l'edizione originale del 1744. Con tutta probabilità nelle scansioni dell'edizione 1928 il foglio ripiegabile della tavola cronologica era presente anche lì (infatti è richiamato nel testo) ed è stato staccato. Bisognerebbe quindi cercare altre scansioni con quella tavola. Inoltre segnalo che la digitalizzazione del 1911 mette dopo il titolo e l'autore l'anno 1911 che è errato dato che si deve mettere il 1744, cioè l'anno di prima pubblicazione dell'opera. [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 13:38, 2 set 2026 (CEST) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Ho dato un'occhiata alla Tavola, spaventosa. Ma ci sarebbe bisogno di un lavoro di riorganizzazione ns0: i tre volumi dovrebbero essere riuniti in un'unica pagina principale. Anni fa la regola "nelle edizioni in più volumi, a ogni pagina nsIndice una pagina principale ns0" aveva motivazioni tecniche, ma oggi sono superate. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 20:45, 4 set 2026 (CEST) ::@[[Utente:Alex brollo|Alex brollo]] in effetti la tavola è davvero enorme e la digitalizzazione della tavola nell'edizione del 1911 non è stata terminata, non so se qualcuno esperto in tabelle ha qualche suggerimento... [[User:Myron Aub|Myron Aub]] ([[User talk:Myron Aub|disc.]]) 15:13, 5 set 2026 (CEST) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Si può provare riducendo parecchio le dimensioni dei caratteri e allargando la larghezza della tabella in ns0, ma sarà dura. Provo con una o due righe. [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 12:27, 6 set 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Test fatto, ma bisognerebbe estenderlo a una riga "bella piena". [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 13:12, 6 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-37</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W37"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translations]] are available. '''Updates for editors''' * [[mw:Special:MyLanguage/Help:Growth/Tools/Add_a_link|Add a Link]] has been upgraded for English Wikipedia users with improved detection of links that have different capitalization. This will help reduce ambiguous suggestions caused by differences in capitalization in article titles, including articles about cultural goods. A second phase of improvements is planned, which will also prepare the feature for release in other languages. [https://phabricator.wikimedia.org/T435526#12240876] [https://phabricator.wikimedia.org/T434259] * The [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance|Article guidance]] feature will be enabled by default for junior editors on Simple English and Turkish Wikipedia starting 10 September 2026 following [[mw:Special:MyLanguage/Article_guidance/Updates#Summary_of_experiment_result|an experiment]]. Junior editors with 0 to 99 edits will automatically see the feature when they click a red link or use the "[[tr:Vikipedi:Madde_sihirbazı|Madde oluşturto]]" option on Turkish Wikipedia to create a new article. The change is intended to help junior editors create higher-quality articles that meet each Wikipedia’s standards. [[phab:maniphest/query/z3tcTjmLMxk5/#R|Additional improvements]] will continue based on the experiment results and community feedback. * The [https://pageviews.wmcloud.org Pageviews Analysis] tool which allows users to compare pageviews across multiple pages, turns 10 years old this year and several new features have been added. They include [[toolforge:wikinav|WikiNav]] which provides insights into how readers of Wikipedia explore the content, editing stats in [https://pageviews.wmcloud.org/siteviews?range=latest-30&sites=en.wikipedia.org Siteviews], the ability to [https://pageviews.wmcloud.org/massviews?source=wikiproject&project=en.wikipedia.org lookup articles belonging to a WikiProject], and support for dark mode. [https://phabricator.wikimedia.org/T378549] * A [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Minimal_Minerva|visually simplified Minerva]] navigation bar is being tested for logged-out readers using mobile web on the Bengali, Czech, English, Farsi, and Polish Wikipedias. The experiment aims to determine whether simplifying the navigation improves reader retention. The test will run from August 31 to September 28, and no action is required from users. * [[m:Special:MyLanguage/WMDE Technical Wishes|WMDE Technical Wishes]] is working on improving [[en:Wikipedia:VisualEditor/Named references|auto-generated reference names in VisualEditor]]. Editors will only notice a slight change starting this week. When adding automatic reference names the numbering will start at <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:1</nowiki></code></bdi> instead of <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>:0</nowiki></code></bdi>. Read more on the [[m:WMDE Technical Wishes/References/VisualEditor automatic reference names|project page]]. [https://gerrit.wikimedia.org/r/c/VisualEditor/VisualEditor/+/1332704] * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming weeks. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:25}} community-submitted {{PLURAL:25|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [[mw:Special:MyLanguage/Parsoid|Parsoid]] could mishandle nested nowiki tags, causing content to be lost and displaying unwanted text has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435116] '''Updates for technical contributors''' * Interface administrators can configure gadgets from [[MediaWiki:Gadgets-definition]]. The definition format has been updated and no longer requires the <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi> option, as gadgets are always loaded through <bdi lang="zxx" dir="ltr"><code><nowiki>ResourceLoader</nowiki></code></bdi>. This simplifies gadget configuration by removing an option that is no longer necessary, making gadget definitions easier for administrators. [https://phabricator.wikimedia.org/T298199] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.19|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/37|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W37"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 20:44, 7 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31008437 --> == itWikiCon 2026: iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]''' si sta avvicinando! Il convegno annuale della comunità Wikimedia di lingua italiana si terrà '''da venerdì 6 a domenica 8 novembre a Vezia (Lugano)'''. Ormai è aperta la fase di iscrizione e rimarrà '''aperta fino a lunedì 12 ottobre a mezzanotte'''. Assicuratevi il vostro posto compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2026/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 15.00 CHF serve a sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per confermare l’iscrizione. Venerdì mattina è prevista una visita guidata a cui potete iscrivervi tramite lo stesso modulo. Vi consigliamo di prenotare alloggio e mezzi di trasporto con largo anticipo. Troverete consigli su come arrivare e dove dormire [[m:ItWikiCon/2026/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. Per domande o suggerimenti potete scambiare opinioni sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o contattarci all’indirizzo info{at}itwikicon.org. Non vediamo l’ora di vedervi a Vezia! Il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[User:Vallema|Vallema]], [[User:cassinam|Cassinam]], [[User:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[User:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] 11:44, 11 set 2026 (CEST) == <span lang="en" dir="ltr">Tech News: 2026-38</span> == <div lang="en" dir="ltr"> <section begin="technews-2026-W38"/><div class="plainlinks"> Latest '''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|tech news]]''' from the Wikimedia technical community. Please tell other users about these changes. Not all changes will affect you. [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translations]] are available. '''Weekly highlight''' * The Future Audiences team has started a [[en:Special:MyLanguage/Wikipedia:Village pump (proposals)#New proposed experiment to let readers know about “Google preferred sources”|discussion on English Wikipedia]] about a proposed new experiment to show a temporary notice about the new [https://blog.google/products-and-platforms/products/search/original-high-quality-content-search/ Google Preferred Sources] feature to Wikipedia readers coming from Google. The experiment is to test whether this notice makes visitors come back to Wikipedia more often. Preferred Sources feature lets users choose websites they trust so Google can highlight content from those sources more prominently in Search and AI experiences. We are interested in testing this on other languages that Google supports and would welcome assistance with starting conversations on other wikis. If interested, please reach out to Future Audiences on the [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences/Preferred sources|talk page]]. '''Updates for editors''' * The chat platform Discord is releasing a new self-service framework that websites can use to specify how their links should look when shared on Discord. The Future Audiences team is planning to start using this new framework to improve how Wikipedia links look when shared on Discord, giving better attribution and credit to contributors. The link appearance and behavior won't change in the first phase of this project as we want to first collect some baseline data to assess the impact of future changes. However, if community members who are active on Discord spot any issues, they can reach out on [[phab:tag/future-audiences/|Phabricator]] or [[m:Special:MyLanguage/Future Audiences|Metawiki]]. * The Reader Growth team will be running an experiment to test whether [[mw:Special:MyLanguage/Readers/Reader_Growth/Compact Lead|compacting article lead sections on mobiles]] with the addition of a "read more" button improves reader retention. The test will begin on September 17 on Arabic, Spanish, French, Indonesian, Italian, Japanese, Portuguese, Vietnamese, and Chinese Wikipedias and will run for four weeks. * All wikis will be [[m:Special:MyLanguage/Tech/Server switch|read-only for a few minutes]] on September 23. This is planned at 14:00 UTC. More information will be published in Tech News and will also be posted on individual wikis in the coming week. [https://phabricator.wikimedia.org/T433363] * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] View all {{formatnum:28}} community-submitted {{PLURAL:28|task|tasks}} that were [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Recently resolved community tasks|resolved last week]]. For example, an issue where [https://wikistats.wmcloud.org/ Wikistats] for Wikipedias was returning an HTTP 500 error and could not be reached, has now been fixed. [https://phabricator.wikimedia.org/T435959] '''Updates for technical contributors''' * Developers who maintain a tool that queries the Wikimedia Commons links tables need to update their code to connect to the new x4 database cluster. The links tables have been moved from the s4 cluster to x4, and will no longer receive updates on s4. The page and redirect tables remain available on both clusters. A wiki replica for the x4 cluster will be set up afterwards. The change is being made because the s4 cluster has grown too large to operate efficiently. You can [[wikitech:Special:MyLanguage/News/2026 Commons links tables database split|read more]]. * [[File:Reload icon with two arrows.svg|12px|link=|class=skin-invert|Recurrent item]] Detailed code updates later this week: [[mw:MediaWiki 1.47/wmf.20|MediaWiki]] '''''[[m:Special:MyLanguage/Tech/News|Tech news]]''' prepared by [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/Writers|Tech News writers]] and posted by [[m:Special:MyLanguage/User:MediaWiki message delivery|bot]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News#contribute|Contribute]]&nbsp;• [[m:Special:MyLanguage/Tech/News/2026/38|Translate]]&nbsp;• [[m:Tech|Get help]]&nbsp;• [[m:Talk:Tech/News|Give feedback]]&nbsp;• [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|Subscribe or unsubscribe]].'' </div><section end="technews-2026-W38"/> </div> <bdi lang="en" dir="ltr">[[User:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]]</bdi> 17:31, 14 set 2026 (CEST) (This message was sent to [[:Wikisource:Bar]] and is being posted here due to a redirect.) <!-- Messaggio inviato da User:STei (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Global_message_delivery/Targets/Tech_ambassadors&oldid=31039826 --> == Orientalizzando... == Fatto [[Il Libro dei Re]], in dirittura di arrivo [[L'Avesta (Pizzi, 1914)|L'Avesta]], sto palpeggiando un'altra traduzione antologica di Pizzi, [[Fiori d'Oriente (1907)]], che ha un'ottima scansione IA. Ma siamo solo alle verifiche preliminari. NB: qualsiasi richiesta di una mano per altre cose avrà comunque la precedenza :-) [[User:Alex brollo|Alex brollo]] ([[User talk:Alex brollo|disc.]]). 11:58, 15 set 2026 (CEST) d9khnu41xzjyfvetpcb78s8hx8gv34x L'Avesta (Pizzi, 1914)/Introduzione 0 1030125 3899347 3896702 2026-09-15T10:07:48Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3899347 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Introduzione|prec=../Prefazione|succ=/Capo I - Gli Irani}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="17" to="18" /> == Indice == * {{testo|/Capo I - Gli Irani}} * {{testo|/Capo II - Zarathustra e la sua religione}} j2hggkizt5vw2e99zcbzfzmmbdab5jm Il Caffè 0 1030161 3899049 3896853 2026-09-14T13:48:58Z Candalua 1675 3899049 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=9 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Guillaume Massieu | Nome e cognome del curatore = | Titolo =Il Caffè | Anno di pubblicazione = | Lingua originale del testo =latino | Nome e cognome del traduttore = Anonimo | Anno di traduzione = XVIII secolo | Progetto = | Argomento =Poemetti | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Poemetti italiani, vol. III.djvu }} {{Raccolta|Poemetti italiani, vol. III}} <pages index="Poemetti italiani, vol. III.djvu" from="198" to="209" /> 6nnfx5j01wmhx8rzkv4v2v5qeyxfq0o L'Avesta (Pizzi, 1914)/L'Avesta 0 1030228 3899156 3897181 2026-09-14T16:59:26Z Candalua 1675 3899156 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=9 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=L'Avesta|prec=../Introduzione/Capo II - Zarathustra e la sua religione|succ=../L'Avesta/I. Dal Vendidad}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="115" to="116" /> === Indice === * {{testo|/I. Dal Vendidad}} * {{testo|/II. Dal Yasna}} * {{testo|/III. Dalle Gatha}} * {{testo|/IV. Dagli Inni (Yasht)}} n9gw3thq6u0cam50iwdqzbi5ttakbbx L'Avesta (Pizzi, 1914)/L'Avesta/II. Dal Yasna/2 0 1030589 3899023 3899011 2026-09-14T12:03:07Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3899023 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 2. - Preparazione della bevanda sacrificale dell'haoma|prec=../1|succ=../3}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="153" to="155" /> {{sezione note}} 3u3jll3wapvloe7ulcw26181a15eywa L'Avesta (Pizzi, 1914)/L'Avesta/II. Dal Yasna/3 0 1030594 3899024 2026-09-14T12:04:09Z Alex brollo 1615 Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]] 3899024 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 3. - Professione di fede zoroastriana|prec=../2|succ=../4}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="156" to="156" onlysection="s1" /> 9wqdo3j7q7jb34ylpf4wu13ydqi0hzx 3899333 3899024 2026-09-15T09:38:20Z Alex brollo 1615 3899333 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 3. - Professione di fede zoroastriana|prec=../2|succ=../4}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="156" to="156" onlysection="s1" /> {{sezione note}} jzcq97nxz75ukjd5cpm15ishsp8hdmn 3899334 3899333 2026-09-15T09:38:42Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3899334 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 3. - Professione di fede zoroastriana|prec=../2|succ=../4}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="156" to="156" onlysection="s1" /> {{sezione note}} ntvhuvjqbh2qib5zr1ywoxgxjx091ra Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/9 108 1030595 3899029 2026-09-14T12:42:56Z Modafix 8534 /* Trascritta */ 3899029 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.2|L=0.3em|w=0.3em|f=200%|'''ALLA DIVA,'''}} {{Ct|t=1|v=1.4|L=0.3em|w=0.3em|f=160%|'''L’AUTORE.'''}} {{Wl|Q63070|{{Capolettera|V}}{{Type|l=0.3em|OI}}}} ben leggete nel libro del vostro Sovrano Maestro, o Diletta discepola di Cristo, e gran Maestra di penitenza: che io, non senza celeste motivo, havendovi eletta, doppo l’Universal Padrona, per mia singolar Protettrice, procurai sempre, di celebrare il vostro glorioso Nome, per tirare alla vostra devotione, se possibil vosse stato, il Mondo tutto. E però, sopra la vostra maravigliosa Conversione, questo Sacro Poema hò composto: con diversi aromati d’eruditione, per allettare i troppo svogliati, assaporandolo; hor sotto la vostra tutela, per mezo delle stampe,l’espongo alla luce. Degnatevi, ò Benignissima aggradirlo, proteggerlo, come vostro; e scusar l’arditezza della penna, se per aggrandire la gloria del vostro scampo, e del vostro liberatore; l’ignominia del vostro cattivaggio e del vostro Tiranno le soppose. Nè io, in premio delle mie tante fatiche, altro da Voi pretendo, che la continuata vostra protettione; perchè per voi, viva il mio parto felicemente in terra, ed io, con Voi, beatamente in Cielo; cantando: <poem>''O felici travagli, o lieti stenti.''</poem> {{Indentatura|0em}}E profondamente v’inchino, unica mia speranza, doppo il Divino Figlio, e la Vergine Madre.</div><noinclude>{{PieDiPagina||† 3|A CHI{{spazi|5}}}}</noinclude> oe7zpxrgsdxt7hdzjgw9t9q5e9407uz 3899031 3899029 2026-09-14T12:49:15Z Modafix 8534 3899031 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.2|L=0.3em|w=0.3em|f=200%|'''ALLA {{Wl|Q63070|DIVA}},'''}} {{Ct|t=1|v=1.4|L=0.3em|w=0.3em|f=160%|'''L’AUTORE.'''}} {{Capolettera|V}}{{Type|l=0.3em|OI}} ben leggete nel libro del vostro Sovrano Maestro, o Diletta discepola di {{Wl|Q302|Cristo}}, e gran Maestra di penitenza: che io, non senza celeste motivo, havendovi eletta, doppo l’Universal Padrona, per mia singolar Protettrice, procurai sempre, di celebrare il vostro glorioso Nome, per tirare alla vostra devotione, se possibil vosse stato, il Mondo tutto. E però, sopra la vostra maravigliosa Conversione, questo Sacro Poema hò composto: con diversi aromati d’eruditione, per allettare i troppo svogliati, assaporandolo; hor sotto la vostra tutela, per mezo delle stampe,l’espongo alla luce. Degnatevi, ò Benignissima aggradirlo, proteggerlo, come vostro; e scusar l’arditezza della penna, se per aggrandire la gloria del vostro scampo, e del vostro liberatore; l’ignominia del vostro cattivaggio e del vostro Tiranno le soppose. Nè io, in premio delle mie tante fatiche, altro da Voi pretendo, che la continuata vostra protettione; perchè per voi, viva il mio parto felicemente in terra, ed io, con Voi, beatamente in Cielo; cantando: <poem>''O felici travagli, o lieti stenti.''</poem> {{Indentatura|0em}}E profondamente v’inchino, unica mia speranza, doppo il Divino Figlio, e la {{Wl|Q345|Vergine Madre}}.</div><noinclude>{{PieDiPagina||† 3|A CHI{{spazi|5}}}}</noinclude> 3biobi77o32jezjpj9zgi0vqykor4id Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/10 108 1030596 3899033 2026-09-14T13:01:29Z Modafix 8534 /* Trascritta */ 3899033 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.3|w=0.3em|f=180%|'''A CHI LEGGERÁ,'''}} {{Ct|v=1.3|L=0.3em|w=0.3em|f=120%|IL POETA.}} {{Capolettera|C}}Omparisce, benigno Lettore, alla luce l’Epico mio Poema; fondato sopra la più celebre attione, della più celebre Eroina dell’Evangelio Sacro, com’è la {{Wl|Q63070|Maddalena}} Liberata dalla servitù del peccato, da {{Wl|Q302|Cristo}}. Nel cominciarlo non hebbi altro intento, che con devoto stile, soddisfare alla mia deuvtione, e degli amici; ma poi dagli stimoli critici, acceso di furor poetico, tralasciando ogni altro rispetto, per arricchire il povero soggetto, e formare una compita Epopeia: mi posi à svaligiare gli erarij delle Poetiche, e Poeti, Greci, Latini, e Nostrali. S’io non ho colpito al legno, ricordati, che: [[s:la:Ars poetica|''nec semper feriet quodcumque minabitur arcus'']]; e s’io tal hora languisco: che [[s:la:Ars poetica|''quandoque bonus dormitat Homerus'']]: costa il Poema di favola, e di verso. La favola, che secondo {{Wl|Q868|Aristotile}} nel quarto della {{TestoAssente|Poetica (Aristotele)|poetica}}, è la compositura del tutto. ''Fabulam verò rerum ipsam compositionem appello''. diss’egli; comprende il soggetto vero, e gli episodij finti; senza i quali, non sarebbe Poema, ma Istoria in verso. Delle quali Poetiche fintioni, anco la Sacra Teologia sovente si serve, quasi diuchicolo, per sollevar le menti inferme; coonermalo il grande {{Wl|Q310686|Areopagita}} così: ''Poeticis fictionibus Theologia affatim utitur: humanæ, scilicet, mentis infirmitatem, non ignorans; eique''<noinclude>{{PieDiPagina|||''pro-''{{spazi|5}}}}</noinclude> d8cvxbv95bcx0886idrm4x2ko17mvrp 3899034 3899033 2026-09-14T13:02:00Z Modafix 8534 3899034 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.3|w=0.3em|f=180%|'''A CHI LEGGERÁ,'''}} {{Ct|v=1.3|L=0.3em|w=0.3em|f=120%|IL POETA.}} {{Capolettera|C}}Omparisce, benigno Lettore, alla luce l’Epico mio Poema; fondato sopra la più celebre attione, della più celebre Eroina dell’Evangelio Sacro, com’è la {{Wl|Q63070|Maddalena}} Liberata dalla servitù del peccato, da {{Wl|Q302|Cristo}}. Nel cominciarlo non hebbi altro intento, che con devoto stile, soddisfare alla mia deuvtione, e degli amici; ma poi dagli stimoli critici, acceso di furor poetico, tralasciando ogni altro rispetto, per arricchire il povero soggetto, e formare una compita Epopeia: mi posi à svaligiare gli erarij delle Poetiche, e Poeti, Greci, Latini, e Nostrali. S’io non ho colpito al legno, ricordati, che: [[s:la:Ars poetica|''nec semper feriet quodcumque minabitur arcus'']]; e s’io tal hora languisco: che [[s:la:Ars poetica|''quandoque bonus dormitat Homerus'']]: costa il Poema di favola, e di verso. La favola, che secondo {{Wl|Q868|Aristotile}} nel quarto della {{TestoAssente|Poetica (Aristotele)|poetica}}, è la compositura del tutto. ''Fabulam verò rerum ipsam compositionem appello''. diss’egli; comprende il soggetto vero, e gli episodij finti; senza i quali, non sarebbe Poema, ma Istoria in verso. Delle quali Poetiche fintioni, anco la Sacra Teologia sovente si serve, quasi diuchicolo, per sollevar le menti inferme; confermalo il grande {{Wl|Q310686|Areopagita}} così: ''Poeticis fictionibus Theologia affatim utitur: humanæ, scilicet, mentis infirmitatem, non ignorans; eique''<noinclude>{{PieDiPagina|||''pro-''{{spazi|5}}}}</noinclude> chtyx6yifuzxhhd5qym7apk3cr77m24 3899225 3899034 2026-09-15T06:06:55Z Modafix 8534 3899225 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.3|w=0.3em|f=180%|'''A CHI LEGGERÁ,'''}} {{Ct|v=1.3|L=0.3em|w=0.3em|f=120%|IL POETA.}} {{Capolettera|C}}Omparisce, benigno Lettore, alla luce l’Epico mio Poema; fondato sopra la più celebre attione, della più celebre Eroina dell’Evangelio Sacro, com’è la {{Wl|Q63070|Maddalena}} Liberata dalla servitù del peccato, da {{Wl|Q302|Cristo}}. Nel cominciarlo non hebbi altro intento, che con devoto stile, soddisfare alla mia devotione, e degli amici; ma poi dagli stimoli critici, acceso di furor poetico, tralasciando ogni altro rispetto, per arricchire il povero soggetto, e formare una compita Epopeia: mi posi à svaligiare gli erarij delle Poetiche, e Poeti, Greci, Latini, e Nostrali. S’io non ho colpito al legno, ricordati, che: [[s:la:Ars poetica|''nec semper feriet quodcumque minabitur arcus'']]; e s’io tal hora languisco: che [[s:la:Ars poetica|''quandoque bonus dormitat Homerus'']]: costa il Poema di favola, e di verso. La favola, che secondo {{Wl|Q868|Aristotile}} nel quarto della {{TestoAssente|Poetica (Aristotele)|poetica}}, è la compositura del tutto. ''Fabulam verò rerum ipsam compositionem appello''. diss’egli; comprende il soggetto vero, e gli episodij finti; senza i quali, non sarebbe Poema, ma Istoria in verso. Delle quali Poetiche fintioni, anco la Sacra Teologia sovente si serve, quasi diuchicolo, per sollevar le menti inferme; confermalo il grande {{Wl|Q310686|Areopagita}} così: ''Poeticis fictionibus Theologia affatim utitur: humanæ, scilicet, mentis infirmitatem, non ignorans; eique''<noinclude>{{PieDiPagina|||''pro-''{{spazi|5}}}}</noinclude> 6h46ofqo9n2ldvf36uclfty2nc7bud0 La Maddalena liberata (1673)/Alla diva, l'autore 0 1030597 3899035 2026-09-14T13:02:46Z Modafix 8534 Porto il SAL a SAL 75% 3899035 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Alla diva, l'autore|prec=../Dedica|succ=../A chi leggerà, il poeta}} <pages index="Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu" from="9" to="9" /> hilpt4n4txj69m9nadeaapaqwb84wt3 Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/188 108 1030598 3899036 2026-09-14T13:15:34Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899036 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|184||}}</noinclude><poem> Però ci spiran le fumanti mense Orientale liquida fragranza, Che il cupid’aere non che i sensi inebria. Però lice vestir sere conteste Da Cinese telaio, e lane sazie Dei color di Ispaam: ed or che scrivo Contro al pungente livido rovajo Far di Ruffe pellicce altero schermo; Che orgoglioso diletto e’ parmi certo Poter Itala man lisciare lenta, E il molle careggiar folto pelame, Cui toccar vivo era periglio e orrore, D’un’atra volpe o di un cerviero lupo Gloria e terror delle Filande selve. Armonia stende il più dentro alle soglie Dei politici foschi gabinetti, E suoi detti approvar fa all’accigliata Ragion di stato, ond’Armonia s’estolle, E ai Monarchi sul solio è ancor maestra; E divisa è comparte ufficj, ed opre Tra gli alti regnator e il popol servo, E mentre suda il popolo fedele Nell’arti dure o della guerra soffre Prodigo della vita il danno e l’ira, Il buon provido Re largo satolla Le provincie col pan; ma giusto a un tempo Tronca col ferro rigido e gastiga</poem><noinclude><references/></noinclude> beg59wxx9gbr7jpuhigu3p78b3r0fxh Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/189 108 1030599 3899037 2026-09-14T13:17:07Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899037 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|||185}}</noinclude><poem>Il rio fogliame dei crescenti vizi, Se fuor li butta, e nutre rigogliosi Piacere ignavo, ed ozio pingue e vile; Qual di nociva frasca arbor s’intrica Che lussureggia in pian grasso e acquidoso. Ma queste sono d’Armonia le cure Vigili e gravi, con che il mondo frena; Perchè, se l’Armonia nol correggesse, Dei pugnaci elementi al gran litigio Torneria cieco caos e notte negra. Ma suoi diletti ingenui ha pure, e suoi Giochi felici; onde l’austera fronte Spiana e serena, e di bennato riso Il labbro asperge; ed anzi allora solo Par del nome natio gelosa, e vuole Esser detta Armonia. Suo gioco è dunque, Se un risplendente tremolo ruscello Mormora rauco e garrulo gorgoglia, Mentre zampilla da muscosa roccia, E giù cadendo per declivi greppi Irrora intorno coi minuti spruzzi Dell’infranta sua spuma i cespi, e l’erba. Suo gioco è pur, se zefiro loquace Sì soave sussurra sibilando, O frascheggi fra un mobile boschetto O delibi col soffio mansueto Le somme spiche di granosa messe, </poem><noinclude><references/></noinclude> 5nr62fi65d5g1q50i89ewl4hirxivw6 Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/190 108 1030600 3899038 2026-09-14T13:18:37Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899038 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|186||}}</noinclude><poem> Ch’arida e grave screpolando ondeggia. Piace a se stessi poi, se dolce geme La vedovetta tortora romita; Se Filomela tenera si lagna; Se vispa e gaia risaluta Aprile: La rondin, che cantando educa i figli; Se l’Africano docile augelletto, Cui sfuma il croco della rancia piuma, Naviga a noi dalle Canarie ville, E immemore del bosco e dell’esilio Col vario suon dell’animosa gola Le cittadine stanze allegra e molce. Vieni però, Armonia, vien, ch’io t’invito A liberal diletto: e non ti attendo Già ad una valle in sen, di un monte al ciglio Per ascoltar augei, zefiri e rivi, Nè dove eco vibrando i ben riflessi Raggi sonanti dai vocali sassi Suo malgrado risponde ad un pastore, Che zuffola stridente, o fischia, od urla. Piacere non ignobil t’apparecchio, Nè rusticano nè spontaneo troppo, Ma condito dall’arte. Or quà te invoco, Che qui tra cifre arcane e segni industri Fioreggia il contrappunto e si colora, Qui è la sfuggevol gracile Diesi, Qui la Diapason sì perfetta e colma,</poem><noinclude><references/></noinclude> au7tyfzrlbpj8zikt5o9z1xodwokmck Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/191 108 1030601 3899041 2026-09-14T13:34:03Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899041 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|||187}}</noinclude><poem>Qui cento note in un ordite e miste; E il musico sistema ci dischiude La tenera bimmolle, e la biqquadro Forte e tagliente. Quindi per concinni Moti e tremori bulicanti e frizzi D’aer percosso amabil consonanza Di sua sonorità l’anima indolcia: E sua troppa dolcezza per voluta Dissonanza opportuna parcamente Talor d’agro gentil si spruzza e inaspra. Al tuo grato governo oggi consegno Una voce, che liquida e leggera Or si dispiega per concordi toni In lunghissime quasi onde seguaci; Ora volubilissima s’increspa Infra i tremoli trilli, e gorgheggiando Si torce e aggruppa; or con accorti giri Se medesima disfida, e si risponde; E par che langua e da se stessa fugga, Poi si sveglia, e ritorna, e si vezzeggia. Una man ti consegno esperta e dotta Di provocar sul cembalo maestro Gli eburnei salterelli ubbidienti Che guizzan desti; mentre delle dita Gli arguti polpastrelli danzatori Con regolato error serpeggian vaghi. O beata armonia deh non temere </poem><noinclude><references/></noinclude> 2iy21x013gdydun0j29thk800e8dnwo Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/192 108 1030602 3899042 2026-09-14T13:36:32Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899042 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|188||}}</noinclude><poem> D’esser fatta per me ministra e serva A voglie d’ozio e di lascivia nate, Dove tra i vezzi suoi sovente fiera Di bellezza non sua, aimè! che spande Notturna insidiosa cantatrice Maraviglia e piacer dal molle labbro, Veleno immedicabile e funesto, Che beve per gli orecchi sitibondi La cerea incauta giovinezza; e serve Nell’area folta e nei lucenti palchi D’insano plauso; o forse entro più insana Estasi muta s’abbandona e perde. Il so, che spesso in altra parte torci Per nobil ira, ed onestà pudica Lo schivo guardo dalle pinte scene. A te rammenti ben, che un dì nascesti Lodi cantando al gran Fattore, allora Ch’egli spirò suo fiato entro del loto Tepida carne fatto e fibre ed ossa: Poichè Adam, come aprì gli occhi suoi nuovi, Sciolse un inno, che al ciel gissene alato. Adam, che antico ancor bandito e mesto Interrompeva il già prodotto solco, E colla man tergendo il sudor caldo Dalla fronte rugosa, assiso e fermo Sul pigro aratro per un dolce salmo Disacerbava l’affannato core.</poem><noinclude><references/></noinclude> kq6ka9m042ipepr7vi26awdkudtur32 Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/193 108 1030603 3899043 2026-09-14T13:38:29Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899043 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|||189}}</noinclude><poem> Una vergine saggia e immacolata Qui le capaci canne ed ineguali A organo maestoso ed inspirato Tempera destra, e alla sua voce i modi. Solo al tempio di Dio crescere e intesa L’onor giocondo dei più sacri giorni; Onde fra i casti voti, e l’arso incenso Melodioso e accetto in alto s’erga Il canto e il suon, ch’emuli ascoltan poi Gli angioi sospeso sulla cetra l’arco. Così quel tempio, cui vestivan tutto Pallido cedro, e maculato ulivo, Argento bianco, e fulvo oro forbito, Si fea di buon concenti tintinnire Dal Re, che per altrui fu il più gran saggio. O fortunata vergine devota, Che a Dio grata di Dio solo tu canti, Quante il cantaro un dì femmine sacre, Avvolgi in tuo pensiero e ti conforta. Canta di Dio la profetante suora Del pontefice Aron là sulla sponda Del mar vermiglio; e celebra i pendenti E i bene ancora rovesciati gorghi. Cinta d’intorno dall’Ebree compagne Con percosse festevoli flagella L’aride tese pelli rimbombanti Dei romorosi timpani; e risponde </poem><noinclude><references/></noinclude> fdzj3md07qimdzc8qlrv3uthtjnl2yj Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/194 108 1030604 3899044 2026-09-14T13:41:16Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899044 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|190||}}</noinclude><poem> Dei duci salvi alle canzon guerriere. L’arena, l’aere, il mar applaude al canto Solo in parte impedito dai singulti, E dai miseri gemiti profondi Di chi balza fra l’onde, e ancor boccheggia; O dai fiochi nitriti dei cavalli, Ch’alzano in van la grave testa, e a stento Sbruffin soffiando dalle gonfie nari Il mal forbito ed importuno flutto. Cantan di Dio, che i gran giganti abbatte Senza rotar il fulmine rovente Le donzelle di Giuda e il buon Davidde Cogli sistri, e coi carmi incontran liete, Partendo i guardi timidi o giulivi Or sul giovine viso al fiondatore, Cui, arrossandol gentilmente, rende Più bello la fatica e la vittoria; Or sulla torva fronte al tronco teschio, E su quegli occhi nubilosi e immoti, Che spiran morti ancor minaccia e sdegno. Canta di Dio la vedova vittrice Non più negletta dentro i bruni veli, Ma inanellata il crine, allegra i panni, Il suo periglio canta, e il suo trionfo; E addita colla man non sempre imbelle Anch’essa un ceffo inonorato e truce, Lo sprezzator del ciel l’empio Oloferne,</poem><noinclude><references/></noinclude> 5y5n0m2bbdf3hoegj2bchz8g9sjhqdn Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/195 108 1030605 3899045 2026-09-14T13:43:17Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899045 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|||191}}</noinclude><poem>Che vinse pria col volto, indi col brando, Onde ulular d’orror le Assirie tende. Esulta di Adonai nel magno nome, A cui Assir profano incurva il collo, Piega Aquilon le penne procellose, Treman le valli ed i petrosi momi Si liquefanno qual flessibil cera. Canta di Dio, e a Sifara deluso Insulta con un cantico feroce Debbora calda d’estro sfavillante. Che valser mai all’idolatra duce Que’ suoi spezzati e disprezzati carri Orridi ed irti per ricurva falce, Che coll’adunco rostro entro s’appicca Delle carnose membra, e le divide, E le squarcia e le rade, e a se d’intorno Ravvolge i brani, ch’indi stacca e slancia Laceri e sanguinosi; e intanto l’ossa Stritola resistenti e scricchiolanti La rapida in passar fervida rota? Che valser mai le macchine ferali, Se pugnaro per Dio ancor le stelle? E sulla tempia elastica e venosa Potè Giacle l’adattato chiovo Affondar col martello ponderoso Finch’esso lordo del cervello e intriso Dentro all’opposto suole si conficca, </poem><noinclude><references/></noinclude> dxuveggkkp11ns5wdagfea8thq1davk Pagina:Poemetti italiani, vol. III.djvu/196 108 1030606 3899046 2026-09-14T13:44:57Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899046 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|192||}}</noinclude><poem> E Sifara di latte, e di sopore Tumido ed ebro al vital sonno aggiunge Il ferreo sonno della notte eterna. Ma pacifico canto a te conviene, Or piangerai con Geremia che siede Su scabro mucchio di scommessi sassi, Spargendo i treni flebili tra mute Solitarie rovine, ove s’annida L’upupa tetra, ed il colubro tristo. Or rinnovellerai la doglia antica Del pio Davidde, che, slacciato il regio Gemmato elmo piumoso, umile e chino Col bianco e raro crin di cener brutto Modula il suo salterio penitente. E a te frattanto, ed alle tue compagne Per non frenabil lagrima furtiva Le guance bagnerannosi cosperse Di quel pallore, che pietà dipinge. Talor compresa da un giulivo amore Cantando parlerai coi fior, coll’erbe; E tu vegghiante desterai l’aurora, Che lasci pur quelle azzurrine spume, E a lodarti il tuo Dio spunti, e s’affretti. Però non dei dentro la breve cella Punger coll’ago sol fiorite sete, O alla connocchia trar la facil chioma, E dipanare dal vertiginoso</poem><noinclude><references/></noinclude> je18yh08pnvss41nj2k1j4es5kr0zzz L'Armonia 0 1030607 3899047 2026-09-14T13:45:56Z Candalua 1675 Porto il SAL a SAL 75% 3899047 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Giambattista Roberti | Nome e cognome del curatore = | Titolo =L'Armonia | Anno di pubblicazione = XVIII secolo | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = | Argomento =Poemetti/Musica | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Poemetti italiani, vol. III.djvu }} {{Raccolta|Poemetti italiani, vol. III}} <pages index="Poemetti italiani, vol. III.djvu" from="186" to="197" /> jh14iyvov2dsw91gjgpuse4g8dibqdh Categoria:Testi di Guillaume Massieu 14 1030608 3899051 2026-09-14T13:50:09Z Candalua 1675 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Guillaume Massieu}} [[Categoria:Testi per autore|Massieu, Guillaume]] 3899051 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Guillaume Massieu}} [[Categoria:Testi per autore|Massieu, Guillaume]] 1977ecoc76gqpe1amzgff34pts1znww Indice:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf 110 1030609 3899062 2026-09-14T15:13:44Z Candalua 1675 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: 3899062 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Arrigo Boito |NomePagina=Novelle e riviste drammatiche |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore=Gioachino Brognoligo |Editore=Riccardo Ricciardi Editore |Città=Napoli |Anno=1920 |Fonte={{IA|novelleerivisted00boit}} |Immagine=7 |Progetto= |Argomento= |Qualità=25% |Pagine=<pagelist 1to2=- 3=1 1to26=roman 27=1 /> |Sommario= |Volumi= |Note= |Css= }} pktel6k9etx98ud6oeo80lktjqoq6wy 3899073 3899062 2026-09-14T15:22:18Z Candalua 1675 Gadget [[Aiuto:Gadget CompilaSommario|CompilaSommario]] 3899073 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Arrigo Boito |NomePagina=Novelle e riviste drammatiche |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore=Gioachino Brognoligo |Editore=Riccardo Ricciardi Editore |Città=Napoli |Anno=1920 |Fonte={{IA|novelleerivisted00boit}} |Immagine=7 |Progetto= |Argomento= |Qualità=25% |Pagine=<pagelist 1to2=- 3=1 1to26=roman 27=1 /> |Sommario={{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche|titolo=Novelle e riviste drammatiche|from=7|delta=v}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/Prefazione|titolo=Prefazione|from=1|delta=1}} '''Novelle''' {{Indice sommario|nome=L'alfier nero|titolo=L'alfier nero|from=29|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Iberia|titolo=Iberia|from=51|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Il trapezio|titolo=Il trapezio|from=73|delta=26}} '''Riviste drammatiche''' {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/I.|titolo=I.|from=149|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/II.|titolo=II.|from=170|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/III.|titolo=III.|from=186|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/Appendice bibliografica|titolo=Appendice bibliografica|from=205|delta=26}} |Volumi= |Note= |Css= }} mwwxxbnljta1p2vr616vln6a2p5lm14 3899143 3899073 2026-09-14T16:50:33Z Candalua 1675 3899143 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Arrigo Boito |NomePagina=Novelle e riviste drammatiche |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore=Gioachino Brognoligo |Editore=Riccardo Ricciardi Editore |Città=Napoli |Anno=1920 |Fonte={{IA|novelleerivisted00boit}} |Immagine=7 |Progetto= |Argomento= |Qualità=25% |Pagine=<pagelist 1to2=- 3=1 1to26=roman 27=1 /> |Sommario={{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche|titolo=Novelle e riviste drammatiche|from=7|delta=v}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/Prefazione|titolo=Prefazione|from=11|delta=ix}} '''Novelle''' {{Indice sommario|nome=L'alfier nero|titolo=L'alfier nero|from=29|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Iberia|titolo=Iberia|from=51|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Il trapezio|titolo=Il trapezio|from=73|delta=26}} '''Riviste drammatiche''' {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/I.|titolo=I.|from=149|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/II.|titolo=II.|from=170|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/III.|titolo=III.|from=186|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/Appendice bibliografica|titolo=Appendice bibliografica|from=205|delta=26}} |Volumi= |Note= |Css= }} mxhwhsql6qcq0lwhq39svcsfw9z48qr 3899146 3899143 2026-09-14T16:51:37Z Candalua 1675 3899146 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Arrigo Boito |NomePagina=Novelle e riviste drammatiche |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore=Gioachino Brognoligo |Editore=Riccardo Ricciardi Editore |Città=Napoli |Anno=1920 |Fonte={{IA|novelleerivisted00boit}} |Immagine=7 |Progetto= |Argomento= |Qualità=25% |Pagine=<pagelist 1to2=- 3=1 1to26=roman 27=1 /> |Sommario={{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche|titolo=Novelle e riviste drammatiche|from=7|delta=v}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/Prefazione|titolo=Prefazione|from=11|delta=ix}} '''Novelle''' {{Indice sommario|nome=L'alfier nero|titolo=L'alfier nero|from=29|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Iberia|titolo=Iberia|from=51|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Il trapezio|titolo=Il trapezio|from=83|delta=26}} '''Riviste drammatiche''' {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/I.|titolo=I.|from=149|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/II.|titolo=II.|from=170|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/III.|titolo=III.|from=186|delta=26}} {{Indice sommario|nome=Novelle e riviste drammatiche/Appendice bibliografica|titolo=Appendice bibliografica|from=205|delta=26}} |Volumi= |Note= |Css= }} jg0vj5536exihifbk2u17cmijygdmmr Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/5 108 1030610 3899063 2026-09-14T15:14:39Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899063 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/4 108 1030611 3899064 2026-09-14T15:14:44Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899064 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/3 108 1030612 3899065 2026-09-14T15:14:49Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899065 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/2 108 1030613 3899066 2026-09-14T15:14:58Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899066 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/1 108 1030614 3899067 2026-09-14T15:15:02Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899067 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/6 108 1030615 3899068 2026-09-14T15:15:13Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899068 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Masson - Clementina,1843,vol.1.djvu/193 108 1030616 3899069 2026-09-14T15:16:18Z Piaz1606 10206 /* Trascritta */ 3899069 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|182||}}</noinclude> “Avete fatta una bella cosa! — diceva Matilde, bagnando con l’acqua di Colonia le tempie a Clementina — bella gloria, davvero! vi consiglio di vantarvene! sbalordirla sino a tanto che svenisse! una creatura che non ne può più da mille guai! Avete pur tristo il cuore! E se vi si facesse altrettanto il giorno che morrà vostra madre?” Nè aveva già d’uopo di proferire detti si acerbi per destare il rimorso in quei petti giovanili. Bisogna vederle, le allieve della signora Oudin, come un senso di vera pietà le adunava in un gruppo tutte attorno alla compagna svenuta, e come facendosi scambievolmente rimprovero della mal’azione di che nessuna intendeva più d’esser complice, le parole: È colpa tua — io non voleva tu sei stata la prima — io ti aveva detto di lasciarla stare — correvano da una all’altra bocca, e facevano muovere per rammarico e per isdegno tante belle testine, brune, bionde, e castagne, che si pigiavano e si urtavano per distinguere anco meglio.<noinclude><references/></noinclude> tlcfiy31py75zedozx6ldiqth2fmvrv Pagina:Masson - Clementina,1843,vol.1.djvu/194 108 1030617 3899070 2026-09-14T15:17:35Z Piaz1606 10206 /* Trascritta */ 3899070 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||185}}</noinclude> Il pallore che sì improvvisamente erasi sparso sul volto a Clementina si dissipò; a poco a poco il sangue risalì sulla guancia, e le rese il suo bel colorito; ma tale era la sua debolezza che la Oudin le prescrisse una giornata intera di riposo. Ella ne aveva necessità, specialmente per riflettere a quel mezzo di riunirsi a sua madre, che Matilde non aveva potuto raccapezzare atteso le burle maliziose delle altre scolare. Taluni accertano che l’amore solo c’insegna a meditare. E lo stesso deve dirsi di tutti i teneri sentimenti. Ciò che commuove forte il cuore risveglia lo spirito, e molte risoluzioni ardite che non si attribuirebbero se non che ad una passione eccessiva, sfrenata, furono spesso inspirate dal più puro affetto. Di tutti gli amori che vengono a vicenda a sollevare procelle nel corso di nostra vita, Clementina non conosceva peranco se non l’amor filiale, quello che primo s’impara per non mai obbliarlo, ed esso le parlava sì energicamente in quel punto, ch’ella<noinclude><references/></noinclude> lkvwpfcppglna1hvvzid6wktfq8h5mm Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/9 108 1030618 3899071 2026-09-14T15:17:35Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899071 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude> {{Ct|f=140%|L=0.2em|INDICE}} {{Vi|titolo={{Sc|''Prefazione''}}|pagina=IX}} {{Sc|Novelle}} {{Vi|titolo=L’alfier nero|pagina=3}} {{Vi|titolo=Iberia|pagina=25}} {{Vi|titolo=Il trapezio|pagina=47}} {{Sc|Riviste drammatiche}} {{Vi|titolo=I.|pagina=123}} {{Vi|titolo=II.|pagina=144}} {{Vi|titolo=III.|pagina=160}} {{Vi|titolo={{Sc|''Appendice bibliografica''}}|pagina=179}}<noinclude><references/></noinclude> s0qa266zqgzvpg4a5jpwws5kkkli4xl Pagina:Masson - Clementina,1843,vol.1.djvu/195 108 1030619 3899072 2026-09-14T15:19:49Z Piaz1606 10206 /* Trascritta */ 3899072 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|184||}}</noinclude>non ascoltò i suggerimenti della ragione quando Matilde procurava distoglierla da un progetto in cui ella sola poteva riuscire. “Ti pare, Clementina mia? come vuoi ch’io faccia? — costei le diceva — sono abbastanza confusa per me, nè saprei cosa dire per te alla duchessa. E poi, passerei per pazza se chiedessi qualche cosa a nome tuo. “Ebbene! nulla dirai, ma non puoi ricusare di consegnarle una mia lettera. “Ti gira il capo, se non isbaglio: si scrivono forse lettere alle principesse? “Ma si può presentar loro un memoriale, una petizione, e pur che lo stile sia rispettoso si è sempre sicuro che la leggano. D’altronde sua altezza ha il più esteso potere sopra mio padre: non è egli impiegato negli uffizii dei suoi dominii. “Ma mio zio si opporrà, ch’io domandi una grazia per una terza persona, quando ne ho ottenuta per me una tanto grande! “Non lo dire a tuo zio. M’hai {{Pt|pro-|}}<noinclude><references/></noinclude> aoywiuz4i3ue0iqwa81ms5x84hxmcso Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/10 108 1030620 3899074 2026-09-14T15:22:44Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899074 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/11 108 1030621 3899075 2026-09-14T15:23:09Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899075 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=140%|t=10|v=10|PREFAZIONE}}<noinclude><references/></noinclude> ocszpa9orvun5zjf65tkbu4ulx7a0az Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/12 108 1030622 3899076 2026-09-14T15:23:13Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899076 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/26 108 1030623 3899077 2026-09-14T15:23:32Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899077 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/27 108 1030624 3899078 2026-09-14T15:23:58Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899078 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=150%|L=0.2em|t=10|v=10|NOVELLE}}<noinclude><references/></noinclude> 9jvvbpm542v1g7lrq58vwg164f735sv Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/28 108 1030625 3899079 2026-09-14T15:24:03Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899079 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/214 108 1030626 3899080 2026-09-14T15:24:16Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899080 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/213 108 1030627 3899081 2026-09-14T15:24:23Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899081 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/212 108 1030628 3899082 2026-09-14T15:24:28Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899082 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/211 108 1030629 3899083 2026-09-14T15:24:33Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899083 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/210 108 1030630 3899084 2026-09-14T15:24:37Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899084 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Masson - Clementina,1843,vol.1.djvu/196 108 1030631 3899085 2026-09-14T15:24:48Z Piaz1606 10206 /* Trascritta */ 3899085 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||185}}</noinclude>messo di rendermi mille servigi, e mi negherai il primo che ti chieggo? “E che parrà una cosa tanto strana! “Senti, Matilde: o siamo amiche, o tu non mi vuoi bene. Tu vedi come mi strapazza mio padre. Forse una parola sola della duchessa può farlo diventar buono verso di me... Di questa lettera nessuno potrebbe incaricarsi se tu non andassi a palazzo per tuo conto... Che male ti farà? un foglio di carta non pesa poi tanto! “Eh! non è il peso, Clementina, ma l’imbroglio di presentarla... non avrò il coraggio di pronunziare un accento, resterò là come una gonza, e sua altezza prenderà pessimo concetto della sua protetta. “Ah! se per un poco d’imbarazzo che deve cagionarti ricusi di favorirmi, vedo che non debbo più far conto su veruno. Aveva tanta fiducia nella tua amicizia! e questo compenso era sì bene immaginato! I principi possono fare quel che vogliono, e se la duchessa intendesse riunirmi alla mia mamma, nessuno mi tratterrebbe qui a mio dispetto.”<noinclude><references/></noinclude> 4joduwke75x9eslrb52myp04ojon0i1 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/148 108 1030632 3899086 2026-09-14T15:24:59Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899086 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/146 108 1030633 3899087 2026-09-14T15:25:11Z Candalua 1675 /* Senza testo */ 3899087 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Candalua" /></noinclude><noinclude><references/></noinclude> 8q1vhhpz34cdkyq50jqq61dxb33gxkz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/147 108 1030634 3899088 2026-09-14T15:25:29Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899088 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=150%|t=10|v=10|RIVISTE. DRAMMATICHE}}<noinclude><references/></noinclude> b04g3lwfcasvslkb6rn7yof40frorgg 3899089 3899088 2026-09-14T15:25:34Z Candalua 1675 3899089 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=150%|t=10|v=10|RIVISTE DRAMMATICHE}}<noinclude><references/></noinclude> qj42t2gg71unh45vttgvxgon8z7670o Pagina:Masson - Clementina,1843,vol.1.djvu/197 108 1030635 3899090 2026-09-14T15:27:06Z Piaz1606 10206 /* Trascritta */ 3899090 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|186||}}</noinclude> Era una vecchia idea in una testa giovanissima cotesta credenza nel libero arbitrio dei principi a cui niuno potesse opporsi. Nel 1817, non vi si aveva più fede. Ma Clementina in età di quattordici anni credeva scorgere nel titolo di principessa del sangue un rifugio a qualunque infortunio, e bramava di porvisi come dietro ad un baluardo che la riparasse dall’odio di suo padre. Matilde un poco più attempata, ma non meglio informata dei confini a cui si estendeva il principesco potere, rispondeva: “Certo, che se sua altezza glielo ordinasse ei si farebbe per te buono e docile. Ma come si fa a scrivere alla duchessa? ci vorrebbero belle frasi, parolone...” Allorchè Clementina conobbe esser questa tutta l’obbiezione di Matilde, le pose familiarmente un braccio attorno al collo, e le disse con un sorriso bello di speranza: “Ma se fosse ben fatto il memoriale,mi prometteresti di darglielo?” E la considerava con aria sì {{Pt|suppli-|}}<noinclude><references/></noinclude> iurxeui3rr5e1qyqiqutpj6sck10hfo Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/29 108 1030636 3899091 2026-09-14T15:28:15Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899091 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=140%|L=0.2em|t=7|v=1|L’ALFIER NERO}} Chi sa giocare a scacchi prenda una scacchiera, la disponga in bell’ordine davanti a sé ed immagini ciò che sto per descrivere. Immagini al posto degli scacchi bianchi un uomo dal volto intelligente; due forti gibbosità appaiono sulla sua fronte, un po’ al di sopra delle ciglia, là dove Gall mette la facoltà del calcolo; porta un collare di barba biondissima ed ha i mustacchi rasi com’è costume di molti americani. È tutto vestito di bianco e, benché sia notte e giuochi al lume della candela, porta un ''pince-nez'' affumicato e guarda attraverso quei vetri la scacchiera con intensa concentrazione. Al posto degli scacchi neri c’è un negro, un vero etiopico, dalle labbra rigonfie, senza un pelo di barba sul volto e lanuto il crine come una testa d’ariete; questi ha pronunziatissime le ''bosses'' dell’astuzia, della tenacità; non si scorgono i suoi occhi perché tien china la faccia sulla partita che sta giuocando coll’altro. Tanto sono oscuri i suoi panni che pare vestito a lutto. Quei due uomini di colore opposto, muti, immo-<noinclude><references/></noinclude> inondv456x988npc9fg8cjzbmm5cne1 Pagina:Masson - Clementina,1843,vol.1.djvu/198 108 1030637 3899092 2026-09-14T15:30:10Z Piaz1606 10206 /* Trascritta */ 3899092 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Piaz1606" />{{RigaIntestazione|||187}}</noinclude>{{Pt|chevole,|supplichevole}} che l’altra benchè occupata dal grave impegno che da lei esigevasi, non potè a meno di abbracciarla cordialmente. “Eh! sicuro, le consegnerò il memoriale, ma bisogna che stia bene davvero! “Distendiamolo insieme — propose tosto Clementina. Discorrevano così passeggiando. Matilde sedutasi sulla medesima pietra ove poche ore prima avea posata l’amica in deliquio, si trasse dalla tasca del grembiale un piccolo taccuino di marocchino rosso, e si accinse a scrivere, correggendolo, l’abbozzo della supplica di Clementina. Questa stava in piedi, reggendosi leggermente ad un albero, e postasi una mano sulla fronte, interrogava il proprio pensiero. Supplicanti inesperte! niuna di loro si figurava che vi fosse uno stile di etichetta per chiedere una grazia; erano ignare delle formule che si costumano in pari circostanze, e per difetto di scienza lasciavano parlare il cuore. Ecco ciò ch’esso dettava loro:<noinclude><references/></noinclude> q9kp48kbv7y0g6uh16v5odo4voupp1w Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/30 108 1030638 3899093 2026-09-14T15:30:17Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899093 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|4|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>bili, che combattono col loro pensiero, il bianco con gli scacchi bianchi, il negro coi neri, sono strani e quasi solenni e quasi fatali. Per sapere chi sono bisogna saltare indietro sei ore e stare attenti ai discorsi che fanno alcuni forestieri nella sala di lettura del principale albergo d’uno fra i più conosciuti luoghi d’acque minerali in Isvizzera. L’ora è quella che i francesi chiamano ''entre chien-et-loup''. I camerieri dell’albergo non avevano ancora accese le lampade; i mobili della sala e gli individui che conversavano, erano come sommersi nella penombra sempre più folta del crepuscolo; sul tavolo dei giornali bolliva un ''samovar'' su d’una gran fiamma di spirito di vino. Quella semi-oscurità facilitava il moto della conversazione; i volti non si vedevano, si udivano soltanto le voci che facevano questi discorsi: — Sulla lista degli arrivati ho letto quest’oggi il nome barbaro di un nativo di Morant-Bay. — Oh! un negro! chi potrà essere? — Io l’ho veduto, milady: pare Satanasso in persona. — Io l’ho preso per un ''ourang-outang''. — Io l’ho creduto, quando m’è passato accanto, un assassino che si fosse annerita la faccia. — Ed io lo conosco, signori, e posso assicurarvi che quel negro è il miglior galantuomo di questa terra. Se la sua biografia non vi è nota, posso raccontarvela in poche parole. Quel negro nativo del Morant-Bay venne portato in Europa fanciullo ancora da uno speculatore, il quale, vedendo che la tratta degli schiavi in America era incomoda e non gli fruttava abbastanza, pensò di tentare una piccola tratta di ''grooms'' in Europa; imbarcò segretamente una trentina di piccoli negri, figliuoli dei suoi<noinclude><references/></noinclude> 7hinntspgua6tt84rh90p5qu4g30s4x 3899327 3899093 2026-09-15T08:48:10Z Candalua 1675 3899327 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|4|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>bili, che combattono col loro pensiero, il bianco con gli scacchi bianchi, il negro coi neri, sono strani e quasi solenni e quasi fatali. Per sapere chi sono bisogna saltare indietro sei ore e stare attenti ai discorsi che fanno alcuni forestieri nella sala di lettura del principale albergo d’uno fra i più conosciuti luoghi d’acque minerali in Isvizzera. L’ora è quella che i francesi chiamano ''entre chien-et-loup''. I camerieri dell’albergo non avevano ancora accese le lampade; i mobili della sala e gli individui che conversavano, erano come sommersi nella penombra sempre più folta del crepuscolo; sul tavolo dei giornali bolliva un ''samovar'' su d’una gran fiamma di spirito di vino. Quella semi-oscurità facilitava il moto della conversazione; i volti non si vedevano, si udivano soltanto le voci che facevano questi discorsi: — Sulla lista degli arrivati ho letto quest’oggi il nome barbaro di un nativo di {{W|Morant Bay|Morant-Bay}}. — Oh! un negro! chi potrà essere? — Io l’ho veduto, milady: pare Satanasso in persona. — Io l’ho preso per un ''ourang-outang''. — Io l’ho creduto, quando m’è passato accanto, un assassino che si fosse annerita la faccia. — Ed io lo conosco, signori, e posso assicurarvi che quel negro è il miglior galantuomo di questa terra. Se la sua biografia non vi è nota, posso raccontarvela in poche parole. Quel negro nativo del Morant-Bay venne portato in Europa fanciullo ancora da uno speculatore, il quale, vedendo che la tratta degli schiavi in America era incomoda e non gli fruttava abbastanza, pensò di tentare una piccola tratta di ''grooms'' in Europa; imbarcò segretamente una trentina di piccoli negri, figliuoli dei suoi<noinclude><references/></noinclude> kli20wp2zhopib5zigktqyfyr6yg1u7 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/31 108 1030639 3899095 2026-09-14T15:32:30Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899095 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|5}}</noinclude>vecchi schiavi, e li vendé a Londra, a Parigi, a Madrid per duemila dollari l’uno. Il nostro negro è uno di questi trenta ''grooms''. La fortuna volle ch’egli capitasse in mano d’un vecchio lord senza famiglia, il quale dopo averlo tenuto cinque anni dietro la sua carrozza, accortosi che il ragazzo era onesto ed intelligente, lo fece suo domestico, poi suo segretario, poi suo amico e, morendo, lo nominò erede di tutte le sue sostanze. Oggi questo negro (che alla morte del suo lord abbandonò l’Inghilterra e si recò in Isvizzera) è uno dei più ricchi possidenti del cantone di Ginevra, ha delle mirabili coltivazioni di tabacco e per un certo suo segreto nella concia della foglia, fabbrica i migliori zigari del paese; anzi guardate: questi ''vevay'' che fumiamo ora, vengono dai suoi magazzini, li riconosco pel segno triangolare che v’è impresso verso la metà del loro cono. I ginevrini chiamano questo bravo negro ''Tom'' o l’''Oncle Tom'' perché è caritatevole, magnanimo; i suoi contadini lo venerano, lo benedicono. Del resto egli vive solo, sfugge amici e conoscenti; gli rimane al Morant-Bay un unico fratello, nessun altro congiunto; è ancora giovine, ma una crudele etisia lo uccide lentamente; viene qui tutti gli anni per far la cura delle acque. — Povero ''Oncle Tom''! Quel suo fratello a quest’ora potrebbe già essere stato decapitato dalla ghigliottina di Monklands. Le ultime notizie delle colonie narrano d’una tremenda sollevazione di schiavi furiosamente combattuta dal governatore britannico. Ecco intorno a ciò cosa narra l’ultimo numero del ''Times'': "I soldati della regina inseguono un negro di nome Gall-Ruck che si era messo a capo della rivolta con una banda di 600 uomini ecc. ecc."<noinclude><references/></noinclude> rzofksz6tfoe55ptjx92k6tvospea36 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/32 108 1030640 3899096 2026-09-14T15:35:00Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899096 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|6|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>{{Nop}} — Buon Dio! — esclamò una voce di donna, — e quando finiranno queste lotte mortali fra i bianchi ed i negri?! — Mai! — rispose qualcuno dal buio. Tutti si rivolsero verso la parte di chi aveva profferito la sillaba. Là v’era sdraiato su d’una poltrona, con quella elegante disinvoltura che distingue il vero ''gentleman'' dal ''gentleman'' di contraffazione, un signore che spiccava dall’ombra per le sue vesti candidissime. — Mai, — riprese quando si sentì osservato, — mai, perché Dio pose odio fra la razza di Cam e quella di Iafet, perché Dio separò il colore del giorno dal color della notte. Volete udire un esempio di questo antagonismo accanito fra i due colori? — Tre anni fa ero in America e combattevo anch’io per la "buona causa", volevo anch’io la libertà degli schiavi, l’abolizione della catena e della frusta, benché possedessi nel Sud buon numero di negri. Armai di carabine i miei uomini, dicendo loro: «Siete liberi. Ecco una canna di bronzo, delle palle di piombo; mirate bene, sparate giusto, liberate i vostri fratelli». Per istruirli nel tiro avevo innalzato un bersaglio in mezzo ai miei possedimenti. Il bersaglio era formato da un punto nero, grosso come una testa, in un circolo bianco. Lo schiavo ha l’occhio acutissimo, il braccio forte e fermo, l’istinto dell’agguato come il ''jaguar'', in una parola tutte le qualità del buon tiratore, ma nessuno di quei negri colpiva nel segno, tutte le palle escivano dal bersaglio. Un giorno, il capo degli schiavi, avvicinandosi a me, mi diede nel suo linguaggio figurato e fantastico questo consiglio: "Padrone, mutate colore; quel bersaglio ha una faccia nera, fategli una faccia bianca e colpiremo giusto". Mutai la disposizione del<noinclude><references/></noinclude> 84uctuvunibv20muni0e043tqqt79ks Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/33 108 1030641 3899097 2026-09-14T15:36:38Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899097 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|7}}</noinclude>circolo e feci bianco il centro; allora su cinquanta negri che tirarono, quaranta colsero così..., — e dicendo queste ultime parole il raccontatore prese una pistoletta da sala ch’era sul tavolo, mirò, per quanto l’oscurità glielo permise, ad un piccolo bersaglio attaccato al muro opposto e sparò. Le signore si spaventarono, gli uomini corsero alla fiamma del ''samovar'', la presero e andarono a constatare da vicino l’esito del colpo. Il centro era forato come se si fosse tolta la misura col compasso. Tutti guardarono stupefatti quell’uomo, il quale con una squisita cortesia domandò perdono alle dame della repentina esplosione, soggiungendo: — Volli finire con una immagine un po’ fragorosa, altrimenti non mi avreste creduto. Nessuno ardì dubitare della verità del racconto. Poi continuò: — Ma combattendo per la libertà dei negri, mi sono convinto che i negri non sono degni di libertà. Hanno l’intelletto chiuso e gli istinti feroci. Il berretto frigio non dev’esser posto sull’angolo facciale della scimmia. — Educateli — rispose una signora — e il loro angolo facciale si allargherà. Ma perché ciò avvenga non opprimeteli, schiavi, con la vostra tirannia, liberi, col vostro disprezzo. Aprite loro le vostre case, ammetteteli alle vostre tavole, ai vostri convegni, alle vostre scuole, stendete loro la mano. — Consumai la mia vita a ciò, signora. Io sono una specie di Diogene del Nuovo Mondo: cerco l’uomo negro, ma finora non trovai che la bestia. In questo momento comparve sull’uscio un cameriere con una gran lampada accesa; tutta la sala fu rischiarata in un attimo. Allora si vide in un angolo, seduto, im-<noinclude><references/></noinclude> 4gg8txqz4v0izokdsz9q5kuywfiidyz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/34 108 1030642 3899099 2026-09-14T15:38:19Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899099 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|8|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>mobile, l’''Oncle Tom''. Nessuno sapeva ch’egli fosse nella sala, l’oscurità l’aveva nascosto; quando tutti lo scorsero fecesi un lungo silenzio. Gli sguardi degli astanti passavano dal negro all’Americano. L’Americano si alzò, parlò all’orecchio del cameriere e tornò a sedersi. Il silenzio continuava. Il cameriere rientrò con una bottiglia di ''Xeres'' e due bicchieri. L’Americano riempì fino all’orlo i due bicchieri, ne prese uno in mano: il cameriere passò coll’altro dal negro. — Signore, alla vostra salute! — disse l’Americano al negro, alzando il bicchiere verso di lui come insegna il rito della tavola inglese. — Grazie, signore; alla vostra! — rispose il negro e bevettero tutti e due. Nell’accento del negro v’era una gentilezza tenera e timida e una grande mestizia. Dopo quelle quattro parole si rituffò nel suo silenzio, s’alzò, prese dal tavolo de’ giornali l’ultimo numero del ''Times'' e lesse con viva attenzione per dieci minuti. L’Americano, che cercava un pretesto per ritentare il dialogo, si diresse verso l’angolo dove leggeva Tom, e gli disse con delicata cortesia: — Quel giornale non ha nulla di gaio per voi, signore; potrei proporvi una distrazione qualunque? Il negro cessò di leggere e s’alzò con dignitoso rispetto davanti al suo interlocutore. — Intanto permettete ch’io vi stringa la mano, — riprese l’altro; — mi chiamo sir Giorgio Anderssen. Posso offrirvi un’avana? — Grazie, no; il fumo mi fa male. Allora l’americano, gettando lo zigaro che teneva fra le labbra, tornò a dimandare:<noinclude><references/></noinclude> 76t4wlbxfjdj1yd7bho6w6joh7m9imv Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/35 108 1030643 3899100 2026-09-14T15:39:55Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899100 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|9}}</noinclude>{{Nop}} — Posso proporvi una partita al bigliardo? — Non conosco quel giuoco; vi ringrazio, signore. — Posso proporvi una partita agli scacchi? Il negro titubò, poi rispose: — Sì, questa l’accetto volentieri, — e s’avviarono a un piccolo tavolo da giuoco che stava all’angolo opposto della sala; presero due sedie, si sedettero l’uno di fronte all’altro. L’Americano gettò i pezzi e le pedine sul panno verde del tavolino per distribuirli ordinatamente sulla scacchiera. La scacchiera era un arnese qualunque a quadrati di legno grossolanamente intarsiati, ma gli scacchi erano dei veri oggetti d’arte. I pezzi bianchi erano d’avorio finissimo, i neri d’ebano, il re e la regina bianchi portavano in testa una corona d’oro, il re nero e la regina nera una corona d’argento, le quattro torri erano sostenute da quattro elefanti come nelle primitive scacchiere persiane. Il lavoro sottile di questi scacchi li riduceva fragilissimi. All’urto che presero quando l’Americano li riversò sul tavolo, l’alfiere dei neri si ruppe. — Peccato! — disse Tom. — È nulla — rispose l’altro — s’aggiusta subito. — E s’alzò, andò allo scrittoio, accese una candela, pigliò un pezzo di ceralacca rossa, la riscaldò, intonacò alla meglio i due frammenti dell’alfiere, li ricongiunse e riportò al compagno lo scacco aggiustato. Poi disse ridendo: — Eccolo! se si potesse riattaccare così la testa agli uomini! — Oggi a Monklands molti avrebbero bisogno di ciò, — rispose il negro sorridendo tetramente. L’accento di questa frase destò nell’Americano un’impressione di stupore, di compassione, di offesa, di ribrezzo. Tom continuò: — Con che colore giuocate, signore?<noinclude><references/></noinclude> itjw3esciz6ehrrsv3zl4aiefealktz Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/36 108 1030644 3899102 2026-09-14T15:41:12Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899102 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|10|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>{{Nop}} — Coll’uno o coll’altro senza predilezione. — Se ciò v’è indifferente, pigliamo ciascuno il nostro. A me i neri, se permettete. — E a me i bianchi. Benissimo — e si misero a disporre i pezzi sulle loro case. S’aiutavano scambievolmente con eguale cavalleria nell’ordinamento de’ loro scacchi; il negro, quando gli capitava, metteva a posto una pedina bianca, il bianco ricambiava la cortesia mettendo al loro posto alcuni pezzi neri. Quando furono tutti e due schierati, Anderssen disse: — Vi avverto che sono piuttosto forte; potrei chiedere di darvi il vantaggio di qualche pezzo, d’una torre, per esempio? — No. — D’un cavallo? — Nemmeno. Mi piacciono le armi eguali s’anco è disuguale la forza. Apprezzo la vostra delicatezza, ma preferisco giuocare senza vantaggi di sorta. — E sia. A voi il primo tratto. — Alla sorte! — e il negro chiuse in un pugno una pedina nera e nell’altro pugno una pedina bianca; poi diede a indovinare all’Americano. — Questo. — Ai bianchi il primo tratto. Incominciamo. Intanto le persone che stavano nella sala si erano avvicinate una ad una verso il tavolo da giuoco. Fra quelle persone v’era chi conosceva il nome di Giorgio Anderssen come quello d’uno fra i più celebri giuocatori a scacchi d’America e costoro prendevano un particolare interessamento alla scena che stava per incominciare. Giorgio Anderssen, originario d’una nobile famiglia inglese emigrata a Washington, si era fatto quasi<noinclude><references/></noinclude> 8rdk704hlcd5w3xkr9ewztqa1h91q8r Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/37 108 1030645 3899103 2026-09-14T15:43:22Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899103 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|11}}</noinclude>milionario sulla scacchiera. Giovane ancora, aveva già vinto Harwitz, Hampe, Szen e tutti i più sapienti giuocatori dell’epoca. Questo era l’uomo che si misurava col povero Tom. Prima che Anderssen avesse avuto tempo di muovere la prima pedina, il negro prese dalla sua destra la candela che era rimasta accesa sul tavolo da giuoco e la collocò a sinistra. Anderssen notò quel movimento e pensò meravigliato: — Quest’uomo ha certamente letto la ''Repeticio de Arte de Axedre'' di Lucena e segue il precetto che dice: "''Se giocate la sera al lume d’una candela, mettetela a sinistra; i vostri occhi saranno meno offesi dalla luce ed avrete già un grande vantaggio a fronte dell’avversario''"—; e pensando ciò, prese i suoi occhiali affumicati e se li piantò sul naso; poi staccò la prima mossa. Indi si volse a coloro che s’erano fatti attorno e disse con gaia disinvoltura: — I primi movimenti del giuoco degli scacchi sono come le prime parole d’una conversazione, s’assomigliano sempre; eccoli: pedina bianca, due passi; pedina nera, due passi; poi gambito di re, ecc. ecc. ecc. — E così, ciarlando sbadatamente, fece la seconda mossa e mise avanti due passi la pedina dell’alfiere di re, aspettando che l’avversario gliela prendesse colla sua. Il negro non prese la pedina, ma invece con una mossa meno regolare difese la pedina propria sollevando il suo alfiere di re sulla terza casa della regina. Anderssen rimase un po’ sorpreso anche di ciò e pensò: — Quest’uomo risparmia le pedine; segue il sistema di Philidor che le chiamava l’anima del giuoco. Seguirono ancora cinque o sei mosse d’''apertura''; i due giuocatori si esploravano l’un l’altro come due eserciti<noinclude><references/></noinclude> aut1m5z6mlnvna2t2c51iny7fiz5pld Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/38 108 1030646 3899105 2026-09-14T15:44:55Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899105 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|12|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>che stanno per attaccarsi, come due ''boxeurs'' che si squadrano prima della lotta. L’Americano, abituato alle vittorie, non temeva menomamente il suo antagonista; sapeva inoltre quanto l’intelletto d’un negro, per educato che fosse, poteva fievolmente competere con quello d’un bianco e tanto meno con Giorgio Anderssen, col vincitore dei vincitori. Pure non perdeva di vista il minimo segno del nemico; una certa inquietudine lo costringeva a studiarlo e, senza parere, lo andava spiando più sulla faccia che sulla scacchiera. Egli aveva capito fin dal principio che le mosse del negro erano illogiche, fiacche, confuse; ma aveva anche veduto che il suo sguardo e gli atteggiamenti della sua fronte erano profondi. L’occhio del bianco guardava il volto del negro, l’occhio del negro era immerso nella scacchiera. Non avevano giuocato in tutto che sette od otto mosse e già apparivano evidenti due sistemi diametralmente opposti di strategia. La marcia dell’Americano era trionfale e simmetrica, rassomigliava alle prime evoluzioni d’una grande armata che entra in una grande battaglia; l’ordine, quel primo elemento della forza, reggeva tutto il giuoco dei bianchi. I cavalli, che dagli antichi erano chiamati i "piedi degli scacchi", occupavano uno l’estrema destra, l’altro l’estrema sinistra; due pedoni erano andati a ingrossare da una e dall’altra parte l’avamposto segnato dalla pedina del re; la regina minacciava da un lato, l’alfiere di re dall’altro lato, e il secondo alfiere teneva il centro davanti due passi del re e dietro le pedine. La posizione dei bianchi era più che simmetrica: era geometrica; l’individuo che disponeva così quei pezzi d’avorio, non giuocava a un giuoco, meditava una scienza; la sua mano piombava sicura, infal-<noinclude><references/></noinclude> dd8eqz5ecaptpy55p6cnjr1v24koh90 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/39 108 1030647 3899106 2026-09-14T15:47:08Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899106 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|13}}</noinclude>libile sullo scacco, percorreva il diagramma, poi s’arrestava al punto voluto colla calma del matematico che stende un problema sulla lavagna. La posizione dei bianchi offendeva tutto e difendeva tutto; era formidabile in ciò che circoscriveva l’inimico ad un ristrettissimo campo d’azione e, per così dire, lo soffocava. Immaginatevi una parete animata che s’avanzi e pensate che i neri erano schiacciati fra la sponda della scacchiera e questa parete, poderosa, incrollabile. A volte pare che anche le cose inanimate prendano gli atteggiamenti dell’uomo, il più frivolo oggetto può diventare espressivo a seconda di ciò che lo attornia. Ecco perché i pezzi d’ebano de’ quali componevasi l’armata dei neri, parevano, davanti allo spaventoso assalto dei bianchi, colti anch’essi da un tragico sgomento. I cavalli, come adombrati, voltavano la schiena all’attacco, le pedine sgominate avevano perduto l’allineamento, il re che s’era affrettato a ''roccarsi'', pareva piangere nel suo cantuccio il disonore della sua fuga. La mano di Tom, fosca come la notte, errava tremando sulla scacchiera. Questo era l’aspetto della partita veduta dal lato dell’Americano. Mutiamo campo. Veduto dal lato del negro l’aspetto della partita si rovesciava. Al sistema dell’ordine sviluppato dall’''apertura'' dei bianchi, il negro contrapponeva il sistema del più completo disordine; mentre quegli si schierava simmetrico, questi si agglomerava confuso, quegli poneva ogni sua forza nell’equilibrio dell’offesa e della difesa, questi aumentava a ogni passo il proprio squilibrio, il quale, pel crescente ingrossar della sua massa, diventava esso pure, in faccia allo schieramento dei bianchi, una vera forza, una vera minaccia. Era la<noinclude><references/></noinclude> c4s20quuiusjqpn2hhsu99t8yv4n61k Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/40 108 1030648 3899107 2026-09-14T15:48:52Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899107 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|14|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>minaccia della catapulta contro il muro del forte, della ''carica'' contro il ''carré'': mano mano che la parete mobile del bianco s’avanzava, il proiettile del negro si faceva più possente. I due eserciti erano completi uno a fronte dell’altro; non mancava né un solo pezzo né una sola pedina, e codesta riserva d’ambe le parti era feroce. L’Americano non iscorgeva in sul principio nella posizione del negro che una inetta confusione prodotta dal timor panico del povero Tom; ma appunto per la sua inettitudine gli pareva che quella posizione impedisse un regolare e decisivo assalto. Ma il negro vedeva in quella confusione qualcosa di più: tutta la sua natural tattica di schiavo, tutta l’astuzia dell’etiopico era condensata in quelle mosse. Quel disordine era fatto ad arte per nascondere l’agguato, le pedine fingevano la rotta per ingannare il nemico, i cavalli fingevano lo sgomento, il re fingeva la fuga. Quello squilibrio aveva un perno, quella ribellione aveva un capo, quel vaneggiamento un concetto. L’alfiere che Tom aveva collocato fin dal principio alla terza casa della regina, era quel perno, quel capo, quel concetto. Le torri, le pedine, i cavalli, la regina stessa attorniavano, obbedivano, difendevano quell’alfiere. Era appunto l’alfiere ch’era stato rotto e aggiustato dall’Americano; un filo sanguigno di ceralacca gli rigava la fronte e, calando giù per la guancia, gli circondava il collo. Quel pezzo di legno nero era eroico a vedersi; pareva un guerriero ferito che s’ostinasse a combattere fino alla morte; la testa insanguinata gli crollava un po’ verso il petto con tragico abbattimento; pareva che guardasse anche lui, come il negro che lo giuocava, la fatale scacchiera; pareva che guatasse di sott’occhi l’avversario e aspettasse stoica-<noinclude><references/></noinclude> cqtq5klv5m0dv7xvz5snic4twbut59l Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/41 108 1030649 3899109 2026-09-14T15:50:38Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899109 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|15}}</noinclude>mente l’offesa o la meditasse misteriosamente. Nel cervello di Tom quello era il ''pezzo segnato'' della partita; egli vedeva colla sua immaginosa ed acuta fantasia diramarsi sotto i piedi dell’''alfier nero'' due fili, i quali, sprofondandosi nel legno del diagramma e passando sotto a tutti gli ostacoli nemici, andavano a finire come due raggi di mina ai due angoli opposti del campo bianco. Egli attendeva con trepidazione una mossa sola, l’''arroccamento'' del re avversario, per dare sviluppo al suo recondito pensiero. Senza quella mossa tutto il suo piano andava fallito; ma era quasi impossibile che Anderssen commettesse quella mossa. Tom solo vedeva e sapeva la sua occulta cospirazione e nessun giuocatore al mondo avrebbe potuto indovinarla. Al vasto e armonico concepimento del bianco, il negro opponeva questa ''idea fissa'': l’''alfiere segnato''; all’ubiquità ordinata delle forze dei bianchi i neri opponevano la loro farraginosa unità, al giuoco aperto e sano il giuoco nascosto e maniaco. Anderssen combatteva colla scienza e col calcolo, Tom colla ispirazione e col caso; uno faceva la battaglia di Waterloo, l’altro la rivoluzione di San Domingo. L’''alfier nero'' era l’Ogè di quella rivoluzione. La partita durava già da un paio d’ore; erano circa le nove della sera; alcune signore si allontanarono dalla scacchiera, stanche d’osservare, per darsi quale ad un lavoro, quale ad un ricamo, e quale, caricando e ricaricando la pistoletta da sala, si dilettava al piccolo bersaglio. I due antagonisti erano sempre fissi al loro posto. L’Americano, che non vedeva ancora lo scaccomatto e che non capiva la selvaggia tattica del negro, cominciava ad annoiarsi ed a pentirsi dell’eccessiva cortesia che l’aveva<noinclude><references/></noinclude> 111h5yl3n4yc4lu8eeeznxwrp67s5dx Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/42 108 1030650 3899110 2026-09-14T15:53:09Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899110 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|16|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>spinto a quella partita. Avrebbe voluto finirla presto ad ogni costo, anche a costo di perdere; ma dall’altra parte il suo orgoglio di razza glielo impediva; un bianco ed un gentiluomo non poteva esser vinto da uno schiavo; inoltre la sua coscienza di gran giuocatore e il lungo studio de’ scacchi non gli permetteva di fare un passo che non fosse pensato. Giunto alla quindicesima mossa, s’accorse che il suo re non s’era ancora ''arroccato'', alzò le mani, colla sinistra sollevò il re, con la destra la torre, e stava già per compiere il movimento, quando scorse nell’occhio del negro un ilare lampo di speranza; non indovinò la ragione; stette ancora coi due scacchi per aria studiando la partita, titubò; l’occhio di Tom seguiva affannosamente, fra la gioia e il timore, i più piccoli segni delle due mani, bianche come l’avorio che serravano. Anderssen, turbato, stava per rimettere al loro posto {{Ec|prima|di prima}} i due pezzi, quando il negro esclamò vivamente: — Pezzo toccato, pezzo giuocato. — Lo sapevo — rispose in modo urbano ma secco, mentre cercava ancora un sotterfugio per evitare la mossa, senza darsene precisamente ragione; ma i ''pezzi toccati'' erano due, bisognava ''giuocarli'' tutti e due: il codice del giuoco parlava chiaro; non era possibile altro passo che l’''arroccamento''. Anderssen si ''arroccò alla calabrista'', come dice il gergo della scienza, cioè pose il re nella casa del cavallo e la torre nella casa dell’alfiere. Poi piantò gli occhi nel volto del nemico. Il negro, fatta che vide la mossa tanto sperata e tanto attesa, tornò a fissare più intensamente che mai l’''alfiere segnato'', e acceso dalla emozione e dalla sua natura tropicale, non si curava né anche di temperare gli slanci della sua fisionomia. Correva<noinclude><references/></noinclude> s3dfjdl7n0a1mujuuj917xmpwrvjph7 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/43 108 1030651 3899111 2026-09-14T15:55:06Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899111 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|17}}</noinclude>su e giù coll’occhio dall’alfier nero al re bianco, facendo e rifacendo venti volte la stessa via quasi volesse tirare un solco sulla scacchiera. Anderssen vide quelle occhiate, le seguì, notò l’alfiere, indovinò tutto; ma sulla sua faccia non apparve un indizio solo di quella scoperta. Del resto Tom non guardava mai l’Americano; era sempre più invaso dall’''idea fissa'' che lo dominava, Tom in quella stanza non vedeva che una scacchiera, in quella scacchiera non vedeva che uno scacco: fuor di quel piccolo quadrato nero e di quella figura d’ebano, nessuno e nulla esisteva per esso. Coi pugni serrati s’aggrappava agli ispidi capelli, sostenendosi così la testa, appoggiato coi gomiti alla sponda del tavolo; la pelle delle sue tempia, stiracchiata dalla pressione che facevangli i polsi delle due braccia, gli rialzava l’epiderme della fronte; le palpebre, in quel modo stranamente allungate all’insù, mostravano scoperto in gran parte il globo opaco e bianchissimo de’ suoi occhi. In questo atteggiamento stette maturando il suo colpo per ben quaranta minuti, immoto, avido, trionfante; poscia attaccò; prese una pedina all’avversario e gli offese un cavallo. L’Americano aveva previsto il colpo. Il fuoco era incominciato. A quella prima scarica rispose un’altra dell’Americano, il quale prese la pedina nera ed offese la torre; cinque, sei mosse si seguirono rapidissime, accanite. La vera lotta principiava allora. A destra, a sinistra della scacchiera vedevansi già alcuni pezzi e alcune pedine messe fuori di combattimento, primi trofei dei combattenti; l’assalto lungamente minacciato irruppe in tutta la sua violenza; da una parte e dall’altra si diradavano i ranghi, un pezzo caduto ne trascinava un altro, i bianchi facevano la vendetta dei bianchi, i neri<noinclude><references/></noinclude> tktxarmtivk8sh7ujsacsbj5g62lp9j Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/44 108 1030652 3899112 2026-09-14T15:56:34Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899112 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|18|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>facevano la vendetta de’ neri, un bianco prendeva ed era preso da un nero, un nero offendeva ed era offeso da un bianco; mai la legge del taglione non fu meglio glorificata. Anderssen cominciava anch’esso ad eccitarsi. Egli aveva tutto preveduto, tutto combinato prima; appena scoperta la trama di Tom, durante quei quaranta minuti nei quali Tom immaginava il suo colpo fatale, Anderssen aveva letto nelle sue intenzioni ed aveva risposto al primo urto in modo da condurre il negro di pezzo in pezzo a una posizione senza dubbio attraentissima e favorevolissima pel negro stesso; ma voleva trarlo a quella posizione a patto di sacrificargli l’alfiere. Anderssen sapeva già che, tolto l’alfiere, Tom non avrebbe più saputo continuare. V’hanno degli entomati che non sanno due volte tessersi la larva, dei pensatori che non sanno rifar da capo un concetto, dei guerrieri che non sanno ricominciar la pugna: Anderssen pensava ciò intorno al suo antagonista. Giunto al varco dove l’Americano l’attendeva, Tom non vacillò un momento, rinunciò alla posizione, sacrificò invece dell’alfiere un cavallo, costrinse l’avversario a distruggere le due regine e la partita mutò aspetto completissimamente. Il pieno della mischia era cessato, i morti ingombravano le due sponde nemiche, la scacchiera s’era fatta quasi vuota, all’epica furia degli eserciti numerosi era succeduta l’ira suprema degli ultimi superstiti, la battaglia si mutava in disfida. Ai bianchi rimanevano due cavalli, una torre e l’alfiere del re; al negro rimanevano due pedine e l’''alfiere segnato''.<noinclude><references/></noinclude> oix6bhxvyviq5oritvphyx3f0pcnr37 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/45 108 1030653 3899113 2026-09-14T15:58:21Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899113 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|19}}</noinclude>{{Nop}} Erano le undici. Evidentemente i neri avrebbero dovuto abbandonare il giuoco. Gli astanti, vedendo la partita condotta a questi termini, salutarono i due giuocatori e congratulandosi con Anderssen, escirono dalla stanza ed andarono a letto. Rimasero soli, faccia a faccia, i due personaggi nostri. Anderssen chiese al negro: — Basta? Il negro rispose quasi urlando: — No! — e fece un movimento; poi nella sua agitazione, volle mutarlo... Anderssen lo interruppe, dicendogli con ironica intenzione: — Casa toccata, pezzo lasciato. Tom obbedì. Ripiombarono nel più sepolcrale silenzio. La sicurezza della vittoria faceva Anderssen nuovamente annoiato, e già la testa cominciava a infiacchirglisi ed il sonno ad offuscarlo. Tom era sempre più desto, sempre più acceso e sempre più cupo. L’alfier nero stava in mezzo alla nuda scacchiera, ritto, deserto, abbandonato dai suoi; una pedina soltanto gli era rimasta per difenderlo dagli attacchi della torre; le altre due pedine erano avanzatissime nel campo dei bianchi: una di queste toccava già la penultima casa. Tom pensava. Le lucerne della sala si oscuravano. Non s’udiva altro rumore fuor che quello d’un grande orologio che pareva misurare il silenzio. Scoccava la mezzanotte quando l’ultima lampada si spense; quel vasto locale rimase illuminato dalla sola candela che ardeva sul tavolo dei giuocatori. Anderssen cominciava a sentire il freddo della notte. Tom sudava. Il selvaggio odore della razza negra offendeva le nari dell’Americano.<noinclude><references/></noinclude> pdq5qkt5yh4vt146jlnexy6pm28k8jk Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/46 108 1030654 3899114 2026-09-14T16:00:11Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899114 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|20|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>{{Nop}} Vi fu un momento che in fondo al giardino s’udì cantarellare il ''bananiero'' di Gotschalk da un forestiere attardato che ritornava all’albergo; Tom si rammentò quella canzone, una nuvola di lontanissime memorie si affacciò al suo pensiero; vide un banana gigante rischiarato dall’aurora dei tropici e fra quei rami un ''hamac'' che dondolava al vento, in questo ''hamac'' due bamboli negri addormentati e la madre inginocchiata al suolo che pregava e cantava quella blandissima nenia. Stette così dieci minuti, rapito in queste rimembranze, in questa visione; poi quando tornò il silenzio profondo, riprese la contemplazione dell’alfiere. Vi è una specie di allucinazione magnetica che la nuova ipnologia classificò col nome di ''ipnotismo'' ed è un’estasi catalettica, la quale viene dalla lunga e intensa fissazione d’un oggetto qualunque. Se si potesse affermare evidentemente questo fenomeno, le scienze della psicologia avrebbero un trionfo di più: ci sarebbe il ''magnetismo'' che prova la trasmissione del pensiero, il così detto ''spiritismo'' che prova la trasmissione della semplice volontà sugli oggetti inanimati, l’''ipnotismo'' che proverebbe l’influenza magnetica delle cose inanimate sull’uomo. Tom pareva colto da questo fenomeno. L’''alfier nero'' lo aveva ipnotizzato. Tom era terribile a vedersi: egli si mordeva convulsivamente le labbra, aveva gli occhi fuori dell’orbita, le gocce di sudore gli cadevano dalla fronte sulla scacchiera. Anderssen non lo guardava più, perché l’oscurità era troppo fitta e perché anch’esso, come attirato dalla stessa elettricità, fissava l’''alfier nero''. Per Tom la partita poteva dirsi perduta; non erano le combinazioni del giuoco che lo facevano così com-<noinclude><references/></noinclude> kj6oa38k6voa71a030ou5q0wpkwd4f8 Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/47 108 1030655 3899115 2026-09-14T16:01:55Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899115 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|21}}</noinclude>mosso, era l’allucinazione. Lo scacco nero, per Tom che lo guardava, non era più uno scacco, era un uomo; non era più ''nero'', era ''negro''. La ceralacca rossa era sangue vivo e la testa ferita una vera testa ferita. Quello scacco egli lo conosceva, egli aveva visto molti anni addietro il suo volto, quello scacco era un vivente... o forse un morto. No; quello scacco era un moribondo, un essere caro librato fra la vita e la morte. Bisogna salvarlo! salvarlo con tutta la forza possibile del coraggio e della ispirazione. All’orecchio del negro ronzava assiduamente come un orribile bordone quella frase che l’Americano aveva detto ridendo, prima d’incominciare la partita: — ''Se si potesse riattaccare così la testa ad un uomo!'' — e quell’incubo aumentava l’allucinazione sua. La fronte di quella figura di legno diventava sempre più umana, sempre più eroica, toccava quasi all’ideale e, passando da trasfigurazione in transumanazione, da uomo diventava ''idea'', come da scacco era diventata uomo. L’''idea fissa'' era ancora là, nel centro dell’anima del negro, sempre più innalzata, sempre più sublimata. Da mania si era mutata in superstizione, da superstizione in fanatismo. Tom era in quella notte, in quel momento la sintesi di tutta la sua razza. Passarono così altre quattro ore, mute come la tomba: due morti o due assopiti avrebbero fatto più rumore che non quei due uomini che lottavano così furiosamente. Il pugilato del pensiero non poteva essere più violento: le idee cozzavano l’una contro l’altra; i concetti cadevano strozzati da una parte e dall’altra. I volti non si guardavano più, le due bocche tacevano. A una certa mossa l’''alfier nero'' perdette terreno, la torre bianca colla sua<noinclude><references/></noinclude> 9nn3xgotwphu20azj28nj1sd4uf1iaw Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/48 108 1030656 3899116 2026-09-14T16:03:48Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899116 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|22|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>marcia potente e diritta lo offendeva e ad ogni passo minacciava di coglierlo. L’alfiere schivava obliquamente con degli slanci da pantera la sua formidabile persecutrice; Anderssen seguiva perplesso la corsa furibonda dell’alfiere spingendo sempre più avanti il suo pezzo e rinserrando il pezzo nemico verso un angolo della scacchiera. Questa fuga febbrile, ansante, durò una intiera mezz’ora; i due re anch’essi prendevano parte in questa frenetica scherma; e lottando anch’essi l’uno contro l’altro, parevano due di quegli antichi re leggendari d’Oriente che si vedevano errare dopo la battaglia sul campo abbandonato, cercandosi ed avventandosi fra loro tragicamente. Dopo mezz’ora la scacchiera aveva di nuovo mutato faccia; la fuga dell’alfiere e lo sconvolgimento dei due re, della torre e delle pedine avevano trascinato cosifattamente i pezzi fuori dai loro centri, che il re bianco era andato a finire nel campo nero, sull’estremo quadrato a sinistra; il re nero gli stava a due passi sulla casa stessa del proprio alfiere. Anderssen, abbagliato dalle evoluzioni fantastiche dell’''alfier nero'', continuava ancora ad inseguirlo, a rinserrarlo, a soffocarlo. A un tratto lo colse! lo afferrò, lo sbalzò dalla scacchiera assieme agli altri pezzi guadagnati e guardò in faccia con piglio trionfante la sconfitta nemica. Erano le cinque del mattino. Spuntava l’alba. La faccia del negro brillava d’uno splendore di giubilo. Anderssen, nella foga della caccia al pezzo fatale, aveva dimenticato la pedina nera che stava sulla penultima casa dei bianchi alla sua destra. Quella pedina era là già da quattro ore ed egli ne aveva sempre differita la condanna.<noinclude><references/></noinclude> 2fdyjb03i1q9785cc9ywk6qpxodm74t Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/49 108 1030657 3899117 2026-09-14T16:05:46Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899117 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|L’ALFIER NERO}}|23}}</noinclude>Quando Anderssen vide quella gran gioia sul volto del negro, tremò; abbassò con rapida violenza gli occhi sulla scacchiera. Tom aveva già fatta la mossa. La pedina era passata regina? No. La pedina era passata alfiere, e già l’''alfiere segnato'', l’''alfier nero'', l’alfiere insanguinato, era risorto ed aveva dato scacco al re bianco. Il negro guardò alla sua volta con orgoglio la scacchiera. Anderssen stette ancora un minuto secondo attonito: il suo re era offeso obliquamente per tutta la diagonale nera del diagramma; da un lato l’altro re gli chiudeva il riparo, dall’altro lato era inceppato da una sua stessa pedina. Il colpo era mirabile! ''Scaccomatto!'' Tom contemplava estatico la sua vittoria. Giorgio Anderssen spiccò un salto, corse al bersaglio, afferrò la pistola, sparò. Nello stesso momento Tom cadde per terra. La palla l’aveva colpito alla testa, un filo di sangue gli scorreva sul volto nero, e colando giù per la guancia, gli tingeva di rosso la gola ed il collo. Anderssen rivide in quest’uomo disteso a terra l’''alfier nero'' che lo aveva vinto. Tom agonizzando pronunciò queste parole: — Gall-Ruck è salvo... Dio protegge i negri... — e morì. Due ore dopo il cameriere che entrò nella sala per dar ordine ai mobili, trovò il cadavere del negro per terra e lo scaccomatto sul tavolo. Giorgio Anderssen era fuggito. Venti giorni dopo arrivava a New-York, e là incalzato dai rimorsi, si era costituito prigioniero e denunciato come assassino di Tom.<noinclude><references/></noinclude> oll7f8ft8bl25gek8kx18n7g1masdaf Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/50 108 1030658 3899118 2026-09-14T16:07:26Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899118 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|24|{{smaller|NOVELLE}}|}}</noinclude>{{Nop}} Il Tribunale lo assolse, prima perché l’assassinato non era che un negro e perché non poteva sussistere l’accusa di omicidio premeditato; poi perché il celebre Giorgio Anderssen si era denunciato da sé, infine perché si era scoperto nelle indagini giudiziarie che il negro ucciso era fratello di un certo Gall-Ruck che aveva fomentata l’ultima sollevazione di schiavi nelle colonie inglesi, quel Gall-Ruck che fu sempre inseguito e non si poté mai trovare. Anderssen rientrò nelle sue terre col rimorso nel cuore non alleggerito dalla più tenue condanna. Dopo la catastrofe che raccontammo giuocò ancora a scacchi, ma non vinse più. Quando si accingeva a {{Ec|giuocaro|giuocare}}, l’''alfier nero'' si mutava in fantasma. Tom era sulla scacchiera! Anderssen perdé al giuoco degli scacchi tutte le ricchezze che con quel giuoco aveva guadagnate. In questi ultimi anni povero, abbandonato da tutti, deriso, pazzo, camminava per le vie di New-York facendo sui marmi del lastricato tutti i movimenti degli scacchi, ora saltando come un cavallo, ora correndo dritto come una torre, ora girando di qua, di là, avanti e indietro come un re e fuggendo ad ogni negro che incontrava. Non so s’egli viva ancora.<noinclude><references/></noinclude> i1mawtpukfxatcgqjwszxam5r8d3nkh Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/7 108 1030659 3899128 2026-09-14T16:45:30Z Candalua 1675 Aggiunto template FI tramite il gadget CropTool 3899128 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=140%|ARRIGO BOITO}} {{Ct|f=400%|L=0.2em|t=5|v=2|NOVELLE}} {{Ct|f=120%|L=0.2em|''E RIVISTE''}} {{Ct|f=120%|''DRAMMATICHE''}} {{Ct|t=2|v=5|PER CURA DI GIOACHINO BROGNOLIGO}} {{FI |file = Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920 (page 7 crop).jpg |width = 20% |caption = }} {{Ct|L=0.2em|t=8|NAPOLI · R. RICCIARDI EDITORE}}<noinclude><references/></noinclude> d8m4z289czgkd8uef03l8y89t80nivi Autore:Otto Brunfels 102 1030660 3899129 2026-09-14T16:46:19Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Otto | Cognome = Brunfels | Attività = botanico/teologo | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 3899129 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Otto | Cognome = Brunfels | Attività = botanico/teologo | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 4oebbhorjju26t1lzoj3si4r83aw6lv Categoria:Pagine in cui è citato Otto Brunfels 14 1030661 3899130 2026-09-14T16:46:34Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Otto Brunfels}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Brunfels, Otto]] 3899130 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Otto Brunfels}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Brunfels, Otto]] iz2fnoimqv8cw9d5dl60jftef0bzwlt Novelle e riviste drammatiche 0 1030662 3899131 2026-09-14T16:47:06Z Candalua 1675 Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]] 3899131 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=14 settembre 2026}}{{Intestazione | Nome e cognome dell'autore = Arrigo Boito | Nome e cognome del curatore = Gioachino Brognoligo | Titolo =Novelle e riviste drammatiche | Anno di pubblicazione = 1920 | Lingua originale del testo = | Nome e cognome del traduttore = | Anno di traduzione = | Progetto = | Argomento = | URL della versione cartacea a fronte = Indice:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf }} <pages index="Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf" from="7" to="7" /> ==Indice== * {{testo|/Prefazione}} * ''Novelle'' ** {{testo|L'alfier nero}} ** {{testo|Iberia}} ** {{testo|Il trapezio}} * ''Riviste drammatiche'' ** {{testo|/I.}} ** {{testo|/II.}} ** {{testo|/III.}} * {{testo|/Appendice bibliografica}} apw0aoxkfaxmcg9g8n5jj8kdbuxajxj Autore:Euricius Cordus 102 1030663 3899133 2026-09-14T16:47:27Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Euricius | Cognome = Cordus | Attività = botanico/poeta/medico/traduttore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 3899133 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Euricius | Cognome = Cordus | Attività = botanico/poeta/medico/traduttore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} ozs302bdk69sf8ujuilz914l8ftzm64 Categoria:Pagine in cui è citato Euricius Cordus 14 1030664 3899134 2026-09-14T16:47:39Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Euricius Cordus}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Cordus, Euricius]] 3899134 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Euricius Cordus}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Cordus, Euricius]] 3az06hhgwz718n4ab0yacpnwckfvpv0 Autore:Benedetto Rinio 102 1030665 3899136 2026-09-14T16:48:12Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Benedetto | Cognome = Rinio | Attività = medico/filosofo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} 3899136 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Benedetto | Cognome = Rinio | Attività = medico/filosofo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} l9ppqprcdp7sfcyy49fbc771xv8ruio Categoria:Pagine in cui è citato Benedetto Rinio 14 1030666 3899137 2026-09-14T16:48:24Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Benedetto Rinio}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Rinio, Benedetto]] 3899137 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Benedetto Rinio}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Rinio, Benedetto]] j8ajqenj48yif31oiga7laqjatx4gua Autore:Bartolomeo da Montagnana 102 1030667 3899139 2026-09-14T16:49:26Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Bartolomeo da Montagnana | Cognome = | Attività = anatomista/medico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} 3899139 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Bartolomeo da Montagnana | Cognome = | Attività = anatomista/medico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} klxtfwnz1qjj14r11xlfzh6wcwuk7pr Categoria:Pagine in cui è citato Bartolomeo da Montagnana 14 1030668 3899140 2026-09-14T16:49:38Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Bartolomeo da Montagnana}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Montagnana, Bartolomeo da]] 3899140 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Bartolomeo da Montagnana}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Montagnana, Bartolomeo da]] bmwckk0lp1n63xvd77au3osr9hq0bzn Autore:Giovanni Matteo Ferrari 102 1030669 3899141 2026-09-14T16:50:10Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Giovanni Matteo | Cognome = Ferrari | Attività = medico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} 3899141 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Giovanni Matteo | Cognome = Ferrari | Attività = medico | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} o8djuavw6fulrpw865nzxmi81cavua0 Categoria:Pagine in cui è citato Giovanni Matteo Ferrari 14 1030670 3899142 2026-09-14T16:50:22Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Giovanni Matteo Ferrari}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Ferrari, Giovanni Matteo]] 3899142 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Giovanni Matteo Ferrari}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Ferrari, Giovanni Matteo]] 19loz9mj2blsgs47ybsb3iqe53i8zne Autore:Bernhard Walther 102 1030671 3899144 2026-09-14T16:51:26Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Bernhard | Cognome = Walther | Attività = umanista/astronomo | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 3899144 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Bernhard | Cognome = Walther | Attività = umanista/astronomo | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 4ptfqn7mghslie1lm7ppkec8xadadyj Categoria:Pagine in cui è citato Bernhard Walther 14 1030672 3899145 2026-09-14T16:51:37Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Bernhard Walther}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Walther, Bernhard]] 3899145 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Bernhard Walther}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Walther, Bernhard]] gnb21tldasssh8uxknwq42ejvfcld7m Autore:Agostino Ricci 102 1030673 3899148 2026-09-14T16:52:12Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Agostino | Cognome = Ricci | Attività = astronomo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} 3899148 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Agostino | Cognome = Ricci | Attività = astronomo | Nazionalità = italiano | Professione e nazionalità = }} g83n7boe59su0vqtm7u7cmitbd9wt9b Categoria:Pagine in cui è citato Agostino Ricci 14 1030674 3899149 2026-09-14T16:52:25Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Agostino Ricci}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Ricci, Agostino]] 3899149 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Agostino Ricci}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Ricci, Agostino]] aqa9inw6owcyfguwpwu4jf9ys2fs1un Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/8 108 1030675 3899152 2026-09-14T16:54:58Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899152 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Ct|f=90%|t=10|v=1|{{Sc|Proprietà letteraria}}}} {{Rule|4em}} {{Ct|f=90%|t=1|v=10|Tutti i diritti di traduzione e di riproduzione riservati.}} {{Rule|24em}} {{Ct|f=90%|Napoli - Stab. Tip. {{Sc|Silvio Morano}} - S. Sebastiano, 48 p. p. (Telef. 8-54)}}<noinclude><references/></noinclude> attwuty1clvcvft53aymne6xdezkjwu Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/13 108 1030676 3899157 2026-09-14T17:03:13Z Candalua 1675 Gadget AutoreCitato 3899157 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" /></noinclude>{{Centrato|I.}} <poem> È d’Arrigo la novella Come l’araba Fenice!</poem> Quante volte mi venne spontanea al pensiero questa variante della famosa strofetta metastasiana mentre attraverso biografie, bibliografie, giornali, riviste, libri vecchi e nuovi cercavo e non trovavo le traccie delle novelle che mi constava avesse scritto Arrigo Boito, anzi non solo non trovavo quelle traccie, ma mi pareva che più le ricercavo, più si facessero tenui, fino a sfumare del tutto! Tanto erano dimenticate e ignorate quelle novelle che parecchi ai quali credetti di potermi sicuramente rivolgere per notizie, mi guardarono stupiti, persuasi che io confondessi Arrigo con {{AutoreCitato|Camillo Boito|Camillo}}, autore, come si sa, di due volumi di novelle, pubblicati dai Treves, ''{{TestoCitato|Storielle vane}}'' e ''{{TestoCitato|Senso}}'', nuove storielle vane. Che anche Arrigo avesse scritto novelle avevo imparato dal {{AutoreCitato|Benedetto Croce|Croce}}, il quale<noinclude><references/></noinclude> 42g5w66gdjzcs8597sv4kgx6nyyskwq Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/14 108 1030677 3899159 2026-09-14T17:05:56Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899159 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|{{smaller|XII}}|{{smaller|PREFAZIONE}}|}}</noinclude>a sua volta l’aveva imparato da una enciclopedia tedesca, ma non sì che non sospettasse anch’egli, da principio, trattarsi di un equivoco; trovarle non gli era stato possibile, ma che fossero state veramente scritte, mi disse a voce, ne aveva poi avuto conferma da Camillo, dalle parole del quale aveva anche ricevuto l’impressione che Arrigo avesse fatto di tutto perché quelle novelle fossero dimenticate, e non amasse che gliene parlassero. Perché, nessuno potrebbe dire. Finalmente, grazie alla dottrina e alla cortesia di alcuni amici, — particolarmente mi è grato ricordare i nomi di {{AutoreCitato|Giuseppe Biadego|Giuseppe Biadego}}, bibliotecario meritissimo della Comunale di Verona, del prof. Enrico Filippini, il cui aiuto mi fu veramente prezioso, del prof. Pietro Nardi, autore di un buono scritto su Arrigo Boito poeta e studioso sagace del gruppo milanese cui il Boito appartenne, — grazie anche al caso e all’ostinazione mia, mi venne fatto di metter le mani su tre delle sei novelle che il Boito avrebbe scritto, e, per giunta, su tre assai interessanti e ignoratissime sue riviste drammatiche: le une e le altre raccolgo in questo volume, certo di far cosa grata al pubblico o, per lo meno, a quanti sono studiosi della potente e complessa natura artistica dell’illustre uomo, che può parer strana solo perché non è ancora conosciuta in tutti i suoi elementi. {{Centrato|II.}} Cinque novelle il Boito avrebbe scritto, secondo il Croce, e cioè: ''{{TestoCitato|L'alfier nero|L’alfier nero}}, {{TestoCitato|Iberia}}, {{TestoCitato|Il pugno chiuso}}, Honor, {{TestoCitato|Il trapezio}};'' una sesta, ''La musica in piazza'', ri-<noinclude><references/></noinclude> i69p8fj0u55q96d34v1tvpnxk1tuqrk Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/15 108 1030678 3899160 2026-09-14T17:08:22Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899160 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione||{{smaller|PREFAZIONE}}|{{smaller|XIII}}}}</noinclude>corda il maestro Gallignani, e di essa non riuscii a trovar traccia. ''L’alfier nero'' fu pubblicato prima nella rivista milanese ''Il Politecnico'', poi, insieme con ''Iberia'', sotto il titolo complessivo ''Un paio di novelle'', nella ''Strenna italiana pel 1868'' dell’editore milanese Ripamonti-Carpano: è la sola novella che abbia avuto l’onore e la fortuna di due edizioni, dalla prima alla seconda delle quali corrono pochissime differenze, bastanti tuttavia a mostrare con quanta cura il Boito la scrivesse, ché alcune, per quanto minute, rappresentano un miglioramento dell’espressione, una vera finezza artistica, e perciò le più importanti raccolgo più oltre. Del ''Pugno chiuso'' il ''Pungolo'' annunciò, il 10 settembre 1867, come prossima la pubblicazione nelle proprie colonne, e l’annuncio rinnovò il 27 dicembre successivo; ma la novella non fu pubblicata né allora né poi dal famoso giornale milamese, diretto e compilato da amici affezionati del Boito che con lui avevano comuni ideali artistici e politici. Era quello il tempo del ''Mefistofele'', e si può credere che prima le cure per la rappresentazione di così grande opera, su cui tante speranze giustamente posavano, poi la delusione amarissima distogliessero il pensiero dello scrittore dalla promessa novella. Di ''Honor'' neanche la più piccola traccia mi fu possibile trovare, né saprei dire dove il biografo tedesco ne scovasse l’indicazione. ''Il trapezio'' fu pubblicato nella ''Rivista Minima'' di Milano, diretta da {{AutoreCitato|Antonio Ghislanzoni|Antonio Ghislanzoni}} e {{AutoreCitato|Salvatore Farina|Salvatore Farina}}: nel terzo fascicolo del 1873, il 2 febbraio, comparve la prima puntata, e nel secondo del 1874, il 18 gennaio, fu, scrive il Farina, lasciato in tronco il ''gustoso romanzetto'': "io, aggiunge, ne ebbi dispetto e ne ebbero<noinclude><references/></noinclude> 1c0mc3wa240hr35qp6rgakmw1c22brw Pagina:Boito - Novelle e riviste drammatiche, Ricciardi, Napoli, 1920.pdf/16 108 1030679 3899162 2026-09-14T17:10:24Z Candalua 1675 /* Trascritta */ 3899162 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Candalua" />{{RigaIntestazione|{{smaller|XIV}}|{{smaller|PREFAZIONE}}|}}</noinclude>dispetto i lettori", e possiam credergli. Non ogni numero della ''Rivista'' ebbe la sua parte di novella; gli intervalli tra puntata e puntata si fanno maggiori via via che il tempo passa; ma poiché ogni puntata ci presenta un episodio ben definito e si chiude in modo da acuire l’interessamento più che la curiosità dei lettori per quello che deve seguire, e poiché tutte rispondono a un piano che appare ben disegnato nella mente dell’autore, se anche non si riesce a indovinarne la linea conclusiva, bisogna dire che l’autore avesse tutta in mente la novella e ne mettesse in carta le singole parti quando la voglia di scrivere lo prendeva, fino a che un bel giorno questa voglia gli venne meno del tutto. Perché? "Già pensava al ''Nerone''", scrive il Farina, e quantunque al ''Nerone'', com’è noto, pensasse già da molto tempo e non da allora soltanto, si può credere che quest’opera pesasse gravemente sul destino delle altre sue, vere bagattelle al confronto di ciò ch’essa doveva essere. ''Il trapezio'' dunque non è che un frammento, ma pur come tale appare la migliore delle tre novelle che, sole, biografi e bibliografi indicano con precisa sicurezza, sì che non c’è da dubitare che sole esse tre siano state scritte. I titoli delle altre rappresentano promesse non mantenute: dietro i titoli, secondo mi fa credere l’esempio del ''Trapezio'', ci doveva essere nella mente del maestro se non tessuta la tela, ordita la trama; bastava solo, forse, ch’egli le scrivesse e a ciò non seppe o non poté decidersi, per circostanze che è vano investigare.<noinclude><references/></noinclude> 50spsm3ijsao6nt9b3ntemtux69iq62 Autore:Johann Paul Hebenstreit 102 1030680 3899175 2026-09-14T18:56:29Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Johann Paul | Cognome = Hebenstreit | Attività = teologo/professore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 3899175 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Johann Paul | Cognome = Hebenstreit | Attività = teologo/professore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 3eyrcc2g0y0e4e7panzwim8ovj36td4 Categoria:Pagine in cui è citato Johann Paul Hebenstreit 14 1030681 3899176 2026-09-14T18:56:48Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johann Paul Hebenstreit}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Hebenstreit, Johann Paul]] 3899176 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johann Paul Hebenstreit}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Hebenstreit, Johann Paul]] lz4pl5r8j5vpl327otbx039oxmephzw Autore:Johannes Siebelis 102 1030682 3899177 2026-09-14T18:57:16Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Autore | Nome = Johannes | Cognome = Siebelis | Attività = filologo/professore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} 3899177 wikitext text/x-wiki {{Autore | Nome = Johannes | Cognome = Siebelis | Attività = filologo/professore | Nazionalità = tedesco | Professione e nazionalità = }} tao3wjqxfs5ga9sqwt137ot6e78n4rk Categoria:Pagine in cui è citato Johannes Siebelis 14 1030683 3899178 2026-09-14T18:57:28Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johannes Siebelis}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Siebelis, Johannes]] 3899178 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johannes Siebelis}} [[Categoria:Pagine per autore citato|Siebelis, Johannes]] 2iru60kus16fhvg96pkpjuk617ci0r0 Nuova enciclopedia popolare/Introduzione 0 1030684 3899181 2026-09-14T19:04:47Z Panz Panz 3665 Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]] 3899181 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=Introduzione|prec=../Gli editori. A chi legge|succ=../Introduzione/Preliminari}} == Indice == *{{Testo|../Introduzione/Preliminari}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo primo}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo secondo}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo terzo}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo quarto}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo quinto}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo sesto}} *{{Testo|../Introduzione/Capitolo settimo}} huavce9eoeruevjr20xw8bh4pu7rubu Nuova enciclopedia popolare/Introduzione/Preliminari 0 1030685 3899182 2026-09-14T19:05:52Z Panz Panz 3665 Porto il SAL a SAL 75% 3899182 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Introduzione]] - Preliminari|prec=../|succ=../Capitolo primo}} <pages index="Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu" from="13" to="15" /> e40hlfohhvxcb11d1sov895zwoef1om Nuova enciclopedia popolare/Introduzione/Capitolo primo 0 1030686 3899183 2026-09-14T19:07:30Z Panz Panz 3665 Porto il SAL a SAL 75% 3899183 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Introduzione]] - Capitolo primo|prec=../Preliminari|succ=../Capitolo secondo}} <pages index="Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu" from="16" to="19" /> {{Sezione note}} fyci3pet4jye8cqjazt107wg3w1wbow Categoria:Testi in cui è citato Vans Kennedy 14 1030687 3899184 2026-09-14T19:08:46Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Vans Kennedy}} [[Categoria:Testi per autore citato|Kennedy, Vans]] 3899184 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Vans Kennedy}} [[Categoria:Testi per autore citato|Kennedy, Vans]] 5y9juhr4mn3prfg1evxfygov9d4h398 Categoria:Testi in cui è citato Johann Gottlieb Rhode 14 1030688 3899185 2026-09-14T19:08:51Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johann Gottlieb Rhode}} [[Categoria:Testi per autore citato|Rhode, Johann Gottlieb]] 3899185 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johann Gottlieb Rhode}} [[Categoria:Testi per autore citato|Rhode, Johann Gottlieb]] k01v8uxbv2j6ksk3zg81hgsisqn2f9b Categoria:Testi in cui è citato Quintin Craufurd 14 1030689 3899186 2026-09-14T19:08:56Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Quintin Craufurd}} [[Categoria:Testi per autore citato|Craufurd, Quintin]] 3899186 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Quintin Craufurd}} [[Categoria:Testi per autore citato|Craufurd, Quintin]] gbfqf7gxm0suf30m1qssc631t3c8e8c Categoria:Testi in cui è citato Finnur Magnússon 14 1030690 3899187 2026-09-14T19:09:00Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Finnur Magnússon}} [[Categoria:Testi per autore citato|Magnússon, Finnur]] 3899187 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Finnur Magnússon}} [[Categoria:Testi per autore citato|Magnússon, Finnur]] t3digtu7bg6zzh4ee9bdccvctq18gri Categoria:Testi in cui è citato Jean-François Le Déist de Botidoux 14 1030691 3899188 2026-09-14T19:09:05Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Jean-François Le Déist de Botidoux}} [[Categoria:Testi per autore citato|Botidoux, Jean-François Le Déist de]] 3899188 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Jean-François Le Déist de Botidoux}} [[Categoria:Testi per autore citato|Botidoux, Jean-François Le Déist de]] bqzo899hese0rtjy5b09g8ajo8n79np Categoria:Testi in cui è citato Thomas Henri Martin 14 1030692 3899189 2026-09-14T19:09:10Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Thomas Henri Martin}} [[Categoria:Testi per autore citato|Martin, Thomas Henri]] 3899189 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Thomas Henri Martin}} [[Categoria:Testi per autore citato|Martin, Thomas Henri]] jk27nlnej7kn7gjt1ndlwdtwhur8zsj Categoria:Testi in cui è citato Pierre Toussaint Marcel de Serres de Mesplès 14 1030693 3899190 2026-09-14T19:09:15Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Pierre Toussaint Marcel de Serres de Mesplès}} [[Categoria:Testi per autore citato|Mesplès, Pierre Toussaint Marcel de Serres de]] 3899190 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Pierre Toussaint Marcel de Serres de Mesplès}} [[Categoria:Testi per autore citato|Mesplès, Pierre Toussaint Marcel de Serres de]] 3pvtllg5rjyxuskk940pylc44oti3sl Categoria:Testi in cui è citato William Buckland 14 1030694 3899191 2026-09-14T19:09:19Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|William Buckland}} [[Categoria:Testi per autore citato|Buckland, William]] 3899191 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|William Buckland}} [[Categoria:Testi per autore citato|Buckland, William]] k9bkx42gpc9wdjl7iuvc967c9jn299m Categoria:Testi in cui è citato Henry De la Beche 14 1030695 3899192 2026-09-14T19:09:23Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Henry De la Beche}} [[Categoria:Testi per autore citato|Beche, Henry De la]] 3899192 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Henry De la Beche}} [[Categoria:Testi per autore citato|Beche, Henry De la]] pcbiqg48krmkanlq5cu3glfo1dpsbfa Categoria:Testi in cui è citato Joseph François Du Clot 14 1030696 3899193 2026-09-14T19:09:27Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Joseph François Du Clot}} [[Categoria:Testi per autore citato|Clot, Joseph François Du]] 3899193 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Joseph François Du Clot}} [[Categoria:Testi per autore citato|Clot, Joseph François Du]] jtosyo2nzk6w21by16c112g5zplm4mg Nuova enciclopedia popolare/Introduzione/Capitolo secondo 0 1030697 3899194 2026-09-14T19:11:37Z Panz Panz 3665 Porto il SAL a SAL 75% 3899194 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Introduzione]] - Capitolo secondo|prec=../Capitolo primo|succ=../Capitolo terzo}} <pages index="Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu" from="20" to="40" tosection="s1" /> {{Sezione note}} 9a61kwizy1v1g8ke88nexv0jlp6c7ek Categoria:Testi in cui è citato Nicolas Lenglet Du Fresnoy 14 1030698 3899195 2026-09-14T19:12:10Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Nicolas Lenglet Du Fresnoy}} [[Categoria:Testi per autore citato|Fresnoy, Nicolas Lenglet Du]] 3899195 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Nicolas Lenglet Du Fresnoy}} [[Categoria:Testi per autore citato|Fresnoy, Nicolas Lenglet Du]] aa4loym4ftrlqg32gcny2xuodti1djq Categoria:Testi in cui è citato Johann Dominicus Fiorillo 14 1030699 3899196 2026-09-14T19:12:15Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johann Dominicus Fiorillo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Fiorillo, Johann Dominicus]] 3899196 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johann Dominicus Fiorillo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Fiorillo, Johann Dominicus]] 0twe3hzz42n9yjt75se7ftu4h551kp4 Categoria:Testi in cui è citato Johann August Donndorf 14 1030700 3899197 2026-09-14T19:12:25Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johann August Donndorf}} [[Categoria:Testi per autore citato|Donndorf, Johann August]] 3899197 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johann August Donndorf}} [[Categoria:Testi per autore citato|Donndorf, Johann August]] c1dexfb3hd91xdrdfcfjby571fdd3vj Categoria:Testi in cui è citato John Playfair 14 1030701 3899198 2026-09-14T19:12:30Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|John Playfair}} [[Categoria:Testi per autore citato|Playfair, John]] 3899198 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|John Playfair}} [[Categoria:Testi per autore citato|Playfair, John]] h6s83g5zw6fciq8xjmpxu8lb6f8iilc Categoria:Testi in cui è citato Joachim Bouvet 14 1030702 3899199 2026-09-14T19:12:34Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Joachim Bouvet}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bouvet, Joachim]] 3899199 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Joachim Bouvet}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bouvet, Joachim]] fehu49njcr47qtyjcx76i2zkh22uirk Categoria:Testi in cui è citato Guillaume Le Gentil 14 1030703 3899200 2026-09-14T19:12:39Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Guillaume Le Gentil}} [[Categoria:Testi per autore citato|Gentil, Guillaume Le]] 3899200 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Guillaume Le Gentil}} [[Categoria:Testi per autore citato|Gentil, Guillaume Le]] 2ymgw725e915h2v0i8aramv9q7orq8r Categoria:Testi in cui è citato Jacob Schimmelmann 14 1030704 3899201 2026-09-14T19:12:49Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Jacob Schimmelmann}} [[Categoria:Testi per autore citato|Schimmelmann, Jacob]] 3899201 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Jacob Schimmelmann}} [[Categoria:Testi per autore citato|Schimmelmann, Jacob]] p8cdmy9kcrb6m4f5gnsidb7lvaf39rv Categoria:Testi in cui è citato Henri Moke 14 1030705 3899202 2026-09-14T19:12:52Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Henri Moke}} [[Categoria:Testi per autore citato|Moke, Henri]] 3899202 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Henri Moke}} [[Categoria:Testi per autore citato|Moke, Henri]] q8h4l3w29onjr6golt67gcqz1nkfexd Categoria:Testi in cui è citato Johann Friedrich Kleuker 14 1030706 3899203 2026-09-14T19:12:56Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johann Friedrich Kleuker}} [[Categoria:Testi per autore citato|Kleuker, Johann Friedrich]] 3899203 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johann Friedrich Kleuker}} [[Categoria:Testi per autore citato|Kleuker, Johann Friedrich]] ayk3uggw1txa1wivsef1lxmyurm93ez Categoria:Testi in cui è citato Frédéric Pascal de Brotonne 14 1030707 3899204 2026-09-14T19:13:00Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Frédéric Pascal de Brotonne}} [[Categoria:Testi per autore citato|Brotonne, Frédéric Pascal de]] 3899204 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Frédéric Pascal de Brotonne}} [[Categoria:Testi per autore citato|Brotonne, Frédéric Pascal de]] e6ti5eh0ecmwxmeh3ovrsp93zar9n3k Categoria:Testi in cui è citato Urbain Chevreau 14 1030708 3899205 2026-09-14T19:13:33Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Urbain Chevreau}} [[Categoria:Testi per autore citato|Chevreau, Urbain]] 3899205 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Urbain Chevreau}} [[Categoria:Testi per autore citato|Chevreau, Urbain]] nxfjny9zkvq8fmamhqasz554rw8c1nu Categoria:Testi in cui è citato Charles Le Gobien 14 1030709 3899206 2026-09-14T19:13:37Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Charles Le Gobien}} [[Categoria:Testi per autore citato|Gobien, Charles Le]] 3899206 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Charles Le Gobien}} [[Categoria:Testi per autore citato|Gobien, Charles Le]] 00lpcelsd071x8vh4czudz1sht55u2z Categoria:Testi in cui è citato Álvaro Semedo 14 1030710 3899207 2026-09-14T19:13:41Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Álvaro Semedo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Semedo, Álvaro]] 3899207 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Álvaro Semedo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Semedo, Álvaro]] qcj02vxlz2k11way865tw6wv16m1azo Categoria:Testi in cui è citato Joannes de Laet 14 1030711 3899208 2026-09-14T19:13:47Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Joannes de Laet}} [[Categoria:Testi per autore citato|Laet, Joannes de]] 3899208 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Joannes de Laet}} [[Categoria:Testi per autore citato|Laet, Joannes de]] dpjz2bafmfc0wfcol1qo4y4zp55lurx Categoria:Testi in cui è citato Amédée François Frézier 14 1030712 3899209 2026-09-14T19:13:52Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Amédée François Frézier}} [[Categoria:Testi per autore citato|Frézier, Amédée François]] 3899209 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Amédée François Frézier}} [[Categoria:Testi per autore citato|Frézier, Amédée François]] im0tesx35g454z5omly565ica5zirx0 Categoria:Testi in cui è citato Christian Jürgensen Thomsen 14 1030713 3899210 2026-09-14T19:13:56Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Christian Jürgensen Thomsen}} [[Categoria:Testi per autore citato|Thomsen, Christian Jürgensen]] 3899210 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Christian Jürgensen Thomsen}} [[Categoria:Testi per autore citato|Thomsen, Christian Jürgensen]] pvkuvqtrt6oconb7qeepmn1915pb5pu Categoria:Testi in cui è citato Erich Christian Werlauff 14 1030714 3899211 2026-09-14T19:14:00Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Erich Christian Werlauff}} [[Categoria:Testi per autore citato|Werlauff, Erich Christian]] 3899211 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Erich Christian Werlauff}} [[Categoria:Testi per autore citato|Werlauff, Erich Christian]] 6a75hcmu62m8qhb2pec8oed0g09z560 Categoria:Testi in cui è citato Rasmus Nyerup 14 1030715 3899212 2026-09-14T19:14:04Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Rasmus Nyerup}} [[Categoria:Testi per autore citato|Nyerup, Rasmus]] 3899212 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Rasmus Nyerup}} [[Categoria:Testi per autore citato|Nyerup, Rasmus]] c3f1wb1fx3mlinjwxry3e9ga2390910 Categoria:Testi in cui è citato Barthélemy d'Herbelot de Molainville 14 1030716 3899213 2026-09-14T19:14:08Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Barthélemy d'Herbelot de Molainville}} [[Categoria:Testi per autore citato|Molainville, Barthélemy d'Herbelot de]] 3899213 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Barthélemy d'Herbelot de Molainville}} [[Categoria:Testi per autore citato|Molainville, Barthélemy d'Herbelot de]] c3kviwqydssi4qnbw57hs6rhvnc7jw3 Categoria:Testi in cui è citato Theodor de Bry 14 1030717 3899214 2026-09-14T19:14:14Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Theodor de Bry}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bry, Theodor de]] 3899214 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Theodor de Bry}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bry, Theodor de]] dad2ev05of3v4ch6e6pmsnnlwkyjbjm Nuova enciclopedia popolare/Introduzione/Capitolo terzo 0 1030718 3899216 2026-09-14T19:17:50Z Panz Panz 3665 Porto il SAL a SAL 75% 3899216 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=14 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|Introduzione]] - Capitolo terzo|prec=../Capitolo secondo|succ=../Capitolo quarto}} <pages index="Nuova enciclopedia popolare, vol. 1, 1841 - BEIC IE6976769.djvu" from="40" to="59" fromsection="s2" tosection="s1" /> {{Sezione note}} 4zka6blawe5527uozpdg1i1orgg303s Categoria:Testi in cui è citato Claude-Emmanuel de Pastoret 14 1030719 3899217 2026-09-14T19:18:22Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Claude-Emmanuel de Pastoret}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pastoret, Claude-Emmanuel de]] 3899217 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Claude-Emmanuel de Pastoret}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pastoret, Claude-Emmanuel de]] 4q97lyxecs9je4qcwiqli14swpswwdm Categoria:Testi in cui è citato Abu l-Fadl 'Allami 14 1030720 3899218 2026-09-14T19:18:27Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Abu l-Fadl 'Allami}} [[Categoria:Testi per autore citato|'Allami, Abu l-Fadl]] 3899218 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Abu l-Fadl 'Allami}} [[Categoria:Testi per autore citato|'Allami, Abu l-Fadl]] plrq54cs5aadlf7p23byl455osuur3j Categoria:Testi in cui è citato François Bernier 14 1030721 3899219 2026-09-14T19:18:31Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|François Bernier}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bernier, François]] 3899219 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|François Bernier}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bernier, François]] 8dg67n8u44kvljd7o6z7pqvff2tvq3y Categoria:Testi in cui è citato Pierre Sonnerat 14 1030722 3899220 2026-09-14T19:18:36Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Pierre Sonnerat}} [[Categoria:Testi per autore citato|Sonnerat, Pierre]] 3899220 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Pierre Sonnerat}} [[Categoria:Testi per autore citato|Sonnerat, Pierre]] 83idbz5jrk4hvtkrwjj364nd98if8he Categoria:Testi in cui è citato Telauge 14 1030723 3899221 2026-09-14T19:18:45Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Telauge}} [[Categoria:Testi per autore citato|Telauge]] 3899221 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Telauge}} [[Categoria:Testi per autore citato|Telauge]] 751hx49q3p8fpi0t0ojo79cv8qpsade Categoria:Testi in cui è citato Brisone di Eraclea 14 1030724 3899222 2026-09-14T19:18:51Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Brisone di Eraclea}} [[Categoria:Testi per autore citato|Eraclea, Brisone di]] 3899222 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Brisone di Eraclea}} [[Categoria:Testi per autore citato|Eraclea, Brisone di]] 2xvd7m8269qpkweccbf44g3kbqzs7ge Categoria:Testi in cui è citato Carlo Targa 14 1030725 3899293 2026-09-15T07:09:45Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Carlo Targa}} [[Categoria:Testi per autore citato|Targa, Carlo]] 3899293 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Carlo Targa}} [[Categoria:Testi per autore citato|Targa, Carlo]] o1ghx5p0kmnzoaz7x9wsb6ttjc7gaqh Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/11 108 1030726 3899306 2026-09-15T08:20:16Z Modafix 8534 /* Trascritta */ Gadget AutoreCitato 3899306 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>''propriam, ac cognatam viam,per quam ad altiora feratur benignissimè providens, ac prò ipsius modo, in sacris literis huiusmodi ascensionis itinera sternens''. de Eccl. Hier. libro 2. cap. 7. Hor’io, si come nella tessitura della favola, hò seguito i trè lumi della Epopeia, {{AutoreCitato|Omero|Omero}}, {{AutoreCitato|Publio Virgilio Marone|Virgilio}} e ’l {{AutoreCitato|Torquato Tasso|Tasso}}; così nella verità del soggetto, hò tracciato le trè guide più veraci, la Chiesa Romana, la Sacra Scrittura, e’ Santi Dottori: trà le diversità delle opinioni alle più confacenti al mio disegno m’appigliai; l’altre, non come false; ma come non conformi al mio proposito, tralasciando. Suppongo dunque, la Maddalena Maria, nata nella Real Città di Gierusalemme, dalla Regia stirpe Machabea, da Siro, Duce dell’Esercitò, e da Eucaria; sorella di Lazaro, che successe all’ufficio del Padre, e di Marta, che hereditò Bettania nella Giudea; si come essa Maria, Maddalo nella Galilea, col cognome di Maddalena. Morti i genitori, ed allontanati i propinqui, ingannata da un suo Secretario, e poi da altri, dimorò ne’ peccati dodic’anni, chiamata la peccatrice, finche fù convertita da Cristo: questa è la somma. Per trattar tutto questo alla Poetica, hò vestito di persona i vitij, e le virtù, e ’l vitio principale, che tiranneggiava la Maddalena, di personaggio, e nome d’Amor Tiranno, che congiurato, col Mondo, e col Diavolo l’opprimea sotto il giogo del peccato; à i quali trè nemici opposi trè fautori, Cristo, con gli Angeli, Lazaro, con l’arme, e Marta, col<noinclude>{{PieDiPagina||† 4|con-{{spazi|5}}}}</noinclude> gdz5ujteg88av4n5dhi8an9hgftlbrj Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/12 108 1030727 3899309 2026-09-15T08:27:55Z Modafix 8534 /* Trascritta */ 3899309 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>consiglio estrinseco; havendo per l’intrinseco la Fede, con l’altre virtù: quinci risultano le machine, le battaglie spirituali, e corporali; terrestri, e maritime; le visioni, le rivelationi, le ricognitioni, e le catastrofi, che rendono il Poema grande, ravviluppato, episodiato, giocondo, vario, e maravliglioso. Mi compatirà poi, chi considera, se io fra’ cilicij, e le discipline, fra’ digiuni, e le vigilie, fra’ silentij e le solitudini, lungi dall’Academie, e privo de’ libri necessarij; non mi sollevai più, che tanto in questo mestiere, che non soffrisce mezanità, benche non trascurai ogni possibil diligenza, furando il tempo à mè stesso, per pausa degli esercitij concessomi per non restan preda del tempore. Finalmente, al giudicio della Santa, Cattolica, Apostolica, e Romana Chiesa, e del Sommo Pontefice Romano, Vicario di Cristo, Clemente Decimo, e suoi Successori, questo mio Poema, ed ogni altra mia fatica, e me stesso totalmente sottopongo, e rimetto. Protestandomi, che scrivo alla Poetica, e credo alla Cattolica; prontissimo di versare il sangue, per gloria del Liberatore, come spargo l’inchiostro, per honor della Liberata. Vivi felice.<noinclude>{{PieDiPagina|||PROVE{{spazi|5}}}}</noinclude> fgqztyqvsb90vraaslt0czh8atr4pfv La Maddalena liberata (1673)/A chi leggerà, il poeta 0 1030728 3899310 2026-09-15T08:28:46Z Modafix 8534 Porto il SAL a SAL 75% 3899310 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=A chi leggerà, il poeta|prec=../Alla diva, l'autore|succ=../Prove de' rivisori}} <pages index="Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu" from="10" to="12" /> 25uu8pkrtggw1i2pw3ossc597qd4juv Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/13 108 1030729 3899326 2026-09-15T08:47:32Z Modafix 8534 /* Trascritta */ 3899326 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.2|w=0.3em|f=130%|'''PROVE DE’ RIVISORI.}} {{Ct|v=1.3|style=line-height:1.4em|f=110%|DEL M. R. P. FRA GIOSEPPE DA SORTINO</br>Ministro Provinciale de’ PP. Cappuccini</br>della Provincia di Siracusa.}} {{Capolettera|P}}Er commissione del M. R. P. FR. SIMPLICIANO DA MILANO, Generale della Religione Cappuccina, ho letto, con molta attentione La Maddalena Liberata, Poema Eroico Sacro, del R. P. Frat’Ignatio della Citta di Reggio, Teologo della medesima Religione, e l’ho trovato non solo, non esser contrario alla Santa Fede, e buoni costumi, ma tanto aggiustato alle regole Poetiche, così ricco di dottrine, così colmo d’eruditione, così intrecciato di tutte le materie trattabili, che parendomi, quasi un fiorito campo, sia la corona di cutti i Poemi Eroici, così antichi, come moderni; e ciascheduno, a guisa d’ape ingegnosa, può raccorre miele di curiosità, e di devotione verso la gloriosa Penitente. Onde stimo doversi dare alle stampe, per beneficio, e soddisfattion di tutti, così giudico, così affermo, e così mi sottoscrivo. Nel Convento nostro della Immaculata Concettione della Città di Reggio li 4. di Marzo 1657. {{Blocco a destra|style=line-height:1.4em; text-align:center|Frà Gioseppe da Sortino, Ministro Provinciale</br>de’ Cappuccini di Siracusa.}}<noinclude>{{PieDiPagina|||Del{{spazi|5}}}}</noinclude> qh8wdhz4bg67iohpose4ny1qyiuq508 Pagina:Cumbo - La Maddalena liberata, Venezia, Baglioni, 1673.djvu/14 108 1030730 3899328 2026-09-15T08:52:26Z Modafix 8534 /* Trascritta */ 3899328 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.4|Del M. R. P. {{AutoreCitato|GIACOMO LUBRANO}}</br>Celebre Oratore Giesuita.}} {{Capolettera|I}}L presente Poema Eroico del P. Ignatio de Cumbis, Teologo frà’ Cappuccini; per la gravità dello stile, nulla affettato, e d’arteficiosa negligenza ornato; mi par degnissimo di luce, mentre honora le pupille di Maddalena. Veggonsi quì santificate l’acque d’Ippocrene dalle lagrime d’una Penitente, innamorata di Cristo. E le Muse tanto più caste, quato più impiegate, alle lodi d’una Vergine Meretrice. L’intreccio è tanto ingegnoso, che potrà far vergognare le favole de’ Romanzi. Gli affetti sparsi, con tanto decoro, che paiono nati dalla bocca della Santa, non dalla penna dello Scrittore. In fede di questo mi sottoscrivo, in Reggio 13. Marzo 1657. {{Blocco a destra|style=line-height:1.4em; text-align:center|P. Giacomo Lubrano Professo della</br>Compagnia di Giesù.}}<noinclude>{{PieDiPagina|||Noi{{spazi|5}}}}</noinclude> kvzqxyikuaewvvszdmipu9tyozmih4b 3899329 3899328 2026-09-15T08:52:51Z Modafix 8534 3899329 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="3" user="Modafix" /></noinclude>{{Ct|t=1|v=1.4|Del M. R. P. {{AutoreCitato|Giacomo Lubrano|GIACOMO LUBRANO}}</br>Celebre Oratore Giesuita.}} {{Capolettera|I}}L presente Poema Eroico del P. Ignatio de Cumbis, Teologo frà’ Cappuccini; per la gravità dello stile, nulla affettato, e d’arteficiosa negligenza ornato; mi par degnissimo di luce, mentre honora le pupille di Maddalena. Veggonsi quì santificate l’acque d’Ippocrene dalle lagrime d’una Penitente, innamorata di Cristo. E le Muse tanto più caste, quato più impiegate, alle lodi d’una Vergine Meretrice. L’intreccio è tanto ingegnoso, che potrà far vergognare le favole de’ Romanzi. Gli affetti sparsi, con tanto decoro, che paiono nati dalla bocca della Santa, non dalla penna dello Scrittore. In fede di questo mi sottoscrivo, in Reggio 13. Marzo 1657. {{Blocco a destra|style=line-height:1.4em; text-align:center|P. Giacomo Lubrano Professo della</br>Compagnia di Giesù.}}<noinclude>{{PieDiPagina|||Noi{{spazi|5}}}}</noinclude> i9qcgd43d2htuucmvpbulk7tsvpr1hk L'Avesta (Pizzi, 1914)/L'Avesta/II. Dal Yasna/4 0 1030731 3899330 2026-09-15T09:35:04Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3899330 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 4. - La preghiera Ahuna Vairya|prec=../3|succ=../5}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="156" to="156" onlysection="s1" /> {{sezione note}} 81w39d18lwkpmdetijravb5fxqt4y9p 3899332 3899330 2026-09-15T09:37:50Z Alex brollo 1615 3899332 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 4. - La preghiera Ahuna Vairya|prec=../3|succ=../5}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="156" to="157" fromsection="s2" tosection="s1"/> {{sezione note}} h0bvkpd375xkyjes9h7dhmkkmnnvchr L'Avesta (Pizzi, 1914)/L'Avesta/II. Dal Yasna/5 0 1030732 3899331 2026-09-15T09:36:37Z Alex brollo 1615 Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]] 3899331 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 5. - Il Fuoco|prec=../4|succ=../6}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="157" to="159" fromsection="s2" /> btha11enzztrubkxyhatij7a013epyw 3899339 3899331 2026-09-15T09:45:05Z Alex brollo 1615 3899339 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 5. - Il Fuoco|prec=../4|succ=../6}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="157" to="159" fromsection="s2" /> {{sezione note}} ptbd0mfp16cop9c6d9hzptjnn852y0h 3899342 3899339 2026-09-15T09:52:36Z Alex brollo 1615 Porto il SAL a SAL 75% 3899342 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=75%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 5. - Il Fuoco|prec=../4|succ=../6}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="157" to="159" fromsection="s2" /> {{sezione note}} gwv0dyhwf3yfi3404aann6bmgdlrzk0 L'Avesta (Pizzi, 1914)/L'Avesta/II. Dal Yasna/6 0 1030733 3899343 2026-09-15T09:53:31Z Alex brollo 1615 Creo pagina con [[Wikisource:La fabbrica dei giocattoli/autoNs0()|autoNs0]] 3899343 wikitext text/x-wiki {{Qualità|avz=25%|data=15 settembre 2026}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[../|II. Dal Yasna]] - 6. - La dea delle acque Ardvi Sura Anahita|prec=../5|succ=../../L'Avesta/III. Dalle Gatha}} <pages index="Zarathustra - L'Avesta.djvu" from="160" to="163" /> {{sezione note}} m5pp2el2rlvrefjj1ptz651swmhqd7r Categoria:Testi in cui è citato Benjamin Stillingfleet 14 1030734 3899349 2026-09-15T10:11:35Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Benjamin Stillingfleet}} [[Categoria:Testi per autore citato|Stillingfleet, Benjamin]] 3899349 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Benjamin Stillingfleet}} [[Categoria:Testi per autore citato|Stillingfleet, Benjamin]] 6z83gln47oeyne67amy471he0mvecya Categoria:Testi in cui è citato Tespi 14 1030735 3899350 2026-09-15T10:11:51Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Tespi}} [[Categoria:Testi per autore citato|Tespi]] 3899350 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Tespi}} [[Categoria:Testi per autore citato|Tespi]] ickn18bvmqfe3dpu1552uj2sccmpb40 Categoria:Testi in cui è citato Epigene di Sicione 14 1030736 3899351 2026-09-15T10:11:56Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Epigene di Sicione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Sicione, Epigene di]] 3899351 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Epigene di Sicione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Sicione, Epigene di]] 2ersn6ebfispwnn21sel4pb5kshz26y Categoria:Testi in cui è citato Susarione 14 1030737 3899352 2026-09-15T10:11:59Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Susarione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Susarione]] 3899352 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Susarione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Susarione]] 419rpyr951u4m4pe7noa9u7fvgc1f3l Categoria:Testi in cui è citato Pratina 14 1030738 3899353 2026-09-15T10:12:02Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Pratina}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pratina]] 3899353 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Pratina}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pratina]] 3808ivw3c9985euxuwjredoomucm1ck Categoria:Testi in cui è citato Bione di Proconneso 14 1030739 3899354 2026-09-15T10:12:06Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Bione di Proconneso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Proconneso, Bione di]] 3899354 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Bione di Proconneso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Proconneso, Bione di]] icxgldjprenovamtjymczyvso70rtit Categoria:Testi in cui è citato Panfilo di Alessandria 14 1030740 3899355 2026-09-15T10:12:24Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Panfilo di Alessandria}} [[Categoria:Testi per autore citato|Alessandria, Panfilo di]] 3899355 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Panfilo di Alessandria}} [[Categoria:Testi per autore citato|Alessandria, Panfilo di]] 0prqac66satzj7aej9jh3z5eu5fkbw9 Categoria:Testi in cui è citato Ieronimo di Rodi 14 1030741 3899356 2026-09-15T10:12:26Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Ieronimo di Rodi}} [[Categoria:Testi per autore citato|Rodi, Ieronimo di]] 3899356 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Ieronimo di Rodi}} [[Categoria:Testi per autore citato|Rodi, Ieronimo di]] 0njdhye8sa1xvt228cxdszw2ihhhixe Categoria:Testi in cui è citato Aristobulo di Cassandrea 14 1030742 3899357 2026-09-15T10:12:30Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Aristobulo di Cassandrea}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cassandrea, Aristobulo di]] 3899357 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Aristobulo di Cassandrea}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cassandrea, Aristobulo di]] k5fux7816osfe0xxzv5eo43t4fqknkl Categoria:Testi in cui è citato Acusilao 14 1030743 3899358 2026-09-15T10:12:33Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Acusilao}} [[Categoria:Testi per autore citato|Acusilao]] 3899358 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Acusilao}} [[Categoria:Testi per autore citato|Acusilao]] 1qkq59d1kizvbflszepysj2mkbadtjg Categoria:Testi in cui è citato Anassimene di Lampsaco 14 1030744 3899359 2026-09-15T10:12:38Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Anassimene di Lampsaco}} [[Categoria:Testi per autore citato|Lampsaco, Anassimene di]] 3899359 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Anassimene di Lampsaco}} [[Categoria:Testi per autore citato|Lampsaco, Anassimene di]] j52k4u5vuxtbq2xtblfzsdj3uhswjt4 Categoria:Testi in cui è citato Laso 14 1030745 3899360 2026-09-15T10:12:40Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Laso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Laso]] 3899360 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Laso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Laso]] 72w0xaszvmrqixw59uzcnqy2bjxtsso Categoria:Testi in cui è citato Cherilo 14 1030746 3899361 2026-09-15T10:12:43Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Cherilo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cherilo]] 3899361 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Cherilo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cherilo]] 6ndm5e7gnyyrpq9015s02cuqgwdu533 Categoria:Testi in cui è citato Aristarco di Tegea 14 1030747 3899362 2026-09-15T10:12:46Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Aristarco di Tegea}} [[Categoria:Testi per autore citato|Tegea, Aristarco di]] 3899362 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Aristarco di Tegea}} [[Categoria:Testi per autore citato|Tegea, Aristarco di]] qzemafe66cxhqrir21j3o03dq3wlkdw Categoria:Testi in cui è citato Pausania di Gela 14 1030748 3899363 2026-09-15T10:12:50Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Pausania di Gela}} [[Categoria:Testi per autore citato|Gela, Pausania di]] 3899363 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Pausania di Gela}} [[Categoria:Testi per autore citato|Gela, Pausania di]] nheqsmp576vz5qfmh8o4047jrjkitaf Categoria:Testi in cui è citato Platone (comico) 14 1030749 3899364 2026-09-15T10:12:53Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Platone (comico)}} [[Categoria:Testi per autore citato|(comico), Platone]] 3899364 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Platone (comico)}} [[Categoria:Testi per autore citato|(comico), Platone]] ekgll9a4ptvg4gfs60cxle45rs3i32r Categoria:Testi in cui è citato Charles Burney 14 1030750 3899366 2026-09-15T10:13:28Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Charles Burney}} [[Categoria:Testi per autore citato|Burney, Charles]] 3899366 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Charles Burney}} [[Categoria:Testi per autore citato|Burney, Charles]] 6cmsgb7wdrr37b9ryajv50m9nna2pb8 Categoria:Testi in cui è citato Andreas Cleyer 14 1030751 3899367 2026-09-15T10:13:31Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Andreas Cleyer}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cleyer, Andreas]] 3899367 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Andreas Cleyer}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cleyer, Andreas]] ttouiqfmgbjut87i4ix1hm7ml7xo6nr Categoria:Testi in cui è citato Prassagora di Cos 14 1030752 3899368 2026-09-15T10:13:35Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Prassagora di Cos}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cos, Prassagora di]] 3899368 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Prassagora di Cos}} [[Categoria:Testi per autore citato|Cos, Prassagora di]] d6eq7mrr7gpcsdfo1a0yqpsdgg1gii5 Categoria:Testi in cui è citato Polibo 14 1030753 3899369 2026-09-15T10:13:38Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Polibo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Polibo]] 3899369 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Polibo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Polibo]] 9c0zxqtnoe2x4usga6nydopiy2hqokn Categoria:Testi in cui è citato Diogene di Apollonia 14 1030754 3899370 2026-09-15T10:13:42Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Diogene di Apollonia}} [[Categoria:Testi per autore citato|Apollonia, Diogene di]] 3899370 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Diogene di Apollonia}} [[Categoria:Testi per autore citato|Apollonia, Diogene di]] bcbus9amoldgod2j5liyq3xg91yf48d Categoria:Testi in cui è citato Erasistrato 14 1030755 3899371 2026-09-15T10:13:45Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Erasistrato}} [[Categoria:Testi per autore citato|Erasistrato]] 3899371 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Erasistrato}} [[Categoria:Testi per autore citato|Erasistrato]] qxt24te9fgq4paybghhreqcu9d1jf5k Categoria:Testi in cui è citato Erofilo 14 1030756 3899372 2026-09-15T10:13:49Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Erofilo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Erofilo]] 3899372 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Erofilo}} [[Categoria:Testi per autore citato|Erofilo]] lzen1bvgvoqla4cf1wwelpjft4pe7uv Categoria:Testi in cui è citato Sorano di Efeso 14 1030757 3899373 2026-09-15T10:13:52Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Sorano di Efeso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Efeso, Sorano di]] 3899373 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Sorano di Efeso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Efeso, Sorano di]] 35zt0gxx7pvk3x2o4vi9er43v6k26xk Categoria:Testi in cui è citato Celio Aureliano 14 1030758 3899374 2026-09-15T10:13:55Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Celio Aureliano}} [[Categoria:Testi per autore citato|Aureliano, Celio]] 3899374 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Celio Aureliano}} [[Categoria:Testi per autore citato|Aureliano, Celio]] tdpfy4o0pc01x4j7utkssay3doqnejh Categoria:Testi in cui è citato Carone di Lampsaco 14 1030759 3899375 2026-09-15T10:13:58Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Carone di Lampsaco}} [[Categoria:Testi per autore citato|Lampsaco, Carone di]] 3899375 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Carone di Lampsaco}} [[Categoria:Testi per autore citato|Lampsaco, Carone di]] oagwnxn3bnm3dpa0qo2t6x7isuzr9op Categoria:Testi in cui è citato Menecmo di Sicione 14 1030760 3899376 2026-09-15T10:14:01Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Menecmo di Sicione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Sicione, Menecmo di]] 3899376 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Menecmo di Sicione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Sicione, Menecmo di]] nwq5c4ccfrqeg0gh0dhwy0vs5exnv35 Categoria:Testi in cui è citato Fania di Ereso 14 1030761 3899377 2026-09-15T10:14:04Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Fania di Ereso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Ereso, Fania di]] 3899377 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Fania di Ereso}} [[Categoria:Testi per autore citato|Ereso, Fania di]] gfm94oa1kvnw63vhxtlwq17lplw164f Categoria:Testi in cui è citato Filostefano 14 1030762 3899378 2026-09-15T10:14:06Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Filostefano}} [[Categoria:Testi per autore citato|Filostefano]] 3899378 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Filostefano}} [[Categoria:Testi per autore citato|Filostefano]] 758d99f2b4y0wj1cd5pmtdvtr9vtuxn Categoria:Testi in cui è citato Pirgione 14 1030763 3899379 2026-09-15T10:14:09Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Pirgione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pirgione]] 3899379 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Pirgione}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pirgione]] fzo572of76bphv1k61uf3616sdipg3c Categoria:Testi in cui è citato Luciano Bonaparte 14 1030764 3899380 2026-09-15T10:14:15Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Luciano Bonaparte}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bonaparte, Luciano]] 3899380 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Luciano Bonaparte}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bonaparte, Luciano]] 1uxomr2zttmq49nxrmg0qr3holcxppn Categoria:Testi in cui è citato Timoteo di Mileto 14 1030765 3899381 2026-09-15T10:14:19Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Timoteo di Mileto}} [[Categoria:Testi per autore citato|Mileto, Timoteo di]] 3899381 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Timoteo di Mileto}} [[Categoria:Testi per autore citato|Mileto, Timoteo di]] 1ghuyb7uynihz0mmomq3peteuea9ih7 Categoria:Testi in cui è citato Johann Georg Schlosser 14 1030766 3899382 2026-09-15T10:14:22Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Johann Georg Schlosser}} [[Categoria:Testi per autore citato|Schlosser, Johann Georg]] 3899382 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Johann Georg Schlosser}} [[Categoria:Testi per autore citato|Schlosser, Johann Georg]] frwt0cryclzuytrkifc3dyt5pp31ry2 Categoria:Testi in cui è citato William Young 14 1030767 3899383 2026-09-15T10:14:24Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|William Young}} [[Categoria:Testi per autore citato|Young, William]] 3899383 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|William Young}} [[Categoria:Testi per autore citato|Young, William]] pfo6gtmwp1epcgfavn7ju11m17iod8p Categoria:Testi in cui è citato John Pinkerton 14 1030768 3899384 2026-09-15T10:14:27Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|John Pinkerton}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pinkerton, John]] 3899384 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|John Pinkerton}} [[Categoria:Testi per autore citato|Pinkerton, John]] 4wgod0ry665jy4a814ld921fed2jubt Categoria:Testi in cui è citato Jean Frédéric Bernard 14 1030769 3899385 2026-09-15T10:14:41Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Jean Frédéric Bernard}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bernard, Jean Frédéric]] 3899385 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Jean Frédéric Bernard}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bernard, Jean Frédéric]] 02hf3ckofdmzu3qnx8kus94rra6cqn9 Categoria:Testi in cui è citato Mario Bettini 14 1030770 3899386 2026-09-15T10:14:44Z Panz Panz 3665 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Vedi anche autore|Mario Bettini}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bettini, Mario]] 3899386 wikitext text/x-wiki {{Vedi anche autore|Mario Bettini}} [[Categoria:Testi per autore citato|Bettini, Mario]] e5ubi3y7i6ja48uznmjia6u8cclxu7i Indice:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf 110 1030771 3899394 2026-09-15T10:38:52Z Carlomorino 42 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: 3899394 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=David Silvagni |NomePagina=La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (volume III) |Titolo=La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale=italiano |Lingua= |Traduttore= |Illustratore= |Curatore= |Editore=Forzani |Città=Roma |Anno=1883 |Fonte={{IA|lacorteelasociet00silv}} |Immagine=7 |Progetto= |Argomento= |Qualità=25% |Pagine=<pagelist /> |Sommario= |Volumi= |Note= |Css= }} mzthp7wkxptc2e796oop90fbthe698e Discussioni indice:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf 111 1030772 3899395 2026-09-15T10:40:24Z Carlomorino 42 salvataggio memoregex 3899395 wikitext text/x-wiki == memoRegex == <nowiki>{"\\ \\ ":[""," ","g"], "Boma":["","Roma","g"], "\\ ninno\\ ":[""," niuno ","g"], "\\ <ref":["","<ref","g"], "<ref>\\ ":["","<ref>","g"], "Giceruacchio":["","Ciceruacchio","g"], "\\ nò\\ ":[""," nè ","g"], "coir\\ ":["","coll' ","g"], "\\ F\\ ":[""," l' ","g"], "eh'\\ ":["","ch' ","g"], "Giceruaechio":["","Ciceruacchio","g"], "Ninno\\ ":["","Niuno ","g"], "\\ </ref>":["","</ref>","g"], "\\ neir\\ ":[""," nell' ","g"], "\\ deir\\ ":[""," dell' ","g"], "Eoma":["","Roma","g"], "\\ T\\ ":[""," l' ","g"], "\\ ò\\ ":[""," è ","g"], "air\\ ":["","all'","g"], "\\ ohe\\ ":[""," che ","g"], "\\ Diario\\ di\\ Roma\\ ":[""," ''Diario di Roma'' ","g"], "queir\\ ":["","quell' ","g"], "\\ Diario\\ di\\ Roma\\,\\ ":[""," ''Diario di Roma'', ","g"], "Vodi\\ ":["","Vedi ","g"], "\\ Notizie\\ del\\ giorno":[""," ''Notizie del giorno''","g"], "intemo":["","interno","g"], "Bomani":["","Romani","g"], "\\ voi\\.":[""," vol.","g"], "\\ r\\ ":[""," l' ","g"], "\\ Pallade":[""," ''Pallade''","g"], "Diario\\ di\\ Roma\\.":["","''Diario di Roma''.","g"], "intomo":["","intorno","g"], "\\ Y\\ ":[""," l' ","g"], "Koma":["","Roma","g"], "\\ Contemporaneo":[""," ''Contemporaneo''","g"], "\\ prò\\ ":[""," pro ","g"], "cavàlier":["","cavalier","g"], "marcliese":["","marchese","g"], "C\\.\\ Belviglieri\\,":["","{{AutoreCitato|Carlo Belviglieri|Belviglieri}},","g"], "\\{\\{bCentrato\\|":["","{{blocco centrato|","g"], "op\\.\\ eit\\.\\,\\ ":["","op. cit., ","g"], "L\\.\\ C\\.\\ Farini\\,":["","{{Ac|Luigi Carlo Farini|L. C. Farini}},","g"], "N\\.\\ Bianchi\\,":["","{{Ac|Nicomede Bianchi|N. Bianchi}},","g"], "<poem>":["","<poem style=font-size:>","g"], "G\\.\\ La\\ Farina\\,":["","{{Ac|Giuseppe La Farina|G. La Farina}},","g"], "G\\.\\ Benai\\,":["","{{Ac|Giuseppe Benai|G. Benai}},","g"], "F\\.\\ Ranalli\\,":["","{{AutoreCitato|Ferdinando Ranalli|F. Ranalli}},","g"], "A\\.\\ Saffi\\,":["","{{AutoreCitato|Aurelio Saffi|A. Saffi}},","g"], "G\\.\\ Spada\\,":["","{{AutoreCitato|Giuseppe Spada|G. Spada}},","g"], "B\\.\\ Grandoni\\,":["","{{AutoreCitato|Benedetto Grandoni|B. Grandoni}},","g"], "\\{\\{Centrato\\|":["","{{Ct|f=100%|t=1|v=1|","g"], "op\\.\\ cìt\\.":["","op. cit.","g"], "C\\.\\ Cantù\\,":["","{{Ac|Cesare Cantù|C. Cantù}},","g"], "P\\.\\ Balan\\,":["","{{ac|Pietro Balan|P. Balan}},","g"], "C\\.\\ Rusconi\\,":["","{{ac|Carlo Rusconi|C. Rusconi}},","g"], "A\\.\\ Balleydier\\,":["","{{Ac|Alphonse Balleydier|A. Balleydier}},","g"], "A\\.\\ De\\ La\\ Forge\\,":["","{{wl|Q2845612|A. De La Forge}},","g"], "G\\.\\ Montanelli\\,":["","{{ac|Giuseppe Montanelli|G. Montanelli}},","g"], "G\\.\\ Saredo\\,":["","{{ac|Giuseppe Saredo|G. Saredo}},","g"], "E\\.\\ Poggi\\,":["","{{ac|Enrico Poggi|E. Poggi}},","g"], "E\\.\\ Lubienschi\\,":["","{{wl|Q108812565|E. Lubienschi}},","g"], "V\\.\\ D’Arlincourt\\,":["","{{wl|Q1393517|V. D’Arlincourt}},","g"], "A\\.\\ De\\ Saint\\-Albin\\,":["","{{wl|Q2833335|A. De Saint-Albin}},","g"], "M\\.\\ Minghetti\\,":["","{{AutoreCitato|Marco Minghetti|M. Minghetti}},","g"], "F\\.\\ Guizot\\,":["","{{wl|Q157324|F. Guizot}},","g"], "L\\.\\ Pompili\\ Olivieri\\,":["","{{ac|Luigi Pompili Olivieri|L. Pompili Olivieri}}}},","g"], "C\\.\\ Tivaroni\\,":["","{{AutoreCitato|Carlo Tivaroni|C. Tivaroni}},","g"], "E\\.\\ Lubienscki\\,":["","{{wl|Q108812565|E. Lubienscki}},","g"], "\\{\\{Rule\\|4em\\}\\}":["","{{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}}","g"], "H\\.\\ Reuchlin\\,":["","{{wl|Q98170|H. Reuchlin}},","g"], "F\\.\\ T\\.\\ Perrens\\,":["","{{wl|Q3083664|F. T. Perrens}},","g"], "I\\.\\ Zeller\\,":["","{{wl|Q602570|I. Zeller}},","g"], "pag\"\\.\\ ":["","pag. ","g"], "L\\.\\ Pianciani\\,":["","{{AutoreCitato|Luigi Pianciani|L. Pianciani}},","g"], "A\\.\\ Brofferio\\,":["","{{Ac|Angelo Brofferio (1802-1866)|A. Brofferio}},","g"], "T\\.\\ Flathe\\,":["","{{wl|Q98427|T. Flathe}},","g"], "\\{\\{bA\\ destra\\|":["","{{blocco a destra|margine=1em|style=font-size:100%;text-align:center;line-height:1.2em;|","g"], "\\ Buste\\ della\\ miscellanea\\ politica":[""," ''Buste della miscellanea politica''","g"], "M\\.\\ D’Azeglio\\,":["","{{AutoreCitato|Massimo d'Azeglio|M. D’Azeglio}},","g"], "C\\.\\ Cattaneo\\,":["","{{AutoreCitato|Carlo Cattaneo|C. Cattaneo}},","g"], "\\ pag\\*\\.\\ ":[""," pag. ","g"], "P\\.\\ D\\.\\ Pasolini\\,":["","{{AutoreCitato|Pier Desiderio Pasolini|P. D. Pasolini}},","g"], "G\\.\\ Massari\\,":["","{{AutoreCitato|Giuseppe Massari|G. Massari}},","g"], "cap\\.\\ Ili":["","cap. III","g"], "alV\\ ":["","all'","g"], "\\ lib\\.\\ Ili":[""," lib. III","g"], "F\\.\\ Torre\\,":["","{{Ac|Federico Torre|F. Torre}},","g"], "D\\.\\ Silvagni\\,":["","{{Ac|David Silvagni|D. Silvagni}},","g"], "R\\.\\ Rey\\,":["","{{Ac|Rodolphe Rey|R. Rey}},","g"], "L\\.\\ Mickiewicz\\,":["","{{wl|Q2779162|L. Mickiewicz}},","g"], "cap\\.\\ Vili\\,":["","cap. VIII,","g"], "Aldobrardini\\.":["","{{Wl|Q3651442|Aldobrandini}}.","g"], "\\ V\\ Italia":[""," l'Italia","g"], "F\\.\\ A\\.\\ Gualterio\\,\\ ":["","{{ac|Filippo Antonio Gualterio|F. A. Gualterio}},","g"], "Giuseppe\\ Checchetelli\\,":["","{{Ac|Giuseppe Checchetelli|Giuseppe Checchetelli}},","g"], "Segr\\,":["","Segr.","g"], "Gen\\,":["","Gen.","g"], "suir\\ ":["","sull'","g"], "zzcc":["(regex)","{{blocco a destra|margine=2em|style=text-align:center;line-height:1.2em;|<small>Devotissimo servitore vero</small><br/> {{AutoreCitato|Luigi Ciacchi|L. Cardinale {{Type|f=em|l=2px|w=em|{{Sc|Ciacchi}}}}}}.}}","g"], "\\ <br/>":["","<br/>","g"], "Qen\\.":["","Gen.","g"], "\\{\\{zA\\ destra\\|":["","{{A destra|margine=2em|","g"], "<br/>\\ ":["","<br/>","g"], "\\ Buste\\ della\\ guardia\\ civica\\ ":[""," ''Buste della guardia civica'' ","g"], "\\{\\{Wl\\|Q2846330\\|andrea\\ Ferrari\\}\\}":["","{{Wl|Q2846330|Ferrari}}","g"], "\\ Gazzetta\\ di\\ Roma":[""," ''Gazzetta di Roma''","g"], "L\\.\\ Anelli\\,":["","{{Ac|Luigi Anelli|L. Anelli}},","g"], "\\ vol\\.\\ Ili\\,":[""," vol. III,","g"], "N\\.\\ Nisco\\,":["","{{ac|Nicola Nisco|N. Nisco}},","g"], "C\\.\\ Balbo\\,":["","{{Ac|Cesare Balbo|C. Balbo}},","g"], "andrea\\ Ferrari":["","{{Wl|Q2846330|Ferrari}}","g"], "\\ pag\\-\\.":[""," pag.","g"], "C\\.\\ A\\.\\ Vecchi\\,":["","{{ac|Candido Augusto Vecchi|C. A. Vecchi}},","g"], "B\\.\\ Miraglia\\,":["","{{ac|Biagio Miraglia|B. Miraglia}},","g"], "V\\.\\ Gioberti\\,":["","{{ac|Vincenzo Gioberti|V. Gioberti}},","g"], "E\\.\\ Ruth\\,":["","{{wl|Q4401145|E. Ruth}},","g"], "L\\.\\ Settembrini\\,":["","{{ac|Luigi Settembrini|L. Settembrini}},","g"], "\\{\\{Sc\\|\\ ":["","{{Sc|","g"], "D\\.\\ Gaspari\\,":["","{{AutoreCitato|Domenico Gaspari|D. Gaspari}},","g"]}</nowiki> a2xravr451nwq1l2pa2cyf88gch38z0 Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/7 108 1030773 3899396 2026-09-15T10:57:54Z Carlomorino 42 /* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: {{Ct|f=100%|t=1|v=1|LA CORTE}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|E}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|LA SOCIETÀ ROMANA}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|NEI SECOLI XVIII E XIX}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|PER}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|DAVID SILVAGNI}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|VOLUME TERZO}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|ROMA}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|FORZANI E C., TIPOGRAFI DEL SENATO}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct... 3899396 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Carlomorino" /></noinclude>{{Ct|f=100%|t=1|v=1|LA CORTE}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|E}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|LA SOCIETÀ ROMANA}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|NEI SECOLI XVIII E XIX}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|PER}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|DAVID SILVAGNI}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|VOLUME TERZO}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|ROMA}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|FORZANI E C., TIPOGRAFI DEL SENATO}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|1885}}<noinclude><references/></noinclude> eotkvpqws5e7lnya67aibsm9uw4vy85 Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/1 108 1030774 3899397 2026-09-15T10:58:47Z Carlomorino 42 /* new eis level0 */ 3899397 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Carlomorino" /></noinclude><noinclude></noinclude> mme9j8g28d0h1opu9q3370juyfcnruv Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/2 108 1030775 3899398 2026-09-15T10:58:57Z Carlomorino 42 /* new eis level0 */ 3899398 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Carlomorino" /></noinclude><noinclude></noinclude> mme9j8g28d0h1opu9q3370juyfcnruv Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/3 108 1030776 3899399 2026-09-15T10:59:07Z Carlomorino 42 /* new eis level0 */ 3899399 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Carlomorino" /></noinclude><noinclude></noinclude> mme9j8g28d0h1opu9q3370juyfcnruv Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/4 108 1030777 3899400 2026-09-15T10:59:26Z Carlomorino 42 /* new eis level0 */ 3899400 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Carlomorino" /></noinclude><noinclude></noinclude> mme9j8g28d0h1opu9q3370juyfcnruv Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/5 108 1030778 3899401 2026-09-15T10:59:48Z Carlomorino 42 /* new eis level2 */ 3899401 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" /></noinclude>{{Ct|f=100%|t=1|v=1|LA CORTE E LA SOCIETÀ ROMANA.}}<noinclude></noinclude> jxbwvfzqhlsi0ufryj4q0km7na0sje3 Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/6 108 1030779 3899402 2026-09-15T10:59:53Z Carlomorino 42 /* new eis level0 */ 3899402 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="0" user="Carlomorino" /></noinclude><noinclude></noinclude> mme9j8g28d0h1opu9q3370juyfcnruv Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/8 108 1030780 3899403 2026-09-15T11:00:37Z Carlomorino 42 /* new eis level2 */ 3899403 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" /></noinclude>{{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|PROPRIETÀ LETTERARIA.}} {{Rule|4em|000|h=1px|t=1|v=1}}<noinclude></noinclude> itzmfp3wlp7puc4qbbnh9mv8lzhmddp Pagina:La corte e la società romana nei secoli XVIII e XIX (IA lacorteelasociet00silv).pdf/9 108 1030781 3899404 2026-09-15T11:13:01Z Carlomorino 42 /* new eis level2 */ 3899404 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="2" user="Carlomorino" /></noinclude>{{Ct|f=100%|t=1|v=1|I.}} {{Ct|f=100%|t=1|v=1|'''Il possesso del Senatore.'''}} Il Senato romano scomparve verso il quinto secolo. Le famiglie romane patrizie seguirono in parte Costantino a Bisanzio; altre, in gran numero, furono spente dalla guerra gotica, altre migrarono, e le poche rimaste, senza averi, senza potenza, dovettero perdere perfino la coscienza della propria origine. Una città che da una popolazione di oltre mezzo milione (cifra non contradetta) discese nel nono secolo a quindicimila abitanti, con un nugolo di stranieri padroni imperanti in tutti i castelli della campagna, con le guerre spietate e le desolanti carestie, dovè perdere a poco a poco ogni patriziato antico. Però all’epoca di Ottone I (962) esistevano già i Savelli, i Conti e gli Orsini; ed i Colonna ed i Bufalo ebbero alti uffici di Corte presso Ludovico II (855). Le famiglie patrizie che costituivano il Senato non furono totalmente spente. La famiglia Anicia<noinclude></noinclude> 7wjxj8h6vkvfa83b9c1920qfsuyvjy6 Indice:Pizzi - Fiori d'Oriente, 1907.djvu 110 1030782 3899405 2026-09-15T11:26:09Z Alex brollo 1615 [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: 3899405 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Various authors |NomePagina=Fiori d'Oriente (1907) |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore=Italo Pizzi |Illustratore= |Curatore= |Editore=Casa Editrice Scolastica E. Trevisini |Città=Milano |Anno=1907 |Fonte={{IA|PizziFioriOriente}} |Immagine=5 |Progetto=letteratura |Argomento=antologie |Qualità=25% |Pagine=<pagelist 1to16=roman 17=1 591to594=- /> |Sommario= |Volumi= |Note={{WIP|Alex brollo}} |Css= }} 5d9zjkqpmtcwqha4nxk0mncajyvgi0t 3899406 3899405 2026-09-15T11:33:45Z Alex brollo 1615 3899406 proofread-index text/x-wiki {{:MediaWiki:Proofreadpage_index_template |Autore=Autori vari |NomePagina=Fiori d'Oriente (1907) |Titolo= |TitoloOriginale= |Sottotitolo= |LinguaOriginale= |Lingua= |Traduttore=Italo Pizzi |Illustratore= |Curatore= |Editore=Casa Editrice Scolastica E. Trevisini |Città=Milano |Anno=1907 |Fonte={{IA|PizziFioriOriente}} |Immagine=5 |Progetto=letteratura |Argomento=antologie |Qualità=25% |Pagine=<pagelist 1to16=roman 17=1 591to594=- /> |Sommario= |Volumi= |Note={{WIP|Alex brollo}} |Css= }} 7m9uiywng3y7q782mmmcee9tkqakf3z Pagina:Pizzi - Fiori d'Oriente, 1907.djvu/587 108 1030783 3899409 2026-09-15T11:50:22Z Alex brollo 1615 /* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: <poem> 25 INDICE Prefazione PAG. IX LIBRO PRIMO - Racconti storici. 1. Nobile fermezza d'un discendente degli Ommiadi PAG. 1 2. Umiltà e giustizia del Califfo Omar||➤ 9 3. Un rigido consigliere .||» 11 4. Lealtà eroica di Samuele giudeo||> 16 5. Morte di Amr detto quel dal cane >||» 17 6. Avventura di Giozeyma e di Al-Zebba||» 20 7. Prepotenza di Koleyb e sua morte. .||» 26 8. Gratitudine verso i benefattori ricompensata... 3899409 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" /></noinclude><poem> 25 INDICE Prefazione PAG. IX LIBRO PRIMO - Racconti storici. 1. Nobile fermezza d'un discendente degli Ommiadi PAG. 1 2. Umiltà e giustizia del Califfo Omar||➤ 9 3. Un rigido consigliere .||» 11 4. Lealtà eroica di Samuele giudeo||> 16 5. Morte di Amr detto quel dal cane >||» 17 6. Avventura di Giozeyma e di Al-Zebba||» 20 7. Prepotenza di Koleyb e sua morte. .||» 26 8. Gratitudine verso i benefattori ricompensata||» 30 9. Vita salvata a stento||>> 35 10. Morte del Califfo Al-Mamûn||» 38 11. Saladino||41 12. Morte di Al-Hakim Califfo d'Egitto||43 13. Avventure di Al-Hârith e sua morte||47 14. Accoglienze fatte ad un celebre musico d'Arabia||> 54 15. Il poeta Firdusi||» 58 17. La guerra di Dâhis. 62 16. Straordinaria ostinazione d'un ladro del denaro pubblico 68 18. Duello tra Sultano e soldato 82 19. Crudele atto di giustizia 87 20. Avventuriere generosamente trattato 88 21. Spada fatale 92 - LIBRO SECONDO 1. L'uomo più generoso||PAG. 97 2. Un matto che fa da maestro a un re||» 99 3. Avventura di Giafar alla corte di Suleyman||> 100 4. Severa lezione data a due prepotenti.||» 106 Aneddoti e avventure strane </poem><noinclude><references/></noinclude> pz6xl6nc4stro3wwju3eoh7ic7gjfmn Pagina:Pizzi - Fiori d'Oriente, 1907.djvu/588 108 1030784 3899410 2026-09-15T11:53:37Z Alex brollo 1615 /* Pagine SAL 25% */ [[Aiuto:Oggetto automatico|←]] Creata nuova pagina: 5. Gara di generosità||PAG. 108 6. Sagacità di astronomo.||110 7. L'anello rinvenuto||111 8. Generosità d'un governatore destituito||112 9. Storia meravigliosa di due vecchie pianelle||114 10. Vittima della propria generosità.||» 118 11. Vittima dei proprî versi||119 12. Storia meravigliosa del re Salomone e della regina Bilqîsa -||120 13. Mania religiosa del poeta Abu '1- Atahiya||130 14. I figliuoli di Nizâr nel cospet... 3899410 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" /></noinclude>5. Gara di generosità||PAG. 108 6. Sagacità di astronomo.||110 7. L'anello rinvenuto||111 8. Generosità d'un governatore destituito||112 9. Storia meravigliosa di due vecchie pianelle||114 10. Vittima della propria generosità.||» 118 11. Vittima dei proprî versi||119 12. Storia meravigliosa del re Salomone e della regina Bilqîsa -||120 13. Mania religiosa del poeta Abu '1- Atahiya||130 14. I figliuoli di Nizâr nel cospetto di Al-Afaa||132 15. Follia d'amore||134 16. Adamo e il Diavolo poeti||138 17. Vittime dell'amore||140 18. L'Arcimago e il dialogo delle upupe||144 19. Le voci misteriose nelle solitudini d'Arabia||148 20. Generosità d'un povero negro||» 153 21. Invidia d'artefice punita e perdonata.||155 22. Generosità d'un nemico||159 23. Il primo agricoltore||» 161 24. Scrupolo di coscienza pagato caro||164 25. Imprese e vanti di ladri||166 26. Ambasceria speditiva||169 27. L'erede d'un palazzo diroccato||170 28. Uno scroccone tra i Manichei||172 29. Mercante di foglie di palma medico d'un leone||181 30. Sovrano che si fa penitente||ivi 31. Pronto ingegno d'uno scroccone||182 32. Un beduino alla corte del Re di Persia||186 33. Un solitario misterioso.||188 34. Alessandro Magno alle porte del Paradiso.||190 35. Povertà, prefettura, carcere, frutti di generosità.||» 192 LIBRO TERZO Novelle|| 1. Estrema prova di fedeltà||PAG. 199 2. Quattro amanti alla prova||» 206 3. Ciò che toccar dovea, incoglie all'uom quaggiù||208 4. Il Savio e il Matto||213 5. L'avventura del giovane mercante||217 6. Tenace amore alla vita||225 7. Presunzione di giovane punita||227 8. Il lottatore e la smania del viaggiare||228 9. Tre novelle dell'Angelo della morte||236 10. Ricordanza perenne della morte.||242<noinclude><references/></noinclude> 6x61hpq0gvujmwh5q1xgcjb5zwr7hxq 3899411 3899410 2026-09-15T11:53:54Z Alex brollo 1615 3899411 proofread-page text/x-wiki <noinclude><pagequality level="1" user="Alex brollo" /></noinclude><poem> 5. Gara di generosità||PAG. 108 6. Sagacità di astronomo.||110 7. L'anello rinvenuto||111 8. Generosità d'un governatore destituito||112 9. Storia meravigliosa di due vecchie pianelle||114 10. Vittima della propria generosità.||» 118 11. Vittima dei proprî versi||119 12. Storia meravigliosa del re Salomone e della regina Bilqîsa -||120 13. Mania religiosa del poeta Abu '1- Atahiya||130 14. I figliuoli di Nizâr nel cospetto di Al-Afaa||132 15. Follia d'amore||134 16. Adamo e il Diavolo poeti||138 17. Vittime dell'amore||140 18. L'Arcimago e il dialogo delle upupe||144 19. Le voci misteriose nelle solitudini d'Arabia||148 20. Generosità d'un povero negro||» 153 21. Invidia d'artefice punita e perdonata.||155 22. Generosità d'un nemico||159 23. Il primo agricoltore||» 161 24. Scrupolo di coscienza pagato caro||164 25. Imprese e vanti di ladri||166 26. Ambasceria speditiva||169 27. L'erede d'un palazzo diroccato||170 28. Uno scroccone tra i Manichei||172 29. Mercante di foglie di palma medico d'un leone||181 30. Sovrano che si fa penitente||ivi 31. Pronto ingegno d'uno scroccone||182 32. Un beduino alla corte del Re di Persia||186 33. Un solitario misterioso.||188 34. Alessandro Magno alle porte del Paradiso.||190 35. Povertà, prefettura, carcere, frutti di generosità.||» 192 LIBRO TERZO Novelle|| 1. Estrema prova di fedeltà||PAG. 199 2. Quattro amanti alla prova||» 206 3. Ciò che toccar dovea, incoglie all'uom quaggiù||208 4. Il Savio e il Matto||213 5. L'avventura del giovane mercante||217 6. Tenace amore alla vita||225 7. Presunzione di giovane punita||227 8. Il lottatore e la smania del viaggiare||228 9. Tre novelle dell'Angelo della morte||236 10. Ricordanza perenne della morte.||242 </poem><noinclude><references/></noinclude> n6s8dlc5y64xoy8z3h6y9oyjnf9mdzg